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Poesie pubblicate il 17 Novembre 2018
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Antologia poetica
L'amore - La donna - Morte dei propri cari - Affetto per i propri cari- Tristezza e solitudine - Il dolore - La nostalgia - Racconto di un episodio - La natura - Gli animali - Gli oggetti - I desideri - I ricordi - Il poeta e se stesso - Il poeta e i luoghi - Il poeta si diverte -



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Poesia a tema
Novembre nella poesia

Haiku
novembre avanza-
uno zaino di foglie
copre le spalle

metà novembre-
i petali sbiaditi
dei crisantemi

forse novembre-
le stesse mani fredde
dell'anno scorso
Salvatore Cutrupi


 

Un fatto, una poesia
Sky TG24, 30 ottobre 2018
Vimercate, insegnante ferita dagli alunni a colpi di sedia.
La donna, una 55enne insegnante di storia, ha raccontato ai carabinieri di essere stata aggredita all'improvviso in classe riportando lesioni guaribili in cinque giorni


"Voglio che sediate.."...E...Sediate...a scuola ..son state, in quel di Vimercate...
Dopo lo sfregio in faccia all'insegnante in altra scuola poco tempo fa... perdonato - si sa...
e dopo...e dopo...e dopo...non si contano più...col ...supporto di ...bontà-mania.

Bontà mania...
Sediate a Vimercate

Dal Libro Cuore in qua se ne son visti!
di cambiamenti nell'ideo-sociale!...
Voluti per andare col...progresso...
Finché oggigiorno neanche c'è il processo...
(oh...non sia mai!...). Ma neanche quel papale
tirar d' orecchie c'è più, pei teppisti.

Occorre ringraziar pe' un ... certo impegno
ognun che tanto in ciò s'è prodigato:
ideologi, politici, insegnanti...
che se hanno ancor del sale, imbarazzanti
"outing" dovrebber fare! E svergognato
ognun dovrebbe uscirne, e alquanto indegno!

Così in nome della ... demo-pazzia,
(perché 'demo-crazia' è ben altra cosa)
così conciati, siamo, da invocare
qualcuno o un che, che riesca a raddrizzare
quel che ha storto ogni mano "generosa",
che non s'abbuffi di bontà-mania.

Tutto è ancora a livello: "Discutiamo..."...
Dopo oramai indigestion di crimini
di alunni e genitori relativi,
che altro che bullismi! E...esempi cattivi...!
Altro che dir di...delitti minimi...
Son delitti e al delinquer son richiamo!

E or, se la sediata all'insegnante
è ancor cosetta da soprassedere
vorrebbe dir qualcosa che spaventa:
"Fa' quel che vuoi, ragazzo, finché spenta
non sarà in te ogni smania di <potere>...
per sopperire a quello ch'è vacante".
Armando Bettozzi

Il sentiero e la casa abbandonata
Vecchio sentiero
ove i passi si sono arresi
e ai lati l'erba scommette a congiungersi
porta a una casa col tetto che prega
e a ogni tegola un salto di fiati
mentre le stanze pasteggiano
il silenzio che rumoreggia miserie
e gli alberi trovano inutile la loro ombra
un tempo lieta a canti di bimbi
viziati da comare pettegole

Nel cortile il pozzo
vede in alto il secchio ossidato
impiccato a una corda,
prima scendeva e lo teneva aggiornato
di ogni parto di bocche
e a volte il pallone stanco di calci
faceva un tonfo nell'acqua
e a recuperarlo una festa d'arguzie

Il comignolo artritico indice
addita il tempo che non sarà
più raccontato nè tanto meno contato
con taglio di mano alla fronte
balcone del sole e pensilina degli occhi

Da:Soste Precarie
Michael Santhers

"Alla stazione dei ricordi"
Alla stazione dei ricordi mi son fermato:
il treno dell'amore, mi han detto, già passato.
E nel guardar, dei binari, la fila infinita,
mi sono sorpreso a capire, cos'è la vita.
Sul plumbeo metallo, il sole, m'ha abbacinato
ed in questo stanco tramonto, di te, ho sognato.

Son tornato fanciullo e quel sorriso ho rubato,
sembrava perduto, ma ora, in te, l'ho ritrovato;
come, la carezza smarrita di quella sera,
or le guance m'asciuga nella tarda preghiera.
"Non tutto è perduto" - mi dico - "abbiam la Fede!"
E questo esangue mio cuore, or folle, ci crede.

15.11.2018
Ben Tartamo

Interamente
Interamente
Riposano le mie pene
In Te
In una musica silenziosa
Abbracciate all'albero
Della speranza
A maturare ascolti di fede
Imperscrutabili
In un mistero che solo
Dio sa.
E rinascono sogni
Nella Tua vigna di Luce beata
Grappoli di miele e nettare
Di alati corsi
Presidio ed unico mio auspicio
Sei
Egida d'ogni supplizio
La Tua presenza
Eccelsa ed Infinita.
Maddalena Gatto

Cullato dal vento
Niente lacrime...
anche se sono durati
poco più di un istante

i miei giorni fra voi,
io tornerò .

Niente lacrime…

perché per quanto la morte
possa nascondermi,

sappiate che tornerò
si... io tornerò.
Niente lacrime...
non mi farò dimenticare
dal grande silenzio,
dal buio del momento,
dal viaggio senza tempo.
Niente lacrime…
io sarò ancora tra voi
e la prossima volta
sarà la marea a partorirmi

e la schiuma delle onde a nutrirmi.

Niente lacrime…
è solo una breve interruzione,
un momento di riposo,
non durerà in eterno,
ho solo voglia di farmi cullare
dal soffio del vento.
Joseph65

Frangar non flectar il motto
Sradica la quercia il vento
come gli allori e gli alti pini
che a quello fanno resistenza
sol ondeggiano al furor suo
le betulle gli arbusti il pruno
e le salse tamerici che così a lor
per stranezza ha dettato la natura,
or getta uno sguardo sull’uman
consorzio dove par non dettare
la natura ma il personal agire
che tanti ai tirannici della vita
venti il dondolar con inchin
profondo pur di star lì in piedi
non divelti omaggio e preferenza
danno, pochi inver a quelli portan
combattimento e profonda guerra
che frangar non flectar è il motto
loro anche e poi a ben ricordar
di Don Lisander quelle sue parole:
“Il coraggio, uno, se non ce l'ha, mica se lo può dare”
giuseppe gianpaolo casarini

Aveva gli occhi buoni
Aveva gli occhi buoni
figlio tardi arrivato
a noi era legato
a noi quattro terroni.

Ed era handicappato
col viso sorridente
ed inciampava sempre
ma si sentiva amato.

Era per noi un sollazzo
ma niente cattiveria
era una storia seria
in questo mondo pazzo.

E lui era felice
d'essere beffeggiato
anche se canzonato
lui ride e benedice.

Ed era un modo strano
quel nostro affratellare
non spingevamo in mare
l'amico downiano.

Erano altri tempi
ora ci sono i bulli
son poveri citrulli
vuoti di mente ed empi.

(Donnas 21.3.2018 – 00,59)
Salvatore Armando Santoro

Nella campagna
Ci fu la notte densa di bufera
ora c’è l’azzurro cielo sospirato.
L’inverno ormai è lontano:
resta il ricordo
di tenebre e di pioggia
del giorno e della notte,
e luce e cielo azzurro
ora miro.
La brezza muove l’erba
e l’agnelletta bruca
giù nel prato,
mentre una bimba
coglie bianchi fiori.
Un alberello immobile
è nel campo,
sembra fissi il sole
che declina.
Io guardo il sol che fugge.
Rossastro è il cielo
annuncio di sereno.
Bruna diviene
la natura intera,
gli alberi son mostri
arrampicati in cielo
mentre la bimba
torna al casolare.
Tacciono i nidi
tra gli alberi fioriti,
nel silenzio resta la natura.
A rischiarar la notte
un lumicino giunge
da lontano.

Ceglie Mess. 28.03.1960

Da Versi adolescenziali, I segni delle stagioni
Marino Giannuzzo

VII
Me duelo de ella,

tan doloroso que no puedo dormir
perturbado por ella.
Eso durante el amanecer,
ella me hace sufrir
con su apariencia fantasmal.

Da Digital Poems
Federico Rivero Scarani
 

57. Catorcio
Corpo catorcio
dopo una decade
di condotta cieca
sulla brutta strada,
in disordine cibarsi
di piaceri e sigarette
che senza muoversi
conduce a schiattare,
adesso la piscina
e il fascino di camminare
col fisico a tornare
alla forma di prima,
rimembro il piacere
delle membra allenate
del corpo libero
dall'abbuffarsi sconsiderato,
abbondanza di Città
mai sazia della povertà
dei vizi dell'esistenza.

Da Terzo Diario Poetico
Francesco Soldini

 


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