Colpa
Non avermi dato
la possibilità
di farmi conoscere
da te
è questa
la tua colpa
più grande
Kenosis
Gettarmi
giù
al di sotto
del fango
per svuotare
me stesso
e riempirmi
di Te
Roma, la Notte Bianca, ovvero la Solitudine
In mezzo alla folla
allegra e festante
solo ma libero dentro
e felice
tra le dita
un sigaro acceso
nell'altra mano
un boccale di birra
brindo alla vita
e alla salute
(o alla faccia)
di chi mi rifiutò
Il tempo
Primi vagiti di un giorno appena nato:
fai appena in tempo a chiederti
<<Chi sono?>>
e già ti ritrovi sotto un cipresso.
Una coltre di nuvole...
Una coltre di nuvole assale il mio animo…
Non c’è sole,
ma piove nel mio cuore…
pesante e freddo
come una lastra
di marmo e di ghiaccio.
Il dubbio e l’angoscia
gravano neri
nel fondo del mio spirito.
Conati terribili
salgono dal profondo
delle mie viscere facendo un tutt’uno
con questa giornata
dall’aria tesa e nauseante
senza sole e senza speranza.
Dono
La mia
poesia
più bella
sarà quella
che serberò
per tutta
la mia
vita
e che dopo
la mia
dipartita
consegnerò
direttamente
nelle mani
di
Dio
Prigioniero
Prigioniero tra queste luride mura
mattoni d’indifferenza e pregiudizio
che mi dividono
dall’esterno all’interno
dagl’altri e da me stesso…
Prigioniero in un loculo tenebroso
dove gerarchia e autorità
negano autonomia e libertà…
Col maglio luminoso
della Poesia
distruggo la gretta cella
della mia prigionia…
Finalmente entra
un raggio di luce
che mi trasforma
in bianca colomba
e volo libero
in alto nel cielo terso
verso i lidi inesplorati
della Fantasia…
Natale a Via del Corso
Stupenda è Via del Corso
colma di gente colorata
che cammina allegra e spensierata
osservando i negozi tutt’intenti
ad acquistar preziosi presenti…
Dove ragazzi e ragazze
s’adocchiano a vicenda
e i loro cuori palpitano d’ebbrezza
nella loro prima giovinezza…
Nessuno può sapere o pensare
che basta voltare l’angolo
d’una oscura traversa e trovare
una triste stanza d’un cupo ospedale
dove un uomo solo emette
i suoi ultimi respiri affannosi
e infine la sua stella
si proietta nel cielo infinito
dell’Immensità Eterna…
Dallo stesso cielo
cade una stella
allo stesso ospedale
in una stanza vicina
a quella di prima
dove una donna tra il dolore
partorisce un bimbo
dell’umanità nuova precursore
d’un’idea di speranza…
Quando
leggerai
questi miei
versi
i polsi
tuoi
tremeranno
Gocce
di lacrime
righeranno
le tue
guance
bianche
e tristi
Un piccolo
sorriso
trasformerà
il tuo
viso
nel ricordo
del tempo
che fu
Allora
il mio
spirito
inquieto
rivivrà
in te
e tu
in me
per sempre
Pasqua
Ucciso
dal potere
religioso politico economico
è risorto
in noi
precursori
di un regno
di fratellanza
e
di amore
Tu donna
che mi guardi
con disprezzo
e fastidio
il mio viso
tenterai
di ricacciare
nell’oblio tuo
più profondo
ma verrò
a visitarti
nelle notti
più buie
e più tristi
entrerò
nel tuo
sangue
prenderò possesso
del tuo
cuore
della tua
coscienza
del tuo
tutto
e piangerai
lacrime amare
all’improvviso
ti sveglierai
cercandomi
disperatamente
tu
che mi guardasti
con disprezzo
e fastidio
Cuore
E d’improvviso
la dolce musica della sua voce
mi aprì al suo sorriso
il mio cuore sussultò
e fu subito rapito
verso il suo sguardo
intenso e infinito.
La nera sua chioma sublime
danzante nel vento
e il suo corpo sinuoso
mare in tempesta violento
si agitava poderoso
la sua pelle scorgendo
dal sole bruciata,
donna affascinante
e su ogni uomo trionfante,
le sue labbra
carnose e sensuali
rosse fragole dolci
sapor di nettare inebriante.
Il suo profumo
penetrò in me
e mi attraeva
come laccio potente
col suo alito possente.
I suoi occhi scuri
in ricordi lontani perduti
nel suo primo
e forse unico e vero amore assorti.
Finalmente trovai il coraggio
di dichiararle il mio amore,
ma lei rise:
non ho interesse per te,
perché non hai nulla
che altri non mi abbian donato,
mi disse,
e per di più sei un fallito
e disprezzato.
E io le gridai:
rivoglio il mio cuore
che tu mi hai rubato!
Lei rispose:
troppo caldo il tuo cuore bruciava
verso il cielo
lo lanciai
e non so verso quale terra
lo allontanai.
Da quel giorno,
vagabondo,
vagai per monti e per valli
per terre
inesplorate
attraverso mari e oceani
sconosciuti
in cerca del mio cuore
perduto.
E d’improvviso
mi addormentai
e finalmente
ritrovai il cuore mio
abbracciato da Dio.
Una ragazza sola
Una ragazza sola
Te ne vai tutta sola
per le strade gremite errando
la tua perduta mente vola
nella malinconia dei tuoi pensieri vagando
Entri nei negozi affollati
sognando vestiti eleganti
non ami i luoghi appartati
e non ti accorgi che urti i passanti
Ma soprattutto le librerie adori
perché qui puoi sognare
d'esser protagonista d'impossibili amori
e infine liberamente amare
Mi commuove la tua solitudine
ancor più mi attrae la tua inquietudine
e quindi vorrei da lontano
sfiorar dolcemente la tua mano
Dichiarazione d'Amore
Ricordati sempre
quando nei momenti
più bui e più tristi
le persone a te più care
ti avranno
deluso
rifiutato
tradito
abbandonato
io
non ti
deluderò
rifiuterò
tradirò
abbandonerò
mai
sarò sempre
con te
perché
sono morto
per te
sono risorto
in te
Un'arida terra
Un’arida terra è morta e deserta
trafitta da un palo di legno a forma di croce
che si erge verso il cielo grigio
affollato di nuvole scure.
Sul legno è appeso un uomo,
è umiliato e deriso,
le braccia ha aperte all’amore dell’uomo.
Perfidi chiodi gli trapassan le ossa
cadendo rigagnoli di sangue sul suolo.
Il tuo nettare rosso oh uomo dei dolori
trasforma la nostra secca terra
in un verde manto popolato di fiori.
Il nostro cielo grigio ora è ferito
da un raggio di sole.
Il sovversivo
Migrante vai per sperduti paesi
per sollevar i più vilipesi
e spezzar dei ricchi la tracotanza
e portar ai poveri la speranza
Sarà tuo dovere
smascherar ogni potere
e per questo sarai perseguitato
da ogni autoritario stato
Combatterai ogni oppressore
e tergerai ogni lacrima di dolore
portando a tutta l’Umanità
la sua sospirata Libertà
Qualcuno ti vorrà morto
anche se non farai nessun torto
sarai per sempre vivo
per questo sei tu il sovversivo
Lamento di Giobbe
Piagato e oppresso
in questo luogo lercio
semplicemente per un tuo capriccio…
vorrei che le mie parole penetrassero
e bucassero le nubi
del tuo alto cielo
fino a giungere al cospetto
del tuo Supremo Trono
e come mano possente
da qui ti trascinassero giù in questo fango
in cui mi trovo…
Pasquino
Quanno ‘n questa piazza la notte se fà scura
aricaccio a l’indietro la paura
e prima che arispunti er mattino
m’avvicino a la statua de Pasquino,
me guardo intorno e quatto quatto
appiccico ‘n sonetto de soppiatto,
poscia me ne torno a casa de gran fretta
speranno che quarcuno me dia retta
ché ho compiuto pure oggi er mi’ dovere
ch’è quello de attaccà ogni potere.
Er giorno appresso ne la piazzetta me confonno co’ la ggente
ascorto ‘n zanta pace li commenti e ‘n dico gnente
e rido perché nun sà nissuno che Pasquino
se trova propio quì vvicino…
Bambino
Bambino indifeso che giaci nella culla
Senza i tuoi cari non puoi far nulla
Muovi vivace i tuoi piccoli piedi e le mani
Chissà se ora stai pensando al domani
Quando sarai grande dovrai emergere
Non ti far dal mondo sommergere
Abbi sempre a cuore la tua libertà
Con gli altri esprimi la tua umanità
Non so se sarai ingegnere o poeta
L’importante è che tu segua la meta
E che voli in alto colla tua capacità
Ché tu possa esprimer la tua originalità
Non ti preoccupare te lo ricorderò spesso
Sii sempre e solo te stesso
Fragranza
Profumo d’intingoli
sugo fresco che dalla pentola borbotta
entra soavemente in me.
Ripieno di carne per ravioli
come similmente è la ricotta con gli spinaci
cosparso di gorgonzola
e il tutto affogato
in un mare di ragù con pancetta
e salsiccia finemente tritata.
Il suo spirito si espande
prelibatezza divina
tra le stanze dalla cucina.
Continua con l’arrosto
e le patate al forno
la cui fragranza diffonde tutt’intorno
che suscitano in me
un allegro ricordo
confondendo l’odore col sapore
si tocca il paradiso dell’amore.
E si riprende con l’alito
della torta mimosa
con l’aroma del cioccolato
che completa le diverse tonalità
delle culinarie soavità.
Ché la gastronomia è vita
piacer intenso di gioia infinita
che mi desta la domenica mattina
dal sonno tranquillo e profondo
con l’auspicio di un giorno giocondo.
Meraviglioso è il sole
nasce ad oriente
e un nuovo giorno è presente
Stupendo è il gabbiano
vola con soavità
nel cielo della sua libertà
Tenero è il bimbo
trasmette allegria
con la sua innata energia
Emozionante è il libro
comunica dell’autore
lo spirito ad ogni lettore
Ma della donna il corpo
danza sinuoso e senza posa
è veramente un’altra cosaApparenza
Mi commiserano
e deridono
credendomi solo
ma non sanno
che ogni notte
ho una donna diversa
mora rossa o bionda
l’importante è che sia perversa
e come superba onda
del suo mar sempre mia
cavalchi l’inquieta alcova
della mia fantasia
Hanno preso
il mio
corpo
l'hanno
bruciato
Hanno preso
la mia
intelligenza
l'hanno
umiliata
Hanno preso
la mia
coscienza
l'hanno
plagiata
Hanno preso
il mio
cuore
l'hanno
infangato
Non
hanno preso
il mio
io
li distruggerà
Libertà
Potente si erge
nel mar che lo sommerge
con superba maestà…
la Libertà!
Cancella ogni potere
è questo il suo dovere
in faccia ad ogni autorità…
la Libertà!
Spezza le catene
delle umane pene
con la sua tenacità…
la Libertà!
Lotta per l’assenza
di ogni forma di violenza
con la sua moralità…
la Libertà!
Erige l’uguaglianza
per mezzo della fratellanza
nell’umana dignità…
la Libertà!
Più chiara la rende
la meta a cui tende
la nostra personalità…
la Libertà!
Come bianca vela salpata
verso una terra inesplorata
in viaggio per l’eternità…
la Libertà!
La strega
Quatta quatta
la strega maledetta
mi ha iniettato
col suo spirito malato
nelle vene un veleno perverso
e da quel dì sono diverso
vado in giro come un ossesso
perdendo ogni mio possesso.
Sono folgorato
dal suo sguardo magnetico
e la ammiro appartato
facendo un sogno magico
la vedo giovane e bella
come una pulzella
vestita elegante
la sogno come mia amante
e mi ritrovo nella sua rete possente
ho perso tutta la mia mente.
Chi mi darà l’antidoto potente
per vederla com’è veramente
come le si addice
una vecchia strega meretrice…
Quando l’uomo
del quale ti sei innamorata
ti avrà umiliata
e derisa
perché con un’altra è sposato
ti solleverò dalla polvere
per innalzarti nel cielo infinito
Di ogni donna ammiro
il suo stupendo universo
che è sempre unicamente diverso
ma con Te sola
la mia anima vola
al di là delle nuvole scure
nel cielo cosparso di stelle più pure
dove l'Astro imponente
la riscalda soavemente
con la sua luce splendente
Anche se mi hai rifiutato
anche se un altro hai scelto
anche se con lui
sorridi complicemente beata
anche se con lui
scambi tenere effusioni
anche se con lui
hai forti amplessi passionali
non puoi impedirmi
d'amarti
e quando un giorno
questa Tua felicità avrò accettato
e ne gioirò
sarà questo
il mio più puro
dono d'Amore
per Te