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Poesie pubblicate il 20-21 Novembre 2019
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Poesie d'esordio

Le Foglie
Fragili Foglie ingiallite dal tempo,
Sparse nell’aria smossa dal vento,
Cadono, volano via di qua, lontano…

Perdute per sempre in un vortice lento,
Esibiscono danze dal ritmo costante,
Si adagiano piano, riprendon la via,
Dall’alto mirando la terra struggente…

Giocose frusciando d’incanto si levan,
Ricadono poi in confusa armonia,
Per perdersi ancora per sempre lontan
Svelando tristezza e malinconia.

E infine smarrite nel tempo mortale
Ricamano un vuoto nel nostro giardino,
privato di tutta sua linfa vitale,
un albero spoglio in grigio mattino.

E, nuda la terra, in attesa penosa,
Riprende il suo corso con grande maestria,
Cullata soltanto da questa poesia.
Annamaria Tanzarella

Poesia pubblicata il 12 gennaio 2004


 


Oggi
gli alberi, hanno gesti gentili
ricaricano il soffio del mattino
Alberi
con i rami spogli contemplano luce
afferrano salsedine
sempre coraggiosi nel fuoco del sole
tra pianti del mondo…
Aurelia Tieghi
 

Fiori di ricordi
Sembra bonaccia,
ma lo specchio del tempo
dietro filtri di sole rami spogli
riflette, cascano a dirotto
i sogni, nel botro colmo
si radunano, portano il peso
delle foglie ingiallite.
Il ritmo dell'orologio
scandisce come passi nella nebbia
le anafore del tempo,
le screpolature del cuscino
girano
sulle dentellature di ricordi,
scricchiola note stanche il mio mulino
con le pale rivolte contro il sole
come un silenzio imprigionato
che non esplode …
le foglie vecchie cadono dai rami
aderiscono al cambio di stagione.
Si muovono pensieri a passi lenti
con le orecchie accostate a origliare
quello che succede all’altro lato.
A questa età di foce
dove l’acqua del fiume vede il mare
il presente non trova spazi,
prende gioia da spunti di passato,
come sentirsi a capo di un sorriso
che si versa nei campi
e fa sbocciare zolle inaridite.
Fiori di ricordi sono belli,
si sciolgono in bocca dolcemente,
tingono di colori i giorni lenti
come raggi rosati del tramonto
che assomigliano all’alba.
Giuseppe Stracuzzi


L'azzurro del cielo
Cielo azzurro colmo di quelle stelle
che guardo una per una come i fiori
dell’Eden in vetta al Purgatorio
fra il Lete e l’Eunoè (*)
la divina foresta
fonte di ardimentosi pentimenti,
universo che nel suo silenzio
vero sconvolge l'anima.
Azzurro evanescente che intangibile
dentro mi lascia scorgere
l'infinito che non immaginavo
così vicino nella trasparenza
del pensiero di quella verità
che m'hanno insegnato quando ero piccolo
che dovevo creder senza capire.
e che ancora oggi è tale.

(*) il Purgatorio di Dante nella Divina Commedia
Claudio Badalotti


Regalami amore…
Regalami, amore, le tue colline in fiore
il sottile piacere della brezza nell’afa
regalami l’azzurro vortice dell’acqua

la nuvola alta, la sabbia della spiaggia
i castelli dei bimbi, i castelli d’aria.

Porgimi la guancia, la tua pelle di mela
chiara; porgimi baci e abbracci,
il collo candido come quello dei cigni

Il sole e la luna hanno sempre cara
la sacra tenerezza degli amanti,
l’affinità dei loro sguardi.
Alessio Vailati


Coincidenze
Cerco nei volti che incrocio
il tuo sorriso
la tua ingenuità che ormai hai perso
cerco le tue parole
quel tuo discorrere incoerente
quel costruire un nuovo mondo
perché il tuo allor ti stava stretto
verso di me nutrivi desideri
forse dettati da un morboso affetto.

Leggevo nei tuoi occhi
un grande amore
un qualcosa che l'animo riempiva
e mi guardavi piena di speranza
un sogno che ancor non m'ha svegliato
resto a pensare in una buia stanza
e mi vedo come un contadino
che annaffia le sue piante con l'amore
che non ha sparso bene nel giardino.

E stamattina
guardavo una mammina
che accarezzava un bimbo addormentato
a te ho pensato,
ho pensato a quel figlio che volevi
al figlio che allora non ti ho dato
a quell'amore che adesso ormai s'è spento
alle parole inutili e incoerenti
che via sono volate insieme al vento.

E mi osservava,
a tratti mi guardava quella mamma
quasi leggesse a fondo i miei pensieri
a quello che m'hai scritto ieri
lei non sapeva che a te stavo pensando
alle parole incise su quel nastro
a quel tuo amore instabile e precoce
a te pensavo e al giorno che l'hai inciso
e in testa risuonava la tua voce.

(Donnas 6.5.2019 – 15,38)
Salvatore Armando Santoro


Questo corpo è questo volto che non ti ho mai offerto, un dono che non ti ho mai regalato, un corpo che non hai mai posseduto, un'idea che non hai mai capito un ideale che non hai colto, un vuoto che riveste la profonda inquietudine del mio essere altro....da te.
Roberto Luzi


Un fatto, una poesia
da IlGiornale.it, 18 novembre 2019
La Trenta non lascia la casa: "Ho una vita di relazioni, mi serve una casa grande"
Imbarazzo nel m5s per la …che si è tenuta l'alloggio da ministra in centro a Roma. Lei non se ne va e insiste:"Ne ho bisogno, ho una vita di relazioni". "Ormai la casa è stata assegnata a mio marito e in maniera regolare. Per quale motivo dovrebbe lasciarla?". Nonostante le ripetute pressioni di Luigi Di Maio e del Movimento 5 Stelle, che a suo tempo l'hanno paracadutata al dicastero delle Difesa e che sempre la hanno difesa quando anche i militari mostravano malcontento nei suoi confronti, Elisabetta Trenta tira dritto per la sua strada e… si asserraglia in quella casa che ha ottenuto dopo essere diventata ministro e che adesso non intende più lasciare….è scoppiato un vero putiferio. Con i Cinque Stelle che, dopo i casi dell'affitto della casa di Rocco Casalini pagato coi soldi pubblici destinati al movimento e gli alloggi popolari assegnati alla madre di Paola Taverna e al senatore Emanuele Dessì, torna nell'occhio del ciclone per quel vizietto immobiliare di non fare le cose per bene. Altro che "onestà, onestà", la lista dei grillini furbetti si fa sempre più lunga. E adesso annovera pure l'ex titolare della Difesa che ha deciso di tenersi l'alloggio di servizio che le era stato assegnato, anche dopo la fine della sua esperienza di governo…

Dopo trenta…vien trentuno….
Beh…Hai fatto trenta…Mo', fa' anche trentuno!
E in quer po'- po' d'appartamento ar … centro…
(che avete fatto a 'nnàcce a finì dentro)
nun fate entràcce mai chi è inopportuno!

Che poi fa l'invidioso e fa der tutto
pe fàvve sloggià, e senza risarcìvve!
Già la gentaccia quante ne st'a ddìvve…!....
Ma questo - se sa - è un mônno farabbùtto….

Nun dàje retta, e resta llì ndo' stai,
sinnò, porèlla te, come farai
co quer bèr giro tuo de conoscenze
a ffà, e a ffàtte fà … le riverenze!

Sortanto…C'è na cosa che n capisco:
nun eri contro tutti 'i privileggi
e tutt' er grànne schifo de maneggi…?...
Ah!...E già!...E va bbè…E allora…riverisco!

Sortanto: Te lo déveno da dì,
o a capìllo ciarìvi anche da sola:
Te serve casa grànne? … Signorsì?!
La cerchi…Te la paghi…E n fai la sòla!
Armando Bettozzi


86
Deliri


in buona compagnia
dei saltabeccanti piccioni
raccoglieva torsoli di mela
tra i rifiuti e
biascicava versi improbabili
parto dei suoi deliri

nel nosocomio
conobbe una sua pari
portava con sé dei versi
di campana e una foto sgualcita

lampi di visioni
a mordere giorni di macerie
poi un mattino li trovarono
abbracciati le vene recise
che già sorvolavano cieli
sconosciuti ai mortali

Da Trasfigurati aneliti, 2014
Felice Serino



Domande
E qualche volta
tornano nella mente
storie lontane
rinchiuse tra le pieghe
del passato,
vecchi ricordi
limpidi come cieli
senza nuvole,
nitidi e chiari
come se l'oggi
fosse uguale a ieri

e mi domando
se quella volta
avevo detto la parola giusta,
se le mie mani
avevano già pronta
una carezza, se tra le pause
lasciavo troppi spazi
nella testa,
se nei miei occhi
c'era soltanto l'ombra
d'una promessa.
Salvatore Cutrupi
 

"T'ho cercato"
(canzone ~ tango valz ~ 3/4)

T'ho cercato trai prati vibranti di fior
mi parevi nascosto trai riccioli d'or
sentivo il respiro tra le spighe nel sol...
mentre danzava cosi folle il mio cuor.

Amore mio, Amore mio
dimmi un po' se sei qui
che io possa dirti di Sì.
Amore mio, Amore mio
vorrei dirti di si
finalmente il mio Sì.

T'ho cercato trai monti di neve e di ciel
mi parevi nascosto tra le aquile in vol
sentivo la tua voce nei fiumi d'or...
mentre danzava cosi folle il mio cuor.

Amore mio, Amore mio
dimmi un po' se sei qui
che io possa dirti di Sì.
Amore mio, Amore mio
vorrei dirti di si
finalmente il mio Sì.

Quante paia di scarpe consumato
io ho
quante vesti tra i rovi stracciato perciò
quante volte per te disperato non so...
mi scoppiava il cuor: io che cuore non ho.

Amore mio, Amore mio
dimmi un po' se sei qui
che io possa dirti di Sì
Amore mio, Amore mio
vorrei dirti di si
finalmente il mio Sì.

E t'ho baciato su labbra dicenti Amor
t'ho abbracciato nella folle danza del cuor
per poi piegarmi su me stesso nel dolor...
non eri Tu, non era il vero mio Amor.

Amore mio, Amore mio
dimmi un po' se sei qui
che io possa dirti di Sì.
Amore mio, Amore mio
vorrei dirti di si
finalmente il mio Sì.

E mentre io ti cercavo, e ti cercavo ancor,
forse io t'ho trovato nel silenzio d'or
che m'aspettavi nascosto nel mio cuor
che si scioglieva in preghiera di lode e amor.

Amore mio, Amore mio
T'ho scoperto sei qui
che aspettavi il mio Sì.
Oh Padre mio, Signore mio,
eri Tu, mio Dio,
l'Amore vero mio.

19novembre 19
Ben Tartamo


Cuor Fragile Ferito
Trafitto costato, dalla vetusta
afflizione, cuor mesto
di palpitar hai smesso.

Ferito petto, fragile
forte nel dolore.
Nel silenzio si muore.

Deceduto cuore
nel porpora malessere;
cullarti vorrei.

Ferito seno,
nel fanciullo sei gioia.
Nell'adulto sei noia.

Cuor mio, che di cordoglio
ti imporpori il viso, e
non saltelli nel costato.

Questa vita ti ha ingannato!
Ma è solo questa!
Ama ciò che resta!
Alessio Romanini


Il profumo dell'addio
Lasciamoci così
finché la rosa rossa
è ancora un bocciolo
e il sole infuocato
non ha appassito
i suoi delicati petali.

Lasciamoci così
prima che abbia inizio
una storia che non sappiamo
come va a finire.

Lasciamoci così
con un ricordo poetico
di entrambi
non sporcato dalla prosa.

2 Settembre 2019
Sandra Greggio

 


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