Pagina iniziale

Tematiche e testi

Poeti del sito

Narratori del sito


 Poetare | Poesie | Licenze | Fucina | Guida | Strumenti | Metrica | Figure retoriche | Creazione | Autori | Biografie

Poesie pubblicate il 17-18 Gennaio 2019
Nell'inviare le poesie,  attenersi al regolamento

-cliccare per leggerlo-

Le poesie per essere pubblicate il giorno seguente devono pervenire entro le ore 19.00

Nuovo url del sito: https://www.poetare.it
(connessione protetta)

 

Antologia poetica
L'amore - La donna - Morte dei propri cari - Affetto per i propri cari- Tristezza e solitudine - Il dolore - La nostalgia - Racconto di un episodio - La natura - Gli animali - Gli oggetti - I desideri - I ricordi - Il poeta e se stesso - Il poeta e i luoghi - Il poeta si diverte -



Novità | Concorsi di poesia | Poesie consigliate | Racconti consigliati

Invia i tuoi racconti      Recensioni       La sorgente delle poesie      La Nuova Giostra della satira      Rubrica di annunci    



Commenti
 

Invia le tue poesie

    

Consiglia una poesia

 

Poesia a tema
La speranza nel futuro

Sarà, chissà, ma continuo a sperare
Prendimi la mano, speranza ,
perché ho paura
di quella donna vestita d’oscuro
il suo nome è "futuro"
Se questo può bastare ,con pazienza
attendo che tu , speranza
mi aiuti a togliere la sua veletta
Ciò che troverei
son di certo cose strane
perché alcune brillano come il sorriso
altre luccicano come le lacrime
Il sorriso aleggia , gioisce
ma trema quando pensa al domani.
Così io non sono mai né triste e né felice
ma sempre tesa ed angosciata
per quel sarà …chissà come sarà.
Antonia Scaligine




Bacio
Quando stai per lasciarmi
E mi saluti,
e ci congediamo,
sempre ti avvicini,
e mi dai un piccolo bacio,
che mi piace sempre;
avvicini le tue labbra calde
e sensuali alla mia bocca,
e sento il tuo tocco su di me,
e ripenso al primo bacio,
tra noi,
quella sera d’estate,
e mi pare ieri,
e questo amore che
ancor mi dura,
il tuo bacio
il tuo amore.
Stefano Medel

Il gabbiano
Con voce roca e con volo soave
tra le distese azzurre d'armonia
canti l'amor come chi cerca, grave,
lo sfogo al suo dolor nella poesia.

Qual onda che riversa sulle cave
grotte sommerse l'intima energia,
tu replichi nel volo tra le bave
del vento l'ispirata fantasia.

Da zenit a nadir, tra cielo e mare
stanno i poli concessi alle tue danze
ove tu effondi quel tuo roco verso.

Tra il sogno e la realtà le rive amare
date a noi, cercatori di speranze,
tra gli ignoti sentier dell'universo.
Santi Cardella

'O mare e 'o viento
Che musica me sona
stasera'o mare!
L'orchestra sta ncielo
tutt'appriparata cu e stelle
e cu na luna janca.
Nu sciato e vient',
chianu chianu,doce doce,
te scongeca e capill'.
Comm'si bella,cu sta vocca
rossa si bella chiù e na rosa.
Zitto'oj core,nu parlà,
o saccio pur'io,ca so ricord'antichi.
Tu me dici ca so bugie,
ma sient'a me so meglio da verità.
Io ce penz'ancora,
essa nun me penza chiù.
Lassamme sta,stamm' perdenno
o suon,stammece allegri.E comme se fa!
Sta musica e stu vient,
mpazzì me fanno, core mio.
E chiagn'e rido,
amare so sti lacrime.
Core,core mio l'ammore
senza ammore,
sai che re? Na sagliuta
ca nun fernesce maie.

15012019
silvio canapè

Estroso artista
Come fratello maggiore ti sei palesato, e fin
dal primo impatto, per il tuo gioioso vivere
attratto sono stato e sorpreso quando nelle
traversie di vita nulla ti abbia scoraggiato.

Fosti maestro ad insegnarmi l'arte ed è per
tuo merito che nel tempo mi sia formato
e nei lunghi anni di meticoloso impegno,
con forza, dove avrei voluto sono arrivato.

Un artista stravagante, estroso, e con spiccato
senso d'umorismo ti sei sempre mostrato, e mai
indietro ad affaticar le braccia ti sei tratto
a costruir d'arte l'ingegnose e criticate opere
per le quali anima e corpo hai messo in atto

Quando bisogno di te ho avuto, nulla mi hai
negato, per cui sempre conserverò tributo; ti sei
adoperato affinchè sicuro futuro mi fosse toccato
e dimenticar non potrò la fiducia che mi hai dato.

Difficile rassegnar mi fu alla tua scomparsa, e il
pianto trattener per molto tempo non ho potuto
poiché da immenso dolore fui colpito; di fatto,
pensato non avrei che dentro me riposava un affetto
da ritener che una parte di mia vita con te sia volata.

GRAZIE MIMMO
Arturo Guzzardi

L'Odio 2
Un nemico è morto
forse due
non son sicuro
fuori è tanto scuro...
corna di bue!
so attento
cammino corto.
Bel sentimento d'odio
illanguidisce le livide ferite
ecchimosi cutanee da cadavere
d'assurdo color del cielo nero.
Sul taglio stendo Dio
qual iodio asettico vermiglio
sulle dita guardo la caduta dell'impero
di quel pensiero che mi fa eterno
in un lungo inverno
che scalda il cuore
che sotto la neve non duole.
Oggi ho pianto
e domani piangerò
nessuno è morto
nessuno morirà
nel bianco, viole.
Dio è risorto
ne sento il canto
sento l'acuire del dolore
fa buio
non ci vedo lo sento non si vede
chiudo occhi e casa
prima che d'amor di Dio sia invasa.
Voglio il Male
lo salverò
depurato d'aceto e sale
aspetto
l'odio mi fa forte
mi regala l'Inferno
e le mie prede.
enrico tartagni

L'innocente
Dal ventre del mondo c' osserva l'innocente,
onnisciente oblio di coscienza,
fusa in eterna passione.

Un suono silente accarezza il suo io,
raccontando di vite lontane e future.

Dal ventre del mondo rinasce la memoria,
portando lontano le verità della storia:
un suono frenetico accompagna il suo andare
e dal ventre del mondo ci continua ad osservare!
Dario Sanseverino

Il rimorso
Il rimorso è come una frustata
d'improvviso ti prende e il cuore assale
e, più pesante d'una tonnellata
d'angoscia preme la mente e ti fa male.

Riflette sulla vita già passata
e non tentenna mai, sempre è puntuale,
annota sia in uscita che in entrata
quanto sei stato un dì superficiale.

Ti riporta gli affetti che hai perduto
l'aver donato poco allor t'affanna
ancor di più il distacco che hai tenuto

verso l'ansia assillante d'una mamma
a cui più volte sei rimasto muto
pur sapendo che lei giammai ti inganna.

- Sonetto
(Donnas 14.5.2018 – 20,14)
Salvatore Armando Santoro

9
Riesserci

in noi con noi come un
riesserci

spessore davamo alle
emozioni

cercavamo lo stupore

e lo stupore era Dio *

* da un'epigrafe

Da: Casa di mare aperto, 2009
Felice Serino

83. Fiori
Fiori di carta
espressione del pensiero
fiori di pietra
la bellezza di costruire
fiori di metallo
arte col motore
e fiori di plastica
oggetti da riciclare,
la Città è un fiorire
di forme e colori
che sembrano esistere
in un sogno effimero,
ma è tutto un evolvere
perenne mutare
e come i fiori
son frutti futuri.

Da Terzo diario poetico
Francesco Soldini

 


Poesia consigliata
-Leggi le altre-

 



 

Prima poesia dei poeti del sito pubblicata da poetare.it

Dal tempo rinsecchita
sui rami
Il vento che annuncia
l'autunno mi stacca
vibro m'innalzo ricado
striscio rumoreggiando
sull'asfalto polveroso
Torno ad alzarmi
ricado struscio
Un tempo remoto
mi chiamarono
tenera foglia
Pupilla di giovane donna.

07092008
silvio canapè
Pubblicata il 18 settembre 2008
 

Permitte divis cetera (Orazio, ode IX)

Vides ut alta stet nive candidum
Soracte nec iam sustineant onus
silvae laborantes, geluque
flumina constiterint acuto.

Dissolve frigus ligna super foco
large reponens atque benignius
deprome quadrimum Sabina,
o Thaliarche, merum diota.

Permitte divis cetera, qui simul
stravere ventos aequore fervido
deproliantis, nec cupressi
nec veteres agitantur orni.

Quid sit futurum cras, fuge quaerere et
quem Fors dierum cumque dabit, lucro
adpone nec dulcis amores
sperne puer neque tu choreas,

donec virenti canities abest
morosa. Nunc et Campus et area
lenesque sub noctem susurri
composita repetantur hora;

nunc et latentis proditor intimo
gratus puellae risus ab angulo
pignusque dereptum lacertis
aut digito male pertinaci.
   

Guarda come sta candido il Soratte
per l'alta neve e i boschi affaticati
non ce la fanno a sostenerne il peso
e per il gelo i fiumi son bloccati.

Scaccia il freddo ponendo sopra il fuoco
legna abbondante e versa generoso,
o Taliarco, il vino di quattr'anni
prelevato dall'anfora Sabina.

Lascia il resto agli dei, che hanno appena
placato il vento che spazzava il mare
e guarda come adesso né i cipressi
né gli orni antichi sono più agitati.

Non indagar ciò che accadrà domani
e se la sorte ti dà un'altro giorno
prendilo in dono ma non disprezzare,
fanciullo, i dolci amori né le danze

finché sei in fiore e da te sta lontana
vecchiezza fastidiosa. Cerca adesso
il campo Marzio e i luoghi più propizi
per i sussurri all'ora prefissata;

adesso cerca il riso che rivela
la fanciulla nascosta che t'aspetta
e strappale dal braccio o dalla mano
il pegno per un altro appuntamento.

Santi Cardella
Pubblicata il 21 dicembre 2012

Prime poesie ripubblicate


Racconti e testi vari

 

 


 

 Commenti - Poesie consigliate



 

 

Torna su

Poetare.it © 2002