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Poesie pubblicate il 18 Marzo 2019
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Poesie d'esordio

- canzone per un apprendista poeta -
Non chiedere al poeta.
Egli non saprà rispondere che dei propri versi.
Non chiedere alla luna, che ne sa una luna
delle stelle?
Chiedi a un prete o alla scopa, chiedi
ai sassi o alle sedie. Chiedi alle bottiglie
frantumate
come inutili clessidre,
chiedi pure
ai fuochi danzanti della catarsi,
alle formiche essenziali,
alle campane celesti
dei sognatori.
Non otterrai risposte, no.
Forse
avrai altre cento
domande.
E' dura ma
è questa la strada
che conduce ai getsemani
della poesia.
Elia Belculfinè
Pubblicata il 5 marzo 2007

Prime poesie ripubblicate


Poesia a tema

Sogni

 


 

Ho il vizio
Ho il vizio sulla pelle,
sotto pelle
e forse sono un finto perbenista
con lei
io mi sentivo in pista
con lei l'unica stravaganza
era la devianza.
E tutte le provai
lei spesso programmava le finte esibizioni
io la seguivo, ne ero ormai condizionato,
appassionanti sono state le lezioni.

Ho il vizio sulla pelle,
lo sapevo e lei pur lo sapeva,
la notte mi chiamava
con la bufera e il tuono che importava
bagnato il suo bel viso
disfatti i suoi capelli
profondo il suo sorriso.

E lei mi travolgeva
nessuna gabbia mai ci imprigionava
e poi nel cuore della notte
sulla sabbia nuda si sdraiava,
ronzava una zanzara
ma lei mi accarezzava
violenti amplessi ognor mi regalava.

Diceva che un amore si coltiva,
si stuzzica la notte al punto giusto
un rapporto non dura
senza l'adrenalina pura,
ci vuole un po' di gusto
bisogna per durare
ogni giorno cambiare
trovare il punto giusto.

Non si curava della gelosia,
la mia la infastidiva,
alla sua neppure ci badava,
ormai io l'accettavo,
accettavo quel modo suo di esporsi,
col suo seno prosperoso i maschi stuzzicava
vedevo libidine nei volti
e dentro me soffrivo.
Ma lei poi mi spogliava
gli istinti suoi perversi
tutti su me poi scaricava.

Avevo il vizio sulla pelle
poi la nebbia calò ed anche il buio
arrivò anche nel cuore suo l'inverno
la neve scese e sotterrò ogni cosa,
dal ramo spinoso si staccò la rosa,
morì sul muro il glicine,
seccò nel vaso pure il gelsomino,
il freddo mi gelò la mente,
si aprì anche nel cuore mio l'inferno.

(Boccheggiano 13.10.2018 – 22,41)
Salvatore Armando Santoro



D'où vient cela, Mauny, que tant plus on s'efforce
D'échapper hors d'ici, plus le démon du lieu
(Et que serait-ce donc, si ce n'est quelque dieu?)
Nous y tient attachés par une douce force?

Serait-ce point d'amour cette alléchante amorce,
Ou quelque autre venin, dont après avoir beu
Nous sentons nos esprits nous laisser peu à peu,
Comme un corps qui se perd sous une neuve écorce?

J'ai voulu mille fois de ce lieu m'étranger,
Mais je sens mes cheveux en feuilles se changer,
Des bras en longs rameaux, et mes pieds en racine.

Bref, je ne suis plus rien qu'un vieux tronc animé,
Qui se plaint de se voir à ce bord transformé,
Comme le myrte anglais au rivage d'Alcine.
Joachim Du Bellay

Da che deriva, Mauny, che uno più si sforza
di scappar via da qui, più il locale genio
(e cos'altro sarebbe se non qualche demonio?)
ci tiene qui legati con una dolce forza?

Sarebbe ciò dell'amore un'allettante mossa
o qualche altro veleno che dopo averlo preso
sentiamo poco a poco che svanisce ogni senso
come un corpo si perde sotto una nuova scorza?

Mille volte ho voluto staccarmi da tal soglia
ma sento ogni capello che si trasforma in foglia,
le braccia in lunghi rami, e in radici i miei piedi.

In breve, son solo un vecchio tronco animato,
che sulla riva piange nel vedersi mutato,
come fa il mirto inglese di Alcina sopra i lidi.
Joachim du Bellay       traduzione di Nino Muzzi
 


55
Come una madre

irradiata
benevolenza
da madre cosmica:

fragili creature
a suggere luce
da poppe del cielo

Da Casa di mare aperto,2011
Felice Serino
 


No. Non è possibile.
No. Non è possibile.
Io t’ho vista sempre
nell’immaginario
come a quindici anni.
 
Invece sei cresciuta
sei attempata
sei tra i fortunati
ancora in vita.
 
T’incanti allo specchio
non più a quindici anni
ed puoi affermar guardando
a chi di là ti scruta:
io sono qua
per fare a te un dispetto.
 
Eppure amica mia
noi non avvertiamo
che per te per me
e per il mondo intero
la vita e il tempo passa.
Dolori e gioie grandi
han resa l’esistenza
ogni momento varia
gradevole e voluta.
 
Alcamo, 04.04.2018 ore 18,40.

Da Pensieri vaghi
Marino Giannuzzo

 

Sud
Terra calda
Tu sei viva
Respiri

Terra segreta
Il tuo volto è su di me
Dentro di me

Mi scuote il cammino
Alberghi le tue ali su di me

Vedo la mia casa
Nella mia casa
Cadono
Mi libera dai giorni della città
Carlo Tella
 


"Infinito Amore"
il mio cuore è pieno
d'amore per Dio
in proporzione al dolore
che mi accompagna….
In proporzione??
Ma che dico!!
Mille e mille e mille volte di più
è l'amore che provo per LUI.

16/03/2019
Licia Minervini
 


108. Allenandosi
Una vasca,
venti vasche
fino a ottanta volte
il bordo toccato,
respirare il vapore
dell'acqua per nuotare
e aumentando camminare
qualche chilometro,
giorni ad allenare
la casa dell'anima
nel tempo di lavorare
nell'amata Milano,
e mi piace la piscina
con l'enorme vetrata
con lo sguardo che s'affaccia
sul parco consueto,
mi sorridono gli alberi
nutriti dalle stagioni
circondati dai costruiti
inventarsi le pietre.

Da Terzo diario poetico
Francesco Soldini


La farfalla
L'avevo tra le dita
Con le ali mi solleticava
Poi in un attimo è sparita
Chi?
Ma lei no?
La mia vita.
Sandra Greggio


Il Carnevale dell’acerba primavera
Nel silenzioso meriggio
d’una domenica...
in particolare di quella domenica…
si sentì, come lama di tuono,
un grande trambusto: un vociare misto a musica assordante
che si spargeva nell’aria fine
d’una acerba primavera,
e a onde arrivava
nel giardino di paglia macchiato di viola,
la tristezza d’una risata di maschera
mi fece sussultare
un brivido mi percorse tutta...
era il carnevale con il suo carrozzone
colorato da false speranze…
laura toffoli


Il risveglio della natura
Oramai l’inverno non fa più paura,
si sta risvegliando Madre natura.
La neve sui monti pian piano si scioglie
e dagli alberi ignudi, spuntan le prime foglie.
La primavera già bussa alle soglie,
questo è un evento che nessuno ci toglie.
Le piante da frutto son tutte fiorite,
sui verdi nascono le margherite
contornate da mammole viole
che si schiudono al tiepido sole.
Ci avviciniamo ala bella stagione,
che dell’inverno ha avuto ragione
le giornate si sono si molto allungate
a piccoli passi si arriva all’estate.
Si può ben dire che con questa bella giornata
Madre natura si è risvegliata.
Luigi Preziuso


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