Poesie di Gianni Fanzolato


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Sono P. Gianni Fanzolato, missionario scalabriniano per i migranti. Sono nato a Riese Pio X ( TV), 28 anni di sacerdozio, 15 missionario in America Latina (Argentina, Cile, Guatemala e Messico), da tre anni sono a Loreto (AN)
Sono Laureato in lettere e amo scrivere.

Pasqua nel cuore
Prima di vedere l'alba, mi avvolgono le tenebre con i suoi malefici tentacoli;
Ancora una oscura sensazione mi tormenta,di chi scende nella fossa della morte.

Steso come un freddo lenzuolo bianco giace il mio corpo avvolto di nulla! Ma…
Qualcosa balena dalla mia finestra, forse un lampo,o il passaggio di una stella…

Una cosa è certa ;quella luce mi desta dal torpore e faccio un balzo verso l'attesa.
All''oscura notte vincono i colori dell'aurora che avanza spargendo manciate di faville.

Nei miei occhi voglio imprigionare quei riflessi che entrando nelle vene mi ridanno vita.
E'il giallo regale,che danza con l'indaco serafico, l'azzurro orlato di rosa col turchino tinto di violetta:

Luce, tanta luce che muta il nero mantello uniforme in una tavolozza di fiori e di prati di smeraldo.
Così sfumano le nebbie, sparisce il grigiore della notte e si delineano i contorni del nuovo giorno.

Un canto di allodole e un tintinnio di campane lontano annunciano il giorno luminoso del risorto.
Ogni cuore, ogni vivente rinasce sfolgorato da quel sepolcro vuoto, da quel Cristo ritornato.

Rotta l'angoscia gelida del peccato, un sorriso di speranza si dipinge, e c'è voglia di seguir vivendo…
Escono le tenebre e la Pasqua del Signore segna eternamente nel cuore quel Giorno che non ha tramonto.

L’isola che…c’è( Un “ altro “ Natale )
Sogno un mondo percorso da strade che portano alla Pace,
sentieri, vie e autostrade con veicoli carichi solo d’amore;
ma il mondo corre veloce tra morte e desolanti inferni.
Voglio allora farmi io strada che si arrampichi ai vertici dell’impossibile.

Siamo abili costruttori di muri che dividono e confondono il cuore e la mente:
muri di pietra, muri di cemento armato, muri di lacrime e sospiri infranti:
ma i più duri a cadere sono i muri che portiamo dentro, i muri della nostra testa.
Voglio ridurre in polvere tutto ciò che ci divide e correre libero gabbiano senza confini.

L’arcobaleno apparso nel cielo dopo il diluvio universale è il simbolo
di tutti i ponti che Dio ha creato per unire i popoli dispersi dal peccato.
Ponti di perdono,di amore,ponti che accorciano le distanze e fanno comunione.
Vorrei tanto esser anch’io ponte dove tanti passano per arrivare alla felicità.

I cancelli della santa casa di Loreto sono la fusione delle catene di schiavi di galee;
ma quante catene ancor oggi tengono inchiodati cuori e speranze infrante:
catene della droga, di idoli perversi,catene di egoismo e del proprio tornaconto.
Voglio essere anch’io un anello di una interminabile catena di stelle e di speranza.

I giornali sono come treni carichi di esplosivo che stanno per scoppiare:
notizie cariche di imbrogli,sotterfugi,omicidi e morte, di chi guazza nel proibito.
Ci si consola dicendo:”Così fan tutti!” intanto la valanga precipita nel fango
Come vorrei essere un giornale nuovo, positivo, ambasciatore della Buona Notizia.

Hanno scritto:”Ogni uomo è un’isola, e qualcuno ha cantato: l’isola che non c’è…
Siamo isole quando tagliamo i ponti,mettiamo paletti,ci barrichiamo dietro le paure,
ma se la nostra vita ha trovato la Pace, saremo fari per i naufraghi e isole felici.
Voglio essere quell’isola solitaria e silenziosa al largo, che abbraccia tutti in periferia.

Voglio forse troppe cose, desidero un mondo che ha senso, diverso e positivo,
ma i miei sogni si infrangono come i marosi negli scogli della dura realtà.
Caro Gesù Bambino, la tua nascita è stata una esplosione di luce che rinfranca:
hai rischiarato il mondo avvolto da discordie assurde e lotte laceranti. Nasci ancora!

Caro Gesù Bambino, rendi il mio sogno una realtà festosa e trasparente,
perché non vedo bene,si è spento il sole ed è notte profonda nell’animo;
nasci ancora nel cuore di ogni uomo di buona volontà che ti aspetta e ama
e le strade saranno libere,cadranno i muri, faremo ponti e svaniranno le catene.
Adorandoti prostrati, scorgeremmo in te Bimbo Divino quell’isola di pace che finalmente c’è!

Mea culpa,Domine ( Chissà se centro anch'io, Signore!)
Il mondo va male, l'Italia è smarrita
non c'è più lavoro, la grana è finita;
c'è tanto sfacelo, i valori son svaniti ,
ognun si ribella e pretende diritti.

Di chi è la colpa, si chiedono in tanti :
in questa maniera non si va più avanti :
Bisogna scovare la pecora nera,
tornare al più presto alla vita che c'era.

La causa è rumena,borbotta la massa;
no, sono gli zingari a battere cassa.
Ci son le invasioni, carrette del mare:
l'Italia è sconvolta, non c'è niente da fare.

I giovani son bulli, la droga impera;
l'Italia si trova in piena bufera.
Ma se tutto va male non è il migrante
la pecora nera, la causa portante.

E allora, vediamo, il problema qual è?
E'morto il buon senso, nessun sa l'età;
quand'era con noi avea vinto paure e viltà.
Sarà ricordato per averci lasciato le buone maniere,
della gioia di dare ,e dell'amore egli fu il vero pioniere.

La sua salute incominciò a mancar velocemente,
quando abbiam cacciato Dio dalla nostra mente,
e i suoi comandamenti son materia di derisione
e dalla Chiesa e dal bene si è cambiato direzione.

Del buon senso son sopravissuti tre fratellastri,
che della vita attuale son diventati i pilastri :
"Gli altri han la colpa, conosco il mio diritto,
son vittima della società, ma io filo dritto."

Non c'era molta gente al suo funerale;
il motivo? Ma mi sembra piuttosto normale!
Nessuno s'era accorto che era sparito,
povero buon senso comune, anche morendo aveva fallito.

E' Pasqua, è risorto Cristo Signore,
facciamo risorgere il buon senso d'onore.
Cambiamo maniera, battiamoci il petto;
chissà se sono io in pieno difetto.

La colpa di tutto, non sono gli altri, neppure i migranti :
se punto il mio dito , ho sempre i difetti davanti..
Se cambio il mio cuore e risorgo con Cristo,
l'Italia si desta e sarà bel tempo mai visto.

Mi scrive Gesù Bambino
( liberamente tratto e adattato da un mail ricevuto dal Messico)

Carissimo fratello e amico mio dell'anima,
a Natale ricevo ogni anno milioni di lettere.
Questo Natale sono io che voglio scriverti
perché ho un sogno che ti voglio raccontare.

Natale è il mio compleanno e come tutti i bimbi
anch'io soffiando le candeline esprimo un desiderio,
che diventerà realtà solo se tu lo ricevi come dono,
e il mio sogno farà del mondo una grande famiglia.

Ci sono tre cose nella vita che una volta che passano
non ritornano più ed è difficile ritrovare:
il tempo che trascorre, le parole che volano,
le varie opportunità che sono sfide e provvidenza.

Ci sono tre cose che possono distruggere una persona:
l'arrabbiarsi che fa perdere il controllo e annebbia la vista;
l'orgoglio che ti gonfia ed esalta, ma poi ti svuota come uno straccio;
il non saper perdonare che ti rende piccino e codardo.

Non devi mai perdere queste tre cose indispensabili:
la speranza che ti fa sognare e sorridere alla vita;
la pace che è una persona che dà serenità: sono io,Gesù!
L'onestà che ti rende trasparente e lascia vedere Dio in te.

Quali le tre cose di maggior valore, preziose per la vita?
l'amore che ti fa simile a Dio e ti abilita ad essere fecondo,
la bontà che trasforma l'inferno in cielo e colora l'orizzonte;
la famiglia e gli amici, tesori nascosti da scoprire e amare.

Ci sono tre cose al mondo che non sono per niente sicure:
la fortuna che va e viene e si fa beffe di tutto e tutti;
il successo che oggi ti esalta, domani ti scaraventa nell'oblio;
i sogni quando sono fine a se stessi e mirano al puro tornaconto.

Ma ci sono tre divine persone che sono sempre fedeli:
il Padre che ti ama con tenerezza,
il Figlio che ti salva con amore;
lo Spirito Santo che ti plasma e dà la vita.

Carissimo fratello e amico mio dell'anima, fai tesoro di quanto ti ho detto!
E quest'anno il tuo Natale sarà diverso e vero!

Cieloemare
Dove
il turchino del cielo e l'azzurro del mare
si abbracciano in quel interminabile amplesso
e tessono come un ricamo una cornice intorno,
dove
il gabbiano ama danzare e fa vibrare l'aria
con quel agile battito d'ali a volteggiar leggiadro,
dove
il sole accarezza e bacia quella diafana trasparenza
e si diverte giocando con le onde che sprizzano bagliori,
in quel ritmo danzante di riflessi che sembran ceri accesi sull'altare,
dove
la brezza sprigiona armonie melodiose di archi e di violini
e semina fra le onde le note come in un pentagramma,
dove
gli occhi, mai sazi di bellezza, si rifugiano
per dar spazio alle delizie, a sorseggiar calici spumosi,
e lo scrigno dei ricordi si dischiude
liberando orme e sprazzi d'infinito...

cielo e mare ,in un lunghissimo bacio che li fonde,
son tavolozza carica di colori,
su cui un dito misterioso attinge,
per dipingere l'inedito, a crear incanti.
Ed io,
con gli occhi che riflettono questo azzurro intenso,
canto le nenie per addormentar le onde...
a sognar insieme quel Mare, che ha per sponde un altro mare,
e questo un altro che in un altro mar si stende.
Solo
in questo Mar di mari e di altri ancora
il mio animo si appaga e dolcemente gode
in quella impalpabile estasi dei sensi
che è pace all'improvviso.

Esplosione di luminosita'…E' Natale!
Nella stalla di Betlemme è esplosa una grande luce,
ma nel cuore della Birmania c'è freddo e oscurità.
Nella notte quel bambino emana tanta pace,
ma guerre e odio dilanian gran parte dell'umanità

Gloria e alleluia cantan gli angeli di gioia,
ma fuori rimbomba il cannone e sibillano i fucili,
l'urlo delle sirene lacera la notte macchiata di sangue
e il lamento orante di chi soffre solca il cielo di stelle.

Giuseppe e Maria vegliano il bambino e fanno famiglia,
ma in tante case i piccoli piangono genitori che si lasciano,
le famiglie si distruggono…e l'umanità perisce
e il piccolo bambino singhiozza di dolore per le ferite.

C'è gioia in quella stalla per un bimbo che è nato,
ma quanti piccoli mai nati vorrebbero cantare alla vita,
ma egoismo e paure han soffocato quell'alito di speranza
e l'uomo ferito implora pace e perdono per quel dono perso.

Anche i pastori son felici e portano al bambino tanti doni,
ma sotto tanti alberi di natale c'è di tutto, ma poco amore:
svogliati e nauseati di tutto i bimbi "bene" scartano i regali,
ma in Africa con la pancia gonfia di aria non han nè acqua nè pane da mangiare.

C'è anche un giovane in ginocchio davanti al Bambino nel presepe;
chi ama spargere fango e intorbidare le acque, dicono che i giovani son assenti,
che son fuori dalla Chiesa e non amano il Papa venuto dal freddo:
ma a Loreto erano tanti e tanti a dire a Benedetto che Cristo è l'unica salvezza.

"Sì, amico, sono io Gesù che ti cammino accanto e veglio su di te come una madre,
sono io che ti proteggo, ti libero dal male e caricandoti sulle spalle ti porto in salvo.
Sono io che ti guido, ti insegno il cammino e riempio il tuo cuore della pace,
sono che io che ti ho perdonato e con dolcezza accarezzandoti t'illumino di sole.

Se quest'anno sarà il tuo cuore il mio presepe e i tuoi occhi luce che risplende,
allora il buio della morte, dell'odio e della guerra diventerà radiante luminosità.
ritornerà il sorriso tra babbo e mamma e sarà di nuovo famiglia come d'incanto.
Ricchi e poveri cammineranno insieme nello stupore di condividere ciò che è dono.

E' un'utopia gridano in tanti,ma cieli e terre nuove saranno realtà, solo se tu lo vuoi,
lasciati prendere per mano, chiudi gli occhi e incomincia a sognare l'impossibile..
Vedrai l'odio si cambierà in amore, la guerra in armonia e ci sarà la pace
In fondo, l'avrai capito, questo e solo questo è natale, tutto il resto poco vale!"

I Dieci Comandamenti del bambino
1° Non avrai altri bambini che noi oggi:
     rispettaci, difendici, amaci: solo così saremo gli uomini del domani.
2° Non deturpare il nostro nome di bambini:
     lasciaci giocare, sorridere e sognare; permettici di essere bambini.
3° Siamo noi bambini la festa della famiglia e del mondo,
     perché siamo nati dal cuore stesso di Dio e siamo il futuro:santificaci col tuo amore.
4° Amando noi, onorerai Dio che è nostro Padre e Madre;
     anche noi domani saremo Padre e Madre, se ci avrai trasmesso valori da vivere.
5° La vita è vita dal concepimento alla morte:dopo inizia la definitiva:rispetta la nostra vita
     fin dal seno materno e continua a generarci, permettendo di nascere, vivere e cantare.
6° Non c'è niente al mondo di più bello, semplice e puro di un bambino;
    difendi la nostra trasparenza col tuo affetto vero e non sporcarti della nostra innocenza.
7° Non rubarci la nostra spontaneità, il nostro sorriso, la nostra allegria con i tuoi idoli:
     lasciaci essere bambini e non voler bruciare le tappe per noi: c'è tempo.
8° Non dire che ci vuoi bene finché ci saranno bambini soldati,minatori, schiavi del sesso
     e fonte di guadagni, lavoratori senza diritti e difesa: quante bugie su di noi.
9° Non desiderare di arricchirti, aver prestigio, potere e forza, magari calpestandoci,
     sfruttandoci, non trovando tempo da perdere con noi per giocare insieme:troppo in fretta
     diventeremo grandi.
10° Non desiderare l'ideale di noi, magari additandoci il figlio del vicino, perché migliore:
      amaci come siamo, nel reale, perché così Dio ama anche te: solo così potremo cambiare insieme
Loreto-città di Maria

L'Alfabeto di Dio
A   Anche se non sei corrisposto, ama lo stesso, mi assomiglierai.
B   Benedici sempre, perché tu sei una benedizione di Dio.
C   Chiamami Padre, solo così potrai chiamare tutti gli altri fratelli.
D   Dona con gioia. I musi lunghi sono figli delle tenebre.
E   Esci dal guscio del tuo egoismo:troverai un mondo che ti aspetta.
F   Fa della tua vita una sinfonia di gioia; darai frutti saporiti.
G   Gira l'ago della tua calamita sempre dove ti porta il cuore:sempre e solo a Dio.
H   Hai un dono straordinario, per cui mi assomigli:l'amore;sfruttalo con gioia.
I    Intorno a te c'è tanta morte, odio e tenebre;ma tu sii sole che illumina e riscalda.
L   La terra non è la tua patria. Sei di terra, ma hai la mia vita: guarda allora in alto.
M   Metti la tua vita nel cuore di mio Figlio e di Maria: sarai dono d'amore.
N   Non permettere che il maligno deturpi la tua libertà. Aggrappati a me e sarai libero.
O   Odia il peccato, ma ama il peccatore: impara a perdonare e ama chi sbaglia, lo conquisterai
P   Porta la pace di Dio col tuo sorriso: c'è bisogno di un raggio di sole e luce negli occhi.
Q   Quadro stupendo ti ho dipinto col sangue dell'Agnello; sei il mio capolavoro.
R   Resta un po' con me,figlio, quando si fa sera:io ti guardo e tu mi guardi ed è pace.
S   Senza il tuo mattone, la costruzione è vuota. Sii strumento docile nelle mie mani.
T   Tutto ho messo nelle tue mani, sei il signore della natura: conservala senza macchia.
U   Unisci cuore e mente: con la mente progetti, ma è col cuore che salvi e realizzi.
V   Vuoi essere felice? Sgombra tutto ciò che ti impedisce di volare e sciogli le vele.
Z   Zaino di eucaristia,preghiera e servizio sarà il tuo compagno di viaggio: farai miracoli                         
       Loreto-Città di Maria

Dai piedi al cuore
Dal giovedì Santo alla Pasqua
Come sono belli i piedi di coloro che portano la pace!
Voglio lavare e baciare i piedi dei bimbi mai nati,
i piedi dei bambini sporchi di fango e neri di miseria,
i piedi dei bambini soldato, dei bimbi schiavi e oppressi,
i piedi dei piccoli che iniziano il cammino e che già cadono
per gli sgambetti che tiriamo loro con inesorabile inganno.

Come sono belli i piedi di coloro che amano la pace!
Voglio lavare e baciare i piedi dei giovani che volano verso il domani,
i piedi di quei ragazzi che spendono la vita servendo il fratello,
i piedi di chi s'inebria della febbre del sabati sera,tra pasticche e chimere,
ma che vorrebbe un mondo diverso,che ha come suolo la pace,
come palcoscenico l'amore, come cielo i valori, ideali veri di speranza.

Come sono belli i piedi di coloro che costruiscono la pace!
Voglio lavare e baciare i piedi di mio padre e di mia madre,
i piedi di tutti i genitori che danno vita e trasmettono valori;
i piedi del povero che in silenzio e con fatica porta avanti la baracca,
i piedi di chi costruisce con amore la civilizzazione dell'amore,
i piedi di chi è stanco di lottare e aspetta chi lo stimoli a non mollare.

Come sono belli i piedi di coloro che vivono la pace!
Voglio lavare e baciare con devozione i piedi degli anziani,
i piedi sporchi di lavoro, stanchi e gravidi di anni e di attese,
i piedi di chi ha costruito, seminato, amato e dato tutto,
i piedi dei nonni e dei vecchietti di tutto il mondo,
i piedi ora logori e finiti, ma belli come reliquie da baciare.

Voglio lavare e baciare i piedi trafitti di Gesù, di questa umanità
ferita e redenta, che Dio lava e bacia col suo cuore misericordioso di Padre.
Sì, è vero! Solo chi lava i piedi al fratello entra nella festa senza fine del Signore Risorto!

Storia vera di natale
(vera perché sono lettere autentiche di bambini veri)

In un paesino di questo strano mondo,
che festeggia il Natale,  ma non sa di chi,
che si inebria di luci, di regali,ma chi lo sa perché,
che mangia e beve e fa  festa per qualcuno che è venuto,
ma al suo posto c’ha piazzato abeti, spumante e stelle di velluto,
in questo strano paesino, ancora, in ogni casa, tutti
si dan da fare,perché il presepe sia al centro del natale.
E mentre, dove non c’è quella grotta piena di mistero,
i bimbi aprono i regali tra noia, sbadigli e tutto passa via,
i bimbi
di quello strano paesino, davanti al piccolo Gesù
hanno scritto una lettera d’amore che vale un Perù.
“Caro Gesù Bambino”, ha scritto Caterina con amore,
sei bravissimo, riesci sempre a mettere le stelle al posto giusto.”
“ Se hai capito questo, allora è vero, perché sei tu la più bella stella.”
“Qualche volta penso a te, caro Gesù Bambino”, scrive Riccardo,
“anche se non sto pregando
“ ma quando pensi a me, è certamente questa la preghiera vera!”
E cosa ha scritto Chiara birichina, davanti a  Gesù Bambino?
“ I peccati li segni in rosso, come la maestra?”
“ Quando ti penti,  ci passo una pennellata di bianco sopra,
e tutto ritorna limpido e chiaro come prima.”
“Gesù Bambino, a carnevale mi travestirò da diavolo,
c’hai niente in contrario?” scrive Michela con arguzia.
“ Ci son tanti che son già diavoli di suo, senza travestirsi
e seminano veleno e morte in ogni dove,
ma tu se vuoi puoi anche farlo, basta che dentro resti sempre un angelo.”

Quello che ha scritto Nora a Gesù Bambino è commovente,
serve per chi cerca gioia in altre strade e non trova compagnia.
“Non mi sono mai sentita sola da quando ho scoperto te.” Parole sante.
Daria, le tue parole ci illuminano d’immenso:
“ Gesù bambino,abbiamo studiato che Edison ha inventato la luce,
ma al catechismo dicono che sei stato tu…per me lui ti ha rubato l’idea.”
“ E’ vero, perché, tutte le luci che brillano nel mondo,son collegate a quella Centrale che si chiama DIO.”
 Grazie Viola per quanto hai scritto sull’amore; ha contagiato anche me.
“Gesù bambino, scommetto che per te è difficilissimo voler bene a tutti in tutto il mondo.
Nella mia famiglia siamo solo quattro e io non ci riesco mai.”
“ guardami nella stalla, mi son fatto piccolo, tutto a tutti, sono qui perché vi voglio bene.
Se anche tu imparerai a farti  piccolo e amare gli altri con il  cuore, e accettarli come sono,
avrai il mondo nelle tue mani e sarà sempre NATALE!”

Poesia per due amici che hanno deciso di sposarsi in Dio
Amore, ti amerò per sempre. Nome di lei- nome di lui
A nche il mio cuore pare librarsi festoso nell'aria,
M entre ti accolgo, amore, illuminando la mia casa.
Ora anche il tempo si è fermato e in ogni dove brilla la luce.
R inasce gioia e speranza che leggo nei tuoi occhi trasparenti.
E ntra, come un raggio di sole che riscalda, quel tuo amore semplice,
Tessuto e ricamato come un diadema da quelle abili mani del Vasaio.
I incastonato come pietra preziosa nel nostro anello sponsale,
A dorna prezioso le nostre mani il Sì che abbiamo offerto a Dio dall'Altare.
M uoiono per sempre freddo e solitudine, trovando pace al tuo focolare;
E anche quando si fa sera, so che sei là ad aspettarmi, perché mi ami.
R accontami, dove hai attinto quel riflesso e la dolcezza per volermi bene?
O so pensare che fra le ali del vento hai varcato le porte dell'infinito
P er cercarmi, sconvolgere la mia vita e stregare per sempre il mio cuore.
E così si è compiuto il miracolo di chi sa amare donandosi amore.
R estami accanto, camminiamo insieme,mano nella mano verso l'orizzonte;
Sostieni il mio passo,dammi la vita,regalami un sorriso, perchè l'amore è dono.
Esultiamo nei cuori che battono all'unisono e sfoceremo verso il mare aperto,
Madre e Padre, a immagine del Dio fecondo, daremo frutti come l' albero di vita.
Poveri o ricchi, che importa, se amandoci come siamo,tocchiamo il cielo con un dito,
R estando immobili per contemplar felici gli occhi che sanno di mistero.
Eterno amore abbiamo giurato sull'altare, e così sia, per sempre innamorati  

Natale per te
Che cos'è quella strana sensazione,
quella frenesia che agita il cuore e la mente?
E tutte quelle luci sfolgoranti nelle vie e nelle piazze?
La vita sembra fermarsi per un attimo,
viene invasa da uno strano pizzicore;
tutto pare ovattato dalla neve,da abeti colorati
e dal desiderio nascosto di essere un po' più buoni.
Veniamo quasi cullati da uno strano sentimento
che ci spinge a diventar di nuovo come bambini,
e tra l'albero di natale e il focolare acceso
si ricrea quel tepore magico che unisce e riscalda.
Qualcosa di strano, di meraviglioso accade:
qualcosa di impercettibile brilla nell'aria,
trasuda dai muri, dalle case e dagli occhi,
risuona misterioso nelle fibre più nascoste del cuore.
Si vorrebbe trovare una risposta:perché tutto questo?
Ma chi stiamo festeggiando?Attorno a chi gira la nostra gioia?
Per chi mettiamo tutte quelle luci nelle nostre città?
Perché nel nostro cuore sentiamo fame di pace, di famiglia, di amore vero?
Perché tutto appare più soave, più dolce e vorremmo essere più felici?
Per placare, assopire le nostre inquietudini e i nostri aneliti più profondi,
il mondo ci copre di regali,di viaggi, di cenoni e di illusioni;
soddisfa per un attimo le nostre aspirazioni più autentiche;
ma terminata l'euforia, spente le luci, come i fuochi d'artificio,
precipitiamo inesorabili nel baratro della nostra nudità,nella solitudine,
nella fame che ci divora dentro.
Il Papa venuto da lontano, aveva gridato ai giovani a Monaco di Baviera,
ai suoi ragazzi affamati di valori e di speranza:
" Presto! Correte, perché stanno devastando l'uomo. Non lo permettete!"
Ed io vi dico:" Presto, correte, ci stanno rubando il Natale.
Non lo permettete!"
C'è gioia nel cuore, luci nella vita, abeti colorati
e canti natalizi di speranza,
siamo invitati al più bel Cenone, dove Cristo è il piatto preferito, nostro cibo,
perché Dio ci ha fatto il regalo più bello! E' diventato l'Emmanuele, Dio con noi,
l'amico e il fratello che cammina al nostro fianco,
il pellegrino e compagno del nostro camminare
verso la Patria.
Per questo allora di cuore ti auguro, fratello e sorella mia,
BUON NATALE.      

Voglia di Natale
Non
avete notato?
C'è nell'aria e nel cuore
tanta voglia di natale. Vi siete
chiesti il perché? Si dice che a Natale
tutti ci si sente più buoni. Ma perché Dio si è messo
in cammino per incontrare i suoi figli che si erano perduti,
e la bontà,il perdono, la gioia vera si sono sposati in ogni uomo che nasce
nel Dio che si è fatto bambino,per regalarci il perdono e la pace. Il canto di gloria e di gioia
e di pace
degli angeli
nella stalla di Betlemme,
lungo la storia l'abbiamo sfumato,
trasformato, dimenticato e stonato. E' sì rimasto
il Natale ma ha camminato altrove,la gioia e la pace del
Bambino Santo si è cambiata in festa di regali, lucette sfolgoranti,
ferie esotiche,ma il mondo non ha ancora trovato la Pace. Forse ci stiamo
dimenticando che è Natale perché Dio si è incarnato per ridarci la vita, insegnarci il
perdono, abbattere i muri creare famiglia. Ecco perché quest'anno sentiamo tanta voglia
di natale .Che Dio nasca nell'Iraq martoriato, che Gesù
rinasca fra
le macerie
di terremoti
e sunami.
che rinasca
nei cuori di
milioni di
bambini
sfruttati, violentati, sfigurati e uccisi;
che rinasca nella sua Betlemme
dilaniata e nella Gerusalemme divisa
e nel cuore di ogni uomo di buona
volontà. Sì, la voglia di natale, del
natale vero Si respira nell'aria e
negli occhi di tutti gli uomini.
Vieni Signore Gesù

Il mare che mi aspetta
C'è un mare¹ che mi aspetta sempre,
pare sussurrare il mio nome con il suo lamento,
che racconta storie e scrive il trascorrere del tempo.
Mi prende il mare, mi avvolge nel suo abbraccio,
mi stringe, m'accarezza, mi riprende e lascia.
Il mare gioca con me ed io mi sento bene insieme:
il suo sale, la bianca schiuma, il suo tepore
cadono come balsamo che sfiora la mia pelle
e rigenera lo spirito, regalandomi antichi sapori.
Ed io mi perdo nel suo tenero calore come nel seno di una madre;
canto le melodie delle ninfe e delle sirene, e il mare risponde
col fruscio delle sue onde e con quel lamento arcano.
Mi chino a sfiorar con la mano e a baciar con le labbra
quella lucente trasparenza e ricamo anelli di rugiade;
e il mar ricambia spruzzandomi di frescura il viso,
e baciandomi la fronte, fa sussultare il cuore d'allegrezza.
Poi mi siedo sull'arena dove amicando solletica i miei piedi:
Ti guardo assorto, contemplo la tua chiarezza ed entra la pace.
Il ritmo delle tue onde mi assorbe e mi trascina al di là del tempo,
e resto immobile, beandomi incantato alla tua seducente serenità.
Mi chiami mare, m'aspetti sempre, con te mi sento a casa.
Aprendo lo scrigno delle tue ricchezze, amico, io bevo,
e poco a poco mi trasformo in te. Sì, io divento mare.

¹ Il mare è una metafora: al suo posto metti Dio         

Negli occhi dei bambini
Dio ha donato i suoi occhi all'uomo,
perché potessimo vedere l'anima dentro:
finestre trasparenti spalancate all'infinito,
specchio terso e lucente dell'interiorità.
Gli occhi che conservano la freschezza delle origini
riflettono luce, irradiano lampi di gioia, riflettono Dio.
Ecco perché gli occhi non invecchiano mai.
E' bello riposare in uno sguardo di fanciullo:
parlano con quegli occhi magici ed incantati.
Sono un libro aperto i loro occhioni di madreperla:
ti parlano con la vivacità del lampo
e il crepitio delle faville
di un mondo fantastico, di stupore, di giochi inventati.
Gridano con l'esuberanza dei colori dell'iride
che la vita è un arcobaleno di delizie, uno scrigno di tesori.
Sono i loro occhi che ci regalano voli di gabbiani e aquiloni,
e tramonti dipinti da variopinti colori
e danze di rondini e di farfalle che ricamano il cielo a festa.
La loro trasparenza travalica spazio e tempo e sei nella pace:
nel loro sguardo profondo si disegna il mondo beato della quiete.
Sono quegli sprazzi di innocente furbizia nelle pupille
a togliere il malumore e a far ritornare il sereno nell'anima.
Gli occhi di chi è bambino nel cuore e nella mente
spalancano i cieli, sciolgono le nubi cariche di presagi,
fanno vibrare un caldo sole che ti avvolge ed accarezza,
e ti contagiano di quella pace che cerchi in ogni dove.
Sì, nella lucentezza degli occhi bambini ed incantati
scorgi come d'incanto gli stessi occhi di Dio che ti vuole bene.          

Dalla finestra del cielo, il canto del Risorto
Quella nuda bara di cipresso al centro
di quel abbraccio del colonnato del Bernini,
emana una potenza prorompente, che mette
in ginocchio i potenti della terra in un unico abbraccio.

Iran, Israele e Siria si tendono la mano,
le religioni si stringono attorno e guardano al Risorto,
i giovani cantano speranza in una nuova Pentecoste,
e il Papa dalla finestra del cielo sorride benedicendo.

Come dimenticar il Vangelo aperto sulla bara;
il vento dello Spirito sfoglia quelle pagine con forza:
pare ora un mare in tempesta, ora il passar del tempo,
ora un andar, ora un venir convulso della Storia.

Ogni pagina mossa e girata dal vento dello Spirito
è un capitolo che il Papa venuto da lontano
ha scritto nella croce, nel sangue e nel Vangelo.
Poi il libro si chiude e resta in bilico tra la bara e noi,
per sussurrarci piano che ora è l’uomo il vangelo vivo.

C’è una croce che domina alta dietro la bara nuda:
il volto dolce, icona della misericordia del Padre,
pare fissare con uno sguardo intenso d’amore
quella bara, e quell’uomo e quel Vangelo
che si apre ora indicando il cero acceso, ora la folla.

Quel vento che ricama una tela di vesti di colori
che scuote e unisce l’abbraccio di una Pentecoste,
sfiora il lontano e il vicino, travalica muri e confini,
stringendo il mondo in un unico girotondo d’amore.

Che tutti siano uno con il Padre, aveva gridato Cristo.
Oggi, attorno a quella bara, il miracolo s’è compiuto.


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