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Tempo
Tic-Toc Tic-Toc il tempo va
e il Mare ruggendo a terra
scolpisce le sue impronte
Sibila il Vento e s’acquatta
S’attorciglia e poi scompiglia
Piangon mille nubi e cala la Sera
A celar sconfitte, pianti e miseria
Balugina in Cielo e sembra guardare
Negando alle Ombre il silenzio fatale
La Luna beffarda, pallida e vera
Partecipa al gioco e s’eclissa anche lei
Dando lo scettro all’Aurora imponente
Trionfante su tutto, gagliarda, possente
Distratta, però, da ciò che poi vale...
Tic-Toc Tic-Toc… è (già) il sùo funerale!
gennaio 2006
Da una finestra d’ospedale
Velata in volto posa la campagna
Placida sotto all’austero cielo
Un ta-ta d’ali presso al primo melo
Annuncia il giorno dietro alla montagna.
S’affaccia alla mia stanza e poi la bagna
Il sole prepotente e mattiniero
Lo guardo, lo riguardo apparir fiero
Chiudo gli occhi … e passeggio giù in campagna.
Ritorno, c’è trambusto intorno a me
I colori riscendono nel bianco
Trann’uno prigioniero del sorriso
Di chi m’amava e m’ha riamato
Lasciando che il tempo ormai stanco
Arreso tornasse di sole intriso.
novembre 2004 Temporale notturno (al rientro a
casa)
Scivola l’acqua tra gli aghi di un pino
percorso sovente da fiati possenti
Trepida il cielo tonando irrequieto
implorare sembrando paci smarrite.
Fiumi di fango tra il monte e la valle
cancellano impronte, sembianze e parvenze.
Trascorre nel buio squarciato la notte
sciacquando i dolori e le pene trascorse.
Un rumore di passi appuntiti sull’acqua
e poi mille baci, sospiri e carezze
avvolti in un portico di pietre e cemento …
Canta l’Amore e lo fa contro il vento!
autunno 2003
Ibrido
Quante bocche ha la mia mente
e quante poche vie ha il mio pensiero
Quanti irti colli incessantemente
dovrà il mio cuor scalare? Mistero!
Ali d’ebano ha il mio destriero
e viaggia sconfinando desolatamente
Quante poche vie ha il mio pensiero
e quante bocche ha la mia mente!
Illusione d’amor perduta
nell’arse terre ch’io attraverso
dove cuor non si saluta
e dove il senso è ormai perso
dell’amar persona amata
e ricongiunger l’anima all’Universo.
1994
Amore
Ardono d’inferno i miei occhi
Sempre e solo miranti a Te
Rosso m’appare ciò che tocchi
Sereno, glaciale tutto è in Te.
Libero è il pensiero d’ogni pena
Urla di sensi dentro me
Un cuore legato e una catena
Ama … e confidati con me!
1991 |