Poesie di Enrico Tartagni


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Cammino di notte
di notte camminare mi fa bene
rilassa il cuore depura le vene
del resto son tutti pensieri dell'oscuro
sorretti dai passi d'un vero duro
ma la notte non lascia spazio alla mia vista
allarga le visioni restringe la pista
a me piace andare dentro nella notte
se incontro la vita ne evito le botte
solitario nei passi
coi piedi nudi vado sui sassi
respiro aria nuova che già sa del domani
se ho freddo nel buio sfrego le mani
camminare nel buio e come rivedere i tuoi occhi
i ricordi nella mente son come i rintocchi
mi toccan via traverse
mi perderò come fece Serse
guardo in alto i fari dei notturni strali
rilasso il cuore dimentico del corpo i mali
di notte cammino nelle strade
risano il cuore con nostalgie sempre più rade...


Il Silenzio di Nini Rosso
uno squillo nel deserto
deserto qui deserto la
Dio organizzò la sua alba
documentò il tramonto
percorse un viaggio
navigò finche trovò le stelle
dei pianeti s'incurvò a guardarne l'orbite
agli uomini predisse loro donne
e consegne a domicilio
Dio a suo nome ritirò la paga
dimenticò il perchè
lasciò lo spazio e predisse apocalisse
intraprese un altro viaggio del non ritorno
organizzò il nuovo giorno
lasciò le tracce agli inquilini un po' dovunque
scale porte e ricadute negli inferni
trasportò colonie ed astronavi nell'altro-mondo
dimenticando Marte Luna e Venere
mentre di Mercurio bruciava le atmosfere
tentò, Dio, di spegnere il sole e l'altre stelle
ma non erano abajour
bruciò tutto il suo tempo con l'ossigeno
a descriver panorami sulla Terra
ad asciugarne mari oceani e pianti
riversò del latte afrodisiaco all'Olimpo
olio d'oliva sulla Puglia
s'inventò gli dei non si sa mai
dimenticando ancora d'aver già fatto tante scelte
ma c'era cera di candele che bruciava e c'era altro ancor da dire
sui viaggi da Pàrìs fino a Pechino
da Torino per arrivare fino a Berlino
Tokio Sciangai Istanbul e Franpùl...
Dio vagheggiò un mondo che non avesse umanità
ma poi sbagliò l'impegno lasciando senza fiato chi già sciava al Terminillo...
si sentì una tromba
era Dio che suonava il Silenzio a Nini Rosso
e a Dante la discesa nell'Inferno
tagliò per primo l'arrivo del suo viaggio
s'addormentò quando il mondo restò senza parole...
nel deserto qua nel deserto là...
nel deserto si sentì uno squillo...

https://www.youtube.com/watch?v=NOk0qhSTCt8


L'appartamento di Dante
Ora puoi anche chiudere la porta
lasciar fuori appartamento parole d'ogni sorta
ridimensiona la stanza all'argomento
oppure urla più forte forse non ti sento
la luce in questo cerchio è scura detergi il vetro alla finestra
e adesso aspetta non imbandire la solita minestra
accarezziamoci i seni le mani i piedi
lenti andirivieni e le bolge del dolore più non vedi
stendiamo nell'aria in paradiso i gesti della storia
che all'ansia del cortile ci è dato d'asciugarli senza gloria.
Di Dante ne abbiam girati tutti i gironi
se non vogliamo cadere nell'inferno stiamo fermi e proni
non guardiamo fuori ...
non ascoltiamo i cori ...
e adesso devo andare, alla svelta preparami il caffè
non chiudere la porta che domani per pulir l'appartamento torno da te.


Ciao amore ciao
nel serafico ciao
dimora un'endocrina sintesi dei tempi
incontro in effimera estasi
isterico rammarico d'amore che senti
che passa di lì e se ne va
altrove v'è un mare di memorie
ciao
è un caso un destino
e il poeta dipinge parole che schizzano il cielo
ed ai pensieri
da il colore del vano del vuoto a perdere
quando nelle sere che aspettano il mattino
si pronunciano addii bagnati di vino
ciao amore ciao
finisce già qui
insano
nel cuor nella nebbia confuso
il dubbio di un ciao


canne al fuoco
lividi pensieri
nel campo ardono
e le stoppie sono granito
memorie lunghe come parole
i discorsi piccoli come il perdono
li perdo su scale d'androni angoli tra slarghi di vedute
e moribondi corpi che non hanno ancora conosciuto baci
la città brucia
e si rifà il trucco
ed ara un campo per la vita
adusto di canne foglie secche e fuoco
in fiamme la mente
e tutti i suoi lamenti


Specchio specchio delle mie brame
Nello specchio vedo un volto
distorto
descrive segmenti di vita
soluzioni esponenziali d'età
dentro lì qualcosa non va
vi son rughe
e dietro quelle sogni che erano speranze
il respiro appanna
il vetro allo sguardo
dietro
un passato che confonde il futuro
e va via in una cornice confine del tempo
in fondo al suo spazio
occhi che descrivono circonferenze
salite all'alto dei cieli...
v'è l'universo e le sue scale sedimenti d'una vita...
Distinguo prassi dai... da paradigmi
didascalie di specchi
specchiogrammi di questo volto
in rivolta
deposito di silenzi da stasi di libertà...
progettato al divenire non funziona
si sposta fuori zona
si spengono gli echi
le rose non hanno più l'eco
si spengono le luci
s'accendono i fanali
e lo specchio se ne va...


Uscita di casa
Esco e trovo chi mi saluta
le sorrido ma lei non lo sa
è una signora, una signorina
ha un bel corpo flessuoso
non antico, moderno
ha i Jeans che sono lì aderenti
sa il fatto suo
penso
come me che sono sicuro del mio passo
il suo è elegante
non sbanda
il mio si
la bellezza comanda i movimenti
penso che andrà di certo a casa
avrà il compagno
o forse addirittura il marito
avrà figli e figlie
anche tanti perchè è bella
sinuosa
dolce ed educata
e lì quando è così non si controllano più
i movimenti...
ah bè, tanti pensieri e tante cose
mi grattugiano il pensiero
e la Signora risplendente mi da sotto mascherina
mi sorride
e mi dice di nascosto:
"che carino il suo cagnolino come si chiama?"
Mi risveglio al mondo fatto di fantastica realtà,
la sua dolce gentilezza è per il mio Artù!
ne son felice ed anche sorpreso
per fortuna ho la mascherina...
"Si chiama Artù!"
"Oh che bel nome fatto di regale bellezza. Buona giornata!"
E s'incammina per di là.
Quanto è bella la giornata!


Morte a Paris
e allora cosa mi avevi detto?
che di morir con me tu volevi
son qua che aspetto ancora
sul marciapiede sbecchettato de Parìs
e sei di là della nostra route de l'amour...
Pourquoi penses-tu ça?
se mi stai osservando il sangue scorrere che va
dal rosso al nero de les Egouts de Paris ...
sorridi e non ti avvii a raggiungere l'amour?
Pour quelle raison.
nous sommes dans cette prison?

 

Inno a Dante
Della pioggia che cade non conto le gocce sono tante
numerose come le anime di Dante
che percorrono l'Inferno dolenti e affrante.
Come i baci
lievi alla bocca sfuggiti e d'amor fugaci
che di quell'ore le sensazioni taci.
Ecco come e quanto di beltà m'appari
si che tanto di piacer i ricordi mi son cari
oggi nei miei pesanti dì sempre più rari.
Bene il dileggiar ciò che fu mi crea pene
guardare avanti più non posso se non per il mio bene
tanto che in Paradiso mangerò pane senza vino
finchè del sangue mi si èmpino le vene
e poi in fine sospiràr uno e trino.


La sua ombra
di Regina
ricatto affascinante
o sogno
donna dentro un quadro
finta clandestina
cornice
nelle mie notti in cima
gloria e orgoglio
vanto e nome
su una lettera bruciata
fantasma
tra cielo e terra
limbo infranto
ferito
da pietra di luna
acuminato amore
di una poesia indiana.


Gesù
Camminavi piano su acque e terre
del Mondo e di altri mondi
galleggiavi sui livelli e nell'aria ti espandevi
portavi frasche rami e ulivi come se fosse pace
e avevi donne e amori al seguito ed ai piedi
dicevi loro aspettatemi al di fuori di questo Tempo
respirate intanto la Polvere dell'Eterno
mangiate masticate le infinite parole della Resurrezione
scritte dal padre mio signore
...io intanto alla fine ne conto le rimaste ore...
camminavi insieme loro fino alle fondamenta dei Templi
e accoglievi bimbi passerotti e prostitute
amavi il vino e amavi il giorno come fosse la notte...
...tempi di mostri
fiumi di dolore
intorno a Lui...
con la mano amabile d'amore sanavi senza religione
usavi carezze e sferze come pugni
liberavi i posti a Dio
disperdevi bugie e gli umani spropositi
li sostituivi col divino
...sofismi ignava ratio effetto di cause antiche...
elaboravi luci scrivevi nuovi elenchi li dettavi
della Libertà ne dispiegavi i danni.
Oggi cammini veloce
clicchi su già sconfitte tastiere
cerchi contatti superiori un post una sosta dove luce non c'è
d'adombri su infide verità mai esistite
davanti al Mistero cade la scienza con le sue parole
muore la materia s'annienta la forza del Pensiero
ne è irrisa paura e religione
Cammini su strade d'asfalto e fai rotte d'astronauta
Roma e Teheran
atterri verso New Yorch Marte Giove e non vi son sentieri
sbandando sui titoli e i sensi unici
cerchi amici adepti e apostoli del nuovo Bene contro il Male vecchio
...non lo sai ma aprendo il Libro hai letto pagine nuove
illuminazioni d'inediti idoli con tuoni lampi e raggi di stampa sul Sinài...
Cammini con me
su eterne incontrastabili sempre quelle divine illuminazioni
su altre terre e mari secchi di dolore...
 

solitudine
amica di ogni tempo
ti aspetto senza fretta
nella calma dell'aria
nella sparpagliata luce
ad addormentarmi tra le mie parole
quasi un lessico famigliare
in una caverna dalle nere proporzioni
ad instillar graffiti in bianco nero
linee superflue all'anima
ed evoluzione del pensiero
alle rocce dalle umane ormai paure pietrificate
... sono muri di fornace ma essi sanno che non lo so...
e accendo fuochi per annerire pareti d'altre ere
scrivo, anche, amica mia vedi....ad evocar un irriconoscibile futuro
che mi sfugge soave d'indifferenza
irridente all'antro quasi questo fosse un ade
appropriato a spiriti irredenti
amica mia lascia che svolazzino le foglie d'ogni stagione
di betulle o querce anche abeti e pini
essi hanno aghi per perforar la pelle agli animali
lascia che i boccioli e le spighe dei fiori della selva
s'aprono alla loro sobria solitudine
tu amica mia sensibile ai rigori delle stagioni
al mutar dei colori
al sorseggiar delle piante alle rugiade instillate ai campi e alle foreste
mi stai accanto nel levitar dei giorni
ogni giorno
non sono mai solo
se non abbandonato alla solitudine della terrestre contrada
e ti parlo
amica mia
in voce di dio
quasi come in un breviario familiare.


Naufragio in alto mare
Due anime d'intimo allacciate
naufragammo su un litorale d'alto mare
guardammo le sponde che riparavano il cielo
ogni nostra frase mancava d'una parola
ogni momento moderno sospeso a quella parola
parlammo in distesa di come il giorno non sia mai uguale alla notte
sondammo la profondità dell'anima indifesa
paure compresse tra carne e sangue
capimmo di come il tempo non dia spazio per comprendere
così lasciati liberi di morire in alto mare
abbracciammo la terra il mare e le altre sponde


Un filo d'erba
Dai marmi di Carrara nasce l'arte
tra crepe intagli e surreali sbagli.
La montagna non sa d'esser arte rara
il vento non la sposta.
Dio e il Sole con la Luna
di morire voglia non ne han nessuna
ma la mente di follie intasa il mondo senza sosta
sconquassa invade la vita che ci è cara.
Così oasi di salvezza lento e nascosto nell'incastro
nasce innocente su d'una breccia un filo d'erba
desiderio d'una vita a parte
sotto la luce di un nuovo astro.


Empireo
Qualcosa ancora c'è da dirsi nell'Empireo delle stelle.
Occhi lucidi di pianto che l'acqua del mare asciuga.
Andiamo rotta a sinistra che a destra c'è la profondità del Tempo.
Intersechiamo gli Spazi troveremo Dio ma non da dove viene.
Annotiamo i pensieri affinché non si spengano le stelle.
Sfidiamo ciò che crediamo invincibile per vedere poi le pareti del Tempo.
Non v'è appartenenza solo il desiderio di proteggere le forme.
Voliamo in cielo per ricadere in terra a vedere il Volto dell'Inizio.
Assicuriamo gli spazi intorno a noi per non ritrovarli mai più nella nostra anima.
Il vento ruba le scie agli aeroplani che dritti volano credendo di andare incontro a Dio.
Occhi asciutti dal pianto ciechi e sanati dai ricordi con la mano nella mano cerchiamo una via tra le Stelle.


Lo sguardo del gatto
Del ricordo
nulla resta nella mano
se non quello che brucia la terra
dono profondo sotto la coltre dei sogni
e scrivo veloce
il pensiero sbatte la porta
se ne va
per calli dirupi e torrenti scoscesi
come senza vista
sotto distaccati sguardi di gatto
... ora dormo
è già tardi
il lenzuolo si tende già bianco di notte
ora dormo
è sera
i sogni...
alle luci dell'alba.
Nella mente nulla mi resta
se non quello che brucia il ricordo.


Planetario
Guardo la notte e infinite stelle filanti ha il cielo!
Contarle devo!
Imprigionarne una nel cuore anelo.
Ma il cuore non sa contare e non lo sapevo.
Solo quando il manto si copre di nuvole nere
l'amore di quante stelle stanno in cielo lo può sapere.
Così poiché gli occhi non vedono
e le tue mani le mie mani non prendono
conto io le buie stelle che forano il velo.
Voli senza senza scia che al mio cuore sciolgono il gelo.


Cavalier Fanfulla
In questa immensità il cuore mi s'annulla
come lodi al cavalier Fanfulla
la paura nelle fibre mi s'arrulla
povera anima grulla
tornare vorresti nella culla
lasciare per sempre questa radura brulla
ma l'ago del destino infame frulla
come l'amore d'una vergine fanciulla
che coi primi desideri si trastulla
e tutto della vita rende un nonnulla
perciò conto le foglie d'autunno alla betulla
e le stelle alpine alla gronda lulla
mentre nel petto il còr mi si maciulla


Sparirò tra le stelle.
Denso sofisma
pesa sul cervello
sprofonda il corpo instabile
in freudiane sabbie mobili
donde non risalirò mai più a respirare!
Metafisiche concezioni,
astruserie della paura del viver d'esse
dell'essere o del non essere.
del fare o del non...
Che potrà importare? A chi?
La Natura Madre, o che sia matrigna,
non teme la fretta sul lavoro
ed ogni sbaglio casuale
nella catena di montaggio
senza rancore alcuno e neanche scrupolo
cancellerà. Che sto a sofisticare?
Sono un pizzico di polvere
non di sale
sarà di stelle
ma sparirò tra esse!


La bolla.
Ognuno è una bolla
separata volante leggera
imperscrutabile
bolle segregate
una accanto all'altra
ad ammantarne la Terra...
incomunicabili monadi d'iride fragili di solitudine...
qualcuna s'infrange, muore nel nulla dell'aria.
Una si sfalda, apre un varco in se stessa.
La bolla tenta l'altra bolla...
chiusa...che resta ben chiusa
non vuol mostrare il suo dentro...
poi il vento, sottile, spesso malizioso, talvolta maligno
trasporta le effimere alla morte leggiadra
in un rapido microscopico pif esplosivo...
La bolla gentile sorridente
vita pulita di desiderio d'amore
in alto s'invola sopra l'azzurro a confondersi
con le lontane Stelle.


La mia casa.
Entro nel fiume che
entra nel bosco,
nuoto fino alla caverna,
preistorica,
e,
da un catino di roccia paleolitica
tiro su la chiave
della mia casa

 

Creatura volante.
davvero non pensavo al male
al paradiso un pensiero
invece morbide penne confuse dalla morte
come un volo contuso di scarti in cielo senza direzioni
rotta di traverso
scolpita nelle nubi
che non hanno ormai più i colori dei giorni
sostenuto dai venti sconosciuti alle ali
non ai ricordi
e la tristezza malinconica disegna sogni e disperazioni
quali anime volanti hai lasciato nel nido?
Per sempre
non ritorni.
e come i sogni son peggio gli incubi
come son le certezze è male la sorte
il dolore mordi e beccheggi nel volo
ora la pena m'adorna la compassione e dura
anima volante a terra
seppellisco le tue penne
ed il tuo cuore d'immensa creatura.


Va su da lei Pensiero...
il pensiero toglie il respiro
quando la mente annega nella profondità del mare
siamo qui a respirare ormai aria che non c'è
siamo naufraghi in una terra isola che non c'è
amiamo desideriamo speriamo un giorno qualsiasi di bontà
gentilezza al risparmio delle paure
amori mai vissuti come se fossero stati perduti
immagini che hanno di etereo l'amore e la fantasia
così sia mi dice il cuore
non andare lontano da dove sei nato
resta e respira
resta nella tua casa
che sia un deserto una chiesa una stia
non adoperare il futuro come se ti fosse dato
domani il mare potrebbe essere cielo
domani la vita può essere un velo
trasparente di malinconia
non dire mai più
e così sia.


E chi lo sa...
sono in giro nelle notti
su duna e su una strada con cartello
a cercare
e poi scorger di lontano l'ostello seminario
dove inscriver su foglio exbianco
con penna a inchiostroblanc
la melodia che non sia una vena solitaria
voglio cantare con il suono malinconico delle sviste
a circostanze in condoglianze
e consegnare la mia musica a note d'aria jazz
piccola e fragile
al cartello della notte triste...
e chi lo sa che roba sia


--- ricordo ...
scrivo oggi per non dimenticar domani
ricordo oggi per oltrepassar lo ieri
sono giorni fieri
sono gli ultimi bruciati tra le mani
pensiero
non ha forma
turbolento senza linee di confine
su quella barriera a segno d'orizzonte
ferite e sangue nell'anima imprime
non c'è spazio per un pianto senza fonte
per una morte attenta che redime
scrivo oggi per scavalcar la fine
saràn foreste boschi e mari
botte e baci sempre amari
ma io sto qui per ricordar domani...
 

il mattino
il mattino ha un cielo azzurro da colorare
bianche nuvole e chiare
e l'aria fresca disegna brividi alla pelle
sogni già antichi da riparare
e una speranza vaga
sulla sfera
e poi rientra negli androni dell'anima distesa
tu sei già dietro di me
leggera fredda atavica mi porti il caffè
non ho più tempo per cambiarmi il mio destino
il gelo ghiaccia ogni domani
il sole sfida il freddo della notte impresso ai muri
sorge e cala nello stesso tempo
basta girare la sfera sottosopra
aprire chiudere la finestra
resti desta
sei su di me
ed è solo il mattino di domani
 

 

Che serataccia!
Ah ah ah ah!
quanto se la ride la Morte della nostra (mia) relatività!
Serataccia…
spocchiosa scivolosa come un romagnolo che saraccia
e così io me la passo e ti guardo e mi domando cosa faccio
vorrei parlarti dirti guardami son qui toglimi d’impaccio
ma noi (io) non siamo di questi mondi vittime
no, macchè! siamo immagini che la memoria imprime
di passaggistragi violenzebaci carezzepugni in faccia che c’impressiona
con i suoi vetri d’arte che s’infrangono quando la campana suona.


tre rose
amore
nel vaso deponi tre rose
son rosa le accarezzo e sono la tua pelle
morbide ansiose
di aver carezze da veder la luce delle stelle
amore hai strappato tre fiori alla terra
al loro gambo che trasporta linfa e profumo
li hai messi tra i colori e le pareti nella tua serra
di acqua limpida hai sostituito il grumo
guarda amore come mi beo del cristallo
come amo sostare in estasi a considerare colori con gli odori
quasi in stasi tra coerenza e conseguenza
amore mio davvero le tre rose sono un contratto in fallo?
sai non ne potrei più far contemplazione
sarei perduto per giorni in eterna esistenza...
cambio l'acqua amore con devozione


La pazienza del falegname. (A mio padre)
Un taglio di scalpello sul dorso della mano
fa più male di una caduta dagli altari senza mira
incastrare scheletri di sedie complica la vita
più che rimare anima e corpo nella fisica del mondo
- forma intuizione ed intelletto sotto i sensi
e poi separazione
e poi unirmi alla catarsi
assuefatto a stare solo
sono solo affermazioni sulle cose -
inutile star qui a dipanar discorsi
a schiodar chiodi già piantati nella carne
perché il falegname non costruisce il legno
lo mette insieme con pazienza.
 

Vetuste dimenticanze
Bella in eterno
sei bella sei eterna
quando silente di nascosto entri nel mio letto
si solleva un soffio di lenzuola come fosse vento
e il profumo sa di pelle di donna d'Oriente
adagio adagi le tue mani sul mio ventre
non ho tempo per il respiro
o per i sogni
e i desideri entrano all'istante in ritirata
sensazioni d'amore si confondono nel tempo
intelligenze estreme al limite del tatto
non si resiste al senso necessario
e allora dimmi bella nell'eterno
cosa c'è da lavare stanotte
prima che risorga la Luna a spegnere le stelle?


Un normale addio non basta. (Facebook)
Devo avere qui gli amici.
Le amiche.
Perchè per parlare non c'è più tempo.
Le parole tolgono senso ai sentimenti.
Talvolta le parole sono pericolose.
Come gli sguardi che forse lo sono ancor di più.
L'amicizia è per sempre.
Domande non ne richiede e non vuole risposte.
L'Amicizia è profonda, non crolla, trema ma resiste.
Come l'addio.
Devo avere qui gli amici.
E le amiche.
 

Artù e la farfalla
Artù conclude il suo pensiero.
Intento disegna d'aria il volo alla nivea farfalla.
Filosofia di nuvole la più leggera.
Abbiamo occhi per cogliere lo sfondo nero.
Sensi per vedere di la da quello.
Abbiamo respiri che gli sguardi tengono a galla.
Poi dal chiuso si aprono le stelle
per segnare un'altra sera.
enrico tartagni (e Artù)
 

Le verità nascoste di chiesa e governi
Dai governi alla chiesa
dagli u.f.o ai misteri
della psiche umana nel dolore distesa
tra scienza e religione
tra filosofia e realtà
coscienze prone
affrontiamo tutto ciò che ci viene dall'aldilà
che non ci è dato sapere
i vili si nascondono nelle anime nere
nel profondo del male
a ravenna di verità orribili e nefande
ce n'è da riempirci un centro commerciale...


Isola
Sono un'isola mangiata
da eccentriche maree
per questo che non funziona la certezza
o mio Signore
non va
l'Opera Suprema per la tua Divinità
in essa hai trascurato la Bellezza


REM
Una barriera
che del tempo non conosce il limite
modifica l'istante
quando appoggio la nuca al niveo cuscino della sera
e stanco non dormo.
Quanto male-dolore d'intermittenze oscure
m'infliggono nel buio i pensieri miei.
Nel rem confido
all'aura dell'amore
che trascende d'incerta luce la mente
il sogno.
Le sante misure degli ingressi e dei momenti
notte e giorno
s'aprono allo sfarfallio dell'eterno andirivieni.
La barriera mi s'apre
dall'altra parte è chiusa...


Simil poesia - Stella cadente
Anche in quella notte di una estate dimenticata
vide una stella cadere.
Non la catalogò.
Nell'attimo fuggente gli parve già vista
e segnata tra le righe della memoria
ma mentre ancora quella scia luminosa
vibrava dissolvente nell'aria profonda e oscura
ebbe come una sgradevole sensazione.
Volle rientrare subito in casa
lasciando le altre stelle alle loro cadute
e lo vide già steso sul pavimento.
In posizione.
Il cadavere aveva smesso di respirare.
- Lo sapevo - disse - dovevo catalogarla -
 

come l'acqua dentro il mare
voglio essere poesia nel mare
flutto delle onde
nebbia d'orizzonte
calma piatta dei venti d'oltreoceano
un pesce impresso nelle rocce dolomitiche
scheletro e spine
un cuore senza pompa disabilitato al respiro
con la poesia nella mente fatta di pensiero
sulla sera sfumata dai tramonti e nei suoi giorni
che muoiono nell'albe flesse
appoggiare all'acqua ed al suo sale
solo ciò che dell'immateriale vale


L'alba del nuovo giorno
Ripercorro ancora territori smemorati inondati d'ere in ammassi
epoche confuse dal sangue delle menti
perdute nell'oblio della coscienza
fuggitivo straniero annegato ora e mai in mari d'astri cunei e caravelle
calpesto ancora levigati da tempi sconosciuti gli appuntiti sassi
ascolto il frusciare di medievali storie mai avvenute spazzate dai venti
impalato resto qui sui tanti sentieri derbè ammazzati dai cementi
e rivedo ancora con gli occhi del ricordo il nuovo giorno tra le stelle.Senza data


Senza data

penso attentamente ai cieli disastrati
dai passaggi a bassa quota dell'iniqua mente
a ciò che mi riporta ad essere dell'umanità una scheggia
quello che è un transito che non lascia tracce sui pavimenti della reggia
e se ricopro di colori spenti dalla vita tutti gli strati
riduco al niente ogni era accumulata sulla Stella e dal Pianeta.
Ricostruito in seno
sono dunque qui che penso in volo su ali di seta
ad un futuro che il ritorno al nulla non cancella.
Sarò solo una data in meno
fatta di polvere dal tempo consumata.


Pioggia in pineta.
La pioggia in pineta
spande odori intensi
di resine di legni inumiditi.
Adagio continuo come overture
spiovigginante lento insistente
sul romito sentiero
stretto stretto
sfondo alla boscaglia.
Corro podista bagnato d'acqua e di sudore
leggero il respiro
acquisto aria e profumi di rose selvatiche
rovi di more e rosse bacche.
Natura intorno s'incanta
m'accompagna d'una melodia silvana
trasfusa nell'umido pulviscolo.
Chiome aghiforme di rudi pini
sfumate in nebulose d'aria
mi sono riparo all'intensa corsa.
No davvero!
La Selva Oscura oggi così non pare
e se Dante corresse qui con me
di Paradiso canterebbe non d'Inferno!

Passaggio
E quante volte mi son sognato quel fosso lì
di là
una terra sconosciuta
l'avventura
ma anche la paura
dualità che m'inchiuse
dentro quell'universo di bambino
dove ora sono messo
compresso dal salto immenso
e sto per chiudere l'avventura
e la terra...
e la terra m'è ancora sconosciuta indarna
ed anche la paura


Stelle spente
Ricordi la tua trasparenza
stella accesa con un clik
d'interruttore
in un mondo perduto
in un mondo perverso
stella sperduta
lucida di diafana immensità?
Spento il raggio
dissolta la speranza
sono senz'anima
e davanti ho il mondo.
La via e la vita
avevan la tua luce
ormai morta
spenta
che agli occhi più non arriva
dal senza tempo
a riaccendere l'interruttore alle stelle.


Musica del mare
Lasciare sulla sabbia le impronte delle bacchette del batterista
come i battiti del cuore lasciano i segni dell'emozione ad ascoltar la musica del mare.
Una notte sulla riva della spiaggia
ad ascoltare parole e musica dal mare
con lassù in alto il lume della luna.
Il volume della sabbia
ha lo spazio d'un suo granello
il nostro amore d'un granellino
che riempie il mare
e lo fa uscire dalle sue sponde.
Se c'è una musica del mare
è quella ritmataci dai battiti nel cuore.
Amiamo perdere la notte
perderla sulla riva di un mare lunare
con negli occhi lo splendore del granello di sabbia
stretto nelle mani
misura al nostro amore.


Mille profumi.
Da un po'
mi scappa tutto dalle mani
da un po'
nelle mie notti spaventate
mi scivola il profumo displuvio sulla pelle.
Dev'esser colpa della mente
distillato di quello che c'ho dentro oppure...
dall'esser quello che non sono...
...cervello decerebrato in terra
su altre orbite io non lo so
che sia uguale al mio
non credo esista presso dio.
Come su un' isola felice
così come sulle dune
mi sfugge il tempo
...oppure fugge...
e mentre non vivo che dei suoi mille profumi
e qui tra le tante notturne scappatoie nelle lune
guardo a terra le mie cose sulle rotte
e mi incanto a rimirar le cupe solitudini
che furtive mi scappano felici quintessenze.
Nelle mani custodi non mi restano che
i miei mille dissipati profumi.


Come...
Come schiara il giorno l'aria del mattino.
Come rincuora al bimbo il pianto la sua mamma.
Come scalda il sole il freddo lasciato dalla notte.
Come impunta leggero sull'umido sentiero il passeggero.
Come un giglio appeso al muro s'apre la sera alla bianca luna.
Come io sia qui ad aspettare un refolo che sia brezza di sale e mare.
Come la speranza che si volta e torna indietro e mi sorride.
Come...
Come della vita mai voluta farne un sogno non lo so.


Un trillo poetico al computer
Va bene, va bene così
Trillo
pensiero che esci dal cuore
passi nella mente
sbatti alla tastiera
irreparabili contaminazioni
amplessi da pìcì
dall'altro mondo senza verve
tutta la notte sin nella più profonda sera
comunicazioni rubi
bolle galleggianti di non senso
involi nella stanza a scherzar nell'aria vuota
è vero, Trillo mio, penso
la poesia proprio non sèrva
manco a tappare buchi
dentro ai tubi.
 

Pensavo d'esser solo (Tuono)
Sentivo il tuono
forse un temporale
nubi ci sono
sono nere
cumuli di idee e di pensieri
sogni in forma di plasma d'aria
penso d'esser solo a guardare un mondo che non c'è
sentivo il rombo l'infranto fulmine
colpisce ancora alla radice della terra
pensavo di non avere amori da portare in giro
sulla terra
a vantar angosce della storia e della vita
sono solo trascino parole circoncise dal dolore
tagliate a metà
lasciate là dove il genio divino le abbandonò
senza d'esse sono solo
vanterò spessori d'ingegno e inibizioni
sono solo
sento il tuono
scoppia il temporale
ha profumi di tigli sulle lune
ora il dolore più non vale
levigo l'ansie ferite alla pioggia della vita


A'hò
tornerò ad esser pellerossa
avrò diadema d'aquila reale
volerò nella notte
con occhi di falco sorvolerò felci e sequoie
percorrerò praterie
cavalcando invincibile e nero mustang
d'Alce Nero
ascolterò le voci dei torrenti
e il sibilar nel vento dei monti rocciosi
avrò un teepee d'adorni fiori
avrò non solo una capanna e un fuoco
e la mia Squaw
ma anche un cielo fatto con le stelle
e con pianeti sulla Luna d'argento
e avrò un giorno mio e ogni giorno
la pioggia sui vasti prati verdi
non conoscerò fame dolore e morte ...
… ascolto la voce della Terra
e quella degli animali
che sanno d'averla ...
puma invisibile di montagna
salto rapido silente e piano
sul rosso carro di Manitù
totem di campi e di respiri
del popolo indiano


Il Fiore del Male
Il fiore sa dove nasce
è una terra disperata
rarefatta emozione
del plasma divino
una parola dritta alla mente
un dardo al cuore
un pensiero sempre sa
dove muore
sotto il peso dolente
de la fleur du mal


Virus in analisi
di la dal fiume su un'altra riva
accumulo pesi sulle spalle
assemblaggi di retaggi
Froid s'inventa colpe al sesso
alle paure dei bambini cresciuti tra le fronde
meticolose anamnesi metempsichiche da successo
animali da robot mistica illuminazione
che il mio pensar confonde
meraviglia dello scorrere del vento senza condizione
ossigeno alla vita fondamento del principio
voglio ritornare donde son comparso dalla valle
ammantarmi d'onor fedele all'elmo di Scipio
non mi carico di colpe che mi strappa la pelle viva
il mio è solo un sogno
riparto da Codogno


Anima mia sul far della sera
sussurro sempre all'anima mia
stai zitta tranquilla
non guardare se c'è polvere nell'aria
non sai distinguere i colori dei tramonti
non sai bagnare le tue spire col sale d'acqua di mare
socchiudi gli occhi meglio chiudili per trascurare il male
anima mia hai percorso itinerari che non hanno inizio
per sorprenderti d'essere dentro di me
ma io non avevo ne anima ne spirito
scioglievo solo sogni destinati ai miei ricordi
all'aria dei pensieri nati reconditi da chiuse caverne antiche
domina la paura anima mia
lascia girare stelle orbite e pianeti
lancette d'orologi
guarda l'atmosfera dei tramonti
impara l'incandescenza dei colori
che per la notte il cielo accumula
anima mia
viaggiamo insieme silenziosi tra tetti con le antenne
abbiamo cieli limpidi senza macchie
ne paure
è una nuvola passeggera il mistero del respiro
raccogliamo questo ultimo tempo anima mia
stai tranquilla
troveremo zone e spazi
senza polvere nell'aria


Dallo psichiatra.
Rivoli disagi
psiche ammassata
ineffabile estetica idea inibita
al sorgere infinito indistinguibile
per grazia destinata a umana creatura ammazzata
di memorie scassate su metafisici dolori
io ho la prova ho il mio sogno diurno
che dio è il soviet il dittatore dolore
del potere all'umanità, ed io
piango senza rigore
sul mio postulato
transfert divino.
Il Diavolo.

Il Carrista bambino
Un bambino che guidava il carro-armato
schioccando frusta all'asino volante
piange e gioca con il suo cannone
seduto in libreria di guerra un suono per archi betòvèn
griffe schiocca frecce robin hood
infilando testi baschi e copertine con i baci
incisi su tronchi serwhood presi a frecciate
mi riapro...mi riparo dietro lo spessore di una pagina corazza
o di un fiore
per la sottigliezza di un cuore militare
ci son più cose sotto la scarpa del soldato
che in alto sopra le stelle
perchè alla guida il tremolino delle mie gambe
è l'istante sospensivo del respiro della morte
ti pieghi flessuoso pilota semovente
a strappare dalla terra cannonate
a margherite gotièr per me.


Polvere di virus in grigio
Sono morto
ecco
in questo attimo distante
senz'anima
perduto a guardar l'inferno
inabile non muovo le mani
a piedi non ho movimenti
occhi di pece
simulacri
e la mente spazza in cielo
polvere di virus in grigio
seppellitemi qui
in questo asfalto infetto di città.


Un ciuffo di violette nella pineta di Ravenna
a destra c'era uno sciuffino di morbide violette
zitte stavan sul bordo come se vi fosse un rivoletto
non le calpestai ne loro ne il profumo che mi donavano
i deboli e profumati istinti primaverili
mai si violentano
era marzo e forse no era già maggio
camminai lento e attento
era un sentiero piccolino
un sentierino
coltivava anche riposte d'erbe margherite
copriva interamente la lunghezza del mio bosco
un privilegio
aperto da lunghi e lenti passi d'umanità viaggiante
con desideri di ristoro
di ameni pensieri senza ritorni
non calpestavo nulla che non fosse un sassolino
ne una conchiglia smarrita lì dal mare
ne la lumaca birichina che faceva della sua lentezza
sulla sabbia spolverata di spine e pinolini
una sua viuzza fosforescente senza dietro front
camminavo e non sapevo perchè
ero felice forse solo contento
cercavo il vento tra gli alberi e li guardai
erano pini nati alti dalle sabbie portate dalle marine
era la pineta della mia mamma
era anche la pineta del mio babbo
andavamo lì dentro del chiuso senza buio
traforato di raggi di un sole che scaldava rose selvatiche
pini e pigne e gli usignoli di quel bosco senza età
e il sottobosco delle more era il nostro nascosto giorno
recondito alla vista del dolore che smaniava sopra il mondo
un tondo
circolare
e dissi a ciò che nasceva dalla mia anima bambina
raccolgo le violette e poi
le porto alla mia mamma
hanno profumo dolce come quello del miele delle api dal volo veloce
e poi lente sulle corolle delle rose
le porto alla mia mamma...
la mia mano era lì pronta alla preda...
tornai sul sentiero di ritorno e dissi:
mamma sai nel bosco vivon belle creature
e nascono violette profumate da metter nel bicchiere...
la carezza della mamma era il bisogno del mio cuore.


La mia piccola finestra sul mondo
ascolto la natura coi cinguettii dei suoi piccoli amici
pare mi voglia dire quanto mi voglia bene
e scandisce un tempo musicale da allegro a lento
e piano s'intrufola nella mente
come un virus alterato
dal passaggio veloce e luminoso della vita
su questo pianeta ai più sconosciuto
se non compreso nella sua incomprensibile natura
forse divina
semmai non vi fosse aggettivo
fortunata in distanze e tempi ed orbite e giri di rotazione
dalla madre stella universale
io credo che questa microscopica finestra aperta sulla strada cittadina
sui tetti di case ridenti fatti di coppi rossi
ormai sbiaditi da piogge di raggi solari
e da piogge d'acque scroscianti pianti lacrime e sospiri
di una umanità cercatrice di un tempo d'inizio e di un tempo d'arrivo
e irrisolta nelle sue attuali forme
che questa mia amabile finestra
che m'amplifica le voci e i canti e i sospiri e i lamenti della natura
che mi rende vivo e palese nella mia angusta e ripida stanzetta di vita
questa finestra di vetri amici trasparenti anche quando macchiati di pioggia
e che io ripulisco e ripulisco affinché essa renda luminosi i miei occhi sul mondo
voglia farmi comprendere che io sono parte della Natura
che lì fuori da quel confine aereo e terrestre
che il davanzale copre al mio sguardo
e che di questa Natura un giorno
tra cinguettii di passerotti ed usignoli e canarini
e fra profumi di rose rosse gialle e bianche
che i colori forse sono infiniti ancor più delle stelle
ne sarò felice parte eterna e per sempre
oltre ogni orbita
oltre ogni nuvola che del cielo ne copra i confini.


Ho da fare sulla Luna
Quale ancora delle tante cose da fare è importante.
Nascere veloce guardando la Luna all'indietro.
Morire domani dopo aver dette sante parole e tante.
Passo una mano sul viso ed ho ghiacci occhi di vetro.
Passo il giorno intero ed è come tutti quelli d'inverno.
Una foto scatta da sola un barlume da interno.
Luce alle tante cose ancora da fare senza peso.
Nascere ancora da una vita conteso in un segno mai leso.
Donami o Dio la Sapienza del cuore.


Un volo su una ormai lontana Ravenna
Non sono triangoli e pietre candide di giardini
sono solo sogni fiori pensieri che la sera trasforma in voli.
L'aria quando c'è un rosso tramonto profuma di pini
e asserragliati dal tetto della casa senza camini ne finestre
guardiamo
con l'estasi dei desideri baluginanti su infiniti soli
d'una malinconica Ravenna
il lontanissimo confine spaziale dei coppi ingialliti di ginestre
e rossi di pietre scosse di fornaci antiche sottoterra.
Noi siamo
io e te di questo mondo vecchio solo la penna
del secolo futuro nulla nelle nostre anime ormai si serra


E le stelle stanno a guardare
Vetuste storie dimenticate
innocenti d'artifici di finzione
in un destino dissolto da ribelle.
Disperso nei sospetti
in irredenti spazi tra stelle mai segnate
che mai m'hanno guardato
con già addosso il tempo
lisciavo il manto al globo
e all'ore che mancavano.
Insolita redarguisti il mio osservare da vicino
quando ingannato nell'ansimo dell'amore
d'antico pesante abbandonarmi nella mente
scordavo le mani sulla tua pelle.


Corona Virus
oggi piango ne ho il tempo-domani avrò un rimedio-se così non fosse ne aspetterò la mezzanotte-a mezzanotte forse potrei anche trasmettere l'ultimo segnale in infrarosso-è che è andato troppo giù il calore della notte-e nella stanza il gelo mi fa male-il rigido passaggio della Luna raggelata dalle stelle tanto lontane-nei Gemelli sulla collina che tanto cara mi fu-farà calare stormi d'uccelli in migrazione.


(Sono) assente
Il sole tramonta in un ovest infuocato
del rosso del cuore ho spolpato le arterie
di
sangue consunto il mio corpo ne muore
ed affacciato ad un cielo di infiniti colori
prego e protesto con vuoto pianto d'amore
(dis)perso in liquide lacrime ardenti e solidi sogni infranti
del viso di angelo ripreso dal suo paradiso
mi resta (nell'anima)
il vano concetto contro (di) un dio
meravigliosamente assente.
 

Il Povero ed il suo amico di un attimo...
Il povero di strada mangia
la sua mela,
s'appoggia a Galla
e alla sua Storia,
la Reverenza, al muro,
e vuole le sue vittime.
Io scatto la foto al tempio
la mostro
come fosse mostro
al mendicante che...
che non chiede...
che si riposa all'ombra dei...tetti scossi dalle ere
lui non ha pensieri,
si riposa all'ombra dei suoi giri
mi premia con un...addio
non ha niente da impuntarmi al petto...
mi premia con un bravò,
ed un mignon che è di Cointreau,
io lo bevo...e lui lo beve
lui lo beve ed io lo bevo
l'amicizia vuole avere il Tempo dalla sua
e vuole lo stesso collo di bottiglia
e vuole il cuore...così...
così io forse sono un altro
con un amico in più
e lui che mi sorride è ancor più libero...forse...anche di me
e forse si chiede perchè
Lui sia così tanto più ricco di me.
Reverenza a chi crede nell'uomo ed in Gesù che è Lui.
 

e sfondo d'impeto innovato senza forza la barriera...
Una barriera che del tempo temo non conosca il limite
modifica l'istante quando m'appoggio al niveo cuscino.
Nella sera stanca la testa svuota dei pensieri le mimesi del giorno.
Quanto dolore d'intermittenze oscure infliggono al buio i ricordi.
Nel rem confido all'aura il mio sogno che trascende d'incerta luce il sonno.
Le sante misure degli infiniti monumenti s'aprono allo sfarfallio dell'andirivieni
d'una irrisolta coscienza architettura in divisione d'identità ormai senza barriere.


Quel che resta del giorno
la notte infatti è quel che resta del giorno
un silenzio che tradisce trasparenze
e dei suoi suoni reconditi se ne fa vita
come la musica nascosta dei violini nella stanza dell'amore ma...
è questo che disturba il tempo che resta
che senza tregua ti sorpassa i sogni
ed i sospiri
mentre giochi con la pelle
mentre soffi sui profumi di lei che ti abbraccia
ma si è questo che disimpegna nella notte...
non passa mai...
anche se vaghi con la lanterna dei tuoi sensi a cercar di non morirne...
a cercarne un bacio
che ti resti tra le pareti della notte.


Cosa ho?
Non ho un cell aifòn con lo smart
non un telefono fatto in casa
non una casa
non ho un'età che mi giunga dall'aldilà
non un interruttore che me la spenga
non ho un clic che me la faccia ripartire
non ho orologi
ne un calendario per segnarvi i giorni
non ho una matita da disegno colorato
ne la penna senza inchiostro
non ho la carta per disegnarci un testamento
non ho pena e non ho ricordi
non ricordo di aver vissuto un giorno
non ho avi
non ho una tivù da spegnere con il timer
non ho una radio con gli allegri notiziari
non ho notizie dall'aldilà
non ho un congelatore da instecchirvi i sogni
non ho incubi da riferire a Freud
non ho scarpe rotte
non scarpe lucidate
non un vestito da domenica da passare nel villaggio
non messe cantate
ne viaggi alla fonte del battesimo
non sono inginocchiato a Lourdes
non sosto sui sagrati ad ascoltar campane
ed arditi richiami a Dio
non calpesto idoli ed icone
non ho un'anima scissa correlata infusa a un corpo
non perfette perfuse connessioni intercambiabili
non confuse teorie e impegni con i dogmi di Confucio
non vago tra le stelle
non conquisto terre rosse a Marte
non chiedo il futuro alla sorte
ne alla fattucchiera che mi sorride da dietro il vetro della Morte
guardo la Luna con gli occhi che ho
so che non ho niente che m'appartenga
che a questa terra mi tenga


Stella sul Mondo
Il pianto insinua il cuore
non ho lacrime agli occhi.
Ricordo la tua trasparenza
stella accesa con un clik d'interruttore
in un mondo perduto
in un mondo perverso
stella sperduta d'immensità
lucida di diafana immensità.
Spento il raggio
dissolta la speranza
sono senz'armi
senza medicina per il sangue ammalato
senza vista
e davanti ho il mondo che gira nel buio.
La via e la vita
avevan la tua luce
ora ormai spenta
senza tempo
per riaccendere l'interruttore alle stelle.

 


Image di Hulya Ozdemir da Giulia Clima
 

Donna stile e fiori
vintage d'amore mai demodèè
prati e campi d'aria che svia il dolore....
i tuoi occhi sottili di polveri di polline
disaminano l'etereo futuro...
danno senso al tempo che non conosce
trasparenza
che avvolge un eterno dimenticato
stordito da profumi e distese di pensieri
ammorbiditi da paura e d'angosce
incontaminate di preistorie
lumi e allures
eleganti portamenti d'andature
segni che si lasciano su strade mai percorse
s'osserva l'essenziale che non ci faccia male
siamo quì ad aspettare
che una Primavera d'infinite distese acerbe e pure
ci ricopra di tenerezze
e gentili ricordi...
disegnato il ritratto
resta ancora molto da punteggiare
anche da amare
ma non v'è tempo ne spazio
per l'eternità del parlare
in stile e fiori
 

 

Una nuova primavera sotto un'altra Luna
una nuova primavera sboccerà ai nostri piedi
ti dirò amica mia accanto a me siedi
stammi vicino se puoi abbracciami
come in quella canzone
non dirmi lasciami
vorrei con te la Luna ed il suo alone
e mai penserò di lasciare questa notte e le sue stelle
se il tuo respiro consuma il mio
se le tue mani snelle
levigano di carezze la mia visiòn di dio
la nuova primavera ci lascerà fiori tra le mani
e ti dirò amica mia non aspettiam domani


Uomo capovolto
Uomo capovolto dal rombo del silenzio
ti rimando indietro nel tempo
così ogni cosa tua transiterà nell'aldilà.
Andiamo dove non c'è spazio da allargare
ne cunicoli stretti da ingombrare
con corpi astratti.
Ne raccolgo polveri d'ombre d'astri
e riflessi d'urti
virus sfuggiti alle fessure delle chiuse.
E tu quiete inesplosa resta ferma
fissa
nel tuo essere cono luce corazza
alle illusioni del respiro delle stelle.
Anche l'Universo gira su stesso
per espander l'ombra ad altri Mondi
 

L'Uomo il Dominatore del Mondo
Aperti gli occhi seppi del destino
in un baleno smisi la camicia di cotone fino
in dosso alla schiena e al viso
uno straccio e agli occhi un riso.
Le nuvole nere oggi sposto
con lo sguardo di fatica nascosto
voglio vedere il colore e delle stelle e del volto
d'una divinità costruita sulle idee dello stolto
ma mi basta conoscerne il color della volta
e l'immensità dall'incomprensione sciolta.
Ho dentro agli stimoli d'anima sorda
la prepotenza di una specie ingorda
che domina la morte lisciandole il crine
sullo scivolo dell'ironica letale fine

Il Cielo
Un ruscello d'acqua montana scorreva ai miei piedi
sotto un cielo splendente di raggi di luna
folle d'animali sul monte sorseggiavano limpido elemento
alle rivette sgorgoglianti fiori ninfee e tarassici
il giallo splende nel sole delle dee
stendo anima e quello che resta della mia carne
allo sussurrar del tempo che scende dalle cime
mentre il rivo disseta foglie alberi ed erbe e d'animali
diffonde il respiro
e guardo i colori di un bosco che di lungi
ormai è foresta d'alberi pini ed abeti
e nasconde i virgulti
cinguettii svolazzi e sorrisi di stelle la notte
e il cielo è sempre lì e non lo sa
che io lo vedo


Una carezza ed altro ancora
vorrei sibilare una carezza
come il vento al viso
oppure
una parola nuova mai detta
ma la fretta sconsiderata emargina i momenti
emergono stati e coesioni si sfaldano
ambiti d'anima compressi
o repressi
ripostigli inesplorati ma esistenti
mani che che frugano le pieghe dei pensieri
occhi stanchi nel torbido dello spazio intorno
e quindi voglio stringere un corpo che non sia un angelo
ma quello di Dio
ho aspettato quando l'amore mi urlava da lontano
che mi pareva un sussurro
scappa vieni da me
ma il cielo non conosce strade e le sue vie portano via
vorrei guardare indietro il vuoto delle cose e dell'empireo
riesco solo a vedere davanti
e non c'è niente
non una stella
un buco nero dove infilare le memorie
una galassia di ricordi che m'accorgo
mai ho avuto
splende il sole
ne spendo tutto il calore
e ne voglio penetrare
la Corona


Virus
Non passa il giorno se non l'insegue la notte
oggi è così tutto triste
le lingue e le idee tutte corrotte
io penso non parlo eppure prendo le sviste
sai Pensiero mio sei come Margherita Gauthier
amante perduto nella dolcezza
lasciati i brindisi in fatui bicchier
sostieni la morte come fosse una brezza
ho sbagliato la mia vita
mi guardo le mani e non ne conto le dita
alzo alla mia ultima notte il buio velo
so che domani il giorno mai più avrà un cielo


L'Umanità
Non ha nessuna importanza
il sonno ci permette di ricordare.

In forme oniriche
sarai nel tuo futuro
subito dopo il sogno
non divergerai dal tuo passato
ma dalla tua storia
e sarai un'altra
quando aprirai gli occhi
sarai cieca
se li tieni chiusi
vedrai
enrico tartagni


La Notte del Mondo
uno scatto sulla sera,
no guardate nulla di importante
cosa di tutti i giorni...
già
le giornate...ecco!
per fortuna che tutti
vigliacchi proci o porci
che comandano sul Mondo
non possono rovinare la Bellezza
e dalla Solitudine distaccata
la Gentilezza della nostra giornata,
e le sue fantasie,
le sue speranze,
i sogni,
le sue leggerezze d'aria e di pensieri,
non possono i puzzolenti
stronzi e settari ed affiliati ai club della Morte..
morirete e sarete solo all'inferno...
e così, peggio per loro.
Noi semplici anime volanti d'etereo nulla
dobbiamo vivere la serenità di un resto di vita,
che sia breve
che sia lunga
non importa...
l'increspatura dello Spazio nel suo Tempo è
per tutti noi...
Sentimento preistorico già da tanto tempo uscito in buie
e nascoste caverne e grotte
in graffiti e disegni di pietra
e poi in parole strumenti in leggende miti e favole
e poi scritto su testi e lapidi e pietre estremi e fantascienza...
gioie della vita vecchie quanto la Coscienza umana
antiche come me
come la mia Notte


La Solitudine
Fermo quello che mi passa
dalla mente.
In assenza ci penserò.
Quanto leggera è
l'avanguardia del sonno
quando sino alla solitudine
dormirò.


europa
che tanto di bellezza inducesti in tentazione
il dio dell'olimpo
che per rubare il tuo seno
bianco toro diventò disteso sulla sabbia ai piedi tuoi
ampia dea del mare egeo
principessa regina dell'isola di creta
eponimo d'un divino tempo
madre di re e del giudice dell'inferno
ecco cosa oggi ti regalano i popoli del mondo
una olimpica corona intarsiata d'oro con i virus
fanne buon uso falla sfolgorare
a ricordo delle genti itineranti sull'europa


Meraviglioso quello che è stato
Con gli occhi
meraviglioso
io credo
un ora fa amarti intenso
dentro penetrato
quando sulla via della notte
alle nostre case vuote
tu hai fissato i miei
stranieri già
illuminandomi la fine.


La Vita
intanto guardo dove più profondo è il nulla
la via della nascita al mondo
nel mio mondo
bambino
desideravo giocare con i sassi della Sabbionara
fino a spartir le palline con Giancarlo
abbracciarlo quando la sera ci arrivava addosso
come un tarlo
che ci mangiava la pista di sabbie e gesso
ed io guardavo la luna lassù
e non mi accorgevo della mia mamma appresso
scivolava l'aria come se fosse danza con le ore
leggero sonno dei ricordi che ancora non avevo
pulito ma sincero
adombrato ma in attesa
aspettavo che fosse già domani...
intanto ancora oggi guardo dietro di me
dove è più profondo il nulla
 

La Sera del Mondo
uno scatto sulla sera,
no guardate nulla di importante
cosa di tutti i giorni...
già,
le giornate...ecco!
per fortuna che tutti
vigliacchi proci o porci
che comandano sul Mondo
non possono rovinare la Bellezza
e dalla Solitudine distaccata
la Gentilezza della nostra giornata,
e le sue fantasie,
le sue speranze,
i suoi sogni,
le sue leggerezze d'aria e di pensieri,
non possono i puzzolenti
stronzi e settari ed affiliati ai club della Morte..
... morirete e sarete solo all'inferno...
è così, peggio per loro.
Noi semplici anime volanti d'etereo nulla
dobbiamo vivere la serenità di un resto di vita,
che sia breve,
che sia lunga,
non importa...
l'increspatura dello Spazio nel suo Tempo è
per tutti noi...
Sentimento preistorico già da tanto tempo uscito in buie
e nascoste caverne e grotte
in graffiti e disegni di pietra
e poi in parole strumenti in leggende miti e favole
e poi scritto su testi e lapidi e pietre estremi e fantascienza...
gioie della vita vecchie quanto la Coscienza umana
antiche come me

 

Oltre l'orizzonte
Uomo capovolto dall'ombra del silenzio
tiri mando indietro nel tempo
così ogni cosa tua passerà
nell'aldilà:
andiamo dove non c'è spazio
da allargare
ne cunicoli stretti
da riempire
di corpi astratti:
degli slarghi astrali ne raccolgo
polvere di luci
e riflessi d'urti sfuggiti
alle fessure delle chiuse:
e tu
quiete accorata inesplosa
debole slittamento dei sentimenti
resta ferma
fissa nel tuo cono alieno e straniero
razzo corazza
alle illusioni
ai respiri
nei corridoi interminabili
nel nero delle stelle:
anche l'Universo gira su stesso
per espander l'ombra ad altri Mondi


L'universo irreale inesistente
inconsistenza di coscienza nei paraggi
macchie rosse solchi neri
scarafaggi
e ne siamo prigionieri.
Come, quanto, s'assottiglia lo spessore
quando, delle storie, in teca d'ossa
biglietti da bottiglia
la vista ne perde tutto il colore
e m'osserva dalla rupe
e dalla mia fossa.
Sempre io son di cuperòse e drupe
quando di neri mortali nei
e nel sangue i lividi
dei sogni miei
molto,
tremo del suono lento del sonno coi suoi brividi
e langue
infine,
sotto sottile sole rosso la mia vita e il senno.
Mai la Morte aspetta questa fine alle sue storie
confonde l'amore con le parole
lo so
giro chiavistelli all'incontrario
agli sportelli del cervello
finchè,
se nel Saàra
nella sabbia d'arsa e cara
ci pianto un fiore senza bere la'c... l'acqua color del sole
non so se la pioggia ne disseta il sogno vegetale
ma so nello mio core che al miraggio tremolante
evanescente al vento del deserto
s'attacca la speranza
d'un mare aperto...
Stendo qui davanti a me
un cielo di stelle d'universo...


tramonto
che rosso bagliore
arancione
l'azzurro è più su
ascolto il silenzio dell'aria
il sussurrare del tramonto
gli occhi mi serrano lenti lo sguardo
dalle nuvole d'orizzonte mi si stende un mistero
rapidi i pensieri lo raggiungono
so che le parole non bastano
allo stupore dell'immenso
che solo un cuore
ne può svelare i confini

apro per gli appunti
da dietro la vetrata
schiocca frecce adamo ad eva
appunto una lampada nel buio
per farmi luce d'ansia e con l'angoscia duro
decoro anonimo di musica il passaggio
rischio gli accordi
tra uomo e donna
mi svelo divisioni della visione
rulli del ritmo
eseguito dal distacco di sindromi distoniche
croste dai muri derisi dal tempo
note malate salgono la scala
descritta sul marmo
dalle mie paure
rasoio
un'ibernata sequenza di wi-fi
coi tocchi mi mappai di google-screen
e da altezze scivolai sui rintocchi
mentre
sul muretto
rischi di accordi
espongo the state of my mind
fangina tersa cotta al futuro


Viaggiatore
Del viaggiar nel desiderio sui limitrofi confini
me ne disegnai un luogo arcano
lo sognai di tinte ed d'altre svagate creme l'ornai
e di sfumati sangue divini riesumai i colori
ferme sugli iridi degli occhi
delle tempeste
lama mortale
... il tuo amore l'ama ...
ebbi conferma
immaginai il mio sangue bruciar d'un rosso di caduta
oltre le orbite delle esplosioni disegnai un'estasi
... perdo nell'essenza un colpo ...
sentiì l'urto e uno sbattere del sole
vidi la differenza tra l'io t'amo e te
l'urlai
e la bugia me ne turbò il corpo
da quell'ineffabil posto mi deportavi
via via nel passar dei desideri
nei limitrofi confini m'appuntavi il luogo
... mi trafiggo il cuore non lo ritrovo ...
se avessi contato i colpi
ora saprei dove son finito
se questo importa
se tu non sai chi io sia
del resto della vita
a questo punto
non serve starla a guardare
anche il nuovo giorno finirà


Il mio pianto
oggi piango ne ho il tempo-
domani avrò un rimedio-
se così non fosse ne aspetterò la mezzanotte-
a mezzanotte forse potrei anche trasmettere l'ultimo segnale-
in infrarosso-
è che è andato già troppo giù il calore della notte-
e nella stanza il freddo mi fa male-
col rigido passaggio della Luna raggelata dalle stelle-
tanto lontane-
nei Gemelli ...
... sopra la collina che tanto cara mi fu-
calano stormi di tempi in migrazione_


il tarassaco di gennaio
accolgo un fiore giallo di gennaio
un profumo calicantus lì vicino alla ramata
d'un giardino senza terra con sopra fili d'erba
un tarassaco splendente che cerca il sole dell'inverno
e poi rimembro ancora un tempo tanto lontano
ma già appresso me
bambino e tu che eri gentilezza di bambina
mi tenevi questa che oggi è ruvida mano
so che avrei pianto con tanta gioia raccogliendo
il fiore giallo di tarassaco e le sue spore
ma non l'ho fatto
ero bambino


Deserto
il deserto è un deserto
come il mare aperto
un cielo è un vuoto
dove l'anima mi percuoto
e la mia stanza di pentimenti è piena
sclerosi al cuore e alla sua vena
in un buco sotto la nera terra sotterro illusioni
ricordi a colori parole e suoni
morte che nasce dall'amore
così che nel finire delle ore
il mio deserto è un deserto


Fine dell'anno very happy new year
fine dell'anno
costruisco qui un capanno
vi passerà un'anita
un segno perduto di vita
un perfetto nobile sogno
se ti vedo l'agogno
sotto fluido di metafisica presenza
m'appiglio al seme della violenza
temo infatti che il poeta mi scorga
che ogni senso d'amore risorga
e poi muoia
mentre l'apache la testa mi squoia
alla fine del tempo
mi finirà tutto ignava ratio
a mò d'antico bembo
e poi stupirò il vate
le anime ingrate
e l'infinito spazio


Come casti ruscelli da vergini sorgenti
Sciolgo polvere al vento
sacchetti di lacrime
tracce di sangue
e parole
arcipelaghi d'ore secondi istanti
in rimesse colme di minuti e zip
memòire in scatole senza pareti
aperte ai sogni
foto immagini ricerche malandate
in rabbuiate stanze di stampa
mi scivoli nuda
e leggiadra
di doccia e sapone
come prete alla messa sullo scalino d'altare
e spirito santo
e mi chiami
o mio amore! salvatore!
corro... da te...
corridoi di tempi
e d'appartamenti
e non riesco a contarne le porte d'uscita
ne i quanti
attimi infiniti
il senza-respiro m'avvolge
come le mani i guanti
stesa
o distesa
come dea da vasca da bagno
risali docili pensieri di ragno
un bacio che sfiora liscia_spolverata
in sali d'anglès
la tua pelle brisè
fili rossi fatti di sangue
infilano fogne d'eternità
Come casti ruscelli da vergini sorgenti
 

Mia Madre
definitivo sarà avere
il ricordo di un passaggio nell'altrove che non c'è
come un bacio all'amore che mi raggira
intenerito inseguo farfalle e petali che volano nel vento
di rose
non si muore
ma di dolore si...
mi rifugio in un pensiero solo
giunto fino qui da me
sulla mia porta di casa
alla finestra che da mai apro
di vederti
forse
per la prima volta
e chiamarti finalmente
madre mia


Le parole n...
componi parole
hai bisogno di tempo
il buono e il bello
ti scappano
affondi nell'odio
e non riconosci le regole
dell'amore
componi musica
ti svolano note e via e via che vai
ti perdi nel tempo
e non sai più ritornare
smarrito per sempre
dalle coscienze che ne hanno cucito
il tessuto
componi pensieri
e ti accorgi di non aver mai pensato
ed adesso stai qui
seduto sperduto
e non trovi parole

 

Il carrista
ci rilevò la velocità
e dalla sua luce illuminati
fummo salvati dal bombardar del fulmine
un bambino che guidava il carro-armato
schioccando frusta all'asino volante
piange
e gioca con il suo cannone


Robin Hood
schiocca frecce robin hood
infilando testi e copertine
con baci incisi come sui tronchi a serwhood
mi riapro...mi riparo dietro lo spessore di una pagina
o di un fiore
e centro la sottigliezza di un cuore
 

Chiusi gli occhi 2
Il nome del padre scomparve
senza una traccia lasciata all'etere della vita
e i rimpianti e le colpe e le remissioni
s'inseguono come folletti smarriti nei boschi
e il nome del padre illuminò un sentiero scomposto
lasciato ad un bivio
mentre chiusi gli occhi
pregavo in un momento rimasto
di ristringermi ancora e sempre accanto alla sua ombra


Nuvola Nera e Bianca Rugiada
... nuvola nera passò indenne
nel cielo nascosto dalla notte
e il bacio che sfiora la pelle
passò lieve nell'aria
col profumo di bianca rugiada


Il tempo
Il tempo è così minimalista
strutturalista
il tempo è così vago disattento
analista
indagatore svagato
struttura opposta al via vai
il tempo è così infantile
narcisista della sua nascita
musicista delle scansioni naturali
natura da Dio natura
il tempo è così inconsistente
incoerente
inesistente e persistente
il tempo è illuminista
brucia di luci
strappa le anime e tu le ricuci
il tempo è mimetismo
non lo conosci
non lo riconosci
mimesi di se stesso
riformista di se stesso
il tempo minimal dell'inizio
il tempo rinuncia alla sua vita
e non esiste...


Un giorno intero per il Grande Spirito
L'Anima fremente del giorno s'apre
alla pianura verde sconfinata
una eterna figura mossa e dalle stelle nata
aspra penetra la fredda aria della notte
ove un velo di nostalgia i ricordi copre
e tu donna che cammini lieve sulla terra
guardi l'estensione del cielo che il mondo serra
e aspetti che il firmamento ogni paura fermi
nell'istante dell'ultimo respiro nella sera
 

La Natura
il meriggio sta per finire
ombre ancora leggere coprono nuvole rosa
e il cielo aspetta l'oscurità del buio
ed anche l'anima degli animali
piccoli e grandi spiriti della terra dell'aria dell'acqua
custodite nell'amore eterno
di Manitù
 

Dolce al cioccolato
Che c'è di più bello che mangiare insieme un dolce al cioccolato.
Perciò amo di te la vita douce
che alla tavola sai domare
agli affanni dolorosi del mangiare
e di te lo stare al desco
con le leggerezze di un tempo
che non s'accorge e del transitare inerme
ammiro.
Lo sai che potrei dare
quel che ho
nel piatto
al povero
che mi chiede da mangiare
dall'angolo del duomodelsignore.
Per il tuo bacio al cioccolato
scivolo dal bordo della scodella
perciò amo di te ciò che mi sai dire
quasi fossi una sorella
quando mi finisce il discorso nel vuoto...
discordanza geologica del vuoto
nel dolce che ho mangiato
Mon doux amour.

Una luce nel buio
si riposano
i corpi morti sui cadaveri
in distesa.
da distante
narcotizzo la visione dell'intero-
apro per gli appunti
appunto
una lampada nel buio-
d'ansia
e con l'angoscia
decoro di musica il passaggio-
mi svelo
divisioni della visione-
rulli del ritmo
eseguito
dal distacco di sindromi distoniche
croste dai muri
derisi da tempo-
note malate
saltano la scala scritta
su marmi impauriti-
rasoio
un'ibernata sequenza di wi-fi
coi tocchi
mappai di google-screen
e da altezze scivolai-
 

E così tra fulmini e temporali
La fine dai è un attimo-così,
basta nemmeno il tempo di sospirarne la parola-in volo,
il punto alla.frase.
un battito d'ali
flap flap
sospesa
la logica del penetrar nell'aria
e il tempo sciamare via
stimma dei miei perchè tra i fulmini dei temporali


Finita l'energia
Perdere energia
e buttare parole
aspettare una breve compagnia
perdere le radunate viole
e buttare al vento i colori d'un tramonto
perduto tutto quello che io amo
in un secondo e non lo conto
perdere sapienza di noi e di ciò che siamo
perdo la forza
l'odio e l'amore per uno che penso non ci sia
perdere dell'anima la dura scorza
e butto il copro... il corpo stracco sulla strange via...


W i Sommi!
Ieri piangevo perchè
non avevo ancora letto Italo Svevo
e mi sovvenivano parole sante
non avendo ancora letto Dante.
Leggevo Pirandello
e se pioveva andavo senz'ombrello


Ok, vi metto una poesia...ehm...che ho scritto ieri sera guardando da casa il cielo fuori, così vi mettete allegri.
Un quaderno musicale fatto di vento sogni e...
Vedi il vento
all'inscurire nella sera...
fra le già imbrunite fronde sussurranti tra di loro
e il cielo d'aria rosa al finire del tramonto
come scorre lieve
carezzevole
ammorbidisce gli occhi schiusi stropicciati di rosso sole
che ci scotta mani e sguardi
e il cuore
bruciato dai pensieri sconfinati
dai dolori portatici dal giorno
...estenuante...
sarà pur vero quindi
amore mio
che allo spirar di un'anima s'invola un sogno
messo così alla rinfusa
disegnato sulle righe d'un quaderno musicale
vento e sogno.
 

 

Trifidi
polveri di semi germogliano
dove non sono
e vicino a me
non li conosco
son di fuori
altre storie in altre orbite
sono stranieri alle mie enciclopedie marziane
fogliolette verdi da terre rosse
fiori circoncisi da violette
trifìdi maledetti da bradbury ray
ho paura
s'inibisce ... infondo ... dentro
stolta morte
non consideri la vita
diventi marcio
nel tuo male
o mio germoglio
se hai una casa resta in casa
se hai una casa fuori ti contamini
morirai nella fobia del sogno alla finestra sulle onde...
tiro la tenda guardo e comprendo...

 

Madagio
M'adagio sul male oscuro di Beppe
Esamino il resto che manca
Calavano giù bombe dal cielo alle Ardenne
Il cuore tremante trattenere l'amore non seppe
Una volta lontana che stanca ha un sole morente che arranca
So che tutto quello che dio fece è soltanto la morte perenne
Tutti i santi sono in paradiso
tranne qualcuno andato all'Inferno


Migrazione
stanotte piango ne ho il tempo-
domani avrò un rimedio-
se così non fosse ne aspetterò la mezzanotte-
a mezzanotte forse potrò anche trasmettere l'ultimo segnale-
in infrarosso-
è' che è andato troppo giù il calore della notte-
e nella stanza il gelo mi fa male-
il rigido passaggio della Luna raggelata dalle stelle-
tanto lontane-
nei Gemelli sulla collina che tanto cara mi fu-
farà calare stormi d'uccelli in migrazione.

 

Lucy Liu
-E l'eco riposa
-nel covo un segno d'amore
-accarezzi col sangue il mio onore
-sembri Lucy Liù
-o un fiore in mano nero
-mi chino
-a metter sotto terra l'impero
-m'avvicino
-ad ascoltar l'ultimo eco
-cosa che faccio poi dalla sera al mattino
-nel mio covo del tempo
-si riposa il tuo eco ...
-l'ascolto ogni volta.


Senzombra
Le figure coprono le parole
l'immagine s(q)uote le paure
e la Natura nulla sa dei pensieri dell'acqua
sfrulla l'aria dai richiami musicali
modifica i suoi boschi
con la pioggia ne purifica i peccati
e ne ricama i colori
sfrondati dei nostri dolori

 


foto del Ravenna Festival di Ravenna della Signora Cristina Mazzavillani

... Fiordelsole per l'alto mare chiuso ...
Emisferi nati vortici in fase di morte attraente.
Ci son più cose che non so più del vuoto della mia mente.
Penso a quello che sarà d'un fiore postmortem apparente.
Dioscopia di un colore coinvolto nei giardini del divin pensare.
Il sole scolpisce la mia pietra che già su v'avevo messo
l'esplosione sul Sinài!
Resto a guardare adesso
la galassia fatta di parole a messe messe in bocca a dio.
Ammesso in questi giri chiusi d'altomare
la luce la luna e il sole ed io non ne usciremo mai.
 


il colore delle nuvole
non so del colore sulle nuvole
tu in un fil di vento mi dici vola!
non so della sospensione del tempo d'improvviso
tu nel silenzio calmo della sera mi dici non pensare
non so di un respiro largo intenso della terra che non sento
tu mi dici nell'affanno caldo di tutto un giorno stai in silenzio
non so di tutte quelle rose dei giardini dove sfumino i profumi
tu mi dici delicata con un tocco resta fermo
non sai quanto del mio amore sia rinchiuso in queste infinità..


La Finestra sul mare
... e l'aria mi dondola sul mare ...
osservo l'espansione dell'immagine
ebbro dei silenzi altrui
penso
-che m'importa di una finestra ove mi sporga
a cercar degli smarriti viaggi-
pignorata al cielo
aspro l'apro di ridimensionata prospettiva
quella che c'è già basta

 

Il compleanno
compio gli anni e giro
invisibili paginine
indivisibili come fossero un breve sospiro
conduco in fretta non volendo i giorni sino alla fine
metto scarpine che sembrano da giogghìng
ci gioco ci corro le guardo e dico:
so che tutto io nel mio cuor mi fìng
però sono stati passi dopo passi col nome di un enrico
vicini lontani pesanti leggeri
fiori e pensieri
tormenti
delusioni
amori
e distanze
amici perduti
avanzi
un grazie un abbraccio gentile
che non sia mai un tradimento
a chi m'ascolta e mi consiglia
ed ora una preghiera:
chiedo a chi non c'è,
aiuta dopo di me
chi ancora c'è
 

 

La Sirena e la Sanseveria
Oh Selverrante
sapesse il fiume in piena
non infrangere la sponda fragile
l'anima tradita patir tra le ferite della carne.
Pure forse soltanto in un pulviscolo d'attimi secondi
rincorro intanto il planar leggero d'una foglia ancor fatta di verde
per salvarne la librazione in libera caduta tra le mie mani
e con la rincorsa dei miei ruvidi piedi dentro al vento
ora già cammino sulla spiaggia del mio primo mare
per salvarmi l'anima dal naufragar nell'onde.
Custode di scarti di memorie
stronco le spade sanseveria
nella luce d'occhi di sirena.


in libreria
un suono per archi betovèn griffe
schiocca frecce robin hood
infilando testi e copertine
con baci incisi come sui tronchi a serwhood

... mi riapro...mi riparo dietro lo spessore-duna d'una pagina
o di un fiore su stampa,
per la sottigliezza di un cuore
ci son più cose sotto una scarpa
d'un piede seduto
che in alto sopra le stelle,
perchè il tremolino delle mie gambe
è l'istante sospensivo
del respiro
della morte ...

poi si piega flessuoso semovente
a strappare dalla pagina
margherite gotièr per me
 

Ai margini della foresta
Cinguettii di passerottini
alle fronde della foresta sfuggono
sfilano all'aria
retoriche dei lampi di genio
dardi di fuoco
nel buio
a zig zag
sperduti vagando
incendiano pioppi alberi ed abeti
centrano la mente...
spengo la luce...
 

L'Astuzia della Ragione
Uomo capovolto dal rombo del silenzio
ti rimando indietro dopo l'utero
nel tempo
così ogni cosa tua passerà all'aldilà....
Andiamo ove non ci sia spazio da allargare
ne cunicoli stretti di placenta da riempire.
Di corpi astratti
assurde angeliforme
ne raccolgo dalle tombe polveri d'ombre d'astri
ogni notte che brilli dopo il sole
riflessi d'urti sfuggiti alle fessure delle chiuse
e tu
astuzia della ragione
quiete inesplosa
resta ferma
fissa
nel tuo cono luce-corazza
alle umane passioni
alle supreme illusioni
a respirar aria delle stelle.
Anche l'Universo gira su se stesso
per espander l'ombra ad altri mondi.

(Hegel intuisce che il fine della storia è la realizzazione della libertà dello Spirito, ma i mezzi per conseguirlo sono gli individui con le loro passioni. ... L'”astuzia della ragione” è quindi il metodo con cui lo Spirito, attraverso uomini-guida, utilizza la fiera delle umane vanità per realizzare il suo obiettivo di progresso)

Una nota di Francescomaria Tedesco a margine dell’intervista a Giorgio Agamben
"La crisi perpetua come strumento di potere"


Perché si nasce e poi si muore
Rimandato all'esame un altro pensiero
aspetta
ti rivedrò all'angolo speranza
per vedere sfatto il vuoto etereo d'ombre
all'oscuro di finestre sulla Luna
e di molecole dal buio sparse
tra circuiti d'onde
e nei temporali d'anima
volere anche angoli purpurei
e cieli ripuliti dall'orda dei ricordi
un senso stanco in prenotazione al viaggio
mancato
mi preparo a rivedere bene l'ultimo pensiero
marcato sono uomo distratto
nel mio futuro di vetro...
perché son nato e poi muoio

 


dipinto di felice casorati

Tappeto di sottigliezze
O'-Kèy!
stendi qui davanti a me
il tuo tappeto nuovo di verbi
su
altre mie parole vi spargerò ...
sotto
un piccolo rosso seme
rosso d'amore ...
crescenti
fioriranno di sottigliezze
da gambo verde di speranza
e margheritine indivisibili al pensiero
invisibili petali di bianco corona ...
per staccarli non servono dita
basta una vita
il vento di un sospiro
dal cuore
 

 

Piano sette.
Un'altro giorno consumato.
Nel silenzio stanco della sera
al rientro in condominio
confuso d'ansia nell'inconscio
in ascensore premendo in automatico
"piano sette"
salita lenta aliena claustrofobica
come fossi altrove
su d'un piano parallelo
permeata dentro al cubo che si muove
spinto d'oscure sensazioni
trasmesse dal mondo forestiero
sconosciuto primordiale...
Improvviso sebben lento
s'apre
schermo d'astronave nello spazio
dominato da mortale sole rosso
esploso a ridonar vita e nel contempo morte
incubo da set di fantascienza
in sospensione
rivedo questa mia vita
flash d'un rewind in transizione
dal primo al settimo finire.


Il muro dell'amore
Sedizioso passo il giorno
sfilando tutte le sue ore.
Dall'asta al muro
un angolo incide il sole
nei suoi giri
se mi supererai
e se due volte mi supererai
due volte intorno alla volta
ne demolirò lo spigolo silenzioso.
Perché ho visto
quanto artefatto d'amore
sia duro.
 

La contabilità
Contabilità
chiuso!
trasparenti registri di parole
odo ticchettiì
rimbalzi e memorie
oso spostare
striscianti sulla moquette
a scorticar le mani
numeri di carta
correggo-cancello
bilanci stampati nella ferita
sedia-scrivo
disegno futuri-esposizioni
e provvisorie illusioni
ma improvvisa tu apri porte
e finestre
e sui balconi tu cambi dimensioni-al saldo
stanco di previsioni
sublimato d'iterazioni
trafitto-in-estasi d'ufficio
obbediente
serrate mani di vetro
registro il divenir
e chiudo il vidimar
sopra ogni confine.
Che liberata!
 

D'equiseto.
Posizionata la maliarda
disloco il corpo
io
scattante eterogeneo
sparisco
ricopro il tutto di teneri remember
fili verdi d' equiseto
fermo il vento tempestoso in faccia
eteronomico
emendo l' imperfezione della corsa.


L'ultimo miracolo
Davanti
distesa inviolata
memoria di Manitù
immagini
imprevedibili
in dubbio il futuro
teepee
irraggiungibile
ciò che è stato
non mi muta giorni e idea
e non possiedo proprietà
ma non lo so
vago
nova vega
più in la della sfera
ripianto palafitte
per sparire
nell'ultimo miracolo

 


Ulivo della Calcestruzzi Spa Via Guerrini 5
retro via Guidone Ravenna

La Libertà me la pago, cara e duramente.
L'Amore di Dio.
Dobbiamo rivedere i nostri progetti,
primo pensiero,
aprire sempre alla speranza,
il dio della letizia
è un'esperienza alternativa
che ci solleva dal nostro corpo morto,
e non aspettiamo ricompensa dal prossimo
mentre percorriamo strade sterrate,
non ci sarà ricompensa mondana
anche se ci ricoprissero d'oro
e c'adornassero coi diamanti


Donna stile e fiori
vintage d'amore mai demodé
prati e campi d'aria che svia il dolore
i tuoi occhi sottili di polveri di polline
disaminano l'etereo futuro
danno senso al tempo che non conosce
trasparenza
che s'avvolge d'un eterno dimenticato
stordito da profumi e distese di pensieri
ammorbiditi da paura e d'angosce
incontaminate di preistorie
lumi e allures
eleganti portamenti d'andature
segni che si lasciano su strade mai percorse
s'osserva l'essenziale che non ci faccia male
siamo qui ad aspettare
che una Primavera d'infinite distese acerbe e pure
ci ricopra di tenerezze
e gentili ricordi...
disegnato il ritratto
resta ancora molto da punteggiare
anche da amare
ma non v'è tempo ne spazio
per l'eternità del parlare
in stile e fiori


Il bambino ed il suo cagnolino
Avere un cane dentro l'anima
che morde

rilevata la misura
ne misurò la quantità

- l'accalappiacani ci rilevò la velocità -

e dalla sua luce illuminati
fummo salvati dallo schioccar del fulmine


Demoni (Notre Dame)
Demoni stupidi
spendete pure il tempo vostro
ed il denaro
a vendere bellezze d'immortalità
vi scivoleranno via righe
e rughe
e rami d'eternità
spezzati via dal gentil tempo
avrete tra gli artigli sangue sciolto
e del marciume
dissolto
si doriàn sfatti ritratti tetti
e pianti
tanti
di spaventi negli intenti
inferni estorti
fatte statue ai santi
e voi negli interni
delle vostre morti
siete incendiato dio
pronto già nella morte

 

 


Pietro Perugino fecit

È Pasqua...
Siamo cristiani ...
o mio gesù lassù dai piedi appeso
tradito dal padre ed oggi da noi cristiani
sei un fondo di magazzino senza reso
adesso moriamo e senz'anima come inermi cani
piangiamo di dio la morte e la sua pena
sferzati a sangue nella schiena
pieghiamo mente e cuore alla violenza
mendicando pietà a chi di noi ha più forza
così di dignità privi e di parvenza
o mio gesù bruciamo della tua croce anche la scorza.
Adieu mon dieu

 

La Solitudine
La solitudine nel tempo
vuole l'asprezza della terra.
Granelli di pietra
che mai giaceranno sul fondo di un mare
ma tu mio piccolo amore
hai l'ardire di vivere e morire.

 

Limitrofi confini (La mia mamma)
Del viaggiar nel desiderio sui limitrofi confini me ne disegnai un luogo
arcano lo sognai di tinte ed d'altre svagate creme l'ornai
e di sfumati a sangue divini riesumai i colori
delle tempeste ferme sugli iridi degli occhi ebbi conferma
immaginai il mio sangue bruciar d'un rosso in caduta
oltre le orbite le esplosioni
l'estasi perdo nell'essenza
un colpo sentiì
e sbattere l'urto del sole vidi
la differenza tra l'io t'amo e te l'urlai
e la bugia turbò il tuo corpo da quel'ineffabil posto portato via
nel passar dei desideri
ti rassegnavi a un luogo
nei limitrofi confini

 

 


la foto è tratta da Margaret Lucova

Amica mia
Scusa va la volevo dirti da quassù
ho letto le antiche mie chimere
non dico mica che non sian belle
per addormentarsi nelle lente sere
molte se non tante son da alleggerire
rese più veloci e ritmiche musicali
per mandarle a volare per le stelle sennò muoio
a lavorare al trebbio
qualche parola in meno o congiunzione o avverbio
che son troppi di troppo sulla rima
pesano come mola di frantoio
al respiro ne fan crollar la cima
lo farei per far si che tu m'amassi
grazie al debito d'infinite parole sensuali
che tu mi possa trovar scorrevole sintattico
versi da declamar su duna d'attico
non da ruvida scogliera fatta con i sassi
che possa una porta su un altro sogno aprirti
ma è una cosa che puoi fare pure tu
ciaoooo amica mia
 

Allineamenti
M'allineo a un Mondo privo di perchè senza stupore.
Eliminate memorie e date dalle ore
ora vivo d'ansie e al freddo non ho calore.
Mi scivola nel giorno il Sole e non so se ho un colore.
M'è vano incidere parole come amore dentro ad un pantano.
Il fuoco,il tempo o l'acqua ne cancellano l'arcano.
Della mente il volere è sano è il cuore che mi batte piano.
Nel giorno conto violette e i fili d'erba che calpesto
e non ne tengo il resto.
Sarebbero pensieri che della morte mi fan mesto.
Stupore, che mi fa sognare un altro mondo
mentre questa Terra pesto.


Il Cielo delle ore......
... no ma il cielo non ha espressione
dipende da occhi riversi nell'oblio
o dal constatarne la rivoluzione
dipende dall'odio e dall'amore
che circondano le circonlocuzioni
parole disdegni oppure un addio

tanti tempi dei sensi
tratti fuori dal fondo
forme pure a priori
che si fondon nella morte
lo so...lo sapevo

vado nel sogno e piano segno
delle sue parole il colore
ed è così che questo cielo senza ore
possiede dalla nascita tutte le mie forme.

 

Life Planet cipressi
D'Evelìn stilema
percezione
e i cipressi
le punte
al cielo infilano
insinuano modi filosofia
mondi dell'essere del credere
del perdere -
sudato su vaniloqui
girovaganti paralleli
a contraddetti e loro verità
studio orbite divàine
contaminate d'allocuzioni d'esotiche scienze
in ellissi stralunari
e
come polvere di rossi marziani
cado
su Venere -
ed ecco i miei verdi dritti cipressi
di poesia piantati su vergine terra e di pensieri
ornati
pianeti di vita
m'orientano il Mondo
gli astri
ed i perduti tempi
sconsacrati argomenti
leciti per dio
ed io m'approprio d'essi
e del loro salire.

Life Planet cipressi
 

No... niente...
non credo ci sia qualcosa
in tono col bene del mondo
intorno a me non vedo niente
cammino... marciapiedi in solitudine
scarsi di passi e di saluti intimi all'andare...
aggancio un pensiero d'inquietudine
ci son parole dietro di me che m'inseguono
sembran gocce di sangue ma non sono
forse petali rossi
papaveri ematomi di colpi della vita
una ragazza va veloce giovane senza valige
spera in dio però ancora non lo sa
un filo freddo di vento m'insegue...
il suo colore intravedente è quello vero
il nero
c'è qualcosa intorno a me...
e lo vedo...
il niente


L'Amicizia
Collassa il mondo
collassano non sense surreali
vita desta non assopisce i sensi
cresco oggi dentro musei vuoti
ridotti a polvere consumata
scene contemporanee di solitudine
sonni pluriennali e sogni dimenticati
tele di colori sciolti in vergine tavolozza
immaginifico desiderio vintage
collasso con il corpo e con la mente...
salvo l'Amicizia...

 

La Donna - 8 Marzo
Dicon sempre così
nel bene nel male del dì
passerà il dolore
non contare non guardar le ore
osserva il sole
gira in cielo scotta ma non duole
e le stelle...
... sono infinite non le conti sono tante
sono il color degli occhi
a bocca aperta come quella degli sciocchi
divino geomante
dico e osservo il viaggio delle infinite caravelle...
Mi dice sempre così
non aver paura non tremare sono qui...

 

Le stanze
- nel senso di quello che c'è assoluto è il niente
del resto rimane un vento che solleva un'onda al mare
che sposta sabbie poi molecole al deserto
per farne dune e più d'una
un libro storto scordato su d'un materasso duro d'amore
e aspetta di riempirsene una valigia d'illusioni
sembra strisciare nel ventre d'ogni pensiero
quel desiderio d'essere un vuoto
d'essere perduto per sempre dal nulla
d'essere quello che sono
lacrime del viso
un sogno
un velo che copre tutte l'indivisibili stelle
un gemito che sprofonda
scorticando l'anima
il cielo delle ombrate stanze
che già mi hanno visto nascere -


Sparnazzile primaverile
Sparnazzile primaverile
con paracetamolo antifebbrile.
Rifiniti versi con Dante
che di rime ne ha tante.
Qui si rischia
di finire ad Ischia.
Se mi bagno in Adriatìco
n'esco livido come un fico.
Sui Monti Tatra
una gallina latra.
Salendo a Montevideo
ti rovesci col Mondeo.
Ho tenuto Juventus
me ne torno in autobùs.
E così via fino a Rotterdàm
cantando in coro per quanti siàm.
Ah! maledetti senza pièta
vi rinchiudo tutti dentro Gaeta!
ect ect


Giunco d'alto mare...
albero di maestra sulla barca
perchè fare di me un deserto
da me un mare senza planctòn
diatomee e correnti dei sargassi
pescecane o squalo in gabbia
medusa o larva di pesce ghiaccio
oceano in bufera aperto
venti dei temporali che la tempesta scalda al fòn
legato a gomena torticcia a canapa d'arca
dei krill vacuo d'aria o grassi
ora io piantato come miraggio nella sabbia
come faccio?


Sogno
Un sogno nuovo dovrà fermarsi
problemi surreali
fa male fare dei tramonti i viali
fèrmati da me lassù
alla griglia mangeremo di Livorno sugo e triglia
spendiamo dei minimi minuti d'assenza
furbi baci e il cuore dei colpi farne senza
bevendo d'edulcorato sangiovese
lacci d'aroma e ardore in vinacciuolo
poi stanchi cadere al suolo
chiedere aiuto al cielo braccia lunghe distese
ed aspettare stupidità in vecchiaia
acquisita nel tempo senza impegno
uomo capovolto dal rombo del silenzio
sogno un altro regno.
 

Rose e gentilezza
dormiremo insieme un giorno
forse sarà lontano o qui d'intorno
in un giaciglio come fosse una capanna
o nel box del cavallo che di corsa s'affanna
in silenzio perchè tante parole san di rumore
insomma un ciao una carezza uno sfiorar d'amore
e senza correre via per raggiungerci lassù
perchè se stiam fermi ci tocchiamo senza pensarci più
del tempo sai ne abbiamo per far nascer rose e gentilezza
in questa nuova sera che pare primavera morbida di brezza
dimentichiamo anzi ignoriamo il male che le mani ci ferisce
e andiamo insieme a dormire in un abbraccio che non finisce
...
meglio di così non mi è venuta

 

 

Fioreluce
Il fiore di per sé è poesia
la luce l'illumina gli da colore
nel più bello del nulla
nel blu o nell'azzurro
dialoga il Mondo folle col Cielo
petali che sanno di pensieri
da staccare
e rilasciare a volare
corolla del centro della Vita
ne accarezziamo pollini e petali
con le dita ne dipingiamo sprazzi e speranze
noi siamo ciò che ridiventeremo
una polvere fina nella sera
raccogliendo dei ricordi ciò che v'è rimasto di poesia...
ect ect ect

Dobbiamo andare
Sai, non possiamo stare qui nel deserto
ad aspettare le carovane smarrite dal tempo
o che il mare entri tra le dune
ad asciugare rughe e rimpianti.
E non possiamo più ripararci dal calore nelle oasi
asciugate dai soli infiniti transitati sul Sahara.
Dobbiamo muoverci, spostarci, cercare,
i fari delle automobili sfrecciano nelle notti eterne delle Città
sui paralleli e non sanno che le sabbie del deserto
hanno onde come i mari e gli oceani.
Noi due neppure lo sappiamo
ma lo capiamo guardando la Luna e le Stelle
che hanno il senso dell'andare eterno
di qualsiasi cosa possa apparire sulla terra
e lasciarvi un segno.
Ma tutto ha un termine, una fine,
anche se tu ed io non lo sappiamo, ma lo capiamo,
siamo qui,
e dovremmo andarcene
prima che l'onda del Sahara completi la sua immagine.
Per questo le Carovane non attraversano più le onde,
non infieriscono più di tracce sulla sabbia rovente,
ma tu ed io dobbiamo muoverci.
Attireremo a noi altri desideri e, forse, un altro Mondo,
perchè questo non può più tenerci dentro di sè,
le sue curve s'assottigliano
e i suoi tempi scanditi in ere e poi anni
adesso sono soltanto minuti,
piccoli spompati d'affanno minuti.
L'aria soffoca se stessa, e le stelle si spengono,
deridono un sole che non sa se esplodere
o sparire nel soffio delle orbite universali.
Sai, non possiamo restare qui
nel deserto della nostra ruvida città,
che non lo era,
è stata gentile,
ma il sentore della morte l'ha sdolcinata e scatramata,
buttata la, contro le sue stesse mura
deformate dai terremoti delle anime.
Dobbiamo andare.


Dio è nato dagli ioni?
Nasce dio fuori dalle sfere logiche
atonia d’orbite di gesso
quasi almagesto sospetto d’affanno.
Il canto riflette sull’ordine allarmato di paura.
Non lo sa il gruppo che respira delle sue regole
che la grazia è gratuita e ne fa a meno.
Se poi la psiche miss’invola nel suo ambito ristretto
la sgriderò d'essere animale
con la promessa di farle un tetto
dopo aver vagato di rivoluzioni.
In cerca di fede si smarrisce
il fenomeno tonale.
Il labirinto se lo disegna
dedalo complesso
l’astronomo corpo in bilico di ioni.
Sull’equatore
muore.

 


Non c'era un momento.
Subito non c'era il Tutto.
Era un mondo che si creava,
in divenire di creazione,
fisso nello Spazio.
Un Mondo.
Veloce, o lento, dipendeva dal tempo.
Momenti che si allacciavano l'un l'altro.
Note scritte.
Sintesi d'Anime.
Il Maestro sollevò lentamente la sua bacchetta,
fino agli occhi,
per guardare quello dell'orchestra,
poi alta verso il cielo.
L'orchestra tuonò
una musica
che subito fu il tutto.
E i musicisti
ciascuno col suo strumento
furon Dei
soli
nell'Eterno.
E gli spartiti s'aprirono
e presero a volare,
sulle note,
a perdersi tra luci e palcoscenici,
teatri di cieli stellati.
E c'era il Momento.
Il Tutto.
Un Momento.
L'ultima nota rintuonò,
sparì nel niente
e fu invisibile oscurità
di fantasmi
ove Maestro musicisti e pubblico
svanirono.
Erano lì fermi nell'infinito del Momento.
Chiedo ancora con rabbia nascosta torna...
... non c'era un momento
 

La Casa
Una forma
un contorno di figura
una porta
che accoglie un volo
occhi attenti
anche
ai passi d'entrata
aperta aspetta l'uscita dei corpi
mudèri dei desideri
folgorazione dei voli fantastici tra mente e il niente
la casa sta lì
fissa formale e antica
accezione estetica perde di vista il tempo
e il tetto
copre
illuminazioni d'interni
aleggia d'intenti e di salvezza
profumo disteso di legni e d'intarsi di pensieri...
la Casa ha la Forma dell'Amore

 

L'Odio 2
Un nemico è morto
forse due
non son sicuro
fuori è tanto scuro...
corna di bue!
so attento
cammino corto.
Bel sentimento d'odio
illanguidisce le livide ferite
ecchimosi cutanee da cadavere
d'assurdo color del cielo nero.
Sul taglio stendo Dio
qual iodio asettico vermiglio
sulle dita guardo la caduta dell'impero
di quel pensiero che mi fa eterno
in un lungo inverno
che scalda il cuore
che sotto la neve non duole.
Oggi ho pianto
e domani piangerò
nessuno è morto
nessuno morirà
nel bianco, viole.
Dio è risorto
ne sento il canto
sento l'acuire del dolore
fa buio
non ci vedo lo sento non si vede
chiudo occhi e casa
prima che d'amor di Dio sia invasa.
Voglio il Male
lo salverò
depurato d'aceto e sale
aspetto
l'odio mi fa forte
mi regala l'Inferno
e le mie prede.

 

Il volo del falco
Sul ponte che passa il fiume
silenziosa volteggiò suprema l'ala del falco.
Fossero stati baci
con tratteggio estemporaneo
finiti in flutti di corrente
impetuosa dentro al fiume
sarebbero state gocce d'amore
o carezze scivolate
fatte agli sfregiati fianchi
raschiati dal dolore
su rocce e scogli
o mia Bianca Luna
ma il volo del falco
punteggiò la notte ed il suo buio
ali conficcate nell'astro d'argento
bruciò territori di caccia
ai Cherokì
e il ritmo naturale di preghiera
che ascolta Manitù.
Sul Ponte del'Amore
aspettiamo il volo del falco
mia Adorata Donna.


Un amore ignavo
... decisione paranoica illuminata dal gesto
sostanza di un amore in mutazione d'arresto
ed io che idiota a pensarti dei sensi ahi il dolo
fonte d'errore quando l'amore è solo...


Il mio dolore
il dolore duro
s'ammorbidisce solo in un portagioie
e quando m'accarezzi la pelle di mani e di parole.

 

 

Giudizio sospeso
La paura del tempo che passa indenne
è l'estasi immortale della visione.
Un dio in un cielo nero
sospeso dalle stelle
al di là d'ogni piccolo omega.
Davanti alla morte
la tenebra violacea della nebbia delle notti d'inverno
è il buio della coscienza in regresso infinito
Universo
inerte luce sorte di fioca lampada
camera in espansione della vita
che insegue la fine.
La lama di luce che taglia l'oppresso respiro
della stupefatta armonia della mia stanza sulle nubi volanti
obnubilata di spazio inesplorato
transfinisce gli incubi in sogni.


La Casa
La casa che nessuno ha costruito slava
la pietra d'acqua d'acquedotto .
Di qui non passa nessuno
qui mi fermo qui resto eremita d'intaglio.
Per aria e di stelle
tutto chiamato a memoria
orno il cielo dell’idiomatica stanza che parla ai lontani.
Letto
le pietre del fiume
lavabo
la corrente.
Per rimanere intento alla memoria le note delle piogge sul greto come danza
poi di specchio diletto ne faccio i suoi stagni di sponda.
La chiesa solitaria
errore d'abbandono
bagno
d'acqua dal cielo battezzata.
In spirito d'attesa.
Su slabbrate paginette pesanti di storia
incido
nella casa che nessuno ancora ha costruito
l'aspetto
del primo tra di noi.

 


dipinto-quadro di Frederic Church

I Cieli dell'Olimpus
La Meteora penetrò i cieli dell'Olimpo.
Un dio eterno sbuzzò gli occhi empirei colpito dallo skianto.
Le schiere di Santi profumi e fanti di vergini madonne
son tutte là distese in alto ammantate d'orbite di stelle. Bolidi di rocce scolpite sui Pianeti d'Oltreterra
frantumano le case templi e dirimpetto
i giardini disegnati in Paradiso.
Zeus disse ad Achille "Uccidi Ettore!"
Gesù dice ad Achille "Non uccidere!"
La Meteora penetrò il centro del centro della Terra.
La Morte generò Dio.
 

 

Cacciatore Celeste
Io sono vivo, voi...
siete morti
i baci sul pane muoiono
i baci d'acciaio risorgono...
cacciatore celeste cerca
rondini per formiche
quando il respiro si fa acqua a...
a uomini nudi si fa aria
morsicate stelle quelle del dolore
ritrovata a parigi l'inetta verità
verità perfida ossessione d'amore
scie su latitudini celesti
non lasciano tracce

Tanti sono i Perchè ma non hanno alcuna importanza...


Sonno del pensiero
Fermo in un centro stella
quello che mi passa dalla mente
in assenza di un futuro penserò.
Quanto leggera è
l'avanguardia del sonno che mi sbarandella
sino al dormirò.

 


La strega di Endor, particolare di un'opera di Dmitrij Nikiforovic Martynov (1826-1889).

Viaggiatori nel tempo
Si squarta lo spazio
cede la circonferenza
non pensate ai vuoti
cadreste dentro ad un mare nero

così
vedo
metamorfosi
da placenta
a perdita di coscienza
avanzi d'amebe
e naviganti delle stelle
poi
sparsi resti
in fossili nubi
da esplosioni solaris
in infinite distese
di cadaveri mnemonici
in un cielo d'endòr

perduto l'origène del senso
all'inizio era il verbo
alzate le vele del viaggio
all'esterno dell'io
in indagine razionale
abbandonati inesplorati corridoi
dimenticati
diventerete ciò
che non siete
enrico tartagni

 

 

Italia mia...deserto o... Araba fenice?
Sul deserto sahariano
non piove da tre giorni
ma vi nascon fiori colorati piano piano
viaggiano uomini e donne con i bimbi
a piedi o sul dorso d'arabi cammelli
liberi nel sole o nel vento della sabbia quando tira
respirano il rosso della sera
che mai è polvere
se non quella di lucenti berbere stelle
quando la notte splende di luna e latte
s'aprono uadi sorgon'oasi da mille miraggi
favole miti leggende e son arabe fenice
the verde nel deserto coi Tuareg
dentro tende tifinàg
nomadi nel mondo, noi, vissuti
d'odio e amore
coperti sempre d'ere selvagge scavate nelle rocce
...non piove da tre giorni sul Gobi e sul Sahara...
la morte qui c'attende
suona furente su foreste di pini e di violini
ci prende su dal suolo dell'Italia
distrutto dal nostro troppo amore.

Prigioniero sulla Luna
In una stanza vecchia
di nebbia umidità a vetrate infrante
commissure lene di tante vite
cammino lento ...
su radici secche
respirando odori di terre dure
e guardo...
ai muri nulla
e ho occhi che mirano distanze
nel passato il tempo incastra intercapedini
alla memoria strapazzata
e una luna con su le ombre d'immensi spazi
e squarci in superficie senza spessore d'anima...
radici senza tronco...
a quel d'onice lùmòr
cedo
inscatolato d'eterno.

 

Frammenti d'exstelle
Ho visto tutto
ora
da una Luna Nuova.
Stampo il secondo
e presenti il futuro e passato remoto
dimenticato il gesto
butto e nascita e morte
tra frammenti d'exstelle.

 

alla mia prossima amica...
ma io ti lascerei così
a vivere la tua vita
tanto la mia voce è di puro diamante
e non l'ascolti
e allora,
cosa faccio, ti costringo,
suadente omaggio,
a fare di me una esibizione d'avanguardia?
Sono redento
ora ho bisogno
nel mio firmamento
di un passato
che non mi stenda
per scritto
la via del mio prossimo giorno,
amica mia...

 


Peder BALKE
(Helgoya, 1804 – Kristiania [Oslo], 1887)
Veduta in lontananza del Monte Stetind in Norvegia
Olio su tela, H.: 10,3 x L.: 12,8 cm

Ibernazione
Attraverso sterei Ponti Siberiani
tra Antartide e Polo Nord
scivolo di sbieco e sbrìssio
su birra congelata beck's
su ghiacci e discese d'icebergs
per andare ad ibernare un futuro.
Ometterò
i sogni infranti.
 

 

Topolino
Ravenna...città avvolta nell'omertà complice degli assassinii morali e materiali...
Ore 8.43 via F.Parri.
Ho sospeso un momento del mio tempo ed ho sostato per pregare per questa minuscola anima innocente.
E per tutte le nostre.
Pena e compassione ma la crudeltà della Natura è sovraumana, sopra anche alla mia umanità.

Preghiera sull'anima innocente di un topolino
Mondo...
città avvolte d'omertà
complici d'assassini
contraffatti di morale soffocata
senza amore armata ...
... ho sospeso un momento del mio tempo
sosto per pregare
per salvare
un'anima minuscola innocente
stesa libera e gentile sull'asfalto che le fa da pavimento
e per tutte le nostre espiazioni che profumino di spirito.
Pena e compassione
fuori d'ogni ragione
la crudeltà della Natura sovrumana
sospende anche la mia indebolita umanità

 

La Fortezza dei Cosmonauti
Lacci di luce come punti di stelle
d'un planetario al buio
collegano perimetri d'incoscienza
nell'oscurità del sonno.
La Fortezza di Trasformazione
non ha più scossi confini
se non quelli del sogno.


Il corridore senza macchia
Il corridore senza peso e senza corpo unisce segmenti
... >corro senza ...
senza peso
e senza il corpo
i miei segmenti del viaggio
sulle sponde di una volta quando per me c'era qualcosa che somigliava ad una stella
splendida d'acqua di fiume
senza macchia
sulla lama del perchè che mi taglia il piede che s'appoggia sulla terra che non c'è
in congiunzione alla scoperta indotta da scoperta per paura
affondo
su sesti mondi in dimensione senza anima d'ingombro...
allucinazioni allucinazione!
corro...

 

Riassunto di una giornata
Senza luce
m'avvicino premuroso e lento
alla mia storia consumata oggi.
con musica d'adagio e la mente già lontana e distaccata
ne riassumo l'evento.
occhi incontrati tanti e sorrisi regalati
e un corpo al quale la mia anima s'appoggi.
Il nesso si rinchiude nel buio di un istante
il ricordo muore non esiste ed è distante.
la scrittura scivola veloce e se ne va
da una tastiera che ha antenati nella storia delle grotte.
Stampa parole senza conoscerne l'antica verità
e nella luce interna dei reset m'assalgono pensieri a frotte.

 

Il lieve peso dell'amore.
Quale ancora di tante cose da fare è importante.
Nascere veloce guardando il mondo all'indietro.
Dormire per sempre domani dopo aver dette parole sante.
Ti passo le mani sul viso ed hai occhi d'azzurro vetro.
Passa il giorno intero ed è come tutti quelli dell'inverno.
Una foto scatta da sola un ghiaccio barlume d'interno.
Luce alle tante cose ancora da fare senza assegnar loro un peso.
Nascere ancora da una vita conteso d'un sogno mai leso.
Donaci o Dio la sapienza del cuore.

 

Il bacio della Donna Ragno
Tu per me tela di ragno sei il mio amore
non sapendo come dirtelo te lo scriverò su tutti i muri di città
e se vorrai stare con me cammineremo per le strade fingendo d'esser soli
poi non appena faccia notte...
entreremo dentro un bar il più nascosto che ci sia a guardar le ore dal bancone
e segneremo i passaggi delle ore
e se ci danno una chitarra strimpelleremo le note che il tempo ci da
sottovoce canteremo credendo d'esser sui rami come gli usignoli
riparando i nostri corpi dalle crepe e dalle botte
infine senza voce andremo a cercar rifugio in un androne
non abbiamo chiodi nelle mani
o sangue sotto ai piedi
staremo ritti a testa in su a puntar le stelle sino a domani
e aspetterò a veder se alla fine un bacio tu mi chiedi
Enrico Tartagni


Tempo perduto
Ho pensato che l'amore avesse distratto la mia vita
ho pensato che il tramonto delle sere fosse l'infinito che si ferma
ho pensato a te quando guardavo attento l'onda del mare
ho pensato che l'odio poi mi fosse fonte di vita
ho pensato che il perdono non serve se non a far disperdere il passato
ho pensato che il fioco schiaror di una stella potesse essere etere del futuro
ho pensato che conviene essere trascendente nell'estetica del monomio pensare
credo di aver perso un tempo eterno durata d'un secondo nascosto dal mio sospiro

https://www.facebook.com/enrico.tartagni.9/videos/1675228842588041/
 

Botte e graffi...e buonanotte
non mi dire che ho sbagliato questa notte
che ho deviato dall'indicazione dello sponsòr
e che di un bacio ho scordato l'indirizzo
che nel letto devastato m'impiccio del risvolto
o che al mattino sul tuo fuoco m'esce il latte
mi renderesti note e musiche sballate indotte
e solitario m'addormenterei bevendo del tuo liquòr
dimentico d'ogni esplicito invito ad uno sprizzo
non so chi tu sia per quanti desideri m'hai sconvolto
so che i tuoi graffi su di me son come quelli delle gatte

 

Impronte abbandonate
Passi sulla sabbia
penso a un merito d'amore
una perifrasi
una breve frase
come sfiorare il mare se volassi
come se sfiorassi un fiore
un tocco e appassirebbe
un rimbalzare di pensieri
creste delle onde rotte dal fondo
morbidi colori a terra
sole sulle spalle
buio sull'acqua
sgorgoglia schiuma che cancella
le impronte che abbiamo lasciato...
abbandonate.

 

L'Ultimo Sogno
Ciò che provo non lo spiego
siamo solitari in preghiera
tràlbuio di una notte.
Dùn pò della sua luce
ne versiamo segrete lacrime.
Paure.
La cute ne riconosce il solispsistico tremore
mare che ondeggia
amore gravita
ciànnega con pensieri dùn-eterno
raccoglie gl'intristiti sparsi resti.
Pascoliamo l'anima rendendole le stelle.
Resta tra le mani il bacio.
Soffochiamo l'ultimo sogno

 

Poesia della Sera
Dovunque si posi il pensiero
sarà un leggero tocco d'amore
dovunque vada vagando lo sguardo
sarà per cercare occhi che l'incrocino
dovunque si perda il ricordo
sarà sempre in un angolo di mondo perduto
dovunque s'accenna improvvisa la memoria
illuminerà un stella che farà nuova la notte
dovunque si spenga d'un tratto un respiro
lì nascerà una linfa che prima sulla terra non c'era
dovunque cerchiamo di dirigere i passi
la ci aspetterà il futuro sconosciuto
come il buio profondo delle notti primitive
e tutte le luci del mondo
da New York ad El Alamein
non basteranno ad illuminarne le grotte eterne
ovunque sulla Terra
al calar del Sole
aleggia poesia nella sera

Philip Marlowe
Sonno acustico
in eco di ritorno
rimbomba
penso sia un sole
ch'esplode
a conclusione scoppio
come sul miglio alla velocità d'einstàin
veloce come i suoni degli Sioux
gli Apache non urlano
imitano Dio
rullano i tamburi
le valli accolgono in schiere
archi penne frecce e tomawak
diadema di potere
Squaw disegna la sua notte a righe
e stelle
Kit Carson Tiger e Tex Willer
cavalcano i Navajos
Amy Wynouse
canta Demis Roussòs
lancia in carica bisonti da radura's
di fiori colora vuoti a Kensigton Gardens
pianta sequoie a Central Park
vola
ed è Wendy e Peter Pan...all'Isola che non c'è...
canta un sogno
confine a quelli della terra
drìm di danza Iowa ...
è solo il Grande Sonno
dove m'aspetta Manitù
Buonanotte


Armoire
Mea Culpa
Gesù sapeva dire t'amo.
Peristalsi nausea vagabondaggi
maestri d'arte di vita saggi.
Canti Tramp Mandela Luthèr King
Puddu Mitri Carnera a bordo ring.
Spari pugni ridi a orchestre con lo swing.
... Aiuto spingo cado uno scoppio esplode...
Supernova estasi fiori bonsai e gridi
armoire che scricchiola di stelle.
Genova d'inerzia sorride al ligure marino
raganelle scavan rocce da portar via al Pollino.
Medicine bicchieri d'acqua dolori con il rancio
anatemi insulti globi d'occhi lancio
da infilar del cuore nella porta.
Invidia indivia pareti d'odio uova sode
Sangiovese Albana secca e dolce come scorta.
Gesù sapeva dire io t'amo
Pietro Paolo Costantino presi all'amo.
Armamentario mitra bombe e sorrisi con la ronda.
Mal di testa vomito vertigine
arrampicate sul Cervino.
Stile libero nel Po da sponda a sponda.
Mostri alcol fumi e son divino
Vergine Gemelli Acquario
Viva la gloria dall'origine parliam di Dio
e di chi lo concupisce con vuoti di memoria.

 

Farfalla notturna
Farfalla della notte
posi i miei deliri sul tiepido muro
senza Sole
credi sia un fiore.
Ti seguo.
Sulla linea del volo
scabrosa nell'aria
impari quanto sia
inconsistente maquillage
il peso del sogno
e dei tuoi colori.
Ali di Dea
battenti
respiri
sostieni il devoto ruolo
punteggiare di scarti la via
spolverio di scintille impreparate
dalla notte
scaturite dal nulla
dalla culla di rari
piccoli amori

 

Alieno
Terra e Spazio
nulla d'importante
solo un Paradiso nel Sole
mia divina invasione
onda
un mare lontano
hai dentro storie di terre
e di lune
che butti tra nubi l'ìrid'escènza
ad illuminare stelle e tenebre
Mondo da salvare
un libro troppo aperto da salvare
da chiudere
la Strada dell'Eternità da finire
alieno percorro.

 


Dipinto del Pittore di Ravenna Alberto "Colera" Cottignoli
(Ragazza con fiori rosa)

La Costante dell'Immagine
In un momento differente
valutiamo la costante
vedendo come lo specchio
cambia l'immagine.
Mi allontano dritto
dal quadro
di costa inconnesso
al dopo e al prima.
Alla logica immetto
un'ombra
e disegno
un chiaro
e
uno scuro di china.
Luna spenta.
Un sospiro di sogno
nell'irrealtà
la sposta
in un ambito nuovo.
Davanti il nulla
d'ogni tempo.
Rilevo linee in disordine
allo specchio.
Logica simbolica
che non cambia l'Immagine.


Eterno Saturno
Lumi manette e consumi
sostanze e fumi
sull' eterno Saturno.

Gas da garage
s'addentra l'anima in se stessa
livida d'una carezza e di sonno

...non si libera niente
sull'infinito lungo viale silenzioso del tramonto...

e promesse maledette.

Prigionieri sotto al Volturno
uomini scappano su razzi che scoppiano
bevono liqhuidi alla page rosso sangue
gli splòdono i cuori
paure lacrime irridenti parole
onniscienti di festa e rigurgiti d'essa.

Il sogno langue.

Fugge nel Tempo Fortezza
il Sole Drogo e
brucia snello i liquami dei corpi

...induzione perfetta al tutto che siamo...

semiluminose allucinazioni al fetor di metano.

Nulla che valga la pena salire l'anello
all' Eterno Saturno


Ad una Donna nata dalle Stelle
Tiro con le mani il manto corto delle stelle
diramato disarmo solitudine
e disavanzi al cosmo
le nuvole sono gli orpelli al vuoto
...disorganizzo il pensiero...
al volo
in volo va tra rami aghi pungiglioni ed ali di farfalla
...ascendo...
la paura del senso del cielo ornato dai fiori
le mia membra senzosso
già scomposto

senza te

da te

...sono solo quelle e sfumeranno nelle nuvole...
sublime morire
chiuso nel pensiero
di un piccolo immenso istante
di Vita
sotto il manto delle stelle


I Mostri delle stelle.
Duce solo omnibus luce
fasci rifrangono luci e paure dall'ignoto
in altre direzioni deviati raggi penetrano
densità di pensieri.
S'immergono nel vuoto
pretendono già
confini all'infinito.
Approdiamo
e su di nuove dimensioni
costretto il Tempo a ritornare
asintotico cerchio in asse
a raccogliere l'aspersa polvere di stelle e fumi
e tra gli astri in cerchio a cercar rifugio
e ad elevar di sponde sopra i fiumi i suoi reflussi
...l'espandersi è il morire di se stessi...
fuggiamo.
In infusione
il mio credo
al suo liquido nativo cede irriverente
il suo principio schizofrenica esplosione interferente
arriviamo al mulinare delle cosmiche paure
dove finalmente rimar i tempi al Tempo
e così non c'è in un di là con i barlumi un mare
c'è più buio

Lucida memoria
Memoria...
Oggi ho speso molto di quello che non ho
ieri pensavo domani non ci sarò
così passando ho raccolto....staccato un fiore giallo al campo e al marciapiede
oggi ne ho un giallo in più nel mio vasetto d'ingresso a casa
ieri pensai che del mio domani non so nulla
sono come fossi ritornato adagiato nella culla
della mamma
non ricordo niente
solo un profumo
vago
che mi sfiora adagio
che sia la lavanda del suo bucato?
oggi sono grande
so delle donne i visi che da loro ho staccato
ho navigato senza salire sulle barche
ho preso botte dalle rande
ho legato a nodi stretti come quelle delle sarte
sartie gomene ancore e le vele ho aperto ai venti
oggi non ho più niente nelle mani
ma nemmeno nelle tasche
senti...tasta...
dormo al riparo di siepi e frasche
del mare non conosco più come sia fatta l'onda
cambio con un salto la mia sponda
domani...
come sta andando?
andrà
farò una barchetta fatta di carte
non me la giocherò
ci stiverò il tarassaco di casa
l'innaffierò con acqua salata
altro più non ho...
solo un ricordo smanioso e lontano
di un viso...
non so...
oggi spendo della mia memoria anche quest'ultimo ricordo

 


immagine di Cristina Bove

La Notte
Segnata un'altra notte
la Luna cede stelle e cielo
il Sole marchia un giorno che
nessuno mai saprà sarà passato
uguale a se stesso
nel tempo universale
e la memoria inconscia
bensì non voglia
sperduta nel bagliore
cercando di se stessa un passato
che lo sia
tuttavia
continua il respiro della Terra
con l'imminenza della Morte
con la speranza della Vita
su un Pianeta
su di una Stella
che ancora non ha nome
che mai non l'avrà
forse
la Memoria non ci serve
serve l'Amore
che ci accompagni sino alla fine
della Notte

 

Farfalla notturna
Farfalla della notte
posi i miei deliri sul tiepido muro
senza Sole.
Ti seguo sulla linea del volo
scabrosa nell'aria.
Imparo quanto sia
inconsistente maquillage
il peso del sogno
coi suoi colori.
Ali di Dea senza respiri
sostengono il devoto ruolo
punteggiare di scarti la via
spolverio di scintille impreparate
scaturite dal nulla
dalla notte
dalla culla di tanti
impercettibili amori

 

Sta per scadere il Tempo
... il tetto della mia casa
ha coppi sconnessi
travi precipitano sfondo ai solai
pareti diseguali sporgono
spuntoni
muri di terra fan fiorire fiori rossi
forse son gialli
cartapecora ruvida bagna
asciuga le mie lacrime
fondamenta cerco alle costruzioni
dai calcinacci sorge
impastata a calce viva
e la mente ride
mentre
il cuore
piange
il tetto della mia casa
ama la pioggia
che la fa entrare a bagnar corridoi
e vie di fuga
ma
il tetto della mia casa ha i coppi disvelti
sovrapposte immagini
dolori pianti e risa volan via come se
come se le fessure fossero squarci
e non v'è bisogno di finestre senza vetri aperte
perchè
perchè il tetto della mia casa
rivolto al cielo aperto
ama il Sole
che m'asciuga quando brilla di calore
il dolore delle lacrime dal cuore

Le mie tante attraversate
Non mi interessano i deserti che gli altri debbano attraversare
non mi importa se inizieranno ad andare
se quel deserto l'attraverseranno
se dentro vi moriranno
se vedranno le onde di un mare da attraversare
non m'importa dov'essi possano arrivare
a me interessano solo i deserti che io già ho attraversato
solitario
dimenticato
ignorato
tanti!
e li ho attraversati roso dalla fame
bruciato dalla sete
ferito dall'insulto
a me interessa ormai soltanto questo ultimo mare
che ho qui davanti
occhi sbarrati
onde altissime
il fondo sconosciuto
la sua fine lontana da finir di vedere
con la sua altra sponda da toccare
con l'ultima mia fatica
e poi su quella sabbia aliena ad accasciarmi
asciugarmi il dolore
a me importa soltanto di questo ultimo deserto da attraversare
e non posso voltarmi
tornare indietro
indietro non c'è niente
solo il nulla
devo andare avanti
attraversare il mio ultimo mare-deserto

 

Se è buio poi si farà luce
Sempre fa notte
e buio
lo so nell'anima
poi si farà luce
lo so nel cuore
e sarà giorno
sole
luna
stelle
un dondolar di mare con le onde
un risalir di monti su per le valli
un fiore della notte
orchidea nera
un fiore del mattino
stella alpina
e così si nasce e poi
si spera
e poi si muore
e...
s'è fatta notte
gli occhi non vedono
e il cuore non sente
non batte
non c'è ragione d'aver paura
di sperare
sempre si fa notte
per tutti
perchè vedrann per sempre
mari e monti
fiori neri e
fiori bianchi
e dal buio del cuore
la luce dell'anima

 


Quadro di Marialuisa Isolani

Astronavi
Flash!
Il rombo soffoca gli sguardi ai piloti
che alle stelle puntano
le navi.
Dale!
Dovunque andranno i nostri voli
oltre le orbite al di la di Saturno
osserverò le luci quando si spostano
gli anelli.
Flash!
Scegli la nave ci porterà nei sogni
virerà al comando della mano
sorvolerà le menti nei mari
della Luna.
Dale!
Sempre saranno i colori degli amori
a guidare anime e navi negli spazi
armeranno cannoni a ioni
e daranno semi
ai fiori.
Flash!
Dentro al Nulla avremo tutto
nulla da dimenticare
e tra i Pianeti pianteremo messaggi
del Futuro.
Dale!
Ascolteremo anche chi
aveva avuto il Tempo nelle Mani
un Inizio senza Fine
senza aver bisogno
di Sapere.
Flash, Dale,
spingono la nave dove il remo di una barca
ha già oltrepassato ogni orizzonte
dove le vele delle navi hanno imprigionato
tutti i Venti degli oceani
dove il galoppo dei cavalli ha spostato l'Equatore
della Terra.
dove il graffito cavernicolo dell'Uomo Antico
ha già dipinto il Mondo.
Il Vigèr delle Navi non ha fine.
I popoli lo sanno.
 

 

Primo Motore Immobile
Se nel divenire dei mutamenti
tutto ti resta immobile
Se il tuo cuore sosta
se scioglie nel male la sua fibra
se risuona di cavità e dei celesti angeli ai suoni più non vibra
se spossato steso riposi sull'ombrato fresco dell'asfalto
se pensi stolido all'inutile en arrière dell'esser stato
se ti sposti in ratio e pensi che il dolor ti costa
se cerchi anima in rivolta una preghiera per cantar nel cielo
se senti credi e sai che ora sei morto in sepultura
se ti scuote il respiro tutte le ossa con un salto
se respiri solitudine amniotica nell'utero tu primordiale stelo
sei già quello che sei stato quando la terra era ancora pura

 

Ad Emily
Mi disse Elani
dove finisce il mare la iniziamo noi
dissi ad Elani
voltiamo il percorso indietro
non calpestiamo i nostri passi
cerchiamo attenti di non infierir sui fiori
di non nascondere i raggi al sole
piantiamo alberi
e sogni dando loro acqua col nostro pianto
lacrime d'amanti
sapori dell'inizio quand'ero ancora santo
che non ritornerà
disse Elani a me
segui il sentiero che abbiamo disegnato
quando piccoli la mamma ci diceva
dove sei stato?
era semplice dritto non andava a disturbare gli animali
avevamo noi l'animo del bimbo
e facevamo il bagno senza sali
vivevamo normali assenti come nel limbo
dimmi Elani hai ancora i tuoi occhi di bambina?
i miei li ho perduti guardandomi all'indietro...
 

 

Galassie
Il Tempo pionieristico sfila avanti.
Galattica buia Luna geometrica.
Angoli nel cerchio include.
Euclidea poligonali circonferenze disegna.
Rimedio, raggi sforzati.
Devia ombre crinali su vulcani orbitali.
Luce bianca, colore lontano.
SimilStella ne svia la riga di fuga.
Di lì esploratrici passano Comete.
Cancellano il Tempo.

 

La mia Sabbia

<La ragazza si accucciò vicino all'uomo steso sulla sabbia,
a viso quasi in giù, per vederlo meglio. Era il principio dell'alba...>

La mia sabbia
su di un regno di mobili ricordi
governo dune sottovento
polveri e pensieri.
Sabbie.
Do l'aspirapolvere agli empi intenti:
splendori
come fumo svaniranno.
Pesavo di rabbie
schiumavo:
non sono il tuo schiavo.
Chiuso dal tuo regno d'immobili sabbie
tocco i rimandi i vestiti rammendo.
Trucco lo spazio su di noi
neutro strofino coscienza e i contorni
anelo prosaico a sabbie
e deserti.
Sequel di dimenticanze
sfida alla mia libertà del morire
tu governi l'ira del buono.
La mia sabbia...
avrò il mio deserto di sabbia.

 

Universi paralleli
Su d'un giardino a sentieri
che non s'incontrano
percepisco un paradiso
lì l'orlo alla tovaglia lo tieni tu
il discorso rifinito
coi merletti ad intreccio legati a Bruges
e la lavandaia non mi serve
per passare dai bianchi ai panni neri
ma per far diventar puliti i viaggi fino a fruges
usi gli orli
per contenervi il tempo
lo sai dove finiscon le parole
le sbatti contro i muri delle idee
dee già morte alle idi d'infiniti paralleli interi
strano spolvero la tavola al paradiso
ne percepisco lì l'inferno

L'Universo
Spendiamoci di spazi
e di territori
non abbiamo confini
per questo mi fermo qui.
Rifare il giro
sottratti attimi furenti
al tempo.

Merini, amore e parole
Amore e parole
amore non cerca sentieri
e parole
diciamo parole d'amore
il mio bacio sul tuo
ritorni d'ansimi
e così lasciamo alle parole
il tempo d'aprirsi come i fiori
limitiamo i passi all'essenziale
e i respiri
lasciati sui prati nei voli
come piccoli indiani di manitù
chiusi tra leggerezze
dell'anima insistente
e poi perdiamo
le nostre rapide parole
e le ritroviamo
ad unirsi
un tocco
fra profumi e campi d'erba
i pensieri
ancora
liberi d'andare
di calpestare
i vergini sentieri

 


foto di Irwin Klein
 

Due passi su di una spiaggia d'inverno...o d'autunno?
m'avevi fatto una promessa
camminare con me sulla spiaggia
di un mare di un altro continente
anche se soffia il vento
coll'odore della terra
anche se le onde ne respingono la spuma
sino a costeggiare altri bordi ed altri lidi
anche se l'aria promette pioggia e vento
altre promesse
racchiuse al riparo dell'ombrello dell'amore
anche se il mio cuore si fermasse
ricorderò per sempre la promessa
 

 

Interstellar
Entrai in un sogno.
Improvviso.
La posizione dei battiti
forse raggiunta.
Al cuore ne farà da contrappunto.
Sconosciuto in esso viaggiavo.
Per dove?
S'apre una porta sospesa.
Paura.
Il rumore cardiaco è solo un sistema.
Chiudo gli occhi per non vedere nel buio.
Non mi sposto.
Non posso.
Respiro.
Non posso.
Non ho spazio nel vuoto.
Ne confini.
Irrelate melodie tra le stelle.
Parole nel fondo.
Sotto alla porta.
La voce non parla.
Aspetta la mia.
Nel sonno
improvvisa
è la fine del viaggio.

 

Lo spessore sottile del mattino
Come la sera in silenzio possa sbarazzarsi della mia mente non lo so
e come la sua solitudine sa espandere la mia crescente paura che non conosco
il sentiero e le macchie scure tra me e le assenze di stelle che conosco
aria e luce e tu vuoi che io oscuri le navi nella notte che non conosco
e sarò chiuso nel sottile spessore della mattina
penso
 

The thin thickness of the morning
As the evening in silence could get rid of my mind I do not know
and how his loneliness knows how to expand my growing fear that I do not know
the path and the dark spots between me and the absences of stars I know
air and light and you want me to obscure the ships in the night I do not know
and I will be closed in the thin thickness of the morning
I think
 

Ferrovia
Semplicemente
non importa dove ...
dove finisce la ferrovia.
Non pretendo
di essere operaio
od amante
sul vagone dei pensieri
per fissarne l'arrivo.
Conosco il viaggio
che la ricongiunge a sé.
Se volessi
potrei carpirne lo scopo.
Il giro intorno al mondo è preludio
di un amore che non vuol finire.
E se potessi
vorrei scrutarne i tanti segreti.

 

Rumori
Il rumore di una preghiera
Il rumore d'un soffio
Il rumore d'una gentilezza
Il rumore dell’incenso che brucia sparso aroma d’Arabia
il rumore di passi stanchi sulla strada sollievo alla fatica
il rumore di parole silenziose dette incerte ai piedi d'un altare
il rumore della paura a superare il varco adito d’un mondo buio
il rumore di un segno sopra il petto che benedice il cuore
il rumore di un pensiero sul primordio del peccato ornamento della vita
il rumore dell’asperges che irrora l’aspro aspetto alle preghiere
il rumore delle ginocchia che si piegano a guardare un cielo che non si vede
il rumore della rabbia che ci assassina d’ingiustizie e di rivolte
il rumore del perdono che rimane senza far rumore ad aspettare
il rumore della finestra che apro all'indispensabile vuoto del cielo
il rumore del mio piccolo cammino verso te per portarti un fiore
l’unico vivo che ho trovato sulla strada

 

Il sole della terra
Prima era un cielo nero
senza il sole della terra
ora scrivo di me che guardo il sole
come splende sembra una stella
ed io non credo lo sia
accarezzo fiori gialli profumati
mi paiono calicantus
morbidi come sono non credo lo siano
apparenze che mi lasciano sgomento
sbigottito osservo un micio
dolce e morbido nel passo sinuoso
e si fa accarezzare
lui ha il senso del fiore
la conoscenza del nulla
e non se ne vanta
come mi piace camminare insieme a lui
sa dove portarmi
dentro al bosco che si profila
di la dal muretto storto del mio cortile
scrivo di me che mi son perduto
dentro ad un groviglio di strade cittadine
quando dentro casa mia so di averci già
tutti i fiori dei giardini
che il sole scalda sulla terra.

 

Lume Naturale
se soltanto potessi
avessi
oppure... volessi
direi ai miei piedi volanti
di rigirare i percorsi già fatti
inferenze ai pensieri già detti
direi alla mia mente incostante
che quanto ti amassi non lo sapevo
che mi basterebbe un lume per l'anima
se soltanto io l'avessi capito

 


Amante perfetto
Non di tutto ci si accorge.
Una parola sfugge sempre
un bacio non perdona
la bugia
ascolta.
Amore
perora la mia causa
avviene
qualche volta
che agli occhi sfugga l'immagine.
Adesso sono fermo
da ore resto solo
ad aspettare
anche per domani
ammesso che io sia
l'amante perfetto.

 

I Fiori del Male
ed è follia azione traditrice-
pneumovuoto ultimo pensiero -
a una parola basta la sua forma vera -
e allora ne contorno il mio pazzo respiro -
porgimi il remember degli innaffiati fleurs del nostro male -
lo filtrerò nei cristalli bhoemienne decanter a la lumièr-
e l'aria ci dondola sul mare degli -
spazi-percezione

 

New Rose Hotel
Frammenti di una rosa
e odore di polvere
Sembra l'attimo
l'atomo
il moto
Sembra una storia
la rosa
frammento d'inverno
A Singapore
giunche incagliate di ghiaccio
hanno rose d'inverno
Apro al mio incubo
la stanza non tempo
Odore di polvere
onde d'amore
Inferno
Copro il tuo corpo
L''interno
con frammenti di rosa

 


immagine di Giuliano Grittini
 

Atto d'Amore
Si spostò
di un peso
la pressione
sul dito
lo sguardo
andò
si fermò
su quella tua mano
tremante di passione
bianca
nervo teso
sogno ardito
lento movimento
una carezza
e poi stanca
lasciò il punto
la mia
portata come da un vento
strinse il tuo seno
e il tempo consunto
io
ancora al tuo bacio
appeso
 

 


Nella foto: Il Professor Alberto Cottignoli, Pittore di Ravenna-
 

La Costante dell'Immagine
In un momento differente
valutiamo la costante
vedendo come lo specchio
cambia l'immagine.
Mi allontano dritto
dal quadro
di costa inconnesso
al dopo e al prima.
Alla logica immetto
un'ombra
e disegno
un chiaro
e
uno scuro di china.
Un sospiro di sogno
nell'irrealtà
la sposta
in un ambito nuovo.
Davanti il nulla
d'ogni tempo.
Rilevo linee in disordine
allo specchio.
Logica simbolica
che non cambia l'Immagine.

 

Mistero
Nascosto così il mistero
che non lo so più riconoscere.
Dal nulla
sovraimmagine che credetti d'aver visto
ed era solo l'aspetto del futuro
che cambia il mio presente.
Sarà questo il mistero
di una carezza al buio
quando sposti la tua mano
con un tocco
dalla mia

 

Fides quaerens intellectum
Fatto atomico,
compilato laterale
si come fenomeno fatale,
la lista di verità d'un endemico passato
... ogni voce sottolineo immediato d'esperienza
se una falsa sorte per la fede mi cerca l'intelletto
si come quando nella notte deficiente
m'infilo scalzo dentro un letto ...
elenca le vertigini d'amore
cancellate dalla mente

 

Fiore di Luna
Fiore di Luna
deserti sulla Luna
e poi un melograno
nato dal mare di corallo
deserti sulla Terra
e poi un fiore di Luna
ipomea nell'anima dell'uomo
so che dei tanti petali staccati alle mie rose
non me ne rimane uno
ma tu sei lassù
stampa e amore d'argento
in luce di Luna
e così mi passeranno davanti tutti i deserti della terra
e mi s'illumineranno tutti i mari della Luna
quando il Sole che brucia il mio dolore
s'accenderà di nuovo.

 

Chillout
In una musica chill-out
ambient soave divergenza
inizio un amore new age.
Non ne so le note
il discorso
ho le parole
non ne ricordo le risposte.
S'inizia il silenzio
trance.
L'eroe mai ne perde il senso
non giudica il male
lo conosce
ascolta
quello che esce dal mondo.
Quel che ne entra dentro
è il tempo che si ferma ad ascoltare.
Il suono sposta il mio corpo
da dove l'ingombra.
Lo pone riposto
image dimenticata
dalle culle
nella lounge melodia
delle onde del mare.

 

Istantanea virtuosa
Se nel Sahara ci pianto un fiore
una rossa rosa
color del Sole
non so se l'acqua allo stelo
ne disseta il sogno vegetale
so nel cuore che al miraggio
tremolante di questa vita
evanescente
s'attacca la speranza
che naviga sul mare
delle stelle del cielo del Sahara

 

Rosa e Neve
Voglio scrivere di una rosa fuori stagione
e del manto della neve del mattino
che la copre
e la ricopre.
Lei mi dice: io sto al caldo sotto il bianco ghiaccio.
Son due anime che non conoscono l'eterno
e ne son felici.
Voglio descrivere
del rosso di dicembre
riverbero con la biancaneve
che accoglie i cristalli che scendono dal grigio
d'inalabili profumi dell'inverno...
...
vorrei dire di questa leggera gentilezza
che non sa delle pesantezze dell'umanità...
ma non posso...

 

Amore... ;-)
Immagine leggera
confuso dallo specchio
voglio scriverti una parola nuova
inesistente...
le memory card mi cancellano il passato
gli strappi che colpiscono la mente
e i tasti che schivano i miei colpi
... e sono stato tanto tempo nell'analisi
del tempo ...
sfogliano le pagine staccate ad una ad una
poi coi miei stessi occhi ripassate
lucide di patine e pensieri senza immagini
airlock
respiro
specchio dove tu sei ancora impressa
con un tuo sorriso che mi lascia dentro
led lumi e bui oscuri
monitor di pixel intasati
e mi scontro dove l'universo riversa tutti i suoi spazi
free d'ogni passato inserisco input ed on line
devo trovare una parola nuova...insistente...
amore

Il sapone negli occhi
Tu mi levighi la pelle
scrùbb e bagno schiuma
sentore luccicante fatto di stelle
come quando dal cielo nero...
càdon sulla terra fiocchi bianchi
cadeau dell'altro mondo dove tu mi mandi
attento! tu mi dici:
sui tuoi sbocchi non scivolar sul pavimento!
ridi io no
m'hai messo profumi visionari di Lisieux
dell'amor le tue perle rubo!
ti dico: è facile così fare gli sciocchi
bagnato il seno ti sorrido
so di certo che passerà il piacere
ma l'amore no
mi baci
sono caldi
mon dieu
sono tremendi
spero tanto che davvero tu sia qui
e non mi menti
intanto tu mi spruzzi idee sulla faccia
mentre m'entra il tuo sapone
dentro gli occhi

 

Uno sguardo (fuori) dalla finestra (metafisica)
Abbiamo...ho...
separato il vetro dall'aria
il cielo dai suoi colori
i tetti dalle case
e i voli dalle ali degli uccelli
ho sommerso nelle angustie i ricordi
ho unito un pensiero a un microscopico batterio
ho sperato che fosse un sogno da toccare
e ho separato la visione dalle sue forme
ed ho aperto una fessura al mio corpo
per fissarvi dentro occhi e conoscenza
e la mente senza meta che piangeva
allora ho separato la forza dal dolore
ed ho guardato fuori
perchè avevo la finestra aperta...

 

Co(s)mica
Non c'è un sole
non ci sono stelle
polvere e supernove
non c'è Venere
nebbia su Plutone
non c'è Giove
orbite scagliasassi
comete sfiondano
d'Urano non ne sanno
trema Nettuno
la Terra e la sua Luna
lo Spazio muove
e si rimuove
dama e buchi neri
il bianco lo confonde
nei momenti invuoti
interstellar tutti i pensieri
motocosmo che sposta il Mondo
e le altre stelle
brucia Mercurio
esplode Saturno traglianelli
scuote il manto a queste stelle
il gran Destriero
s'accende un Sole
ultimo Universo...
ect ect

 


immagine di Cristina Bove
 

L'Aria che respiro
L'Aria non pesa
...
Non ha peso l'aria
se non la respiro
la foglia secca leggera l'accarezza
spariscono tra cielo e terra
non lo so
aspetto la stella che sfiora la nube
neve che viene sul mare
non lo so
avrei tempo per parlarti nel viaggio
che il sole ha smarrito il suo giro
per scioglierci il ghiaccio
le parole son secche
sciolte tra paure e pensiero
non lo so
impressionante stare sospeso
all'interno
non pesa l'aria quando respiro

Il Pettirosso
Nella chiara mattina
sconfina la rugiada nella brina.
Splende nel gelo il pettirosso.

 


 

Foglie secche
E domani è un altro giorno.
E stavo pensando al domani
perchè sono strani i pensieri
son domande nel passato
che hanno risposta già da tanto deposta
poi vedo e m'accorgo che
che ora non c'è più nulla da fare
se non controllare delicate foglie secche sulla strada
scansarle non calpestarle loro son vive io no
e contare le loro tante caselle
e vedere se tutto è al suo posto
un ordine straperduto in un extra spazio nascosto
e il pensiero che mi chiede: dove vuoi che io vada?
Insistente non vuol perdere il senso.
Resta qui! di la non ci sono più le nostre amate stelle
resta con me, che con te tutti i miei domani raccolgo.

 


 

Dejavù
La bolla d'aria
riempie il cielo
in tutto il suo spazio
ed esplode.
Il respiro n'espande il mondo
irriconoscibile
s'adagia sulla terra
morbido
ne cerca il profumo
lo riconosce
già vissuto
era già stato visto come eteree onde.
Gentile
esplora un cosmo
per darne un altro
e nasce il fiore
già rinato
era già di là
per riempire e riempire e riempirne la bolla.
Dimenticherò
la pianta instabile
dell'inizio d'ogni amore

 


 

La Coscienza di Zeno
Stesso parallelo
stesa meridiana
da parete al Sole.
Al suolo
non ci incontreremo mai
saremmo come la siepe
steli alti sino alle stelle
piegati fili di spighe
intrecciano ciuffi di menta
ai fossi.
Oggi ho un arbusto di biancospino
che accompagna il mio cammino
spine sulla pelle alle mani.
Oggi piangevo
pensavo ad Italo Svevo
al mastodonte per leggerlo gli dico
aspetto il soffio del vento
sepolto dalla valanga del monte
o dal fischiettar del merlo
che volando sento.
Oggi ho occhi con gocce di lacrime
e di coscienza
il meglio è farne a meno.
Male soffrire in partenza d'amore
come Zeno sa fare.
Nel lungo parlare
in terra non guariremo mai.

 


 

Morire d'Estasi
Non prevedo un Massimo decadente di routìne
ne un mite impavido d'amore Palladìn
d'acqua di pioggia qui fuori dall'asfalto sìno ai campi ne scorre in abbondanza
così dalla finestra io rischioso mi rigiro a riguardar la stanza
ci sono i quadri due comò con i ricordi con su della Lladrò le sue statue
un telephòn e le luci ai comodini baluginanti vacue.
Stanno lì.
Morire d'estasi se fuori piove
è come dell'Amore fare le ultime prove

 


 

Gita a Livorno e Dintorno
Hai problemi surreali!
Ti fa male fare dei tramonti i viali!
Fèrmati ai cipressi piantati da me alla griglia
che lassù mangiamo di Livorno sugo e triglia
ripareremo con minuti baci le valvole dei cuori
bevendo d'edulcorato Bolgheri doc
aroma e ardore.
Poi io professor enologo ti rimando indietro
ove cucinerai uova alla qòc
pulirai di Vetril alla finestra il vetro
e tutto il resto ti farà un gran bene
 

Alla Stazione
Sono in quella fase alternata
tra porte
e corridoi da marciapiede:
portare il rigido bagaglio
alla stazione sconosciuta di partenza
o millantare un testo da abbandonare in sala d'attesa
s'un sedile impavido da stazione d'arrivo?
Ma, no,
prima aspetto d'insistenza che un Sole
sappia trovare un'alba in un altrove
tra i tanti buchi d'Universi
per scoprirne discendenze alternative
poi, si,
forse ricordare e dimenticare
e portare a spasso al guinzaglio
subdole orbite sbandate tra quella stazione e l'altra
consegnandole a spiccioli nomi
e, dopo,
infine avrò il tanto Tempo che ha una linea retta
che va in la e non sa e mai sa
di rincorrersi nell'esatto Nulla
che intrattiene in se tutte le Stelle

 


 

Una farfalla sul muro della notte
Farfalla della notte
posi i miei deliri sul tiepido muro
senza Sole.
Se seguo la linea del tuo volo
imparo quanto sia
inconsistente maquillage
il peso del sogno
e dei suoi colori.
Le tue ali di Dea senza respiri
sostengono il devoto ruolo
punteggiare di scarti la via
spolverio di scintille impreparate
scaturite dal nulla
dalla culla di tanti
piccoli amori

 


 

Ombre, e virgole, alla finestra
Sono soltanto virgole, ottuse, fra le mie ombre.
Sto come l'ombra sul mare in tempesta,
sto alla finestra,
volgo la testa,
sporgo lo sguardo dal confino vicino,
riposo pendenti le mani, che non sanno più scrivere,
al davanzale e, fuori, per asciugarle nel dolore,
c'era la brezza
e sapevo, che ne avrei adombrato il profumo dal mare.
Per non pensare, ne blocco le onde,
alla mia ombra,
dal mar del Pacifico fin sopra le Ande,
e vedo,
i tuoi occhi imperiosi, da questa finestra,
tra le ombre del cielo in tempesta

 


 

Ad Elany
del resto Elany Zen
non mi rimane nulla
meditavo: ho un peso che gli anni non sanno
è quello che manca al tempo, appunto
rimarchevole pensiero
e poi, guardare in alto sopra il cielo e vedere tutto nero!
il mondo non ascolta i cuori
non ne ha il mestiere e il senso
e i desideri non sanno d'avere il peso dei miei anni
ma starò qui a sognare
forse mi dirò: sei un piccolo bambino!
medito
ma non chiedo più della mia mamma
il passato non mi chiama
l'ho consunto
nel compenso
lascio crescere l'amore
che alla cima alla fine m'avvicino

 


 

L'infinito
Un cielo è
la finestra aperta sul mare dei miei miti
distopica apertura di persiane
la scia dell'aria mi fa
di dura tempra
il vuoto
indecifrabili molecole
motivo
apnee
colori da make up
considerazioni sul restauro strutturale
scala
me=
lo=
di=
ca
dei ritmi
do
energia allo strale musicale
i miei colpi al ...
al cuore ... tum ... tum tum ... tum
sistemano frequenze dal pensiero
la forza nuova che ricama
il sesso al sentimento
ecco che sei lo smalto alle mie tracce
lo sky a lembi azzurri che riflette
pixel d' aria viva
dispnea
ecco la mappa dei sintomi distonici
voli nell'hotel dans le ciel d'elettroni da finestra
 

Preghiera, di un Soldato... (ex) ad Ago
Ascolta
e guarda piano, lontano,
abbiamo tempo per capire
in un Tempo che cerca la sua Fine
e non sa che non ce l'ha,
no, aspetta, ho messo troppi anni in mezzo
per capire
per servire ai giorni qualche lacrima, un pianto
un sorriso
e l'ansia della Morte
ed ora
dopo anni e anni, secoli duraturi di lotte e di paure,
dai tuoi occhi
dal tuo corpo
dalle tue parole
dai sogni che spargi intorno
rapidi come i voli delle inermi impalpabili farfalle
m'invado di libertà
e se ho salvato la vita di un Uomo,
sollevato da terra il passerotto nel suo nido,
adesso so che gioia e felicità
stanno in un posto che non vedevo
che non guardavo
e che nulla è stato vano

 


 

Sotto l'Azzurro del tuo Cielo
l'esile sospiro del mio cielo stanco,
toglie il velo all'azzurro dipinto,
soffio che le nuvole non sentono,
e i colori si confondono in lembi di memorie,
confusione ove sotto siamo esili anime leggere,
su piani lontani di voli di bianche farfalle,
facciamo frusciare i nostri abbracci,
e in forme di spiriti,
non conoscono più i baci,
ecco splendido morbido sogno,
un istante folle d'amore,
mi fermo ad aspettare,
sotto l'azzurro del tuo cielo
 

Un gradino
Passo dopo passo
parole su parole
ti costruisci una vita
che non sai cosa sia
un paradiso
sopra manti di mani
mani con mani
che costruiscono scale senza scalini
una catena che spezza se stessa
idea da idea
e ti costruisci un amore sui cieli
friabili stelle memorie e neurosi
che bastano ad ogni tuo giorno
per salire alla casa sopra i tetti
basta che ogni giorno
ti costruisci un gradino.

Spazi & Spazi
do spazio al dolore
copro la vista
sfioro la pelle
m'addormento guardando luce di stelle
mi stendo stanco di guardare
se in fondo al letto ho ancora i piedi
non so più camminare
e così osservo ombre cinesi della notte
che margaret proietta su muri crollati
si perchè mi diceva stendi l'intonaco!
copri le crepe!
ma non ce la facevo
... ero stanco ...
do spazio al mio sonno
mi toglie il dolore

 

Mare caldo. Ombrellone chiuso.
dunque la sera ti porterà da me
mi riporterà un pensiero
quasi memoria
seppie che aspettano d'esser ossi d'una riva al mare

sono
il ricordo
semplicemente
erano altre sere sulla spiaggia

di bellezza mi redarguivo la voglia
eri conchiglia ed eri sirena
nuda spaziava la notte
riempiva di stelle che facevan più luce di un sole
la vita
sapevo che tutto sarebbe stata una fine

quel risciaquio dell'onda
timida ci sprizza spuma alle caviglie

calo il nostro mare nel caldo dei corpi
era quello si davvero che sapevo di perdere
che adesso non c'è più

e dunque il pensiero mi riporta da te

 


immagine di Francesca Ricciardi

Senza Ossigeno
Potrebbe essere un Cielo...
è un Mare...
galleggio a squame morte
branchie chiuse e non respiro
acqua sporca mi riempie il tondo al vaso
pesco la mia vita in fondo al mare della nascita
spente l'illusioni navigo oceani infiniti sempre più puliti
pescecane gorgogliante tranciato a ferite nelle pinne tiro l'amo
rosso colore diluito sul fondo il sangue tinteggio il Mare della Morte


ok va bene sono molto debole, non un debole, molto debole...
Mistica
il sentire di un passaggio raso terra
tra lo sfiorire e le sue rose ...
consuma la catarsi
alla pelle strappata
alle ferite ......
sono spine il caso non cercato
nell'inatteso girovagare nel giardino
ricreato sulla terra
da questo dio mio sperduto senza guardarlo ...
so adesso che posso dire
concedi all'anima di sciogliervi il mio corpo ...
chiudo gli occhi
e
so
pure le labbra ...
mistico il pensare di sentire d'amare

Rotazioni
Essere l'uomo volante
contemporaneo
gira le spalle
all'infatuazione

per poi
sui voli degli uccelli
sveleggiare di babordo al tribordo

l'aria che sostiene la Terra è sempre quella
la fa roteare
in rotazione tra le stelle

e poi
in fondo a quella rotta
l'Uomo Volante
scoverà la sua Morte


I Canadesi di Villanova di Bagnacavallo
Una passeggiata in una sera solitaria di maggio
solitario in riva al fiume del Lamone
a Villanova in quel di Bagnacavallo da Ravenna
e le file dei bianchi canadesi
si riposano dell'inutile fatica
d'attraversare il ponte per gli indifesi.
Proprio era un altro tempo
quando il grano si mieteva a luglio
e i fossi di campagna si sciacquavano d'acqua pulita
per le rane
e le sterrate stradine erano lavoro ai contadini
giochi per i bambini
dove i sentieri si adornavano di frutta
e avevano consegnato il senso alle divinità.
Solitaria nel mondo
la campagna
coi suoi nascosti sacerdoti
col suo fluire sotto al bosco
regalava
dal limo nero del suo fiume
fino al nero delle stelle
i sogni liberi dell'uomo ad aria rossa del rosso dei papaveri
ed era col verde delle rive insinuanti che gli parlava...
poi...
diurno celòstata il campanile che rintocca a Villanova
mette nel cuore il silenzio del sentire
d'aver perso anche il rumore dello scorrere del fiume
e lassù
nel cielo
dove punto
sotto e sopra
dove vorrei ritrovare quel che cerco
proprio ho un altro tempo che avrà il suo limite a finire...
a disegnare bianchi del cielo esornativi
i sentieri degli aeroplani d'alta quota
e in terra ho cancellato i miei.

 

Instatico
dunque avevo detto
qui c'è tempo ancora
eppure a me qualcosa manca
nel giardino ci sono tanti colori
e l'aria che respiro ne ha uno
tutto suo
indugio sotto i tigli
senza avercene un senso
ai miei passi
che metto in fila sui ghiaini
stesi ai sentierini
che s'inoltrano fuori d'ogni mio
refuso di coscienza
tra cespugli adombri di lavande in fiore
aprendo fantasie sepolte sotto
ammassi di foglie morte
oso guardare indietro
ove finiscano avanti a me
mmm...
ma non c'è mai una fine...
eppure sc...uoto percuoto le parole
che s'arrovigliano contente nella mente
libere da questo sacco
ne traggo immagine d'ogni desiderio mai risolto
d'ogni sogno mai rifinito
e adesso qui instatico non so
ne sento
più niente
segno sulla terra giorni ormai vissuti
l'infilo negli odori del giardino
tra i profumi
occhielli che si vestono di colori ...mmm...
ma dunque ecco finito il tempo
manca qualcosa ancora...
una parola...
un colore...

 


dipinto di felice casorati

Tappeto di sottigliezze
O'-Kèy!
stendi qui davanti a me
il tuo tappeto nuovo di verbi
su, altre mie parole vi spargerò
sotto, un piccolo seme rosso d'amore
crescenti
fioriranno di sottigliezze
da gambo verde di speranza
e margheritine invisibili al pensiero
indivisibili petali di bianco corona
per staccarli non serve una mano
mi basta il vento di un sospiro
dal cuore

 

 

Mani nel Tempo
queste mie mani coprono il tempo
scrivendo parole disposte
impronte
a perdere valore...
a durare un giorno
fosse solo verità
o ciò che vorrebbero dire
o disposte alle carezze
se ti sfiorano la pelle
quando credo di aver preparato il tempo
alla speranza
disteso sui prati
o sulla neve di manitù
mani tremanti
disegno onde che allungano il tempo

 

Ciò che sono ...
quando il tempo che mi fu dato passò
io ero lì e guardavo
lo spasso dei giorni violenti della coscienza
e la mia coerenza era quella di piangere
per mancanza di parole
e di dolore inerme in colpa d'esser nato
davanti a tanta conoscenza inutile al viver
come uomo
ho aspettato di sapere
come se avessi potuto
un giorno
orientare ciò che ero
ma sorpreso ora so che sono
il contrario di ciò che sono

Moderne memorie d'amore
il ricordo ha il suo management-luci e
indotti della pazienza d'illusioni
eterodirette-memorie lucidate a straccetti a pulìr d'argent
plurivalenti di pendenze negli alcaloidi dell'onore del signore
dormirò d'armonia e aspirerò paraplegia
e quando col bacio dopo la persa fantasia
fingerai il piacere dell'amore et doucement
mi fermerai sul letto predisposto destinato
ad imprigionare nell'anima mèmori-cell perfette
non è una stella il ricordo che si spegne
sono parole scritte che non si son dette ...
cancella

Le parole.
Perchè se le parole escono
escono
altrimenti
restano chiuse
in prigione dentro al cuore
e viaggeranno
poi
con altre menti
voleranno
poi
sulle ali degli angeli.

Ascoltare la conchiglia
ha le logiche conseguenze.

Io
la mia
la tengo sotto l'acqua
in un mare a cui non penso
e non ci penso
se si confonde la voce con le onde.

L'ascolto
non so se usa le parole
se dentro mi nasconde un cuore
o se nel cavo ci sono io.

Le parole sono uscite
o non sono più le mie
o sono ali per gli angeli
o sono tesori di conchiglie
in fondo al mare

Poesia a mano
ti scriverò una poesia a mano
l'inchiostro...non ce l'ho...
intanto scrivo metto in rima
poi il nero per la stilo antica al conàd lo comprerò...
... quale è st'orgasmo che mi spinge al vano
interrogarmi di quel che è bene
di quel che mi fa pena? ...
il sole nasce perchè a vuoto gira
non gli occorre che una mano glielo scriva
ha persino le comete che intorno ci si impiglian piano piano
... mi fermo ansante forse stanco sulla cima
di tanto Infinito nel numero da circonciderci parole ...
giro di rivoluzioni però il mio senso
raccolgo innato una manciata di discorsi da buttar la sul vento
non sento più la mano
m'è sparita
il polso
sfiora letterine sfluscie
che mi par la mia sgonfia piva
penso
mi cade la matita a sfera ...
non ha inchiostro ...
sbatto la tastiera ...
è sera ...
il mercato ha chiuso la sua sfera ...
ti scriverò infretta
domani a mano la suddetta pò ...
poesia d'amore

L'Universo
Spendiamoci di spazi
e di territori
non abbiamo confini
per questo mi fermo qui.
Rifare il giro
sottratti attimi furenti
al tempo...

Ibernazione cibernetica.
Esproprio emozioni accettazioni intenzioni
appropriazioni di parole in eliminazione
parole negligenti incontrollate
incontrollabili
scritte nel vuoto sotto al bianco
dilapidate nel non senso cibernetico
sbattacchiate puttane da tastiera
parole urlate che nessuno sta a sentire
tanto non distinguono l'acca dalla ti amo!
licito parole
all'incanto
senza musica
senza crusca separata dal georgofilo
senza sapere se siam muti o se siam qua ad ammazzar
villani
Mon amour penace
c'est mon terrifiant mot
che più mi scappa sorbite adulazioni
da pentagramma parolaio sgrammaticato
rannicchiato computista inebetito
d'interazioni vidimazioni
animazioni
vibrazioni
inibizioni...
inazione...
...
Interruzione dispositivo remoto in ibernazione dell'utente...
anche i morti può succedere che rispondano...
andate a fanculo!

 

Moda passata
Passata di moda
ho letto un delicato ricordo di te
girando una foto bianca e nera retrò
sporgente il tuo viso di donna
leggo
un abbraccio stretto stretto ed un bacio
un addio che non sia la fine mio dio
morirei soffocando di sangue sparito al cuore spaurito
non è questo il tuo viso che io conosco
stai ferma e se sorridi io non lo vedo
e tu me l'hai scritto lì dietro
aspetta ch'io ritorni
a parole non dette
non so
se ti aspetterò
sciupando memoria in whisky and soda
asciugando il pianto
girerò la tua foto a retrò

 

La mia piccola casa.
E di cupole d'oro
nei cieli
e degli Angeli Dei
di tetti cotti di Soli
di marroni della Terra e dal sangue rubati
ci si possa pure fare riparo della vita
farne fame e simbolo e orgoglio
di uomini potenti d'impossibilità
attenti a far del male a chi
non ha piedi per camminare,
...parlami stringimi lavami perchè trafitto qui me ne sto...
io mi faccio tomba
e sepolcro
del perduto col dolore
dei rimpianti di quando la mia casa era
un intatto Universo.

 

Un principe azzur...
il Principe Azzurro penetrò col suo cavallo
nella Foresta Nera
cercava di raccoglier un'orchidea nera da posar nel vaso
della bella dama della sera...
nella notte vagabondo per il mondo scavalcava il vallo
e s'adombrava delle tenebre pensando da lontano
... invano è amar la storia avuta col destino
fermo lì ad aspettare che l'amore ti riempia il calice col vino
dai sprona il tuo destriero saso
fuggi scappa galoppa
non rimaner straniero
leggero principe ammantato con l'azzurro a script language=cicciar la poppa
o prigioniero di un Amore oscuro

La Foglia
guarda quelle foglie amore la sul ramo tira un fil... divento
scusami il pensiero come sempre ancorato al mito e se mi assento
ancor prima che la brezza porti via la foglia alla mia sorte
con delega scritta sulle ore da cancellare dal planning delle scuse
bè almeno lascia solo che stia io dietro a chiudere le porte
confondo sempre i numeri in apprensione davanti al bivio
ok ti preparo un sentiero che sia come un calice che perde pieno d'afrodisiaco sentore
Si l'orario è già passato
leggero volo della foglia dal ramo al clivo
perdona l'inesatta correttezza del mio dato

 

verso l'infinito
ieri avevo tempo per stirare la tua veste bianca
questa notte tutto m'è sfuggito dalle mani
ed io adagiato sopra a un letto spoglio dalle voglie
aspetto che gli angoli alla stanza si smussino da soli
domani forse sbatterò i tappeti al scendi letto
la polvere s'accumula ed io non la sento se non pesa
copre i miei pensieri che non hanno spazio sotto alle dure coltri
e se mai io lo facessi forse tu discreta eppur stanca e lontana
mi acclameresti prima ancor che io parta per il mio breve giro
domani verso l'infinito

 

Santo Natale
Morbida come la neve
lieve di manto una carezza a Natale
e le nuvole scure al disopra son bianche
e guardano l'azzurro del cielo
e la notte le sue stelle
noi sorridenti amiamo chi ci ama
portiamo doni e speranze nessun addio a chi ci ama
e anche più in la spingiamo il desiderio di pace
la mano cerca la mano
un augurio
un benedici la casa e chi ci sta dentro
perchè non ha confini non ha un tetto
nemmeno un camino
ha un cielo
e tutti i suoi venti spazzano via l'odio e il rancore...
perchè il vento della notte è Amore
per tutti sotto il morbido bianco manto del Santo Natale.

 

Livello di terrore
Di una notte sola non so che farmene
.... anche se è tardi
se è profonda
tenuta in mano dal terrore
......
una notte davanti
e le ore silenziose
non passano da me
........
aspetto di vedere un vuoto
o di provarlo dentro al cuore
di respirare senza moto
veleggiare con la mente gonfia vela
su onde scure sui livelli oscuri delle barche che non ho
no, non ho la notte che m'illumini il pensiero
non so riempire un vuoto corridoio se non ho...
amore

 

al cell
il ricordo ha il suo management-
luci e indotti della pazienza d'illusioni eterodirette-
memorie lucidate a straccetti a pulìr d'argènt-
plurivalenti di pendenze negli alcaloidi dell'onore del signore-
dormirò d'armonia e aspirerò paraplegia-
e quando con bacio dopo la pesa fantasia-
simulerai il piacere dell'amore et doucement-
mi fermerò sul letto predisposto-
destinato ad imprigionare nell'anima mèmori-cell perfette-
non è una stella il ricordo che si spegne-
è una parola scritta che si cancella

 

L'Aria
L'aria del mattino non pesa
se non la respiro
non ha peso
sta ferma
foglia secca leggera l'accarezza
spariscono tra cielo e terra
non lo so
aspetto la stella che sfiora le nubi
neve sul mare
non lo so
avrei tempo per parlarti nel viaggio
che il sole ha smarrito il suo giro per scioglierci il ghiaccio
le parole son secche
sciolte in paura e pensiero
son pesi
non lo so
impressionante stare sospeso
sul respiro non pesa
l'aria della sera

 

 

La Bellezza
Nella forma del gioiello
l'armonia della mente.
La Bellezza è nel Pensiero

 

Morte a Paris
nous sommes déjà morts à Paris
e allora cosa mi avevi detto?
che di morir con me tu volevi
son qua che aspetto ancora
sul marciapiede sbecchettato de Parìs...
e sei di là della nostra route de l'amour...
perchè?
se mi stai osservando il sangue scorrere
dal rosso al nero de les Egouts de Paris ...
sorridi e non ti avvi a raggiungermi toujours?
Pour quelle raison.
nous sommes dans cette prison?

 


Ignava Ratio
anime e spettri...spettri della notte
collusioni nel cielo nero
non ne vedi una stella
e non sai perchè...
non ce n'è
clandestini tra orbite d'amori
incanti e costituzioni mundi
in entropie vaganti fuori d'ogni energie
cadremo e diremo salvateci da dio
ignava ratio
contingente di paure e falsità
sono io e siamo noi
e ciò che è è ciò che non è
proveremo a volare per non precipitare
a penetrare mondi bui
nell'oscuro sanno farsi eterni
e apriremo porte a tante stanze che mai transiteremo
e il ritorno è come l'inizio
e noi anime e spettri
aspettiamo ragione

 

Coscienza nell'Infinito
Come s'assottiglia lo spessore...
quanto?
delle storie in teche d'ossa...
tanto!
la vista perde colore...
tutto
mi guarda dalla rupe e dalla sua fossa...
sempre
sono di cuperose lividi e drupe...
spine
neri mortali nei nel sangue brividi...
molto
trema del suono lento del sonno e langue...
quando?
sono solo sottile sole rosso di un sogno...
infine...
la morte non s'aspetta la fine della storia

 

Terremoto
del restante abbandoni
del nuovo lasci
nel momento antico resta
nel momento nuovo stai
nelle molecole del tempo guarda
nelle stasi dell'anima muovi
sopra vuoti navighi
sopra sensi sospendi
sotto spasmi muori
sotto respiri voli
a cercare il posto dove la terra si ferma
dove il confine non trema
dove l'amore si apre

 

Doppia Verità
pur nel silenzio
posso parlare di te
in doppia verità passando
scissione d'amore o di spirito
e tu sei verità che batte al muro della mia confessione
dentro un dovere d'amore
in due non siamo divisi
so solo dire non dire
stiamo in silenzio

 

Fine di un giorno
... buonanotte
dimmi quando
tornerai
perchè adesso dormirò
chiusa la porta
ne spalancati vetri
alla finestra
sopprimo il mondo
fuori
alle sue nuvole sospeso
come se fossero i miei pensieri
incassati negli armadi
e sogni
che disperdono polvere
lanciata alle stordite di lontananza stelle
per riabituare l'universo
all'amore senza senso
... buonanotte
ma prima
per ritrovarti
dimmi quando ti ...
m'aprirai la porta

 

Un segno
Cieli immensi
un segno un disegno un sogno
un peso
di respiro d'anima
istruzioni
per irradiazioni
di macule mentali
macrosmatici sensi
nella deriva d'oltremare
dimenticati
nella stanza della nascita
tra umani imbarazzi
e metafisici sospiri io...
sono la...
in infinita minima cellula del centro...
lascio andare
a un'onda
una corrente
una ragione
scivola
nel mare dei sensi che mi definiscono i colori...
li segnano...
segnali
ne fanno disegno
nell'urto dei Cieli...
un incesto-esplosioni
trascinano l'Universo
alla sua fine
e del confine
al ... il rumore del suo fondo è
quello dell'amore...
e allora senza rive irriverente
vesto il mio abito
il migliore
sine dolore
lo tingo
d'irride l'universo.


Un Uomo
La metafisica stanchezza
intuizione e
dogma...
dolore da toccare col corpo
o colore sporcato dal male
filosofia d'assenze
che nasconde il primo
e l'ultimo
noi abbiamo quello che è
niente cioè
spazi infiniti che spingono all'eterno
stelle irridenti quando le nomini cadenti
orbite di lune sparite nel buio
o nell'arco che fa esplodere un sole
siamo quel che siamo e che resta e sta
nullità
metafisica stanchezza
che sporca l'anima di un uomo

 

Beatles
Saltano all'improvviso
colpi al groove
battesimi di note
arte astratta fusa
musica ad immagini...
e scarafaggi neri puliscono il cielo...
spiriti che scrivono col suono
l'amore e i passi
che attraversano
le anime

 

Pioggia grigia
Pioggia grigia sull'oggi
il giorno si oscura.
Guarderò il sole di domani.

 

Marcy...per sempre
Semplice spostare un ombra
facile cambiare il nome di una donna e darle un volto
deviare il corso di un suo capello al vento
cambiar colore ai cieli di un tramonto...
trasformare fredda paura nel caldo di un abbraccio...e
e soffiare contro la polvere che invade le memorie?
i ricordi non li ricordo
e vorrei che ogni istante non fosse che uno solo
da spedire su in fondo al di la di tutte quelle stelle
e dall'altra parte poi rivoltare il sole
che da il rosso alla tua pelle ed al tuo sfondo...
è così che voglio abbracciarti per tenerti da nessun'altra parte
che non sia l'ultimo raro ricordo...

ect ect

Ascoltami
… non ho cornici da impiallicciar ricordi
non ho duri cartoncini sopraffini per trattener vetri da infrangere
nell’attimo di gloria
ascolta
non ho una fotografia da ritagliar in mille pezzi con le forbici di mamma
per ricomporre tra un secolo già dietro ai suoi millànni
pàzol di memorie lise più del fondo dei blùgìns di James Dean
ascolta
non ho uno schermo nero da riempire di colori
ho soltanto una visione da mettere in cornice
prima ancora che s’infiltri tra i ricordi
l’immagine e la storia
non ho mani norvegesi che sappian disperder le parole dentro i fiordi
non una Pentax-Canòn da fissare sulle finestre aperte alle capanne
o porte spalancate sul buio nulla che quando tira il vento fan dìn dìn
no, guarda ascolta
non ho tempo per te

Il dono più bello
... ammassi di parole
turbinio di stelle
solo un sogno ribelle
vulnerabile spirito caldo di sole
desiderio ed orpello
e i miei occhi ridevano
perchè la bocca piangeva
i fiori al giardino nascevano piano
e la mente i ricordi spingeva
la fuori oltre il muro di cinta
un mondo scordava di essere nato
di aver avuto un'anima pura
e sento
di aver imparato ammassi di vuote parole
il dono più bello essere vento
da spargere all'aria .... al riparo del male
e le parole son polvere

 

Spirito Santo
Ah come la mente rovesciata sorbisce
atmosfera stanca d'indulti
energia per involarsì sì
catoblèpa...
su rotondi pensieri spirito santo
e così sia
Arian catidràl ...
Ahi! hai mille volte mille sguardi
posto in inedie
e religioni
addosso
e pesano le tessere coi colori
e visitare in amore ed odio
liste d'attesa
in saecula seculorum
deus degenerato
dal passo abbandonato
sull'eretico selciato.

 

Occhi di Santo
in un amore di troppo
scansati un po'
non di tanto
quel che basta...
per respirare
o per pensare
per aver luce
un tramonto che seduce
sai io piangere non so
mi dicono hai occhi da santo
ma se troppo mi copri avrò l'anima esausta

 

Una culla
perchè non c'è un tempo che abbia una ragione
perchè quando scruto la nuvola che viaggia dentro ai tanti cieli io penso al rumore dell'amore che sorprende fa male e poi lenisce
e non sono la non sono qua non sono che una parola che finisce
perchè non c'è uno spazio che abbia il suo luogo...
perchè non c'è una vita che abbia il proprio sfogo
che non debba piangere sulle perdite nei battiti del cuore
perchè se io mi muovo e sposto il corpo l'onda del mare schiuma
perchè dalla roccia bollente al sole non ho il salto del puma
perchè il vento si alza spazza via la polvere che s'oppone
perchè ...perchè...dimmelo tu il perchè brucia il sole
e se la stella esplode nell'immensità del nulla
sulla terra si dondola una culla
 

Plancton
perchè fare di me un deserto
da me un mare senza planctòn
diatomee e correnti dei sargassi
pescecane o squalo in gabbia
medusa o larva di pesce ghiaccio
stella marina in bufera aperto
venti dei temporali che la tempesta scalda al fòn
krill vacuo degli abissi d'aria o grassi
ora io miraggio piantato come ombrellone nella sabbia
come faccio?
 

 

Chiusi dentro
Terremoto nell'Universo
e della Natura-Universo non v'è partenza
da dove viene e della sua conoscenza
del saperlo noi dobbiamo farne senza......
L'errore è uno soltanto, è la Coscienza...
dell'essere e del divenire
in transito perenne senza sito e senza storia ...
Uno Spazio ultravioletto
visibilmente nella Stringa
conforma deforma pro forma
aderisce alla Forza d'esplosione che lo spinge...
vicino, o dietro, nasce l'Embrione
che di vuoto si dipinge
e piange con vomiti di stelle
e nei boom e nel suo superboom
traccia già le linee della luce
che nessun dal cuore una speranza finga

 

Vento conosciuto
Stamane tira un vento conosciuto
sulle mille grobbe dell'Islanda
di fumi grigi degli incensi
di un boato immemore dei secoli...
da lunghe caverne antiche con dipinti
tremanti al terremoto
ha il senso dell'intonaco che crepa, stronato
stronca le foreste ne dilapida i mille e mille latifogli
sposta le radici al piede del vulcano in accensione
stamani è con me un vento
che oscura la mia pelle

 

Non voglio perderti...
... ovunque tu possa passare
lascerò lì la mia polvere di stelle
a seguirti
se ci sono foglie secche tra le impronte
le raccolgo per rimetterle sui rami
degli alberi segnerò il tronco d'incisioni
ovunque io possa passare
penserò ai sentieri ed alle sere
finite a seguirti coi pensieri
e scruterò nel buio delle notti
le mie incisioni sopra ai tronchi
ch'io non mi sperda di paura
nel dovunque tu possa essere
passata...

 

Una Favola, un Amore
Se mai avessi pensato
un tempo creduto
come in una favola
di dare recondito passaggio al tuo ricordo
avrei messo le mani sul tuo seno
accarezzato la nuca al tuo bambino
così poi dalla mente emarginato
con il mio male inconscio mai dovuto
seduto senza piedi alla nostra tavola
io misero piccolo e sordo
ma divino
sarei diventato Novum organum di un Amore pieno

 

 

Io viaggiatore
... circondo il viaggio di confini ...
rado l'erba che sia savana tra gli universi
che veda il cielo che non muti di colore
che cambi le luci delle stelle nella notte
per riconoscere l'origine della terra
pianto canne al vento e stendo la mia tenda
lascerò che sbatta al vento le mie polveri
... so guardare indietro le mie tracce ...
strappo un telo per ripulir le scarpe che sono i miei pensieri
e vedo quello che ho con me tra le mie mani
... un volto un pianto un sospiro un desiderio...
non ho un corpo da riportare indietro
non ho risvolti d'immagini sospese
solo un anima d'infinitesimali che pesano nel petto
tornerò con scarpe nuove per scambiarle col destino...
... circondo il viaggio di parole...

 

Fughe della memoria (Anna e io)
Anna e io
passiamo sopra alla memoria di un bambino
amavo quello che la vita sconosciuta regalava
senza sapere se fosse verità o ...
o bugia
mi bastava la manina nella mia
e del tuo rosso in viso
mi coloravo i sogni di tutta la giornata
e del piccolo sorriso
mi facevo cornice di felicità
perchè...
si io non so dimenticare che l'amore
si è stampato sulle pietre dei miei giochi
sulle fughe della memoria
andrò a dormire in tutte le mie sere di bambino

 

di bolina risaliamo il vento ...
... veleggiamo d'arie varie - sotto chiglia nemmeno una pinna che nuoti - contro le correnti - e di gennaker si confonde lo spinnaker - abbiamo onde di traverso - che pulirebbero specchi sporchi di danni di sett'anni - e sulle tolde pesci morti tentàn - saltando sulle scaglie - di tornare a nuotare sotto l'onde - non sanno degli oceani scomparsi nell'ardore del calore - e i miei pensieri all'ombra del sole non lo vedono ancora - si vogliono librare sopra cieli senza mari - lanciati da prodieri stanchi e senza il timoniere - lo skipper guarda le linee e le sue rotte - i suoi occhi sono azzurri - asciugato il mare - ed urla dalla prua - andiamo di bolina sopra il vento ...
 

 

Occhi da Santo
in un amore di troppo
scansati un po'
non di tanto
quel che basta
per respirare
o per pensare
sai io piangere non so
mi dicono, hai occhi da santo
ma se troppo mi copri avrò l'anima esausta

 

Tanti sono i Perchè ma non hanno alcuna importanza...
accendendo un lumicino seppur piccolo come la rifrazione di un occhio che sa guardare
non credo che sia facile aprire una porta con sul campanellino scritto il nome amore
entrare sarebbe come inoltrami nella foresta che ha il più oscuro degli ingressi
e non uscirne più a riveder la terra bianca del sentiero sotto i pini gli abeti e i fiori della terra...
ma so quanto sia difficile considerare del mondo nel suo girare vago ed infinito il senso


 

Un volo
... sapevo volare sapete
poteva sembrare strano
ma non credete che parlare fa venir sete
invece si e non immaginate che pregare sia vano
so volare se ... se dal vetro guardo la luna
a volo di confine sul bosco
tra piccole stelle che conto
al buio del cielo ad una ad una
lo so già faccio fatica
lo riconosco
mi manca una parola
ed è la più antica
quella che dal cuore s'invola

 

Una finestra sul cortile...
vetri d'Iràn fanno entrare sospiri
lanciati e smarriti da torri a campanili
suoni secchi di campane
e dolci di parole che sono sussurri sui voli degli uccelli...
nidi nascosti alle tegole dei tetti di Bologna
righe sulla pagina scritta alla finestra
intarsi in luci e ombra
dei giardini rincorsi in fretta ed a memoria

 


Il Segno del Cavaliere
Con lancia d'abete
spazza foglie secche dai sentieri della Fede
pozzanghere asciuga alla bella segreta damigella
al povero contro il freddo da un taglio al suo mantello
sotto alle stelle l'armatura depone per dormire col cavallo
alla Chiesa perdona il suo passaggio ad onor del Cristo
odora di terre straniere e sabbie coi miraggi
taglia teste che non sanno dei suoi viaggi
arrotonda tavole e deschi per gli amici
di spada lascia sangue nelle sfere
Uccide per il Cristo
il Cavaliere.

 

L'ultimo volo della Farfalla
Una farfalla è venuta a morire sulla mia mano... leggerissima...come la Morte...
Perchè volano le farfalle...
per far dell'aria leggerezza di colori
consegnar pollini e profumi a Dio
e ai fiori ed alle nuvole di sopra
dar loro il bianco puro delle Dee

 

Cielo blu
c'era un nome su nel cielo
blu scritto a matita su d'una nuvola
rosa colore del tramonto semplice
da dire
normale da ricordare
lieve da rubare
e gli uccelli creati apposta per volare
s'intrecciavano di limpidi scarti e squitti
d'argento suono sfumati
c'era un nome sorto a caso tra le stelle
della notte quella più serena
e che la calma al cuore non fa
passare più...
amore

 

Rifrazioni della sera
Nei risolti dell'accaduto si spegne la rifrazione
della sera
esperienza possibile nell'esistenza trasparente dei colori
nei fiori
puro pensare nell'incedere degli occhi sulla distesa
della vita
quello di aver fatto di un esperimento di nascita
un futuro
e quando stacco la pena del mio spirito dal prato
del mio dio
rinasce nel risalto dei profondi sogni l'astro luminoso
della notte

 

Una lama di luce ...
poi sai che non è tutto fuori
luce e buio
e nei pensieri
che per usare le parole
hai bisogno di aprire il cuore
e poi so che se spalanco questa porta
di lì mi porterà via con sè la mia paura
sparirò in un nero d'altri pensieri ...
o su antichi sogni ...

 

Leggero su un prato di margheritine vado...
La parola va avanti leggera
non calpesta l'erba
non sa fare
assimila il profumo
il sapore del taglio del fieno
e descrive la dolcezza della
margherita al sole...
il pensiero segue silenzioso e attento, ha
una casa nascosta dal prato.

 

Inizio
Il Respiro del Vuoto ritmava il Tempo
spostava Polvere a Stelle impoverite.
Scoppiano Atomi di Luce.

 


(immagine di Margaret Lucova)

La metto così...
Strappo il filamento mnemonico di rete
devasto di confusione il sentimento.
Di ricordi sarà sete.

 

Erlebnis
guarda
ho scritto parole da Sibilla di vergini virtù
sottili erlebnis d'idee
e di coscienza
alternate agli oblii dei sogni
eros che straripa dall'alto
e s'allunga
dove l'anima più bella si ammanta di eristica bellezza
degenero nel male e ne annuso i fiori velenosi
guarda ora cosa scrivono le mie mani
parole che hanno già lontano i già dimenticati ritratti dei pittori
che han fatto della pietra tela
errori in generale ricoverati in valli caverne d'erte rupi
e le speranze al macero del tempo
guarda!
scrivo graffiato nella roggia
t'amo

 

Ghiro
Dolentissimo male
solerte nel passare ad altro foglio
lavata l'anima di bianco
spoglio la carne nel suo rigoglio
e stendo pensieri esterni al vuoto
su un filo d'attacco stanco
e gli occhi ruoto
a cercar di capire l'individuo
raccapricciante diavolo residuo
che infesta l'aria che respiro ...
dovrei dormire più di un ghiro

Clinamen
e ora il Màhler
s'espande
tra le stelle
orbita
e dell'universo
clinamen
esplora
codici
vento sui confini
e la tempesta stende
sui Màhrer
del cosmico deridere
un polverio
d'atomi
d'eternità ammalati

 

Precipitante
La balistica planetaria scaglia
pianeti...
Giove Saturno e i Maledetti ...
dove le orbite si escludono spingendo...
in laterali voli
d'angeli ...
Precipitante cade
scivolando da coppi e tetti
sul
piano terra

 

Il giro del Sole lassù
... e in un altro cielo ancora ...
Mi sto muovendo sul rapido giro
radente deciso della Morte
sarà il momento
come tagliare il tronco all'albero
e lasciar le sue radici
a respirar la terra
sarà un vuoto d'orbita in cielo
come perduto è il nulla all'anima della bestia
del Sole indeciso lassù
inalerò il respiro
raccoglierò le paure
e i gemiti di Morte
nell'ultimo giro

 

Il principio è dove c'è la fine.
Ho camminato fino alla meta della stanchezza
fatto percorsi spaccando confini senza linea
girato intorno a tanti ritorni immaginati
ho guardato la mia casa da lontano
che era sempre uguale e non la riconoscevo
la punta delle scarpe ho esaminato
non hanno il ricordo della mappa dei miei giri.
sacre Indagini misteriche
che sanno dove finisce il mondo
ma non lo dicono
Un atto non dovuto
cercare
per capire che il principio è questa casa sconosciuta

 


immagine di Dafne Eleutheria

Motivo
No non ti dico di no...
disegnato il valico alle disparità dei chiaroscuri
intellegibile paura del volare
passiamo sopra le inermi diversità
intransigenti in noi stessi preghiamo l'eternità...
di lasciare andar le anime a riveder le stelle
e qui non v'è più aria dell'inferno da pulire coi respiri
e il polline dell'amore disperso tra la terra
rinascerà di altri fiori
cosa temi nel guardare questo valico?
la sua immensità, il suo ineffabile andar di la...
dioscuro della parola non ti dirò di no
perché abbiamo un posto nello spazio
minime monadi senza forze ormai
quando discendiamo dal volo sulle stelle
dalla preghiera al suo motivo
noi siamo un solo si

L'Inganno dell'Amore
Trovare lo spazio dove scrivere ti amo
nel pensiero che m'inganna.
Trovare la lusinga del ricordo
nello spazio che mi manca.
Trovare il desiderio di spostarmi sino a te
nell'incudine del tempo.
Trovare l'invenzione dell'Amore
nell'indecente ovvietà del tempo
Dove trovare la spiegazione dell'Amore ...
non lascio al Tempo
lo spazio dell'inganno

 

Il fosso
Siepe d'erba fino alle stelle
fili di spighe intrecciano
ciuffi di menta ai fossi

 

Foglie sul pavimento
Facciamo prima a parlar d'amore
più che a spazzare il pavimento
dalle mie bugie come voglie marce asciugate al vento
o a rintracciar metastasi del cuore nelle sue vie ...
sono schegge i nostri baci
parole scritte su sbriciolati angoli
a rimpiazzo di promesse
o a spolverare la polvere dall'arte ...
dai prendiamo il nostro dolce caffè amaro della notte
prima
che non si raffreddi ancora l'amore pazzo
e restiamo fermi per sempre a guardar le stelle
fino a travisar di loro lo sconosciuto senso del brillar
più belle...
sdraiati al pavimento
ci asciugheremo lacrime
al caldo sospirar nel cielo
dopo lo sapremo se saremo
foglie per tutte le notti al vento ...

Onda gravitazionale
... come un pavimento di sabbia controvento -
nell'indulgenza della pazienza in scadenza -
sommersi dall'onda gravitazionale -
noi bianchi peccati schiariti dal male -
corrispondenza caustica dei nostri triti sogni -
immobili nel grande sonno -
apparteniamo al caso -
e alle lievi cadenze degli infiniti perdoni ...

 

Destroyed village
io non ho anima ...


La Sera del Mondo
uno scatto sulla sera,
no guardate nulla di importante
cosa di tutti i giorni...
già,
le giornate...ecco!
per fortuna che tutti
vigliacchi proci o porci
che comandano sul Mondo
non possono rovinare la Bellezza
e dalla Solitudine distaccata
la Gentilezza della nostra giornata,
e le sue fantasie,
le sue speranze,
i suoi sogni,
le sue leggerezze d'aria e di pensieri,
non possono i puzzolenti
stronzi e settari ed affiliati ai club della Morte...
morirete e sarete solo all'inferno...
è così, peggio per loro.
Noi semplici anime volanti d'etereo nulla
dobbiamo vivere la serenità di un resto di vita,
che sia breve,
che sia lunga,
non importa...
l'increspatura dello Spazio nel suo Tempo è
per tutti noi...
Sentimento preistorico già da tanto tempo uscito da buie
e nascoste caverne e grotte
in graffiti e disegni di pietra
e poi in parole strumenti in leggende miti e favole
e poi scritto su testi e lapidi e pietre estreme e fantascienza...
gioie della vita vecchie
sciolta la Coscienza umana
antiche come me

 

Il gatto allo specchio
... non mi serve un nome
sanno chi sono
inosservato punto la mente
una parola si sente
e non si capta il perdono
so già qual è il come

Un amore lontanissimo ormai
se fosse facile innamorarsi lo farei nell'istante
se fosse un sogno quello che faccio quando guardo dalla finestra di una stanza astronave in volo
se fosse la verità il brivido lontano ormai nel pensare intensamente ad un ricordo del remoto
se fosse illusione del momento rimuovere un amore trapassato
se fosse facile pensare al biancoviso davanti al mio nella sera già dal buio ripulita
se fosse un sogno alla finestra nel vetro inumidito di respiri non sposterei più i pensieri
se fosse la verità che ho tra le mani e non so stringerla per non farla più involare ...
se fosse una illusione ...
ma non lo è ...
sarebbe amore ...

 

L'odio
... e depongo la mia Serbia
all'ara ed all'altare
al dio che non sa
scalfisco la protervia
l'amaro il sale la scala e il mare
per scovar la pace che non ha
e a te vergine donna dono
un senso di vendetta
una punta sfatta di perdono
soltanto dalla mia paura protetta
...

Natale cristiano
E quando la festa grida gioia
spendo l'ultimo secondo a ridere di me
smorzo anche la noia
sospiro voglio avere un bacio
che sia per sempre remember del tuo amore
viola profumo della tua pelle
lucina d'albero di natale e stelle
da appendere alla punta del mio cuore
bucato dal ricordo che ho di te
felicità per sempre e poi taccio

Urania: Uomini nei muri

Uomo del muro
segno un mondo d'abissi
v'appoggio illusioni...
e la macchina del delitto
tra il seme delle stelle
nebbia su invisibili foreste
doppio dentro
in un inferno a rovescio
frugo il cielo al pianeta maledetto
... no non urlare al Titano degli Dei
non ascolterà neanche nel Dopomondo ...
dipingo una ruga
sull'incognita dell'uomo
e dal muro atterro
sul Pianeta Proibito.

Io viaggiatore
circondo il viaggio di confini
rado l'erba che sia savana tra gli universi
che veda il cielo che non muti di colore
o che cambi le luci delle stelle nella notte
per riconoscere l'origine della mia terra
pianto canne al vento e stendo la mia tenda
che lascerò a sbattere nel vento le mie polveri
... so guardare indietro le mie tracce ...
strappo un telo per ripulir le scarpe che sono i miei pensieri
e vedo quello che ho con me tra le mie mani
... un volto un pianto un sospiro un desiderio...
non ho un corpo da riportare indietro
e non ho più un volto
solo un anima d'infinitesimali che pesano nel petto
tornerò con scarpe nuove per cambiare il mio destino?
circondo il mio viaggio di parole...

 

Un amore un altro ancora...
Perchè dirimere il silenzio con lo sguardo di preghiera
perchè se mai avessi pensato di dare recondito ricordo
ad ogni tuo passaggio di riflesso
avrei messo mani alle carezze sul tuo seno
perchè non dirmelo allora della narcotica speranza
perchè ancora devo aprire il dizionario della rabbia filosofica
perchè se questo è quello che rimane di un amore
prefazione di uno specchio d'acqua nel mare
devo cercare piaghe e pieghe tra pagine di carne
e tra onde alla rinfusa che ritornano alla sponda
per ricordare quali siano le parole dello sguardo di un amore...

 

La Bellezza
Nella forma del gioiello
l'armonia della mente.
Bellezza nel Pensiero.
 

Morte a Paris
e allora cosa mi avevi detto?
che di morir con me tu volevi
son qua che aspetto ancora
sul marciapiede sbecchettato de Parìs
e sei di là della nostra route de l'amour...
perchè?
se mi stai osservando il sangue scorrere
dal rosso al nero de les Egouts de Paris ...
sorridi e non ti avvi a raggiungere l'amour?
Pour quelle raison.
nous sommes dans cette prison?

 

nave volante
il mare dopo la tempesta non conosce onde
l'amore dilaga e regala le sue onde
stendiamo vele per navi volanti

 

La Coscienza
All'alba il sole.
Se non sorge muore.
Tonda prigione di sofferenza.
Io cammino vergine sull'erba
mai tagliata
dietro ho il sentiero
del fronte non ho il senso.
Vado d'eterno
e di stolido infinito
in avanti
e ci sarà il pensiero
circonferenza d'abito cucita di sibili di stelle.
D'azoico archèo sommerso
armonio inebriante
ricopro la Terra...
non ne ho consenso
dormirò sulla sua erba.

 

Stelle d'inverno
Sottile spessore della sera
luce livida d'inverno.
Si sparecchiano le stelle.

Farfalla d'autunno
Ala nuova di volo
s'apre sul fiore.
Illusioni d'autunno

Amore
cara amica mia fata dei boschi o sirena dei mari oppure stella alpina sul mio sentiero di montagna ... vigile beltà di sguardo felino... il dirupo sorvolo col pensiero e l'oceano di vela ... e sei farfalla d'azzurro nei cieli esplosi da galassie fatte atomiche e mi trasporti sulle tue membra di diafani tessuti trasparenti e t'adombri del bianco e nero delle mie amnesie ...resisto al fenomeno di essere perchè semplicemente io non sono... il contorno dell'aria intorno lo disegni sospesa nella tua divinità...dimentico di quello che è materia verifico il tempo restante... cara amica mia abbiamo l'eternità che ci lascia tessere analisi allo spirito...bellezza infinita che osservo nel delirio.

 

Quanti
... quanto
di questo dilagar nel tempo
sinonimo di amore
devia dai punti cardinali
... remota paura

 

Significante
Infinita,
e gli inconciliabili occhi,
progressione nel male,
disegni un cielo come
se fosse un mare
e ci metti onde
trasporti le materie
indefinita regressione della ragione.
E intanto che
langue
tiro la tenda
a coprir di tela il vetro
dell'incoscienza del linguaggio
... debbo farmene una colpa ...
passo all'insignificante segno del piacere

 

Autunno
La latitudine è una proprietà
fa corridoi
nuovi
la gioventù ripercorre
altre strade
antiche
corte stagioni
strette
vede i persi sentieri medievali
armati
un tempo un vai e non tornare
l'abitudine si fa deserto
secco
le immagini possibilità
sparite
miraggi...
per continuare discorsi senza capirli
meglio il silenzio delle foglie secche d'oro

 

Forbidden Planet
Clinamen
e m'inclino a formarti un mondo
un'anima rotonda
deviata dal suo codice natura
depura l'acqua che mi dai da bere
il senso di una parola in coerenza
...immagina che nessuno ne possa fare senza...
cinestetiche sensazioni organiche che vanno
a mutarsi in verbo amore
dolore
che cade verticale e sbatte
gli atomi spontanei della mente...
...facili emozioni che mutano il colore...
dove mi porta la caduta
lì io sarò verticale
sarò urto d'amore
devio
e sarò pensiero
nel tuo pianeta proibito.

 

Finzione
Cos'hai in mano che mi tendi?
Un fiore, una linea rossa sulle onde?
Un tappeto d'azzurro che d'amore s'incendia?
Mi contraddico nel dirti resta qui con me.
Dato che siamo anime in volo cosa pretendi?
Filosofia naturale di un pensiero senza sponde.
Un mondo laterale di giardini che di colori si compendia.
Le mani in un abbraccio si stringon come se...

 

4 you...
Il cuore ha bisogno anche di una matita, ogni tanto...
Se fai scorrer la matita
piano piano sulla mia mano
sul dorso sul palmo tra le dita
e scrivi t'amo
anche I love you

sarà come aver inciso
heart at home
e non invano

sulla terra della Luna.

Se avessi
s’avessi uno spazio in più
nel cuore
ci metterei il vuoto d’aria che mi crei tu
con il tuo amore
se avessi una corrente in più
nella mia mente
ci attaccherei i tuoi baci e
se avessi sangue blu nelle vene
ti vorrei nella mia reggia
se avessi spazio dentro
nei giorni e nelle loro notti ti direi lentamente
t’amo…ma…
se fossi gatto ti graffierei sulla tua pelle…
se avessi tempo

 

Sala d'attesa
Questa sera...che è già una notte
con i suoi turbini di sogni in sala d'attesa
non ho nemmeno una parola da dirti sommessa e sola
solo un piccolo silenzio lento nell'aspettare l'alba
solo una carezza...se non ne hai disturbo...sulla tua pelle
solo un soffio che non sia tempesta ma liscia brezza
d'asciugarti i brividi tra le mani e i piedi
questa sera ho solo questo messo in disparte nel tumulto del giorno...
questa sera che sa riconoscere un temporale da una fine pioggia
questa sera ancor prima del buio già dimenticata
questa sera non ti dirò nulla che non sia una parola muta
in questa notte...che già è luce... che già ha disperso sogni e paure
non disturberò il silenzio del tuo sonno

Fantasma (nessun oggetto)
Non mi ricordo ma è come se fosse Verità...
all my troubles seemed so far away
Fantasma: se avessi un sogno ancor da fare non ci sarebbe per me più quella spicciola speranza d'esser rimasto si ma simile a fantasma. Senza tregua la stanchezza assume posizioni in avanti tra gli atomi e i respiri e di altri moti sconvolge il residuo degli ioni e col sangue imbratta teli vetri e muri della stanza e tu ... tu già hai proferito l'ultra parola d'anemia emodinamismo delle mie bolge nelle vene. E muoio...o mi sospendo? Movimento al corpo ...fantasma in posizione...in sospetto con badante al sesso...e la mano a riparare il buco al cuore...e aspetto d'indovinare l'insieme delle sillabe ...t'amo...non mi scappar di lato...o di unire sulla corda due note con un suono. Il ricordo è come il sogno non può essere cambiato

 

Il tuo rosso melograno
Muovi i tuoi colori come il vento al melograno.
Il punto è il rosso che s'estingue nel bianconeve del tuo volto.
E le foglie smosse donano giallo oro al verde folle delle fronde.
Metteremo la mano al ramo per coglierne del frutto il suo colore.

 

Mi regali un tramonto...come luce dorata
La bella sera s'appanna alla svetrata finestra sul giardino
una luce strana di soffusa confusione nei colori
è l'anima della mia stanza
d'oro copro la speranza
che aleggia e lascia stare le stasi dei dolori
come stella su un cielo nero
lascia scie sulla lavagna per un tempo intero
i miei tanti destini nell'eremo dell'anima disegno
l'amore se non resta lascia un segno
che sia una copia del tramonto quella che m'imprimo?

 

Perduto tra le luci della notte
Avvolge il cielo
il respiro di Marte
non conta aver fede in altra parte
o che l'amore ci metta sopra un telo...
ascolto nelle notti un frusciare tra le foglie
pare scricchiolio di passi nel superar le soglie
lo strano rumore del silenzio che san fare solo le anime...
e il respiro delle luci m'impaurisce e mi fa cadere esanime

 

Ti ho chiamato Amore fino alla luce dell'alba
...e pensare che era un'alba già col sole
e non era stata una notte scialba, e dire che...
avevo letto sul nostro letto la parola amore
sensibilità andata a finire sotto candide lenzuola col calore
e dire che ho raccolto fuori-stagione mazzolin di viole
ascoltato musiche di bach che venivàn da lontano
mentre calava la luna
mentre spegnevo alcune stelle...le più belle...
mentre scalavo altissimo in pensiero la tua duna
io, e dire io...e te... e dire tu che non si dice te
baciavamo il sorgere del Mondo a nuova vita
strettostretto il lascito d'amore tra le dita
a dare il bacio dell'addio ad una luce che svanisce pianopiano
...

 

Vela sottovento
Ho esonerato il vento al male
descritto di deriva il mare
sapevo a chi portare l'acqua senza sale
dove posare sorridendo un bacio e dare
la mano da stringere sul cuore ...
un fremito stanco e antico di dolore ...
sarebbe un brivido se il peso che m'opprime
in ogni limite il pensiero
che la paura in verità dirime
consegnato all'onda e alla sua vela
fosse un canto che solca l'acque sottovento
ti spiegherò a cosa la memoria anela
ti consegnerò il referto di un morire lento ...

 

Malinconia 21
Ed ecco un tempo nuovo ...
la mia malinconia esige d'esser trascurata
dalla falsa gioia regalata
e le verdi distese d'erbe e d'animali
non contraddistinguono differenze
queste sono immense
dense cadenze
e ci diciamo d'esser...
ri-velata tra di noi cade stanca
la parola
in un adige senza riva
senza la perduta rima
che non sa d'esser fiume di prateria
l'inquietudine dilaga e sommerge l'esigenza
ed ecco un giorno antico ...

Silenzio!
Nel silenzio non trovo niente
una farsa sarebbe se in esso ascoltassi eco di verità
e allora ascolto nel silenzio ansimi sussurrati dal non esistere
e non capisco come mai il silenzio non abbia tempo
non ha origine
non ha ragione
nasconde le parole per farmi ascoltare l'urlo
del suo inizio
... e nel suo silenzio la paura del silenzio la mia m'incute...
poi non è così
sulla fine
scivolo via dall'armeggiare contro il rumore del suo mondo
e il suo silenzio è la mia pace

 

Il limite dell'Amore
Il limite compresso
è questo di più non posso fare
fermo star qui adesso compromesso
come se guardassi il mare
osservare se le nuvole del cielo gli fan...
cambiar colore
o cambiare sponda
per vedere se l'onda gli ritorna
se si squarcia l'acqua con dolore
per far passare il monte
cercare senza vista nella notte
il tempo per sognare
e gli spazi
per esser quel che sono che non so tanto le parole sono rotte
dire alle memorie "state pronte!"
i miei confini sono questi
quelli dell'amore
che ha lasciato tra le stelle la sua sonda

Un Amore perso al gioco.
Ho un'amica al tavolo da gioco dall'altra parte
alla quale ho dato un cuore
una fetta stretta della mia sorte
addomesticata con attenzione la mia morte
dedicai a quel volto un bacio dal mio amore
non c'è speranza col destino col gioco delle carte.

Soffio al cuore
Soffi squilibrati che del cuore rompono la corsa
buchi nel respiro che fan saltare dell'amore la risorsa
... e tu sei già lontana piccolina alla fine del sentiero
quando del ritmo io regolo il tempo al mio pensiero

Gli amori perseguiti-
... e guardava fissa i miei occhi stanchi
stese le mani tremanti lungo i fianchi
aveva lastre lisce di lacrime di pianto
che velavano i pensieri come seta il manto
ma io restavo lì a mirar la stella nera
che del suo ciel mi riempiva l'infinita sera.

 

Io sono un soldato
scrivo di me
che sono un soldato
e dovrei imparare a morire.
La dignità del soldato.
Le parole insidiano l'animo.
E l'ordine supremo
quando il soldato sa.
Che la Morte è stesa
dentro il soldato
fratto il cuore.
La paga costa
il sacrificio
la dignità del Soldato
non si compra.

 

La mela di Giove
"Non mangiare di quella mela!"
Disse al bambino l'uomo dagli occhi santi.
"Ma allora il mondo cosa mi rivela?"
Disse il piccolo al sentiero aperta la sua vela.
"Non pensare nel tuo futuro d'averne un guizzo"
Nacquero nel pargolo filosofia e scienza umana.
"Con queste virtù io vivrò e la testa rizzo"
Passò un secondo con tutta Conoscenza
e il pargolo morì in una macchia rossa sopra Giove.
"Lo sapevo di mangiar la mela non potevo fare senza"
Diceva il pargolo al Santo che chiuse gli occhi alle cose nuove.
 

Una risposta.
trascrivo adesso un movimento delle labbra che è un pensiero
che illumina l'immenso del buio della mia stanza...
... c'è un filo di luce adesso qui
trema nell'aria come corrente di sangue nel corpo
un attimo solo di percezione e sarebbe miracolo dei sensi
per leggere le parole
le poche parole che mi scrivi
nell'etere dei fili che chiudono il circuito dell'amore
c'è un filo di luce che m'appare sottile filamento d'oro
che lega un cuore a un cuore
un sguardo dietro al velo dello schermo
una luce appariscente...credo ma forse apparente ...
che tremolante toglie corrente al sangue
che diviene nel tempo discordanza
che non mi fa capire l'ascolto dell'amore...

non riesco a dire
tutto quello che racchiude
il tempo che non ci resta...
s'è spento adesso
qui
il filo di luce...

 

Il campo di grano a maggio
Il grano di maggio ancora non sa cosa sia la morte
la spiga da mietere è già vita che preme
e poi nel campo di grano io potrei andare a cercare
anche solo se invano
uno spazio da seminare
... vorrei però aver nella mia la tua mano ...
ecco vedi là in fondo una linea ed è già confine da ritagliare
... non riesco a distrarre la vista ...
il grano raccolto non teme la fine
sparisce per sempre il suo chicco
ma rinasce sempre più ricco
e ove cada il suo seme
voglio averne una falce che di dolore mi tagli di netto
e prima del taglio camminare nel campo perfetto
ma il tempo è immenso
un mano che stringe solo una mano non ha senso
se non sai cosa è un campo di grano.

Alta marea
sempre cercammo solitari sponde nascoste d'alta marea
sempre andammo verso un'onda che ci pareva la più alta
sempre penetrammo a testa fitta in tuffo la sua schiuma
sempre cercammo di scoprire nell'aldilà del mare una nuova terra di luna illuminata
sempre con la mano si raccoglieva sabbia dalla spiaggia per farne nuovi lidi da calemma
sempre amavamo a sdraiare i nostri corpi sul caldo della rena del tramonto al mareggiare
sempre le nostre mani s'intrecciavano sul sentore della sera nella nostra anima distolta dai suoi flussi
sempre avevamo in quell'ora stordita d'amore le nostre bocche a cercar di farne baci d'attrazione
sempre scrutavamo la linea dell'acque che nel buio s'andava ad oscurare e ne annusavamo odori
sempre sempre intrecciavamo anche i sospiri e la paura che in quell'ora sosteneva i nostri cuori...
sempre sempre sempre and again andavamo a cercare l'ora della più alta alta marea ove per sempre noi annegare ...

 

Il temporale
Oscuro come dove un ricordo non si sostiene senza il moto-
Atono non sposto un pensiero ove io abbia un peso-
Assente scorro le nuvole che cambiano di posto solo perchè son nere-
Veloce come uno schianto in un sibilo di vento incito i momenti che davanti passano a denudarmi d'astenia-
Quando il temporale scoppia sono pronto per dormire sotto alla sua forza.

Poesia inutile inutile poesia
Voglio dire con me stesso
che la poesia è astrusa di pericoli all’indole e alla psiche
non posso adoperarla come fosse un Dagestan
od un impulso a far del male a Metafisica e ad Andronico di Rodi
o per con essa urlare all’attacco o i miei prodi!
scatenando diavoli streghe e pianti di prefiche.
Libero mercato di versi di parole e metatarsi
per arrivare al cielo e alle sue stelle
e poi cadere come pera cotta alla Newton nel suo spiedo
e ritrovarmi tra paglie sterco e scoregge di viandanti d’animali nella stalla…wow!
Io spreco il tempo a ricordare alla Memoria
che non ho un verso per rimediare al mio medio la silloge di Socrate
sono soltanto un uomo
però questo non è il male
il dolore è per me credere che Poesia mi possa
consegnare ai Santi.
Più o meno.

Una parola semplice
Semplicità della mia parola
normale diceria che mi soccorre
quando la memoria via via s'invola
per essere a la page
s'arruola ai dizionari anche da sola
confetti e dolci more
aggiornandosi allo stage
resta ferma e all'improvviso fluida corre
è semplice lei è amore.

 

La finestra di Margaret.
... ecco perchè penso di restar con te -
pagata la mia colpa lesa -
alla finestra aperta dentro il cielo -
coi rami degli abeti alberi betulle ed agrifogli pendenti a graffiare i vetri -
e i pour-parler cinguettanti degli uccelli nel tuo bosco -
in cima al monte di Castel Firmian troncati di sospiri i desideri -
no, tu che non mi guardi ed io mi sento perduto guardando di lontano -
sui pendii che voglio scendere che affronto col respiro mozzo andando in su -
si, ed io che mi rigiro rotolando sui pensieri discendenti che mi fanno male -
che sbircio alla pagina di un libro le parole sfogliandolo pianpian -
... ecco perchè per riveder nessuno io voglio alla finestra ritornar da te.

La discussione
Intimidita dalla discussione
la situazione indirizzata
passa il tempo a srotolare dritta l'onda al mare.
Impaurito dalla discussione
volevo dirti "t'amo" ... dopo...
sembra a me di amarti ancora ...
ascolta ... che il sentimento tira fuori ...
meglio non parlare
ad altri che siamo qua tra rami e luna non importa
noi intirizziti di raggi e stelle a spegner sigarette e a sistemare tra le nuvole il fumo della nostra vita.
Presto, intontiti, raccordiamo il ritmo dei respiri, irrecuperabili i giorni del passato ... accordiamo poi gli strumenti del futuro ...
è bello avere una pazza amica, del suo cuore ho imparato già tutte le canzoni.
La discussione passa il traguardo, mi tiene sottobraccio, mi sussurra, come una foglia che scivola sull'aria al vento,
t'amo...
sei tu che t'allontani

 

Le prospettive
...di color d'acquamarina prepariamo il vernissage...
Prepariamo le prospettive dell'incontro
nella vita non bisogna parlar di niente
non si deve disegnar la lontananza
dipingere un cielo che non esiste
accessori del pittore che segna
dentro la cornice della vita
il contorno alla distanza...
se stai qui ferma davanti a me dal vero
riempio i tuoi occhi architettura dell'incontro
steso il letto d'acquarelli inaugurato il vernissage
di color d'acquamarina e sfumate correzioni delle tinte
ragionando di linee e sfondi sul perché dei discorsi ritoccati...
precisiamo le prospettive dell'addio.

 


Posta Elettronica.
Davvero guidare un sentimento è
come aprire un guscio dove dentro cresce un frutto
da gustare
formale
e opposto al mio pensiero d'ideale
ah ma tu sei l'amore ...
e sei
in tutto
la funzione d'organismo nella mente
e sai
adesso
che m'hai visto
sensibile d'evoluzione
che d'ogni fobia ha fissato fenomeni e facoltà da falansteri
che sono il guitto che s'appoggia alla tua guglia
folgorato d'illuminazione resterò
frustrato
e frutto
d'un amore frenologico
poi
chiuderò il mio spirito dietro a un click....click click...
clik.

 

Immagine di Marcy Falco
Il gatto nero di Marcy Falco -
avevo gambe per volare via
e occhi neri per perforare la coltre dei pensieri bui
e piedi silenziosi sul manto dei dolori
e se guardavo su avevo lune ed astri per guida
e stare soli nella notte
per capire dove sorgeva amore
nella luce che s'accende alle finestre dei palazzi
io ho strade da attraversare
e piazze da esplorare
io ho occhi gialli lucenti della luce delle stelle della piazza
e zampe di silenzio morbide per sfiorare le pietre dei percorsi inesplorati...
altro non avevo per saltare sui tetti delle stelle

Irrazionalismo
Di la c'era uno che pensava
sono io che comando
di la c'era una che pensava
sono io che decido
e il tempo trascorreva nell'attesa
un giorno sembrò fermarsi il sole
e la notte non passava
il sole spento non era quello dei due cuori
era quello dei cieli senza confini
e la notte non passava
dentro a quello che stava di la un pensiero di paura l'invase
dentro al cuore di quella che stava di la un pensiero di speranza s'insinuò
forse un nuovo sole s'accenderà...

 

Vola su da Lei Pensiero.
Muovo gli occhi e la mente non si sposta...
... del resto
amor mio
passare di qua
accanto a te stare
oppure
volare col pensiero
soddisfare
progettare
amare
dove terra non ci sia
o non c'è
come all'Isola di Peter Pan
che differenza fa...
nessuna
se io non facessi presto.

Le nostre mani...i nostri fiori...
desideri dunque...
sono fiori
e mani che s'intrecciano
a raccogliere petali caduti
strappati
agli steli
e noi due
amanti farne mazzi
d'amore

 

Il mio libro
Con limpide parole le paure pesano
il Tempo
gli a capo
gli spazi.
la calligrafia
e i fiori di raso tra le pagine dei ghirigori.
D'un soffio
accarezzo lo spleen
d'ennui nel sogno abbandonato
il sole fermo:
sottolineo l'orizzonte.

Il Santo Natale
... natale blu
natale rock
spendere una vita e aspetto ancora te
ridendo come se tu m'avessi detto se...
occhi sperduti oltre il lassù
caduto però subendo knocout e shock
delle lucine d'oro
oppure rossobianche
neve che cade come se penetrasse un foro
lacrime di ghiaccio ormai stanche
riduzione al tempo d'un giorno
la festa per togliersi di torno
amare solo se dal tuo viso
mi giungerà un sorriso
od un regalo considerato di natale
a liberarmi d'ogni male
amo...il natale...solo...se ci sei tu.

 

Una sosta nel sogno
Sostanza dal sogno sbalzata
smarrito il punto d'assestamento sbando.
Correggo spazio di svolta
stravanato sosto.

 


n.b. immagine da Marcy Falco

Dalla nostra stanza voleremo...
Amore mio
non volare rasoterra
sospesa
sopra dio
deserto tra le stelle
non sfiorare questa terra
che s'infradicia di sangue
e di sudore
sospendi
il tuo respiro
in alto
sopra il cielo
che si stende dietro ai vetri dell'amore
la
dove volano i pensieri
porta il sogno tra quegli angeli lassù
più in alto ancor di più
di dove dio non ricorda d'aver mai messo gli angeli
e il mio cuore...
volo rasoterra
finchè tu non mi comandi
d'aprire la finestra
amore mio.

 

fiore di luna
deserti sulla luna
e poi un melograno
nato dal mare di corallo
deserti sulla terra
e poi un fiore di luna
ipomea nell'anima dell'uomo
so che dei tanti petali staccati alle mie rose
non me ne rimane uno
ma tu sei lassù
stampa e amore d'argento
in luce di luna
e così mi passeranno davanti tutti i deserti della terra
e mi s'illumineranno tutti i mari della luna
quando il sole che brucia il mio dolore
s'accenderà di nuovo.

 

Doppia Verità
... sparisci adesso da dentro questa mia illusione
portento di un miraggio a doppia verità
e inversamente vi scindo il mio amore
si dentro
ai lontani specchi
riconosco
gli spiriti in percezione
e i tuoi baci
dogma di un concilio religioso
non possono fare di me uno sposo ...
... e se tu sei
farfalla istante
che dal fiore vola via
e poesia indivisibile
indeterminabile dolore
intuizione che sfugge
ad ogni tocco
che l'universo da
io sparisco
senza nome alcuno
di dotta ignoranza
nella tua visione

 

Fino all'ultimo respiro
Col respiro che si tronca
col respiro che mi stanca
con il Sole che non passa più alle stesse ore
con la Luna che mi fa la pelle terracotta
con le nuvole che sciaman controvento
con il senso dell'ardore che sbanda e sbotta senza mano sulla curva dell'amore
con l'appoggio delle catarsi che battono sconnesse dentro al cuore
con l'urlo levissimo che sale sulle montagne del dolore
con le catene che mi stringono al rancore
con il tuo bacio impresso nella mente e nel rumore ...
respirerò finché non mi copri col tuo sudore
col respiro che mi stronca...

 

La coppa di vino bianco
Delizia che guardi e mi soffondi di luci blu vapori d'à-basùr
ascolta il silenzio del mio pensare.
< Basta filosofi e sapienti...
stasera vediamo il grande mondo
in una bianca coppa da svènir nei sentimenti
sopporteremo le parole del filosofo
vendiamogliele !
che c'insegna come si beve di sapienza
ci fermiamo ad ascoltare
chi è salito al nostro piano
per derubarci della coperta con le stelle
lo scacceremo
prima che colpisca
coi nostri baci
dalla finestra aperta
dal nostro esile mondo sottile senza piani
senza osservare
ascoltiamo alberi sui cespugli dalla notte muovere
in cima
in silenzio
nel buio
aspettiamo che l'invidia vada
a raggiungere i suoi cieli chiusi
e strisci a terra e non ci tocchi
e l'erba e i fiori suoi cresceranno soli senza colori
e il cielo girerà dalla notte al giorno
e senza che quegli sguardi sopiscano i dolori delle menti ...
stasera noi saremo il vasto mondo
nella nostra coppa di bianco vino.>

 

Al Bar del Fricandò
Nessun punto in esterno ci sposta l'asse delle sedie
ruota estremo il nostro bar sul luogo delle stelle
e nell'ultimo giro
straniera
sul nero del caffè che mi tinge la lingua
versi il dolcelatte della tua bocca
che m'allevia il sapore ...
non mi serve aspersorio
di zuccheri e miele
mi passa il dolore di fiele
svapora l'odore del male
l'infiammato rossore ruvido di pelle e di sale
si...
quando lieve levi la tua mano di carezze
e di dolcezze al caffè tu mi servi
il rumore s'estingue.

 

Devastato il mattino...
...poi piegai la schiena
a sfiorare il velo del mattino...
lamine sottili tagliano il cuore
si sfalda la base della Vita.

 

Non parvenza
l'insieme di un mondo costringe un uomo a dipingere
muri oscuri
non suoi
e la sua mano veloce usa pietre d'altri mondi
e colorate dentro la montagna ma poi ...
non sa che fuori il mondo lo circonda
e con la paura della sua parvenza
l'uomo pensa che il mondo è un buio ...
profondo nero colore
che il suo spirito non sa capire
e l'uomo sa che l'anima lo invade...
e la poesia non è ancora parvenza...
anima e corpo
si confondono
... sospesi ...
e nei secoli a venire
e l'uomo ne scosta il Tempo del quale si fa tenda
diventa non parvenza...
e se esce dal buio
nel suo cuore
troverà altre pietre
altri colori
altre scritte
altri graffi sopra i muri ...
colorati ...
Passiamo la soglia ...
c'è un colore sopra di noi
... in sospensione ...
aaaaah la morte...la morte...
non lo vediamo
l'immagine è quella
quella che l'uomo non conosce
un soffio primordiale
e non ha ancora conoscenza di poesia...
...mio dio...
ora è Poesia
sulle pareti
dentro l'Uomo
...
ed è Parvenza...

 

Coscienza.
...mi persiste profumo potente impalpabile e cinge il senso cosciente dell'intimo e l'aspetto nello spirito, prima tremavo sulla sua curva misteriosa, nel cielo colorato d'eterno adesso gli occhi puntano aperti sull'infinito, non occorre il bisogno del mistero...

 

Big Bang
...il mattino m'apre dizionari di mitiche parole filosofie di scienze umane che s'addicono alle vetrate cristalline di finestra che m'apro sopra il mondo di strade e di pensieri che intanto lo sanno di girare intornointorno e intanto che ci stanno su a pensare tornano all'inizio della palla...ci son le nuvole lassù in alto sotto al cielo sui coppi di questa casa mia piccina piccina dentro e fuori che sa d'essere rifugio di pena e di fettine sottili di un amore ... e qui piove sui tetti stratosferici che rimbalzano la notte la luce delle stelle ma la terra e l'acqua e la foresta e l'aria ancora che s'incontrano sull'altre curve della palla si beano del sole, l'unica stella che c'è in questa parte d'inutile big bang...

 

Felice giornata.
Sedizioso
passo il giorno
sfilo tutte le sue ore
...non s' accorge del mio Erlebnis...
dalla asta d'alabastro
e inchiodo le sue ombre
meridiana che segna la notte prima del giorno
all' angolo che incide il sole coi suoi giri al muro.
Uscendo
per errore
dal buio stampo i suoi raggi agli intonaci che stesi coprono i miei...
pensieri ?
è lunga la storia e la mia strada non contiene tanti pesi
perchè ho visto quanto
artefatto d'amore
esso sia duro...
però all'angolo
se mi supererai
se mi supererai due volte
mi separerò senza missiva dal giorno silenzioso.

Davanti alla Bellezza.
...emozioni...davanti alla bellezza-fare gli esami per sostener lo sguardo-sapevo aspettare l'incontro-ed esserne alla pari-la bellezza non sa riconoscere il bene o il male-e il male e il bene sono un'altra cosa-aspetto con ansia d'attesa la bellezza-lei passa veloce e sembra non guardare-e se la tocco non riesco a sfiorarla-la bellezza base della vita e non se ne importa-la schiva e non sa di essere vita-la bellezza sfugge ai suoi stessi sensi-se avessi un padrone sarebbe la bellezza-la bellezza è l'erba verde del prato bagnato-perlina acquosa della zolla-ammolli del primo mattino-lacrime spezzate delle stelle-intanto tu prepari le sete della notte-i lini del mattino-i raggi per illuminare cotoni colorati rovesciati sugli scaffali dei ricordi-t'ammorbidisci le mani per le carezze-abbiamo un'unica illusione di bellezza-d'esser certi d'essere vivi-io avevo speso un po' della mia notte a cercare nei tuoi piedi il calore che avevo perso nelle mie corse sulle stelle-però è per questo che son caduto giù dall'emisfero sfiorando l'argento della Luna-perciò dai dimmelo che se io sono sogno è perchè tu sei rimasta riflesso negli specchi-ah si profondità d'immagini e velocità delle mie corse fondono la luce che ci circonda-tu rimani ferma lì bellezza al margine dell'immagine-e della bellezza ne ho solo rifrazioni e di quelle la perdizione...e la tua bocca preparata di rosso di corallo per i baci...

Il Libero Pensiero
Pericoloso
mi tinge d'oscuro.
La fine aspettare non oso.

Parole cianfrusaglie da spegnèce la tivù!
...comunque me pareva d'aver visto
ed ascortato
er servizio der tigì
che domenica c'aveva er parlamento aperto
al pubblico (poverino!) e lei...
e Lei ce stava a provà de fa la cicerona
per spiegà li segreti
e la Storia del Palazzo...
der Palazzo...si quello proprio tout court
corridoi, stanza e le tualèttes
ma...
nun ne sapeva ni èntes
sbalbettava
cianfrusaglie
di parole raccattonate
n' imbarazzo
quasi un furt!
per Ella
e per noi
che la stavamo a guardà
aò e che guardavamo a fà...uà!
ed allora
ho girato de là
...e che mi stava a significare?
c'era...
lu Parlamento della Sicilia
argh!

 


La nostra Isola in mezzo al mare
Per stare qui con te
puoi stare qui con me
che così
al deserto del fiore
che nasce
al centro del dì
nell'isola
in mezzo al mare
non faremo male

Ahi Pisa, vituperio delle genti
del bel paese là dove 'l sí sona,
poi che i vicini a te punir son lenti,
muovasi la Capraia e la Gorgona,
e faccian siepe ad Arno in su la foce,
sí ch'elli annieghi in te ogni persona!
Ad un passo dalla Storia.
Passo dalla Storia -
In finta di niente senza pestare i piedi
non rovinerò il selciato mai asfaltato
vivrò di niente forse per -
Diventerò disumano-essere
guardando
trascurata l'errata prospettiva
la Capraia
o una Gorgona -
Un tempo d'etisìa
in piccole manciate
da sprecare
e nelle tue mani l'acqua
che s'insinua in posizioni d'anima
a far bagnare le emozioni
per farmi crescere
e traguardarne roccia e detriti -
Souvenir d'infinite eternità
la mia perduta mente disillusa
quella remota strada
in mutatura
via stanca
stucca
d'un biroccio d'origini pesante -
Sovrapporre insostenibile
i ricordi impermeabili
alle ombre multiforme
e mescolar le sponde
a rimediare l'isola ove riporle
abbandonate ai lati degli estremi lembi -
A destra
e non a manca dell'ingrossato cuore
per nei gas della Storia e dei suoi mari poter sparire
sparire
instrambata oscurità.

 

 

Free zone...
volteggia il rapace tra i sentieri delle stelle
delle spire ghermisce atroci destini
artigli appigli
nel vuoto
ed in ogni spazio incombe sui nidi ...
a dio abbiamo lasciato il senso del pieno
di parole pesante
a noi aerei i pensieri
senza molecole leggeri ...
periplo del cielo
il versante sfugge al volo della memoria
ha correlazioni d'oltreimmensità
la mia zona libera.

 

Un Viaggio.
Serbo una paura dentro me che non mi servirà...
... studio quel che so,
non so ciò che non so,
e dove cercarlo è un'avventura,
un viaggio di lontano,
da me lontano ed ho paura,
non so se ritornerò,
quando il sonno si compie dentro di me,
no non m'importa più se ne morissi,
sento il peso del cosciente,
della paura
devo entrare
nell'altra dimensione.

 

Cieco
Come chiamarlo questo Mondo?
Aperti gli occhi
sull'ardore della sera rossa
distendo onde a sangue
stendo tempo respiro e parole
tocchi di scienza a mani senza corpo...
e poi...

luci che abbagliano
di schizofrenia
d'astrusi limiti immondizia
di speranze illuso
d'impotenza e nebbie nelle pupille...

e poi
aderire al mare degli spazi
coprirsi d'ansimi di morte
e dei rimasugli d'anima
e di spiriti assunti
e voli d'aironi
nello spazio delle nubi
farne finestre aperte

e poi...
salto fuori nel vuoto
organizzo in uno sputo un sogno
d'esser cieco preservativo
gonfio di sangue volo
del mondo nel suo buio...

 

Un dono
Quando penso ad un amore
credo che il mio pensiero voli
più alto e stratosferico d'un raggio della luna
e le mie mani piccole accarezzano un fiore
quando io e te soli
come fossimo distesi nel calore della duna
recintata intorno a noi tutta la zona
parliamo di quello che può essere un colore
di quello che sei tu stupendo dono!

 


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