Pensieri
volano liberi
librando nell’etere tersa
volto da lungi
riappare
come scarnito dai giorni
echi trascorsi
passate emozioni
rivivono
a ritmo di danza
su corde spezzate
in lento andamento
frammenti
rimembrano il tempo
un tiepido zefiro
accende nel cuore
l’antico desio
spira aria fragrante
sulle gote rigate di saleAmore
Spicchio di cielo
Che terso cristallo riflette,
Fragile specchio che sasso
Scagliato frantuma
Fragranza di petali
Che sole d’estate riscalda
E gelida neve corolla di seta
distrugge
Come d’ambrosia
Che nettare dolce
su ali di rondine
Circe immortale
Stordì l’Odisseo
Tali gli umani
di fuoco bruciante
la vita trasforma
fragore di cocci che anima
In terra raccoglie
crepe dolenti
da tiepide mani fasciate
Stagioni
Nei viali
tra nuvole grigie
volteggiano foglie ingiallite
cadute da braccia scarnite
di antiche betulle
percosse dal vento
piedini di bimbi, allegre manine
sollevano tappeti dorati
di bruma bagnati
nel tempo dei giorni passati
dal sole baciati , solenni,
si alzavano al cielo
tripudio di vita
vociare festoso di
garrule grida
or tace,
nel rosso tramonto
di nebbia sbiadita
trapunta di stelle
è la notte infinita
Notte
Inghiotti o notte i turbamenti
Le ansie che gemono silenti
Negli anfratti dell’anima dolente
Avvolgi, come fiume i suoi flutti
Dolci immagini sopite,
Silenti creature alate che leggere
muovono battiti
nelle profonde sfere dell’inconscio
Ecco, albeggia, la luce porta
seco le ombre, turbinio di colori,
Ed è già sera