![]()
| Poetare | Poesie | Licenze | Fucina | Strumenti | Metrica | Figure retoriche | Guida | Lettura | Creazione | Autori | Biografie | Poeti del sito |
Poesie consigliate La Giostra della satira Commenti ironici Recensioni La Sorgente delle poesie Concorsi
|
Nell'invio di commenti attenersi alle modalità di partecipazione e pubblicazione. |
Dibattiti sulla poesia
e critiche
Leggi gli
altri commenti:
|
Commenti 2004/2005 |
Commenti 2008 (Aprile-Giugno)
|
Commenti 2010 (Gennaio-Agosto) |
|
Si pubblicano soltanto commenti riguardanti le poesie |
Annunci relativi ad opere ed
attività dei poeti e collaboratori del sito Poetare |
|
3/2/2012
Pagina azzurra talmente ricca da scoraggiare ogni tentativo di
commento. Ma ciò non è successo a Piero Colonna
Romano, che ci ha garantito ugualmente la sua consueta
esegesi dettagliata e approfondita. Un grazie di cuore,
unitamente ai miei complimenti. Imponente per numero e
qualità le poesie che oggi arricchiscono la pagina. I miei
complimenti ad Enrico Tartagni –Cosa nasce sui bastioni di
Ravenna: così densa di splendide e insolite immagini.
Maddalena Gatto – Un’affacciata alla finestra: molto piaciuta ,
insieme a Gloria d’Alessandro con –(è solo fisionomia) di cui
apprezzo le suggestive metafore che, per i miei limiti non sempre
posso decodificare. Della mia storia di Piero e Gloria –amici
carissimi ai quali è dedicata- chiederei un ulteriore sforzo
–posso?- al gentilissimo Piero Colonna Romano. Un commento critico
mi sarebbe utile, come sempre. Grazie. Corposa e di grande qualità l’odierna pagina azzurra. Queste le emozioni che me ne derivano: Armando Bettozzi –Sonetto della fantasia-: Perfetto sonetto di mastr’Armando. I sogni il soggetto, quelli che non muoiono ed uno sguardo ai cosiddetti diversi. Bello molto. Antonietta Ursitti –Essere felici-: Trasmettere un sorriso, pur essendo avvolti nel dolore. Nell’anima soltanto lacrime di gioia e sorrisi rubati, con bella similitudine, alle onde del mare, alle alte vette dei monti. Decisamente poetica questa descrizione della felicità, Piaciuta molto. Enrico Tartagni –Cosa nasce sui bastioni di Ravenna ?-: Sguardo innamorato ad una bellissima città, da versi densi di lirismo. Gioiosa e piacevolissima poesia. Maddalena Gatto –Un’affacciata di finestra-: Si capisce col passare degli anni il sentimento ed il sentire dei nostri vecchi, quando quel passare degli anni ci avvicina sempre più alla loro età. Quell’”un’affacciata alla finestra” è, probabilmente, un antico detto popolare e su questo si svolge l’intera bella poesia. Aurelia Tieghi –Neve-: Bella e dinamica descrizione del cader della neve. L’uso di parole quali “oscilli”, “scintilli” ne evidenzia l’immagine, rendendola viva. Romanticissimo quel finale “rimani pure domani/perfetto candore lunare/-a covare-“. Antonia Scaligine –Il mio im/pasto d’assurdo-: Quel “m’impasto d’assurdo” finale è suggello ad una poesia fatta di metafore trasparenti. Sono le pulsioni dell’anima quelle qui descritte magistralmente. E la consapevolezza dei loro contrasti. Bellissima e molto ben narrata. Maristella Angeli –In attesa dell’alba-: Riflessioni notturne e domande. La verità è sfuggevole e quel ripetere “sfugge” è segnale d’incertezza che l’alba, si spera, fugherà. Piaciuta molto questa esistenziale poesia. Gloria D’Alessandro –(è solo fisionomia)-: I sentimenti, letti nelle espressioni mutevoli dei visi. E le riflessioni che su noi e dentro noi facciamo. E ne emerge una sensazione di solitudine, un essere avulsi dalla realtà, rifiutandola. La mediocrità ed il dolore appartengono ad altri ma, dentro noi, nonostante speranze e sogni, la consapevolezza di vivere “agonie preziose di un qualsiasi vivaio in pieno vuoto”. Ermetica poesia, ricca di belle metafore, Debora Stifani –Il valore di una laurea si misura-: Ed assieme a Debora plaudiamo a questo uomo dai grandi meriti passati ed attuali. “Anima più umana” che ha rivivificato “quattr’ossa ungarettiane”. Poesia che narra, con pochi ed incisivi versi, l’intera cerimonia ed i sentimenti che ha generato. Massimo Pastore –Cristo dalle belle armi-: “Munizioni di pietre stellari”, “gioielli metadonici”, “accarezzami come fossi una lunga spina celeste” ed altre frasi e versi fantasiosi ma pregni di rabbia impotente. E’ bella questa invocazione, ben descritto questo disperato bisogno di salvezza, Paola Trombetti –Colonna Sonora-: E quanta ragione hai nel dire che nulla cambia ! “Padroni d’anime e Signori della Guerra” sono sempre gli stessi, usano sempre gli stessi metodi basati sulla subdola propaganda e non hanno neppure bisogno di cambiare trucco. Chi riceve è, rassegnatamente, indifferente. Lucio Cornelio –Lei-: E’ una Lei dominante quella di cui ci parla Lucio con versi liberi e convincenti. Marinella Addis –Amore…in cornice-: Appassionata, passionale ed esplicita descrizione di un incanto. Quello dei Golfi, ovviamente… Decisamente bella e piaciuta. Lorenzo Poggi –Un luogo, una storia-: Le belle metafore di Lorenzo per dirci di ricordi e di nostalgie. Di ricordi che (pare un seguito di “Meglio non guardarsi dentro”) è meglio scordare, per il dolore che possono apportare. (un capolavoro quell’ “armadio/sudario perenne/di cose non dette/di azioni non fatte”). Come sempre il bravissimo Lorenzo medita e fa meditare. Gabriele Renda –Il “turco” pensionato-: Ottima riflessione Gabriele ! Ed io che intendevo smettere non lo farò più. Mi sentirei in colpa. Bruno Amore –Inverno di campagna-: Bel dipinto dell’inverno e dei suoi paesaggi. Bella quella chiusa che sa di intimità e calore. Michael Santhers –Porci con le ali-: Ottima denuncia del cosiddetto turismo sessuale. Tutta l’indignazione possibile per questa ipocrisia, concessa e sollecitata. Ma si sa, pecunia non olet. Gianni Ruggiu –Giuseppino-: Bellissimo questo ricordo del padre. Bellissimo questo connubio con la natura che mi fa ricordare “Al dio sconosciuto” di Steinbeck. Molto, molto piaciuta. Gaetano Napoli –Via…-: Coraggio del primo amore e rimpianto e ricordo dolente. Bella e ben narrata. Giusi Falleroni –Farfalle stropicciate-: E’ una dolente ed appassionata descrizione della ricerca della libertà. Bellissime immagini che coinvolgono e dicono di spaesamento e quel domandarsi “Perché? Che faccio qui?” è domanda esistenziale densa di pena. Splendida la chiusa. Molto bella, molto piaciuta. Simone Magli –Ricordi di guerra-: Applausi a questa bellissima poesia. Simone, qui, si è superato e ci ha regalato splendida poesia. Tra i tanti i versi da incorniciare ne cito uno : “se la fantasia è la finestra/sull’amore ?” E condivido in pieno la riflessione “Il massacro del vivere quotidiano/annichilisce anche i poeti/che con l’anima affrescano/la cupola dell’esistenza.” E come dimenticare quel “Portami un fiocco/di quella neve calda/di gioia” ? Bravissimo Simone, attendiamo bis. Aurelio Zucchi –Osserverò-: Viaggio nel tempo con poesia che odora di fantascienza. Bello questo desiderio di guardare oltre, sperando che tutto migliori. Rassegnata la domanda finale. Sempre pulito il poetare di Aurelio, da apprezzare. Vincenzo Melino –Naufragio dell’anima-:Nel titolo tutto il dolore esistenziale sviluppato, poi, con toni apocalittici, in questa intensa, rassegnata poesia. Ben narrata, con forti immagini, e coinvolgente. Sandra Greggio –Contrasto-: Semplicemente deliziosa. Indimenticabile quel “mentre fuori nevicano farfalle”. Sempre più brava la nostra Sandra. Il Gabbiano –La domenica del villaggio-: Ed Il Gabbiano ci regala altra bella cartolina di questa amata Italia. E ce ne narra odori, suoni e sapori, con la sua maestria descrittiva. Leggerla mi ha fatto tornare anche in quell’Umbria che tanto amo. Un grazie per questo risvegliar ricordi. Maria Rosa Cugudda –Turbamento fra le montagne-: E Maria Rosa ci dice dello stupore, quasi mistico, che si può provare davanti allo spettacolo di inaccessibili monti. Stupore che porta a pensare alla nostro essere, piccola cosa dalla “fugace esistenza”. Brava Maria Rosa.
Ringrazio Joseph65 per il chiarimento che mi ha commosso e che mi conferma, ancora di più, che la poesia non solo è moto dell’anima ma all’anima arriva. E sono certo che l’anima di quella sfortunata ragazza avrà avuto consolazione, nel leggerla. Ancora un complimento, Joseph65.
A voi tutti il più cordiale dei saluti. Al nostro splendido
vate un ringraziamento.
2/2/2012
ciao Piero C. R. ti ringrazio,naturalmente
anche gli altri, per le analisi critiche che fai sulle mie
poesie...."Lui è lì..."' è stata scritta per una alunna che ha
perso il padre e non riesce a farsene una ragione (se fosse mai
possibile farsene una) ...no non credo al Paradiso,agli angeli o a
un Dio che dall'alto decide " Tu si ..tu no !!! " secondo un
disegno tutto suo...!!! ma credo che ci sia un'esistenza LI'
(spero non solo di spirito...non saprei che farmene ), che ci farà
riunire con le nostre persone care dopo il "Buio Eterno" che
attende tutti .Ho voluto rassicurare quella ragazzina ,che non
riusciva a trattenere le lacrime,che nel frattempo quel dolce
padre gli è vicino tutti i giorni,sotto qualsiasi forma . Tiro un sospiro di sollievo e respiro azzurro nuovamente. E le poesie sono sempre d’alta qualità e danno emozioni. Le mie queste: Vincenzo Melino –Lacrime senza pianto-: E’ triste questo ripensarsi. Belle le immagini ricche di pathos e grondanti nostalgia. Bellissima la chiusa. Piaciuta molto. Armando Bettozzi –Per far luce ci vuole…illuminazione-: Armando punta il dito su di un fenomeno mediatico che da troppo tempo ci assilla. Ad ogni fatto criminoso che accade segue trasmissione…di approfondimento, con relativa vetrina di sociologi, psicologi, criminologi, preti, investigatori (tutti divi, ovviamente) e pubblico plaudente. E più è efferato il delitto, più si scatena la morbosa curiosità della cosiddetta opinione pubblica. Quale migliore occasione per confezionare un prodotto, da vendere a caro prezzo, a quelle aziende che lucrano, sfruttando le basse pulsioni di chi segue quelle trasmissioni ? Ottima la poesia alla quale mi associo. Antonietta Ursitti –Basta sapere-: Già, basta sapere d’essere a posto con la propria coscienza per godere della tenerezza che c’è nella prima parola pronunciata da un bimbo. Bei versi quali “basta sentire/di essere nel sibilo del vento” e “basta nutrire/di essere come fantasia/per giocare tra voli alti”, rendono la poesia giocosa e piacevolissima. Enrico Tartagni –Conversazione 27.9.11-: Bellissima, quasi mistica, conversazione. E ci raccomandiamo, in attesa della fine “ok…prepara qualcosa d’inusitato/in terra in cielo in ogni luogo/sto arrivando a contemplare/il tuo divino stato…”. Complimenti per il sentimento così intensamente espresso. Gloria D’Alessandro –Mal de vie-: Così Gloria riflette su questo falso vivere, su questo essere indifferenti al dolore. Ma non c’è mascara che tenga e le lacrime restano represse. E la conclusione è consapevolezza dei nostri egoismi, incapaci, appunto, “di qualsiasi miglioramento”. Intensa e molto piaciuta. Cara Gloria ti ringrazio per come hai commentato i miei commenti ed hai ragione: io tento di capire quel che c’è dietro ogni verso ma, credimi, non per voyerismo bensì perché leggervi dentro è un po’ come guardare dentro me stesso. Un caro saluto. Massimo Pastore –Blackout-: Che dire di queste similitudini erotiche ? Semplicemente da applausi. Paola Trombetti –Rapsodia di Sole e di Vento-: Nell’attacco c’è la descrizione (forse la speranza) di una vita felice che, però, subito, si scontra con la realtà. E seguono versi duri ed amari (quel “ogni focolare un tribunale” è terribile) e la rassegnazione nell’attendere qualcosa di malefico. Piaciuta molto. Stefano Budicin –Dalla cima di un burrone-: Una sequenza di belle metafore, descritte magistralmente, quasi dipinte con preziosi colori, per dirci del guardare alla nostra vita come fossimo sull’orlo di un burrone che, in lontananza, ha il mare della speranza. E l’amara delusione dei tre versi finali, densi di pessimismo. Molto ben detta e molto piaciuta. Arturo Guzzardi –Radici-: Il richiamo alla religione è una costante nelle poesie di Arturo. Ed il come le conclude è un inno alla speranza. Questa, come in tutte le altre, ci invita a guardare ad un oltre dove c’è salvezza. Joseph65 –Lui è lì…!!!-: Fosse stata scritta da Arturo il significato sarebbe chiarissimo. Voglio leggere quel “Lui” come fosse la nostra coscienza ma, forse, un chiarimento sarebbe opportuno. Lorenzo Poggi –Meglio non interrogarsi dentro-: Tutto il pessimismo di Lorenzo in questa poesia, affermato fin dal titolo. Le sue metafore, i suoi duri versi sono sempre un invito a (nonostante il titolo) guardarsi dentro, a scavare per conoscersi e rimediare. Terribili i versi “un immergersi nudo/nel vacuo di se” e la chiusa drammatica di quei sette versi finali, portano a Nietzsche, a Cioran. Applausi per come detta. Ida Guarracino –Quando la chiamano follia-: E’ un amaro addio quello che ci narra la brava Ida. E la follia è, inevitabilmente, un amore sbagliato. Gabriele Renda -Padova nel cuore-: Bellissimo questo ricordo di una bella città, ben dipinta nel suo essenziale, e di un amore indimenticabile. Piaciuta molto. Gianpaolo Arrabito –Mare, cielo..-: Bella questa immersione nell’azzurro, ben descritte quelle sensazioni, con coinvolgenti versi. Bruno Amore –Ascoltando Cajkovskij-: Bruno ci regala una sonata, quella che narra di amori dolcissimi, intrigati da dolcissime melodie. Eleganti sempre i suoi versi e sempre pieni di gran sentimento. Piaciuta molto decisamente. (PS: la grafia del nome Tchaikovsky è sempre stata, per me, misteriosa. Ne ho trovate svariate, te ne propongo un’altra) Michael Santhers –Motel x-: Pare la descrizione di un cartone animato e piace l’umorismo di questi versi. Particolarmente delizioso quel portiere che da Catone si tramuta in Caronte. Ma Michael ci narra di un incontro diciamo…non regolare. Bravissimo Michael. Stefano Medel –Non c’è altro-: Inno alla libertà e sua affermazione quale regola per sopravvivere. Maria Rosa Cugudda –Dal cielo-: Preghiera intensa e densa di fede in quel donare amore. Michela Turchi –Sala d’attesa-: Osserva Michela e legge nei volti ed interpreta pensieri. Narra, con bravura, quel che vede in una sala d’attesa (quella nella quale siamo tutti, la vita) ed, alla fine, ci si ritrova, anche lei, ad attendere. Piaciuta.
Caro Il Gabbiano ancora gli auguri più affettuosi ed un grazie per la risposta, andrò a leggere i tuoi racconti. A tutti il più cordiale dei saluti, al nostro vate un grazie di cuore. Piero Colonna Romano
Queste le emozioni che oggi mi ha
dato la pagina azzurra, senza nulla togliere anche agli altri sitani,
che saluto e ringrazio , Lorenzo in primis.
Salutando il ritrovato sito ed il suo
artefice, in questa pausa fortemente impegnato in riparazioni,
propongo queste mie note su alcune delle poesie odierne. 1/2/2012 Cari amici azzurri, come vedete vado e vengo, ma vi leggo con molta attenzione, mi "perforate" gli occhi con i vostri "scritti" ed è un piacere a cui proprio non so rinunciare; per questo vi ringrazio di cuore, ringrazio in particolar modo Piero Colonna Romano così attento e profondo in ogni singolo verso che non solo commenta: lo sa anche spogliare ed è una capacità analitica che sa andare ben oltre quel semplice "mi piace" o "ho apprezzato molto" [certo, perchè dà una compostezza ed una luce diversa ad ogni singolo tratteggio che hai di te nel momento in cui partorisci qualsiasi forma di pensiero esposto qui, a volte anche con grande coraggio]
Mia, ma mia, proprio mia
oggi sento in particolar modo questa:
"Le
complicazioni arrivano quando si fanno vive le difficoltà
sempre accettate non per se stesse, ma per ciò che mi annunciano" di Stefano Cavallini... cosa si può imparare a far d'altro se non aspettare in un tempo dove i problemi sanno venire solo per mettere alla prova la nostra vita -con un pò di quella saggezza? (e "con il suo peso" come descrive meglio Sandra Greggio).
A tutti gli altri amici azzurri un abbraccio affettuoso e pieno di
poesia che sempre sa scaldare queste giornate così
prepotentemente fredde...
Grazie a tutti, grazie al nostro immenso Lorenzone.
Gloria D'Alessandro
Dopo un inizio dedicato ad un ringraziamento
particolare a Roberto Bottiroli per l'attenzione riservata alla mia
poesia, colgo altre emozioni, tra le tante che la pagina
odierna ci riserva. Aurelio Zucchi: mi è piaciuta questa ammissione
di aver chiesto l'aiuto di Dio nel momento del bisogno, è
dichiarazione di umiltà, detta con un bel poetare. Antonietta
Ursitti: un sole dalla doppia faccia, quello descritto così bene da
Antonietta, complimenti! Dalla fede di Aurelio Zucchi, ecco
l'immagine di un Paradiso un po' particolare offerta da Michele
Cristiano Aulicino, senza dubbio originale ed ironica, ma, senza
dubbio, anche un tantino irriverente. Dal tema dell'amore, reso in
vario modo da Gloria D'Alessandro, Maddalena Gatto e Pasquale Di Meo,
ecco invece la Tristezza, che, insieme a sentimenti a lei vicini ed
anche più forti, ha definitivamente cacciato la Gioia; belle queste
personificazioni di Angelo Taraschi. Ritrovo il tema religioso
nell'invocazione di Gianpaolo Arrabito, che faccio mia. Termino con
due poesie che rendono l'atmosfera del'inverno: Lorenzo Poggi, con
le sue stupende ed inconfondibili metafore e Michael Santhers che,
con una chiusa bellissima, ci descrive gli effetti della neve. 30/1/2012 Altra settimana immersa nel nostro azzurro, altre belle poesie che danno altre emozioni. Le mie queste:
Aurelio Zucchi –Negli anni del Dio che ho cercato-: Aurelio ci esorta a rivolgersi a Dio non soltanto nel momento del bisogno e, nella chiusa, invita a rendere costante nel tempo questa ricerca. Vincenzo Melino –Anagramma del grigiore-: Così Vincenzo, con un pizzico di sadismo, ci costringe a complicati riposizionamenti. Ogni strofa (tutte belle e fascinose) è un dipinto astratto del quale cercare la chiave di lettura che, forse, troveremo nello smarrimento che può prendere il poeta davanti alla sue stesse poesie. E quei due versi finali dicono della presunzione, ma anche dell’impotenza, di un poeta che si confronta con l’umanità. Piaciuta molto. Antonietta Ursitti –Superbo sole-: Le due facce del sole ed i suoi effetti, descritti con maestria, sono metafora di ciò che è l’uomo con i suoi umori e gli effetti delle sue azioni. Molto bella e piaciuta. Michele Cristiano Aulicino –Colazione in Paradiso-: Lo spunto è la pubblicità che i media ci propinano giornalmente. In un atmosfera da caffè Lavazza, Michele si rammarica d’avere già fatto colazione. Ma è metafora del nostro essere già imbottiti di messaggi: abbiamo fatto il pieno e non ne possiamo più. Ironica e piacevolissima. Molto piaciuta. Gloria D’Alessandro –Luce dei miei giorni-: “E’ che so amarti/nel sorriso di una lacrima” è ossimoro che ci dice di quanto l’amore possa superare avversità. E la chiusa (decisamente bella) dice di quanto sorprendente possa essere quel sentimento, al di là delle stesse speranze o previsioni. Brava sempre Gloria. Maddalena Gatto –Anch’io miro all’amore-: Azzardo una traduzione: quel tempo già morto è un amore finito. Quell’interrogarsi sugli effetti che ne derivano è un tentativo di capire fine a che punto, quegli effetti, possono essere superficiali. La conclusione è confessione ed anche consapevolezza che la realtà, nella sua astrusità, non ci aiuta a capire. Piaciuta. Pasquale Di Meo –Sarò-: Bella serie di dichiarazioni d’amore. Oltre la vita continueranno. Massimo Pastore –New Frisco-: Bellissimo attacco (ed altrettanto bella la penultima strofa) ed il seguito risuona come fosse una bella ballata country. Letta e riletta e piaciuta molto. Angelo Taraschi –La signora Tristezza-: E’ un tormento voluto ed inseguito quel languore dell’anima. Un po’ saudade, un po’ masochismo. Credo sia ciò che molti provano. Bella molto la poesia, bello quel dialogare con sentimenti. Vagamente francescana, fatte le debite differenze. Piaciuta. Lorenzo Poggi –Inverno-: Quel latrare inciso sulla corteccia del pioppo e quell’annusando il rumore della primavera sono invenzioni cariche di bella poesia. E Lorenzo crea un’atmosfera nebbiosa e fredda ed usa, magistralmente, metafore che parlano di stati d’animo. Bella decisamente. Gabriele Renda –L’infiltrato-: Pare un racconto fantastico. In effetti è realtà quella di cui ci dice Gabriele. Una realtà limitata a pochi eroi del nostro tempo. Piaciuta molto. Gianpaolo Arrabito –Dio-: Preghiera espressa con profonda fede, al punto da definire Dio forza immanente. Michael Santhers –Neve-: Pregi e difetti di una nevicata. Bella la chiusa con quel “svela orme /di tracce e addii. Antonio Turbian –Sensazioni e malinconie-: Ricordi indelebili e nostalgici e confronto dell’allora con l’adesso, in un bel racconto. Stefano Medel -C’è una parola-: Aspirazione di tutti questo appropriarsi della libertà e goderne. Stefano quasi lo urla questo suo bisogno. Piaciuta. Stefano Cavallini –Il tempo-: Piaciuta quella chiusa, quel “Vorrei vivere in orario/attento/a ogni attimo/con passo leggero;/altro non so fare.” Sandra Greggio –L’abbandono-: Descritto, con profondo sentire, un evento doloroso che appanna la vista e ti fa vestire abiti dimessi (che è metafora di rassegnazione dell’anima). Molto bella e piacuiuta. Carlo Baldi –Le nuvole-: Ho rivisto i tuoi poetici dipinti, leggendo questa bella poesia che è un invito a guardare in alto e ad osare.
A voi tutti auguro una serena settimana. Un caro saluto al nostro
vate. Piero Colonna Romano
Commento alla poesia "l'abbandono" di Sandra
Greggio 29/1/2012
Mi sembra
doveroso ringraziare chi ha preso spunto dalla mia poesia
e ne ha fatto, “per gioco”, una bellissima, Wilma Marian
Certhan; applausi! Mi soffermo poi su due poesie che han
catturato la mia attenzione: “Bergen Belsen 1944 di Renzo
Montagnoli, di una spiazzante semplicità, ma quanto incisiva!
Ecco la funzione della poesia, quella di trasmettere il
ricordo. In questo senso, un grazie anche a bruno amore,
perché le sue domande vanno addirittura oltre il ricordo e
sono interrogativi che abbiamo il dovere di porci, cercando
anche e soprattutto di rispondere. Come non citare Simone
Magli? Poesia che si fa aforisma, essenza; questo io colgo: un
invito ad assaporare il momento in cui si dona, perché poi il
vento può portarlo via. Termino con Lorenzo Poggi, la cui
poesia dallo stile inconfondibile ha una chiusa mozzafiato;
applausi, Lorenzo! Anche se con ritardo,desidero ringraziare il grande Piero Colonna Romano e il Oggi andremo a -10°, secondo meteo. Fortunatamente c’è questa azzurra coperta che scalda. Ne approfitto e questo sento:
Simone Magli –Quando al cielo-: Bel concetto che mi pare di poter tradurre così: quando fai una buona azione, godi del tuo atto rapidamente, perché non avrai riconoscenza. Piacciono questi aforismi/frustata. Armando Bettozzi –Paese bello-: Bellissima descrizione di uno dei borghi medioevali più belli d’Italia che Armando dipinge con la sua solita maestria. Vincenzo Melino –Ghirlande di astri-: Bella metafora che ci narra dello smarrimento e della rassegnazione. Splendide quelle nuvole che insaponano il cielo e quel “tra unzioni di quiete/e viali di solitudine/faccio naufragare/il mio deambulare” sono versi di infinita tristezza. Bella molto. Antonietta Ursitti –Se perdessi la vista-: Si può rinunciare (o non più potere) a vedere, a capire. Resteranno i sogni che ci fanno volare, salvandoci. Molto ben narrato uno stato d’animo, meditando sulla vita e su ciò che ci circonda. Molto piaciuta. Gloria D’Alessandro –Un semplice zero senza senso-: Drammatica visione della vita e di se stessi, in quella immersi. Intensa poesia dalla quale traspare la rassegnazione e l’ineluttabilità del vivere nei compromessi. Molto bella e molto piaciuta. Wilma Mayian Certhan-Per gioco- Il rovescio della medaglia di Cecco Angiolieri. Qui si spande amore a piene mani, con una romanticissima e bella molto poesia. Brava Wilma. Maddalena Gatto –Voglia di dormire-: La rassegnazione, l’impossibilità do cambiare la nostra e la vita altrui, portano ad un’apatia rassegnata. Solo nel sonno troveremo la pace. Molto intensa, con dolenti versi, e molto piaciuta. Renzo Montagnoli –Bergen Belsen 1944-: Semplicemente bellissima. Renzo narra tutto ciò che è accaduto nei corpi e nelle anime. Il giorno della memoria, qui in questo azzurro spazio, è stato, così, degnamente celebrato. Poesia intensissima e coinvolgente. Da incorniciare, leggere ripetutamente, imparare a memoria. Applausi convinti. Paola Trombetti –Sussultiamo-: Avessimo tutti analoga sensibilità ! Il cinismo tutto pervade, scava a fondo, diviene cultura. E Paola ci invita a reagire. Questa dolente e bella poesia merita applausi. Bravissima Paola. Lorenzo Poggi –Un barbone-: E’ un grande Lorenzo ! Col suo poetare netto, incisivo, metaforico, disegna un dolore, quello degli homeless. Vorrei leggere la chiusa, bellissima per alta poesia, come la speranza che tutto ciò cambi. Applausi convinti. Gabriele Renda –Il porcellum ? Un diamante !-: E che altro aggiungere alla denuncia di Gabriele ? Democrazia significa potere del popolo. O forse è meglio dire significava ? Non c’è soltanto il recente rigetto della Consulta, c’è anche la volontà da noi espressa sulle privatizzazioni. Volontà tranquillamente ignorata dai nominati dal porcellum. Devono mica rispondere al popolo questi, ma soltanto ai loro padroni che li hanno inseriti in liste bloccate ! Alla faccia di una democrazia della quale questo sistema elettorale ha celebrato il de profundis. Gianpaolo Arrabito –Amore-: Bel concetto, espresso con bella poesia. Yin e Yang, l’altra metà del cielo ecc. Ma Gianpaolo conclude affermando sia pazzia l’amore. Mi consola il sapere che “pazzia” e “normalità” sono separate da sottile confine e c’è chi afferma non siano definibili. Piaciuta molto. Bruno Amore –Memoria-: Scava a fondo Bruno. E poesie come questa (assieme a tutte le altre che in questi giorni sono apparse, onorandolo, su questo splendido sito) sono un ammonimento a ricordare e non soltanto in un giorno particolare. Primo Levi ci ha ammonito così: “Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo”. Ed i segnali ci sono tutti. Bella molto questa poesia. Applausi. Stefano Medel –Mattina-: Già, poi il risveglio. Da un sonno che si vorrebbe finisse mai. Stefano dipinge bene uno stato d’animo, con scarni ed efficaci versi. Il Gabbiano –La tavolozza del pittore-: Ti ringrazio per ciò che hai scritto ieri e ti faccio i miei auguri più affettuosi perché la terapia, alla quale ti sottoponi, dia il più brillante dei risultati. E la poesia che oggi leggiamo è un misto di immagini, che passano rapide e restano nella retina, tenerezza dell’amore, tecnica pittorica. Ma è, soprattutto, l’espressione di un profondo e sentimentale sentire. Piaciuta molto. Un affettuoso saluto, caro Il Gabbiano. Pierluigi Ciolini –Magari domani-: E’ bello l’invito di “svegliare amori addormentati” per fare della notte più nera “solo un ricordo”. E la conclusione è un inno alla speranza. Piaciuta. Stefano Cavallini –si impara a non ricordare-: Belle serie di riflessioni sulla memoria. Drammatico, ma temo vero, il titolo. Profondo il pensiero “Sai che non sei e non vuoi essere/quello che sei adesso”. Bella e piena di speranza la chiusa degli ultimi sei versi. Sandra Greggio –Serenità-: Un ancora di salvezza e la speranza di ottenerne una serenità che pareva perduta. Detta con molto sentimento e piaciuta.
A voi tutti un cordiale saluto e l’augurio per una splendida domenica. Al nostro vate un caro saluto ed un grazie. Piero Colonna Romano
28/1/2012 In questo gelido weekend soltanto questa pagina azzurra porta calore e consola. Questo oggi sento:
Stefano Medel –Ti sei chiuso-: Dialogare con se stessi. Amarezza per un abbandono ed invito a rinunciare all’orgoglio. Questo ci racconta Stefano. Simone Magli –Quando dal cuore-: Potenza della poesia espressa con determinazione. Bella l’immagine della vita/donna. Piaciuta. Enrico Tartagni –Metafisica la Vendetta-: Progetto catastrofico e presa d’atto di un vivere dopo il dopo, con certezze inquietanti. Vincenzo Melino –Libro di pietra-: Ed anche qui un’amara analisi del vissuto. “vago e sfoglio la mia coscienza/come un libro di pietra”, è il pensiero centrale della poesia. E lo smarrimento nel guardarsi dentro porta agli struggenti versi finali. Piaciuta molto, detta con molta intensità. Antonietta Ursitti –Secco il vento-: Bella poesia, che narra di smarrimento e vaga speranza. Così ci guardiamo attorno e ci assale un secco vento che ci secca gola e pensieri e “Stremati i sensi/non rispondono/…../non bastano a dire/il bisogno d’amore…” Piaciuta molto, complimenti Antonietta. Gloria D’Alessandro –La clessidra e la crisalide-: Il passare del tempo e lo scorrere dei ricordi. Una passione che resta dentro, bruciante nel rievocarla. E la rinascita attesa avverrà per “il tuo fiato di rigenerazione creata/sulle mie dita”. Deliziosi gli ultimi otto versi. Decisamente bella e molto piaciuta. Angelo Taraschi –Momenti di noia-: Molto bella la descrizione di uno stato d’animo permeato di noia. In definitiva, però, Angelo ci dice che soltanto così si può raggiungere la serenità assoluta. Piaciuta molto. Paola Trombetti –Inno all’amore-: Già, è proprio un inno all’amore con un verso centrale che è insegnamento apprezzato (“ama quando fai l’amore”). Brava Paola, come sempre. Maurizio Spagna –MANINE manine-: Quei simmetrici versi iniziali e finali dicono dell’amore che si può e deve provare per un figlio. La poesia, così didattica, è molto ben detta e ne emerge l’apprensione e l’amore. Piaciuta. Lorenzo Poggi –Passeggiando per Lisbona-: Col suo personalissimo stile Lorenzo ci narra quello che con la sua sensibilità ha recepito, nel visitare quella splendida città. Bellissima la chiusa, ricca di speranza, Giuseppe Dabalà –Verso sera-: Romanticissima e bella descrizione di una sera che avanza e di uno stato d’animo. E tutta la poesia è permeata da quel “Madida di luna”. Bella molto e molto piaciuta. Gabriele Renda –Fuga da Alcatraz Italia (le aziende)-: E Gabriele ci racconta di delocalizzazioni selvagge e fa fosche (e realistiche) previsioni. E lo fa con bella poesia che dice di rabbia. Condivisa. Gianpaolo Arrabito –Anima-: Credo non ci possa essere migliore dichiarazione d’amore di questa. Ben narrata, con intensità. Alessandro Lentini –Libertà-: “Se fossi vento, t’apparterrei/e così tu a me, a me solo.” Temo questi versi siano negazione della libertà. Ma la poesia è ricca di immagini e similitudini ben narrate. Piaciuta. Michael Santhers –La suocera-: Allora chi la fa l’aspetti. Divertente e povero Michael, hai tutta la nostra solidarietà. Sandra Greggio –Sera-: C’è una dolcissima descrizione della sera e dei pensieri di chi la vive. E c’è l’ottimismo nel guardare al futuro. Insomma c’è il poetare di Sandra, tutto. Molto piaciuta. Stefano Cavallini –All’improvviso-: Spiega accuratamente il senso di questa poesia Stefano. Ed è ciò che si sente leggendola. Molto ben detta e piaciuta.
A tutti l’augurio per un sereno weekend. Un caro saluto a
Lorenzo, nostro magnifico vate.
27/1/2012 Oggi la pagina azzurra
è densissima di fantastiche poesie. Non ho la capacità di
commentarle tutte. Mi limito ad: Così si viaggia in un sogno azzurro e se ne gode la poesia. Oggi è il giorno della memoria, dedichiamo a questo ogni poesia odierna, indipendentemente dal loro contenuto. Questo io sento: Michael Santhers –Recinti-: Giusto iniziare l’odierna serie di poesie con la poesia di Michael che ha questa forte affermazione: “A riparo di sconfini/lento l’odio dilaga/oltre trincee mentali/ad annullare il nemico/ormai umano DIVERSO/inquinante d’eletta razza.” Su questo concetto riuscissimo tutti a riflettere ! Ripensando a ciò che è accaduto rivedo sempre la scritta GOTT MIT UNS e continuo a chiedermi di che razza, di che colore, per tutti i credenti d’allora e di oggi, sia mai quel gott. Intensa molto e molto opportuna, oggi, la poesia di Michael. Stefano Medel –Bene e male-: Riflette sugli opposti Stefano e si rassegna: oggi bene, domani male. Ma che palle! Simone Magli –L’universo dell’individuo-: Il pensiero è concetto filosofico antico. Da Platone a Kant a Schopenauer, quasi tutti i filosofi ne hanno fatto oggetto di meditazione. Motore dell’agire per tutti. E Simone, filosoficamente, riflette, col suo incisivo poetare. Antonio Teni –Prendi il mio cuore e portalo lontano-: Ode alla musica salvifica. Ma anche (e soprattutto) riflessione sulla vita. Antonio ci invita, con ritmo di fiaba, a pensare al nostro vivere e ce ne fa vedere i risvolti più angoscianti. Alta la poesia che recita, piacevolissimo il leggerla. Complimenti. Pasquale Di Meo –Ho provato-: L’ineluttabilità di un amore, le sue pene, i tentativi d’allontanarlo e la sua inevitabile vittoria finale. Pare non ci sia antidoto. Piaciuta. Michele Cristiano Aulicino –Sproloquio sulla casualità dell’amore-: Leggo una serie di aforismi, quasi tutti condivisibili. Michele spazia dall’amore, all’amicizia, alla vita, alla verità, all’arte. E soltanto l’amore definisce casuale, dal che se ne dedurrebbe che tutto il resto è causale. Bella e condivisa l’affermazione sull’arte salvifica. Piaciuta molto. Enrico Tartagni –Una notte-: Sogno d’una notte dunque. Espresso con bello ed intenso poetare. Bravo Enrico. Piaciuta molto. Vincenzo Melino –Sogni di gloria-: Bella e convincente metafora. E Vincenzo parla dei nostri sogni irrealizzati, polvere negli interstizi, tarli grigiastri. Apparteniamo un po’ tutti ad un esercito: quello dei sognatori. Complimenti. Antonietta Ursitti –Nell’ombra vedo-: Densa di significato con quel suo bisogno di sostegno, non ottenuto. E quel rassegnarsi ad accettare la finzione se si vuol sopravvivere, mi parla di Borges. Molto, molto bella. Gloria D’Alessandro –In sensual 2-: E Gloria ci regala il secondo tempo del suo guardare al rapporto d’amore. Qui c’è una mancanza che porta a sentire “tra i deliri/del mio averti.”. Intensissima e coinvolgente. Complimenti. Paola Trombetti –Alienus-: Altri usano la nostra vita e le danno regole mentre in noi, lentamente, appaiono rughe e bianchi capelli. Così siamo noi gli alieni, in una società che rifiutiamo. Piaciuta molto. Lorenzo Poggi –Rimembranze sgualcite-: Ed è sempre un doloroso guardarsi dentro quello che ci narra Lorenzo con le sue efficaci metafore. Ricordi che sono dolore, privi di speranze. Incapacità di capire ciò che ci circonda e smarrimento. E l’impossibilità di migliorare dinanzi alla realtà (“E’ difficile aggiungere orli alle tende/quando traspare il colore del tempo.”). Decisamente bella. Complimenti vivissimi. Diletta Giaquinto –A notte fonda-: La vita è sogno, afferma Calderon de la Barca. Siamo fatti della stessa sostanza dei nostri sogni, ci ammonisce Shakespeare. E Queneau, con i suoi Fiori Blu, narra di un incrocio tra sogni e realtà. E’ bello sognare, quindi, come è bello vivere nel sogno, questo ci narra Diletta. Gabriele Renda –Il montato-: Ci raccontano che non c’era altra strada per salvare. Già ma per salvare chi ? Il nostro celeste cravattato è stato lì posto da chi non sarebbe mai stato capace di affondare il coltello nella piaga. Peccato che per piaga s’intendono i diritti acquisiti dai più deboli. E gli applausi, che a Monti sono tributati, provengono da chi quei diritti non poteva gradire. Mala tempora currunt e le reazioni (giustissime) alle quali assistiamo, difficilmente cambieranno il corso delle cose. Assistiamo alla partita finale di capitale vs lavoro o, a scelta, di prevaricazione vs giustizia sociale ed il risultato finale è scontato. Quasi da partita truccata. Monta, forte, fortissimo, il desiderio di 1789. Gianpaolo Arrabito –Legame profondo-: Splendida simbiosi d’amore e nell’amore. Molto bella. Alessandro Lentini –Il punto debole-: C’è un dolore che deriva dalla perdita ma c’è anche la consolazione che deriva dal chiedersi con chi sarà sostituita quella perdita. E l’attesa. Belli tutti i versi, intensi e passionali. Piaciuta molto. Stefano Cavallini –I sentimenti esistono-: Stefano riflette sui sentimenti. Ne fa l’essenza del vivere, nella e per la loro mutabilità. Sandra Greggio –Desiderio-: Sinteticissima ma d’intenso romanticismo. Quasi da poeta latino americano. Applausi.
A tutti auguro la più serena delle giornate. Al nostro vate un caro saluto.
Piero Colonna Romano 26/1/2012 Per
il giorno della memoria Bella, come ormai sempre, l’odierna pagina azzurra. Purtroppo oggi il tempo tiranno mi costringe a scegliere poche poesie da commentare. Su queste mi soffermo e queste le mie emozioni: Alessandro Lentini –La sera rotola giù dalla collina-: Benvenuto in questo delizioso azzurro Alessandro. Bell’esordio con la bella e dolce immagine della sera che scende e avvolge. Antonia Scaligine –Il piacere-: L’eloquenza della gestualità e delle posture (che è comunicazione, al di là delle parole) qui descritta con bella ed efficace poesia. E Antonia ci dice di come, senza parlare, si possa sublimare l’amore. Molto bella. Complimenti. Simone Magli –Il silenzio che parla-:Tema analogo al precedente, svolto magistralmente dal bravissimo Simone. Bellissimi i versi “sotto un cielo squarciato/dai mille sguardi dell’anima,”. Intensa, induce alla riflessione. Decisamente piaciuta. Michele Cristiano Aulicino –Maturità-: Bello questo narrare del tempo che passa, delle pulsioni giovanili, della calma che si raggiunge in tarda età e dei rimpianti . Enrico Tartagni –Ulderico de’ Barbiani-: Non so chi sia Ulderico. La curiosità mi ha spinto a ricercarlo in internet e mi sono trovato proiettato in una sezione del PD ravennate. Chiarissimi, quindi, i versi “C’era un tempo lontano/sognavo di combattere un’armatura”. Abbiamo sognato in tanti. In tanti, oggi, disillusi. Antonietta Ursitti –Amichevole uno sguardo-: Forse non è casuale, forse accade di trovare, negli occhi d’altri, ciò che cerchiamo. E se ne resta stupiti. Con bella poesia questo ci racconta Antonietta. Piaciuta molto. Gloria D’Alessandro –In sensual 1-: Splendidamente narrato un erotismo che sublima. Attendo il 2 , il 3 ecc. Applausi. Paola Trombetti –Senza bontà-: Colgo rabbia in questa autoanalisi. Godiamo delle catastrofi annunciate da “degni e composti telegiornali”. Paola afferma “sono una di voi, malati e fuori moda” e chiude con “odo, raccolgo ed amo/i sordidi latrati/contro l’inerte cielo.” Autoflagellandosi. Molto piaciuta per l’intensità del racconto. Lorenzo Poggi –Lisbona-: Bellissima descrizione d’una splendida città. Pennellate rapide a darcene le immagini più suggestive ed a farcene sentire l’anima. Bravissimo Lorenzo. Diletta Giaquinto –A te caro padrone-: L’abbandono degli animali, dei nostri amici fedeli, qui descritto con bella poesia. Sandra Greggio –Bolla di vita-: La realtà ed il sogno, qui descritte con belle immagini poetiche. Bellissima l’invenzione della bolla di sapone, nel suo senso d’effimero ed il desiderio di potervi vivere dentro, sapendo trattarsi “di una realtà-altra,/diversa, ma mia.”. Bella molto e molto ben narrata.
Mi scuso con chi non ho potuto, per ragioni di tempo, commentare. Ma tutto ho letto e gradito. Un cordiale saluto a voi tutti, cari sitani. A Lorenzo un sentito grazie. Piero Colonna Romano
Oggi tanta musica nelle pagine azzurre e ho
colto queste note... 25/1/2012 Leggo il vostro bel poetare azzurro e nascono sentimenti e riflessioni. Oggi queste:Gianpaolo Arrabito –Tu-: Benvenuto nell’azzurro Gianpaolo. Esordio con esplicita dichiarazione d’amore e di… dipendenza. Piaciuta. Bruno Amore –“Cantami o diva”-: Impressioni e desideri: sentire una poesia e immaginarne il suo sviluppo musicale, credo sia comune sentire. Qui Bruno ci dice della sua (ma di quant’altri !) incapacità di comporre le giuste note per rendere musicali le sue belle poesie e si rivolge alla Musa. Bella la poesia, bella la chiusa. Livia Fedele –Mimosa-: Magia di un fiore che col suo caldo colore consola e fa scordare una perdita. Bella e ben detta. Aurelio Zucchi –Solitudini-: Bella ed intensa questa poesia che narra dell’avvicendarsi delle stagioni e delle speranze. Assalgono i ricordi e sono come neri fantasmi in maschera che ci tormentano. Ed alla solitudine, a quell’essere estraneo alla gente, unico rimedio il profumo di una rosa artificiale. Piaciuta molto. Gabriele Renda –Clandestino-: Gabriele narra, con passione, la vita di un extracomunitario. E applaudo a quel “Nessuno ha mai visto il colore di Dio”. Bravissimo Gabriele. Antonio Iraci –Ho lottato ed ho perso-:Attualità anche questa e cocente delusione (alla quale mi associo) per il tradimento che gli attuali partiti (ma possiamo ancora chiamarli così?) hanno fatto delle ideologie appassionate che, nelle nostre intenzioni, avrebbero dovuto permearli. Ma non abbiamo perso, caro Antonio, perché questi spariranno: Gli ideali non hanno bisogno di faccendieri ed affaristi per sopravvivere. Anzi. Antonia Scaligine –la fretta e l’angoscia…-: Il confuso vivere nella fretta crea angoscia e smarrimento, “impaglia la ragione” appunto. Ed Antonietta ce ne ammonisce con lucido e bel poetare. Piaciuta molto. Stefano Medel –Se non avessi te.-: E’ nell’amore che si trova conforto. E’ l’amore che non ci fa sentire soli. Stefano ce lo racconta col suo scarno ed efficace stile. Simone Magli –I laghi del cuore-: Laghi di dolore e di solitudine dunque, nascosti nel fondo del cuore. Ossimoro quel definirli oasi o forse da intendersi quale rifugio da vita ben più dolorosa. Resta, in chiusa, la speranza in un sogno chiamato vita. Bella molto. Complimenti Simone. Michele Cristiano Aulicino –Bellezza-: Risuona di versi d’amore di Neruda questa delicata poesia. Bella molto e molto piaciuta. Bravissimo Michele. Angelo Michele Cozza –Eccidi e stermini-: Un nostalgico ricordo che nasce dal rivedere un luogo un tempo diviso con amici. Un pensare al passare del tempo che, crudelmente, spazza vite, affetti, amicizie. E’ molto intensa questa poesia e molto bella. Invita a riflettere sulla caducità del tutto. Piaciuta decisamente molto. Massimo Pastore –Gli idoli-: “ventunesimo secolo e nessuno ancora capace di intendere/troppi invece di volere…” sono i versi centrali di questa bella riflessione sul nostro tempo. Una sequenza di metafore forti e di belle immagini ci portano a pensieri malinconici su ciò che viviamo. Complimenti Massimo. Graziella Parisi –Una fiaba livornese-: Pare la bellissima descrizione di una romantica passeggiata in una bella città. In effetti Graziella ci narra del viaggio in un ricordo, del tornare indietro nel tempo e crea un atmosfera da triller, con maestria. Bellissimi i quattro versi finali “di un vecchio ancora fanciullo/… ecc.”, Complimenti bravissima Graziella. Vincenzo Melino –Torpori di follia-: Desiderio di ribellione ad un modo di vivere che impone doveri non sentiti tali. E’ bella la descrizione di uno stato d’animo, belle le metafore usate. E quei due versi finali “Non c’è quiete in fondo al mio cuore/e non c’è neppure desiderio di averla” dicono di rassegnazione estrema. Bella molto. Antonietta Ursitti –Un uomo si scappella-: Pare, più che una cronaca odierna, una speranza nostalgica del ritorno a tempi quando rispetto significava rispetto. Sono belli i versi di Antonietta, belli i suoi richiami a tempi passati. Piaciuta molto. Brava sempre. Gloria D’Alessandro -22 aprile DieciVenti-: Ama gli enigmi Gloria. Tento di tradurre il titolo: 22 aprile 2010. Poi trovo un’analisi del “volere”, squilibrio in atto, derivato da “empirica fantasticheria” ma, ciò nonostante, non soltanto non realizzato ma anche utopico “nella sua irreversibile disillusione”. Ma che diavolo sarà mai successo il 22 aprile VentiDieci (2010?)? Paola Trombetti –Primavera-: Essere senza occhi e vedere oltre è bellissima immagine. Come bella è questa analisi del divenire della primavera. Piaciuto ogni verso di questa poesia, sottilmente rivestita di mistero. Diletta Giaquinto –Accendimi-: La creatività, evidentemente, ha funzionato bene in questa poesia che la fantasiosa Diletta ci ha regalato. Stefano Cavallini –Bologna 2 agosto 1980-: Testimonianza tremenda di un tragico giorno, molto ben espressa, con gran sentimento. Sandra Greggio –Libertà-: E’ un grido di libertà questa bella poesia di Sandra. Metafore trasparenti (l’altalena/libertà, mastice/regole della società, aghi di istrice/avversità della vita) ben costruite e ben ritmate. Ed è desiderio di sogno con quel “Realtà che si deve vivere/senza più toccare/terra con i piedi.” Brava molto e molto piaciuta. Il Gabbiano –Campagna romana-: E non poteva mancare la campagna, nel viaggio in Italia del nostro Il Gabbiano/Piovene. E sono quadretti deliziosi e dal sapore antico quelli che ci presenta. Quel richiamo a Cinecittà è forse un modo per dirci che in questo dipinto c’è del neorealismo d’altri tempi. Piaciuta molto.
Un saluto cordialissimo a voi tutti, un ringraziamento sentito al nostro Lorenzo. Piero Colonna Romano
Ho apprezzato molto "Bologna 2 agosto 1980" di
Stefano Cavallini, ma non ci vuole poi molto a capire che uno
Stato allo sbando è molto ma molto pericoloso...
"Mimosa" di Livia Fedele, molto bella
la seguente immagine a rappresentare questo fiore così amato dalla
donna: 24/1/2012
Pagina azzurra che si apre con un’immagine sconsolata, quella
offertaci da Diletta Giaquinto, ma, d’altra parte,
reale. In forte contrasto, ecco i prodromi di una primavera
ancora acerba, ma che già si sente nell’aria; ben descritta
quest’atmosfera da Salvatore Armando Santoro. Molto bella la
pennellata di Livia Fedele, soprattutto quel “respiro l’ultimo
sogno”. Il tema della morte ricompare nella poesia di Antonio
Iraci che, soprattutto per le domande, mi ricorda il pessimismo
leopardiano (A Silvia, in particolare”), sempre attuale. Molto
delicata la poesia di Stefano Budicin, che mette a tacere
l’inverno in nome dell’amore. Pasquale Di Meo dichiara il suo
amore attraverso il mare, che vede rispecchiato negli occhi della
sua donna e, più commento, più mi accorgo che la pagina azzurra
trabocca d’amore. Anche, seppure con diversa accezione, nella
poesia di Simone Magli, che considero un invito alla fratellanza;
applausi, Simone! Lezione di vita, quella di Michele Cristiano
Aulicino, nel senso che, dopo l’ansia e la frenesia di vivere
dell’età giovanile, ci si acquieta apprezzando anche le piccole
cose; facile a dirsi, però, a volte non è così. Rimane, infatti,
quel “sognando sempre l’orizzonte”, vero? Antonietta Ursitti mi
incanta con le immagini della sua poesia, in cui ritrovo gli
elementi a me tanto cari. Gloria D’Alessandro: l’alter ego di
Simone, mi sembra; a giudicare dal contenuto di questa intensa
poesia. Lorenzo Poggi: vorrei rispondere che sì, siamo in tempo,
sempre, e la valle laggiù ci aspetta, per ritrovarsi. Anche
Aurelio Zucchi, come Santoro, avverte una “genesi nuova”
nell’aria, con una bellissima pennellata. Ed anche Stefano
Cavallini, come Simone, esce dall’individualismo, affermando la
necessità di stare con gli altri. Cosi continuo il viaggio nell’azzurro, incantato dalla vostra bravura. Grazie per ciò che date, grazie per queste emozioni:
Diletta Giaquinto –Alla mia morte-: Racconta un sogno Diletta, un sogno che, forse, noi tutti abbiamo fatto. E nel sogno pare vedersi meglio l’ipocrisia e la falsità. Limpidi versi, piacevoli da leggere. S.A. Santoro –La prima farfalla-: Bei versi liberi per disegnare la rinascita della natura. Lirismo in ogni verso di questa bella poesia. Piaciuta molto. Enrico Tartagni –Ci amiamo tra le mura di Alidosia (con Bergson in mano)-: Un amore fantastico e molto, molto riflessivo. Tra fiabesche mura e filosofia della svolta. “e passiamo estetici/alle soglie del tempo”. Versi d’alto lirismo, affascinano e dicono di un profondo guardare e sentire un amore che sublima e “che ci sollevano fino/all’ultimo segno.”. Applausi. Livia Fedele –Notte-: E’ una splendida sintesi di un sogno e della liberazione da incubi. Bravissima Livia. Gabriele Renda –Viva il forcone-: E come poteva mancare questo narrarci di un’attualità sulla quale riflettere ? Gabriele mette sempre il dito sulla piaga e lo fa raccontando la storia della Sicilia e delle violenze che questa ha subito nel tempo. Delle depredazioni che, a partire dall’unità d’Italia, l’hanno impoverita e resa colonia. Depredata persino della cultura là nata. E su tutto ciò si dovrebbe fare lunghissimo discorso e profonde riflessioni. Bravo Gabriele ! Antonio Iraci –All’amore perduto-: Struggente e bellissima. Ed altro commento è superfluo ma una lacrima scende. Stefano Budicin –Oltre le chiome del sonno-: Sublimazione di un’immagine amata, con versi di una languida dolcezza. Stefano trascende e ci regala una bellissima poesia dal petrarchesco suono. Grazie. Pasquale Di Meo –Il mare nei tuoi occhi-: Altra sublimazione, altra trascendenza in questa bellissima dichiarazione d’amore. Stefano Medel –Nottata interminabile-: La notte quale rifugio consolatorio. Stefano, con quella concatenazione di parole, crea l’atmosfera di un amaro sogno. Simone Magli –Uccidiamo l’individualismo-: Bellissima invettiva e pregnante invito ad aprirsi agli altri. Molto bella, molto piaciuta e condivisa. Michele Cristiano Aulicino –divenire-: “l’amore delle piccole cose/sognando sempre l’orizzonte” è bella conclusione di una riflessione su se stesi. Quante le fuori serie che possono usare soltanto tre marce ? Quanti non riescono a concretizzare le proprie fantasie, tarpati da regole e compromessi ? Michele si esamina ma, in effetti, racconta la storia di molti. Piaciuta molto. Vincenzo Melino –Danze scaramantiche-: E che dire di questo capolavoro ? Capolavoro poetico, zeppo di belle metafore fantasiose ed esplicative, ci narra del guardarsi dentro e del guardare alla vita ed alle difficoltà che ci regala, così pure della nostra incapacità d’affrontarle. Un riso di bimbo torna, nostalgicamente, alla mente ma non placa. Soltanto il ricorso al maligno (quasi dottor Faust) ed a danze scaramantiche potranno porre rimedio. Applausi al bravissimo Vincenzo. Antonietta Ursitti –Anima nuda-: Quindi anima lacerata da contrastanti sentimenti, quelli che fanno vivere gioiosamente ed il pudore che impedisce di gridarli al vento. Molto bella e piaciuta. Complimenti. Gloria D’Alessandro-Impressioni-: Un grazie per avere svelato “l’inedito” e complimenti per il coraggio. La poesia è, quasi sempre, outing che ci mette a nudo agli occhi di chi legge. Talvolta c’è un sottile piacere nel provocare, talvolta è esibizionismo puro, talvolta le parole sono la barriera usata per pudore. Sempre esprime un malessere, uno stato d’animo, che deve essere, in qualche modo, esternato. Sempre rivela la parte più importante del nostro carattere. In “Impressioni” quel “Negare la pioggia bagnandosi/di sole sotto l’ombrello” è il tentativo di non vedere quello che ci circonda, ignorandolo. E quell’ombrello è la nostra corazza difensiva. Esegesi giusta o sbagliata ? Chissà. Resta il fatto che anche i commenti rischiano d’essere rivelatori… Ma anche questa è bella poesia che mi è molto piaciuta. Lorenzo Poggi –Siamo sempre in tempo-: E Lorenzo continua il suo viaggio nell’anima e nella vita. Disegna metaforici paesaggi e li riempie di poetiche ed a volte dure immagini. Disilluso e disincantato, titola questa “Siamo sempre in tempo” per dirci che, volendolo, possiamo cambiare, per costruire un mondo migliore. Sempre bravissimo e piaciuta come sempre. Aurelio Zucchi –Primavera-: Quattro versi che annunciano e profumano di primavera. Complimenti Aurelio. Stefano Cavallini –Arrivo da lontano-: Da lontano, cioè da un mondo che non è quello in cui si vive e dal quale ci si sente avulsi. Ma questo isolarsi, questo essere soli, per scelta, porta a guardare più da vicino la realtà e c’è pentimento: “Mi accorgo sempre più che non sono solo/…./aspettatemi/sto imparando/…/arrivo da lontano.”. Decisamente bella e molto piaciuta. Sandra Greggio –Impavido amore-: Anafora magistrale per dirci che amor omnia vincit. E quando questo si realizzerà, ricambiato, ecco che “Solo allora, l’unico tempo/sarà quello interiore”. Questo ci racconta la bravissima Sandra.
Un caro saluto e complimenti vivissimi a voi tutti. Un affettuoso ringraziamento al nostro splendido vate.
Piero Colonna Romano
Pagina debordante di sentimenti ed emozioni...
un grazie sentito a Piero per le sempre
centrate parole alle mie poesie,molto 23/1/2012
Ringrazio Piero Colonna Romano
per l'attenta analisi dei versi (tutti) che prontamente sa
accarezzare. Ti rispondo al quesito di oggi: M.M. di(Inedito
nascosto) vuol dire solo "Mi Manco". Mi capita spesso di
esternare frasi con quell'accorgimento d'una me che credo
non sappia esistere...
Bruno Amore: la condivisione è spesso una buona
medicina per non sentirsi soli. Non possiamo esistere senza coloro
che ci "scrivono" e vivono intorno. Jamais.
Mario Filabozzi mi commuove, non mi lascia
"parlare". E resto in silenzio.
Diletta Giaquinto porge tutta la sua fiducia a
chi non la tradisce mai. La sento un pò mia, grazie.
Angelo Taraschi guarda oltre se stesso, in se
stesso, rendendo partecipe "personaggi" da cui non ci si può
assolutamente distaccare. Il "silenzio della notte" ovatta la sua
esistenza. Bella assai.
Lo stile di Antonietta Ursitti mi rincorre, mi
attanaglia; è una corsa che si delinea senza affanni. C'è vita,
persiste la speranza.
Stefano Cavallini ed il significato interiore che
si possiede dentro. Davvero perdiamo quella percezione
infantile se l'abbiamo già ospitata durante la nostra esistenza?
[me lo chiedo spesso].
In ogni lettura di ogni singolo scrittore di questa pagina
azzurra c'è un qualcosa che in me si risveglia. Son felice d'esser
tornata. Son felice d'aver tempo per leggervi tutti.
Ringrazio tutti voi ed un abbraccio affettuoso al
nostro caro Lorenzone.
Gloria D'Alessandro
Oggi mi limito a leggere con gusto i commenti di Piero Colonna Romano, sempre attenti e fedeli al rispetto della poesia, aggiungo solo i miei ringraziamenti ad Angelo Taraschi, Sandra Greggio e Piero Colonna Romano per l'attenzione ai miei commenti, che qualche volta appaiono sulla ricca pagina azzurra...Grazie a tutti per le quotidiane emozioni, in primis a Lorenzo che infaticabile lavora per tutti...Antonietta Ursitti.
Ed inizia con grande slancio poetico questa settimana azzurra. Tutto ad alto livello, tutto punta in alto verso cieli, ad aggiungervi poesia. E questo vedo, leggo e sento :
Il passero –Come farò-: Le parole giuste, quelle più significative, mancano per esprimere il sentimento profondo dell’amore. Ma “prenderò un colore/quello del tuo cuore/per dipingere/il mio cielo col tuo nome”, supplisce con gran sentimento. Piaciuta questa delicata dichiarazione. Armando Bettozzi –Coglierò uno ad uno i tuoi pensieri-: Il dolce ritmo dell’endecasillabo, che Armando usa con maestria, è quello giusto per dire amore e passione. Bella ed intensa poesia, piaciuta molto. Buno Amore –Il peccato-: Bellissimo l’attacco: unione di bruciante lava e di fresca sorgente (là nasce l’Arno) che descrive un’anima e le sue contradizioni. Bella quella chiusa che dice del piacere di condividere con altri bellezze naturali e sentimenti. Michael Santhers –Opposti-: Filosofica riflessione di Michael: gli opposti sono indispensabili per vivere. Il bene non sarebbe tale se non ci fosse il male, l’amore, l’odio. Bella l’immagine delle scarpe strette che si indossano per aver il piacere di togliersele. Piaciuta. Carlo Baldi –Salima-: Andrò a vedere quei quadri e credo ci troverò il dolore espresso, con gran sentimento, in questa poesia. E narreranno d’emigrazione, di pena, di desiderio di una vita degna d’essere vissuta. Bella ed intensa, coinvolgente ed attuale. E quella straziante chiusa, quanto realistica! Piaciuta. Mario Filibozzi –L’uomo dai lunghi anni-: Pare il racconto della vita di un homeless. Disincantato e saggio osserva la frenesia della gente. Poco gli basta per vivere, un giaciglio in una metaforica stazione. Bella. Diletta Giaquinto –Amica dello scrittore-: Unica forza e consolazione, per un poeta, la penna. Ben descritta questa emozione dalla brava Diletta. Enrico Tartagni –Emarginati-: Invito all’integrazione, a divenire unica società civile, rivolto a coloro che noi stessi emarginiamo. Imparare la lingua, la nostra lingua, pare l’unico modo per renderli simili a noi per quanto possibile. E se imparassimo la loro ? Gabriele Renda –Il cretino e la moldava-: Sempre attento all’attualità, Gabriele ci narra di capitan codardo e compagna. Condanna e trova similitudine (quanto vera!) col nostro ex duce. Concordo e, schifato, condivido. Angelo Taraschi –La mia vita-: Il teatro quale metafora della vita. Ben descritta e piaciuta molto. Antonio Iraci –Un volto-: Si nascondono in fondo i ricordi. Basta una vecchia foto a farli rinascere con forza. Dolorosi e nostalgici al punto di volerli seppellire con quel “Ma forse è meglio/vivere al buio.” Stefano Medel –Primo-: Atmosfera da film di Antonioni. Rassegnata attesa di uno squillo che non arriverà. Federica Cavalera –Il freddo inverno dell’anima mia-: Guardarsi dentro ed esserne smarriti. Una vita passata ad inseguire sogni ed a inventare speranze ed, alla fine “L’impotenza di fermare il fato/mi fa sentire un piccolo granello/in balia di venti aridi del deserto.”. Tremenda realtà che coinvolge tutti. L’impotenza, appunto. Molto bella e piaciuta. Vincenzo Melino –Impulso di vita-: L’Eterno, quindi, panacea di ogni male. I nostri dubbi, i nostri smarrimenti, la stanchezza che coglie nel vivere. Vincenzo trova rimedio ad ogni crisi esistenziale nel rivolgersi ad un’entità superiore. Intensa poesia, detta con efficacia. Antonietta Ursitti –Trasecolati sguardi-: Una domanda ed una risposta: trascinati dal fiume della vita, perdiamo sogni ed illusioni, eppure non perdiamo la voglia di lottare e, come salmoni controcorrente, arranchiamo dietro i nostri sogni, ben sapendo che è attività con scontato finale. Piaciuta molto. Giusi Falleroni –Apri-: Bellissima poesia e convincente invito. Sono il tuo rifugio, vieni! Detta con versi belli e di grande intensità. Complimenti Giusi. Gloria D’Alessandro –M.M.(inedito nascosto)-: Ermetica quanto basta. Cerco l’inedito, vi trovo un’affermazione condivisibile (l’attacco), come condivido la descrizione del cosiddetto libero arbitrio (“Dottrinale scelta…di percorso”, quindi inesistente) . Ha un fascino strano questa poesia e, forse, l’estendere il titolo ce ne darebbe più chiara chiave di lettura. Piaciuta comunque. Paola Trombetti –Tracce-: Il tempo che regala e che infligge è un po’ la storia cui tutti siamo assoggettati. Paola, con bella sintesi, ce lo rammenta. Lorenzo Poggi –Una capanna sul fiume-: Dipinge Lorenzo. E lo fa con la sua maestria. Ci narra di noi tutti, del nostro guardare e vivere la vita, delle nostre disillusioni (quei pesci pieni di spine…). Ma la chiusa è consolatoria con quel “non si è mai soli”. Bella molto e molto piaciuta. Stefano Cavallini –I bambini (la nostra realtà)-: C’è una forte nostalgia per quell’essere stati bambini, espressa con bella poesia. Attingo ad antichi ricordi e spero sia vero che una delle componenti degli stati dell’io sia l’essere bambini. Prevalesse sempre !
Ed a tutti l’augurio per una settimana ricca di poesia e
d’amore. A Lorenzo un caloroso saluto. 22/1/2012 Grazie ai
generosi e acuti commentatori Antonietta Ursitti,
Sandra Greggio, Piero Colonna Romano, Lorenzo Poggi,
Simone Magli, cui si è aggiunta Gloria D'Alessandro
(bentornata con le tue profonde, esistenziali poesie che
tante riflessioni ed emozioni suscitano). Desidero
scusarmi se in questi giorni non sono presente con i
commenti; il lavoro scolastico mi
impegna molto. Provo quindi una punta di rimorso
nei confronti di tutti coloro che con assiduità si
dedicano a tale opera, a volte non facile. Ho visto che,
accanto a Piero Colonna Romano, Antonietta Ursitti, Simone
Magli, il Passero, ora ci sono anche gli apprezzamenti di
Gloria d’Alessandro, che ringrazio vivamente. Se i
commenti lasciano a desiderare, non trascuro mai di
leggervi tutti e con tutti mi complimento, perché
arricchite questo bellissimo sito, magistralmente diretto
dal nostro magnifico Lorenzo, al quale va il mio sentito
grazie.
Tanti gli spunti di riflessione
offerti dalla pagina di oggi... Buongiorno amici azzurri
La pagina odierna ha uno spessore particolare, particolarissimo:
inizio con Carlo Baldi, ispirato dai tratteggi
d'un dipinto che si lascia spogliare fino ad arrivare ad
un'"essenza essenziale". Sono affascinata da questo suo connubio
penna/pennello.
Angelo Taraschi prospetta il suo personale
movimento nella vita in continuo vivere col tempo che si lascia
fermare nonostante il ticchettìo delle lancette: ma è solo un
momento, un istante di riflessione che amplifica l'estensione
temporabile discreto e invisibile.
Antonia Scaligine narra in profondità di una
cronaca che sta lasciando segni di acuta indignazione:
l'uomo sottovaluta i segni vivsibili e rocciosi con la sua
prepotenza e la sua sfida a considerarsi "onnipotente".
Paola Trombetti... qui non sorgono (mie) parole:
è tutto tratteggiato perfettamente tra passato e presente [non è
cambiato nulla, la storia non sa insegnare, insegna soltanto
l'altra faccia della violenza nascosta, più elegante, anche se è
improprio usare questo termine]. Un "Jaccuse" di tutto
punto (esclamativo, direi)
Michela Turchi e le sue fantastiche attese
intuitive. Si. E' vero. Quanti modi d'espressioni ci sono ancora
da esplorare in ognuno di noi? Incalcolabile (ed è per questo che
non ci conosceremo mai, credo).
Sanra Greggio è delicatissima. La semplicità dei
suoi versi non sanno lasciare spazio ad un (mio) spelling
d'emozione.
Che dire? Sempre difficile "lasciar da parte" altri poeti della
pagina d'oggi... ritrovo Renzo Montagnoli, Lorenzo Poggi,
Il passero, l'"esperto" Santhers, Francesco Colombo (e
la sua attesa, e la sua osservazione descritta come in uno
sceneggiato: l'ho immaginato, anzi l'ho visto davanti a me...).
Mi scuso se non cito altri poeti, ma credetemi: BRAVI TUTTI!
Un particolare ringraziamento al nostro carissimo Lorenzo!
Gelida domenica. Cerco calore nell’azzurro di questa pregevole pagina. E così confortato questo sento: Lorenzo Poggi –Acqua di sorgente-: Coniugare disegno cristallino con rabbia. Lorenzo ci riesce con maestria in questa (ma direi in tutte le sue) bella poesia. Bravissimo. Il passero –La rondine di primavera-: Il passero ci narra, unendo Pascoli a De Amicis, un tenero accadimento. Piaciuta molto questa…solidarietà di razza. Bravo. Michael Santhers –Maria-: Applausi a questa descrizione bellissima di un volto. Lirica pura di un poeta innamorato. Bellissima. Renzo Montagnoli –La memoria di un bimbo-: Commovente questa descrizione, densa di tristezza e rimpianto. Renzo è maestro nel ricreare queste atmosfere che coinvolgono. Applausi. Carlo Baldi –People by Luciana-: Ho raccolto il tuo invito ed ho ammirato i tuoi dipinti. Decisamente sognanti, pur nel loro realismo, quelle nuvole. Ne sono rimasto incantato. Belli i difficili nudi (con richiamo a Guttuso), belle quelle finestre. Sembra che, più che essere osservate, ci guardino, donandoci colori brillanti, quasi un gesto d’amore. Quell’astratto “Omaggio a Saramago” credo derivi dalla lettura de “L’anno della morte di Fernando Reis” e me lo ha fatto rammentare. Ma sono io (che difficilmente indovinerei il lato d’utilizzo di una matita) che devo dirti –bravo nonno, che bello ! Ma come fai ?- Già la poesia: è l’espressione dell’anima di un pittorpoeta, la descrizione (quasi alfabeto kandinskiano) delle emozioni che derivano dai colori, nel loro utilizzo e viceversa. Bella e piaciuta molto. Bravo Carlo. Francesco Colombo –Sala d’attesa-: Ed è metafora della vita che viviamo quella sala d’attesa, con gli egoismi, che fanno sgomitare, per volersi accaparrare il meglio. Eppure tutti attendiamo e non ci saranno vincitori al termine. Decisamente bella e piaciuta. Angelo Michele Cozza –Ancora un compleanno-: Spettacolosa disamina della vita. C’è tutto in questa bella poesia di Angelo: speranza, illusioni, sogni, egoismi e generosità. Tutto racchiuso nei due attimi estremi. Applausi convinti. A proposito: auguri. Diletta Giaquinto –Colui che…-: Omaggio all’amicizia, con ammonimento, finale, molto opportuno. Diletta è limpida nel suo poetare e l’invito è: resta così. Piaciuta. Gabriele Renda –L’era legale-: Ed anche Gabriele merita applausi. Bella la poesia, profonda l’analisi di quest’era il-legale. Decisamente piaciuta. Angelo Taraschi –La vita continua-: E amaro questo esaminare la vita. La nostra, con le sue illusioni e gli inganni, le speranze non realizzate. But the show must go, mentre le nuvole si sfilacciano, come il tempo che passa. Complimenti, bella davvero. Ida Guarracino –Giorni intensi-: C’è tutto l’amore per la vita, l’ottimismo e la visione romantica della brava Ida, in questa bella poesia. Brava e bentornata. Antonia Scaligine –Vituperio, mezzo di massa-: Come noi tutti Antonia subisce le ingiurie dei media che da questa (come d’altre) tragedia traggono spunto per…crescere in audience. Confondendo la realtà, ponendo dubbi, turbando le anime. E così i morti divengono strumento di vituperio, appunto mezzo di massa. Complimenti Antonia, se ne legge tutta la tua amarezza che è anche la mia. Stefano Medel –Adesso che sto qui seduto-: Anche qui una disamina della vita che abbiamo vissuto tra incomprensioni e falsità. Al termine della nostra storia, forse, troveremo quel che cerca Stefano: la semplicità dei buoni sentimenti, solo rifugiandoci in noi stessi. Vincenzo Melino –Ombre del passato-:Le ombre del passato, i ricordi che tornano e portano rimpianto. Tentiamo di reagire ma “avvinghiato in una morsa d’acciaio/diffondo il mio respiro asmatico/in ogni angolo della casa.”. E pare non ci sia via d’uscita. Intensa e coinvolgente. Antonietta Ursitti –Crepitio-: E’ tecnica apprezzabile quella di Antonietta: concatenazione di parole che creano ora suoni ora sentimenti, ora colori. Ed il suo senso pare risposta alle due precedenti poesie: reagire alla routine, alla noia, all’indifferenza, alla rassegnazione: “riflessa/nello sguardo/il suo comando/destati!”. Piaciuta molto. Gloria D’Alessandro –Ego corrotto-: Già, i valori in maceria. Quelli che corrompono, giorno dopo giorno, ora dopo ora. E’ una sequenza d’accuse questa poesia che mi fa ricordare Packard Vance ed il suo “I persuasori occulti”. Piaciuta molto. Complimenti. Paola Trombetti –Conserva di luna-: Insomma, tremate, tremate, le streghe son tornate! Bellissima l’idea di fare della luce della luna una conserva. Per fortuna non si bruciano più le streghe, rischieresti molto. Ma non un autodafè, perché ci sono altri mezzi oggi, ben più brucianti, quali il maschilismo imperante. Piaciuta molto davvero. Michela Turchi –Mille modi per camminare, per correre-: Aspettare nuove intuizioni, scartando i mille modi che, evidentemente, non appagano. Incontentabili siamo, ed è bene sia così perché, come diceva qualcuno, è l’insoddisfazione che muove il mondo. Ma Michela ci dice anche dell’incertezza, del dubbio e del bisogno di capire. Bella e piacevole. Stefano Cavallini –Un viaggio-: L’insoddisfazione verso il nostro essere che ci porta a viaggiare nei sogni, nei desideri, per tutta la vita. Questo ci racconta Stefano con sentito poetare. Sandra Greggio –Non dirmi buonanotte-: Sandra ci propone la ricetta per preparare una corretta buona notte densa di romanticismo. E, a coronamento, un pizzico d’erotismo guasta mai. Mettiamola assieme al Carnacina. Hai visto mai ?
A tutti auguro una serena domenica, immersi nella poesia. Al
nostro splendido vate, un grazie riconoscente.
Piero Colonna Romano
E' un po' il continuo mutamento della vita
interiore quello che esprime Michela, con grande efficacia e
profondità , nei seguenti versi della poesia di oggi:
21/1/2012
Gli impegni scolastici di questi giorni mi hanno tenuto
lontano dal sito, ma non a tal punto da non poter leggere,
come di consueto, le poesie. Ed ecco che, allora,
probabilmente anche sotto l’effetto della deformazione
professionale, ieri mi ha incuriosito la poesia molto
singolare di Piero Colonna Romano, al quale devo riconoscenza
(e non è la prima volta) per avermi fatto conoscere uno
scrittore di cui, lo ammetto, non avevo mai sentito parlare.
Incuriosita, mi sono documentata, venendo così a contatto con
una visione desolata della vita di questo personaggio,
tormentato dall’insonnia , che lo portava a riflessioni
esistenziali, unitamente ad altre permeate di misticismo
(Teresa d’Avila, appunto). Volevo complimentarmi con Piero
Colonna Romano per la sua capacità di dare voce a tale
pessimismo così cupo, partendo da premesse di tutt’altra
natura (che atmosfera serena!), cosicché alla fine sembra di
giungere ad una concezione del mondo rovesciata, dopo la
lettura di tale libro, ambientato nell’isola di Ibiza. Il
tutto “narrato” con endecasillabi e con una chiusa davvero
ironica: faremo dono di questo libro a chi…non ci è simpatico!
Complimenti!
Due parole per dire che la pagina di
oggi è ricca più che mai d'amore per l'amore, per
l'Italia, per la coscienza, per la poesia, per la Val Padana e
Piero è sempre tanto bravo a cogliere i più bei lati di
ciascuna poesia depositata su questa pagina azzurra che sembra
scolpire volti e animi dei suoi poeti...Grazie Piero per le
tue parole gentili e pregne di rispetto e considerazione per
chi lascia segni sul sito azzurro e grazie a chi l'ha
creato...Antonietta Ursitti.
Ringrazio Pietro Colonna Romano
dei suoi pregevoli e generosi commenti.
Inizia così un bel weekend pieno di poesia.
La vostra, riversata su questa pagina azzurra, questo mi fa
sentire:
Paola Trombetti –Panni stesi e rettangoli di cielo-:
Con cuore e guardare da pittore Paola dipinge cortili e cieli
e sentimenti. Un po’ di Magritte, un po’ di Monet, questo vedo
leggendo. Bella la finale riflessione amara. Bella e
piaciuta.
Lorenzo Poggi –Coscienza-:
E che le coscienze si risveglino ! Ci ammonisce così Lorenzo,
con poesia intensa e duri versi. Questo poetare lo
riconoscerei tra tanti. E’ lui, con la sua rabbia ed il suo
guardarsi dentro, che sempre è l’invito a fare altrettanto.
Bruno Amore –Presenza che non viene-:
E’ una presenza/assenza dolorosa. Soltanto nel sonno e nel
sogno si potrà placare “l’arsura dell’anima”. Bella molto,
detta con l’elegante stile di Bruno.
Il passero –Spendersi-:
E’ perplessità su segnali, talvolta oscuri, che arrivano. Veri
? Falsi ? A volte nelle cose, nelle parole, negli
atteggiamenti, vediamo ciò che più ci appaga. A volte ce ne
ritraiamo impauriti. Bella la poesia e piaciuta.
Carlo Festa –Tutti sogniamo di raggiungerla-:
La leggo come la ricerca della felicità, impersonata da una
donna idealizzata. Simbiosi dunque che si può realizzare in un
sogno.
Carlo Baldi –Faces by Luciana-:
Ho seguito il suggerimento di Carlo e leggo la sua poesia come
fosse critica pittorica. In quei dipinti ho visto anche il
tremendo dubbio dell’uomo, strabico perché distratto da una
realtà assordante che turba e priva di certezze. Bella la
poesia, piaciuta molto.
Diletta Giaquinto –Come fuoco-:
Mi ha fatto ricordare un detto di un antico Dalai Lama:
“quando un gioiello possiedi, di rado lo apprezzi. Quando lo
perdi, piangi e ti disperi.” E così riflette, poeticamente, la
brava Diletta.
Gabriele Renda –Etica italiana-:
Ottima denuncia Gabriele. Io nella tragedia del Giglio vedo
l’evidenza di una metafora. Provate ad identificare quella
nave con questa Italia. Provate a vedere capitan codardo quale
incarnazione del nostro ex ducetto. Tutto va ben, madama la
marchesa. Questo il ritornello ventennale cantato. Sul Titanic
si danzava poco prima. Pure sul Concordia. Pure in questo
misero paese.
Enrico Tartagni –Sessualità-:
Sarà pure atavico o primordiale, sarà prosaicamente
pornografico il descriverlo e forse inutile. Ma se gli effetti
sono quelli che Enrico descrive, come no aggiungervi la parola
“amore” ?
Angelo Taraschi –Il poeta a secco-:
Bella confessione che, ne sono certo (per pratica ed
esperienza) riguarda tutti noi. Ed Angelo ci regala la sua
ricetta contro l’esaurirsi della fonte: guardate agli altri.
Con amore e comprensione e, magari, con ironia. Il poeta
passerà dalla cruna dell’ago, ne sono certo, e quelle porte,
per lui, saranno spalancate.
Stefano Medel –Notturno-:
Così Stefano ci racconta della nostra voglia di non affrontare
la giornata, di continuare a crogiolarsi nel tepore, di
rinviare una pena.
Pasquale Di Meo –Malinconia di te-:
Un amore che permea cuore e pensieri, detto con intenso
sentimento e bella poesia.
Vincenzo Melino –Voglia di paternità-:
“Nel crepuscolo di me stesso” quando indietro si guarda e del
passato si vedono più dolori che gioie, può crescere il
desiderio di un erede che più fortunato di noi sia. Così leggo
questi bei versi.
Antonietta Ursitti –Panico sentire-:
Un disegno rapido, in punta di matita. Ed Antonietta ci
mostra un paesaggio primordiale, confuso ma bellissimo. In
divenire. E ne sente la tragicità profetica.
Gloria D’Alessandro –In erotismo parlando-:
Se il titolo fosse stato “Di erotismo parlando…” non avremmo
avuto una poesia bensì un manuale. Ma il poeta è poeta e non
si smentisce. In effetti questa è poesia pregna d’erotismo, in
ogni verso, appunto immerso “in”. Vola alto Gloria per poi
precipitare nel pragmatismo. Decisamente affascinante e bella.
Il Gabbiano –La galaverna-:
Bellissima descrizione di un paesaggio del delta, forse valli
di Comacchio. Bellissima ed accurata, come sempre Il Gabbiano
sa essere.
A tutti il mio cordiale saluto e l’augurio che la poesia vi
ispiri. Un grazie al nostro grande vate.
20/1/2012 Buongiorno, amici di pagina azzurra.Innanzitutto vorrei ringraziare i vostri commenti sui testi delle che ho mandato recentemente. E' un piacere ritornare su questa pagina dove sono nata qualche tempo fa, ma purtroppo gli impegni quotidiani rapiscono, per modo di dire, i miei adorati momenti di penna, ahimè... ma l'importante è non sviare mai da se stessi, dai propri momenti d'ispirazione, riprenderli quando si è immersi in contatto dei propri silenzi. Ritrovo Armando Bettozzi, sempre pungente e mai banale, veritiero, senza "veli" sulla lingua. Re-incontro Lorenzo Poggi che con i suoi versi lava e si leva dalle apparenze che spesso procurano le maschere per vivere "fuori. Bruno Amore ed il suo mare, da non sottovalutare mai, nè nei suoi silenzi, nè nelle sue tempeste, gioia e sofferenza, quiete e tempesta: il rispetto dell'uomo verso questo "gigante buono" dov'è? Un "original" Tartagni, non c'è che dire, musicale, interpretativo col gioco di parole così ben costruite (intendo anche e soprattutto emotivamente). Profondo e inesauribile Michele Aulicino con la sua scarsa propensione all'adorazione della festa comandata: mi piace. anche molto. Sandra Greggio ed il suo personale tempo interiore: questo è vivere senza la frenesia delle rughe e della "scadenza" dei sentimenti. La (sua) vittoria è la saggezza d'un abbattimento della (sua) sconfitta. (posso dire WOW???). I versi di Stefano Cavallini mi scandiscono in profondità, forse per il bagliore che si affacciano tra le sue parole in modo silenzioso e discreto (e lo ringrazio di cuore) Non tolgo nulla ai versi di altri poeti del sito in quanto la qualità della loro personale sostanza trova sempre albergo in qualsiasi risposta che cerco, anche quando la mia "ratio" non lo pronuncia espressamente. Un sincero ringraziamento a tutti, in particolar modo al (mio)/nostro carissimo Lorenzone Gloria D'Alessandro Come si fa a non essere ripetitivi ? Che termini usare per definire il bello ? Vero è che l’azzurro è sempre azzurro, ma quando l’azzurro di poesia è ricoperto è più azzurro dell’azzurro. Insomma è il bello che emoziona. E queste sono oggi le mie: Gloria D’Alessandro –bad vibrations-: Pena esistenziale, angoscia guardandoci attorno. Manca l’aria se si è consapevoli d’una libertà che manca. E rabbia sono quelle “gocce bollenti/e scottano gli occhi” e gridano giustizia. Molto intensa, molto piaciuta. Armando Bettozzi –A Sòra Culona!-: E’ il senso dell’Europa che manca, in primis, ai conservatori tedeschi. Difficile che cambi la situazione, almeno fino alle loro prossime elezioni dove si definirà il prossimo cancelliere. Giusta la denuncia di Armando e condivisa. Lorenzo Poggi –Rientro-: Le delusioni del vivere, gli inganni portano a rinchiudersi in se stessi. Il disgusto fa bruciare quelle maschere che, di volta in volta, indossiamo. Bella molto, intensa e puro stile poggi. Miachael Santhers –Prateria-: Catena alimentare descritta con grande realismo. Poetico. Bellissima la chiusa. Bruno Amore –Innocente il mare-: Presenza incombente, a volte romantica, a volte tremenda nel suo calmo ondeggiare e nella sua furia che pare vendetta. Bella descrizione di Bruno del nostro originario padre. Il passero –Il tempo dell’amore-: Bella descrizione del sentimento che “muove il sole e l’altre stelle” e che non muore mai. Piaciuta molto. Diletta Giaquinto –Il mai contento-: Diletta ci regala una lezione di vita, con fiaba poetica,. E la morale ci dice che rifiutare, capricciosamente, bei regali, ce ne farà apprezzare i più modesti. In altri termini chi troppo vuole nulla stringe e, alla fine, si dovrà accontentare di poco. Gabriele Renda –Il giocatore-: Ed ecco che Gabriele punta il dito contro il vizio del gioco. In particolare quello dei poveracci che affidano le loro ultime speranze ad una illusione. Solita ironia piacevole e bella poesia. EnricoTartagni –Antitetico-: Lezioncina di idiomatismi anglosassoni. Uno sembra particolarmente poetico: “roots planted in the days of blank pages”. Sconcerta questa elencazione posta tra le poesie. Probabilmente non ne colgo il contenuto poetico. Michele Cristiano Aulicino –Capodanno-: In definitiva Michele ci dice che preferisce, di gran lunga, l’improvvisazione e l’imprevisto. E concordo con l’assenza di magia nelle scadenze. Bella la chiusa affidata a dieci versi. Stefano Medel –Fuori la pioggia-: Al riparo dalle intemperie del fuori ma affascinato da queste. Pasquale Di Meo –Tu con me-: Dichiarazione d’amore. Di un amore che ti prende e ti coinvolge e che, in definitiva, ti rende vivo e ti fa vivere. Vincenzo Melino –Mendicante-: Amarissimo tirar di somme. Quelle della vita fatta di illusioni e speranze mancate Intensissima e dolente. Piaciuta molto. Antonietta Ursitti –Ti sento gracidare-: La leggo quale metafora del nostro bisogno di prevalere, sovrapponendo le nostre voci a quelle degli altri. Eppure, come nella sua precedente poesia (La faccia della luna) è forte la tentazione di godere dei paesaggi, dall’atmosfera romantica, che Antonietta sa creare, col suo bel poetare. Piaciuta molto. Sandra Greggio –L’orologio senza lancette-: Bellissima immagine quella dell’orologio privo di lancette. Ci dice del bisogno di fermare il tempo, di non tenere più alcun conto del suo andare. E soltanto i battiti del nostro cuore ne scandiranno le ore e scorreranno gioie e dolori. Bella molto. Stefano Cavallini –Il calore delle parole-: Bella e commovente. Stefano ne chiarisce, nel post scriptum, il vero senso. Aggiungo che le parole, talvolta armi letali, col loro senso, la dolcezza del tono, la comprensione che affermano, possono divenire cura efficace, al di là di qualsiasi intruglio chimico.
A tutti i bravissimi sitani un cordialissimo saluto. Al nostro
incommensurabile vate un grazie sentito.
Piero Colonna Romano
19/1/2012
Antonietta Ursitti –La faccia della luna-: Potrei cercarvi una metafora e sbizzarrirmi in cento interpretazioni (gli occhi degli altri, per esempio) ma è così dolce e bello quest’inno alla luna che, paganamente, lo godo. Bei versi, ricchi di sentimento. Paola Trombetti –Sono-: Applausi a questa…caccia al tesoro. Deliziosi versi (con suspense) e bellissima la chiusa che sa di magia. Bravissima Paola. Aurelio Zucchi –Sempre rosso-: Non c’è inverno che tenga: l’amore (la rosa) rinasce sempre. Sintetico e convincente. Bravo Aurelio. Gloria D’Alessandro -(in penombra)- Di accadimenti che possono cambiare la vita e la visione che ne abbiamo, ci dice Gloria. Ma fa anche un’analisi del nostro essere e dell’impossibilità di vedere ciò che di positivo abbiamo dentro, per mancanza d’umiltà. Lorenzo Poggi –Oltre la punta del naso-: Ogni verso una metafora. Usa immagini piene di poesia (quel “Cadono note come gocce di rugiada” e quel “e sassi bianchi pieni d’aria pura” in particolare) a disegnare scenario fatto di ricordi comuni e di gente che si applaude immotivatamente. . E Lorenzo, al termine, ci invita a tenere per noi ciò che abbiamo nella nostra anima, perché troppo prezioso per condividerlo con altri. Come tutte le sue poesie, bella e forte per come espresso il suo sentire. Complimenti. Michael Santhers –Al fiume-: Splendido dipinto di un oasi naturistica. Bella e condivisa la morale finale. Arturo Guzzardi –Vorrei-: Accorato appello all’amore universale, sull’esempio di quella Luce che è presente in altre belle poesie di Arturo. Lucio Cornelio –Spleen-: E pensare che spleen che, grosso modo, intendiamo quale atmosfera, nostalgia ecc. in effetti è la traduzione del termine “milza”… Ma Lucio ci regala proprio un atmosfera delicata e nostalgica. Piaciuta molto. Stefano Budicin –Ai poeti-: Decisi applausi a questa splendida invocazione. Risuona d’Alberti e di D’Annunzio. Infarcita di bellissimi versi, da leggere e rileggere. Complimenti vivissimi Stefano poeta e un grazie. Diletta Giaquinto –Inferno?-: Malinconica riflessione, essenziale e incisiva. Brava sempre Diletta. Gabriele Renda –Frank’s Bar-: Bravo Gabriele, le tue ultime poesie sono quadretti con i quali racconti la vita. Piaciuta molto. Michele Cristiano Aulicino -2KPiGreco-: Il sottile e disincantato Michele, somma ma non ottiene variazioni, per lo meno nelle funzioni di ciò che narra. Bella poesia, ricca di bei versi. Piaciuta molto. Stefano Medel –Uscire fuori da tutto-: Il peso di vivere l’oggi e la nostalgia di tempi lontani. Allora tutto magico ed invitante, oggi peso insopportabile la vita. Stefano dice ciò che molti di noi provano. Condivido. Nino Silenzi –All’amico mare-: Mare quale metafora della nostra vita che passa. Mare con le sue gioie che la nebbia nasconde. Mare che è speranza comunque. E l’anima poetica di Nino ci regala questa emozione. Consenti un complimento ed una richiesta di bis ? Vincenzo Melino –Pretendo-: Poche parole e più fatti, in definitiva. Bella questa invocazione, ben narrata e piaciuta molto. Sandra Greggio –Riassunto-: Sguardo sconsolato sul mondo, quello di Sandra. E salvifico finale dove tutto ciò che si corrompe si può ricomporre, amorevolmente, dentro ognuno di noi. Bella molto. Il Gabbiano –Giornate nebbiose in Val Padana-: Descrive ciò che sto vivendo, Il Gabbiano. Ma aggiunge altro: sale al monte, guarda la natura, ne fa metafora di vita. Bella e piaciuta. Stefano Cavallini –Statue di carne-: Già siamo statue di carne, “la metà di tutto/anche del necessario.”. Riflessione tragica sulla nostra esistenza. Piaciuta.
Un sentito grazie per la loro attenzione ed i graditissimi commenti alla mia “Merletto” a Sandra Greggio, Antonietta Ursitti ed Antonia Scaligine.
A voi tutti un cordiale saluto. Al nostro splendido vate un caro
saluto. Piero Colonna Romano
Una pagina impegnativa oggi per la qualità
impressionante dei suoi versi, arricchiti dalla presenza di
Silenzi...
18/1/2012
Efficace contrapposizione tra il
deserto e l'inverno, visto come ancora di salvezza;
applausi, Antonietta! Salvatore Armando Santoro: il
madrigale, componimento di solito dedicato ad una donna, si
riveste qui di un sogno infranto, dolente. In Antonia
Scaligine trovo il messaggio (condiviso) della certezza
della condivisione, espresso con bellissime e delicate
immagini. Amore incondizionato, quello di Carlo Festa,
"anche se sarò l'ultimo dei tuoi pensieri", appunto. Lorenzo
Poggi: fare forza su se stessi, trattenere il fiato prima
che inizi il canto; con le consuete e belle metafore, questo
mi sembra il senso. Arturo Guzzardi: poesia di grande fede;
passa la gloria del mondo e quei piaceri che essa dà sono
solo fugaci, in attesa della felicità duratura. Una
filosofia di vita quella espressa da Diletta Giaquinto in
pochi ma efficaci versi. Michele Cristiano Aulicino dedica
un inno alla poesia e a ragione, è davvero la bellezza in
assoluto; ben delineata la nostra Musa. Piero Colonna
Romano: quando si dice "bravura", nel saper proporre la
stessa poesia in due versioni diverse, di cui una con
metrica perfetta. E che ognuno cerchi in queste due forme la
propria dimensione! Io? Non so scegliere, ma solo apprezzare
e applaudire tale versatilità.
Altra pregevole pagina azzurra, altre emozioni.
Le mie queste:
Vincenzo Melino –Ingredienti dell’anima-:
E’ una profonda analisi di se stessi. Dolente e densa di
rimorsi e speranze deluse. Bellissimi versi con quei
“papaveri neri/accanto alle tombe dei propositi”, degni di
una poesia di Poe. Molto bella, molto piaciuta.
Antonietta Ursitti –Se vuoi l’inverno-:
Spettrale paesaggio dell’anima dipinto, con forza, con
intensa poesia. Ogni figura descritta è metafora di dolore
ed ansie. Molto bella da una sempre più brava Antonietta.
S.A. Santoro –Incompiuto (madrigale)-:
E’ un canto malinconico su ciò che poteva essere e non è
stato. Piaciuta, come tutto il poetare di questo bravissimo
Armando.
Gloria D’alessandro –Inedita Me (aliena di cui non mi
accorgevo)-:
Esaminarsi ed essere sorpresi dal vedere una realtà che non
conoscevamo. Il dubbio, l’analisi, l’inconscio che emerge e
quel drammatico verso “e quasi immunitaria indifferenza” che
dice di senso di autodifesa da se stessi. In ogni poesia di
Gloria traspare rabbia ed è resa con efficace poetare. Brava
Gloria.
Antonia Scaligine –Tenerezza-:
Quel verso finale “il sempre, per sempre nel tempo ricerca
dell’altro” ci dice con quale sentimento si dovrebbe vivere.
Dolcissimi e fantasiosi i versi dell’intera poesia. Titolo
appropriatissimo per una delicata poesia. Complimenti
Antonia.
Carlo Festa –Amarti alla follia-:
Anafora decisamente esplicativa. Tutta l’anima, con
passione, impegnata in una fremente dichiarazione d’amore.
Lorenzo Poggi –L’ispirazione-:
Autoflagellazione per raggiungere catarsi dei sensi ed,
alfine, esserne appagati. Versi forti, in puro stile
poggiano. Bella e piaciuta molto.
Arturo Guzzardi –Solo in Gesù-:
E’ ricerca, speranza e certezza questa religiosissima poesia
di Arturo. Apprezzata per la dolcezza e l’intensità del
sentire.
Diletta Giaquinto –Pace-:
Ci ammonisce Diletta: cercate la pace e ripulite il cuore
dalla cattiveria. Concordo ed apprezzo il suo poetare.
Antonio Bellin –Cerco la vita…-:
Binomio al quale non ci si può sottrarre, questa
riflessione.
Enrico Tartagni –Scienza, l’altra faccia della Poesia-:
Complessa meditazione sull’essere che, in effetti, può
svagare la mente e lasciarci storditi. Credo che il verso
centrale, quello esplicativo, sia “viviamo rilasciati senza
percezioni e ci portiamo dentro quel che non esiste”. E’
sempre affascinante leggerti e mi sovviene una frase (non
ricordo da chi detta) che recita: Scienza e poesia sono
inscindibili.
Gabriele Renda –Il parassita-:
E così Gabriele esamina uno squallido panorama: quello dei
parassiti della società. E lo fa col suo ironico ed amaro
poetare. Piaciuta.
Michele Cristiano Aulicino –Poesia-:
Forse non sarà, come affermava Nietzsche, la bellezza a
salvare il mondo, forse sarà la poesia. In definitiva questo
è l’ammonimento di Michele con quel “è come una religione,
la poesia,/ma noi siamo la preghiera maledetta,”. Piaciuta
molto e, su quei versi concordo.
Stefano Medel –Ho chiuso la porta-:
E’ una costante di Stefano quell’esprimere il bisogno di
rendersi avulsi da un mondo che ci tormenta. Forse dovremmo
tutti chiudere la porta.
Stefano Cavallini –In una bottiglia di vetro-:
E’ un altro modo per dire ciò che ha detto Stefano Medel
nella precedente poesia. Viviamo costretti e la soluzione
proposta da questa poesia è “Ora mangio per ingrassare/non
per fame” cioè per rendersi incatturabile (o/e invisibili)
da un mondo che non ci soddisfa. Bella decisamente.
Sandra Greggio –Il mio “tu”-:
Efficace anafora per dire degli effetti sognanti
dell’innamoramento. Romanticissima e piacevole.
A tutti gli splendidi sitani il più cordiale saluto. Al
nostro magnifico vate un grazie di cuore.
Piero Colonna Romano
"Il mio tu" di Sandra Greggio,
soave poesia d'amore, nell'ultima strofa si sentono anche il
desiderio e la passione:
17/1/2012
A Salvatore Armando Santoro, Piero
Colonna Romano, Lorenzo Poggi, Sandra Greggio e Antonietta
Ursitti;
Calaverna incombe e di freddo bianco copre. Soltanto l’azzurro
di questa pagina conforta.
E questo sento:
Stefano Medel –Sabato a gennaio-:
Noia profonda, assenza di speranza e rassegnazione. Tutto
questo ci narra Stefano, con sentimento.
Vincenzo Melino –Nuvole del sud-:
Aleggia Antonioni e la sua incomunicabilità in questa bella
poesia. Bello l’attacco, bella la nostalgia che la pervade.
Piaciuta molto.
Paola Trombetti –Il mistero-:
Sottile analisi di sentimenti, del sentire e, in definitiva,
di se stessi. Ottima la metafora “spio dal buco della
serratura” attraverso il quale si vedono le proprie
illusioni/delusioni e l’incomprensibilità del tutto. Piaciuta
molto.
Renzo Montagnoli –Il sogno della libellula-:
Grondano romanticismo i bei versi di Renzo. Delicate
pennellate a disegnare paesaggi onirici e struggente la
chiusa. Decisamente bella e piaciuta molto.
Bruno Amore –Sono la mia vecchia valigia-:
Deliziosa. Questo riguardarsi dentro, con disincanto,
nostalgia e rimpianti e quell’identificarsi con una vecchia
valigia è poesia. Metafore trasparenti e sempre pulito ed
efficace il poetare di Bruno: piaciuta molto.
Aurelio Zucchi –Con le vene al cielo-:
E Aurelio ci narra del bisogno di fermare il tempo continuando
a “…rimanere ancora un po’/con le vene al cielo.” Sintetica e
bella.
Antonietta Ursitti –
E qui Antonietta esprime tutto l’ottimismo possibile. Dovremmo
guardare a noi così: tiepidi raggi di sole che preannunciano
la primavera. Dovremmo…Molto bella e molto piaciuta.
S.A. Santoro –L’apparenza-:
Il nostro maestro in sonetti e rime ci regala questa bella
ballata ricca d’insegnamenti, pur nell’apparenza
dell’autoanalisi. Piaciuta molto, complimenti Armando.
Gloria D’Alessandro – (Quando l’impotenza lascia spazio alla
collera impossibile da domare)-:
Titolo alla Wertmuller e poesia che esprime rabbia ad ogni
verso: rabbia per ciò che appare e non è, per ciò che vorremmo
e non possiamo avere. Per ciò che riteniamo di seminare e la
delusione per ciò che raccogliamo. Impotenti, appunto, e
rabbiosi. Piaciuta molto.
Antonia Scaligine –La vita ci accende-:
In molte delle poesie di Antonia troviamo questo richiamo al
divino, salvifico e consolante. E le speranze, magari deluse,
che abbiamo, trovano continuità in nuove vite. Mi piace molto
il suo poetare e godibile è la sua lettura.
Michael Santhers –Mafie-:
Durissima denuncia di un malcostume nazionale. Chiusa
amaramente tragica. Come non concordare ?
Lorenzo Poggi –Voglie d’autunno-:
C’è tutta l’amarezza del guardare alla vita in questi sette
versi. Amarezza e delusione, rimpianti e rassegnazione. In
altri termini è una summa del sentire di Lorenzo, magistrale
nell’uso delle parole e didattico. Piaciuta molto e, come
sempre, bravo Lorenzo.
Simone Magli –L’amore è quando non ti devi sforzare-:
Aforisma pieno di saggezza. Quanto difficile seguirne
l’insegnamento !!
Diletta Giaquinto –Pensieri-:
Saggia conclusione: per costruire il futuro non si può
dimenticare il passato. Belle riflessioni, lungo tutta la
poesia, espresse con bravura.
Enrico Tartagni –Il restauratore-:
Applausi a questo “equilibrista” della parola. Si trova di
tutto un po’ nelle belle poesie di Enrico. Ma nello sfondo
sempre amarezza e condanna. Il titolo ? Un refuso. Piaciuta
molto.
Angelo Taraschi –Piovono i pensieri-:
Guardiamo alla vita come fosse “…una barchetta/già lisa dalle
acque del passato”. Ci assalgono dubbi e, questi, sono la
nostra unica certezza (cartesianamente). Bella poesia
esistenzialista. Piaciuta.
Gabriele Renda –La fase due (cresc’Italia)-:
E così, pare, siamo passati dalla padella alla brace. E
Gabriele, puntuale osservatore, ce lo racconta con sarcastica
ironia. Incrociamo le dita con lui. Piaciuta e condivisa.
Salvatore Luiso –Di calce e pietre è fatto il cielo-:
Belle immagini, ricche di fantasia, che ci dicono dell’attesa
di volare liberi, sperando nel domani. Decisamente ben narrata
e piaciuta molto.
Alberto Colagiovanni –Al mio cane-:
Bell’omaggio ad un fedele amico. Triste presa d’atto del tempo
che passa ma con la certezza della solidarietà, della
compagnia e dell’affetto di quel compagno. Ottima la
narrazione, ricca di sentimento.
Michele Cristiano Aulicino –isole-:
Surreale ( subdolo ?) desiderio. Auguri !
Sandra Greggio –Alba-:
E’ tipico di Sandra: descrivere (quanto bene !) le durezze
della vita, con forti e belle immagini, trovandone sempre la
soluzione nel guardare, con sicuro ottimismo, al futuro. Bella
e piaciuta.
Stefano Cavallini -Ogni giorno-:
Siamo perché gli altri sono. Bella riflessione espressa con
bella poesia.
A tutti il più cordiale dei saluti. Ed un riconoscente grazie
al nostro illuminato vate.
Piero Colonna Romano
Pagina ricca oggi.
16/1/2012
Oggi il tempo non gioca a mio favore,
ma non potevo non evidenziare alcune vele nell'azzurro; eccole.
Vincenzo Melino: mi ha colpito in questa poesia la frequente
allusione all'acqua, nelle sue più varie sfumature; alla fine,
ecco le stalagmiti di "ore grigie" che "si allungano". Paola
Trombetti: belle immagini di un'atmosfera intimistica, molto bella
la chiusa. Lorenzo Poggi: una poesia che è costruita su una serie
di immagini, a volte di non facile interpretazione; mi hanno
colpito quei bozzoli in attesa di sete, molto originale. Diletta
Giaquinto: accettare le situazioni e gli stati d'animo così come
vengono, è vero, è una gran prova di maturità, anche se difficile,
a volte, da attuare. Stefano cavallini: la capacità di andare
oltre il contingente, che non è da tutti, ma che è una grande
conquista, se si riesce. Le onde del mare di Piero Colonna Romano
si presentano ora in quinari ora in settenari, con il loro
mormorio che è canzone. Amore per il mare, certo, ma la poesia va
anche oltre, nella chiusa, che è una gioia (perché schiaffo?) per
chi crede, perché anche un pagano rende omaggio alla bellezza del
creato.
Per Diletta Giaquinto
A Piero Colonna Romano,Deborah Miglietta,Sandra
Greggio e Lorenzo Poggi un
Così passa, inarrestabile, il tempo. E tutto corrompe. Soltanto
questa pagina azzurra continua a brillare di poesia sempre più
alta e consolatrice.
Questo, oggi, sento:
Michele Cristiano Aulicino –In a sentimental mood-:
Invito ad un viaggio nel sogno a ritmo di jazz. Ho provato a
leggerla sovrapponendo quella musica. Ne ho ottenuto un effetto
bellissimo.
Stefano Medel -Polvere-:
Stefano ci racconta le angosce che ci derivano da incombenze che
non gradiamo ma che devono essere affrontate. Puoi rinviare tutto
e vedere polvere che si accumula e che copre ma non cancella. Chi
non ha mai provato queste sensazioni ?
Vincenzo Melino –Stalagmiti-:
Sono dolore che cresce quelle stalagmiti. Goccia dopo goccia, pena
dopo pena. E la disperazione di quelle “Ore grigie si allungano”.
Molto intensa e dolente. Piaciuta.
Armando Bettozzi –Ste brutte facce de l’Apocalisse-:
Ottima denuncia di quella che pare una guerra al fastidioso euro.
E concordo con l’appello finale.
Paola Trombetti –Vicino alla finestra-:
Ricerca di sicurezza all’interno di un ambiente che ci appare
sereno e protettivo. Bella poesia con belle immagini ben narrate.
Antonietta Ursitti –Tutto regolare-:
Decisamente pessimistico questo guardare al futuro. Ed è inutile
fare previsioni perché ci sono “a iniziare il giorno/notti fonde o
nebbia/fosca patinata”. L’unico conforto proviene da oggetti
sopravvissuti che rammentano uno sbiadito passato. Molto intensa,
rassegnata e dolente. Piaciuta.
Michael Santhers –Professor Caracallo-:
Applausi a questo delizioso quadretto. Michael dipinge,
magistralmente, i due personaggi. I suoi versi ne mettono in
risalto il carattere. Decisamente bella e godibile questa poesia
di un Michael strepitoso.
Lorenzo Poggi –Bohémien-:
E Lorenzo compone metafore a tutto spiano. E parla di vita, di
sogni, di miseria. Antichi suoni sono quelli che restano, mentre
rimane, vaga, la speranza che da bozzoli (ideali) accantonati
possa rinascere seta (nuova morale). Bravo, bravissimo Lorenzo,
per questo suo sentire e per come riesce ad esprimerlo.
Simone Magli –La stazione è la sala-:
Flash per una similitudine perfetta.
Diletta Giaquinto –Sentimenti duraturi-:
Momento d’amarezza che, a volte, prende tutti. E Diletta lo narra
con sentimento e bella poesia.
Agnese Musolino –Senti-:
Riflessione dolorosa alla quale si può reagire se “cambio
d’abito/e sogno…”. Piaciuta per ritmo e senso.
Ben Tartamo –Piccola rosa di maggio-:
Romanticissima e molto, molto ben scritta. Bravo Ben, piaciuta
molto.
Enrico Tartagni –Paradiso-:
E’ una ricerca di pace quella che narra Enrico. E narra di pene ed
ammonisce. Molto bella la chiusa “per ritrovarmi io solo nel tuo
viso/cercato riflesso di un paradiso.”. Decisamente bella, invita
alla rilettura per gustarne la musica.
Gabriele Renda –L’assessore-:
Prosegue la galleria di personaggi (probabilmente veri)
presentatici con ironici versi. Piaci sempre di più, caro
Gabriele.
Stefano Cavallini –Ascoltare al di là delle parole-:
E’ quasi una lezione sulla comunicazione quella che ci impartisce
Stefano. Quasi invito ad analisi transazionali. Sarà per
deformazione professionale ma mi è molto piaciuta.
Sandra Greggio –Galaverna-:
Al risveglio ho guardato fuori dalla finestra e vi ho trovato la
poesia di Sandra. Bel dipinto impressionista, piaciuta
decisamente.
Un grazie devo ad Antonietta Ursitti ed a Sandra Greggio per i
loro generosi commenti alla mia “La stella”.
Al caro amico Lorenzo Poggi un grazie per il suo bel commento
all’odierna “Amare il mare”.
A voi tutti un caro saluto, A Lorenzo, nostro vate, riconoscenza.
Piero Colonna Romano
Un rapido sguardo alla pagina di oggi.
Ecco le poesie che più mi hanno colpito.
15/1/2012
Devo un sentito ringraziamento, per i
commenti generosi alla mia "Ritorno alla madre", alle
gentilissime Fata Morgana, Antonietta Ursitti, Sandra Greggio ed
agli amici Lorenzo Poggi e Simone Magli. Ed un grazie a Gabriele
Renda per il chiarimento alla sua "Pluto".
Nessuno ha commentato La stella di Piero,
così attento e premuroso verso i poeti del sito azzurro,
ci provo io soprattutto con l'intento di tradurre la sensazioni
che questa bellissima poesia mi ha lasciato
Mi rifugio in quest’azzurro per sfuggire alla padana nebbia.
Belle e significative, come sempre, le vostre poesie e queste
emozioni mi danno:
Gabriele Renda –I micatutti-:
Sempre ironico il nostro Gabriele, disincantato e decisamente
pessimista. Rassegnato a questa realtà. Piaciuta.
Michele Cristiano Aulicino –C’è grossa crisi-:
Seguito della precedente. Stiamo vivendo la stagione peggiore
della nostra vita e, con bella ed amara ironia, Michele, ce lo
racconta.
Stefano Medel –Non ascolto nessuno-:
Tira le conclusioni Stefano e, visto quello che trova fuori, si
chiude, per difesa, in se stesso.
Vincenzo Melino –Romantico-:
E’ la perdita dei sogni di bambini che addolora, l’incapacità di
continuare a sognare, affogati in, e da, una realtà che soffoca.
Certo, meglio essere folli ed uniformarsi alla follia che ci
circonda ed, a quella, rendersi omogenei ed anonimi. Questo ci
racconta, amaramente, questa bella poesia. Splendida la chiusa.
(c’entrerà nulla ma sembra il manifesto di fondazione di un
certo partito di presunta sinistra…)
Bruno Amore –Una giornata alla volta-:
Step by step, malinconicamente guardiamo al tramonto e
ripensiamo “a quando il sole ti strizza le pupille” e ci
sentivamo vivi, con progetti e sogni da realizzare. Bella poesia
del bravo Bruno. Piaciuta molto.
Jpseph65 –DIO questa notte mi ha chiesto di scegliere-:
Il rifiuto della vita, di questa vita, porta a desiderare che
esista un altro dio più misericordioso. Bella come può esserlo
una bella riflessione poetica.
Antonio Teni –Per mio Padre-:
E’ difficile commentare questa altissima poesia. Antonio strappa
applausi a scena aperta. Ogni strofa, ogni verso è puro lirismo
indimenticabile. E mi è impossibile scegliere il più bel verso.
La rileggo incantato da tanta dolcezza, da ricordi espressi con
così alto dire. Semplicemente stupenda.
Antonietta Ursitti –Grani di grandine-:
Altra bella poesia della bravissima Antonietta. Quel “duro
danzare le ore/del tempo sospeso/tra l’essere in terra/e
l’andare in cielo” ci dice di dubbi ed incertezze. Quella
grandine, quelle pozzanghere, sono ciò che viviamo, sono quello
che ci rende pesante il vivere (“piedi con saltano/immersi si
bagnano/pesano come zavorre”). Piaciuta molto.
Michael Santhers –I miei amori-:
Ricerca di un amore impossibile, espressa con humor da un
Michael in gran forma. Bella e rassegnata conclusione, nella
chiusa. Piaciuta molto.
Lorenzo Poggi –Notte stellata-:
Lorenzo dipinge. E ci fa vedere un’anima romantica che si appaga
soltanto sotto quel cielo stellato. Ed è sempre lui, Lorenzo,
con le sue belle immagini, con i suoi versi incisivi.
Bravissimo.
Simone Magli –La libertà è incastrata-:
Leggerla fa mancare il fiato. Simone è particolarmente bravo nel
rendere e far sorgere sensazioni, con pochi ed intensi versi.
Piaciuta decisamente.
Diletta Giaquinto –Son parole-:
Diletta analizza il senso di alcune parole chiave nella
comunicazione. E lo fa con fresca e bella poesia. Chiusa
deliziosa. Brava Diletta.
Stefano Cavallini –La stanza n°2-:
Bello questo narrare di una visita ad una malata, Bella quella
pensosa chiusa. Piaciuta decisamente.
Paola Trombetti –Il paralume arancio-:
Paola dà vita ad un oggetto, parla con lui, vede e sente
attraverso quel bel paralume. Oggetto idealizzato da una poetica
anima. Bella la poesia e molto gradita.
Mario Filabozzi –Chiara è la notte-:
Inusuale l’uso di 15 sillabe 15 e Mario aggiunge rima con
cadenza ABC ABC e conclude con un DD. Originale e bella questa
poesia, ricca di lirismo in ogni verso. Ed esprime un sentire
dolcissimo, fatto di sogni, d’amore, di ricordi, di tenerezza.
Complimenti vivissimi.
Il Gabbiano –Sono rimasti solo i ricordi-:
E ritorna Il Gabbiano con le sue bellissime descrizioni di
paesaggi. Coinvolge in quelle atmosfere, rende vive le immagini.
E, come spesso nelle sue poesie, questi paesaggi sono vivificati
dall’amore. Bello il richiamo finale con quella verità assoluta.
Bravissimo Il Gabbiano.
Sandra Greggio –Sensazioni-:
Sono flash romantici e pensosi questi bei versi di Sandra che
osserva la natura e l’anima con i suoi desideri. Deliziosa
quella chiusa. Brava molto Sandra.
A tutti un augurio per una domenica carica di poesia. Un saluto
caro al nostro vate illuminato.
Piero Colonna Romano
14/1/2012
Torno nell’oasi azzurra e termina la
nostalgia di voi e delle vostre poesie. Oggi tante e belle sempre
di più. Questo sento:
Diletta Giaquinto –Una speranza all’orizzonte-:
Disperata e disperante affermazione. Vero è che la realtà, quasi
sempre, non è quella che ci illudiamo sia. E torna in mente
Schopenhauer ed il suo velo di Maya. Così come l’affermazione che
la realtà è una parte del possibile. Pochi intensi versi che
scatenano filosofici dubbi.
Gabriele Renda –Pluto-:
Caro Gabriele sarà perché invecchio, sarà perché sono ancora
frastornato dal cambio di clima ma, a parte la bravura e
l’umorismo che c’è in questa piacevole poesia, non capisco a chi
si possa essere dedicata. Nei giorni scorsi mi devo essere perso
qualcosa.
Stefano Medel –Tu sei come il pane e salame-:
Una volta un tizio disse all’amata: ti amo quanto un paio di
scarpe vecchie. Lei si offese moltissimo, poi provò…un paio di
scarpe nuove. Ma questa del pane e salame, proprio no, non
l’avevo mai sentita. Decisamente da adottare.
Vincenzo Melino –Il mondo piange-:
E’ una catastrofica visione di questo mondo, detta con poesia
intensa che molto bene esprime il sentire di Vincenzo. Piaciuta
molto.
Bruno Amore –Italia Bella Ciao-:
E’ condanna del consumismo quello che porta alla perdita anche di
valori morali, quello che ci narra Bruno, con elegante poetare. E
profetizza un futuro in cui “Crolla l’argine cade il monte a
valle”. Bella e condivisibile per intero.
Marinella Addis –Unica al mondo-:
Bellissima e con vaghi accenti stilnovistici dal dolce ritmo.
Brava molto Marinella.
Antonietta Ursitti –Me stessa-:
E’ pessimistico questo guardare al passato, pare senza speranza il
futuro (“annaspa il fiato/nella gola arsa”). Ma c’è sempre, nelle
poesie di Antonietta, un afflato ottimistico, una speranza
(“Consolazione/unica sapere/che alle mie spalle/figli della
luna/non più miei/scalino forti…”). Bella decisamente.
Michael Santhers –Un dente-:
Parrebbe la descrizione di un cartoon. Ma è una sequenza di
metafore. Dolore è quel dente, e nulla può placarlo se non la
dolcezza di una carezza e quello “stupore” ne è il suo effetto.
Certamente la fantasia di Michael è deliziosa e delizia.
Lorenzo Poggi –Assaporare-:
Bellissima tra le belle di Lorenzo questa poesia. Descrizione
sognante di desiderio di pace, detto con bellissime immagini
romantiche. Applausi.
Simone Magli – I vecchi sono le foglie d’autunno-:
Similitudine dolente di Simone che può essere soltanto condivisa.
Maurizio Spagna –Margherite a gennaio-:
Esprime così il suo desiderio di primavera, Maurizio. Ed usa
immagini delicate, mescolate a sentimenti di tenero amore. Bella
la chiusa con quel “singhiozzo di donna soffice” e quel “e ai
bianchi mazzetti di margherite/benedette a gennaio.”. Piaciuta
molto.
Giusi Falleroni –Cercava invano gli occhi dell’altra-:
Ricerca d’un amore idealizzato, disegnato secondo le nostre
fantasie ed esigenze. Ricerca destinata a non avere esito. Eppure
l’amore, quell’amore, lo troveremmo guardando gli occhi di chi
cerca, innamorata, noi. Molto ben articolata e piaciuta.
Angelo Taraschi –Imperturbabile volto-:
E’ proprio dall’inconscio che nascono questi sogni/incubi. Si
guarda alla vita (“ti affacci alla siepe/rifinita d’alloro.”) come
riguardasse altri, come fantasmi. E quella chiusa tragica, che ci
dice dell’incomprensibilità dell’esistenza, è sigillo a questa
ermetica poesia.
Enrico Tartagni -Il richiamo della foresta-:
Zanna Bianca dunque: desiderio di libertà nel ritorno all’ambiente
familiare. E con quella si potrà essere capaci di “spiegare le
nuvole” il cui senso ci è ignoto altrimenti. Condita di accenni di
musica di vario genere, ma sempre dura, ritmata e ossessiva anche
questa è ermetica poesia del bravo Enrico.
Giuseppe Stracuzzi –La norma-:
Le regole di vita e del vivere civile, analizzate nella loro
grottesca applicazione da questa intensa poesia del bravissimo
Giuseppe. Piaciuta molto.
Sandra Greggio –Parvenza di serenità-:
I ricordi che ci accompagnano, siano lieti o tristi, e, come
giorni, si alternano. E ci accompagnano per tutta la vita,
dilatando il tempo, accavallando passato al presente. Quasi un
sogno dal quale ci risveglieremo quando “piume d’angelo/non ti
desteranno/facendoti il solletico.” Ed anche Sandra, oggi che è la
fiera dell’ermetico, ci si butta a pesce e compone bella poesia.
Stefano Cavallini –L’odore di quell’ora del mattino-:
La memoria degli odori è quella che ci accompagna per tutta la
vita e Stefano ce lo racconta con delicata poesia.
A tutti i sitani il mio rinnovato grazie. Mi avete aperto il cuore
e…impegnata la mente. A voi tutti il più cordiale dei saluti. Al
nostro grande Lorenzo un caro saluto. Piero
Colonna Romano
Pagina azzurra che si apre con una grande,
anche se non nuova, verità, detta da Diletta Giaquinto;
quanto difficile essere se stessi. Difficile trovare la speranza,
come dice molto bene anche Vincenzo Melino, con quello "spirito
vagante alla ricerca di un raggio di luce"; quadro desolante di
un'umanità che ha perso anche l'anima, come evidenzia la chiusa.
Sulla medesima scia la tematica trattata da bruno amore, che si
rivolge, in questo caso, all'Italia, "nobile madre di genti
vassalle". Bellissimo il ritratto di fanciulla di Addis Marinella,
che mi ricorda la Venere che nasce dalla conchiglia. Altro ritratto
ma, questa volta, autobiografico, quello di Antonietta Ursitti; ho
letto la poesia cercandovi un elemento di positività: la chiusa?
Forse lo è, ma quei figli non sono più "miei". Poesia pervasa di
tristezza. L'inverno sembra già passato con Lorenzo Poggi e Maurizio
Spagna. Si respira a fondo con il primo, in una poesia che apre
orizzonti, perfetta per un dipinto! Umili margheritine a gennaio
nella poesia di Maurizio, ed è vero, basta guardarsi attorno, ci
sono. E forse sono lì per volere di una stella che vuole spargere
amore; margherita come metafora di amore anche in mezzo alle
difficoltà della vita, una nuvola bianca a gennaio, insieme al sole.
Angelo Taraschi: con il volto imperturbabile a guardare la vita, là,
oltre la siepe, cogliendo l'oltre che gli altri non vedono. Chiedo
gentilmente conferma a questa interpretazione. Mi addentro nella
poesia di stefano cavallini, che contiene tanti messaggi; vi colgo
le fasi della vita in sintonia con le stagioni, con la disposizione
ad essere parte della natura.
"Il mondo piange" di Vincenzo Melino,
poesia molto forte che fa sentire assai bene l'ansia, la paura, il
vuoto e la perdizione dell'umanità, la chiusa la voglio riportare
perché merita:
13/1/2012
Un grazie a Giuseppe e complimenti vivi
per la sua "Proiezioni"...nelle cui
12/1/2012
Ho letto le belle poesie di oggi, ne cito solo
qualcuna.
Caro Lorenzo, ma che dici? I tuoi
commenti sono di altissima qualità e qualche giorno fa ti
incoraggiavo a continuare, sono molto dispiaciuta per la tua
reazione al mio commento dell'ultim'ora, in cui ieri mi giustificavo
per non aver appunto fatto commenti. Piero è un discorso a parte, è
un pò come fosse il decano della pagina dei commenti, ma questo non
vuol dire che nessun altro possa cimentarsi, anzi è fondamentale
confrontare pareri diversi...E il tuo è particolarmente
prezioso...Mi auguro di leggere i tuoi commenti domani, non importa
se di tutte le poesie...in fondo siamo liberi, non credi? E
probabilmente è meglio non commentare piuttosto che commentare senza
sentirlo spontaneamente, come sa fare il nostro Piero...Ti saluto
caramente Lorenzo e perdonami se ho detto qualcosa che non dovevo
dire...Saluti a tutti i sitani e un grazie speciale al nostro
magnifico...Antonietta Ursitti.
Oggi solo una considerazione:
Grazie di cuore a chi mi ha commentato in
questi giorni, in modo particolare a Simone Magli.
11/1/2012
L'assenza di Piero Colonna Romano, come
detto da Antonietta Ursitti, fa vacillare questo splendido sito.
Però, è davvero entusiasmante sapere che grandi poeti sono pronti a
sorreggerlo. Grazie per ogni vostro bellissimo commento.
Non ce l'ho fatta oggi a commentare la
quotidiana pagina azzurra, su cui è evidente aleggi
nostalgia, di chi puntuale ogni dì lasciava il suo
messaggio...Nessun poeta escluso, nessuna poesia trascurata...Con
cura accarezzata la bella pagina azzurra giungeva la termine del
giorno con soddisfazione dei poeti, pronti ad attendere domani,
ansiosi di leggere i bei commenti di Piero...Torna presto, la tela è
completata, ci tocca sfilarla e ricominciare...Che ruolo difficile
quello di Penelope!
Oggi solo qualche fiore colto qua e là.
10/1/2012
Fra le belle poesie di oggi mi ha commossa
particolarmente "RITORNO ALLA MADRE" di Piero Colonna Romano.
Complimenti! E..grazie!
Pagina ricchissima di poesia e belle visioni
esistenziali...
Pagina azzurra ricca di tante poesie, che
suscitano emozioni tra le più svariate; eccone alcune.
Antonietta Ursitti: c'è tutto un mondo a colori in questa poesia,
che trasforma le ansie in stupore, per rendere allegri i passeggeri.
Aurelio Zucchi: dopo tutto quello che si è visto, non c'è da aver
paura dell'Apocalisse, anche perché già vissuta; questo ho inteso da
questa bella poesia, dal contenuto originale. Struggente poesia
d'amore quella di Pistore Filippo, molto bella, soprattutto la
chiusa. Lorenzo Poggi: pessimismo in una poesia fatta di immagini
quasi di rabbia per questa vita che non se ne vuole andare, per
poter aver tregua. Maddalena Gatto e stefano cavallini ci offrono
l'immagine dell'inizio del giorno, entrambi in modo positivo: il
vagito del mattino che ci dà motivo per cui lottare, nella prima;
una riscoperta di se stesso nella seconda poesia, nel silenzio di
quest'attimo così prezioso. Originale associazione tra giorno e
notte in Maurizio Donsanti, con l'anima sospesa tra il prima ed il
dopo, mentre il tempo traditore ci ruba attimi e luce. Sconsolata
immagine della vita nella poesia di Angelo Taraschi , una vita
racchiusa nel ventre della balena ; la chiusa vede la liberazione,
ma verso dove? Viene lasciata aperta la risposta. Mauro Murtas: una
grande verità, tutto consiste nelle emozioni, è vero, qui c'è
l'essenziale. Chi non le prova, anche se è vivo, è come se fosse
morto. Ed emozioni intense ci offre l'immagine dolcissima della
madre nella poesia di Piero Colonna Romano, associata ai ricordi
familiari, rivissuti in modo struggente, in modo particolare nella
chiusa.
9/1/2012
Pagina azzurra bella e ricca.
8/1/2012
una nuova assenza di Piero Colonna di
nome e di fatto delle belle pagine azzurre fa vacillare il sito che
nutre quotidianamente i suoi peregrini poeti, ai quali non resta
ahimè! che continuare a tessere la tela fino al ritorno del loro
commentatore-Ulisse...Buona serata a tutti e grazie al magnifico...Antonietta
Ursitti.
Un grazie di cuore ad Aurelio Zucchi
Bella come sempre e sempre più ricca d’ingegni la
nostra pagina azzurra.
Oggi così mi emoziona:
Vincenzo Melino –Una vita volgare-:
Un caloroso benvenuto nell’azzurro a Vincenzo che
esordisce con amara e dura poesia. Il desiderio
espresso di solitudine e di fuga dalla realtà è
desiderio universale e questo narrare di
sentimenti comuni è compito della poesia.
Piaciuta.
Simone Magli –Nella notte esplodono-:
Simone descrive, con maestria, i sogni erotici
dell’uomo. Sesso privo d’amore, sesso inteso quale
atto falsamente liberatorio. E’ l’altra faccia
della medaglia de “l’amor che move il sole e
l’altre stelle”. Ed intensa e piena di rabbia è
questa poesia. Piaciuta.
Angelo Taraschi –Zac!-:
Riflessione sull’inutilità del vivere come
viviamo. Resteranno vermi e polvere a coprire,
nell’oblio, le nostre pulsioni egoistiche. Triste
visione, detta con efficace poesia.
Antonietta Ursitti –Diffuse crepe-:
Vita fatta di generosità ed egoismi, di gioie e
dolori, dati e ricevuti. Vite di noi tutti, dove
tardivi pentimenti non servono a chiudere le crepe
dell’anima. E le sintesi poetiche di Antonietta
muovono sempre alla riflessione. Bella molto.
Lorenzo Poggi –Maremma-:
Fattori, Lega, Signorini. Risuona di questi la
pittura di Lorenzo, le sue macchie veloci ed
incisive. E giusto l’affondo finale a esecrar
maschilismo. Applausi e richiesta di bis.
Enrico Tartagni –L’arrotino-:
Bella la consapevolezza del “sono pesante nel
discorso/e capirlo m’è il difficile”! Persino il
grande Pollock chiedeva ai suoi critici cosa mai
avesse dipinto ! Ma bellissima l’immagine
dell’arrotino che affila lingue. Lui si che sa!
Piaciuta molto. (ricordo che Ungaretti, della
poesia di Mallarmè, diceva che non è necessario
capirla, bastava gustarne la melodia, il ritmo).
Livia Fedele –Evoluzione-:
Mi pare sia una delle più belle poesie di una
Livia bravissima. E ci racconta, Livia, che si può
essere critici sul proprio cambiare aspetto
(Evoluzione è termine giusto che indica anche
maturazione) senza rinunciare ad avere “Occhi
gialli guardano lontano/oltre l’orizzonte le verdi
praterie/di un mondo irreale” (cioè sogni) né, men
che meno, ai desideri d’amore. Piaciuta molto.
Complimenti.
Maddalena Gatto –Mancata assuefazione-:
In altri termini questo tempo, che scorre con
eccessiva rapidità, ci impedisce d’assuefarci a
regole di vita nuove e travolgenti. E “ben venga”
pare dire Maddalena. Bella decisamente.
Renzo Montagnoli –Il vento del nord-:
E’ un gelido panorama quello che si offre
guardandosi dentro, al finir della strada. Questo
ci narra Renzo, con poesia intensa, ricca di
immagini bellissime ed inquietanti. Molto, molto
piaciuta e permettimi un “complimenti!”.
Massimo Pastore –Vincent-:
Bello il richiamo a quel fratello che di Vincent
fu l’unico sostegno reale. E qui, Massimo, ne fa,
per traslato, la figura a cui chiedere conferme
del proprio narcisismo, la figura amata e da cui
essere riamato. Bella molto. Complimenti Massimo.
Antonia Scaligine –Ancora…spiana il tempo-:
Passa il tempo, restano ricordi. Antonia
esamina malinconicamente, e con bei versi, il bene
ed il male che si è vissuto e trova conforto negli
insegnamenti del cuore, se ricco di fede. Piaciuta
molto.
Armando Bettozzi -Invidia…”non”…crepa-:
Quell’imprenditore che si è suicidato certamente
le tasse le pagava. Chi lo ha portato al suicidio
non è stata una bieca giustizia tributaria bensì i
suoi colleghi imprenditori che, in massa ed a man
bassa, le tasse le evadono, impedendo così una più
equa ed umana giustizia fiscale. Tutti noi, di
questa banda di farabutti, siamo vittime.
Diletta Giaquinto –L’attesa-:
Diletta filosofeggia: in definitiva i ritardi sono
sopportabili, anzi auspicabili, se a tardare e
sorella morte. Brava.
Gabriele Renda –Befana in default-:
Tempi duri anche per la befana, dunque. Ma
Gabriele ci rammenta il passato (quello sparo…) ed
indica, quasi, nomi e cognomi dei responsabili
dell’attuale default. Piaciuta molto. Bravo
Gabriele.
Paola Trombetti –Amore-:
Fantasmagoria di termini (Bergonzoni
applaudirebbe) per narrarci di un sottile
desiderio che proviene da “…uno bello,
fugacissimo/di guance, bocca e sopracciglie”.
Applausi.
Stefano Medel –Monna Lisa-:
Bellissima, esilarante. Stefano Medel ?
Complimenti.
Michael Santhers –Il barone Degli Allocchi-:
Con la poesia si può anche ridere di gusto.
Precedentemente ci aveva narrato di pecore con
dentiera, oggi ci narra d’un prestigiatore capace
d’ingannare i gonzi. Ovviamente molto amato ed
invidiato dai politici nostrani. Complimenti,
applausi e ringraziamenti.
Clelia Maria Parente –Buona Befana-:
La direi una disperata invocazione, ben narrata ma
priva di soddisfacenti risposte. Ahimè.
A tutti voi, splendidi poeti, un caro saluto.
Purtroppo, per l’intera prossima settimana, non
riuscirò a godere del vostro bel poetare. Altri
impegni mi porteranno altrove e temo non avrò né
tempo né mezzi per leggervi. A presto, dunque, e
buona poesia a voi tutti.
A Lorenzo il grande, un grazie di cuore ed un
affettuoso saluto.
Piero Colonna Romano
7/1/2012
ULTIMO VENTO D'AUTUNNO di
Armando Santoro. Ecco un pensiero poetante
che si fa poesia pensante dove forma e contenuto
diventano la stessa cosa, entrambi sorretti da
robuste, rapide e ripide movenze petrarchesche. Il
peso della tradizione lirica tende sempre a
soffocare, ma ULTIMO VENTO D'AUTUNNO la rinfresca e
la rinnova , imprimendole il marchio di una perenne
vitalità . (Carlo Chionne)
Bruciata la vecchia, la festa azzurra continua ogni
giorno e doni, ogni giorno, ci porta.
Apro quelli di oggi e questi incanti ci trovo:
Michael Santhers -7 Gennaio-:
Finite le mistiche feste, Michael si guarda attorno
e ci narra, con bella ironia, il ritorno alla
normalità. Normalità grottesca, che mi fa pensare ad
un quadro di Borghese o, peggio, di Ensor.
Bellissima l’immagine finale: deve essere per questo
che le ferramenta restano prive di seghe… Ah le
feste, le feste…
Simone Magli –Il conto di una madre-:
“i veleni di un insana /cappa d’amore” sono quelli
che, forse inconsapevolmente, certe madri riversano
sui figli. Talvolta possessive ed escludenti, non
vogliono rinunciare al dominio sul frutto del loro
corpo, prolungando la gestazione all’infinito. E
Simone offre bella poesia di denuncia. Piaciuta.
Angelo Taraschi –O mio cuore-: E’ davvero
una canzone d’amore, dolcissima. D’amore per la
vita, al suo finire. Bellissima per le bellissime e
nostalgiche immagini, dette con maestria. Bravo
Angelo.
Il passero –Un nome da scoprire-:
Ricambio, imbarazzato, con affetto queste belle
parole e ti ringrazio. Hai ragione: la metrica è
bene sia conosciuta. Il verso libero o sciolto,
però, sono quelli che consentono maggiore libertà
d’espressione, maggiore libertà d’esprimere, con
naturalezza, il proprio sentire. E talvolta sono più
coinvolgenti di un componimento in metrica. Grazie
ed un caro saluto.
Antonietta Ursitti –I piccioni-:
“l’enigmatico tubare” è ciò che non comprendiamo
quando, passando dal silenzio della notte –le intime
riflessioni della nostra anima- ci troviamo,
improvvisamente, nei rumori della strada –la vita-.
E ne restiamo smarriti, perplessi. Bella metafora
detta con bei versi. Piaciuta molto.
Lorenzo Poggi –Incontrare poesia-:
Metafore a grappoli. “bisogno di note acute” quale
necessità di forti emozioni, per creare poesia. “sul
davanzale attendono gerani/ridenti al mondo” quale
barriera che impedisce di vedere ciò che il mondo ci
riserva di negativo (“rami ingialliti/di sorrisi
spenti”). “la casa/esce dalla finestra aperta” è
quel bisogno di evadere per conoscerlo quel mondo
(ed è bellissima immagine). E quella poetica
conclusione, una volta liberatisi, che dice di una
vita che diviene eterna, incontrando la poesia.
Applausi e richiesta di bis. Spettacoloso Lorenzo.
Enrico Tartagni –Concordanza di odori-:
Sono gli odori che, in questa poesia bellissima,
stimolano riflessioni esistenziali. La vita che
viviamo, ponendoci domande prive di risposte ed
avendo un’unica certezza consolante : “sul tavolo il
tuo profumo accanto al mio…” Ermetismo di Enrico
che, come spesso nelle sue poesie, tocca l’anima e
porta a riflettere. Piaciuta molto. Bravo Enrico.
S.A. Santoro –Ultimo vento d’autunno-:
Il magistrale sonettista Armando ci regala una
nostalgica riflessione sul tempo che passa, su amori
perduti senza rimpianti e sul guardare al futuro con
determinazione. Bella molto, così il poeta ci vizia.
Livia Fedele –Tra la neve un cuore-:
Applausi per questo dolcissimo esprimere amore.
Bellissima la descrizione dello scenario nel quale
si vive quell’emozione. Bravissima Livia, piaciuta
molto.
Aurelio Zucchi –Credermi-:
Ci sono momenti in cui si dubita di se stessi,
momenti in cui si guarda al passare del tempo,
(“…agonizzanti rose/chiuse nel metro imposto dal
tempo”) momenti ai quali bisogna reagire. Aurelio li
narra con maestria e con belle e coinvolgenti
immagini. Ed il suo stile pulito rende piacevole,
sempre, leggerlo. Bravo Aurelio.
Carlo Chionne –Nonna Maria-:
Un nostalgico ricordo, un omaggio delicato, col bel
poetare di Carlo. Piaciuta molto.
Diletta Giaquinto –Il canto del mare-:
Rende umano il mare la brava Diletta e gli dà i
sentimenti
dell’uomo. Così di questi ha nostalgia, mancandogli
l’allegria che gli portava. E’ una fantasiosa
inversione di ruoli quella che ci narra questa
poesia dal poetico e bel titolo.
Gabriele Renda –Cinque angioletti-:
Tutto il dolore per una morte assurda, espresso con
profonda partecipazione e bella poesia.
Paola Trombetti –Frutto-:
Con una forte poesia Paola ci narra di cadute e
resurrezioni, di ribellioni ed appagamento
rassegnato. Intenso il poetare, frutto di forte
sentire. Bella e piaciuta molto.
Michela Zanarella –Prendo vita-:
Sono molto belli i versi “Il cielo crea/la mia
impronta/e mi immerge/in equilibri di
luce/fiducioso/delle mie chiare fondamenta.””. Belli
e dicono di fiducia in se stessa e speranza.
Carlo Festa –Essere protagonisti-:
Dichiarazione d’amore fatta con molta determinazione
e con ritmo incalzante da goccia che scava.
Piaciuta.
Stefano Medel –Uscio-:
Al gravoso peso del vivere, Stefano pone rimedio
chiudendosi in se stesso, illudendosi che i guai, la
noia, il frastuono, resteranno ad attendere fuori.
Stefano Cavallini –Un volo libero-:
Già, caro Stefano, lasciamoli volare i nostri sogni.
Bell’incitamento a liberare la fantasia, a non
omologarsi. Chissà… Piaciuta molto.
Clelia Maria Parente –I doni della Befana-:
Gioia di vivere in questi versi e, nonostante i
tempi bui, dilaga l’ottimismo esorcizzante.
Sandra Greggio –La via del cuore-:
Sandra ci ammonisce così: soltanto la voce del
cuore può liberarci da pesanti catene, con intensa e
bella poesia.
A tutti un cordiale saluto ed un grazie al nostro
generoso vate. Piero
Colonna Romano
"O mio cuore" di Angelo Taraschi, malinconica e
vogliosa di pace, una pace universale e meritata:
6/1/2012
Altra bella pagina azzurra ,quest’oggi trovata in una
calza piena di doni. Uno alla volta li scarto e questo
sento:
Michele Cristiano Aulicino –Sotto la torre-:
Torre, dito medio che irride ad un mondo imperfetto.
Tristi considerazioni sull’imperfezione del mondo e sul
masochismo della gente. Così Michele guarda al mondo,
appagandosi della sua ineluttabile imperfezione.
Filippo Pistore –Al di là del vetro-:
Filippo ci narra d’un amore che rassicura e protegge da
tutto ciò che c’è fuori dalla finestra, stando “dal lato
caldo del vetro”. E lo fa con accenti romantici, sia nella
descrizione del paesaggio, sia nella tenerezza dell’amore.
Bravo Filippo, piaciuta.
Michael Santhers –Depliant-:
E’ un bel menù quello che Michael offre ai suoi personaggi
capovolti. Ironica e tagliente. Piaciuta .
Simone Magli –Ogni vita, ogni storia-:
Altra riflessione amara del nostro Simone. Riuscissimo
davvero ad aprirci agli altri !
Angelo Taraschi –Strada che vai-:
E’ una domanda sulla vita della quale non si conoscono gli
scopi nè i fini. Amara riflessione, piaciuta molto.
Antonietta Ursitti –Una scia-:
E’ il desiderio di libertà, quel grido. Lanciato verso una
sorda ed immobile terra. Piaciuta per l’intensa sintesi
che dice più di molte parole.
Bruno Amore –La vita a spirale-:
Bruno fa della speranza il centro dell’esistenza, E la
vita dà gioie e dolori e illusioni. E ci si aggrappa alla
speranza per vivere, nelle avversità. Lentamente, nello
svolgersi della spirale, si affievolisce. Bella e
malinconica poesia che Bruno ci regala con garbo.
Lorenzo Poggi –Questa strada piena di sassi-:
Questa bellissima poesia è la summa del pensiero di
Lorenzo, del suo guardare alla vita. Metafore trasparenti
per dirci della sua durezza e del suo (e nostro)
ricercarvi un senso, senza trovarlo. Vibrano le corde
della speranza, ne ricaviamo soltanto illusori sogni. Si
invocano aiuti, senza trovarli. In definitiva siamo soli,
in una valle di lacrime. Questo ci dice il bravissimo
Lorenzo che, per sovrappiù, a sottolineare la sua visione
pessimistica, ricorre a terribili, ironiche ed amare rime.
Decisamente ad alto livello di poesia è il suo dire.
Applausi.
Enrico Tartagni –Pettirosso-:
Sintesi e bel dipinto che ci dice dello stupore di un
pettirosso nel vedere sparire la terra sotto una coltre di
neve. Stupore che forse è anche il nostro.
S.A. Santoro –Un anno di lotta-:
Armando descrive la realtà con toni duri e rassegnati.
Temo che sia facile previsione ciò che ci narra. Forse è
giunto il momento di reagire con durezza estrema ed i
segnali ci sono tutti. E difficile sarà stare a guardare.
La poesia è un magistrale sonetto di un bravissimo poeta.
Livia Fedele –Alba magica-:
Il tepore delle coperte al mattino e la speranza nel nuovo
giorno. Delicata e piacevole molto.
Graziella Parisi –Un teatro nel silenzio-:
Bellissima questa descrizione della notte che scende,
donando un sipario stellato e silenzio. E quel “Ho
sentito il silenzio cantare” ci dice dell’intimità
raccolta dell’anima, di fronte a tanta pace. Molto bella,
e molto piaciuta. Brava Graziella.
Diletta Giaquinto –Mani macchiate di sangue-:
Risuona la canzone di De Andrè (La guerra di Piero)
leggendo questa intensa poesia della brava Diletta che
coglie tutto l’orrore della violenza della guerra,
soprattutto quando affidata alle mani di bambini soldati.
Gabriele Renda –Don Calogero-:
Rammenta il Verga della roba e de La Giara, questa bella
poesia di Gabriele. Molto ben descritte queste figure di
paese, nei loro umori, desideri e peccati. Bravo Gabriele,
complimenti.
Paola Trombetti -Tragicomico Rondò-:
“il mio residuo fisso di sogni” è il fulcro della poesia.
Sogni dove si materializza un uomo desiderato in paesaggi
ora romantici ora duri. Ma è circolare questo sognare, c’è
il risveglio e c’è la cancellazione di quei sogni, in
attesa del loro ricominciare. Bella, piaciuta molto.
Laura Cervone –Il vento-:
E’ un intimo interrogarsi sulle proprie pene. Il vento,
quello che dentro ti squassa, è metafora di quelle. Lievi
colpi di pennello dipingono scene vissute con intensità. E
quell’invocazione è avvertimento a fuggire da queste
dolorose analisi. Molto ben narrata e molto piaciuta.
Giuseppe Gianpaolo Casarini –Bella così…così pensavo…-:
Dolcissimi ricordi che sgorgano dalla visione d’una
vecchia fotografia. Quanto sentimento si può esprimere con
una poesia, quando si è poeti come poeta è Giuseppe.
Bravissimo, mi ha affascinato.
Sandra Greggio –Quella nostra strada-:
Dolce ricordo della persona amata della quale si
rammentano occhi e tono di voce, con struggente nostalgia.
E si rammenta la solidarietà che c’era, l’aiuto che,
reciprocamente, s’è dato rimpiangendone la mancanza.
Bellissima e commovente poesia di una bravissima Sandra.
Stefano Cavallini –In fondo al pensiero-:
E’ una dichiarazione d’amore che si conclude con un “ma
esisto/insieme a Te.” Che può leggersi anche come una
ineluttabile necessità: esistere con te e per te.
Piaciuta.
A tutti gli auguri per una splendida epifania che,
certamente, vi avrà portato calze zeppe di poesia. Al
nostro vate illuminato, un caro saluto.
Piero Colonna Romano
La pagina tanto azzurra di oggi si apre sotto
un cielo poco azzurro e nuvole ingarbugliate dal vento:
5/1/2012
Questa pagina azzurra è sempre un’ epifàinio col quale,
appunto, i poeti rivelano il proprio animo. E quanto
magistralmente lo sanno fare !
Questo il mio sentire:
Giuseppe Gianpaolo Casarini –Un tempo così desideravo…-:
Dolce è l’attesa, lento il suo passare. Bella, ben
descritta e coinvolgente. Chi non ha mai provato questo ?
Michele Cristiano Aulicino –Complici-:
E’ l’uomo che, conscio della propria malvagità, si isola.
Unica compagnia se stesso, per se stesso, appunto, complice.
Armando Bettozzi- Pòri parlamentari nostri !-:
Bello ed efficace il magistrale romanesco di Armando.
Pasquino avrebbe scritto le stesse frasi. Che dire ? Ma che
fine hanno fatto i girotondini ? Ed il popolo viola ?
Folclore e nient’altro. Che sia tempo di iniziative…più
energiche ?
Fata Morgana –Vergogna-:
Altro grido indignato, ben detto e condiviso. Faccio
copia/incolla della domanda di cui sopra. (A proposito, ben
tornata, era tempo !)
Carlo Chionne –Homo mediaticus-:
E’ esattamente quel che siamo divenuti. E’ esattamente
quello che il potere (Orwel: 1984) voleva diventassimo, per
asservirci la mente ed installarvi l’immoralità. Ricordo la
fine, profetica, di un libro/inchiesta di Packard Vance (I
persuasori occulti). Sapevamo ed abbiamo taciuto. Sappiamo e
restiamo in silenzio. Bella la poesia di Carlo, nella sua
indignazione, bella e fonte di riflessione.
Michael Santhers –Pidocchi-:
Quarta poesia del giorno che tratta lo stesso argomento
delle tre precedenti, con altri toni e suoni ma con la
stessa indignazione. E Michael tratta la lingua con la
solita sua efficace maestria.
Maristella Angeli –Splendidi pensieri-:
Una ventata d’aria fresca, sembra primavera. Maristella ci
regala questi versi, densi d’ottimismo e speranza. Bella
molto e piaciuta.
Antonio Teni –Metropolis-:
E’ un poemetto dove Antonio, con bravura, riversa le sue (ma
sono anche le nostre) nostalgie per tempi in cui più
umanamente si viveva. E si sente l’angoscia di questo
vivere, il suo serrar le menti al bello, in ogni strofa, in
ogni verso. Decisamente bella, molto piaciuta. Complimenti.
Simone Magli –Lo scrittore ferma le emozioni-
Lapidario Simone. Infatti scrivere è anche un
esorcizzare timori, ansie, incubi, amori, dolori ecc.
Concordo.
Carlo Baldi –Ode per un giovane batterista innamorato-:
Si crea, tra strumento e musicista, un rapporto intimo,
quasi d’amore/odio. Carlo lo descrive come fosse un atto
d’amore quel suonare accarezzando, colpendo, strisciando,
ora con altri strumenti, ora con le mani. Efficacissima
descrizione di una poesia molto piaciuta.
Antonietta Ursitti –Basita guardo-:
Già, “nel mondo dato…”. Ed in che altro modo si può guardare
a ciò che ci circonda, se l’anima è pura e puro il sentire ?
Basiti, appunto. Ed Antonietta, con intensa poesia , ce lo
rammenta, confessandosi. Bella molto.
Lorenzo Poggi –L’alba del mondo-:
Quanto può entrare dentro la bellezza della natura se la si
osserva con animo puro e disposto al bello ! Lorenzo ci
dedica una poesia che è una preghiera. E sale verso il
cielo, come una musica. Bravissimo.
Enrico Tartagni –Sciatusc-:
Pensieri che scoloriscono, come capelli che imbiancano.
Enrico guarda, malinconicamente, al tempo che passa. E lo fa
usando terminologia da coiffeur che, a ben guardare, è la
persona che opera più vicino alla fonte dei pensieri…
S.A. Santoro –La fine delle cicale-:
Decisamente esplicito questo addio ! Perfetto sonetto
caudato, per esprimere una rabbia non trattenuta. Ed anche
a questo serve la poesia.
Aurelio Zucchi –Il nastro…-:
Con i nobili endecasillabi Aurelio dà lezione di vita. Bella
poesia e molto piaciuta. Spero anche a chi è stata dedicata.
Livia Fedele –Parole legate-:
La dolcezza delle parole descritta magistralmente da Livia.
Molto bella, molto piaciuta. Brava Livia!
Diletta Giaquinto –Fantasia-:
Bella poesia e bell’insegnamento ci dona Diletta. Sognare la
giustizia, l’amore, la solidarietà, desolatamente, vale
soltanto mentre si dorme. Complimenti Diletta.
Igino Mazzieri –Stroncatura circolare-:
Credo che se non ci fossero questi poeti, con la loro
capacità d’esprimere sentimenti diversi, accuse, delusioni
ecc. non esisterebbe la poesia. Così come se fosse esistito
soltanto Mozart, non esisterebbe la musica. Ma Igino
esprime, guarda un po’ con una poesia, il suo invito a
,,,lasciar perdere il poetare, lasciando ad altri (Dante e
Petrarca, forse) questo nobile compito. Bella la poesia,
discutibile il suo senso.
Gabriele Renda –Il segugio dei monti (pecunia olet ?)-:
Molto ben detta, caro Gabriele. Sempre più bravo, sempre
più, diciamo “turbato” dalla piega che hanno preso gli
avvenimenti tecnico/politici. Descrive la realtà Gabriele,
la realtà di un paese per il quale Monti ha programmato un
futuro di miseria sempre più diffusa. Col progetto, non più
velato, di salvaguardare gli interessi di chi è già
abbondantemente benestante e, per affermare la sua “equità”,
incarica Befera d’organizzare la carnevalata di Cortina
d’Ampezzo…
Giusi Falleroni –Censura-:
Giusi descrive, con efficacia, lo scenario che è stato ed è
esistente in ogni dittatura. Qui lo abbiamo sfiorato e, per
ora, non viviamo quelle esperienze drammatiche. Per ora.
Paola Trombetti –Filastrocca Imparata a Scuola-:
Non so se esiste davvero una filastrocca del genere so,
però, che adattandola alla realtà d’oggi, Paola ci racconta
di emarginazione, di razzismo, di diversità non accettate,
di solidarietà negate. Piaciuta molto. Brava Paola, hai
fatto ottima scuola.
Stefano Cavallini –Infinita gente-:
“…spendere il tempo rimasto/per cercare un po’ d’amore.”. E’
bella la riflessione di Stefano, bella e condivisa.
Il Gabbiano –Anno Vecchio Anno Nuovo-:
Caro Il Gabbiano io mi auguro di non dovere chiedere di
ritorno quella valigia…Apprezzabile ottimismo il tuo.
Incrociamo le dita. Un acaro saluto.
Ti devo un ringraziamento, caro Il passero, per ciò che hai
espresso su un mio commento ad una sua poesia. E attendo la
poesia che hai promesso. Un caro saluto.
A
tutti auguro serena serata. A Lorenzo il magnifico, un
ringraziamento. Piero Colonna
Romano
Vanno di moda le rimostranze per le misure inique.
Ma nel tempo delle sferzate e dei rigurgiti di qualunquismo
antidemocratico c’è qualcuno che si ricorda la differenza tra
i costi della politica ed i costi della democrazia?
4/1/2012
Poggi Lorenzo, Formichine: Bella
e spietata, l'immagine delle ore della vita che camminano
l'una dietro all'altra come formichine, con un ordine e una
precisione che l'uomo non può sviare! La Nascita e la Morte:
ore che si susseguono di fronte ai nostri occhi impotenti e
fragili. Laura Cervone
Così prosegue l’anno azzurro. Sempre belle queste pagine
azzurre, sempre emozionanti.
Queste le mie emozioni:
Paola Trombetti –Piega nel Muro-:
Di un angolo rifugio ci racconta Paola. E là teniamo
gelosamente i nostri desideri che sono desideri di giustizia e
solidarietà. Soltanto là l’amore si ferma. Là ci consoliamo da
una deludente realtà. Bella decisamente e ben descritta.
Giuseppe Gianpaolo Casarini –Oggi ripenso-:
Tratta da un archivio questa poesia. Ma parla di sentimenti,
sempre vivi, con intenso romanticismo. Bella e piaciuta.
Stefano Medel –Leggera nebbia-:
Bisogno di pace dopo i turbolenti e stancanti giorni festivi.
Ed altra minaccia in arrivo…
Clelia Maria Parente –Il tuo primo vagito-:
Ben descritta questa emozione, una nascita che illumina una
vita e fa scordarne i dolori.
Michele Cristiano Aulicino –Io cammino-:
Belli i versi “ho provato ad ascoltare le tue parole,ma/più a
lungo, ho pettinato i tuoi silenzi”. E parla, Michel, del
desiderio di realizzare un sogno, reso impossibile dalla
mancanza d’amore. Intensa e bella decisamente.
Michael Santhers –Angoli e vetrine-:
E’ un viaggio nell’effimero che ci circonda, fatto di veloci
immagini, quasi un film che giri a velocità doppia. E’ queste
immagini restano nella retina, quelle che percepiamo,
leggendola.
Antonietta Ursitti –Adusare aduso-:
Non ci si abitua a questo mondo che follemente gira.
Antonietta usa parole scoppiettanti per questa denuncia.
Piaciuta.
Lorenzo Poggi –Formichine-:
Ore che, in colonna, passano come teorie di formichine, bella
immagine del tempo che scorre. E bello questo innalzarsi al di
sopra della nostra vita e vederne inizio e fine. Il fantasioso
Lorenzo ci delizia ancora con queste sue riflessioni.
Enrico Tartagni –Contesto-:
Drammatica descrizione, ma quanto coinvolgente, della vita. Un
ballo infinito e sfinente, fino allo sparo finale. Bella
molto.
S.A. Santoro –Fotografia-:
Bella la descrizione d’una notte d’amore. Bella la descrizione
del suo svanire, con quel “Ma era solo brina mattutina/e un
sole pallido dopo l’ha sgelata”.
Renzo Giordani –padre-:
Omaggio amorevole e nostalgico ad un padre scomparso ma che
molto ha saputo lasciare. Bella e piaciuta.
Graziella Parisi –Il poeta-:
Graziella vuole avulso dal reale il poeta e lo narra con bel
poetare. Ci dice che nella realtà si cala solo per “giusto il
tempo che occorre/per dare a voglie tue soddisfazione”. E
resta la domanda di sempre: che cosa è un poeta ? Aperta la
discussione.
Diletta Giaquinto –Figura eterna-:
Ed anche in questa poesia c’è l’omaggio ad un padre. Semplici,
piacevoli e genuini versi. Un bel dipinto questo.
Gabriele Renda –Lasciate ogni speranza oh voi che entrate-:
Drammatica descrizione del tempo che viviamo. Abbiamo chiuso
gli occhi sulle porcherie della finanza (nazionale ed
internazionale), ci appagavano le scintillanti vetrine, ci
ipnotizzavano i media, rutilanti di sesso e ricchezza. Ed oggi
si salvi chi può. E sappiamo già chi potrà.
Sandra Greggio –Distrazione-:
Già, non vediamo, non cogliamo fili d’erba, non contiamo le
stelle. Forse soltanto l’amore potrà ridarci giusta dimensione
delle cose. Bella e molto piaciuta.
Stefano Cavallini –Il filo di speranza-:
Rinuncia a tutto, rassegnazione e sottomissione alla volontà
di pochi. Questo ci narra Stefano. Ma un filo di speranza,
proprio un filo, lo vogliamo mantenere per sopravvivere ?
Paolo Piccini –Fragilità-:
Veloce pennellata per ammonire a maggiore concretezza.
A tutti gli amici poeti il più cordiale dei saluti. A Lorenzo
un particolare saluto ed un ringraziamento.
Piero Colonna Romano
"Piega nel muro" di Paola Trombetti,
estremamente significativa e profonda, mi è piaciuta l'immagine
d'apertura:
3/1/2012
È con riconoscenza che ringrazio i
commentatori Piero Colonna Romano, Sandra Greggio,
Antonietta Ursitti e Giuseppe Stracuzzi dalle cui opere imparo
molte cose.
Angelo Taraschi
Giornata piovosa oggi. Allieta soltanto questa bellissima pagina
azzurra, grazie al vostro sentire e dire poesia.
E questo sento:
Gabriele Renda -Il bancario Gustavo-:
Grazioso dipinto di un “bravo” di paese, ben raccontato da un
Gabriele bravo e piacevole a leggersi.
Paola Trombetti –Finestre-:
Gli occhi delle case, attraverso i quali tutto passa, ogni
sentimento, ogni immagine. Cieche e chiuse sarebbero le case
senza di loro, sono la loro luce. Belle immagini, descritte
sapientemente da una brava Paola.
Armando Bettozzi –Farfalla prigioniera-:
Solidarietà, piena di compassione, nei confronti di chi ha
dovuto abbandonare la sua terra, in cerca di una degna vita,
trovando, al contrario, chi la userà per il proprio tardivo
piacere. Bellissimi i versi iniziali “Nere arcate su gocce di
tristezza/perle di umida malinconia”. Bella poesia di un Armando
bravissimo come sempre.
Clelia Maria Parente -Sei nato-:
Dolcissima dedica ad un nipote che, nato, rinnova la gioia della
maternità.
Giuseppe Stracuzzi –Africa-:
Giuseppe ci descrive, con maestria, un paradiso perduto.
Bellissime le immagini che ci dona, come dipinto sognante. Ma ci
ammonisce: tutto questo era e non è più, dandone la causa alla
globalizzazione. Piaciuta molto, detta con nostalgico sentire.
Complimenti Giuseppe.
Angelo Taraschi –Palle da biliardo-:
La nostra vita guidata e determinata “da un incommensurabile/
tiranno che illusi/immaginiamo saggio”, così afferma Angelo, con
forte e provocante poesia. La discussione (magari con noi
stessi) è aperta.
Michele Cristiano Aulicino –Alcuni non capiranno-:
Beati gli ultimi, perché saranno i primi. Questo ci dice,
evangelicamente, Michele ed a quegli ultimi guarda con amorevole
compassione e li vede come piccoli fiori rossi il cui profumo
innamora. Piaciuta molto.
Il passero –Un tempo infinito-:
E’ una dichiarazione di fede e di speranza ed è l’affermazione
che la poesia ci rende più forti, ci fa appropriare del tempo.
All’infinito. Bella molto e molto piaciuta.
Carlo Chionne –Cinismo mediatico-:
Quattro forti versi per denunciare l’indifferenza di chi, al
caldo, è indifferente a quanto i media ci raccontano. E
basterebbe guardare fuori dalle nostre finestre, per vedere
quanta neve…
Aurelio Zucchi –E’ sempre così-:
Si guarda alla vita con la delusione che proviene da sogni non
realizzati. Come passeri che credono d’essere usignoli, ci
illudiamo. Questo ci racconta Aurelio. Ma le frustrazioni sono
cancellate da piccole gioie che, periodicamente, potremo vivere.
E’ sempre pulito il linguaggio usato da questo bravo poeta.
Sempre un piacere leggerlo.
Michael Santhers –Guerra tra le lenzuola-:
Applausi a questa…scoppiettante poesia. Grassa risata, con un
fondo di malinconia per quei “matrimoni al capolinea”.
Lorenzo Poggi –Apocalisse-:
Lorenzo dipinge a fosche tinte l’attuale situazione e ne
prevede drammatici scenari futuri. L’uso delle parole risulta
perfetto per prenderci alla gola. Sullo sfondo si avvicinano i
cavalieri dell’apocalisse futura. Che dire ? Un Lorenzo
magistrale.
Enrico Tartagni –Viaggi…-:
Un dipinto surrealista quello che Enrico racconta. Ed è ancora
la rivisitazione d’una vita delusa nei suoi sogni, che cerca
altrove speranza e luce, al suo finire. Metafore sono quei
motori/rotori in lento spegnersi. Piaciuta molto.
Carlo Baldi –La Tela-:
Carlo immagina un dialogo con intonsa tela. Questa narra i suoi
progetti e sogni ed il suo desiderio d’identità (“Mi muterai di
nome”). Ma quella tela potrebbe essere metafora di ognuno di
noi. Molto ben descritta, molto piaciuta.
Bruno Amore –Indifferenza-:
L’indifferenza del prossimo, il sentirsene addolorati, fa
perdere persino il gusto del bello. (“e nemmeno detto al
vento/come sono belle/le ginestre gialle”). Bruno invita a
riflettere e lo fa con bel poetare.
S.A. Santoro –Ultimo vento d’autunno-:
Lezione di sonetto da un maestro del sonetto, qui caudato. Ben
disegnata quella natura e quello stato d’animo. E’ sempre un
piacere leggerti, caro Armando.
Simone Cumbo –Occhi-:
Rapida ma intensa pennellata, per dirci del potere degli occhi.
Raffaele Ciriello –Tra bastardi e puttana-:
Con un grido indignato Raffaele (bentornato!) ci dipinge lo
spaccato di questa società ed invoca divine punizioni. Concordo.
Diletta Giaquinto –La lascio interpretare a chi lo vuole fare-:
Ci provo: parole in libertà che nascono da un’anima sensibile,
curiosa, innamorata, perplessa. E che vanno a formare una bella,
piacevole poesia.
Stefano Cavallini –I paesaggi dell’anima-:
Viaggio nell’anima e, più ancora, nella memoria. Bella la figura
retorica di quello spingere porte e trovarvi dietro pensieri e
sentimenti di cui ci siamo dimenticati. Decisamente convincente
e bella.
Sandra Greggio –Vita nello sguardo-:
Alti e bassi, esaltazioni e delusioni. Sandra descrive così il
vivere. Unica certezza che rassicura è l’amore.
A tutti il più cordiale saluto. A Lorenzo un grazie sempre più
convinto. Piero Colonna Romano
Commento per Diletta Giaquinto |