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Sommario degli strumenti
Metrica 2
Figure retoriche
Esempi
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La metrica è la disciplina che si occupa della struttura ritmica dei versi e della loro tecnica compositiva. Elementi strutturali di un testo poetico sono: lunghezza del verso, ritmo, versi italiani, figure metriche, licenze poetiche, rima, strofa, componimenti poetici. |
| Il verso
non è altro che una riga di una poesia, la sua unità ritmica minima di
lunghezza variabile. È formato da sillabe, che nella tradizione della
letteratura italiana possono variare da due a sedici. Ma non mancano poeti
che sporadicamente hanno usato versi costituiti da un numero di sillabe più
alto. Esempi: Verso di trentacinque sillabe: E ammirami per il mio calore e per la mia fede: mentre io ti parlerò di Percy l’arcangelo e di Walt Whitman, un uomo,... (A.de Bosis, Giovine che mi guardi parlare, v 13) Verso di trenta sillabe: Alto è il muro che fiancheggia la mia strada, e la sua nudità rettilinea si prolunga nell’infinito. (A. Negri, Il muro, v 1) Verso di 19 sillabe: e berrà del suo vino, torchiato le sere d’autunno in cantina (C. Pavese, Atlantic Oil, v 32) |
| Il ritmo è
la cadenza musicale da cui deriva l’armonia poetica che caratterizza il
verso. Esso è dato dal numero delle sillabe del verso e dagli accenti ritmici disposti secondo particolari schemi in ogni tipo di verso. Gli accenti ritmici sono gli accenti fondamentali che cadono sulle sillabe toniche, cioè accentate, dove la voce si appoggia. Ritmo lento e monotono come una nenia: Lenta la neve fiocca, fiocca, fiocca. Senti: una zana dondola pian piano. Un bimbo piange, il piccol dito in bocca; canta una vecchia, il mento sulla mano. La vecchia canta: Intorno al tuo lettino c’è rose e gigli, tutto un bel giardino. Nel bel giardino il bimbo s’addormenta. La neve fiocca lenta, lenta, lenta. (G. Pascoli, Orfano)
Ritmo lento: Ritmo veloce e
martellante: Ritmo calmo alternato a ritmo veloce ed
ossessivo: Ritmo incalzante: Ritmo cantilenante: Ritmo
danzante: Ritmo calmo, meditativo: Forse perché della fatal quiete Ritmo solenne: Ritmo epico: Ritmo musicale: Ritmo spezzato: |
| I versi italiani si
classificano in base al numero delle sillabe di cui sono composti. Si hanno
dieci tipi di versi, di cui cinque
parisillabi (2, 4, 6, 8, 10 sillabe) e cinque
imparisillabi (3, 5, 7, 9, 11 sillabe).
Essi sono:
Versi doppi |
| Il bisillabo ha
per forza un solo accento sulla prima sillaba:
Diétro Dopo tanta |
| Il ternario ha un unico
accento ritmico sulla seconda sillaba: Si tàce, non gètta più nùlla. Si tàce, non s’òde romóre di sòrta, che fórse… che fórse sia mòrta? (A. Palazzeschi, La fontana malata, vv 26-35) La mòrte si scónta vivéndo (G. Ungaretti, Sono una creatura, vv 12-14) |
| Il quaternario ha due
accenti sulla prima e sulla
terza sillaba: Ècco il móndo vuòto e tóndo scénde, s’àlza bàlza e splénde. … Ècco il móndo. Sùl suo gròsso antìco dòsso v’è ùna schiàtta e sózza e màtta,… (A. Boito, Mefistofele, Atto II, Scena I) Col mare mi sono fatto ùna bàra dì freschézza (G. Ungaretti, Universo) Spesso questo verso è usato alternato con versi più lunghi come gli ottonari: Paranzelle in alto mare biànche biànche, io vedeva palpitare còme stànche: o speranze. Ale di sogni pér il màre! (G. Pascoli, Speranze e memorie, vv 1-6) |
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L’endecasillabo è
un verso di undici sillabe con accenti in posizione libera, se si esclude
l’ultimo che cade sempre sulla decima sillaba;
tuttavia gli schemi più usati per gli accenti
principali sono: sulla sesta e sulla
decima; sulla quarta,
ottava e decima;
sulla quarta, settima
e decima.
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