Prime poesie ripubblicate


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2019


20 Ottobre

Ti prego non sorridere
mi ricordi
gli allegri giorni della primavera
Ti prego non cantare
mi ricordi
la felicita dell'estate
ti prego non serbare il broncio
mi ricordi
i temporali dell'autunno
Ti prego non fremere
mi ricordi
i geli dell'inverno
Ti prego continua
mi ricordi
un anno trascorso accanto a te.
Mario Ius

Poesia pubblicata il 12 giugno 2007

 

19 Ottobre

A mia figlia.
Quando guardo i tuoi riccioli sempre spettinati,
chissà da quale avo ereditati,
quando guardo i tuoi occhi sorridenti,
per i pensieri e i sogni presenti,
quando ascolto la tua ironia,
così simile alla mia,
quando vedo la tua allegria,
per quanto mi racconti con magia,
l'amore che per te provo,
in un abbraccio sfogo.
Vorrei essere per te impetuosa cascata
che il dolore allevia in una giornata.
Vorrei essere freccia del tuo cammino,
che tu la possa seguire sentendomi vicino.
Vorrei essere per te fonte di ricchezza,
per darti allegria e non amarezza.
Mi impongo di non fare la chioccia,
ormai qualche osservazione ti scoccia.
Ora che grande stai per diventare,
mi devo ritirare.
La madre ho fatto per te come ho potuto,
ti lascio il mio esempio come via battuta.
Mi scuso per gli errori commessi,
l'amore per te (forse) c'era anche in essi,
le madri a volte hanno "gatte da pelare"
e non sempre riescono a soddisfare.
Dall'ideale di figlia alla figlia reale
posso solo giubilare.
L'orgoglio che mi dai
per quanto fai e non fai,
per come sei e non sei,
mi porta a dire: "Che gioia averti come figlia".
Marina Hator

Poesia pubblicata il 17 aprile 2005

 

18 Ottobre

Ode ad Anna Karenina
Anche tu abiti nel cuore della folgore,
Anna.
Sei bella come un sogno scolpito,
e tarlata di peccato.
Ricordo il giorno del presagio:
faceva freddo e c'era
una tormenta di neve.
Tra avversi amori e sfidando il fato,
l'odiata quiete rifuggi.
Contro Pietroburgo e contro quella che tutti chiamano Onestà,
tu sei Anna.
E rispondi ai dardi della luccicante società russa
con coraggio
e con dolore.
Oggi, in isole di pensiero,
sei lieta rimembranza.
Hai amato chi non dovevi.
Un soldato col fuoco dentro
invece di un uomo che ti ha gelato il cuore in deboli battiti.
Forse i tuoi occhi di ghiaccio
sapranno parlare anche dopo la tua morte.
Forse non udisti il fischio
lungo e prolungato
della locomotiva.
E per un treno che non ti sei decisa a perdere,
ce ne fu un altro a trovare
il tuo fragile corpo tremante.
Giuseppe Calamo

Poesia pubblicata il 23 gennaio 2007

 

17 Ottobre

"perché svegliarsi?"
fino a ieri spento e silente,
lo sguardo diafano,
ombroso nell’animo,
un solo passo muovevo
nella buia strada.

oggi invece
nel viaggio delle fioche luci
che mordono a tratti l’ondeggiare dei fumi,
verso l’attimo di uno sguardo incrociato,
il mio pensiero si leva
e l’auto scivola veloce sull’asfalto.

nel domani radioso
rifuggo la noia e ripudio l’affanno,
improvvisamente leggero
nella luce lunare,
ascendo al sopraceleste cielo
dove non ci sono più confini.

mi scopro, mi abbandono,
più non mi nascondo.

e non c’è più mattino
perché la notte è infinita.

condivisa è la notte
con chi ti è vicino.

e allora
perché svegliarsi ?
Enzo Campi

Poesia pubblicata il 9 settembre 2005

 

16 Ottobre

Mare
A te volgo il mio sguardo
all'animo mio e al mio corpo immobile,la tua virtù s'apre.
Dal vento scosso, grintoso e musicale appari.
Luce dal plumbeo cielo lievemente posa.
Muti ai miei occhi in colori di rara bellezza.
Fabio Deluca

Poesia pubblicata il 27 febbraio 2006

 

14 Ottobre

Poesia della giovinezza sprecata
Cosa vuol dire avere un rimpianto
lo so adesso che non ci sei più e di te ho sete
io ti vedo negli occhi di chi mi sta accanto
di chi vive felice le ore più liete.

Cosa vuol dire avere un rimorso
lo so adesso che tu sei passata
che ho con me l'angoscia di averti perso
la sensazione di averti sprecata.

Cosa vuol dire svegliarsi che è già tardi
lo so adesso che sei nella mia mente
che ti inseguo e ti cerco nei ricordi
ma sei solo un'immagine sfuggente.

Cosa vuol dire avere ormai trent'anni
lo so adesso che tu sei finita
che mi appari nelle notti insonni
con l'accusa di non averti vissuta.

Cosa vuol dire sentire il tuo richiamo
lo so adesso che da me ti allontani
e mi rimane solo il tuo profumo
che svanisce e che stringo fra le mani.
Davide68

Poesia pubblicata il 30 agosto 2003

 

13 Ottobre

Oltre lo sguardo
La dove lo sguardo si ferma
il pensiero riparte,
godendo del vento
il leggero frusciar delle fronde,
del tempo che passa
il ricordo scolpito nel cuore,
del sole il riflesso dorato
che illumina il fiore.
La dove lo sguardo si perde
il pensiero ritrova:
il mesto svanire del sogno
al baglior dell'aurora,
del mare in tempesta
il fragore che scuote le vele,
del bacio mai dato
il sapore di fragole e fiele.
Pompilio D'Autilia

Poesia pubblicata l'8 giugno 2007

 

11 Ottobre

Dear prudence.
E soffusi ritorni di un’effimera quiete discendevan sereni a mirar
dell’amore sì novelli mattini, onde quel sol scendea rimembrando
candidi ai chiarori nel rosar di buon tramonto la sua voce e il suo
fiatar. Piangeva l’amore, e lacrimucce al sento vorìan vociar come
timide passioni al nascer nuovo e tristemente in canto. E pian pia-
no nella sera, tra lumicini dorati e flebili manti innevati d’amor, ri-
nasceva quel sorriso.
Francesco Sinibaldi

Poesia pubblicata il 25 gennaio 2003

 

10 Ottobre

La poesia
Parafrasando
il concetto
che le idee
buone o strambe
viaggiano
sulle gambe
della gente,
si può dire
in senso stretto
che la poesia
seria o faceta,
viaggia sulle gambe
del poeta .
Ma dipende
tutto
da un certo fattore,
se questi
riesce a farla
viaggiare
anche col cuore.
Patrizio Spinelli

Poesia pubblicata il 18 febbraio 2004

 

9 Ottobre

Ho sentito tutto
Sono uscito a guardare la notte.
Ho visto due monti scuri stagliati contro un cielo bislacco.
Una spruzzata di luci di tanti colori accesi nel buio
Come lampadine di una festa finita sotto la pioggia
Il pennacchio di vapore di una ciminiera
La sagoma di un traliccio alto quanto una torre medievale.
Ho sentito tutto.
Ho capito che ci sono cose molto più grandi di noi
Piccolissimi cespugli nascosti nell'ombra della paura.
Ho percorso i sentieri dei monti bruniti senza vento
Ho dato loro un nome mio che non c'è sulle mappe
Ho seguito le orme degli animali in cerca di tepore.
Ho sentito tutto.
Mi sono sentito a casa mia.
Ho guardato al di là di questo disegno sereno
Senza scoppi senza fragore senza freddo senza tempo.
Ho saputo che un altro, altri con la vita chiusa nelle tasche
Stavano guardando le stesse cose, muti, allibiti.
Ho sentito tutto.
Ho capito come ci si perde nel non saper contare
Come i bambini che non sono mai andati a scuola
Uno più uno fa tre, due meno due non fa niente ma più di zero.
Ho sentito tutto
Il peccato di non aver dato voce alla parola che sta nelle radici
Aggrappate alla terra bagnata solo dalle lacrime.
Sotto le scarpe ci sono tragitti che non hai mai percorso
Sono le orme dei passi che hai perduto sognando
Pensando solo a te stesso, alle cose da poco che non sono da poco.
Ho sentito tutto
La sovrumana potenza di questo mondo così nobile e così ignobile
Così genuino e così ingenuo che non ti sta abbastanza nel cuore
Ma troppo stretto nella testa
E straripa come un fiume in piena dal suo letto senza argini forti.
Ho sentito tutto
Guardando al di là di quei crinali ricalcati come carta carbone
Sull'infinito che finisce soltanto dove tu vuoi farlo finire.
Ho sentito tutto
Lo stupore di non aver sentito abbastanza.
Paolo Ghelardini

Poesia pubblicata il 28 gennaio 2008

 

8 Ottobre

Mani
Apriteli mani
Come delle ali,..volate.
Volate lontano,
superate il male,
distruggete il dolore,
…..cercate la felicità.

Apriteli mani
e dolcemente
accarezzate quel viso….
Quel viso,
che mai più toccherete.
Moira D'Avanzo

Poesia pubblicata il 17 novembre 2003


7 Ottobre

Luna in ciel così grande e così splendente a cosa pensi?
Miri le stelle intorno a te e il gioco che formano?
Guardi l'universo in basso, tutte queste macchie confuse che si muovono perse nel vuoto,
guardi le sfumature del cielo?
Splendi dall'alto dell'infinito,
ti rispecchi nell'acqua e fai innamorare tanti cuori.
Grazie luna con il tuo immenso bagliore ci fai da guida.
Maria Elena Camilli

Poesia pubblicata il 14 settembre 2003

 

6 Ottobre

Ho fame
Ho fame di ricordi
che s'attanagliano stretti,
cos'era quel lampo
che nel petto mio pulsò?
E scatena veloce veloce
un' atavica fame di vita...
E brilla, brilla il mio cuore
di sale e sole
quant'è acerba questa vita,
che mi sbatte, mi schiaccia
mi lega e mi slega,
quanta voglia ho di mangiare sale,
tuffarmi dentro
e non importa se poi brucia e fa male.
E voglio tuffarmi nel mare
e sentire la tua mano
che sale....sale.....
E tutto trema sotto sopra il cielo
quant'è acerba la mia vita...
e cerco cerco una dolcezza infinita.
 Paola Turbian

Poesia pubblicata l'8 dicembre 2007

 

5 Ottobre

Vivendo di senso
Mi ritrovo fra gli alberi
Di un bosco finito
Che e’ andato via
Bruciato da noi
Vivo di senso e non sento quando il parlare si fa duro e crudo
Vivo di senso
Che vivi di me
Della mia pelle
E delle mie labbra che sanno di sale dopo un tuffo nella tua anima
Barbara Trinciarelli

Poesia pubblicata 1l 24 giugno 2005

 

3 Ottobre

Nascita
Il pensiero si fonde
alla mente,
laggiù. Lontano, lontano,
a infiniti anni
luce, riconosce il soave profumo.

Spazia fremente libero
su sconfinata landa: percepisce
l’unico fiore dai colori
accesi diversi.

Candidi
voli erranti osserva
verso Soli mai visti.

Azzurre notti,
con le Lune splendenti,
preludono l’incantevole mattino.

Dove stupendi Amori Attraenti
si formano,
risplendono ammalianti
abbagliano incantevoli creando
la Vita.

Nasce
quell’Essere con l’Anima.
Paolo Santangelo

Poesia pubblicata l'11 dicembre 2007

 

2 Ottobre

Speranza
Alito di vento,
brezza di evasioni
e di aspettative, ultimo
scambio di attimi di illusioni.
Gianna Spiaggia

Poesia pubblicata il 10 luglio 2004

 

1 Ottobre

vivere mai
come vorrei sentirti,sognarti,curarti..
farti sentire fiera di me,
amarti come è giusto che sia,
lo dicendo a te vita mia..

come vorrei svegliarmi
da questi miei sbagli,
sentirmi ancora parte di te,
amare anche il respiro che dai..
ma mi ritrovo a vivere mai..
a vivere mai!
Andrea Sbarra

Poesia pubblicata il 12 marzo 2006

 

30 Settembre

Il tempo
Le giornate che passano
Guardarsi allo specchio
Uno specchio che non ti guarda più
Questo maledetto tempo

Ore, minuti, secondi
Non si fermano mai
Le lancette di un orologio guasto mi illudono
Questo maledetto tempo

Segni sul viso
Vestigia di antica giovinezza
Ricordi che pesano
Questo maledetto tempo

Scorrono immagini
Ne catturo qualcuna
Altre mi evitano
Questo maledetto tempo

Cosa rimane?

Non passa mai...
Questo maledetto tempo
Marco Saya

Poesia pubblicata il 9 settembre 2002

 

29 Settembre

Laghi azzurri
Corrosa da un istinto animalesco
mi aggiro tra i tuoi pensieri e
lambisco la tua aria come
un cane assetato.

Dentro i tuoi occhi,
celati da neri occhiali,
si nascondono laghi azzurri
ancora infantili e
già gremiti di dolci promesse.

Lo zucchero delle tue labbra
invita a voluttuosi pensieri,
ogni parola tua
una visione per i miei sensi affamati.

Ibrido sentimento,
misto di peccato e delizia,
che sconvolge l'anima
e inebria la mente.

La tua innocenza vorrei ingoiare,
nutrirmi dei tuoi giovani anni
per tornare a nuotare
libera e felice
nei laghi azzurri dei tuoi occhi.
Eleonora Segreto

Poesia pubblicata il 7 giugno 2002

 

28 Settembre

Neramaro
Da dove arriva questo sole ?
Sarà l’ avanzo di un banchetto
o il gioco abbandonato
di un immenso bambino ?

Dove andrà questo amore ?
Sarà lo scarto di una vita
o il pianto sospeso
di feti mai nati ?

Istinto, equilibrio, entropia.
Il ghepardo affamato, insegue la sua preda.
La carne fugge la carne
Il tempo insaziabile, insegue l’ eternità
Gli istanti si consumano a vicenda.

Io ti inseguo, amore, ma come ti abbraccerò,
sarai la tua morte.
Flv

Poesia pubblicata il 10 maggio 2002

 

27 Settembre

Nella lontana volta del cielo
dalla lontana notte dei tempi
ed è tua luce, luna, quel mio grembo
che solo leva al gelo e non rischiara:
e tu di quella luce ed io di grembo
viviamo nel rigetto e nulla serve
a te la luce
a me non serve il grembo
se insiste rinnegarti
quel tuo cielo ed altro grembo
mi respinge in eterno
al nostro nero.

La vita negli occhi
a te, Dio Padre, l'ombra luminosa
se dei luoghi la forza sconosciuta
sfrena più intensa perde la sua luce
di altra luce a sfregio poi s'incarna.
Pure, non ceda l'anima e rimanga,
Padre di Assurdo accanto a te rimanga,
così stella che cielo non intende,
ma di sua luce tutta ama quel cielo
e a nero non leva
né abbandono.
Gabriella Garofalo

Poesia pubblicata il 4 giugno 2002

 

26 Settembre

Temporale in natura e nel cuore
Tuoni grondanti di ruggiti tremendi,
lampi fiammanti, visioni improvvise!
Giorno t’appare come tetra luce di sera:
ti senti impotente a stabilir la tua sorte.

Già il cuore in tumulto per gravido grido
voleva sostare nel duro grembo di morte,
per l’assenza di sguardo rivolto al futuro,
frenato nel freddo del pensiero stagnante.

Or un tuono diverso, d’immane potenza,
irrompe a squassare ciò che prima natura
racchiudeva nel seno della sua armonia,
ed aggrava il torpore di mia lacera mente.

Sprofondi nel cerchio d’un insolito corso,
non sei più sicuro di tornare al normale,
hai paura affiorante che tutto si aggravi
su questa collina che solitaria ti avvolge.

Il vento rinnova nuove ondate possenti,
la pioggia imperversa a ferire le foglie:
lo sguardo rimuovi dal consueto lavoro,
ti chiedi implorante: “Ma quando finisce?”.

D’istinto un lamento vorresti condurlo
al cospetto di Lui che conferma presenza:
“Interrompi la furia che la natura ferisce,
trattieni la sferza su ogni cuore che soffre!”.
Francesco Gheza

Poesia pubblicata il 2 giugno 2002

 

25 Settembre

Assorta-mente-luna
Luna
sorriso luminoso
per chi solleva lo sguardo
al cielo stellato e....

sigaretta appena accesa

Luna donna ammagliatrice ammagliante
musa silente

luna lunatica
luna imprevedibile

luna piena
quando abbaiano cani e
lupi affamati cacciatori ululano

Si accendono occhi spenti

Si consumano
distrattamente
sigarette già accese

luna ladra benevola
di pensieri rubati

luna misteriosa

luna curiosa cauta osservatrice
di discorsi sussurrati
e
sogni rinati

tra filtri consumati
di sigarette ormai spente
consumate alla luce di una....

luna
complice di ripensamenti

luna stregata veggente
che sfuma pensieri, mai detti
diluisce macchie pacchiane
in tenue delicato acquerello
su tavolozze pendenti.

mano tenace
testarda
impulsiva
s'abbandona
accompagnata in un morbido gesto

si poggiano dita nervose, frettolose
sfiorano indurite, arrotondate e limate
unghie viola
sulla mano tenace di una luna signora
tra fragili piccole stelle

luna veritiera sorella
illumina
ma non abbaglia
indica uno dei sentieri

di un viaggio certo
nel tempo inesistente
di uno spazio incompleto.

Violento risveglio,
mi giro dall' altro lato
e continuo a sognare di vivere
o a vivere sognando
Erika Giobellina

Poesia pubblicata il 15 marzo 2007

 

15 Settembre

Val Visdende
In questa valle dove, le cime rocciose fanno da corona
ai fitti boschi di pini che si alzano verso il cielo,regna la pace.
I rumori vengono attutiti dal vento, spesso soffia tra i rami
facendoli ondeggiare.
In lontananza si sentono i campanacci delle mucche al pascolo,
qualche cornacchia lancia il suo richiamo volando alta in cielo.
Un' aquila spunta nel cielo,si vede volteggiare in alto,
cerca il cibo per la prole,scende con destrezza ,ha individuato la sua preda,
riprende a salire e svanisce all'orizzonte.
Passeggiando tra i boschi puoi scorgere qualche scoiattolo che spaventato
si rifugia tra i rami di un vecchio pino,aspetta che passi il pericolo,
scende furtivo a raccogliere i semi che serviranno per l'inverno.
In questo luogo si trova la pace dello spirito,si perde la frenesia della città
dove,il tempo scorre con un altra dimensione.
Molte cose perdono il valore e spesso la loro utilità,ci si rende conto che
molte sono superflue,a volte inutili,servono solo a dimostrare al prossimo
ciò che si possiede.
Il vero valore è dentro di noi,quando l'animo è sereno e in sintonia con la natura
e in pace con il prossimo .
Giannina Faraon

Poesia pubblicata il 9 Dicembre 2006

 

14 Settembre

L’era dell’optional
Ciao a tutti! Mi presento:
sono il Dott.New Age
e se avete problemi
di carenza di spiritualità,
eccovi il mio beverone:
due barattoli di cristianesimo,
tre etti di buddismo zen;
- agitare per bene,
a ritmo di neomelodico napoletano –
Un paio di chili di liberismo ultrà,
una zolletta di socialismo
e voilà! Mescolare a piacere
nel tuo shaker privato.

Sei un eunuco?
Frequenta le ascesi e i puritani.
No problem, baby, don’t worry
Sei un ghiottone?
Cancella la gola
dalla lista dei vizi capitali.
Don’t worry, honey, be happy
Sei un evasore fiscale?
Non leggere il settimo comandamento.
Be happy, man, don’t you undestand?
It’s only an optional!
Let’s rock and twist again!

Che problema c’è?
Siamo tutti liberi di fare quello che ci pirla.
E’ ora di finirla, con il moralismo.
Ognuno può dire e fare quello che gli pare,
a tal punto che ci sembra tutto indifferente.
Proclamo che tutto è interscambiabile:
qualsiasi cosa può valere qualsiasi altra cosa.
Basta pagare e tirarle giù dallo scaffale.


“ Scusi, caro Dott.New Age,
le scrivo nella sua cortese rubrica,
per dirle che io sono segnato
dal marchio della Sfiga.
Pertanto, gentilmente
le comunico che a me
il suo cocktail non serve proprio a niente.

Le dirò che, secondo me,
se si è cristiani non si può essere buddhisti
se si è interisti non si può essere anche del Sassuolo
e se si è carne non si può essere pesce.

Per fortuna, o meglio per la Sfiga,
sono costretto a faticare
per mettere insieme il pranzo con la cena.
Mi spiego in modo meno arcano:
“se non lavoro non magno”.
E a stomaco vuoto non c’è religione che tenga:
ma le assicuro, si è capaci di una fede
e di una disciplina di ferro:
quella del riuscire a campare,
- come disse il Guerriero della Noce-.

Così, per me ,la spiritualità
Non è certo un problema.”
Mauro Banfi

Poesia pubblicata il 18 Settembre 2010

 

13 Settembre

Mendicante dell'ovvio.
Dicono sei unico, ognuno lo è, ma
…giungo a questa vita, e sento
di esserci già stato, non so quante
volte contato, in una o altra veste
forma, sostanza, … nel tempo.
Sento presenti particelle essenziali e
note, rinnovatesi attraverso uno spazio
senza limite, continuamente emancipate.
Conoscenze d'altro, appena avvertite,
come averle dimenticate, presenti
quale retaggio, inspiegabilmente vive;
che vecchie e nuove si riconoscono in me
come tutto l'immanente. Vanno oltre
e percorrono tuttora, rilevabile
dai reperti ancestrali indatabili a ora,
la loro mutazione, indefessa.
Sentire di esperire il già stato e essere
riassaporare il conosciuto, goderne
senza temerlo, alfine. Qualcosa va
inevitabilmente smarrita, si confonde
in alterità; così da questa alle prossime
vite o non vite, proseguirà l'eterna
trasformazione atomico cellulare.
Ininfluente il riconoscervisi: ovvio!
Bruno Amore

Poesia pubblicata il 14 Giugno 2006

 

12 Settembre

Il cerchio della vita
Tristezza e malinconia.
Gioia e felicità.
Il cerchio della vita
è sempre questo qua.
Quando poi rifletti,
ti fermi, pensi e dici…
“La gioia è una stellina,
cade una volta
ed è felicità…
La tristezza è un cielo immenso,
t’apre le braccia
ed è malinconia”.
Daniela Adamo

Poesia pubblicata il 4 Febbraio 2004

 

11 Settembre

Addio misericordia
Addio misericordia
adagiata sugli ulivi
come il rosa del tramonto.
Ci aspetta quel che abbiamo voluto
e forse non vogliamo più.

La morte ha raccolto
con prontezza
vent'anni proprio oggi.

Vent'anni mai figlia,
vent'anni mai madre.

Le gote hanno smesso il rosso.

E le parole non fermano
questa morte
che non è solo mia.
Nicola Oronzo Accattato

Poesia pubblicata il 3 Maggio 2005

 

10 Settembre

Sento un fremito nella mente,
presaga sensazione !
è il futuro?
o il rigurgito del passato?
sento un fremito nella mente ,
è la voce di me stesso?
o son sussurri d'altri mondi?
allora chiudo gli occhi
e nella vasta oscurità
comparir a poco a poco
vedo una eterea figura
le vesti lucenti
mi tocca la fronte.
Roberto Anzil

Poesia pubblicata il 20 Maggio 2005

 

9 Settembre

Centaurea cyanus
Un giorno o l'altro
rannicchiati
ce ne andremo.

Terremo nei pugni chiusi
le certezze
più care
oppure sorridendo le
lasceremo partire

non sarà certo una tragedia:
nessun Fiordaliso si vede ormai
da tempo
nel campo di grano.

Scenderanno altri dai seggiolini incerti
cadranno e si alzeranno ancora tra stupori ed angosce.

Danzeranno allegri
tra i Pavaveri rossi.
Alberto Accorsi

Poesia pubblicata il 25 Maggio 2007

 

8 Settembre

Non cercare un senso dove non c'è logica
non cercare significato dove non c'e un segno intenzionale
azzittisci la mente che mente e ascolta,
osserva
quello che vedi è quello che sei
quello che vuoi è già in potenza....
...passo il testimone
....all' artista lettore
Erika Giobellina

Poesia pubblicata il 15 Marzo 2007

 

7 Settembre

Io, dio animale
Dio
fascinoso pensiero,
atto
delegato alla spiritualità,
al bisognevole spirito
la tua bontà ad anelare.
Io, dio animale,
sdoppiato alla mia esistenza.
scuro ai pensieri,
agguato a parole cianotiche
dalla gabbia gli altri a turbare.
Bernardo Gentile

Poesia pubblicata il 3 Settembre 2007

 

6 Settembre

Dopo tutto
Vecchio amore di sempre dove sei stato?
Io ti ho cercato
Ti trovo e mi perdi in un mondo fatato.
Mi costi una vita, perché ti seguo?
Tu mi hai stregato
Almeno l’avessi vissuta
Passavo il mio tempo solo a cercare
Qualcuno da amare
Tu sola mi avevi capito
Così mi era sembrato

Ti ho legata abbastanza alle mie braccia
Alle mie vene sfasciate
Avere la forza di dire basta
Vorrei ma è troppo difficile

Vorrei svegliarmi oggi e sempre
Ogni mattina
Come non fosse accaduto niente
Come se un treno veloce fosse passato
Senza fermarsi
Davanti a questa stazione
Tutto il bisogno che avevo di te
Per volare
Ti odio, non lo voglio più fare

Devo provare a camminare
Con le mie gambe incontro alla vita
Io tento, ti lascio non mi fermare
Sei bella ma fai morire

Dopo tutta una vita son riuscito a capire
Che ben altri valori ci sono.
Dopo tutto anch’io ho dovuto soffrire
Per arrivare a cambiare, avere ma dare.
Dopo tutto anche il mondo può cominciare
Ad amare al vita.
Qualunque sia, comunque vada
Così non sarà mai finita.

Si potrà parlare anche per le strade
Si potrà vedere attraverso i muri
Si potrà sentire la musica con note nuove
E ogni donna potrà piangere ancora.
Pavan Gianfranco

Poesia pubblicata il 27 Marzo 2009

 

5 Settembre

La Riflessione
Quell'occhio umano, ora,
rifinito da tanto acerbo dolore,
appesantito
dalla incantevolezza dei giorni
che passano inesorabili,
vaneggiante freddo e terso,
quell'occhio umano,
che di tanto in tanto sbircia
nella oscurità dello spirito
per poi accontentarsi
delle ultime parole d'illusione,
quell'occhio umano ch'a malincuore
varcherà la soglia fragile della morte,
un giorno che non significa nulla,
quell'occhio umano ora, dico,
appartiene a me.
Giovanni Peraino

Poesia pubblicata il 16 Luglio 2005

 

4 Settembre

Spazi di vita
Portatemi con voi
uccelli dalle bianche ali,
al fine ch'Io possa toccare
la cima più alta del mondo.
Portatemi con voi bianchi gabbiani
in una libertà che non è solo beffa,
a cercare ciò che di Me
è rimasto ancora sconosciuto.
Portatemi con voi
alle soglie del sole,
alle mareggiate più impetuose,
alle terre più lontane,
così ch'Io possa vedere
con gli occhi Miei
la vera ragione della Mia esistenza.
Quando partirete
portate con voi il Mio pensiero,
la Mia anima,lasciate solo qua
le Mie spoglie mortali,
così mentre il Mio sogno svanisce,
le vostre bianche ali
voleranno al pari della Mia libertà.
Mauro Vercellone

Poesia pubblicata il 7 Novembre 2006

 

3 Settembre

Nove Novembre
Te ne vai senza salutarmi.
Funesto Novembre!
Non ho colto il tuo ultimo respiro,
non ti ho tenuto la mano nel momento del passaggio.
Vana la mia corsa,
nullo il mio volere,
ora i tuoi occhi freddi
non chiedono più aiuto.
Mi hai aspettato spoglia senza vita!
Sono qui,
inerte compagna del mio dolore,
sono qui,
fragile e sola.
Non posso riportarti dov'eri,
Devo obbedire padre alla tua morte!
Giovanna Valenti

Poesia pubblicata il 29 Agosto 2009

 

2 Settembre

La tela
Ah se fossi un pittore mi dovrei
inventare i colori per dar vita
alla variegata tela della mia anima.
Non mi basterebbe il rosa
per raccontare la dolce serenità
che raramente mi bussa alla porta,
tanto meno il grigio per dipingere
il triste vessillo della Noia.
Provate a pensarci amici miei
che colore servirebbe per
raccontare lo stupore di un bambino?
E qual'altro per l'amore di una madre?
Non c'è pittore che si possa avvicinare
a tanto,
nè poeta per quanto ispirato
in grado di trovar le parole adatte
per dar vita a quell'intricatissimo reticolato
che io chiamo Esistenza.
Nicola Cabras

Poesia pubblicata il 25 Gennaio 2005

 

1 Settembre

Italiano,
ama la tua patria,
come potresti amare una notte diversa dalle altre,
che oltre ad amici, e birre e giochi,
ti regali una ragazza da sverginare.
Ama la tua patria,
come lo spasmo sottile dei suoi occhi,
e della schiena che s'inarca,
come il suo respiro, e i suoi gemiti di piacere.
Ama la tua patria,
come ami quel dolce e solitario rito notturno,
e non negare di conoscerlo e d'averlo praticato.
Ama senza vergogna di amare.
Ama la tua patria,
come la tua virilità, che ritieni indiscutibile,
come il tuo onore, che nessuno deve scalfire,
come i tuoi figli,
come la puttana dei tuoi sogni.
Ama la tua patria, italiano,
come l'oggetto che al mondo solo tu conosci per davvero,
come il cantante che gli altri disprezzano, e che solo tu apprezzi,
come la poesia che solo tu ritieni d'aver capito,
come la favola della buonanotte della tua mamma.
Ama la tua patria,
sia tu di destra o di sinistra,
con fanatismo e con fervore
perché arriverà il momento
di proteggere gli ideali della giustizia e dell'onestà,
a lungo calpestati dagli stessi politici d'Italia,
e toccherà a te,
Italiano,
dimostrare se e quanto ami l'Italia.
Giuseppe Calamo

Poesia pubblicata il 23 Gennaio 2007

 

30 Giugno

Sospiro
Impaziente chinato
a l'aura dolce sentire
sulla veranda di sempre,
sui fiori odorosi di passato,
mentre autunno corre
tingendo di buio l'amara città
e limpide note combattono l'attesa,
mentre il ricordo giunge
dal monte freddo e lontano,
e sogno e fuoco e calore
bastano a chetarmi;
io sono, e sospiro.
Massimo Reggiani

Pubblicata il 7 dicembre 2007

 

29 Giugno

Mentore
Non hai colpa se sei diverso
Quanta sofferenza nei tuoi timidi occhi
Quanta indifferenza
Quanto dolore gratuito

Quanta povertà di mente ci avvolge
Quanta crudeltà per chi non ha
Quante parole crude che condannano
Chi ha il coraggio di difenderti?

Sono solo dei pachidermi all'interno di cachet
Lacchè di giudizi parziali
Per lingua hanno una zagaglia
Biascicano il nulla

Perché non percorrere strade diverse se si arriva lo stesso ?
Tu che sei fuori dell'ordinario
Tu che non sei quadrabile
Che non sei monocromatico

Sei unico! Questa è la verità
Dalla tua bocca non usciranno mai serpenti
Il tuo tono di voce non sarà mai sprezzante
La tua parola sarà accomodante

Il tuo viso è stanco anche se giovane
Ma il tuo sorriso è carico di comprensione
Abbi forza perché sei migliore di loro
La sofferenza fa l'uomo vero non la virilità.
Stefania Verderosa

Pubblicata il 7 settembre 2006

 

28 Giugno

Formiche
Minuscole, leste e mai sfuggenti
passano le terre dei campi della terra
senza i timori per le gobbe astruse
e con la volontà del fare e andare avanti.

Noi, camminiamo stanchi
nel cielo d'universo che ci ha scelti
senza le voglie di credere davvero
e con la paura del giorno dopo i giorni.

Chissà se almeno, quelle,
conoscono l'amore e il bene,
se appena appena, quelle,
sentono la bell'ammenda che disperde.
Aurelio Zucchi

Pubblicata il 18 dicembre 2006

 

27 Giugno

L'inerme
Languido
il sorso d'un ruscello fluiva
fra tumuli di foglie noiose.

Arroventava
di tremuli fruscii
l'aria tenace del bosco...
io ero li...
anelando i flutti con ciottoli dimessi

- disperso-
come il tempo nelle carceri
mestamente rigoglioso

- attonito-

in uno specchio di vento!
Marco Verrillo

Pubblicata il 24 luglio 2004

 

26 Giugno

Nove Novembre
Te ne vai senza salutarmi.
Funesto Novembre!
Non ho colto il tuo ultimo respiro,
non ti ho tenuto la mano nel momento del passaggio.
Vana la mia corsa,
nullo il mio volere,
ora i tuoi occhi freddi
non chiedono più aiuto.
Mi hai aspettato spoglia senza vita!
Sono qui,
inerte compagna del mio dolore,
sono qui,
fragile e sola.
Non posso riportarti dov'eri,
Devo obbedire padre alla tua morte!
Giovanna Valenti

Pubblicata il 30 agosto 2009

 

18 Giugno

Vento d'aprile
A volte lieve a volte violento
scuoti l'erba gli alberi
le profumate viole.
Il dondolo oscilla dolcemente
cigolando un poco
Tu ti lasci riscaldare
dal sospirato caldo di questo sole.
A se la vita fosse una primavera
saresti felice un poco.
Il vento ti spettina
ti scuote la gonna
tu seduta stai fermando
quel bisbiglìo di uccellini
quel mornorìo di foglie
quel muoversi alternato
di questo verde prepotente.
Le grida di bambine si perdono
con il capriccioso vento d'aprile.
Queste sensazioni poi sanno
già di felicità
Maria Savignano

Pubblicata il 3 febbraio 2005

 

17 Giugno

Filastrocca
Basta – disse-
con le idee fisse!
Non è possibile
di questi tempi avere alberi verdi.
Non è poi tanto orribile
durano in eterno
gli alberi di plastica
e hanno fiori anche d’inverno.

Ma quali fantasie!
Che sciocchezze, insomma!
Guardiamoci intorno,
alberi, sì,
ma alberi di gomma.
Prodotti dalla Grande Ditta,
nelle piantagioni dell’Indonesia
a un dollaro al giorno,
nelle terre della Malesia,
a un dollaro al giorno,
sulle coste della Nigeria
e, ancora, intorno
sulle rive della Liberia,
nelle foreste di mangrovia,
dove i servi degli schiavi
hanno conosciuto la libertà
dell’associazione filantropica di Monrovia,
e vengono venduti a un dollaro al giorno.

Che dici?
Ho bestemmiato!
Che la Grande Ditta mi perdoni!
Malvagia è la legge del mercato!
Critiche non ne merita,
La Grande Ditta produce,
Sia sempre la benemerita!

Produce impiegati
dietro i tavoli,
addetti ai carrelli,
addetti alle macchine,
che stampano a messe
articoli dalle presse,
addetti ai depositi
di materiali compositi,impiegati giulivi
addetti agli archivi,
addetti ai cassetti.
Vanno, vengono,
scendono salgono, riempiono moduli,
riempiono carte, in tutto o in parte;
gente fida e onesta,
che vive, perfino, a volte,
su richiesta.

La Ditta Produce!
Il meglio della terra!
Produce fumo,
produce smog
produce guerra;
materiali forti!
Produce morti,
(la maggior produzione,
in incremento incessante,
una marea montante,
un folto gruppo
in continuo sviluppo).

Non c’è scampo,
in ogni campo,
per tutta la Terra;
che sia la guerra,
che sia un colpo di stato,
e la voce roca
di un imbecille gallonato
al passo dell’oca,
ragioni non intende,
la Grande Ditta si difende.

Libertà?
Fiato sprecato
È la legge del mercato!
Luigi Di Francesco

Pubblicata l'11 febbraio 2010

 

15 Giugno

La mia parola
La mia parola
stravolta, spezzata,
sogna,
sogna e dipinge
ricami sbiaditi,
orpelli di un mondo
non ancora trascorso;
dipinge soltanto
ricami irreali,
ideali spariti,
appena vagheggiati,
ma tra
la nebbia opaca
del mio smarrimento
resiste ed è viva
e mi accompagna,
sola.
Angela Barnaba

Pubblicata il 8 marzo 2007

 

14 Giugno

Lucciole intermittenti
Accendetevi
sul sorriso di un bimbo
l’abbraccio di una mamma
le dolcezze dell’amicizia
la comprensione delle debolezze
l’accettazione del diverso
il perdono delle offese.

Spegnetevi
sugli orrori della guerra
le meschinità dell’invidia
i morsi della gelosia
le falsità dell’adulazione
i crampi del tradimento
le subdole illusioni della droga.

Solo quando ciò accadrà
il mondo potrà diventare migliore
Anna De Francesco

Pubblicata il 7 febbraio 2004

 

13 Giugno

Forse dovrei presentarmi anch'io come poeta-filosofo,
andare sulle tombe dei Padri,
a cercare chissà quale continuità
o una qualsivoglia risposta
al bisogno di scrivere insoddisfatto.
Ma al mio belante rigurgito poetico non comando,
non posso farlo:
dovrei decerebrarmi invano sul già detto
e ripetere l'errore ad oltranza.
Stridere con un punto esclamativo (a fine verso),
per questa sera, già mi basta e avanza!
Gianmarco Dazzi

Pubblicata il 28 gennaio 2007

 

12 Giugno

L'uomo comune
Ha lo stesso destino dell'artista
e come tale...
per poter essere, un giorno encomiato
dovrà giocoforza, prima ...
guadare la soglia fatale

Fino ad allora ,però,
gli è concessa...
con generosità elargita,
e simile all'asino, per eccellenza
l'immediata terrena ..irriconoscenza
Ciro Germano
 

Pubblicata il 21 marzo  2009

 

11 Giugno

Chi vuol esser...
Chi vuol esser dalla mia parte
abbia a sapere quant'è vero
come morir dentro si possa
quando l'uomo fa di sua arte
il dir parola grave o motto severo
a chi il suo piede ha già nella fossa.

E il mondo diventan queste strette mura;
(fra le mani una testa a dar più senso ancora)
che vedono una vita volgersi alla fine e senza gloria.

Questo è ciò che la morte invia a 'l suo prescelto...
la rabbia verso un vortice nero che dal mondo già l'ha divelto.
Gabriele Dogliotti
 

Pubblicata il 2 dicembre 2006

 

8 Giugno

Chiedimi una carezza – e l’avrai
Uno sguardo dolce – o tutta la mia pelle
Fino alla più dimenticata cicatrice
Chiedimelo, e l’avrai.

Ma d’amarti no – di amare non sono capace.
Se vuoi che t’ami come ogni volta mai
Ho amato qualcuno – scappa, e non tornare:
Avrai le mie lacrime e tutti i miei desideri

Perché fra le mie braccia non c’è nulla
Tranne maree che oscillano tra un’impotenza insopportabile
E l’oblio più disperato – scappa da me
Se vuoi che ti ami davvero
Nicole Marchesin
 

Pubblicata il 17 ottobre 2009

 

7 Giugno

Estranea creatura.
ti muovi,
elegante e naturale,
leggera
pallida e altera,

lo sguardo serio e diritto,
di chi non teme la vita,
ma la detesta,

i lunghi capelli castani
cadono sulle spalle diritte,

il corpo sinuoso e pieno,
si muove in armonia,
quasi danzando,

mentre cammini
in mezzo alla gente,
che non vedi
e non ami,

quasi disturbo
il tuo regale incedere,

ma tu,
così diversa,
così speciale

non fai parte di
questo mondo

si sa

ma non puoi sottrarti
alle piccole
e grandi miserie umane,

che portano in dono,

il significato vero della vita.

(luglio 2006)
Giorgio Medda
 

Pubblicata il 6 novembre 2007

 

6 Giugno

(Il) riflesso d'amore
Nell'oblò dell'iride il blu dei fondali marini
Nelle ombre dello sguardo
le pene dello sgomento
Nel mistero dei dubbi
scanditi da punti di domanda
il volto enigmatico della Sfinge
Sulle gote la luce del tramonto
Nei sorrisi dedicati il saluto di un angelo
Nella bocca la porpora di Venere
la linfa della rosa
il pendolo della comunione
la sella dell'odio
i destrieri della gelosia
le redini del giudizio
Nell'incedere il passo del felino
Nell'eloquenza il verbo della verità
Nei silenzi il martirio della croce
Nei battiti l'urlo della savana
Nei capelli il canto del vento
Nelle linee curve della mano
i chiodi del tuo calvario
Nel cuore le radici della fede
Tra i riflessi cristallini del lago
affiorano azzurri pensieri
Tra i riflessi bianchi della neve
l'anima pura aleggia sul suo manto alpestre
Nel risveglio del gallo rugiada si riversa
dalla culla del pianto
lacrime empiree sì calde ai raggi del Sole
crepuscolari al nimbo della Luna
salmastre tra le gocce dell'oceano
vaghe nel firmamento delle stelle
policrome sotto il ponte etereo della quiete
scivolose sulla corolla dallo stelo spinoso
innocenti come la pietra scagliata dalla fionda
bramose come scintille di fuoco
furtive nei deflussi del dolore
Tra i riflessi delle chimere danzanti
Tu l'utopia incarnata
il miraggio che non si polverizza
in granelli di sabbia
verde palma tra le dune del deserto
il burattino senza i fili della marionetta
e i versi improvvisati di Cyrano
percosso da fremiti spirituali
dalla corrente di rivi plasmici
dove il cuore è la barca che naviga
sul fiume delle pulsioni del suo respiro
e salpa a vele spiegate dal porto del primo seno
Nell'abbraccio notturno Tu la felicità riflessa
l'emozione sugli zigomi
che acquistano i contorni nella genesi crepuscolare
e Tu sei la brina sciolta del mattino
il riverbero nelle pieghe dell'aurora
filtrato nello spirito assopito
rinnovato nelle rinascite primaverili
nei sudori estivi nei colori autunnali
e si illumina come faro tra le bufere polari
gelidi doni dell'inverno più tonico
E proseguono questi dolci momenti
nei sogni di speranze riflessi
sulla linea meridiana d'occidente
I nostri attimi di passione densi
fotografati dai flash in standby della memoria
sulla pellicola dei ricordi
incisi sul muro della storia
archiviati nei diari custoditi da chiavi d'argento
riposti nella tasca del tempo
riflessi sui graffi della morte
tra le rughe dell'attesa
E Tu non sei il riflesso di un'illusione
ma il vangelo da pronunciare
con la saggezza di chi chinando il capo
si arrende e trema di fronte al più forte
e con la gloria del vincitore
che reclama la vittoria col cappio della sua forza
Sei il mare di terra smeraldina
in cui si versa il fiume screziato da schegge di stelle
la foce che raccoglie il riflesso d'amore
nel bacio delle nostre labbra.
scheggiadivetro

Pubblicata il 13 marzo 2006

 

5 Giugno

Solitudine
Solitudine è il viso di un bambino senza madre.
Solitudine è un malato che non guarirà mai.
Solitudine è un uomo che non sa amare.
Solitudine sarebbe la mia vita senza averti conosciuto.
Maurizio Mari

Pubblicata il 23 giugno 2006

 

4 Giugno

Negramaro
Echi di voci
valicano distanze.
Arabeschi di luce
filtrano tra i pampini porpora e oro.

Finita è la vendemmia.

Le donne si avviano
nella luce violenta
dell´acceso tramonto
odorose di mosto e di sudore.

Recano sulle loro labbra
il grappolo di negramaro
sfuggito alle cesoie,
le loro mani a conca
il calice più ambito dagli dei,

Feritoie azzurre i loro sguardi
rivelano al cacciatore
il cielo del fagiano e della rondine.

Impazienti,
con gesti appresi da antica pedagogia,
liberano il sartiame di capelli
ristretto in prigionie di ruvido cotone.

- stendardo femminino-
a catturare desideri.
Anna Marinelli

Pubblicata il 9 luglio 2004

 

2 Giugno

Stupido
Stupido
mangiatore di sensi,
alla luna ti rivolgi.

Quando il signor dei fuochi
l'anima ti prese,
finisti pagliaccio.

Che stupido.

Nemmeno venduta….
L'anima l'hai regalata

e ora Poeta
ti volgi alla luna.
Massystaro

Pubblicata il 23 dicembre 2010

 

1 Giugno

La ballata della stiratrice
E' una gran soddisfazione
vedere i nostri modelli
sfoggiati in mondovisione.
Fanno proprio sognare
gli abiti che facciamo
nelle nostre otto ore.

Finita la scuola
e ripiegato il grembiule
mamma mi prese le misure
per quello aziendale
senza avvertirmi che di notte
avrei iniziato a vedere
la cucitrice lineare.

Sono abiti che fanno sognare
quelli che cuciamo
nelle nostre otto ore.

Un giorno fui promossa
alla macchina asolatrice
e la notte seguente
sudavo tutta tremante
ai piedi di un polveroso altare:
il prete pregava e sorrideva
con un ago al posto di ogni dente.

Sono abiti che fanno sognare
quelli che stiriamo
nelle nostre otto ore.

L'altra notte mi mancava il respiro
in una nuvola di caldo vapore,
non era la sauna della palestra
ma il reparto stireria
dove mi hanno spostata
per l'artrosi guadagnata
in trent'anni di cuciture:
le mie mani, finalmente,
hanno perso precisione.

Così continuerò a stirare
finchè matura la pensione.

E potrò smettere di sognare.
Igino Mazzieri

Pubblicata il 9 gennaio 2009

 

31 Maggio

Se più non sentissi....
nella mia oceanica mente,
quest’onda che nasce,
che correndo cresce,
cozzando col fondo dell’anima,
raccoglie forza, si nutre e fluisce,
avanza impetuosa, trascina, trasporta..
s’increspa, si rotola, rigira le acque...
arriva
sulla riva del mio cuore
scema
si posa
Se più non sentissi....
sarebbe calmo il mio mare.
Almina Madau

Pubblicata il 9 dicembre 2006

 

29 Maggio

Inaspettatamente
Inaspettatamente
S'impadronisce delle mie labbra
Alle luci dell'alba
Un bacio le cattura
Si riaccende e si ravviva
Quella luce da tempo spenta
La tenerezza domina
Mentre i primi raggi del sole
Spuntano all'orizzonte
In una notte d'estate
Mentre le stelle cadono
Mi abbandono al tuo abbraccio
L'eternità di un attimo...
Desiderio di riviverlo
Nella sua impossibilità...
Annamaria Longo

Pubblicata il 19 marzo 2009

 

28 Maggio

Dama bianca
Bagliori d’inverno negli occhi puri
Inondan d’arazzi l’anima cruda
Ornandola a festa da ch’era nuda,
Non lasciano terra a pensieri oscuri.


Dolce mi giunse si cald’ e ammaliante
Odore del serto che forte e brullo
Traea d’esta linfa lieve trastullo
Ora pregnandosi di gocce sante.


Rosa di sangue, la tua apparenza
Mente cantando d’un esser ferrigno,
E cela allo sguardo la bell’ essenza


Nascosta nel biondo mortale scrigno.
Tarlata di te, la mente non pensa
Ognor che ‘l fato ci guarda con ghigno.
Michelangelo Baggi

Pubblicata il 30 giugno 2005

 

27 Maggio

Amarezza
Inutile
questa mia esaltazione.
Il tutto
che potrei dare
è il niente
del tempo
che inesorabile
mi è nemico.
Il passato
non evolve
in sogni delusi
e il futuro
giace
in remote possibilità.
Nel mio presente
l'amarezza
di ciò che
non posso essere.
E ciò che potrei dare
si scioglie
in lacrime silenziose.
marinella addis

Pubblicata l'11 maggio 2009

 

26 Maggio

Canto alla libertà
Che la tua bianca luce
possa tornar a splendere su questo viso stanco.
Che il tuo nettare di vita
possa avvolgere ed allietare questo corpo lacerato.
Oh ridente e libera!
Nell' infelice attesa,
come nell' agonia di ogni giorno,
danzo in tuo onore sotto un cielo d' argento....
....sotto una pioggia di sassi.
Andrea Peis

Pubblicata il 2 luglio 2004

 

25 Maggio

La sera
Questa montagna è forse
Troppo alta,
presto sarà buio
e non riuscirò ad arrivare
in cima.
Questa montagna è forse
Troppo ripida,
irto il sentiero
e colmo di sassi pungenti.
Questa montagna è forse
Irraggiungibile,
vorrei fermarmi e placare
i battiti del cuore,
stanco, sfinito,
anela solo alla quiete
della sera.
Cristina Perilli

Pubblicata il 7 settembre 2005

 

23 Maggio

Corri
Aspetta
Ascolta
come note di vita
riportino memorie
di giorni lontani

Corri non aspettare
che esse sopraggiungano
così come nella mente
si rincorrono onde

Aspetta
ascolta
senti nell'anima
come vibrano
fendenti nel cielo
Oggi non hanno pietà
"pietà degli afflitti"

I religiosi inneggiano
Poi scavano nel cuore
Carpendoti l'anima
Scappa ,fuggi
Con la TUA vita
Rita Maria Saverino

Pubblicata il 4 aprile 2006

 

22 maggio

Desnuda
Il tempo si è fermato
sul tuo seno‚
mentre carezzo
la tua pelle bianca.
Sei calda
come il sole‚
di mattina‚
ti copri
con le mani
da bambina.
Non parli mai
quando ti carezzo‚
nascondi gli occhi
sotto i tuoi capelli
ancora soffici
E neri
come i miei pensieri.
Franco Pastore

Pubblicata il 16 ottobre 2004

 

20 Maggio

Un tango per te
Ballerò,
un tango per Te,

una di queste sere,

danzerò l' estasi,
l' oblio
il piacere.

Sarò
figura lenta,
passionale,
movenza dolce e sensuale

Mi spoglierò dei veli del pudore
e vestirò il mantello rosso dell' ardore

Ondeggeranno i fianchi al ritmo della musica,
mentre risonerà una fisarmonica

e quando il corpo tuo sarà calore
e lento e liscio scorrerà il sudore

ti cingerò con desiderio e con fervore
e accenderò di fuoco il nostro amore
Serenella D'Amadio

Pubblicata il 16 aprile 2006

 

19 Maggio

Eternità
Lacrime escono dagli occhi,
così inizia il loro viaggio
verso la nostra mente.

Le lacrime scivolano sul tuo viso,
io le guardo,
le seguo:
loro si insinuano
nella tua mente
incidendo la loro firma.

Ma all'improvviso una lacrima
modifica il suo tragitto,
si insinua sul tuo cuore
con leggera durezza,
poi si ferma
e muore.

Una traccia rimane
a testimoniare questa deviazione,
tre lettere che unite son speciali:
t.v.b tu ora hai nel cuore.
Valentina Di Fatta

Pubblicata il 6 aprile 2007

 

16 Maggio

Tramonto!
Lunghe ombre bianche e pallidi riflessi,
lentamente vestono silenziosi velieri
e sagome di capovolti lampioni spenti.
Piccole barche in fila di prua
o di poppa, a prendere
alterni ed infiniti movimenti.
Gemiti di funi tese a frenare l’avida onda!
Ed io, ancora con la faccia bianca
ed i capelli rossi, respiro l’odore
del petrolio e del pescato in quel porto
che tanto m’appassiona al pensarlo oggi.
Piacevole visione di un tramonto!
Francesco Paolo Dellaquila

Pubblicata il 10 giugno 2004

 

14 Maggio

Occhi a me:
osservate quel ch’io osservo
e non osservatelo più.
Parole a me:
discorrete di quel ch’io discorro
e non discorretene più.
Mani a me:
create quel ch’io creo
e non createne più.
Poiché io son io
e voi ciascun altro essere.

Guardatemi a lungo.
Imitatemi ed opponetevi.
Seminatemi e raccoglietemi
e gettatemi e calpestatemi
come l’erbe e l’asfalti.
Lisa Massei

Pubblicata il 18 gennaio 2003

 

9 Maggio

L'antico strumento
Si seppelliscono l'un l'altro
cadendosi addosso
soffocati da quel destino
che per sempre li ha resi impotenti.
E vestiti dal tempo
che del ricordo è l'anima
anche loro come sogno non hanno
che una pacifica arena.
Antonio Martino

Pubblicata il 19 ottobre 2006

 

8 Maggio

Il mio pensiero a te…
Il mio pensiero a te
Lo puoi trovare
Sulla lama del rasoio che ferisce
Il confine tra il tenero tramonto
E il profondo buio di passione.

Il mio pensiero a te
Vallo a cercare
Sulla striscia di sabbia che separa
La fragile e tremula laguna
Dall’oceano di forza e di tempesta.

(Febbraio 2004)

Da Il mio pensiero a te, Non lasciarmi in giro
Roberta Mella

Pubblicata il 2 marzo 2005

 

7 Maggio

Illusione e rabbia
Al calar sole,
un riverbero di luce
s'infrange sul tuo viso.
La tenerezza del tuo sguardo
illumina la mia mente.
Mentre cammini, seguo
i movimenti del tuo corpo,
l'emozione mi crea
un'esplosione di sublimità!
Solo, nell'intensità e nella
rabbia, fuggo da ogni illusione!
Marchesi Raffaele

Pubblicata il 18 settembre 2007

 

6 Maggio

Viaggio al termine della notte
Di là dal fiume e tra gli alberi
Quella mattina di luglio
Oceano mare
Il colore del sole
La scoperta dell’alba

Da Poesie dorsali
(accostamenti di titoli dei libri riportati sul dorso)

Arcangela Cammalleri

Pubblicata il 21 dicembre 2007

 

5 Maggio

Vieni primavera
Immoto in mezzo al campo,
con i bracci volti al cielo,
vedo passare le nuvole
ora veloci ora adagio.
I passeri trillano, saltellano birichini,
in un rovo si nasconde un usignolo,
dall'ugola cava note di cristallo .
Il freddo inverno ha gelato ogni fibra.
Ma i raggi di letizia riscaldano
la scorza, la linfa via via fino al midollo.
Accosta l'orecchio al tronco, ascolta!
Il cuore batte veloce,
il sangue scorre rapito,
un pizzicore dalle radici ai rami.
Le gemme turgide premono la corteccia,
parato per la festa, fiori e foglie.
La bella rossa vite stenderà,
ad intrecciare, i flessuosi pampini
ed i succosi frutti ai glauchi rami.
Trascorrerà la primavera
dispensatrice di gioie, di fiori,
foriera di una calda estate
colma di frutti succulenti.

a Letizia
Renato Lonza

Pubblicata il 3 aprile 2004

 

4 Maggio

Conchiglie
Sento di assomigliare
ad una conchiglia.
Il desiderio di opporsi
a dolorose intrusioni
ha fatto consolidare, nel tempo,
il guscio protettivo.

Colorato e brillante
è un allettante richiamo per molti,
ma pochi, o quasi nessuno
riesce a toccare
il cuore molle e fragile
che vi è racchiuso.

Solo il mare penetra
senza riserve
quell'intimo complesso,
elicoidale, profondo,
creando mulinelli d'acqua
e bollicine spumeggianti
che portano la vita.

La conchiglia che affiora dalla sabbia
è sommersa dal mare.
La sua vita interiore è generata
da quell'essere liquido e invadente
che tutta la permea.
Il guscio bagnato è bellissimo,
i suoi colori si accentuano
e diventano brillanti.

Al suo interno,
a contato del mare,
palpita la vita.
Io sento di assomigliare
ad una conchiglia
e tu al mare.
Anna Maria Guerrieri

Pubblicata il 29 agosto 2007

 

2 Maggio

Senza limiti
Senza vedere, senza ascoltarti,
io mi accorgo del tuo profumo
che piano e dolce si avvicina
ai miei sensi inebriandoli
di pace e di serenità.

L’amore è pura potenza,
una forza sconosciuta
senza limiti e senza tempo.
Nulla può fermare
delle ali il leggero movimento
di farfalle sul cammino
della loro breve vita.

Eppur pieno d’amore.

Se potessi vederti
quando non sei vicina…
Se potessi ascoltarti
quando lo spazio ci separa…
Se potessi accarezzarti
quando non ti vedo…

Ma non c’è urgenza
non occorre tutto questo.

Perché,
eppur ti vedo, sai?
Eppur ti ascolto, sai?
Eppur ti accarezzo.

Sì, l’amore non si spiega
non c’è discorso che tenga
alla sua nobiltà.

Da sempre fonte di vita
avanza eterna e smisurata.

Porta pace a chi ci crede
ma non è di religione
che si parla, si badi bene:
siam davanti all’Amore,
unica vera fonte di fede
d’ogni Dio, d’ogni uomo!
Giuseppe Lorentini

Pubblicata l'11 febbraio 2005

 

1 Maggio

Incertezza
Ho paura dell'amore,
di soffrire!
Metto a tacere
il mio cuore!
Non voglio provare emozioni
sarebbe duro
il distacco da te,
devo lottare
per non lasciarmi andare
i sentimenti sono laceranti,
mi brucerei l'anima
rimarrei delusa.
Solo avessi la certezza
di un misero sentimento
d'amore!
Non chiederei niente di più!
Michela Lenti

Pubblicata il 3 marzo 2009

 

30 Aprile

Giglio
Non posso
Ne tu puoi
Cancellare i tuoi pensieri
Che conduco
Al peccato

Non voglio
E tu lo sai
Maledire un'altra volta
Le mie mani
E la tua bocca

Voglio solo
La tua forza di
Accettare un compromesso
Voglio tutto ciò che il sole
Porta via dalla mia mente
Una mattina immacolata
Dopo il buio della notte
Marco Longo

Pubblicata l'11 ottobre 2007

 

29 Aprile

Prima che il tuo silenzio
Prima che il tuo silenzio diventi terapia
e il mio cercarti rabbia
voglia inesplosa
purificata da canti e salmi
che altro non celano
se non l'impossibilità d'essere vivi

Prima che la sabbia abbia ricoperto la tua fotografia
e le mie mani abbiano smesso di tremare
per ritornare a stringersi
e a stringere pezzi di carne appesi alle braccia
vuoti lamenti di circostanza
sfuggiti alla nebbia della mattina

Vorrei fotografare un'alba
e un tramonto
due foglie appese all'albero prima di cadere
un fiume che scorre placido e un torrente che si fa impetuoso
un passero sul ramo
un fiore che sboccia
una strada deserta e quindi viva
piena di ombre e di promesse
di ricordi e di arrivederci

Come la faccia di un uomo
alla fermata di un bus
di una mattina grigiastra
con una borsa in una mano
e la sua vita nell'altra
Daniele Locchi

Pubblicata il 10 aprile 2007

 

28 Aprile

Silente rancore
che stride muto
sordo e dolore ..

Trattenuto a stento
con rossore e gonfia
le gote e la gola
nell'urlo furioso
libero e potente
finalmente ..

Potesse dare sfogo
alle parole pacate
di fendenti sicuri
e propri di conoscenza
beata ..

Ancora non puoi
giovanetto neutro
invisibile senza
grasso e potere ..
Clara Lavagnini

Pubblicata il 24 settembre 2004

 

27 Aprile

Sensazioni
Mi sento brutta, a volte bella
Lontana dalla terra come una stella.
Umori strani che cambian d’improvviso
Ora la voglia di trovarmi in Paradiso
Poi su un’isola deserta,dove la gente
Non t’impone niente.
Ma chi decide tutto non son io
E’ il fato avverso, è il Signor mio.
Liliana Lorenzi

Pubblicata il 30 agosto 2003

 

25 Aprile

Un altro giorno verrà
Tra vette innevate
un tiepido sole
riscalda l’orizzonte.
Aurore boreali
velate d’azzurro.
Un magico paesaggio
illumina la mia esistenza,
velata da malinconiche tristezze.
Montagne,
un paradiso d’amore
e di purezza
allietano la mia stanchezza,
le mie ansie,
le mie paure...
Un altro giorno verrà.
Liliana Landriscina

Pubblicata il 7 maggio 2002

 

24 Aprile

Dopo la pioggia l'incomprensione
Le notti
e poi i giorni
le sere
e poi notti diverse
mai in fotocopia.

L'acqua fresca
di frigorifero,
non di sorgente
ormai dimenticata,
preme la lingua.

I baci freschi e fragranti,
allora,
premevano sul cuore
sapevano di carne.
Ormai dimenticati.

Città del cuore rosa dal fuoco
diluvio di fiamme, amori bruciati.
Così il nostro.
Disperso tra cenere e lapilli
di sorde parole.

Circolo di babele
per noi due
tu sopra
io sotto
divisi dal frastuono:

Anni di discorsi
giuramenti
promesse
ora suoni
senza il sapore del sangue.
Luigi Panzardi

Pubblicata il 27 ottobre 2005

 

20 Aprile

Ritratto
Una volta
Tu eri il cielo
Chiuso nella mia tasca

Oggi
Sei la tasca rotta
Del mio cielo
Anileda Xeka

Pubblicata il 18 giugno 2007

 

19 Aprile

Il poeta
Chi è il poeta?
È un delicato profeta
Chi lo sa

Da colore alla sua anima
E la esalta con spiritualità
I versi sono i suoi sorrisi

La poesia è una metafisica bizzarria
Libera autentica
Che non deve seguir doveri di metrica
Francesco Albino

Pubblicata il 18 giugno 2007

 

18 Aprile

Su,
per la collina
vidi
gli scarti furiosi della lepre

a sera
quando il cacciatore
tornava con l'inerte selvaggina
come diverse parvero le zampe

tese,
spenzolanti
Gus

Pubblicata il 2 luglio 2002

 

17 Aprile

Parlami uomo
Dimmi che ne è stato
Delle nuvole blu
Demenziali
Che riempivano la mia mente innamorata.

Vedevo lumi di gioia saettare il tuo viso
Vedevo lampi geniali illuminarmi il cuore
Vedevo,vedevo cose mai viste.

Quando ami
Vedi ciò che ti detta
L’amore.

In quel bunker
Che è il mio cuore
Nessuno è mai riuscito a scendervi
Solo tu…

Ed ora che lo stavi raggiungendo
Mi hai tradita
Non hai digitato il codice segreto

Che poi
Tanto segreto
Non è.
Angela El Beah
 

Pubblicata l'11 gennaio 2003

 

16 Aprile

Pensieri astratti.
Perché la mia testa è su quella nuvola?
Troppe sono le cose che forse non capirò mai,
e molte sono quelle che capisco.
Il mio dolore vola via in una soffiata di fumo,
chissà dove andrà.
Come il mare i miei pensieri si estendono,
e come le sue onde sono inafferrabili.
Ormai sono in questa vita,
non so il perché,
ma ci sono,
non so neppure chi mi ha messo in questa grande illusione.
Sergio Guarino

Pubblicata il 9 luglio 2005
 

9 Aprile

L'uomo comune
Ha lo stesso destino dell'artista
e come tale...
per poter essere, un giorno encomiato
dovrà giocoforza, prima ...
guadare la soglia fatale

Fino ad allora ,però,
gli è concessa...
con generosità elargita,
e simile all'asino, per eccellenza
l'immediata terrena ..irriconoscenza
Ciro Germano

Pubblicata il 21 marzo 2009
 

8 Aprile

Davanti a Sisley
Sospeso è il tempo
e il paesaggio
trasfigura

L'attimo fuggente
cristallizza
quest'idillio

Non brama del corpo
ché misera guida della mente

Oh! ingiustizia del Creato
che mutevolezza inconsistente
nella cenere

al più, graziosa cornice illusoria

poiché nell'immagine
è l'immortalità del pensiero.
Chiara Campomori

Pubblicata il 3 settembre 2003
 

7 Aprile

Anima e corpo
Tu sei in me
frusci
frulli
scuoti
urli
dai forma al sentire
nelle linee del viso
nel tono di voce
nel gesto compiuto
in occhi espressivi

Ti vivo col corpo
che dà forma al sentire
che viene dal fondo
e guarda da fuori
e dice a te stesso
il tuo essere uomo
che reagisce ed agisce
alla vita che incombe

Indissolubile abbraccio
è l'alito che lega le membra
fino a data che esalando s'invola

Frammento di luce
a rispecchio del cosmo

E volger lo sguardo
su in alto all'immenso
sentire nostalgico abbraccio
che ti ha dato l'inizio
Giovanni Maria Gandolfi

Pubblicata il 21 Giugno 2005
 

6 Aprile

Al di là della vita
Mi rivedrete nei tenui bagliori
di un languido tramonto;
nelle gocce di rugiada;
in un raggio di sole
che filtra dalle persiane;
nel volto di ogni donna
che accoglie con un sorriso
anche lo sgarbo,l’insulto,
l’indifferenza di chi
ha messo al mondo.
Udirete la mia voce
nel silenzio di una chiesa;
nel vento di marzo;
nello sciabordio delle onde.
Avvertirete il mio profumo,
quando la zagara fiorirà
ancora nel cortile di casa.
Stringerete le mie mani,
incontrando persone sole,
incomprese e prigioniere
di un destino.
Assaporerete le delizie
della vita ogni qualvolta
berrete un sorso d’ acqua
fresca nella calura estiva
o mangerete pane caldo
nelle gelide sere d’inverno.
Scorgerete in quell’acqua
la mia immagine tremolante
e nel calore, che emana
dal pane, l’amore di una madre
che va oltre la vita,figli miei.
Caterina Siclari

Pubblicata il 20 marzo 2004
 

4 Aprile

Clamori lontani
Clamori lontani
flebili richiami
voci da tempo
sentite.
Odi silenti fruscii
di foglie nel bosco
smarrite.
Frena gli impulsi
dell'anima irrequieta.
Chiedi alla luna
l'unica stella che il cuore
acquieta.
Sorge il domani,
schiarisce il cielo.
Candide nuvole
son le tue mani:
leniscono il dolore
da parole amare.
Rammenti?
"Settembre,andiamo
è tempo di migrare"....
Gianni Langmann

Pubblicata il 9 settembre 2007
 

3 Aprile

Chiedimi una carezza – e l’avrai
Uno sguardo dolce – o tutta la mia pelle
Fino alla più dimenticata cicatrice
Chiedimelo, e l’avrai.

Ma d’amarti no – di amare non sono capace.
Se vuoi che t’ami come ogni volta mai
Ho amato qualcuno – scappa, e non tornare:
Avrai le mie lacrime e tutti i miei desideri

Perché fra le mie braccia non c’è nulla
Tranne maree che oscillano tra un’impotenza insopportabile
E l’oblio più disperato – scappa da me
Se vuoi che ti ami davvero
Nicole Marchesin

Pubblicata il 17 ottobre 2009
 

2 Aprile

Caro papà
ti ricordo giovane
fiero d’esser contadino
fiero del lavoro dei campi
che tanta stanchezza ti procurava.
Io con orgoglio osservavo
le tue mani stanche
stringere con forza quei legni
padroni dei ferri del tuo mestiere.
Quanti anni sono passati
ormai non li conti più
li senti tutti al tuo fianco
e giorno dopo giorno
mi rattrista vedere il tuo corpo affievolirsi,
per te le stagioni diventano
sempre di meno e
in te avanza prepotente l’inverno
che con il suo vento gelido
lascia il tuo cuore freddo e triste.
Ho sentito la tua flebile voce chiamarmi
vuoi che sia al tuo fianco
per aiutarti a non scivolare
sull’infido ghiaccio
estremo rischio del tuo inverno.
Ciao papà sono qui…
Filippo Travaglini

Pubblicata il 15 dicembre 2006
 

1 Aprile

Al buio vedi
vaganti ombre luccicanti
come lame
improvvise accendono
angoli nascosti
della mente
e vedi riflessi momenti
vissuti o sognati
che parlano
di una donna ancorata
a pensieri lontani
e vicini.
Si accavallano
intessono discorsi
pieni di parole mute
scritte per ricordare
in un momento
una vita intera.
Antonietta Ursitti

Pubblicata l'11 marzo 2011
 

31 Marzo

Anni 50
Estrogeni, ormoni
Cessazioni.
Questo corpo
Hanno lasciato alle spalle.
Un meno di tutto
Sottrazioni.
L’incontinente fiume di vuoti
In ansie straripa.

Un fuoco che sale avvampante
Membra scioglie
Mente sconvolge.
Una guerra infinita
Per continuare la vita.
Aurelia Tieghi

Pubblicata il 9 dicembre 2004

 

30 Marzo

Erano valli
Erano valli dove
la genziana
punteggiava d'azzurro
l'erba sfinita
della tarda estate
ed Essi percorrevano
i Sentieri
lievemente ondeggiando
tra riverberi e falde
di vapore

mi chiedevano attenti
e disinvolti
sensi
e taciturni addii
e inesistenti brame

ma il mio cuore pulsava
e non voleva smettere
e profonde radici
viscerali
affondava nel Tempo
e invano Essi mi attesero
oblique vele
agli angoli degli occhi
invano si protesero
per attimi di sogno. . .

ed ora dovrò credere
al Presente

e nel presente credere
all'Eterno. . .
Cristina Bove

Pubblicata il 26 agosto 2006
 

28 Marzo

Mamma..........
Non conosco belle parole per dirti ciò che sento nel mio cuore quando dico:"mamma".
Posso dirti che se guardo il cielo sembra di guardare nei tuoi occhi.....

Il calore che mi dai....e' il mio sole
I tuoi baci sono carezze d'amore che non mi bastano mai.
Il tuo amore e' il profumo della mia vita.....
Tu mi hai dato la vita
Tu mi conduci nella vita
Tu sei la vita
Tu.....la mia felicità.....il mio dono più bello!
Tu mamma.....tu tutto per me.....per sempre!!
Pasquale di Meo

Pubblicata il 21 maggio 2011
 

27 Marzo

Mezzanotte e mezza
Domani.
Domani sfiorerò col medio
l’ala del gabbiano
e prenderò una manciata di stelle
e le butterò sul capo di mia madre;
sarò libera e pur sempre figlia.
Domani.
Domani ruberò con la mente
il mistero del sole
e raccoglierò goccioline di pioggia
e le porgerò a un chicco di spiga;
sarò sapiente e pur sempre umile.
Domani.
Domani mi innamorerò di me
e mi concederò un ballo sgargiante
e suonerò i colori della Terra
e canterò il pianto del neonato.
Mezzanotte e mezza…..Domani è già!

31 luglio 2004
Maria Campeggio

Pubblicata il 30 novembre 2004
 

26 Marzo

Oceano
Le ombre del mare formano un disegno: il tuo volto.
Nella vuota oscurità di questa stanza io ballo accompagnata dai ricordi.
Maria Elena Camilli

Pubblicata il 14 settembre 2003
 

25 Marzo

Fiori inquinanti
(5.2.92)

Sur prato indove c'ereno
margheritine e viole,
mo' fiori strani nascheno,
formanno strane aiole.
Quanno che a Primavere
er vento gioca e gira,
come farfalle a schiera,
l'aiola s'aritira;
cambia de posizzione,
formanno un mucchio informe,
strana combinazzione,
sia de colori e forme:
so' la dimostrazzione
der consumismo enorme!
Pierluigi Camilli

Pubblicata il 18 febbraio 2008
 

24 Marzo

Ombra
Ti cerco e non trovo.
Ti bramo e pur ti temo.
Sei dentro me e non appari,
celata dai miei misteri.
Meta e angoscia,
luce e dolore,
salvezza ed ossessione.
Eppur compagna,
scopo di vita.
Se alla luce un dì verrai,un nuovo mondo svelerai.
Divino e umano per sempre chiari dentro me.
Iallo

Pubblicata il 25 maggio 2007
 

23 Marzo

La notte
Sola nel letto
Tra il buio che mi avvolge
Sola con i miei pensieri,

il sonno tarda a venire,
i ricordi affollano la mente
cerco ciò che desidero

inebriata
tra desideri appaganti
penetro dentro
sprofondo fino a renderli vivi,

allungo il braccio
ma c'è solo il cuscino
e la luce riflessa
attraverso la tapparella
Rosy Giglio

Pubblicata il 17 giugno 2006
 

21 Marzo

Le compagne di mia zia
Parlavano d'amore
le compagne di mia zia
mentre imbastivano i vestiti
per le vecchie signore
e io ascoltavo senza capire

Parlavano d'amore
le compagne di mia zia
e arrossivano ridendo
quando pronunciavano un nome
mentre l'ago correva allegro
sulle stoffe da cucire
e ridevo anch'io senza sapere

Parlavano d'amore
le compagne di mia zia
quando aprivano la finestra
per guardare lontano
e guardavo anch'io senza vedere

Succhiavano golose il sangue
le compagne di mia zia
quando si pungevano le dita
ed erano baci baci baci
che non si potevano dare
e mi succhiavo anch'io le manine
vuote ancora
di nomi di sogni di attese

Mi raccontavano fiabe strane
le compagne di mia zia
quando sedevano attorno al fuoco
nelle lunghe sere quiete di neve
e parlavano di cavalieri
venuti da lontano che bussavano alla porta
per farsi vedere
mentre sulle scintille volavano
sguardi e parole
e volavo anch'io senza paura

Sono partite tutte insieme
le compagne di mia zia
lasciando stoffe ago e filo
mentre io crescevo e cominciavo a capire
e sognavo di stare ancora
nella bottega delle fate
del mio piccolo paese
dove sono tornata oggi
a cercare il senso della vita
di una vita diversa
da cucirmi addosso
con una pelle nuova

Solo pietre taglienti
invece
dov'era la bottega
a lapidare l'anima mia
stanca
di aspettare
Annamaria Gargano

Pubblicata il 2 aprile 2003

 

20 Marzo

L'incompreso silenzioso

È la luna.

Si chiede il perché
del sole
che splende.

Tace.
Glò (Gloria D'Alessandro)

Pubblicata il 16 marzo 2007
 

19 Marzo

L’era dell’optional
Ciao a tutti! Mi presento:
sono il Dott.New Age
e se avete problemi
di carenza di spiritualità,
eccovi il mio beverone:
due barattoli di cristianesimo,
tre etti di buddismo zen;
- agitare per bene,
a ritmo di neomelodico napoletano –
Un paio di chili di liberismo ultrà,
una zolletta di socialismo
e voilà! Mescolare a piacere
nel tuo shaker privato.

Sei un eunuco?
Frequenta le ascesi e i puritani.
No problem,baby,don’t worry
Sei un ghiottone?
Cancella la gola
dalla lista dei vizi capitali.
Don’t worry,honey, be happy
Sei un evasore fiscale?
Non leggere il settimo comandamento.
Be happy,man,don’t you undestand?
It’s only an optional!
Let’s rock and twist again!

Che problema c’è?
Siamo tutti liberi di fare quello che ci pirla.
E’ ora di finirla,con il moralismo.
Ognuno può dire e fare quello che gli pare,
a tal punto che ci sembra tutto indifferente.
Proclamo che tutto è interscambiabile:
qualsiasi cosa può valere qualsiasi altra cosa.
Basta pagare e tirarle giù dallo scaffale.


“ Scusi, caro Dott.New Age,
le scrivo nella sua cortese rubrica,
per dirle che io sono segnato
dal marchio della Sfiga.
Pertanto,gentilmente
le comunico che a me
il suo cocktail non serve proprio a niente.

Le dirò che, secondo me,
se si è cristiani non si può essere buddhisti
se si è interisti non si può essere anche del Sassuolo
e se si è carne non si può essere pesce.

Per fortuna, o meglio per la Sfiga,
sono costretto a faticare
per mettere insieme il pranzo con la cena.
Mi spiego in modo meno arcano:
“se non lavoro non magno”.
E a stomaco vuoto non c’è religione che tenga:
ma le assicuro, si è capaci di una fede
e di una disciplina di ferro:
quella del riuscire a campare,
- come disse il Guerriero della Noce-.

Così, per me ,la spiritualità
Non è certo un problema.”
Mauro Banfi

Pubblicata il 18 settembre 2010
 

18 Marzo

- canzone per un apprendista poeta -
Non chiedere al poeta.
Egli non saprà rispondere che dei propri versi.
Non chiedere alla luna, che ne sa una luna
delle stelle?
Chiedi a un prete o alla scopa, chiedi
ai sassi o alle sedie. Chiedi alle bottiglie
frantumate
come inutili clessidre,
chiedi pure
ai fuochi danzanti della catarsi,
alle formiche essenziali,
alle campane celesti
dei sognatori.
Non otterrai risposte, no.
Forse
avrai altre cento
domande.
E' dura ma
è questa la strada
che conduce ai getsemani
della poesia.
Elia Belculfinè
Pubblicata il 5 marzo 2007

 

17 Marzo

A mio padre
Anche stasera sei rientrato
e ho visto i tuoi capelli neri luccicare
sul tuo viso la gioia e la rabbia che
hai represso in tutti questi anni
e ricordo… da piccolo mi tenevi in spalla,
anche se non ricordo il tuo
sorriso sincero
consumato dall'età…
ti sedesti quella mattina accanto a me
e cominciasti a scherzare, anche se io
non ne avevo voglia
e mi dicevi con gli occhi " Scusami,
non riesco ad esprimere più di tanto…"
e io stringendoti la mano
ti dicevo con la pelle " Non preoccuparti, qui
ci sono io, voleremo senza più corpi
e senza più identità, senza i limiti
della vita fino a fonderci
in un unico istante di lacrime"…
ricordo quando in macchina tu
guidavi in silenzio
e avresti voluto dirmi " Ti amo"
ma quelle parole erano troppo dure per te
e quell' infinito blocco
che avevi ti impediva di parlare,
tu sei la mia musica…
così cercavo il volo di qualche uccello
che ti sfuggiva dinanzi agli occhi
e una lacrima silenziosa mi diceva
" Amore mio sono qua…"
E cercatola mia risposta in quei freddi
pomeriggi d'autunno quando il cielo
non parlava mai di te…
ma il luccichio dei tuoi occhi e il tuo
sorriso mi dicevano
" Se solo vedessi l'amore che ho dentro saresti
l'uomo più felice del mondo"…
e ora che rivedo il tempo su di me
le tue mani sono le mie, con la
speranza di trovare il tuo sorriso
sulle labbra di qualcuno
e il mio silenzio sarà l'unico a parlarmi
di te.
Fabrizio Lama
Pubblicata il 24 marzo 2007

 

16 Marzo

La collana
d'infinito lo spazio
che il cuore ha bisogno,
troppe le cose
che ci sono dentro,
incontenute vogliono andare ( camminare )
sulla carta per segnare ( disegnare )
le vite di chi le legge,
come perle al filo ordinate
per misura e colore,
vagoni di treno affamato
di nuovi luoghi ineguali
e senza ritorno.
Vincenzo Celli
Pubblicata il 31 ottobre 2005

 

14 Marzo

Fiore
un bacio
morbide labbra
infantili
soccorrete dalle stelle
ardete
lingue fruste

piccole mani
mai sospirate
mai udite
leggero accarezzate
per sempre
righe sul
velluto

calmo e
in pace

ci incontreremo

abbraccialo

(dedicata a una piccola personcina speciale)
Alessia Sanna
Pubblicata il 6 settembre 2007

 

13 Marzo

Tante..le cose di cui posso fare a meno..
non del tuo viso..in cui mi rassereno..
della tua voce, triste, allegra,preoccupata..
che spesso dà un senso alla mia giornata!
Insieme parliamo; giochiamo..nei momenti neri..ci siamo:::
Ringrazio il destino; che ci ha fatto incontrare..
e..se dipendesse da me; fino alla fine con te,
mi piacerebbe camminare!
Rosa Santinelli
Pubblicata il 26 aprile 2006

 

12 Marzo

L'Apprendista
S’increspa il mio dispetto
tale e quale a questo mare
che in faccia mi schiaffa
la vastità, sua, invincibile
ed il buonsenso di primigeni abissi

Potessi, candido apprendista
comprenderne l’imperturbabile inquietudine;
giungere al midollo del suo oceanico distacco
e dal filone d’aureo abisso
estirparne ciò che basta per forgiare
una corazza d’inespugnabile difesa.

Nulla t’inquieta
Istigatore di maree.
né del tuo respiro, il flusso, muta;
neppure gli spasimi del mondo, che al tuo orizzonte accorre
per versare le sue affannose lacrime.

Credulo della tua quiete
gli occhi velo
il pensiero infiacchisco
e le membra,
sulla zattera salmastra,
sciolgo.

Ed è allora che ti sollevi, caino!
in giogaie spumeggianti ed assassine;
vertiginose rupi di cupe azzurrità
che crollano, su di me, con sapida crudeltà.
Alessandro Cancian
Pubblicata il 4 dicembre 2005
 

10 Marzo

Viaggio al termine della notte
Di là dal fiume e tra gli alberi
Quella mattina di luglio
Oceano mare
Il colore del sole
La scoperta dell’alba

-Poesie dorsali (accostamenti di titoli dei libri riportati sul dorso)-
Arcangela Cammalleri
Pubblicata il 21 dicembre 2007
 

9 Marzo

Ricercare negl'infiniti spazi
frammenti di riverberi bianchi
un'isola pura
con un astro d'atmosfera azzurra.
E lontano vicino intravedere
vago e incerto
oltre il vetro della realtà
il diagramma imperfetto
dell'onda di probabilità.
Solo essa ha significato
tutto il reale è astratto?
Nelle notti d'orbitale
quando più tetro
del carbone d'avorio nero
diventa dubbio ogni fiume più vero
sprigiona il violino della luna
le note della musica
magica-astrale.

Da In cucurbita d'alambicco,
Riverberi
(1987-1991)
Roberto Soldà
Pubblicata il 17 novembre 2012
 

7 Marzo

Il primo amore
Il mio primo amore
è durato sei giorni più uno:
sei giorni ubriachi
di mille infuocate parole
e un giorno, uno solo, di baci.
Sei giorni di sguardi,
niente lì attorno,
e un giorno, uno solo, di baci.
Omero Sala
Pubblicata il 1° aprile 2006
 

6 Marzo

In ricordo
(Marzo 1990)

Sirena del mare
sirena del mare
melanconica melodia
dell'anima in attesa;

ultimo canto d'Amore
d'una specie quasi estinta;

seppur lontano,
il tuo canto
infiamma l'universo
e
al Sommo Creatore
innalzano preghiere di lode
le creature tutte
e
dei pianeti,
degli astri del cielo
nell'infinito dispersi:

" Echeggia l'amore "

Ma io devo andare…
non posso fermarmi;

non posso obliarmi di te,
sirena del mare!,

non ancora.

Nei miei sogni
una vecchietta
svelta di mano
e
all'uncinetto intenta
conta i suoi intrecci:
1,2,3…. completa…
…e poi,
riprende: 1,2,3…

con lo sguardo nel vuoto
pietosa,
mi sussurra…
e
come un vento impetuoso
mi scuote il suo richiamo:
Michè!,
Michè!

Non mi fai mancare niente, Michele!,
ma
mi fai mancare tanto…

Sono dentro la sua storia,
sirena del mare!,
dentro la sua storia

Era di Marzo…

Gio,' dai suoi
col difficile cesareo;

il malessere stagionale
che mi prese;

la decisione di curarmi da Lei,
a protezione di Pulcino;

il suo amore nell'accudirmi.

Amore straripava,
come fiume in piena.

Parlava,
parlava
e
raccontava se stessa:
<< La sua solitudine >>

Un rito era, la sera
e poi…
…la mattina
ripetitiva,
poneva
sotto le ginocchia sue,
il tappetino
e
il turbante in testa.

Iniziava,
con un dolce canto
che avvolgeva,
inteneriva il cuore,
la preghiera.

Si trasformava…

Si scioglieva
il suo linguaggio
e
concludeva,
al buon Dio, affidando
i figli dei suoi figli,
i figli,
se stessa
e
il mondo intero.

Sirena del mare!,

sentiero nascosto
dall'erba selvaggia,
insidioso,
ricco di spine,
è
la vita.

Le chiedevo:
Mamma!,
quale finalità ha l'uomo?

Sospirava…
e
dolcemente…

Siamo frammenti di Luce…
deboli frammenti
di un Corpo Splendente
da assemblare
per essere Vera Luce.

Prendi la tua bisaccia,
le tue vettovaglie
e
cammina con discernimento…

Cerca la luce, vai…
prendi fiato…
…ma, senza fermarti
pensa gioioso
d'essere prossima chiamata.

Adesso ha un senso
la domanda che mi pose
quando, guarito andavo…
e
dal sottoscala,
al suo richiamo
alzai lo sguardo.

Era rientrata.
chiusa aveva la porta,
ma… di corsa,
ansimando
la riapriva gridando:
Michele!
Michele!
Aspetta!

Mi chiese,
con pietosa dolcezza
Michè,
dimmi, sei felice?

Si, risposi
divertito dall'ingenuità
con cui si poneva.

In quell'attimo tutto si compiva.

Quel giorno,
Io,
vagabondo
ero
già
Partito.
Michelangelo Marchingiglio
Pubblicata il 13 novembre 2006
 

5 Marzo

Il male del secolo
E' un male che abbrutisce,
un male che annichilisce:
"la solitudine"
Soli, in mezzo a tanta gente
che di te sa poco o quasi niente.
Si ride, si balla,
rimbalza su e giù, la palla,
ma non c'è mai nessuno che l'afferra!
Nessuno che ascolta veramente
l'angoscia che attraversa la tua mente.
Palestre affollate,
ritrovi di aggregazione,
dove ognuno è in cerca di una dimensione.
Immagine sfogata
di una commedia recitata,
che non soddisfa
e non appaga.
Soli, in un labirinto di illusioni,
sempre più agguerriti,
e senza più valori!
Terry Di Vetta
Pubblicata il 24 agosto 2012
 

4 Marzo

Desnuda
Il tempo si è fermato
sul tuo seno‚
mentre carezzo
la tua pelle bianca.
Sei calda
come il sole‚
di mattina‚
ti copri
con le mani
da bambina.
Non parli mai
quando ti carezzo‚
nascondi gli occhi
sotto i tuoi capelli
ancora soffici
E neri
come i miei pensieri.
Franco Pastore
Pubblicata il 16 ottobre 2004
 

3 Marzo

Illusione e rabbia
Al calar sole,
un riverbero di luce
s'infrange sul tuo viso.
La tenerezza del tuo sguardo
illumina la mia mente.
Mentre cammini, seguo
i movimenti del tuo corpo,
l'emozione mi crea
un'esplosione di sublimità!
Solo, nell'intensità e nella
rabbia, fuggo da ogni illusione!
Raffaele Marchesi
Pubblicata il 9 settembre 2007
 

2 Marzo

Neve
soffice neve che dal ciel diffondi e imbianchi le valli e i sommi monti,
rendendole come signori canuti che sulle valli regnano muti.
Quanta beltà nel core mi mandi osservando questi muti giganti.
Imbiancati dal tuo delicato manto e tanta la gioia che si muta in pianto.
Non pianto di duolo ma commozione nel mirar questa bella creazione.
Oh uomini in pace se il senno vi luce, cessare non fate queste nevicate.
Gaetano Gulisano
Pubblicata il 3 marzo 2008

 

1 Marzo

Fiore di pietra
Eri lì accanto ad una sorgente,
da lontano mi apparivi,
il più vivo tra i colori
del giardino,
mi hai corteggiato con dolcezza,
ed io che fino a quel dì
non sapevo la differenza
fra te e gli altri fiori,
ho ceduto, ti ho raccolto
ma non hai potuto giacere
tra le pagine del mio libro:
eri di pietra.
Con sapienza e maestosità
brillavi sulla mia mano
ma di poca luce,
perchè il tuo non era profumo
ma inganno;il fiore vero
sboccia, profuma e appassisce
mentre tu fiore di pietra resti
lì eterno ad incantare chi
ti ammira ma il tuo tempo
trascorrerà impietoso
e nessuno si calerà a
sospirar il tuo odor.
Ida Guarracino
Pubblicata il 31 dicembre 2003

 

23 Febbraio

È bello,
Guardarti di nascosto, mentre inconsapevole
attraversi la via e ti aggiusti i capelli spettinati
dal vento.
È bello,
sbirciare nella tua vita di cui non so più nulla
da tempo ora mai.
È bello,
vederti, di nascosto dai tuoi occhi e immaginare
la tua reazione se all’improvviso, per caso, i nostri
sguardi si incrociassero.
È bello,
passare la, dove pochi secondi fa, sei passata anche tu
È bello,
ogni cosa è bella se la fai tu.
Stefano Ripamonti
Pubblicata il 26 giugno 2006
 

Le paysage dans le cadre des portières
Court furieusement, et des plaines entières
Avec de l'eau, des blés, des arbres et du ciel
Vont s'engouffrant parmi le tourbillon cruel
Où tombent les poteaux minces du télégraphe
Dont les fils ont l'allure étrange d'un paraphe.
Une odeur de charbon qui brûle et d'eau qui bout,
Tout le bruit que feraient mille chaînes au bout
Desquelles hurleraient mille géants qu'on fouette ;
Et tout à coup des cris prolongés de chouette.
- Que me fait tout cela, puisque j'ai dans les yeux
La blanche vision qui fait mon coeur joyeux,
Puisque la douce voix pour moi murmure encore,
Puisque le Nom si beau, si noble et si sonore
Se mêle, pur pivot de tout ce tournoiement,
Au rythme du wagon brutal, suavement.
Verlaine, La bonne chanson, VII

Il paesaggio nel riquadro del finestrino
scorre furiosamente ed intere pianure
con stagni d'acqua, alberi, cielo e grano
sono inghiottite nel turbine crudele,
punteggiato da esili pali del telegrafo
con fili in strana forma di paragrafo.
Un odore di carbone che arde, acqua che bolle,
tutto il frastuono che farebbero mille
catene con mille giganti che urlano, frustati;
e a un tratto lunghi gridi di civetta reiterati.
- Che m'importa di ciò, se nei miei occhi dimora
la candida visione che fa il mio cuore lieto,
poiché la dolce voce per me sussurra ancora,
poiché il Nome, sì bello, sonoro e altolocato
si mischia, puro perno del chiasso sferragliante,
al ritmo brutale del vagone, soavemente.
Verlaine   Traduzione Nino Muzzi
Pubblicata il 21 novembre 2016

 

21

L'attimo
Splendore di un felice attimo
torna alla mente
come un sogno lontano e irreale
eppur vissuto or ora.
Momento inconsapevole
dell'infinito dolore
che mai immaginato avrei.
Ed i miei occhi come sorgenti
sgorgano in fiume
che bagna terra ignota
e fertile di frutti sconosciuti.
Maddalena Gatto
Pubblicata il 27 maggio 2006
 

L'attesa
Un posto sempre hai avuto nel mio
cuore anche se non ti conoscevo:
semplice, perfetta, meravigliosa,
senza nessuna maestosa armatura
così la mia mente ti dipingeva.
Giorni e notti nei miei pensieri
in sogno tante volte m'apparivi,
e al mio risveglio sentivo già
alla visione inondar l'anima mia.
Mentre scorreva il tempo, sperando
d'incontrarti nel mio cammino
senza premura alcuna t'aspettavo.
Arturo Guzzardi
Pubblicata il 4 gennaio 2009

 

20 Febbraio

Nostalgia
Profondo notturno
Il mio pensiero scivola flessuoso
Nell’intimo dei pensieri.
Dalla finestra perdo i miei sogni
Volano via lungo l’arco delle stelle.

Nella solitudine di questo luogo alieno
Io sono alienato ad una vita anonima
Non ho più dove e ne perché
Aspetto un soffio
Per potermi liberare.
Fabio Rocca
Pubblicata il 3 ottobre  2006
 

Figli
Le sembianze vostre
figli
ho nel cuore.
Voi non passerete
come l’eternità
non passa
agli occhi miei.
Io me ne andrò ridendo
di questa vita insulsa
io me ne andrò gioioso
al cospetto dell’Eterno.
Ma rivivrò eterno
tra di voi.

Alcamo, 01.11.08 ore 23,40
Da Riflessi e altri versi
Marino Giannuzzo
Pubblicata l'8 gennaio 2015

 

19 Febbraio

Credevo
Credevo che la notte
attorniasse il giorno,
che l'estate dipingesse l'inverno
che la rondine emigrasse
verso il calore dell'amore.

Credevo che l'ardore
spegnesse la sete di fallacia,
che il sentimento
annullasse la relatività
accompagnato dalla ponderatezza.

Credevo alle tue melliflue parole
circuite da venusti decori
che inondavano i miei pensieri
trasportandomi alla foce della felicità,
per tanto...per poco...per quanto?

Credevo...e mi illudevo.
Antonella Frison

Pubblicata il 28 ottobre 2005
 

Contemplando un fiore
Un fiore sbocciò
e presto riempì
lo spazio
del mio sguardo
con la forza del colore.
Non bastò la visione
a convincermi del miracolo
e pensai
dubbioso
che l'evento
fosse
una creazione
della mente,
ma il profumo intenso
mi destò
dal sogno momentaneo
gettandomi
nella confusione dei sensi.
Pensai al fiore
come ad uno scherzo
di un demone birichino,
oppure al caso
che dava forma
a questa stranezza.
Ma era evidente
che la ragione
si era persa davanti
ad un semplice fiore.
Oramai senza speranza
per un istante credetti
che il fiore
fosse un dono di Dio
ma non avendo io
alcun merito
scartai l'idea.
Rassegnato
contemplai l'ineffabile
bellezza del fiore
e non pensai
più nulla.
Claudio Tedeschi
Pubblicata il 10 marzo 2008

 

18 febbraio

Uomo in decadenza
Eppur così moralmente solido
integro, superbo e incorruttibile pareva.
Ha attraversato indenne tempi avversi,
come il ghiacciaio ora si scioglie
e lentamente muta.
Lo specchio dell'anima si è frantumato
e mille volti rimanda sfocati.
Impalpabili sogni …vagano nel buio,
il soffio del vento in nubi a pecorelle
scompiglia.
Guazzabuglio di pensieri ora assopiti
simili a pipistrelli neri
a grappoli nella grotta appesi
stanno.
Al grande fratello, ignavo,
si è arreso.
Stefano Giannini
Pubblicata il 22 febbraio 2008
 

Sardegna
Un venticello soffia pian piano
per non disturbare e i capelli non scompigliare.
Anche il mare dal canto suo
si è impegnato
e alle onde di moderare il loro impeto
ha raccomandato.
Passa un volo di gabbiani
senza fiatare.
Un gruppo di fanciulle raccoglie conchiglie di madreperla.
Bianche le tuniche
sciolti i capelli
Agli orecchi le avvicinano
e come d'incanto giunge da lontano
delle sirene il canto.
Sandra Greggio
Pubblicata il 2 settembre 2008

 

17 Febbraio

Pirata
I tesori della gloria strappavi
Sulle le montagne spaventose
Le nostre anime consegnavamo
All'estasi delle tue mitiche fughe

Il tuo nome esteso al suolo
Delle strade che percorrevi
Era l'unico tappeto sacro
Degno della tua solenne parata

O pirata dei nostri cuori
In che cima aspettarti
I monti ridiventano muti
A chi obbediranno le montagne?

Per sempre grideremo per te
Innalzeremo le tue nobili gesta
In Africa Kilimangiaro ti piange
L'Everest è in lutto in Asia
Geme in America l'Aconcagua
Singhiozza il Monte Bianco
Il Pirata è andato a Sion
Bisengambi Bibalu Léon-Perry
- Scritto in occasione della morte di Marco Pantani -
Pubblicata il 19 settembre 2004
 

Caccia via le nubi
Caccia via le nubi,
gridalo infine
l'azzurro!
Anche se condannati
quel vino quel pane
spezzato insieme
nei giorni, dai
non sprechiamolo!
Quel niente lo sai!
non finirà mai
di saziarci!
Tutto va bene,
purchè non si resti soli!>
Marcello Chinca
Pubblicata il 15 ottobre 2006

 

16 Febbraio

Voci
Ombre grigie, di
idee spezzate a metà
turbinanti e sfuggenti
di un sorriso che non tornerà
espressioni sprezzanti
di affilate lame di pioggia
più rosse della ferita
che aveva fatto crollare
palazzi di sabbia invincibili
contro soffi di tempesta
quando bastava una lacrima
per sciogliere il volto duro
sotto quella maschera allegra
con gli occhi chiusi.
Cime bianche irraggiungibili
mari troppo bui sono
solo piccole cose perchè
nel loro silenzio bisbigliante
s' odono frasi sconnesse
consigli d' inutile buonsenso
petali di un fiore nato
in una notte e nessuno
che lo stesse a guardare.
Gian Luca Sechi
Pubblicata il 28 ottobre 2007
 

I vostri vecchi
Guardate gli occhi dei vostri vecchi,
oggi hanno i colori dell'autunno,
ma ieri hanno donato sguardi vivi
come bacche di agrifoglio,
teneri, come fiori di biancospino.

Guardate le mani dei vostri vecchi,
oggi contano i giorni sulle ginocchia
ma ieri hanno lottato, costruito,
seminato carezze, momenti di gioia.

Guardate i passi dei vostri vecchi,
oggi avanzano lenti, discreti come ombre,
ma ieri hanno percorso pianure di speranza,
sudando lungo i vicoli arroganti del dolore,
caduti: si sono rialzati.

Guardateli e rispettateli i vostri vecchi,
prima che il tramonto li porti via,
se oggi siete qui, è perché loro hanno soprattutto
AMATO.
Luigi Preziuso
Pubblicata il 10 gennaio 2010

 

14 Febbraio

Questo mondo
Si nasce,
senza sapere cos’è la sofferenza,
senza capire cos’è la vita,
breve ma zeppa di dolori.
Si cresce,
immergendosi nella violenza
e la crudeltà del mondo del potere
sottomessi dai più fortunati
intristiti alla vista dei poveri
rabbia,terrore,guerra,indifferenza
voglia di cambiare strada
nella gabbia della vita.
La carta ha più valore dell’anima,
sentimenti soffocati dall’ansia del dovere
persone tramutate in esseri controllati
dalla società.
Omicidi senza senso,
suicidi giustificati,
briciole di felicità
sparse in un campo minato,
ingigantite dai sogni e dalla speranza.
Poi si invecchia,
la morte ti pedina,
e si è troppo stanchi per sorridere.
Jacopo Bonfanti
Pubblicata il 22 giugno 2004
 

eppur mi sfugge
e la ricordo.
è in mente fissa
e come impressa
è nebbia fitta
è una sconfitta che mi si appresta
e non s'arresta.
è il suo rammento
e il mio lamento
Antonio Sangervasio
Pubblicata il 7 marzo 2005

 

13 Febbraio

La rondine
Lancia strida
la rondine in volo.
Taglia l'aria
in un planare inclinato.

Fila rapida
verso il nido, ove solo,
sta aspettando
un pulcino affamato.

Mentre lenta
scende la sera,
lei di nuovo
nel ciel s'allontana.

Si diffonde
nell'aria leggera,
un lieve dindonar
di campana.
Romano
Pubblicata il 12 dicembre 2003
 

Creola
Le tue mani, le tue mani di creola
annodano sapienti i miei pensieri
legandoli alla matassa
del tuo cuore di lana

La tua bocca, la tua bocca di creola
ricama nel silenzio corpetti di parole
perch'io mi riscaldi
nel buio della notte

I tuoi occhi, i tuoi occhi di creola
scrutano luminosi gli abissi segreti
dove pavida si cela
la mia solitudine.
Giuseppe Dabalà
Pubblicata il 5 novembre 2010

 

12 Febbraio

Volere non mio
Emozioni non sa dell’amante segreto
colei che distratta non bada all’impulso
l’amore negando al povero fesso
affannosa si cela dietro occhi di vetro

e speri ch’un giorno del dono divino
potrai finalmente poter far a meno
capendo che in fondo nessuno t’ha chiesto
giudizio nel dì del tuo primo gesto.

intanto Natura continua il cammino
pensando al futuro non tiene per mano
quei sogni che l’ uomo pone nel pianto
celando il sorriso lei ‘ntona l suo canto

canto ch ognuno conosce nel cuore
dal giorno in cui l’antico potere
bussò nell’animo di chi da poco
conosce le trame che ‘l mondo gli cela
aprendo le porte si pone nel gioco,
il divin potere imponendo si svela.
Alchimista
Pubblicata il 9 giugno 2005
 

Una vita volgare
Le pareti della stanza
generano nel mio spirito
la nausea quotidiana
della vita volgare.

Desidero fuggire
per non vedere più questi volti,
queste abitudini
e questi giorni.

Voglio riposare,
estraniandomi
da questa assurda monotonia.

Voglio sentire arrivare
il sonno come vita
e non come riposo.

Una capanna
in riva al mare,
un pagliaio
sul terrazzo ruvido
della montagna.

Da Il respiro dell'anima
Vincenzo Melino
Pubblicata l'8 gennaio 2012

 

11 Febbraio

Il sentiero dei tulipani pungenti
In cammin per un sentiero
lì sperduto dov’ ero,
vado avanti ora
mentre il cielo si colora
e la luna pende
come il mio cuor per lei risplende.

Verso la spiaggia continuo adagio,
pensando sempre a lei con disagio
mi sento male al sol ricordo di pensieri dolenti
e tra i tulipani pungenti
mi avvio contro insidie ingenti.

Triste e assorto mi dispero
e solo spero,
scrutando il marino paesaggio,
di aspettare pazientemente
il suo piacevole passaggio.
Aldo Calò Gabrieli
Pubblicata il 1° luglio 2004
 

Fragili sere
davanti a un focolare,

odore acre di fumo
leggerezza di voci ostinata
nell'aria immota.

Lentamente si sciolgono in viso
come lacrime,
silenzi e giorni d'attesa.

Nella piazza rumorosa
s'acquietava ogni tristezza,

e le case affondano nelle pioggia.

Vado a cercare una lapide
annerita dagli spenti lumini,

una gioia mi lacera

… e si finge eterna.
Carlo Tella
Pubblicata il 31 gennaio 2008

 

10 Febbraio

B i j o u
Ti ho trovato nei pressi di casa mia,
lurida dimagrita e zoppicante,
accogliendoti cercai di fare un'opera pia
ma invece divenisti la compagna più importante!

Sembravi una volpina dal color grigio-nero
ma poi, lavandoti, scoprii il tuo colore vero:
eri, o meglio sei un Bijou dal candido mantello
e, a Taormina, dicon tutti che sei il cane più bello!

Mi segui dappertutto con amore dovunque io vada
perché mi sei grato o pensi che ti lasci per la strada
come, probabilmente, ha fatto quel gran disgraziato
che, andandosene in ferie, in estate, t'ha abbandonato!...

No, stanne pur certo, mio caro buon Bijou,
Iddio ti ha mandato ed io non ti lascio più!
Probabilmente un giorno anch'io ti abbandonerò
ma soltanto quello in cui Lassù io me ne andrò!
Gilbert Paraschiva
Pubblicata il 30 agosto 2007
 

Misteriosa signora
Notte,
dimora di chi viene e chi va,
dimora di persone, non sempre perbene.
Chi vai ospitando dentro,
il tuo abito, lungo e nero?!
chi brancolando nel buio,
si rifugia sotto le tue ali nere?
Signora,
è vero che:
ubriachi, falliti, ladri e banditi,
donnacce, barboni, nottambuli,
peccatori, sono i tuoi figli prediletti,
bella, suadente, signora nera!?
Signora misteriosa,
di te bisbigliando,
dicono in molti: col suo sgargiante,
abito da sera, tutto lustrini e paillettes,
è un po’ frivola e sciatta,
quasi cordiale, quanto intrigante, ma
pronta a colpire,
pronta a rapire, silenziosa e scaltra,
come una civetta con la sua preda,
chi partecipa alla sua festa.
Signora misteriosa e scura,
per me sei solo, una tenera madre,
che accoglie amorosa, nel suo scialle nero,
anche il figlio più brutto, il più cattivo,
o fosse anche un feroce assassino.
Incuti paura nel buio più fondo,
ma invero sei tu che hai paura del buio:
di restare sola nel buio,
quando l’ alba scaccia le ultime tenebre,
e le luci delle città vengono spente.
Notte,
sospirata e attesa, da tutti gli amanti:
quando i lampioni dei viali, le luci delle vetrine,
le luci dei night club, dove tutta la gente,
è vestita a festa , vengono spenti,
aspetti con ansia che il crepuscolo,
ti preceda di poco, per offrire al mondo,
un altro girotondo.
Signora,
adesso so’ perché hai paura che il buon giorno,
laborioso e austero, disveli ogni cosa, togliendoti il velo.
Hai paura che il giorno,
sia la condanna, dei tuoi figli un po’ derelitti;
e si erga a carnefice e giudice, poco indulgente,
poco incline a far sconti,
anche a chi sbaglia per troppo amore,
o per troppo dolore,
quando neanche il rimorso, vale il perdono.
Antonio Scalas
Pubblicata il 10 settembre 2012

 

9 Febbraio

Capezzoli stanchi
Lieve, notturna
la nenia risuona
ancora.
Calma piatta
nasce
nei boschi e
nei suoi vecchi
capezzoli stanchi.

Triste, ottusa
la vecchia spera
ancora.
Ombre nere
danneggiano
il sonno e
deridono la
sua follia.

Ella annoda le
dita allo specchio
per cercare una
pelle più liscia,
ma l’attesa
vanifica illusioni
con innesti di
rughe omicide.
Eleonora Pozzuoli
Pubblicata il 24 giugno 2003
 

10 agosto
Pallida la luna traspare di bianco nella terra tra gli alberi;
ognuno sta assorto nei suoi pensieri,
che sembrano ancor più quando viene sera.
Sentieri di pietra, irti su per le montagne, dove ancor
s'accompagna il passar delle greggi,
ormai spento ricordo di giorni passati.
E le speranze di bambino, tavole di colori sulle quali si
sciolgono le mie lacrime da grande,
come neve bianca al comparir del sole.
Com'è chiara questa notte,
chiara da vedere il male,
che ognuno pensa andato via al calar della sera:
e le immagini di morte coprono la fantasia.
Così lontane, così vicine,
sbattono le nostre menti violente,
come mare in tempesta le scogliere;
e gli occhi dei bambini smuovono il cuore.
Li vedi senza nome, piangere con le mamme,
consci del dolore.
Incapaci di un sorriso, senza la fantasia colorata
di qualche amico in cartone.
Loro non vedranno le stelle cadere.
Antonio Alvaro
Pubblicata il 12 febbraio 2007

 

7 Febbraio

Bella
Bella di mare,
dolce creatura che grondi di sole,
goccia perlata che odori di sale,
conchiglia lucente che ammanti la duna
porta il mio destino
sulla prua di una stella
a solcare le acque limpide
del tuo emisfero.

Brezza di mare,
spruzzo vivace che spumi d'azzurro,
soffio vellutato che accarezzi le onde,
aria profumata che ubriachi l'esistente
solleva la mia speranza
sulla cresta di un aquilone
per volare nei cieli tersi
della tua costellazione.

La tua natura mi affascina e mi turba,
sei l'incanto ed il mistero
di un sogno, di una favola
o di una storia vera.
Euro Della Sala
Pubblicata il 3 giugno 2006
 

Poesia: per un angelo
Il mio pianto
si confonde
con le bellissime note
di una canzone.

Triste e solo...
nei miei occhi si legge ancora
qualcosa
si legge l'amore
si legge un mare sconfinato

Per un angelo
il mio angelo
l'angelo della gioia
l'angelo della vita

Per te
anglo del mio cuore
raggio di sole nella notte
burrascosa.

Per te,
amore mio
mio sostegno
mia anima
mia amica
Per te,solo per te.
ti voglio bene
ti voglio...
Ti voglio amore mio
Antonio Lisi
Pubblicata il 1° marzo 2008
 

6 Febbraio

Ragazzo mio
Ragazzo mio che t’affacci al mondo,
sei frutto dell’amore,
fragile pianta da accudire,
da portare su,dolce e robusta,
sarò il palo che ti sorregge,
l’ombra che ti protegge.
Tu sei il seme di una stirpe,
grano da germogliare
per produrre altro pane.
La vita è acqua da assorbire,
devi saperla smaltire,
senza farsi impressionare
dalle onde del mare.
Luigi Cavallone
Pubblicata il 16 marzo 2005
 

Giovani in maschera
Giovani in maschera
giacche scintillanti
teste rosse
cuori solitari
c'è ancora un po' di vino

Corri corri con l'auto
filmini, sorrisi e baci
mangia con me
saluto amoroso
fermi non andate sto arrivando

Commenti alla giornata
sussurri da tergo
canti di lode
gloria a voi
contro il tempo il sonno aspetta

sogni
cacciatori di taglie
Filippo Genini
Pubblicata il 16 febbraio 2007

 

5 Febbraio

Dimmi
Dimmi se in questo istante sei innamorata,
se nel tuo respiro
riesci a sentire un po' del mio desiderio.

Dimmi se in un attimo veloce
mi hai sentito dentro…
…amata da uno sguardo perso nei tuoi occhi
o baciata dal sorriso d'una mia carezza
sul profumo della tua schiena.

Dimmi se mi senti dentro,
come ti sento dentro io
e raccontami i tuoi brividi di passione stanotte!...
Dario Sanseverino
Pubblicata il 1° maggio 2006
 

Una lenta ultima ora d'amore
Una lenta ultima ora d'amore
da passare con te in segreto
per rubare alla sfida con la morte
il tormento.
Mescolato alla folla
tra milioni di visi sconfitti dalla vita,
ti penso vicino e malato di sogni,
a gravitare intorno al mio cuore pianeta….

…sfidando dei venti aspri, i muri.
Una lenta ultima ora di passione,
per salvare col peccato un'anonima esistenza,
per dare al tradimento un senso assai più buono,
nel completamento di un atto pagato con l'attesa.
Si odono i tuoi passi nella mia testa,
la furia della direzione incerta che gli smarrisce,
il tuo turbamento e la ricerca
del mio proibito essere, da te diviso.
Mi cerchi lo so
in ogni piccola lacrima fredda di pioggia,
tra le ombre stipate nei bus
sotto l'ombrello di un cuor che a te s'appoggia.
Mi mancano i tuoi occhi nei respiri
il fuoco impazzito a divorar il petto,
manca il blu del bacio senza fine
tra le labbra delle nostre anime perfette.
Jacqueline Miu
Pubblicata il 22 gennaio 2008

 

4 Febbraio

La vermena
La vermena è nel sogno che ti cinge
le tempie, quasi fosse una corona,
e si annoia nella stagione scorsa:
il ricordo -ahi, ecco cos’è!- sopito;

in fine, catena che morde il passo
ed il barbaglio è un attimo:
il cerchio del tuo mondo
solare, senza pioggia,
dov’e raggio il metro;

e una lampada e una tettoia.
Alessio Vailati
Pubblicata il 26 febbraio 2004

Vento
Torna a bussare con forza ai miei vetri,
a farmi inondare di lacrime casa,
a riempire di false risa i miei muri,
a cingermi ancora,
prima di scappare,
come un burrascoso,
instabile vento
Isabel Gide
Pubblicata il 3 novembre 2006

 

3 Febbraio

Sentimenti e sensazioni
Profondi come l'amore,
languidi come la noia,
briosi come i sorrisi,
grevi come i dolori,
pulsano, vivono
come le note di una musica
nel cuore dell'universo.
Se con ci fossero
tutto sarebbe muto:
il mare senza sciabordio,
il vento senza sussurro.
Né regole
né ordine
esisterebbero
senza la logica
dell'anima, del cuore.
I pensieri taccerebbero,
i ragionamenti morirebbero,
la coscienza si spegnerebbe
silenziosamente
Senza sensi,
senza ansie,
senza emozioni,
             sensazioni,
                         sentimenti
         saremmo
                                 niente.
Antonia Scaligine

Pubblicata il 27 marzo 2006

.............Ricordi.....................
.......ricordi, quando ci dicevamo:
che non ci saremmo lasciati mai?
Poi, da lontano, venne il vento, sai
e con le nostre parole: t'amo!
cancellò i nostri lenti passi
sulla sabbia d'oro; e quei massi
così solitari e percossi
son come i nostri cuori, appesi
all'amo dei ricordi, sospesi.
Come di seppia, i grigi ossi
le nostre dolci parole, nel vento
a raschiare il nostro tormento
per far posto ad un nuovo falò.
Null'altro resta di noi, oramai
nulla che io potrò, che tu saprai,
in quello scrigno che più aprirò.......
che il sapore dei nostri baci
ed il sole, nelle carezze audaci.
Ben Tartamo
Pubblicata il 19 dicembre 2008

 

2 Febbraio

La ballata della morte !!!
Sono la morte
regina dei cieli;
sono la morte
che annulla i pensieri.

Sono la morte
vestita di nero;
sempre presente
anche quando non c’ero.

Sono la morte
con la falce spiegata;
pronta a troncare
la tua vita segnata.

Sono la morte
da te nominata;
sono colei
che hai sempre agognata.

Sono la morte
che ti spaventa;
sono la stessa
che poi ti accontenta.

Sono la morte
la fine di tutto;
sono l’amore
vestita di lutto.

Sono la morte
padrona dei sogni,
quelli più brutti
quelli più veri;
avvolgo nel manto
i tuoi incubi neri.

Guarda il mio volto
segnato dal tempo,
senza più naso
ne occhi,ne mento.

Sono la morte
sfuggirmi non puoi;
conosco la sorte
di ogn’uno di voi.

Non ho bisogno
del tuo consenso,
sono la morte …
e adesso ti prendo !!!
Joseph65
Pubblicata il 14 febbraio 2007

Che sarà?
Certo che
se non resta la memoria
l'identità non vale
per essere colpevole.

Certo che
se l'identità non resta
non basta la memoria
perché il colpevole è assente.

Certo se
con identità e memoria
sono in difetto i sensi
manca il corpo di reato.

Certo è che
il giudizio universale
per mancanza di imputati
non venga celebrato.
Claudio Badalotti
Pubblicata il 17 ottobre 2013

 

31 Gennaio

Chissà il mare...
chissà come sarà il mare ora...
ora che io cerco onde inquinate..
ora che la piatta non mi aiuta
e cerco tempeste acide
dove poter esprimere
la mia immoralità!
Michele Aulicino
Pubblicata il 1° aprile 2004

Sasso
Nel sentiero della vita qualsiasi sassolino non è lì per caso
pronto ad alzare la scarpa al passaggio
a farti volare in alto
a fermarti
a guardarti
ecco un sasso .....
mi inciampo.... un lieve sussurro generale.. un tumulto... un eccesso di paura avvolge senza sosta...
ecco un sasso...
ma dopo il cammino si fa leggero e sicuro...ma
ecco un sasso ...
ora non inciampo... non mi fermo...non mi alzo..
questo è un masso...... e mi ha finalmente fermato.
Toffoli Laura
Pubblicata il 23 maggio 2013

 

30 Gennaio

Gocce
Gocce d'acqua
gocce di rugiada
di un'estate ormai quasi terminata.
Il sogno, la poesia
di giorni caldi in agonia
cercando refrigerio
in un abbraccio quasi etereo.
Gocce d'acqua
gocce di passione,
poche, rare,
colme di palpitazione,
scendono ora sui nostri ricordi
e sui nostri volti assorti
nell'attesa
di freschi orizzonti.
Tiziana Cocolo
Pubblicata il 2 settembre 2003

La fabbrica
Ferreo onnipotente estremo
rullo rotante
che sgrana e stralcia
in velocità costante
ad una ad una la fila passa
sotto gli occhi stanchi
polvere nera s'alza
e carne rode
la macchina lucente
che nulla dice nulla pensa
ronza e stride
in ritmo sempre uguale
oh pollice contratto
oh mano disarmonica e ferita
lascia cadere
quel che stringi ed odii
e trita i nervi
della tua mente stanca
rivolta la schiena
e canta forte sovrasta
i rozzi suoni che ti opprimono
scagliati contro
come folle infuria
nella fabbrica curvi ruffiani
dediti a leccare i piedi
al buon benefattore
nuove macchine lui
comprerà domani e tu
lo aiuterai a far carriera
ma la sua sete inaridisce
pian piano la tua vita
Rosino Maranesi
Pubblicata l'8 dicembre 2002

 

29 Gennaio

Sol absconditus
Tra barche immobili di pescatori
e stazioni del metano
che rincorrono inutilmente il futuro
brulica di lustrini
una scia che quasi
mi tocca i piedi
e la vedo allargarsi
all'orizzonte dove dietro
il grigio d'una giornata
un po' uggiosa
c'è ancora qualcuno
che sussurra: "Io sono qui".
Enrico Galavotti
Pubblicata il 12 marzo 2003

Fiore del Mediterraneo
Tardo già era il tempo
Nel riverbero dell’alba breve!

Fiacca greve indolente.

Al mio sguardo frodo
Ignara, forse no,
Sei riemersa
Nel tuo sontuoso
Candido incanto

Radiosa tu
Bardata di rosso e blu
Insana ossessione
Del mio estenuato
Estuoso spirito.

Pallida evanescenza
Vago già nel giardino degli asfodeli.
Non sarò che ombra.

Tu invece eco sempre nuova
Di mediterranea aurora.
Acquaviva
Pubblicata il 28 luglio 2005

 

28 Gennaio

Essere protagonista
Scusami se su tante
voglio amare proprio te,
se su tante braccia
voglio stringere le tue,
se su tanti occhi
voglio specchiarmi nei tuoi.
Da te voglio di più,
non mi posso accontentare di vederti ogni tanto
e scambiare due parole,
non mi va di essere spettatore
e magari vedere questa scena,
che cammini mano nella mano con un altro
con le tue labbra che all'improvviso s'avvicinano alle sue,
sarebbe difficile da sopportare.
Scusami se su tante
ho perso la testa proprio per te,
se su tanti visi
voglio accarezzare il tuo,
se su tante mani
voglio avere le tue.
Da te voglio di più,
non mi posso accontentare
di avere solo un'amicizia,
non mi va di rinunciare alla protagonista
di questo film che ho pensato,
non mi va di arrendermi
e di essere un semplice spettatore dei tuoi giorni.
Scusami se adesso
sto scrivendo di te,
se adesso sto immaginando
di averti davanti,
di avvicinarmi sempre di più,
se sto immaginando
di essere protagonista nella tua vita.
Carlo festa

Pubblicata il 18 settembre 2005

Cuore Ignorante
Il calore della
tua mano
riscalda il mio cuore ignorante
Il tuo discreto sorriso
spazza
via le mie titubanze
E' tutto vero!
La mia solitudine è entrata
d'incanto
nel grande universo dell'amore.
Salvatore Cutrupi
Pubblicata il 4 gennaio 2008

 

27 Gennaio

Ecco la sera
Ecco la sera,
che scivola e scolora,
che non profila più
il giorno né la notte,
che non afferra mai
istante uguale,
in quel suo sguardo,
attento e riverente
al mutar dei riflessi,
senza mnemonico confine
per un colore acceso
o più sfumato.

E' la sera,
che avanza sulla terra
e sul mare,
pei campi già sognanti
e per le cime attente
ai tenui filamenti
degli ultimi bagliori,
migrati dalla valle,
che si ristora, ormai,
dalla feconda serra,
dei raggi mattutini e meridiani.

Umile sera,
che timida t'affacci
nel breve spazio
del giorno e della notte
per abbracciar tuo sposo e amante,
che pone la ghirlanda d'orizzonte
nella volta sfumata del tuo volto
che volge a lui, tramonto,
il suo sorriso quieto
per suggellar l'incontro.

Preziosa sera ,
madrina d'altri mondi
e soli iridescenti,
ancor dormienti
sotto il dorato manto
dell'arrogante giorno
del pianeta,
in attesa che tu,
provvida ancella,
destandoli, li agghindi
come corte amorosa
della più oscura stella.

Languida sera,
che sussurri lieve:
"ecco, son qui per voi,
uomini stanchi,
mondi nei mondi,
luci spente del giorno,
tenui fiammelle
nel mio dolce seno.
Son qui anime sante ,
anche per voi."
Io… sera,
finalmente."
Stefano Cona
Pubblicata il 21 giugno 2002

Opera d’arte
A tarda sera
quando al posto suo tutto
collocato è stato
e del giorno la fatica e le ombre
con te stanco si siedono a tavola
ultima pennellata
che del giorno l’opera completa
la da la mano
che attenta e silenziosa
davanti ti posa
come sull’altare un’offerta
un bicchiere
di buon vino
fresco.
Fausto Beretta
Pubblicata il 17 settembre 2005

 

26 Gennaio

Quella cartolina
In un vecchio libro di stechiometria alla pagina “Soluzioni tampone:
calcolo del pH-esercitazioni” ho ritrovato una vecchia cartolina
quella di un tempo lucida con rose rosse e viole che allora
si mandavano non in busta chiusa: “ Che importava del postino o d’altri”!
Sul retro già affrancato: “ Gentile Signorina, il tuo nome
il cognome, la via, il numero, il paese”. Nello spazio riservato:
“ Milano-19 marzo millenovecentosessantatré- Sotto
scritto in grande e in modo trasversale racchiuso
tra due righe parallele un “PERCHE’ TANTO ODIO?”
ed in piccolo piccolo quasi non si legge firmavo-giuseppe- il nome mio.”
Oggi a distanza di tempo non so perché quel PERCHE’ non ho mai spedito!
Giuseppe Gianpaolo Casarini
Pubblicata l'11 maggio 2011

 

24 Gennaio

Immenso
Come l’onda che si infrange sulla scogliera,
come il vento che spazza via le nubi,
come la luce del giorno che scaccia il buio della notte,
così dal cuore prorompe il mio amore, tanto grande,
tanto immenso che solo se tu volessi vedere,
volessi capire, ne saresti stupita ed al tempo stesso
l’accoglieresti in te.
Renzo Montagnoli
Pubblicata il 1° giugno 2003

Rose di muschio
Camminerò nei roseti
del tuo pensiero, a piedi nudi
col cuore spoglio e l’anima candida!
Solo il tuo grande amore,
potrà carpire, la semplicità,
la felicità, che il mio passo esprime.
Mai come ora: << mano nella mano>>
le parti migliori di me, erano fuggite
per sì bella meta, dentro di te!
Sai, quelle due comete,
che ti ritrovi, sopra le gote
sono il bagliore guida,
di tutte le mie intenzioni!
Quel: << mano nella mano>> si disgiungerà,
solo ad un tuo cenno, di tenero consenso,
a raccoglier boccioli di quel roseto;
ma avverrà con fare discreto!
Quando quei boccioli, si schiuderanno,
i miei piedi calzeranno muschio ,
il mio cuore vestirà i petali, delle tue rose,
la mia anima in questo giardino,
tu vedrai risorta, sopra uno stelo d’amore!!
Silvano Notari
Pubblicata il 18 ottobre 2003

 

23 Gennaio

Vento
Decidono:
parti
in abito sottile
poi
non senti più
il tuo respiro:
boati d'urlo
cocci impolverati
di ricordi
macerie di case
e di te
senno in frantumi.

Riparti in tenue soffio
se puoi..
Decidono.......
Tinti Baldini
Pubblicata il 27 marzo 2007

I colori del tempo
Splende un silenzio inciso
di malore
della serpeggiante carreggiata
nelle cariatidi marmoree
e telamoni
di questo mausoleo ferito
delle ingiurie del tempo,
un silenzio che parla alle rovine
con la voce pesante
come una montagna
sospesa sui pensieri,
i giganti si sciolgono nell'onda
vivendo ciò che resta dopo il giorno
dove la notte vince sulla luce,
la morte non è morta,
si aggira sonnolenta
negli intervalli di deserti di frotte
l'aria impregnata
di sapore che antico si rompe
sgranocchiato dal passo dei motori.
Giuseppe Stracuzzi
Pubblicata il 2 settembre 2008

 

22 Gennaio

Parole fredde
Sono parole fredde
che hanno aggirato il cuore
per giungere
a quella che non sei più tu

E' uno stagno d'acqua morta
la memoria
e io son stanco
di lanciare sassi
per le tue piccole onde
di illusioni

Sono parole fredde
rimaste senza voce
e passano per gli occhi
che esibiamo con rispetto

Sono parole fredde
sul muro delle labbra
che reggono il silenzio

Fa eco la mia rabbia
scagliata a pugni chiusi
sulla tua vanità
che ha perso le misure

I fantini che hanno cavalcato
il mio dolore
ruotano il frustino
e fanno un inchino
ai brandelli dell'amore

Dio
ingordo di preghiere
con la mano piatta
sopra di chi non l'ha chiamato

Sono parole fredde
che congelano l'indifferenza
di due sagome
che si animeranno
per l'unico sforzo
di non incontrarsi
mai più....mai più.....mai più ......
Michael Santhers
- Dal volume Parole fredde -
Pubblicata il 28 luglio 2003

L’ abbraccio infinito
(dedicata a Lisa)

Sgorga
dal seno colmato
improvvisa, e giù
dal tortuoso pendio
si lascia portare, indecisa,
finché non s’ allarga su un prato…
Intanto che cresce
traccia la via
e niente e nessuno riesce
a frenar la sua scia .
Non cede a lusinghe:
” Fermarsi…perché…?
C’ è il mare assetato
e ha bisogno di me…”.
Senza riposo lei va generosa ;
non forma paludi per stare,
ma va…
e stretto il suo letto si fa
nella corsa impetuosa .
Alfine è raggiunto
l’ abbraccio infinito:
s’ annulla nel mar
pe’ un amore profondo ,
senza confini, smarrita…
Ma qui non s’ arresta ;
va verso le stelle;
poi torna giù ancora
a provar nuovamente
quell’ emozione
che vuole…che sente
così fortemente.
Armando Bettozzi
Pubblicata il 25 ottobre 2003

 

21 Gennaio

Vita
La vita è un’idea dell’acqua
limpido fiume
di esseri e forme
infinite specie
di spiriti e anime
che ardono fiamme
nel fluire sulle rocce.
Francesco Soldini
Pubblicata il 26 maggio 2005

Il tempo
Così, come le illusioni, cadono le stelle.
E negli occhi, come nel ricordo,
effimere restano luminose tracce.
Non esiste il futuro
e ciò che resta è il passato.
Così, come le stelle, nel passato viviamo.
E luminoso lo sappiamo.
Gli attimi che viviamo,
fuggenti, imprendibili, incomprensibili,
appena vissuti sono già passato.
E quel che resta è la luce,
sempre più flebile,
della memoria.
E, nel suo cosmico vuoto,
non resterà passato, presente, futuro.
Ma il vuoto, il vuoto, il vuoto.
Il vuoto dell'eterno nulla.
Piero Colonna Romano
  Pubblicata il 4 luglio 2010
 

20 Gennaio

Davanti alla tv
Immagini di guerra,
visi mesti e piangenti,
ricordi freddi, pungenti,
d'una epoca non remota,
si riaffacciano a sciupare
la mia cena serena.
E come uno schiaffo a un Crocifisso,
uno sputo blasfemo davanti a una Chiesa,
un imprecare sulla bara di un defunto,
mi sfilano davanti cadaveri allineati,
nella incompostezza d'una morte violenta;
visi assenti di bimbi, piangenti,
coi capelli arruffati,
coperti spesso di sangue;
vecchie terrorizzate, incredule,
vaganti in cerca di cibo
tra case sventrate,
per campi sconvolti;
donne allibite,
impaurite, violentate,
con le pancie gonfie del torto subito.
Immagini pagate
con un abbonamento di Stato,
quindi dovute;
immagini che assicurano
un "primo posto"
sempre, comunque,
in ogni luogo,
per ogni gusto
e per ogni occasione;
immagini che ormai
non turbano più
la nostra tranquillità serale
davanti ad un piatto fumante.
Salvatore Armando Santoro
Pubblicata il 16 dicembre 2002

Uomo di ...parole
Sono un uomo di ... parole,
me le porto dappertutto,
con la pioggia, con il sole,
con il tempo bello o brutto,
le coltivo come fiori,
resistenti ad ogni clima
ch'io le tenga dentro o fuori,
le ritrovo sempre in rima!

Sono tante le parole
che mi porto sempre dietro,
profumate come viole,
trasparenti come vetro
con cui mostro il mio tormento,
ma in attesa ch'io lo esprima,
anziché gettarle al vento,
le rimetto ancora in rima!

Sono pieno di parole,
circondato da ogni parte,
come tante belle aiuole
quando son disposte ad arte
sopra verdi freschi prati
la cui vista mi sublima
mentre i versi più ispirati
mi escon fuori solo in rima!

Non son poche le parole
con le quali gioco spesso
come fa il girasole
quando gira su se stesso
alla ricerca di una fonte
che la sete sua reprima
mentr'io scruto l'orizzonte
alla ricerca di una rima!

Tra migliaia di parole
provo a sceglier le più adatte
ma se ho un dente che mi duole,
la mia lingua è lì che batte
e le ribatto e rimodello
e le rigiro come prima
poi ad un tratto sul più bello
le ritrovo ancora in rima!

Ma quando trovo le parole,
io ci faccio ciò che voglio:
le regalo a chi le vuole
o le metto sopra un foglio,
poi quando ci ripenso,
le riprendo dalla cima,
provo a dare loro un senso
purché siano sempre in rima!

Sarà poi la gente stessa,
se le sente per la via
che si chiederà perplessa,
ma cos'è una poesia?
Carlo Chionne
Pubblicata il 22 settembre 2008
 

19 Gennaio

Ho smesso di seminare
da quando un tramonto
senza fine
ha iniziato a tinteggiare
di rosso fuoco
la mia Terra personale,
quella dove seminavo idee,
e motivi di vivere.
I semi di prima
hanno già germogliato
disagi
e differenze
e poi morte, e così,
ridotto senza bussola al pensiero
il rosso fuoco
alla mia moribonda comprensione
è divenuto nero finale.
enrico tartagni
Pubblicata il 15 gennaio 2008

È arrivata
È arrivata la mezzanotte
sento i gatti che fanno a botte
sento te che miagoli ancora
ma perchè son sveglio a quest'ora?
Cosa ho da dire che cosa mi aspetto?
che lei mi chiami o scriva un biglietto.
Come ogni sera attendo invano
meglio dormire qui sul divano.
Il dì comincia sempre assai presto.
la notte scorre profonda e mesta:
ma la mattina sono felice.
Ti fai sentire e tutto dici.
Rosa Giusti De Ruggiero
Pubblicata il 4 febbraio 2012

 

17 Gennaio

Dal tempo rinsecchita
sui rami
Il vento che annuncia
l'autunno mi stacca
vibro m'innalzo ricado
striscio rumoreggiando
sull'asfalto polveroso
Torno ad alzarmi
ricado struscio
Un tempo remoto
mi chiamarono
tenera foglia
Pupilla di giovane donna.

07092008
silvio canapè
Pubblicata il 18 settembre 2008
 

Permitte divis cetera (Orazio, ode IX)

Vides ut alta stet nive candidum
Soracte nec iam sustineant onus
silvae laborantes, geluque
flumina constiterint acuto.

Dissolve frigus ligna super foco
large reponens atque benignius
deprome quadrimum Sabina,
o Thaliarche, merum diota.

Permitte divis cetera, qui simul
stravere ventos aequore fervido
deproliantis, nec cupressi
nec veteres agitantur orni.

Quid sit futurum cras, fuge quaerere et
quem Fors dierum cumque dabit, lucro
adpone nec dulcis amores
sperne puer neque tu choreas,

donec virenti canities abest
morosa. Nunc et Campus et area
lenesque sub noctem susurri
composita repetantur hora;

nunc et latentis proditor intimo
gratus puellae risus ab angulo
pignusque dereptum lacertis
aut digito male pertinaci.
  

Guarda come sta candido il Soratte
per l'alta neve e i boschi affaticati
non ce la fanno a sostenerne il peso
e per il gelo i fiumi son bloccati.

Scaccia il freddo ponendo sopra il fuoco
legna abbondante e versa generoso,
o Taliarco, il vino di quattr'anni
prelevato dall'anfora Sabina.

Lascia il resto agli dei, che hanno appena
placato il vento che spazzava il mare
e guarda come adesso né i cipressi
né gli orni antichi sono più agitati.

Non indagar ciò che accadrà domani
e se la sorte ti dà un'altro giorno
prendilo in dono ma non disprezzare,
fanciullo, i dolci amori né le danze

finché sei in fiore e da te sta lontana
vecchiezza fastidiosa. Cerca adesso
il campo Marzio e i luoghi più propizi
per i sussurri all'ora prefissata;

adesso cerca il riso che rivela
la fanciulla nascosta che t'aspetta
e strappale dal braccio o dalla mano
il pegno per un altro appuntamento.

Santi Cardella
Pubblicata il 21 dicembre 2012

 

16 Gennaio

S’accavallano le nubi
Cariche di pioggia
Sulla testa;
s’avverte un rombo di tuono
distante;
un ritocchio insistente,
inizia a battere sulle tegole,
e poi si sente scrosciare per
le grondaie,
le strade si riempiono
di zampillii e di canaletti
cristallini,
camminando si scansano
le pozzanghere e ci
si imbratta le scarpe,
che scoppiettano,
sul bagnato;
il cielo è cupo,
si fa buio,
è l’autunno.
Stefano Medel
Pubblicata il 14 marzo 2003

La tua poesia
quando un capriolare nel mare prenatale
ti avrà fatto ripercorrere a ritroso
la vita (tutta d'un fiato) azzerando l'Io spaziotempo -
allora leggerai la vera sola poesia aprendo
gli occhi sul Sogno infinito: la tua
Poesia cavalcherà in un' albazzurra i marosi
del sangue fiorirà negli occhi di un'eterna giovinezza
Felice Serino
Pubblicata il 22 settembre 2003



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