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La domenica del villaggio
Ogni domenica mattina
Nel nostro Borgo Padano
Di Campitello
Di sapore Romano
Si svolge il mercato settimanale
Fin dalla mattina presto
La bella piazza Garibaldi"
Una Piazza ampia e moderna
Dove le strade e i vicoli sono affollati
Da un' anonima folla provinciale
Vi sono bancarelle colorate
Gestite da cinesi
Marocchini e calabresi
E mantovane
Trovi di tutto
Dai cellulari ai giochi elettronici
Nell'aria c'è un profumo di polli
Arrosto, pesci fritti
Tortelli di zucca
"Sbrisolona"
E formaggi sardi
Dal profumo penetrante
Dai fiori recisi e da piantine
Dai giocattoli e le leccornie per i bambini
I Bar sono affollati
Con la gioia nel cuore dei
Gestori
Arriva gente da ogni parte della provincia.
Insomma è una giornata di festa
Guardo la gente di fede
Che s'avvia verso la Chiesa Parrocchiale
Di recente restaurata
Che fa bella mostra di se l'ungo
l'alberato. viale
Dove è accolta sul Sacrato
Dal nostro simpatico Don Enrico
Parroco di campagna
Che oltre ad essere il prete
E' l'agente di viaggi
Molti ragazzi e ragazze del coro
Finiscono per innamorarsi
Da una creatura bellissima
Più terrestre, meno spirituale celestiale
Ogni anno ci sono pochi matrimoni
E molti funerali
Nei suoi lunghi viaggi
Ti fa conoscere luoghi da sogno
Come le cascate delle Marmore
Che sembra essere create
Apposta per poeti e pittori.
Ogni città dell'Umbria
Ha una sua unica identità
Ed armoniosa
Che rappresenta migliaia di anni
Di civiltà:
Umbria Etrusca e Romana
Seguita dal Risorgimento
Ogni periodo ha lasciato il suo segno
Una forma di capolavori
Senza tempo
E poi ci sono i suoi splendidi paesaggi
Unici al mondo
Ogni borgo, ogni città
Ha una sua identità
Cibo, vino e sapori
Fusi in sieme in migliaia di anni
Di storia.
Foligno fu culla della poetessa
Leandra Angelucci Cominazzini,
Futurista umbra,
In cui si canta "
Assisi Trevi Montefalco Spello
Nella freschezza d'azzurro
E di porpora
/ Chiudono gli occhi/
Potenti santi riflessi/
Chiara Francesco
Raggi abbaglianti
Purità luce amore/".
La tavolozza del pittore
Oggi potremmo definire
La prima giornata di primavera
Il sole è splendente
E il fiume Po scorre
Indifferente
Sul suo alveo.
La bianca nave fluviale scivola
Baciata dal sole
Nell'aria si diffonde
Una musica arcana
Dalla sua tolda si può ammirare
La splendida laguna,
Piazza San Marco,
La Salute
Ed il ponte di Rialto.
Con la sua cupola stile orientale
Che fa innamorare
I turisti di tutto il mondo
Noi siamo quì
Sugli argini del vecchio fiume
Dove sono nate le profumate
Violette
Che raccolgono gli innamorati
Sulla panchina si fanno le coccole
Sembrano gli innamorati di San. Valentino
Con l'ombrellino
E la borsetta a tracolla
Si vedeva che erano
Molto innamorati.
.Più avanti,
Di fronte al fiume
Mi sono seduto anch'io
Vecchio pittore
Con l'affanno nel cuore
Un cinguettio e un batter d'ali
Di bianchi gabbiani,
Mi hanno richiamato alla realtà
Dalla sacca
Ho tirato fuori la piccola tavolozza,
Da viaggio
Osservo il loro atteggiamento:
Un brivido pervade i due innamorati
La loro presenza avanza
Senza far rumore,
Odo persino il loro respiro,
Ed i battiti del cuore
Sono molto vicini a me
Sentivo il sussurro delle loro parole
" Vivo per i tuoi occhi,
mi nutro della tua luce,
esisto solo avvolgendomi
nelle tue grandi ali,
per vivere in te
e restar con te
per sempre,
Mio angelo benedetto ! "
La prima cosa che si immagina
Pensando alla tavolozza,
Del pittore
Sono i colori dell'arcobaleno
E alla loro policromia
Che affascinano
E ti danno una grande
Emozione
La tavolozza è molto piccola
E' contenuta nel palpo della mano
Quello era l'attimo fuggente
Non c'era più tempo d'aspettare
Pochi tratti di matita
Sulla piccola tela
Poche pennellate di colore
Nella loro esposizione
Della loro gradazione
I colori della tavolozza
Sono come la bellezza dei due ragazzi
Con il loro fascino
In pochi tratti
Ed il ritratto era completato
I colori della tavolozza
E al fatto che c'è un'intera guida
Ad essa dedicata
E che vi sono numerose regole
Che permettono di gestirla
Che non si può scindere
Ogni pittore ha una sua regola
Perché l'arte è qualcosa d'istintivo
E' come la religione,
La poesia
La politica, e l'amore
Il pensiero filosofico
E scientifico.
La materia della pittura è il colore
La mutevolezza
E' un prodotto
La sensibilità del colore
All'aria alla luce
Ogni colore è dato nella sua qualità pura.
Archetipi, di giallo, rosso, azzurro
I colori sono accostati
In modo che nessuna fusione,
Nessuna reazione reciproca
Sia possibile
Perché viene dall'anima
Per cui non ci sono regole e leggi
La legge è una
Cioè esprimere se stessi
Bisogna soltanto organizzarsi
Nel lavorare con i colori
I colori sul quadro
Sono quelli che ti offre
La natura
I pittori non fanno
Altro che cercare di imitarla
E che gli permette di gestire
Con facilità i colori
Che sono stati sistemati
Sulla tavolozza
Tutto questo segue
Una logica pratica
Che è stata trovata col tempo
Dai grandi pittori
Nella loro lunga esperienza
I colori vanno disposti
Secondo la linea
Cromatica dei toni.
Ottenuti con l'impasto
Dei colori
Ma più che altro
Sono suggerimenti che
Pertanto dal profondo del cuore
Di ogni artista
Il giorno 20 di gennaio
Non potrò mai dimenticare
Passeggiando lungo l'argine del
Grande Fiume Po,
Dove d'inverno germogliano le violette
Profumate
E gli innamorati si danno
I primi baci
Campagna romana
"Il malghese "che porta il latte
Con il suo carrettino
Trainato dal fedele cane Floch
Il suo cascinale fra le praterie
Che sempre fumano.
Stamattina ha scrollato il tabarro
Una spolverata di brina
Sulla sua porta
Campagne morte
Sotto uno spicchio di luna
La brina!
Che nessuno se ne avvede,
Sulle tombe sul seminato
Quando non c'è
Per i sentieri le case
E le stalle del mondo
Che quel scendere invisibile,
Tacito, bianco.
Poi giungono nella notte
I carrettieri
Dei Colli romani
Con il vino dei Castelli
Con la botte e con la frasca
Sostano alle barriere.
Trilussa a Tresteve che canta
Felicità
C'è un'ape che se posa
Su un bottone di rosa
Tutto sommato
La felicità
E' una piccola cosa"
Davanti a lumi rossi dei segnali
Sereno di prima mattina
Un'unghia di luna a ponente
Un sole che s'alza a fatica
Di sopra la bruma che sfuma
Campagne romane per vivere
Vocio di campane
Tra voli di stormi
Tabarri, carretti, cavalli
Coperti di brina
Aspiro l'odor della brina
Campagne per vivere
A lungo
Col ciocco,
Lo schioppo e il mio bene
Sul letto di nuovi carrocci.
Il grande fiume scende lento
Verso il vicino mare
Della vita
Spinto dai sospiri del vento
Della golena
Mentre dal canneto
Dove gracidano le rane
E pescano gli aironi grigi.
Le folaghe
E i bianchi gabbiani
Nel cielo brillano le stelle
Ed incomincia
Il concerto delle rane
Mentre le luci
Della Città Eterna
Continuano a brillare
Su Cinecittà.
In quel paesaggio fragile
E sommesso,
Di cartapesta e di gesso.
Uscito quasi per regalo da una scatola
Natalizia
Tutto brina di mica e bambagia,
Sarà voluttuoso complemento
Tentare con ardimento
La sua fragile novità
Di grande bambola di cartapesta.
La galaverna
Trasformata in gioielli
E preziosi pizzi di Murano
Vi è mai capitato di svegliarvi
Al mattino presto
E di fare una passeggiata
Lungo il vecchio fiume
Della vita?
Oppure di trovare aprendo
La finestra uno scenario nebbioso
Qui da noi in val padana
Succede spesso d'inverno
Gli alberi, i lampioni e le strade
Sono completamene bianche
Gelate
Questa mattina 16 dicembre,
Il fiume scendeva placido
La barca scura dei pescatori
Scivolava silenziosa verso il
Canneto.
Un fischio di vento a brividi
Dentro le canne che intonano
La marcia disperata di gennaio
Percorse dalla pioggia sottile:
Che non cesserà oggi, domani, più
Questa è una mattina eccezionale
Gli argini del fiume sono
Vestiti a festa
Ci ha pensato la galaverna
Ad ornarli con i suoi più belli.
Gioielli
E' tutto un ricamo
Sembra che le fate
Hanno lavorato tutta la notte
Per preparare questo spettacolo
Di festa
Ammirando questa bellezza
Mi sembrava di essere a Murano
Con le maestre di tombolo,
Che dal mattino alla sera
Preparano i loro merletti preziosi.
Ma questa notte
Ci ha pensato la galaverna.
Silenzio tremendo,
La valle affonda con il peso
Dei suoi pioppi contorti
Soffocata dalla nuvola
Grigia che sopra le si addensa
Crepuscolo, con lievi ali
Di stornelli che sfiorano le capanne
Dei pescatori
Senza luce né focolare
Gli aironi grigi
Continuano a pescare
Come le folaghe e i gabbiani
I tonfi delle fucilate
Arrivano lenti, smorzati dalla nebbia.
Scivolano i lucci a pelo d'acqua
Afferrano i topi incauti
E calano giù.
Vivere - amare
Che conta?
Tutta la valle è morta. S'affonda.
Giornate nebbiose in Val Padana
In questa metà di Gennaio,
La val padana è in una morsa di ghiaccio
E di nebbia
Le strade sono impraticabile
Si! Il tempo è cambiato
Le notti
Continuano a gelare
E il freddo si è fatto sentire
Ma per fortuna
Appare sempre il sole
Un sole caldo e vigoroso
Che ti scalda il cuore.
Come l'amore
Fra gli innamorati
Lassù. Sulle alte montagne
Continua a splendere il sole
Con la gioia dei grandi e dei
Piccini,
La nostra escursione ci ha portato
Nella verde cascatella
Dove germogliano
Le felci primordiali
Un verde ciuffo
Vicino alla cascata giace
Inerme
Afflitto dal nostro incanto calpestio
Un filo d'erba alza lo sguardo
E scorgendo la tua immagine
Erge al cielo il suo esile stesso
La nuvola bianca e rosata
Viaggia come una vela
Nel mare del cielo
Un pettirosso saltella
Tra un ramo e l'altro del
Biancospino
I suoi gorgheggi raggiungono la sua
Innamorata
I ciuffi d'erba
Rinverdiscono estasiati
Specchiandosi
Nella sua bellezza
Profumata
Scende il sole dietro
La montagna incantata
Oggi è una semplice
Polla fortunata
Che sgorga dalla montagna
Incantata
Dove migliaia
Di creature
Si abbeverano alla sua fonte.
Ma questa polla
E destinata a crescere
E le sue fresche acque
Diventeranno sempre
E più prorompenti
Ora sta entrando nell'età
Della fanciullezza
E canta la sua
Canzone lieta
Adesso cammino lungo
Il fiume della vita
Nella speranza di trovare
La soluzione del mistero
La polla diventata fiume,
Sembra seguire i miei
Pensieri, e
Ogni volta che occorre,
Mi parla con favole
E parabole per insegnarmi
Il lungo e scabroso
Cammino della vita.
La mia vita sta per
Raggiungere la meta
Magari potessi vedere
Quei due occhi azzurri
Che rispecchiano il mondo.
Ogni volta che salgo su questa montagna
E mi fermo in questa polla
E ho cercato Dio
Nella strada della vita
Una volta ho solo sentito
Come un alito di vento
Sulle foglie del bosco.
O Dio, Vieni a salvarmi
Ti prego Signore,
Vieni presto in mio aiuto.
Sta scendendo la sera silenziosa
Tra i monti
Quasi per preparare
Una stupenda cornice
All'Alpe di Siusi
Che sta raccogliendo
L'ultimo bacio del sole.
Sono rimasti
solo i ricordi
Dopo una lunga scarpinata
O meglio dire " Ciaspolata"
Racchette da neve
Sui sentieri innevati
Di questo
Paesaggio metafisico
Nel cuore delle superbe Dolomiti.
E' stata necessaria
Una sosta di riposo
E di riflessione.
Nevicava a grosse falde
Sull'altopiano
E dai fumaioli delle baite
Si diffondeva un fil di fumo,
E anche un profumo
In quell'atmosfera
Di capriolo con polenta.
Che scaldava l'aria e il cuore
Spira un'aria fresca
Come dal mare l'ebbrezza
Sulla sponda del torrente
Delle fresche acque
Ti assalgono ricordi lontani
Ricordi accesi nel cuore
Ricordi d'amore
Che seguono ombre nel buio.
.. Paura sgomento
Ti fanno cadere nella fragilità
Dell'inquietudine
Distogli dalla mente. I ricordi
Infranti,
Annebbiati di lacrime
Ove il cuore trova la pace!
Ricordi che a volte
Avvelenano i tuoi sogni
E le tue speranze.
Nel buio vi è sempre una luce!
Una luce nuova
Nella nuova rinascita
Proprio su questo sentiero,
Nel profumo della natura,
Ho incontrato l'amore
Fra il profumo dei fiori
Di campo.
L'amore e come questa fonte,
Inesauribile di riflessioni
Profondi
Come l'universo.
Si! L'amore sarebbe un'eterna
Tristezza se non ci fosse la poesia
Essa ci da un'età dell'oro
Che non invecchia,
Una primavera che non sfiorisce,
Una felicità senza nubi
Un'eterna giovinezza.
In mezzo a questo campo innevato,
Dove volano le taccole nere,
Sono nati i bianchi bucaneve
Che raccoglierò per te
E che conserverò nella
Pagina dei ricordi
"La vita dei sogni
Sono fogli di uno stesso libro
Leggerli in ordine e vivere
Sfogliandoli a caso e sognare"
Schopenhauer
Anno Vecchio Anno nuovo
Una vecchia filastrocca
Così recita;
“L’Anno vecchio se ne và,
E mai più ritornerà,
Io gli ho dato una valigia di capricci
E impertinenze
Di bugie e disubbidienze
E gli ho detto:
Porta via!
Questa è tutta roba mia
Anno nuovo,
Avanti, si fa festa
Tutti quanti,
Dona la gioia e la salute”
L’anno uovo si apre con una
Serie di rincari
Con le nuove tasse da pagare
Spicca quello della casa
Carburante alle stelle
Il nostro Paese
Sta attraversando
Un brutto momento:
Siamo in recessione
Dalla difficile situazione
Economica
Ma sono sicuro che c’è la fa
E che ritorni la serenità
Del Paese
L'anno nuovo 2012
Il novello anno
Bussa alla porta
La lucente stella polare
Brilla sulla distesa gelata
Dove le renne d'estate
Vanno a pascolare
Da dove parte la slitta di
Babbo Natale
Che porta i regali
A grandi e piccini
Dalla Sicilia alla val Padana
Dalle Alpi alle Dolomiti
Imbiancati di neve
Si festeggia l'anno nuovo
Con vin brulé e fuochi artificiali
Chi vuol essere lieto
Sia perché di doman
Non c'è certezza
Questa notte è limpida e serena
Anche il mare è calmo
E'la luna fa la serenata
Alle stelle che brillano nel cielo
Questo cielo stellato
Con tante lucine da togliere il fiato
La festa di Natale ci ha lasciato
E la notte di Capodanno
E' alle porte
Con i festeggiamenti
E i tradizionali botti
Tutto il mondo sta ad aspettare
Che scocca l'anno nuovo
Speriamo che sia portatore
Di gioia, salute, felicità e amore
Chissà cosa ci porterà?
Sarà bello?
Sarà brutto?
Noi accetteremo tutto!
E' bello donare e ricevere
Un semplice sorriso
Che fa felice il cuore
Come l'amore fa bene
All'anima di ogni
Innamorato
L'attesa è spasmodica
Durerà soltanto un istante,
Il tempo di alzare il calice
E brindare
Perché subito sarà domani
Il tempo di un bacio
Ho di una carezza
Il ricordo di questo momento magico
Dura in eterno
Qui nel nostro piccolo borgo
Padano la Piazza è affollata
La musica incalza e si diffonde
Nell'aria e
C'è tanta allegria
La gente ad aspettare
Il fatidico momento.
Del novello anno
Veloce scocca il tempo:
Sulla torre dell'orologio:
Meno due,
Meno uno
E l'anno vecchio se ne va.
Con tutte le sue cose vecchie
Il cielo si è schiarito
Di mille luci con lo scoppio
Dei mortaretti e le stelle filanti
E' una notte di magia e tradizione,
Modernità e nuovo anno
In arrivo
Le Piazze
Del Vecchio continente
Sono pronte a celebrare
L'arrivo del 2012
Da Londra a Berlino,
Passando per Vienna e Praga
Ecco che cosa succederà
Allo scoccare
Della fatidica
Mezzanotte
Anche noi qui sul grande
Piazzale del piccolo
Villaggio padano di Campitello
Ci siamo stretti la mano
E abbiamo brindato
Al Novello Anno
Buon Anno a tutti.
Haiku
E’ l’alba:scende a larghe
falde sulla capanna
La neve.
La Dea del mare
Una sirena di nome Phoebe
E' la Dea dell'Amore
Ma è una sirena che parla
Con la voce del mare
Con le sue canzoni
Fa ammaliare i naviganti
Sul mare
Ulisse si fece legare
All'albero della sua nave
In quel tratto di mare
Fra Scilla e Cariddi
Dopo la disfatta di Troia.
Oggi siamo a largo di Portofino
E ammiriamo
Le falesie strapiombanti
Dove nidificano
I bianchi gabbiani.
Nel golfo di Nervi
Le onde del mare
S'incominciano ad ingrossare
In questi giorno di dicembre
Una forte mareggiata
Tutta la costa ha devastata
I pini marittimi,
Gli alti cipressi
E i verdi ulivi
Come pure i meravigliosi
Giardini
Di rose e di mimose
Sono state devastate
Come pure le strade
E le case di pastello colorate
Le navi e le barche
Hanno rotto gli ormeggi
E sono andate alla deriva.
Quando tu sentirai la voce
Del mare
Scuotere nelle notti di bufera
Le case dei borghi arrampicate
Sulla scogliera
E gli alberi della tua nave
Dai morosi spezzare
Ovunque tu sarai,
Mio bel capitano
Oh non tremare!
Ti porterà il mio grido di dolore
N'hai fatto sanguinare
L'anima e il cuore
Ma non temere: non ti so che amare
Anche in fondo al mare
Ma quando l'onda
Ti verrà a baciare
Verde e sincera
Come gli occhi miei
Ricordati di me dovunque sei
Io ti verrò ogni giorno
Ad carezzare
Come i raggi del sole
Accarezzano l'onda
Che raggiunge la sponda del mare
Se un giorno mi dovessi
Ricercare
Oh non tornare
Alla mia antica sponda!
Chiedi all'azzurra
Immensità dell'onda
E ti dirà che sono
In fondo al mare
Ulisse e le sirene
La Sicilia come la Liguria
E' terra di miti e di
Leggende
Ma io sono la Dea del mare
Che ti sto ad aspettare
Nella baia di Portofino
Dove sulla verde collina
Vedrai brillare
L'albero di Natale
E dove i simpatici delfini
Ti guideranno verso la mia
Grotto bianco
Infondo nell'azzurro
Mare della vita
San Rocco d'Acquaro
Ricordi della fanciullezza
E' un piccolo borgo
Aspro montano,
Di case sparse e stinte nel tempo,
Immerso fra i verdi boschi di castagneti
E antichi uliveti.
E' barbicato su di un costone
Dove sgorga una sorgente di acqua
Fresca e anche benedetta
Che disseta il viandante e i pellegrini
Calabresi.
In mezzo alla collina sorge il Tempio
Di San Rocco,
Protettore degli emigranti
Sparsi per il mondo
E specialmente in quello Americano
Dall'Alaska
In cerca di fortuna.
Uno dei tanti emigranti così
Parlava alla luna sul mare,
Con i suoi suscpiri da terre lontane
"Con granne chiantu tiegnu 'intra stu core
Guardannnu 'e sa finestra tantu mare!
Tu nsbatti eternu e ra mia vita more
E nnu'mmi stancu mai de ti guardare"
Con le loro rimesse,
Hanno contribuito alla costruzione
Del Santuario del Santo patrono
Di San Rocco
Il 15 e 16 agosto si svolge
Una grande festa,
In questo luogo di pace e di preghiera
Dove regna il silenzio della montagna
In un'atmosfera di allegria,
Per noi calabresi.
E' anche un'occasione per una
Scampagnata all'aria aperta
Con amici e parenti
Oltre al popolo festaiolo che
Vi giunge in pellegrinaggio
Da ogni parte della Calabria.
E' una festa dal sapore medioevale
Dove s'improvvisano osterie all'aperto
All'insegna della frasca.
L'ungo il fresco torrente
Si macellano agnelli e capretti.
Si mangia e si balla al suono
Delle zampogne
Nel centro e nella Piazzetta
A fianco della fontana
E' sempre affollato dalle bancarelle
Montagne di angurie e dolciumi
Giocattoli e leccornie per i più piccini
La zia Francesca,
Che da sempre ha fatto la venditrice
Ambulante di dolciumi e giocattoli
Che arrivava da Palmi,
Con la sua bancarella
Con i famosi " ciciri" ( i ceci)
Cotti con la sabbia di mare
Dal sapore eccezionale,
Con i gustosi taralli calabresi,
Nonché i giocattoli che facevano
Impazzire noi bambini
Andavo sempre a trovarla
Perché mi portava i regali
Mentre la Zia Teresa, mia madre,
Cucinava per i pellegrini
E dalla sua cucina campestre fumante,
Si diffondeva nell'aria
Un profumo invitante,
Di carne alla brace
Ella metteva sempre da parte
Alcune fette di pane
Con il companatico
Perché anche bambini
Dovevamo fare festa.
Questi sono ricordi che emergono
Dalla mia fanciullezza
Del nostro passato prossimo,
Di questa festa tradizionale
Ad Acquaro molto sentita dai calabresi
Ma come in tutte le feste
Il momento culminante era
La processione con la banda comunale
Ed i fuochi artificiali
Che facevano impazzire vecchi
E bambini
In questo nostro tempo
consumistico
Il vento della sera
Gonfia la vela bianca che
Scivola sulle onde
Di questo azzurro mare.
Il silenzio sulla spiaggia solitaria
E' profondo,
Ed è interrotto dal gracchiare
Del bianco gabbiano
In questo nostro mondo
Non c'è tempo
Neppure per l'amore
Oggi siamo tutti indaffarati
Si corre dalla mattina alla sera,
Senza una meta,
Fra una folla anonima
Indifferente e indiscreta
Senza un minuto di sosta.
L'amore è difficile dire cos'é
Dare una spiegazione;
Non si fa altro che inseguirsi
Dalla mattina alla sera
Senza posa,
Con il pensiero,
E la fantasia.
Grazie alla nuova tecnologia
Che ha scoperto
Il cellulare
Con il quale ci si cerca,
A volte trovandoci
Altre volte non c'è campo,
Neppure per sorbire un caffè
Il destino e gli impegni,
Ci dividono;
E non ci si incontra,
Non c'è pace fra gli ulivi
Mentre si continua a correre
E l'amore?
Mentre la vita
E' una continua corsa
Per raggiungere la meta
Non c'é neppure il tempo per dire,
Ti amo amore!
Bisognerebbe fermare tutto
Anche il tempo,
Ma il tempo passa inesorabile
E non si può fermare
E' come la vita.
Oggi tutto è un fremito,
Un grido di dolore
Che prende lieve il cuore
E non c'è più tempo
Neppure per sognare
E' un fremito,
Il grido d'amore
Che parla con soave dolore
E' anche fremito evocare
La vita da svelare
Quel fremito d'amore che un dì
Volerà per sempre
E sarà sulle note del cuore
La vita e l'amore
Per trovare l'amore e la felicità
Bisogna scappare dalla città
Inquinata e caotica
Fermarsi alla fresca sorgente
Dove sgorga la linfa
Vitale della vita
Amo i monti
E i suoi tramonti
Oppure sedermi su di uno scoglio
Solitario e meditare,
Guardando l'azzurro mare
L'amore e la vita.
Sono proprio un mistero
Il mistero della vita.
La Luce
Si! La luce e l'amore
Sono fonti inesauribili
Di riflessioni,
Sono profonde come il mare
E come l'eternità,
Alte come il cielo,
Come le cime innevate
Delle Dolomiti
Vaste come l'universo
Ho già salito e poi disceso
Buona parte di queste
Superbe cime
Illuminate dal sole.
Il fiume della vita
Ha allargato il suo letto
E superato percorsi stretti
Tra le rocce,
Ha scavato nella montagna
Cascatelle pericolose,
Ma spettacolari
Curve e discese rapide
Ormai la polla è lontana
E anche la neve eterna
È un sogno
Un uomo quindi si sente stanco
E senza più entusiasmi
Chiede aiuto agli amici
Più fidati
Oppure ha la fortuna di incontrare
Una luce che torna
A illuminare il suo
Cammino sul sentiero della vita
E' l'alba del nuovo giorno
Che si leva sulla terra
Quest'ora non è una corrente
Ma una verità
Ogni mondo personale riflette
Il cielo in fiamme
Con la nuova luce
Che divora le vecchie forme di luce
La luce è la sostanza
Delle cose sperate,
L'evidenza delle cose sognate
E di quelle viste
A Natale, nel periodo delle notti
Più lunghe nel solstizio
D'inverno la Chiesa festeggia
L'avvento della luce
Il nuovo sole,
Cristo, luce del
Mondo.
Passo Crosté
Il lungo ponte dell'Immacolata
A Madonna di Campiglio
Oggi è una bella giornata
Di splendido sole
'Siamo saliti fin quassù
Al rifugio del Passo Crosté
In questo paesaggio astratto
Metafisico e lunare
In pochi minuti la cabinovia
Ci ha portati fino alla cima
Della brulla montagna
Spruzzata di neve
Dove sotto la coltre bianca
Sono sepolti i nostri ricordi,
Le nostre sensazioni
E la gioia di vivere
In quella alta cima granitica
Baciata dal sole
Dove si sente la voce del silenzio
Che altro un é
Che un lembo di cielo
Che scende verso l'uomo
Il silenzio comincia col far
Chiudere le labbra
E poi penetra fino al profondo
Dell'anima.
Il muggir del vento
Ci invita alla preghiera
Ed è subita sera
Lassù regna una pace
Celestiale che ti rapisce
Quale miglior mixer per una
Meditazione?
Il sole è alto nel cielo
Ed è bello camminare
Con le racchette sulla soffice
Coltre di neve fresca
Questo é un mondo particolare
Attorniato da altissime cime
Dolomitiche emerse
In tempi remoti da quel profondo
Mare verde della vita
Da questa altitudine
Si domina un paesaggio sublime
Tanto che si potrebbe dire
Che é un altro mondo
Un mondo diverso
Un mondo da favola e di poesia
Dove la vita ci sorride
Sono giorni di festa
E c'è tanta allegria
Fra gli escursionisti e vacanzieri.
Amanti della montagna
E meraviglioso sciare al
Chiaro di luna e sotto le stelle
Con i maestri di sci
Notti magiche
Per una discesa notturna,
Illuminata da una luce unica:
Quella della luna piena
Il Rifugio Crosté
Diventa protagonista
Di calde e piacevoli soste
Il paiolo con il vino brulé
È una tradizione
Che scalda il cuore
I ragazzi si divertono
Un mondo
Si sente nell'aria
L'arrivo delle feste natalizie
A Madonna di Campiglio
Per le vie della linda
Cittadina
Le slitte trainate dai cavalli
Con le sonagliere
Si sente la nostalgia dei regali
La bella cittadina è affollata
Da sciatori e vacanzieri
Il divertimento è assicurato
Le piste sono imbiancate
Dalla soffice neve
Artificiale
I negozi sono addobbati a festa
Come pure gli alberi di Natale
Se senti alla porta della baita bussare
Corri ad aprire
Vedrai sicuramente Babbo Natale
Sorride felice alla sorella neve,
Stai allegro e senza pensieri,
Perché oggi è un giorno diverso di ieri.
Babbo natale
Porta ai bambini buoni
I magnifici regali.
La festa dello S. Natale
E' una festa speciale
Che porta gioia e allegria
A grandi e piccini
Noi della terza età
Non chiediamo molto,
Soltanto un po' di pace
E di serenità
Su questa montagna
Come sulla sponda del mare,
Dove regna l'amore,
La pace
E non la guerra.
Buon Natale a tutti
L'infinito silenzio
del mare
E' bello naufragar
Tra i tuoi pensieri
Come un esploratore
in un'isola deserta
Dei mari del Sud
Dove è tutto bellezza
E poesia.
Oggi sono approdato
Nella tua isola verde
Dissetami con i tuoi baci
E sfamami dei tuoi frutti
Dolci e succulenti,
Mi sono avventurato nella tua
Anima felice
Per esplorare tutti gli
Angoli segreti
Del tuo corpo e della tua vita
Ti prenderò per mano
E cammineremo lungo
Il sentiero della vita.
Le cime maestose di queste stupende
Montagne Dolomitiche
Dove si percepisce il silenzio assoluto
Dell'infinito
Tra i fiori gialli
E l'aria della sera
Invidio il mare che ti circonda
Il vento di Portofino
Che ti accarezza,
Il sole del golfo che ti riscalda,
Il verde degli ulivi
E le sue falesie
E i bianchi gabbiani
Che volano sulle onde del mare
Nei giardini pensili
Coglierò per te l'ultima rosa rossa
Per i tuoi biondi capelli
Per esprimerti il mio amore per te
, lasciami abitare nella tua anima
E curerò i tuoi boschi,
Innaffierò i tuoi giardini,
Perché tu possa rimanere
Sempre fresca
E profumata
Come l'ebbrezza del tuo mare
Al tramonto del sole
Mentre la pallida luna s'appresta
A cullarsi fra le nuvole
Colorate del tramonto
Tu brilli nel cielo stellato
Sei la mia bellissima stella
Dell'infinito
Mentre guardo il mare
Lascio naufragare
Il mio pensiero
"E' il naufragare m'è dolce
In questo mare"
Di Leopardiana memoria
Haiku
Arrivano in volo,
da un altro luogo, le foglie secche:
l'autunno è alla fine.
Una notte serena
Sul mare
In questa notte serena
E senza vento
Il mare piange
E le stelle ancelle della pallida
Luna stanno a guardare
Sono lacrime d'argento
Che illuminano il mondo,
Soffia un leggero vento Grecale
E le onde del mare
Arrivano e si smorzano sulla battigia
Dove due innamorati
Stanno passeggiando
Soffia il vento
Che fa piegare gli alti cipressi
Ed i pini marittimi della pineta
Sulla falesia
Mentre le ombre della notte
Senza fine si allungano
Sull'azzurro mare della vita.
Se io fossi una lacrima
Continuerei il mio lungo cammino
Sul sentiero che costeggia il mare
Fino a raggiungere la cima
Dove regna il grande silenzio
E la lascerei scivolare
Sulla mia guancia
Per sentire il suo sapore
Che è aspro e pungente.
Ad un certo punto del cammino,
Le direi:
Ascolta lacrima!
L'anima mia piange
Sconsolata e triste
Del mio dolore
Per la perdita del grande amore
Quando il mio pensiero
Ritornerà a gioire
Anche la luna e le stelle
Ritorneranno a sorridere
Il ricordo di quella notte sul mare
Quando stringeva la mia mano,
Il suo animo era felice
E il suo cuore gentile
Pieno d'amore per la vita.
Lo cerco anche questa notte
Sulla riva del mare
Dove ci sono anche i miei sogni
Ei miei timori
E le mie certezze
Ma ci sono soltanto dei silenzi
Profondi quanto il mare
Il sapore delle lacrime
La gioia delle sue carezze
E il sapore dei suoi baci
Tutte queste sensazioni
Sono riposte nel profondo
Della mia anima
Un frinire di grilli sul cipresso
Allieta i sospiri degli amanti
Mentre le onde del mare
Sussurrano i loro segreti,
Accarezzo i ricordi
Per non farli svanire
Le lucciole sono come le stelle
Che brillano nell'immenso cielo blu
Esse brillano per te
E tu sei la loro musa.
Le tue lacrime sono lacrime di gioia
E i tuoi baci sono
Gocce di gemme d'amore
A lenti sorsi
Il Monferrato
con le sue Verdi colline
Un oceano di colline
Ricchi di vigneti
Antichi castelli
E borghi medioevali
Le colline sfuggenti
Di antichi vigneti
Vetusti castelli
Dame, giullari e cavalieri
Tartufi e spumante
E poeti erranti,
Che cantavano l'amore
Lunghi filari
Con grappoli dorati
Eleganti case coloniche colorate
Immensi vigneti del
Monferrato lucente
Di lunghi e colorati
Filari vuoti di frutti.
Dopo la vendemmia non
Rimangono che le foglie morte
Di un feudo storico passato
Rose rosse profumate
E' un paesaggio di colline
Che si perdono all'orizzonte
Impreziosite
Da filo di grigia nebbia
Che sale sui colli
Come il corpo di una vergine
E bella cortigiana
Distesa sul talamo dell'amore
Verdi radure lussureggianti
Illuminate dai suoi occhi verdi
Come le verdi colline
Mostrando tutto l'antico candore
Sotto quelle vesti impreziositi
Di morbida seta
Delle giovani principesse
Dei castelli medioevali
Che nel loro apparire
Lasciando nel loro passaggio
Una scia di antichi
E conturbanti profumi
Di giovinezza
Mentre la nebbia sale
Sui colli pianeggianti
Nelle notti tiepide autunnali
Mentre il mosto nei tini
Emana un profumo di fragranza
Del vino novello
Si sente nell'aria
Un suono come un tocco
Di campane lontane
Un cavaliere su di un
Bianco destriero
Galoppa verso la felicità
Da tempo agognata
Le tremule corde di un violino
Zigano diffondono nella
Valle una musica arcana
Mentre il gobbo giullare di corte
Intrattiene in allegria i cortigiani
La luce del sole di settembre
Riscalda l'aria della sera
Mente nell'aria fresca della notte
Si sentono nell'atmosfera
Volare i petali profumati
Delle rose rosse del giardino
E i soavi suoni dell'anima
Degli innamorati
I colori dell'alba
Nell'assoluto silenzio
Della notte
Ancora un bacio
E una carezza
. Poi il cavaliere scompare
Fra la nebbia i lunghi filari
Dei vigneti colorati
Di quel lussureggiante
Paesaggio trasparente
Come gli occhi lucidi
Dei due giovani amanti
Con la gioia nel cuore
La Luna sul mare
Di Andora
Era una notte serena
E senza vento
Il mare era calmo come una
Tavola
Scivolava sul mare un legno lontano
Con la vela bianca spiegata
E si avvicinava alla riva
Dalla vicina balera
Ci giungono le dolci note
Di una musica soave.
Le coppiette innamorate
Si erano defilate
Fra le falesie e il mare
Noi camminavamo
Mano nella mano
Mentre la selenica luna si cullava
Sulle piccole onde del mare
L'ebbrezza marina ci avvolgeva
Mentre un caldo bacio
Suggellava il nostro amore
E le stelle stavano a guardare,
Mentre la dea selenica dell'amore,
E degli incantesimi faceva sognare
Ho pallida e misteriosa Luna,
Dimmi chi non si è soffermato'
'A guardarti in una notte serena'
Come questa notte?
In questa notte limpida
Lasciami vagare
Almeno con il pensiero
E il ricordo rievocare
Di quella lontana notte sul mare
Dimmi chi non è stato catturato
Dalla tua magia?
Sulle sponde del mare?
Quando echeggi tra le nuvole
Sei dispensatrici di sogni,
D'amore e di ataviche paure
Intimamente donna tu sei
Dispensatrice di vita
Le nuvole leggere e bianche
Che sfilano e ti avvolgono
Ti hanno parlato di me
E dei miei silenzi,
Le case e il campanile
Del borgo marinaro
Sbiadite dalla salsedine
Ricordano quella notte felice
Di due innamorati
Solitarie sulla spiaggia
Mano nella mano
È tempo di nebbia
Montagne, prati
E i tetti delle baite innevati,
E le taccole nere dietro il nero
Camino fumante
Brilla nel cielo il sole vigoroso
Che ci scalda il cuore
Illumina i sentieri e i boschi
Dell'autunno colorato
Diffondendo un tiepido calore.
La nebbia è come l'amore
Si forma dal vapore
E dai sospiri
Degli innamorati,
Se la nebbia si dissipa
L'amore finisce in una grande
Tristezza nel cuore
Attraversiamo i verdi boschi
Delle alte e folte abetaie
Dove pascolano una famiglia di ungulati
Che scendono verso valle
Dall'altopiano
In un paesaggio astratto
E metafisico con la neve
E il tappeto delle foglie morte
Del faggeto
Dalla cima della montagna
Possiamo ammirare un
Un grande mare silenzioso di nebbia
Che copre ogni cosa.
Si sente solo la voce del vento
Sembra che la natura si sia fermata
Per un solo momento
E' una nebbia sottile
Che penetra persino nel profondo
Della mia anima
Che vaga raminga
In questo paesaggio lunare
Fra prati innevati
E orizzonti oscurati,
Poi sei arrivata tu, nei
Miei pensieri
Ricordo le tue ultime parole
Lungo quel sentiero ombreggiato
Quando mi dicesti ti amo
E quanto sei importante nella mia vita,
Prima di quell'attimo fuggente
Non avevo mai amato tanto la vita
Adesso ho capito quanto
L'amore è così grande
E tanto grande quanto il mare
E' senza limiti e confini
Sì. L'amore è infinitamente grande
Dopo tanti anni è rimasto lo stesso
Che provo ancora oggi per te.
Ti amo come l'acqua che sgorga
Dalla sorgente
Come l'aria che respiro.
Il tuo sorriso mi accompagna
Nel mio peregrinare
Sono giunto nella grande
Valle dove ristagna
Il mare grigio di nebbia
Che sale dolcemente verso
La montagna incantata.
Ci giunge dal borgo montano
Il rintocco argentino ovattato
Di una campana
Mentre dalla baita fumante
Ci giunge il suono di una chitarra romana
Camminando lungo il torrente
Attraversando fitti boschi
Fino al Borgo sotto il monte
La nebbia incomincia a diradarsi
Si vedono i masi fumanti
E gli alti campani a cipolla
E le alte montagne
Che cingono la valle
Il sole è pronto a tramontare
E i suoi bagliori colorati
Si riflettono nelle acque del torrente
Che presto raggiungerà
Il mare della vita
Il mausoleo
Un volo di bianchi colombi
Si leva nell'azzurro cielo
Di fronte al mare
E sorvola il viale
Dei chiassosi ed alti cipressi
I raggi del sole
Illumina le tombe e le cappelle.
Alte colonne marmoree affiancate
Sormontate da capitelli
Gotici e barocchi
L'aria fresca della sera
Ti invita al rispetto
E alla preghiera
In questo luogo del silenzio
Della memoria
E del dolore
Ci invita ad un momento
Di riflessione.
Nei lunghi viali alberati
Si entra in punta di piedi
Dove si percepisce il rumore
Del silenzio
Lunghi viali e tombe fiorite
Come giardini di maggio
Nella civiltà dell'antica Grecia
Che credeva che il regno dei morti
Fosse coperto di asfodeli
Piante perenni che crescono
Su quell'azzurro mare
Che è il simbolo dei defunti
Altra pianta legata ai morti
Era il Mirto
Il cui nome deriva
Da Myrtila
Personaggio mitologico
Nasce dal corpo della giovane
Dea Musine
Il culto dei morti
Si è tramandato
Attraverso i secoli con una
Varietà eccezionale di forme
E di stili
Soprattutto se ci avviciniamo
Alle cosiddette tombe
Monumentali
Tipiche delle famiglie
Più facoltose del passato
Nella civiltà di Roma,
Dai cimiteri di guerra
Con le lunghe file di croci bianche
E perfettamente allineate
Siamo ritornati
Alle antiche tombe apogei
Oggi si è ritornati al passato
Con la scoperta delle cappelle
Dove trovano posto
I componenti di un'intera
Famiglia
Alte colonne marmoree defilate
Nell'architettura
Della memoria
Un viaggio nel
deserto del Nevada
Un viaggio nella memoria
E nelle emozioni di un momento,
Un viaggio per non dimenticare
Volti, storie che hanno
Indicato un cammino
Nel silenzio del deserto
Un modo nuovo di pensare,
Un modo di vivere
Risvegliando il tempo perduto
Lontano da questo mondo
Materiale
Dove non si sa mai cosa fare
Dove non si sa mai cosa credere.
Voglio evadere queste regole
Perpetue ed oppressive
Vorrei intraprendere
Un viaggio alla scoperta della vita
E dell'amore.
Il grande poeta Kahlil Gibran
Scriveva questi bellissimi versi
"Farò della mia anima uno scrigno
Per la tua anima,
Del mio cuore una dimora
Per la tua bellezza, "
Ho sognato questa notte
Di fuggire lontano con te.
Vorrei percorrere strade senza fine,
Vorrei ritornare laggiù
Fra i boschi delle sequoie
In quegli spazi infiniti.
Senza orizzonti
Montagne desertiche
Praterie e immense pianure
Canyon e fiumi selvaggi
Dove s'incontra la meravigliosa natura
E con i suoi paesaggi unici al mondo
Dove camminerò con te
E con i nostri pensieri
E con il nostro Amore!
Il tempo perderà i suoi valori
Neutralizzando i nostri dolori.
Tutti gli dei saranno invidiosi
Anche gli angeli
Del loro paradiso.
Si scambieranno parole d'Amore,
In quel paesaggio astratto , colorato
E metafisico
L'atmosfera si tingerà
Di ogni colore
Ed anche i fiori impareranno
A fare l'Amore.
In quella terra di sogni
E di chimere
Sarà bellissimo
Questo sogno infinito!
Ti amerò come queste praterie
Amano la primavera,
E vivrò in te la vita di un fiore.
Sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
Canta l'eco delle campane;
Ascolterò la tua voce
Come la spiaggia bagnata
Dall'azzurro mare
Ascolta la storia delle onde.
Che continuano ad infrangersi
Contro la scogliera
All'infinito
Il paese natio
Ricordi
Il piccolo borgo aspro montano
Di Cosoleto
Che sorge sulla verde collina
Degli alti uliveti
E dei folti castagneti
Luce medioevale
Antica vita passata
Nostalgia
Angoloi ogni giorno esplorati
Vie strette ed infangati
Dalle casette del tempo scolorite
Era il nostro spazio vitale
Di ragazzi in cerca di semplici
Giochi e di svaghi
Palazzi antichi e un giorno
Lucenti di vita passata
A un sole sempre nuovo
Un sole antico
Volti di persone che sentivi tuoi
Fluidi nascenti
Altalena di vita
Di una gioventù senza orizzonte
Senza speranze di giorni migliori
Non c'era alcuna aspettativa
La speranza di emigrare
In cittàe terre lontane
Ogni giorno di quel promontorio
Panoramico da mozzafiato
In fondo al paese
Guardavamo quello spicchio
Di azzurro mare
E le navi transitare
Era l'età dei sogni
Per una vita migliore
Paese mio
Oggi ti vedo così lontano
E così vicino
Ma con un rimpianto nel cuore
Non vedo più
Davanti alla porta
" Na vecchina che m'aspetta
Era Teresa, mamma mia
Questo ricordo
Rimarrà impresso
Nella mia memoria
Come il ricordo degli amici del cuore
E di una ragazzina innamorata
Che stava sulla soglia di casa
Ad aspettare
Per vedermi passare
Ogni volta la vedevo con un fiore
Rosso fra i neri capelli
Lei che credeva al suo mondo
Fantastico
E coglieva una rosa nel giardino
E le sembrava una favola
Gioventù lontana
Vissuta
O forse solo sognata.
L'arcobaleno
fra le nuvole e il mare
Mare e nuvole bianche
In una distesa dove l'occhio
Si perde nell'infinito orizzonte,
Mentre il cielo e solcato
Dall'arcobaleno colorato
Tra cielo e mare.
La distesa dell'acqua è,
Come la vita
Piena di rischi,
Ma anche di possibilità
Di rinascere.
Le nuvole portano
L'acqua del mare
Verso la montagna,
E l'acqua scendendo,
Ritorna al mare
Direste un giro vizioso?
Ma è la natura della vita
E' un'immagine che ritorna anche
Nella storia delle religioni.
Nel nostro lungo viaggio
In Arizona
Nella terra del Grand Canyon
Del deserto dipinto
E delle foreste pietrificate,
In quel paesaggio sublime
Dove alternano di colore pastello
Dove la sabbia si fonde
Con il rosso vivo della roccia
Sotto la copertura del blu elettrico
Dell'immenso cielo
Abbiamo compreso che gli indiani
Americani vedono le nuvole
Come una promessa.
Ballano, cantano e fanno festa,
Implorando le acque,
Credono che le nuvole siano
Un segno divino e di Dio.
Come la vita.
Oggi, nella mia pomeridiana
Passeggiata
Mi sono fermato
Sull'argine del grande fiume
Della vita
In quel silenzio tremendo.
La valle
Affonda con il suo peso
E i suoi pioppi contorti,
Soffocata dalla nuvola cirriforme
Che sopra le s'addensa
Laggiù dopo il canneto
Si vede il meraviglioso arcobaleno
Che attinge nell'acqua del fiume
Quando il fiume giunge al mare
Nasce la speranza:
E morire nell'acqua per rinascere.
E' il battesimo della vita.
L'acqua è il tutto del Suo amore,
Il tutto della vita
Che lui ha promesso all'uomo
Sin dall'origine.
Della piccola cascata,
Lassù in alto.
Crepuscolo, con livide ali
Di stornelli che sfiorano
Le case coloniche,
Senza luce di focolare,
Muri e porte impregnati dall'odore
Di pesci morti tra le reti
Sull'erba che incomincia ad ingiallire
Come pure le foglie dei
Pioppeti,
Mentre il cielo si rannuvola
E una pioggerellina sottile
Autunnale
Cade lentamente
Sui campi e sui sentieri
Mentre il grande fiume
Continua la sua lunga corsa
Verso il mare
L'inferno di fango
e d'acqua
Dall'alto della collina
Si vedeva uno stormo di bianchi
Gabbiano che sorvolava
L'inferno di fango,
Di detriti e di macchine sepolte
Case sventrate
E gente disperate
Questa è la cronaca di un giorno
Di temporale
Che sembrava il diluvio
Universale
Che ha distrutto un paesaggio
Naturale di grande bellezza
Ci ha fatto ricordare
Le verdi colline spioventi,
Con terrazzamenti
Conosciamo quei luoghi da molto tempo
Che ci hanno fatto sognare
Da Vernazza a Monterosso,
E Portovenere
Con la via dell'amore
Sono borghi antichi
Patrocinati dall''Unesco
E cantati da grandi poeti
Come Lord Bayron, George Sand
Eugenio Montale con la sua poesia:
"…. La fuoriesce il Tritone
Dai flutti che lambiscono
Le soglie d'un cristiano
Tempio, ed ogni ora prossima
E' antica. Ogni dubbiezza
Si conduce per mano
Come una fanciullezza amica"
Lo scrittore Mario Soldati,
Scrisse pagine stupende di Tellaro
E di questi luoghi
Della memoria.
Fasce terrazzate
E coltivate a vigneto
Dove si produce un dolce nettare degli dei.
E' bastato un semplice temporale
Per distruggere e spazzare via,
Interi e lindi villaggi
Delle Cinque Terre,
Di pastello colorato
Case e strade sventrate
Persone disperate.
E' stato un fiume di dolore,
Una bomba d'acqua,
Che ha messo sul lastrico
Interi villaggi di quello che
Fu il paradiso terrestre
Delle Cinque Terre
E' stata la furia di una
Tempesta devastatrice
Un mare di fango
Che ha travolto case
E sventrate strade, ponti,
Borghi, evacuati
Sei persone decedute
E otto dispersi
L'intera Liguria nel caos,
Il flagello del maltempo
Che ha sconvolto
Il levante costiero
La Liguria e la Lunigiana,
Letteralmente tagliata in due
L'autostrada e la ferrovia
E la città di Genova isolata
Mentre la pioggia cessa
E il sole ritorna
A illuminare la zona del disastro
I fiumi sono sondati
L'acqua ha creato colate di fango
Che sono scese dalle colline
E gli abitanti disperati
Con le case infangate
Ha provocato milioni di danni
Tutto il Bel Paese piange
Ricordando solennemente
Le vittime della
Liguria ferita.
L'autunno sul
Lago di Garda
Dal Lago di Garda
Con le verdi colline Moreniche
Al Borgo di Sirmione con Catullo,
Al Fiume Mincio con Virgilio,
Che ne cantò le sue bellezze naturali,
Dai fitti canneti delle Grazie
Ai laghi di Mantova,
Dove il Mincio scorre,
Per raggiungere di Venezia il mare.
In questo fine ottobre
È bello camminare
Lungo i sentieri dove scorre
Il vecchio fiume
Con le sue anse ombrose
Dove nidificano le anatre chiassose.
I vaporetti di turisti affollati
Risalgono il fiume
Fra le golene e la pianura
Che ombreggiano le acque serene
I raggi di un sole mite ottobrino
Si riflettono sulle acque placide
Del Mincio tanto amato e cantato dal
Dal grande poeta Virgilio.
E da qui che incomincia la danza
Delle foglie morte
Che si staccano ad una ad una
E si depositano una sull'altra
La foglia è come una farfalla colorata
E svolazzante che vive
Una semplice stagione
Ma le piante conservano nel loro
DNA un segreto,
Che nessuno lo sa:
Ma che ripete uguale ogni primavera
Le foglie sono molto colorate,
Come le farfalle che il vento
Porta via,
Di valle in valle
Dal vento che tutto trascina
Formando un tappeto soffice e colorato
Che aspettano la prima nevicata della stagione.
Guardando verso Nord Este,
Si vedono le alte cime del Monte Baldo
Bianche della prima leggera nevicata
Noi oggi camminiamo su questo
Tappeto di foglie morte
Dove è sepolta la storia del
Nostro meraviglioso Paese
Il vecchio fiume della vita
Attraversa la turrita e antica
Città di Mantova
Con i suoi laghi dove germogliano
I profumati fiori di loto
Lungo il suo scorrere lento
Il fiume con i suoi alti pioppeti
Attraversa villaggi e Borghi antichi
Dove è sepolta la storia
Dei signori Gonzaga
Dalle colline moreniche alla val Padana
Dove combatterono gli studenti toscani
La loro battaglia
A Curtatone e Montanara
Contro l'eterno nemico austriaco
Guidati dal Generale Radeschi
Essi si immolarono per l'Unità d'Italia.
Con questo paesaggio colorato di foglie
Morte la madre natura ci regala
Dopo una giornata di sole
" Si1 E'proprio così!
Le foglie sono come tante farfalle
Svolazzanti che vivono una sola
Stagione".
A due passi
dall'inferno
Può capitare di trovarsi
All'improvviso a due passi
Dell'inferno,
Dove si percepisce
Il silenzio del dolore
Sotto i fari rotondi e cristallini,
Di una fredda sala operatoria,
Sdraiate con la sola consapevolezza
Della fragilità del nostro
Rivestimento corporeo.
L'ambiente color verde acqua
Che ti da l'impressione di essere
In mezzo ad un bosco
Dove scorre il querulo ruscello,
Di fronte ai meravigliosi monti innevati
Dove si respira un'aria pura
Che ti infonde serenità
Ed invece si viene martoriati
Da una serie infinita di aghi
Che scavano nei confini dell'anima
Allora percepisci dolori sordi
E profondi s'insinuano nella carne
E varcano la soglia dell'essere.
Al terzo lungo respiro
Viene a mancare il naturale ossigeno
La bocca s'irrigidisce come un sasso.
Percepisce coscientemente
La rigidità cadaverica,
E l'arresto della vita,
L'impotenza totale ed il buio
L'anestesia inizia il suo decorso,
Sulla massa nervosa e vivi il martirio
Percepisci voci indefinite
E luci sfocate
Accompagnano un seme cosciente
Ritorno alla vita.
Brividi di ghiaccio bollente
Invadono ossa e carne amalgamate in un tutto informe.
Mentre la pressione sale
E scende vertiginosamente
Aghi e sonde vengono introdotti
In un corpo che chiede soltanto pace e silenzio.
Poi segue un dormiveglia
Dolori di ogni tipo bussano alla porta,
Il male mette in ginocchio
E poi arriva il pianto
Che subito viene represso.
Il silenzio e il buio sono gli unici compagni.
Che scandiscono le ore interminabili.
Mentre fuori brilla il sole
E la vita continua.
I pensieri frullano nella testa
E mettono a dura prova l'essere umano
Riproponendo alla coscienza
Tutti i quesiti del vivere.
Tutti i perché dell'esistenza,
Ed incomincia il cammino della fede
E della ricerca del proprio io.
Ma la tecnologia scientifica
Fa passi da giganti
La cultura del dolore
D'essere prioritaria.
Ma la vita riprende,
Talvolta con postumi,
Ma tutto bene, anche se negli occhi
Brillano ancora i fari rotondi
Della sala operatoria.
La Sanità è della parte del paziente,
Sempre,
Non si nasconde nulla
Né soprattutto il dolore.
Dentro l'alba
del nostro fiume
Del velluto del verde dei boschi
Dalle golene luccicanti
Ti veste i tuoi fianchi
Alla notte che ti ha fasciato
Con le piume più morbide
Dai caldi colori
Del respir di luce
Al toccar dell'ala
Su su che si fa più scura
Sul tuo seno
Il fiume del nostro celo
Ma nel gorgo delle ninfe
Che le nubi a mille
Hanno fatto un fiume
Senti il ridere
Dell'ali del cielo
Che muovono a folle giro
Tra luci e colori e ombre
Che le labbra il sol
Lascia nel fiume
E sugge anche da questa che è l'anima
'nA ninfa che da la vita
L'uomo che cammina
A sentire il fruscio delle voci
Che sanno di cielo,
E il morbido toccare
Dei colori e dei venti
E delle foglie appena che son mosse.
Un raggio di luce
Di un sole nascente
Illumina i prati verdi,
I sentieri, le golene
E a tratti si specchia nelle acque
Del grande fiume della vita.
I sentieri sono coperti di foglie
Secche e colorate d'autunno
Uno stormo di anatre
Si è posato sulle acque
Del nostro fiume
E le ombre delle golene
Emanava un fascino particolare
Con la sua tranquillità
Il profumo della terra bagnata
E i colori dell'autunno avanzato
Mentre scendeva leggera
Una nebbiolina azzurrina
E greve
Quasi azzurrina sul fiume
E sulla valle incantata
Lo scoglio sul mare
La falesia con le sue bianche
Rocce dal vento levigate
Dove fioriscono le profumate
Violacciocche.
Gli antichi ulivi argentati
Mossi dal vento grecale
Che spira fresco dal mare,
Le foglie ingiallite portate
Dal vento della sera
Che tutto trascina,
Come una preghiera
Danzano i raggi del sole
Sulle onde spumose del mare.
E' un continuo andar viene
Di bianchi gabbiani
Che vanno nel mare a pescare.-
Una vela colorata
Gonfiata dal vento,
Scivola, ondeggiando sull'onda,
Una campana lontana,
Con il suo suono argentino,
Ci annuncia l'ora della preghiera.
Il sole è quasi pronto a tramontare
E l'orizzonte è tutto un'armonia di colori.
Siamo seduti su di uno scoglio
Lambito dal mare
Per ammirare le luci del tramonto
Di uno spettacolo eccezionale
Era un mare violaceo
Con le nuvole arancioni
E un grande sole
Prossimo a tramontare.
Un bacio e una promessa d'amore
Seguita da una carezza
Eri bella con i capelli al vento
In quel mare d'argento.
I tuoi occhi azzurri come il mare
Mi fanno ancora sognare
Quei momenti felici
Su quello scoglio lambito
Dalle onde del mare.
La sera cala silenziosa tra il mare
E l'orizzonte
L'aria ed il cielo cambiano
Anch'essi colore
Quasi per preparare
Una sera serena d'amore,
Mentre il mare stava
Raccogliendo l'ultimo bacio del sole.
E' bello sognare in questo
Spicchio di mare.
La guerriglia di Roma
Scontri tra manifestanti
E forze dell'ordine.
Roma é stata violata
Dai Black Blok
Una regia estremista
Degli anarchici
Insurrezionalisti,
Con un piano organizzato
Hanno profanato una chiesa
E un supermercato saccheggiato
La Città eterna era bella
Sotto i tiepidi raggi del sole
Dell'autunno colorato
Dai verdi colli
Spirava l'aria fresca
Del ponentino.
I bambini giocavano
Con i rossi palloncini
La Piazza di San Lorenzo.
Era affollata di gente allegra
Era una manifestazione pacifica
Indetta dagli indignados
Con striscioni,
Canti e suoni
Procedeva in allegria
Ma, improvvisamente,
Sono spuntati dalla retrovia
Gli estremisti
Dei Blak Blok
Portato lo scompiglio
Fra la folla allegra e pacifista
Distruggendo tutto ciò
Che incontravano sulla via.
Mandando in frantumi le vetrine
Delle banche e dei negozi
E' stata una vera guerriglia
Dove dominava la cattiveria,
E la violenza
Incendiando le auto in sosta
E anche i negozi e le abitazioni
LE strade e i viali
Erano invasi dal fumo dei lacrimogeni
E di quello delle automobili
Sembrava l'incendio di Nerone
Quelle strade di Roma,
Erano affollate da una folla
Anonima che voleva vivere
Una giornata di festa
Invece hanno incontrato
La guerriglia e la distruzione
Questi criminali
Distruggevano
Tutto ciò che incontravano
Sul loro passaggio.
Sembrava fossimo ritornati indietro
Di mille anni,
Quando, nel suo passaggio Attila,
Faceva piazza pulita di ogni cosa.
Neppure i blindati
Delle forze dell'ordine,
Hanno risparmiato
Grazie a questi valorosi,
Che si sono molto prodigati,
Sono riusciti a fermare quell'onda
Selvaggia e di inaudita violenza.
Si vedeva che erano ben
Addestrati alla guerriglia
Hanno fatto le grandi manovre
In val di Susa.
Non abbiamo ancora
Dimenticato
La devastazione nel G/8
Nella bella città Genova,
Dove purtroppo
Ci è scappato il morto.
Anche a Roma cercavano
Uno da santificare
Questi giovani appartenenti
Ai Centri sociali.
Dove vengono forgiati all'estrema
Violenza
Anche ieri a Roma,
Hanno rovinato la festa
E la città
Causando milioni di danni,
L'uomo della strada si domanda!
Ma di questo passo dove
Andiamo a finire?
Uno stormo di passeri
danzare
Un raggio di sole illuminava
Uno specchio d'acqua
Nel giardino fiorito
Le luci riflessi sull'acqua
Attiravano uno stormo di passeri
E in picchiata si tuffavano
E con le zampine danzavano
Era una cosa spettacolare
Vedere i passeri danzare.
Svolazzavano con le ali,
E si alzavano nell'aria
Per poi nell'acqua ritornare.
Era una danza speciale
In quell'azzurro specchio dì acqua
Sicuramente,
Era una danza d'amore
O di corteggiamento,
Non saprei come spiegare
Questo loro atteggiamento
Questo spettacolo
Veramente originale.
Ogni giorno questa meravigliosa
Natura ci fa scoprire
I segreti della vita
E dell'amore
Tra le verdi foglie dell'edera
E del rosaio
Si sentivano i passeri cinguettare
Sembrava un tocco magico
Di un direttore d'orchestra
Di una musica lontana
Di una musica arcana.
Gli alberi prendono vita
E si trasformano in un
Stormo d'uccelli
E' un inno alla natura e alla vita
Il soave
profumo di mare
E' bello sostare
E guardare
Il luccichio delle onde
Di questo azzurro mare,
Ed ammirare le bellezze del creato
E meditare sulla vita.
Quel giorno non chiesi niente al cielo.
Limpido e sereno
Non pretesi nulla a quel
Meraviglioso mare,
Un'onda benevola portò sollievo
Alle mie stanche membra
Portando i suoi doni!
Tra le alghe una conchiglia
E un cavalluccio marino..
Fui rapito dalla tua bellezza!
Non esitai a sfiorarti eri così bella
Così reale!
Il bianco gabbiano si posò
Sulle mie mani,
Per ricevere la sua razione di pane
E fu allora che m'accorsi del tuo sorriso.
.. Quel sorriso enigmatico e stanco
Nell'eterna malinconia.
No! Non potrei mai dimenticare!
Avrei voluto tenerti
Stretta fra le mie braccia,
Avrei voluto rapirti dal tuo mondo,
Dai tuoi occhi vidi brillare
Due gocce di mare.
Fragile il tuo corpo sull'onda,
Meravigliosa nel lasciarti cullare
Su quell'onda anomala.
Ma finalmente,
.. Sei tornata a sorridere!
Felice insieme alle altre stelle.
Che brillavano in cielo.
La sera era fresca e invitante,
La sabbia bagnata dall'onda,
Il tuo abbraccio delicato e gentile
Le tue labbra aride e carnose
E i tuoi baci dolci come il miele
Eri una preziosa
Stella marina
Che brillavi alla luce del sole calante
Ma la più bella luce
Veniva dai tuoi occhi
Nel soave silenzio della sera
Che si abbandona a quella tenera
Luce
Non ero cosi
Questo bosco sembra non aver
Mai fine
Per la sua immensità
Cammino in un paradiso da sogno
Quei ponti di nebbia
Le rive del torrente luccicano
Da un raggio di sole
Le foglie degli alberi brillano
Per la rugiada notturna
Un tempo non ero così: ero così
Come mi senti tu,
Fanciullo fin che tu sei:'
Una polla d'acqua,
Appena là,
Intanto che era là,
Sulla palma che l'accoglieva
Di una foglia,
Delle foglie tante di un bosco
Con in sen ciascuna
Una polla d'acqua
Fin tanto che non c'era il vento;
Sentirsi una goccia
Di acqua - sulla foglia
Nel verde del bosco,
Che stende mille palme di foglie,
Ciglia turgide di lacrime belle
Del pianto della notte,
Quando non c'è il sole
E tace il vento.
Allora - non ero così
Pace e silenzio rotti solo
Dal fruscio delle foglie mosse
Dal vento della sera
Un flash di memoria
Un flash di memoria
Nella splendente
Luce del silenzio.
Per un attimo il mio olfatto
E' stato invaso dal profumo
Penetrante
Del pane appena sfornato.
In questo flash
Di memoria
Ho rivisto Teresa, mia madre,
Che davanti al forno a legna
Sfornava il pane della vita.
Era un periodo di carestia,
Per non dire di fame.
E di ristrettezze
Ed un pezzo di pane nero,
Voleva dire un giorno di
Sopravvivenza.
Sui piani dell'Aspromonte
Si combatteva
L'ultima battaglia
Dell'Esercito italiano nel 1943
Contro gli Alleati
Anglo Americani.
Quel giorno è mancata la comunicazione,
Ma non il coraggio
Sostare nella vicinanza del forno
Del piccolo borgo
Aspro montano di Cosoleto,
Significava lasciarsi anche
Travolgere dal profumo
Unico che solo il pane
Appena sfornato
Riesce a diffondere nell'aria.
Con i miei amici
Eravamo lì ad aspettare
Quell'attimo fuggente:
La pagnottella calda
Appena sfornata
Che era il pranzo dell'intera
Giornata
Ti ristorava quasi il solo profumo
Che si diffondeva nell'aria
Come quel mendicante
Davanti alla rosticceria
Di Parigi
Che mangiava il suo tozzo di pane
Al profumo dell'arrosto.
Della fragranza del pane appena sfornato.
Quella pagnottella
Che Teresa mia madre, riusciva
A procurarci
La dividevo con i miei compagni
Di scuola.
Quell'atto voleva dire,
Amicizia e fratellanza
Nel bene e nel male,
In questi ricordi,
Emerge la figura amorevole di mia madre.
"Quando una persona cara
Diventa memoria,
La memoria diventa tesoro
Vivendo nel silenzio
Della nostra dolce luce".
Siena
figlia della strada
Proprio perché attraversata
Dalla Via Francigena.
Il 10 ottobre di molti anni fa,
Siamo partiti da Abbadia- Isola
Una lunga passeggiata di 8 km
Della Via Francigena
Oh, sì! La via della fede,
Che portava i pellegrini
A Roma e a Gerusalemme.
Questa passeggiata campestre
Ci ha portati quindi, nel Piazzale
Di Santa Maria
Della Scala
Il Complesso monumentale
Di Santa Maria della Scala,
Importantissimo ospedale,
Testimonianza dell'assistenza ai pellegrini
Nel Medioevo.
Che partiti da Canterbury
Raggiungevano Roma
La nostra lunga camminata
Era terminata
Con l'entrata nella città di Siena
Dove la luce medioevale
Rifletteva ancora sulle case e
Sulle Piazze,
Lì c'era ancora la vita passata
Nostalgia di un tempo lontano
Adriana ed io eravamo
Gli ultimi escursionisti mantovani
A chiudere le lunghe fila
Del Cai di Mantova
Le vie strette, angolari,
Pochi passanti infreddoliti
Sotto una pioggerellina fitta,
Sottile
E penetrante.
Camminavamo fra la gente anonima
E nello stesso tempo festante
Ti osservavo città bella e austera
Così lontana
Con i tuoi carruggi
Le contrade
E i ristorantini quasi nascosti
Ricordo l'arrivo sulla Piazza del Duomo
Con il suo stupendo gotico rosone
E le guglie affusolate
Che bucavano il cielo.
Nel mio passaggio sentivo l'eco di Hendel.
Melodia che ancora si libbra nell'aria.
E ti sfugge.
La storia passata
Una città superba
Nella sua stupenda bellezza,
Alta e fiera.
Ti vedo e respiro ancora.
L'aria fresca della sera
Siamo ancora ritornati a rimirar
Le sue bellezze nascoste
Piazza del Campo con il Palio
Una manifestazione storica,
Una festa di stampo medioevale
Che si svolge 2 volte l'anno
E che attira migliaia di turisti
Da tutto il mondo
L'unicità e la
Spettacolarità rendono
Questo evento la manifestazione
Storica più importante
D'Italia
Vedi cavalli scossi e fantini rotolanti
Sul selciato ricoperto
Dell'argilla delle Calanche,
Le contrade sono in festa
Con lunghe tavolate e libagioni
Lungo i vicoli e i carruggi
Si fa sempre festa
Anche dopo la vittoria del Palio
Sono 17 le Contrade aventi diritto
A partecipare sono:
Pantera, Giraffa, Selva,
Istrice, Aquila, Torre e Liocorno;
Il Palio è una corsa
Che da molta emozione
E anche gioia di vivere
Genova Quarto
Scoglio solitario
Dove si fermano le onde
Del mare in tempesta
Dove noi oggi scopriamo
Pellegrini erranti
Questi tortuosi carruggi
Le case colorate e stinte dal tempo
Questo è uno dei magnifici
Borghi marinari della bella
Liguria regina dei mari
Siamo qui approdati
In cerca di ricordi
E di antichi profumi
E richiami della gente di mare,
Sempre attenta e generosa
Da questa insenatura rocciosa
Partirono
All'alba di un nuovo giorno
Della storia del nostro Paese
Fra le onde del mare
Si sente ancora invocare
"Vogate!
Vogate impavide!
Piemonte e Lombardo,
Nobili veicoli
d'una nobilissima schiera;
La storia rammenterà
I vostri nomi illustri
Al compimento
della grande impresa;
L'astro che scorgerà
Il grandissimo
Cantore di Beatrice,
E che scorgeva
I grandi che gli successero.
Nel più cupo della tempesta:
La stella d'Italia.
Oh Italia!
Sempre giovane Tu sei,
Con le chiome al vento
E i tuoi occhi blu son
Luminosi come questo cielo
E questo azzurro mare
Frammenti di profondo amore
Vivono per me
Per Te. Patria mia,
Vogate
Vogate pure argonauti
Della libertà
Là sull'estremo orizzonte
Meridionale
Splende un astro
Che soli non vi lascerà
Smarrire la via che vi condurrà
Al compimento
Della grande impresa;
I vostri nomi illustri.
A dispetto della calunnia,
E quando gli avanzi dei Mille,
Che la falce del tempo
Avrà risparmiato
Per gli ultimi,
Seduti al focolare domestico
Al calore del fuoco
Scoppiettante
Ci raccontavano a noi nipoti
La favolosa impresa,
A cui ebber l'onore
Di partecipare,
Ben ricorderanno
Alla gioventù attonita
I nomi gloriosi che componevano
L'in trepidissima spedizione"
Un abbraccio
Sì! Un abbraccio:
Pochi gesti veloci di due innamorati
Un istante di vita felice
Solo una carezza
Tutto attorno ad un greve silenzio
Una tensione inesplosa
Rabbioso silenzio di chi lotta
Nell'incognita di un vuoto
Pronto a divorarti
Ancora una volta.
Un solo attimo,
Solo un bacio,
E un abbraccio
Pieno di profondi significati
Ed emozioni
Fatto di semplici gesti
Di carezze,
Dove gli occhi non cercano la luce
Ma il tuo bellissimo volto
E le mani scivolano dolcemente sul tuo corpo.
E trovano la dolcezza,
La tenerezza,
E il tuo modo di amare
Le tue labbra rosse e carnose
Cercano la linfa vitale della vita
Il tuo abbandono,
In un momento di estasi
E' come le onde del mare
Che si spengono lentamente sulla riva
E poi, incominciano d'accapo
Ma la natura urla alla vita
Oh tu azzurro mare
Un sogno abbagliante all'orizzonte
Di vele colorate
Di odorosa salsedine di onde anomale
Odorosa marea vagabonda
Che si spegne contro
La scogliera bianca
Dove nidificano i bianchi gabbiani
Che conserve quel
Sentimento represso
Che il cuore non conosce,
Eppure,
Quanta dolcezza
Sprigionano i tuoi occhi
E i tuoi baci
Che contengono il sentimento della vita
La saggezza infinita
Ma in quelle parole dolci e soavi
Trema un singhiozzo
Represso di pietà o di amore?
Per il mio povero cuore
Un abbraccio tra cielo e mare
Dove c'è tanta poesia
E gioia di vivere
Vorrei poter fermare
il tempo
Vorrei poter fermare
L'attimo fuggente
In cui questi miei occhi
E le labbra e i gesti
Inondano la vita
Vorrei ritrovar l'infanzia,
Il pensiero,
E i vecchi giochi
Di fanciullo,
A volte mi sento libero
Come un gabbiano dalle possenti ali
Che si accasci sconfitto
Ma la luce mi inonda
E scopro il sorriso,
Il dolore,
Il pianto,
La scherzo,
L'amicizia
E perfino l'amore.
Oh, sì, la tenerezza
E la gioia comune
Ma il bianco gabbiano si libra
Più forte e veloce nell'azzurro
Cielo
Di lassù mi guarda,
Mi osserva
E con una planata
Spericolata,
Si va a posare
Sulla roccia in mezzo al mare
Mentre nella baia di Portofino
Corrono gioiosi i bambini
E sono felici
Tra la battigia
E la riva.
Dove la montagna verde
Incontra il mare
Le verdi colline spioventi si tuffano
Nelle profonde acque color smeraldo
Le dolci colline
Che si affacciano sul golfo di Rapallo
Di fronte alla Piazzetta di Portofino
Quasi una ragnatela
Nel verde delle colline
Per raggiungere i borghi antichi
Barbicati sui costoni rocciosi
Che come un faro
Illuminano l'immensità del mare
Dove ognuno di noi
Trova la gioia di vivere.
L'armonia e il benessere dei sensi
Il Tigullio è un luogo da sogno
Una cartolina da conservare
Nell'archivio della nostra memoria
Un autentico angolo di paradiso,
Tra cielo, terra e mare
Il primo raggio
di sole
Mi coglie il mattino presto
Quasi ancora assonnato
Nel silenzio dell'alba,
Con un cielo colorato
Quando tutto tace.
Il sole già illumina le alte cime
Delle superbe vette
Di neve incappucciate,
Che nel cielo pare si perdano
Nel trasparente mare rapite.
Laggiù verso ponente
Ancora la luna è nel cielo sospesa
Seduta assonnata.
Sulla cima del monte ancora più diafana,
E trasparente
Certamente invoca il ritorno
Della notte trascorsa
Mi fermo nella fresca fonte
E mi rinfresco il viso e la fronte
Al contatto con l'acqua gelata
. Mi sveglia i sensi
Ed incomincio una nuova giornata
Senza di te
Anche nel borgo già ferve la vita,
Ancora i sogni, attraverso gli occhi
Socchiusi e appannati
Rivelano l'ansia della notte passata,
Ma rimane il ricordo
Dei tuoi baci e le tue carezze.
Si aprono le finestre delle baite
E le taccole nere sono ancora assonnate,
E sui camini fumanti
Appollaiate.
Ai primi raggi del sole
Riprendo il cammino
Sul verde sentiero delle abetaie
Convinto che mi giovi
Questa lunga camminata
In questo nuovo giorno
Mi sembra d'essere sconfitto
Ancor prima che sia iniziata
Eppure il mondo
Continua a girare.
Per le vie la gente,
Si vedono camminare
Tranquilla,
Ma essa tesse le trame
Necessarie alla vita.
Uno squarcio nel cielo
Emana una luce di felicità
In quest'angolo del silenzio
Dove tutto tace
E dove nasce l'amore
Un passo dopo l'altro,
Siamo giunti al cospetto
Delle Cattedrali Dolomitiche
Dove regna il silenzio assoluto
Ma che cos'è questo silenzio?
E' un lembo di cielo
Che scende verso l'uomo.
Viene dai profondi spazi
Celesti,
Dalle epoche anteriori ai mondi,
Dai luoghi dove i mondi
Più non esistono,
Ma esiste il mistero della vita.
E della creazione.
Dio è sceso dalla montagna,
Senza dimenticare neppure
Un granello di sabbia.
Passerà il tempo
E di questi giganti che bucano il cielo
Rimarrà solo un sogno,
O una voce che giunge dall'infinito.
Quando non si udranno più le sue
Parole a guidare il nostro cammino,
Allora anche noi
Diventeremo un sogno.
Il grande sogno della vita
La fresca sorgente
Dimmi amore,
Oggi non sono nella piccola
Insenatura di Manarola
Dove eravamo defilati
Dagli sguardi dei curiosi
In quel paradiso delle Cinque Terre
Ma sono al cospetto
Di questi giganti della montagna
Con le loro cime innevate
Dove il sole fa riflettere
I suoi caldi raggi
E dove regna il silenzio assoluto
Anche qui a questa altitudine
Questo mio cuore batte
Solo per te
Dimmi che sto sognando
Cammino sul sentiero strapiombate
In coda agli escursionisti
E sono triste senza di te
Non voglio stare lontano da te!
Anche le montagne che un giorno sorridevano.
Al nostro passaggio
Oggi sono triste
Perché questo cuore sta soffrendo
Anche gli uccellini sono tristi
Perché tu non ci sei a dargli
Le briciole di pane
Sul palmo delle mani
E le marmotte non ci stanno a guardare
Davanti alle loro tane
Amore mio. Sai!
Ho sognato la fatina
Che mi diceva che amare te
E come il miele più dolce che ce
Dimmi come mai questo cuore
E così triste
Adesso tu!
Mentre io vivo solo per te
Che vuoi volare
Nel cielo blu con me
In questo cielo limpido e sereno
Ma all'orizzonte
E' spuntato
Il coloratissimo arcobaleno.
Il paesaggio è molto colorato
Come la vita
Una famiglia di caprioli si era fermata
Ad abbeverarsi.
Ecco la polla: è sotto di noi,
Sgorga in un luogo fresco,
Antico, misterioso.
L'acqua!
Un miracolo della vita,
Un elemento che non cesserà mai
Di sgorgare,
Ah, Dio immenso e infinito,
Come sai farti amare,
Attraverso la voce della Natura
Tutto intorno è fresco,
Le rocce sono umide,
E la polla è il luogo che raccoglie
L'acqua delle nevi che si
Sciolgono
E' il luogo dove noi escursionisti
Ci siamo fermati per
Un meritato riposo.
Scende serena la sera
Mentre il sole si appresta
Per tramontare
Creando un paesaggio bellissimo
E molto colorato.
Ci mancavi tu per la solita
Fotografia di gruppo
In questo paradiso terrestre.
Anche il cielo cambia anch'esso
Colore, quasi per preparare
Una stupenda cornice
All'alpe che sta raccogliendo
L'ultimo bacio dal sole
Quest'attimo fuggente,
In questo luogo del silenzio
L'ho fissato con gli acquarelli sulla carta
Per fare dono a te.
Ciao amore
Settembre
tempo di vendemmia
Mario Soldati scriveva:
" La vendemmia è la poesia
Della terra"
In questi giorni settembrine
Nei pressi delle cantine
E degli antichi casolari
Sulle verdi e ondulate colline
Punteggiate da alti cipressi
Che svetta nel cielo
Nella verde Toscana
L'aria è satura del profumo
Del mosto in fermentazione.
La vendemmia
E'una continua festa
La sera sull'aia
Si mangia, si balla
E si sta in allegria.
Sui sentieri bianchi
Che costeggiano i vigneti
S'incontrano carri carichi di uva
Appena vendemmiata
Anche i non addetti ai lavori
Capiscono che è tempo di vendemmia.
Di canti e di allegria
Tra i filari dell'uva matura
Penetra un raggio di sole
Che illumina i tuoi occhi
Azzurri come il cielo,
Da dove emerge la bellezza
E la gioia di vivere.
Il venticello di tramontana
Porta lontano le note canore
Di allegria e di canzoni
Occhi limpidi accesi,
Teneri nel donarmi che esprimono
Il vero sentimento!
Occhi che sanno dirmi ciò
Che la tua bocca tace!
Nei tuoi occhi mi perdo. tra l'azzurro
Del cielo e dei prati
E il verde delle colline.
Le cantine, i cascinali e i castelli
Merlati fanno corona
All'immensità delle vigne
Tra un filare e l'altro
Ero innamorato nel seguire i tuoi occhi
Attenti nel tagliare i grossi grappoli
Maturi. e deporli nella cesta
.. I nostri visi sfiorano la luce del sole
Le nostre labbra
Accennavano un sorriso
E con gli occhi socchiusi
Mi sussurravi i tuoi pensieri
E i tuoi segreti
Quando alzavo gli occhi dal filare
Potevo vedere ancora il tuo sguardo
E sentivo ancora il tuo profumo,
Che è come quei profumi,
Che sembra debbono subito svanire,
Eppure resistono al tempo
E penetrano di sé ogni cosa.
Quando inizierò il mio cammino
Ti cercherò ancora
Sul viale della vita,
Ma il tempo non dà mai scampo
Cancellerà anche le tue orme
Ed anche se non ti troverò
Mi ricorderò degli occhi di quella
Bella ragazza sconosciuta
Che dall'altra parte del filare
Vendemmiava vicino a me
E mi ha fatto palpitare forte il cuore
Ciao amore!
L'amore sconosciuto!.
Dagli occhi neri e dai lunghi
Capelli biondi svolazzanti
Al vento della sera
In giro per il
Bel Paese
E' bello viaggiare
Fra terra, cielo e mare
Del Bel Paese,
Sono amante della meravigliosa
Natura con le sue bellezze naturali
Ma purtroppo nel visitare queste
Stupende località,
S'incontrano tante cattedrali
Nel deserto in compiute
E da decenni abbandonate
Alle intemperie del tempo.
Che demolisce ogni cosa
Nel nostro girovagare ci siamo fermati
A visitare le bellezze naturali
Nella bellissima città di Matera
Con i suoi antichi sassi,
Le stradine e le case
Scavate nella roccia
Oggi é un paesaggio dell'Unesco
E anche un monumento nazionale
Che tutto il mondo ci sta ad invidiare
In questa caratteristica città del sud
Capoluogo di provincia
Abbiamo osservato cantieri
Da 24 anni abbandonati
500 milioni andati in fumo
Stazione, ponti, gallerie e strade ferrate
Dove i binari non sono
Mai stati collocati
Questi lavori incompiuti
Sono coperti da erbacce e sterpi
E la città di Matera é senza treno
Il Bel Paese è deturpato
I turisti si fermano a guardare,
Ma non sono i resti archeologici
Della Magna Grecia
O gli scavi di civiltà sepolte
E' soltanto una ferrovia
Senza rotaie
Una stazione senza il treno
Edifici abbandonati,
Senza porte né finestre
E la storia si ripete
Con gli acquedotti senza l'acqua.
Campagne secche e assolate
Fattorie abbandonate
E' una cosa scandalosa,
Che nessuno vuole fare sbloccare
Per un qualche motivo che,
Non ci è dato a sapere
Ma che molti da sempre
Sono a conoscenza
Di questo scempio nazionale.
Di nuovi ospedali
Non completati
Viadotti e strade abbandonate
Nel territorio nazionale
Buttiamo pur via altri soldi
In un'opera che inizieremo
E non porteremo mai a termine.
Dilapidiamo pure soldi
Che NON ci sono
In opere fantoccio,
Giusto per fare qualche appalto
E dare altri soldi alla mafia
E alimentare il clientelismo tipico italiano.
Sono tutte promesse da marinaio
Quella " gente
Muta ed assente"
Uniti per vivere
Si va pellegrini per tortuosi
Sobborghi
In cerca di antichi profumi
E richiami
Della Tua gente,
Sempre attenta si ed
Essa sa che Tu sei la sua
Patria, oh Italia!
Sempre giovane Tu sei,
Con le chiome al vento
E i tuoi occhi blu son
Luminosi come il cielo
Frammenti di profondo amore
vivono per me
Per Te. Patria mia,
Ed anche per la mia gente
Che a volte mi appare
Muta ed assente
Questa poesia è stata scritta da una zia del collega Luogotenente
Antonio Mignacca di Roma,
In occasione del 150 anniversario dell'Unità d'Italia
Omaggio all'autrice.
Oh si,i ricordi !
Il sole era alto nel cielo
Sul colle di Nava
Dove le cose son belle
E dove germoglia la profumata
Lavanda e l'amore
Era bello sognare e stare con te
Ero felice come un Re
Ma ormai è lontano
Quell'amore giovanile
. Era fragile come il cristallo
.Ma. Era molto dolce
Come il miele.
Dopo tanto tempo,
Sono qui ritornato
Ma non ti ho ritrovato!
Ho rivisto i luoghi della memoria
Di un'antica storia d'amore
La strada scende tortuosa
Fra andanti e tornanti
E s'immerge in un mare di verdi
Uliveti da dove si sentono anche
Le onde e il muggito del mare
Della vecchia Liguria
Il borgo è medioevale,
Che segue la storia di Genova
Con le sue torri
E l'antico abitato:
Un grumo di case stinte nel tempo
Ed il suo nome è Pieve di Teco
Che è tutto un programma.
Ma oggi è come allora
Con quello che sento dentro il cuore
Che palpita come quello di un fanciullo
Non si possono cancellare questi
I pensieri e gli amori di ieri
Che si allontanato.
Resterà per sempre il ricordo
Di quella tenerezza,
Degli sguardi fugaci
E delle coccole
Che ci siamo scambiati.
. Saranno dimenticabili momenti
Di felicità.
. Forse un giorno guarderò indietro
E riuscirò a sorridere.
Il cielo allora tornerà di nuovo blu
E il sole splenderà
Riscaldando la mia anima
La Liguria è una lunga striscia di costa,
Ai piedi di montagne coperte
Di vigneti e verdi uliveti
E le serre specchianti
Qui trovi case color pastello
Che si crogiolano
Al sole del Mediterraneo,
I loro giardini fiorenti
Del dolce clima,
Tutto risplende di piante colorate
Ecco il mare degli dei
E degli innamorati,
La Baia del Tigullio
Con i suoi bianchi gabbiani
Volteggiare sul mare
Con Portofino e San Fruttuoso
Questo é il luogo incantato che ha visto
Piangere principesse sfortunate
E fanciulle innamorate
È una baia che fa sognare
Sui fondali di Portofino fioriscono
I coralli e le gorgonie
E nel Dio degli abissi
I giovani sub vanno a consacrare
Il loro amore
Spargendo in torno
Di San Remo i fiori
La scogliera
Oggi spira un'aria fresca
Di tramontana
Tanto che fa muovere le onde del mare
Le nuvole bianche si confondono
Con i colombi e i gabbiani
Che sorvolano le onde del mare
Che sulle rocce si vanno a posare
Anche loro,
Con i loro viaggetti,
Sono andati a largo a pescare
Il cibo della vita.
Sono felice di camminare
Vicino a te,
Sul bagnasciuga
Grazie mio sogno infinito
Oggi tocco il cielo con un dito,
Perché mi fai sognare appisolato
Sulla rena del mare
Mentre tu mi stai ad accarezzare
E gli occhi baciare.
Grazie a questa natura incontaminata
Perché fa germogliare fra le rocce
I fiorellini azzurri, come il mare
E gli innamorati
Sospirare
Oggi è una giornata di festa,
Il vento che spira dal mare
Sembra un musicista con le sue
Canzoni d'amore
Un pittore con il suo fascino d'artista
Perché dipinge nel cielo i miei sogni
Con i colori celeste del cielo
E gli azzurri del mare
E i fiori fa sbocciare
I nostri ricordi
Sono rimasti impressi
Come le orme sulla sabbia
Della battigia
Nel mio girovagare
Fra cielo, terra e mare
Ho raccolto una stella marina
Che ha i colori dell'arcobaleno
E del rosso corallo
Da appendere come gioiello
Sul tuo bianco seno
Il colore del silenzio
E del vento di maggio,
Con i respiri del mare
E i colori delle emozioni
E quello dell'amore
Ecco che cosa percepisce il mio animo,
Ammirando questo paesaggio
Molto colorato
Al tramonto della sera.
Mi ricordo i giorni felici,
I tuoi caldi baci
E i tuoi occhi celesti
Pensieri che non tramonteranno mai
Come l'amore
Essi ci ricordano una pagina
Della nostra vita.
Ammirando questo paesaggio
Astratto e metafisico
La natura ci invita e ci ama:
Riposiamoci sul suo seno,
Che essa ci apre sempre;
Quando tutto per te cambia,
La natura resta la stessa,
E lo stesso sole sorgerà sui nostri giorni.
Di un futuro radioso
Soltanto nella vita tutto si ripete
Eternamente giovane è la sola fantasia
Solo ciò che non è avvenuto mai
E in nessun luogo,
Non invecchia mai.
Come questo cielo e questo
Meraviglioso mare.
Grazie amore d'esistere
Il Mare di notte
Il sole era appena tramontato
Dietro la scogliera
La sera scendeva placida e serena
All'orizzonte si vedevano gli ultimi
Bagliori del tramonto del sole
La spiaggia era solatia
La sabbia bagnata
Dalla brezza del mare
Camminavo nel buio della sera
Un brivido pervadeva la mia pelle,
Avvertivo la tua presenza
Che avanzava senza fare rumore.
Sentivo il tuo respiro
E il tuo profumo
E mi domandavo: sei qui!
Qui vicino a me?
Adesso non ho più paura
E non temevo più nulla!
Nei miei ricordi vedevo i tuoi occhi
Azzurri come il mare
La tua luce,
Esisto solo avvolgendomi
Nelle tue grandi ali
Come quelli di un bianco gabbiano
Per vivere in te
E restare con te per sempre.
Il mare era tormentato
Come il mio cuore
Ma da lontano mi giungeva
Una dolce musica
Era l'armonia del mare
Anche il ritmo della poesia
E' in armonia con il ritmo
Del mare
Anche la natura ha il ritmo
Dell'amore
La poesia suggestiva
Che riesce
Magicamente a dipingere la sinfonia
Di questo meraviglioso mare
Che con la sua armonia
Riesce a risvegliare l'anima
E l'amore
La luna non era ancora
Apparsa nel cielo
Mentre il chiarore delle lampare
Illuminavano
Quello spicchio di mare
Il silenzio della notte tra
Cielo e mare
Fra quella luce opaca e
L'ombra della notte
Mentre le onde del mare
S'infrangevano contro
Gli scogli e le falesie
Il silenzio e la luce della notte
Mentre il mondo dorme
E i miei pensieri rimangono
Sopiti
Il cielo come un pennello
Dipinge il mare
Mentre il mio cuore è triste
E vaga fra la sabbia
E le onde del vento e la quiete della sera
Passeggiata solitaria
Tra i boschi
Camminavo nel buio
Sentiero del Trenino
Tra le alte abetaie
Che bucavano il cielo
Fra montagne
Baciate dal primo sole
Del mattino
Di tanto in tanto
Filtrava un raggio
D'intensa luce
Che mi rallegrava
L'anima e il cuore
Ma in questo povero.
Cuore palpitante
D'amore
Ho visto il dolore,
E la paura di amare
Che tu avevi
Perché questa volta
Sono riuscito ad entrare
Nel buio più profondo
Dei tuoi occhi neri
E dei tuoi pensieri
In quel raggio di luce
Che filtrava dal bosco
Nel meraviglioso mondo
Tra la magia
Nel mondo delle fate
Degli elfi
E dei sogni
Che fa rima con la poesia
In quell'affascinate regno
In cui vivono le Fate
Ho visto te
Svolazzante come una
Farfalla colorata
Che correvi
Con i capelli al vento
Come un capriolo
E raccoglievi
I fiori profumati
E le viole
La vita ha questo
Di meraviglioso
Che sa
Quando incontrare
L'amore.
Fra le piante e i fiori
Sono venuto a vederti
Oh mio Dio
Anche l'erba del prato
Mi rammentava il tuo profumo
Così ogni fiore ha la sua voce
E dal giardino del prato
Si è alzato un coro
Di uccellini
Innamorati
L'ultimo tratto del sentiero
Era di una bellezza
Infinita
E la natura tra maggio
E giugno
E' nel suo massimo splendore
Lungo gli argini
Ci sono fiori
Di vari specie e colori
Il loro profumo
E' intenso
Che inebria il cuore
Il vento del bosco annusò quel profumo
che lasciavi dietro di te
C'erano una volta,
E forse ci sono ancora,
Una fatina e un folletto innamorati. ...
Le Bellezze di Venezia
Quando il vaporetto aveva attraccato
Al molo sul Canal Grande
Il sole sorgeva vigoroso
Sulla Laguna
E i canneti dei canali
I suoi raggi impreziosivano
I suoi monumenti
Mentre i suoi canali luccicavano
E i gondolieri scivolavano
Con le loro caratteristiche gondole
Sul Canal Grande
Piazza San Marco
Tutt'uno con le calle
La luce rossastra
Che al tramonto si infrangevano
Sull'acqua
Una miriade di canali
Altro non sono che le vene della città,
A renderla celebre
I piccioni di Piazza San Marco,
Il Cinema e il Carnevale
Sono i simboli di questa intramontabile
E bellissima città
E' una città storica per l'amore
E gli innamorati
E poi c'è la sua magica
Atmosfera
Che è unica al mondo
Il ponte dei Sospiri
Il suo nome poetico
Non deriva dai sospiri amorosi
Dai giovani sposi,
Ma di una dura prigione:
I famosi Piombi, che vidi poeti
Scrittori e Patrioti
Incarcerati
Al tramonto il sole scompare
Tra le nuvole biancastre
Che spezzano con i suoi raggi
E si accompagna l'estremo gemito
Della città sconfitta. dalla luce
Il vento della sera porta un sibilo
Attraverso l'aria scura
Quasi a voler sottolineare la tristezza
Di cui è pervaso il paesaggio
Un paesaggio astratto e metafisico
Con i suoi lunghi canali
Piatto e lagunare
Ci viene da sottolineare
L'accostamento
Di un elemento
Visivo ( il raggio di sole)
E quello uditivo ( il gemito) del mare
In cui ogni poeta fa risaltare
Nei suoi versi
Sotto il ponte di Rialto
Scivola lentamente
Una gondola
Con due eterni
Innamorati
Che sono abbracciati
Mentre i bianchi gabbiani
Sorvolano
La perla della laguna
Con i suoi stupendi palazzi
Risorgimentali
Dopo il tramonto della sera
Piazza San. Marco
Era illuminata dalle luci tenui
Dei lampioni
Che lasciavano intravedere
Lo splendore dei suoi colori
La Basilica era incastonata
Come una gemma preziosa
E si stagliava nel cielo l'imponente
Altezza del Campanile
L'orizzonte e lo sciacqui del mare
Vestito di notte
Le cupole dorate della Salute
Si specchiavano nella laguna
Mentre le barche e le gondole
Si cullavano in quell'eterno
Movimento lagunare
Una musica soave
Ci giungeva da Piazza San Marco
Da quell'armoniosa atmosfera
Di festa.
Al Caffè Florian
E la presenza del pres. Pertini
Mentre i colombi
Erano in attesa per la foto di gruppo
Due innamorati
Continuavano a baciarsi
Sotto il chiarore del lampione
Mentre la pallida e intrigante luna
Si cullava nel cielo
Il colore del Silenzio
Il silenzio a volte
Valga più di mille parole
Ma ci sono i silenzi
Bianchi
Quelli dell'anima
Ma a volte una parola
Che sembra poco,
Ma che in realtà vale tanto.
Amare vuol dire essere felice
Con qualcuno
Ed essere così felice
Da sembrare di toccare
Il cielo con un dito
Ma raggiungere la vetta di
Di una montagna innevata
E' qualcosa di eccezionale
Dove puoi vedere il colore
Del Silenzio
Amare vuol dire provare
Un'enormità di emozioni:
Amare è sinonimo di, passione,
Sinfonia musicale
Possessione, e orgoglio.
Di aver raggiunto una meta
Mentre l'amore è la linfa vitale
Che genera la vita
Di ogni essere umano
Quindi, non si può vivere senza,
Perché senza di esso siamo tristi
E soprattutto ci sentiamo
Così irrealizzati
Una vita senza amore
E' come una giornata senza sole
Un cielo senza stelle!
Una notte di luna fredda
Ma la luce degli occhi
Della donna amata
Ci porta serenità
E gioia di continuare a vivere
Guardando quella luce
Ci fa volare
Nell'immensità dell'universo
In quel lembo di cielo
Che scende verso l'uomo
Il silenzio incomincia col far
Chiudere le labbra
E poi penetra
Fino al profondo dell'anima
Dove Dio riposa con noi
Il colore del silenzio
Si trova dovunque
In ogni istante,
Anche sulle onde del mare
Bisogna saperlo cercare
Sulla montagna,
L'armonia delle note
Nel silenzio militare
Fuori ordinanza
In lui non c'è che il presente
Con i colori della vita.
La sorgente
Cammina,
Cammina
Ecco finalmente
La superba e meravigliosa cima
Della montagna incantata
Bianca di neve che brillava
Sotto i raggi del sole
Sembrava un diamante con le sue
Sfaccettature lucenti
Ci siamo fermati nella
Fresca sorgente
Quel filo di acqua pura
Brillava nella luce del sole
E pareva una stella
Cometa
In cammino verso il grande
Evento: la vita
Il grande profumo delle felci
Bagnate dalla piccola cascata
Tra i fiori gialli
E l'aria della sera
Ritrovi il dolce di una
Felicità perduta
Dopo che mi sono dissetato
Alla fresca fonte
Ho colto un fiorellino su di una
Siepe sparuta,
Un fiore azzurro
Come il cielo e il mare
Era profumato di aria
Un piccolo saluto a questo
Mondo incontaminato
E lontano dal traffico
Stradale
E delle città invivibili
Tra inquinamento,
Smog e sporcizia,
E montagne di spazzatura
Come quelle della città
Di Napoli
La città più bella del mondo
Spesso le nostre città sono invivibili.
Ma non solo in casa nostra
E' un problema mondiale
Che preoccupa scienziati,
Esperti e semplici cittadini.
In tutto il mondo,
Addio piccolo angolo di paradiso
Incontaminato
Dove l'acqua sgorga
Chiara e fresca
Dal cuore della montagna
Dove ho vissuto felicemente
Un'intera giornata
Fra bellezze,
Natura e poesia
Al calar del sole
Ho ripreso la via del ritorno
E' difficile distaccarmi
Da questi luoghi
Dove regna il silenzio
Ci vogliono alcuni versi
Dantesche per descrivere
L'invivibilità delle
Nostre città
" Per me si va nella città dolente
Per me si va nell'eterno dolore
Per me si va tra la perduta gente"
Tripoli: l'ultima battaglia
E'la fine di un regime
Totalitario.
Quando ero ragazzo
Gea della Garisenda cantava
Una vecchia canzone
Divenuta famosa:
"Tripoli, bel suol d'amore". ...
Quando il regime fascista ordinò
La riconquista della Libia
Dopo la Seconda Guerra
Mondiale
Fu la fine delle colonie
Italiane
Ed in seguito furono confiscati
Le terre e le case
Ai coloni italiani
Dal Colonnello Gheddafi
Ritornando in patria
Come cani bastonati
E scoppiata una guerra
Intestina
. Dopo più di un mese dall'inizio
Delle violenze in Libia,
Inizia il conflitto armato.
L'operazione si chiama
"Odissea all'alba",
Ed il controllo è stato affidato
Dalla Nato
La nottata libica sarà segnata
Da una pioggia di missili:
Col calare del buio sono entrati
In azione i potenti Tornado
Degli Usa e Regno Unito.
Dalla Francia e dell'Italia
Alle 21.30 ore italiane,
La marina americana
Aveva sparato i suoi potenti missili
Devastando
Città e villaggi
Siamo all'ultima battaglia
Finale
La bella città di Tripoli
Sta per capitolare
Siamo all'atto finale
Alla resa dei conti
Il Rais non sa che cosa fare
Se arrendersi o continuare
La sua battaglia è già finita
Deve solo capitolare!
Tutto, o quasi tutto
E' crollato
Come un castello di sabbia
Pina Mare di Andora
Dove fra le rocce
Germogliano le violacciocche
Le rose e le mimose
Quella notte il cielo era sereno
E le stelle brillavano
Nel firmamento,
Mentre la pallida luna giocava
Tra cielo e mare.
Sì, ancora oggi
Continuo a pensare
A quella notte incantata
Quando ho ricevuto il tuo primo
Bacio bagnato di rugiada
Come se mi giungesse
Direttamente dal mare
Che ci stava ad osservare.
Da lontano.
Le onde spumeggianti
Andavano e venivano
E s'infrangevano
Contro le rocce scoscese
Ma presto giunse inaspettata
L'alba serena e colorata
E con il sorgere del sole
Anche i bianchi gabbiani
Si alzavano in volo
Planando sulle onde del mare
Che leggermente si andavano
Placando
I Pescatori da lontano
Ci stavano osservando
Eravamo seduti su di uno
Scosceso scoglio
Ed io cercavo di dirti
Tutto quello che tu sei per me
E anche se ora vorrei
Io non troverei le parole
Per spiegarti che non volevo
Perderti,
Mi riempivo gli occhi
Con i tuoi sorrisi che mi facevi
Coprirmi con le braccia
Dagli abbracci tuoi
Mentre i tuoi lunghi capelli
Volavano al vento
Sì, non avrei vissuto senza di te!
Ricordo la prima volta che ti ho visto
Avevo paura di toccarti
La prima volta
Che timidamente ti ho toccato
Avevo paura di baciarti
Ricordo il tuo primo bacio
Sotto il cielo stellato
Lungo il sentiero
Del fiume della vita
Fra i profumati fiori di campo
Io ti dissi: scegli una stella
E dall'il tuo nome
Ogni volta che brillerà
Nel firmamento
Ti starò vicino
Ma, non stupirti se brillerà
In eterno.
Non ti penso con la mente
Ma con il cuore
E ti guardo con gli occhi sereni
Di un fanciullo!
Come sta succedendo
In questo radioso giorno
Mentre i primi raggi del sole
Illuminano i tuoi biondi capelli
I gabbiani hanno ripreso i loro viaggetti
Tra la falesia e il mare
Anche loro vanno a pescare
Il cibo della vita
Per i loro affamati pulcini
Anche noi,
Come i gabbiani,
Siamo affamati dai vecchi ricordi
Che affiorano
Nella nostra mente
Di giovani innamorati
Che non sfioriranno mai!
La
Vita è meravigliosa
La vita è il regalo più grande
E meraviglioso
Che ci potessero fare.
Sì! E'come l'arcobaleno
Pieno di colori e di sfumature,
Come un dipinto di un
Grande pittore,
E' come un'ala di uccello
Ferito
Di valle in valle
Portata dal vento che
Tutto trascina ,
Soltanto nella vita
Tutto si ripete
Eternamente giovane
E' la sola fantasia
Solo ciò che
Non è avvenuto mai
E in nessun luogo
Non invecchia mai
C'é un luogo magico
Che ognuno di noi conserva
Dentro di se
E' un posto bellissimo
Un posto speciale
Dove alberga
L'amore e la felicità
" L'amore è una fonte inesauribile
Di riflessioni,
Profonde come l'eternità,
Alte come il cielo, vaste come
L'universo,
Il cielo e l'azzurro mare
E' soltanto la gioia di vivere!
Dove ogni cosa è possibile
Basta attraversare quel sentiero
Incantato
In quel bosco colorato
Dove scorre quel querulo ruscello
Fra la valle e gli anfratti
Dove vivono le fate
E le farfalle colorate
E su di un ramo di tiglio profumato
Canta l'usignolo innamorato
La sua canzone d'amore
La vita è come l'acqua
Che disseta le creature
Della Madre terra
E' come il pianto di un bambino
Dal cuore puro
Montisola
E' uno dei borghi più
Belli d'Italia
E' una montagna su un'isola
Nell'entroterra del lago d'Iseo
( l'antico Sabino)
Con i suoi sentieri
Che seguono le colline
Strapiombanti
Fra le rocce e gli anfratti
I fiori di campo che inebriano
Con il loro intenso profumo
E poi c'è la spettacolare vista
Del Lago d'Ideo
Dalla vetta, si godono
Spettacolari scorci sul lago,
Qui fra cielo e terra
Si trova il Santuario della Madonna
Della Ceriola
Sorge su di uno sperone roccioso,
La Rocca Oldofredi Martinengo.
E' un luogo dove regna il silenzio
La pace e la Preghiera
Le sue origini si perdono
Nella notte dei tempi.
In quel tempo lontano si venerava
Il culto della dea pagana Iside
Da cui deriva il nome Iseo
La fede del Cristo Salvatore
Si divulgò ben presto nel Medioevo
Lassù, nella piccola chiesa
Abbiamo piegato le ginocchia
Davanti all'immagine
Della Madonna della Ceriola
Che sorge a seicento metri di quota.
Il battello scivola dolcemente
Sulla superficie del placito lago
Seguito da uno stormo di
Bianchi gabbiani
Quello ce più colpisce è il silenzio
Del borgo antico
Colorato da colori sbiaditi
Dal tempo
Monte Isola è, come dice il nome
Una montagna incantata
Su un'isola che
Divide in due il lago d'Iseo:
Di qui la sponda bresciana,
Di là la bergamasca.
Le alte e appuntite montagne
Sorgenti dalle acque
Che bucano il cielo
Verdi colline che fan corona
Al placido lago con la sua dolcezza
Immerso fra fitti boschi
E campi coltivati.
Con un clima mite
Dove germoglia l'albero
Dell'amicizia: l'ulivo
E la bellezza dei dintorni
La tradizione locale,
L'essiccamento del pesce,
Con tecniche tramandate nel tempo
Un prodotto degno di raffinati palati.
Silenziosa scende la sera
I monti si dissolvono
E si confondono fra le nuvole
Biancastre
Le luci del battello
Si riflettono sull'acqua
I turisti dagli occhi a mandorla
Scattano le ultime fotografie
Ricordo.
Di questo paesaggio metafisico
E lunare.
Con i colori dell'anima
Un viaggio poetico
Con la magia del lago
La notte delle stelle
Cadenti
Dai tempi immemorabili
Questa notte delle stelle cadenti
E' dedicata alle lacrime e al martirio
Di San Lorenzo
Vengono di là dei tempi,
Dalle epoche anteriori ai mondi,
Dai luoghi dove i mondi
Più non esistono….
In questa luminosa notte
Il cielo era solcato
Dalle stelle cadenti
Sono stato con il naso all'insù
Sognando:
Forse i miei desideri
Si adempiranno?
Altri sicuramente saranno
Respinti
Forse la Dea dei miei sogni
E' passata splendendo
Per un attimo
Anche se nessuno l'avesse
Guardata
Sarebbe ugualmente
Giustificata
In quell'attimo fuggente
Il mio sogno esistente
Sarà sicuramente
Realizzato
La polvere delle stelle cadenti
L'ho stretta
Fra le mie mani
Leggera come foglie fosforescenti
Che si perde
In un'onda di vento
Venne da me
Perché io possa donarla
Alla Dea dei miei sogni
"Stella, mia bella stella,
Desidero che
Questa tradizione è così
Radicata e evocativa
Dagli innamorati
In questa notte serena
In questa notte dei sogni
Oh stella lucente
Viene da me che io possa
Raccogliere
Quel tiepido contatto
Di timorosa dolcezza!
Anche il grande poeta
Giovanni Pascoli
La dedicò a San Lorenzo
"Io lo so perché tanto di stelle
Per l'aria tranquilla
Arde e cade
Perché si gran pianto
Nel concavo cielo sfavilla…"
L'ultima battaglia
La Div Nembo
In Aspromonte
Combatté l'ultima battaglia
Che vidi momenti di gloria
Sullo Zilastro
Nel settembre 1943
Una tragica vicenda
Rimasta a lungo dimenticata
Che costò la vita ai nostri
Valorosi soldati
A guerra ormai conclusa
Che seppero morire
Per l'onore dell'Italia.
Lassù sull'Aspromonte
Ai nostri soldati
Non è mancato il coraggio
Ma la comunicazione
L'8 settembre 1943
Il maresciallo Pietro Badoglio
Annuncia alla nazione italiana
La firma dell'Armistizio di Cassibile
(detto anche "armistizio corto"),
L'atto reso pubblico
Circa un'ora prima, alle 18.30,
Dai microfoni di Radio Algeri
Da parte del generale
Dwight D. Eisenhower,
E firmato in gran segreto
Pochi giorni prima, il 3 settembre,
Con il quale il Regno d'Italia
Cessa le ostilità
Contro le forze britanniche e statunitensi.
Lassù allo Zilastro
Il contingente italiano
Si era attestato
Per fronteggiare il nemico
Che era sbarcato sulle spiagge
Della provincia di Reggio Calabria
Ma improvvisamente
E' stato attaccato da un reggimento
Di militari Canadesi.
Si sono battuti come leoni
Con il semplice fucile
E poche munizioni
L'armistizio era stato firmato
Ma era mancata la comunicazione
In quell'angolo di paradiso
Che offre uno spettacolo
Eccezionale
Mancava persino il telefono
E' stato da sempre
Un luogo decisiva importanza
Per la storia
Delle civiltà umane
Anche nel 1860
Il valoroso generale
Giuseppe Garibaldi
Fu ferito dall'esercito regolare
In quella località
Della penisola
Calabrese
Di fronte sorge
La vetta della Montalto
E sulla sua cima
E' stato eretta la statua
Del Redentore orante
Fra i boschi verdi
E faggete secolari
Ci sono cippi rievocativi
E tre croci per commemorare
Il loro valore militare
Oggi è un luogo della memoria
Un luogo della storia
Dove scorrono
Queruli ruscelli e chiassose
E verdi pinete
E' stata da sempre la
Nostra meta preferita
Vita all'aria aperta
Luoghi innevati
Sci a piedi
Guardando di lassù
Il meraviglioso mare
Del Tirreno
Il bosco incantato
Scende il silenzio
Nel bosco colorato
Dove vivono gli gnomi e le fate
Quel filo di acqua pura
Brillava nella luce riflessa del sole
E formava un piccolo arcobaleno
Pareva una stella brillare
Nell'infinito cielo
Limpido e sereno.
Su di un ramo di biancospino
Sentii un battito d'ali
Al posto del mio cuore.
. Danzando sulle punte
Senza far rumore
L'usignolo volò leggero nel cielo
E si posò su di una nuvola rosa
Dopo la siepe.
La grande catena montagnosa
Con le sue alte cime
Innevate che stavano a
Guardare
L'altopiano con la verde prateria
Punteggiata da piccole case
Con il fumaiolo annerito
Come quelle delle fate
Dove germogliano i rossi papaveri.
E più avanti spighe dorate baciate
Dal sole di grano maturo.
Nella verde collina.
Lunghi e perfetti filari
Le viti con i grappoli maturi
Che sembravano stelle .colorate.
. L'ebbrezza d'un vino rosato
Coronò l'amore sognato.
. Danzando come un'esile ballerina
Sulle punte
Senza far rumore
Quel giorno lontano
Della mia verde età
Vissi le stagioni nel mio cuore.
. Su una nuvola argentata
La rivedo ancora danzare
La mia esile ballerina
La stella cometa
In cammino verso
Il grande evento: la vita
Il borgo del filatoio
E' un villaggio di nuova
Costruzione
Con i suoi sentieri
Che seguono la collina
Strapiombante
Le ginestre fiorite che inebriano
Con il suo intenso profumo
E poi c'è la spettacolare vista
Del Lago di Lovere
Che ti rapisce
E ti riempie il cuore
Per la sua meravigliosa bellezza
Una sosta nella Piazzetta
Da dove si ammirano
Le montagne con i suoi
Vasti orizzonti
I fiori di campo
Hanno nei petali
Il respiro
Dell'acqua che scorre
Nel ruscello
Nel cuore del villaggio
La luce del sole
Che morbida l'accoglie
Ne seguono le verdi
Colline
E la catena montagnosa
Con le sue alte cime
Che si perdono all'orizzonte
L'erba del prato dei giardini
Ondeggia nel verde
Della collina
Il lago di Lovere
Con il suo lungo Lago
E le sue caratteristiche
Stradine e case colorate
Di pastello
Con le sue placide acque
E i gabbiani che sorvolano
Il cielo e il lago
Gocce di pioggia
O di rugiada
Cadono alla fine della
Giornata
Come melodia
Scivola sui colori
Scivola sulla pelle
Lieve come i pensieri
Il Binario morto
L'ultima corsa del vecchio
Treno si ferma
In una stazione vuota
Senza viaggiatori
I lampioni della stazione
Sono stati spenti
La locomotiva
Sbuffante si è fermata
Sul binario morto
Ha compiuto l'ultimo
Viaggio.
Della sua vita
Ha trasportato milioni
Di viaggiatori
Da una città all'altra
Del bel Paese
Adesso aspetta
La demolizione
E' diventato ferro vecchio
Su quel binario abbandonato
Ricettacolo di prostitute
E vecchi barboni
Questa è la vita
Anche di noi umani
Giorno dopo giorno
Tutto si deteriora.
Anche gli uomini
Alla fine della loro vita
Finiscono per essere
Parcheggiati in un vecchio
Ospizio e lì abbandonati
Al loro destino.
Una visita fugace
Di tanto in tanto
Per non dimenticare
Colloqui sempre più brevi
Discorsi senza significato
Poi passi nel dimenticatoio
Ognuno ha il suo cruccio
Il suo dolore
In questa corsa finale del tempo
E della vita
Intanto ci affrettiamo
A raggiungere l'ultimo traguardo
Che è là dietro l'angolo
Che ci sta ad attendere.
Il
viale dei cipressi
In quel lungo viale
Dei verdi cipressi
Al tramonto del sole
Ti giurai l' eterno e vero amore
Ogni volta che cominciavo a pensare
E a ricordare
.. La mia mente
Vaga iniziava a sognare.
Ricordo quel d1
Quando eri lì. davanti a me,
Eri così vicina,
Eppure sempre lontana.
Cercavo invano le parole
Per iniziare
Ma sopra un ramo del cipresso
Un fringuello
Con il suo armonioso canto
Mi suggeriva le parole
D'amore che non erano
Ancora state inventate.
Ma tutto ciò non mi scoraggiava,
Perché il mio cuore sentiva
Che eri la sola
E l'unica donna sella mia vita
Che mi potesse veramente amare
.S1. Non avrei mai pensato
E neppure immaginato
Di poterti stringere tra le mie braccia
Ma adesso che fai parte della mia vita,
Non riesco a fare ameno
In te vedo tutto quello che avevo
Sempre desiderato,
Ma che non avevo mai avuto
Mi trasmetti la gioia,
E la felicità
Di chi ama e sa amare
E i tuoi occhi sono la finestra
Dove mi affaccio
Per assaporare un eterno
E vero amore
Siamo ritornati nel viale del tramonto
Come lo abbiamo definito
Della verde Toscana
Vicino al vecchio casolare
Dove sgorga la sorgente
Della vita
E all'ombra del pesco fiorito
Dove abbiamo vissuto
Quei momenti fugaci della nostra vita
La mia favola d'amore.
Nei ricordi del tempo
..Voi stelle del Firmamento
Dell'infinito cielo
Dove regna la luce
E il silenzio
Con i suoi segreti
Che avete visto il mio sorriso
E i miei occhi brillare
Per la fata del cuore
E impallidite per quella luce
Sprigionata dall'amore
E voi onde tumultuose del mare
Che avete udito la palpitazione
Del mio cuore
Che palpita solo per lei,
Ritornate silenziose
Fino all'orizzonte remoto.
E tu pallida e silenziosa luna
Cha appare e subito scompare
Dietro le nuvole bianche
Dell'azzurro cielo
Che come il dio sole raggiante
Avete avvertito il suo calore
Il calore degli abbracci
E dei suoi caldi baci per me
Che giorno dopo giorno
Stanno tramontando
E presto diventeranno
Un frammento
Di ghiaccio interstellare
E tu vento travolgente
Che hai provato la forza
Del suo amore per me,
Ferma la tua invisibile corsa.
E fai che tutta resta uguale,
Immobile come un tempo
Ogni cosa è là
Dove è sempre stata.
Forse per un attimo,
Un solo lunghissimo attimo
Nella mia assurda
E cosciente follia,
Ho dimenticato
Che io non sono più
Suo e lei non è più mia.
Così voi stelle brillarelle
Con la vostra costante luce
Illuminate il mondo intero
Con le sue notti stellate
Che fanno sognare,
Con le sue albe radiose
Che sanno entusiasmare,
Mentre il mare che lo culla
E il vento che lo accarezza
Mentre io sono solo
Senza il mio amore
E' passato tanto tempo
Che non so neanche quantificarlo
O forse non è mai esistito
Quel tempo?
Quando c'eravamo "noi"
Quei ricordi lontani si intrecciano
Ai desideri come in una ragnatela.
E mente e cuore diventano
Una cosa sola.
.. Proprio come noi due...
L'Isola di Madera
E' una bellissima isola
Vulcanica
Con picchi altissimi
Che bucano il cielo
E gole profonde
E cascate spumeggianti
Nulla di più romantico
Di queste rocce e abissi,
Di questi laghetti fumanti
Di questi torrenti verdi
Che solcano
Le pendici delle brulle
Montagne
Ombre di porpora
Dal cielo comparabile
Al mare. Solcato da Colombo
Appena sbarcati dall'aereo
Ti rendi subito conto
Che sei arrivato
In un paradiso terrestre
In un mondo fantastico
Tra cielo,
Rocce vulcaniche e fiori
Di tutti i colori
E poi t'immergi in un mare da favola
Tra passato e presente
Che videro personaggi importanti
Come Cristoforo Colombo
E la principessa d'Austria Sissi
Dove tra piante rigogliose
E fiori esotici
Era solita passeggiare
In quel clima unico
Sulla Terra.
Trovi gli alberghi lussuosi
Che accolgono i novelli sposi
Giunti da tutti i continenti
Per la loro luna di miele
Nei paesi e nelle città
Sono conservati alcuni suggestivi
Monumenti
Su ogni spianata,
Su ogni terreno incolto,
Specialmente ai margini della città,
Dove non c'è l'ostacolo
Di vecchie costruzioni
Da demolire o ristrutturare,
Spesso strappando spazio alle coltivazioni.
Di banani o altri alberi da frutto
Il paesaggio
E'sistemato su terrazze
A vari livelli
Si scende e si sale
Dove spesso si rivelano
Scorci panoramici
Sulla città sottostante.
Oltre di essere la patria
Degli innamorati
In luna di miele
Vi sono paesaggi dove
Si possono ispirare i grandi pittori
Dove fiorisce
L'arte e l'amore
Madera è terra di sogni
D'amore e di Chimere
Una passeggiata
nel bosco
Soffiava un venticello fresco
E invitante.
Ci siamo seduti sotto le ombrose abetaie
E le alte cime ci stavano a guardare
Mentre il sole faceva capolino
Dietro le nuvole bianche
Lei con i suoi occhini scuri
Mi stava a guadare
Ad un tratto mi disse:
"Dimmi qualcosa che si imprima
In eterno nel mio cuore,
Svelto,
O non lo ricorderò più questo momento
In questo luogo solitario e di pace
Raccontami un sogno
Da stringere tra le mani.
In quest'attimo fuggente
Fra i fruscii dei rami del bosco
E il canto degli uccelli
Non lasciare che sfugga questo momento
Senza che la mia mente
Segua il passaggio
Delle tue orme.
Dammi la tua bocca
Profumata di rose di maggio
E fa che io plachi la mia sete,
Questo è un deserto arido da tempo…
Dammi le tue mani e seguirmi
Nei sentieri del corpo,
Tra i disegni di timide luci
Che filtrano dai verdi rami
Del bosco del tempo,
Dentro le impronte dei nostri volti
Sul cuscino di fiori
Profumati del bosco
In questo luogo solingo
Fuori dalla tempesta
E la neve della montagna
Che è nei nostri occhi…
Fra questa meravigliosa natura
Dimmi parole che infrangano
Il vuoto del silenzio,
Che irrompano nel mio petto
E che giungano alla mia gola
Padrone della mia voce.
Dammi il tuo respiro
Il mio è solo un alito sottile….
Dammi il tuo cuore,
Io ti rinsegnerò la strada
Per giungere alla mia anima
Inesorabilmente
Il tempo passa e vola via
Come la vita
Sognando ogni ora.
Minuto o secondo che sia
Come l'incessante tic tac
Dell'orologio
E passata soltanto un'ora
Che non sei qui con me,
Ma mi sembra un'eternità.
Sono qui in questo
Paradiso terrestre
Fra cielo terra e mare
Con i miei pensieri
Sono seduto su questo scoglio
L'ambito dalle onde del mare
L'orizzonte lontano e colorato
Nell'ora del tramonto
Dove regna la quiete
Dopo la tempesta
Ho sistemato il cavalletto
Con la tela bianca
I colori sono collocati
Secondo un ordine stabilito
Dell'arcobaleno
Sulla mia tavolozza
La luce è perfetta
I colori sono stupendi
E trasparenti
Ho iniziato a dipingere il cielo
Con le trasparenze di un velo
Tutto procede bene
Eppure non riesco a concentrarmi
Perché non faccio altro che pensarti.
Una settimana è lunga da passare
E le notti?
Il cuscino dove appoggiavi la testa
Con i tuoi lunghi capelli
Rimarrà immacolato
Prima che potrò rivederti
Passerà una lunga settimana
Ti amo più della mia stessa vita
Mio carissimo amore,
Darei qualunque cosa
Per non dovermi più separare da te
Sto troppo male
Non riesco ad abituarmi
E saperti lontana
Perché il mio cuore
Ha continuamente bisogno
Di averti vicino
Di sentire il tuo profumo
Il battito del tuo cuore
I miei occhi hanno bisogno
Di perdersi nei tuoi,
Come si stanno perdendo in questo
Meraviglioso tramonto
Il mio corpo ha bisogno
Di averti accanto,
Di ammirare la luce dei tuoi occhi,
Sentire le tue mani
Le tue braccia
Che mi stringono
Il sapore dei tuoi baci
Le tue carezze
E. Quando mi guardi negli occhi
E mi dici "ti amo" amore
Sì, vorrei rivivere quei momenti felici
Perché sento nel cuore
Una gioia indescrivibile.
Giuro che non ti lascerò mai più
Partire da sola,
. Vivo grazie a te mia piccola stella
Dopo questa riflessione
Ammirando questo paesaggio da sogno
Non mi rimane altro da fare
Che riprendere i pennelli
E continuare a dipingere il mio quadro
Con il magico tramonto sul mare
Le onde del mare vanno e vengono
Infrangendosi sulle scogliere
Spumeggiante
Come i bianchi gabbiani
Che continuano a sorvolare in cielo
E si posano sulle falesie
Della costiera
Per portare il cibo della vita
Ai loro affamati pulcini
Il sole è già tramontato
Il quadro l'ho terminato
Di questo meraviglioso paesaggio
Fra cielo e mare
Ed è l'ora del silenzio
E dei ricordi che rimarranno
Indelebili nel mio cuore
Ti amo tanto amore!
Notte stellata
sul mare
Notti calde e serene di luglio
In questa oasi di pace
Fra il profumo dei fiori
E l'ebbrezza del mare
Mi aiutavano a sognare
L'amore
E un mondo migliore
Non riuscivo a dormire
E sono sceso nel giardino
Di fronte al mare.
Guardando il cielo
Una stella incantata guardava
La luna assonnata
La spiaggia era lambita dalle
Piccole onde del mare
Una stella brillante
Illuminava la luna
Che si cullava fra le nuvole
E il mare
Non ero solo
Ma sotto quel cielo limpido
Due innamorati sotto quel cielo
Stellato si baciavano
Seduti sulla sabbia
Mentre le piccole onde del mare
Sulla battigia andavano
E venivano
In quel ritmo perfetto della natura
Una lucciola vicino a loro
.Illuminava un grillo canoro
Che faceva loro la serenata
Sulla panchina della passeggiata
Un vecchio barbone addormentato
Che sogna un mondo fatato
Un bambino nella culla
Sveglia la sua mamma con le sue urla
Spirava un leggero vento
Portando un profumo di mare
Ad un tratto,
Guardavo poco lontano
Il campanile con le sue luci accese
Era così alto che illuminava il borgo marinaro.
Due pescatori,
Con le reti e gli arpioni
Si avvicinavano alla barca
E andavano a pescare
E mentre i miei occhi stanchi
Si stavano chiudendo
Ma nella mia mente qualcosa
Stavo pensando
A una donna che vive nel mio cuore
Che mi regala da un po' di tempo
Tanto amore
Mi manca tanto un suo bacio in questa.
..Notte serena di luglio
La dolce sinfonia del mare,
E' come una melodia che ci trasporta,
Perché ogni volta
Che ti sto a guardare
Mi sembra di volare
Sulle onde di questo bellissimo
Mare.
La Pietra di Bis Mantova
Alla Pietra si accede
Dal borgo
Di Castelnuovo
Né monti
Paese che sorge
Alle sue falde
Si presenta
Come un altopiano
E' delle caratteristiche formazioni
Del periodo
Glaciale geologica
Dell'Appennino Reggiano
Si presenta come uno stretto
Altopiano
Dalle pareti scoscese
Che si staglia isolato
Tra le montagne appenniniche
Nell'antichità
L'ipotesi che si fa
Altare per sacrifici
Di origine celtica
E' stata chiamata
La montagna sacra
Di antico culto lunare
I bizantini
Edificarono una
Fortezza militare
La prima menzione scritta
Compare
Nella Divina Commedia
Di Dante Alighieri
Nel Canto IV.26
Del Purgatorio
(25) Vas in San Leo,
E discendessi in Nol,
Montasi su Bis Mantova
In cacume
Con esso i pié,
Ma qui convien che'uom voll
(31) noi salivam piè entro il sasso rotto,
E dogni lato ne stringea lo stremo.
La montagna sacra
Di Bis Mantova
Una perla nel reggiano
Emergi vigorosa
Dell'Appennino verde
E buca il cielo
Un semplice sentiero
Sale a mo di spirale
Fino alla cima rocciosa
Di lassù si gode
Una vista celestiale
Da Paradiso terrestre
Siamo saliti a piedi come
Il sommo Poeta racconta
Ma nella discesa,
Uno dietro l'altro
Nella via ferrata
Siamo scesi da dove siam
Partiti nel piazzale
Panoramico
Fra prati e boschi verdi
Dell'Appennino Reggiano
Mentre il sole stava per tramontare
E la sua luce si spegneva
Fra le rocce della sacra montagna
La festa degli escursionisti
Mantovani
Si concludeva in un tipico ristorante
Della valle tra libagioni
Culatello, funghi e maccheroni.
La Scalata delle Pale
Da buoni conoscitori
Della montagna
Siamo partiti presto
Questa mattina.
Nel cielo brillavano
Ancora le stelle
Mentre la luna stava
Per tramontare
Creando attorno a se
Un alone rossastro,
Un'atmosfera
Affascinante.
L'aria era fresca
Ed il sole stava per spuntare
I colori dell'alba
Una tavolozza di colori
Un regalo della natura
Il sorgere del sole.
In quel freddo mattino
D'estate sulle Pale di S. Martino
L'oriente era tutto colorato
Quando siamo giunti quasi
Sulla cima
Ci siamo seduti sulla
Forcella della rocciosa montagna
Senza alberi né fiori,
Ma con una visione
Panoramica da mozzafiato
Paradisiaca
Oh vetta solitaria!
Che ti ergi fra le cime
Dove si sente la voce
Del silenzio
In quel silenzio ove tutto tace
E la mente torna a sognare!
Rivivo le piccole emozioni
D'un tempo passato
D'un tempo immutato
Con un velo d'incertezze
Sensazioni di un sentimento
Che fan luce come un dolce battito d'ali
D'una farfalla posandosi sul capo
In quel silenzio originale
M'assopii ai ricordi del cuore
Ai miei sogni svanire!
Abbracciai momenti fugaci
disperdersi in una nuvola!
Quassù fra questo silenzio
Della montagna
Ci si ritrova soli
In mezzo ad un
Apparente stato di vuoto,
Con la sensazione
Di essere lontani
Da tutti
Immersi fra le nuvole il cielo.
Magari ci capita anche
Quando stiamo aspettando
Qualcuno
O poco prima di addormentarci
Sotto le coperte,
O semplicemente
Quando arriviamo a casa,
Chiusa la porta
Alle spalle,
Finiamo nella nostra
Accogliente e solitaria
Cameretta
In quel silenzio
Ove tutto tace
La mente torna,
Viviamo
Emozioni d'un tempo
Lontano
Oh sensazioni di un
Sentimento
Come ci è capitato oggi
Sulla superba cima
Di questa montagna baciata
Dai primi raggi del sole
Abbracciai momenti fugaci
Disperdersi in quella
Bianca nuvola bianca
Sulla cima delle pale
Di San Martino
Che da millenni sfidano il tempo
Come un sogno
Laggiù nella valle
Agitata da mille affanni
Che parla con la voce
Del silenzio
L'Olanda è terra dei tulipani
E il paradiso dei fiori
Terre basse
Sotto il livello del mare,
Terra di tulipani,
Di biciclette,
Di bambini biondi,
E di belle ragazze con i capelli
Al vento
Sconfinate distese verdi,
Mandrie di mucche,
E grandi fattorie,
Lunghi canali da navigare
E caratteristici paesi da scoprire:
Quest'anno si parte per l'Olanda.
Dove abbiamo scoperto vasti campi
Di papaveri rossi e gialli girasoli
Ponti caratteristici apribili
Su piccoli canali
Navi che sembrano navigare
Sull'erba dei prati
Ovunque vedi canali e mulini a vento,
Come quelli di Don Chisciotte de la Mance
Sembra di navigare sulle gondole
Nei canali e nelle Calle
Delle lagune veneziane
Per noi italiani
Che siamo abituati di vedere
Le meravigliose montagne
Dolomitiche
Ma il dipinto dei girasoli
Vede l'unico protagonista
Di quest'opera d'arte
Sono ancora una volta quei girasoli
Della Provenza
Che più di ogni altro oggetto
Resteranno per sempre legati
Al nome del grande pittore
Di Vincent Van Gogh
Che aveva iniziato a dipingere questi fiori.
Nel suo periodo parigino
Ma fu ad Arles dove egli giunse
Nel febbraio del 1888
Ma rimangono sempre
Nella sua memoria
Le terre basse e acquitrinose
Della sua Olanda
Ma il giallo rappresentava per lui
In quel momento,
Per il pittore era una vera e propria
Ossessione.
Il giallo fiore di girasole
E considerato portatore di gioia
E di allegria
Proprio per la sua
Grande infiorescenza
Che sembra sorridere,
Ma anche per il colore giallo acceso,
Brillante e splendente
Proprio come un piccolo sole'
Che illumina e comunica
Un senso di calore.
Per questo motivo questa immagine
E' riprodotta di frequente
Sulla decorazione delle case rustiche,
Sulle piastrelle
E nei corredi da cucina.
Quando la prima volta li abbiamo
Scoperti in val Padana
Siamo rimasti come rapiti
Per la sua grande bellezza
Il movimento è dovuto al
Fenomeno naturale
Dell'eliotropismo,
Per cui il cupolino inclinato
Del girasole nei vasti campi
Coltivato
In via di fioritura
Segue sempre il sole
Dal suo sorgere e per tutto
Il corso della giornata
Da est ad ovest,
Per ritornare ad est alla sera
E interpretato in maniera controversa.
Un'antica leggenda influenzata
Dalla mitologia greca
( che non conosceva ancora il girasole)
Narra che, alla sua origine è legata
Alla vicenda successa alla ninfa Clizia
Innamorata non ricambiata di Apollo,
Il dio del sole, che stava seduta
E lo fissava dall'alba al tramonto.
Per magia, il corpo di Clizia
Fu trasformato in un girasole
Le gambe in stelo,
Il volto in fiore,
I capelli dorati in petali gialli
Che continuano a voltarsi sempre verso il sole.
In quell'ottica,
Diventa quindi simbolo di costanza
E di fedeltà assoluta
Anche da parte di un ammiratore devoto,
Oltre che di una persona innamorata
Oppure di adorazione
Che si sfocia in adorazione passionale
Per i cinesi rappresenta
La longevità,
E secondo il linguaggio dei fiori,
Esprime il messaggio
Di vero amore da parte di chi lo
Regala
La donna che genera
la vita
Nella mia memoria
Di pittore,
Emerge un corpo bellissimo
Di una donna
Distesa sul talamo dell'amore
Con i suoi segreti nel cuore
E il mistero
Che genera la vita.
L'esteriorità del corpo
Rispecchia l'interiorità
Dell'anima?
Quella di Socrate è una filosofia
Che tematizza l'interiorità .
Di un corpo,
Di un' anima,
La donna è l'essere perfetta
Che dentro di sé
Genera il mistero della la vita
E il suo cuore fa parte
Dell'anima e della sua bellezza?
La bellezza dell'anima
Per i filosofi del rinascimento,
Eredi della lezione di Platone
E Aristotele
Affermano che l'anima
E' suddivisa in tre parti
Anima sensoriale e intellettuale
L'anima sensoriale filtra
Le esperienze del vissuto
E tenta,
per quanto le è possibile,
Di interpretare la realtà
Sulla base di una sintesi
Dei dati sensibili raccolti dalla mente
L'anima non deve farsi influenzare
Da processi di razionalizzazione
O di selezione preordinate
Delle informazioni condizionata
Dai retaggi sociali
Dell'interpretazione,
È fortemente suggestionata,
Della cultura delle regole sociali,
Religiosi e ideologici.
E' per questo motivo che gli alchimisti
Affermavano la necessità
Di "far morire" l'anima
Sensoriale psichica.
Dominata dalle paure e dalle passioni
Per far emergere,
Nella parte destra del cervello.
Le qualità dell'anima razionale.
La "Morte della Vergine",
Ovvero della mente suggestionata
Dalle passioni del cuore
E dalle contingenze della materia,
È quindi rappresentata da Raffaello
E poi da Caravaggio
Come un atto iniziatico.
La nostra mente comprende
La realtà che ci circonda
In base alla sua capacità di interpretarla.
E di giudicarla
Ogni individuo/artista,
in base alla propria esperienza
Di tradurre i dati percepiti dai sensi
E' sbagliato dire che abbiamo una visione
"Distorta" della realtà,
Ma dobbiamo essere consapevoli
Dei limiti del nostro vedere,
Della nostra intuizione
Delle nostre conoscenze
La nostra percezione è sempre giudicata
"distorta"
Rispetto a un modello di riferimento
Agli scopi prefissati dell'intelletto
"Il Castello" di Kafka
Descrive perfettamente
il senso
Di straniamento patito dalla mente
Al cospetto di un ordine razionale
Che sovrasta ogni
Forma di sentimento
Di riflessione
E di critica individuale.
Gli alchimisti rinascimentali
Descrissero
Per primi il legame conflittuale esistente
La società,
Esercita un diritto di censura,
Di veto e di rifiuto
Che impedisce alla mente
Di emergere sul piano culturale,
Politico o spirituale
Le Leggi,
Siano esse naturali,
Umane o "divine",
Delimitano spazi
Definiti di realtà.
San Paolo affermava
Che il peccato è la Legge,
Colpevole di impedire
Una comunicazione diretta
Dell'uomo con Dio,
Nel corso dei secoli,
Da un potere religioso,
Politico o economico
La realtà è dunque un luogo
Di conflitto.?
Lo stazzo del pastore.
I cavalli erano stanchi
E anche noi cavalieri
Dai berretti rossi
Dopo tre giorni di perlustrazione
Nella Barbagia
Eravamo giunti
Allo stazzo del pastore
Che era situato in mezzo al bosco
Da dove si poteva vedere anche il mare
Era una località selvaggia
Fra il chiassoso ruscello
Che sgorga dalla roccia
Dell'antica montagna
E lo spiazzo,
Qui sorge lo stazzo
O l'ovile del pastore.
Un uomo amante della brughiera,
Delle pecore e dei fiori.
A fianco all'ovile vi aveva piantato
Anche le primule gialle
E i ciclamini e le rose
Era un vero giardino
Pensile in miniatura
Fra le rocce
E la meravigliosa natura
Fin da lontano si vedeva
Il fumo grigiastro che
Si diffonde nella radura
Dell'altopiano
E dagli antichi nuraghi.
Salendo sul sentiero sdrucciolevole
Un po' veloce
La brughiera, i rovi e la serpe
Mi fanno la croce:
Da lontano si sente l'argentina campana
Che ci annuncia la bella novella.
Era nata una nuova stella.
Affacciato dallo stazzo si ammirava
La gigantesca "Perda Longa"
Arbatax e le Rocce Rosse
In fondo al costone c'è S. Maria Novarrese.
Il mare azzurro con i suoi rossi faraglioni.
L'orizzonte era sereno,
Come pure il cielo.
Ci giungeva dallo stazzo
Un profumo eccezionale,
Non era di salsedine del mare,
Ma di siero e di ricotta calda
Col miele e il pane carasau
Pronta sul tavolo fumante
Qui le api intorno fanno il fruscio,
Si abbeverano le pecore
Dentro il piccolo rio,
Intanto che saltellano i capretti
Tra i cespugli e l'erba ammucchiata,
Intanto che il buon caprone
Sta su due piedi da padrone,
Appoggiato al tronco
Di un antico olivastro
O di un nodoso faggio
A guardare forse
Che sta per nascere Maggio
Sotto, giù, la dentro una fossa,
Senza l'acqua,
Sopra la terra rossa.
Nelle luci tra le acque limpide del mare
Voci si sentono e versi molli,
Che portano in giro gli storni e i gabbiani.
Di pastori, di venti e cardellini,
Sotto la cenere stava cocendo il porcellino.
Abbiamo pranzato con il pastore
E brindato all'amicizia antica
Con le tazze di folli vini "Cannonau"
Che ti fan girare la testa,
Ma quello era un giorno di festa.
Che oggi vogliamo ricordare.
Il tramonto del sole
sul mare
Ho ancora negli occhi un
Meraviglioso tramonto del sole
Sulle coste della California,
Che è difficile
Dimenticare
Tanto era bello ed emozionante
Con i suoi stupendi colori.
Che inebriavano
L'anima e il cuore
Oggi, è' quasi sera
Nella bellissima Riviera
Della verde Bordighera.
Il cielo si é improvvisamente colorato
Di mille colori
E un venticello fresco
Un venticello grecale
Che rinfresca la spiaggia
Mi sono seduto su di uno scoglio
Di fronte al mare
Un momento di riflessione
Un momento per riposare
Quello era l'ora
Del tramonto del sole
Dalla torre antica del borgo
Marinaro
Una campana diffondeva i rintocchi
Dell'Ave Maria.
I bagnanti erano andati via
La spiaggia era solatia
E meravigliosa
I pescatori erano pronti
A prendere il mare.
Andavano a pescare
Sì, il tramonto del sole
Era bellissimo
Era uno scenario naturale
Quel momento catartico
Per me aveva un significato speciale:
Un significato filosofico
Che mi ha portato a pensare
Al tramonto della vita
Con il sorgere del nuovo giorno
Rinasceva la vita
La natura sarà più rigogliosa
I fiori più profumati
E tutto ritornerà come prima
Un uomo muore e un bambino
Nasce alla nuova vita
Kanti definisce questo momento
Come scienza della ragione
Umana?
O la miseria della morte!
E il trionfo di una nuova vita?
Mentre il tramonto del sole
Di quel pomeriggio
Era meraviglioso
Come il dipinto
Del pittore francese
Francois Bumcher
La spiaggia sul Po
Siamo sdraiati sulla sabbia,
Le ombre dei pioppi ci accarezza
La radio trasmette musica leggera
Lei posa una mano sul mio petto
E' ascolta il silenzio
Senti come batte veloce il mio cuore
Batte solo per te.
Per tutta la vita
Ho aspettato questo momento.
Di serenità e di pace.
Il silenzio del grande fiume
E finalmente è arrivato.
. L'attimo fuggente
In cui i nostri languidi sguardi
Si sono incrociati,
Dalle nostre labbra è spuntato un sorriso
E' stato in quell'attimo che i nostri cuori.
Si sono a malapena sfiorati
Per la prima volta dopo tanto tempo.
Sì, hanno scoperto di amarsi.
Il placido scorrere del tempo
E del fiume
E i nostri piccoli sogni sono emersi
Dal profondo dell'anima
E hanno capito
Che sarebbe stato per sempre
Un amore grande . e senza fine.
Sulle cime dei pioppi
Echeggiava il motivo di una vecchia
Canzone d'amore
Sul ramo di una ginestra fiorita e profumata
Si era posato un giallo canarino
Galeotto fu il suo canto appassionato
Che ci ha fatto innamorare
E il cuore palpitare.
Nel silenzio tremendo.
La valle affonda
Con il peso dei suoi pioppi
Contorti soffocata dalla nuvola
Si addensa.
Il crepuscolo, con lievi ali
Di stornelli che sfiorano
Le barche dei pescatori
Che scivolano silenziose
Sul vecchio fiume della vita.
Mietere il grano
La raccolta del grano
Era un'attività da festeggiare.
Nel territorio Cosoletano
Costituito essenzialmente
Da colline
Dove si produceva l'olio e
Il grano.
Il lavoro nei campi,
Ogni anno,
Coinvolgeva gran parte
Della cittadinanza contadina
Ciascuno dava il loro contributo
E facevano della mietitura
Il resoconto finale
Dell'annata lavorativa
Lunga era la notte stellata
Le donne mietitrici incominciano una
Nuova giornata
Sotto i cocenti raggi del sole
Erano allegre le loro canzoni
Rievocavano pensieri e ricordi d'amore
Aprivo la finestra e guardavo il cielo.
La luna e le stelle brillano ancora
L'alba era vicina e dorata
Come i campi di grano maturo
Una lunga fila di donne cantando
Si avvicinavano al campo di grano
Con il fazzoletto bianco sulla testa
Per ripararci da cocenti raggi del sole
Erano pronte ad incominciare con il falcetto.
In mano a mietere il grano
Ed estirpare i rossi papaveri
E le altre erbe l'infestanti
Si vedono da lontano le colline e le distese.
Pianeggiante di grano maturo
Spighe al vento
Di un dolce evento
L'ebbrezza del mattino
Porta lontano la melodia
Delle loro canzoni
E un atto d'amore alla loro terra
Aspra e bella
Tutt'attorno alla campagna
Tace e le spighe ondeggianti
Nell'immenso cielo
Dal vicino lago
Giunge il gracidio delle rane
Che facevano da coro alle
Loro canzoni.
Dietro le mura della vecchia
Casa colonica
All'inizio del filare della vigna
Un vecchio fico con i dolci frutti
Un pettirosso sul ramo con il suo
Dolce richiamo d'amore.
Alla fine della giornata
I legatori preparavano le fascine
Che venivano trasportate
Con gli asini nell'aia,
Mentre la massaia preparava
La cena sull'aia
Ed era una festa.
Sulle soavi note
Della fisarmonica
Sull'aia
Nascevano nuovi amori
Ogni contadino
Preparava il suo covone
Nella grande
Aia di Vignacurta.
Che conteneva il grano
Per l'intera stagione.
Ricordi del passato prossimo
Dell'autore della poesia
Il Monte Baldo
Con i suoi sentieri
Che seguono la cresta
Strapiombante
Le ginestre fiorite che inebriano
Con il suo intenso profumo
E poi c'è la spettacolare vista
Del Lago di Garda
Che ti riempi il cuore
Per la sua meravigliosa bellezza
Il Baldo é stato definito il giardino d'Italia
Una montagna con i suoi
Vasti orizzonti
Un tempo era la montagna dei pastori
Per via delle grandi zone
Di pascoli
Per la straordinaria quantità
E rarità di specie
Vegetali ed in particolare
Per le spettacolari fioriture
. Molte di esse sono residui glaciali
Un tempo emergeva come
Un'isola
Tra le enormi colate di ghiaccio
E di grandi nevicate
Il nome deriva dal tedesco wall
Che vuol dire Selva
Oggi quei luoghi sono riserva naturale
Protette
Il Monte Baldo e il Lago di Garda
Un binomio perfetto
Due luoghi di grande bellezza
Paesaggistica
Ombre della sera
Dalla cima del Baldo
Si domina un paesaggio mozzafiato
Un paesaggio bellissimo
Fra montagna cielo, e lago
E' un incanto
Che ti ammalia
E ti rapisce
Di lassù ho ammirato
Più volte le bellezze del Garda
Con il mio vagabondare
Tra il Baldo e il Lago
Con le guide amiche
Del Mantova Cai
Quando sei di fronte
Alla maestosità
Del Monte Baldo
Le lontane pianure padane
Le acque e le sponde del .lago.
Quasi scompaiono.
Dal Lago di Garda
Se ne scorge il ruvido versante
Di questa bellissima montagna
In contrasto con il magnifico Lago
E' stata definita il
Giardino botanico d'Italia
E' stato anche definito
"Un fiordo verde"
Fra le Alpi e gli
Appennini.
Diversi anni fa
Con gli amici del Cai,
Abbiamo effettuato una
Escursione che difficilmente
Possiamo dimenticare,
E un vero giardino botanico
Nel periodo estivo che è soggetto
Ad improvvisi cambiamenti
Climatici
Siamo partiti da Malcesine
Con il sole splendente
Ma in cima al costone delle
Fascette
E' venuto un grosso temporale
Con lampi,
Grandine e tuoni
Seguita alla fine della giornata
Da una copiosa nevicata
Abbiamo fatto molta strada
Per raggiungere
Il Rifugio del Telegrafo,
Che sorge sullo sperone del monte
Sul versante occidentale
Da dove,
Nelle giornate luminose
Si può vedere il Lago di Garda.
Dove siamo stati rifocillati
E anche gli abiti asciugati
E' stata un'esperienza unica.
Il Baldo è un'aspra montagna
Fra il Lago di Garda
Ritornato il sole
Siamo scesi a Prada
Fra i verdi uliveti della Riviera
Dove c'è il profumo dei limoni
Dove c'é tanta allegria
Ma anche tanta bellezza
E poesia
E' Nata una principessa
11 giugno,
Ore 8 del mattino
Partivo dal borgo marinaro di Andora
Con la gioia nel cuore
In sella alla mia vesta
Per raggiungere Villa Salus
Di Albenga
Per conoscere la mia principessa
Che con ansia aspettavamo
Con il cuore in mano
Il mare era calmo
Mentre l'aria era profumata di limone
E di violacciocche
In quel meraviglio giorno
Dio decise
Di Creare qualcosa
Di Veramente eccezionale
Creò te!
Alle ore otto se nata
Ti ho visto soltanto dal vetro
Della stanza nursery
Eri bella con i capelli neri
E non mi è stato difficile
Riconoscerti
Perché avevi il mio colorito
Non ti ho potuto toccarti
Neppure on un dito
E neppure baciarti
Fra le bambine nate quel mattino
Soltanto la tua voce
Si faceva sentire
La mamma ed io
Eravamo felici
Toccavamo il cielo con un dito
La tua venuta
Ha coronato il nostro
Sogno d'amore
Tanti, tanti auguri
Di buon compleanno
Principessa
Da Mamma e papà
Carica di Pastrengo
Tre squadroni dei cavalleggeri
Dei Reali Carabinieri
In testa il Maggiore Negri di Sanfront
Era in normale scorta del Re
Carlo Alberto
Sulle spioventi colline
Di Pastrengo
Quando improvvisamente
Fatto segno ad una nutrica carica
Di fucilieri austriaci
Era il mattino del 30 aprile 1848
Il trombettiere suonava la carica
I tre squadroni sotto i raggi del sole
Con le sciabole sguainate
Entravano in azione
La pugna fu cruenta
E' stata un'epica carica di cavalleria
Cavalli e cavalieri
Con i pennacchi rossi e blu
Al vento
La carica contribuì
In maniera determinante,
Al felice completamento
Dell'azione militare
Sul campo di battaglia
La refrazione dei raggi del sole
Creava una macchia di colore
Come i rossi papaveri
In campo di grano
E' stato un momento di panico
Fra le fila austriaci
Che si sono dati alla fuga
Al termine della giornata
A carica era vittoriosamente
Terminata
Oggi 5 giugno 2011-
L'episodio viene fatto rivivere
Dal Gruppo Squadroni
Del 4ò Reggimento Carabinieri
A cavallo
Nell'ambito del loro Carosello storico,
Nella splendida cornice
Di Piazza di Siena a villa Borghese
Di Roma
Con un'impetuosa carica
Esaltata dal luccichio
Dalle sciabole sguainate
E dai colori, nero, rosso e blu
Dell'uniforme
Storica dei Carabinieri.
Il gruppo del Latimer
A prima vista appare facile
E invitante,
Ma da vicino si mostra
Invece impervio e assai difficile.
Il suo cuore è arido
E selvaggio
Può essere splendidamente
Visitato
Attraverso un'attrezzata
Via ferrata.
Ma alla fine di una
Lunga giornata
Siamo giunti sulla cima.
Visto dalle verdi pendici
Dei monti adiacenti
E' un luogo da dove
Si ammira un paesaggio
Fantastico
Di grande bellezza paesaggistica
Dove domina il silenzio
Assoluto
Ma che cosa è il silenzio?
Il silenzio è un lembo di cielo che
Scende verso l'uomo.
Viene dai grandi spazi celesti,
Dalle marine senza risucchi
Dalla luna fredda.
In questo silenzio interrotto
Del rauco gracchiare della
Poiana che continuava a volteggiare
Sopra le nostre teste
In quella stretta cengia strapiombante
Sì! Quelle vette elevate al cielo
E coperte dalle nuvole che non
Riesco a scordare.
Quelle bellissime vette interminabili,
Gli orizzonti sconfinati
I tramonti colorati
La cima conquistata e Carletto
Che continuava a filmarle,
Il tutto come fosse parte di un quadro,
Di quel quadro che non ho mai dipinto.
Ma è quel silenzio che non
Riesco a scordare
Quel pomeriggio di giugno di tanti anni fa,
Ho vissuto così:
Il moschettone agganciato alla
Corda fissa d'acciaio a quella
Strapiombante cengia,
Solo grazie al silenzio
Ho imparato a conoscere quel posto.
Il silenzio che fino ad ieri
Non sapevo cosa fosse.
E' proprio vero che la montagna
Disabitua gli alpinisti dalle
Chiacchiere, dalle parole inutili
Dalle esuberanti effusioni
Essa semplifica ogni cosa ed interiorizza.
Nella solitudine e nel silenzio
Dell'altitudine
Sentivo il mio cuore.
Lui con il suo battito inarrestabile.
Mi dava la forza di continuare.
Oggi, mi accontento di ammirare
La vostra meravigliosa bellezza,
Seduto nel bordo di una polla
Ho di un querulo ruscello.
Facciamo nostri questi
Immortali versi, per dare
L'addio a quelle superbe cime
Che abbiamo amato tanto;
" Addio! Monti sorgenti dalle acque
Ed elevati al cielo, cime inuguali
Note a chi è cresciuto tra di voi
Se ne allontana….."
Così scriveva il grande poeta
Alessandro Manzoni.
Il sentiero nel bosco
Oggi, è una giornata
calda e serene,
Invece di recarci sulle rive
Del lago, o sulle spiagge
infuocate
Di Rimini, abbiamo preferito
Fare quattro passi con gli amici
Del CAI di Mantova
Sulle fresche e meravigliose
Vallate del Trentino.
L'aria è quasi frizzante
E il sentiero pianeggiante.
Attraversiamo un fitto bosco
Dove scorre un chiassoso e
Querulo ruscello.
Ci fermiamo per fare un piccolo
Spuntino e per riposare
Le nostre stanche membra.
Nascosto fra le felci
C'è un piccolo capriolo
Impaurito.
Ci avviciniamo con la mano tesa
Dandogli un pezzetto di pane
Il cucciolo si avvicina
Con paura e delicatezza
Prende il cibo della vita
E si allontana.
Fra le foglie ci sono due
Ranocchi che saltano fra l'erba
Finendo nel ruscello.
Il verde ciuffo d'erba giace
Inerme afflitto dal nostro
incauto
Calpestio
Sopra un ramo di bianco spino
C'é un simpatico uccellino
Che si è messo a cantare,
Ma il suo non è un canto, ma un
richiamo
D'amore
Si vede che ci palpita il cuore
Perché è tremolante
Ma subito dopo spicca il volo
All'imbrunire i fili d'erba
Ricoperti di rugiada
Riflettono il luccichio
Del sole che sta per tramontare.
Il verde ciuffo,resuscitato
Ringrazia per non averlo
calpestato
Noi non abbiamo fatto altro,Che
di averlo soltanto accarezzato
Come abbiamo fatto con il
cucciolo
Di capriolo
Spaventato.
La sera scende silenziosa
Nella valle e tra i monti,
I boschi d'abeti diventano neri
L'aria ed il cielo cambiano
Anch'essi colore
Quasi per preparare una stupenda
Cornice all'alpe che sta
Raccogliendo l'ultimo bacio
Del sole
La Riviera dei Limoni
E' uno specchio d'acqua
Stretto fra i monti,
Ma con l'anima rivolta al Mediterraneo
Le bianche e superbi Dolomiti
Sono lì a nord, ma gli ulivi, i cipressi
E le vigne testimoniano il clima
Dolce e le giornate di sole
Splendente che baciano queste terre
Cantate dai poeti come Catullo
Basta cambiare la visuale,
Il punto di vista e lo scenario
Si propone con volti inattesi.
E allora le ripide rive lasciano
Il posto alle spiagge,
Le severe falesie accolgono le Limonaie,
I tormentati dirupi montani diventano
Spettacolari,
Dai quali si domina il lago sottostante
I lindi borghi rivieraschi
Sono paesi rustici ma anche città,
Ricche d'arte e splendore.
Dall'azzurro dell'acqua e del cielo
Al verde degli ulivi e dei lunghi cipressi
Che bucano le nuvole
E il giallo dei limoni:
E' questa la tavolozza di colori
Di un bravo pittore
Che quasi ogni giorno il turista incontra
Sulla Riviera dei Limoni,
La sponda occidentale
Del Lago di Garda si rivela così
La meta agognata, la meta ideale,
Dove la bellezza si confonde
Con la poesia.
E la poesia con l'amore.
In questa vecchia casa colonica,
Non tanto per umiliarmi
Quanto per porre a più difficile prova
La mia virtù di creazione e trasfigurazione.
Tutto, infatti, è qui da me creato o trasfigurato.
Tutto qui mostra le impronte del mio stile.
Nel senso che io voglio dare allo stile.
il mio amore d'Italia,
Il mio culto delle memorie,
La mia aspirazione all'eroismo,
Il mio presentimento della Patria futura
Si manifestano qui in ogni ricerca di linea.
In ogni accordo o disaccordo di colori.
...Ogni rottame rude è qui incastonato
Come una gemma rara.
La grande prova tragica della nave "Puglia"
È posta in onore e in luce sul poggio,
Come nell'oratorio il brandello insanguinato
del compagno eroico ucciso.
...Tutto qui è dunque una forma della mia mente.
Sulla verde collana
Di Cardone Riviera
Sorge il Vittoriale,
Che altro non è che
La cittadella del Poeta soldato
Gabriele d'Annunzio,
Che dentro una cinta di mura
Allestisce il monumento
Delle imprese
Alle quali affida
Il suo nome nel tempo.
Affidò il compito
All'architetto Gian Carlo Marone
Di chiudere
Le sue "Memorie" in una
" Custodia di pietra"
"Io son venuto a chiudere la mia
Tristezza e il mio silenzio
Un aspetto della mia anima,
Una prova del mio fervore."
Tracce dì storia
Vernazza è una delle Cinque Terre,
Che sorge sulla punta terminale
Tra la montagna e il mare.
La punta rocciosa finale
Sopra la quale sorgono le case
E' costituita di tanti
Fogli che compongono un libro
Il libro geologico
Che racconta la storia del
Suo passato
Il paese è un agglomerato
Di case colorate color pastello
Collocate una sopra l'altra
Che raggiungono otto piani
E' caratteristico il suo piccolo centro
Storico con la sua Chiesa
I suoi carruggi e le lunghe
Gradinate
Che attraversano
Piccoli orti e giardini
Dove fioriscono i limoni.
Tutte quelle stradine
Che attraversano le Cinque Terre,
C'è anche la Via dell'Amore
Dove il poeta Georg Sande
E Lord Byron
Scrissero pagine bellissime nelle loro
Opere letterarie
Questi luoghi li conosciamo una ad una
Per averle percorse più volte
Ed ogni volta era come la prima volta,
Scoprivamo sempre qualche cosa
Di nuovo e di bello
I suoi vigneti terrazzate
Dove si produce il caratteristico vino
Degli Dei,
Che si chiama
Sciacchetrà.
Una leggenda del luogo così recita:
" Se vuoi che una parte del tuo cuore
Non rimanga in Liguria
Riporta a casa un pezzetto,
Strappalo alla bellezza del luogo,
Ai suoi profumi, ai suoi colori,
Per custodirlo,
Incorniciato a dovere e ricordati
Così di tornare e sorprenderti ancora,
Qualunque sia la stagione,
Dalla varietà dei paesaggi,
Dalla dolcezza del clima,
Della genuinità del cibo semplice, naturale,
Saporito,
Di ritmi di vita accordati alle onde del mare.
C'è un vecchio proverbio che dice dei Liguri:
"Che sono avari e un po' scorbutici.
Forse sono soltanto gelosi della loro terra.
Di quella terra che non si può non amare.
Ti sedurrà con discrezione e allora starle lontano.
Non sarà più possibile".
Dire che è un paradiso terrestre",
E dir poco.
Fra quei sassi vulcanici
Bagnati dalle onde del mare
Nascono ogni anno nuovi amori!
Spiagge infuocate
dal sole
Dopo un lungo inverno
Freddo e nebbioso,
E' arrivata improvvisamente
L'estate,
E' tempo di sole,
E' tempo di mare
Sulle spiagge infuocate
Dal sole.-
Della Versilia,
Alle spiagge di Rimini,
Da Cattolica
Al Mediterraneo,
Incominciano a brulicare
Di belle ragazze bionde
Nordiche
Che vengono per il sole,
Ma soprattutto per il divertimento
E per conoscere nuovi amori.
Dalla sera alla mattina
Tutti in discoteca
Con lo sballo e senza
Lo sballo
Sulle spiagge
Non ci sono sole le biondissime
Svedesi
Le tedesche e le irlandesi
Ma anche brune e belle italiane
Che ad un banale costume all'antica
Ne preferiscono uno alla moda
Oggi, forse, va ancora per
La maggiore ragazze in topless
In bikini e completamente nude,
E i bulli italiani
Si lanciano all'inseguimento
Sia sulle spiagge
In mare
Si danno molto da fare
Un tempo lontano
Abbiamo frequentato le spiagge
Dell'Adriatico
E nello specifico quelle di Cattolica
Ma adesso preferiamo
Luoghi appartati
Spiaggette private
Preferiamo
Trascorrere le nostre vacanze
Sulle coste della Sardegna
Le spiaggette solitarie
Le Cale e le calette
Di Santa Maria Navarrese
Con le falesie
Che scendono fino al mare
Raggiungibili solo
Con la barca.
Dove se sei fortunato
Puoi vedere la foca monaca
Nei fondali
Luoghi tranquilli come
Portofino o la Riviera di Ponente
Alassio e Andora
Chi la cerca non la trova.
Il nostro Bel Paese
Dalla Liguria
Al Gargano
E dalle isole a Bolzano
Dal Garda al Lago Maggiore
E tutto un fiore
Dove sboccia le rose
E Anche amore.
Le rose di maggio
Oggi 22 maggio
Ricorre la festa di S, Rita
La Chiesa festeggia
In questa domenica
Di Maggio
Il mese delle rose
E delle spose
Ella è una delle Sante
A cui sono più devoto.
Alcuni anni fa,
Con Adriana mia moglie
Ci siamo recati
Nel paesino di Cascia
Incastonato nella montagna
Come una pietra preziosa.
E'chiamata la santa dei miracoli
Impossibili.
E' di una straordinaria
Devozione popolare
Ha vissuto
Prima come sposa e madre
Poi come vedova
Ed infine come monaca
La sua venerazione
Non accenna a diminuire
Fra il popolo e i fedeli
Accompagnata da conversioni,
Miracoli
Profumi ed altro
Ancora.
Ma quello che domina
In quel giardino sono le rose,
Le rose di maggio
Il mese di maggio è anche
Il mese dell'amore
Che vince l'inverno,
Con il potere dei fiori.
Dire amore,
Con il linguaggio dei fiori,
E' il simbolo di eccellenza,
Della grazia e della bellezza.
Le rose di maggio
Hanno ispirato i poeti di tutti i tempi
Come il grande scrittore
A. Manzoni:
Con la poesia: il 5 Maggio
A Napoleone.
I versi brevi e rapidi nella loro lettura
Sono aderenti alla vita
Di colui che tenne in mano i destini dell'Europa.
Le parole sembrano stampate
Come frasi sacre nel tempo,
Nel presente,
Ma anche nel futuro di quell'evento.
"Ei fu. Siccome immobile,
Dato il mortal sospiro, "
Il fiore di maggio
E' il fiore che si accosta
Alla passione dell'amore.
Sbocciano le rose e gli amori
Le ragazze aspettano impaziente
Questo mese fatidico
Per indossare l'abito bianco,
Che significa la verginità
E realizzare così
Il loro sogno d'amore
Nel silenzio della notte,
Mentre la luna fa le
Fusa alle stelle brillarelle
Vedo la sposa distesa sul Talamo dell'amore.
Tra i petali di fiori
E vivere quel sogno
Agognato
Sorridendo alla vita
Nel silenzio assoluto della notte,
Un silenzio diverso
Del silenzio,
Che penetra nell'anima
Dopo l'amore
Ascolta
Il battito del tuo cuore
Con la tua dolcezza
La tua bellezza
Vorrei posare il mio viso
Tra le tue mai
Chiudere gli occhi
E sognare con te
Nella passione
Mentre la notte ha una magia
Particolare che quali coccola.
Nel cielo stellato
La luna ruffiana
Si culla
Dolcemente fra le nuvole
Mentre attende
La sorella aurora
Che con i colori del novello giorno
Li trova ancora gli innamorati
Dolcemente abbracciati
Un raggio del sole nascente
Li ha svegliati
Con la testa sul cuscino,
Svegliati amore!
E' mattino,
Quella notte
Era nato un nuovo fiore
Una rosa di maggio.
Maggio in fiore
E' bello camminare lungo il sentiero
Verde e fiorito
Un tappeto di papaveri
Rossi,
Che costeggia il grande fiume,
Che lentamente scorre verso il mare
I prati e le golene sono fioriti
Mamma anatra con i pulcini
In fila indiana seguono
La corrente del fiume
I raggi del sole creano un vero capolavoro.
Di ricamo tra i rami e le fronde
Le rondinelle amiche
Fanno la spola
Tra le sponde del silenzioso fiume
E la gronda sotto il tetto
A portare il cibo ai piccoli rondinini
Maggio è il mese degli innamorati
Che camminano mano nella mano,
Un bacio e una carezza,
Una promessa è un sorriso
Rimane un caro ricordo
All'infinito.
Seduto sotto il gazebo
Del mio giardino
Su di una rosa si è posato
Un uccellino colorato
Il suo canto era così delizioso
Che faceva incantare il cuore
Era un richiamo all'amore.
Come i grandi fiori fanno loro la corte
Allo charme e alla bellezza
Dell'atro fiore
Una bellissima ragazza
Dagli occhi verdi come il mare
Stringeva al suo seno
Una rosa di maggio.
Camminava sull'erba
Di prima mattina
Bagnato di brina e vestito
Di fucsia
Aspettava il suo amore
Nel profumo dei fiori.
La notte stava tramontando
Mentre uno spicchio della pallida luna
Si cullava nelle prime luci
Del novello giorno
Una coppietta di innamorati
Che nel profumo dei fiori di campo
Si erano addormentati
Lungo l'argine del fiume
Il novello giorno
Li ha sorpresi ancora abbracciati
Un raggio del sole nascente
Li aveva svegliati nel palpito
Dell'amore
Era nato un nuovo fiore,
Un fiore di maggio
Mentre il placido fiume
Continuava a scorrere verso
L'azzurro mare.
Onde spumeggianti
Ho sì tu sei come il cielo,
Come le onde del mare,
Come il vento grecale
Sei nei miei pensieri
Oggi più che ieri,
Sei una che non si ferma mai
Vorrei che fossi sempre qui
Con me a passeggiare
Lungo il mare,
Dove il verde delle colline
Scende
Su questa lunga spiaggia
Lungo la battigia.
E la scogliera bianca
Che si fonde con le onde del mare
Che si fanno
Sempre più alte e spumeggianti
Mi trovo fra cielo, terra e mare,
In un paesaggio fantastico.
Metafisico e lunare
In questo momento che penso a te
Sta salendo in me
Quel sentimento
Dell'infinito,
Che si coglie nella poesia
Prima forma del desiderio
E dell'amore dell'uomo
Nella filosofia moderna
Con "Cartesio":
Il sentimento viene incluso
Tra passione
Di conquistare
Quell'infinito che è Dio
L'amore è passione
E'gioia di vivere
Che genera la vita,
Ma tu sei come la sabbia
Bruciata dal sole
E non sei qui con me. Per dividere
Insieme queste gioie
Sentite dal cuore
Il sole e il mare sono con te
Le onde, sulle sponde dei tuoi fianchi
Abbronzati vicino a me
Onde più profonde,
Se ti guardo,
Che cosa non farei
Per essere in questo momento vicino a te,
Sei come l'onda
Che arriva improvvisamente
Come
Le onde sulle sponde
Eh sì, adesso sì, diventa più facile
Io so, che tu lo sai, come fa l'onda
Sei tu che non ti fermi mai,
Qui con me
Io sono il vento che fa gonfiare le onde
Di questo azzurro mare,
Onde più profonde se ti guardo
Davvero, che cosa non farei?
Onde più profonde, se ti penso
Onde più rotonde
Di quell'onda anomala
Che arriva e non si ferma mai
Onde che s'infragono
Contro la scogliera
Che precipitano
Le onde sulle sponde del mare
Il vento di grecale
Si è rinforzato
E il sole ti ha abbronzato
Che cosa non farei
Per restare vicino a te
Bianchi gabbiani che si cullano
Sulla cresta dell'onda
La barca ha rotto gli ormeggi
E si allontana sempre più
Dalla riva
E forse questa notte
Va alla deriva
Fra le piccole onde
Sulle sponde del placido mare.
Ma domani troveremo il fasciame
Fra le rocce appuntite
Io sto sempre qui
Come il guardiano del faro
Tra cielo e mare
Ad aspettare.
Ti amo Amore,
Come il vento
Della sera ama
Sfiorar le foglie
Della golena.
In un letto di petali di rose
Dove la mia mente riposa
Vicino a te
Mentre il fiume
Scorre lentamente verso
L'azzurro mare
E come l'ebbrezza del mattino
Che ti sfiora dolcemente il viso
L'amore è una parola astratta
Come la pace
Non si tocca,
Ma si sente
La vedi costantemente
Negli occhi di una madre
E di un bambino
Di una donna innamorata,
Di un uomo
Di un fiore
Appena sbocciato.
La pace e l'amore nel mondo,
La pace è anch'essa una parola astratta,
Il pianto di un bambino
E' come una stella che cade
Su di un paese in guerra.
E' un angelo che vola
Nel silenzio della notte
Quando le stelle stanno a
Guardare
E la luna si trastulla
Nella sua gobba a mo
Di culla.
Ma la vita?
Che cos'è,
Nella vita che ci spinge
A " cercare"
A guardare oltre gli orizzonti
Del confine del mondo?
Ma che cos'è l'amore?
In una società che spreca
Questa bellissima parola
Con il suo eterno significato
Della vita,
L'amore è un sentimento
Più forte del mondo.
Dante nella Divina Commedia
Scrive:
" L'amore che muove il sole
È l'altre stelle".
Tellaro
Eccoci finalmente a Tellaro,
"Un nirvana tra mare e cielo,
Tra rocce e la montagna
Verde di ulivi"
Come ha scritto Mario Soldati.
E' un borgo antico,
Un borgo marinaro,
Un grumo di case di pastello
Colorate
Un'insenatura dove le onde del mare
S'infrangono contro le rocce e le case.
Venendo dal mare
La chiesetta di S, Giorgio
E il borgo fortificato
Si presentano come una nave
Pronta al varo.
Tellaro è un angolo di mondo che
Sembra fatto apposta
Per proteggere dai rumori
Del mondo
Ci siamo seduti sui gradini
Di mattoni rossi davanti alla Chiesa
Per ammirare lo spettacolo del mare
E vedere le barche arrivare
E' qui da questi gradini
Che Attilio Bertolucci,
Uno dei più grandi poeti italiani
Contemporanei,
Veniva come abbiamo fatto noi
Oggi, a cercare quiete,
E fumare la pipa
Come i vecchi marinai,
In questo mese di maggio
Profumato dalle rose
E dai flutti del mare.
D.H. Lawrence era affascinato delle
Donne che raccoglievano gli ulivi,
Dalle loro voci sonanti sulle colline:
" Quando vado a Tellaro a prendere la posta.
Mi aspetto sempre di incontrare Gesù
Che conversa con i discepoli
Come se andassero lungo il mare
Sotto i grigi alberi luminosi"
Il borgo a picco sulle rocce del mare
E' ancora incantevole
Era il luogo dell'anima di Soldati:
" Girate per questi carruggi che
Sbucano il mare e poi sedetevi in un
Angolo tra i sassi della riva,
Questo si deve fare:
Lasciarsi prendere dall'atmosfera.
Salire all'antico Oratorio di S. Maria in Salàa.
E guardare il Mediterraneo.
Recitare i versi di P. Bertolani M: Tikett:
" Groviglio di razze passate da qui/
Ancora testimoniano le vie/
Nelle case dei pescatori/
Nicchiano inosservate lune saracene……"
Supplica a Teresa mia
madre
Dopo tanti anni
Della Tua dipartita
E' veramente difficile
Con te colloquiare
Con parole di figlio
Ciò a cui nel cuore assomiglio
Tu sei stata la sola al mondo
Che conosce
Il mio cuore.
Il giorno del tuo funerale
Sono giunto da molto lontano
Per dirti solamente grazie
Di avermi dato il bene più
grande:
La vita
E di avermi insegnato a vivere
In questa società dai mille
Sfaccetta menti.
Non sempre il tempo e la beltà
cancella
L a speranza le lacrime e gli
affanni
Sei deceduta a soli 65 anni
Quel giorno ero solo davanti
alla tua bara.
Nella cappella mortuaria sulla
Collina all'ombra del
Vetusto cipresso
Più guardavo la tua compostezza
Dentro la bara con la tua veste
chiara
E più mi sembravi bella e
radiosa
Le tue labbra contenevano un
sorriso
Che mi toccava il cuore.
Oggi mi domando:
Che cos'è una Mamma?
Nessun bambino lo sa!
Una Mamma è come il mare,
E' come il mistero della vita.
Che ogni cosa perdona
E tutto comprende
Senza nulla chiedere
La Mamma tutto dona:
La sua vita, il suo cuore e il
suo amore
Per lei siamo sempre bambini
Ci segue come la chioccia
I suoi pulcini.
Un giorno molto lontano mi
dicesti:
Buon viaggio mio bel cavaliere
Vai a fare il tuo dovere,
E ricordati che la vita è
Un grande mistero.
Oggi, nel giorno della festa
Della Mamma,
Ti dico grazie Mamma,
Perché mi hai dato la tenerezza
Delle tue carezze
Il tuo sorriso premuroso
Mi hai sempre asciugato le
lacrime,
Hai protetto il mio cammino
Hai lavorato giorno e notte
Per assicurarmi una
Pagnotta calda
All'uscita della scuola,
Per aver educato il mio spirito
Con saggezza e con amore
Il tuo abbraccio e il tuo
sorriso
Premuroso.
San Fruttuoso
E'come un gigante verde
Emerso dal mare
Il promontorio di Portofino
Che domina il Golfo del Tigullio
E il Golfo Paradiso,
Regalando a noi turisti panorami
E paesaggi indimenticabili.
E una delle perle paesaggistiche
Del Golfo
Incastonata come un gioiello
Sul petto di una bellissima donna
La storica abbazia Benedettina
Sorge In una bellissima insenatura
Che fu fondata
Da Prospero di Tarragona nel 711,
Mentre sul fondale Della calasi
Si trova la statua Del Cristo degli Abissi,
Che commemora le vittime Del mare.
E' un'insenatura quasi selvaggia
Dove fioriscono le mimose,
Le rose e le viole.
E' quasi nascosta
Dalla macchia mediterranea
Dove dall'alto
Si sente il mormorio del mare
Dove le verdi colline
Degli antichi uliveti
Scendono fino al mare
Dove regna l'amore
Il silenzio e la gioia di vivere
In mezzo a questa macchia di verde
Dove le aurore sono sempre rosa
Dove regna la pace e la preghiera
Dove splende sempre il sole
Dove regna l'amore
I tramonti sono sempre accesi
E il cielo è sempre stellato
Dove regna l'armonia delle cose
E a sera
Nell'ora della preghiera
La luna è sempre piena
Che accompagna i pescatori
Nel loro notturno lavoro
Mentre i sogni sono tutti d'oro
E' maggio tutto l'anno
Nella baia
Antistante al vecchio convento
C'è il Cristo degli abissi
Il protettore dei sub
Dove regna l'amore
E le lacrime sono solo di gioia
Le rondini non partono mai
Come i gabbiani dalle zampe rosse
Nei giorni ventosi sente la sabbia
A contatto del corpo
Che sente la sensazione di una dolce
Carezza dalle mani di una fata,
In questo eremo del silenzio
La tristezza diventa allegria e poesia
In quello spicchio di cielo
Splende sempre il sole.
E spesso fra i giovani nasce
Il vero e grande amore
A sera osservando il cielo stellato
T'accorgi che la luna amoreggia
Con l'onda del mare
Che va e viene
E s'infrange contro i maestosi
E bianchi scogli.
Spesso il nostro pensiero si alzerà
Oltre gli scogli e le verdi colline,
E riuscirà a sognare o a pregare
Il Redentore che giace sotto
L'azzurro mare.
E' diventato
Un monumento nazionale
I sub spesso si vanno
A sposare
Nella profondata del mare.
Dove regna il silenzio
E la pace eterna
Il Verdon: "La grotta dei colombi"
Il Canyon del Verdon
Nulla di più romantico
Che l'armonia di queste rocce
Strapiombanti
Di queste montagne
Come coni rovesciate
Ed abissi profondi
E di queste acque
Verdi ed ombre di porpora,
Del cielo comparabile al mare
Omerico,
E di questo vento
Che parla con la voce
Delle divinità morte.
E' b'obbligo il paragone
Con il Gran Canyon.
Ma non gli rende
Del tutto giustizia
Perché se non può
Rivaleggiare con il capolavoro
Geologico del Colorado
Per misure e varietà
Di stratificazioni.
E' il canyon più spettacolare
E profondo delle Alpi
Vanta molti altri primati
Il colore del fiume
Che lo ha creato,
Innanzitutto,
Un mix unico di giada
Smeraldo
E acquamarina,
Che i francesi hanno tradotto
In un nome semplice ma eloquente:
Verdon
E poi quelle sorprendenti miscele
Di contraddizione e di stimoli
Che,
A due passi della Costa Azzurra
E del profumo di mare
Portato dal mistral,
Vento e anima della Provenza,
Ricrea un ambiente dolomitico
Orientato verso il basso,
Sul fondo delle gole del Verdon
Muraglie rovesciate di calcare
Alte 700 metri
Culminano in vette
Surreali e metafisiche
Attraversate da nuvole di spuma
Vaporizzata
E da squarci verdi azzurri.
Noi del Cai di Mantova,
Da Nord a sud
In 9 ore di cammino,
Li abbiamo attraversato
Fino alla Grotta dei Piccioni
Queste grotte ricordano il periodo
Apocalittico
In cui il Verdon aveva l'importanza del
Dio Nilo.
Lungo le rive
del Tanaro
In questo momento
Che sto ammirando le stelle
In cielo
Sto rievocando tutti i sorrisi
E i momenti
Gli sguardi e le carezze
Che mi hai donato.
. E penso che una persona
Così unica come te
Non l'avrei mai incontrata
Neppure nel firmamento
Dove fra tante stelle
Non c'è un'altra come te
Pensando
Ai tuoi meravigliosi occhi
Mi rendo conto
Che sono una persona fortunata,
Perché nella mia vita
Finalmente c'é qualcuno
Che riesce a darmi
L'infinito con un solo sorriso.
Sì, Sono veramente fortunato
Perché ho incontrato un angelo
Uno stupendo angelo
Che mi ha dato la vita
E la forza di andare avanti
Con la speranza
E la gioia nel cuore
E che un giorno sarai sempre
Tra le mie braccia.
Quando ti vidi per la prima volta,
In quella sera fresca
Di fine settembre
Fra tanta gente che rideva
E si divertiva
Mentre l'orchestrina suonava
Quel motivetto che mi piace tanto
Per me fu come se tutto
Il mondo si fosse fermato...
Non vedevo più nulla al di fuori di te.
. Rimasi incantato
Dai tuoi occhi lucenti,
Da quel sorriso luminoso...
Era come se una luce ti faceva brillare,
Era come se stessi sognando...
O come se stessi vivendo
Una favola fantastica.
Mi bloccai,
Perché vidi una persona speciale,
Due occhi splendidi...
Fu la cosa che mi colpì di più
E proprio quel sorriso di angelo
Che mi donasti nel vederti
Per la prima volta...
Mentre le luci del parco
Delle rimembranze
Da dove giungeva quella musica
Arcana
E le stelle
Si riflettevano sull'acqua
Del fiume Tanaro
Che scorreva placidamente
Ho avuto la fortuna di passare
Dei bei momenti con te.
Ho avuto la fortuna di poter ricevere
Delle tue attenzioni...
Ogni volta che mi guardavi negli occhi
Rimanevo immobile a fissarti
Desideravo essere nella tua mente
Per ascoltare i tuoi pensieri...
Volevo capire cosa provavi nel tuo cuore
Quando mi guardavi
E sulle tue labbra spuntava un sorriso.
Volevo capire cosa ti spingeva
Tutte le volte ad accarezzarmi il viso.
.. Per me ormai sei diventata
Tutto ciò che ho in questa vita...
Tutto ciò che desidero
Avere vicino ogni istante...
Sei la persona che mi dà la voglia di vivere.
... La voglia di andare avanti.
. Sei l'unica persona che è riuscita a
Dare un senso e uno scopo
Alla mia vita...
Tante volte mi fai sorridere,
E tante altre gioire...
Ed è proprio per questo
Motivo che mi fai vivere.
. Non aspetto altro che un giorno
Possa stare fra le tue braccia.
. Che possa appoggiare
Le mie labbra sulle tue.
. Che possa tenerti la mano
Stretta per sentirmi vicina a te.
. Che possa starti vicino
Tutte le volte che ne ho bisogno.
. Che possa aiutarti quando
Cerchi una mano...
Che possa donarti il cuore
Quando cerchi amore...
Non aspetto altro quel giorno
In cui tu ci sarai sempre
Nella mia vita
Mentre la musica dell'orchestrina
Che è stata ruffiana
Si affievoliva
In quella sera settembrina
Le stelle continuavano a brillare
Più lucenti di prima
Come i tuoi occhi.
Taormina
Tra storia e leggenda
Moltissimi anni fa in un giorno
Particolare
In un giorno da non dimenticare
In un giorno autunnale
Dalla pianura Padana
Abbiamo raggiunto
La bellissima cittadina
Che si affaccia sul mare
Del Mediterraneo
L'occasione del viaggio di nozze
In un momento particolare
Della nostra vita.
Adriana ed io ci siamo fermati
E da quello affaccio abbiamo ammirato
Quel paesaggio mozzafiato
A pochi metri da quella vista
Vi è ubicato
Al centro di una rupe
Il famoso teatro
Greco o romano?
Che sfida il tempo e i secoli
Un interrogativo
Da sempre fatto ampiamente
Dibattere esperti e critici
Basterebbe ricordare che Taormina
Fu una Polis greca
Fin dalla sua origine. come ogni città
Del mondo greco aveva il suo Teatro.
Ove si recitavano
Le tragedie di Eschilo.
Sofocle, Euripide
E le commedie di Aristofane
Il Teatro di Taormina è,
Per grandezza il secondo in Sicilia
Dopo di quello di Siracusa,
Ma i romani, più tardi
Secondo la loro rinomata mania
Di grandezza altro non fecero
Che ampliare il teatro che quando
Fu costruito era molto più piccolo-
Questa antica città
Grazie al suo primato di isola più grande
Del Mediterraneo,
Per la presenza di arcipelaghi
Che la circondavano e arricchivano
Incontriamo i guadini Naxon
Che si trovano ai piedi del colle
Dove sorge la bellissima Taormina
Dove il turista si trova immerso
In un paradiso terrestre
Dove è tutto circondato da profumi
E bellezze naturali
E' stata cantata dagli antichi poeti
Per le sue bellezze e gli scenari
Del Mare Ionio
Sia per la suggestione e i monti
A picco sul mare.
Taormina è una vera perla,
Dove le ragazze greche danzavano
Sulle onde del mare
Di rosso vestito.
La bellezza delle case, della vegetazione
Sì incontra da un effetto stupendo
Con i giardini Naxon
Questa piccola località configura
Infatti, nelle sue caratteristiche
Si merita proprio il titolo di prima colonia.
Della Magna Grecia.
Tutto questo rappresentano il sintomo
Di una continuazione della civiltà
Apprendiamo dalla storia
Che questo villaggio di pescatori
Fu fondato
Nel 734 a, C, dai Calcidesi d'Eubea
La grande montagna
illuminata dalla luna piena
Appena usciti dal rifugio
La grande vallata
Era illuminata a giorno
Dalla luna piena.
Era nata una nuova giornata
Meravigliosa e serena,
A forza di camminare
Un passo dopo l'altro
Lungo il costone
E poi il sentiero saliva
Fino all'altopiano
Roccioso
Dove tanto tempo fa
Erano stati scavati gallerie
E camminamenti dai militari
Durante la Grande Guerra Mondiale
Si intersecavano uno all'altro
Fino alle case matte
Lì i nostri Alpini
Attesero il giorno della vittoria.
Così è scritto nella memoria.
Come nella luce dei tuoi occhi,
A forza di lasciarmi andare
Nella melodia della tua voce;
A forza di provare a volare
Nell'azzurro dei tuoi pensieri.
Sono riuscito a ricordare
I luoghi dove ti avevo già incontrata
Eri in me anche prima
Non mi ero ancora accorto
Della tua graziosa presenza
Ti avevo già vista al di là della
Spumeggiante cascata dietro la polla
Lassù in quella grande montagna,
Dove sgorga la sorgente d'acqua fresca
Dove il capriolo si dissetava
Ti avevo già seguito durante
Il volo grazioso di un pettirosso
In principio della pineta
Dove ho finalmente visto
Il corpo tuo stilizzato
Sul sentiero della maestosa montagna
Perennemente innevata
Con i suoi lunghi ghiaioni
Con le pietre bianche e
Arrotondate come teschi di soldati
Dove crescono qui e là
Le profumate violette
Ho accarezzato
La morbidezza della tua pelle
Che era come il velluto
Di una stella alpina
E del ghiaccio dei monti innevati
Ho visto cadere una stella
Era forse una lacrima di gioia?
Era la stessa lacrima
Che poi mi è sfuggita
Come una stella cadente
Che ha solcato il cielo
Facendo ritornare il sole
E il mio volto
Che avevo smarrito!
Era bello ammirare
Quella lunga fila rutilante
Che si avvicinava verso
Il Rifugio Locatelli
Dietro alle nostre spalle
Come una quinta teatrale,
C'erano le Tre Cime meravigliose
Di Lavaredo innevate
Che si stagliavano verso il cielo
Sotto i raggi del primo sole,
Ed è stato lì che è nato l'Amore.
L'Aspromonte e il
Pollino
Un sogno profumato
Che dura nel tempo
Della mia terra,
Antica e lontana,
E' vasta la varietà delle erbe
E delle piane del Pollino
E' straordinaria
L'Orchidea verde
Bordate di nero,
Dell'Aspromonte.
Campanule azzurrine,
Genziana giallo dorata,
Frittellarie macchiettate
Di amaranto
Peonie color sangue
E ginepri
Che si aprono formando
Come una copula complessa
Che si confonde
Con il prato
Le rocce non sono genericamente
Ricoperte di fiori,
Ma di "non ti scordar di me"
In primavera è un vero
Spettacolo di colori
E di profumi
E d'incanti.
Nei primi di giugno il Pollino,
E' un grandioso
Giardino
Degli Appennini
Tra la Basilicata
E la my Old Calabria.
Sulla vetta vi è la grande montagna:
Il Dolcidorme
Si attraversa una grande foresta
Con alberi secolari
Che bucano il cielo,
Nelle notti di plenilunio
In quella felice località
Si aggira
La Fata Morgana
Con le sue ancelle
E danzano attorno
Alla fresca fontana
La danza dell' amore.
Il sole in cielo é risplende
Ma Sopra di noi tre corvi
Imperiali stavano attaccando
Un'aquila reale che stava
Cacciando le coturnici.
Questi uccelli
Rappresentano il bene e il male
Di questi luoghi da sogno.
Lassù nelle giornate
Di tramontana
Si riesce a vedere il Tirreno
E lo Ionio
Nell'altopiano di Gambarie
Nel giorno di festa
Della Pasquetta
Si radunano migliaia
Di persone
A fare festa.
Fra il profumo delle ginestre
Il vino e l'allegria
E' così intenso che da
Una leggera vertigine
Si ha la sensazione
Di riscoprire
Una terra antichissima
La terra degli Dei greci immortali
Circondata da un caldo
E' meraviglioso mare.
Qui termina il fugace viaggio:
Concludere in una sintesi
Non è facile
Come tutte le cose veramente
Forti e pure,
La Calabria ha bisogno di spiriti
Profondi per essere
Compresa e di anime vergini
Per essere amata
Terra di sogno e di
Meditazione,
Si apre intera con le sue luci
Abbaglianti
E le sue cupe ombre ai viaggiatori
Silenziosi e pensosi
Della bellezza.
Il suo fascino,
Lontano dei soliti allettamenti
Preparati in altri luoghi,
E' lento ma duraturo;
E' come quei profumi,
Che sembrano subito svanire,
Eppure resistono
Al tempo
E penetrano di sé ogni cosa.
Buona Pasquetta a tutti!
La Dea dagli occhi verdi
Ogni notte mi sveglio
E vado ad ammirare
La volta celeste.
Nelle notti chiare e serene
Perché nel suo silenzio
Si nascondono i sogni
Quante volte rivolgo
Gli occhi al cielo
E incontro i tui occhi
Veramente incantevoli
Nella loro intensa luce mi
Abbandono come in un sogno
Che continua a vivere
Da sempre nel mio cuore,
Questo mio sogno non riesce
A trovare posto nei tuoi pensieri.
Menomale che si tratta
Di un semplici sogni
Perché i sogni
Sono molto significativi,
Come i pensieri
Ma la realtà è un'altra cosa,
E' come la vita
Non bisogna perdere mai la speranza
nell'inseguire i tuoi Sogni,
Perché c'e' sempre un'unica creatura
Che può fermarti,
Quella creatura sei tu
Tu sei come l'acqua che scorre
Nel grande fiume della vita
Che scorre per incontrare il mare
Ed il sole dall'alto del cielo
Domina e scalda i cuori
Io mi sento vuoto senza il tuo amore,
Come se mancasse
Una parte di te
Ti vorrei portare via con me
Sì, principessa dagli occhi verdi
Come le foglie del vecchio
Giardino
Sei una goccia di linfa
Che genera la vita
In un oceano di tenerezza
Mentre in silenzio
Il vecchio fiume continua
A scorrere
Alla ricerca dell'azzurro mare
Come i miei sogni onirici
Ti cerco nei miei pensieri
Mentre la pallida luna
Da un pezzo è tramontata
E la colorata alba
Aspetta il sorgere del sole
Per riscaldare il cuore degli innamorati
La notte mi ha raccontato di te
Della tua bellezza
Che sei volata via
Come una colorata farfalla
Che era posata
Sulla camelia appena
Sbocciata.
Il vento ha raccolto e portato
Via tutti i profumi
Che hai lasciato tu
Di te resta soltanto
Questo suggestivo scenario di ricordi
Di pensieri che riescono
Ad emozionarmi
E a ricordarmi della tua
Meravigliosa bellezza
Dea dei miei onirici sogni
Dagli occhi verdi.
Aprile
E ' arrivato l'anomalo aprile
Con temperature da capogiro
Niente pioggia, ma tanto sole
Tanto che le spiagge del nostro Paese
Sono tutte affollate.
Di turisti desiderati
Sembra giugno e invece è Aprile.
Che ogni goccia doveva essere
Un barile
Io sono un folletto;
Me ne vado per la città;
Sulle tue pupille
Io porto 'amore
Come
L'azzurro porta il cielo,
E intanto che sgroppa dal monte
La valanga
E che s'imperla il ghiaccio
Di gocce, di mille gocce
Che fanno i fiotti
E poi i torrenti
Via tra sbalzi
E un fluir
Di strani scrosci,
Tornando ognor più limpide
Al giuoco tra il sasso
Sulla lucente vernice
Della primavera
Quando gli versa
Il pianto del monte
Che dalla smania
Alla ninfa della valle
Corsa intrepida io sono:
Ti apro il ciel
Al pianto
Delle stelle:
Il cielo ti sospendo al fiore
All'acqua fino al fondo
Al pane che rompi in mano
All'occhio che vede più lontano.
E mi intano che par che tu dorma
Or sento che è l'ora della veglia)
Taccio che il gallo
Empie 'd'orgoglio
Il suo canto.
Or già si presto
Pur tu mi vai cercando?
Statua più bella giammai non sei:
Via sui piedi i ginocchi e gli omeri
Arcuando le braccia,
Più in alto le mai
Le dita più su ancor
Ma pur la mia sorgente
E' più grossa al mattino
Ti riempio la tua brocca
Al più piccino intanto
Affondo la culla
Che sia più morbida.
Eros:
Nella mitologia greca
Il dio dell'amore,
Detto cupido dai Latini.
Varie sono le leggende
Sulla sua:
Secondo alcuni
Era figlio di Afrodite
E di Ares,
Secondo altre,
Della Notte
E del Giorno;
I miti più antichi
Ne parlano
Come di un dio
Della terra
O come forza
Generatrice
Nata dal caos.
Veniva rappresentato
Come
Un giovinetto alato,
Armato di arco
E di frecce
Con le quali accendeva
La passione amorosa
Nel cuore degli uomini
E degli dei.
Nel periodo ellenistico
È rappresentato invece
Come un bimbetto
Paffuto che adoperava
Le sue armi d'amore
Come maliziosi balocchi,
Creando guai e fraintendimenti.
Il personaggio di Eros
Scomparve praticamente
Durante il medioevo
Per riapparire
Con tutto il suo corredo
Di metafore amorose
Nella lirica dell'umanesimo
Tante volte
Rivolgo gli occhi al passato
Al nostro passato,
E inconsciamente lo trasformo nel sogno
Del mio presente
Che continua a vivere nel mio cuore,
Ma sfortunatamente
Questo sogno onirico
Non riesce a trovare posto
Nel mio presene
Ma Eros il dio dell'amore,
Con le sue frecce
Trafiggeva il cuore delle donne
Immortali
Vorremmo tanto sentire,
Vedere,
Toccare con mano,
Abbracciare ed amare
Le donne vere
Non quelle dei sogni
Che vivono al nostro fianco.
Spesso queste speranze riescono
A trovare il giusto posto
Nell'Olimpo
Della nostra meravigliosa terra,
I sogni sono sogni e trovano
Il giusto posto nell'amore
Terreno vicino alla donna amata
Gli Dei dell'Olimpo
Sono scomparsi per sempre,
Quello che vive è soltanto
L'amore.
Due occhi neri
Nella penombra della sera
Il salone era ancora semi vuoto
Gli orchestrali facevano le prove
Prima d'iniziare il loro
Concerto commemorativo
Per i festeggiamenti
Del 150 ° Anniversario della nostra
Bella Italia
Il pubblico arrivava
Alla chetichella,
A poca distanza dal palco
Delle Autorità
Erano disposti i due carabinieri
In alto uniforme,
Il pubblico li ammirava
Per la loro inconfondibile uniforme
Un gruppetto di belle ragazze
In abito da sera
Ed altre avvolte dai colori
Della nostra Bandiera.
Il pubblico attento
Si è accorto
Che la ragazza con gli occhi neri
Fissava uno dei due carabinieri.
Che era tutto impettito
Con il pennacchio rosso e blu.
La fanciulla continuava a guardare
Mentre il trombettiere
Iniziava a suonare il silenzio
In onore dei caduti
Di tutte le guerre
Dal Risorgimento a quelli di ieri
Nella terra dei papaveri
Che non sono soltanto un fiore
Sono la morte che arriva indolore
Oggi è una giornata speciale
L'Italia
Festeggia il 150 Anniversario
Voluto fortemente dal nostro
Presidente
Giorgio Napolitano.
"Dové la vittoria
Che porse la chioma
A quella di Roma"
Ma oltre l'anniversario
Dell'Italia
E successo qualcosa nel cuore
Della ragazza vestita con i colori
Della nostra Bandiera
E il carabiniere con il pennacchio
Rosso e blu
Il militare continua a pensare
E il cuore a soffrire.
Il sorriso accattivante
Della dea fatata
Affondava nelle paure
E nelle incertezze,
Come una lama tagliente
Fra quella massa anonima di gente
Che toglieva il sonno e oscura la mente
Era una serata di gala
Una rievocazione storica
E in quella occasione
Non potevano
Mancare i carabinieri
In grande uniforme.
Quanti flash
Quanti scatti
Fra i due giovani era nato
Un amore a prima vista
Il militare era stato folgorato
Dai due grossi occhi neri
Lei era bellissima, anche senza
L'abito da sera.
Un sentimento nasce.
All'improvviso e ti fa prigioniero
Di te stesso,
Della sua bellezza
Di quel sogno bellissimo,
A volte breve.
Il suo nome era Giulia
Dagli occhi neri.
Che si era innamorata
Di quel giovane carabiniere.
Dal pennacchio Rosso e Blu
Qualche tempo dopo.
Sulla sabbia bagnata dalle onde del mare
Di Ostia
Il giovane ha scritto il suo nome Giulia!
E'un nome così tanto bello
Che le onde
Lo vanno spesso a baciare
Capri
Appena sbarcato
Dalla nave traghetto
Il cielo di Capri era impreziosito
Da gruppi di nuvole cirriformi
Colorate di rosa
Come l'abito di una sposa.
Sulle stradine ci aggiungeva
L'ebbrezza del mare
E effluvi di limoni
E di zagara.
Uno dopo l'altro
Salgo i gradini di mattoni rossi
Non voglio perdermi i meravigliosi
Affacci, con i giardini segreti
Di rose fiorite
Rivedo le ville biancheggianti
Illuminate dal sole
Gli scugnizzi scalzi
Che salgono di corsa.
Scalino dopo scalino,
Mi fermo ad osservare:
Affaccio dopo affaccio.
Ecco sopra di me,
La famosa e allegra Piazzetta
Dietro la quale sorge la chiesetta.
Le stradine s'intersecano
Con i carruggi impreziositi
Dai giardinetti fioriti.
Le aiuole di rocce azzurrate
E le donne capresi folgoranti di colori
Con i loro sgargianti vestiti
Ai lati delle stradine germoglia il profumato.
Rosmarino e le erbe aromatiche
Uno stormo di gabbiani
Sorvolano il monte e subito dopo
Si tuffano nella baia
Sulla montagna
Sorgono i resti del palazzo
Imperiale di Tiberio
Uno sguardo della rupe
Da dove si ammira l'immensità del mare
Ogni orizzonte è bello,
Bello è contemplare dall'altezza
Della civiltà
L'orizzonte dl pensiero,
Delle scienze,
Delle arti,
L'armonia che presiede all'ordine
Di tutte le cose create.
Io in cima al monte Solaro
Pensavo ad Humbokdt,
Al cui genio,
Credo, andiamo debitori di trovare
Il mondo così bello,
Così mirabilmente ordinato,
Fissando poi lo sguardo sul capo Miseno
E sul Vesuvio,
Pensavo pure a Plinio,l'Humboldt dei Romani,
Lieto di aver potuto contemplare
Tanto spettacolo delle armonie
Della natura.
Scesi di lassù quando il sole verso Ischia
Volgeva al tramonto.
Il mare si imporporava già ad occidente.
L'Isola di Ponza, emergeva
Lontana e bella dalle onde,
Quasi giacesse in una sfera di luce.
Rosseggiava come se fosse in fiamme.
Capri , che giace
Sopra una depressione fra il monte
E le colline,
Le case piccole bianche a foggia di terrazzo
Sono ornate di vasi di fiori
Ed ivi vi stanno la sera le fanciulle a
Godere il fresco e la vastità del mare.
Scendiamo la lunga scalinata
Fino ai Faraglioni colorati
Che molti anni fa abbiamo dipinto
Con larghe pennellate di colore
Ecco , laggiù in fondo
Dopo la rupe la Grotta Azzurra
Dove domina il silenzio assoluto
Si percepisce solo il muggito del mare.
Il barcaiolo con la sua barca scivola
Lentamente nella penombra della sera
Mi sembrava di sognare
Dentro la grotta c'era una giovane a nuotare
Aveva gli occhi turchesi e i neri capelli
E sciolti sulle spalle.
Mi e' venuta voglia di urlare!
Di chiamarti,
Ma in quel momento ti girasti.
Ma non era la mia dea del mare.
Anche la notte non potevo dormire
Nei miei sogni erotici
Rivedevo te,
Bellissima come sempre.
"L'alba portò lontane
I segni della notte".
Dal balcone dove germoglia il limone,
Guardavo l'ultima stella in cielo
E rivedevo i tuoi occhi turchesi,
Come le onde del mare caprese.
La vista dell'isola,
Ha sempre esercitato su me
Un vero fascino
Il mare non era meno tranquillo
Del cielo;
Le linee del paesaggio si perdevano
All'orizzonte in una luce
Vaga ed indecisa
Capri però appariva davanti
Imponente,grave
Rocciosa,
Severa,
Con i suoi monti
Selvaggi.
Le sue rupi rossastre di roccia
Calcarea tagliata nella roccia.
Addio Capri !
Terra di sogni e d'innamorati
Lavaredo
le Tre Cime
Sono illuminate questa notte
Da un raggio di luna,
Fresca è la valle con i lunghi
Ghiaioni
Che scendono lungo il costone.
Questa notte regna una pace celestiale
Il silenzio assoluto annulla
Ogni minimo rumore,
E' un lembo di cielo
Che scende verso l'uomo
Dai grandi spazi lunari
Timida è la luna,
Unica fiamma nella notte
Infinita e oscura….
Sospesa in aria
Di un'erba quasi profumata...
Le voci chete danno vita
Alla fragranza muta.
Dolce cala schiusa a metà,
Poiché suo fratello l'orizzonte
Morde già.
Presto nella notte buia,
Infinitamente e solo brucerà.
Dietro quella nuova luna,
Che muta
Scruta e pene non dà!
Questa notte nei miei sogni
Avvolto nel sacco a pelo,
Ti immagino accanto a me
Che mi sussurri
Dolci parole d'amore
Sfiorandomi con il tuo sguardo
Infinito con qui ti amo
Che mi tengono in vita,
Le tue mani grandi,
Li sento su di me
Che mi scaldano il cuore,
Quel tuo dolce respiro sul mio corpo
Quei tuoi baci indescrivibili,
Che mi fanno innamorare
Sempre più di te,
Sei indispensabile come l'acqua...
Come il respiro
Come il sale della vita
Non voglio perderti mai!
Quassù,
Sulle propaggini di questi giganti
Di pietra,
Ci bucano il cielo
Dove i raggi della luna
Si riflettono nella candida
Neve
Dove il silenzio
Incomincia
Col far chiudere le labbra
E poi penetra
Fino al cuore
Fino al profondo dell'anima
Dove Dio riposa con noi.
Ai piedi del gigante
Sono nate le primole
E le violette profumate.
Anche questi bellissimi fiori
Sono un dono,
Come il sole e la luna,
La notte e il giorno
Il fluire dell'invisibile
Che sempre palpita
Attorno a noi
Per farci coraggio,
In questa notte fredda
Sei stata la mia luce.
La spiaggia degli dei
Questa splendida giornata
Di primavera
Con il sole splendente
E il profumo dei fiori
Delle rose e delle viole.
E' di una dolcezza infinita
Come il tuo splendido sorriso
Il dono più bello al mio vivere,
Che senza di esso
Altro non potrei definirlo.
Dove si ferma a vegetare,
Ogni raggio di luna solitario
Dono divino,
Dolce emozione!
Scusami,gioia di vita
se quanto dico è davvero poca
Poca roba, ma a volte,
Le parole, anche se cercate
Non possono compararsi
Ai pensieri ed ai sogni,
Ai viaggi della mente.
Tu rappresenti molto di più,
Rappresenti la luce
Che illumina la vita,
L'infinito dei nostri pensieri
Dei nostri sentimenti,
Del nostro amore-.
Ho paura che i pensieri tradotti
Non ti rivelino il mio vero stato d'animo
Ed i miei sentimenti.
Allora, tu, per avvicinarti a me
Hai bisogno della luce
Che ti riscalda il cuore
La forza del vento
Che tutto trascina in questa grande
E solatia spiaggia di miele e dolcezze
Che le onde del mare
La lambiscono
Mentre i bianchi gabbiani
Continuano a gracchiare.
Nei loro viaggetti della vita,
Tra la rupe il mare-
Essi vanno a pescare,
SE qualche volta la sera, ti sentisti sola.
Con i tuoi pensieri
Pensami perche di sicuro
Nello stesso istante
Io mi farei scortare da uno
Stormo di gabbiani
E verrei a prenderti per riportarti
In questa spiaggia
Degli Dei
Dove è tutto amore dolcezza
E Poesia
La Passeggiata di Nervi
Il sole sta' per tramontare
Il cielo è sereno
Tutt'attorno
Si presenta uno scenario
Di quinta teatrale.
Mi sono seduto su di uno scoglio
Levigato dal vento e dalle onde
Del mare.
Le onde sbattono in continuazione
Due bianchi gabbiani
Sorvolano e guardano dall'alto
Io penso a noi
Penso a tutti i bei momenti
Passati insieme
Questa Lunga meravigliosa passeggiata
Con la mano fra la mano
Che quelli che vorrei ancora passare...
Non piango per paura di perderti.
. Ma piango perché forse il tuo pensiero
Sono rivolti altrove
Ho paura che mi abbia dimenticato
Che hai dimenticato i lunghi baci
Quei baci appassionati
Le mie sono lacrime salate
Che ricoprono il mio viso...
Guardo l'immensità del mare
La luna... che sta' per spuntare
Ma c'è solo un tuo piccolo riflesso
Ora il mio cuore è più
Tranquillo….
Perché ora sa che tu ci sei...
Sì, sei lontana,
Ma questo
Non è un problema? Vero?
Puoi prendere sempre il treno
La circolare Rossa
Ho il vecchio tranvai che si ferma
A Boccadase.
La primavera è già appena passata
Ma è rimasta la favola vera
Quando qui fioriscono le viole
E nascono i primi amori
Guardando la riva che
Sbatte contro lo scoglio
Vecchia canzone d'amore
Rimasta viva, sentita
Sopra i cipressi del parco
I giardini fioriti dove
Vicino a te si rivelò l'amore
Di una bella ragazzina tanto carina
Dolce e sbarazzina.
L'azzurro attorno, sulle are in fiore,
Ma il cuore mio pulsava violento in petto
La bocca baciai, essa si tacque,
Quando l'anima aprii tutto ansante.
Tu ne udisti i sospiri, quel che nacque
Mentre un raggio di sole gioca
Con il mare e le acque.
Ho vago azzurro mare,
Che in quell'istante
Io corsi sognante.
In primavera
"Dolci e fresche
Acque
Che il poeta cantava"
Passeggiare sull'argine
Che costeggia la riva
Di un fiume in primavera
È afrodisiaco e sublime,
E' sentire all'alba,
Il cinguettio,
Quasi come
Un concerto,
Degli uccelli,
Che intrecciano i loro
Primi amori,
E' quasi
Un commensurabile
Cantico.
Poi ti fermi un momento
Ad osservare
Lo scorrere spumeggiante
Del grande fiume
Della vita.
La primavera incomincia
Da un tiepido sole
Che fa da ponte.
Tra la primavera
E l'estate.
Allora è piacevole
Sdraiarsi con la tua ragazza
Sull'erba,
O sulla sabbia
Dove ancora,
La terra è tiepida e fresca,
Ti procura
Un leggero brivido,
Contemplare
Lo scorrere dell'acqua
Che sembra trasparente.
Guardi il cielo
Carico di stelle lucenti,
Mentre la luna
Si culla
Tra una nuvola
E l'altra
Tutto questo
Lo puoi osservare
Sull'acqua cheta del fiume,
A primavera,
Con le violette profumate
Il pesco e il biancospino fioriti
Ed i loro profumi
Si diffonde
Nell'aria tersa
Di un'incipiente
Primavera
Ed è subito sera.
Lampedusa:
isola di sogni e di chimere
Sei bellissima,
E silenziosa,
Sei una massa rocciosa
In mezzo al mare
Sei caotica di giovani
Con il cuore in mano
Che arrivano ogni notte
Da non molto lontano,
Sono libici,
Tunisini
E tripolitani
Che fuggono dalla guerra
Che sognano una vita migliore
In un paese di pace
Parlano della nostra vita,
Come eravamo e come siamo.
Nascono con noi,
E ci raccontano di noi;
Seguono eventi bellici
Di un paese distrutto
Cammino,
Dandoci la mano,
Fin da bambini.
Al fratello italiano
Tu sorridi,
E ti rivedi ragazzo
E gioisci,
Avanzato negli anni
E intenerisci…
Sono le sole cose
Che rimangono,
Laggiù,
Le fotografie…
La ragazza del mare
La donna in fondo al mare
La donna che sa amare
Tu non sei una serena
Ma una ragazza del mare
Non smetto mai di pensarti
Tu che fai battere il mio cuore,
Tu che mi hai fatto conoscere la felicità.
Tu che hai degli occhi meravigliosi
Che mi fanno sognare,
Un mondo diverso
Un mondo fantastico
Tu che mi sai perdonare,
Tu la sola su cui io possa contare,
Tu che sai farti amare,
Tu che invadi i miei sogni
Di notte,
Tu che colori la mia vita,
Tu la sola che dovrei ringraziare,
Tu che sei entrata nel mio universo.
D'ora in poi,
Non potrai più scappare
Perché ti amerò per la vita,
Tu, mio dolce Amore
Mi attenderai
In fondo al mare
Il meriggio sul mare
Di Portofino
Le colline spioventi
Precipitano verso il mare
E l'ombra profonda dei verdi ulivi
Scendono fino agli angoli delle strade
Il tramonto dolcemente cala già
Sopra i tetti delle case
Di questo Borgo antico
Dei campanili e torri merlate
E le ville biancheggianti
Sui giardini fioriti
Nell'oscurità della sera
Le stelle palpitano specchiandosi
Dentro il magnifico mare crespato
Da un manto d'ombre.
Come soffia il vento questa notte
Porta le foglie lontano
In mulinelli disordinati
Non c'è pace neppure
In quest'angolo di Paradiso.
E sule sue rive e insenature
Pure nelle vecchie vie
Non vi è pace, ma solo ricordi
Di principesse erranti
Nelle notti di plenilunio
E tanta malinconia.
Ma quello che ravviva
La nostra semplice allegria
E' la danza d'amore
Del bianco gabbiano
La Dea Sognante
L'occhio lontano scruta
Nella mente della donna
Amata
Lei è sognante stilizzata
Con gli occhi chiusi
Le labbra rosse e pronunciate
L'omero della spalla sporgente
La mano sospesa
Nella penombra del corpo
Il seno armonioso e rilassato
Da un raggio di luce rischiarato
Che attende di essere
Accarezzato,
Di essere baciato,
In una notte d'amore.
Lei è la Dea sognante
Che sogna la vita
Che sogna l'amore
Nella penombra della sera.
Questa è la donna della nuova poesia,
Che scende dal cielo
In volo sulle purissime ali
Dorate.
Posandosi dolcemente
Sulle azzurre onde
Del'placido mare
Come un bianco Gabbiano
La primavera è tornata
A San Miniato
Oggi ci troviamo sulle
Stupende colline della
Dolce e antica terra di Toscana.
Dopo un lungo e freddo inverno
Finalmente possiamo
Ammirare un paesaggio
Ancora brullo ma illuminato
Da un tiepido sole primaverile
Il pesco e il mandorlo sono già fioriti
E ti danno una sensazione
Diversa della vita,
Mentre i tralci della vite
Sono appena germogliati
Come le rose del giardino.
Un cardellino colorato
Su di un ramo si è posato
Saltella tra un ramo all'altro
E ogni tanto si ferma
A cinguettare.
Il suo non è un canto
Ma una melodia
Un richiamo poetico
O un richiamo d'amore?
Ho sì, per raggiungere
Il piccolo cuore
Della sua compagna.
Il villaggio e barbicato sulla collina
E' punteggiato di alti cipressi
E da torri medioevali
Alcune molto alte
Ed altre più basse
Di San Miniato
Non accordavo un'importanza
Smisurata
Non credo affatto che
Il passato basti per
Comprendere il futuro
Quello che è vero fino all'evidenza
E che il passato costruisce
Il basamento su cui si
Innalzi il futuro
Arrivo fino a pensare
Che la tanto diffusa
Convinzione che lo illumini
E lo spieghi non
Significhi gran che
Quel che è vero
Fino all'evidenza e che
Il passato costruisce
Il basamento su cui s'innalza
Il presente.
L'alba luminosa
Questa mattina
Eri nei miei pensieri
Nell'alba Luminosa
Dei miei sogni
Mentre le onde del mare
Si ingrassavano sempre più
Raggiungendo la riva
Il vento del mare
Sfiora la mia camera,
Ma già con il crepuscolo
Riesco a vederti.
Non è possibile
Inseguirò le onde,
Perché non durano
Mai in eterno
E ricominciano
Sempre da capo
In un altro mare,
Nel mare della vita
Così potrò cancellare
le stelle,
Che sono i punti che collegano
Le linee formando
La tua immagine.
E quando il mare si è placato
E l'alba sarà passata
Quel crepuscolo sarà dimenticato.
. Mentre alla sera
Prima del sorgere della luna
L'aurora dipingerà la terra
Rendendomi felice
Perché so che ci sei anche
Tu al mio fianco
Commineremo
Sulla sabbia bagnata
La sciando dietro di noi
Un segno del nostro passaggio,
Del nostro ricordo
Dei nostri baci
Che lasciano sulle nostre labbra
Il sapore di sale
Tu sei il sale della vita
Il profumo dell'Amore
E della gioia infinita.
Otto Marzo
Festa delle donne
Un mazzolino di mimosa
Per fare festa,
Per fare gli auguri a tutte le donne
Che lavorano e sognano,
Che ridono e piangono,
Che amano e odiano,
Che svolgono servizio militare
Nel paese dei papaveri
Dove ci lasciano anche vita
Che sono la mente del mondo:
Madri, figlie e sorelle,
Amanti e compagne
Che amano l'altra metà,
Con la quale spesso si completano
E si uniscono per la vita
Come solo coppie
Che si vogliono bene,
Che si amano veramente.
Auguri alle donne;
E auguri anche agli uomini
Che amano e rispettano le donne.
Guerra agli stupratori!
Agli sfruttatori,
Che giorno dopo giorno
Maltrattano le mogli
E le giovani donne
Privandole molto spesso della vita
E della dignità di essere donne
Rivolgo un pensiero
Alla piccola Yara,
Che era ancora una farfalla
Svolazzante sopra i fiori
Colorati e la dolcezza
Della sua fanciullezza,
Che amava giocare con
Lo sport e con le
Bambole.
Addio Yara!
Dolce fanciulla
Che sognavi un avvenire
Roseo
Ma sulla tua strada
Hai incontrato l'orco nero
Che ha cancellato i tuoi
Sogni,
E ti ha buttata in un campo
Di stoppie
Come un giocattolo rotto.
E ti ha rubato i sogni più belli
Della tua giovane età.
Addio!
Il sorgere del sole:
Egli ci annuncia
La nascita di un nuovo giorno
Mentre il tramonto
La fine di tutto
E l'attesa dell'aurora
Nel soffocante buio della notte
Così mi affido
Nei profondi sogni
Del Dio Morfeo
Emergendomi
Nel profondo dell'anima
E del cuore:
All'orizzonte vedo apparire
Una luce nuova,
La nascita di una stella
Di una nuova speranza,
Con il novello giorno
Un raggio di sole
Che scalda la vita
Mi accorgo che
Una furtiva lacrima scende
E solca il mio viso
Ma danzando
In un dolce sottofondo
Di una musica
Celestiale,
Che mi culla lentamente.
Ed ecco che dentro il mio cuore
Nascono nuovi sentimenti.
Nuovi incontri
E' stato il silenzio profondo
Della notte
Il più freddo che abbia
Mai vissuto,
Ma al di là
Di quell'orizzonte
Il sole non è mai sorto
Così splendente,
Portando gioia e calore
Nel mio cuore.
L'amore arriva come il vento
Improvvisamente,
La vita e come l'acqua,
Come se i ruscelli
Tra i monti dicessero
Che non hanno nulla da donare
Al meraviglioso mare
Della vita.
Amore e Psiche al tramonto
Del sole
Psiche venne lasciata sulla
Montagna benedetta
Su un letto di fiori profumati
Dove Psiche si svegliò
Al sorgere del sole
Quella notte, come sempre
Amore raggiunse.
Il Garda
Che cosa c'è di più bello
Nella vita?
Del cielo azzurro,
Dei prati dal verde intenso
Dei colori dei fiori
Che come un inno
Alla vita.
Infondono dolcezza,
Allegria
E gioia di vivere.
Ti sembra di vivere
In un altro mondo,
In un mondo incantato
In mezzo alla natura
Che pulsa,
Che freme.
Ogni angolo è uno spettacolo
Da vivere
Che ti offre la natura
Vedi il cardellino
Che salta da un fiore
All'altro del pesco fiorito
Cinguettando
E' un richiamo all'amore.
E alla vita
Peschiera del Garda
Con la sua storia
E le sue bellezze naturali
Valeggio sul Mincio
E i meravigliosi giardini del Parco
Di Sicurtà
Che sono i più belli del mondo
Nel cuore di questo giardino
Tanti bossi che sembrano delle
Vere sculture
Scorre silenzioso il Fiume Mincio
Che più avanti lo trovi
Nei laghi di Mantova
Nel cuore dell'antica
E storica Mantova
Con i suoi bellissimi fiori di loto
E nella lunga notte estiva
Delle principesse di bianco vestite
Danzano fra i fiori del lago.
Alla ricerca degli amori perduti
Di principi e cavalieri.
La mente cullata dai sogni
Oh si! I sogni
Ogni notte sono immerso nei sogni
Il cuore lo desidera
Come la notte.
Desidera il giorno
Passano delle ore
Prima che l'anima possa trovarlo
-Lasciandolo nelle mani
Dei ladri dei sogni
Rubandolo,
Impacchettandolo
E seppelendolo nel ripostiglio
Dell'inconscio
Dove esistono infiniti tramonti,
Infinite albe,
Paesaggi lunari e metafisici
Attraversandoli
Come un gabbiano libero
Da ogni male.
Una lunga strada ci attende...
Navigando oltre oceano
Nella speranza
Di ricominciare
A sognare e ballare tra le nuvole
Dei nostri pensieri.
Ma nel risveglio trovo te
Che mi domandi!
Che cosa hai sognato questa notte?
Perché ti ho sentito parlare
E non ho capito
Le tue parole.
Tu sei il soffio di vento,
Sei il centro dell'universo,
Sei la luna,
E le stelle,
Che brillano nell'immensità.
Celeste
Sei il sale della terra,
Che dai sapore alla vita
Sei il buio della notte,
Sei l'alba del mattino
Che riscalda il mio cuore.
Sei l'origine dei miei sogni
Che si cullano
Nella gobba della luna
Una sera d' autunno
Scende serena la sera
E il sole calando
Dall'alto del cielo,
Presto si tufferà nelle lucide
Onde del mare.
Umida di rugiada
L'aria imporpora l'infinità,
Serena volta celeste,
Mentre dai campi
La luce che vien meno
E il suo tepore
Destano ovunque aliti
Di profumo.
Ecco che lo sciame
Amante dei fiori,
Già sazio di dolce timo
Rientra operoso ai bugni
Sapidi di miele.
Ma tutt'attorno,
Con quei rumori misti a
Sussurri che accompagnano
La fine elle fatiche
Quotidiane.
I dintorni evocano silenzi
Della notte,
Crepitano invece i dintorni
Tutti della fattoria
Che rimane tranquilla.
La massaia attizza il fuoco
E prepara la pentola per la polenta,
Mentre la luna fa la ronda
Dietro le nuvole rosa
E il cane spinge il gregge nel recinto
Dopo una lunga giornata
Nei campi a brucare
L'erba secca d'autunno-
Signore, questa è l'ora della preghiera
Insegnami
A vivere del tuo amore,
A scoprire il senso della vita
Ad ascoltare,
Anche nel profondo del silenzio
E della notte a combattere
Ogni cosa indegna
Ad avere il coraggio della verità
Ed è subito sera.
San Valentino
La festa degli innamorati,
Per noi il tempo
delle mele
E' terminato
da un pezzo
Ma quando
esiste l'amore
E' sempre
San Valentino.
Per festeggiare
Questa bella giornata
Siamo andati sulle piste
Innevate
Del Trentino,
Per festeggiare
La festa molto attesa
Di San Valentino
Per questo giorno
Così importante,
Per noi figli dell'amore,
Non potevo che fare
I nostri auguri
Più belli a tutti gli innamorati,
Ma soprattutto ad Adriana,
Che mi ha regalato
In 53 anni di vita insieme
Dei momenti fantastici
E continua a stupirmi
Con le sue attenzioni.
Per questi ultimi anni
Che ci restano di vivere
Insieme.
Febbraio nebbioso
Di notte e di giorno
La val Padana
Era diventata un limbo
Con nebbia fitta e gelata
Causando gravissimi incidenti
Stradali
Le corsie autostradali
Insanguinate sembravano
Quelle di un ospedale,
Con morti e feriti
Era una regione senza cielo
Senza sole e senza luce
Un paesaggio senza case
Tutto in torno era silenzio
Tutto era confuso
Invivibile
Si sentiva solo
Il silenzio della morte.
Sull'autostrada del Sole
Macchine incidentate
Macchine accatastate.
Gente che si lamentava.
In città si sentiva solo
Una musica lontana
Lo scroscio di una fontana
E il suono di una chitarra romana,
Ad un tratto scompare
Come pentita
La nebbia,
Umida e brumosa
In palpabile
Inconfondibile
Del mio paese lontano
Emergono i ricordi del sole
Il profumo delle viole
… "E negli alti colli
La nebbia sale"…
Qui in val Padana,
Se immergi le mani nel
Ventre di una donna,
Trovi il DNA della nebbia.
A volte ci fa compagnia
Un filo di nebbia
Che sembra una
Una coreografia
Che avvolge i paesi e la città
Granada.
Terra di sogni
E di chimere,
Di tori e di toreri,
Di ballerine di flamenco
Di rosso vestite
E la bellissima Siviglia
Sortilegio Andaluso.
La folla applaudiva
La tromba suonava
L'arena si radiava di agonia
Alle cinque della sera,
E la folla rompeva
Per entrare,
Il toro scalpitava
E mugghiava
E il torero danzava
Con la spada roteante
Davanti al toro sbuffante
Alle cinque della sera
L'Alhambra è una città
Senza pari,
Fantastica
Uno dei più celebri
Gioielli
Architettonici,
Un capolavoro dell'arte araba
Tramandataci
Nel tempo
Con archi . pilastri
Finemente cesellati,
Questa è terra di artisti,
Musicisti e cantanti,
Che ognuno di loro,
Ha lasciato un piccolo segno,
Come i Romani,
Gli Arabi, e i Fenici
Come pure il nostro grande
Claudio Villa
Con la sua celebre canzone
Dedicata a Granada.
Alla città museo,
Alhambra con i suoi capolavori
Che sfidano il tempo e
La storia.
Con i suoi giardini pensili
E le aiuole fiorite
Che profumano di primavera,
Nei tuoi giardini profumati
Fomentano
La letteratura di viaggio.
Ammirare,
Contemplare e ricreare
grazie alla fusione gotica,
Se poi cerchiamo il contatto
Con la natura
È d'obbligo raggiungere
La località della
Sierra Nevada,
Con il verde smeraldo delle
Sue stupende vallate.
Ed i paesaggi mozzafiato
E le montagne
Brulle e pietrose
Baciate dal sole primaverile
Che fa bene al cuore
Il Sasso Piatto
E' bello salire
Sulle propaggini
Del Sasso Piatto
Passo dopo passo,
Fino a raggiungere la
Vetta imbiancata
Di candida neve,
Dove regna la pace
E' il silenzio assoluto,
Ma che cos'è questo
Silenzio?
E' Un lembo di cielo
Che mi circonda-
E mi avvolge
Esso scende verso
L'uomo.
Viene dai grandi spazi
Interstellari,
Dalle marine senza risucchi
Dalla luna fredda.
Viene di là dei tempi.
Dalle epoche anteriore
Ai mondi,
Dai luoghi dove i mondi
Più non esistono.
Sono giunto fin qui
Guidato dalla forza
Dello spirito invisibile
Che governa
Il mondo come la vita
Oh si! La vita!
In un certo senso
La vita è come
Scalare questa montagna,
La montagna benedetta.
Sulla splendida cima
Mi attende una festa
Preparata per me,
Dalla mia Dea della montagna,
E che potrò vivere la fatica
Dell'ascesa.
Con gioia e speranza
Fino al profondo dell'anima,
In questo luogo,
Aspro e selvaggio
Regna una pace celestiale
Dove Dio
Riposa con noi.
Da dove si ammira un paesaggio
Metafisico e lunare
Dell'altopiano di Siusi
Illuminato da un raggio di sole
Un sorriso?
In questi giorni di feste
E di vacanze
Su strade linde
E spiagge assolate
Città storiche affollate,
In Musei e strade
Infreddolite,
Incontriamo gente
Distratta,
Che non sa sorridere
Alla vita.
Ma che cos'è
Il valore di un sorriso?
Mi sono chiesto!
Il valore di un sorriso:
E' meraviglioso donare
Un sorriso
E rendere felice il cuore,
Specialmente in un momento
Di dolore
Perché arricchisce chi lo riceve,
Senza impoverirne chi lo dona.
Un sorriso dura
Soltanto un istante
Ed è un istante di felicità,
Che non ha fine,
Ma il suo ricordo
Rimane eterno entro di noi
Nessuno è così ricco
Di poterne fare a meno,
Neanche così povero da non
Poterlo donare!
Spesso da un sorriso
Può nascere una simpatia
Che più tardi
Si tramuta in un amore.
Il sorriso crea gioia
All'interno della famiglia
E da sostegno per chi è triste,
E' sicuramente un ottimo
Antidoto!
Ma se poi incontri
Chi te lo offre,
Sii generoso
E porgergli il tuo
Nessuno ha bisogno
Di un sorriso
Come colui che non
Sa donarlo!
Eppure un sorriso
Non costa nulla
.Ma il sorriso è
La cosa più bella
Del mondo
A volte uno sguardo
Che ci incanta,
Altre volte una spina,
Tante volte una ferita
Da rimarginare,
Un sorriso da donare.
E' bello osservare
Un sorriso sulle labbra
Di una bella donna.
Il flamenco
Luci diffuse
Nella sala rosata
Dell'Hotel
Poi una luce in penombra
Fa risaltare i colori
E la bellezza di Rosita
La caliente e suadente ballerina
Di flamenco
Un amore infuocato che brucia dentro
Quel vortice che ti trascina
Dentro l'anima
E la strapazza
Sì, è così il flamenco!
E' una formazione
Culturale in bilico
Fra due paesi,
La Spagna e la Francia,
"Il flamenco è un ballo:
Un ballo caratteristico
E molto intrigante
Da scoprire piano piano -
Spiega l'artista ...
E' qualcosa che va
Oltre la lezione
Perché è canto,
Musica e danza insieme.
Un'evoluzione musicale
E nello stesso tempo poetica
Dell'universo di Jacques Prévert
Nella frenetica danza,
Si sprigiona
La bellezza,
La grazia e la maestria
Delle belle ballerine
Dell'Andalusia
Nel loro sangue c'è il fuoco
Della loro terra,
Che esprime grandi
Sensazioni
E' una musica etnica
Popolare e tradizionale
Della musica mediterranea
E' una poesia
Tratta da proverbi zingareschi
Che ti coinvolge
E ti fa vivere
In un mondo diverso
E' una musica fantastica
E passionale
Che esprime sentimenti
Del Mediterraneo
E una musica che ha
Cantato in tutto il mondo la
Libertà
Negata e ritrovata
E' una musica che ipnotizza
E coinvolge.
La donna della mia vita
In ogni momento
Della mia vita,
Sia triste che gioioso,
Penso sempre ad una
Persona stupenda
Che da sempre
Mi sta accanto
E solo per questo
Mi fa sentire bene.
E'una persona unica
E soprattutto
Speciale
Con la quale trascorrerò
Tutti i momenti sereni
Della mia vita!
Una persona
Che mi riempie il cuore
Di mille emozioni
E di mille attenzioni
E che con la sua allegria
Sa farmi gioire,
Questo vuol dire amore
Che poi altro non é,
Che un lembo di luce
Che viene di là dai templi,
E che scende nel profondo
Dell'anima:
Nel profondo del cuore
Ti voglio bene!
Il Camino acceso
Sono seduto
Davanti al caminetto acceso
Dell'Hotel
In una linda cittadina
Della Costa Del Sol
Dell'Andalusia,
Dove ci vengono serviti
Ricchi e succulenti
Pranzi.
Il mio ricordo
Corre
Nel tempo
Della mia fanciullezza
Quando nelle lunghe sere
Fredde d'inverno
La famiglia era riunita
Attorno al grande focolare
Con il ceppo d'ulivo acceso
E la zia Cristina
Con grande maestria
Ci raccontava le favole di Natale
Mentre sulla brace si
Arrostiva un pezzetto di lardo salato
Non era uno stufato,
Ma un semplice pezzo di lardo
Avuto con la carta annonaria
Il profumo delle castagne arrosto
Che scoppiettavano
Nella padella bucata
E le zeppole Calabresi
Di Teresa mia madre
Costituivano la cena e il pranzo
Della giornata di festa
Il profumo dei limoni
E degli agrumi
Si diffondevano
Nell'aria satura di fumo
E creavano l'atmosfera
Della vigilia di Natale,
Eravamo in piena carestia bellica
Mentre nelle vie del paese
Transitavano i carri armati
Dei tedeschi in ritirata.
Ma quella non era una bella giornata
Fuori faceva molto freddo
E fischiava la bufera
Che scendeva
Dall'Aspromonte
Mio padre aveva vicino
La fiasca di vino
E a noi ragazzi
Ci davano
Un pugno di fichisecchi
Che la zia conservava
Nel suo piccolo magazzino
Però attorno a focolare
C'era il caldo del fuoco
Il sorriso nel cuore
E dell'amore famigliare.
Don Chisciotte de la Mancia
In un borgo della Mancia
Viveva un famoso cavaliere
Con lo scudo e con la lancia.
Che si chiamava Don Chisciotte
De La Mancia,
Era un po' come il toro nell'arena,
Che non si arrendeva mai
E per questo veniva punito e castigato
E cavalcava un vecchio ronzino
Ed era accompagnato
Dallo scudiere Sancio Panza
Nelle terre aride e bruciate dal
Sole dell'Andalusia
Si trova il borgo de La Mancia
Del flamenco e della corrida
Eravamo alla ricerca del cavaliere errante.
Che combatteva con la sua lancia
I mulini a vento
Scambiati per mostri.
Era alla ricerca della sua Dulcinea
Il suo motto era:
Vai e non fermarti mai,
Perché la vita è soltanto un sogno
Che non si spegnerà mai.
Vai per queste montagne e bianchi villaggi.
Alla ricerca della tua fede
In sella al tuo ronzinante
E fantastico destriero
In questo mio viaggio ti ho cercato
Seguendo le tue orme,
O vagabondo!
Guidaci alla scoperta della fantasia,
In questo nostro tour
Abbiamo visto villaggi e città
Pitturate di bianco e baciati dal sole
Nella vita mi sono comportato sempre
Come il cavaliere errante
Le mie battaglie della vita
Li ho affrontate senza la spada
E non ho risparmiato neppure
I mulini a vento
E i mostri sacri del dolore
Che continuo a combattere
La Spagna di Don Chisciotte.
La Spagna del suo tempo
Non è quella della cavalleria
E nemmeno quella picaresca
E anche le avventure sono scarsissime
E rimasta la sua visionaria ostinazione
Che lo spinge a leggere la
Realtà di altri occhi
Scambiandoli per giganti delle braccia
Rotanti che li combatterà
Fino alla morte.
Preghiera
Oh vergine Maria,
Della Pena,
Siamo venuti da molto lontano.
Sulla possente ala
Del bianco gabbiano
E siamo sbarcati
Nell'antica terra
Dell'Andalusia
Terra di Canzoni,
Del flamenco,
Della musica
E della Poesia,
Per piegare il ginocchio
In questo Eremo,
Scavato nella roccia
Migliaia di anni fa,
Dove si venera la Vergine
E Padrona di Mjias
A Te rivolgiamo riverente
Una speciale preghiera,
E attendiamo un segno
Della tua benevolenza,
E della tua grazia.
La Plaza de toro
di Roda
Tra luci e ombre
Tra specchi vuoti
E'tripudio di colori
Labirinti bui
Muto fra la folla
Acclamante
Il ricordo dell'esuberante toro
La sabbia arrossata di sangue
Il cavallo che trascina fuori
Dall'arena il toro senza vita
Massa di muscoli morti
Una tromba che suona
La folla nell'arena che applaude
Manuelito e i bandarilleros
Mentre il sole incomincia a tramontare
Alle cinque della sera
Si percepisce un odore di morte
Nella grande Arena di Ronda
Gli aspetta fuori fanno festa
Come i tifosi di calcio
Lungo le vie del borgo antico
Di Ronda
Ed è subita sera.
La stella cometa
La stella cometa
Che apparve a Natale
Ci venne ad indicare ...
La nascita del bambino
E l'adorazione dei Magi
Si prova sempre una grande emozione
Ogni volta che nasce un bambino
Anche se questo si chiama
Gesù Bambino.
E che come tale viene da noi adorato
In un cielo azzurro
In un cielo stellato,
E le montagne ricamate
Di bianca neve
Fra tante stelle vere
Abbiamo visto la sua stella Cometa
Nel cielo colorato dell'Oriente
Che aveva lasciato una lunga scia
Come una pennellata
Di intenso colore.
Noi siamo venuti ad adorare. .
Quella stella luminosa
Che sta ad indicare
L'ascesa di Gesù in
In questa povera terra
Dove non c'è pace
Fra gli ulivi
Della Palestina
Che c'è sempre la guerra
Una continua guerra fratricida.
Che si combatte
Dalla notte dei tempi.
Io sono la stella che brilla di notte,
Per indicare la nascita
Di Gesù da Maria a Betlemme
Che segna l'inizio della nostra era ...
Cristiana!
Nel bambino di Betlemme
Sta questa nostra Salvezza
Che viene dall'Oriente:
"Come la folgore
Viene da Betlemme e brilla
Su tutto il mondo
Dove ci sono bambini
Neri , Bianchi Gialli
Ricchi e poveri
Notte stellata
Dopo una abbondante
nevicata
Una stella illuminava
La grande vallata
Dove scorre il fiume
Che va ad incontrare il mare
Della vita
Ma questa notte stellata
A cavalcioni
Sulla gobba della luna
Si cullava la mia Fata.
Lentamente muore
Chi non ama con il cuore
Non può neppure regalare
Una rosa o un fiore.
Ho preso un raggio di luna
Calante
E l'ho inviato a te
Chi non viaggia nella notte,
Stellata non può leggere,
Il mistero delle stelle
Scrivere, ad esempio:
La notte è stellata
"Accoglie nel cavo della mia
Infreddolita mano
Questa pallida lacrima ...
O Musa - ohimè! -
A chi può giovare loro il ritmo
Della mia voce?
Ho preso un raggio della
Pallida luna
E l'ho inviato a te
Che ramingo ti vado cercando
Sei nella mia vita
Per restarci
Per ammirare insieme
Le bellezze del creato
Tu sei come un'alba tropicale
Che non tramonta mai
Ecco perché ti amo
La bellezza della montagna
Per un momento provate
A chiudere gli occhi
E immaginate.
Di trovarvi in un prato
Verde di alta montagna.
Il profumo intenso
Dei fiori di campo
Che vi riempie le narici,
Sopra di voi, un cielo
Immacolato
Con qualche pennellata
Di nuvola rosa qui là
I vostri piedi in un laghetto
Con acqua cristallina
Da una brezza
Di alta montagna
Con l'amico rumore
Che vince il silenzio
Della montagna
E il fruscio degli alberi
Mossi dal vento
Della sera
No, non vi trovate in paradiso
Ma molto vicino.
Si! È proprio vero.
La montagna bisogna saperla amare
Come una bellissima donna
Dai lunghi capelli biondi e
Gli occhi azzurri
Come il cielo in alta quota
Ti accorgi subito che tutto
Attorno a noi,
E' fantastico
Come il paesaggio con le alte vette
Innevate che bucano il cielo,
Che davanti a noi si stagliano
In un cielo azzurro con grandi nuvole
Da dove si possono ammirare
Stupende montagne.
Dalle cime immacolati
Ma chi, normalmente
Non sarebbe in grado di avvertire
Tutto questo spettacolo?
Le luminarie di Natale
Non ha mai nevicato tanto
Come quest'anno
Anche il passero solitario
E' infreddolito sul
Davanzale
E' un anno eccezionale
Montagne, colline
E città sono bianche
Di candita neve,
Per la gioia dei grandi
E dei piccini
Da Bolzano,
Vienna e Milano
Via Monte Napoleone
A Piazza Duomo,
E' tutto un folgorio di luci
E Colori.
Le città sono vestite di festa,
Con le bancarelle gli Obei, Obei
Con mille luminarie colorate
Oltre alle città affollate
E le vie gelate
Vi sono i coloratissimi mercatini
Di Natale.
Con migliaia di statuine
Colorate
Ma non tutte le luccicanti vetrine
Sono lì per fare festa.
Molte di loro pagliette luccicanti
Attirano molti occhi speranzosi,
Verso le vetrine ricche di doni.
C'è chi spera sempre,
Ma la speranza è l'ultima
A morire,
Nessuno pensa a lui
In questo mondo sprecone e
Consumistico
Chi invece con sprezzo
Spenderà cospicue somme
Per arricchire una collezione
Di cose inutili
In questi momenti di crisi
Ma Natale è
Natale
Ovunque regna una
Calda atmosfera
Natale è la festa di tutti
La festa della speranza
La festa della pace e dell'amore….
E' la festa
Del Salvatore.
L'Albero di Natale
E l'arrivo dello zampognaro
Questa mattina per la strada
Ho sentito un suono particolare
Non era il vigile fischiettare
E neppure il clacson
Delle autovetture per le strade circolare,
Ma era il vecchi zampognaro
Con il mantello nero
E le galosce e il cappello di feltro
Che era ritornato
Per la novena del Santo Natale,
Ricordo che ogni hanno
Nel piccolo borgo
Per la novena di Natale
Arrivava puntuale
Lo zampognaro
Con la caramella e si fermavano
Davanti in ogni casa
Per riceve l'obolo della
Novena di Natale.
Sono molti anni che non si vede
Più questa simbolica figura
Da Presepe.
Oggi in ogni casa
C'è l'albero di Natale
Un' albero tutto illuminato
Di stelle dorate e di luci
Fantastici d'oro e d'argento
Dalla finestra guardavo
La gente infreddolita passare
E il passero che sulla neve
Del giardino zampettare,
Alla ricerca del cibo della vita
Ecco la città vestita
In grande festa
Con mille luminarie colorate
Che aspettano l'arrivo
Del Bambinello
Nella fredda grotta
Calda è l'atmosfera Natalizia
Al suono della caramella
E la figura antica
Dello zampognaro
Con calzature di pelle di bue
originarie della Ciociaria
Vi auguro che questo Natale
Sia il più magico
Che ci sia
Ma vorrei che i questa
Giornata di festa universale
"Nessun bambino al mondo
pianga il giorno di Natale
Che abbia lo stesso sorriso,
Il bianco, il moro e
Il giallo"
Buon Natale a tutti i poeti e scrittori
Della "Pagina Azzurra di Poetare
Unitamente al nostro prof Lorenzo
Un sogno di mezza estate
La notte scende silenziosa
Mentre la luna fa capolino
Dietro le nuvole colorate
Di mezza estate.
Il mio pensiero vola veloce
Fra le tenebre della notte
E s'immerge in un sogno
Fantastico.
È notte fonda nel silenzio
Della mia mente
Nei miei pensieri vola una fenice
Con la sua dorata chioma
E fra le nuvole leggiadre si muove,
Nei miei pensieri si disegnano fantasie
E cerco di mandarle via,
Ma la negatività che dentro incombe,
Nella notte ho bisogno del silenzio
Nella mia anima errante
Ho bisogno di sentire nel vento
Fresco della notte
La pace interiore,
Cerco la solitudine nelle tenebre
E dell'anima perché in essa trovo
La pace dei miei pensieri
Nella notte rivedo le orme dei miei passi
Sulla sabbia bagnata dell'onda del mare
E rivedo te
Che corre verso di me
Con la tua folta chioma al vento
I miei desideri sono come la pioggia
In un luogo solitario.
Fra le nuvole della notte
Vedo danzare la dea velata
Della bellezza infinita e misteriosa
Con la sinuosa rotondità dei seni
In un'esile vita
Con due gambe snelle e perfette.
Fra quelle nuvole che velocemente
Scompaiono nell'immensità
Del cielo stellato.
Mi sveglio da questo
Sogno onirico e trovo
Nel mio cuore un grande vuoto!
Incolmabile senza di te
La prima neve
dell'anno
L'inverno è arrivato silenzioso
E quasi alla chetichella
E in punta di piede
Per essere esatti direi all' improvviso,
Ci siamo svegliati e il giardino
Le strade e i tetti delle case era imbiancate.
Sulle montagne e le colline circostanti,
E' nevicato abbondantemente,
Creando un paesaggio astratto
E metafisico:
Un paesaggio lunare.
E' un gran barbone bianco
Ed ha il manto d'ermellino
Ed ha l'aspetto stanco
Di chi è sempre in cammino.
Un passo dopo l'altro
Tra una piccola bufera di neve
Ed un raggio di sole.
Siamo giunti al rifugio del cacciatore
Al centro c'era il camino acceso
E la polenta nel paiolo
Il sentiero che porta alla nuda siepe
Il fior del biancospino
E i Re Magi e il piccolo presepe
Ad ogni bravo bambino.
Porta la tramontana
Che gela ogni mattina
L'acqua corrente della fontana…
E il fuso della nonna Cristina
Nelle lunghe serate stellate
E dolce udir narrare
Storie di streghe vicino al focolare.
E nelle notti nere
Quando tra le gole e i rupi
Fischiano le bufere
Ed ulano i lupi
Contro le baite chiuse
Dell'altopiano delle Fuciade
Ti culla il cuore piano
Il suono di cornamuse
Che si perde lontano
Così passano i mesi
E il Mago Inverno invecchia
Fra i lieti ceppi accesi
E cristalline aurore
E intanto nell'ovile
Le addormentate gallinelle
Aspettano l'aprile
Sognando i prati verdi
E i caldi raggi di sole.
Mentre la valle del Passo di S. Pellegrino
Affonda
Nella penombra della sera.
Boccadasse
Dal piazzale
Del forte San Giuliano
Spesso mi fermavo a guardare
L'orizzonte colorato
E l'azzurro mare,
Ma poco lontano dal forte
Sorge il borgo marinaro
Di Boccadasse,
Con le sue case color pastello
E le barche ancorate.
Oggi è un quartiere come un altro
Inglobato fra ville e antichi palazzi
In mezzo della città di Genova,
Ma è rimasto come un'isola
Mantenendo le sue caratteristiche
Dell'antico Borgo marinaro
Come era tanti anni fa.
L'origine del nome è incerto
Boccadasse:
Che deriva da ( bocca d'asino
("böcca d'äse" in genovese).
Vi è rimasto intatto il Borgo.
I vecchi lupi di mare,
Con la pipa in bocca,
Che stanno l'orizzonte a guardare
Le barche e la spiaggetta.
Il tempo sembra essersi fermato
Non ci sono stabilimenti balneari
La vista però è eccezionale
Che si spinge
Nelle giornate limpide
Fin oltre la silhouette del promontorio
Di Portofino.
Il vento di mare
Oggi è una giornata
Grigia. fredda e senza sole
E come due innamorati
Senza amore
E'una giornata noiosa
Piovosa e sciroccale,
Soffia un forte vento
E gonfia pauroso il mare.
Le onde sono alte
E spinte dal vento maestrale
Che spazza via ogni cosa
Le imbarcazioni sono
Nel piccolo porticciolo ancorate
E i vecchi marinai
Stanno sulla riva a guardare,
Anche le ville sul litorale
Sono raggiunte dalle alte onde
Che s'infrangono sullo costone
Dove i bianchi gabbiani
Stanno a guardare:
E' bello sognare sul mare
E vedere come l'onda che si colora
E subito dopo scompare
Prima che la si possa sognare,
Vedere e comprendere
Scendere sul litorale e camminare
Sulla sabbia bagnata
Che cosa romantica:
Il Faro, il tramonto,
Le barche dei pescatori colorate,
Per prendere il mare mosso
E farne tempesta e rabbia di stelle
Qui sulla magnifica
E pittoresca baia di Portofino
Dove anche le sfortunate principesse
Sognavano un mondo diverso
Illuminato da quello spicchio di luna.
Con la gobba che si dondola nel cielo ......
Il contrasto con località come Portofino
E San Remo,
E la baia dei Poeti e ...
Il Monte Bianco
Il Monte bianco non è solo,
Con la sua cima glaciale
Di 4,810 m
Ma è la superba e solitaria montagna
Che domina lo scenario
Montano europeo.
E' un ambiente di sconfinata bellezza
Dove il cielo e la terra s'incontrano
Di lassù si ammira un paesaggio infinito
Che si fonde all'orizzonte.
Il Monte Rosa è ai suoi piedi
Con i suoi magnifici colori del tramonto.
L'uomo sale sul monte
Ha cercare la verità,
A meditare,
E contemplare
La sua meravigliosa
E stupenda bellezza.
E' un luogo dove senti soltanto
Il tuo affannoso respiro
E la palpitazione del tuo cuore
E il vento fischiare.
Lassù ti sembra di essere
Sospeso tra il cielo e la terra
E dove regna una grande pace
E il silenzio assoluto.
E ti domandi:
Da dove viene questo silenzio?
Una voce dall'etere ti risponderà che viene.
Di là dei tempi,
Dall'epoca anteriore ai mondi.
E' un lembo di cielo azzurro
Che scende verso l'uomo.
Viene dai grandi spazi interstellari,
Dove i mondi non esistono.
Quando raggiungi la sua altissima vetta
Senti aumentare il palpito del cuore
Soprattutto per l'emozione
E ti sembra di sognare.
Ma la sua visione é paradisiaca
Che viene dai luoghi primordiali
Con i suoi immensi ghiacciai
Che scendono nei suoi costoni e avvallamenti.
Siamo partiti dalla Val Veny
Con la teleferica
Abbiamo fatto una sosta intermedia
Per ossigenarci
Sotto di noi due ghiacciai,
Quello della Bremva,
Al suo imbocco,
E quello del Miage.
Il massiccio del Monte Bianco
E' lassù solitario
Che domina le alte cime
E' incastonato come una pietra
Preziosa
E' costituito da rocce magmatiche
Intrusive.
Dai verdi prati e pascoli
E' attraversato da modesti ruscelli
Che scendono dal ghiacciaio verso le
Le grandi valli.
E'definito un luogo "di contemplazione"
E di preghiera
Senza dubbio, si è vicino a Dio
Che ci osserva dal suo trono celeste.
Solo un mistico
Sale sul monte a cercare
La verità,
A meditare e contemplare.
Questi luoghi ci fanno emozionare
E nello stesso tempo anche turbare
Sì, è vero produce emozioni e anche
Un certo turbamento
La grande bellezza del paesaggio è tale
Da concedere a chi si avvicina
La magia delle sue forme
E dei suoi colori. ...
Sì, non è solo la cima più elevata delle Alpi.
(e dell'intera Europa continentale),
Ma è ... Ognuna delle sue quattro "facce"
Sono montagne a se stanti,
Per via della presenza delle vie normali
Dopo una sosta di ossigenazione
Sul quel piccolo balcone
Attaccato alla rupe
Della grande montagna
C'è un piccolo posto di ristoro
Che per la sua posizione
E' un vero tesoro.
Abbiamo superato l'ultimo tratto
Con l'ascensore.
Che per 100 metri emerge
Dalla montagna incantata
Lassù splendeva il sole
Sulle nevi eterne
Con il suo biancore accecante.
Abbiamo ammirato un paesaggio bellissimo
Un paesaggio lunare e metafisico
Che difficilmente possiamo
Dimenticare
E Tu Vergine Maria
Apri l'orizzonte dei giovani
Che un giorno salgono
Su questo gigante di pietra
Che è il tetto d'Europa.
Dove Dio è più vicino a noi.
Reggio e Messina
L'Italia disastrata,
L'Italia alluvionata,
Dalla Lombardia al Veneto
Case allegate
Case abbandonate
Laggiù dove l'Italia
Ha la forma della punta
Dello stivale
Ancor tende una mano.
Della Sicilia bella il richiamo.
E' terra di profumati e giardini
Martoriata dal nubifragio
Che ha sventrato
Villaggi e paesi
Come Giampileri, Scaletta
E Zanchea
Causando 24 morti e 39 dispersi.
Paesi e campagne
Di fango e pietre cosparsi
Fino all'azzurro mare
Fra il fiume di fango e le pietre
Sono scomparse
Tanti esseri umani,
Ma di quelle povere case
E' rimasto soltanto il ricordo
Dei superstiti
Le lacrime scendono copiose
E' le labbra han mordaci,
Ma i giardini ritorneranno a fiorire
Come del resto la vita.
Nel cuore della gente disperata.
C'é ancora il ricordo lontano e indelebile.
Del disastroso terremoto
Che distrusse le città
Che si affacciano sullo Stretto
Di Reggio e di Messina.
Con migliaia di morti e feriti
Questa è una terra antica:
Una terra di miti e leggende
Come le pericolose sirene di Scilla e Cariddi
Che cercavano di incantare Ulisse
Persino l'Etna è il nome
Di una dea della mitologia greca.
Ma quella terra é come quei profumi
Che sembra debbono subito svanire,
Eppure resistono al tempo
E penetrano di sé ogni cosa.
Il lento treno
Milano Mantova
Quando il treno si ferma a Marcaria
Una pace improvvisa l'aere inonda,
Vicino alle rotaie la brezza muore
Sfiorando l'erbe come fa coll'onda,
Le nube cui formò l'estivo ardore
Di Campitello il gran gioco circonda:
Mentre il fiume scorre lento verso il mare
E le rane continuano a gracchiare
Fischiano ugelli e cantano ragazze
Che domenica sera saran pazze.
Come il Capostazione di Marcaria,
Il berretto geranio, il corno in mano,
Mira superbo, con la faccia lieta,
Fuggire il treno vero l'aperto piano,
E poi riprende la sua vita quieta
Il passo strascicato, sguardo vano.
Gli occhi
di una mamma
Gli occhi tristi
Di una mamma
Che aspetta ogni notte
L'arrivo di suo figlio
Dalla discoteca
Le lacrime
Scendono copiose
In un pianto silenzioso
Che fanno male al cuore.
Ogni giorno che passa
Ti guarda, ti osserva
Molto attentamente,
Ma non riesce a riconoscerti
Assolutamente più
Sei sempre prepotente,
Sempre più arrogante,
Spesso indisponente
Spacchi tutto alla ricerca di soldi
Che non ti bastano mai
Il tuo abbraccio affettuoso
Non esiste più
Il tuo sorriso sincero
E' solo una chimera
La malattia?
Quale malattia?
No, Piuttosto vuoi dire la droga
Sì, Ti ha proprio rovinato,
Ti ha proprio maciullato
Sei una nullità.
Ma dove sei?
Chi sei?
Tu non sei più lo stesso,
Tu non esisti più.
Tu sei….
Sei un fiore di campo,
Una fragola,
Un cielo sereno,
Una musica arcana e misteriosa
Un uragano d'estate,
Una nebbia in cui mi rifugio,
Una calma piatta del mare,
Come il colore profondo
Dei tuoi occhi,
Sei una carezza
Del vento della sera,
Con la sua leggera ebbrezza
Come il rimbombo del tuono d'estate,
Sei nella mia vita
Per restarci,
Per ammirare insieme
Le bellezze della vita
Che ci circondano
E per tutto il tempo
Che ancora ci resta,
Sei come un'alba tropicale
Che non tramonta mai,
E per questo ti amo
Il bivacco sulle Tre
Cime di Lavaredo
Una traversata in mezzo alla roccia
E ai monti ameni e solitari
Inizia la scalata su quell'alta cima
Di Lavaredo con i lunghi ghiaioni
Che scendono fino a valle
Era stata molto faticosa,
Ma la visione panoramica
Era stata meravigliosa!
La cima era fissata alla roccia
Liscia e a piombo
Sotto di noi il baratro
Con il profondo canalone
Che finiva dentro il grande burrone,
Uno dietro l'altro si continuava a salire
Per raggiungere la meta
Il silenzio era profondo:
Un silenzio ideale
Interrotto del mormorio del vento.
Da lontano giungeva un suono
Soave, un suono argentino,
Era il suono di una campana,
Era l'Ave Maria.
L'ascesa della cima
Non era terminata,
Quando una leggera nevicata
Ci ha colti a metà strada.
Siamo rimasti bloccati tutta la notte
Avvolti nel sacco a pelo
Eravamo appesi come due pipistrelli
Infreddoliti
Era giunta l'alba di quel mattino d'estate.
I primi uccelli si erano svegliati
Il primo stormire del vento,
L'erba ed i fiori che nascono negli anfratti.
Erano ancora bagnati.
Dalla neve e la rugiata
Era l'alba e la luna nel cielo si dondolava.
Come una barchetta nel mare celeste
Non aveva più luce dal sole.
Fissavo la luce colorata all'orizzonte
Non mi rendevo conto di essere salito fin lassù.
E pensavo.
Mi smarrì nel respiro
Dell'alba e sognai
Una notte di luna che
Imbiancava una strada bianca
Che portava lontano,
Al di là dei confini
Del mondo.
Mi è venuta spontanea
Recitare una preghiera.:
Accogli, o Vergine Santa, affetti e
Trepidazioni
E suppliche che da sempre a Te
Rivolgiamo
Sostieni i nostri passi su questa aspra montagna.
E sulla via della fede
Serena e coraggiosa
C'era una volta
C'era una volta nel cuore delle Dolomiti
Che s'innalzano nel cielo del Trentino
Una baita strana e piccina
Dove viveva una bionda ragazzina
Che si chiamava Cristina
Lì nei pressi brucavano i camosci
E fiorivano le siepi in primavera;
E le stelle si accendevano ogni sera
Passava il tempo sopra gioie e affanni.
E la bambina aveva sedici anni.
E mentre l'acqua chiara dei ruscelli
Riempiva la riva garrula del monte
Ella aspettava il principe bel cuore
Che le avrebbe svelato il primo amore
Sono passate molte primavere.
Il vento spinge ancora le bufere
Sulle pendici logore del monte
Dove i camosci lasciano le impronte.
Sul sentiero panoramico
Che passavamo spesso noi escursionisti
Che raggiungevamo le alte vette
E nella baita piccina facevamo una sosta
Che era come il giocattolo di una bambina
C'è ancora una vecchia raggrinzita
Che raccoglie sul fuso la sua vita.
In lunghi filamenti interminabili
Come le sue speranze inesauribili
Non aspetta che venga, ma che torni
Il grande amore dei suoi verdi anni
Il tempo passa sopra gioie e affanni
E la vecchina ha più di novant'anni
La rondinella torna d'oltremare
Verso la gronda che non può aspettare:
Ma le stelle che ascoltan trepidanti
Le inutili promesse da marinaio
Sono bugiarde come chi le ha mentito
Giurando sulla fede che ha tradito.
Ma la nonna Cristina ha perdonato e piange
Sui giorni di passione che rimpiange;
E sospirando triste in fondo al cuore
Chiede: " Perché ha ucciso il nostro amore?
Questa poesia è tratta dal racconto di nonna Cristina.
Che abitava in quella piccola baita
Alle falde della montagna dolomitica,
Alla quale la dedichiamo.
L'autunno è tempo di emigrare
Una passeggiata lungo il fiume
Che nessuno riesce a fermare
La sua corsa verso il mare.
Sui fili dell'alta tensione
Una lunga fila di uccelli emigratori allineati
Come un reggimento di soldati
Sono pronti ad emigrare
In terre lontane.
Anche alcuni stormi di grigi aironi
Come una formazione
Di aeroplani illuminati dal sole
Che sorvolano il cielo.
Loro lo sanno che l'estate è finita
E si apprestano a partire
In terre tropicali
Dove possono nidificare
E la prole allevare.
Guardo estasiato
Il cielo e il creato.
Ammirare questo paesaggio
Bellissimo e colorato
Anche il prato è coperto
Di foglie morte
Noi oggi camminiamo su di un
Tappeto di foglie ingiallite
Dove è sepolta la storia
Di un nobile casato.
Di dame e cavalieri
I boschetti della golena che
Costeggiano il grande fiume
Placido e tranquillo
In questa stagione autunnale
Sono bellissime e colorate
Hanno i colori caldi e la magia
di questa stagione
Sono come la tavolozza del pittore
E sembrano un vero quadro
Degli impressionisti francesi
O dei macchiaioli toscani
E' meraviglioso ammirare il monte Amiata
Che si veste dai colori dell'autunno
E festeggia con il vino novello
Dappertutto sei annebbiato dal profumo
Del mosto che fermenta
Nei palmenti e nelle cantine
Intanto il fiume scorre placido
E ascolta richiamo degli uccelli
Che sono pronti a partire
Per affrontare un lungo e faticoso viaggio
Il viaggio della loro vita
Per la continuazione della prole
In questa giornata di sole
Che illumina questo paesaggio
Bellissimo e colorato
Non c'è 'acqua azzurra e pura
Di poetica linfa
Il profumo è prigioniero tra le foglie
Tremule rivolte verso il tramonto
Che cala silenzioso tra i boschi.
Il cielo cambia anch'esso colore.
Quasi per preparare
Una stupenda cornice all'alpe
Che sta cogliendo l'ultimo
Bacio del sole
Una dolce tristezza ti prende
Con il tramonto del sole
E con i petali che s'infrangono
Nei contorti gorghi
Dell' antico e misterioso
Fiume
Rose
Una rosa per te!
Povere rose del giardino
Che al mite raggio
Del sole ottobrino
Lievi sfiorite,
Come il ricordo di cose
Lontane nel tempo
Stessa han la sorte
L'amore, la vita e la morte
E le cose umane?
Come nelle tenebre che più
Si ispira alla luce
Anche l'amore
Come il dolore?
Oh fragili rose pallide
E' ingiallite del piccolo giardino
Che Adriana vi cura con amore,
Siete pronte a lasciare
Lo stelo e volare via
Come una farfalla spensierata.
La primavera è già passata
Sopra la lieve giornata breve
Che Dio v'ha data
E tu mio cuore?
Non può tornare
Chi non sa amare,
Domani sera
Tornerà a galla
Stecchita e gialla
La tua speranza:
Ogni chimera
E' passeggera
Presto verrà l'inverno
E sarà lungo,
Freddo ed eterno.
Anche il rosaio sotto la neve
Aspetterà la nuova primavera
Per regalarci nuovamente i suoi
Petali e boccioli profumati
Come il profumo della vita.
Dedico questa poesia ad Adriana mia moglie.
Per il suo compleanno.
Auguri Adriana.
In terre lontane
dell'Afghanistan
Sul polveroso stradone
Passa al trotto uno squadrone
Sono i nostri Carabinieri,
Mentre il cielo azzurro di Roma
E' sorvolato ripetutamente
Dalla Pattuglia Acrobatica
Della nostra valorosa
Arma Azzurra
Che tutto il mondo ci invidia.
Dietro di loro passano vecchi soldati
Alle battaglie abituate
Di un'altra guerra
Sono i valorosi Alpini
Con la penna nera
I vincitori di Caporetto
Passano anche giovani ardenti
Dai visi di adolescenti.
Che vengono da ogni parte d'Italia
Fra essi vediamo giovane e belle ragazze
Che si vogliono arruolare,
Con il cuore gioioso d'italiano
Vanno cantano l'inno nazionale
E vanno anche a morire
In nome dell'Italia
Sul polveroso stradone
Alla fine del funerale
Del Valoroso Tenente
Della Folgore
E' rimasto nel cielo una nuvola
Bianca delle frecce Tricolore
Per ricordare il dolore
Del lutto e della pietà
Che urge il pensiero profondo,
Come nelle tenebre
Che più si ispira alla luce,
Oggi le polemiche son fuor di posto,
Non fosse altro perché
La guerra stessa è polemica.
Ma quando l'ultima bomba
Fra le dune del deserto di Kabul
Scoppierà nessun italiano
Più ci sarà
All'Aeroporto di Ciampino
Saranno tutti accolti
Con tutti gli onori militari
E avranno l'abbraccio della folla
Unitamente al Presidente:
Della Repubblica Giorgio Napolitano.
Oggi i nostri figli migliori sono là,
Per portare pace
E' stabilità,
Dove i bambini muoiono di fame
Di stenti e di malattie
In quei villaggi sperduti
Fatti di fango e di sabbia
Che altro non sono
Che delle tane:
Sono i rifugi dei talebani.
Quelle terre arse dal sole
Dove fioriscono i papaveri
Che non sono soltanto.
Degli splendidi fiori,
Ma hanno il profumo della sorella morte
Vogliamo dedicare questa che vuol essere una poesia.
Al Tenente della Folgore, ai nostri bravi Carabinieri,
Agli Alpini e al personale Sanitario
Firenze sogna sotto
le stelle !
Da Ponte Vecchio
A Piazza dei Signori;
La luna si diverte
A fare la ronda
E il Battistero e il Davide"
Circonda
Di evanescente luce
Misteriosa
L'Arno racconta
E'raccoglie
Il nettare d'argento
Che perdono le stelle
Dietro il vento.
E' una notte tiepida d'ottobre
Con un cielo stellato
Un paesaggio colorato
Di foglie morte
Una chitarra romana
Fa la serenata
All'ombra Della fontana
Del Bargello.
Racconta storie d'epoca lontana
Al campanile di una
Torre antica
E mentre l'opra
Di ogni artista tace.
L'ombra di Dante vaga
Alla ricerca di Beatrice
Sospirosa e pia
Da S. Maria Novella a Piazza dei signori
A cercar pace .
Mentre l'Arno d'Argento
Con le sue acque limacciose
Che sembra addormentato,
Scivola lentamente verso
L'azzurro mare
Il mare della vita.
Sulle Ponte Vecchio a giorno illuminato
Due madonne Fiorentine
Aspettano il loro amore desolato,
Ammirano l'Arno dei loro sogni
Osservano la luna
Che si dondola nel cielo stellato
Volgendo al cielo lo sguardo
Stanco e desolato
Incontro i tuoi occhi
In un oceano di tenerezza
Nel fruscio del vento della notte
Che trasparente sfiora i miei pensieri
L'aria è satura del tuo profumo
Mentre in questa notte serena
Ottobrina profumata
Anche Firenze sogna!
Mentre l'ultima farfalla
Che era posata
Sopra un rosaio di Villa Boboli
E' volata via,
Come hai fatto tu!
Questa notte stellata,
Un suggestivo scenario di ricordi
E di pensieri, che solo loro
Riescono ad emozionarmi
Come la bellezza di Madonna fiorentina,
Mentre il grande fiume
Segue il suo corso verso il mare
Della vita.
Il nuovo giorno
sulla Costiera Amalfitana
E' un momento catartico
Il sorgere del sole,
Quando tutto il pianeta si desta
Per iniziare il nuovo giorno.
Contemplare è come osservare
Il primo mattino del mondo,
E' un'esperienza unica
Indimenticabile,
Mentre la sera si può assaporare
L'emozione del tramonto
Da una posizione elevata,
Nel momento in cui la terra
S'appresta al riposo.
Anche la contemplazione
Del cielo stellato
E' un momento di grande pace
E soprattutto d'intimità:
Un'occasione unica.
Che ci accingiamo ad ascoltare
La voce dell'universo,
Che ci racconta
L'immensità della creazione
Vediamo il mare che è di fronte a noi
Che ci fa sentire la sua voce,
Mentre le piccole onde
S'infrangono contro gli scogli
I carruggi del piccolo borgo marinaro
Con le sue stradine
E le case colorate
Protette dalle scoscese scogliere
Che s'innalzano sul mare
Case di sbiadita eleganza
Si stendono lungo la costa
Dove è piacevole ammirare.
E ancora buia,
La leggera brezza del mare
Muove le foglie degli alberi
Dei giardinetti
E increspa le acque del mare
Poi incomincia una luce venerea,
Opaca,
Che presto invade il cielo
Non è notte e non è giorno,
Ma un momento incerto e inquieto,
Tra la vita e la morte,
Fatto per accrescere l'effetto di quando,
Subito dopo,
Il cielo diventa un azzurro lucido,
Come quello dei cieli
Che sovrastano i presepi artistici
Di questo borgo antico
Abbarbicato sul costone,
Questo cielo si fa sempre più sferico,
Spazioso e leggero,
Finché il sole,
Chiama a raccolta tutte le sue risorse
E affronta il grosso dello spettacolo
Con la sua meravigliosa luce
Le pale di S. Martino
Dall'altopiano delle "Fuciade"
Punteggiato da antichi fienili
E da fiori splendidi
E profumati di montagna.
Dove regna il silenzio assoluto
E' quel lembo di cielo scende verso l'uomo.
E' un mondo primordiale
Dalle epoche anteriori ai mondi
Alti pinnacoli baciati dal sole
E lunghi ghiaioni bianchi
Che scendono verso la verde valle
Qui il silenzio incomincia con il far
Chiudere le labbra
E poi penetra fino al profondo
Dell'anima.
Si ammira un paesaggio lunare bellissimo
Da dove emergono grandiose e superbe
Le Rosse Pale di San Martino.
Che bucano il cielo.
Mentre il sole sta per tramontare
Finito il sentiero nel bosco
Che attraverso prati profumati
Di fieno appena tagliato
Dove scorrono i queruli ruscelli
E vanno abbeverarsi i simpatici caprioli,
Che sono come le caprette
Che timidamente si avvicinano
All'escursionista
Per prendere dalle mani
Un grano di sale.
Il sale della vita
Spruzzi d'acqua dalla piccola
Sorgente viene spruzzata qua e là
Sono gocce di linfa
Che generano la vita
E' dolce salire in questa frescura
Il pianeggiante sentiero
Dove le alte abetaie bucano il cielo
E si sentono gli uccelli cinguettare
E le taccole nere sorvolare il cielo
Nella grande valle emergono
Le meravigliose e superbe
Pale di San Martino.
Oggi li vediamo dall'alto
Baciati dal sole calante
Ma sono difficile queste cime conquistare
E' un luogo incantevole, un paradiso terrestre.
La vista sulle stupende Pale
Ci regalano ad ognuno di noi
Grandi emozioni.
Come le canzoni della montagna,
"La Montanara ohè
Che si sente cantare/
cantiam la montanara/
e chi non la sa?
E poi c'è la poesia estemporanea
Dei poeti montanari,
La danza tradizionale
Che si pratica nei villaggi
Ai piedi delle Pale
Di San Martino
E poi ci regala
Tanti scatti fotografici mozza fiato.
La lunga fila allegra e rutilante degli
Escursionisti del CAI
Segue il sentiero con passo spedito
Dovunque guardi:
A destra o a sinistra ti senti attorniato dalla.
Meravigliosa natura
Alte montagne brulle e innevate
Con le cime al vento
Prati, piante, sentieri, casette e fienili
Che hanno il sapore delle cose antiche.
Qualcuno del gruppo grida:
Ragazzi, il Rifugio delle Fuciade
E' aperto e forse si mangia!
Nell'aria si percepisce a distanza
Il profumo di polenta con funghi.
E le altre delizie del palato
Brindiamo all'amicizia e alla bellezza della vita.
Al cospetto di queste bellissime montagne
Che ci hanno dato la possibilità
Di vivere questa giornata meravigliosa
Un bicchiere quello buono
Del Trentino
Vuol dire allegria e gioia di vivere
All'ombra di queste stupende montagne
Che tutto il mondo ci invidia
La sera cala silenziosa
Tra le alte e superbe Pale di San Martino,
"I boschi diventano neri,
L'aria e il cielo cambiano
Anch'essi colore,
Quasi per preparare una stupenda
Cornice all'alpe che sta raccogliendo
L'ultimo bacio del sole".
L'autunno
E' tempo di vendemmia
Dalla bella Toscana
Al Friuli,
Al Monferrato,
Alle Langhe
Sono la culla dei pregiati vini
Ed il rinomato tartufo.
Le loro colline spioventi e colorate
Punteggiate di medioevali Castelli
Dai lunghi filari dalle foglie
Ingiallite da sole autunnale
Ricchi di grappoli dorati.
Con il Chianti e il Montalcini sono
La patria dei pregiati vini.
L'equinozio dell'autunno sotto le stelle
Ci rammentano antiche tradizioni legate
Alla tradizionale vendemmia.
Nelle cantine e nei rustici casolari
Dove si fa festa:
Si mangia, si beve e si sta in allegria
Festeggiando al Dio Bacco.
Ma soprattutto si brinda alla vita.
Sono tradizioni che dal Nord al Sud
Si tramandano con la gioia nel cuore.
Da generazioni a generazioni.
Mentre le foglie si tingono di rosso
E' tempo di vendemmiare
I grossi e succosi grappoli,
Essi sono grappoli di vita
Che il caldo sole di settembre
Abbraccia nella sua
Interminabile corsa nel tempo
Sì, è proprio tempo di vendemmiare
I succosi grappoli e deporli nel tino
Che a San Martino diventano vino
Dalle frizzanti bollicine
Da sorseggiare
E gustare in compagnia
Attorno al caldo e vecchio focolare
Con il ciocco che scalda la vita
E' sicuramente tempo di fare festa
Mentre fuori la neve scende lenta
In una sera lunga d'inverno.
Sono gocce di allegria
Che si accarezzano in compagnia
Per condividere la gioia e un momento
Felice da non dimenticare.
E' una gioia condividere questi momenti
Sublimi della via
Quando il bicchiere e mezzo pieno
Che scaturisce l'aroma del nettare
Che sa d'antico.
Mentre il palato e l'anima
Assaporano le dolcezze della vita.
Allora, su amici alziamo i calici
Con parsimonia
E' brindiamo all'amicizia,
All'amore e alla gioia di vivere
Mezzo bicchiere di meno
Ti fa arrivare a destinazione
Con la gioia nel cuore
Dimenticando le brutture del nostro tempo
E vivere in serenità
Il nostro domani.
Addio Maurizio!
La tua prematura scomparsa
Ci ha molto sorpresi,
E addolorati e commossi
Anche gli amici della Sezione
Ti hanno ricordato
Per la tua bontà, generosità
E grande professionalità
Di accompagnatore
Alpinista
Ci hai accompagnati su per gli impervi
Sentieri delle nostre montagne
Con la neve e con il sole.
Adriana ed io
Ti diremo grazie Maurizio!
Per la tua grande disponibilità
E gentilezza,
Eri sempre con il sorriso sulle labbra
E con la gioia nel cuore.
Anzi, per dire la verità, eravamo gli ultimi.
Della rutilante e lunga fila degli
Escursionisti,
Ma tu non ci ai mai lasciati soli
Perché ti collocavi spesso in coda
Al gruppo dei "caini" a fare
"La ramazza" come si dice in gergo alpinistico.
Sei sempre stato considerato una
Garanzia di sicurezza,
Per tutti i" lenti"come noi
Oggi che siamo qui riuniti al " Rifugio Fuciade".
Alziamo il calice,
Per onorare e ricordare degnamente
Il nostro caro Maurizio,
Che prematuramente ci ha voluto lasciare
Le alte montagne che fan corona
A questa solitaria e serena vallata
S'inchinano e piangono, per la tua dipartita!
Anch'esse ti ricorderanno
Come l'escursionista solitario
Ma tu non eri solitario
Ma ci seguivi ad una certa distanza
"Come dicono i cinesi"
Eri l'ultimo a chiudere la porta.
Per ricordare l'amico scomparso prematuramente
Maurizio Mottura
Camogli e San Fruttuoso
Scivola lentamente
Il bianco veliero
Sulle insenature di San Fruttuoso
Dove si trova il Dio degli Abissi
Alla ricerca dell'azzurro mare
Del Tigullio.
I viaggiatori del veliero
Hanno trovato momenti ludici
E ricreativi
Tuffandosi in quelle acque verdi
Alla ricerca del Dio degli Abissi
Lì regna pace e armonia
In quell'angolo dedicato alla preghiera
E alla meditazione
E' un angolo di mare
Sconosciuto nel mondo.
Di fronte a noi sorge il vetusto
Convento dei Benedettini
Nascosto da una folta vegetazione
Dei verdi uliveti
E della macchia mediterranea.
E' un paradiso terreste
Incontaminato
Alla ricerca della solitudine
E della meditazione.
E' un luogo solitario
Adatto alla preghiera.
Lì la montagna verde incontra il mare,
Dove le colline spioventi si tuffano
Nelle profonde acque color smeraldo
Dove s'incontrano le coste frastagliate
E le bianche insenature
Ammirando quei luoghi così belli
Mi sembravano una chimera
Le torri e le case stinte
Color pastello si crogiolavano
Agli ultimi raggi del sole calante
Ovunque colori e profumi di ginestre
Che suscitano fascino nell'animo umano,
Dove oltre alla preghiera
Sboccia anche l'amore
Squarci di cielo blu
E di angoli di mare verde
S'incontrano in quell'angolo sereno
Di quel paradiso colorato
Seguivano quella lunga scia bianca del veliero.
Uno stormo di bianchi gabbiani
Gracchianti
Lo spicchio di mare del golfo
Quel mattino era chiaro e silenzioso
Sentivi soltanto il muggito prolungato del mare.
Che altro non è che un prezioso gioiello
Una coppia di subacquei
Con la loro muta nera
S'immergevano nei fondali
Per portare un omaggio
Floreale al Dio degli abissi.
Una striscia colorata e azzurra
Aveva colorato il cielo
Di una luce nuova
Onde vibranti s'increspavano
E si allontanavano
E si rincorrevano
Veloci fra i bianchi scogli
Della rupe di Portofino
Sulla spighetta tanta gioiosa bambina
Si rincorrevano
E poi si rotolavano fra la poca sabbia dorata.
Mentre i miei pensieri vagavano lontano,
Sulle onde di quel mare azzurro
E cercavo di rievocare i giorni felici del verde età.
E della perduta fanciullezza.
Ogni volta che ritorno nel Tigullio
Ho un tonfo al cuore:
E fra il Golfo di Portofino colorata.
Oggi ammiro i flutti che lambiscono
Questi luoghi incantati.
La rupe tutta infiorata
Ma anche molto sfortunati
Che videro la bellissima contessa
Di bianca vestita
Ondeggiare fra le onde addormentata
In quell'ultimo viaggio
Verso l'eternità
Quel ricordo mi conduce per mano
Né tempo della bellezza
E mi fa ritrovare la fanciullezza amica.
Il passato è la memoria,
Quella memoria che cerchiamo di rievocare
Sulle sponde di questo spumeggiante mare,
Perché ci aiuta a vivere il nostro presente.
Fatto di tutto e forse anche di niente.
Ma che passa e vola via
Come il volo di un bianco gabbiano,
Che scopre la bellezza di librarsi nel cielo infinito.
" ... è d'azzurro, sopra la nave antica,
A tre vele latine,
Vogante sopra il mare verde
E il cielo plumbeo di una
Notte tempestosa
Verso una torre d'oro... "
Il mitico West
E'un continente primitivo
Un paesaggio spettacolare
Metafisico e lunare
Quando al mattino vedi il sole spuntare
Da dietro i monumenti naturali
In continua trasformazione.
La grande valle
Bruciata dal sole.
Ti devi assolutamente fermare
Non puoi non fotografare
Meditare e soltanto ammirare
Lo spettacolo più bello del mondo.
Improvvisamente ti sente
Trasportare in un mondo da sogno
Improvvisamente,
Dietro le torri vedi spuntare al galoppo
Su bai cavalli
I guerrieri con la penna fra i capelli
E la lancia fra le mani,
Seguiti dalle bellissime amazzoni
Avvolte in una nuvola rosa
Con i capelli sciolti al vento
Galoppare sui loro cavalli bianchi
Che sfidano il vento del West.
E' un paesaggio unico al mondo
Che è difficile con parole raccontare
La sua visione ti fa soltanto sognare
Un mondo fantastico e primitivo
Un mondo diverso
Che non potevamo neppure
Immaginare,
Lasciandoti senza fiato
In quelle grandi praterie bruciate
Dal sole.
Quello è il cuore mitico del vecchio West
Che ci ha fatto scoprire
La Terra di sogni e di chimere
Con le grandi mandrie di bisonti
Pascolare.
Lo scenario che fa da sfondo
Con le sue tipiche torri levigati dal vento.
Che tutto trasforma e modella
In veri monumenti naturali.
Sono luoghi storici e primordiali,
Che tutto il mondo occidentale
Conosci parzialmente.
Sono i luoghi della storia e della memoria
Dove sono stati girati
I grandi classici del cinema Western
Tuttora proprietà degli indiani Navajos
Il loro punto d'osservazione è il sole
Come ogni giorno che finisce,
Gli uomini trascorrono la loro vita
In groppa ai loro destrieri
E diventano vecchi e deboli e muoiono
Come ogni essere umano.
Se un uomo muore,
Si dice che abbia cominciato
Il lungo viaggio verso ovest
E sia scomparso come il sole
Sull'orlo del mondo.
Sono gli abitanti da sempre
Di quelle antiche terre
Che é una riserva naturale
Fin dai primi anni Sessanta:
Davanti a te c'è un'enorme prateria
Interrotta da mastodontiche formazioni
Rocciose dai contorni stravaganti.
Con cumuli,
Torrioni,
Ponti e archi:
Molti anni fa abbiamo attraversato
Tutto questo territorio,
Da oriente a occidente,
E non abbiamo visto altro popolo
Di un'altra razza
Come mai?
Non si conosce la loro provenienza,
Ma si conosce la loro saggezza
E il loro modo di vivere.
Uno dei capi guerrieri ci diceva:
" Gli uomini bianchi non scotennano
Fanno cose peggiori
Avvelenano il cuore: Non è puro il loro cuore.
I miei uomini saranno scotennati
Ma nel giro di pochi anni
Diventeranno peggiori:
Diventeranno come gli uomini bianchi"
Ci hanno accompagnati in pace
Per la visita della grande Valle
Dall'alba al tramonto,
Quando la luce si fa particolarmente
Suggestiva.
I punti più importanti sono:
" John Ford Poit, " The Three Sisters"
" E Totem Pole"
Che ti ricordano il Grande Sentiero
Di John Ford.
Arenzano
Moderna, linda e graziosa
Cittadina Rivierasca,
Che ti adagi tra i placidi
E contorti ulivi secolari
Che fanno la tua storia
Sulle tue verdi coline.
Nel centro del Parco
Troneggia l'antico maniero
Con i laghetti e i cigni
Che si troneggiano
Come vecchie dame addormentate
Che sono l'attrazione di vecchi
E bambini.
Pini marittimi
E mastodonti
Cedri del Libano
Ombreggiano i tuoi lunghi viali
Ed i ridenti giardini
Che sorridono alla Ligure Piagge
Sei come una vecchia signora
Serena che ti adorna di signoril grazia
Nell'ora del tramonto le tue ville
Punteggiano le ridenti colline
E i viali si popolano di chiassosi
Bambini che sorridono alla vita.-
Ho! Vecchia torre saracena
Che segni le ore da mattina a sera
Sei posizionata di fronte alla mia finestra.
E mi svegli a tutte le ore
Con i tuoi rintocchi argentini.
Qui sulle strade, nei giardini,
Nei Bar
E' una festa continuata
Si beve, si danza e si banchetta
Perché è una grande festa:
La festa dell'estate
E poi:" Perché di domani non c'è certezza".
La luce del deserto
Nel silenzio della notte
Del Sahara.
La brevissima notte è soffusa
Da una luce lattiginosa,
Nella quiete notturna,
Mi sporgo della tenda
Ad individuare l'impercettibile
Scorrere delle stelle
In un cielo azzurrissimo
E ad ascoltare il leggero alitare
Del vento della notte:
Ogni piccolo rumore pare pieno
Di echi
Che si diffondono nelle
Valli laterali e sabbiosi
E arrotondati a mo di tugidi seni
Accarezzati dal vento,
Che in pochi minuti
Tutto trasforma,
Alcuni massi cadono dal pendio
Instabile della montagna
Bruciata dal sole
Che ci sovrasta,
Trascinando con sé sabbia e pietre
Arroventate.
Guardandomi d'intorno,
Mi sembrava di essere solo
Con l'universo,
In quel paesaggio lunare
E metafisico.
La pioggia del deserto arriva
Improvvisamente
Come la vita che rinasce,
Gli animali frugano ovunque
Anche fra le rocce rosse della montagna.
Il resto dei nostri compagni
Di viaggio dormono ancora
Sotto le tende
Qui d'intorno che formano
Un ferro di cavallo.
Lunghi tratti nel nulla
Di un mondo che
Basta a se stesso,
Montoni di roccia gialla.
Poco prima che ricominciasse a
Piovere.
Le dune rosse
Zigrinate dal vento,
Rifletto su questa nostra avventura
In terre lontane
In terre invivibili,
Di uno sconfinato deserto
Tra cielo, sabbia è vento
In questa terra selvaggia
Che sta volgendo al termine.
Con Adriana torneremo
A Dio piacendo a casa,
Con il ricordo nel cuore
Di un affiatamento eccezionale
Con gli altri
Ed avremo negli occhi la visione
Di luoghi così particolari,
Spettatore di spazi che sfumano
Nell'infinito e testimone di
Eventi passati che si sono rivelati
Più grandi della nostra immaginazione.
Siamo arrivati fin qui,
In questo lembo selvaggio
Di deserto sperduto nel tempo.
Dove le creature del deserto
Vivono in simbiosi.
Una stella solitaria brilla
Ancora nel cielo lattiginoso
Di questo luogo primordiale
Aspro e selvaggio,
Dove nulla è cambiato nel tempo
I cammelli continuano a brucare
La poca erba secca del deserto,
Ma guardano sempre verso
Quella stella che brilla
Intensamente nel cielo.
Loro lo sanno che devono seguire
Quella luce che li guiderà
Verso l'Oriente-
Ancora nuvole e si va verso sud
In un paesaggio incantato,
Labirinti di roccia rossastra
Ovunque accecanti.
Nessuno, se non l'aquila in alto,
A scrutare gli scarsi movimenti.
Solo le Jeep incolonnati,
Improvviso la lavagna rosso fuoco
Dello Jebel Suweibit.
La pista è improvvisamente scomparsa,
Cielo plumbeo, sembra potersi
Scatenare l'inferno,
Ma per fortuna il vento si è placato
Ed è rispuntato il sole.
Ricordi di giorni felici fra le dune infuocate dal sole del Sahara.
Gazzuolo
I bagliori dell'aurora
Oscurano le ombre del passato
Per presentarci i magnifici
Colori del giorno.
L'orizzonte è infiammato
Presentandoci le bellezze del creato.
Si diffonde nell'aria questa mattina
Agostiniana
Il profumo dei fiori di loto
Che galleggiano in superficie
Su acque placide e tranquille
Del fiume Oglio
Con le sue fresche golene
Degli alti pioppi.
C'era una volta, ieri,
Vecchia canzone d'amore
Sulle alte cime dei pioppi
Del nostro placido fiume.
Acque serene ch'io corsi sognando
Nella dolcezza
Delle notti estive
Acque che vi allargate fra le rive
Con un occhio stupito, a quando, a quando
O! Nostalgiche acque di sorgiva,
Acque lombarde"
Ma tu, vecchia e bella signora
Da millenni addormentata
Dai muri di mattoni stinti e scrostati
Dell'unica Chiesa Romana di S, Pietro
Rimasto nel tempo
Che oggi è stata restaurata.
Dal trascorrere lento delle stagioni
Tu eri fiera nel tempo
Ti ergevi fiera nel passato
Sulle ridenti rive del tuo vecchio fiume
Senza argini
Che dilagava nella grande prateria
E sotto quel cielo così bello
Così splendido,
Così in pace
Quando è bello
Come scriveva Alessandro Manzoni
Nei Promessi Sposi
Sei sempre stato Capoluogo di Comune
E soggiorno di un ramo cadetto
Dei signori Gonzaga di Mantova
Che lo fortificarono munendolo di
Riguardevole rocca,
Circondata da grande fossa da riuscire
Inespugnabile Castello
Con le scorrerie dei cavalieri erranti
E dei mercenari
Lo rasero al suolo.
Di giovani principi innamorati
Grandi amori , dame, giullari,
E valenti cavalieri.
Oggi non esiste più nulla del tuo
Passato guerriero
E neppure le vecchie mura del tuo maniero
Distrutto nelle guerre intestine
Tra Gazzuolo e Belforte
Nonostante le sanguinose guerre
tra guelfi e ghibellini
Che ricordano quelle tra i Capuleti e i Montecchi
Narrate da William Shakespeare
Nel perpetuarsi nel tempo
Sei abbagliata dai lunghi portici
Gonzagheschi
Con i suoi mormorii colonne e
Capitelli di vari stili,
Nonché dei tuoi rossi tramonti
Dove una campagna verde immersa nel silenzio
Fervore delle opere contadine,
Riposa paesaggio d'argine
Dove scorre sereno il vecchio fiume Oglio
Con il mistero del Lago Gerundo,
Con la sua fauna e le sue bellezze naturali
Lungo l'argine e la campagna
Da dove si possono scorgere
Lontani profili di monti
Il Baldo e le prime cime delle Alpi
Discoste e nevose.
La notte delle stelle
cadenti
La notte di San Lorenzo
Una notte stellata
Fra mille stelle cadenti.
Nel firmamento
Fra milioni di stelle
Ti ho riconosciuta,
Perché brillavi intensamente
Della tua meravigliosa Luce
E poi,
Improvvisamente,
Come d'incanto
Sei sparita
Fra cielo e mare.
Sull'onda dell'anima
In quell mare di stelle cadenti
In quel silenzio, che altro non é
Che un lembo di cielo
Che scende verso l'uomo
Viene dai grandi spazi interstellari,
Dalle marine senza risucchi
Tra la luna fredda
E le stelle in ombra
Il mio sguardo fremente,
Disperato cercava te
Bellissima Dea del firmamento
Dove ti culli
Tra sponde lontane e stelle cadenti
E mondi alla deriva .
Ti cercavo o mia Dea del cielo.
Questa notte l'universo é
E' tutto soqquadro
Stelle che scoppiano
Altre che nascono
E mondi che vanno alla deriva
Su orizzonti colorati .
Io sono quì vicino alla riva
In attesa della tua apparizione.
Ti stò ad aspettare
Il mio animo é triste
E stanco
E prima o poi
Si addormenterà sulla riva del mare
Ma prima di addormentarsi
A te scrive sulla rena
Una dolce poesia
Che affido all'onda del mare
Che va e viene.
Anche questa notte tremolante
Con il cielo pieno di stelle
Ma una musica celestiale
Si diffonde nell'aria fresca
Della notte estiva.
I miei occhi tristi e stanchi
Intrisi di salsedine
Ma sono felici di guardare
Il cielo in attesa della
Tua venuta sulla vecchia
E martoriata terra piena
Di guai.
In attesa mandami uno sguardo
Di tenerezza
Della tua meravigliosa
Bellezza .
Il Sentiero
Dietro la rupe dirupata
Di Nardis è la cascata
Bianca e vaporosa
E' un sentiero già bagnato
Dalla brina della notte
Nel piccolo torrente
Guizzano le trote
E germogliano vigorose
Le felci primordiali
Lunga e la fila rutilante
Siamo tutti entusiasti e raggianti
Tu " Caino" imborghesito
Che vedi il mondo dietro d'un sipario
Credi che nel sentiero solitario
Crescono cardoni, felci, scriccioli e farfalle
Colorate
Bruchi verdi e scarabei dorati
Vivono tristemente rassegnati
Ma gli alberi, le felci e i cardoni
Sanno che tutti i giorni sorge il sole
E nei verdi prati sbocciano le viole,profumate.
Un fiore che nasce e uno che muore,
Come un felice tramonto di sole,
Il polline di stelle che dal cielo
Si disperde all'infinito sul sentiero
Quando attraversi il bosco civettuolo
Che s'ammanta di penombra al tuo passaggio
La montagna, la tua memoria e il retaggio
Mentre sugli alberi neri scende lenta
La coltre misteriosa della sera
Il mistero, si, il mistero e la preghiera
E anche il cielo cambia anch'esso colore
Con l'ultimo bacio del sole.
La formica e la rana
Una formica e una rana
Hanno diritto di vivere.
Come ha scritto
Il poeta
Walt Whitman .
Penso che una foglia d'erba
Non sia da meno
Fatica delle stelle
.E la formica?
E' altrettanto perfetta
Al pari di un granello
Di sabbia del deserto.
O dell'uovo di uno scricchiolo?
E la piccola rana?
E' un'opera d'arte!
Simili alle più famose
Creature.
E le api?
Con la loro operosità
Che saltano da mattina a sera
Da un fiore all'altro
Per succhiare il loro nettare
Impollinando le piante!
E per dare un po' di dolcezza
Alla nostra vita
Spericolata di ogni giorno
E il rovo rampicante?
Potrebbe ornare gli
Spazi celesti
E le vie infinite
Dei nostri pensieri-
Cattolica
la regina dell'Adriatico
Nei miei pensieri lontani
Sempre rivedo il mare
Liscio come una tavola
Le grandi spiagge e le persone care,
Dal mattino alla fine della giornata
Quando ti tenevo per mano,
Nella lunga passeggiata
Ad ammirare l'orizzonte,
Colorato nelle ultime
Luci del giorno
Ci sembrava di vedere il Canal
Grande con le candide nuvole
Quelle bianche
Con i riflessi di luce rosa
Del tramonto
Le colline circostanti e i monti
Fino all'annegar del giorno.
Rivedo il faro illuminato,
I vecchi pescatori pensionati
La loro tristezza e il mal di cuore:
Sempre raccontano le loro avventure
E le notti sul mare
Osservano spesso l'orizzonte
Con un nodo alla gola.
Con quello sguardo fisso nel mare,
Sono senza lacrime né parole!
E'significativo il ricordo d'allora
Con i ricordi nel cuore
Dei loro sogni felici
Sono sempre lì seduti ai bordi
Del faro ad aspettare
I loro amici ritornare,
I gabbiani sorvolano la baia
E planano sul porto
Con becco un pesce morto
Sembra un piccolo lago assorto.
I pescherecci in disarmo sono ancorati
Come una squadriglia di vecchi
Carri armati.
Sono arrugginiti dal tempo
Per la lunga sosta
I pescatori dopo due mesi
Sono ancora disoccupati
Per il fermo della pesca
Non è cambiato nulla
Oggi è come ieri
I pensionati dal faro continuano
A guardare
L'orizzonte e le barche
Ritornare
Il sogno
di una vergine
Nelle mie lunghe
Notti insonni d'estate
Sento uno strano
Turbamento,
Come se dentro di me
Si scalciassero
Forza e mare.
L'onda che va e viene
E poi s'infrange contro
La scogliera
Sento il fresco contatto
Di lenzuola pulite e candide,
Il mio corpo nudo disteso,
I miei occhi scuri che guardano,
La luce della finestra
Sono calmi e sereni.
Aliti di brezza
Mi giungono dall'esterno
Muovono i miei capelli lunghi
Biondi e stropicciati
Nel mio sogno
Non ci sono finestre,
E neppure porte
Non ci sono mura,
C'è il nulla e il tutto,
Un letto bianco di una vergine
Perlato di sogni.
Immagini riflessi qua e là
Il mio corpo viene toccato
Da qualcuno,
Non c'è nessuno vicino a me
Eppure due mani calde
E grandi mi sfiorano;
Il mio seno nudo
Viene dolcemente accarezzato,
Poi baciato,
I pensieri scoppiano,
La testa sembra un vortice,
Il mio corpo si sveglia
e si libera nell'etere.
Un bacio passionale,
L'unione di due corpi,
Una sensazione di vita.
Che non termina mai
Sento impeto e piacere,
Che lascia passare nelle vene
E nei polsi
Il bene e il male della vita.
Assaporo il piacere.
Che è dolce come il miele
Ma sogno che
Un'altra bocca cerca le mie labbra,
la mia bocca avvolge.
Due mani mi cingono la nuca,
Adoro la sensazione di quel gesto,
Essere sottomessa da quella forza virile,
Di un cavaliere errante.
Sentire l'eccitazione
Dentro di me
E' una cosa sensazionale
E la gioia di vivere
Il mio sogno è finito in un
Bagno di sudore
Con una palpitazione al cuore
Che segue
Un turbine di ricordi
Una rosa
sulla riva del mare
Col pensiero vorrei sempre ritornare
Ogni momento
A riveder le vele sotto vento
Quando il flutto corre verso la riva
E s'infrange contro la scogliera
Di Gabicce dopo la bufera
Sotto l'arcobaleno come un ponte
Scende lentamente la sera
Si spengono le luci del tramonto
La grande spiaggia
Abbandonata
Che ti da l'impressione di un
Un paesaggio metafisico e lunare
Fra cielo, spiaggia e mare
La vita ferve di giovani innamorati,
Dai chiari di luna illuminati
Di tanto in tanto un bacio
E una carezza
Nella delizia di una brezza
Ma i sogni belli passano via
Come l'onda che cancella la scia
E il vento, la sabbia dorata
E i ricordi del cuore
I ricordi di una sera d'amore
Vorrei tanto fermare il tempo
Che scolora
Il volto amato e i prati senza fiori
Col tempo tutto passa e vola via,
Ma rimane soltanto
Il ricordo di una fotografia.
E del nome scritto sulla sabbia
Là, sulla battigia
C'è una rosa scarlatta
Che la piccola onda sbatte
E ribatte
Anche questo ha un significato
Forse e non forse
D'un amore finito nel tempo
Di un cuore infranto?
Come il vento della sera
Che cancella ogni cosa sulla sabbia.
Preghiera alla Vergine Maria
Questa non vuol essere una poesia
Ma una semplice preghiera
Alla Vergine Maria
Ci succede spesso, quando raggiungiamo il vertice.
Di una cima dolomitica e guardando di lassù.
Le bellezze del creato
Di quel mondo a Te tanto amato
Ci rivolgiamo reverente all'Augusta Regina.
Degli Angeli
E Madre nostra pietosa
Madre e fedele sposa
Che sei bella come una rosa di maggio
Che rifulgente con i Tuoi
Splendori anche fra le solitudini di questi
Alti e suggestivi monti ancora innevati
E delle foreste sottostanti
Di questo paesaggio metafisico
E lunare.
Dove regna soltanto il silenzio
Con l'animo santamente commosso
Solleviamo a Te
I nostri sguardi, e nell'espressione più candida
Dei nostri affetti
Ti indirizziamo la nostra fervida preghiera.
Per ringraziarti di averci assistiti e guidati.
Nei momenti più difficili per molti anni
Nell'ascensione di queste superbe
Ed alte cime dolomitiche
Di queste meravigliose montagne
Benedette di cui sei Regina.
Il Girasole
La val Padana Colorata
Di giallo colore
Fra campi estesi di granone
E stoppie bruciate dal sole
Abbiamo ammirato
La lussureggiante valle colorata
Di gialla vestita
Di magnifici girasoli
Che dall'alba al tramonto
Seguono come un astro
Celeste
L'evoluzione costante del sole
Non importa se il cielo e coperto
La natura pensa al resto
Sono fiori gialli
Come il sole
Ma l'incanto è unico
Fra i vegetali
Che la natura ha saputo
Creare
E' un fiore magnifico
In questo fiore c'é
Una potenza magica
E meravigliosa
I loro inebrianti profumi
Assume vesti magiche,
Materia e spirito si fondono
In un'unica segreta musica.
Il profumo di questi fiori
Avvicinano,
Allontanano,
Eccitano,
Facilitano le azioni,
Ci emozionano
Dandoci un ricordo,
Stimolano le forze sopite
Che giacciono in noi...
.. Sono una sferzata di vita
Inviare un bouquet di girasoli
All'innamorata
E' il massimo
Il grazia di un profumo
Assume vesti magiche
Trascendentali,
Materia e spirito
Si fondono in un'unica
Segreta musica.
E poesia
L'emozione di un amore
Il ricordo di una donna
L'aroma del mattino
Una notte d'estate
Il mare
La montagna
Il primo giorno di scuola
L'annuncio della primavera
Una notte d'amore
L'amore vero
Lascia perdere quella storia
D'amore a lieto fine
Che ti raccontavano da bambina
Per farti sognare
I sogni sono una cosa e
L'amore è un'altra cosa
Sognare è una cosa bellissima,
Perché ti aiuta a vivere
Ma l'amore più vero è quello
Che ti fa soffrire,
Perché alla fine vince sempre
Il tuo cuore d'innamorata
Dell'altra parte del mondo
C'è un giovane spasimante
Che canta la sua canzone
D'amore:
"Va, canzone, vola rapida
Dinanzi a lei e dille
Che nel mio cuore fedele
Un raggio di gioia è brillato,
Dissipando - tanta luce:
Quelle tenebre dell'amore
Del vero amore!
Ed ecco, è venuto il gran giorno!
Per un lungo tempo timorosa e muta
E' giunta l'allegria
Con il canto di un usignolo
Tra le fronde umide di rugiada
Tra i verdi giunchi della cascata
Del fiume della vita
Questa è l'ora in cui gli amanti si sussurrano
Dolci parole d'amore
Portate dall'ebbrezza dell'acqua
Schiumosa della cascata
Che sono musica ignota
Per i giovani amanti.
Mentre gli ultimi bagliori del tramonto
Del sole riscalda i loro cuori
Ad oriente la luna spuntava
E l'usignolo continuava a cantare
Sul ramo dell'albero della vita
Va dunque, canzone amica
A tranquillizzare
Il mio amore lontano.
Il facile amore
Porta spesso alla separazione
Perché è finito il tempo
Dell'infatuazione.
Chi soffre sono spesso i bambini
Sbattuti da una parte all'altra
Del mondo.
Oggi il mondo è pieno di separati
E di divorziati, perché è finto
Il sogno,
Il grande sogno dell'amore.
Quindi, lascia perdere
Quella storia di amore a lieto fine
Che si verifica solo nei sogni.
La mietitura
A quell'ora nel mio piccolo borgo
Aspro montano
Il cielo già tenero dei colori dell'aurora
Si preparavano a partire le lunghe
File di donne
Mietitrici,
Con il fazzoletto colorato
In testa legato
Ed armate di falcetto
Per iniziare la mietitura
Del grano maturo.
Il primo sole del mattino
Illuminava le colline
Con le spighe dorate
I carri dei campi e le cavalcature
Scaricavano i primi covoni sull'aia
Si percepiva l'odor del fieno
Falciato fra la collina del tufo
E gli asini e i muli ruminavano
Gli anziani scaricavano le messi
E preparavano i grandi covoni
Rotondi come i Tucul
Che ci ricordavano i Covoni dipinti
Dal grande pittore Giovanni Fattori
Oggi, pensando alle verdi colline toscane
Punteggiate dai Covoni
Mi riportano indietro nel tempo
E mi rivedo bambino
A giocare sull'aia
Con gli altri ragazzi
Seduti sulla grande pietra
Che tiravano i buoi Maremmani
Dalle lunghe corna.
Mentre gli anziani e le donne
Nel metodo arcaico
Facevano volare la pula
Fino al mattino
Fino a quando le lucciole andavano a
Dormire
Sotto la delicata falce della luna
Sfruttando il venticello di tramontana.
In quel tempo lontano
Il giorno della trebbiatura era una grande festa.
Perché sull'aia si ballava,
Si beveva e si mangiava.
Per ogni contadino
Voleva dire che il pane era assicurato.
Per tutto l'anno
Quelli erano tempi che una fetta di pane
Significava un dono del cielo.
Oggi, alla fine della giornata,
I supermercati lo buttano via
Perché pochi sono quelli che
Mangiano il pane
Dopo la mietitura i vecchi curvi
Sulla zappa preparano il terreno
Per la nuova semina e fissavano il ponente
Ancora sole!
Al calar della sera l'ombra spaurita
Su quei lembi di stoppie deserti della vita.
Mentre i cavalli correvano sulle
Sponde del torrente
La sera scendeva e i contadini
Al cessar delle cicale ed il concerto delle rane
Con le prime lucciole
In groppa alla loro cavalcatura
Come un respiro della loro terra,
Al chiarore della luna e del cielo stellato
Rientravano al loro focolare.
Questi sono i ricordi del mio passato
Che sono anche i ricordi del mio presente
Sentimento
romantico di un fiore
Ogni persona romantica,
Regala un mazzo di fiori
Ma io che sono un modesto pittore
Innamorato dei fiori e della Vita
Regalo sempre un quadro
Che rappresenta
La magia dell'arte.
Che dura nel tempo-
Mentre i fiori recisi sfioriscono
Essi sono per ogni occasione
E per dare forza all'espressione
Di un sentimento.
Il giglio della Valle delle farfalle
Esprime grande dolcezza
Mentre quello
Del Girasole. Ha un significato
Particolare il ritorno alla felicità
Perduta
Il fiore di Lilla é della Viola
Esprimono le prime emozioni
Accompagnati dai palpiti
D'amore.
Tutti i profumi del giardino
Il vento della sera li porta via
Dal suggestivo scenario
Dei ricordi
Sei dolcissima
Sei la stella del mattino
Che oscura il cielo
Come se fosse coperto
Da nuvole di pioggia.
Le cime maestose bianche
Di neve,
S'inchinano al tuo passaggio
Perché sei dolcissima
Se l'arcobaleno dai mille colori,
osasse guardarti
I suoi colori sbiadirebbero
Come nuvole pallide
E smarrirebbero il suo splendore
Colorata tra cielo e terra
Perché tu sei dolcissima!
Se la luna desidera, tremula
Illuminare i tuoi sogni
Potrà farlo, solo, tenendo
Per mano le stelle
Perché tu sei dolcissima!
Il sole quando sfugge alle nuvole
é costretto a rubare la luce dai tuoi occhi.
Per risplendere ancora in cielo,
Perché tu sei dolcissima!
Il mare ti offre il suo splendore
Per specchiare la tua bellezza
Tutti ti vorrebbero in loro compagnia
Perché sei bella e gioiosa
Con la tua immagine angelica.
Perché tu sei dolcissima
Nei concorsi di bellezza
Le missi del mondo scomparirebbero,
Al tuo cospetto.
Perché tu, con la tua gaiezza
Fai oscurare persino la stella polare
Tu sei luminosa come Orione
La stella più brillante del mattino
Che sparisce dopo aver brillato
Per lo spazio di una notte
Ma tu brillerai per sempre
Meravigliosamente
Fra le stelle del firmamento.
Il bianco ruscello
La spumosa cascata
Che scaturisce dalla montagna
Incantata
Il vapore dell'acqua che sale
E si spande sul costone
Per dissetare l'abetaia
Il ruscello tutto spumoso
Scorre in un luogo fresco di un
Verde delizioso
Il cerbiatto pauroso
Si disseta.
Sul greto del ruscello
Cresceva in mezzo alle verdi felci
Un lenzuolo di profumate viole
Una voce celestiale mi diceva:
Cogli questo piccolo fiore
E prendilo! Non indugiare!
Temo che presto esso appassirà
O l'onda lo porterà via
Non so se potrà trovare posto
Nella ghirlanda della tua Dea fatata
Ma è un bel l'atto d'amore
Onorarlo con la carezza pietosa
Della tua mano, e coglilo!
Temo che il giorno finisca
Prima del mio risveglio
E passa l'ora dell'offerta
Anche se il colore è pallido
E tenue è il suo profumo
Serviti di questo fiore di campo
Bagnato dall'acqua del giovane fiume.
Per farne dono al tuo amore.
Finché c'è tempo- Coglilo!
Il sole era prossimo a tramontare
Dietro la bianca montagna innevata
E il cerbiatto mi stava a guardare
Mentre mi allontanavo.
Volgendo i miei occhi al cielo
Incontrai gli occhi della Dea incantata
E nella loro luce mi abbandonai
Ma una goccia di linfa
Che genera la vita
Sulla mia guancia si posò
Salutai il giovane torrente
Che cercava la via del mare della vita.
In quel paesaggio montano
Di violette profumato
Bello che ti fa mozzare il fiato
Ti rapisce la malia
Mi viene voglia di restare
Di non andare via.
Occhi dì stelle
Volgendo lo sguardo al cielo
Incontro i tuoi occhi
Incantevoli stelle
Nella loro luce mi abbandono
Come una goccia di pioggia
Caduta dal cielo su di una foglia
Del verde giardino.
Una goccia di linfa
Che genera la vita
In un oceano di tenerezza
Il mio cavalletto con la tela bianca
Sembra in silenzio mentre il vecchio
Fiume della vita continua a scorrere
Alla ricerca dell'azzurro mare
Il sole sta per tramontare
E la luce è meravigliosa
Mentre la notte mi racconta di te
Sento fra le fronde verdi del giardino
Che la notte mi racconta di te
Sussurra il tuo nome
Nel fruscio del vento della sera
Che trasparente sfiora i miei pensieri
L'aria e satura del tuo profumo
Della tua bellezza
E mentre la notte arriva
Dolcemente come un viandante
Nel buio
L'ultima farfalla
Che era posata sul ramo del pesco fiorito
E' volata via
Sì, come hai fatto tu!
E mentre il fiume prosegue il suo
Lento corso verso la vita
Osservo questo suggestivo scenario
Tra il profumo delle rose
E delle viole
Tutti questi profumi raccoglie il vento
Di quello che rasta di te.
Un suggestivo scenario di ricordi
E di pensieri che riescono ad
Emozionarmi occhi di Stelle
La vita
La luce sfavillante dell'aurora
E quella del sorgere del sole
Vede milioni di creature
Gioire alla vita che ci circonda
Perché la vita è la vita!
La vita è come una penna d'uccello
Ferita di valle in valle portata
Dal vento che tutto trascina.
E' come una nuvola piccina
Che piano piano sfuma e scompare
Nel cielo turchino
"La vita…. Una particella di eternità
Che all'improvviso, come un soffio,
In un giorno grigio di pioggia,
Silenziosa sfuma e se ne va
Poi, per chi crede, sarà vita eterna
In quel paradiso celeste ti accolgono
Gli Angeli per l'eternità
Per quelli senza la fede,
E' stato un regalo fragilissimo
Che sbiadisce e svanisce nel nulla
Chi rimane affranta, legato all'amore,
L'arduo cammino tra fiori e dolori.
Ma è pur sempre la vita !
Che va sempre vissuta con rispetto
Giorno dopo giorno,
Fino alla fine naturale
Perché in un batter d'ali,
Svanisce per l'eternità
Lasciando amarezza nel cuore
La voce della
sirena in fondo al mare
Quando tu sentirai
l'urlo del mare
Scuotere nella notte
di bufera
Vuol dire che sono
In fondo alla scogliera
Della bella Riviera
Tra Andora e Bordighera
Tra Capo Mele ,
E Capo Mimosa
Sono vestita con l'abito
Da sposa
Il faro è sulla cima
Che illumina quella striscia
Di mare
Dalla sera alla mattina
"Quando ai naviganti
Intenerisci il cuore."
La tua casa è arrampicata
Sulla scogliera
O amico marinaio
Ovunque tu sarai,
Non tremare!
Ti porterà il mio grido
Di dolore
M'hai fatto sanguinare
Il cuore
Ma non temere,:
Non ti so che amare
Ma quando l'onda
Ti verrà a baciare
Verde e sincera
Come gli occhi miei
Ricordati di me
Ovunque sei:
Il ti verrò ogni giorno
Ad accarezzare
Se un giorno mi
Dovessi ricercare
Oh non tornare alla mia
Antica sponda!
Chiedi all'azzurra
Immensità dell'onda
E ti dirà che sono
In fondo al mare.
Il papavero è anche
un fiore
Afghanistan terra bruciata
Dal sole
E montagne arrotondate dal vento
Villaggi fatiscenti
Fatti di fango e di niente
Bambini scalzi e affamati
Donne con il volto celato
Come mummie addormentate
Di giorno il sole beffardo
Continua inondarci d'un calore
Che non è in fondo al cuore
La notte, il bagliore delle bombe
Brucia anche l'ultima delle speranze
La pace è lontana, la morte e fra noi.
All'alba, le anime
Perché si muore in Afghanistan
Dopo il recente attentato
Che è costato la vita
A sei militari italiani in cerca di un
Mensile più favorevole
Ecco perché si continua a morire
In Afghanistan?
La storia magistralmente continua.
Al calar della sera
Si trovano attorno a un crepuscolo
Per attendere ancora il calore bugiardo del sole.
Gelida è la notte
E'come la morte
Che arriva improvvisa ed
Inaspettata-
Al calar del sole
Le pattuglie corazzate
Rientrano all'accampamento
I ragazzi sono stanchi
Affamati e anche spaventati
Ma felici di aver compiuto
La loro missione
Fra quelle popolazioni
Stanche e sfortunate
I Fanti Piumati, i Bersaglieri
E i Carabinieri
Oggi, come ieri
Hanno compiuto il loro dovere.
In quella terra arsa
E bruciate dal sole
Dove non c'è pace fra i kamikaze,
E i banditi Afgani stani
Che vigilano gli immensi campi coltivati
Di papaveri colorati
Guerriglieri e trafficanti di droga
Che seminano morte in quel deserto
Ed in tutto mondo
Con la collaborazione dei coltivatori
Poco pagati
Dei campi dei colorati papaveri.
Senza profumo di fiore
Le tessere dei mosaici
Amo i mosaici
Perché amo l'arte
La poesia
E la letteratura
I Mosaici
Sono come la vita
La vita è costituita da
Migliaia di cellule
E ogni cellula ha
Un suo compito specifico
Nel corpo umano,
Come ogni tessera
Che esce dalle mani dell'artista
E'situata al posto giusto
Per grandezza e colore
Milioni di piccole tessere
Di vetro colorato ed oro,
Materiali preziosi ...
Parlando di mosaici è doveroso,
E piacevole,
Citare la capitale italiana di sempre,
Il celeberrimo Giotto di Bondone
Che ha affrescato, tra le altre,
La Basilica di San Francesco d'Assisi e
E la Cappella degli Scrovegni di Padova
Milioni di tessere opache e colorate
D'oro, di vetro e di pietra
Compongono
Le meravigliose scene
Di un mosaico
Che rappresenta
La scena della vita vissuta
Da grandi personaggi
Politico militare e religioso del passato
E che ingloba ogni storia umana.
Passata e presente.
Al Museo di Tunisi conserva
Opere preziose
Del periodo della dominazione
Dell'Impero romano
Questa è l'arte, che come la poesia,
Ci da grande emozioni
Nell'ammirare la sua sapiente
Composizione artistica e poetica
Occhi Lucidi di pianto
Ci vorrebbe la penna scorrevole
Di un vero poeta
Per descrivere questi fuggevoli
Momenti di tenerezza.
E gli occhi attenti di un pittore
Per fare diventare la notte una culla
Colorata di stelle
Le rose profumate del giardino
Nel mese di Maggio
Portano il profumo dell'amore
Sul talamo dove nasce la vita
Invola l'amore e la gioia di vivere
Le azalee lo vestono di profumi
La tua anima fragile
Di gioiosi colori
Il Silenzio del vento della sera
La fresca ebbrezza marina
Gocce di rugiada
Sono i tuoi occhi lucidi di pianto
La tua tenerezza? un prato di viole
Il libro che tiene fra le mani
Profuma? La tua ispirazione!
Per grazia ricevuta
O Vergine Maria
M'inchino umilmente
Ai tuoi piedi
Per ringraziarti fermamente
Per la grazia ricevuta
E per lo scansato pericolo
Dell'incidente stradale
Subito giorni fa da Tiziana
Mia figlia
E' stata proprio la tua mano
Misericordiosa che ha deviato
La traiettoria della caduta
Sulla sede stradale facendola pesantemente cadere.
Sopra una boschina
Attenuando così fra le frasche
La caduta
Grazie a Te, Vergine Santa
Ha riportato lievi escoriazioni
E pochi giorni di degenza in Ospedale
Ed ora sono qui per ringraziarti
" Maria, Donna del sì,
L'amore di Dio è passato attraverso
Il Tuo Cuore
"Dio per la tua intercessione, l'ha presa per i capelli.
E la riportato sulla terra
Da morte sicura
Noi siamo legati profondamente a te
O Maria, Madonna delle Grazie
La tua bontà ci spira fiducia
E ci attira dolcemente a Te
Pronunciando la più bella preghiera
Quella che abbiamo appreso dall'Angelo
E che vorremmo non avesse mai fine
Ave Maria, Piena di grazia
Il Signore è con te"
Sto dipingendo un Ex Voto:
Un quadro rintroducente il luogo
Dell'incidente, per
Devozione.
Strade insanguinate
Da Sud al Nord
Da Est ad Ovest d'Italia
Le nostre strade
Sono tappezzate
Da croci bianche
E mazzi di fiori sbiaditi
Giorno dopo giorno
Vengono irrorate
Dal sangue generoso
Dagli utenti.
Non passo giorno
Che non leggiamo articoli
Impressionanti
Di morti e feriti
Al volante gli agenti dell'Ordine
Sorprendono gente distratta:
Ubriaca o drogata
Alla fine della giornata
Hanno commesso, minimo
Una bravata
Sono degli irresponsabili
Che non si rendono conto che guidano
Un mezzo di morte
Il fatto é che t'investono e poi
Scappano via
Tanto sanno che se li arrestano
Dopo qualche giorno ritornano
In libertà
Al massimo saranno denunciati
A piede libero
Per lesioni o omicidio colposo
Tanto c'è l'assicurazione che paga
Un ragazzo o un anziano
Non può attraversare un incrocio
Perché viene stesso orizzontalmente
Se procede in bicicletta
Non sa che cosa gli aspetta
Viene proiettato sullo stradone
O nella scarpata o nel burrone
L'altro ieri
Una giovane signora
Si concedeva una passeggiata distensiva
Con la sua Mountain Baik
Quando improvvisamente
Viene tamponata in uno stradone
Di campagna
Senza traffico
L'autista si giustifica:
" Non mi sono accorto"
A che cosa pensavi
Quando guidavi?
Sicuramente telefonavi
Tanto c'è sempre l'assicurazione!
Che paga
Per fare bella figura
L'uomo si trasfigura
Or diventa bambino
Oppure cretino
Or fa l'assassino o il pirata
Della strada
Cerca il mito nella velocità
Alza il gomito
Vuole il pianto
Padron del mezzo come della morte
Vede nell'oro le porte del dolore
L'uomo fa di tutto
Per non fare niente:
I colori che bella fan la vita
Radiar vede da una pepita
Prima "l'idolo del bambino innocente
Poi il ragazzo intelligente
Dal giovane intraprendente
Dal'uomo furbo e sapientone
Farabutto che fa il santo:
Che si giustifica:
"Non mi sono accorto",
Intanto il pedone, il ciclista o il ciclo motorista
Sta all'ospedale o al Camposanto.
Mondo contadino
In fondo all'aia
Un bianco canino
Spelacchiato abbaia
Da un rovo di spini
Con una famiglia
Numerosa di pulcini
Sbuca la sposa
Del re dei polli
Una gatta sonnecchi
Mostrando gli ossi frolli
In grembo di una vecchia
Nella traccia del solco
Facendo la scemetta
La gatta dal bifolco
Gioca un bimbo con niente
I
Giunge una nenia lontana
Coll'eco d'un singhiozzo
E di una campana
Cigolando scontenta
Scende la secchia al pozzo
Con le raganelle
Tra boschi e filari
Nei pian solitari
Cantan le villanelle
S'ode arrivar possente
Col muggito d'un bove
La voce del torrente
Che scorre non sa dove
II
Tra mille liete gole
Che trillano festose
Fra ghirlande di rose
Alto compare il sole.
Asciuga il bucato
Steso in mezzo al prato
E scherza giocando
Scalda le pietre nere
Sulla fossa del camposanto
E accarezza le sorti
Delle nuove chimere
Porta un po' di letizia
Nella vaga letizia
Di questo mondo aprico
Che sa dì antico.
Canto clandestino
Canta ribelle,
Che la notte è fonda
E la boscaglia e fitta
E tenebrosa.
La luna sugli abeti
Fa la ronda
E rende ogni ombra vaga
E misteriosa
Canta ribelle,
Che ogni lume è spento
Ed il silenzio
Domina la grande valle
Ovattata dalla bianca neve
E il fiume silenzioso scorre
E sé fermato il vento della sera
E dormono le mandrie
Nelle stalle
E il gallo dalla cresta rossa
Appollaiato sul trespolo
S'appresta a far l'adunata
Rivedi questa sera nel chiaror
Lunare
Il tetto rosso
Del tuo lontano
E antico casolare
Dove faceva
Il nido il pettirosso
Dove una madre
Siede al focolare
E suo figlio sta aspettare
Le castagne stanno a scoppiettare
Nella padella nel focolare
La Fiamma
Il sole quando muore la sera
Laggiù oltre l'orizzonte
Ci lascia una speranza nel cuore
E' non è mai triste, perché è sicuro
Che vinta la notte il giorno
Più gagliardo ritorna
Come la vita!
Riprenderà più serena.
Ma se un'anima si spegne,
Al calar della sera?
La mente non sa se risorgerà
E il povero cuore rimane
Triste e solo!
La luna che si dondolava
A mo di barchetta.
Fino al mattino
Con la sua corona di stelle
Vuole gettare un gancio
Di speranza!
I leggeri soffi del vento del grecale
Che fanno agitare le onde del mare
Facendo spaventando persino
I bianchi gabbiani che nidificano
Sulla scogliera di Porto Fino
Il tremolio delle foglie dei giardini
In una sera di primavera
Soffiano sul braciere della vita
Chissà forse se può risorgere come oggi
Chissà, che cosa farà il sole,
La luna e le stelle.
Nel firmamento?
Possono tutte riaccendere
La fiammella del creato.
E quella della speranza di una vita?
Passo Gavia
Fin dai secoli passai
Fu una via di comunicazione
Fra vallate e nazioni
Ed acquisì sempre più importanza
Essendo una via privilegiata
Tra la Serenissima Repubblica
Di Venezia
E il Ducato di Milano
Ai giorni nostri il nome del Passo Gavia
E invece indissolubilmente legato agli eventi
Bellici della Prima Guerra Mondiale
Fu teatro di numerosi scontri
D'importanza fondamentale
Di cui oggi vogliamo parlare
Le cui testimonianze si trovano
Ancora oggi sulla cima " Vallombrina"
Cui numerose imprese sono legate
Anche Al Giro d'Italia.
Il passo Gavia
Presenta l'ambiente
E la vegetazione tipica dell'alta quota
Oggi siamo qui ai margini del caratteristico.
Laghetto alpino
Chiamato Lago Bianco
Per la limpidezza delle sue acque
Da dove si gode una vista incomparabile
Sul Gruppo dell'Ortles e su
Quello dell'Adamello e del Tonale
Cime memorabili
- Videro nei loro domini eccelse
Imprese da leggenda.
Lassù gli alpini nostri
Stettero saldi come rupi quando,
In un'ora terribile,
La Patria poteva essere con loro travolta
E di lassù si lanciarono, primi,
Sulla rotta definitiva del nemico
Per le vie aperte
Verso i nuovi confini d'Italia.
Chi tornò dopo la vittoria
Nei quieti borghi della valle,
Chi pensa a quegli anni
Con fiero orgoglio,
Forse nostalgico,
Come erano nostalgiche
Lassù le canzoni di guerra.
E di canti di guerra risuonò
Trionfante il Tonale e sul Gavia
Quando fu liberata
Nella luce bronzea,
La grande immagine della
Vittoria bresciana,
Alta sulle sacre ossa dei Caduti,
A bandire nei secoli -
Come augurò il poeta-
Il diritto d'Italia
Sulle vette conquistate
E su ogni altra cima
A cui l'uomo ascenda
Nei domini della spirito.
L'Amore di Dio è passato attraverso
Il Tuo Cuore ed è entrato
Nella nostra tormentata storia
Per riempirla di luce e di speranza
O Vergine Maria delle Grazie
Ti preghiamo
La Valle Camonica
Ascende dagli ulivi del Sabino
Fino ai valichi eccelsi del Tonale
E del Gavia.
Dove le cime alte e maculate
Bucano il cielo
Ampia e ubertosa
Nei bacino inferiore,
Si fa più alpestre verso Edolo,
Dischiusa su valli laterali e su sfondi
di vette maestose
Come il Pizzo Badile
Nel centro della valle
Stanno la romanica Cividate
Con i suoi vestigi di templi
Di tombe, di lapidi,
Breno, feudale,
Con le poderose mura
Del suo castello medioevale
E in ogni luogo
Sono ricordi della storia camuna.
Antichi pievi, come le chiese romaniche
di San Siro a Gemmo
O del Monastero a Capodimonte,
Ovunque torri castelli,
Case ornate e forti
Delle famiglie potenti;
Scuri e tristi avanzi
Delle vecchie,
Famose fucine che battevano
Stupendamente il ferro
Con i magli mossi dalle acque,
Dopo Edolo la valle si fa tutta alpestre.
Vette altissime
Levano sugli sfondi
Il cristallino fulgore
Delle nevi eterne,
L'Adamello, il massiccio
Dominatore della valle
Che fin dal lago d'Iseo
Si scorge alto sulle cime
Quasi come una nube
Che tutta s'accende
Al tramonto
Dell'ultima bellezza del giorno,
E' la colla sua sovrana presenza:
Immensa massa granisca
E insieme visione fantastica.
Chi ascende a quelle solitudine,
Dove la vita tace
Nei silenzi dell'infinito,
Trova intatti,
Parlanti al cuore,
I ricordi della Grande Guerra
Che ebbe su quei baluardi alpini
l'altare più alto
Del sacrificio per la Patria.
Il valore dell'uomo
Ha un diverso sapore
Anzi è un suono:
Il sibilo del vento nel deserto
Il muggito delle onde del mare
Il fruscio intricante delle foglie dei boschi.
Il battito misterioso delle ali di un fringuello
E profondo della vita nel ventre materno.
E' il rimpianto di chi scopre,
Di chi guarda alla morte
Con la consapevolezza che tutto passa
Senza finire mai del tutto
Perché il valore dell'uomo è nel messaggio.
Che lo lascia ai figli
E nella memoria degli amici
E nella scoperta della poesia
Che è in ciascuno di noi
E che un soffio basta a risvegliare la pena.
Scrive Mario Luzi,
E durare oltre quest'attimo
Il grande attore Troisi
Ci è riuscito
Il Fiume Mincio
Il verde fiume cantato
Dal poeta Virgilio scorre
Attraverso un paesaggio che
Non colpisce al primo
Impatto, fatto di pochissimi
Elementi, ma dal sottile
Incanto: acqua, prati e cielo
E'come un lungo serpentone
Con le sue intricate volute
Forma un parco naturale
Con una varietà di uccelli stanziali
Che annoverano sono le gallinelle
Le Folaghe e i Germani reali
E non mancano le rane gracchiare
Tra Svassi e Tuffetti
Nelle zone si alternano i fitti canneti
E Spazi di acque aperte
Dove il pescatore con la sua
Barca va a pescare
I lucci e le anguille
Non poteva mancare li Martin pescatore
Della splendida livrea colorata
Le Valli del Mincio
Non possono mancare i Gabbiani
E i rossi Aironi
I Cigni bianchi che rincorrono
I bambini per cibarsi delle
Loro merendine
Rappresentano una nota caratteristica
Dei Laghi di Mantova
Ma non mancano i rapaci
Come il Falco di palude
E' anche presente il Nibbio bruno
Più a valle vi è Grazie di Curtatone
E sulla riva del fiume e il Santuario
Di Santa Maria delle Grazie
Eretto per volontà di Mantova i Signori
In seguito ad una pestilenza
La Chiesa è gotica lombarda
All'interno osserviamo una vera
E propria galleria di statue policrome
Raffigurante soldati e popolani
Imperatori e papi
Collocati nel posto d'onore
Con ex voto e testimonianze
Di grazie ricevute
Vi è un Mausoleo di Giulio Romano
Con le spoglie di Baldassarre Castiglione
Di fronte al Santuario speciale
Della Madonna delle Grazie
Dispensatrice di miracoli
Vie è il famoso laghetto dei canneti
Dove un tempo si aggirava
Il coccodrillo fluviale
La grande Piazza dei Madonnari.
Che ogni stagione richiama migliaia
Di fedeli
Oggi è come ieri
Siamo entrati a piegare avanti all'altare
Della Vergine Maria
Il ginocchio per devozione
Come fanno tutti i fedeli
La laguna
I fitti canneti della Laguna'
Dove l'orizzonte sfuma
E la città di Venezia appare
Come un sogno
In un paesaggio metafisico
E lunare.
La luce del lampione
E' fioca fra le calle,
I ponchielli e i canali.
E triste girovagare
Alla ricerca delle bellezze
Artistiche e naturali
Un presentimento:
La nebbia, l'umido della laguna
Malinconica d'inverno
L'orizzonte resta chiuso
Nello sguardo del turista
E del viaggiatore
In fondo alla piazza ritorna un sogno
Che s accentua appena
Il sottinteso della città,
E l'enigma delle forme notturne
Il suono smorzato delle campane
I campanili e le cupole
Delle chiese che scompaiono
E poi riappaiono in quel paesaggio
Diventato lunare
E' per questo è caratteristica Venezia
La nebbia di questi periodi che sale
L'acqua dei canali che sbatte
Contro le pietre dei ponti.
Contro le pietre bianche
Dove l'acqua sfuma
Nel verde delle alghe
Ma poi si calma e nella bruma
Emergono storie di oggi e di ieri
Storie della laguna
A Venezia di questi giorni brumosi
Nella sua meravigliosa bellezza
C'è una grande tristezza
Dove emerge il sogno della solitudine
E dove tutto improvvisamente sfuma
Ma poi si calma e nella bruma.
La storia prosegue, le voci morte si rincorrono. ...
Per raccontare le storie della Laguna
A volte sembra la vecchia Londra fumosa
Ma Venezia è
L'eterno sogno degli innamorati
Dopo tanto girovagare per calli
Chiese e campielli
Tra la nebbia e le schiarite
Abbiamo piegato per devozione
Il ginocchio davanti all'Altare Maggiore
Della Vergine della Salute.
Fuggire… Restare per sempre
Spesso mi sono detto:
" Adesso basta! Vado via
Poi, dopo poco tempo,
Ho trovato innumerevoli ragioni
Per rimanere
Mi venne subito in mente il paragone
Col paradiso e l'inferno
Tu puoi aprire la porta del paradiso?
O quella dell'inferno?
E là dietro troverai
Probabilmente ,
Un unico mondo
La tavolozza con tutti i colori
Tutte le sfumature,
Del più bel paesaggio marino
Al semplice angolo con giardino
Ogni domanda e risposta
Oppure soltanto un riflesso
Di Te stesso?
Tra vele che vengono dal nord
Trasportate dai venti
Realizzi finalmente il sogno
Quel sogno giovanile
Desiderato a lungo:
Vivere su un'isola
Il mio destino
Era quello di restare
Un piede in mare l'altro in terra
Qui vi è qualche cosa di magico
Voglio fuggire, voglio restare
Per sempre
Navigando sul vecchio
fiume della vita
Il fiume a maggio scorre silenzioso
E' bello passeggiare sul sentiero bianco
Sotto la frescura dei verdi
E contorti pioppeti
Afrodisiaci e sublimi.
E bello fare quattro passi all'alba
Quando il sole dai primi segni di vita,
Quando si percepiscono i primi cinguettii
Che man mano che il giorno cresce
Diventa un vero concerto di rane, uccelli
Stanziali e migratori.
Si percepiscono soavi e argentini
I primi rintocchi delle campane
Del paese che ci annunciano
L'ora della preghiera.
Mese di Maggio,
mese di Maria.
Rivedo le vecchiette che si avviano
A lento passo verso la chiesa
Per ascoltare la Santa messa del mattino.
Tra gli uccelli, le rane e le campane
Un concerto che tocca l'anima e il cuore
Quelli sono i richiami della vita,
Il richiamo dell'amore
E' un concerto che sembra una melodia,
Una preghiera e una dolce poesia.
Lo scorrere placido del fiume
E il suo silenzio, il grande tacere della natura.
E il venticello del mattino che trama
Fra le canne della Laguna.
Gli argini sono tutti fioriti di fiori speciali.
Le violette profumate che sanno di desiderio e.
Di giovinezza e d'amore.
Gli innamorati corrono sulle spiaggette
E poi si trovano a rotolare sull'erba
Umida della notte.
Mentre il nostro battello scivola lentamente.
Sulle acque limacciose
Del grande fiume della vita
Sulla tolda del battello c'è anche
Un momento per meditare,
E per contemplare quel paesaggio
Astratto, metafisico e lunare
Lambito dal vecchio fiume.
Dal serpentone dalle mille volute.
Fra non poco scompare.
Diventando un tutt'uno con la laguna
Salmastra e la boscaglia di canneti.
Quello è l'habitat naturale delle anatre.
Le folaghe e i trampolieri.
Le cupole delle chiese veneziane
Sono laggiù, sono ancora lontane
Ai primi raggi del sole di maggio.
Se osservi bene puoi identificare
I pinnacoli e la cupola orientale
Della magnifica Cattedrale di San Marco
Tutta bella dorata.
Più il nostro battello si avvicina
Verso la Città di Venezia
E tutto e più chiaro e vedi le barche
Dei gondolieri scivolare.
La Chiesa della Salute con le sue cupole,
Piazza San Marco
Ed il ponte di Rialto,
Sono lì di fronte immersi dalla Laguna
Si vedono persino lunghe file
Rutilanti di turisti.
Sotto i raggi del primo sole di maggio,
Piccolo mare del Garda
Qui nel piccolo"mare"
Di Garda,
Le barche scivolano via silenziose
Per non disturbare
I grandi poeti del passato
D'Annunzio definiva
Il Lago di Garda,
La forza della natura
E l'incessante opera dell'uomo
La natura ha creato un luogo di rara bellezza.
Le piccole baie azzurre,
Le colline ed i contrafforti rocciosi
Che emergono ora dolci
Ed ora ripidi e possenti
Dalle profondità delle limpide acque,
Le splendide ville neogotiche
O liberty
Che cingono le rive,
Le imponenti rovine romane
Che si ergono sulla marmorea
Penisola catulliana e
Sull'altra riva Romana,
Le aspre alture del Baldo
Incappucciato di candida neve
E dei monti a nord
Le tondeggianti colline moreniche
A sud,
Sono solo alcuni esempi
Dei mille volti e dei mille colori
Di una natura che qui dà il meglio di sé.
E fa incantare gli occhi
E la mente
Ogni tanto, nelle notti di luna piena
Si sentono echeggiare nell'aria le note
Poetiche catulliane che si disperdono
Sulla superficie del lago
E bello sognare
Sulla riva dei profumati
limoni.
Preghiera per la vita
Ogni sera prima d'addormentarmi
Guardo il cielo stellato
Alla ricerca nel firmamento
Della mia stella
Ma poi mi addormento con
Il profumo e il sapore di te.
Tu sei vicino al mio cuore
E nei miei sogni
Mi sembra che si sta cancellando
Il dolore che mi' impedisce di essere libero.
La notte ti cerco con tutta la mia anima
Mi perdo sul tuo cuore
Il dramma dentro di me era grande
Ma adesso si sta ridimensionando
La notte fissavo il soffitto
E guardava il cielo stellato
Dalla finestra
Sognavo che dovesse essere
L'ultimo ricovero
Oggi ho avuto la conferma che il mantice
Del vento che ti da la vita
E' perfetto
Adesso sento i battiti del cuore
Che sono fluidi e precisi
Fammi respirare il tuo respiro
Lega la tua anima alla mia
Fammi sentire che sono sulla giusta via
Di non aver paura
Che al risveglio i battiti del cuore
Sono allo unisono
E che non c'è nulla da temere
Perché l'amore di Dio è passato
Attraverso il Tuo Cuore o Maria
Lo so che sei entrata
Nella nostra tormentata storia.
Che ci perseguita da molto tempo
Maria, siamo figli della tua sofferenza
E veniamo a te, per riempirla di luce
E di speranza
Oh! stella del mattino
Che ti cercavo nell'infinito cielo
Nel cielo dell'umanità
Proteggi i tuoi figli che si affacciano alla vita.
Ma anche quelli dell'ultima riva
"Sentono il calore della famiglia unita.
Maria, la tua bontà ci spira fiducia.
E accompagna benevolmente
La nostra preghiera.
Luci e colori
delle nostre montagne
Oggi è una limpida giornata
Piena di sole e gioia di vivere.
Di fronte a me vedo le alte e bianche montagne.
Dove scorre lenta la Dora Baltea
E' una giornata di metà aprile,
Il paesaggio con la neve è bellissimo
Le primole sulle sponde del fiume
E i bucaneve sono tutte fiorite e l'aria
Profuma di violette
Molte piante sono fiorite.
Questo è proprio il luogo del silenzio
Ma che cos'è il silenzio?
E' un lembo di cielo
Che scende verso la verde valle
Viene dai grandi spazi celesti
Dalle marine della luna fredda.
Spesso questo silenzio viene interrotto
Dalla lenta corsa del fiume che lambisce
Le rocce granitiche.
In quest'angolo di paradiso dove c'è
Tanta pace e tranquillità
E dove dimora la luce
E l'escursionista può fermarsi un momento
Per riflettere sulla madre natura
E sulla vita
Un pettirosso si è posato sul mio cavalletto.
E continuava a cinguettare
Come se nulla fosse
Mi ha fatto tanta compagnia
Mentre dipingevo quel paesaggio
Struggente e meraviglioso
Più a valle un capriolo si abbeverava
Ed altri sulle nude rocce
Leccavano un briciolo di sale
Da queste montagne banche di neve
Nasce l'anima del grande fiume della vita
E tu pescatore di versi getta la tua rete.
Fra queste bianche montane.
I grandi fiumi e le montagne innevate
Sono sempre stati dai poeti ricercati
Come pure dei grandi pittori.
Forse per la bellezza dei luoghi
O per rimanere all'aria aperta.
Un tempo molto lontano
Oltre ad essere valenti pittori
Si preparavano da se anche le tele
E i colori
Per dipingere i loro quadri
Sì, oltre ad essere artisti
Erano anche alchimisti
L'alchimia è una disciplina
Fisica e chimica
Oltre ad essere una scienza
Implicava una certa esperienza
Furono gli artefici dell'esperimento
In quest'ottica la scienza alchemica
Era anche una conoscenza
Metafisica e filosofica.
Oggi gli artisti
E i pittori della domenica
Come me
Non hanno bisogno di essere
Alchimisti, perché ci pensa l'industria
A preparare tutto il materiale
Pittorico
Dai pennelli, alle tele ed ai colori.
I colori della mia tavolozza
Sono contenuti in tubetti cilindrici
E sistemati a raggiera
Altro non sono che un miscuglio
Chimico
Per molti artisti la scelta dei pigmenti
E'l'ordine in cui sono disposti
Sulla tavolozza
E' una questione personale
Di massima importanza
Baudelaire raccontava
Che il pittore francese Eugène De Lacroix
Disponeva i colori sulla sua tavolozza
Con la stessa cura meticolosa
Con cui una donna prepara
Un bouquet di fiori
Il termine si riferisce
Alla gamma dei colori
Caratteristica di un artista
Caravaggio aveva una tavolozza scura
O ristretta
Monet: una tavolozza
Ricca e luminosa
Come la nostra
Opalescenti, giallo di Napoli, verde
Rossi, azzurri ed alcuni sbiaditi
Pronti per essere usati
E scelti dalla nostra fantasia
Dei pittori
Che amano dipingere sotto il sole
All'aria aperta
O meglio dire
Come facevano i pittori francesi
Dell'Ottocento
"Il plein air"
Come i grandi. Renoir e Monet
Che dipingevano lungo la Senna
E i macchiaioli sulle rive dell'Arno
Questa mattina,
Dopo di aver sistemato
Il cavalletto Sulle sponde del fiume
Da dove si ammira l'immensa verde
Montagna piemontese
Dai grandi picchi
E degli infiniti orizzonti
Ma qualche diecina e più avanti di km
Scorre placito il grande fiume della vita.
Che attraversa la bellissima città di Torino.
Che è stata la prima capitale d'Italia
Nei suoi movimenti è molto
Evidente…in cui l'acqua
Rallenta il suo corso e forma dei
Piccoli stagni naturali
Il parco attuale, alla confluenza di tre fiumi, il Po,
La Dora Riparia e la Baltica
Ho deciso di dipinger quell'angolo fantastico.
Dove nasce il fiume della Vita
I miei vent'anni
Finalmente il mese di marzo
Pazzerello, che esci il sole
E prende l'ombrello
Ci ha lasciati definitivamente
Lungo i sentieri bianchi e i prati
Che costeggiano le verdi golene
E' ritornato il sole
E' ritornato il colore
E il profumo delle viole
Sul grande fiume è ritornata la vita
Il ciliegio, il pero e il pesco
Con i loro splendidi colori
Danno una nota allegra al cuore
E impreziosiscono i piccoli orti
Che si specchia nelle acque serene
Ch'io corsi sognando, nella dolcezza
Delle notti estive,
Acque che vi allargate fra le rive,
Con un occhio stupito, a quando, a quando.
E' ritornato a scorrere placido e sereno
Si è ripopolato degli uccelli
Stanziali e sono giunti quelli
Emigratori.
Tra le rane che si sono risvegliate
Con il loro gracchiare
Richiamano l'attenzione dei trampolieri
Che oggi come ieri iniziano la corsa
Per la riproduzione della vita
Sulla verde golena
E il placito fiume.
Fra il colore e il profumo dei campi di viole,
Volano nell'aria i baci con le parole d'amore.
Mormorate tra le verdi gelosie.
La sera è un incanto; con l'usignolo che
Gorgheggia la sua bellissima canzone
Filano via i ciclisti cantori fra le ombre della sera.
Incomincia la marcia dei violinisti
Che li accompagnano
A intonare la serenata sotto la finestra
Della camera degli sposi
Maledicendo la luna e la sua brillantezza
Sparisce prima che la vecchia canzone li fa innamorare.
E si stringono per la vita, dicono ancora:
Signore, come si vogliono bene, si stringono.
E si fermano: si guardano negli occhi; e fanno l'amore.
Oh! Cari i miei vent'anni dove sono andati?
Il tempo fugge via
Come il tempo e la bellezza
Come pure la giovinezza,
Che non ritorna più
Dai ricordi di gioventù
Rimangono soltanto il profumo
Dei fiori e dell'amore.
Il Paradiso
Il Paradiso può attendere
Dove si cerca di esorcizzare
Il male del mondo e si vede la luce
Quella luce che riesce a bucare le tenebre.
Che c'è qua sulla terra fra i poeti
Che resteranno per sempre
E che vedranno oltre il pensiero poetico.
E' un po' di tempo che non scrivo,
Ma non so perché!-
Ho restituito al Paradiso
Il mio angelo custode
E ne ho scoperto un'altra sulla
Vecchia e cara Terra.
No! Questo non è il solito titolo di
Un racconto immaginario o di un libro.
Ma vi siete immaginato che cos'è la vita?
Perché l'acqua del grande fiume
Della Vita scorre in continuazione?
Lo sfavillare di una lucciola
Nel buio della notte.
Birgil Kills Straight così scrive:
La donna é sacra.
Noi rispettiamo le madri,
Le sorelle, le mogli, le figlie, le nipoti.
Sono le donne che ci danno la vita,
Che ci nutrono e che ci insegnano a
camminare e parlare.
Gli uomini sono i loro occhi,
Le loro orecchie, la loro bocca.
Che cos'è il respiro sbuffante di un bisonte.
Nell'inverno della prateria.
La breve ombra che scorre sopra l'erba
E si perde nella luce del deserto
E dentro il sole cocente dell'Arizona
Mentre il guerriero galoppa
Sul suo veloce destriero
alla ricerca del suo angolo di
Paradiso e di serenità.
Lo sfavillare di una lucciola
Nel buio della prateria della notte.
Malinconia,
La triste malinconia
E' un sentimento agrodolce,
Che ti spalma un velo di pianto
Come la Dea con le ali
Che sorvola il cielo stellato
Che svolazza sulle onde del mare
Malinconia è una bellissima fanciulla,
Un'eterea e pallida compagna
Che rende fragili la mente
Dei giovani amanti
Che trascina con se
Nei suoi lunghi viaggi fra le nuvole
Bianche del cielo nei suoi viaggi!
Oh malinconia! Sei la mia costante compagna.
Che ti chiedo un attimo di tregua
Perché io possa sorridere
Al tuo passaggio
Ancora una volta
Nella vita, per un brandello di felicità
Per un pizzico di gioia
Questa notte ti ho visto volare nel cielo
Eri vicino alla pallida luna
Non ho osato di chiamarti
Perché avevo timore di disturbarti
Ma prima volevo un brandello
Di gioia-
Perché la donna e come una canzone
D'amore graziosa a prima vista
Orecchiabile al primo ascolto
Come quelle del festival della
Canzone di Sanremo
Ma presto il piacere,
Il gradimento svaniscono.
Nel cielo stellato.
Fra i meandri delle nuvole
Così la donna preferisce farsi corteggiare.
Ma si fa prima conquistare
Perché l'amore è l'amore
Non c'è gioia più bella,
Perché quella gioia e come la
Vita
Mentre le note di una canzone
Si perdono nell'aria
La donna fa vedere tutta la sua bellezza
Con la comprensione e la freschezza
La canzone piace è dura poco nel tempo
Quando scava un solco dentro la mente.
Ma la mia Dea alata nel cielo
Continua a volare
Per raggiungere la sua meta
Per raggiungere l'amore
In quell'angolo felice di paradiso.
"Alla Madonna delle Grazie"
Il tempo passa veloce
e noi siamo ancora insieme.
Nell'imbrunire della vita
soffia leggero il vento della sera.
Mentre si sentono i rintocchi argentini
di una campana lontana
che sembra che recita una preghiera.
O Maria delle Grazie, la tua anima è un limpido cielo,
dove Dio può disegnare l'Amore
e accendere la luce che illumina il mondo
O Maria, Donna del sì,
la tua bontà c'ispira fiducia:
vorrei domandarTi
di aiutarmi a invecchiare serenamente.
e di guarire da questo male subdolo e indolore
ma che fa male alla mente e al cuore.
Dignitosamente, senza amarezze.
Nulla mi é dovuto:
ma vorrei meritare
la grazia di vedere ancora
il mondo intero così com'è,
la grazia della verità, e dell'umorismo.
La pace: sì, ne ho bisogno,
e ho bisogno di qualcosa di più
vorrei la virtù più alta per un uomo:
la letizia delle fede.
La valle dei ciliegi
Oh, Sì, dopo un lungo inverno
Alla chetichella
E'giunta la primavera bella
Eppure sono passate solo due settimane
Dalle abbondanti nevicate e grossi temporali.
I primi raggi del sole
Illuminano le colline di Vignola
La collina dei ciliegi questa mattina
Era chiara, serena e a noi vicina
Dove regna il silenzio,
Ma il silenzio di questa collina
E' come l'infinito spazio
Siderale senza suono e
Senza dimensione.
Le bianche colline che ci circondano
Sono un impasto di vivo colore
Sulla tavolozza del pittore
Oggi non è il primo giorno di
Primavera con i
Ciliegi e il pesco in fiore
Il querulo ruscello scorre
Per dare vita e gioia
Ai prati e agli ospiti del bosco
In questo periodo di primavera
Quando è sera
Il sole illumina le colline dei ciliegi
E dei cedui castagneti
E' tutto come le rime dei poeti
E la tavolozza dei pittori
Con le tinte calde dell'amore
Che sprigionano dal cuore
I sospiri degli innamorati.
Oggi siamo stati molti fortunati
Di trascorrere e gioire sulle colline
Del mistero
Ma c'è riscatto in una voce amica
Che proviene dall'impervio sentiero
Dove nidifica e volteggia
Lo sparviero.
Ma il silenzio che domina la valle
In se non ha volto.
Chi era Morfeo?
Morfeo è una figura mitologica
Ed era uno dei tanti figli del Sonno
E della Notte ( detto anche Ipno)
E' figlio dell'Erebo e della Notte
Nonché anche gemello di Tanatos,
La Morte del quale era opposto;
Tanto spaventoso l'uno, quanto benevolo l'altro),
Possiede grandi e possenti ali
Che lo portarono rapidamente da una parte
All'altra della terra.
. E' il dio dei sogni, che provoca sfiorando.
Un mazzo di papaveri sulle palpebre di chi dorme.
Spesso è accompagnato da una cerchia
Di folletti che rappresentano le illusioni.
Il suo nome deriva da una parola greca
Che significa "forma":
Infatti, era solito assumere la forma
Degli esseri umani
Per mostrarsi agli uomini addormentati
Durante i loro sogni.
Orfeo, mitiche citare da Ridope,
Era figlio di Eagro, re della Tracia,
E della musa Calliope
(o secondo altri di Apollo e di Calliope).
Orfeo è più noto per la grande impresa
Che lo fece scendere nell'Ade,
Per cercare di riportare in vita la sua sposa, Euridice.
Egli, infatti, amò in tutta la sua vita una sola donna:
Euridice, figlia di Nereo e di Doride.
Il destino però non aveva previsto
Per loro un amore duraturo.
Infatti, un giorno la bellezza di Euridice
Fece ardere il cuore di Aristeo
Che si innamorò di lei e cercò di sedurla.
La fanciulla per sfuggire alle sue insistenze.
Si mise a correre ma ebbe la sfortuna
Di calpestare un serpente nascosto
Nell'erba che la morsicò,
Provocandole la morte istantanea.
Orfeo, impazzito dal dolore
E non riuscendo a concepire la propria vita.
Senza la sua sposa decise di scendere nell'Ade.
Per cercare di strapparla dal regno dei morti.
Convinse Caronte a traghettarlo sull'altra riva.
Dello Stige e circondato da anime dannate
Che tentavano in tutti i modi di ghermirlo.
Giunse alla presenza di Ade e Persefone.
Una volta giunto al loro cospetto,
Orfeo iniziò a cantare la sua disperazione.
E solitudine e nel suo canto
Mise tanta abilità
E tutto il suo dolore
Che gli stessi signori degli inferi
Si commossero;
Le Erinni piansero;
La ruota di Issione si fermò
Ed i perfidi avvoltoi
Che divoravano il fegato di Tizio
Non ebbero il coraggio di continuare
Nel loro macabro compito.
Anche Tantalo dimenticò la sua sete
E per la prima volta nell'oltretomba
Si conobbe la pietà
Come narra Ovidio nella Metamorfosi.
Fu così che fu concesso ad Orfeo
Di ricondurre Euridice nel regno dei vivi
A condizione che durante il viaggio
Verso la terra non si voltasse a guardarla.
In viso fino a quando non fossero
Giunti alla luce del sole.
Orfeo, presa così per mano la sua sposa
Iniziò il suo cammino verso la luce
Ma durante il viaggio,
Un sospetto cominciò a farsi strada
Nella sua mente pensando
Di condurre per mano un'ombra
E non Euridice.
Dimenticando così la promessa fatta si voltò.
A guardarla ma nello stesso istante
In cui i suoi occhi si posarono sul suo volto.
Euridice svanì
Ed Orfeo assistette impotente
Alla sua morte per la seconda volta.
Ho dipinto un quadro mitologico di una bellissima Dea nelle braccia di
Morfeo.
Ho voluto approfondire chi fosse Morfeo e ne è venuto fuori un bellissimo
racconto.
La Magica Mantova
La magia di una città
Che sembra il set naturale
Per un film sul Rinascimento
L'atmosfera fuori del tempo
Di un'isola protetta dai suoi laghi
Contro gli urti della società moderna.
Questa è la città storica di Mantova
Con le sue opere d'arte artistiche
E le sue bellezze naturali
E anche con le sue torri merlate
Dove sono stati per molti anni incarcerati.
I suoi figli migliori con le loro idee Risorgimentali
Questi eroi uno alla volta furono impiccati:
Enrico Tazzoli- Carlo Pomo a Belfiore sulle rive del lago
Superiore- con altri patrioti, nella famosa Dieta di Mantova
Che messe nell'insieme formano
Una pagina di storia Medioevale
Quella fu u'epoca imperniata sui valori.
E che è visitata ogni giorno da migliaia di turisti.
Stando fermi sul Ponte di San Giorgio
Nelle ore del tramonto oltre alla magia
Si ammira una visione da sogno fantasmagorica.
Di una città medioevale che si specchia
Nelle acque del suo lago inferiore
Con le sue luci e le ombre
Macchiata dai colori smaglianti
E profumati dei fiori di loto
Dove nelle notti chiare di luna piena
Emergono dalla profondità del lago
Le fate che si possono vedere danzare
Fra le foglie i caratteristici fiori di loto
Si dice che nel plenilunio delle notti chiare.
Si vede danzare una bellissima Principessa.
Sui grandi tappeti dei fioriti
Quella principessa si chiamava Fior di Loto.
Che aveva dei bellissimi e morbidi capelli biondi.
A boccoli attorcigliati
Era avvolta in morbidi e trasparenti veli
Da dove trasparivano le divine bellezze
La principessa fior di loto con le sue grazie
Era in cerca dell'amore perduto
Che anch'egli si aggirava
Fra le rive profumate del lago
E fra la magia di un fantastico maniero
Che vidi dame e cavalieri amoreggiare
Mentre la pallida e intrigante luna
Si dondolava nella notte stellata.
Di una sera d'estate.
Oh! Tellaro,
Borgo antico marinaro
Con le tue case colorate di pastello
Con le tue insenature pittoresche
Con la sabbia fine delle tue spiaggette
E il mormorio di questo splendido mare
Par di sentire il sussurro dolce
Delle tue parole
Sei un vero nido d'amore
Nascosto tra due mari azzurri,
Quello del cielo e quello del mare
Nessun bagno più bello è più poetico
Più fresco ed più adamantino
E'come tuffarsi nello zaffiro liquido
L'aria non è mai troppo calda nell'estate
Né mai fredda nell'inverno;
È un alternar sempiterno di freschi
Tiepide frescure che incanta,
che solletica e che innamora.
Le palme, i cedri e le rose
Vi crescono e vi prosperano
Come nel giardino di casa propria
Il Mare
Oh! Nel mormorio delle onde
Mi sembra di sentire
Il sussurro di dolci parole
Laggiù! In fondo vicino alla barca in secca
Di Baciccia sento la sabbia fine
Come una dolce carezza.
La brezza marina fa svolazzare
I fini, lunghi c dorati capelli di una Dea
Appena emersa dal mare
Sono seduto sui gradini scrostati
Che portano alla chiesa di Tellaro
Fiascherino e Tellaro
Sono due piccole perle perché
Dotate di piccole baie della Riviera
Tellaro è un borgo caratteristico
Incastonato nella roccia ricca di vicoli
Scalinate e sottopassi che seguono
La confermazione della costa.
In questi luoghi ameni
Il grande scrittore Mario Soldati:
Girava per questi carruggi
Che sbucano al mare
Poi sedeva in un angolo per ammirare
La bellezza del mare
Fischia il vento a Tellaro!
Tra le case scolorite dal tempo,
E i carruggi leggenda del popolo campanaro
Che ha salvato i telleresi
Dai pirati d'oltre mare
Caravaggio
Caravaggio è un piccolo
E lindo paese
Della Lombardia (Bergamo)
Dove esistono ancora le rogge a
Cielo aperto
Solo nel centro storico
Se li cerchi non li trovi
Ma oltre alle rogge c'è il grande
Viale che porta al Santuario:
Una Madonna molto miracolosa
Che si festeggia
Nel mese di Maggio
Bello il suo Viale
Con gli alti e ombrosi ippocastani.
Noi conosciamo questo simpatico paese,
Perché dal mare di Genova
Siamo giunti in quel mare
D'erba
Che ondeggia
Ad ogni alito di vento
Dove è nato Michelangelo Merisi
Da Caravaggio detto
Il pittore maledetto
Il 29 sett. 1571 e morto il 18 Lug. 1610
Lo precede la fama di grande pittore
Miscredente e trasgressore
Leggere i suoi dipinti
Avvalendosi di indagini scientifiche
Che vanno oltre la dipinta superficie
E ne rivelano la tecnica
E la sua sapienza da alchimista
Caravaggio ricorreva, infatti:
Anche al disegno,
E non soltanto alle incisioni.
Alla bottega del Cavalier d'Arpino
Caravaggio approdò nelle ore antilucane
Alla corte dei pittori più in voga negli ambienti
Della committenza romana.
Da questo maestro, come dice il Bellori:
Quei fiori e frutti
in realtà rappresentano l'inizio
Di quel genere pittorico
Che in seguito verrà definito.
Natura morta
Gli insegnamenti del Cavalier d'Arpino
Non appagavano il giovane pittore che
Si sentiva poco stimolato
E per nulla amato
Da ciò che il maestro gli proponeva.
Questa sua insoddisfazione,
Sommata ad un episodio che vide il pittore.
Ricoverato all'ospedale
Per il calcio di un cavallo infuriato,
Senza che il suo maestro gli facesse visita.
Fu motivo di litigio tra i due;
Il pessimo carattere dell'allievo caravaggino.
Portò alla rottura del rapporto
Con la bottega del Cesari.
Caravaggio spinto dalla voglia
Di affermazione
Decise così di mettersi
In proprio.
Durante questo periodo
E per tutta la sua vita ebbe una condotta
Piuttosto sregolata,
Viene spesso citato nelle denunce
Presso i Tribunali per vari fatti di violenza
Ma non ne voleva prendere proprio coscienza.
Nei quartieri più turbolenti della città,
Il che ha oltremodo alimentato il mito
Dell'artista bohémien
Che traeva ispirazione dalla vita
Di Strada e dai fatti di sangue
E di malaffare a cui era abituato.
Nel Bacchino malato:
Una delle sue prime opere compiute,
Che noi abbiamo anche copiato,
E' raffigurato il Caravaggio
Di quei primi anni romani,
Lo sguardo vivo ed intenso ha sempre
Contrasta con la malinconia
Provocata spesso dalla malattia
Che affliggeva il giovane pittore
Con atroci sofferenze e dolori
L'alcool e le donne
Lo accompagnarono fino alla morte
I personaggi:
Che posavano per i suoi dipinti
Venivano direttamente dalla strada,
Era gente umile e disperata
Che egli usava spesso frequentare
Quotidianamente;
Inoltre il grande Caravaggio
Dei modelli di professione,
Per via delle scarse committenze
Che l'artista faticava ad ottenere.
I successi degli anni
Romani (1595 - 1606)
L'amicizia con il cardinal Del Monte.
Le malattie, le prostitute e l'alcool
Fecero di un grande talento
Un barbone di marciapiede
Questo succede oggi e succedeva
Soprattutto ieri
La rosa
La bellezza di una giovane Sposa
E' paragonata ad un bocciolo di rosa
Come pure il suo smagliante sorriso
Il suo corpo armonioso
I suoi attributi turgidi e sinuosi
Che riccamente la ingioiellano
Per il talamo dell'amore
Le rose sono i fiori delle vergini spose
E' il primo fiore di cui si abbia conoscenza.
Che cresceva in Asia 5000 anni fa.
Ci sono tante leggende legate a questo fiore.
Tanto amato simbolo di bellezza ed amore.
Si narra che un giorno la dea greca Clori
Inciampò in una bellissima ninfa
Ormai morta e la trasformò in un fiore.
Afrodite aggiunse la bellezza e le tre Grazie.
Le diedero splendore, fascino e letizia.
Dioniso le donò il suo nettare fragrante,
Mentre Zefiro, il vento dell'ovest,
Soffiò via le nuvole così che Apollo
Potesse immergerla in un bagno di sole.
Il fiore venne infine dato ad Eros,
Il dio dell'amore, e chiamato "Regina dei fiori".
Secondo una leggenda romana,
Una certa Rodante aveva molti corteggiatori.
Pronti a sposarla, ma nessuno di loro la interessava.
Questi uomini erano talmente innamorati
Che arrivarono al punto di sfondare la porta.
Della casa di Rodante.
Il fatto indegno' Diana che trasformò
La donna in un fiore e i suoi innamorati in spine.
Questa storia è stata tratta da una leggenda.
Dell'antica Grecia
Sospiri lontani
Tengo un grande pianto
Dentro al cuore
Guardando da questa finestra
Tanto mare!
Tu sbatti eternamente e la mia
Vita muore
E non sono mai stanco di guardarti
Tu mi sbarcasti in queste terre
Australi assai lontane
Dove nessuno parla la mia lingua
O Dio!
Se avessi le ali sai che farei!
Fuggirei da questi luoghi malsani
Ti prego fammi ritornare,
In quel luogo dove sono nato
In mezzo alla mia gente che mi ha cresciuto.
Riportami dove misi il primo vagito
E dove il primo pianto hanno sentito
Le mille strade mi appaiono sconosciute
C'è né una sola che io conosco
E spero qualche giorno di trovare
Per fare ritorno al mio paese
E quante notti passo come il giorno
Appoggiato a questa finestra a guardare
Con nostalgia il mare
E sempre penso, chi sa se ritornerò
Per rivedere la mia mamma e per baciarla.
Ma chi sa se la trovo vecchia e rugosa
E dalle tante pene assopita
!Intanto mi consumo nell'annata
La vita mi s'accascia tramortita
E addirittura mi sembra di sentire
Della chiesa le campane
All'ora della messa e di vedere
Comparire la comare
Per la stanchezza e la mia buona sorte
Il sonno mi prende per la via
Mi pare di vedere avanti alla porta
Una vecchietta che mi aspetta,
Quella è mia madre.
Questa poesia in vernacolo è stata tradotta in lingua
Riviera dei limoni
Il Gabbiano ha ripreso a sorvolare
Le bellezze naturali
Del nostro Bel Paese.
Prima di spiccare il volo
Vogliamo parlare di un angolo
Felice
La punta di San Virgilio con la sua
Linda e caratteristica chiesetta
Che si specchia nel lago
Questa mattina brillavano le stelle
E la mezza luna si dondolava
Nel cielo.
Una vela bianca scivolava
Dolcemente sul placido lago
E i cipressi si specchiavano
Tutto era calmo e senza vento
Mi voltai indietro e nella piccola baia
Della chiesetta emergeva
Nella sua meravigliosa bellezza
Una Dea senza veli
Illuminata dai raggi selenici della luna
Sotto quel cielo stellato.
Dietro le colline moreniche ubertose.
Le linee del golfo erano meravigliose
E insieme grandioso
Tutto intorno era cosi lussureggiante
Nella vegetazione.
Da far pensare ai tropici
Con i gerani i buchenvil e le rose
Che emergevano dal giardino della chiesetta.
La vela bianca continuava
La sua corsa in mezzo al lago.
I primi raggi del sole illuminavano
Le torri del borgo antico di Sirmione
Un tempo lontano tra i residenti più illustri,
Il poeta Catullo
Che alla vetusta "Sirmio"
Dedicò alcuni dei suoi versi più lirici,
Allungata su un'esile penisola
Che si protende sul lago
Si entra nella cittadina rivierasca
Passando attraverso un ponte levatoio
E la porta aperta nella cinta muraria
Che stringe il compatto nucleo antico.
Sulla destra svettano le torri
Della Rocca Scaligera del XIII secolo.
Si sentivano nell'aria portati dal vento
Le ode del poeta latino Catullo
Che cantava la bellezza delle dame
E del borgo antico.
Il lago è uno specchio d'acqua
Stretto tra i monti,
Ma con l'anima rivolta al Mediterraneo.
Le Dolomiti sono lì, a nord,
Ma i verdi ulivi, i cipressi e le vigne
Testimoniano il dolce clima
E le giornate di tiepido sole
Che baciano queste antiche terre.
Basta cambiare la visuale,
Il punto di vista e lo scenario
Che tutto cambia
E si propone con i volti inattesi.
E allora le ripide rive lasciano il posto alle spiagge.
Le severe falesie accolgono le limonaie,
Ma, volti lo sguardo e vedi i tormentati
Dirupi montani
Che diventano spettacolari
Terrazzi naturali,
In passato più volte di lassù
Abbiamo ammirato il lago.
Sottostante brillare
I borghi rivieraschi sono lindi paesi rustici.
Ma anche ricchi d'arte e di splendore.
Dall'azzurro dell'acqua ai verdi ulivi
Ai chiassosi cipressi che bucano il cielo
Al giallo dei limoni:
E questa è la tavolozza degli splendidi colori.
Di un bravo pittore domenicale
Che il turista spesso può incontrare
Sulla Riviera Dei limoni
La sponda occidentale del Lago.
Il Garda si rivela così
Con le sue meravigliose bellezze
Naturali.
Un borgo eccezionale.
Sirmione che fosse incantevole
Lo avevano scoperto i romani
Come luogo di villeggiatura
Non solo per la sua bellezza,
Ma anche per il dolce clima
Nessuna anima viva circolare
Mentre il placido lago
Era rischiarato dai primi raggi del sole
La mezzaluna era vicina alla stella Orione.
Che era prossima a tramontare.
La vita
Che cos'è la vita?
La vita è come un alito di vento
Che si disperde nel firmamento
Ma è anche una minuscola particella
Di eternità nel cielo grigio
Nel cielo greve
E' come la piuma di un pettirosso
Ferito di vale in valle trascina
E si disperde nell'immensità
Del creato in un giorno di dolore
Che sfuma e se ne va.
Disperdendosi fra valli e montagne
Fra gole e ruscelli
Bianche di candida neve
Lasciando dietro il suo passaggio
Gocce di sangue e di dolore
Ma la vita è sicuramente un regalo
Prezioso che svanisce come
Un dardo infuocato nel cielo.
Nel suo difficile volo tra sofferenze
E fiori di campo
Questa è la vita
Ma la vita è come quei profumi
Che sembra debbono subito svanire
Eppure resistono al tempo
E penetrano di sé
Ogni cosa.
Folgaria
Alte montagne incappucciate
Colline spioventi e velate
Queruli ruscelli
E burroni profondi
Sono come il vento
Che soffia piano piano
Su quest'alto piano
Candido e innevato
Il sole riflette
La nostra immagine
Sulla neve
Come nei tempi lontano
I ricordi entrano nei miei pensieri
In questo mondo astratto e metafisico
In questo mondo lunare
Ovattato del grande silenzio
Dove ci siamo solo noi
Che riempiano la nostra vita
Essi mi fanno volare sempre più in alto,
fino a toccare il cielo;
Con le ali del bianco gabbiano
Ma questi sono solo i miei sogni di oggi!
E i miei ricordi di ieri
Che si confondano nel cielo
Dove siamo soli sulle nuvole bianche
Che si confondono con la neve
Sono qui al cospetto del creato
Che ti sto aspettando
Sono seduto su di un muretto innevato
Che osservo i bambini
Che corrono spensierati e felici
Sulla candida neve
Ma il tempo passa veloce
E noi siamo ancora insieme.
Nell'imbrunire della vita
Soffia leggero il vento della sera.
Mentre si sentono i rintocchi argentini
Di una campana lontana
Che sembra che recita una preghiera.
O Maria, la tua anima era un limpido cielo.
Dove Dio poteva disegnare l'Amore
E accendere la luce che illumina il mondo
O Maria, Donna del sì,
La tua bontà ci spira fiducia
Studenti monregalesi
Quando scoccano le otto al " Moro"
Di studenti gaia schiera
S'incammina assai ciarliera
Verso, la funicolare;
Urta, spingi, soffia e pesta
Fin che muove poco lesta
La carrozza traballante.
Altri a piedi per la " viotta"
S'incamminano soli o in frotta
Fino agli occhi intabarrati
Quando il gelo di gennaio
Ed ancora di febbraio
Di una squallida tristezza
Vesti i campi e la città
Fin che a marzo se ne va.
Anche quest'anno in tutto il Paese
Dalle superbe ed alte montagne Dolomitiche
Alle assolate spiagge Pugliesi
E' nevicato in più riprese
Abbondantemente anche sul Po cortese
La val Padana
E la laguna veneziana
Ovunque è successa la stessa cosa,
Anche oggi è nevicato
Sui monti molte slavine si sono verificate.
Con decine di morti ed altri assiderate
E ancora l'inverno non è terminato.
Con le sue bufere
Oggi ritorniamo a rievocare ieri
Dicendo che a Mondovì non c'è più la funicolare.
Che va su e giù da mattina a sera
A portare gli studenti a studiare
Ma poi quando a mezzogiorno
S'aprivano le aule tenebrose
Fuor irrompevano impetuose
Le falangi di " studiosi"
Scherza, ride, ognun sospira
Ed è allegro, fuori di mira.
Di un pedante professore
Che l'oppresse per quattr'ore
Tempi sereni e spensierati anche
Per un giovane come me uditore
Che si confondeva fra la massa
Omogenea della gaia schiera
Dagli studenti assai
Ciarliera..
Sanremo.
La città dei fiori
Sanremo antica Città di mare
Con le sue coste
E il suo magnifico Litorale
Le sue ampie piazze
I Grandi Hotel
La Chiesa Russa Ortodossa
Con le sue cupole abbaglianti
E'attorniata da magnifici
Palazzi risorgimentali
E l'eleganza e la magia
Del suo casinò
E' la città per antonomasia
Della Musica
Con il suo rinomato festival
Internazionale
Della canzone italiana
Con la città di Bordighera
Sono le due città dei fiori di Ponente
Della riviera.
Con i suoi poggi fioriti
E dalle sue verdi colline
Dove si coltivano le rose.
E germogliamo le mimose
Questa solare e antica città marinara
Con i suoi caratteristici carruggi
Che ricordano il suo passato
Di porto marinaro
E'il Paese del sole
Dove germogliamo anche i limoni
Gli ulivi, i garofani e le viole
Nonché i nuovi amori
Fra i vip delle canzoni
E del turismo internazionale
Che frequentano le sue spiagge e
L'azzurro mare
E' la città delle biciclette
Dove si svolge la prima corsa
Ciclistica dell'anno
Il giorno 21 marzo giorno di S, Giuseppe
La famosa Milano Sanremo.
Che richiama migliaia di tifosi
Che sui poggi stanno ad aspettare
Per assistere al rash finale
Città specchiante di mille serre
Dove regna l'armonia del colore
Di mille variazioni di fiori
Senza parlare della battaglia dei fiori
Con la sfilata dei carri
Di Carnevale
Partecipano a questa singolar tenzone
Colorata e caratteristica sfilata
Di carri fioriti
Da Ventimiglia a Bordighera
Tutte le città della Riviera
Camminiamo su di un tappeto di fiori
Recisi che coprono le piazze e il lungomare.
Il vento della sera
Li porta via verso il mare
Anche questa sera lungo la spiaggia
Le ragazze raccolgono le rose
Portate dal vento invernale
Che tutto porta via
Come questo turbine di foglie morte
Che con i garofani e le rose
Danzano sul viale le belle
Maggioret musicali
Il clima qui è ottimo e i fiori lo sanno bene.
Sanremo è stata definita "Città
del Festival della canzone e dei fiori.
grazie alle sue bellezze naturali,
E alla perfetta organizzazione.
Tutto è pronto per il Festival
E già scoppiano le prime polemiche
Del resto non è una novità
Da quando è nato il Festival
E' sempre stato così e sempre lo sarà
Come tutte le cose
L'importante è che si ne parli
Bene? Male?
Signori e signore, parlatene prima.
Nei dibattiti e negli Show televisivi
Dove ognuno potrà dire la sua
Oggi si sta parlando molto di Morgan,
Parlare di droga sì e di droga no
Basta che se ne parli
Parlate di sesso, di Rock n'rol
Parlate di Bill Clinton, che arriva con il Sassofono.
Parla del Principe Filiberto che esordisce.
Con una bella canzone
Parlate di compensi alla presentatrice
Antonella Clerici si parla di 500 mila Euro.)
Parlate della montagna di soldi
Che incassa la Rai. Con la pubblicità
Oggi, nel programma di Rai Uno
Condotto da Giletti
Si è parlato del cantante Morgan
Se farlo cantare o no
In merito alle sue affermazioni
Che la droga è curativa
I clinici dicono che è devastante
E il parere è stato negativo
E il cantante non canterà
La sua bella canzone
L'albero dei ricordi
Dopo tanti anni sono ritornato
Al piccolo paese abbarbicato
All'altopiano aspro montano.
Come un vecchio bastimento
Che ritrova il porto,
Ma ha perso nella rotta
Anche l'equipaggio.
E' primavera
E il mandorlo nell'orto
È un palpito di vita e di colore,
Ma con rammarico mi sono accorto
Che il borgo antico
Non è più risorto
E rimasto quello che un tempo era
Da quando andavo alle elementari
Per le sudice stradine malsane
Dove non riesce a penetrare il sole
Ho ritrovato le stradine sterrate
E i sentieri dei campi immacolati
Che mi hanno visto da ragazzo
Cercare i "bucaneve"
Con i pantaloni corti: e sembra ieri
Ed è lontano il tempo che ruzzavo
Con i gomiti sbucciati
E il belvedere tutto rifiorito
Come se festeggiasse il mio ritorno,
Scorgo da lontano
Il robusto tronco rinsecchito
Che non ha intorno tremolar di fronde
Sulla corteccia aperta e devastata
Domando a un vecchietto contadino
Ed egli mi risponde:
Ha fatto molto freddo quest'inverno
Quest'albero massiccio e secolare
E' predestinato a verdeggiare eterno
Il gelo di una notte l'ha schiantato"
Sul grande tronco ruvido e piegato
L'aprile passa senza rallentare,
Ma una rondine ha appeso il nuovo nido
Al vecchio ramo ove imparò a volare
Perché nessuno è cinico e spietato
Come chi ha sangue d'uomo nelle vene
Verso l'amico triste e sventurato.
Io guardo questa pianta rassegnata
E la scorza contorta e tormentata
Mi sembra carne viva martoriata.
Che cosa c'è di strano in questa storia?
Sa che le piante sentono il dolore
Perché soltanto l'uomo non ha cuore?
La notte se ne va
La notte sta per tramontare
Lasciando il posto al nuovo giorno
L'alba è ancora lontana
Ma si notano i primi bagliori
Del crepuscolo
La finestra è spalancata nell'immensità
Della natura
Ci giungono i primi rumori
I rumori incessanti della vita di ogni giorno
Guardando verso la strada
Ancora per poco vi è quella serena
Tranquillità
I bambini alla chetichella si avviano
Verso la fermata del Bus
Che li porta a scuola
La strada incomincia a ripopolarsi di persone.
Che freddolose vanno e vengono
Con il traffico stradale incessante
Che aumenta sempre più
Con il caos crescendo
Si!
Non c'è pace fra gli ulivi
Come recitava la parodia di un vecchio film
Ma, per fortuna, progressivamente sorge il sole
I suoi raggi incominciano a scaldare
L'aria e la vita sta riprendendo
Dolcemente
Si sente nell'aria il profumo del pane
Appena sfornato che giunge dal vicino forno.
Il crepuscolo, con lievi ali
Di stornelli che sfiorano
Le case di periferia
Senza luce di focolare
Mentre il vecchio fiume continua
La sua corsa verso il mare
Nell'aria ci sono i presupposti
Che qualcosa sta per cambiare
L'umanità
Siamo nel cuore dell'inverno
E in Val padana continua a nevicare
Sul davanzale un passero intirizzito
Aspetta le briciole del giorno di Natale
Ma tu potrai morire irrigidito
Povero passerotto, che a nessuno
Piangerà il cuor se tu lo hai freddo e hai fame.
Che importa se si muore di digiuno?
Ognuno pensa alle sue brame…
Oh quale e quanto son le vie del mondo!
Io le ho percorse tutte a
cercar una vita migliore
In cerca di un tozzo di pane
E so che l'uomo è un animale immondo
E che le bestie sono tutte umane!
La neve scende e imbianca lentamente
Il marciapiede e le mie rosse mani
La gente passa lieta e indifferente
Pestando le orme dei miei sogni vani
La gente corre e sospira felice
Come il giorno di Natale "
Domani, domani
Tornerò, domani!
Mi dice.
E intanto continua a nevicare
Inutilmente io cerco un sorriso
Di comprensione tra le frasi amare,
L'umanità non ha corpo né viso,
Ma solo artigli che sanno sbranare
La gente ha fretta
Rallenta il passo soltanto per dire:
" E' tardi, è freddo e nessun t'aiuta.
Passa un cane per via. Non è di nessuno
E la folla lo calcia e lo pesta,
Pare voglia cercare qualcuno
Che lo salvi e nessuno s'arresta
La signora vestita di raso
Con le labbra dipinte in corallo
Gli da dei colpi di tacco sul naso
Con le scarpe dorate da ballo-
Il signore educato e composto
Con occhiali, gardenia e cappello
E con il ventre ripieno d'arrosto
Lo minaccia col pugno e l'ombrello-
Se hai bisogno d'un tozza di pane
Vieni, vieni o fratello di sorte!
Ogni misero è un povero cane;
Siamo uguali di fronte alla morte.
La neve spegne il suono lontano
Delle campane del Redentore:
Cristo rinasce ancora, ma invano
Per questa turba che non ha cuore.
" Domani, domani, tornerò"
La gente è allegra e non vuole pensieri,
Ma domani non sarà un altro giorno,
Domani sarà simile a ieri,
Intanto scende lentamente la neve
Sulle strade e sui marciapiedi,
Gente che passa e ti deride
Questa è umanità che mente e ti respinge.
E intanto i barboni continuano a morire
Sul marciapiede e dietro i portoni
Sotto i ponti e sotto i cartoni
Di fame e di freddo
Per essere sinceri,
Mi domando: In che cosa aver fede?
In questo mondo?
Fatto di tutto e fatto di niente?
L'immensità dolomitica
L'altopiano di Siusi
E punteggiato dai piccoli fienili
Addormentati e coperti di neve
Qui non ci sono voci.
C'e quello che si vede
E il fruscio dei nostri passi
Camminiamo su di un bianco sentiero
Che attraversa la grande valle
Dell'altopiano di Siusi
Circondato dai grandi giganti di pietra
Se guardi sulla destra vedi innevato
Il Sasso Piatto
Seguito dal Sasso Lungo.
Poi c'è l'enormità del deserto bianco
O la vista di un piccolissimo fiore
Che sta spuntando fra la neve
Che si chiama bucaneve
Quassù si deve scegliere tra il minuscolo
E l'immensità dolomitica
Conosciamo da tempo queste sconfinate
Lande innevate
Paradiso degli sciatori
Dove regna il silenzio assoluto,
Interrotto soltanto dallo scricchiolio
Dei nostri passi sulla neve gelata
O del palpito del cuore
Qui non c'è nulla di parlare se non
Di paradosso dolomitico.
Non c'è un campo intermedio
Fra le grandi cime
Che si elevano superbe verso il cielo
E della grande vallata
Che sembra un grande catino assopito
Circondato della grande e bianca catena
Dolomitica all'orizzonte
Con le sue stupende cime colorate
E baciate dagli ultimi raggi del sole
Calante,
La sera cala silenziosa tra i monti
E le vallate
Quasi per preparare una stupenda
Cornice all'alpe che sta raccogliendo
L'ultimo bacio del sole.
Dove l'uomo trova il silenzio, la pace
E la serenità che invano ramingo
Va cercando
Sulle vie del mondo
L'Apocalisse.
La parola Apocalisse,
Che letteralmente vuol dire
"Rivelazione"
Ha assunto il significato
Di distruzione,
Catastrofe, fine del mondo.
La storia umana assumeva dunque
L'aspetto di una lotta cosmica
Tra Dio e il suo avversario:
Nella letteratura apocalittica
Si incontra, infatti, la figura di Satana
Questo dualismo poteva tuttavia
Mettere in dubbio l'onnipotenza di Dio?
Se Dio è buono e perfetto
Come può aver creato un Avversario?
E avergli permesso di dominare
L'altro'Eone presente.
E' bastato poco per distruggere
Quel meraviglioso paradiso
Terrestre tropicale.
Quelle bellezze naturali
Oggi sono diventate una massa
Di distruzione
L'inferno con migliaia di morti e feriti
Bambini che corrono fra le macerie
Come zombi, affamati e abbandonati
Non c'è più vita in quello che fu un vero
Un angolo di paradiso incontaminato.
Dove i soccorritori hanno trovato
Una totale distruzione
Gente disperate
Bambini affamati
Senza segni di vita in quell'antico Atollo
Che fu il paradiso tropicale
Per i turisti occidentali
E tu Dio! In quel momento di dolore dov'eri?
Porgi loro l'orecchio,
Va presto e liberarli
Sii per loro la rupe che li accogli
La cinta di riparo che li salva
Fai splendere il tuo volto su quella massa.
Di bambini abbandonati
Salvali per la tua misericordia
Lontano di quella natura devastatrice
Porta loro un po' di pace
E una degna sepoltura
A quella massa di cadaveri
Lungo le strade abbandonate
E fai ritornare il sorriso sulle labbra.
Dei fanciulli abbandonati
In cerca dei loro genitori
In quei luoghi tristi del dolore.
Venezia sotto la neve
Che cosa c'è dietro un bacio a Venezia?
Il Canal Grande
Il Ponte di Rialto,
Piazza San Marco con la Cattedrale
Con i chiassosi colombi
Che stanno a guardare
Eccoli, uno di fronte all'altra, avvinti,
Dimentichi del mondo intero.
Per loro esiste solo quel dolce bacio
Appassionante
Sotto gli occhi degli astanti
Difficile trattenermi dal chiedermi
E le cineprese, dove saranno mai?"
In questo mondo di guardoni
Che tutto vene documentato
Di lì a poco,
Considerando l' atto indiscreto
Di fissare una coppia abbracciata in un bacio.
Ho distolto lo sguardo.
E la felicità altrui,
Come succede a tutti in quel momento
Catartico dell'amore
Mentre stava nevicando a larghe falde
Creando un paesaggio silenzioso
Surreale e suggestivo
Un paesaggio metafisico e lunare
Una coppia si stava appassionatamente
Baciando
Due giovani, alti e affascinanti
Lui e lei.
In mezzo all'anonima folla
Incuriosita
Che ammiravano la bellezza della vita
E tutt' intorno ai quei dettagli architettonici
Che fanno di Venezia ciò che Venezia é
Chiese,finestre gotiche
Pinnacoli e quella luce morbida
E armoniosa del tramonto,
D' arancio e rosa.
Come l'abito di una sposa
La Befana
Son passati troppo in fretta
I ricordi della mia fanciullezza
Quando a mezzanotte aspettavamo
L'arrivo della vecchia Befana
Ai miei tempi aimè molto lontani
Come recita la filastrocca:
"La Befana veniva di notte
Con le scarpe tutte rotte
E il cappello alla romana
Viva viva la Befana"
Sulla scopa e già per via
Giungerà all'Epifania.
Nel cielo stellato con il sacco
Pieno di doni per i bambini buoni
In quella notte del 6 gennaio mi avevano
Detto; La Befana non è molto lontana
Sulla scopa era già per via
La calza vuota era già appesa vicino
Al vecchio camino per i regali
Ma la Befana era brutta vecchia e storpia
Non lo so e non me ne importa
So soltanto che al suo arrivo
Al massimo porterà due fichi secchi
I dolcetti e i mandarini
Quelli erano tempi critici dalla Seconda
Guerra mondiale d'occupazione e la fine del regime
Case , strade e ponti erano rotte
E neanche c'era la Befana
Quest'anno a Roma la Befana è arrivata
In Piazza Navona in mongolfiera
Lì si fermò con la sua gerla
Piena di bellissimi regali ai bambini .
Depositandoli sulle bancarelle illuminate
Dal carbone ai giocattoli ed al torrone!
A Venezia la Befana è arrivata
Sulla Gondola e in Piazza S, Marco, portò
I dolciumi e i giocattoli ai bambini
In una folla colorata, gioiosa e felice
Sulle bianche nevi di Madonna di Campiglio
La Befana è arrivata con il parapendio
Con la gerla sulle spalle piena di giocattoli,
Di dolci e anche di carbone
La Befana, ovunque è andata è stata
Gentile, ricca e buona che ha distribuito
Cavallucci, bamboline e telefonini
Tanti balocchi senza fine.
Ma non c'era fra la folla tanta allegria
Perché è stato un anno di carestia
Ai barboni sotto i ponti
cibi e bevande erano sempre pronti
Sussurrando lei dirà la Befana
il prossimo anno tornerà
Il chiassoso Cipresso
Oh mio solitario e chiassoso cipresso
Che svetti cupo sulla verde collina degli ulivi.
Sotto quel cielo azzurro e sereno
Sei l'unico testimone muto
Della mia giovinezza
Nel nostro borgo antico fra gli uliveti
Che sembra la prua di una vecchia nave
Oltre all'ulivo vi germoglia il fico
Ma in quel piccolo viale cimiteriale
Fra le tombe bianche ed i rossi gerani
Dove riposa Teresa mia madre
Svetta superbo il cipresso nero
Che rappresenta il limite estremo della vita.
Ai miei pensieri arditi mi neghi
Quella visione di fremiti rosa
Che accarezzano i rami
Di rivedere l'alba colorata
Il risveglio
Gioioso degli uccelli
Rinnova la speranza
Della resurrezione
C'è un altro luogo a noi caro
Dove germogliano i cipressi e le magnolie
Il lauro cantato dal poeta
Ed il mirto: i profumi del Garda
La luce mediterranea
I luoghi di Catullo e di Lawrence
Il paesaggio è dolce
Dominato dai caldi toni dal blu al verde
I boschi che sorgono lungo la sponda
Orientale del Lago di Garda
Appaiono avvolti in un'atmosfera
Quasi malinconica e sognante
Piccoli scrigni che conservano ancora
Tesori architettonici e artistici
Una terra che profuma di verde dei cipressi.
Dagli ulivi e dal giallo dei limoni
Paesaggio Toscano
Le colline del Chianti
Sono tutte imbiancate
Di candida neve
Come pure i tetti e i grandi cortili
Dei magnifici casolari
Con le rinomate cantine
Dove fermentano il Sangiovese
In grosse botte di rovere
Il Chianti e il brunello di Montalcino.
Nei grandi cortili
Dove svettano cupi gli alti cipressi
Nel cielo grigio e spento
E ovattato dalla grande nevicata
Nel silenzio di questi luoghi
La mia gioia e di ammirare questo
Magnifico paesaggio di grande
Bellezza
Mi da gioia e tenerezza.
Dove le galline sull'aia razzolano.
Queste splendide colline
Sono una dolce catena ondulata
A cavallo fra le province di Firenze,
Siena e Arezzo
E segnano il confine orientale
Di questa terra di secolare civiltà
Con il Valdarno e la Valdichiana.
La vetta più alta
E'quella di Monte San Michele
Nel comune di Greve
In Chianti in provincia di Firenze
Con le colline spioventi di. Fiesole
Il rimanente territorio risulta
Invece prevalentemente
Collinare e i comuni presenti
Borghi antichi immersi nella bellezza
Degli stupendi colli
Un percorso tra fortilizi
E splendide colline
Dove germoglia il vitigno di
Ottimi e pregiati vini
Un viaggio alla scoperta dei Castelli
Del Chianti
Alla scoperta della Toscana
"Più classica":
Un territorio poetico
Ricco di vigneti eccellenti
Ovunque siamo stati
Dalle Calanche
A Monte Oliveto
Abbiamo scoperto un grande segreto:
Il segreto della fede:
Oh Signore Gesù fai splendere il tuo volto.
Lontano dagli intrighi degli uomini
Percorrendo questi luoghi incantati
Abbiamo provato un'emozione unica
Da non dimenticare.
Il Chianti, il brunello Montalcino e il San Giovese
Con i suoi profumi di fruttati
Sono vini fra gli eccellenti
Che ti scalda l'anima ed il cuore
Sono prodotti in questa terra affascinante
Ricca di natura e di memoria
Di cultura e di preghiera
E' terra di pellegrini
Che nel Medio Evo
Percorrevano la Via Francigena
Per raggiungere Roma e Gerusalemme
In cerca della fede
L'Amore
Cos'è l'amore?
E' come un fiore profumati di campo
O come un soffio di vento
Che arriva improvvisante
E ti avvolge leggiadro
E' spensierato.
E' come l'aria che respiriamo:
Una fonte di vita
Di giovinezza e di bellezza.
"L'amore è anche fiducia
Ciò si ottiene mostrando
La gioia nel cuore
Perché l'amore è anche perdono
Perché è la dolcezza di un dono
Gli anni che passano
Per quelli che amano
Sono veloci come il tempo"
Che passa e vola via.
L'amore é come le onde del mare
Splendide e ribelli
Che s'infrangono contro
Gli scogli e la riva.
L'amore é come una farfalla
Colorata e sbarazzina
Tanto dolce e birichina.
E'come un gabbiano
Che s'innalza nel cielo
E poi si posa sugli scogli
Di Portofino pieno di sogni
Da fare arrivare sempre più in alto
Per farli cullare sopra le nuvole
Per poi farli realizzare.
L'amore è, come la vita,
Un'arte meravigliosa ed antica
Che richiede sforzo e saggezza,
E' difficile la definizione di amore
L'amore è la cosa più bella che esista,
Ti mette le ali e ti fa volare
Verso gli orizzonti lontani
Ma a volte ha anche il potere
Di rendere il cuore
In piccoli frantumi
Dopo l'ultima delusione
Di potersi innamorarsi
Veramente di un'altra persona
Per ora è troppo presto
Definirlo come un bacio
O come un fiore
Che da un bocciolo
Rilascia il dolce nettare
Alle api svolazzanti
Ma è come il colore della bellezza
Di due giovani amanti.
Il mio Natale
Unica fiamma nella notte
Infinita ed oscura.
Sospesa in aria vi è una sola stella
La stella più brillante del mattino
E' la stella cometa di Natale
E' bello raccontare
E rievocare la notte di Natale!
Ho, sì, il mio Natale!
Della verde età
Con il piccolo presepe
Il muschio, i pastorelli
Il pastore con le pecorelle
Voglio ancora ricordare
Così il mio Natale
Attendevo trepidante di gioia
Con tutta la famiglia riunita
Attorno al focolare
A mangiare i fichi secchi
Le castagne e i mandarini
Ed i natalizie dolcetti
Preparati dalla nonna
Mentre la zia Cristina
Continuava a narrare
Storie antiche che rievocavano
Il Natale
Questi sono ricordi
Che sfumano nel tempo
Ma che sono rimasti
Nel nostro cuore
Come un soffio antico
Di felicità e d'amore.
Presto nella notte buia
Dietro quella nuova luna,
Che muta scruta il cielo
E la gioia del segreto
Svelerà
Attorno al desco
Al focolare
Di tanti anni fa.
Fine della vacanza marina
Per quest'anno le nostre vacanze
Marine sono terminate,
In questa località da sogno,
In questa sera dell'arrivederci
Bisogna fare una
Pausa di riflessione
Quotidiana
Contemplarsi senza l'abitudine
Di esaminare il passato
Ma di pensare al presente e al futuro
Le menzogne che abbiamo avute
Sono veramente tanti
E cercare di vivere le giornate
Che verranno di pura felicità
In questa antica terra di Puglia
Con i suoi antichi sassi e gli ulivi
Contorti
Il suo clima stupendo come il suo
Fresco mare
Abbiamo visitato ed ammirato
I suoi magnifici monumenti
Le sue antiche città
Con il Barocco Leccese
Abbiamo appreso
La storia di Otranto
E Quella di Gallipoli
Abbiamo a lungo ammirato
La punta di Leuca che sembra
La prua di una nave protesa verso il mare
E pronta di salpare
Verso il mediterraneo mare
Con le sue Grotte eccezionali
Questa sera è da ricordare
E non è d'archiviare
Una sera di gala nel Ristorante
Dell'Hotel La Giurlita
Che ci ha voluto regalare
Per non dimenticare.
Lo chef ha superato se stesso
Con i suoi manicaretti
E i bravi camerieri erano veramente
Solleciti e svelti
Per allietare la serata c'erano gli artisti.
La cantante con il giradischi
Dulcis in Findus:
La grande torta con il lenzuolo bianco
E la finta sposa svolazzante
Con il lungo abito rosa.
Insomma, c'era tanta amicizia
Ed allegria.
Una serata da non dimenticare,
Ma non potevano mancare
I brindisi finali
Quando siamo a casa vicino
Al focolare
Nelle lunghe serate
Nelle feste di Natale
A rivedere le diapositive
Di quello splendido mare.
I magnifici giganti di pietra
Qui sulle Dolomiti nasce
Il paradosso
Di montagne sorte dal mare,
Di barriere coralline
Che,
Pur nelle loro forme
Ardite e verticali
Comunicano fra loro
Un'armonia
Di dolcezza
Senza pari.
Oggi siamo nella parte opposta
Sotto il dente del Gigante
Siamo a Courmayeur nella val d'Aosta
Dove la pista di fondo di val Ferret
È coperta da un manto di neve
Compatta e uniforme
Il sole riscalda
E illumina all'orizzonte
E una schiera di creste,
E cime superbe
Proprio nel cuore del massiccio
Del Monte Bianco
Dove scorre l'arco alpino
Si trova il Dente del Gigante
Che domina la vallata
Questo é il luogo del silenzio
Che avvolge
I magnifici giganti
Di pietra
Oggi in questa ampia valle si percepisce
Un silenzio ovattato dalla
Neve che copra ogni cosa,
Anfratti burroni e torrenti
Come pure i ghiaioni
Che scendono verso
La grande valle innevata
Siamo una piccola squadra
Che in fila indiana,
Un passo dopo l'atro stiamo percorrendo
Verso l'altopiano-
Durante la notte il manto nevoso
Si è gelato.
E si sente sotto i nostri passi
Lo scricchiolio della
Neve
E' bello camminare
In questo mondo bianco
Sotto i raggi del Sole
Che illumina
I magnifici giganti di pietra.
Il sentiero non esiste più
Perché tutto è livellato
Dal vento della sera.
Sul sentiero
Si respira un'atmosfera magica
Di un paesaggio
Lunare e metafisico
Quasi un surrealismo d'idillio
Del gelo trepidante
Sotto l'arcata solitaria
Illuminata dal cielo.
Mentre il sole sta per tramontare
Con i suoi stupendi colori autunnali
Dietro il grande gigante
Che domina la grande valle sottostante
La rugiada
La rugiada avvolge
Nel profondo silenzio
I primi tralci verdi
Della vite
Poi i colori caldi
Dell'autunno
Con i grappoli maturi,
Avremo ancora vino
Per il nuovo anno
Che verrà.
Da libro dei libri
La fiaba dell'inverno
Ha un gran barbone bianco
E il manto d'ermellino
Ed ha l'aspetto stanco
Di chi è tempre in cammino,
E' grinzoso e vegliardo
E più curvo del nonno:
Trasparente ha lo sguardo
E un sorriso di sonno.
Porta alla nuda siepe
Il fior di biancospino
E i Re Magi e il presepe
A ogni bravo bambino.
Porta la tramontana
Che gela ogni mattina
L'acqua della fontana
E il suo fuso alla vecchina.
II
Nelle sere stellate
È dolce udir narrare
Storie di streghe e fate
Intorno al focolare.
E nelle notti nere
Quando tra gole e rupi
Fischiano le bufere
Ed ululano i lupi
Contro le baite chiuse,
Ti culla il cuore piano
Un suon di cornamuse
Che si perde lontano
Così passano i mesi
E Mago Inverno invecchia
Fra lieti ceppi accesi
E cristalline aurore.
E intento nell'ovile
Le addormentate agnelle
Aspettano l'aprile
Sognando i prati e il sole.
Da quello che è rimasto di Mariella da Mondovì.
La Grande Battaglia
Di Solferino e San Martino
Sorge superba sull'alto colle
La famosa ed alta torre,
Di origine scaligera
Detta la " Spia d'Italia".
Per la sua posizione dominante
Strategica e molto importante
Che domina il territorio circostante,
E' attorniata da alti e superbi cipressi
Che bucano il cielo.
Nelle sue stanze racchiude il museo
Della battaglia di Solferino
Con interessanti cimeli e documenti.
Oggi è invasa pacificamente
Da migliaia di cittadini provenienti
Da tutta l'Europa
Per partecipare alla ricorrenza
Del 150° della battaglia
Di Solferino e San Martino.
Il sole del 25 giugno 1859
Illuminava uno degli spettacoli
Più spaventosi che si possono
Presentare all'immaginazione umana.
Molto tempo dopo la battaglia
Henri Duna
Quello scenario da lui descritto
Aveva toni apocalittici
Il vasto campo di battaglia
In ogni parte era coperto di cadaveri
Di uomini e cavalli,
Di soldati Piemontesi
Austriaci e Francesi
Zuavi
Moldavi
Sloveni e Slavi
Le strade e i fossati
Gli avvallamenti
Le macchie e i prati,
Erano cosparsi di corpi morti
Le strade, i sentieri e
Ne erano completamente coperti
Di tratto in tratto si incontravano
I campi devastati,
I frumenti e il grano turco calpestati
Le siepi rovesciate
E i frutteti saccheggiati.
Le zolle e i campi erano irrorati
Dal sangue generoso dei giovani soldati
Fu una grande battaglia
Questa di Solferino e San Martino
Ricordata come uno dei più grandi scontri
Armati dell'Ottocento
Erano schierati
Sotto le rispettive bandiere
Oltre 230.000 soldati.
Oggi tutti quei morti
Sono stati ricordati
Nell'anniversario dei 150 esimo
Della battaglia
Erano presenti l'Autorità civile e militare.
Con i rispettivi ambasciatori
E Capi di stato
Di tutta l'Europa
Nella Cappella dell'Ossario
E' stata celebrata la Santa Messa
Dal Vescovo di Mantova ;
Monsignore Roberto Busti,
Vi erano schierati i reparti Armati
E ha suonato la banda
Della Legione straniera.
Vi sono stati discorsi celebrativi
Da Sindaci e Ministri
Non poteva mancare la pattuglia
Acrobatica
L'Aeronautica Militare
Con le sue esibizioni acrobatiche
Che hanno concluso la festa commemorativa.
Dove 150 anni fa,
Dove si dispiegava il campo di battaglia
Ora vi sono le tende bianche
Su cui campeggia
Il simbolo della Croce Rossa
Quelle tende sono la casa comune
Per centinaia di giovani provenienti
Da 187 Nazioni
Tante sono quelle che nel mondo
Hanno firmato la Convenzione
Di Ginevra
I soldati che persero la vita
Nella grande battaglia.
Di Solferino e San Martino
Sarebbero stati oltre 20'000.
Il 10% circa dei combattenti.
Ieri, fra quella anonima folla
Il Gabbiano è andato sull'ex campo
Di battaglia per esplorare
Per poi raccontare
Agli amici di"Poetare"
La brina
C'era una volta….ieri",
Una vecchia canzone d'amore
Sempre viva, sentita su le cime
Dei pioppi alti su le verdi golene
Del nostro vecchio fiume
Che scorre silente
In mezzo alla grande
Brumosa e verde pianura
Un' unghia di luna
Che si culla a ponente
Un sole che s'alza a fatica
Di sopra la bruma che sfuma
Rintocco di campane nel villaggio
Un vocio tra voli di stormi
Trattori, carretti e cavalli
Coperti della prima e bianca brina
Aspiro l'odor dei campi appena arati
E di frumento seminati
Nebbia e freddo
Giorni lunghi e amari,
Mentre il seme muore.
Poi il prodigio
Antico e sempre nuovo.
Dal primo filo d'erba.
E nel vento dell'estate,
Ondeggiano le spighe
Avremo ancora pane
Il pane della vita.
Nel focolare della vecchia cascina
Col ciocco sempre acceso
"La risdrura" ( la padrona di casa)
Dopo una lunga giornata
Attorno al camino prepara la polenta
Ed il saporito cotechino
Mentre sulla tavola
Ha preparato un fiasco di vino
Attorno al camino
Si sente gracchiare uno stormo di corvi neri.
Che alti nel cielo stanno a volteggiare
Mentre il camino affumicato
Continua sbuffa fumo nero
Come la vecchia vaporiera
Del passato.
Torre Mozza
Era un villaggio di agricoltori
E di antichi pescatori
Oggi è un piccolo centro
Baciato dal sole.\
Un vero miraggio
Di un bianco paesaggio
Che si specchia nel suo azzurro mare
Un tempo molto lontano
Altro non fu che un trullo a mo di fortezza.
Attorniato da casette strane
Dai cappelli a punta con strani
Cupole dette Trulli
All'ombra della sua piccola spiaggia
Dove le onde s'infrangono contro gli scogli,
Si erge superba la sua Torre
Che da secoli sfida le guerre e le intemperie
Senza scalfirla.
E'come perla incastonata
In un anello di mare, rifulgi di bellezza
Ti cinge,
Il suo nome Torre Mozza è dovuto,
Probabilmente ad un errore di costruzione
Della sua originale cupola
Che in Greco significa trullo
La storia ci racconta
Che appena terminata la cupola.
Si è collassata
Sembra che fu costruita
Dai coloni Greci
Della civiltà Messapica
A difesa dei pirati o dai Saraceni,
Che come sciacalli e iene
Infestavano le coste del Mediterraneo
Specialmente quelli della Magna Grecia.
Tutti i villaggi di Ugento, del mare Ionio
E dell'Adriatico
Fu una vera roccaforte difensiva
Nei mari e lungo il litorale
Sfruttando le pietre delle
Cave e dei campi costruirono
Le loro belle città e monumenti
"Granelli di carparo, tua bellezza
Dall'ellenica fonte"
E ti bacia il vento del Salento
Geloso ti rapisce e porta con se.
Diedero vita ai primi
Raggruppamenti umani
Di casupole lungo il litorale
E sulle rive del mare
Il riverbero di civiltà,
Di storia
E d'arte si spande
Verso i mari e gli oceani
In altre sponde approda.
Nella Magna Grecia
Oltre alla vite
Piantarono l'ulivo della pace
Abbiamo ammirato dal battello
La punta estrema di Leuca,
Che sembra la prua di una nave
Protesa verso il mondo orientale
Questo paesaggio è disposto
In più piani,
Che sfumano e si fondono all'orizzonte,
Tra cielo, terra e mare
Tra preistoria e leggenda
Ispirata dai versi del poeta Aldino De Vittorio
Il sogno.
Che cosa è un sogno?
Che cos'è un pensiero?
E' il silenzio della notte
Stellata.
La mia penna scrive e racconta
Storie di vita da instancabile
Sognatore
Ma al risveglio la magia del sogno,
Ci porta a fantasticare.
Il sogno è un'immancabile
Accompagnatore delle nostre notti
Fra le lenzuola
Dove ci affascina il profumo di viola
Nei sentimenti e nelle emozioni
Alcuni ricordano i propri sogni
Ogni mattina
Altri invece molto raramente
Ricordano i significati
Che egli vive
Interiormente
E le esperienze che
Precedentemente ha avuto
Attraverso i sogni.
Altri fiori coglierai
Con le tue dita.
Nel giardino fiorito
Dell'amore.
Nel descrivere un paesaggio
Con la matita
Ho cercato una risposta
A queste domande
Nei libri di grandi autori che ho letto
Ma le mie parole caddero
Come una goccia
D'acqua dentro il pozzo del silenzio.
Solo il grande pittore Marc Chagall
Dipinse le sue opere immortali
Del suo sogno nello spazio
In una combinazione perfetta:
Tra sogno e immaginazione.
E tra sogno e magia
Sopra le stelle dipinse un poema
Le sue opere stilizzate
Che volano nel cielo stellato.
Spesso ci illudiamo che
Il sogno é il nostro presente e il nostro
Domani
Ma il tempo scorre ancora
E cerca qualcuno che ti faccia sorridere,
Perché ci vuole solo un sorriso
Per far brillante una stella
Nell'azzurro cielo
I nostri pensieri spesso sono
Ammantati di sogno, sospesi fra le nuvole
Rosa dell'aurora che illumina
L'universo.
Un vecchio saggio mi disse:
Cerca la risposta dei tuoi sogni
Nella totalità della psiche
Che viene così riconosciuta
Nell'articolazione dei valori
E dei significati della vita.
E nella varietà dei sentimenti
E delle emozioni che durante la notte
Sognando cerchiamo di dare un significato
Perché nel sonno puoi trovare
Quello che il giorno non ti può dare.
Non parlare mai di amore
Di sogni e di pace:
Perché un Uomo ci ha provato
E lo hanno crocifisso.
Perché il sogno è soltanto
Una dimensione onirica
Irreale come certi sogni
La via dell'amore
Nessuna strada carrozzabile
Manarola è unita al capoluogo
Da una spaziosa galleria
Ferroviaria
E da un caratteristico sentiero
A picco sul mare.
La via dell'Amore
Fantastica passeggiata
Tra Manarola e corniglia.
Una serie di corte gallerie
Tra una galleria e l'altra
Soltanto una sciabolata di luce
E poi ti appare un angolo verde
Di un paesaggio mozzafiato
Di un autentico paradiso terrestre
In successione ti appaiono
Riomaggiore, Manarola e Vernazza.
Dalla sommità dei monti,
Strapiombante quasi a picco sul mare
Fino alle falde che l'onda bagna gli scogli,
E le solitarie spiaggette
Quando improvvisamente
Ti appare un unico ubertoso vigneto
Allineato da piccoli muretti a secco
Che visti da lontano, prendono
L'aspetto di una gradinata immensa.
Dopo il Golfo dei poeti
Ecco il pittoresco villaggio marinaro
Di Tellaro, che sorge su di uno sperone
Roccioso che scende verso il mare
Ciò che rimane del borgo antico
Sono le antiche fortificazioni
E le mura che circondano le case
Dai caratteristici colori pastello
Al centro della piazzetta sorge
L'antica chiesa che s'affaccia
Sul glauco mare
Il piccolo centro di Fiascherino
Si estende lungo l'incantevole baia frastagliata.
Tra Lerici e Tellaro.
Nel 1913-1914 nel paese dimorò
Lo scrittore inglese David Herbert Lawrence
E la sua compagna Frida.
Ma anche il nostro grande scrittore e regista
Amico carissimo Mario Soldati.
Che l'ho conosciuto molti anni fa
Ad Alessandria.
Luogo scelto dal grande scrittore
Autore di tante opere,
Ammiravo il suo modo di narrare estroso,
Incalzante,
Capace di convertire il dato più realistico.
In un evento straordinario.
I suoi film erano pervasi da autentica poesia.
Da "Piccolo mondo antico"
Il colle di Nava
Il mio ricordo lontano
Nel tempo
Mi porta a rivisitare
Nei meandri
Della memoria
Ormea, un amore di borgo antico
Che si presenta a forma di cuore
Caratterizzato da un intricato
Labirinto di vicoli del centro storico
Impreziositi da antichi palazzi
E suggestive piazze
In principio del paese
Vediamo la chiesa di S. Martino
E le case stinti dal tempo
Nelle quali sembra che il tempo
Essersi fermato
E'un borgo chiamato città
Circondato dai monti
E dominato dai ruderi
Del vecchio castello
Una sola strada attraversa
Lo storico centro
Il castello è posto sulla collina
Che sovrasta l'abitato
Da dove si gode ottimo panorama
Sia per le montagne circostanti
Che per le verdi valli
Che si chiude in una conca
Il borgo è bagnato
Dal giovane fiume Tanaro
Che nasce sulle vicine montagne Marittime
Sulle sue sponde in primavera
Germogliano le viole
E nascono fra i giovani i primi amori
Con" Le tuse"
Le belle ragazze del paese
E le villeggianti provenienti dal Ligure mare
Ricordo di un piccolo treno a scartamento
Ridotto con partenza da Ceva
Percorre la val Tanaro
E termina a Ormea
Che era l'ultima stazione
E' fu anche la mia prima
Destinazione
Proveniente dalla città di Bari
Il territorio confinava
Con il colle di Nava
Dove germoglia la lavanda
Una rima pubblicitaria
Degli anni 30)
Così recitava la bella canzone:
" Sul Colle di Nava, vicino alle stelle
le cose son belle, le cose son belle.
Il Colle di Nava, profumo ci manda
Odor di lavanda, Odor di lavanda "
Il colle di Nava,
Svetta sul versante della
Val Tanaro dove confina
Con la Liguria
In certe occasioni si attende l'alba
Per vedere ancora una volta
Le montagne colorarsi di rosa
E di turchino
Ed il sole lento si affaccia
Dalle vette imbiancate.
Nei giorni sereni si può ammirare
L'azzurro e meraviglioso mare.
I platini di rosso colorati
L'acceso colore rosso
Dei platini del viale
Mi ricordavano
Il crepitio divertito delle foglie
Rosso giallo oro
Che volando dai platini sul viale,
Pure il piazzale era coperto di foglie
Rosse, di foglie morte
Che cadendo s'addormentavano
Fra lo stelo riverso:
Dalla vigna dietro casa
Ed anche dal vecchio ciliegio
Il vecchio castagno secolare
E la Magica Quercia
Che si stava spegnendo
Come la volta del cielo
Che volgeva verso il tramonto
Che aggiunse Rosso fuoco,
Rattristata …. Spoglia
Gli scoiattoli saltellavano
Sul ramo contorto
Mi guardavano….che osservavo
La magia della natura
In quella grande radura
In continua trasformazione
Rutilante
Non c'è 'acqua azzurra e pura
Di poetica linfa
Il profumo è prigioniero tra le foglie
Tremule rivolte verso il tramonto
Che cala silenzioso tra i boschi.
Il cielo cambia anch'esso colore.
Quasi per preparare
Una stupenda cornice all'alpe
Che sta cogliendo l'ultimo
Bacio del sole
Una dolce tristezza
Per i petali che s'infrangono
Nei contorti gorghi
Di quel querulo ruscello limpido
Che sgorga in un luogo fresco
Antico, misterioso
L'acqua!
Sì, è proprio così!
Un miracolo della vita
Ma il ruscello piange tra foglie e petali
Color rosso vivo
Come le labbra di una giovane donna
Innamorata
Nel cuore delle rose
Sul greto dimenticate probabilmente
Da una giovane donna
O di una Dea molto innamorata
La Langa
Mentre la nebbia sale
In quel mare di colline
Dove in autunno mi piace andare
Per ammirare i lunghi vigneti
E per vendemmiare.
Ma anche per ammirare
Le sue bellezze naturali
I suoi rossi tramonti
Di campi verdi o rossi d'autunno,
O velati di nebbia, o d'inverno innevato.
Dai vecchi borghi delle Langhe
Con le sue case sul costone arroccate
Nelle cantine a ribollir dei tini
E il nebbiolo sorseggiare
In questo fine ottobre di sole
Che fa nascere nei prati
Le profumate viole
E sotto i boschi di pioppi
E di nocciole
Si raccolgono i profumati funghi
E i bianchi ricercati tuberi
In tutto il mondo conosciuti
La città di Alba è la patria del prezioso tartufo.
La prima volta mi è stato servito
Sulla fonduta dei suoi saporiti formaggi
E sui piatti speciali
E il tutto di barbera innaffiato
Che deliziano i commensali il palato
Con la gastronomia locale
Oltre al tubero eccezionale
Sboccia un magnifico e raro fiore
Nel costone della roccia bianca.
Nell'ombra della sera
Il ricordo affiora intatto
Delle ragazze belle e innamorate
Che vedo nella penombra
A cavallo della mezza luna dondolare
Amica mia dei tempi lontani
Apri al vento le tue mani
E libera il tuo cuore triste
Nell'ebbrezza della sera
Le parole lasciale fluire
Piano piano, verso l'infinito
Orizzonte
Fra queste colline spioventi
Si diffondono nell'aria
Dalle corde musicali
Di una chitarra romana
Una canzone d'amore
Mentre al chiarore della luna
Danzano delle fate stilizzate
Nella penombra della sera
Così anche quelle parole d'amore
Diventate note musicali
Che si trasformano in poesia
Che nel colore del cielo
Dipingeranno una storia
Con la musica dei ricordi
E la forza dell'amore
Le favole
Le favole
Alle prime luci del mattino
Nell'atmosfera sognante
Che pervade il tutto
E contribuisce a darci la
Sensazione di un sogno.
Bastava alzarsi e sporgersi dalla finestra.
Aperta sul cielo stellato
Di quel mondo incantato
Per sapere che quello era il primo
Mattino del mondo
Ci sembrava di vedere la dea Siva
Che avevamo visto nei libri delle favole
Mi accosto alla finestra
Notando appena l'assenza
Del profumo di viola fra le lenzuola
Vi era la dea fenicia dell'amore,
Della fertilità e anche della morte:
In suo onore
Dice la Dea sognante
Alle sue ancelle dai lunghi capelli biondi
E una nuvola vaporosa di veli bianchi
Che fasciava le loro bellezze nascoste
In una delle sue rare apparizioni
Di aver sognato il grande amore
Visto nelle forme di un Angelo dalla finestra
Del Balcone
In una notte serena di plenilunio
Da dove si ammirava un monda nuovo
Un mondo fantastico
Dove esiste ancora l'amore,
Da quella finestra si ammirava inoltre
Un paesaggio fantascientifico
Con giardini di fiori rari e profumati
E la Dea sogante con il
Cuore gonfio di gioia
In questo mondo grigio,
Senza pace e il cuore sterile
E senza amore.
Oggi, non esistono più nell'immaginario
Collettivo le fate e i cavalieri
Erranti che facevano sognare
Adulti e bambini
E' terminato il mondo delle fate,
Dettate dalla grande fantasia.
Nelle lunghe sere d'inverno
Al tepore del focolare.
Oggi i nostri bambini
Non sanno più fantasticare
Perché sono finiti i tempi delle favole.
Ma s'interessano delle guerre stellari
Dimenticando le belle favole di Biancaneve.
E i Setti Nani
Ma per fortuna, qualcuno ci ha pensato
Di fare rivivere la storia di Pinocchio
Il Burattino di Collodi
Che sembrava dimenticata
Nocera Terinese
Poesia dedicata al Gabbiano
O Nocera!
Percorrere fino alla fine
Il tuo splendido litorale
Arido come l'oggi dei miei pensieri
Non fermeranno i miei piedi.
Stanchi il vento della sera
E neppure questa notte
Senza luna ne domani
I miei occhi si tuffano
Ancora nell'azzurro
Del tuo mare.
Vera
Grazie Vera per la bella poesia che mi hai dedicato
Il Gabbiano
Ricordo le ultime parole di
Teresa mia madre.
All'alba di quel lontano mattino
Quando sono partito per arruolarmi
Nell'Arma, tu mi dicesti:
Figlio mio prediletto
Ora che sei in principio
Dalla tua carriera militare
In provincie lontane
Dalla tua Old Calabria
Diventerai grande
Amatore di pace e di giustizia
Acqua cheta oggi tu sei
Ma oceano diventerai soccorrendo
Vecchi, bisognosi, donne e bambini
In principio ti sentirai triste ed inquieto.
In quel tuo quotidiano lavoro
Ma al termine della tua lunga giornata
Non potrai essere veramente felice.
"Fino a quando
Nel giorno che muore
Un solo uomo
In tutto il mondo,
Verserà in silenzio
Le lacrime amare
Della solitudine"
A chi ti chiede chi sei?
Da dove vieni?
Dove vai?
Così risponderai:
Il mio passato
E' ch'io sono stato
L'ho già dimenticato
Il mio futuro?
Credo ci sia nessuno
Capace di vedere oltre quel muro
Del nuovo presente
Mi spiace tanto, sono in servizio
Non posso dirti niente.
Ti sentirai felice di essere stato
Vai è torna vincitore
Mio piccolo cavaliere errante.
Si! Dopo una lunga carriera militare
Sotto le ali della grande Aquila della Benemerita
Ho raggiunto il massimo grado
Dei sottufficiali
E per coronare le mie aspettative
Mi è stata concessa la Croce
Di Cavaliere della Repubblica,
Come tu sognavi
Soltanto che tu non c'eri più
Per festeggiare
Perché il padre celeste ti aveva chiamata
Così in quel Paradiso
Dove c'è la vita, la Verità e l'Amore
Nell'unità del Figlio e dello Spirito Santo
Dove vivono i giusti
Ma quella croce di Cavaliere
L'ho dedicata a te, mamma Teresa.
Dedico questa poesia a Teresa mia madre , che ha sempre
Sognato di vedere un giorno il suo piccolo cavaliere errante
In sella di un baio destriero galoppare sui sentieri
del Bel Paese con la bandoliera bianca e il " Pennacchio Rosso Blù
I colori
La nostra tavolozza da pittore
Ci parla del colore, ci narra
La vita di un fiore ci dice
Il respiro del monte.
La tela appesa alla parete
Ci parla del colore dell'acqua di fonte
Che sgorga dal sasso profondo
Colore del mondo
Colore del freddo d'inverno
Che imbianca l'eterno profilo di roccia
Colore di goccia che cade
Colore di neve, talora più lieve
Tal'altra più forte, colore di foglie morte
Nutrici del fiore
Colore d'un giorno d'amore
Colore d un corpo di donna
Vestito di niente
Colore di ambiente montano
D'un bosco lontano
Colore di cime baciate dal sole
Di gigli e di viole.
Colore di caldo d'estate,
Colore di valli inondante
Del nostro stupore, del nostro pensiero
Colore del lungo sentiero che porta alla cima.
Che ora ti appare e prima
Pareva sparita
Colore di vita
Colore è vita.
Questa poesia è stata tratta dalla cassetta escursionistica 1997.
E la dedichiamo a Nello Zaniboni poeta,ex presidente del CAI di Mantova e
instancabile scalatore
Il Sassolungo
Il Sassolungo
Questa mattina é incappucciato
Di neve nera.
Dalla forcella si ammira un paesaggio
Che andrebbe riverniciato
Perché è tutto bruciato
Dall'inquinamento atmosferico.
Fischia il vento questa mattina
Sull'alta e dolomitica cima
Del gigante che sembra addormentato.
C'è tanta pace tra le cime dirupate
Da dove si ammira un magnifico
Paesaggio mozzafiato.
Siamo cinque o sei scalatori
Tutti in fila alla cordata
Sotto di noi c'è il canalone
Strapiombante e il grande ghiaione
Fischia il vento.
E' già Domenica:
La cordata come va?
Siamo fermi sulla forcella
E' ancor Domenica:
Ma la cima è sempre là
Forse alla fine della giornata
Si riesce a conquistar.
Come per incanto tutto ad un tratto
E' calato il vento
Le nuvole bianche si son diradate
E' ritornato a brillare il sole.
E il silenzio domina sul costone
E sulle cime innevate
Dove i rumori sono ovattati
Ad un certo punto ti viene
Da domandarti
Ma che cosa è il silenzio?
E' quel lembo di cielo
Dove si formano gli arcobaleni
Di tanti colori
Dove tutto è in sintonia
Con i mondi cosmici lontani
E le marine senza risucchi
Della luna fredda.
Mi mancherà il fresco fruscio del vento
In questi luoghi del silenzio
Che oggi accarezza il mio viso
E mi fa dimenticare le brutture della vita.
Questa pace silenziosa
Rallegrata dai colori vivaci
Del lungo sentiero
Che porta alla cima
Che si perde
E poi scompare fra le valli
Inondati di sole
Questa pace solatia
Penetra fino al profondo dell'anima
Dove Dio ci guida dall'alto dei cieli
Oggi è come ieri.
Buon Compleanno
Adriana,
Amore mio
Sono passate molti anni
Di quel 15 ottobre
Tanto che mi sembra ieri
Oggi si alza davanti a te l'intero sogno
Di quell'autunno fortunato
Del giorno che sei nata
Oggi è un giorno di pura allegria
Un giorno di festa
Di omaggi floreali
Di rossi ciclamini
Di pasticcini senza le candeline
Di brindisi e festeggiamenti
Spumeggianti
In compagnia di Tiziana
Di Mauro e i suoi parenti
Amici e conoscenti
Dedico questa poesia di compleanno
Ad Adriana mia moglie
L'insenatura
Seduto sulla piccola spiaggia
Con la bianca arena
Dove i flutti lambiscono lo scoglio
E terminano i terrazzamenti
Strapiombanti delle Cinque Terre.
Raggiungibile soltanto a nuoto
O con la barca la brughiera
Sono stato impressionato
Dalla bellezza dei luoghi
Solatie e isolati
Ma il sole è già da un pezzo
Che si è svegliato
Osservo ogni piccola cosa
Come il petalo di rosa
Che galleggia sull'onda spumosa
E l'immensità del cielo
Che si sposa con l'azzurro del mare
Sono attratto dagli sciacqui
Delle onde
Che leggere accarezzano
Le mie membra stanchi
Gli occhi sono arrossati
Ma non di pianto
Ma dalla brezza fresca del mare
Lo sguardo si perde nell'infinito orizzonte.
Tra mare, insenature, colline
Spioventi e monti
Uno stormo di aironi grigi
Sorvolano alti nel cielo
Mentre i miei bianchi e simpatici gabbiani
Che in picchiata si tuffano sulle mai
Prendere il cibo della vita
Mentre la mia mente contempla
Le bellezze del creato
Sento un senso di piacere
Le onde spumose si agitano
Rumoreggiano e si infrangono
Contro le scogliere
Il vento le accarezza i biondi capelli
E il corpo perfetto di giovane bellezza
Che solatia continua ad ammirare
Le bianche onde del mare
Il silenzio del luogo mi avvolge
Sussurrandomi verità assopite
Che il tempo non ha saputo cancellare
Io, e solo io,
E questa pace solatia
Che ha il sapore del mio animo
Il sapore della vita
E che la sfuma bianca del mare
Lambisce e sfiora
In questo universo infinito
Tra terra, cielo e mare
Il Caino Sogna
Dopo La festa il "Caino Sogna"
Non essere triste questa sera di festa,
Perché il sole risplenderà ancora
Sulle cime di questa foresta
Come pure l'oro dell'aurora
Colorerà le vette immacolate.
Caino, non guardare
L'ombra che offusca la collina,
Ma lassù la cima.
E se il sole sta morendo,
Non pensare
Che tutto è finito,
Sorgerà domani più invigorito
Per chiederti conto
Di quella pace
E di quel riposo
Che la notte ti ha portato
Oh pallida luna adombrata
Illumina il rifugio che domina
Lo strapiombo
E lascia stare questo strano mondo.
Una chitarra fa la serenata
All'ombra della luna,
Alla fine della giornata. Una fontana
Racconta storie d'epoca lontana.
L'eco nella notte mi ha risposto
Vicino all'albero del bosco
Con voce tenebrosa e vaga
"Eterna" e la leggenda dell'amore.
Questa poesia è stata tratta dal libro escursionistico
"Giro lungo dell'America. - 30 giugno 1997
Che dedico agli amici instancabili del CAI di Mantova.
La vendemmia
I ricordi della vendemmia
Dalle colline spioventi delle Langhe
A quelle del Chianti e del Montalcino
Dal Friuli alle colline Moreniche
Dove si produce il re dei vini.
Il profumo acre del mosto
Dei tartufi e il tripudio dei fiori
Di questa bellissima stagione
Questi sono i ricordi che sfiorano
E che invadono i nostri sensi
E la memoria
Questi sono i luoghi della storia
Che fecero grande il nostro Paese.
Aimè, sono tristemente passati
I ricordi del nostro passato prossimo
Ma nulla è da allora cambiato
E' una tradizione che continua nel tempo
La cultura della vite
Dai coloni greci ai tempi nostri.
Che collegato ad esso c'è il palmento:
Una vasca rettangolare per la pigiatura dell'uva
Che arriva direttamente dai filari
Con i carro o la cavalcatura.
Noi ragazzi eravamo impazienti
Di entra nel palmento
Di pigiare con i piedi l'uva
Negli anni da poco trascorsi
Quando con Adriana mia moglie,
Per diletto o per restare in allegria
Con i nostri amici vendemmiatori
Partecipavamo con la gioia nel cuore
Andavamo tutti gi anni ad aiutare a vendemmiare
Nei vigneti dei morenici colli
Di San Martino e Monzabano
In quelle colline spioventi
Prima che spuntassero i primi raggi del sole
Era bello ammirare
I grappoli maturi dell'uva nei filari
Con ancora le gocce di rugiada
Che impreziosivano i grappoli e gli acini maturi
Da un filare all'altro del vigneto
Si poteva anche ammirare
I paesaggi mozzafiato
Dove il sole sull'acqua placida
Del Lago di Garda danzare
Alla fine della vendemmia si festeggiava
Con una tavolata all'aperto sull'aia
Il vino vecchio spillato nei boccali
E il tipico coniglio alla cacciatora
Cucinato nel tegame di argilla,
I festeggiamenti talvolta proseguivano
Con danze e canti fino a tarda ora
Ma anche il giorno della pigiatura,
Sull' aia si suonava la fisarmonica,
Si ballava, si mangiava
E s' intrecciavano nuovi amori
Oggi con l'avanzare della
Meccanizzazione
Si sono perse le belle tradizioni
Ma si festeggia con altri riti
Anche qui nei paesi idillici di collina
Si percepiva ovunque un cambiamento
Non c'è quell'allegria di un tempo
Ma è rimasto ancora il profumo dei grappoli
E nel tino il mosto fermentare
Per le strade un via vai di trattori e rimorchi
Carichi di grappoli d'uva appena raccolti
Che li portano alla Cantina Sociale
Oggi, ci da l'impressione
Che tutto questo non accade più
Ma le tradizioni si ripetono
Dal tempo di re Bacco
La vendemmia è un rituale antico
Ma più che un rito è una festa
Nel passato di questa festa bucolica
Si sono interessati
Anche grandi Poeti come Catullo
Che hanno cantato con i loro versi
Le verdeggianti colline Moreniche
Dove germoglia la vite.
Vino e poesia
Nella storia del nettare di Bacco
E la figura del poeta
Hanno camminato sempre
Mano nella mano
Noi invece ci limitiamo
Ad ammirare la magia dei colori
Di questo paesaggio sfuggente
Incorniciato dai luoghi sognanti
La gente arrivava nello spuntar dell'aurora
Quando la guazza e la nebbiolina
Inerte vapora in cielo
E il cielo è sempre di un azzurro smagliante
Dai tramonti il Lago si colora,
Autunno sul Trentino
In questa stagione autunnale
E' meraviglioso camminare
Sui silenziosi sentieri
Oggi come ieri
Che ti portano sempre più su
Fino a farti raggiungere la
Meravigliosa cima
Il torpedone questa mattina
Si è fermato al Passo di San Pellegrino
E dopo una breve sosta
Ci siamo immessi
Nel sentiero in mezzo al bosco
Che gi ha portati
All'altopiano delle Fuchiade
E' meraviglioso attraversare
Il grande bosco ombreggiato
Dagli alti e chiassosi abetaie
In autunno in montagna,
E' un tripudio
Di colori, profumi e sapori
Di funghi, di more e di mirtilli
Mentre nella valle Rutiliana si era già
Vendemmiato
Mentre nell'aria si percepiva
Il profumo del mosto in fermentazione
Questa è una stagione
Da godere in campagna
Nelle vallate e in montagna
In basso, quasi nel vallone si ergono
Le arrossate Pale di San Martino
Illuminate dal sole
Che emanano una nota di allegria e di colore.
Attraversando l'altopiano punteggiato
Di casette di legno adibiti a fienili
Che parlano di tradizioni antiche
Ma noi oggi siamo nel cuore
Delle meravigliose Dolomiti
Questa è la zona che ci dà l'incanto dell'acqua.
Con i suoi queruli e chiassosi ruscelli
E' una montagna da amare
E soprattutto da rispettare
L'autunno è una stagione tutta
Da scoprire e da vivere,
Nella quale gli alberi e le viti si tingono.
Delle sfumature più calde e accese
Dal rosso, dal giallo e dall'arancione
Dopo di aver dato alla luce frutti eccellenti.
Castagne saporite, mele succulente
E le uve che danno eccellenti vini
Senza parlare dei suoi panorami incantevoli.
Da contemplare in rispettoso silenzio
Nella tranquillità della sua quiete
Una quiete ricca di gorgheggi di uccelli
Dai merli ai fringuelli
Dell'armonioso dialogo del vento
Con i suoi ruscelli
Tutt'intorno alle sue alte cime
Che si stagliano imponenti nel cielo
E le ampie vallate
Con i suoi immensi e verdi prati
Che profumano di fieno
Seduti per una meritata pausa
Su di una cima
Ti rendi conto che anche il tempo
Sembra farsi più indulgente,
Rallentano i ritmi dei nostri passi
E della vita.
Che appare ancora scandita
Dagli antichi rituali
Dalla montagna incantata
Che attende di essere dal'uomo amata
Solo così si può scoprire un mondo
Che forse sta per scomparire.
In seguito al dissesto geologico
Agli incendi selvaggi
E anche alla cementificazione
E all'abusivismo edilizio
Basta un piccolo temporale
Per causare un'inondazione
Per seppellire interi borghi e paesi
Montani.
Con persone morte e sepolte
Per l'incuria dell'uomo.
Come è successi in questi giorni sulle
Meravigliose colline di Messina
Con i suoi uliveti contorti
E in primavera i mandorli in fiore
Non bisogna dare sempre la colpa alla madre natura.
Ma spesso si verificano
Ad opere dell'uomo
Per negligenza, imperizia e in osservanza
Alle leggi dello Stato
In questo caso
E' meglio prevenire
Perché dopo è molto
Difficile reprimere.
Il Golfo del Tigullio
Dal promontorio di Portofino
All'estremità della penisola di Sestri Levante
Si ammira un paesaggio idillico
Un paesaggio paradisiaco,
Che ti avvolge con il suo profumo e
La sua bellezza.
Ma bello è ciò che è semplice, armonioso,
Armonioso e, unico.
Bello è il risultato naturale
Delle forze della natura,
Che mescolando i suoi tre elementi
Ha riprodotto l'essenza stessa
Della seduzione
Della bellezza estemporanea
Notevole del Golfo del Tigullio.
Impresa difficile rendere con le parole
Lo straordinario incanto di questi luoghi
Di queste bellezze naturali
Bisognerebbe viverle o visitare
Create nel tempo dalla meravigliosa natura.
E ancora è improbabile descrivere le sensazioni.
Dell'anima alla vista di questo conturbante
Incontro tra acqua, e terra
Tra macchia mediterranea e profumi
Il Tigullio è mare che bagna,
Torrenti che scavano valli, laghetti
Di montagna,
Con i suoi caratteristici pini marittimi
Contorti dal vento
E la scogliera aspra,
Montagna severa
E' vento che agita il mare
Le onde che sfumano sulla scogliera
E trasporta i profumi della macchia
E dei giardini delle sontuose ville
Di una sfortunata e bella principessa
Che in una notte di violenta tempesta
Sparì fra i flutti del mare.
Ma qualcuno dice che nelle notti
Di luna piena di bianco vestita
Appare
Fra la scogliera e il mare
Ma questo bellissimo promontorio
Si rende importante custode
Dei silenzi secolari
Ma anche noi in questa fine settimana
Settembrina, come un bianco gabbiano
Siamo approdati
Fra la scogliera e il mare
In questi importanti località del Tigullio
Dove si alternano specchiandosi
Nel blu intenso del mare
Caratteristici borghi marinari
Dall'identità straordinariamente semplice
Barbicati fra le scogliere e l'azzurro mare.
I Girasoli
Il campo di girasoli
Rotondi e colorati di un giallo intenso,
Così sono i meravigliosi fiori
Che ho appena ammirato.
Sono bellissimi fiori pieni di gioia,
Un po' come i grandi pittori
Che di luce e calore vivono,
Intensamente
I loro grandi momenti nel fissare sulla tela
Il loro splendido colore
Ieri non era un giorno di festa
Ma una giornata soleggiata e fresca
Che spirava una leggera brezza
Che scendeva dalle Alpi
Proseguendo in una campagna immersa
Nel silenzio fervore delle opere:
Dei campi nella grande Valle padana
Percorremmo il riposato paesaggio
Di cui per la gran distesa
Si possono scorgere lontani profili
Di monti e le prime cime
Delle Alpi discoste e nevose.
Nelle giornate limpide come oggi
Volgendo lo sguardo a mezzogiorno
L'Appennino si disegna domestico
E quasi confuso nella linea della
Immensa e splendida pianura
Mia moglie Adriana
Ha accostato la sua autovettura
E si è fermata in'ampia piazzuola panoramica.
Da dove si ammirava un vasto paesaggio
Con il contorno lontano
Delle Alpi e degli Appennini
Che serve a fondere insensibilmente
L'immensità verde del piano
Con l'immensità azzurra del cielo
In quel mare di gialli girasoli
Ho visto lei,con la sua allegria,
la sua voglia di fare,
Ma sopratutto la sua luce nei capelli
E nei suoi grandi occhi,
Laggiù in fondo alla grande valle
Dove terminavano i girasoli
Si intravedeva il "Torrazzo"
Di Cremona, che veniva
Paragonata dagli antichi
Ad una gran nave
Che solcasse un mare
Di smeraldo.
Il fiore così complesso del girasole
Che segue costantemente l'evoluzione del sole
Vuol dire estate e profumo di mare
Ma soprattutto vacanza e gioia di vivere
Ho chiesto al contadino
Di cogliere il mio colorato girasole
E per farne dono al mio amore.
Proseguendo il nostro viaggio
Nella pianura solcata dai lunghi fossati.
E dagli alti e chiassosi pioppi
Dove da poco i vasti campi di grano
Erano stati trebbiati
C'erano solo le secche stoppie
Che sembrava un paesaggio desertico
Un paesaggio morto.
Quel grande campo di girasoli
Ci hanno ispirato questi semplici versi
Riscaldandoci l'anima e il cuore
Ci hanno ricordato le grandi opere
Dei pittori impressionisti
Come Vincent Van Gogh e Claude Monet
Nonché i macchiaioli toscani
Grandi poeti e scrittori
Le loro opere più belle sono quelle
Ispirati dai magnifici girasoli.
Dentro l'alba del nostro fiume
Il fiume della vita
L'estate è già quasi finita
L'autunno è alle porte.
E sui prati ci sono le prime
Foglie morte.
Sulle rocce bianche di Leuca ho salutato
I simpatici e bianchi gabbiani
Che seguivano la scia del veliero bianco
Ma questa mattina li ho ritrovati
Lungo il Fiume della vita
Come pure i fagiani
Le folaghe svolazzare.
Dal velluto del verde delle golene
Ti veste i tuoi fianchi
Il sole che apre le ombre
Alla notte che ti ha fasciato
Con le piume più morbide
Del respir di luce
Al tocca dell'ala,
Su su che si fa più oscura
Sul tuo seno
O fiume delle Vita
Fiume del nostro cielo.
Ma nel gorgo delle ninfe
Che le nubi a mille
Hanno fatto un fiume,
Senti il ridere
Dell'ale del cielo
Che muovano a folle giro
Tra luci e colori e l'ombra
Che le labbra il sol
Lascia nel fiume.
E sugge da questa che è l'anima
'na ninfa che dà la vita.
L'uomo che cammina
Lungo il sentiero dell'argine
A sentire il fruscio delle voci
Che sanno di cielo.
E il morbido toccare
Dei colori e dei venti
E delle foglie appena che son mosse.
Fischio di vento a brividi
Dentro le canne che intonano
La marcia disperata di settembre
Percosse dalla pioggia sottile:
Che non cesserà oggi, domani, più.
La barca del pescatore scivola
Nel silenzio del crepuscolo
Con livide ali
Di stornelli che sfiorano
Le case degli agricoltori
Senza luce di focolare
L'infinito orizzonte
S. Maria di Leuca con il tuo
Rinomati Santuario sei come
Una perla incastonata
Fra le rocce bianche
Della falesia che ti cinge
Trepidante
E ti bacia il sole ed il vento,
Geloso ti rapisce porta con se.
Granelli di carparo,
La tua bellezza
Questo splendido mattino
Ci siamo imbarcati su di uno snello
E veloce brigantino
Dotato di due alberi maestri.
Con le vele bianche dal
Vento di maestrale gonfiate
Che ci ha fatto navigare
Su questo bellissimo e azzurro mare
Delle coste di S. Maria di Leuca
Dove felici furono
I nostri giorni settembrini
Facendoci vivere delle sensazioni visive
Che hanno suscitato in noi bellezza
E gioia di vivere
Navigando in queste frastagliate coste
Dove sono costellate da antiche e caratteristiche.
Grotte carsiche
Ammirando questo mare
Un pensiero continuamente mi assale:
Le voci si diffondono nell'aria
Come frullo di ali di bianchi gabbiani
Dalle zampe rosse
Che ci seguono gracchiando lungo il percorso.
Ogni tanto si tuffavano a picco sulla
Tolda del veliero
A prendere il cibo fra le nostre mani
Fra nuvole bianche e cirriformi
Nuvole colorate del tramonto della sera
Dove prima radioso folgorava il sole
Fra le bianche parete rocciose
Vi sono fichidindia abbarbicati
Con fiori rossi e frutti spinosi
Dalla prua del vascello vediamo
Leuca di bianca vestita
E baciata dal sole calante
Che sorge all'ombra del suo alto faro
Che è una guida sicura per i naviganti.
In alto mare
Mentre la selenica luna illumina le sue pareti.
Biancheggianti e rocciose
Mentre più a valle germogliano gli ulivi
Contorti portati dagli antichi Greci
Che in una notte al chiaro di luna sbarcarono.
In questa antica terra
E fondarono la Magna Grecia
Transitiamo fra i flutti del mare e le grotte.
Ove gli affluivi di campestre timo
Salgono al cielo vivido ed alle stelle.
.. Più a nord si trova Soleto,
Con la sua suggestiva ed alta
Guglia che buca il cielo
Forse un antico poeta Greco
Dorme fra le onde spumeggianti
Ed i lidi
Di questo bellissimo e antico mare
Mediterraneo
... Qui, dove alla pietra leccese
Si sostituisce il tufo carparo, tua bellezza.
Che verso i mari e gli oceani
In altre sponde approda
Tutta l'Italia piange.
Sono partiti baldanzosi
E con la gioia nel cuore
I nostri figli migliori
In una missione di pace
Fra le montagne desertiche
Dell'Afganistan
E oggi sono ritornati in una bara
I sei ragazzi della Folgore
Di legno naturale
Avvolti nel Tricolore
Oggi è il giorno delle lacrime
Tutto il popolo davanti al televisore
Davanti alle bare allineate
Dell'attentato del Kamikaze
Il silenzio funebre è stato interrotto
Dalle note toccanti del silenzio
Della cornetta del trombettiere
Con le lacrime agli occhi
La storia si ripete
Oggi è come ieri
Come sei anni fa quando piangemmo
Sulle bare dei nostri fratelli carabinieri
Nella strage di Nassiriya Iraq
Nel novembre 2003
Nell'ora del lutto e della pietà
Che urge il pensiero profondo,
Come nelle tenebre che più si
Ispira alla luce
Vedove, madri, fidanzate la via
Crucis delle donne
Sono tutte schierate
Nell'aeroporto di Fiumicino
L'attesa dell'atterraggio dell'aereo militare 130
Con le bare degli eroi
Morti nel vile attentato
Di Kabul
Il presidente Napolitano
Ha salutato commosso le bare
Schierate dei nostri figli
Migliori
In questa giornata di lutto
Nazionale e di Grande dolore.
Il Tacco dello stivale
Fra i due mari
C'è un posto vicino al mare
Di villaggi bianchi
Dal sapore orientale
Antichi uliveti contorti dal tempo
Filari di ficodindia fioriti
Tra fiori bianchi e blu dei curati giardini
Dove si vede il mare brillare
Sotto i pallidi raggi della luna che muore.
Ovunque si percepisci il sapore di mare
Il profumo di erbe aromatiche,
Rosmarino, finocchietto e peperoncino
Di eucalipto che risveglino i sensi
E i ricordi della passata gioventù.
E' un posto dove è tutto poesia, musica
Spensieratezza e allegria
Il Salento è una terra di miraggi
Ventosa e fantastica località,
Ma piena di dolcezze
E' conosciuta come il " Tacco d'Italia".
La splendida marina di Ugento
Tra Gallipoli e Santa Maria di Leuca
Con le sue coste forate di grotte
Con le sue spiagge lucenti
Un litorale splendido e sabbioso
Nel mare Ionico Salentino
Un luogo ricco di tradizioni
Con i bambini che giocano sulla battigia
A costruire i loro castelli di sabbia dorata.
Con i pescatori dalla pelle bruciata
Dalla salsedine e dal sole cocente
Che fanno ritorno all'alba semi addormentati.
Ma felici e con le reti gonfie di pesci
Questa é una terra sacra a Cerere
A Pallade e a Dionisio
Splendida di cattedrali maestose
Di castelli possenti
E dei caratteristici Trulli di Albero Bello
Che in greco antico significa cupola
Senza parlare
Dei palazzi, monumenti e cattedrali
Del Barocco leccese
Eccezionale
Abbiamo ammirato la bianca Gallipoli
Di visione orientale
La molle Taranto adagiata
Fra i due mari
Fra insenature e villaggi strapiombanti
" E come perla incastonata
In un anello di mare, rifulgi di bellezza
Ti cinge, trepidando"
E ti bacia il vento che geloso ti rapisce
E ti porta via con se.
Nei vari siti archeologici puoi ammirare
Colonne e capitelli spezzati,
E la loro bellezza quasi dimenticata
Dall'ellenica fonte
Il riverbero di civiltà di storia e d'arte
Si spande per le vie del mondo
Verso i mari e gli oceani
In altre sponde approda.
Nel silenzio della notte
Di San Lorenzo
Questa notte, la notte di San Lorenzo
E' una notte chiara è luminosa
Nella notte delle stelle
Anche la selenica luna risplende
E illumina la notte
Sono stato con il naso all'insù
E guardavo il cielo
Ed ho visto una stella
Cadente morire
E i suoi minuti frammenti
Disperdersi nella volta celeste
Anche i miei sogni della notte
Ho visto svanire
Nel desio del risveglio
Frantumandosi come la stella filante
Perché non era lei la bellissima
Principessa dei miei sogni onirici
Ma domani farò un altro sogno
Un sogno più bello
Perché farò un viaggio fra le stelle
In quel lembo di cielo che scende
Verso l'umanità sofferente
Che viene di là dai tempi,
Delle epoche anteriori ai mondi
Nel mio sogno percorrerò grandi
Spazi interstellari
Dove si percepisce
Soltanto il silenzio assoluto,
Di quelle marine senza risucchi
Dove domina e splende la selenica
Luna fredda.
Vagherò fra le sabbie infuocate del Sahara.
Alla ricerca della rosa del deserto
Per donartela a te amore mio
Scalerò le alte montagne dolomitiche
Per trovare la perla incastonata
Nella roccia calcarea
Che milioni di anni fa emersero
Dal profondo.
Di quel magnifico mare azzurro
Come il cielo
Per regalarla a te
Che ti darà un'infinita gioia
Ti regalerò il mio sogno migliore
Ti regalerò il mio povero cuore
E tu sarai per me
Una bellissima stella filante
Un bellissimo fiore d'agosto
Come quelli del tuo giardino
Profumato di zagara.
Il silenzio di questa notte
Di stelle cadenti
Comincia col far chiudere le labbra
E poi penetra fino al profondo dell'anima.
Nelle regioni inaccessibili
Dove regna
Quella grande pace
Che l'uomo non riesce mai a trovare
Sulla vecchia Terra dove germoglia
Anche il seme del male.
Signore insegnaci a vivere
E anche a volte a sognare
Ed a scoprire il senso della vita
Ed ascoltare, anche nel profondo
Del silenzio e della notte,
A combattere ogni cosa indegna
Ed avere il coraggio della verità
Il Laghetto Blu specchiante
Ai piedi del Cervino
Il Gabbiano vola sempre più alto
Fra le alte cime silenziose
Di questo paesaggio astratto
Alle pendici del Cervino
Da dove si ammirano le bellezze
Del massiccio del Monte Rosa
Vestito di festa.
La giornata è serena,
E lo sguardo spaziava
Sulle più alte e magnifiche cime
Della bellissima Valle d'Aosta
E del Vallese.
Con l'apertura estiva
Dei passi alpini che ha avuto inizio
Proprio nel mese di luglio
E' doverosa un'annotazione
Etimologica:
Il nome "rosa" non allude, come si crede
Comunemente, al colore rosato
Ma alle sue candide nevi
All'alba e al tramonto del sole
Bensì discende dal termine pre latino
"roise", "roja" che significa ghiaccio.
La lunga e rutilante squadra dei "Caini"
E' tutta riunita attorno al laghetto Blu
Era partita all'alba con partenza
Da Breuil Cervinia val d'Aosta questa mattina -
Per ammirare il Cervino ammantato
Di candida neve specchi antesi
Nel famoso laghetto Blu
Il nostro sentiero attraversa i
Boschi di castagni
E foreste di conifere
Dove pascolano indisturbati
Gli stambecchi e i caprioli
Che vanno ad abbeverarsi nella polla
Specchiante
Quando siamo giunti al vertice della montagna.
Il sole era già alto nel cielo
Il Lago Blu è situato a circa due ore
Di cammino da Breuil Cervinia.
E' un sentiero facile adatto
Ai bambini e alle persone anziane
Era una giornata fresca d'agosto
Lontani dalla Valle padana afosa e infuocata
Eravamo una lunga squadra d'amici escursionisti.
In cerca di pace, di fresco e di serenità
La nostra meta era il Laghetto Blu specchiante.
Che altro non è che un piccolo specchio d'acqua.
Contornato da larici secolari
Alimentato da acqua sorgiva
Che abbiamo chiamato la polla della vita
E' stato uno spettacolo ammirare
Quelle suggestive bellezze naturali
Del Gigante bianco con il suo vestito
Da sposa con i contorni dell'azzurro cielo
Quella è la montagna silenziosa.
Dove regna la felicità e la gioia di vivere.
Il laghetto è sempre limpido e consente
Al Monte Cervino di specchiarsi dentro.
Oltre che un luogo bellissimo
E' un luogo di riflessione e di preghiera
Beati coloro che, come l'apostolo Paolo
Si sentono scelti e amati da Dio
Prima della creazione del mondo
Beati coloro che, come Paolo,
Vivono con gioia il mistero della vita
E quello del Signore crocifisso risorto
Come questa meravigliosa e selvaggia
Natura che ci circonda
Queste alte cime silenti
Di questo paesaggio lunare
Che bucano il cielo
Mentre queste alte vette
Sembrano poi veleggiare nell'aria pura
Di questo silenzioso e infinito
Spazio.
Che fa apparire questa grande folla
Di escursionisti rutilanti
Come piccoli pigmei
Buffi e colorati
Nel grande silenzio della montagna
Si sente soltanto gracchiare
Uno stormo di corvi neri
Che alti nel cielo stanno a volteggiare
In quel mondo astratto e ovattato
Ma oltre al bianco si ammira un
Lembo di cielo azzurro come il mare
Che ci fa gioire e sognare
Un mondo migliore che l'uomo
Va cercando senza mai trovare
Ammirando i giganti della montagna
Il Monte Rosa ed il Cervino
E più discosto il Monte Bianco
Che sembra toccare con un dito
La loro cima bianca e baciate dal sole
Ma oggi in questo paradiso terrestre
Siamo come testimoni fedeli
Del Signore Gesù
Che ci ha chiamati a vivere
Questa esperienza unica
A contatto con la Madre natura,
Ammirando questo spettacolo surreale
Metafisico e lunare
Ma, scaturisce spontanea dal profondo
Della nostra anima.
Una semplice preghiera
Per gli amici deceduti
Fra le alte cime
I ghiaioni e gli impervi burroni
In questa omonima e calda estate
In seguito ad imperizia ed improvvisi
Temporali
Il loro ricordo è dentro di noi.
Questa poesia è dedicata ai tanti escursionisti incautamente caduti in montagna.
Il silenzio stellare
Questa notte la mezza luna
Si dondolava nell'immensità del cielo
Come una gondola solitaria in mezzo al mare
Fra i morosi spumeggianti
Di fronte alla Giudecca
Guardando l'immensità del cielo,
Ho visto una stella cadente
Un frammento di stella morente
I sogni svanire nel desio del risveglio
Andavo cercando nel cielo
Briciole di lacrime.
Ma ho trovato soltanto
Polvere di stelle
La dea sognata
Si era trasformata
In un'intensa luce
Una luce vigorosa,
Una luce d'amore
Non era lei la principessa bionda
Della favola che suonava con la cetra
Una canzone d'amore?
Ma era quella fanciulla eterea
Che gridava in silenzio
Nella notte stellata
T'amo, ho mio principe azzurro
Sono sempre qui ad aspettarti
Facendomi cullare nella barchetta
Sulle onde del mare
La toccai,
Ma era gelida la sua mano
E gli occhi azzurri come il cielo.
Era triste.
Ma quello era il vuoto del silenzio
Stellare che viene dalle grandi
Marine della luna fredda
Mi sono svegliato nel cuore della notte
Nel turbine dei miei pensieri
Ma quella fanciulla eterea
Evanescente velata di bianco
Era adagiata sul mio fianco
Vicino al mio cuore
Con il suo ardito e grande amore:
Era la mia fata.
Navigando nel periplo
dell'isola di Ponza
Il Gabbiano ha fatto un lungo viaggio
E si è andato a posare
Sui bianchi e frastagliati faraglioni di
Dell'isola di Ponza
I Faraglioni del Calzone muto
Sono un gruppo di due grandi scogli
E altri ancora che formano l'arcipelago
Che con i suoi 194 metri
E il più alto dell'isola
Che permette una vista a 360
Il capitano ponzese che sta al timone
E' orgoglioso di mostrare le bellezze
Della sua storica isola
Generoso nel partecipare la sua esperienza.
Ela profonda conoscenza dei luoghi
Le sue scoperte e i suoi piccoli segreti.
Prima di partire
Il marinaio cercherà di capire
Da dove spira il vento
Oltre che guardare il mare
E il sole
Perché dal vento che vengono
Le indicazioni del tempo
Un mare senza vento non si muove
Come fanno i vecchi pescatori
Cercare con le orecchie il vento
Per conoscere qu
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