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Poesie pubblicate il 29 Ottobre 2020

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L'amore - La donna - Morte dei propri cari - Affetto per i propri cari- Tristezza e solitudine - Il dolore - La nostalgia - Racconto di un episodio - La natura - Gli animali - Gli oggetti - I desideri - I ricordi - Il poeta e se stesso - Il poeta e i luoghi - Il poeta si diverte -


 
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Poesie d'esordio
 
Sapore di inverno
Ho perso il mio cuore
Dimenticato o cancellato…
Da tempo come un’acrobata smemorato..
Fa male

Qual’ora ti nasconde..
ti prego ora non farti trovare
perché più d’ora non potrei aspettare..

Fa male
Il mio cuore di maiolica antica
Appassito da grappoli di rugiada
Anche se è più.
Ed è più
per te.
Alessandra Piacentino

Poesia pubblicata il 7 settembre 2004


 


345
Dell'eden

proiezione sei e lamento
come d'animale disperso


a trapassarti una spada di luce


riflesso di Vita vera
se dell'eden
ti abita solo
quella vaghezza come in sogno

Da LO SGUARDO VELATO, Asimmetrici voli
Felice Serino


Duello rusticano
Ero proprio un ragazzino
non più di quattordici anni
e stavo appresso a una
fanciulla del posto
più o meno della mia età.

Chiamarlo amore sarebbe
troppo e non rispondente al vero
invece forse era un gioco
amoroso con solo qualche abbraccio.

Un giorno, camminando in una viuzza,
quattro ragazzi del paese m'incastrarono
e gridando di non toccare le locali ragazze
mi presero a pugni.

Ne uscii con un occhio pesto
che nascosi per un mese
con gli occhiali da sole
e accettai il consiglio.

Passò il tempo, anche lei divenne adulta
e sposò un meccanico del luogo:
Gemma si chiamava e la rividi
anni dopo in officina.

Né io né lei ci riconoscemmo
ma mi sovvenni del pugno preso
e avvertii un fastidio non all'occhio
ma dentro di me, una ferita nell'orgoglio

mai evidentemente rimarginata
un sapore d'amaro che solo
allontanandomi e ridendo di me stesso
s'addolcì per restare solo un ricordo.

Da Un paese tra i monti
Renzo Montagnoli


I giorni del virus - Nuovi allarmi contagio post riapertura, luglio 2020 --- MA ORMAI è ARRIVATO A ESSERE OPEGGIO DI PRIMA! Quasi novembre 2020

Risarcimento danni…
Cin-cin-cin, Cin-ciao-lin,
Chon-ta.giò…e Pan-ho-lin…
Cari amici miei d'Oriente,
il contagio contingente
che nessun! qui ha chiesto mai,
dal Paese del Catai
c'è purtroppo pervenuto.
E nemmeno date aiuto…
Ma neanche vi abbassate
a dir "Cari, ci scusate?"….
Stabilisce il tribunale:
"Chi procura ad altri il male
pur se neanche un po' voluto
è soggetto a un contributo…
a una pena da espiare…
ad un conto da pagare…
poiché un danno va rifuso!
Pur se ogni odio viene escluso.
E di colpe voi ne avete!...
Ma se mai non lo sapete
rinfreschiamo la memoria…
L'iniziar di questa storia
ce l'avete secretata…
Solo a pandemia avanzata
ce l'avete rivelato
che era tutto contagiato.
Ed a monte ci sta il fatto
d'un'igiene adatta al…ratto!
Per non farla troppo lunga,
informale appel vi giunga
cari amici cinesini,
a rifondere destini
di milioni di persone
che han cambiato d'espressione…
che tra sé son "diffidenti"…
pur tra amici e tra parenti
pel terrore del contagio:
nessun più - qui - è a proprio agio.
Pure, colpe, ha da espiare
chi qui ancor s'ha da scusare
per avere fatto il ganzo
invitando a andare a pranzo
dagli amici cinesini:
pollo, mandorle, involtini…
E con gran disinvoltura
abbracciarli!! Che sventura!
Ma…meglio è, mortal cinismo,
che …(inesistente!)… razzismo!
Armando Bettozzi


2021 odissea
Si andava a piedi da Lodi a Milano
con il bavero sporco di sugo,
faccia in fretta ché ho il pollo sul fuoco,
mezzo litro e mio nonno è 'mbriago.

Le convivenze forzate armano i denti
levigati dai bite,
con quanta facilità le bambine ridono
degli sputacchi dall'apparecchio
(a palombella nel bicchiere d'aspirina),
l'assalto delle formiche a uno scorpione di gomma:
servono una lente e un binocolo.
Impossibile credere all'inquilina
stronza in un abbraccio materno,eppure...
ho ucciso il pesciolino rosso con il pane contro tutte le avvertenze del commesso.
Veramente,non ti facevo così seria,
il tappeto del cane in lavatrice
e le frottole per saltare il compleanno,
il campanello di zalando,
arriverà l'inverno senza infamia e senza storia.
Alvaro Brunello
 

Chissà
Chissà se 600 milioni di anni fa...
si chissà se e quando il primo
occhio di un animaletto insulso e ignoto,
marino o non marino,
anfibio o terricolo,
si aprì fece rumore...
Un pop da pocorn,
un tac da scatola che s'apre
o un bum da fuoco pirotecnico.
Si aprì.
E "vide".
E basta.
600 milioni di anni fa, si, nel Cambriano.
Un anniversario.
Quel giorno morì
l' Immaginazione.
Ma lui o lei, non lo seppe mai.
quantummechanics


Messaggi
L’amore a volte timido s’affaccia
provi emozione per una cara amica
che in rete ti saluta giorno e sera,
un lieve segno del suo affetto traccia.

Ci scavi dentro e cerchi di capire
se quel saluto nasconde un interesse
un cenno a una passione che matura
che a svelare non si ha forza e ardire.

A dichiarare amor ci va coraggio
molto si indugia su quel sentimento
e si nasconde spesso per vergogna
di quell’affetto poi si resta ostaggio.

Però confonde, poi, chi cerca affetto,
chi indugia a far fiorire il sentimento,
che forse un altro cuor fa emozionare,
che poi anche lui nasconde in un cassetto.

Appassisce così come una rosa
la passione che stava maturando
e l’ape più quel fiore non corteggia
né la farfalla in volo più si posa.

(Boccheggiano 02.05.2020 – 12:08)
Armando Santoro


Sbianco dal sole
Destano al canto
gioioso gli uccelli
sui rami nei viali
al richiamo del giorno
la luna si sveste
sui languidi sguardi
sugli occhi appannati
bianca al riposo
ed il corpo denso di umori
carico di sete
rosso di passione
rabbrividisce al chiaro
sbianco dal sole

Dal libro di poesie "Alba senza luce", ottobre 2019
Rosino Maranesi

There’s a time …
There’s a time to go
There’s a time to come
Now the time to go has come,
the time to come has gone

Let’s hope today
The time to come will come some day
The time to go wil never come again
TEMPUS EST …

Tempus est eundi,
tempus est veniendi
Nunc tempus eundi venit,
tempus veniendi, ivit

Nobis spes hodie sit
Tempus veniendiin venie tilla die
Tempus eundi numquam rursus veniet.
Carlo Chionne


La finestra della vita
Dalla finestra ermetica, era
per l'antico lockdown,
adesso respiro l'autunnale
stagione, che dipinge il
parchetto.
Oscillano ingiallite
foglie di tiglio.
Pigramente oscillano
languendo
la ventura stagione.
Pupille meravigliate
nel cambiar del prato,
nelle panchine invecchiate,
nell'erba di foglie fiorito;
guardando
il sorriso del passante appassito.
Il volto coperto
prigioniero
della virale mascherina.
E tutto osserva, il
ciglio smarrito:
la fuggita bellezza
dell'esistenza migrata.
Bellezza ritrovata
nel bruire
dell'amore per la vita!
Alessio Romanini


"Canto per Eco"
Come l'onda, come l'onda scorre sulla rena,
passerò il mio tempo, il mio tempo per te.
Ogni passo perduto, perduto e cancellato,
in ogni parola scritta, io in te ritroverò.

Come nuvole, nuvole sulla mia pena,
danzerà il tuo corpo, il tuo corpo su di me.
Ogni bacio donato, donato e ricambiato,
rosa fatta poesia, solo in te pianterò.

E picchiano le ore sul cuore mio malato
lacerano lo spazio di nera fantasia;
ma Eco, la mia dolce Eco, adesso fuggirà,
e tra le braccia di Giove, riparo troverà.

Era, mia cara Era, il tempo è ormai passato,
di coriandoli hai reso ogni mia poesia;
non sai com'è tenera, e come tenera sarà,
ogni rosa che, l'anima mia, ancor canterà.

27ottobre2020
Ben Tartamo


-traduzione in spagnolo-


"Cantando por Eco"
Como la ola, como la ola fluye sobre la arena,
Pasaré mi tiempo, mi tiempo para ti.
Cada paso perdido, perdido y borrado,
en cada palabra escrita, la encontraré en ti.

Como nubes, nubes sobre mi dolor,
bailará tu cuerpo, tu cuerpo sobre mí.
Cada beso dado, dado y correspondido,
La rosa hecha poesía, sólo en ti la sembraré.

Y latir las horas en mi corazón enfermo
destrozar el espacio de la negra fantasía;
pero Eco, mi dulce Eco, ahora huirá,
y en los brazos de Júpiter, refugio encontrará.

Hera, mi querida Hera, el tiempo ha pasado,
de papelillos que has hecho todos los poemas que he escrito;
no sabes lo tierno que es, y lo tierno que será,
cada rosa que, mi alma, cantando seguirá.

27 de octubre de 2020
Ben Tartamo
 

Kiss and Crisantemi
porterò in chiesa le mie ferite d’amore
troverò una candela che esorcizzi il buio
quello che piglia tutto il mio dentro quando chiudo gli occhi
se necessario per ogni mia debolezza chiamerò l’esorcista

farò poco rumore per non destare il capricorno che dorme in vetta
gli lascerò i sogni vicino alle nuvole
ad occhi chiusi camminerò per la città in pieno autunno
cercando di sentire col sangue coi sensi con lo stomaco … la tua anima
la strega ora è chiusa nel seno sinistro
bolle cose per incantesimi nel suo immaginifico calderone
è nuda … pelle nuda … fica nuda … gambe nude … occhi splendenti
ama ma tace al cervello che non capisce nulla di magia
lo mente
lei mente l’idiota
che vuole capire tutto
mentre i sensi la proteggono dalla brutta malattia della ragione
lei disegna
cerchi di fumo dolci dallo zucchero fritto
buffi mostri di spuma d’uovo col capo a meringa
filigrana di salive ubriache di vino rosso invecchiato millenni
che lascerebbe sulle tue labbra se non fossi assente

tempero una matita
ha la punta come la torre di un castello pronta a crollare
col pollice faccio leva e cadde
com’è delicato il ricamo
com’è delicata la bellezza
e mi viene da gridare il tuo nome
viaggia nel tempo fino all’ultimo incubo
fino all’ennesimo risveglio … sola
è così acuto che trema persino l’ultimo fiato delle foglie
s’infila nelle radici umide e tubercolate degli alberi
ma il mio grido per svegliare il tuo cuore dal mio Balmoral di piogge stinte
serve solo a salutare Ottobre
il buio m’è caro amico a cuccia il cuore
il fango s’ingrossa
annegano i marciapiedi le statue abbraccia lampioni
addormenta falene
lava con altro nero le croci le tombe coi loro tesori
la mer che Charles Trenet riporta con sé dal mondo dei defunti
non è più blu …
la mia carne senza il tuo tocco
non è avola piena ma solo una manciata di briciole
tenute insieme dalla speranza

Ternes quartiere di 17° arrondissement di Paris
pochi balconi coi fiori anche questi avvizziti
camere anime cose … in sfratto da fortuna
qualche superstite al reale
me inclusa
Avenue Stéphane Mallarmé
boulevard che ha barattato la gioia del biscottificio Frissè
con un ATM di gran nome
chiudo casa … esco
le scale odorano di cane bagnato
trattengo il respiro
un gatto come un obelisco nero mi guarda dal quarto gradino
sulle chiappe di cenere ha un cartello trasparente “sono maledetto”
mi fissa bene la bestia _ chi ha paura di me è idiota?
penso con la sua testa
con danza degna di Fred Aster circense salto dal terzo al terzultimo gradino
… già al portone col Diavolo che pensa di salire ad altre case
dove dannare far tremare indiavolare i maledetti

scappo dalla corruzione dei monopoli
sembra un ballo in maschera
il pianeta è un grande cimitero
cerco rifugio nella mia mente
gli occhi contano i numeri civici
emergo e m’immergo nell’immaginario una stalla con squittii
nitriti
ansimi
odori acri
acidi ma anche di fiori appassiti
di fieno
di ruggini e pellame
l’amore che ti porto è qui dentro
ha un odore animale
odora di vita
probabilmente è come un barbone che s’è rifugiato al caldo
potrei io negargli asilo
potrà lui liberarsi dalla strega

sto portando al cimitero offerta di crisantemi
non li metterò sulle loro tombe ma su qualche croce dimenticata dal tempo
senza un nome
per dire … qualcuno ti pensa
odoro di morte come loro
ho il peso della gravità sulle ali
e nella carne il verme che già mi divora t’ama
sa che saremo suoi un giorno
non vede l’ora io ti sposi

ho aspettato che aprisse un bar
il gestore anche lui mascherato
forse chiuderà per fallimento … il suo caffè mi mancherà
sotto la sua tettoia abbiamo limonato per la prima volta la prima notte
m’accompagnavi a casa a piedi …
la notte in cui t’ho ubriacato col mio corpo
in cui ti ho versato in gola il fuoco della donna
con le ansie
i capricci
i cicli lunari
i bronci
regolati col reale perché appena chiusi gli occhi
avrai soltanto una chimera da sfamare

questo corpo
questa f….ca
questo sangue
questi occhi
io ti guarirò dalla cecità del notturno
riparerò il mio ventre
per le tue mani
non mi darò ai ricordi senza il tuo corpo
scriverò in nuovo sudore alla femmina
perché si desti per concepire i tuoi angeli
e nei viaggi sopra i tuoi fianchi ora rimasti alla noia
volerò amazzone i tetti dell’intera città indebolita
impaurita
terrificata
decimata dal Cerbero rilasciato da un diavolo umano
per dirti sulla bocca che aspetta asciutta … i miei baci
ti amo

piove foglie di ruggine ovunque m’ubriaca l’autunno
tu taci come un granchio che usa le chele per dire la sua
eppure Parigi è bella nonostante il male
gli incendi
i depravati
la povertà
le ribellioni
non puoi non volere l’amore quando l’amore ti nutre

tirerò le corde delle campane di mezzanotte
mangerò ostie davanti ai vampiri risorti
dirò preghiere alle stelle a voce bassa
lasciando alla bestia in me che ti vuole
le sue febbrili corse per l’immaginario

amore sono scostumata bagnata sfrontata libera
posso vedere i Re le Regine i poeti le loro amanti che escono
dalla Senna
cantano si pigliano a risate fissano la storia la deridono ci deridono
poi si congiungono in un modo umano … peccaminosi

siamo a Parigi
dove tutto brilla
nonostante sia notte sia tutto alle ombre
io donna _ ti sento

Poems of Lust for Lovers
VM18
Jacqueline Miu

Ammira i quadri di Jacqueline


Se pur …
Se pur…una preghiera alimenta la speranza
ci chiediamo : ma quale futuro ci attende?
Se pur… c’è la luce raccogliamo il buio
se pur… c’è la notizia raccogliamo confusione
Siamo circondati da trasformisti
un po’ leoni , un po’ camaleonti
Siamo in una scuola di solitudine
chiassoso è diventato solo il silenzio
Tra noi solo distanza di pareti e muri
nei taciti accordi di squilibri e smarrimento
La zizzania politica cresce
non ci consolano le notizie
e noi spettatori restiamo immobili
tra movimenti di ansia e paura
e restiamo obesi solo di sconfitte
Sotto la maschera ci strizzano occhi falsi
e le nostre emozioni sono paralizzate
Che squallida “avventura “ stiamo vivendo !
Per volere di chi e per che cosa ?
Dentro svuotiamo paura e rabbia
dovremmo farci pecore o leoni ?
Affermare i nostri Sì e i nostri No
gridarli all’infinito del nostro essere
inglobato e prigioniero nella tela del ragno
di questo Covid 19 che di certo esiste
e sta distruggendo il mondo intero
Se pur … gli affetti e le amicizie
si nutrono di distanza e di lontananza
non ci poniamo più il problema
perché quello slogan, , sintetico e di impatto
forse un belvedere per l’umanità dolente
“tutto andrà bene” ha rotto …
sì , proprio quello, dove non batte il cuore .
Antonia Scaligine
 

La bufera
Dimmi che domani ci sarà bufera
di vento e pioggia e che il vento
priverà gli alberi della loro prole
tanto che resteranno orfani.

Dimmi che sarà impossibile uscire
a passeggiare perché la furia
del vento ci farà cadere a terra
e vedremo il nostro ombrello volare.

Dimmi che accenderemo il fuoco
e davanti a lui ricorderemo il mare
e sentiremo il suo respiro unito
al crepitio che fa la legna.

Dimmi che in questo modo il passato
brucerà insieme a tutti i ricordi tristi
e noi vivremo solo il nostro presente
fatto di mani e labbra che si cercano.

E mentre la gatta fa le fusa
noi saremo lontano... lontano
di tutto ignari, consapevoli
solo di esserci... lì...solo noi due.

25 Ottobre 2020
Sandra Greggio
 

Epitaffio per un poeta
(…ripensando Spoon River)

Poeta sognatore d'illusioni
mosse guerra alla vita
e ne rimase ucciso.

Le sue poesie
andarono sprecate,
schernito fu da villanzon di strada.
Pur d'amore affamato e pur di vita
la pace e la virtù andò sognando,
per darle a un mondo bieco e disperato,
ma un dì s'accorse d'esser sbeffeggiato.
Così chiuse nel sale il suo cammino
e qui sussulta ancor
nel ricordare.

Or dorme, dorme e dorme
in turpe compagnia
sulla collina.
Piero Colonna-Romano
 


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