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Poesie pubblicate il 9 Aprile 2020

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Poesie d'esordio

 
Occhi
Quante volte avrei voluto tuffarmi
In quegli occhi ricolmi di delizie
Per poter godere
Di quello scintillio di innocenza e ingenuità
Che tanto desio d'amore hanno ridestato in me

Quante volte avrei voluto rubarli
Custodirli per sempre nel mio cuore
Alienandoli da perfidi ladri di splendore
Che un dolce e sincero amore ti donava

Quante volte avrei voluto far mie le tue lacrime
Fin quando l'infido dolore di speranze tradite
Scappando via in inferi a lui dovuti
Permettesse lo sbocciare di vividi fiori di felicità
In quello sguardo così ferito

I tuoi occhi sono lo specchio di un mondo migliore
Ed io mi ci voglio riflettere per l'eternità
Julian Carrera

Poesia pubblicata il 13 aprile 2007




Lì nel nido un segno di speranza
Le due tortore che nei dì passati
tubavan allegre in su del basso pruno
il nido han fatto or lì nell’incavo
di una una forcella del vetusto tronco
dell’alto tiglio, all’animo che triste
in queste ore dolcezza danno il covar
della femmina quel suo capin che muove,
la continua spola del compagno suo tra
la piccola lor dimora e gli ampi spazi
e l’erbe a cercar al viver il sostentamento
che qui tra poco schiudendosi le uova
luce troveranno nuove vite, questo forier
sia di speranza e d’augurio, in questa Santa
Settimana che alla Resurrezion porta
di Cristo dall’avello, che cessato il flagello
mortal ecco del viver morto la resurrezione!
giuseppe gianpaolo casarini


Il destino dell'uomo
negli occhi di un bimbo

Negli occhi di un bimbo
ho visto la meraviglia.
Negli occhi di un bimbo
ho visto Dio, l'anima pura
nuotare negli oceani
andare a spasso con
l'innocenza.
Negli occhi di un bimbo,
ho visto Dio volare su
fiumi, mari, valli, deserti,
foreste e tutta la creazione.
Ho visto nella profondità
degli occhi di un bimbo,
che Dio nasce ogni giorno
e ogni giorno muore.
Negli occhi di un bimbo
ho visto il Suo messaggio
d'amore ignorato.
Maurizio Mazzotti


Una nuova primavera sotto un'altra Luna
una nuova primavera sboccerà ai nostri piedi
ti dirò amica mia accanto a me siedi
stammi vicino se puoi abbracciami
come in quella canzone
non dirmi lasciami
vorrei con te la Luna ed il suo alone
e mai penserò di lasciare questa notte e le sue stelle
se il tuo respiro consuma il mio
se le tue mani snelle
levigano di carezze la mia visiòn di dio
la nuova primavera ci lascerà fiori tra le mani
e ti dirò amica mia non aspettiam domani
enrico tartagni


Cade la neve
La prima neve cade
poggi e viali imbianca
colora la collina
e tutta l’infarina.

Imbianca anche i pensieri
e già Natale arriva
arrivano i barconi
non sono più terroni.

Sopra vi sono distese
persone disperate
scappano dalla guerra
cercano pace in terra.

Ma noi chiudiamo i porti
degli altri non ci importa
muri e barriere alziamo
Natale festeggiamo.

Ma in fondo che possiamo
da soli ancora fare?
Possiamo aprire il cuore
e una carezza dare.

(Boccheggiano 16.12.2019 – 12,21)
Salvatore Armando Santoro


195
Dall'oblò

la poesia quella di lungo
respiro dà vertigine

è come
prendere il mare e non vedere
che l'orizzonte e mai la terra

le immagini vedi dall'oblò
del cuore sovrapporsi
fare ressa e

infine sbarchi
boccheggiando
col mar di terra

Da Palpiti di cielo
Felice Serino


Un fatto, una poesia
da AGI.it, 28 marzo 2020
Far lavorare nelle aziende agricole, attualmente a corto di manodopera, chi percepisce il reddito di cittadinanza. E' la proposta del presidente di Configracoltura, Massimiliano Giansanti, che, intervistato dall'AGI, chiede anche maggiori aiuti al settore agroalimentare nei prossimi interventi del governo e la reintroduzione, solo momentanea, dei voucher per i lavoratori del settore.
Far lavorare nei campi chi ha il reddito di cittadinanza
Giansanti sottolinea che per utilizzare nel settore agricolo chi usufruisce del reddito di cittadinanza "andrà trovato uno strumento che possa consentire a queste persone di non perdere il diritto all'assegno, perché noi offriamo un arco temporale limitato rispetto alle attese sul lavoro di queste persone".- Per il presidente di Confagricoltura, tuttavia, "ci sono tutti gli elementi per trovare un accordo tra impresa e lavoratore salvaguardando i diritti di chi percepisce il reddito e permettere all'azienda di poter contare su un cittadino italiano al quale, grazie anche al fattore lingua, poter insegnare velocemente quello che è necessario fare all'interno di un'azienda agricola".
da Newnotizie.it, 31 marzo 2020 - Queste le parole di Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, al 'Corriere della Sera': "Con le persone colpite dal virus, quelle in quarantena e gli stagionali stranieri rientrati nei Paesi di origine che non possono tornare in Italia per il blocco della circolazione nelle campagne mancano braccia. E siamo in un momento cruciale: si avvicina la stagione della raccolta degli ortaggi e della frutta estiva. Servono almeno 200 mila persone subito...

Redditati...Ecco il lavoro!
Corona - sembra - che oltre ai tanti mali,
-seppur senza saperlo - ci ha portato
rimedi per lavori interinali,
da esserne - alla fine - anche…apprezzato.

Ché, infatti, oramai visto ed accertato
che qui il lavoro proprio non si trova,
potrebbe rimediarsi con la nuova
gestione di chi è stato…redditato.

Ché - visto che l'original progetto
nessuno può negar che sia fallito -
potrebbe dir che - alfine - il…retribuito
per-non-far-nulla, faccia…un lavoretto.

Sarebbe - ideale o no - una soluzione
per dare al redditato dignità
e a chi l'ha dato, credibilità.
E ricucire strappi d'opinione.
Armando Bettozzi


Sole e Luna
Ho conosciuto questi momenti.
Momenti in cui apri gli occhi
e vorresti che fosse già sera.
Ma ti aspetta il sole
che ti chiede di vivere,
che non ti lascia chiudere
di nuovo gli occhi.
Ed allora rassegnata vivrò
aspettando la luna.

8 Aprile 2020
Sandra Greggio
 

le parole non sanno
nulla di tutti i sogni

un re senza corona mi abita mi vive
siamo due insonni con occhi al cielo
a volte sentiamo tutto il peso di gravità sulle ossa
a volte ci sembrano ali i pensieri diretti agli astri
sono un piccolo senza un numero per stare avanti
mi accorgo di avere un ingranaggio incompleto senza amore
se morirò la mia anima avrà in queste parole di aria unica casa
oh fragile magia tienimi desto sul mondo

mi chiedi troppo spesso quanto sia o dove arrivi il mio volerti
ti rispondo di rado poiché le parole non sanno
nulla di tutti i sogni
che mi porto pur di non perderti mai in questa o nella vita dopo
ti amo ... io sogno – ma tu più di me oltre

Milky Way Man
Jacqueline Miu

Ammira i quadri di Jacqueline


Seguo con gli occhi
la pioggia che cade, e per non perdere
l’ anima,
brucio il dolore attraversando,
un sentiero di nuvole basse.
Crepitano, intanto i miei desideri:
li vedo sollevarsi nell’ aria,
mentre graffiano il cielo.
Faccio di tutto, il contrario di tutto,
faccio quello che la ragione
si rifiuta di fare,
così camminando accanto alle nuvole
asciugo col vento il suo madido,
pianto: “Che nessuno lo veda”!
Antonio Scalas
 

Finestra
Un cereo volto piangente
di lacrime assente
ombroso ombreggiante.

Celato dietro l'alito di fiato
ombrato
sul vetro ghiacciato.

Morbo virale
che aleggi a spirale
sottraendo sorriso vitale.

Di piombo velo di seta
pallido come il volto del pianeta
nella quieta notte cheta.

Piange ancora silente
quel pallido volto distante.
Dietro il diafano cristallo morente.
Alessio Romanini
 


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