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3/2/2012

Pagina azzurra talmente ricca da scoraggiare ogni tentativo di commento. Ma ciò non è successo a Piero Colonna Romano, che ci ha garantito ugualmente la sua consueta esegesi dettagliata e approfondita. Un grazie di cuore, unitamente ai miei complimenti.
Sandra Greggio
 

Imponente  per numero e qualità le poesie che oggi arricchiscono la pagina. I miei complimenti ad Enrico Tartagni –Cosa nasce sui bastioni di Ravenna: così densa di splendide e insolite immagini. Maddalena Gatto – Un’affacciata alla finestra: molto piaciuta , insieme a Gloria d’Alessandro con –(è solo fisionomia) di cui apprezzo le suggestive metafore che, per i miei limiti non sempre posso decodificare. Della mia storia di Piero e Gloria –amici carissimi ai quali è dedicata- chiederei un ulteriore sforzo –posso?- al gentilissimo Piero Colonna Romano. Un commento critico mi sarebbe utile, come sempre. Grazie.
Carlo Baldi
 

grazie piero, massimo pastore
 

Corposa e di grande qualità l’odierna pagina azzurra. Queste le emozioni che me ne derivano:

 Armando Bettozzi –Sonetto della fantasia-: Perfetto sonetto di mastr’Armando. I sogni il soggetto, quelli che non muoiono ed uno sguardo ai cosiddetti diversi. Bello molto.

Antonietta Ursitti –Essere felici-: Trasmettere un sorriso, pur essendo avvolti nel dolore. Nell’anima soltanto lacrime di gioia e sorrisi rubati, con bella similitudine, alle onde del mare, alle alte vette dei monti. Decisamente poetica questa descrizione della felicità, Piaciuta molto.

Enrico Tartagni –Cosa nasce sui bastioni di Ravenna ?-: Sguardo innamorato ad una bellissima città, da versi densi di lirismo. Gioiosa e piacevolissima poesia.

Maddalena Gatto –Un’affacciata di finestra-: Si capisce col passare degli anni il sentimento ed il sentire dei nostri vecchi, quando quel passare degli anni ci avvicina sempre più alla loro età. Quell’”un’affacciata alla finestra” è, probabilmente, un antico detto popolare e su questo si svolge l’intera bella poesia.

Aurelia Tieghi –Neve-: Bella e dinamica descrizione del cader della neve. L’uso di parole quali “oscilli”, “scintilli” ne evidenzia l’immagine, rendendola viva. Romanticissimo quel finale “rimani pure domani/perfetto candore lunare/-a covare-“.

Antonia Scaligine –Il mio im/pasto d’assurdo-: Quel “m’impasto d’assurdo” finale è suggello ad una poesia fatta di metafore trasparenti. Sono le pulsioni dell’anima quelle qui descritte magistralmente. E la consapevolezza dei loro contrasti. Bellissima e molto ben narrata.

Maristella Angeli –In attesa dell’alba-: Riflessioni notturne e domande. La verità è sfuggevole e quel ripetere “sfugge” è segnale d’incertezza che l’alba, si spera, fugherà. Piaciuta molto questa esistenziale poesia.

Gloria D’Alessandro –(è solo fisionomia)-: I sentimenti, letti nelle espressioni mutevoli dei visi. E le riflessioni che su noi e dentro noi facciamo. E ne emerge una sensazione di solitudine, un essere avulsi dalla realtà, rifiutandola. La mediocrità ed il dolore appartengono ad altri ma, dentro noi, nonostante speranze e sogni, la consapevolezza  di vivere “agonie preziose di un qualsiasi vivaio in pieno vuoto”. Ermetica poesia, ricca di belle metafore,

Debora Stifani –Il valore di una laurea si misura-: Ed assieme a Debora plaudiamo a questo uomo  dai grandi meriti passati ed attuali. “Anima più umana” che ha rivivificato “quattr’ossa ungarettiane”. Poesia che narra, con pochi ed  incisivi versi, l’intera cerimonia ed i sentimenti che ha generato.

Massimo Pastore –Cristo dalle belle armi-: “Munizioni di pietre stellari”, “gioielli metadonici”, “accarezzami come fossi una lunga spina celeste” ed altre frasi e versi fantasiosi ma pregni di rabbia impotente.  E’ bella questa invocazione, ben descritto questo disperato bisogno di salvezza,

Paola Trombetti –Colonna Sonora-:  E quanta ragione hai nel dire che nulla cambia ! “Padroni d’anime e Signori della Guerra” sono sempre gli stessi, usano sempre gli stessi metodi basati sulla subdola propaganda e non hanno neppure bisogno di cambiare trucco. Chi riceve è, rassegnatamente, indifferente.

Lucio Cornelio –Lei-: E’ una Lei dominante quella di cui ci parla Lucio con versi liberi e convincenti.

Marinella Addis –Amore…in cornice-: Appassionata, passionale ed esplicita descrizione di un incanto. Quello dei Golfi, ovviamente… Decisamente bella e piaciuta.

Lorenzo Poggi –Un luogo, una storia-: Le belle metafore di Lorenzo per dirci di ricordi e di nostalgie. Di ricordi che (pare un seguito di “Meglio non guardarsi dentro”) è meglio scordare, per il dolore che possono apportare. (un capolavoro quell’ “armadio/sudario perenne/di cose non dette/di azioni non fatte”). Come sempre il bravissimo Lorenzo medita e fa meditare.

Gabriele Renda –Il “turco” pensionato-: Ottima riflessione Gabriele ! Ed io che intendevo smettere non lo farò più. Mi sentirei in colpa.

Bruno Amore –Inverno di campagna-: Bel dipinto dell’inverno e dei suoi paesaggi. Bella quella chiusa che sa di intimità e calore.

Michael Santhers –Porci con le ali-: Ottima denuncia del cosiddetto turismo sessuale. Tutta l’indignazione possibile per questa ipocrisia, concessa e sollecitata. Ma si sa, pecunia non olet.

Gianni Ruggiu –Giuseppino-: Bellissimo questo ricordo del padre. Bellissimo questo connubio con la natura che mi fa ricordare “Al dio sconosciuto” di Steinbeck. Molto, molto piaciuta.

Gaetano Napoli –Via…-: Coraggio del primo amore e rimpianto e ricordo dolente. Bella e ben narrata.

Giusi Falleroni –Farfalle stropicciate-: E’ una dolente ed appassionata descrizione della ricerca della libertà.  Bellissime immagini che coinvolgono e dicono di spaesamento e quel domandarsi “Perché? Che faccio qui?” è domanda esistenziale densa di pena. Splendida la chiusa. Molto bella, molto piaciuta.

Simone Magli –Ricordi di guerra-: Applausi a questa bellissima poesia. Simone, qui, si è superato e ci ha regalato splendida poesia. Tra i tanti i versi da incorniciare ne cito uno : “se la fantasia è la finestra/sull’amore ?” E condivido in pieno la riflessione “Il massacro del vivere quotidiano/annichilisce anche i poeti/che con l’anima affrescano/la cupola dell’esistenza.” E come dimenticare quel “Portami un fiocco/di quella neve calda/di gioia” ? Bravissimo Simone, attendiamo bis.

Aurelio Zucchi –Osserverò-: Viaggio nel tempo con poesia che odora di fantascienza. Bello questo desiderio di guardare oltre, sperando che tutto migliori. Rassegnata la domanda finale. Sempre pulito il poetare di Aurelio, da apprezzare.

Vincenzo Melino –Naufragio dell’anima-:Nel titolo tutto il dolore esistenziale sviluppato, poi, con toni apocalittici, in questa intensa, rassegnata poesia. Ben narrata, con forti immagini, e coinvolgente.

Sandra Greggio –Contrasto-: Semplicemente deliziosa. Indimenticabile quel “mentre fuori nevicano farfalle”. Sempre più brava la nostra Sandra.

Il Gabbiano –La domenica del villaggio-: Ed Il Gabbiano ci regala altra bella cartolina di questa amata Italia. E ce ne narra odori, suoni e sapori, con la sua maestria descrittiva. Leggerla mi ha fatto tornare anche  in quell’Umbria che tanto amo. Un grazie per questo risvegliar ricordi.

Maria Rosa Cugudda –Turbamento fra le montagne-: E Maria Rosa ci dice dello stupore, quasi mistico, che si può provare davanti allo spettacolo di inaccessibili monti. Stupore che porta a pensare alla nostro essere, piccola cosa  dalla “fugace esistenza”. Brava Maria Rosa.

 

Ringrazio Joseph65 per il chiarimento che mi ha commosso e che mi conferma, ancora di più, che la poesia non solo è moto dell’anima ma all’anima arriva. E sono certo che l’anima di quella sfortunata ragazza avrà  avuto consolazione, nel leggerla. Ancora un complimento, Joseph65.

 

 A voi tutti il più cordiale dei saluti. Al nostro splendido vate un ringraziamento.
Piero Colonna Romano

 

2/2/2012

ciao Piero C. R. ti ringrazio,naturalmente anche gli altri, per le analisi critiche che fai sulle mie poesie...."Lui è lì..."' è stata scritta per una alunna che ha perso il padre e non riesce a farsene una ragione (se fosse mai possibile farsene una) ...no non credo al Paradiso,agli angeli o a un Dio che dall'alto decide " Tu si ..tu no !!! " secondo un disegno tutto suo...!!! ma credo che ci sia un'esistenza LI' (spero non solo di spirito...non saprei che farmene ), che ci farà riunire con le nostre persone care dopo il  "Buio Eterno" che attende tutti .Ho voluto rassicurare quella ragazzina ,che non riusciva a trattenere le lacrime,che nel frattempo quel dolce padre gli è vicino tutti i giorni,sotto qualsiasi forma .
JOSEPH65
 

Tiro un sospiro di sollievo e respiro azzurro nuovamente. E le poesie sono sempre d’alta qualità e danno emozioni. Le mie queste:

Vincenzo Melino –Lacrime senza pianto-: E’ triste questo ripensarsi. Belle le immagini ricche di pathos e grondanti nostalgia. Bellissima la chiusa. Piaciuta molto.

Armando Bettozzi –Per far luce ci vuole…illuminazione-: Armando punta il dito su di un fenomeno mediatico che da  troppo tempo ci assilla. Ad ogni fatto criminoso che accade segue trasmissione…di approfondimento, con relativa vetrina di sociologi, psicologi, criminologi, preti, investigatori (tutti divi, ovviamente) e pubblico plaudente. E più è efferato il delitto, più si scatena la morbosa curiosità della cosiddetta opinione pubblica. Quale migliore occasione per confezionare un prodotto, da vendere a caro prezzo, a quelle aziende che lucrano, sfruttando le basse pulsioni di chi segue quelle trasmissioni ? Ottima la poesia alla quale mi associo.

Antonietta Ursitti –Basta sapere-: Già, basta sapere d’essere a posto con la propria coscienza per godere della tenerezza che c’è nella prima parola pronunciata da un bimbo. Bei versi quali “basta sentire/di essere nel sibilo del vento” e “basta nutrire/di essere come fantasia/per giocare tra voli alti”, rendono la poesia giocosa e piacevolissima.

Enrico Tartagni –Conversazione 27.9.11-: Bellissima, quasi mistica, conversazione. E ci raccomandiamo, in attesa della fine “ok…prepara qualcosa d’inusitato/in terra in cielo in ogni luogo/sto arrivando a contemplare/il tuo divino stato…”. Complimenti per il sentimento così intensamente espresso.

Gloria D’Alessandro –Mal de vie-: Così Gloria riflette su questo falso vivere, su questo essere indifferenti al dolore. Ma non c’è mascara che tenga e le lacrime restano represse. E la conclusione è consapevolezza dei nostri egoismi, incapaci, appunto, “di qualsiasi miglioramento”. Intensa e molto piaciuta. Cara Gloria ti ringrazio per come hai commentato i miei commenti ed hai ragione: io tento di capire quel che c’è dietro ogni verso ma, credimi, non per voyerismo bensì perché leggervi dentro è un po’ come guardare dentro me stesso. Un caro saluto.

Massimo Pastore –Blackout-: Che dire di queste similitudini erotiche ? Semplicemente da applausi.

Paola Trombetti –Rapsodia di Sole e di Vento-: Nell’attacco c’è la descrizione (forse la speranza) di una vita felice che, però, subito, si scontra con la realtà. E seguono versi duri ed amari (quel “ogni focolare un tribunale” è terribile) e la rassegnazione nell’attendere qualcosa di malefico. Piaciuta molto.

Stefano Budicin –Dalla cima di un burrone-: Una sequenza di belle metafore, descritte magistralmente, quasi dipinte con preziosi colori, per dirci del guardare alla nostra vita come fossimo sull’orlo di un burrone che, in lontananza, ha il mare della speranza. E l’amara delusione dei tre versi finali, densi di pessimismo. Molto ben detta e molto piaciuta.

Arturo Guzzardi –Radici-: Il richiamo alla religione è una costante nelle poesie di Arturo. Ed il come le conclude è un inno alla speranza. Questa, come in tutte le altre, ci invita a guardare ad un oltre dove c’è salvezza.

Joseph65 –Lui è lì…!!!-: Fosse stata scritta da Arturo il significato sarebbe chiarissimo. Voglio leggere quel “Lui” come fosse la nostra coscienza ma, forse, un chiarimento sarebbe opportuno.

Lorenzo Poggi –Meglio non interrogarsi dentro-: Tutto il pessimismo di Lorenzo in questa poesia, affermato fin dal titolo. Le sue metafore, i suoi duri versi sono sempre un invito a (nonostante il titolo) guardarsi dentro, a scavare per conoscersi e rimediare. Terribili i versi “un immergersi nudo/nel vacuo di se” e la chiusa drammatica di quei sette versi finali, portano a Nietzsche, a Cioran. Applausi per come detta.

Ida Guarracino –Quando la chiamano follia-: E’ un amaro addio quello che ci narra la brava Ida. E la follia è, inevitabilmente, un amore sbagliato.

Gabriele Renda -Padova nel cuore-: Bellissimo questo ricordo di una bella città, ben dipinta nel suo essenziale, e di un amore indimenticabile. Piaciuta molto.

Gianpaolo Arrabito –Mare, cielo..-: Bella questa immersione nell’azzurro, ben descritte quelle sensazioni, con coinvolgenti versi.

Bruno Amore –Ascoltando Cajkovskij-: Bruno ci regala una sonata, quella che narra di amori dolcissimi, intrigati da dolcissime melodie. Eleganti sempre i suoi versi e sempre pieni di gran sentimento. Piaciuta molto decisamente. (PS: la grafia del nome Tchaikovsky è sempre stata, per me, misteriosa. Ne ho trovate svariate, te ne propongo un’altra)

Michael Santhers –Motel x-:  Pare la descrizione di un cartone animato e piace l’umorismo di questi versi. Particolarmente delizioso quel portiere che da Catone si tramuta in Caronte. Ma Michael ci narra di un incontro diciamo…non regolare. Bravissimo Michael.

Stefano Medel –Non c’è altro-: Inno alla libertà e sua affermazione quale regola per sopravvivere.

Maria Rosa Cugudda –Dal cielo-: Preghiera intensa e densa di fede in quel donare amore.

Michela Turchi –Sala d’attesa-: Osserva Michela e legge nei volti ed interpreta pensieri. Narra, con bravura, quel che vede in una sala d’attesa (quella nella quale siamo tutti, la vita) ed, alla fine, ci si ritrova, anche lei, ad attendere. Piaciuta.

 

Caro Il Gabbiano ancora gli auguri più affettuosi ed un grazie per la risposta, andrò a leggere i tuoi racconti. A tutti il più cordiale dei saluti, al nostro vate un grazie di cuore.

Piero Colonna Romano


Sconsolata atmosfera quella di Vincenzo Melino, da angoscia esistenziale, mi viene in mente “Spleen”. Armando Bettozzi: complimenti per questo sonetto che mette in rilievo l’importanza della “materia grigia”, anche nei confronti degli altri. Antonietta Ursitti: un bel programma di vita, tutto da mettere in pratica per vedere ciò che non viene visto “in orizzontale”; molto piaciuta! Lorenzo Poggi: non vale la pena porsi interrogativi mettendo a nudo se stessi, “uscire di casa rincorrendo speranza”, ma, anche non volendolo, c’è quel “rumore di fondo di fiume nascosto” che non dà tregua. Ida Guarracino: meglio lasciare chi ancora cerca il tuo volto ma senza averti capito a fondo, perché solo di capire se stesso aveva bisogno. Una bella storia d’amore con lo sfondo la città di Padova, ben descritta nei suoi luoghi più tipici, è questa la poesia di Gabriele Renda, con un bel poetare. Bruno amore: binomio ben riuscito tra musica e poesia, in questo caso d’amore, scandito in vari tempi fino all”ansia patetica” finale. La richiesta d’amore di enrico tartagni sembra essere compensata dalla certezza espressa da Maria Rosa Cugudda: “salvezza incontro…se Amor concedo”. Uno spaccato di vita quello offerto da Michela Turchi: le cose di tutti i giorni che diventano poesia.

Queste le emozioni che oggi mi ha dato la pagina azzurra, senza nulla togliere anche agli altri sitani, che saluto e ringrazio , Lorenzo in primis.
Sandra Greggio
 

Salutando il ritrovato sito ed il suo artefice, in questa pausa fortemente impegnato in riparazioni, propongo queste mie note su alcune delle poesie odierne.
- Vincenzo Melino "Lacrime senza pianto": una sera d'indefinito pallore acquatico sulla riva d'un fiume senza barche . Nostalgia di ciò che non è stato, ansia di cose impossibili. Lacrime senza pianto. Alla fine "cado addosso/alle speranze e alle certezze/come il tramonto /sulla collina".

- Antonietta Ursitti "Basta sapere": basta essere sempre sé stessi in quello che fai, dai e dici e basta sapersi alzare e volare con la fantasia per gustare quello che volando in orizzontale non viene visto "come la prima parola affiorata per caso su labbra di un bimbo". Non ci vuole poi molto per essere felici.

- Enrico Tartagni "Conversazioni 27.9.11": continua Enrico le sue conversazioni private con il Supremo. Sì vengo dove vuoi tu, ma ti prego Signore, parlami d'amore e non di silenzi prolungati! Bellissimo!

- Paola Trombetti "Rapsodia di Sole e di Vento ": qui c'è la paura di vivere e la voglia di provare.

- Ida Guarracino "Quando la chiamano follia ": sembra l'addio definitivo ad un vecchio spasimante insistente che ancora gioca a fare il ragazzo come se per lui la vita sia trascorsa senza accorgersene.

- Gabriele Renda "Padova nel cuore": 25 anni fa il nostro soldatino a Padova. Gli è rimasta una ragazza nel cuore.

- Bruno Amore "Ascoltando Cajkovskij": quante cose vengono in mente ascoltandolo e come scivola il pensiero al mutare dei tempi della musica. C'è nostalgia di gioventù perduta ma c'è ancora voglia di perdersi nei viali della poesia per la propria amata.

- Michael Santhers "Motel x": camera a ore, sequenze non edificanti descritte con la consueta bravura di sintesi.
Un caro saluto a tutti.
Lorenzo Poggi


"Lacrime senza pianto" di Vincenzo Melino, poesia fortemente esistenziale condotta benissimo, stupendi i seguenti versi, il primo dei quali dà anche il titolo all'opera:
Lacrime senza pianto
ardono nei miei occhi induriti.
"Sala d'attesa" di Michela Turchi, interessante finestra sul pensiero della gente dei nostri tempi.
Simone


Armando Bettozzi: Per far luce....mi piace e mi dà emozione vedere chi si cimenta con il sonetto. Sarà forse vero che la poesia “evolve”, ma scriver versi che son poi soltanto frasi staccate e senza ritmo, è come giocare a tennis senza la rete in mezzo. Bravo e grazie. Lucio Cornelio
 

1/2/2012

Cari amici azzurri, come vedete vado e vengo, ma vi leggo con molta attenzione, mi "perforate" gli occhi con i vostri "scritti" ed è un piacere a cui proprio non so rinunciare; per questo vi ringrazio di cuore, ringrazio in particolar modo Piero Colonna Romano così attento e profondo in ogni singolo verso che non solo commenta: lo sa anche spogliare ed è una capacità analitica che sa andare ben oltre quel semplice "mi piace" o "ho apprezzato molto" [certo, perchè dà una compostezza ed una luce diversa ad ogni singolo tratteggio che hai di te nel momento in cui partorisci qualsiasi forma di pensiero esposto qui, a volte anche con grande coraggio]
 
Mia, ma mia, proprio mia oggi sento in particolar modo questa:
"Le complicazioni arrivano quando si fanno vive le difficoltà
sempre accettate non per se stesse,
ma per ciò che mi annunciano" di Stefano Cavallini...  cosa si può imparare a far d'altro se non aspettare in un tempo dove i problemi sanno venire solo per mettere alla prova la nostra vita -con un pò di quella saggezza? (e "con il suo peso" come descrive meglio Sandra Greggio).
 
A tutti gli altri amici azzurri un abbraccio affettuoso e pieno di poesia che sempre sa scaldare queste giornate così prepotentemente fredde...
 
Grazie a tutti, grazie al nostro immenso Lorenzone.
Gloria D'Alessandro
 

Dopo un inizio dedicato ad un ringraziamento particolare a Roberto Bottiroli per l'attenzione riservata alla mia poesia, colgo altre emozioni, tra le tante che la pagina odierna ci riserva. Aurelio Zucchi: mi è piaciuta questa ammissione di aver chiesto l'aiuto di Dio nel momento del bisogno, è dichiarazione di umiltà, detta con un bel poetare. Antonietta Ursitti: un sole dalla doppia faccia, quello descritto così bene da Antonietta, complimenti! Dalla fede di Aurelio Zucchi, ecco l'immagine di un Paradiso un po' particolare offerta da Michele Cristiano Aulicino, senza dubbio originale ed ironica, ma, senza dubbio, anche un tantino irriverente. Dal tema dell'amore, reso in vario modo da Gloria D'Alessandro, Maddalena Gatto e Pasquale Di Meo, ecco invece la Tristezza, che, insieme a sentimenti a lei vicini ed anche più forti, ha definitivamente cacciato la Gioia; belle queste personificazioni di Angelo Taraschi. Ritrovo il tema religioso nell'invocazione di Gianpaolo Arrabito, che faccio mia. Termino con due poesie che rendono l'atmosfera del'inverno: Lorenzo Poggi, con le sue stupende ed inconfondibili metafore e Michael Santhers che, con una chiusa bellissima, ci descrive gli effetti della neve.
Ed aspettandola (almeno una spruzzatina), saluto cordialmente e ringrazio tutti , il nostro vate in particolare.
Sandra Greggio


Carissimo amico Piero Colonna Romano, Prima di tutto è doveroso ringraziarti, per gli auguri relativi alla terapia, alla quale ogni giorno, per la durata di 15 giorni mi sto sottoponendo, con la speranza che mi possa portare degli ottimi risultati. Ti ringrazio altresì per il commento alla poesia: “La tavolozza del “Pittore”, che hai saputo magistralmente colorare di quel colore che mancava. Se trovi un poco di tempo da dedicare ai miei scritti, li puoi trovare sotto: Scritti da Diego Cocolo- Poetare Ti saluto molto caramente, unitamente al nostro caro Prof Lorenzo e a tutti i poeti del sito. Il Gabbiano

 

30/1/2012

Altra settimana immersa nel nostro azzurro, altre belle poesie che danno altre emozioni. Le mie queste:

 

Aurelio Zucchi –Negli anni del Dio che ho cercato-: Aurelio ci esorta a rivolgersi a Dio non soltanto nel momento del bisogno e, nella chiusa, invita a rendere costante nel tempo questa ricerca.

Vincenzo Melino –Anagramma del grigiore-: Così Vincenzo, con un pizzico di sadismo, ci costringe a complicati riposizionamenti. Ogni strofa (tutte belle e fascinose) è un dipinto astratto del quale cercare la chiave di lettura che, forse, troveremo nello smarrimento che può prendere il poeta davanti alla sue stesse poesie. E quei due versi finali dicono della presunzione, ma anche dell’impotenza, di un poeta che si confronta con l’umanità. Piaciuta molto.

Antonietta Ursitti –Superbo sole-: Le due facce del sole ed i suoi effetti, descritti con maestria, sono metafora di ciò che è l’uomo con i suoi umori e gli effetti delle sue azioni. Molto bella e piaciuta.

Michele Cristiano Aulicino –Colazione in Paradiso-: Lo spunto è la pubblicità che i media ci propinano giornalmente. In un atmosfera da caffè Lavazza, Michele si rammarica d’avere già fatto colazione. Ma è metafora del nostro essere già imbottiti di messaggi: abbiamo fatto il pieno e non ne possiamo più. Ironica e piacevolissima. Molto piaciuta.

Gloria D’Alessandro –Luce dei miei giorni-: “E’ che so amarti/nel sorriso di una lacrima” è ossimoro che ci dice di quanto l’amore possa superare avversità. E la chiusa (decisamente bella) dice di quanto sorprendente possa essere quel sentimento, al di là delle stesse speranze o previsioni. Brava sempre Gloria.

Maddalena Gatto –Anch’io miro all’amore-: Azzardo una traduzione: quel tempo già morto è un amore finito. Quell’interrogarsi sugli effetti che ne derivano è un tentativo di capire fine a che punto, quegli effetti, possono essere superficiali. La conclusione è confessione ed anche consapevolezza che la realtà, nella sua astrusità, non ci aiuta a capire. Piaciuta.

Pasquale Di Meo –Sarò-: Bella serie di dichiarazioni d’amore. Oltre la vita continueranno.

Massimo Pastore –New Frisco-: Bellissimo attacco (ed altrettanto bella la penultima strofa) ed il seguito risuona come fosse una  bella ballata country. Letta e riletta e piaciuta molto.

Angelo Taraschi –La signora Tristezza-: E’ un tormento voluto ed inseguito quel languore dell’anima. Un po’ saudade, un po’ masochismo. Credo sia ciò che molti provano. Bella molto la poesia, bello quel dialogare con sentimenti. Vagamente francescana, fatte le debite differenze. Piaciuta.

Lorenzo Poggi –Inverno-:  Quel latrare inciso sulla corteccia del pioppo e quell’annusando il rumore della primavera sono invenzioni cariche di bella poesia. E Lorenzo crea un’atmosfera nebbiosa e fredda ed usa, magistralmente, metafore che parlano di stati d’animo. Bella decisamente.

Gabriele Renda –L’infiltrato-: Pare un racconto fantastico. In effetti è realtà quella di cui ci dice Gabriele. Una realtà limitata a pochi eroi del nostro tempo. Piaciuta molto.

Gianpaolo Arrabito –Dio-: Preghiera espressa con profonda fede, al punto da definire Dio forza immanente.

Michael Santhers –Neve-: Pregi e difetti di una nevicata. Bella la chiusa con quel “svela orme /di tracce e addii.

Antonio Turbian –Sensazioni e malinconie-: Ricordi indelebili e nostalgici e confronto dell’allora con l’adesso, in un bel racconto.

Stefano Medel  -C’è una parola-: Aspirazione di tutti questo appropriarsi della libertà e goderne. Stefano quasi lo urla questo suo bisogno. Piaciuta.

Stefano Cavallini –Il tempo-: Piaciuta quella chiusa, quel “Vorrei vivere in orario/attento/a ogni attimo/con passo leggero;/altro non so fare.”

Sandra Greggio –L’abbandono-: Descritto, con profondo sentire, un evento doloroso che appanna la vista e ti fa vestire abiti dimessi (che è metafora di rassegnazione dell’anima). Molto bella e piacuiuta.

Carlo Baldi –Le  nuvole-: Ho rivisto i tuoi poetici dipinti, leggendo questa bella poesia che è un invito a guardare in alto e ad osare.  

 

A voi tutti auguro una serena settimana. Un caro saluto al nostro vate. Piero Colonna Romano
 

Commento alla poesia "l'abbandono" di Sandra Greggio
Meraviglioso connubio fra sentimento e .......abbandono.
Complimenti
Roberto


"Superbo sole" di Antonietta Ursitti, un inno alla potenza del sole, piaciuto.
"Le nuvole" di Carlo Baldi, bella e suggestiva promessa d'amore.
Queste le uniche emozioni di oggi per me, su una pagina decisamente scarna.
Simone
 

29/1/2012

Mi sembra doveroso ringraziare chi ha preso spunto dalla mia poesia e ne ha fatto, “per gioco”, una bellissima, Wilma Marian Certhan; applausi! Mi soffermo poi su due poesie che han catturato la mia attenzione: “Bergen Belsen 1944 di Renzo Montagnoli, di una spiazzante semplicità, ma quanto incisiva! Ecco la funzione della poesia, quella di trasmettere il ricordo. In questo senso, un grazie anche a bruno amore, perché le sue domande vanno addirittura oltre il ricordo e sono interrogativi che abbiamo il dovere di porci, cercando anche e soprattutto di rispondere. Come non citare Simone Magli? Poesia che si fa aforisma, essenza; questo io colgo: un invito ad assaporare il momento in cui si dona, perché poi il vento può portarlo via. Termino con Lorenzo Poggi, la cui poesia dallo stile inconfondibile ha una chiusa mozzafiato; applausi, Lorenzo!
Il tempo tiranno non mi consente di commentare le altre poesie ma su tutte si è posato il mio sguardo; la pagina azzurra si fa sempre più ricca di un bel poetare. Per questo, ringrazio tutti e a tutti rivolgo un caro saluto, in particolare, al nostro Lorenzo.
Sandra Greggio
 

Anche se con ritardo,desidero ringraziare il grande Piero Colonna Romano e il
gentilissimo Carlo per i loro commenti alla mia "Prendi il mio cuore e portalo
lontano".
Un saluto caloroso al nostro caro prof.Lorenzo!
Antonio Teni
 

Oggi andremo a -10°,  secondo meteo. Fortunatamente c’è questa azzurra coperta che scalda.

Ne approfitto e questo sento:

 

Simone Magli –Quando al cielo-: Bel concetto che mi pare di poter tradurre così: quando fai una buona azione, godi del tuo atto rapidamente, perché non avrai riconoscenza. Piacciono questi aforismi/frustata.

Armando Bettozzi –Paese bello-: Bellissima descrizione di uno dei borghi medioevali più belli d’Italia che Armando dipinge con la sua solita maestria.

Vincenzo Melino –Ghirlande di astri-: Bella metafora che ci narra dello smarrimento e della rassegnazione. Splendide quelle nuvole che insaponano il cielo e quel “tra unzioni di quiete/e viali di solitudine/faccio naufragare/il mio deambulare” sono versi di infinita tristezza. Bella molto.

Antonietta Ursitti –Se perdessi la vista-: Si può rinunciare (o non più potere) a vedere, a capire. Resteranno i sogni che ci fanno volare, salvandoci. Molto ben narrato uno stato d’animo, meditando sulla vita e su ciò che ci circonda. Molto piaciuta.

Gloria D’Alessandro –Un semplice zero senza senso-: Drammatica visione della vita e di se stessi, in quella immersi. Intensa poesia dalla quale traspare la rassegnazione e l’ineluttabilità del vivere nei compromessi. Molto bella e molto piaciuta.

Wilma Mayian Certhan-Per gioco- Il rovescio della medaglia di Cecco Angiolieri. Qui si spande amore a piene mani, con una romanticissima e bella molto poesia. Brava Wilma.

Maddalena Gatto –Voglia di dormire-: La rassegnazione, l’impossibilità do cambiare la nostra e la vita altrui, portano ad un’apatia rassegnata. Solo nel sonno troveremo la pace. Molto intensa, con dolenti versi, e molto piaciuta.

Renzo Montagnoli –Bergen Belsen 1944-: Semplicemente bellissima. Renzo narra tutto ciò che è accaduto nei corpi e nelle anime. Il giorno della memoria, qui in questo azzurro spazio, è stato, così, degnamente celebrato. Poesia intensissima e coinvolgente. Da incorniciare, leggere ripetutamente, imparare a memoria. Applausi convinti.                                                                                                                                                                   

Paola Trombetti –Sussultiamo-: Avessimo tutti analoga sensibilità ! Il cinismo tutto pervade, scava a fondo, diviene cultura. E Paola ci invita a reagire. Questa dolente e bella poesia merita applausi. Bravissima Paola.

Lorenzo Poggi –Un barbone-: E’ un grande Lorenzo ! Col suo poetare netto, incisivo, metaforico, disegna un dolore, quello degli homeless. Vorrei leggere la chiusa, bellissima per alta poesia, come la speranza che tutto ciò cambi. Applausi convinti.

Gabriele Renda –Il porcellum ? Un diamante !-:  E che altro aggiungere alla denuncia di Gabriele ? Democrazia significa potere del popolo. O forse è meglio dire significava ? Non c’è soltanto il recente rigetto della Consulta, c’è anche la volontà da noi espressa sulle privatizzazioni. Volontà tranquillamente ignorata dai nominati dal porcellum. Devono mica rispondere al popolo questi, ma soltanto ai loro padroni che li hanno inseriti in liste bloccate ! Alla faccia di una democrazia della quale questo sistema elettorale ha celebrato il de profundis.

Gianpaolo Arrabito –Amore-: Bel concetto, espresso con bella poesia. Yin e Yang, l’altra metà del cielo ecc. Ma Gianpaolo conclude affermando sia pazzia l’amore. Mi consola il sapere che  “pazzia” e  “normalità” sono separate da sottile confine e c’è chi afferma non siano definibili. Piaciuta molto.

Bruno Amore –Memoria-: Scava a fondo Bruno. E poesie come questa (assieme a tutte le altre che in questi giorni sono apparse, onorandolo, su questo splendido sito) sono un ammonimento a ricordare e non soltanto in un giorno particolare.

Primo Levi ci ha ammonito così: “Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo”. Ed i segnali ci sono tutti. Bella molto questa poesia. Applausi.

Stefano Medel –Mattina-: Già, poi il risveglio. Da un sonno che si vorrebbe finisse mai. Stefano dipinge bene uno stato d’animo, con scarni ed efficaci versi.

Il Gabbiano –La tavolozza del pittore-: Ti ringrazio per ciò che hai scritto ieri e ti faccio i miei auguri più affettuosi perché la terapia, alla quale ti sottoponi, dia il più brillante dei risultati.

E la poesia che oggi leggiamo è un misto di immagini, che passano rapide e restano nella retina, tenerezza dell’amore, tecnica pittorica. Ma è, soprattutto, l’espressione di un profondo e sentimentale sentire. Piaciuta molto. Un affettuoso saluto, caro Il Gabbiano.

Pierluigi Ciolini –Magari domani-: E’ bello l’invito di “svegliare amori addormentati” per fare della notte più nera “solo un ricordo”. E la conclusione è un inno alla speranza. Piaciuta.

Stefano Cavallini –si impara a non ricordare-: Belle serie di riflessioni sulla memoria. Drammatico, ma temo vero, il titolo. Profondo il pensiero “Sai che non sei e non vuoi essere/quello che sei adesso”. Bella e piena di speranza la chiusa degli ultimi sei versi.

Sandra Greggio –Serenità-: Un ancora di salvezza e la  speranza di ottenerne una serenità che pareva perduta. Detta con molto sentimento e piaciuta.

 

A voi tutti un cordiale saluto e l’augurio per una splendida domenica. Al nostro vate un caro saluto ed un grazie. Piero Colonna Romano

 

28/1/2012

In questo gelido weekend soltanto questa pagina azzurra porta calore e consola. Questo oggi sento:

 

Stefano Medel –Ti sei chiuso-: Dialogare con se stessi. Amarezza per un abbandono ed invito a rinunciare all’orgoglio. Questo ci racconta Stefano.

Simone Magli –Quando dal cuore-: Potenza della poesia espressa con determinazione. Bella l’immagine della vita/donna. Piaciuta.

Enrico Tartagni –Metafisica la Vendetta-: Progetto catastrofico e presa d’atto di un vivere dopo il dopo, con certezze inquietanti.

Vincenzo Melino –Libro di pietra-: Ed anche qui un’amara analisi del vissuto. “vago e sfoglio la mia coscienza/come un libro di pietra”, è il pensiero centrale della poesia. E lo smarrimento nel guardarsi dentro porta agli struggenti versi finali. Piaciuta molto, detta con molta intensità.

Antonietta Ursitti –Secco il vento-: Bella poesia, che narra di smarrimento e vaga speranza. Così ci guardiamo attorno e ci assale un secco vento che ci secca gola e pensieri e “Stremati i sensi/non rispondono/…../non bastano a dire/il bisogno d’amore…” Piaciuta molto, complimenti Antonietta.

Gloria D’Alessandro –La clessidra e la crisalide-: Il passare del tempo e lo scorrere dei ricordi. Una passione che resta dentro, bruciante nel rievocarla. E la rinascita attesa avverrà per “il tuo fiato di rigenerazione creata/sulle mie dita”. Deliziosi gli ultimi otto versi. Decisamente bella e molto piaciuta.

Angelo Taraschi –Momenti di noia-:  Molto bella la descrizione di uno stato d’animo permeato di noia. In definitiva, però, Angelo ci dice che soltanto così si può raggiungere la serenità assoluta. Piaciuta molto.

Paola Trombetti –Inno all’amore-: Già, è proprio un inno all’amore con un verso centrale che è insegnamento apprezzato (“ama quando fai l’amore”). Brava Paola, come sempre.

Maurizio Spagna –MANINE manine-: Quei simmetrici versi iniziali e finali dicono dell’amore che si può e deve provare per un figlio. La poesia, così didattica, è molto ben detta e ne emerge l’apprensione e l’amore. Piaciuta.

Lorenzo Poggi –Passeggiando per Lisbona-: Col suo personalissimo stile Lorenzo ci narra quello che con la sua sensibilità ha recepito, nel visitare quella splendida città.  Bellissima la chiusa, ricca di speranza,

Giuseppe Dabalà –Verso sera-: Romanticissima e bella descrizione di una sera che avanza e di uno stato d’animo. E tutta la poesia è permeata da quel “Madida di luna”. Bella molto e molto piaciuta.

Gabriele Renda –Fuga da Alcatraz Italia (le aziende)-: E Gabriele ci racconta di delocalizzazioni selvagge e fa fosche (e realistiche) previsioni. E lo fa con bella poesia che dice di rabbia. Condivisa.

Gianpaolo Arrabito –Anima-: Credo non ci possa essere migliore dichiarazione d’amore di questa. Ben narrata, con intensità.

Alessandro Lentini –Libertà-: “Se fossi vento, t’apparterrei/e così tu a me, a me solo.” Temo questi versi siano negazione della libertà. Ma la poesia è ricca di immagini e similitudini ben narrate. Piaciuta.

Michael Santhers –La suocera-: Allora chi la fa l’aspetti. Divertente e povero Michael, hai tutta la nostra solidarietà.

Sandra Greggio –Sera-: C’è una dolcissima descrizione della sera e dei pensieri di chi la vive. E c’è l’ottimismo nel guardare al futuro. Insomma c’è il poetare di Sandra, tutto. Molto piaciuta.

Stefano Cavallini –All’improvviso-: Spiega accuratamente il senso di questa poesia Stefano. Ed è ciò che si sente leggendola. Molto ben detta e piaciuta.

 

A tutti l’augurio per un sereno weekend. Un caro saluto a Lorenzo, nostro magnifico vate.
Piero Colonna Romano

 

27/1/2012

Oggi la pagina azzurra è densissima di fantastiche poesie. Non ho la capacità di commentarle tutte. Mi limito ad:
Antonio Teni: Prendi il mio cuore e portalo lontano… letta a voce alta per goderle la musicalità… letta per coglierne i temi… letta per comprenderne le finezze letterarie…letta per affascinarmi.
Michele Cristiano Aulicino: E’ analisi dell’amore, dell’amicizia, molto condivisa. …che immagine quel –incendiar la corda che ci lega l’uno all’altro!-
Carlo
 

Carissimo Piero Colonna  Romano. Il. Gabbiano, è molto onorato, per avello associato al grande giornalista e viaggiatore Guido Piovene, il quale è stato la mia guida ed il mio autore. Prima di essere Gabbiano, sono stato, oltre che viaggiatore ed escursionista in Italia e all’Estero, visitando i luoghi più belli del nostro meraviglioso Paese, Sul “ Sito Poetare, sono stato presentato quale”Narratore” riscuotendo ottimi consensi I miei reportage, unitamente alla mia biografia, li troverai sul “ Sito Poetare”. Ti sono particolarmente grato, per i tuoi preziosi giudizi sulla poesia. In questi giorni non ho tempo di scrivere, perché sono impegnato ad una cura di “ Radio  Terapia. Un caro saluto a te, carissimo amico, unitamente ai poeti del “ Sito”, senza dimenticare il nostro carissimo Prof. Lorenzo. Il Gabbiano
 

Così si viaggia in un sogno azzurro e se ne gode la poesia. Oggi è il giorno della memoria, dedichiamo a questo ogni poesia odierna, indipendentemente dal loro contenuto. Questo io sento:

Michael Santhers –Recinti-: Giusto iniziare l’odierna serie di poesie con la poesia di Michael che ha  questa forte affermazione: “A riparo di sconfini/lento l’odio dilaga/oltre trincee mentali/ad annullare il nemico/ormai umano DIVERSO/inquinante d’eletta razza.”

 Su questo concetto riuscissimo tutti a riflettere ! Ripensando a ciò che è accaduto rivedo sempre la scritta GOTT MIT UNS e continuo a chiedermi  di che razza, di che colore,  per tutti i credenti d’allora e di oggi, sia mai quel gott. Intensa molto  e molto opportuna, oggi, la poesia di Michael.

Stefano Medel –Bene e male-: Riflette sugli opposti Stefano e si rassegna: oggi bene, domani male. Ma che palle!

Simone Magli –L’universo dell’individuo-: Il pensiero è concetto filosofico antico. Da Platone a Kant a Schopenauer, quasi tutti i filosofi ne hanno fatto oggetto di meditazione. Motore dell’agire per tutti. E Simone, filosoficamente, riflette, col suo incisivo poetare.

Antonio Teni –Prendi il mio cuore e portalo lontano-: Ode alla musica salvifica. Ma anche  (e soprattutto) riflessione sulla vita. Antonio ci invita, con ritmo di fiaba, a pensare al nostro vivere e ce ne fa vedere i risvolti più angoscianti. Alta la poesia che recita, piacevolissimo il leggerla. Complimenti.

Pasquale Di Meo –Ho provato-: L’ineluttabilità di un amore, le sue pene, i tentativi d’allontanarlo e la sua inevitabile vittoria finale. Pare non ci sia antidoto. Piaciuta.

Michele Cristiano Aulicino –Sproloquio sulla casualità dell’amore-: Leggo una serie di aforismi, quasi tutti condivisibili. Michele spazia dall’amore, all’amicizia, alla vita, alla verità, all’arte. E soltanto l’amore definisce casuale, dal che se ne dedurrebbe che tutto il resto è causale. Bella e condivisa l’affermazione sull’arte salvifica. Piaciuta molto.

Enrico Tartagni –Una notte-: Sogno d’una notte dunque. Espresso con bello ed intenso poetare. Bravo Enrico. Piaciuta molto.

Vincenzo Melino –Sogni di gloria-: Bella e convincente metafora. E Vincenzo parla dei nostri sogni irrealizzati, polvere negli interstizi, tarli grigiastri. Apparteniamo un po’ tutti ad un esercito: quello dei sognatori. Complimenti.

Antonietta Ursitti –Nell’ombra vedo-: Densa di significato con quel suo bisogno di sostegno, non ottenuto. E quel rassegnarsi ad accettare la finzione se si vuol sopravvivere, mi parla di Borges. Molto, molto bella.

Gloria D’Alessandro –In sensual 2-: E Gloria ci regala il secondo tempo del suo guardare al rapporto d’amore. Qui c’è una mancanza che porta a sentire “tra i deliri/del mio averti.”. Intensissima e coinvolgente. Complimenti.

Paola Trombetti –Alienus-: Altri usano la nostra vita e le danno regole mentre in noi, lentamente, appaiono rughe e bianchi capelli. Così siamo noi gli alieni, in una società che rifiutiamo. Piaciuta molto.

Lorenzo Poggi –Rimembranze sgualcite-: Ed è sempre un doloroso guardarsi dentro quello che ci narra Lorenzo con le sue efficaci metafore. Ricordi che sono dolore, privi di speranze. Incapacità di capire ciò che ci circonda e smarrimento. E l’impossibilità di migliorare dinanzi alla realtà (“E’ difficile aggiungere orli alle tende/quando traspare il colore del tempo.”). Decisamente bella. Complimenti vivissimi.

Diletta Giaquinto –A notte fonda-: La vita è sogno, afferma Calderon de la Barca. Siamo fatti della stessa sostanza dei nostri sogni, ci ammonisce Shakespeare. E Queneau, con i suoi Fiori Blu, narra di un incrocio tra sogni e realtà. E’ bello sognare, quindi, come è bello vivere nel sogno, questo ci narra Diletta.

Gabriele Renda –Il montato-: Ci raccontano che non c’era altra strada per salvare. Già ma per salvare chi ? Il nostro celeste cravattato è stato lì posto da chi non sarebbe mai stato capace di affondare il coltello nella piaga. Peccato che per piaga s’intendono i diritti acquisiti dai più deboli. E gli applausi, che a Monti sono tributati, provengono da chi quei diritti non poteva gradire. Mala tempora currunt e le reazioni (giustissime) alle quali assistiamo, difficilmente cambieranno il corso delle cose. Assistiamo alla partita finale di capitale vs lavoro o, a scelta, di prevaricazione vs giustizia sociale ed il risultato finale è scontato. Quasi da partita truccata. Monta, forte, fortissimo, il desiderio di 1789.

Gianpaolo Arrabito –Legame profondo-: Splendida simbiosi d’amore e nell’amore. Molto bella.

Alessandro Lentini –Il punto debole-: C’è un dolore che deriva dalla perdita ma c’è anche la consolazione che deriva dal chiedersi con chi sarà sostituita quella perdita. E l’attesa. Belli tutti i versi, intensi e passionali. Piaciuta molto.

Stefano Cavallini –I sentimenti esistono-: Stefano riflette sui sentimenti. Ne fa l’essenza del vivere,  nella e per la loro mutabilità.

Sandra Greggio –Desiderio-: Sinteticissima ma d’intenso romanticismo. Quasi da poeta latino americano. Applausi.

 

A tutti auguro la più serena delle giornate. Al nostro vate un caro saluto.

Piero Colonna Romano
 

26/1/2012

 Per il giorno della memoria
http://pelapapas.com.mx/htmls/animacion-arena-2.html 
Link suggerito ed inviato da Carmen Lama.
 

Bella, come ormai sempre, l’odierna pagina azzurra.  Purtroppo oggi il tempo tiranno mi costringe  a scegliere poche poesie da commentare. Su queste mi soffermo e queste le mie emozioni:

Alessandro Lentini –La sera rotola giù dalla collina-: Benvenuto in questo delizioso azzurro Alessandro. Bell’esordio con la bella e dolce immagine della sera che scende e avvolge.

Antonia Scaligine –Il piacere-: L’eloquenza della gestualità e delle posture (che è comunicazione, al di là delle parole) qui descritta con bella ed efficace poesia. E Antonia ci dice di come, senza parlare, si possa sublimare l’amore. Molto bella. Complimenti.

Simone Magli –Il silenzio che parla-:Tema analogo al precedente, svolto magistralmente dal bravissimo Simone. Bellissimi i versi “sotto un cielo squarciato/dai mille sguardi dell’anima,”. Intensa, induce alla riflessione. Decisamente piaciuta.

Michele Cristiano Aulicino –Maturità-: Bello questo narrare del tempo che passa, delle pulsioni giovanili, della calma che si raggiunge in tarda età e dei rimpianti .

Enrico Tartagni –Ulderico de’ Barbiani-: Non so chi sia Ulderico. La curiosità mi ha spinto a ricercarlo in internet e mi sono trovato proiettato in una sezione del PD ravennate. Chiarissimi, quindi, i versi “C’era un tempo lontano/sognavo di combattere un’armatura”. Abbiamo sognato in tanti. In tanti, oggi, disillusi.

Antonietta Ursitti –Amichevole uno sguardo-: Forse non è casuale, forse accade di trovare, negli occhi d’altri, ciò che cerchiamo. E se ne resta stupiti. Con bella poesia questo ci racconta Antonietta. Piaciuta molto.

Gloria D’Alessandro –In sensual 1-: Splendidamente narrato un erotismo che sublima. Attendo il 2 , il 3 ecc. Applausi.

Paola Trombetti –Senza bontà-: Colgo rabbia in questa autoanalisi. Godiamo delle catastrofi annunciate da “degni e composti telegiornali”. Paola afferma “sono una di voi, malati e fuori moda” e chiude con “odo, raccolgo ed amo/i sordidi latrati/contro l’inerte cielo.” Autoflagellandosi. Molto piaciuta per l’intensità del racconto.

Lorenzo Poggi –Lisbona-: Bellissima descrizione d’una splendida città. Pennellate rapide a darcene le immagini più suggestive ed a farcene sentire l’anima. Bravissimo Lorenzo.

Diletta Giaquinto –A te caro padrone-: L’abbandono degli animali, dei nostri amici fedeli, qui descritto con bella poesia.

Sandra Greggio –Bolla di vita-: La realtà ed il sogno, qui descritte con belle immagini poetiche. Bellissima l’invenzione della bolla di sapone, nel suo senso d’effimero ed il desiderio di potervi vivere dentro, sapendo trattarsi “di una realtà-altra,/diversa, ma mia.”. Bella molto e molto ben narrata.

 

Mi scuso con chi non ho potuto, per ragioni di tempo, commentare. Ma tutto ho letto e gradito.  Un cordiale saluto a voi tutti, cari sitani. A Lorenzo un sentito grazie. Piero Colonna Romano

 

Oggi tanta musica nelle pagine azzurre e ho colto queste note...

Alessandro Lentini, La sera rotola giù dalla collina, molto bella la prima strofa, compreso il titolo che rende bene l'idea dello scendere della sera che comincia un po' alla volta ad allagare l'atmosfera e poi per inerzia accelera il suo ritmo...

Renda Gabriele, Il contratto strappato (poesia illuminista), fa pensare a Rousseau e al diritto come violazione della legge naturale, quando alcuni uomini si sono arrogati il diritto di regolare la società per gli altri...usando trucco e belletto per nascondere la loro illegalità...

Armando Bettozzi, La partitura, una bella analogia tra la musica e la vita, dove il finale è quasi sempre a sorpresa e inatteso, rispetto al ritmo regolare delle note sullo spartito...

Antonia Scaligine, Il piacere, anche lei si rivolge alla musica e al tango per descrivere il ritmo passionale della poesia...mi sembra di sentire Piazzolla...

Michael Santhers, Oroscopo, estasi di fiori il suo amore pacato e antico da essere ricercato dagli olandesi, che allontana visioni capovolte di incerti tempi futuri...

Carlo Festa, E' vero, arreso alla supremazia della poesia in fatto d'amore, unico strumento tra le sue mani un foglio bianco...

stefano medel, Questa è la mia strada, lo sa per certo, non vuol cambiare nulla della sua vita...nessuno come noi stessi ci conosce...e ci rispetta...

Simone Magli, Il silenzio che parla, ciò che tace ha un mare da raccontare, come il vuoto sotto la fune sulla quale si incontrano due innamorati...

Michele Cristiano aulicino, Maturità, tenera immagine dell'invecchiare, quando ci si accontenta di bere acqua mentre in gioventù si stappava vino...se si impara l'arte dell'accontentarsi...si allunga il tempo dell'esistenza...

Mario Filabozzi, Schegge di me, in quartine di rime alternate, offre schegge di sè come la foglia che brucia in un niente e diventa cenere affidata alla memoria...Bella immagine...

enrico tartagni, Ulderico De' Barbiani, cavaliere arreso all'amore di una fanciulla...che coltiva nella sua armatura...penso ai cannoni che sparano fiori...sarebbe bello...

Vincenzo Melino, Nuvole nel vento, il cielo stellato a illuminare la solitudine, ricorda il cielo concavo e lontano di Pascoli...siamo come nuvole nel vento...

Gloria D'Alessandro, -In sensual 1, amore sensuale illusione di possedere ed esser posseduti...ci si realizza solo nei sogni...

giuseppe giampaolo casarini, Oggi ricordo frammenti di orrore... di terrore, affranto afflato nel ricordo dell'olocausto...non si può dimenticare...

Paola Trombetti, Senza Bontà, si confonde tra chi è senza bontà, assuefatto alle brutture rappresentate dal telegiornale, sono una di voi malati e fuori moda, raccolgo e amo i vostri gridi osceni...sentita autoconfessione...

Lorenzo Poggi, ci conduce nel mistero del fado, riuscendo a creare perfettamente le atmosfere di Lisbona...chi non l'ha vista ora l'ha conosciuta...

Diletta Giaquinto, A te caro padrone, è dalla parte del fedele amico dell'uomo, che ha perdonato nonostante l'abbia tradito...come solo un cane fedele sa fare...abbiamo da imparare...

Gaspare Serra, L'ombra del respiro, perfetta registrazione di un rapporto intimo...mi sento un po' a disagio...

Sandra Greggio, Bolla di vita, la poeta si rifugia in una bolla di sapone, dove può vivere la sua vita...e vorremmo entrarci anche noi...

Stefano Cavallini, Senza timore, capovolgimento surreale della realtà, che la fantasia sostituisce nel riportare a terra il poeta...originale atterraggio...

Grazie per le emozioni...un caro saluto anche al vate Lorenzo...Antonietta Ursitti.
 

25/1/2012

Leggo il vostro bel poetare azzurro e nascono sentimenti e riflessioni. Oggi queste:
 

Gianpaolo Arrabito –Tu-: Benvenuto nell’azzurro Gianpaolo. Esordio con esplicita dichiarazione d’amore e di… dipendenza. Piaciuta.

Bruno Amore –“Cantami o diva”-: Impressioni e desideri: sentire una poesia e immaginarne il suo sviluppo musicale, credo sia comune sentire. Qui Bruno ci dice della sua  (ma di quant’altri !) incapacità di comporre le giuste note per rendere musicali le sue belle poesie e si rivolge alla Musa. Bella la poesia, bella la chiusa.

Livia Fedele –Mimosa-: Magia di un fiore che col suo caldo colore consola e fa scordare una perdita. Bella e ben detta.

Aurelio Zucchi –Solitudini-: Bella ed intensa questa poesia che narra dell’avvicendarsi delle stagioni e delle speranze. Assalgono i ricordi e sono come neri fantasmi in maschera che ci tormentano. Ed alla solitudine, a quell’essere estraneo alla gente, unico rimedio il profumo di una rosa artificiale. Piaciuta molto. 

Gabriele Renda –Clandestino-: Gabriele narra, con passione, la vita di un extracomunitario. E applaudo a quel “Nessuno ha mai visto il colore di Dio”. Bravissimo Gabriele.

Antonio Iraci –Ho lottato ed ho perso-:Attualità anche questa e cocente delusione (alla quale mi associo) per il tradimento che gli attuali partiti (ma possiamo ancora chiamarli così?) hanno fatto delle ideologie appassionate che, nelle nostre intenzioni, avrebbero dovuto permearli. Ma non abbiamo perso, caro Antonio, perché questi spariranno: Gli ideali non hanno bisogno di faccendieri ed affaristi per sopravvivere. Anzi.

Antonia Scaligine –la fretta e l’angoscia…-: Il confuso vivere nella fretta crea angoscia e smarrimento, “impaglia la ragione” appunto. Ed Antonietta ce ne ammonisce con lucido e bel poetare. Piaciuta molto.

Stefano Medel –Se non avessi te.-: E’ nell’amore che si trova conforto. E’ l’amore che non ci fa sentire soli. Stefano ce lo racconta col suo scarno ed efficace stile.

Simone Magli –I laghi del cuore-: Laghi di dolore e di solitudine dunque, nascosti nel fondo del cuore. Ossimoro quel definirli oasi o forse da intendersi quale rifugio da vita ben più dolorosa. Resta, in chiusa, la speranza in un sogno chiamato vita. Bella molto. Complimenti Simone.

Michele Cristiano Aulicino –Bellezza-: Risuona di versi d’amore di Neruda questa delicata poesia. Bella molto e molto piaciuta. Bravissimo Michele.

Angelo Michele Cozza –Eccidi e stermini-: Un nostalgico ricordo che nasce dal rivedere un luogo un tempo diviso con amici. Un pensare al passare del tempo che, crudelmente, spazza vite, affetti, amicizie. E’ molto intensa questa poesia e molto bella. Invita a riflettere sulla caducità del tutto. Piaciuta decisamente molto.

Massimo Pastore –Gli idoli-: “ventunesimo secolo e nessuno ancora capace di intendere/troppi invece di volere…” sono i versi centrali di questa bella riflessione sul nostro tempo. Una sequenza di metafore forti e di belle immagini ci portano a pensieri malinconici su ciò che viviamo. Complimenti Massimo.

Graziella Parisi –Una fiaba livornese-: Pare la bellissima descrizione di una romantica passeggiata in una bella città. In effetti Graziella ci narra del viaggio in un ricordo, del tornare indietro nel tempo e crea un atmosfera da triller, con maestria. Bellissimi i  quattro versi finali “di un vecchio ancora fanciullo/… ecc.”, Complimenti bravissima Graziella.

Vincenzo Melino –Torpori di follia-: Desiderio di ribellione ad un modo di vivere che impone doveri non sentiti tali. E’ bella la descrizione di uno  stato d’animo, belle le metafore usate. E quei due versi finali “Non c’è quiete in fondo al mio cuore/e non c’è neppure desiderio di averla” dicono di rassegnazione estrema.  Bella molto.

Antonietta Ursitti –Un uomo si scappella-: Pare, più che una cronaca odierna, una speranza nostalgica del ritorno a  tempi quando rispetto significava rispetto. Sono belli i versi di Antonietta, belli i suoi richiami a tempi passati. Piaciuta molto. Brava sempre.

Gloria D’Alessandro -22 aprile DieciVenti-: Ama gli enigmi Gloria. Tento di tradurre il titolo: 22 aprile 2010. Poi trovo un’analisi del “volere”, squilibrio in atto, derivato da “empirica fantasticheria” ma, ciò nonostante, non soltanto non realizzato ma anche utopico “nella sua irreversibile disillusione”. Ma che diavolo sarà mai  successo il 22 aprile VentiDieci (2010?)?

Paola Trombetti –Primavera-:   Essere senza occhi e vedere oltre è bellissima immagine. Come bella è questa analisi del divenire della primavera. Piaciuto ogni verso di questa poesia, sottilmente rivestita di mistero.

Diletta Giaquinto –Accendimi-: La creatività, evidentemente, ha funzionato bene in questa poesia che la fantasiosa Diletta ci ha regalato.

Stefano Cavallini –Bologna 2 agosto 1980-: Testimonianza tremenda di un tragico giorno, molto ben espressa, con gran sentimento.

Sandra Greggio –Libertà-: E’ un grido di libertà questa bella poesia di Sandra. Metafore trasparenti (l’altalena/libertà, mastice/regole della società, aghi di istrice/avversità della vita) ben costruite e ben ritmate. Ed è desiderio di sogno con quel “Realtà che si deve vivere/senza più toccare/terra con i piedi.” Brava molto e molto piaciuta.

Il Gabbiano –Campagna romana-: E non poteva mancare la campagna, nel viaggio in Italia del nostro Il Gabbiano/Piovene. E sono quadretti deliziosi e dal sapore antico quelli che ci presenta. Quel richiamo a Cinecittà è forse un modo per dirci che in questo dipinto c’è del neorealismo d’altri tempi. Piaciuta molto.

 

Un saluto cordialissimo a voi tutti, un ringraziamento sentito al nostro Lorenzo.

Piero Colonna Romano

Ho apprezzato molto "Bologna 2 agosto 1980" di Stefano Cavallini, ma non ci vuole poi molto a capire che uno Stato allo sbando è molto ma molto pericoloso...
e non è detto, mi spiace dirlo, che non si possa ancora verificare.
Cari saluti ai sitani tutti, in primis al nostro infaticabile prof. Lorenzo. Ed un grazie a quanti apprezzano e commentano
le mie poesie. Gabriele
 

"Mimosa" di Livia Fedele, molto bella la seguente immagine a rappresentare questo fiore così amato dalla donna:
grappoli di perle dorate
carezzano come velluto
la mia pelle di luna
"Una fiaba livornese" di Graziella Parisi, una Livorno magica che si confonde con i ricordi, la nostalgia della fanciullezza, molto bella.
Tutti molto interessanti i testi di oggi, complimenti e grazie ad ognuno di voi e a Lorenzo che dirige l'orchestra.
Simone


Mi scuso per aver commesso un errore nella mia odierna poesia "accendimi". Purtroppo invece di scrivere "io esisto in chiunque" ho scritto "in esisto in chiunque". Purtroppo errare è umano.
Colgo l'occasione per ringraziare Salvatore Armando Santoro, Piero Colonna Romano, Sandra Greggio, Lorenzo Poggi, Gloria D'Alessandro e Antonietta Ursitti per i loro splendidi e sempre graditi commenti.
Diletta Giaquinto
 

24/1/2012

Pagina azzurra che si apre con un’immagine sconsolata, quella offertaci da Diletta Giaquinto, ma, d’altra parte, reale. In forte contrasto, ecco i prodromi di una primavera ancora acerba, ma che già si sente nell’aria; ben descritta quest’atmosfera da Salvatore Armando Santoro. Molto bella la pennellata di Livia Fedele, soprattutto quel “respiro l’ultimo sogno”. Il tema della morte ricompare nella poesia di Antonio Iraci che, soprattutto per le domande, mi ricorda il pessimismo leopardiano (A Silvia, in particolare”), sempre attuale. Molto delicata la poesia di Stefano Budicin, che mette a tacere l’inverno in nome dell’amore. Pasquale Di Meo dichiara il suo amore attraverso il mare, che vede rispecchiato negli occhi della sua donna e, più commento, più mi accorgo che la pagina azzurra trabocca d’amore. Anche, seppure con diversa accezione, nella poesia di Simone Magli, che considero un invito alla fratellanza; applausi, Simone! Lezione di vita, quella di Michele Cristiano Aulicino, nel senso che, dopo l’ansia e la frenesia di vivere dell’età giovanile, ci si acquieta apprezzando anche le piccole cose; facile a dirsi, però, a volte non è così. Rimane, infatti, quel “sognando sempre l’orizzonte”, vero? Antonietta Ursitti mi incanta con le immagini della sua poesia, in cui ritrovo gli elementi a me tanto cari. Gloria D’Alessandro: l’alter ego di Simone, mi sembra; a giudicare dal contenuto di questa intensa poesia. Lorenzo Poggi: vorrei rispondere che sì, siamo in tempo, sempre, e la valle laggiù ci aspetta, per ritrovarsi. Anche Aurelio Zucchi, come Santoro, avverte una “genesi nuova” nell’aria, con una bellissima pennellata. Ed anche Stefano Cavallini, come Simone, esce dall’individualismo, affermando la necessità di stare con gli altri.
Sandra Greggio
 

Cosi continuo il viaggio nell’azzurro, incantato dalla vostra bravura. Grazie per ciò che date, grazie per queste emozioni:

 

Diletta Giaquinto –Alla mia morte-: Racconta un sogno Diletta, un sogno che, forse, noi tutti abbiamo fatto. E nel sogno pare vedersi meglio l’ipocrisia e la falsità. Limpidi versi, piacevoli da leggere.

S.A. Santoro –La prima farfalla-: Bei versi liberi per disegnare la rinascita della natura. Lirismo in ogni verso di questa bella poesia. Piaciuta molto.

Enrico Tartagni –Ci amiamo tra le mura di Alidosia (con Bergson in mano)-: Un amore fantastico e molto, molto riflessivo. Tra fiabesche mura e filosofia della svolta. “e passiamo estetici/alle soglie del tempo”. Versi d’alto lirismo, affascinano e dicono di un profondo guardare e sentire un amore che sublima e “che ci sollevano fino/all’ultimo segno.”. Applausi.

Livia Fedele –Notte-: E’ una splendida sintesi di un sogno e della liberazione da incubi. Bravissima Livia.

Gabriele Renda –Viva il forcone-: E come poteva mancare questo narrarci di un’attualità sulla quale riflettere ? Gabriele mette sempre il dito sulla piaga e lo fa raccontando la storia della Sicilia e delle violenze che questa ha subito nel tempo. Delle depredazioni che, a partire dall’unità d’Italia, l’hanno impoverita e resa colonia. Depredata persino della cultura là nata. E su tutto ciò si dovrebbe fare lunghissimo discorso e profonde riflessioni. Bravo Gabriele !

Antonio Iraci –All’amore perduto-: Struggente e bellissima. Ed altro commento è superfluo ma una lacrima scende.

Stefano Budicin –Oltre le chiome del sonno-: Sublimazione di un’immagine amata, con versi di una languida dolcezza. Stefano trascende e ci regala una bellissima poesia dal petrarchesco suono. Grazie.

Pasquale Di Meo –Il mare nei tuoi occhi-: Altra sublimazione, altra trascendenza in questa bellissima dichiarazione d’amore.

Stefano Medel –Nottata interminabile-: La notte quale rifugio consolatorio. Stefano, con quella concatenazione di parole, crea l’atmosfera di un amaro sogno.

Simone Magli –Uccidiamo l’individualismo-: Bellissima invettiva e pregnante invito ad aprirsi agli altri. Molto bella, molto piaciuta e condivisa.

Michele Cristiano Aulicino –divenire-: “l’amore delle piccole cose/sognando sempre l’orizzonte” è bella conclusione di una riflessione su se stesi. Quante le fuori serie che possono usare soltanto tre marce ? Quanti non riescono a concretizzare le proprie fantasie, tarpati da regole e compromessi ? Michele si esamina ma, in effetti, racconta la storia di molti. Piaciuta molto.

Vincenzo Melino –Danze scaramantiche-: E che dire di questo capolavoro ? Capolavoro poetico, zeppo di belle metafore fantasiose ed esplicative, ci narra del guardarsi dentro e del guardare alla vita ed alle difficoltà che ci regala, così pure della nostra incapacità d’affrontarle. Un riso di bimbo torna, nostalgicamente, alla mente ma non placa. Soltanto il ricorso al maligno (quasi dottor Faust) ed a danze scaramantiche potranno porre rimedio. Applausi al bravissimo Vincenzo.

Antonietta Ursitti –Anima nuda-: Quindi anima lacerata da contrastanti sentimenti, quelli che fanno vivere gioiosamente ed il pudore che impedisce di gridarli al vento. Molto bella e piaciuta. Complimenti.

Gloria D’Alessandro-Impressioni-: Un grazie per avere svelato “l’inedito” e complimenti per il coraggio. La poesia è, quasi sempre, outing che ci mette a nudo agli occhi di chi legge. Talvolta c’è un sottile piacere nel provocare, talvolta è esibizionismo puro, talvolta le parole sono la barriera usata per pudore. Sempre esprime un malessere, uno stato d’animo, che deve essere, in qualche modo, esternato. Sempre rivela la parte più importante del nostro carattere. In “Impressioni” quel “Negare la pioggia bagnandosi/di sole sotto l’ombrello” è il tentativo di non vedere quello che ci circonda, ignorandolo. E quell’ombrello è la nostra corazza difensiva. Esegesi giusta o sbagliata ? Chissà. Resta il fatto che anche i commenti rischiano d’essere rivelatori… Ma anche questa è bella poesia che mi è molto piaciuta.

Lorenzo Poggi –Siamo sempre in tempo-: E Lorenzo continua il suo viaggio nell’anima e nella vita. Disegna metaforici paesaggi e li riempie di poetiche ed a volte dure immagini. Disilluso e disincantato, titola questa “Siamo sempre in tempo” per dirci che, volendolo, possiamo cambiare, per costruire un mondo migliore.  Sempre bravissimo e piaciuta come sempre.

Aurelio Zucchi –Primavera-: Quattro versi che annunciano e profumano di primavera. Complimenti Aurelio.

Stefano Cavallini –Arrivo da lontano-: Da lontano, cioè da un mondo che non è quello in cui si vive e dal quale ci si sente avulsi. Ma questo isolarsi, questo essere soli, per scelta, porta a guardare più da vicino la realtà e c’è pentimento: “Mi accorgo sempre più che non sono solo/…./aspettatemi/sto imparando/…/arrivo da lontano.”.  Decisamente bella e molto piaciuta.

Sandra Greggio –Impavido amore-: Anafora magistrale per dirci che amor omnia vincit. E quando questo si realizzerà, ricambiato, ecco che “Solo allora, l’unico tempo/sarà quello interiore”. Questo ci racconta la bravissima Sandra.

 

Un caro saluto e complimenti vivissimi a voi tutti. Un affettuoso ringraziamento al nostro splendido vate.

Piero Colonna Romano
 

Pagina debordante di sentimenti ed emozioni...

Diletta Giaquinto, Alla mia morte, immagina di dormire e non si vergogna di ammettere che fa finta di vedere o di aspettare o di pensare...Immagine serena della morte...

Salvatore Armando Santoro, La mia prima farfalla, ci trasporta in una nuvola di sogno in cui bianca volteggia una farfalla foriera in anticipo di primavera, proprio come la speranza...

enrico tartagni, Ci amiamo tra le mura di Alidosia ( con Bergson in mano ), bella immagine di due amati, bolle dello stesso respiro, non affondano, galleggiano grazie all'amore...

Livia Fedele, supera la Notte, come andasse in apnea accende la luce dopo aver respirato l'ultimo sogno...

Renda Gabriele, Viva il forcone, ci precipita in un'atmosfera da rivoluzione francese, quando bastava il forcone per cambiare il mondo...che vengano nuovi Vespri...nostalgici riferimenti alla Scuola siciliana a cui tutti dobbiamo qualcosa...

Antonio Iraci, dedica All'amore perduto le sue lacrime più amare...ho pensato a Silvia di Leopardi a Laura di Petrarca...

Stefano Budicin in Oltre le chiome del sonno la sua amata riesce a rallegrare persino l'inverno...Belle chiome petrarchesche...

Pasquale Di Meo, Il mare nei tuoi occhi, ha occasione di cullare se stesso nel mare che tra le sue braccia culla l'amata...

stefano medel, Nottata interminabile, come le nottate che non passano mai senza dormire e il poeta si augura di restarvi nascosto per tornare il bambino dei suoi ricordi...

Simone Magli, Uccidiamo l'individualismo, il consiglio è di accamparsi nell'amore, nelle piazze, fuori da case dominate dal silenzio dell'indifferenza...Bell'augurio di altruismo all'umanità...

Michele Cristiano Aulicino, divenire, da adulto ha imparato ad apprezzare le piccole cose, quelle che non danno la felicità, ma la pazienza di attendere...

Vincenzo Melino, Danze scaramantiche, trova serenità in una danza intorno al fuoco mentre esorcizza il maligno...con l'incoscienza di un bambino...

Gloria d'Alessandro, (la ringrazio per avermi citata nei commenti), ci trasmette le sue Impressioni, preferisce negare la pioggia sotto l'ombrello piuttosto che annegare nell'incoscienza...

Lorenzo Poggi ci dice che Siamo sempre in tempo a scoprire gli orizzonti celati dietro vecchie parabole che abbiamo lasciato ammuffire...

claudio spinosa, sono la dicotomia del pensiero, confessa di essere obliquo e trapassato...rispetto alle linee spaziotemporali che l'esistenza offre...Breve incisiva autoanalisi...

Aurelio Zucchi, sente arrivare fuori stagione la Primavera...E noi la vediamo arrivare...

Stefano Cavallini, Arrivo da lontano, ci chiede di aspettare, ha capito anche se in ritardo la direzione da seguire...Generoso proiettarsi verso l'altro...

Sandra Greggio, Impavido amore, riflette tutta la forza e il coraggio del vero amore che non teme il freddo polare e (bellissima immagine) vive nel tempo interiore...

Grazie a tutti dei bei momenti di poesia...in particolare a Lorenzo che lo consente...Antonietta Ursitti.
 

un grazie sentito a Piero per le sempre centrate parole alle mie poesie,molto
carina quel"solidarietà di razza" un grazie ad Antonietta per l'attenzione e
quella "bellissima rondine di primavera" e un sentito  ricambio e bentornata a
Gloria.
un saluto a tutti
il passero
 

23/1/2012

Ringrazio Piero Colonna Romano per l'attenta analisi dei versi (tutti) che prontamente sa accarezzare. Ti rispondo al quesito di oggi: M.M.  di(Inedito nascosto) vuol dire solo "Mi Manco". Mi capita spesso di esternare frasi con quell'accorgimento d'una me che credo non sappia esistere...  
 
Bruno Amore: la condivisione è spesso una buona medicina per non sentirsi soli. Non possiamo esistere senza coloro che ci "scrivono" e vivono intorno. Jamais.
 
Mario Filabozzi mi commuove, non mi lascia "parlare". E resto in silenzio.
 
Diletta Giaquinto porge tutta la sua fiducia a chi non la tradisce mai. La sento un pò mia, grazie.
 
Angelo Taraschi guarda oltre se stesso, in se stesso, rendendo partecipe "personaggi" da cui non ci si può assolutamente distaccare. Il "silenzio della notte" ovatta la sua esistenza. Bella assai.
 
Lo stile di Antonietta Ursitti mi rincorre, mi attanaglia; è una corsa che si delinea senza affanni. C'è vita, persiste la speranza.
 
Stefano Cavallini ed il significato interiore che si possiede dentro. Davvero perdiamo quella percezione infantile se l'abbiamo già ospitata durante la nostra esistenza? [me lo chiedo spesso].
 
In ogni lettura di ogni singolo scrittore di questa pagina azzurra c'è un qualcosa che in me si risveglia. Son felice d'esser tornata. Son felice d'aver tempo per leggervi tutti.
Ringrazio tutti voi ed un abbraccio affettuoso al nostro caro Lorenzone.
 Gloria D'Alessandro  
 

Oggi mi limito a leggere con gusto i commenti di Piero Colonna Romano, sempre attenti e fedeli al rispetto della poesia, aggiungo solo i miei ringraziamenti ad Angelo Taraschi, Sandra Greggio e Piero Colonna Romano per l'attenzione ai miei commenti, che qualche volta appaiono sulla ricca pagina azzurra...Grazie a tutti per le quotidiane emozioni, in primis a Lorenzo che infaticabile lavora per tutti...Antonietta Ursitti.

 

Ed inizia con grande slancio poetico questa settimana azzurra. Tutto ad alto livello, tutto punta in alto verso cieli, ad aggiungervi poesia. E questo vedo, leggo e sento :

 

Il passero –Come farò-: Le parole giuste, quelle più significative, mancano per esprimere il sentimento profondo dell’amore. Ma “prenderò un colore/quello del tuo cuore/per dipingere/il mio cielo col tuo nome”, supplisce con gran sentimento. Piaciuta questa delicata dichiarazione.

Armando Bettozzi –Coglierò uno ad uno i tuoi pensieri-: Il dolce ritmo dell’endecasillabo, che Armando usa con maestria, è quello giusto per dire amore e passione. Bella ed intensa poesia, piaciuta molto.

Buno Amore –Il peccato-: Bellissimo l’attacco: unione di bruciante lava e di fresca sorgente (là nasce l’Arno) che descrive un’anima e le sue contradizioni. Bella quella chiusa che  dice del piacere di condividere con altri bellezze naturali e sentimenti.

Michael Santhers –Opposti-: Filosofica riflessione di Michael: gli opposti sono indispensabili per vivere. Il bene non sarebbe tale se non ci fosse il male, l’amore, l’odio. Bella l’immagine delle scarpe strette che si indossano per aver il piacere di togliersele. Piaciuta.

Carlo Baldi –Salima-: Andrò a vedere quei quadri e credo ci troverò il dolore espresso, con gran sentimento, in questa poesia. E narreranno d’emigrazione, di pena, di desiderio di una vita degna d’essere vissuta. Bella ed intensa, coinvolgente ed attuale. E quella straziante chiusa, quanto realistica! Piaciuta.

Mario Filibozzi –L’uomo dai lunghi anni-: Pare il racconto della vita di un homeless. Disincantato e saggio osserva la frenesia della gente. Poco gli basta per vivere, un giaciglio in una metaforica stazione. Bella.

Diletta Giaquinto –Amica dello scrittore-: Unica forza e consolazione, per un poeta, la penna. Ben descritta questa emozione dalla brava Diletta.

Enrico Tartagni –Emarginati-: Invito all’integrazione, a divenire unica società civile, rivolto a coloro che noi stessi emarginiamo. Imparare la lingua, la nostra lingua, pare l’unico modo per renderli simili a noi per quanto possibile. E se imparassimo la loro ?

Gabriele Renda –Il cretino e la moldava-: Sempre attento all’attualità, Gabriele ci narra di capitan codardo e compagna. Condanna e trova similitudine (quanto vera!) col nostro ex duce. Concordo e, schifato, condivido.

Angelo Taraschi –La mia vita-: Il teatro quale metafora della vita. Ben descritta e piaciuta molto.

Antonio Iraci –Un volto-: Si nascondono in fondo i ricordi. Basta una vecchia foto a farli rinascere con forza. Dolorosi e nostalgici al punto di volerli seppellire con quel “Ma forse è meglio/vivere al buio.”

Stefano Medel –Primo-: Atmosfera da film di Antonioni. Rassegnata attesa di uno squillo che non arriverà.

Federica Cavalera –Il freddo inverno dell’anima mia-: Guardarsi dentro ed esserne smarriti. Una vita passata ad inseguire sogni ed a inventare speranze ed, alla fine “L’impotenza di fermare il fato/mi fa sentire un piccolo granello/in balia di venti aridi del deserto.”. Tremenda realtà che coinvolge tutti. L’impotenza, appunto. Molto bella e piaciuta.

Vincenzo Melino –Impulso di vita-: L’Eterno, quindi, panacea di ogni male. I nostri dubbi, i nostri smarrimenti, la stanchezza che coglie nel vivere. Vincenzo trova rimedio ad ogni crisi esistenziale nel rivolgersi ad un’entità superiore. Intensa poesia, detta con efficacia.

Antonietta Ursitti –Trasecolati sguardi-: Una domanda ed una risposta: trascinati dal fiume della vita, perdiamo sogni ed illusioni, eppure non perdiamo la voglia di lottare e, come salmoni controcorrente, arranchiamo dietro i nostri sogni, ben sapendo che è attività con scontato finale.  Piaciuta molto.

Giusi Falleroni –Apri-: Bellissima poesia e convincente invito. Sono il tuo rifugio, vieni! Detta con versi belli e di grande intensità. Complimenti Giusi.

Gloria D’Alessandro –M.M.(inedito nascosto)-: Ermetica quanto basta. Cerco l’inedito, vi trovo un’affermazione condivisibile (l’attacco), come condivido la descrizione del  cosiddetto libero arbitrio (“Dottrinale scelta…di percorso”, quindi inesistente) . Ha un fascino strano questa poesia e, forse, l’estendere il titolo ce ne darebbe più chiara chiave di lettura. Piaciuta comunque.

Paola Trombetti –Tracce-: Il tempo che regala e che infligge è un po’ la storia cui tutti siamo assoggettati. Paola, con bella sintesi, ce lo rammenta.

Lorenzo Poggi –Una capanna sul fiume-: Dipinge Lorenzo. E lo fa con la sua maestria. Ci narra di noi tutti, del nostro guardare e vivere la vita, delle nostre disillusioni (quei pesci pieni di spine…). Ma la chiusa è consolatoria con quel “non si è mai soli”. Bella molto e molto piaciuta.

Stefano Cavallini –I bambini (la nostra realtà)-: C’è una forte nostalgia per quell’essere stati bambini, espressa con bella poesia. Attingo ad antichi ricordi e spero sia vero che una delle componenti degli stati dell’io sia l’essere bambini. Prevalesse sempre !

 

Ed a tutti l’augurio per una settimana ricca di poesia e d’amore. A Lorenzo un caloroso saluto.
Piero Colonna Romano
 

22/1/2012

Grazie ai generosi e acuti commentatori Antonietta Ursitti, Sandra Greggio, Piero Colonna Romano, Lorenzo Poggi, Simone Magli, cui si è aggiunta Gloria D'Alessandro (bentornata con le tue profonde, esistenziali poesie che tante riflessioni ed emozioni suscitano).
Angelo Taraschi
 

Desidero scusarmi se in questi giorni non sono presente con i commenti; il lavoro scolastico mi impegna molto. Provo quindi una punta di rimorso nei confronti di tutti coloro che con assiduità si dedicano a tale opera, a volte non facile. Ho visto che, accanto a Piero Colonna Romano, Antonietta Ursitti, Simone Magli, il Passero, ora ci sono anche gli apprezzamenti di Gloria d’Alessandro, che ringrazio vivamente. Se i commenti lasciano a desiderare, non trascuro mai di leggervi tutti e con tutti mi complimento, perché arricchite questo bellissimo sito, magistralmente diretto dal nostro magnifico Lorenzo, al quale va il mio sentito grazie.
Sandra Greggio
 

Tanti gli spunti di riflessione offerti dalla pagina di oggi...

Lorenzo Poggi, Acqua di sorgente, bella l'immagine dell'acqua ferita come erba recisa se la si vuole intubare...effetto di una insensibile ci-viltà...

il passero, libera la sua bellissima rondine di primavera, come l'ultimo eroe dei boschi...

Michael Santhers, invoca la sua Maria, unica visione che fa ancora sciogliere il sangue, pigro nelle sue vene...

Renzo Montagnoli, In memoria di un bimbo, suggella la poetica immagine del piccolo scavo dove la mano di madre lascia cadere un ninnolo che faccia compagnia al suo piccolo...Mi ricorda la desolazione di Carducci in Pianto antico...

Carlo Baldi in People by Luciana ci mette a parte di altre immagini dei dipinti della sua amica così ben impresse e che impressionano come un quadro del Goya...

Francesco Colombo in Sala d'attesa ci fa assistere al duello di resistenza tra paziente e sedia nello sfinimento dell'attesa...

Angelo Michele Cozza, in Ancora un compleanno sciorina le ansie che scorrono in un animo graffiato e sfregiato dagli anni, non più di virgineo bimbo...Forte e intensa...

Diletta Giaquinto, ci consiglia di serbare in uno scrigno solo Colui che...ci è amico...Tenera e rassicurante...

Renda Gabriele, con L'era legale ci mette di fronte alla realtà della mancanza di tempismo di chi si adopera per la legalità...arriva sempre troppo tardi...E' vero ma è meglio di mai...

Angelo Taraschi, La vita continua, nonostante l'eterna impronta del non essere vorrebbe che ci fermassimo in uno stadio di eternità, o meglio d'assenza di tempo...ma si fa tardi, occorre destarsi!

Ida Guarracino torna finalmente con Giorni intensi, vissuti col suo adone che cucina romanticamente per lei...

Antonia Scaligine, denuncia il Vituperio, mezzo di massa, che si intromette maldestramente in questioni di giustizia umana e divina...

stefano medel, Adesso che sto qui seduto, grazie alla sua solitudine va avanti tra la crudeltà del mondo...

Vincenzo Melino, tra le Ombre del passato soffre in silenzio, mentre si morde le labbra in un accesso di rabbia da voglia di sopravvivenza...Ho attraversato anch'io il suo vasto tratturo di ispidi cardi...Molto bella...

Gloria D'Alessandro non risparmia strali contro l'Ego corrotto...nella guerra subliminale del vero-falso...Interessante...

Paola Trombetti più di marmellata è golosa di Conserva di luna...di cui si nutre insieme alle sue amiche streghe...Ne fa venire voglia...

Michela Turchi, Mille modi per camminare, per correre, nell'ora incerta aspetta nuove intuizioni...

Stefano Cavallini, Un viaggio, racconta il viaggio della sua vita tra quel che è e quel che non vorrebbe essere...Fa riflettere...

Sandra Greggio, Non dirmi buonanotte, un bel modo di non volersi distaccare dall'amato...complice la magnifica candida intrigante luna...

Buona domenica a tutti e grazie al caro Lorenzo...Antonietta Ursitti.


Devo un ringraziamento a Sandra Greggio per la masochistica pazienza dimostrata nel leggere e commentare (correttamente e generosamente) la mia Taccuino di Talamanca.
E devo un grazie ad Antonietta Ursitti ed a Carlo Baldi per l'apprezzamento ai miei commenti.
A loro tutti un caro saluto. Piero Colonna Romano
 

Buongiorno amici azzurri

La pagina odierna ha uno spessore particolare, particolarissimo: inizio con Carlo Baldi, ispirato dai tratteggi d'un dipinto che si lascia spogliare fino ad arrivare ad un'"essenza essenziale". Sono affascinata da questo suo connubio penna/pennello.
Angelo Taraschi prospetta il suo personale movimento nella vita in continuo vivere col tempo che si lascia fermare nonostante il ticchettìo delle lancette: ma è solo un momento, un istante di riflessione che amplifica l'estensione temporabile discreto e invisibile.
Antonia Scaligine narra in profondità di una cronaca che sta lasciando segni di acuta indignazione: l'uomo sottovaluta i segni vivsibili e rocciosi con la sua prepotenza e la sua sfida a considerarsi "onnipotente".
Paola Trombetti... qui non sorgono (mie) parole: è tutto tratteggiato perfettamente tra passato e presente [non è cambiato nulla, la storia non sa insegnare, insegna soltanto l'altra faccia della violenza nascosta, più elegante, anche se è improprio usare questo termine]. Un "Jaccuse" di tutto punto (esclamativo, direi)
Michela Turchi e le sue fantastiche attese intuitive. Si. E' vero. Quanti modi d'espressioni ci sono ancora da esplorare in ognuno di noi? Incalcolabile (ed è per questo che non ci conosceremo mai, credo). 
Sanra Greggio è delicatissima. La semplicità dei suoi versi non sanno lasciare spazio ad un (mio) spelling d'emozione.
 
Che dire? Sempre difficile "lasciar da parte" altri poeti della pagina d'oggi... ritrovo Renzo Montagnoli, Lorenzo Poggi, Il passero, l'"esperto" Santhers, Francesco  Colombo (e la sua attesa, e la sua osservazione  descritta come in uno sceneggiato: l'ho immaginato, anzi l'ho visto davanti a me...).
Mi scuso se non cito altri poeti, ma credetemi: BRAVI TUTTI!
Un particolare ringraziamento al nostro carissimo Lorenzo!
 
Gloria D'Alessandro  
 

Gelida domenica. Cerco calore nell’azzurro di questa pregevole pagina. E così confortato questo sento:

Lorenzo Poggi –Acqua di sorgente-: Coniugare disegno cristallino con rabbia. Lorenzo ci riesce con maestria in questa (ma direi in tutte le sue) bella poesia. Bravissimo.

Il passero –La rondine di primavera-: Il passero ci narra, unendo Pascoli a De Amicis, un tenero accadimento. Piaciuta molto questa…solidarietà di razza. Bravo.

Michael Santhers –Maria-: Applausi a questa descrizione bellissima di un volto. Lirica pura di un poeta innamorato. Bellissima.

Renzo Montagnoli –La memoria di un bimbo-: Commovente questa descrizione, densa di tristezza e rimpianto. Renzo è maestro nel ricreare queste atmosfere che coinvolgono. Applausi.

Carlo Baldi –People by Luciana-: Ho raccolto il tuo invito ed ho ammirato i tuoi dipinti. Decisamente sognanti, pur nel loro realismo, quelle nuvole. Ne sono rimasto incantato. Belli i difficili nudi (con richiamo a Guttuso), belle quelle finestre. Sembra che, più che essere osservate, ci guardino, donandoci colori brillanti, quasi un gesto d’amore. Quell’astratto “Omaggio a Saramago” credo derivi dalla lettura de “L’anno della morte di Fernando Reis” e me lo ha fatto rammentare. Ma sono io  (che difficilmente indovinerei il lato d’utilizzo di una matita) che devo dirti –bravo nonno, che bello ! Ma come fai ?- Già la poesia: è l’espressione dell’anima di un pittorpoeta, la descrizione (quasi alfabeto kandinskiano) delle emozioni che derivano dai colori, nel loro utilizzo e viceversa.  Bella e piaciuta molto. Bravo Carlo.

Francesco Colombo –Sala d’attesa-: Ed è metafora della vita che viviamo quella sala d’attesa, con gli egoismi, che fanno sgomitare, per volersi accaparrare il meglio. Eppure tutti attendiamo e non ci saranno vincitori al termine. Decisamente bella e piaciuta.

Angelo Michele Cozza –Ancora un compleanno-: Spettacolosa disamina della vita. C’è tutto in questa bella poesia di Angelo: speranza, illusioni, sogni, egoismi e generosità. Tutto racchiuso nei due attimi estremi. Applausi convinti. A proposito: auguri.

Diletta Giaquinto –Colui che…-: Omaggio all’amicizia, con ammonimento, finale, molto opportuno. Diletta è limpida nel suo poetare e l’invito è: resta così. Piaciuta.

Gabriele Renda –L’era legale-: Ed anche Gabriele merita applausi. Bella la poesia, profonda l’analisi di quest’era il-legale. Decisamente piaciuta.

Angelo Taraschi –La vita continua-: E amaro questo esaminare la vita. La nostra, con le sue illusioni e gli inganni, le speranze non realizzate. But the show must go, mentre le nuvole si sfilacciano, come il tempo che passa. Complimenti, bella davvero.

Ida Guarracino –Giorni intensi-: C’è tutto l’amore per la vita, l’ottimismo e la visione romantica della brava Ida, in questa bella poesia. Brava e bentornata.

Antonia Scaligine –Vituperio, mezzo di massa-: Come noi tutti Antonia subisce le ingiurie dei media che da questa (come d’altre) tragedia traggono spunto per…crescere in audience. Confondendo la realtà, ponendo dubbi, turbando le anime. E così i morti divengono strumento di vituperio, appunto mezzo di massa. Complimenti Antonia, se ne legge tutta la tua amarezza che è anche la mia.

Stefano Medel –Adesso che sto qui seduto-: Anche qui una disamina della vita che abbiamo vissuto tra incomprensioni e falsità. Al termine della nostra storia, forse, troveremo quel che cerca Stefano: la semplicità dei buoni sentimenti, solo rifugiandoci in noi stessi.

Vincenzo Melino –Ombre del passato-:Le ombre del passato, i ricordi che tornano e portano rimpianto. Tentiamo di reagire ma “avvinghiato in una morsa d’acciaio/diffondo il mio respiro asmatico/in ogni angolo della casa.”. E pare non ci sia via d’uscita. Intensa e coinvolgente.

Antonietta Ursitti –Crepitio-: E’ tecnica apprezzabile quella di Antonietta: concatenazione di parole che creano ora suoni ora sentimenti, ora colori. Ed il suo senso pare risposta alle due precedenti poesie: reagire alla routine, alla noia, all’indifferenza, alla rassegnazione: “riflessa/nello sguardo/il suo comando/destati!”. Piaciuta molto.

Gloria D’Alessandro –Ego corrotto-: Già, i valori in maceria. Quelli che corrompono, giorno dopo giorno, ora dopo ora. E’ una sequenza d’accuse questa poesia che mi fa ricordare Packard Vance ed il suo “I persuasori occulti”. Piaciuta molto. Complimenti.

Paola Trombetti –Conserva di luna-: Insomma, tremate, tremate, le streghe son tornate! Bellissima l’idea di fare della luce della luna una conserva. Per fortuna non si bruciano più le streghe, rischieresti molto. Ma non un autodafè, perché ci sono altri mezzi oggi, ben più brucianti, quali il maschilismo imperante. Piaciuta molto davvero.

Michela Turchi –Mille modi per camminare, per correre-: Aspettare nuove intuizioni, scartando i mille modi che, evidentemente, non appagano. Incontentabili siamo, ed è bene sia così perché, come diceva qualcuno, è l’insoddisfazione che muove il mondo. Ma Michela ci dice anche dell’incertezza, del dubbio e del bisogno di capire. Bella e piacevole.

Stefano Cavallini –Un viaggio-: L’insoddisfazione verso il nostro essere  che ci porta a viaggiare nei sogni, nei desideri, per tutta la vita. Questo ci racconta Stefano con sentito poetare.

Sandra Greggio –Non dirmi buonanotte-: Sandra ci propone la ricetta per preparare una corretta buona notte densa di romanticismo. E, a coronamento, un pizzico d’erotismo guasta mai. Mettiamola assieme al Carnacina. Hai visto mai ?

 

A tutti auguro una serena domenica, immersi nella poesia. Al nostro splendido vate, un grazie riconoscente. Piero Colonna Romano
 

E' un po' il continuo mutamento della vita interiore quello che esprime Michela, con grande efficacia e profondità , nei seguenti versi della poesia di oggi:
mille banalità dette tutte assieme
oggi sono la verità. ma domani
mille cuori aspettano una risposta.
Simone
 

21/1/2012

Gli impegni scolastici di questi giorni mi hanno tenuto lontano dal sito, ma non a tal punto da non poter leggere,  come di consueto, le poesie. Ed ecco che, allora, probabilmente anche sotto l’effetto della deformazione professionale, ieri mi ha incuriosito la poesia molto singolare di Piero Colonna Romano, al quale devo  riconoscenza (e non è la prima volta) per avermi fatto conoscere uno scrittore di cui, lo ammetto, non avevo mai sentito parlare. Incuriosita, mi sono documentata, venendo così a contatto con una visione desolata della vita di questo personaggio, tormentato dall’insonnia , che lo portava a riflessioni esistenziali, unitamente ad altre permeate di misticismo (Teresa d’Avila, appunto). Volevo complimentarmi con Piero Colonna Romano per la sua capacità di dare voce a tale pessimismo così cupo, partendo da premesse di tutt’altra natura (che atmosfera serena!), cosicché alla fine sembra di giungere ad una concezione del mondo rovesciata, dopo la lettura di tale libro, ambientato nell’isola di Ibiza. Il tutto “narrato” con endecasillabi e con una chiusa davvero ironica: faremo dono di questo libro a chi…non ci è simpatico! Complimenti!
Sandra Greggio

 

Due parole per dire che la pagina di oggi è ricca più che mai d'amore per l'amore, per l'Italia, per la coscienza, per la poesia, per la Val Padana e Piero è sempre tanto bravo a cogliere i più bei lati di ciascuna poesia depositata su questa pagina azzurra che sembra scolpire volti e animi dei suoi poeti...Grazie Piero per le tue parole gentili e pregne di rispetto e considerazione per chi lascia segni sul sito azzurro e grazie a chi l'ha creato...Antonietta Ursitti.

 

 

Ringrazio Pietro Colonna Romano dei suoi pregevoli e generosi commenti.
Di fronte alle sue, sempre puntuali parole, sento di assomigliare a mia nipote di tre anni, che fa il suo bel disegnino, e non vede l’ora di completarlo per avere da me un:- bellissimo amore!-
Carlo Baldi
 

 

Inizia così un bel weekend pieno di poesia. La vostra, riversata su questa pagina azzurra, questo mi fa sentire:

 

Paola Trombetti –Panni stesi e rettangoli di cielo-: Con  cuore e guardare da pittore Paola dipinge cortili e cieli e sentimenti. Un po’ di Magritte, un po’ di Monet, questo vedo leggendo. Bella la  finale riflessione amara. Bella e piaciuta.

Lorenzo Poggi –Coscienza-: E che le coscienze si risveglino ! Ci ammonisce così Lorenzo, con poesia intensa e duri versi. Questo poetare lo riconoscerei tra tanti. E’ lui, con la sua rabbia ed il suo guardarsi dentro, che sempre è l’invito a fare altrettanto.

Bruno Amore –Presenza che non viene-: E’ una presenza/assenza dolorosa. Soltanto nel sonno e nel sogno si potrà placare “l’arsura dell’anima”. Bella molto, detta con l’elegante stile di Bruno.

Il passero –Spendersi-: E’ perplessità su segnali, talvolta oscuri, che arrivano. Veri ? Falsi ? A volte nelle cose, nelle parole, negli atteggiamenti, vediamo ciò che più ci appaga. A volte ce ne ritraiamo impauriti. Bella la poesia e piaciuta.

Carlo Festa –Tutti sogniamo di raggiungerla-: La leggo come la ricerca della felicità, impersonata da una donna idealizzata. Simbiosi dunque che si può realizzare in un sogno.

Carlo Baldi –Faces by Luciana-: Ho seguito il suggerimento di Carlo e leggo la sua poesia come fosse critica pittorica. In quei dipinti ho visto anche il tremendo dubbio dell’uomo, strabico perché distratto da una realtà assordante che turba e priva di certezze. Bella la poesia, piaciuta molto.

Diletta Giaquinto –Come fuoco-: Mi ha fatto ricordare un detto di un antico Dalai Lama: “quando un gioiello possiedi, di rado lo apprezzi. Quando lo perdi, piangi e ti disperi.” E così riflette, poeticamente, la brava Diletta.

Gabriele Renda –Etica italiana-: Ottima denuncia Gabriele. Io nella tragedia del Giglio vedo l’evidenza di una metafora. Provate ad identificare quella nave con questa Italia. Provate a vedere capitan codardo quale incarnazione del nostro ex ducetto. Tutto va ben, madama la marchesa. Questo il ritornello ventennale cantato. Sul Titanic si danzava poco prima. Pure sul Concordia. Pure in questo misero paese.  

Enrico Tartagni –Sessualità-: Sarà pure atavico o primordiale, sarà prosaicamente pornografico il descriverlo e forse inutile. Ma se gli effetti sono quelli che Enrico descrive, come no aggiungervi la parola “amore” ?

Angelo Taraschi –Il poeta a secco-: Bella confessione che, ne sono certo (per pratica ed esperienza) riguarda tutti noi. Ed Angelo ci regala la sua ricetta contro l’esaurirsi della fonte: guardate agli altri. Con amore e comprensione e, magari, con ironia. Il poeta passerà dalla cruna dell’ago, ne sono certo, e quelle porte, per lui, saranno spalancate.

Stefano Medel –Notturno-: Così Stefano ci racconta della nostra voglia di non affrontare la giornata, di continuare a crogiolarsi nel tepore, di rinviare una pena.

Pasquale Di Meo –Malinconia di te-: Un amore che permea cuore e pensieri, detto con intenso sentimento e bella poesia.

Vincenzo Melino –Voglia di paternità-: “Nel crepuscolo di me stesso” quando indietro si guarda e del passato si vedono più dolori che gioie, può crescere il desiderio di un erede che più fortunato di noi sia. Così leggo questi bei versi.

Antonietta Ursitti –Panico sentire-:  Un disegno rapido, in punta di matita. Ed Antonietta ci mostra un paesaggio primordiale, confuso ma bellissimo. In divenire. E ne sente la tragicità profetica.

Gloria D’Alessandro –In erotismo parlando-: Se il titolo fosse stato “Di erotismo parlando…” non avremmo avuto una poesia bensì un manuale. Ma il poeta è poeta e non si smentisce. In effetti questa è poesia pregna d’erotismo, in ogni verso, appunto immerso “in”. Vola alto Gloria per poi precipitare nel pragmatismo. Decisamente affascinante e bella.

Il Gabbiano –La galaverna-: Bellissima descrizione di un paesaggio del delta, forse valli di Comacchio. Bellissima ed accurata, come sempre Il Gabbiano sa essere.

 

A tutti il mio cordiale saluto e l’augurio che la poesia vi ispiri. Un grazie al nostro grande vate.
Piero Colonna Romano

 

20/1/2012

Buongiorno, amici di pagina azzurra.

Innanzitutto vorrei ringraziare i vostri commenti sui testi delle che ho mandato recentemente. E' un piacere ritornare su questa pagina dove sono nata qualche tempo fa, ma purtroppo gli impegni quotidiani rapiscono, per modo di dire, i miei adorati momenti di penna, ahimè... ma l'importante è non sviare mai da se stessi, dai propri momenti d'ispirazione, riprenderli quando si è immersi in contatto dei propri silenzi.

Ritrovo Armando Bettozzi, sempre pungente e mai banale, veritiero, senza "veli" sulla lingua.
Re-incontro Lorenzo Poggi che con i suoi versi lava e si leva dalle apparenze che spesso procurano le maschere per vivere "fuori.
Bruno Amore ed il suo mare, da non sottovalutare mai, nè nei suoi silenzi, nè nelle sue tempeste, gioia e sofferenza, quiete e tempesta: il rispetto dell'uomo verso questo "gigante buono" dov'è?
Un "original" Tartagni, non c'è che dire, musicale, interpretativo col gioco di parole così ben costruite (intendo anche e soprattutto emotivamente).
Profondo e inesauribile Michele Aulicino con la sua scarsa propensione all'adorazione della festa comandata: mi piace. anche molto.
Sandra Greggio ed il suo personale tempo interiore: questo è vivere senza la frenesia delle rughe e della "scadenza" dei sentimenti. La (sua) vittoria è la saggezza d'un abbattimento della (sua) sconfitta. (posso dire WOW???).
I versi di Stefano Cavallini mi scandiscono in profondità, forse per il bagliore che si affacciano tra le sue parole in modo silenzioso e discreto (e lo ringrazio di cuore)
Non tolgo nulla ai versi di altri poeti del sito in quanto la qualità della loro personale sostanza trova sempre albergo in qualsiasi risposta che cerco, anche quando la mia "ratio" non lo pronuncia espressamente.

Un sincero ringraziamento a tutti, in particolar modo al (mio)/nostro carissimo Lorenzone
Gloria D'Alessandro
 

Come si fa a non essere ripetitivi ? Che termini usare per definire il bello ? Vero è che l’azzurro è sempre azzurro, ma quando l’azzurro di poesia è ricoperto è più azzurro dell’azzurro. Insomma è il bello che emoziona. E queste sono oggi le mie:

Gloria D’Alessandro –bad vibrations-: Pena esistenziale, angoscia guardandoci attorno. Manca l’aria se si è consapevoli d’una libertà che manca. E rabbia sono quelle “gocce bollenti/e scottano gli occhi” e gridano giustizia. Molto intensa, molto piaciuta.

Armando Bettozzi –A Sòra Culona!-: E’ il senso dell’Europa che manca, in primis, ai conservatori tedeschi. Difficile che cambi la situazione, almeno fino alle loro prossime elezioni dove si definirà il prossimo cancelliere. Giusta la denuncia di Armando e condivisa.

Lorenzo Poggi –Rientro-: Le delusioni del vivere, gli inganni portano a rinchiudersi in se stessi. Il disgusto fa bruciare quelle maschere che, di volta in volta, indossiamo. Bella molto, intensa e puro stile poggi.

Miachael Santhers –Prateria-: Catena alimentare descritta con grande realismo. Poetico. Bellissima la chiusa.

Bruno Amore –Innocente il mare-: Presenza incombente, a volte romantica, a volte tremenda nel suo calmo ondeggiare  e nella sua furia che pare vendetta. Bella descrizione di Bruno del nostro originario padre.

Il passero –Il tempo dell’amore-: Bella descrizione del sentimento che “muove il sole e l’altre stelle” e che non muore mai. Piaciuta molto.

Diletta Giaquinto –Il mai contento-: Diletta ci regala una lezione di vita, con fiaba poetica,. E la morale ci dice che rifiutare, capricciosamente, bei regali, ce ne farà apprezzare i più modesti. In altri termini chi troppo vuole nulla stringe e, alla fine, si dovrà accontentare di poco.

Gabriele Renda –Il giocatore-: Ed ecco che Gabriele punta il dito contro il vizio del gioco. In particolare quello dei poveracci che affidano le loro ultime speranze ad una illusione. Solita ironia piacevole e bella poesia.

EnricoTartagni –Antitetico-: Lezioncina di idiomatismi anglosassoni. Uno sembra particolarmente poetico: “roots planted in the days of blank pages”. Sconcerta questa elencazione posta tra le poesie. Probabilmente non ne colgo il contenuto poetico.

Michele Cristiano Aulicino –Capodanno-: In definitiva Michele ci dice che preferisce, di gran lunga, l’improvvisazione e l’imprevisto. E concordo con l’assenza di magia nelle scadenze. Bella la chiusa affidata a dieci versi.

Stefano Medel –Fuori la pioggia-: Al riparo dalle intemperie del fuori ma affascinato da queste.

Pasquale Di Meo –Tu con me-: Dichiarazione d’amore. Di un amore che ti prende e ti coinvolge e che, in definitiva, ti rende vivo e ti fa vivere.

Vincenzo Melino –Mendicante-: Amarissimo tirar di somme. Quelle della vita fatta di illusioni e speranze mancate Intensissima e dolente. Piaciuta molto.

Antonietta Ursitti –Ti sento gracidare-: La leggo quale metafora del nostro bisogno di prevalere, sovrapponendo le nostre voci a quelle degli altri. Eppure, come nella sua precedente poesia (La faccia della luna) è forte la tentazione di godere dei paesaggi, dall’atmosfera romantica, che Antonietta sa creare, col suo bel poetare. Piaciuta molto.

Sandra Greggio –L’orologio senza lancette-: Bellissima immagine quella dell’orologio privo di lancette. Ci dice del bisogno di fermare il tempo, di non tenere più alcun conto del suo andare. E soltanto i battiti del nostro cuore ne scandiranno le ore e scorreranno gioie e dolori. Bella molto.

Stefano Cavallini –Il calore delle parole-: Bella e commovente. Stefano ne chiarisce, nel post scriptum, il vero senso. Aggiungo che le parole, talvolta armi letali, col loro senso, la dolcezza del tono, la comprensione che affermano, possono divenire cura efficace, al di là di qualsiasi intruglio chimico.

 

A tutti i bravissimi sitani un cordialissimo saluto. Al nostro incommensurabile vate un grazie sentito.  Piero Colonna Romano

 

19/1/2012

Cresce ogni giorno di più il valore di questa pagina azzurra. Sempre più convincenti i sitani col loro bel poetare, sempre più emozionante leggerli. Questo, oggi, sento:

 

Antonietta Ursitti –La faccia della luna-: Potrei cercarvi una metafora e sbizzarrirmi in cento interpretazioni (gli occhi degli altri, per esempio) ma è così dolce e bello quest’inno alla luna che, paganamente, lo godo. Bei versi, ricchi di sentimento.

Paola Trombetti –Sono-: Applausi a questa…caccia al tesoro. Deliziosi versi (con suspense) e bellissima la chiusa  che sa di magia. Bravissima Paola.

Aurelio Zucchi –Sempre rosso-: Non c’è inverno che tenga: l’amore (la rosa) rinasce sempre. Sintetico e convincente. Bravo Aurelio.

Gloria D’Alessandro -(in penombra)- Di accadimenti che possono cambiare la vita e la visione che ne abbiamo, ci dice Gloria. Ma fa anche un’analisi del nostro essere e dell’impossibilità di  vedere ciò che di  positivo abbiamo dentro, per mancanza d’umiltà. 

Lorenzo Poggi –Oltre la punta del naso-: Ogni verso una metafora. Usa immagini piene di poesia (quel “Cadono note come gocce di rugiada” e quel “e sassi bianchi pieni d’aria pura” in particolare) a disegnare scenario fatto di ricordi comuni e di gente che si applaude immotivatamente. . E Lorenzo, al termine, ci invita a tenere per noi ciò che abbiamo nella nostra anima,  perché troppo prezioso per condividerlo con altri. Come tutte le sue poesie, bella e forte per come espresso il suo sentire. Complimenti.

Michael Santhers –Al fiume-:  Splendido dipinto di un oasi naturistica. Bella e condivisa la morale finale.

Arturo Guzzardi –Vorrei-: Accorato appello all’amore universale, sull’esempio di quella Luce che è presente in altre belle poesie di Arturo.

Lucio Cornelio –Spleen-: E pensare che spleen che, grosso modo, intendiamo quale atmosfera, nostalgia ecc. in effetti è la traduzione del termine “milza”… Ma Lucio ci regala proprio un atmosfera delicata e nostalgica. Piaciuta molto.

Stefano Budicin –Ai poeti-: Decisi applausi a questa splendida invocazione. Risuona d’Alberti e di D’Annunzio. Infarcita di bellissimi versi, da leggere e rileggere. Complimenti vivissimi Stefano poeta e un grazie.

Diletta Giaquinto –Inferno?-: Malinconica riflessione, essenziale e incisiva. Brava sempre Diletta.

Gabriele Renda –Frank’s Bar-: Bravo Gabriele, le tue ultime poesie sono quadretti con i quali racconti la vita. Piaciuta molto.

Michele Cristiano Aulicino -2KPiGreco-: Il sottile e disincantato Michele, somma ma non ottiene variazioni, per lo meno nelle funzioni di ciò che narra. Bella poesia, ricca di bei versi. Piaciuta molto.

Stefano Medel –Uscire fuori da tutto-: Il peso di vivere l’oggi e la nostalgia di tempi lontani. Allora tutto magico ed invitante, oggi peso insopportabile la vita. Stefano dice ciò che molti di noi provano. Condivido.

Nino Silenzi –All’amico mare-: Mare quale metafora della nostra vita che passa. Mare con le sue gioie che la nebbia nasconde. Mare che è speranza comunque. E l’anima poetica di Nino ci regala questa emozione. Consenti un complimento ed una richiesta di bis ?

Vincenzo Melino –Pretendo-: Poche parole e più fatti, in definitiva. Bella questa invocazione, ben narrata e piaciuta molto.

Sandra Greggio –Riassunto-: Sguardo sconsolato sul mondo, quello di Sandra. E salvifico finale dove tutto ciò che si corrompe si può ricomporre, amorevolmente, dentro ognuno di noi. Bella molto.

Il Gabbiano –Giornate nebbiose in Val Padana-: Descrive ciò che sto vivendo, Il Gabbiano. Ma aggiunge altro: sale al monte,  guarda la natura, ne fa metafora di vita. Bella e piaciuta.

Stefano Cavallini –Statue di carne-: Già siamo statue di carne, “la metà di tutto/anche del necessario.”.  Riflessione tragica sulla nostra esistenza. Piaciuta.

 

Un sentito grazie per la loro attenzione ed i graditissimi commenti alla mia “Merletto” a Sandra Greggio, Antonietta Ursitti ed Antonia Scaligine.

A voi tutti un cordiale saluto. Al nostro splendido vate un caro saluto. Piero Colonna Romano
 

Una pagina impegnativa oggi per la qualità impressionante dei suoi versi, arricchiti dalla presenza di Silenzi...

Paola Trombetti, Sono, la scoperta della bambina che è in lei si traduce in pura poesia, scoperta ingenua e tanto vera dell'Infinito...

Aurelio Zucchi, Sempre rosso, ci fa scoprire l'amore che fa cadere le spine alle rose...

Gloria D'Alessandro, In penombra, ci fa riscoprire i pregi dell'umiltà, e Dante ce l'ha bene insegnato...

Lorenzo Poggi, Oltre la punta del naso, ci svela il segreto del giardino nascosto, dove i sassi sono bianchi e pieni di aria pura...che noi respiriamo a pieni polmoni...

Michael Santhers, Al fiume, ci invita a bere presso il fiume che madre natura preserva dagli umani malvagi...e volentieri seguiamo il suo consiglio...

Arturo Guzzardi, Vorrei, al condizionale chiede di essere riempito da chi ha bisogno d'aiuto ma non lo richiede...e ci rende più sensibili a sconfiggere il dolore resistente più della morte...

Lucio Cornelio, Spleen, ci sintetizza il male di vivere nel sogno irrealizzabile del ritorno d'amore...

Stefano Budicin, Ai poeti, ci dice di cercare in alto l'ispirazione affinchè la penna rinfoltisca le sue piume...

Diletta Giaquinto, Inferno?, ci rassicura che si tratta di un inverno triste non di inferno...

Renda Gabriele, Frank's Bar, in un tono apparentemente spassionato elenca tutti gli avventori di un bar che celano i loro peccati più o meno gravi tra venti Beks e diociotto grappini...

Michele Cristiano Aulicino, 2KPiGreco, il poeta ritarda il momento della verità (la morte) concedendosi e concedendoci la distanza del suo bel canto...

stefano medel, aspira a Uscire fuori da tutto, tornando indietro, all'infanzia, tralasciando i suoi casini da adulto...pascoliano consiglio...

Nino Silenzi, All'amico mare, un amico ce l'ha, il suo mare cui consiglia di chiedere al vento di allontanare la tristezza, che tornare a giocare possa il sole con le sue onde e rallegrare il lettore oltre che il poeta...un bell'augurio in melodiosi versi...

Vincenzo Melino, Pretendo, la sua pretesa è che le anime assopite, perchè abbandonate nel limbo dell'indifferenza, siano felici...e noi lo pretendiamo con lui...

Sandra Greggio, ci fa un poeticissimo Riassunto, del suo contenere l'universo...

Il Gabbiano, nelle Giornate nebbiose in Val Padana trova la sua polla misericordiosa e ce la indica...

stefano cavallini, Statue di carne, si rende conto e ci mette al corrente della cruda realtà dell'essere incompiuti, mai interi, rimasti a metà...

Grazie delle emozioni...Antonietta Ursitti.


"Pretendo" di Vincenzo Melino è un urlo affinché ci svegliamo dall'ipocrisia e passiamo ai fatti, una giusta pretesa.
Simone
 

18/1/2012

Efficace contrapposizione tra il deserto e l'inverno, visto come ancora di salvezza; applausi, Antonietta! Salvatore Armando Santoro: il madrigale, componimento di solito dedicato ad una donna, si riveste qui di un sogno infranto, dolente. In Antonia Scaligine trovo il messaggio (condiviso) della certezza della condivisione, espresso con bellissime e delicate immagini. Amore incondizionato, quello di Carlo Festa, "anche se sarò l'ultimo dei tuoi pensieri", appunto. Lorenzo Poggi: fare forza su se stessi, trattenere il fiato prima che inizi il canto; con le consuete e belle metafore, questo mi sembra il senso. Arturo Guzzardi: poesia di grande fede; passa la gloria del mondo e quei piaceri che essa dà sono solo fugaci, in attesa della felicità duratura. Una filosofia di vita quella espressa da Diletta Giaquinto in pochi ma efficaci versi. Michele Cristiano Aulicino dedica un inno alla poesia e a ragione, è davvero la bellezza in assoluto; ben delineata la nostra Musa. Piero Colonna Romano: quando si dice "bravura", nel saper proporre la stessa poesia in due versioni diverse, di cui una con metrica perfetta. E che ognuno cerchi in queste due forme la propria dimensione! Io? Non so scegliere, ma solo apprezzare e applaudire tale versatilità.
Come sempre un grazie ed un caro saluto a tutti i sitani ed a colui che li guida, il nostro vate.
Sandra Greggio


Grazie di cuore all'incoraggiamento di Piero Colonna Romano e felice dei suoi commenti sento di continuare l'avventura in cerca di poesia...Antonietta Ursitti.


La poesia spesso è il mezzo per accorciare le distanze ,anche se si
distingue sempre per ritmi ed accenti personali ,e quando c'è un forte
equilibro tra poesia e vita domina anche il verso
ma l'arte resta sempre libertà ,un canto dell'anima
Ingredienti dell'anima
Da Il respiro dell'anima
Vincenzo Melino , bella poesia .alla ricerca dell'essere e non essere dell'anima
Se vuoi l'inverno
Antonietta Ursitti, poesia che è vita , molto bella
Incompiuto
(Madrigale)Salvatore Armando Santoro cruda e tenera comunicazione di
esperienza di vita
Inedita Me (aliena di cui non mi accorgevo)
Gloria D'Alessandro, piange solitudine , ma vuole rinascere , bella
Solo in Gesù, Arturo Guzzardi.bene , con Gesù , io sono d'accordo con te ,
con Lui senza se e senza ma, per altri ci possono essere "dei se e dei
ma"
Poesia, -Michele Cristiano Aulicino
è la bellezza che non ha bisogno di promesse
un poeta disse: Parlaci della Bellezza.
E lui rispose: la bellezza è la vita,
quando la vita disvela il suo volto sacro.
è la verità .
Il mio "tu" Il corpo secondo natura e con la sua utilità, obbedisce all'anima
-Aristotele -
bella poesia.-Sandra Greggio
Merletto-(esercizio di metrica)
poetica ,con immagini armoniosi
Bella nel ritmo, bella la musicalità
Davvero un merletto
con dita solerti
e fili intrecciati
Piero Colonna Romano
grazie a chi lascia sempre su questa pagina una poesia , un giudizio, una
critica- un bel commento
grazie a chi ce lo permette di fare, Lorenzo De Ninis
Antonia Scaligine


Una pagina densa di amore, di rimpianti e ricerca di senso e per finire, finissimi ricami e merletti...

Vincenzo Melino, Ingredienti dell'anima, ci delizia con erbe raccolte nei recessi, seppure di rovine di sogni, è apprezzabile il coraggio del poeta di non esimersi dal fare il conto impietoso della sua coscienza, messa a nudo da uno spettacolo naturale assai romantico...Molto bella...

Salvatore Armando Santoro, Incompiuto, un triste madrigale ricco di rimpianti...

Gloria D'Alessandro, Inedita Me ( aliena di cui non mi accorgevo ) si affatica in un estremo salvataggio di se stessa, finalmente accettandosi...Intensa...

Antonia Scaligine, Tenerezza, un tenero rincorrersi l'un l'altro di amanti che conservano un animo bambino...

Carlo Festa, Amarti alla follia, non desiste dall'amare lei, fosse lui anche l'ultimo dei suoi pensieri...

Lorenzo Poggi, L'ispirazione, ci insegna con una punta di ironia, che il canto può venir fuori solo al giusto punto di cottura dell'anima...

Arturo Guzzardi, Solo in Gesù, ci esorta a cercare in Gesù quello che bramiamo...

Diletta Giaquinto, Pace, ci invita a non nominare invano la pace se il cuore di cattiveria trabocca...

antonio bellin, Cerco la vita...o la morte, amletico dubbio che non scioglie...e ci ingarbuglia...

enrico tartagni, Scienza, l'altra faccia della Poesia, assediato dal peso dell'inconoscibile trova unica spiegazione certa quella del vate che per primo ha scritto dell'Aldilà...Interessante...

Renda Gabriele, Il parassita, come sempre in rimate frecciate scudiscia chi succhia la linfa vitale dello stato...

Michele Cristiano Aulicino, Poesia, dà una bella immagine della poesia, quale denuncia dei difetti del mondo umano, ma anche come attestato di bellezza salvifica... Molto piaciuta...

stefano medel, Ho chiuso la porta, preferisce chiudere la porta, piuttosto che ascoltare frottole, sceglie la strada sua...certamente più sicura...ma quanto dura?

stefano cavallini, In una bottiglia di vetro, si sente come un seme che cresce in una bottiglia, ingrassato dal nutrimento che gli viene dato...un sentirsi parte poco attiva in un mondo affidato a visionari che non capiscono nulla di umanità...ma esiste la poesia, la voce del collodiano grillo parlante...allora presto auguro al seme di trovare la via di uscita...

Sandra Greggio, Il mio tu, in un titolo che dice tutto ci parla del suo alter ego-lui...belli i suoi ricami di frasi...

Piero Colonna Romano, Merletto, ci regala merletti di versi composti ad arte che abbelliscono a festa
come fa il sole con la nebbia mutata in ricami preziosi...

Grazie per le emozioni e saluti cari, in primis a Lorenzo...Antonietta Ursitti.
 

 

Altra pregevole pagina azzurra, altre emozioni. Le mie queste:

 

Vincenzo Melino –Ingredienti dell’anima-: E’ una profonda analisi di se stessi. Dolente e densa di rimorsi e speranze deluse. Bellissimi versi con quei “papaveri neri/accanto alle tombe dei propositi”, degni di una poesia di Poe. Molto bella, molto piaciuta.

Antonietta Ursitti –Se vuoi l’inverno-: Spettrale paesaggio dell’anima dipinto, con forza, con intensa poesia. Ogni figura descritta è metafora di dolore ed ansie. Molto bella da una sempre più brava Antonietta.

S.A. Santoro –Incompiuto (madrigale)-: E’ un canto malinconico su ciò che poteva essere e non è stato. Piaciuta, come tutto il poetare di questo bravissimo Armando.

Gloria D’alessandro –Inedita Me (aliena di cui non mi accorgevo)-:  Esaminarsi ed essere sorpresi dal vedere una realtà che non conoscevamo. Il dubbio, l’analisi, l’inconscio che emerge e quel drammatico verso “e quasi immunitaria indifferenza” che dice di senso di autodifesa da se stessi. In ogni poesia di Gloria traspare rabbia ed è resa con efficace poetare. Brava Gloria.

Antonia Scaligine –Tenerezza-: Quel verso finale “il sempre, per sempre nel tempo ricerca dell’altro” ci dice con quale sentimento si dovrebbe vivere. Dolcissimi e fantasiosi i versi dell’intera poesia. Titolo appropriatissimo per una delicata poesia. Complimenti Antonia.

Carlo Festa –Amarti alla follia-: Anafora decisamente esplicativa. Tutta l’anima, con passione, impegnata in una fremente dichiarazione d’amore.

Lorenzo Poggi –L’ispirazione-: Autoflagellazione per raggiungere catarsi dei sensi ed, alfine, esserne appagati. Versi forti, in puro stile poggiano. Bella e piaciuta molto.

Arturo Guzzardi –Solo in Gesù-: E’ ricerca, speranza e certezza questa religiosissima poesia di Arturo. Apprezzata per la dolcezza e l’intensità del sentire.

Diletta Giaquinto –Pace-: Ci ammonisce Diletta: cercate la pace e ripulite il cuore dalla cattiveria. Concordo ed apprezzo il suo poetare.

Antonio Bellin –Cerco la vita…-: Binomio al quale non ci si può sottrarre, questa riflessione.

Enrico Tartagni –Scienza, l’altra faccia della Poesia-: Complessa meditazione sull’essere che, in effetti, può svagare la mente e lasciarci storditi. Credo che il verso centrale, quello esplicativo, sia “viviamo rilasciati senza percezioni e ci portiamo dentro quel che non esiste”. E’ sempre affascinante leggerti e mi sovviene una frase (non ricordo da chi detta) che recita: Scienza e poesia sono inscindibili.

Gabriele Renda –Il parassita-: E così Gabriele esamina uno squallido panorama: quello dei parassiti della società. E lo fa col suo ironico ed amaro poetare. Piaciuta.

Michele Cristiano Aulicino –Poesia-: Forse non sarà, come affermava Nietzsche, la bellezza a salvare il mondo, forse sarà la poesia. In definitiva questo è l’ammonimento di Michele con quel “è come una religione, la poesia,/ma noi siamo la preghiera maledetta,”. Piaciuta molto e, su quei versi concordo.

Stefano Medel –Ho chiuso la porta-: E’ una costante di Stefano quell’esprimere il bisogno di rendersi avulsi da un mondo che ci tormenta. Forse dovremmo tutti chiudere la porta.

Stefano Cavallini –In una bottiglia di vetro-: E’ un altro modo per dire ciò che ha detto Stefano Medel nella precedente poesia. Viviamo costretti e la soluzione proposta da questa poesia è “Ora mangio per ingrassare/non per fame” cioè per rendersi incatturabile (o/e invisibili) da un mondo che non ci soddisfa. Bella decisamente.

Sandra Greggio –Il mio “tu”-:  Efficace anafora per dire degli effetti sognanti dell’innamoramento. Romanticissima e piacevole.

 

A tutti gli splendidi sitani il più cordiale saluto. Al nostro magnifico vate un grazie di cuore.

Piero Colonna Romano

 

"Il mio tu" di Sandra Greggio, soave poesia d'amore, nell'ultima strofa si sentono anche il desiderio e la passione:
Mi basta pronunciare piano
il tuo nome
e sento l'armonia
che si diffonde
in ogni parte
del mio essere donna.
Simone
 

17/1/2012

A Salvatore Armando Santoro, Piero Colonna Romano, Lorenzo Poggi, Sandra Greggio e Antonietta Ursitti;
ogni volta che leggo i vostri gentili commenti il mio cuore trabocca di gioia.
Avere le opinioni di grandi poeti, e senz'altro grandi persone, è davvero un onore.
Spero, perciò, che continuiate a fare il difficile lavoro dei commentatori. Lavoro che fate nel migliore dei modi.
Diletta Giaquinto
 

 

Calaverna incombe e di freddo bianco copre. Soltanto l’azzurro di questa pagina conforta. E questo sento:

 

Stefano Medel –Sabato a gennaio-: Noia profonda, assenza di speranza e rassegnazione. Tutto questo ci narra Stefano, con sentimento.

Vincenzo Melino –Nuvole del sud-: Aleggia Antonioni e la sua incomunicabilità in questa bella poesia. Bello l’attacco, bella la nostalgia che la pervade. Piaciuta molto.

Paola Trombetti –Il mistero-: Sottile analisi di sentimenti, del sentire e, in definitiva, di se stessi. Ottima la metafora “spio dal buco della serratura” attraverso il quale si vedono le proprie illusioni/delusioni e l’incomprensibilità del tutto. Piaciuta molto.

Renzo Montagnoli –Il sogno della libellula-:  Grondano romanticismo i bei versi di Renzo. Delicate pennellate a disegnare paesaggi onirici e struggente la chiusa. Decisamente bella e piaciuta molto.

Bruno Amore –Sono la mia vecchia valigia-: Deliziosa. Questo riguardarsi dentro, con disincanto, nostalgia e rimpianti e  quell’identificarsi con una vecchia valigia è poesia. Metafore trasparenti e sempre pulito ed efficace il poetare di Bruno: piaciuta molto.

Aurelio Zucchi –Con le vene al cielo-: E Aurelio ci narra del bisogno di fermare il tempo continuando a “…rimanere ancora un po’/con le vene al cielo.” Sintetica e bella.

Antonietta Ursitti – E qui Antonietta esprime tutto l’ottimismo possibile. Dovremmo guardare a noi così: tiepidi raggi di sole che preannunciano la primavera. Dovremmo…Molto bella e molto piaciuta.

S.A. Santoro –L’apparenza-: Il nostro maestro in sonetti e rime ci regala questa bella ballata ricca d’insegnamenti, pur nell’apparenza dell’autoanalisi. Piaciuta molto, complimenti Armando.

Gloria D’Alessandro – (Quando l’impotenza lascia spazio alla collera impossibile da domare)-: Titolo alla Wertmuller e poesia che esprime rabbia ad ogni verso: rabbia per ciò che appare e non è, per ciò che vorremmo e non possiamo avere. Per ciò che riteniamo di seminare e la delusione per ciò che raccogliamo. Impotenti, appunto, e rabbiosi. Piaciuta molto.

Antonia Scaligine –La vita ci accende-: In molte delle poesie di Antonia troviamo questo richiamo al divino, salvifico e consolante. E le speranze, magari deluse, che abbiamo, trovano continuità in nuove vite. Mi piace molto il suo poetare e godibile è la sua lettura.

Michael Santhers –Mafie-: Durissima denuncia di un malcostume nazionale. Chiusa amaramente tragica. Come non concordare ?

Lorenzo Poggi –Voglie d’autunno-: C’è tutta l’amarezza del guardare alla vita in questi sette versi. Amarezza e delusione, rimpianti e rassegnazione. In altri termini è una summa del sentire di Lorenzo, magistrale nell’uso delle parole e didattico. Piaciuta molto e, come sempre, bravo Lorenzo.

Simone Magli –L’amore è quando non ti devi sforzare-: Aforisma pieno di saggezza. Quanto difficile seguirne l’insegnamento !!

Diletta Giaquinto –Pensieri-: Saggia conclusione: per costruire il futuro non si può dimenticare il passato. Belle riflessioni, lungo tutta la poesia, espresse con bravura.

Enrico Tartagni –Il restauratore-: Applausi a questo “equilibrista” della parola. Si trova di tutto un po’ nelle belle poesie di Enrico. Ma nello sfondo sempre amarezza e condanna. Il titolo ? Un refuso. Piaciuta molto.

Angelo Taraschi –Piovono i pensieri-: Guardiamo alla vita come fosse “…una barchetta/già lisa dalle acque del passato”. Ci assalgono dubbi e, questi, sono la nostra unica certezza (cartesianamente). Bella poesia esistenzialista. Piaciuta.

Gabriele Renda –La fase due (cresc’Italia)-: E così, pare, siamo passati dalla padella alla brace. E Gabriele, puntuale osservatore, ce lo racconta con sarcastica ironia. Incrociamo le dita con lui. Piaciuta e condivisa.

Salvatore Luiso –Di calce e pietre è fatto il cielo-: Belle immagini, ricche di fantasia, che ci dicono dell’attesa di volare liberi, sperando nel domani. Decisamente ben narrata e piaciuta molto.

Alberto Colagiovanni –Al mio cane-: Bell’omaggio ad un fedele amico. Triste presa d’atto del tempo che passa ma con la certezza della solidarietà, della compagnia e dell’affetto di quel compagno. Ottima la narrazione, ricca di sentimento.

Michele Cristiano Aulicino –isole-: Surreale ( subdolo ?) desiderio. Auguri !

Sandra Greggio –Alba-: E’ tipico di Sandra: descrivere (quanto bene !) le durezze della vita, con forti e belle immagini, trovandone sempre la soluzione nel guardare, con sicuro ottimismo, al futuro. Bella e piaciuta.

Stefano Cavallini -Ogni giorno-: Siamo perché gli altri sono. Bella riflessione espressa con bella poesia.

 

A tutti il più cordiale dei saluti. Ed un riconoscente grazie al nostro illuminato vate.

Piero Colonna Romano  
 

Pagina ricca oggi.
- Vincenzo Melino
“Nuvole del sud”: parole affidate al vento, metafore d’una vita che sembra spaziare nell’azzurra tranquillità. Un peccato quelle nuvole del sud che annunciano ore d’ansia. Molto delicata. Piaciuta.
- Paola Trombetti “Il Mistero”: il mistero della morte. E’ difficile abituarsi all’idea. La mia faccia “non più mossa da muscoli ma sballottata da gravità”. Ci si può preparare come se non fosse vera, si
possono costruire meravigliosi paesi dei balocchi, ma io che “interrogo quel buio con le lenti dei miei occhi,/senza scudo e senza armatura,/m'avvio verso l'incontro con il mistero intero”. Chissà perché questa poesia ci fa pensare.
- Renzo Montagnoli “Il sogno della libellula”: dolce poesia “sospiri di vento che lento s’adagia sull’acqua”. Domani sarà giorno importante; ma ricorda “libellula” che il sogno è la realtà dell’eterno. Non lo dimenticare e affidati a lui quando il giorno sarà troppo pesante.
- Bruno Amore “Sono la mia vecchia valigia”: ogni tanto da aprire così, per curiosità. C’è dentro il film della mia vita.
- Aurelio Zucchi “Con le vene al cielo”: le foglie del nostro autunno si ricordano ancora d’essere state bambine e non ci stanno a cadere. Non ancora.
- Antonietta Ursitti “Inverno”: strano inverno, “Si sente l'autunno/si cerca primavera/nel cielo turchino/al crepuscolo sereno…”. Antonietta ma dove vivi? nel paradiso?
- Salvatore A. Santoro “L'apparenza”: è vero è una ballata. La ballata dell’uomo che non è mai stato. Un ladro che ha rubato un po’ d’affetto che non gli toccava.
- Gloria D’Alessandro “[Quando l'impotenza lascia spazio alla collera impossibile da domare]”: sento molta rabbia in questi versi. E molta insofferenza per le ipocrisie. Voglia di vendetta.
- Michael Santhers “Mafie”: è una denuncia forte contro le ipocrite sovrastrutture con cui nascondere comportamenti che sembrano normali ma che non sono poi così distanti dall’agire mafioso. Purtroppo l’illegalità  è diventata la forma normale del nostro vivere. E ne cominciamo a pagare le conseguenze.
- Simone Magli “L'amore è quando non ti devi sforzare di essere niente che già non sei.”: riflessione
profonda. E’ una risposta alla poesia di Santoro.
- Enrico Tartagni “Il restauratore “: sembrano fuochi artificiali. Bravissimo Enrico nel mettere alla berlina l’homo tecnologico. 
- Angelo Taraschi “Piovono i pensieri”: certo “è rischioso/navigare nell'ignoto/con una
barchetta/già lisa dalle acque del passato,/corrosa istante per istante/dalle onde del presente”. Soprattutto quando il lago s’ingrossa per la pioggia di pensieri fitti e freddi. Veramente una bella metafora quella barchetta.
- Salvatore Luiso “Di calce e pietre è fatto il cielo”: qui il poeta vede tutto solido, raggrumato. Il cielo, le stelle, gli alberi, il sole, il vento: tutto s’è incatramato, metallizzato. E’ difficile in questa situazione aspettare le ali.   
- Michele C. Aulicino “isole”: l’incomunicabilità che alza bandiera bianca
- Sandra Greggio “Alba”: è veramente dura raggiungere la vetta. Ma il panorama che si apre ripaga la sofferenza e apre certezze di vita rinnovata, rinata.

Un saluto a tutti i sitani ed un brindisi per pagine sempre più belle.
Lorenzo Poggi


Pagine ricche oggi di pensieri intensi...

stefano medel Sabato a gennaio, sonnacchioso sabato di gennaio uguale agli altri, come gli altri passerà...bella casualità di un giorno pigro, straordinario per la sua ordinarietà...

Vincenzo Melino, Nuvole del sud, il poeta intensissimamente e in bellissima poesia traduce la sua ansia di perdersi tra le nuvole del sud...grazie delle emozioni che ho sentito tra le tue familiari nuvole...

Paola Trombetti, Mistero, bellissimo incontro con uno scontato mistero immanente che necessariamente si fa speciale quando la poeta decide senza difese di inabissarsici dentro...

Renzo Montagnoli, Il sogno della libellula, bellissimo capovolgimento del sogno, vero nell'irrealtà del mondo finito...

bruno amore, Sono la mia vecchia valigia, tra i suoi oggetti stipati alla rinfusa lascia aperto il mistero su due fiori appassiti di cui il poeta non dà spiegazione, tra le pagine della sua esistenza...ai lettori il compito di immaginare...

Aurelio Zucchi, Con le vene al cielo, resiste il poeta alla morte che l'aspetta precipitando come foglia d'autunno in terra e guardando in cielo continua a scorrere sangue nelle sue vene...

Salvatore Armando Santoro, L'apparenza si trasforma nella ballata di un poeta che inganna se stesso per rubare un pò d'amore...Molto dolce...

Gloria D'Alessandro, Quando l'impotenza lascia spazio alla collera impossibile da domare, esprime il livore che sente in età matura ed esprime in tutta la sua velonosità...

Antonia Scaligine, La vita si accende...lascia accendere la sua vita dalla luce di una nuova vita, il suo nipotino...

Michael Santhers, Mafie, denuncia un costume di popolo nel malaffare in cui non si distinguono più mafiosi e loro sostenitori-elettori...( originale: vellutano lingue ) una bella responsabilità per gli italiani!

Lorenzo Poggi, Voglie d'autunno, foglie cadenti in autunno si trasformano in voglie destinate a cadere, forte quella sabbia di marmo incastrata tra i denti del poeta che nonostante il suo destino mortale ingoia sabbia per sopravvivere un altro pò...

Simone Magli, L'amore è quando non ti devi sforzare, di essere niente che già non sei...dunque l'amore è essere veramente...

Diletta Giaquinto, Pensieri, che per la poeta sono indici di sogni infranti, ma potrebbero diventare quel che ciascuno voglia...

enrico tartagni, Il restauratore, interessante illustrazione di un haker retrò che salva un uomo in frac per comporre di notte rime...

Angelo Traschi, Piovono pensieri, è un bel navigare tra pensieri sospesi tra passato e futuro in un incerto presente...

Renda Gabriele, La fase due (cresc' Italia), divertente...e tagliente...

Salvatore Luiso, Di calce e pietre è fatto il cielo, tranne che per i poeti in attesa di ali per prendere il volo e allontanarsi da un mondo artificiale...bella e originale...

Colagiovanni Alberto, Al mio cane, bella immagine del patto di fedeltà tra l'uomo e il cane...

Michele Cristiano Aulicino, isole, pensierino carino sull'amore...

Sandra Greggio, Alba, ci consiglia con bel poetare di alleggerire la fatica di vivere tenendo il cuore aperto a ricevere certezze di vita nuova...

stefano cavallini, Ogni giorno, ci dà un poetico messaggio di corale stare insieme per essere...

Grazie a tutti per le belle emozioni...un caro saluto al magnifico...Antonietta Ursitti.


"Di calce è pietre è fatto il cielo" di Salvatore Luiso è piena di interessanti immagini rese con metafore e similitudini:
/le stelle sono scintille e lampade/
/Gli alberi hanno tronchi di ferro,
le chiome sono ingranaggi di vetro./
/Il Sole s'è fatto un blocco d'oro/
/Il vento sembra plastica bianca/
"Al mio cane" di Alberto Colagiovanni, commovente testimonianza della fedeltà del cane, nostro grande amico e compagno di vita.
Di "Ogni giorno" di Stefano Cavallini mi ha colpito la chiusa, la quale merita un'attenta riflessione:
Solo con altri posso sapere,
io sono perché le altre persone esistono.
Immensamente piccoli,
ma ugualmente importanti se si è insieme.
Grazie a tutti
Simone
 

16/1/2012

Oggi il tempo non gioca a mio favore, ma non potevo non evidenziare alcune vele nell'azzurro; eccole. Vincenzo Melino: mi ha colpito in questa poesia la frequente allusione all'acqua, nelle sue più varie sfumature; alla fine, ecco le stalagmiti di "ore grigie" che "si allungano". Paola Trombetti: belle immagini di un'atmosfera intimistica, molto bella la chiusa. Lorenzo Poggi: una poesia che è costruita su una serie di immagini, a volte di non facile interpretazione; mi hanno colpito quei bozzoli in attesa di sete, molto originale. Diletta Giaquinto: accettare le situazioni e gli stati d'animo così come vengono, è vero, è una gran prova di maturità, anche se difficile, a volte, da attuare. Stefano cavallini: la capacità di andare oltre il contingente, che non è da tutti, ma che è una grande conquista, se si riesce. Le onde del mare di Piero Colonna Romano si presentano ora in quinari ora in settenari, con il loro mormorio che è canzone. Amore per il mare, certo, ma la poesia va anche oltre, nella chiusa, che è una gioia (perché schiaffo?) per chi crede, perché anche un pagano rende omaggio alla bellezza del creato.
Scusandomi per questo commento necessariamente stringato, rivolgo un grazie ed un caro saluto a tutti, in primis a Lorenzo.
Sandra Greggio


Per Sandra Greggio e per Piero Colonna Romano
Ho letto le vostre bellissime poesie e mi sono molto piaciute. Vi ringrazio per i bellissimi commenti che fate alle mie poesie. Grazie infinite.
Carissimo Piero, ho letto la tua bellissima poesia è mi è piaciuta moltissimo, specialmente le ultime quartine: “Vola una vela bianca, /si staglia contro il sole/e l'ombra sua s'allunga/a cogliere preghiere/.Dentro una bianca rena/affondo lentamente/e alfine genuflesso /pagano omaggio rendo Vola una vela bianca”
Anche la poesia di Sandra, La Galaverna, mi è piaciuta molto, perché mi rammenta quello che ho visto ed ammirato questa mattina sul fiume della vita.
Un carissimo saluto e ringraziamento a Voi e al nostro Prof Lorenzo. Il Gabbiano


A Salvatore Armando Santoro.
E che gioia per me saper questo!
Essere a conoscenza che per qualcuno quei pochi versi sono graditi, e forse anche di conforto, per me è davvero il più bel dono che potessi immaginare. Grazie.
E' passato tanto tempo ormai da quando scrissi, davanti a questo schermo, "sentimenti duraturi"; eppure posso ancora oggi provare le stesse sensazioni che provano allora.
Per certi aspetti sarebbe meglio non suscitare, o scatenare, tali emozioni. Ma come possiamo uccidere una parte di noi?
Patù è un luogo stupendo, piccolo e allo stesso tempo bello, ma ha ragione quando dice che Patù può scatenare certi sentimenti. Pensando alla sua storia possono nascere in noi, e certi paesaggi decorano tale stato d'animo.
La ringrazio ancora, e sono davvero entusiasta di sapere che lei ha apprezzato la mia poesia.
Diletta Giaquinto.
 

 

Per Diletta Giaquinto
Brava Diletta,
sembra che tu abbia fatto una nota proprio a me. "Sentimenti duraturi"
non sono solo un'espressione buttata lì tanto per riempire un foglio.
Sono qualcosa che l'animo archivia ed a volte rilegge. Ed io rileggo
spesso. E quando leggo provo proprio quello che tu hai scritto e, fra
l'altro, penso sempre a Patù che certe situazioni le ha create. Come
vedi i tuoi versi sono serviti a qualcosa ed a qualcuno.
Salvatore Armando Santoro
 

 

A Piero Colonna Romano,Deborah Miglietta,Sandra Greggio e Lorenzo Poggi un
grazie di cuore per i meravigliosi apprezzamenti! Cari amici le vostre toccanti
parole mi blandiscono.
D’altronde chi meglio di poeti,filosofi e letterati,ambasciatori dell’animo,
può capire emozioni e sentimenti personali,che in ogni lembo di cielo ci
affratellano tutti.
Non posso non menzionare e sempre ringraziare il caro prof.Lorenzo, che mi
concede l’opportunità di navigare nel mare blu dell’isola “poetare”!
Antonio Teni
 

 

Così passa, inarrestabile, il tempo. E tutto corrompe. Soltanto questa pagina azzurra continua a brillare di poesia sempre più alta e consolatrice. Questo, oggi, sento:

 

Michele Cristiano Aulicino –In a sentimental mood-: Invito ad un viaggio nel sogno a ritmo di jazz. Ho provato a leggerla sovrapponendo quella musica. Ne ho ottenuto un effetto bellissimo.

Stefano Medel -Polvere-: Stefano ci racconta le angosce che ci derivano da incombenze che non gradiamo ma che devono essere affrontate. Puoi rinviare tutto e vedere polvere che si accumula e che copre ma non cancella. Chi non ha mai provato queste sensazioni ?

Vincenzo Melino –Stalagmiti-: Sono dolore che cresce quelle stalagmiti. Goccia dopo goccia, pena dopo pena. E la disperazione di quelle “Ore grigie si allungano”. Molto intensa e dolente. Piaciuta.

Armando Bettozzi –Ste brutte facce de l’Apocalisse-: Ottima denuncia di quella che pare una guerra al fastidioso euro. E concordo con l’appello finale.

Paola Trombetti –Vicino alla finestra-: Ricerca di sicurezza all’interno di un ambiente che ci appare sereno e protettivo. Bella poesia con belle immagini ben narrate.

Antonietta Ursitti –Tutto regolare-: Decisamente pessimistico questo guardare al futuro. Ed è inutile fare previsioni perché ci sono “a iniziare il giorno/notti fonde o nebbia/fosca patinata”. L’unico conforto proviene da oggetti sopravvissuti che rammentano uno sbiadito passato. Molto intensa, rassegnata e dolente. Piaciuta.

Michael Santhers –Professor Caracallo-: Applausi a questo delizioso quadretto. Michael dipinge, magistralmente, i due personaggi. I suoi versi ne mettono in risalto il carattere. Decisamente bella e godibile questa poesia di un Michael strepitoso.

Lorenzo Poggi –Bohémien-: E Lorenzo compone metafore a tutto spiano. E parla di vita, di sogni, di miseria. Antichi suoni sono quelli che restano, mentre rimane, vaga, la speranza che da bozzoli  (ideali) accantonati possa rinascere seta (nuova morale). Bravo, bravissimo Lorenzo, per questo suo sentire e per come riesce ad esprimerlo.

Simone Magli –La stazione è la sala-: Flash per una similitudine perfetta.

Diletta Giaquinto –Sentimenti duraturi-: Momento d’amarezza che, a volte, prende tutti. E Diletta lo narra con sentimento e bella poesia.

Agnese Musolino –Senti-: Riflessione dolorosa alla quale si può reagire se “cambio d’abito/e sogno…”. Piaciuta per ritmo e senso.

Ben Tartamo –Piccola rosa di maggio-: Romanticissima e molto, molto ben scritta. Bravo Ben, piaciuta molto.

Enrico Tartagni –Paradiso-: E’ una ricerca di pace quella che narra Enrico. E narra di pene ed ammonisce. Molto bella la chiusa “per ritrovarmi io solo nel tuo viso/cercato riflesso di un paradiso.”. Decisamente bella, invita alla rilettura per gustarne la musica.

Gabriele Renda –L’assessore-: Prosegue la galleria di personaggi (probabilmente veri) presentatici con ironici versi. Piaci sempre di più, caro Gabriele.

Stefano Cavallini –Ascoltare al di là delle parole-: E’ quasi una lezione sulla comunicazione quella che ci impartisce Stefano. Quasi invito ad analisi transazionali. Sarà per deformazione professionale ma mi è molto piaciuta.

Sandra Greggio –Galaverna-: Al risveglio ho guardato fuori dalla finestra e vi ho trovato la poesia di Sandra. Bel dipinto impressionista, piaciuta decisamente.

 

Un grazie devo ad Antonietta Ursitti ed a Sandra Greggio per i loro generosi commenti alla mia “La stella”.

Al caro amico Lorenzo Poggi un grazie per il suo bel commento all’odierna “Amare il mare”.

A voi tutti un caro saluto, A Lorenzo, nostro vate, riconoscenza. Piero Colonna Romano
 

Un rapido sguardo alla pagina di oggi. Ecco le poesie che più mi hanno colpito.
- Vincenzo Melino "Stalagmiti": Malinconica e bagnata. Buona la chiusa "Ore grigie si allungano,/si fanno pianura nel tempo/e trascinano oscurati momenti".
- Paola Trombetti "Vicino alla Finestra": ritornano con prepotenza i ricordi di bei momenti passati. Ma io "preferisco il mio solito mento nella mano".
- Antonietta Ursitti "Tutto regolare": tutto regolare. Continua la corsa verso il suicidio dell'umanità.
- Michael Santhers "Professor Caracallo": favola con morale. Tocchi d'artista.
- Enrico Tartagni "Paradiso": divertente, contorta, adeguata all'autore.
- Sandra Greggio "Galaverna": il merletto del gelo, cristalli di ghiaccio. La natura come una dama imbellettata. Breve, concisa descrizione. Ma non manca niente. Buono l'attacco : la natura che si è fatta poesia stamane.
- Piero Colonna Romano "Amare il mare": Ama il mare Piero e l'ha detto in tanti modi, in tante forme. Oggi ha scelto di farsi cullare dal suo venire, dal suo andare. La chiusa sembra uno schiaffo per chi crede "e alfine genuflesso/pagano omaggio rendo" ma è solo laico omaggio alla bellezza del creato.
Un saluto a tutti. Un grande omaggio a che ci ospita.
Lorenzo Poggi
 

15/1/2012

Devo un sentito ringraziamento, per i commenti generosi alla mia "Ritorno alla madre", alle gentilissime Fata Morgana, Antonietta Ursitti, Sandra Greggio ed agli amici Lorenzo Poggi e Simone Magli. Ed un grazie a Gabriele Renda per il chiarimento alla sua "Pluto".
A voi tutti un caro saluto. Piero


Pagina molto ricca oggi, densa di emozioni e di bel poetare. Scelgo in primis la poesia incantevole di Antonio Teni e rimango letteralmente incantata, senza parole di fronte a tanta bravura. Ma ci sono tante altre vele nel mare azzurro. Ecco quelle che sento più in sintonia con il mio animo, oggi. "Romantico" di Vincenzo Melino: il coraggio di credere ancora nei sogni, come a voler tornare bambino, sentendosi diverso dagli altri, ma facendo di tale diversità una vittoria. Bruno amore, che rimpiange il mattino ricco di promesse, mentre ora si è giunti alla sera di "Una giornata alla volta" da vivere; altra poesia "esistenziale", come quella di ieri, a proposito della quale ringrazio molto per il chiarimento. Antonietta Ursitti: quanto pesano quei grani di grandine, quanto faticoso l'incedere e "duro danzare le ore" (stupendo verso). Con l'occasione, ringrazio Antonietta per avermi citato. Dopo i deliziosi amori di Michael Santhers, ecco che rimango incantata dal bellissimo cielo stellato di Lorenzo Poggi, impareggiabile pittore di atmosfere. Diletta Giaquinto pone l'accento sul significato di parole che pronunciamo sempre, senza badarvi più di tanto; come non farvi più caso ora, dopo questa bella poesia? Avrei letto "La stella" di Piero Colonna Romano come una deliziosa poesia, come sempre musicale, metricamente perfetta e l'avrei commentata senza problemi come un invito all'amore, ma c'è un "se", ed è quella citazione, che mi dà del filo da torcere. Sono alla disperata ricerca di una via di mezzo e chiedo aiuto: c'è? La chiusa mi induce a pensare di no, purtroppo. Incantata da quel paralume che ha dato spunto ad una poesia; applausi a Paola Trombetti. Mario Filabozzi dà voce e musica ad emozioni senza tempo, in una delicatissima poesia; complimenti! Il Gabbiano mi fa, come sempre, venire il desiderio di fuggire in quei luoghi incantati che così bene sa descrivere. Grazie, anche per l'omaggio alla nostra Musa.
Un grazie ed un caro saluto a tutti , con particolare riguardo al nostro Lorenzo.
Sandra Greggio


Intorno a Per mio padre di Antonio Teni.
La percezione della solitudine frantuma l'orizzonte in uno spettro di immagini, avvolta in un bozzolo di ricordi, l'anima si lascia cullare dalla melodia di una voce rassicurante.
Echi ricolmi di sentimento profondo, pulsano come solchi nel cuore, a ogni battino una carezza e un richiamo, che tesse l'elogio a un amore senza uguali, la cui incommensurabilità viene scandita dalle pause e i silenzi, che esprimono il tentativo di estenderne la grandezza, di bloccarne il ricordo, fissandolo e ponendolo al riparo da ogni oblio. La capacità di descrivere l'esperienza della finitudine umana e la certezza dell'eternità dei sentimenti – nella loro lotta, nell'ossimoro da esse generato, nello specifico per il proprio padre - rende questa poesia un nuovo capolavoro, per il quale occorre essere grati all'autore.
Deborah Miglietta

 

Nessuno ha commentato La stella di Piero, così attento e premuroso verso i poeti del sito azzurro, ci provo io soprattutto con l'intento di tradurre la sensazioni che questa bellissima poesia mi ha lasciato
...tralascio dunque l'aspetto formale che non fa una piega...Il desiderio che esprime il nostro poeta rivolto alla stella cadente che svelta si dirige a oriente, lì dove nasce il sole, fonte di ogni vita, è che i linguaggi del mondo finalmente si incontrino in una specie di esperanto universale e finalmente superare le differenze che non impediscono alla Torre di Babele di confondere idee e sentimenti...lasciando spazio
all'amore, il sentimento che non mente, nè tradisce, nè si può confondere, poichè la lingua che lo caratterizza è la stessa in ogni parte dell'universo...Il miglior augurio che un poeta possa fare al mondo...Grazie Piero...Antonietta Ursitti.
 

 

Mi rifugio in quest’azzurro per sfuggire alla padana nebbia. Belle e significative, come sempre, le vostre poesie e queste emozioni mi danno:

 

Gabriele Renda –I micatutti-: Sempre ironico il nostro Gabriele, disincantato e decisamente pessimista. Rassegnato a questa realtà. Piaciuta.

Michele Cristiano Aulicino –C’è grossa crisi-: Seguito della precedente. Stiamo vivendo la stagione peggiore della nostra vita e, con bella ed amara ironia, Michele, ce lo racconta.

Stefano Medel –Non ascolto nessuno-: Tira le conclusioni Stefano e, visto quello che trova fuori, si chiude, per difesa, in se stesso.

Vincenzo Melino –Romantico-: E’ la perdita dei sogni di bambini che addolora, l’incapacità di continuare a sognare, affogati in, e da, una realtà che soffoca. Certo, meglio essere folli ed uniformarsi alla follia che ci circonda ed, a quella, rendersi omogenei ed anonimi. Questo ci racconta, amaramente, questa bella poesia. Splendida la chiusa. (c’entrerà nulla ma sembra il manifesto di fondazione di un certo partito di presunta sinistra…)

Bruno Amore –Una giornata alla volta-: Step by step, malinconicamente guardiamo al tramonto e ripensiamo “a quando il sole ti strizza le pupille” e ci sentivamo vivi, con progetti e sogni da realizzare. Bella poesia del bravo Bruno. Piaciuta molto.

Jpseph65 –DIO questa notte mi ha chiesto di scegliere-: Il rifiuto della vita, di questa vita, porta a desiderare che esista un altro dio più misericordioso. Bella come può esserlo una bella riflessione poetica.

Antonio Teni –Per mio Padre-: E’ difficile commentare questa altissima poesia. Antonio strappa applausi a scena aperta. Ogni strofa, ogni verso è puro lirismo indimenticabile. E mi è impossibile scegliere il più bel verso. La rileggo incantato da tanta dolcezza, da ricordi espressi con così alto dire. Semplicemente stupenda.

Antonietta Ursitti –Grani di grandine-: Altra bella poesia della bravissima Antonietta. Quel “duro danzare le ore/del tempo sospeso/tra l’essere in terra/e l’andare in cielo” ci dice di dubbi ed incertezze. Quella grandine, quelle pozzanghere, sono ciò che viviamo, sono quello che ci rende pesante il vivere (“piedi con saltano/immersi si bagnano/pesano come zavorre”). Piaciuta molto.

Michael Santhers –I miei amori-: Ricerca di un amore impossibile, espressa con humor da un Michael in gran forma. Bella e rassegnata conclusione, nella chiusa. Piaciuta molto.

Lorenzo Poggi –Notte stellata-: Lorenzo dipinge. E ci fa vedere un’anima romantica che si appaga soltanto sotto quel cielo stellato. Ed è sempre lui, Lorenzo, con le sue belle immagini, con i suoi versi incisivi. Bravissimo.

Simone Magli –La libertà è incastrata-: Leggerla fa mancare il fiato. Simone è particolarmente bravo nel rendere e far sorgere sensazioni, con pochi ed intensi versi. Piaciuta decisamente.

Diletta Giaquinto –Son parole-: Diletta analizza il senso di alcune parole chiave nella comunicazione. E lo fa con fresca e bella poesia. Chiusa deliziosa. Brava Diletta.

Stefano Cavallini –La stanza n°2-: Bello questo narrare di una visita ad una malata, Bella quella pensosa chiusa. Piaciuta decisamente.

Paola Trombetti –Il paralume arancio-: Paola dà vita ad un oggetto, parla con lui, vede e sente attraverso quel bel paralume. Oggetto idealizzato da una poetica anima. Bella la poesia e molto gradita.

Mario Filabozzi –Chiara è la notte-: Inusuale l’uso di 15 sillabe 15 e Mario aggiunge rima con cadenza ABC ABC  e conclude con un DD. Originale e bella questa poesia, ricca di lirismo in ogni verso. Ed esprime un sentire dolcissimo, fatto di sogni, d’amore, di ricordi, di tenerezza. Complimenti vivissimi.

Il Gabbiano –Sono rimasti solo i ricordi-: E ritorna Il Gabbiano con le sue bellissime descrizioni di paesaggi. Coinvolge in quelle atmosfere, rende vive le immagini. E, come spesso nelle sue poesie, questi paesaggi sono vivificati dall’amore. Bello il richiamo finale con quella verità assoluta. Bravissimo Il Gabbiano.

Sandra Greggio –Sensazioni-: Sono flash romantici e pensosi questi bei versi di Sandra che osserva la natura e l’anima con i suoi desideri. Deliziosa quella chiusa. Brava molto Sandra.

 

A tutti un augurio per una domenica carica di poesia. Un saluto caro al nostro vate illuminato.

Piero Colonna Romano


Per Sandra Greggio su "Imperturbabile volto"

Molte volte le poesie scaturiscono, almeno per me, da improvvisi pensieri, sensazioni e sentimenti che spesso non riesco nemmeno a spiegare come si siano formati. "Imperturbabile volto" nasce dalla visione di un'erma posta, a mo' di Giano (non bifronte), in un giardino; sembrava vigilasse su tutto il viale come presenza minacciosa. Il viale è per me diventato emblema dell'esistenza, l'erma forza impietosa e impassibile che mette fine alla precarietà umana ed animale che tutti avvertiamo e di cui abbiamo paura, eccetto i bambini. Posso paragonarla ad un evento naturale (es. terremoto), al Fato degli antichi Greci, al caso, alla morte.
Naturalmente anche la tua interpretazione, come quella di Piero, contribuisce ad approfondire, anche per me, il recondito e inconscio significato della poesia. Grazie a voi.
Angelo Taraschi


Sento suonare campane a festa...sono per il ritorno di Piero Romano Colonna...grazie Piero per essere nuovamente con e fra noi, abitanti di questo sito ora più azzurro...Buona domenica a tutti in primis a Lorenzo. Antonietta Ursitti.


Caro Piero, innanzitutto un grazie di cuore per i benevoli commenti alle mie poesie.
"Pluto" è dedicata alla famelica "finanza internazionale" che sta divorando anche gli ultimi stracci di democrazia rimasti.
Cari saluti da Gabriele
 

14/1/2012

Torno nell’oasi azzurra e termina la nostalgia di voi e delle vostre poesie. Oggi tante e belle sempre di più. Questo sento:

 

Diletta Giaquinto –Una speranza all’orizzonte-: Disperata e disperante affermazione. Vero è che la realtà, quasi sempre, non è quella che ci illudiamo sia. E torna in mente Schopenhauer ed il suo velo di Maya. Così come l’affermazione che la realtà è una parte del possibile. Pochi intensi versi che scatenano filosofici dubbi.

Gabriele Renda –Pluto-: Caro Gabriele sarà perché invecchio, sarà perché sono ancora frastornato dal cambio di clima ma, a parte la  bravura e l’umorismo che c’è in questa piacevole poesia, non capisco a chi si possa essere dedicata. Nei giorni scorsi mi devo essere perso qualcosa.

Stefano Medel –Tu sei come il pane e salame-: Una volta un tizio disse all’amata: ti amo quanto un paio di scarpe vecchie. Lei si offese moltissimo, poi provò…un paio di scarpe nuove. Ma questa del pane e salame,  proprio no, non l’avevo mai sentita. Decisamente da adottare.

Vincenzo Melino –Il mondo piange-: E’ una catastrofica visione di questo mondo, detta con poesia intensa che molto bene esprime il sentire di Vincenzo. Piaciuta molto.

Bruno Amore –Italia Bella Ciao-: E’ condanna del consumismo quello che porta alla perdita anche di valori morali, quello che ci narra Bruno, con elegante poetare. E profetizza un futuro in cui “Crolla l’argine cade il monte a valle”. Bella e condivisibile per intero.

Marinella Addis –Unica al mondo-: Bellissima e con vaghi accenti stilnovistici dal dolce ritmo. Brava molto Marinella.

Antonietta Ursitti –Me stessa-: E’ pessimistico questo guardare al passato, pare senza speranza il futuro (“annaspa il fiato/nella gola arsa”). Ma c’è sempre, nelle poesie di Antonietta, un afflato ottimistico, una speranza (“Consolazione/unica sapere/che alle mie spalle/figli della luna/non più miei/scalino forti…”). Bella decisamente.

Michael Santhers –Un dente-: Parrebbe la descrizione di un cartoon. Ma è una sequenza di metafore. Dolore è quel dente, e nulla può placarlo se non la dolcezza di una carezza e quello “stupore” ne è il suo effetto. Certamente la fantasia di Michael è deliziosa e delizia.

Lorenzo Poggi –Assaporare-: Bellissima tra le belle di Lorenzo questa poesia. Descrizione sognante di desiderio di pace, detto con bellissime immagini romantiche. Applausi.

Simone Magli – I vecchi sono le foglie d’autunno-: Similitudine dolente di Simone che può essere soltanto condivisa.

Maurizio Spagna –Margherite a gennaio-: Esprime così il suo desiderio di primavera, Maurizio. Ed usa immagini delicate, mescolate a sentimenti di tenero amore. Bella la chiusa con quel “singhiozzo di donna soffice” e quel “e ai bianchi mazzetti di margherite/benedette a gennaio.”. Piaciuta molto.

Giusi Falleroni –Cercava invano gli occhi dell’altra-: Ricerca d’un amore idealizzato, disegnato secondo le nostre fantasie ed esigenze. Ricerca destinata a non avere esito. Eppure l’amore, quell’amore, lo troveremmo guardando gli occhi di chi cerca, innamorata, noi. Molto ben articolata e piaciuta.

Angelo Taraschi –Imperturbabile volto-: E’ proprio dall’inconscio che nascono questi sogni/incubi. Si guarda alla vita (“ti affacci alla siepe/rifinita d’alloro.”) come riguardasse altri, come fantasmi. E quella chiusa tragica, che ci dice dell’incomprensibilità dell’esistenza, è sigillo a questa ermetica poesia.

Enrico Tartagni -Il richiamo della foresta-: Zanna Bianca dunque: desiderio di libertà nel ritorno all’ambiente familiare. E con quella si potrà essere capaci di “spiegare le nuvole” il cui senso ci è ignoto altrimenti. Condita di accenni di musica di vario genere, ma sempre dura, ritmata e ossessiva anche questa è ermetica poesia del bravo Enrico.

Giuseppe Stracuzzi –La norma-: Le regole di vita e del vivere civile, analizzate nella loro grottesca applicazione da questa intensa poesia del bravissimo Giuseppe. Piaciuta molto.

Sandra Greggio –Parvenza di serenità-: I ricordi che ci accompagnano, siano lieti o tristi, e, come giorni, si alternano. E ci accompagnano per tutta la vita, dilatando il tempo, accavallando passato al presente. Quasi un sogno dal quale ci risveglieremo quando “piume d’angelo/non ti desteranno/facendoti il solletico.” Ed anche Sandra, oggi che è la fiera dell’ermetico, ci si butta a pesce e compone bella poesia.

Stefano Cavallini –L’odore di quell’ora del mattino-: La memoria degli odori è quella che ci accompagna per tutta la vita e Stefano ce lo racconta con delicata poesia.

A tutti i sitani il mio rinnovato grazie. Mi avete aperto il cuore e…impegnata la mente. A voi tutti il più cordiale dei saluti. Al nostro grande Lorenzo un caro saluto. Piero Colonna Romano


la pagina di oggi come sempre offre spunti di riflessione e narra punte di alta poesia con maestria commentate dalla nostra Sandra...io lascio un segno per commentare la tristissima vicenda della Costa Concordia, non aggiungendo altro e salutando tutti, in primis Lorenzo...Antonietta Ursitti.

Per errore
una tragedia in mare
una nave riversa
una folla dispersa
ognuno anela
un appiglio
un’ancora…
Aggrapparsi
per sfuggire
alla gelida
oscura onda …
Sole non basta
a rischiarare
l’onda profonda
a picco cola
la prua bianca
come un’orca
vinta affonda
in pieno oceano…
Non serve possanza
con la rabbia del mare
annientata è ogni forza
a nulla vale l’umano
sforzo contro il mare…
Non si contano i dispersi
sono tanti e anime tante
tremanti al pensiero
di trovarsi in fondo
al mare o a galleggiare
sull’onda indifferente
culla di desideri infranti…

( Affonda la Costa Concordia, 14 Gennaio 2012 )
Antonietta Ursitti
 

Pagina azzurra che si apre con una grande, anche se non nuova, verità, detta da Diletta Giaquinto; quanto difficile essere se stessi. Difficile trovare la speranza, come dice molto bene anche Vincenzo Melino, con quello "spirito vagante alla ricerca di un raggio di luce"; quadro desolante di un'umanità che ha perso anche l'anima, come evidenzia la chiusa. Sulla medesima scia la tematica trattata da bruno amore, che si rivolge, in questo caso, all'Italia, "nobile madre di genti vassalle". Bellissimo il ritratto di fanciulla di Addis Marinella, che mi ricorda la Venere che nasce dalla conchiglia. Altro ritratto ma, questa volta, autobiografico, quello di Antonietta Ursitti; ho letto la poesia cercandovi un elemento di positività: la chiusa? Forse lo è, ma quei figli non sono più "miei". Poesia pervasa di tristezza. L'inverno sembra già passato con Lorenzo Poggi e Maurizio Spagna. Si respira a fondo con il primo, in una poesia che apre orizzonti, perfetta per un dipinto! Umili margheritine a gennaio nella poesia di Maurizio, ed è vero, basta guardarsi attorno, ci sono. E forse sono lì per volere di una stella che vuole spargere amore; margherita come metafora di amore anche in mezzo alle difficoltà della vita, una nuvola bianca a gennaio, insieme al sole. Angelo Taraschi: con il volto imperturbabile a guardare la vita, là, oltre la siepe, cogliendo l'oltre che gli altri non vedono. Chiedo gentilmente conferma a questa interpretazione. Mi addentro nella poesia di stefano cavallini, che contiene tanti messaggi; vi colgo le fasi della vita in sintonia con le stagioni, con la disposizione ad essere parte della natura.
Mi piace concludere citando ciò che dice Simone Magli sulla vecchiaia; come non concordare? Tuttavia, chi è "vecchio"? Si può essere tale a qualunque età della vita, non è l'età anagrafica quella che conta,anche se l'aforisma è chiarissimo e condiviso.
Un caro saluto ed un grazie a tutti, in particolare al nostro Lorenzo.
Sandra Greggio
 

"Il mondo piange" di Vincenzo Melino, poesia molto forte che fa sentire assai bene l'ansia, la paura, il vuoto e la perdizione dell'umanità, la chiusa la voglio riportare perché merita:
Una nebbia triste
mi entra nell'anima
spegnendola.
Complimenti Vincenzo, perché sei molto bravo a mescolare gli stati d'animo e le emozioni con le descrizioni.
Grazie a tutti
Simone
 

13/1/2012

Un grazie a Giuseppe e complimenti vivi per la sua "Proiezioni"...nelle cui
melodie sono rimasto intrappolato...
Lo "Slalom speciale" del Cammello di Bruno Amore mi ha fatto sorridere e
riflettere
Una citazione mi preme anche per il deserto di Lorenzo Poggi, "sorretto dai
passi di chi vuol vedere".
Mario Filabozzi


Ho preso nota e ne sono contento delle spiegazioni e precisazioni di Antonietta Ursitti. Polemica chiusa.
- Giuseppe Stracuzzi "Proiezioni ": poesia difficile da interpretare; sembra la storia d'una vita, le sue vicissitudini dalla nascita al tramonto. La metafora ci parla d'un fiume. Il difficile approccio di lotte con i sassi fino a quando arriva al mare dove "rifluisce/prima di sboccare/in delta di memorie" e "le correnti ammansite dal ristagno/seguono i battiti dell'orologio", "ed acque di fanghiglia/della micidiale indifferenza /emergono dal fondo". Poesia importante. Molto piaciuta.

- Diletta Giaquinto "Vecchi e spenti rimpianti": sembra facile cancellarli! Ma sono sempre lì.

- Vincenzo Melino "Grumi di verità": siamo di fronte ad un dipinto di Guttuso. Il volto rugoso, le mani callose d'un vecchio contadino.

- Bruno Amore "Quando il cammello vinse lo slalom speciale.": ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere! I finti poveri, i finti ricchi. Bravo Bruno.

Mario Filabozzi "Zenith": splendida poesia! Endecasillabi rimati dolcissimi. Cito una strofa: "Vivo di verdi campi e note rare/Mastico giorni che vorrei morire/Rabbia che non riesco a digerire/Sogno ricordi da non cancellare".

- Antonietta Ursitti "Sonno programmatore": di anime messe in carica. Siamo tirati da fili invisibili tra satelliti e stelle. La disumanizzazione procede.

- Michael Santhers "Spread": lo scintillante Michael si propone qui con una poesia in dialetto (forse) molisano. E' la saggezza antica del contadino di fronte a parole importate che fanno a pugni con la sua logica antica.

- Simone Magli "Al centro della vita": è vero Simone, che cosa siamo se non un microcosmo di granelli sparsi in gravità. Molto bella per le immagini e le parole.

Stefano Cavallini "A tutti i costi": Chiusa da manuale di educazione civica. Pensando al mondo in cui ci tocca vivere c'è da avere "timore per un futuro/azzerato e vuoto dall'indifferenza del vivere insieme/dove la tolleranza e il rispetto sono poca cosa/e il significato della vita diventa l'arroganza/che con tenacia e caparbietà/scandisce il tempo dell'incomprensione". Sono d'accordo.

Un caro saluto a tutti. Un omaggio floreale a chi ci ospita.
Lorenzo Poggi


"Grumi di verità" di Vincenzo Melino, ottima descrizione.
Sacrosante e amare verità sono presenti in "A tutti i costi" di Stefano Cavallini.
Simone


Vorrei ringraziare Lorenzo Poggi e Antonietta
Ursitti per i bei commenti alle mie poesie ....e
soprattutto per la presenza costante e attenta di
tutti gli altri poeti che scrivono e commentano
...rendendo sempre più essenziale l 'interagire
tra poeti attraverso lo scrivere il narrare e il commentare .
Un saluto caloroso a tutti i sitani
Ida Guarracino
 

12/1/2012

Ho letto le belle poesie di oggi, ne cito solo qualcuna.
“La carezza” Fabio Sangiorgio. Ci offre belle immagini di malinconia per un amore ferito: “ma nel tuo mondo grigio di certezze /non c’è grido che oltrepassi il muro”.
“Premi igNobel2011” Renda Gabriele. “Si son scomodati i reali di Svezia /ma voi non pensate che sia una facezia” Bravo!
“Il viaggio dello sposo” Mario Filabozzi. Molto bella! l’assonanza la rende dolce alla lettura, contiene belle immagini ed una chiusa incantevole.
“In sospeso” Lorenzo Poggi. La vita trascorre “in sospeso” tra cocci di memoria “sparpagliati nel tempo”.
Cari saluti a tutti, un grande grazie a Lorenzo
Giuseppe Stracuzzi
 

Caro Lorenzo, ma che dici? I tuoi commenti sono di altissima qualità e qualche giorno fa ti incoraggiavo a continuare, sono molto dispiaciuta per la tua reazione al mio commento dell'ultim'ora, in cui ieri mi giustificavo per non aver appunto fatto commenti. Piero è un discorso a parte, è un pò come fosse il decano della pagina dei commenti, ma questo non vuol dire che nessun altro possa cimentarsi, anzi è fondamentale confrontare pareri diversi...E il tuo è particolarmente prezioso...Mi auguro di leggere i tuoi commenti domani, non importa se di tutte le poesie...in fondo siamo liberi, non credi? E probabilmente è meglio non commentare piuttosto che commentare senza sentirlo spontaneamente, come sa fare il nostro Piero...Ti saluto caramente Lorenzo e perdonami se ho detto qualcosa che non dovevo dire...Saluti a tutti i sitani e un grazie speciale al nostro magnifico...Antonietta Ursitti.
 

Oggi solo una considerazione:
Di fronte al messaggio lasciato ieri da Antonietta Ursitti mi sono cadute le braccia. Scrive che non ce l'ha fatta a commentare per troppa nostalgia di Piero. Quindi chi prova a sostituirlo in questi giorni di assenza fa solo fatica sprecata. Non solo ma i commenti di questi poveri illusi sono talmente scadenti che non vale la pena di leggerli. Questo perché non tutte le poesie sono commentate? E che soddisfazione si prova ogni giorno a poter leggere qualcosa della tua poesia sapendo a priori che verrà citata anche se è veramente poca cosa.
Ma tant'è ad Antonietta piace così. A me no. La devo comunque ringraziare per avermi evitato oggi la fatica di commentare.
Lorenzo Poggi
 

Grazie di cuore a chi mi ha commentato in questi giorni, in modo particolare a Simone Magli.
Angelo Taraschi

 

11/1/2012

L'assenza di Piero Colonna Romano, come detto da Antonietta Ursitti, fa vacillare questo splendido sito. Però, è davvero entusiasmante sapere che grandi poeti sono pronti a sorreggerlo. Grazie per ogni vostro bellissimo commento.
Diletta Giaquinto
 

Non ce l'ho fatta oggi a commentare la quotidiana pagina azzurra, su cui è evidente aleggi nostalgia, di chi puntuale ogni dì lasciava il suo messaggio...Nessun poeta escluso, nessuna poesia trascurata...Con cura accarezzata la bella pagina azzurra giungeva la termine del giorno con soddisfazione dei poeti, pronti ad attendere domani, ansiosi di leggere i bei commenti di Piero...Torna presto, la tela è completata, ci tocca sfilarla e ricominciare...Che ruolo difficile quello di Penelope!

Un caro saluto a tutti e al grande Lorenzo in particolare...Antonietta Ursitti.
 

Oggi solo qualche fiore colto qua e là.
- Livia Fedele "Mare d'inverno": tra le poesie d'amore odierne, tutte incentrate su storie finite o appena abbozzate o mai cominciate questa mi è piaciuta di più. In tono la chiusa.
- Vincenzo Melino "Chimera": ancora un inno di dolce malinconia ai paesaggi molisani ed alle sue popolazioni.
- Angelo Taraschi "Il viale": "Ad uno ad uno si staccano gli anni/dall'albero della mia vita nel viale deserto". Bella immagine!
- Antonietta Ursitti "Se vivere non piace": si può fuggire. E se sei fortunato potresti scoprire "bracciali/di larici incastonati/su abeti sempreverdi". La fantasia di Antonietta non conosce limiti.
- Sandra Greggio "La mia natura": inno alla natura "dai colori ora audaci/ora tenui e delicati,/che vedo stemperarsi nel nulla/dell'infinito cielo-mare".
Un ringraziamento agli altri commentatori. Il nostro Lorenzo sarà contento.
Lorenzo Poggi


"Alla ricerca di poesia" di Lorenzo Poggi, molto bella e intensa, con spettacolari immagini, ne riporto un paio:
/Poi ho insegnato agli alberi
a volare./
/Adesso sono seduto
su un muretto a secco
a guardare il mare tra gli ulivi/
"Mare d'inverno di Livia Fedele, altra lirica eccellente sull'immensa bellezza della natura, sui sentimenti e le emozioni che può suscitare nell'uomo, se questo è in simbiosi con essa:
/gelide mani sfiorano le onde/
/invoco il tuo nome al vento/
/mentre l'onda dei ricordi/
Un plauso a questi due bravi poeti!
"Arrivederci" di Fabio Sangiorgio, ottimo canto d'amore.
Tenera e nostalgica "Chissà" di Carmelo Luparello.
/Chissà, chissà
se io ho veramente la mia età
o non sia ancora un ragazzino.../
"Il viale" di Angelo Taraschi contiene descrizioni e metafore eccelse, quella che mi ha più colpito è la seguente:
/Ad uno ad uno si staccano gli anni
dall’albero della mia vita nel viale deserto/
Mi piace molto il tuo stile e il tuo esistenzialismo, che affronti nelle opere. Complimenti!
Pagina alquanto ricca quella odierna.
Un doveroso grazie a tutti gli ospiti di questo splendido sito, in particolare a Lorenzo che dirige un'orchestra di emozioni.
Simone
 

10/1/2012

Fra le belle poesie di oggi mi ha commossa particolarmente "RITORNO ALLA MADRE" di Piero Colonna Romano. Complimenti! E..grazie!
Fata Morgana
 

Pagina ricchissima di poesia e belle visioni esistenziali...

Aurelio Zucchi in perfetti versi ci dice: Non credo più nell'Apocalisse, perchè ha già fatto gli anticorpi colto da una tempesta in mare...Molto bella!
Pistore Filippo in Fiocchi di neve ci narra intensamente il suo amore, il freddo della neve sciolta gli rammentano il gelo dell'assenza di lei...
Lorenzo Poggi, in Passi corti, sbuffa molto poeticamente contro il passo che rallenta l'arrivo al capolinea che sente finalmente come una liberazione...Applausi!
enrico tartagni in Fili d'ombra ben dice come la lontananza inganni a causa di fili d'ombra...e quanti fantasmi immaginiamo...che confondono la realtà...
Maddalena Gatto in Il bacio del mattino dà una bellissima immagine dell'alba che resuscita vecchi spiriti pronti a riprendere la lotta per cui sono morti...come a dire che non basta morire per essere in pace...Molto piaciuta.
Tiziana Cocolo immagina in una maniera apparentemente scanzonata quel che l'aspetta nei giorni futuri al fianco del Generale della sua vita...
Carlo Festa in Vai oltre spera che sia lei a chiedergli cosa prova...e che vada oltre le apparenze...Tutti noi vorremmo che l'altro facesse il primo passo...
Addis Marinella ci narra intensamente La sorpresa di aver trovato lui già rannicchiato nei suoi desideri, prima ancora di aver vissuto la passione veramente...Bella passione.
Diletta Giaquinto in Il mio pensiero spiega la sua visione della morte di cui non ha paura, diversamente da chi preferisce non parlarne...e allora non è la morte da temere ma la poca sincerità di chi non sa guardarsi dentro...
Renda Gabriele in Cortina...di fumo sagacemente e senza risparmiare colpi neppure al paterno Monti ci fa riflettere sull'inettitudine degli italiani...sottomessi a chiunque rappresenti il potere...Come controbattere?
Paola Trombetti in Trucco di scena ci dà un'amara e toccante visione delle nostre piccole moderne codarde schiavitù quotidiane...Molto bella!
Ida Guarracino In ascolto dichiara il suo folle amore per il suo fortunato marito, destinatario di tanta nobile poesia...Finalmente rileggiamo Ida... Bella e intensa.
Maurizio Donsanti in Buongiornonotte in maniera davvero originale esprime tutto il suo risentimento contro la notte che ci ruba il tempo...Complimenti!
stefano medel in Lunedì dice la sua delusione di cominciare l'anno con l'inizio della settimana, come non fosse accaduto nulla...un po' tutti abbiamo avvertito la stessa cosa...
Vincenzo Melino in Accordo musicale ci trasmette la sua sensazione di luce scordata nel vedere la luce nel cielo molisano dopo uno spettacolo pirotecnico...e ce la fa vedere con i suoi occhi...
Angelo Taraschi fa una panoramica disincantata de La vita in cui compagni inseparabili sono solitudine, tristezza e dolore, con qualche sprazzo di gioia... Siamo stati tutti a scuola del grande Leopardi, caro Angelo, dunque difficile illudersi...Bella.
stefano cavallini in Si sentono i silenzi ci confida il suo sentirsi come è veramente e lo aiutano i silenzi del primo mattino, quando ogni suono come ogni silenzio si può percepire bene, così pure noi stessi...Molto bella...
Mauro Murtas ci dice L'essenziale per lui: l'emozione...Com' è vero!
Sandra Greggio in Lunalago descrive un suggestivo paesaggio lunare in cui la luna si affaccia come ai primordi dell'universo...Bellissima.
Piero Colonna Romano descrive il suo poeticissimo Ritorno alla madre, e quella madre vorrebbe essere ogni madre per il proprio figlio...Oltremodo bella e intensa...

Un caro saluto ai sitani, un grazie di cuore a Lorenzo Poggi per i commenti alla pagina di ieri con incoraggiamento a continuare nell'arte del commentare, in cui mostra affinati strumenti...Saluto il magnifico Lorenzo in attesa del ritorno di Piero...Antonietta Ursitti.

Pagina azzurra ricca di tante poesie, che suscitano emozioni tra le più svariate; eccone alcune. Antonietta Ursitti: c'è tutto un mondo a colori in questa poesia, che trasforma le ansie in stupore, per rendere allegri i passeggeri. Aurelio Zucchi: dopo tutto quello che si è visto, non c'è da aver paura dell'Apocalisse, anche perché già vissuta; questo ho inteso da questa bella poesia, dal contenuto originale. Struggente poesia d'amore quella di Pistore Filippo, molto bella, soprattutto la chiusa. Lorenzo Poggi: pessimismo in una poesia fatta di immagini quasi di rabbia per questa vita che non se ne vuole andare, per poter aver tregua. Maddalena Gatto e stefano cavallini ci offrono l'immagine dell'inizio del giorno, entrambi in modo positivo: il vagito del mattino che ci dà motivo per cui lottare, nella prima; una riscoperta di se stesso nella seconda poesia, nel silenzio di quest'attimo così prezioso. Originale associazione tra giorno e notte in Maurizio Donsanti, con l'anima sospesa tra il prima ed il dopo, mentre il tempo traditore ci ruba attimi e luce. Sconsolata immagine della vita nella poesia di Angelo Taraschi , una vita racchiusa nel ventre della balena ; la chiusa vede la liberazione, ma verso dove? Viene lasciata aperta la risposta. Mauro Murtas: una grande verità, tutto consiste nelle emozioni, è vero, qui c'è l'essenziale. Chi non le prova, anche se è vivo, è come se fosse morto. Ed emozioni intense ci offre l'immagine dolcissima della madre nella poesia di Piero Colonna Romano, associata ai ricordi familiari, rivissuti in modo struggente, in modo particolare nella chiusa.
Un grazie a tutti coloro che han contribuito alla pagina odierna e a chi ha reso possibile che vedesse la luce.
Sandra Greggio


"Passi corti" di Lorenzo Poggi è una poesia che rende bene l'idea di "trascinarsi", simile a quella di ieri, piaciuta in particolare la prima strofa:
Vecchi passi cadenzati
sul ritmo del tramonto
corti e sudati
per la solita meta
sempre più lontana.
Di "Fili d'ombra" di Enrico Tartagni riporto quest'immagine fantasiosa:
Fili
d'ombre
nelle crune...
"La vita" di Angelo Alfredo Taraschi, l'ho trovata provocatoria e reale, nonostante sia velata d'ironia:
Tuoi compagni inseparabili saranno
il dolore, la solitudine, la tristezza
e qualche gioia occasionale.
"Lunalago" di Sandra Greggio, molto carina e giocosa, con un buon ritmo, la chiusa mi è piaciuta in particolare:
Fu un balzo
e la vidi splendente
passar sopra i tetti d'argento.
"Ritorno alla madre" di Piero Colonna Romano, commovente, bella poesia.
Grazie a tutti
Simone


Anche oggi pagina azzurra che gronda poesie. Ne ho scelto queste:
- Antonietta Ursitti "Se nulla cambia": siamo nel paese dei balocchi. E perché si dovrebbe cambiare? Molto bella e piaciuta.
- Aurelio Zucchi "Non credo più all'Apocalisse": c'è dell'epica in questa poesia. L'epica del mestiere di vivere, delle scelte a volte sbagliate che tornano in gola. Non può certo far paura l'Apocalisse. "Domani il sole sorgerà di nuovo,/darà conferma del sentirmi vivo,/diffonderà la luce tra le pieghe/di un'anima ancora da esplorare". Complimenti Aurelio!
- Diletta Giaquinto "Il mio pensiero ": pensiero difficile. Da una parte dice che la morte non esiste se qualcuno continua a pensare a te; dall'altra se la piglia con chi crede che con la morte finisca tutto. Mi sembrano due ordini di pensiero diversi e non confrontabili. Ma forse non ho capito.
- Paola Trombetti "Trucco di scena": ancora forti invettive contro questa società consumistica. Il consiglio di Paola è di buttare tutto alle ortiche, auto, luce, gas, cellulare, vita insulsa e tuffarsi nella natura.
- Ida Guarracino "In ascolto": ha scelto ineccepibili ottonari rimati la nostra Ida per raccontarci di una ritrovata pace coniugale dopo momenti d'incomprensione. Piaciuta.
- Maurizio Donsanti "Buongiornonotte": la notte vista come stagione dei sogni ma anche di tempo sottratto alla vita. Originale.
- Vincenzo Melino "Accordo musicale": "negli occhi le ombre quiete dei monti molisani", "nelle orecchie il fruscio di un richiamo sommesso". Occhi ed orecchie per descrivere un dolce accordo.
- Stefano Cavallini "Si sentono i silenzi": dopo un'osservazione che fa pensare "E' al mattino che si sentono i silenzi", ecco una chiusa speciale: "Alcune volte mi avvicino/a quello che mi piace essere:/è cosi che da sempre/sono io.
- Sandra Greggio "Lunalago": alla strenua ricerca della luna che, tra tetti e montagne, gioca a nascondino con chi non aspetta altro che vederla improvvisa scintillare e donare tutt'intorno la sua luce d'argento.
- Piero Colonna Romano "Ritorno alla madre": con il ritmo musicale del doppio senario Piero ci commuove davvero. L'incontro con la madre con versi che, pur non nascondendo forti emozioni, confermano tutta l'innegabile maestria del poeta. "Mi prende per mano, ripensa al passato,/mi mostra ricordi che dentro ha portato,/immagini seppia d'un tempo archiviato". Bellissimo!

Mi sto sforzando di supplire all'assenza di Piero. Perdonatemi!
Lorenzo Poggi
 

9/1/2012

Pagina azzurra bella e ricca.
- Antonietta Ursitti "Fa tanto una melodia": è vero. Può far tanto una melodia; trascinarti in terre lontane, farti sognare e dimenticare, finché dura, mesti pensieri. Complimenti!

- Aurelio Zucchi "La pioggia…": già ci vorrà una pioggia speciale se, "imbrattato dai guai del mondo,/vorrò lavarmi per ritornare lindo/facendo finta che nulla accade intorno". Non serve quella pioggia premio del cielo, qui urge "la pioggia d'un diluvio aggiunto,/schiuma capace di trapassar la pelle,/di fare sosta in fondo ai cuori/e uscirne… densa degli errori umani". Caro Aurelio credo che un nuovo diluvio universale sarebbe capace di trovare quella pioggia speciale. E forse stiamo creando le premesse perché questo si avveri.

- Livia Fedele "La polvere del tempo": è polvere grigia portata dal vento, ma è ora di dare aria alla casa da tempo buia e muta di musica e risate. E forse ce la farai di nuovo ad ascoltare una brezza calda che riscalda il viso ed una voce che sussurra il tuo nome come fosse un bacio lieve. Bella!

- Diletta Giaquinto "Proverbi ": ce n'è per tutti i gusti e per tutte le domande e per tutte le risposte. Ma concordo pienamente con quello consigliato da Diletta.

- Gabriele Renda "Ladri di scatolette": niente di nuovo sotto il sole. Sessanta anni fa la mia famiglia aveva in casa come domestica una ragazza sarda condannata con la condizionale per aver preso dei fichi da una pianta privata.

- Paola Trombetti "Conoscenza ": Bellissima la seconda strofa. La chiusa non è da meno. C'è il desiderio, forte, di tagliare tutti i ponti che ci collegano all'uomo e di vivere solo di natura.

- Michela Turchi "Non amo fare programmi": "al meglio non c'è mai fine". E' una piena di ottimismo e di felicità per essersi ritrovata. Brava! ci vogliono ogni tanto queste iniezioni di fiducia.

- Ida Guarracino "Apri le braccia e vola": vola sul percorso della vita ma ricorda che alla fine resta solo il percorso dell'amore che hai saputo ricevere e dare.

- Carlo Baldi "Come scoria ": chiusa da incorniciare: "Scosto lo specchio/Sono quel che sono e quello che avrei potuto essere/è senza peso alcuno/anzi/è il mio futuro".

- Angelo M. Cozza "Nubifragio": la trovo bellissima, coinvolgente, con immagini super come "Equoree masse mareggia il vento". E che dire della chiusa: "In alto, sode nubi passano/in corteo reboanti intronano/il loro ventre gonfio svuotano/e ancora d'acqua si ubriaca il mare".

- Michael Santhers "Deserto": volevo commentarti ma sinceramente, ed è sicuramente colpa mia, non ci ho capito niente. Bella la chiusa "Vanno i passi/geroglifici di ansimi,/nel sudore, rigagnolo d'antica storia "

- Vincenzo Melino "Bozzolo di quiete": titolo affascinante come affascinante è la poesia.

- Piero Colonna Romano "Per te buonanotte": ci ha voluto lasciare un batuffolo rosa profumato di mare prima di partire. Torna presto!

- Simone Magli "Incapace d'intendere e di volere": Simone oggi ci diverte col suo gioco di parole.

Un caro saluto a tutti. Uno speciale per chi ci ospita.
Lorenzo Poggi


"Indolenza" di Lorenzo Poggi è un susseguirsi d'immagini descritte splendidamente, specialmente questa:
i piedi non entrano nelle scarpe
e fuori la strada che attende
barcollando mi insegue.
"Conoscenza" di Paola Trombetti, rappresenta un'eccezionale simbiosi dell'essere umano con l'universo del creato, questi i due versi che preferisco:
ho per lampada la luna,
ho per libro l'universo
"Non amo fare programmi" di Michela Turchi è una sincera confessione, ho notato un cambiamento nella metrica rispetto alle tue poesie precedenti, forse perché questa ti è uscita come un fiume in piena. Piaciuta.
"Bozzolo di quiete" di Vincenzo Melino contiene uno scrigno di ricordi fatto d'immagini, odori, colori e sapori: molto carina e originale, complimenti.
Sinceramente
Simone
 

8/1/2012

una nuova assenza di Piero Colonna di nome e di fatto delle belle pagine azzurre fa vacillare il sito che nutre quotidianamente i suoi peregrini poeti, ai quali non resta ahimè! che continuare a tessere la tela fino al ritorno del loro commentatore-Ulisse...Buona serata a tutti e grazie al magnifico...Antonietta Ursitti.
 

Un grazie di cuore ad Aurelio Zucchi
Ho già avuto modo di ringraziare Aurelio per aver postato in un altro
portale la stessa poesia.
Aurelio è un caro amico, al quale auguro ogni bene e serenità.
Lui sa quello che scrive e l'invito contenuto nella poesia è molto
esplicito e diretto.
Una poesia che gioca sugli endecasillabi anche se il verso è
piacevolmente libero, ma pur sempre poetico.
Un'ode alla disperazione di un amico ed un invito a ritrovare la via
diritta "rismerigliando" il nastro della vita e risistemando i tanti
"giardini arsi" dove potrei liberamente "sgambettare".
Insomma una poesia ricca di metafore che forse adesso molti amici che
mi conoscono in modo più diretto potranno capire ed apprezzare meglio.
Una lirica che potrà lasciare una traccia nel tempo se io riesco a
"ripristinare con vanga e linfa" nuova, questa traccia.
Grazie di cuore, Aurelio. Lo sapevo già che eri un amico ed adesso me
l'hai nuovamente riconfermato: Buona vita!
Salvatore Armando Santoro
 

Bella come sempre e sempre più ricca d’ingegni la nostra pagina azzurra. Oggi così mi emoziona:

 

Vincenzo Melino –Una vita volgare-: Un caloroso benvenuto nell’azzurro a Vincenzo che esordisce con amara e dura poesia. Il desiderio espresso di solitudine e di fuga dalla realtà è desiderio universale e questo narrare di sentimenti comuni è compito della poesia. Piaciuta.

Simone Magli –Nella notte esplodono-: Simone descrive, con maestria, i sogni erotici dell’uomo. Sesso privo d’amore, sesso inteso quale atto falsamente liberatorio. E’ l’altra faccia della medaglia de “l’amor che move il sole e l’altre stelle”. Ed intensa e piena di rabbia è questa poesia. Piaciuta.

Angelo Taraschi –Zac!-: Riflessione sull’inutilità del vivere come viviamo. Resteranno vermi e polvere a coprire, nell’oblio, le nostre pulsioni egoistiche. Triste visione, detta con efficace poesia.

Antonietta Ursitti –Diffuse crepe-: Vita fatta di generosità ed egoismi, di gioie e dolori, dati e ricevuti. Vite di noi tutti, dove tardivi pentimenti non servono a chiudere le crepe dell’anima. E le sintesi poetiche di Antonietta muovono sempre alla riflessione. Bella molto.

Lorenzo Poggi –Maremma-: Fattori, Lega, Signorini. Risuona di questi la pittura di Lorenzo, le sue macchie veloci ed incisive. E giusto l’affondo finale a esecrar maschilismo. Applausi e richiesta di bis.

Enrico Tartagni –L’arrotino-: Bella la consapevolezza del “sono pesante nel discorso/e capirlo m’è il difficile”!  Persino il grande Pollock chiedeva ai suoi critici cosa mai avesse dipinto ! Ma bellissima l’immagine dell’arrotino che affila lingue. Lui si che sa! Piaciuta molto. (ricordo che Ungaretti, della poesia di Mallarmè, diceva che non è necessario capirla, bastava gustarne la melodia, il ritmo).

Livia Fedele –Evoluzione-: Mi pare sia una delle più belle poesie di una  Livia bravissima. E ci racconta, Livia, che si può essere critici sul proprio cambiare aspetto (Evoluzione è termine giusto che indica anche maturazione) senza rinunciare ad avere “Occhi gialli guardano lontano/oltre l’orizzonte le verdi praterie/di un mondo irreale” (cioè sogni) né, men che meno, ai desideri d’amore. Piaciuta molto. Complimenti.

Maddalena Gatto –Mancata assuefazione-: In altri termini questo tempo, che scorre con eccessiva rapidità, ci impedisce d’assuefarci a regole di vita nuove e travolgenti. E “ben venga” pare dire Maddalena. Bella decisamente.

Renzo Montagnoli –Il vento del nord-: E’ un gelido panorama quello che si offre guardandosi dentro, al finir della strada. Questo ci narra Renzo, con poesia intensa, ricca di immagini bellissime ed inquietanti. Molto, molto piaciuta e permettimi un “complimenti!”.

Massimo Pastore –Vincent-: Bello il richiamo a quel fratello che di Vincent fu l’unico sostegno reale. E qui, Massimo, ne fa, per traslato, la figura a cui chiedere conferme del proprio narcisismo, la figura amata e da cui essere riamato. Bella molto. Complimenti Massimo.

Antonia Scaligine –Ancora…spiana il tempo-:   Passa il tempo, restano ricordi. Antonia esamina malinconicamente, e con bei versi, il bene ed il male che si è vissuto e trova conforto negli insegnamenti del cuore, se ricco di fede. Piaciuta molto.

Armando Bettozzi -Invidia…”non”…crepa-: Quell’imprenditore che si è suicidato certamente le tasse le pagava. Chi lo ha portato al suicidio non è stata una bieca giustizia tributaria bensì i suoi colleghi imprenditori che, in massa ed a man bassa, le tasse le evadono, impedendo così una più equa ed umana giustizia fiscale. Tutti noi, di questa banda di farabutti, siamo vittime.

Diletta Giaquinto –L’attesa-: Diletta filosofeggia: in definitiva i ritardi sono sopportabili, anzi auspicabili, se a tardare e sorella morte. Brava.

Gabriele Renda –Befana in default-: Tempi duri anche per la befana, dunque. Ma Gabriele ci rammenta il passato (quello sparo…) ed indica, quasi, nomi e cognomi dei responsabili dell’attuale default. Piaciuta molto. Bravo Gabriele.

Paola Trombetti –Amore-: Fantasmagoria di termini (Bergonzoni applaudirebbe) per narrarci di un sottile desiderio che proviene da  “…uno bello, fugacissimo/di guance, bocca e sopracciglie”. Applausi.

Stefano Medel –Monna Lisa-: Bellissima, esilarante. Stefano Medel ? Complimenti.

Michael Santhers –Il barone Degli Allocchi-: Con la poesia si può anche ridere di gusto. Precedentemente ci aveva narrato di pecore con dentiera, oggi ci narra d’un prestigiatore capace d’ingannare i gonzi. Ovviamente molto amato ed invidiato dai politici nostrani. Complimenti, applausi e ringraziamenti.

Clelia Maria Parente –Buona Befana-: La direi una disperata invocazione, ben narrata ma priva di soddisfacenti risposte. Ahimè.

 

A tutti voi, splendidi poeti, un caro saluto. Purtroppo, per l’intera prossima settimana, non riuscirò a godere del vostro bel poetare. Altri impegni mi porteranno altrove e temo non avrò né tempo né mezzi per leggervi. A presto, dunque, e buona poesia a voi tutti.

A Lorenzo il grande, un grazie di cuore ed un affettuoso saluto. Piero Colonna Romano

 

7/1/2012

ULTIMO VENTO D'AUTUNNO di Armando Santoro. Ecco un pensiero poetante che si fa poesia pensante dove forma e contenuto diventano la stessa cosa, entrambi sorretti da robuste, rapide e ripide movenze petrarchesche. Il peso della tradizione lirica tende sempre a soffocare, ma ULTIMO VENTO D'AUTUNNO la rinfresca e la rinnova , imprimendole il marchio di una perenne vitalità . (Carlo Chionne)
 

 

Bruciata la vecchia, la festa azzurra continua ogni giorno e doni, ogni giorno, ci porta. Apro quelli di oggi e questi incanti ci trovo:

 

Michael Santhers -7 Gennaio-: Finite le mistiche feste, Michael si guarda attorno e ci narra, con bella ironia, il ritorno alla normalità. Normalità grottesca, che mi fa pensare ad un quadro di Borghese o, peggio, di Ensor. Bellissima l’immagine finale: deve essere per questo che le ferramenta restano prive di seghe… Ah le feste, le feste…

Simone Magli –Il conto di una madre-: “i veleni di un insana /cappa d’amore” sono quelli che, forse inconsapevolmente, certe madri riversano sui figli. Talvolta possessive ed escludenti, non vogliono rinunciare al dominio sul frutto del loro corpo, prolungando la gestazione all’infinito. E Simone offre bella poesia di denuncia. Piaciuta.

 Angelo Taraschi –O mio cuore-: E’ davvero una canzone d’amore, dolcissima. D’amore per la vita, al suo finire. Bellissima per le bellissime e nostalgiche immagini, dette con maestria. Bravo Angelo.

Il passero –Un nome da scoprire-: Ricambio, imbarazzato, con affetto queste belle parole e ti ringrazio. Hai ragione: la metrica è bene sia conosciuta. Il verso libero o sciolto, però, sono quelli che consentono maggiore libertà d’espressione, maggiore libertà d’esprimere, con naturalezza, il proprio sentire. E talvolta sono più coinvolgenti di un componimento in metrica. Grazie ed un caro saluto.

Antonietta Ursitti –I piccioni-: “l’enigmatico tubare” è ciò che non comprendiamo quando, passando dal silenzio della notte –le intime riflessioni della nostra anima- ci troviamo, improvvisamente, nei rumori della strada –la vita-. E ne restiamo smarriti, perplessi. Bella metafora detta con bei versi. Piaciuta molto.

Lorenzo Poggi –Incontrare poesia-: Metafore a grappoli. “bisogno di note acute” quale necessità di forti emozioni, per creare poesia. “sul davanzale attendono gerani/ridenti al mondo” quale barriera che impedisce di vedere ciò che il mondo ci riserva di negativo (“rami ingialliti/di sorrisi spenti”). “la casa/esce dalla finestra aperta” è quel bisogno di evadere per conoscerlo quel mondo (ed è bellissima immagine). E quella poetica conclusione, una volta liberatisi, che dice di una vita che diviene eterna, incontrando la poesia. Applausi e richiesta di bis. Spettacoloso Lorenzo.

Enrico Tartagni –Concordanza di odori-: Sono gli odori che, in questa poesia bellissima, stimolano riflessioni esistenziali. La vita che viviamo, ponendoci domande prive di risposte ed  avendo un’unica certezza consolante : “sul tavolo il tuo profumo accanto al mio…” Ermetismo di Enrico che, come spesso nelle sue poesie, tocca l’anima e porta a riflettere. Piaciuta molto. Bravo Enrico.

S.A. Santoro –Ultimo vento d’autunno-: Il magistrale sonettista Armando ci regala una nostalgica riflessione sul tempo che passa, su amori perduti senza rimpianti e sul guardare al futuro con determinazione. Bella molto, così il poeta ci vizia.

Livia Fedele –Tra la neve un cuore-: Applausi per questo dolcissimo esprimere amore. Bellissima la descrizione dello scenario nel quale si vive quell’emozione. Bravissima Livia, piaciuta molto.

Aurelio Zucchi –Credermi-: Ci sono momenti in cui si dubita di se stessi, momenti in cui si guarda al passare del tempo, (“…agonizzanti rose/chiuse nel metro imposto dal tempo”) momenti ai quali bisogna reagire. Aurelio li narra con maestria e con belle e coinvolgenti immagini. Ed il suo stile pulito rende piacevole, sempre, leggerlo. Bravo Aurelio.

Carlo Chionne –Nonna Maria-: Un nostalgico ricordo, un omaggio delicato, col bel poetare di Carlo. Piaciuta molto.

Diletta Giaquinto –Il canto del mare-: Rende umano il mare la brava Diletta e gli dà  i sentimenti

dell’uomo. Così di questi ha nostalgia, mancandogli l’allegria che gli portava. E’ una fantasiosa inversione di ruoli quella che ci narra questa poesia dal poetico e bel titolo.

Gabriele Renda –Cinque angioletti-: Tutto il dolore per una morte assurda, espresso con profonda partecipazione e bella poesia.

Paola Trombetti –Frutto-: Con una forte poesia Paola ci narra di cadute e resurrezioni, di ribellioni ed appagamento rassegnato. Intenso il poetare, frutto di forte sentire. Bella e piaciuta molto.

Michela Zanarella –Prendo vita-: Sono molto belli i versi “Il cielo crea/la mia impronta/e mi immerge/in equilibri di luce/fiducioso/delle mie chiare fondamenta.””. Belli e dicono di  fiducia in se stessa e speranza.

Carlo Festa –Essere protagonisti-: Dichiarazione d’amore fatta con molta determinazione e con ritmo incalzante da goccia che scava. Piaciuta.

Stefano Medel –Uscio-: Al gravoso peso del vivere, Stefano pone rimedio chiudendosi in se stesso, illudendosi che i guai, la noia, il frastuono, resteranno ad attendere fuori.

Stefano Cavallini –Un volo libero-: Già, caro Stefano, lasciamoli volare i nostri sogni. Bell’incitamento a liberare la fantasia, a non omologarsi. Chissà… Piaciuta molto.

Clelia Maria Parente –I doni della Befana-: Gioia di vivere in questi versi e, nonostante i tempi bui, dilaga l’ottimismo esorcizzante.

Sandra Greggio –La via del cuore-: Sandra ci ammonisce così: soltanto la voce del  cuore può liberarci da pesanti catene, con intensa e bella poesia.

 

A tutti un cordiale saluto ed un grazie al nostro generoso vate. Piero Colonna Romano  
 

"O mio cuore" di Angelo Taraschi, malinconica e vogliosa di pace, una pace universale e meritata:

Che sia una nenia d'addio
verso il porto della pace.
Che sia un canto d'addio
verso il porto della pace.
Simone
 

6/1/2012

Altra bella pagina azzurra ,quest’oggi trovata in una calza piena di doni. Uno alla volta li scarto e questo sento:

 

Michele Cristiano Aulicino –Sotto la torre-: Torre, dito medio che irride ad un mondo imperfetto. Tristi considerazioni sull’imperfezione del mondo e sul masochismo della gente. Così Michele guarda al mondo, appagandosi della sua ineluttabile imperfezione.

Filippo Pistore –Al di là del vetro-: Filippo ci narra d’un amore che rassicura e protegge da tutto ciò che c’è fuori dalla finestra, stando “dal lato caldo del vetro”. E lo fa con accenti romantici, sia nella descrizione del paesaggio, sia nella tenerezza dell’amore. Bravo Filippo, piaciuta.

Michael Santhers –Depliant-: E’ un bel menù quello che Michael offre ai suoi personaggi capovolti. Ironica e tagliente. Piaciuta .

Simone Magli –Ogni vita, ogni storia-: Altra riflessione amara del nostro Simone. Riuscissimo davvero ad aprirci agli altri !

Angelo Taraschi –Strada che vai-: E’ una domanda sulla vita della quale non si conoscono gli scopi nè i fini. Amara riflessione, piaciuta molto.

Antonietta Ursitti –Una scia-: E’ il desiderio di libertà, quel grido. Lanciato verso una sorda ed immobile terra. Piaciuta per l’intensa sintesi che dice più di molte parole.

Bruno Amore –La vita a spirale-:  Bruno fa della speranza il centro dell’esistenza, E la vita dà gioie e dolori e illusioni. E ci si aggrappa alla speranza per vivere, nelle avversità. Lentamente, nello svolgersi della spirale, si affievolisce. Bella e malinconica poesia che Bruno ci regala con garbo.

Lorenzo Poggi –Questa strada piena di sassi-: Questa bellissima poesia è la summa del pensiero di Lorenzo, del suo guardare alla vita. Metafore trasparenti per dirci della sua durezza e del  suo (e nostro) ricercarvi un senso, senza trovarlo. Vibrano le corde della speranza, ne ricaviamo soltanto illusori sogni. Si invocano aiuti, senza trovarli. In definitiva siamo soli, in una valle di lacrime. Questo ci dice il bravissimo Lorenzo che, per sovrappiù, a sottolineare la sua visione pessimistica, ricorre a terribili, ironiche ed amare rime. Decisamente ad alto livello di poesia è il suo dire. Applausi.

Enrico Tartagni –Pettirosso-: Sintesi e bel dipinto che ci dice dello stupore  di un pettirosso nel vedere sparire la terra sotto una coltre di neve. Stupore che forse è anche il nostro.

S.A. Santoro –Un anno di lotta-: Armando descrive la realtà con toni duri e rassegnati. Temo che sia facile previsione ciò che ci narra. Forse è giunto il momento di reagire con durezza estrema ed i segnali ci sono tutti. E difficile sarà stare a guardare. La poesia è un magistrale sonetto di un bravissimo poeta.

Livia Fedele –Alba magica-: Il tepore delle coperte al mattino e la speranza nel nuovo giorno. Delicata e piacevole molto.

Graziella Parisi –Un teatro nel silenzio-: Bellissima questa descrizione della notte che scende, donando un sipario stellato e silenzio. E quel  “Ho sentito il silenzio cantare” ci dice dell’intimità raccolta dell’anima, di fronte a tanta pace. Molto bella, e molto piaciuta. Brava Graziella.

Diletta Giaquinto –Mani macchiate di sangue-: Risuona la canzone di De Andrè (La guerra di Piero) leggendo questa intensa poesia della brava Diletta che coglie tutto l’orrore della violenza della guerra, soprattutto quando affidata alle mani di bambini soldati.

Gabriele Renda –Don Calogero-: Rammenta il Verga della roba e de La Giara, questa bella poesia di Gabriele. Molto ben descritte queste figure di paese, nei loro umori, desideri e peccati. Bravo Gabriele, complimenti.

Paola Trombetti -Tragicomico Rondò-: “il mio residuo fisso di sogni” è il fulcro della poesia. Sogni dove si materializza un uomo desiderato in paesaggi ora romantici ora duri. Ma è circolare questo sognare, c’è il risveglio e c’è la cancellazione di quei sogni, in attesa del loro ricominciare. Bella, piaciuta molto.

Laura Cervone –Il vento-: E’ un intimo interrogarsi sulle proprie pene. Il vento, quello che dentro ti squassa, è metafora di quelle. Lievi colpi di pennello dipingono scene vissute con intensità. E quell’invocazione è avvertimento a fuggire da queste dolorose analisi. Molto ben narrata e molto piaciuta.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Bella così…così pensavo…-: Dolcissimi ricordi che sgorgano dalla visione d’una vecchia fotografia. Quanto sentimento si può esprimere con una poesia, quando si è poeti come poeta è Giuseppe. Bravissimo, mi ha affascinato.

Sandra Greggio –Quella nostra strada-: Dolce ricordo della persona amata della quale si rammentano occhi e tono di voce, con struggente nostalgia. E si rammenta la solidarietà che c’era, l’aiuto che, reciprocamente, s’è dato rimpiangendone la mancanza. Bellissima e commovente poesia di una bravissima Sandra.

Stefano Cavallini –In fondo al pensiero-: E’ una dichiarazione d’amore che si conclude con un “ma esisto/insieme a Te.” Che può leggersi anche come una ineluttabile necessità: esistere con te e per te. Piaciuta.

 

A tutti gli auguri per una splendida epifania che, certamente, vi avrà portato calze zeppe di poesia. Al nostro vate illuminato, un caro saluto. Piero Colonna Romano

La pagina tanto azzurra di oggi si apre sotto un cielo poco azzurro e nuvole ingarbugliate dal vento:
stefano medel rabbrividisce in una notte lunga dal Cielo nero, sveglio ancora mentre il resto dorme…e ci mette in allarme…
Michele Cristiano Aulicino Sotto la torre si affida al suo dito medio metafora dell'imperfezione…
Pistore Filippo mentre osserva il gelo Al di là del vetro, al di qua si consola al calore di un cuore innamorato…e ce lo fa ben immaginare…
Michael Santhers in Depliant fa una sarcastica simpatica sciorinata, stile Marziale, dei vizi e delle ben scarse virtù molisane, non se ne salva uno…e ci fa a dir poco ridere ad immaginare pecore con dentiere…
Simone Magli in un laconico intenso verso sottolinea l'indifferenza con cui passano le vite…
Angelo Taraschi in Strada che vai descrive il disincantato cammino di un viandante senza meta che si lascia trascinare da una strada che non si sa dove porti ma certamente è nera d'addii…
bruno amore in La vita a spirale dichiara la sua tendenza a non perdere di vista il centro intorno al quale gira la vita coi suoi rischi e gli sventati pericoli, tuttavia il poeta è tentato di lasciarsi andare ad emozioni nuove…e le smuove dentro di noi…
Lorenzo Poggi in Questa strada piena di sassi grida il suo dolore di non aver accettato alcun aiuto, per orgoglio, neppure da Dio, nella scalata della vita…e noi capiamo il prezzo che si paga per non essere supini…
enrico tartagni ci stupisce col suo Pettirosso sulla terra bianca di neve…
Salvatore Armando Santoro in Un anno di lotta ad armi impari ci fa il resoconto della crisi dell'anno passato, recessione pagata dal solito ceto medio che non può nemmeno protestare…
Livia Fedele ci dà la misura della semplicità di un'Alba magica, per essere l'inizio di un nuovo giorno insieme all'amato…
Graziella Parisi in Un teatro nel silenzio descrive un dolce panorama estivo ora tornato nel silenzio grazie al vento, suo unico padrone…
Diletta Giaquinto in Mani macchiate di sangue descrive la disperazione di chi uccide senza capirne la ragione diventando a sua volta vittima di chi spara senza chiedersene una ragione…
Renda Gabriele in Don Calogero con bei versi realistici tra il verismo verghiano e il regionalismo pirandelliano ci dipinge il misero destino di chi è vittima del vizio della "roba"…
Paola Trombetti in Tragicomico Rondò ci aggiorna sul suo stato esistenziale che si profila sulle note di un andamento musicale tra il serio e il faceto…
Laura Cervone con la sua bella metafora de Il vento ci confida il dolore che ha dentro…
giuseppe gianpaolo casarini in Bella così…così pensavo… dà una romantica, un po' foscoliana, visione di un amore inalterato nel tempo…
Sandra Greggio in Quella nostra strada descrive la toccante visione di una strada piana che va in salita ora senza la sicurezza dello sguardo paterno…
stefano cavallini sa di esistere In fondo al pensiero insieme al suo amore…
Grazie a tutti per le belle emozioni…e per il generoso contributo al nostro magnifico…Epifanici saluti, Antonietta Ursitti.


Di "Sotto la torre" di Michele Cristiano Aulicino mi è piaciuta questa immagine provocatoria che suona molto bene:
la torre è un dito medio
eretto alle nostre indifferenze…
Emozionante e profonda "Quella nostra strada" di Sandra Greggio, la chiusa in particolare, che ho trovato diretta, forte e di grande significato:
Son io ora invece
che faccio tanta fatica
a percorrerla.
Senza il tuo bastone.
Buon Epifania a tutti.
Simone


Temevo di non leggere gli stimolanti commenti di Piero, che avrebbero lasciato un vuoto incolmabile
nella pagina azzurra di oggi, invece li ritrovo puntuali a ben dire quanto valgano le parole dei poeti...E
se qualcuno invita a lasciare il compito di poetare ai grandi del passato ritengo che loro non si sentano infastiditi dai poeti-non poeti di oggi, se non altro perchè continuano a citarli oltre che amarli come grandi, unici e irripetibili... E concordo con il nostro insostituibile commentatore nel sostenere che non avremmo musica se fosse esistito solamente Mozart...Buona notte a tutti, nel rispetto di Silenzi...
Antonietta Ursitti.
 

5/1/2012

Questa pagina azzurra è sempre un’ epifàinio col quale, appunto, i poeti rivelano il proprio animo. E quanto magistralmente lo sanno fare ! Questo il mio sentire:

 

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Un tempo così desideravo…-:  Dolce è l’attesa, lento il suo passare. Bella, ben descritta e coinvolgente. Chi non ha mai provato questo ?

Michele Cristiano Aulicino –Complici-: E’ l’uomo che, conscio della propria malvagità, si isola. Unica compagnia se stesso, per se stesso, appunto, complice.

Armando Bettozzi- Pòri parlamentari nostri !-: Bello ed efficace il magistrale romanesco di Armando. Pasquino avrebbe scritto le stesse frasi. Che dire ? Ma che fine hanno fatto i girotondini ? Ed il popolo viola ? Folclore e nient’altro. Che sia tempo di iniziative…più energiche ?

Fata Morgana –Vergogna-: Altro grido indignato, ben detto e condiviso. Faccio copia/incolla della domanda di cui sopra. (A proposito, ben tornata, era tempo !)

Carlo Chionne –Homo mediaticus-: E’ esattamente quel che siamo divenuti. E’ esattamente quello che il potere (Orwel: 1984) voleva diventassimo, per asservirci la mente ed installarvi l’immoralità. Ricordo la fine, profetica, di un libro/inchiesta di Packard Vance (I persuasori occulti). Sapevamo ed abbiamo taciuto. Sappiamo e restiamo in silenzio. Bella la poesia di Carlo, nella sua indignazione, bella e fonte di riflessione.

Michael Santhers –Pidocchi-: Quarta poesia del giorno che tratta lo stesso argomento delle tre precedenti, con altri toni e suoni ma con la stessa indignazione. E Michael tratta la lingua con la solita sua efficace maestria.

Maristella Angeli –Splendidi pensieri-: Una ventata d’aria fresca, sembra primavera. Maristella ci regala questi versi, densi d’ottimismo e speranza. Bella molto e piaciuta.

Antonio Teni –Metropolis-: E’ un poemetto dove Antonio, con bravura, riversa le sue (ma sono anche le nostre) nostalgie per tempi in cui più umanamente si viveva. E si sente l’angoscia di questo vivere, il suo serrar le menti al bello, in ogni strofa, in ogni verso. Decisamente bella, molto piaciuta. Complimenti.

Simone Magli –Lo scrittore ferma le emozioni-  Lapidario Simone. Infatti scrivere è anche un esorcizzare timori, ansie, incubi, amori, dolori ecc. Concordo.

Carlo Baldi –Ode per un giovane batterista innamorato-: Si crea, tra strumento e musicista, un rapporto intimo, quasi d’amore/odio. Carlo lo descrive come fosse un atto d’amore quel suonare accarezzando, colpendo, strisciando, ora con altri strumenti, ora con le mani. Efficacissima descrizione di una poesia molto piaciuta.

Antonietta Ursitti –Basita guardo-: Già, “nel mondo dato…”. Ed in che altro modo si può guardare a ciò che ci circonda, se l’anima è pura e puro il sentire ? Basiti, appunto. Ed Antonietta, con intensa poesia , ce lo rammenta, confessandosi. Bella molto.

Lorenzo Poggi –L’alba del mondo-: Quanto può entrare dentro la bellezza della natura se la si osserva con animo puro e disposto al bello ! Lorenzo ci dedica una poesia che è una preghiera. E sale verso il cielo, come una musica. Bravissimo.

Enrico Tartagni –Sciatusc-: Pensieri che scoloriscono, come capelli che imbiancano. Enrico guarda, malinconicamente, al tempo che passa. E lo fa usando terminologia da coiffeur che, a ben guardare, è la persona che opera  più vicino alla fonte dei pensieri…

S.A. Santoro –La fine delle cicale-: Decisamente esplicito questo addio ! Perfetto sonetto caudato, per esprimere una rabbia non trattenuta.  Ed anche a questo serve la poesia.

Aurelio Zucchi –Il nastro…-: Con i nobili endecasillabi Aurelio dà lezione di vita. Bella poesia e molto piaciuta. Spero anche a chi è stata dedicata.

Livia Fedele –Parole legate-: La dolcezza delle parole descritta magistralmente da Livia. Molto bella, molto piaciuta. Brava Livia!

Diletta Giaquinto –Fantasia-: Bella poesia e bell’insegnamento ci dona Diletta. Sognare la giustizia, l’amore, la solidarietà, desolatamente, vale soltanto mentre si dorme. Complimenti Diletta.

Igino Mazzieri –Stroncatura circolare-: Credo che se non ci fossero questi poeti, con la loro capacità d’esprimere sentimenti diversi, accuse, delusioni ecc. non esisterebbe la poesia. Così come se fosse esistito soltanto Mozart, non esisterebbe la musica. Ma Igino esprime, guarda un po’ con una poesia, il suo invito a ,,,lasciar perdere il poetare,  lasciando ad altri (Dante e Petrarca, forse) questo nobile compito. Bella la poesia, discutibile il suo senso.

Gabriele Renda –Il segugio dei monti (pecunia olet ?)-: Molto ben detta, caro Gabriele. Sempre più bravo, sempre più, diciamo “turbato” dalla piega che hanno preso gli avvenimenti tecnico/politici. Descrive la realtà Gabriele, la realtà di un paese per il quale Monti ha programmato un futuro di miseria sempre più diffusa. Col progetto, non più velato, di salvaguardare gli interessi di chi è già  abbondantemente benestante e, per affermare la sua “equità”, incarica Befera d’organizzare la carnevalata di Cortina d’Ampezzo…

Giusi Falleroni –Censura-: Giusi descrive, con efficacia, lo scenario che è stato ed è esistente in ogni dittatura. Qui lo abbiamo sfiorato e, per ora, non viviamo quelle esperienze drammatiche. Per ora.

Paola Trombetti –Filastrocca Imparata a Scuola-: Non so se esiste davvero una filastrocca del genere so, però, che adattandola alla realtà d’oggi, Paola ci racconta di emarginazione, di razzismo, di diversità non accettate, di solidarietà negate. Piaciuta molto. Brava Paola, hai fatto ottima scuola.

Stefano Cavallini –Infinita gente-: “…spendere il tempo rimasto/per cercare un po’ d’amore.”. E’ bella la riflessione di Stefano, bella e condivisa.

Il Gabbiano –Anno Vecchio Anno Nuovo-: Caro Il Gabbiano io mi auguro di non dovere chiedere di ritorno quella valigia…Apprezzabile ottimismo il tuo. Incrociamo le dita. Un acaro saluto.

 

Ti devo un ringraziamento, caro Il passero, per ciò che hai espresso su un mio commento ad una sua poesia. E attendo la poesia che hai promesso. Un caro saluto.
 

 A tutti auguro serena serata. A Lorenzo il magnifico, un ringraziamento. Piero Colonna Romano
 

Vanno di moda le rimostranze per le misure inique. Ma nel tempo delle sferzate e dei rigurgiti di qualunquismo antidemocratico c’è qualcuno che si ricorda la differenza tra i costi della politica ed i costi della democrazia?
Dopo lo sfogo ecco cosa ho colto oggi:

- M. C. Aulicino “Complici”: così siamo.

- C. Chionne “Homo mediaticus”: ma come siamo ridotti! E c’è ancora qualcuno che si sporca la bocca col “Popolo sovrano”!

- M. Angeli “Splendidi pensieri”: “pesco il buon senso/e la bontà/ne faccio pioggia/di splendidi
pensieri”. Candida e pulita  immersa nell’aria del maestrale.

- A. Teni “Metropolis”: è un fiume in piena Antonio. Proprio non ce la fa più a sopportare questa vita senza senso, questa pazza corsa senza meta, questa folla“Invasata nell’umano affaccendarsi/avvinghiata a cellulari appigli” Troppo forte, per sua fortuna, il richiamo della natura e dei suoi tempi così diversi, così giustamente umani. 

- S. A. Santoro “La fine delle cicale”: spietato come il conte di Montecristo

- A. Zucchi “Il nastro…”: rismerigliare della vita il nastro. Mi basta.

- D. Giaquinto “Fantasia”: un attacco graziosissimo, una poesia di dolce tristezza.

- I. Mazzieri “Stroncatura circolare”: cari poeti, ma che cercate a fare nuove metafore, immagini sofferte, visioni fuori dalla realtà. Tanto siete solo dei poveri cristi che al massimo possono lasciarsi andare  nel mare già affollato dei poeti e cantautori a cui piace tanto rimare il cuore con l’amore. Stroncatura circolare: stai attento caro Igino a non farti stroncare dalla tua macchina sputadisprezzo.

- G. Falleroni “Censura”: se la censura è questa mi fa tanta paura. Tutta molto ben descritta.

- P. Trombetti “Filastrocca imparata a scuola”: una scuola cattiva, una scuola che esclude.

- S. Cavallini “Infinita gente”: infinita gente che non perde mai la gioia di vivere.

- Il Gabbiano “Anno Vecchio Anno nuovo”: una boccata d’ottimismo.

Un saluto contenuto. Un caro abbraccio per il nostro maestro.
Lorenzo Poggi

 

4/1/2012

Poggi Lorenzo, Formichine: Bella e spietata, l'immagine delle ore della vita che camminano l'una dietro all'altra come formichine, con un ordine e una precisione che l'uomo non può sviare! La Nascita e la Morte: ore che si susseguono di fronte ai nostri occhi impotenti e fragili. Laura Cervone


Parisi: il Poeta: l'idea che, per il poeta, la poesia sia un trono da cui può vedere il mondo dall'alto e staccarsi dai bisogni umani, inutili e stolti, è un'idea affascinante, un'immagine grandiosa. Ma, mi chiedo, se, in realtà, a volte, la poesia per il poeta non sia una prigione, piuttosto che un trono? Se il poeta non sia, in realtà, prigioniero del suo forte sentire che vive come un tedio, un coltello conficcato nell'anima e che non gli permette mai di riposare tranquillo, lontano da quel tedio…Laura Cervone
 

 

Così prosegue l’anno azzurro. Sempre belle queste pagine azzurre, sempre emozionanti. Queste le mie emozioni:

 

Paola Trombetti –Piega nel Muro-: Di un angolo rifugio ci racconta Paola. E là teniamo gelosamente i nostri desideri che sono desideri di giustizia e solidarietà. Soltanto là l’amore si ferma. Là ci consoliamo da una deludente realtà. Bella decisamente e ben descritta.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Oggi ripenso-: Tratta da un archivio questa poesia. Ma parla di sentimenti, sempre vivi, con intenso romanticismo. Bella e piaciuta.

Stefano Medel –Leggera nebbia-: Bisogno di pace dopo i turbolenti  e stancanti giorni festivi. Ed altra minaccia in arrivo…

Clelia Maria Parente –Il tuo primo vagito-: Ben descritta questa emozione, una nascita che illumina una vita e fa scordarne i dolori.

Michele Cristiano Aulicino –Io cammino-: Belli i versi “ho provato ad ascoltare le tue parole,ma/più a lungo, ho pettinato i tuoi silenzi”. E parla, Michel, del desiderio di realizzare un sogno, reso impossibile dalla mancanza d’amore. Intensa e bella decisamente.

Michael Santhers –Angoli e vetrine-: E’ un viaggio nell’effimero che ci circonda, fatto di veloci immagini, quasi un film che giri a velocità doppia. E’ queste immagini restano nella retina, quelle che percepiamo, leggendola.

Antonietta Ursitti –Adusare aduso-: Non ci si abitua a questo mondo che follemente gira. Antonietta usa parole scoppiettanti per questa denuncia. Piaciuta.

Lorenzo Poggi –Formichine-: Ore che, in colonna, passano come teorie di formichine, bella immagine del tempo che scorre. E bello questo innalzarsi al di sopra della nostra vita e vederne inizio e fine. Il fantasioso Lorenzo ci delizia ancora con queste sue riflessioni.

Enrico Tartagni –Contesto-: Drammatica descrizione, ma quanto coinvolgente, della vita. Un ballo infinito e sfinente, fino allo sparo finale. Bella molto.

S.A. Santoro –Fotografia-: Bella la descrizione d’una notte d’amore. Bella la descrizione del suo svanire, con quel “Ma era solo brina mattutina/e un sole pallido dopo l’ha sgelata”.

Renzo Giordani –padre-: Omaggio amorevole e nostalgico ad un padre scomparso ma che molto ha saputo lasciare. Bella e piaciuta.

Graziella Parisi –Il poeta-: Graziella vuole avulso dal reale il poeta e lo narra con bel poetare. Ci dice che nella realtà si cala solo per “giusto il tempo che occorre/per dare a voglie tue soddisfazione”. E resta la domanda di sempre: che cosa è un poeta ? Aperta la discussione.

Diletta Giaquinto –Figura eterna-: Ed anche in questa poesia c’è l’omaggio ad un padre. Semplici, piacevoli e genuini versi. Un bel dipinto questo.

Gabriele Renda –Lasciate ogni speranza oh voi che entrate-: Drammatica descrizione del tempo che viviamo. Abbiamo chiuso gli occhi sulle porcherie della finanza (nazionale ed internazionale), ci appagavano le scintillanti vetrine, ci ipnotizzavano i media, rutilanti di sesso e ricchezza. Ed oggi si salvi chi può. E sappiamo già chi potrà.

Sandra Greggio –Distrazione-: Già, non vediamo, non cogliamo fili d’erba, non contiamo le stelle. Forse soltanto l’amore potrà ridarci giusta dimensione delle cose. Bella e molto piaciuta.

Stefano Cavallini –Il filo di speranza-: Rinuncia a tutto, rassegnazione e sottomissione alla volontà di pochi. Questo ci narra Stefano. Ma un filo di speranza, proprio un filo, lo vogliamo mantenere per sopravvivere ?

Paolo Piccini –Fragilità-: Veloce pennellata per ammonire a maggiore concretezza.

A tutti gli amici poeti il più cordiale dei saluti. A Lorenzo un particolare saluto ed un ringraziamento. Piero Colonna Romano
 

"Piega nel muro" di Paola Trombetti, estremamente significativa e profonda, mi è piaciuta l'immagine d'apertura:
Giaciglio incastonato in una nicchia,
una piega nel muro dove sognare.
Non ci sono madripatrie né madrilingue,
quando sono lì;
solo una madreterra e un padremare.
"Il tuo primo vagito" di Clelia Maria Parente evidenzia molto bene l'arrivo insperato del momento di gioia universale, di amore:
Poi quando tutto
sembra tanto buio
nel tunnel dell'oscurità
ecco apparire una luce,
la luce dell'amore,
che fa sussultare il cuore
"Formichine" di Lorenzo Poggi, esistenziale, la chiusa molto forte e penetrante, di grande bellezza poetica:
In testa ce n'era un'altra.
Erano le ore decisive
del mio vivere.
L'ora della nascita,
l'ora della morte.
"Contesto" di enrico tartagni rappresenta un realtà sospesa nel tempo di un tragitto, che da innocente e spensierata s'incrudisce e muore, bellissima opera:
In testa ce n'era un'altra.
Erano le ore decisive
del mio vivere.
L'ora della nascita,
l'ora della morte.
Complimenti e grazie a tutti, continuate a illuminare la notte.
Simone


Piero mi trovi sempre, mi sembri un pozzo di San Patrizio dove posso infilare
la mano e trovare tutte le risposte e le comprensioni alle mie.che dire di
questa tua capacità di leggermi in quello che esprimo,è un piacere per me e
posso solamente dirti grazie e omaggiarti con una poesia che scriverò nel
prossimo futuro (non sono gay )senza offesa per nessuno
un grazie a Sandra per quel "delicatissimo colloquio, un colloquio da sempre
cercato e che ora diventa realtà"
un saluto
il passero
 

3/1/2012

È con riconoscenza che ringrazio i commentatori Piero Colonna Romano, Sandra Greggio, Antonietta Ursitti e Giuseppe Stracuzzi dalle cui opere imparo molte cose.

Angelo Taraschi
 

 

Giornata piovosa oggi. Allieta soltanto questa bellissima pagina azzurra, grazie al vostro sentire e dire poesia. E questo sento:

 

Gabriele Renda -Il bancario Gustavo-: Grazioso dipinto di un “bravo” di paese, ben raccontato da un Gabriele bravo e piacevole a leggersi.

Paola Trombetti –Finestre-: Gli occhi delle case, attraverso i quali tutto passa, ogni sentimento, ogni immagine. Cieche e chiuse sarebbero le case senza di loro, sono la loro luce. Belle immagini, descritte sapientemente da una brava Paola.

Armando Bettozzi –Farfalla prigioniera-: Solidarietà, piena di compassione, nei confronti di chi ha dovuto abbandonare la sua terra, in cerca di una degna vita, trovando, al contrario, chi la userà per il proprio tardivo piacere. Bellissimi i versi iniziali “Nere arcate su gocce di tristezza/perle di umida malinconia”. Bella poesia di un Armando bravissimo come sempre.

Clelia Maria Parente -Sei nato-: Dolcissima dedica ad un nipote che, nato, rinnova la gioia della maternità.

Giuseppe Stracuzzi –Africa-: Giuseppe ci descrive, con maestria, un paradiso perduto. Bellissime le immagini che ci dona, come dipinto sognante. Ma ci ammonisce: tutto questo era e non è più, dandone la causa alla globalizzazione. Piaciuta molto, detta con nostalgico sentire. Complimenti Giuseppe.

Angelo Taraschi –Palle da biliardo-: La nostra vita guidata e determinata “da un incommensurabile/ tiranno che illusi/immaginiamo saggio”, così afferma Angelo, con forte e provocante poesia. La discussione (magari con noi stessi) è aperta.

Michele Cristiano Aulicino –Alcuni non capiranno-: Beati gli ultimi, perché saranno i primi. Questo ci dice, evangelicamente, Michele ed a quegli ultimi guarda con amorevole compassione e li vede come piccoli fiori rossi il cui profumo innamora. Piaciuta molto.

Il passero –Un tempo infinito-: E’ una dichiarazione di fede e di speranza ed è l’affermazione che la poesia ci rende più forti, ci fa appropriare del tempo. All’infinito. Bella molto e molto piaciuta.

Carlo Chionne –Cinismo mediatico-: Quattro forti versi per denunciare l’indifferenza di chi, al caldo, è indifferente a quanto i media ci raccontano. E basterebbe guardare fuori dalle nostre finestre, per vedere quanta neve…

Aurelio Zucchi –E’ sempre così-: Si guarda alla vita con la delusione che proviene da sogni non realizzati. Come passeri che credono d’essere usignoli, ci illudiamo. Questo ci racconta Aurelio. Ma le frustrazioni sono cancellate da piccole gioie che, periodicamente, potremo vivere. E’ sempre pulito il linguaggio usato da questo bravo poeta. Sempre un piacere leggerlo.

Michael Santhers –Guerra tra le lenzuola-: Applausi a questa…scoppiettante poesia. Grassa risata, con un fondo di malinconia per quei “matrimoni al capolinea”.

Lorenzo Poggi –Apocalisse-:  Lorenzo dipinge a fosche tinte l’attuale situazione e ne prevede drammatici scenari futuri. L’uso delle parole risulta perfetto per prenderci alla gola. Sullo sfondo si avvicinano i cavalieri dell’apocalisse futura. Che dire ? Un Lorenzo magistrale.

Enrico Tartagni –Viaggi…-: Un dipinto surrealista quello che Enrico racconta. Ed è ancora la rivisitazione d’una vita delusa nei suoi sogni, che cerca altrove speranza e luce, al suo finire. Metafore sono quei motori/rotori in lento spegnersi. Piaciuta molto.

Carlo Baldi –La Tela-: Carlo immagina un dialogo con intonsa tela. Questa narra i suoi progetti e sogni ed il suo desiderio d’identità (“Mi muterai di nome”). Ma quella tela potrebbe essere metafora di ognuno di noi. Molto ben descritta, molto piaciuta.

Bruno Amore –Indifferenza-: L’indifferenza del prossimo, il sentirsene addolorati, fa perdere persino il gusto del bello. (“e nemmeno detto al vento/come sono belle/le ginestre gialle”). Bruno invita a riflettere e lo fa con bel poetare.

S.A. Santoro –Ultimo vento d’autunno-: Lezione di sonetto da un maestro del sonetto, qui caudato. Ben disegnata quella natura e quello stato d’animo. E’ sempre un piacere leggerti, caro Armando.

Simone Cumbo –Occhi-: Rapida ma intensa pennellata, per dirci del potere degli occhi.

Raffaele Ciriello –Tra bastardi e puttana-:  Con un grido indignato Raffaele (bentornato!) ci dipinge lo spaccato di questa società ed invoca divine punizioni. Concordo.

Diletta Giaquinto –La lascio interpretare a chi lo vuole fare-: Ci provo: parole in libertà che nascono da un’anima sensibile, curiosa, innamorata, perplessa. E che vanno a formare una bella, piacevole poesia.

Stefano Cavallini –I paesaggi dell’anima-: Viaggio nell’anima e, più ancora, nella memoria. Bella la figura retorica di quello spingere porte e trovarvi dietro pensieri e sentimenti di cui ci siamo dimenticati. Decisamente convincente e bella.

Sandra Greggio –Vita nello sguardo-: Alti e bassi, esaltazioni e delusioni. Sandra descrive così il vivere. Unica certezza che rassicura è l’amore.

 

A tutti il più cordiale saluto. A Lorenzo un grazie sempre più convinto. Piero Colonna Romano
 

Commento per Diletta Giaquinto
In effetti la poesia di Diletta "La lascio interpretare a chi lo vuole fare" non ha un costrutto profondo tale da richiedere grandi sforzi per essere capita ed interpretata.
Ma se ci scaviamo dentro potremmo trovarci dei riferimenti ben precisi a poeti del nostro recente passato (ad esempio Palazzeschi) che spesso scrivevano poesie per ironizzare o per celiare, che spesso dicevano anche poco.
E poi se è vero che la poesia rappresenta anche un momento per dare sfogo alle nostre pulsioni interiori, ebbene, che male c'é se Diletta ci ha voluto coinvolgere, suo malgrado, in una sua situazione di disagio interiore o di gioco introspettivo che in fondo rapprese