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Poesie pubblicate il 29-30 Maggio 2020

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Poesie d'esordio
 
Dall'alba al tramonto
I colori della vita
sono racchiusi nel mistero
dell'universo.
Nasce il nuovo giorno
e i colori si trasformano.
Nella giovinezza
c'è la gioia della vita
si ride, si gioca
con gli amici
tutto è bello perché
si è felici.
Fra fiabe e favolette
si sogna e si cresce,
si scelgono gli amici
più sinceri.
L'orologio non si ferma,
il tempo scorre veloce
e la vita ti travolge.
La realtà prepotente
si fa avanti e prende posto.
Giunge la sera,
qualche sogno si realizza
qualche altro va a fondo
Ed ecco che arriva:
Il TRAMONTO
Rosetta Greco Garilli

Poesia pubblicata l'1 ottobre 2009


 


In memoria di Guido Sartori …+ 25 maggio 2020

Stavolta non ti servirà la lente,
né che scrivessi a lettere giganti.
Lassù, dove si vive eternamente
ti guideranno gli angeli coi santi.


Arrivederci, Guido!
Avessi da abbinarti un qualche fiore,
sceglierei certo quel che a te s'addice:
un giglio, ché - quel bianco suo colore
ben si combina con la tua matrice.

Ch'è chiara, è onesta, e parla con il cuore.
E cerca il giusto, e il bello e benedice
pace…famiglia…orgoglio…fede…onore.
Sempre pel dialogo … mai aizzatrice.

Della natura osservatore e amante,
e dell'arte e più ancor della poesia
che: "Questo mondo avido e arrogante

salverà!" - dicevi - pien di speranza.
E or tra gli angeli, e Gesù e Maria
di versi potrai farne in abbondanza!

Qui, in sospeso è rimasta
la poesia cui avevi dato il via,
sul destino che tutti ci sovrasta.
(la finirai lassù…con il messia).

Sarà come un seguir, diversamente,
a stare con Teresa, moglie e amica,
e con la vostra cara Federica,
entrambe amate assai teneramente.
Armando
Armando Bettozzi


Sfugge la vita e corre
Sfugge la vita e corre.

Noi arranchiamo piano
volgendo l'occhio triste
al nostro passato.

Volti sbiaditi
tornano a turbare
serenità acquisita
con emozioni intense
per gioie o per tormenti.

Caro fu il passato
vissuto e amato
caro è il presente
presagio d'un futuro
insospettato.

Il tempo ormai remoto
s'allontana
ci abbarbichiamo piano
coi ricordi
al tempo ormai perduto.

Giunge il tramonto
passerà la sera
brancoleremo al buio
senza una candela
con memoria smarrita.

Ciò che fu bianco
s'è tramutato in nero
e ciò che nero fu
assunto ha i colori
d'un arcobaleno.

Il film si è concluso
bisogna andare via
sgomberar la sala
per chi è già per via.

Alcamo, 16.04.2019 ore 08,30.

Da Miscellanea (mistura di sentimenti)
Marino Giannuzzo


La caletta
È stato come succede con i sogni
non è che puoi sceglierli d'un tratto
capita qualcosa che fa essere cullato
un'aria fresca come carezza dolce
un posto che da tanto hai cercato.
Un angolo di scogliera dirupato
all'apparenza pareva periglioso
ci sono sceso tenendomi aggrappato
all'erba secca, agli arbusti d'elicriso.
Una conca come una pozza azzurra
nella quale le rocce ci sprofondano
il vento gira al largo ma col Maestrale
le squassa tutte con violenti flutti.
Il rombo delle macchine è lontano
non è agevole per questo ancor più caro
c'è posto solo per due, si scende tenendosi per mano.
Ora che ci penso, da qui lei andò lontano.
Bruno Amore


Del poetar oggi il foglio é bianco
Guardo oggi quel che mi circonda
e confuso son tra verità e falso
quel che il verde dice essere
buono il rosso e il socio poi sicuri
gridano forte è la peggior cosa
l’azzurro balbetta e il suo dire
sull’argomento ecco non s’intende
anch’io vorrei dir come la penso
ma poi qual è il punto di riferimento?
Così oggi il foglio del poetar mio
rimane bianco che invan la mente
il vero cerca per cui il calamo non verga
giuseppe gianpaolo casarini


"Cala il sipario"
Non si trovano parole
per descrivere lo sgomento,
per narrare il tormento
che percuote il cuore.
Amico, compagno, uomo,
semplicemente Dario.
Indomito battagliere,
fratello sognatore,
gigante dell'italiana cultura,
maestro e giullare,
idealista che non voleva il male.
Il tuo teatro a memoria futura.
Semplicemente grazie!
Perché ho condiviso con te
arte, ideali, politica, cultura
tutte cose enumerate ad una ad una.
Ed allora di nuovo grazie!
Per la gioia, la tanta gioia
e la speranza, la tanta speranza.
Non si trovano parole questa sera
per far capire chi eri.
E allora un semplice saluto
e poi rimarrò muto.
Ciao Dario, cala il sipario.
Ciao Dario: artista , attivista, intellettuale.
Ciao Dario, mio simile, mio amico.

A Dario Fo
13/10/2016
Cristiano Berni


Vuoto
Cerco nell'aria
un profumo nuovo
aleggia distratta
una rondine in volo
sprofonda nel vuoto
ma presto si rialza
vorrebbe urlare libertà…
Antonietta Ursitti


Luci nella brughiera
Luci nella brughiera e all’orizzonte
da questo poggio spazio fino al mare
godo gli spazi che mi stan di fronte
come un assiuolo proverei a volare.

M’annaffierei nel fresco d’una fonte
che in questi boschi è facile trovare
acqua che ancora scende giù dal monte
che aiuta bestie e gente a dissetare.

Ed il silenzio questo borgo affoga
infonde in cuore un senso di sereno
or non mi serve praticar lo yoga

in questa pace l’animo incateno
degli affanni lo spirito si sfoga
senza ascoltare chiacchiere e veleno.

Mi illudo che finita sia ogni guerra
presto ritorno con i piedi in terra

ché un volo cupo su nel ciel rimbomba
e il frullar d’ali non è d’una colomba.

- Sonetto ritornellato
(Boccheggiano 22.01.2019 – 13,12)
Armando Santoro


Donna sarai
Cara, oggi ti scrivo
il poema della vita
quando domani tu
Donna sarai.

Questi versi leggerai
nel tempo che non
sarà più mio.

Sarai forte se crederai
in te stessa.
Sarai debole se ti fiderai
degli altri.
Sarai fedele alla vita
se avrai Fede.
Sarai madre solo
se tu vorrai.
Sarai moglie di un uomo
che dovrà essere uomo.
Sarai tutto quello che
tu vorrai.

Per me sarai un piccolo fiore
che sboccia nel prato
della vita.

Sarai amata, coccolata e
cullata.

Soprattutto vivrai in armonia
con il creato, se per un solo
attimo penserai al mistero
della vita.

Quando domani in te
una vita crescerà
allora tu
Donna sarai.

Dedicata a Sofia, prossima vita mia.

28 dicembre 2019
Tonino Pisano


234
In una piega del vento

luce obliqua sui tuoi anni andati
sui tuoi fogli nell'aria sparsi

quale data incideranno
sulla tua lapide un giorno
non ti è dato sapere

ma sono degli uomini
le convenzioni
e scomodare kronos è eresia

rinascere in una piega del vento
senza guerre né odi
per la rotta del cielo

pindarici voli
che ti lasciano
le ali spezzate

Da Nell'infinito di noi
Felice Serino
 

Cuore bastardo
Veggente.
Preso dal mio Faro e dal mio mare.
Ho la compagnia degli scogli,
soldati muti contro la marea,
qualche albatro che pattuglia a caccia di vita tra onde
e nuvole scure come spume di birra,
ricche di profetici temporali cui dare ascolto,
se non già ebbro dopo lunghe giornate di ozio.
So di sale.
La mia pelle arde come la volontà del sole
e non mi adatto mai a questo nulla,
più lo cerco,
più lui m’ignora,
più vorrei e vorrei ancora,
appartenergli.
L’estate qui è estate.
Picchia duro la stella sulle rocce,
allegro il mare ma non troppo,
ha i vortici
in cui calarmi sarebbe mortale
eppure è un invito.
La mia pelle parla di un amore da non scordare.
L’inverno invece, beh l’inverno è puro sogno.
Aria statica che preme sull’orizzonte in combutta con la tempesta.
Sotto metri di gelo,
di pochi colori,
col il vento libero quasi avesse sempre voglia di fare il turista.
D’inverno esco poco … il necessario.
Faccio raccolta di sogni e pensieri,
mi disarmo completamente.
Qui non sono un sopravvissuto - sono un uomo.
Paziente.
Resiliente.
Sognante.
Mi parlo spesso, non butto nulla nemmeno i pensieri più stupidi
di cui rido mentre bevo caffè
che sanno di oriente.
Ho bisogno di poco per fare battere il cuore.
Non ci sono serpenti ma molti gabbiani
cui non nego il volo,
e navi, molte navi che vanno al loro dove
fino a sparire dietro un fumo grigio rosa
di altra neve in arrivo
per farmi felice.
Il mare è vedovo di stormi
lo lascio alla sua malinconia
ai tumulti e alle rabbie
finché non torneranno gli astri
a fargli ridere i flutti …
Ho un Faro.
Un occhio sul mondo sopra e sotto.
Ho guadagnato il suo rispetto,
nulla di suo mi appartiene.
Lo nutro di brame umane.
Mi seduce come un re che ti concede una parte
del suo regno.
Lui è nudo.
Io sono nudo.
La nostre pelle sotto il sole,
la nostra pelle al vento,
davanti al mare,
i nostri cuori
fino ai limiti
parlano persino ai cosmi,
certo un parlare umano
di storie di marinai poeti,
di vanesi cercatori di tesori,
di principesse da salvare,
e di amori su isole sperdute,
dove non arriva nessuno senza invito.

Qui non si compra niente.
I viveri son pochi o quanto basta
per campare dietro un buon libro,
l’aria ti assorbe
l’oceano è l’unico rumore che senti
ma se vuoi cantare puoi farlo a squarciagola,
farai la gioia dei fantasmi.
E non hai paura? mi domanderesti.
Certo il buio qui non è leggero.
Di notte a volte grido come Mozart
contro i nessuno che sbattono sulle finestre
e mi prende come un delirio da palcoscenico
facendomi salire tra le turbe oscure degli spettri
alla cima, alla luce
dove m’acquieto e dormo.
Ho un Faro.
In lui il mio cuore.
Sarà di altri un giorno e non lo nego
sono geloso – ma ciò che durerà in eterno
saranno le cose che abbiamo appreso entrambi
mentre ci negavamo l’importanza.
Nella carne sono rimasto marinaio
freme in me la voglia di pigliare il largo fino alla fine
poi alzo lo sguardo e fisso l’occhio
che nasconde chissà quante storie di uomini come me
dei nessuno …
il mio Faro mi ascolta
ed io gli insegno come una musica
quando tutto è calmo,
quando i mostri lontani,
come siano i battiti di un cuore.
Al Faro resto,
non dirlo a nessuno
dove abito,
qui la fama non esiste
esistono solo i sogni
e chissà quant’altro …

milky way man
Jacqueline Miu

Ammira i quadri di Jacqueline
 

Artificiere
Ricordo: era una primavera fanciulla.
Luce fioca trafiggeva la tapparella.
Il timido sorriso nella penombra
della stanza.

Il delirio senile della febbre a quaranta.
Nel giaciglio della casa contadina, il
reale sogno dell'artificiere raccontasti.

Parlavi della lontana America, e
della militare prigione.
Fanciullo e imbarazzato, il
racconto nell'ombra della camera

rimasi ad ascoltare; incantato
emozionato. La sognata
allucinazione del passato, ricordo

aveva reso vero l'incredibile sogno
dell'artificiere perso nel mondo:
nella Seconda Guerra Mondiale.

Con tenerezza rammento il
frammento del dolce racconto.

Ricordo: il tuo sorriso febbricitante
nelle ore di febbre; eccitante
scheggia della tua gioventù

nell'ormai canuta e rugosa pelle.
Ti aveva segnato
la guerra, e tu la sognasti come
tornata.

Riposa in pace, contadino
artificiere; ha ingannato
anche te la vita!
Alessio Romanini


Sono curioso
Vissi in un tempo
quando il miele scorreva
in fiumi ameni
dove manna pioveva.

I mari azzurri
rallegravano il cuore,
ebbi e donavo
grandi sogni d'amore.

Oggi una nube
par confonder la strada,
segna un cartello
terminale contrada.

Tempo rimane
per pensare a quell'ieri,
quando correvo
su ubriacanti sentieri.

L'oltre intravedo,
sì ne sono curioso.
Nulla rimpiango
del mio tempo fruttuoso.
Piero Colonna Romano


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