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NO COMMENTI Salvatore Armando Santoro

 

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2018

22 Dicembre

Ringrazio di cuore tutti i poeti e narratori di poetare.it che con la loro attiva e preziosa partecipazione hanno arricchito la conoscenza della poesia e della narrativa, facendo anche crescere il livello culturale del sito.
Ad essi vanno da parte mia gli auguri più vivi e sentiti di Buon Natale e di prospero Anno Nuovo.
Lorenzo De Ninis
 

22 dicembre 2018

Poesie a tema: Natale ieri oggi domani

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Una carriola cigolava-: Il commosso ricordo di due anziane, povere persone, delle quali resta il rimpianto per non essere riuscito ad aiutarle nel loro stanco, ultimo andare.  Molto ben resa l’atmosfera che allora si creò, dai versi di Giuseppe, con quel cigolio che pare un pianto dolente per ciò che non fu possibile realizzare.

Poesie a tema libero

Carlo Festa –Gli occhi giusti-: Le più famose considerazioni sapienziali sul tempo, apparse nella Bibbia e scritte dall’Ecclesiaste (e/o attribuite a Salomone) ispirano Carlo per questa sua lunga, filosofica riflessione, sul comportamento dell’uomo di fronte al bene ed al male. Intenso è il tono di questa poesia che invita a riflettere il lettore.

Enrico Tartagni –Il mio dolore-: Un aforisma  sul dolore con le surreali, suggestive immagini di Enrico.

Claudio Tedeschi –poesia infinita-: La poesia infinita della vita, con il suo bene ed il suo male, in questa intensa riflessione filosofica, velata di pessimismo di tipo nichilista, di Claudio, fatta di versi sui quali, su ognuno di loro, si potrebbe aprire un dibattito. Poesia che, per tanti versi, pare simile a quella di Carlo Festa e che, come quella, affascina.

Carlo Chionne –Apriti cielo-: Leggiamo qui la più religiosa delle preghiere laiche, regalataci dal grande Carlo. Preghiera sulla giustizia, sull’amore dell’uomo verso l’uomo, sull’eguaglianza tra presunti diversi, sul desiderio di pace. C’è tutto questo, e molto di più, in questa intensa invocazione, nata da un nobile animo che si commuove e commuove. Da applausi insomma, considerandola un obbligatorio programma di vita.

Salvatore Cutrupi –Una voce-: Guardarsi dentro, tirare somme, fare progetti per il domani. Tutto questo in una vibrante, bella poesia dell’ottimo Salvatore che, come altre che oggi appaiono su questa azzurra pagina, pare un invito a riflettere.

Luigi Preziuso –Anche se fa un freddo boia-: Simpatici auguri, resi con rime baciate, del nostro amico Luigi. Auguri che ricambio di cuore.

Antonio Scalas –I colori della sera-: Un romanticissimo Antonio , disegna sognanti paesaggi e sentimenti d’amore, con questi coloratissimi versi da innamorato della natura e non solo. Particolarmente bella la poeticissima chiusa.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, ed al generoso Lorenzo, assieme agli auguri più sinceri per delle serene festività e per un nuovo anno ricco di soddisfazioni e di poesia.

Piero Colonna Romano

Mi piace augurare Buon Natale e Felice Anno Nuovo a Lorenzo, a Piero e a tutti i poeti del nostro pregevole sito POETARE.
Salvatore Cutrupi

Tanti auguri di buon Natale a tutti!
Carlo Festa

 

 

20-21 Dicembre

21 dicembre 2018

Premio Letterario Nazionale

“Mons. Anselmo Filippo Pecci”

Tramutola (Pz)

 

 

Cari amici, con gran piacere vi annuncio l’ennesima, brillante affermazione dell’incommensurabile nostro poeta e amico

Santi Cardella

che nel bel premio nazionale “Mons. Anselmo Filippo Pecci” , organizzato dal Comune di Tramutola, col patrocinio della Presidenza della Regione Basilicata,  nella sezione dedicata alla Poesia Inedita è  stato classificato

Primo

per la sua bellissima poesia

Fra Mare e cielo

e sabato 22 dicembre, nel Centro Sociale Polivalente di Tramutola “2000 Pace e speranza”

riceverà attestazione di stima da parte dei severi giurati e meritati, scroscianti applausi dal pubblico che numeroso interverrà alla bella cerimonia di premiazione.

A quegli applausi unisco, convintamente, i miei, assieme a vivissimi complimenti per l’arte di questo ottimo poeta che, con la sua presenza, onora Poetare ed a noi tutti regala il dono prezioso del suo alto poetare.

Qui di seguito possiamo gustare la poesia giustamente premiata nel bel concorso:

 

Fra mare e cielo

Confesso che ho cercato

nel mio peregrinare

l’autore sconosciuto

di monti aguzzi e di conchiglie rare.

 

Camminando ho vissuto

gli attimi colorati di speranza

in cui tutta la vita aveva senso,

ed il tempo perduto

l’ho lasciato là in basso

nascosto dalla tavola del mare

placido, immenso.

 

Ho chiuso in cuore un’isola e un abisso

con cespugli di spine

e fasci di saggina

fra verdi ombrelli e polverose strade;

sopra l’azzurro gemmano le biade

che io e una mucca stiamo ad ammirare.

 

Al sol di mezzodì sembra che il cielo

mi riveli la valle solitaria

con il lago di luce

alle cui rive si rinnova l’aria.

Quando fa notte il lume d’una stella

sospesa in quell’oceano di pace,

etere occulto e coro alle cicale,

mi strizza l’occhio e nel mio cuore brilla.

 

Lo Scultore che cerco allora sento

che sta nell’ombra e mi respira accanto.

Piero Colonna Romano

 

Ai poeti del sito e al suo dominus Lorenzo i miei auguri di Buon Natale e sereno anno 2019.
Renzo Montagnoli
 

A tutti i poeti del sito, in modo particolare a Lorenzo e all’amico Piero, un augurio sincero
per un sereno Natale ed un felice anno nuovo.
Fausto Beretta

 

20 e 21 dicembre 2018

Poesie a tema: Natale ieri oggi domani

Jacqueline Miu –a winter tale-: Preziosi, poetici neologismi per dipingere, con grande maestria, l’atmosfera magica del Natale.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –La giovane cicogna-: Così si compie un miracolo di Natale, raccontato in questa deliziosa fiaba del nostro ottimo amico e poeta Giuseppe.

Carlo Festa –Che Natale sarà?-: Già, che Natale saprà (o vorrà) dare ai diseredati questa opulenta e consumistica società? C’è grande pena nei versi di Carlo, forieri di pessimistiche previsioni.

Poesie a tema libero

Aurelia Tieghi –Salutarsi-: Un casuale, e forse non desiderato, incontro, che crea imbarazzo, molto ben narrato dai sintetici e significativi versi di Aurelia.

Renzo Montagnoli –Neve-: La magia della neve ed i sogni che porta, molto ben descritti in questi versi, dal nostalgico tono, del bravissimo Renzo. Bene è qui ricreata l’atmosfera invernale e la poesia pare un invito a sognare con lui.

Aurrelio Zucchi –Quel perdersi-: Un perdersi nell’immensità tra cielo e mare, l’esplosione di un erotico desiderio, in questa poetica riflessione dell’ottimo Aurelio.

Rosa Giusti De Ruggiero –Solo all’idea-: La riconquistata libertà d’essere donna compiuta e libera, ed i progetti di vita futura, in questa esplosione di gioia molto, molto ben narrata dalla nostra Rosa.

Filippo Genini –Nuvole-: Un passar di nuvole in cielo, con tutte le loro caratterizzazioni, in questa poesia che ne pennella l’andare e si chiude con una visione del cielo che pare un gran respiro liberatorio.

Antonio Alvaro  -L’eco-: In definitiva, con questi ispirati e bei versi, Antonio aspira ad una vita normale dove, come disse De Sica in chiusura del suo capolavoro “Miracolo a Milano”, buongiorno significa buongiorno.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo, per tutto quel che ci consente.

Piero Colonna Romano
 

Nel cuore la speranza che l’umanità alzi gli occhi al cielo e capisca che viviamo tutti nello stesso angolo d’universo e deponga le armi in segno di pace. Auguri a tutti i poeti, auguri a Lorenzo, auguri e grazie a tutti quelli che creano poesie, auguri all’infaticabile Piero. Auguri, buon Natale.
Maurizio Mazzotti
 

 

19 Dicembre

19 dicembre 2019

Poesie a tema: Natale ieri oggi domani

Michael Santhers –Indizi festosi-: Scenette natalizie tradotte dalla fantasia di Michael, con i suoi versi, in surreali immagini, dense di amaro humor, di condanna per il consumistico periodo.

Giuseppe Stracuzzi –Le vele del pensiero-: Giuseppe coglie il senso mistico del Natale e lo narra con questi suoi intensi e bei versi, pieni di suggestive immagini.

Poesie a tema libero

Fauto Beretta –Paura di sognare ancora-: Foglie secche, metafora di desideri irrealizzabili, non consentono speranze per il futuro, in questa sintesi poetica del bravissimo Fausto.

Michele Aulicino –qualcosa sull’amore-: Immagini che dicono di vicinanza ed amore, quelle sedie accostate, quei gabbiani in volo, in uno scenario che ha per sfondo una fiamma e l’appassionata voce del mare. Suggestiva, surreale rappresentazione dell’amore, resa con i significativi versi di Michele.

Nino Muzzi traduce Altmann-: Il colore delle parole, il loro suono, il senso che hanno, i sentimenti che esprimono, in questi riflessivi versi di Altmann che Nino traduce per noi.

Salvatore Cutrupi –Spazi-: Parole a rappresentare sentimenti, vecchi e nuovi. Sentimenti che si scontrano e confrontano, in questi metaforici e significativi versi di Salvatore che indaga su se stesso, sul tempo che passa, sui sentimenti che cambiano, ed inventa belle immagini per raccontarsi.

Antonio Scalas –Se potessi illuminare la vita-: Uno struggente, inappagabile desiderio di luce (forse metafora dell’amore) in questi ispirati versi che Antonio dedica ad una inarrivabile figura femminile.

Jacqueline Miu –deep dark pine green-: Una riflessione sull’amore, nel più bello stile dei forti versi della nostra Jac che pare dirci che anche a Natale è magia che fa sognare.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti  ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo, per tutto quello che ci concede.

Piero Colonna Romano

 

17 Dicembre

16 e 17 dicembre 2018

Poesie a tema: Natale ieri oggi domani

Giuuseppe Gianpaolo Casarini –Il vento del Natale-: La magia del Natale, la sua mistica atmosfera, l’attesa dei regali, rappresentate, con grande maestria, dai dolcissimi versi di Giuseppe.

Giuseppe Stracuzzi –Messaggio di Natale-: Suggestiva sintesi del significato e delle emozioni che genera il Natale,  chiusa da una sconfortante presa d’atto di cuori non adatti a ricevere il messaggio d’amore.

Poesie a tema libero

Rosino Maranesi –Nella notte fatata-: Versi che sono pennellate lievi, per descrivere, con molta bravura, la notte fatata.

Nino Muzzi traduce A. Gamoneda-: Prosastici versi a narrare di gotiche visioni, nate, probabilmente, da una qualche pena esistenziale, tradotti per noi dall’infaticabile Nino.

Fausto Beretta –Prigioniera l’anima-: Pare che l’ottimo Fausto lanci un accusa ad internet, per aver cancellato l’umanità che c’era tra le anime, queste, chiuse in una scatoletta (il pc) perdono identità e sogni. E basta un clic per azzerare tutto, compreso i sentimenti.  Ermetica e bella poesia,  fortemente evocativa del sentire del poeta.

Francesco Soldini -81. Mille modi-: Una pessimistica considerazione sul modo di porsi dell’uomo, distruttivo nei confronti della natura, in questi significativi versi di Francesco.

Tiziana Cocolo –Luna-: Poesia di grande spessore che narra, con magistrali versi, della dolcezza che la sera porta all’anima, chiusa da un’alba che riporta alla vita ed ai suoi impegni.

Carlo Chionne–Auguri duemiladiciannove-: Ad auguri, così poeticamente espressi, non si può che ricambiare con altrettanti auguri, pieni d’affetto, per un sereno nuovo anno.

Jacqueline Miu –Love actually-: Ed ancora una volta la fantasiosa, fantastica Jac, stupisce. In questa occasione, tra umoristiche, satiriche immagini di una Londra consumistica ecco che, a difesa, propone e cerca il conforto di un abbraccio. L’amore ci difenda da false luci! Questo il messaggio che la nostra ottima amica, lancia con questi suoi lunghi, significativi racconti poetici. E applausi sempre.

A voi tutti i più cordiali saluti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo che tutto ciò ci consente.

Piero Colonna Romano

 

16 Dicembre

Ringrazio Giovanna Cardella per l'apprezzamento alla mia poesia “Parole” e mi congratulo per il suo primo premio, meritatamente assegnato, come lo sono, del resto, anche quelli del papà Santi, col quale pure mi congratulo. Approfitto di questa occasione per fare a papà e figlia i miei più sinceri auguri di un sereno Natale.
Sandra Greggio
 

Complimenti vivissimi a Giovanna Cardella per il prestigioso riconoscimento
Bruno Castelletti


Ringrazio Lorenzo e Piero per i complimenti, perfino troppi (papà è il poeta di casa!) e ne approfitto per congratularmi con Sandra per le sue bellissime "Parole" e per augurare a tutti i poeti della nostra eccellente "community" un felice e sereno Natale.
Giovanna Cardella

 

16 dicembre 2018

CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE

“PAROLE SUL MARE”

IV EDIZIONE

 

                                                       

Carissimi amici, ancora una volta Nike, dea della vittoria, vola su Poetare per annunciare altra strepitosa affermazione dell’incommensurabile

Giovanna Cardella

classificata, da una severa giuria e tra numerosissimi, agguerriti concorrenti,

prima

per la sua bellissima poesia

Per sempre ottobre

nel prestigioso Concorso Letterario Nazionale, organizzato dall’ARCI  Mario Merlo e col patrocinio del comune di Cogoletto (Ge)

“Parole sul mare”

Giovanna, sabato 15 dicembre, è stata a lungo applaudita dal folto pubblico che affollava la Sala Consiliare del comune di Cogoletto. A quegli applausi unisco i miei, assieme a vivissimi complimenti per queste sue meritate e ripetute affermazioni letterarie e resto in attesa di sue ulteriori affermazioni.

Di Giovanna si potrebbe dire che è degna figlia di cotanto padre (Santi, appunto) ma, considerate le sue brillanti, ripetute affermazioni la frase potrebbe essere così capovolta: Santi degno padre di cotanta figlia.

Comunque sia Poetare ospita, onore e vanto, due apprezzati, ottimi poeti, entrambi brillantemente presenti nella poesia attuale ed entrambi proiettati al futuro letterario nazionale, per la qualità del loro poetare.

Qui di seguito possiamo gustare, commovendoci ed ancora applaudendo, la spledida poesia della nostra Giovanna:

Per sempre ottobre

Chissà se devo ancora a te
questa notte senza sonno,
con dentro l'urlo di un dolore muto
e un bisogno nuovo di sfinirmi
di passi senza scopo.

Ti ho visto ieri pieno di sole
dove ti avevo già incontrato
in carne e ossa e vita,
in uno fra i tanti posti
ove per me esisti ancora.

Ci siamo scambiati un ritornello
e una risata, che ancora echeggiano
sotto quel balcone,
incapaci di svanire nel ricordo,
per mancanza di altro presente.

Chissà se tornerai a trovarmi
in questa notte di ottobre,
quella in cui ho imparato
che il dolore più grande non si dice
e che volere bene è un verbo infinito.

Io mi farò trovare sveglia,
per mostrarti la mia ferita d'oro
là dove ti ho perso,
là dove custodisco per sempre
il dono di averti trovato.

Piero Colonna Romano

 

15 Dicembre

15 dicembre 2018

Poesie a tema: Natale ieri oggi domani

Antonia Scaligine –Tra un bagliore-: Intenso invito a festeggiare il più importante, significativo episodio della cristianità, reso con un ritmico poetare che sottolinea particolarmente la fede che ha ispirato questa poesia che, in quel credo, è atto d’amore.

Poesie a tema libero

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Così nascon…-: Un turbinio di pensieri, fatti d’allegrie e di tristezze, che volano in alto o s’affogano nel profondo, in questa poesia dai riflessivi toni dell’ottimo Giuseppe.

Silvio Canapè –Torna la stessa voce,-: Un malinconico osservarsi, in un contesto pieno di tristezza, narrato con immagini dall’alto contenuto poetico chiuse da quel “Tenero è il bacio/della sera” che pare esprimere il bisogno di una serenità che il giorno pare negare.

Cristiano Berni –“Il grido”-: Una pena esistenziale espressa da un grido, che pare percorrere l’intera composizione cui le rime paiono dare una dolente cadenza.

Enrico Tartagni –Giudizio sospeso-: Surreali, suggestive immagini per un esistenziale analizzarsi ed analizzare, con grande pessimismo, quel che ci circonda, rese con il noto stile di Enrico.

Jacqueline Miu –Miracolo a Milano-: Il titolo mi ha fatto pensare al famoso, splendido, film di De Sica e leggendo questi versi di Jac  vi trovo affinità in quel volare, qui con la fantasia, là nel miracolo che porta in un paese “dove buongiorno vuol dire buongiorno”. E quel buon giorno qui si traduce in una richiesta d’amore di cui  quel “buongiorno” è metafora. Strepitosa come sempre la nostra Jac, viaggia e fa viaggiare in mondi di sogni, condanna, in questo caso, il consumistico Natale meneghino che causa un gelo e che solo l’amore potrà cancellare. Nello squallido panorama milanese, tutto luci e suoni abbaglianti, ecco l’ancora di salvezza (quel paese dove buongiorno vuol dire buongiorno?) nei romantici e umani (così come li ricordo, almeno, e li spero) Navigli. Così la leggo questa  composizione della nostra appassionata, fantasiosa Jac.

Francesco Soldini -80. Il bello-: La bellezza ed il sognarla, in questi sintetici, evocativi versi di Francesco.

A Jacqueline, Silvio, Claudio ed a Giuseppe Gianpaolo, un grazie di cuore per gli auguri che ricambio e per i graditi commenti alla mia attività di lettore che molto ammira le loro apprezzabilissime poesie. Sia sereno,  proficuo e ricco di poesia il vostro nuovo anno.

A voi tutti il più cordiale dei saluti ed un grazie al nostro generoso Lorenzo, per tutto ciò che ci consente.

Piero Colonna Romano

 

Grazie a Lorenzo, grazie a Piero, grazie a Santi Cardella. Assieme ai migliori auguri per le prossime Festività un abbraccio affettuoso. Bruno
 

Al Poeta, Vate e Mecenate dell’Azzurro sito Prof. Lorenzo, all’Amico Piero fine commentator e Poeta Optimus, alle Poetesse e Poeti dalla dolce e musical poetica lira, alle Lettrici e Lettor dei qui fissati tanti alle Muse cari versi, i migliori Auguri di Buone Feste e in particolare di un lieto e sereno Santo Natale.
ggc
 

Caro Lorenzo,
desidero esprimere i miei sentiti complimenti a Bruno Castelletti,
alfiere della cultura veneta, poliedrico e prestigioso personaggio impegnato nel sociale e sensibilissimo autore di sublimi opere poetiche. Un caro saluto a te e ai colleghi poeti,
Santi

 

15 dicembre 2018

Cari amici, è con immenso piacere che vi rendo partecipi di un importante e meritata attestazione di stima, attribuita l’1 dicembre scorso dall’Accademia “Aque Slosse” di Bassano del Grappa, al poeta

Bruno Castelletti

nominato

Alfiere d’oro 2018

essendogli inoltre stato attribuito il titolo di

Accademico permanente

con la giusta dedica che appare nella targa conferitagli:

La sua meritoria attività culturale, nella ricerca delle radici e del perfezionamento della lingua veneta, il suo impegno in politica e nel sociale, sono state ampiamente riconosciute e commentate dal presidente dell’Accademia “Aque Slosse”, Evaristo Borsato, dal sindaco di Bassano del Grappa, Riccardo Poletto e dal critico d’arte Vasco Senatore Gondola, che, qui di seguito vi invito a leggere:

L’ACCADEMIA “AQUE SLOSSE”

con il patrocinio del Comune di Bassano del Grappa

CONFERIMENTO ALFIERE D’ORO 2018

a cura di Vasco Senatore Gondola

Una vita dedicata alla professione forense, una profonda e responsabile passione per la vita politica, un lungo, serio e costruttivo impegno in ruoli di rilievo nelle pubbliche istituzioni, ma anche un radicato interesse per la cultura e per gli studi letterari, un impegno ampio e concreto a sostegno d’ogni iniziativa culturalmente significativa ed una vocazione e felice predisposizione per la dimensione della poesia e per la creazione artistica in versi: questo in estrema sintesi il profilo di Bruno Castelletti, avvocato e poeta, già presidente della Provincia di Verona, cui la città di Bassano del Grappa e l’Accademia di poesia “Acque Slosse”  hanno ritenuto di conferire quest’anno l’ambito e prestigioso premio “Alfiere d’Oro”, il riconoscimento riservato a personalità che con scritti e opere valorizzano e onorano la lingua madre nell’ambito triveneto. Lo hanno ricevuto in passato uomini di grande spessore culturale, tra i quali ricordiamo Dino Coltro, Manlio Cortellazzo, Ulderico Bernardi, Elio Fox, Bepi de Marzi e poeti quali Bepi Sartori, Wanda Girardi Castellani e, lo scorso anno, Lilia Slomp Ferrari.

Bruno Castelletti è nato a Ferrara di Monte Baldo, sui confini con il Trentino, nel cuore della montagna simbolo della veronesità: un paese tanto ricco e meraviglioso per le bellezze del paesaggio, quanto povero in passato di risorse economiche, che si riducevano a pastorizia e silvicoltura; abitarvi ed avervi le radici significava da un lato essere abituati a colloquiare con i monti, le valli, i torrenti, i fiori dei prati, gli uccelli e le nubi del cielo, ma dall’altro anche dover strappare alla terra ogni giorno di che vivere con lavoro duro e ingrato. Questa è la terra che ha forgiato e plasmato il cuore e l’animo poetico di Bruno Castelletti, il quale ricorda con orgoglio quando studiava i libri di greco e di latino mentre accudiva il bestiame al pascolo; e quando poi, adolescente, negli anni della Resistenza visse fianco a fianco con i partigiani della montagna che trovarono ricetto nella sua casa. Poi vennero gli studi universitari, la laurea in giurisprudenza, la militanza politica d’ispirazione progressista, il matrimonio, i figli, una splendida carriera professionale nel mondo del giure. Ma dentro l’anima gli rimasero impressi i sogni, le esperienze, le illusioni, le sofferenze della sua gente, ed i suoni, le cadenze e le espressioni tipiche del loro modo di esprimersi, del loro dialetto, veronese con forti venature trentine: un mondo che attendeva di essere riscoperto, fatto rivivere con la poesia. E Bruno Castelletti si scoprì poeta, creò componimenti d’intensa ispirazione lirica, non scevra talora da toni epici, sempre caldi di sentimenti, d’affetti e d’umanità, e nel più puro vernacolo della sua terra. Nacquero così la prima silloge poetica, Stéle da l’Orsa, e di seguito la seconda, Robe da ciodi e sbaci de seren, che ottennero vasto e sicuro consenso di pubblico; contemporaneamente le ripetute affermazioni in concorsi poetici nelle Venezie ed in altre regioni italiane dettero alla sua produzione artistica una rilevanza nazionale.

Attento alla cultura quando era consigliere comunale a Caprino Veronese e Presidente in Provincia a Verona, Bruno Castelletti da membro e poi presidente della Biblioteca del Monte Baldo in Ferrara ha promosso innumerevoli iniziative culturali di grande spessore, privilegiando convegni ed incontri dedicati alla poesia, promuovendo la valorizzazione dei maggiori poeti veronesi e non veronesi del passato, dando vita ad una autentica comunità poetica interprovinciale veronese-trentino-mantovana; ha poi saputo intessere proficui rapporti di collaborazione con innumerevoli associazioni del territorio, ha partecipato a commissioni giudicatrici in concorsi poetici sovraregionali e si è prodigato nel sostenere Istituzioni di grande prestigio e lunga storia, come ad esempio l’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere. Egli è stato dunque, veramente, un alfiere, un alfiere d’oro della cultura, della lingua e della poesia delle nostre amate Venezie.

Vasco Senatore Gondola

 

A questo grande della poesia, dialettale ed in lingua italiana, la cui presenza onora Poetare, per le sue doti d’umanità, grato per il suo costante impegno nel sociale e nella politica attiva, invio i complimenti più sinceri, assieme all’augurio per un’ancor lunga e brillante storia umana, nella poesia e nella cultura.

Piero Colonna Romano

 

13-14  Dicembre

13 e 14 dicembre 2018

Poesie a tema: Natale ieri oggi domani

Eugenio Montale –Caffè a Rapallo-: C’è tutto Montale in questa sua poesia, ricca di metafore, di rimpianti per ciò che fu e che non tornerà più, del suo pessimismo sui tempi che stavano arrivando (e, per sua fortuna, non visse questi tempi…). Un Montale da sentire dentro e da amare, avendo grande nostalgia per quei poeti dei quali non c’è più traccia..

Poesie a tema libero

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Solo si sente il bosco-:  Un delizioso affresco di un bosco all’inizio dell’inverno, con i suoi suoni, colori e profumi, in questi bellissimi versi di Giuseppe.

Isabel Gide –Osmosi-: Uno scambio di sentimenti d’amore, reso con le metaforiche immagini di un’ ispirata Isabel.

Stefano Giannini –Il sogno-: Un incubo, trasformato in dolcissimo sogno, raccontato con suggestive e belle immagini. Poesia thriller, insomma, che si legge molto piacevolmente.

Léon-Perry Bisengambi Bibalu- Nel nome del cielo-: Bellissimo, intenso inno alla natura di un Leon-Perry particolarmente ispirato e capace di rendere il suo sentire, coinvolgendo il lettore.

Vincenzo Melino –Il fragore del silenzio-: Un immersione nella magia della natura, in bei versi descrittivi che ne esaltano il silenzio ed i colori. Ne deriva una sensazione di pace, che è quella  il cui bisogno  ha ispirato Vincenzo, ben comunicata.

Silvia Trabanelli –Perché amo il fiume-: Diviene strada per una meta agognata, quel fiume. E Silvia lo narra come narrasse il suo desiderio, la sua ansia di mare, forse di libertà. Brava Silvia!

Francesco Soldini -79. Miele-: Versi che sono un inno al miele, prodotto essenziale per il fiorire e rifiorire della natura, quindi della stessa vita dell’uomo, regalatici da un attento Francesco.

Jacqueline Miu –blanc absolu-: Intensa dichiarazione e richiesta d’amore, con i versi dalla suggestive immagini di Jac. (mi viene in mente quel “seconda stella a destra/questo il cammino ecc.”)

Il più cordiale dei saluti a voi tutti , in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

Caro Lorenzo un sentito grazie per la tua grande ospitalità che mi permette di essere presente e leggibile sul tuo sito. Per l'occasione,anche se anticipo i tempi,tanti auguri di buone feste,e un gran buon anno di poesia.
Lorenzo permettimi di ringraziare Piero che con i mie lavori è sempre molto buono,anche se nell'ultimo commento mi avvicina al"Dolce stil novo". Non merito tanto e quei giganti sono non raggiungibili,sopratutto da me.
Grazie Piero per la tua attenzione e tanti auguri. sc
 

Buone feste di Natale amici , poeti del sito
ogni giorno di poesie arricchito
a Lorenzo fautore del sito
auguri con un grazie infinito
Antonia Scaligine


Carissimo Piero, un sincero ringraziamento per l’attenzione e i puntuali commenti che dedichi alle mie poesie, che ti fanno sentire vicino e amico e sono sempre motivo di insegnamento, orgoglio e riconoscenza. Con l’occasione per esprimerti i miei più cari auguri di un sereno Natale anche a tutti di poetare ed in particolare al grande e indimenticabile Lorenzo, padre e autore della soddisfazione di noi tutti.
Claudio Badalotti

 

12 Dicembre

12 dicembre 2018

Poesie a tema: Natale ieri oggi domani

Jacqueline Miu –sangue blu pieno di stelle-: Visioni oniriche, ricche di poesia e di sensuale sentimento, narrate a formare il surreale quadro, affresco potente, di un gelido inverno. Complimenti sempre Jac!      

Poesie a tema libero

Romano –I sentieri della mente-: Una filastrocca per narrare di un intenso, esistenziale esaminarsi in relazione  a quel che ci circonda, sentendo d’esserne estranei.

Antonio Sangervasio –potevo a mio padre-: Leggendo questi versi, dall’intenso tono, di Antonio penso a quelle parole che non si dicono, per timidezza e non per disinteresse. Parole (e sentimenti) inespresse delle quali, quando ormai non c’è più tempo per dirle, ci si pente. Ed è da questo rimpianto che nasce questa bella poesia.  

Selene Tobaldo -4) Nonno-: Un commovente, commosso ricordo di un uomo amato, del quale resterà indelebile un amorevole ricordo, in questi coinvolgenti, bei versi di Selene.

Michael Santhers –Siamo-: L’essere piccola cosa nel grande, indifferente mare della vita è la riflessione che muove la penna del poeta, per esternare questo sentire. E, quando il poeta è il nostro Michael, ecco che va a comporsi un suggestivo quadro, fatto di immagini sopra le quali, una per una,  bisogna soffermarsi a riflettere.

Francesco Soldini -78. Fiocchi-: Bel disegno del freddo invernale, quello che penetra dentro regalandoci innevati, romantici paesaggi, nei versi di Francesco.

Antonio Scalas –Si staccarono i pensieri-: La delusa ricerca di una qualche similitudine tra cielo e terra, in questi versi, dal riflessivo tono e dalle suggestive immagini, di Antonio.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

 

 

Cari amici è con gran piacere che vi informo di una lusinghiera affermazione della poetessa e nostra amica

Sandra Greggio

che, nel prestigioso e affollatissimo Concorso Nazionale di Poesia

“Fiori d’Inverno”

 ha visto attribuire alla sua poesia

Parole

una meritatissima

Segnalazione Speciale

Qui di seguito godiamo dell’arte della nostra Sandra:

Parole

E le parole si accavallavano

imbizzarrite come cavalli al galoppo,

sormontandosi come onde,

una sopra l'altra, un'altra

e un'altra ancora,

senza fermarsi mai.

Mi nutrivano, mi saziavano,

ma poi?

 

Io sulla spiaggia, relitto di naufragio.

Io in ginocchio,

con le braccia a stringere il vuoto.

Sandra riceverà calorosissimi applausi sabato 17 novembre, presso la libreria Feltrinelli di Livorno. A quelli, convintamente, unisco i miei.

Restando in attesa di ulteriori sue affermazioni, assieme a meritati complimenti, le invio un forte ad maiora!

Piero Colonna Romano


 

11 Dicembre

11 dicembre 2018

Poesie a tema: Natale ieri oggi domani

Jacqueline Miu –Il Natale degli uomini che amano-: Un apoteosi di immagini, luminose, sonore, stordenti  (natalizie, insomma) che hanno, quale fil rouge, il desiderio. Desiderio che, ovviamente, nasce dall’amore del quale è pervaso questo periodo ma che, nelle espressioni della incommensurabile Jac, devia ( ma solo un tantino) verso la passione più sfrenata. E appassionante è leggerti, cara amica. Sia il tuo un buon Natale, dunque, e scusami se può capitarmi, commentandoti, di andare oltre quello che era tua intenzione comunicare. Grazie per il tuo bel commento e per i graditi auguri.

Poesie a tema libero

Michael Santhers –Anonimi-: La ricerca di una soddisfacente identità, che sia soprattutto riconosciuta dalla maggior parte delle persone, in questi versi, ricchi di sferzante humor, del nostro Michael.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Quella fanciulla slava-: Delizioso ritratto di una slava fanciulla, guida turistica di un incantevole angolo della Slovenia, con i bei versi, in stile d’antan, dell’ottimo Giuseppe, che mi riportano alla memoria giovanili gite a quel lago e le sigarette slave dello stesso nome (Bled appunto).

Arturo Guzzardi –Una storia infinita-: Mai dire mai, insomma. E l’amore che diviene amicizia, torna ad essere amore, con un ritmo da rondò che si chiude in cerchio. Bello il racconto che Arturo ci regala, con questi suoi prosastici versi.

Eleonora Pozzuoli –Giglio-: Intensi versi, decisamente evocativi di un innamoramento, che molto bene descrivono un sentire.

Selene Tobaldo -3) Migliore amico-: Fremente e sincera dichiarazione di un amore ricambiato, in questi limpidi versi di Selene.

Nino Muzzi traduce R. Kunze-: Una scena notturna, tra scintille di un fuoco e la luna che galleggia, in questi descrittivi versi di Kunze, che Nino traduce per noi.

Laura Toffoli –Il passo del passato-: Bella l’allitterazione iniziale, ben raccontato un ricordo e la nostalgia che porta ed, infine, vagamente malinconica la chiusa con quel guardare al rapido svolgersi della vita. Insomma la nostra brava Laura, col suo bel poetare.

Salvatore Cutrupi –Foglie-: Riflessioni esistenziali, nate dall’osservazione della natura autunnale, rese con versi, dal riflessivo tono, di Salvatore.

Francesco Soldini -77. Stazione spaziale-: La tecnologia muta la storia, afferma Francesco e, forse, cambia il romantico guardare al cielo dell’uomo.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo, per tutto ciò c he ci consente.

Piero Colonna Romano
 

A Santi Cardella
Complimenti vivissimi per il prestigioso riconoscimento Bruno Castelletti
 

 

10 Dicembre

A Lorenzo a Piero Colonna e a tutti voi
un grazie dovuto. Un grazie al mecenate di cui occupiamo il tempo e che c’ispira al meglio. Piero che dire, tu hai un sentire oltre il sentire normale di un uomo e quando leggi noi tutti, ci commenti sei già oltre e trovi e scovi di noi, significati che nemmeno noi stessi siamo capaci di cogliere. Viviamo Poetare come un cul de sac e in una beatitudine da immortali.

Sebbene Regina delle parole quando viene tempo a dire di altrui lavoro mi chino per mancanza di forza, ai veri Vati. Io non faccio economia di opinioni ma tengo a precisare che questi uomini sono superiori nel loro lavoro al mio migliore sforzo di criticare in modi giusti l’opera di un collega o amico. Il mio meglio lo do col silenzio e quando viene il momento del dire, mi faccio piccina piccina guardano ai Grandi - sperando un giorno di arrivare o di superarli o meglio al livello tale da gareggiare insieme per i plausi in platea.

Siano Lorenzo e Piero e ogni letterato di questo Regno sempre alimentati da entusiasmo costante!

Il nostro entusiasmo è il “grazie” più sincero, per te Lorenzo.

Sappi che chi è qui lo è anche per te non solo perché amico, saggio, ispirato ma perché tu sai che un luogo baciato dalla Poesia è un luogo baciato da Dio. Ho sempre detto che io non mando poemi a poetare ma scrivo in un Tempio. Nulla può essere superiore all’amore che ci ispira una sempre migliore letteratura.

Nulla è superiore allo sforzo e ai sacrifici del nostro ospite e filantropo.

Siano le vostre giornate pari ai vostri sogni: sempre grandiose e che possa arrivarvi la luce delle stelle nei punti più bui dell’anima quando e se sarete nello sconforto. Qui nessuno è solo.

Grazie

Felici Feste! a voi alle Vostre care Famiglie.
Jacqueline Miu Cristina DeSaint Jarry
 

10 dicembre 2018

Nino Muzzi traduce Reiner Kunze-: Chiarissima metafora di quel muro di Berlino che separava uomini e cancellava speranze, in questi forti versi ben tradotti per noi da Nino.

Aurelio Zucchi –Io e il paguro-: La forte emozione che genera un paesaggio marino, molto bene raccontata dai versi di Aurelio, disposto a dividerla persino con un paguro.

Gian Luca Sechi –E’ difficile parlarvi-: Poesia eterea, sfuggente e di scarso contenuto e, dunque, poco apprezzabile. Così la descrive Gian Luca, rammaricandosi ma con troppa modestia.

Enrico Galavotti –Trapasso-: Pare la sintetica narrazione di una giornata in montagna, tra sci e tonificanti bevute, alla fine della quale assale una grande stanchezza.

Selene Tobaldo -2) Manchi-: Un’intensa sensazione di solitudine, nata dall’assenza di un lui, narrata con versi dalla forte intensità, sottolineata dall’anafora dolente. Particolarmente apprezzabile la magistrale chiusa del verso di chiusura.

Jacqueline Miu –rondò-: Surreali immagini, talvolta gotiche, per implorare amore, secondo il più noto stile di questa fantasiosa scrittrice di sogni che, talvolta, assomigliano ad incubi. Leggere Jac non consente fermate, dall’inizio alla fine, in continua apnea, si rischia d’annegare.

Per intendere il titolo, ecco quel “lumeggia” che è attacco e chiusura circolare di un rondò…caudato. Ovviamente, sempre complimenti merita la nostra preziosa amica.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

9 Dicembre

Benvenuta alla mia ex alunna Selene, a cui mi lega un grande affetto. In bocca al lupo, cara! Che tu possa non perdere mai la rotta in questo meraviglioso mare azzurro. Grazie, Lorenzo, per averla accolta.
Sandra Greggio

 

8 Dicembre

8 dicembre 2018

Carissimi sitani, continuano a piovere premi sugli amici del nostro splendido sito. Oggi mi è giunta la notizia che il Poeta

Santi Cardella

nel prestigioso XXX° Concorso Nazionale “Giuseppe Giacchino Belli”, organizzato dall’Accademia Culturale G.G. Belli di Roma, nella sezione dedicata alla poesia dialettale

per la sua poesia

Doppu ‘a guerra

da una severa e qualificatissima giuria, è stato classificato al

II° posto

e la sua arte, sabato scorso, nella Sala Protomoteca del Campidoglio di Roma, ha ricevuto meritatissimi e calorosi applausi dal numeroso pubblico presente.

 

                                                           

A quegli applausi unisco convintamente i miei, assieme ai più vivi complimenti a questo grande della poesia di oggi, che con la sua presenza onora il nostro sito. Qui di seguito potrete gustare la bellezza e l’intensità del sentimento che hanno generato la deliziosa, e giustamente premiata, poesia:

Doppu ’a guerra                                          Dopo la guerra
 

Haiu un cappidduzzu                                     Ho un cappellino

beddu, sapuritu,                                             bello, grazïoso

quannu mi l’haiu a mettiri,                            quando potrò indossarlo,

quannu mi fazzu zitu.                                     prima che vada sposo.

Scinnu pi lu Cassaru                                      Scendo per il Cassaro

acchianu pi Panneri,                                     risalgo via Pannieri

tutti chi mi salutanu                                       e tutti mi salutano

bongiornu,Cavaleri!*                                    buongiorno, Cavaliere!
 

Lu sentu ancora ’u cantu di me matri                        Lo sento ancora il canto di mia madre

mentri lavava i piatti ’nt’a cucina                  mentre rigovernava la cucina

e l’alligria arrivava ’nsinu a nuatri                 e l’allegria giungeva sino a noi

ca criscevamu a pani e lattuchina.                 alimentati a pane e lattughina.
 

Ed iu m’immaginava di passiari                    M’immaginavo allor di passeggiare

cu ’stu cappeddu ’nsirragghiatu ’n testa,      col mio cappello ben calcato in testa,

ca ’un ci vinissi ’u sfiziu di vulari                  ché non avesse voglia di volare

comu aceddu, arrubbannumi la festa.            come uccello, rubandomi la festa.
 

Quantu a farimi zitu ’un ci pinsava,              Di aver la fidanzata non pensavo

però già mi piacia na picciridda                     ma già m’affascinava una bambina

d’ott’anni comu a mia ca s’annacava            d’otto anni come me che civettava

ed iu, alluccutu, stavu appressu a idda.         ed io, stordito, stavo a lei vicino.
 

Comu passaru sissant’anni e rrutti?               Come passaron sessant’anni e rotti?

Quannu finiu l’età di la ’nnuccenza?             Quando finì l’età dell’innocenza?

Prima ca ’a terra  nni cummogghia a tutti,     Pria che la terra ci ricopra tutti

si, mi piacissi riincuntrari a Enza.                  mi piacerebbe rivedere Enza.
 

Ma no china di rughi e di duluri,                   Ma non piena di rughe e di dolori,

arripudduta e stramma  comu a mia,             rammollita e balzana in età tarda,

ma profumata e bedda comu un ciuri.           ma profumata e bella come un fiore.

E appressu…un picciriddu ca ’a talìa.           E accanto…un bimbo assorto che la guarda.
 

*filastrocca popolare siciliana

Cassaru – (dall’arabo al-qasr) è la più antica via di Palermo, oggi corso Vitt. Emanuele

Panneri – via  Pannieri, collega corso V. Emanuele con p.za Caracciolo, sede del  mercato “Vucciria”

 Piero Colonna Romano

 

8 dicembre 2018

Poesie a tema: Natale ieri oggi domani

Antonia Scaligine –Natale, racconto, memoria, speranza-: Ho nostalgia anche io del profumo che aveva l’abete di Natale di una volta e di quegli aghi di pino che i rami perdevano. Oggi è più “pulita” la plastica e l’albero sa di nulla. I presepi naif di un tempo, con la carta blu piena di stelle, l’acqua con la papera, le statuine, comprate un po’ alla volta tutti gli anni ecc. Tutto finito in un turbinio di luci, nello scrosciare di fastidiosi suoni. E la nostra amica Antonia riempie di nostalgia i suoi versi e ci fa ricordare.

Poesie a tema libero

Selene Tobaldo -1) Amore-: Benvenuta nell’azzurro, Selene! Intensa e condivisibile questa riflessione sull’amore, resa con limpidi e bei versi. Complimenti.

Nino Muzzi traduce Reiner Kunze-: Di non semplice lettura questi versi di Kunze, paiono in parte aforismi, in parte racconto stringatissimo di un rapporto d’amore. E Nino traduce per noi questo grande personaggio della politica e della poesia tedesca attuale.

Acquaviva –A Massimo-: Una commovente dedica ad un caro amico al quale si è stati legati per tutta la vita. Amico che sta per lasciare questa terra e che si è certi di incontrare ancora, e per sempre, in un altrove, in questi dolcissimi versi di Acquaviva.                

Carlo Chionne –Autobiografia-: L’ottonario è, solitamente, metro per filastrocche divertenti. Solo chi è grande può usarlo per dire di altri sentimenti e Carlo qui ci commuove usandolo per una specie di commiato/ricordo. Non sa, il nostro amico, quanto ancora dovrà usare la sua arte ed il suo sapere, per dare amore e cultura a chi ne ha desiderio e bisogno. A presto, quindi, ‘ché non hai scampo.

Salvatore Cutrupi –Dettagli-: Poesia di grande spessore, nata da un profondo guardarsi dentro e resa con la grande intuizione poetica di quel maglione troppo largo, tanto da contenere i ricordi di una vita. Complimenti vivissimi, credo questa sia una delle tue migliori composizioni.

Francesco Soldini -75. Città che dice-: Francesco descrive Ginevra come fosse un’oasi di pace, in mezzo al rumore d’altre città, rese tali dallo sfrenato consumismo. E lo fa con sintetici e ben descrittivi versi.

Jacqueline Miu –Il festival della neve-: L’incanto fiabesco, che può esserci in un rapporto d’amore, in questo racconto fatto di forti, fantasiose immagini, della nostra eccellente Jac, che sempre incanta.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

6-7 Dicembre

6 e 7 dicembre 2018

Marino Giannuzzo –Terra di eroi-: “Cupi a notte canti suonano/da Cosenza sul Busento” così Carducci inizia il suo canto ad Alarico. E Marino, affascinato dalla leggenda (si cerca ancora oggi il tesoro di Alarico, sepolto nel letto del Busento) crea una sua ode, ampliando la platea degli eroi che calcarono la terra calabrese ai fratelli  Bandiera, di risorgimentale memoria.

Claudio Badalotti –Oltre i confini-: Il mistero che c’è nel nostro imperscrutabile dopo vita, muove la penna di Claudio che, con grande maestria, tra fantasiose immagini e limpide metafore, esprime i suoi dubbi ed il suo inappagabile bisogno di sapere. Ottimo è il poetare del nostro amico con questi musicali endecasillabi che talvolta paiono aforismi e spesso densi di bel lirismo.

Tinti Baldini –Arriva-: Il bisogno di camminare nella vita meno impervi sentieri, per trovare, alfine, oasi di pace, molto bene espresso da questi bei versi di Tinti.

Renzo Montagnoli –Io ricordo-: Una grande malinconia prende il poeta, nel ricordare le speranze, le soddisfazioni, i progetti colmi d’ottimismo, della giovanile età, quando tutto ormai pare senza più futuro. E Renzo sa esprimere questo suo sentire con un efficace poetare che coinvolge il lettore.

Silvio Canapè –Oh! amor che io ho amato-: Col tono di  una mesta canzone, ecco questa ode all’amore che infiammò giovanili tempi e scaldò freddi inverni. Amore per l’amore, pare sia il senso di questi versi dal vago, dolcestilnovistico tono.

Aldo Calò Gabrieli –Quel bacio divenuto realtà-: I tormenti del cuore , per un incerto amore dove tutto è ancora da scoprire, ben narrati da questi versi di Aldo.

Jacqueline Miu –Midnightmare and Paris-: Un incantato bisogno d’amore, in una gelida Parigi natalizia, narrato con surreali immagini nate, come sogno, da quell’inarrestabile sentimento. Un susseguirsi di sorprendenti racconti, piacevoli sempre, talvolta ricchi di humor, in questa lunga, godibilissima narrazione di una strepitosa (come sempre, d’altronde) Jac.

Nota a margine: il titolo si potrebbe tradurre “cavalla di mezzanotte e Parigi”, tanto per anticipare quel che poi segue.

Francesco Soldini -74. Ascoltare la musica-: Omaggio alla musica, quella inglese e quella italiana, che riempie la vita, conforta ed è cultura, in questi versi di Francesco.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

Grazie Lorenzo e grazie a tutti gli azzurri in augurio di ogni bene
Tinti Baldini

 

 

5 Dicembre

5 dicembre 2018

Poesie a tema: Natale ieri oggi domani

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Non solo a Natale-: Un forte invito a fare di ogni giorno dell’anno il giorno di Natale, con la sua carica di bontà, di comprensione, d’amore verso gli altri, soprattutto verso chi soffre, in questi intensi versi dell’ottimo Giuseppe.

Poesie a tema libero

Marino Giannuzzo –L’ultimo canto d’Achille-: Così, il nostro Marino , interpreta il semi dio Achille che fu simbolo di forza invincibile, orgoglioso fino all’eccesso, crudele e, alla fine, simbolo della pietà. Un irridente destino lo volle ucciso dal più negativo dei personaggi della guerra di Troia (Paride) con una freccia avvelenata che colpì l’unico suo punto vulnerabile (il tallone).

Aurelio Zucchi –Un’enne alba-: Suggestive, inquietanti immagini che forse rappresentano una fosca visione della vita e la sua drammatica conclusione.

Nino Silenzi –Arcano-: Bellissime immagini per narrare di una positiva visione della vita e di una passione mai spenta. Di ampio respiro il distico iniziale, cui seguono immagini a forti tinte e di grande suggestione e poesia. Chiude quello che pare un ammonimento: mai perdere le illusioni, dicono quei metaforici “veloci velieri/sull’onde”. Complimenti, Nino!

Silvano Notari –Basta così-: Decisamente bellissima questa poesia con la quale il poeta ricrea un’atmosfera onirica, con quell’immaginarci viandanti su onde che portano verso un orizzonte che pare intessuto di libertà. Magistrale l’intercalare, tra le strofe, di frasi dal grande romantico lirismo. Complimenti, Silvano!

Flavio Rapetti –I bambini di Beslan-: Flavio rievoca, con questi suoi durissimi versi, una delle più disumane stragi operate dal terrorismo (in questo caso ceceno con l’appoggio di Al Qaeda) che provocò la morte di circa 350 persone di cui circa 200 erano bambini. Tutto iniziò nel primo  festoso giorno di scuola e durò per tre interi terribili giorni. Credo che noi tutti ricordiamo quel dramma ed i versi del poeta ne sottolineano la crudeltà e la pena che perennemente vivrà nei sopravvissuti.  

Dario Sanseverino  -Cammino-: Un romanticissimo attacco, fatto di dolci immagini, chiuso da un grido di dolore rappresentato da immagini di grande violenza. Un forte contrasto tra le due parti della poesia, forse a significare di una sconfinata delusione.

Gilbert Paraschiva –Cosa sono le poesie?-: Serie di definizioni di quel che può essere la poesia, tutte condivisibili, in questo acrostico di Gilbert.

Francesco Soldini -73. Ognissanti-: Una riflessione sul primo giorno di novembre e su come viene inteso, secondo Francesco, da varie religioni.

Carlo Chionne –Sfida-: Bella lezione di vita, valevole anche per il dopo, col perfetto ritmo dell’endecasillabo e la giusta alternanza delle rime, del nostro prezioso amico Carlo.

“Solo e pensoso i più deserti campi” consigliata in lettura da G. G. Casarini-: Si potrebbe ironizzare su questo Francesco che disperatamente cerca la solitudine, nel riparo che può fornire la natura, pur di nascondere la sua pena d’amore alla gente che, di questa, osservando le sue languide espressioni  ed i sospiri, verrebbe a conoscenza, magari irridendolo. Povero Cecco, quanta pena!

Ma che grande sorsata d’aria pura dà la lettura di questi puri versi! Grazie, G.G Casarini, per averceli proposti.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo che tutto ciò concede.

Piero Colonna Romano

 

Sempre un caro saluto a tutti voi e a nostro vate Lorenzo.sc
 

 

4 Dicembre

4 dicembre 2018

Poesie a tema: Natale ieri oggi domani

Michael Santhers –Presepi-: Il confronto tra presepe ed albero di Natale e le emozioni che genera questa festività nei belli e fantasiosi versi dell’ottimo Michael.

Poesie a tema libero

Marino Giannuzzo –La fonte-: La suggestione di una fonte ed i pensieri che fa nascere, in questi sintetici versi di Marino.

Alessia Sanna –Abitudine-: La pena per un abbandono, espressa con ottima sintesi.

Carlo Tella –Un ombra-: Un senso d’angoscia, rappresentato da un’ombra che tutto avvolge, e che si dissolve nel sonno della notte, quando non c’è più percezione di gioia e dolore.

Antonio Lisi –Nonno e nipote-: Il commosso ricordo di un nonno, in questi bei versi, colmi d’affetto, di Antonio.

Nino Muzzi traduce Reiner Kunze-: Eretico intellettuale della vecchia DDR, credo che questa sua poesia sia la sintesi del suo sentire la poesia, intendendola quale strumento per gridare la realtà  (quella del comunismo della Germania dell’est) ed approfondirne il senso. Un grazie a Nino per averci proposto questa traduzione. 

Enrico Tartagni –La casa-: Tipicamente ermetica questa di Enrico i cui versi paiono evocare ricordi, vagamente malinconici, di una casa e del paesaggio che la circonda. Ma quella casa “che nessuno ha costruito” è forse un sogno, una speranza.

Roberto Soldà –Fili-: Un sogno, dunque, pare la vita. E Roberto sviluppa questo concetto con filosofiche considerazioni ed avvertimenti. Poesia sul sogno e sul suo essere “infinita ombra del vero”, così come insegnarono Freud  e Jung, differenziandosi sull’inconscio personale e quello collettivo. E così come narrò Pascoli, del quale è  rimasto famoso aforisma. E così come Shakespeare affermò essere la materia della quale siamo fatti.

Sorprende sempre l’ottimo nostro amico, per questa sua versatilità negli argomenti usati per il suo affascinante poetare.

Salvatore Cutrupi –Emozioni in cammino-: Il camminare e le sensazioni che dona, narrate in questi versi, dal riflessivo tono, di Salvatore.

Francesco Soldini -72. Il digestivo-: Limpida metafora è quel pranzo che l’uomo ha fatto della natura, consumandola e rendendola vendicativo deserto. Non so se ci sarà “digestivo” adatto a digerire questo lauto, pesantissimo pasto, ma bene fa Francesco a rammentarcelo.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

3 Dicembre

Caro Piero,non posso nasconderti che questo riconoscimento anche in relazione al grande numero di partecipanti, mi ha fatto molto piacere,ma tu sei troppo generoso nella lode. Un abbraccio affettuoso
Bruno

 

3 dicembre 2018

 

 

XI° PREMIO LETTERARIO

“IL POETA E IL NARRATORE”

Memorial prof. Paolo Bernardini

Monselice, 1 dicembre 2018

Cari amici ho il grande piacere di rendervi partecipi di un ulteriore, prestigiosa affermazione del nostro amico e poeta

Bruno Castelletti

che nell’XI° premio letterario

“Il poeta e il narratore”

organizzato dall’Associazione Culturale “Amici delle Arti”

di Monselice (Pd)

nella sezione dedicata alla poesia in italiano,

con la sua

Allora non lasciarmi

si è classificato, tra numerosissimi concorrenti, al

II° posto

posizione determinata dal giudizio di due giurie, una tecnica ed una costituita dal pubblico che affollava la “Sala polifunzionale” intestata alla memoria del prof. Paolo Bernardini in Monselice,

nella fase finale del Premio, dove si sono confrontati cinque finalisti.

Insomma continua la marcia trionfale del nostro eccellente amico, sicuro vanto del nostro sito.

Assieme agli scroscianti applausi che lo hanno omaggiato l’1 dicembre scorso, unisco i miei, assieme ai più vivi complimenti e voglio sottolineare l’ecletticità di questo grande della poesia in vernacolo che, anche in quella in italiano, non cessa di stupirci positivamente, e per il perfetto ritmo delle sue composizioni e per il senso che hanno ed i messaggi che mandano.

Qui di seguito vi invito a godere dell’arte di Bruno, tributandogli gli applausi che merita:

Allora non lasciarmi
E come in sogno un giorno ti ho incontrata
nel verde di pinete e prati in fiore
lungo le creste delle mie montagne
dentro l’azzurro chiaro
del cielo e il grande lago
al sorgere del sole
e sempre mi sei stata
fedele nel cammino.
Pur io ti ho mai tradita per placare
la sete di denaro e di potere
ma ovunque t’ho invocata per cantare
il dono della vita e dell’amore.
E insieme abbiam gioito
di albe e di tramonti
lenito la mia pena
nel pianto delle stelle
con nenie e melodie
di grilli e di cicale.
Nel tempo che più allunga
i miei silenzi e l’ombra della sera
ti cerco come l’aria che respiro
ti cerco come il naufrago la riva.
Allora non lasciarmi, amica mia
amica dei miei giorni, poesia.

Piero Colonna Romano

 

3 dicembre 2018

Enrico Tartagni –I Cieli dell’Olimpus-: WOW ! Fantastico racconto di fantascienza, nato dalla strepitosa fantasia del grande Enrico. Fantascienza in tutti i sensi, perché mescola religioni diverse in uno spazio probabilmente conteso tra le varie istanze religiose (come insegnano la nascita del cristianesimo e l’abbattimento dei vecchi idoli pagani). Un viaggio fantastico in un cosmo onirico, che, come tutte le fiabe, contiene una morale. Complimenti, Enrico!

Claudio Tedeschi –Un pungolo infuocato-: Splendida definizione del senso e dello scopo dello scrivere. In un certo senso questa poesia mi fa ricordare quanto scrisse, in una forma primitiva di italiano, uno sconosciuto copista a margine di un codice antico (il famoso indovinello veronese dell’VIII secolo). Anche nella bella poesia di Claudio troviamo “un pungolo” che fa il paio con “l’aratro” dell’indovinello. E poi “sangue nero” che fa il paio con “semi neri” (cioè l’inchiostro) del codice. Ma a parte questi richiami, Claudio ci ha regalato una gran bella poesia, ricca di significato e con una morale: seminare scrittura può far sognare.

Filippo Genini –In riva al mare-: Un sogno, dalla tragica fine, tradotto in poesia.  Immagini accattivanti per tutto il componimento, fino al brusco risveglio che cancella bei sogni.

Antonio Alvaro –Gli eroi-: Direi che Antonio descrive, con limpide metafore, la vita di un comune personaggio dei nostri giorni. E ci lascia con l’amaro in bocca.

Michele Aulicino –Il tempo mi avrebbe atteso-: Una malinconica analisi di quello che è stato il percorso della vita, dalla spensierata gioventù al tramonto, con la consapevolezza che fu illusorio “cancellare una matricola” (che mi pare significhi coprire malefatte realizzate) per scoprire, al termine, che erano fatti privi d’importanza.  Poesia dal triste tono, che dice di una profonda delusione esistenziale.

Marino Giannuzzo –La foglia-: La similitudine tra foglia e vita bene sviluppata nei versi di Marino.

Francesco Soldini -71. Alle undici-: Italia in festa in quell’11 novembre 1911: al regno veniva annessa la Libia e bandiere sventolavano ovunque. Nasceva l’Italia coloniale, dopo un lungo percorso fatto di annessioni varie dal 1868 in poi.

Francesco narra, con bella sintesi, di questo periodo, però attribuendo al trattato di Versailles “volontà di pace per l’umanità”, purtroppo, come si vide pochi anni dopo, fallita in pieno.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo, per tutto quello che ci concede.

Piero Colonna Romano

 

1 Dicembre

1 dicembre 2018

Poesie a tema: Natale ieri, oggi, domani.

P. Gianni Fanzolato –E’ Vero!-: Un’apprezzabile lezione di civiltà e di morale, in queste frementi parole di Gianni.

In un epoca in cui ogni giorno è diventato il giorno di qualcosa (quello della donna, quello degli animali, quello dell’acqua, quello della poesia,  quello dell’amore, quello della mamma, del nonno del papà ecc. ecc. ecc.) dimenticandosene in tutti i restanti giorni dell’anno, speriamo che il giorno del Natale, il suo senso, abbia vita più lunga.

Poesie a tema libero

Nino Muzzi traduce Suzanne Jacob-: Possedere essendo posseduta, cosa ci può essere di più erotico? Questo il senso dei versi della Jacob che Nino traduce puntualmente per noi.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Due fruscoli di pane-: Delizioso racconto, nel bello stile di Giuseppe, d’un atto di generosità nei confronti di delusi volatili.

Corrado Cioci –Il piacere-: La fonte del piacere è nelle piccole cose. Così Corrado la canta con i suoi versi liberi.

Silvio Canapè –Oh dolci sfavillanti occhi-: Un iper romantica descrizione delle emozioni che può donare una pura bellezza, narrata con bei versi dai quali emerge forte sensualità. Emozionante la descrizione che il bravo Silvio ci dona.

Claudio Badalotti –La piazza-: La similitudine tra una piazza e la mente si interrompe nel momento in cui la mente è impegnata in una visione romantica. Svaniscono i lati e la ricerca di un centro (mi verrebbe da dire di gravità permanente) ed i pensieri si smarriscono per una dolcissima visione. E tutto questo troviamo nei versi di un riflessivo, sensibile Claudio.

Leon-Perry Bisengambi Bibalu –Il mistero-: Forse il poeta ha riflettuto sul martirio del Cristo e lo ha sintetizzato, con grande emozione, nei suoi versi.

Rosa Giusti De Ruggiero -L’importante è cantare a squarciagola-: Un certo rimedio alla solitudine ed alle noiose incombenze di casalinga, che è anche un suggerimento che ci arriva dalla nostra Rosa. (attendo sempre la filastrocca. Puoi inviarla all’indirizzo mail koropi@libero.it. Un caro saluto)

Marino Giannuzzo –Illusione-: La consapevolezza dell’irrealizzabilità dei sogni nella realtà, creano questa esistenziale pena che Marino traduce con i suoi versi.

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Tre deliziosi acquerelli in salsa giapponese. Particolarmente suggestiva l’atmosfera del secondo haiku.

Jacqueline Miu –stop movin’-: E doveva pure stare fermo! Ed ancora una volta la vulcanica Jac ci regala surreali immagini, nate da bollenti desideri, piene di alto lirismo. Indimenticabili quei “fiochi di neve con cui farmi collane” e quel “se in ritardo spedisciti con le lettere d’amore”. Insomma, come sempre da applausi.

Francesco Soldini -69. Rifiuti-: Milano, complice la camorra, sta divenendo la nuova terra dei fuochi con tutto quel che ne consegue. E Francesco sfoga la sua rabbia con questi versi accusatori.

Un grazie di cuore all’amico Santi, per il gradito commento alla mia “Luccichii”

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

Caro Lorenzo,
un doveroso commento per chi ci commenta;

"Luccichii", di Piero Colonna Romano - Nei bei versi di questa composizione ammiro la struggente malinconia d'un Poeta del mare, tenuto lontano da esso dalle vicende della vita. Ma la forza evocativa della sua poesia ci coinvolge e ci fa assaporare la dolcezza dei suoni e dei colori del mare che portiamo dentro. Grazie, Piero, e complimenti!
Un caro saluto ai colleghi e un grosso grazie a Lorenzo,
Santi
 

 

30 Novembre

29 e 30 novembre 2018

Poesie a tema: Novembre nella poesia

Jacqueline Miu –lungo novembre-: Strane sensazioni generano l’autunno che va a finire ed il triste mese di novembre. E Jac le elenca e chiede comprensione per questo suo sentire, narrato con fantasiose immagini. Chiede comprensione e, in filigrana, amore, col suo affermato stile fatto di iperbole appassionate ed esistenziali domande. Affascina sempre leggere la produzione della nostra amica.

Poesie a tema libero

Michael Santhers –Dicembre-: Nel bello stile del nostro Michael e con la sua sfrenata fantasia, ecco le godibili immagini del dicembre nascente. Umorismo e poesia insieme, formano un gradevole connubio per allietare lo stupito lettore. Complimenti sempre, caro amico.

Nino Muzzi traduce Rolf Haus-: Una serie di anafore per sottolineare il fascino di un paesaggio ed i sentimenti che genera, in questi versi tradotti per noi da Nino.

Aurelio Zucchi –Il cassetto terzo a destra-: La ricerca di una chiave, metafora per quel cercarsi dentro, è il tema centrale di questa bella poesia di Aurelio. Poetiche immagini, che paiono dire di bisogno di libertà, e atmosfere soffuse intessono la composizione rendendone piacevole la lettura.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Io e la simpatica calla-: Una poetica, romantica similitudine tra calla e vita, in questi deliziosi versi dell’ottimo Giuseppe.

Emilio Tasca –In ricordo di un amico-: Commovente ricordo di un caro amico col quale si condivisero emozioni, reso con suggestivi e bei versi.

Giuseppe Stracuzzi –Danza-: Il commosso ricordo di una bimba mai cresciuta, reso con profondo sentimento addolorato. Poesia dalla malinconica atmosfera, molto ben sottolineata da quei brevi versi che paiono singhiozzi. Apprezzabile è anche l’uso di alcuni termini desueti, che dicono della grande conoscenza linguistica dell’ottimo Giuseppe.

Marino Giannuzzo –Giovinezza mia-: La speranza che la giovinezza sia eterna è comune agli uomini. Qui Marino (circa 60 anni fa) l’ha espressa, realisticamente, con versi dal rassegnato sapore.

Francesco Soldini -68. Il bosco-: Bella e suggestiva descrizione di un bosco, reso quasi umano, tra autunno ed inverno.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti  ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo, per tutto ciò che ci concede.

Piero Colonna Romano

 

Grazie infinite e un caloroso saluto ai nostri amici ospiti ai grandi poeti che leggiamo e ai pazienti critici che ci insegnano come e dove migliorare
Jacqueline Miu
 

 

28 Novembre

28 novembre 2018

Poesie a tema: Novembre nella poesia

Antonia Scaligine –Salutiamo novembre-: Al ritmo di filastrocca, ecco un bel saluto/arrivederci al novembre, unito ad un benvenuto al mese dell’avvento per la liturgia che porta al Natale. Bei versi, di grande semplicità e dall’allegro tono, ispirati dalla profonda fede del poeta che ci regala una piacevole poesia.    

Poesie a tema libero

Marino Giannuzzo –Fugacità-: Una gioia momentanea della quale rimane solo la nostalgia, in questi brevi versi di Marino.

Claudio Badalotti –Spazio mentale-: Un problema esistenziale nato dall’impossibilità di accettare di vivere un immaginario collettivo, fatto di consuetudini e di norme comportamentali che si rifiutano. Nasce da questo un bisogno di libertà, purtroppo irrealizzabile e questi versi che sono amaro sfogo.

Rosino Maranesi –Lungo il fiume-: La metaforica descrizione dello squallore di un paesaggio deturpato dalle immondizie che, in effetti, paiono parlare di qualcosa di più ampio, forse di una società malata, forse di rapporti che volgono ad un’amara fine. Poesia ermetica, ricca di suggestive immagini, piacevole a leggersi.

Jacqueline Miu –Blue Monk-: Storia d’un appassionato amore, nel più bello stile della nostra Jac dalla strepitosa, esplosiva fantasia, che ancora una volta ci regala vibranti emozioni.

Salvatore Cutrupi –Inverno-: La ricerca di qualcosa che sia rifugio al freddo ed alla noia, in questi sintetici versi del bravo Salvatore.

Antonio Scalas –Accoccolato in un guscio di lumaca-: Surreali, gradevoli immagini, per narrare del bisogno di dire amore. Poesia di grande spessore, fatta di metafore che bene comunicano lo stato d’animo che l’ha ispirata.

Francesco Soldini -67. Nuovo record-: Il clima che cambia, per la terra violentata dall’attività criminale dell’uomo, in versi che sono atto d’accusa e fosca previsione di quel che sarà.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

27 Novembre

27 novembre 2018

Marino Giannuzzo –Foglie-: La similitudine tra uomo e foglia qui sviluppata con malinconiche considerazioni.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Casorate Primo (PV): Parco giochi Teresio Olivelli-: I lieti giochi di bimbi, incuranti delle diversità delle razze, in un parco intestato a Teresio Olivelli, fanno ripensare alla vita ed alla dedizione che quel martire ebbe per il diverso da lui, in una significativa similitudine, resa con molto sentimento dai bei versi di Giuseppe.

Cristiano Berni –“Bandiere bianche”-: “…generazione persa/che anelava una società diversa” ed ecco, in questa attualissima poesia, sventolio di bandiere di resa. Sconfitti ideali di giustizia, bandiera bianca a dichiarare la vittoria di questa società intollerante, che tanto ricorda fascismi di tempi passati. E Cristiano, da questa cupa realtà, è ispirato e compone versi pieni di un intensa malinconia.

Michael Santhers –Poeti da 4 soldi-: Un' invettiva contro quei presunti poeti che insistono a riempire d’inchiostro pagine che nessuno mai leggerà, resa con le significative metafore ed il fantasioso stile del nostro Michael.

Silvio Canapè –A mia figlia a Pietro-: Un tenero, commosso omaggio alla nuova madre ed al prezioso nuovo frutto, reso, con dolcissimi versi, da un orgoglioso padre ed un innamorato nonno. Auguri vivissimi alla madre ed a Pietro, per una lunga e felice esistenza.

Claudio De Lutio –In ogni donna-: Sentito e giusto omaggio alla donna, nel giorno dedicato all’eliminazione della violenza su di lei, in questi intensi e condivisibili versi di Claudio.

Stefano Giannini –cadenti mura-: Il ritorno in luogo dell’infanzia, ormai dismesso e cadente, e la nostalgia che ne deriva, ben descritto dai versi di Stefano.

Isabel Gide –Muffa-: Un ineluttabile unione, destinata a perpetuarsi nel tempo, pare abbia creato una sorta di rassegnata noia. Questo intendo da questi sintetici versi di Isabel.

Vincenzo Melino –Pioggia-: Gli effetti della pioggia, su cose ed umori degli uomini, descritti dai liberi versi di Vincenzo.

Francesco Soldini -66. Navigare-: C’è un perverso fascino in queste città che affogano nel cemento, e c’è la ricerca di realizzarvi desideri d’amore e di compagnia, in questi versi, in parte accusatori, in parte esaltanti, di un attento Francesco.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

26 Novembre

Caro Lorenzo questa poesia è dedicata a mia figlia Carolina e a Pietro suo figlio. Sono diventato nonno da un anno e qualche mese fa,vivo una esperienza nuova gratificante e bella,una nuova e inesplorata dimensione. Poi mi sembrava giusto, il giorno dopo"La giornata conto le violenze sulle donne", donare un po' di dolcezza. Non sono certo di esserci riuscito. In ultimo mi sono ispirato alla bellissima poesia di Tinti Baldini "Lettera a mio figlio" spero di non aver abusato.
Un caro saluto a te Lorenzo e a tutti i poeti del sito. sc

 

Immagine che contiene interni

Descrizione generata automaticamente2^ Edizione – Anno 2018

PREMIO DI POESIA

IL SUBLIME

GOLFO DEI POETI

PREMIO SPECIALE

DELLA GIURIA

PER POESIA

 IN LINGUA

(32 premi speciali su 426 partecipanti)

ARMANDO BETTOZZI

23/11/2018

LERICI

 

A CURA DELLE ASSOCIAZIONI CULTURALI

ARTHENA - LERICI

MONDO FLUTTUANTE – SANREMO

PRESIDENTI: ANGELO TONELLI * LAMBERTO GARZIA


 

26 novembre 2018

Giuseppe Stracuzzi –Non credere-: Decisamente ermetica, resa con suggestive immagini metaforiche, pare un forte invito a fare poesia con maggiore semplicità.

Enrico Tartagni –Sonno del pensiero-: E, a proposito di ermetismo, ecco una specie di indovinello propostoci dal fantasioso Enrico.

Marino Giannuzzo –Cuore senza pace-: L’espressione di uno momentaneo smarrimento ben resa dai versi di Marino.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Le anime dei morti-: Che accade alle anime liberate dai corpi? Questo il tema che Giuseppe affronta con i suoi versi densi di dubbi. Argomento dibattuto da sempre, dall’inizio della filosofia fino ai nostri giorni, che pare sia senza soluzione.

Nino Muzzi traduce Villon-: Probabilmente il più grande lirico tra i lirici francesi e maledetto tra i poeti  maledetti, ecco Villon, tradotto ottimamente da Nino, che narra della nostalgia per la passata giovinezza di una prostituta, in una squallida e terribile Parigi del XV° secolo.

Luigi Panzardi –Inverno-: Splendida poesia che, con metaforiche e bellissime immagini ricche di lirismo, narra della pena di un abbandono. Complimenti vivissimi, Luigi!

Romano –Non conosce il sole-: Un concentrato di pessimismo, per descrivere la vita come lunga notte priva di speranza e di luce.

Antonio Sangervasio –Polidoro-: Versi dedicati ad un affascinante affabulatore, cui si chiede di non interrompere i suoi racconti che tengono unita ed allietano una compagnia di amici.

Laura Toffoli –Andava filando-: Poesia notevolmente diversa da quelle cui la nostra Laura ci ha abituati. In questa sorge dai versi un antico borgo marinaro notturno, dalle suggestive ombre, mentre sul mare, in tempesta, danzano barche. Ed in questo scenario ecco un “vacanziere” stupirsi per quel cambiare del tempo, dal dolce sereno al temporale.

Francesco Soldini -65. Scrittura-: La difficoltà di intendere quel che si legge ed i suoi rimedi, qui esposti nei versi di Francesco.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un forte grazie al nostro generoso Lorenzo, per tutto quel che ci consente.

Piero Colonna Romano

 

 

24 Novembre

24 novembre 2018

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Altra mano-: La staffetta tra generazioni, con le nostalgie per ciò che non sarà più e le speranze che altri raccolgano il testimone di una vita produttiva, molto ben rappresentata nelle belle immagini dei versi dell’ottimo Giuseppe.

Cristiano Berni –“Poesia per Pier Paolo Pasolini”-: Commosso omaggio ad un grande della letteratura, che seppe analizzare, con grande lucidità, i mali della società d’allora e prevedere quelli odierni. Allo scritto di Cristiano mi associo, concordando con tutto quanto esposto.

Claudio Badalotti –Nel silenzio della sera-: Un raccontarsi dolcemente,  un analizzarsi, mentre scende la sera con i suoi silenzi che queste analisi agevolano. Versi velati di una sorta di malinconia, resi col bel ritmo dell’alternarsi di endecasillabi e settenari.

Corrado Cioci –L’arcobaleno dopo il temporale-: Poetico racconto di quel sereno che segue la tempesta, ornato da un suggestivo arcobaleno, nei versi a metro variabile di Corrado.

Giuseppe Stracuzzi –Sirene di pensieri-: Tenera proposta di solidarietà ed aiuto, per sanare “le ferite/che hanno attraversato/il tuo cammino”, detta con poetiche e belle immagini dei versi di questa godibile poesia dell’ottimo Giuseppe.

Marino Giannuzzo –Visione mattutina-: Il nascere del giorno rappresentato con immagini lievi e belle, che paiono comporre un delizioso acquerello.

Francesco Soldini -63. Mattino sul lago-: Il nostalgico ricordo della visione di un lago, avuta nell’infanzia, bene reso dal racconto di Francesco.

Salvatore Cutrupi –Merlot-: Leggo i versi di Salvatore e rivedo il Collio goriziano, con le sue vigne ed i suoi dolci profili. Ma è il colore del merlot che ispira poetiche immagini al nostro amico e nascono similitudini, con immagini forti come quel vino, come quel vino ubriacanti.

Jacqueline Miu –donna sei folle-: Fantastica, appassionata, passionale Jac! E riecco i suoi versi, pieni d’alta poesia, a narrare di un sentimento forte d’amore donato e richiesto, che nulla concedono alla fantasia, ma che molto insegnano a chi vuol fare poesia. Come sempre da applausi è la nostra ottima amica.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano


 

22-23 Novembre

Grazie Piero che ben hai compreso il mio messaggio
Grazie a tutti di esserci
Tinti Baldini


Grazie per il bel commento, caro commentatore!
Infatti si tratta di una canzoncina "La candelina in più" che piace a tutti.
Come fare per fartela sentire, in verità non saprei.
L'ho registrata sul mio iPhone e spedita agli amici via whatsapp.
Il mio numero di cellulare é:0162-8438230
Salutoni, Rosa

 

22 e 23 novembre 2018

Rosa Giusti De Ruggiero –La candelina in più-: Una madre distratta ed un bimbo (o bimba) che non vuole sembrare più “vecchio” dell’età che ha, in questa simpatica poesia che assomiglia ad un testo per “Lo zecchino d’oro”.

Giuseppe Gianpolo Casarini –Profumo di giovinezza-: Un tuffo nel passato, tra nostalgiche immagini di un tempo, pieno di speranza sul futuro e vissuto con tenerezza, tra privazioni che non pesavano, per quell’atmosfera d’amore nella quale si viveva, ben narrato dai bei versi di Giuseppe.

Silvio Canapè –Vago come canne al vento-: Il cupo novembre riporta alla mente del poeta lieti ricordi di giovanili di tempi vissuti con passione politica e speranza per una società più giusta. Torna anche il ricordo di un fresco amore, che rendeva ancor più vibrante e giustificata quella speranza, in questi intensi versi di Silvio che bene fanno intendere lo  stato d’animo che li hanno ispirati.

Tinti Baldini –Lettera a un figlio-: Il profondo sentire di una madre, nei confronti del frutto del suo corpo. Parte esclusiva di se stessa, pare il parto sia quasi il furto di qualcosa cui si è legati da profondo, esclusivo amore. Qualcosa cui non si vorrebbe rinunciare. Questi forti versi della bravissima Tinti sono analisi e giustificazione di quel sentire, oltre che richiesta di un amore, quasi a compensazione di quella perdita.

Enrico Galavotti –Il docente-: Un umoristica scenetta scolastica, con scolari che imprecano contro l’inflessibilità del professore e di lui poi ridono, ben raccontata dai versi di Enrico.

Zenone Drisoli –La salottiera-: La sexi prof distrae molto e può dire quel che vuole, tanto ci si distrae molto ascoltandola. Simpatica scenetta, raccontata con humor dal nostro Zenone, attento osservatore di docenti in riunione.

Marino Giannuzzo –Ultimo sole-: Un villaggio che sta per addormentarsi ben narrato da queste veloci pennellate di Marino.

Jacqueline Miu –Mare in tempesta-: Suggestivo racconto, nel bello stile della nostra Jac e dalle belle immagini, che dice della ricerca di tesori (metafora della ricerca di pace, in mezzo a tempeste) da parte di visionari. Ben tornata nell’azzurro, Jac!

Tiziana Cocolo –Cantico antico-: La romantica visione del sole e dei suoi effetti sugli uomini e sulla terra, in questi versi, di forte intensità descrittiva, della bravissima Tiziana.

Francesco Soldini -62. Divenire città-: Vagamente ermetici, i versi di Francesco  paiono evocare  una città, frutto della globalizzazione, quale luogo caotico e inquietante.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo, per tutto quello che ci concede.

Piero Colonna Romano

 

Grazie sempre Lorenzo
Tinti Baldini

 

21 Novembre

21 novembre 2018

Rosa Giusti De Ruggiero –Ammirando Marechiaro-: Un inno d’amore al mare, che condivido in pieno, detto con la grande passionalità di cui sono intrisi i versi di Rosa.

Andrea Zanuso –Essere-: “Vorrei vestire ali di rondini”, superbo verso da ricordare, in una poesia che è un canto alla libertà. Complimenti Andrea!

Renzo Montagnoli –Come le foglie-: La similitudine tra la vita dell’uomo e quella delle foglie, in questi suggestivi versi dell’ottimo Renzo.

P. Gianni Fanzolato –Betlemme città del pane…-: Commovente invito alla solidarietà tra uomini, in questa poesia (che ha lo spirito di un intensa preghiera) certamente attualissima perché ispirata dagli egoismi e dalle malvagità di stampo razzista che oggi pervadono la nostra società.

Come non concordare con P. Gianni  e ringraziarlo per questo suo civilissimo uso della poesia?

Marino Giannuzzo –Tramonto dorato-: Romantiche immagini in versi che bene le rendono.

Francesco Soldini –61. La piscina-: Ginnastica, nuotate e tonificanti passeggiate, poste in (didattici) versi da Francesco, con l’ultimo scopo della salvaguardia della salute e dell’aspetto fisico.

Claudio Badalotti –Il giallo-: Un risveglio nel colore che è nei sogni del poeta e nel suo vivere giornaliero, come soffuso, piacevole sottofondo.

In chiusura mi sembra che Claudio pensi ad altro giallo: magari a quello dello zafferano col quale condire il gallo, dopo avergli tirato il collo…

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Delizioso acquerello di un paesaggio fluviale, in tre versi tre.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti , in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

20 Novembre

20 novembre 2018

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Il barbone-: L’infinita pena, che deriva dalla visione di disperati senza casa, qui espressa con forti e amari versi che scuotono le coscienze. Giuseppe sa aprire la sua anima, coinvolgendo il lettore, anche per questo suo pacato stile, denso di iperbati, che qui diviene accusa ed invito alla solidarietà.    

Michael Santhers –Franco Bullone-: Il racconto commovente di un emigrante, come tanti n’ebbe il nostro paese, reso, con grande sentimento e con la solita maestria, da un attento, sensibile Michael. Particolarmente toccante la chiusa di questa bella poesia.

Claudio Badalotti –Il caffè delle idee-: La realtà, del bisogno di sapere, che pare spegnersi nel sogno, seguita dalla metafisica immagine di un grido al quale non si può dare risposta, persi “fatalmente all’infinito”. E’ un perdersi in un inafferrabile sapere, quel che narra Claudio con la perfetta alternanza dei metri dei suoi versi.

Rosa Giusti De Ruggiero –Autunni-tonno-: Un grido di protesta contro l’avvelenamento dei mari,  cui consegue l’avvelenamento del pesce che mangiamo inconsapevolmente (?)  in questi duri versi di Rosa.

Andrea Zanuso –Il volo-: Un onirico volo della fantasia, reso con fantasiose, poetiche immagini di una gradevole poesia, dove spicca, per bel lirismo, quel “E m’accartoccio con lenzuola di nuvole”.

Marino Giannuzzo –Sera di Laurignano-: Una veloce pennellata, per rendere, con  maestria, la sognante atmosfera di un paese che s’addormenta.

Salvatore Cutrupo –Haiku-: Un saluto al giorno, prima della notte, in questa sintesi poetica di Salvatore.

Francesco Soldini -60. Fatalisti-: Un condivisibile grido di dolore ed un accusa, contro quei “politici ciechi/che investono in cecità.”, continuando a distruggere l’ecosistema di una natura che si ribella e che ci condannerà all’estinzione.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

 

19 Novembre

19 novembre 2018

Poesie a tema: Novembre nella poesia

Michael Santhers –Pioggia di novembre-: Immagini fantasiose, piene di poesia, per narrare novembre. Lo sguardo del poeta poi si posa sul dramma di quelle migranti che vendono amore sotto i lampioni. E  così Michael continua ad incantarci.

Poesie a tema libero

Marino Giannuzzo –Sera-: Bell’acquerello per narrare dell’inizio della notte e del suo fascino, fatto di colori che si spengono e di pace che cresce, in questi intensi e bei versi di Marino.       

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Così in breve tempo-: Bella similitudine tra il mutare di paesaggi, a causa di vento e piogge, ed il mutare di pensieri a causa dell’influenza di quel che ci circonda. Il tutto col bello stile d’antan dell’ottimo Giuseppe.

Enrico Tartagni –Viaggiatori nel tempo-: Un viaggio nel tempo e nello spazio (nello spaziotempo dunque) con l’avvertimento del pericolo che corre il viaggiatore di perdere se stesso. Sono affascinanti i poetici racconti fantascientifici di Enrico, per le immagini che li formano e per gli insegnamenti che suggeriscono.

Silvio Canapè –Un fruscio di vento lieve-:  Un malinconico, nostalgico ricordo, riportato alla mente dal fruscio di foglie autunnali che, per contrasto, fanno rivedere stagioni più brillanti e dense d’amore, in questo intenso e bel poetare di Silvio.

Gian Luca Sechi –Scrivo-: Sfogo e conforto è lo scrivere e bene lo racconta Gian Luca con questi suoi versi.

Acquaviva –Autunno precoce-: La nostalgia che può causare il passare del tempo e la speranza che torni la primavera nella vita, bene espressi dai versi di Acquaviva.

Francesco Soldini -59. Settimane della moda-: Le recenti manifestazioni milanesi per la settimana della moda, ispirano a Francesco questi versi e generano la sua indignazione per gli sprechi consumistici che portano.

Salvatore Cutrupi –Parole-: Ghostwriter dunque, ma innamorato delle parole, al punto d’esserne geloso. Così si confessa Salvatore con poetica scrittura.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro Lorenzo, per tutto ciò che ci consente.

Piero Colonna Romano

 

18 Novembre

18 novembre 2018

Marino Giannuzzo –Notte invernale-: Puntuale, poetica descrizione de la quiete dopo la tempesta, di leopardiana memoria.

Aurelio Zucchi –Persistenza ad Est-: Romantica, ispirata similitudine tra il sorgere del sole ed il nascere di un amore, in questi versi, in questi romantici e bei versi che lo narrano.

Antonio Lisi –Invito all’amore-: Un fremente invito all’amore, per rendere più accettabile la nostra breve vita, nei versi dal suadente tono di Antonio.

Silvano Notari –Colorami l’immaginario-: Fremente dichiarazione d’amore, condita di fantasiose immagini, tutte indicanti una direzione, un traguardo ambito, con quel “volare”, “planare”, “passeggiare” nell’anima dell’amata, in questi versi dall’appassionato tono e dal poetico titolo.

Cristiano Berni –“Cecità”-: “La cecità cancella ogni pietà e fa precipitare nella barbarie, scatenando un brutale istinto di sopravvivenza” questa frase fa parte della descrizione di un romanzo del grande Saramago, appunto “Cecità”, al quale i versi della intensa e bella poesia di Cristiano mi fanno ripensare.

Nino Muzzi traduce Tom Schulz-: Un iperbolico omaggio ad una donna amata e idealizzata, reso con poetiche fantasiose immagini, tradotto per noi dal nostro amico Nino.

Gilbert Paraschiva –Al mio concittadino Giuseppe Ungaretti-: La sensazione di divenire luce nella luce, che abbagliò, alla vista del sorgere del sole nel deserto, il grande Ungaretti, ecco che si ripete, per altra situazione vissuta, nel credente Gilbert nel momento più significativo della Messa. Ben raccontata questa sensazione, piena di misticismo, dai versi di Gilbert.

Dario Sanseverino –Il tuo sguardo-: Iperbolica dichiarazione d’amore, di chi pare perdersi e sublimarsi nel sorriso dell’amata, in questi appassionati versi di Dario.

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Deliziose pennellate per dipingere emozioni e sensazioni regalateci dall’autunno con le sue morenti, colorate foglie.

Antonio Scalas –L’ultimo suo libro-: L’ultimo capitolo di una storia d’amore, quello che la chiude e che, forse, non si vorrebbe mai scrivere, in questa poesia che Antonio dedica ad un innamorato scrittore di romanzi e di sogni.

Francesco Soldini -58. Cara Luna-: Forse è la meta più sognata dall’uomo, per la sua vicinanza e per le caratteristiche romantiche che le si attribuiscono. Da sempre abbiamo sognato di andarvi, da sempre è stata oggetto di poesie e poemi. Ma accadrà quel che accade ai sogni: una volte realizzati spesso appaiono in tutta la loro banalità, deludendo. E Francesco sogna e ci fa sognare.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

18 novembre 2018

Cari amici, ho il grande piacere d’informarvi di un ulteriore, prestigioso premio ricevuto dall’eclettico artista, poeta e narratore di classe

Santi Cardella

che nella VI° edizione del Premio Nazionale “Efesto – Città di Catania”

 si è classificato al

I° posto

nella sezione “Ercole Patti –Racconto breve-“

col suo racconto

Come una malattia

Il 17 dicembre prossimo l’incommensurabile Santi riceverà scroscianti applausi presso il

Teatro Vitaliano Brancati di Catania.

A quegli applausi unirò, convintamente, i miei, assieme a complimenti vivissimi, restando in attesa di ulteriori sue prestigiose affermazioni.

Qui di seguito vi propongo la lettura del bel racconto del nostro stimabile amico.

Piero Colonna Romano

Come una malattia

Una delle nostre mitiche e distensive passeggiate ci portò, una mattina dei primi di giugno, dalle parti di Mongerbino, all’estremità orientale del golfo di Palermo, amanti sempre assetati di ammirare estasiati il mare e il volo dei gabbiani. Già dall’alto del promontorio di Capo Zafferano il mare, nostro implacabile fratello, si esibiva in una calma distesa azzurra senza apparente movimento: nessun mormorio, nessun lamento selvaggio. La scogliera, che nascondeva una minuscola spiaggetta, era molto ripida e per sua natura difficilmente accessibile se non attraverso una lunga gradinata scavata nella roccia e costituita da numerose giravolte che avevano il pregio di mostrarci inquadrature sempre nuove e suggestive di quell’indescrivibile paesaggio di pace dominato dalla presenza del mare.

A pochi passi dall’acqua però l’opera umana s’arrestava e lasciava i visitatori meno temerari nella perplessità di non poter raggiungere la sospirata e minuscola spiaggetta. Sia io che la mia bella compagna non volevamo arrenderci, ma neanche rischiare di ferirci; qual era dunque la via per toccare, per immergerci in quell’oasi di pace e d’infinito che avevamo davanti? Sì, il mare ci chiamava; aveva letto nei nostri  occhi il desiderio che ci animava e spiegava tutto il suo fascino ora accarezzando lieve gli scogli ai nostri piedi, ora lambendo con una brevissima corsa l’inaccessibile spiaggetta. Finalmente, tornando indietro, trovammo un varco: uno scoglio a mezz’altezza tra noi e l’acqua che permetteva di raggiungere con due salti il sospirato luogo del nostro appuntamento col mare. Così facemmo, ci scambiammo un bacio per il successo conseguito e, collocando più in alto scarpe, pantaloni e magliette, ci disponemmo alla nostra comunione con l’acqua, l’oggetto del nostro desiderio che, nel sogno ad occhi aperti che stavamo vivendo, avevamo faticosamente conquistato.

Il contatto ci diede il primo lungo brivido; l’acqua, più fredda che fresca in quella mattina di primavera inoltrata, ci imponeva la sua temperatura, la sua diversità, le sue regole. Ma non ci scoraggiava, anzi; chiedeva solo un graduale lento contatto, quasi una consapevole preghiera  prima di accoglierci nella sua anima; ci indicava che eravamo nel regno suo e di quei gabbiani che intrecciavano i loro voli poco lontano e invitava i nostri sensi ad adattarsi.

Lentamente, passo dopo passo, cominciammo a digradare sul fondo pietroso tenendoci per mano, attenti alle insidie dei sassi coperti da alghe e da madrepore, prendendoci un giocoso tempo per l’adattamento termico dei nostri corpi al nuovo ambiente, lasciandoci inebriare dalla magia dei liberi voli che si svolgevano intorno, dal profumo e dai colori cangianti del liquido che gradualmente ci avvolgeva.

Quando non toccammo più il fondo cominciò la nostra comunione; il mare si lasciava abbracciare, ci concedeva il privilegio d’essere suoi graditi ospiti, ci sorreggeva permettendoci di respirare e sorridere, mostrava la serenità e lo splendore della sua superficie senza confini a confronto con quella terrestre che ci eravamo lasciati alle spalle, irta di difficoltà e di preoccupazioni. Mormorai una parola, guardando negli occhi la mia silente compagna: “liberi…”, e sentii nel suo lungo abbraccio l’estasi d’esistere in quello spazio, in quel mezzo e in quella limitata eternità. Liberi, liberi come i gabbiani, ora distesi sul lenzuolo azzurro del mare, ora sprofondati in esso fino al mento, percorremmo, in volo capovolto, tutte le strade luminose del cielo per un periodo di tempo che non so calcolare.

Decidemmo alfine di tornare al nostro approdo e alla nostra accidentata terra, riemergendo lentamente ed esponendoci nuovamente all’aria e al sole, dirigendoci in cauta ed ordinata fila verso il nostro minuscolo lembo di riva, io avanti, lei dietro, sempre silenziosa.

Sulla  spiaggetta ebbi la prima curiosa sorpresa: si notavano ancora le mie orme, provenienti da un punto prossimo allo scoglio più elevato ove avevamo appoggiato i vestiti ed allineate fino alla battigia, ma non quelle della mia taciturna compagna. Rivolsi a lei che mi seguiva una spiritosa osservazione sul suo peso che non lasciava traccia ma, giunto allo scoglio, ebbi la seconda inquietante sorpresa: erano spariti i vestiti e le scarpe sportive di lei. Cominciando a maledire l’ignoto ladro e frugando con lo sguardo su per la ripida gradinata che dovevamo percorrere, constatai che non c’era anima viva. Allora  mi voltai desolato verso la mia compagna: ma, in piena luce, anche lei era scomparsa.

Un capogiro, un improvviso mancamento, le gambe e le braccia molli mi convinsero a sedermi. Scrutai per un tempo imprecisabile tutta la superficie visibile del mare, anche la parte che lei non avrebbe potuto raggiungere e constatai, in un silenzio surreale, d’essere assolutamente solo. Poi mi alzai e come una bestia ferita  ripercorsi una parte del tratto d’acqua che ci aveva battezzato e purificato; di lei nessuna traccia. Per colmo, avevo nel cuore e nella mente la sua indimenticabile figura ma, nello stato estremamente penoso in cui mi trovavo, giuro che non ricordavo più neanche il suo nome, non riuscivo ad invocarla.

In quell’apparente delirio arrivai perfino a dubitare d’esistere  e guardai prima verso il sole che proiettava regolarmente la mia ombra, poi nuovamente e lungamente la tavola immota del mare, nell’inconfessata speranza che essi, talismani silenti del creato, si facessero improvvisamente veicoli della mia disperazione, molto prossima al pianto, e mi restituissero quella presenza confortevole che mi era stata misteriosamente sottratta. Ma estranei al mio dolore splendevano indifferenti nella loro immensa solitudine e, come testimoni reticenti, portavano il mio sguardo verso l’impervia lunga scala che avrei dovuto risalire per tornare con la mia ombra, volendo, alle solitarie strade di casa, luoghi della mia ordinaria follia in cui lei, simile all’acqua della risacca, passava ogni giorno, ma senza mai fermarsi; con le sue scarpe da tennis e il suo ricordo appeso alla mia mente, come una malattia senza rimedio.

Santi Cardella

 

17 Novembre

17 novembre 2018

Poesie a tema: Novembre nella poesia

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Tre deliziosi acquerelli a disegnare il mese più uggioso dell’anno. Bravo Salvatore!

Poesie a tema libero

Michael Santhers –Il sentiero e la casa abbandonata-: La descrizione di una casa di campagna abbandonata, che pare morente, resa con immagini piene di malinconia, dette con magistrali invenzioni poetiche, nello stile inimitabile del grande Michael. Decisamente gradevole a leggersi, lascia in bocca sapore nostalgico di tempi passati. Complimenti!

Maddalena Gatto –Interamente-: Un atto di fede nel divino ed un omaggio, reso con versi dalla forte intensità emotiva dalla sensibile Maddalena.

Joseph65 –Cullato dal vento-: Uno struggente saluto di chi, stanco di questa esistenza, desidera un momento di pace (cullato dal soffio del vento). Intensa e bella la poesia del bravissimo Joseph che, per sottolineare la momentanea assenza chiede non si pianga, con ripetuta anafora. Decisamene poetico (quasi sognante) è quel progetto di rinascere dal mare con quel “sarà la marea a partorirmi/e la schiuma delle onde a nutrirmi.”

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Frangar non flectar il motto-: Il colto Giuseppe ci illustra il senso di quel motto, prendendo ad esempio il frangersi della quercia, paragonato al flettersi d’altri alberi, dando quindi lezione di morale che da lontano viene (probabilmente Seneca o Orazio). Quindi, per completare il concetto, ecco la famosa citazione (a spiegazione del motto) manzoniana sul coraggio (Don Abbondio…). Delizioso il ricordare l’appellativo Don Lisander, dato affettuosamente dai milanesi ad Alessandro Manzoni dopo che questi era stato nominato “Signore di Moncucco” dall’imperatore d’Austria Francesco I°. Caro amico è sempre un piacere leggerti, e per lo stile suggestivo e per la gran cultura che c’è nei tuoi scritti.

Marino Giannuzzo –Nella campagna-: Decisamente bucolico il nostro Marino, con questa sua piacevole descrizione di un paesaggio che torna a sorridere dopo una tempesta.

Francesco Soldini -57. Catorcio-: Il lento disfacimento del fisico, per il tempo che passa e per i vizi praticati, portano al malinconico ricordo della irrecuperabile prestanza d’un tempo. Da qui il poetico lamento di Francesco, espresso da questi versi.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

15-16 Novembre

Armando Bettozzi si è classificato 2° nel Concorso di poesia in lingua italiana, "La Castagna d'oro - Città di Arpaise", 2018

Complimenti.
 

 

15 e 16 novembre 2018

Renzo Montagnoli –Burrasca d’autunno-: Una magistrale descrizione di un temporale autunnale, che diviene metafora di un dolente ricordare altra stagione della vita. Poesia di grande intensità, resa con versi che risuonano malinconia e coinvolgono il lettore. Complimenti, Renzo!

Corrado Cioci –“Vite stroncate”-: Poesia di difficile interpretazione. Mi pare ci sia una specie di analogia tra la pena di Maria, per la crocefissione del figlio, e quella di madri moderne che vedono violentate e uccise le proprie “fanciulle tenerelle”. Ma forse Corrado d’altro narrava.

Arturo Guzzardi –Roventi spine-: Un commosso omaggio ad una persona che ha sacrificato la propria vita per gli altri e, da questi, ha ricevuto solo pene e non riconoscenza. Versi, dall’intenso tono, che bene rendono lo stato d’animo del poeta e la sua solidarietà nei confronti della persona cui sono dedicati.

Carlo Tella –Un autunno freddo e stanco-: Versi che dicono di una profonda, rassegnata sensazione di noia, con significative immagini.

Marino Giannuzzo –L’acqua-: La descrizione di una sorgente d’acqua chiusa da versi ad alto lirismo. Da ricordare quel “già brillano le stelle/e l’acqua se ne ingemma/come il cielo” , da applausi.

Sandra Greggio –Domande-: L’incapacità d’esprimere verbalmente il proprio sentire e la poesia quale strumento per liberare la coscienza, in questi intensi e bei versi,  dalle belle immagini, di Sandra.

Francesco Soldini -56. Lamponi-: Un oasi di verde e di pace, nel caotico essere di una città, molto ben narrato da Francesco.

Stefano Chiùchiù -…un nuovo giorno…-: Una profonda pena esistenziale muove la penna del poeta che guarda, sconsolato, ad una monotona vita ripetitiva e priva di senso. E così gli appare l’andare del giorno, sempre uguale a se stesso, sempre privo di traguardi emozionanti. Poesia, dal leopardiano tono dunque, che bene rende il sentire del poeta.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo, per tutto quel che ci concede.

Piero Colonna Romano

 

17 novembre 2018

Cari amici, con grande piacere vi informo che la nostra ottima poetessa

Laura Toffoli

si è classificata tra i finalisti del prestigioso concorso

“Tra un fiore colto e l’altro donato”

con la bella poesia

Rose Rosse

Per la finale che si terrà a Roma nel prossimo mese di dicembre, alla nostra amica invio complimenti vivissimi ed un forte in bocca al lupo, tifando per lei.

Questo il godibilissimo testo della sensibile Laura:

Rose Rosse

Hai colto per me
semplice gesto
rose rosse
del nostro giardino…,
fresche ..colme di rugiada
del rosato mattino
in ricordo del nostro amore
che s’espande
rinnovato
in ogni tuo semplice gesto di cuore…per me.
 

Un convinto applauso a Laura, artista eclettica, ed un ad maiora!

Piero Colonna Romano

 

13 Novembre

Un caro saluto a tutti i poeti e a Lorenzo sc
 

13 novembre 2018

Poesie a tema: Novembre nella poesia

Michael Santhers –Stelle a novembre-: Una romantica, bellissima visione, di quel che sono e rappresentano le stelle, a dimostrazione dello spirito che anima la penna dell’impagabile Michael.

Poesie a tema libero 

Federico Rivero Scarani –Aliquot poetae vendunt se animam-: Bell’aforisma che sintetizza il rapporto appassionato che lega poeta a poesia.

Giuseppe Stracuzzi –Nella traversata-: L’andare dell’uomo nella vita molto ben rappresentato da questi versi di Giuseppe, intrisi di romantiche visioni.

Bruno Castelletti –Fermete en poco-: Un sommesso invito a guardare ai problemi che possono affliggerci con maggiore serenità, per vederli mutare in più ottimistiche prospettive di vita, in questi intensi versi di un Bruno, che sono anche invito alla saggezza.

Poesia dal perfetto ritmo, dato dall’alternanza di endecasillabi e settenari, che sottolinea la dolcezza del messaggio che ci invia, rendendolo ancor più intenso.

Claudio Badalotti –Diluvio degli abusivi-: La recente, terribile disgrazia avvenuta nel palermitano ispira Claudio  per questi accusatori versi, densi d’amarezza e di una rassegnata impotenza di fronte al ripetersi di drammi simili, consentiti (e non saranno gli ultimi) dalla voglia di un voto in più, da parte di qualche cosiddetto onorevole, in combutta con malavitosi.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Nel vento d’amor parole-: Parole al vento, insomma. Ma quanto dolcissimo romanticismo nei bei versi del nostro Giuseppe!

Antonio Alvaro –Disarmato-: Il racconto di un amore, reso con la fortissima intensità di splendi versi allusivi che dicono, alla perfezione, di un sentire e che nulla lasciano all’immaginazione. Complimenti vivissimi Antonio, per questa splendida dichiarazione d’amore e di desiderio.

Filippo Genini –Dio in terra-: Delizioso dialogo (che potrebbe essere tratto dalla Bibbia…) tra Creatore e creato, reso con bel senso dell’umorismo dai versi di Filippo.

Emilio Tasca –Attimi-: Una vita fatta d’attimi, riassunta, con bella maestria, dai sintetici versi di Emilio.

Marino Giannuzzo –Istantanea-: Una fosca pennellata, fatta di parole, per descrivere il grigiore di una giornata e, forse, uno stato d’animo.

Francesco Soldini -54. L’assegnazione-: Mi pare che Francesco narri delle peripezie cui siamo sottoposti, quando dobbiamo scegliere il medico di famiglia, tra mille intoppi burocratici, descritti con le metafore di quei percorsi stradali che leggiamo all’inizio della composizione.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

12 Novembre

Caro Piero,tu sei troppo buono e generoso con me. Grazie comunque,grazie di cuore. Un abbraccio Bruno

 

12 novembre 2018

Poesie a tema: Novembre nella poesia

Giuseppe Stracuzzi –Novembre-:Da applausi sono questi versi poeticamente descrittivi delle emozioni che dona il mese di novembre con i suoi colori e le sue atmosfere. Giuseppe le traduce con maestria, traducendo il suo sensibile sentire. Complimenti.

Poesie a tema libero

Marino Giannuzzo –Inverno-: Una sensazione d’oppressione (quel muro di fronte…) ed un bisogno di libertà in quelle nuvole che si ricorrono, in questi limpidi versi di Marino.

Nino Muzzi traduce Goethe-: Un intensa riflessione di Goethe davanti ad un ossario, ispirata da Schiller e dall’idealismo tedesco (di Schelling in particolare) con la quale il grande poeta si sofferma sul senso della vita e della morte, prodotti di una natura creante  (chiara l’influenza dell’immanentismo di Spinoza) e Nino ce ne traduce, con efficacia, i versi.

Federico Rivero Scarani –Autunno, il principe ocra!-: Delizioso acquerello di immagini romantiche, nate dalle sensazioni che può regalare  l’autunno.

Fausto Beretta –Ricordi per prati-:  Ricordi di tempi lontani, tempi di una passata gioventù, narrati con malinconico tono. Perfetta la metafora che rende simili quelle sterpaglie abbandonate nei fossi al mutare del fisico col passare del tempo. Poesia dalla forte intensità emotiva che i versi bene rendono.

Maria Attanasio –Vivere-: Un invito a vivere il momento, per l’intensità che possiamo trovarvi, unito all’invito a disinteressarsi di chi ci giudica, non sapendo giudicarsi, in questi didattici e forti versi di Maria.

Francesco Soldini -53. Il telescopio-: Francesco pare narrare di un suo invito, fatto a bambini, a guardare gli astri mediante un vecchio telescopio, per godere del fascino degli astri. Ma la poesia ha alcune immagini decisamente ermetiche (tipo “il mio pesce pescato”) che non la rendono del tutto chiara nel senso.

Antonia Scaligine –L’accoglienza è un gesto-: La troppo facile (e falsa) generosità di chi troppo ha, confrontato con la vera generosità di chi, poco avendo, tutto dona, in questi versi (ispirati da un episodio del vangelo di Marco) della nostra amica Antonia che vi aggiunge un suo invito all’amore ed alla pace, quali inestimabile regali da fare. Lezione di morale ben resa dai suoi versi.

Sandra Greggio –Tentativi-: Le traversie che può darci la vita, ben rappresentate dalle metafore che Sandra usa per narrarle e la reazione, unica e consolatoria, per superarle e sopravvivere, in questi intensi e bei versi della nostra amica.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

12 ottobre 2018

 

 

Cari amici e con grande piacere che vi informo di un’altra prestigiosa affermazione

del poeta, amico del nostro sito,

Bruno Castelletti

che per la sua bellissima poesia

El primo baso

nel Premio Internazionale “Energia per la vita” nella sezione “Poesie in dialetto” ha ottenuto

il Premio del Comitato d’onore del Lyons Club  di Rho

da una severa giuria, presieduta da Alessandro Quasimodo, con la seguente motivazione:

Castelletti elabora una poesia fresca, quasi ingenua, ove i versi scorrono con grande musicalità. È un affresco d'amore, ove si perpetuano i ricordi del primo bacio, intrecciandosi con le verdi colline e il cielo azzurro che incornicia il monte Baldo e le acque dell'Adige. Una poesia universale ove ciascuno potrà riconoscersi, lasciandosi andare ai sospiri di un momento che rimane indimenticabile ne cuore.”

per la Giuria Dario Marelli- poeta, e scrittore-

Sabato 10 novembre, nel bellissimo Auditorium del Collegio dei Padri Oblati di Rho, Bruno, per il valore poetico della sua composizione, ha ricevuto calorosissimi applausi. A quelli, assieme a complimenti vivissimi, unisco i miei, invitandovi a godere del puro lirismo di quella poesia:

El primo baso
El giorno che t’ò dato el primo baso
drio el senter darente la contrada
gh’era un silenzio che savea de fraga
n’arieta fresca che ne caressava
 
Nel verde de i to oci se perdeva
i fiori, l’erba, sgol de rondenele
na nugoleta en cel che la zugava
scondèndose tra i pigni e le so dase.
 
El sol sul Monte Baldo slusegava
sora le greste perse ne l’asuro
ne l’Adese che core e drento el Lago.
 
E adesso che scomensia a vegner sera
sento la testa che me gira ancora
pensando a quel s-ciantin de primavera.

(Il giorno che t’ho dato il primo bacio/lungo il sentiero vicino alla contrada/c’era un silenzio che sapeva di fragola/un’arietta fresca ci carezzava//Nel verde dei tuoi occhi si perdevano/i fiori, l’erba, voli di rondinelle/un nuvoletta in cielo che giocava/nascondendosi tra i pini ed i lor rami.//Il sole sul Monte Baldo luccicava/sopra le creste perse nell’azzurro/nell’Adige che corre e dentro il Lago.//E adesso che comincia a venir sera/sento la testa che mi gira ancora/pensando a quel pezzettino di primavera.)

Convinto (per forte presentimento) che d’altri successi di questo grande della poesia moderna tornerò a narrarvi, gli invio un forte ad maiora, assieme ad un grazie per quel che sa donarci.

Piero Colonna Romano

 

11 Novembre

11 novembre 2018

Poesie a tema: Novembre nella poesia

Michael Santhers –Novembre-:  Il grande Michael così vive e sente il novembre che, fortunatamente per lui, non potrà reagire. Ma come non apprezzare la scatenata fantasia del nostro? E allora godiamo di quella tisana di cipressi, di quella collezione d’anime, di quel ponte tra un campanile ed una preghiera e, magari, concordiamo con quell’essere baule pieno di malinconia spedito al sole che sorride. Complimenti sempre, caro Michael!

Poesie a tema libero

Marino Giannuzzo –Il saluto-: Deliziosa descrizione dell’inizio della primavera annunciata dal gioioso coro delle rondini.

Nino Muzzi traduce Tom Schulz-: Di non semplice interpretazione sono questi ermetici versi dello sconosciuto poeta tedesco che pare scrivere frasi in libertà. Ma, forse, è questa la poesia moderna…

Corrado Cioci –Pescatore-: Intensa descrizione delle fatiche dei pescatori e dei pericoli che corrono, solcando il mare alla ricerca di pane, resa con ispirati versi da Corrado.

Fausto Beretta –Duemila anni!-: Un lezione di vita e d’amore sperduta nel tempo, bene narrata dall’ottimo, perplesso Fausto.

Giovanna Cardella –Sogniamo in grande-: Un amara analisi dell’uomo e delle sue rinunce, per mancanza di coraggio, in questi filosofici versi di Giovanna che sono un incitamento a rischiare, ad aprirsi all’altro, a cercare dentro noi la forza d’essere uomini, a capire e, in definitiva, ad amare e amarci. Forti versi sui quali bene sarebbe soffermarsi a riflettere.

Santi Cardella –Dialogo-: Una riflessione che nasce da una similitudine e che è un forte invito a godere del misticismo che c’è nella natura, per trovarvi la pace.  Belli e ben ritmati i versi, secondo l’affermato stile del grande Santi.

Maria Attanasio –Pensati…-: C’è un proverbio siciliano che recita “l'acqua ti vagna e u ventu t'asciuga” e mi pare che questo abbia ispirato la bravissima Maria, in questo invito ad un personaggio vagamente indifferente.

Nino Silenzi –Momenti di noia-: Un momento di totale abbandono ben narrato dai versi che disegnano immagini che, usualmente, ci attorniano. Una sorta di pace interiore, che può sconfinare nella noia, forse per assenza di passioni, come suggerisce la chiusa di questa bella poesia, descrittiva di uno stato d’animo.

Sandra Greggio –Magia-: Il rifiuto del distacco, qui esorcizzato attraverso la speranza si possa compiere una magia, in questi intensi e bei versi di Sandra.

Salvatore Cutrupi –Quel che resta del tempo-: La titolerei “una giornata normale”, l’avessi scritta io. E così Salvatore narra di monotoni ritmi, sempre uguali, in giorni privi di novità, con un monotono e ripetitivo scandire del tempo. In definitiva giorni di noia che seguono a giorni di noia ed altri uguali ne fanno prevedere. Beh, la poesia è anche sfogo consolatorio ed il poeta, con i suoi versi, convince sempre.

Jacqueline Miu –il mondo ha bisogno degli esaltati e dei romantici-: Quanta verità c’è in questo aforismo della bravissima Jac!

Francesco Soldini -52. Si poeta-: Insomma le briciole d’estate affogano in un piatto di funghi porcini, tanto per consolarci dalla malinconia di ciò che è passato. Questo narra Francesco con questo suo poetare.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro Lorenzo che tutto ciò concede.

Piero Colonna Romano

 

Caro Lorenzo,innanzitutto un forte ringraziamento per la tua gentilissima ospitalità,sul tuo sito, così ben curato, è difficile sentirsi soli e tutte le poesie giorno per giorno,godono sempre di una grande compagnia.
Ringrazio Piero per i suoi lavori poetici e per i suoi commenti sempre così attenti,rigorosi,mai a parer mio, fuori posto.Grazie per il giudizio alla mia ultima poesia,me la sento scolpita sulla mia pelle,ho vissuto quei momenti ci ho creduto ci credo ancora.Mi illudo? E' probabile. Ma meglio guardare ad altro che prendere passivamente atto di una realtà,purtroppo non solo italiana, in decadenza assoluta e con elementi patologici di autoritarismi latenti e già presenti.E' vero non avremo forse progrom,notti di cristallo,saluti romani e quant'altro ma l'attacco ai cosiddetti soggetti deboli,donne immigrati,giovani è già in atto. Scrivere poesie forse non fa cambiare nulla,ma vi assicuro aiuta e non poco. Grazie ancora,buon lavoro a tutti e a presto. sc
 

 

10 Novembre

Ringrazio vivamente Piero Colonna Romano per aver dato notizia del mio premio. Il verbale del concorso, in verità, nomina anche lui tra i “selezionati per la fase finale” con la poesia “Merletto”, ma lui, come sempre, “pecca” di umiltà, dote assai rara e preziosa.

Grazie anche a Lorenzo, “trampolino di lancio” per noi poeti, come sempre.
Sandra Greggio

 

10 ottobre 2018

Poesie a tema: Novembre nella poesia

Carlo Chionne –Due Novembre-: Dolente e bellissimo epigramma sul senso del giorno del 2 novembre, sui sentimenti che genera, sui ricordi che porta, detto da un  ispirato Carlo in strepitosa forma poetica. Complimenti!

Poesie a tema libero

Enrico Tartagni –Italia mia…deserto o…Araba Fenice?-: Poesia dalla forte ispirazione, resa con la similitudine tra due paesaggi dalla struggente bellezza. Bellissima la descrizione del deserto, dei suoi abitanti, delle oasi e della sua terribile, mortale aridità, narrata con pennellate dense di poesia e, parrebbe, di nostalgia malinconica, chiusa da un addolorato ricordare quei pini distrutti, che diedero la materia prima per Stradivari e Guarneri (e per Amati e Bergonzi). Complimenti, Enrico, per questa poesia di grande suggestione.

Marino Giannuzzo –Crepuscolo-: Bellissima, sintetica descrizione del crepuscolo e dei suoi effetti sui sentimenti, in questi versi di Marino.                        

Nino Muzzi traduce Jutta Richter-: Puntuale descrizione di quella che pare una fiaba poetica della Richter. Apprezzo particolarmente, di Nino, quell’essere riuscito a mantenere le rime, immagino dopo defatigante attività di ricerca.

Federico Rivero Scarani –Si vanno e vengono come le stagioni-: Dolcissima canzone d’amore che, nella traduzione, perde la suggestiva musicalità dell’originale. Bravo Federico!

Corrado Cioci –Una candela-: La ricerca di una luce che possa essere guida nella vita, in questi intensi, metaforici versi del nostro Corrado.

Claudio Badalotti –Il color della scrittura-: Con questa bella serie di endecasillabi e settenari l’ottimo Claudio gioca con i colori, attribuendogli  suoi sentimenti (beh lo hanno fatto quasi tutti i pittori e, poeti tra gli artisti, ne sentirono le vibrazioni). E queste identificazioni, che talvolta divengono metafore di un sentire, di un raccontare, fanno il poeta. E tu lo sei per i sentimenti che esprimi e per quel rispetto di ritmi narrativi che sono della metrica.

Silvio Canapè –Correvamo erano rosse le bandiere-: Ho sentito un brivido lungo la schiena leggendo questi versi, nostalgici di un passato ormai sepolto, passato che purtroppo non ha dato frutti. Dove abbiamo sbagliato? Forse nel credere l’uomo capace di vivere  e di volere dignitosa vita? Chissà che quelle bandiere rosse, simbolo di libertà e decoro, non verranno sventolate  un giorno da immigrati alla ricerca di vita dignitosa e, forse proprio in previsione di questo, odiati dai così detti sovranisti e populisti che oggi ci governano. Intensa e bella questa poesia, nata da una grande pena e da una profonda amarezza, per ciò che poteva essere e non è stato.

Fausto Beretta –Se ne vanno-: Beh pare la conclusione della precedente poesia , questa di Fausto. Triste conclusione di un illusione svanita nell’aria. L’illusione di un mondo governato dalla giustizia. Caro Fausto hai fatto un drammatico, ma quanto realistico, dipinto di quest’epoca amara, con gran bella poesia.

Claudio De Lutio –Due cuori grandi e ancora un’altalena-: Amorevole omaggio a due donne rimaste nel ricordo con grande affetto ed ammirazione, in questi bei versi di Claudio.

Maria Attanasio –Madre-: Amorevole, nostalgico ricordo della madre e dei suoi insegnamenti, in questi versi dalla forte intensità della bravissima Maria.

Francesco Soldini -51. Leggi razziali-: Amarissimo ricordare una della più indegne leggi emanate dal fascismo, in questi durissimi versi di Francesco. In questi giorni ricordiamo la tristissima ricorrenza della notte dei cristalli, auspicando resti nel ricordo, anche se troppi segnali ne fanno prevedere la ripetizione. E se cominciassimo ad aprire gli occhi?

Sandra Greggio –Tepore-: Un dolcissimo abbandonarsi alla tenerezza, in questi intensi e bei versi di Sandra.

Antonio Scalas –Mi piace alzarmi presto la mattina-: Bella immersione mattutina nella natura, simile ad un respirare a pieni polmoni, ben narrata dai versi di Antonio.

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Potenza della poesia! In pochi versi tutto il dolore che può regalare il mondo ad un diseredato. Bravo Salvatore!

A voi tutti il più cordiale dei saluti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

Grazie Piero sei sempre molto gentile il tuo commento è assolutamente delizioso forse non me lo merito neppure , grazie per la tua amicizia da me sempre apprezzata , un abbraccio caloroso a te e al nostro Lorenzo che senza di lui non avremmo avuto la possibilità ,se pur virtualmente, di incontrarci anche con tanti bravi poeti e persone che ritengo speciali…congratulazioni a Santi , a Sandra e a Salvatore Armando Santoro , un saluto a Simone, bellissima la poesia di Carlo…grazie Lorenzo, buona domenica a tutti
Antonia Scaligine


Buongiorno Lorenzo,
le invio una nuova poesia per il sito insieme ad un cordiale saluto e ne approfitto per fare i complimenti a Salvatore A. Santoro per la poesia "Via Antica Zecca".
Grazie
Giovanna

 

11 novembre 2018

 

Cari amici è con gran piacere che vi informo di una lusinghiera affermazione della poetessa e nostra amica

Sandra Greggio

che, nel prestigioso e affollatissimo Concorso Nazionale di Poesia

“Fiori d’Inverno”

 ha visto attribuire alla sua poesia

Parole

una meritatissima

Segnalazione Speciale

Qui di seguito godiamo dell’arte della nostra Sandra:

Parole
E le parole si accavallavano
imbizzarrite come cavalli al galoppo,
sormontandosi come onde,
una sopra l'altra, un'altra
e un'altra ancora,
senza fermarsi mai.
Mi nutrivano, mi saziavano,
ma poi?
 
Io sulla spiaggia, relitto di naufragio.
Io in ginocchio,
con le braccia a stringere il vuoto.

Sandra riceverà calorosissimi applausi sabato 17 novembre, presso la libreria Feltrinelli di Livorno. A quelli, convintamente, unisco i miei.

Restando in attesa di ulteriori sue affermazioni, assieme a meritati complimenti, le invio un forte ad maiora!

Piero Colonna Romano


 

8-9 Novembre

1° Premio Abbadia San Salvatore, 2018
assegnato a Salvatore Armando Santoro
 

 

VIA ANTICA ZECCA
       (Aosta)

In mente mi ritorni
a tratti, a lampi,
tra le folate gelide di vento,
tra il volteggiare lieve della neve,
tra il frullare tenero dei pioppi.
Mi bussi con dolcezza alla finestra,
mentre mi avvolgi con il tuo splendore,
di sole inondi la mia stanza buia,
m'abbagli con le luci dei ghiacciai,
di colori dipingi le pareti
col verde della tua Conca di Pila.
Della mia giovinezza mi ricordi,
del mio amore sofferto e tormentato,
d'un bimbo amato
che non ha compreso
il vero amore che gli ho regalato.
M'affligge questa strada ciottolata,
coi rari passanti frettolosi,
con le sue case vecchie rinnovate,
coi suoi tetti di lose ricamati.
E mi riporta serenità avvizzite,
sorrisi che dietro un muro se ne stanno
impotenti a saltellare,
inutilmente,
ché riafferrare la felicità perduta,
col tempo che macìna i sentimenti,
arte assai ardua è per gli umani ormai,
presi dai loro affanni e dai contrasti
e dal distacco per l'angoscia altrui.
Rimani solo tu, vecchia stradina,
a riscaldare un cuore che barbuglia
parole
a cui nessuno più presta la mente,
rimani solo tu, fida montagna,
col tuo verde di neve stuzzicato,
e i tuoi sentieri antichi, e la tua pace,
che il passo mio ormai hanno scordato.
Salvatore Armando Santoro

 

 

8 novembre 2018

Poesie a tema: Novembre nella poesia

Antonia Scaligine –Novembre-.: Dolcissima poesia che narra della malinconia che porta il mese di novembre, con quel farci ricordare, con maggiore intensità, chi ci ha lasciato. Semplicemente delizioso l’anagramma di una parola che, con la sensibilità di Antonia , pare riassumere  le sensazioni di chi compie visita ai cari al cimitero. Complimenti, per questa poesia dalla forte intensità emotiva, cara amica.

Poesie a tema libero

Maria Attanasio –Ci vuole un intelligenza vivace-: Ottimo (e decisamente attuale) aforisma regalatoci dalla bravissima Maria.

Enrico Tartagni –Prigioniero sulla Luna-: L’espressione di un malinconico sentire, vagamente onirico, in queste suggestive e belle immagini del grande Enrico.

Cristiano Berni –“Nel villaggio”-: Il bisogno di pace, in questo caotico mondo, ben espresso dalla poesia di Cristiano che, pur usando versi con diversi metri, non tralascia il rimare (pure tra parole sdrucciole) né rinuncia al ritmo. Complimenti.

Marino Giannuzzo –Campane e nuvole-: Romantica descrizione del nascere del giorno, tra suoni di campane e colori che s’accendono. Un acquerello, insomma, ben pennellato dai versi di Marino.

Nino Muzzi traduce Theodore Fontane-.: E pare che il Fontane sia considerato uno dei grandi poeti tedeschi del realismo!  Questa è una fiaba con morale finale, ben tradotta dal nostro Nino.

Rosa Giusti De Ruggiero –Che c’è da ridere?-: Infatti c’è poco da ridere leggendo il triste racconto delle incombenze di una casalinga, scarsamente considerate. In definitiva Rosa scrive un triste diario. Il diario di innumerevoli donne, madri, mogli e casalinghe. Che dire se non auguri e magari un viva la libertà?

Maddalena Gatto –Unico Mio Re-: Intensa preghiera di ringraziamento, in questi versi intrisi di fede della nostra Maddalena.

Federico Rivero Scarani –Io ti seguirò oltre la Nube di Oort.-: Federico ci invita ad uno spettacoloso viaggio nello spazio, uno spazio che è denso d’amore. Bellissime e suggestive le immagini che ci regala e piena di fascino è la teoria (letta su Wiki) di quella lontanissima nube che sarebbe formata da comete che, di volta in volta, viaggiano verso la Terra sciogliendosi chissà dove. Complimenti, Federico!

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Applausi per come, con sintetici versi, il poeta è riuscito a rendere il senso del movimento ed il venire e l’andare di un sorriso.

Francesco Soldini -50. Diritti-: Un malinconico disegno delle ingiustizie che abitano il pianeta, in questi versi, dall’amaro tono, di Francesco.

Aurelio Zucchi –Devi solo specchiarti-: Un invito ad analizzarsi, a guardarsi dentro per trovarvi ancora sorrisi di bimbo e amore di madre. Limpidi versi, nello stile noto di Aurelio, che sono un augurio di serenità.

Carlo Chionne –Ieri ho scritto una poesia-: Una pennellata piena di tenerezza, in questi deliziosi versi del grande Carlo. Complimenti!

Sandra Greggio –Un mondo migliore-: Bell’invito alla semplicità, lontani dalla presunzione che potrebbe dare una supponente istruzione, in questi intensi e sentiti versi di Sandra.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

5 ottobre 2018

Premio Internazionale di Poesia in Lingua Italiana

Città di Siderno

edizione 2018

Cari amici,  con grande piacere vi informo di un’altra brillante affermazione del poeta e nostro amico

Santi Cardella

che nell’affollato e bel concorso “Città di Siderno”

ha ottenuto una lusinghiera
 

Menzione d’onore

per la sua bellissima poesia

Petali al vento

Santi, il prossimo 15 dicembre,  nell’aula magna dell’Istituto Tecnico G. Marconi di Siderno, riceverà  meritati applausi,  ai quali unisco, convintamente, i miei e, complimentandomi, resto in attesa di altre sue affermazioni nel panorama della poesia italiana.

Petali al vento

Ricordi  il lago e noi nel suo riflesso?

La nostra adolescenza? E il primo amore,

aurea stazione nel fluir del tempo

vertiginoso della nostra vita?

 

Ricordi? Sulle scie dei nostri voti

passavan navi piene d’illusioni

pronte a condurci per destini ignoti.

Ma incauti e fiduciosi

non ci bastava quello ch’era nostro

e in cerca d’ampi mari e vasti fiumi

a quello specchio abbiamo dato un colpo.

L’ideale, in frantumi,

s’è dissolto nell’acqua che non torna

lasciandoci un gran vuoto e la sua forma.

 

Dentro il nostro diario di viaggio,

di cui scrivemmo solo il primo foglio,

tante pagine vuote

che non ho mai il coraggio di strappare

perché so già che senza ch’io lo voglia

tornano in sogno, come nostri morti

ancor viventi tra lontane plaghe.

E mandano un profumo che svanisce

a  poco a poco quando riapro gli occhi,

petali al vento in fuga dal cortile

ove ciascuno ha costruito, ignaro,

la sua prigione.

All’ottimo Santi, poeta dei sentimenti dell’anima resi con classe, eleganza del verso e perfetta tecnica poetica, giunga un forte ad maiora.

Piero Colonna Romano
 

Carissimo Piero, ribadisco: la tua attenzione e i tuoi commenti per me sono in sincero motivo di orgoglio. Mi stai convincendo d’esser poeta e ti garantisco che per il mio carattere … non è poco! Un abbraccio, ti sento vero amico, con la speranza di un’occasione di poterti incontrare per ringraziarti di persona. Claudio Badalotti


 

30 Ottobre

30 ottobre 2019

Poesie a tema: Emozioni autunnali

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Due bellissime sintesi di quel che può fare sentire l’autunno. Complimenti, Salvatore!

Marino Giannuzzo –Autunno-: La descrizione di un sentimento, generato dall’autunno o, per il dimesso tono, similitudine tra stagione e sentimento, in questi versi dal malinconico tono di Marino.

Poesie a tema libero

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Cercando man pietosa-: Il mese della pietà per i defunti, descritto dai bei versi di Giuseppe che invitano anche ad una preghiera, soprattutto per chi non avrà fiori.

Corrado Cioci –Sogno-: La descrizione di sogni che popolano la mente, nel breve spazio della notte, tra mitici ricordi ed umane pulsioni, in questi versi del colto Corrado.

Maria Attanasio –Un cuore pieno di vento-: Bella l’immagine di un cuore pieno di vento, quindi di sogni e speranze, regalataci da Maria che conclude  il componimento con la preghiera di non trattarlo male.

Michael Santhers –Misura del tempo-prospecchio-: Un guardare allo specchio che sarebbe piaciuto a Borges, in questi versi, quasi filosofici direi, dello strepitoso Michael, oggi in vena di  significativi neologismi.

Bruno Castelletti –Angeli sensa ale-: Poesia che è un invito ai poeti a rendersi conto del dolore che pervade la terra ed a cantarlo, e riconoscente inno a quegli “angeli senza ali”  che del dolore degli altri si fanno carico, donando amore, in questa poesia che dice di un intenso sentire del grande Bruno, nei confronti di chi soffre.

Poesia realizzata in versi liberi, ritmati ma privi di rime, eppure quanto bene, anche grazie alle bellissime immagini poetiche che contiene, riescono a dire tutto il sentire del poeta, coinvolgendo.

Carlo Festa –Tutto cambia-: Leggo questi sintetici versi come un invito al giusto equilibrio nell’essere e nell’agire.

Sandra Greggio –Luce-: Luce e calore intenso, in questa pennellata poetica della nostra Sandra.

Francesco Soldini -49. Specchio-: Decisamente ermetici versi che probabilmente evocano un sentimento ed un bisogno d’amore.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo, per tutto quel che ci consente.

Piero Colonna Romano

 

29 Ottobre

29 ottobre 2018

 

Poesie a tema: Emozioni autunnali

Giovanna Cardella –Per sempre ottobre-: Liberi versi che esprimono, con grande forza, un sentimento. Poesia di una grande intensità che affascina e coinvolge. Complimenti, Giovanna!

Poesie a tema libero

Claudio Badalotti –Haiku-: Ermetica sintesi, dalle suggestive immagini.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –La pioggia non sa scrivere …ma-: Una melodia di suoni diversi che tra loro si accordano, narrati con gli ispirati versi dell’ottimo Giuseppe. Inevitabile pensare a D’Annunzio.

Corrado Cioci –Padre e figlio-: Il rapporto d’amore, e le eredità caratteriali tra padre e figlio, esaminati da Corrado con questi suoi intensi versi grondanti affetto.

Silvio Canapè –Accarezzavo con occhi nuovi-: L’amaro ricordo di un romantico momento di giovanile d’amore finito, forse per l’inconsapevolezza del suo valore, in questi bei versi di Silvio.

Aurelio Zucchi –Della poesia, anima e corpo-: L’incapacità, per un poeta, di trovare parole adeguate a narrare il suo sentire, così come sentito nell’anima, ben descritta da questi limpidi versi di Aurelio.

Maria Attanasio –Prove per una tempesta-: Il sogno/bisogno di vendetta per quel che non si è avuto da un rapporto d’amore, in questi forti versi accusatori di Maria.       

Marino Giannuzzo –Vago desiderio-: La voglia di volare, quale romantica pulsione nell’osservare il libero volo di rondini, narrata da questi versi di Marino.

Franceso Soldini -48. Pioggia d’agosto-: Ricordo Sciascia, che profeticamente, vedeva la linea delle palme spostarsi sempre più a nord, a “colonizzare” l’Italia, leggendo i  descrittivi versi di Francesco.

Sandra Greggio –Alessandra-: Sentito e bell’omaggio ad una gentile, generosa ospite, titolare illuminata di un bell’agriturismo. Personaggio che resta, piacevolmente, nella memoria della poetessa Sandra che a lei dedica questi bei versi.

Antonio Scalas –Nelle lande dell’anima-: Resta il dolce ricordo, il profumo, di un intenso amore, anche quando questo è finito. Questo il romantico racconto nei versi di Antonio.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

27-28 Ottobre

27 e 28 ottobre 2018

Cristiano Berni –“Il fumo”-: Ode al fumo, per quegli appaganti effetti che dona, reso con un bel poetare da Cristiano.

Enrico Tartagni –Frammenti d’exstelle-: Suggestive immagini, evocative del fascino che può donare l’immergersi nello spazio.

Claudio Badalotti –Dopo cena-: Un gesto abitudinario, fatto col desiderio di apprendere fatti che ci possono essere ignoti ma che, nella loro ripetitività, fanno pensare ad automatismi che possiamo solo subire e ci condizionano. Unica consolazione è il messaggio d’amore che ci invia il Santo Padre, nelle sue civili esternazione. Leggo così i versi del bravissimo Claudio, frutto di un suo sensibile guardare alla vita.

Carlo Festa –Tutti fuori-: Doveroso, sentito omaggio ad un eroe che ha sacrificato la sua vita per salvarne altre. I versi commossi di Carlo rievocano un recente fatto di cronaca avvenuto i Tailandia, dove 12 ragazzi rimasero intrappolati in un grotta allagata e salvati da un gruppo di volontari, tra cui Saman Kunan.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Il fiore amico-: Un colloquio costante con la rigogliosa natura del giardino pare generare un reciproco rapporto di confidenza. Ed ecco delicati fiori ricordare i prossimi impegni, verso congiunti scomparsi, in questi delicati versi dell’ottimo Giuseppe.

Marino Giannuzzo –Poesia-: Bella serie di definizioni di ciò che è la poesia e delle emozioni che regala, in questi…poetici versi di Marino.

Michael Santhers –Angeli tristi-: Fantastico Michael! Sa strappare un sorriso anche descrivendo inquietanti siti. Carnevale dei morti sarebbe il 2 novembre, così come è gelido condominio il cimitero, che dei condomìni dei vivi mantiene rapporti, talvolta astiosi, tra condòmini. Cipressi sono, ovviamente, compunti maggiordomi ed i merli hanno silenziosa platea che mai li applaudirà. Beh io applaudo alla viva-ce fantasia di questo spettacoloso poeta.

Laura Toffoli –La vita corrida-: La crudeltà  (e l’ipocrisia) che può esserci nei rapporti, molto ben sintetizzata dai forti versi denuncia di una Laura in gran forma poetica.

Francesco Soldini -47. La leva-: Una delle ultime patetiche, demagogiche trovate di uno dei nostri politici ispirano Francesco per questi versi che sono denuncia e proposta di civile vivere.

Carlo Chionne –IO, il Poeta della valle-: Vero, caro Carlo, tu spandi versi come semi al vento e cultura doni. E noi te ne siamo grati. Un caro saluto e ad maiora!

Sandra Greggio –Angelo in terra-: Un invito a guardare il cielo, per capire e per far capire il senso della vita, nell’amore, in questi bei versi della nostra Sandra.

Un grazie di cuore a quanti hanno manifestato il loro apprezzamento  al mio operare in Poetare.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

“...spargo i miei versi come semi al vento...”. E farai bene a continuare come hai fatto finora, caro Carlo, deliziandoci come pochi sanno fare.
Un grazie di cuore a te e a Lorenzo, che ci ospita.
Sandra


Caro Lorenzo,
desidero unire in un abbraccio tutti gli amici che hanno condiviso la mia gioia ed esprimere un ulteriore ringraziamento a Piero e Lorenzo, colonne portanti del nostro sito. Un caro saluto per tutti,
Santi
 

Buon lavoro a tutti i poeti del sito sc
 

 

25-26 Ottobre

Congratulazioni vivissime a tutti i vincitori che ho visto nominati ma, un applauso particolare (che mi sia consentito) a Giovanna e Santi Cardella, che accomuno in un forte abbraccio, sperando di rivederli presto.
Sandra Greggio
 

Grazie di cuore a Bruno, cui mi piacerebbe avere stretto la mano, e al caro Piero con cui mi scuso per avere pensato troppo tardi che avrei potuto invitarlo alla premiazione. Grazie a Lorenzo: senza Poetare non avrei mai sospettato di avere scritto qualcosa di buono (i complimenti di papà Santi sono troppo di parte) :-)
Giovanna Cardella


Grazie sempre grande Piero
Grazie Lorenzo
Tinti Baldini
 

Desidero associarmi ai complimenti dell'amico Piero per questo bel sonetto di Santi Cardella che ho saputo essere padre di Giovanna.E allora applausi a tutta la famiglia! Un caro saluto Bruno

 

25 e 26 ottobre 2018

Poesie a tema: Emozioni autunnali

Giuseppe Stracuzzi –Il canto dell’autunno-: Motivi autunnali, dunque, molto ben resi dai bei versi di Giuseppe.

Poesie a tema libero

Tinti Baldini –Accostarsi-: La pace di una sera serena, con la visione di rassicuranti paesaggi, porta dentro una calma da assaporare, quasi smarrendosi in lei. Sensazioni esistenziali, dunque, descritte con maestria dalla sensibile Tinti.

Stefano Giannini –fortezze umane-: La narrazione di gente che ha passato la vita faticando, uomini o donne, ed il narrare del loro tempo finale, quando le rughe cambiano fisionomie, in questi intensi versi, dalle suggestive immagini, di Stefano.

Antonio Sangervasio –eppur mi sfugge-: Una perdita, alla quale non ci si rassegna, narrata con sintetici versi dal dolente tono.

Isabel Gide –Implosione ed esplosione-: Ben narrato e disegnato il percorso esistenziale di una donna che, soggetta a rigide regole nell’adolescenza, esplode gioiosamente alla vita nella maturità.

Marino Giannuzzo –Pioggerellina di marzo-: Bella rilettura della poesia di A. S. Novaro della quale Marino coglie il narrare un gioioso cambio di stagione, aggiungendovi la speranza che la più calda stagione porti maggiore conforto ai diseredati.

Sandra Greggio –Il tram della vita-: Breve e significativa poesia di una Sandra che riflette sul passar della vita, con questi intensi e bei versi.

Francesco Soldini -46. Casima-: Il ricordo di una vita passata nella pace di una bucolica natura e la nostalgia che se ne sente,  in questi versi di Francesco che paiono lievi pennellate.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

Ringrazio di cuore Lorenzo che pubblica spesso nel sito azzurro le mie poesie
Tinti Baldini


Grazie Piero per il tuo commento, bello e steso con grande competenza. In effetti è tra le poesie che giudico ben scritta e che più amo. Un abbraccio Bruno


Premio Cantina Valpantena premiazione del 20/10/2018
Desidero salutare e complimentarmi con Giovanna Cardella che nella premiazione in oggetto era seduta davanti a me e che,tramite l'amico Piero ho scoperto essere validissima poetessa del sito che ci ospita grazie all'amico Lorenzo che saluto con affetto. A tutti vive cordialità
Bruno Castelletti

 

25 ottobre 2018

Associazione Pensionati Guardiesi

Premio di Poesia

 “ Anni d’Argento “

(Guardiagrele –Ch-)

Cari amici, è con grande piacere che vi comunico l’ennesima, brillante affermazione del nostro incommensurabile poeta e amico

Santi Cardella

che nella 23ma edizione del bel concorso  “Anni d’argento”, con la sua poesia

Viaggio senza tempo

 si è classificato al

 primo posto.

Santi riceverà  premio e vibranti applausi, per la sua pregevole arte,  domenica 28 ottobre

presso il Salone dell’Ente Mostra Artigianato di Guardiagrele.

A quegli applausi unisco, convintamente, i miei, assieme a sinceri complimenti.

Qui di seguito possiamo gustare tutta la bellezza del suo poetare, perfetto per tecnica e struggente per il sentire:
 

Viaggio senza tempo

Quando ci prende bramosia d’amore

e ai nostri sogni solleviamo il velo,

illuminati dal mutuo splendore

ci travolge il viaggio per il cielo.
 

Come ape che si libra sopra un fiore

attratta dall’afrore dello stelo,

noi cerchiamo fra i palpiti del cuore

l’estasi della mente e il corpo anelo.
 

Non c’importa il domani: il tempo è adesso

e lo fermiamo nelle nostre menti.

Ciascuno vede l’ombra di sé  stesso
 

nel cuor dell’altro; gli occhi sorridenti

restano chiusi ad ammirare il nesso

tra i baci e l’armonia dei sentimenti. 

In attesa di sue ulteriori, meritate affermazioni, gli invio un caro saluto ed un ad maiora!

Piero Colonna Romano

 

24 Ottobre

"Il varco" di Sandra: poesia veramente bella e matura, piena di fiducia e spessore. Complimenti!
Un saluto a tutti i sitani!
Simone

 

 

24 ottobre 2018

Marino Giannuzzo –Notte di Natale-: Un’intensa preghiera, nella notte santa, resa con gli ispirati versi di Marino.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Il filtrar del sole-: Il bisogno di dare più amore e la similitudine con quei raggi del sole che accendono colori delle foglie, in questi bei versi dell’ottimo Giuseppe.

Aurelio Zucchi –Squaw-: La bella immagine di un pagano atto d’amore verso la natura,  in questi bei versi di Aurelio, ambientati nel leggendario west dei nostri sogni.

Cristiano Berni –“Cuore”-: Una riflessione su quei sentimenti che il cuore genera e che si affievoliscono, man mano che il tempo passa, in questi versi che Cristiano gli dedica in forma di intensa preghiera.

Claudio Badalotti –Il sole del mattino-: Una sensazione metafisica al risveglio, rivedendosi in uno specchio. C’è sorpresa in quel vedersi, come si fosse nati in quel momento, in quel non riconoscersi e si vorrebbe essere diversi. Così leggo i versi, vagamente ermetici, del bravissimo Claudio.

Luigi Panzardi –Telefono con fotocamera-: La magia che può creare un’immagine catturata dalla telecamera di un telefono, destinata a svanire per un casuale delete. Forse il messaggio che ci invia Luigi, con questi suoi versi, è un invito ad una maggiore concretezza, illusoria nella tecnologia.

Francesco Soldini -45. Fame-: Infatti c’è fame nel mondo. Fame tra i diseredati e sprechi incredibili tra chi li sfrutta. Eppure quel che si produce, anche con il lavoro di moderni schiavi, potrebbe bastare per tutti i 7 miliardi di individui che calpestano la Terra. Di giustizia terrestre assente parlano questi versi accusatori di Francesco, con malinconica rassegnazione.

Sandra Greggio –Il varco-: Insomma mi pare che Sandra dica che dopo il buio torna la luce, con queste sue metaforiche immagini. E con quella torna l’ottimismo, assieme alla libertà di poter scegliere.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

23 Ottobre

Desidero Ringraziare Piero Colonna Romano per il suo bellissimo commento alla mia poesia "Aquiloni". Un ringraziamento anche al caro Lorenzo per la sua disponibilità e il suo enorme lavoro.
Salvatore Cutrupi

 

23 ottobre 2018

Marino Giannuzzo –Notte di luna-: Un dolce ricordo e sullo sfondo una romantica scena.

Claudio De Lutio –Arrivò una lampadina-: Una … luminosa ricorrenza ricordata dai versi di Claudio.

Bruno Castelletti –El fil de speransa-: Versi pervasi da musica d’alta poesia. Ogni verso intriso di dolcezza, ogni verso da applaudire e da tenere a mente.  Versi che danno un brivido lungo la schiena. C’è in questa poesia il Bruno innamorato della natura, capace di dipingerla con le parole, per farne prezioso, commovente acquerello. E c’è il Bruno, pensoso sul tempo che passa, che guarda alla vita come un susseguirsi di stagioni, non rinunciando alla speranza. Questa è una delle più belle e significative composizioni di questo grande della poesia dialettale e merita lunghissimi applausi.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Come nel mito di Proserpina-: Da Giuseppe si può sempre imparare ed oggi scopro che il ciclo vitale dell’aurum italicum (meglio noto come gigaro chiaro) è legato al mito della rapita Proserpina, per il suo tornare, sfiorendo, sottoterra e rinascere periodicamente, nell’alternanza inverno/primavera. Tutti da gustare sono i versi del nostro amico, attento osservatore della natura.

Sandra Greggio –Lacrime-: La confessione di una sensibilità che pare quasi ragione di vita, in questi intensi versi di Sandra.

Jacqueline Miu –Luminanima-: Versi bollenti, con sottofondo di musica rock heavy metal, che l’appassionata Jac libera dalla sua anima, per regalarci emozioni forti.  Chissà perché mi torna alla mente “The Hunger” di David Bowie e la Deneuve. Da applausi.

Salvatore Cutrupi –Aquiloni-: Che dire quando si legge poesia come questa, se non restare incantati?  Semplicemente bellissima, da leggere e rileggere per gustarne la voglia di libertà che ogni verso esprime. Libertà che è il desiderio insito nell’anima del poeta, perché questa è poesia autobiografica, anche se pare indirizzata a qualcuno. Complimenti Salvatore!

Antonia Scaligine –Intervista all’infanzia-: Un dolcissimo tornare indietro nel tempo, in tempi forse più poveri di quelli attuali, ma che erano tempi pieni di speranza nel futuro. Antonia si rivede  in quell’allora e lo descrive, e si descrive, con immagini ad alto contenuto poetico, coinvolgendoci. Perché quei tempi del dopo guerra erano anche i nostri e quei ricordi comuni. Brava Antonia !

Francesco Soldini -44. Ufo-: Il fascino dei misteriosi UFO sintetizzato in questi suggestivi versi di Francesco.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

22 Ottobre

Ringraziando Antonia Scaligine, vorrei rispondere al suo legittimo interrogativo, dicendole che, come lei ben sa, la poesia ha un carattere universale, per cui ognuno la interpreta a seconda della propria soggettività. In quest'ottica, perchè no? Anche un bel gatto ci sta bene.
Grazie a Lorenzo che, dopo un mio periodo di assenza non voluto, nulla chiede e sempre mi ospita.
Sandra Greggio
 

Un breve messaggio per ringraziare sempre Piero e Lorenzo
e oggi lascio un breve commento su queste poesie
Ho litigato con i miei pensieri.
a volte , i pensieri ,sono così arroventati che fanno venire mal di testa …
vengono e vanno come piume al vento ,ma non ne possiamo fare a meno
"Quando finalmente li scaccio dalla mente,
rimango in pace per il breve tempo prima di addormentarmi"
Nino Silenzi bella e profonda poesia
Lo ammetto di Sandra Greggio non so a chi ti riferisci
mi viene in mente il tuo bellissimo gatto , scherzo,
è una persona a te molto cara , perché nelle sue braccia trovi pace
belli anche gli “ anni fuggenti “di Tiziana Cocolo
Saluto Simone e tutti gli altri poeti del sito
Antonia Scaligine

 

21 Ottobre

21 ottobre 2018

Poesie a tema: Emozioni autunnali

Silvano Notari –Autunno-:  Suggestive immagini per salutare  questo tiepido autunno.

Poesie a tema libero:

Giuseppe Gianpolo Casarini –Qual foglie al vento-: Bella similitudine tra foglie ed uomini, sia per quanto di fisico c’è nel cadere, sia per quanto di spirituale c’è nell’elevarsi.

Aurelio Zucchi –Il quarto tempo-: I tempi della vita si susseguono senza interruzioni e senza fratture. L’ultimo è la somma di ciò che fu il passato, in questa sintetica, intensa riflessione poetica di Aurelio.

Enrico Tartagni –alla mia prossima amica…-: Decisamente ermetica, con versi che paiono evocare altra solidarietà, altro conforto, da una prossima, sperata amica.

Michael Santhers –Davanti al bar-: La descrizione di usuali scene al bar, prima del pranzo, con l’aperitivo, con una ragazza che passa e suscita commenti, con chiacchiere vuote che volano per l’aria. Ed un campanile che suona l’ora della messa o forse quella del pranzo. Il tutto narrato col bello stile di Michael che continua ad inventare  surreali immagini.

Corrado Cioci –Anime-: Una riflessione del poeta sulle anime, narrata con suggestive immagini e con forte stile simbolista.

Marino Giannuzzo –La mia gioia-: Un senso d’appagamento, che fa cogliere la poesia che può esserci in un raggio di luna, attraverso i vetri di una finestra, nei versi, dal riflessivo tono, di Marino.

Francesco Soldini -42. Sonda solare-: Precari figli del sole siamo, afferma il poeta, sottolineando la fragilità della tecnologia che governa la nostra civiltà. Ed a noi non resta che incrociare le dita e fare scongiuri.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

20 Ottobre

20 ottobre 2018

Poesie a tema: Emozionali autunnali

Aurelia Tieghi –Alberi spogliati dall’ocra-: Bellissimo, poetico affresco con tema l’autunno in questi suggestivi versi dell’ottima Aurelia.

Poesie a tema libero

Marino Giannuzzo –La capinera-: Vagamente pascoliana è questa poesia del sensibile Marino.

Nino Muzzi traduce Klaus Merz-: Quattro affreschi fatti di immagini talvolta surreali, per quest’ultima fatica di traduttore del nostro Nino.

Claudio Badalotti –Stupito all’alba-: Un dolce risveglio descritto con lievi, bellissime immagini, ricche di romanticismo. La voglia di stirarsi e, magari, tornare a dormire, prende il poeta ma il dovere prende il sopravvento e lo dice il metaforico scoiattolo, col suo attivarsi. Sempre piacevoli a leggersi le poesie del bravissimo Claudio.

Renzo Montagnoli –La vecchia dimora-: Magistrale descrizione di un decadimento che non è solo quello di una vecchia casa colonica (che è metafora del guardare del poeta alla vita che ci circonda) resa con versi pieni di nostalgia per ciò che fu, e che può rivivere solo nei sogni.

Cristiano Berni –“Panorama”-: Delizioso affresco di paesaggio contadino, in un incipiente primavera che porta tepori e amori, molto ben rappresentato dai descrittivi versi di Cristiano.

Carlo Festa –Nell’ascolto del vento-: Sintesi poetica dell’andar dell’uomo e delle sue fatiche.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –I nonni-: Bella come un bel dipinto, questa poesia dell’ottimo Giuseppe è un acquerello gradevolissimo di un aia, di un casolare di campagna e di chi li rende vivi col loro essere.  Bravo Giuseppe!

Antonio Scalas –Anche oggi-: Decisamente catulliana questa invocazione ad un dio, per dire amore. Superlativa la similitudine tra gocce di mosto e gocce  d’inchiostro Complimenti Antonio!

Francesco Soldini -41. Pubblicazione-: L’emozione per una nuova silloge data alle stampe, molto ben descritta da questi versi di Francesco. Io aggiungo un in bocca al lupo.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

18-19 Ottobre

18 e 19 ottobre 2018

Poesie a tema: Emozioni autunnali

Michael Santhers –Novembre-: Novembre e la sua atmosfera sommessa , fatta di raccoglimenti e di ricordi, in questi versi che molto bene la rendono, in particolare per quella citazione iniziale del giorno 2 e finale di quella “falce invisibile/che miete l’aria”. Suggestive e surreali come sempre le immagini che formano la poesia, secondo l’affermato stile dell’ottimo Michael.

Poesie a tema libero

Marino Giannuzzo –Un fiore un bacio-: Altra commossa e coinvolgente rievocazione della madre, in questi versi dall’intenso sentire di Marino. 

Gilbert Paraschiva –Bijou-: Un omaggio alla fedele amica, salvata da un triste destino, reso con versi a rima baciata.

Romano –La corriera delle sette-: Una gelida attesa, insomma, e sensazione bene comunicata dai sintetici, efficaci versi di Romano.

Acquaviva –Grazie a te Lucia-: Un deferente ringraziamento ad una Lucia (la santa? Un amore? chissà)  per un messaggio ricevuto, detto con puliti versi.

Francesco Soldini -40. Duomo estivo-: Una visita estiva al duomo di Milano, in questa narrazione di Francesco.

Carlo Chionne –Mors mea vita mea-: Una dichiarazione d’amore, resa con versi dalla forte carica emotiva e dalla perfetta metrica, che dicono anche di un bisogno di pace, dopo avventurosa vita. Eros e Thanatos e le pulsioni di vita e di morte in questi coinvolgenti e bellissimi versi di Carlo, al quale auguro lunga vita nell’amore. Un caro saluto.

Antonia Scaligine –Ieri, adesso, quando …poi-: Una filosofica riflessione sul tempo, sul suo andare, produrre cambiamenti, cancellare ricordi. Belle le immagini narrate dai versi di Antonia e particolarmente apprezzabile, per alto poetare, la chiusa da quel ritrovarsi “con i pensieri accartocciati” alla fine. Complimenti Antonia!

Il più cordiale dei saluti a voi tutti , in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

17 Ottobre

17 ottobre 2018

Aurelia Tieghi –Strada-: Il fascino di una strada che costeggia il mare, i profumi ed i colori che stordiscono, le emozioni che generano, descritto con bella maestria dai versi di Aurelia.

Silvio Canapè –Il tempo che fu-: Il tenero, dolcissimo ricordo di un amore, riportato alla memoria e narrato con versi intensi per quella commossa malinconia di fondo che ne emerge. Sensazione resa alla perfezione, e ben comunicata, da questa poesia del sensibile e bravo Silvio.

Marino Giannuzzo –Perdonami-: Una commossa preghiera indirizza alla madre, resa con gli appassionati versi di Marino.

Antonietta Ursitti –Un plenilunio accende il cielo-: Un paesaggio illuminato dalla luna, mentre piovono stelle, descritto con grande maestria dai versi di Antonietta. Versi che  paiono dire più di un paesaggio dell’anima,  metafora di un sentire, e che incantano. Bentornata nell’azzurro, cara amica.

Enrico Galavotti  -da una miniera di nuvole-: Come veloce colpo di pennello, ecco i versi di Enrico illuminare un paesaggio dopo la pioggia. Bravo!

Flavio Rapetti –Pensieri astratti-: La curiosità muove il mondo. E  Flavio ne subisce l’influsso e, come dicono i versi, vive per lei ed in lei.

Gian Luca Sechi –Un istante di verità-: La verità narrata con inquietanti, belle immagini nei versi di Gian Luca. E’ poesia che dice della pena che può dare la ricerca del vero e, ancor più, il suo svelarsi.

Carlo Festa –Chi ha voglia di dare-: Mai accontentarsi, insomma. Pare questo il destino dell’uomo (o di alcuni uomini) e divengono angoscia quei traguardi, sia quando sono raggiunti (magari per la troppa facilità con la quale si sono realizzati) sia quando sono posti. Carlo riassume, con questi versi, la storia dell’uomo, in definitiva, le sue conquiste. C’è un detto che recita: è l’insoddisfazione che muove il mondo e questo, qui, ha narrato il poeta.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Il vitigno abbandonato-: Il bel poetare di Giuseppe, ricco anche di sonanti e piacevoli iperbati, oggi ci narra di un vitigno, generoso di grappoli d’uva in stagione, e della sua resistenza agli insulti di vandali. Spesso il nostro poeta tratta della natura e sempre piacevoli a leggersi sono le sue poesie.

Antonio Scalas –Amore mio fermati-: Romanticissime immagini, quasi da fiaba, per dichiarare amore, in questi versi dalla forte intensità emotiva di Antonio.

Francesco Soldini -39. Soccorso in mare-: Fremente atto d’accusa contro chi, non essendo dotato d’umanità, auspica l’annegamento di chi, violentato dalla società nella quale vive, cerca vita più dignitosa altrove. Purtroppo stiamo assistendo, indifferenti, ad una strage voluta da chi, ottuso razzista nell’anima, mette prima la malvagità di stampo nazifascista, in nome di una presunta sicurezza. Purtroppo il camerata in questione pare in buona compagnia perché, oltre i pentastellati che lo supportano, pare avere l’approvazione di più del 30 % degli italiani. Mala tempora currunt e, a breve torneranno nei negozi cartelli con su scritto: negozio di razza ariana, vietato a gente di colore. Ma possibile che la storia insegni mai nulla?

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano


Concorso di poesia

"Giuseppe Caprara"

32. edizione 2018

 

17 ottobre 2018

Carissimi amici, come previsto e con grande piacere, vi informo di un’altra prestigiosa affermazione dell’ottimo poeta e nostro amico

Bruno Castelletti

che con la poesia “Prima de far fagoto” , nella sezione dedicata alla

“Poesia del Triveneto e del mantovano”

della 32ma  edizione del concorso letterario “Giuseppe Caprara”

si è aggiudicato un lusinghiero

III° posto

Bruno, per la sua arte, sabato 27 ottobre, nel Palazzo Pizzini di Ala (Tn) riceverà  giusto premio ed una valanga di meritati applausi. A quelli unisco i miei, assieme a vivissimi complimenti.

Qui di seguito leggiamo i  versi, intrisi di saggezza, di questa bellissima poesia del nostro prezioso amico, versi che sono anche un invito a riflettere e, magari, ad imitarlo.

Prima de far fagoto
E desso avanti ti che mi me fermo.
O’ camminà abastanza, ormai son straco.
A testa bassa e sensa oltarme endrio,
sensa tirar el fià per la gran pressia,
son arivà su ‘nsima a la pontara.
 
Alora voi polsar, vardarme entorno
e goderme ‘l seren, l’udor de i mughi
el Lago enpiturà de mace asure
I giorni enprofumè de primavera.
 
Voi gòderme ‘l calor del sol de luio
l’autuno caressà da i so colori
la tera endormensà soto la neve.
 
E pena fato ‘l pien de poesia
me vardarò ‘n s-ciantin anca de drento
per arbinar quel poco che più conta
prima de far fagoto e … de nar via.
 

(Prima di fare i bagagli: E adesso avanti tu che io mi fermo./Ho camminato abbastanza, ormai sono stanco./A testa bassa e senza voltarmi indietro/senza tirare il fiato per la gran fretta/sono arrivato su in cima alla salita//Allora voglio riposare, guardarmi attorno/e godermi il sereno, l’odore dei mughi/il lago dipinto di macchie d’azzurro/i giorni profumati di primavera//Voglio godermi il calore del sole di luglio/l’autunno accarezzato dai suoi colori/la terra addormentata sotto la neve//E, appena fatto il pieno di poesia/guarderò un pochino anche dentro me/per mettere assieme quel poco che più conta/prima di preparare i bagagli e di … andar via.)

E, restando in attesa di altri exploit letterari dell’inimitabile Bruno, ancora un applauso, assieme a sinceri complimenti.

Piero Colonna Romano

 

16 Ottobre

16 ottobre 2018

Giuseppe Gianpaolo Casarini –I due tappeti-:  Due tappeti, che paiono simboleggiare l’inizio e la fine della vita, in questi bei versi che bene ne descrivono l’evoluzione, regalatici dall’ottimo amico Giuseppe, in poesia che dice anche amore per la natura.

Enrico Tartagni –Ibernazione-: Un analcolico, infranto sogno, tra congelate birre e ghiacci siberiani, in questi suggestivi  (gelidi) versi di Enrico.

Claudio Badalotti –A norma di legge-: Già, è normata persino l’inosservanza dell’osservanza, nel paese patria del diritto. E Claudio ricama poesia, su norme che smentiscono altre norme già smentite. E tutto ciò è fonte di similitudine con quel “forse”  che pare regolare vita e morte, “nell’infinito preambolo del forse.”, così come afferma il poeta in questa sua bella poesia.

Aurelio Zucchi –Adagiati sulla riva del fiume-: La leggo come un invito a guardare alla poesia che può esserci nella natura, reso con la bella immagine di una foglia che, trasportata dal mare, diviene viva vela. Decisamente ermetica è la seconda parte della poesia, ma suggestive le immagini che la compongono.

Dario Sanseverino –Alba-: Una poetica descrizione delle sensazione che può generare l’alba, resa con immagini ad alto contenuto romantico.

Nino Muzzi traduce Norbert Hummel –déjà vu-: Il bisogno di tenerezza, nell’anafora all’inizio ed alla fine del componimento, mentre si susseguono immagini inquietanti in quello strano pavimento ed in quel mistico sentire momenti magici (“grappolo di panici momenti” dice il poeta). Deliri, insomma, resi in versi tradotti per noi da Nino.

Marino Giannuzzo –Melanconia-: Un esistenziale, malinconico sentire, privo di effettiva motivazione , che credo tutti abbiano provato, ben descritto dai versi di Marino.

Bruno Castelletti –La Madonina de piera-: La profonda pena, per un crudele fatto di cronaca, spinge il poeta ad indirizzare questa intensa preghiera  alla Madonna dell’Addolorata, la cui statua è presente in un edicola nella strada di un bosco Ed il pensiero di Bruno si allarga al mondo, alla cattiveria che lo avvolge, e la sua è preghiera diviene richiesta di perdono e di cambiamento per tutto ciò che ci circonda. Poesia ricca di un sentimento spontaneo, resa con perfetto (ed altrettanto spontaneo) ritmo musicale.

Fausto Beretta –Il fascino è-: Una similitudine, poeticamente espressa, in questa significativa analisi del fascino che può trovarsi in un cielo azzurro o in una tempesta di vento e nubi nere, o in quel fascino che c’è sempre nelle ricerche che l’uomo attua, per appagare il suo insopprimibile bisogno di sapere, do costruire o, ahimè, di distruggere.

Francesco Soldini -38. Glifosato-: Chimiche pervasive, OMG, inquinamenti di vario genere e, come se tutto ciò non bastasse, ecco il diserbante (appunto il glifosato) più utilizzato in agricoltura. Di questo ci era stato detto  (da chi lo produceva) non costituisse un pericolo per l’uomo, per varie caratteristiche che aveva. Peccato che successivamente si è scoperto che è un tantino cancerogeno. Bene fa Francesco a denunciarne, con questa sua composizione, la pericolosità, richiamando l’attenzione del lettore anche su altri nefasti inquinamenti nei quali viviamo.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo, per tutto quel che ci concede.

Piero Colonna Romano

 

Resto sempre debitore per lo spazio che mi concede il sito e per i commenti positivi alle mie poesie. Un caro saluto a tutti e buon lavoro. sc

 

15 Ottobre

15 ottobre 2018

 

Poesie a tema: Emozioni autunnali

Michele Aulicino –Un Autunno caldissimo-: Autunno quale prosecuzione di una torrida estate ricca di sentimento. Autunno quale ricordo indelebile della stagione vissuta in bruciante sentire. Autunno per mettere in poesia un ricordo e renderlo vivo per sempre. Tutto questo nei versi dalla forte intensità di Michele che chiude con un indimenticabile “Adesso la mia voce è piena di graffi”.

Poesie a tema libero:

Fausto Beretta –I figli e i loro sogni-: I figli ed il rapporto con loro è tema ricorrente nel bel poetare di Fausto. Qui, ancora una volta, i versi narrano della differente visione della vita tra due generazioni, ma dicono anche di tolleranza per le scelte che non si riesce a condividere, tolleranza con forte apprensione ma per infinito amore. Poesia che invita a riflettere e coinvolge.

Michael Santhers –Cadono le foglie-: Poetica similitudine tra le foglie ed i nostri giorni, nel bello stile surreale dell’ottimo Michael.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Occhi gialli-: Un fiore che porta ricordi e la bella narrazione di questi, nei versi pieni di suggestione di Giuseppe.

Enrico Tartagni –Topolino-: L’immensa pena che può dare la morte violenta di un bimbo narrata con grande, commosso sentire dal sensibile Enrico.

Marino Giannuzzo –Madre-: Un commosso ricordo della madre, detto con versi dalla forte intensità emotiva.

Francesco Soldini -37. Perseidi-: Il brillante sciame di meteore, che la terra periodicamente attraversa, ispira romantiche  visioni e scientifiche considerazioni, tradotte in versi da Francesco

Salvatore Cutrupi –E’ già domani-: La calma che si genera, dopo una rumorosa riunione con amici, e le riflessioni che porta, molto ben descritta nei descrittivi e bei versi di Salvatore.

Jacqueline Miu –I voli migliori-: E di voli della fantasia narrano questi versi di Jac. Voli tra stelle, voli nel tempo e nelle stagioni, voli nel continuo alternarsi di vita e morte. Voli in libertà, ai quali la poetessa ci ha abituato, affascinandoci sempre.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo che tutto ciò consente.

Piero Colonna Romano

 

 

 

16 ottobre 2018

Cari amici, ho il grande piacere di annunciarvi che nel prestigioso

Concorso Letterario Internazionale

“La Locanda del Doge”

il poeta, amico e vanto di Poetare,

Bruno Castelletti

tra numerosissimi concorrenti, provenienti da tutta Italia e dall’estero

si è classificato al

III° posto

 con la sua splendida poesia

La meravea del viver

e domenica 14 ottobre, nel Salone d’onore del cinquecentesco Palazzo Boldrin, di Lendinara (Ro) ha ricevuto messe di meritatissimi applausi, ai quali unisco i miei, assieme a vivissimi complimenti.

“La meravea del viver” è stata così commentata dalla professoressa e critica letteraria

Maria Grazia Balduin:

“Un pensiero forte assilla il poeta che vaga solo, in compagnia di ombre mute: conoscere ciò che ci aspetta, quando la vita arriva al capolinea e si fa buio intorno.  Tutto è mistero e l’unica ancora di salvezza, in grado di restituire pace al cuore, è l’abbandono alla natura con le sue bellezze ed i suoi prodigi. Non importa più sapere e l’uomo riprende fiato e recupera tutta la magia del vivere, espressa in questa lirica con la musicalità del dialetto.”
 

La meravea del viver

E vago da per mi col gropo en gola
en compagnia de ombrie che camina
sensa saver la strada ‘ndò la riva
sensa vardarse e dirse na parola.
 
E mi voria fermarme per discorer
sercando de capir
la sorte che ne toca en cao la bina
déma se smorsa l’ultimo inbrunir.
 
Ma dopo me domando:
sa còntelo el seitar pensarghe ensima?
Alora ciapo fià e torno endrio
tegnéndome tacà la poesia.
 
E serco i boschi e i pra
i sassi dei sentéri
zo ‘n fondo a la me val
per resentar nel verde e l’aqua ciara
el gran roveio che me ruma drento.
 
Serco nel rosa de na nugoleta
la meravea del viver
del nasser, del morir
spetando n’altra aurora.
 
Respiro fondo, a pian
e sento el cel che ride co le stéle.


(La meraviglia del vivere: E vado tutto solo col groppo in gola/in compagnia di ombre che camminano/senza conoscere la strada e dove arriva/senza scambiarsi uno sguardo e rivolgersi una parola.//Ed io vorrei fermarmi per conversare/cercando di capire il destino che ci attende al termine del viaggio/non appena si spegna l’ultimo inbrunire//Ma dopo mi chiedo:/a che serve il continuare a pensarci sopra?/Allora prendo fiato e torno indietro/tenendomi stretta la poesia.//E cerco i boschi e i prati/i sassi dei sentieri/giù in fondo alla mia valle/per sciacquare nel verde e l’acqua chiara/il grande assillo che mi preme dentro.//Cerco nel rosa di una nuvoletta/la meraviglia dl vivere/del nascere, del morire/aspettando un’altra aurora//Respiro profondamente, lentamente/e sento il cielo che ride con le stelle.//)

Ed ancora complimenti vivissimi al grande Bruno, restando in attesa di ulteriori sue affermazioni nel panorama letterario  italiano.

Piero Colonna Romano

 

14 Ottobre

 

Le Associazioni As.V.A.P. 4 - Il Clan/Destino e Auser Saronno

Con il Patrocinio del Comune di Saronno

Organizzano  la  quinta edizione del

   Concorso Nazionale di poesia e narrativa

“Memorial  Corrado  Giachino”

15 ottobre 2018

Carissimi amici, è per me un grande piacere informarvi di una lusinghiera, meritatissima affermazione della nostra amica

Giovanna Cardella

che nel prestigioso concorso

“Memorial Corrado Giachino” di Saronno,

per la poesia

“Assenza”

 è stata classificata al

primo posto  

superando una fitta schiera di altri poeti partecipanti.

Domenica 14  l’ottima Giovanna ha ricevuto meritatissimi applausi, nella cerimonia di premiazione che si è tenuta nella Sala Nevera della Biblioteca Comunale di Saronno, applausi ai quali unisco i miei, assieme ai più sinceri complimenti.

Qui di seguito il testo della bella, notevole poesia e l’emozione della poetessa, nel momento della premiazione

Assenza

Quando morirò, per favore,
non mi esponete:
niente croci, né torce,
a rivendicare ciò che non ero.
Abbandonate il mio corpo
che io stessa avrò lasciato.
Io, comunque, non sarò lì.
Non baciatemi la fronte gelida,
non posate su di me sguardi
che io non possa ricambiare.
Non piangete per voi stessi, piangendo me,
non ponetemi domande che io non possa udire.
Fidatevi della mia assenza,
lasciate che io sia altrove,
o non sia del tutto.
E ricordatemi vibrante e piena
di vita, ché ho vergogna
del mio corpo denudato dell'anima,
del mio viso senza espressione.
Portate di me un ricordo di quelli
che sovvengono all'improvviso,
e piangendo vi venga da ridere.
E non cercatemi dentro una bara,
ma nei vostri occhi davanti a uno specchio e mantenete il segreto,
vi prego, quando mi avrete trovata li.

A Giovanna un ad maiora, restando in attesa di sue prossime affermazioni.

Piero Colonna Romano

PS: quando si dice buon sangue non mente ci si dimentica di aggiungere che, spesso, i figli superano i padri. Infatti il nostro prezioso Santi Cardella (padre di Giovanna) qualche anno fa nello stesso concorso si era classificato secondo. Oggi Giovanna ne ha colto il testimone…andando a vincere la gara.

 

14 ottobre 2018

Carlo Festa –Diversamente-: Interessante la lezione sul come muoversi nel tempo, dataci dal filosofo De Crescenzo. Ed è a quella che Carlo s’è ispirato per la sua riflessione sul tempo, invitandoci a renderlo frizzante, per non morire di noia.

Fausto Beretta –Genitori e figli-: Il rapporto tra genitori e figli esaminato dal poeta nel suo duplice aspetto di pena e di gioia. Emerge dagli intensi versi di Fausto l’attenzione e l’amore che usa e prova nei loro confronti.

Nino Silenzi –Tenebre-: Una notte stellata, a sfondo del mare, descritta con grande maestria e grande sentimento da un romantico Nino, con versi che paiono lievi, piacevolissime pennellate.

Michael Santhers –Nell’aria-: La descrizione dell’atmosfera autunnale resa con le surreali, suggestive immagini del nostro ottimo Michael. E c’è pura poesia in quelle foglie lenzuolo ricamato, in quegli uccelli croci, scagliate sugli addii, in quelle nuvole, spugne ad assorbir lamenti. Complimenti, Michael!

Marino Giannuzzo –Madre suprema-: Un invocazione alla morte, nata da un momento di depressione, in questi versi dall’amarissimo tono di Marino.

Giuseppe Stracuzzi –Lutto-: Lo stato d’animo che può essere generato da un lutto, magistralmente descritto da Giuseppe con queste immagini che ne fanno sentire il profondo gelo, col messaggio finale che di speranza dice, affidandosi al passare del tempo.

Jacqueline Miu –Il giorno perfetto-: Il giorno perfetto, dunque, è quello in cui saremo consapevoli della malvagità dell’uomo, sapendo come rimediarvi. Questo il messaggio che Jac ci invia con questi suoi durissimi, accusatori versi.

Francesco Soldini -36. Serra-: Le conseguenze dell’ignorato trattato di Kioto qui realisticamente descritte dai profetici versi di Francesco.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie a l nostro generoso Lorenzo per tutto quel che ci concede.

Piero Colonna Romano

 

13 Ottobre

13 ottobre 2018

Giuseppe Stracuzzi –L’illusione dell’amore-: “morbide come i raggi della luna” è verso ad alto contenuto poetico, pieno di  un malinconico ricordo di tempi d’amore che non possono più tornare. Giuseppe ci regala una bellissima poesia, fatta  di metaforiche immagini che descrivono alla perfezione lo stato d’animo del poeta, nel trascorrere delle stagioni della vita.

Carlo Festa –Con il fuoco convive-: L’ineluttabilità di certi ricordi bene evidenziata dai sintetici versi di Carlo.

Enrico Tartagni –La Fortezza dei Cosmonauti: Scintillanti immagini ci portano a chiederci dove inizi il sogno e dove si trasformi in realtà, appunto nel sogno, nei versi, vagamente ermetici, dell’ottimo Enrico.

Aurelia Tieghi –Chiedo-: Già, cara Aurelia, mancano le parole (per lo meno quelle educate…) per giudicare la realtà che stiamo vivendo. Intensi ed attualissimi sono i versi della sensibile ed attenta nostra amica.

Fausto Beretta –L’abbraccio-: Una serie di apprezzabili, sintetici aforismi, per descrivere, con maestria, differenti stati d’animo in differenti situazioni.

Claudio Badalotti –La stanza del poeta-:  Sintetica descrizione  di cosa sia un poeta, in questi versi di Claudio.

Santi Cardella –Homo imperfectus-: La forte delusione del poeta, in quell’uomo che male adopera quel libero arbitrio che un Dio gli ha donato,  ispirano all’ottimo Santi questi versi che si chiudono con una preghiera, appunto a Dio, di rivedere quel dono e, magari, di riprogrammare (meglio) l’essere umano.  E’ poesia sulla quale si potrebbero aprire discussioni infinite, tirando in ballo la gnosi delle sette cristiane del dopo Cristo ed il mondo delle idee di Platone col suo demiurgo e, perché no?, la genesi di Esiodo. Ma in me resta una domanda: ma lo abbiamo davvero il libero arbitrio? Bravo Santi!

Marino Giannuzzo –L’ultimo bacio-: Una commovente rievocazione della madre, nel suo ultimo giorno su questa terra, nei commoventi versi di Marino.

Francesco Soldini -35. Hiroshima-: Il più crudele dei drammi mai perpetrati da esseri umani, rievocato in questi amarissimi versi di Francesco.

Laura Toffoli –Albero saggio-: Poesia densa d’atmosfera dove il poeta vorrebbe saper leggere nel cuore di un compagno, mentre attorno c’è, protettiva e rassicurante la natura. Tipica poesia della bravissima nostra amica Laura.

Jacqueline Miu –marinaio-: Ho appena finito di guardare in TV la presentazione della Barcolana (la più affollata gara velica al mondo che si tiene a Trieste ogni mese di ottobre, alla quale di solito partecipano circa 3000 barche, regalando raro fascino). Nei versi di Jac sento lo stesso odore di mare, col sottofondo della chitarra blues del grande Lee Hooker, raddoppiandomi il piacere d’aver visto quel mare e quelle barche. Potenza della poesia!

Il più cordiale dei saluti a voi tutti , in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

11-12 Ottobre

11 e 12 ottobre 2018

Marino Giannuzzo –La nonna-: Tenerissimo ricordo dell’amata nonna e delle sue delicate fiabe che affascinavano, in questi versi dal nostalgico sapore.

Giuseppe Stracuzzi –L’amore non si cancella-: Belle immagini e surreali, volte ad evocare un sentimento immutabile nel tempo, in questa ermetica poesia dove l’amore genera trascendenza.

Carlo Festa –Partirono a milioni-: Una gara, insomma, un viaggio nella matematica, la corsa ad una conquista e, alla fine, il traguardo di un cuore da conquistare, faticosa impresa per milioni di partecipanti, narrata da questi versi del fantasioso Carlo.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –I gatti di Rovigno-: Molto ben descritta la bella cittadina turistica della Croazia da questi versi di Giuseppe. E pare che gli abitanti, gatti compresi, siano ospitali e socievoli, così come li racconta la narrazione del nostro amico poeta.

Enrico Tartagni –Il corridore senza macchia-: Un sogno con immersione nella fantascienza, sensazioni di volo nel vuoto e di dolore, si susseguono in questi liberi, fantasiosi versi di Enrico.

Silvio Canapè –E’ dolce la terra coi suoi campi,-: Il malinconico, nostalgico ricordo della splendida Orvieto, dei suoi campi, degli uliveti, della luce della sua cattedrale dal gotico mozzafiato, in questi bellissimi versi, che bene la descrivono e che sono atto d’amore per quella terra. Poesia di grande fascino che mi riporta alla memoria, con grande nostalgia, giorni che in quel luogo trascorsi.

Claudio Tedeschi –Gioia mia-: Lo struggente ricordo di un amore svanito nel tempo, narrato con versi dalla forte intensità emotiva dal bravissimo Claudio.

Michelangelo Baggi –Più non so dirti che sei bella-: Iperbole per narrare (narrarsi) di un romantico ricordo. Simile, per l’atmosfera che crea, alla precedente poesia di Claudio, a dimostrazione di quanto  la poesia possa aiutare ad esprimere un sentimento, qui di sensuale amore.

Jacqueline Miu –0 negativo-: Fantastica Jac! Ancora una volta affascini con questa ricerca d’amore espressa con particolare violenza. Ed è un cercarlo nello spazio e nel tempo, quell’amore,  se bene si interpreta il titolo, cioè quell’(-RH-) 0 negativo che pare dallo spazio venuto. Difficile scegliere un particolare verso per riassumere il senso di questa composizione, ma mi pare giusto sottolineare il distico finale, quale sintesi poetica del sentire della nostra incommensurabile poetessa.

Francesco Soldini -34. Dubbi d’amore-: Poesia che consola, dunque, fino a fare dimenticare pene d’amore. Questo il messaggio che Francesco ci invia con questi suoi versi.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo, per tutto quello che ci concede.

Piero Colonna Romano
 

Ringrazio Piero per il suo bellissimo commento alla mia poesia, grazie Simone per i saluti che ricambio con il cuore , grazie Lorenzo
Antonia Scaligine
 

Ciao a tutti i sitani: è un po' che non scrivo qualcosa qui sui commenti, così lo faccio ora e con l'occasione ringrazio tutti i poeti per le poesie che prestate al mio animo e alle mie emozioni.
Un grazie particolare alle colonne del sito: Lorenzo e Piero e un saluto speciale a Sandra, Antonia e Santi.

"La nonna" di Marino Giannuzzo: poesia dei tempi che furono, molto tenera e con una buona metrica.
Simone

 

10 Ottobre

10 ottobre 2018

Marino Giannuzzo –Ho atteso-: L’attesa di un  tenero conforto da pene esistenziali resta sogno irrealizzato, e allora non resta che il pianto. Questo nei versi , dall’amaro tono, di Marino.

Giuseppe Stracuzzi –La Fede-: Il conforto della fede, unico placebo a consolare, a dare risposte alle incertezze sul vivere, al suo perché, in questi intensi e bei versi di Giuseppe che narrano di un angoscia esistenziale che può prendere ognuno di noi, suggerendone il rimedio.

Silvano Notari –Cuore pesante-: Col passare del tempo si affievoliscono sentimenti, mentre pur resta il desiderio di darli e di riceverli. Poesia dai pessimistici toni, dove pare che la rinuncia sia legata ad un decadimento fisico, con l’amara considerazione di non essere più capace di reagire. Quel “vento di pietra” pare la sintesi dell’intera composizione, così come quel confidare in magnetismi, telepatie ecc., ne è l’amarissima conclusione.

Carlo Festa –Dimenticano-: Spes ultima dea, qui tradotto in versi da Carlo.

Ermes Rizzotto –Poesia-: Romanticissima immagine di un tramonto in riva al mare, narrato con delicate immagini da Ermes.

Claudio Badalotti –Batto il tempo-: Alienante è questo vivere tra rumori e doveri stordenti. A questo vivere, che pare tutto appiattire e disumanizzare, si può reagire cercando di imporre i nostri ritmi, i nostri desideri. Questo il messaggio che Claudio ci invia con questi suoi forti versi.

Francesco Soldini -33. Afa-: Una sintetica rappresentazione della torrida estate trascorsa, tra insonnie e sp0rechi energetici per trovare refrigerio, in questi descrittivi versi di Francesco.

Jacqueline Miu –Brontolomantico-: Una serie di surreali, suggestive immagini, per narrare di un amarsi, quale difesa da tutto ciò che ci circonda, per cambiare o difendersi dal mondo, resa con metaforiche, fantasiose immagini, nel più bello stile della nostra ottima Jac.

Antonia Scaligine –Stasera-: Una magistrale descrizione di un tramonto di pioggia che va, poco a poco, diradandosi, lasciando filtrare gli ultimi raggi di sole che illuminano e rendono le gocce d’acqua sui vetri “coriandoli di luce”.   Descrizione di un incanto, appunto. Che si può chiedere di più ad un poeta?  Complimenti, Antonia!

Roberto Soldà –Il vuoto-: Ho letto quella poesia poco nota di Montale e vi ho trovato un’atmosfera simile a quella che Roberto propone con la sua. Il non senso di ciò che è,  in quella, il senso del vuoto che ci circonda, in questa. Ci sono luci che si sdoppiano e moltiplicano in quella, in questa ci sono ombre nella mente e nello spazio che ci circonda. Luci ed ombre che mandano lo stesso messaggio di solitudine e di non senso nell’essere dell’uomo. Complimenti, Roberto, questa tua poesia mi ha affascinato.

Stefano Chiucchiù –…aspettando la realtà…-: Il desiderio di vivere nel sogno quel che si desidera nella realtà, per farlo divenire appagante realtà, in questi romantici versi di Stefano.

Carlo Chionne –Aiutiamoli a casa loro-: Ce lo insegna la storia quello che è stato lo sfruttamento dei più deboli da parte dei “munifici” europei. E l’esodo, cui oggi siamo soggetti, è nient’altro che inconsapevole nemesi realizzata dai figli degli sfruttati. Io credo che, prima o poi, qualcuno aprirà gli occhi a questi disgraziati ed allora non sarà più tanto pacifico l’esodo. Oggi c’è qualche interessato personaggio che auspica l’ “aiutarli a casa loro”. Non so che ne pensano “loro” io incrocio, per loro, le dita e faccio gli scongiuri. Non fanno una grinza i versi di Carlo perché narrano di storia vera, con la solita maestria del nostro impagabile amico.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

Un caro saluto a tutti voi e ancora un ringraziamento per i commenti.
sc

 

 

8-9 Ottobre

8 ottobre 2018

Bruno Castelletti –Che meraveia!-: L’Adige che racconta fiabe, correndo la pianura, finestre che respirano profumi di piante e di fiori, il campanile di una chiesa che  parla con l’azzurro del cielo, sono alcune delle romantiche, bellissime immagini di questo affresco dominato dal monte Baldo e reso con grande e coinvolgente sentimento, dai perfetti, musicali versi di un Bruno innamorato della sua terra.  Da applausi.

Isabel Gide –L’affresco-: Un difficile rapporto, tra bimba e persona adulta, raccontato con versi  ispirati da un amaro ricordo nel poeta.

Filippo Genini –Buongiorno lucciola-: Romantiche espressione per dire di un innamoramento che, ricambiato, diviene progetto di vita.

Emilio Tasca –Un lunga storia-: Vagamente ermetica pare evocare il  festoso giorno della laurea, con un briciolo di nostalgia per quell’essere stati ragionieri.

Enrico Tartagni –Riassunto di una giornata-: Un tirar di somme, al termine di una giornata, eseguito con l’apporto di una fredda tastiera di pc. Ricordi che paiono svanire velocemente, così come veloce ne è la scrittura, ma che assaliranno la mente che non ha possibilità di cancellarli. Questo mi pare narri il nostro Enrico.

Marino Giannuzzo –E vegliai…-: Un' esistenziale pena ispira questi versi che sembrano dire della perduta purezza dell’infanzia che causa angoscia ed insonnia.

Carlo Chionne –Aggiornamenti pubblicitari Poltrone & poltroni-: Ironica, tagliente  descrizione della più importante misura economica del M5S, composta dal nostro ottimo Carlo, per la sua acuta osservazione della realtà che ci circonda.

Francesco Soldini -32. Batosta-: Una Milano, viva anche nel giorno di ferragosto, ben descritta dai versi di Francesco.

Jacqueline Miu –Very normal loser-: nonostante le sconfitte, affidiamoci ai sogni. Questo il messaggio che ci invia la nostra ottima Jac.

I più cordiali saluti a voi tutti , in primis la nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

7 Ottobre

7 ottobre 2018

Aurelio Zucchi – Veleno-:   L’insoddisfazione per ciò che siamo e l’impazienza per ciò che vorremmo essere, descritte con significative metafore e similitudini dai versi di Aurelio.

Carlo Festa –L’apparenza inganna-: Il messaggio che arriva dai versi di Carlo dice che è meglio non fidarsi del prossimo, per evitare dolorose pene.

Antonio Alvaro –Amare e soffrire-: Pare la continuazione, con pratico esempio, della precedente composizione, questa di Antonio che ci avverte di quanto l’amore possa portare pena, e lo sottolinea  con l’anafora “lentamente, crudelmente”.

Antonio Lisi –Promesse d’amore-: Questa, evidentemente, è la giornata dedicata agli inganni ed alle falsità ed anche da Antonio ci arriva un avvertimento a non prendere per oro colato certe frasi d’amore, magari dette in particolari situazioni sentimentali.

Marino Giannuzzo –E fui solo-: La pena che nasce dalla perdita di una persona amata, bene resa dai versi di Marino che ne sottolineano la triste solitudine che ne deriva.

Nino Muzzi traduce R. Huelsenbeck-: Stravaganti, umoristiche immagini nate per contrasto ad un eccesso di formalismo, nell’arte e nella società.  Insomma siamo in pieno clima dada e Nino credo si sia divertito molto nel tradurre Huelsenbeck.

Jacqueline Miu –Diamanti e pane-: Ed anche la nostra Jac è vagamente dada ed oggi ci regala riflessioni sui desideri carnali e meno, infarciti di voglia di volare, secondo il suo bello stile.

Carlo Chionne –Charles Aznavour-: Commosso omaggio all’indimenticabile cantore dei sentimenti d’amore, nella lingua che più gli fu consona, reso con grande maestria dal grande Carlo. Intensissima e bella la chiusa di questa bellissima poesia che pare il testo di una canzone del rimpianto chansonnier.

Francesco Soldini -31. Eclissi lunare-: Ispirato dall’ultima eclissi di luna, quando il satellite ci apparve rosso, Francesco ci regala questi suggestivi versi che sono un invito a guardare al cielo.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

6 Ottobre

6 ottobre 2018

Claudio Badalotti –Poetare-: Forte rivendicazione della regole che si dovrebbero seguire per distinguere la poesia dalla prosa, in questi versi, dall’indignato tono, di Claudio.

Giuseppe Stracuzzi –Riflessione-: Una congerie di pensieri possono affollare la mente, prima che giunga il riposante sonno. E, tra quelli che l’ottimo Giuseppe elenca, colgo la profondità di quello riguardante l’infinitezza del tempo. Infinito, appunto, perché privo di inizio e, quindi, di fine.

Renzo Montagnoli –Sodoma e Gomorra-: L’indignazione per tutta la violenza che ci circonda, sia che si presenti in tempi di guerra, sia che esista, anche in quanto sfruttamento dell’uomo sull’uomo, in cosiddetti tempi di pace, molto bene narrata da questi intensi e condivisibili versi di un attento, sensibile Renzo.

Stefano Giannini –Gli spaccapietre-: Poesia che fa tornare alla mente sia il bel quadro di Courbet, sia la storia di antiche fatiche (quelle delle mondine e degli scariolanti di un tempo) splendidamente narrate da Sebastiano Vassalli (nei suoi “La Chimera” e “Marco e Matteo”). E’ molto ben disegnato quel tempo, dai descrittivi e bei versi di Stefano.  

Marino Giannuzzo –Vita-: Commossa rievocazione della madre, assieme ad un’intensa riflessione su vita e morte, resa con giusta similitudine nei versi di Marino.

Laura Toffoli –Un cuore…il mio-: La sublimazione dell’amore nasce da un cuore innamorato, in un panorama romantico di pianti di stelle. C’è tutta la sensibile e bravissima Laura in questi versi che sono dichiarazione d’amore.

Jacqueline Miu –l’uomo col cappotto rosso lungo-: Un delizioso, breve racconto, reso con le  suggestive, fantasiose immagini di Jac. Un uomo con uno strano cappotto rosso e barba bianca, diviene moderno traghettatore verso un mondo che pare fatto di droga e d’amore, in una NY dove la Fifth Avenue incrocia l’Eden. Si può chiedere di più alla nostra incommensurabile amica?

Salvatore Cutrupi –Attesa-: La parola “attesa” declinata in molte delle sue accezioni romanticamente umane, in questi intensi versi di Salvatore che ci regala anche una deliziosa chiusa della poesia.

Carlo Chionne –Rifugio-: La poesia quale rifugio e salvezza. Così la sente e la racconta l’ottimo Carlo. con questi ben ritmati e rimati versi.

Francesco Soldini -30. Vita marziana-: Mi pare che questa scoperta sia d attribuire alla sonda Cassini, frutto dell’ingegno di scienziati italiani. E bene lo rammenta Francesco, con questi suoi versi che dicono anche di speranza, forse, in un mondo migliore.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

 


 

4-5 Ottobre

                                                       

Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa “Città di Rescaldina”

VII Edizione

Ideato e fondato da Rosy Gallace

col Patrocinio del Comune di Rescaldina

ed in collaborazione con l’Associazione : “Università del Benessere”

5 ottobre 2018

Cari amici, ho il piacere di comunicarvi che l’ottimo poeta e nostro amico

Bruno Castelletti

nella VII edizione del

Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa

“Città di Rescaldina”

nella sezione dedicata ai vari dialetti d’Italia

con la sua bellissima poesia

O’ Sercà

ha conseguito una prestigiosa

menzione speciale della giuria

ed il 14 ottobre p.v. presso l’Auditorium Comunale di Rescaldina (Mi) riceverà meritatissimi appalusi ai quali unisco, calorosissimi, i miei.

Attendendo ulteriori, certissime sue affermazioni, qui di seguito vi offro il piacere della lettura della magistrale, deliziosa composizione di Bruno:

O’ Sercà

O’ sercà
tra le soche
de le sese
le prime viole
che ciama
primavera.
 
O’ sercà
tra mile
rondenele
la strada
drita
per tocar
le stéle.
 
O’ sercà
nel canto
del gril
de la sigala
el caldo
de l’istà
che suga
el pianto.
 
Ma desso
sento drento
le miole
el vento
fredo
che no conta
fole
e deventar
de giasso
le me ale. 

(Ho cercato : Ho cercato/tra i ceppi/delle siepi/le prime viole/che chiamano/primavera//Ho cercato/tra mille/rondinelle/la strada/dritta/per toccare/le stelle//Ho cercato/nel canto/del grillo/della cicala/il caldo/dell’estate/che asciuga/il pianto//Ma adesso/sento dentro/il midollo/il vento/freddo/che non racconta/favole/e diventare/di ghiaccio/le mie ali//)

Ad maiora, caro Bruno ed… a presto

Piero Colonna Romano
 

Grazie Piero e grazie Lorenzo
Grazie azzurri
Tinti

 

4 e 5 0tt0bre 2018

Nino Muzzi traduce Hilde Domin-: “Confini contro” è la frase centrale (attualissima) della poesia della Domin, poesia che è atto d’accusa contro gli attuali ottusi egoismi che circolano in una certa Europa dai nostalgici ricordi razzisti. Grazie a Nino per questa traduzione.

Claudio Badalotti –Ciò che non sono-: La similitudine tra lo scorrere dell’acqua (secondo volontà non proprie) e lo scorrere della vita è il tema centrale della bella poesia di Claudio. Il secondo tema è il non volersi riconoscere in ciò che si ritiene di non essere, e pare la conseguenza di quell’involontario scorrere dell’acqua, voluto da altre volontà. C’è nei versi del poeta una forte aspirazione alla libertà da vincoli e condizionamenti, al fine di un più umano realizzarsi, esposto con intenso e bel poetare.

Silvio Canapè –Arco in cielo-: L’incanto di una natura che s’addormenta e l’effetto che produce nella mente e nel cuore, descritti con suggestive, bellissime immagini dei versi di Silvio.

Tinti Baldini –Memoria-: Filosofica e poetica definizione di ciò che è la memoria, in questi versi, dal meditativo tono, dell’ottima Tinti.

Antonio Sangervaso –voglia del sempre-: Una suggestiva descrizione di ciò che la musica di un pianoforte può ricreare nella fantasia. Fantasmi di ricordi che si affollano, danze e profumi di fiori, narrati da questi inquietanti e bei versi del fantasioso Antonio.

Carlo Festa –Il tempo scorre-: Considerazioni sul tempo che passa e sulla saggezza che dovrebbe portarci, tra ricordi di vittorie e sconfitte, in questi intensi versi di un riflessivo Carlo.

Marino Giannuzzo –Zia Antonia-:  Un dolcissimo, tenero ricordo di una cara parente che, con le sue fiabe, rese indimenticabili le sere, in versi che dichiarano amore e nostalgia.

Francesco Soldini -29. Caldo-: I cambiamenti climatici ed i danni che hanno procurato da nord a sud, ben descritti da Francesco, in questa poesia.

Laura Toffoli –Un fiore per me-: Romanticissima è Laura in questa sua descrizione del dono di un rosso fiore, in uno scenario che, da comune quale è, pare farsi emozionante musica.

Jacqueline Miu –Oggi non ho paura-: Qui ritroviamo la Jac dai gotici racconti. E’ Saturno che apre e chiude la composizione, Saturno che uccise il padre Urano, Saturno dio degli inferi della morte, Saturno simbolo della caducità della vita. Ed il poeta ne subisce l’influsso e tenta di nascondersi dietro “mascara di ghiaccio”,  per continuare a sognare illusioni.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo per tutto ciò che ci consente.

Piero Colonna Romano

 

Grazie Piero per i tuoi sempre appropriati ed interessanti commenti, senza di te le nostre poesie avrebbero meno valore , tu ci fai felice insieme a Lorenzo che ci permette di esprimere i nostri pensieri in rete, grazie Lorenzo sei davvero una persona speciale.
Un saluto a tutti i poeti, Antonia Scaligine.


Grazie Piero per il generoso e bellissimo commento alla mia poesia. Un caro saluto.
Bruno
 

 

3 Ottobre

3 ottobre 2018

Poesie a tema: Emozioni autunnali

Antonia Scaligine –Difficile è…-: Il passare del tempo, con l’alternarsi delle stagioni, contemporaneo al passare della vita, con lo scorrere dei ricordi, dolci o amari, del nostro vivere. Antonia osserva la natura che cambia, ne subisce il  malinconico fascino ed ecco che, stagione dopo stagione, si accavallano i suoi ricordi e qui, in questa bella poesia, ne fa intensa e piacevole narrazione.

Stefano Chiùchiù –…il mio autunno…-: Una mesta similitudine, una poetica riflessione, tra autunno e vita dove foglie che cadono paiono ricordi che svaniscono, o amori perduti. Ed ancora una volta torna l’immagine ungarettiana di noi simili a foglie, in questo bel poetare di Stefano.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Quel tempo di vendemmia-: L’attività più tipica dell’autunno descritta col bel poetare di un ispirato Giuseppe.

Poesie a tema libero:

Marino Giannuzzo –Rose-: Un romanticissimo, sensuale ricordo di un amore a maggio, in questi versi, dall’appassionato narrare, del nostro Marino.

Bruno Castelletti –Cossa sucedarà?-: S’interroga Bruno su quello che potrà riservare il giorno dopo. E lo fa regalandoci poetiche e lievi immagini fatte di fiori e rondini nello sfondo di un azzurro cielo. Romanticismo di un sensibile osservatore della natura e dell’animo umano capace di donarci poesia che di questo è  frutto, reso con  la squisita tecnica di una perfetta metrica (settenari realizzati con tronche, con piane o con sdrucciole, che sconfinano, quasi naturali enjambement, in sonanti endecasillabi).  Complimenti vivissimi per queste deliziose proposte di pura poesia.

Nino Muzzi traduce Ulla Hahn-: Il ritratto di un padre, del quale ci si può solo innamorare, reso con intensa passione e molta nostalgia, nella traduzione  della Hahn  regalataci dell’ottimo Nino.

Silvano Notari –Cerco asilo-: Il bisogno di sicurezza, cercata nell’amore di una donna, narrato con forte intensità emotiva dai bei versi di Silvano.

Claudio Badalotti –Il parco delle rose-: Un sicuro luogo della memoria, dove si torna per sentirsi protetti, in questi versi dalle metaforiche immagini che dicono di pene e di gioie vissute, con suggestive immagini rese da bei versi dal meditativo tono.

Carlo Chionne –A Charles Aznavour-: Dolcissima  dedica e rievocazione di un  romantico cantore dell’amore che resterà per sempre nella memoria di noi settantenni (o giù di lì) regalataci da un commosso Carlo.

Francesco Soldini -28. Donne-: Grido di dolore e atto d’accusa, per il trattamento che viene riservato troppo spesso alla donna, in questi intensi versi di Francesco.

Roberto Soldà –Verso l’alto-: A Pitagora, stregone, matematico e padre della matematica, riservatissimo uomo del mistero e astronomo, torna con la memoria Roberto e fa suo quell’invito a guardare il cielo, narrandoci di un romantico ricordo con commossi accenti. E’ un perdersi nell’immenso, per respirarlo dentro, quel che regalano i suggestivi versi del nostro impagabile amico.

Jacqueline Miu –one broken man-: Surreale narrazione, di ciò che può pensare un uomo distrutto (forse per eccesso di bile)  guardando il cielo, nel più bello stile della nostra ottima Jac.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo che tutto ciò consente.

Piero Colonna Romano

 

2 Ottobre

Ringrazio Piero per la sua continua disponibilità a commentare i nostri pensieri poetici…
Laura


 

1 Ottobre

1 ottobre 2018

Michael Santhers –Ottobre-: Come sempre surreali le immagini ci regala Michael, capace di interpretare la realtà, filtrandola con l’uso della strepitosa fantasia di cui è dotato. E così ottobre diviene pittore multietnico (per i vari colori di foglie e paesaggi) mercante di frutti, pattumiera di promesse (quelle scambiate tra amanti sulle abbandonate spiagge dell’estate). Poi ride l’uva nelle vigne (quanta poesia in questa immagine!) e le foglie si truccano per l’addio ecc. ecc. ecc. Insomma è godimento leggerlo e di questo gli siamo grati.

Marino Giannuzzo –Vecchi amici-: Narra Marino di come,  col passare  del tempo,  mutano le sembianze di chi, nella memoria, era diversamente ricordato. E, leggendo Marino, mi tornano in mente certe deludenti riunioni con vecchi compagni di classe…

Rosino Maranesi –Prigioniero in collegio-: Il ricordo di una malinconica esperienza giovanile, narrato con versi che disegnano, con efficacia,  l’atmosfera vintage nella quale, per un certo periodo, si è vissuti.

Carlo Tella –Vecchio villaggio-: Veloci pennellate a dipingere frammentati ricordi di un tempo svanito nel tempo. Versi che si interrompono, per l’effetto dello scarto, e paiono respiri sospesi, per meglio ricordare.

Francesco Soldini  -.26. Alpi-: Il racconto dell’emozione che può dare un paesaggio, in questi sintetici versi di Francesco.

Tiziana Cocolo –Filo sottile-: Con bellissime, luminose immagini, ecco l’ottima Tiziana narrare di un lieto sentire, con poesia, dall’ampio positivo respiro, che dice di un appagato vivere.

Jacqueline Miu –Nella tundra l’unica cosa che ti separa dal cielo, è il rumore del vento.-: Squallido paesaggio, dunque, dove qualcosa impedisce di alzarsi verso il cielo. Interpreto così, a significare forte pessimismo, l’aforisma della nostra Jac.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

 



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