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L ultimo viaggio
A Giovanni Falcone
25 maggio 1992
La stele percorsa da parole d oro,
passa la bara grande, imponente,
l anima ricorda il volto fiero,
la folla invoca il tuo nome, ad ogni istante,
i cuori accompagnano l ultimo viaggio,
battono all unisono, in ardente preghiera,
ma niente abbastanza, per renderti omaggio:
grida vergogna la citt intera;
batte la pioggia sui volti, sulle mani,
si riversa sui fiori, sui ceri,
quante persone, quante emozioni!
Passan frusciando gli abiti neri,
gocce di pioggia, gocce di pianto
Il feretro prosegue il cammino,
nascondo una poesia sotto il manto,
per offrire una carezza al tuo destino.
L orsacchiotto
Al piccolo Aylan
L aroma del mare si spande lontano,
la brezza sussurra la ninna nanna pi bella,
mentre accarezza la piccola mano,
l anima vola su una stella,
che si innalza nella luce pi dolce,
e lascia al suo passaggio una scia di pianto
Scompare la signora con la falce,
nasconde una lacrima, sotto il manto;
il tuo spirito un vento di pace,
a molti, sar offerto un rifugio, un tetto:
i cuori si aprono all amore, alla luce,
su un raggio di luna, ti attende un orsacchiotto.
Il volto della libert
Se la libert non ha pi un volto,
il cigno versa lacrime amare,
se il vento le ha strappato le ali, non vola in alto,
le stelle restano invano ad aspettare,
la luna ripone il cappello sull argentea chioma,
se la libert si veste con gocce di sangue,
l iris pi non ride, ha perso il proprio aroma,
il fuoco di Prometeo langue:
una fiammella fugge dall odio e dall arroganza,
tentando di non farsi catturare;
se la libert ha abbandonato la speranza,
il suo alito non pu accarezzare il mare,
e un brivido gelido percorre l aurora,
se le sue ali son state gettate via,
occorre fabbricarne altre, per volare ancora,
con ferrea volont , costanza e poesia.
Il viale incantato
A Ginevra
Vieni piccina, dammi la mano,
questo il viale incantato,
la fantasia vola lontano,
su ali di fate, nel cielo screziato,
qui il tempo si ferma, ma le cose
continuano a accadere; ecco la magia!
Splende la natura, sbocciano le rose
a mille a mille! Una profumata scia
di mammole ricopre il viale,
un passero canta contento,
tra i rami di un albero antico, speciale,
che offre alcune nespole; un alito di vento
accarezza la punta del tuo nasino,
e reca l aroma del mirto, che bello!
Hai sete? Il sole avvolge il mattino;
vieni tesoro, qui presso scorre un ruscello,
L acqua limpida, cristallina,
ci accompagna un fringuello, in danza gioiosa,
accanto a un olmo c un altalena,
ed ecco l incanto pi bello: le tue risa.
Rosso
A Fidel
L Avana, 8 gennaio 1959
Copioso e rosso il sangue
Pi puro, che scivola fino al mare,
rossa e ardente la fiamma che non langue,
e accarezza i corpi di chi giunto a morire,
rosse son le arance di chi ha molto
sofferto la fame, e ora pu mangiare
a volont ; rossi i calici, levati in alto,
Hasta la victoria siempre il grido, la parola:
si innalza al cielo, si specchia sul volto,
come il sole, un canto che consola;
rosso il vino, con cui brindare,
rosso il piccolo colibr , che vola,
e annuncia a chi non osa sperare
la verit : case, scuole, dottori
per ogni bambino, da proteggere e amare,
strade pulite, i migliori
architetti, e tanto latte
Rossa la luna, che gioisce in mille bagliori,
per chi, ovunque, giustamente combatte.
Benvenuto Edoardo
Ed ecco il pi bel dono,
il cuore esulta, in tua presenza,
gotine soffici, un sorriso buono,
che illumina il cielo, un piedino che danza,
al ritmo dell amore; divieni attento,
quando ci senti entrare nella stanza,
inizi a ridere, come d incanto,
e tendi le braccia, con affetto,
sei cos dolce, sempre contento,
cos fragile, e a un tempo cos perfetto!
Proteggerti, donarti solo il meglio
una gioia immensa, ed ecco il pi bel quadretto:
la mamma ti abbraccia, con amore e orgoglio,
la sorellina ti adora: sei il suo piccolino,
baci e risate ornano il tuo risveglio;
benvenuto Edoardo, il nostro Dodino.
La
filatrice
A Iqbal Masih
Suada continua a lavorare,
aveva quattro anni, quando il padre l?ha venduta,
nella speranza di un futuro migliore,
invoca la madre, che pure l?ha abbandonata,
ha spesso fame, ma fiera di creare tappeti,
per aiutare la famiglia indebitata;
la fabbrica grande, con spesse pareti,
una prigione, nella campagna pi scura,
il sorvegliante picchia due bimbi addormentati,
la piccola continua a filare, ma ha paura:
ieri scomparso un bambino e, dopo un minuto,
ne giunto un altro, dalla pianura?
Incatenata al telaio, Suada scruta il filato,
un lavoro da adulti, non come badare
ai fratellini; cade una lacrima sul broccato,
se pensa a loro, il cuore inizia a sanguinare.
Ora e sempre
In morte di Pablo Neruda
La folla cammina lentamente,
nuvole nere, abiti neri,
nero il fardello che opprime il presente,
qualcuno recita i versi pi fieri:
i cuori battono, al ritmo della poesia,
conforto e gioia, per i compagni catturati,
d un tratto, risuona una voce d amore e armonia,
invoca il tuo nome, mentre i soldati
ai lati della strada, mostran le mitragliatrici,
la folla risponde con forza Presente!
Ora e sempre! -, ecco il commiato degli amici;
da una finestra, una mano saluta brevemente,
un fazzoletto sventola da un balcone,
passa la bara, semplice, come volevi tu,
ed ecco: si innalza al cielo la canzone
dei lavoratori, il cuore sanguina sempre pi ,
qualcuno alza il pugno, tra gocce di pianto,
molti recan garofani rossi, come il sangue
versato e da versare, presagio e compianto,
ma rossa la fiamma che non langue,
anzi, si alimenta, al fuoco delle poesie;
la folla prosegue il cammino,
altri si aggiungono dalle piazze, dalle vie,
si uniscono al canto che pervade il mattino.
Il viaggio
Mi manca la mia terra, sanguina il cuore,
danza una lacrima tra le ciglia,
non pianger , per continuare a raccontare,
vorrei andare in Belgio, dalla mia famiglia,
la guerra ha distrutto la mia casa, la mia vita,
sono fuggita, piccola figlia
della Siria, ormai avvolta in notte infinita;
dovevo giungere in Libia e proseguire
verso l Europa, pagando una somma inusitata,
per farmi condurre da un mediatore
in Sudan e poi in Libia, terra tanto sognata
E invece, una volta l , ad Aghdabya, finire
in un campo, una prigione sorvegliata
da guardie, che ci picchiavano col calcio dei fucili,
ci davano un panino al giorno, con acqua salata,
dormivamo per terra, sembravamo animali,
ma eravamo in molti e una notte siamo scappati
in un altra citt , dove due tali
ci hanno ospitati, e consegnati
a un trafficante che, pagando, ci ha fatto imbarcare
su un gommone; al tramonto, siamo partiti
per l Italia, navigando senza mangiare
n bere, poi ci ha salvato una nave della Marina
italiana, e ho ripreso a respirare,
un nuovo sole avvolge la terra, che si avvicina.
Il sorriso di un
bambino
A Ginevra e Edoardo
Quant bello il volto di un bambino!
pi splendente del sole al mattino
Il suo sorriso illumina una casa intera,
apre tutte le porte, senza bussare,,
fresco e soave, quanto la sera,
cavalca le onde del mare, senza svanire;
quando il piccolo, con fiducia e affetto,
ti tende le manine, contento,
solo allora, senti che il mondo perfetto,
il cuore gioisce e si tuffa in un canto.
Il risveglio
notte alta, al suo risveglio,
la testa le duole, vede un rosso immenso,
ricorda che il suo sangue: ha un profondo taglio,
lo tocca: viscoso e denso;
si chiede se il marito ha picchiato anche il bambino,
deve controllare, tutto questo non ha senso
Dovrebbe amarli! Il piccolo nel lettino,
dorme anche il padre, nella loro stanza,
la madre va in bagno a medicarsi, il mattino
ancora lontano, come la speranza,
lo specchio le presenta una sconosciuta:
il volto tumefatto, i segni della violenza
sin dentro l anima, la tuta
fradicia di urina; decide che il marito
mai pi picchier lei e la creatura appena nata,
e, mentre osserva il proprio corpo devastato,
sa gi che nessuno andr a testimoniare,
nessuno le offrir un aiuto,
sebbene i vicini stiano sempre a spiare.
Cappuccetto Nero
A Michael Brown
Ferguson, Saint Louis, Missouri, 9 agosto
C era una volta Cappuccetto Nero,
un giovane che stava andando a casa della nonna,
non aveva provviste da portarle, soltanto il suo affetto,
ma un lupo bianco gli tagli la strada, e pose fine al suo cammino;
poi, da vile quale era, si nascose nel branco cui apparteneva,
ricevendo plauso e protezione,
mentre l asfalto si tingeva di rosso
e la nonna attendeva invano: avrebbe sempre atteso invano
Intanto, i lupi lodavano il compagno,
il capobranco non voleva rivelarne il nome,
cos , gli amici del ragazzo danneggiarono le loro tane
e vennero puniti con gas lacrimogeni e proiettili di gomma;
quando, finalmente, fu svelata l identit dell assassino,
i lupi del South Carolina promossero una colletta,
per raccogliere denaro da donargli,
erigendolo a modello da imitare;
la madre di Cappuccetto Nero versava lacrime infinite,
nel punto in cui era caduto, quasi a voler cancellare il ricordo del
sangue
Presto, il figlio avrebbe iniziato a frequentare l universit ,
quanto aveva faticato, per convincerlo a proseguire gli studi!
Anche il presidente esigeva chiarezza,
ma il lupo stato assolto, e vive ancora in cattivit .
Se la poesia muore
Se la poesia muore,
il giglio reclina la testa,
cadono i petali tra l erba, il cuore
diviene arido; la terra, aspra e mesta,
si spacca in crepe, e non d frutto,
se la poesia muore, ben poco ci che resta:
vagan senza meta parole colme di affetto,
svanisce lo splendore della luna,
la cosa bianca, in alto, sopra il tetto;
le antiche odi andranno perdute, ad una ad una,
in un gelido, forte vento,
l anima sar gi lontana,
il passero offrir un mormorio lento:
il canto argentino scomparso, nella sera
Poesia, tu che sei vita, forza, incanto,
rimani per sempre; ecco la mia preghiera.
Lo specchio
Tu sei il mio specchio, il mio mondo,
perfetta, capovolta simmetria,
in te mi rivedo, mi confondo,
non so pi chi io sia
L anima inizia a volare,
- Dolce sposa, in nozze di poesia -,
e, se sembra precipitare,
la tua anima la porta in alto,
sin dove il cielo bacia il mare;
la gioia che ti orna il volto,
riluce sul mio viso,
lo specchio d amore riflette molto
Importa solo il tuo sorriso.
La notte per pregare
Nella notte pi alta, quando tutto tace,
pare di avvertire pi profondamente
la presenza di Dio, la sua voce,
che parla al cuore, soavemente,
Padre che dona conforto e letizia infinita,
in sussurri di pace; lentamente,
scorre il rosario tra le dita,
frusciano i grani, si ode il rumore
La preghiera poesia, proferita
Piano, meditazione giunta dal cuore,
un balsamo per la tristezza,
l orologio la accompagna, scandisce le ore,
ogni lode, ogni requie una carezza
alla mia anima, un quid pluris di amore
nella gioia; ogni parola un refolo di brezza,
un dolce pensiero, un battito del cuore,
una supplica che vola, sin sopra le stelle,
per chiedere a Dio di farmi esser migliore,
un grazie e una lode per le cose belle.
Il soldato e la fidanzata
Gennaio 1942
Il soldato pensa alla gloria, alla battaglia,
la fidanzata pensa al soldato,
il soldato ha imbottito gli stivali di paglia,
la fidanzata accarezza il gatto addormentato,
sul cuscino, vicino al focolare,
il soldato ricorda il discorso pronunciato
alla radio, dal generale:
loro vinceranno, sono i pi forti,
vorrebbe dirgli che, in quel gelo invernale,
devon rubare i cappotti ai morti!
La fidanzata si reca in cappella,
- Il rosario nella mano, gli occhi smorti -,
in questa notte, senza alcuna stella
Veglia il soldato, - il fucile sotto il mento -,
vicino all altra sentinella,
stamani, col suo reggimento,
ha bruciato una Chiesa ed un villaggio;
La fidanzata reprime il pianto,
le donne devon sopportare, con coraggio,
la guerra finir tra breve, cos le han detto,
sogna di sposarsi, nel mese di maggio,
ha scritto lettere colme di affetto,
impostate a Stoccarda, perdute nel vento,
il soldato si stringe il fucile al petto,
sogna di conquistare Mosca, come d incanto.
Dall'idea alla poesia
L idea sorge tra raggi di stella,
volteggia nel cielo con fruscio elegante,
ha forma di nuvola, ma brilla,
si avvicina alla carta lentamente,
circospetta, ne inspira l essenza,
aroma nuovo, invitante,
e guida la mano con urgenza;
le lettere spuntan sul foglio, come viole,
in frenetica, magica danza,
ecco: le sillabe formano parole,
queste si trasformano in versi, fresche melodie,
ogni strofa una brezza, dal tocco gentile,
i versi si tramutano in poesie,
cos , l idea diviene eterna, immortale,
la mano trema, mentre compone dolci armonie,
alla soffice luce delle candele.
Il bracciale
Un bracciale colora la vita,
non contan la grandezza, il valore,
dona eleganza, e grazia infinita.
Pu avere qualsiasi colore:
ognuno rappresenta una qualit ,
carezze di gioia, di forza, di amore;
ogni perlina conferisce femminilit ,
i ciondoli recan bellezza e armonia,
un bracciale simbolo di eternit ,
il suo cerchio non ha fine,? magica poesia.
Marina di Pisa
Le onde si infrangono sulla scogliera,
in cristalli gioiosi e perle rare,
la campana vespertina annuncia la sera,
il campanile veglia sul mare,
lo attorniano mille gabbiani,
il pi piccolo siede sulla Croce;
il vento reca echi lontani:
la gioia del fiume, che giunge alla foce,
e, finalmente, si tuffa in mare,
il canto di una bimba, che sorride lieta,
la preghiera di un pescatore,
fruscian le foglie, nella pineta,
le chiome ondeggiano a una fresca melodia,
la barca giunge al porto, in scia luminosa,
ogni rivolo di spuma una poesia,
ogni scoglio una gemma preziosa.
La donna
Ogni donna un fiore.
Lo stelo forte e saldo,
come la sua volont ,
mentre lotta con coraggio,
contro le avversit della vita:
pu ondeggiare al vento,
ma non si lascia sradicare dal suolo.
Ha petali di amore e grazia,
che si aprono al mondo e, al contempo,
ne pongono in risalto la bellezza.
Adora la luce del sole,
quale dono di vita, speranza e letizia.
Possiede un aroma particolare,
il quale la rende unica,
le dona un ulteriore tocco
di freschezza e classe.
Purtroppo, anche i fiori pi forti,
o i pi graziosi,
possono esser recisi
da ruvide cesoie
Ma ognuno ha il diritto di vivere,
anche il pi piccolo fiore
Viale delle Piagge
L antico tiglio china la chioma,
il fiume indugia, alle carezze del sole,
dal bosco, sale un intenso aroma,
un grande platano veglia sul viale,
il lauro oscilla a melodie di vento,
fruscian le foglie in poesie delicate,
alcune cadono, in tintinnii d argento,
e baciano il viale; foglie verdi, dorate
zampillan copiose piccole fontane,
acqua limpida, in spruzzi gioiosi,
nel sole, si innalza un tocco di campane,
risponde il passero, con canti armoniosi,
il viale, scrigno dai mille colori,,
effonde un profondo senso di pace:
infiniti aromi di piante, di fiori,
il cuore si inebria di luce,
si tuffa in ogni chioma; la campana
risuona ancora, sin dall antica Chiesa,
oscilla piano un altalena,
le risa dei bambini colorano ogni cosa.
In un mondo di incanti
Nativit di San Giovanni Battista
Brilla un fal , la sera della festa,
nei campi, una processione con torce accese,
in onore di San Giovanni Battista,
i fuochi risplendono, in tutto il paese,
scaccian le streghe, le malattie,
preservan la bellezza del creato;
le fanciulle cantan dolci melodie,
pongono un vaso nel porticato,
con acque ed erbe, care al Santo:
la luce di una coppia di stelle,
bacche di ribes, rosse come il suo manto,
rugiada, per ringiovanire la pelle,
ruta e artemisia, contro gli spiriti malvagi,
verbena, dono di pace e prosperit ,
sono amuleti, fonti di presagi,
sogni che diverranno realt ;
un tuono ruggisce, lontano,
il Santo protegge la notte, in letizia,
si colgon le noci, per preparare il nocino,
da bere in compagnia, in segno di amicizia
L aurora accoglie l abbraccio di un violino,
cadono lacrime, quali fresche stille,
San Giovanni piange il suo destino,
il sole socchiude le pupille,
le ragazze si lavano il viso,
con l acqua profumata, benedetta; a oriente
scorgono, tra un sospiro e un sorriso,
il volto del Santo, nel sole nascente.
Il mare a sera
Un fresco aroma sale dal mare,
promessa di pace, nella sera,
sfiora una stella e continua a volare,
un rivol d oro lambisce la scogliera,
la piccola onda si frange in melodia:
goccia in cristallo, dolce chimera,
un raggio di luna si scioglie in poesia,
lascia sull acqua nastri d argento,
versi lucenti, di grazia e armonia,
Zefiro dona un alito di vento,
e spruzzi di spuma, in scia luminosa,
all orizzonte, spuntano un cinto
d oro, e un manto in mirto e rosa:
giunge Afrodite, con sorrisi d incanto,
in braccio a un onda, un delfino riposa,
il mare continua il suo canto.
Canto alla luna
La luna tuffa la chioma nell argento,
l ha ornata con piccoli gigli, a sera,
si specchia nel lago, tra carezze di vento,
inonda di incanto la notte intera,
indossa collane di diamanti,
e una stola soffice, leggera,
il volto incorniciato da bianchi pendenti;
candida amica, segreta confidente
del cuore, sublime musa di poeti e amanti;
regina del cielo, alta e lucente
Le stelle si inchinano, al suo passaggio,
le lucciole danzano lente,
le tortore le rendono omaggio,
la dea Artemide stende la mano:
da sempre la protegge, con affetto; ogni raggio
riporta baci ad un amore lontano.
Ritorno alla vita
La vita ritorna, amica mia,
perla splendente, come un sorriso,
pregiata e magica, in una poesia,
una rosa, che sboccia all improvviso,
ogni anno si rinnova, senza spegnersi mai,
dolce e delicata, quanto il tuo viso,
la vita l affetto che nei cuori sentirai,
un amica che ti tende la mano,
e sempre ti vicina, lo sai,
la preghiera proferita piano,
- Forza e speranza, per tutti noi -,
- il caldo abbraccio di un bambino;
la tenacia e il coraggio che hai
scorrono in un fiume impetuoso,
credici cara amica: tu puoi,
e quel sorriso cos solare, prezioso
Una nuova primavera ti attende,
aromi e colori, in tripudio gioioso,
il sole torna sempre, conforta e splende.
Le Dolomiti
I monti si ornano, per la sera:
sfoggiano guglie lucenti, gioielli pregiati,
cristalli di ghiaccio, come vera
nuziale, ed aghi di roccia, delicati
e sottili, a sfiorare il cielo,
quali lunghi spilli dorati;
picchi superbi indossano un soffice velo,
vette turrite portano un candido manto,
per splendere, e ripararsi dal gelo,
protegge i monti un dolcissimo Santo,
il Campanile di Val Montanaia svetta
nel cielo, solitario, come d incanto,
una campana in bronzo ne cinge la vetta;
sorgenti, a formare cascate di ghiaccio
percorrono ogni valle, lunga e stretta,
i boschi le avvolgono in un abbraccio,
salta un camoscio tra le creste, e lancia un grido,
la martora sfreccia tra i pini, nel suo cantuccio,
in alto, l aquila ritorna al nido.
Il tuo nome
Sussurrare il tuo nome, amore,
solo evocarlo nella mente,
delizie e brividi nel cuore,
scandirne le sillabe, lentamente,
e, per ognuna, nel cielo una perla:
un manto di stelle, alto e lucente;
cantare ogni lettera, a meglio sentirla,
carezze in zufoli d argento,
vocali come fiori, in una gerla,
aromi speziati, su ali di vento
Ecco il tuo nome: candida stilla,
sospiro, sogno, magico unguento,
fresca poesia, calda scintilla.
Il torrente
Spunta il torrente, tra le creste ventate,
accarezza il pend o, in rivoli d oro,
lambisce le betulle addormentate,
con mille fruscii, promesse di pace e ristoro,
e guizzi nel bosco, tra il fogliame splendente,
mentre le ghiandaie cantano in coro,
un larice ha in braccio un globo lucente:
una piccola stella, che ride e brilla,
spruzzi gioiosi la sfioran gentilmente,
l acqua, copiosa, danza e zampilla,
i camosci si abbeverano piano,
per proseguire il viaggio; l aria tranquilla
avvolge la montagna, lontano,
siede l aquila reale, sul picco pi alto
Il torrente riprende il cammino,
raggiunge la valle, con un grande salto,
la luna tuffa un lungo raggio,
tra spruzzi di spuma, specchia il candido volto,
riposan le case, nel villaggio,
la brezza reca magiche armonie:
il torrente allieta la sera di maggio
con dolci ninne nanne, antiche melodie.
Sera di stelle
San Lorenzo, 10 agosto
Mille stelle ornano l estate,
con fermagli dorati e un acconciatura lucente,
le pi lontane sono appena arrivate,
incedevano con grazia, lentamente,
sfiorando l acqua del mare,
fino alla sommit del monte;
a un cenno del cielo, iniziano a danzare,
la sera diviene un incanto,
anche la luna resta ad osservare,
un desiderio affiora lento
dal cuore, e si posa su labbra rosa,
mentre un astro d oro si scosta dal manto,
e avvolge in una scia luminosa,
la supplica appena sussurrata,
al tocco di una brezza fiduciosa;
preghiera forse gi esaudita?
Tra tutte, per , manca una piccola stella,
chiss se giace lontano, ferita,
o magari si nascosta, da monella
quale , per scherzare e farsi aspettare
Spesso fa soffrire la mia stella,
ma nel cuore l unica; continuer a cercare
Presagio e speranza
La montagna versa la crime di neve:
le giunge il grido di una civetta,
mentre l abete sussurra lieve,
l eco del pianto risuona, di vetta in vetta,
fin nella valle pi profonda,
i larici bisbigliano in fretta:
il tunnel travolger tutto, come un onda,
dalle viscere usciranno uranio e amianto,
che il vento porter sopra ogni fronda;
le sorgenti han cessato il loro canto,
han subito avvertito la montagna:
l acqua, nelle falde, diminuir tanto,
non per irrigare la campagna,
ma per costruire il traforo,
la valle lancia un grido: - vergogna! -
Gli stambecchi lo annunciano in coro:
il traffico aumenter , senza barriere,
il frastuono spezzer la quiete d oro,
ma il monte spera ancora, tra sogni e chimere.
Luna cubana
A sera, tra luci di eternit ,
si respira la gioia di un cuore puro,
il coraggio di chi ha lottato per la libert ,
la forza che traspare, dallo sguardo fiero,
l anima ricorda ogni ferita,
ma, con fiducia, attende il futuro;
nelle foreste, colme di vita,
le chiome frusciano, ad una poesia:
il canto del colibr , in rima infinita
La luna abbraccia la sera, con raggi di armonia,
ha il volto radioso, e appare ancor pi bella,
mentre illumina il sentiero della fantasia,
mani invisibili si stringono, fra una stella
e l altra, nel segno della speranza pi vera,
per i compagni che, altrove, attendono nel nulla,
la luna diviene rossa, come la bandiera.
L ultima estate
Campo profughi di Jabaliya, Beit Hanun, 24 luglio 2014
Qua si trovava la mia scuola,
il fuoco l ha raggiunta, senza alcun avviso,
io non sapevo, non capivo allora,
adesso, un unica lacrima solca il mio viso,
dal cielo, vedo tutto chiaramente,
quante cose ho compreso, all improvviso!
Ricordo le grida, il rumore assordante,
il sangue ovunque, in un lungo manto,
la mano di Abdul lasciava la mia, lentamente,
e poi, silenzio; solo un triste canto,
nell alba fredda, indifferente
a quel dolore, che oscurava tutto quanto,
i nemici non hanno indugiato un istante!
La scuola ospitava gli sfollati,
sfuggiti alle bombe, cos tante,
noi bimbi ci eravamo appena alzati,
l evacuazione non era ancora iniziata;
rivedo Ahmed, per terra, con gli occhi spalancati,
riecheggia il pianto della nonna, disperata,
sopravvissuta al nipotino,
svanisce un altra, identica giornata,
presto giunger la notte del destino.
La casa dell infanzia
Rivedi il ciliegio, vicino al cancello,
la casa si staglia, in spruzzi di allegria,
in un racconto vivido e bello,
che, dal cuore, diviene poesia,
i quattro fichi, il pesco, il tino,
il giugnaiolo, quant era enorme!
Cari ricordi di quand eri bambino,
nella fantasia, la grande casa dorme:
ecco il portoncino e, gi , la stalla
della cavalla, la porta del trinciatoio
delle erbe, per il mangime, la stalla
delle micche, il pagliaio, il pollaio
Lo stupore di cose semplici, lontane,
curate da un tocco amorevole,
il forno, dove la mamma cuoceva il pane,
le schiacciate di Pasqua, - aroma di favole -,
con mani forti e a un tempo delicate;
il piano superiore, col magazzino e l accogliente
stanza per gli ospiti; le camere, collocate
verso il sole, ad occidente,
e infine la soffitta, dove un bimbo vivace
puliva le patate; poi, senza far rumore,
saliva sul tetto, e usciva nella luce,
per vedere i nidi, con la gioia nel cuore.
Congedo
Cosa rimane ormai da dire?
La lanterna gi spenta, vicino al letto,
inaccessibile, come le porte del cuore,
e la valigia, gi in salotto,
cancella l aroma dell iris che ti ho donato;
cos pesante, un macigno sul petto,
colma di indumenti, del nostro dolce passato,
ingombrante, come le parole sprecate,
quando cercavo di capire Quant ho implorato!
Le scarpe pi belle si son gi collocate
Dinnanzi al portone, come lo zaino militare,
sul cancello, presso le rose inaridite,
una faina appollaiata ad aspettare
L orsacchiotto
Al piccolo Aylan
L aroma del mare si spande lontano,
la brezza sussurra la ninna nanna pi bella,
mentre accarezza la piccola mano,
l anima vola su una stella,
che si innalza nella luce pi dolce,
e lascia al suo passaggio una scia di pianto
Scompare la signora con la falce,
nasconde una lacrima, sotto il manto;
il tuo spirito un vento di pace,
a molti, sar offerto un rifugio, un tetto:
i cuori si aprono all amore, alla luce,
su un raggio di luna, ti attende un orsacchiotto.
L ultimo viaggio
A Giovanni Falcone
25 maggio 1992
La stele percorsa da parole d oro,
passa la bara grande, imponente,
l anima ricorda il volto fiero,
la folla invoca il tuo nome, ad ogni istante,
i cuori accompagnano l ultimo viaggio,
battono all unisono, in ardente preghiera,
ma niente abbastanza, per renderti omaggio:
grida vergogna la citt intera;
batte la pioggia sui volti, sulle mani,
si riversa sui fiori, sui ceri,
quante persone, quante emozioni!
Passan frusciando gli abiti neri,
gocce di pioggia, gocce di pianto
Il feretro prosegue il cammino,
nascondo una poesia sotto il manto,
per offrire una carezza al tuo destino.
La gioia del poeta
Una carezza di vento, un profumo lontano,
un emozione, improvvisa alchimia,
una parola, proferita piano,
ed ecco un tacito guizzo, una magia,
l anima lascia il corpo e raggiunge le stelle,
fluttua nel cielo, ove si fonde con la poesia;
un brivido danza sulla pelle,
mentre tutto scompare, in lontananza,
soltanto l anima e la poesia, antiche sorelle,
restano con me, nella stanza,
svaniscon le pene, gli affanni quotidiani:
ecco il canto gioioso dell esistenza,
il tempo si ferma, persino il domani
attende, come un viandante che chiede ristoro;
strofe spontanee sgorgan tra le mani,
acqua limpida, in rivoli d oro,
ogni verso un onda lucente,
fa s che gioisca col mio tesoro:
una vena creativa ribelle, ardente,
fonte di libert infinita,
aquila reale forte, elegante,
ogni volo una goccia di vita.
A Renzo
D un tratto, uno sciame di stelle
Riluce in cielo, come d incanto,
la pi alta segue discosta le sorelle,
incede lentamente, su ali di vento:
in lei dimora un anima pura, buona,
l anima di un amico, scomparso troppo presto;
nel cuore, la voce ancor risuona,
e dona alle labbra un sorriso mesto
Voce di dolcezze, di amore straordinario,
anima candida, di gigli e nuvole,
le lacrime accarezzano un rosario,
brillano i grani, al lume di lucciole.
Le stesse parole
Risplende il libro, alla luce delle stelle,
la brezza effonde antichi aromi di pergamene,
un brivido percorre la mia pelle:
da Lesbo, Saffo mi confida le sue pene,
par di vederla, non bella, piccola, bruna,
quale apparve a Socrate, Alceo, Strabone,
che leggevano, a un raggio di luna,
provando le stesse emozioni, gli stessi incanti,
una parola illeggibile: ad una ad una
mille lacrime l hanno accarezzata, in istanti
magici, passati e presenti,
piange Catullo, con tanti altri amanti,
pensando a Clodia; note struggenti,
di cui sono intrise infinite poesie,
Leopardi, tanto sublime nei canti,
quanto sgraziato nel fisico, le armonie
di Foscolo, anche nell ora pi dolente,
sonetti, inni, elegie
La voce di Saffo si librata incessantemente,
preziosa memoria del nostro passato,
ispirazione per la poesia presente
e futura; lo sguardo incantato
sfiora le pagine Qual meraviglia pensare
che molti, attraverso i secoli, han recitato
le stesse strofe, con pari emozione, amore!
Ed oggi anch io le condivido con loro,
come le eterne onde del mare,
- versi immediati, recanti un sentimento caro -,
- o come il sorgere dell aurora
Ecco Quasimodo, Pascoli, Artemidoro
ripongono il libro e scrivono ancora.
La campagna a sera
Splende la campagna, alle prime stelle,
la sera la avvolge in un manto di pace,
cantan le tortore, le raganelle,
il fiume scorre limpido, vivace,
in rivoli d oro e spruzzi improvvisi,
nella Chiesetta brilla una luce:
vola una supplica, fra speranze e sorrisi,
risponde un flebile tocco di campane,
le margherite e i fiordalisi
han chinato la testa; il cane
attende il padrone nel porticato,
le fatiche del giorno sono lontane,
il contadino lascia il grano dorato,
il passero torna al nido, tra le fronde,
in braccio al cipresso addormentato,
la volpe lancia un grido, il grillo risponde
Tra i pioppi, volano carezze di vento
E aromi di resina, che il pino effonde,
un raggio di luna riluce d argento.
La risposta
Nella sera pi buia, un raggio di luna,
nell ora pi grave, la carezza
di una madre; un guizzo di fortuna
tra lunghi veli di tristezza,
un suono di flauto, antica melodia,
dopo la bufera, un alito di brezza,
conforto e vita: ecco la poesia,
eterna fonte d incanto e stupore;
gocce infinite di grazia e armonia,
versi lucenti recan l aroma del mare,
ogni parola un onda che danza,
un rivolo di spuma un sospiro d amore;
cos , quando la notte avanza,
e il dubbio disturba la mente,
la poesia riporta la speranza,
dona la risposta, in un istante:
un vecchio libro aperto pian piano,
strofe sussurrate lentamente,
sorgenti dissetanti, lungo il cammino.
Un uomo buono
Per Erri De Luca
Palazzo di Giustizia, Torino, 28 gennaio 2015
Ecco il processo a un uomo buono,
fuori dal Palazzo, comuni cittadini
chiedono autografi, gli stringono la mano,
volan gli abbracci dei bambini,
recano un piccolo libro, una fonte pura:
zampilla limpido il suo pensiero,
istigare alla lettura, alla scrittura,
sorride l'uomo dal cuore sincero,
quali sono le persone che ha istigato?
A far cosa? Dov' la libert di opinione?
Ha voce gentile, e un tono pacato,
mentre imperversa, impunita, la corruzione;
la forza della poesia non si pu arginare,
scuote la coscienza, fa vibrare il cuore,
egli lo sa, non teme di parlare:
poeta, magazziniere, muratore,
autista, in Bosnia, di convogli umanitari,
ricorda la militanza, in anni lontani,
la vita un prisma dai mille colori,
per chi prova a render migliore il domani.
Lamento di Ester
Majdanek, Lublino, 27 gennaio 1943
Perch nessuno chiude gli occhi al mio bambino?
Non posso farlo, senno non chiederei questa grazia,
sono aperti, insensibili al sole del mattino,
indosso vesti di miseria e sporcizia,
il mio capo cosparso di cenere, ormai,,
non ho pi lacrime, lontana la letizia,
stella lucente, che non torner mai;
persino il nome che porto mi reca dolore:
Ester, regina di Persia e degli ebrei,
salv il suo popolo, con l'amore,
io non ho protetto neanche mio figlio,
giace l , per terra, vicino all'unico fiore,
che nato solo adesso, un bianco giglio,
il cuore sanguina, ogni goccia un rubino,
vicino al giglio, spunta un fiore vermiglio
Vi prego, chiudete gli occhi al mio bambino!
Sento che qualcuno uscir da questo inferno,
e i nemici periranno, per sua mano;
cos sar , perch Israele eterno.
Per Barbara
La voce di un'amica parla col cuore,
un canto prezioso, come l'onda del mare,
un magico dono d'amore,
perch quella voce fa sognare,
apre il mondo alla meraviglia dei colori,
si pu descrivere solo sapendo amare,
l'incanto di un quadro, la bellezza dei fiori,
la regalit dei cavalli, le farfalle in volo,
voce armoniosa, che rende migliori
tutti gli istanti! Due anime, un cuore solo:
ecco un'amicizia perfetta, speciale;
la mano di un'amica un frammento di cielo,
una lucente stella polare,
che guida e riscalda il mio cammino,
dice - ti voglio bene -, senza parlare,
ogni volta in cui stringe la mia mano;
ricambio con affetto infinito e lealt immensa,
percorreremo insieme le strade del destino,
unite per sempre Grazie, per la tua presenza.
Per Valentina
Due occhi limpidi, specchio di un cuore d'oro,
una voce gentile, che dona il sorriso,
una presenza chiara, un vero tesoro,
dolcezza e grazia ti incorniciano il viso,
amica unica, pi che sorella,
poesia delicata, canto gioioso;
la tua mano una piccola stella,
che illumina e riscalda il mio cammino
Sicura e fragile a un tempo, sei la pi bella,
hai plasmato con fiducia il tuo destino,
lo studio, l'impegno, la seriet ,
ed ecco: una bimba ti abbraccia al mattino,
non c' risveglio pi dolce, una mamma lo sa;
sei l'orgoglio degli affettuosi genitori,
l'amore del compagno, - il marito che verr -,
grazie, per i tanti momenti cari,
le passeggiate, i consigli, le risa!
Che la vita risplenda di gioia e colori!
Presto sarai una sposa radiosa.
Un angolo piccolo piccolo
Vorrei soltanto un angolino,
in fondo al tuo cuore: non chiedo tanto,
giusto un cantuccio, per starti vicino,
e ripararmi dal freddo e dal vento,
a riscaldarmi, baster una scintilla,
che porto sempre sotto il manto:
il fuoco del mio amore, che arde e brilla,
non ti dar fastidio, star quieta quieta,
osserver in silenzio, come una stella,
non mi introdurr nella tua vita,
il mio bagaglio sar un semplice involto,
vesti di organza, scarpe in seta,
e un piccolo lume, per vedere il tuo volto;
tutto gi pronto, non dubitare,
un volo e via! Non ci vorr molto
Gi le mie mani iniziano a tremare,
al solo pensiero di starti accanto,
neanche saprai, quando giunger al tuo cuore,
ma se chiuderai gli occhi, sentirai un canto,
- poesia splendente, delicata -,
aromi di fresia e giacinto,
e un'anima complice, innamorata:
unici indizi della mia presenza
Cos , in questa notte stellata,
tra i mille affetti della tua esistenza,
ti prego, lascia un posticino a mio nome
La tua voce preziosa, intensa,
e mi conquista ogni volta, non so come.
Poesia e armonia
Il poeta contempla il vigneto,
ha tralci d'argento, e grappoli d'oro,
tra i chicchi maturi vola un segreto:
spunta una fanciulla, dalla pianta di alloro,
porta un'antica veste, e una magica collana,
che reca a chi la indossa la bellezza;
giunta da Tebe, una citt lontana,
danzano i capelli, a melodie di brezza,
un raggio di sole le sfiora il viso,
l'uomo le offre una timida poesia
Con sguardo limpido, gli dona un sorriso,
figlia di Afrodite, ha nome Armonia.
La stella polare
Roma, 27 gennaio 2014
Un caro pensiero, un timido fiore,
note gentili, in dolce melodia,
per lenire il dolore del cuore,
un caldo abbraccio, in fratellanza e armonia,
una stretta di mano, forte e leale,
da offrire agli amici, con sorrisi e allegria;
ma il dono che giunto non sembra speciale,
anzi, l'aroma sgradevole,
contiene una testa di maiale,
e un biglietto, che annuncia brutte favole:
nega la realt , mentre nasconde la mano,
manca il coraggio di una firma; chi il colpevole?
lungo e tortuoso il cammino
da percorrere, sulla strada del bene,
l'amore una stella, che brilla lontano,
ma resta a indicare la giusta direzione:
ogni anima dovr seguirla, ancora e ancora,
lieta e splendente, in tocco di campane,
infine spunter una nuova aurora.
Oratorio di Santa Croce in Castellare
Dedicato alla Santa Croce e alle anime del purgatorio
San Giovanni alla Vena, 11 maggio 2013
Una Chiesetta, sulla cima del monte,
brilla una luce, sulla bianca croce,
un raggio di luna le bacia la fronte,
ai piedi, stende un tappeto di pace:
un prato verde, di primavera,
zufoli di brezza, in soave voce,
l?erba sussurra, alla soffice sera,
una piccola fonte zampilla,
dona al terreno una carezza leggera,
ogni preghiera fresca stilla,
la statua di Maria veglia con amore;
un cero reca una calda scintilla,
il crocifisso spicca sull'altare,
con mirto e rose, ad ornare il santuario,
dolcemente, una campana inizia a suonare?
Vola il pensiero alle anime del purgatorio,
e alla Croce, che splende sulla pianura:
frusciano i grani di un rosario,
la Chiesetta protegge il paese e la natura.
L'inverno dei monti
Presto giunger l'inverno dei monti,
offrir carezze di neve,
copiose zampillano fonti:
scorre un torrente, limpido e lieve,
la cincia dal ciuffo siede su un faggio,
dona all'aurora note perfette,
lo zirlo del tordo risveglia il villaggio,
il sole abbraccia le lucide vette,
e le pernici danzano, in soffici voli:
come d'incanto, si accende il giorno;
si radunano in branco i caprioli,
le madri, con i piccoli attorno,
i pini spandono un intenso aroma,
il larice ondeggia la chioma,
e la betulla fruscia, a melodie di brezza:
scrigni di aria pura, ad immensa altezza,
come un diamante, riluce il picco pi aguzzo,
lo scricciolo annuncia la neve, un solo spruzzo.
Le gemme del Chianti
Le colline brillano al sole,
ornate da torri di antichi castelli,
avvolte in veli di ginestre e viole,
sgorgano limpidi mille ruscelli,
dolci sorgenti di vita e allegria,
l'acqua sussurra nuovi stornelli;
tra i cipressi, spunta una fattoria,
alcuni buoi pascolano, mansueti,,,
il sole abbraccia ogni pieve, ogni abbazia,
il verde infinito dei vigneti,,
un contadino osserva il paesaggio:
le viti gli narrano dolci segreti,
gli ulivi offrono pace, nell'alba di maggio.
L'angelo custode
Nella quiete della sera, riposa il bambino,
un alito di brezza gli sfiora il viso,
l'angelo custode veglia, vicino al lettino,
con labbra di velluto, dona un sorriso,
gioiello di grazia e luce, che dal cielo
abbaglia la stanza, all'improvviso:
ha boccoli d'oro, ornati da un velo,
l'abito bianco risplende, quale diamante,
un solo sguardo, per domare neve e gelo;
appoggia i piedi su una stella lucente,
la luna si inchina, al fruscio della sua veste,
egli sussurra una ninna nanna struggente,
ed una lode alla Mamma Celeste.
L'addio di un partigiano
Ormai, la battaglia finita,
il mio pensiero si innalza a te, mamma cara,
mi duole tanto la ferita!
In questa terra avr l'unica bara,
mi abbraccia una brezza soffice, antica,
vola sull'erba una lacrima amara,
sono caduto per mano nemica,
ho combattuto con coraggio,
sopportando il gelo, la fame, la fatica;
l'anima pronta per l'ultimo viaggio,
tra raggi di luna, e stelle incantate,
saluta i compagni, lass nel villaggio,
il sangue scivola tra pietre dorate,
si confonde, nel rosso della sera,
mentre accarezza i gigli, le fresie addormentate,
mi mancheranno il sole, la primavera,
il tuo sorriso, gli occhi limpidi, belli!
Affido al cielo una preghiera,
per i compagni, - i miei fratelli -,
ti lascio le poesie, il mio amore,
al babbo le armi, i gioielli,
perdonami, se ti ho arrecato dolore;
addio, mamma, sii fiera e forte,
conserva il mio ricordo nel cuore:
un figlio che va incontro alla morte
per la patria, vivr per sempre, come il mare,
Giungon le note di un pianoforte,
cos dolce sentirti suonare
La ripresa
1 gennaio 2014
Di nuovo il giornale annuncia la ripresa,
l'arresto della disoccupazione,
eppure fallita un'altra impresa,
dall'orafo, si recano poche persone,
e Venerd ha chiuso la mesticheria;
la radio grida la fine della recessione,
mentre i politici declamano in allegria,
la rivalutazione dell'oro,
la crescita dell'economia,
ma allora, perch nostro figlio non trova lavoro?
Il negozio di abbigliamento
Non vende molto, ed sempre pi caro,
Inoltre, c' da pagare il conto
Del fabbro Coraggio, Marco, non disperare!
Oggi, avverto nuovi sussurri, un vento
di protesta: qualcosa sta per cambiare.
La bella Toscana
La bella Toscana risplende, a sera,
dolci colline, infiniti vigneti,
silenti abbazie, tra bellezza e preghiera,
piccoli borghi, scrigni segreti
La campagna si veste a fiori,
aromi d'incanto inondano i roseti,
brezze di pace allietano i cuori,
il grano ondeggia alla loro melodia,
paesaggi antichi, nuovi colori:
dai monti al mare si estende la poesia,
sfrecciano a cavallo i butteri maremmani,
il gregge pascola in mitezza e armonia,
i giorni delle battaglie sono lontani,
palpitano ancora grandi civilt ,
le necropoli etrusche, gli edifici romani;
i cipressi fiancheggiano i viali, con maest ,
guardiani di boschi, di prati;
da secoli, brillano splendide citt ,
basiliche e monumenti pregiati,
i marmi di Carrara, le sculture fiorentine
Veglian le torri dei castelli merlati,
in alto, sulla sommit delle colline.
Il cipresso
Il cipresso saluta la sera,
i passeri tornano ai nidi, tra le sue braccia,
la chioma svetta, alta e fiera,
lacrime ornano la corteccia,
gioielli lucenti, antiche poesie,
stille di resina, profumate d'amore;
un passero gli offre dolci melodie,
attento, l'albero sta ad ascoltare,
fruscian le fronde, ad una preghiera,
alla sua ombra, le anime trovan riparo,
dormono il cimitero, e la collina intera,
la brezza suona uno zufolo raro;
l'abito verde, che il cipresso indossa,
reca speranza di ristoro, e pace,
ai piedi, si accoccola una volpe rossa,
cade una galbula, vicino a una croce,
mentre le tortore cantano in coro,
un grillo salta su una fronda,
il sole bacia la chioma, con un raggio d'oro,
e poi scompare, nella valle profonda.
Benvenuta Ginevra
Due occhi grandi, lucenti stelle,
sorriso di perla, che si apre al mondo,
capelli di seta, soffice pelle
di rosa, un visetto paffuto, rotondo,
sul cuscino, una candida manina;
rechi infinita gioia, e amore profondo,
la tua presenza rende magica ogni mattina,
con mille risate, e uno sguardo incantato:
la meraviglia di una bambina,
che scopre ogni cosa, un fiore in un prato,
l'abbraccio della mamma, un raggio di sole,
la dolcezza di un canto delicato;
colme di affetto sian le mie parole,
che la vita ti doni gioia e armonia,
Benvenuta piccola, tesoro speciale!
Dio ti protegga sempre. Cos sia.
Aspettando il tuo volto
Quando di tutto sarai stanco,
torna da me: son qui ad aspettare,
con un sorriso, mi sieder al tuo fianco,
e bacer quegli occhi color del mare,
non chieder perch hai tardato tanto,
n se poi vorrai di nuovo andare,
solo, appender sul retro il tuo manto,
affinch tu ne scordi la presenza,
ti imprigioner , tra un abbraccio e un incanto;
ho predisposto tutto, in tua assenza:
un fascio di iris, - il fiore preferito -,
dalla fragranza cos intensa,
l'orologio che hai lasciato, quando sei partito,
cayenna, paprica, le spezie pi raffinate,
tappeti in kashmir, il sof di broccato,
vino e idromele per le nostre serate,
vicino a un fuoco scintillante,
lenir le tue pene con poesie delicate,
quando sarai stanco, solleva il battente!
Non conta quanto dovr attendere,
- secoli, anni, o qualche istante -,
se infine vedr il tuo volto splendere.
Alba di luce
L'alba annuncia l'aroma del giorno,
profumo d'amore, di pane,
piccole rondini danzano intorno,
in alto, un suono di campane,
le ultime stelle sono svanite,
si accenderanno in terre lontane,
si destano le margherite,
la rugiada bacia la radura, l'oliveto,
il gregge pascola, lento e mite,
un raggio di sole inonda il roseto,
disegna tra i fiori una poesia
un nuovo raggio guizza nel vigneto,
gioielli di luce e armonia;
canta un fringuello, vicino ad un fiume,
sussurra l'acqua, in limpida scia,
mentre un pavone vi specchia le piume,
l , nella casa, riluce una fiamma:
al primo piano, si acceso un lume,
si ode un dolcissimo canto di mamma.
A Rex
Una codina voltata all'ins ,
un musetto attento, e a un tempo giocoso,
occhi dolcissimi, colorati di bl ,
lo sguardo limpido, curioso:
il pi gradito dono di una zia,
- Vedete quant' carino? -, chiese in tono orgoglioso,
- Tenetelo con voi, un cane da compagnia! -,
E, da allora, cos stato,
hai donato serenit , amore e allegria,
per niente al mondo, ti avremmo abbandonato,
in camper, in vacanza, in gita,
ricordi i luoghi in cui ti abbiamo portato?
Ci segui ovunque, con gioia infinita,
non senti la stanchezza, vuoi solo starci accanto,
sei il compagno pi fedele, per la vita,
quando diciamo - Vieni anche tu! -, abbai contento,
e inizi a correre, a saltare,
il soffice pelo un incanto,
la gente ti ammira, mentre andiamo a passeggiare,
raro un amico cos speciale!
Non ti potremo mai dimenticare:
l'espressione vigile, il portamento regale,
il naso, sempre ad annusare,
geloso poi, se coccoliamo un altro animale!
Ma appena ci senti arrivare,
scodinzoli e giochi, anche se siamo andati via
poco prima, vederti un piacere;
noi ricambiamo con la compagnia,
gli abbracci, i baci e tanto affetto
Caro Rex, sei un tesoro, una poesia,
perfino il tuo nome perfetto.
A mio padre
Un braccio sicuro, una presenza preziosa,
un'incantevole compagnia,
la voce gradevole, armoniosa:
da piccola, mi leggevi storie di magia,
fischiettando allegre canzoni,
vicino a te, regnava gi allora l'allegria,
il sorriso lieto dona dolci emozioni,
si staglia sulle altre la tua cara figura,
come pu non brillare la perla, tra le imitazioni?
Culli la nipotina con mano sicura,
hai mani forti, profumate di duro lavoro,
specchio della tua persona, onesta e pura,
a sera, dopo ore di fatica e lavoro,
intarsiavi per me fiabe e poesie
La tua parola ha il peso dell'oro,
non occorrono firme, n garanzie;
a passeggio, sei il primo a salutare
amici e conoscenti, - piccole, grandi cortesie -,
gioisce l'anima, quando inizi a raccontare
della tua infanzia, dei cari genitori,
che ti han donato un esempio da imitare,
l'affetto per la famiglia, i giusti valori,
principi che hai trasmesso al nostro cuore,
ti prego, perdona i miei errori!
Vorrei poterti ringraziare
Per l'aiuto, la pazienza infinita,
le passeggiate, i giochi al mare, l'amore,
ma non sarebbe sufficiente una sola vita;
intanto, ti star vicino,
prendendoti sottobraccio, in gioia infinita,
lungo le strade dell'affetto e del destino.
Regina del giardino Regna in giardino
una pianta speciale, ornata da collane di fiori, che le disegnano un
manto regale,
il loro aroma rapisce i cuori, complice scia di
ricordi struggenti, dolce sorgente per sogni a colori
Son fiori
bianchi, grandi, appariscenti, da offrire in delicato pensiero,
gioielli unici, segreti suadenti,
soffici culle di un sentimento
vero.
Loreley Ecco: la barca vola sul fiume,
giunge una voce, portata dal vento, la bionda Loreley siede sulla rupe,
avvolta nella luna d'argento, acconcia la lunga chioma, con pettini
d'oro, capelli soffici, fluenti come un canto,
note armoniose
danzano in coro, promesse di amore eterno, vibrante! Mia madre
diceva: - Non andare, tesoro -,
la melodia cos ammaliante, le
rocce son tanto affilate, Il gorgo ti inghiottir in un istante! --
Ahim ! Parole troppo sensate Il cuore sanguina, al richiamo della
fanciulla, mi avvicino con forti vogate,
porta un diadema, a
forma di stella, anelli d'oro ornan la candida mano, d'un tratto mi
scorge: un punto nel nulla,
rivede un volto caro, da un tempo
lontano, - il viso di un amante mortale -, cade una lacrima
sull'acqua del Reno,
mi getta un antico bracciale, e vola in
alto, tra fruscii di seta e pelle, scompare in nuvole d'opale,
i
suoi capelli son raggi di stelle.
L'addio del soldato Il cielo era
adorno di lampi , la pioggia baciava la chioma bruna, rivoli d'oro
accarezzavano i campi,,
sedevi tra gli ulivi, in un raggio di luna,
dall'ombra, tra le lapidi, giunse una preghiera, anima senza riposo, n
fortuna,
- Mio caro, - grid la donna, nella bufera, - Speravo
tanto di incontrarti ancora - Cadde una lacrima, in braccio alla sera,
- Rimani presso chi t'adora! - - Non posso, - rispondesti con aria
mesta, - dovr partire, allo scoccar dell'ora! -
- Attendi
almeno che cessi la tempesta, portami con te, dovunque andrai, - ma
tu scuotesti con veemenza la testa:
- Portarti con me? Non potrei
mai, - la chioma di un cipresso prese ad ondeggiare, - non ancora
tempo, lo sai, -
il raggio di luna inizi a danzare, - Sii
serena, e forte mamma, addio! - - Il vento rec in dono il canto del
mare,
- Potr vederti di nuovo, figlio mio? - Aromi di incenso
avvolsero i declivi, la madre scendeva, lungo il pend o,
un
petalo di rosa vol tra gli ulivi.
Fonte di poesia Acqua che splende
limpida, cristallina, in rivoli dorati di poesia, sorgente che
sgorga da una cresta alpina,
gocce intrecciate, in morbida armonia,
parole fresche, mormorate, magiche essenze, emozioni, fantasia;
acqua che scorre, tra valli incantate, in fiumi entusiasti,
impetuosi, fluenti strofe appena sbocciate,
versi spontanei,
eterni, preziosi, copiosa fonte, che da sempre zampilla, con spruzzi
improvvisi, gioiosi,
e suoni di flauto, in vivida scintilla,
note lucenti, dissetanti, antica melodia che danza e brilla,
acqua che si frange, in poesie e diamanti.
A Saffo Poetessa di Lesbo, ascolta il
mio cuore, donami le pi dolci parole, le intreccer con pizzi
d'amore,
in versi ardenti, splendenti di sole, ti prego, guida
la mano insicura, che verga papiri, al profumo di viole;
sulla
scogliera spicca la tua dolce figura, la omagger con un ritratto di
luce; decima musa, poesia limpida, pura,
porta l'amore di colui
che mi piace! Riecheggia in alto il suono della lira, leggiadra,
fluttua nel vento la tua voce,
la bocca vermiglia sorride e
sospira: un nuovo carme si eleva al cielo; il dipinto sar pronto, a
sera,
lo avvolger in un piccolo velo in bisso, che lascer
presso il monte Elicona Ecco: ho gi riposto lo stilo,
brilla
il mio nome, vicino alla tua corona.
Un augurio ad un'amica
Per Adriana
Carissima, ecco i miei migliori auguri,
te li porgo cos , come timidi fiori,
in un vaso d'amicizia, - tra le mie mani -,
finemente cesellato, inondato di colori:
intensa la simpatia che emani,
in una scia profumata e complice,
e poi, la vividezza della tua eleganza,
ricercata, e al contempo semplice,
la luce di un sorriso, che brilla e danza,
la dolcezza della tua cortesia,
e quella voce, sempre gradevole,
intrisa di gentilezza da favole
il tutto fonte da cui sgorga poesia.
Ti auguro infinite gioie, grandi e piccole.
Tempo d'estate
Spruzzi di gioia, in nuvole di spuma,
un rivol d'oro, che si frange in melodia,
un raggio di sole, l'aurora che sfuma,
mentre Zefiro sussurra una poesia:
ecco l'estate, tra un incanto e una rima,
con vesti in porpora e aromi di armonia.
Quarant'anni insieme
L'amore ha unito le vostre mani,
con frecce d'oro, ha fuso i vostri destini,
in un'eterna, perfetta melodia,
ogni istante ha donato un soffio di poesia
Un dolce suono di campane, in una piccola Chiesa,
ha accompagnato la pi bella sposa,
in una limpida giornata di maggio,
e ha benedetto il vostro cammino,
il sole vi avvolgeva, in ogni raggio;
risplende ancora la calda luce di quel mattino,
vivida fiamma che il vento non pu inclinare:
gli anni son trascorsi, con tocco di magia,
ed oggi, eccoci qua a festeggiare,
tutti insieme, con affetto ed armonia.
La pace di carta
30 settembre 1938
La gioia illumina il paesaggio,
le mamme applaudono il salvatore della pace,
l'Italia si inchina, al suo passaggio:
i contadini in ginocchio, tra speranza e luce,
un tripudio di campane, vicino e lontano,
perfino al re l'accordo piace,
a Firenze gli stringe la mano;
la folla non ode il sibilo del vento,
un vento freddo che da nord si insinua piano,
ma senza sosta, preannunciando un alto lamento,
la guerra emana gi un lieve aroma,
mancher il tempo di un ripensamento,
presto giunger un nuovo idioma,
stivali lucidi, passo dell'oca, parate,
un nuovo padrone attende Roma
Marina e aviazione sono impreparate,
poche le divisioni, per l'ultimo viaggio,
scorrer il sangue, nelle notti stellate,
un cielo rosso illuminer il paesaggio.
La gioia del donare
La gioia del donare colorata di luce,
diffonde nel cuore calore e pace,
splende nel volto di un bambino felice,
corre e rimbalza dove pi le piace:
sfreccia tra bagliori di incanto e fantasia,
nel cielo limpido, stellato,
copiosa fonte di bont ed armonia,
rifugio di ogni cuore innamorato;
si libra in alto, in dolce melodia,
con flauti e violini d'amore,
compone la pi fluente poesia,
fiume che dal monte corre al mare,
in vortici entusiasti, impetuosi,
tra mille spruzzi e rivoli d'oro
Si riflette nei sorrisi luminosi,
di chi riceve un dono, - un tesoro -,
poi torna al cuore con ali d'argento,
e un lungo manto di piume e seta:
è un uccellino, che canta contento,
e porta nel becco una speranza lieta.
La Chiesa della collina
Sul colle, spunta la bianca Chiesa,
diamante che splende tra il verde del prato,
cos la sua bellezza si palesa,
lo sguardo ne resta incantato:
ha sul cancello rose e viole,
primule e gigli le fasciano il piede,
indossa un lungo manto di sole,
raggi intrecciati, incanto di fede;
dalla navata, giunge un soave canto,
spicca sul portone la figura di Maria,
la luce abbraccia il suo volto santo,
accoglie i fedeli in amore e armonia
La Chiesa osserva la valle lontana,
con occhi splendenti, finestre colorate,
la allieta un dolce suono di campana,
che annuncia melodie delicate:
si staglia accanto il campanile,
guglie e pinnacoli ne ornano la chioma,
anche la brezza ha un tocco gentile,
l'incenso spande il suo intenso aroma.
Io regina
Giocavo con le amiche, in un giorno di primavera,
volevo raccogliere un giglio, il pi bel fiore,
ma una mano forte mi prese il corpo, e il cuore,
ed Enna non fu pi , fluttuavo nella notte nera.
Da un alto trono, un uomo mi guardava incantato,
aveva in mano uno scettro, ai piedi un serpente,
"Vuoi diventar mia sposa?", sibil , suadente,
e mi offr un melograno profumato.
Il cuore sussultava, non potevo parlare,
volevo tornare a correre, e danzare,
ma quegli occhi eran fuochi di malinconia,
pensai "Manger i semi, poi fuggir via".
Da allora, vivo quaggi sei mesi d'amore,
mi spiace, sulla terra non nasce un fiore,
quando torno nel sole, tra frutti e primavere,
al mio signore restano solo tori e pecore nere.
Mi chiamo Persefone, e questa la mia storia,
non ho mai sognato il potere e la gloria,
volevo correre nel vento, tra campi, prati, orti,
invece sono la regina, del mondo dei morti.
Il viandante e la rosa
- Piccola rosa, sono un viandante,
viaggio da molto, e straniero il mio idioma,
la stanchezza aumenta ad ogni istante,
potresti offrirmi il tuo intenso aroma,
fresco balsamo per allietare il cuore,
durante il cammino? Perch scuoti la chioma?
- Mi spiace, viandante, sei in errore:
l’ho promesso a una fanciulla innamorata,
affinch riconquisti il suo amore…
- Ti prego, dunque, con voce flautata,
donami il nettare, cibo divino,
ho molta fame, rosa vellutata;
perch sospiri, regina del giardino,
- Di nuovo devo deluderti, caro viandante,
l’ho porto alle api del bosco vicino…
- Allora, posso avere il tuo rosso brillante,
che mi porti fortuna, in questo viaggio?
Hai un sorriso cos affascinante!
- Ma triste: il mio colore un omaggio
alle ciliegie, cui l’ha sottratto il vento,
che da giorni imperversa nel villaggio;
le nubi lo consegneranno tra un momento…
- Bene, sei molto generosa…
- Non ho pi niente, solo l’amore che sento
Per ogni creatura, ed ogni cosa,
coraggio, prendilo, caro straniero!
- Non ne ho bisogno, dolcissima rosa:
me lo ha trasmesso il tuo cuore sincero.
Il tramonto
Caprera, 2 giugno 1882
Nel sole, vola un ricordo: una prateria,
un cavallo che corre, tra l'erba ed il vento,
vicino alla luce dell'anima mia:
colei che mi seguiva, senza un lamento,
quant'era fresca l'erba, promessa di eternit !
Da allora ho vissuto ogni momento
Alla ricerca del bene, della verit ,
l'amore per la libert ha acceso il mio cuore,
il pensiero si innalza ai caduti, per l'unit ,
in memoria di ognuno ho piantato un fiore,
fulgido esempio da imitare,
la giovent ne mantenga l'onore,
la loro opera deve continuare,
Trento e Trieste hanno un sogno d'amore,
mi spiace molto non poterlo realizzare;
un altro ricordo fonte di dolore,
mentre il ginepro oscilla, in soffice danza:
l giacciono le mie bambine, ed il mio cuore,
due capinere volan nella stanza,
son forse le loro anime, giunte dalle stelle,
per recarmi conforto e speranza?
Un vento di pace accarezza la mia pelle,
il mirto spande un intenso aroma,
penso alla vita, alle cose belle,
il melo e il lentisco ondeggian la chioma,
i dolci alberi son colmi di frutti,
il mare dona agli scogli, in antico idioma,
un soave sussurro di flutti.
Un amore antico
Presto giunger la mia sposa,
quale conforto, dopo il lutto recente!
Sar gentile, leggiadra e radiosa,
Eliezer sceglier saggiamente,
guidato dalla mano del Signore;
da giorni, la attendo ansiosamente
per donarle i miei sudditi, il mio cuore?
Avremo miriadi di discendenti,
sconfiggeremo i nemici, con onore,
le offrir schiavi, greggi ed armenti,
cammelli, vesti, ed ogni oggetto
in oro e argento? bracciali, pendenti?
Nuova regina del popolo eletto,
torre di fortezza, temperanza, prudenza?
Molti bambini stringer al petto:
virgulti d'ulivo intorno alla mia mensa?
Il nostro amore sar un libro da narrare,
- forgiato da Dio, con la sua presenza -,
stupendo esempio da imitare.
Ritratto d'amore
O madre cara, ho comperato nuovi colori,
ho speso tutto il denaro del raccolto,
per ne valsa la pena, guarda fuori!
Li user per dipingere il suo volto,
quant' radioso alla luce del mattino!
Lo so, non lo conosco da molto?
Dimenticavo: ho ordinato una tela in lino,
dovrebbero consegnarla a momenti;
hai collocato il cavalletto in giardino?
O madre cara, ha occhi cos ardenti,
se incontra il mio sguardo incantato,
smeraldi scintillanti, splendenti,?
Grazie! Hai portato il sof di broccato!
Appoggialo all'olmo, per favore,
mi metter al centro del prato;
sieder innanzi a me, il mio amore,
lo distrarr con un bacio e una poesia,
disegner per ore ed ore,
Doner alla tela vividezza e armonia,
evoco il profilo nella mente,
ogni colore offrir una magia;
potessi ritrarre la voce suadente,
le melodie che mi dedica, a sera,
l'incanto che effonde, ad ogni istante!
La tela risplender , calda e sincera.
Preghiera d'amore
Canta un fanello, al volger della sera,
con amore, veglia sul nido,
reca tra le ali una preghiera,
una civetta lancia il suo grido,
l , nella casa, anche una mamma
eleva una supplica, pensando ai bambini,
nel focolare, gi si spenta la fiamma,
nel bosco, pregan le chiome dei pini,
affinch la pioggia accarezzi il paesaggio,
la nonna dice un requie per le anime care,
nel cimitero, in fondo al villaggio,
la suora continua a pregare:
fruscian come perle, i grani del rosario,
affida ogni cuore all'amore di Maria,
accende un lume nel piccolo santuario;
una fanciulla sussurra una litania,
per un ragazzo che vive lontano,
mentre una bimba mormora il Padre nostro,
stringendo un sonaglio, nella candida mano,
il mendicante riposa nel chiostro,
recita il salmo che ha imparato,
il contadino indugia sull'aia un breve istante,
pensa alle fatiche del giorno, al campo arato,
innalza una supplica: un raccolto abbondante?
La brezza pone le preghiere in un involto,
velo d'amore, con cui le porge al cielo,
le stelle le portano sempre pi in alto,
un giglio vola tra le pagine del vangelo.
La supplica del guerriero
Achille a Priamo
Re Priamo, donami tua figlia Polissena,
ed io far cessare questa guerra,
con la bellezza di una dea, l?incanto di una sirena,
è apparsa ai miei occhi, mentre dalle mura gettava a terra
i suoi bracciali, per offrirli al nemico,
altera e aggraziata a un tempo, ecco che mi afferra
il cuore, con impeto violento e antico:
non vedi il volto stupendo, da bambina?
Le mani delicate?... Dammela in sposa, ti dico!
Ha sciolti i capelli, quali seta divina?
Comprendo quanto sia cara, ad un genitore,
l?ultima figlia, - la pi carina -,
ma affidala a me, la coprir d?amore,
la condurr senza indugio al mio regno,
o la ruber , come ad Enna Ade rap Core?
Non angustiarti, sar il marito pi degno,
la sua magica grazia briller come un diadema
sulla mia casa: ecco il tuo pegno;
il cuore non teme, n trema,
sar un gioiello unico, la regina del mio paese,
tra noi, regner la pace suprema,
scevra da rancori e contese.
La casa di Mario
Fivizzano, 21 giugno 2013
La casa di Mario distrutta, scomparsa:
soltanto cocci e crepe, dov'era il soggiorno,
il sole bacia la terra riarsa,
il sisma ha sorpreso il paese, in pieno giorno,
vanificando anni di lavoro e fatica:
Mario ha estinto il mutuo di recente;
sta proteggendo, con una forza antica,
il poco che gli resta, dagli sguardi della gente:
qualche gioiello di famiglia,
- la bambola della nipotina,
- un vecchio sof , i libri della figlia,
- poche bottiglie di vino, gi in cantina,
- tutti i ricordi di una vita intera,
e, lentamente, gli sembra di morire;
ma intanto, che scrive il giornale della sera?
- Lo Stato non pu intervenire,
- non ha denaro, soltanto buone parole,
- e allora, perch le tasse? Perch i tributi?
- la civilt si scioglie, come neve al sole,
- solo i cittadini donano aiuti.
Il segreto
Non lo dir al mio bracciale d'argento,
n lo riveler alla ciarliera eco,
tantomeno all'importuno vento,
n al giardino, ove spesso mi reco:
mi spiacerebbe lo sapesse la rosa,
la cui infida bellezza uno spreco,
sempre mi scruta, indolente e altezzosa;
chiss che penserebbe il melograno,
e quanto si stupirebbe la mimosa!
Certo gioirebbe il gatto persiano,
che nutre per me molto affetto?
Ecco, non deve saperlo l'uragano:
potrebbe riferirlo ad ogni oggetto,
attratto nel suo vortice focoso?
Soltanto il ciondolo che ho sul petto,
ha indovinato, astuto e curioso,
dai lieti sussulti del cuore,
dal volto leggiadro e radioso,
che mi sono imbattuta nell'amore.
Un sorriso in un sogno
Stanotte son giunta da te in sogno,
su ali di seta, e lembi di stelle,
tra pizzi d'oro, e petali di rosa;
da molte sere volevo farlo,
e ieri non c'era tempesta.
Ho contemplato rapita il bel viso sereno,
sono rimasta cos per ore,
rubando il dolce aroma della tua pelle
Neanche hai avvertito la mia presenza:
mi libravo lieve nell'aria,
- Non tintinnavano i bracciali d'ambra -,
in nessun caso avrei voluto svegliarti
Chiss se stavi sognando me!
Quanto danzava la speranza nel mio cuore!
Perfino il tempo pareva gioire
Ma a un tratto un gallo ha cantato, in lontananza,
annunciando l'ora di andare.
Ti ho lasciato una poesia sul cuscino,
ho gettato un bacio sulla punta del mio dito,
sfiorando poi le tue labbra di porpora
sul volto assopito apparso un sorriso.
Si tratta forse di un dono per me?
Un fiore nel cielo
Ecco il mio amore, un fiore nel cielo
Sopra una stella alta e lucente,
riavvia i capelli, ripiega il velo:
il volto splende limpido, suadente,
fonte di sospiri e poesie
Offre alla luna un canto struggente,
complice scia di antiche melodie.
Indossa scarpe in seta e un manto in organza:
vola a nutrirsi di sogni e magie,
gli astri lo attorniano, in garrula danza,
sfoggia stupende ali d'argento
ecco volteggia con eleganza,
spargendo aromi di delizia e tormento.
Per giungere in fretta alla meta,
sale su un carro di rose, nel vento,
in frusc i di organza, e seta
All'alba sorride alle nuvole,
- confida loro una gioia segreta -,
riposa in un letto di mammole.
Un cuore avvolto nella nebbia
Un cuore avvolto nella nebbia,
è una bussola che non funziona:
invano cerca la giusta direzione,
stella polare, innamorata della luna,
sa solamente girarle intorno,
pregando che non sorga il giorno;
un'unica lacrima d'argento,
una foglia sbattuta dal vento,
non pu sapere dove andare,
un'alga tra i flutti del mare,
sul suo destino non ha potere
Una nave che si smarrita,
non ha scusanti e neppure le cerca:
ricorda esattamente da dove partita,
ma adesso ignora la sua meta,
nemmeno capace di trovare
un porto sicuro in cui approdare.
Il cuore conserva l'immagine di un viso:
ricorda il primo sguardo, il primo sorriso,
ogni sussulto d'amore,
ma dopo l'abbandono, sa solo naufragare
è Dedalo, ma non sa pi uscire
Dal labirinto che Minosse gli fece costruire;
è un viandante che ha smarrito la rotta
e cerca inutilmente un riparo per la notte:
le porte sono chiuse, vano il suo bussare,
nessuno viene ad aprire
Un amore antico
Presto giunger la mia sposa,
quale conforto, dopo il lutto recente!
Sar gentile, leggiadra e radiosa,
Eliezer sceglier saggiamente,
guidato dalla mano del Signore;
da giorni, la attendo ansiosamente
per donarle i miei sudditi, il mio cuore
Avremo miriadi di discendenti,
sconfiggeremo i nemici, con onore,
le offrir schiavi, greggi ed armenti,
cammelli, vesti, ed ogni oggetto
in oro e argento bracciali, pendenti
Nuova regina del popolo eletto,
torre di fortezza, temperanza, prudenza
Molti bambini stringer al petto:
virgulti d'ulivo intorno alla mia mensa
Il nostro amore sar un libro da narrare,
- forgiato da Dio, con la sua presenza -,
stupendo esempio da imitare.
Profumo di maggio
Brezze che danzano in cieli turchini,
stormi di uccelli migratori:
averle, rondini, cutrettole,
che offrono melodie di favole,
con mille suoni di zufoli
Paesaggi antichi, nuovi colori,
colline soffici, - da nuvole! -,
avvolte in lunghe stole di fiori,
cullate in tramonti senza confini
Ruscelli limpidi, verdi pascoli,
un timido profumo di mammole,
- In ricordo di un imperatore -,
aroma di mirto, scrigni di fragole,
rose che sbocciano a sorrisi d'amore,
sciami di api, come perle a grappoli,
una manciata di nespole
Gigli, papaveri, ranuncoli,
in dolci luci di lucciole.
Pensi a tuo figlio, signor generale
Pensi a tuo figlio, signor generale,
quel telegramma non lo aspettavi,
adesso giace in fondo al mare,
morto in battaglia sulle tue navi.
E vorresti tornare a quand'era bambino,
ma il tempo, lo sai, non un soldatino,
non ubbidisce al tuo volere,
n pi importan la gloria e il potere.
Pensi a lui, che ha voluto imitarti,
è scomparso a vent'anni, come uno dei tanti,
ricordi gli occhi limpidi, il sorriso fiero,
pare impossibile, non torner al tuo maniero.
Pensi a tutti i padri: lo stesso dolore,
ti copre di lacrime, ti spezza il cuore.
E Senti un profondo rimpianto,
non lo hai mai detto lo amavi tanto.
Apri la Bibbia, leggi un verso, per caso,
"Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi,
e io vi dar riposo".
E una luce ti scalda il cuore: il sole tra i cipressi.
Il
sorriso della sposa
O dolce sposa, cos giovane e bella,
sulle tue labbra uno splendido sorriso,
in fronte un diadema a forma di stella,
pendenti d'oro incorniciano il viso
tutto per te oggi, o sposa,
il sole, i monti, il deserto, il paesaggio,
sei la regina, fiera e radiosa;
non senti la fame nel villaggio?
Non odi il pianto dei bambini?
Han vesti lacere, cenciose,
il fango il tappeto dei loro piedini,
le loro mani han spine senza rose,
copioso e rosso, il sangue zampilla:
ne offrono molto i bambini soldato,
ma non sanno donare un sorriso che brilla
Per tu questo, mille volte lo hai sentito,
l'eco dei cannoni te lo ha narrato,
la terra riarsa lo ha ribadito,
il vento ha sussurrato tristi melodie,
portandole ovunque per molti mesi,
qualcuno ha scritto articoli e poesie,
pubblicandoli in altri paesi,
e tutti sono al corrente di ogni cosa,
perci , non finger di non sapere,
non volger lo sguardo altrove, o sposa;
ho solo una domanda da formulare,
prima di lasciarti ai tuoi invitati:
come puoi sfoggiare quei diamanti?
Non vedi che sono insanguinati?
Dovevi metter proprio quelli? Ne hai cos tanti!
No, cara, non il rosso dei rubini,
n la passione del tuo cuore:
è il sangue innocente dei bambini,
profumo di morte, non d'amore
Ma tu sorridi, non hai capito,
pensi che voglia scattarti una foto,
le mie parole ti sono straniere,
giungon da un luogo al di l del mare,
non temere, si dissolveranno al sole
Ti porgo un mazzo di viole,
e mi allontano chinando la testa;
va', torna pure alla tua festa,
son solo un cronista in cerca di gloria,
per oggi, scriver un'altra storia,
parleremo stasera o domani:
brilleranno ancora i diamanti alle tue mani?
Il
ritorno
Tra poco torner il mio sposo,
o quale gioia in questo piccolo cuore!
Tutto il palazzo freme e brilla,
sorride la massiccia porta di quercia,
lo accoglieranno tappeti profumati,
nei corridoi ho sparso fiori d'acacia,
in ricordo del primo incontro;
Ho aperto la grande sala a volte,
dove trascorrevamo ogni sera,
ho posto cuscini ricamati,
sui soffici divani in broccato.
Siederemo vicini, - le mani nelle mani -,
innanzi ai candelabri d'argento,
mi offrir l'eco delle molte battaglie
che ha combattuto con coraggio,
e magiche melodie di terre straniere
Io suoner la cetra e la lira,
cantando le poesie composte in suo onore,
nelle gelide notti di attesa,
mescer acqua e miele in coppe di cristallo,
- boccali in vetro son gi colmi di vino -,
indosser la veste di porpora,
la spilla in corniola danzer sul mio cuore.
Il canto degli alpini
22 settembre
Sul monte avvolto in un bianco candore,
svettano lunghe penne nere,
ornano i cappelli, indomabili e fiere,
un'antica melodia riscalda il cuore,
un canto vibrante e sincero,
in omaggio al tricolore, alle montagne
Si eleva al cielo un dolce pensiero,
pregan le mamme, nelle campagne:
attendono un bacio, una carezza;
riluce tra la neve una medaglia,
vola il ricordo ai caduti in battaglia,
anime che mormorano in fruscii di brezza
Ecco: le betulle sussurrano ai pini,
dal picco pi aguzzo alla valle pi bassa,
si spande un'eco che non ha confini,
e annuncia ovunque: di qui non si passa.
Cara Italia
17 marzo 2011
Graziosa patria, splende bianca la tua purezza,
riluce come un cristallo di neve,
con mille raggi, il sole ti accarezza,
la brezza ti avvolge in tocco soffice e lieve,
le Alpi ti proteggono dal vento,
il mare accoglie il tuo corpo perfetto,
tenendo in braccio spiagge d'oro e fiumi d'argento,
son cos tanti i figli che hai stretto al petto,
e che han ricambiato il tuo amore con la vita,
il loro sangue scivola in mille rubini,
lava dal suolo ogni macchia, ogni ferita,
la terra si apre alle risa dei bambini,
germogli profumati di speranza;
sciami di fiori inondano la sera,
un verde manto, che vola e danza,
in un soffio di primavera,
brillan le Chiese alla luce delle stelle,
i monumenti sfiorano la luna,
un brivido percorre la mia pelle,
le piazze, le torri, le statue, ad una ad una
quanti ricordi, frammenti di storia!
Molti emigranti han versato lacrime amare,
spargendo nel mondo la tua gloria,
il rimpianto per gli affetti, la terra, il mare,
mille cantori ti han dedicato poesie,
con cuori ardenti, innamorati,
le case nascondon dolci melodie:
le mamme cullano i bimbi addormentati
Un vecchio si scalda vicino al focolare,
ricorda la guerra combattuta con onore,
un alito di vento fa ondeggiare
il caro, prezioso tricolore.
All'Italia
partigiana
Copioso e rosso il sangue zampilla,
lucente, vivida fonte di stella
orna la neve con mille rubini,
colorando di fuoco la montagna
anime pure volan tra i pini:
son figli della pianura, della campagna,
i padri lavorano la terra con amore,
han mani stanche, bianche chiome,
le labbra mormorano un nome
le madri vegliano innanzi al focolare,
le loro mani profumano di pane,
pregano ad un flebile tocco di campane;
è giunto un vento freddo e antico,
si staglia dietro i monti lo spettro nemico,
piange sommessa una betulla
Ma in alto continua a brillare una fiammella:
intenso e puro raggio di luna,
dona ai compagni speranza e fortuna.
A Rita e
Massimiliano
17 ottobre 2013
Il matrimonio un piccolo fiore,
con uno stelo d'oro, - metallo perfetto -,
un petalo bianco, come l'amore,
uno blu, infinito come il nostro affetto,
un petalo rosso, intriso di fortuna,
per augurarvi mille dolcezze,
da gustare lentamente, ad una ad una,
ed uno verde, - tra echi di brezze -,
profumato di lealt e verit ,
un petalo azzurro, per tutta la famiglia,
che rechi in voi scrigni di serenit ,
ed uno raggiante: il sorriso di ogni figlia.
A Laura
La nostra amicizia dolce poesia,
Acqua limpida, e spruzzi d'incanto,
Un fiume che scorre, con forza e armonia;
Raggi di luna avvolgono in un manto
Auguri infiniti, in letizia e allegria.
A Caterina
Cari e dolci auguri,
Avvolti in tanto affetto,
Tra nastri rosa, - per mille sentieri -,
E aromi d'aprile, in un canto perfetto:
Rose in boccio, ranuncoli, viole,
In mazzi eleganti, per festeggiare;
Nel cielo, la nostra amicizia un sole,
Al tramonto, splende d'oro, in braccio al mare.
Versi
lucenti
Vorrei poterti parlare,
con una poesia spontanea e fluente,
come l'acqua che dal fiume corre al mare,
o che, - copiosa -, zampilla dalla fonte,
limpida e pura, quanto ogni mia parola,
in versi, quali raggi di stella lucente,
che, sorridendo, danza e vola.
Vorrei donarti vesti di melodia,
con voce che incanta e consola,
e dolci strofe, intrise d'armonia,
suoni di flauto, lievi come seta,
avvolti in una soffice scia,
stola eterna, e pur segreta,
ecco: ogni nota un cristallo raggiante,
che brilla di luce vivida e lieta,
fedele specchio del mio amore, ad ogni istante.
Sussurri del colle
Mi accarezza un flebile vento,
agita le chiome assopite,
fa tintinnare i miei anelli d'argento
Le tortore mi osservano stupite:
ho piedi gonfi, ed occhi stanchi,
la veste logora, cammino da molto;
in un ruscello contemplo il mio volto,
intreccio i capelli con dei giunchi.
Rose selvatiche attendono il giorno,
fra stelle che donano coccole,
e brezze per cullare lucciole
Dolci ricordi danzano intorno:
gli stessi fiori, gli stessi aromi,
nella mia patria hanno altri nomi
Timidi sussurri di mammole
narrano al colle antiche favole.
Sincero canto
Potrei lasciar credere sia stato il fato,
o il caso, la magia di un momento...
che non pensavo quel giorno ti avrei incontrato
A un tratto, un insperato colpo di vento
fece volare il tuo soffice velo:
non sai, avevo implorato un colibr del cielo,
che, - commosso -, me lo aveva portato;
per ringraziarlo, gli donai una moneta.
- Tenete, vi caduto questo -,
ho detto, restituendoti l'oggetto.
Hai sollevato quel volto perfetto,
- Gli occhi limpidi, l'espressione lieta -,
tendendo la mano, con grazioso gesto
Da allora, ecco il luogo dei nostri convegni.
Potrei dirti: - Fu una piacevole sorpresa -,
per in realt progettai ogni cosa,
dacch vidi il tuo volto, - sentiero di sogni -,
quella mattina, nella piccola Chiesa.
Ho corrotto il colibr , ho offerto una rosa
Alla tua balia, affinch si distraesse,
ed una supplica al curato, che protraesse
la funzione, per guardarti ancora, e ancora;
perdona, se ho taciuto finora.
E mentre stringo le tue candide mani,
voglio terminare il mio racconto,
- una poesia, un sincero canto -,
con la speranza di starti accanto un'altra ora,
e poi domani, e poi domani
Promessa d'amore
Il lago sfoggia una luna d'argento,
la magnolia vorrebbe accarezzarne il manto,
regale e altera, ondeggia la chioma
Un fiore volteggia sull'acqua lucente,
bianchissimo, si tuffa in un istante,
inebria tutto con intenso aroma:
complice essenza del nostro amore,
che in questo lago ci ha fatto incontrare.
D'incanto, l'acqua ha unito le nostre mani,
un dolce vento ha fuso i nostri destini,
ricordo le campane, in lontananza
Una coppia di stelle incede lentamente,
compiendo una graziosa danza,
fino ad un trono alto, e brillante
Per Chiara Lubich
Parlo con Chiara
14 marzo 2008
Sei ascesa al cielo, fulgida stella,
amica del mondo, anima bella
Nel cuore hai forgiato l'Opera di Maria,
tesoro che riluce, con fiamme d'amore,
focolare acceso di speranza e armonia,
per chi felice, e chi in errore.
Vedi nel fratello il volto di Dio,
lo ami con gioia, scompare il male,
cerchi l'unit nel mondo, fra il tu e l'io,
l'amore degli sposi, l'amore universale.
Con mille angeli di pace,
rimani vicina, in calda e dolce luce.
Ottobre
Ottobre: l'estate finita,
le nubi giocano nel vento,
la vigna profuma di vita;
il contadino stanco, ma contento,
il raccolto sar buono, e tanto
Si prega nel piccolo convento,
in ricordo di un grande santo:
un uomo umile e gentile,
che don a un povero il suo manto.
Un bimbo cerca la nonna in cortile,
è la sua festa, la abbraccer ,
col babbo, le ha comprato un monile.
Intanto mangia i marroni, che bont !
è tempo di zizzole e castagne,
di funghi e nocciole, a volont ,
di sagre e feste, nelle campagne,
alcuni uccelli devono migrare,
salutan le pianure e le montagne.
La marmotta si va a coricare,
ed anche l'orso molto stanco:
l'inverno si inizia a preparare,
la neve lo vestir di bianco.
Oreste a Pilade
Dalla Focide ad Argo
Cugino mio, vedo la parola,
riluce nella mente, regale diadema,
domina il cuore, ove regna sola,
ha nome vendetta, ma giustizia suprema,:
l'oracolo delfico ha armato il mio braccio,
braccio che non teme, n trema,
perch colei che mi offriva un abbraccio
oltraggiava l'eroe pi valoroso:
con mille inganni, e un cuore di ghiaccio,
ghermiva e uccideva lo sposo,
tornato con gioia, senza difese,
simulando affetto, - rettile velenoso -,
dopo aver tradito lui ed il paese,
con l'amante, - l'infido cugino -,
bramoso di vendetta, e inique pretese;
annienter quel complice meschino,
non merita d'esser nominato
Invoco dunque l'aiuto divino,
per lavar via il sangue versato
Oramai che cosa mi resta?
Solo ricordi del passato,
nessun canto, per il re e le sue gesta,
dall'Ade mi implora, con alto lamento,
scroscio di pioggia, fragore di tempesta,
umiliazione, dolore, tormento
Non avr piet , mio caro amico,
finalmente è giunto il momento
di uccidere l'ignaro nemico.
Ninna nanna
Dormi dormi, mio bel bambino,
occhioni azzurri, colmi di affetto,
una manina sul cuscino.
Mi avvicino lentamente al tuo letto,
il tuo visetto un mare di pace:
dono di gioia per il nostro tetto.
Si spegne pigra pigra la brace,
la mia voce ti avvolge pian piano,
scende la notte, il giorno tace,
canto una nenia, che vien da lontano:
la ninna nanna, per sognare,
mentre stringo la tua candida mano.
Sono la mamma, non lo scordare,
ti rimarr sempre accanto,
ti sapr capire e aiutare
Buonanotte,, mio dolce incanto.
L'eco di una voce
Sono Cornelia, figlia di Roma,
mio padre sconfisse Annibale a Zama,
a Canne cadde mio nonno: militare
tra i tanti, non volle fuggire
Alla patria ho donato i miei figli,
li ho guidati con fermezza ed affetto,
senz'altri aiuti, o consigli;
ho rifiutato la corona d'Egitto
Cosa non farebbe una madre, o Giunone,?
Snaturata Elena, che lasci Ermione
E il marito, per uno straniero!
Quale gioia una mamma dal cuore sincero!
Vola un ricordo, vivido e puro,
risuona, indelebile e lontana,
la voce di Tiberio, limpida, forte,
- A Roma, perfino gli animali hanno una tana,
mentre i soldati che sfidan la morte,
possiedono solo aria e luce:
li chiaman padroni del mondo, nientemeno,
quando non hanno un brandello di terreno! -
Non deve svanire, quella voce
Che i miei figli riposino in pace
Le mie chiavi
Hai preso le chiavi della mia vita,
e non l'ho neanche notato:
le avevo nascoste nel solito posto,
al limitare del bosco,
- ai piedi della vecchia quercia -,
e tutti ne erano al corrente;
le hai sottratte di soppiatto, all'improvviso,
mentre accarezzavo i tulipani,
intenta a contemplarne la bellezza.
Chiss poi a cosa ti servono!
Presto scorderai persino di averle
Lo so, nella mia vita non vuoi entrare.
Se tu sapessi la gioia che porteresti!
- Forzieri colmi di felicit ,
e bastimenti carichi di euforia -;
come potresti immaginarlo, di grazia?
Nemmeno ti accorgi se per caso
Ci troviamo a passeggiare vicini, in strada:
la mia carrozza non fa rumore,
n odi il nitrito dei miei cavalli;
a sera, non scorgi il mio colibr ,
quando, stanco, viene ad appollaiarsi,
sul davanzale della tua finestra.
Perci , ti prego di RENDERMI le mie chiavi,
affinch io possa almeno provare
a volgere lo sguardo altrove.
Mi rester l'aroma della tua acacia,
dono del vento nei giorni di pioggia
L'amore tra le mani
Le mani di lei sono lontane,
ma dolce e intenso il loro aroma:
profumo di acacia e di ginestra
Il cavaliere scruta le persiane,
in cerca della bionda chioma,
ma il vento - geloso - percuote la finestra;
egli inizia a passeggiare in giardino
Beati i gigli, i tulipani,
che possono starle vicino!
Ricevono dalle dolci mani
Mille, amorevoli cure
Mani graziose, candide, pure!
Vorrebbe stringerle ogni istante,
accarezzarle teneramente,
proteggerle dal fuoco e dal vento.
La luna splende in cielo, bianca,
le rivolge una supplica, e un lamento:
ha gli occhi tristi, la voce stanca
Impietosita, Cinzia invia una stella
A donare un bacio alla fanciulla
Sorride a quel tocco delizioso,
il volto assopito, e pur luminoso.
La Toscana di Afrodite
Ecco Afrodite, dalla spuma del mare,
insieme alle grazie, le ancelle pi care
contempla la sua nuova creazione:
la Toscana, frutto di bellezza e calore,
sgorgata all'alba da una fresca canzone,
cantata con Eros, in duetto d'amore
Dioniso le ha donato vigneti profumati e rigogliosi,
Artemide folti boschi, Apollo un sole splendente,
le ninfe le offrono fantasia e cuori gioiosi,
Citerea ringrazia vezzosa, e sorride suadente
Con una bacchetta d'oro, mirto e bocciuoli di rosa,
forgiata per lei dai pi superbi maghi,
modella soffici colline, fresche campagne, placidi laghi,
rende la nostra terra unica e preziosa.
Suono di campane
è cos dolce svegliarsi al mattino
In un tripudio di campane
Gli uccelli danzano in giardino,
si destano le rose e le genziane,
la scia di rintocchi si frange in melodia,
nelle case vicine e lontane
come una soffice poesia,
dona conforto ad ogni cuore,
si libra in alto, in magica armonia:
tenera brezza di pace e d'amore,
annuncio di lodi e preghiere,
scandisce in letizia minuti ed ore;
è gi al lavoro il panettiere,
sciami di bimbi corrono a scuola,
si affrettano il fabbro ed il barbiere
Un ultimo rintocco guizza e vola:
cos il Signore benedice il nuovo giorno,
ogni campana ne riecheggia la parola,
l'animo, gioioso, ne attende il ritorno.
La neve continua a cadere
Da Auschwitz a Buchenwald, gennaio 1945
In questa notte fredda e amara
La neve continua a cadere,
e si trasforma in un'unica bara:
marciamo col gelo nel cuore,
il vento frusta le nostre vite,
- Vesti stracciate non lo posson fermare -,
mentre si insinua nelle ferite;
vicino a me, una donna si lascia cadere
è troppo stanca per proseguire,
rimane a terra, - una bambola rotta -,
subito un crucco la fa morire.
A volte anch'io vorrei lasciarmi andare,
ormai non c' speranza, n lotta,
che importa l'arrivo di potenze straniere?
La neve continua a cadere,
- Imperterrita, indifferente -,
sopra la fame, la sete costante,
chiss se Sarah la sta vedendo
Potessi incontrarla, camminando, camminando
Il Natale in Finlandia
24 dicembre
Fra poco scender la sera:
la neve ricopre il paesaggio,,
si eleva dalla Chiesa una preghiera,
la Chiesa in legno, in fondo al villaggio,
sulla sponda di un piccolo lago,
vicino ad una fitta foresta.
E pare all'opera un antico mago:
le famiglie preparan la festa,
ecco il prosciutto, per il cenone,
crostate di prugne, pan di zenzero,
ed ogni tipo di decorazione,
addobbi per le case e per l'albero.
Si scambiano auguri di pace,
si visitano i cimiteri,
un pensiero a chi oramai giace,
ai defunti di oggi e di ieri;
si accendono candele sulle tombe,
per ricordare i caduti in guerra,
uccisi dai cannoni, dalle bombe,
in difesa della loro terra.
La luce dei lumi sale al cielo,
dal paese giungon dolci canti,
nelle case si legge il vangelo,
si fanno saune rigeneranti.
I bimbi stanno ad aspettare:
dovrebbe arrivare babbo Natale,
con tanti doni da consegnare
Resta il ricordo di un giorno speciale.
I mercanti
Son giunti d'improvviso, in un vascello,
ed hanno iniziato a contrattare
presso le mura del castello:
sciami di donne si accalcano a guardare
bracciali d'ambra, spille in argento,
collane in vetro, filati in bisso, pietre rare
Proseguo con veemenza il mio lamento,
per quanto intendono restare?
La rabbia si disperde nel vento,
purtroppo, non se ne vogliono andare;
vorrei scacciare tutti quanti
I miei ospiti stanno ad ascoltare:
tintinn o di monete, voci squillanti,
cavalli, bighe, schiavi che baccano!
Mi chiedo il perch di tanti mercanti
da un paese cos lontano
Non attecchisce alcuna protesta,
ho scorto pure la figlia del sovrano!
Persino il servo ha un'espressione mesta,
gli ospiti ormai sono partiti,
non prevedevano una sera come questa,
- I volti perplessi, gli sguardi stupiti -;
con noncuranza e malinconia,
riverso pensieri in papiri ingialliti,
solo il fanello mi offre compagnia,
per confortarmi col canto e la danza
Lo stilo scrive ancora una poesia.
Ecco il tramonto, la sera avanza
Attendo che taccia e si spenga il giorno,
l'oscurit è la mia speranza:
la notte fredda e nebbiosa, qua intorno,
i mercanti se ne dovranno andare,
mi auguro non facciano ritorno,
proprio non lo potrei tollerare.
Hanno bruciato tutti i miei
libri
9 novembre 1938
Hanno bruciato tutti i miei libri,
ogni parola offriva luci di rubino,
alcuni erano rilegati in pelle,
e quei bifolchi con gli stivali lucidi
li han bruciati, dopo aver rovistato dappertutto,
sporcando ovunque, con la loro presenza;
la causa? Una poesia di Goethe.
Mi chiedo se almeno sappiano chi era!
Hanno distrutto la mia collana di conchiglie,
che avevo intrecciato con mamma, in riva al mare,
la calpestavano e ridevano.
Per colpa loro anche Abrahamè fuggito,
- fortunatamente suo zio vive in Canada! -
Perfino io vorrei scappare,
volare via, come Zefiro,
per rifugiarmi in braccio ad Afrodite,
e consolare il mio cuore sanguinante,
ma la mia terra, non posso lasciarla
Citerea se n' andata, rimane soltanto Odino.
Inserir questa pagina in una bottiglia,
e, affinch non muoia, la getter nel Reno
Chiss se infine giunger al Mar Egeo,
dove Afrodite la accoglier ,
- Tra scie di spuma e garruli delfini -,
cancellando, con un sorriso,
le lacrime che ne costellano i bordi.
Fiocchi d'amore
La neve danza sui tetti delle case,
si posa sul campanile della Chiesa,
il vento l'ha ammucchiata alla base
della montagna, erta e scoscesa,
sul cui pendio si abbarbica il villaggio:
birichino, la trova indifesa,
e la disperde su tutto il paesaggio;
essa rimane stupita
di essere stata presa in ostaggio,
e un po' contrariata, un po' divertita,
si lascia cadere sui pini,
sulle betulle, - leggera e sfinita -,
fonte di gioia, per tutti i bambini,
con corse, risa, qualche balocco,
- dolci pupazzi, grandi e piccini -.
Perfino il pi piccolo fiocco
è una goccia d'amore, che consola
e unisce tutti, con fluido tocco:
gentile come una parola
del fidanzato alla sua amata,
lieve profumo di una viola,
carezza a una bimba addormentata,
delicato bacio di una sposa,
candida nuvola in notte stellata,
flebile petalo di rosa,
soffice abbraccio, sorriso vivace
La neve accarezza ogni cosa,
tenero manto di purezza, e pace.
Eterno ricordo
La patria mi rende graziosi onori,
parimenti i paesi stranieri,
mio il cuore di poeti ed attori,
amanti devoti e sinceri
Ho attraversato pianure, colline,
ornando le scene con mille colori,
spargendo ovunque parole divine,
- Come una scia profumata di fiori -:
copiose fonti di poesie struggenti,
eterno ricordo da offrire agli astanti.
Un attimo e sono Cosetta,
Teresa, Lola, Francesca, Giulietta
Vivono in me magici istanti,
ne condivido gli amori, i tormenti;
fanciulle fiere, coraggiose,
che assorbono corpo e mente, - non so come -
in scena dimentico persino il mio nome:
io sono Eleonora Duse.
Estate
Io son la dolce e bella estate,
gioiosa e magica stagione,
creata anticamente dalle fate,
con una semplice pozione;
in sella a Pegaso, dolce cavallo,
raggiungo volando ogni nazione.
Mi sveglio sempre al canto del gallo,
e porto dovunque l'allegria:
nuoto, gioco, rido, e ballo;
allieto ogni uomo, chiunque sia,
riunisco genitori e bambini,
in vacanze d'amore e armonia;
offro ristoro a grandi e piccini,
sono il riposo per chi stanco
Ecco: guizzano in acqua i delfini,
felici giocano insieme, in branco,
vola cantando il cormorano,
con la graziosa compagna al fianco.
.
Arriva di corsa un gabbiano
Lo so, son tutti ad aspettare,
scrutan l'orizzonte, lontano;
mi cercano in cielo e in mare,
in realt non c' da temere:
non mi far desiderare,
vederli ogni anno un piacere.
Colpo di coda
Campi Catalaunici
Attila: - Mio fedele Ardarico,
mi stata predetta la morte del romano:
il generale Ezio, il mio nemico.
Combatte a fianco di Sangibano,
Dispone di cos pochi soldati,
che deve ricorrere all'infido Alano.
Ardarico: - Ha anche valorosi alleati
E, quanto alla battaglia, attenderei il tramonto,
affinch i danni siano limitati.
In ogni caso,, per te sono pronto;
disponi sempre di ogni mio guerriero,
su rugi e sciri puoi pure far conto.
Ezio: Tacer a Teodorico il mio pensiero:
mi amico, ma se diverr troppo forte,
schiaccer Roma, ed il suo impero.
Non posso neanche augurarmi la morte
di Attila, il mio nemico, Mi sento solo,
pensando a te, Roma, all'infausta sorte,
ai barbari, che calcano il sacro suolo
Prevedo una fine amara e infelice,
questa battaglia sar l'ultimo volo
Non canter l'araba fenice.
Canto di San Torp
Sui monti pisani incontrai un eremita,
Antonio era il suo santo nome,
don bagliori nuovi alla mia vita:
senza saper spiegare come,
abbracciai la fede cristiana,
io, ufficiale di Nerone,
che professava il culto di Diana,
sopportai il carcere, la tortura,
ricordando la mia terra lontana;
battuto con verghe, per un'abiura,
dinnanzi alle bestie di un circo feroce,
pregavo con fede sicura,
pensando al figlio di Dio sulla croce.
Molto han viaggiato le mie spoglie,
la testa si fermata alla foce
dell'Arno, ove Pisa la accoglie,
e il corpo, con un gallo ed un cane,
è giunto su una barca alle soglie
del mondo noto, in cui oggi rimane
sepolto e venerato in una Chiesa.
Ho liberato da una tragedia immane
La mia citt , stremata e indifesa,
scacciando la peste, l'epidemia,
in un aprile di gioia inattesa
Con Santa Concordia e santa Balsamia,
m'invoca in preghiera ogni nutrice,
tra storia, leggenda, e fantasia,
tutti il mio cuore benedice.
A Erato
Divina Erato, ascolta il mio cuore,
donami sciami di poesie,
mille e mille versi d'amore,
parole di miele, perfette armonie
Sublime musa, che del canto sei patrona.
offrimi eterne, struggenti melodie
Freme una lira dal monte Elicona,
giunge un'aroma di mirto e rosa,
soave indizio della tua corona:
ch'io possa divenir la sua sposa,
lodarne l'ingegno, l'avvenenza,
con voce suadente, radiosa.
Danzan le rondini, in tua presenza,
ti attorniano le otto sorelle,
cantando le gesta di Zeus, la sua potenza,
per , gentile aonia, bella tra le belle,
t'imploro, non dimenticare,
eleva la mia supplica alle stelle;
sapr onorarti, non dubitare,
chi a lungo ha dovuto soffrire,
la grazia d'amore non pu scordare,
anzi, la narrer con cetre e con lire.
Canto ad Afrodite Ericina
Si innalza al cielo il monte Erice,
siede Afrodite sulla torre del castello,
- l'aroma dei pini si diffonde, complice -,
ricorda commossa il santuario pi bello,
eretto in suo onore dai sicani:
spiccava quale fulgido gioiello,
in alto, sul monte, in tempi lontani,
alla bionda dea rendevano onore
fenici, greci, elimi e romani,
con coppe d'oro, e doni di raro splendore,
il tempio era protetto da mura turrite,
e, nel recinto sacro, sopra l'altare,
volavano colombe, le amiche preferite;
duecento soldati romani
sorvegliavano il santuario di Afrodite,
diciassette centri, tra gli alleati siciliani,
pagavano un tributo in oro,
Erice, primo re dei sicani,
figlio della dea dai capelli d'oro,
fece costruire da Dedalo, in fuga da Creta,,
il tempio, per la madre, con affetto sincero;
si staglia una stele segreta,
eretta da Enea, sulla spiaggia vicina,
riposa Anchise, nella valle quieta,
e piange, Afrodite ericina,
una colomba le siede accanto,
danzando, un cigno si avvicina,,
i passeri offrono un soave canto:
si asciuga il volto con un velo in lino,
di mirto e rose ha ornato il cinto,
sale sul carro, nel cielo turchino.
Un amore scomparso
Eppure ieri sera l'ho accarezzato,
riposava al centro del mio cuore,
e questa mattina se ne era andato,
lasciando un involucro di stupore,
curiosit , inspiegabile assenza,
ma tant' : si dissolto il mio amore;
che dire? Aveva un'importanza immensa,
scomparsa in una notte, - ecco la realt -,
senza nessuna conseguenza.
Adesso basta: voglio mettere l'Himar,
lo appunter con la spilla in argento,
per recarmi alla Moschea, in citt ,
gi il muezzin diffonde il suo lamento
E passeggiando nelle strade centrali,
cercher il mio amore, disperso nel vento,
come una farfalla con grandi ali,
o uno spettro svanito nel cielo, lass ,
sbircer nei vicoli laterali.
Forse nascosto nella Moschea bl ,
su uno degli alti minareti,
o dietro l'obelisco di Teodosio, laggi ,
al riparo da occhi indiscreti
O nel palazzo del sultano,
nei padiglioni, tra le pareti
Chiss se giunto ancor pi lontano:
nel Gran Bazaar, tra tappeti ed oro,
filati e ricami Sarebbe strano
Che si sia immerso nel Corno d'oro?
E se si fosse fermato nel Mercato
delle Spezie, tra le foglie di alloro?
Probabilmente si insinuato
Tra i mosaici di Santa Sofia
Volevo chiedergli perch se ne andato
ma ormai non importa: non ho nostalgia,
pur se lo potessi ritrovare,
non risorgerebbe la poesia,
quello che stato, non pu tornare.
Un alpino in Russia
18 gennaio 1943
Marciamo da ore, tra neve e ghiaccio,
ricordo, mamma, quando ti lasciai:
un lungo, dolcissimo abbraccio
il tempo passato, ormai,
ho combattuto con onore,
per senso del dovere, lo sai.
La ritirata ci gela il cuore,
in questa terra fredda e infinita,
dove tanti son tornati al Signore.
Adesso la battaglia finita,
son troppo stanco per camminare,
mi duole molto la ferita
Ma troppo freddo per sostare:
scarpe di cartone pressato,
vestiti leggeri, da indossare.
Soltanto questo, ad un soldato:
poche le armi e l'equipaggiamento,
profondo disprezzo per l'alleato
Fame e sete: un altro tormento.
Chi mai ci potr ricordare?
Nessuna stele, nessun monumento.
Ma io continuo a camminare,
verso la mia casa, il mio paese;
mi manca l'odore del mare,
profumo di pace, senza pretese
Supplica ad Afrodite
Graziosa Afrodite dalla bionda chioma,
si specchia in raggi d'oro il dolce viso,
ti accompagna un intenso aroma,
tra labbra di porpora, brilla un sorriso
Catturi i cuori con voce di miele,
antichi canti,, sguardo deciso.
Posso donarti ambrosia e idromele,
in cambio domando il suo cuore:
con rose e mirto, ordisci tele,
in cui intrappolarlo per ore
Invoco, o Citerea, l'aiuto divino,
la tua presenza un unguento d'amore,
potrei aggiungere una tunica in lino,
e un manto di cigni, per la sera.
Cipride dea, a te mi inchino,
ascolta la mia ardente preghiera.
Saluto alla bandiera
7 gennaio
Verde speranza, il primo colore:
ecco le uniformi militari,
di chi ha lottato con tenacia ed onore,
per la libert del paese e e dei propri cari,
la natura, l'erba dei prati,
i tralci dei vigneti, gli smeraldi pi rari,
la primavera, fonte di sorrisi incantati
Bianco di fede, in una preghiera:
Ecco le alpi, diamanti innevati,
la patria cos bella, candida e fiera,
il velo di una sposa, - dolce emozione -,
magico dono di una vita intera
Il rosso dell'Etna, rubini, passione,
aroma di arance siciliane,
la scintilla della rivoluzione,
che si diffuse come un'eco di campane,
il sangue dei molti soldati,
che un regioni vicine e lontane,
rosso di luna, tra cieli stellati
Ronz o notturno
Scende la sera, la zanzara danza,
in cerchi di eleganza si avvicina,
con insistenza, scruta e ronza,
tra le lenzuola dorme una bambina,
l'osserva intensamente,... e pinza,
senza dubbio un po' birichina...
Una lieve puntura, e pensa
al pranzo da portare al figlio,
il tempo passa, la notte avanza;
il piccolo, nel suo nascondiglio,
l'attende, con ansia e impazienza:
è nello stagno, dinanzi al giardino,
la mamma cerca il cibo, con prudenza,
tutta la notte fino al mattino.
Pensierosa, vola nell'altra stanza,
nel silenzio, riposa una signora,
sul davanzale c' una veste d'organza,
la zanzara colpisce ancora;
le spiace se la sua presenza
pu risultare fastidiosa,
ma ha promesso amore e assistenza:
anzitutto,è una madre premurosa.
Plaza de Mayo
30 aprile 1977
In piazza imperversa un forte vento,
che sparge intorno lacrime amare,
fittissime gocce d'argento,
per chi non pu dimenticare
Si elevano al cielo ardenti preghiere,
in suffragio delle anime care,
ma all'orizzonte appaiono vele nere:
le mani tese di nonne e bambini:
nonne che cercano, ansiose e severe,
al collo han le foto dei nipotini,
- Tristi collane di amore e tormento -?
bimbi lontani, o forse vicini,
Le nonne sopportano senza un lamento
percosse, torture, arresti,
instancabili, marciano attorno al monumento
Sorrideranno ancora i volti mesti?
Per te
Sono arrivata molto presto,
perch volevo starti accanto,
mi hai preso tra le braccia, con grazioso gesto,
cullandomi in soave canto,
con amore, mi hai donato il tuo petto,
e, quando non riuscivo a dormire, - ogni tanto -,
mi hai tenuto la mano, con affetto;
conservo il ricordo nel cuore,
la tua voce ha guidato i miei passi, "Ti aspetto!"
A scuola mi osservavi per ore,,
imparando a scrivere, insieme a me,
con molti puntolini d'amore,
amavo studiare, e tu stavi con me;
ci ha unito un legame davvero speciale,
volevo che tu mi parlassi di te,
avevi mille aneddoti da narrare,
camminavamo al profumo dei fiori,
- ci piace ancora passeggiare -,
mi descrivevi la campagna, e i suoi colori
Adesso, che ho iniziato a lavorare,
e devo restare spesso fuori,
non so come poterti ringraziare,
per aver fatto di me ci che sono:
persone come te son molto rare,
mi hai sopportato a lungo, ti chiedo perdono,
spero di averti sempre vicina,
anche oggi, sovente, desidero un dono
o un consiglio: rimango la tua bambina
Sei elegante, gentile, e il tuo sorriso
Rende la vita pi radiosa, Mammina
Chiss quant' bello il tuo viso
Natale di Ges
Dormi, bambino, nella culla,
l'asino e il bue ti sono accanto,
a fare luce basta una stella,
tua madre sorride ogni tanto,
con fede ti affida al Signore,
ha sulle labbra un soave canto,
una ninna nanna d'amore.
Presto dovrete fuggire altrove,
ovunque sarai speranza e calore,
dolce profeta di cose nuove;
i pastori ti rendono omaggio,
e tutto il cielo si commuove.
Il tuo amore pare un sogno, un miraggio,
risplendi, delizia di bont , e pace,
sicura guida durante il viaggio
di ogni uomo, nemico o seguace
Stasera ogni bimbo ha un sorriso in pi ,
ti tende una manina, vivace
Benvenuto, Signore Ges ..
Mani
Mani calde, aiuto prezioso,
affusolate, suonano il piano,
con tocco lieve, delizioso,
mani che lavorano, mai invano,
leggono sempre, nell'oscurit ,
esplorano il mondo, vicino e lontano,
curiose di scoprire la realt ;
mani che guidano mani, con dolcezza,
strinte in promesse di amicizia e lealt ,
mani di madre, che con tenerezza
cullano un bimbo appena nato,
mani tremanti di timidezza,
mani che scrivono all'amato,
complici lettere d'amore
Mani magiche, dono fatato:
toccan la vita, in ogni colore.
L'attesa
- Tornate in casa, contessina,
il vostro cavaliere non verr ,
badate, il suo castello in rovina.
- No, egli certamente verr ,
me lo ha promesso ed io sapr aspettare,
un mese, un anno, quanto occorrer .
- Egli non verr , dovete rientrare:
la notte porta un vento freddo e antico,
la veste di mussola non vi potr scaldare.
- L'ho messa per il mio dolce amico,
mi chiese di indossarla, con la spilla in argento,
egli verr presto, ti dico;
- Nuvole nere giungon nel vento,
e sta iniziando a nevicare,
vi prego, vi ammalerete, lo sento!
- Mia dolce ancella, ti devi calmare,
la neve sar per me soffice brezza,
il gelo non potr domare
il fuoco del mio cuore, n la mia fierezza
Ricordo il suo sorriso d'amore,
attendo un abbraccio, una carezza,
una parola, un piccolo fiore
Mi condurr sul suo cavallo.
- Cala il buio, si arrende ogni bagliore,
egli non verr ,è stanco il suo cavallo.
- Egli verr , mia cara ancella,
deporr ai miei piedi bracciali in corallo,
anelli di ametista, ed una stella.
L'aroma del mare
Mi siedo su uno scoglio decorato
Da stelle marine e conchiglie, a mille a mille
Il mare sorride, appena increspato,
il sole insegue, - con raggi e scintille -,
infiniti rivoli di spuma,
uno spruzzo accarezza il mio anello,
mentre intreccio una collana di corallo,
ed un gabbiano mi dona una piuma
da usare quale ciondolo prezioso;
l'acqua sussurra fresche melodie
in un idioma misterioso,
- forse son formule d'amore o poesie -,
ai miei piedi si accoccola un delfino,
che gioca con i sandali d'argento
D'un tratto, un alito di vento
fa frusciare la veste in lino,
e porta l'eco di canti e risate,
un brivido percorre la mia pelle:
si tratta forse della bionda Afrodite,
in compagnia di Adone e delle ancelle?
La signora dei
fiori
Nelle tue mani alberga un dono di magia,
graziosa chiromante delle cose belle,
componi quadri perfetti, in poesia e armonia,
certo i tuoi fiori verranno dalle stelle.
Muovi le mani con dolcezza ed amore,
seguendo una creativa vena ribelle,
con occhi brillanti di stupore,
e gioia, nel compiere il lavoro.
Opere uniche, che allietano il cuore,
lasciami dire - Sono un vero tesoro -:
Uva intorno al vino, fiori dai mille colori,
la carta crespa, che sembra oro,
la fantasia sfreccia tra incanto e bagliori
E quelle calle che sembran vere - non so come -,,
impreziosiscono ogni stanza, dentro e fuori,
signora dei fiori: questo il tuo nome.
La poesia del
grande lago
Managua, 19 luglio 1979
Adesso posso raccontare
ci che finora era proibito riferire,
l'acqua continua a sanguinare
i pesticidi l'han fatta morire,
- Tu, mamma, ascolta, non allattare il bambino,
perch anche il tuo latte ne pieno -,
singhiozza l'acqua, corrotta da fogne e rifiuti,
fedele specchio del governo precedente,
piange Managua, - dopo il sisma devastante -,
cui i militari han sottratto gli aiuti;
hanno strappato i terreni ai contadini,
lasciando loro fame e malattia,
mancano i libri per i bambini,
e le foreste son volate via,
per abbellire una terra lontana,
su tutto incombeva la legge marziale.
La speranza giunta da un'isola vicina,
in braccio ad un vento caldo e leale,
si combatteva in segreto, senza gloria,
molti compagni hanno dato la vita,
- la loro unica moneta -,
l'acqua ne conserva memoria:
un vecchio reca fiori ad una tomba,
piange una madre nel villaggio,
ma oggi un nuovo sole inonda il paesaggio,
nel cielo, un'ala di colomba
La campagna
toscana
Fresca la campagna, a sera,
profuma di pace e di mitezza,
avvolta in soffice atmosfera.
Il sole scompare con dolcezza
dietro i monti, tra le nuvole,
il grano danza a una dolce brezza
che culla ranuncoli e mammole
dormono l'olmo, il pioppo, il fanello,
al lume delle prime lucciole
La pecora coccola l'agnello,
ride una stella, arriva in fretta,
si specchia nel limpido ruscello
La vita semplice, perfetta
ecco: risuona la campana,
nel verde si staglia una chiesetta,
la volpe esce dalla tana,
un ghiro salta di ramo in ramo,
si ode una tortora lontana,
ed ogni cosa par che dica: t'amo.
La battaglia
della Meloria
6 agosto 1284
Il sole dona all'acqua un solo bagliore,
nel mare cade una lacrima amara,
copioso e rosso, il sangue che muore,
e ha sul fondale l'unica bara,
In cielo piangono i gabbiani
Nessun tripudio, nessuna fanfara,
solo il rimpianto di giorni lontani,
quando svettava la rossa bandiera,
con al centro la bianca croce; rimani
a lottare, aquila fiera!
Tue furon le Baleari, la Sardegna,
scacciasti i saraceni, con fede sincera,
mia amata citt , sei la pi degna,
il marmo di Palermo ha dato vita
alla piazza che al mondo consegna
Ed ora osservi stupita:
nuove galee, che da un punto nascosto,
vanno ad aiutar la nemica sfinita;
fa molto caldo, in quest'ora di agosto,
in armature cos ingombranti,
combattiamo da molto, ad ogni costo,
con navi ormai vecchie, pesanti,
la balestra nemica rovente,
ma ti difenderemo, - in tanti -,
anche con massi, calce, pece bollente
I corpi scivolano in flutti di gloria,
ed ognuno risponder : - Presente. -
Cos si conclude la tua storia.
In un mondo antico e magico
- Fanciulla, che emergi dal mare,
vieni alla luce, tesoro sepolto,
avvicinati e stai ad ascoltare:
sono un marinaio, viaggio da molto,
su questa nave, di cedri di foresta,
Ti prego, lascia che ammiri il tuo volto,
vieni con me, perch quell'aria mesta?
Vorrei scacciarla, donarti il paradiso
Affrettati, sta arrivando una tempesta,
offrir porpora scarlatta al tuo viso,
ti coprir con bisso e con lino,
affinch splenda il tuo corpo, il sorriso,
avrai cinnamomo, mirra, biancospino;
per te tramuter il vetro in gioielli:
collane e ciondoli, di aspetto divino,
e poi bracciali d'ambra, dai nostri vascelli,
giunti dal Baltico, il regno del ghiaccio,
e anelli d'oro, quanti i tuoi capelli
Vieni, mi baster un abbraccio,
vorrei mostrarti Tiro, la mia citt ,
camminare in strada, dandoti il braccio,
fino a volare in nuvole di eternit ,
sulle vette dell'Hermon, e l immortalare
nell'avorio la tua dolce belt
- Perdonami, ma devo andare,
addio, marinaio, prosegui il tuo viaggio,
sono una sirena, figlia del mare
Grazie per questo sogno: un miraggio
Il tuo sorriso
Graziosa patria, sorridi al mondo con amore,
hai vesti di luce, e l'aroma del mare,
ondeggia a melodie di brezza il tricolore
Eppure hai sparso ovunque lacrime amare:
scorreva in silenzio il sangue versato,
- Fonte copiosa ed infinita -,
il sole accarezzava ogni ferita,
i tuoi figli sognavano un solo Stato;
alcuni ti offrivano un quadro, o una poesia,
altri han sopportato un esilio lontano,
evocando, con profonda nostalgia,
il tuo profilo, il tuo nome invano.
Molti emigranti ti han dovuto lasciare,
- Le navi salpavano ogni giorno -,
avendo nel cuore soltanto il ritorno:
mai nessuno potr scordare,
il mare, le colline, le montagne,
le piazze, i parchi, i monumenti
Si odono risa e canti, nelle campagne
I pi bei fiori sbocciano a sorrisi suadenti,
mille candele inondano la sera:
da una Chiesetta si eleva una preghiera,
per chi ha deposto la vita nelle tue mani,
e un dolce pensiero ai bambini, ed al domani.
Il sogno
In sogno scendevi dal cielo,
avvolta in una veste in lino,
con una corona di mille stelle,
mi destava il tuo intenso aroma,
- Una complice scia di magnolia -,
in un sorriso, pronunciavi il mio nome:
"Vieni!", mormoravi, tendendomi la mano,
su cui splendeva il nostro anello di ametista.
Cos , lasciammo all'istante la mia stanza,
salendo una lunga scala di nuvole,
che percorresti in un lampo, ridendo
pareva calzassi i sandali di Ermes!
Infine siam giunti ad un castello d'argento,
- Il ponte levatoio era in avorio -,
e l , in una grande sala a volte,
sedendoti su un divano in broccato,
hai sussurrato: "Io vivo qui adesso,
racconta a tutti che sono felice!"
Hai sorriso e mi son svegliato nel mio letto,
- permeava l'aria un'essenza di magnolia -,
sul cuscino ho scorto l'anello di ametista.
Filtro d'amore
Aroma di mirto, gocce di poesia,
ambrosia, petali di mammole,
ali di farfalla, una scia di miele,
l'eco di una fresca melodia,
la dolce luce di due lucciole,
e, per finire, uno spruzzo di idromele:
ecco la ricetta, - segreta e antica- ,
dono d'amore di una fata amica.
Ecco maggio
Ecco maggio, un mese speciale:
Nei prati mille frutti e fiori,
nel cielo una bellezza eguale,
stormi di uccelli migratori
fluttuano nei cieli turchini,
in una sinfonia di colori;
escono a giocare i bambini,
l'aroma d'estate ricolma ogni cuore:
passeggian per mano gli sposini,
è il tempo delle rose e dell'amore
Santa Rita dona rose benedette,
nel piccolo convento delle suore,
rose fresche, profumate, perfette
Ecco maggio, abbraccia la pianura,
la primavera lo promette,
si colora di vita la natura..
Da una lacrima ad un sorriso
Sul tetto, danza un raggio di luna,
la nonna siede vicino al camino,
culla tra le braccia la bambina,
la sedia a dondolo oscilla, piano,
al suono di un'antica melodia,
la ninna nanna di un tempo lontano,
la voce si attenua, in dolce armonia,
si innalza un ricordo di gioie lontane,
la bocca mormora una poesia:
ecco, d'incanto, un tocco di campane,
il suo paese, in braccio al mare,
pistacchi, mandorle, arance siciliane,
aromi che danzano nel cuore,
profumo di pane, al mattino,
e l'Etna, magico, vivido bagliore
La brezza, complice, sussurra al camino,
sfiora i capelli della nipotina,
la nonna la adagia sul cuscino,
la bimba agita una manina,
con un sorriso, chiude le pupille,
nel focolare, la fiamma si inclina,
svaniscon le ultime scintille,
anche la nonna si addormenta,
i suoi ricordi volan tra le stelle;
al mattino, si sveglia contenta,
l'aria pervasa da un'eco di campane,
la figlia, sollecita e attenta,
le ha portato la colazione,
anche in un luogo cos distante,
si inspira il profumo del pane,
un sorriso si specchia nel sole brillante,
la figlia saluta, e si reca in citt ,
ha un lavoro impegnativo, importante,
ma il cuore conserva dolcezza e umilt ,
la nonna osserva la bambina, ormai sveglia,
ha gli occhi di mamma, colmi di gioia e bont ,
gli stessi suoi occhi: un guizzo tra le ciglia.
Canto di pioggia
La pioggia canta tra gli aromi del mattino,
volteggia nello stagno con chicchi argentei,
che tintinnano come bracciali,
il collo cinto da una collana di nubi,
ha calzato scarpette di vento,
con tacchi alti, - per danzare sulle punte -
dona carezze alle ninfee.
Tra balzi, guizzi, piroette,
vola in alto, sulla collina,
si siede proprio sulla sommit ,
per distendere le gambe e riprendere fiato;
un pettirosso le offre una nuova melodia,
sbirciando attraverso le finestre del nido,
sotto il tetto della Chiesetta;
la pioggia, - ristorata e sorridente -,
cerca qualcosa da potergli lasciare,
per ricambiare la gentilezza:
sfila una nuvola dalla collana,
e la depone sul campanile della Chiesa.
Berenice
Attendo con ansia il mio sposo:
affinch torni dalla guerra vittorioso,
ho offerto ad Afrodite una ciocca di capelli,
si dice siano tanto belli, -
le ho chiesto che il re di Siria sia sconfitto.
Sono regina dell'Egitto,
ma anzitutto mi sento una moglie
che sogna il ritorno del marito,
al solo pensiero il cuore si scioglie...
Lo accoglier con sguardo rapito,
metter l'ombretto, lo scialle in lino,
l'essenza di loto, l'anello in turchese e oro;
al collo, perle dal colore dell'avorio
scintilleranno nel sole del mattino.
I bracciali rideranno, con lieve rumore,
ad ogni sussulto del mio cuore,
mentre a piedi nudi voler dal mio tesoro,
come calzassi i sandali di Ermes!
Adriana
Auguri come perle, in magica danza,
Dorati, quanto i tuoi capelli,
Raffinati, come la tua presenza;
I doni pi dolci, pi belli
Avranno ali di organza,
Nuvole liete, e lussuosi vascelli:
Arriveranno ben presto nella tua stanza.
Al brigadiere dei carabinieri Giuseppe Giangrande
Un messaggio di speranza
28 aprile 2013
Un limpido sguardo, un cuore d'amore,
un volto fiero, e a un tempo gentile,
non reciso il piccolo fiore,
si solo inchinato al vento d'aprile:
vento che reca polvere da sparo,
e scaccia aromi di gigli e viole,
sanguina il fiore pi altero, pi caro,
brillan le gocce alle carezze del sole,
petali rossi, rubini ardenti,
tutto il paese ti vicino,
con soffici pensieri, preghiere struggenti,
una candela, il sorriso di un bambino;
l'amore per la patria, per la famiglia
ti doni forza, come al poeta la poesia,
si impiglia una lacrima, tra le ciglia,
ritorna presto. Cos sia.
Un bambino soldato
Kambia, Sierra Leone, 11 febbraio 1999
Brilla un lume nella capanna,
la madre attende il ritorno del figlio,
sussurra un'antica ninna nanna,
vicino a un fuoco rosso vermiglio,
vola nel vento una preghiera,
scende la notte, freddo il giaciglio,
nel villaggio, imperversa una bufera:
indossa vesti pesanti il bambino?
Si trova ancora vicino alla miniera?
La madre prega fino al mattino,
non la ristora la luce del giorno,
l'alba spande aromi di cedro e biancospino,
le acacie ondeggiano alla brezza, l attorno,
finalmente cessata la tempesta,
ma il figlio non far ritorno;
ricorda spesso la madre mesta,
quand' fuggita dall'altro villaggio,
- la figlia in braccio, un involto sulla testa -,
son giunti i ribelli, nella sera di maggio,
han preso il bambino, senza esitare,
Il suo sorriso soltanto un miraggio,
stordito da droghe potenti, deve sparare
con enormi fucili, per non essere ucciso,
vorrebbe giocare, studiare,
la notte, mille lacrime gli rigano il viso.
Sera di marzo
Il faggio si specchia nel fiume d'argento,
il biancospino ascolta attento
l'acqua che mormora in lingua segreta
un lieto annuncio di nuova vita:
il bosco sfoggia dolci colori,
scrigni di gemme e fogliame splendente,
il pesco e il melo si vestono a fiori,
spuntano viole ad ogni istante
Le margherite han chinato la testa
al lento avanzare di una stella,
dalla chiesetta, le campane in festa
cantano la buona novella,
con limpida e gioiosa voce:
Cristo ha sconfitto la morte di croce!
Redipuglia
17 marzo 2011
Su questo colle,è soffice il vento,
innamorato delle anime care,
la luna le culla con raggi d'argento,
si spargono ovunque lacrime amare,
che accarezzano nomi, a mille a mille,
eterni, infiniti, come il mare,
lucenti e vividi, quanto scintille
Tra gli alti cipressi, fluttua una preghiera,
le stelle socchiudon le pupille,
incedono lente, nella sera,
circonfuse di luce cristallina,
ed ogni lapide risplende fiera;
sulla sommit della collina,
brilla una fiamma intensa, lontana:
tre croci in bronzo, avvolte nella luna,
illuminano i monti, a un tocco di campana:
sul colle, veglia la cappella,
palpita un lembo di colonna romana,
con brividi d'amore, quale sentinella,
piccolo omaggio ai caduti in battaglia
Ecco: un nome vola su una stella,
tra onore e gloria, riluce una medaglia.
Pensando a Rivalto
Antico, piccolo tesoro,
splende nel verde, tra soffici declivi,
scorre un torrente, in rivoli d'oro,
mentre castagni, pini ed olivi
ondeggian le chiome, a melodie di brezza,
in alto, il bosco custodisce un santuario:
tripudio di amore e bellezza,
brillano i grani di un rosario:
una fanciulla sorride lieta,
dal portico, si irradia un bagliore dorato,
la strada sterrata porta alla pineta,
un manto di funghi danza incantato;
si destan le case, al sole del mattino,
dalla Chiesetta, giunge un suono di campane,
si spande un aroma intenso, genuino,
profumo di rose, di pane
Come uno scrigno, il borgo mostra i suoi segreti:
pian piano, si apre una botteghina,
formaggi e spezie ornan le pareti,
un vecchio ricorda una cantina,
rifugio e conforto in tempo di guerra,
in passato, il vino scorreva copioso,
molti contadini han lasciato la terra,
ma qui, ogni sentiero ha un cuore gioioso,
le foglie frusciano, in dolce melodia,
la rugiada le accarezza, goccia a goccia,
il paesaggio sposa la poesia,
ogni parola un fiore che sboccia.
Penna nera
9 ottobre 2010
Dolcissima ombra amica,
hai combattuto per la pace, l'amore,
ne conservi la forza antica,
il cuore sanguina, fa rumore,
- Singulti in cristallo, violente onde -,
il salice dona lacrime a chi muore,
con gocce amare, sulle tristi fronde
Ecco: una cade sulla croce,
e qui, tra picchi aguzzi e valli profonde,
risuona con alto lamento la tua voce,
affinch i soldati faccian ritorno
dal deserto di una guerra atroce:
fa troppo caldo durante il giorno,
la fredda notte non li pu cullare,
vedono gli amici cadere l attorno,
come birilli da annientare
si eleva al cielo la tua ardente preghiera
un alito di vento fa ondeggiare
la cara, preziosa penna nera,
che ancora porti con onore:
svetta sul cappello, indomabile e fiera,
sempre vivr , nei voli del cuore.
Parole amare
Ascolto il rumore del mare,
nel cielo imperversa una tempesta,
le onde fluttuano nel vento,
a chi potr narrare il mio tormento?
Nessun poeta canter le mie gesta
Eppure ho combattuto molto,
battendo daci, dalmati, pannoni,
ho conservato l'impero, le tradizioni,
ho subito inganni, congiure
La malattia sfigura il mio volto,
il cuore sanguina per il figlio morto,
ho una madre dal carattere odioso,
nessun amico, nessun conforto,
n gloria, n omaggi, n onore:
solo qualche veggente e qualche studioso,
con cui in quest'isola attendo la fine
Quanta fatica, quante pene!
Sono soltanto un imperatore
Parlo con Maria
Ave o Maria, dolce regina,
risplende in cielo il tuo volto santo,
circonfuso di luce cristallina
Custodiscimi sotto il tuo manto.
Accompagnami lungo il cammino,
e parla pian piano al mio cuore,
lucente stella del mattino,
sublime fiamma, che non muore.
Regalami parole di pace,
con soave e profumata voce.
Per , ogni rumore tace,
se piangi tuo figlio sulla croce.
Ti lascio una semplice preghiera,
pensata e composta nel cuore,
con fede ardente e sincera:
una poesia, come un piccolo fiore.
Pende un rosario dalle tue mani,
speciale catena d'amore,
tra popoli vicini e lontani;
chiedi solo di pregare con fervore.
Fa ch'io viva in te, madre mia,
ogni giorno, ogni ora che verr
Ecco: tra poco il sole sorger ,
ti porgo il mio saluto, cos sia.
Natale in Afghanistan
Kamp Arena, Herat, 24 dicembre 2011
Stasera tutte le stelle brillano in cielo,
nell'hangar sorge un piccolo altare,
ed una mangiatoia di telo
mimetico: un presepe da inventare,
in questo paese lontano,
con pezzi di elicottero militare,
e terracotte fatte a mano;
sorridono i bambini afgani,
ospiti al nostro cenone italiano,
insieme a soldati spagnoli, e americani,
un ufficiale compie numeri di magia,
un altro visita i piccoli afgani,
ogni visetto una poesia,
ed il pensiero corre a te, a nostra figlia,
il cielo si tinge di malinconia,
quanto mi manca la nostra famiglia!
E questi piccoli? Qualè il loro destino?
Si impiglia una lacrima, tra le ciglia,
accarezzo il volto di un bambino,
vorrei aiutarli, tutti quanti!
Si innalza la melodia di un violino,
state ascoltando anche voi i canti
natalizi? Ecco Astro del ciel in spagnolo
Vi sento vicine, in magici istanti,
Chiedo al Bambin Ges , di portarvi in volo
Gioia, speranza, e tutto il mio amore,
prego affinch su questo suolo
Scenda la pace del Signore.
L'estate di una ragazza
Douma, Damasco, 21 agosto 2013-08-26
L'aurora bacia i bimbi addormentati,
dal minareto, giunge una melodia mesta,
quaggi son tanti i bambini abbandonati!
Oggi cos pesante l'anello di ametista,
e l'aria non si pu respirare,
non pu esser solo il caldo, mi devo sedere,
l'aroma di cinnamomo scompare,
bruciano gli occhi, ardenti perle nere
O madre cara, dove sei? Dammi la mano!
Il grande cedro ondeggia, innanzi a me,
il mondo diviene un ricordo lontano,
ho sulle labbra una domanda: perch ?
La poesia
Uno spruzzo di mare,
che si frange in melodia,
una rima da baciare:
ecco la poesia;
copiosa fonte, che danza e brilla,
frusc o di seta, da offrire ad una stella.
cos vuoto quest'anno il Natale,
la nebbia nasconde gli amici,
molti sono scomparsi, o fuggiti
la speranza vola lontano,
insieme all'anima di un uomo buono.
Pane e circo non ci faranno felici:
è introdotta la legge marziale,
dissolti i sindacati, i partiti,
allineati studenti e giornali,
diminuiscono i salari
è la mia terra, non voglio scappare,
porto capelli lunghi e gonne,
conviene - dicono - alle donne,
ma non sposer un militare!
Santiago del Cile, 25 dicembre 1973
Il contratto
Mia dolce Saffo, decima musa,
donami gocce di poesia,
le melodie di Lesbo, di Siracusa,
papiri intrisi d'armonia
Ti offrir bracciali di quell'ambra preziosa,
un filato in bisso, quale soffice stola,
e un velo in lino, per la chioma di viola.
Apponi una firma, dama meravigliosa!
Il campanile della Chiesa
Vicino alla Chiesa, s'innalza il campanile,
le tortore danzano intorno,
gli narrano segrete melodie,
ed egli ascolta, cortese e gentile,
aspettando che si spenga il giorno
Curioso, origlia sospiri e poesie,
osserva nascite, nozze, sorprese,
da sempre si staglia sul paese,
e lo protegge con amore:
a un dolce suono di campane,
offre conforto ad ogni cuore;
sorveglia le case, vicine e lontane,
il gregge che torna alla stalla
Benevolo, scruta la fanciulla,
che sola si reca alla fonte.
Spira una soffice brezza, da ponente,
tra i pinnacoli, fluttua una preghiera:
è il rosario di una madre sulla culla,
mille candele inondano la sera,
giunge la luce di una stella,
il campanile tuffa una guglia nella luna,
vorrebbe donare gioia e fortuna.
Gioielli di neve
Ecco le Alpi, gioielli di neve,
splendono fiere, nella sera,
mentre un torrente mormora lieve
la campana vespertina annuncia una preghiera,
in fondo al villaggio, nel piccolo convento;
zampilla una fonte, limpida e pura,
uno stambecco si abbevera contento,
e raggiunge i compagni, nel verde dei pini,
agile, un camoscio corre nel vento,
lass , in praterie senza confini;
le marmotte si scaldano, al sole di maggio,
nei pascoli, brucano i bovini,
come ogni anno,è iniziato l'alpeggio:
Tutto perfetto, semplice, uguale,
in un silente, dolcissimo paesaggio,
sul picco pi alto, siede un'aquila reale,
- dei monti maestosa regina -,
riecheggia ovunque il suo grido, e sale, sale
Una bianca figura si avvicina,
giunge San Bernardo da un pend o lontano,
ha un bastone ornato da una stella alpina,
benedice le montagne, con la mano,
scioglie la neve, sulle creste ventate,
e veste a fiori l'abete e l'ontano,
vola una pernice, - le ali sollevate,
le piume candide, il collo flessuoso -,
il sole tramonta, con carezze dorate,
da una piccola baita, si ode un canto gioioso.
Canto di un rifugiato
14 gennaio
Marciamo senza sosta, notte e giorno,
in fuga da una feroce dittatura,
verso un domani senza ritorno:
ci ha spinto un vento di guerra e paura,
che domina da tempo il paesaggio,
mi attende invano una capanna, dolce e scura,
la pi piccola, in fondo al villaggio,
dove riecheggia il soffio di un lamento,
piange una madre, nella sera di maggio
il petrolio scorreva, come un fiume d'argento,
in braccio a un governo corrotto, assetato;
le foglie di acacia son l'unico alimento,
lungo quest'infinito sterrato ,
la stanchezza compagna insistente,
sotto un cielo limpido, stellato,
che dona al cuore un canto struggente,
vola una lacrima su un raggio di luna,
una speranza illumina il presente,
un soffio di pace e fortuna.
Canto di sirena
Suadente la voce del mio amore,
quando mi parla, il cuore danza e brilla:
se solo pronuncia il mio nome,
mi avvolge l'abbraccio di una stella,
e mi insegue un canto di sirena
Aurora
L'aurora mormora fresche melodie,
con mille zufoli di uccelli,
negli occhi chiari splendono poesie:
dipinge l'alba con cera e pastelli;
indossa un bianco manto di seta
e un velo di rugiada tra i capelli,
con labbra di porpora, sorride lieta,
sul seno danza un prezioso monile;
sussurra strofe in lingua segreta,
- La voce magica, gentile -
Poi vola in alto, nel sole dorato,
e sosta sulla guglia del campanile,
per contemplare - gioiosa - il suo operato,
spargendo ovunque aromi di festa:
dona al ruscello uno sguardo incantato
Le margherite sollevano la testa,
un'ape si posa su una rosa,
un gallo canta ondeggiando la cresta,
l'aurora si tuffa in acqua, dolce e radiosa. |