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2017
Poesie del mese

Antologia poetica
L'amore - La donna - Morte dei propri cari - Affetto per i propri cari- Tristezza e solitudine - Il dolore - La nostalgia - Racconto di un episodio - La natura - Gli animali - Gli oggetti - I desideri - I ricordi - Il poeta e se stesso - Il poeta e i luoghi - Il poeta si diverte -


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24 Aprile

Ora
Su questa strada qui ora è buio , fa piuttosto freddo,
da qui sai, nomino spesso Dio invano e non ho progetti di perdono,
da qui non riesco a prevedere, valutare, progettare,
ogni cosa che mi appartiene non è mia,
non mi toglierai la Poesia.

9/4/2017
Maria Attanasio

Un vento antico
Un vento antico
soffia sugli oppressi,
stride più forte
su monopolio
delle dittature,
muove le vele
verso l’altra sponda,
lungo la rotta incontra l’infinito
di profumo di stelle,
la magia delle notti
accende idilli,
le note che rispecchiano la pelle
fanno sentire il verso dell’amore,
ma agita le mani alle stoltezze:
potere, strapotere
brame, ricchezze, onori…
stipano nell’anima zavorra,
il peso gli impedisce di volare.
Giuseppe Stracuzzi

Abendlicher Reigen
Asternfelder braun und blau,
Kinder spielen dort an Grüften,
In den abendlichen Lüften,
Hingehaucht in klaren Lüften
Hängen Möven silbergrau.
Hörnerschall hallt in der Au.

In der alten Schenke schrein
Toller auf verstimmte Geigen,
An den Fenstern rauscht ein Reigen,
Rauscht ein bunter Ringelreigen,
Rasend und berauscht von Wein.
Fröstelnd kommt die Nacht herein.

Lachen flattert auf, verweht,
Spöttisch klimpert eine Laute,
Leise eine stille Raute,
Eine schwermutvolle Raute
An der Schwelle niedergeht.
Klingklang! Eine Sichel mäht.

Traumhaft webt der Kerzen Schein,
Malt dies junge Fleisch verfallen,
Klingklang! Hörs im Nebel hallen,
Nach dem Takt der Geigen hallen,
Und vorbei tanzt nackt Gebein.
Lange schaut der Mond herein.
Georg Trakl

Girotondo serale
Campi pieni di aster viola e bruni,
accanto a tombe i bimbi giocano,
nei riverberi della sera,
in un alito di aria chiara
grigio-argentei gabbiani planano.
Echeggia per i prati un suon di corni.

Nella vecchia birreria più forte
gridano su un violino scordato,
alle finestre sussurra un girotondo,
sussurra un vario giro-giro-tondo,
rapidissimo e di vino inebriato.
Freddolosa fa il suo ingresso la notte.

Sta volteggiando il riso e poi svanisce,
ironica una chitarra suona,
leggera una tacita ruta,
una malinconica ruta
presso alla soglia s'inchina.
Cling clang! Si sente mietere una falce.

D'incanto il lume di candela volteggia,
macchia questa giovane carne cadente,
Cling clang! Senti nella nebbia echeggiare,
al ritmo del violino echeggiare,
e passa oltre uno scheletro danzante.
A lungo su di noi la luna occhieggia.
Georg Trakl      Traduzione Nino Muzzi

Soltanto i gabbiani
Frenesie di luce
sulle onde,
inarginabili
movimenti di colore.

Brividi di schiuma
sugli arenili
e il vento che arriccia
la pelle del mare.

Il libeccio
aggredisce le scogliere,
scuote i viali
di sale e tamerici.

Spinge le nuvole
al di là dei crinali,
le inarca, le sfrangia,
le scioglie nel sole.

Un grido assordante
si piega sui tetti
batte sui vetri
di palazzi provati.

Diventa più acuto
in fondo alle strade
un cupo lamento
sulle piazze di sera.

Soltanto i gabbiani
sembran giocare
con amplie planate
e ardite piroette.

Compiendo spirali
con le ali spiegate
ricamano il cielo
già pronto al tramonto
Dario Menicucci

Aprile
I cani s'allenano alle prime mosche
provano la coda a frusta
e la lingua a termometro di refrigerio

I ciottoli, stanchi di brutte carezze
s'affacciano da torrenti balbuzienti
s'imbiancano alla luce
e qualche mano li fa volare

Gli alberi si vestono a festa
e tramite ambasciatori si corteggiano
tanti si sposano col vento
e qualcuno emozionato
non vede la cerimonia

Rondini nel cielo
croci douple face
ignorate da blasfemi
replicate a gesti dai bambini

Via vai di pagliuzze e batuffoli
a rendere morbida nuova vita
in prestigio al divenire
nel rosario d'orizzonti

Arlecchino taglia e cuce nuove stoffe
e stavolta non vedrà ilarità al suo costume
anzi tutti a imitarlo sorridenti

Sotto al portico, sulla seggiola
il vecchio si stiracchia
aggiorna il calendario
aggiungendo col coltello
una tacca sul bastone

Da: Quando Gli alberi Si Rifiutano Di Ospitare Le Foglie
Michael Santhers

"Venerdì"
E finì dove tutto iniziò
venerdì, in quel campo che Io ho
vissuto, in costante preghiera
temuto, quell'ultima sera.
I grilli cantavano a festa
sigilli esplodevano in testa
terrore puro, io in tempesta
sudore scuro e fragilità.

Un urlo, e tornò la realtà
silenzio e tanta tetra viltà
d'amici, assonnati e impauriti
turbati, infelici, e fuggiti.
E lui poi, amico sapiente
con i suoi, che perfida gente
un bacio, e perdutamente
quel socio chiarì, la Volontà.

Popolo mio, nessuno sa
dove Dio fosse mai, chissà!
Anche per me, Io, suo Figlio:
senza un perchè, pallido giglio
nessun amico a consolarmi
l'eterno nemico a esortarmi
ch'Io fuggissi, sì, per salvarmi
ch'Io tradissi l'esser Deità.

Popolo mio, la verità
quella, son Io, con Umiltà
ma sappi che, un uomo più solo
su, pur tra mille angeli in volo
di me, mai c'è stato e ci sarà.
Ho vissuto stesse realtà
ho patito, freddo e povertà.
Forse, la morte, mi risparmiò?

Dimmi, che male ho fatto o farò
per meritarmi quel che in cambio ho:
tanto livore e futilità
nessun pudore, nè carità.
Così, solo, torno ogni sera
e in quell'orto, volo in preghiera.
Piango, e soffro sete più nera
e ancor offro Amor, tutto per te.

Venerdì santo, 14.04.2017
Ben Tartamo

Haiku – Crepuscolare
Crepuscolare -
il giorno già scolora
campana suona

(Donnas 6.4.2017 - 00,20)
Salvatore Armando Santoro

Telesto
Quel dolore petto, hai presente?
Il peso d’un sogno sullo sterno,
il palpito contro mentre la luce ferisce gli occhi
non sempre pronti per l’alba.
Tu sei perfetto,
la vita è perfetta,
sei un eroe,
come tutti …
come tanti ---
come quelli che hanno lasciato canzoni,
o scie di sangue sui campi di guerra,
o abbracci davanti a portoni nella notte alle innamorate.
Resti con l’amore nel petto
mentre strappi al cielo i pianeti con la bocca,
per mandarli nello stomaco a brillare,
finché sazio di fremiti –

Da “pozioni di crackoina post sentimentale
Jacqueline Miu

Te…a te…la mano saggia
Nel paesaggio montano
s’apre l’occhio
liane dorate
trafiggono la coltre bianca
per accarezzare
la mano…

…mano radice
nodosi pensieri
vene terree
saggio respiro…


il ruscello d’acque argentine
lentamente miagola
scende saltando
lambisce accarezzando
la mano….

accarezzo la tua mano
e sento…te.

laura toffoli

Vediamo ciò che crediamo
Gesù guida la mano di Tommaso
nella ferita con il sangue versato
con l'indice la piaga ha toccato

Quel gran mistero dell’incredibile
che a volte il dubbio chiude la porta
con la fede e ragione a Dio ci porta

Dio non chiude la porta alla Misericordia
Gesù non rimprovera Tommaso per non credere
Lui ha detto, che se vuoi vedere devi credere

Sì, perché basta cercare per trovare
chiedere per ricevere
dare per avere

la nostra fede possiede una forza infinita
come diceva Pascal: quando c'è da arrischiare il finito
c'è sempre da guadagnare l’Infinito
Antonia Scaligine

23 Aprile

Haiku – Crepuscolo
Lieve foschia -
tra l'iride scintilla
astro morente

(Donnas 6.4.2017 - 00,20)
Salvatore Armando Santoro

Buon sangue
Ti mostro la strada che hai smarrito,
ti rifaccio gli occhi che hai cambiato,
ti verso le lacrime che non hai mai pianto,
ti fecondo di figli persi per il mondo,
ti pianto fiori e mai più grane,
ti racconto di loro come vuoi tu,
ti lascio tornare e poi andare,
ti strillo le stelle sul collo,
e poi scrivo che sei l’unico amore possibile
e la fine del mondo più probabile,
e ti illumino a giorno e sarò il tuo bene di ritorni
tu fammi finalmente buon sangue.

2014
Maria Attanasio

Buona Pasqua
Dilagante onda di terrore
si abbatte sulla riva della pace…
non lasciamoci prendere dal panico,
vinceranno la gioia e il perdono.
Facciamoci spiegare
dagli occhi di bambini
che giocano nel fango
tra soprusi
della fame del freddo,
coi piedi scalzi
piangono il dolore
perché vogliono vivere
la gioia
e il calore dolce dell’amore.
Giuseppe Stracuzzi

Abendlied
Am Abend, wenn wir auf dunklen Pfaden gehn,
Erscheinen unsere bleichen Gestalten vor uns.
Wenn uns dürstet,
Trinken wir die weißen Wasser des Teichs,
Die Süße unserer traurigen Kindheit.
Erstorbene ruhen wir unterm Holundergebüsch,
Schaun den grauen Möwen zu.
Frühlingsgewölke steigen über die finstere Stadt,
Die der Mönche edlere Zeiten schweigt.
Da ich deine schmalen Hände nahm
Schlugst du leise die runden Augen auf,
Dieses ist lange her.
Doch wenn dunkler Wohllaut die Seele heimsucht,
Erscheinst du Weiße in des Freundes herbstlicher Landschaft.
Georg Trakl

Canto della sera
Di sera se andiamo per oscuri sentieri,
ci appaion pallide dinanzi le nostre forme.
Quando ci viene sete,
beviamo le bianche acque dello stagno,
la dolcezza della nostra triste infanzia.
Morti si giace sotto fronde di sambuco
guardando verso i grigi gabbiani.
Nubi di primavera si levano sulla cupa città,
che tace dei tempi più puri dei monaci.
Appena presi le tue esili mani
tu apristi piano gli occhi rotondi,
questo avvenne molto tempo fa.
Però quando dolci oscuri suoni frugano l'anima,
bianca tu appari nel paesaggio autunnale del tuo amico.
Georg Trakl      Traduzione Nino Muzzi

L’abbraccio
Avevo bisogno
del tuo abbraccio
ho vissuto
come in un bocciolo
avevo bisogno
di scorrere
sentire
la vita linfatica
in quella stretta
senza fretta
assorbivo radici
respirando
i nostri esseri
incontaminati
forze sprigionate
unico fiore
unità
umido calore
i nostri
geroglifici.

(da, emozioni su carta)
Aurelia Tieghi

Il crocifisso
Luce
diafana
sospesa

lascia
un orizzonte
di tenebre.

Si raccoglie
sul corpo
nudo

lo accarezza
con mani
pietose.

Solo
poche righe
di sangue

dalle mani
lacere
e dal costato.

Colano
sul legno
freddo

sui piedi
e i chiodi
silenziosi.

Il volto
chino
sulla spalla

riverso
tra i capelli
sparsi.

Il dolore
della carne
sconfitto;

un'onda
d'amore
vince la morte
Dario Menicucci

L'Oste er Diavolo e l'Acqua Santa
Er Diavolo e l'Acqua Santa
'na sera andavano a braccetto
diretti all'osteria a bèvese un goccetto
de rosso malandrino ch'er palato incanta.

Così, tra 'n bicchiere e n'antro
parte la scommessa a chi le spara grosse:
er Diavolo ricconta come in poche mosse
riesce a mette tutti quanti contro.

Io - dice - cambio le sembianze, camuffo l'apparenze,
invento aspettative, genero visioni,
antastici miraggi, autentiche illusioni
de facili successi che invece so' scemenze.

So' abbile, faccio tentazioni,
so' er principe delle seduzioni.
Divento serpente, per terra striscio
così controllo che tutto fila liscio.

Quanto lavoro ciò, nun ce poi crede,
che pe' aiutamme sfrutto l'informatica,
gestisco la teoria e la metto in pratica
co' un programmino fatto in malafede.

Come godo, quanno faccio malefici!
E' un'esplosione de fochi d'artifici.
Er progetto mio è chiaro e tondo:
diffonde er male in tutto er mondo.

L'Acqua Santa stava tutta sulle sue,
mostrava noja mista a indifferenza,
sapeva bene quanta diffidenza
meritasse er cornuto Belzebue.

Malevolo, infido, so' che lui tradisce.
De 'stà carogna nun perdo la coscienza
della sua perfida diabolica presenza
che armato de forcone t'enfila e te punisce.

Poi posa er bicchiere e dice: - tu te vanti
de quanto male fai a tutti quanti,
facenno crede che é er Dio Denaro
la via per un sogno bello e raro.

Proprio non conoschi la vergogna,
pensi d'esse insuperabile
invece sei un vile miserabile
sempre attivo a cercà rogna.

Nun fa' er gradasso co' ste porcherie,
falla finita de dì corbellerie.
Sei finto, un'illusione della gente,
quello che dici e fai nun vale gnente.

Noi o' sapemo bene com'è andata!
L'omo cià inventato tutti e due
pe' coprì le debbolezze sue
e nun pagà la pena più salata.

Quanno je dice male e sfortunato,
se la pia co' te che l'hai fregato,
così me cerca pe' leccaje le ferite
e fasse dì che e vie sono infinite.

Dopo tutte quelle ciance,
senza fiato e co' la gola secca,
chiamarono l'oste pe' n'antro litro, 'na bistecca,
un pinzimonio de' finocchi e arance.

Venne l'oste con un vassoio in mano,
co' le guanciotte rosso melograno.
Accese 'na candela, fece un po' de luce,
prese 'na sedia e schiarì la voce.

Simpatici clienti - disse - offro da beve!
Ve vojo riccontà 'na storia breve:
a me er vino m'ha insegnato tante cose,
mondane, amene, pure un po' curiose.

Si perché qui è un via vai de gente
che magna, beve, se lamenta e canta
pe' evade li pensieri dalla mente
e dalli guai che nella vita conta.

Un giorno, 'na coppietta seduta qui davanti,
beveva vino tenendose la mano,
lo sguardo fisso come veri amanti
e le parole sussurate piano.

A un certo punto, lei dalla borsetta,
prende 'na foto con un gesto delicato
e la posa nella mano di lui che aspetta:
è un bimbo...sembra addormentato!

Tocca le corde d'er core più profonde
perché un bimbo giace inerme sulla spiaggia
teneramente accarezzato dalle onde
spinte dar vento che con quer sogno viaggia.

Come quel servo che un giorno giù al mercato
chiese ar padrone con modo un po' aggitato
un veloce cavallo per farlo scappare
dalle grinfie della secca commare;

e fuggì pe' valli, colline e campagne
lontano lontano da quella falce inquetante,
a Samarcanda arrivò valicando montagne:
"Lei" era lì, nera, tenebrosa e festante.

Io - disse - al mercato ti guardavo stupìta
perché era qui l'appuntamento;
per la prima volta mi sentivo tradita
da un fatale inatteso avvenimento.

Così il bimbo, schivando le bombe
con la famigja salì su un barcone
cercando salvezza, evitando le tombe,
cercando la vita, sfuggendo ar cannone.

Abbandonati da trafficanti d'esseri umani,
un'onda rovesciò la barca malconcia
annegando i sogni di quelle piccole mani
e trasportando a riva quer peso de n'oncia.

Che ve devo dì? Quanno l'ora è giunta avoja a core,
nun te sarva manco la carozza
trainata da sei, dieci puledri de valore
lanciati verso l'urtima certezza.

Amici cari, non so' se sete finti o sete veri,
non so' se c'è più gioia o dispiaceri,
non so' se in assoluto "l'essenza" è der Divino,
se il bene e il male è forse un gran "Caos...ino".

So' solo che pisto l'uva pe' fa er vino,
che curo la vigna pe' fallo sempre bbono,
senza impicci, trucchi o gas nervino,
senza additivi o alterando er gusto,
o il colore, la varietà d'er mosto;
lo scopri quanno bevi che l'annata è un dono.

Roma lì, 18/04/2017
Massimo Pierozzi

"Nonna"
(a mia nonna Enza, faro di saggezza)

Al crepitare ardente di ceppi al fuoco
strider di linfa, di rivoli un giuoco.
Tizzoni gli occhi, per specchio d'un camino
e nell'acre profumo, avverto vicino
soffio di speme, virginee faville
oh, ben più lucide e soavi scintille.
E volano i giorni con le settimane
con il fruscio di vegliarde sottane
attente al singhiozzare della polenta.
- Su Nonna, la tua mano si fa più lenta
ti prego: lascia ch'io t'aiuti almeno un po'...
- Tu studia figliolo, che io so quel che fò.
Or la tua voce si perde nel frastuono
ma io, di tanto in tanto, ne avverto il suono
che si fa carezza, che si fa preghiera
unica certezza, sul far della sera.

13.04.17 h 23:30
Ben Tartamo

 

Le mie mani
Hanno toccato sponde
le mie mani,
oceani e laghi
stagni e ruscelli,
campi di girasoli
petali e foglie

hanno sfiorato il vento
le mie mani,
voli di pettirossi
e di farfalle

hanno spinto macigni
le mie mani,
passi impigliati di pensieri
fermi
hanno dipinto volti
sguardi e sorrisi
di primavere lunghe

hanno dato carezze
le mie mani
ai sassi levigati
di fiumi sempre spenti,
a cieli senza luna,
ai sogni senza notti.
Salvatore Cutrupi

Mephistophenia
vivo un Diavolo con chimere d’alcool nel sangue e droga di sogni
la mia anima resta seduta sull’atmosfera di ogni peccato da ere
inciampo – riprovo e apro le ali di cera nera ma non decollo
ardo pericolosamente nel piccolo inferno che non ha mai visto una stella

brucio
soffro
poi brucio ancora
d’un fuoco
che non vorrei mai scardinare dal mio corpo
per te
per te che scorri col miele nel mio midollo
per te
che recidi i tendini di ogni certezza
per te
che frantumi la forza degli ossi
brucio
soffro
coltivo rose rosso veleno profumanti disperazione

tu mi attraversi
scardinando le porte del tempo
mi offro in pasto ai demoni rimedio alla schiavitù del desio
più dolore trovo io mi butto sperando di rendere chiare quelle fiamme
in cui solo il tuo cuore immune al mio chiamarti – brilla

Barbie ha smesso di giocare con Ken e sono al divorzio
Meetic svende Kebab d’amore in tv a prezzi stracciati
Ed Sheeran costruisce case di Lego per amore
vorrei vivere in ogni libro concepito dal più pazzo poeta

impotente al volare alzo un regno fino alle nuvole con azzurri castelli
scavo buche nel soffice mondo d’etere per piantare le stelle
mi spoglio del nudo e mi porto a te con l’aria
e divento un frutto nei palmi del tuo immaginario
tu non sai perché non vedi
sfiorando con le dita l’orlo di quel bicchiere
non è vero che percepisci dal mio sos
il tormento
e l’ansia
di trovarti


devi sapere che …
vivo col Diavolo e ogni parte di lui con me per te è bellissima

Da “La rosa dalla schiena nera
Jacqueline Miu

Raccolta nell’onda
Raccolgo il mio essere
tra le onde del grano maturo
giallo è il suo colore
ma nel mio cuore
è azzurro come il mare,

tra onde di dolcezza
mi lascio accarezzare
è un mare di paglia
dal profumo d’antico borgo
memoria di case aggrappate sulla nuda roccia
musa ispiratrice di solitari poeti,

onda è ora il mio io
tra le onde del tempo presente
e le onde terree sono grembo
curva d’essere divengo
mi abbraccio
e il mondo mi abbraccia.
laura toffoli


22 Aprile

"Sognando"
Ho bisogno di coccole
tante coccole, coccole
proprio quelle che tu mi fai

Ed ho bisogno d'amore
tanto amore, tanto amore
proprio quello che tu mi dai

Vorrei cavalcare l'onda
l'onda su l'onda, su l'onda:
il caldo brivido che sei

Ho bisogno solo di te
di te, di te, solo di te
come cielo sole e mare

Vorrei volare nel vento
accarezzare la luna
cullandosi poi sul mare

Ma tu, sei come la luna
ti si può solo guardare
e da lontano, ammirare

E io sono quel salice
piegato da sale e vento
bruciato, da sole e tempo

Ed il tempo ormai passato
ci sorriderà di scherno:
Paradiso, o forse, inferno.

11.04.17 h 23:45
Ben Tartamo

Accarezzando la guerra
A volte rimango solo con me stesso
in questi ultimi anni l'ho fatto molte volte
analizzo la vita mia malsana
questa insoddisfazione che mi affligge
questa ricerca d'una pace in guerra
una guerra che genero e alimento.

Sono cosciente che a me stesso mento
mai pace vi sarà su questa terra
ogni giorno olio in padella frigge
nel cuor l'amore sempre s'allontana
odio e rancore ha le coscienze avvolte
pace vorrei ma di cercarla ho smesso.

E' più forte di me l'indifferenza
fuori son come mi vorresti
dentro io sono un altro e non si vede
l'ipocrisia corrode la coscienza
all'egoismo ormai l'animo presti
ed alla pace ormai nessun più crede.

(Donnas 3.2.2017 - 9,27)
Salvatore Armando Santoro

Cercavo un amore che contenesse
tutto l’Amore: l’uomo, la donna, il bambino,
il filo d’erba e l’infinito
ed è così che mi sono perso, dimenticato
passo dopo passo.

9/4/2017
Maria Attanasio

La strada della Croce
La strada sente il peso
della croce
il canto dell’amore
ad ogni passo
è un coro di preghiere
e di lamenti,
la passione e morte di Gesù
suona come silenzio
di campane,
gli occhi del cielo sentono
la luce che si leva dal dolore
manomessa dall’odio,
emuli farisei
ancora oggi
con le mani cariche di orrore
flagellano innocenti.
Giuseppe Stracuzzi

Je vais te dire ce qui a changé
En route nous
avons trouvé un chat abandonné
et à force
de le caresser et de l'appeler
par un sobriquet
de ton invention il a fini par
nous suivre.
Tu as haussé les épaules
comme pour dire
que ça n'était pas de ta faute
et j'ai fait
semblant de te croire.
C'était il y a longtemps.
Aujourd'hui tu n'es plus une
petite fille et
c'est toi qui suit les autres
maintenant.
En ronronnant
pour qu'ils s'occupent
de toi.
Jean-Marc Flahaut
Ti dirò quello che è cambiato
Per strada noi
avevamo trovato un gatto abbandonato
e a forza
di carezzarlo e dargli
dei nomignoli
di tua invenzione ha finito per
seguirci.
Tu hai alzato le spalle
come per dire
che non era tua la colpa
e io ho fatto
finta di crederti.
Fu tanto tempo fa.
Oggi non sei più una
bambina e
sei tu a seguire gli altri
adesso.
Facendo le fusa
perché si occupino
di te.
Jean-Marc Flahaut      Traduzione Nino Muzzi

Non servono cronache.

Si vede…a occhio nudo per tutte le strade di città, paesi, campagne…

È un continuo…Le attività italiane - tartassate dalla burocrazia e dal fisco, in cento modi - chiudono! Al loro posto spunta - come per incanto - un'altra attività…- tra l'altro, manovrata con furbizia, per sfuggire…Poi, se uno lo nota è…razzista, populista…Però…"Ci fanno il Pil…!"…Ma va?!


'Na bbòtta de maggìa….
Sortènno p'annà ffà 'r solito giro
ierammatìna a un quarto a mezzoggiorno
annànno verso piazza der fachiro,
me guardo 'n po' stranito torno, torno…

"Ma 'ndo cacchio sto a 'nnà…" fò nfra me-e-me.
"Me sto a sbajà…Pò èsse?...! Er cartolaro…
Lì c'era er cartolaro…E llà…Ma che è…?!
Là…sò sicuro…c'era er pizzettàro…

Ma anvédi…che ròbba…nu' è possibbile…!
Ma che succede…Stessi a scimunìmme?!
<Ótolavaggio>…Che?!...Ma è terìbbile!...
<Kebàbbe>…<Frutta AliBabbà>…Ma dìmme…!

"Tuto a pochi èuli!" ammiccava, 'n cartello.
Proprio llì 'ndove inzin' a l'artro ieri
ce stàveno er Sòr Gìggi côr fratello
a vénne quer che serve a li cantieri…

Me stava a girà tutta la capòccia!
Ma, ched'era…'na bbòtta de maggìa?…
Fussi stato - la notte - a ffà bisboccia?!…
Nun s'ariconosceva, quela via.

Ma…sto disastro…a chi è che j'è piaciuto?
Me stavo a domannà…guasi piagnènno…
"Forze è n incubbo!"…m'annàvo dicènno…
Ma era vero!...Nu' ho rètto, e...sò svienuto.
Armando Bettozzi

L'oro e il sole
(a quella bambina che domandava alla madre se il sole fosse d'oro)

Il Sole non è d'oro, dolce figlia mia,
nè in Inverno e neppur nella stagione bella!
Non credere a chi ti racconta questa bugia:
non dar retta a chi ti canta questa "canzuncella"!

Rispondi, a chi ti fa credere che d'oro è il Sole,
dicendo che è quello che scalda il nostro cuore,
e può far anche abbronzare, se qualcun lo vuole,
per cui più dell'oro il Sol dovrebbe aver valore!

Il Sole è l'unico che fa sparir l'umidità
e, in confronto a l'oro, l'oro non è proprio niente,
porta luce e gaiezza laddove c'è povertà
e poi, senza Sole, neanche l'oro è lucente!
Gilbert Paraschiva

Se solo...
Se solo io potessi scoprire
tutto ciò che vuoi sentirti dire
Se solo io potessi conoscere
tutto ciò che ti rende felice
Se solo io sapessi essere
tutto ciò che tu vuoi io sia

Sarebbe tutto così semplice

Ma io non sono così,
ed è inutile che finga
È meglio essere sé stessi
e affidarsi poi al destino
E se tu mi vorrai per come io sono
io ti accetterò per quella che sei.
Terence

Essere
Assetata d’essere
quando nel cielo cerco spazio
l’azzurro un vortice nell’universo
assetata d’aria d’anima
il mio essere cerca,
cerca e cerca
continuamente d’essere…
laura toffoli

Testamento bioeretico
Ma quante cose non ci siamo detti,
né ci diremo, prima di morire …
Se vuoi saperle, apri quei cassetti:
c’è tutto il mio passato, il mio avvenire …

Ora, persino quando andiamo a letto,
più di una cosa l’ho dimenticata …
Ma c’è una cosa che non ti ho mai detto
che, però, ho fatto : … è di averti amata …
Carlo Chionne

Tamigi col sesso gabbiano
notte senza stelle allegre e puttane d’ombra a Park St
nevica con unghie di ghiaccio e sirene senza appetito di umani ma solo di canto
subcontinente oceanico con inferni nascosti dentro palazzi dall’ aria sobria
il mio cuore è la papilla gustativa di un demone di fuoco che s’alza in grattacieli
non voglio qualcosa di facile o di difficile ma voglio qualcosa di mio
Tamigi col sesso gabbiano l’aria stagna di freddo soltanto febbraio gela in vena
bistrot occupati fish and chips e Byron maledetto solo l’assenzio tra rime
ubriaca la gioia s’alza verso una stella lontana col nome di Keats ma in versi
piccoli angeli di pietra tubano con le guglie sui ponti già vecchi condanna alla storia
ogni tanto uno schiaffo di vento porta lontano il bianco dal fiocco di neve
nudi entrambi di ogni leggenda ci abbracciamo a terra cecandoci negli occhi
neve uomo neve cuore neve palpito e affondi tremante col corpo
notte senza stelle allegre
freddo scure
gelida insonnia
cielo d’acciaio
mentre solo tu bruci

Da “La rosa dalla schiena nera
Jacqueline Miu


19-21 Aprile

Moderne memorie d'amore
il ricordo ha il suo management-luci e
indotti della pazienza d'illusioni
eterodirette-memorie lucidate a straccetti a pulìr d'argent
plurivalenti di pendenze negli alcaloidi dell'onore del signore
dormirò d'armonia e aspirerò paraplegia
e quando col bacio dopo la persa fantasia
fingerai il piacere dell'amore et doucement
mi fermerai sul letto predisposto destinato
ad imprigionare nell'anima mèmori-cell perfette
non è una stella il ricordo che si spegne
sono parole scritte che non si son dette ...
cancella
enrico tartagni

"Albero solitario"
(canzone metafisica)

Sul naso aveva un picchio di color canarino
che gli chiedeva spesso di chinarsi più vicino.
Per spalle, aveva poi un' enorme e coriacea gruccia
a prova di fulmini, con in testa una gran cuccia.
E le braccia erano nastri colorati e fiori blu
le mani eran due farfalle variopinte in tutu.
Che dire delle gambe: due colonne corinte
e ai piedi lunghi fasci di bambù a fosche tinte.
Ma nel petto, gli batteva per scherzo una grancassa
fatta di piume d'Angeli incollate con melassa.
E, se mai, nella mente pascolavano pensieri
eran solo teneri e stanchi uccelli passeggeri.
E infine - resta incerto - se un nome, l'avrà mai avuto:
occhi di giada, fronte ambrata, e guance di velluto.
Solo la Luna, di notte, teneva compagnia
asciugando foglie, per un amor fuggito via.

10.04.2017 h 19:45
Ben Tartamo

Mare lucente
Mare lucente, mare trasparente
mare che sciogli tutti i miei dolori
vivido resti sempre nella mente
in questo cuore sfrigoli e non muori.

Nelle tue lucentezze mi trasporti
ricordo i giorni in cui sulla falesia
tra i ricami delle alghe mi perdevo
ed ammiravo le tue trasparenze
i giochi delle luci tra le rocce
il frusciare dell'acqua tra le grotte.

Mare che vita e pane hai dato alla tua gente,
che oggi insieme a te lotta e s'ostina,
che non s'arrende tanto facilmente
per difendere l'acqua e le tue coste,
per dar lustro e lucentezza alle tue spiagge
che Enea toccò nel suo peregrinare,
che nessun figlio vorrebbe abbandonare.

(Donnas 1.2.2017 - 16,53)
Salvatore Armando Santoro

Erithacus rubecula
Tu mi raccontavi
che il suo petto
si era tinto di rosso
mentre col becco
tentava
di liberare dalla spine
la fronte di Gesù.
2016
Maria Attanasio

La luna
seminava guizzi
fino all’onda
che batte sulla riva,
lo scintillio dorato
oggi si duole,
schiva di approdare
sull’incanto
romantico del cuore
che colorava gli occhi
frastornata
dalle alternative
di giganti
che offrono l’amore
sui monitor accesi
a domicilio
e coprono col genio sentimenti
senza lasciare impronte,
non muove passi
su solipsismo
di cuori innamorati
di fiumi di parole.
Giuseppe Stracuzzi

Verso la notte
Spettri di nuvole
indugiano sulle ombre.

L'ultimo orizzonte
è un'indefinita macchia di silenzio.

Lentamente si dileguano
l'impronte sbiadite della pioggia.

I colori della notte
annunciano l'imminente morte del sole.

La luce oramai
è un sussurro flebile nel vento
Dario Menicucci

Mi tuffo un istante nella luce
guardo in basso la sorgente
spore odorose risalgono
segni di una rinascita
vie avvezze ai fiori
percorse da radici
scavano nel profondo
per non morire…
Antonietta Ursitti

Tutto, niente di meno
Ora, proprio ora,
Dimmi come ti senti;
Cos’hai provato, respirato,
Ricordato.
Sei lo stesso di prima?
Avevi aspettative? O solo
Curiosità? O forse insopprimibile
Desiderio?
È’ stato come una delicata carezza
O un fremito fuori dall’ordinario?
Le hai tutte le immagini? I gesti,
Le parole comprese e quelle senza
Pretese…tutte? Ti è sfuggito un
Verbo, un espressione, un intenzione…
Forse l’attenzione?
Sei ricaduto nell’ineludibile presente
Assente cancellando ogni traccia di
Vera presenza? Impossibile, certo.
Si, e’ stato tutto, molto di più e
niente di meno.
Gabriele Marcon

Die schlesischen Weber
Im düstern Auge keine Träne
Sie Sitzen am Webstuhl und fletschen die Zähne: Deutschland, wir weben dein Leichentuch,
Wir weben hinein den dreifachen Fluch -
Wir weben, wir weben!

Ein Fluch dem Gotte, zu dem wir gebeten
In Winterskälte und Hungersnöten;
Wir haben vergebens gehofft und geharrt -
Er hat uns geäfft, gefoppt und genarrt -
Wir weben, wir weben!

Ein Fluch dem König, dem König der Reichen,
Den unser Elend nicht konnte erweichen
Der den letzten Groschen von uns erpreßt
Und uns wie Hunde erschiessen läßt -
Wir weben, wir weben!

Ein Fluch dem falschen Vaterlande,
Wo nur gedeihen Schmach und Schande,
Wo jede Blume früh geknickt,
Wo Fäulnis und Moder den Wurm erquickt -
Wir weben, wir weben!

Das Schiffchen fliegt, der Webstuhl kracht,
Wir weben emsig Tag und Nacht -
Altdeutschland, wir weben dein Leichentuch,
Wir weben hinein den dreifachen Fluch,
Wir weben, wir weben!
Heinrich Heine
I tessitori della Slesia
Non hanno lacrime negli occhi spenti,
seduti al telaio, digrignano i denti:
il tuo sudario tessiamo, Germania,
con tre maledizioni nella trama-
Tessiamo, tessiamo!

Maledetto sia Dio che, affamati,
pregavamo e dal freddo stremati,
in una attesa vana, speranzosi -
lui ci ha burlati, beffati e derisi -
Tessiamo, tessiamo!

Maledetto sia il Re, Re dei signori,
non alleviò la miseria a noi poveri
spremendoci di tasse a più non posso,
e come ai cani ci fa sparare addosso-
Tessiamo, tessiamo!

E maledetta sia la Patria falsa,
dove fiorisce vergogna e rivalsa,
dove ogni fiore è subito infranto,
marcio e muffa danno al verme alimento -
Tessiamo, tessiamo!

Vola la spola, il telaio sbatte,
noi tessiamo solerti giorno e notte -
il tuo sudario tessiamo, Germania,
con tre maledizioni nella trama.
Tessiamo, tessiamo!
Heinrich Heine    Traduzione Nino Muzzi

Purgatorio
All anime purganti che furon in parte fallaci e arroganti che dell umano han ancor intatto il pensier io in versi a voi mi verto
Fuggite dalla fucina ardente che miete come il grano dal campo si senton salve han già abbracciato la salda riva e mai vorrebbero tornar nel gorgo di incerta
Fatica.
Solinghe a viso basso rammentan i focosi giorni d una vita non sempre retta
E stretta dal desiderio aversa all insegnamento
Come un affamato che agogna il pane ma vuol pur vesti calde e lusso voi foste combattute da due verbi
Sontuosa veste o carità a chi la chiese ?
Quando vedeste in terra il derelitto pietà vi colse o un beffardo sorriso certe d aver un allegro focolare ?
Quanto dolore avete dato padri figli mogli
Or tutto uno nel branco nel silenzio , un lungo letargo !
Sonno della coscienza che fiacca e rende lassi che ottunde il ben dell intelletto
E ci meni nel deserto dei morti sensi
Lontani dalla fonte del bello e del vero
Vedete or voi anime in bilico tra i due mondi
Il vostro peccato l occasion della vita sprecato per giungere ai santi cancelli
Dovete lesinar chieder un amen e Attender ceri ,sollievo dei viventi
Che il vostro nome risuoni sugli altari
In nomine domini!
Ah cattivi anni vissuti nel disagio
A digrignar chi vi porse mano
Calpestar patti santi ma in Ver
Vi fu dolce andar contro comando
Sul viso un velo che copriva la luce
Del bel sentiero
Preferitsti digiunar che pranzare con chi ti
Apri il cor
Or benedici quel pane vorresti
Un certo posto da commensale
Ma son i giochi ormai finiti e tu pellegrino
Vai per il tuo cammino a passo lento e riflettendo
Sul giorno che fu' indi non si torna indietro
un tramonto che non vede l alba
Un dolor che vi pungola a cercar rimedio
Del malfatto questa la vostra pena
Finché non sia pura
i bei vermigli fior i ruscelletti
Timidi e allegri l'aroma dei germogli vedrete ancor ma prima pigerete il calcagno tra fango e roccia !
Vi dà la somma somma speranza
la certa grazia che vi attende
Dopo aver pagato lo scotto del vostro
Debito
Non pianti e lamenti come nel fatal asilo
Ma in coro mormoran gloria al padre e santa fede
Orsu 'Cingi la vita di docile giunco
Sii come lei piegati ai voler
Pia e monda salirai
La scala per l eterna gioia
Corrado cioci

 

Quaderni 1
33/100

Mih
da qualche parte l’unico mare che non ricordi il proprio fondale
è quello il cui abisso non teme la solitudine lontano dal cielo
quello dove le stelle mai raggiunte
non sono meglio del faro che si specchia sui flutti

Da “caste virtù nutrite con legno e tarli per dare leggenda – poesia sperimentale
Jacqueline Miu

Piange il fantoccio
E' andato via il contadino,
nel campo abbandonato
una lacrima scivola
sui vecchi stracci
dello spaventapasseri,
ora nessuno lo veste coi panni
della nuova primavera
come i pupazzi felici
dei frutteti vicini,
sulla bocca negli occhi
e sul viso
sono sbiaditi i colori vivaci
dell'anno passato,
svolazzano i passeri
e gli girano intorno
senza paura,
accanto ai girasoli
cinguettano i cardellini
senza timore,
sul cappello di paglia
sgualcito dal tempo
le ali dei corvi stanchi
si fermano a riposare,
la corda che lega i due pali
si è già sfilacciata
e ogni tanto la croce lo piega,
piange il fantoccio,
è andato via il suo padrone
e lui è rimasto da solo.
Salvatore Cutrupi

Oggi sono così…
Ho pochi spiccioli d’idee
nella tasca della mente,
sono una linea bianca
oltre l’orizzonte,
sono un tulipano rosso
su un tavolo dimenticato,
sono il palmo aperto
che chiede al cielo stellato,
sono la velatura nel bosco all’alba,
mi cerco tra la folla
una folla che si cerca,
sono una me stessa
che ha voglia di alzarsi ogni mattina
per riscriversi…e scrivere versi
dal gusto di cioccolato con la panna…
laura toffoli

Così è la vita
La vita è movimento
se corre dà angoscia
se è lenta dà noia
nessuno è contento

con pazienza
dal suo mistero carpiti
osserviamo stupiti
il ritmo e la frequenza

è dimenticanza
memoria , conoscenza
per la sopravvivenza
lei è speranza

Se pur il cielo è d’argento
il sole è sempre all’orizzonte
nascosto dietro al monte
aspetta il caldo vento

così la vita scroscia
così come la pioggia
su qualcosa si poggia
e del suo destino è conscia

ognuno fa della sua vita
ciò che gli pare e l’avvita
al bene , al male
al saggio e al banale
Antonia Scaligine

I n  v i l l e g g i a t t u r a
Mi trovavo in villeggiatura
In un bel paesino di media altura,
Ero ai margini di un bosco
In una calda serata del mese d’agosto.
In una panchina appoggiai il fondo schiena
E rimasi a guardare la luna piena
Che lassù nella volta stellata
Faceva la solita passeggiata.
Vestiva il suo più bel vestito d’argento
E vagava per il firmamento
Contornata da miriadi di stelle,
Che al suo cospetto… sembravan solo fiammelle.

agosto 2015
Luigi Preziuso


11 Aprile

Poesia a tema
Ricordi nostalgici

Deriva sulla zattera del tempo
Campane, canti, musiche, sussurri
che dall'orecchio son passati al cuore,
tornano a veleggiar nei cieli azzurri
degli attimi lontani dal dolore.

Ah che brividi dà sentir tornare
voci e emozioni andate via col vento,
ascoltar dentro il mormorio del mare
onde che hanno toccato il sentimento!

Ma se una voce sorge all'improvviso,
da un angolo tra il sogno e la memoria,
odo il mio nome e vedo ancora un viso,
segni insepolti d'un'antica storia.

E mi disseto tacito e soletto
coi palpiti già uditi sul suo petto.
Santi Cardella

Sento i tuoi occhi stanchi
che stringono un sorriso,
mentre con le mani
giri pagine di vento,
disegnando tramonti di corallo.
Sento i tuoi passi volare,
lungo la strada dei ricordi,
mentre le parole
risuonano nel tempo
come ancore sommerse
da un mare sofferente.
Tutto resta agganciato
a quella polvere vissuta,
nostalgici ricordi
sulle ali di un gabbiano.

(per papà 19/04/12)
Tiziana Cocolo

Spesso vado per ricordi
Spesso vado per ricordi
dove io sono un’isola
nel mare della mia memoria
tra onde di dolcezza , di amarezza
al ritmo di voci antiche
che mi sussurrano
di non cancellare il vissuto
il tempo che svettava tra dolore
tradizioni che ognuno si porta dentro
Spesso mi sorprende il passato
nello sguardo dell’oggi
tra pioggia e vento
in sinfonia con la nostalgia
lieve battito di ala sfatata
fissata sull’affannato mio respiro
Se pur per un attimo
vorrei fermare il tempo celato
in qualche voce nostalgica
come in quell’ invitante richiamo
che graffiò tra tuoni e vento
quella notte sprezzante di dolore
la morte ,il canto della speranza ,
Pasqua , il silenzio della resurrezione
un amore reciso , che non lasciò
il nulla , ma l’essenza divina
per poter respirare in eterno

Buona Pasqua a tutti .
Antonia Scaligine
 

Comunismo
Filosofie in cassaforte e nella trippa
ovunque i comunisti abbiano governato,
gran disastro,sette anni di vacche magre
e altri sette a macellarle per il partito
e poi ancora quando finito tutto
un settennio a spolpare il moribondo popolo
e quando non rimaneva più niente di questo
passavano a razziare qualche stato confinante
oppure cannibali si macellavano tra loro
finchè qualche peste di democrazia li azzerava
e nuovi batteri generavano nuove dittature
pronte a farsi guerre socialmente avallate
e sempre con l'incombente minaccia
di ritornare alle mal'interpretate origini Marxiste

Da: Poesie Cialtrone
Michael Santhers

Destino nell’infinito
Correre a spalle nude
senza meta sotto il sole cocente
del pensiero, mi porta trasognato
all’immagine vera del destino.

Lui, che m’aspetta dietro
quello sguardo severo e intransigente;
lui, che non mi perdona
il peccato di vivere;

lui, che fa di me tutto
quello che non t’aspetti;
lui, che a sorpresa appare
sempre allo stesso modo

e io inaspettatamente
disarmato e indifeso.
Sapere o non sapere
ciò che mi può accadere

m’avvolge nell’autunno
dell’incoscienza del tempo che passa
ed inciampo nelle buche di sabbia
del tormento nel dubbio.

Il sonno poi all’alba
tramonta dietro sbarre arrugginite
di palpebre che restano socchiuse.
Guardo senza vedere,

e odo senza ascoltare
quel ronzio costante uniforme e sordo
del vento che mi sorseggia e delude
l’inconsistenza del senso del buio,

e mi porta riflesso oltre il traguardo,
senza vittoria e lode,
in quel tutto tondo che non s’impone:
in fine l’infinito.
Claudio Badalotti

Le parole.
Perchè se le parole escono
escono
altrimenti
restano chiuse
in prigione dentro al cuore
e viaggeranno
poi
con altre menti
voleranno
poi
sulle ali degli angeli.

Ascoltare la conchiglia
ha le logiche conseguenze.

Io
la mia
la tengo sotto l'acqua
in un mare a cui non penso
e non ci penso
se si confonde la voce con le onde.

L'ascolto
non so se usa le parole
se dentro mi nasconde un cuore
o se nel cavo ci sono io.

Le parole sono uscite
o non sono più le mie
o sono ali per gli angeli
o sono tesori di conchiglie
in fondo al mare
enrico tartagni

"Salita"
Ed ho imparato dalla vita
che, quando smette una salita
non puoi dire che è finita
ma che hai davanti un'altra impresa:
perché una vita ben spesa
deve esser continua sorpresa.
E puoi cadere mille volte
per poi scoprire, tante svolte
e capir cosi, che, se accolte
- ogni ferita e fragilità -
significano opportunità
che trasformano ogni realtà.
Ti ringrazio, oh mio Signore
perché rendi nuovo ogni cuore
donando, Libertà e Amore.

09.04.2017 Domenica delle Palme
Ben Tartamo

Dimenticati
Le abbiamo dimenticate quelle ossa,
erano nascoste sotto carne frollata
che i vermi hanno ripulito.

Restano adesso rovi
e croci sparse
e lapide bianche
alcune spezzate.

Quelle croci
sono figlie dei nostri cuori aridi
che inseguono sempre la morte
parlando inutilmente di amore.

(Donnas 3.2.2017 - 11,18)
Salvatore Armando Santoro

Giuda
...e mentre sei lì che spezzi il pane,
versi il vino nei calici
pensi alla rima perfetta,
alla notte insonne che ti aspetta
al vuoto improvviso che senti allo stomaco,
ecco che il tuo Giuda personale ti bacia.
2016
Maria Attanasio

La supremazia
l'alba si sveglia
mentre aspetto l'ora
lambiccandomi
dietro i programmi.
Dalla finestra aperta
primavera
addensa di gorgheggi
l'isola del mio letto,
zampillanti
da un'ugola all'altra
come un patto senza dissensi,
spandono messaggi
moltiplicati fino in lontananza.
In mezzo all'arcipelago
le rive
si guardano negli occhi
coi dissensi
di correnti contrarie,
cercano spazio
per sopravvalere
scaturiranno le supremazie.
Giuseppe Stracuzzi

Rumori
Soprappensiero,
col capo riverso
sul braccio,
fisso il vuoto.
Gli occhi
sono gocce
che paiono
cadere.
Più non vedo:
sento solo
rumore
di ricordi
che mi assale
Isabel Gide

Le giovani stagioni
Le giovani stagioni dell'amore
sono ormai all'autunno
l'inverno arriverà, quatto quatto
Accendimi il fuoco
Rimboccami le calde coperte
perche poi si gelerà
di stenti & …
morendo
avremo l'alba tutta per noi.
Filippo Genini

Si sta
Come d'autunno gli alberi le
Foglie, si sta;
si erge sulla collina dei miei
malesseri un vulcano
d'amore e di sentimenti,
si erge e nulla più;
sento in me vari echi,
lontani,
sospiranti amore
e intrisi silenzi
di una cortina di ghiaccio blu,
lontano da me
e da me stesso.
Fabrizio Lama

Un fatto, una poesia
Prima serata TV, 3 Aprile 2017: racconta il dottore ferito da un ladro, nella sua farmacia, dopo ch'è passato il filmato del ferimento…dove si vede il bandito che spara mentre lui si getta da una parte (venendo così, preso a una spalla, e non ammazzato com'era nell'intenzione…), che alla sua domanda al giudice del perché avesse inflitto al ladro-sparatore solo la tentata rapina e non anche il tentato omicidio, il togato gli chiede cosa gliene importasse a lui di questa sua scelta…(evviva! "Rivolgersi alle istituzioni!…"…Che non funzionano, però, ma diffondono - invece - sconcerto, perplessità, sfiducia…E allora?...).…
Di questi momenti è il nuovo caso di morto-ammazzato a Budrio…E un magistrato - illuminato! ché qualcuno ce n'è - ha detto che lui si…difende…E ancora di oggi, a Alatri, tra gli assassini (ma un giornalista del luogo dice che sì, li sono dei ragazzi scalmanati…)cè quello con etti di droghe…ma sembra che stia tutto a posto così…E intanto c'è anche lì un ragazzo morto-ammazzato…Anche se questa è un'altra storia…Ma di altre storie ce ne stannoa profusione…Troppe!


Sto qui sortanto perché l'ho schivato…!
"Sòr giudice, 'r bandito m'ha sparato
e io 'n ciavévo in mano manco 'n sércio,
sto a ddì…nemmànco 'na piuma…! E quer lercio,
quel'infame m'ha sparato! M'ha sarvàto

sortant'er fatto che io l'ho schivato
quer tiro in fronte…Che nun era guercio!...
Me stava a pìamme l'euri de lo smercio
de tutta 'na giornata…E lei j'ha dato,

dogato mio illustrissimo, sortanto
"tentata rapina"…è questo qui "er giusto"…?!...
Che me st'a ddì?! A mme che me frega?!...Intanto

me frega…perché io, si 'n me scanzavo
adesso innanzi a llei che trova gusto
-me pare - a ddì frescacce…io nun ce stavo!.

Che me ne frega a mme si je dà questo…
o si je dà quest'artro…Aoh!..ma…dico,
stàmo a Porta-Portese, o che…?! Io resto
der tutto sconcertato…! St'a ffà 'r fico,
o che artro…?...Ma che cià 'n de la capoccia:
ancora la nottata de bisboccia?!"
Armando Bettozzi

Sperduti nella brughiera
O selve ardite,
nella sperduta brughiera.
Tra le nebbie
a coprir il manto,
dolce e setoso dei prati verdi,
dei fitti boschi,
tu brughiera rubi la mia anima
per concederti al fato
Filippo Travaglini

stick
alberi di ombre in fiore con frutti a forma di buio
bottoni caduti a un celeste rimasto col petto nudo a prendere il sole
soldati fantasma in ampolle di sogni sparse per i bastimenti della speranza
migliaia
milioni
miliardi di cuori verso le stelle per cercare di essere immortali
dai macrocosmi ancora in viaggio alieni su navicelle luminose
ruberemo loro le ali
qualcosa rende grande il cuore mentre respira
le labbra sorriso stick e l’eco di quella risata diventa l’evento del giorno

Da “pozioni di crackoina post sentimentale
Jacqueline Miu

Haiku
Dieci d'aprile
Il colore degli Iris
tra la sterpaglie
Salvatore Cutrupi

Il dubbio
S'erge l'Antonia torre minacciosa,
nel mese di Nisan, sulla vallata.
Dentro un giardino che ha l'odor di rosa,
Pilato attende un re già condannato.

Vergò il Sinedrio atroce la condanna
cui non potrà seguir l'esecuzione
perché il poter di Roma, che già affanna,
pur sulla morte vuol risoluzione.

Così davanti a lui, lercio e pestato,
parla di verità e d'altro regno,
l'uomo che dai carnefici è portato.

Pilato cederà all'altrui sdegno,
le mani lava ma la sua coscienza
nega ch'è suo dover marcar sentenza.
Piero Colonna Romano

Poesia consigliata
-Leggi le altre-

Consolazione
Non pianger più. Torna il diletto figlio
a la tua casa. È stanco di mentire.
Vieni; usciamo. Tempo è di rifiorire.
Troppo sei bianca: il volto è quasi un giglio.

Vieni; usciamo. Il giardino abbandonato
serba ancóra per noi qualche sentiero.
Ti dirò come sia dolce il mistero
che vela certe cose del passato.

Ancóra qualche rose è ne' rosai,
ancóra qualche timida erba odora.
Ne l'abbandono il caro luogo ancóra
sorriderà, se tu sorriderai.

Ti dirò come sia dolce il sorriso
di certe cose che l'oblìo afflisse.
Che proveresti tu se fiorisse
la terra sotto i piedi, all'improvviso?

Tanto accadrà, ben che non sia d'aprile.
Usciamo. Non coprirti il capo. È un lento
sol di settembre; e ancor non vedo argento
su 'l tuo capo, e la riga è ancor sottile.

Perché ti neghi con lo sguardo stanco?
La madre fa quel che il buon figlio vuole.
Bisogna che tu prenda un po' di sole,
un po' di sole su quel viso bianco.

Bisogna che tu sia forte; bisogna
che tu non pensi a le cattive cose...
Se noi andiamo verso quelle rose,
io parlo piano, l'anima tua sogna.

Sogna, sogna, mia cara anima! Tutto,
tutto sarà come al tempo lontano.
Io metterò ne la tua pura mano
tutto il mio cuore. Nulla è ancor distrutto.

Sogna, sogna! Io vivrò de la tua vita.
In una vita semplice e profonda
io rivivrò. La lieve ostia che monda
io la riceverò da le tue dita.

Sogna, ché il tempo di sognare è giunto.
Io parlo. Di': l'anima tua m'intende?
Vedi? Ne l'aria fluttua e s'accende
quasi il fantasma d'un april defunto.

Settembre (di': l'anima tua m'ascolta?)
ha ne l'odore suo, nel suo pallore,
non so, quasi l'odore ed il pallore
di qualche primavera dissepolta.

Sogniamo, poi ch'è tempo di sognare.
Sorridiamo. È la nostra primavera,
questa. A casa, più tardi, verso sera,
vo' riaprire il cembalo e sonare.

Quanto ha dormito, il cembalo! Mancava,
allora, qualche corda; qualche corda
ancora manca. E l'ebano ricorda
le lunghe dita ceree de l'ava.

Mentre che fra le tende scolorate
vagherà qualche odore delicato,
(m'odi tu?) qualche cosa come un fiato
debole di viole un po' passate,

sonerò qualche vecchia aria di danza,
assai vecchia, assai nobile, anche un poco
triste; e il suono sarà velato, fioco,
quasi venisse da quell'altra stanza.

Poi per te sola io vo' comporre un canto
che ti raccolga come in una cuna,
sopra un antico metro, ma con una
grazia che sia vaga e negletta alquanto.

Tutto sarà come al tempo lontano.
L'anima sarà semplice com'era;
e a te verrà, quando vorrai, leggera
come vien l'acqua al cavo de la mano.
Gabriele d’ Annunzio

consigliata da Giuseppe Gianpaolo Casarini


10 Aprile

Poesia a tema
Ricordi nostalgici

Notte serena
Luci dell'anima
palpitano con le stelle
in questa notte serena.
Argentei fruscii di pioppi
s'innalzano alle rade
nuvole, impalpabili compagne
della solitaria luna.
Richiami d'un tempo
remoto, d'un tempo
felice giungono
sussurranti dall'onde
del Foro che scorre
che scorre mormorando
tra sassi, accarezzando
le braccia piangenti
dei salici, dei rovi.
Fremiti nel cuore
risvegliano i gorgheggi
dell'usignolo, sovrano
cantore della notte serena.
Vegliano pallidi i monti lontani
sotto il sorriso della bianca luna;
placido riposa placato il mare.
Notte, sei luce,
luce vibrante
d'un rapido momento
che mai tornerà.
Nino Silenzi
 

Un fatto, una poesia
RaiNews, 15 Marzo 2017
All'indomani delle polemiche innescate dai dem, Grillo risponde con una memoria difensiva a una querela del Pd. Replica il presidente dem Matteo Orfini: "La linea del M5s la da' il blog di Grillo. Ma Grillo dice che lui col suo blog non c'entra. Quindi chi decide? Ridicoli e inquietanti…

E se si aggiunge che "gli altri" appena se ne fa il nome debbono dimettersi! E invece- ad esempio - la sindaca è coperta da cambio norme ad hoc mano a mano che entra in fallo…Assegnano cariche sulla base di meno di venti cliccate sul blog…Intanto chi poi pensa a fare e a disfare tutto è lui, il grillo urlante…Nuovo tipo di casta…?...O di dittatura.


Fra li du' litiganti er terzo gode
Er tirator de fili
e cioè er buràttinàro,
che cià pe teatrino er sito suo,
quànno che j'accomoda
fa: "Er blogghe è er solo centro de potere…"
Ma, viceverza, nega,
e addirittura nu lo riconosce
e - candido - ce dice:
"Guardate che io…'n c'entro proprio gnènte!"…
Ma io che proprio 'n ce capisco,
dico solo: "Come pò èsse
che se sta appress'a 'n fregno
ch'è fatto de sta pasta,
e…dittatoreggia contr'ogni… casta…
Ce l'avrei, na risposta:
è ch'hanno fatto nasce la palude
pe tutt'attorn' a noàntri.
E ar dunque…uno ch'è contr'a tutti quelli
se st'a bbeccà, sia puro a naso chiuso,
er premio de quer detto:
"nfra li du' litiganti, er terzo gode!"
Ma manco questo serve a rinsavìlli,
ché pare che a nisùno je ce rôde…
E, mentre che quer Tizzio st'annà su,
inzìsteno a scannàsse nfra de loro…
in cerca de… 'n impossìbbile alloro.
Finché se svejerànno tutti quanti,
li litiganti…assieme a li votanti,
perché, come se sa,
er pèggio ancora nun s'è ffàtto véde…
Chi ce crede…ce crede…
Ma vale anche…pe chi nun ce st'a crede.
Armando Bettozzi

Voglio sprofondare negli abissi silenziosi e immobili...
Lo sguardo si perde nell'immensità degli spazi
sconfinati e oscuri.
La Sostanza Primordiale impregna il Tutto
come sorgente imbeve il suo letto
di vive presenze.
L'Energia Essenziale è ovunque.
È qui.
È presente.
Il nostro Io Profondo può emergere.

Cielo
Acqua
Ghiaccio:
RAPSODIA IN BLU

(2001)
Gaia Giacon

La serra
Quadro I: il lento declino della vita

La panchina abbandonata
tra gli alberi in colonna
al calar della giornata
e file silenziose
di rose e di mimose
nel giardino di persone
che aspettano sera.

Quadro II: la vita intorno che continua
Le strade senza fine
tra le case di campagna
fra pecore e galline
e servi e contadine
a lavorar vicine
nell'orto a ripulire
a coltivare terra.

E in mezzo ai campi la tua serra
diventa grande, cresce
tu la puoi vedere.

Quadro III: la ri-nascita
Le luci della sera
fanno ombre sulle case
e si alza una preghiera
che sia la primavera
o che sia tutt'altra cosa
ad arginare il fiume
a crescere grano.

E in mezzo ai campi la tua mano
diventa forte
come la tua serra.
Davide68

Sette aprile
Ti vidi su quel letto d’ospedale,
Sfinita dal male che con coraggio
Affrontavi, creatura mortale.

Con occhi spenti e affannoso respiro,
T’appressavi verso l’oscuro viaggio
Di fronte cui tutto nulla più vale.

A tuo marito, hai lasciato un figlio
Che mai, mai godrà del tuo acceso amore;
Mai, mai l’accoglierà nessun tuo appiglio.

Sei morta e nulla avrà più il suo valore.
Andrea Bucci

P r i m a v e r a
P rimule e viole in fiore
spandono il loro inebriante odore.
R itornano puntuali anche quest'anno,
benvenuti i fiori da tutti saranno.
I naliamo beati il loro delicato profumo
che spalanca il cuore di ciascuno.
M ammole nel prato di colpo sbocciate
tenere e dolci come labbra baciate.
A miamo e godiamo tutti del loro splendore,
dimenticando ogni pena e rancore.
V anificata sia ogni tristezza,
esultiamo per lo sbocciare di tanta bellezza.
E ntriamo con l'animo nel magico tepore
di questo luminoso e dorato sole.
R estiamo affascinati da tanto tripudio,
della calda estate è questo il preludio.
A ndiamo avanti sereni da mani a sera,
 assaporando gioiosi questa nuova primavera.
Stefano Giannini

La voce dei poeti
Questo povero mondo tra i conflitti,
l'uomo non trova pace e si dispera
invano scrivo, le mie parole il vento
via le disperde, solo odio è nei cuori
non v'è speranza,
che un nuovo Cristo sorga all'orizzonte
che tra le genti il sol risplenda in fronte.

La voce dei poeti più non serve
anche la mia denuncia è insufficiente
coperta dal fragor della risacca,
urlo ma il mondo resta indifferente
alla barbarie
alla marea pesante degli orrori
l'umanità galleggia tra i rancori.

Vedo le piazze con la gente ignara
un bimbo sta giocando in mezzo al prato
ride e balbetta appena una parola
poi il sangue dal suo corpo vola
il verde arrossa
uno schizzo colpisce anche il mio volto
suona una squilla ma Cristo resta morto.

No, non ci sarà mai più Resurrezione
la speranza ormai è parola vana
solo la guerra alimenta il cuore
la pace tra le genti s'allontana;
campana a morto
risuona, e l'eco si spegne piano piano
la Pasqua è un sogno in questo mondo strano.

(Donnas 8.4.2017 - 12,25)
Salvatore Armando Santoro

Primavera amore
Nel tuo immaginario ci sarò
sempre verrò, anche quando rapito dal sogno.

Busserò alla porta del tuo cuore,
insistentemente ti cercherò.

Fammi entrare a respirarti
la primavera è lì con te,
l'estate può anche chiamarmi
ma butterò via la chiave per stare con te
ad ammirare la sua bellezza
chiamata amore.
laura toffoli

Intimità
E' bello anche così…
Un pomeriggio tra le pareti domestiche,
con la micia che ti fusa tra le gambe,
mentre tu prepari la cena.
E' bello anche così…
Senza più sognare
andando lontano con la mente,
ma apprezzando la tua casa.
E' bello anche così…
tra gli oggetti di sempre,
ai quali però dai un valore nuovo.
E' bello anche così….
C'è tempo per sognare,
tante, troppe volte l'ho fatto.
Adesso? E' il momento della realtà
che non mi fa più paura.
Sandra Greggio

Lei il mio sogno
Approfittando del caldo meriggio,
una passeggiata lungo i viali alberati
osservando, tra le frondi
il cielo blu e infinito
scorgo, proiettato su di esso il tuo profilo,
ilare, giuliva, gaia e sorridente.
Ecco che vieni a riempire i miei silenzi.
Da te mi abbevero o fonte della mia vita
non smettere mai di sgorgare
acqua per rinfrescare le mie membra
ma soprattutto non smettere mai
di diffondere il profumo del tuo amore
di cui si alimenta la mia anima....
Ti amo vita mia...
Filippo Travaglini

banshee
le emozioni uccidono spaventose vette di una montagna casa ai nembi
misteri in me per diritto del buono conservati in eterna verde primavera
gioventù rubata a un sogno che al sogno ritorna solo per bruciare
eccomi rubati i pensieri ai Grandi di versi Poeti e Maledetti cercare il Caos
e condannato al selvatico desio di ogni notte dipinta in stelle sperare d’amore
circondato dalle braccia del mio fantasma fuggito ai ricordi per darsi
vivere nel loop della condanna la forma più alta nel buio dell’essere – l’Eden
mentre con l’immaginario per qualche forza inspiegabile io vedere i miei demoni
e combatterli

vieni a me Sogno e ti sentirò coi brividi prendermi il corpo
col mio sangue a fiume verso il non territorio di Morte provarti vita
sperando di darti respiro con la bocca nella tua bocca fino al cuore
Paradiso Perduto Amore che mi possiedi

ogni maschera perdo
ogni battito fermo
ogni pensiero abbandono
ogni senso d’esistenza ritrovo

la mia casa è nell’estate e nel colore dei fiori
il ronzio di api cicciotte di nettare fardello
eternamente caro al volere cercare
ma al continuo incantesimo legato più di ogni cosa in terra.

Da “La rosa dalla schiena nera
Jacqueline Miu


9 Aprile

Momenti come fulmini
Parole fredde
gelano la mente
nel panico il cuore
vicolo cieco
più se ne esce
parole parole
cercano ragioni
annegando fra i flutti
la bellezza al fianco
lontani gli amici
più salvagente a mare
mano nella mano
la passeggiata al fiume
ha perso sapore
così il ristorantino
ritrovato di una volta
con coraggio allora
prendersi per mano
guardarsi negli occhi
e dirsi ennesima volta
che si è belli
che si è unici
che l'insieme cresciuto
vale molto di più
di qualsiasi e qualunque
piccolo o grande che sia
inaspettato momento
crollato addosso.
Fausto Beretta

La mucca
Balia di tutti i bambini
dà il suo nettare
in cambio di acqua e fieno,
assunta senza contributi
non iscritta a nessun sindacato
spesso reclusa
e il suo sole una lampadina
ha più figli che quasi mai vede giocare
condannati al galateo dei palati
-Questa mamma di tutti
con un nome nel vento
con occhi roteanti all'ignoto
gli anni piombo alla coda
la lingua a sonda d'addii
le corna a scongiuro del pianto
e le ossa a piedistallo in disuso,
vecchia, abbandonata da tutti
col sogno di un'insalata tra i denti
saluta da un camion verso il capolinea
di libertà abortita

Da:Sorrisi Pignorati
Michael Santhers

Amare delusioni
Amicizia
amore

parole troppo semplici
da dire

aprono il cuore
a un uomo come me
forse un po' ingenuo
che un tempo ci credeva.

Quante illusioni
quante fantasie

sono sfumate
lungo questi viali

sogni e promesse
svaniti in un momento
ai primi cenni
di un vento di tempesta.

Volti e sorrisi
tenere carezze

di ognuno resta
un languido riflesso

sulla mia pelle
aspre cicatrici
profondi solchi
di amare delusioni
Dario Menicucci

O fiore rosa screpolato,
avrà pietà di te almeno
il cielo dell'ultima notte?
Simone Magli

La maison
Je rêve que je suis sur un matelas
pneumatique orange
Qui coute en plein océan
Une autre fois je rêve que je suis mort
allongé au beau milieu d'un champ
J'ai la tête de travers et mes yeux fouillent les environs proches avec terreur
Des gosses donnent l'alerte
et j'observe les gars du coin m'installer à l'arrière de leur camionnette démarrer
tourner au carrefour et durant un long moment j'ai le bruit des essieux de leur véhicule dans les oreilles
Une autre fois encore je rêve que je suis dans une maison et que je décroche un téléphone
à travers les rosaces du rideau de la fenetre de la cuisine
je regarde passer une locomotive
en faisant passer le combine d'une oreille à l'autre
Au bout du fil une voix de femme demande si quelqu'un est là
Si quelqu'un est là et merde va enfin lui répondre.
Jean-Marc Flahaut
La casa
Sogno di essere sopra un materasso pneumatico arancione
che sprofonda in pieno oceano
un'altra volta sogno di essere morto
allungato nel bel mezzo di un campo
ho la testa di traverso e i miei occhi indagano i vicini paraggi con terrore
dei ragazzi danno l'allerta
e io osservo i ragazzi del posto mentre mi pongono sul retro del loro furgone
partono svoltano all'incrocio
e per un lungo momento
mi resta nell'orecchio il rumore degli assali del loro veicolo
Un'altra volta sogno ancora di essere in una casa e di alzare il telefono
attraverso i rosoni delle tenda della finestra di cucina
guardo passare una locomotiva
spostando la cornetta da un orecchio all'altro
all'altro capo del telefono
una voce di donna domanda se c'è qualcuno
se c'è qualcuno e allora merda rispondile !
Jean-Marc Flahaut     Traduzione   Nino Muzzi

Africa
Sono un granello di sabbia nel deserto cittadino,
sperduto fra i camini dei saloni primordiali.

Sono una meteora immobile nell'arido sentimento:
uomo a giorni alterni nutrito dal digiuno.

Muove l'universo verso un futuro già passato:
risposte senza domande come orfani africani.

La calma piatta, d'un tavolino rovesciato,
riflette silenziosa come un aperto mare
e leggeri dubbi muti svelano nuovi orizzonti antichi.

Sono un cammello zoppo
fratello d'albero essiccato,
con aria calda e umida respiro l'orgoglio d'un assetato.

Sono goccia che incontra acqua,
ma che non vedrà mai il mare
e battello solitario alla deriva senza mai arrivare.

Bambino come un uomo che invecchiando è già bambino,
gemello come polvere che dimora sul tuo dito.
Dario Sanseverino

Il vecchio
Giacca nera appesa a una spalla,
grosse e sformi le scarpe chiodate,
lento e stanco, tornava dalla stalla,
al calare di un giorno d'estate.

Troppo curva
la schiena ingobbita,
troppo lenta
l'andatura legnosa,
troppo secca
la pelle rugosa,
troppo duro
il suo tributo alla vita.

Ma la sera, al fresco, fuori casa,
seduto sulla pietra d'un gradino,
si trasforma il vecchio contadino
nel cantare una storia meravigliosa.
Canta a braccio, in ottava rima,
traendo ispirazione dentro il cuore:
del sole, delle messi,
del gelo e della brina,
del tempo suo passato,
e dell'amore.
Canta le gesta dei prodi Paladini:
d'Orlando e Angelica, Tancredi
e Argante,
di duelli tra cristiani e saracini.
Diventa allora il vecchio,
un gigante.
Romano

Dove sei?
Dove sei amore che sbocciasti un giorno
tra quei mandorli fioriti tra i muretti?
Dove sarà volato quell'affetto
finito tra il ronzar d'api e di insetti?

Quelle tue foto ancor riguardo a volte
mi disegnavi muta il paesaggio
dove vivevi e già s'apriva il cuore
al sentimento di un semplice messaggio.

Ed era la mia mente ancora al gelo,
urlava per il borgo il maestrale
ma ritrovavo in te pace e sereno
promettevi un amor vero e leale.

Poi l'entusiasmo dell'età novella
mi trasmettesti, e un salto nel passato,
il vero nello specchio rifletteva
da sciocco ed incosciente l'ho ignorato.

Come un bimbo ero ritornato
il tuo fantasticare m'ha colpito
m'indicasti un prato tra le spine
la mano poi ti presi insieme al dito.

Furono giorni d'amore, di follia,
poi il sole sparì, rivenne il temporale,
il gelo seccò i mandorli fioriti,
anche il bene finì, rimase il male.

(Donnas 28.1.2017 . 13,33)
Salvatore Armando Santoro

stanotte ci faremo del male
stanotte ci faremo del male amandoci molto
stanotte rideremo della paura dietro le porte di casa
ci spingeremo verso il letto ad ali spiegate
e allontaneremo il dolore della morte per pochi attimi

stanotte avremo il nostro assaggio di eternità dalla carne
ci chiuderemo
in un silenzio
in un tremito
o in un brivido che durerà pochi respiri
cercheremo il sole rimasto tra le nostre labbra
e piangeremo prima dell’addio
come i bambini rimasti orfani di un abbraccio

chiudi la porta e spegni dappertutto la luce
tienimi stretta prima che voli troppo lontano coi sogni
stanotte noi siamo gli altri che rincorrono la vita
ci faremo così male amando che rideremo il giorno dopo

e se non ci incontreremo più tu avvicinati alla prima stella
troverai nell’universo qualcosa di noi rimasto a fare luce
io ti guarderò mentre tu fuggirai nel domani
e se non sarai più sicuro --- ritorna
io sarò sempre dietro la porta

Da “La rosa dalla schiena nera
Jacqueline Miu

Ci mise meno di un istante
una favilla luccicante
e profumata,
di un buon profumo d’ acero,
a dilapidare la sua luce,
dopo che uscì dal buco
del comignolo,
per inseguire il vento:
“Fu il tempo che ci mise,
la fine di un bacio
interminabile,
a dissipare la mia infelicità
e il tempo
che impiegò a riscaldarmi,
il cuore”.
Antonio Scalas

Perla nera
Camminando pel prato
al chiaror d’una luna complice
bianca gigante piangente nostalgica avvolgente
alcuni rami neri si muovono a ventaglio
e alcune foglie nere nella scia
danzano,

è notte bianca
sentinelle respirano
gioco a nascondino di fievoli luci
e siam rapiti dall’innocente visione
che si schiude…,

è perla nera

dell’ostrica notte.
laura toffoli


8 Aprile

Poesia a tema
Ricordi nostalgici

Via delle monache
(Gorizia 1952)

Fatto di grezzo legno il pavimento,
pien di scaffali un piccolo negozio,
dietro un bancone riposava in ozio
una vegliarda, mano sotto il mento.

Nell'aria odor di libri si spandeva,
da fruste copertine ricoperti,
mi conquistavan quando, appena aperti,
scoprir d'autori ignoti m'accadeva.

S'alzava dalla panca quella vecchia
dalla figura segaligna ed alta
che nera veste il portamento esalta,
mentre veletta le copria l'orecchia.

Dell'Austria imperiale avea ricordo,
Franz Joseph permaneva nel suo cuore,
ma ai libri usati dava tanto amore
e personaggio fu ch'io ancor non scordo.

Da quella botteguccia mi partivo
con Dostoevskij amato sotto braccio,
di Pirandello, ahimè, ridotto a straccio,
con Ibsen, Poe e d'altri mi nutrivo.

Fu proprio quella donna affascinante
che in me trasmise tutta la passione
per la letteratura e l'emozione
oggi perdura ancora ed è appagante.

Son ritornato un giorno in quel pertugio,
plastica e vetri, è sorta una vetrina,
in bella mostra c'è una mutandina,
e reggiseni e calze fan gran sfoggio.

Ma quell'odor di carta e di cultura
mi resta dentro e grande nostalgia
m'assale quando penso a quella via
ch'amai in prima età d'amor che dura.
Piero Colonna Romano

Ipocrisie
Le tue sono ipocrite parole sparse al vento
dici e non dici
soffi incostante e foglie secche sposti
per poi affermare che son sempre ferme
per dimostrare che d'altro tu parli
ad altri rivolgi le attenzioni.
Arido è il cuore
vuota la tua mente
nata tu fosti, maestra nell'inganno.

Ormai è tardi e più io non ti credo
non raccolgo più il tuo dire,
non m'affanno,
lontano me ne sto,
vedo e non vedo,
diffidente or sono alle lusinghe
al farfugliare di parole mute,
all'ipocrisia di pensieri fuor di mente,
di logiche malsane e poco astute.

(Donnas 25.1.2017 - 9,27)
Salvatore Armando Santoro

Bisogno il tuo di sereno
Collocherò tutto
il greve dei tuoi giorni
tribolazioni e dolori
lacrime e sangue
in un mare di prati
bellezza al vento
di mille fiori
e mille colori
e campi di grano
e spighe sonanti
con rondini e sole
e cieli tersi
finché gli occhi
tuoi rasserenati
vedere possano
che tutto parte è
del creato armonia
del creato bellezza
che sovente oggi
pur ci oscura
pur ci annega.
Fausto Beretta

"Io Sono"
Io sono goccia che palpita
Io sono roccia che l'ospita
Io sono fiocco che candida
Io sono pozza che limpida
Io sono quell'onda che danza
Io sono la sabbia sua stanza
Io sono vento che musica
Io sono ramo che lirIca
Io sono mano che accarezza
Io sono ancora di salvezza
Io sono orizzonte infinito
Io sono immensità che invito
Io sono cielo che sa di te
Io son risposta ai tuoi perché

07.04.17 h 04:00
Ben Tartamo

Avevo bisogno di nascere...
Nata a gennaio
agli inizi
il lago
mi abbracciava lento
dentro un sangue creativo
acqua
terrestre
singolare
enigma
di vita:
astri si riunirono
con la firma del firmamento
molecole
cellule
libere
mi costruirono
calamitate
dal cielo magmatico
Nata
in una notte di
fitto nevischio
con il rischio di cadere
fuori dalle braccia
della paternità
Nata
ammaliata
dalla fragilità…
Aurelia Tieghi

La petit mort
Ed eccola ancora una volta
la piccola morte.

Viene con il suo amaro fiotto
e mi sfotte-
" sei sconfitto pure stavolta ".

Antri e pendii scoscesi
dentro me l'accolgono
senza amore né odio.

Estasi e tormento: consunto
conflitto troppo elevato
per un animo tanto smunto.

Il vuoto vince nell'assalimento
di eterne, eteree,
sempre medesime ore.

Poi le stesse fiacche dita
si congiungono in preghiere mute.

No. Il cuore non è ancora in porto
mentre il vento inutile del nord
soffia gelido e chiede nuovi moti.

Naufragio io vedo o stanca fonda
tra le infide acque dell'argenteo
nero mare.
Acquaviva

Paura
Non il dolore
nè la malattia
od il ricordo
e neanche
l'inesorabile
trascorrere
del tempo,
ma è la paura
ad ucciderci,
piano,
ad ogni minuto,
così forte
da non riuscire
a guardarci
negli occhi
e così grande
da farci tracciare
ancora confini,
sempre più stretti;
viviamo allora
nell'incoscienza
perché per quanto
lentamente
cerchiamo di far
battere il cuore
in realtà
stiamo già morendo.
Gian Luca Sechi

sagome
Ero in un maggio,
la pioggia non aveva senso.
Avevo un vago desiderio di dissolvermi,
di divenire bianco.
Volevo essere un disegno nato solitario,
una sagoma del corpo,
una carezza in un deserto.
Il cielo grigio
Non aveva volto.
Poi,
subentrava la paura di essere cancellati,
da questa pioggia istintiva,
di perdermi i colori che la chioma
del cielo prometteva.
Prendevo il coraggio che mancava.
Ora la mia figura
È un inchino ai vostri applausi,
si aggrumano gli stati cromatici dei miei sensi,
attorno ad una grandine fuggita,
che ricordo appena.
antonio sangervasio

Sabato notte
S'inseguono le pulegge
slittano le cinghie
fischiano addii
ruotano cavalli,
bevono i fantini
e trasparenti gli ostacoli

Incensate da sigarette
sproloquiano le radio
simulano temporali
-s'alano i pistoni
ballano e tossiscono
a caccia delle valvole
-scappano i fari
inseguiti da lamiere
poi si spengono sui muri
intarsiati dalle urla

Latrano i cani
masticano nebbia
rigurgitata a fogli di giornali
da leggere domani

Da:Sorrisi Pignorati
Michael Santhers

Saggezza.
Negli occhi del fanciullo risplende la saggezza. Attimi, istanti, momenti così brevi e profondamente lunghi. Pianti, gioia e amore fan di te la vita.
Là fuori il mondo osserva, dall'alto del suo errare, per quanto anch'esso provi invano il suo cercare. Non è concessa a te che osasti perpetrare l'inutile osteggiare la vita ed inquinare.
Michele Mastroianni

Amori del tempo
Sotto archi di pietra
dove il tempo ha maturato
l’edera
sa dove arrampicarsi:
lenta
ricca di cuori verdi
millenari
e ad uno ad uno
li accarezzi leggermente
col palmo a cuore
per sentirli vibrare in essere, e e ogni pietra
calda di sole
li tiene uniti
loro
gli amori del tempo
ormai lontani
ormai consumati
ormai ombre…
laura toffoli

Temple of you
every day I take my stone - till I’ll die whispering to the sky
per tutte quelle stelle col sifone tra le gonne pronto a farle splendere
mio Dio, quanto va veloce questo mondo di matti
come vorrei rallentare il mio desio farne un aquilone per volare
qui noi abbiamo zoo di angeli con l’ingresso gratuito
pago la mia consumazione alla morte regolarmente
mi bevo ogni cosa contenga veleno
mi fumo i campi di fiori con la lingua dell’alba ogni dì sulla mia pancia
fammi restare un cattivo un perdente un altro fallito inquinato dai sogni
perché per ogni sorriso dato io sono stato bravo a bruciare
basta che tu non mi svegli
ti prego
io non mi voglio svegliare in questo mondo al buio

quando lei ride mi da il miele non s’è mai visto un circo uguale
siamo al museo degli orrori spalmati al cimitero in fila ordinata mai in vita
lasciami ribelle senza capestro sul cuore
lasciami sudare l’Inferno
e se
se per caso tu vedessi in me del buono
ti prego fanne un Tempio
per quelli che veramente hanno fatto qualcosa senza mai sbagliare

troppi a chiedere mai nessuno a dare io sono sempre smarrito
ho lasciato nell’abito della Domenica il mio orgoglio adesso sto bene
sono innamorato non so bene di cosa ma se lo scoprirò tu perdona
dei perfetti il tuo regno è pieno sarebbe ingiusto toglierti del perdonare i diritti

Da “pozioni di crackoina post sentimentale
Jacqueline Miu


7 Aprile

Poesia a tema
Ricordi nostalgici

Un po' di me
Sfoglio all'indietro
i ricordi della mente
per leggere qualcosa
che parli un po' di me

la fisarmonica nuova
comprata con sei rate
la vecchia bicicletta
su e giù per le salite

i calci ad un pallone
alla fine della messa
la maglietta pulita
che diventava sporca

le granite al limone
nel bar sul lungomare
la prima sigaretta
in tasca poche lire

il sole dell'estate
che riscaldava il mare
i tuffi con gli amici
negli occhi tanto sale

un battito di cuore
ch'era arrivato presto,
quel profumo d'infanzia
che porto ancora addosso.
Salvatore Cutrupi

Là dove noi non siamo
Corro intorno a quel verbo
d’oro che ruzzolante
mi parla del tuo amore
come se le cose andassero tutte
per il meglio così
mi butto fra le stelle
che vegliano sul campo
una ad una dove l’erba è alla brezza
come l’ape nel nettare dei fiori
e portano l’amore
là dove noi non siamo.
Claudio Badalotti

La morte dell'amore
Il tuo amor se n'è andato,
adesso è morto
invano t'ha cercato e l'hai ignorato
quanto t'ha amato,
quanto di sé t'ha dato
sol lui lo sa
da solo l'hai lasciato.

Ora riposa
con le mani in croce
nel buio non vede
luce più non brilla
nel cielo passa mesta una scintilla
un desiderio
ed un dolore atroce.

L'aria ti manca
tu più non disprezzi,
ora capisci quanto quell'amore
ripetuto più volte,
non raccolto,
a seminare
non è stato accorto.

E tu non hai bagnato
a sufficienza
liscivia hai setacciato
sopra il campo
arido è il cuore
per la sofferenza
adesso quell'amore s'è seccato.

(Donnas 31.1.2017 - 23,45)
Salvatore Armando Santoro

Dedicata a tutte le ragazze innamorate
d'amor private, e che Amor, lui stesso…ha rovinate…


Puttana per amore
"Se c'è ci sta, e se non ci sta non c'è"…
Dicevano così di Maria Rosa
al civico diciotto a Via del bacio,
con sufficienza, anche con cinismo,
i giovani e non solo, lì a bussare
per quell'amor che lei usava dare,
per niente o quasi…e a volte proprio niente.
Non c'era tra gli "AAA" di allora,
del Messaggero e neanche del Corriere.
Bastava quel tam-tam passa-parola
a provveder la fila giù al portone,
che ad ogni ora dava il bel da fare.
E lei porgeva candide mammelle
tra il rosso dei gerani al davanzale,
per invitarli a turno alla sua alcova
di povera ragazza abbandonata.
Bastava a volte qualche pastarella,
le calze d'etichetta anche scadente.
A una poesia offriva pure il cuore.
Ma i quarti d'ora che lei regalava
eran sublimi più delle "alto bordo"
poiché ognun se lo stringeva al petto,
sforzandosi d'immaginar che fosse
quel lui che…innamorò…e la gettò via…
Armando Bettozzi

Meglio…
Meglio morire
quando si corre nel vento,
ogni giorno diverso, ogni cosa mai uguale
nella pubertà che è la più bella età.

Dopo,
i soliti riti tribali, la villeggiatura
tutti intruppati, la partita di calcio la domenica,
lo stanco bacio della buona notte.


Meglio morire
con in bocca il sapore
di un bacio rubato
e il fremito che ancora invade il corpo.

Baci anonimi,
quasi dovuti, sapori di salsa di pomodoro
o peggio ancora l'acre aroma del tabacco
baci senza passione in giorni grigi di noia.


Meglio morire
quando si cavalca l'onda
nella speranza che non si spenga mai,
nel desiderio di affondare in un mare di specchi.

La monotonia delle giornate,
ogni cosa che ha un suo prezzo,
anche l'affetto, se ancor si può chiamarlo tale.
E infine l'attesa di quel momento senza ormai rimpianti.


Meglio sarebbe
non essere mai nati
per non dover poi
morire ogni giorno.

Da La pietà
Renzo Montagnoli

Briciole d'amore
In equilibrio
oscillo
su fili di lacrime.

Sospeso
sopra un baratro
attendo.

Spero
nello scorrere
del tempo.

Non c'è
più niente
all'orizzonte.

Anche
l'ultima luce
si è spenta.

Frugo
disperatamente
nel mio cuore.

Rimangono
rare briciole
d'amore.

Le sento
inesorabilmente
svanire.

Non poterle donare
è il mio dolore
più grande
Dario Menicucci

Parole senza vergogna
Un mare di parole vuote
ci invadono a tutte le ore
annegare ci vogliono
felici giulivi nel loro mondo
evanescente di merda

mare di bugie

senza vergogna alcuna
sorrideva il volto
dal cartello pubblicitario
che prometteva paradisi
a un migrante sotto
che stracciato dentro
più sapeva dove andare
Fausto Beretta

Epitaffio l'attrice
Quando recitavo ero un'altra
e quando stremata smettevo
per non deludere il pubblico
recitavo d'essere un'attrice,
per tutta la vita non fui mai me stessa
ora state commemorando
tante maschere inventate
riflesse in specchi bari
di una sconosciuta mai nata,
si perchè la mia anima vera
non venne mai alla luce
-vissi tante vite tranne la mia
e il mio vero nome all'anagrafe
sotto la lapide invisibile
di uno pseudonimo
-ora guardate questa foto triste
ridategli la vita che vi siete presi
chiamatemi ad al voce Maria Coppiglia
toglietemi dai vostri sogni
e fatemi sognare con il mio vero nome
con cui gli angeli cupi sempre mi vegliarono
-pregate per quest'anima arcobaleno
che mentì a tutti, tranne alla morte
che conosce sempre ogni segreto
...................amen....................

Da:Sorrisi Pignorati
Michael Santhers

 

Regina della Notte
non s’intonano i gioielli al rossetto ti togli il trucco e resti nuda davanti allo specchio
hai fame di qualsiasi cosa ti stringa la pelle o ti giuri il per sempre amore tu sorda
ogni tanto un patetico insetto s’infila nella tana d’un ragno ne segui indifferente la morte
il petto inspira espira capezzoli terre di Marte rosee per nidi di raggi solari
poi ti trasformi
appena la notte diventa una martire sul patibolo orizzonte con boia armato di stelle
ti sciogli i capelli diventano fiumi neri di pece che cominciano a chiamare il vento
le tue dita aliene disegnano pozze di fuoco in cui ti scaldi se fredda
dolce demone ascendi in strada per dare a ogni mortale stanco – i suoi sogni

davanti al tempo la tua dolcezza assorbe dall’immortale nemico il sapere
collidi contro gli spettri nel buio ne assorbi i ricordi li spargi ombre per il mattino
danzi ubriaca in antri cari a Paura pirite gli occhi in fiamme i passi diventano ali
enorme il timone solo un sussurro saluti ti dissolvi l’eclissi un attimo poi torni donna

finché dopo una lunga notte di balli tu non torni più al caro nido e resti sola
Signora Silente in fuga da luce nella penombra triste d’un Tempio
perduta memoria perduto ricordo di ciò che eri piangi del te stessa i desideri
quelli dentro un cuore innamorato dell’aria ma anche d’un palpito pazzo – ahimè assente

Da “La rosa dalla schiena nera
Jacqueline Miu

Tu sei nata questa sera
Tu non sei nata una mattina
da una goccia di rugiada
scivolata nel bocciolo,
d’ una rosa.
Tu sei nata questa sera
da una fonte d’ acqua fresca.
Tu sei nata in questi versi
dalla penna di un poeta,
e dalla sete
trasformata in un pensiero.
Tu sei nata dal sapore
che ha bagnato la mia bocca.
Tu sei nata dal mio amore!
Antonio Scalas

La mia rondine
La rondine torna
a primavera è qua
gioisco nel cuore,

la rondine è qua
è nella mia casa
gioisco nel cuore,

la rondine parte
ma so che ritornerà
gioisco nel cuore.

3 haiku ….1 solo haiku
6/4/2017
laura toffoli


6 Aprile

Figurine Panini
Amore, mi dici sempre
che noi due siamo uguali
identici e io mi sono ricordato
quando raccoglievo
le figurine panini dei calciatori
e se avevo un doppione
lo scambiavo con uno introvabile,
mi manca ancora Pizzaballa
-che ne dici
se mi cedessi
alla collezione
della Signora del terzo piano
che ti ricambierà con un poster
di Alain Delon?

Da: Poesie Cialtrone
Michael Santhers

Ebbrezza
Si perde la tua immagine
come un cerchio di fumo
sopra una fioca lampada.

Non distinguo più gli occhi,
già fanali sicuri
sopra i moli del porto,

nel mio mare di schiuma
galleggiano reliquie
d'un sentimento morto.

Le lettere del nome
mi sembrano ideogrammi
d'una lingua straniera.

Ma ti penso stasera;
serve ancora una coppa!
Sparirai questa notte?
Santi Cardella

Passo dopo passo
Steso, immerso nell’ansia
della curiosità,
guardo attento lo spazio
dipinto in trasparenza sul soffitto.
La luce si sottrae al buio della stanza,
disperdo le abitudini
nello stravento senza alcun rimorso.
Me ne vado via passo dopo passo
nell’attesa del tutto
e il tutto s’avvicina
finalmente, solo anima
senza la gravità
del peso che m’appiccicava a terra
contro ogni volontà.
E le parole si faranno mute,
nel pensiero dei verbi,
vera poesia dell’etere
senza principio e fine,
nell’essere del tutto
dimentico d’essere stato in tutto.
Claudio Badalotti

Mi basterebbe
Vorrei essere un gomitolo fra le tue zampette
micina mia
così potrei starti vicino
e tu giocheresti con me
mi faresti rimbalzare tra le pareti
m'inseguiresti per i corridoi e le stanze
e io sarei contento di sobbalzare
di srotolarmi sotto i tuoi occhi
e anche se tu t'accorgessi
che è rimasto solo un filo
e che il divertimento è finito
so che le tue bianche mani
lo riavvolgerebbero con infinita pazienza.
Enrico Galavotti
 

Quel tuo sorriso stanco
(Ad Anna)

Quel tuo sorriso stanco, cara amica,
m'ha intenerito nel profondo il cuore
e quei capelli ormai senza colore
solo a pensar la mente m'affatica.

Ora a guardarti faccio un po' fatica
è già passato il tempo del furore
anche i rintocchi sbiancano il dolore
e adesso un po' d'affetto si mendica.

Forse ora capisci i miei discorsi
quando ti suggerivo cosa fare,
quei tempi son per noi ormai trascorsi.

Allor dovevi l'amor tuo donare,
io mi son perso ed altri amor rincorsi,
ed ora è tardi per recuperare.

Ora chiedi che fare?
Quel tuo sorriso amaramente brilla
negli occhi una tua lacrima scintilla.

- Sonetto caudato
(Donnas 29.1.2017 - 16,02)
Salvatore Armando Santoro

Meno male che c'è chi si strugge il cervello e così ha trovato il toccasana per sistemare tutte le problematiche di questo nostro povero Stato…in stato d'abbandono…(Febbraio 2017).

Er toccasana univerzale…
Vòi sistemà le rogne de sto Stato?
Sto a ddì er probblèma giòveni…er lavoro…
la casa…l'evasione…l'esodato…
l'euro…l'invasione (senza decoro)…

Li vitalizzi…lo spread…l'ammalato…
l'emarginati…la burograzzìa
la giusta-ingiustizzia…er teremotato…
li buci ner bilancio…e in ogni via…

La crescita che 'n cresce…ché gn'arièsce!…
Inzomma…pe aggiustà tutt'er casino
-che cresce -…(e però, manco gn' arincresce

a chi st'a governàcce). Er toccasana
io cell'ho: er Congresso! Matteo, perfino!
lo vò ffà…E vedrai! Poi…tutto! s'appiana!

Ma 'ntanto c'è da fà la "direzzione"…
ammischiàta co 'n po' de "commissione"…
e 'n pizzico de ricucite a "strappi"…
E pe nun fà ch'er…minestrone allappi,
ce sta da fà la…ricompattazzione
(chi lo pò ffà? Magari…pappagone…)
de minoranze…co le maggioranze…
Tòcca curàsse tanti mar de panze…
Parà li spifferi de le "corenti"…
Distribbuì portrone a …l'attendenti…
Inzomma…fà passà er gran porverone
che pò fà mmale a tutta la nazzione…
Perciò! er partito va ricompattato
e tutt'er..."rottamato"…rinfognato!
Ce vò che tutto quant'er "nazzareno"
ritorni a èsse tutto più…"sereno"….
Così sortanto, tornerà un paese
che pò aumentàss'er "pille", e le pretese!
Armando Bettozzi

 

Ligneo meditare
Ragni son fragili e cigolanti idee
nel mentre dello stato d’essere del vivere
spruzzi di sogno
nel vigoroso giorno
che si leva al suono del fiorire del sole,
quand’ecco il sopraggiungere
come fiume in piena
il doveroso e virgolo discorso del dovere,
tacete! per piacere!
mettetevi in ascolto
ah, quando è soave il discorso ligneo
del meditare
apostrofando leggerezza di soavità…
regalandoci maestoso e gentile
ancestrale punto di centrata visione.
laura toffoli

Epicurea
La Morte? Se ci penso,mi diverte:
è una vita che l’aspetto a braccia aperte …
Per ammazzarla l’aspetto, notte e giorno:
l’aspetto sia a Parigi che a Livorno…
Ma, se ammazzarla non sarò in grado,
dovunque arriverà, io me ne vado…
Carlo Chionne

Haiku
Cinque di aprile
Il glicine colora
i pergolati
Salvatore Cutrupi

Crudele astro
Voglio sbagliare con te.
Restare per resisterti ma non troppo a lungo e farti ridere
finché morderai nuovamente il mio cuore, appena t’allontanerai.
Prometto di non respirare che attraverso la tua bocca
non importa se soffocherò dopo e in tua assenza.
In the meantime, eccomi in fin di vita così come dovrei essere
se separato dall’abbraccio per cui darei tutti i miei sogni.
Fammi male se puoi.
Spingiti in me fino al sangue,
trovami in ogni atomo non contagiato dal tuo nome,
inquinami con i baci e se puoi, dammi fuoco
ardimi fino alle ossa,
dammi veleno nella saliva,
qualunque cosa che mi sciolga
poiché già abito l’Inferno.
Preparami un pasto di speranza,
leggero e dall’aria che espiri,
dammi il senso di onnipotenza che ho perduto alla nascita
nella mia corsa contro la Morte.
Voleremo stanotte innamorati.
Saremo falene intorno ai lampioni tristi di questa città
e nelle nostre acrobazie mortali,
cercheremo lampi di temporali da attraversare
per stringerci ancora una volta
disperatamente con ogni tremito.
Mi ucciderai.
Io vorrò morire.
Nessun scampo – nessuna fuga.
Per un ultimo bacio darò la vita
lo dico ora e lo dirò sempre.
Quanto dura la felicità?
Un battito d’ali?
L’attimo di un bel sogno
che ti lascia nel sudario di desio all’alba?
Lontana stella smetti di brillare sola,
non morire smettendo io di cercarti.
Crudele astro, sposami!
Non ponderare troppo nella fortuna,
metti fine a questa lotta e sfinisci le mie difese,
ho impiegato troppo tempo a trovarti
e mi resta troppo poco per non spenderlo,
mia religione,
dandoti gioia.

Da “La rosa dalla schiena nera
Jacqueline Miu


4-5 Aprile

Poesia a tema
Ricordi nostalgici

Quando i ricordi
a guizzi di lancette
scivolano in occhi di nostalgia
diventano foglie di tempo
sulla corteccia dell’albero della vita
Non foglie morte
cadute
mai perdute
che sfavillano alla luce della luna
all’ ombra di gelsomini
tra voci ormai silenziose .
Chissà dove si raccolgono
quei momenti nostalgici
canti di poeti , petali di fiori
tra quaderni sorridenti , piangenti
che vorresti restassero sempre
come un riassunto di ricordi
scritti sui righi del tempo
Antonia Scaligine

"Drento'n bacio"
E drento’n bacio er Paradiso
nelle tu mani er monno’ntero
ma te prego, famme stò soriso
e dime’npò se è tutto vero.

Daje, famme sentì stò sbatticòre
famme toccà er celo’nfinito
Eppòi, famme capì’ndò stà st'amore
che, quello mio, è così stranito.

Er core mio, n’sé po’ cormà
e dà retta a me, che sò onesto
tu co' me, poi sortanto ch'abbrucià
fingo d’esse filice, e sò tristo.

Daje, famme sentì stò sbatticòre
famme toccà er celo’nfinito
Eppòi, famme capì’ndò stà st'amore
che, quello mio, è così stranito.

31.03.17 h 23:30
Ben Tartamo

"In un bacio"
E, in un bacio, il Paradiso
nelle tue mani, il mondo intero
ti prego, però: fammi un sorriso
e dimmi poi, se è tutto vero.

Su, fammi sentire questo batticuore
fammi toccare il cielo infinito
e poi, fammi capire dov'è l'Amore
che il mio, è ormai smarrito.

Il mio cuore non si può colmare
dammi retta, sarò onesto:
con me, ti puoi solo bruciare
tu mi vedi felice, ma sono mesto.

Su, fammi sentire questo batticuore
fammi toccare il cielo infinito
e poi, fammi capire dov'è l'Amore
che il mio, è ormai smarrito.

31.03.17 h 23:30
Ben Tartamo


La noche abre caminos nunca usados
cuando respira a través de las estrellas
o cuando distorsiona las distancias
o cuando los colores
ocultos en la bóveda obtusa de su no color
mantienen su pasión sólo en la mente

todo es más relativo más cautivo más sordo

la noche se abre paso con su filo de sueños
por las viejas malezas
nada es real en ella todo
en su fondo es distorsión sublime
irisada burbuja

tan sólo algún aullido lejano y cadencioso la devuelve a la vida
que levanta fronteras
nos empuja hacia el sitio que nos tiene acodado

es la noche de extensas plumas negras la que vuela
por el espacio insomne donde surcan ideas peregrinas
pulsos de fantasías vivencias imposibles
que ayuntan nuestra alma a alguna estrella
que inflaman paraísos no vividos y los ponen muy cerca de los dedos
en la noche es la mar tan sólo el ruido
de su lento llegar hasta la arena
oscura inmensidad que se desliza
hasta la puerta abierta de la nada

esa mar eres tú
desconocida y cierta

¿irás a navegar en esta noche en que la mar se ofrece?
¿irás a navegar desde este escollo hasta que nazca el alba?

su corazón ignoto espera la respuesta
no dudes más el viento está esperando y la marea avanza
¿qué quieres encontrar detrás de sus espesas puertas de agua?

caparazón flotante que adormece sus fondos
Juan Carlos Gómez Rodríguez

La notte apre sentieri mai battuti
quando respira attraverso le stelle
o quando distorce le distanze
o quando i colori
nascosti nello scrigno chiuso del suo non colore
conservano la loro passione solo nella mente.

tutto è più relativo più costretto più sordo

la notte si apre varchi col suo filo di sogni
attraverso vecchi cespugli
niente è reale in essa tutto
nel suo fondo è distorsione sublime
bolla iridescente

solo qualche lontano abbaio cadenzato la fa tornare alla vita
che innalza frontiere
ci spinge fino al luogo che ci tiene piantati

è la notte di larghe penne nere quella che vola
per lo spazio insonne solcato da idee peregrine
pulsar di fantasie impossibili esperienze
che accoppian la nostra anima a qualche stella
che accendon paradisi non vissuti e li pongono molto vicino alle dita
il mare è nella notte solo il fruscio
del suo lento arrivar fino alla sabbia
oscura immensità che si trascina
fino alla porta aperta del nulla

questo mare sei tu
incognito e certezza

andrai a navigar in questa notte in cui il mare si offre?
andrai a navigar da questo scoglio fino a che nasce l'alba?

il suo cuore ignoto aspetta la risposta
non dubitare il vento sta aspettando e la marea avanza
che vuoi trovare oltre le sue massicce porte d'acqua?

carcassa galleggiante che addormenta i suoi fondali
Juan Carlos Gómez Rodríguez    Traduzione Nino Muzzi

Supermercato
Sei alla cassa
e lasci passare
sei in pensione
puoi aspettare..
e allora cogli
chiacchiere
voci di straforo
la mamma che strattona
il bimbo strappando il Kinder
il vecchio tremante
che perde per strada
il cartone di latte che
solo raccoglie
la coppia per mano
in visi graffiati
dal tempo che passa
avanti senza acquisti
guardandosi
la cuoca provetta che detta
ricette e il padre in carezze
alla figlia distratta e sfuggente
e liti e risate , progetti e dolori
confusi alla voce gracchiante
di Venditti ......poi per caso
osservi un secondo il volto
distante , gli occhi provati
da conti e domande
le mani da sole che svelte
raffazzano merce :
Giovanna,cassiera da anni
al supermercato pare
ormai robot dimenticato
un poco arrugginito senza
più voce e con un sorriso
stampato e sbavato che
attende un regalo:
un giorno completo
da mane a sera
senza vedere Yogurt
e gruviera.
Tinti Baldini

L’inganno
E un demone entrò nella mia casa,
con mille lusinghe
confuse il mio cuore.
Lo accolsi e gli offrii
Tutto ciò che possedevo,
gli aprii tutte le stanze
e penetrò anche negli angoli più oscuri…
Ero felice di aver aperto
Finalmente a qualcuno,
mi sembrava che portasse la luce
dove c’era stato solo il buio,
ma i demoni
non conoscono la gratitudine
amano solo se stessi
e il potere che hanno sugli altri.
Si è ormai impossessato
Di tutti i miei averi,
ha cambiato l’ordine delle cose,
entra ed esce come vuole,
la mia casa è il suo regno.
So che se ne andrà
Senza avvertirmi,
lascerà dietro di sé
una casa demolita.
Cristina Perilli

L'amore
L'amore è pensarti da lontano.
L'amore è averti quando non ci sei.
L'amore è perderti per sempre,
come adesso, che ti perdo,
anche se sei qui, sempre presente,
non sei qui per me.
L'amore è anche questo,
è anche continuare a pensarti,
vederti e non averti.
Amore è lasciarti andare via
senza un mio sorriso,
per non farti capire
che ti amo ancora.
Nadia Borean

Guardo il mare
Mi sorprende l'idea
delicata di te,
soffice parentesi nei miei pensieri
e, dimentico,
sospendo il mio sguardo
sul mare in tempesta.
E tu, sei accanto,
infreddolita e vorrei
abbracciarti
e non posso,
vorrei baciarti
e non posso.
Quando mi sorprende l'idea
delicata di te,
continua come le onde,
si abbatte sul mio cuore
in tempesta.
E tu non ci sei più,
non posso baciarti,
toccarti ancora le mani;
sei un'idea svanita,
un'onda che si ritrae
sul mio sguardo sospeso
sul mare in tempesta.
Alvaro Antonio

Il disoccupato
La natura si risveglia
tutto intorno cambia
gara di colori e canti
e certe anime mute
sempre nel grigiore
sfondo ai ricordi
come topi rosicchianti

Senza meta il disoccupato
trova il suo vantaggio
ad occultarsi
nella vegetazione
sempre più fitta
anche se tra la gente
è invisibile
e crede d'essere additato
alle sue fobie

Primavera è redenzione
ma certi morti
muoiono la seconda volta
e senza essere mai scritti
all'anagrafe degli occhi
sperano d'essere
in silenzio depennati

La vita è una gara
alla quale partecipare
anche solo a far da piolo
alla scala per la vetta
e certi sono solo un esubero
fastidioso a smaltirlo

Da:Sorrisi Pignorati
Michael Santhers

Desconcierto
Quando m'assale un po' di nostalgia
tu non lo sai che faccio
d'affanno non mi straccio
sfoglio l'archivio delle foto
ogni pensiero nero scaccio via.

Volo indietro negli anni
ti rivedo in un filmato sorridente
mi dici: “Vedi ho storto un dente,
anche il naso penso d'aver grosso”,
sul letto poi ti stendi senza panni.

Ti sento parlare dolcemente
le parole cattive ancor non le hai coniate
usi quelle gentili e ricercate
ad umiliare ancor non era tempo
mi stuzzicavi indecorosamente.

Venne l'inverno, poi, anche la sera,
ma forse oggi ho capito il tuo livore
io volevo per me tutto il tuo amore
e ripetevo come Celentano:
“Non mi basta metà, ti voglio intera”.

Troppo volevo, tardi l'ho capito,
ma dopo ho scoperto l'animo tuo vile
lo riempisti di calunnie e bile
l'amor che tu giuravi senza fine
prima di cominciar era finito.

(Donnas 27.1.2017 - 23,24)
Salvatore Armando Santoro

 

trawling stars
sono così ubriaco che cerco sotto tutte le sottane del buio un po’ di euforia
dipendente a follia sessista mostro per chimere drogato d’angoscia a volte perdente
eppure stringo sempre i pugni senza perderne la forza negli anni
salgo le acque senza mai scenderle senza mai vedere l’abisso per un qualche tesoro

costruisco acque di granito col gelo
le mie mani hanno moltitudini di sensi per percepire l’altezza delle nuvole
in un giorno senza Luna più nero del nero col buio costruisco peccati angelici
soluzione analgesica per i sogni lavanda l’orizzonte è nebbia
le continue albe mi sfregano contro pelle un eritema di chimere
di latte l’anima in crociera coi demoni di tutti i piaceri
sono consapevole di poter inventare tutto tranne una cosa
quella che accende l’aria prima delle parole e dei fatti

ponti pinguini si stringono nelle rive ghiacciate gli occhi sul fiume
d’inverno Londra indossa sciarpe cornamuse e bandiere intirizzite dal freddo
ho costruito lo scheletro di un castello che non ha pace nelle fondamenta
lascio un bacio sulla guglia più alta della città in attesa tu lo afferri

un ghiacciaio gabbiano solitario le mie mani scivolano Londra un riccio di nebbia
santi su guglie appesi a vecchie mura tremano
bisboccia di incertezze e sbagli ma puoi dire di aver visto il sole
vicino al fuoco io solo apro le braccia per volarti

Da “La rosa dalla schiena nera
Jacqueline Miu

Complice il vento
Accadde.
Una sera d’autunno
Ero li,
tra i cipressi
Un sibilo mi riportò alla realtà
Era il vento,
sembrava chiedermi,
Perché sei cosi mesto
Assorto nei tuoi pensieri
Non ho potuto trattenermi
Dal raccontargli,
che ero innamorato
tanto innamorato
gli chiesi di parlare con te
e come se avesse udito le mie
parole tra le chiome
si alzò un canto.
Soffierò tra i suoi capelli
Una brezza dolce
e suadente,
vedrai capirà.
Filippo Travaglini

Partenza…da luogo a luogo
Partenza…dal cuore

Quando un amico
lo si accompagna
al treno per la sua partenza..

gonfio il cuore
e gli occhi

parte un pezzetto di se stessi

si rivede l’intensità dei momenti

una manciata di sorrisi
intrisi di serena condivisione

un addio…nello spazio terreo
un arrivederci nello spazio del cuore.
laura toffoli


3 Aprile

Poesia a tema
Ricordi nostalgici

ricordo d'amore
cosa penserai di me,
adesso che siamo alla fine..
che aspetto avrà il domani delle nostre vite..?

non so spiegarti cos'è che ci ha spinto di qua,
siamo stati felici ma adesso chissà..

forse il mondo mai più..come prima sarà,
forse tutto ad un tratto da solo sarò.

poi si dice è l'amore,che viene e che và..
ma fa male il dolore che nasce per lui.

era un giorno di sole,
era felicità,
ora è solo un ricordo che mai se ne andrà.
andrea sbarra

Case cadenti
Queste case cadenti
rifugio di sudori d'altri tempi,
sanno ancor di scirocco e di fatica,
profumano di polvere,
di terra inaridita.

Queste case cadenti,
sperse su campi vuoti e abbandonati,
sfiorate da strade bianche e polverose,
senza più fresie e rose,
le ho tutte nel cuore conservate
nessuna ancora oggi è cancellata;
ogni tanto le sfioro,
reliquia sacra che aiuta e ti protegge
come croce sul petto accarezzata.

Quante volte passando le incrociai,
sotto il sole cocente dell'estate,
ai bordi di fiumare desolate,
case vuote e silenti
spesso abbandonate dalla gente
emigrata in altri continenti.

E quelle aie deserte,
senza più contadini,
senza più galli canterini,
senza chiocce e galline,
senza il maiale che grugniva assorto,
prive dell'asino che ragliava al vento,
del cane alla catena triste e spento,
mi danno ancora un senso di sconforto
un abbandono che fa ancor soffrire,
che riporta alla mente una condizione misera che opprime
che suscita nel petto tanta malinconia senza ragione,
miseria e privazioni
dalle quali un giorno si è scappati
per guadagnare un poco di decoro
ma che ci lascia soli e disperati.

Muri lisi,
pietre lisce e tonde dei torrenti,
dove un sorriso ancora non s'è spento,
dove un canto di donna ancora sento,
case vecchie e cadenti
rifugio solitario di perdenti.

(Donnas 23.1.2016 - 20,34)
Salvatore Armando Santoro

"Svegliarmi tra cent'anni"
Vorrei dormire e svegliarmi tra cent'anni
dimenticare tristezza ed affanni
restar sospeso, tra nubi sole e cielo
cullato lento dal vento: io, da solo.
Monti, colline, sognare vorrei, e te.
Non chieder nulla, a cosa servono i perché:
non è un lento stanco morir la vita?
Il nostro regno è Poesia e di più
quello che vivi non è altro che gita:
lasciati andare, dormi anche tu!

Ci sveglieremo poi assieme, fra cent'anni
niente lacrime, nè guerre e nè malanni.
Neppure morte o stolte rivoluzioni
parlamenti e vuote rappresentazioni.
Niente piu armi - per difender poi cosa -
vedrai, vedrai, che vita sarà esplosa:
nuove piante, nuovi animali e marziani!
Ci terremo tutti per mano e abbracciati
resteremo per sempre giovani e sani
medici e farmaci, ormai dimenticati!

Vorrei svegliarmi fra cent'anni, poco più
spero al risveglio mi sia accanto sempre tu.
Io non vorrei mai nessun altra, sai:
è difficile sapermi solo, che guai!
Così, magari facciam mille bambini
all'aria aperta, fiori per cuscini
sotto due soli, stelle e mille lune.
Sabbie bianche e mari caldi di cristallo
case accoglienti , capanne tra le dune
per dormire e far sogni, ancora, da sballo!

21.03.2017 h 24:00
Ben Tartamo

Poesia a mano
ti scriverò una poesia a mano
l'inchiostro...non ce l'ho...
intanto scrivo metto in rima
poi il nero per la stilo antica al conàd lo comprerò...
... quale è st'orgasmo che mi spinge al vano
interrogarmi di quel che è bene
di quel che mi fa pena? ...
il sole nasce perchè a vuoto gira
non gli occorre che una mano glielo scriva
ha persino le comete che intorno ci si impiglian piano piano
... mi fermo ansante forse stanco sulla cima
di tanto Infinito nel numero da circonciderci parole ...
giro di rivoluzioni però il mio senso
raccolgo innato una manciata di discorsi da buttar la sul vento
non sento più la mano
m'è sparita
il polso
sfiora letterine sfluscie
che mi par la mia sgonfia piva
penso
mi cade la matita a sfera ...
non ha inchiostro ...
sbatto la tastiera ...
è sera ...
il mercato ha chiuso la sua sfera ...
ti scriverò infretta
domani a mano la suddetta pò ...
poesia d'amore
enrico tartagni

К добру ты или к худу,
решает время пусть.
Но лишь с тобой побуду,
я хуже становлюсь.
Ты мне звонишь нередко,
но всякий раз в ответ,
как я просил, соседка
твердит, что дома нет.
А ты меня тревожишь
письмом любого дня.
Ты пишешь, что не можешь
ни часу без меня,
что я какой-то странный,
что нету больше сил,
что Витька Силин пьяный
твоей руки просил.
Я полон весь то болью,
то счастьем, то борьбой...
Что делать мне с тобою?
Что делать мне с собой?!
Смотреть стараюсь трезво
на все твои мечты.
И как придумать средство,
чтоб разлюбила ты?
В костюме новом синем,
что по заказу сшит,
наверно, Витька Силин
сейчас к тебе спешит.
Он ревностен и стоек.
В душе - любовный пыл.
Он аспирант-историк
и что-то там открыл.
Среди весенних лужиц
идет он через дождь,
а ты его не любишь,
а ты его не ждешь,
а ты у Эрмитажа"
стоишь, ко мне звоня,
и знаешь - снова скажут,
что дома нет меня.
E. Evtuscenko

Lasciate che il tempo decida
del bene e del male.
Ma se con te resto solo,
io divento peggiore.
Tu mi telefoni spesso,
ma ogni volta in risposta,
come le dissi, la vicina di casa
ripete: non è in casa!
E tu mi tormenti
con una lettera al giorno.
Tu scrivi che non puoi
stare un’ora senza di me,
che io ho qualcosa di strano,
che ti mancano le forze,
che Vitka Silin ubriaco
ha chiesto la tua mano.
Sono pieno di tutto quel dolore,
di quella felicità, di quella lotta...
Ma cosa devo fare con te?
Ma cosa devo fare con te?!
Cerco di guardare sobrio
a tutti i sogni tuoi.
E come trovare un rimedio
che ti possa piacere?
In abito blu, nuovo,
che ha ordinato dal sarto,
Vitka Silin è probabile
che corra ora da te.
Lui è zelante e tosto.
Nell'anima – polvere d’amore.
È un laureando in Storia
e qualcosa ha scoperto.
Tra le pozzanghere di primavera
lui attraversa la pioggia,
e tu non lo ami,
e tu non lo aspetti,
e tu stai in piedi all’Ermitage
e mi telefoni,
e sai – che di nuovo diranno
che io non sono in casa.
E. Evtuscenko     Traduzione Nino Muzzi

GIORNATA MONDIALE DELLA CONSAPEVOLEZZA
DELL' AUTISMO

Vorrei incontrarti (da un genitore a un bambino autistico)
Vorrei essere
i tuoi occhi
per vedere
il tuo mondo

le tue orecchie
per udire
il suono
del tuo silenzio.

Cammino
intorno
alle tue mura
senza porte

cercando
uno spiraglio
per sussurrarti
il mio amore.

Sento
il tuo cuore
battere forte
tra queste pietre

così vicino
da percepire
i sospiri
della tua anima.

Eppure
sei
lontanissimo,
irraggiungibile

più distante
dell'ultima stella
spersa
nel cielo.

Ho coperto
di dolcezza
il tuo impenetrabile
scrigno

aspettando
un giorno
di poterti
incontrare
Dario Menicucci

Tu, di certo, più non ricordi
Tu, di certo, più non ricordi
-e chissà da quando!-
i lontani giorni d'allegria
festeggiati gironzolando per le vie
il nostro appartarci nel buio
gli angoli fuori mano
ove ebbre si ritrovavano
labbra infuocate e voraci
per donarsi baci di passione!
Felici per un giorno o un frangente
schermati e corazzati poco ci colpiva
non punti da tristezze acute
ignoravamo che la morte fosse la meta
a cui giunge la vita per un tempo
che tende al limite del destino.

Che siamo e chi siamo oggi
separati e indifferenti l'uno all'altro
abbattuti da solitudini e malinconie
confusi in una moltitudine umana
arricchita o impoverita di illusioni?

Quanto silente muta oscilla o si rafferma
tra riverberi e abbui di stagioni!
Oggi sappiamo che dolore e rinuncia
sono preludio e preannuncio
allo spalancarsi del vuoto e del nulla
che non lasciano spiragli di luce
quando a tutto spiano inesorabile
invecchia e involgarisce il cuore!
Baracconi zeppi di passato a rimorchio
per urti ripetuti e buche malcelate
ci sfasceremo quando di colpo
si spezzerà il filo che resiste e ci trae
in mille pezzi poi si disperderà
l'esile vita breve e mortale
e nessun prodigio mai lo scongiura.

Oh si! Sparisti senza lasciare un'orma!
Sento che il freddo sta per giungere
e il tutto essente si ritira ma conforto
oggi mi fa il ricordo in cui ti incarni
nel lieve tepore di un dì primaverile.
Angelo Michele Cozza

Ho paura del sole
Di tua dolcezza odorano le notti
Brillano sogni eletti
sulle sfaccettature di momenti.
Vivo di te, sei come primavera,
basta una parola si ravviva
il fiore intirizzito
dal gelo dell’inverno,
Vedo incise stelle scintillanti
nel profondo cielo,
ma ho paura del sole…
Mi lascio abbeverare dalle stelle
ma rischio di venire pugnalato
dalla lama di luna
che accarezza l’alba dietro il velo
se mi azzardo a sfiorarti con le mani.
Ho paura del sole che divora
la melodia di sogni
e pianta i suoi pensieri
sulla terra bagnata del lor pianto.
Giuseppe Stracuzzi

Quando hai paura non fuggire: rimani con te e apri il cuore al mondo.
Simone Magli

Sulla falsariga del motivetto "I pompieri di Viggiù" (la sequenza nell'immaginario pentagramma può non essere strettamente esatta a quella originale).

Quello che può la pubblicità!…E per di più, gratuita!


Pompa qua…Pompa là…
(e i 5-stelle-su!)

Pompa qua…pompa là…pompa…e i5stelle su!...
Viva chi pompa e non lo sa…
O se lo sanno non
gli frega un cavolo…
Viva il pompaggio a costo "nil"
che sì facendo stan portandoli…lassù!

È da tempo, tanto, ormai
che i giornali con la rai
stan pompando…e quelli lì…
senza mai sforzarsi, un dì
ce li troveremo a dir:
"Fate qua…fate là...noi siam qui, a comandar!"

Perché fra i due che sanno far
solo i bisticci, e non
sanno vedere che
ci stanno quelli che van su…
Alla facciaccia di lor tutti vanno su!

Pompa qua…pompa là…pompa…e i5stelle su!...
Viva chi pompa e non lo sa…
Van su, e il bello è che
stanno facendolo
senza saper far niente, e già
stan dimostrandolo laddove stanno su!

È da tempo, tanto, ormai
che i giornali con la rai
stan pompando…e quelli lì…
senza mai sforzarsi, un dì
ce li troveremo a dir:

"Fate qua…fate là...noi siam qui, a comandar!"
Viva chi pompa e ben lo sa…
Ma non importa che
chi tra di loro già
ha un qualche ruol niente sa far…
Beati lor che anche così…vanno a star su!
SU!...SU!
Armando Bettozzi

 

Ciliegio d’esistenza
S’alza il vento chiaro e sereno
nel giardino del ciliegio fiorito
dove a mille i petali son gocce
tra nuvole basse e scure: grigiore perlato,
velatura di misterioso cielo.
Spazia il creato nella sua beltà
tra le dita dei miei pensieri
che tamburellano nella mia mente:
acerba sembianza d’uno spazio d’infinito
che vuol colorarsi di natural natura,
e intanto i petali divengono migliaia
a coprir terra acerba,
nuvola rosa
sulla nuvola terrea sorte.
laura toffoli

Una splendida giornata
parlo col Diavolo
ha preso in affitto una piccola camera nella mia testa
resiste umile alla povertà dell’arredo
legge perennemente un libro col titolo “Sorte”

discutiamo per ore
lui le sue ragioni
io le mie
mi fa ridere col suo modo “so tutto io”
ma so che quello che dice è scritto già nei miei battiti

abbiamo stretto alleanza
ci fumiamo le medesime cose
ai medesimi orari
nella stessa posizione
pensiamo al sesso
agli sbagli
ai fallimenti totali
e alle dipendenze
di cui non possiamo fare meno

è un inquilino speciale
paga regolarmente
è insonne
spesso alza il volume dei sogni
fa sesso con le chimere
solo per la mia follia

non si veste mai gira nudo per ogni specchio di quest’anima
è un mostro
mi piace
coltivo il suo stesso sogno
la sua stessa dipendenza amorale
il suo bisogno
di uscire dal fuoco dal buio dalle giornate uggiose e dalle paranoie cosmopolite
di cancellare le pagine che conosce a memoria
perché sarò a riscriverle presto o tardi
in un ennesimo giorno di follia e strafatto
eccitato all’idea di sbatterlo fuori
per diventare migliore
parlo col Diavolo
lui mi parla
lo spazio tra le nostre parole
è speranza
lui mi spada mi fa sanguinare sul serio
mi disturba col suo decalogo di regole per l’Inferno
ogni tanto lo fermo e gli mostro la vita
“vedi non c’è bisogno di Ade”
qui sopra abbiamo già i nostri mostri
lui mi sorride teneramente e risponde
sì ma nella parità del peccato i mostri che tu conosci
sono quelli nella cui testa abito
di tanto in tanto
coi miei sogni ---


parlo col Diavolo
nel mio capo un mondo a rovescio
temporali
lampi e tuoni
acquazzoni con raffiche di vento
e un uomo che vi cammina sorridente in mezzo e senza ombrello
pensando sia come sempre e da ere
una splendida giornata

Da “pozioni di crackoina post sentimentale
Jacqueline Miu

In mezzo alla laguna
Quando sospesa
fra il tramonto e il cielo
volle illuminare
le luci smorte della sera,
la Luna,
si sedette sulle onde;
diffondendo sorrisi
che illuminavano, di bianco,
e che quando
si allungavano sui giunchi
e sui falaschi,
parevano Odalische,
che in mezzo alla laguna
danzavano, ancheggiando.
Antonio Scalas


2 Aprile

La materia influenza e confonde i nostri sensi. Oltre c'è molto di più, corpi sottili fatti di vibrazioni alte che guariscono il corpo fisico se sono armoniche. Anch'esse seguono l'eterno fluire e cambiamento. La legge universale lo impone su ogni cosa. E così la materia decade per dar vita ad altro meno denso, per poi mutare ancora in suono, fino a divenire luce.
Michele Mastroianni  

L'asino
Ha orecchie lunghe
perchè non sa contare
e per distinguersi dal padrone

Raglia perchè non sa cantare
è testardo non vuole portare
a spasso altri asini
è anarchico ma vota per il fieno
affinchè vinca sulla paglia

E' il dentista dei cani
che non lo pagano
e lui gli fa dentiere brecciate

E' una metafora all'ignoranza
di bocca in bocca
al gioco del cerino

E' la brutta copia dei pensieri
a caccia della testa pesante
che contesta il podio alla coda

E' un filo che cuce sentieri
a bisacce,funi e fatiche
riempite a pietre di pane
e olio dal frantoio di rughe

Ha fatto l'Italia
combattendo il dispregio
ma rinnegato da tutti
che come Pietro
non lo conoscono
tranne ricordarlo allo specchio

Da: Poesie Cialtrone
Michael Santhers

Orme sulla sabbia
Orme sulla sabbia, in paradiso
nessun custode, la porta è sempre aperta
chi entra il cuore si empie di allegrezza
vede anche degli angeli il sorriso.

E a me che scrivo versi, l'onda scava
nel petto, la rena ci trasporta
solo cristalli lucidi e splendenti,
che ogni pena dal mio cuore lava.

E m'accarezza il tempo, mi ricorda
quei giorni andati, e solo a te mi porta
che adesso a un altro amore sei abbracciata
le tue promesse inutili non scorda.

Mormora l'acqua, quante parole strane
che ho già sentite, ma adesso tu le dici
a chi mi sembra sia solo un gorilla,
le mie le hai già scordate e son lontane.

(Donnas 31.1.2017 - 8,17)
Salvatore Armando Santoro

Inferno
Guardando al basso regno
Loco di colui che fece il gran dispetto
Sta e rugge per la pena che gli fu inferto
Nel gran pozzo Stan l'anime smarrite
Che in fino all ultimo respiro negaron la luce
Or s 'capiglian e fan l'un con l altro schermo
Al foco che divora ma non consuma l' infermo
Alti pianti e gran lamenti nel regno senza tempo
Ante creato prima del nostro ingresso nel mondo .
Aduna a se la sua Corte dell' infero governo
Il gran re che dell' umana sorte ha spregio
Tutto l'universo ha in suo segreto di giocar in sorte
E porre nel suo grembo
Volti sconvolti senza più umano segno
Foste un di voi il marcio della madre terra
Chi fe per voi l' ingaggio?
Or espiate la giusta pena
Non vi lagnate di questa catena voi la forgiaste anello
Per anello !
Vengono alla riva maledetta del Lago flegetonte
Come naufraghi dopo grande pena
Cercan di riguadagnar la terra
Ma l 'onde che per voi non han alcuna pieta
Vi rigettano nel gorgo
La speranza e vana e fioca
Così ricomincia l 'amara giostra
Ogni di per l '
eterna sera
Batte i pugni sul putrido fondo
Urla e bestemmia e ancor gli rugge
L' amara sconfitta ,
Quando Also 'a testa bella e fiera
Contro colui che gli diede
Le bianche Ali .
Cacciato e maledetto dal giardino eletto
Rabbia lo rode brama vendetta
E con lui tutti coloro di mal' anima
Adesso vorreber lasciar la spelonca nera
Il fumo li attosca co ne li confuse
Nella prima vita a cercar peccato e non la giusta via
Tu seme della discordia dei mali in vita
Sei giudice e seduttore
Dottore che conduci all' ingiusta via
Dannati e lontani nella memoria
Persi per sempre dall 'infinita gloria
Rimpiangono in eterno il giorno
Che voltaron le spalle al gran architetto
Pensosa anima quanta malinconia ti porti
Retro ora che il cancello e chiuso
Sogni le praterie i fiumi e il chiarissimo giorno
Ricordi quando eri fanciulletto
Puro nato come le creature nel dolce segno
E or navighi e affoghi nel foco e rimorso.
Attenti voi che ancor respirate nel regno
Terreno !
Sempre pronto e 'quell antico Angel caduto
A tentar !
Ma voi come querce che sfidano il vento
Fermi restate !
Corrado cioci

La corsa
Mai avranno i nostri corpi la fenice
la bestia nata insieme alla fortuna
a cui già la scimmia progenitrice
si volgeva senza fiducia alcuna?

E' la speranza un bosco di betulle
che ondeggia con la vanità del vento
sul ciglio degli anni e delle ere nulle
dentro una cronosfera di cemento.

Sui viali a doppia corsia solo il rosso
alto scandisce il tempo che si perde
al semaforo dello strano corso.

Col giallo la tua immagine si svende
per la corsia lunga, vuota, distesa
da dove inizia sempre ogni contesa.
Luigi Panzardi

Oltre il muro.
Sento l'approssimarsi del nulla
e il mio pensiero persa ogni distrazione umana
mille volte più rapido della luce
attraversa miriadi di galassie
perché contro ogni legge
può raggiungere il senso dell'infinito
può spingersi oltre il muro delle ultime stelle
né può fermarlo il fuoco né può fermarlo il tempo.
Gus

"Sete"
(canzone - rap)

Sete di potere
Voglia di arrivare
Dimmi se conviene
Questo trattenere
Smania di lottare
Rompersi le vene
Per ciò ch'è banale

Lasciami respirare
lasciami danzare
lasciami sognare
lasciami cantare

Tutto ha un inizio
Tutto ha una fine
Tutto è uguale
Che assurdo sfizio
Senza mai confine
Folle cieco male
Quello d'arraffare

Lasciami respirare
lasciami danzare
lasciami sognare
lasciami cantare

Ogni fior di campo
Il sole tutto arde
Vedi non c'è scampo
Tutto poi si perde
Il vento attanaglia
E spoglia ogni foglia

Lasciami respirare
lasciami danzare
lasciami sognare
lasciami cantare

24.03.17 h 00.00
Ben Tartamo

Ti adoro - Non ti adoro
Ti adoro
per ciò che trasparisce dai sussurri
della tua mano quando scrivi,
per i sentimenti che possiedi,
per come gestisci il tuo dolore,
per la bellezza
del tuo corpo ideale
immagini che posti come vanto
oppure come sfida
a pensieri nascosti che calpesti
oppure ancora trappola agli ingordi
che ammansisci
con la magia delle tue parole,
per la forza che ostenti
per la sicurezza che trapela…
Non ti adoro quando
diventi ombra che trascina
gli invalidi che stanno
sulla sedia a rotelle nel burrone,
se rompi con gli impulsi i sentimenti,
se ti fidi troppo dei pensieri
e conduci i tuoi piedi a camminare
sui binari stretti, non ti adoro
quando passi il guado
sulle frasi elette come pietre
per non bagnarti i piedi,
ti adoro invece quando sbagli e cadi.
Giuseppe Stracuzzi

Inseguendo il vento
che spostava i suoi capelli
e disegnava graziosissimi
arabeschi
nel suo volto
arrivai fino a quell’ angolo
di strada
e per non perderla
per sempre
girando e rigirando intorno
alla sua vita
la strinsi nei miei fianchi
in un girotondo senza fine.
Antonio Scalas

Il lago d’anima
Il lago dall’acque chete
muove tormento d’animo
verso le sue fessure
occhi leggermente dorati
da un sole che lascia
il suo caldo invito
a far risuonare il pensiero di pace
nell’intimo, nel profondo io,
lasciati accarezzare…
dal suo dolce invito
per gustare la pienezza del giusto vivere.
laura toffoli

committed to Hades
non dormo se m’entri nel cuore per fumarti una sigaretta - fissarmi il dolore
e ridere dei miei incubi
ho rotto la porta tra noi il silenzio si era fatto curioso – ansimava l’animale
io però trovavo divertente questo nudo di anime corpi in fiamme al buio
tu m’accendi io ti spengo
io t’accendo tu mi spegni
intermittenti opposti astri orbitanti distanti eppure visibili l’uno all’altra
mi drogo, naturalmente
non sono un santo
non sono sano
non sono ovvio
non verso lacrime per niente
rido rumorosamente
non sono immune al peccato agli sbagli alle male parole e al desio del proibito
sono sporco di lettere di cenere di morsi di fili d’erba di briciole di biscotti e organze di sogni
mi dicono “sei malato” ancora più spesso “sei folle”
tra le due preferisco l’esercizio della pazzia
cordiale amica della Domenica che ti ricorda il pericolo tristezza dei Lunedì
passionale capricciosa nella pressione inversa del mio sangue committed to Hades

Da “La rosa dalla schiena nera
Jacqueline Miu


1 Aprile

Donne
L’altra metà di cielo
dove splende il sorriso
è coperta di nuvole,
soltanto qualche sprazzo di sereno
lascia spiragli al sole,
la dolcezza
mescola gli odori
col sapore rancido
oltre l’ultimo velo
diventa un grattacielo di parole
sconnesse,
di piercing banali…
Dove sono i tempi di fanciulle
vestite di pudore
con la forza negli occhi
e nel sorriso?
Povero mezzo cielo
illuso volto a parità coi mostri
pensando di scalare oltre le stelle
sta precipitando nel burrone.
Giuseppe Stracuzzi

Là dove il mare
Là dove il mare velo d'apatie
e lieve tremulo a una barca
sciaborda la noia caduta dalle rughe

La sabbia raspa celluliti
e i piedi pestano ciottoli
dando voci a fremiti di bocche
che sputano viaggi di solo andata
in posti negati al sole
protetti da stoffe variopinte

Gabbiani con zampe di galline
nuotano arrivederci
a pesci riflessi in reflussi simulati

Berretti d'ozio gli ombrelloni
variopinti a mille intenti
adombrano cani in torsioni molle
e lucide pelate geometriche
ove si specchiano denti
a muraglie cannonate
riparate da giornali a farfalla

Tamerici col tronco a zig zag imbalsamato
fanno il palo a sguardi di bramosie
e danzano a confondere
pudiche mimiche di reazioni
sotto ciglia a molla di fermagli

Il vento strappa strilli di bambini
e li calcia nelle orecchie
e segna punti ai timpani con le dita

Da: Poesie Cialtrone
Michael Santhers

Haiku – Falco (Falque)
Falco di testa -
la palla schizza in rete
sole che brilla

(Donnas 29.1.2017 - 13,30)
Salvatore Armando Santoro

Eccomi! Sono qua!
.. .... ..

Potrei dirti,
leggendo i miei scritti,
il grado di maturazione delle mie parole.
le guardo negli anni...
diventare vino,
fermentano
col tempo
e
spesso
inacidiscono.
Niente di grande..
niente di infinito
piccole parole
d'una piccola vita
che si fa grande.
così le geometrie delle “t”
s'addolciscono
e le “f” vanitose
si fanno sciantose
e schive,
diffidano della punteggiatura..
ecco..
niente di eterno
nella mano che strascica sul foglio
reti d'inchiostro
..e
pure
mi si annoda il cuore
a leggere di
vecchie tenerezze..
di amori svaniti
o come spesso accade
sognati..
non so
quanto valore possano avere
scritti quadrati
difficili da mandar giù...
poco affinati
..
ma,scorgo,
nell'atrocità del suono
la lama lucente
della verità,
e mi abbaglia,
e mi commuove,
sempre,
l'anima che s' apre all'infinito
che urla giovane
di parole,
Eccomi!
Sono qua!
Michele Aulicino

Nell'ora di mezzo del giorno
Nell'aia dipinta dal sole
camomille fiorite in aureole d'oro
di menta il profumo tra i scoli
fotogrammi carpiti al ricordo
nell'ora di mezzo del giorno
Rosino Maranesi

D'un pomeriggio (09/02/06)
Sciacquare fra sassi e riva
riverberi tabaccheggianti di foglie chiacchierecce
e un risvolto di flauto vagamente mediterraneo

un uomo solo addobbato delle sue gambe
a veder mutare le sedici in rosso semicarminio
corposo come l'ultimo bicchiere
degustato sabato sera

il bel ricordo di labbra umide
riecheggia nelle sue
tagliate dalla falsa stagione

istantanee

istantanee captate dalla retina
e perse dalle lunghe ciglia

non si tratta di furto di sogni
ma di abbraccio alla realta'
con la testa ad inerpicarsi tra le gemme
ancora invisibili ma che presto parleran
al primo sole di meta' marzo.
Non e' vanita'

semplice realta'

preghiera...

E' una parola che non si dice
magari non s'addice
ma alla sua bocca un accento.
Alla situazione s'addice

dopo tanto tempo
l'antitesi al solito lamento
e un qualsiasi colpo di vento
l'ha fatto ripercorrere cio' che e' accaduto nel tempo.
Matteo Bertoncello

Paese
Reti intricate
di pigre viuzze

penombre
di finestre aperte
e porte socchiuse.

Profumo d' erba
nell' aria,
di pane e concime

un carro
che cigola
dietro un vecchio cavallo.

Brigate
di uomini antichi
nella piccola piazza

donne sedute
intorno alla fonte
coi cesti in grembo.

Melodie di campane
sui prati fioriti
sul brioso ruscello

salutano rondini
e bambini festanti.

Paese,
un cuore di case
nel sole della collina
Dario Menicucci

"Profumo d'infanzia"
(a mio nonno Biagio, pescatore di sogni)

Quanti fiumi ho versato
sorgenti di dolore
quante volte ho pregato
singhiozzando il Signore.
Caro nonno dove sei
perché mai, sei fuggito?
Qui ci sono farisei
che ci puntano il dito
sai, sepolcri imbiancati
d'ipocrisia e falsità
tristi, folli e ingabbiati
di grigia banalità.
E quel braccio levato
al sole che rinasce
spesso sai, m'ha fregato
ma dai, non mi rincresce.
Tu, profumo d'infanzia
dizionario d'Idee
coraggiosa denunzia
volo di diomedee.
Quante domande ancora
io vorrei farti sai
ma quel tempo d'allora
con te, è scomparso ormai.
M'insegnavi che Patria
non è solo un Valore
che chi, come te, espatria
non è un traditore.
Patria è, dolce mamma,
compagna e pure amante
la cui immensa fiamma
t'illumina ogni istante.
Tutto ora è cambiato
ma quel tuo profumo
sai, non mi ha mai lasciato:
è nel mare, nel fumo
di navi all'orizzonte.
Nel sogno disperato
di vitali bisogni
sì, come te, emigrato....
pescatore di sogni.

30.03.2017
Ben Tartamo

Desii palicantropi
abito la notte – coi pipistrelli diavoli lumache falene e rugiada
col battito anche i desii palicantropi sono gendarmi severi
che mi pattugliano il sangue
sempre vicino a te nonostante distanza tra i nostri ossi
perdutamente pronto a morire in qualunque pensiero ti tolga il sonno

ogni cosa ci congiunga è un predatore più criminale della lava
sto congelando davanti ai tuoi minuti d’immaginario
qui tira forte il vento
accendi una luce
una candela
una scintilla
perché io possa mai smettere di guardarti
da quella finestra nell’anima che apri se ti sorride primavera
se solo non fosse così alto il castello dove si nasconde il tuo cuore
io avrei dalla mia parte speranza fionda arpione per qualche magico volo
ma inciampo nella mia stessa caparbia idea rozza stupida audacia
più vedo alto
più piccole diventano ste ali tanto pesanti di sogni

Da “La rosa dalla schiena nera
Jacqueline Miu

Sabbie mobili
Ti ho seguito
nel tuo gioco proibito.
Ti ho seguito
come un'onda segue un'altra onda
da dietro sospingendola.
Onda dopo onda
bacio dopo bacio.
Ti ho seguito
e mi sono trovata in alto mare.

Ma…sapevo nuotare.
Sandra Greggio


31 Marzo

"Spento"
(canzone - rap)

Spento: così, mi sento
spento: in ogni momento
spento: il battito lento
spento: e vigilo attento

Non trovo più ragioni
Niente più passioni
Solo stanche emozioni
Solo ovvie situazioni

Spento: così, mi sento
spento: in ogni momento
spento: il battito lento
spento: e vigilo attento

Stanco è questo amore
Stanco è questo umore
Stanco di solite ore
Stanco d'un solo cuore

Spento: così, mi sento
spento: in ogni momento
spento: il battito lento
spento: e vigilo attento

Dov'è fiamma di Fede?
Il mio occhio non vede
che noia che lede
e spegne chi non crede

Spento: così, mi sento
spento: in ogni momento
spento: il battito lento
spento: e vigilo attento

Sarà solo un momento
una prova, o strumento
per dir il mio "mi pento".
Oh Dio, io ci tento!

Spento: così, mi sento
spento: in ogni momento
spento: il battito lento
spento: e vigilo attento

26.03.17 h 15.00
Ben Tartamo

À Lydie
Horace.

Du temps où tu m'aimais, Lydie,
De ses bras nul autre que moi
N'entourait ta gorge arrondie ;
J'ai vécu plus heureux qu'un roi.

Lydie.

Du temps où j'étais ta maîtresse,
Tu me préférais à Chloé ;
Je m'endormais à ton côté
Plus heureuse qu'une déesse

Horace.

Chloé me gouverne à présent,
Savante au luth, habile au chant ;
La douceur de sa voix m'enivre.
Je suis prêt à cesser de vivre
S'il fallait lui donner mon sang.

Lydie.

Je me consume maintenant
Pour Calaïs, mon jeune amant,
Qui dans mon cœur a pris ta place,
Je mourrais deux fois, cher Horace,
S'il fallait lui donner mon sang.

Horace.

Eh quoi ! si dans notre pensée
L'ancien amour se ranimait
Si ma blonde était délaissée ?
Si demain Vénus offensée
A ta porte me ramenait ?

Lydie.

Calaïs est jeune et fidèle,
Et toi, poète, ton désir
Est plus léger que l'hirondelle,
Plus inconstant que le zéphyr ;
Pourtant, s'il t'en prenait envie,
Avec toi j'aimerais la vie ;
Avec toi je voudrais mourir.
Alfred de Musset

A Lidia
Orazio

Al tempo in cui tu, Lidia, amavi me,
con le braccia non c'era nessuno
che recingesse il tuo rotondo seno;
ho vissuto più felice di un re.

Lidia

Al tempo in cui io ero il tuo amore,
tu mi preferivi a Chloe;
al tuo fianco mi mettevo a dormire
più felice di ognuna delle dee.

Orazio

Chloe adesso mi sa dominare,
brava col liuto, abile a cantare;
m'inebria la sua voce squisita.
Sarei pronto a lasciare la mia vita
se il mio sangue le dovessi donare.

Lidia

Io adesso mi struggo nel cuore
per Calis il mio giovane amore
che nel mio cuore ha preso il tuo spazio,
io morirei due volte, caro Orazio,
se il mio sangue gli dovessi donare.

Orazio

Orbene! Se dentro alla nostra testa
l'antico amore si rianimasse
se la mia bionda fosse trascurata?
Se domani Venere oltraggiata
alla tua porta ancora mi spingesse?

Lidia

Calis è giovane e fedele,
e tu, poeta, sei nel desiderio
più leggero di una rondinella,
più incostante dello zeffiro;
eppur se te ne prendesse voglia,
assieme a te la vita amerei;
assieme a te morire vorrei.
Alfred de Musset   Traduzione di Nino Muzzi

Se pensi che c’è tempo per amare.
Ho incontrato il profumo di un sogno
nascosto dietro l’ombra di un pensiero
mi prese per mano mi condusse
a respirare una poesia d’amore
sospesa dietro gli anni
da una qualche lacrima velata
al mio cuore rimasto disattento
rinvenuta quando era troppo tardi.
Ora i sogni assaltano le notti
maturati dal gelo delle ore
I ricordi sono carte scoperte
ma non si possono cambiare
perciò vorrei tenderti la mano
ma ho perduto tutto,
solo capelli bianchi posso darti
se pensi che c’è spazio per amare.
Giuseppe Stracuzzi

Disillusioni
A primavera
-la farfalla estasiata succhia
di fiore in fiore e in inverno muore
-la capra baldanzosa
pennella la lingua
di gemma in gemma
e in inverno reclusa, mastica
ammuffito fieno e corteccia
-la fanciulla, leggiadra
di sogno in sogno
in inverno abulica colora
l'asino nero spelacchiato
e uno zoppo principe azzurro
- il maiale dai fanghi termali
e poi con vene gelide
inconsapevole recita
al caldo sulla tavola il galateo
-Io di poesia in poesia
poi avvolto nel tetro
cerco tra foglie secche raspose
gli anni sprecati

Da:Sorrisi Pignorati
Michael Santhers

Me ne vado distratto
Me ne vado distratto
fra la gente che pensa ai fatti suoi
non curante di quello che si dice,
non curante di quello che si fa,
quand’anche fosse lor di gradimento.
Occorre liberare la boscaglia
da tutti i rami secchi,
dai temperamenti umidi
che non pensano mai
senza chiedere nulla
a nessuno e ridare luce al buio
ed aria allo spettacolare intruglio
del parlare che a vanvera
come sempre si spiega
nello stringer fragili fra le dita
le ali d’una farfalla
per convincerla della libertà
di volare di fiore in fiore dentro
la serra delle idee.
Claudio Badalotti

L'Universo
Spendiamoci di spazi
e di territori
non abbiamo confini
per questo mi fermo qui.
Rifare il giro
sottratti attimi furenti
al tempo...
enrico tartagni

Rimembranze
Sul mio volto
graffi di tempo
gocce che cadono sparse,
pensieri fugaci,
attimi di vento
asciugano i ricordi.

Le tue mani...
carezze lontane!

(Donnas 24.1.2017 - 8,53)
Salvatore Armando Santoro

Primavera del mio essere
nell’essere primavera
Scatole vuote
nella primavera
del mio essere
ad una ad una
da riempiere
nuovamente,
e i fiori a mille
sul prato
paiono colori di smalto
da guardare
con meraviglia di bimbo,
scatole vuote
ma piene d’entusiasmo,
prati colmi
da riempire di sorrisi,
cielo e terra si guardano
i miei occhi guardano i tuoi,
ascolto il germoglio
e fiorisco nel mio intimo.
laura toffoli

Preparativi
Sto preparando il mio funerale:
voglio sia fatto a Carnevale!
Le vostre maschere, gettate all’aria …
resti soltanto la mia, mortuaria …

La sola , in fondo, che m’ appartiene:
con cui vi volli e v’ho voluto bene!
La stessa , in fondo, che indosserò
lo stesso giorno che … morirò …
Carlo Chionne

Taci, sera
E’ triste la sera
che urla al tramonto
senza la saffica luna
che i sogni accarezza
e che più non sorride
dai fondali del cielo
Forse terrò una lampada accesa
meno lunga sarebbe la mia attesa ?
La sua ombra cala spessa
nella notte a frugare
i miei pensieri rimasti
su ali imbrattati di errori
tra la voce della TV
che diventa assordante rumore .
Non so darmi pace
non so da che lato dormire
vorrei allontanare quell’ansia
approdata nella mia memoria malata
come cicoria amara e versi da masticare
e inchiodo quel triste pensiero
in una favola con lieto finale
che attizza il rogo dei miei affanni
Mi rannicchio su un lato
a sfidare l’ansia , il pianto del cuore
Antonia Scaligine

Blu lussuria
sesta strada inverno il Diavolo ancora in camicia
piccolo Ade di ombre lussuriose nude ai lampioni - Byron piange il ritorno
funesto il gelo ma calda la radice - sveglio canta dall’Oltre Poe
mezzanotte abbassa una zip mostrando il nero del più nero sangue
che Morte veste chiusi gli occhi
imprigionata follia nel capo esco per fare due passi nel nulla
il mondo s’alza iceberg contro “stringimi!” le tue mani nella mia carne
febbre veleno Cupido intirizzito si scalda chiamandoti
dimmi mio delirio – dimmi – cosa uccide i battiti se non altri battiti

stringo forte le labbra fino a morire bramando
messa per una stella ambulatorio d’anime nel Limbo terrestre la notte
svenuti i rami pieno vento selvatici nastri queste braccia
più cerco di afferrarti più tenebra t’assorbe ai miei slanci

riesco a scoprire scheletri negli armadi che nemmeno tu sapevi di nascondere
stringo i pugni nelle tasche vuote sento l’eco dell’ego implorare trovarti
oppio candela il ciondolare notturno specchio del desiderio vetrina
sul tuo collo palpita vena mio fiume navigo solitario e lontano per cercarlo


grido alta voce pensiero dopo un sogno resta solo l’addio mentre la luce
lentiggini le ultime nuvole della notte
occhi aperti chimera nel capo resta solo l’alba
completo imbranato il cuore inciampa in un ricordo di te
poi resta irrimediabilmente senza fiato
meduse con tentacoli corpulenti i desii si prendono l’osso
tremo nella polpa vorrei vederti
perdermi per le strade
m’immergo nella follia
faccio a botte col buio
resisto al vuoto cauterizzato dai sogni
deliro ubriaco ferito ancora in piedi
mi trascino fino a te schivando morte
rischiando di crollare
blocco il cuore fino a spaccarlo
mi sento vivo solo perché il tuo volto
esiste

morirò innocente per amore
tu mi alzerai sulle pire dell’ego
guerriero il silenzio scorrerà placido in silenzio
mentre ci cercheremo nelle tenere ceneri gli abbracci

ogni tanto un drago gabbiano sputa il mare nel mio universo io affondo
venti passione tienimi stretto non lasciarmi andare a Tempesta!
dentro me una ferita perde il blu dal sentimentale che tu tamponi
mani fantasma m’entrano nel petto
ogni crepa aperta perde vita
vieni entra in me
oh tu che esisti
tu che sei sole

Da “pozioni di crackoina post sentimentale
Jacqueline Miu



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