Poesie di Ivana Zantedeschi


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Pandemonio virale
(2020)

Occulto silente l'arrivo
dal girone infernale assente....
invisibile famoso
infame assassino
rimembri memorie
ferme passate.

S! battaglia
veemente furente
ferito spossato
ondeggi serpeggi
vanesio resisti.
Scoperta l'arma letale
fatale la tua sorte
morte!

Libert sei qua!
Grida plauso vita
rimbalza l'eco
tra cielo e terra
corri vai
l'ancora levata
l'arcobaleno l'ha colorata.
 

Vita
Vincere naufragi
scoprire percorsi nuovi
dove ancora
"c' l'ancora"
ineluttabile maschera
nascosta nel nulla
........
il nulla non per sempre.
 

Sulla lavagna
Scrivo, cancello.
Associazioni mentali

Come onda mi prendono,
l'umore cambia,
l'universo cambia.

Frugo dentro l'illusione,
trovo fantasie d'amore
e mi confondo
 

Memento
Lampi di memoria
certe volte
vorrei accarezzare

Qualche ricordo brado
certe volte
vorrei strozzare

Non posso farci niente
Un passaggio improvviso
nel mio deserto dentro

Un attorno
circonda l'anima
Un silenzio
mi scrive....
E' vita!
 

Eros
Implume uccello
dalla pelle bicolore morbida
dritto soldatino
non resisti
affondi prepotente
nella mia compiacente apertura
vibri come folle
mi imbratti di miele d'amore
dopo
satollo inerme
riposi nell'alcova.
 

Riflussi
Nel buio pesto
della notte
arcobaleni di memorie
s'affastellano.

La luce chiara
del giorno
sgombra la mente
ed il trascorrere presente
fa posto a storie.

Terribile ricordare
pure dimenticare.

Al bisogno cercar censura.

Due facce
una medaglia.
 

Week end
Dall'incontro
solo ventitre ore.
Sussulto d'emozione
all'ascolto
dell'invito.

"Ti aspetto nella mia camera al numero tre"

Nel grande letto
tutto bianco
sdraiata.
Il tuo sconosciuto
corpo col mio
si confonde.

Incerte carezze
"scarse parole"
amaro il sapore"

All'indomani
lo rivedo
non lo saluto.

Senza amore
corre e va un pensiero
"Non successo niente..."

Respiro avida l'aria pulita
gli occhi riempio di cielo blu.

La mia pelle
brucia d'un bruciore velenoso...
Sar d'una zanzara la puntura?
 

Incontro
Un'attesa snervante
del proibito
desiderio
Tra queste mura
una musica ci inoltra
nell'atmosfera fantastica
che prelude
il dono d'amore
Baci penetranti
carezze lascive
Unici in questo universo
rubiamo un tratto d'infinito
istanti di piacere senza limiti.
Il marasma ci invade
un'unghiata
che graffia l'anima.


Immemore
Breve
profondo
immenso
fu
"amor per sempre".

Ora
amicizia chiara,
di spazi insoliti
ricca.

Un giorno
ci incontrammo
per la via.
.
Ecce homo
sguardo sfuggente
saluto forzato.

Un
"buon giorno madame"
mi lascia stupita.
Indago e
diviene il silenzio
assoluto.

Un passo veloce
cos l'allontana.

E resta il mistero
l dietro
l'ombra
di un angolo
buio.
 

 


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