Poesie di Antonia Scaligine


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Leggi i racconti di Antonia

Ferragosto
Tutto s’è rappreso il sole
sogni e torpore
accovacciati nel caldo
si sciolgono nella notte
incapricciata di luna,
le ore impazzite battono
il ritmo senza minuti
e le onde abbracciano il mare .
Con un calice pieno di fantasie
si brinda tutto d’un fiato
al cielo che ride tra lustrini dorati
al sfrangiato distratto giorno
che sogna e sollazza
nel disordine delle emozioni confuse
dell’estate non ancora in procinto di morire
ma tutto , quasi , fluttuante nell’effetto finale.

 
Osce ,se móve suse a Tarde,
nu spírde grigge


‘A diossina suse a Tarde
e nu spìjrde grigge jndre u core.
Spingiúte d’ô víende tand'amáre
púre na stèdde se ne vé’ affùnne
Addò te vuete ,'uscke
e ogne cose vonne a truzzelene
Jéte tròppe tarde pe’ ccercá’
’nu munne ’cchiú’ nnuéve e ‘cchiù giusto
ca ce lebbera de ’stà scuèrcele murtále?
Ce amm'a ffa pe stu paijse ca nnò si javita cchiú’?
’Ngòndr’a ’nu mùnne de uàje
’nguarche òbbera nòbbele angóre n’attòcche
da stu guvìerne ca se ne stè cu le máne ’mmáne?
Vvògghie cercá’ de uardá u mare
quanno a luna avuantà l’onda doce ,
piccé , jè accume te dicèsse
de nò arrènnerse maje.


 

 

Oggi, si muove sopra
a Taranto uno spirito grigio


La diossina sopra a Taranto
e uno spirito grigio dentro il cuore
Spinto da un vento tanto amaro
anche una stella cade e affonda
Da ogni parte che ti muovi , tutto brucia
e ogni cosa se ne va in disgrazia
E’ troppo tardi per cercare un mondo
nuovo , e più giusto che ci libera
da questo involucro mortale ?
Cosa dobbiamo fare per questo paese
in cui non si può più vivere ?
Di fronte a tanto male
qualche opera buona
ancora a noi ci tocca
da questo governo che se ne sta
con le mani in mano ?
Voglio cercare di guardare il mare
quando la luna acchiappa l’onda dolce
perché è come se ti dicesse
di non arrendersi mai
 

Luglio ,donando sole
avvita nel dolce giogo la vita


Rieccoti qui , Luglio, adagiato
su rive a tracciare disegni ai sogni
a scandire fantasie del sole sui picchi della pelle ,
sui fianchi delle colline ,negli occhi del mare.
Come amante doni un pezzo di ardore
racchiuso nella foglia della passione
e ti soffermi a dialogare con le stelle
quando la sera violenta la via del pensare
e ricerca l'infinito che sorride
e il faro a sfidar le ombre dove riluce la paura.
Ti agiti come giovane puledro sbrigliato
con la risacca d’emozioni ,in fa –do-re
si uniscono le note per intonare sinfonie a due:
sole , piacere , brividi del nostro senso
rimbalzano nella gola dell’estate
che gioca a cambiare l’assolata volta
e l’ignoto che ci sovrasta ,
a spiegarci l’ essenza del canto delle cicale
e tra nuvole e sereno passano i sogni di tutti,
menti ribelli cercano il caldo soffio bacio,
respiro che spumeggia sulle labbra appena schiuse
E sì ,si sente remare
nell’azzurro mistero , l’estate .

Haiku
Noi viviamo
tra non più e ancora
ora per ora.

È l’ora in cui…
Il sole languido pende
liquido e rosso sul mare cade;
è l'ora dei pensieri nostalgici
e l’anima cerca una carezza .
Ci sorprende un vento un po’ diverso
che con una stretta tiene per mano
lo scudo d’argento ,insieme vanno
tra schegge di viola, brividi di giallo
nel chiaroscuro della sera popolata d’ombra
su frange di nubi di un ‘estate
sempre a ghermire grilli e cicale
tuffi e fantasie, se pur riversi su afa d’asma
scolorano i sospiri ,e nelle notti sonnolenti
Vespero ci annuncia la luce di Lucifero;
è l'ora in cui le ciglia velate dalla notte
si aprono come tende di finestre schiuse. 

L’ombra svola in un ricciolo di luce
L’alba debole sbalza dall’arco di luna
sull’afa sfatta che batte sui vetri,
sfuma nel giorno tra slabbrate luci
come due corpi nudi si svelano
dai seni ,l’uno ad afferrare la mano
sinuosa e gocciolante di brina
l’altro si apre agli occhi ,
zirconi attenti di microcosmiche tinte che rendono
policromo l’esordio del sole
S’abbassa il cielo come un cappello,
grondo di preghiere ,
pende su un altro tramonto che arriva ,
diverso sì, ma unire
il giorno con la notte,
ad adunghiare il salto dell’altrove
in un canto per tutte le ore ,
con corde fissate sull’ orlo
di una tastiera scabra
che spara lacrime su tasti di cemento ,
e se pur la terra non indossa più le sue vesti
nell’ assenza
ricerca l’ essenza
per la sua esistenza.
 

L’idea
Dal niente fiorisce
se attecchisce
nell’intelligenza finisce
quando vacilla
l’ idiozia distilla
insegue perennemente
la mente.

Haiku
Se non è vizio,
un abitudine, è
solo bisogno .

Quando.
. si sfoglia la trama del giorno
contando i ticchettii dell'ora
scandita da un lieve battito di ala sfatata
fissata sull'affannato respiro
.quando
il passo lieve s'invola nell'eco
di orme senza più seguito ,
senza più presenza/assenza
e sì .solo allora vorresti ,
per un solo attimo ,fermare
il pensiero che raschia , che ride
quasi demente sul fare di chi affigge
alla parete della sua coscienza questo degradare.
Viviamo una strana bellezza
fatte di cerulea frivolezza
di nomine , di storia e gloria
da ricordare a memoria
su rive assolate da dubbi
a tracimare ogni attesa e speranza
con l'illusione che somiglia
a quella dei bambini
mentre succhiano il pollice
pensando di bere il latte dal seno;
intanto , i girasoli incurvano le spalle
anoressici di colore e sfumature

Per coloro che sanno ascoltare,
per coloro che sanno amare
la verità nel cuore parla ancora.

Il corpo del tempo
celato impreciso...


…la sua nudità
copriva d’alba,
il cappello dalle larghe falde,
bersaglio del vento,
librava tra disagi , riguardi ,
pudori ,palpiti intensi ,
fragili abiti in silenzio sul busto finivano ,
e poi, all’ora di cena , la cerniera
come in una gonna orlata di stelle
veniva tirata giù , e tra i seni
cercava il riverbero che dal ventre arrivava ,
e solo allora , il filo dell’ombra ricuciva le ore
i mesti minuti , gli smorti slanci ,i moti indomiti
stampava , cancellava ,sfogliava
le pagine di un calendario.
Il tempo celato , impreciso
inaudito tesseva di lino l’ultimo abito
dove non c’era più un corpo (di tempo) scorsoio
ma solo un diadema solitario a stringere la fronte .

La Sacra Sindone
Su un telo di lino
d’indagine bottino
c’è un volto Divino
sia Spino
di Giuda caino
martirio immolato ,
sia solo uomo condannato,
da notizie ambigue
un’icona scritta col sangue
di certo si distingue

Se pur rinnegato
il nostro peccato
Lui ha addossato
è un uomo vessato ,
martoriato
morto , e poi al cielo rinato
Un cuore trafitto
per un trapasso sconfitto
ingiusto delitto
più atroce di così non ce ne sono stati più
                              senza alcun dubbio è Gesù

Davanti a quel telo non ho pregato
ma solo il perdono ho implorato,
per non essere con Te
quando Tu soffri per me.

Pellegrinaggio a Torino - 10 Maggio 2010
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Haiku della libertà
La necessità
che crea felicità
è la libertà

Là , dove l’infinito cerca il tocco del finito …
[… ]il mare , s’incaglia su scogli freddi
con onde a spruzzo senza ritorno
[….]il cielo vuoto di luna
trema e notti insonni
rimbalzano dal lenzuolo ,si annodano
come sagome impaurite sotto il cuscino
[…]e là ,nello spigolo del nostro angolo ottuso ,
anzi confuso , aspettiamo che sciami di “perché, “
le solite domande puntate verso il cielo ,
si sciolgano e liberi arrivino là , dove c’è
quella casa bianca e Lui alla finestra
a schiudere le persiane dell’oscurità
Il richiamo spasmodicamente s’avverte
cresce come riflesso di un credo genuflesso
per la quale una nota d’ infinito
può toccare tutto ciò che sa di finito
nel virtuoso concerto della vita

Arriva o non arriva …il caldo !
È un freddo di ripasso
questa stagione che non si arrende,
e ai confini del basso
inverno ancora sosta ,attende
bocci inebetiti dalla rugiada
che vogliono scrollarsi d’addosso
insieme alla nebbia rada
gelo e paradosso

Una ragione si ricerca nella meteo-ecologia
nel cielo ingrigito dalla pioggia ,
intanto, prive di energia, le rondini cadono da lassù
e gli uomini s’affannano a vivere quaggiù.

Eroicità da piangere
ancora terrorismo da evitare


Genuflesso dolore
a trattenere il pianto
dei volti tristi di quelle madri
che s'immolano e lasciano partire i figli
che più non torneranno , e portano con loro
solo l'addio di sangue di quella cruente
luce che fa fiorire rose coperte
solo di spine che ai mortali
restano come dono.
Il dolore ancora cade , come lo strale
pungente su nel cielo sale .

Maggio
Dalle vesti che frusciano
di raso rosa e bianco
riecheggia il fascino sacramentale
i giorni si espandono come farfalle
su tastiere di organi, diventano respiri
metafore piumate con ali materne
e volano fino al limite estremo
di ogni dire …mamma
come Vestale tiene acceso
il sacro nome di Maria
Maggio sa guardare il mare
ed afferrare il canto
sa ammirare la terra
per accogliere raggi di rose
in boccio , dischiuse dai petali d'anima
Nella conca segreta dei suoi giorni
canta, canta solitario ed aspetta
il profumo floreale , essenza
mutata in gemma luce
sui corpi vogliosi di silenzi e d'incanti
Il tempo careggia l’arcana natura
cattura isometriche vibrazioni
con passaggi di trasformazioni
si dissolve , ritorna,
ma niente rimane immutabile.

Aprile
Sotto un tetto spiovente
sta nascosta una rondine,
a piccoli passi con sole e brine
[come fanciulla paziente]
la verde natura dona prime carezze
con chiare freschezze di brezze.

Ali di colombe annunciano Pasqua :
“Iato mistero tra terra e cielo”
che non s’impone , arriva,
penetra e diventa indicibile essenza
e per l’occorrenza una buona coscienza

Finestre semiaperte
ai raggi, ai ricami del vento,
ai richiami di chiari di lune
ai petali dei fiori che cercano il canto
dall’unico sole che sta accanto,
si trascinano o vanno come d’incanto
i raggi che s’increspano a sera
sempre alla ricerca di una stagione più vera
come era una volta la prima-vera
a volte prorompente in ali ventose
a volte profumata come le rose .

Gesù ritorna, sei tu pronto?
Dio , giudice del mondo
Suo Figlio moribondo
Lasciò nel dolore profondo .
È venuto un uomo, il Sire dei Giudei
È morto?NO !
Perché questo insulto !
quello che è scritto, è scritto
disse Ponzio Pilato, e sulla croce
“Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum“
fu firmato e di spine coronato.
L'ultimo nemico fu la morte,
e Cristo anche di quello
ne fece Suo sgabello
l’uomo divenne suo fratello
a Dio lo presentò come gioiello.
Eccolo, È Lui ,senza ombra di dubbio
il popolo esclama, la storia si compiva
per quella strada dolorosa
con la croce spalleggiata
il vangelo caldeggiato
l’Umile si è mostrato .
Or tutto è compiuto, l’amore irradia,
la fede confida, da quel giorno mesto
fino al suonar delle campane di Pasqua
dove il Tutto con nostro stupore
È diventato splendore .
Gesù ritorna, di nuovo tra noi ,
ed io sono pronto a diventar un Cireneo?

Padre
Spazio il mio sguardo
nella tua movenza
in bilico tra l’ assenza
e la tua presenza
che sbianca le orme
della mia infanzia
là , dove ogni tuo sì o no
fiorisce nel cristallo
trasparente del ricordo
che parla all'ombra
del tuo sorriso
del tuo aiuto
che non vedevo
ma di sicuro c’era
quando mi hai lasciato
sfogliare i fogli del mio tempo

Ma , solo oggi avverto
dietro la porta
lievi i tuoi passi
senza più volto,
solo oggi , mentre sciupo il tempo ,
mi pento per non esserti stata vicina
là dove mi lasciasti per l’ eterno

e ancora oggi
l’anima (la mia) avvampa
di colpa e d’abbandono.

Marzo
La luce ricucendo fluttuanti raggi
rischiara il giorno se pur
abbuia incerta nel cielo
tra cirri e tremule stelle.
Marzo con le fantasie del sole
batte ciglia sui cigli del vento
che grida “Un nom ! la femme ,
insola la molle mimosa
e la divina Demetra
depone di nuovo
l’ebbrezza con il miele
e baci al papà .
Lesto e spedito Marzo
con passaggi di trasformazione
rimbalza da grondaie in grondaie,
la sua ombra arpeggia
vagante corteggia
e sfuma tra folate di vento
nei riccioli di primavera
calcolando l’epatta
nella Pasqua bassa
E poi…tutto daccapo …

Febbraio
Tra carri
simulatori del reale
giri di volti nascosti
da crine e mascherine,
febbraio scorre
con squarci di colori
falcette di luna crescente
e Sirio con baci d’amore
che parla sulle trecce di nuvole.
Intanto la luce ci preserva
spazi di cristallo tra ali di freddo
Il cuore poetizza, amore spiegazza
sogni strizza e si trastulla nel vento
che soffia tra piume di Venere
e ghironde di Giove
mentre fantasmi di raggi
si sfrangiano in briciole d’attesa
masticate dal tempo
che si impregna
in sciami di ritorni
L’anima rincantucciata
nell’angolo più caldo
del suo sonno
imperla il silenzio. 

Dio ci ha dato Cristo
come compagno della nostra vita.

Una croce di dolore
non è segno di distruzione
ma di resurrezione
Non è un solo arte
per un museo
monile scaramantico
da indossare
quei due pali di legno
si intersecano
per riflettere amore
verso un cielo
che non brilla più di verità.

Se Dio è Verità ,
Gesù è la nostra libertà
per questo motivo
Dio ha voluto
che l’uomo capisse
come fosse umana
la sua umanità .
La presunzione
eccessiva dell’ uomo
diventa sicurezza
e scheggia quel richiamo al mistero
e la gravità del quaggiù
diventa peso ancor di più
sulle spalle di Gesù
Dalle vetrate del nostro tempio
un arcobaleno di Luce
produce la vera armonia
e una Croce crea solo
note celestiali di serenità.
Di nuovo si sente il riverbero
dello stesso avvenimento
capitato duemila anni fa
quando Lui soffriva
e noi non eravamo
sotto la sua Croce
a confortare il suo dolore.
Se il cristianesimo
è un avvenimento
da obbedire
la Croce è una verità
da rispettare,
perché è il silenzio
che riempie la vita
 

Pensiero logico
Parentesi graffata , quadrata

rotonda in un 'espressione
di relazioni e flussi del silenzio
che sommo ,moltiplico e sottraggo
dai miei istanti di tempo
divido con effetti di densa tensione
e con cifre fondamentali
estraggo la radice della mia vita

il tutto elevato alla mia potenza.

Sfioriti amori.
Gli amori andati
 come  vecchi del paese
        siedono  l'uno accanto all'alto
e restano muti perché non sanno più
che farsene delle parole
Oltre le parole nascono i sogni
che il vento e  il sonno
 li lasciano  andare nella notte ascosa
Il tempo oblioso
gli sguardi ed i sorrisi muta;
ciò che resta è solo voglia d'aver voglia
di amori ormai  sfioriti.

Gennaio
Oscilla il vento tra glabri lecci
e siede tra gemme inebetite
sui fianchi bianchi delle colline
il sole si arrende al tempo dell'inverno.

Una ragione di vita si ricerca
in ogni scorcio di stagione

si aspettano le lucciole lumare la sera
mentre si coglie la rosa della notte .

Lungo il viale innevato
un'eco d’ascolto s’alza giulivo
tra ritmi polari ,i respiri di abeti
si scrollano di luccichii e fregi
intanto , pieghettate foglie
sfuggite al giorno che già tace
donano lievi forme
al giulivo Febbraio.

Un arco di luna
danza nella spirale celeste
e più luce dà luce
allo sguardo della sera .

Dal gelo ogni cosa
fiorirà nel vaso di cristallo.

Haiti
La fatica del vivere
ti chiede
ti apre
ti spinge,
come lo sforzo del sole
dietro la bruma
ad una corsa difficile
per scoprire il volto
dell’Amore e della Verità
La vita è comunicabilità
che senso ha
se questa non c’è più?
Ogni giorno nel mondo
c’è un bambino
che ci insegna.
a calar il sipario
sul nostro teatro dell’onta.
I loro occhi felici
sono i fiori della speranza.
Vivere è fatica
ma più affannosa è la morte,
accanto a chi soffre
ci vuole qualcuno che lo conforti. . 

Nunc est bibendum [Buon anno a tutti ]

Sferraglia il tempo e batte l'ultima ora
scoccano i secondi che piovano su pensieri e sogni
mentre il cielo senza luna s'imbrina di fuochi ,di ansie
Sarabanda di balli e di grida si spandono in cerchi erranti
dentro ombre del chissà cosa accadrà nell'anno che verrà
tra anfratti passi appesantiti dall'ebbrezza dello spumante
ci sono i vecchi momenti del 2009 e nell'eco di ricordi
e di riverberi ci sei tu anno 2010 ad accendere sulle
labbra un nuovo sorriso d'amore. Benvenuto anno
a sbrogliare eventi dagli odi impigliati,
a denudare accadimenti, ad intrecciar
le voci , a dispiumar pensieri
ad illanguidire conflitti
e tutto il resto che sia
un solfeggiar di note
bianche e nere
sulla tastiera
magnetica
del tempo
dove
ora
c'è
un
nuovo anno in corso dove srotola la vita
 

ieri , oggi, domani…
Sfogliarlo all’alba
ripiegarlo al tramonto
che fuori senso è il tempo!
Un giorno un morso
e l’altro niente
con o senza rimorsi
con voglie complici si va avanti.
Quel misurare minuti ,
quel sottoporli al vaglio
del dubbio e della certezza
è un camminare avanti ,
indietro fin dove l’orma
svanisce nella sua sabbia
per diventare baleno
nell’oscurità
e muoversi sereno
in libertà.

Istantanea
Mi sedetti sul letto
del mio antico Natale
di fronte uno specchio
dei miei ricordi

Com’era azzurra
quella capanna
e sul suo viottolo
foglie di speranza
sparse nella fragranza
di note intonate

La vita era creduta
ora chi sa forse è solo
un andare avanti
fino a quando
cortese sarà il tempo
e complice la metamorfosi
di questo andare
superando l’ oltre.

Istantanea
del mio pensiero
anche l’erba secca
in un presepe
ridesta la memoria
di storie di sempre.
tra un pane a morsi
e bambola di pezza .

Nostalgia
Ombrata da nebbie solari
diventi lunga tristezza
agli occhi  grigi
che sfidano  lacrime
appena, appena
poggiate sulle ciglia  schiuse.
      Rotoli , fin dentro , nel cuore
soffochi  la gioia uscente
ribollente di ricordi
di/versi lusinghi  sogni
fiori  freschi
su rami secchi .
   Sprofondi nel buio dei cunicoli
   informi dell’anima
   e diventi lamento
   dal retrogusto dolce/amaro
         Odorosa d’ambra
risuoni tra diapason  
scordati di melodie
di note saltellanti
tra echi di tra/passi
il cui suono era…
una volta c’era…

haikai- tanka  
Sì, nel  nostro …sè
Se pensiamo bene …C’è
Un sincero …. re
               Vuoi sapere ….perché
               siamo re… nati  dal RE

Ci rivedremo nel porto
            spiumato  dal tempo

 
Ci rivedremo nel porto
di Taranto , implume del tempo
dove zampilla  verde fiele - mi disse -
già , e imbarcandoci sfideremo le onde  in agguato
e aspettandoti  creerò una barriera
alla grigia angoscia del cielo -gli risposi -
Ci sono ancora fiori che predicono
candore agli oscuri mali?
Ci sono sempre dolori
che assurgono al potere ?
Ci sono ancora  valori
per  svelare gli antichi amori?
Leggeri si librano i dubbi
tra l’ombra che l’ambra del mattino stende
e la sera  attesa a spazzare  i grumi dal respiro di Taranto
Clandestinamente c’è  tutto , anche la speranza.
         Sotto il cielo rosso  dove si ammalano le stelle
allestiremo la città con fili d’amianto
tesseremo le parole nel magma del suo manto ,
metteremo un angelo sull’albero di _Natale
acuito solo di tristezza  e poi…
vivremo insieme  nel muto silenzio la nuova rinascita

A tentoni verso...
Ti racconterò una favola
sul ciglio dell’ altalena
al curvare della luce dei tramonti
per riprendere la favola interrotta,
e con te , bambino ,
mi lancerò senza volteggi
in una bolla di tempo
a sfilacciare giochi ridenti di fantasie
a ricorrere orchi e fate
a rileggere le pagine
di leggende gualcite
dall’ansia di arrivare
là dove ora l’oblio
sfida il ricordo
e l’ afasia tentoni d’ombra.

Novembre
Il sole singhiozza requiem
all’ ombra dei cipressi
là dove “morte “
con un giro di sillabe diventa “metro”
parametro costante fra due vite
che misura tutti e si tramuta in “tremo “
per l’ultimo viaggio irrepetibile ed interminabile.
Su quella tomba bianca
dove il fiore manca
Novembre incarta
crisantemi tra rose e grigiore
e ci ebbra di malumore
ma, con un lesto sorriso
l’estate di San Martino
lo toglie dal rugiadoso viso.
Il torbido castagno,
accosta le sue nostalgie
ai piedi dei rami
e imbeve di luce
le foglie dipanate dal filo
di speranza per un Natale
di presepi e candori innevati.
Come pensieri spuntano i funghi
nel pantano d’acqua piovuta
accoccolati tra vuoti gusci
di lumache e castagne
di questo andare d’aria
che si rispecchia sulla terra .

Con vago moto vado
frammentando il tempo-pensiero.

----
Il tempo nasce in culla
nell'innocenza oscilla
tra reti d'amore confuso cresce .
E' l'occhio amante dei ricordi degli adulti,
è il sorriso dell' infanzia ,
i riccioli dei silenzi della caotica adolescenza ,
l' infanzia anarchica dei ghiribizzi
che sgranella puerili giorni
sgranocchia gomme e frasi
e qualche volta sparge
le note del buon vivere
nell'attesa della giovinezza
dove l'ombra danza , il pensiero volteggia
sul passato giornaliero e sul futuro bramoso .
Il fiato sfida gli ultimi granelli
che scivolano nella stretta di clessidra
ma , sbirciare nel tempo è un fuori senso
misurarlo con il pensiero
è un attentato al lume della ragione
il tempo è solo un orlo d'amore
di un lunisolare drappo delirante a sera.

El paso del tango
          [  patrimonio culturale dell’umanità ]
 
 Nelle notti stanche
 nel calore della paglia
 nei sobborghi dei baires
 una  frenesia di ventri
  scioglieva  i sensi ,
          tra  voglie  di  anime invase
          e odore di terra
          il mesto sentimento  di amore
          durava il  tempo di una canzone .
 
          La mano  del caballero
         scivolava  sulla dama   sinuosa
         con un abbraccio tanguero
         bailarines con   braccia appese
         e piedi alati   graffiavano  l’anima
         al ritmo rioplatense

Il  tango  rotolava  in un vestito di bisso
olezzante di vezzo
che  tracciava  tra le  gambe
la via del  limite proibito
                       la maravilla y la sensualidad
                      tomó el alma a la luz radiante
                      dos cuerpos
  tutto finiva nell’ultima nota
  di una cumparsita.
  per  far ritorno  ai caudillos  

 

Per Beatrice Zanini
La tua elegiaca voce
era una fragranza che veloce
si propagava nell’aria
la tua poesia è armonia
che si leggerà con nostalgia e malinconia .

La vita è come una corona di luci
con tempo piano ,piano si spengono
per diventare un diadema di stelle
la tua vita ora è tra quelle stelle.

Ancora_ta di Beatrice Zanini
mi coglie
il soffio caldo della vita
dentro un pugno di vetro
che guardo e attraverso
mentre il risucchio dell'agguato
mi zoppica addosso.
È tempo di azzerare il timer
e ripartire
è tempo di conciliazione
e di respiri.

Non abbandonare il figlio, Padre
ora che ha conosciuto
il tepore della buona stagione
e il frinire delle cicale.

Ma  tu chi sei ?
Potrebbe chiedere l’aria
che risuona nei silenzi pallidi di brume
accartocciate in ricci di castagne
che fumano mitezze di una volta,
le foglie scarlatte che  coprono  strade
che sanno di muffa e di mirtillo,
       potrebbero chiedere  i giardini
      nutriti   da  spiccioli  raggi solari.
 I colori dell’autunno
sembrano fiati d’artisti
che graffiano le pareti del cielo
e si disperdono tra virgole di onde
tra pentagrammi  e origami di stelle,
e melodie  d’angeli sorvolano di colle in colle .
 Uccelli  senza più  canto in gola
  iniziano la nenia dell’esodo
        sull’orlo di orizzonti indomiti
        all’ombra brancolanti avanzano insieme
   alle   sperequazioni del tempo
                                       che  dona  Ottobre,
e se  un uccello si fermerà sul davanzale
sarà perché ha voglia di un fiore
che l’autunno racchiude nel suo grembo.  

Vorreste salvare il mondo, amici ?
Ma il mondo non si ferma
a meno che , non chiamiamo dalla tomba
tutti i vostri amici del Vietnam e dell ‘Est,
tutti coloro che sono morti invano
per fermare l’odio disumano

Sembrate tralci
nella vigna del Signore
dove sempre echeggia dolore,
diventa memoria di voi
questo chiamare “libertà “
che accomuna innocenti e colpevoli
a frammentare la guerra
senza mai un approdo a riva.

Camminate con l’incubo informe
in una giornata senza rinascita.
e la paura conta i ticchettii dell’ora
a coprire cieli da dove nascono solo fiamme filanti

Con tute e divise non sempre condivise
tra echi rimbombanti e tuoni
osate vivere in una casa di terrore
per riposare in una casa di gloria

Perché dunque ancora continuare?
per fermaci nella preghiera d’amore
e come colombe a guardarci dall’alto del DUOMO?

Ma voi siete solo uccelli
inviati da chi forse non conosce il dolore
Feriti dagli spari del mondo
cadete su sentieri di sassi
con un vortice di silenzio spiccate l’ultimo volo
e poi …
…. a spaziarvi d’immenso.

Ciao amici-eroi
 

Squarci di parole
Le parole che risuonano
tra lingue di fuoco
a scalfire iridi
sono alfabeti frantumati
fanno impallidire la quiete
sfidano il silenzio
cercano lame affilate
appannate risposte
appena balbettate.
Nel fondo dove riluce
ogni paura approdano
a tinteggiare le voci
senza più echi .

e… piove
ogni minuto si riempie di pioggia
ogni sogno e pensiero di ansia
vuoto è il cielo di stelle e di luna
cristalli di torpori nel fondo cieco della cruna
si mescolano con sbuffi di vento
e sulle fragili tempie della sera
frangono luci d’argento
e l’oscura notte attende fiera  

Il giornale
Intermittenti accenti, alfabeti franti
giacciono tra righi di fogli volanti
s’arrendono alla sordità del mondo
volano come respiri appesi ai sospiri
si dondolano in spazi bianchi e neri.

Passate istanze, presenti movenze
suscitano clamore o fanno terrore
si espandono e s’ aggrappano
al nero inchiostro che abbozza
echi di stampa e di cronaca
sul rigo del quaderno dell’essere
cerca la risposta .
Nella tela impigliata del mondo
scalfiscono delusioni
velano amori ,torbidi torpori
curiosità ,emozioni
Un pellegrinare intenso
di impavidi pionieri
annodano speranze
ansie di domani e sfioriti ieri
con l’ occhiello, titolo e sommario
sfidano i sentimenti , il mormorio
della vita, e dell’essere il logorio
 

Ogni passo …è visione
Sembrava già autunno
ma era solo l’estate andante
nell’assurda speranza di ritornare

Il cuculo picchiava il tempo sul ramo
mentre il fiore cadeva dall’'ibisco

Era quel tempo che la spiaggia
s’era adagiata tra le cune del vento
e l’onda se ne andava lesta
insieme alle fantasie del sole

Solo l’odor di un delicato vino
lasciò che la tristezza volasse via.

Era ormai tempo di andare a piedi scalzi
su chicchi di affanni che si preparano
al brindisi finale del congedo estivo
per ritrovarsi in un tramonto vinato .

SI lenti nel MIo cuoRE  .soffiano le note  
Vento leggero
tocco sincero
soffiami nel cuore
ancora l'amore
Non ti fermare,
famMI sentire
fammi sognare
fantasticare
SuonaMI ancora
la melodia,
con le  note
della poesia.
REstami accanto,
SOLtanto un momento
per sentire il canto
e abbandonare il  pianto.
E se DOmani
 tra le tue mani
diventa fatica
persino la musica
suonaMI ancora
come fosse allora
la melodia  della poesia
sempre e solo la  preferita
Svegliami  i sensi
trasforma il dolore
bloccami  il respiro
con un bel sospiro  
lento sentire
          piano lenire
le mie ferite
saranno presto  guarite
la nota giusta
                 accorda/MI  ora.

Vino, parlami di poesia !
e la sua voce si levò alta


Vino! narrami di uomini che mai dissero niente
ma tutto dietro quelle colline generose e materne
pronte a partorire i frutti di un’estate disciolta tra i filari
che implodono nel cuore versi scandagliati” ex eo tempore”

Ti improvvisasti verso incastonato tra pampini su papiri
nell’ugola poetica tra “sale et cachinnis “di Catullo
il fuoco di Bacco è diventato vera “scientia “
riaffiorasti su labbra di vento, tra gli amori di Tibullo
per Lesbia e per la sua < Sirmio! insularumque ocelle >
ti instaurasti nel sanguigno tempo di Catone che vangando
arricciava foglie, souvenir del suo autunno stormente

Nella retina ancora resiste stampato a fuoco
l’ambra di quei passi verbosi rubati
all’infiora alba e al viola della sera
che ancora sanno di effluvi e di tempeste
mugolanti a valle, là dove le mani
s’aprirono a graffiar la terra avviante
di meros amores di Ovidio

Orazio sfolgorerà con il suo attimo fuggente
e nell’ eterno detto afferrerà l'oggi
e il domani s’arrenderà al posar di labbro,
inondato di luce , Leonida errante ,
involerà il passo in un punto fermo
e fiato alle trombe, Virgilio e Dante ,
ceselleranno angeli ed ombre
nell’ ebbrezza eterea e nella veritate ascosa
che gira fino a riveder la propria stella

Ognuno nella propria alcova del pensiero
afferrerà i segnali di un fugace attimo
per renderlo meno caduco e più fermo
quando lo spirito deporrà il suo fardello
e nel cilindro eruttante di “forse “e di “se”
brucerà o resetterà l’ansia del passaggio.

<Et indi me refero domum ad cogitare >
sin dentro quella sfera di ricordi dove intingo la mia penna.

Rotoli di flashback e fiati
spiegherà Settembre


La spiaggia diventa schiuma
negli occhi dei villeggianti.
le ombre del solleone s'impigliano
nei carri delle mute cicali,
le conchiglie in eco effondono
una sottile melodia prima della vibrante
e ultima sinfonia dell'estate .

Nelle pause tra melodie e balli
il sole si accorcia sul giorno
per morire tra le balze del tramonto
tra ombre e sospiri fuggiti dalle finestre
spalancate sulle caldi notti
quando si ansimava alla luna
e le stelle irroravano sogni nel cielo.

Ciglia balbettanti di pioggia e vento
collidono con richiami di brezze
e sui capi incendiati dai colpi di sole
si annoderanno fazzoletti umettati di sudore
sospinti dalla vendemmia e dall'amore,

Si danzerà, tra fioriture della mente,
l'ultimo ballo di Afrodite
e la luce della luna zumerà
nel feeling nostalgico di un passato
dove arrideranno le voglie di ebbrezza
il piacere di respirare il tempo della vita
e quando l' acino s'avviverà alla vite
sarà il momento di fare il vino
tra spirali di fumo si brinderà a Bacco
per poi rompere il bicchiere in tante gocce di stelle
e intanto il tempo si assiepa in cumuli di foglie .

Chissà
Raggiungerò
il sogno ardito
per raggiungerti lassù?

Avrò ali abbastanza forti
per volare verso l'alto splendore dell'amore
e superare gli ebbri colli del quaggiù ?

Intanto . lucenti aliti
speranzosi aneliti
manovrano le corde
delle mie voglie
nel segreto profondo
della vita .

Tra un tinnulo di grilli
un tremulo di stelle
arriva Agosto

-----
Ancora il tempo
s’incaglia sulla sabbia
col suo alito caldo
affonda nel febbrile Agosto
porge brace e frutti acerbi
sfoglia incontri su frenesia di corpi
sotto lo sguardo dell’amante amato
o in un declino di incontri andati

Con un tintinnar di grilli
verrà la sera e la spiaggia assolata
diventerà un telo intimo,
tra il fruscio dell’ora sferica
e il passaggio degli astri
la perfezione dell'universo
sarà musica divina
e nell’abito nero del cielo
si mireranno le stelle
e si attenderà
che i sogni diventino realtà

E, quando il tempo crescente
non più disfarà le valigie
in una stanza senza specchi
avvolgeremo con un foulard
chimere e rimpianti
sfideremo ancora il sole
a prenderci per mano
e a cercare l’amore
alla scadenza dei minuti a noi concessi
…………………Solo così sarà sempre estate.

Luglio
Eppur si ama l'estate
che raggia nel ricciolo di questo
meraviglioso cinabro Luglio
dove il caldo è al suo meriggio
e la notte al suo pieno
Le stelle occhieggiano
dall' alto trono del cielo
il blu del mare cammina sull'onda
dove lesta una vela si dondola
Con gorghi e gorgogli,
la risacca accoglie i fiotti schiumosi
tutto poi sfuma sulla battigia
che lascia l'impronta di passi nudi
Dio pettina le salate schiume
e li spinge a largo
dove si placano le dolenze
e la vita rifiorisce fra le maree .

Amo giocar …con le parole
La mia fantasia spesso vuole
giocare come un bimba che sotto il sole
con la paletta , secchiello e rastrello
fa della sabbia un grande castello
Erige una diga per frenare
le impetuose onde del mare
poi le mura alte e merlate
da dove spuntano maghi e fate
le casermette con baldi scudieri

che alle damigelle fanno la corte
infine la torre dove il re sta a guardare
l'azzurro del cielo che si scioglie nel mare
Che edificazione davvero possente

dice stupita tutta la gente
ma un colpo di vento ,uno scroscio di pioggia
e quel castello torna ad esser spiaggia …

tutto scompare con la risacca

anche il sorriso dal viso si stacca
chissà se dall’ arida sabbia
riaffioreranno i bei castelli
e il vento più non li insabbia

Libertà
Voce che grida Pace
Morte che diventa Vita
chissà da quali cieli
vieni per incarnarti in noi .

Con ali di brina
ci infiliamo nel tuo organo
cadenzato dalle note del giorno
che alita , che anela
e rende ardimentoso
questo andare senza trapassare l'oltre .

Arrivi fin là
dove l'orizzonte sfuma
nella luce segreta della speranza
a frammentare quel vuoto
dove solo l'aquila osa sfidarti

Come aquiloni al vento
vittime siamo del tuo ardire,
e in quella grande stanza senza mura
restiamo fermi a stringere il filo nelle mani.

Frammenti di noi a misurare il tempo .
A piccoli passi la vita
andante con moto
nel caldo utero sgambetta
vagisce, gemina
e poi cerca mammella
si copre di fasce
e in culla cresce

A volte di ferma e s’incaglia
tra la sabbia del tempo sfuma
o sprofonda nel vuoto
confusa barcolla tra reti d’amore
s’intrappola nei riccioli dell’ infanzia
nelle bizze e ghiribizzi dell’ adolescenza
che sa di ricci di mare e di more

Nella canicola del sole e di luce
del para/petto aprico della gioventù
tra fasci di grano e rosso di papaveri
arpeggia tra molli atteggiamenti

L’ago della meridiana
ormai stanco
nella risacca della sensibilità
riposa
negli occhi amanti di ricordi
distorte sembianze
a scheggiare il presente
e a sfogliare le ore

i girasoli curvano le spalle
alla maturità che geme
piangente si piega la speranza
alla sorte ansiosa che indugia
ancora sulle labbra
dischiuse all'esile bacio
di una nostalgico
richiamo romantico

La leggenda di Schiuma ( la sirenetta di Taranto )
Ogni mito imbianca d’antico
e sulle labbra del vento
le femme de Tarde
appaiono sante , streghe ,sibille
sirene che guizzano
come spume del mare
a gracidare leggende
addormentate in conchiglie in eco.
Sono tanti gli spazi ignoti
tra cui ogni tanto qualcosa riluce
Delfica la profetessa, Sofronia l’anacoreta
vissero tra i boschi delle Cheredi
con Santa Pelagia ,l’eremita .
Ma lei così piccola , così sola
dagli occhi di mare e l’ ebano nei capelli
pare la fata delle onde
popolata solo di fantasmi e leggende
Affascinata dal nobile giovanotto
che la incantò , si ritrovò
sui sentieri interrotti dall’infedeltà.
Il marinaio che la sposò
sciolse le vele e l’abbandonò
all’onda senza ritorno
Le sirene ebbero pietà
nel loro palazzo incantato lei si salvò
e Schiuma da allora si chiamò
Ahimè , lo sventurato ancora innamorato
con l’aiuto di una megera
volle liberare la sua sirenetta
così incominciò per il marinaio
la nuova novella d’amore
a scalfire lune agghindate a festa.
Ci sarà ancora un dorato castello
dove un principe bacerà una sirena
e le stelle a riaccendere
quella favola interrotta?
Nella secca della Sirena
direzione batteria Carducci
rimane viva la sua leggenda
senza voce di ritorno
sfoglia le pagine del passato
soffermandosi a rammendare
tracce di storie addormentate
tra i seni del tempo
dove l’onda residua
forse ancora galleggia
nella biologia donna –sirena.


*Infanzia
 Tempo da  culla
disegni su quadretti
della  fantasia
                    Ogni giorno è festa
                    tra ricci  e capricci  *

tanka -dell’adolescenza
*
Adolescenza
infanzia anarchica
di ghiribizzi
                 un eterno trasloco
                 con sosta fuori casa. *

Tanka -maturità
*La maturità
è l’occhio amante
dei ricordi
 
                riccioli di silenzi
                residenze del tempo *

Bambina , non guardare giù   
Profuma di erba menta
il tempo ritrovato
nell’ acqua verde che toglie l’arsura
alla foglia del passato
che si specchia in un salice piangente
 e svela  i sapori   dell’età in fuga
                che disseta il seme
                che apre i germogli
                 e cresce   virgulto
tra  pioggia e vento
in sinfonia con la nostalgia
ché a sollevar del  mento
sarà il verde dell’età  a rifiorire  dentro
senza più pesi e senza  paure
 
A proteggere quei boccioli  d’oro degli anni
e le melate guance inzuppate di  baci
 andate coi venti  a  colorare i  capelli
di bianco  ai lati  du visage fatigué
 
Non guardare giù bambina dagli occhi scuri  
perché l'alto rende più  soave
 alle palpebre il peso del risveglio
anche se il cuore ritorna  alle chiuse cascate
precipitando   su quella terra dove hai imboccato
sentieri interrotti dalle prime illusioni .
 
Nei labili miei confini.
vorrei ritrovare la bambina
che disegnava     case, cose  piccine
sui righi della fantasia  e nei   grandi voli  
di aquiloni verso il cielo blu

haiku che si fa poesia
 *  figli crescono
        ma la voce che chiama
               resta  piccina.*

Prima che imboccassi
i sentieri caduchi delle illusioni adulte
ho riaperto la pagina del mio diario
a bande con trombe ,aerei in salita
al dondolar di trottole ,al drin drin
e chichirichì di un gallo di pezza
e ho riscoperto l’innocenza per le cose curiose
attenta a fiutare ogni pericolo che in mano
di un bambino  si fanno memoria

Le voci dei miei figli infanti
da tempo mi hanno  messo in disparte
ma in  me resteranno  piccine
anche se hanno interrotto la corsa dei loro  trenini
 ho fatto in tempo a riascoltarle
 nel sillabare incerto del mio nipotino.

 Resto sull’uscio del mio passato
aperto sempre al così com’ero
nel  giorno della loro  prima parola
e via,  via delle altre fino al discorso di senso compiuto
ma ora passo al cambio del turno
da mamma a  nonna che mi  ha riempito di nuovo
di gioia infinita, purchè alla festa dei palloncini
possa sempre fare  parte anche io

Haiku+tanka …il tempo
Nasce in culla
tra reti d’amore
confuso cresce
 
           il tempo che misura
          ansie , gesti e buffe

Giugno
Si leva Giugno
dalla ruota del tempo
magia tracciata
dai passaggi del sole

l’universo intero annusa la terra
il vento muore dietro le colline
e spinge le nuvole verso il mare
per purificarsi nel tredicesimo giorno
di San Antonio

La sua aria disegna meraviglie nel cielo
boccioli di baci sullo stelo del silenzio
e nel mistero della vita la sua ombra abbraccia
studenti che vanno e quelli che restano

Il cielo di Giugno è :
una finestra di gerani
spalancata ai sogni
ai sorrisi , respiri
nell’ abbraccio d’ infinito
perfino l’acqua del povero
disseta ogni sete
mutando in carezza
la mano che i giorni sfoglia
e l’estate risveglia  

Fuga dal quotidiano
Sotto le cornici orbitali
gli occhi non hanno
più i riflessi del cielo
sembrano buchi ciechi
Con braccia a croce
e giri a spire
frullo la testa
e sogno di spaziare
oltre palazzi
ad una distanza
da casa sempre più su , su
negli spazi liberi dalle cose
che dicono solo che Dio non c’è più
D'un tratto mi appare
anche il cielo in croce
dove volano bassi
i pensieri sbozzati dal vento,
all’improvviso vedo precipitare
una croce d’azzurro
tra spigoli di grattacieli
niente altro oggi io vedo,
niente rondini
a riempire i nidi
non odo pene intrecciate a preghiere
ad invocare l’azzurra distesa
Oggi non volo
raccolgo le ali del mio aquilone
e resto ad attendere
sulla soglia dell’Immenso
il risveglio del cielo
solo allora aprirò gli occhi
Accoglierò l’ altezza
scioglierò le braccia
abbasserò la testa
e varcherò la porta
 

Il nido
*Come l’alba
 cerca luce e cibo
             la grande ala  cerca
             la piuma   che l’aspetta *
                       
nascosta tra gli sterpi
come crisalide
spera di essere farfalla
chè  il vento
la  porti lontano
a spiumare
in un altro nido .
 
Ancora non vola
s’allegra solo d’essere viva
la tenera , acerba piuma
 
 La fatica , la paura
di non trovare più il nido
spalanca ogni giorno
l’ala materna all’attesa
che tiene dentro tutto
quel  dondolar di piume nere
chè ansia di libertà va soffrendo
sul tetto della mia finestra ,
giaciglio di ramoscelli secchi
dono d’amore e di speranza
Senza scricchiolio
              quel  fruscio
del cinguettio
                  io spio
 e poi ….
solo il  volo
 per librarmi  anche io nell'immenso.

Velo di Maya !
Come una dea sinuosa
danzi,vacilli tra vortici d’aria

ti abbandoni ad un piacere senza senso
in uno spazio senza spazio
in un vuoto quieto irreale

con piume leggere
tracci cerchi illusivi
tratteggiamenti incerti

t’involano
in un sogno senza emozioni

intessuta di apparenze
celi la realtà sbiadita
dalla luce
che diventa ombra
velata come nebbia

in soffi di chimere
infili il tuo volto
con pallide curve
s-fiori e s-veli

La vita è vera
se squarciamo il velo
e l’ombra svola  

Choiràdes

Mi fermo al crocevia del tempo
in fretta ammanetto
le voci dalle Choiràdes"
isole ioniche
incastonate al seno
del grande mare di Taranto
Nei pleniluni d'incanto
ancora si narrano
amori sognanti
leggende di fantasmi
melodie di barche
remi risonanti
nell’ abbraccio del mare
nell’onda nostalgica
che sprofonda nell’ampolla
di Punta Rondinella
dove arpeggia la leggenda
Oggi ha ali di fumo il gabbiano
e scocca ubriaco il suo volo
dispiegato in un cielo dove
solo un ‘aquila potrebbe
sfidare la polvere nera
chissà , forse , allo sfinir
di una preghiera mesta
infin si quieterà il fiato
su quei baluardi difensivi
brulle scogliere ormai sbiadite
e senza più canti di sirene.
I pescatori
ancor s’affannano
a ricercar
l'infinito che sorride
quando incontra il mare
e il faro a sfidar le ombre
dove riluce la paura
per diventar nerbo
ad acquetar
l’enosigeo Nettuno
Il sole arso di giallo
a gocce a gocce
diventa notte
fetta di luna nel mare
che cozza nera inghiotte
in rete smerigliate
a trame intrecciate
finisce
col pesce che s’ embrica
dentro la corazza
della libertà perduta .
 

S’apre il sipario a Dio
Sulla linea dell’orizzonte
il filo oscilla tra il cosmico silenzio
e le stelle
sulla pelle
raggi di/amanti
versano pallidi incanti
ossigeno per arricciar sogni
che assecondano sonni
S’infila nella cruna della luna
il filo a sgomitolar voglie d’amore
ad afferrar elio dal bordo d’ aria
per volare su sentieri celesti
sequestrati al sole dagli aquiloni
A piedi nudi “Venere e Giove “
tra le cavee si corteggiano
alla platea del creato senza plausi
s’ apre il sipario a Dio

haiku [kami no ku]+tanka [shimo no ku]
Vento remoto
sei giunto  e scuoti
ombre , ricordi
               
                sentimenti sbiancati
                alle tempie del tempo . 

Apro la porta al nuovo tempo
Il calice misurato della mia vitalità
oggi aumenta di sensibilità

intrecciando il filo della mia tela
spengo la mia candela

A passo di ragno
imprigiono il mio sogno

nella coppa dilatata dalla mia età
dove galleggia la mia felicità

lascio cadere sulla mia anima
parole che verso in rima

ogni rimorso cambio in ansia
ogni ricordo si tramuta in poesia

e quel taglio della mia torta
fette di festa a tutti porta

a me dà un volto, una ragione
al volo muto di quella passione

rete di giorni finiti nel fondale
del tempo ormai autunnale

e d’improvviso sulla mia soglia
non mi raggiunge più quella voglia

di fughe su cavalli ardenti
ma solo prese di teneri momenti

poter sempre, ed ancora credere
in quella fede che mi fa vivere.
 

Si spera nella prima/vera
Silenzioso il vento
lambisce la fragilità delle foglie
volteggia intorno ad un papavero
che si sfoglia tra sottili fili d’erba
vibra l’ala della gioia
spezzata sul ramo del mal/d/aria

penetra in quell’arco di spazio
dove lo sguardo si fa luce
e spera che il cielo si riempia
di giochi di rondinelle
e che l’amore tra i girasoli
possa con penne di polline
scriver messaggi su ali di farfalle
riccioli di respiri sulle onde del mare

Vestirsi d’ombra intanto
che a Taranto si tramuti in gemma
una stella di luce ,e ancora spera
in quella “PRIMA/V/ERA
ineluttabile pagina della celeste sfera.

Parole a croce
Quando le parole
restano senza seguito
si perdono anche le vibrazioni
il cuore sommesso tace
e nel silenzio
imposto ,rispettato
si appaga lo sconforto
che se non altro la luna
ha commosso .

Due , tre quattro parole
come un irrisolto cruci/verba
le caselle restano vuote
la voce non trova la soluzione giusta
e resta muta sola/mente

Il fiore della violenza
Tra cardi ed erbe viperine
si ramifica come una dulcamara
che rende viola la pazienza
e giallo il cuore .

Non tiene conto degli effetti
della fragilità altrui ,
non conosce ragioni
e si addensa come un serpente
a bere nella coppa del veleno
lì dove scende il pianto del silenzio

e nella polvere della terra
resta solo il fiore della drosera
con la sua forza prigioniera.

haiku- per ricordare quei momenti
pertanto i terremotati
non possono essere abbandonati


1
ali immense
come braccia aperte
stringono ansie
2
un solo gesto
unisce gli animi
e dona forza
3
tra i rottami
vive anche amore
che apre cuori
4
l’ oscurità ,
e nel mezzo la luce
scalda il buio  

’A nazzicata de Pasche
Tra taralli , uova e "scarcedde "
si respira a Taranto una triste atmosfera
dolore , voci , fede
annunciano la festa di primavera
Magia conservata nel cuore custode
di quel tempo lontano, laddove il passato
nel presente si ode
antico rito di dolore rivissuto

Il Giovedì Santo diventa pellegrinaggio
all’avello di Cristo si rende omaggio
spazio di vita che domina la morte ,
e l’amore sfida qualunque sorte
Con una andatura dondolante
"a nazzecàta " U' trucculare
aprirà il rito della processione

La sera del Venerdì Santo
statue di cartapesta son portate a spalle
con tanto vanto,
quest’anno con tanto pianto
per quel dolore che ci ha colto da poco
accume réte a nu funerale
davanti stonne
l’ anime degli Aquilani .

Camminano le Perdúne a piedi nudi
ai rumori sordi
e nei cappucci due forellini
dietro due occhi che sembrano pentiti

Occhi di pianto ancora si intingono
sulle orme di Gise Criste
con un inchino: " d'u salamelìcche.
ci sentiremo cume l’Addulurate

Passo cadenzato , cammino tracciato
rosario nero in vita appeso
il tempo ripercuote l’ allegoria
di un passaggio inverso
vita/morte ,all’eterno trasmesso
Gesù ,a noi si volge
quando stringe la Croce ,
e se pentiti ancor non lo siamo
più che di una processione
abbiamo bisogno di conversione.

Raggio di sole
che spirasti sulla croce
diffondi pace
a tutto il mondo


preghiamo a Criste 'u core cu ce sane.
no' ttutte 'a ggende quiste l'ha capite.
Ca ‘nû sime sèrie...
appartenime a’ morte!...


Pasche vò ccu ddice:
PACE E AMORE!
per questo ….ci vò Criste… u Paternostre

                                                 [Quia per sanctam crucem
                                                   tuam redemisti mundum” ]
 

Gli Hauku , il terremoto in Abruzzo

***
Appello muto
un boato di morte
ci ha colpito
***
Prima si intuì,
il segno si ignorò
e tutto crollò
***
solo occhi
di pianto attingono
su quel dolore
***
Dolore che si
ripercuote nel Tempo.
privo di eco .
***
A Lui ti volgi
ogni volta che stringi
la tua croce
***
O mio Dio
dai di nuovo speranza
a quelle vite .

Perdonami , se quando tu soffrivi
io non c'ero sotto la tua Croce.

La Tua morte ha spento ogni ingiustizia
se pur il fuoco ha arso il legno verde ,
ma tutto può ricominciare
se il legno secco , il mondo,
non Ti rimetterà sulla croce
Ti abbiamo offeso in modo immane
mentre il tuo amore è rimasto immune
Ancora oggi , la Tua voce
con parole consolanti ed illuminanti
esorta a cercarTi ,non nel dolore
che martoriò la tua vita,
ma in una società che uccide
con la superbia e la presunzione
Grave è il peccato, serio il Giudizio
ma TU, non vuoi la compassione
ma solamente la conversione.

Domani
La mia coscienza
come una ruota del pavone
esalterà i sentimenti
e con l’emozione nello sguardo
dimezzerà ogni inquietudine
[domani ]
ancora mi dondolerò
tra punti e virgole
in cerca della terapia che rifiuta
la diagnosi della mia conoscenza
sulle differenze dell’esistenza.

Divento giullare
a giocondare
la protestata continuità
ad alleggerire il volo dei potenti
a dissipare dubbi e rancori
a rabbonire le prepotenze
riscattando la mia giornata.

Ma, un quarto di luna inciampa
in un cielo che imbruna.

Sarà forse la notte
che spegnerà
la ciarliera quotidianità ?

Prigioniera della poesia
mi realizzerò nella sua pagina . 

Tra par/rulli di tamburi e tra/trulli
verrai nella mia Trullilad

Forse un giorno , amico
dal tuo cemento grigio
verrai nella mia terra
nella pietra bianca
nella purezza che squarcia
il cuore di chi non sa
cosa vuol dire Trullilad

Tra scalinate
salite e discese
magiche querce e
mitici ulivi

qui

bambino ritornerai .

Sembrano alcove
scavate nel muro
di un paesello
chiamato Alberobello.

Brilla di grano
di spighe secche
di uva ingenua
di case strane
cappelli a punta
con strambi

pennacchi

funghetti

allegri
pregnanti
di "chiancarelle"

tra poggi
carsici e saliscendi
in un fiorire di colori
ad uno ad uno
li vedrai apparire
come cappelli brillare al sole,
come fiori di latte sotto la neve

Sono i famosi trulli
adagiati come velli
siamesi , gemelli
vero miraggio
di un bianco paesaggio

Per approdare qui
basta seguire la strada del cuore
per arrivare alla casa d’amore
sede di ogni informazione

[E tu , Gabbiano, approderai con la tua penna…*]
 

Padre
Come cristalli
nel cielo  limpido e blu
ci sei sempre tu

Ma fanno ombra
        la tua movenza di gioia
        i tuoi abbracci mancati
in bilico tra la tua assenza
e l' eterno mio cercarti .

L'amore non va improvvisato
l'amore va dichiarato
Mi amavi , ma non mi aiutavi  a capirlo
e ogni movimento d'affetto
lo nascondevo da sciocca bambina nel mio petto
che taciturna viveva
tra bambole di pezza nascoste sotto il letto.

Nel labirinto del mio cuore ora
c'è il silenzio , ma  il tuo ricordo
parla all'ombra del tuo sorriso
del tuo aiuto
del tuo amore
che non vedevo,
ma c'era ,quando
mi hai lasciato sfogliare i fogli
del tempo, regalandomi due volte la vita.

Padre
mentre mi porgevi
il tuo ultimo filo di un sorriso
il tuo gioioso viso mi condusse
a chiedermi perché
pà, ti volevo bene
 ma ti respingevo.

Ora resta quella lotta d'amore
che tra le unghie rapaci del tempo
non si è dissolta  nel vento .

 

Vorrei poter spegnere il fuoco che ho dentro  
Sussulta per un attimo una parola increspata
e la mia fiducia diviene subito offuscata
 
Là , dove il silenzio busserà per sempre alla mia porta
Forse là , berrò  a piena gola la pace ormai tolta
 
Sperando almeno che il cielo
 possa coprirmi con il suo azzurro  velo.
 
fredda è la vita senza l’affetto
buia è la strada per arrivare al rispetto
 
affonda in me quella falsa armonia
e  s’annoda in trame di incertezza  e bugia
 
La mia fragilità sguscia ,  si rifrange ,  alla forza altrui tace
con le parole che male mi hanno fatto e tanto mi dispiace.
 
Ma le chiudo  nella valigia dell’oblio
e ancora m’aggrappo alla speranza disperata , al sempre  fiducioso” Io
 
 Tra  nuvole di cloro mi dissolvo in occhi di tristezza
e con   esitante passo mi incammino con mitezza.
 
Sono passata dalla cruna della luna
ed ora , come un ago cucio le nuvole dentro la mia  bruna
 
Ma c’è sempre Lui , lassù
E ciò che c’è quaggiù ,
                        là , non ci sarà più.

Stupro
Mano che non stringe
- uccide -
acceca come una lama sottile
occhi di tristezza

ghiaccio che incrina un passo
- fragile -
in mille schegge di ostilità
e denuda la chioma,
inzuppata di avversità .

Da un grembo di fiori vergini
solo sanguini frutti e foglie tremule
come oscure insicurezze , cadono

sugli incessanti dubbi che distruggono
la libertà di respirare ancora il sesso .

Mentre la donna si trasforma in arido deserto
in ruscello senza più acqua
i fili di speranza si annodano alla violenza
l'unica certezza che denuda il nome "donna "
e la spinge a brandire una carezza di spine

Sei tu , donna
che soffri ancora ogni tuo sacrificio d'amore.

A passo allacciato
tesserei una tela
con passi di ragno
imprigionerei il passato

i ricordi , i rimorsi
che ripiegati nella memoria
tremano fragili

neri si nascondono
nella notte in un sonno
di sogno inquieto

su scoscese pendenze
imbavagliati di paure
sfidano il giorno

con passo a croce
ieri , oggi , domani
si allacciano vita

per ripiegarsi come embrioni
sul ciglio del tramonto
o dell’alba .

Haiku della neve

I
Cala dal cielo
come zucchero fluido
la bianca neve

II

Tra nubi gonfie
i vapori spiumano
le bianche stelle

III
sotto pesanti passi
resta un’orma
che s’infanga

IV

ultima neve
porta via per sempre
il duro freddo

Cosa  impariamo quando guardiamo la televisione?
Nel cuore delle case
dalle tegole rosse
antenne e parabole
come lingue senza ossa
ci rompano le ossa .
Una finestra fosforescente
si apre ogni giorno
e cosa ci offre?
Solo delle "esse"
sesso,
sangue,
strage,
soldi,
sudiciume,
scandali,
successo,
soap,
show,
sponsorizzazione,
sovvenzione
scurrile
                       Televisione !
Simpatia,
serenità
quella spetta alla
 saziabilità
degli spettatori
che devono  possedere
un senso alto sia del bene che del male
pur sapendo di essere in bilico
tra la fragilità e la stabilità.

Ciò che la televisione offre
 è un  modellismo spicciolo di cultura
l'amore banale , la controversia , la polemica ,
 quell'  interrogazione continua a tormentarci
 cosa vediamo , cosa impariamo
quando guardiamo la televisione?
"Amici",
Grande fratello"
l'isola dei famosi
sotto le stelle per fare un ballo
che ci costa milioni di soldi
scontri parlamentari
Ma è questa la televisione ?SI.
Si assecondano solo
 i gusti peggiori della  gente
 per tenere forte l'indice di ascolto .
Abbasso il sipario
perchè  mi ha conciliato  il sonno

Carne(le)/vale
Con slembi abiti
vellutati
giri di volti
nascosti
fazzoletti di luce
tra crine
le mascherine
insidiose, compatte
volteggiano
sparse , pazze,
con nastri , manti ,
eriche in mano
sguardo nello sguardo
nell’arco di quel tempo
carnevalesco
tra echi di ieri
di oggi e domani

Cadenze e rumori s’odono
nel vico stretto
dove aleggia la notte
tra passi in ascolto.

Da carri simulatori
bocche sputano satire
sequenze di voci
ironici bisbigli
effondano intorno
forse ad illuminare
con luccicante sfavillio
la tagliola del reale
che tra manciate di coriandoli
sembra sventolarcela in faccia

Il nome è Carne-vale
niente di sentimentale
schernisce
alleggerisce
la solitudine

L’unica cosa vera
in questo assurdo
mondo è ancora il
rotolare ,l’apparire
di maschere
dame sotto visiere
e maschi con il loro arciere

[14 febbraio '09 ]-Evviva l'amore
Il cielo stasera è un merletto
come un lenzuolo sul letto,
la luna le fa da cuscinetto

frulla
con stelle trastulla
nel sole si annulla
si disperde nel nulla .

Il cuore poetizza
d' amore singhiozza
speranze spiegazza
sogni strizza
con ojos de amor
susurros

te amo
t'aimer

l' amor
riprende il turbinio
nel cuore lo sfarfallio

l'amore è .
il vento sul pioppo
che avvolge il corpo

l' eco del tuono
musica e suono

diadema di diamanti
che stringe gli amanti

si apre come un fiore
come l' ibisco muore.

Rifiorisce ogni giorno
con i suoi petali intorno

dell'anima reliquie
tempeste senza requie

che nel cuore si quietano
nel cielo si completano

buon S. Valentino a tutti

E’ memoria di loro …
Il portone sprangato
su un silenzio notturno
vuoto di luna
frenava i respiri vitali
e la speranza balbettata
                [erano solo anime innocenti ]
lontani dal sole
coperti di niente
da un campo  di sterminio
in un forno  crematorio
sorrisi inceneriti
ad Auschwitz  
 
Passi
fatiche
voci
intrecciati a preghiere
senza eco di ritorno
paura cosparsa
 sui   capi rasati
e negli occhi scavati
giorni di morte
orme di ricordi
puntati tra un ritorno
e un tacere assorto .
 
 E’ memoria di loro
esposta  al cielo
grumi di sangue
in  gocce di lacrime.
che ancora tintinnano
nel cristallo del tempo

Il compleanno
Il tempo di alchimia
[comparatore al negativo
del suo respiro animoso ]
in un bicchier di vino
si mescolava
con i sapori degli anni
per riviverli solamente
nella sua mente
mentre festeggiava
il sessantunesimo compleanno.

L’aspetto svecchiato
tradiva il suo tempo
farneticavano d’ assurdo
i ricordi dei“venti acerbi anni “

Umori, rimpianti
rimorsi , memorie
feste , anniversari,
ruoli sempre girati
su un teatro sicuro
con scene effimere tratte
da un matrimonio usuale
scivolavano
su agende passate
mentre il respiro smorzava
le candele accaldate .

Tu
La vita
nasce
dal TU,
silenzioso tu
scosso e spinto.
tu

L'amicizia
nasce dal TU
sfidante
accomodante
drammatico
critico
polemico
tu

nonostante tutto
sei TU
ciò di cui io ho bisogno
solamente
TU
consapevole
sintesi di vite

Il cammino cristiano
inizia dall' amicizia
il suo destino finisce
nella sua moralità
il suo carisma
nell'obbedienza
TU
per dirti che nonostante tutto,
TU
rafforzi
l'arroganza dell'umiltà
che nell'umanità e nella carità
troverà e coglierà
l'essenza per la felicità.

Un lenzuolo nero alla finestra
Da un grembo
 desti-
        nato-
                rio
l’uomo
          con-gela
in un lenzuolo nero
all’odor di sporco
e cammina
con un fazzoletto
 sulla bocca
per l'acido nero
che cade dal cielo.

Non si fiata
per  l'aria infangata
dove  tu-more
saranno le ultime ore
di un  futuro cammino
in questo giardino senza more
e senza probità
 
Nella misura di esistenza
troviamo sbarrate
le finestre al sole
che suggella la verità
ai fragili bambini
alle dolenti  madri
per la loro sorte
 e ai padri che impugnar
 vorrebbero  le mani
per eludere gli errori
 gli orrori
le deformità
 
Viviamo l'ansia ecologica
e tutti ci sentiamo  in colpa
per quelle mancate  norme
per la vivibilità .
 
Cosa resta ?
Una terra
abbandonata
morta
natura [l]mente
in eclissi di inquina-mento ,
e resta sola-mente
una realtà puzzolente
che non vale un accidente.

Mi avevi detto
Non ascoltare
il battito del tempo
quando sfida
i capricci delle stagioni
il gelido vento del dubbio
porta solo freddo e morte
nella notte insonne .

Mi era stato detto

che negli incontri con la luna
qualcosa sempre accade
il sentimento di piacere
misto all’ amore
piega l’acero
[l'albero del dio della paura]
incurva il salice
e le foglie ai piedi
fermano il tempo
i sogni , i ricordi
che il cuore ospita
per sempre.

Tu, passato
mi siedi accanto
come fiordaliso
sul viso liso
e carezze e promesse
sono diventate poesie

Se tu ora sapessi quante
volte ho sostato
laddove tutto era fatato
la luna ,e il tempo affascinante.

Se tu sapessi
come è gelida
la notte senza
quel magico
nome “ amore”

Haiku delle R…
Se una sola erre
cambia amarsi
nell’ armarsi

le due erre
guardate cosa fanno;
solo la guerra

Gaza ancora piange !
E’ notte e anime
simile a foglie morte
si spandono sotto balle
di un cielo di stelle
dove l’odio tutto imbeve
e buca la speranza che la dipinge
solo con ombre di grigiastro
per diventare tutto rossastro .

La guerra , simile ad una rossa falena
volteggia ,rutta solo fiamme
e vaneggia la pace

Gaza ancora piange !

La terra è ferita dall’ odio
sanguinante dove i figli di Allah
con artigli si trasformano in schioppi
e l’odio , ago magnetico
gira impazzito su mattoni
e mattoni , su bambini
e ciò che resta è solo disperazione .

Terra che illanguidisce il cuore
e schiude l’anima all’impossibile
dolore che si ripete come un uccello
che cade , si alza e ricade ignaro
dell’altezza naturale
e dove non si fa niente
per cambiare le note
della tragica overture crescente.

Tutto potrebbe ricominciare
Tutto potrebbe ricominciare
nel Crono che travolge
il giorno che asseconda la sera
e scompiglia la notte scura

Quando il gallo canta
e l’allodola ricerca
lo specchio che inganna
potremmo ricostruire
il prima nel poi
farli rivivere nell’adesso
entrambi come segni indelebili

Vaneggiando d’assurdo
tutto potrebbe ricominciare

come ogni mattino quando
Aion, signore della luce apre le porte
al cielo che s’imbeve di luce.

Le materne idiozie
Premurosi avvertimenti
ansie struggenti
che l'icarofiglia ,l' icarofiglio
snodano l'ausilio
e quel, dare/mano/a/ fare
è un ancora più un man/dare
arbitra/ria/ mente
all'indipendente
riconoscimento
come effetto egoistico
smisurato
glorificato
amore
sovrano
che lievita
tra le braccia
la loro crescita

Nello spazio/tempo
della casa vuota
ora sbadiglia il disordine
volontario
nessuno può colmarlo
tutto si confonde
tra i noiosi frammenti
degli stessi giorni.
e continue riprensioni
di consorti
Ora stringete da soli
i sensi della vita
e andate liberi per l'aria
con le vostre ali
il tempo cambia, ma non distrugge
le paterne e materne idiozie
tutto ritorna...lo dicevano i nonni e le zie .

La sera
La sera scivola lieve
a lambire le spalle curve
e nella clessidra segreta
l’attesa si quieta
davanti all’uscio della notte
tra preghiere meste
volteggia il pensiero
sul passato giornaliero
s’addormenta il fiato
ormai rassegnato .

Siamo?
Sussurra
tra dubbi
in gola
una risposta
alla domanda

Sì, siamo
a Natale
si celebra la vita
la gioia

via dal cuore
speculazione
e timore

un punto
alla sineddoche
e cambio

siamo
in un

Sì. Amo

in fondo

cosa siamo ?

Ricercatori
d’amore

Si/amo
tu , lui, lei , noi tutti
uguali stasera
e poi ?
tutto come prima ?
Non rompiamo l’incanto
di questa notte Santa.

Auguri a tutti  

buon anno 2009
2..1..0. mezzanotte
nunc est bibendum
all'ora incauta che slaccia il tempo
e al duemilanove che apre il calendario
e ci invita anche quest'anno al riscontro
se i mesi ,i giorni ci hanno offerto poco o molto
Il mistero abbottona il futuro che veleggia su un nuovo
destino,ignoto vortice oscuro che apre gli occhi sul mondo
Spumanti ,champagne cadono leggeri come veli di polvere
sull'anno che va via tra giorni scompigliati ,ricordi rintanati
sugli acroterii dei desideri passati,ora solo ombre da spazzare
che somigliano ai sogni in una trasparenza danza con la vita
ed è ancora una notte di veglia per chi festeggia , per chi soffre
è il momento per accogliere il fuori /esterno nel dentro / interno
con il caldo,freddo,calmo,mosso oggi che allontana ieri e che
rasente il domani ,e basta un bicchiere di vino e la salute
che tutto scende giù,se credi che questo non soddisfaccia
parla, condanna sbraita , ma se puoi , cambia.!!
Gli anni si alternano nell'instabile equilibrio
del tempo in bilico tra gioia e dolore
allacciati e disgiunti nel riverbero
destino e con in mano il flutè
a passi brilli brindiamo
con il pensiero che
non rimpiange
con il cuore
che piange
e il male
respinge
cin cin
anno
due
mila
nove
stanotte stelle filanti
domani cieli stellanti

Natale
Dio
un giorno
con fare beato
si nascose tra le bianche
fasce di un biondo pargoletto
nella mangiatoia pose la sua umiltà
una scintilla entrò in quella oscurità
e risvegliò tutto il creato, il giallo diventò oro
il banco candore, segno di Lui rivolto all 'umanità
Bastò quel pastello del grande artista per istoriare il tutto nel tutto
miscela di tempo e di spazio , anello arcano tra mortale ed eterno
Sufficiente per dare amore non solo nel giorno
del feerico Natale, ma in ogni momento
della nostra esistenza per non scordare
come eravamo,come siamo,come saremo
perché il significato del nostro io
sta in quella vigilia di festa
nella vigilia di veglia
nel lenzuolo
sepolcrale
di Gesù
Cristo
Buon
Natale

Per la crisi finanziaria
filastrocca deleteria


C'è da fare economia
la miseria è un' epidemia
anche il ricco è contagiato
più degli altri è vincolato
alla crisi finanziaria
che per loro è fobia
e consiste per i loro affari
a non dare niente agli altri
e diventano sempre più avari
dei loro tanti denari bancari
i beni dichiarati
sempre più dilazionati ,
tempi duri anche per i truffatori
ma lo Stato non si accorge
ancor più li protegge.
Quasi, quasi darà a loro
il bonus sociale
Caro Babbo Natale
questo è l'elenco dei doni che via mi puoi portare
il frigorifero:
lasciami solo il congelatore e la crisi poter congelare
la lavastoviglie :
tanto i piatti non servono più ,
l'addome è meno grasso
perché il pasto è scarso
la lavatrice:
l 'acrilico (Made in Cina) si allarga sempre più,
quindi uso le mani e non se parla più
la televisione , bene, così non vedo più
la tua faccia che tira sempre su
che con la barzelletta credi di portarci su.
Le fabbriche dei giocattoli ,
di bambole ed aquiloni
quaggiù tra cialtroni
non hanno più padroni
anche ai bambini hanno rotto i marroni
Perciò , per questo Natale
vorrei che ti portassi via
anche questo Governo mariolo
e fallo diventar famoso sull'isola laggiù.
O caro mio Gesù.

Può darsi, chissà!
Fuoco Divino,
ti trasformasti
in una stella
piccolo e grande
            Re dei re.
Come un neonato
bisognoso di aiuto
nella grotta infreddolito
Ti avvolgesti con un lenzuolo pulito
Tu , che potevi nascere
nell' ricchezza
preferisti
la sofferenza
la povertà,
l'umiltà.
O Re dei re!
E noi , oggi
storditi
da tanto frastuono
sbadigliamo
tra crisi e
ingiustizia
sembra un'utopia
il nuovo giorno
che verrà
che rifletterà
nel cuore di tutti
quel bambino Gesù
Può darsi, chissà!
se dopo il Natale
la crisi passerà 

Sera incantata
Antichi pastori
tra luci e bagliori
con le pecorelle
seguivano le stelle
bellezza antica
fatica mistica
amore fecondo
girava intorno al mondo
che avvolse tra mucchi di paglia
tra doni , re Magi , armonia
speranza dell’Epifania
Evviva, evviva
Natale arriva
Gioia infinita
sostenga l’anima ferita
nella magica atmosfera
della incantata sera
si accende un sorriso
e il male radia dal viso .

Prima sera dicembrina
Tra fumi di cemento
che salivano al firmamento
la luna versava intanto
il suo pallido incanto.

Signora straordinaria
con le sue piume luminose
occultava la luce
alla coppia planetaria

Leggiadra Venere e vagabondo Giove
conchiglie brillanti
tra le pieghe nere vaganti
aprivano i gusci alle speranze nuove

Con grande eleganza
dedicavano la danza
alla dicembrina sera stellata
appena calata

( I° Dicembre 2008 -due astri si trovano vicino alla Luna :
Venere e Giove , ciò che mi colpisce è il luminoso silenzio dell'astro)

haiku della poesia
I
Voci volano
i silenti sentieri
si fanno haiku

II
stasera , luna
illumina il cuore
di tua luce

III
un serpeggiante
ondulato pensiero
china solingo

IV
la poesia è
filigrana di versi
senza storia

V
suono di cuori
note carpite, calde
poste sui righi

La fatica del vivere
Infinite parole
giacciono tra righi  
di perimetrali fogli
come respiri
 oscillano
nel nero inchiostro
degli spazi dei  giornali
rendendo palese
 vita, morte e sofferenze.
 
La vita va vissuta
anche un solo istante
è la fatica del vivere
che ti chiede
ti apre
ti spinge,
come lo sforzo  del  sole  
dietro la bruma,
ad una corsa difficile
al sepolcro  per scoprire
il volto dell’Amore
     usando la ragione per capire
     e  il cuore per continuare

Ma vita è comunicabilità
che senso ha
se questa non c’è più?
    
      Solo silenzio e rispetto.
  
Si decide di vivere.
Si decide di morire.

Dolorosa o indolore,
 la vita è giusta che sia
 liberamente voluta?

 Vivere è  fatica
  ma  più affannosa  è la morte
(Accanto ad ogni uomo che soffre
 ci vuole un altro uomo
..(don Giussani )

Senza famiglia ( per Marta )
La tua espressione si perde
dentro grandi voli verso il cielo
un desiderio sottile
bianco, dubbioso, fuoriesce
dalla tua bocca socchiusa

e, sul palmo della mano
il tuo giovanissimo viso
graffito in meditato sopore
sosta su un mento
di ripensamento
che impernia , opina , o conferma
quel tuo eterno desiderio
di un ritorno a casa
con passi fatti indietro
in quel secco mondo
dove non c'è una famiglia
che aspetta il tuo ritorno,
e con delusi passi in avanti
ritorni nel tuo provvisorio crogiolo .

Stanca ti adagi
sul morbido cuscino
della tua adolescenza
che spalanca orizzonti nel grido del domani
mentre getta via la polvere della speranza

Con tocco armonioso la tua voce invoca amore
esprime il tuo tempo con frequenti ripensamenti
semini parole ,bugie, gesti incoerenti
sviando consigli che chiudi nel buio dei tuoi cassetti.

L' estro                      
     L'idea  leggera
 nasce  improvvisa
       giunge a   sera
fiera ed intrisa
un raggio di  luna  
la sprona
diventa poesia.
 
Come   fragore
il velato pensiero
dentro prigioniero
diventa scrittore
                  
Ovunque sento
della  natura la bellezza
il mio estro  diventa  carezza

Leggero come il  respiro  del vento
l'amore sonnolento
stimola il talento
diventa intenso
propenso ad ogni senso .

 

Il mio eco
Quando il sole accende la luna
la tristezza la infilo nella sua cruna

Sotto la sua ombra mi piace sostare
la profonda voce del mare ascoltare

diventa un messaggio vagabondo
quel respiro profondo

inafferrabile eco che impreco
quando dentro si fa bieco .

Filastrocca
per mio nipote Lorenzo .


***
Con in braccio Lorenzo
sull’arcobaleno svolazzo

è un bimbetto molto bello
sempre buono, mai monello

ride e canta con il cuore
lui conosce solo amore

divento un giocattolo
e salto come uno scoiattolo

la mia favola sospesa
la rende fantasiosa

interrompe gli insulsi riti
dai miei anni adulti e sfioriti

Con lui ritrovo la gioia
mentre scaccio la noia

C’è musica nel suo sguardo
vale più di ogni miliardo

dà senso al mio tempo
sulla groppa galoppo

del mio pensiero austero
messaggero leggero

Con i colori della sua allegria
coloro ogni mia acrimonia

ancora non muove il primo passo
ma nel mio cuore felice va a spasso

Magici sono i suoi sorrisi
quando spuntano tra i due dentini

Ogni esile nonna
per un nipote ,diventa colonna .

Amore ( filosofale pietra)
Sono diamante
nelle mani di donne

sono roccia
dove erge la chiesa

sono smeraldo
rivelo il tradimento

sono carbone
e mando calore

sono cristallo
facilmente m'incrino .

Sì', son preziosa
sì, sono luce
sì, sono delusiva
sì, sono calda
sì, sono fragile

m'innalzo ad orgasmo
al corpo mi dono

tra sussulti e frecce
ferisco il cuore

lo riempio di carezze
osmosi d'anime

richiamo che accompagna
l'anima sola

                             emozioni dondolo
collido e arrido

dei sensi la lamina
l'arcobaleno dell'anima.

Sono la filosofale pietra
mi chiamo amore !

Il ritorno delle stagioni .
S' increspa la foglia
a nuvole di vento si aggrappa
come sbiadita sagoma
sotto passi sprofonda
a formare un rabesco di ramaglie.

Coriandoli di sole resistono ancora
ma l' inverno, con le sue lune di piogge,
spazzerà ogni ciocca di fronde
con quel accorato pianto
che viene dal cielo a bagnare l'asfalto.

Tra ritmi segreti , il tempo,
riavvolgerà lune e stelle
in spartiti di luce , sotto note natalizie
e tra sprazzi di vita nuovi doni
offrirà la nuova stagione.
Il giorno dei Santi, il dolore muto
che stringe il rimpianto .

Su arpa di tramontana
scorrazzeremo nell'aria
con sulla pelle i nostri cappotti
inseguendo pensieri o fenicotteri

Sotto frecce d'amanti, Febbraio,
tra frutti glassati e colori del carnevale
disegnerà contorni di occhi sotto maschere
ad aspettare con mani in croce
il tempo della Quaresima .

Ancora speranze a piccoli passi
annoderanno le reti del tempo
e ricucendo i frammenti di venti contrari ,
i giorni, diruperanno di nuovo a mare

Vivre centenaire, c'est possible !
Vivimi addosso, tempo,
ch'io mi riscaldi sempre di te
da quel giorno in cui mi apristi la porta
con in mano la tua bolla di vetro .

Gli istanti che tu mi donavi
amore mi chiedevano

Da allora vai sfoltendo
le pagine dei ricordi
e i tanti fotogrammi,
memorie di quel tempo
che ancora mi cullano
mentre addolcisci in esse
tutti i miei sogni.

Appena ho visto scorrere
la sabbia velocemente
che tutto inaridiva
ho reso più lucenti
tutti quei granelli

Li ho filtrati nella vita
e ho sussurrato < tempo >
misura pure i giorni
le ore e gli anni,
perché quelli son tuoi
per me basta l' istante
per far l'anima "Vivre centenarie!"
anzi , in eterno ,
perché non puoi più
sottrarla dalla tua clessidra.

Il treno
Osservatorio privilegiato
in incognito l'umanità filtra
dal vetro di un finestrino
o da una poltrona accanto
per finire su binari
non sempre paralleli.

Il treno
è un viaggio
il libro
spesso è il suo viatico
tra fole e fantasie
falene intrecciate
nelle curve segrete
di pensieri e rotaie
passa , corre
tra voglia di evasione
incontro con la bellezza
tra addii e tristezza
e fretta di arrivare
per abbracciare
per svuotare
bagagli di sogni
e di pensieri .

L'escalation della protesta
Il diritto all'istruzione di qualità
è diventato per gli studenti il 'tam tam'
“il monarca toglie alla scuola la libertà
e loro restano in piazza con lo striscione
“il sessantotto nel duemilaotto “

”Ridateci tutti i benevoli incentivi
per insegnare ed imparare,
niente punizioni per il non sapere
essere educati e preparati,
beoti sempre promossi
e professori bendisposti
ma , forse è anche giusto
per una società inattendibile .

No! alla riforma .

Essere a scuola , non è mai stato facile !

Noi”studenti del sessantotto “
con odio e amore andavamo a scuola,
ma, quelle nozioni e quei doveri
nel cervello sono ancora serbati .

Tutto è cambiato, la cultura è diversa
qualche argomento non è facile ad entrare
sia nella testa dei professori che degli studenti

Intanto, sostiamo nel tempo,
fin quando , finchè ,
fin dove spunteranno gli effetti .

Difficile, difficile, se non impossibile,
il tempo si perde , muore , non può tornare
tra bacchettate e regole d’acciaio non educative .

Con lindi grembiuli , buona educazione
ed un’ adeguata riforma d’ istruzione
la scuola sarà aperta a tutti,
non in piazza , ma nelle classi .

Haiku di Novembre

I)
Guida novembre
giorno di tutti Santi
Lodato sia

II)
secondo giorno
muto è il dolore
giorno ai morti

III)
un lume scalda
l'assorta memoria
dell' estinto

IV)
le foglie gialle
calpestate da tristi
passi assorti

V)
muto novembre
bagnerà il terreno
lune di piogge

Infanzia
Inciampo spesso nei ricordi d’infanzia
Negli spazi ignoti del tempo
Fra quaderni a quadretti e graffiti
A sfogliare le favole ,ad inseguire emozioni
Nei profumi dell’erba novella ,a catturare
Zumate per inquadrare il passato
Immobili tregue sommesse
Adombrate da gesti lontani .

La scala dell’ignoranza
 
I    indossa
     g   estisce
          n  ozioni
 o   pportunamente
                r  itenendosi
 all’altezza di un sapientone
                                      n  on
                                     z  oppica
                                 a   ssolutamente
                                                 lui non sa
                                                    di possedere
                                                  la“IGNORANTITA’”

Espressione logica
Pensiero, parentesi del mio silenzio
graffate e quadrate in un 'espressione
di relazioni e flussi di coscienza
che sommo, moltiplico e sottraggo
dai miei istanti di tempo
con risultato gocciolante nel ricordo
che divido con effetti di densa tensione
complesso di cifre fondamentali
da cui estraggo la radice della mia vita .

Gli haiku del vino che fanno poesia

Brioso vino
edonistica esca
di seduzione
***
invito gaio
aleatorio , scherzoso
che schiude baci
***
chicchi di uva
accenderanno risi
sopra le labbra
***
acini rossi
ori che luccicano
in colmi tini
***
arresteranno
il respiro i baci
avvinazzati
***
schegge di coppe
al sole sembreranno
gocce di stelle

Ombre vestite da sera
Impaurite dal nudo domani
ombre tristi inebriate di pensieri
con profumi fatali avvolgono la sera

che si ritrova peccatrice spirituale ,
casuale ,non carnale
immersa nella fangosa schiuma
che gorgoglia in bolle salmastre
nei rigagnoli dell'anima

e sosta nell'aria perplessa ,pungente ,
gremita di erose idee salvifiche
[un veleno al sapore di miele]

E' troppo difficile il passo
della sera che allunga l'ansia di scappare ,
restare o abbandonarsi alla ragione
mentre ferisce il cuore.

Su quella soglia di Ecate ora c'è il silenzio
che riporta le mille voci lontane
come aghi in gola diventano preghiere
per Chi tutto vede e nasconde
nella mutevolezza della terra.

Pronto ? sei tu ..
Driiiiin!! ciao .
ho solo dieci secondi per dirti
che stasera resto a casa
c'è tanto da fare dentro
le mie lenzuola pulite
poggerò il capo sul piumoso cuscino
mi coprirò con il plaid giallo
per darmi il sole se fuori piove.

Le tue lenzuola sporcale pure
se è questo che tu vuoi.

Pronto ? ...sei tu !

Bianco su bianco
nero su nero
ti sto dicendo:-Grazie.
non lascerò mai la mia casa
per addentrarmi in una storia senza fine
solamente con tanti rischi .

Questa notte , scusami,
voglio restare a casa
lo scopo non è quello di voler
cambiare il mondo

[se il mondo fosse solo qui]

per riparare i danni della mia vita
intorno cui gira il mondo della mia esperienza.
Voglio restare a casa a pensare
ad un piccolo gesto , a vagliare le piccole cose
che possono salvare una sola e piccola vita

[quel piccolo mondo intorno a cui gira l'amore]

Non ci sarò. No, non vengo No

click. ..tu tu tu tu tu tu tu...

Pazienza
Lenta è la pazienza
come  una  lenza pesca
la  speranza
luce bianca
che si stende sul lago dei sogni
ad impigliare momenti
sotto la sabbia del tempo
ad   aggrappare  
frammenti del giorno
per sommarli agli  anni
sospesi a sfogliare  
le pagine dei ricordi
 
e poi…
                 sbadigliare sul libro
                 dove si raccolgono i pensieri
 
e poi…
                  attendere che il vento li spazza
                  li cancelli la notte
                  per trangugiare la vita
                  ancora  con sorriso suadente .

Este  tango   habla por sí mismo
 Tra tacco
stacco di guitarrita
la donna ambrata di luna
corpo sinuoso
        olezzante di vezzo
   vestito di bisso
       ai fianchi incollato
  disciolta con passo
 ammaliante
in pista    ballava
    la   bella cumparsita
 
 sospirava aimè,
e  diceva  olè,
morrerei por ti.
 
Pietra d’ametista
sul petto indefesso
l'uomo con la destra
la schiena  le cingeva
con un intreccio di passi
in un autentico abbraccio frontale
eseguivano un tango
o un  cum /plexus  caschè  ?


Taranto , tra nebbia e vita

Osce ' die
A Taranto à rimaste
granne granne
u mare e a mucetije
Nà, pè quiste le falòppe
su a réne stonne a murère
Addò te vuete …t'uscke
e ogne cose vonne a truzzelene
Accume uno t 'dice ca t'aiute
a livvà 'u fueche da 'nguerpe
a ci pe 'llinghe e a ci pe 'llanghe
tanne -tanne ca t' derrupe
e buss'a a coppe e responne a spade
(Ego tibi de aliis loquor , tu respondis de caepeis)
'A 'more cu mbrestate Ddije
pe stu Paijse mije
stritte -stritte
u tenghe intra-intre
afflitte ,afflitte
ije u 'tènghe, intra u core
accume u sang' all'uecchie e ù martirdde mmane .
pe' scámare arrajamiènde e skefezze
ca stonne a Taranto.
Ma, quann'è ca a' acqua
'u fueche stuterà ?

                          Pe' Quiste:
A sperare siamo in pochi
ad illuderci in molti.
Le rondini s'arrendono
alle spoglie grondaie
bisognose solo di un riparo
da un cielo spietato senza spazio
dove i bambini non vaneggiano più aquiloni,
e le possibilità muoiano nella nostra mano.
Mentre il tempo muta,
l'ombra gloriosa di Taranto tramuta
e i giorni precipitano tra rifiuti,
una sconfitta per coloro
che attendono solo de "Javitare (vivere)
Dalle terrazze sbocciano
solo fiori interdetti ;e su quei tetti!
e sì, su quei tetti ,cola solo fango
Le parole , inchiodate su pareti spoglie
sono diventate tentativi di comunicazione,
avvisi lasciati a macerare nella fanghiglia
di questo degradare della politica
piccè a nuje ha sfottute u sperde ( per questo a noi ha rubato l'anima )
L'uomo coglie o rifiuta
l' arcano segnale proteso
all'unico scopo di svellere
il sommergere dell'abbandono
Lo so , sei la mia terra
dove ho piantato il mio tempo
Malgrado tutto "ti amo"


oggi a Taranto è rimasto di grande
solo il mare e la sporcizia
ecco per questo i pesci
sulla spiaggia stanno a morire
dove ti volti , ti bruci
e ogni cosa va di male in peggio
e come uno ti dice che ti vuole aiutare a levare il fuoco da dentro il corpo
chi per un verso chi per un altro
proprio allora che ti ruba e fa lo gnorri
l' amore che mi ha dato Dio
per questo mio paese
che stretto stretto lo tengo dentro il cuore
afflitto afflitto io lo tengo , ancora
come il sangue dentro gli occhi e un martello nelle mani
per scacciare l'arrabbiatura
e le schifezze che ci sono a Taranto
ma quando l'acqua spegnerà il fuoco?

per questo :

Gli haiku dell' autunno

La terra fruscia
come la foglia morta
che vento libra


autunno tinge
il languido sole di
rosso di/vino


Dentro le teche
svapora quel polline
che cibò uve


Smorti gli slanci
che legarono reti
su dolci mari


labbra gustano
nettare con respiri
di agrodolce

Piume d’autunno
Sul fondo celeste
Perseo a spasso su Pegaso
salva Andromeda,
Cassiopea disperata
sul trono aspetta il finale
di questo asterismo acerbo
di stelle , accarezzato da venti funesti
e dal mito penduto sul guscio di terra
tra gocce di pioggia e di luna .

Non più sudori dell’estate
né brividi dell’inverno,
l’autunno, sussurra
fumanti caldarroste
tra strame di foglie morte
l’ acino s’avviva alla vite
perché è il momento di fare il vino

Nel fragore del mondo
quel fanciullo astrologo
galoppa sulla mappa del tempo
sulle pagine dei calendari
a rincorrere astri
a festeggiare santi e stagioni

L’autunno è languido
perché nasce dall’ultimo grido
dell’estate morente
e il suo respiro rallenta
la gioia del giorno
che affonda tra frange del tramonto.

Proteso paesaggio ,completo passaggio
dai grappoli in calici , in mani di artisti
un'avventura, una poesia , un ‘etichetta,
ed il piacere di respirare il tempo in un bicchiere di vino.

Chiunque
Fotoni di annichilazione
spinti fino ad un terzo
della velocità della luce
incontrano elettroni
collidono con positroni
facendo” big bang “

Tra relazioni algebriche
e la penombra della biunivoca logica
apparentemente irrazionale
basterebbero pennellate di colori a risolvere
le problematiche fisiche
e chiunque
potrebbe risolvere un’equazione
<dove il blu sta allo sguardo
come Dio sta all’infinito >

Lettera di un ragazzo per il suo …
absentia/Papà


Prendo un raggio
dal mio coraggio
e ti scrivo senza l'amore
che rende felice
ma solo contrito



Ho quindici anni
non ti sei mai
compiaciuto
del mio crescere
e non sai
che son cresciuto
anche senza di te.

So leggere e scrivere
però tu non sai ricordare .

Mi hai lasciato senza protezione
escludendo l’amore dal mio cuore

Come un uccello
vivo in un cielo
cantiere di venti
e di tristi eventi

Come tuo dono
ho solo le mie ali
con le quali
vorrei volare,
ma sono caduto
in una voliera
così come quando
vidi entrare te .

Ho negli occhi
aghi di spine con cui spazzare

la terra al tuo passaggio.

Sono confuso
perché non so se
per questa mia vergogna
sarei pronto a perdonare te.

Le parole del poeta
Quando d'un tratto
il tempo s'affretta
sfilacciando i profumi
della giovinezza,
il futuro si accorcia
la cataratta cala
sulla retina della vita
ad annodare le reti della speranza

Frammenti di noi
tra suoni di flauti
e ticchettii di ricordi
si rivestono di nostalgie
di fantasie mitizzate
che fomentano la lampada della solitudine.

Melodie accordate solamente
con il silenzio colmato dal ritmo del verso
che vagheggiano nei sogni rugosi
del poeta desideroso di velare o svelare tutto
tra Euterpe ed Erato
che agghindate affrontano l’ultimo ballo
beccheggiando con la poesia e il Tutto.

Figlio
Sì, ti parlerò , figlio
come tutto può diventare niente
e il niente , allargando la ragione ,
può diventare una goccia di vita scappata dall'amore
che a goccia a goccia scroscia
a riempire una fontana di acqua veritiera

Sì, ti parlerò , figlio ,
di non tenerti mai silenzi nel cuore
di non parlarmi senza prima pensare
che anche tu sei stato un bambino
in quell'utero caldo alla ricerca di un abbraccio .

Vorrei poter ancora chiederti
se metti la tua maglia di lana
parlarti con pazienza
per contenere la nostalgia
che mi divora l'anima
che ostinata non si piega
alla realtà che sei ormai un uomo

Mentre ti abbottonavi sul petto
i bottoni dell'infanzia , dell'adolescenza
negli occhielli della giovinezza
ti sei ritrovato nel gilè della paternità .

Con i colori della gioia di nonna
disegnerò solo la serena luce dell'alba
tralasciando i contorni e la mesta ombra
che s' imbriglia nel ricordo delle emozioni

Basterà il nostro soffio d'amore
per cancellare dall'anima affranta
ogni miagolio di parole oltre gli affanni
di dare un volto, un nome, una ragione
al volo muto di domande , risposte e fughe

Intrecciando parole senza orpelli
pene con preghiere
ridendo , con gli occhi lucenti
custodiremo i sentimenti
nel silenzioso cielo del nostro cuore.

Figlia
Questo nostro solfeggiar di parole
ridondanze su asfalti di divergenze
tagliano il cielo in schegge di cristalli
che raccogliamo in cordigli di rancori

Avari di carezze ,gorgoglianti finiscono
in ore di rimpianto increspati dal dubbio
a scalfire tra noi quella distanza
con il continuo ricercarsi ad oltranza

In quelle scaglie smerigliate
i nostri silenzi si perdono nel fondo
dove riluce la paura, e solo allora capiamo
che sono trucioli di segnali

lapilli di emozioni , briciole di sentore
che scoppiettano nel petto
dove è racchiuso l'infinito amore
che acquietar fa tutto in un lampo il dissenso

svanenti in un bagliore di calore
ritroviamo la bella immagine
di quando ti cantavo la ninna nanna
mentre tu cullavi la tua bambola.

Gita d’autunno
Il cemento ha odor di terra nera
e gli uomini si affannano a viver là
ignari che c’è un posto dove il suono è silenzio

Se fosse anche la grotta della profetessa Sibilla
sarebbe un ristorante a cinque stelle

se fosse un quadro somiglierebbe all’Eden
bello , impossibile , puro ed accessibile

[con sagre di mele -miele e uno svolazzar di streghe ]

Un posto sorridente inciso da un ventaglio
di vicoli pittoreschi dove lo sguardo
dà forma allo sguardo
e il respiro si fa più intenso.

Dove l’anima si perde in liberi scenari
per ascoltare l’essenza della pace
per assaporare il fascino della solitudine.

Sui monti azzurri Sibillini
l’autunno indora gli austeri paesaggi
con giornate dall’aria cristallina
e le accese tonalità rosso/ giallo degli aceri e dei sorbi.

[che si colorano di scille, orchidee e crochi]

Scivolano lungo le vallate
grappoli di case con tetti in lauze
soffocati da boschi di marroni


Dal monte a valle
occhieggia l’arancio
delle faggete dall’ alto fusto.

Gli svettanti campanili
delle chiese medioevali
come il tramonto si tingono di rosso

L’aria sembra sospesa , nell’attesa
di nuovi eventi , e l’anima assapora la mestizia
del tramonto di cui si tinge l’autunno .
 

<….e che pensieri immensi,
che dolci sogni mi ispirò la vista
di quel lontano mar, quei monti azzurri,
che di qua scopro, e che varcare un giorno
io mi pensava, arcani mondi, arcana
felicità fingendo al viver mio! >
Giacomo Leopardi così scrisse dei Monti Sibillini
 

Gli haiku della speranza
L’ illusione
ricordava la voce
rassegnazione
......

Così afferrai
la speranza , realtà
di tranquillità.

Il sogno
Una molecola si sfalda
fluttua dolcemente
in un freddo palpabile

sotto l'ombrello coatto
sempre più stretti
come in un film

due amanti fantastici
si svelano ,si riparano
dalle spugnose nuvole

che già diventano
ghiribizzi dell'autunno
a disegnare in terra
un tacito umidore .

Con i jeans arrotolati
sotto lunato sparir del cielo
l'estate ,i fremiti , la pioggia
si dissolsero tra i faretti della sera .

Il sogno è finito , drop ,drop
non fa più la pioggia
e dal Parnaso ritorno sulla terra

Chi/amare !
Quando aprii gli occhi
con linguaggio incerto
pensai a chi-amare

Non so perché
da subito chi-amai Te .

Ma il Tuo nome si adombrò
e i dubbi si instradarono
nel mio pensiero

che smaniava
tra credi e norme imposte
dall'infanzia

in bilico tra il credere
e il non credere
la coscienza aculeata
si rabbuiava

Ora sei Tu che mi sostieni
l'unico che non mi
abbandona mai

Apro le braccia risalgo a Te
e scopro lo squarcio celeste
dove non esiste più l'incertezza
ma solo la pace dell'attesa .

Sferro la mia ansia
che muta sferraglia
per poi annegare
sul Tuo altare.

Il giorno che girerò lo sguardo
chiusa nello spazio del mio io
ti chiederò o mio Dio
di perdonarmi se io lì non c'ero
quando tu soffrivi e
dietro quella croce mi nascondevo

Se è vero
che goccia a goccia
l'acqua racconta all'acqua
ora , io vado alla fonte
a raccontare il mio amore

immergendo le mie mani
me le porto al viso
per asciugar le lacrime
che rigano ancor di più
le rughe dei mei sessantadueanni .

Ballata d’amore dell’uva, del vino e dell’anfora

[Anfora ]

 Con le arcuate braccia
attorniate sui fianchi
come una donna alla Botero
dalla sua madia veniva cantando.

Quando tu spunti , o mio di/vino
spunta con te  Venere e  Bacco.
Amore, amore non mi lasciare
fui io il tuo primo amore…
.”

[Uva ]

 La tumida amica fulva

coronata di pampini
con  i capelli  a grappolo
aspettava qualcuno che la spremesse

e lei cantava…:

…toglimi il sangue e ti darò l’ebbrezza,
rallegrerò cuori , e brinderemo insieme
a questo amore allegretto …

 
[Vino ]

In un tino , grosso come un  tornio,
lui,orgoglioso  fluiva tronfio
sotto i piedi di donne scalze
spargendo aromi per tutta la vigna
tra moscerini e foschie,

e lui cantava ..

“Tu sei il mio fiore ed io il tuo gambo
dammi la mano e ti metterò l’ anello”.

 
[Anfora ]

La poverina senza più l’amica
si disperava sotto la vite
sola restava ad aspettare
che il suo amato amaro ,
frizzante e dolce diventasse.

 
[Vino ]

 Lui le giurava che dentro di  lei
 il giorno dopo sarebbe entrato
 poi   ne sceglieva un’altra
con il collo lungo e trasparente.

cantando sempre la serenata:

Oh! come vorrei dormire con te ,
su vieni , mia colombella,
tu sei il fiore   ed io il  frutto
dammi la bocca che mi tapperò dentro!

[Anfora ]

Ogni sera lei si mostrava
con la speranza di essere notata,
poi sconsolata al suo posto ritornava
con il suo asprigno odor di mosto .

Era settembre, lo ricorda ancora,
la bocca grande e voluttuosa
avvicinò a lui che  tutto fruttato e profumato
  a gocce a gocce in lei filtrò .

In quel campo di vigne :
l’uva, il vino, l’anfora
insieme ritessero il passo del loro
amoroso sogno vendemmiale

Furono mesciate in un boccale
le appena nate bollicine
come   figlie armoniose
brindarono a quello indefettibile miracolo:
battuto,
     spremuto
versato
          bevuto

nel giorno del loro
   S. Valentino agreste.

Rancori
Certe parole, chiuse nello scrigno
di un significato sbagliato
diventano cattivi aggettivi
e arrecano stridenti divari

Silenzi che calpestano l’amore
e si trasformano in lacrime
scalfiscono la tastiera del giorno
e stornano le note dell’accordo

Senza ridondanze e remore
apparirebbero morbidi fonemi

sui righi del quaderno dell’essere

A "ragionar d’amore"
L’allodola fanciulla dei colli
esce dall’uscio per sciogliersi ai venti folli
sgambetta Eros nel suo respiro
e tra le sue labbra balbetta Bacco

Il vero è che spruzza brezza
la sua prima esperienza di giovinezza
come un vino precoce la testa sferza
sbircia curiosa dalla finestra aperta
e vola ubriaca cercando una carezza

Pieghetta fazzoletti umettati di promesse
che stringe sul petto come spine di luce
raccoglie pule di fragranze e fiati di parole
che come vèin scèt sorseggia tra fioriture
della sua mente ribelle

Nel grembo del sonno gli occhi inebetiti
tra carri di grilli e cicale calcinanti
osano sfidare pendii ardui
sotto le frange di lune e tramonti

corre tra filari di viti come indocile foglia
a sgranellare acini ,e con in bocca
la polpa d'una buccia spessa
a raccontare alla saliva il mistero della vendemmia
dalle tasche della campagna estrae gocce d'uva che tra labbra impania

Come l'orizzonte esce dal denso
per restare polvere d'azzurro
la verginità esce dal puro
e s’incaglia tra i seni del mistero

Sul suo aprico solatio davanzale cerca la bocca
che non abbia il respiro annodato in gola
ma il soffio caldo di un "ragionar d’amore"
come il vagito che rompe le acque .

[prova a ragionar sull’Amore
e perderai la ragione
ma, con un bicchier di vino e la fantasia
tutto può diventare poesia
e alla gran finale di un concorso ammessa
.]

Sul finir dell’estate…
All’orizzonte la vela bianca
effonde una sottile melodia
prima della vibrante sinfonia
ove s ‘increspa nell’ultimo
concerto dell’estate .

Con un sereno andante
il sole scompare nella conchiglia
schiusa sul bagnasciuga
e si dilegua tra le frange del tramonto
con l’eco del mare che si allontana
sul freddo , lontano scoglio.

La spiaggia diventa schiuma
negli occhi dei villeggianti.

Nel grembo del mio sguardo
raccolgo riccioli di sogni
che collidono con rugginosi
scrigni dei miei ricordi

e, quando il mio tempo ammanettato
non più mi disfarà le valigie ,
in una stanza senza specchi
avvolgerò con un foulard chimere e rimpianti

e con occhi che mai si fermeranno
sfiderò ancora il mio sole
a prendermi per mano
e a cercare l’amore
alla scadenza dei minuti a me concessi

Solo così sarà sempre estate.

E, tra un vago dondolar di umide ciglia
volgerò lo sguardo verso
l’equinozio d’autunno
con la gioia sconsolata,
lieta di essere nata.

Vienna & Praga
Se viaggiare è vivere,
la città diventa poesia
avendo tra le mani
lumini di storia
in un’ alea

vera e leggera.

- Wien city of music and royalty -

di stelle e corone
in archi di luna
con abbandono di donna
nell’estasi di un bacio

- Sympatheia dell'amore di Klimt -

e venti di mito
a muovere piume del tempo
in sguardi magici
figure barocche
impalpabili arabeschi
fondi di oro con orli di gotico

- Mozart, il dolce sacher,
i palazzi imperiali dell'Hofburg,
e di Strass il bel Danubio blu .

- Discover Prague it’s the magic city Praga caput regni -

sulle acque del Moldava
tra occhi di tristezza
respirano le pietre
là dove la morte batte
ancora lentamente
tra gli ultimi sospiri
del quartiere ebraico

tra mille facce

ed un solo carattere
raccoglie sorrisi

come la donna più amata
che sboccia vestita di luce

Kafka era Praga

e Praga era Kafka.

Aspettando le Perseidi
Fuochi si accendono
a colorare il cielo
intrecciandosi al mistero
delle lacrime del Santo

Stelle, all’ombra della luna
e a colloquio con il firmamento ,
frettolosamente raggiungono
qualche posto ignoto del mondo

appena in tempo
che il silenzio diventi pensiero
e rammenta domande senza eco

Su questa trottola di vite
che ruotano e di/sperano,
di tanto in tanto qualcosa riluce
e cattura qualche anelito
dai ritmi segreti del cuore

Prodigio delle Perseidi
che adusa anche a culti insulsi
e si perde tra vaghezze astruse
tra scie di tradizioni confuse

Tra certezze e dubbi insonni
tra celesti spirali di danze e di luci
si srotola ancora e sempre la vita.

Haiku di San Lorenzo

Magica notte
su questa trottola di vite
manda speranze!

La grande dama…[la verità ]
Donna o dea
sotto l’ ampio copricapo,
dimmi , chi si nasconde?

Signora del chiaroscuro
valenza magica
di protezione o di difesa
che sveli o celi la realtà
dentro un magma di nebbia

Dignitosa ,autonoma
con una voglia sottile
di spiegarmi l’arte
della simulazione

Se sei in me
continua la tua presenza
senza grovigli
ma non illudermi la vita
perché non so fino a che punto
riuscirei a coglierti.
Quando denuderò il capo
vedrò il tuo volto brillare ,
al di là di ogni mia confusione
una sensazione di rinascita
proverò e inonderà
tutti i pori della mia anima .

Dama dai tanti veli
diventi piuma nelle mani
e figura vaga negli sguardi

Rischiari il segreto
della mia libertà ,
con trepidi passi possa io
raggiungerti e darti ascolto.

Luglio
Affabulato miracolo
è il vagar del tempo
che torna puntuale
mentre parliamo
variando i parametri del meteo.

Ecco l’estate
ricca di ebbrezza
eppur si odia
per il rigurgito calore
che impugna quella carezza
madida e,
allenta il respiro
crespa la fronte
raggia
nel ricciolo di questo
appena nato
cinabro Luglio

Sui cuscini della calda duna
s’incaglia il freddo ricordo
e si addormenta

sotto le spiagge accaldate
si sciolgono solo
sogni d’acquamarina

che riaffiorano nelle luci dell'alba
nella speranza della tremula aurora
e nella preghiera che disseta la sera

----------------------
Non amo troppo
giocar con le parole
ma , come tutti gli anni
sotto il sole
dovrò fare
castelli di sabbia
non saranno vacanze
al suon del riposo
ma certamente
al suon dell’amore
al primo colpo di vento
o scroscio di pioggia
toglieremo la tenda
e ritornerò a casa
tra voi …amici poeti
Non è una poesia ..
è solo un modo per salutarvi
ed augurarvi delle buone vacanze .
 

Concerto sul sacrato
Lì , dove l’orologio cosmico
dell'antico monastero
abitato da bonzi
sembrava essersi fermato
all’inizio della vita,
un guru
toccando le corde di un violoncello
diffondeva nell’etere della via Lattea
tra il seno del Cancro e del Gran Carro
suoni che sembravano provenire dalle notti dei tempi.

Stelle tremanti illuminavano il buio segreto
e una musica divina apriva le danze
nel sacrato concerto della vita.

Dalle vetrate del tempio
una nota invaghita di luce
addormentava il fiato
con una preghiera sonante
un fulmine d’ eterno
squarciava l’istante
intrecciandosi ai fili del Mistero

Rispondimi , pensiero !
Fugando filtri
tra fantasmi notturni
tra ombre e riflessi
vagoli
giudichi
critichi
illumini
e ti riempi di amorfe parole

Sei nudo scarnito
ignori le mie pene
oberato di dubbi
affondi
in cunicoli informi
in sottili reti
incagli
fantasie e ricordi
imbavagli progetti
che sprofondano in affanni
alla ricerca di approdi senza rive
per arrivare là,
dove l’orizzonte è sempre mare aperto
ad affettar la luna
per regalarmi un lembo
e nella sua cruna ad imprigionar il giorno.

Dentro repentinamente
dibatti
irrompi
nel mio quieto vivere
come un mito di Pan
ospite irruente
che toglie la felicità
smarrendo la libertà

In punta di piedi
oggi, il mio pensiero
cupo e imbrunato mi dice:
-cosa vuoi che io faccia di più?-
Sono pensiero
offusco e rischiaro
la tua mente
nelle tue mani
divento esile filo
ultimo e primo
effimero piumaggio
di passi, di sguardi
di sorrisi e di pianti .

Vocali versate sui quaderni a righi
Nella casa di vetro
dove cresceva Pinocchio
insieme al suo naso e alla sua bugia
ora vedo, secca di sabbia ,
la clessidra diluire il tempo .

La favola del cuore
la memoria d’ infanzia
rottami di ricordi
che trasferisco
in paesaggi d’ansie

sui campi verdi dei miei giochi
ancora scruto cieli profondi
tra suoni d’armi
e quotidiani fotogrammi
apro le porte del cristallo
alla mutevolezza dei venti .

La favola bella
diventa adulta
la tengo stretta
fragile , confusa
sospesa
come foglia secca
che vuol posarsi sull’ erba fresca

e volare su soffici tappeti
per i cieli
degli incipienti ricordi

Tornare bambina
per ricamare i perché
inseguendo vocali
tra quaderni a righi
mentre le età rimangono scritte
sui solchi delle nutrite rughe .

Il tempo è fuggiasco
e spicca in volo
e tra un accordo di spartito
una canzone datata ieri
indugia ancora
sul piano/forte del mio oggi .

Raggi/ornare
Raggi al tatto della luce
svelano il segreto del giorno
e tracciano la strada
schiacciata dai piedi in cammino
lungo il tempo furtivo.

Si affacciano di nuovo
indietro , avanti , fermi
nella toppa della notte si oscurano
si slabbrano appena l’alba riporta
anfratti sospiri
fotogrammi sogni
frantumati inganni

S’acquetano di nuovo
nel gioco dei raggi artificiali della sera
dove ognuno cerca la sua meta .

Chronos
In uno schema intriso di ricordi
il passato ci riporta
al fuori tempo
che non esiste più
ma ciò che c’era
è solo l’ ombra di
una realtà vera .

Il Futuro si rotola nella mano
e si spinge fino al delirio
a leggere gioie ed ansie
ad inseguire illusioni e glorie

Si custodisce la memoria del passato
che lo si pone sulla soglia del futuro
ma nel frattempo c’è solo l’esperienza del presente .

Nel mezzo Chronos folleggia
e spruzza singhiozzi tra i denti
ma , non dipende da lui
se la vita si ferma o si dispiega
con il sostegno della speranza e fede
tutto si ottiene con il “ distensio animae”
tra memoria , attenzione, ed attesa. 

La famiglia Beautiful .
Vi voglio raccontare una storiella
e vi assicuro che è vera e tanto bella

fa ridere , piangere , e capire
che al mondo ce ne sono di storie strane .

Marietta è una donna di trent’anni
ma dall’aspetto dimostra cinquantanni

è sciatta , sporca , e fa le pulizie
a qualche vecchierella senza smanie

si appassiona alle “novele “ della TV
e “Betiful “è in assoluto quella che ama di più

Ha tre figli , uno diverso dall’altro
sia di colore , di animo e di corpo.

Ridge ,” u grusso “ appena quindicianni
È il figlio che lei ebbe a quindicianni

È grosso , è rosso , ma è anche è un po’ tondo
E ti gira intorno come un mappamondo

Stefany , si chiama l’ultima nata
Ed è la sua “piccenna” prediletta

È nera nera che sembra una mulatta
E non si sa con chi lei l’abbia fatta

Tra tutti “Bridge “ è la più intelligente
dai fratelli diversa completamente.

Ha i capelli d’oro che scendon sulle spalle
e gli occhi che sembrano due stelle

È la “ mezzana” così dice la mamma
alta , magra , della bellezza è l’emblema .

I ragazzini della casa si credono dei Ridge
e fanno a gara per essere vicino alla bella Bridge

Bridge, per il suo compleanno ,
chiese a sua madre il suo preciso anno

Mamma! mamma !quanti sono i miei anni
Stupida , dodicianni tu farai domani.

Ma la nonna dice sempre
Che noi siamo senza padre

Sì, però voi nascevate
i vostri pà eran da un’altra parte .

Un giorno , passeggiavo per un viale
mentre passava un tale

piano piano a me si è avvicinato
il mio corpo ha tutto sussultato

e stato come giocare a full
e grazie a Dio , sei nata tu

la famiglia” Betiful “è nata così
perché i figli li chiama : "Rige , Brige e Stefanì."

Pensieri diversi…
Li lascio arrivare
li sto a guardare
i pensieri che lentamente
infestano le peripezie della mia mente
vorrei trasformarli in luce
munite d'ali della dea ragione

Con la consapevolezza di non cambiare
la dimensione della mia rettitudine
tra dubbi e risonanze
e con cento domande
le rimuovo dal grembo della mia fede

e le invio nel posto
…………del vuoto a perdere

per trasformarle
in idee sensate .

Mi piacerebbe...
Nell’amaro mistero del tempo
che brucia e azzera l’ansia di sapere
come sarà l’ultimo mio fiato,
mi piacerebbe non essere da sola
sulla soglia di quella vecchiaia violentata dall’oblio.

Mi piacerebbe vivere con consapevolezza
osservare con naturalezza
accettare con amorevolezza
il tempo che uccide tra i denti la giovinezza.

Mi piacerebbe tenere in equilibro timore e speranza
che lentamente brancoleranno nel mio passaggio
e che l’Amore che è dentro osasse sfidare l’intemperie
per dare all’ ultimo sbadiglio il suggello del sorriso divino .

Può darsi che un giorno …
Quando il domani mai più arriva

il viaggio della vita si completa

-e tu, amico -

non puoi irridere

l’incessante fluire

del tempo che

fievolmente si esaurisce nei tuoi occhi :

due punti tra luce e buio.
Può darsi che un giorno
- tu , amico –
mi ritroverai
perché m’avrà portato via quel “vento “
…………………………..Il resto sarà silenzio

Trainata dal carro delle cicale : ecco l'estate.
Dirupano a mare tra sabbia e scogli
le ombre del freddo che s'impigliano
tra carri di cicale e conchiglie in eco.

Ciglia balbettanti di pioggia e vento
collidono con richiami di brezze
su capi da incendiare dai colpi di sole.
a spiegazzare fazzoletti umettati di sudore

Nelle pause tra melodie e balli
il sole si allungherà sul giorno
per morire tra le balze del tramonto
per annodare sensi sotto le stelle
inebetite da ombre e sospiri fuggiti dalle finestre
spalancate sulla calda notte

Sospinti dal vino e dall'amore,

appena sorseggiati ,
si danzerà ,tra fioriture della mente,

l'ultimo ballo di Afrodite .
La luce della luna zumerà

nel feeling nostalgico di un passato
dove arrideranno le voglie di ebbrezza
il piacere di respirare il tempo della vita
che s'impiglierà in un frenetico ballo
sulla soglia di Selene e di Febo
e tra spirali di fumo si brinderà a Bacco

Il mostro che non si mostra (il nulla)
In noi c’è una stanza vuota
in cui ci rigeneriamo continuamente

creiamo
ci trasciniamo

come foglie
al vento in tante direzioni

Come lavagna nera
riluce parole cristalline
di certezze

ed insicurezze

Se chiudo gli occhi

quel vuoto è popolato
di immagini

ricordi
pensieri

che si affacciano
alla finestra del mio io
senso della mia continuità

Il nulla !

è un mostro che non si mostra

senza traccia

dove si perdono i confini dell’ io
abisso effimero per guardarsi e perdersi
come in un fumo di fumi?

-Se così fosse-
sarebbe una sconfinata notte

di ombre morte .

Aspetterò voi, poeti:
Parlate ancora!

Come un vino precoce
che sferza la testa
vi verrò a spiare
in silenzio , in sordina

dietro quel turbine
lascerò le mie festuche
raccoglierò solamente
pule di sorrisi , fiati di parole

e la vostra tiepida grazia
salverà la mia trepida pena .

Come sei strana , vita !
Da spettatrice ti osservo e mi stupisce

sia la tua umana incoerenza
sia la tua eterna intermittenza

Ruoti , danzi , giri su un cilindro
di fiati sospesi nel rito dei tuoi giorni
negli spazi della sera , nelle ombre della notte

Le uniche vibrazioni
sono gemiti di stupore
prodigi di vagiti
singhiozzi di dolori
ti accendi tra fiocchi , ti smorzi
nel silenzio della morte

o tra gli errori degli uomini .

Affabulato miracolo !

Sei tempo che ritorni
puntuale su con il sole
giù con la luna
sia quando parlo
sia quando taccio
sia quando amo

Sei terra dove
ho piantato la mia esistenza
sei ombra dove
trasalisco la mia anima
sei cielo dove lascio fluire
le mie emozioni .

Ti lascio scorrere
dentro e fuori di me
e, in quel giardino
alla brezza del giorno
diventi accettazione o rifiuto
tra due enti che
allontanano o uniscono
un “ tu per tu “ con te .

Andante amabile ...fugato
Mi parlavi di lucciole
di ipotetiche condizioni
quando la luna era piena
i cani ringhiavano
e i gatti si accoppiavano .
Mi sussurravi una canzone
che avvolgeva corpo ed anima
mi poggiavi la mano sul cuore
per fermare il tempo sulle ore del sole.
Lasciavo i sogni
al dondolio della tua altalena
ai sorrisi dell'età bella,
ora quel canto come epicedio
amaro fende i ricordi,
e i sogni incapretta,
la luna piange e il mare
allontana il veliero della memoria
Le tue parole son raggrinzite
le ho stese sotto
il ferro rugginoso dell'indifferenza .
e il tuo ricordo è diventato un flashback
Non domandarmi, cuore, perché l'ho fatto
e tu , luna , non assillarmi con i ricordi !
Oggi, penso a quel c'era una volta
e rido, rido quasi di me
I miei castelli evanescenti
si disperdono nello scolorimento
dei miei capelli lattescenti .

haiku

Adolescenti
Si rispecchiano
nei quotidiani sogni
di film ed astri

centellinando
tra vetri di clessidre
puerili giorni

a sgranellare
brame, a sgranocchiare
gomme e frasi

e qualche volta
a spargere le note
del buon vivere

Come Atlante
terranno sulle spalle
il mappamondo

Come piume
Volano inebetiti
pensieri piumati
in un cielo spietato
senza spazio
sgraffiati da torri
ritornano
bassi
su tetti di case

a guardare all’insù
mentre cadono giù

senza chiedersi
se sul muro di fronte

finestre , come ciglia ossidate
dall’umido della notte

si aprono al caos
si chiudono al dolore

sotto un cielo in croce
alato di languide preghiere.

En attendant chimeres
Da ingenua farfalla
la sera sfarfalli
con aria scaltra
ti muovi sui tacchi

Esile , ignara
bionda , bruna
la notte da fànte
vai in cerca di fanti.

Sei pudica, procace
da strade alberate
del lungomare finisci
in un letto a due piazze .

Il mattino dici :
ti picchia ,ti tocca
si spoglia, ti sfibra


ripugna

la notte che per te

è una toppa
che paura ti porta.

(Anime fresche costrette a vendere i loro corpi)

[In un mondo che...
non si vive più...]


Sotto il cuscino del mondo
la speranza ci abbandona
ci svegliamo con un grido
ed un' eco che ritorna

in un letto senza sponde
in un oceano di indifferenza
in un pianeta di onde
di un' assurda sembianza

Il mondo è una clessidra rotta
dove i giorni precipitano
tra rifiuti, fiamme , una sconfitta
per coloro che attendono

di “Vivere”

Ma che senso ha la vita
per chi calpesta
la terra dei girasoli?

Nessuno più si asciuga
il sudore dalla fronte
massa senz’anima
sciorina solo parole .

Dalla loro riva ci attirano
nei loro illeciti giochi
dove si alzano gorghi
che fuochi accendono

L’alba si è tinta di rosso
gli arcobaleni senza colori
saremo senza più passato
ameremo l’immagine del domani

Tacete bocche che promettete
cantate canti intonati e tangibili
e lasciateci segni indelebili
per aprire cerchi di luce .

L’ anima non vuole
inabissarsi sul fondo
spinta da un folle vento.
per soggiogare al più forte .

Haiku
Minimi gesti
ogni giorno compiamo
senza pensare

Cose da fare
ma di gran importanza
ci danno pace

una preghiera
un atto di carità
è felicità

Il corpo vuole
un’ anima dove ci
sia amore

amore che fa
luce in uno sguardo
pieno di buio

Scrivo parole
nati dai pensieri
in me nascosti

che mi placano
le falsi emozioni
della coscienza

---------------

Avere occhi e non saper vedere
forse perché non si crede in niente
forse perché l’occhio del cuore
non vuol vedere la povera gente

**[lui mi ha amata di un amore eterno
e ha avuto pietà del mio niente]

Forse perché in noi manca
la luce della coscienza
che non accende la percezione
per far comprendere la sofferenza
che ci chiama all’esistenza,
all’esperienza dell’ accoglienza.

Rafforziamo l'arroganza dell'umiltà
che nell’umanità e nella carità
solo Dio troverà, e coglierà
da questa realtà l’essenza per la felicità.

Attraverso l’umiltà
non sempre visibile
condividiamo quella gratuità
che Cristo ha fatto per noi

Con meno dibattiti e più battiti
con le inquietudini per le pacificazioni
facendoci strada tra l’umanità
come mendicanti dell'amore .

L’amore è volere che l’altro esista
non per nostra volontà
non per nostra utilità
ma perché è un bene che lui ci sta

Ricordiamo quella promessa
che spalanca orizzonti
su quel viso a cui hanno rubato il sole.

Se viviamo uno attaccato all’altro
avremo solo un assemblaggio
ma se viviamo l’uno per l’altro
avremo una relazione d’ affiatamento

L’uomo deve rischiare
di essere un perdente
per portare l’eroico nel quotidiano
così il quotidiano diventa eroico
e l’ordinario, straordinario. 

Acrostico Sicilia
S cilla, latra paurosamente
Cariddi, divora avidamente

I sola che spinge a ripercorrere con la mente
il mitologico percorso gioiosamente

C ircondata da soffi di zolfo , di fiori e di frutta
e dal fruscio che la rende malevole ed eterna

I nsenatura d’approdo di un passato grandioso
terra che scoppia sotto ad ogni passo come una spremuta di una arancia d’oro

L a Trinacria come era chiamata
dove pasce il gregge del sole
come Omero descrisse nell’Odissea

I paesi si specchiano nella fresca aria
mentre si bagnano nella verde acqua
e il cielo azzurro da lassù la bacia

A ppare silenziosa nella trasparenza notturna
rumorosa nella bellezza diurna
nell’aria senza vento
è di ornamento
un monumento
per ogni viaggio di godimento

Per un attimo
di quel tuo amore
mamma, io sono !

----------

Come agnello al tuo richiamo
m’incamminavo nella tua mano
mentre m’addentravo
nelle mie forme femminili
alla ricerca dei miei sensi di vita.

Ancora, sospesi nella tua immagine
s’intagliano i miei ricordi
che cesellano rimorsi e rimpianti
tra efflorescenze delle mie incertezze

Dolevano le tue membra
pesava la tua malattia
sui miei giorni spensierati
che si versavano nel nero tuo dolore

Tra denti stretti
trattenevi la tua vita
mentre i tuoi occhi
la vedevano andar via
come l'ombra che si
allunga al tramonto .

Mi guardavi
mentre sfumavano
i volti dei tuoi diletti
e su quelle paludi
del tuo sonno eterno
si spense il mio sogno

L’ultima mia carezza fu quel gesto
che indugiava il mio addio
il dolore arrivò alle ciglia
e il mio pianto avvolse il tuo corpo

Quel tempo ormai lontano
scorre ancora nella mia memoria
ti penso, e nel mio cuore ritrovo
i frammenti della tua anima
sigillandomi ancora dentro
il tuo radioso nome
“mamma”

Visioni sopite
nel vuoto sospese

Incantamenti
fuggenti
ad intermittenza
sul greto fimbriato
del mio pensiero
snidavano
come falene intrecciate .

Effigie insensate
irridevano alla mente
da girandole spente.

Ero sui fili di palpiti fole.

Vorrei che dentro me sgorgasse una sorgente ...
Vorrei che dentro me
sgorgasse una sorgente
una voce di fiume
un ‘ eco di monte
un sussurro di corrente
un mormorio di torrente
un parlar corretto
per vivere in un’altrove
che non si esaurisse
nell’apparenza di un gesto

ma , cosa sono
quando m’addentro
in sensi caldi
in solitari sentieri
in meste ombre
in ideali mestatori
di menzogne?

Vorrei che dentro di me sgorgasse una sorgente
che dissetasse la mia misteriosa trama di carenze .

Dimmi, chi sei tu !
Dimmi, chi sei tu !
che vieni a giacere
senza sorridere
sulla mia pelle

nella mia ombra
stendi le tue ali nere
ti raggiri sul tetto
sonnambulo
alla ricerca del mio letto
per cadere sul morbido cuscino
del mio desiderio?

Sei , quel sogno propizio
impastato di arguzia o di purezza?

Dimmi, chi sei tu !

Sei forse un uccello
che con piume moleste
scaltri i miei progetti ?

Ti dovrò cercare
ti dovrò inseguire
ti dovrò cacciare .

Sei quel desiderio finito
che dà inizio all’amore ?

Sei quell’amore esaurito
che dà inizio all’affetto ?

Dimmi , chi sei tu!

Per capire chi sono sono io !

Prima vedi la miseria e poi senti la tristezza
Un ciuffo nero e ricciuto
come fuliggine fa capolino
da un viso scarno senza sorriso
tra pomfi e moscerini .

“Africa; è stata battezzata “

Il soffio della vita risorge
anche in uno squarcio di luce
dove è sepolta una vitalità assopita
sotto l’effetto della fame e della malattia

In una terra svellente
che scava malaria
prima vedi la miseria
dopo senti la tristezza
dall’ imminente fragore
subito cogli il dolore

E se l’amore sarà più forte
anche i dentini di Africa
potranno spuntare
Dio ha intarsiato
l’umanità nell’arcata
del suo progetto.

Lampi di tempo
abbracciano attimi
di una vita


****
Vivimi addosso, tempo,
ch'io mi riscaldi ancora di te
mentre piangono le ore
grigie d’impazienza

potremmo ancora
camminare insieme
dimentichi delle nostre solitudini
per ricostruire sogni di memorie spente

Dove potrei andare?
Dietro di me i giorni se vanno lentamente.
Davanti a me corrono paurosamente.

Ed io cosa faccio ?
Corro, corro senza voltarmi
ma, dovrò fermarmi
sperando che le stelle
siano lì ad aspettarmi
poi, luce sarà e potrò dormire.

Il momento
Tramonti svaporano
nei profumi della notte
che tinge e cinge
ricordi , sogni

come cavalli in fuga
vanno al galoppo
da grondaie in grondaie
nella luce del giorno.

Impossibile starli dietro
tutto rimbalzerebbe
abbuiando nelle voglie
e nei colori della notte.

E poi, tutto daccapo .
Da quel tempo che sfugge
niente si ferma .
chissà , forse solo" il momento ".

gli haiku dei miei pensieri

Se non ci fosse
la musica il cielo
sarebbe muto

il mare senza
mormorio, il vento
senza sussurro

amore senza
anima/amicizia
sarebbe odio

Senza le note
la vita non avrebbe
vera armonia

l’Universo
senza Dio sarebbe
nessuna cosa

Libertà
Sei come balbettio di farfalla
che ad ogni tocco vibra

Mi avvolgi
mi provochi
mi sazi
davanti
ai recinti
rallenti
salti
o ti fermi.

Svelami il trucco
con tocco bislacco
sfogliami ancora
e diventi frizzante
nel limite del mio spazio.

Sgombri il mio cuore
che strizza
che grida
che alita
che anela
e rendimelo
ardimentoso.

Un uomo è libero nel momento in cui desidera esserlo. (Voltaire)

Haiku
Sbadiglio, smorfia
di noia ,suggellalo
con un bacio

Desiderio di un ritorno.
Ora che la mia vita
ha un'aria diversa
e muta la stagione
dei miei sogni

la sera mi lega
ai ricordi
dell'età bella

-e mi rivedo bambina -

nella felpata notte
a stringere  tra le  mani
quel  cuscino segreto
compagno del mio sonno

e ,  tra  passi fatti indietro
 con voli  verso il cielo

  ritorno in quella  casa
 dove  figlia  mi ritrovavo
negli occhi di mia madre

Che fare, ora?

 Posso solo dormir ancora
o uscir  dall'uscio della età adulta
 e  sciogliermi  ai venti folli
per remare ancora nell'amaro mistero
di quella  prima carezza d'amore . 

Non sto cercando
di scrivere poesia
di esprimere solo un pensiero

semplice da non farsi notare
ma che si lascia
assorbire come l’acqua

Perché le parole
troppo in fretta dette
vengono sempre fraintese
e immobili tacciano nell’ira maledetta?

Perché parole dette ridendo
faranno piangere
piangendo faranno ridere
come pagliacci di un circo mai aperto?


Solo un poeta
pieno di rimpianti e di suoni
coglierà istanti

dal tempo della sua vita
per appenderli
ai fili delle stelle

penzoleranno giù
dagli abissi della volta celeste
e ne afferrerà uno solamente

per rimandarlo lassù,
tra una melodia alata
catturerà una lucciola

la poserà sotto il cuscino
così la notte più buia non sarà
e la vita si unirà

placida accanto a tutti gli istanti
senza più parole infrante
tra diari e lettere

sprecate inutilmente
quanto bastava unicamente
stilarle nel silenzio

Tacete ! Or dunque
parole strappate , cambiate
divise che si addentrano
tristemente nell’animo
nell’odio annegate

Sono più di ciò che sono,
son più di ciò che si è detto.
Non possono valer niente
se non si è detto niente.

Le parole , come la vita
non si adeguano mai al nostro passo
Chi è lento le troverà veloci
chi è veloce le troverà lente

e solo quando
saranno in pieno accordo
diventeranno fiori
e la vita canterà la primavera.

Gli haiku del silenzio

Il silenzio è
il vuoto dove nasce
il probo verbo
****
Il silenzio è
la sala che accoglie
giusti pensieri .
****
Il silenzio è
pausa olofrastica
tra il sì e no .
****
Il silenzio è
della mente la prova
innocente
****
il silenzio può
causare confusione
meditazione
****
Il silenzio è
dell’animo sensibile
sottomissione
****
il silenzio è
fastidioso se crea
inquietudine
****
il silenzio è
innocente, una voce
forte e saggia
****
vera o falsa
dentro noi diventa
lite o pace

Voglio guardare in su.
Con il capo in giù
seguivo il gioco della pioggia
sulle foglie bagnate dal pianto ,

quando bambina
sistemavo di nascosto
bambole di pezza
puntando sempre sui
miei sogni infranti

Erano miraggi
quei sentimenti
quando con clamore
venivano catturati ,

oppure trucchi
quando per gioco
o per sopruso
furono calpestati ?

Ora sto a maledire
quella Volpe e il Gatto
che rigirarono
il mio buon Pinocchio .

Narro ancora
la favola del c'era una volta
alla bambina che in me rinasce
con gli occhi stanchi sull'orizzonte.

Non voglio guardar in giù,
l'altezza rende più gioioso
il peso del risveglio
alle mie palpebre dischiuse .

Vino e canti dei poeti grandi..
Stacco dai grappoli vinosi
versi e canti dei poeti grandi
che decantarono la qualità ,
il sapore di quella briosa vivanda
donde trovarono il complice ideale
per sedurre , per eludere e per vincere.

“ siccis omnia dura deus proposuit …”
solo agli astemi il dio Bacco rese vita difficile,
e poi, se non beve vino il saggio, chi mai lo berrà?

Forse Catullo che se non l’avesse bevuto
la scienza di Dio sarebbe ignoranza .
Versami “mellitus vinum “ dolce come il miele
via via sempre più puro ragazzo del Falerno

O venusta Sirmio! insularumque ocelle !
grande come l’amore suo per Lesbia
che si specchia nel Garda e nei profumati vini
del San Martino della Battaglia,
del Chiaretto o Trebbiano di Lugana.

..a tal punto che,
pregherà gli dei di diventar tutto naso .

Varrone da Rieti ci viene incontro con un Sangiovese ,
bevuto non più in fiaschi, ma in calici bordolesi.
Odore vinoso e delicatamente fruttato,
sapore, fresco/secco amabile ,
dal colore rosato più o meno intenso

Ovidio di Sulmona e la sua fittizia Corinna
“Imbre cadente "una pioggia
di lacrime scendono
e la moglie Fabia che lo consola.

Con l’occhio e l’animo al suol italico
lui canta la natura , i fiori e i prati
le viti sboccianti che spuntano nelle
terre elevate e soleggiate
dai tralci palpitano e nascono gemme

poi cominciano a gonfiarsi per i succhi
che sempre più abbondati affluiscono
in un doc Montepulciano d'Abruzzo

Mantova si rispecchia in Virgilio
cultore per eccellenza di versi e vino,
col suo atteggiamento un po’ sprezzante
diceva ai suoi giovani discepoli :

<non ingeritelo puro , in quantità eccessiva
perché sarà solo occasione di risse e zuffe >
insieme a Dante, lui pose
nella pisside terra e nella volta celeste
ogni male e gloria , patemi d’animo ed amorosi affanni

Beh! un abbinamento con un Rondinella,
un Merlot , Cabernet ,Sauvignon ci va a pennello .

A Propenzio…. d’Assisi
e la sua infedele Cinzia
sbattuta dai purpurei flutti
ci abbinerei un Assisi bianco , rosato
o un Montefalco Sagrantino,


Lucano, Giovenale ,
quasi per godere più pienamente
la gioia di un invito aleatorio e scherzoso ..
hic! hic! Iste ..ille …con un
Est! Est!! Est!!! di Montefiascone


Tibullo da Tivoli con il suo tono
decisamente elegiaco ,
<tibi dicere laudes at Delia >
e sotto il sole calente
custodirà il tino e
per cullarsi l’anima
dai sogni e dai sospiri
un Pizzutello , un Cesanese di Olevano
offrirebbe con animo devoto


Ma le vere emozioni dionisiache
le troviamo in Orazio da Venosa
Parliamone mentre il tempo
fugge geloso, afferra l'oggi,
breve è la vita , rinuncia
a speranze lontane
e non pensiamo più al domani.

Durante i banchetti e conviti
s’ inghirlandava il capo con rami di mortella,
semplice arbusto ,simbolo dell’amore e della poesia
< la semplice mortella non disdice né a te , servo ,
né a me che bevo sotto un folto pergolato>

Lo vedo arrivar con due boccali in mano ,
uno per attingere il vino dall’anfora
e l’altro per brindare con il Cecubo
o il Falerno ,vini eccellenti e sostanziosi ,
dal nettare degno di essere bevuti
solo nelle grandi occasioni…


O anfora, che conservi il vino Massico ,
sei degna di essere aperta in un giorno felice ,
quando s’impone di offrire un vino prelibato
assolutamente un primitivo di Manduria ,
secco, austero, robusto, corposo, rosso
asprigno, completo, che si impone
con “ Memoria “ed “Elegia” e con una”Giravolta “
arrivo al suo, al mio “ Primo Amore “
quale esso sia …di lui non c’è certezza. …

Ognuno nella propria alcova del pensiero
afferri i segnali di quell’attimo fuggente
per renderlo meno caduco e più fermo
quando l’anima depone il suo fardello

et…indi me refero domum …ad cogitare.

Bambini
Se stringi un bimbo
sappi difenderlo
dalla pioggia e dal vento

Gioca con barchette di carta
e treni di latta
e punta verso la sua fantasia

rispondi alle sue incredule domande :
perché c’è la luna , perché ci son le stelle,
traccia intorno a lui un raggio di sole

e voli di gabbiani
che infrangono le mitraglie
in cieli puri senza più droga.

La mia risposta sarà subito data
senza più riflettere troppo
in stanze senza luce

per preparare la sua infanzia
senza più guerre
ma solo un vento fresco
sul suo viso ingenuo

E quando sarà spinto
da quel velo di ricordi
si fermerà a rileggere
il suo quaderno a quadretti .

Qual è il senso della vita?
Guardare delle foto
e dire, come ero ,
chi ero, chi sono.


Forse un torrente in piena?
una sorgente che zampilla?

Qua è il senso della vita ?

Passi che poggiano
su un precipizio
aggrappati
ad un puntello
e sperare
di non cadere giù?

Qual è il senso della vita?

Interesse, affetto, cultura
libertà , politica , religione o
tirare ogni giorno la carretta
ed arrivare alla fine dei giorni
per dire : ho fatto quel che basta!

Girare per cercare
la soluzione
pur avendo nelle mani
la risoluzione.


Non certo un key
o un code di un telecomando ,
un talk show televisivo di storie
raccontate da un Bonoris a
spiegarci il senso della vita.

Poco è pensare
che tutto questo basti
a soddisfare , a realizzare se stessi
a dare il vero senso della vita
che duri solo ed esclusivamente oltre la vita.

-Se è triste il morire , non meno patetico è l’esistere?
Se tristezza diventa disperazione , sconforto ,allora cadi nella depressione e tutto diventa doloroso.
E' bastata una trasmissione per suscitarmi questo pensiero .
-Qual è il senso della vita? -
Essere tristi di tanto in tanto non fa male , perché la tristezza nasce quando viene a mancare il desiderio ,
quando ti chiedi qual è il senso della vita e non sai darti una risposta…-

Prima/vera eri , ma ora dove sei ?
La primavera, invernata o accaldata
si fa desiderare o arriva
prima del tempo a contaminare
i rigori degli inverni
per rubargli il vento e la neve

Prima/vera eri , ma ora dove sei ?

Quando di sera l’aria era leggera
e mutava con la faccia della luna
tra gli amori danzanti prodigi della vita
nell’ostia benedetta ,saggio dell'età bella.

La tua appariscenza esalta
ancora l ’armonia e la purezza
del sole che ti trasformò in fiore

Mostrati amica , dietro i tuoi cancelli
dove il roseto ancor non s’ innalza
con il brulichio selvaggio dei suoi fiori
di un giglio , di una genziana

tra sterpi e rovi
appari seducente
come un connubio di nozze
tra cielo e terra

Sei la stagione
della donna frivola
degli atomi perlacei
della pelle eburnea di luce
che irrora pupille probe
delle sensazioni che riposano
sui corpi degli amanti
come un ‘ assonanza :
primavera- giovinezza-

Faremo dell’erba un tenero giaciglio
dove tu stenda la tua frondosa chioma
rorida dall’aria ,e aprile
dissotterrerà le sue gemme .

Poesia per un amore
Solo ora
leggo nel cuore
tutti gli amori
che non ho saputo amare


Ho sulla bocca
quel bacio che non schiocca
ma muto lo tengo

lì , dove
tutti i colori della mia gioia
disegnano aquiloni dell’anima
che volano come voci del vento

in sintonia
con la polifonia
delle voci della natura.


E tu ,Lorenzo
con i tuoi grandi occhi
ascolterai la favola

che tesserà tutte
quelle parole che
hanno infranto il cuore
di nonna, desiderosa
solo di darti amore

E’ dolcezza mite
il tuo respiro di luce
un canto di usignolo
mi sembra sentire


Ti sento di notte
ti cerco di giorno
L’amore è un angelo
inasprito ora solo
dalle incomprensioni

La mia mano si poserà
sul tuo cuore
sperduto , impaurito
mentre quello mio
batte e riposa nell’affanno .

Si sfaterà un bel giorno
la favola della cattiva strega
che per difendere il figlio
diventò cattiva suocera!

Aspetterò di vedere
nell’aria celestina
brillare una stella
più raggiante e vera
e, resterò a cantarti ancora
quella favola che
mi ha insegnato l’amore.

Dovevamo saperlo che l’amore
brucia la vita e fa volare il tempo
diceva” Cardarelli “
Spero che sia proprio
l’amore a scoprirlo
nel tempo .

Il mio silenzio
è solo pensiero
mentre ti vedo
felice iniziare la tua vita.

Nella sera sommessa
riflessa
rileggerò le tue dolci pagine
sul mio davanzale sfiorito

Adolescenza
L’ adolescenza guizza
dalla favola all’ebbrezza

-spezza-
le liturgie sagge
degli adulti

-punta -
lo sguardo su passi
che imboccano
sentieri di delusioni
di illusioni

di sogni turbati
delle astruse vaghezze

dove non c’è più
un principe che bacia la sua fata
e le stelle a riaccendere
la favola della fanciullezza
troppo presto interrotta.

- disegna-
solo sogni infranti
chiusa nella propria stanza
a pensare solamente a se stessa
a far progetti a breve scadenza

l'importante è fantasticare sull'avvenire
sull’ autoidentificazione sessuale
Sentirsi diversi, a volte sgradevoli,
belli o brutti - Sentirsi -
vicini o lontani dall'immagine ideale


In quella luce
un po’ confusa
come in una baraonda
appariranno le forme
di uomo o di donna.

Haiku di Pasqua
Raggio di sole
Che spiri sulla croce
Diffondi pace
[auguro a tutti una buona Pasqua]

Cielo
La tua altezza
sta a metà
tra la realtà
e la verità

dove non esistono
scogli, ma la sola
pace dell’attesa.

Frugare la volta
per scorgere
l’ arcana luce
che ci risveglia
un frammento di notte
che ci addormenta

Divina via!
Azzurra la mente
misericordia il cuore
corona l’anima
tra stella e stella

Sorreggi quel corpo
che anela la verità
sorridi di luce
tra ciglia e ciglia .

La mia porta
Ho scoperto il mio
squarcio di azzurro
attraverso la Tua croce !

La mia porta sull’Immenso!

Entro e
resto a guardare
le Tue braccia spalancate
nell’ascesa al cielo .

Alzo gli occhi
per ammirarTi

abbasso la testa
per varcarla

La Fragilità
Più brilla e più gracile diventa
custodita in una teca
con dolcezza si adegua

all’inoppugnabile violenza
che nell’ adamantina coscienza
appare fiera.

Come un cigno morente danzerà
con quel dolore che anima la vita
che bagna di amarezza
il volto pallido del pierrot
che china il capo
e si asciuga la lacrima .

Scrivere o cancellare!
Parole accartocciate
come foglie offese
giacciono tra righe
di perimetrali fogli

Volano come respiri
appesi a sospiri
mentre si dondolano
in un bianco spazio.

Passate istanze
in presenti movenze
future risposte
in un giro di idioma

Il nero inchiostro stila
ciò che il desiderio agogna
e nella nuda realtà si bagna

Il silenzio captato dall’aria
come mistero si insinua
tra quei fogli vuoti della mia vanagloria.

Come d'incanto
Come d'incanto
                   dondolava
          la filigrana
 della bella favola
                 infilata
con un  tocco magico
nelle tele intrecciate della realtà
 
ma  quel “ c’era una volta” sarà
ancora  
quel principe azzurro
                 che si  ribella
 alla   regina malvagia
per vivere alla ricerca della  felicità ?
 
La mente  esamina
con rapidi flussi
immagini  fantastiche
che volano dall’ideale
                       al reale
vivendo   l’odierno
contiguo al passato
rasente un futuro insensato
 
                  ad  inseguire
 la coda di un aquilone
lasciato sfuggire
da un mondo che più non crede
ai miracoli e alle fate.

La mia città
Mentre il tempo muta
e ci lega alle memorie
la realtà tramuta.

Come una macchina
manovrata dall' illusione
ci proietta da un passato indelebile
in un presente abominevole

Il cielo della mia città è diventato
un manto scuro indistinto
sotto di esso neppure un fiore
accende il cuore di un 'emozione.

Lo so , sei la mia terra
dove ho piantato il mio tempo
malgrado tutto .io ti amo

Sono donna
Sono donna schiava del mio nome
che si rispecchia in ogni dove
dans un espace d'un jour et d'une soirée.

Sono donna quando sbadiglio stanca
posseduta nell'oscurità di una stanza
quando le forme non danno più brivido
sotto una sottoveste di percalle al vento
su un corpo attuale e la fantasia di chi sta dentro.

Sono donna quando bisturi disegnano
trattamenti for the face to camouflage
mappe rugose con l' illusione di varcare
la soglia del tempo dal colore spento

Sono donna dagli occhi ammalianti
un cavallo estroso che nessuno doma
un vin brulé con pizzi e cravatta
che vive libera nella sua stalla
sola con i suoi incanti segreti

Annaspante nel vento a rincorrere progetti
che si specchiano esuberanti in ogni branca
sfidando intemperie solitudini e pianti
con charme alla francese e manager all'inglese

Sono donna con guance bagnate
con echi discordanti canto l'amore
come un angelo senz'ali mostro
il seme che l'uomo depone nel suo ventre
(8 Marzo 2002)

Sfoglio il giornale e penso …
che la politica
è un gioco di polemica,
un’ irrisione demistificante
con l’eterna derisione
di conflitti d'interessi
di prodigalità di parole
che non ci darà mai
una realtà migliore
Sono bravi solo a parlare
a denigrare e a giurare
ma la fiducia diventa l’ onere
solo per l’onesta gente
Chi sarà il prossimo “capo “
che si farà piccolo
per lasciarci vivere
in modo regolare ?

Amici, diventeremo cenci
se andranno solo uomini
i cui loro cervelli son diventati
fondi incollati ai loro seggi.

La fleur blonde chante encor
(Il fiore biondo canta ancora. )

Raggiante di luce
frizzante come champagne
sontuosa , frivola , dai petali caduchi
la bella mimosa è apparsa fiorente
comme le frais parfum
si doux, embumee de Chanel

Profumo floreale , mimetico di giorno
velato di sera , felpato di notte
olezza di donna , di capelli biondi
nuda , seduta , distesa
come in dipinti ad olio su tela
Chagall, Picasso , Degas, Botero

Un nom ! la femme ,
magia delle notti , labili sogni
nella gonna il vezzo del corpo sognato
pupille truccate di incanti segreti
volti severi , lineamenti scolpiti,
espressioni fatue
annichiliscono nei gesti
presunte eleganze.

Son coeur ,est un coeur brisè
qui ne cesse de répéter -rendez-moi le libertè-

…e mi guardai con memoria assorta.
Un sarcasmo insolente
ondeggiò sulla sua faccia
cinico e indolente
nella sua penombra

Godi !della tua falsa perfidia
che scintilla nell’arida polemica
Godi , di raggirarti nell’insidia
che come un morso la mia anima abbranca,

gli dissi , e le ciglia inarcò
accrescendo la sua potenza
più arrogante diventò
la sua indifferenza

sgelò il mio sorriso
chiuse il cuore
nel silenzio amaro
che pervase tutto il mio livore

…e mi guardai con memoria assorta
i graffi di un dolore antico
che ancor par l’anima s’abbatta
lì dove l’orma ha lasciato il solco.

Aggiungi qualcosa…
Levo la coppa e brindo
tra spirali di spumante e di vino
a ciò che mi dicevi,tuttora ricordo

Ti lascio le strade percorse
le tante idee sommerse
le vaghezze astruse
clivie sospese
al grappolo degli anni e,

mentre il tempo sfuma

aggiungi qualcosa

- l’ impronta della tua orma-

Sarà un miraggio
sarà un meriggio
un breve viaggio
come un raggio
coglierai l’ombra del passato
a passo di ballo

vagheggerà il tuo futuro

Fin là
È franto il mare
sugli scogli a spruzzo:
m’ aspetti

Aspetto su spuma di marea
il lume tiepido
della notte insonne
mentre s’impiglia
tra scie di lucciole
fin là dove c’è
quella casa bianca
e tu alla finestra .

Bevi un raggio di vino
Bevi fino in fondo
il tuo bicchier di vino
perché la vita
al bacio schiude
le docili labbra
al sole brilla
e sul viso un sorriso
si ferma con un respiro
e spira con un sospiro
dopo, rompi il bicchiere
le luci in controluce
scintilleranno in gocce di stelle

haiku
Il sole schiude
Sorridi sempre vivi
Su dolci visi

Il cielo in diretta con l’eclissi di luna.
Selena ,serena
a lume di tiepida notte
a spuma di marea
accendi la cupola delle stelli tremanti
il buio ti illumina
come gomitolo i fili sfogli,
nel rito creativo ruota e gira la terra.
Stanotte col viso al cielo
ognun s’arresta
per vedere smorzare il tuo dolce respiro
che accarezza il cammino,
la tua luce bianca diventa rossa
rasserena la stanchezza
della lunga notte
nella penombra di quella eclittica
tra sole e terra diventi rossa .
Eclissi!
istante eterno che il cielo infoschi
e il lume estingui .

"dal cielo è caduto ..."
Nuda nube
gli hai rubato il sole
e nel suo cuore
gli hai messo il dolore

In questa luce lui ha timore
di perdere la sua dimora

Raggio!
Rinforzagli le ali
come una mano alzagli il capo
solo così ritornerà a volare

in quel suo libero mondo
che non ha scordato il ritorno .

Poi su , con il suo ardire
si unirà al suo stormo
salirà sempre più in alto…

Il sole lungo il cammino
puro riarderà di nuovo
ed i suoi occhi tingerà di brio .

e così divino ammirare il suo volo!

<messaggio del mio sonno>
<Arriva,
< mi prende ,
< mi immobilizza ,
< come un interruttore
<gira il cervello
<del mio inconscio
<messaggio
< che si trasforma
< in sogno:
< re del mio REM >
<Sonno!
<Viaggio notturno
<nello spazio/ tempo
< del mio letto>

<Come un inventario
<si aggirano emozioni ed umori
<nella mia testa
<nel corpo
<che di colpo
<fanno festa o
<si azzuffano
<in quello spazio
<in cui giaccio
<con le mie ansie
<con le mie ombre.

<Vorrei dormire
< ancora qualche ora
< ma in quel fluire
<di minuti
<di attimi insensati
< sorniona
<la paura
<mi fruga
< e mi desta
< quei sogni legati a quel sonno
<che pur dovranno ridestarsi al sorriso o al pianto.
< Incandescenti ombre lunare
<battono la danza delle ore passate
< e future.
<Aurora!
<bello è vederti ancora.

Nostra Signora di Lourdes
Rifulse una luce
tra le sue stelle
fu tolto il velo
e Lei apparve

col suo splendore
raggiò nella cava pietra
e sparse al mondo
la sua bellezza

come per incanto
apparve Maria
a Marie-Bernarde

Un lampo squarciò
il buio dell’anima
quando si sparse
il mormorio dell’evento
si chiuse gli occhi
e si abbassò il capo
o trasse la mente a dubitare

Per quanto sia oggi
l’anima proterva
alla taciturna indifferenza
si ravviva ancora dinanzi
alla luce e al dolore della Madonna

Avvince il desiderio d’inginocchiarsi
davanti al miracolo di Lourdes
che ci unisce nei grani di un rosario
e ci incammina tra fiammelle accese
ad ascoltare la celestiale voce

perché è sempre più importante
ciò che si ama e si crede
a ciò che si tocca e si vede

Dolce signora
la melodia che Tu ci doni
ad illuminare questa tremenda attesa
addormenta nel cuore ogni dolore
perché il morire sia un risveglio.

Perché la sola verità sia l’Amore
e, quando scende in noi la sera
fa che la nostra anima splenda serena
nella profonda e sentita preghiera .

Allegoria vitruviana di Leonardo.
Una donna nuda
sopra l 'ombra d'uomo
con braccia inquiete
seni tra enigmatiche note
cesellate con pennellature di chiaroscuro
a careggiare l'arcana fantasia
a catturare isometriche vibrazioni
del passaggio ,della trasformazione
con immagini , ombre, orme
congruenti a sentimenti e ad emozioni

Donna senza tempo
che s'affanna tra onde titaniche
in un perfetto schema rotondo e quadrato
con gambe e braccia allargate .
Coperta da abiti bardati e succinti
con alternanza fra toni chiari e scuri
sull''ombellico una piccola conchiglia
dentro cui c'è il vento che si cheta
e il tocco di Ecate che la rende arcana .
Nel cerchio affiorano silfide creature
in prospettiva vettoriale
e nel quadrato eliconie foglie
affondano nella sua centralità .

Parole
Parole accartocciate
come foglie offese
giacciono tra righe
di perimetrali fogli

Volano come respiri
appesi a sospiri
mentre si dondolano
in un bianco spazio.

Passate istanze
presenti movenze
future risposte
un giro di idioma
facile ed allettante.

Il nero inchiostro abbozza
l’umano desiderio agogna
la nuda realtà sogna

Il silenzio captato dall’aria
come mistero si insinua
tra fogli vuoti della vanagloria.

Nonna in attesa ...
Seguirò il gioco della pioggia
sui vetri limpidi della tua infanzia.

Sarai l’ala decisa del mio pensiero
che sfiderà ogni tempesta.

Svecchierai la mia favola interrotta
e forse mi immaginerò
di ritornare fanciulla in sosta vietata.

Leggerai l’inizio del tuo mondo
sulla mappa rugosa del mio viso
caduco dalle illusioni adulte
e ritornerò a picco con te
in groppa alla cicogna

Sei un prodigio ,la novità di Dio
con uno scampanellio di pianto
t’ infiocchetteranno di celeste
e nell’amore ti aprirai al giorno

Spezzatino di cuore per un S. Valentino
Strizzo
tagliuzzo il cuore
e lo riempio d’amore

Ribolle , scotta ,filtra
di passione trabocca,

rosola in spezie
emozioni dell’anima
le voglie cuoce,

l’amato con un bacio
ed una carezza olezza
sento passare il soffio della brezza

che il filo dell’eros mi taglia
e con gran sveltezza
nella dolcezza mi scaglia

La luna sul letto che frulla
con le stelle trastulla
e si disperde nel nulla

ed io qui , a spiegazzare sogni
tra le pieghe della notte,
tra soffi leggeri , s/veli di ombre
che nell’alba affondano sicure

Notte! non mandar via questa luna
lasciami i sogni , tra imperturbabili ciglia
al riparo dal vento e al chiaror dell’alba

Su vieni cuore, un bacio
ridendo sul labbro vermiglio , ti lascio.

Giovedì grasso
Che strana aria!
si gusta , si ama
si invita a ballare
tra fumi di Bacco
di Venere e Saturno.

Su palchi ,su carri
confusi visioni
svelano un giovedì grasso

Buffo e malinconico,
è il "carnasciale di casa mia .

Il suo scampanio
a squarciagola vola
tra l'allegrezza
con fischi,
frizzi
lazzi
schiamazzi,
sollazzi
svolazzi
di vecchie gonnelle
coperte da maschere
stendardi che ondeggiano
su carri di vip
di politicanti,
con sfondi di satira
dileggio e sberleffo
di una politica burlesca
di leader scaltri
di rap tormentoni
di prodi ,di premier
che si arruffano
con scherno
riverenza
e irrisione demistificante

Carnivale mije
chine di dogghie
ajere maccarune
e josce fogghie! »
[« Carnivale mio
pieno di dolori
ieri maccheroni
e oggi verdura! »]

Post festum
Stasera bevo
l'ultimo sorso
di quel vino
che sa d’amaro
perché è cambiato
il suo colore
profuma ormai di silenzio
delle feste appena consumate.
Con spietata meraviglia,
con un seguito di amarezze,
mi sorprendo a contemplare
il tempo che è tramontato
sull’orlo di quei bicchieri
che hanno brindato
hanno dondolato
i nostri passi ubriachi
rinfrescato i pensieri
saziato il nostro appetito
con profumi mielati
e fritture speciali
complici dello sfolgorante
periodo di festività.
Tavole al meglio imbandite
con qualche contorno di ipocrisie
baci forzati, divisioni familiari,
case illuminate di luci e bagliori
del consumismo e delle falsità .
Post festum:
non resta più niente
promesse e preghiere
sono già convogliate
al post scriptum.
Passa l'amore
passa la festa
restan sì tristi
nel dolente cuore,
ricordi ,sogni , speranze ..
del post diem..
Ma la vita è un”Carpe diem ?
Vorrei inventarmi un novello Bacco
per centellinare ogni sua goccia
in una coppa ristoratrice,
mentre l’ora si sfarina
e passa nel foro della clessidra
ma, quel vinello con il suo nettare
non può di certo fermare il suo corso.

Nelle piccole tradizioni natalizie dell'allegra compagnia e dello spirito d’amore, possano cadere le differenze di classe, di religione e di razza.
Speriamo e cantiamo tutti quanti,
 bambini, giovani , anziani.


Voci di bambini
Vogliamo cantare l’angelico canto,
lasciateci ancora le ninna nanne,
fateci credere in Babbo Natale
incantiamoci davanti al presepe,
                                            spirito del Natale presente.

Non giungerà mai quel giorno
che la luna metterà in fuga le stelle
e il sole oscurerà la terra;
senza irridere il tempo
ci sarà sempre la cometa
senza fili di neon
ad annunciarci
                                           lo Spirito del Natale futuro.

Ci saranno ancora poeti
che sapranno parlare d’amore
con versi umili che toccano il cuore.
“E’ nato il sovrano bambino,
è nato! Alleluia, alleluia!
La notte che già fu sì buia
risplende di un astro divino
Squillate, campane!”
diceva Gozzano
                                           spirito di un Natale passato .

Bravi , bambini, svegliatevi tutti
gridate al mondo intero:
la gioia la manifestiamo
con musica e canti
con babbi e befane
con Gesù che nascerà sempre
nei cuori di tutti noi.

Buon Natale a tutti voi

In the small Christmas traditions
in happy company and in the spirit of love,
the differences of class, of religion and of race can fall.
We hope and we all sing,
children, the young, the elderly.


Children's voices
We want to sing the angelic song,
let us again sing the lullaby,
let us believe in Father Christmas
enchant us in front of the manger,
                                         spirit of the Christmas present.

That day will never come
that the moon will make the stars escape
and the sun will darken the earth;
without mocking the time
there will always be the comet
without threads of neon
to announce us
                                          the Spirit of Christmas future.

There will be still poets
who will know how to speak of love
with humble verses that touch the heart.
"The sovereign child is born! Hallelujah, hallelujah!
The night that was already dark
is resplendent of a divine star
Ring, bells!"
Gozzano said
                                               spirit of Christmas past.

Good, children, wake up everyone
shout to the whole world:
the joy we manifest
with music and songs
with daddies and Epifanies
with Jesus who will always be born
in the hearts of all us.

Good Christmas


La tavolozza della Natività
Una pennellata
di Mistero,
Dio
si nasconde
tra le bianche fasce
di un bambino .
Scintilla
che entra
nel buio della notte
da dove spunta
una stella
e un popolo
risorge.
Si rivela
nel grembo
di una donna ,
“benedetta tra tutte le donne”;
Maria
Lo partorisce
Lo avvolge
col suo sguardo
amorevole e attento
rivolto all’umanità.
Giuseppe accoglie
quel mistero
di cui è partecipe,
i poveri pastori
adorano il
Re dei Re ;
intorno alla grotta
gira
il mondo intero
rappresentazione
dell’Unità Divina.
Ecco, nasce il nuovo giorno.
i tre Magi , gli illuminati,
uomini in cammino
donano
Oro Mirra e Incenso
in alto tre
angeli
rivolti al cielo
custodi
del mistero
della trinità e dell’amore .

“un raggio di luce si divide in tre , Dio dal cielo entra nella grotta, raggiunge il bambino, attraversa Maria e si riflette
su tutta l’ umanità . “Uno e Trino”.
Buon Natale a tutti

Noia
Senso di vuoto
malattia dell'anima
nebbia silenziosa
avvolge le cose
che serpeggiano
nella nullità
dell'essere
privo di stimoli.
La noia
è, la
traghettatrice
delle nostre indifferenze
verso lidi vuoti ,
senza interessi
la piacevole compagna
del non far niente
piacevole male
dolente
e distruggente.

Boredom
Sense of void
illness of the soul
silent fog
that surrounds things
that spread
in the nothingness
of being
deprived of stimuli.
Boredom
is, the
ferrywoman
of our indifferences
toward empty beaches,
without interests
the pleasant companion
of not to do anything
pleasant bad
aching
and destroying.


Il mondo è un libro e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina. Sant'Agostino

La magia di Parigi “tra parole e rime.“
Mesdames e monsieurs,
et voila Paris
<Les autres villes sont villes>
Paris è un fiore
che fa sbrigliar l’amore.
Come per magia oggi mi appari ,
come un ventaglio ostenti
le tue magnificenze .
Il tuo fascino è nella tua mutabilità
per essere sempre bella e diversa.
Città spumeggiante , frizzante
come la tua Champagne.
Sobria e luminosa dall’aria odorosa
di platini e di fiori dei tuoi giardini sempreverdi .
Pur sempre infiammata da passioni e rivolte,
intimata , distrutta, sei apparsa ancora più fiorente.
Paris ,sei nata dalle acque
costruita su un'ansa della Senna
con i tuoi gigli sopra al scilicet
con il motto <fluctuat nec mergitur>

Come Venere mi sei apparsa bella e florida
mentre scivolavo sulle tue silenziose acque.
E, per ammirarti ancor di più
basta salir su un bateaux-mouches,
grossi battelli dal nome un po’ strano,
non perchè son mosche !!
neppure perché son mosci!!
forse soltanto per onorare
Sebastian Mouche, fondatore di barche.
La Senna attraversa Troyes, Parigi e Rouen
con le sue lunghe rive :la rive droite- (destra )
con la Parigi degli affari e della finanza il Louvre e la borsa;
la rive gauche(sinistra )con la Parigi intellettuale , colta e musicale.
Le due sponde sono unite da ben trentasei ponti
con i suoi "lungosenna", "quais" immortalati da poeti e pittori.
Eccoti o maestoso Arc de Triomphe de l'Étoile
nel viale dei Champs-Élysées, al centro della Place de l'Étoile.
progettato da Jean Chalgrin in versione neoclassica
simboleggi il trionfo,la resistenza ,la pace
la Marseillaise di Francois Rude
la spada , la morte e sotto di te riposa :
<ici repose un soldat français mort pour la patrie>
Gli Champs-Elysées,Avenue des Champs Elysées
la più sontuosa strada di Parigi, divisa in due parti
dal Rond_Point, quella che porta all'Arco di Trionfo,
che offre tutto ciò un turista desidera:
negozi , alberghi di lusso ,ristoranti, caffè.
Qui si dà appuntamento tutto il mondo ,ecco perché
< Paris est un monde >
La parte inferiore della strada,
quella che porta alla Place de la Concorde,
attraversa giardini nei quali si trovano musei,
teatri e alcuni celebri ristoranti.
Si rimane colpiti dalla folla numerosa
di tutti i colori e di ogni nazione .
I parigini -Parisiens -sono abituati
a camminare senza guardarsi in faccia ,
l’indifferenza ,l’ impassibilità è proprio tipica
di questa gente. . .
C’è un detto che avverte :
<vuoi vedere un amico con cui non hai più alcun contatto
vai a Parigi.. e lì lo troverai!>

Notre-Dame di Parigi,
o più semplicemente solo< Notre-Dame,>
chiesa cattedrale di architettura gotica
situata sull'île de la cité, rischiò di essere abbattuta.
durante la rivoluzione ,ma Viollet-le-Duc la recuperò..
Solenne , possente
ornata di vetri ,dove la luce filtra
imprimendo nei cuori pace e spiritualità,
con quei suoi rosoni che danno l’impressione
che una stella lucente di scintille e colori
sia scoppiata all’istante
lanciando tutto intorno la sua luminosità.
Nel grande rosone della facciata nord
son rappresentati personaggi biblici
e , nel rosone della facciata sud
la statua di Notre-Dame de Paris,
Appollaiati stanno statue di uccelli e mostri
che sembrano meditare sul destino della gente
Sotto il piazzale e sotto il Parvis
son custoditi importanti tesori del passato
nonché la chiesa merovingia di Saint-Etienne
venuta alla luce durante gli scavi.
La targa bronzea al centro del piazzale sta ad indicare
la mappa della città e tutte le strade che si dipartono.
Oltre alle grandi reliquie :un chiodo , un pezzo della croce ,
una spina della corona di Gesù che Luigi IX fece custodire nella Sainte-Chapelle,
ci sono tesori , anche cimeli sacri croci e calici ed il mantello dell'ambizioso Napoleone .

Dal cortile della Congiergerie si accede alla Sainte Chapelle
capolavoro gotico con le sue due cappelle.

< …Come in una favola sembrano nate le tue chiese …
come dire…….
…C’era una volta
una piccola abbazia
dietro ad un enorme
palazzo di giustizia ,
sotto alla cripta
sorse una chiesa :”la Sainte Chapelle.”
Appare nobile alta e slanciata,
chiesa gotica senza le mura
ma solo pilastri alti e fitti
con i capitelli ornati
di foglie e frutti,
grande finestre con le vetrate,
profondi portali
ricamati con guglie e torri.
Nell’interno i pilastri
in fila alti e compatti
si uniscono tutti in cima
come una chiave ogiva.
Dove la pittura si è tutta riversata
nelle sue quindici vetrate,
con le sue scene bibliche
che illuminano tutta la chiesa.
L’architetto che la progettò
due cappelle ideò
sovrapposte l’una all’altra
con tetti spioventi
e torri con guglie.
Al centro un grande rosone
con le storie dell’Apocalisse
sembra un ricamo ,
un delicato merletto.
Ciò che predomina
in queste chiese è il
blu , il colore del paradiso
che si offre smagliante
agli occhi incantati della gente.
La favola finisce qui …
e fu così che Notre Dame
è apparsa lì
sulla L'"iIle-de-la-Citè>

Ogni città ha un simbolo,il Colosseo per i romani
il Campanile per fiorentini ,la torre Eiffel per i parigini:
una torre fuori del comune ,testimonianza della forza
e attività creativa della modernità e della scienza,
simbolo per il futuro.
Anche se priva di arte sembra trionfare lal’orizzonte
della dolce Paris, passato e moderno si fondono in te .

Digradano verso la Senna complessi di terrazze,
giardini e scalinate ,un trionfo di verde
allietato dagli schizzi e di getti d’acqua
Si resta quasi incantanti davanti al famoso
palazzo reale, il Palais du Louvre, adibito al museo
di Lovre il più bel museo del mondo
nel più bel palazzo del mondo"
Il vecchio palazzo del Louvre e il palazzo delle Tuileries
furono abitati solo saltuariamente dai re di Francia.

Con le sue colonne binate e finestre coronate
con statue decorate , i capolavori che custodisce

sono suddivisi in varie sezioni
antichità egiziane , greche , romane
orientali, medioevali e moderne.
oggetti d’arte, come il tesoro reale,
immense collezioni di pitture e quadri,
Chi sia realmente una donna fiorentina,
la Monna Lisa , detta" Gioconda"
o qualcuno altro, di certo non si sa ,
ma non importa, perché davanti a quel sorriso
dolce e misterioso di quel perfetto viso
c'è una storia di arte e di luce e ammaliati si resta a guardarlo.

Incantati ci si resta anche davanti alle tele
dei nostri grandi pittori importanti ,Tiziano , Raffaello e di tanti altri.
Come simbolo della bellezza femminile greca ,c'è la Venere
di Milo ,chiamata così perché trovata da un contadino nell'isola di Milo.
Alta e maestosa con le braccia spezzate leggermente squilibrata
quasi sembra che sia appoggiata ad un immaginario sostegno
rendendola un po' curva.
Quasi con certezza deriva da un originale di Prassitele.

Arte e bellezza
come lagrima e stella che quando si toccano
diventano una sola lagrima o una sola stella ,
ma il tutto è, luce per gli occhi, gocce di stelle.

L'ingresso principale è la Grande piramide di vetro
alta 22 metri, al centro della Cour Napoléon II.

Musée d'Orsay

gigantesca costruzione di vetro
ed acciaio sormontata da una cupola
un tempo era una stazione importante
delimitata su tre parti delle eleganti facciate dell'Hotel d'Orsay
si trova sulle rive della Senna dirimpetto al giardino delle Tuileries,
Tutti i grandi maestri dell’impressionismo
con i quali ebbe inizio la pittura moderna
sono presenti con le loro opere
Monet, Picasso , Sisley,
Degas, Van Gogh, , Cézanne.
Quadri come , Le dejeuner sull’erbe
di Manet, il Moulin de la Galette di Renoir,
pennellate libere e nervose
miranti a rappresentare la realtà nei suoi aspetti,
il paesaggio dei boulevards lungo la Senna
con i balli e le feste campestre e il frastuono dei caffe
tutto per rendere l’impressione del momento .

La riva sinistra, la "Rive Gauche",
lungo la Senna ,famosa per i suoi "bistrot" (caffè)
apre la cittadella dello spirito e della cultura,
con quartieri come "St. Germain-del-Prés",
dal nome dalla più antica abbazia di Parigi,
Tra strade pittoresche che si intrecciano
formando angoli suggestivi c'è la chiesa di Saint-Germain
la più antica chiesa di Parigi eretta nel XI secolo
ben quattro volte devastata ma ricostruita ancor più bella,
con la sua torre campanaria romanica ,
il deambulatorio e le colonne con i diversi capitelli.
Questa chiesa conserva e spoglie del grande filosofo,
Renè Descartes-Cartesio famoso per il suo motto
Cogito ergo sum- Penso dunque io sono.
La chiesa di Saint-Germain-des-prés
sorge sul luogo di un antico complesso abbaziale benedettino dell'VIII
ll suo nome deriva dal santo Germano che insieme a Santa Genoveffa
sono i patroni di Parigi.

Dominato dalla bianca mole del "Sacre-Coeur",
la Butte Montmartre, il più alto "monte" di Parigi , Mont Marat
forse in onore del rivoluzionario Jean-Paul Marat.
Quartiere più pittoresco di Parigi , polo d'attrazione per gli artisti
Ai piedi della collina, c'è place Blanche dominata dalle pale
del Moulin Rouge che conobbe l'arte di Valentin de Desossè , di Avril, la Goulue.
Culla del can-can , e dove Lautrec passò le notti per cogliere con il suo pennello
le immagini più caratteristiche delle lunghe e calde notti.
Una leggenda afferma, che qui fu decapitato S. Dionigi
vescovo di Parigi e si dice anche ,che proprio da"mons Martyrum" ,
deriva il nome di Montmartre.
Grazie alla presenza di artisti , pittori, esordiente e famosi
nella parte sud occidentale della Butte , c’è il quartiere dei divertimenti
con il suo famoso Moulin Rouge e il varietà del "Pigalle"

Sacré-Ceur

La Basilica del Sacré-Ceur de Montmartre
è uno dei simboli più importanti di tutta Parigi.
Tre cupole candide che li puoi vedere anche da lontano.
Erige tutta la collina la chiesa soprannominata “della speranza.”
Sembra , come si dice " di zucchero filato", simili alle chiese romanico-bizantine.
Dalla cupola, da oltre 80 metri d'altezza, si gode la panoramica della città.
In qualunque parte della città ci si trova Il nostro occhio si posa sulle bianche
cupole del Sacrè-Coeur .
Una maestosa gradinata porta alla facciata della chiesa
al di sopra ci sono le statue equestre di Luigi il Santo e Giovanna d'Arco.

Situato a sud di Parigi
presso l’omonima cittadina,
dove predomina sfarzo e magnificenza
simbolo della ricchezza del re Sole
e di tutta la sua immensa corte,
c’è la reggia di Versailles .
In questa reggia ,
sembra quasi incredibile
c’era una volta la regina
Maria Antonietta .

La sua magnificenza viene elevata ,quasi all'infinita potenza.

Complesso di edifici e di giardini, lungo corridoi e stanze affascinanti,
una volta capitale del regno di Francia luogo di poteri e di intrighi politici.
Dai suoi lussuosi saloni ricchi di marmo e arazzi si passa alle sale reali,
della musica , dell’opera . Dal salone della guerra,
al salone più sfarzoso con le sue diciassette finestre che guardano il parco.
Ad ogni finestra sulla parete opposta corrisponde uno specchio
per dare ancora più luce alla stanza . Sembra una galleria inondata di luce
e di verde , la pace dei giardini rispecchiarsi fin dentro alla reggia .
Grande è il museo della storia di Francia con dipinti e scultore del XVII secolo.
Le aiuole , i boschetti, le statua e le fontane con i loro getti d’acqua creano un’atmosfera
assolutamente di pace.
Il grande bacino di Latona, raffigurante la dea , moglie di Giove con i figli ,Diana ed Apollo,
Da questa fontana prende inizio il viale Tapis-Vert che arriva al grande bacino d’Apollo.
che ,sul suo carro trainato da quattro cavalli, esce imperioso dalle acque, con i tritoni che soffiano dentro

le conchiglie per annunciare l’arrivo del Dio Sole.
Versailles è la più limpida testimonianza dell'alto grado artistico di quell'epoca.
ma anche della esibizione dello spreco, sciupio, di una vita viziosa dei re e nobili di quel tempo.
Un villaggio in cui non manca proprio niente, un isolotto con mille ninfee, ma,
soprattutto, lontano dagli intrighi di Corte, ma solamente avvolta dal lusso e tranquillità.
Parigi ,città dove tutto
risplende di grandezza
dove anche in una pozzanghera
o in quei rivoli di acqua
lungo i marciapiedi
può risplendere il sole.
Dove anche un rumore
nella notte silenziosa
può diventare musica
per quegli artisti di strada.
Città diversa
cammini imprecisi
anche i pensieri,
qui son diversi,
stupenda città
come in un sogno
mi è apparsa .
Se il cielo portava
nuvole nere
ebbene c’era una
Parigi che piangeva
Se il cielo era azzurro ,
Parigi rideva.
Parigi! ci prende un po’ in giro
come un pierrot , un clown ,
ma , è il cuore dell’amore , il bacio della panchina,
il Napoleone a cavallo , l’artista di strada ,
l’eterno , la libertà e l’uguaglianza .
Nella prima oscurità della sera
la vedevo rattristata e svuotata
ma, al mattino la sentivo brillare .
Parigi non è una città
ma un mondo in movimento,
da scoprire o da riscoprire pur se l’ hai vista.
Settembre 2001 , viaggio indimenticabile
nella Ville Lumière.
Nella città della luce e dello splendore .


Aforisma
<Vorrei amare
così come poter
viaggiare,
senza alcun
bagaglio .>
<Vivo
 come scrivo
svellendo
parole
con la paura
di non essere capita >
 
Breve , coeso
ecco
          l' aforisma,
      frammento
che carpisce
una   verità
      coperta
 ermetica
che con
 sagacia
ostenta
             una   sentenza.

Aphorism       
I would like to love     
so I could
travel,    
without some     
baggage.    
I live     
 as I write    
eradicating     
words     
with the fear     
not to be understood.     
    
Brief, coeso     
here     
          the aphorism,     
      fragment     
that snatches     
a truth     
      covered    
 hermetic     
that  with     
 sagacity     
it displays    
            a sentence.


Dubbio
Chissà!
     Non so!
L' amo?
       Forse non l'amo?
L'amai di certo,
       ma  ora non sono
più certa!
Come è breve
           l'amore!
      Eterno
           l'oblio!
 Cocente
           il dubbio!

il caffè
il caffè

Una tazza di caffè
 rabbercia
una giornata
storta
         desta
la sonnolenza
       ferma
      l'istante del break
con il
cucchiaino
roteante :
        - amaro /dolciastro-
e con un sorso
di dolcezza
fa vivere , godere,
inebria
fa palpitare il cuore,
 pulsare la mente.

Nero
      corto
lungo
          amaro
dolce
        corretto
ristretto
         è sempre buono   
           come la vita
e ,  se al mattino
              ben lo  gusti,
il giorno
           ben lo accogli .
Quei filini di
          fumo
fumanti:
      dall'aroma
              aromatica,
dalla moca
 alla tazza
ci liberano
dal pensare
           insonnolito
             e svogliato.

Non è amore....
Se
squarcia
il cuore
esile
se
su letti
nudi
l'amante ,
assente,
incosciente,
spinge
quell'amore
a diventare
dolore:
attimo pulsionale
"un mezzo "
tra le gambe
pronto a
scagliarsi
su quel
Corpo /sesso

La girandola
C'è una piccola
                  città
della
          mia Puglia
la cui bellezza
risplende
in ogni cosa.
In un vicolo
in una piazza
nella chiesa
sul pozzo antico
 in mezzo ad un cortile,
con una fontana povera
più lontano e,
nell'aria il profumo
del pulito
che sale
dalla  
valle D'Itria
e ,  come
 un'eco si
perde
più lontano
in  una
nuvola   di gas
della    città mia .
 
Tra  luci bianche
rosse ,azzurre
 della
sera in  festa,
la gente
 
s'incammina
e si trascina
stanca
 
 in fila
 
lungo  viottoli
piene di "spigoli",
 vicoli ciechi e
 strade nascoste.
 
 Un vero labirinto urbano.
 
E' una festa  
nuova . antica
una bellezza gioiosa
che  
gira ,gira
intorno al paese ,
             "la  girandola "
proprio come
nelle mani
di  un bambino.
 
 
Festa
che si ripete giuliva
tutti gli anni
per chiudere
in arte ed armonia
l'estate che va via.
 
Da un balcone
di una vecchia casa
di Nonna piccola,
          una nonnina
con scialle e calzini
guarda in basso
trasognata ,
appoggiata
 al corrimano
del ballatoio
dal  tetto  bianco
dove in estate
si mettono ad essiccare
fichi e fave.
 
Una piccola porta
  del  loggione
comunica
         con il tetto ,
  una vecchia scala
con gradini
alti e lindi
arriva  
 giù
 fino
in quella piazzetta
dove si intonano
le note di jazz
pop e  rock
fino ad urtare
le bianche mura
dei vicoli più stretti
 "il viottolo della Posterla"
che per passarci
      bisogna prima di tutto
                       smagrire
 
Tra
quelle
case bianche
smacchiate,
con archi
e balconcini
dal barocco stile
tra  
strette viuzze
e nelle piazze
 girovaghi  artisti
di strada
cantano .
 recitano
Una ragazza
che cammina
sul fuoco
un'altra
si contorce
insieme
ad un pitone ,
un uomo arriso
pizzica le corde
di un violino.
 
  Il  paese
sembrava
ieri notte
che si aprisse allo
spettacolo
al sogno ,
        alla creatività.

The windmill
There is a small   
                  City   
of
            my Puglia  
whose beauty   
is resplendent
in everything.  
In an alley  
in a square   
in the church   
on the ancient well   
 in the middle of a courtyard,  
with a poor fountain   
farther away and,   
in the air the perfume  
of the clean
that rises
from    
the valley of Itria   
and, like   
 an echo  
it gets lost
farther away  
in a
cloud of gas   
of my city.  
  
Between white lights  
Red, blue   
 of the   
evening party,   
the people   
  
they set out
and are dragged   
tired   
  
 in line   
  
along the paths   
full of corners,  
 blind alleys and   
 hidden streets.
  
 A true urban labyrinth.  
 
It is a party    
new. ancient   
a cheerful beauty   
that    
turns,  turns   
around the village,  
             "the windmill "  
just like   
in the hands   
of a child.  
  
  
Party   
that is repeated joyfully   
every year   
to close   
in art and harmony   
the summer that goes away.   
  
From a balcony   
of an old house   
of a small Grandmother,   
          a granny   
with shawl and socks   
looks below   
dreamy,  
leaning  
 on the handrail   
of the gallery  
of the white roof  
where in summer   
are put to dry   
figs and beans.  
  
A small door   
       of the gallery   
communicates   
         with the roof,  
  an old staircase   
with steps  
tall and clean  
it arrives    
 down  
 to
that little square   
where are harmonized   
the notes of jazz  
pop and rock  
until they bump into  
the white walls   
of the most narrow alleys   
the path of the Posterla"   
that for us to pass through
      it is necessary before everything
                             to become thin
 
Between   
those   
white houses  
clean,   
with arcs   
and small balconies
in the Baroque style   
between    
narrow lanes   
and in the squares   
 wander artists  
of the street
they sing.  
 they recite  
A girl
who walks
on the fire  
another   
is twisted   
together   
to a python,  
a smiling man   
pinches the strings   
of a violin,
  
  The village   
it seemed  
last night   
that it was opened to the   
spectacle  
to the dream,   
        to creativity.


l' Eros  e il Sé
                   Tu / io
                             soli,
               forza -evoluzione
L' eros
trasforma  l'uomo
in eroe
in viaggio
verso la sua psiche .

Amore.è
         entrare in
         essere in
andare incontro a .
entrare nel profondo sé .

Attrazione
  verso il quale,
         sensazioni ,
emozioni ,
aspirazioni ,
desideri ,
pulsazioni ,
convogliano
e  si disperdono

Eros-psiche
                   combattono tra loro
perché
nel  profondo inconscio
il cuore
non ragiona.

Psiche
se
vorrà  conoscere
 il volto
del suo
Eros
lo perderà
per sempre

Di  quell' Eros
                  appena gustato
resterà   solo un
          rimpianto /rimorso,
 sogni ,
           che diventeranno ricordi .

 C'è ancora
un sentimento
che può caldeggiare
ciò che ancora
si può apprezzare:
        "L'amore"
           per ritrovarsi
                in uno
               potersi dire
                   sempre  t'amo.
Guardarsi in fondo
al cuore e
 ritrovare
riprovare
le due emozioni
in una
                   Amore-Spiche

Prosit
            Sono  rinchiusa
               in uno specchio
                      come il vino
                           in un coppa
                        prigioniera
di quella  trappola
 che tutti chiamano
                         Vite- Vita.
Vorrei dar spazio
 alla saggezza
ma nel cristallo
 non si riverbera.
            Tra  ricordi,
                        silenzi,  sogni :
 simulacri   di immagini
e di ombre fugaci;
            raccolgo   i fili
della mia memoria
che raggomitolo
 nella mia età
non giovane ,
         né vecchia.
                         Con in mano il calice
                                  "prosit "
                         al  mio" temporibus illis "
E , sì mesta e pudica
nuda
        mi specchio.
Sì ,  mesta ,
perché la mia  
verde età  
è ormai  
          soppressa
Smarrita,
non so dove cercarmi.
In questo corpo?
 Nella mia anima.?
Nel fondo del cristallo?
Chissà !
            Corpo!
          tu sei solo
            l'ostello
dei miei  pensieri,
dei miei lamenti,
dove il mio piacer
 rinvengo.
e ,
come in un sonno
un po' lamentoso
cerco riposo
   in un bel sogno ,
        in un buon vino.
                    Con un velo
                     di pizzo nero
                         mi   ricopro
                    mi  rispecchio
                           e riscopro
             questo mio corpo,
               che  combatte
                due realtà
   in discordanza:
         una  che allontana,
          l'altra che avvicina,
          come la giovinezza
           quando incontra
            la vecchiezza.
  E , si aggrappa
  a quella immagine
  di debolezza,
  di indecenza,
  con l'illusione che
  galleggi ancora
   nell'universo
       "  la freschezza"
Intanto  
sul mio viso
sulle mie  mani
sulla mia pelle
di giorno in giorno
scorgo
i granelli , i solchi
di quel miracolo
che è
               "  la vita "
 
         Fatta  di tempo
      di spazio
che si allarga
avanza ,
 passa,
     si ferma,
mi sorride,
              mi  sberleffa
          da quel
 cilindro
               trasparente.
Non trovo risposte
a questo mio corpo
son   fuori  così
 ma ,
se guardo
più a fondo
c'è un'immagine
che mi sorride
e  frantuma
ogni singulto
dal mio cuore ,
                    " la mia anima
                      giovane
                         e viva
                          " prosit alla vita"

29 luglio 2006 diario della gita
Valtournenche -Valle D'Aosta


Piccola regione incantevole,
posta all'estremo nord dell'italia,
gioiello per gli amanti della natura,
offre panorami incontaminati
ed antiche tradizioni
da scoprire
anche in estate
con i suoi pascoli, monti
laghi , ruscelli e lunghi sentieri.
Con stelle dorate

gnomi e folletti
castelli incantati,
il campo estivo
si è concluso..
con un plauso
ed elogio per tutti i fautori
ma , soprattutto,
grazie ai nostri guidatori
i sempre bravissimi
" saverio - francesco
in pochi giorni
abbiamo scoperto
tante bellezze
abbiamo toccato
città e paesi
dove realtà e fantasia si sono incrociati
dando vita ad un mondo fantastico
con elfi,
draghi, cavalieri,
dame e giullari,
con il fantasma che camminava per strada
di aloisa che porta amore
e profumo alle belle che
donano il loro sorriso
a
grazzano visconti"
nel piacentino.
Il nostro obiettivo
è' stato
valtournenche
dove abbiamo ammirato
scorci incomparabili
sul "più nobile scoglio d'europa".,
tra pascoli fioriti e fitti boschi
per stretti sentieri al fondo siamo scesi
nel grande silenzio dei boschi incantati.
Tra le alte cime che chiudevano la valle
quando il bosco l'estate
rende più lieve e più verde
tra un bianco spettacolo che ci ha sorpresi
e quinci e quindi …stupefatti
fummo perché dietro quei monti
ardeva un cielo
al che don carmine
all'unisono con tutti quanti
gridò….ed ecco a voi ..il cervino!!!
Tra questi monti
della Valle D'Aosta
abbiamo ammirato un' aria diversa
non solo fresca ed ossigenata
che mutava come la faccia della luna crescente.

Insieme a qualche nuvola e gocciolone
e anche qualche lacrimone
siamo arrivati valtournenche
le stelle,
quelle poche che abbiamo intravisto
sembravano
ombretti che sfilavano
sotto l'ombra fresca della notte
arcano mistero
racchiudeva le innevate
e imbiancate
cime dei monti
svellendoci
da ciò che
avevamo attorno,
incomprensioni
diverbi, bizze varie,
orgoglio, e presunzione,
siamo andati sempre a letto senza
l'ira nel petto,
nella ampie camere
dell'hotel gran turist:
"tre stelle!"
va bene…la terza stella
l'abbiamo notata
solo alla fine
con la gran sorpresa
e commozione .
Ci si addormentava
con quella carezza
che non si vede
che calma l'amarezza,
la solitudine e l' incertezza.
Con in mano
la "coupe de l'amitié
anche io ho propinato a tutti quanti
il brindisi della speranza
che ognuno di loro
la porgesse al vicino
che fosse un amico
nemico ,marito
fratello non
cambiava niente
perché il signore
è in ognuno di noi.
Così come in quei
meravigliosi monti.

Vecchio era l'uomo
un po' rattrappito
e tutto di blu era vestito
eran blu barba e capelli
di quel colore anche scarpe e cappelli.
Tra prati e boschi facea il padrone
e spaventare era la sua passione
viveva in quei boschi un baldo pastore
azzurri i suoi occhi e d'oro il suo cuore
tra fate e maghi
e suoni incantati
aspettando ogni giorno
il sol che nasceva
mentre nell'acqua
si rispecchiava e
la fata incantata
invocava e la pregava
di regalargli bontà e saggezza
la fata con il suo arcobaleno
presa da pietà per il giovinetto
gli pose nelle mani
una strana alga blu
ma il mago cattivo
gliela rubò e ne fece
una grossa palla di neve blu
ma cadde nelle acque del lago
che diventò tutto blu.
vicino al lago blu
abbiamo meditato di più .
Nell'area picnic di
Breuil-Cervinia,
a contatto con la natura
e nella quiete più assoluta
che d'inverno
è
la regina della neve,
d'estate,
la principessa del verde
e della musica,
abbiamo assaporato
vino e formaggio
ma soprattutto
ci siamo deliziati
di canti e gorgheggi.

Con una funivia
Siamo arrivati a Chamois
un borgo alpino
in legna e pietra
con stradine
prive di auto
a contatto con la natura.
Con IL richiamo
"sciamanninne ..
siam di nuovo scesi
tutti giù' a valle.

Siamo ad
Aosta
città romana
il suo nome,
augusta praetoria salassorum,
racchiude tutta la storia che l'ha generata:
"Augusta"
in onore dell'imperatore Augusto,
"Praetoria"
come gli abitanti- dei pretoriani
"Salassorum","dei Salassi"
a chi in origine
apparteneva
quel territorio
lenendo l'orgoglio
dei suoi perdenti.
la porta praetoria
le mura di cinta
con
medioevali torri
teatro e foro,
di una città
del potente
romano impero
l'arco di augusto
ospita una immagine
del salvatore,
su un crocefisso ligneo,
realizzato nel xv secolo e,
tuttora presente.
La basilica di San Lorenzo
pianta a forma di croce e
luogo di sepoltura di alcuni importanti
vescovi aostani.
Da un'antica chiesa paleocristiana
deriva la chiesa romanica dedicata
all'Assunta e a San Giovanni Battista.
sono visibili gli affreschi,
le due torri campanarie,
la cripta a tre navate e i mosaici pavimentali.
All'interno sono custoditi
dei tesori fra cui numerose reliquie di santi.
complesso costituito da diversi edifici,
è il museo del chiostro,
la collegiata dei santi pietro e orso,
la cripta,
il campanile e i locali del priorato

Con la paura e
il batticuore
tra curve e burroni
con pioggia e nuvoloni
ci siamo avventurati
sul valico alpino
del gran san. bernardo
tra aosta e
il territorio svizzero
nessun valico,
nessun antico passaggio
ha
il fascino del Gran San Bernardo,
per noi la salita al colle è stata davvero un azzardo
una sfida imprevedibile per chi ama il rischio
il paesaggio è insieme sublime e severo,
l'estate non esiste
e difatti
ne abbiamo avuto la prova.
Migliaia di pellegrini e viandanti
hanno sfidato le intemperie e i rigori
di un clima ostico, trovando rifugio nell'antico
ospizio agostiniano che ancora oggi domina
imponente il paesaggio del colle
un importante via di comunicazione attraverso le Alpi.
nell' 1045,ad opera di San Bernardo da Mentone,
si costruì sul colle questo ospizio
allo scopo di ricoverare,
assistere e proteggere i numerosi viaggiatori.
C'è mancato poco che
ricoveravano
ed assistevano
anche noi
a causa della tempesta
di neve che ci ha sorpresi
di fatto e di colpo
siamo rimasti esterrefatti.
Dalla ghiacciante paura
Del Gran S. Bernardo
siamo passati
ai cornetti e sorbetti
che abbiamo gustato
nel cuore del parco nazionale
del Gran Paradiso,
nella famosa
Valle di Cogne
di straordinaria bellezza
la flora
la fauna
baite, laghetti,
Alpi
in un vasto comprensorio
dove alternare passeggiate
di fondovalle
a veri e propri trekking sulle alte vie.

Con quattro salti siamo giunti
a Lillaz con i suoi
imponenti salti d'acqua

Illuminati
da esibizioni di giocolieri
sbandi e sventolii di bandiere e stemmi
non vi è forse evento che richiami alla mente
le atmosfere medievali più del torneo,
immaginato da noi contemporanei
come un violento scontro tra nobili e cavalieri,
condotto in una cornice sfarzosa,
con blasoni e stemmi colorati,
magari al solo scopo di ricevere
un premio dalle mani di una bella principessa…
sulla riva sinistra della dora,
sorge Fenis
il castello più famoso di tutta la valle
di aspetto medievale
è il classico castello dei sogni,
delle leggende
eretto nel 1337 da un membro della famiglia Challant
adagiato in una bella conca,
fa bella mostra di sé
con tutti gli elementi che tipicamente
caratterizzano un castello di epoca medioevale:
mura merlate e torri di avvistamento.
Caratteristica la scala del cortile
cui fa da sfondo la scena di San Giorgio
che uccide il drago,
opera di Giacomo Jaquerio e dei suoi collaboratori.
Numerosi e di pregio
gli affreschi che decorano gli interni
di questo castello che è uno tra i più visitati della regione.
Bianca Maria di Challant
pur avendo sposato un nobile
della potente famiglia Visconti,
ella,
era solita cercare uno sfogo per le sue passioni
abbandonandosi tra le braccia di diversi amanti
che faceva poi assassinare
quando venne scoperta,
cercò di nascondersi a milano
ma qui venne prima arrestata e
poi condannata alla decapitazione.
Ancora oggi é descritta
come una donna sorridente ed estroversa.
Dicono che sia solita avvicinarsi ai più temerari e premiarli
con....un bacio!.
Purtroppo
i nostri uomini
son rimasti delusi
e senza bacio!!!!
Il castello pare sia infestato
da una moltitudine di strane presenze.
Si odono rumori di passi e di vesti
che sfiorano il pavimento.
Il mobilio, poi,
sembra essere parecchio vivace;
anche porte e finestre si spalancano
senza una ragione apparente.
E' stato visto anche il fantasma
di una donna dai capelli neri e dal sorriso radioso.
Dovrebbe trattarsi della povera sventurata
che morì tra queste mura nel 1500,
per un reato non commesso.
questo era il nostro menù
dall'alba al tramonto,
per la sera c'era
un bel film
la buona musica del bravo Leo
oppure
da non
dimenticare la grappa
e il genepì fatti in casa
che aiutavano
a spazzar via tutti gli sforzi della giornata
conciliando un bel sonno rigeneratore.

Delle note e omonime cascate
torri, manieri, fortezze e dimore reali
da sempre a presidio
di una delle più importanti strade alpine
sono
i castelli della Valle d'Aosta
che raccontano secoli di guerre,
lotte dinastiche e mecenatismo

E per finire sempre in bellezza
cosa c'è di più bello di un dolce
" Monte Bianco"?
una bella salita
un cielo sereno,
contorno di montagne
straordinariamente panoramico...
ecco
gli ingredienti base per fare
sia foto
che belle riprese
in una stupenda conca
ai piedi del monte bianco
sorge Courmayeur
la perla delle Alpi Occidentali,
una delle più importanti stazioni sciistiche europee,
famosa in tutto il mondo.
Dall'atmosfera elegante ed esclusiva
è frequentata
da un turismo internazionale.
Ubicata in un luogo di passaggio,
frequentata dai romani
che tramite il col de la Seigne
scendevano nell'attuale Francia

La gita è finita
abbiamo chiuso
con la speranza
ebbene sì,
anche di rivederci ancora
se qualche volta abbiam sentito il morso
non della fame
ma dalla rabbia
un buon grappin
un genepì l'hanno
sempre buttato giù
ma siamo stati bene in compagnia
insieme a qualcuno , a qualcosa
e per qualcosa
e la speranza
era l'essenza di tutto
l'astuccio invisibile di un sospiro
la virtù che ci fa vedere il mondo
anche in un granello di sabbia
e il cielo in un fiore spinoso e selvatico.
Anello dell'eternità
anelo a Dio
dove si realizzano
anche i sogni più
inspiegabili
i quadri non dipinti
le poesie non scritte.
Anche dal giorno
più lungo
e
dal suo tramonto
nascerà sempre
l'alba
e la speranza.
gesù è risorto
ed è con noi
fino alla fine del tempo
nulla dies sine spes
arrivederci al prossimo campo

La vita è
un insieme
di attimi di tempo
che scavano
come
gocce di mare
come
onde
di
stupore
eterne
brevi
agitate
lievi

mentre
si confondono
all’orizzonte
quando
il vento li trasporta,
il tempo li distrugge
declinano come il tramonto
risplendono come l’alba
rinascono come il giorno
ma non moriranno
purché salda sarà sempre
l’ombra del suo sole….
< l’anima. >

Life is,
moments of time
that
like the sea
drop by drop
wastes away
like
its wave
of amazement

eternity

short
shaken
light
while
they are confused
at the horizon
while
the wind transports it
time destroys it
it declines as the sunset
it is resplendent as the dawn
it revives like the day
but it won't die
provided that firm will always be
the shade of its sun….
<the soul.>


Perdono
Mostrati gentile con chi è villano
cortese e dolce se pur demeritato
Non è una debolezza del tuo animo
ma un amorevole e astuto sentimento
Se quel villano è un uomo intelligente
col tempo capirà di aver sbagliato

Forgiveness
Showing kindness with one who is rude
courteous and sweet even if not merited
It is not a weakness of your soul
but a fond and astute feeling
If that rude one is an intelligent man
with time he will understand to have been wrong


Solitudine  
E' triste il passo
della persona amata
quando piano piano
da te si allontana,
sia per poco
sia  per sempre
è
come una lacrima
        recondita
che si ferma in gola,
         pellegrina
 solitaria
        vacillante
sulla soglia
della solitudine ,
come un'anima
morta
in cerca del suo
              <sé corporeo >

loneliness
Sad is  the footstep   
of the loved one
who slowly, slowly   
goes away from you
either for a little while
or forever
it is
like a tear
concealed
that stops in the throat,  
 a pilgrim  
 solitary   
 vacillating
on the threshold   
of loneliness,  
like a soul   
dead   
looking for its   
              < bodily self >


No e sì
Il no  dell'orgoglioso
       borioso
                 altezzoso,    
il no del depresso
      sommesso ,
            e   silenzioso
Il no del pauroso
          timido
       e  dubbioso
che evita
            rischi
e anche
      imprevisti
 no...    sì… …
dei referendum
quei   no e sì..
               incerti
a bassa voce
               detti
per non troppo
         impegnarsi         
 I no
dei  " bastian contrari"
                     ostili
   ed  obiettati .
I sì dei  strafottenti
 dei deboli  
  ..No.. sì.. no..sì
concisi
           veloci
nel cervello fanno tilt
senza poter dare il tempo
per pensare
prima di affermare
o di negare.
Dolce è
                 il sì
 cocente è
         il no. !

No and yes    
The No of the proud
  blustery
                 haughty,      
the no of the depressed
      submissive,
           and silent   
The no of the fearful
        timid
       and doubtful   
who avoids
         risks
  and also
   the unexpected
The no.   … .yes……  
of the referendum
that no and yes..  
               uncertain   
in a low voice
               said   
to not get too
           entangled
 The no   
of the   "bastian contrar"
               hostile  
                   and objected   
the yes of the unconcerned
of the weak    
  ..No ..yes  .no..yes
concise   
           quick
in the brain they make tilt  
without being able to take the time   
to think
before affirming   
or denying.
Sweet is
                 the yes  
 burning  is
         the no. !  


Il buongiorno del raggio di sole
Il buongiorno del raggio di sole
Ti svegli al mattino
e ti addormenti
al trillare del grillo
ci fai balzare dal letto
con un "buongiorno. "
Senza far soste
varchi siepi
e monti
sbalzi cancelli
per poi morire
tra il canto
delle stelle
Al cane randagio
fai cessare il latrato
Il nuovo giorno
albeggi
belare fai le pecore
Raggio dorato
che ridesti
il dormiente
in silenzio
mentre ancora
si culla
nel suo vigilante sogno
Raggio sei nato
per suggellare un sorriso
e accompagnare
il frugale convito ,
tu sei la forza
che ad ogni tocco
si aprirà la porta
fin che il vespro inclina
e cala lenta l'ombra
della malinconia
sulla flebile sera.

Good morning of the sunbeam
You wake up in the morning
and you fall asleep
to the trilliing of the cricket
it makes you jump from the bed
with a " good morning ".
Without reprieve
you cross hedges
and mountains
you leap over gates
and then die
between the song
of the stars
To the stray dog
you make stop barking
The new day
dawns
it makes the sheep baa
Gilded ray
that reawakened
the sleeper
in silence
while still
in the crib
in its vigilant dream
Ray, you were born
to seal a smile
and to accompany
the frugal banquet,
you are strength
that to each touch
the door will be opened
until the evening tilts
and slowly falls the shadow
of melancholy
on the weak evening.


L' istante
Sempre si ritorna
non
  nel "prima"
           o nel "poi",
ma
  nell'istante
 che
 porta nel grembo
la  libertà
inerente
al flusso eterno
del tempo
Punto  di  freno
scoglio
di blocco
vuoto vorticante
perno della ruota
della vita e della morte
Porta aperta
            nello spazio
ad afferrare
         accettare
rifiutare
       passato
presente
         futuro,
fine
        inizio
di un sospiro,
           di un affanno
di un  respiro,
    sposta
coglie
          abbraccia
attende
                    ama
aderisce
                     dona .


Buonanotte.
Le mie palpebre
dischiuse
par che dicano
-Dormi!-
La tua bocca
sorridente ,
par che dica
-Buonanotte-
La notte,
par che
trema tra le stelle,
tra il pallore
della luna nascente .
Ahimè, sogni
struggenti e vani ,
simulacri di vita ,
di ombre fugaci,
di un insaziabile
amore
senza pace
Le parole che si dicono
quando c 'è rabbia
restano
nelle orecchie e nel cuore
come un moscone
quando ronza in un cartone,
il suo rumore,
assordante , distruggente
diventa insopportabile.
Come
il ricordo ,
il rimorso per aver
distrutto tutto
per niente
Si volteggerà
per sempre
come quel ronzio
del tafano
che snerva.
Vuota è la stanza
sterile il mio letto
inutilmente io ti cerco .
Chiudo gli occhi
Tutto
intorno
è spento,
nulla sento,
nel tepore
lentamente
mi addormento.

Good night
My eyelids
open
they seem to say
-sleep!-
Your mouth
smiling
it seems to say
-Good night -
The night
it seems
to tremble between the stars,
between the pallor
of the rising moon.
Alas, dreams
yearning and vain,
simulators of life,
of fleeting shadows,
of an insatiable
love
without peace
The words said
when there is anger
they stay
in the ears and in the heart
like a big fly
when it buzzes in a box,
its noise,
deafening, destructive
it becomes unbearable.
Like
the memory,
the remorse to have
destroyed everything
for nothing
It will hover
forever
like that humming
of the horsefly
that enervates.
Empty is the room
sterile my bed
I uselessly look for you.
I close my eyes
Everything
around
is extinguished,
I feel nothing,
in the warmth
slowly
I fall asleep.


Addii
Ci incontrammo quell'anno
di quel mese, ricordi?
Mi pare l'altro ieri
mi sembra l'altro giorno.
La luna era con noi
ci abbracciamo e poi
l'amore sbocciò tra noi.
te lo ricordi ancora?
Tu ,abile e audace
con molta destrezza
cercasti di dare
al nostro amore
più ebbrezza.
Ma poi dici
che sei stanco,
di ogni sbaglio
mi tacci ,
tu dici
che io non
ti abbraccio
e poi mi lasci
con un addio
infausto
Addio
di ieri,
di oggi .
Addio
con passione
per il sapore di baci
ancora sulla bocca.
Addio con tenerezza
per le parole giuste
appena sussurrate
Addio con dolcezza
per le promesse fatte
in riva al mare.
Addii muti
disperati
Addii ,addii
ma per ricominciare
a litigare. .
e ad amarci

Goodbyes
We met that year
of that month, remember?
To me it seems the day before yesterday
To me it seems the other day.
The moon was with us
we embraced there and then
the love bloomed between us.
do you still remember?
You ,able and audacious
with a lot of dexterity
you tried to give
to our love
more drunkenness.
But then you say
that you are tired,
of every mistake
you accuse me,
you say
that I do not
embrace you
and then you leave me
with a goodbye
fatal
Goodbye
of yesterday,
of today.
Goodbye
with passion


Giuramento del marinaio
< per mio figlio>    
                    Ansanti nella bianca divisa,
                    in fila nel loro plotone,
                    le reclute della Marina
                    sono pronti a gridare..
                            "Lo GIURO!…"
                      Viva la Marina,
                              Viva l'Italia
                                 prometto
                                 adempimento
                                      al dovere.
                      Qualche attimo prima
                        hanno forse  bestemmiato
                        la leva e pur  la Marina,
                        ma uniti ,con passo
                     continuo e compatto ,
                         all'unisono marciano
                              al suono di tamburo.
                     Non  hanno nel cuore
                        quel "The old :
                        Dulce et decorum est
                               pro patria mori,
                                        ma
                          quel sense of honour
                            in loro c'è ancora.
                               Nell'aria umida
                             della  mattinata
                                    bagnata
                              si odono le note
                                     dell'Inno ,
                                  Fratelli d'Italia,
                                    'Italia s'desta …
                              stringiamoci,
                                        uniamoci ,
                             fedeltà giuriamo.                     
                           In noi  è  forte
                           il sentimento di pace,
                                      la speranza
                         in una  Italia migliore.
                       Sostenere  , aiutare
                                       soccorrere ,
                                    su mari
                            con navi
                                      e fregate
                                  ma non
                              "siam pronti
                                              alla morte…"
                            evitare di combattere
                             salvare e aiutare.
                            in hoc signo  vinces
                            < sed  animus deficit ,
                        spes , fides  succurrit  nobis .->


Sincronicità
Nell' inconscio
un altro senso,
in un certo senso
fa da specchio,
"realtà interna
realtà esterna"
che interagisce
e riflette
l'incontro
con l'immagine
inserita
estratta.
" Un sin cronos "
si manifesta
innesca
blocca
il momento
dell'istante
che
nell'animo
affonda
in un continuum spazio/temporale
in cui lo spazio non è più spazio
e il tempo non è più tempo.

Synchroneity
In the unconscious
another sense
in a certain sense
is a mirror.
"inside reality
external reality"
what it interacts
it reflects
the encounter
with the image
inserted
extracted,
a "sin cronos"
it is manifested
primed
blocked
the moment
of the instant
that in the mind
it sinks
in a continuum
space - time
in which the space
is not space anymore
and the time
is not time anymore.


Vampa  di calore
        serpeggia
all'improvviso
   come un fuoco
  opprimente:
non   fiamma di vergogna
 non di timidezza ,
non di  brama
ma,
evento fisiologico
        che affranta .
Meno -estrogeni
      pausa -al flusso
    sigillo
della donna
che frantuma
i sogni
di una bellezza
che trema
in quel nome
che grida
"menopausa"
e  che  vuole
 rimbalzare
nell'alba
che serena affonda
nella tremante sera.  

Per le tue nozze
                       Splendeva oggi
               negli tuoi  occhi
                    un radioso
                          sorriso
                mentre dicevi
     sì , lo voglio .
Quel triste- amaro
che avevo dentro,
 dolce -allegro
             divenne.
Piangendo
       ridendo
   con il cuore
       sorridente
               ora  canto
              per le tue  nozze
             una canzone
              vestita
             di chiffon
       come il tuo
     abito
          da sposa
                 su un
         pentagramma
   di note
              radiose
   accorte
              ansiose
   sommesse
     che
         affiorano
              tra lucciconi
                       e risi,
                   tra brindisi
                  e confetti,
                  nello spazio
               del mio cuore
             lasciandomi
               dentro
              il feeling blue
                  "gioiosa mestizia"


Simbiosi
Di tanto
in tanto ,
se non mi piaccio,
mi accuso
e mi disfaccio
per ciò che faccio

Se vedo
il mondo
capovolto
a precipizio
cado
nel vizio.
Ma,
se il malo
costume
lascio
di virtù
mi sazio
e, sento
nel cuore
accorto
l'amore
immenso
maggiormente
lo avverto
se Dio
io penso
e
il mondo
vedo
in perfetto
accordo .

Symbiosis
From time
to time
I don't like me
I accuse me
and
I destroy me
for what I made

If I see
the world
upside-down
to precipice
I fall
in the vice.
But,
if the bad
custom
I leave
of virtue
I satisfy me
and, I feel
in the heart
aware
the love
immense
even more
I feel him
if God
I think
and
the world
I see him
in perfect
harmony


Speranze
Immagini di vita
spariscono nel nulla
come uccelli
tristi e creduli
volano
verso terre migliori,
lasciando solo una scia
di ricordi ,
un nido vuoto,
un cuore arido
e illuso.
La speranza
echeggia
come un 'eco
davanti alla porta
delle sensazioni
con vibrazioni
a volte dolci e
confortevoli ,
a volte mute
e senza suono.
Come un battito
di fremito
si perdono
nell' ansia
che esplode
nell'attesa,
credulo
calmante
che non
si arrende
ad un male
avverso
e si lega
sempre più
a quella idea gradita
          <un male ostile -
                           un bene incline ">

Hopes
Images of life
they vanish into the void
like birds
sad and credulous
that fly
toward better ground,
leaving only a wake
of memories,
a vacant nest,
an arid heart
and deluded.
Hope
resounds
like an echo
in front of the door
of feelings
with vibrations
at times sweet and
comforting,
at times mute
and without sound.
Like a pulsation
of shudders
it gets lost
in the anxiety
that explodes
in the waiting
gullible
calming
that does not
surrender
to an adverse
evil
and it is tied
more and more
to that pleasant
idea that
           " a hostile evil -
                        "a good inclined"


Impulsi
Istinto ----- ragione
Cuore ----- cervello
si scontrano----combattono
                   L'anima
si agita------------------veleggia
in mezzo alla in mezzo alla tempesta-------come una vela
si perde ----------------------precipita
non trova pace ---------come frangenti schiumosi
insegue la sua disarmonia ----su scogliere acerbe
                      Impulsi
Abbagli------------------miraggi
menzogne -----------come scatole cinesi
si accavallano tra loro
e
credono di trovare
del mondo
il verso della vita
il senso.
(una poesia in tre , lette in linea verticale)

Impelled
Instinct------- reason
Heart------- brain
they are met----they fight
                The soul
is acted----------------------it sails
in the middle of the storm-------as a sail
it is lost----------------------it falls
it doesn't find peace------------as foamy breakers
it pursues her discord-------on sour bluffs
                            Impelled
You dazzle-----------------------------mirages
lies--------------------as Chinese boxes
they overlap each other among them
and
they believe of to find
of the world
the toward . ....of the life
the sense.
Impelled (a poetry in three, glances in vertical line)


Bere bene per bere meglio

Il Sommelier

Per ogni vino la sua etichetta
l'impronta che determina la provenienza
Doc , la garanzia ,
Docg la certezza
Igt la sigla
che completa la
la cartina della cantina
Il vino ,
per chi lo sa bere,
si riconosce
al gusto, al tatto
Il naso arriccio
ad un lambrusco.
Da un rosato
dolce -aromatico
io volo al rosso
con un bel sorso,
un Grignolino
un Malvasia
connubio perfetto
forchetta -pasta
il vino bianco
si rende complice
con l'assonanza
del secco- frizzante
Sia pur raffinato o in barrique.
è sempre ben accompagnato
da " salatini " del gran buffet
Scrivi il tuo nome , o vino!
Pinot nero
Chianti o Barbera
Un Cabernet
Un Chardonnay
a gocce a goccia
io ti berrò
dalla sorgente
del tuo cristallo mero
reggendomi
sulle mie gambe
con lucidità di mente
inneggerò
a tutti gli astanti
un nitido brindisi
una goccia di poesia
con un brivido di
dulce vinum
extremum
<digito caelum tangere>

Drink well to drink better

The sommelier

For every wine its label
the mark that determines the origin
Doc, the guarantee,
Docg, the certainty
Igt the initials
that completes
the label of the winery
The wine,
for those who know to drink it,
one recognizes
to the taste, to the touch
The sniffing nose
From a lambrusco.
to a rosato
sweet - aromatic
I fly to the red
with a beautiful sip,
a Grignolino
a Malvasia
perfect union
fork - pasta
white wine
becomes accomplice
with the assonance
of the dry sparkling
Whether refined or in the barrell
it is always well accompanied
from salty cracker
of the grand buffet
Write your name, oh wine!
Pinot noir
Chianti or Barbera
A Cabernet
A Chardonnay
from drop to drop
I will drink you
From the source
From your pure crystal
holding myself
on my legs
with lucid mind
I will sing the praises
to all the bystanders
a clear toast
a drop of poetry
with a shiver of
dulce vinum
extremum
<digito caelum tangere>


Per la festa della mamma

Scrivo
per te
"mamma"
in queste stelle
frasi
leggere e
silenziose
come te

Che si trasformano
In prismi,
a stille di fiori
con un stelo lungo
quanto il mio amore
in quel vagar
del tempo
che non si ferma
mai
senza pensare a te.

Sono lettere
messe insieme
per dirti
< grazie mamma >
per quell' attimo
del tuo amore
che concepì me .
Il tuo silenzio
è nel mio pensiero
ritorna sempre
nel tempo
che sta sfumando
anche me
e ,
tra le stelle
ti vedo
a dare vita
ancora…alla mia vita.  

Ombra
Magico prodigio!
La luce la crea ,
il sole la destina,
il buio l'uccide
e chiude l'incanto
se riappare
diventa magia
malefico
mistero
          che rovina la vita. ..
Nella penombra della
mia stessa ombra
visualizzo il mio
primordiale
          ordine   

Congratulazioni
10 Maggio 2006
dal Quorum
viene acclamato
come capo
dello Stato
il compagno
Napoletano
I votanti
non erano
tanti
per i dissensi e
disaccordi
dei leghisti
e berlusconiani
che hanno votato
tutti in bianco
su quel rosso
che ha prevalso
del gentile
"principe rosso"
come spesso
vien chiamato
Giorgio Napoletano .

Uomo sobrio
e burocratico
un encomio ha meritato ,
quelle mani che
hanno applaudito
ora
auspicano
una Italia risanata
e una formula magica
per una società migliore
di pace e di speranza.

Presidente!
Non ci deluda.
buon lavoro da una" italiana"

Un commiato
di gratitudine
faccio all' uscente
Azeglio Ciampi  

verità
          menzogna
è  ciò che
più compete
a se stessi ,
l'innegabile
rimedio
ad una circostanza
gioco di verità
e di  menzogna.
Come un sorriso
tra una protesi
dentale
 non si sa
se mostrarlo
o nasconderlo
con un ammicco
con un sogghigno
La verità
non si sostiene da sola
oscilla tra un dubbio
e una certezza.
La menzogna
taciturna
           assorda
rumorosa
                tace
La verità  sfumerà
nella menzogna
e la menzogna
si trasformerà
in Vangelo
e alla fine trionferà.  

Talento
           Grafia
della nostra
        esistenza
 Matita
      luminosa
che  dà colore
       alle cose  
Si   mostra
        si vanta
si  sfalda
a  stilla
    a stilla
         sfarfalla
nel tempo
presente
             sfibra,
 dopo la morte
          rafforza.   

Sonno  
Vieni buio

           vieni sonno,
viaggio
    notturno
 nello
 spazio/ tempo
  del mio  letto.

  In quello spazio

          giaccio

con le mie  ansie

con le mie ombre.

Un istante
  ed ecco
  mi prende
 mi immobilizza
 come un interruttore
 gira  il cervello
 del mio inconscio,
mi  invia un  messaggio
che lo  trasforma
          in  sogno,
     il  re
            del
              mio Rem .

In quel fluire
di minuti
di attimi insensati

        sorniona

 la  paura

           mi fruga

                 e mi desta.   

Rabbia
Non  mutarla
          in rancore
         altrimenti
   il suo colore
    cambierà
 il tuo umore
  vendetta  & astio  
cammineranno
           a braccetto
con il
              rimorso
con il
              rimpianto.

Anger  
  Don't change   
          in grudge  
         otherwise   
      his  colour
 it  will  transform
        your humor  
  revenge & grudge
  it will walk   
  arm in arm
 with   
             remorse   
  with     
             lamented  


Luna/Selena
  
questa sera
nel ciel
    posa
        serena.
Osservo
da lontano
il suo giro/ tondo.
da spettatrice
         divertita
            mi stupisce
  la sua alternanza
quando muta il  volto
e si impone al  mondo
in tutta
          la sua lucentezza
Stupita
    la fragrante  essenza
colgo
                della vita
che mi abbranca   
             mi sostiene
come una scheggia
di stella  
quando   alla luna  
s'appende.


Diceva C.Baudelaire:
la poesia è la più difficile delle arti
Il poeta non può che scegliere
tra il sublime e il ridicolo.
So anche che:
Basta un trucco lessicale
qualche ombretto
di versetto
e diventi un
menestrello
abbozzando
un bel sonetto.
Son capaci
quasi tutti
Il poema!
è l'emblema
del poeta !

C.Baudelaire said:
the poetry is her most difficult of the arts
The poet is not able what to choose
between the sublime and the ridicule.
I know also:
Enough a lexical makeup
some ombrettos
of verse
and becomes
a minstrel
sketching
a beautiful sonnet.
Are able
almost all
The poem!
it is the emblem
of the poet !  


Giorni di tristezza
Il mare s'imperla
di nuovo di rosso
sul quel lembo di pace
del mare Rosso
tra quella gente
che non ha colpa.
Un altro sputo
di rabbia
in me
è già
pronto
per quella mano
che colpisce
ancora
Uccide
con azioni
sempre uguali
Morte!
Non c'è una corda
che lo si può appendere
al collo?
No..
Esistono solo
preghiere
di pace.
Voi
caldeggiate
con il sangue
degli innocenti
le vostre idee
la vostra fede
racchiuse
in urne
che puzzano
di morte.
La paura,
come una nuvola
siede
davanti
alla porta
del coraggio
Lo sconforto,
ora inneggia
nei pensieri
di chi
pronto
era
a
volare
su quell'oasi di pace
del mar di coralli.
Ma il sole
cospargerà
ancora d'oro
i nostri sogni
Il coraggio
prevarrà
sul
sangue,
il mondo
cammina
e mai si ferma.
Insieme ai giusti
insieme ai vigliacchi
si alterneranno
riflussi
d'incendio
deflussi
di
dolore e
di paure,
confluenze
di sfiducie
e di speranze
Il dolore
lo scorgi sul viso,
lo senti alitare
quando
vedi una bara
di un soldato passare.
Ti rivolgi al cielo
con la preghiera
di pace
al nostro Signore
Un attimo dopo
è tutto finito
ritrovi speranza
ritrovi fiducia
sparisce
quell'atroce
tormento
per il tuo
fratello perduto,
finchè
non
avremo
di nuovo notizie luttuose ,
finchè non saranno monche
tutte quelle mani
agghiaccianti
sparse nel mondo
Preghiamo
Ebbene sì
Ora
non ci resta altro
da fare
per quelle vite
spezzate
Per quel giovane
soldato
appena sposato
per quel padre novello
a cui è stato tolto
la cosa più bella .
La pace si cerca
la guerra si vince
ci vuole
pazienza
non solo scienza
ci vuole amore
non solo
guerra
per debellare
quei mostri infami.

Viaggio a New York
All'alba di una notte
insonne e galvanizzante
uno squillo e una voce
statunitense
mi dice:
<Hello.. . è l'ora di volare ...
di abbandonare
ogni tua paura
e di salire su quel volo
< Roma -New York.>
Intender non la si può
chi non la prova
la paura e la gioia
nello stesso momento .
La mia mente è ancora intorpidita ,
indugio lì ,sulla mia porta,
esitando,
ma, il suo richiamo io l'ho udito
anche in silenzio ed ora è con me
e felice volo lì , nella < Big Apple.>
Dieci giorni a New York,
nell' ombellico del mondo
la città cosmopolita ,
amore al primo morso ..
Era un sogno di viaggio
o un viaggio di sogno
ciò che stavo per fare
il 12 ottobre del duemila e quattro?
Per me è stato un dolce pizzico al mio torpore.
Come quella mitica notte stellata
quando Colombo
da una delle sue famose caravelle,
gridò "Terra- Terra"
ebbene , anche io ,avrei pronunciato
con un filo di voce un po' esitante,
...America. ..
e tutto questo grazie al mio computer .
Vi state chiedendo come mai !
io l'ho scoperta senza alcun fatica
con una breve e semplice e-.mail.
L'america si sa è considerata
la terra dell'emigrazione
ebbene là
quasi un secolo fa
al tempo della famosa
" ver sacrum "
emigrò un mio zio
di cui non conoscevo
neppure l'esistenza.
Cominciò così...
un cugino lontano
si mise in cerca delle sue origini
ed io senza esitazioni
l' inviai un messaggio
con un affettuoso
Hello ,seguito
da un lieto incontro
in Italy
Giunto all'aeroporto Kennedy,
dopo un viaggio sereno
felice di aver poggiato
i piedi per terra,
ecco che inizia l'attesa alla dogana,
tutti i preliminari per poter passare
dopo la vera e grande paura di viaggiare,
dopo l'11 Settembre di tre anni fa.
Il mito degli Stati Uniti
continua a vivere
nei cuori di tutti noi.
e quindi anche se
non volevo ammetterlo
in me c'era ,
insieme alla paura di volare,
l'eccitazione di conoscere , di vedere,
certamente più forte della stessa paura. .
America... il paese del dinamismo,
della democrazia ,
della libertà....
ma davvero
l' America è
tutto qua?
No!!!
Per me si è aperta
la porta sul nuovo mondo ,
grande, pericoloso, splendido ,
ma anche la porta
della mia gabbia
pronta
per spiccare in volo,
mi ritrovavo
in una mano
il passaporto ,
nell'altra una valigia ,
e nel cuore l'ansia , la paura,
ma tanta felicità.
New York ,
affascinante
ineguagliabile
che lega in sé tutto un mondo
di culture, energia, di arte
tutte le sfaccettature di una mela
che ad ogni morso è un gemito di bellezza,
di successo, denaro e libertà.
Non c'è altra città al mondo così ricca
di associazioni , di idee, immagini,
Skyline <una linea nel cielo>
skyscrapers che grattano il cielo,
Broadway , Harlem, Wall Street ,
Torri che svettano forse
per la mania di arrivare al cielo ?
Oppure solo il modo per dare di più?
Lavoro, uffici , case
e per ampliare la città
era necessario arrampicarsi
sempre più in sù
il distintivo della verticalità.
Voragini , numeri , strade.
fifth avenue, sixth avenue,
città nella città
con tutte le loro grandezze, luci
e signorilità
con i loro palazzi, edifici,
cartelloni , video e pubblicità
era come camminare in un bel film .
Il famoso marmoreo edificio
sorvegliato dalla potenza dei leoni,
simbolo della potenza e forza della città. .
Il Rockefeller Center
dal nome del multimiliardario,
gigantesco come la sua fama e il suo denaro.
Una grande piazza in cui sciorinano
oltre alle bandiere con le stelline
anche millanteria e sfarzo in quantità.
Vicino alla Saint Patrick's Cathedral,
non molto frequentata,
troneggia ,davanti
all'ingresso di un portone , il dio
Atlante , che sulle sue spalle
da solo sostiene tutto il mondo.
Tiffany , il macigno della appariscenza
il gioiello della gioielleria.
Le limosine,
dove uno chauffeur apre lo sportello
ad un signore vestito in pompa magna.
Ma c'è anche il venditore ambulante
che vende la sua roba
davanti a negozi di una
ricchezza traboccante, .
mendicanti che chiedono un cent,
accanto a coloro che cambiano
grossi biglietti per donare quel cent...
Purtroppo è il mondo
che va così
c'è chi deve portare
sulle spalle il peso dei rifiuti
chi invece deve portarsi
solo il peso dei gioielli.
Tristezza e miseria
come in quei quartieri
ad di là del fiume Hudson ,
Harlem dove infuria
la fame contro l'abbondanza ,
il nero contro il bianco,
e ancora la paura dell'America bianca.
Mattoni color ruggine,
uno su l'altro ,
palazzi affumicati dallo smog
dove si immagina solo un colore,
the black
Il ghetto della piccola Italia ,
dei portoghesi , dei cinesi , degli spagnoli
Che cosa dire?
Io non li ho visti, ma posso immaginarli.
C'è un mondo in miniatura
sotto quel grande manto di ricchezza ,
di luci , di poster di New York...
Ma è bella New York,
Oh! Yes !! it is beautiful.
libera da ogni pregiudizio
almeno così dovrebbe
dal momento che rappresenta
la democrazia e la libertà,
ma ancora piena di formalità.
Piace a tutti
al bambino , al vecchio , al povero. .
certamente piace anche a me ..
Quanta tristezza mette nei cuori
quella parte di Manhattan
dove all'altezza di un tempo
ora c'è solo la profondità ,
il dolore per chi non c'è più,
una voragine "Ground zero "
Qui un tempo il verbo si fece
carne,
ma ora è diventato
di nuovo spirito.
Basta possedere denaro
come Rockefeller
e comprare pezzo su pezzo
colonne , capitelli , quadri , statue
monumenti , dipinti e sculture
da ogni parte del mondo
"comprare l' antichità"
per riportarla , ricostruire
tra quei meravigliosi chiostri
che ho visitato
nel Museo di " Cloisters"
una messa in scena
storica e archeologica .
Andiamo avanti con le bellezze ,
che son tutte lì
nella Manhattan
i superlativi della New York.
Empir State Building.
Quando sentivo questo nome
pensavo ad uno stato ,ad un impero,
e mi vedevo King Kong che
troneggiava sulla sua cima.
Ebbene, non mi sono allontanata
troppo ,quel macigno di acciaio
è davvero un impero
da cui si può ammirare
dal 86° piano un mondo
in cartolina,
in miniatura .
Ci sono terrazze panoramiche
piena di vetri
e ,quando il tempo è bello
si può godere :
(attraverso una cancellata
per non offrire alcuna chance
a coloro che vogliono vedere New York
e poi morire)
una città ordinata
tranquilla, come se
una mano invisibile
muovesse
il tutto ,
mentre laggiù
imperversa la città furente
caotica e in movimento .
Tra gli edifici più vicini
c'è la torre del Chysler Buildig
capolavoro dell'art decò.
Altro edificio originale
si trova nella fifth avenue,
là ad incrocio tra la Broadway ,
"il Flatiron Building.".o ferro da stiro.
per la sua forma bizzarra .
Brookyn fondata dagli olandesi
è un borough di New York
distretto amministrativo ,
come Bronx,
Manhattan , Queens, Staten Island .
ecco perchè New York è una scacchiera
le sue pedine sono i suoi quartieri.
I suoi parchi ,infiniti , verdi e puliti
che non sai da dove iniziano e dove finiscono.
quei prati umidi e palpati di foglie e
dalla luce , dove i colori giocano al vento,
mentre il colombo tuba sul ramo
di un ramo spoglio
e lo scoiattolo
che si stropiccia gli occhi,
la carrozzella con i cavalli bianchi
che tra tutta quella modernità
sembra apparire un mezzo di eccentricità.
Grande , bella
per le sue sfaccettature
New York brilla
tra oceano e fiume
tre le scogliere di Palisades
che danno all'Hudson
un passaggio eroico ,
con al centro la maestosa
Statue of Liberty
In un 'epoca in cui si vive di televisione ,
di films , di foto , di macchine digitali
New York è ,
la città capace di associare tutto questo
e scaraventarti in una pellicola di un film
come comparsa , oppure come una star.
Nelle sue distese foreste, infinite,
con un paesaggio da favola e ben curato
l'autunno appare meraviglioso tra
i rami e foglie variegate
degli aceri rossi che costellano le lunghe strade .
I pochi castelli che si notano lungo il fiume Hudson
sono stati costruiti grazie ai grandi patrimoni
e ricchezze di coloro che hanno comprato
e portato lì.
Vanderbilt , ora un museo ,
la casa di Rockefeller.
del presidente Roosevent .
Mentre viaggiavamo direzione
Washington. ,
un verde sipario di alberi si apriva davanti a noi
la Pennsylvania Philadelphia , Baltimore
la Virginia , tutto
per arrivare a Washington D C
District of Columbia .
Questa città è bella , pulita , ordinata
la natura è stupenda
incontaminata
sembra una città in un parco.
un rombo costruito in quattro quadrati astratti
che si dipartono dal Campidoglio.
Città ricca , opulenta,
fiera di se stessa
dove fiorisce
la massa politicante
e dove si esalta il patriottismo americano
al grido
"Dio salvi l'America"
ma forse intendono solo
la Casa Bianca
l'_Obelisco
il Campidoglio
e il Memorial di Lincoln
tutto ciò che sa di nazionalità.
Bello e certamente unico
il più visitato
è il National Air & Space Museum
Gli apparecchi , i motori, le capsule spaziali
sono messi in scena in modo sconvolgente ,
si possono toccare ,come quel pezzetto di luna,
o entrare e farsi un bel giro
tra stelle e pianeti che ti girano intorno.
Abbiamo toccato , passato in rassegna ,
accarezzato fattorie e ranch.,
come in un film , paesaggi nei paesaggi
un cortometraggio di una lunghezza eccessiva,
di traffico ordinato e scorrevole
lungo quelle grandi strade e lunghi ponti
che visti da vicino sembrano dei giganti
mentre si innalzano , si incurvano ed uniscono
città, paesi , mare , fiumi e monti.
L'incontro con i parenti
è stata l' emozione
più commovente
piene di tenerezza
un ritrovarsi tra parenti
di cui non conoscevo
la provenienza
America accetta il mio saluto
chissà se è un addio o un arrivederci
perché ormai arrivato il momento di lasciarti.
La città di luci e di splendore
sta sparendo sotto i miei
occhi , anzi sotto di me.
Mentre l'aereo piano, piano
decollava
sparivano le luci
mentre in cielo si accendevano,
i colori di un spettacolare tramonto
in quella luce vera , luce divina,
tutto scompariva e
la oscura notte giungeva
con suoi graziosi passi
brevi molto brevi ,
nella luce mi sono ritrovata.,
in quella cascata della luce mattutina
che toccava la fronte dell'aurora
e la dipingeva di un colore rosa pallido
con gli occhi spalancati di stupore
tra i pensieri che dentro di me
sonnecchiavano
impigliati in un sonno che non c'era
ho solo mormorato :
Stupendo!
cosa avrei potuto dire di più?
non avevo altre parole per definire
il tutto ,
oscurità -luce
In quelle linee di colori
c'era la tristezza ,
ma anche la gioia
i colori della tavolozza
della mia vita
della mia bella Italia
che sentivo
dentro di me
e che vedevo
sotto di me
mentre l'aereo
a Roma atterrava.
Chi sono dunque?
E' tanto strano ,
fra tutte le cose che ho visto
resto sempre quella piccola cosa,
con due gambe
due occhi
ma con un cuore
pieno
di gratitudine
di bellezza
di amore
quella cosa
che si chiama  

A mia madre
Affondata nel tuo dolore
rinchiusa nel tuo silenzio
la morte era con te,
le tue sofferenze
l'hanno invocata
così hai ritrovato la pace
mentre
io perdevo la mia
sicurezza.
Mamma!
Tremavano le mie mani
mentre
sfioravano le tue
tempie.
Se potessi tornare bambina
farei
della nostra vita
insieme
una armonia
di sentimenti .
Ora mi resta il rimpianto
di non averti dato
neppure un attimo
del quel tuo
grande amore
che mi ha
ha dato vita.
Ogni giorno
vado cercando
la tua mano
come quando
da piccola
mi proteggevi
per poter fermare
i tremori
delle mie colpe,
gli errori
          coniugali
i miei sbagli
          materni  

Le onde
                                   Lesta
                                            dondola
                       in lontananza
                                       la vela bianca

                      sballottata
                            sul  mar che
                                           inonda,
                        avanza sull'acqua cupa ,
                         s'inarca
                                               scivola
                         all'orizzonte

                                           si dissolve
                       La  glauca
                                                distesa
                        assiste
                                             impassibile
                      sorridente
                                                  al gioco
                    delle sue
                                           turbolenti
                       figlie
                                               onde
                                che si infrangono
                            contro la scogliera
                          con gorghi e gorgogli
                          la risacca le accoglie
                                             tacciano
                       rinascono
                                         con moti
                    più impetuosi
                                     più flessuosi
                  schiumosi
                 In quel violento
                    avvicendarsi

                                    il mio animo
                   si riflette
                                                come
                       in uno specchio.

La Fede
L'uomo,
questo sconosciuto
dei suoi problemi
è all'oscuro.
e si dibatte
in un dualismo
alimentato
da un dissidio
Materia - Spirito.
Macchina
meravigliosa
scintilla
senza tempo
nel suo
peregrinare
tra il noto
e l'ignoto
cerca la sua
< Fede >
il suo ..Altro.
Il saggio , il sacro
sorgente della vita,
luce senza ombra,
delizia senza forma,
l'antinomia che è dentro
fiorisce misteriosamente
inaspettatamente
si manifesta
ci guida
nel silenzio interiore
riconosce la verità.
ci fa vivere nell' umiltà
             e nella libertà  

Premesso che….
La mia non è poesia,
si è solo truccata di versi
e strofe senza la rima .
Interpreta le voci
del mio animo
riprese con un pizzico
di spirito poetico.
Non ammonisce
non insegna niente
Sono solo pensieri ,
impressioni
rapidi e fuggenti
ma di poesia
non hanno
proprio niente.
A chi posso confidare
le mie fantasie?
Ad un muto ,
il quale non può parlare
ad un bugiardo ,
il qual non viene creduto,
ad un foglio bianco
che in segreto scrigno
poi lo stipo.
Ho scoperto per caso
una via on line
questi ..fogli..
da tempo
sparsi
nei miei cassetti
velocemente
nuovamente
arrivano
a me stessa.
Scandagliano
soltanto
momenti particolari
emozioni
che si annunciano
in me
con un frullio di ali
fuggono
con un alito di vento
riempiono
ancora i miei momenti .
Son tutto
e sono niente:
son sensi cullati
son ansie alitate.
son luci
intermittenti
direttamente
vanno al cuore
nel rimirarle,
ora
colgo
una limitatezza
               essenza
     che ho gettato
in versi
          scritti di getto.  

Bivio
Un bel giorno,
lo incontro,
mi fermo,
medito.
Che faccio?
Lo imbocco, mi chiedo
e perché?
E' amore , passione
spasmodica ricerca
di nuove emozioni
che rendono difficile
ogni rapporto.
Ciò che provo è desiderio
perché mi brucia dentro,
ciò che provo è amore,
perché mi dà
smarrimento.
Bivio !
Audace sorpasso,
angolo incerto,
rimorso , rimpianto
cocente dubbio
dicotomia che
l'anima schiude
nell'eterno cerchio
dello sgomento   

Orgoglio
Forza che mai depenna
chiude il cuore nell'indifferenza
l'anima proterva
grida spesso
           vendetta, rabbia
e fa sfoggiare
la maschera sprezzante
del viso
che non si piega
a cogliere un sorriso,
nel cuore bulica
occulto
e l'anima arrovella.  

Guardo nel mio passato e nelle tradizioni della mia città.
La grande festa nel mio paese
diventava gioco festoso per noi bambini.
Una ricorrenza
si mescolava insieme
all' indefettibile mutamento
delle tradizioni
e della vita stessa.

Storie d'amore, di figli e dolori,
le donne si confidavano
impastando taralli
e le "scarcedde "
messi nei cesti pronti per
essere gustati .

Nell'aria si respirava l'odore della primavera
la grande festa "della Resurrezione".
profumi , voci e spezie
inseguiti dalle preghiere e dalle risate,
svelavano i sottili piaceri del dietro le quinte
di una famiglia di contadini del dopoguerra.

La tavola imbandita di formaggio e fichi secchi
e la nonna che ci diceva:
Piccinni ! inzuppate, succhiate il vino
e poi gustatevi i tarallucci ..
erano davvero di/vini

Magia conservata nel mio cuore ancora custode
di quel tempo lontano, laddove il passato
non ritorna uguale nel presente
ma ancora vivo nelle tradizioni
La passione,
la resurrezione
del nostro Signore
fermano ogni anno
i fuggenti momenti
i dolenti richiami
o i dolci rimembri.

La settimana Santa
a Taranto
è uno dei più antichi riti,
il pellegrinaggio ai Sepolcri
viene compiuto
dalle "poste"
coppia di < perdune >
e dalla popolazione.
L'avello di Cristo
viene
rappresentato
con scenari e messaggi di pace
arricchito con drappi e fiori.
Al centro
il Repositorio
posto in evidenza
per definire l'esaltazione
dell'Eucarestia.
La sera del
Venerdì Santo,
con una andatura
dondolante
a nazzecàta,
il trucculande
nelle vesti
du perdune
apre il rito
processionale
dei Misteri,
simbolo della Passione,
con le statue
di cartapesta:
Cristo all'orto,
la Colonna,
Ecce Homo
la Cascata
a caduta sotto la croce,
Cristo Crocifisso,
la Croce con la Sacra Sindone,
Cristo Morto
l'Addolorata
sono queste le statue
che si conquistano
attraverso un' asta in denaro
nella chiesa del Carmine
il pomeriggio della
Domenica delle Palme.
I perdune
scalzi
con i lunghi camici di tela bianca
con su la testa un cappuccio
a piramide
con due forellini
che a mala pena
gli occhi
fanno intravedere
coronate di spine
o con un cappello nero
bordato tutto
con nastro blu
con
un profondo inchino
"u salamelicche"
portano al petto
la corona del rosario
augurando a tutti
Buona Pasqua  

Il richiamo della mia ignoranza
Se tu fossi demente
non insisterei
a farti comprendere
ma,
se ti ritieni intelligente
ti tempesterò di domande.
Una lettura?
Non basta
a placarmi ,
senza civiltà
di cultura
non puoi essere
sapiente.
Vuoi conoscermi ?
E' il primo passo
per accettarmi
per combattermi .
Di tanto in tanto
non ci vuol poi tanto
ad aprir lo spirito
           incolto
chiuso
           al sapere vero
            libero e ambito   

Il crocifisso
Membra piegate
              mani inchiodate,
stimmate,
              braccia spiegate
              in un abbraccio
che racchiude
tutto il mistero pasquale.
Ginocchia flesse
in un
doloroso
martirio
di un uomo
agonizzante
sopra una croce
per lenire le nostre colpe .

L'allegoria di un passaggio
inverso
svela
un tragico momento
di passione , di morte
dono di vita
per la nostra redenzione

Attraverso
quella Croce
si può
scoprire la vita,
sfidare
l'amore
spronare
i cuori
empi e reprobi
ad unirsi al Calvario.

             Una pietra smossa
da un sepolcro
           diventa
simbolo
della terra
che
guarda
il trafitto divino
che ascende al cielo.

            < Quia per sanctam crucem
                          tuam redemisti mundum >  

Pensiero
Riempio i tuoi momenti,
illumino la tua mente,
incremento i tuoi sogni
e , come un battito leggero
alito sulla tua vita
e ti rendo viva.
In te, con te convivo.
Il mio nome vuoi sapere?
E’ nella tua mente.
E’ nel tuo corpo.
Sono pensiero e vivo con te .
Amico del mio silenzio,
compagno dei miei sogni
il tuo palpito avverto
è dentro di me
come vorrei risponderti
e con la mia ragione
giungere fin da te.   

Il giorno
Tra silenzi intatti
appena sfiorati
da suoni sopiti,
l'alba stamane
s' in ciglia
di raggi di stelle,
di lumi di sole .
Un istante incerto
               inquieto
tra buio e luce
né giorno e né notte,
un refolo
raccoglie quel mistero
che irrompe
sulla terra
in raggi dorati
che sanno di vita.
E' durato un momento
tutto si è riacceso
nel giorno
che nasceva
nella gioia di vivere ,
nell'ansia della fine,
nel rimorso di ieri,
nell'attesa del domani .  

La vita  
Attimi di tempo           dolci
piacevoli                    ritagli
rimembri                   richiami
dolenti                      scintille senza tempo.
               ruotano   
                      sceneggiano         
                        e se
la luce si spegne          i luccichii si  smorzano 
                       tutto  si ferma
                        il sipario cala
    ultima scena                     ultimo atto                                 
 gli  attori                               le marionette                       
                  escono di scena
                        e ciò che resta
                         un vago plauso
                        un’ombra appena.   

Una sera di Prima/VERA
                           La sera
                in Prima/Vera
ha un'aria più  leggera,
                       più .vera
perché  muta
come
        la faccia della luna.
Le stelle,
         ombretti  brillanti
sfilano
tra le ombre calde
del sole
calante ,
tra  gli amori
danzanti
prodigi
della vita
che
           muoiono/rinascono.
  Figlia dell'inverno
  ti scrolli  di dosso
  torpore e sonno
  e  appari
  seducente,
  stupenda
  in un connubio
   di nozze,
   terra e cielo .
              Bambini
   in abiti   bianchi
      come uccellini
  a bocca aperta
  ricevono
  l' ostia benedetta.
  Sembra un saggio
  dell'età bella,
   la  stagione
   della mimosa
  della  primula
  della donna frivola
  profumata ,
  felpata
  truccata  come la notte
  che si dona alla luna
  o ad un lume di candela
  nuda sul corpo dell'amato.
  Rischiosa avventura
                           primavera- giovinezza
  

La voce dell' innocente
Venti di odio
di dolore
e lamento
soffiano
in questo momento .
Chi salverà altre
anime innocenti,
bocci del futuro
che vengono
ogni giorno
recisi
barbaramente?
Se una voce di un angelo
mentre grida aiuto e
invoca la mamma
viene sedata e soffocata
da un gesto animalesco
di un agghiacciante
mostro umano,
il suo eco rimbalza
all'infinito,
vince ogni tempo
perché
quel dolore innocente
è una lama struggente.
Distrugge
speranza
fiducia
rafforza odio
esaspera rabbia .
Non si può perdonare.
Non si può dimenticare.
L'uomo resterà solo
di fronte a queste immane
tragedie
se non sarà capace di trovare in sé
quel Dio che perdona.   

La politica
Dissenso,
polemica,
irrisione demistificante,
critica radicale,
dileggio e sberleffo
è questa la politica
dei premier, dei leader del momento.
Il rampantismo spinge l'opportunista
a comportarsi
come se fosse un dio
                                immortale
Uno scontro a faccia a faccia
                             una rissa contro rissa
                              un dibattito
                                             a porta a porta,
e nel centro di una telecamera
c'è soltanto un gran "casino"
Un professor che non spira
e un cavalier che svia.
Solo conflitti d'interessi
con prodi/galità di parole,
ma alla fin dei " fini"
chi ci metterà di fronte
ad una realtà migliore?
Nessuno.
Il lavoro sempre meno
la fame sempre aumenta
e le tasse solo e sempre
un onere
per chi è onesto.
C'è chi ha detto che:
la politica dovrebbe
essere come un reggiseno
deve reggere , sostenere
e riunire destra e sinistra,
per poi sollevar la massa,
e attirare il popolo
verso la floridezza.
Sono bravi solo a parlare
a promettere
e a giurare
ma lo giuro è certo fatto
sempre e solo
            con una presa in ..culo…  

Un brindisi con un addio.
Blandiva
un sorriso
odioso e beffardo
tronfiava
il suo cerato viso .
Rutilava
nel calice
il fragrante vino
lui me lo offriva
con superbia, arroganza.
Fluttuando la bocca
lo assaporai
e alla salute lo libai.
Simulando l'ebbrezza
intingendo un dito
nella sua coppa
dalla guancia alla bocca
gli segnai …<addio>
Afferrai il momento
con il mio animoso"vino"
dolce , amaro
frizzante orpello
del mio ardimento.
-Poesia inviata in occasione di sagre del Vino di Carosino-  

Connubio  
              Vite selvaggia / Progetto vino..
 
Nel vino pulsano le vene della terra
mentre si allacciano alle radici
                        <vite/vita - terreno /anima>
 Grappoli  su pertiche  pendono
a cavaturaccioli intorno ai tralci,
        pruni spinosi , pampini
                                 il terreno rasentano.
Festante vendemmia , dispiega l’acredine aria
che esala di là dove il ribollir delle bacche
succose di alcole si mutano in mosto.
 
Spillato da botti ripiene,
             ventri feconde,
                     imbottigliato
         tappato
    decantato        
               pregiato
gusto fragrante , agretto
                 un po’ amaro
 viene alla salute sempre libato
 
Bevi  e ,
scenderà morbido nel tuo corpo amante ,
in sorsi profondi , in armoniosi assaggi .
    
miraggi…..Vita/Poesia
incontri …. Calice/Corpo
-Poesia inviata in occasione di sagre del Vino di Carosino-  

versi…  ad vinum
                        "  versi"…… per versar del vino !
                              Mi chiedo ...<ma  a  che serve la poesia
                              per versare del vino?>
                                            
                Rutilante  fluido
                nel bicchiere esprimi
                l’indefettibile mutamento
               dell’uva  che,  tumida
   tra libellule ubriache                
                              si trasforma  in   mosto.
   Pestato ,  filtrato
   tra rami di spezie
   offrirà il suo volto al
 
              ……………dulce vinum
 
                  Cullerà i sensi alitati
fermerà fuggenti momenti
dolenti richiami 
dolci rimembri.
Amalgamando l’immagine
con la fantasia
                              “   ecce poesis !”
 
                              Musa di illusorie incertezze
musica arcana
            di note  senza  assonanza,
                              bucce di grani
                           in bocche di riso,
sorso saporoso
          che  loquace renderà il dire
 velleità ,ebbrezza furtiva
piaceri che chetano l’anima
con vinolenza equità
 
                                          « et mollit animos   et temperat  iras. »
-Poesia inviata in occasione di sagre del Vino di Carosino-  

Trova il tempo…nonno!
Non rimpiangere l'infanzia
trova il tempo,
trova il modo
di non tornare indietro.
Ti bagnavi nel pannolone,
ora ti pisci nel mutandone,
trova il tempo di riflettere,
trova la forza per combatterlo.
Quel tuo capo come il sole
quando all'alba lui spuntava,
ora è bianco, è pelato
tutto calvo e tramontato ma,
trova il tempo
per sognare,
per rinascere
e per amare.
Se pregavi Gesù Bambino
per farti crescere il dentino,
ora prega il tuo Dio che
ti lascia almeno un canino .
Se piangevi senza un motivo
ora piangi per un leitmotiv.
Perché ti senti incanutito
ignorato
e finito,
scaccia il tempo
ed ogni tormento,
vivi la tua
stagionata e saggia
" infanzia!"  

Sentimenti e sensazioni
Profondi come l'amore,
languidi come la noia,
briosi come i sorrisi,
grevi come i dolori ,
pulsano , vivono
come le note di una musica
nel cuore dell'universo.
Se con ci fossero
tutto sarebbe muto:
il mare senza sciabordio,
il vento senza sussurro.
Né regole
né ordine
esisterebbero
senza la logica
dell'anima ,del cuore .
I pensieri taccerebbero,
i ragionamenti morirebbero,
la coscienza si spegnerebbe
silenziosamente
Senza sensi ,
senza ansie ,
senza emozioni ,
             sensazioni ,
                         sentimenti
         saremmo
                                 niente .


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