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2018

19-20-21 Maggio

21 maggio 2018

Cari amici, ho il grande piacere di informarvi che l’ottimo

 Bruno Castelletti

poeta che con la sua presenza onora il nostro sito

nel

Concorso Letterario Internazionale

Gian Antonio Cibotto

2018

Organizzato dalla UILDM Sez. di Rovigo con il patrocinio di Confindustria Venezia Area Metropolitana di Venezia e Rovigo e del Comune di Rovigo Assessorato alla Cultura in collaborazione con l’Associazione Culturale Il Circolo di Rovigo, la Rivista "Nuova Tribuna Letteraria", il periodico "Ventaglio Novanta".

con la sua splendida silloge “Robe da ciodi e sbaci de seren”

(Il Segno dei Gabrielli editori -2016)

è stato classificato al terzo posto  da una competente, severa giuria e sarà applaudito

domenica 27 maggio nel ridotto del

Teatro Sociale di Rovigo.

Di questo grande della poesia in vernacolo veronese che, come il grande Berto Barbarani è capace di narrare, coinvolgendoci, dell’anima degli uomini, delle bellezze del paesaggio, dell’amore per la terra veronese, dei sentimenti nei confronti della famiglia, in Poetare abbiamo apprezzato, e continueremo ad apprezzare, la sua poetica che nasce da una forte capacità evocativa, dalla sua sensibile anima e dalla sua capacità d’attento osservatore di quanto lo circonda.

E, non ultimo,  che dire della musicalità che c’è nei suoi versi?  Viene dalla perfetta conoscenza delle regole della metrica, conoscenza tale da parere, leggendolo, scaturire spontaneamente dal suo scrivere, parendo  questo privo di qualsiasi artifizio tecnico.

A Bruno i miei più convinti applausi in unione a quelli che riceverà, con grande merito, durante la cerimonia di premiazione a Rovigo.

E siccome so che, per sua modestia, mi accuserà d’esagerare, qui di seguito riporto alcuni versi del Barbarani, chiedendovi se, non sapendolo,  potremmo o no attribuirli al nostro eccellente amico:

«Quà, dove l’Adese, sensa fermarse
rompe nei ponti la so canson,
stao atento ai versi che pol negarse,
li tiro a riva, col me baston
»
 

“Qua dove l’Adige, senza fermarsi
interrompe nei ponti la sua canzone,
sto attento ai versi che possono annegarsi,
li tiro a riva col mio bastone”

Piero Colonna Romano

 

 

19, 20 e 21 magio 2018

Marino Giannuzzo –Temporale-: Puntuale descrizione di un  temporale invernale con versi che ne pennellano le immagini.

Carlo Festa –Sei destinato a lottare-: Forte incitamento all’uomo perché affronti la vita con determinazione, reso con forti, incisivi versi.

Maurizio Donsanti –In volo-: Con poetica prosa Maurizio sembra voler proseguire l’incitamento di Carlo all’uomo, suggerendo più romantiche soluzioni.

Antonio Alvaro –La coda delle stelle-: Dopo  aver descritta la romantica visione di una notte stellata, Antonio diviene ermetico e pare, con quei versi, voler evocare la giornaliera fatica dell’uomo che desidera soltanto che arrivi la rilassante sera, per poter godere delle scie di stelle, chiudendo, con ciò, circolarmente la poesia.

Isabel Gide –L’impavido-: Un immersione nella mitologia per narrare, metaforicamente, le fatiche di un giorno destinate a distruggere (quelle vesti avvelenate…).

Michelangelo Baggi –Ti miro mentre, silente e attenta-: Distratta dall’obbligo degli studi l’amata non dona nemmeno uno sguardo a chi tanto lo desidera. Resta ammirala in silenzio. Questo il racconto che Michelangelo ci regala con simil sonetto.

Nino Silenzi –Nel tempo-: Una grande tenerezza pervade il lettore di questi dolcissimi versi. Incanta la similitudine tra la serena voce del mare e quella della madre ed i ricordi che ne derivano, affascinano le immagini romantiche che disegnano il calmo andare delle onde. E si immerge nel sogno, così come il poeta, chi legge questa bellissima poesia di un Nino particolarmente ispirato. Complimenti vivissimi, caro amico.

Claudio Badalotti - Haiku 俳句-: Magari fossero finiti così quei giorni! Preparati a scrivere sanguinose pasquinate, ci attendono giorni cupi.

Carlo Chionne –Ai posteri-: Amaro testamento è questo augurio che l’ottimo Carlo ci invia, filosofeggiando sulla vita. Ma si sbaglia questo grande, ché ancora a lungo godrà di gioie, amori ed anche di un qualche pianto.

Tiziana Cocolo –Un brivido-: La meraviglia estrema di fronte a quel godere, nel nostro profondo, della luce del sole, qui espressa con pregevole sintesi dai bei versi di Tiziana.

Antonia Scaligine –I ricordi-: Un analisi, dal malinconico tono, di ciò che sono i ricordi, resa con una fantasiosa e bella similitudine dall’ottima Antonia.

Jacqueline Miu –Dormire col Diavolo-: Mi incanta sempre leggere Jac, tento di capire a quale scuola di fare poesia si rifaccia; penso ai simbolisti francesi e di Valery e dei simbolisti trovo questa analisi che ne fece Alessandro Piperno, a conclusione di una sua lunga disamina su loro: “Ora sì che capisci il disprezzo dei simbolisti per il pubblico: non è snobismo, altezzosità, paura di infangarsi gli stivali, ma il desiderio di rendere conto solo alla «bellezza senza pretesti», «alla virtù incantatoria del linguaggio», a se stessi.”. La virtù incantatoria del linguaggio, dunque, quella che pare dominare le composizioni della nostra poetessa e che si unisce ad una violenza del sentire e narrare l’amore che coinvolge (direi travolge) il lettore. Ma, a differenza dei simbolisti, Jac non rende conto solo a se stessa. Forse per lei scrivere è rito liberatorio dalle ansie e dalle pulsioni  ma credo che anche per quel coinvolgere scriva.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

18 Maggio

18 maggio 2018

Marino Giannuzzo –Stelle-: Suggestiva descrizione di una notte senza luna ma brillante di stelle, in questi ispirati versi di Marino che si chiudono con una filosofica riflessione. 

Renzo Montagnoli –Grida da Sud Est-: Angosciato messaggio ispirato dalle stragi che si attuano nella vicina Siria, dove, per contrapposti interessi, si fronteggiano USA e Russia, Iran ed Israele, indifferenti alla vita ed ai diritti di quelle popolazioni. E’ una guerra infinita, a continuazione di altre infinite guerre, per dare ragione a Hobbes ed al suo homo homini lupus. Intensi e convincenti i versi del sensibile Renzo.

Carlo Festa –Cercano di non mollare-: Bella presa d’atto, con bell’ottimismo, della generosità che al poeta pare esistere in questo mondo.

Stefano Giannini –Il libro della vita-: Malinconica riflessione sull’andamento della vita, nel tirar di somme. E’ un guardare indietro, è un non avere risposte alle mille domande che ci poniamo. Ed, in chiusura, fosca è la previsione della fine in questi intensi ed amari versi di Stefano.

Emilio Tasca -Monsieur, c’est moi-: Suggestivi e bei versi che paiono descrivere la storia finale di un condannato alla Cayenna e che mi ricordano, vagamente, la tristissima storia di Alfred Dreyfus.

Claudio Tedeschi –L’aurora-: Le emozioni che possono nascere dall’osservazione del risveglio della natura, con i suoi colori, i suoi profumi e le sue promesse, raccontate alla perfezioni dai suggestivi versi di Claudio.

Edoardo Forte -15 maggio 2018-: Una notturna immersione nella natura, raccontata come fosse sogno, dagli ispirati versi di Edoardo.

Jacqueline Miu –Streghe dell’immaginario-: Le emozioni, le delusioni e programmi che si possono provare e fare, in giorni apparentemente privi di progetti, qui raccontati col noto stile della nostra Jac che, come sempre, conquista la nostra attenzione per la forza delle immagini che propone ed il loro parere fiaba. 

Sandra Greggio –Aliante-: Un concentrato di bella poesia per descrivere una visione del mondo, un desiderio di libertà e, malinconicamente, il senso di scarsa considerazione che si riceve. Complimenti Sandra!

Carlo Chionne –Preghiera della donna musulmana-: Applaudo e mi associo, pregando assieme al poeta, a questa forte richiesta di maggiore dignità che dovrebbe essere propria di tutte le donne, musulmane o meno. Bravo Carlo, è questo il modo  che un poeta ha per porre istanze sociali!

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

Caro Lorenzo,
desidero inviare un cordiale ringraziamento a Bruno Castelletti e a Piero Colonna Romano
per la gradita partecipazione al mio successo nel concorso di poesia "Veretum"; cercherò di essere sempre all'altezza della loro pregiata stima.
E un cordiale abbraccio a te che ci ospiti,
Santi
 

 

17 Maggio

Complimenti vivissimi a Santi Cardella per la bella lirica in vernacolo siciliano che ha meritato di risultare nel prestigioso concorso Mi fa molto piacere che anche altri amici scrivano in dialetto. Devo poi ringraziarti ,caro Piero, per il commento fatto alla mia poesia Santa Lussia.Come sempre troppo generoso, ma torni sempre a meravigliarmi per la tua capacità di cogliere fino in fondo il significato del " messaggio" che intendo inviare al cuore di chi legge. Grazie e un caro saluto
Bruno

 

17 maggio 2018

 

 

Cari amici, ancora una volta e con grande piacere, vi informo che il nostro strepitoso

Santi Cardella

ha meritato corona d’alloro essendosi classificato al primo posto nel prestigioso

Concorso Internazionale di Poesia, Narrativa e Saggistica

“Veretum”

nella sezione poesia in vernacolo, con la bellissima

’U gira…suli                                                 Il gira…sole

Sicilia, ’nta ’n’aricchia  t’aiu a parrari        Sicilia, in un orecchio ho da parlarti
d’un misteriu ca tegnu dinta o cori              d’un mistero che vive nel mio cuore,
fattu ca nun mi fa  cchiù arragiunari:         fatto che non mi fa più ragionare:
     dunni va ’u suli quannu scinni e mori?       dove va il sole quando scende e muore?
S’ammuccia nicu nicu ’nta li grutti          Si cela piccolino nelle grotte
di li vulcani sparsi sutta ’u mari,                  dei vulcani che stanno sotto il mare,
astuta a luci e nni fa fissa a tutti                   spegne la luce e prende in giro tutti
ca arristamu alluccuti a talïari?                    che restiamo stupiti ad ammirare?

Ma doppu comu fa ’stu schifïusu                  Ma dopo come fa questo folletto
a spuntari ’nto cielu suspirannu                   a spuntare dal cielo sospirando
supra i pissiani dunni sta Maria?                  sulle persiane dove sta Maria?

e dda mi lassa stupitu e cunfusu                  e là mi lascia attonito e interdetto
quannu s’affaccia tenniru e cantannu            quando s’affaccia tenero e cantando
sutta a li cigghia di la bedda mia!                sotto le ciglia della bella mia!
 

ed il prossimo 9 giugno, presso il palazzo L. Romano di Patù (Le) riceverà una pioggia di meritatissimi applausi, ai quali unisco i miei, assieme a vivissimi complimenti per la sua grande arte.

Caro Santi, questa tua strepitosa serie di successi lascia piacevolmente stupiti e, ormai conoscendoti, restiamo in attesa d’applaudirti per ulteriori tue imprese letterarie.

Piero Colonna Romano

 

17 maggio 2018

Edoardo Forte -14 maggio 2018-: Un grido d’amore inviato alla luna, attendendo che l’eco giunga a destinazione, in questi versi dall’appassionato Edoardo, al quale do il benvenuto nell’azzurro sito.

Claudio Badalotti –Trambusto della fine-: Salvifici sono amore e tenerezza, alla fine del percorso della vita, quando vi si accumulano pene. E Claudio esprime con maestria quello stato d’animo  che abbisogna di protezione, trovandola tra amorevoli braccia.

Marino Giannuzzo –Roccia-: Un ricordo d’amore ambientato nella cornice da sogno  della Riserva della Zingaro del trapanese (tradotta poeticamente in “acque azzurre/nel mare dello Zingaro”) narrato con gli appassionati, suggestivi versi di Marino.

Filippo Genini –Non andremo avanti-: Un risveglio narrato con simpatica filastrocca che, concludendo, diviene previsione di noiosa, ripetitiva giornata.

Antonio Sangervaso –fuori dal niente-: Ed anche questa è filastrocca (per parisillabi rimati) esistenziale che narra di una sconfortante visione del mondo e della vita con la quale lo affrontiamo, ma che in chiusura dona speranza sul dopo.

Luigi Panzardi –Direzione obbligata-: Versi che dicono di pessimismo, tra consumismo proibito, sguardi che si incrociano muti, sguardi che non sono rivolti al cielo bensì alla terra. Il tutto camminando, angosciati, nella vita. Allegria, insomma.

Carlo Chionne –Materialismo stoico-dialettico-: Dunque, secondo l’ottimo nostro amico, saremmo perfetti al punto da non potere più evolverci, il traguardo ultimo e insuperabile dell’evoluzione della materia (o della specie). E con ciò  Carlo assume in toto la visione stoica della materia e dell’uomo dello stoico Zenone e di chi lo seguì, apprezzandone le teorie. Segue, in chiusura, il dubbio o, forse meglio, la speranza. Che dire? Lo scopriremo solo…morendo. Forse. Un caro saluto.

Antonio Scalas –Questo nostro amore-: Un pizzico di Prevert e tanta dolcezza in questi bellissimi versi di Antonio, nati da un forte afflato poetico. Complimenti.

Jacqueline Miu –Come amano le vipere-: Incanto lirico di suggestione fonica e musicale, negli scritti della nostra Jac. Che forse si potrebbe definire decadente, ma che certamente propone poesia simbolista, con tutto il fascino che può donare a lettore. Ma in questa poetessa c’è qualcosa che supera la fascinazione per la fascinazione (l’arte per l’arte, insomma) perché esprime sempre il suo appassionato guardare all’amore e, in definitiva, alla vita, coinvolgendo nel profondo, non essendo, dunque, solo fatto estetico ma fortemente materiale.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano


 

16 Maggio

16 maggio 2018

Nino Muzzi traduce Erika Burkart-: Sempre grazie a Nino per queste traduzioni che ci fanno conoscere ignoti poeti.                                                                

Claudio Badalotti –Chiudo gli occhi e guardo-: Un malinconico ricordare un amore. Un guardarsi dentro alla ricerca di una dolcezza vissuta un tempo, reso con ispirati e bei versi.

Enrico Tartagni –Ad Emily-: Un doloroso dialogo tra fratelli, che paiono incontrarsi dopo molto tempo per scambiarsi deludenti esperienze di vita.

Marino Giannuzzo –Castello-: Descrizione, vagamente inquietante, di un diroccato castello, ormai abitato solo da fantasmi che, forse,  ne rimpiangono l’antico sfarzo. Belli gli ispirati versi di Marino, per questo suggestivo disegno.

Fabrizio Lama –Atto d’amore-: Forse sono espressione di una pena esistenziale questi ermetici versi di Fabrizio. Certamente emanano un che di malinconico. Ma ermetico è sinonimo di evocativo e  quel che evocano lo può sapere solo il poeta.

Rosino Maranesi –La sirena-: Una triste fine di giornata lavorativa molto ben resa, per ciò che fa sentire, dai versi di Rosino.

Gian Luca Sechi –Ode al dolore-: La leggo e rileggo ma non trovo il “bandolo” della matassa, non capisco il senso che l’ha ispirata. Potrebbe essere una considerazione sul dolore, o una presa d’atto che è meglio un campo vuoto piuttosto di una casa fatta di lacrime e sangue. La chiusa poi è para-filosofica, con quell’affermare che siamo ciò che abbiamo visto ecc., concluso con un forse ne è valsa la pena. Perché?

Giuseppe Stracuzzi –La ragnatela-: La ragnatela del web dunque. Dove si può restare impigliati “come una ragnatela alle pareti/d’insetti imprigionati dalle parole”, affascinati da “La ragazza vestita di velo/ecc” Credo sia questo il senso di questa poesia di Giuseppe, sempre prodigo di belle immagini, rese con grande maestria.

Jacqueline Miu –Big Bang di sognatori-: Nella chiusa di questa poesia c’è la visione che la nostra Jac ha del vivere quando afferma “Io non voglio promesse d’eterno-/solo capire/quanta musica possa restare di questo folle battito,/a chi ha sempre amato varcare i confini.” Il tutto preceduto dalle solite forti e poetiche immagini che la nostra amica è abituata a regalarci.

Salvatore Cutrupi –Viva il lupo-: La vita è fatta di rinunce e di obblighi, pare questo il messaggio che ci invia Salvatore e quel “Viva il lupo” è, in definitiva, un viva la vita.

Carlo Chionne –Pensieri per questo primo maggio-: La delusione per non essere riuscito a realizzare nobili pensieri di giustizia e libertà, in questi versi di Carlo. Pensieri che, comunque, vengono lasciati in eredità a chi segue, incitando alla loro realizzazione. Insomma la speranza è l’ultima a morire. Ed io concordo.

A voi tutti il più cordiale dei saluti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

 

15 Maggio

15 maggio 2018

Giuseppe Stracuzzi –La bolla di sapone-: Quanto amara è questa visione dell’amore e delle sue suggestioni effimere! Ma con quanti dolcissimi e sapienti versi riesce ad esprime il suo sentire questo ottimo poeta! Complimenti Giuseppe, sono da ricordare i tuoi bellissimi versi.

Nino Muzzi traduce Dorothea Grunzweig-: Immagini dal sapore surreale delle fiabe, in questi versi di questa super ignota poetessa tedesca che Nino, faticosamente, traduce per noi

Bruno Castelletti –Santa Lussia-: Commuove ancora l’ottimo Bruno con questi ricordi d’infanzia, con questo suo bisogno del calore del paese natio, dell’amore di una madre, felice per la felicità del figlio che scopre i regali di S. Lucia. Commuove quando confronta la città “entabarà de nebbia” con “el saor/de i boschi, i fiori e i pra/vanti che i se ‘ndormensa/ne i brassi de l’inverno”. Ed è struggente quel desiderio di “tirar endrio/le rase su le ore” per poter vivere ancora più serene stagioni. Che dire di Bruno Castelletti se non che è, con assoluta certezza, già entrato nella storia della poesia in vernacolo veronese? Convinti applausi a questo grande.

Claudio De Lutio –O Mamma-: Affettuoso omaggio alla madre, con qualche sentita iperbole.

Claudio Badalotti –Cogliere quei fiori-: Attratto dai fiori, così come da esperienze all’apparenza gratificanti, grande è la delusione nel vederli sfiorire, così come grande è la delusione di apparenti gratificanti esperienze, quando si rivelano deludenti. Questa è la similitudine sulla quale riflette (e fa riflettere) il nostro ottimo amico.

Marino Giannuzzo –Vasca-: Marino pare dire che la vita c’è ovunque, persino nella melma nera di una vasca dove si specchiano luna e sole, forse proprio perché quegli astri vi si specchiano.

Carlo Chionne –Metamorfosi-: Istruzioni per coltivare, giorno dopo giorno, notte dopo notte, il lumicino  della speranza, in questi versi dal filosofico sapore del grande Carlo.

Antonio Scalas –Quando rividi-: Deliziosamente romantica visione è quella che Antonio, con questi bellissimi versi, regala.

Jacqueline Miu –So-: Tra “ho sognato l’amore” e “…ma tu sei altrove” si sviluppa un lamento che dice pena per un amore mancato, con i forti versi della nostra Jac.

Laura Toffoli –Gioco nel silenzio del mio io col mio io-: Fantasiose, belle e romantiche immagini, per dichiarare un offerta d’amore  “a chi accanto saprà accogliere il mio animo”.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

13-14 Maggio

"Concerto serale", di Nino Silenzi - Suggestiva e confortevole rappresentazione poetica del mondo dei volatili sul far della sera; con i loro canti che ci lasciano immaginare un mondo di affetti e di cure simili al nostro, ma meno permeato dal male. Così la sera scende serena e preannuncia una pace duratura, estesa a tutto il mondo animale.
Un caro saluto per tutti,
Santi
 

13 e 14 maggio 2018

Giuseppe Stracuzzi –Il tuo costato-: Un faticoso risveglio, il bisogno d’essere rassicurato da una presenza, la rinascita della natura e dei sensi. Questi i temi che mi pare Giuseppe svolga in questa poesia che dice di una ricerca d’amore e di serenità, resa con bellissime, suggestive immagini.

Enrico Tartagni –Galassie-: Un affresco suggestivo che dice di tempo e di spazio, con le affascinanti immagini proposte dal…fantascientifico Enrico.

Nino Muzzi traduce Eduard Mörike -: Un racconto che sa di fiaba, vagamente gotica, in questi versi dello sconosciuto poeta tedesco, tradotto da Nino.

Acquaviva –Per te-: Una fremente dichiarazione d’amore in questa lunga prosa, zeppa di poesia, di Acquaviva.

Gilbert Paraschiva –Lacrime visibili e invisibili-: Sostanzialmente questi versi sono un invito ad affidare, per esserne confortati, le proprie pene al Signore, ma il poeta attua anche una divisione tra lacrime esterne ed interne, metaforicamente intense come dolori espressi e nascosti.

Nino Silenzi –Concerto serale-: Accuratissima, incantata descrizione del calar della sera accompagnata dal cinguettio di stormi di uccelli. I versi dell’ottimo Nino ce li fanno “sentire”  quei suoni ed apprezzarne la musicalità, musicalità che, a poco a poco, cambia ritmo e diviene quasi una nenia, quasi fosse ninna nanna. Poesia fortemente e magistralmente descrittiva che in me fa tornare alla memoria analoga, indimenticabile esperienza vissuta e, assieme a questa, il ricordo di quell’ “Argomentum ornithologicum”  che Borges scrisse a dimostrazione dell’esistenza di Dio. Complimenti Nino!

Marino Giannuzzo –Musica-: Un inno alla vita, dunque, in questo ricordo di pericolosi giochi di infanzia. Dolcissimo e malinconico è il tono del racconto, gradevolmente espresso.

Laura Toffoli –Origami del cuore-: Miele che cola da questi ispirati versi dell’ottima Laura, dove la bellezza della natura esalta e ispira amore.

Carlo Chionne –Lettera aperta al capo-comico del Movimento 5 stelle-: Caro Carlo chi di vaffanculo ferisce, di vaffanculo perisce. Resta attendere e credo neanche tanto. Rimane la delusione nei confronti di chi, forse per sadico masochismo, lo ha votato.

Sandra Greggio –La rosa-: Un tenero, commovente ricordo della madre nel giorno a queste dedicato, negli ispirati e bei versi di Sandra.

Antonio Scalas –Quando il vento-: Omaggio alla bellezza della notte, nei bei versi di Antonio.

Jacqueline Miu –MMG-: Giochi della mente di un mostro è il titolo di questa composizione di Jac. E ciò che segue è conseguente, con espressioni di notevole violenza a raccontare uragani dell’anima e nefaste soluzioni, fino all’amorevole pioggia d’aprile ( delizioso climax ascendente) che regala un sospiro di sollievo.

A voi tutti il più cordiale dei saluti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

12 Maggio

12 maggio 2018

Marino Giannuzzo –Uccelli-: Suggestive immagini per descrivere l’inizio di un migrazione alla quale il poeta assiste nella calma di una natura che si avvia al sonno invernale.

Maria Attanasio –Le cose dell’amore che so-: Una lunga serie di aforismi sull’amore, nati dall’analisi che può fare una persona innamorata.

Aurelia Tieghi -**-:  Un intenso invito alla fratellanza ed alla comprensione dell’altro, in questi ispirati versi di Aurelia.

Renzo Montagnoli –Il pianino-: Ritornano alla mente dolci ricordi di tempi antichi. Ricordi, questi, intessuti dei trilli di note emesse da un pianino di strada, che dicono di nostalgia di tempi quando era una elementare musica a dare un po’ di serenità gioiosa. C’è, nei  puliti e bei versi di Renzo, un grande rimpianto per quel che è stato. Rimpianto che ci coinvolge ed accomuna al poeta.

Giuseppe Stracuzzi –Amore-: Romantica visione dell’amore, resa da un innamorato dell’amore con dolcissimi versi che descrivono, con molta efficacia, le emozioni che può generare. Belli e densi di sentimento sono i versi che oggi Giuseppe ci regala.

Nino Muzzi traduce Max Dauthendey-: Quel che può accadere quando si prova amore lo raccontano gli intesi versi di questo poeta tedesco che Nino traduce per noi.

Jacqueline Miu –Pain is easy-: Provare dolore è facile, recita il titolo di questa forte composizione di Jac che di difficili amori narra, col suo stile fatto di iperbole che sottolineano, con grande efficacia, la pena di un anima.

Roberto Soldà –Cossì se magna-: Il dolce romanticismo della madre e il senso pratico del padre, narrati in questi deliziosi versi di un sorprendente e bravissimo Roberto. Che, inoltre ci regala una commovente chiusa. Complimenti!

Laura Toffoli –Il mio verso-: C’è in questi forti versi l’affermazione della supremazia della donna, unica soluzione perché l’umanità possa vivere in modo più equo, più ragionevole. Visti i risultati ottenuti dalla supremazia dell’uomo, perché non provare?

Carlo Chionne –Nuove elezioni-: Brutta data quella dell’8 settembre  (1943) quando tutti andarono a casa e pessima idea sarebbe quella di celebrarvi ulteriori elezioni.

C’è grande amarezza in questi pochi versi di Carlo, per una pessimistica visione del nostro futuro. Ed è impressioni che si può solo condividere. Purtroppo.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

Un giorno: un poeta
Qualcuno un giorno o l‘altro dovrà pur accorgersi di questo poeta. Leggendo i suoi versi, viene subito voglia di saperne di più, di conoscerlo meglio. Ma proprio leggendo i suoi versi ci si accorge che questo poeta sta tutto nella sua poesia, che tutta la sua poesia sta in lui ed è proprio questo che lo rende inconfondibile.La sua originalità sta proprio nell’accostamento di certe parole che, prese singolarmente, farebbero a pugni tra di loro, ma che nei suoi versi danno vita a certe immagini che, proprio come dei pugni ti colpiscono in pieno volto fino a farlo sanguinare.Prendete ad esempio NOTTAMBULI. Questa stessa parola, a prima vista, evoca un’atmosfera, che qui, nella poesia di Michael Santhers, non ha niente di scontato. Ma perché vi chiederete, non c’è niente di scontato nelle poesie di Michaeel Santhers. Semplice; perché nella poesia di Michael Santhers, quello che c’è, è tutto di vissuto. Qui sta l’originalità della sua poesia.Insomma Michael Santhers è uno che non gioca a fare il poeta, semplicemente perché lo è, e, scusatemi se è poco e, se devo proprio fare un nome, il primo che mi viene in mente è Maiakowsky.E che Maiakowsky la poesia l’abbia veramente, intensamente vissuta, lo dimostra una cosa sola: la sua morte. (Carlo Chionne)

 

11 Maggio

11 maggio 2018

Poesie a tema: Gioia e tristezza

Santi Cardella –Malinconia-: Semplicemente delizioso e commovente questo sonetto magistrale del grande Santi. Perfetto nella tecnica, comunica vere emozioni e coinvolge nella lettura. Grazie, amico, per queste lezioni di stile.

Poesie a tema libero

Marino Giannuzzo –Canne-: Perfettamente narrato il paesaggio di una foce, dove il vento agita un canneto. Ma nella poesia c’è di più della semplice descrizione: c’è un sottile sentimento denso di malinconia, forse dato da quel rivo che muore a mare, forse dato dall’attesa di quel cacciatore, distratto dai rumori della natura. Complimenti Marino!

Maria Attanasio –Noi-: Uomini immersi nella natura che si pongono irrisolte domande esistenziali, in questi intensi versi di Maria.

Aurelia Tieghi –Glicini-: Un sentimento che si sviluppa, nasce, muore e rinasce, tra fiori rampicanti. Un sentimento, dunque , ma anche metafora del nascere, morire e rinascere della natura, raccontato dai bei versi della bravissima Aurelia.

Michael Santhers –Nottambuli-: Il fascino della notte raccontato per immagini vagamente surreali (secondo l’assodato stile del nostro) che hanno il particolare fascino che a loro viene dall’osservazione e dalla loro traduzione in versi, dell’ottimo Michael, la cui lettura è sempre fonte di piacere.

Maurizio Donsanti –Portami con te-: Grande romanticismo c’è in questa intensa invocazione, resa con  ottima poesia dalla grafica della prosa.

Arturo Guzzardi –Mai nessuno-: Un malinconico, nostalgico ricordare un onesto vivere non ripagato dal desiderato amore, in questi intensi e bei versi di Arturo.

Nino Muzzi traduce Max Dauthendey-: Ed ancora una volta un grazie a Nino per queste traduzioni di poeti che, altrimenti, difficilmente conosceremmo.

Carlo Chionne –Parola-: Carlo rilette sulla parola che esalta, che seduce, che rende viva la vita. E lo fa con una poesia che, oltre alla magistrale tecnica usata, diviene inno appassionato, nato dall’anima di questo spettacoloso artista.

Jacqueline Miu –winters darkness-: Un intensa orazione funebre, resa con i forti e bellissimi versi della nostra Jac che, anche in questa occasione, tocca le profonde corde del sentire del lettore.

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Particolarmente bello, perché fortemente evocativo, il secondo haiku.

Tiziana Cocolo –La panchina del tempo-: Una misteriosa panchina, dalla quale sgorgano immagini suggestive fatte di sogni, di rondini stanche, di bambine che mutano, narrata con un’ingannevole e simpatica  filastrocca.

Antonio Scalas -.Niente era più uguale-: In un fosco paesaggio la considerazione dell’insufficienza delle parole per dire amore, in questi versi pieni di passione del nostro Antonio.

Antonia Scaligine –Allora…tempo-: Intensa e bella riflessione sul tempo che passa e su i suoi effetti sul fisico. C’è molta serenità nel racconto della bravissima Antonia e, come spesso accade, èci invita a riflettere.

Sandra Greggio –Dimostrerò-: Ecco il modo giusto per affrontare la vita e le sue difficoltà. Rifugiatevi nel sogno, paiono dire i bei versi di Sandra che sulla vita filosofeggia con bel poetare.

Un grazie di cuore alla cara Antonia per il gradito commento alla mia “Un sorriso”.

Ringrazio sentitamente l’amico Santi per il commento che ha voluto dedicarmi e per l’evidenza data.

A voi tutti il più cordiale dei saluti, assieme ad un grande grazie al nostro splendido Lorenzo, per ciò che ci concede.

Piero Colonna Romano

 

9-10 Maggio

Che bello ritrovarsi nell’azzurrità di questo sito ,
Lorenzo è davvero grande, ama tanto la poesia e i poeti
che fa di tutto , anzi più del tutto, affinchè il sito possa dare il meglio
Grazie . Un breve cenno di apprezzamento per le belle poesie di
Giovanna Cardella - Il tempo e la fortuna -Felicità e fortuna, non sono forse sempre due ospiti inattesi?- Nuova stagione di Sandra Greggio
Un grande sorriso si merita sempre Piero Colonna per il suo
Un sorriso - -un'emozione forte poi mi piglia quando da fronde filtra e appare intenso quel luccicar degli occhi che fattura.—
25 Aprile 2018 di Carlo Chionne il Giorno delle nostre Libertà!
Bravi tutti Antonia Scaligine
 

Buongiorno e bentornato. Finalmente online. Oggi mi sono svegliata e ho trovato il sito, la gioia della comunità e del sapere che il nostro ospite sta bene e continua a lavorare con noi a un progetto oggi senza forma … un giorno chissà. Un giorno saremo tutti l’ideale letterario per altre comunità. Grazie per questa sorpresa e sempre grata alla fatica che tutti voi mettete nel considerarci una famiglia poetica. Felice giornata e prospero lavoro
Jacqueline

Pensiero del giorno: Il periodo migliore della mia vita è quello passato attraverso le difficoltà. Maggiore è stato l’ostacolo, straordinario l’impegno per superarlo. Non mi credo mai arrivata. Ho sempre un sogno che richiede sforzo. Fatica. Entusiasmo e persino quando sembra io abbia poche forze, mi rendo conto che quello che mi anima non è l’obiettivo ma la sensazione di essere necessaria a un progetto o a un destino di cui posso solo coronare la causa o gli ideali.
Jacqueline
 

Cari colleghi,
il nostro amico Piero Colonna Romano,
così prodigo di generosi commenti per le affermazioni dei colleghi, pubblica una timida comunicazione sterile per il proprio successo nel prestigioso XIII premio letterario internazionale "Voci - Città di Roma, con la sua splendida poesia "La foce".
E' una poesia in cui il nostro autore unisce una profonda ispirazione d'animo ad una grande abilità tecnica, con i suoi esperti doppi settenari martelliani a rima incrociata. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un delizioso canto lirico che resta a lungo ella mente e nel cuore. Complimenti per tanta abilità! E ancora un grazie per quello che sa donarci,
Santi
 

 

10 maggio 2018



XIII PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE
"VOCI - Città di Roma"


Cari amici, continuano a piovere premi su Poetare. Ancora una volta lo strepitoso
Santi Cardella
fa messe di premi nel prestigioso concorso internazionale, ottenendo un
Premio Speciale della Giuria
nella sezione a tema "VERSIamo del vino" per la poesia

Coppa d'Olimpo

Tanti anni fa, disceso sulla terra,
Marte volle assaggiare questo vino
e persuaso dal sapor divino
giurò: "non voglio più fare la guerra!"

Poi sull'Olimpo volle far provare
il suo nettare ignoto agli altri dei,
li invitò a cena e disse: "amici miei,
questo elisir dà sensazioni rare;

sia che una coppa è rossa come il sole
o nel cristallo splende il chiar di luna,
questa bevanda in corpo, bionda o bruna,
desta l'amore e dà liete parole".

Libò, s'assise e sussurrò: "mi piaci"
a Venere seduta alla sua destra;
e lei, che dell'amore era maestra,
ne bevve un sorso… e lo coprì di baci.


Non contento di questo brillante risultato, nella sezione "Poesia in dialetto" si aggiudica una lusinghiera "Menzione d'Onore", per la poesia "U catinazzo".
e, siccome non c'è due senza tre, ecco che, nella sezione "Poesia in metrica" ottiene una brillante "Segnalazione di Merito" per la poesia "Mi arrendo"
Il tutto a dimostrazione della sua maturità poetica e completezza di preparazione.
A lui invio i più sinceri complimenti, in attesa di poterlo applaudire il prossimo 3 giugno sul palcoscenico del teatro Ambra Jovinelli di Roma, nel corso della cerimonia di premiazione.
Per completezza d'informazione aggiungo che, nella sezione "Poesia in metrica" la mia poesia
"La foce" ha ottenuto un lusinghiero terzo posto.

La foce

Dove l'acqua del fiume si confonde col mare,
resto fermo a guardare quelle candide schiume.
Fu veloce il percorso, dalla fonte alla riva,
la mia mente già arriva dove nacque quel corso.

Ripercorro le sponde, che han memoria degli anni,
vi rivedo gli inganni, commozioni profonde.
E con l'arte a conforto, con l'amore a compagno,
vissi in terre di sogno, gran ricordi mi porto.

Ora torno al mio mare, c'è la barca che attracca,
dalla dolce risacca vibra un suono a incantare.
Dall'inizio alla foce, sol nell'acqua è il traguardo,
mi rapisce lo sguardo, lieve nenia è la voce.

Quando d'atomi salsi diverrò un bel mattino,
volerò sul cammino dove il bene raccolsi.

Bello sarebbe potere incontrare quanti tra i sitani risiedono nei paraggi del teatro Ambra Jovinelli, dove la cerimonia di premiazione avrà inizio alle ore 16

Piero Colonna Romano


9 e 10 maggio 2018

Nino Muzzi traduce Max Dauthendey-: Un grazie di cuore a Nino per questa sua faticosa traduzione di un ignoto poeta tedesco che, in questa poesia, ci offre una similitudine tra una mela che marcisce, abbandonata su di un sentiero, così come marciscono le ore che si vivono senza amore. Il tutto a conclusione di una attenta descrizione di un paesaggio agreste, dove campeggia una casa piena di ricordi.

Giovanna Cardella –il tempo e la fortuna-: Filosofia di vita (par di leggere Epicuro) resa con alto poetare, è questo interrogarsi su tempo e fortuna della bravissima Giovanna. Complimenti, assieme ad un caro saluto.

Renzo Montagnoli –Segni di primavera-: Delizioso inno alla primavera con limpidi e suggestivi versi.

Marino Giannuzzo –Acqua-: Deliziose immagini per render una romantica visione dell’acqua. Bravo Marino!

Maria Attanasio –Ho ancora tanta vita-: Un confronto tra come la nostra Maria affronta la vita  come altri l’affrontano. Lei con la serenità di sabbia che scorre tra le dita, gli altri…con sabbia tra i denti.

Aurelia Tieghi –Giorni-: Un cantico pieno d’amore e di riconoscenza alla natura, quale veicolo che porta ad amare  Dio, in questi delicati ma intensi versi di Aurelia (che forse si rifanno al cantico che si trova all’inizio del vangelo di Luca, quale ringraziamento della Madonna al Signore). Deliziosa poesia che merita complimenti.

Angelo Michele Cozza –Sulla stinta panchina-: Wow! Quanta bellezza in questi romantici, dolcissimi versi di Angelo Michele, versi di tale sonorità e senso da richiamare alla mente il Cantico dei Cantici.  Bella molto la metaforica stinta panchina, che si traduce in spenta vita ed intenso il grido d’aiuto a  Simonetta. Complimenti vivissimi Bibabalula, assieme ad un caro saluto.

Claudio Badalotti –Compleanno-: Interessante alternanza di quinari e settenari per narrare, con pizzico di humor (rassegnato?) l’andare del tempo ed il giusto a lui porsi, accettandolo.

Michael Santhers –Tutto cambia-: La rinascita della natura e dei sensi a primavera, interpretata dal nostro ottimo Michael secondo il suo personalissimo, piacevole stile.

Cristiano Berni –“In una notte…la fantasia-: Omaggio delizioso alla nostra creatrice/compagna di sogni, la fantasia, reso con piacevole poetare dal bel ritmo.

Claudio De Lutio –I martiri di Chicago-: Mi chiedo, leggendo questo racconto di un infame ingiustizia, quanto oggi, nell’era Trump, sia cambiato negli USA. Terribile è il fatto ricordato, con bella maestria, da Claudio. E, purtroppo, alla strage di Haymarket seguirono gli omicidi compiuti dalla “giustizia” americana di Sacco e Vanzetti. E poi altri, altri altri ed altri ancora. Fino a questi giorni, dove la polizia degli USA compie esecuzioni prima che una giuria abbia emesso verdetto. Ancora quanti Malcom X o Martin Luther King ci vorranno per avere un mondo meno disumano?

Sandra Greggio –Nuova stagione-: Un filosofico accettare l’andare del tempo, cercando di cogliere, in ogni stagione, quel che può dare di meglio, in questi puliti versi di un riflessiva e brava Sandra.

Carlo Chionne -25 aprile 2018-: E come non concordare col grande Carlo? Concordo e sottoscrivo ogni parola di questa poesia, che mi pare frutto dell’indignazione che c’è nel vedere lo scempio che una certa destra nostalgica italiana fa di questa data.  Ovviamente è un caso (o no?) ma i primi versi sembrano costruiti sulla canzone di Felice Cascione, “Fischia il vento” , poi adottata dai partigiani. Un caro saluto e, nonostante tutto,…no passaran.

Jacqueline Miu –Vespro rosso-: Oggi la nostra Jac ci sorprende usando la punteggiatura. Ma la sostanza del suo intenso, appassionato poetare non cambia. Ed ecco ancora un amore che dilania e fa sognare. Ecco che, dai suoi versi, siamo lanciati nello spazio della fantasia, tra tempeste ed uragani, poi nella fantascienza di un microscopio alieno che ci esamina. Ecco che, fortemente, ci prende il desiderio di volare. Potenza di una poesia nata da uno strepitoso fantasticar passione.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro incomparabile Lorenzo per quanto ha fatto per questa faticosa riattivazione del più bel sito di poesia del web.

Piero Colonna Romano

 

8 Maggio

Cari amici,
eccoci di nuovo insieme dopo la vacanza forzata.
Grazie per la vostra partecipazione.
Un cordiale saluto.
Lorenzo De Ninis.


Un cordiale bentornato a tutti i sitani, il cielo e Lorenzo ci hanno di nuovo uniti e si ricomincia a poetare. Di seguito qualche impressione sulle poesie odierne.
"Il tempo e la fortuna" di Giovanna Cardella: poesia mirabile, di grande saggezza. Mi è piaciuta poi "Acqua" di Marino per l'eccellente racconto della natura e per la metrica ineccepibile.
Complimenti a tutti.
Simone

 

19 Aprile

19 aprile 2018


Cari amici la ripartenza di Poetare è allietata da un'altra piacevole notizia: la nostra ottima poetessa

Giovanna Cardella

si è brillantemente classificata seconda nel prestigioso

Concorso Letterario Salvatore Quasimodo
XII Edizione 2018

con la sua bellissima poesia "Di luna e di mare" e domenica 6 maggio, presso lo Spazio Incontri della Fiera dei Librai del Sentierone di Bergamo,
sarà premiata ed applaudita per la sua eccezionale vena poetica, così bene esposta dai suoi versi.



Di luna e di mare
Guarda come si accende la luna
sugli ultimi bagnanti,
ancor s'ode il vocìo degli ambulanti
e il risonar dei giochi dei fanciulli
che a poco a poco tace.
Guarda come s'arrende la fanciulla
al sortilegio del primo bacio,
mentre la luce calda del tramonto
infiamma il cielo, il mare
e le sue guance.

È l'ora del profumo del gelsomino
e della terra che infine si disseta,
del soffio della brezza tra gli ulivi
d'argento e sulla pelle, del ricamo
delle agavi che si inchinano
alla scia di navi all'orizzonte.


Senti com'è dolce il crepuscolo
che scende, guarda come timide
compaiono le stelle, là in cima
all'angolo di penna degli scafi
che placidi dondolano alla fonda.

Ricomincia il canto dei grilli
e della tortora in amore,
sulle spiagge e tra i falò
le ombre si rincorrono furtive,
un suono di chitarra in lontananza
parla di gioventù che presto sfugge.

Guarda come risplende
la luce dietro al monte,
scopri la magia che per te si svela
nel coro che intona la risacca,
nel lampo inesorabile del faro
e nel segreto incanto della sera.


Assieme ai meritati applausi che riceverà unisco i miei, assieme a sinceri complimenti, per questo suo saper regalare ottima poesia.
Ad maiora, Giovanna!
Piero Colonna Romano


 

17 Aprile

17 aprile 2017

Simone Magli –Non so sciogliere i nodi-: Il bisogno d’amare, quasi fosse vitale necessità, ispira questi intensi e bellissimi versi, che turbano il lettore, al poeta. Complimenti Simo!

Maurizio Donsanti –L’abbraccio-: Maurizio ci regala questo lungo, prosastico aforisma.

Bruno Castelletti –L’aquila-: Vorrebbe il poeta essere quell’aquila, per guardare dall’alto e capire meglio e condividere la pena che affligge una dolente umanità. Vorrebbe capirla l’anima del mondo e capire come, fra tanta pena, possano gioire, indifferenti, felici farfalle. C’è sempre nelle poesie di Bruno questo bisogno di capire e di condividere i sentimenti della gente ed oggi quell’aquila diviene lo strumento per meglio vedere, quelle farfalle il simbolo dell’indifferenza di troppi.

Nino Muzi traduce  Mara-Daria Cojacaru-: Poetessa tedesca assolutamente sconosciuta credo a tutti, tranne a Nino che ce ne propone, traducendola, una poesia dai forti risvolti filosofici.

Marino Giannuzzo –Tifone-: Le conseguenze di un tifone  sulla natura e sugli uomini, narrate con grande realismo dai versi di Marino.

Maria Attanasio –Squilibri vari-: Sintetici e significativi versi per incitarci a guardare alle stelle ed al prossimo con amore.

Jacqueline Miu -Tolte le ali, sentirai la pelle bruciare per la mancanza di cielo.-: Mai rinunciare ai sogni. Questa la lezione che ci deriva dal forte aforisma di Jac.

Sandra Greggio –I miei sogni-: Deliziosa descrizione, quasi da fiaba, dei sogni, in questi lievi e bei versi di Sandra.

Antonia Scaligine –L’eloquenza dei politici-: Forte invettiva contro i disonesti politici, abbindolatori di masse, in questi versi di un’irritata (diciamo così) Antonia.

Fausto Beretta –Amori sospesi-: Le stagioni dell’amore, con il suo risveglio, quei narrate da un Fausto in gran forma.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

16 aprile 2018

Claudio Cisco –Folgori-: Tardivo, ma pare sincero, pentimento, espresso con prosa simbolista dai forti accenti.

Simone Magli –Il tarlo del vuoto-: Una pena esistenziale, nata da ciò che pare solitudine, espressa con grande maestria dai versi e dalle immagini metaforiche dell’ottimo Simone.

Enrico Tartagni –La mia sabbia-: E’ suggestiva  questa poesia, quanto può esserlo un quadro astratto. Un susseguirsi di immagini esotiche, per narrare la pena di un anima abbandonata, appunto come spersa in un deserto di sabbia.

Maurizio Donsanti –Il mio nome-: Una dicotomia spirituale narrata con decisa prosa.

Marino Giannuzzo –Donne-: Titolo del quadro: donne discinte tra scogli.

Maria Attanasio –(donne)-: Il coraggio delle donne molto ben narrato da questi sintetici versi di Maria.

Fausto Beretta –Amica tribolata-: C’è grande suggestione in questi versi di Fausto. Versi che sono l’invocazione ad un sereno amore indirizzata a chi, distrattamente, guarda a se stessa.

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Pennellate a raccontare il romantico che c’è nella natura, in questi due deliziosi versi di Salvatore.

Antonio Scalas .Come un’onda-: Deliziosa descrizione, ricca di belle, fantasiose immagini, di quel che è l’amore, resa da un romantico Antonio.

Jacqueline Miu –jurnal de moarte-: WOW!  Riecco l’appassionata, fantasiosa, inimitabile Jac che descrive un sogno d’amore fremente, con versi ad alto contenuto sensuale. Un racconto semi gotico dove ci si perde, inseguendo le suggestive immagini che lo popolano. Complimenti vivissimi, per come l’uso di appropriate parole sa rendere la passione, il desiderio, la voglia di vivere, amando ed essendo amata.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primi al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

16 Aprile

Grazie Simone!
Maria Attanasio

 

Molto vivida e ben composta la poesia iconica di Marino, che ci ricorda donne di altre fattezze e altri tempi.
Ho apprezzato poi (donne) di Maria Attanasio, poetessa di spessore che ci dona liriche sempre molto incisive. Infine ho trovato molto bella, profonda e suggestiva "Amica tribolata" di Fausto.
Complimenti e grazie a tutti per le emozioni quotidiane che regalate. Un grazie speciale a Piero e Lorenzo.
Simone

 

14 Aprile

Grazie Piero per aver colto il grande amore che nutro per la mia terra natia.Un abbraccio.Bruno
 

14 e 15 aprile 2018

Poesie a tema: Gioia e tristezza

Antonia Scaligine –Tanka-come il giorno arrendersi a quel che si prova-: Intensa e bella descrizione del variare dei sentimenti, nel variar del giorno. Brava Antonia!

Poesie a tema libero

Corrado Cioci –Spartaco e crisso-: L’eroismo di Spartaco, alla ricerca della libertà, infranto contro lo strapotere delle legioni romane, ben sintetizzato da Corrado col suo epico racconto.

Claudio Cisco –Nisida-: Un inno all’ammaliatrice Nisida, donna di bellezza assoluta e d’altrettanta assoluta dissolutezza, in questi bei versi, dal tormentato tono, di Claudio, che narrano di pene d’amore che al poeta paiono causate, appunto dalla magica Nisida.

Per inciso, la leggenda narra dell’amore appassionato e senza speranza del pastore Posillipo nei confronti della bellissima Nisida. Amore destinato a concludersi con l’annegarsi dell’uomo e le inutili lacrime della donna. I soliti dei riparatori, per tenerli uniti, trasformano in promontorio lui ed in isolotto lei. Appunto Nisida e Posillipo, destinati a stare per sempre accanto. Molto ben costruita la suggestiva poesia del bravissimo Claudio.

Silvio Canapè –Arida è la terra-: Il racconto di un’arida terra che, bagnata dalla pioggia, genera fiori, metafora del ritrovare l’amore, da parte di un’anima disperata, per merito di un gesto che illumina con la sua tenerezza (immagine simbolo quel raggio di sole che scalda).

Claudio Badalotti –Saperne di più-: Il desiderio di saperne di più che, riferito a questo tipo di società, può tradursi in un consumistico volere dipiù non sempre appagato. Allora ecco che servono sogni per uscire dalla realtà, sogni musicali e fioriti. Leggo così i settenari limpidi di Claudio.

Marino Giannuzzo -Ubriaco-: Mi pare che la seconda strofa non appartenga a questa poesia che, d’altra parte, descrive il sentire (meglio, il non sentire) di un ubriaco.

Maria Attanasio –I “grandi temi “ della vita-: I “normali” fatti della vita, qui elencati, vissuti con un vago senso d’ansia. Ansia, che aggiunta ad una pesante lontananza,  fa dimenticare persino la più nota preghiera ma non impedisce che il giorno dopo la vita continui ad essere impegno da vivere.

Jacqueline Miu –salvami mostro-: Una richiesta d’aiuto, rivolta ad un immaginario mostro dall’appassionata Jac.

Fausto Beretta –Gogi-: Un tenero, malinconico ricordo di un amico gatto purtroppo per sempre assente, in questi versi pieni di sentimento di Fausto.

Roberto Soldà -.Il palloncino-: Un monologo, in stile Piccolo Principe, che è una bella lezione d’astronomia e sulle probabilità. Perfetto l’esempio del palloncino gonfiato e poi lasciato andare, a dimostrazione dell’espandersi dell’universo e dell’impossibilità di sapere dove andrà a finire, se non in termini probabilistici, una volta lasciato andare. Poeta, scienziato e maestro si dimostra, una volta di più, l’ottimo Roberto.

Salvatore Curtrupi –Dei miei passi-: Passi che comunicano emozioni, talvolta forti, talvolta dolci, talvolta d’amore, in una poesia di ottima fattura e decisamente originale per il tema trattato.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti , in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

Senza nulla togliere agli altri poeti, sono due le poesie che oggi hanno attratto la mia attenzione: quella di Roberto Soldà, decisamente deliziosa e originale nella tematica trattata e quella di Piero Colonna Romano, dove, anche togliendo una virgola, si rovina l'armonia dei versi (che bellezza quelle “trine”sulle onde !!!). Un saluto ed un grazie al nostro Lorenzo.
Sandra Greggio


Grazie a tutti sempre!
Maria Attanasio.



Grazie Piero sempre e un abbraccio corale agli azzurri e a Lorenzo
Tinti

 

12 e 13 aprile 2018

Poesie a tema: Gioia e tristezza

Santi Cardella –Fasi d’amore-: Tre romantici, condivisibili aforismi in tema, del grande Santi.

Poesie a tema libero

Maria Attanasio –Cose buone-: Delizioso elenco di desideri e progetti positivi, con i versi di Maria.

Corrado Cioci –Anemone e zefiro-: Il mito di una fanciulla, ninfa alla corte di Cloris, regina dei fiori, amata da venti contrapposti (Borea e Zefiro) trasformata in anemone a causa della gelosia della regina. Fiore fragilissimo che, allo spirare dei venti, perde i petali ma che è, col suo sbocciare, il segno della primavera incombente. Nei versi di Corrado si narra anche di altri miti (le lacrime della Madonna, il pianto di Venere per la morte di Adone) che raccontano della nascita, dalle lacrime, di quel fiore.

Tinti Baldini –Fecondo-: Spirano di nuovo venti di guerra in questo inquieto mondo, e Tinti ne sente il peso e lo denuncia con questi forti, intensi versi accusatori, con i quali si può solo concordare.

Davide68 –Io e le mie cose-: Gli oggetti dei quali ci circondiamo talvolta divengono fonte di sicurezza, dando calore all’ambiente e questo racconta, con bella enfasi, il nostro Davide68.

Michele Aulicino –Col freddo-: Una serie di tristi immagini (forse solo pensate dal poeta) per creare l’atmosfera adatta a narrare di struggente malinconia del vivere. Intensa e bella è la poesia di Michele, dove le immagini paiono accendersi e spegnersi, come colpite dal lampo di un flash.

Claudio Cisco –R i s u s c i t a m i-: La sepoltura di Cristo, quale metafora di una pena esistenziale dalla quale soltanto il divino potrà liberare. Da qui l’invocazione/preghiera, intensa e resa con significative immagini, in una poesia ad alto contenuto drammatico, molto ben espresso dai versi di Claudio.

Marino Giannuzzo –Sorriso-: Come si dice? Ogni scarafone è bello a mamma sua. E Marino, che poeta è, traduce il detto in poesia.

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Particolarmente apprezzabile il primo e da 6 – il secondo. Ovviamente secondo il mio discutibile gusto.

Francesco Soldini -1100. Nel buio-: Vivere significa essere immersi nel dubbio, questo il messaggio del nostro Francesco che ci propone il rimedio, trovandolo nella poesia, oltre che nell’audacia necessaria al vivere.

Jacqueline Miu –rex-: Difesa, a spada tratta, del sognatore che diviene nobile guerriero per difendere alti ideali di vita e, ovviamente, d’amore. Più esattamente, per seguire il pensiero della nostra incommensurabile Jac, diviene difensore di vita  se piena d’amore e di sogni da innamorato della vita e dell’amore.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, assieme ad un grande grazie al nostro Lorenzo che tutto ciò consente.

Piero Colonna Romano

 

13 Aprile

Desidero ringraziare Tinti ed Antonia per i complimenti espressi nei miei confronti . Un grazie di cuore, sempre, a Lorenzo.
Sandra Greggio
 

Complimenti Sandra ed augurissimi col cuore
Tinti

 

10 aprile 2018

Poesie a tema: Gioia e tristezza

Antonia Scaligine –Partita doppia-: La dicotomia che pare governare la vita, gioia/dolore, tristezza/allegria, come il bianco ed il nero, sentimenti che si giustificano perché esiste il loro contrario, in questi bei versi della bravissima Antonia.

Poesie a tema libero

Marino Giannuzzo –Daniela-: Un canto funebre per Daniela morta, così come pare morta la natura che la circondava, per piangerne il lutto, in questi intensi versi di Marino.

Bruno Castelletti –L’amor per la contrà-: Magistralmente descritta l’atmosfera serena delle ore che precedono la sera, con immagini che paiono acquerelli dal dolce tono. Indimenticabile quel “Se sfanta nel silensio/en chieto fremegar de osse sconte/ne i refoli de vento”, assieme a quel “Rùgola ne la val/l’ombria de la sera/e no se move foia.”
Musicale è la sequenza di settenari ed endecasillabi, in versi nati dall’amore di Bruno per la sua terra e per chi la abita. Poesia di notevole bellezza che merita complimenti vivissimi.

Claudio Badalotti –Inaspettatamente-: L’analisi di un malessere esistenziale, nel ritenersi inadeguato ad un normale vivere, sentendo il peso malinconico della solitudine e dell’insoddisfazione. Ed una ribellione prende e ottimamente la si dichiara, ricorrendo al verso di Leopardi.

Maddalena Gatto –Ancorché dubbiosi-: Ermetici versi, dalle suggestive immagini, evocativi di un’amara analisi del proprio essere, della propria vita.

Isabel Gide –Fra se-: Un invito a liberarsi dei propri pesi, dei propri demoni, detto con sintetici e incisivi versi da Isabel.

Michelangelo Baggi –Canto-: Un canto dedicato all’oggetto di un innamoramento, reso con l’enfasi di forte immagini, iniziate da un clamoroso ossimoro, forse a sottolineare vieppiù il sentimento che ha ispirato questi versi.

Francesco Soldini -108. Cinguettio-: Un romantico saluto alla primavera incombente, in questi lievi versi di Francesco.

Jacqueline Miu -Canon A-: E’ il fuoco che c’è nel cuore che ispira infuocate parole. Questo il messaggio che ci arriva dalla nostra Jac che prosegue la sua analisi col suo solito, apprezzato stile.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

12 Aprile

Breve messaggio, ma pieno di gratitudine per Simone e per Piero per i loro commenti e mi congratulo con Sandra per la sua bella poesia , complimenti , un grazie grande a Lorenzo
 Antonia Scaligine


Rivolgo un grazie di cuore, oltre a Lorenzo De Ninis, che ci ospita, a Piero Colonna Romano, figura insostituibile sia per l'apporto poetico, sia per l'esegesi quotidiana delle poesie, ma soprattutto per il grande animo e l'estrema umiltà con cui mai si dimentica di annunciare i lusinghieri risultati conseguiti dai colleghi.
Sandra Greggio

 

12 aprile 2018

Cari amici ho il grande piacere d'informarvi che la nostra


Sandra Greggio


è tra i 15 finalisti di questo prestigioso concorso
che ha visto la partecipazione di ben 265 poeti con 628 poesie.

La poesia con la quale la nostra ottima poetessa si è qualificata è


Sabbie mobili

Ti ho seguito
nel tuo gioco proibito,
ti ho seguito
come un'onda segue altra onda
spingendola.

Onda dopo onda,
bacio dopo bacio
ti ho seguito,
e mi son ritrovata in alto mare

…non sapendo nuotare.


Nel prossimo 26 maggio, presso il "Cine-Teatro Nuovo" di Vergato (Bo) sarà resa nota la classifica finale della competizione ma, sin da ora, certi di un prestigioso risultato, uniamo i nostri forti applausi a quelli che la nostra amica riceverà.

Complimenti vivissimi, Sandra e ad maiora!
Piero Colonna Romano

 

11 Aprile

11 aprile 2018

Claudio De Lutio –Ricordami-: Un tenero ricordo di padre, reso come lettera dall’aldilà, in prosastico stile, comunque densa d’affetto.

Zenone Drisoli –L’insegnante delusa-: Ben disegnato il personaggio di una insegnante, perennemente insoddisfatta, nella sua attività durante un consiglio di classe.  Zenone è attento osservatore dei colleghi e sa narrarne, con bella maestria ed umorismo, i difetti comportamentali,  divertendoci.

Enrico Galavotti –Un libro-: Sfogliare l’amore come fosse un libro (giallo?) è, decisamente, alta poesia. Bravo Enrico!

Antonio Alvaro –La curiosità-: Un racconto, che sa di settimana enigmistica, in questi versi di Antonio che narrano di una zanzara che si crede farfalla, forza porte e, sbadata, non si accorge del tetto che cade.  Ovviamente si tratta di metafora, bello sarebbe che il poeta ce la illustrasse.

Maria Attanasio –Consumiamo le scarpe-: Insomma basta rassegnarsi, par dire la nostra Maria con quell’abituarsi al tempo che passa, guardandosi in specchio impietoso. E c’è rassegnazione anche nei primi versi che, in definitiva, dicono che le strade che facciamo, nel tempo della vita che passa, ci daranno emozioni (positive o meno) ma ci rafforzeranno nell’anima.

Marino Giannuzzo –Quiete-: Una piacevole atmosfera sonnolenta, narrata con maestria dai versi di Marino.

Jacqueline Miu –perpetuum-: E riecco la nostra appassionata Jac  regalarci, per conferma della sua appassionata visione  della vita e dell’amore, versi quali “servo solo i sogni e dei sogni sacerdotessa” e “sono un vulcano che predilige l’insonnia” oppure “aspetto che piova per provare gioia/mi sento fiore”. E ci affascina sempre.

Tiziana Cocolo –Mattino arruffato-: Deliziosamente narrato il mattino dai primi versi di questa bella poesia di Tiziana. Un mattino aperto ad un ottimismo, proiettato anche nel futuro di occhi innamorati.

Francesco Soldini -109. Nomadi-: Una positiva visione del nomade, che, secondo Francesco, ha, quale massima aspirazione, divenire stanziale.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

10 Aprile

Davvero notevole la poesia a tema di Antonia, dal titolo "Partita doppia".
Simone


 

9 Aprile

9 aprile 2018

Marino Giannuzzo –Sveglia-: Ispirato da una terribile tragedia, che portò alla morte un intera famiglia, Marino compone questi sintetici versi che bene ne descrivono l’orrore.

Stefano Giannini –Il ciliegio-: In liberi versi, dal nostalgico tono, il bel racconto di un ricordo della giovinezza immersa nella natura.

Alessia Sanna –Mi colmo di Luna-: Con bel poetare, Alessia narra una sua emozione che precede la notte. C’è appagamento per il giorno passato e speranza per quello futuro. Il tutto alla luce di una romantica luna.

Giuseppe Stracuzzi –Glauco e Scilla-: La bella leggenda del trio Glauco/Scilla/Circe, con i loro innamoramenti e vendette,  raccontata da Ovidio nelle Metamorfosi, molto ben narrata dai fascinosi versi dell’ottimo Giuseppe.

Jacqueline Miu –Più grande delle parole-: La bellissima canzone, dal romantico e poetico testo, di Van Morrison, ispira la nostra Jac per questi suoi versi che divengono invito a spendersi per amore. Invito sottolineato dalla bellissima chiusa.

Francesco Soldini -107. Energie-: Una raccomandazione, resa in poesia, per risparmiare le esauribili risorse energetiche del pianeta.

Laura Toffoli –Natura amica-:  Una immersione nella fiabesca natura di un bosco, narrata con gli ispirati versi di Laura.

Fausto Busatta –Del sognare-: Un indispensabile sognare per vivere, così come altrettanto indispensabile, per vivere, è l’amore. Altrimenti resta solo l’inferno. Questo narrano i sintetici versi di Fausto.

Salvagtore Cutrupi -Haiku-: Lievi immagini (quasi acquerello) nei due piacevoli haiku di Salvatore.

Antonia Scaligine –E poi…-: Un risveglio, con i suoi ritmi, i suoni, i profumi, narrato con bel poetare dalla bravissima Antonia.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al  nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

8 aprile 2018

Giuseppe Stracuzzi –Scilla e Cariddi-: Bella rievocazione di un mito che ha per scenario il suggestivo, bellissimo stretto di Messina, in questi intensi versi del bravissimo Giuseppe.

Carlo Festa –Colui che parla-: Mafia, camorra e ‘ndrangheta trovano la loro forza nella paura omertosa di troppi, questo racconta Carlo con versi dall’indignato tono.

Luigi Panzardi –Come un animale smarrito-: La metafora di un’angoscia esistenziale in queste suggestive, forti immagini disegnate dai versi di Luigi.

Gian Luca Sechi –Nessuno mi conosce-: Ed anche questa poesia è ispirata dal problema esistenziale dell’essere compreso, al di là delle parole che si possono pronunciare senza essere fraintesi. Ma il poeta desidera di più: vuole complicità.

Marino Giannuzzo –Maternità-: La descrizione di un amorevole rapporto tra madre e figli, resa con alta poesia dalla bellissima chiusa della poesia

Antonio Scalas –Soprattutto la sera-: La richiesta di una forte identità di romantici intenti, in questi versi, densi d’amore, di Antonio.

Jacqueline Miu -The Gate-: L’amore quale malattia inguaribile, priva di rimedi, in questi forti versi ammonitori di Jac.

Francesco Soldini -106. Il soffio-: Ricordi che tornano da tempi tanto lontani da parere appartenere ad altri. Così interpreto i versi di Francesco.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

8 Aprile

6 aprile 2018

Poesie a tema: Gioia e tristezza

Antonia Scaligine –La vita tra gioia e tristezza-: Una lezione di vita ed un ammonimento, nei versi della nostra Antonia, su una vita che proseguirà al di là della fine.

Roberto Soldà –Tristezza e gioia-: Una surreale, dolcissima fiaba che, come tutte le fiabe, contiene una morale, narrando, in effetti, quello che è il desiderio  nato dalla religiosità del poeta. Una narrazione ad alto contenuto poetico, resa con ispirate, metaforiche immagini, dove la bicicletta in disuso rappresenta l’uomo al termine della sua strada, con i suoi sogni.

Poesie a tema libero

Marino Giannuzzo –Adultera-: Il ritratto psicologico di un’adultera con le sue amarezze e, forse, i suoi rimpianti, in questi forti versi di Marino.

Maria Attanasio –Questa variabile impazzita-: Su questo incomprensibile amore, riflette Maria con i suoi versi pieni di dubbi, definendolo “variabile impazzita” (si immagina di una vita alquanto scialba).

Nino Muzzi traduce anonimo poeta tedesco-: Difficile commentare le banalità. Nino, ma ne valeva la pena?

Fabrizio Lama –Perdonami-: Il poeta chiede perdono per questa impietosa analisi di una lei svagata e lontana, con versi dal dolente tono che regalano alcune belle immagini.

Emilio Tasca -…E’…-: Bella serie di definizioni per narrare amore.

Jacqueline Miu –amore ai tempi di una guerra-: Amore e odio in un continuo rincorrersi, verso, dopo verso, fino all’esplosione di passione nella strofa in inglese. Ed i versi di Jac mi fanno ricordare un carme catulliano che recitava "Odio e amo. Forse chiederai come sia possibile/non so, ma è proprio così e mi tormento".

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Tre deliziose “chicche” di Salvatore, tutte da godere come bei dipinti.

Francesco Soldini -104. Disteso-: Quanto può fare un sorriso lo racconta Francesco con questi suoi meditativi versi.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

7 Aprile

7 aprile 2018

Marino Giannuzzo –Giovane e bella-: Commosso epitaffio per rendere omaggio alla bellezza serena di un amica scomparsa, reso con ispirati e bei versi.

Michael Santhers –Stranezze a primavera-: I suoni e le emozioni della primavera secondo Michael, in questa deliziosa serie di immagini, fantasiose e divertenti, nel più bello stile del nostro brillante amico.

Giuseppe Stracuzzi –Brulica dolce amaro-: La poesia di Giuseppe diviene sempre più matura, moderna e convincente, veleggiando in alte vette poetiche. Qui il nostro ottimo poeta narra, con toni di una dolcezza infinita, il tramonto di un amore con immagini di una fortissima suggestione, sin dal primo verso. Poesia che è per intero da ricordare e della quale mi piace citare quel “Brulica dolce amaro”, quel “lascia spiragli della notte”, quel “trasparire brividi di luce” ecc. ecc. fino al trittico di chiusura.  Giuseppe merita applausi convinti e complimenti vivissimi.

Rosino Maranesi –Di nuovo il sole si alzerà-: La rinascita della natura e dei sensi, narrata con delicati e bei versi.

Filippo Genini –Non so di cosa scrivere-: In effetti la confusione deriva dall’eccesso di informazioni negative che ci giungono. No, non si sa cosa scegliere per condannare con i nostri versi. E questo è il messaggio che ci giunge da uno sconfortato Filippo. E noi con lui.

Claudio Tedeschi –La mia poesia-: Il bisogno d’esprimere i propri sentimenti con poesia e la difficoltà di trovare parole adeguate al forte sentire, in questi versi/confessione del bravo Claudio.

Francesco Soldini -105. Il voto-: Un invito a rispettare le scelte che tutti fanno votando, detto con limpidi versi.

Antonio Scalas –C’è odore di salsedine-: Un esaltazione data dall’amore, narrata  nello scenario di un profumato mare, reso palpabile dai bei versi descrittivi di Antonio.

Jacqueline Miu –L’uomo resta stupido ma pieno di sogni-: Sognare per vivere, pare ammonirci Jac con questo suo racconto pieno d’allegoriche immagini, rese col suo classico ed apprezzato stile poetico.

A voi tutti il più cordiale saluto, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

6 Aprile

Caro Lorenzo,
per non spremere troppo le rinsecchite meningi, mando un commento alle due sole poesie a tema pubblicate oggi:

"La vita tra gioia e tristezza", di Antonia Scaligine - La nostra esperienza terrena viene valutata, nella ispirata poesia di Antonia, quale parte della vita del cosmo, di quell'amore primordiale che muove il sole e le altre stelle; e che ci sprona a scrivere per testimoniarlo.
"Tristezza e gioia", di Roberto Soldà - E' un bel film surreale quello che sogna la bicicletta rottamata; e il nostro Roberto traspone in essa il sogno di qualunque essere umano, di vivere felicemente un attimo di eternità, trovando nel sogno quel che la vita, spesso, non concede.
Un caro saluto per tutti e un grazie riconoscente per te,
Santi
 

5 aprile 2018

Poesie a tema: Gioia e tristezza

Nino Silenzi –Gioia e tristezza-: Il cupo presagio dello svolgersi del tempo, con immagini che si dipanano da un luminoso climax al triste tramonto della vita, in questi versi che, con grande maestria e grande sentimento, narrano la metafora del vivere.  Complimenti vivissimi, Nino.

Poesie a tema libero

Maddalena Gatto –Senza riscontro-: Un esistenziale malessere espresso in queste fosche immagini che dicono di  una mancanza di speranza che lascia immobili, senza fiato, in attesa di un  vuoto nulla. Forti e coinvolgenti versi, regalatici dalla bravissima Maddalena.

Santi Cardella –Danza nell’etere-: La ricerca di una luminosa pace, per alleviare questo nostro buio percorso terreno, in questi ispirati, bellissimi e metaforici versi del grande Santi.

Corrado Cioci –Waterloo primavera dei popoli-: Un excursus epico nella vita di Napoleone, dalla gloria alla polvere, con frequenti riecheggi di manzoniani versi ,oltre che con utilizzo di miti, per meglio descriverne esaltante storia.

Antonio Sangervaso –non svanisci-: Pare il suggestivo racconto di un ritrovarsi, dopo un  doloroso abbandono, narrato con ritmati versi dalle forti immagini.

Marino Giannuzzo –Cinzia-: Il forte disegno di una sensualissima donna, in questi versi, dall’appassionato sentire, del nostro Marino.

Maria Attanasio –Niente come il sole-: Niente, insomma, consola come può consolare il sole, pare dire la nostra Maria con questi suoi versi dal malinconico, rassegnato tono.

Francesco Soldini -103. Il sentiero-: La felicità non è raggiungere la meta, bensì il cammino verso quella. Questa filosofica affermazione  (comprese le avversità del percorso) mi pare contenuta nei metaforici versi di Francesco.

Jacqueline Miu –Gute nacht-: Sensuali, fiabesche immagini per narrare di un bisogno di volare liberi, anche senza possedere ali.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo, per quanto ci concede.

Piero Colonna Romano

 

5 Aprile

Mi commuove la bellissima poesia di Nino Silenzi
come del resto fa il sole quando sorge e quando tramonta
dà gioia e tristezza e tanta tenerezza , molto bella
Antonia Scaligine


Caro Lorenzo,
ecco un breve commento sulla poesia a tema Gioia e Tristezza:

"Gioia e tristezza", di Nino Silenzi - La parabola della vita raccontata con rapidi flashes nei suggestivi versi di Nino: prima il culmine della gioia rappresentato dal sole e dalla sua aureola, poi le nuvole nere che minacciano d'oscurare quel simbolo di luce e di calore. E nell'animo del poeta scende la tristezza per l'ineluttabilità dell'evento che si profila all'orizzonte, reso con il concitato ritmo dei versi che preannuncia l'imminente rovina.
Cari saluti a te e ai colleghi,
Santi

 

4 Aprile

colte e acute le tue osservazioni sui miei epigrammi. C. Chionne
 

4 aprile 2018

Maria Attanasio –Nasco-: Un rinascere giornaliero, nella e con la speranza, in questi sintetici versi della bravissima Maria.

Michael Santhers –Vino-: Tutte le possibili caratteristiche benefiche del “nettare degli dei” qui elencate negli acuti e bei versi del nostro amico Michael.

Maddalena Gatto –E’ stato già detto-:  Una rassegnata visione della vita e di un irrealizzabile amore, in questi bei versi, dall’amaro tono, della bravissima Maddalena.

Cristiano Berni –“La poesia come…-: Una bella serie di condivisibili definizioni della poesia, elencate…poeticamente.

Carlo Festa –I sogni-: “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni e la nostra piccola vita è circondata dal sogno” così Shakespeare nella sua “La tempesta”.

Il sogno, dunque, è quel vivere onirico che consente di affrontare realtà che spesso rifiutiamo o vorremmo cambiare. E’ la proiezione dei nostri desideri, consci o inconsci, in altra realtà che diviene palpabile quanto lo è la vita.  “Non posso vivere senza sognare”, afferma il nostro Carlo ed è la stessa medicina ufficiale  che lo afferma.

E, per concludere, rammento quel cinese famoso per aver raccontato: “Figlioli, questa notte ho sognato che ero una farfalla: ora io non so se ero allora un uomo che sognava d'essere farfalla, o se io sono ora una farfalla, che sogna di essere uomo. So che l'una o l'altra risposta sono parimenti logiche. Vi prego di meditare molto prima di scandalizzarvi.” Chuang Tzu.

Marino Giannuzzo –Mariannina-: Insomma è da affidare ai servizi sociali questo ulteriore personaggio disegnato da Marino.

Laura Toffoli –Preghiere nelle notti scure-: Suggestive immagini, dense di fede, ricreate dai bei versi descrittivi della nostra amica Laura.

Antonia Scaligine –L’aria soffia il nostro tempo-: Tempo e destino, dunque, quale unica entità che ci governa, in questi filosofici versi dell’ottima Antonia 

Carlo Chionne –Cattiverie postelettorali-: Raffinato epigrammista è il nostro grande Carlo che, con i suoi affilati versi, “illumina” lo squallido panorama politico, riservandogli sapide battute.

Francesco Soldini -102. Democrazia-: Parafrasando Churchill direi che la democrazia porta ad un sistema di governo altamente imperfetto, nonostante ciò resta il migliore che l’uomo abbia mai inventato. E viene da molto lontano. Francesco, sostanzialmente, ripete, con i suoi versi, lo stesso concetto, aggiungendoci un pizzico di speranza.

Jacqueline Miu –Male di veggenza-: Versi che paiono una delle profezie che le pizie di Delfi pronunciavano. Versi dalla forte suggestione di fantasiose immagini create dalla fertile mente della nostra Jac.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in  primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

3 Aprile

3 aprile 2018

Maria Attanasio –Il cuore sulla pelle-: Un cuore a vista e indifeso, alla mercé della cattiveria della gente, così narrato dalla sensibile Maria.

Andrea Dalla Libera –Com_mozioni-: Rassegnata, ironica visione della vita, vincente la legge di Murphy, in questa simpatica, spiritosa analisi proposta da Andrea.

Michael Santhers –Strade-: E riecco (bentornato!) il nostro fantasioso Michael con le sue surreali, divertenti descrizioni, in questo caso delle strade e delle loro  peggiori caratteristiche che ci perseguitano.  

Nino Muzzi traduce Daniel Falb-: Altro sconosciuto poeta (?) proposto e tradotto dall’instancabile Nino.

Bruno Castelletti –Doman-: Un desiderio di poesia, per potere descrivere la poesia della natura, la cui bellezza vorrebbe parole adatte ma non trovate. Resta un incanto inespresso per quella struggente bellezza. Questo racconta, col suo bel poetare, il nostro amico Bruno che ci regala questo inno d’amore alla sua terra, incantandoci, per l’atmosfera che con i suoi versi ha saputo creare.

Corrado Cioci –Il Pastorello-: La descrizione della bucolica giornata di un pastore,  narrata con frequenti richiami carducciani.

Maurizio Donsanti –Malinconie silenziose-: Prosa ad alto contenuto poetico, per narrare di una romantica scena d’amore al chiaro di luna.

Maddalena Gatto –Odori e colori di vento-: Una casa con gli umori di bimbi, piangenti o allegri, immersa in una natura autunnale, narrata con questi descrittivi versi di Maddalena.

Enrico Tartagni –Universi paralleli-: Paiono parole in libertà assemblate in qualche modo. Ma forse lo paiono solo a me, mentre invece si tratta di due universi che non si incontreranno mai, narrati con ermetico evocar d’immagini.

Marino Giannuzzo –Sasà-: Puntuale descrizione di un personaggio comune in molti paesi, con versi che mi fanno ricordare le storie di Giufà di Venerando Ganci.

Jacqueline Miu –Tu mi uccidi-: Pulsioni irrefrenabili alla vita ed alla morte, generate dal bisogno d’un amore che è sogno, in un appagamento estremo. Di una notevole bellezza è la chiusa della composizione da quel “Chi non parla ai fiori” fino al termine.

Tiziana Cocolo –Pasqua-: Un concentrato di bella poesia, per descrivere l’essenza della Pasqua, in questi bei versi della bravissima Tiziana.

Salvatore Cutrupi –Come i vestiti-: Il desiderio di sognare sempre, per appagare esigenze d’altra realtà, raccontato con grande ispirazione da questo bel racconto, denso di poesia, di Salvatore.

Laura Toffoli –Il cielo pezzato-: Belle e suggestive immagini, per narrare di un sentimento d’amore che “a piccoli morsi s’espande…”

Antonia Scaligine –Solitudine-: L’opprimente solitudine ed i suoi effetti, molto ben narrati dai forti e bei versi della nostra amica Antonia.

Carlo Chione –Rimerick-: Il recente, incredibile episodio, di invasione armata della polizia francese in territorio italiano, ispira Carlo per questi versi dello sdegnato tono.

Francesco Soldini -101. Dialogo-: Pare che aborigeni e cittadini, nella bella Australia, convivano pacificamente e civilmente, pur senza integrarsi. E da questa affermazione forse potremmo trarre una lezione di vita, da applicare anche dalle nostre parti.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

2 Aprile

31 marzo e 1 e 2 aprile 2018 

Marino Giannuzzo –Violaciocca-: Puntuale descrizione del bel fiore di marzo, nei versi di Marino.

Maria Attanasio –Una lunga lettera d’addio-: Il bisogno di solidarietà, concentrato in quel “Noi” che diviene lungo come un desiderio inappagato che si continua a voler di realizzare.

Claudio De Lutio –Colombella Pia-: Potente sintesi del bell’episodio biblico che narra di quella colomba che, alla fine del diluvio universale, porta a Noè un ramo d’ulivo (che pare fosse germogliato sulla tomba di Adamo) per indicare la fine della punizione e l’inizio della pace. Belli ed augurali i versi, dal bel rimare dantesco, di Claudio.

Romano –Lady Jane-: Un sereno ricordo di giovanili tempi, allietati ed addolciti dalla bellissima Lady Jane dei Rolling Stones. Particolarmente suggestivi i bei versi di  un bravissimo Romano.

Gilbert Paraschiva –Mi ha conquistato-: Una dichiarazione d’amore, resa con forti motivazioni dai convincenti versi di Gilbert.

Dario Sanseverino –Madre-: Amorevole omaggio alla madre, reso con versi, a metrica variabile, dal buon ritmo.

Acquavviva –E vane sc(i)enza-: Una preghiera nata da domande sull’infinito e su  ciò che quell’infinito forse genera. Preghiera densa di fede e, forse ancor più, speranza e bisogno di certezze, detta con gli intensi versi di uno strepitoso Acquaviva.

Renzo Montagnoli -Lacerazione-: Magistrale sintesi del bisogno di pace che alberga  nell’anima di un poeta quale Renzo, in questi bellissimi versi.

Francesco Soldini -100. Odori-: L’odore della carta stampata e della cultura, in questi significativi versi di Francesco.

Jacqueline Miu –Sole in tempesta-: L’appassionata Jac continua a chiedersi cosa mai sia quel fuoco che brucia dentro, facendo desiderare  gli antichi riti dell’amore, in questi versi dalla forte intensità emotiva.

Antonio Scalas –Come in un deserto-: Un intenso amare, descritto con maestria da questi bellissimi e significativi versi di Antonio.

G. G. Casarini suggerisce in lettura “La Risurrezione” di A. Manzoni-: Tratta da “Inni sacri” del Manzoni questa puntuale descrizione della resurrezione del Cristo, che il poeta trasse (probabilmente) più dal vangelo di Marco che dagli altri. Ottonari a rime alternate, organizzati in strofe eptastiche,  chiuse da un verso tronco. Grazie, Giuseppe, per questa (anche) didattica proposta, oltre che per l’attualità della composizione.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo, per tutto quel che ci concede.

Piero Colonna Romano

 

1 Aprile
 

29 marzo 2018

Poesie a tema: Amor sacro e amor profano

Roberto Soldà –L’equilibrio-: L’equilibrio, dunque, nella fisica come nei rapporti. E soltanto un poeta scienziato (o viceversa?) poteva inventare questa romantica similitudine tra bosone di Higs (cemento della natura) e amore (cemento delle unioni). Roberto non smetterà mai di stupirci per questa sua capacità di unire cultura scientifica con grande umanità. Complimenti, caro amico.

Poesie a tema libero

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Via Mancinelli – Milano-: Giuseppe, con questi bei versi, ricostruisce antiche atmosfere del dopo guerra, in una Milano desiderosa di ricostruzione ma in parte preda di loschi individui.  Il racconto scorre e affascina, secondo il bello stile del nostro prezioso amico.

Silvio Canapè –E restammo soli-: Poesia densa d’un atmosfera, creata da un senso di solitudine nato da un abbandono, molto bene resa dagli incisivi versi di Silvio.

Nino Muzzi traduce Marcel Beyer-: Sempre grati a Nino per queste sue traduzioni di poeti che, altrimenti, mai conosceremmo.

Arturo Guzzardi –Quieto vivere-: Impossibile quieto vivere, dunque, disturbato però da gradevole visione che rendono “rovente” e piacevolissimo il vivere, in questi bei versi di Arturo.

Carlo Festa –Ricevere Cristo-: Ottima domanda da indirizzare, per esempio, a quei mafiosi che uccidono, avendo in tasca qualche sacra immaginetta. Ma, assieme a loro, da indirizzare a tutti i corrotti che affollano il nostro bel paese.

Marino Giannuzzo –Nemica-: Altro personaggio, questa volta anonimo, che allunga la galleria di Marino che bene sa descrivere psicologia e stili di vita, con i suoi versi.

Maria Attanasio –Al centro del silenzio-: Le migliori parole sono quelle non dette, pare dirci la nostra Maria con questi sintetici, incisivi versi.

Giuseppe Stracuzzi –Certe parole-: Il fascino delle parole in questi versi, belli e pensosi, di Giuseppe, in questa poesia dalla bellissima chiusa.

Jacqueline Miu –spaceship-: “sono sempre in frantumi per un pugno di sogni e ideali/vado a pezzi quando l’amore cerca nella ragione/un compromesso” versi che sono la parte centrale di un viaggio nell’anima e nel corpo brucianti di Jac, a bordo di una fantascientifica astronave. Una struggente confessione del bisogno d’amore e di solidarietà in chi non riesce a comprendere come si possa (e se mai si debba) conciliare cuore e ragione. Ma la nostra amica è mai banale, e nei suoi versi si nasconde sempre qualcosa di esoterico, come suggerisce quel 11:11 che è numero pieno di significati in numerologia. Uno di questi dice che è il numero che collega terra e cielo, illuminandoci e rendendo possibile quell’ascensione al cielo che solo l’amore può consentire. “visionaria e pioniera in un mondo di fragili uomini/che non mi sanno spiegare 11:11 cosa significhi”. Appunto.

Carlo Chionne -Lega-: Una lezione d’etica, indirizzata ai presunti vincitori delle elezioni che rifiutano, molto opportunamente, l’ex cavaliere ma consentono che la più spregiudicata suo supporter divenga la seconda carica dello Stato, grazie anche ai loro voti.

Francesco Soldini -98. Maretta-: Leggo almeno due (forse anche tre) ossimori negli ermetici versi di Francesco: “impetuosa maretta” e “navigando a vista/…/con il vento che porta/al destino donato”. E sbando.

G. G. Casarini suggerisce in lettura “Canto d’aprile” di Ada Negri-: Il bisogno d’amore, che l’aprile con i suoi colori e profumi incarna, e la triste realtà del non averlo, in questi intensi versi della superlativa Ada.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 



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