Poesie di Marco Cabassi


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Marco Cabassi  - nato il  15 Febbraio 1970 - Borghetto Lodigiano (LO)
(pseudonimo Makab Di Relkkad)

La Gioia
Quando il sole d’Inverno
distende la tiepida mano
quando uno sbuffo una lena
dall’ombra evapora piano.

Cascano gocce in un rivolo
da un candelotto di gelo
come in un pianto in un pigolo
scricchiola al freddo uno stelo

Quando distendi lo sguardo
al cielo di luce trapunto
quando infuoca devolve
di rosso il sole al tramonto.

La gioia che ora m’appare
che cerco altrove lontano
un giorno d’Inverno m’accenna
il sole con tiepida mano.
 

La passeggiata del vecchio
Andando a spasso al bosco
ai piedi alla collina
sovviene il pensier fosco
raggelando il sangue in brina
pensando ai tempi belli
di gran vigore e gioventù
quei tempi ormai passati
“ahimè non tornan più”
e cresce assai l’affanno
risalendo l’irto colle
si infischia del malanno
incedendo tra le zolle
infin raggiunto il poggio
appoggiandosi al Cipresso
gli sfugge anche l’appoggio
casca a terra come un fesso
gli scappa ai denti un ostia
finendo tra la ghiaia
“ma va n' su la furca”- alla vecchiaia.
 

In cielo l’aeroplano
Gorgheggia in ciel lontano, un aeroplano
pedala in fretta, altezzosetta sul sentier, la ragazzetta
solleva in su il nasino, e il contadino
indaffarato, bieco, ai campi, sì distanti
porta gli occhi al cielo, e sul sentiero
bofonchia sonnecchiando al brontolar,
tra il blu delle Genziane, all' ombra un cane
un bimbo afferra dolce con la mano, l’aeroplano
il rombo si distende si dirada , ognun ritorna alla sua strada

Stella disincanta
Di lacrime e tormento, s’infonda all’aria il pianto
alla sabbia polverosa, muto muoia quel lamento
alza gli occhi ed il tuo viso, che ricolmi sian di vanto.

L’animo tra spine, si sciolga freddo al tempo
or cada audace il velo - opaco a questo mondo
corri, libera nel vento, corri libera, soltanto!

Denuda, riflessa al cielo, al profondo blu del mare
oh ! stella disincanta colma piena di bagliore
sia di luce questa impronta, e per sempre sia a brillare.
 

Temporale
Il cupo plumbeo a Tramontana
al blu cobalto della sera
boccheggian lampi tra le nubi
lontano tonfi di lamiera

il cielo s'è macchiato a grigie voglie
il vento da tormento a rami e foglie
la pioggia al suol punteggia e rulla
tace all'improvviso come nulla

ondeggia lieve lieve un'altalena
una bandiera svola appena appena
 

La pace
M’immergo nella tua culla
oh! etra immota silente
ma l’animo ancora fremente
ronza indomito e frulla.

Un crocchio strana il silenzio
crepitano secchi i rami del pino
sfrigola il vento nel bosco - un violino
il mondo di pace n'è colmo.

Or si distende s'appaga
immerso in quest’ armonia
nei fasci di sole la scia
l'immenso che riempie che allaga.

Ma sol per un battito d’ali
plana il rapace nel vento
che alto urla in lamento
e si getta ai mondi astrali.
 

Ascolta breve il silenzio
ascolta breve il silenzio
che talvolta indugia
par si sia scordato
d’ approdare che l’ attendi

ed un vociar lontano
a frusciare è il vento
che muove in morbida carezza
tra gli alberi e si allontana

e scorre lento e sciacqua
il fosso tra le crespe
e il mulinare raccolto
tra le mute sponde

e il gracchiar che arriva
al gioco le cornacchie
o l’immaginario mio
che vaga in esilio errando

accogli breve il silenzio
che sotto alle palpebre
si accomoda accanto
al buio così vicino
 

Onda
Dove vai tu onda? di questo mare
specchio quieto d’astri e sorte
respirar se vuoi la notte come ti pare
o affondar in abissi o profonde fosse
preda del vento che dove vuol sospinge
e porta alla deriva a terra quel che tolse

Onda di questo mar che muove inquieto
e l’ animo mio di buio or s’infonde
torna! in preghiera io ti chiedo torna cheto
ma ora che rimbombi su ste sponde
e spruzzi e scherni mi tengo saldo alla mia croce.
 

E che c.... Make Italia great again
Tutti dentro allo Stivale
tutti dentro che c’è posto
che ci stiamo tutti quanti
alla riscossa andate avanti
voi, ch’io non mi prostro!

Tutti quanti belli messi
ancor col rosso bandierone
sulla strada, dal balcone
viva la liberazione! e che c...
liberati da chi, da noi stessi?

In mutande in processione
barba e baffi colorati
chiappe e culi depilati
questi sono i deputati! e che c...
della sinistra opposizione

Lotta lui per l'accoglienza
sulla nave in propaganda
a chi vuol piena la panza
diamo il reddito di cittadinanza
e avanti popolo, andate... e che c...

Tutti in corsa col progresso
tutti in orgia senza sesso
mi raccomando ge-ni-to-re!
no Mamma, no Papà e che c....
mah, io ho una chiara identità!

Tutti con la storia amata
con la Lega col Fascismo
comunisti e comunismo
tutta storia ormai passata
ma non l'avete superata?

Tutti al bar, no lavorare
siga elettronica, cellulare
è l' evoluzione culturale!
Mi consenta cribbio,
... ... e che cazzo!
 

XI Novembre
E' piacevole guardarti
in quel dì del San Martino
ove al lieve mitigare
si assapora il nuovo vino.

Tu, campagna nella coltre
che sonnecchi, intorpidita
da quel cereo di Novembre
il chiaro sole t'ha imbellita.

Pur tu fiume da quel pian
ove sgorghi rivol dolce
or superbo e rilucente
alla campagna che ti avvolge

Al rintoccar, di tridui e ore
volti, attigui al ciel, gentili
con campane a bicchiere
fan concerto i campanili.

Sei piacevole, a guardarti
oh mio mondo illuminato
in sto mondo desolato
oh mantello a me sì caro.
 

Girava una giostra
Girava una giostra pian piano
tendeva un bimbo la mano
tendeva la mano al codino
innocente rideva un bambino

Ignare persone contente
al mondo ormai marcescente
una ruota che gira, è la sorte
alla vita si mostra la morte

Girava un uomo perduto
il grido d'invidia era muto
malvagia una voce al richiamo
teneva un coltello per mano

Gira il mondo ammalato
incessante egoista accecato
girava una giostra pian piano
del bimbo tendiamo la mano!
 

Cerbero attende la vostra anima Old Sparky il vostro culo
Lungo il viale del centro
dove l’ombra è sparita
giace a terra una donna
violentata e ferita

Ai margini tetri di periferia
dove non guarda più nessuno
stanno vicini si senton traditi
dei poveri vecchi impauriti

Davanti ai locali alle vetrine firmate
pupazzi di gomma maleducati
con sguardo feroce mosse da duro
van presi a calci dritti nel culo

nel cassonetto lungo la strada
un crocifisso è stato gettato
si dice che offenda il chiaro alone
la nuova cultura in evoluzione

cosa s’è perso in questa bandiera
in questo vento che non ha vanto
attende la terra il vostro pianto
io non ci sto son quel che sono
andate a cagare con il vostro perdono
 

Silenzio d’Ottobre
Silenziosa sterrata distesa ai campi
tra il boschetto e il sonnolento fosso
la sera al crepuscolo si cala,
soffia tra le rive un tasso!
Si svegliano lontano soffuse
le luci dei lampioni del paese;
s’ode appena il frusciare dei passi
sulle foglie accartocciate, stese
 

Autunno
Dipingi di sole inatteso
Autunno pallido e stanco
ombrato di bruno,sta il campo
sta l’acero in fiamme di rosso di arancio

Dipingi di sole inatteso
colora il tramonto, il mattino
con l’astro che fa capolino
tra il velo di scialbo nebbiare

Dipingi di sole inatteso
dipingi chi ha l’animo affranto
che scorga il sole soltanto
giallo velato, nel lieve brumare

Dipingi di sole inatteso
la strada che appare pian piano
dal buio, dal cupo richiamo
in ocra, che lieta ti porti avanzare

Dipingi di sole inatteso
il fiore posato a ridosso
alle sponde del morbido fosso
che scorre silente gettandosi a mar.
 

Vi dono
Vi dono i vostri sogni
sarò come immagine
increspata nello stagno
vi dono la vostra voce
ascolterò ogni parola
vi dono le vostre scelte
che saprò comprendere
vi dono i vostri pensieri
come la notte silenziosa
lascia alle stelle brillare
vi dono umili i miei passi
che rimangano polvere
come scia di stella cometa
finché i nostri occhi non si
incontreranno ancora.

(ai miei figli G. / L.)
 

Umor Nero
non ho voglia di pensare
il vuoto inzeppa improvviso
un silenzio privo di rumori
l’immaginazione sembra svanita
confusa nell' acromatica mattina
come il nulla tutto intorno
una vecchia cartolina opaca
di squallore, cemento grigio
e grigio acciaio o ferro
e grigio appare pure il cielo
scavo a fondo nello sbiadito
scialbo dei miei pensieri
tristi o malinconici non saprei
oltre la finestra luminosa
cerco un onda un colore
ma scorgo solamente il blu
del cassone dei rifiuti.
 

Tra gli alberi del parco
tra gli alberi del parco
riconosco il cinguettare degli uccelli
ed i tronchi incisi da fanciulli
le vecchie panchine solitarie
ricordo la quiete di silenti lettori
le risa e i sussurri a tarda notte
ed i lampioni dai lumi timidi
tra gli alberi del parco
semi ciucciati sputati a terra
cicche consumate gettate ai bordi
bottiglie dimenticate abbandonate
piscio fetente che mescola l’aria
merda lasciata da educati dogs lovers
ceffi scuri dal passo dondolante
scimmie urlanti incazzate, nere
tra gli alberi del parco
tra gli alberi del parco
tra gli alberi del parco
 

uno su un milione
il Fuoco arde, sul crinale
il vento spinge fumo e fuliggine
l’aquila in volo porta rami per il nido
la vecchia strada riecheggia di passi
avanti, alla cima fronte a noi
me ne frego se calpesterò la merda
che le panciute vacche mollano sul verde prato
se il bianco della neve accecherà lo sguardo
non importa se il sudore sarà misto a sangue
la Croce in vetta attende
che ancor sia posato ai piedi un fiore
 

Riflessioni d'Autunno
Vorrei avere parole leggere
come le ultime foglie
rosse gialle tremolanti
Vorrei avere pensieri leggeri
come umile fumo morente
Vorrei sogni leggeri
come rugiada che veste
gli steli d'erba scolorita
Vorrei un passo leggero
che non adorni il sentiero
di umido velluto bruno
Vorrei udire verbi leggeri
come alito che dissolve
nel fresco del mattino
mentre la campagna
si svuota di accesi colori
i profumi di terra soffocano
l’aria leggera d’Autunno
 

Disperato l’uomo
disperato l'uomo non ricambiato d' amore
naufrago moribondo, vittima di densa marea
un profumo ch'è veleno, che striscia sulla terra
a passi lesti come un folle segugio sulla preda
anima che non trova ombra ove sostare
un essere abissale con fauci spalancate
in cerca di parole che non potrà mai udire
scruta da finestre di gelatina e cera
ride e ride ad ogni futile attenzione
e ride e ride alle briciole concesse
ed intorno è un vuoto, deserto irreale
e le chiacchiere e gli scherni sono silenzi
maschio perduto in amore che razza di coglione
 

La lotta
conosce solo la verità
dell’acqua che corre verso valle
il fiume
non si guarda del pesce
che lotta contro corrente
per la vita
si fotta, il fiume!
 

Lascia che tutto
Lascia che tutti i tuoi rimpianti diventino rimorsi
e fai quel cazzo che devi fare !
un usignolo fischietta soavemente
tra le rosse perle del melo selvatico
tra l’erba rasata del prato, i passeri
rotolano chiassosi e litigiosi
si cercano i merli con liete danze
e la gazza s’aggira sospettosa
il sole discreto si affaccia al tuo viso
ed il vento scuote le foglie e bussa alla tua pelle
lascia che ti porti in viaggio con se, la vita
riempi la tua anima, goditi la gioia
il tempo spietato ma sincero non ti tradisce mai

l’usignolo forse è volato altrove
ed i passeri, i merli, e la gazza
non si curano di tè.
 

Il mazzo della Briscola
Il Re di Cuori di bianco vestito
fa la morale ti punta il dito
il braccio lungo prende denari
il braccio corto dispensa regali
le regine stan chine a pregare
i fanti in gran lustro tutti a ciarlare

Il Re di Picche il più cattivo
ammazza tutti così è deciso
e poi fa la guerra a chi gli pare
andargli contro - cattivo affare
le bionde regine fan le moine
i fanti si spostano oltre confine

Il Re di Fiori il fiore nero
forse s'è perso in qual sentiero
piange non molla l’asso di fiori
liberatemi voi da questi invasori
le regine scappan da corte
i fanti tutti si giocan la sorte

Il Re di Denari si tiene distante
il gioco produce denaro sonante
aiuta soltanto chi n'è degno
in cambio pretende parte del regno
le regine gli corrono incontro
i fanti rossi non gli danno torto

il Due di Picche.... è la povera gente
il due di picche non conta niente

e il joker? nel mazzo della briscola il joker non c'è !

Fai di me un angelo
Fai di me un angelo
in volo sulla pagina bianca
un uccello dal volo silenzioso
che diffonde segreti e meraviglie
una rosa che sboccia
colore e profumo e spine
così nell' azzurro del cielo
così nel nero della notte
fai di me in un soffio confuso
il battito veloce del cuore
e quella lacrima che si arresta
per un attimo

Il Passo
Non conosco quale sia la direzione
chi diretto n’ha creato opportun solco
o vagando ne ha proposto altro
pur che esista, all’armonia dei respiri
il corretto passo da percorrere
o solo strade...
passate, o tempi nuovi, destini diversi
che conducono a seguir luoghi distanti
notti di stelle, pavè o terra o nebbia
lontano da qui...
ci accoglierà un abbraccio.

La Trottola
arrugginita nei suoi anni
la vecchia trottola
che a lungo ha girato
percepito il mondo solo dai suoi occhi
udito - che l’eco della sua voce
ormai il tempo non gli mostra che la sua prigione
e vede ora - il cerchio dei suoi passi
in un solco consumato
e lo specchio frantumato
della sua immagine

Catene
Anche gli alberi il vento chiama a volare
- vortica un capriccio sulla strada
li accarezza urla e li spinge
si piegano tenaci radicati alla terra
si libera in ultimo volo la foglia
volano liberi i semi - nati liberi

E così muore

E così muore
sotto le fredde insegne a neon
e tra le pieghe di vecchi giornali
e così muore
tra le tortuose solitudini
e sopra miseri cartoni
e così muore
lungo strade buie di periferia
tra luci di stop, e scarichi fumanti
e così muore
tra soldi sporchi , polvere e fumo
grida , proteste , e pianti
e così muore
sotto veli di seta e nylon
promesse , e fedi d’oro
e così muore
tra le stanche mani di vecchie madri
e ricordi di anziani eroi
e così muore
tra la nebbia e i campi
tra le sabbiose sponde d’un fiume
e cosi muore
e non ritorna
come d’incanto l’alba
ad ogni giorno che resta

I Campi dorati
Non scordare le mie mani
quando il vento d’estate
mi porterà attraverso i campi di grano
mi seguirai lungo il volo degli uccelli
e dormirò sogni dorati
come i campi di grano
e tu non scordarti dei miei occhi
quando il sole brucerà il mio sguardo
come i campi di grano
mi sorriderai guardando la notte
nelle fresche sere che verranno
e non scordarti le mie parole
che sono il vento, il vento che soffia
tra i campi di grano
e con te sarò ancora sulla lunga strada
come quel giorno quando i tuoi capelli
sfiorarono i campi di grano

Tapu
Raccolsi quel sorriso, da quel viso
fu ciò che di più bello,
avessi mai veduto, e conquistato
in una donna; e ci morii
- ed il peccato è alieno
con le sue file di predicatori
- ed è l’amore sulle macchie
di errate convinzioni
sull’asfalto e sulla terra
percorsi e consumati
or me ne nutro e mi distruggo
al suo potere ,
e a ciò che fu quel sorriso.

Visioni d' Autunno
Lo strascicante velo, di abito da sposa
dai campi erbosi e freschi, la nebbia va mostrar
e l’alberi diversi, come dipinti a sfondo
confusi, mossi appena, paion vezzeggiar
e gialle rive e sponde, che poco alzate ai prati,
i lacrimanti fossi, vanno ad abbracciar
e il piccolo sentiero, che scende lento e scuro
al provinciale fiume, par lieto di portar
amata mia pianura, morbida campagna
quanta dolcezza all’animo, al lieto rimirar.

La strada ebbra
Conduce i passi lontano
la strada ebbra
tra polvere e vento caldo
lascia alle spalle tristi lacrime
e trascina verso il confine
ove rinvengono sogni, e rabbia
i passi di piuma si fondono
all’amaro sapore di occasioni
tempi e luoghi, perduti
ruoto inverso alla terra
e sorreggo la mia parte di cielo
respirando aria soffocante
il sapore acido alla gola
... e mi conduce ove partii
la strada ebbra.

L’Ispirazione
Frugar remoto in arca
più in là dell’orizzonte
com’aquilone o barca
cercan vento ed onde.
Avanti al poggio al colle
sospinto è il senso, è il guardo
e come aratro in zolle
riversa il pensier glabro
Gettato mal su carta
codesto bel sentire
l’ispirazion è certo
che lesta ha a finire

Silenzio rotto
Scorrono fugaci ombre di nuvole
come immagine infissa in vetro
e senza parole guardo intorno
e senza parole guardo te
lasciando sogni e segni soffocati
come specchi infranti e opachi
nella terra saranno le parole silenziose
ed i gesti come graffi sulla pietra

camminando tra le mie distanze
ho udito il vociare del tempo
l’eco del mio vento chiamarmi
con rime sconosciute parlarmi
tutto il rumore del mondo
attraversare impetuoso il silenzio

e scorreranno le mie parole
ch’eran silenziose e vive
e s’espanderanno libere
si rivelerà improvviso
ciò che da tempo è scritto
indelebile sotto la mia pelle

Amor
che or sei come primavera
o come onda che si ritrae alla spiaggia
ti perdo come luce all’imbrunire
e ti ritrovo tra i lumi della notte
d’amor morrei, se tu fossi amore
ma se tanto affanno ch’arde in cuor
e amor non sei, tanto val morire;
ma di questo amore viver vorrei
disperato amore! disperato amore!
cammino a piedi nudi sui tuoi passi
a raccogliere gli attimi che lasci
come cocci gettati e abbandonati
e come onda che si frange alla spiaggia
mi riverso in dono, con perle e conchiglie.

Sguardi e parole
Vedo sorrisi felici sui volti,
ed il sole rinascere dalla pioggia,
e sbuffi di nuvole nel cielo blu,
- e la mia tristezza?
tra quali braccia v’è spazio per la mia tristezza
la prenda il vento e la trasformi in carezze
come lui sa fare all’erba del prato
o tra i capelli di donna
- e le mie lacrime?
le lascio cadere tra le onde del mare
che si riversino in un bacio
come spuma si effonde agli scogli,
o sulla pelle di donna
e tutto il mio amore?
lo lascio ai miei sguardi
e alle mie parole confuse.

Sguardo d’amore
Ho udito, guardando nel tempo
una musica struggente,
un bagliore mi ha attraversato
guardando il fiore del destino
e brucia, come lava nelle vene!
sono al confine del non ritorno
per un passo immolerei la vita
pur di perdere con l’amore;
ricordo il tempo delle pergamene
che dea portava tra le mani
e la voce del putto arciere
ch’è un labirinto di verità
mi sono perso, tra le mie paure
tra i fantasmi che non vidi;
ora voglio gridare, e danzare
fissare i suoi occhi e perdermi
perdermi, forse per sempre.

Fiore selvatico
Fu camminando per un giardino, un giorno
che fui colto dalla dolcezza velata d’un fiore
da quel lieve candido colorito
dai delicati e morbidi petali vellutati
e quel profumo, estasiante, intenso
ne fui subito assuefatto ,sedotto
e ora, non posso distogliere lo sguardo
a tanta intensa, e semplice bellezza
o i mie occhi si spengono nel nulla
e se il sole allontana di poco la sua ombra
mi sembra d’essere solo abbandonato
ed il vento, se si porta lontano quel profumo
l’anima mia precipita rotolando
e non poter sfiorare quell’esile stelo
è come morire.

Dedicata
Nessuna luce a tremolar, nella volta sfavillante della notte, par tanto bella e splende
anche a guardar ad una ad una tante infinite stelle, a comparar a lei non v’è nessuna
pure la luna, d’un quarto s’è scostata, a lasciar spazio allo sguardo mio sperso e rapito
resto incanto all’immagine ammirar,e pur la notte, par comprender, e tace silenziosa
l’aria leggera sfiora il mio viso e mi ridesta, portando con sé segreti sospiri, e pensieri.

Sei lontana alla sera
Cala la tristezza, piano, piano, piano
mentre si stende stanca la mia mano
il cuore batte, forte, forte, forte
io mi abbandono come fosse morte
sussurro in un sospiro, il nome invano
socchiudo gli occhi piano, piano, piano.

Il dono dell’amore
Potessi librarmi nel tuo cielo
come il Condor tra le alte vette
planar nell’alito tuo, bacio leggero
oltre il volo d’Icaro, se il Sol permette.
Lassù t’incontrerò, ne son certo e sicuro
spoglio di timori, di guai, e di catene
ti svelerò il mio sentimento puro,
e degli amanti lacrime, non di pene
di gioia, copiose cadranno come pioggia
e alla terra arida, germoglieranno in bene.
I fiori, che dall’immensità, alla vita
fioriranno da speme, sensualità e calore
renderanno tanto dono, come amore.

Ricordi
Fuliggine posatasi sul marmo
non restano che le ultime ceneri
di parole e sguardi e risate, di baci,
impronte passate alla polvere.
La fisicità fusa e confusa all’amore
ma corpo e anima, sono distinti.
Ciò che non svelato è or segreto,
ed i sogni divenuti seppia al tempo
utili come combustibile alla vita.
Idee affrescate, e dimenticate
sotto coltri di pensieri variati,
volubili come vento e sentimento.
E la mia morte, e domani è ricordo.

Luna
Potrebbero offrir meraviglie ai miei occhi
ed io incanto, immobile, a guardarti
rifulgente , meravigliosa Luna
in argentei specchi a te son rivolte l’acque
e versi ed odi a te i poeti in dono
e l’anime selvagge della notte, i loro canti
io nulla ho da donar, o quel che provo
e così, a te mirar, rimarrei, per sempre.

Re d’amore
Recondita emozione d’amore
raggio di sole mattutino
che non trova spazio nell’ombra
dischiudersi il tempo che basti
perchè voli libera ,incontaminata
e come cometa mi guidi,
sarò Re.

Ladro d’amore
Rubo il tuo corpo con celate carezze
alle quali sinuoso non si oppone
rubo i gesti che le mani offrono leggere
come ali d’angelo che sfiorano il vento
rubo il miele che gocciola dai tuoi occhi
sono predone alle tue parole e risa
rubo ai miei sogni il tuo viso
sono ladro d’amore, se il sole non sorge.

Malinconia d’amore
Io non so
perché si tanto amore
si perde nel silenzio
nella struggente inquietudine
si diffonde nei miei occhi
sciogliendosi, per perdersi
come lacrime del rimpianto
che il tempo non asciuga.

La Sirena
Cantami Sirena , cantami il peccato!
urlami la voce del tuo affanno!
stillami veleno, dal tuo clorato seno;
l’anima mia ho condannato al fuoco
dell’ eterna dannazione, e la mano,
che ha sfiorato la seta del tuo corpo
anche la carne ha consumato al rogo,
ch’è come l’eco a seguir parole amare
e non ha pace, la vita dell’uomo mortale
se non divori , sin a saziare il tuo ventre,
vagherò allor perduto nella burrasca
sin al perdono dell’immortale.

La finestra sulla strada
C'è una finestra che si mostra sulla strada,
rialzata, sopra un vecchio portone in legno,
che senza fine, rapisce il mio sguardo al mio passare,
come quella volta, quando anima licenziosa,
affacciata ad essa, trovò i miei occhi, e mi sorrise,
e colse il mio stupore ,ed io arrossii tremante
mi guardò, come natura si propone a schiudere un bocciolo,
ancor spensierato nello spirito e nella carne,
fui sconfitto da quel fervore, e pur io sorrisi,
allor timido e timoroso non oltrepassai quel portone,
che pur ricordo bene, tanto lo guardai
or tra i sospiri ti custodisco segreta in cuore,
ma è bello ch'io ti ricordi così, Venere perduta,
così, come si perde ancor il mio sguardo,
alla finestra ormai chiusa.

Enfants perdus
Ove l'odio sovrasta l'essere umano
un uomo conduce un bimbo per mano
conduce il suo bimbo per la sua terra
conduce un bimbo a fare la guerra.
Accanto ad un mitra il bambino soldato
desueto,perduto, giace straziato
sbranato dai colpi d'un altro innocente
cotanto candore dissipato nel niente.
Occhi sbarrati,mesti,stupiti
annientan ricordi di gioia empiti
il viso rigato dall' ultimo pianto
l'infanzia rubata da fucili d'assalto.

Uomo morto che cammina
Cammino ai rintocchi dell'ultimo tempo
il fantasma che incede ciondola lento
son ora lo spettro di un sogno lontano
ho accolto la voce del perduto richiamo
la pura follia, è un colpo di spada
fende la vita , disegna la strada
sono ancor uomo , non sono nessuno
-uomo morto al cammino - grida qualcuno
seguo la sorte incontro alla Morte
oltre la sorte incontro la Morte.
Or sento il serpente che morde la carne
il veleno dell'uomo si mescola 'l sangue.
Chiudo ora gli occhi , è come volare
chiamo il mio Dio , perdona il mio male.

Sognatore Errante
Camminerò per terre arse
Vagherò in paludi infauste
Udirò solo il silenzio
Non avrò amore

Avvertirò il calore
La frescura mi pervaderà
Il silenzio mi svelerà segreti
Sarò colmo di gioia

La Nebbia
Avvolge, nasconde d'intorno, la corte ed il muro
il rasente futuro, ch'andando t'incontra
sagome informi si riempion pian piano
confuse, le luci che scorgi lontano
e, paion richiami d'un tempo passato,
per me che son nato, in sta terra Padana
ove regna sovrana, ch'è un incanto, la nebbia.

Il tuo amore
Il tuo amore è come il mare
il tuo bacio come l'onda
fievole , pacato
impetuoso mi travolge.

Il tuo amore è il vento
una carezza una folata
un soffio vaporoso
che sobilla vorticoso.

Il tuo amore è il sole
un ardente armonia
che accende, che brucia
è il tepore che riscalda.

Il tuo amore è l' orizzonte
dove il cielo si unisce alla terra
in un eterno abbraccio.

Il tuo amore è una strada
tra verdi colline e deserti
una strada .........
che conduce lontano.

Eclissi

Ho eclissato la mia luce e dato vita all'ombra
l' apparenza immobile minacciosa
si staglia priva di profumo e di calore
estendendosi oltre il muro , oltre il vuoto

nutrendosi delle mie paure dei miei colori
spiriti inquieti , spettri sogghignanti
satiri e fantasmi di ghiaccio
si atteggiano a dei , colmi d' ira

prigioniero in una gabbia di marmo
cerco la fonte , la possiedo
l'energia muta, sopravvive, evolve
mi scuoto nel fulgore.

Tra i sogni e la Terra
Spesso mi chiedo......
se la realta' sta tra la terra ed il cielo
ed i sogni tra le stelle e nelle profondità del mare
si puo vivere tra le stelle?
sognare camminando per la strada?

L'amore , il sole , l' acqua , un seme !?

Io vedo una stella....tra la terra ed il cielo.  

Emozione
Muoviti libero
oltre il succedersi del tempo
un solo momento
un secolo
un ' era
è nulla ... ... all' eternità
il lieve contatto dura un ' attimo
fuggente, il brivido scorre sulla pelle
il fuoco in un baleno divampa nell' animo
la Dea dell' Amore erompe in un palpito
mai si ferma un' emozione
ed è per sempre  

Vorrei
vorrei a te regalare un sorriso
vorrei trasmetterti un' emozione
vorrei donarti un' illusione
una speranza , un risposta,
con poche righe
con una scarsa rima
portarti sui monti , fino alla cima
arrivare agli abissi
vorrei donarti il mio sogno più bello
se l' avessi un castello
il più umile fiore
vorrei ...vorrei
che tu legga amore.

E nasce una poesia
Chiudo gli occhi ...
guardo dentro me stesso...
poi... ...
chiudo gli occhi ...
vedo intorno a me ...
e nasce una poesia. 

Vedo e Credo
"E' Relativo" dico io
eppur son certo , esiste Dio!
sé non è la fantasia
incantesimo o magia
o all' errar del pensier mio
che assaporo la fragranza
che và oltre la sostanza
chi è allor l'architetto
che ha creato con diletto
spazio, acqua, cielo e terra
stelle , oro, incenso e mirra
che sia un dubbio o un dilemma
non si può dimostrar lemma
e la via al Paradiso……?
spero sia , cosa sicura
se no…. è una fregatura !

Cavalieri di_versi
Soldati arroganti
brutti , storpi e analfabeti
ma sognatori urlanti
trovatori e poeti
non di prosa e poesia
ma di speranza, rabbia, nostalgia,
non con grammatica, metrica e schiamazzi
pazzi gesti o grandi fatti
diciam la nostra e ci facciam sentire
ma con pochi scritti
" lasciateci dire"
e se non riesci a capire
forse tu, non stai a sentire,
con il cuore non con la mente
per favore , sii indulgente
quel che importa è la fantasia
dacci dentro e passa via.

Piove
piove
s´empion le gronde
alle sponde, si alza il fosso
a ridosso, di campi e sentieri
piove
di nubi ferrigne e bigie
effigie, di reprobo giorno
adorno, n´è il cielo d´intorno
piove
di passeri il canto non s´ode
esplode il boato di tuoni
proni son gli alberi al vento
piove
battente alla vista nasconde
le fronde che spezza e che spazza
impazza il tempo scorrazza
piove
e spunta un arcobaleno;
il sereno ed il sole risplende
riaccende luce e colori
non piove
s´ apron, persiane e finestre
meste escon le genti
senti diffondersi, risi di gioia
non piove
scompare la noia.

La forza dell´ amore
Come il giunco tenace
si piega alla forza del tempo
si l´animoso guerriero
chino il capo sulla spada
piange
piange lei che ama
ov´è la forza ,il coraggio..... lei
in me strugge quel guerriero
e nel ricercar l´impeto
nelle realtà vicine
é nell´immenso lume della notte
che scorgo la solitudine
solitarie son le stelle tra infinite stelle
solo son io da te lontano
ti amo!

Annuncio di Primavera
Disincanto,
un eco di fiorire si diffonde,
vezzeggia
al ciel sereno, al prato
il venticello,
il torrentello guizza
e ammicca al sol,
replica al chiamo
gemme e germogli
fusto al risveglio,
al nuovo germinare.

Santorini
Nel cielo, dipinto dalla sera
il sole si scioglie piano piano
cala il tramonto nella caldera
il mare di seta ondeggia vano.
Gabbiani in volo, spalman colori
l´orizzonte scivola via
sovr´il colle suadon sapori
destan fatati l´anima mia.
Nuda, la roccia frastagliata
mare e vento bussan rissosi
nuda, la pelle, libertà amata
giorni trascorsi, sedati, gioiosi.
Mura, in bianco colorite
portan tetti celesti e turchini
falce di terra , isola mite
gaio al ricordo tuo, Santorini.

Sogno ... e vita
Quando terra e cielo e mare
si coloran dell´ oscurità,
scintillii si mostran al sognatore
che va´ cercando albore,
spiragli nell´oblio.
E se ti permetti
di percorre il calle involuto,
oltre il valico, vinto,
pur gli spettri di nero vestiti
che soggiornan nell´ essenza,
non destan più paure
e se li incontri, si mostran inermi
e se li prendi e li stringi in pugno,
come nulla si dissolvono
e se guardi a fondo...
nell´animo,
ove prima era buio
ora è luce.

Non solo ... piccolo pensiero
Non solo alle tenebre, brilla la stella!
non solo un momento, profuma la rosa!
non solo dove sei, sta´ il fiume!
non solo dove ti accarezza, è il vento!
non solo se la sfiori, è morbida la seta!
non solo a marzo fiorisce un fiore!

Nevica
Scende danzando, dal cielo leggera
or vorticando lieve e scherzosa
or grassa, pesante, sonnolenta si posa.

Si posa in candido bianco mantello
copre il brullo dormiente prato
copre la terra, ricopre il casato.

Alla finestra, incanto a guardare
il cader dei fiocchi, che fanno scordare
il tempo veloce, che passa e passato
rifletter a quell', che ancor non è arrivato.

Ed insieme al suo lento continuo cascare
ed insieme alla neve, alla terra, si deve tornare.

Attimo di libertà interiore
Il pensiero altrove.
Lo sguardo all´infinito.
Eterno - breve attimo fuggente,
come una stella cadente.

Amore è musica
D' infinita grandezza è l' amore,
irrompe nei remoti silenzi dell' animo mio
destandomi le spente rabbie.

Arpe e angeliche trombe,
sonan, irruenti e dolcissime;

Tamburi batton ritmi incalzati e or lenti,
spezzando il tempo.

In 'sta melodia danza il core mio.

Ove ero al tuo prim sorriso?
Son ora nel blu dei tuoi occhi!

Mattino d' inverno
Argenteo velo, si posa sui prati,
la brina d' incanto, li ha trasformati,
di mille bagliori, si riempie il mattino,
la nebbia leggera, si cala vicino,
un passero posa, il suo becco affamato,
s'un povero pasto, che il vento ha lasciato,
due grigi corvi, s' un nudo ramo,
tengon le ali strette e lontano,
fugge, fin dove non vedi,
il fumo ed il pensier, che volano lievi.  

Il ciliegio selvatico
Nell' angolo buio
lungo il vialetto
sta' tutto contorto
pare un vecchietto
scuro nodoso
non flette al vento
è piccolo e tosto
pare contento
tra i fiori più belli
tra gli alti fusti
aspetta paziente
il suo tempo giusto
poi un bel dì
senza esitare
i suoi fiori semplici
vedi sbocciare
con quel profumo
unico e intenso
….ma
un soffio di vento
spezza l'incanto
i suoi esili fiori
il suo unico vanto.             

Come fuoco al vento
Incerti i passi al domani
come fuoco al vento
polvere tra le mani
non risa , il lamento
s'ode , tra i richiami
delle genti e pianti sento
e appaion occhi strani
e voci che a stento
tra i sussurri vani
muoion dentro.
Un 'agonia alla terra
tra i deserti e le bufere
dei figli suoi alla guerra
ne stendardi ne bandiere
al vento ed erran
della pace le chimere.  

Preghiera
Nume Trovatore
sfoglia indulgente le pagine
del mio tempo
e stendi con penna leggera
i passi dell´ avvenire
si che io possa temperare
ove scritto con impeto ed irruenza
e sottolineare le rime migliori
e le dolci e sagge parole
e con fantasia riempire
i tratti incompiuti
e migliorare dove mano stanca
ha scarabocchiato parole
e raddrizzare con senno
le norme della grafia
dipingi miniature di colore
ed arricchisci lo scritto
ed infine sfiora
con mano lieve
il chiudersi della tua opera.  

20 Ottobre
Ne mai più
potrò scordar quel dì
e la carrereccia strada
che per li fangosi agri
discendendo lungo il Lambro
al groviglio di rubin menava
e la vecchia Quercia
che chissà quanti
presi d´amore
di li passar n´ avea veduti.
Scendea sottil la nebbiolina
d´ Ottobre nostro
ma n´ ero escluso
tanto di blu e di sorriso
m´ avea rapito
ed in quell´ eden
ch´è il mirar di fortunati amanti
finia il solco ed il filare
ed un sol guardo
come d´ invito ci portava
a quel mar
che lento e lieto
dondolando
ci abbracciava.   

Il canto dell´ usignolo
Se dell´ antiche civiltà, degli originari avi,
avessimo l´ esaudire!
Un´ austero Dio udir dalla rupe,
presentir il suo infuriare sulle burrascose acque
e con tuoni e saette, ammonir, il generato essere;
forse, non avremmo eserciti di angeli e demoni,
evoluti crociati , cavalieri di morte,
ignoranti e avidi di inferni e paradisi;
e se ascoltar l´antico Dio col cuore
e non con scritti, parabole, dottrine e dogmi
avremo a conquistare la ragione
allor, il paziente saggio, in riva al fiume,
non il nemico vedrà passare
e alla Borea e allo Scirocco volterà beato,
non eremo, a ricercare l´ armonia.  

Sapori semplici
Come un amante alla sua amata,
un mattino, vidi il sole baciare la terra
e d´intorno, tutto era un sorriso
in quella semplicità
quel dì, in quel momento
assaporai la vita.   

Oltre la porta
Assaporo la quiete
nell´ immensità vago
aleggio nella percezione
il pensiero non ha orizzonti
la mente non ha pensieri
mi abbandono
solo spirito
ridente, si innalza
spazia, si trasforma lieve.
Meraviglioso viaggio.   

Il canto del mare
Nel mio silenzio odo il mare
il perpetuo celebrare del mare
urla, si esalta, gorgheggia
poi si spegna sulla sabbia,
un´ onda, poi un´ altra e un´ altra ancora
fin ove arriverà il tempo, dai tempi.
Nel mio silenzio ascolto il mare
il magnificare del mare
Tu l´ hai creato,
io ascolto solamente ... il mare  

Dama
Come una poesia,
soave suon che da lontan proviene,
dolce melodia.

Del tempo sei , danzatrice silenziosa
ispiratrice musa , passione impetuosa.

Il raggio di sole , catturato da un ruscello
brezza calda della sera , or bufera.

Etereo il tuo splendore , arde fuoco nel tuo cuore.
Umana rosa , candida bianca sposa

Terra d´incanto che non conosco
smeraldeo pasco , oscuro bosco

Lieto vagar per i tuoi colli
delizia errar per le tue valli.

Onda burrascosa del piatto mare

Il sogno sei ,
da viver
non da scordare.  

Filastrocca che piange
Piange il Salice Piangente;
Piange il monte da un torrente;
Piange lava, il vulcano;
Piange il cielo, un uragano;
Son lacrime di fata la rugiada del mattino;
Piange fumo, da un camino;
Piange nebbia questa terra;
Piange il mondo con la guerra;
Piange questa breve storia,
che dà al pianto, un po' di gloria.   

A Lei
Or che alla tarda sera giunsi
e nel romito mio giaciglio tacqui
il pensier mio che licenzioso vaga
a lei creatura malizioso vada

d'improvviso quelle quattro mura
d' un incantato regno furon dimora
ruppe il silenzio che aleggiava
il palpitare del cuor mio che trionfava.


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