Poesie di Simone Magli


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Ci sono troppi mondi all'interno della mente per riuscire a rimanere su quello reale.


Il Paradiso perduto
Uccidere questa vita e cancellarne le tracce
Ricominciare su una terra di guerrieri e poeti valorosi
dove mi spetti la gloria e la pace che mi merito
Vivere nella natura, accoppiarsi, andare in battaglia,
riposare, morire, scrivere memorie,
parlare con la luna, giocare con gli animali
Sognare di volare, rivolti al cielo immenso del crepuscolo
Amare la vita così, cruda come ha da essere,
rivoltarsi di gioia nel fango fertile e profumato
Credere in un Dio, chiunque sia,
accendere fuochi alti come alberi,
addormentarsi ebbri di un giorno o una vita
non importa.
 

Prima neve
Questa neve è bianca e vergine
come la voglia di vivere di chi sta ricominciando
ad amare il mondo.

Punti di vista
Un cumulo di pietre nere
percosse dal sole
Un gatto che passa
visibilmente annoiato
Un uomo che lavora
frustrato
Un giovane che cerca qualcosa
per amare il suo tempo.
Il saggio accoglie la vita.

Ricordi di guerra
Come puoi pensare
di non voler sognare
se la fantasia è la finestra
sull'amore?
Come puoi stare bene
dentro la realtà
senz'amore?
La speranza è dietro i monti
ma il vento mi porta
melodie lontane,
così vicine e struggenti,
che ricordano passioni
unite dai sogni.
Il massacro del vivere quotidiano
annichilisce anche i poeti
che con l'anima affrescano
la cupola dell'esistenza.
Portami un fiocco
di quella neve calda
di gioia,
ho le mani vizze,
rattrappite,
mani che hanno scritto
storie raccontate in gran segreto.
Il paese degli amanti
è senza nome,
abbracciami:
voglio ascoltare ancora
i ricordi dal tuo grembo.

Quando al cielo
avrai donato una carezza
ti chiederanno indietro il vento.
Perciò inspira
quest'infinito momento.

Quando dal cuore
mi nasce la poesia,
quando l'assoluto
immortala il mio tempo,
la vita è una donna
che fa vibrare le corde
del mio animo in estasi.

L'universo dell'individuo
Il pensiero ci stanca
ci governa
ci danna
ci allieta
Il pensiero crea
sviluppa
analizza
realizza.
Noi lo usiamo
lo subiamo
lo analizziamo.
Il pensiero è il nostro strumento,
Noi siamo il suo veicolo.
Il cuore, l'anima e il corpo ci fanno sentire
amare
donare
viaggiare.
Al resto ci pensa la vita.

Il silenzio che parla
Non c'è niente di più forte
di una passione che nasce
dalla sofferenza, dal sogno...
Il destino è un filo nell'aria,
gli amanti come due funamboli
s'incontrano a metà strada,
sotto un cielo squarciato
dai mille sguardi dell'anima,
ora distratti ora complici.
Sospesi sul vuoto della vita.
Ciò che tace, spesso
ha un mare da raccontare.

I laghi del cuore
Esistono laghi dove nessuno può scendere
perché risiedono negli incavi del cuore.
A volte si rimane prigionieri
di queste oasi di dolore,
arenati nella disperazione
di una solitudine che piange in silenzio,
udita solamente dalla speranza
che, morendo un po' ogni giorno,
sogna ancora un viaggio chiamato vita.

Uccidiamo l'individualismo
Fogli bianchi appesi a un muro
colorati da mille mani di ragazzi
che sognano un futuro
senza il rosso sangue dell'avidità
di chi sfrutta, degli egoisti,
degli ingordi
La piaga di questa società
è l'individualismo
Scendete in piazza,
accampatevi nell'amore,
uccidete il silenzio delle case
Cercateli, gli individualisti,
spogliateli, derideteli
Vi abbracceranno
piangendo come bambini
Allora li accarezzerete
ridendo insieme
di quanto è stupido l'uomo
a isolarsi da se stesso
creando barriere mortali

L'amore è quando non ti devi sforzare di essere niente che già non sei.

La stazione è la sala d'attesa della vita.

La libertà è incastrata
nello spiffero della porta.
E' una mosca che non riesce a passare
se qualcuno non apre.
Però la stanza è chiusa da dentro.
La mosca ha scelto di lottare.
Così l'uomo.
Ma la chiave nella serratura
ancora non scatta.

I vecchi sono le foglie secche d'autunno che il vento si tira dietro sui viali del tramonto.

Al centro della vita
Sono un microcosmo di granelli
sparsi in gravità,
un agglomerato di pensieri
indipendenti,
un flusso di maree
senza fine,
un sogno
dentro milioni di sogni.
Un vento
mosso da mille correnti
sconosciute.
 

Incapace d’intendere e di volere
(Gioco di parole)

Ho inquadrato un quadro
squadrandolo da ogni possibile angolatura.
Poi mi sono messo a pensarlo intensamente,
intendendo fare luce
sulle mie possibili intenzioni.

E’ andata a finire che i dottori
mi hanno squadrato da ogni possibile angolatura,
intendendo fare luce sul mio stato mentale.

Sono stato inquadrato
INCAPACE D’INTENDERE E DI VOLERE.
 

Nella notte esplodono
micce di frenesia,
istinti animali
fanno scalpitare gli uomini
golosi di avventure.
Le storie si mischiano nel vino,
ogni parola è un fiato erotico
che sussurra trasgressione.
Voli pindarici tracciano
scene di sesso nel cielo.
Facciamo l'amore nudi,
davanti al camino,
finché il fuoco della brace
non strozzerà l'ultima fiamma
dei suoi eccitanti crepitii.

Il conto di una madre
(Poesia di denuncia)

Un tappo rotto.
Fuoriesce la verità
dalla donna che piange.
Ma sono lacrime bugiarde.
Il figlio ne è testimone.
La osserva sulla porta
a braccia conserte.
Con sguardo di accusa ma stanco.
Sta ancora respirando
i veleni di un'insana
cappa d'amore.

Ogni vita, ogni storia porta con sé il peso del suo grande silenzio.

Lo scrittore ferma le emozioni perché ha paura di viverle.

E' l'illusione il pane del sogno o il sogno il pane dell'illusione?

Pistoia mia mamma
Pistoia cuore medievale,
culla di poeti e artigiani,
verde vivaio.
Vicoli senza tempo
la rendono immortale,
botteghe e personaggi
le confezionano un abito su misura.
Dai bar del Globo al leoncino
che fa la guardia alla Sala,
mi ritrovo in Piazza del Duomo,
sgombra e piena di bellezza.
La mia anima è rapita da questa città,
che la notte sogno e il giorno amo.

Occhi aperti
Una figura dolce
mi sorride spontanea e timida,
ma la bellezza sta proprio qui,
in mezzo alla neve candida e pura.
Un giglio spunta tra le rocce,
nel silenzio del momento
che si affaccia alla tua vita.

La vita è una grande sodomia, i veri passivi sono gli ottimisti che ne traggono piacere.

Vite rubate in silenzio
Non ci sono parole
per descrivere certe sofferenze:
la morte agisce anche in vita.
La consapevolezza di una situazione grave
è come un masso immobile
violentato dalle intemperie.
Insostenibile l'esistenza rubata
da un destino vigliacco
che taglia i tendini alla nascita.

Riflettendo sulle feste e sulla fede
Case addobbate dentro e fuori,
per suscitare l'invidia del vicino,
falsi sorrisi,
regali senza dono.
Chiese invase
da materialisti senza fede,
presepi allestiti
per far divertire i figli.
Mercatini di Natale
saccheggiati dal consumismo,
bimbi portati a battezzare
senz'attendere che possano capire
perché ci si fa bagnare la fronte!

Il vecchio pescatore
fuma la pipa sul pontile del molo,
pronto a partire per mare
con la sua barca di legno verniciato.
Osserva un faro
che lampeggia all'orizzonte:
gli ricorda il suo cuore
che da giovane batteva per amore.
Getta la cicca e se ne va,
con le mani in tasca ai pensieri,
a levare l'ancora alla notte,
per salpare verso l'alba
guidato dal vento
e dai bianchi gabbiani di domani.

La piena consapevolezza della verità delle parole dei migliori autori ci giunge inevitabilmente solo dopo che sono morti, quando un'eterna poesia colma il loro silenzio.

Quando la grandine incessante delle mie paure
lascerà il posto a un lago di poesia,
potrò finalmente vagare sulle montagne del cielo.

In questo freddo notturno
una glaciale promessa:
mi amerò fino alla morte.

Le segrete del passato
Sotterrato in me stesso,
in un'esistenza immobile,
subisco la mia mutezza,
fra le segrete del passato,
dove la tortura è la vita che non batte,
dove l'unica libertà è scrivere delle pene e dei sogni.
La mia mente e la mia anima sono stanche,
un'ora d'aria è troppo poco
per pensare un giorno di uscire in strada.

I pensatori
Com'è dura la vita del pensatore,
costruire solide verità
o cadere nei fossati di castelli di carta.
Al prezzo di un'esistenza dove il pensiero
troppo spesso è nemico dell'azione di vivere.
Rifugiarsi nei meandri della mente
per paura di stare al vento di questa vita
così nuda, selvaggia e imprevedibile.

Abbiamo imparato tutto, fuorché a vivere.

Passione ribelle
Ho brama di grandezza
ma raccolgo firme nel vento
in questo ventunesimo secolo.
Rimpiango un'altra epoca
che non ho vissuto,
dove la mia poesia
avrebbe potuto smuovere fiumi,
innamorare fanciulle di corte,
eternare boschi di castelli incantati,
riunire guerrieri prima della battaglia,
popoli in cerca di pastore.
Sotto la pioggia scrosciante dell'Inghilterra,
respirando l'odore di legna bruciata,
canto la mia giovane pulsione.

Il coraggio di vivere
Con la paura che mi tormenta il cuore,
sfreccio sulle strade della vita,
affidandomi all'assurda ironia di mortale
e alla disperata forza che è dell'animale.

La situazione economica del Paese la conosce molto meglio la mia bottegaia, rispetto a un banchiere, un politico o un economista.

Formicaio
Due fazioni d'insetti della solita specie
litigano dentro un formicaio,
la mia vita.

Incubo reale
Il cancro del pensiero
mi ha mangiato l'anima,
che, spaurita, ha smesso di credere
nella vita.
Troppe guerre
hanno devastato il mio cuore.
Crepare adesso
sarebbe un buon affare.
Perché sono un uomo stanco
di soffrire, e l'orizzonte
è morto nei miei occhi.

A che scopo imparare un copione, se tanto è la vita a prepararci le scene?

La poesia è come l'amore: non la si può spiegare, non la si può insegnare.

Ricordi d'inverno
Il manto gelido dell'inverno
con la sua neve fumante di pensieri
mi avvolge mentre vago per le strade dei ricordi.
Quando da piccolo restavo sveglio davanti al camino
a sognare un Natale che scaldasse il cuore
di tutti gli uomini senz'amore per se stessi.

Il sogno e la realtà
I pensieri, come spine selvagge,
graffiano l'anima
abbandonata al rumore del vento,
mentre un reale miraggio
scompone gli occhi distratti
in mosaici di vetro tagliente.

Zivago
Occhi pieni di dolore, e amore
attraversano la steppa siberiana
guidati da una fiamma imprendibile
che brucia e scoppia nell'animo:
la speranza.
A cavallo del tempo, delle guerre, degli stenti,
un uomo, un poeta, scrive i suoi passi.
Alla ricerca di quel tram dove, salendo,
per la prima volta non sentì
il peso di se stesso.

La vita è un equilibrio precario di convinzioni che lasciano il posto a consapevolezze in divenire.

Gli spartiti dell'amore
Amore che culli le mie note gelate e struggenti
in un caldo abbraccio di materna passione,
non ti rivestire del tuo mondo reale,
fammi restare nudo assieme a te su questo letto sospeso,
dove mi basterà il tuo corpo
per riempire gli spartiti della vita che mi manca.

Amatemi per quello che ho dentro, perché è solo con l'anima che posso parlarvi.

Poesia di-sperata speranza
Oggi mi affido alla poesia
come fosse morfina per i sensi,
ma nel vagare incerto dei miei passi
spero in un futuro d'amore,
dove con la poesia
possa un giorno camminare
lungo le rive di un sogno reale.

La poesia è lo spazio e il tempo dove vorrei sempre vivere e un giorno morire. Perché la mia realtà è una giungla troppo fitta da abitare.

E' lontano il tempo in cui
si viaggiava su un treno carico di sorprese.
Qualcuno ha interrotto i binari della spensieratezza.
La terra partorisce erbacce,
le stelle hanno spento la luce.
Cala il sipario su uno spettacolo concluso.
Nemmeno il circo, umile e generoso,
ha più la forza di aprire i tendoni.

Riunione del Creato
Onde del mare
abbracciano i dolori del mondo
in un orgasmo di tiepida schiuma.
Brilla nel cielo una conchiglia dorata,
lascia cadere lentamente, una ad una,
le perle della vita che rinasce.

Un impotente niente
che però contiene tutto
isola la Verità di certi uomini,
mentre il mondo predone
si condanna a morire
nella propria Vacuità.

Viaggiare è sapersi spingere oltre le rive del sogno.

Il balcone sulle mura
Vorrei varcare la tua soglia
per liberare l’amore che mi rugge dentro.
Condividere con te la mia infinita libertà,
mentre ti spoglio nel sole di un attimo.

L’eccessivo avanzamento tecnologico ha tolto a ciascun uomo quelle sane difficoltà che rendevano la vita una donna da conquistare.

Vorrei essere la luna
per ovattarmi nei miei bellissimi silenzi.

Grazie
Quando sei con me, Poesia, non temo alcun male.
Mi fai vivere quello che sono veramente e gli dai voce.
Filtri nel mio cuore debole e gelato raggi di autentica speranza.
Ti amo più della mia stessa vita che non so vivere.
Mi auguro che ci sarai tu, un giorno, a tenermi la mano.

Il pensiero molto spesso è nemico dell’azione di vivere.

Ci sono non curanze che invidio, anche se appartenenti a uomini più o meno superficiali. Perché essi hanno da lottare poco o niente con se stessi e non conoscono il cancro del pensiero, che ruba alla vita gran parte di essa.

Ruspe mi rimestano l’anima senza pietà,
sento la terra che viene smossa e appianata.
Ormai non sono che il deserto di me stesso.

Non c’è amore che dimori in me,
esistere mi distrugge il cuore.
Vorrei essere libero come il vento
per raccogliere emozioni
fino a morire di troppa gioia.

Il suonatore nomade
aveva gli spartiti nel cuore,
dalla fisarmonica
usciva il suono
del vento che si portava dentro.
La musica lo prese a braccetto
da bambino
accompagnandolo per le strade,
fra la gente.
Io lo incontrai,
mi misi ad ascoltarlo
in un vicolo che sapeva
di pane caldo.
Ricordo lui affidò la fisarmonica
alle mie mani
pregandomi di aspettarlo.
Tornò con un pezzo di pane
e lo divise con me,
non dimenticherò mai
le sue parole:
“Mia madre aveva freddo,
adesso posso ricominciare a suonare”.

DIPLOMA D’ONORE al 18° Concorso Artistico Internazionale “Amico Rom” (2011), indetto dall’ Associazione Them Romano Onlus di Lanciano (CH)

Compagni di vita
Gli amici con i quali ti accompagni per tutta la vita
sono i fari del tuo mare in tempesta,
i vestiti caldi per l’inverno,
i cinematografi accoglienti di periferia,
la leggera ironia che sorvola la sorte,
le passeggiate notturne a parlare e fumare mentre la città dorme,
i sogni e le speranze in cassa comune,
le solitudini azzerate,
i diari sfogliati, raccontati.
Le persone con cui un giorno vorresti anche morire.

La mia vita è un archivio polveroso
di una stanza chiusa al mondo;
quando cala la notte
il silenzio è un’accetta
che infierisce sul mio cuore.
Sono stanco di fare i conti col pensiero,
che sia per esistere o vivere:
la poesia è il mio unico pezzo di polmone.

Esistenza
Un battito d’ali
nel cielo di cenere
rammenta una fioca speranza
all’uomo che assiste
morire la sua vita.

Metafora violenta
La spiaggia stesa bagnata dal mare di sperma
mi pare una donna prona stuprata abbandonata.

Dimensioni
Le panchine sono allineate davanti alla strada
come se aspettassero la fine di un’epoca.
Un vecchio sul marciapiede spinge la carriola
piena dei suoi ossi già consumati
verso il cassonetto dell’oblìo.
Il piccolo treno a due vagoni è passato troppo in fretta
sui binari dietro il giardino.
La sera è scesa troppo presto,
i lampioni del parco sono deboli,
fanno solo un po’ di luce sulle foglie secche,
sbriciolate come i miei sensi.
C’è chi si ferma sul prato con il cane al guinzaglio
come se fosse venuto a portare fuori
le sue colpe da espiare.
Il vento di fine settembre è ancora tiepido,
ma non emana su di me soffio vitale:
non riesco a liberarmi da questo mondo che ho creato.

Di nuovo e per sempre amore
Ti carezzo il viso con lo sguardo,
tu mi sorridi e io ho le farfalle allo stomaco.
Conoscendoti nuovamente scopro
che siamo sempre stati destinati ad amarci,
fin da quando si era bambini e ci raccontavamo i segreti
nell’orto di tuo nonno dietro casa,
mentre i grandi erano in qualche stanza a parlare nel loro alfabeto.
Ora che ti ho ritrovata
e sei una donna e vivi in una grande città,
non è facile, ma presto verrà natale
e tornerai qui dove siamo nati e allora ti porterò
nell’orto di tuo nonno dietro casa
a raccogliere i frutti del nostro amore che rinasce.

Il vecchio glicine
Questo glicine mi pare un vecchio saggio con la barba
che è dovuto restare piantato nella terra
e sulla Terra ha imparato a vivere,
fermo e immobile come i muti consigli
che in quest’ultima notte d’estate sono riuscito ad udire.

Nella penombra di questo albergo
miro e rimiro una giornata stanca:
penso al mio edonismo adottato
nel dolore di un vissuto turbato,
fatto di eccessi e smanie,
vuoti e gabbie,
vatismo e rimugino.
Ombre o uccelli mi aspettano al varco.

Lo specchio della mia vita riflette cose che non vedo,
da qui nasce il mio incosciente incedere tentoni,
aggrappato alle mie paure e al mio sentire.
Mani generose mi offrono torce nell’oscurità,
ma in cambio vogliono che getti il mio bastian contrario.
Così proseguo nella penombra
inventando la mia storia.

Campane morte
si sciolgono in cenere
sul sagrato della chiesa,
mentre il frate si uccide
pregando in ginocchio al cielo
sul sagrato della chiesa.

Il vecchio bambino
Due piccioni beccano il pane
del vecchio col sacchetto
rimasto solo da tempo.
Sguardo languido,
mani tremanti,
cuore infreddolito;
ora si alza
ma non sa dove andare,
a casa nessuno lo aspetta.
Nemmeno una carezza per cena,
solo un po’ di brodo
che non manda giù,
perché ci vede l’amore mai avuto.

Il cuore di Napoli
Dalla terrazza vidi Napoli,
in me si mischiarono le meraviglie del mondo,
là ci sta gente che tiene il sole negli occhi,
che quando parla ti fa sentire la musica.
Mi presero sottobraccio e mi portarono al mare:
“Daccì e’ pensièr e goditì chesta bellèzz”,
zuppo di gioia mi addormentai sulla rena.
Al risveglio il calore di quella terra, di quelle persone
mi fece credere che stessi sognando;
ma quando sul treno del ritorno mi misi a riflettere,
capii che Napoli ti accoglie nuda e cruda,
senza curarsi di ciò che ti ha spinto da lei.

Mortalità
Spirali di fumo
da milioni di bocche
vanno smaniose
su per il cielo,
ma solamente terra e cenere
riporta il vento:
penoso spettacolo
dell’umanità senza risposte.

Insonnia di piacere
Sorbisco istanti di te a guardare il tuo corpo
che giace sul lenzuolo bianco di lino,
cullato dal sonno.
La rotondità delle linee dei fianchi,
il respiro abbandonato alla quiete della notte
che contrae il ventre materno.
La chioma dai capelli biondi, fluenti, selvaggi
sciolta sulla schiena morbida,
i glutei ritti, magnetici.
Mi adagio di fianco contro il tuo corpo,
ti stringo i seni sodi e lisci,
cresce il mio desiderio
adesso che sento il tuo eccitante mugolìo,
mentre lentamente ti svegli.

Sognare è meglio di vivere, perché sognando si possono gustare più vite.

L’uomo passa la vita ad imprigionarsi nella sua libertà. L’infanzia è l’unico stadio in cui, senza rendercene conto, viviamo quella libertà alla quale saremmo destinati.

Storia di una capinera
Dietro le grate amore mio,
che sogni il tuo uomo con i baffi,
rinchiusa in una cella di menzogne.
Ti vogliono rapire la volontà, giovane novizia,
ma tu ami il tuo peccato, dove non c’è peccato
se non quello di concedersi al vento che hai nel cuore.

Tutti fuggiamo da qualcosa, si corre contro il nostro stesso vento, un vento che ci vorrebbe vivere, ma l’aria è di tutti e questo ci fa terribilmente paura.

Dove sono i miei giorni?
Cerco parole in questa stanza
ma l’eco dei muri è un sordo vuoto.
Dentro me è smarrita la poesia,
come strozzata è la musica in un flauto.
Giganti destrieri neri galoppano la mia paura.
A mille miglia da me è la mia vita;
stretta al collo la vita con cui vivo.
Sono naufrago su di un’isola cinta di nebbia,
a largo galeoni di pirati stanno depredando i miei pesci.

Darei la vita per avere occhi diversi e la solita vita.

Una notte, uno stadio, una vita
I fari proiettano una strana foschia nel cielo.
Non riesco a vedere il campo,
ma so che sull’erba umida
dentro ogni scarpetta c’è un sogno,
un sogno che rapisce gli spalti,
il sudore, il febbricitare e le speranze
di questa gente che osservo:
campioni per una notte
in mezzo alle sconfitte della vita.

Un uomo a pezzi senz’amore,
bottiglia di vetro fragile,
figlio debole del gregge.

Un uomo perso nei suoi occhi,
bambino indifeso che fuma sigarette,
rosa senza spine.

Il mondo che lo schiaccia
con l’arroganza di un tranviere,
il tranviere del tram che deve prendere

se non vuole morire col cordone
attaccato alla placenta dell’infanzia ferita.

Rievocazione
Il medioevo stasera rivive
con le sue danze nella foresta,
fra ritmi allegorici e alberi secolari.
Si ravviva il fuoco della memoria.
Costumi e nastri colorati
intrecciano i sorrisi delle donzelle allietate.
Duellanti si battono a colpi di spada
beando la piazza del paese.
Uno sbandieratore intrattiene occhi nel cielo.
Epoca buia della storia
o arcana magia senza tempo?

I cani sono lo sguardo di compassione sul mondo degli uomini.

La fine di un guerriero
Vorrei morire accasciato su di un prato,
steso come un guerriero
che si è battuto contro un drago troppo forte,
come un guerriero a cui fu data
un’arma a doppio taglio, la sua mente.

La paura è lo specchio della nostra nudità mortale.

La baita degli ulivi
La baita degli ulivi
nel cuore della riviera
ospita camper d’illusioni.
Piadine servite a poeti viaggiatori,
peter pan della notte,
turisti a caccia di cartoline.
Fra gli ulivi le amache
dondolano pensierose al vento.
La mente dello scrittore
è una finestra sempre aperta,
come adesso sulla baita degli ulivi,
dove il profumo di una calda piada
mi porta in casa il sapore,
la fragranza di un istante di mondo.

Molta gente non sa chi è, non si è mai analizzata, confrontata con se stessa, ecco uno dei motivi per cui qualcuno si sballa, qualcuno ammazza e qualcun altro si uccide.

La vita è uno schema di abitudini mentali nevrotiche volte a reprimere le proprie paure esistenziali, sociali ed emotive.

Le onde non aspettano
Nella barca del tempo i sogni sono stelle
che navigano attraverso la galassia del mistero.
Non interrogare le domande,
respira la tua paura di mortale e rema felice,
il resto sono solo belle parole, magari puoi cantarle,
ma continua a remare, perché le onde…
le onde non aspettano.

La solitudine mi spacca l’anima
in questo regno di nevrosi
dove sanguinano versi dal dolore.
Una catena al collo per non abbaiare
è la punizione che spetta a certi uomini,
le cui debolezze sono guinzagli troppo corti
per camminare liberi sui prati della libertà.
Nell’infinito stasera voglio morire.

Notte bianca
Volterra notte incantata di lucida follia,
pensieri sommersi da fiumi di vino,
uccelli d’alabastro solcavano piazza dei Priori,
mentre l’umanità banchettava con dio.
Un’anima deviata si perdeva nei vicoli,
ascoltando i sonetti dell’ultimo armaiolo.
Incisi il poetare sul cuore del borgo
e due ali di vento mi portarono in cielo.

Il vuoto del nuovo millennio
Questo silenzio che agita le mani nel vuoto
è una triste assenza di emozioni
che ci lavora ai fianchi, piano piano.
Fumano le sigarette nei corpi,
dalle terrazze buie dei quartieri residenziali.
Dov’è il senso di questi giorni ammassati?
Dov’è il seme per piantare un nuovo mondo?

La salvezza della speranza
Ci si aggrappa alle speranze
come fossero mammelle di mamma.
Per non naufragare.
Le speranze ci tengono in vita,
come questo mio essenziale scrivere
che mi dirotta verso porti di pace, libertà.
Sono un gabbiano.
Preziosa è la speranza,
rosario consumato dal sudore delle mani
che tanto hanno pregato e amato.
Volare sarebbe magnifico.

L’arte è dare voce a qualcosa di più forte della voce.

L’origine dell’estro
Pezzi di personalità
frullano nell’aria
come farfalle luminose
regalando al mondo
artistiche avventure
narrate sul momento.

Coltre
Sono un angelo con le ali tarpate
che vorrebbe amare la vita e una donna,
ma ci sono troppe nubi nel mio cielo
perché possa godere delle stelle.

Sii te stesso,
lasciati andare alle emozioni,
godi della tua aura
e portala nel mondo.

Le ragioni del cuore
E’ una poesia disperata
che mi nasce dalla rabbia e dallo sgomento
di un vivere tarpato, violentato.
Nei miei occhi marchiati si uccide il tempo dei sogni
in un lento soffocare.
Quale privazione, quale dolore per un giovane uomo
diventato poeta per non morire!
Porterò ancora la croce,
finché il cuore non sarà stanco dell’ossigeno filtrato.

La solitudine di certi voli
Quest’inevitabile martirio è un vento troppo forte
da mutarlo in brezza, porta via anche le lacrime
dagli occhi del bambino morto nel cristallino degli anni.
Ho inciso “sofferenza” sul corpo, ma pochi riescono a leggerla:
osservando un falco volare sopra le montagne
ho capito che quel falco sono io rinchiuso nella voliera del cielo,
un uccello troppo raro per riconoscersi in se stesso.

Scoprire un borgo in Toscana è una bellezza abbagliante.
Il fascino dei vicoli, delle case di pietra, delle porte di legno,
delle corti, dei dettagli, degli scorci, ti rapisce.
S’agita un vento d’orgasmo nel poeta, nel pittore, nell’artista,
che vorrebbe rimanere per sempre in estasi:
seduto fuori dal bar rionale a fumare dentro l’anima del borgo,
cullato dalla brezza di una calma senza tempo.

Solo quando sarai sfinito a forza di osservare la tua bestia, solo allora, forse, l'avrai domata.

La vita della spugna
Gli anni passano,
se ne vanno via anche le morti,
ma la mia anima rimane una spugna muta,
che si contorce nel suo male inespugnabile.

Scenario di guerra
E' un dolore sordo fra queste bombe, in Iraq.
Giornate dietro muri feriti ad annusare il fumo denso
che sanguina dal cielo.

E' esplosa una mina in un campo:
quattro dita di bambino.
Il tenente scende dal tank
e le raccoglie una ad una.
Qui non ci sono giostre, torna a casa.
Non ho casa, i miei sono morti a Baghdad l'altro ieri.

Una scuola va a fuoco:
maestro venga via!
Non badare a me,
scappa, più lontano che puoi!
Non ho niente da insegnarti,
impara a non ucciderti.

E’ più il diverso a osservare gli altri di quanto la gente osservi il diverso.

Teoria dell’esistenza
Tutto scade, tutto si dissolve,
come le compagnie teatrali dopo uno spettacolo,
come i circhi a fine tappa.
Resta la paura di essere vivi
e non sapere niente,
resta il grande mistero
nel momento in cui scende la notte
e ti accorgi di essere solo.

18/6/11 Montecarlo mi ha rapito prima delle cinque
Montecarlo perla incantata di Toscana,
si respira un’aria magica
in questo vicolo di botteghe,
un bar, un enoteca, le note dei Beatles,
i volontari della Misericordia, gli anziani,
la signora degli alimentari affacciata,
un husky a passeggio,
un signore guercio che sorride.
Sono rapito dalla brezza di Montecarlo
in questo vicolo senza tempo
dove tutto si è fermato
e la mia mente rinasce.
Nessuno sa che c’è un poeta
che fruga nei loro sguardi,
la danza non si ferma,
ma la penna si posa
al rintocco delle cinque.

Quello che ti succede prima di adesso è molto più importante di quello che ti accade adesso, cioè nel frattempo.

Delle infinite possibilità del mondo
vorrei viverle tutte assieme, in una sola volta,
perché una vita,
una vita è troppo stretta
per la mia grande solitudine d’amore.

Stando a guardare
Ali di gabbiano si librano
lentamente in cielo,
mentre, dalla terrazza sul mare,
un uomo fuma pensieri al vento,
cercando una risposta
al desìo dell’esistenza:
Brucia la vita
negli occhi del tempo.

Un aquilone a terra
E’ una battaglia infinita
quella dentro me stesso,
si sale e si scende
per ritrovarsi sdraiati come al solito
su una branda di prigione.

Non c’è vento che conforti
un aquilone a terra:

Forse la libertà sta scritta in cielo;
Un fuoco non si accende
se piove troppo
e la scintilla della volontà
non sempre basta
ad infiammare la legna del riscatto.

Dobbiamo lasciarci plasmare, cullare, modellare come argilla dalla vita e a nostra volta plasmare, cullare, modellare il nostro vaso di creta che gira, farne un’opera d’arte ad ogni stupendo e sempre nuovo movimento.

Nuotiamo come delfini in mare aperto
fra branchi di pensieri e dannazioni
cavalcando con ansia onde spumanti di sogni.

Con la volontà si può cancellare qualsiasi legge che grava sulla nostra vita.

L’uomo vive, il poeta vive e canta la vita.

L’essenza della vita sta nel percorso del suo percorso.

Di tutt’un’esistenza l’amore e la poesia del momento sono gli unici tempi che viviamo davvero.

La felicità è la scelta più faticosa, a volte non basta una vita per avere la volontà e il coraggio d’intraprenderla.

La musica è il respiro di oggi e la speranza di domani.

Solo aquiloni nel cielo di domani
Ci sarà una passione
che sia più forte del dolore,
dell’impotenza,
una musica che ti porti
nel regno della pace,
dove tutto è accordato,
dove le anime sono
incontaminate…?
Ci sarà nell’aria
una malia da respirare,
per elevarsi al di sopra
di ogni paura,
per guardare in faccia
ciascuna vita
allo stesso modo…?
Ci saranno finalmente, un giorno,
solo aquiloni
nel cielo di domani…?

Morte dell’autenticità delle cose
Lande desolate,
corpi morti per miglia,
apocalittico destino
dell’uomo lasciato solo,
senza una guida.
Ogni giorno ciascun frate
dà un’estrema unzione,
come la stesse dando a se stesso.
Piange il cuore dei puri,
chiamati deboli,
perché oggi la forza sta nel trucco.
Cola per sempre il rimmel
dagli occhi delle signore
che non conobbero occhiali e cartapesta.

La sirena sulla riva
Un implacabile maremoto
sta uccidendo la mia anima.
I fari sono sommersi,
le ancore sciolte e
non c’è porto che mi accolga.
Morirò all’asciutto, sulla riva,
accanto a una sirena arenata.
Ci ritroveremo in un’altra vita più giusta,
dove il silenzio non potrà tacere.

Oltre la vita
Camminare a piede libero sulle distese del cielo
dove solo i cuori e le emozioni possono vivere
Divenire figura eterea di tutto questo
senza il peso di una mente per capire
un significato che non esiste,
perché la vita è troppo grande
anche solo per considerarsi uomini.

Credo che il senso della vita stia nella ricerca, perché il nostro è un viaggio sconosciuto il quale finisce e, consapevoli di questa verità, in reazione al panico avvertito costantemente, sentiamo il bisogno di sentirci più vicino possibile agli accordi che la vita suona su di noi.

La magia degli incontri e delle situazioni quotidiani rende la vita un romanzo imperdibile.

Chi cerca di superare i propri limiti aggiunge pace nel mondo.

Lascia che il piacere sia dipendente da te, non che tu dipenda dal piacere.

La felicità è un orgasmo e chi meglio di noi sa come procurarselo?
Ognuno sa farsi tremendamente male e meravigliosamente bene se vuole, a decidere però sono meccanismi inconsci che non si possono pilotare razionalmente.
Inutile quindi la “ricerca della felicità” che tutti noi perpetuiamo: vivere il presente forse è la cosa più “logica” da farsi, anche se è impossibile abbandonarsi ad esso totalmente.

Mare dentro
Vorrei che il blu del mare
scorresse nei miei occhi,
che le onde mi fluttuassero nell’anima,
essere un porto di pace
per la mia vita indifesa,
così da poter godere senza timore
di ogni singolo momento terreno.

L’uomo non potrà mai essere felice perché la vita non ha scopo, in quanto non siamo in grado di conoscerla.

La cosa più sincera nell’uomo è la contraddizione.

La via del guerriero
La luce sgorghi su di mé
che non so
Venga la consapevolezza
a guidarmi
la volontà
ad alzarmi
il coraggio
a portarmi la spada

In questo circolo di creature impazzite
sono l’ombra di un albero ferito,
il leone che corre senza meta per la savana,
l’anima della fiera abbattuta.
Ma soprattutto l’eco del mondo
che subisce la sua perdizione.

Il giorno che non avrai più fretta conquisterai la tua vita.

Cos’è la vita?
Cosa siamo chiamati a fare?
Perché lavorare, a dannarsi, illudersi?
Ci bruciamo il presente e il futuro insieme, mettendo paletti, ripetendo iter.
Mi sembra che ognuno di noi alimenti un motore che gira a vuoto.
Come fare per cogliere i frutti, cibarsi dell’essenza?
Proviamo intanto a camminare invece di correre,
ad osservare anziché guardare.
Ad ascoltare il silenzio, a parlare a cuore aperto.

Dammi l’amore
che lo verso in questa bisaccia,
ti giuro che me la farò bastare.
Se dovessi berla tutta insieme,
allora amica mia,
vorrà dire che sarò morto,
morto d’amore.

Il vero padrone sa anche servire.

Ogni giorno le persone ci salvano la vita.

Verità
Istinto e libertà, per cavalcare le onde della vita
Cuore, per insegnare a cavalcarle
Compassione, per condividere gioie e dolori
Unità, per formare un cordone di amicizie sincere
Poesia, per cibare l’anima
Espressione, per essere unici nelle nostre diversità accomunate.

Il pensiero è la più grande risorsa e al contempo il più grosso limite dell’uomo.

L’arte è il tutto o il nulla,
mai l’indifferenza.

L’arte è il fuoco o la pioggia,
la tempesta o la quiete,
il giorno o la notte,

la vita o la morte.

Vento
Il mestiere di scrivere non ha domani,
è una chiamata alle armi del momento,
che sia dolore o gioia non importa:
l’essenziale è che sia vento da catturare,
impercettibile apostrofo in campo bianco.
Godete del poeta,
del suo alfabeto bislacco.
Un giorno un amico mi disse:
“Non aspettare ispirazione,
siediti a tavolino,
lascia scorrere il pensiero.”.
Così, come creatura folle e delirante
sono qui, spaurito,
a riempirmi di silenzi.

Arabesco
Pagina bianca
ascolta i miei pensieri,
arabescali su di te,
arabescati di mé.

La serenità sta nel punto della mente più abbandonato al presente.

Jazz club
Locale fumoso,
luci basse,
piatti percossi che battono
il ritmo della vita,
malinconico jazz
che si aggrappa
al rantolo dell’esistenza
facendo un sottile chiasso
il quale cerca risposte
nell’oscurità del comune disorientamento.

Il paradiso è in noi stessi
Il paradiso è in noi stessi:
nei ricordi e nei luoghi cari alla nostra mente,
nei familiari che ci vivono accanto ogni giorno,
nei sogni inseguiti,
nella lotta quotidiana,
negli attimi che non assaporiamo perché distratti,
nella magia della scoperta o dello scoprirsi,
nel cambiare opinione, modo di porsi o punto di vista,
nel mistero terreno condiviso con gli altri,
nello scambio di emozioni e solitudini con amici e amanti,
nelle parole dettate dal cuore,
nella sincerità, onestà e trasparenza,
nella mano offerta,
nel cercare la pace e non il potere.

Sonnacchiose giornate
a coprire le emozioni
Nel caos calmo della città
scoppia un urlo
risvegliando ricordi,
storie vere, speciali
di uomini qualunque
che hanno amato la terra,
la donna e Dio
oppure storie diverse
che di diverso hanno solo il destino
Il filo conduttore, la trama
di tutte queste vite
sono l’amore, l’innocenza di essere vivi,
il viaggio
Un giorno non molto lontano,
qualcuno ci farà vedere.

Le mie emozioni sono particelle
perse nello spazio
Appartengo a questa vita
ma mi sento uno spettatore
di niente
Mentre tutto accade.
Un urlo per liberarmi
o uccidermi,
inconsistente illusione
La verità è che nuoto
nella mota
di una palude nebbiosa.
Vorrei essere qualcuno
o qualcosa
dentro la mia nicchia
di mondo
Perché esistere distrugge
la possibilità di vivere.

La dannazione della leggenda
Animali maledetti
nati liberi
ma chiusi in propria cella
con libertà diversa,
mondo parallelo.
I miti viventi
maghi nel compiacersi,
edonisti moderni,
artisti o filosofi
che succhiano la vita
fino al tramonto
slabbrando il razionale.

Dove sta la pace
in questo inutile e deleterio
smottamento di pensieri?
In quale punto il cuore
si può alzare in volo
per godere dell’amore?
Dov’è che si possono smaltire
il dolore, la frustrazione?
Come si conquista la libertà
di vivere i propri momenti
nella dovuta completezza
di un’esistenza donata?

Laddove il mare muore
Laddove l’onda ferita riposa
Laddove il vecchio saggio dorme
Laddove un bacio d’addio si consuma
Laddove le parole escono stanche ma vere
In tutto questo, come un vento fra gli alberi,
si fa spazio la vita.

C’è solo l’amore e poco altro
Almeno l’amore per lei e di lei
da questa vita amara
voglio avere
Almeno un po’ di quella droga
per evadere assieme a te, poesia,
da quest’inferno terreno
Costruire ogni giorno
un sogno a quattro mani:
unico scopo da qui all’aldilà.

Quando si sta donando anche il tempo si fa da parte: dona più che puoi e avrai più tempo per amare!

Testamento
La croce sulla schiena
portata lungo la via di ghiaia
a piedi nudi.
Il sole troppo forte in faccia,
come le cose belle
che non puoi sorbire.
L’uomo il quale non si piega
alla volontà di dio.
Se morirà sull’eremo
sarà per le radici troppo salde
a qualcosa di dannatamente suo.

Ti ruberò l’anima, ma, per non farti soffrire,
avrai in affitto il mio cuore.
Che mi dici dei tuoi occhi?
A loro basterà il mio corpo
con l’essenza turbata ma pura dell’io?
Apri le labbra che intanto ti dono l’universo.

Mi sento vuoto e insofferente in superficie,
lo spettro dei miei dolori mi violenta con calma
lasciandomi in assenza di gravità:
con gli occhi bendati non posso fare domande.

Narcisismo autodistruttivo
Niente mi piglia,
sono protagonista e spettatore
di una storia vissuta senza voglia.
Autostoppista sulla via del limbo,
avanti e indietro senza una meta,
oziando su treni merci
carichi di sconsolati automi per metà.
A fissare troppo a lungo il pensiero
si finisce col perdersi
e il posto al mondo dov'è più facile smarrirsi
è dentro di noi.

Mare di niente
che contiene tutto,
il miserabile tutto.
L’uomo è un martire
perché la vita non è un dono,
ma una bestia da domare
finché non muore.

Il leone e la stella
Questa mancanza di emozioni mi tedia il cuore,
che come un leone in gabbia,
mesto si accuccia in un angolo
con gli occhi abbassati, sfiniti di dolore.
Al pari di un micio avrebbe bisogno d’amore,
ma nel cielo sopra la prigione aperta
c’è una stella antica e malvagia che con un fascio di luce
risucchia e reprime le sue innocenti volontà.

Preghiera
Amore scendi su di mé,
sul mio cuore inaridito,
irradiami il corpo,
seppellisci le ferite,
fammi uscire, amare.
Scongela la mia libertà
che vivrò anche solo d’aria
fino all’ultimo tramonto.

In amore nessuno sbaglia, giacché i sogni non si possono governare.

Il saggio non è colui che spiega, ma colui che desta.

L’impazienza è la “virtù” di chi sa quanto sia breve la vita.

Il rumore di ogni istante mi calcifica le vene.
Ora il tonfo sordo di un vuoto enorme:
la morte interiore.
Fiumi e paesaggi scorrono dal treno,
ma la mia anima non trova sogni
all’orizzonte del suo sguardo.

La vita è un ascolto troppo rapido di una melodia profonda e indefinibile.

Solo non concentrandosi sull’attimo si può vivere ogni istante di esso.

Il pensiero molesto
Hanno attaccato al chiodo l’anima,
privando l’uomo della linfa.
Occhi vuoti fissano gli attimi
che bruciano in una pira d’ingiustizia.
Il pensiero talvolta si nutre
dell’unica vita che uno ha.

Lo stupore della bellezza
L’immensità di una bellezza
ti rapisce i brividi
con l’immagine eternata
di una meraviglia senza tempo,
costringendoti agnello docile,
incantato a rimirare.

Il tormento di non provare emozioni
si dimena nella piaga infetta del mio dolore
uccidendomi ad ogni respiro.

Il gabbiano che voleva vivere
Niente da dire al mondo
da questa spiaggia deserta, buia
nonostante il sole sull’oceano
Grandi rocce di scogliera
a fermare invano le nuvole del tempo
che si abbattono grigie sull’atollo,
dove un gabbiano con le ali legate
sta scrivendo sopra la battigia
i suoi ultimi versi d’amore.

Il testamento dei deboli
Ci sono correnti troppo forti, amore mio,
da poterli resistere, ma se alzi il cuore al cielo,
vedrai ciò che di buono hanno i deboli;
Il silenzio della loro frustrazione
solleverà la certezza che bisogna spogliarsi
interamente, per essere fratelli.

La storia di una vita si condensa in pochi, miseri frangenti.

Tutto è già stato detto dai grandi poeti e filosofi del passato, ma sta ai pensatori di oggi ridirlo con parole nuove.

Se tutti accettassero i propri limiti ci sarebbe un’infinità di spazio in più per ognuno a questo mondo.

Lo scrittore spesso “dice” cose che lui stesso non è capace nemmeno lontanamente di realizzare.

Chiuso da dentro
Questo silenzio mi assorda,
il cuore non batte,
la notte non mi parla.
La paura mi coglie disarmato:
continua l’eterna tortura.

All'infinito tendere
Due rette che tendono all'infinito,
proprio come nella poesia,
questo è ciò che siamo noi:
equilibristi su linee di confine,
in bilico sul trapezio dei sentimenti
Noi, creature abissali,
condotte da azzurre e calde acque
capaci di naufragare anche dormendo.
Simone Magli e Michela Turchi

Il poeta maledetto
Compongo versi
con il sangue
di una ferita
che tale resterà
Odio la vita
con tutta la mia
silenziosa e forte rabbia
Con la poesia
sono capace di uccidere:
come un arciere
maledetto da se stesso
scocco dardi
per piegare di dolore
chi non mi venera.

Rosso
Rosso come due labbra carnose
che sbocciano di passione
Nudo come il corpo di velluto
imperlato di sudore
di una Venere mediterranea
Azzurro come lo zaffiro
dei suoi occhi maliziosi
Esotico come il mistero felpato
di una cultura diversa
Rosso nella penombra
di una notte d'amore.

Il dolore invisibile
Ferito a morte dalla nascita
non si vede, il pettirosso:
un muricciolo di nebbia
lo divide dal bosco delle creature.
Quanti grovigli di pensieri,
situazioni e parole inutili
si sono intrecciati
lungo il filo spinato
dove si punse il petto!

La cordialità riunisce anche i cuori più freddi.

Senza la poesia
Non mi esce niente dalle viscere stasera, mi sento come un cane accucciato in un angolo.
Quando la poesia non ti circola nelle vene, sembra di stare in astinenza.
Non c’è peggiore cosa per un sognatore, che percepisce la realtà troppo fredda, vuota e attaccata al suolo.

La perseveranza è il miglior modo di costruire.

L’amore è la leggerezza necessaria a lasciare scorrere il nostro fiume.

E’ nei tempi morti che possiamo imparare ad ascoltare ed osservare il nostro fiume da vicino.

Assorbo la mia vita
come una spugna afflitta dal dolore.
Sangue di tempo perduto
esce dai pori dell’esistenza.
Un quadro attaccato a una parete
figura un volto piegato, in lacrime.
La stanza ha voglia d’amore,
ma la porta sembra chiusa
ad un occhio perso
nell’oblìo dei sensi di questo nuovo mondo
privo di un sentiero comune nei cuori.

Accettare di provare a cambiare in meglio la propria vita, sfidando la forza contrastante del nostro ego e l’accanita resistenza del nostro io, è una delle decisioni più sagge e coraggiose che un uomo possa prendere.

Il diritto di stare male
C’è chi dice che bisogna stare bene, farsi vedere sempre bene. Io ribatto con un NO, perché abbiamo diritto anche a stare male, chi non se lo concede mai perde la dignità di uomo. Perché il dolore fa parte della vita e chi lo affoga non è migliore, ma vigliacco.

Per gli altri possiamo essere quello che vedono, ma mai quello che siamo. E’ questo il motivo della solitudine umana.

Solo nel momento,
solo così vive la fiamma,
solo di esso si nutrono
la poesia e l’amore,
parassita è il pensiero.
Ah, se il cuore e gli occhi
potessero scrivere da soli!

Nel dolore gli occhi vedono anche di notte, così nella notte impari a comprendere ogni altro dolore.

La poesia
Nel cuore che batte
non v'è che una certezza:
l'amore non si pensa.
Oltre il mare, un'emozione:
un bambino che nasce.
Piange di gioia la poesia
a chi veramente la vuole amare.
Cosa c'è da spiegare agli uomini
se non di respirarla?

Potere alla parola
che sgorga dal fiume
ghiacciato
Esplodendo
di magia
Potere ai sensi
che si accordano
al volo di una rondine
nel cielo
Potere all’amore
che spezza le catene
del dolore
Cospargendoci
di vita.

La pace della sera, nel silenzio,
quant’è bello e struggente essere soli!
Il cuore non ha abisso,
per quanto profondo esso sia.
La notte il respiro è lento,
non sfugge l’attimo del pensiero.
Ah, se solo tutti ascoltassero,
quante inutili morti
risparmierebbe l’amore!

Le mie mani ti cercano nel buio
di queste notti, in cui sei lontana
Accarezzo il fantasma di te
che mi porta il tuo gelido respiro
Ma nei giorni di tormenta
inseguo una speranza:
gettare via lo scheletro del tuo mistero
per avere la tua essenza,
scoprendoti solo mia
ad ogni punto di domanda.
Simone Magli e Michela Turchi

Un’ondata di mare nero
ha inquinato per sempre il mondo:
gli unici gabbiani rimasti bianchi
sono troppo pochi e deboli
per dettare le leggi del volo
verso la salvezza.

Ci sono dei giorni in cui il vento non soffia e non c’è niente che ti smuova un’emozione.
Anch’essi fanno parte del mosaico della vita, ma sono piastrelle opache: chissà qual è il loro vero colore…

Il mondo è un luogo stretto, per quanto possano essere grandi i pensieri.

Nel freddo disordine dell’anima, non c’è lume che porti alla ragione.

Siamo tutti un intento o un tramite.

Nell’eterno mio sentire
non c’è silenzio
che mi porti all’aldilà.

Il silenzio è la fucina dell’essenza.

Perdonate se uccido
Ho tanta paura di sapermi sconosciuto,
mentre il tempo incede.
Temo di non essere una persona giusta,
sebbene sappia di avere amore anche per gli altri.
Crogiolarmi è il mio universo,
seppure adesso sia al buio a raccontarmi.

Come ribellarsi alla notte se essa viene quotidianamente?
Come ribellarsi al nero se quello è il colore della notte?

Inchiodato a una parete,
con gli occhi spalancati,
costretto a guardare
uno schermo di creature diverse:
davanti a questo scempio di eguaglianze
che si combinano fra loro bendate,
mi rannicchio in un angolo di dolore,
certo di essere carne della mia carne.

Prigioniero della vita
mi mando avanti nella paura,
non c'è tregua
in questa guerra interna.
Amassi perlomeno i miei versi
potrei godere della poesia,
ma l'immobilità del mio vivere
sbarra i cancelli dell'armonia,
recintandomi di buio.

E' un dolore pungente e forte
la mia mancanza d'amore
Sono un ragazzo che non sa piangere
e nemmeno vivere,
ma se mi apri la tua porta
forse il bambino e l'uomo si uniranno
per colmare di gioia i nostri destini.

Spiegatemi la vita
La vita è troppo grande, troppo forte,
per quanto possa risultare semplice e immediata.
Si viaggia sul filo del rasoio e basta un attimo, un sussulto
a mettere in discussione le certezze, l’esistenza.
Mi domando dove stia la serenità
se dietro ogni angolo vi siano la paura, il cambiamento, l’amore, la distruzione.
Chi può godere della vita
se non un distratto, un innamorato, un folle o un bambino?

Accoglimi
così come mi sono spogliato,
con le spine di rovo nel petto,
con la forza di amare la vita nonostante tutto.
Quello che vedi sarebbe potuto essere diverso, a volerlo,
ma ho scelto di rimanere sull’onda della coerenza
poiché credimi, la purezza lava il mondo.
Amami,
non lasciare che rimanga l’unico testimone
del mio universo di pene e tesori.

L’amore spesso fa più male del dolore.

Ti penso in questa notte di fumo,
dove neanche gli angeli mi fanno compagnia.
Con gli occhi mangiati dall'insonnia
ti scrivo lettere piene di mé,
rivelandoti che mi manca un pezzo di cuore, il tuo,
per non uccidermi nei miei silenzi.



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