Pagina iniziale

Tematiche e testi

Poeti del sito

Narratori del sito


 Poetare | Poesie | Licenze | Fucina | Guida | Strumenti | Metrica | Figure retoriche | Creazione | Autori | Biografie

Poesie pubblicate il 22 Maggio 2018
Nell'inviare le poesie,  attenersi al regolamento

-cliccare per leggerlo-

Per essere pubblicati il giorno seguente, i testi devono pervenire entro le ore 19.00

Antologia poetica
L'amore - La donna - Morte dei propri cari - Affetto per i propri cari- Tristezza e solitudine - Il dolore - La nostalgia - Racconto di un episodio - La natura - Gli animali - Gli oggetti - I desideri - I ricordi - Il poeta e se stesso - Il poeta e i luoghi - Il poeta si diverte -



Novità | Concorsi di poesia | Poesie consigliate | Racconti consigliati

Invia i tuoi racconti      Recensioni       La sorgente delle poesie      La Nuova Giostra della satira      Rubrica di annunci    



Commenti
 

Invia le tue poesie

    

Consiglia una poesia

 

Poesia a tema
Gioia e tristezza

La via dei lampi
Ritornando sull'erba dei ricordi
penso a un ragazzo che smarrì la strada
al primo lampo di felicità
seguito da uno scoppio spaventoso.
E sentì che il cammino misterioso,
senza bordure, senza pavimento,
era racchiuso dentro al sentimento
senza confini che chiamiamo amore.

La strada della gioia e del dolore
che, esposta al gelo o che il calor l'avvampi,
dal corpo della mamma all'ora estrema,
per alti monti, fonde valli e campi
sconosciuti, al Creator ci riconduce.

La via dei lampi, donde vien la luce.
Santi Cardella
 


 

"Ti canterò"
E a piedi nudi, sulla sabbia
un giorno o l'altro ti troverò.
Sarai conchiglia, gemma o perla,
spina di riccio, ma gioirò.

Nella notte, sotto la luna
io nel silenzio, t'amerò.
Sarai una volpe, gatta o topo,
serpe che striscia, t'acchiapperò.

Nelle parole o nelle note
io sempre viva ti terrò.
Sarai violino, clarino o arpa,
sempre nel cuore, ti canterò.

01.05.2018
Ben Tartamo

Le solite malelingue:
su Harry & Meghane


Li sposi coronati
19 maggio 2018

Ma chi è che va dicènno nefannézze…
che quella è una così…'n'arampichina…
che s'è sposata pe èsse 'na reggina…
de quelle pronte puro a ffà sconcezze

p'arivà in cima…a ffòrza de carezze,
e a ffà 'na parte, e tutta 'na manfrina
co un bambocciòtto senza tanta spina…
uguale a certe - a certe cose avvezze…?!...

Ce sta, o 'n ce sta chi mo' st'a ddì ste cose?...
Ma, peggio!...C'è chi dice: "Sta sposetta
che aggià è duchessa, e ha ffàtto già…ste pose

côr "sì", e anello, e artare, e l'abbuffata
sta già a sognà de commannà a bacchetta,
che nu j'abbasta sta miracolata…!...

Le corna…?!...Mbeh…sarebbe propio troppo!...
Però…se sa…la carne è debbolezza…
E si è beccata a ffà…'na frivolezza…?...
Sortirà…Ma aggià sa co che malloppo!
Armando Bettozzi

Per evitar gli inciampi
Andare avanti, guardando lontano
senza vedere la punta dei piedi
col il rischio d’inciampare
e farsi ancor del male.
Eppure quel cielo non ha confini,
ovunque è nuvoloso
ma dietro il temporale
c’è un azzurro infinito,
è lo sguardo che pensa
e mi porta fra i fiori
di quel giardino sempre in primavera.
Per ottenere quello che sarà
non è solo questione di fortuna
se pur dalla volontà mia dipende
il guardare lontano,
ben sapendo dove mettere i piedi
per evitar gli inciampi.
Claudio Badalotti

Lì nel cuore
Gli anni asciugano i sentimenti
passioni e ardori son solo ricordi
ma non tutto è spento nel mio cuore
c'è ancora e ogni tanto traspare
un desiderio d'amore
d'una carezza lieve
d'una mano che prenda la mia
e m'accompagni
come quando
mi portavi a scuola, mamma.

Da La pietà
Renzo Montagnoli

E vegni via con mi
E vegni via con mi
no sta lassare.
Te portarò en montagna
a respirar l'udor de la me tera
de l'erba che rebuta
enprofumà de viole e de narcisi.
E te farò scoltar
le osse del silensio
la sinfonia del bosco che sverdesa.
Te ensegnarò a discorer
co i fiori e co le piante
le nugole curiose che se sconde,
a consegnarghe ne le man del vento
voie e speranse che no pol morir.
Enventaremo ensieme le parole
per scriver poesie e cante nove
da far sognar el Baldo e le so greste
nel caldo de l'istà
nel coro de i colori de l'autuno
de soto al ninsol bianco de l'inverno.
E quando spuntarà la luna piena
te cuertarò de basi e de caresse
e sarà festa granda
come la prima sera.

Da Robe da ciodi e sbaci de seren
Bruno Castelletti

E vieni via con me
E vieni via con me
non lasciarmi.
Ti porterò in montagna
a respirare l'odore della mia terra
dell'erba che rinasce
profumata di viole e di narcisi.
E ti farò ascoltare
la voce del silenzio
la sinfonia del cosco che verdeggia.
Ti insegnerò a parlare
con i fiori e con le piante
con le nuvole curiose che giocano a nascondersi,
a consegnare nelle mani del vento
desideri e speranze che non possono morire.
Inventeremo assieme le parole
per scrivere poesie e nuove cante
da far sognare il Baldo e le sue creste
nel caldo dell'estate
nel coro dei colori dell'autunno
sotto il lenzuolo bianco dell'inverno.
E quando spunterà la luna piena
ti coprirò di baci e di carezze
e sarà festa grande
come la prima sera.

Da Robe da ciodi e sbaci de seren
Bruno Castelletti

Primo Motore Immobile
Se nel divenire dei mutamenti
tutto ti resta immobile
Se il tuo cuore sosta
se scioglie nel male la sua fibra
se risuona di cavità e dei celesti angeli ai suoni più non vibra
se spossato steso riposi sull'ombrato fresco dell'asfalto
se pensi stolido all'inutile en arrière dell'esser stato
se ti sposti in ratio e pensi che il dolor ti costa
se cerchi anima in rivolta una preghiera per cantar nel cielo
se senti credi e sai che ora sei morto in sepultura
se ti scuote il respiro tutte le ossa con un salto
se respiri solitudine amniotica nell'utero tu primordiale stelo
sei già quello che sei stato quando la terra era ancora pura
enrico tartagni

La frustrazione nasce dal fatto che vogliamo possedere la bellezza, programmare il piacere e avere per forza un pubblico a cui dare in pasto la nostra storia. Non ci fidiamo più del nostro cuore e abbiamo il terrore della solitudine, senza capire che è necessario viverla.
Simone Magli

Una parentesi in cielo
Una parentesi aperta ai sogni
l'altra a chiudere è caduta nel mare
un pescatore tenta di riportarla in cielo
con una bottiglia di vino
poi la vede in alto falce dorata
per tagliare il nero destino
o spronare angeli stanchi
messaggeri appollaiati sulle stelle

Passeggia la luna
sul campanile si ferma a berretto
e getta un'ombra su un cane che piscia
impaurito abbaia a rumori sinistri
allerta un cuore con un'ala spezzata
adombra un'ernia chiodo del tempo

Sul fiume una lama di luce
punge bisbiglii al silenzio
danza a vegliare addii segreti
omisero promesse al ritorno
lasciarono dubbi alla pace
e qualche rosa a incitare una croce

La luna,netturbino dei sogni
maceri li smaltisce alle stelle
fa un compostaggio
per concimare speranze
più a portata di mano
a terra agli umani

Sulla tovaglia nera
mangia di tutto
ingrasserà come sempre
partorirà oroscopi ai nasi
lascerà la placenta al dolore
uno stradario ai contadini
per trovare il numero esatto
ai mistici calendari dei campi

Da:Sorrisi Pignorati
Michael Santhers

[Entendions-nous nos corps]
Entendions-nous nos corps
perdre leurs nuits ?
Faibles mains,
feuilles,
en s'éveillant
les mots changeaient de bouche.
Des cordes,
près du cœur,
nous criaient de baisser les yeux.
Convenaient-ils, les mots ?
Martine Audet

[Udivamo i nostri corpi]
Udivamo i nostri corpi
perdere le loro notti?
Fragili mani,
foglie,
al risveglio
le parole cambiavano di bocca.
Certe corde,
accanto al cuore,
ci gridavano di abbassare gli occhi.
Erano adeguate, le parole?
Martine Audet    Traduzione di Nino Muzzi

Passi
Consumiamo le scarpe
lungo il cammino
ma le gambe si rafforzano.
Siamo nemici di noi
di fronte agli specchi
e la realtà si media
con il tempo.
Maria Attanasio

Le rughe
Quella ruga chi l'aveva vista,
scorreva timida tra due mammelle sode,
ma lo specchio impietoso l'ha scoperta
in fretta, e un po' scocciata, l'ha coperta.

Un vestito più modesto, ma attraente,
non nascondeva quel suo seno sodo
anzi i capezzoli di più evidenziava
qualche giovane ancora emozionava.

Ma poi si allontanava dallo specchio
l'aveva spostato finanche dalla vista
quella ruga segnava anche il suo tempo
triste era in mente, il cuore era scontento.

E qualche tempo dopo era la fronte
che l'avvisava del passar degli anni
con crema e con un po' di sottofondo
cercava d'ingannar se stessa e il mondo.

In testa mise allora un cappellino
che la copriva quasi fino agli occhi
il suo sorriso ancora era splendente
ed ingannava ancora anche la gente.

Poi una ruga corse sulle mani,
“Oh, Dio – esclamò – il tempo come passa”.
Allor le mani riparò coi guanti
felice d'ingannare tutti quanti.

Inesorabilmente il tempo passa
solo il pianto ci resta da bambini
crudele per la vita è il calendario
che ci ricorda che tutto è precario.

(Boccheggiano 11.10.2017 – 15,11)
Salvatore Armando Santoro

Capizzi
Al sommo della roccia
c’è Capizzi:
l’aquila miro
librarsi sulla valle.

Nastro ondeggiante al vento
il fiume acciottolato
si snoda lento lento
verde quasi immoto
tra le pietre bianche
di novembre.

Miro Capizzi:
piccolo paese di montagna
baciato dalle nubi,
schiaffeggiato
dalla tramontana.
Il vento canta
canta tra le nubi
frastagliate e bianche
di novembre.

Questo è il paese
ove i viventi
muoiono a cent’anni,
nell’aria variopinta
della primavera,
privi di malanni.

Alcamo, 05.03.2005 ore 22,30.

Da Inni alla Natura
Marino Giannuzzo


 

Fiore di cavolo
Voglio che tu sappia che moriamo un poco ogni giorno
che le rose fioriscono in profumi per le ombre degli uomini,
e qui in Ade abbiamo meccanici per un motore
che sostituisce l’ala agli angeli quando di ritorno dall’Eden.
T’amo con tutta la corrente sotto il fondale del mare,
col vento in ascolto di un Requiem da un Mozart di nubi,
t’amo è scritto nei libri dai poeti, sui giornali e resta un soffio
soltanto la disperazione che lasci per farmi pesare l’assenza.
Siamo in pochi a tenerci per mano al buio coi sogni.
In pochi a non volere una luce nel fuoco dell’immaginario.
Voglio che tu sappia che qui i fiori di cavolo parlano d’amore
e nessuna fiaba che sappia di lieta fine ne è priva.

Da “Poets and Lovers
Jacqueline Miu

Un sentire è vedere
Nel sentire il bosco
vedo
e nel vedere
sento
…il tintinnare
goccioline scendono
dalle foglie
al tronco
dal tronco alle radici
e la terra palmo vita
raccoglie il cielo
e un sorriso d’arcobaleno compare
a unir gli animi….
laura toffoli

Babele
In cima a questa Torre di Babele
son arrivato in un’età in cui
tempo è per me d’ammainar le vele:
di ciò che sono, il più è quel che fui …

Alzo lo sguardo. Scruto l’orizzonte:
vedo nubi arrivare minacciose…
Chissà se riuscirò a fare fronte
a certe sfide sempre più insidiose…

Da quassù vedo tanta confusione:
non riesco più a capire le parole,
non riesco più a distinguer le persone:
sta tramontando, sul mio mondo, il sole …
Carlo Chionne


Poesia consigliata
-Leggi le altre-


 


 


Racconti e testi vari

 


 

 Commenti - Poesie consigliate



 

Pagina iniziale

Tematiche e testi

Poeti del sito

 

 Poetare | Poesie | Licenze | Fucina | Guida | Strumenti | Metrica | Figure retoriche | Creazione | Autori | Biografie

Torna su

Poetare.it © 2002