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Poesie d'esordio
 
 



Buona estate


 

Davanti una cattedrale
Trionfa il sole, e inonda
la terra a lui devota:
ignea ne l'aria immota
l'estate immensa sta.

Laghi di fiamma sotto
i dòmi azzurri inerte
paiono le deserte
piazze de la città.

Là spunta una sudata
fronte, ed è orribil cosa:
la luce vaporosa
la ingialla di pallor.

Dite: fa fresco a l'ombra
de le navate oscure,
ne l'urne bianche e pure,
o teschi de i maggior?
Giosuè Carducci


I puffini dell'Adriatico
Tra cielo e mare (un rigo di carmino
recide intorno l'acque marezzate)
parlano. È un'alba cerula d'estate:
non una randa in tutto quel turchino.

Pur voci reca il soffio del garbino
con oziose e tremule risate.
Sono i puffini: su le mute ondate
pende quel chiacchiericcio mattutino.

Sembra un vociare, per la calma, fioco,
di marinai, ch'ad ora ad ora giunga
tra 'l fievole sciacquìo della risacca;

quando, stagliate dentro l'oro e il fuoco,
le paranzelle in una riga lunga
dondolano sul mar liscio di lacca.
Giovanni Pascoli


Implorazione
Estate, Estate mia, non declinare!
Fa che prima nel petto il cor mi scoppi
come pomo granato a troppo ardore.

Estate, Estate, indugia a maturare
i grappoli dei tralci su per gli oppi.
Fa che il colchico dia più tardo il fiore.

Forte comprimi sul tuo sen rubesto
il fin Settembre, che non sia sì lesto.

Sòffoca, Estate, fra le tue mammelle
il fabro di canestre e di tinelle.
Gabriele D'Annunzio


Notte d'estate
Dalla stanza vicina ascolto care
voci nel letto dove il sonno accolgo.
Per l'aperta finestra un lume brilla,
lontano, in cima al colle, chi sa dove.

Qui ti stringo al mio cuore, amore mio,
morto a me da infiniti anni oramai.
Umberto Saba


Estiva
Distesa estate,
stagione dei densi climi
dei grandi mattini
dell'albe senza rumore -
ci si risveglia come in un acquario -
dei giorni identici, astrali,
stagione la meno dolente
d'oscuramenti e di crisi,
felicità degli spazi,
nessuna promessa terrena
può dare pace al mio cuore
quanto la certezza di sole
che dal tuo cielo trabocca,
stagione estrema, che cadi
prostrata in riposi enormi,
dai oro ai più vasti sogni,
stagione che porti la luce
a distendere il tempo
di là dai confini del giorno,
e sembri mettere a volte
nell'ordine che procede
qualche cadenza dell'indugio eterno.
E ora, in queste mattine
così stanche
che ho smesso di chiedere e di sperare,
e tutto il giardino è per me,
per il mio male sontuosamente,
penso agli amici che mai più rivedrò,
alle cose care che sono state,
alle amanti rifiutate,
ai miei giorni di sole...
Vincenzo Cardarelli


D'agosto
Avido lutto ronzante nei vivi,

monotono altomare,
ma senza solitudine,

repressi squilli da prostrate messi,

Estate,

sino ad orbite ombrate spolpi selci,

risvegli ceneri nei colossei...

Quale Erebo t'urlò?
Giuseppe Ungaretti


Torrefazione
Piazza di vetro ardente,
sollevata di colpo
negli alti forni del sole.
Papaveri di luce
avanti alle pupille.
Spille nel sangue.
D'intorno le case,
affondate
nei marciapiedi
liquefatti dal caldo.
Camminare evitando
colonne ubbriache di rosso,
sfondare col petto
semicerchi di solleone,
e invidiare l'ombra di un ragnatelo
ad un insetto addormentato.
Luciano Folgore


Debole sistro al vento
d'una persa cicala,
toccato appena e spento
nel torpore ch'esala.

Dirama dal profondo
in noi la vena
segreta: il nostro mondo
si regge appena.

Se tu l'accenni, all'aria
bigia treman corrotte
le vestigia
che il vuoto non ringhiotte.

Il gesto indi s'annulla,
tace ogni voce,
discende alla sua foce
la vita brulla.
Eugenio Montale


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