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"Ascolta come mi batte forte il tuo cuore"
Poteva accadere.
Doveva accadere.
È accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
È accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì? Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.
(Ogni caso, Wislawa Szymborska)
Consigliata da Carmen
 

Da lontano
Qualche volta, piano piano, quando la notte
si raccoglie sulle nostre fronti e si riempie
di silenzio,
e non c’è più posto per le parole,
e a poco a poco si raddensa una dolcezza
intorno
come una perla intorno al singolo grano
di sabbia,
una lettera alla volta pronunciamo
un nome amato
per comporre la sua figura; allora
la notte diventa cielo
nella nostra bocca, e il nome amato
un pane caldo, spezzato.
Pierluigi Cappello
Consigliata da Carmen

Amore non è amore se muta quando scopre un mutamento
o tende a svanire quando l'altro si allontana.
Oh, no! Amore è un faro sempre fisso
che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;
amore non muta in poche ore o settimane,
ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio;
se questo è errore e mi sarà provato,
io non ho mai scritto,
e nessuno ha mai amato.
Da William Shakespeare

Un messaggio puramente casuale a chi non conosce queste sensazioni
Consigliata da Ida Guarracino

Un sorriso
Un sorriso non costa nulla
e rende molto.
Arricchisce chi lo riceve,
senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante
ma il suo ricordo
è talora eterno.
Nessuno è così ricco
da poterne fare a meno.
Nessuno è così povero
da non poterlo dare.
Crea felicità in casa;
è sostegno negli affari;
è segno sensibile
dell'amicizia profonda.
Un sorriso
dà riposo alla stanchezza;
nello scoraggiamento
rinnova il coraggio;
nella tristezza è consolazione;
d'ogni pena
è naturale rimedio.
Ma è bene che non si può
comprare, nè prestare,
nè rubare, poichè esso
ha valore solo nell'istante
in cui si dona.
E se poi incontrerete talora
chi non vi dona
l'atteso sorriso,
siate generosi e date il vostro;
perchè nessuno ha tanto
bisogno di sorriso come chi
non sa darlo ad altri.
P. Faber
Consigliata da Piero Colonna Romano

Attaccati ad una foglia di faggio
Il tempo è come l'orlo secco
d'una foglia di faggio.
E' la splendida veste
che Dio scagliò lontano
quando, eterno abisso,
si stancò di volare
e si nascose agli anni
finché, come radici, spuntarono
in ogni cosa i suoi capelli.
Rainer Maria Rilke, Il libro d'ore
Consigliata da Sandra Greggio
 

La statistica
Sai che d'è la statistica? È na' cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.

Ma pè me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pè via che, lì, la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.

Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:

e, se nun entra nelle spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perch'è c'è un antro che ne magna due.
Trilussa
Consigliata da Renato Bellin
 

Ode al primo giorno dell'anno
Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte
con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte
lo andiamo a ricevere
come se fosse
un esploratore che scende da una stella.
Come il pane assomiglia
al pane di ieri,
come un anello a tutti gli anelli: i giorni
sbattono le palpebre
chiari, tintinnanti, fuggiaschi,
e si appoggiano nella notte oscura.
Vedo l'ultimo
giorno
di questo
anno
in una ferrovia, verso le piogge
del distante arcipelago violetto,
e l'uomo
della macchina,
complicata come un orologio del cielo,
che china gli occhi
all'infinito
modello delle rotaie,
alle brillanti manovelle,
ai veloci vincoli del fuoco.
Oh conduttore di treni
sboccati
verso stazioni
nere della notte.
Questa fine dell'anno
senza donna e senza figli,
non è uguale a quello di ieri, a quello di domani?
Dalle vie
e dai sentieri
il primo giorno, la prima aurora
di un anno che comincia,
ha lo stesso ossidato
colore di treno di ferro:
e salutano gli esseri della strada,
le vacche, i villaggi,
nel vapore dell'alba,
senza sapere che si tratta
della porta dell'anno,
di un giorno scosso da campane,
fiorito con piume e garofani.
La terra non lo sa: accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline
lo bagnerà con frecce
di trasparente pioggia
e poi lo avvolgerà
nell'ombra.
Eppure
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell'anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani
a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
a sperare.
Ti metteremo
come una torta
nella nostra vita,
ti infiammeremo
come un candelabro,
ti berremo
come un liquido topazio.
Giorno dell'anno nuovo,
giorno elettrico, fresco,
tutte le foglie escono verdi
dal tronco del tuo tempo.
Incoronaci
con acqua,
con gelsomini aperti,
con tutti gli aromi spiegati,
sì,
benché tu sia solo un giorno,
un povero giorno umano,
la tua aureola palpita
su tanti cuori stanchi
e sei,
oh giorno nuovo,
oh nuvola da venire,
pane mai visto,
torre permanente!
Pablo Neruda
Consigliata da Sandra Greggio
 

Natale
Natale. Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l'asinello di colore azzurro.
Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v'è pace nel cuore dell'uomo.
Anche con Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c'è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà poi in croce fra due ladri?
Salvatore Quasimodo
Consigliata da Sandra Greggio
 

Una notte d’inverno
La tempesta poggia la sua bocca alla casa
e soffia per emettere un suono.
Dormo inquieto, mi giro, leggo
il testo della tempesta assopita.

Ma gli occhi del bambino sono spalancati al buio
e il temporale mugola per lui.
Entrambi amano le lampade che dondolano.
Entrambi sono a metà strada dal linguaggio.

La tempesta ha mani infantili e ali.
La carovana si lancia verso la Lapponia.
E la casa avverte la sua costellazione di chiodi
che tiene insieme le pareti.

La notte è immobile sul nostro pavimento
(dove tutti i passi attutiti
riposano come foglie affondate in uno stagno)
ma fuori infuria la notte!

Sul mondo passa una più grave tempesta.
Poggia la sua bocca alla nostra anima
e soffia per emettere un suono – temiamo
che la tempesta soffiando ci svuoti
Tomas Tranströmer
-consigliata da carmen-
 

Er terno
Ecco er fatto. Lo prese drent'al letto,
dove stava in campagna in un casino;
je sigillò la bocca còr cuscino,
e j'ammollò 'na cortellata in petto.

Dunque, ferita all'undici; ce metto
uno, er giorno; quarantatré, assassino:
vado giù da Venanzio er botteghino
ar Popolo e ce butto un pavoletto.

A l'estrazione, sabeto passato,
ce viè' l'ambo; ma invece de ferita
m'esce settantadue mortoammazzato.

Ma guarda tante vorte er Padreterno
come dà la fortuna ne la vita!
Si l'ammazzava ce pijavo er terno.
Cesare Pascarella
Consigliata da Renato Bellin
 

Attesa
Oggi che t'aspettavo non sei venuta.
E la tua assenza so quel che mi dice,
la tua assenza che tumultuava,
nel vuoto che hai lasciato,
come una stella.
Dice che non vuoi amarmi.
Quale un estivo temporale
S'annuncia e poi s'allontana,
così ti sei negata alla mia sete.
L'amore, sul nascere, ha di questi improvvisi pentimenti.
Silenziosamente ci siamo intesi.
Amore, Amore, come sempre,
vorrei coprirti di fiori e d'insulti.
Vincenzo Cardarelli
- consigliata da Carmen -
 

Chiaro di luna
La tua anima è un paesaggio fantasioso
Dove vanno figure mascherate e travestite
Suonando il liuto e danzando, quasi
tristi sotto i loro costumi ingannevoli.

E tutte cantano in tono minore
di Amor che vince tutto e del Fato propizio
Non sembrano credere alla loro felicità
E il loro canto si confonde con il chiaro di luna.

Il chiaro di luna, immobile, triste e bello
Che fa sognare gli uccelli sugli alberi
E fa guizzare in estasi le fontane -
Le grandi e svelte fontane - tra i marmi.
Paul Vérlaine, 1844 – 1896
-consigliata da Carmen-
 

Sonetto di sterpi e limiti
Sguiscio gentil che fra mezzo erbe serpi,
difficil guizzo che enigma orienta
che nulla enigma orienta, e pur spaventa
il cor che in serpi vede, mutar sterpi;

nausea, che da una debil quiete scerpi
me nel vacuo onde ogni erba qui s'imprenta,
però che in vie e vie di serpi annienta
luci ed arbusti, in sfrigolio di serpi;

e tu mia mente, o permanere, al limite
del furbo orrido incavo incastro rischio,
o tu che a rischi e a limiti ti limi:

e non posso mai far che non m'immischio,
nervi occhi orecchi al soprassalto primi
se da ombre e agguati vien di serpe il fischio.
Andrea Zanzotto
Consigliata da Ida Guarracino
 

Blues in Memoria
Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforti e fra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.

Incrocino gli aereoplani lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano i guanti di tela nera.

Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed il mio Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l'amore fosse eterno: avevo torto.

Non servono più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco;
perché ormai nulla può giovare.
Wystan Hugh Auden
Consigliata da Ida Guarracino
 

La montagna s’affliggeva
I
La montagna s’affliggeva (con l’amara
argilla s’affliggono i monti nell’ora del distacco),
la montagna s’affliggeva per la dolcezza
di colombi delle nostre mattine ignote.

La montagna s’affliggeva per la nostra amicizia:
delle labbra l’inconfutabile parentela!
La montagna diceva che per ciascuno
si avvererà - secondo le sue lacrime.

La montagna diceva anche che la vita è
un accampamento, e tutto il secolo bazar sui cuori!
S’affliggeva ancora la montagna: fosse Agar
congedata almeno col figlioletto!

Diceva anche che è un demone
che ci torce, che non c’è intenzione nel gioco.
La montagna parlava, noi eravamo muti.
Lasciavamo alla montagna giudicare.

II
La montagna s’affliggeva che sarebbe divenuto
solo mestizia ciò che adesso era sangue e arsura,
la montagna diceva che non ci avrebbe lasciato
andare, non ti avrebbe lasciato con un’altra.

La montagna s’affliggeva che sarebbe divenuto
solo fumo ciò che adesso era il mondo e Roma.
La montagna diceva che dovevamo stare
con gli altri (non li invidio gli altri!).

La montagna s’affliggeva per il tremendo peso
del giuramento che era tardi giurare.
La montagna diceva che è antico il nodo
gordiano - il dovere e la passione.

La montagna s’affliggeva per il nostro dolore -
domani! Non subito! Quando sulla fronte
ormai non è un memento, ma semplicemente
- un mare!
Domani, quando capiremo.


Un suono… be’, come se qualcuno semplicemente,
be’… piangesse nelle vicinanze?
La montagna s’affliggeva che scendessimo
separati, su un tale fango -

nella vita, di cui sappiamo tutti noi
marmaglia - mercato - baracca.
Diceva anche che tutti i poemi
delle montagne - si scrivono così.
Marina Ivanovna Cvetaeva
Consigliata da Carmen
 

Magnà e dormì
So' du' vizietti, me diceva nonno,
che mai nessuno te li pò levà,
perché so' necessari pe' campà
sin dar momento che venimo ar monno.
Er primo vizio provoca er seconno:
er sonno mette fame e fà magnà,
doppo magnato t'aripija sonno
poi t'arzi, magni e torni a riposà.
Insomma, la magnata e la dormita,
massimamente in una certa età,
so' l'uniche du' gioje de la vita.
La sola differenza è questa qui:
che pure si ciài sonno pòi magnà,
ma si ciài fame mica pòi dormì.
Aldo Fabrizi
Consigliata da Renato Bellin
 

Il poeta. 1.
Il poeta da lontano conduce la parola.
La parola conduce il poeta lontano.

per pianeti, segni… per fossati
di tortuose parabole… Tra il sì e il no
egli, perfino volando giù da un campanile,
troverà un gancio… Poiché il cammino delle comete

è il cammino dei poeti. Gli anelli scompigliati
della casualità - ecco il suo nesso! Disperatevi -
con la fronte in alto! Le eclissi
dei poeti non sono previste dal calendario.

Egli è colui che confonde le carte,
inganna il peso e i conti,
è colui che domanda dal banco
chi sbaraglia Kant,

chi sta nella bara pietrosa della Bastiglia
come un albero nella sua bellezza…
Colui le cui tracce sono svanite,
quel treno al quale tutti arrivano
in ritardo…
- poiché il cammino delle comete
è il cammino dei poeti: bruciando e non scaldando,
strappando e non coltivando - esplosione e scasso -
il tuo sentiero, tortuoso e chiomato,
non è previsto dal calendario!


Il poeta. 2.
Ci sono al mondo i superflui, gli aggiunti,
non inclusi nell'orizzonte.
(Per loro, non iscritti nei vostri prontuari,
la fossa della discarica è la casa).
Ci sono al mondo i vuoti, i presi a spinte,
quelli che tacciono: letame,
chiodo per il vostro orlo di seta!
Il fango sotto le ruote ne è nauseato!
Ci sono al mondo gli apparenti - invisibili,
(segnati dalla screziatura dei lebbrosari!)
ci sono al mondo i Giobbe, che
invidierebbero Giobbe solo che
noi siamo poeti - e rimiamo coi paria,
ma, straripando dalle rive,
noi contendiamo Dio alle dee
e la vergine agli dei!


Il poeta. 3.
Che farò, cieca e figliastra, in
un mondo, dove ciascuno è figlio e ci vede,
dove su anatemi, come su terrapieni,
s'ergono le passioni! - Dove raffreddore
è chiamato il pianto!

Che farò, io che canto di costola e di mestiere!
- Come un congedo! Abbronzatura! Siberia!
Sulle mie ossessioni - come su un ponte!
Con la loro imponderabilità
in un mondo di pesi.

Che farò, cantrice e primogenita,
nel mondo, in cui il più nero è grigio!
Dove conservano l'ispirazione come in un thermos!
Con questa smisuratezza
in un mondo di misure?!
Marina Ivanovna Cvetaeva
consigliata da Carmen
 

Poesia Metasemantica: Fosco Maraini
(vorrei averla pensata io.......)

Il giorno ad urlapicchio
Ci son dei giorni smègi e lombidiosi
col cielo dago e un fònzero gongruto

ci son meriggi gnàlidi e budriosi
che plògidan sul mondo infragelluto,

ma oggi è un giorno a zìmpagi e zirlecchi
un giorno tutto gnacchi e timparlini,

le nuvole buzzillano, i bernecchi
ludèrchiano coi fèrnagi tra i pini;

è un giorno per le vànvere, un festicchio
un giorno carmidioso e prodigiero,

è il giorno a cantilegi, ad urlapicchio
in cui m’hai detto “t’amo per davvero”.
Consigliata da Lucio Cornelio
 

Nummeri
Conterò poco, è vero:
- diceva l'Uno ar Zero -
ma tu che vali? Gnente: propio gnente.
sia ne l'azzione come ner pensiero
rimani un coso vôto e inconcrudente.
Io, invece, se me metto a capofila
de cinque zeri tale e quale a te,
lo sai quanto divento? Centomila.
È questione de nummeri. A un dipresso
è quello che succede ar dittatore
che cresce de potenza e de valore
più so' li zeri che je vanno appresso.
Trilussa
Consigliata da Renato Bellin

 


Testo dell'"Inno alla Gioia" di F. Schiller

"An die Freude"

O Freunde, nicht diese Töne!
Sondern lasst uns angenehmere
anstimmen und freudenvollere!

Freude, schöner Götterfunken,
Tochter aus Elysium,
Wir betreten feuertrunken,
Himmlische dein Heiligtum.
Deine Zauber binden wieder,
Was die Mode streng geteilt;
Alle Menschen werden Brüder,
Wo dein sanfter Flügel weilt.

Wem der große Wurf gelungen,
Eines Freundes Freund zu sein,
Wer ein holdes Weib errungen,
Mische seine Jubel ein!
Ja - wer auch nur eine Seele
Sein nennt auf dem Erdenrund!
Und wer's nie gekonnt,
der stehle Weinend sich aus diesem Bund!

Freude trinken alle Wesen
An den Brüsten der Natur,
Alle Guten, alle Bösen
Folgen ihre Rosenspur.
Küsse gab sie uns und Reben,
Einen Freund, geprüft im Tod,
Wollust ward dem Wurm gegeben,
Und der Cherub steht vor Gott.

Froh, wie seine Sonnen fliegen
Durch das Himmels prächtigen Plan,
Laufet, Brüder, eure Bahn,
Freudig wie ein Held zum Siegen.

Seid umschlungen, Millionen!
Diesen Kuss der ganzen Welt!
Brüder - überm Sternenzelt
Muss ein lieber Vater wohnen.

Ihr stürzt nieder, Millionen?
Ahnest du den Schöpfer, Welt?
Such ihn überm Sternenzelt,
Über Sternen muss er wohnen.

"Inno alla Gioia"

O amici, non questi suoni!
ma intoniamone altri
più piacevoli, e più gioiosi.

Gioia, bella scintilla divina,
figlia degli Elisei,
noi entriamo ebbri e frementi,
celeste, nel tuo tempio.
La tua magia ricongiunge
ciò che la moda ha rigidamente diviso,
tutti gli uomini diventano fratelli,
dove la tua ala soave freme.

L'uomo a cui la sorte benevola,
concesse di essere amico di un amico,
chi ha ottenuto una donna leggiadra,
unisca il suo giubilo al nostro!
Sì, - chi anche una sola anima
possa dir sua nel mondo!
Chi invece non c'è riuscito,
lasci piangente e furtivo questa compagnia!

Gioia bevono tutti i viventi
dai seni della natura;
tutti i buoni, tutti i malvagi
seguono la sua traccia di rose!
Baci ci ha dato e uva, un amico,
provato fino alla morte!
La voluttà fu concessa al verme,
e il cherubino sta davanti a Dio!

Lieti, come i suoi astri volano
attraverso la volta splendida del cielo,
percorrete, fratelli, la vostra strada,
gioiosi, come un eroe verso la vittoria.

Abbracciatevi, moltitudini!
Questo bacio vada al mondo intero Fratelli,
sopra il cielo stellato
deve abitare un padre affettuoso.

Vi inginocchiate, moltitudini?
Intuisci il tuo creatore, mondo?
Cercalo sopra il cielo stellato!
Sopra le stelle deve abitare!

Consigliata da Piero Colonna romano

Le bestie e er crumiro
Una volta un Cavallo strucchione
c'ogni tanto cascava pe' strada  
scioperò pe' costringe er Padrone
a passaje più fieno e più biada:
ma er Padrone s'accorse der tiro
e pensò de pijasse un crumiro.

Chiamò er Mulo, ma er Mulo rispose:
- Me dispiace, ma propio nun posso:
se Dio guardi je faccio 'ste cose
li cavalli me sarteno addosso...-
Er Padrone, pe' mette un riparo,
fu costretto a ricorre ar Somaro.

- Nun pò sta' che tradisca un compagno -
dice er Ciuccio - So' amico der Mulo
e pur'io, come lui, se nun magno
tiro carci, m'impunto e rinculo...
Come vòi che nun sia solidale
si ciavemo l'istesso ideale?

Chiama l'Omo, e sta' certo che quello
fa er crumiro co' vera passione
Per un sòrdo se venne er fratello,
Pe' du' sòrdi va dietro ar padrone,
finché un giorno tradisce e rinnega
er fratello, er padrone e la Lega.
Trilussa
Consigliata da Renato Bellin
 

Vicolo
Mi chiama talvolta la tua voce
e non so che cieli ed acque
mi si svegliano dentro:

una rete di sole che si smaglia
sui tuoi muri ch'erano a sera
un dondolio di lampade
dalle botteghe tarde
piene di vento e di tristezza.

Altro tempo: un telaio batteva nel cortile
e s'udiva nella notte un pianto
di cuccioli e bambini.

Vicolo: una croce di case
che si chiamano piano,
e non sanno ch'è paura
di restare sole nel buio.
Salvatore Quasimodo
consigliata da Anileda Xeka

 

L'incontro de li sovrani
Bandiere e banderole,
penne e pennacchi ar vento,
un luccichìo d'argento
de bajonette ar sole,
e in mezzo a le fanfare
spara er cannone e pare
che t'arimbombi dentro.

Ched'è? chi se festeggia?
È un Re che, in mezzo ar mare,
su la fregata reggia
riceve un antro Re.
Ecco che se l'abbraccica,
ecco che lo sbaciucchia;
zitto, ché adesso parleno...
-Stai bene? - Grazzie. E te?
e la Reggina? - Allatta.
- E er Principino? - Succhia.
- E er popolo? - Se gratta.
- E er resto? - Va da sé...
- Benissimo! - Benone!
La Patria sta stranquilla;
annamo a colazzione... -

E er popolo lontano,
rimasto su la riva,
magna le nocchie e strilla:
- Evviva, evviva, evviva... -
E guarda la fregata
sur mare che sfavilla.
Trilussa
Consigliata da Fernanda Battagliese
 

Carità cristiana
Er chirichetto de 'na sacrestia
sfasciò l'ombrello sulla schina a 'n gatto,
pe castigallo d'una porcheria.

-Che fai?!- je strillò er prete ner vedello,
-Ce vò un coraccio nero com'er tuo,
pe menaje a 'sto modo, poverello!-

-Che…?- Fece er chirichetto,- er gatto è suo?-
Rispose er prete: - No. Ma è mio l'ombrello!-
Trilussa
Consigliata da Renato Bellin
 

La verità
'Na gavetta de granci giornalisti,
che rajeno carote a chi li paga;
'na voja de fregasse che s'allaga;
ingiustizie e spettacoli mai visti,

deputati magnoni e pagnottisti,
fregnacce d'agguantasse co' la draga,
ministri frammassoni e camorristi
che nun fan'altro che ingrossà la piaga.

Conocchie, preti, gente che s'addanna,
strozzini, tasse, giudici vennuti…
e in fonno er vaticano che comanna.

Er merito che more su la paja
e la grolia che ghigna a li cornuti:
ecco le condizioni de l'Itaja.
Giggi Zanazzo (30 marzo 1893)
Consigliata da Renato Bellin
 

Insinuarsi...

Forse la vita migliore
sul tempo e sulla gravità è
passare senza lasciare tracce,
passare senza lasciare un'ombra
 
sulle pareti...
                Forse prendere con
la rinuncia? Cancellarsi dagli specchi?
Così, come Lermontov nel Caucaso,
insinuarsi senza inquietare le rocce.
 
Forse il migliore diletto
è, col dito di Sebastian Bach,
non sfiorare l'eco dell'organo?
Sfaldarsi senza lasciare le ceneri
 
per l'urna...
            Forse prendere con
l'inganno? Farsi cancellare dalle latitudini?
Così, insinuarsi nel Tempo come
nell'oceano, senza inquietare le acque...
(Marina Ivanovna Cvetaeva)
 consigliata da Carmen


 

Il Giuramento di Pontida
L'han giurato li ho visti in Pontida
convenuti dal monte e dal piano.
L'han giurato e si strinser la mano
cittadini di venti città
Oh spettacol di gioia! I Lombardi
son concordi, serrati a una Lega.
Lo straniero al pennon ch'ella spiega
col suo sangue la tinta darà.
Più sul cener dell'arso abituro
la lombarda scorata non siede.
Ella è sorta. Una patria ella chiede
ai fratelli, al marito guerrier.
L'han giurato. Voi donne frugali,
rispettate, contente agli sposi,
voi che i figli non guardan dubbiosi,
voi ne' forti spiraste il voler.
Perchè ignoti che qui non han padri
qui staran come in proprio retaggio?
Una terra, un costume, un linguaggio
Dio lor anco non diede a fruir?
La sua patria a ciascun fu divisa.
E' tal dono che basta per lui.
Maledetto chi usurpa l'altrui,
chi il suo dono si lascia rapir.
Sù Lombardi! Ogni vostro Comune
ha una torre, ogni torre una squilla:
suoni a stormo. Chi ha un feudo una villa
co' suoi venga al Comun ch'ei giurò
Ora il dado è gettato. Se alcuno
di dubbiezze ancora parla prudente,
se in suo cor la vittoria non sente,
in suo cuore a tradirvi pensò.
Federigo? Egli è un uom come voi.
Come il vostro è di ferro il suo brando.
Questi scesi con esso predando,
come voi veston carne mortal.
- Ma son mille più mila - Che monta?
Forse madri qui tante non sono?
Forse il braccio onde ai figli fer dono,
quanto il braccio di questi non val?
Su! Nell'irto increscioso allemanno,
su, lombardi, puntate la spada:
fare vostra la vostra contrada
questa bella che il cel vi sortì.
Vaghe figlie del fervido amore,
chi nell'ora dei rischi è codardo,
più da voi non isperi uno sguardo,
senza nozze consumi i suoi dì.
Presto, all'armi! Chi ha un ferro l'affili;
chi un sopruso patì sel ricordi.
Via da noi questo branco d'ingordi!
Giù l'orgoglio del fulvo lor sir
Libertà non fallisce ai volenti,
ma il sentier de' perigli ell'addita;
ma promessa a chi ponvi la vita
non è premio d'inerte desir.
Giusti anch'ei la sventura, e sospiri
l'allemanno i paterni suoi fuochi;
ma sia invan che il ritorno egli invochi,
ma qui sconti dolor per dolor.
Questa terra ch'ei calca insolente,
questa terra ei morda caduto;
a lei volga l'estremo saluto,
e sia il lagno dell'uomo che muor.
Giovanni Berchet
Consigliata da Salvatore Armando Santoro

 

[Quando il mio caro fratello]

 Quando il mio caro fratello

passava l’ultimo olmo (degli addii,

disposti in filari), le lacrime

erano più grandi degli occhi.

 

Quando il mio caro amico

doppiava l’ultimo promontorio

(dei sospiri della mente: ritorna!),

gli addii erano più grandi delle mani.

 

Quasi le braccia lasciassero le spalle

e le labbra restassero indietro a supplicare!

La favella aveva perso i suoni,

il metacarpo aveva perso le dita.

 

Quando il mio caro ospite…

- Signore, guardaci! -

le lacrime erano più grandi

degli occhi umani e delle stelle

atlantiche…

(Marina Ivanovna Cvetaeva, 26 marzo 1923)

Consigliata da Carmen -
 

Cyrano
Venite pure avanti, voi con il naso corto,
signori imbellettati, io più non vi sopporto!
Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
perché con questa spada
vi uccido quando voglio.
Venite pure avanti poeti sgangherati,
inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza
avrete soldi e gloria ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finché dura
ché il pubblico è ammaestrato
e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse
col ghigno e l'ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna
però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All'amo non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco.
Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti;
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto
del qualunquismo un arte;
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto assurdo bel paese.
Non me ne frega niente
se anch'io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere,
io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti
da sempre mi balocco
e al fin della licenza
io non perdono e tocco.
Ma quando sono solo
con questo naso al piede
che almeno di mezz'ora
da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia
e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d'essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo ma sono triste
perché Rossana è bella, siamo così diversi;
a parlarle non riesco, le parlerò coi versi.
Venite gente vuota, facciamola finita:
voi preti che vendete a tutti un'altra vita;
se c'è come voi dite un Dio nell'infinito
guardatevi nel cuore, l'avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso
che Dio è morto e l'uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali,
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco.
Io tocco i miei nemici col naso e con la spada
ma in questa vita oggi non trovo più la strada,
non voglio rassegnarmi ad essere cattivo
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo;
dev'esserci, lo sento, in terra in cielo o un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un'ombra e tu, Rossana, il sole;
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perché ormai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo Cirano...
Francesco Guccini.
Consigliata da Sandra Greggio
 

Sables mouvants
Démons et merveilles
Vents et marées
Au loin déjà la mer s'est retirée
Et toi
Comme une algue doucement caressée par le vent
Dans les sables du lit tu remues en rêvant
Démons et merveilles
Vents et marées
Au loin déjà la mer s'est retirée
Mais dans tes yeux entrouverts
Deux petites vagues sont restées
Démons et merveilles
Vents et marées
Deux petites vagues pour me noyer.
Jacques Prévert

Sabbie mobili
Démoni e meraviglie
venti e maree
già al largo il mare si ritirò
e tu
come alga dolcemente accarezzata dal vento
nelle sabbie del letto ti agiti fantasticando.
Démoni e meraviglie
venti e maree
già al largo il mare si ritirò
ma nei tuoi occhi socchiusi
due piccole onde sono rimaste.
Démoni e meraviglie
venti e mare.
Due piccole onde per annegare.
Consigliata da Piero Colonna Romano
 

Giochi ogni giorno
Giochi ogni giorno con la luce dell'universo.
Sottile visitatrice, giungi nel fiore e nell'acqua.
Sei più di questa bianca testina che stringo
come un grappolo tra le mie mani ogni giorno.
A nessuno rassomigli da che ti amo.
Lasciami stenderti tra ghirlande gialle.
Chi scrive il tuo nome a lettere di fumo tra le stelle del sud?
Ah lascia che ti ricordi com'eri allora, quando ancora non esistevi.
Improvvisamente il vento ulula e sbatte la mia finestra chiusa.
Il cielo è una rete colma di pesci cupi.
Qui vengono a finire tutti i venti, tutti.
La pioggia si denuda.
Passano fuggendo gli uccelli.
Il vento. Il vento.
Io posso lottare solamente contro la forza degli uomini.
Il temporale solleva in turbine foglie oscure
e scioglie tutte le barche che iersera s'ancorarono al cielo.
Tu sei qui. Ah tu non fuggi.
Tu mi risponderai fino all'ultimo grido.
Raggomìtolati al mio fianco come se avessi paura
Tuttavia qualche volta corse un'ombra strana nei tuoi occhi.
Ora, anche ora, piccola, mi rechi caprifogli,
ed hai persino i seni profumati.
Mentre il vento triste galoppa uccidendo farfalle
io ti amo, e la mia gioia morde la tua bocca di susina.
Quanto ti sarà costato abituarti a me,
alla mia anima sola e selvaggia, al mio nome che tutti allontanano.
Abbiamo visto ardere tante volte l'astro baciandoci gli occhi
e sulle nostre teste ergersi i crepuscoli in ventagli giranti.
Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti.
Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata.
Ti credo persino padrona dell'universo.
Ti porterò dalle montagne fiori allegri,copihues,
nocciole oscure, e ceste silvestri di baci.
Voglio fare con te
ciò che la primavera fa con i ciliegi
Pablo Neruda
Consigliata da Sandra Greggio
 

Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
E' la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.



Quando l'amico vi confida il suo pensiero,
non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa
nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall'amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate,
come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito.
Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero
non è amore,
ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.



E il meglio di voi sia per l'amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea,
fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose
il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.

Kahlil Gibran (Tratto da "Il Profeta" )

A ricordo di una giornata speciale con degli amici speciali a cui dedico questi pensieri.
Sandra

Consigliata da Sandra Greggio

 

L’amore dei vecchi
In una gloria di sole occidentale
vaneggi, mente stanca:
inseguito prodigio non s’adempie
nell’aldiquà del fiore che s’imbianca

Ma tu, distanza, torna a ricolmarti
tu a farti terra in questa ferma fuga
mare di nuda promessa
ai nostri balbettanti passi tardi

E tu, voce, rimani
persuàdici – un poco, un poco ancora
nostro non più domani,
usignolo dell’aurora
Giovanni Giudici
Consigliata da Carmen

 

Il verme conquistatore
Guardate! È una serata di gala
in questi ultimi anni desolati!
Uno stuolo d'angeli alati!
Tra i veli e sommersi dal pianto,
a teatro siede a vedere
un dramma di speranze e timori,
l'orchestra emette a tratti in sordina
la musica delle sfere.

Parodiando Iddio nel cielo, i mimi,
sottovoce borbottano, sussurrano
e si gettano qua e là. Marionette
soltanto che vengono e vanno
al cenno di cose immense informi
e spostano gli scenari avanti e indietro
scuotendo dalle loro ali di Condor
l'invisibile Affanno!

Un dramma così variegato, non temete,
non sarà scordato!
Col suo Fantasma per sempre inseguito
da una folla che mai non l'afferra,
in un cerchio che sempre ritorna
nello stesso identico punto,
e molta Pazzia, e ancor più Peccato,
e Orrore animano la trama.

Ma guardate, tra la ridda dei mimi,
s'insinua una forma strisciante!
Una cosa rosso sangue si snoda
sbucando dalla scena deserta!
Si snoda! Si annoda! Tra spasmi mortali
suo cibo diventano i mimi,
singhiozzano i serafini ai denti del mostro
di sangue rappreso imbevuti.

Spente, spente le luci, tutte spente!
E sopra ogni forma fremente,
funebre sudario il sipario
vien giù con fragor di tempesta,
e gli angeli pallidi esangui,
levandosi, svelandosi, dicono
che quella è la tragedia
"L'Uomo",
è il Verme Conquistatore, l'eroe.
Edgar Allan Poe
Consigliata da Piero Colonna Romano
 

 

Se mi ami non piangere
Se mi ami non piangere!
Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo,
se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento
in questi orizzonti senza fine,
e in questa luce che tutto investe e penetra,
tu non piangeresti se mi ami.
Qui si è ormai assorbiti dall’incanto di Dio,
dalle sue espressioni di infinità bontà e dai riflessi della sua sconfinata bellezza.
Le cose di un tempo sono così piccole e fuggevoli
al confronto. Mi è rimasto l’affetto per te:
una tenerezza che non ho mai conosciuto.
Sono felice di averti incontrato nel tempo,
anche se tutto era allora così fugace e limitato.
Ora l’amore che mi stringe profondamente a te,
è gioia pura e senza tramonto.
Mentre io vivo nella serena ed esaltante attesa del tuo arrivo tra noi,
tu pensami così!
Nelle tue battaglie,
nei tuoi momenti di sconforto e di solitudine,
pensa a questa meravigliosa casa,
dove non esiste la morte, dove ci disseteremo insieme,
nel trasporto più intenso alla fonte inesauribile dell’amore e della felicità.
Non piangere più, se veramente mi ami!
Sant’Agostino
Consigliata da Carmen
 

 

Tre fiammiferi accesi

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L'ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia.

Jacques Prévert

Consigliata da Carmen
 

Sulla riva
I pontili deserti scavalcano le ondate,
anche il lupo di mare si fa cupo.
Che fai? Aggiungo olio alla lucerna,
tengo desta la stanza in cui mi trovo
all'oscuro di te e dei tuoi cari.

La brigata dispersa si raccoglie,
si conta dopo queste mareggiate.
Tu dove sei? ti spero in qualche porto...
L'uomo del faro esce con la barca,
scruta, perlustra, va verso l'aperto.
Il tempo e il mare hanno di queste pause.

Mario Luzi
 Consigliata da Carmen
 

'A livella
Ogn'anno, il due novembre, c'è l'usanza
per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ll'adda fa' chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero.

Ogn'anno puntualmente, in questo giorno,
di questa triste e mesta ricorrenza,
anch'io ci vado, e con i fiori adorno
il loculo marmoreo 'e zi' Vicenza

St'anno m'è capitata 'n'avventura...
dopo di aver compiuto il triste omaggio
(Madonna), si ce penzo, che paura!
ma po' facette un'anema 'e curaggio.

'O fatto è chisto, statemi a sentire:
s'avvicinava ll'ora d' 'a chiusura:
io, tomo tomo, stavo per uscire
buttando un occhio a qualche sepoltura.

"QUI DORME IN PACE IL NOBILE MARCHESE
SIGNORE DI ROVIGO E DI BELLUNO
ARDIMENTOSO EROE DI MILLE IMPRESE
MORTO L'11 MAGGIO DEL '31."

'O stemma cu 'a curona 'ncoppa a tutto...
... sotto 'na croce fatta 'e lampadine;
tre mazze 'e rose cu 'na lista 'e lutto:
cannele, cannelotte e sei lumine.

Proprio azzeccata 'a tomba 'e stu signore
nce steva n'ata tomba piccerella
abbandunata, senza manco un fiore;
pe' segno, solamente 'na crucella.

E ncoppa 'a croce appena si liggeva:
"ESPOSITO GENNARO NETTURBINO".
Guardannola, che ppena me faceva
stu muorto senza manco nu lumino!

Questa è la vita! 'Ncapo a me penzavo...
chi ha avuto tanto e chi nun ave niente!
Stu povero maronna s'aspettava
ca pure all'atu munno era pezzente?

Mentre fantasticavo stu penziero,
s'era ggià fatta quase mezanotte,
e i' rummanette 'chiuso priggiuniero,
muorto 'e paura... nnanze 'e cannelotte.

Tutto a 'nu tratto, che veco 'a luntano?
Ddoje ombre avvicenarse 'a parte mia...
Penzaje; stu fatto a me mme pare strano...
Stongo scetato ... dormo, o è fantasia?

Ate che' fantasia; era 'o Marchese:
c' 'o tubbo, 'a caramella e c' 'o pastrano;
chill'ato appriesso' a isso un brutto arnese:
tutto fetente e cu 'na scopa mmano.

E chillo certamente è don Gennaro...
'o muorto puveriello... 'o scupatore.
'Int' a stu fatto i' nun ce veco chiaro:
so' muorte e se retireno a chest'ora?

Putevano stà 'a me quase 'nu palmo,
quando 'o Marchese se fermaje 'e botto,
s'avota e, tomo tomo... calmo calmo,
dicette a don Gennaro: "Giovanotto!

Da voi vorrei saper, vile carogna,
con quale ardire e come avete osato
di farvi seppellir, per mia vergogna,
accanto a me che sono un blasonato?!

La casta e casta e va, si, rispettata,
ma voi perdeste il senso e la misura;
la vostra salma andava, si, inumata;
ma seppellita nella spazzatura!

Ancora oltre sopportar non posso
la vostra vicinanza puzzolente.
Fa d'uopo, quindi, che cerchiate un fosso
tra i vostri pari, tra la vostra gente".

"Signor Marchese, nun è colpa mia,
i' nun v'avesse fatto chistu tuorto;
mia moglie b stata a ffa' sta fessaria,
i' che putevo fa' si ero muorto'?

Si fosse vivo ve farrie cuntento,
pigliasse 'a casciulella cu 'e qquatt'osse,
e proprio mo, obbj'... 'nd'a stu mumento
mme ne trasesse dinto a n'ata fossa."

"E cosa aspetti, oh turpe macreato,
che 1'ira mia raggiunga 1'eccedenza?
Se io non fossi stato un titolato
avrei gih dato piglio alla violenza!"

"Famne vedé... piglia sta violenza...
'A verità, Marché', mme so' scucciato
'e te senti; e si perdo 'a pacienza,
mme scordo ca so' muorto e so' mazzate!...

Ma chi te cride d'essere... nu ddio?
Ccà dinto, 'o vvuò capì, ca simmo eguale?...
... Morto si' tu e muorto so' pur'io;
ognuno comme a 'n'ato è tale e qquale."

"Lurido porco!... Come ti permetti
paragonarti a me ch'ebbi natali
illustri, nobilissimi e perfetti,
da fare invidia a Principi Reali?"

"Tu qua' Natale ... Pasca e Ppifania!!
f T' 'o vvuo' mettere 'ncapo... 'int' 'a cervella
che staje malato ancora 'e fantasia?...
'A morte 'o ssaje ched'e".... e una livella.

'Nu rre, 'nu maggistrato, 'nu grand'ommo,
trasenno stu canciello ha fatt' 'o punto
c'ha perzo tutto, 'a vita e pure 'o nomme
tu nun t'he fatto ancora chistu cunto?

Percio, stamme a ssenti... nun fa' 'o restivo,
suppuorteme vicino - che te 'mporta?
Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive:
nuje simmo serie... appartenimmo â morte!"
Antonio De Curtis -Totò-
Consigliata da Piero Colonna Romano
 

Indizi
Come spostando pietre:
geme ogni giuntura! Riconosco
l’amore dal dolore
lungo tutto il corpo.

Come un immenso campo aperto
alle bufere. Riconosco
l’amore dal lontano
di chi mi è accanto

Come se mi avessero scavato
dentro fino al midollo. Riconosco
l’amore dal pianto delle vene
lungo tutto il corpo.

Vandalo in un’aureola
di vento! Riconosco
l’amore dallo strappo
delle più fedeli corde
vocali: ruggine, crudo sale
nella strettoia della gola.

Riconosco l’amore dal boato
- dal trillo beato -
lungo tutto il corpo!
Marina Ivanovna Cvetaeva
Consigliata da Carmen
 

Kimi de ite buji de ite – Sii te stesso
“Rimani te stesso, rimani al sicuro
Preoccupato, il mondo è preoccupato per te
Alla ricerca del tuo nome
Con te, il mondo intero è con te
Prossimo a conoscere la tua vita
Il tuo cuore e il tuo corpo intatti
Finché non ti potremo abbracciare e vederti
Rimani te stesso, rimani al sicuro”
Yoko Kanno

14 marzo 2011
Per le vittime del disastro in Giappone, la cantante Yoko Kanno ha inciso questa canzone,
della sola durata di tre minuti, ma sufficienti per lanciare un appello accorato,
che vuole essere un invito al coraggio e alla solidarietà di tutto il mondo. Lo speriamo.
Consigliata da Sandra Greggio

 

Italia
da L'Allegria - Il porto sepolto
_______________________

Sono un poeta
un grido unanime
sono un grumo di sogni

Sono un frutto
d'innumerevoli contrasti d'innesti
maturato in una serra

Ma il tuo popolo è portato
dalla stessa terra
che mi porta
Italia

E in questa uniforme
di tuo soldato
mi riposo
come fosse la culla
di mio padre

Locvizza, l'1 ottobre 1916
Giuseppe Ungaretti
Consigliata da Sandra Greggio
 

Uomo sii attento!
Che dice la mezzanotte profonda?
Io dormivo, dormivo-,
da un sonno profondo mi sono risvegliata:-
profondo è il mondo,
E più profondo che nei pensieri del giorno.
Profondo è il suo dolore-,
Piacere -più profondo ancora di sofferenza:
Dice il dolore:perisci!
Ma ogni piacere vuole eternità-,
-vuole profonda profonda eternità”.
F.Nietzsche, Cosi parlò Zarathustra
Consigliata da Arcangela Cammalleri
 

(da Verrà la morte e avrà i tuoi occhi)
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.

Per tutti la morte ha uno sguardo,
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso smorto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
Cesare Pavese 22 marzo 1950
Consigliata da Piero Colonna Romano
 

La notte nell'isola
Tutta la notte ho dormito con te
vicino al mare, nell'isola.
Eri selvaggia e dolce tra il piacere e il sonno,
tra il fuoco e l'acqua.
Forse assai tardi
i nostri sogni si unirono,
nell'alto o nel profondo,
in alto come rami che muove uno stesso vento,
in basso come rosse radici che si toccano.
Forse il tuo sogno
si separò dal mio
e per il mare oscuro
mi cercava,
come prima,
quando ancora non esistevi,
quando senza scorgerti
navigai al tuo fianco
e i tuoi occhi cercavano
ciò che ora
- pane, vino, amore e collera -
ti do a mani piene,
perché tu sei la coppa
che attendeva i doni della mia vita.
Ho dormito con te
tutta la notte, mentre
l'oscura terra gira
con vivi e con morti,
e svegliandomi d'improvviso
in mezzo all'ombra
il mio braccio circondava la tua cintura.
Né la notte né il sonno
poterono separarci.
Ho dormito con te
e svegliandomi la tua bocca
uscita dal sonno
mi diede il sapore di terra,
d'acqua marina, di alghe,
del fondo della tua vita,
e ricevetti il tuo bacio
bagnato dall'aurora,
come se mi giungesse
dal mare che ci circonda.
Pablo Neruda
Consigliata da Piero Colonna Romano


Le sue Rimas furono una svolta nella poesia spagnola. Poeti che ne hanno seguito quello stile sono Alberti, Lorca, Machado, Unamuno, Jmenez, Cernuda ed altri. Gustiamo la dolcezza di questi versi.

Qué es poesía?
¿Qué es poesía?, dices mientras clavas
en mi pupila tu pupila azul.
¡Que es poesía!, Y tú me lo preguntas?
Poesía... eres tú.
Che cos'è la poesia?
"Che cos'è la poesia?", dici mentre fissi
la mia pupilla con la tua pupilla blu.
"Che cos'è la poesia? E tu me lo domandi?
Poesia... sei tu!"

Los suspiros
Los suspiros son aire y van al aire.
Las lágrimas son agua y van al mar.
Dime, mujer, cuando el amor se olvida,
¿sabes tù adónde va?

I sospiri
I sospiri sono aria, e vanno verso l'aria.
Le lacrime son acqua, e vanno al mare.
Dimmi donna: quando l'amore si dimentica
sai tu dove va?

Gustavo Adolfo Bécquer
(Gustavo Adolfo Domínguez Bastida - Siviglia 1836 - Madrid 1870)
Consigliata da da Piero Colonna Romano
 

Come d'amore si parlava
circa 2500 anni fa


Io sono la sposa:
Baciami con i baci della tua bocca
inebriandola con le carezze
del tuo vino.
E' bello penetrare
nel profumo del tuo nome
respirando l'unguento
che rende sacre le vergini
di te innamorate.
………………………….
Il forte desiderio
della mia pelle scura
evapora su tende beduine,
irrompe con delizia
nei padiglioni sauditi.
…………………………
Ardo per te, anima della mia anima
ardo per i luoghi
dove tu pascoli e riposi,
ardo per il mio errare velata
dietro greggi preclusi
al tuo splendore.


Io sono lo sposo:
……………………………..
O bellissima tra le donne,
tu sarai la mia compagna,
sarai per me
come la morbida puledra
di un cocchio faraonico
lanciata in quel galoppo
che voglio assecondare.
Corro con te
sul filo delle tue perle,
trascoloro sulle tue guance
tessendo riccioli d'oro
con bisbigli d'argento.


Io sono la sposa:
Banchetta tra i miei seni
il mio amato,
sembra un contenitore di mirra
chiamato a pernottare:
il fiore ombelicato di Engaddi
è cresciuto nel recinto
come grappolo di vigna
turgido del mio diletto.


Io sono lo sposo:
Preso e smarrito
nell'incanto del loto
che schiude i tuoi occhi
al volo delle colombe.


Io sono la sposa:
Che reca calore al nostro letto,
prato d'erba eretto a dimora
su fondali di cedro e di pini.
Ecco io sono la sposa:
per me lui è stelo di giglio
espanso a sanguigno virgulto
di vene.


Io sono lo sposo:
Ecco io sono lo sposo:
per me lei è rosa di carne
che danza sul ventre
degli asfodeli.


Io sono la sposa:
Io sono la sposa immacolata
e lui per me è come
melo edenico
tra rudi alberi
di boscaglia,
per me che sono spoglia
della sua ombra animica
al sussulto del piacere
in giacitura.
E lui che violento
fiore d'alcova
si rende dolce alla mia bocca
come frutto d'amore
frutto per cui mi trovo
a languire
e così che invoco
di essere rinvigorita
con uva mandorlata
incorniciata in un cesto
gonfio di mele.

Avvinghiata nel corpo
dalla sua destra rapace
mentre perdutamente mi abbandono
aspetto che la mia anima
sia stretta dalla tua sinistra
là dove il capo orante
estasiato si posa.


Io sono lo sposo:
……………………
lasciate che l'anima goda
finchè c'è mistico delirio.


Io sono la sposa:
una voce cui è delirio
la voce dell'amato.
Eccolo, lo sento:
eccolo che viene
saltellando tra i monti
e caracollando sulle colline.
Simile a una gazzella
e a un cucciolo di cervo
erompe dritto appresso al muro,
preme sulla grata
modulando un canto
a squarci d'inferriata
e poi scoppia
in un ditirambo di parole.


Io sono lo sposo:
……………………………
Alzati e vieni via,
mia incantevole amica!
Tu che sei colomba dei dirupi,
verità e vita
di un mito segreto
nidificato nella roccia,
fammi eco con la tua voce
fammi grazia del tuo viso.
………………………………..


Io sono la sposa:
il mio viso non è più velato,
e come se fosse reso nudo
al mistero di un giglio
che bruca le rose.
Al cader delle ombre
e al morir del giorno
egli, il mio sposo, sarà lassù
sui monti profumati:
cervo e gazzella
del mio paradiso.
……………………………
……………………………


Io sono lo sposo:
Quanto sei bella
mia oasi sprangata,
tappeto di preghiera
per la carne in erezione!
Un nastro di porpora
sigilla le tue labbra,
cavità piena di grazia
è la tua bocca
e la tua guancia
si spacca sotto il velo
come una melograna.
E come torre di David
è il tuo collo
addobbato ad arsenale
di erotiche delizie:
incompiuta sinfonia
eroica e pastorale
di scudi araldici
in riposo d'armeria.
……………………..
Sei tu
tutta bella
e senza macchia
il canto verginale
della mia mistica
sinuosa!
Sei tu la mia sposa
che mi ha rapito
come aquila
il cuore:
……………………..
sei tu la sorella,
mia sposa,
che ha carezze
più soavi del vino:
afrore di pianta
e bevanda
di vita!
Le tue labbra
stillano miele,
o sposa,
stillano sulla lingua
un effluvio di parole:
fermenta mosto il Libano
al cospetto delle tue libagioni!

…………………………………
………………………………
Glorifico in te tutti gli alberi
di mirra, incenso ed aloè.
Fonte e canale del seme,
i ruscelli spagisperma del Libano
polluscono vene turgide
al mio mistico giardino
vivo e sorgivo.


Io sono la sposa:
I venti Austro ed Aquilone
entrano sibilando
nel profondo
della mia gola di sposa:
si fa roca la mia voce
al soffiar dei venti
sul mio giardino.
E si sprigionano sapori acuti
dalla mia alcova:
da me si mangiano
frutti succosi.


Io sono lo sposo:
Sono lo sposo che entra
nel suo giardino,
o sorella, mia sposa!
……………………………..


Io sono la sposa:
Col cuore desto
sono io a sentire
il mio amato bussare,
tocca a me ascoltare
la sua voce sommessa
che dice: aprimi!
Rorida di rugiada
è la mia testa
a goccia a goccia
stilla dai miei riccioli
un rosario di perle
in tuo nome.
………………………..
Mi sono levata la tunica
perché è notte:
come indossarla di nuovo ?
………………………………….
La porta è come vagina
dove il mio amato
può introdurre
la sua mano
e fremono le mie viscere
a quel contatto.
Mi sono concessa
al mio amato
per vivere il dramma
del canto nuziale:
poi lui è sparito,
tra veglia e sonno.
La mia anima vien meno
al mancar delle sue parole
perché l'ho chiamato
e non ho avuto risposta:
l'ho cercato
e non l'ho trovato.


Sono la voce del coro:
che ha sentito il tuo scongiuro
come tu sei
bella tra le più belle
lui è diletto
tra i diletti.


Io sono la sposa:
che torna al suo diletto,
al ritratto dello sposo:
rosso a stecca
e bianco distillato,
virilizzato al meglio
tra mille e sopra il migliaio.
Neri come il corvo delle erme
i suoi capelli palmati
si inanellano a grappolo
su un corpo fuso
nello stampo dell'oro.
…………………………….
……………………………
La sua bocca assurta
ad asse del mondo
è un centro di delizie.


Io sono la voce del cono
di luce della sposa:

sono il garofano
di colui che mi consola
ha lui il giglio
che mi può trastullare.
E' lui che caracolla
nel giardino
camporellando garofani
insiepati ai gigli.


Io sono lo sposo:
Come sei bella !
Te ne vai a vele spiegate
Offuscando lo splendore
Di Tirsa e Gerusalemme,
ti schieri a parata
terribile e leggiadra.
E sei troppo festosa
troppo solenne
per gli occhi miei:
salvami dall'assedio
del tuo fascino,
liberami dalla magia
del tuo sguardo.
Annego nella tua chioma
ondulata dal vento
…………………………….
Fertili come il melograno
le tue labbra si aprono
a spicchio nella danza
ombrata di veli
…………………………..
Si apre come coppa di carne
al vino succoso
il tuo ombelico,
si fascina a covone di grano
erpicato da gigli
il ventre della tua cupola
di cielo.
Vedo i tuoi seni
come fossero cuccioli gemelli
di una gazzella.
……………………………….
Coglierò sui rami della palma
frutti maturi come seni,
stringerò grappoli d'uva
nel verbo del respiro,
colerò nuove parole
sulle sue labbra assopite.
E così che il biondo profumo
delle mele
scivola tra le lenzuola
per gioire.
…………………………
………………………………

Fa che l'amore
sia più forte della morte,
fa che l'estasi della passione
trionfi sul panico della Geenna.
Divampa come fiamma
il nostro amore:
………………………………..

Sintesi del "Cantico dei Cantici" : IV secolo a.c. Dove l'estasi mistica (l'intero cantico è pervaso dalla presenza di dio) si sposa alla poesia erotica.
Proposto da Piero Colonna Romano.

Questo amore
Questo amore
Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore cosí bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
E' tuo
E' mio
E' stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l'estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l'ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.
Jacques Prévert
Consigliata da Piero Colonna Romano

Romolo e Remo
Secondo er fatto storico Romano
come ce ricontava la maestra
Romolo e Remo drento na canestra
vennero giù pe'r fiume da lontano
er vento poi li spinse su'n ripiano
in mezzo quattro piante de ginestra
e lì successe er salvataggio extra
rimasto pe li secoli un arcano
na lupa li sarvò così li pupi
succhiorno er latte suo come a na balia
e crebbero co l'indole de lupi
de fatti da li tempi ormai lontani
li discennenti succhiano l'Italia
e quer ch'è buffo
è che nun sò Romani.
Trilussa
da "Aldo Fabrizi recita Trilussa"
Consigliata da Renato Bellin

n. 1535.
Quella vita che fu tenuta a freno
troppo stretta e si libera,
poi correrà per sempre, con un cauto
sguardo indietro, e paura delle briglie.
Il cavallo che fiuta l'erba viva,
e a cui sorride il pascolo,
sarà ripreso solo a fucilate,
se si potrà riprenderlo.
Emily Dickinson
- consigliata da Carmen -

Finis (bronzo su marmo)
Muoiono i poeti
e se ne vanno così come sono vissuti,
il sangue ancora vivo per ore, forse per settimane,
ci lasciano come bambini
che si tappano le orecchie con le mani
per il troppo
rumore;
ed il vuoto lo vediamo nei nostri occhi
e ci tocca di riempirlo con ogni bontà possibile,
energici, vitali, mai rassegnati,
anche se spaliamo il sale delle nostre anime
con una pietra al collo e un groppo in gola.
Angelo Curcio
(dal libro "Con una pietra al collo e un groppo in gola")
Consigliata da donatella de bartolomeis

Inno all'amore
"Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
ma non avessi l'amore,
sarei come un bronzo che risuona
o un cembalo che tintinna.
E se avessi il dono della profezia
e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza,
e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne,
ma non avessi l'amore,
sarei nulla.
E se anche distribuissi tutte le mie sostanze
e dessi il mio corpo per esser bruciato,
ma non avessi l'amore,
niente mi gioverebbe.
L'amore è paziente,
è benigno l'amore;
non è invidioso l'amore,
non si vanta,
non si gonfia,
non manca di rispetto,
non cerca il suo interesse,
non si adira,
non tiene conto del male ricevuto,
non gode dell'ingiustizia,
ma si compiace della verità.
Tutto copre,
tutto crede,
tutto spera,
tutto sopporta.
L'amore non avrà mai fine.
S. Paolo
(tratto dalla prima lettera ai Corinti)
Consigliata da Piero Colonna Romano

Balada para los poetas andaluces de oy
¿Qué cantan los poetas andaluces de ahora?
¿Qué miran los poetas andaluces de ahora?
¿Qué sienten los poetas andaluces de ahora?

Cantan con voz de hombre, ¿pero dónde están los hombres?
con ojos de hombre miran, ¿pero dónde los hombres?
con pecho de hombre sienten, ¿pero dónde los hombres?

Cantan, y cuando cantan parece que están solos.
Miran, y cuando miran parece que están solos.
Sienten, y cuando sienten parecen que están solos.

¿Es que ya Andalucía se ha quedado sin nadie?
¿Es que acaso en los montes andaluces no hay nadie?
¿Que en los mares y campos andaluces no hay nadie?

¿No habrá ya quien responda a la voz del poeta?
¿Quién mire al corazón sin muros del poeta?
¿Tantas cosas han muerto que no hay más que el poeta?

Cantad alto. Oiréis que oyen otros oídos.
Mirad alto. Veréis que miran otros ojos.
Latid alto. Sabréis que palpita otra sangre.

No es más hondo el poeta en su oscuro subsuelo.
encerrado. Su canto asciende a más profundo
cuando, abierto en el aire, ya es de todos los hombres.
Rafael Alberti
(una toccante canzone contro la guerra, successivamente musicata, splendidamente, dagli Agua Viva)
Consigliata da Piero Colonna Romano

Ascolta il passo breve delle cose
Ascolta il passo breve delle cose
-assai più breve delle tue finestre-
quel respiro che esce dal tuo sguardo
chiama un nome immediato: la tua donna.
E' fatta di ombra e ciclamini,
ti chiede il tuo mistero
e tu non lo sai dare.
Con le tue mani
sfiori profili di una lunga serie di segni
che si chiamano rime.
Sotto, credi,
c'è presenza vera di foglie,
un incredibile cammino
che diventa una meta di coraggio.
Alda Merini, Da "La volpe e il sipario"
Consigliata da Piero Colonna Romano

Paris at night
Trois allumettes un à un allumè dans la nuit
La première pour voir ton visage tout entièr
La seconde pour voir tes yeux
La dernière pour voir ta bouche
Et l'obscurité tout entière pour me rappeler tout cela
En te serrant dans me bras
Jacques Prévert
Consigliata da Piero Colonna Romano

La Mosca 'nvidiosa
La Mosca era gelosa Dio sa come
d'una Farfalla piena de colori.
Tu – je diceva – te sei fatta un nome
perché te la svolazzi tra li fiori:
ma ogni vorta che vedo l'ali tue
co' tutto quer velluto e quer ricamo
nun me posso scordà quann'eravamo
poveri verminetti tutt'e due...
Già – disse la Farfalla – ma bisogna
che t'aricordi pure un'artra cosa:
io nacqui tra le foje d'una rosa
e tu su 'na carogna.
Trilussa
Consiliata da Giuliano da Rocca del Santo

Dev’esserci…
Dev’esserci un colore da scoprire
un recondito accordo di parole,
dev’esserci una chiave per aprire
nel muro smisurato questa porta.

Dev’esserci un’isola più a sud,
una corda più tesa e più vibrante
un altro mar che nuota in altro blu,
un’altra intonazione più cantante.

Poesia tardiva che non riesci
a dire la metà di quel che sai:
non taci, quanto puoi, e non sconfessi
questo corpo casuale e inadeguato.
José Saramago (traduzione di F. Toriello)
consigliata da Carmen

All'ombra
Mentre me leggo er solito giornale
spaparacchiato all'ombra d'un pajaro
vedo un porco e je dico :- Addio, maiale!-
vedo un ciuccio e je dico :- Addio, somaro!-
Forse 'ste bestie nun me capiranno,
ma armeno provo la soddisfazzione
de potè di' le cose come stanno
senza paura de finì in priggione.
Trilussa (Carlo Alberto Salustri)
Consigliata da Renato Bellin
 

Campanilismo
Nu Milanese fa na cosa? embè
tutta Milano: - Evviva 'o Milanese!
È rrobba lloro e l'hann' 'a sustenè,
e 'o stesso 'o Turinese e 'o Genovese.

Roma? : - Chisto è Rumano e si è Rumano,
naturalmente vene primma 'e te.
Roma è la Capitale! E si è Tuscano,
Firenze ne fa subbito nu rre.

Si fa na cosa bona nu Pugliese?
Bari, cu tutte 'e Puglie, 'o ffa sapè.
Si è d' 'a Basilicata o Calavrese,
na gara a chi cchiù meglio 'o po' tenè.

È nu Palermitano o Catanese?
tutt''a Sicilia: - Chisto è figlio a mme!
Si è n'Umbro, Sardo, Veneto, Abruzzese,
'a terra soia s''o vanta comme a cche.

Le fanno 'e ffeste, aizano 'o pavese:
senza suttilizzà si è o nun è.
Nun c'è nu Parmigiano o Bolognese
ca 'e suoie nun s' 'o difendono; e pecchè

si è nu Napulitano, 'a città soia,
'o ricunosce e nun ce 'o ddà a parè?
S''o vasa 'nsuonno e nun le dà sta gioia.
E 'e trombe 'e llate squillano: " Tetèee! "

Qualunque cosa fa, siente: - " E ched'è? "
" 'O ssaccio fà pur'io. " " Senza pretese. "
E chesto simme nuie. Dopo di che,
Nun se fa niente 'e buono a stu paese?

E tu, Napule mia, permiette chesto?
Strignece 'mpietto a te, figlie e figliaste.
Arapencelle 'e braccia e fallo priesto:
avimm' 'a stà a " guaglione " e simmo maste.

T'avante 'e vermicielle, 'e pummarole:
mmescace pure a nuie si 'o mmeretammo.
Che vvuò ca, cu stu cielo e chistu sole,
te dammo nu saluto e ce ne jammo?

Campanilismo bello, addò sì ghiuto?
facimmolo nuie pure comme a ll'ate.
si no p' 'a gente 'e Napule è fernuto,
e nun sarrammo maie cunsiderate.

Talento ne tenimmo, avimmo ingegno:
nu poco sulo ca ce sustenimmo,
cunquistarrammo chillu posto degno
ca, pè mullezza nosta, nun tenimmo.

Quanno na cosa è bbona e è nata ccà,
nu milione 'e gente l'ha da dì.
E vedarraie po' Napule addò va,
cu tutto ca è 'o paese d' 'o ddurmì.
Raffaele Viviani
Consigliata da Ida Guarracino

 

Funeral blues
Stop all the clocks, cut off the telephone,
Prevent the dog from barking with a juicy bone,
Silence the pianos and with muffled drum
Bring out the coffin, let the mourners come.

Let aeroplanes circle moaning overhead
Scribbling on the sky the message He Is Dead,
Put crêpe bows round the white necks of the public doves,
Let the traffic policemen wear black cotton gloves.

He was my North, my South, my East and West,
My working week and my Sunday rest,
My noon, my midnight, my talk, my song;
I thought that love would last for ever: I was wrong.

The stars are not wanted now: put out every one;
Pack up the moon and dismantle the sun;
Pour away the ocean and sweep up the wood;
For nothing now can ever come to any good.
W. H. Auden
- Consigliata da Kati -

 
Blues in memoria
Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforte, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.

Incrocino aeroplani lamentosi lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.

Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l'amore fosse eterno: e avevo torto.

Non servon più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco;
perché ormai più nulla può giovare.
(Traduzione di Gilberto Forti)
CANTO POESIA PAROLA
Se anche cantassi come gli angeli,
ma non amassi il canto,
non faresti altro che rendere sordi gli uomini
alle voci del giorno e alle voci della notte.

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Parole sussurrate
La mente soppesa e misura,
ma è lo spirito che giunge al cuore della vita
e ne abbraccia il segreto;
e il seme dello spirito è immortale.
Il vento può soffiare e placarsi,
e il mare fluire e rifluire:
ma il cuore della vita
è sfera immobile e serena,
e in quel punto rifulge
una stella che è fissa in eterno.
Kahlil Gibran "Il profeta"
- consigliata da Carmen -

La vetta
Ho scalato la montagna della vita
con le sue impervie pareti,
le ricadute rovinose
i dolori sanguinanti del cuore,
il freddo degli addii e i tormenti
dell'anima inquieta.
Le mani ferite e dolenti
a stringere i sogni da inseguire
che poi sfuggivano alla presa.
Ho scalato la montagna dei miei pensieri
in compagnia dei silenzi
e con loro dormivo
Ho scalato la montagna dei rimpianti
senza guadare in basso
nei baratri del passato
la paura della malinconia
e dei fantasmi da evitare
come una vertigine mortale.
Ho scalato la montagna del tempo
con i venti a sferzare il mio volto
a cambiarlo, a non riconoscerlo
negli specchi di laghi gelati
delle stagioni dell'uomo.
Domandarmi se quello ero io
o il ricordo di me stesso
Ho scalato la montagna dei dubbi
cercando nell' eco la voce di Dio.
Ho scalato la montagna dell'amore
rimanendo immobile e senza respiro
ad ogni primo bacio, ad ogni sì.
Sulla vetta, ristretto spazio dove
posto non c'è per amori, dolori
rimpianti, ambizioni, speranze
dove illusioni non esistono più
dove mentire a se stessi non serve
per continuare a vivere perché limpido
intorno e sopra me è il cielo delle verità…
aspetto un angelo o un demone.
Claudio Pompi

Ricordando Claudio Pompi
Per chi ha scalato la montagna e come Claudio è giunto alla vetta per ricominciare in compagnia del suo angelo.Ricordandolo con il pensiero che ci aveva donato.
consigliata da Tiziana Cocolo

Er grillo zoppo
Ormai me reggo su 'na cianca sola-
Diceva 'n grillo - Quella che me manca
m'arimase attaccata a la cappiola.
Quanno m'accorsi d'esse priggioniero,
cor laccio ar piede, in mano a 'n regazzino,
nun c'ebbi che 'n pensiero:
de rivolà in giardino.
Er dolore fu granne,
ma la stilla de sangue che sortì da la ferita,
brillò ner sole come 'na favilla.
E forse un giorno Iddio benedirà
ogni goccia de sangue ch'è servita
pe' scrive la parola Libbertà!
Trilussa (Carlo Alberto Salustri)
- consigliata da Renato Bellin -

Poesia illegittima
Quella sera che ho fatto l'amore
mentale con te
non sono stata prudente
dopo un po' mi si è gonfiata la mente
sappi che due notti fa
con dolorose doglie
mi è nata una poesia illegittimamente
porterà solo il mio nome
ma ha la tua aria straniera ti somiglia
mentre non sospetti niente di niente
sappi che ti è nata una figlia.
Vivian Lamarque (Tesero, 1946)
Poesie, 1970-2002. Milano : Mondadori, 2002 851.914/LAM
- consigliata da Wilma -

Scrivere una poesia
Scrivere una poesia,
sempre è un colpo di mano sull'ignoto,
un penetrare svegli
nel mistero del sogno,
un prendere possesso della notte.

Aggiramento, azione di sorpresa
sulla nostra città profonda:
forzare la sua porta,
entrare fra le case addormentate,
scoprire il loro segreto.

Perciò una poesia
si scrive di soppiatto,
all'insaputa quasi di noi stessi;
è un contrabbando fatto sui confini
sorprendendo le scolte, è un furto sacro
in cui si rischia la dannazione
o il bacio divino.

Perciò poetando non si deve quasi
vedere ciò che si scrive
nel tenebrore, nella dormiveglia,
nei frastagli del confine
che sono come i fiordi della mente
ove si penetra nei mari interni
molto addentro nei seni
di una soprannaturale calma.
Giorgio Vigolo
- consigliata da Carmen -

Amicizia
Noi non ci conosciamo. Penso ai giorni
che, perduti nel tempo, c'incontrammo,
alla nostra incresciosa intimità.
Ci siamo sempre lasciati
senza salutarci,
con pentimenti e scuse da lontano.
Ci siam riaspettati al passo,
bestie caute,
cacciatori affinati,
a sostenere faticosamente
la nostra parte di estranei.
Ritrosie disperanti,
pause vertiginose e insormontabili,
dicevan, nelle nostre confidenze,
il contatto evitato e il vano incanto.
Qualcosa ci è sempre rimasto,
amaro vanto,
di non ceduto ai nostri abbandoni,
qualcosa ci è sempre mancato.
Vincenzo Cardarelli
-consigliata da Lorenzo Poggi-

Saggezza
Io che ho deciso di amare l’umanità
invece degli uomini,

di amare le contraddizioni della vita,
le impossibilità.

Io che sono diventata una bella e attempata
filosofa, quando improvvisamente

il telefono suona, la sua voce
mi solletica il collo.

O mi prende in giro, mi chiama
ochetta
e il mio cuore sbanda.

Quello che amiamo di un’altra persona
è la vita che ha dentro;
per questo non dobbiamo mai
cercare di possederla.
(Janice Kulyk Keefer - Ochetta)
- consigliata da Carmen -

 

"Alla Madonna delle Grazie"
Il tempo passa veloce
e noi siamo ancora insieme.
Nell'imbrunire della vita
soffia leggero il vento della sera.
Mentre si sentono i rintocchi argentini
di una campana lontana
che sembra che recita una preghiera.
O Maria delle Grazie, la tua anima è un limpido cielo,
dove Dio può disegnare l'Amore
e accendere la luce che illumina il mondo
O Maria, Donna del sì,
la tua bontà c'ispira fiducia:
vorrei domandarTi
di aiutarmi a invecchiare serenamente.
e di guarire da questo male subdolo e indolore
ma che fa male alla mente e al cuore.
Dignitosamente, senza amarezze.
Nulla mi é dovuto:
ma vorrei meritare
la grazia di vedere ancora
il mondo intero così com'è,
la grazia della verità, e dell'umorismo.
La pace: sì, ne ho bisogno,
e ho bisogno di qualcosa di più
vorrei la virtù più alta per un uomo:
la letizia delle fede.
Il Gabbiano
- consigliata da Tiziana Cocolo -
 

Alla luna
Quando così ti sbianchi
quasi disfatta, incerte
parvenze hai d’antichissimi
sfocati volti.

Forse sgomenti spettri
sorpresi all’alba in fuga.

Quando t’arrossi torbida
sanguigne voglie fermenti
e forse hai mari in collera
furia di venti cinerini
nei cieli gonfi.

Fra bianchi abeti senti d’ululato
fai specchio il lago
e sgorghi nebbia azzurra nel silenzio
destandoci fantasmi di memorie
e infiniti abbandoni

lontanissima luna.
(Lucio Piccolo – La seta – ed. All’insegna del pesce d’oro)
- Consigliata da Carmen -

1247
Concentrarsi come il tuono
e poi sgretolare con fragore
mentre ogni cosa creata cerca rifugio
questo - sarebbe Poesia -

O l’Amore: i due vengono insieme
noi li proviamo tutti e due o nessuno;

all’uno, all’altro ci accostiamo e moriamo:

non può vivere chi ha veduto Dio.
Emily Dickinson
- Consigliata da Carmen -

Scirocco
E sovra i monti, lontano sugli orizzonti
è lunga striscia color zafferano:
irrompe la torma moresca dei venti,
d’assalto prende le porte grandi
gli osservatori sui tetti di smalto,
batte alle facciate da mezzogiorno,
agita cortine scarlatte, pennoni sanguigni, aquiloni,
schiarite apre azzurre, cupole, forme sognate,
i pergolati scuote, le tegole vive
ove acqua di sorgive posa in orci iridati,
polloni brucia, di virgulti fa sterpi,
in tromba cangia androni,
piomba su le crescenze incerte
dei giardini, ghermisce le foglie deserte
e i gelsomini puerili - poi vien più mite
batte tamburini; fiocchi, nastri…

Ma quando ad occidente chiude l’ale
d’incendio il selvaggio pontificale
e l’ultima gora rossa si sfalda
d’ogni lato sale la notte calda in agguato.
(da Canti Barocchi e Gioco a nascondere di Lucio Piccolo, Edizioni Scheiwiller)
- consigliata da Carmen -

La morte non è niente.
La morte non niente.
Sono solo scivolato nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo l'uno per l'altra lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato.
Parlami nel modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza.
La vita conserva il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza.
Che cos'è la morte, se non un accidente trascurabile?
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Ti aspetto, non sono lontano,
sono dall'altra parte,
proprio dietro l'angolo.
Ritroverai il mio cuore.
Asciuga le tue lacrime
e non piangere se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.
Henry Scott Holland
- consigliata da Carmen -

La neve cade
La neve cade, la neve cade.
Alle bianche stelline in tempesta
si protendono i fiori del geranio
dallo stipite della finestra:
la neve cade e ogni cosa è in subbuglio,
ogni cosa si lancia in un volo,
i gradini della nera scala,
la svolta del crocicchio.
La neve cade, la neve cade,
come se non cadessero i fiocchi,
ma in un mantello rattoppato
scendesse a terra la volta celeste.
Come se con l'aspetto di un bislacco
dal pianerottolo in cima alle scale,
di soppiatto, giocando a rimpiattino,
scendesse il cielo dalla soffitta.
Perché la vita stringe. Non fai a tempo
a girarti d’attorno, ed è Natale.
Solo un breve intervallo:
guardi, ed è l'Anno Nuovo.
Densa, densissima la neve cade.
E chi sa che il tempo non trascorra
per le stesse orme, nello stesso ritmo,
con la stessa rapidità o pigrizia,
tenendo il passo con lei?
Chi sa che gli anni, l'uno dietro l'altro,
non si succedano come la neve,
o come le parole d'un poema?
La neve cade, la neve cade,
la neve cade e ogni cosa è in subbuglio:
il pedone imbiancato,
le piante sorprese,
la svolta del crocicchio.
Boris Pasternak
consigliata da Carmen
 

La canción de Pablo
Compañera,
vendrán a preguntar por mí;
si yo he sido, dónde estoy,
si usted sabe adonde fue su marido.
(Usted levanta la vista,
mira, calla, está pensando:
Pablo andará por la tierra
su bandera enarbolando.
Una bandera de trigo,
de pan y de vino,
levantando.

Por el camino, a los hombres
irá ensenãndo la libertad.)
Compañera,
buscándome vendrán aquí,
un retrato, una carta,
algún signo para dar con mi rastro.
(Usted recuerda mis manos,
ya no piensa, está soñando:

Pablo se fue navegante
por un mar de sangre joven,
con su rebelde destino,
sin pan y sin vino,
anda luchando.
Su corazon guerrillero
olvida en las calles la soledad.)

Compañera,
vendrán a preguntar otra vez,
si me ha visto, si le escribo,
si usted sabe adonde fue su marido.
(Usted los mira a los ojos,
con ternura va pensando:
Pablo es un hombre que sabe
que la vida está cambiando,
los compañeros lo llevan
hacia el alba caminando.
Y si le ponen cadenas,
irán otros brazos por libertad.)

Pablos hay muchos y andando
por la tierra van cantando
con sus banderas de trigo,
de pan y de vino, van luchando.
Pablos hay muchos y andando
por la tierra van cantando.
Daniel Viglietti
Nato a Montevideo il 24 luglio 1939, diplomato al conservatorio in chitarra, armonia e contrappunto.
consigliata da Sandro Sermenghi
La canzone di Pablo
Compagna,
verranno a chiederti di me;
cosa ero, dove sono,
se tu sai dove è andato tuo marito.
(Tu alzi gli occhi,
guardi, taci, mentre pensi:
Pablo sarà in giro per la terra
con la bandiera al vento.
Una bandiera di grano,
di pane e di vino,
in alto.

Lungo il cammino, agli uomini
mostrerà la libertà.)
Compagna,
verranno qui a cercarmi,
una foto, una lettera,
qualche segno per seguire le mie tracce.
(Tu ricordi le mie mani,
non pensi più, sogni:

Pablo sta navigando
in un mare di sangue giovane,
col suo destino ribelle,
senza pane né vino,
per lottare.
Il suo cuore di guerrigliero
dimentica la solitudine sulle strade.)

Compagna,
verranno ancora a domandarti
se mi hai visto, se ti scrivo,
se sai dove è andato tuo marito.
(Tu li guarderai negli occhi,
e penserai con tenerezza:
Pablo è un uomo che sa
che la vita sta cambiando,
i compagni lo portano
verso l'alba camminando.
E se gli mettono catene,
altre braccia andranno in cerca di libertà.)

Di Pablo ve ne sono molti che vanno
per la terra cantando
con le loro bandiere di grano,
di pane e di vino, combattendo.
Di Pablo ve ne sono molti che vanno
per la terra cantando.
Daniel Vigliett
 
   


Balaustrata di brezza
per appoggiare
stasera
la mia malinconia
G. Ungaretti
consigliata da Carmen

Un dono
Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l'ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima ,posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell'animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza,
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l'amore,
e fallo conoscere al mondo.
Mahatma Gandhi
consigliata da Faraon Gianna

A tutte le donne
Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d'amore.
Alda Merini
consigliata da Aurelia Tieghi

Corpo di donna...
Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
tu rassomigli al mondo nel tuo atteggiamento d'abbandono.
Il mio corpo di contadino selvaggio ti scava
e fa saltare il figlio dal fondo della terra.

Sono stato solo come una galleria. Da me fuggivano gli uccelli
e in me la notte entrava con la sua invasione possente.
Per sopravvivermi ti ho forgiata come un'arma,
come una freccia al mio arco, come una pietra nella mia fionda.

Ma cade l'ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah le coppe del petto! Ah gli occhi dell'assenza!
Ah la rosa del pube! Ah la tua voce lenta e triste!

Corpo di donna mia, persisterò nella tua grazia.
La mia sete, la mia ansia senza limite, la mia strada indecisa!
Oscuri fiumi dove la sete eterna continua,
e la fatica continua, e il dolore infinito.
Pablo Neruda
consigliata da Sandro Sermenghi

Preghiera alla poesia
Oh, tu bene mi pesi
l'anima, poesia:
tu sai se io manco e mi perdo,
tu che allora ti neghi
e taci.

Poesia, mi confesso con te
che sei la mia voce profonda:
tu lo sai,
tu lo sai che ho tradito,
ho camminato sul prato d'oro
che fu mio cuore,
ho rotto l'erba,
rovinata la terra -
poesia - quella terra
dove tu mi dicesti il più dolce
di tutti i tuoi canti,
dove un mattino per la prima volta
vidi volar nel sereno l'allodola
e con gli occhi cercai di salire -
Poesia, poesia che rimani
il mio profondo rimorso,
oh aiutami tu a ritrovare
il mio alto paese abbandonato -
Poesia che ti doni soltanto
a chi con occhi di pianto
si cerca -
oh rifammi tu degna di te,
poesia che mi guardi.
Antonia Pozzi
consigliata da Aurelia Tieghi

Il termine
La vetta di quella scoscesa serpentina
ecco si approssimava, ormai era vicina,
ne davano un chiaro avvertimento i magri rimasugli
della tappa pellegrina su alla celestiale cima
poco sopra, alla vista, che spazio si sarebbe aperto
dal culmine raggiunto, immaginarlo già era beatitudine
concessa più che al suo desiderio, al suo tormento,
sì l’immensità, la luce, ma quiete vera ci sarebbe stata,
lì avrebbe la sua impresa avuto il luminoso assolvimento
da se stessa nella trasparente spera
o nasceva una nuova impossibile scalata
questo temeva, questo desiderava.
Mario Luzi
- consigliata da Carmen -

Il pigro
Seguiteranno a viaggiare,
tra gli astri metallici
con dentro uomini stanchi,
violenteranno la luna
aprendovi farmacie.

E’ il tempo dell’uva piena,
e il vino comincia a vivere
tra le montagne ed il mare.

In Cile ballano le ciliegie,
cantano ragazze brune,
l’acqua nelle chitarre luccica.

Il sole bacia ogni porta,
e col grano fa miracoli.

Il primo vino è rosato,
dolce come un bimbo tenero;
il secondo vino è robusto
come voce di marinaio;
e il terzo vino è un topazio,
un papavero e un incendio,

la mia casa ha mare e terra,
la mia donna ha grandi occhi
color nocciola selvatica,
quando si fa notte il mare
si veste di bianco e di verde
e la luna tra le schiume
sogna come sposa marina.

Non voglio cambiare pianeta.
Pablo Neruda (da stravagario)
consigliata da marcello plavier

Malumore di primavera
Cacciato se ne va via il rigogolo,
più non lo lascio sul ramo cantare.
Ha disturbato col canto il mio sogno,
non posso più a Liaoxi arrivare.
Jin Changxu
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Spedita a nord in una notte di pioggia
Negato è dare una data al ritorno,
Bashan allaga la pioggia autunnale.
Acceso il lume nello studio un giorno
di questa pioggia potremo parlare.
Li Shangyin
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Sulla piana Leyou
A sera l'animo non è contento,
salgo col carro all'antica pianura.
È bellissimo il sole nel tramonto,
ma sempre più vicina è l'ombra scura.
Li Shangyin
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Viaggio ad ovest del Gansu
S'immolarono per combatter gli Unni
cinquemila soldati nella polvere.
Pietà per le ossa in riva al fiume Wuding,
uomini ancor sognati dalle spose.
Chen Tao
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Attracco al Qinhuai
Nebbia sull'acqua, luna sulla sabbia,
al Qinhuai presso un'osteria di notte.
Per la patria in rovina lei non soffre,
al fiume “Il fiore a corte” ancora canta.
Du Mu
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Gita in montagna
Va al freddo monte il pietroso sentiero,
spunta una casa in fondo al bianco nembo.
Fermo il carro a godere il gelido acero,
foglie ha più rosse che fior di febbraio.
Du Mu
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Pietà per il contadino. Parte seconda
Zappa la terra al sole a mezzodì,
cola il sudore sulla pianticella.
Chissà il cibo dentro la scodella
quanta fatica costa a chicco a chicco.
Li Shen
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Ottobre
Un tempo, era d'estate,
era a quel fuoco, a quegli ardori,
che si destava la mia fantasia.
Inclino adesso all'autunno
dal calore che inebria,
amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.
Niente più mi somiglia,
nulla più mi consola,
di quest'aria che odora
di mosto e di vino,
di questo vecchio sole ottobrino
che splende sulle vigne saccheggiate.

Sole d'autunno inatteso,
che splendi come in un di là,
con tenera perdizione
e vagabonda felicità,
tu ci trovi fiaccati,
vòlti al peggio e la morte nell'anima.
Ecco perchè ci piaci,
vago sole superstite
che non sai dirci addio,
tornando ogni mattina
come un nuovo miracolo,
tanto più bello quanto più t'inoltri
e sei lì per spirare.
E di queste incredibili giornate
vai componendo la tua stagione
ch'è tutta una dolcissima agonia.
Vincenzo Cardarelli
consigliata da Aurelia Tieghi

Pietà per il contadino. Parte prima
Di miglio getta un chicco a primavera,
diecimila in autunno ne raccoglie.
Non c'è tra i quattro mari incolta terra,
però di fame il contadino muore.
Li Shen
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Visita all'eremita assente
A un allievo domando sotto il pino,
a coglier erbe è il maestro, risponde.
Sarà sulla montagna qui vicino,
non si sa dove, dentro nubi fonde.
Jia Dao
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Le stagioni umane
Quattro stagioni fanno intero l'anno,
quattro stagioni ha l'animo dell'uomo.
Egli ha la sua robusta Primavera
quando coglie l'ingenua fantasia
ad aprire di mano ogni bellezza;
ha la sua Estate quando ruminare
il boccone di miel primaverile
del giovine pensiero ama perduto
di volutta', e cosi' fantasticando,
quanto gli e' dato approssimarsi al cielo;
e calmi ormeggi in rada ha nel suo Autunno
quando ripiega strettamente le ali
pago di star cosi' a contemplare
oziando le nebbie, di lasciare
le cose belle inavvertite lungi
passare come sulla siglia un rivo.
Anche ha il suo Inverno di sfiguramento
pallido, senno' forza gli sarebbe
rinunciare alla sua mortal natura.
John Keats
consigliata da Tinti Baldini

L'abito dorato
Non curarti dell'abito dorato,
tientela cara la tua verde età.
Sbrìgati a cogliere il fiore sbocciato,
sfiorito il ramo se aspetti sarà.
Du Qiuniang
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Neve sul fiume
Su per mille montagne nessun volo,
per miriadi di vie nessuna traccia.
Di paglia avvolto, in barca, tutto solo,
un vecchio sta pescando neve ghiaccia.
Liu Zongyuan
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Pietra in attesa del suo uomo
Aspetta sempre l'uomo che non torna,
l'amarezza la muta in nuda pietra.
Da mille anni oramai dura l'attesa,
ma il primo sguardo rimane d'allora.
Liu Yuxi
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Autunno
Tristezza ispira da sempre l'autunno,
dico che più di primavera è bello.
Sopra le nubi una gru nell'azzurro
innalza l'estro lassù fino al cielo.
Liu Yuxi
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Canto di primavera
Giù dalla rossa stanza, adorna e pronta,
mesta passa in clausura l'età bella.
I fiori in mezzo al cortile lei conta;
sulla spilla di giada è la libellula.
Liu Yuxi
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Invito a Liu XIX
Fresco liquore c'è, Formica Verde,
e una piccola stufa in creta rossa.
Sull'imbrunire imminente è la neve:
sei capace di bertene una coppa?
Bai Juyi
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Canto di corte
Col fazzoletto il pianto terge insonne,
in sala ode cantare a notte fonda.
In disgrazia è la bella ancora in fiore,
fino al mattino al braciere s'appoggia.
Bai Juyi
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

La nuova sposa
Va il terzo giorno in cucina la sposa,
lava le mani e una zuppa prepara.
Della suocera ancora il gusto ignora,
assaggiare fa prima alla cognata.
Wang Jian
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Canto del fiume meridionale
Ho sposato a Qutang un commerciante,
di giorno in giorno il ritorno promette.
Saputo avessi la marea costante,
un ondivago giovane m'avrebbe.
Li Yi
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Occupata
Sono occupata sono occupata
sto cercando di fare il mio numero
ma sono sempre
occupata
qualcuno
sta cercando di chiamarmi
ma occupata non sento
lui soltanto sente il mio segnale
di occupato intanto che occupata rispondo
              occupato
occupata occupata occupata
se anche Dio facesse il mio numero
sarei occupata.
Rachel Chalfi
consigliata da Aurelia Tieghi

Notte d'autunno. Al consigliere Qiu
In questa notte d'autunno ti penso,
mentre passeggio a cantar la frescura.
Cadono pigne per il monte immenso,
forse l'animo tuo non dorme ancora.
Wei Yingwu
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Che garbo ha
Che garbo ha il nostro
corpo nel suo lasciarci
lentamente,
temendo di farci male
con un colpo improvviso.
Lentamente vogliosamente
come una bella semiaddormentata
ci tesse
piccole rughe di luce e di saggezza
non crepe di terremoto
un aèrea rete di terribili solchi.
Quanta bontà rivela il nostro corpo
che non ci muta il volto
tutto a un tratto
che non ci spezza le ossa
con un sol colpo

no, prudentemente
come una pallida luna che ci versi addosso
il suo bagliore
ci illumina
di una rete di tristi nervi
ripiega la nostra pelle agli angoli
indurisce la colonna vertebrale
per farci sopportare tutto ciò
che bellezza che garbo ha
il nostro corpo che lento ci tradisce
che cortese ci prepara
raccontandoci sottovoce
a poco a poco un'ora dopo l'altra
che se ne va.
Rachel Chalfi- nata a Tel Aviv nel 1945
consigliata da Aurelia Tieghi

Suono di liuto
Nel mormorio di sette corde chiare
fresco stormire di pini si sente.
A me le antiche melodie son care,
più non le suona spesso oggi la gente.
Liu Changqing
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Nostalgia primaverile
Smeraldino è il tappeto d'erba a Yan,
verdi vermene china il gelso a Qin.
Quando tu penserai a ritornare,
ormai spezzato sarà il mio cuore.
Il vento incognito di primavera
perché solleva la tenda di seta?
Li Bai
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Risentimento
La bella avvolge la tenda di perle,
siede e aggrotta le ciglia di falena.
Ma una traccia di pianto si vede,
chissà tanto rancore a chi lo serba.
Li Bai
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Partenza di buon'ora dalla città di Baidi
Lascio all'alba Baidi tra nubi d'iride,
per Jiangling in un giorno mille li.
Dalle due rive fitto urlio di scimmie,
monti ha varcati la barca a miriadi.
Li Bai
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Guardando la cascata del monte Lu
Purpureo fuma al sole l'Incensiere,
vedo lassù di fronte la cascata.
Tremila piedi vola giù il torrente,
come dal nono cielo la Via Lattea.
Li Bai
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Il tuo nome
Il tuo nome è una rondine nella mano,
il tuo nome è un ghiacciolo sulla lingua.
Un solo unico movimento delle labbra.
Il tuo nome sono cinque lettere.
Una pallina afferrata al volo,
un sonaglio d’argento nella bocca.

Un sasso gettato in un quieto stagno
singhiozza come il tuo nome suona.
Nel leggero suono degli zoccoli notturni
il tuo nome rumoroso rimbomba.
E ce lo nomina lo scatto sonoro
del grilletto contro la tempia.

Il tuo nome – ah, non si può! –
Il tuo nome è un bacio sugli occhi,
sul tenero freddo delle palpebre immobili.
Il tuo nome è un bacio dato alla neve.
Un sorso di fonte, gelato, turchino.
Con il tuo nome il sonno è profondo.
Marina Ivanovna Cvetaeva
consigliata da Carmen

Torre della Gru Gialla: addio a Meng Haoran che va a Guangling
L'amico lascia a ponente la torre,
nel marzo in fiore giù verso Yangzhou.
Sola si perde la vela nel blu,
soltanto in cielo il Fiume Lungo scorre.
Li Bai
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

A Wang Lun
Sopra il battello Li Bai sta partendo,
all'improvviso ode da riva un canto.
È il lago Taohua profondo tanto,
non quanto di Wang Lun il sentimento.
Li Bai
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Nostalgia notturna
Luce lunare splende innanzi al letto,
come se brina ci fosse per terra.
Su alzo il capo, la luna contemplo,
giù chino il capo, penso alla mia terra.
Li Bai
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Rifugio tra i bambù
All'ombra dei bambù siedo da solo,
il liuto suono e canto a piena voce.
Nel bosco fitto, alla gente nascosto,
la luna chiara viene a darmi luce.
Wang Wei
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Filastrocca della Pace
Filastrocca su tutta la terra
Del bimbo che piange
in un paese di guerra
del mendicante che ha sete e ha fame
e chiede soltanto un tozzo di pane.
Filastrocca dell’abbondanza
Di chi ha i soldi e si riempie la panza
Di chi non smette di lavorare
pur di comprarsi una villa al mare.
Filastrocca della produzione
Dell’operaio che stringe il bullone
Dell’industriale che può star male
Per una perdita del suo capitale.
Filastrocca per tutto il mondo
voglio i bambini in un gran girotondo
voglio che cantino su tutta la terra
vogliamo la pace e aboliamo la guerra.
Francesco Pistillo 27.12.06
consigliata da Tinti Baldini

Versi d'occasione
Tu vieni dalla mia nativa terra,
gli avvenimenti ne devi sapere.
Quando partivi, innanzi alla finestra,
il gelido susino era già in fiore?
Wang Wei
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Nove settembre: nostalgia per i fratelli ad est delle montagne
Solo vivo ospite in terra straniera,
ancor più penso ai miei cari a ogni festa.
So che là tra i fratelli sulla vetta
manca il fior di corniolo ad una testa.
Wang Wei
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

A Yuan Ershi che parte per l’ovest
All'alba spolvera Weicheng la pioggia,
nitida la locanda, vivo il salice.
Ti prego di svuotare un'altra coppa,
nessun amico a ponente oltre il valico
Wang Wei
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Pensiero amoroso
Nasce nel regno del sud l'abro rosso,
in primavera cresce rigoglioso.
Coglierne ti sia dato a più non posso,
in sé figura il pensiero amoroso.
Wang Wei
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Guardando la neve sul Zhongnan
Del Zhongnan è stupendo il lato nord,
sopra le nubi il nevaio galleggia.
Splende l'azzurro sereno sul bosco,
sulla città il freddo intenso aleggia.
Zu Yong
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Rimorso di fidanzata
La fidanzata non conosce pena,
adorna in primavera sulla torre.
Del salice ecco laggiù la vermena,
ha rimorso per lui che a gloria corre.
Wang Changling
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Alba di primavera
Non sente l'alba il sonno a primavera,
d'uccelli ovunque risuonano canti.
Di vento e pioggia stanotte bufera,
fiori saran caduti chissà quanti.
Meng Haoran
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Su per la Torre della Cicogna
Il giorno chiaro oltre i monti scompare,
il Fiume Giallo verso il mare scorre.
Se mille li al di là vuoi guardare,
sali ancora d'un piano sulla torre.
Wang Zhihuan
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Canto di Liangzhou
Nel fulgido bicchiere vin gagliardo,
a bere incita il liuto sul cavallo.
Non ridere se ubriaco giaccio in campo:
quanti mai dalla guerra ritornarono?
Wang Han
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Dalla terrazza di Youzhou
Non vedo l'uomo dell'antichità,
non vedo alcuno che lo seguirà.
L'infinità di cielo e terra sento,
e spargo lacrime solo e sgomento.
Chen Ziang
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Ritorno al paese natio
Partii ragazzo, invecchiato ritorno,
con immutato accento, ma canuto.
Ridono i bimbi venendomi intorno:
da dove viene questo sconosciuto?
He Zhizhang
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

Passando il fiume Han
Notizie mi mancavano oltre il monte,
s'alternavano inverni e primavere.
Cresce tornando al paese il timore,
fare domande non oso alla gente.
Song Zhiwen
Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

di solito così
ad ogni nato di donna è stato concesso l’amore
ma fra impieghi entrate e il resto
giorno per giorno s’inaridisce il terreno del cuore.
sul cuore è infilato il corpo.
sul corpo la camicia.
e come se non bastasse
un tale - idiota! -
ha fabbricato i polsini
e ha intriso d’amido lo sparato.
verso la vecchiaia ci si ripensa di soprassalto.
la donna s’imbelletta
l’uomo di sbraccia come un mulino
- metodo mueller.
ma è tardi.
la pelle moltiplica le rughe.
l’amore fiorisce un po’
fiorisce un po’
e s’aggrinza...
a piena voce - amo
Vladimir Majakovskij, da "Amo"
consigliata da Sandro Sermenghi
 

Lode all'oca
Un'oca, un'oca, un'oca,
col collo curvo verso il cielo canta.
Bianche le piume sopra la verde acqua,
rosse le zampe nella limpida onda.
Luo Binwang

Da Quarantuno poesie Tang
tradotte e consigliate da Liu Liting e Letterio Cassata

I Muri
Senza riguardo senza pietà senza pudore
mi drizzarono contro grossi muri.
Adesso sono qua che mi dispero.
Non penso a altro: una sorte tormentosa;
con tante cose da sbrigare fuori!
Mi alzavano muri, e non vi feci caso.
Mai un rumore una voce, però, di muratori.
Murato fuori dal mondo e non vi feci caso.
Konstantinos Kavafis 1863/1933
trad. M. Dalmàti e N. Risi
consigliata da Giovanna Valenti

La passeggiata
– Andiamo?
– Andiamo pure.

All’arte del ricamo,
fabbrica di passamanterie,
ordinazioni, forniture.
Sorelle Purtarè
Alla città di Parigi.
Modes, nouveauté.
Benedetto Paradiso
successore di Michele Salvato,
gabinetto fondato nell’anno 1843.
Avviso importante alle signore!
La beltà del viso,
seno d’avorio,
pelle di velluto.
Grandi tumulti a Montecitorio.
Il presidente pronunciò fiere parole,
tumulto a sinistra, tumulto a destra.
Il gran Sultano di Turchia aspetta.
La pasticca del Re Sole.
Si getta dalla finestra per amore.
Insuperabile sapone alla violetta.
Orologeria di precisione.
93
Lotteria del milione.
Antica trattoria « La pace »,
con giardino,
fiaschetteria,
mescita di vino.
Loffredo e Rondinella
primaria casa di stoffe,
panni, lana e flanella.
Oggetti d’arte,
quadri, antichità,
26
26A.
Corso Napoleone Bonaparte.
Cartoleria del progresso.
Si cercano abili lavoranti sarte.
Anemia!
Fallimento!
Grande liquidazione!
Ribassi del 90%
libero ingresso.
Hotel Risorgimento
e d’Ungheria.
Lastrucci e Garfagnoni,
impianti moderni di riscaldamento:
caloriferi, termosifoni.
Via Fratelli Bandiera
già via del Crocifisso.
Saldo
fine stagione,
prezzo fisso.
Occasione! Occasione!
Diodato Postiglione
scatole per tutti gli usi di cartone.
Inaudita crudeltà!
Cioccolato Talmone.
Il più ricercato biscotto.
Duretto e Tenerini
via della Carità.
2. 17. 40. 25. 88.
Cinematografo Splendor,
il ventre di Berlino,
viaggio nel Giappone,
l’onomastico di Stefanino.
Attrazione! Attrazione!
Cerotto Manganello,
infallibile contro i reumatismi,
l’ultima scoperta della scienza!
L’addolorata al Fiumicello,
associazione di beneficenza.
Luigi Cacace
deposito di lampadine.
Legna, carbone e brace,
segatura,
grandi e piccole fascine,
fascinotti,
forme, pine.
Professor Nicola Frescura:
state all’erta giovinotti!
Camicie su misura.
Fratelli Buffi,
lubrificanti per macchine e stantuffi.
Il mondo in miniatura.
Lavanderia,
Fumista,
Tipografia,
Parrucchiere,
Fioraio,
Libreria,
Modista.
Elettricità e cancelleria.
L’amor patrio
antico caffè.
Affitasi quartiere,
rivolgersi al portiere
dalle 2 alle 3.
Adamo Sensi
studio d’avvocato,
dottoressa in medicina
primo piano.
Antico forno,
Rosticcere e friggitore.
Utensili per cucina,
Ferrarecce.
Mesticatore.
Teatro Comunale
Manon di Massenet,
gran serata in onore
di Michelina Proches.
Politeama Manzoni
il teatro dei cani,
ultima matinée.
Si fanno riparazioni in caloches.
Cordonnier
Deposito di legnami.
Teatro Goldoni
i figli di nessuno,
serata popolare.
Tutti dai fratelli Bocconi!
Non ve la lasciate scappare!
29
31
Bar la stella polare.
Assunta Chiodaroli
levatrice,
Parisina Sudori
rammendatrice.
L’arte di non far figlioli.
Gabriele Pagnotta
strumenti musicali.
Narciso Gonfalone
tessuti di seta e di cotone.
Ulderigo Bizzarro
fabbricante di confetti per nozze.
Giacinto Pupi,
tinozze e semicupi.
Pasquale Bottega fu Pietro
calzature...

– Torniamo indietro?
– Torniamo pure.


Aldo Palazzeschi (1885-1974)
consigliata da Sandro Sermenghi

Nel crepuscolo
Oh cuore logoro in età logorata,
sciogliti dalle reti della ragione e del torto;
ridi mio cuore ancora nel crepuscolo
grigio, sospira ancora, mio cuore,

nella rugiada del mattino. Tua madre
Eire è sempre giovane, rugiada che risplende
e crepuscolo grigio; sebbene la speranza
da te si fugga e l'amore decada, bruciando

nei fuochi di una lingua maldicente.
Vieni, mio cuore, dove i colli s'ammucchiano sui colli:
perchè la fratellanza mistica del sole e della luna,
della valle e del bosco, del fiume e del ruscello

laggiù regna sovrana; e Dio suona il suo corno solitario,
e il tempo e il mondo sono sempre in fuga; e l'amore
è meno dolce del crepuscolo grigio, e la speranza
è meno cara della rugiada del mattino.
William Butler Yeats
consigliata da Aurelia Tieghi

Un mantello
Feci al mio canto un mantello
coperto coi ricami delle antiche
mitologie, dai piedi fino al collo;
ma gli sciocchi
lo presero per loro, lo indossarono
davanti agli occhi del mondo
quasi che loro l'avessero cucito.
Canzone, lascia pure
che se lo tengano, perchè
ci vuole più coraggio a camminare nudi.
William Butler Yeats
consigliata da Aurelia Tieghi

Il più bello dei mari
Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.
Nazim Hikmet
Consigliata da Pierluigi Ciolini

Mio signore
M'illudo ,non so,a volte
oh raramente! Sento invisibili
mani passare sulla fronte
e liberarmi dolcemente
da tristi pensieri.
Allora non sono solo
a sopportare la lunga notte?
David Maria Turoldo
Consigliata da Tinti

Elegia
La goccia vista nelle tre metà
è l'unica nostra
sostanza esterrefatta.

Il giallo soffre
"ogni pino..ogni pino"
fermati ,tu sei tra di te.

Ruote che
si sottraggono lentamente
al gelo,umiltà
di una porta.
Milo de Angelis
Consigliata da Tinti

Versi scritti nella cella
Della Rocca di Mantova


Tre amici un dì senza misura
Alla pazienza mia dier forte un crollo.
Una flussione ai denti, un reauma al collo,
Ed una maledetta infreddatura.
Ma quale rocca, cui cingon forti mura
La stette salsa, ed io col torcicollo,
Gonfia la faccia e rauco come un pollo
Me la passava con disinvoltura.
Ma quando nel mio nero bugigattolo
Venne il dottor con due di questi tangheri.
" Oh è un bel colpo d'aria" a dir " stia riparata".
Io che qui d'aria non ne sento un fiato
Peggio che fossi chiuso in un barattolo
Lì lì allor fui per uscir fuori dei gangheri.
Com'uom che in preda a duro morbo il viso
Sparuto, rabbuffata abbia la chioma
Nel lampeggiar degli occhi; e nel sorriso
La gran alma dimostri ancor non doma;
Così per lungo carcere conquiso
E dai dolori per la gran soma
Delle membra il vigor debile io sento
Ma il pensier è vulcan che non è spento.
Carlo Poma
Consigliata da Il Gabbiano

Poma, Carlo. Patriota, nato a Mantova nel 1823 giustiziato a Belfiore, presso Mantova, il 7 dicembre 1852. Studiò medicina ed esercitò per qualche anno la sua professione nella città natale in qualità di medico nell'ospedale civico; ma la sua maggiore attività fu da lui spesa per la preparazione rivoluzionaria contro gli Austriaci. Fece parte del comitato segreto mazziniano diretto da Enrico Tazzoli, e la sua casa fu il deposito generale dei libri proibiti e la sede di riunione dei congiurati per le adunanze. Negli anni successivi alla rivoluzione del '48 e '49, quando gli animi erano ancora infiammati, e più si accendevano per i suplizi del Doottesio a Venezia.
Il 17 giugno 1852 fu arrestato sotto l'accusa di alto tradimento, di relazioni settarie, di diffusione di libelli incendiari e finanche di aver voluto la morte del commissario di polizia Filippo Rossi di Lodi.
Condannato a morte fu impiccato sullo spalto di Belfiore.
Alla sua memore, a Mantova gli è stato intestato il grande Ospedale Carlo Poma.
Il Gabbiano
 

Gli offesi
In ordine di carestia gli indigenti furono allineati
In ordine di collera i sediziosi furono esaminati
In ordine di buona coscienza i maestri furono giudicati
In ordine di offesa gli umiliati furono interrogati
In ordine di ferita i crocefissi furono considerati
In questa estrema miseria i muti erano in prima linea
Tutto un popolo di muti rimaneva sulle barricate
Il loro desiderio di parola era talmente urgente
Che il verbo venne loro incontro dalle strade
Il fardello di cui era carico fu così pesante
Che il grido <<fuoco>> gli esplose dal cuore
In forma di parola.
Anne Hébert (Sainte-Catherine-de-Fossambault 1916 - Montreal 2000)
(dal libro: "Poeti con nome di donna")
consigliata da Aurelia Tieghi

Gli indios scendono da Mixco
Gli indios scendono da Mixco,
carichi di azzurro oscuro
e la città li riceve
con le strade spaventate
da un mazzo di luci
che come stelle si spengono
appena giunge il mattino.

Un rumore di cuori lasciano
le loro mani che remano
come due rami al vento;
dei loro piedi rimangono,
come tele sottili, le orme
nella polvere della strada.

Le stelle che si affacciano
su Mixco, a Mixco rimangono,
perché gli indios le colgono
per canestri che empiono
di galline e corone
bianche di izote dorato.

È più silenziosa la vita
degli indios che la nostra,
e quando scendono a Mixco
si ode solo l'ansimare,
sibilo, a volte, sulle loro labbra
come un serpente d'argento.
Miguel Angel Asturias
consigliata da Flavio (Flv.)

Elegia del tempo a Mary

Noi non saremo più quei due
che si abbracciano soli nelle ultime
file di sedie al cinema,che ridono
che si cercano nel buio arcuato dei giardini
sotto le euforbie e gli alberi del pepe
che stanno ore a parlare sulle panchine
azzurre ,si carezzano aspettando l'autobus
sotto le colonne delle pensiline.
Non più vasti aquiloni o pescherecci
isolani ci guarderanno al largo i baci.
Questo passato, come è facile
per noi dire ieri,Mary!
Niente ritornerà ,nè le passeggiate
per il corso Roosvelt,nè il vestitino
celeste che le tue gambe magrissime
tagliavano quasi, nè il mio sguardo
geloso ,ossessionato.Niente.C'era
un tempio promesso ,e non l'abbiamo
cercato.Dove andremo ora?
Non si devoono sognare eterni gli amanti.
Eterno è quando il tempo finisce,
quando saremo sconosciuti,lontano.
Ma abbiamo camminato tanto mano per mano!
Non potremo conrinuare un po' ancora
per vedere ,restando insieme, l'essenza dell'aurora
su una strada che una sabbia di luce spazza
come quella deserta a Sud di Aswan?
Te la ricordi?

E' semplicissima ,lineare ma proprio per questo struggente.
Giuseppe Conte
Consigliata da Tinti Baldini

Mio padre così parco di parole
una vita col mare a sovrastarlo
e lui puntuale a ritornare a galla
ad onta degli oceani attraversati
non imparò mai a nuotare eppure
si salvò ogni volta tenendosi
stretto alla ciambella di salvataggio
quella sua docilità lasciatami
in retaggio di affidarsi a Dio.
Rodolfo Carelli
Consigliata da Tinti Baldini

Nacchera
Nacchera
nacchera
nacchera
scarabeo sonoro.

Nel ragno della mano
arricci l'aria
calda
e ti strozzi nel tuo trillo
di legno.

Nacchera
nacchera
nacchera
scarabeo sonoro.
Federico Garcia Lorca
Consigliata da Aurelia Tieghi

Il mare
è il Lucifero dell'azzurro.
Il cielo caduto
per voler essere la luce.
Povero mare condannato
a eterno movimento
dopo aver conosciuto
la calma del firmamento!

Ma nella tua amarezza
ti redense l'amore.
Partoristi Venere pura
e la tua profondità
restò vergine, senza dolore.
Le tue tristezze sono belle,
mare di spasimi gloriosi.
Ma oggi invece di stelle
hai verdi polipi.

Sopporta la tua sofferenza,
formidabile Satana.
Cristo camminò sopra di te
e lo fece anche Pan.
La stella Venere è
l'armonia del mondo.
Taccia l'Ecclesiaste!

Venere è il profondo
dell'anima...
... E l'uomo miserabile
è un angelo caduto.
La terra è probabile
Paradiso perduto.
Federico Garcia Lorca
Consigliata da Aurelia Tieghi

A giorni alterni sono io la Luna
e tu l'immensa Terra che mi attira,
e questa notte tu sei la Luna
- io ti tengo al guinzaglio -
So che mi stai sognando, mi accarezzi,
i globuli lo sanno del mio sangue
ogni mio nervo teso come un arco,
o un'arpa eolia che vibra al respiro.
Maria Luisa Spaziani
Consigliata da Beatrice Zanini

Alberi nudi dentro un tempo nudo
sul cielo del paese di mia Madre.
Dove s’ingorga l’acqua nei canali
tra l’erba rinsecchita
e la vita s’attorce nella bruma
con mani disperate. […]
Maria Luisa Spaziani
Consigliata da Beatrice Zanini

Canto degli ultimi partigiani
Sulla spalletta del ponte
le teste degli impiccati.
Nell'acqua della fonte
la bava degli impiccati.

Sul lastrico del mercato
le unghie dei fucilati.
Sull'erba secca del prato
i denti dei fucilati.

Mordere l'aria mordere i sassi
la nostra carne non è più d'uomini.
Mordere la terra mordere i sassi
il nostro cuore non è più d'uomini.

Ma noi s'è letta negli occhi dei morti
e sulla terra faremo libertà
ma l'hanno stretta i pugni dei morti
la giustizia che si farà.
Franco Fortini
Consigliata da Tinti

Cronache
Visti di scorcio nel passar del treno fummo detti felici tutti un giorno.
Azzurro il cielo,azzurro il mare intorno
il luccichio di latta di un baleno.

Solo un cavallo bianco in mezzo al prato
ogni voce passava al suo passato.
Alfonso Gatto
Consigliata da Tinti

A lungo durerà il mio viaggio
A lungo durerà il mio viaggio
e lunga è la via da percorrere.
Uscii sul mio carro ai primi albori
del giorno, e proseguii il mio viaggio
attraverso i deserti del mondo
lasciai la mia traccia
su molte stelle e pianeti.

Sono le vie più remote
che portano più vicino a te stesso;
è con lo studio più arduo che si ottiene
la semplicità d'una melodia.

Il viandante deve bussare
a molte porte straniere
per arrivare alla sua,
e bisogna viaggiare
per tutti i mondi esteriori
per giungere infine al sacrario
più segreto all'interno del cuore.

I miei occhi vagarono lontano
prima che li chiudessi dicendo:
"Eccoti!"..
Il grido e la domanda: "Dove?"
si sciolgono nelle lacrime
di mille fiumi e inondano il mondo
con la certezza: "Io sono!".
Rabindranath Tagore
Consigliata da Simone Magli


Sei
Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d'estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro.
Nazim Hikmet
Consigliata da Simone Magli

Piove nel sonno mio, piove sul fiume
ove rimpicciolito il grande amico
aspetta tutto pieno di parole.
Sandro Penna
Consigliata da Tinti

Il mio cielo
Oh, giorni di ieri che in processione d'oblio
il mio tesoro portate verso le stelle
non prenderete posto nel celeste coro
che dovrà cantare sul mio eterno nido?
Oh, Signore della vita, solo ti chiedo
che quel passato che piango
mi ritorni infine, fatto cerchio sonoro,
a darmi il conforto del mio bene perduto.
Rivivere quel che ho vissuto è il mio anelito
non vivere di nuovo la nuova vita:
fa' che verso un eterno ieri intraprenda
il mio volo e mai giunga alla partenza,
giacché, o Signore, non hai altro cielo
che colmi la misura della mia gioia.
M. de Unamuno
Consigliata da Carmen L.

El remordimiento
Ho commesso il peggiore dei peccati
che possa commettere un uomo.
Non sono stato felice.
Che i ghiacciai della dimenticanza
possano travolgermi, disperdermi senza pietà.
I miei mi generarono per il gioco
arrischiato e stupendo della vita,
per la terra, l’acqua, l’aria, il fuoco.
Li defraudai. Non fui felice. Compiuta
non fu la loro giovane volontà. La mia mente
si applicò alle simmetriche ostinatezze
dell’arte, che intesse nullerie.
Mi trasmisero valore. Non fui valoroso.
Non mi abbandona. Mi sta sempre a fianco
l’ombra d’esser stato un disgraziato.
Jorge Louis Borges
Consigliata da Wilma

Finitezza
Finitezza che conduce
sfinitezza all'infinito
e per quanto intestardisce
non lo coglie l'assoluto.
Ogni calcolo un azzardo
che suppone di capire
sopraffatto in un istante
dal continuo divenire.
Solo di flagranza un filo
addolcito di stupore
la speranza evanescente
che rimescola le ore.
Gian Manlio Gianturco
Consigliata da Tinti Baldini

Dalla soglia di un sogno
Dalla soglia di un sogno mi chiamarono...
Era la buona voce, la voce amata.
- Dimmi, verrai con me a vedere l'anima?
Una carezza mi raggiunse il cuore.
- Sempre con te... ed avanzai nel sogno,
per una lunga, spoglia galleria;
sentii sfiorarmi la sua veste pura
e il palpito soave della mano amica.
Antonio Machado
 consigliata da Wilma
 

Le passanti
Io dedico questa canzone
ad ogni donna pensata come amore
in un attimo di libertà
a quella conosciuta appena
non c'era tempo e valeva la pena
di perderci un secolo in più.
A quella quasi da immaginare
tanto di fretta l'hai vista passare
dal balcone a un segreto più in là
e ti piace ricordarne il sorriso
che non ti ha fatto e che tu le hai deciso
in un vuoto di felicità.
Alla compagna di viaggio
i suoi occhi il più bel paesaggio
fan sembrare più corto il cammino
e magari sei l'unico a capirla
e la fai scendere senza seguirla
senza averle sfiorato la mano.
A quelle che sono già prese
e che vivendo delle ore deluse
con un uomo ormai troppo cambiato
ti hanno lasciato, inutile pazzia,
vedere il fondo della malinconia
di un avvenire disperato.
Immagini care per qualche istante
sarete presto una folla distante
scavalcate da un ricordo più vicino
per poco che la felicità ritorni
è molto raro che ci si ricordi
degli episodi del cammino.
Ma se la vita smette di aiutarti
è più difficile dimenticarti
di quelle felicità intraviste
dei baci che non si è osato dare
delle occasioni lasciate ad aspettare
degli occhi mai più rivisti.
Allora nei momenti di solitudine
quando il rimpianto diventa abitudine,
una maniera di viversi insieme,
si piangono le labbra assenti
di tutte le belle passanti
che non siamo riusciti a trattenere.
Fabrizio De André
Consigliata da Massimo Reggiani
 
Les passantes
Je veux dédier ce poème
A toutes les femmes qu'on aime
Pendant quelques instants secrets
A celles qu'on connaît à peine
Qu'un destin différent entraîne
Et qu'on ne retrouve jamais
A celle qu'on voit apparaître
Une seconde à sa fenêtre
Et qui, preste, s'évanouit
Mais dont la svelte silhouette
Est si gracieuse et fluette
Qu'on en demeure épanoui
A la compagne de voyage
Dont les yeux, charmant paysage
Font paraître court le chemin
Qu'on est seul, peut-être, à comprendre
Et qu'on laisse pourtant descendre
Sans avoir effleuré sa main
A celles qui sont déjà prises
Et qui, vivant des heures grises
Près d'un être trop différent
Vous ont, inutile folie,
Laissé voir la mélancolie
D'un avenir désespérant
Chères images aperçues
Espérances d'un jour déçues
Vous serez dans l'oubli demain
Pour peu que le bonheur survienne
Il est rare qu'on se souvienne
Des épisodes du chemin
Mais si l'on a manqué sa vie
on songe avec un peu d'envie
A tous ces bonheurs entrevus
Aux baisers qu'on n'osa pas prendre
Aux cœurs qui doivent vous attendre
Aux yeux qu'on n'a jamais revus
Alors, aux soirs de lassitude
Tout en peuplant sa solitude
Des fantômes du souvenir
On pleure les lèvres absentes
De toutes ces belles passantes
Que l'on n'a pas su retenir
Antoine Pol

 

Oggi ventuno marzo
Oggi ventuno marzo entra l'Ariete
nell'equinozio e picchia la sua
testa maschia contro alberi e rocce
e tu amore stacchi
ai suoi colpi il vento d'inverno
dal tuo orecchio inclinato
sull'ultima mia parola. Galleggia
la prima schiuma sulle piante, pallida
quasi verde e non rifiuta
l'avvertimento. E la notizia corre
ai gabbiani che s'incontrano
fra gli arcobaleni: spuntano
scrosciando il loro linguaggio
di spruzzi che rintoccano
nelle grotte. Tu copri il loro grido
al mio fianco, apri il ponte
fra noi e le raffiche
che la natura prepara sottoterra
in un lampo privo di saggezza,
oltrepassi la spinta dei germogli.
Ora la primavera non ci basta.
Salvatore Quasimodo
Consigliata da Carmen L.

Sei
Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d'estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro.
Nazim Hikmet
Consigliata da Simone Magli

Inno alla bellezza
Vieni tu dal cielo profondo o sorgi dall'abisso, Beltà?
Il tuo sguardo, infernale e divino,
versa, mischiandoli, beneficio e delitto:
per questo ti si può comparare al vino.

Riunisci nel tuo occhio il tramonto e l'aurora,
diffondi profumi come una sera di tempesta;
i tuoi baci sono un filtro, la tua bocca un'anfora,
che rendono audace il fanciullo, l'eroe vile.

Sorgi dal nero abisso o discendi dagli astri?
Il Destino incantato segue le tue gonne come un cane:
tu semini a casaccio la gioia e i disastri,
hai imperio su tutto, non rispondi di nulla.

Cammini sopra i morti, Beltà, e ridi di essi,
fra i tuoi gioielli l'Orrore non è il meno affascinante
e il Delitto, che sta fra i tuoi gingilli più cari,
sul tuo ventre orgoglioso danza amorosamente.

La farfalla abbagliata vola verso di te, o candela,
e crepita, fiammeggia e dice: "Benediciamo questa fiaccola!".
L'innamorato palpitante chinato sulla bella
sembra un morente che accarezzi la propria tomba.

Venga tu dal cielo o dall'Inferno, che importa,
o Beltà, mostro enorme, pauroso, ingenuo;
se il tuo occhio, e sorriso, se il tuo piede, aprono per me
la porta d'un Infinito adorato che non ho conosciuto?

Da Satana o da Dio, che importa?
Angelo o Sirena, che importa se tu
– fata dagli occhi vellutati, profumo, luce, mia unica regina –
fai l'universo meno orribile e questi istanti meno gravi?
Charles Baudelaire
Consigliata da Simone Magli
 

Amo il mare
Amo il mare

il mare dell'immensità
sconfinata
dell'azzurro profondo
rotto solo dall'onda
che si rompe
sommessa sulla battigia
o si frange aggressiva
sugli scogli.

solo "quel"mare.
Liliana Rasetti
Consigliata da Tinti

Foglio di via
Dunque nulla di nuovo da questa altezza
dove ancora un poco senza guardare si parla
e nei capelli il vento cala la sera.

Dunque nessun cammino per discendere
se non questo del Nord dove il sole non tocca
e sono d'acqua i rami degli alberi.

Dunque fra poco senza parole la bocca
e questa sera saremo in fondo alla valle
dove le feste han spento tutte le lampade.

Dove una folla tace e gli amici non riconoscono.
Franco Fortini
Consigliata da Tinti

La rassegna di Novara
… "Calma, severa, tacita, compatta
Ferma in arcione, gravemente incede
La prima squadra, e dietro al Re s'accampa
In chiuse file. Pendono alle stelle,
lungo le staffe nitide, le canne
delle temute carabine. Al lume
delle stelle il lampeggiar le sguainate
sciabole. Brillan di sanguigne tinte
i purpurei pennacchi, erti ed immoti
come bosco di pioppe irrigidito.
Del Re custodi e della legge,schiavi
Sol del dover, usi obbedir tacendo
E tacendo morir, terror de rei,
modesti ignoti eroi, vittime oscure
e grandi, anime salde in salde membra,
mostra nei volti austeri, nei sicuri
occhi, nei larghi lacerati petti,
fiera, indomata la virtù latina.
Risonate tamburi, salutate,
aste e vessilli. Onore, onore ai prodi
Carabinieri!..."
Costantino Nigra

Giancarlo Mambor, ha conclusione di brevi note commemorative, ci ricorda che Costantino Nigra è stato il creatore del motto di cui vanno fieri tutti i Carabinieri "… usi obbedir tacendo e tacendo morir…." Infatti, il Nigra nella sua attivissima vita si è distinto anche per una cospicua ed eclettica produzione letteraria, tra cui nel 1875 " La Rassegna di Novara", carme celebrativo sull'epopea dal 1849, in cui compaiono i calibri versi che unitamente a " Nei secoli fedeli" rappresentano il blasone dell'Arma e compendiano i valori dell'essere Carabiniere. Il Gabbiano
Consigliata da Il Gabbiano

Gabbiano
Ascolta gabbiano,
aspetta un momento, un attimo solo !
Sono io che ti chiamo,
sono io che rapita,
guardandoti in volo
invano le mani protendo
a prenderti l'ali...
Oh gabbiano, potessi io
lontano volare,
perdermi in orizzonti perlati,
potessi come te seguire l'onda
di mari infiniti,
cullarmi nel cielo coi venti !
Potessi io, ubriaca di sole
vagare stordita,
gustare appagata lo spazio
nei mari e nei cieli
e riprendere vita.
Esther Ciulla
Consigliata da Tiziana Cocolo

Nebbia
Rapida nebbia.

Un disco bianco
nel cielo nero
compare
scompare.

Fitta la neve
su di noi
Ive Balsamo
Consigliata da Tinti

La poesia
Dagli albori del secolo si discute
se la poesia sia dentro o fuori.
Dapprima vinse il dentro, poi contrattaccò duramente
il fuori e dopo anni si addivenne a un forfait
che non potrà durare perché il fuori
è armato fino ai denti.
Eugenio Montale
Consigliata da Wilma

Rosso e azzurro
Ho atteso che vi alzaste
colori dell'amore
e ora svelate un'infanzia di cielo.

Porge la rosa più bella sognata.
Giuseppe Ungaretti
Consigliata da Tinti Baldini

Autunno a Knokke Zoute
Il gabbiano volteggia, alacre scolta
sui lavori forzati dell'oceano.
Contro la diga ulula e spumeggia
l'onda dal vasto fiato.

Si affievolisce,padre,la tua voce
che innervava le antiche primavere.
Sul prato di smeraldo la tua croce
stende coltri di lava.

Una sola fatica ormai m'incalza
un gioco eccelso,l'ultima avventura:
tradurre i tuoi messaggi quando suona
l'albero,l'acqua ,il vento sull'altura.
Maria Luisa Spaziani
Consigliata da Tinti

Da "Monologo" - I
Vita che non osai chiedere e fu,
mite, incredula d'essere sgorgata
dal sasso impenetrabile del tempo,
sorpresa, poi sicura della terra,
tu vita ininterrotta nelle fibre
vibranti, tese al vento della notte...

Era, donde scendesse, un salto d'acque
silenziose, frenetiche, affluenti
da una febbrile trasparenza d'astri
ove di giorno ero travolto in giorno,
da me profondamente entro di me
e l'angoscia d'esistere tra rocce
perdevo e ritrovavo sempre intatta.

Tempo di consentire sei venuto,
giorno in cui mi maturo, ripetevo,
e mormora la crescita del grano,
ronza il miele futuro. Senza pausa
una ventilazione oscura errava
tra gli alberi, sfiorava nubi e lande;
correva, ove tendesse, vento astrale,
deserto tra le prime fredde foglie,
portava una germinazione oscura
negli alberi, turbava pietre e stelle.

Con lo sgomento d'una porta
che s'apra sotto un peso ignoto, entrava
nel cuore una vertigine d'eventi,
moveva il delirio e la pietà.
Le immagini possibili di me,
passi uditi nel sogno ed inseguiti,
svanivano, con che tremenda forza
ti fu dato di cogliere, dicevo,
tra le vane la forma destinata!
Quest'ora ti edifica e ti schianta.
L'uno ancora implacato, l'altro urgeva -
con insulto di linfa chiusa i giorni
vorticosi nascevano da me,
rapidi, colmi fino al segno, ansiosi,
senza riparo n'ero trascinato.
Fosti, quanto puoi chiedere, reale,
la contesa col nulla era finita,
spirava un tempo lucido e furente,
senza fine perivi e rinascevi,
ne sentivi la forza e la paura.
Una disperazione antica usciva
dagli alberi, passava sulle tempie.
Vita, ne misuravi la pienezza.
Mario Luzi
Consigliata da Carmen

Forse un mattino andando in un’aria di vetro
Forse un mattino andando in un’aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come s’uno schermo, s’accamperanno di gitto
Alberi case colli per l’inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n’andrò zitto
Tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.
Eugenio Montale
Consigliata da Carmen

Imagine
Immagina che non esista il Paradiso
non è difficile se ci provi
che non esista sotto di noi l'Inferno
solo il cielo sopra di noi.

Immagina che tutta la gente
viva per il presente.

Immagina che non esistano più i paesi
che non è poi così difficile da pensare
che non ci sia più nulla per cui uccidere o morire
e che non ci sia nemmeno una religione.

Immagina che tutti possano vivere in pace.

Tu puoi dirmi che io sono un sognatore
ma non sono l'unico a sognare.

Spero che un giorno tu possa unirti a noi
e il mondo possa essere unito
immagina che non esistano più proprietà
chissà se riesci a farlo?
Che non si sia più bisogno di avidità e fame.

Immagina tutta la gente che si divide il mondo
John Lennon
Consigliata da Tinti

Agave
Polipo pietrificato

Metti cinghie di cenere
al ventre dei monti
e denti formidabili
alle gole dei monti.

Polipo pitrificato
Federico Garcìa Lorca
Consigliata da Tinti

L'amore?
L'amore? Sia semplice. Facile.
Senza scopi.
Un gesto d'assenso.
La vita come festa
e poi un gioco.

Ripullula di Dio
e gli somiglia.

L'amore? Se è vuoto, senz'appoggi
conduce molto lontano.
Regala il mondo
perchè il mondo non esiste.
Brucia, tuttavia
ma neanche il fuoco esiste.

Come la non-vita
Come la non-morte.

Rinaldo Sandri - Trento
Consigliata da Fata Morgana

Di che è mancanza
Di che è mancanza questa mancanza,
cuore,
che a un tratto ne sei pieno?
Di che? Rotta la diga
t'inonda e ti sommerge
la piena della tua indigenza.
Viene,
forse viene,
da oltre te
un richiamo
che ora perché agonizzi non ascolti.
Ma c'è, ne custodisce forza e canto
la musica perpetua... ritornerà.
Sii calmo.
Mario Luzi
Consigliata da Carmen

Attesa
Oggi che t'aspettavo non sei venuta
e la tua assenza so quel che mi dice
la tua assenza che tumultuava
nel vuoto che hai lasciato
come una stella.
Dice che non vuoi amarmi
quale un estivo temporale
s'annuncia e poi s'allontana
così ti sei negata alla mia seta.
L'amore ,sul nascere, ha di
questi improvvisi pentimenti.
Silenziosamente ci siamo intesi
amore,amore,come sempre
vorrei coprirti di fiori e d'insulti.
V. Cardarelli
-Consigliata da Tinti Baldini-

Dasein
Un giorno
un nome
non un perchè
nè un come.
Venne fuori così
come si viene
piccola morte espulsa
dal suo seme
gettata nel mondo
fece un buco
pesava troppo
ed è rimasta bruco.
Geraldina Colotti
-Consigliata da Tinti Baldini-

Pater
Tu stai camminando coi miei passi
ti chini con le mie spalle
muovi le mani e il capo ,si prolunga
nella mia vita la tua vita,
la tua vita autunnale.

Scopro in me la presenza di mio padre
in me rivive l'impronta della sua figura
quel modo di girarsi, di gestire
delicate,minute le ossa del cranio.

E' segno indubitabile:s'annuncia
la stagione dolente,figlio padre
Fatti cuore ,il commiato è vicino
non essere impaziente.
Vico Faggi
-Consigliata da Tinti Baldini-

La terra e la morte.
E allora noi vili
che amavamo la sera,
bisbigliante, le case
i sentieri sul fiume,
le luci rosse e sporche
di quei luoghi, il dolore
addolcito e taciuto
noi strappammo le mani
della viva catena
e tacemmo, ma il cuore
ci sussultò di sangue,
e non fu più dolcezza,
non fu più abbandonarsi
al sentiero del fiume
non piu servi sapemmo
di essere soli e vivi.
Cesare Pavese (Da "Le poesie del disamore").
-Consigliata da Tinti-

Il bambino che gioca
Il bambino smise di giocare
e parlò al vecchio come un amico
il vecchio lo udiva raccontare
come una favola la sua vita.

Gli si facevano sicure e chiare
cose che mai aveva capito
prima lo prese paura e poi calma
il bambino seguitava a parlare..
Franco Fortini
-Consigliata da Tinti-

Sono una creatura
Come questa pietra
del S.Michele
così fredda
così dura
così prosciugata
così refrattaria
così totalmente
disanimata

Come questa pietra
è il mio pianto
che non si vede

la morte
si sconta
vivendo
Giuseppe Ungaretti
-consigliata da Maria Attanasio-

Ali spezzate
farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza
del mio petto un sepolcro
per le tue pene
Ti amerò come le paterie amano la primavera
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole
Canterò il tuo nome come la valle
canta l'eco delle campane
ascolto il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde
Kahlil Gibran
-Consigliata da Amos Sivieri-

Lettera
Padre, il mondo ti ha vinto giorno dopo giorno
come vincerà me che ti somiglio.

Padre di magre risa, padre di cuore bruciato
padre,il più triste dei miei fratelli, padre.

Il tuo figliolo ancora trema del tuo tremore
come quel giorno d'infanzia di pioggia e paura.

Pallido tra le urla buie del rabbino contorto
perdevi di mano le zolle sulla cassa di tuo padre.

Ma quello che tu non dici devo io dirlo per te
al trono della luce che consuma i miei giorni.

Per questo è partito tuo figlio ed ora insieme ai compagni
cerca le strade bianche di Galilea.
Franco Fortini
-Consigliata da Tinti-

Zenit
Tutti quei rimpianti
Quei giardini sconfinati
Dove modula il rospo un tenero grido d'azzurro
La cerva del silenzio sperduto rapida passa
Un usignolo straziato dall'amore canta sul
Tuo corpo giardino di rose che ho colto
I nostri cuori pendono uniti dallo stesso melograno
E i fiori di granato nei nostri sgurdi schiusi
Cadendo poco a poco hanno coperto il sentiero
Apollinaire
-Consigliata da Amos Sivieri-

Sedere a una tavola ignota.
Dormire in un letto non mio.
Sentire la piazza già vuota
gonfiarsi in un tenero addio.
Sandro Penna
-Consigliata da Tinti-

Se io potessi vivere un'altra volta la mia vita
nella prossima cercherei di fare più errori
non cercherei di essere tanto perfetto,
mi negherei di più,
sarei meno serio di quanto sono stato,
difatti prenderei pochissime cose sul serio.
Sarei meno igienico,
correrei più rischi,
farei più viaggi,
guarderei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei più fiumi,
andrei in posti dove mai sono andato,
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali e meno immaginari.
Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente
e precisamente ogni minuto della sua vita;
certo che ho avuto momenti di gioia
ma se potessi tornare indietro cercherei di avere soltanto buoni momenti.
Nel caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita,
solo di momenti, non ti perdere l'oggi.
Io ero uno di quelli che mai andava in nessun posto senza un termometro,
una borsa d'acqua calda, un ombrello e un paracadute;
se potessi vivere di nuovo comincerei ad andare scalzo all'inizio della primavera
e continuerei così fino alla fine dell'autunno.
Farei più giri nella carrozzella,
guarderei più albe e giocherei di più con i bambini,
se avessi un'altra volta la vita davanti.
Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo.
Jorge Luis Borges
-Consigliata da Anileda Xeka-

Amoroso auspicio
Né l'intima grazia della tua fronte luminosa come una festa
né il favore del tuo corpo, tuttora arcano e tacito e fanciullesco,
né l'alternarsi delle tue vicende in parole o in silenzi
saranno offerta così misteriosa
come rimirare il tuo sonno coinvolto
nella veglia delle mie braccia.
Di nuovo miracolosamente vergine per la virtù assolutoria del sonno,
serena e splendente come fausto ricordo trascelto,
mi offrirai quella sponda della tua vita che tu stessa non possiedi.
Proiettato nella quiete,
scorgerò quella riva estrema del tuo essere
e ti vedrò forse per la prima volta
quale Iddio deve ravvisarti,
annullata la finzione del Tempo,
senza l'amore, senza di me.
Jorge Luis Borges
-Consigliata da Anileda Xeka-

Non perdere mai la speranza nell’inseguire i tuoi Sogni,
perché c’e’ un’unica creatura che può fermarti,
e quella creatura sei tu.
Non smettere mai di credere in te stessa e nei tuoi sogni.
Non smettere mai di cercare,
tu realizzerai sempre ogni cosa ti metterai in testa.

L’unico responsabile del tuo successo
o del tuo fallimento sei tu, ricordalo…
ogni pensiero o idea pronunciata a voce alta viaggia nel vento,
la voce corre nell’aria, cambiandone il corso.
Se sei brava da udire abbastanza,
tu potrai ascoltare l’eco di saggezze
e conoscenze lontane nel tempo e nello spazio.
Tutto il sapere del mondo e’ a disposizione di chiunque sia disposto
a credere e a voler ascoltare.

La libertà e’ una scelta che soltanto tu puoi fare:
tu sei legata soltanto dalle catene delle tue paure.
Non e’ mai una vera tragedia provare e fallire,
perché prima o poi si impara, la tragedia e’
non provarci nemmeno per paura di fallire.

Mentre noi possiamo orientare
le nostre mosse verso un obiettivo comune,
ognuno di noi deve trovare la sua strada,
perché le risposte non possono essere trovate
seguendo le orme di un’altra persona….
Se tu puoi compiere grandi cose quando gli altri credono in te,
immagina ciò che puoi raggiungere
quando sei tu a credere in te stessa.
Peter O’Connor, da "Ali sull’oceano"
-Consigliata da Faraon Gianna-

Neve sul fiume
Su mille cime si dilegua
degli uccelli il volo.
Su diecimila vie muore

degli uomini la traccia.
In solitaria barca, un vecchio,
manto di giunco e tesa di bambù,
nella neve e nel gelo
del fiume, solo, pesca…
Liu Tsung-yuan
-Consigliata da Anileda Xeka-

Addio a primavera
Di giorno in giorno
invecchiamo invano.
Anno per anno
la primavera torna.
Rallegriamoci ancora
al vino della coppa;
a che piangere i fiori
che volano.
Wang Wei
-Consigliata da Anileda Xeka-

Il vento della valle
Vivendo ritirato di là dal mondo
Godendomi in silenzio l’isolamento
Stringo di più la corda della mia porta,
Tappo la mia finestra con bulbi e felci.
L’animo mio s’intona alla primavera,
Al finire dell’anno ho l’autunno in cuore.
Così, copiando i mutamenti cosmici
La mia casa diventa un universo.
Lu Yun
-Consigliata da Anileda Xeka-

Tu che ritorni
Lo sai , tu che ritorni a visitarmi,
nell'angolo tranquillo della notte,
tu che ti muovi nella sfumatura chiara
nell'ombra limitare della mia veglia,

lo sai, tu che quest'ora di mistero
mi è beata dividerla con te
duplice ed una storia, viva arteria,
dell'essere che sei, che sono,che siamo.

lo sai che questo nodo (sangue , polvere
spirito puro) è qui la mia parabola,
figlia a trovare in te ristoro e sonno,
madre a raccoglierti nel mio riposo,

perchè sia dolce chiudere le ciglia
e addormentarci immensamente insieme,
perchè il risveglio sia un cantare eterno
e non un miserere ma un osanna.
Giosi Lippolis
(a mia madre)
Per Maria Attanasio
-Consigliata da Tinti Baldini-

Incredibile della serva
Le ho regalato la mia sottana a pois
le ho prestato il mio bambino che la colmi di ossi duri
con dolore le ho messo nella branda i miei barboncini
l'ho lasciata lavare ciò che a nessuno lascerei vedere
ho permesso alla sua mano i miei cristalli le mie porcellane
l'ho liberata da fidanzati lune rosse amiche uccelli
l'ho riscattata dalla fame da erbacce e selvatiche intemperie
e mi guarda furiosa adesso, tutta rossa,
resta sdraiata, ben felice, aperta,
le parlo ed è come se parlassi a mille venti,
come gode la pazza, coi capelli sulla faccia.
E adesso dovrò fare tutto io
perchè alla negra immonda viene in mente
di buttarsi dal balcone senza chiedere permesso.
Julio Huasi (Argentina)
-consigliata da Aurelia Tieghi-

Poesia
Giovedì passato nell'atmosfera amichevole
della tua conversazione. Sulla tovaglia,
i dolci piatti, il coltello all'erta,
la voglia di mangiare.

La voglia pure di parlare un poco,
di tutto, di qualunque cosa, di niente.
Di piangere tagliando la cipolla
e di ridere giusto nel cucchiaio.

Le tue mani esperte, tiepide di verdura,
ed il grembiule che sempre si rovina
proprio lì, che rabbia!
Di nuovo
hanno aumentato il pane, eh? Che problema!

Che problema, moglie mia, che problema,
toccare l'aria di questo giovedì pulito!
Guardarsi il petto scandalo di vita!
Sentire nel tuo ventre il figlio come cresce!
E il resto, lo aggiusteremo a poco a poco.
Juan Gelman (Argentina)
-consigliata da Aurelia Tieghi-

L'immortalità
Poeta Omar, pupilla solitaria
che vede e splende, che contempla e crea,
diceva avanti il mausoleo di Caria:
«Non mescerai la polvere all'idea!
Misero te, cui nella rupe piace
scoprir la bianca faretrata dea!
e te che il fosco eroe dalla fornace
susciti vivo sopra il suo cavallo
che ringhia! Il tempo che cammina e tace,
rode il tuo marmo, lima il tuo metallo.

Tra mille, tra duemila anni, tra poco,
l'eroe sarà nella volante arena,
sarà la dea ne' grappoli di fuoco!
Misero! Ma quest'opera serena,
fatta d'anima pura e di parole,
beltà dal tempo e dalla morte ha lena:
vive la vita lucida del sole».

«Dunque morrà!» rispose Abdul, quïeta
pupilla, su cui getta ombre il fulgore
del cielo immenso: «Il sol morrà, poeta!
Quando? Tu conta i bàttiti al tuo cuore:
secoli sono i palpiti del sole;
ma sono, istanti e secoli, a chi muore,
o poeta, una cosa e due parole!»

Disse. E al poeta il breve inno non piacque
mai più. Godé del cielo egli e del suolo,
di brevi rose e brevi trilli; e tacque.
Moriva; e disse, mentre un usignolo
cantava ancora ne' verzieri suoi:
«Giova ciò solo che non muore, e solo
per noi non muore, ciò che muor con noi».
Giovanni Pascoli (da Primi Poemetti)
-Consigliata da Fabian-

Non perdere mai la speranza nell’inseguire i tuoi Sogni,
perché c’e’ un’unica creatura che può fermarti,
e quella creatura sei tu.
Non smettere mai di credere in te stessa e nei tuoi sogni.
Non smettere mai di cercare,
tu realizzerai sempre ogni cosa ti metterai in testa.

L’unico responsabile del tuo successo
o del tuo fallimento sei tu, ricordalo…
ogni pensiero o idea pronunciata a voce alta viaggia nel vento,
la voce corre nell’aria, cambiandone il corso.
Se sei brava da udire abbastanza,
tu potrai ascoltare l’eco di saggezze
e conoscenze lontane nel tempo e nello spazio.
Tutto il sapere del mondo e’ a disposizione di chiunque sia disposto
a credere e a voler ascoltare.

La libertà e’ una scelta che soltanto tu puoi fare:
tu sei legata soltanto dalle catene delle tue paure.
Non e’ mai una vera tragedia provare e fallire,
perché prima o poi si impara, la tragedia e’
non provarci nemmeno per paura di fallire.

Mentre noi possiamo orientare
le nostre mosse verso un obiettivo comune,
ognuno di noi deve trovare la sua strada,
perché le risposte non possono essere trovate
seguendo le orme di un’altra persona….
Se tu puoi compiere grandi cose quando gli altri credono in te,
immagina ciò che puoi raggiungere
quando sei tu a credere in te stessa.
Peter O’Connor, da "Ali sull’oceano"
-Consigliata da Faraon Gianna-

Un grido alla vita
Le mani in alto
le gambe aperte.
Una canna di fucile che lo punta.
Se per caso
gli avvenisse di battere le palpebre
è un uomo morto.

Le mani dietro
impiccate con catene lucenti.
Gli occhi bendati.
Alcuni artigli
che guidano il suo rastrello
all'angolo che mai dovrà dimenticare.

Quattro mura
fredde e putrescenti
i carnefici
circondano la sua carne spoglia
meditando da dove
strappargli qualche parola.

Chissà forse le braccia appese dietro
fino a staccargliele dallo scheletro
potrebbe essere efficace.

Oppure immergere la sua testa
nella profondità dell'oceano notturno
potrebbe risultare meglio.

O forse qualche filo metallico
infilato in sanguinanti piaghe
potrebbe essere un successo.

E può darsi che
giocare alla roulette russa
risulti divertente
per strappargli finalmente
qualche parola.

Pensandoci meglio..
un bastone, un fucile
o un membro virile
forzato brutalmente nelle sue viscere
chissà non porti alla promozione desiderata.

Lui, lei , loro
agonizzanti prigionieri
sudano lacrime e sangue
sempre
sempre afferrati dalla vita.

Alla resistenza di donne e uomini torturati in prigione:molti persero la vita.
Milagros Chavez Gonzales( detenuta politica in Perù)
-Consigliata da Tinti Baldini-

Come sono pesanti i giorni,
a nessun fuoco posso riscaldarmi,
tutto è vuoto,
tutto è freddo e senza pietà.
le care limpide stelle,
mi guardano senza conforto,
da quando ho appreso,
nel mio cuore
che anche l'amore
può morire
Federico Garcia Lorca
-poesia consigliata da Amos Sivieri-

Tempo reale
Uomini tutti eguali
nei giorni fuggenti
la morte incalza
con lucifera astuzia.
Per inermi cretini
tempo cerca riparo
tra pagine
mai scritte.
Ettore Le Donne.
-Consigliata da Tinti Baldini-

1057.
La gioia d'ogni giorno

io guardavo distratta
finché la vidi scuotersi,
crescere (e l'inseguivo),

poi dietro ad un'altura
svanire dal mio sguardo,
immensa oltre ogni dire,
e solo allora seppi valutarla.
Emily Dickinson
- consigliata da Carmen -

Donna che apre riviere
Sei donna di marine
donna che apre riviere.
L'aria delle mattine
bianche è la tua aria
di sale e sono vele
al vento,sono bandiere
spiegate a bordo l'ampie
vesti tue così chiare.
Giorgio Caproni
-consigliata da Tinti Baldini-

Nella partita giocata
A occhi bendati
se vince chi sa aspettare
o si illude,
chi crede di vincere
una posta inesistente

e ha cominciato a piovere
aghi freddi
che complicano le cose
girando attorno al mondo,
ora si attende
una condizione migliore
per sostituire quella sbilanciata prospettiva.
Gregorio Scalise
-consigliata da Tinti Baldini-

È quel che è
È assurdo
dice la ragione
È quel che è
dice l’amore.

È infelicità
dice il calcolo
Non è altro che dolore
dice la paura
È vano
dice il giudizio
È quel che è
dice l’amore.

È ridicolo
dice l’orgoglio
È avventato
dice la prudenza
È impossibile
dice l’esperienza
È quel che è
dice l’amore.
Erich Fried
- consigliata da Wilma -

Viaggio con un fantasma
Viaggio con un fantasma adesso
perchè la gente non vuole vedere
in carne ed ossa un ramo così spoglio
come la natura fa di me.

E così visito incorporee
strane cupe famiglie spesso in dissidio
e mi chiedo se la coscienza umana
sia uno degli errori di Dio.

E dopo incontro te e mi calmo
e penso che se fosse un errore
come alcuni han detto, sarebbe allora
uno di quelli che riesco a tollerare.
Thomas Hardy
-Consigliata da Tinti-

Il condor
Io sono il condor, volo
su di te che cammini
e d'improvviso in un giro
di vento, penna, artigli,
ti assalto e ti innalzo
in un ciclone sibilante
di freddo tempestoso.

Alla mia torre di neve,
alla mia tana nera,
ti porto e sola vivi,
e ti copri di penne,
e voli sopra il mondo,
immobile, nell'alto.

Donna condor, saltiamo
su questa preda rossa,
straziamo la vita
che passa palpitando
e innalziamo uniti
il nostro volo selvaggio.
Pablo Neruda ( da: "I versi del Capitano" )
-Consigliata da Aurelia Tieghi-

Non amano la luce
Certo, adesso non amano la luce
e nemmeno c'è una luce
che li ha amati:
zoppicavano in una rissa becera
tra pochi anni e l'eterno.
E l'eterno ha perso.
Chiunque tu sei,
dismetti la certezza che la vita
è stata il loro
momento migliore.
Mario Santagostini
-Consigliata da Tinti-

Sei tanto lontano
                        da non poterti raggiungere
o senza avvedermene
                        ti ho oltrepassato…
uscito dalla parabola
                        tu o io dall’inseguimento?
o l’uno e l’altro al sommo
della sua inesistenza,
                               l’uno e l’altro al punto
più alto
            di unità
e di non differenza,
                              equiparati
in tutto
            da reciproco annullamento,
in tutto, in tutto, compiutissimamente?
M. Luzi, L’Opera Poetica, I Meridiani Mondadori, pag. 696
-Consigliata da Wilma-

Il cerchio d'acqua
torna al lago
la piaga si fa crosta.
Katia Raspollini
-Consigliata da Tinti-

Sei bella come...
Sei bella come
è bello il prato tenero dietro l'arcobaleno
nel tacito meriggio d'acqua e sole,
come i riccioli della primavera
nel sole dell'aurora,
l'avena fine della staccionata
contro il sole calante dell'estate,
come i tuoi occhi verdi e il mio riso vermiglio,
Il mio profondo cuore e il mio amoroso palpito.
Juan Ramon Jimenez
-Consigliata da Wilma-

Notte
Cero, lucerna
lampione e lucciola.

La costellazione
della sera.

Finestrelle d'oro
tremano,
e nell'aurora dondolano
croci sovrapposte.

Cero, lucerna,
lampione e lucciola.
Garcia Lorca
-Consigliata da Tinti-

Lapide
Mamma
sai di erba
rimane acerba
la poesia che il marmo riserva
all'angelo che ti rifiuta come ancella.
Geraldina Colotti
-Consigliata da tinti baldini-

Poesia patata
Oggi ho piantato poesie
sterco,lama,seme:
un campo la mia pagina
una vanga la mia penna.

Capezzoli verdi ne verranno fuori
uno alla volta
fiori bianchi, coi loro centri
come sputi di sole.

Voi che asoltate,basta a oziare,
raccogliete piuttosto i vostri attrezzi
e consegnateli ai poeti d'Irlanda
e arate di nuovo la terra irlandese
altrimenti resterete
senza patate e senza versi.
Michael Hartnett
-Consigliata da Tinti-
 

 
 Sikur të isha më pak
Sikur të kuptoja më pak,
Më pak do të isha.

Do më mjaftonte buka e zezë
Dhe errësira e syrit.

Gjumin do e bëja pa gërrvishje,
pa vetvrasje shpirtin.

Do të kisha marrë medalje
Për heshtjet prej ari.

Nënshtrimi do të bëhej karrigeja
E dhjamit tim të përgjumur.

Më pak do të vuaja,
Po të isha më pak.
Nazmi Roli
-Consigliata da Anileda Xeka-
 
Se fossi di meno
Se capissi di meno,
Di meno sarei.

Mi basterebbe il pane nero
E il buio degli occhi.

In sonno farei senza graffi
Senza suicidio l’anima.

Avrei preso medaglie
Per il mio silenzio d’oro

La sottomissione diverrebbe la sedia
Del mio grasso assopito

Di meno soffrirei,
Se fossi di meno
Nazmi Roli
-Traduzione di Anileda Xeka-
Sii paziente verso tutto ciò che è irrisolto nel tuo cuore e ...
cerca di amare le domande, che sono simili a
stanze chiuse a chiave e a libri scritti in una lingua straniera.
Non cercare ora le risposte che non possono esserti date
poiché non saresti capace di convivere con esse.
E il punto è vivere ogni cosa. Vivi le domande ora.
Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga, di vivere fino al lontano
giorno in cui avrai la risposta.
Rainer Maria Rilke
-Consigliata da Anileda Xeka-

Francesca
Arrivavi nella notte
e c'erano fiori tra le tue mani
ora arriverai da una confusione di gente
da un chiasso di parole su di te.

Io che ti avevo vista tra le cose primeve
m'infuriavo a sentirti nominare
in posti qualsiasi.
Magari mi scorressero onde fresche nella mente
e il mondo si seccasse come foglia morta
o come guscio di soffione per sciogliersi in aria
così da ritrovarti di nuovo,
sola.
Ezra Pound
-Consigliata da Tinti-

Di Narciso
Colui che soggiorna in quest'acqua
senza maschera,visse nel raggiro
e la morte,per scherzo lo rigira
come il dito di un guanto alla rovescia.
J.Cocteau
-Consigliata da Tinti-

Parlerò di ricci
.
"Di un riccio
io parlo
parlo di un verme
s'insinua scivolando lento
diciassette anni
fa
nel Colorado
c'era
un fiume
senza sirene
nessun annuncio di sventura
cristo afflitto
afflizione di cristo
l'imbrunire del giorno
il giorno dell'imbrunire
prateria:
vento verde la prateria
una vecchia scarpa
e
un bambino
dimenticati…//…"***"…//lei dice
voglio un bambino
voglio pure
una villa
per le vacanze
se tutto fosse vero
i miti
sarebbero più ardenti dei bisbigli d'amore
il mondo
si frantuma in innumerevoli schegge
impossibile ricomporlo
ali di cicala
sorridono
il vento
si placa fino a tacere
dalla pianta dei piedi s'insinua su lungo il midollo
la donna
le dita come lunghe lame
occhi freddi
guarda la sua creatura
lui fa/farfuglia ba
balbetta
racconta una lunga sfilza di storie
non una che abbia sostanza//"
***
" Straniero tu sei, a questo condannato per sempre
non hai un paese, una patria, non conosci la nostalgia.
Niente famiglia e responsabilità
basta pagare le tasse
Ogni città ha il suo municipio
ogni famiglia la sua padrona di casa,
ogni dogana il suo doganiere
Nessuna eccezione!
Eppure errabondo tu
di paese in paese
di città in città
di donna, in donna
te ne vai senza meta
Neppure la briga di scegliere/…/"…
Gao Xingjiang - Premio Nobel per la Letteratura 2000.
-Consigliata da Paolo Santangelo-

Elementare
E c'è che vorrei il cielo elementare
azzurro come i mari degli atlanti
la tersità di un indice che dica
questa è la terra,il blu che vedi è il mare.
Pierluigi Cappello
-Consigliata da Tinti-

Serra ogni porta
chiude ogni spiraglio
caccia ogni paura
salva il tuo spirito
e muore ogni emozione
Michela Montemurro
-Consigliata da Tinti Baldini-

Primo amore
Era una notte urbana
rosa e sufurea era la poca luce
dove,come da un muoversi dell'ombra,
pareva salisse la forma.

Era una notte afosa
quando improvvise vidi zanne viola
in un'ascella che fingeva pace.

Da quella notte nuova e infelice
e dal fondo del mio sangue straniato
schiavo loro mi fecero segreti.
Giuseppe Ungaretti (1929)
-Consigliata da Tinti-

Vola alta, parola cresci in profondità,
tocca nadir e zenith della tua significazione,
giacché talvolta lo puoi – sogno che la cosa esclami
nel buio della mente –
però non separarti
da me, non arrivare,
ti prego, a quel celestiale appuntamento
da sola, senza il caldo di me
o almeno il mio ricordo, sii
luce, non disabitata trasparenza...

La cosa o la sua anima? o la mia e la sua sofferenza?
Mario Luzi
-Consigliata da Wilma-

[ Il giorno più felice ]
Il giorno più felice - l'ora più felice
questo mio inaridito cuore ha già conosciuto ;
ogni più alta speranza di trionfo e d'orgoglio
sento ch'è fuggita via.

Trionfo ? Oh sì, così fantasticavo ;
ma da gran tempo svanirono ormai
le visioni di quel mio giovanile tempo -
e sia pur così.

E quanto a te, orgoglio, che dirti ?
Erediti pure un'altra fronte
quel veleno che approntasti per me -
Ora acquetati, o mio spirito.

Il giorno più felice - l'ora più felice -
che quest'occhi avrebbero visto - hanno già visto,
il rifulgente sguardo di trionfo e d'orgoglio
sento che è spento ormai.

Ma mi fosse pur riofferta quella speranza
di trionfo e d'orgoglio, e con la pena
che allora avvertivo - quella fulgente ora
io non vorrei riviverla :

giacché oscure scorie erano su quelle ali
e, al loro agitarsi, una maligna essenza
ne pioveva - fatale per un'anima
che già l'ha conosciuta.
Edgar Allan Poe
(da : " Tutte le Poesie " ; GTE - Newton -)
- consigliata da Giuliano da Rocca del Santo -

Fratelli
Di che reggimento siete
fratelli?

Parola tremante
nella notte

Foglia appena nata

Nell'aria spasimante
involontaria rivolta
dell'uomo presente alla sua
fragilità

Fratelli
Giuseppe Ungaretti
-Consigliata da Gippo Lopez-

Ulisse
Nella mia giovinezza ho navigato
lungo le coste dalmate. Isolotti
a fior d'onda emergevano, ove raro
un uccello sostava intento a prede,
coperti d'alghe, scivolosi, al sole
belli come smeraldi. Quando l'alta
marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano più al largo,
per fuggirne l'insidia. Oggi il mio regno
è quella terra di nessuno. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; me al largo
sospinge ancora il non domato spirito,
e della vita il doloroso amore.
Umberto Saba
-Consigliata da Gippo Lopez-

Morte nell’oblio
Io so che esisto
perché tu mi immagini.
Sono alto perché tu mi credi
alto, e chiaro perché tu mi guardi
con occhi buoni,
con sguardo chiaro.
Il tuo pensiero mi rende
intelligente, e nella tua semplice
tenerezza, anch’io sono semplice
e buono.
Ma se tu mi dimentichi
morirò senza che nessuno
lo sappia. Vedranno vivo
il mio corpo, ma sarà un altro uomo
- oscuro, goffo, cattivo - colui che l’abiterà...

Traduzione di Gabriele Morelli
Poesia n. 228 Giugno 2008
Ángel González
Altro tempo verrà diverso da questo
a cura di Gabriele Morelli
Crocetti Editore 2008
-Consigliata da Carmen-

Strade
Inutile chiedersi che lago protetto da aironi
si trovava nell’altra vallata,
o rimpiangere i canti del bosco
che non avevo attraversato.
Inutile chiedersi dove
potevano portare altre strade,
dato che portavano altrove;
poiché è solo qui e ora
la mia vera destinazione.
È dolce il fiume nella tenera sera
e tutti i passi della mia vita mi hanno
portata a casa.

Traduzione di Giorgia Sensi
Poesia n. 228 Giugno 2008
Voci dal Galles - Seconda Parte
a cura di Patrick McGuinness e Giorgia Sensi
Crocetti Editore 2008
-Consigliata da Wilma-

Continuità
Nulla è mai veramente perduto, o può essere perduto,
nessuna nascita, forma, identità - nessun oggetto del mondo,
né vita, né forza, né alcuna cosa visibile;
l'apparenza non deve ingannare, né l'ambito mutato confonderti il cervello.
Vasti sono il tempo e lo spazio - vasti i campi della Natura.
Il corpo lento, invecchiato, freddo - le ceneri rimaste dai fuochi di un tempo,
la luce degli occhi divenuta tenue, torneranno puntualmente a risplendere;
il sole ora basso a occidente sorge costante per mattini e meriggi;
alle zolle gelate sempre ritorna la legge invisibile della primavera,
con l'erba e i fiori e i frutti estivi e il grano.
Walt Whitman
-Consigliata da Carmen-

Il Lampo
E cielo e terra si mostrò qual era:
la terra ansante, livida, in sussulto.
Il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto
una casa apparì sparì d'un tratto;
come un occhio, che, largo, esterrefatto,
s'aprì e si chiuse, nella notte nera.
Giovanni Pascoli
-Consigliata da David Cecchini-

Bambino,
se trovi l'aquilone della tua fantasia
legalo con l'intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
e portino la pace ovunque
e l'ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell'acqua del sentimento
Alda Merini
-Consigliata da Ida Guarracino-

Armonia della sera
Già s'avvicina l'ora che trepido ogni fiore
come un vaso d'incenso svapora sullo stelo;
solcano effluvi e musiche la sera senza velo;
malinconico valzer, delirante languore!

Ogni fiore svapora trepido sullo stelo;
il violino geme come un afflitto cuore;
malinconico valzer, delirante languore!
Come un altare immenso è triste e bello il cielo.

Il violino geme come un afflitto cuore,
un mite cuore, ch'odia il nulla vasto e gelido!
Come un altare immenso è triste e bello il cielo;
nel suo sangue rappreso il sole immoto muore.

Un mite cuore, ch'odia il nulla vasto e gelido,
dei bei giorni che furono raccoglie ogni bagliore;
nel suo sangue rappreso il sole immoto muore....
Il tuo ricordo in me brilla come un cimelio.
Charles Baudelaire
-Consigliata da Wilma-

Da "la terra e la morte"
Sei come una terra
che nessuno ha mai detto.
Tu non attendi nulla
se non la parola
che sgorgherà dal fondo
come un frutto tra i rami.
C'è un vento che ti giunge.
Cose secche e rimorte
t'ingombrano e vanno nel vento.
Membra e parole antiche.
Tu tremi nell'estate.
Cesare Pavese
-Consigliata da Tinti Baldini-

I progettisti sgobbano
curvi sui tavoli da disegno:
una cifra sbagliata e le città del nemico
restano incolumi.
Bertolt Brecht
-Consigliata da Tinti Baldini-

Inno
Al mattino, al meriggio, al fosco crepuscolo -
tu hai udito il mio inno, Maria!
In affanno e letizia - nel bene e nel male -
tu, madre di Dio, ancora rimani con me!
Quando più liete per me scorrevan le Ore,
e non una nuvola oscurava il moi cielo,
la tua grazia trepida guidava a te
l'anima mia perché non si smarrisse ;
e ora che il Destino per me più addensa
le sue tempeste e in me confonde presente
e passato fa' che almeno risplenda il futuro
e per me irraggi dolce speranza di te !
Edgar Allan Poe [da : " Tutte le Poesie " ; GTE - Newton -]
- Consigliata da Giuliano da Rocca del Santo -

Pari agli dei mi sembra
quell’uomo: innanzi a te
siede e tanto vicino sente la tua voce
dolce,
il desiato riso. Oh, a me
il cuore sbatte forte e si spaura.
Ti scorgo, un attimo, e non ho
più voce;
la lingua è rotta; un brivido
di fuoco è nelle carni,
sottile; agli occhi il buio; rombano
gli orecchi.
Cola sudore, un tremito
mi preda. Più verde d’un’ erba
sono, e la morte così poco lungi
mi sembra…
Saffo
-Consigliata da Arcangela Cammalleri-

Io come sono solo sulla terra
Io come sono solo sulla terra
coi miei errori,i miei figli, l'infinito
caos dei nomi ormai vacui e la guerra
penetrata nell'ossa!Tu che hai udito
un tempo il mio tranquillo passo nella
sera degli Archi a Livorno,a che invito
cedi-perchè tu o padre mio la terra
abbandoni appoggiando allo sfinito
mio cuore l'occhio bianco?.Ah padre, padre
quale sabbia coperse quelle strade
in cui insieme fidammo!Ove la mano
tua si allentò,per l'eterno ora cade
come un sasso tuo figlio-ora è un umano
piombo che il petto non sostiene più.
Giorgio Caproni
-Consigliata da Tinti Baldini-

Sogni
Oh, fosse un lungo sogno questo mio tempo
giovanile ! Se più non mi destassi finché il raggio
di un'Eternità non mi recasse il mattino !
Foss'anche un sogno pieno d'affanni,
pur sempre più l'amerei che quest'oscuro
mio vivere diurno : e per uno, poi, il cui cuore
sempre fu invece, su questa terra di gelo,
e fin dal suo nascere, ardente groviglio e caos !

Ma pur se un tal sogno d'eterna durata -
come per me fanciullo furono i sogni -
ancora mi fosse concesso - ora follia
sarebbe sperare in un più alto cielo!
Giacché io mi beai, mentre splendeva a me il sole
in estivi cieli, di sogni di vivida luce
e, incurante, lasciai che il mio immaginare -
lontano, con strani esseri forgiati
dal pensiero. - Che altro avrei visto, altrimenti ?

Fu solo una volta, e mai più svanirà da me
quell'attimo indicibile - fu per magia
che m'aveva avvinto - e un gelido vento
m'investì nella notte - e m'impresse, ritirandosi,
la sua immagine. - O fu la luna, che si posò
sul mio sonno dal suo alto meriggio? Troppo fredda,
fredda. - O le stelle? Come che fosse, fu il sogno
simile a quel vento notturno. - Ma non più, ora.

Fui felice allora - benché solo in un sogno.
Fui felice allora - e ora m'è caro indugiarvi.
Sogni ! Coi loro vividi colori di vita -
come in quell'umbratile, nebuloso contrastare
fra realtà e parvenze, che all'occhio delirante
più dilettose immagini arreca d'amore e paradiso
- e tutte nostre ! - che non quelle che la giovane
speranza conobbe nella sua ora più solare.
Edgar Allan Poe [da "Tutte le poesie"; GTE - Newton -]
- Consigliata da Giuliano da Rocca del Santo -

Gridasti: soffoco
Non potevi dormire, non dormivi...
Gridasti: Soffoco...
Nel viso tuo scomparso già nel teschio,
gli occhi, che erano ancora luminosi
solo un attimo fa,
gli occhi si dilatarono... si persero...
Sempre ero stato timido,
ribelle, torbido; ma puro, libero
felice rinascevo nel tuo sguardo...
Poi la bocca, la bocca
che una volta pareva, lungo i giorni,
lampo di grazia e gioia,
la bocca si contorse in lotta muta...
Un bimbo è morto...

Nove anni, chiuso cerchio,
nove anni cui né giorni, né minuti
mai più s'aggiungeranno:
in essi s'alimenta
l'unico fuoco della mia speranza.
Posso cercarti, posso ritrovarti,
posso andare, continuamente vado
a rivederti crescere
da un punto all'altro
dei tuoi nove anni.
Io di continuo posso,
distintamente posso
sentirti le mani nelle mie mani:
le mani tue di pargolo
che afferrano le mie senza conoscerle;
le tue mani che si fanno sensibili,
sempre più consapevoli
abbandonandosi nelle mie mani;
le tue mani che diventano secche
e, sole - pallidissime -
sole nell'ombra sostano...
La settimana scorsa eri fiorente...

Ti vado a prendere il vestito a casa,
poi nella cassa ti verranno a chiudere
per sempre. No, per sempre
sei animo della mia anima, e la liberi.
Ora meglio la liberi
che non sapesse il tuo sorriso vivo:
provala ancora, accrescile la forza,
se vuoi - sino a te, caro! - che m'innalzi
dove il vivere è calma, è senza morte.

Sconto, sopravvivendoti, l'orrore
degli anni che t'usurpo,
e che ai tuoi anni aggiungo,
demente di rimorso,
come se, ancora tra di noi mortale,
tu continuassi a crescere;
ma cresce solo, vuota,
la mia vecchiaia odiosa...

Come ora, era di notte,
e mi davi la mano, fine mano...
spaventato tra me e me m'ascoltavo:
è troppo azzurro questo cielo australe,
troppi astri lo gremiscono,
troppi e, per noi, non uno familiare...

(Cielo sordo, che scende senza un soffio,
sordo che udrò continuamente opprimer
mani tese a scansarlo...)
Giuseppe Ungaretti
-Consigliata da Gippo Lopez-

Due
Uomo e donna si guardano supini nel letto:
i due corpi si stendono grandi e spossati.
L'uomo è immobile ,solo la donna respira più a lungo
e ne palpita il molle costato.Le gambe distese
sono scarne e nodose,nell'uomo.Il bisbiglio
della strada coperta di sole è alle imposte.

L'aria pesa impalpabile nella grande penombra
e raggela le gocce di vivo sudore
sulle labbra.Gli sguardi delle teste accostate
sono uguali ma più non ritrovano i corpi
come prima abbracciati.Si sfiorano appena.

Muove un poco le labbra la donna,che tace.
Il respiro che gonfia il costato si ferma
a uno sguardo più lungo dell'uomo.E la donna
volge il viso accostandogli la bocca alla bocca.
Ma lo sguardo dell'uomo non muta nell'ombra.

Gravi e immobili pesano gli occhi negli occhi
al tepore dell'alito che ravviva il sudore
desolati.La donna non muove il suo corpo
molle e vivo.La bocca dell'uomo s'accosta.
Ma l'immobile sguardo non muta nell'ombra.
Cesare Pavese
-Consigliata da Tinti Baldini-

No non aggiungerò
No non aggiungerò nuova legna
al fuoco lasciamo
che la legna che già c'è si consumi
a poco apoco
che la vampa si trasformi a poco a
poco in brace
ed io e te zitti-seduti
uno a fianco all'altro-dal fondo
buio della sal a guardare
spegnersi finalmente
anche quella.
Giorgio Bassani, da "In rima e senza"
-Consigliata da Tinti Baldini-

Poesia
E poi son solo. Resta
la dolce compagnia
di luminose ingenue bugie.
Sandro Penna
-Consigliata da Tinti Baldini-
 

Nuotatore
Dormiva...?
               Poi si tolse e si stirò.
Guardò con occhi lenti l'acqua. Un guizzo
il suo corpo.
                 Così lasciò la terra.
Sandro Penna
-Consigliata da Tinti Baldini-

Scuola
Negli azzurri mattini
le file svelte e nere
dei collegiali.Chini
su libri poi.Bandiere
di nostalgia campestre
gli alberi alle finestre.
Sandro Penna
-Consigliata da Tinti Baldini-





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