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Poesie  pubblicate il 28 Maggio 2017
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Antologia poetica

L'amore - La donna - Morte dei propri cari - Affetto per i propri cari- Tristezza e solitudine - Il dolore - La nostalgia - Racconto di un episodio - La natura - Gli animali - Gli oggetti - I desideri - I ricordi - Il poeta e se stesso - Il poeta e i luoghi - Il poeta si diverte -


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Poesia a tema
Volersi bene

 

 

Via Gaspare Palermo
La strada da evitare è sempre quella
se vago per le vie della città;
temo d'udire ancora la favella
d'una monella che nel cuor mi sta.

Del firmamento fu la prima stella,
l'acqua di fonte che ancor sete dà;
sognai che fosse lei l'anima bella,
il mio orizzonte di felicità.

Ahi, che mistero son le vie d'amore,
quanta malinconia per un affetto!
In quella via m'immergo nel dolore
mentre un tizzone mi s'accende in petto.

E nel ricordo che non ha più età
ritorna un volto e un fiore di lillà.
Santi Cardella

Recidività (Aforisma)
Ci sono quelli chi tentano più volte
con ogni mezzo farsi raccomandare
e o per avverso fato o inadatto approccio
rassegnati,sconsolati senza mai riuscirci
e allora denigrano, invidiano condannano
coloro che sono riusciti al primo tentativo

Ci sono dei ladri di Stato
che rubano una sola volta
fanno gran bottino e si fanno eleggere al governo
-poi ci sono quelli che tentano più volte
sempre a mani vuote, rassegnati
lanciano invettive ai marioli
e inneggiano all'onestà assoluta

Sia nel primo che nel secondo caso
coloro che non riescono nell'intento
meritano maggior pena e denigrazione
per plurima recidività

Solo in Italia in entrambi i casi vengono premiati
chi per arte e furbizia,chi per perseverante impegno

Da Poesie Cialtrone
Michael Santhers

Parabole
Solo adesso ho considerato la sfilza
di giorni persi nel vento,
uno sfondo buio
a coprire man mano
una strada tratteggiata da sogni.
E tu sei una sorpresa,
un pensiero bianco,
promiscuo di colori come
gemme di primavera,
a scolpire un alterco
tra il sole e la pioggia di marzo.
Smarriti i pennelli,
il pittore avvilito,
avvinto da tanta meraviglia,
chiude i suoi occhi
vaneggiando sui tuoi,
rassegnata coscienza
alla sua inerme incapacità
di farli rivivere in tela,
che attende, che sospira
un tuo sorriso bianco,
un fiocco sulle stelle
che si addensano ancora,
quando tu vai via,
accavallando parabole
nel buio della sera.
Antonio Alvaro

Pomeriggio di agosto
Un vento insolito
Scuote le foglie,
i rami sono posseduti
da una forza vigorosa,
ondeggiano incessantemente
in un tormentato fruscio.
Il cielo si sta offuscando,
presagio di nuvole e pioggia
nell’aria umida e calda di agosto.
Una dolce tristezza scorre
Tra le pieghe del cuore
E scioglie ogni aspra inquietudine.

Oscurità impenetrabile,
a tratti una gelida luce
confusa tra le ombre.
Indefinite e potenti
Sono le tue emozioni,
esplodono improvvise
come le stelle,
irradiano calore e travolgono
la materia informe.
Plasmano i corpi celesti,
portando una nuova forza
che può distruggere
o aiutare a rinascere.
Cristina Perilli

vivere mai
come vorrei sentirti,sognarti,curarti..
farti sentire fiera di me,
amarti come è giusto che sia,
lo sto dicendo a te vita mia..

come vorrei svegliarmi
da questi miei sbagli,
sentirmi ancora parte di te,
amare anche il respiro che dai..
ma mi ritrovo a vivere mai..
a vivere mai!
andrea sbarra

Haiku . Nuvole
Nuvole bianche -
adagiate per terra
the alle cinque

(Donnas 23.4.2016 - 00,50)
Salvatore Armando Santoro


BlueWhale
(Bluewhale è la nuova Challenge suicida che porta i giovani dopo 50 prove superate tutte che gli chiedono di farsi male – a uccidersi)

Dio abita in una confezione di zucchero monodose intanto imperversa il Bluewhale
piccoli passi suicidi disegnano anime prima del volo qualcuno in etere li esalta
nel manicomio di uomini scheletri di speranza stanno seduti in attesa di cure
sopra il monumento alla morte il Diavolo offre la gloria ma la tua anima si muove esercito
verso i suoi limiti

Da “pozioni di crackoina post sentimentale
Jacqueline Miu

Gli echi dei monti
Quando trasportano i canti dei merli,
gli sbuffi dell’ acqua sui sassi,
nei fiumi,
i delicati bisbigli dei fiori, nei caprifogli,
dicono gli echi dei monti …
che sono belle le voci dei boschi.
A me,
che ascolto, il respiro dell’ anima,
ora che è arrivata l’ estate,
e l’ autunno è ancora lontano,
invece,
mancano tanto i soffi dei venti,
perché non sento più
lo stormir delle fronde, nei pioppi,
o il lieve rumore delle foglie,
quando cadono a terra, dopo un viaggio
nell’ aria.
Antonio Scalas

Una mia poesia dedicata alla Festa degli Spaventapasseri in svolgimento fino a domani sera a Medea (Gorizia)

Piange il fantoccio
E' andato via il contadino,
nel campo abbandonato
una lacrima scivola
sui vecchi stracci
dello spaventapasseri,
ora nessuno lo veste coi panni
della nuova primavera
come i pupazzi felici
dei frutteti vicini,
sulla bocca negli occhi
e sul viso
sono sbiaditi i colori vivaci
dell'anno passato,
intorno alla croce di legno
svolazzano i passeri
e sfiorano le braccia
senza timore,
cinguetta un cardellino
accanto ai girasoli,
sul cappello di paglia
sgualcito dal tempo
ali di corvi stanchi
si fermano a riposare,
la corda che lega i due pali
si è già sfilacciata
e ogni tanto il fantoccio
si piega.
Salvatore Cutrupi

Ombre del meriggio estivo
Le ali d’una farfalla
son ombra su tenera foglia:
si piega gentilmente
quell’ombra
nel silenzioso e assolato
meriggio estivo,

un silenzio rotto
al sopraggiungere del vento
messaggero di ruggente tuono
voce dell’ombra temporale,

allora chiudo il libro
e l’ombra del mio sguardo
diviene silenzio.
laura toffoli

Poesia consigliata
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Lu labbru
Dimmi, dimmi, apuzza nica,
unni vai cussì matinu ?
Nun c'è cima chi arrussíca
di lu munti a nui vicinu.

Trema ancora, ancora luci
la ruggiada 'ntra li prati,
dun'accura nun ti arruci
l'ali d'oru dilicati !

Li ciuriddi durmigghiusi
'ntra li virdi so' buttuni
stannu ancora stritti e chiusi
cu li testi a pinnuluni.

Ma l'aluzza s'affatíca !
Ma tu voli e fai caminu !
Dimmi, dimmi, apuzza nica,
unni vai cussì matinu ?

Cerchi meli ? E s'iddu è chissu,
chiudi l'ali e 'un ti stancari;
ti lu 'nsignu un locu fissu
unni hai sempri chi sucari:

Lu canusci lu me' amuri,
Nici mia di l'occhi beddi ?
'Ntra ddi labbra c'è un sapuri,
'na dulcizza chi mai speddi.

'Ntra lu labbru culuritu
di lu caru amatu beni,
c'è lu meli chiù squisitu ...
suca, súcalu, ca veni !
Giovanni Meli, ode VI

consigliata da giuseppe gianpaolo casarini

Il labbro
Dimmi, dimmi piccola ape:
dove vai di buon mattino?
Non c'è cima che rosseggia
del massiccio a noi vicino;

trema ancora, ancora brilla
la rugiada in mezzo ai prati:
fai attenzione a non bagnarti
le ali d'oro delicate!

Fiorellini sonnacchiosi
dentro i verdi lor bottoni
stanno ancora stretti e chiusi
con le teste penzoloni.

Ma l'aluccia s'affatica!
Ma tu voli e fai cammino!
Dimmi, dimmi, piccola ape,
dove vai di buon mattino?

Cerchi miele? E se è per questo
chiudi le ali e non stancarti;
io t'insegno un luogo certo
dove sempre hai da succhiare:

lo conosci l'amor mio,
Nice mia dagli occhi belli?
Tra le labbra ci ha un sapore,
un piacere senza fine;

sopra il labbro colorito
del mio caro, amato bene
resta il miele più squisito:
succhia, succhialo, che viene,
Giovanni Meli, ode VI   Traduzione di Santi Cardella
 

 

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