Poesie di Domenico Caruso


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Domenico Caruso, nato nel 1933 a S. Martino di Taurianova (Reggio Calabria), dove risiede,  per oltre quaranta anni ha insegnato, dedicandosi al tempo stesso alla letteratura e allo studio della sua Terra.
Ha ricoperto anche incarichi di prestigio nella società.
E’ autore di testi per canzoni, del sito www.brutium.info (Storia e folklore calabrese), di libri e servizi vari, ottenendo diversi premi nonché il consenso di critica e di pubblico.
Collabora a riviste culturali della Regione, a siti Internet, a Wikipedia.

Opere principali

  • Storia e Folklore Calabrese (Usi e costumi; canti, aneddoti, detti e proverbi; contrasto d'amore; indovinelli e arguzia popolare; eventi e ricorrenze; personaggi, paesi e aspetti caratteristici della nostra Terra)- Centro Studi S. Martino - S. Martino ( R.C.) - 1988.
  • Proverbi di San Martino (Dalla rivista Folklore della Calabria - Anno IV n. 2-3 Aprile-Settembre 1959) - Tip. G. Palermo - Palmi (R.C.).
  • Primi abbozzi - Poesie - Tip. F. Formica - Taurianova (R.C.) - Maggio 1961.
  • Tipi e figure - Satire - (Pubbl. su Scuola 2000 di Reggio Cal. dal 30 maggio al 15 dicembre 1961).
  • Liriche e satire (Premio Mondo domani) - G. Lucente Ed. - Cosenza - Gennaio 1963.
  • Proverbi calabresi (Pubblic. Dall'aprile al luglio 1964 su Rassegna Calabrese - Mensile di Corigliano Cal. - CS).
  • Il canto religioso in Calabria (Pubblic. su L'Aquilone di Teramo - Dal gennaio al maggio 1969).
  • Mass media e ricettori (Pubblic. su Calabria 2000 - Mensile di vita regionale - Roma - Dal n. 8 del 1974 al n. 4 del 1975).
  • La Calabria e il suo poeta (Premio Era Lacinia) - Ed. Ursini - CZ - Novembre 1978.
  • Calabria mia - Alla scoperta dell'antica saggezza - Centro Studi S. Martino - S. Martino ( R.C.) - 1988.
  • Presenza cristiana oggi - Maria nel Vangelo e nella pietà popolare calabrese (Dai servizi pubbl. su Il provinciale - dal 17 gennaio al 28 febbraio 1987) - Marzo 1987.
  • Parapsicologia oggi - Nel Mondo del Mistero (Dai servizi pubbl. su Il provinciale - il 28\6\1986 e dal 20 sett. al 10 genn. 1987) - Luglio 1987.
  • Nel Mondo del Mistero - Quel che di Dante non fu detto mai (Commento all'opera post-mortem di Dante Alighieri: Dalla Terra al Cielo) - Pubblic. su Questacittà - periodico di Taurianova - dall'aprile-maggio 1993 al marzo 1994.
  • S. MARTINO: un paese e un Santo & Il miglior folk calabrese - Centro Studi S. Martino - S. Martino (R.C.) - Novembre 2000.
  • Martino di Tours - Il Santo della Carità - Centro Studi S. Martino - S. Martino (R.C.) - Novembre 2007.
  • La nostra storia - La Vallis Salinarum - Pubblicata su La Piana di Palmi - dal n.1 al n. 11 (Anno VII - gennaio/novembre 2008).
  •  La nostra storia - (La Calabria - La “Vallis Salinarum”), “Il mio libro” - Gruppo Editoriale “L’Espresso”- 2012.
  • Il dolore, la morte e la speranza - (“Il Trittico dell’uomo”) - “Il mio libro” - 2012.
  • Il dolore, la morte e la speranza - 2^ edizione con aggiunta: “Il processo di Gesù” e “I Grandi Temi della vita” - “Il mio libro” - 2012.
  • Usi, tradizioni e costumi di Calabria - “Il mio libro” - 2012. 
  • Calabria da scoprire  - (Città della Piana di Gioia Tauro) - “Il mio libro” - 2012.
  • Uomini illustri di Calabria - “Il mio libro” - 2012.
  • Storia, Folklore & Riflessioni - “Il mio libro” - 2013.
  • Storie, memorie e riflessioni - “Il mio libro” - 2013.


Poesia religiosa
 

A Padre Pio
Padre che del Gargano resti un sole,
accogli questa supplica sincera,
non c'è bisogno di molte parole
perché procacci a me la gioia vera.
E mi giunge un profumo di viole
mentre rivolgo l'umile preghiera:
ancora esorti a seguir chi vuole
la via del Vangelo veritiera.
Tu che d'ardor serafico colmasti
l'intera vita afflitta dal dolore,
ricordati di me di fronte a Dio.
L'esempio dato a noi penso che basti
a meritar le grazie del Signore
perché Sei tanto grande, Padre Pio!
 

L'addio dell'emigrante
E' giunta l'ora di dover partire
da te, diletto, semplice paese:
è tanto lancinante il mio soffrire
che voglio un poco renderlo palese.

Addio, amata chiesa e San Martino,
addio Colomba Vergine Maria,
nel cor per sempre avrete un posticino
perché facciate luce alla mia via!

Ritornerà l'autunno, il nuovo vino,
la festa novembrina del Patrono,
prometterà il ciel d'esser turchino
e tutti aspetteran qualcosa in dono.

Ma io sarò lontan da questa Terra,
separerà la patria il vasto mare,
avrò nel petto una crudele guerra
e il desiderio di poter tornare.

Stan qui sepolti amici e familiari,
risiede qui la nostra brava gente,
i bimbi e i luoghi tutti mi son cari
perché stanno scolpiti nella mente.

Un dolce pianto righerà il mio viso
quando mi pungerà la nostalgia
e non avrò la pace, né il sorriso,
finché non rivedrò l'Italia mia.
 

A Natuzza Evolo
Volgi su noi lo sguardo, mamma cara,
che pur vermi di terra ci sentiamo,
la vita è sempre un'esperienza amara
se nel Signore non ci confidiamo.

Serva di Dio tu sei e fonte chiara
di bene, di preghiera, di richiamo:
Natuzza, ora dal Cielo ci aspettiamo
la grazia della pace così rara.

Felice con la Vergine Maria
e con Gesù da te sofferto e amato
or ti vediamo in sì beato loco.

Mostra a noi tutti la diritta via
che ci preservi da grave peccato
e il cor c'infiammi del divino fuoco.
 

Il lamento dell'onesto
(Satira del nostro tempo)

Mio nonno una volta diceva:
- Sulla forca finisce ogni giusto! -
La feroce condanna e il trambusto
son il premio di chi fa il dover.

- Va a zappare! - si dice sovente.
Chi lavora nessuno difende,
una spada di Damocle pende
sulle spalle del vulgo italian.

Siamo stanchi di tanti balzelli
che il Governo dall'alto c'impone:
non c'è pace né alcuna ragione
per l'onesto che soffre di più.

C'è qualcuno che s'è comportato
come Dracula al nostro paese,
questo suolo felice egli rese
una landa bruciata dal sol.

I Comuni son altri vampiri
nel colpire con tasse su tasse,
per avere le quote più basse
chi può farlo va in terre stranier.

Imu e Tari, servizi locali,
Pantalone è pur sempre che paga:
con la norma impostata sì vaga
per il furbo la legge non c'è.

- Cervellone di questo Governo,
perché l'IVA non segni immediata? -
Con la spesa che abbiam dichiarata
metti in luce la nostra onestà.

A che serve l'Europa sovrana
dove vige la burocrazia?
Non sarebbe una mera follia
se cambiassimo mentalità.

Su, venite con carri e con ruspe,
demolite le mura vetuste,
se le leggi vi sembrano giuste
il deserto potete crear.

Oh, Calabria sì bella e perduta!
Se fiorisce tuttora il limone
il mercato a buttarlo t'impone,
pur l'ulivo si stenta a tener.

Maledetto chi l'ha rovinata,
chi le tolse i suoi figli amorosi,
che ritornano sempre festosi
per l'abbraccio dei lor paesan.

E la storia prosegue il cammino
in attesa del nostro riscatto,
non m'importa se passo da matto
perché questa è la gran verità.

Buon Anno 2019
Passa il tempo e non s'arresta
per i giovani e gli anziani,
per i ricchi e i poverelli,
pei malati e per i sani.

Il futuro è molto incerto
per i popoli e il creato:
il rispetto si richiede,
trascurato nel passato.

La famiglia sempre assente,
la mancanza di valori
son dei giovani la crisi,
la paura d'esser fuori.

Una scuola per i tempi,
una casa con più amore
auspichiam ai nostri figli,
come vuole il nostro cuore.

Un lavoro dignitoso
per il giusto e per l'onesto,
è l'augurio più sincero:
conta poco tutto il resto.

Non più armi né razzismo
nel millennio ora globale
la violenza va repressa,
è patologia cruciale.

Con la pace tutto ottiene
l'uom di buona volontà,
la fiducia si conquista
per aver felicità.

La politica è disastro,
è rovina della gente:
chi comanda troppo spesso
è un ben misero saccente.

L'utilizzo se alienante
della "rete" ognuno fa
reca il vuoto delle mente,
il distacco in società.

E vogliamoci più bene
senza beghe né rimpianti:
sarà l'anno più gradito,
più propizio a tutti quanti!

Buon Natale 2018!
La natura si risveglia
per la notte eccezionale:
nella grotta c’è il Bambino
fra il tripudio generale.
È Natale!

- Gloria a Dio e pace all’uomo
se di buona volontà! -
cantan gli Angeli dal Cielo
in un coro senza eguale.
È Natale!

Tramontato è il Sole invitto
celebrato ai Saturnali,
la capanna pei credenti
ha Gesù Sole reale.
È Natale!

Quel Messia dei profeti
finalmente s’è incarnato,
con Giuseppe e con Maria
la famiglia ora è sacrale.
È Natale!

Oh gran giorno emozionante!
È la gioia d’ogni cuore,
dello spirito il trionfo,
la sconfitta d’ogni male.
È Natale!

Ridestato dalla luce,
non c’è chi si senta solo
se partecipa nel mondo
anche in senso trasversale.
È Natale!

- Non c’è Dio - or senti dire
dallo stolto inviperito,
dal diffuso nichilismo,
da chi all’altro vuole male.
È Natale!

Il Presepe che “vivente”
San Francesco a Greccio fece
è cultura, identità:
rappresenta ciò che vale.
È Natale!

Tutto il mondo pien di luci
fa l’invidia delle stelle
e la neve rende magico
ogni prato, ogni viale.
È Natale!

Betlemme è la speranza,
la salvezza della Terra:
non c’è bene, né futuro
senza pace universale.
Buon Natale!

S. Martino di Taurianova (RC)
 

Dov’è Francesco?
Si dice: - A Santa Marta c’è Francesco. -
Si dice: - Andate in cerca fra i barboni! -
Ai derelitti ha preparato il desco,
per tutti ha pronte nuove riflessioni.

Dire la sua virtù io non riesco
ed umilmente chiedo: - Mi perdoni! -
L’operato del Papa ha del fiabesco
perché rende i fedeli tanto buoni.

Francesco è dentro il cuore della gente,
che lo Spirto di Dio ama e consola
quando si segue la diritta via.

Colui che d’ogni male già si pente
Bergoglio invita alla materna scuola
della Beata Vergine Maria.

S. Martino di Taurianova (R.C.)

Come Francesco
E’ giunto da lontano immantinente
l’altro Francesco, nuovo servitore:
Papa Bergoglio, l’astro rifulgente
nel nostro tempo iniquo e corruttore.

Accanto sempre all’egro e all’indigente
accesa ha la speranza in ogni cuore
poiché nell’uomo è Cristo sofferente,
Onnipotente e nostro Redentore.

- Francesco, il mondo intero v’è vicino
e prega che possiate rinverdire
la dolorosa ascesa della Croce. -

E’ segno certo del voler divino:
- Senza malizia si può ben capire
che solo il Papa è veritiera voce! -

S. Martino di Taurianova (R.C.)

Vieni, Francesco, in Calabria!
Papa Francesco, la Calabria aspetta
che tu la venga presto a visitare:
è gente coraggiosa, gente retta,
depositaria di memorie care.

Se da lontano a vivereè costretta
per l'opportunità di lavorare,
poi senza protestare e senza fretta
s'impegna l'onor nostro a riscattare.

Vieni Francesco, ti faremo festa,
a Paola c'è l'altro fraticello
che si distingue per l'amor fecondo.

Nonè la forza, né la lancia in resta,
a fare trionfare ciò ch'è bello:
può solo la bontà cambiare il mondo!

A Papa Francesco
Papa Francesco, vero difensore
delle virtù che il Poverello addita,
voi siete stato scelto dal Signore
perché la Chiesa sorga a nuova vita.

Dei giovani rubato avete il cuore
a risvegliarlo da pietà sopita:
eletto v'hanno già con gran fervore,
felici di seguir l'aspra salita.

O Santo Padre, dentro il vostro petto
il dramma degli oppressi voi serbate
in cerca di giustizia e della pace.

Da buon samaritano con affetto
il misero a sanare vi chinate,
mentre c'è gente perfida e mendace.

Grazie, Papa Francesco!
Dall'Argentinaè giunto il nuovo sole
al posto dell'emerito tedesco,
il cambiamento nonè di parole:
v'è la figura di Frate Francesco.

La gente dice: - E' quello che ci vuole
a render degni del divino desco
e risvegliare chi dormire suole:
Grazie di tutto, a lei Papa Francesco! -

Il successor di Pietro in questa Terra
vuol ricordare che il divino amore
è apportatore di giustizia e pace.

Venga bandita ormai l'odiata guerra
e si coltivi la speranza in cuore:
poca favilla e poi la grande face!

Vergine Santa

Vergine Santa, di sole vestita,
dell'universo Sei la gran regina,
ora T'affido la modesta vita
perché senza di Te si va in rovina.

A Te ricorre l'anima smarrita
per superare la scoscesa china:
se qui la prova ben sarà finita,
meriterà di stare a Te vicina.

Vergine bella, non m'abbandonare,
dispensa pace, dammi pur conforto
nell'affrontare la cattiva sorte.

Tu, Madre cara, aiutami a pregare
anche l'amato Figlio già Risorto,
stammi dappresso se giunge la morte.

Lode a Maria
Ave Maria, ancella del Signore
e madre di noi miseri mortali,
nel grande immacolato Vostro cuore
si pone fine a tutti i nostri mali.

Del Paradiso Voi scala d'amore
siete per noi che sempre solidali
Vi tributiamo un doveroso onore:
per Vostra grazia volerem senz'ali.

Vergine bella, che di sol vestita
talvolta sulla Terra Vi mostrate,
anche se ingrati Vostri figli siamo.

Il giorno in cui passiamo a nuova vita
per la salvezza nostra Voi pregate
e lodi eterne quindi Vi leviamo

Ave Maria
Ave Maria, stella mattutina,
sicura guida nella lunga sera,
del Cielo e fra le donne Sei regina,
rifugio di ch'implora e di chi spera.

Rimani, Madre Santa, a noi vicina,
sei Tu la nostra fulgida bandiera:
vegli su tutti la grazia divina,
così nei cuori regna primavera.

Per la Bontà del Tuo amato seno,
volgi lo sguardo sul nostro Paese
che fiducioso le mani protende.

Ritorni a casa d'allegrezza pieno
chi vuole porre fine alle contese
ch' han deviato le umane vicende.

Alla Madre Celeste
Vergine bella in Te bontà s'ammira:
ricordati di me nell'ora estrema
e del maligno placa pure l'ira
perché la tentazione io non tema.

Madre Celeste, al nostro bene mira,
fa' che d'amore il nostro cuore frema
e se la grazia Tua ancor m'ispira
è sempre poco, ci vuol un poema!

Nostra Signora di virtù preclare,
le anime nostre sempre Ti son grate
per i messaggi delle apparizioni.

Non ci rimane quindi che pregare,
così col caro Figlio ci accogliate
un dì senza mai più trepidazioni.

Padre Celeste
Padre Celeste che dovunque regni,
glorificato il Dolce Nome sia;
l'amore per il prossimo c'insegni,
Luce di verità, sicura via.

A compimento porta i nostri impegni
se del Vangelo seguono la scia:
così potremo un dì essere degni
di tanto sospirata compagnia.

Padre, perdona se le debolezza
lontani dalla meta ci conduce
che schiudere dovrà le sante porte.

La Tua presenza diverrà certezza
ed in letizia sempre si traduce
fino alla corporal sorella Morte.
 



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