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Poesie pubblicate il 26 Settembre 2020

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Antologia poetica

L'amore - La donna - Morte dei propri cari - Affetto per i propri cari- Tristezza e solitudine - Il dolore - La nostalgia - Racconto di un episodio - La natura - Gli animali - Gli oggetti - I desideri - I ricordi - Il poeta e se stesso - Il poeta e i luoghi - Il poeta si diverte -


 
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Poesie d'esordio
 
Solitudine.
Come quando indifeso uscito dall'alveo materno,
come uccello implume esposto al gelo e alla fame,
attendi un soccorso che tarda a venire.

Come quando per lunga malattia
giaci in un letto d'ospedale aspettando
un aiuto che il dolore ti possa lenire.

Come quando nel rimorso non sai darti pace,
per l'offesa che hai recato al tuo fratello,
per il male che hai seminato nel mondo.

Come quando emarginato, rifiutato dagli altri,
ospite di un marciapiede, combatti il gelo
con cartoni e giornali, aspettando il freddo profondo.

Come quando al cospetto della morte non sai che fare,
non accetti di lasciare questo mondo,
non accetti di volare verso l'ignoto.

Come quando sotto il tallone dell'infamia,
non trovi la forza di reagire,
e il tuo animo si perde nella macchia senza moto.

Come quando preso dai morsi della fame,
invidi quel cane randagio a cui una mano pietosa
ha lanciato un pezzo di pane.
Francesco Miranda

Poesia pubblicata il 12 febbraio 2009



 

Il progetto dell’amore
Vento gentile sfiora sulla pelle
si rattoppano sogni frantumati
sulle rive del tempo un verso dolce
mi conduce la mente a colmare
l'infinito vuoto, nei tuoi occhi
cadono a fiocchi stelle ...
le scie di luci posso accarezzare,
sfiora le mani il verso
sulla sabbia fiorita di parole
come un eco lontano si ripete
che scalza pregiudizi della luna
e pare un discorso vestito
di tela di buio
che copre il pudore
e tocca col cuore accenti di miele,
estasi del picciolo si corona
di melodia di fiori
nella lampante egemonia del verso
che illumina il progetto dell’amore.
Giuseppe Stracuzzi


Prima dell'oblio….
Pria che prenda e scappi coi bagagli
che pieni son del mio trascorso assaggio
del tempo a me toccato dell'eterno,
di tutto copia appresto e la ripongo
nell'anime e nei luoghi che ho vissuto.

Pria che in me sparisca…
Vorrei come a un ripasso
rileggere ogni pagina che ho scritto
che ancora tra le linfe mie vitali
ascolto, vedo e sento…

Finché mi par che il cielo ancor pazienti,
di me il racconto voglio seminare.
Che faccia presa e affondi le radici…
E sia per me quell'io che…poi, scompare…
Armando Bettozzi


Una madre
Lei non vedeva il figlio adulto e sposo
sempre lo ricordava piccolino
quando a lei s’attaccava pauroso
era per lei ancor oggi il suo piccino.

E gli negai finanche una carezza,
alla barba mi dava un gran tormento,
ma in quel gesto c’era la dolcezza
dei tempi in cui addolciva un mio lamento.

Ma lei probabilmente non capiva
che di fronte adesso aveva un uomo
di certo dentro il cuore un po’ soffriva,
non m’accorgevo ch’ero un poveruomo.

Non ricordavo quando ad un balcone
piangendo la chiamavo disperato
ma lei cercava in giro nel rione
del cibo anche per me ch’ero affamato.

E adesso provo male a ricordare
quella carezza a cui mi son sottratto
che oggi m’opprime e mi fa tormentare
anche se lei sorride da un ritratto.

(Boccheggiano 30.04.2010 – 13:35)
Armando Santoro


316
Del sogno

linea di divisione
-luna del sangue
a ricreare ancestrale
luogo-non luogo


ectoplasmi


-cerchio del sogno


asimmetrico volo

Da LO SGUARDO VELATO, La vita nascosta
Felice Serino


Orme vuote
Già le nuvole
han primeggiato in cielo
le ombre svanite
in tempo fatto piano
rincorse salti ruzzoli sereni
grida di bimbo
perse in un baleno
la luce fitta
si è marcata al suolo
lasciando vuote
impronte sul terreno

Dal libro di poesie "La fabbrica", settembre 2020
Rosino Maranesi

chanson du mort

s’inciutano i vespri

alberi cavalcano il vento sulle ultime foglie

finalmente il cielo – il loro sospiro

i campi bruciano di ruggini fino alla terra

e sull'arco di nebbia i tuoi occhi unici astri

verso cui navigare col pesante corpo

s’inciutano i fantasmi

attraversano i mari Wilde Keats Byron Orazio

scendono dai roghi le streghe per amoreggiare

con uomini addormentati e dalla pelle sudata

si baciano i fiumi coi mari

con gli orizzonti si baciano gli oceani

 

ottobre è già ubriaco di esistenzialisti

l’amore profondo perisce

enunciano dopo essersi scolati qualche rossa bottiglia

la Grecò cammina nuda sulle strade

cantando mon amour non è questo il modo per lasciarci

guarda come fornicano tra loro i colori autunnali

ma lei è nelle fiamme della più antica canzone del mondo – quella della morte

 

quando l’amore ha fame _ l’amore ti mangia

orseggia un vecchio davanti al suo cognac nel piccolo Bistrot

saranno i napoleonici a rubarci le anime

ma fuori piove con tutti i re e gli imperatori caduti

 

un orologio senza lancette contempla i morti

l’anima d’una azzurra Piaf pianta nell'aria una canzone struggente

penso che sarei perduto in un mondo senza poesia

eppure ai tavoli non si fuma

non ci si abbraccia

non si scrivono più lettere

per cosa mi consumo

L'âge des lumières è sotto l’asfalto

Rousseau è stato chiamato “il lampione preferito dai cani”

Parigi ostenta ricchezza ma la gente è sola

 

ottobre piove ed è come una lenta anestesia

sguardi come carte da parati

ogni tanto bisogna dare all'amore “un calcio nel culo” per svegliarlo

dal torpore per l’assenza del sentimentale

 

io sono malato

non l ‘ultimo

siamo tutti seduti con ciute eppure muti

dovremmo baciarle – cazzo

dovremmo far loro l’amore

le vene amazzoni nutrite con la paura

io sono malato di ciò che non posso cambiare

avanti vino fai il tuo dovere rendimi appetibile per l’Inferno

rendimi debole ma fantasioso

dammi in pasto alle dolci chimere

 

escono dalle tombe finalmente i migliori

è la loro Festa è il loro momento

entrano danzanti nelle città nelle campagne vanno per mare

viaggiatori ossessi dalla libertà

escono come diamanti dalle cave

ed io li ascolto _ ascolto i loro sussurri

goditi la vita finché hai la carne

finché i battiti ti danno amplessi

lasciati andare all'onda

coi sensi nutri anima e osso

 

ottobre col silenziatore puntato alla testa

s’aggrappa al grigiore ogni giorno caldo

il sole è malato _ ora dorme

ma io ho sogni

col cazzo che mollo

l’amare

buio o luce che sia

 

danzano nel fuoco il loro Sabba poetico autunnale

i veri sognatori non dormono mai

sui rami più alti Poe duella col Corvo

Ça fait des tas d'printemps

et l'printemps fait l'amour …

notti di balocchi coi morti

di stelle nelle pozze sui tetti

notti di tremiti tra vagabondi

e odori di piscio nelle vie del centro

notti per chi ha perduto tutto ma non il cuore

notti per chi ci crede ancora …

  

per chi no … ma vaf

"poems of lust for lovers"
Jacqueline Miu

Ammira i quadri di Jacqueline


La mia passeggiata
Mi sono alzata stamattina,
mi sono preparata e sono uscita,
vestita bene e truccata.
C'era l'ultimo sole d'estate
che ancora aveva il coraggio
di sorridere seppure offuscato
dalle prime nubi dell'autunno
ormai imminente ma si stava bene.
Eppure... avevo la sensazione
di aver dimenticato qualcosa
e passo dopo passo aumentava
finché il volo di un uccello
mi folgorò la mente e capii.

Avevo dimenticato a casa le ali.

16 Settembre 2020
Sandra Greggio


Autocritica
“Se vuoi essere felice,
fai quel che ti si dice”.
Fu così che da bambino,
diventai un bel cretino!

Quando, poi, sono cresciuto,
ho fatto quello che ho voluto:
ed è così che ad ogni azione,
sono sempre più coglione !
Carlo Chionne


L'incanto
Lo zefiro all'albeggiare
nel tenero respirare
dei tuoi occhi di bambino,
con sorriso piccolino.

L'incanto fatato del mattino,
lusinga il fragile visino
di fanciullo, ad imparare
questa vita ed amare:

L'albeggiare vermiglio
nel battito crepuscolare
del ciglio.

Il fruscio del vento.
Del mare il mugghiare,
del fiume lo scorrere lento.
Alessio Romanini


19. Pioggerella
Nell'aria la pioggerella
allieta le nuvole
che regalano vita
capitale di crescita,
nell'aria l'incognita
dei frutti futuri
nell'indaffarata Città
con l'amata vita,
tutto cresce
sulla Terra capace
di nutrire la pace
alla ricerca della felicità.

Da Poetando per la Città
Francesco Soldini


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