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Sintonia d'amore
Non voglio
che asciughi le mie
lacrime,
amore,
sono di gioia.
Non cercare per me
parole che consolino.
E' bella la malinconia
dell'amore.
E' sognare ad occhi
aperti,
mentre come volute
di fumo
si alzano i pensieri
insieme alle nostre
braccia
in un urlo d'amore..
Sogno
medievale
Andar per castelli
in oscuri ed umidi androni
tra armature e scudi
che incuton timore.
Andar per castelli
dalle mura turrite,
veder volteggiare
dame di broccato vestite
a fianco di impettiti cavalieri,
dormir tra lenzuola
di un letto a baldacchino
col sole che tra feritorie
inventa giochi di luce,
sentir fantasmi
che trascinan catene
di rose formate.
Andar per castelli,
rifugiarsi al sicuro
tra braccia adorate
chiudendo il cuore
a robusto chiavistello
gettando la chiave nel fossato.
Andar per castelli.
Ed esser per un giorno regina.
Con te.
I tre tempi dell'amore
Traccio con penna d'oca
scintillanti parole
sullo sfondo perlaceo
di un cielo lunare.
Alcune ne colgo
per farne luce dei miei occhi.
Rotoli di lavanda
si snodano su verdi prati
profumando di viola un cielo
striato da fenicotteri in volo
verso onde blu cobalto
di un rosso tramonto.
Braccia alzate verso il cielo
con mani che urlano amore
inebriate di rosso profumo
di salsedine
nascosto tra insenature di velluto
perdute laggiù laggiù
in riva a quel mare.
Sgomento
Chiedersi se
ha un senso attendere ogni anno
il ritorno delle rondini
il giallo delle messi
con i loro capelli al vento.
Chiedersi se
ha un senso attendere
la parola sorridente di un uomo
la sua voce suadente
trascurando quel qualcosa
che dentro te va morendo
e che più non ritroverai.
Chiedersi se
ha un senso impedire
alla tua esuberanza
di traboccare
per il primo fiore che spunta
quando tu e solo tu alla fine lo vedi.
Solo con lo sguardo del tuo cuore.
Contrasto
E' quel canto che ti garrula in gola
nel mezzo di un grigio mattino invernale.
E' quel respiro di mare che ti apre i polmoni
nella soffocante atmosfera di gelo.
E' quel giallo di forsizie
che risplende nel fuoco di un camino
mentre fuori nevicano farfalle.
L'abbandono
Ti scende addosso
all'improvviso,
del suo velo ti riveste
grigio.
Come nubi all'orizzonte
ti scolora lo sguardo,
ch'era vivo e argentino
un tempo.
La vista ti appanna
le labbra sfiorisce,
allora
rosse d'amore,
ora appassite.
Larghe e lunghe le vesti
a coprir caviglie.
Trascurato l'aspetto,
affaticato l'andare.
Porti il peso
della vita.
Serenità
Sei colui che stempera
in una soffusa nostalgia
la mia irruenza e che,
prendendola per mano,
l'affida al vento.
Chi assiste al trascolorare
delle mie verdi foglie,
ma amandole ancor di più.
Sei colui che del mare in tempesta
coglie l'onda più ribelle
e con essa cancella impronte
del mio passato.
Sei colui che sussurra
al mio corpo stanco
una parola caduta per me nell'oblio:
serenità.
Sera
Stanco si addormenta il mondo
avvolto dalla coltre della notte.
Riposa, caro, sotto le ciglia chiuse,
distendi la curva schiena dei monti,
chiudi le corolle dei fiori.
Veglia una mamma sulla culla del bimbo
nella stanza di borotalco,
veglia una donna sola
rimpiangendo un bacio non dato,
veglia un infermo
catturando le ultime stelle.
Lunga o breve che sia,
la notte sfumerà
in un'alba splendente.
E dare il buongiorno
sarà rinascere
ancora una volta.
Desiderio
Vorrei essere sabbia
e che tu fossi il mare
per impregnarmi di te
Bolla di vita
Sono uscita a fare una passeggiata.
Un timido sole mi scaldava
timoroso di un inverno
che ancora spadroneggiava.
Sono uscita a fare una passeggiata
portando con me la mia vita,
la mia realtà, gli affetti più cari,
i miei ricordi, il mio mondo
intimo, caldo, avvolgente.
Quand'ecco
una bolla di sapone
mi attraversa la strada.
E mi tuffo in lei,
in quella diversa realtà
che lascia trasparire,
colorata, allegra, limpida,
profumata di primavera,
di proibito, di risate.
Una bolla di sapone,
la bolla della realtà,
di una realtà-altra,
diversa, ma mia.
Libertà
Mi sono punta
la pianta dei piedi
su aghi di istrici,
mentre l'altalena
mi chiamava a sé
invitandomi a volare.
Erano incollati sul mastice,
mentre di me c'era bisogno
per spingerla in alto
sempre più in alto.
Ricordi che pesano
come bianchi sassi
emozioni che si librano
come voli di rondine.
Realtà che si deve vivere
senza più toccare
terra con i piedi.
Liberi da aghi.
Liberi da mastice.
Impavido amore
Non teme un nero di nubi
laggiù, l'amore.
Coglie quell'infimo squarcio
che tregua lascia presagire
pronto a colmarla
di baci e carezze.
Non teme il freddo polare
l'amore.
Ecco, s'apre una breccia,
bianco su bianco,
coglie quel bucaneve
che nasce perplesso.
Col capo ciondolante
dono diverrà per l'amata
e annuncio di primavera.
Non teme nemmeno la pioggia
di foglie in autunno, l'amore.
In loro mulinellano coriandoli,
pezzetti del suo cuore
pronto a donarsi
appena il fluire delle stagioni
cederà il campo ad un amore
consapevole ed immenso.
Solo allora, l'unico tempo
sarà quello interiore.
Non dirmi buonanotte
Non dirmi mai buonanotte.
Se proprio vuoi, fallo,
ma cogliendo una stella,
posandola poi su un fiore
sì che il buio da me non venga
ma abbia sempre la luce
del tuo infinito amore.
Ritarda questo momento,
lascia che le tue parole
mi facciano ancora compagnia
come la melodia del vento.
Non lasciarmi con tale congedo
aggiungi ad esso un dolce bacio
una carezza, un abbraccio
un soffio del tuo alito
che, scaldandomi, mi consola.
Non farmi pensare ad un letto grande
dove c'è il freddo di chi sta sola
aspettando invano chi le scalda il cuore.
Sarà la candida, intrigante luna
che ci coprirà con un velo,
per pudore.
L'orologio senza lancette
Ho smesso di ascoltare
il tic tac degli orologi.
Lo scandire delle ore
riempiva la stanza
dove bambole di stoffa
un tempo eran animate.
Ho fermato la voce del pendolo
che scandiva le mie vittorie
e le mie sconfitte.
Ora________________
solo un orologio interiore
conta i miei sorrisi e le mie lacrime.
Ed è senza lancette.
Riassunto
Rivestiti di me,
mi ha chiesto l'arcobaleno,
non trovo più posto lassù.
Prendi il mio azzurro,
mi ha detto il cielo,
nessuno mi guarda più.
Ricopriti del mio verde,
mi ha sussurrato l'erba,
nessuno mi calpesta più.
Metti nei tuoi occhi
la nostra luce,
mi han detto le stelle,
ci stiamo spegnendo.
Li ho ascoltati.
Ed in me ho riassunto
l'intero l'universo.
Il mio "tu"
Mi basta pensarti
ed ecco che sgorgano
come cascata le parole.
Mi basta sognarti
ed ecco che mi invento per te
ricami di frasi
cucite sui nostri cuori.
Mi basta pronunciare piano
il tuo nome
e sento l'armonia
che si diffonde
in ogni parte
del mio essere donna.
Alba
Mettersi in cammino
con piedi pesanti
dentro scarponi di legno.
Graffiare la roccia
con mani sanguinanti
per raggiungere la vetta.
Sentirsi piccini
dentro scarpe strette
gonfi i piedi.
Ma aperto il cuore
a ricevere certezze
di nuova vita.
Galaverna
Si è fatta poesia stamane
la natura tutta.
Ha indossato l'abito bianco
e si offre a sguardi ammirati.
E non c'è cespuglio
né filo d'erba
che non si sia sottratto
a divenire merletto
come una dama imbellettata.
Su tutto aleggia
l'atmosfera sospesa
di quel soffio di gelo.
Sensazioni
Diversa è oggi
nell'aria
la luce
Un fiore è sbocciato
da una gemma di neve
Ecco
si apre uno squarcio
Dal camino
un filo di primavera
Parvenze di serenità
Vivere
vedendo passare i giorni,
sentirli entrare ed uscire
a frotte
come ricordi
ora tristi ora lieti.
Farli scorrere come sabbia
tra le dita
e poi
sentire in esse
il calore del sole.
Berli
come acqua che fluisce
limpida
dissetandoti.
Stare così.
Per un tempo dilatato
all'infinito
finché
piume di angeli
non ti desteranno
facendoti il solletico.
Amore silente
Non quello che dici
ma ciò che nascondi
rivela il tuo amore.
Quella tua apprensione
che mai apertamente si manifesta
ma che a stento
una voce vibrante d'emozione
cerca di trattenere.
Non il tuo pianto
ma quello sguardo annebbiato
che attende un raggio di sole.
Quelle carezze appena accennate
da mani subito ritratte
E quello sfiorare i miei capelli
sussurrando un impercettibile ti amo
ma affidato a labbra socchiuse.
Per te esser vorrei quel raggio di sole
che trasformi la tua malinconia
in un accenno di sorriso.
E' questo l'amore che fa sobbalzare.
L'amore soffuso, palpitante nell'ombra,
in una meravigliosa sintonia
che nessuna unione di corpi
mai potrà realizzare.
La mia natura
Meravigliosa natura
che mi fai sognare
guardandomi nel profondo,
fino a scoprirmi essenza di te,
che mi fai commuovere
e palpitare.
Meravigliosa natura
dalle mille sfaccettature,
dai colori ora audaci
ora tenui e delicati,
che vedo stemperarsi nel nulla
dell'infinito cielo-mare.
Meravigliosa natura
che per me ad ogni stagione
ti fai bella mutando la veste,
che diventi sinfonia
elevandoti con le tue cime
fino a toccare quella stella.
La mia.
Lunalago
M'avevan detto che
c'era.
Vagava il mio sguardo
ma non la vedeva.
Eppure è soltanto lei una,
a tutti si mostra,
ed incanta.
Con me a nascondino giocava
e dietro quel monte oscurava.
Con tempo inclemente
più volte
cercai quel bagliore d'opale.
Alfin dopo più tentativi
la scorsi salire,
lungo i declivi.
Fu un balzo
e la vidi splendente
passar sopra i tetti d'argento.
La via del cuore
Scegliere la via del cuore
costellata da timidi bucaneve
mentre gelido si distende
su vaste pianure l'inverno.
Sentire percorrendola
come caldo fluisce
il sangue nelle vene
mentre tutt'intorno
è ghiaccio.
Liberare il corpo incrostato
da un plumbeo passato
offrendo il volto
alla luce innevata
di un complice sole.
Quella nostra strada
E rivedo quegli occhi verdi
così dolci, che mi accarezzavano
solo a guardarmi.
E di nuovo riecheggia
ai miei orecchi
una voce lontana
eppure sempre presente
nei miei ricordi.
In queste giornate
di caldi colori autunnali
rivedo il tuo passo
ormai stanco e lento
laggiù su quella strada
visibile dalla mia terrazza.
"La sento, sai, questa salita!",
così ogni volta
nel medesimo punto mi dicevi.
"Lo so, papà, ma ce la farai
con un piccolo sforzo".
Era piana invece quella strada.
E' sempre là.
Son io ora invece
che faccio tanta fatica
a percorrerla.
Senza il tuo bastone.
Distrazione
E' da tanto che non conto più le stelle
né sfoglio margherite.
Apro gli occhi
per richiuderli un istante dopo
E qualcosa di importante mi è sfuggito.
Ma quanti passi ho fatto
senza più cogliere un filo d'erba?
Mi attendeva su di lui
quella goccia di rugiada.
Per farmi sentire
il fresco della vita.
Vita nello sguardo
L'afferro e dopo un istante mi sfugge.
Lei, la vita,
che ti si offre
che ti ammalia e ti incanta
per poi deluderti e farti sentire a terra.
La sento in me
in un alito di vento
nel profumo della pioggia
e del salso del mare.
Ma poi…
un pulviscolo negli occhi
me la fa uscire dal cuore
e lacrimare.
Dove te ne vai vita?
Quando ti cerco nei flash di solitudine
oltre pareti che mi soffocano,
quando poi ti trovo e ti respiro
nell'aria tersa del mattino
quando ti sento e ti accarezzo
guardando gli occhi di chi amo.
Già, gli occhi di chi amo…
Ecco dove sei…
Come ho fatto a non accorgermene?
Ritmo a due
Ritmato l'orologio
ci ricorda il tempo che fugge,
il suo tic tac colma la solitudine.
Ritmati i battiti del cuore,
ora più veloci ora regolari,
segnano armonia d'amore.
Ritmato il ticchettio della pioggia
sui vetri, sul selciato e rami.
Musica che ci accompagna
nelle ore nostre soltanto,
ed i pensieri volan nell'oltre…
dove la mente forse non vorrebbe.
A briglie sciolte volano là
a quel ritmo che, unico, vorresti eterno,
ritmo nato da sintonia.
E' un passo a due,
è il ritmo dell'amore,
in perfetta affinità
in un meraviglioso
duetto di corpi.
Nascita
Nella nicchia di un monte
saluta il giorno il sole
nell'incavo di una roccia
saluta il giorno una cascata
tra le tue braccia
saluta il giorno il mio amore.
Per te.
Mattinata orientale
Prendere tempo.
Perdersi là
tra fiori colorati
di un piattino di ceramica.
Scoprirsi a guardarne
colori e forme
mai notate prima.
Riscoprirsi
in quel portacipria
con custodia punto croce.
Accarezzare ricordi
adagiandoli sul palmo di una mano.
Ritrovarsi là.
C'ero sempre stata.
Ma non me n'ero mai accorta.
E' così.
Ed è così
che tra stormi di gabbiani
su sfondi turchini
e verdi oasi in mezzo ai deserti,
tra uno spicchio di sole
che scioglie ghiaccioli
e dirada nebbie,
tra ali di pipistrelli
e piume d'angeli ...
Così passiamo
o trapassiamo.
Mentre
sbucciando cipolle
versiamo lacrime.
Eternità
Cammineremo mano nella mano
lungo la riva del mare
finché il giorno non prenderà la notte
e cullandola tra le sue braccia
non le dichiarerà il suo eterno amore
Il cerchio della vita
Tutto si ripete,
rinnovandosi.
Ancora una volta sorride
la casa vestita a festa,
d'oro e di luci addobbata,
invitando alla calda intimità
di aliti che lascian il segno
sui vetri appannati.
Mi divertivo da bimba
a tracciare la capanna con la stella cometa.
Tutto si è ripetuto,
rinnovandosi,
da figli ormai cresciuti.
Il cerchio della vita mi rivedrà
forse guidare manine incerte
su vetri che rifletteranno
capelli ormai argentati
ed occhi offuscati.
Ma tutto si ripeterà,
rinnovandosi.
E su tutto scenderà
il biancore di una silente attesa.
Quella della nascita di un nuovo cerchio
In una nuova e perenne vita.
Macedonia
Per te , di me,
farò una macedonia.
Cubetti del mio cuore
immersi nell'amore
Carezze dolci,
come clementine
e baci rossi
come splendenti fragole
Esotici i miei baci
siccome mango e licius
sapor daranno al tutto.
Tutto galleggerà
del mare nell'azzurro.
Con sentimento mangiami.
Dopo aver mescolato.
Attore della tua vita
Lasciati avvolgere dal calore di un caminetto,
diventando anche tu fiamma che riscalda.
Lasciati illuminare dalle luci della festa,
diventando anche tu luce
per chi è nel buio.
Lascia che lo sfarfallio della neve
infonda gioia nel tuo cuore,
sì da trasmetterla a chi è triste.
Lascia che la serenità dei bimbi
ti abbracci,
ricordandoti la tua infanzia.
Diventa attore della tua vita,
prendendola per mano.
Vivila, assaporala,
sentine il gusto,
seppure a volte acerbo ed amaro.
Ma è vita,
sempre.
Ed ad ogni nascita essa si rinnova.
Natale nel cuore
Ti cercavo,
ma le luminarie mi accecavano.
Volevo udire il tuo pianto di bimbo,
ma la musica assordante
mi stordiva .
E rifuggiva il mio cuore
da parole obsolete:
"Ma tu, quest'anno, lo senti il Natale?".
Immersa nel caldo artificioso
di un bagno di folla commerciale,
anch'io pacco regalo,
arrossivo di vergogna.
Ma infine capii.
Non dovevo cercarti,
bensì ritrovarti.
Dentro di me,
dove da sempre dimoravi.
Natale
Addobbiamo l'albero
appendendo ai rami
i nostri ricordi.
Luci
che illumineranno
la notte
della nostra vita.
Individualità
Dentro una campana di vetro
guardiamo il mondo attorno.
Nulla ci tocca né scalfisce
non ci sferza il vento
né bagna la pioggia.
Che soffici e invitanti
quei piumini di neve!
Ma non abbiamo scarpe.
Indenni e a piedi nudi.
Solo il suono
delle ore che passano.
Ma sono nostre.
Solo nostre.
Nel guscio
C'è chi preferisce pareti spesse
e protettive a separé di vento.
Chi sfoggia volti di gesso
per nascondere l'anima.
Chi respira aria di cemento
chiudendosi nel tunnel
del proprio egoismo
senza più cogliere margherite.
E' la quieta disperazione della vita.
Unioni
Oltre la comprensione
umana e la ragione.
qualcosa va.
Incrocio di parole.
scintilla,
per mani che si stringono.
E' un pronunciare
ti amo sempre,
lì a fior di labbra.
Confini del sacro
e del profano
mistero dell' inconscio.
Qualcosa che va
oltre
che sulla terra nasce.
E unisce un uomo
ed una donna.
Per sempre.
Attendendo
Me ne sto seduta in un angolo,
sferruzzando sciarpe e berretti colorati
per chi, laggiù, oltre la finestra,
vive la vita.
Me ne sto qui
davanti alle luci dell'albero
che riflettono volti tanto amati.
Me ne sto qui,
attendendo in silenzio.
Presto giungerà chi,
tendendomi la mano,
mi porterà ad accendere
di luce, insieme a lui,
il mio presepe.
Ricordando la poesia "natale" di Ungaretti.
Vita nascosta
Ce l'avevo, la vita.
Chiusa nel pugno e nel cuore
chiedeva di uscire.
E preferivo nuvoloni
ad un cielo limpido e terso,
un mare in tempesta
ad una quieta superficie lacustre.
Ce l'avevo, la vita.
Quella che ti fa sentire
oltre la quotidianità
trasformandola
in margherite
rosse
e in prati
gialli.
Ce l'avevo la vita.
Dentro.
Ora
è nelle tende della cucina
giallo-arancio
la vita che avevo.
Gli innamorati
Nuvole a raggiera
attorno ad un sole
che si aggrappa al giorno
per non lasciarlo più.
Stelle che danzano
attorno alla luna
che tende la mano
al suo innamorato
per sollevarlo fino a lei
in un carillon d'amore.
(dedicata ai miei figli, impegnati nell'allestimento di albero e presepe)
Rapimento
Un giorno vi racconterò
dov'ero
quando il giallo delle forsizie
mi faceva chiudere gli occhi
o mi incantavo
davanti ad un mare di luci.
Un giorno vi racconterò
perché a volte la mente vagava
persa in un'oasi di nebbia
al canto di grilli e cicale
in mezzo ad un deserto di brina.
Un giorno vi dirò a che cosa pensavo
gli occhi sognanti davanti ad un tramonto
o ad un volo di uccelli migranti
persa in una goccia di rugiada
in una corolla di petali
aperta al primo raggio di sole
Un giorno capirete.
Ero rapita, ero altrove,
ero con lei.
La mia Musa.
Un giorno sereno
Serenità è il viola
di campanelline
ancora addormentate
sul terrazzo,
mentre spazientito
il sole attende
il loro sguardo.
Serenità è chiudere
i nostri cuori
in un unico bacio
ancor fresco di rugiada.
Serenità è forgiare
con le mani una carezza
posandola sul volto amato.
Serenità è catturare
con occhi ancor velati di sonno
un cielo di nuvole rosa,
dipingendo una nuova giornata.
Shining
Rivedere con te
antiche e belle immagini
è riviverle ancora
più luminose.
La nostra strada
Passeggiamo
per le strade della vita,
calpestando ricordi
e tenendo per mano
il nostro futuro
mentre la mente
frulla pensieri
che il cuore cattura
e chiude in uno scrigno.
Parlando del più e del meno
con noi stessi c'è chi ride
se inciampiamo e finiamo a terra.
Tendiamo la mano per rialzarci
ma nessuno la prende.
Bisogna farsi coraggio
e rimettersi in piedi da soli
fermando quella lacrima
prima che esca.
Ecco.
Spunta una fossetta sulla gota.
Ce l'abbiamo fatta.
Futuro
Ti darò il futuro
dividendolo con te
porgendotelo
con mani concave
che tengono il tuo viso
mentre ti bacio.
Te lo farò pronunciare
unendo la mia voce alla tua
respirando un'alba nuova.
Per entrambi.
Impressionismo
Dalla terrazza
Un mattino d'inverno
Un mare in bianco e nero
Lontane
Rosse imbarcazioni
Affondano
Nell'infinito.
Gitana
Davanti a quello scoglio
c'è sempre un uomo.
Cerca una rosa
rosa perduta
nel profondo del mare.
Ricorda quell'uomo
una sera lontana
dei lunghi capelli
musica zingara.
Era festa quel giorno
e balli e vino e risa
dentro gli risuonavan.
Parole a lui sussurrate.
Lambendo lo scoglio,
impetuosa un'onda
gli rese la rosa.
Perduta
e ritrovata
come quella donna
donna gitana.
Dedizione
Dare l’anima,
tenere chiuso nel pugno
un bozzolo di farfalla
per poi aprire la mano
vedendola volare.
Donare amore,
infondendo fiducia
coraggio, tenacia.
Trasformare il brutto anatroccolo
in un bianco cigno,
regale, che fende l’acqua
sfiorandola come un petalo
senza mai toccare riva.
Far sbocciare una gemma
in pieno inverno
macchia rosa
tra la coltre di neve.
E’ amore vero, raro,
prezioso.
Acqua di lago
Lente lente le frasi della sera,
pacate pacate per addolcire
l'affanno del cuore,
dolci dolci le parole
della buona notte,
tenere tenere per placare
tormenti e preoccupazioni.
Benefiche illusioni
che vivificano ,
ritorno a fiabe di un tempo
a filastrocche senza senso
a polvere di borotalco
a gote di bimbi da stamparvi baci
a ricordi e tenerezze senza età.
La casa
Mi sento a casa
quando la tua voce
profonda mi culla
placando l'affanno del cuore.
Mi sento a casa
quando divento un gomitolo
tra le tue braccia,
sciogliendo i nodi del tempo.
Libero e liscio
quel filo di lana
con te intreccio,
gettando le fondamenta
della nostra casa.
La voce
Non smettere di parlarmi, ti prego.
Lascia che io posi il mio orecchio
sul tuo collo sì da sentir vibrare
le tua voce dal profondo.
Una voce che scaturisce dal cuore
come polla di pura sorgente
voce che lenisce, che placa
ogni affanno.
Non spegnere il tuo canto
portato dal vento
per me, solo per me.
Non stancarti di parlarmi.
Lascia che sull'onda della tua voce
io mi adagi lasciandomi lambire
assorbendomi di te.
Ora smetti di parlare, amore,
guardami solo e taci.
Occhi
Colgono gli occhi
quel che voglion vedere.
Scelgono quello
che il cuore
detta loro.
Attratti da un fiore
morente
o turgida gemma
svelano.
Foglia ingiallita,
che il sole ricorda
o la prossima fine.
Colgono gli occhi
quel che detta il cuore.
E' l'anima in loro.
Talvolta tace la mente
offuscata dalla loro luce.
I miei ora chiusi
mentre il mio spirito
dorme.
Capriole
E vidi putti
dai riccioli d'oro
e turchini
far capriole
su nuvole di panna
ridendo di luce
agitando le piume
che nascondevano il cielo
imbiancandolo
di soffice bambagia
ed ecco una scala d'argento
dalla nuvola più gonfia
scesa per riprendere quel giocherellone
che, spingendosi in avanti,
aveva fatto "patapum".
Capriole 2
E putti vidi,
d'oro riccioli e turchini
caprioleggiar
su nuvole di panna.
Rider di luce
ed agitar di piume
celato il cielo avevan,
di soffice bambagia
avvolgendolo.
Scala d'argento,
dalla più gonfia nuvola,
a riprender scese bricconi
che troppo avanti spinti
patapum avevan fatto.
Scrigno
Le parole del giorno
entrano nel cuore
dove palpitano di notte.
Haiku
Parole del dì
Nella culla del cuore
Palpita notte
Tempo di raccolto
Mi avevan detto che la vita ti pugnala
ma avevo il vento che
da dietro mi spingeva.
Mi avevan detto di una certa maschera
usata dalla gente
per nascondere il proprio io.
Ma avevo sempre scoperti gli occhi
specchio dell'anima.
Mi avevan avvertito di stare in guardia
che il momento sarebbe venuto.
Eppure il mattino aveva sempre
un sorriso da regalare
le labbra una parola da donare.
Oggi è nuvoloso il cielo,
piove, le gocce impregnano la terra.
Ma è anche ottobre!
Tempo di semina
E poi…il raccolto.
Risposta
Sei tutto ciò che
chiedevo alla vita
che con te mi ha risposto.
Sei il mare in cui mi ero
immersa
perdendomi.
Ma ora ne sono uscita
ritrovandomi.
Bagnata son ancora
di perché
ma tu li asciugherai
pian piano
con la dolcezza
del tuo amore.
Cielo di carta
In un cielo di carta da zucchero
ho assaporato la dolcezza
dell'aria pura.
Con la punta di una stella
ho solcato la carta
e come avessi una matita
ho disegnato
la mia sensazione
di libertà.
Ride il sole alfine
In corteo
pesanti nuvoloni
nella parata del cielo.
Gonfie, a fatica,
il loro peso
reggono.
Qualcuna scivolando
in un dirotto
pianto scende.
Ride il sole alfine
ed in quel varco
s'insinua.
Evaporan così
gli ultimi sfilacci.
Sorge l'arcobaleno.
Giardini tropicali
Strisce d'argento,
oasi in un deserto blu.
Pescatore di malinconie
di un tempo che fu.
Pistilli che s'offrono
ad un vento leggero.
L'attesa d'un'ape assetata.
Uccelli migranti.,
neri punti,
verso giardini tropicali.
Su tutto la schiuma del mare
in gravide nuvole
condensata.
Senza un perchè
Senza un perché io ti amo
Non dico perché sei interessante
e dolce e tenero
perché mi capisci senza parole
perché i nostri sguardi
si incrociano
al momento giusto
nell'attimo in cui
entrambi i cuori
han qualcosa da dirsi
e lo fanno solo guardandosi
nel medesimo preciso istante
quasi avessero puntato l'orologio.
Senza un perché io ti amo
Non dico perché in te
c'è il riassunto dell'amore
o perché quando mi baci
i miei occhi divengono
laghi di luce
come se il sole in essi si specchiasse.
Senza un perché io ti amo
Non perché le foglie che cadono
mi ricordano il giallo del grano
invece di infondermi tristezza
o una bella nevicata fuori stagione
non perché le gemme che esplodono
palpitano di vita come i battiti del mio cuore
o perché le rondini che a primavera ritornano
portano nel becco
tanti messaggi d'amore per te.
Senza un perché io ti amo
con il linguaggio delle tortore che tubano
delle onde che si accavallano
richiamando galoppi di cavalli.
Senza un perché io ti amo.
O forse c'è un perché.
L'unico.
Senza di te io non vivo.
Profanazione
Giorni mesti
in cui quei fiori colorati
delle più varie forme e sfumature
costituiscono una nota stonata.
E' il momento del ricordo
di chi non è più tra noi
se non nelle labbra
di chi profana le tombe
con parole anch'esse stonate.
Di troppo.
Serriamo la bocca.
Solo occhi e cuore
hanno diritto di parlare.
Entrambi senza parole,
come i nostri cari
hanno diritto che sia.
Nel chiuso della loro dimora
in quelle foto sbiadite
dal tempo e dall'oblio
ce lo chiedono.
Ascoltiamole.
Prima che ci caccino
come i mercanti dal tempio.
La religione
dell'amore
Nel buio di grotte,
alla luce tremolante delle torce,
si ascoltava il verbo del figlio di Dio.
Non c'era sfarzo di paramenti
né vesti preziose tessute d'oro.
Si ascoltava assorti abbeverandosi
alla religione dell'amore.
Le parole sgorgavano semplici
dalle labbra dei primi apostoli.
Sulle pareti di tufo
spiccava l'immagine del pesce,
il simbolo della loro fede.
Mani giunte e inginocchiati,
volti estatici come se vedessero
scendere dall'alto
l'afflato dell'amore divino.
Erano perseguitati e dati in pasto ai leoni
ma lo sguardo era fermo
ed il cuore in festa
perdonando a priori chi, prematuri,
li ricongiungeva al Signore.
Parole di fraternità, di non violenza
di pace tra gli uomini nella nuova religione.
Poi se ne impossessò il potere
e giustificò la guerra.
Sandra Greggio e Lorenzo Poggi
La mano del cielo
In una dolce notte
il rumore delle mie domande
ha riempito il silenzio.
Nel bianco lattiginoso della luna
nel calmo fluire dei fiumi
nel buio odoroso di resina
le risposte.
Su tutto
la mano carezzevole
di un cielo
che fa da tetto
alla mia dimora
quaggiù.
Tappeto d'amore
Ci sarà un giorno
in cui tutti i nostri baci
tutte le nostre carezze
saranno talmente tanti
da non trovare più posto
nella nostra casa.
Li vedremo allora involarsi
rivestendo rami
orfani di foglie
diventare fiori
tra secchi fili d'erba
incappucciare monti
far spuntare gemme
in pieno inverno.
Da ultimo
costruire il tetto
della nostra casa
con un tappeto
d'amore.
Il giorno su una stella
Ho indossato il neonato giorno
portandomelo appresso.
"Dormi", gli dicevo.
Ma insisteva.
Voleva che lo accompagnassi
a conoscere il mondo.
"Dormi, piccolo,
è stanca la mamma".
Ma l'ho accudito
donandogli amore,
fino a quando
stremato dal vivere
non è salito su una stella.
E fu notte
anche per me.
Presente e futuro
Gocce di pioggia
autunnale.
Rosse lacrime
in un rosso melograno.
Piccoli semi
nel terreno arato.
Cuore robot
Illusioni sepolte
sotto una gialla coltre
a ricordo di un sole
appena andato in vacanza.
Emozioni lasciate
dentro ombrelloni
di una vuota spiaggia.
Sogni di desideri
scesi con le stelle
ad illuminare
fiori, mari, boschi
che mai li han espressi.
Ma noi, uomini saccenti,
spiamo scie di comete
scrutiamo il destino.
Noi, protagonisti
della tecnologia.
Noi, che chiudiamo
illusioni, desideri e sogni
in un cuore-robot.
Colore
Aranciato
l'ibisco
salutandoci
regala il suo colore
al cielo del tramonto
per riprenderlo
a primavera
col ritorno
delle rondini
Autunno d'amore
Nella natura
tutto s'appresta
a riposare.
Filari abbracciati
di una rossa vigna
circondano
il mio autunno
d'amore.
Mentre
un guizzo
di tiepido sole
è preludio
di futuro risveglio.
Melodia
Aggrappata
Alla tua voce
Ho visto passare
Davanti a me
I fiumi delle stagioni
Nelle infinite vibrazioni
Del mare della vita
Luce interiore
E' lontana la vetta.
Non ho scarponi chiodati
né attrezzatura adeguata
un passo verso la cima
tanti che mi trascinano giù
E' intricato il bosco
non filtra luce.
Solo quella interiore
mi potrà indicare
il cammino.
Foglia
Sempre più difficile
Rivolgere lo sguardo
A quello squarcio di cielo
Nascosto da nuvoloni bigi
Sempre più lontano
Lo squillo argentino
Di campane che chiamano a festa
Soffocate da mesti rintocchi
Sempre più remoto
Il desiderio di proiettarsi nel futuro
Lasciandosi alle spalle il passato
Sempre più ostacoli
Frapposti ad un amore che urge
Dal desiderio di esplodere
In tutta la sua pienezza
Ma a volte imbavagliato
Desiderio inconscio di rinchiudersi
In una foglia accartocciata
Ma------------------------------------
Non perdendo mai la speranza
Di vederla risorgere dalle ceneri
Come fenice
A primavera.
Passi in avanti
Nati per camminare in avanti
Protesi verso il fondo del viale
Sguardo dritto e limpido
Verso il futuro
Nati per guardare negli occhi
Chiunque ti stia davanti
Senza sguardo bieco o ciglia abbassate
Di chi ha qualcosa da nascondere
Nati per alzare gli occhi al cielo
Godendo del suo sorriso
Delle sue gaie pecorelle
Che pascolano serene
A fatica riusciamo a procedere
Ma la vita chiama
La vita esige, pretende
Di non camminare all'indietro
Solo, ci è concesso di volgere il capo
Dando un'occhiata distratta al passato
Poi, riprendiamo il cammino
Anche se un vento dispettoso
Spingendoci indietro
Ci riempie il volto di sale.
Sogno da vivere
E' comunque sogno
A lungo coccolato
Con la luna nel cuore
Le stelle negli occhi
Lei, corteggiata dal sole
Durante l'intera notte
Tenera e struggente
Contenta solo delle sue calde braccia
Null'altro più.
Solo allo schiudersi
Della tenda delle palpebre
Osò darle uno struggente buongiorno
Lei capì che questo era il suo sogno
Quello da vivere
Facendogli posto accanto a sé.
Nel suo immenso cuore
Nuova acqua
Impronte di altri passi
su antica sabbia
memori di un impetuoso
tempo lontano
che né lacrime né baci
han cancellato.
Collana di perle
nate da tenere ostriche
lunga come la riva
mentre mare e cielo
in un unico abbraccio
pennellavano
indimenticabili momenti.
Teneramente divenuta
bianca spuma
ho pian piano circondato
quella sabbia antica
bagnandola di nuova acqua
sommessa e discreta.
Scala d'amore
Vele gonfie di note
Portate dal vento
Musica che si espande
Che si eleva sempre più
Salendo quella scala
Di accordi di nuvole
Fino alla pallida luna
Desiderosa di nascondersi
Sotto lenzuola ricamate d'indaco
Scala percorsa insieme
Giorno dopo giorno
Notte dopo notte
Fino a rendere
Palpabile
Perfino il sogno.
Arcobaleno
Mi vedo in bianco e nero.
Nel centro della testa.
birbante un bel ciuffetto.
Indica un ditino
la prima candelina
anch'essa ritta
in mezzo al dolce.
Mi vedo in bianco e nero.
Lo sguardo birichino
ricco è d' attese arcobaleno.
Eccolo nel mio primo mare,
nel sole che a sera
accompagnavo a dormire
mentre, con l'altra mano
aiutavo la luna a salire in cielo
Mi vedo in bianco e nero ma …
ora che tutto si può fare
colorerò quella torta
con fontanella a picco.
Quelle attese arcobaleno
guizzanti da un opale
con occhi che han lasciato
un'infanzia in bianco e nero.
Ninfea
Una verità
Forse
Per lungo tempo
Mascherata
In bambole dal viso rosato
In romanzi azzurri
In pure rose bianche
Senza spina alcuna
Ora
A galla
Nell'acqua di uno stagno
Ninfea
Dalle molli radici
Sospesa
Galleggia
Mostrando solo il volto
Dai delicati colori
Pastello
Il cuore in un pugno
Parole che un tempo
ti accarezzavano il cuore
d'un tratto in una morsa
lo stringono.
in se stesso si rifugia
desiderando vivere
del chiarore
riflesso
della luna.
La rete
dell'amore
Non permetterò ad alcuno
di assopire emozioni
or ora emerse dal fondo del mare
non lascerò che vengano imbrigliate
nelle maglie di una rete
Le mani dell'amore l'han forgiata
cucendola così stretta
da non far uscire nemmeno
un battito del cuore
ma solo un rosso sospiro
carpito agli abissi.
Graffiti di pioggia
Lampi attraverso le fessure dei balconi
Graffiti di pioggia tanto attesi sui vetri
Profumo intenso
che annulla il calore del sole
ancora vivo sulla pelle.
Dentro
un'indicibile senso d'impotenza
per qualcosa che non si può fermare.
La perdita di un'altra estate.
Della nostra vita..
Capire
Non chiedere alle persone. "Come stai?"
Domanda che mette in imbarazzo
che blocca ogni risposta sul nascere
o che implica risposte falsate
quasi mai veritiere
interrogativo che spiazza
"Oh, sto benissimo!"
Ma cogli quegli occhi lucidi
che non possono o non vogliono
dirti la verità aprendoti il cuore.
"Sto male, sai, sapessi…"
Ed ecco che diventi fiume
che accoglie acqua che scorre
diventi ricettacolo che custodisce
intimità recondite, da tempo latenti.
Guardala negli occhi, la persona,
intuisci più che puoi il suo segreto
pensa a come reagiresti al suo posto
vestiti dei suoi stessi vestiti
cammina col suo stesso passo
stanco e sfiduciato dalle delusioni
svelto e sicuro di se stesso
immedesimati più che puoi
nella sua anima.
Solo così potrai al termine del giorno
dire a te stesso.
" E sarà dopo l'imbrunire
che nella notte più nera
ritroverò la luce
di un nuovo giorno,
per ricominciare ad amare".
Mare di ghiaccio
Attendo algida alba
per ritrovarti
ancora una volta
in tutta la tua fredda
immensità.
Attendo spiaggia
non contaminata
per lasciare orme
bagnate solo
dalla mia solitudine.
Attendo lacrime pungenti
di freddo azzurro.
Ed io e te
uniti ancora una volta
nella bianca schiuma
d'infinito.
Bilancio
Afferro la mano
del giorno neonato,
alzandomi.
Poi, muovo i primi passi,
da sola.
Per accorgermi
a sera
che non ho ancora imparato
a camminare bene.
Ciclamino (kuklos)
E allora mi son regalata
un ciclamino.
Rosso
Forse perché bisogno avevo
di ridonare
alla parola sensualità
il suo significato
più puro ed autentico
in via d'estinzione.
Mentre lui
mi profuma il cuore
di verdi boschi
Mentre il suo colore
mi tinge le labbra
per una dolce
intimità.
Ed allora l'ho posato
sul davanzale
ad offrirsi
vanitoso
al sole
Lui,
avvezzo all'ombra
timida della resina
e di un grembo
che accoglie
una nuova vita.
Edera
Granitica la roccia
si ergeva
sfidando
ogni forza della natura.
Quante volte su di lei seduta,
a gambe ciondoloni,
rimirando intorno, serena!
Dondolavano i miei pensieri
al ritmo delle gambe
sospese nel vuoto,
ma da lei protette.
Fu allora che edera divenni,
salde affidai alla roccia le radici,
mentre la lunga chioma
affidai al vento
che la sparpagliasse,
assaporando
profumo di libertà.
Climax d'amore
Guardami.
Non vedi nei miei occhi
il sorriso dell'amore?
Le mie labbra socchiuse
in attesa dei tuoi baci?
Ascoltami.
Non senti il mio respiro affannoso
i battiti impazziti del mio cuore?
Toccami.
Non senti le gocce della mia pelle
rivestita di emozione?
Chiudi gli occhi.
Io mi eclisso alla tua vista.
Sono solo scia di impalpabile
borotalco, ma tu la conosci.
Seguila.
Ti porterò laddove l'estate trascolora
in uno struggente autunno.
Nodi d'amore
Ho preso le tue mani.
Sfiorando le tue dita
ad una ad una
dolcemente
le ho accompagnate
tra i miei gonfi capelli.
E poi fu un tutt'uno
di dita e mani e capelli
in esse attorcigliati.
Tanti nodi d'amore
che mi legarono a te.
Per sempre.
Il gioco della
vita
Mi piace giocare con te
sai?
Sei una pazzerella
non c'è giorno che tu sia
ad un altro uguale.
A volte come un bimbo
imbronciata
altre giocherellona
piena di sorprese, ora tristi ora liete.
Quante volte a calci ti prenderei
ma quante altre con te mi vien voglia
di lanciarti la palla
di gettare i dadi
di buttare sulla strada gessata
il sassolino della campanassa
di nascondermi da te
per poi farmi trovare, facendoti cucu
dietro il muretto delle rose di maggio.
Poi, ritornar bambina con te
che da mamma mi fai
che mi hai dato il biberon
e l'orsacchiotto, mentre mi rimboccavi le coperte.
E lasciarmi da te cullare
sentendo nel petto e nelle orecchie
e nelle vene, dentro, sempre più dentro
il rumore ed il sapore e l'amore del mare.
E ringraziarti per essere da me venuta
per avermi trovato e in terra inserita
per voler giocare con me una partita
che né vincitori né vinti deve avere
semplicemente giocatori nello stesso campo
di te innamorati a dismisura
a te disperatamente avvinghiati.
Quale e quanto il tuo potere!
Chi ti può resistere, a te far fronte?
Ci catturi, ci imbrigli nella tua rete.
Noi, tanti pesci destinati ad una diversa fine
ma tutti accomunati da quelle maglie
da cui nessuno vorrebbe mai scappare
perché unico obiettivo è da te farsi amare.
Per sempre
Amarti per sempre.
Però
non sai quanto
non puoi immaginare.
Tu sei
in ogni poro
della mia pelle
In ogni lettera
dell'alfabeto
nell'infinità dei numeri
e spazio
Fin dove
può arrivare il pensiero
io ti amo.
In ogni granello di sabbia
e goccia di mare
io ti amo.
In ogni foglia
e petalo di fiore
io ti amo.
In ogni cristallo
di neve
io ti amo.
E quello che resta
lo metto sulle mie labbra
per fartene dono.
Un bacio.
La vita intera.
Senza stagione
Quando vedrai le prime
foglie cadere.
Coglile.
Le mie vene nelle loro nervature.
Quando tutto un tappeto saranno.
Sdraiati,
Il mio corpo ti attende.
Quando stecchiti rami imploreranno il cielo.
Afferrali.
Le mie braccia tese verso di te
.
Nulla ci importerà del sole ormai pallido
E' sempre primavera.
In noi.
Lo scambio
Piena, perfetta nella sua rotondità
guardava intensamente quell'aiuola
tonda, tonda, come lei, fulgido astro.
Che voglia di scendere
almeno per una volta,
scambiando le parti.
Che pena! Che noia!
Sempre lassù, nel cielo!
Mi inventai un sogno e i ruoli invertii
Ed ecco, un'aiuola di neve bianchissima
con un maestoso pino al centro
quaggiù, sulla terra.
Ed ecco, un perfetto prato rotondo
luccicante di stelle
che vi posarono il capo,
lassù nel cielo.
Sera
Stanco si addormenta il mondo
avvolto dalla coltre della notte.
Riposa, caro, sotto le ciglia chiuse
distendi la curva schiena dei monti
chiudi le corolle dei fiori
Veglia una mamma sulla culla del bimbo
nella stanza di borotalco
Veglia una donna sola
rimpiangendo un bacio non dato
Veglia un infermo
catturando le ultime stelle
Lunga o breve che sia, la notte sfumerà
in un'alba splendente
E dare il buongiorno
sarà rinascere ogni volta
dal buio della notte.
Preludio
Si parla, si scherza
ridenti gli occhi
Attesa,
che vorresti infinita
per assaporare
quel momento,
il momento.
S'incupisce lo sguardo
ricomposte le labbra.
Preludio.
Di quel bacio
intriso di sapori
bagnato di schiuma
caldo di sole.
La casa sulla scogliera
Non temere, mio amore,
di osare la parola futuro.
Verrà il tempo in cui
per sempre
nero ed indelebile inchiostro
Diventerà realtà.
Stabile dimora in una casa
su una scogliera a picco sul mare
Lungo la rena
inframezzate
a voli di gabbiani
le mie impronte affiancate alle tue
dal vento baciate.
Nessuna onda mai cancellarle potrà.
Riflesse sullo specchio del tempo
le mie e le tue rughe
che anni di attesa han scavato
su volti finalmente ritrovati
e per sempre uniti
come voci che insieme ora
s'alzano verso il cielo.
Insieme.
Senza timore alcuno
Dedicata alle Donne
Al tempo di Beatrice, con un sorriso, il mio amato avrei fatto svenire
rendendolo non più in grado di verbo alcun proferire.
Se Laura fossi stata, anche per il mio aspetto fisico sarei stata notata,
creatura non sol spirituale ma anche terrena e di pene d'amor dispensatrice.
A ciò invece non pensava Fiammetta che, fiera del suo nome, gli animi
incendiava.
Venendo avanti nel tempo gentil donzella incontro, Angelica la bella,
in grado addirittura di togliere il senno al prode paladino,
anche se più in armi che in amor dalla sorte baciato.
Vestita d'armatura, ahimè, per lei fatale, ecco Clorinda, che però morendo
dal suo amato Tancredi rinacque con battesimo a nuova vita.
Dopo una sosta tra le ninfe d'Arcadia, se al teatro mi fossi dedicata,
ecco l'avvenente Mirandolina nei cui panni
mi sarei calata per intrattenere platea altolocata.
Or in dame di cultura e d'amor ispiratrici m'imbatto:
chi da cavallo caduta, chi da malattia guarita,
Luigia ed Antonietta, entrambe in mirabil stile celebrate.
Chi scegliere poi in pieno '800 tra tante donne di salotto
nonché di vita quotidiana?
Silvia precocemente scomparsa o Lucia, di gran fede e fermezza dotata?
Mentre ad una donna della statura di Gertrude
nemmeno paragonarmi oso sia nel bene che nel male.
Tante ancor degne sarebbero di citazione
Ma, per finire, anche un uomo è giusto menzionare.
Non uno a caso, ma uno che di loro certo s'intendeva
e che, se a Beatrice, Laura, Silvia o altre ancora assomigliassero
poco importava, anche se ad Eleonora il cuore suo donava.
(Avvertenza: "poesia" da leggere per puro divertimento; pregasi di non tenere
in alcun conto la forma. Meglio. Grazie).
Il mio libro
Ho nel cuore un libro.
Tante le pagine
ma varie per inchiostro
colore e calligrafia
pagine rigorosamente
scritte a mano
a volte ferma e sicura
altre tremolante
ma nessuna con una tastiera.
E' il libro del cuore
dei sentimenti e delle emozioni
che rifuggono dalla tecnologia.
Ho nel cuore un libro
Con delle macchie
alcune frutto del tempo
altre di gocce che son cadute
e mai si sono asciugate,
ma nessuna pagina è da strappare
ognuna è una tranche de vie.
Chiunque lo può leggere
tranne alcune pagine
quelle scritte a ritroso.
Sedici anni
Scivolo sulle note
di una canzone
spolvero un vocabolario
inciampo sulle zampe
di un delizioso cocker
mi ritrovo una chitarra
in un treno di ricordi
gita di classe
una discesa sugli sci
una rovinosa caduta
due occhi innamorati
che ti rialzano
in un battibaleno
non tocchi più terra
vedi solo lui
il tuo primo amore.
Desiderio avverato
Se tu fossi il mare
amore mio
sarei la sabbia
che lungo la riva
da te si lascia lambire.
Conchiglia che ti racchiude
nascondendoti
dentro il suo corpo.
Se tu fossi il sole
a te nel mio candore
mi esporrei
per diventare dorata.
Ma tu questo sei.
Ogni volta che mi stringi
sei il mare in cui mi perdo
ogni volta che mi accarezzi
sei il calore del sole
che mi avvolge.
Sei di una stella cadente
il desiderio avverato
in quel bacio che illumina
le mie labbra in attesa.
Di te.
Eppure è amore
Eppure è amore.
Anche se le carezze si posano
sulla tua pelle
sol con lo sguardo velato
mentre le labbra
il tuo cuore succhiano
portandolo dentro di sé.
Eppure è amore.
Ancor più profondo
perché nulla pretende,
tranne donare e donarsi.
Eppure è amore.
Fatto di mille attenzioni
e premure
raccolte sulla federa fiorita
del cuscino.
Eppure è amore.
Espresso con voce pacata
ma densa di segrete, represse emozioni
affidate a vibranti petali
di una rosa rossa.
Sì, è amore.
Ammantato da una struggente melodia
che unisce corpi che si sfiorano
mentre percorrono lo stesso viaggio
tenendosi per mano.
Perle bagnate
Stamattina ho indossato
la mia collana di perle.
Si è fatta sera, ora
ma non le trovo.
Le ho perse tutte
ad una ad una
dai miei occhi.
Cuore blu
In te, una semplice maglietta
ma col profumo del desiderio
una sintonia di sguardi d'oltremare
d'indaco rivestiti.
In te parole mai esistite
inventate solo per me
come corde di violino
tasti di un pianoforte
parole da far vibrare i sensi
fino a tingere di blu il cuore
come cielo trapuntato di stelle.
In te quell'attimo di follia
di lecita trasgressione
che trasforma case in castelli
coperte in tessuti di broccato.
In te filigrane di coralli e perle
guglie di merletti
elevate al cielo
come braccia alzate dopo una rosa rossa.
In te nuvole di spuma
prati viola profumati di lavanda.
In te fughe repentine
dove la realtà cede il posto al sogno.
Il mio.
Per amore
Ho reinventato per te la realtà
ho vestito di sogni i tuoi abiti
ti ho blandito con la musica
della mia voce.
Per amore, solo per amore.
Ho costruito un pennello
con fili dei miei capelli
per colorarti il risveglio
ho soffiato bolle di sapone
a forma di cuore
con scritto il mio nome.
Per amore, solo per amore.
Ho chiesto al sole
di illuminare le tue giornate
alla gocce di pioggia
di trasformarsi in fiori.
Per me, soltanto Speranza.
Io
Luna che nuota nel mare
Fulmini che incendiano il cielo
In un'alba imperlata di rugiada
Affacciata alla finestra
Mi sento in armonia con l'universo.
Dagli occhi al cuore
Il mare finalmente ho visto
fin nel profondo
quel segreto
che agli occhi altrui lui celava
quel colore di cui geloso è assai
ma che non poteva più a lungo
ai miei occhi camuffare
Non più
spalancati li tenevo
per carpirgli quel verde
inconfondibile
difficile da definire
irripetibile
Anche in occhi come i miei
che, a seconda del cielo
o del mare, cangian colore
Alla fine, ha vinto lui
col suo luccichio
Li ho socchiusi
sottraendolo alla mia vista
Ma ecco
seppure con le palpebre abbassate
visioni passavan
erano flash di luce
erano cerchi, bagliori
di una pupilla
impressionata
Attraverso le ciglia abbassate
quel mare franca non me la fece
perché dagli occhi
lo trasferii nel mio cuore
ove rimase.
Per sempre.
L'attesa
Riempirò l'attesa
con confetti di nuvole
che fan la corte al sole
gongolandosi nel vento.
Conterò i minuti
sdraiata a contare stelle
che poi nel nostro sorriso
brilleranno.
Conterò del pendolo
i rintocchi
che batteranno nei nostri cuori.
Riempirò l'attesa
scordando i ricordi
per sostituirli
con quelli
che dai nostri corpi
intrecciati
nasceranno.
Io ci
sarò
Quando il cumulo di pensieri
incurverà le tue spalle
quando con gli occhi velati
immaginerai l'oltre
dopo il tramonto
e più nulla ti dirà
una nuova alba.
Sarò il fuoco nel caminetto
che distenderà le tue rughe
riempiendole di calore.
Io ci sarò.
Quando le giornate si accorceranno
e il giallo delle messi
si incarnerà in dorati grappoli
di filari abbracciati.
Sarò il vento che spazzerà via
mulinelli di ricordi
coriandoli impazziti.
E mentre cadono le foglie
ad una ad una per te
le raccoglierò
sì da riempire le nostre impronte
unite
lungo la riva del mare.
Gigi me
toca
Mama mama,
Gigi me toca.
Tocame Gigi, tocame Gigi.
Mama mama ,
Gigi me toca .
Tocame Gigi tocame qua.
Ma Gigi spissega
invese de tocare.
Ti dighelo a to mare,
ti dighelo a to mare.
Ma Gigi spissega
invese de tocare.
Ti dighelo a to mare
ca te go anca pisegà.
(libera riduzione di canzone popolare veneta che, comunque, è presente in
tutte le regioni d'Italia)
Sognando sulla nostra Terra…
Eliotropio
E' un grande girasole
La terra
Senza gambo né radici
È tutta testa
Ma
L'ha persa per Elio
Muovendola solo per lui.
Inversione di rotta
Gira e gira
sempre
nello stesso senso
Che noia!
L'altalena adorava
da tempo la voleva
con tutta se stessa
la desiderava
Un elastico, ecco!
Da un polo all'altro
quanto si diverte, ora!
Dondola avanti e indietro
come un pendolo.
Felice.
Essenza
Avvolta da una nuvola rossa
Sospinta da una carezza di vento
Divenni eterea, impalpabile
Volai nell'ineffabile.
E fui cielo, fui mare, fui acqua,
fui gabbiano.
Fui donna
Capita
All'improvviso.
Nel bel mezzo di una spesa
in un anonimo
centro commerciale
soffocante l'aria.
Capita
lo avverti dentro te
ma non riesci a dargli un nome
annaspi nel vano tentativo
di definirlo.
Inutile.
Solo sentirlo puoi.
Scritto su marche di detersivi,
nel chiuso di luci al neon
che ti tolgono il fiato
ecco, un viola di pervinche,
lo catturi, è tuo,
è lui, il respiro del mare.
Ed in lui, rivivi
una perenne giovinezza dello spirito.
Contrasto
Seminavo impronte
su grigio asfalto
ma eran leggeri
e al vento si donavan
i miei capelli.
Una cascata d'oro e di perle
rigava il cielo,
lacrime di sole e luna,
ma su di loro
si posavan rendendoli lucenti.
Sentivo musiche stonate
giungere da lontano,
ma eran canto soave
di angeli che le loro ali
su me stendevano.
Seminavo impronte
ed in buchi su grigio asfalto
si trasformavano,
ma di fiori e frutti li colmavo
per un sontuoso banchetto.
Spuntava l'alba di un nuovo giorno.
Sul mio sudato cuscino
l'impronta di un sogno,
da cancellare con un'onda
di salato pianto.
Il mio tempo
Da tempo ormai
non scruto più l'orizzonte
né ascolto ipocrisie
di maghi o indovini.
non leggo oroscopi
che sfornano
fallaci ed ingannevoli
previsioni di felicità
e benessere a buon mercato
per sfamare disperazioni
o rabbie represse.
Da tempo ormai
non preparo alla sera
i vestiti per il mattino.
So che quando mi alzerò
il mio futuro avrà il volto
di quel giorno, con quella voce.
E di lei mi vestirò.
In qualunque stagione.
E con qualsiasi tempo.
Libero arbitrio?
Mettiamo una tessera ogni giorno
nel mosaico della vita.
Nessuno può aggiungerne
più di una.
Tutti possiamo guardare
e riguardare
quelle già inserite,
ma mai cambiarne
la disposizione
né toglierne.
Piccole cose
Vorrei tanto nella quotidianità
qualche piccola follia.
Una rosa inaspettata
che con il suo colore
profuma la stanza,
un'improvvisa carezza
posata furtiva sui capelli,
uno sguardo d'intesa
più loquace di tante parole,
un bacio con lo schiocco
da figli che ormai guardi
con la testa all'insù.
Che siano proprio follie?
O desiderio di un affetto
che mai deve essere scontato?
Speranza
Voglio credere ancora
in uno sprazzo tra le nubi.
Là gli occhi dei miei figli.
Un cirro rosa ed uno azzurro,
portati dalle cicogne.
Voglio credere ancora
in una luna coi fili d'argento,
una futura nonna,
mamma di un tempo
con biberon e bagnetti
profumati di borotalco.
C'è una stella in quello sprazzo.
In lei mi piace immaginare
un seme un tempo gettato
che si perpetuerà
nell'arcobaleno del futuro.
Forse uno di quei colori
l'avrò dipinto io.
Ricordi
Passeranno questi giorni
densi di ricordi impietosi
nascosti in campi di spighe
che coloravano,
con fiordalisi e girasoli,
quel cuscino d'oro
posto sul legno destinato
all'ultimo saluto.
Passerà l'afa soffocante,
la stessa che impediva
alle sue ultime parole
di pronunciare il mio nome
tanto amato e ripetuto fino alla fine.
Non dovrà più ripetere
un tragitto di andata-ritorno
la mia macchina ansimante
che inghiottiva chilometri
di lacrime represse
in un cuore rivestito
di un camice bianco.
Lo stesso che chiuse
quei verdi occhi.
Per sempre.
(In ricordo di papà, mancato il 28 luglio 2009)
Poesia silente
Non ha più voce la mia
poesia.
Eppure, mi sorride il mondo
mi allieta l'amore.
Ma stanca lei si sente
parole trite, usuali teme,
immagini banali, più volte sfruttate
la natura tutta sembra annoiarla,
muta, sembra nulla abbia più da dirle.
Allora un po' di silenzio le impongo
tacitamente per mano la prendo
sussurrandole "Riposa, riposa,
non avere fretta, fai silenzio, medita,
tornerà il tuo momento
già da domani, forse,
con la vita di sempre,
con le parole usuali".
Ma con un nuovo modo di pronunciarle.
Sogni nelle
scarpe
Attraverso la vita
in bilico
tra scivolosi ciottoli
di un torrente.
A volte, sento il fresco
dell'acqua limpida,
altre mi immergo
nel molle fondo.
Sento la terra sotto i piedi
ma gli occhi rivolgo al cielo.
Tengo saldamente in mano
le mie scarpe
ma non posso indossarle.
Son piene di sogni
che mi servono
per proseguire il cammino.
Il bacio di un
sorriso
Ritroviamo un sorriso dimenticato
perso nella ragnatela dei pensieri
incastrato negli scogli viscidi di alghe
chiuso in una conchiglia.
Ritroviamo un sorriso che ci fa bene al cuore
che non aspetta altro che vedere il sole.
Poi, una volta recuperato,
baciamolo con labbra salate
sfioriamolo con le dita
chiudiamolo nella nostra mano
per portarlo con noi
ovunque andremo.
Amanti
Nasconder non si possono
gli amanti.
Insieme si risvegliano
in un'alba ricca di promesse.
Insieme i loro sguardi
convergono
nel rosso del tramonto
nel riverbero della sua luce.
All'unisono è la loro voce.
Nella melodia delle onde,
nell'urlo d'amore del gabbiano,
nel tubare sommesso delle tortore,
il sonno li coglie avvinghiati,
coperti dal mantello della notte.
Due stelle come guanciali.
Non conoscono solitudine,
gli amanti,
perché i loro pensieri
nell'etere si intrecciano.
Indissolubili nodi
che nessun marinaio
sciogliere potrà.
Ninna per Gio
Un ciucciotto di Bacardi,
ora che s'è fatto tardi,
ti darà quel godimento
toglierà ogni lamento.
E potrai sognar sereno
come fosse luna al pieno
e vedrai tanti angioletti
svolazzare sopra i tetti.
Così certo dormirai
e bei sogni tu farai.
Volerai sopra le cime,
comporrò per te mie rime
che tu in prosa tradurrai
perché è questo che farai.
Fai la ninna fai la nanna
al risveglio avrai la manna,
sarai dolce e riposato
senza dubbio rilassato.
Tutti allor ti apprezzeranno,
per te in quattro si faranno.
Con lo schiocco arriva un bacio,
non pensare ad un mendacio,
ch'è sincero ognuno vede,
sol d'amarti ti si chiede.
Il rumore del
mare
Lascia che il mare
ti entri nel cuore quando sei triste.
Riempi di lui ogni parte di te
fino a sentirlo scorrere nelle vene
respirato a fondo.
Mare che calmi l'angoscia
allontanandola verso l'orizzonte.
Mare che mormori parole
che lascian il salso
su labbra protese
a raccogliere baci bagnati di te.
Mare che ci fai dono di conchiglie
quali scrigni
che racchiudono perle preziose.
La tua voce. Irripetibile.
Voce che lenisce sofferenze
affidate a gabbiani
che lontano
su scogli inaccessibili
le depositeranno.
Per sempre
Ode al gatto
Adoro i gatti
quando per tetti van quatti quatti.
Adoro la loro innata indipendenza
perché del padrone posson star senza.
Adoro la loro sinuosa eleganza
quando su un cuscino rendon elegante la stanza.
Adoro la loro regalità
perché, fin dal tempo degli Egizi
considerati eran una divinità.
Adoro degli occhi quella fessura
che, specie in chi è nero,
incuter può paura.
Adoro lor mossa felpata
quando ti vengon vicino
facendoti un'improvvisata.
Adoro la lor discrezione
quando, seppur di coccole vogliosi,
in braccio non fanno incursione.
Adoro affondare le mani mie
in quell'ammasso di pelo
rimedio prezioso alle miei malinconie.
Adoro guardarli mentre dormon placidamente
con una zampina negli occhi
per difendersi da un sole ardente.
Adoro guardarli nella loro completa immobilità
quando aspettan la loro preda
che scampo alcuno avrà.
Adoro vederli col muso per aria, ad occhi sgranati,
a inseguir farfalle, zanzare o ad altri insetti
carambolando per tender loro agguati.
Adoro lor unghie affilate e così ben curate
Ma che prudentemente vengon usate.
Ed ecco, alla fine, una gran verità:
se solo volessero del mal ci farebbero.
Soltanto se a loro un torto si fa
in prepotenza cambiano
amicizia, modestia e bontà.
L'inizio del giorno
Con scie luminose
catturate al mare
intreccio la trama
del mio giorno
con sfondo di nuvole rosa.
Dondolo sospesa su un'amaca
e il giorno che si schiude
cospargo di petali di fiori
che or ora aprono gli occhi.
Catturo gocce di rugiada
che profumano di primavera.
E così inizio a scrivere
la mia ventata giornaliera.
Il sacrificio
Sfreccia veloce,
su strade di asfalto rovente.
Spinta dall’euforia di svago,
di meritato riposo.
Garrule voci di bimbi.
Risate di adulti.
Ma, ecco…
Improvvisa una sosta.
Furtiva, rapida.
Poi…si riparte.
Ma…con un passeggero
in meno…
Uno che parlava
solo con lo sguardo.
Uno che ora, invano,
cercherà un nuovo padrone,
a cui donare la sua vita.
Rosa invadente
Folgore improvvisa
trasformò giornata come tante
in radiosa
rosa splendente
tutta da cogliere
e assaporarne il profumo.
Tuoni e saette
aprirono un varco
dentro un cuore titubante
ansioso e insicuro.
Campi di lavanda
riempirono i miei occhi,
scogli appuntiti,
vette a toccare il cielo.
Squarcio di oasi in deserto
assetato di acqua limpida.
Ebbi così certezza
del suo amore.
Cadde la benda
vidi l'amore.
Le orecchie occluse
si aprirono
per la suadente voce.
Teneri d'acquarello colori
audaci diventarono
e , fiore tra fiori,
rosa rossa invadente
diritti vantò sul mio cuore,
permeandolo d'amore.
Capolavoro d'amore
Una nota ed a te corre il pensiero.
Una canzone e di te mi riempio il cuore
Aumenta il volume e con lui il desiderio.
Si distende intera una sinfonia
che occupa tutto intero il mio corpo
tesi i nervi come le corde di un violino
pronte per essere pizzicate dalle tue mani.
Nella consapevolezza che è nato
un capolavoro d'amore.
In
una ritrovata solitudine riempita solo di me
annaspo in cerca di parole per far poesia.
Ma la musica tace.
Vano ogni sforzo di esprimere
questo stato di grazia e di pace interiore
prima mai provato.
A chi dire grazie?
Alla vita che me l'ha tenuto in serbo fino ad ora.
Vita che tante sofferenze mi aveva riservato.
Ne avrò di certo ancora ma temprata le affronterò,
proteggendo anche me stessa.
Solo così potrò affrontare la clessidra del tempo
e trovare in me la forza per capovolgerla,
affinché la sabbia continui a scorrermi tra le dita.
Incantesimo
Mi piace quel tipo d'amore
che non ha più il senso né del tempo
né delle ore, che sbaglia il nome del giorno
perché vive solo di quel che vuol
vedere a lui intorno,
che si crea una sua realtà
che con nessuna coincide
in verità, perché nutrita
sol di ciò che il cuore suggerisce
mentre tutto il resto sparisce.
Adoro anzi dell'amore
quella versione
che da lui esclude
dello spazio e del tempo
la comune concezione
che sulle nuvole se ne sta
ben protetto e custodito
dalla triste realtà,
che si inventa fole e fiabe
e racconti di maghi e maghe,
che vive in un castello
con tanto di fantasmi
di dame e di cavalieri con il mantello,
che passeggian in fatati giardini
innamorati come bambini.
Adoro insomma si è capito
essere dentro di me
a volte come una bambina,
che non si vergogna
di inventare una simil poesia
per iniziare un giornata
una volta tanto
di splendida follia.
Rivincita
Ti riprenderò, ingrato tempo,
troppo svelto a me sfuggito
come sabbia di clessidra,
lunghe volte capovolta!
Quella sabbia, lentamente,
simil a sottile pioggia,
verso il fondo discendeva
e speranze non lasciava.
Oggi è tempo ormai di sole,
di frinire di cicale.
Oggi coglierò conchiglie,
naufragate in riva al mare.
Poserò alfin miei piedi
sopra impronte tanto amate
esistenti sol da ora,
nel mio mondo un po' distratto.
Basteranno pochi istanti
per richiuderli per sempre
in conchiglie luccicanti
da donare, con amore,
a quel generoso mare.
Spine
Roco il canto delle cicale
sovrastava il delicato
tubare delle tortore.
Afa soffocante mischiata
a volute di fumo
simili a soffi di leggere nuvole.
Parole di rose un tempo
profumate di baci e carezze
divenute ora spine
di fredda lucidità
Un viale prima alberato
ora un deserto.
Solo un'eco la voce un tempo
suadente e carezzevole
specchio di un cuore ora fantasma.
Ma quando si ama
tutto viene compreso, perdonato.
E mano nella mano, passo dopo passo,
ecco lo sguardo che si unisce
guardando lo stesso cielo,
il cielo del nostro futuro.
Goccia di speranza
Quanti pensieri al mattino!
Si rincorrono a frotte,
allegri, festanti, gioiosi.
Fan capriole sui prati
accarezzano i fiori appena nati
inseguono farfalle colorate.
Dolce il risveglio, con un sorriso
beneaugurante, con il desiderio
di far partecipe chi ti è attorno
della tua speranza nelle promesse
di un nuovo giorno,
Ma a sera ecco giungere
da lontani monti innevati
laggiù all'orizzonte
un non so quale malinconia
un rimpianto per ciò che non si è fatto
per quel di più che si sarebbe voluto fare
Si spengono le luci degli occhi
sotto la coperta delle ciglia
coltiva il cuore quella sottile nostalgia
al tepore del corpo stanco.
Ma la stanchezza è quella di aver donato
di aver contribuito ad un sorriso
di aver allontanato, soprattutto,
da chi ami un mattino che aveva il sapore
di un pessimismo senza perché,
di una sofferenza senza risposta alcuna,
di ricordi amari, senza più capriole
né oasi di refrigerio in cui dissetarsi
né illusioni, seppur effimere,a cui appellarsi
e di cui fare ragione di vita.
Ma ecco, son solo sopiti per l'arco di una notte
l'amore, la bellezza, la natura, gli affetti.
Torneranno il mattino dopo
ad animare un altro giorno, unico
irripetibile, a proclamare
la vittoria incontrastata
della più grande ed eterna illusione,
la Poesia, che resiste a dispetto del tempo
e che nemmeno la morte sconfiggerà.
( E' stata scritta di getto e mi rendo conto che ciò avrà un'inevitabile
ricaduta negativa sul ritmo e gli accenti e quant'altro, ma la dedico di
cuore a tutti i Sitani ed, in particolare, al nostro Lorenzo. Grazie.).
Turgida gemma
Turgida quella gemma,
al sole del calore,
di mostrarsi attendeva.
Propizia la stagione
intanto trascorreva
e lei di non aprirsi
fortemente temeva.
Ma venne un temporale,
scomparve da quel viso
il dolce suo sorriso.
Tempo più allor non ebbe
che di grandine un chicco,
senza neppur volerlo,
travolse quel suo volto.
Per sciogliere quel freddo
giunse nel tempo giusto
del sole il pentimento.
Su quel gelido chicco
suo calore riversò
in acqua ed in vapore
in breve lo trasformò.
Sbocciò così quel fiore,
omaggio alla natura
e a forza dell'amore.
Eco di vita
Una soffitta polverosa di ricordi
in foto ingiallite dal tempo.
Ragnatele che formano ricami brinati
di sguardi in volti a stento riconoscibili.
ma a me tanto cari ed amati.
motivo di vita, sangue del mio sangue.
In loro la continuità di principi e valori
in me radicati e mai rinnegati.
Un soffio di vento un velo
di parole polverose solleva.
Mi si posa lieve quel pulviscolo
baciato da uno spiraglio di luce
che quel passato fa rivivere.
Un suono lontano di campane mi desta,
mi sussurra che un compito mi spetta.
Sii l'eco di quelle voci e vai per il mondo
donando testimonianza d'amore e di vita
Impronte
Impronte d'ogni tipo
sul cielo han lasciato
i nostri sogni stanotte.
A ciascuno il compito
di trovare le sue.
E, una volta indossate,
camminare
nella vita
per realizzarli.
Tutto
inutile
Mi puoi dire che è troppo,
il mio amore, che supera il tuo
ma non si misura, l'amore.
Mi puoi dire che ti idealizzo
che ti metto su un piedistallo
che quella frase, l'amore è cieco,
è trita e ritrita, consunta dall'uso, ammuffita.
Ma che dolce avere occhi bendati
e lasciar spazio ai sogni, all'immaginazione!
Più parli, amore, più ti svaluti,
più cerchi argomenti a tuo sfavore
umilmente amandomi,
più aumenta in me la fiamma.
L'acqua non serve a spegnere l'incendio.
Non puoi opporre resistenza alcuna.
Più punge una rosa e più emana profumo
e vieppiù la desideri
in tutto il tuo corpo.
Di tale profumo mi sono imbevuta,
son passata per strada
lasciando dietro me
una scia,
quella dell'amore.
Quando
E quando un peso
il petto ti opprimerà
cerca in te la forza
per sollevarlo.
Chi meglio di te
cause e natura ne conosce?
E quando i tuoi occhi
gonfi saranno di acqua salata
asciugala col tuo coraggio.
Chi meglio di te
ne conosce fonte e sorgente?
Fiato di vento contrario
i consigli altrui.
Solo uno il vento
che da dietro ti sospinge
verso la vetta.
Quello di chi ti ama davvero
che ti tende la mano
che apre il suo cuore per te
che nulla pretende in cambio.
Esiste, questo vento, esiste.
È lui che ha ispirato le mie parole.
Si chiama amore.
Senza
te
Senza te, avrei guardato
quel sole rosso
che si tuffa nel mare
ma non avrei visto in lui
i petali di quella rossa rosa
sparsi sul mio corpo.
Senza te avrei ascoltato
quella melodia dolce
ma non l'avrei udita
pulsarmi nelle tempie.
Senza te, avrei sentito
il profumo della vita
ma non sarebbero uscite
stille da ogni poro della pelle.
Senza te, non avrei vissuto,
sarei solo sopravvissuta.
Temporale
d'amore
Ti penso
stesa sul letto
mentre ogni goccia di pioggia
in un bacio trasformo.
Ed alla pioggia mi concedo,
lasciando che mi inondi
mentre quei baci
affidati al vento
carezza divengono.
Unico e desiderato riparo
le tue braccia
spumose nuvole
che sempre mi accolgono.
E i tuoi occhi son ora
fulmini che mi saettano
Ed i vestiti inzuppati
intravedere lasciano
un tiepido raggio.
Ma forse non basterà a sciogliere
quei due chicchi di tempesta
spalancati
su un temporale
d'amore.
Lo scialle
Vorrei lo scialle delle tue braccia
alla sera
quando l'umidità mi penetra.
Vorrei il velo delle tue carezze
per proteggermi da insetti.
Vorrei il segno delle tue labbra
per render rosate le mie guance.
Vorrei il tuo corpo su di me
abito per coprire nudità.
E su tutta me stessa
una cascata d'amore
con lo scroscio
della tua voce.
Petalo di vita
Intinsi i miei abiti
nella soffusa malinconia
di un nuovo giorno
profumato di tiglio.
Baciata dal sole
tolsi dalla mia margherita
un altro petalo.
Un altro amore
Esiste un amore diverso da quello del corpo
dei sensi che desiderano essere appagati
di un cuore che reclama, che esige,
che pazienza non conosce, che pretende.
Esiste un amore diverso da quello
che coglie solo l'attimo che viene
che poi rimane con la gola asciutta
arsa, con più sete di prima
con un senso di insoddisfazione che mai si placa.
È l'amore di chi ama con discrezione
di chi il tuo bene e la tua serenità desidera
di chi ti conosce anche senza vederti
cogliendo il tuo stato d'animo
dal solo tono della tua voce
amata e conosciuta in tutte le sue sfumature.
È l'amore vero, autentico, riflessivo
pacato, mai adirato, che consiglia
che goccia dopo goccia appiana contrasti
che fa sorridere perfino una lacrima
che scioglie nodi che ti chiudono la gola.
È l'amore di chi ama, senza contropartite
senza chiedere nulla in cambio.
Se non che tu stessa capisca che solo questo
è il vero ed autentico amore.
Il cielo reclama
Stanchi son gli occhi del cielo
dipinti di vari colori
da improvvisati pittori
con falsate tavolozze.
Del rosso di amori di passione accecati
del sangue di stragi e di guerre
del nero della disperazione
del verde di vane speranze,
pietosi alibi ed utopie
quali panacea ad ansie e paure
a volte immotivate.
La sua libertà reclama
quell'azzurra stoffa lassù.
Un invito rivolgere vorrebbe:
"Fate un po' silenzio, marionette impazzite
di una matassa ingarbugliata!
Guardatemi negli occhi!
Di un colore solo mi vedrete,
quello del vero amore e della serenità".
Messaggero
Si rincorrevano
saltando allegramente
con capriole e a balzelloni
carambolavano felici
"Prima io"
"No, via tu, c'ero io".
Alla fine l'ebbe vinta
il più piccolino
tanto furbetto,
in barba a tutti.
Balzò sul tetto
entrò dalla finestre
e fece un balzo.
Raggiunse la sua bocca
disse: sono il bacio
vengo
da lontano per te
e porto un'ambasciata.
Ti porto l'amore d'una donna
di te innamorata
non mandarmi via.
Ti vuole bene e con te vuole restare.
dimmi soltanto la risposta da dare.
I baci della luna
Mi arrampicai fin lassù,
poi, rannicchiata
in quell'alone soffuso
nato dal suo respiro,
mi lasciai cullare
con il capo dolcemente posato
sulle sue candide guance.
Catturai una goccia
e, portatala alle labbra,
sentii il sapore di tutti i baci
degli amanti.
Perché
Stelle graffiate
dai nostri perché
impertubate
illuminano
la buia notte
di un'umanità
senza risposte.
L'augurio
di papà
Proteggevan le mie ciglia occhi
che il giorno aveva visto festosi
per quell'anno in più.
Stese nel tepore, racchiudevan le mie mani
gli auguri ricevuti,
mentre le guance, ancora calde di baci,
il cuscino levigava.
Ma qualcuno ancora in trepida attesa vegliava.
Delusione non temeva e deluso non fu.
Prese per mano il mio corpo abbandonato,
accompagnandolo davanti a quella sedia a dondolo.
A quel cuore che papà aveva nome si unì,
mentre l'indimenticabile voce
sussurrava alle mie orecchie l'augurio
che agli occhi festosi, alle mani e alle guance
eran tanto mancati.
Sapevo, papà, che il tuo
"Tanti auguri, cara" sarebbe arrivato.
Interrogativi
Come si deve amare un giorno forse capirò,
cogliendo il lato giusto dell'amore.
Ma ha regole lui, il motore dell'universo?
Dovrò vedere il sole mentre sorge e tramonta
o quando, a picco, con profonde rughe spacca le zolle?
Dovrò bagnarmi in calme acque
o provare l'ebbrezza di salvarmi a stento
da cascate travolgenti?
Dovrò covarlo sotto un tappeto
di calde e dorate foglie
o coglierlo ed assaporarlo
mentre impazza risvegliando coriandoli
di verdi e tenere foglie miste a turgide gemme?
Dimmi, Amore.
A mio favore giocherà l'età
quando su una panchina in riva al mare
più nulla oltre l'orizzonte immaginerò?
O ancora, a dispetto dei capelli argentati della luna,
tenacemente il mio cuore coraggio avrà
di fantasticare su impetuose correnti degli abissi
al di sotto dell'apparente e azzurra distesa?
Sarà bagnato allora il mio volto.
Ma di teneri e struggenti ricordi?
O di fresche e tenaci ferite di rimpianto di una vita- non vita?
L'alba
Alba di un nuovo giorno.
Pratolina
nel mare verde della vita.
Ogni giorno un soffio di vento
petalo dopo petalo,
ma intatte le radici
per una nuova pratolina
in un nuovo mare verde
dove nessun soffio di vento
toglierà più petali.
E sarà solo Luce.
In ricordo di Marcello Plavier.
Le pagine
sbagliate
Vorrei riscrivere qualche pagina del mio libro,
con calligrafia nuova ed inchiostro colorato
vorrei riempire di illustrazioni qualche capitolo
aggiungere vocaboli ad un altro
vorrei strappare alcune pagine
per darle in pasto al fuoco
o affidarle ad un forte vento
che le facesse volare lassù, nell'etere,
sì che solo la luna e le stelle le leggessero
non rivelando ad alcuno i miei numerosi errori.
Una sola cosa non vorrei mai cambiare
La mia firma.
San
Pietro in Volta
Striscia di terra sul mare protesa
qual lunga rete intrecciata
da mani callose di pescatori.
Pennellati di giallo quei muri
d' azzurro e di verde.
Ed occhi ridenti, da porte aperte
sul mare affacciate.
E odore di salso e di cibo.
Esperte mani, attraverso finestre,
affrancan dal guscio e vongole e cozze.
E vola il pensiero a quei bianchi scogli
là dove gabbiani si stanno saziando.
Così io mi cibo di tale bel sogno
dell' aria che allarga
e cuore e polmoni.
Tra scogli incastona
conchiglie mia isola,
lambita da onde
di bianchi merletti.
Al tombolo ricamati
da rughe di donne
davanti al focolare
durante lunghi inverni di vita.
Pum
Come bolle di sapone
giochiamo con la vita
chi più gonfio chi meno
tutti destinati
prima o dopo
a scoppiare.
Resterà traccia del nostro passaggio?
Vivi
Vivi ogni giorno nell'attesa
non riabbassare le ciglia
appena apri i tuoi occhi
rinfresca il tuo viso
sì che l'acqua lavi
ogni traccia di sonno
Vivi ogni giorno nell'attesa
sia che tu sia ancora
in una culla o in un letto
ormai stanco di te
sia che tu ti senta
nel pieno vigore
o debole e sfiduciato
Vivi ogni giorno nell'attesa
ma sia essa modesta, senza pretese
che sia un fiore che ieri non hai visto
un profumo che ieri non hai sentito
un sorriso che ieri non hai notato
Vivi, vivi ogni giorno
senza avere fretta che scenda la sera
e quando inevitabilmente giungerà
sia per te solo una breve sosta
quel tanto che basta
per rinfrancarti e poi
ricominciare la tua attesa
il giorno dopo.
Dedicata ad un caro amico, Simone Magli,
nonché a tutti coloro che prestano attenzione alle mie poesie e quindi,
soprattutto, anche a me.
Papaveri
Labbra rosse
Su esili steli
Attendono
Protese
Il bacio
Del vento
Per un tango
D'amore.
Est
modus in rebus
Ristora dall'arsura
La pioggia benefica
Ma per quel fiore
Ancor in boccio
Fu diluvio che lo travolse.
Riscaldan i raggi del sole
Appena risorto dal buio inverno.
Ma quella pelle dal chiaror lunare
Ne fu scottata.
Est modus in rebus.
Amore, che mi riempi il cuore
Fino a farlo scoppiare
Pensa anche a chi ti riceverà.
Non inondare campi ancora teneri
Non pretendere di sciogliere macigni
Amore che palpiti, che fremi
Dal desiderio di esprimerti
Abbi riguardo, sii paziente.
C'è chi ancora non ha orecchie
Per udire il tuo canto
Né occhi per vederti interamente.
Né cuore e mente sgombri per accoglierti.
Ma ti aspetta e quando arriverai
Ti accoglierà.
E allora sarà per sempre.
Ancora
E ci tengo ancora, più che mai
Credo ancora che il vento
Non soffi sempre contrario
Perché l'onda del mare non va a ritroso
Perché il corso del sole e della luna
È sempre lo stesso
Anche se le nuvole
Non son sempre bianche
Ma anche bigie, a volte burrascose.
Si sveglia la luna quando è sera
Si unisce al suo sposo
Quando è mattino
Mentre l'aurora fa da damigella
E l'ultima stella suggella il loro amore.
Un amore che nulla pretende
Che vive per essere ammirato.
Ogni notte si assopisce
Per ritornare sempre nuovo
Come regalo,
Al canto festoso della prima campana
Quando al mattino
Ci si riscopre ancora vivi
Pronti a ricominciare
Amando ancora e ancora.
Passiamo
Passiamo,
tra un sorriso ed una lacrima,
tra un volo pindarico
un salto dal trampolino.
Giù, giù, sempre più giù,
qualcuno tocca il fondo
poi si risolleva
un pugno di sale tra le mani.
Un altro rimane avviluppato,
contorto tra spirali di piovra.
Passiamo
tra un desiderio inespresso
ed uno avverato.
Tra un silenzio di disperazione
ed uno di meravigliosa sintonia.
Passiamo.
Tra un volo di rondini
ed un grido di corvi
tra un ricordo ed un altro
che ci impastano la lingua
Occhi che allargano il cuore.
Passiamo
o…oltrepassiamo questa vita
verso cieli infiniti?
Il
parto
In silente attesa sopito attendeva
chi in grembo io portavo.
Di me parte era, un tutt'uno facevamo
a volte lo avvertivo e nulla presagivo
e nulla saper volevo
Attendevo…attendevo…attendevo.
Tranquillo ora dormiva,
ora calciava e si manifestava.
Dolcemente allora lo cullavo
quietando la sua frenesia.
Attendi bimbo, attendi ancora,
d'uscire non è ora.
Fu all'aprirsi d'una gemma di sole
che sgorgò dalle mie labbra.
E bacio lo chiamai,
e cuore, il mio cuore, la sua casa.
Tagliar non volli mai
quell' ombelical cordone
che a lui la vita diede
e in vita lo terrà.
Allora amore, per amore, lo chiamai.
Così come per sempre
amor lo chiamerò.
Come
un fiore
Ha un prezzo la serenità?
Forse.
Ma era così azzurro il cielo
lontane mille miglia le nuvole.
E' sempre troppo breve la felicità?
Forse.
Ma quanto caldo quel sole.
e lontano il pensiero del tramonto.
E' effimero l'amore?
Forse.
Ma allora autentico non è.
Amore nutrito di mani che si cercano,
intrecciando disegni di sguardi
colmi di segreti,
di sogni a cui nella soffusa luce
chiamare col proprio nome
quelle due stelle vicine.
Abbracciate.
Col capo reclinato
su quel rosso cuore aperto.
Come un fiore.
Malinconia
d'amore
Anche reclinare il capo
stanco
sulla spalla tanto amata
è amore.
Malinconico, forse.
Anche quel sottile
impalpabile e struggente velo
che annebbia lo sguardo
è amore.
Malinconico, forse.
Ma che meraviglia quando
mano nella mano
entrambi i cuori sentono un tuffo
alle note della stessa melodia,
quando entrambi gli sguardi
si annebbiano davanti allo stesso tramonto,
immaginando insieme l'infinito.
E' forse sintonia? Affinità?
Ma perché non amore?
Questa struggente malinconia.
Flash
Viviamo abbottonando attimi su vestiti arcobaleno.
Stendhal
Scopri per la prima volta
che altri prima di te
la stessa emozione han provato
e che altri in futuro la proveranno.
Scopri che quel tuffo nel petto
è quello dove le parole
annaspano
e che solo il tuo sangue
e l'espressione degli occhi
e del volto saranno
il tuo visibile salvagente.
a galla in un mare
di emozioni.
Speranza
Tempi in cui desiderio imperioso
avresti di ririrarti in un guscio
Immagini che non vorresti vedere.
Notizie da tappi di cera.
Un mondo al declino.
Una casa costruita dall'intelligenza umana,
ora fatiscente.
Che fare?
Con voce suadente
una sirena ti offre una casa
nel profondo del mare.
Ma c'è una voce più forte
la tua.
E' l'ordine indiscusso di una coscienza
che non può essere ignorata.
In un moto d'orgoglio
che smuove la calma superficie del mare,
la tua voce si alza
in prepotente bisogno di giungere fino al cielo.
Allora ci sarà un coro di gusci,
e tante voci usciranno allo scoperto.
Tante gocce il mare.
Per contribuire mattone dopo mattone
a rifare quella casa a pianta rotonda
di nome mondo.
Luna
park
Nuvola passeggera,
notte serena di panna montata
montagna di zucchero filato,
sorvolando il mondo,
su di lui soffia impalpabili petali di blu seta.
Da loro ammantato,
chiude le ciglia
al suono di un carillon.
Tace il luna park di baracconi,
dove si gioca alla guerra
si spengono le luci di giostre
che impazzite giravano.
Dalla volta celeste scende il trapezista.
E' finito lo spettacolo.
Il luna park del mondo chiude gli occhi,
per non vedere quel pagliaccio,
che sotto il trucco, piange.
Tempo
a rovescio
Lunghi momenti d'attesa
che affannano il petto,
attesa di momenti
che dopo voleranno
in un lampo,
desiderio che il tempo
possa invertirsi.
Breve l'attesa,
lunghi i momenti.
Ma se breve sarà quel tempo
lunghi saranno i baci
forti gli abbracci
uniche le emozioni.
Ora dormendo forse ti sognerò.
Per abbreviare il tempo.
Ricamo della
vita
Una ragnatela sottile ed impalpabile
Tiene avvinte in fili colorati
Parole di ogni tipo
Ricamate con crine di aghi
Da sapienti artefici ora sarcastici
Ora appassionati, ora delusi
Amareggiati ma anche gioiosi
Ricchi di sogni e di speranze.
Tutti accomunati da una tela
Che di giorno in giorno
Cambia la stoffa del suo telaio.
Ma uno è il telaio
Per tutti uguale.
Cambiano i fili colorati
Ma quel telaio è la vita,
unica e preziosa per tutti.
Sconfitta delle
parole
Banali le parole, a volte
Incapaci di esprimere
Ciò che nutri nel cuore.
Annaspi disperatamente
Le cerchi le invochi
Ma sono impotenti
Ti senti tu stesso impotente
Desiderio imperioso di comunicare
Sentimenti, emozioni
Ricerca disperata di termini
Vorresti neologismi
Ma quali? Dove trovarli?
Sconfitta di dizionari
Morte dichiarata della retorica
Dell'eloquenza, dell'oratoria.
Metafore anch'esse trite e ritrite
Ricorso a similitudini
Con sole e mare e luna e stelle
Ma nulla, tutto appare scontato
Vittoria assoluta di quello che da sempre
Alberga nel cuore
Di ciò che senti, che provi
Che scorre nel sangue
Lasciando quella sottile traccia
Di pelle raggrinzita sulle tue braccia
Visibile segno di attimi senza tempo
Di consapevolezza che sei vivo
Che stai scrivendo una pagina
Con inchiostro indelebile
In una calligrafia che solo tu
Riesci ad interpretare.
Ragione di vita
Non temo sofferenza né malattia
non temo vecchiaia
non temo urla di mare in tempesta
onde alte e minacciose
invasioni di uccelli impazziti
morte di pesci ed animali
con ali rattrappite di petrolio.
Non temo fine del mondo
a detta di tutti ormai imminente
non temo tempeste di nubi radioattive
né sgambetti di chi ti odia
quotidianamente.
Solo una cosa io temo
non avere più uno scopo per vivere
non accorgermi che è nata la prima foglia
su quell'albero che ogni mattina
vedo andando al lavoro
non accorgermi delle gemme
della mia camelia sul terrazzo
del sorriso o delle lacrime
dei miei bimbi di un tempo.
Non rendermi conto che è una bestemmia
non dire grazie appena aperti gli occhi
perché anche per me il sole sorge
ogni giorno
anche per me la sera stende le sue ali
ma dolce e gradita al mio animo
benevola e preziosa
sera che placa le mie angosce
nascondendole sotto il suo mantello
di stelle luminose.
Amor omnia vincit
Un arduo compito mi ha dato la vita
ma chissà forse io l'ho cercato
voluto, preteso
per viverla appieno, senza sprecare
attimi, minuti, ore giornate
per non sacrificare anche lei e darle uno scopo.
Un arduo compito assunta mi sono
toccare con la forza dell'amore anche i cuori più duri
renderli malleabili, far sì che non resistano
che si lascino permeare
come acqua che vivifica anche le più aride zolle.
Un arduo compito mi ha dato la vita
far impazzire d'amore chi mi circonda
amore che in vari modi si atteggia
che di vari colori si veste.
Amore di rosso ammantato con una rossa rosa in mano
amore di dedizione dipinto.
In un quadro di famiglia
nel volto dei figli e marito, dei miei cari
presenti o anche lontani ormai
ma sempre con me, nella stanza accanto.
Amore difficile da elargire a chi fatica a riceverlo
a capirlo, ad amici col volto di Giano.
Ma più arduo si fa tale compito
più leggero diventa e mai si trasforma in un peso
perché solo donando amore se ne riceve
a piene mani, gratuitamente
perché amore chiama amore.
Ma amore non chiede mai risultati immediati
amore è paziente, attende in silenzio
forte della sua forza.
Tremendamente consapevole di questo, lui.
Tremendamente consapevole della mia limitatezza, io.
Una spesa
Me ne tornerei a letto, ho la testa che crolla stamattina.
Ieri la spesa mi ha affaticato molto, la mia spesa psicologica.
Ho fatto la spesa, ieri, ed ho riempito il carrello di pensieri. Pensieri di
poco valore, ma che mi han tormentato per ore ed ore, pensieri di mezza vita,
vissuta non come volevo, pensieri di questi giorni, sereni, leggeri, pensieri
che non costan nulla, ma che riempiono il cuore.
La mente si arrabbia perchè dice che poco la ascolto e do troppa retta al cuore.
Ma lui, per nulla risentito, le risponde ardito: stattene zitta, pettegola, a te
ho dato retta assai ed a lungo ho dormito. Ora è primavera, la mia primavera, è
la mia stagione , per te ora è inverno, dormi, dormi, sotto la neve.
Ho fatto la spesa, ieri
Di pensieri il carrello ho riempito,
pensieri di ogni tipo,
alcuni di scarso valore
me che mi han tormentato per ore ed ore,
pensieri rimasti a metà, altri di vita compiuta
ma mai veramente vissuta.
Altri ancora, leggeri come farfalle,
variopinti, sereni e leggiadri,
di primavera vestiti,
pensieri anche arditi, audaci,
di rosso ammantati
come il cuore da cui son sgorgati.
Ho fatto la spesa, oggi,
una spesa speciale, l'ha fatta il cuore
la mente da lui zittita
in disparte se n'è stata, forse avvilita
ma nel carrello posto per lei non c'era.
E' la stagione del cuore, della primavera.
Incrocio d'amore
Mi ha sorriso, il giorno
ed aveva la tua espressione.
Mi ha parlato, il giorno,
con la tua suadente voce.
Carezze dal sole ho ricevuto,
calde, come le tue braccia.
Non mi ha bagnato, la pioggia,
perché dal tuo corpo ero protetta.
Scandiva il tempo, il mio giorno,
ma io non c'ero più.
Mi ero persa.
In te.
Cavallo a dondolo
A cavalcioni
dondolando
su un'unghia di luna
osservo il gomitolo
del mondo
che dorme
avvolto
dalla marea
del silenzio.
Attesa
Sfilacci di stelle
in un'afosa notte
attende il mondo
per dare luce
all'ultimo desiderio.
Retorica?
Lo vedi quel cielo lassù?
Guardalo figlia mia
riempilo dei tuoi sogni,
coloralo col pennello
della tua giovinezza.
Lo vedi quel prato laggiù?
Calpestalo figlia mia a piedi nudi,
corri col tuo aquilone di speranze,
fallo volare alto, più in alto
sempre di più.
Lo vedi quel mare laggiù?
Solcalo, non temere la forza delle onde
non temere i vortici che inghiottono
hai il salvagente con te, in te
Osa, figlia mia, osa sempre.
Anche se questo mondo
ti imbavaglia, parla, grida, urla
fai sentire la tua voce.
Anche se questo mondo ti delude
vivi per affermare i tuoi ideali
non arrenderti di fronte all'ingiustizia
all'omertà, alla calunnia ai pettegolezzi.
Guarda sempre nel profondo di te stessa
cerca dentro te la forza
non sentirti mai inferiore agli altri
C'è chi di questo si serve per prevalere
Abbi stima di te, ripeti a te stessa che vali
Solo così chi ti guarderà potrà dire.
"In quegli occhi ho visto la parola futuro".
Tua mamma
A Lorenzo
Quanto tempo è passato
da quando sei nato,
quanti i ricordi
racchiusi nel tram della tua vita,
ora in salita,
ansimante, sofferente,
col respiro affannoso,
ora in discesa,
leggera, veloce,
ricca di gioia e di serenità.
Quel tram c'è ancora
Il suo percorso continua,
sei tu, quel tram.
Affollato di persone,
che ti stanno vicino
che ti siedono accanto
che percorrono
la tua stessa strada,
ora in salita
ora in discesa.
Ma il percorso è garantito
ogni giorno.
Non si può fermare il tram della vita.
Dall'alba, ricca di promesse
fino alle pieghe della sera
dove verrà cullato
dalla musica del tuo grande cuore.
Mi son permessa questa "rivisitazione" della tua poesia, Lorenzo. Spero che
non ti dispiaccia. E' il mio modo per farti gli auguri più affettuosi.
Grazie
Anche il poeta è triste,
non può elevare al cielo
il suo canto, la sua gioia.
Anche il poeta piange,
avverte il lamento in un cinguettio,
la pena in un fiore appassito,
in un uovo che non si schiude,
in un bambino che non nasce.
Anche il poeta è atterrito
dalle guerre, dalle macchie nere
che imbrattano il mare,
che incollano ali in cerca di libertà.
Ma il poeta
che eleva al cielo il profumo dei fiori,
che vive della musica del mare,
che non può non sentire
il richiamo della sua coscienza,
ha un dovere: intonare un inno
per quello che ci è stato dato.
Vi sembra poco il sorriso d'un bimbo?
Poco il bacio di due ragazzi
in faccia al mondo?
Poco, l'amore che non conosce età,
il verde che si rinnova a primavera?
Poeta, ti prego, aiutami nel dire grazie
per questi regali.
Ognuno lo rivolgerà a chi vuole,
ognuno lo dirà a suo modo,
ma urliamo a gran voce" Grazie".
Perché siamo vivi.
Ancora.
Perché possiamo amare.
Ancora.
Chicco di riso
Ricami profumati di lavanda
per il kimono della festa nuziale.
Sogni profumati di neonato
chiusi in un cassetto
infecondo.
Soltanto assi di legno
in balia del mare.
Sogno infranto
in quel cassetto,
onde orlate di chicchi di riso.
In quel ventre
un chicco
che mai crescerà frutto.
Una dolce notte
Per te vorrei trovare una canzone
che sciolga il tuo dolore dalla mente.
Per te vorrei inventare un sentimento
che superi l'amor di tutti i tempi.
Per te che quando parli sei speciale,
per te che quando ridi sei diverso
per te che della mente mia padrone,
per te raccoglierò le stelle in cielo
e con del mar le gocce amalgamare.
E tutto ciò perchè questo mio canto
accompagnarti possa nella notte.
E tenero il tuo sonno diventare."
Occhiali da sole
Non più parlerò in prima persona,
camufferò il mio io con metafore,
ora audaci, ora tenere,
ma soprattutto ambigue.
Questo esige la vita,
così gli altri ti vogliono.
Indosserò un sorriso,
ma dentro avrò il pianto.
Mi vestirò di primavera,
ma dentro, freddo d'inverno.
Così impone la società.
Che peccato, però,
avere due pezzetti di cielo
sul mio volto.
Plumbeo è il cielo, oggi.
Chiedo scusa.
Ma quelli non li potrò
né vorrò mai celare.
Sono "solo" la mia anima.
L'oltre
Lo sognavo quell'oltre
che in me viveva,
lo proteggevo, lo maltrattavo,
dicendogli a volte di stare là,
calmo, latente, nascosto
tranne che per me, solo me,
era mio, l'oltre, io sapevo,
io ero di lui follemente innamorata.
A volte, preso a compassione,
faceva capolino
insinuandosi di soppiatto,
scegliendo i momenti più impensati.
Ora un ricordo legato ad una nota
ora il profumo di un fiore
ora occhi simili ad altri occhi
Ma poi fuggiva, timoroso.
No, non era tempo ancora,
era urgente la quotidianità,
era impietosa, frenetica, assillante,
era una sopravvissuta al mio oltre.
Iniziai ad immaginarlo,
a vedere nell'ondeggiare delle spighe
capelli mossi dal vento,
nei fiori, colori pastello,
delicati, eterei, evanescenti, setosi,
mai aggressivi, vaghi, impalpabili,
lo immedesimavo in luna e stelle
in un largo e calmo lago,
in un mare che mi sfiorava soltanto,
non osando bagnarmi,
solo col pensiero in lui mi tuffavo
mentre lo sguardo invidiava perdendosi
il volo di un gabbiano
respirando salsedine azzurra
ORA
Una splendida rosa sulla mia scrivania.
Rossa.
Come il mio oltre.
Dietro la mimosa
Un soffice piumino
giallo
per ogni donna.
Tripudio d'amore,
ventata di carezze.
Effimero fiore?
No, se c'è un uomo
dietro ogni soffice piumino,
un uomo che ha in mano
la vita o la morte.
Di quella mimosa.
Di quell'amore.
Ombre
Nuvole di certezze
sospinte dal vento
formano montagne
laggiù, all'orizzonte.
Passi un tempo sicuri
inciampano
su un innocuo sassolino
staccatosi all'improvviso
dalla sicura protettiva
roccia materna.
Alta imponente
attende la montagna.
Riverbero di luce rossa
di un sole che tramonta
e cattura ogni elemento
vivente
lasciando sulla terra
solo parvenze
effimere.
Libertà
Lasciate che alte nel cielo volino
parole in ceppi finora tenute.
Lasciate che la mente apra un varco
nella ragnatela di ricordi
che la imbrigliavano.
Eccolo,
il mio cuore.
Cavalca le onde e affronta la loro irruenza
e dipinge per amore e con amore
di rosso il tramonto
e con questa parola riempie
gusci di conchiglie
e impronte di cavalli al galoppo
con la schiuma alla bocca,
firma nuvole e intinge del suo profumo
suadenti rose rosse,
illumina lo sguardo
che osa sfidare
tutto e tutti, nulla teme,
sicuro di sé
fa schiudere labbra
un tempo serrate
e aprire braccia
un tempo strette al seno
finché le mani
non toccheranno il cielo.
Lasciate che il suo nome
risplenda lassù in alto
dove avrà un giorno il suo trionfo.
E l'iniziale maiuscola
Chi sei, poesia?
Chi sei poesia?
Ci sei ancora?
Dove trovarti?
Ti ho vista nel mare
che con le dita bagnate
accarezzavi il cielo.
Negli occhi di Selene che si offrivano
all'infuocato amplesso di Elio.
Nelle deluse scie di stelle
che non mantennero promesse.
Ovunque tu eri.
Ma morta attendevi qualcuno
che in vita ti riportasse.
Ed ecco quel soffio vitale
che in te infuse
chi è di te l'artefice.
L'uomo.
Meraviglia dell'universo.
Senza di lui
tu ancora saresti
nell'utero materno.
Sognando
Vorrei che il respiro del mare
placasse ogni mia fatica,
vorrei che le sue onde
mi avvolgessero
come una verde coltre,
trapunta di soffice spuma,
vorrei che il cielo lassù,
lontano, scendesse
perchè io potessi posare il capo
su quel cuscino di stelle.
Allora, con lo sguardo
rivolto alla luna,
cullata dalla sua dolce melodia,
porterei agli orecchi
una conchiglia di madreperla
e col suo chiarore
mi addormenterei.
La punizione
Occhi di arcobaleno
in ascolto
Fiumi di parole
che da anni
bagnano la lezione quotidiana
Esuberanza, vivacità,
trasgressioni
a stento trattenute.
Ma, prof, mi mette una nota?
Perché? Ero attento, sa…
Motivazione: troppo attento.
Per l'intera mattinata
non ha mai alzato lo sguardo.
E, oltre la finestra,
c'era l'arcobaleno
della vita.
Senza ombrello
Chissà se c'è un animo in tumulto
dietro quella porta
con il consueto sacchetto dei rifiuti fuori!
Quotidianità.
Chissà se dentro quel cappotto firmato,
sotto quel volto abbronzato-solarium
c'è un mondo di grigia disperazione!
Quante storie celate a sguardi inquisitori!
Quanti giudizi impietosi!
E piove
su tutti e su tutto
pioggia uguale, ritmata,
battiti di cuori,
cuori gocce di pioggia
ritmate
Per uomini accomunati dallo stesso destino
Bagnarsi
Siamo tutti senza ombrello.
Pentimento
Mi pentirò forse?
Di aver guardato
la maestosa aquila
mentre lì, a me vicino,
una sola briciola
il pettirosso chiedeva?
Ma dall'alto ben lo vedevo,
io…
Se mi fossi a lui avvicinata
sarebbe scappato.
Musica di luna
tra poco
un imbrunire dilatato
per riempirlo
di sogni viola
sullo sfondo
di musica lunare.
Nuova Venere
Ali di farfalla leggere
han sfiorato un verde fiore.
Una brezza seppur ancor frizzante
gli ha tolto il velo
dell'ultimo tardivo ghiaccio.
E lei, Venere, uscita
da una verde conchiglia
appare.
In tutto il suo fulgore
di ultima dea
a morire.
La Speranza
Innamorata dell'Amore
Non è necessaria una persona da amare,
oggi,
non è necessario dare baci, carezze, fare regali,
oggi.
Ma che giorno è ?
E' un giorno da amare
come tutti gli altri,
e' un giorno da vivere
come tutti gli altri.
Riempiamolo quindi d'amore
perché è giusto
ma facendo dell'amore una ragione di vita
innamorandoci di lui,
dell'amore
con l'iniziale maiuscola.
(Scritta il 14 febbraio, S.Valentino)
Il "sonetto"
rubato
Di mattina presto si lamentava
Turbandomi la mente ottenebrata
Perfino il cuore retta non gli dava
Avendo avuto una piena giornata
Intrigante mi ha turbato la mente
Che le sillabe si mise a contare
Non si sottrasse il cuore immantinente
Dandogli mano forte a lambiccare
Allora di accontentarlo ho pensato
Qualcuno non conosce il nome Dante?
Sull'importanza ho molto meditato
Alla fine l'ho quindi perdonato
Rendendolo allora egli navigante
In questo mare azzurro l'ho mandato.
(Confidando in primis nel perdono di Dante, soprattutto per il contenuto, non
di certo adatto ad un …sonetto! Poi, in coloro che "fanno sul serio"!).
Follia
Sarò per te un turbine
che ti coinvolgerà,
non potrai sottrarti al suo impeto.
Sarò per te il perno di una trottola
che ti attirerà nel suo movimento,
non potrai fermarti.
Sarò per te nel respiro del mare,
nelle onde che ti sommergeranno.
Sarò per te la follia,
anche solo per un attimo,
ma dilatato all'infinito.
Sarò la follia
che avrà un nome, un volto,
il mio.
Avrà i miei occhi, la follia,
avrà mani che ti accarezzeranno,
labbra che ti baceranno,
mani audaci
che il tuo corpo esploreranno,
fino a sollevarti da terra.
Dizionario incompleto
Sillabe appena balbettate
Strappate dalla gola
Sul nascere
Disperse tra alte
Burrascose onde
Di un mare verde
Sì, verde intenso
Come i miei occhi
In esso annullati
Ma una delizia per altri occhi
Morte senza colore
un vestito non indossato, un ballo a metà
una cena in tavola, un bimbo mai nato
un amore non colto , un fiore non dato,
corpi ammassati, un gemito in gola
strozzato
nemmeno il diritto di urlare
di morire da soli
con dignità
con un nome
da porre su una tomba
la propria tomba
su cui piangere
lacrime senza colore
non ha un colore
lei, la morte
non ha un colore
lei, la violenza
un pittore
con la sua tavolozza
ha dipinto la violenza
ha dipinto la storia
assegnando
ad ogni morte
un colore
(10 Febbraio. Per non dimenticare).
Sciame di zaini
Occhi assonnati in frotte
sciamano dai bus ogni mattina
tutti intruppati verso scuola.
Si parla poco, parole masticate
ruminando tra ciuinga¹ e pensieri.
Tutti in divisa
jeans e giubbotti, cavallo al ginocchio
scarpe da ginnastica, capelli da gallo,
linguaggio in codice,
parolacce e moda, tutto unisex
senza più gonne senza più
un grammo di femminilità.
Si abbracciano i due
lui, con pearcing,
lei con capelli rosati
son belli, son giovani, sono...
Tutti in vetrina.
Gli zaini come farfalle
multicolori, vuoti di libri
ma pieni di tutto
ed un diario per raccontare
il proprio vissuto, pensieri e speranze,
le prime esperienze, gli amori segreti,
foto di eroi di musica e film,
il racconto d'un pianto,
un incontro nel ballo, sabato sera,
la vita di gruppo sempre e comunque
senza lasciare mai spazi per sé.
Ma son zaini che trascinano
domande pesanti
a cui nessun adulto risponde
pena la crisi d'identità.
Voglia di valori,
credere in qualcosa,
oltre gli specchi in cui rimirarsi,
spaesati e fragili, sufficienti di sé,
oltre il niente che noi adulti
proponiamo, oltre il futuro
che loro rubiamo.
Scandisce la campanella
ore sempre uguali.
Tentativi di evasione,
auricolari di nascosto,
cellulari in apnea.
*¹ Ciuinga = chewingum
Sandra Greggio e Lorenzo Poggi
Vita
C'è una storia dentro ogni nome
storia infinita, storia di vita
Vita vissuta o vita sprecata
Vita amata o vita odiata
Vita che soffia insieme al vento
Vita che danza un tango lento
Vita arcobaleno o vita in grigio e nero
Vita al sole rubata o vita immaginata
Attraverso i vetri guardata ma non colta
colta troppo presto e mai goduta
Vita, vita, vita
Vita che non si può tradire
che si vorrebbe riscrivere
che torna con ricordi implacabili
che più non vorresti
Vita che invece se li coccola
Vita che se li ritrova ad ogni tentativo nuovo
ad ogni bivio, ad ogni incrocio
Vita che si rinnova, però, che deve farlo
che mai deve morire
che vivrà in eterno
Vita di capelli che il vento accarezza
Vita di labbra rosse al sapore di pesca
Vita, vita, vita
Vita che non deve mai essere
con la morte confusa.
Fili di lana
Fili di lana d'un enorme gomitolo.
Rotoliamo insieme,
avviluppati a fare la storia.
La testa bendata nostro malgrado.
Inermi a scrivere
su magliette stampate
slogan ipocriti di false bontà.
Gira telaio non ti fermare
va sempre avanti senza guardare.
Sandra Greggio e Lorenzo Poggi
Attenzione!!!
Invito tutte le imbarcazioni dell’azzurro mare
a porre immediatamente attenzione
a tale urgentissima comunicazione.
Guardando i gabbiani e solcando l’onda,
ho proprio perso la trebisonda.
E poi, guarda un po’,
anche consigli in filastrocca
mi son permessa di dare,
a lasciar perdere la cronaca
e ad ascoltar la voce del mare.
Suppongo che, a ragione, qualcuno detto avrà:
“Lei lo ascolta eccome e la luce del faro perderà”.
Ben detto, ben detto, l’ho persa, eccome!
Quell’haiku che l’altro giorno
per il mare con me veleggiava,
dalla suadente voce delle sirene ammaliato,
nell’azzurra pagina ha fatto il suo ingresso
praticamente tutto errato.
Ed anche a Massystaro l’ho dedicato
che gentilmente mi ha ringraziato!
Tardi è ormai per la mia imbarcazione!
Come ritrovare la rotta e dove il timone?
Se qualcuno per caso avvistarmi vorrà,
gentilmente chiedo se a salvarmi verrà!
Haiku corretto
Sogno bellezza
Sonno come reale
Incubo l’alba
Divenire
Un mare rosso al tramonto
Di impalpabili nuvole avvolto
Di dolcezza struggente rivestito
Bolla di vuoto sospesa
Nell'ultima nota
Di una melodia senza tempo,
Palma che tende al cielo
Braccia che si alzano
In un urlo rosso.
Luce
Stanotte non ho dormito
La luce delle stelle ho carpito
Per illuminare il mio giorno
Tutto da vivere
Haiku occhi
Finestre aperte
Notte bianca di stelle
Luce rubata
Dedicata a Cristina.
Haiku Sogno
Sogno bellezza
Sonno realtà
Incubo l'alba
Non so se Massystaro apprezzi, ma ho preso lo spunto da un commento alla sua
poesia del 26 /01 /2011, dove Lorenzo Poggi diceva che c'era lo spunto per un
haiku. Ho solo tentato e mi scuso. Grazie.
La risposta
Quante domande
un tempo non molto lontano
E sempre ce ne saranno
anche più struggenti
impietose, strazianti.
Eppure, eccone una !
Ora, adesso!
Ma quanto diversa
da tutte le altre!
Eccola:
"Non c'è una risposta"?
Ascoltami!
Mi ha detto un ruscello:
sgorgo limpido
da ghiacciai incontaminati,
perenni, tra cime innevate.
Come loro, bianco, puro.
Divento fiume,
attraverso strade tortuose;
mi ritrovo sporco,
inquinato nella mia purezza,
irriconoscibile nel mio aspetto.
Ma…alzando gli occhi,
scorgo sempre quell'azzurra
distesa che mi attende,
che mai mi rifiuta,
anche se abbruttito, grigio,
inquinato.
Ascoltami! Mi ha detto
una Voce: nasci pura,
incontaminata.
Crescendo,ti puoi smarrire
per strade tortuose;
ti puoi sporcare,
abbruttire.
Ma…alzando gli occhi,
ecco l'azzurra distesa,
che riluce di fiori.
Fiori che mai appassiscono,
che non conoscono stagioni,
fiori che attendono la tua luce.
Per arricchire
l'immensità di quel Prato.
Per illuminare chi ancora
non ha la Luce della Verità.
Per conto mio
Oggi mi son detta: perché no una filastrocca?
Magari anche un po' sciocca?
Con qualche rima baciata o anche alternata,
così, per rallegrar la giornata,
per calmare le acque di questo azzurro mare
perché, in effetti, nel momento in cui siamo,
nessuno più sa che pesci pigliare.
E allora, come è giusto che sia,
di tutto e più si parla e soprattutto in poesia.
Poesia di qualità, nulla da dire,
sebbene qualche imbarcazione, una volta partita,
perda un po' la rotta ed il timone.
Ma subito, ecco, c'è un moderatore
che la calma riporta, facendo fluire
le onde con un ritmo dolce dolce
lento lento.
E' grande questo mare, per tutti c'è posto,
ognuno dice la sua e nessuno sta a guardare.
Ancora siamo in democrazia,
respiriamo l'azzurra salsedine,
gettiamo via la malinconia.
Sempre ce l'abbiamo fatta, ancora una volta
tutto tornerà nella risacca.
Si calmerà la burrasca, dopo lo sfogo del temporale
e comparirà la cronaca rosa come prima notizia
del telegiornale.
Lei, col suo colore e sapiente maestria
le nostre preoccupazioni per il futuro
farà volare via e alla fine, un po' perplessi
ci chiederemo cos'è successo di tanto grave.
Niente, qualcuno dirà, ho perso il tempo
ad ascoltare la musica del mare.
Chiedo perdono a tutti i Sitani ed al Magnifico. Mi sono divertita, senza badare
alla forma. Riempiamo di nuovo questo mare con poesie e commenti. Grazie.
Oltre lo specchio
Diciamola ancora davanti allo specchio
questa parola di sole tre sillabe
FUTURO FUTURO FUTURO
urliamola a squarciagola
a dispetto del tempo riflesso
solo quello che noi vogliamo vedere
solo quello davanti allo specchio.
Il resto?
Dietro
Haiku Purezza
Acqua di seta
Un petalo di loto
Impalpabile
Haiku Stupore
Buia la notte
Impronte sulla riva
Memori sole
Un tetto d'Amore
Viviamo.
E, mentre trascorre il tempo,
costruiamo una casa fatta di ricordi.
Vi andremo ad abitare, un giorno.
Ma troveremo che non ha pareti
né pavimento, solo un tetto,
di un azzurro intenso.
Non servirà bussare,
aria limpida e tersa, la porta.
Il campanello, un punto di domanda.
Hai amato? Allora entra.
E inizia tu a costruire il tetto.
Con una prima splendente stella.
Rossa, come il tuo Amore.
Haiku candela
C'era la luna
Quella notte lacrime
S'una candela.
(Un grazie a Cristina Bove e a Pietro Colonna Romano, in questo caso, miei
Maestri)
Sogno infranto
E ancora una volta
I miei luminosi strali
Ti han cercato,
Ma tu eri cieco.
Pandora
Afferrar l'inafferrabile,
con lunghi silenzi carpirlo,
con trepida carezza coglier.
Offre fanciulla, da lontano,
d'alabastro e d'azzurro un vaso,
ed appagare sogni invita.
Alza il coperchio, amore mio.
S'innalzerà quell'infinito
ed infinitamente, per te,
IO
Il numero della felicità
Saldi, sconti, ogni prodotto
quasi regalato.
Tutto termina per "nove",
il numero che fa la magia.
La gente passa, guarda, entra.
Lui, davanti ad una cassa
del supermercato.
Accasciato su se stesso,
piange. Perchè?
Passa l'indifferenza,
che termina col "nove".
Lui, una carezza, dai soccorritori.
Crisi di panico. "Poverino!".
"Guarda quell'abitino! Costa 49,99!".
La fiumana si pilota verso l'interno.
Nessun panico, là, ma solo
un surrogato di felicità.
A lui nemmeno quella
è stata concessa.
(Dedicata a Salvatore Armando Santoro)
Risveglio
Ho aperto gli occhi
e
ho iniziato a sognare.
Estasi
in un mare lattiginoso
di un rovente inverno
inventai il mio sole.
Impronte di ricordi
Viviamo per collezionare ricordi.
Depositati come sabbia
nel nostro io,
nessuna brezza marina
potrà mai cacciarli,
nessuna onda cancellarli.
Impronte indelebili
segneranno un percorso.
Per ignari viandanti.
Lo specchio
Fu come un fulmine,
ma non mi colse all'improvviso.
Lo aspettavo, sapevo
che era solo questione di tempo.
Sapevo
che avrebbe liberato i miei occhi,
prima offuscati,
aperto i miei orecchi,
prima sordi.
E fu in quel momento che,
allo specchio,
riconobbi me stessa.
E così, rinnovata,
uscii,
pronta a riempirmi
di primavera.
Duello in musica
Che meraviglia! Dice il cuore.
Calmati! Dice la mente.
Il duello eterno, insolubile
che sfiora l'assurdo.
Aumenta il volume della musica.
Il controllo! ! !
Devo! Devo!
Ma...che meraviglia!
Che stupore infinito!
Un'amicizia sbocciata all'improvviso.
Cercata? Voluta?
Che importa? C'è. E basta.
MI BASTA.
La certezza di essere capita
da lontano.
Il duello si placa.
L'onda alta sfuma in una lieve increspatura.
Un bianco tulle di sposa
aleggia alla brezza leggera
e
piano…piano... scompare.
E' finita la melodia.
Ma ecco un'altra onda
e un'altra ancora.
E riprende il gioco
e sai che è eterno
come quella amicizia,
come il sentimento,
come cuore e mente.
Anche se entrambi si fermassero...
Se si fermasse la musica...
o il cuore o la mente...
Che importa?
La sensazione provata
ti farà vivere
in eterno!
Questo è ciò che conta.
Satura
M'imbevo di te ogni giorno.
Ma il giorno non basta.
Stende le sue ali la notte.
Ma la notte non basta.
Ecco l'alba di un nuovo giorno.
Da riempire di nuovo.
Ma il recipiente straborda.
D'Amore.
Pienezza
Ho riempito impronte
sulla sabbia
E
Al rumore caldo del mare
Mi sono immersa nella vita.
Dedicata a Cristina
Cielo o terra?
Silente mi accoglie
la casa al mattino,
a festa vestita.
Luci intermittenti
che vanno…vengono.
Silenti…silente…
Le luci…la casa…
Ma…ecco…due suoni.
Don don,
il cielo con stampata una stella,
cielo…stella…campana
l'infinito… lassù…
Tic tac,
il pendolo, lo scorrere del tempo,
realtà , quotidianità.
Terra…pendolo…realtà.
Ultimo giorno di un anno
intermittente, di campane
e di tocchi di un pendolo.
Ora l'uno…ora l'altro…
Una bilancia con due piatti.
Precario equilibrio, fino a che…
Pum pum…terzo suono
CUORE
Cuore…don don di campane?
Cuore…tic tac del pendolo?
Cuore del cielo o della terra?
Cuore di entrambi?
Riflessione
Viviamo per farci domande e per non avere risposte.
Il mio giornale
Poeta è sinonimo di sognatore,
di persona che tra nuvole vive
e dimentica lo scorrer delle ore.
Non ha i piedi per terra,
ma sempre lassù,
tra luna e stelle e cielo blu.
Ma forse a volte lo fa
perché sì brutta è la realtà.
Anche lui,ve lo posso garantire,
si chiede spesso dove andremo a finire.
Anche lui vorrebbe giustizia e pace,
in un mondo che,a volte, di nominarle
nemmeno è capace.
In un mondo che stiamo rovinando
con la sete di denaro,
dimenticando ogni bene
prezioso e raro.
Il senso di onestà,di giustizia,
l'amore per chi, giunto
alla fine della sua esistenza,
vien abbandonato
o, ancor peggio, inutile considerato.
A chi, in un modo non appariscente,
lavora per gli altri
e in cambio non chiede niente.
Chi non dà spettacolo di ogni sua azione
eppure lotta ogni giorno
per la sua realizzazione.
Un grazie riconoscente
vorrei dire a queste persone.
Ad ognuna un articolo
vorrei dedicare
in un giornale molto particolare.
Di cronaca, certo, molto dettagliata,
ma non nera, bensì bianca denominata.
Lì, solo le cose positive
posto troveranno
e in prima pagina!
Per ogni giorno dell'anno.
The day after
Dicevano che eri nato.
Ed è vero,
eppure non ti vedevo
e ti cercavo,
disperatamente.
Dicevano che eri nato
a mezzanotte,
nello splendore di una chiesa,
tra luci e suoni,
ma non ti vedevo,
ma non ti sentivo.
Dicevano che eri nato,
nell'incontro con parenti lontani,
nelle festose tavole infarcite,
nei forzati bla bla bla.
Dicevano che eri nato,
nell'accartocciarsi e scartocciarsi
di carte di regali,
rumore di foglie secche.
Ma allora, dove?
Dove trovarti?
Facendo pulizie in casa.
The day after.
La ricetta
Pochi gli ingredienti,
ma assicurato il risultato:
positività,
fiducia in se stessi,
abbondante ottimismo,
amore e amicizia
a piene mani.
Più ne mettiamo e meglio è.
Apprezzare le piccole
gioie quotidiane,
guardare tutto con gli occhi della mente,
ascoltare il cuore
senza mai mettere in dubbio
ciò che suggerisce.
Aprirsi al giorno che nasce
accettandolo,
anche se a volte
non è come si vorrebbe.
Il giorno dopo sarà migliore.
Usare sempre il tempo futuro.
Mai il passato.
Ciò può compromettere
la riuscita.
Confidarsi con gli altri,
anche se con cautela.
Mai chiudersi in se stessi.
In ogni persona c'è del buono.
Applicarsi con costanza
a cercarlo.
Tutti abbiamo dei difetti,
Se si conoscono,
è più facile correggerli.
Unire tutti gli ingredienti.
Ecco.
E' nato un nuovo dolce.
Manca il nome.
Suggerisco…
Vita!
Mi son permessa di inventare un dolce speciale in occasione di queste festività.
La difficoltà è notevole ma, con un po' di buona volontà, si può riuscire a
realizzarlo.
Auguri di cuore a tutti e …uno specialissimo a chi ci guida.
Il mio Natale
Avrei voluto essere una stella
per vederti dall'alto,
in quella divina notte
di incomparabile incanto.
Avrei voluto scaldarti
con l'amore del mio cuore.
Cullarti tra le mie braccia
al canto degli angeli.
Placare il tuo pianto di bimbo.
Ma la tua Luce
mi avrebbe abbagliato,
la tua umiltà
avrebbe abbassato
il mio sguardo,
indegno perfino
di posarsi sul tuo splendido volto.
Ogni anno il mistero.
Il miracolo.
Ogni anno il dono d'amore.
Per noi.
Per me.
Per chi dimentica
di dirti un semplice "grazie".
Storia di un anno
L'ho visto nascere
e l'ho festeggiato.
Paffuto e roseo bimbo,
che molto prometteva.
Come cresceva in fretta!
Imbiancava monti e valli,
per rinnovarli poi di verde
e di variopinti colori.
Stendeva quindi la sua mano
e di giallo dipingeva
i campi, di messi raggianti.
Ma, ormai adulto, iniziava
ad incurvarsi la sua schiena.
Tremule le gambe, come quelle foglie
che ai suoi piedi cadevano.
Ma ancora nel cuore gioiva,
davanti a quei colori stupendi,
al rosso del fuoco, che lo avvolgeva.
Fu quell'ondata improvvisa
di gelo che gli fermò il cuore,
che gli bloccò le gambe.
Ammutolito, apprese la notizia
della sua fine, udì parole di gioia
per l'imminente arrivo
di un nuovo bimbo.
E, mentre si alzavano i calici
per il lieto evento, piegatosi
su se stesso, si consegnò
ad una pagina di un libro
di storia.
Forse…chissà!
Forse…chissà!
L'avevo in me da un tempo lontano,
ma mai le ho teso la mano.
Forse…chissà!
La portavo negli occhi e nel cuore,
ma mai le ho dedicato
attenzioni ed amore.
Forse…chissà!
Con voce suadente mi chiamava:
"Son io, la poesia. Ti voglio,
ti cerco, sei mia!".
Ma…sorda e cieca ero allora,
finchè non trovai una pagina,
azzurra come il mare.
Tante le onde, calme e pacifiche
alcune, altre più audaci,
a volte di stupirti anche capaci.
Ma…in quel cielo
che tutt'uno faceva con il mare,
ero al sicuro da ogni paura,
un esperto nocchiere
la mia nave guidava sicura.
Come compagni, persone
come me, amanti della cultura.
Fu allora che capii
che quella era la via.
E sorrisi alla poesia.
Dedicata a tutti i naviganti e al nostro insostituibile Nocchiere.
La fenice
Forse, sebbene affranta,
rinasce, novella fenice,
dalle ceneri la mia Musa.
Seppur nel dolore,
la sua voce addolcisce,
mitiga, lenisce ricordi
che la mente non riesce
a dimenticare, ma che il cuore
trasforma in gocce
di acqua limpida, essenza
di un fiume impetuoso.
La mia Musa, regina
incontrastata,
che oltrepassa la mera realtà
per vivere là…
dove mai tramonta
il sole ed è sempre
primavera.
Dedicata a questa meravigliosa pagina azzurra e a chi l'ha creata, con un
sentito "grazie" da parte della mia Musa, che mi stava per lasciare.
Natale bambino
Lasciamolo ai bimbi, il Natale,
ai loro occhi sgranati su luci,
festosi colori, sgargianti vetrine.
Lasciamolo ai bimbi, il Natale,
ai loro sogni ancora innocenti,
alla loro ingenuità, riflessa
nell'albero vicino al caminetto,
alle calze appese, che attendono.
Lasciamo che vengano riempite,
di chimere, di illusioni, di fole,
di ippogrifi, di unicorni, di renne,
di farfalle ballerine di neve,
di una barba bianca senza tempo.
A noi non più sogni, fantasie,
a noi solo la realtà.
Ma proprio in essa, l'autenticità.
Del vero Natale, il Natale povero
di chi attende una mano
da stringere, una parola da ricordare,
un sorriso per scaldare il cuore.
Lasciamolo ai bimbi, il Natale.
Il nostro, facciamolo continuare,
in ogni istante della nostra vita.
Gli occhi della poesia
Non si stanca mai la mia Musa.
Inventa, crea, svela sentimenti,
li fissa in versi, in parole,
parole magari trite, ma sempre
pronte ad esprimere nuove emozioni.
Ogni poesia è una creatura,
a volte fa la bizzarra,
inventa filastrocche,
un po' semplici, forse sciocche,
chissà, ma tutto esce dal cuore.
A lei ci si affeziona,
non riesci ad abbandonarla.
Ma perché farlo?
Perché a volte è triste?
Ma è sempre una scoperta
di chi c'è dietro a lei.
Una persona, un'anima,
con due perle che la rivelano,
gli occhi suoi.
Dedicata a Piero Colonna Romano: una poesia sulla poesia. Ho tentato!
Uomini
Tempo di regali.
Ecco l'uomo incerto.
Imbottigliato tra i profumi.
Il sicuro.
Quel completino intimo.
Infagottato tra mille colori.
Intanto passa il tipo
da una vetrina all'altra,
tra luminarie e stelle di Natale,
tra la scia di signore sui trampoli.
Uomini.
Impegolati in un "lavoro"
più pesante di quello quotidiano.
Uomini.
In giacca o cravatta,
in jeans o maglione,
non fateci un regalo,
bensì "il" regalo:
ricordatevi di noi,
ogni giorno dell'anno.
Troppo costoso?
Ma il più sicuro, il più gradito,
anche se non in commercio.
Dono
Annullarsi.
Fino a perdere
la propria identità.
Farsi goccia
per chi ha sete,
cibo per chi
ha fame.
E, giorno dopo giorno,
adornare così il volto
di una ruga di gioia.
(Per tutti coloro che credono nel Natale di ogni giorno).
Allergia
Ma è il freddo!
Già. E le lacrime son lì,
in bilico.
Occhi chiari, delicati, troppo.
Basta un riflesso, una brezza.
Già. Ed è lucido, lo sguardo.
Ma è quel raggio di sole,
birichino, che ha sfondato
il cielo nevoso.
Già. Ed è lì, sul bordo,
quella goccia , in bilico.
Poveri occhi!
Colliri, già.
Prove allergiche, giusto.
Esito.
Allergica alla vita.
A questa vita,
che impedisce
a quelle lacrime,
in bilico,
di uscire.
Dove sei?
Dove sei, mano forte e sicura,
che da me hai fugato ogni paura?
Dove sei, mano audace,
che dalla collina mi hai mostrato
un mondo a volte rapace?
Dove sei, mano di aquila,
che mi hai insegnato a volare,
sfidando tempeste e il temporale?
Dove sei, mano di ogni pericolo
incurante, che mi hai messo
per mare, come incerto navigante?
Tu hai infranto la campana
che mi teneva rinchiusa e protetta.
Solo un rimpianto e un desiderio.
Quello di aprirti per mostrarti
che quella donna ancora bambina
ogni solco su te segnato
l'ha percorso.
Senza più timore e con te
sempre nel cuore.
Dedicata a papà, che da poco mi ha lasciato.
Canto d'amore
Vorrei essere Selene, la misteriosa,
affinchè ti facesse ancora sognare
fino a tarda ora.
Vorrei essere Elio, il leone del cielo,
affinchè con la sua luce possente
fugasse ogni triste pensiero dalla tua mente.
Vorrei essere Zefiro, vento di Primavera,
affinchè ti rendesse profumata l'aria della sera.
Vorrei essere l'immensità del Mare
per starti ad ascoltare, un mare calmo,
pacato e suadente, che nulla pretende,
ma che sempre ti attende.
Vorrei essere una goccia di pioggia leggera
per sostituirmi ad ogni tua lacrima, vera.
Vorrei essere una stella che si stacca dal cielo
e che, diventando cadente, esaudisse
ogni tuo desiderio, latente.
Vorrei essere, infine, colei che tutto raccoglie,
la Musa della Poesia, affinchè tornasse da te,
per tenerti per sempre avvinto, in sua balia.
Dedicata ad un caro amico, che non trova più l'ispirazione poetica.
La scelta
Avevo riposto stelle di speranze
in quei laghi così scuri,
intrecciato sogni
nei lunghi capelli di seta,
immaginato carezze di vento
sulle gote così liscie.
Ti fissavo, mentre tu, ignara,
ridevi felice davanti al camino.
Rosso più del fuoco
il tuo volto, pieno d'amore,
sudate le tue mani, strette alle sue.
Fu allora che il fuoco si spense.
In quelle ceneri, la fine
della tua adolescenza.
In quelle ceneri, la mia estraneità
alla tua scelta di donna.
La rispettavo, ma preferivo
il fuoco ancora acceso.
Jonathan
Appollaiata su uno scoglio,
ti sentii, Jonathan…
"Non mi interessa il cibo,
mamma, ben altro io cerco".
"Ma perché non devi essere
come gli altri, figlio mio?
Accontentati".
Parole che non capiva, lui,
il gabbiano insoddisfatto.
Non può essere tutta qui,
la vita.
E…in alto si librò, ad ali spiegate.
Deriso e incompreso dallo stormo.
Ma che brivido, la velocità!
Che ebrezza sfidare il pericolo!
Sentire il respiro del cielo, del mare,
all'unisono col suo, farsi mare,
annullarsi là, dove il sole
incontra l'orizzonte.
Non avrà raggiunto l'obiettivo?
Che importa.
Fino allo spasimo aveva tentato.
E per lui fu più importante
quello che aveva provato
di ciò che non aveva raggiunto.
Storia di un gabbiano?
No.
Storia di ogni gabbiano che è in noi.
Basta ascoltarlo.
Voglia di giocare
Ti devo riprendere, o vita.
Tu che, come farfalla,
mi eri sfuggita,
in cerca di bolle di sapone.
Ti devo riprendere, o vita.
Tu, trottola impazzita,
incapace di fermarti.
Ti devo riprendere, o vita.
Ora aquila, dalle ali spiegate,
che osasti fissare il sole,
ora timido pettirosso,
contento di poco.
Ti devo riprendere, o vita.
Palla che rimbalza,
alta e bassa, mai ferma,
altalena che sale e scende,
scende e sale, senza tregua,
in un continuo gioco.
Ti devo riprendere, o vita.
Perché?
Ho ancora tanta voglia
di giocare con te.
Non deludermi.
Il cigno
Sfiorava appena le acque,
quasi senza bagnarsi.
Lungo il suo collo,
proteso verso il cielo,
rifuggente dalla meschina realtà.
Incedeva con portamento regale.
Lui, il cigno.
Simbolo di una splendida intesa,
che ha sfiorato le acque,
ma mai si è bagnata.
Era silenzio, intorno.
Ma ora ha cantato, il mio cigno.
E, abbassando il lungo collo,
nell'acqua è scomparso.
Carpe diem
E son turgide,
le gemme della camelia.
Vivono la pienezza
di una nuova vita.
Ora. Subito.
Accarezzate dai primi raggi
di un sole ancora
un po' assonnato.
Ma…questo il momento più bello.
Domani?
Uno splendido fiore.
Ma solo per poco
si concederà alla gioia
dello sguardo,
al profumo del vento.
Effimero.
Come la vita.
Ma solo in attesa
di una eterna fioritura.
"A Simone Magli. Ecco il mio Carpe diem, Simone. Un abbraccio. Sandra"
Mattino
Avvolta
in una nuvola
di nebbia
nascondo
i miei perché
e…
inizio
un
nuovo giorno.
L'interrogativo
E’ sempre uguale il cielo.
Sorge e tramonta il sole.
Ma ora è diventata sera.
All’improvviso.
E non so più
che destinazione avrà
il mio treno.
Il tempio della vita
E fu proprio
Davanti a quelle
fredde lapidi
che sentii
dentro me
il calore
della vita.
E quell’ombrello
Sopra il mio capo
Era la cupola
Di un tempio
Senza
confini.
Il tempio della gioia.
Di essere viva.
Il mio sognatore
Lo riconobbi subito, senza esitare.
Era lui, il mio sognatore,
assorto a guardare il mare.
Guardava lontano, verso l'orizzonte,
la fronte corrugata, come le onde.
Fermo lo sguardo, volitivo,
ma tradiva un rimorso, tardivo.
Il ricordo di suadenti parole
portava nel cuore, parole portate
dal vento, in un soffio lento, lento.
"Continua a sognare, non smettere mai,
qualunque cosa accada sulla tua strada.
Sogna col raggio del sole, in pieno giorno,
non ti curar dei più che attendon il tramonto.
Lascia da parte chi sogna di notte,
chiunque è capace, quando tutto tace.
Sogna in mezzo al frastuono,
ogni cosa, ogni oggetto, sempre
ti ricordino il mio grande affetto".
A tali parole si annebbiò lo sguardo
del mio sognatore, che non si era accorto
dello scorrere delle ore.
Quel raggio di luna che illuminava il mare
gli ricordò che un intero giorno
aveva trascorso a sognare.
Dentro di lui, una speranza amara, mai sopita.
Che quel sogno non fosse durato una vita.
Un minuto…una vita
Li guardo.
Impegnati nella verifica.
Le guerre puniche.
Che paura…della verifica
o della guerra?
Guerre lontane, perdute
nel tempo, guerre
con vincitori e vinti.
Un minuto di silenzio le interrompe,
un minuto lungo una vita,
anzi, quattro vite…
di una guerra di oggi.
Volano i pensieri dei miei ragazzi,
con le all-stars e i diddle,
zaino e diario all'ultima moda.
Nel cielo lassù, la storia
dei quattro soldati,
la storia lunga un minuto,
senza vincitori né vinti,
o meglio, solo dei vinti.
Dalla violenza del cuore umano.
Parole d'autunno
E, parola dopo parola,
mi immersi in un mare
giallo
di un caldo letto
di foglie autunnali.
La loro coperta mi avvolse
e, per un tempo
dilatato all'infinito,
riposai il mio stanco cuore,
aspettando un'altra primavera
Il profumo dell'amicizia
Sarò raggiante,
quando verrà quel momento,
quando il sogno diventerà realtà.
Sarò vestita di nuvola,
stelle saranno i miei occhi.
Il sole, baciandomi,
mi dipingerà sul volto
un leggero rossore,
mitigando il pallore lunare.
Metterò un fiore tra i capelli.
Il suo profumo renderà
inebriante l'aria,
mentre il vento
lo porterà ovunque.
Invano ogni donna lo cercherà,
ma non è in commercio.
E' un dono, celestiale,
angelico, spirituale.
E' il dono dell'amicizia,
vera, disinteressata, gratuita,
quella che nessun denaro
potrà mai acquistare.
Il ricamo
Era splendida la mia tela.
Novella penelope,
col filo della vita
muovevo sicuro il mio ago.
E ricamavo giorni felici
di favole senza tempo.
Prendevan vita con abili mani
sogni mai rivelati di nuvole
inconsistenti, impalpabili.
Un gioco ? Forse.
Ma reali eran trama e ordito.
Reale chi insieme a me
guidava la mia mano.
Ma un mattino,
al mio risveglio,
tutto era svanito.
Una mano invisibile
aveva preso quel filo.
Un attimo, un sogno infranto,
una delusione cocente.
Era bello quel ricamo.
Ma io tenevo stretto l'ago.
Spuntava il sole e con lui una nuova tela.
Una nuova vita, un nuovo sogno.
Tutto mio.
Solo mio.
Un'altra estate
Una tenda che leggera
s’affaccia alla finestra,
spargendo profumo di mare.
Una deserta piazza assolata.
Zolle spaccate dal sole.
Una rete di pescatori
intrecciata da mani
esperte, nodose,
incallite dall’antico lavoro.
Una conchiglia abbandonata,
avvolta su se stessa.
Dentro…
Il suono di un cellulare.
Dimenticato.
Anche questa è estate.
Il treno della vita
Era tutto pronto,
io ero pronta,
ma lui era partito.
Che strano!
Un treno in anticipo?
Il contrario, semmai.
Ma questo era speciale.
E' vero,
era il treno della vita!
Sola andata.
Ma ormai,
solo un puntino,
laggiù.
E non ho fatto in tempo.
Ma, che sollievo!
Eccone un altro.
"Mi scusi,
destinazione vita?".
"No, signora, mi dispiace,
solo il precedente
andava là".
Ho preso quello seguente.
Ora?
Sopravvivo.
Oltre
E vedo la natura che si rinnova.
Eppure penso “oltre”…
a quando arriverà il solleone
e poi il vento d’autunno.
E vedo i monti imbiancati.
eppure penso “oltre”…
a quando la neve si scioglierà.
“Oltre” è il mio pensiero,
in ogni momento
della mia vita.
Mi tiene per mano,
semplice, discreto.
E’ il mio ricordo,
il mio presente,
il mio futuro.
Sogno…? Poesia…?
Entrambi o nessuno.
E’ la parte che appare
solo a chi mi conosce
e dentro mi sa guardare.
E’ la nostalgia
in un momento di allegria,
una lacrima mentre sorridi.
E’ la goccia che non si vede
ma che pizzica
l’acqua del fiume,
spingendolo al mare.
E’ il benevolo disordine della vita.
Alla poesia
Con te…
quanto abbiam navigato
verso l’orizzonte!
Con te…
quante volte ho rivolto
lo sguardo alle meraviglie
del cielo!
Quanti interrogativi
ti ho affidato!
A volte senza risposta!
Mai ti abbandonerò!
Non ti chiedo di cambiare,
ma solo di portare
la nostra nave nel porto,
di accendere
con la luce delle stelle
la mia vita.
Quella di tutti i giorni.
E… con te…
sarà stupendo
trasformarla in poesia,
come dono
a chi con noi
non ha mai navigato.
Spiragli di luce
Silente il paesaggio emana luce.
Tenta un varco tra nuvole
assonnate un pallido sole.
Dormi, dormi.
Per te presto è ancora.
Sfiora il primo raggio
il biancore della campagna.
Sogno sull’innevata coltre
l’oro delle future spighe.
E dei girasoli, il tondo volto,
che si offre al calore del sole.
Il vero Natale
E’ passato.
Il giorno più atteso,
preparato con cura,
perfetto, sereno, festoso.
Il giorno dopo,
meno luminoso l’albero,
più scialbi gli addobbi,
senza cera le candele.
Il mattino avanzato
coglie occhi assonnati,
che a fatica affrontano
la luce del nuovo giorno.
Ma ora il compito
più impegnativo
mai finito.
Crescere il neonato,
con cure amorose,
con mille attenzioni,
con affetto e amore.
A noi ha affidato
questo privilegio,
non dobbiamo deluderlo.
La luce del presepe,
dell’albero
mai si spegneranno.
Le sue braccia
accoglieranno
delusioni, dolori,
amarezze,
ma anche risposte.
Ecco,
oggi inizia
il vero Natale.
Mare di neve
Improvvisa mi ha colto la neve,
bianca, soffice, spumosa,
da fiaba, da velo di sposa.
Improvvisa una conchiglia
tra le mani.
Fiocchi di pensieri,
portati dal vento,
volano irrequieti,
impazienti,
senza tregua,
senza posa alcuna.
L’avvicino all’orecchio.
Ed ecco,
una voce lontana,
che sa di mare,
di voli di gabbiani,
Li vedo, i miei fiocchi.
Presi dalla nostalgia,
da lui,
dimenticato
nel freddo inverno.
Eppure stupendo,
ammantato di bianco.
Da uno scoglio,
il pianto di un bimbo
infreddolito.
Lieve lieve,
si posa un gabbiano.
Con le sue ali aperte
Lo riscalderà.
Auguri! Auguri!
Portati dal vento,
da qualche stella di passaggio.
Carpiti da cellulari e da mail.
Che traffico lassù!
Da una parte all'altra del globo intero.
Frasi, pensieri, immagini,
musiche, dilatati
in un tempo,
in uno spazio
senza confini.
Lontano…
avvolti dalla nebbia,
ricordi di pranzi festosi,
di abbracci, strette di mano,
baci e carezze
davanti al presepe.
Ma che importa?
Identico il messaggio:
AMORE
Aquila dalle ali aperte,
spalancate.
Aquila che su cime innevate
voli, sfiorando il cielo,
sfidando le intemperie.
Aquila mai stanca,
immersa in una dimensione
senza tempo,
incurante della quotidianità.
Aquila amante del pericolo,
ebbra di vita,
mai sazia di vita.
Aquila assetata
di cascate impetuose,
di fiumi in piena,
dove gettarsi a capofitto.
C'è tempo per essere
un pettirosso,
per cibarsi di briciole.
C'è tempo per fermarsi
sui rami della stessa pianta,
c'è tempo per voli tranquilli,
brevi, per acque placide,
quasi immobili.
Non ora.
Non in questo momento.
E' ancora tempo di sfida,
di incognito,
di voli pericolosi,
protesi verso l'alto,
sempre più in alto.
In un sogno che mai finirà.
Perché il sogno è vita.
E' aquila.
La partita
Si ribella un povero cuore.
Stanco di far la riserva.
Lui, un tempo,
giocatore infallibile,
mai un colpo fuori dalla rete.
Ma il destino è cambiato.
Guarda dalla panchina.
Due, tre minuti di gioco.
Ogni tanto.
Illusione fugace.
Lui?
Effimera presenza.
In una partita
senza vincitori né vinti.
Un fischio dell'arbitro.
Espulso.
Guarda lo spettacolo
che continua,
anche senza di lui.
Ma almeno il tifo
lo può fare,
lo vuole fare.
Per quale squadra?
Quella che alla fine vincerà.
La sua.
Perché ha un bravo allenatore.
Quanto insicura, la sicurezza!
Quanto incerti, nella certezza!
La sofferenza,
il dolore,
lontani, ormai!
Solo ricordi,
avvolti nella nebbia
lattiginosa.
Sepolti,
archiviati.
Un libro impolverato
in una biblioteca.
Ma…ecco un particolare,
insignificante…
Si apre quel libro,
che t'illudevi morto.
L'impronta di una goccia
su una pagina…
Un buco nella ragnatela…
Il libro parlante,
il libro della vita.
La vita di papà.
Il CD
Il cellulare è spento.
Nello spazio di un cd
riempio quel vuoto.
Abbandono totale.
Fiocchi di ricordi,
silenziosi, leggeri,
fiumi di sensazioni,
emozioni,
che tolgono il respiro.
Fluido che scorre
dentro di me,
senso quasi fisico
di svenimento.
Nebbia di incenso
autunnale.
Soffio di profumo
avvolgente,
inebriante,
struggente.
Dove il confine
tra veglia e sonno?
Impalpabile senso
di leggerezza.
Quella del primo amore,
delle ali
dei sedici anni.
Occhi spalancati sul mondo.
Occhi di ragazza,
poi riempiti
dalla coscienza
di una donna.
Ora...occhi chiusi,
insieme al cd.
Ma...sotto le ciglia...
il sogno.
Dentro il petto
un cuore azzurro,
aperto,
anch'esso spalancato.
Mai sazio di dare,
sempre pronto a ricevere.
Cuore di ragazza,
mai cresciuto.
Davanti a lui,
un tempo infinito.
Fatto di cd,
che mai si fermeranno.
Mai!
essenza
Cade una goccia,
silenziosa,
sulla superficie dell'acqua.
Ecco,
infiniti cerchi,
sempre più ampi,
si annullano
in un fiume lento,
si perdono nel mare.
Anche noi,
piccole gocce.
A fior d'acqua
nel mare della vita.
I cachi
Un'estate diversa,
triste, se vogliamo.
Si è portata via papà
e un amico tanto caro.
La pioggia incessante
ha spento il giallo del grano,
dei girasoli e il rosso dei tramonti.
Ha fatto chinare il capo ai fiori.
Non più
il roco canto delle cicale
stamane
nè forse i grilli stasera.
Un'estate diversa,
che si è portata via
un pezzetto del mio cuore.
Ma...batte ancora!
E i frutti acerbi dei cachi
mi bloccano una lacrima,
mi strappano un sorriso.
Quando il vento d'autunno
tutte le foglie avrà strappato,
quei frutti,
di un bell'arancione,
faranno luce.
Ecco...il primo albero di Natale!
Stilizzato.
Preannuncio di un nuovo anno,
di un'altra estate.
Ma ...
radiosa!
Il gioco dell'oca
"Ora lancia tu".
"Quattro".
Uno, due, tre e quattro.
"Ho vinto un giro!".
"Ecco. Il solito fortunato".
Da dove queste voci?
Una robusta,
l'altra aggraziata.
Ma son loro?
Non è possibile.
Lui, con la sua voce da uomo,
lei,maggiorenne, con il fidanzato.
Eppure, si...
Il cuore si stringe,
gli occhi si appannano...
ma...di felicità.
Sono i miei eterni bambini.
Nell'afa estiva,
le cicale accompagnano un gioco antico.
Ma riscoperto
avvolto dalla ragnatela dei ricordi:
il gioco dell'oca.
Scusate play-station e reality show!
Ma "il fanciullino" stavolta
ha preso il vostro posto.
E "i due fanciulli"
han preferito
l'animale meno intelligente
che ci sia.
Una povera oca?
Non proprio e non solo:
il dialogo,
che, per fortuna,
esiste ancora!
Stelle di nebbia
Nastri luminosi.
Frazioni di secondo.
Occhi senza tempo
spalancati nel buio.
Silente attesa.
Desideri repressi
dalla nebbia invernale,
frementi di uscire allo scoperto.
Oh, finalmente!
Ecco un nastro filante,
e poi un altro...
e un altro ancora...
E adesso?
Che peccato!
Che delusione inattesa!
Nebbia fitta avvolge l'abito blu
di broccato,
trapunto di diamanti.
Dormono i desideri
sotto le ciglia,
aspettando...
la prossima estate.
Lo specchio della vita
E gira gira la trottola.
Al canto delle cicale,
per campi assolati.
E gira ogni giorno senza posa,
per strade ormai imparate a memoria.
Rallenta…poi riprende;
a volte sbanda,
ma si rimette a girare.
Non può fermarsi.
La vita le imprime il movimento.
Distrutta e affranta,
a volte sopraffatta
da un’angoscia indicibile,
si rifugia
in surrogati di felicità:
un centro commerciale oggi,
un negozio domani…
Ma…
È tutto inutile,
una perdita di tempo,
e lei…
di tempo ne ha poco…
Qualcuno l’aspetta,
al bivio della vita.
Qualcuno che non ha più scelta.
Lì la trottola termina
la sua corsa,
tira il fiato,
è arrivata al capolinea.
Ritorna la trottola,
ma sbanda…poi…
scivola su un lato…
e lentamente…
si ferma.
Fine corsa.
Il perno che la reggeva,
che le dava il movimento,
la vita,
l’ha lasciato al capolinea.
Prigionia o libertà?
Un gatto e un gomitolo.
Amore a prima vista.
Immobilità assoluta di entrambi.
Due fanali azzurri non lo lasciano un attimo.
Impercettibile presa di posizione.
Poi...Il tuffo e...immersione!
E' mio!
Pelo e filo...filo e pelo,
intricati, avviluppati.
Capriole gioconde di conquista!
Ora è tra le zampe.
Sfugge ma...è di nuovo catturato.
Groviglio di coda e lana.
PRIGIONIA.
Collana di lana
che impedisce il respiro...
Cerco il bandolo e...lo tiro...
LIBERTA'!
Intervento provvidenziale.
Obiettivo raggiunto.
Ma solo per gatto e gomitolo.
NOI?
Immersi nel groviglio
alla ricerca
di un superiore intervento,
di quell' intervento provvidenziale.
Il dispetto
A dispetto delle nuvole nere.
Della pioggia insistente.
Di questa indefinibile stagione,
strana e imprevedibile.
LEI.
Solo un'unghietta.
MA...
sufficiente
a rischiarare la notte.
Sufficiente a dirci
di aver fiducia.
Domani?
Forse...
Ma arriverà.
Come sempre.
La primavera.
arcobaleno
Che bella invenzione i colori!
Fiera, li indossavo:
viola, arancione, verde,
ma tutti in sintonia,
mai sfacciati.
Davo sull`occhio, questo sì,
ma in positivo.
Vedevo nelle amiche
uno sguardo a volte d`invidia,
furtivo.
Una volta...!
Ma non tanto lontana,
pochi mesi fa.
Oggi la scelta cade sul nero,
sul grigio o sul blu.
Sul classico, direte!
No! Sul plumbeo di un periodo
triste, doloroso.
Specchio di un temporale
nel pieno della sua furia.
Nuvole gonfie di pioggia.
Cuore gonfio di lacrime.
Ma...ecco...
Un colore dispettoso,
resiste addosso a me,
nonostante tutto...
Eliminarlo? Non posso.
E` da quando son nata che lo indosso.
E` un dono del Signore.
Quasi un dispetto al plumbeo del cuore,
spiccano sul mio viso
due pezzetti di sereno.
Mi invitano alla speranza.
Dopo il temporale...
l`arcobaleno...!
pioggia
Piove.
Le mie lacrime confuse
con le gocce
che mi scendono sul volto.
Profumo di pioggia.
Profumo di ricordi ormai sbiaditi.
Di attimi che si perdono nel tempo.
Tornerà il sole.
Ma niente sarà più come prima.
relax
Un tavolino al bar.
L`unico con la lampadina spenta.
Musica dolce, avvolgente
come spirali di fumo.
Immersa nella nebbia dei miei pensieri.
Un caffè.
Solo per me.
Un unico difetto.
Troppo ristretto.
L`avrei voluto lungo...tanto...
Una vita....
cercasi
Sentite! Avete visto in giro la mia vita?
Non la trovo più.
Eppure, fino a poco tempo fa, mai mi aveva lasciato.
Che può esserle successo?
Che sia perché da qualche mese la sto trascurando?
Perché da mattino a sera non le do più retta
e mai mi fermo ad ascoltarla un po`?
Già. Penso che ce l`abbia con chi le ruba tutto il tempo.
E non so darle torto.
Mai prima d`ora l`ho a tal punto trascurata
per dedicarmi a chi ha bisogno di me.
E sono tanti.
Ogni giorno le dico:"Oggi è la volta buona.
Ti dedico un`oretta e stiamo un po` insieme
come ai vecchi tempi.
Ma poi non mantengo la promessa
per cause di forza maggiore.
di passeggiare di nuovo insieme,
di leggere ed ascoltare musica con lei.
Dobbiamo percorrere insieme ancora tanta strada.
Forse riusciremo anche a realizzare quel nostro sogno.
Quale?
Ma quello che attendiamo da tanto!
Lo sai bene,VITA!
Quello di VIVERE!
Flash
All`improvviso arriva
e ti annienta.
Quello che stavi facendo,
qualsiasi cosa,
si sbiadisce e si scolora.
Prima, la tranquillità di un gesto quotidiano.
Poi,il nero.
Subitaneo.
Un attimo.
Ricordo di un triste momento
ormai passato.
Ma lo è davvero?
Il flash è sempre pronto.
In agguato.
Lottare? Cacciarlo via?
Certo!.
Ma...tornerà...
Fra tanto tempo?
No.
E` già qui. l`aspetto.
Inverno dell`anima
Stesa sul letto.
Incapace di mettere fine
ad un sonno e ad una stanchezza
accumulati da chissà quanto tempo.
Invoco una tregua.
Supplico di ritrovare un barlume
della donna che ero.
Donna che amava farsi e sentirsi bella.
Per gli altri, ma soprattutto per se stessa.
Devo!
La stanchezza che porto con me
se ne andrà
come foglia portata dal vento.
Allora sentirò di nuovo
il profumo dei tigli
forieri di quella di un tempo.
E rifiorirò.
Insieme alla primavera.
Vita
Passeggio di sera nel vialetto di casa.
Vento di autunno muove le foglie,
le colpisce, le fa cadere, uccidendole.
A terra mulinelli impazziti.
Foglie già morte che stridono.
Ma.....alzo gli occhi....
Una candida luna piena mi sorride.
Volgo lo sguardo intorno.
Tre candide rose mi sorridono.
Sento il loro delicato profumo
portato dal vento,
lo stesso vento che uccide le foglie.
E soffia...ancora più forte.
Ma la vita trionfa.
Sempre.
Io, di nuovo!
Seduta in macchina...sotto gli alberi.
Bloccata nel parcheggio...aspetto.
Una nevicata di foglie. Gialle.
Che tristezza? Autunno?
No. Gialle come il sole, come l`oro, come i girasoli.
Stupende.
Gialle come la grinta che sento dentro di me
e mi fa sentire in grado di affrontare tutto e tutti.
Ho ritrovato me stessa.
E ne sono fiera.
Nonostante tutto!
Nonostante tutti!
A dispetto di invidie, chiacchiere e pettegolezzi.
Cosciente che tutto passa,
tutto è fragile.
Ad un amico
Appena ho saputo, ti ho cercato.
Non ci credevo.
Dovevo trovarti, rivederti, salutarti.
Almeno per l`ultima volta.
Ma non ti trovavo.
Ho percorso sotto la pioggia
(o sotto le mie lacrime?)
strade affollate,
illuminate,
eppure deserte.
Perché non c`eri.
Ho riempito il carrello di cibi superflui
tolti a caso dagli scaffali;
e più il carrello era pieno
più mi sembrava di colmare il mio vuoto.
Perché non ti trovavo.
Allora ho capito.
Dovevo cercarti altrove.
Non in un luogo,
non per le strade
e nemmeno a casa.
Ma...
Nei suoni.
I tuoi suoni.
Nell`armonia che sapevi far uscire
dagli strumenti,
i tuoi strumenti.
Scarpe
Senza scarpe non può stare,
chi per il mondo vuole andare.
Senza scarpe si è come nudi e persi;
in mezzo alla gente, ci si sente diversi.
Senza scarpe? Impossibile!
Esse son pronte in ogni momento,
si adattano ad ogni movimento.
A volte son una tortura;
ad esempio, per far bella figura.
Belle e impossibili, come le star di Hollywood;
comode e rassicuranti per chi con gli anni è avanti;
stravaganti, colorate, per ragazzine
che le voglion griffate;
comode e calde,in un salotto col camino acceso.
Ma, suvvia! Facciamo delle eccezioni!
In due casi, almeno!
In quel bambino a piedi nudi nel suo passeggino.
In quella ballerina che, facendoci sognare,
come una farfalla insieme a lei nel cielo ci fa volare.
E senza scarpe!
Bentornata
Bentornata, amica mia.
Amica che tutto copri di un velo impalpabile.
Amica che impedisci di vedere il cielo.
Amica che, nonostante a molti crei malinconia,
sai ispirarmi una poesia.
Amica, ti do la “benvenuta” e un piccolo favore ti chiedo.
Accoglimi dentro il tuo velo.
Nascondimi per un po’ ad occhi indiscreti
che frugano nei miei più nascosti segreti.
Solo per un attimo dammi una tregua,
donami un momento di pace.
Solo per me.
Poi, prenderò un raggio del sole che tu nascondi.
Lo porterò con me sulla terra.
Lo regalerò a quelli che mi amano e che amo.
Come faccio da sempre.
Amore a modo mio
Una poesia d'amore? Sull'amore?
Mi ha sempre spaventato e l'ho sempre evitata.
L'amore non si può descrivere nè raccontare.
Non ha bisogno di parole perchè basta uno sguardo.
Non ha bisogno di baci appassionati
perchè basta una carezza.
Si nutre di silenzi, che dicono più delle parole.
Dita che si sfiorano appena,non amplessi,
non corpi che si uniscono.
Sdraiati vicini, senza toccarsi
ma solo ascoltando i propri cuori battere in sintonia.
Andare per strada e sentir dire:"Guarda quei due! Come sono innamorati!".
L'amore è trovarsi a parlare contemporaneamente
perchè anche i pensieri sono gli stessi delle parole pronunciate.
L'amore è timido, impacciato,non è mai volgare.
Non conosce sguardi accesi nè di sfida,
ma solo sguardi teneri, di complicità.
Dimenticare il tempo, l'ora.
Dimenticare quando, dove e come tutto è cominciato.
E' l'amore che ti trova, non tu che trovi lui.
L'amore non sa cosa vuol dire "anniversario",
perchè è senza tempo, c'è in ogni attimo della tua esistenza.
L'amore è sapere che qualcuno ti protegge
contro tutto e tutti, senza timore.
Chi conosce questo amore diventa adulto,
sicuro di sè.
Io?
Io sono ancora bambina.
La maschera
Ogni giorno la devo indossare, come ognuno di noi, del resto.
Ma per me da un po' di tempo a questa parte è diventata obbligatoria.
E' come un vestito per essere a posto in società.
Con lei vado al lavoro e nessuno sa.
Con lei cerco di portare in famiglia serenità.
A volte, addirittura, si spinge oltre il limite,
consentendomi anche di ridere e scherzare,
tanto che mi sorprende.
Mi sento come la vecchia signora di Pirandello
che, tutta imbellettata,
alla vita cerca in tutti i modi di rimanere attaccata.
Invece anche lei ha il suo dramma nascosto,
ma lo tiene celato e ben custodito.
E il mio dramma qual è?
La consapevolezza lucida e chiara di averlo.
Io lo so.
So che di tale espediente non posso fare a meno.
So che ogni giorno la vita imperiosa mi chiama
a svolgere un ruolo che di sdoppiarmi mi chiede.
So che ad una persona giunta al tramonto
dovrò portare serenità in ogni secondo.
Il mio vestito si tinge di forti colori
per alleviare i suoi dolori: il giallo e l'arancione
per dare l'idea che, anche se piove e non c'è sereno,
uscirà l'arcobaleno.
Ma......
Ma la maschera in certe occasioni ha bisogno di essere tolta.
E' una necessità,un bisogno impellente
di eliminare quell'immagine che si offre alla gente.
Non occorre aspettare la fine della giornata.
Una qualsiasi occasione diventa pretesto
per mostrarmi a viso aperto.
Una canzone? Una poesia? Un ricordo?
Un profumo o un luogo?
Ma più spesso un segno di affetto e comprensione
fanno alleviare la tensione.
Cade la maschera. Ecco me stessa.
Ecco il sollievo di un pianto liberatorio
che, alla fine, mi lascia come svuotata,
priva di difese ma insieme rinfrancata.
Anzi, quasi per paradosso, mi dà ancora più forza
per servirmene ogniqualvolta lo richieda l'occasione.
Ma quando?
La risposta?
Sempre.
Senza mai alcuna sosta.
A papà
C'è una pianta nel mio giardino.
Esiste da quando sono nata, anzi,
c'era già prima che io nascessi.
Il tronco robusto, la chioma folta,
larghi i rami, tesi verso il cielo,
aperti come tante braccia.
Tante, tante volte mi ha offerto la sua ombra
nell'afa estiva.
Tante, tante volte mi ha fatto da riparo
dalla pioggia e dal vento.
Dall'alto mi ha visto crescere,
diventare donna, moglie, mamma.
Mai nulla l'ha spezzata.
Due piante più piccole, nate da me, ha visto prendere vita
ai piedi del suo tronco.
Una gioia per lei vederle!
Anche a loro ha offerto rifugio.
Quante stagioni ha visto passare!
Quante foglie cadere e poi ritornare!
Ora però pian piano ad una ad una
scendono su quelle piante,formando un tappeto.
Lei sta perdendo la sua chioma,
si sente stanca e indebolita.
Non sa se farà in tempo a rivedere le nuove foglie,
ma è ugualmente felice.
Ha svolto il suo compito che mai sarà dimenticato.
Sa che in quelle piantine ha lasciato una parte di sè.
Sa che un giorno anche loro offriranno rifugio, riparo, ombra.
Sa che ogni sua foglia, anche la più piccola,
avrà loro trasmesso il valore della vita.
La luna secondo me
Adoro la luna in tutte le sue facce.
Lei mi ispira un senso di mistero
quando appare nel cielo tendente al nero.
A volte si mostra solo a metà
e si avvolge con una specie di velo
quasi temesse di farsi vedere dal cielo.
Con quanti aggettivi a lei i poeti si son rivolti,
magari con le lacrime che rigavano i loro volti.
Da sempre lei ascolta i sospiri degli amanti
e mai si stanca di ascoltare i loro pianti.
A modo suo è partecipe delle vicende umane
ma una sorta di distacco vuole conservare
da chi la sua privacy ha voluto violare.
Io son immortale, eterna giovinetta
e nel cielo me ne vo senza fretta.
A volte intera mi faccio vedere, ma non tutte le sere.
Spesso accontentarvi dovrete
di ammirarmi calante o crescente.
In ogni caso o frangente
non venite a cercarmi perchè non serve a niente.
Statevene sulla terra con le vostre astronavi!
Nulla di me lasciarvi scoprire vorrò
perchè vergine son stata creata
e come tale rimanere per sempre intenzione ho!
Al sole
Ho scritto di getto parole per le cicale e per la luna.
E il sole? La" lucerna del mondo"?
Che fatica di lui parlare e qualunque rima riuscire a fare!
Il motivo? Chi lo sa individuare?
Forse la sua luce abbagliante mi affascina ma anche mi fa tremare.
Lui infatti mai si lascia guardare.
Eppure di lui non possiamo fare a meno.
Col suo potere trasforma un giorno nuvoloso e triste in uno sereno.
La sua presenza cambia ogni cosa
rendendola gioiosa e splendente
mentre prima si confondeva con il niente.
Quando lui appare, la malinconia in festa sa tramutare.
Pensate ad un lago, un monte, un mare
prima e dopo il suo intervento!
Che portento!
Che capacità di trasmettere a tutti felicità!
Per questo da sempre alla luce divina è paragonato.
Come lui Dio non si può guardare
ma i suoi benefici effetti e il suo calore
ci è dato sperimentare.
E allora non resta che dire un "grazie"
a questa forza del creato che Dio ci ha donato!
La maggiore età
Da oggi ho una figlia maggiorenne.
Una figlia che andrà a votare,
anche se con le Barbie ancora vorrebbe giocare.
Cosa prova una mamma in tale occasione?
All'apparenza un po' di euforia.
Si dà il regalo e si festeggia in compagnia.
Ma dentro di sè ha un qualcosa
difficile da definire;
forse è esagerato ma si sente quasi morire.
Ci sarà pure una spiegazione
ma non la stiamo a cercare.
Una cosa sola si può affermare:
che oggi per la seconda volta
è stato tagliato il cordone ombelicale.
A me legata più resterà
e come una splendida farfalla
il volo prenderà.
La mia micia
Sono una micia fortunata perchè son da tutti amata.
Sono una micia intelligente perchè vivo tra la gente.
Sono una micia piena di simpatia perchè ho nome Melodia.
Sono una micia un po' "pumata" ma mi piace la panna montata.
Sono una micia raffinata perchè mangio tonno e orata.
Sono una micia siamesina perchè vengo dalla Cina.
Sono una micia che ama la terrazza perchè sempre ci "scorazza".
Sono una micia che sui tetti va per cercare uccellini qua e là.
Sono una micia che si dispera se la lascian sola da mattina a sera.
Sono una micia un po' piccolina e infatti mi chiaman anche "micina".
Sono una micia chiamata "possatte" perchè ho il pelo color caffelatte.
Sono una micia sempre compunta, che spesso dorme sulla trapunta.
Sono una micia molto pimpante e mi piace la gente elegante.
Sono una micia molto educata e mi piace la gente altolocata.
Sono una micia con le unghie ben affilate ma mai le ho usate.
Sono La micia che fa compagnia
a quella che ha scritto questa poesia
quando le prende la malinconia!
Nostalgia
Voglia di gente semplice, onesta e sincera,
senza tanti grilli per la testa.
Voglia di gente che non ha timore
di guardarti dritto negli occhi,
perchè non ha nulla da nascondere
dietro ad un paio di occhiali da sole.
Voglia di sentire ricordi di un tempo che fu.
Voglia di ritrovare una semplicità di vita,
nutrita di saldi valori,
incurante di abbigliamenti firmati
o di gruzzoli in banca depositati.
Voglia di riscoprire antiche tradizioni,
di tenerle in vita, a dispetto dell'imperante conformismo.
Voglia di amiche sincere,
che non ti pugnalano alle spalle,
che non ti considerano a loro inferiore.
Voglia di credere che da questo mondo
non è scomparsa la parola "bontà".
Selene
Ti si può guardare senza bisogno di creme solari
o di occhiali con lenti particolari.
Si può stare per ore a fissarti senza temere il tuo chiarore.
Emani una luce soffusa, delicata,talmente evanescente
che mi fa pensare, chissà perchè,
ad un profumo fiorito, delicato,
composto interamente di fiori freschi, veri,
non frutto di laboratori.
Sulla scia dei miei studi passati
conosco il tuo vero nome: Selene ti chiami,
e, pronunciandolo, i suoni si distendono lunghi,
non aspri, non secchi,anzi, un tantino effeminati.
Tu, selene, odi truccarti.
Sei sempre di un colore naturale,
di madreperla, e, come lei, sei lucente, raffinata e bella.
Non puoi dunque che essere associata
ad una stilnovistica fanciulla,
di carnagione chiara, con al collo bianche perle.
E infine, sei giovane, Selene!
Circa quindici o sedici anni.
Una fanciulla! E per di più innamorata!
Non lo vuoi ammettere,neppure a te stessa.
Vi vedete poco, anche perchè lui è forte, invadente, lontano
e molto più anziano di te.
Intendo Elio, ovviamente.
Rari e molto brevi i vostri incontri;
tu, timida, ti fai da parte e gli cedi il posto.
Ma del tutto non te ne vai.
La tua vendetta in serbo hai.
Il cielo è grande e la terra gira.
"Caro Elio, fai pure da padrone!
Io me ne vado ad allietare le notti ad altre persone.
Diffondo in un'altra parte del mondo il mio chiarore
insieme al canto dei grilli
che mi tiene compagnia per ore ed ore".
Il gioco
"Mamma, mi comperi una pistola?"
"Certo,caro. Scegli quella che vuoi".
"Grazie,mamma. Sarò bravo, te lo prometto.
Tanto è finta e non può far male. E' un gioco".
Trionfante a casa il bambino mostra il regalo agli amici.
Giocano insieme alla guerra.
Anche i nipotini dei G8 avranno ricevuto tanti regali.
Certo. Forse anche dei DVD con la guerra in diretta.
"Nonno,guarda! Per tv ci sono altri bimbi come me con il fucile in spalla!".
"Nonno, hai fatto un regalo anche a loro?
Sono felici di giocare alla guerra, vero?".
Fissa il nonno lo sguardo sul nipotino
e poi su quei bambini.
Gli stessi occhi. La stessa età.
Ma gli altri non giocano. Fanno sul serio.
Devono ringraziare quel nonno che ora ha distolto lo sguardo.
Scende una lacrima.
Per chi non va a scuola ma fa la guerra.
Per chi ha perduto la sua infanzia.
Per chi è già un uomo.
Dio esiste
In quell'uomo rimasto nel confessionale
per un tempo interminabile.
In quella bambina che dopo di lui ha compiuto la stessa azione.
E allora? Che c'è di strano?
Dio esiste.
L'uomo si sposta e si avvicina ad una donna sola.
Gli occhi negli occhi.
Le dita intrecciate sul banco.
La bambina esita ma alla fine cede.
La sua mano in quella del papà
con gesti impacciati che tradiscono la timidezza.
Ma ce la fa.
Dio esiste.
In quella famiglia riunita.
Un litigio? Un alterco?
Che importa?
Le mani sono intrecciate.
Gli occhi si cercano.
I tre cuori sono ora uno solo.
Mare
Fisso i tuoi occhi azzurri.
Mi perdo nella tua immensità
per poi ritrovare me stessa.
Riempio di te i miei sogni.
Mi lascio cullare dalla tua melodia.
E mi vedrai davanti a te
in cerca dei tesori che racchiudi nel tuo grembo.
Quelli che ti sfuggono li raccoglierò.
Avvicinandoli agli orecchi
la tua voce mi terrà compagnia.
Sempre.
Perchè tu, o mare, vivrai in eterno.
Società
L'argomento, lo confesso, è assai delicato
soprattutto perchè da più angolazioni può essere trattato.
La prima immagine che mi viene in mente?
E' ovvia, scontata, quella di "gente", di insieme di persone.
Persone impegnate in vario modo a costruire un futuro migliore;
persone che, dopo aver a lungo lottato, i propri diritti hanno conquistato;
persone che ancora vedono la propria dignità negata, calpestata;
persone che lo sono solo di nome ma non di fatto,
per le quali la parola "società" è solo un nome astratto,
privo della sua più vera essenza, quella di "unione", di "pacifica convivenza".
Eppure, no! Mi ribello con tutta me stessa ad un'immagine così negativa!
Di questo non mi accontento e cerco un minimo comun denominatore
che unisca genti di varie usanze e colore,
un qualcosa che per tutti sia uguale, anche se semplice o banale.
A qualcuno può davvero sembrarlo, perchè di un suono di campane si tratta,
ma tutti ci accomuna, perchè è simbolo della vita, che è "una".
Lieto e festoso per una coppia che suggella il suo amore,
per lo sbocciare, nel grembo di una madre, di un fiore.
Mesto, lento, grave per chi proprio la" società"
deve lasciare.
Italia mia
Italia dai mille volti, dalle infinite sfaccettature;
Italia miniera di tesori, ricca di storia,
incontro di civiltà, di culture,di usi e costumi, di idiomi e dialetti.
Italia conosciuta in tutto il mondo
per uomini famosi a cui ha dato i natali.
Italia immortalata per le sue bellezze naturali:
le cime innevate, le spiagge, l'azzurro mare,
città uniche al mondo che ognuno vorrebbe visitare.
Ma non manca forse qualcosa a questo ritratto?
Certo, manca l'elemento più importante, di fronte al quale
ogni altro diventa insignificante.
Manca il nostro Sole, non solo quello che splende d'estate,
ma soprattutto quello che in ogni stagione ci riscalda il cuore
attraverso il Papa, che rappresenta il Signore.
Qualcuno
Nella mia vita ora c'è una novità.
C'è "qualcuno" che scandisce il mio tempo,
occupa i miei pensieri e non mi lascia mai.
Soprattutto nei momenti "no".
Già lo conoscevo, ma non lo ascoltavo.
Assillata dalla frenesia e dalla fretta,
presa dalle cose vane,
dal dover fare e avere a tutti i costi.
Presto! Devo! Bisogna!
Tutto indispensabile, necessario.
Ora invece guardo, ma non vedo,
ascolto, ma non sento,
apro la bocca, ma non parlo.
Tutto appare lontano, sfocato,avvolto dalla nebbia.
Non c'è fretta. Niente è indispensabile,
tutto può aspettare.
Tranne chi ha bisogno del tuo sorriso,
dei tuoi occhi per vedere,
dei tuoi orecchi per ascoltare,
del tuo sostegno per camminare.
Qualcuno ha preso il mio cuore e non lo lascia più.
E' qualcuno che per me ha dato la vita.
Solo in prestito, perchè prima o poi verrà a riprenderla.
Meglio "poi", certo!
Ma intanto mi chiede di tenere la lampada sempre accesa.
Fino a quando non servirà più.
Sostituita dalla luce.
Perchè quel "qualcuno" è la Luce, la Via, la Verità, la Vita.
E non passerà mai.
Il caffè ristretto
Dedicato a chi ha scelto come regola di vita la semplicità.
Pochi grilli per la testa, grande intuito e sensibilità.
Sobrietà nel modo di vestire.
Poco trucco o addirittura assente.
Gioielli?
Non ne ha bisogno. Lo è già lei. Un gioiello di bontà.
Ma attenti! Non è una santa! Nè una che si sottomette.
Ha grinta in quantità e, quando ci vuole, la usa
dimostrando appieno la sua forte personalità.
Dedicato a chi ha fatto della sua vita un dono.
regalando ora un sorriso ora un aiuto
una parola di conforto a chi le sta accanto.
In cambio di che?
Della felicità di averli dati, senza nulla chiedere in cambio.
Forse è proprio per questo che per me è come una calamita.
Mi invita alla confidenza, ad aprire il mio cuore.
Con lei il tempo passa in fretta, non basta mai.
Il caffè che prendiamo a volte insieme, è sempre troppo ristretto!
A lei dedico questa mia poesia che termina con un invito.
Metti a nudo, cara amica mia, i tuoi tesori!
Non è giusto tenerli così nascosti!
Con discrezione, per carità! Senza essere appariscente!
Ma fai capire a chi ti sta accanto
e che non guarda attentamente
che sei unica nel cuore e nella mente!
Con delle scuse non posso non terminare.
Certo, perchè lei non ama i complimenti
Sarebbe una contraddizione dopo la mia descrizione!
Ma un posto si merita anche in questo sito.
Perchè "anche"?
Perchè nel mio cuore il sito ce l'ha già.
L'ancora
C'è una sola persona al mondo che mi capisce a fondo.
Poco ci vediamo perchè lei abita lontano.
Ma forse è proprio per questo motivo
che ancor più siamo unite
perchè ogni giorno le scrivo.
Posso essere sicura al cento per cento
che appena uso il cellulare lei risponde
in ogni momento.
Sapere questo, già mi rassicura,
in questa vita che a volte da sopportare è assai dura.
Descriverla?
No, non servirebbe proprio a niente.
Può essere bionda o bruna, alta o bassa,
non fa differenza, perchè di lei non posso stare senza.
C'è stato solo un momento (e non so il perchè)
non l'ho più cercata e, in un certo senso, l'ho abbandonata.
Ma lei, tenace e intuitiva, anche questo ha capito
e non ha mosso un dito.
Sapeva che da lei, presto o tardi, sarei tornata
e, quando questo è avvenuto, mi ha trovato trasformata.
Più genuina, più sincera, meno "ingessata",
come dice lei, che sa sempre trovare la parola appropriata.
A volte usa anche termini un po' duri;
me le canta di sana ragione,
quando vede che il bisogno lo richiede.
Ma so che, comunque sia, lo fa per me,
per lenire a volte la mia malinconia.
Allora mi dà una bella strigliata,
mi fa scendere dalle nuvole, dove spesso mi son rifugiata
e mi riporta alla realtà.
A lei ho voluto questa poesia dedicare
perchè so che un computer sta per acquistare.
Voglio che, non appena in Internet andrà,
trovi questa piccola sorpresa,
ad ulteriore conferma, se ce ne fosse bisogno,
che lei ha realizzato il mio sogno:
quello di trovare un'amica d.o.c., un'amica vera!
E scusatemi se è poco di questi tempi
in cui tutto viene imitato
e il vero in falso è trasformato!
Eppure
Un nuovo giorno.
E' agosto. E' ancora estate.
Eppure...
Aspetti.
Forse dormono ancora...
Ascolti.
Nessun rumore, nessun suono.
Guardi.
Tutto come il giorno prima.
Eppure...
Ascolti ancora.
Non ci sono più. Sono scomparse.
Il loro canto è diventato agonia.
E' bastato il temporale di una notte.
Eppure...erano giovani!
Avevano circa un mese e mezzo di vita.
Le cicale.
Le mie cicale.
Con loro l'estate.
La mia estate.
Con l'estate un mese e mezzo di vita.
Della mia vita.
Della nostra vita.
Quando
Quando cerchi uno sguardo e gli occhi sono lontani;
quando aspetti da tanto quella parola che può far bene al cuore;
quando i pensieri non ti danno tregua e ti inseguono ovunque tu vada,
qualunque cosa tu faccia;
quando tutto intorno a te ti sembra ostile;
quando il cuore gonfio chiede lacrime e lasci che ti inondino
perchè sono parte di te;
quando quel "grazie" per quel che hai dato ti viene negato;
quando nessuno ti lascia recidere il passato
e invece ti ricorda sempre gli errori commessi;
quando la stessa tua vita appare senza senso;
quando lo cerchi disperatamente;
quando spegni il cellulare per spegnere il mondo;
quando cerchi di ricordare una voce,
quella voce di chi non c'è più;
quando i ricordi ti fan del male,
eppure li insegui, li cerchi
quasi per farti del male;
quando cerchi braccia aperte dove rifugiarti;
allora
da lontano
il suono di un violino.
La musica.
Dio!
Domani
Ogni poesia, ad esser sncera, mi viene di getto
ma di solito con carta e penna, mai direttamente con una e mail, come
adesso.
Il bisogno di scrivere mi ha preso all'improvviso.
La necessità di fissare alcune sensazioni
prima che il vento se le porti via per sempre.
Poche pennellate come in un quadro.
Lo studio di un medico affermato.
Un colloquio approfondito.
Chiarimenti, spiegazioni, domande e risposte.
Soddisfazione, certo.
Non tutti i medici son così
Ma la realtà non si cambia.
Volevo una risposta che mi mettesse in pace il cuore.
Volevo quasi una bugia
per placare l'angoscia che non va più via.
Volevo....ma non si può.
Inutile interpellare ancora altri.
Inutile crearsi illusioni.
Accettiamo la realtà.
Con coraggio e tenacia.
Domani c'è chi aspetta un sorriso,
una parola di conforto,
un abbraccio.
Forse l'ultimo, non si sa.
Domani.
Certo, ci sarò.
Puntuale, come lo sono sempre stata.
Domani.
Ancora una volta nulla lascerò trasparire
perchè c'è chi con la luce dei miei occhi ormai vive.
La poesia
La poesia non può essere altro che sfogo del cuore.
Non può che esprimere emozioni e sentimenti.
C'è chi ha parlato di poesia pura e applicata. ma a che serve una
definizione?
Solo a toglierne bellezza e originalità.
Chiunque ha qualcosa nel cuore,non può esser privo di parole.
Solo un animo tristo e malvagio
non avrà nulla da dire nè dichiarare.
Perciò in ogni mia poesia non può mancare l'autobiografia.
C'è chi mi dice "Stai attenta! Togli i pronomi personali!
Togli quell'io che troppo ti compromette!".
Tolgo me stessa?
Un modo diverso non so trovare.
Son quindi disposta ad uscire allo scoperto
e me ne assumo appieno la responsabilità.
Chi non condivide la scelta mia
è quindi libero di cambiare via!
La luna birichina
Che birichina la luna stasera!
Non aveva voglia di farsi vedere tutta intera.
Giocava con le nuvole a nascondino
e ogni volta che il vento qualcuna ne spostava
lei faceva capolino.
E ben sapeva che, facendo così,
la stellina a lei più vicina
non capiva più niente
e la cercava inutilmente.
Il vento allora pensò di risolvere la situazione.
Prese più fiato che potè
e con un soffione
riportò a tutti della luna la visione.
Il pianto
Si piange per il dolore e la sofferenza.
Per la malattia. Per la perdita di persone care.
Per giornate vuote in cui non concludi niente.
Per l'indifferenza della gente.
Per amore, rabbia o gelosia.
Perchè non ti senti capito o sei stato tradito.
Guardando un film, leggendo un libro,ascoltando una canzone.
Rivedendo dopo tanto una persona cara.
Tenendo tra le braccia il tuo bimbo appena nato.
Provando stupore per le meraviglie del creato,
per il risvegliarsi della vita a primavera.
Di fronte ad un tramonto o in riva al mare
o quando si raggiunge un traguardo.
Guardando occhi di chi implora aiuto,
occhi della persona amata,
occhi di figli che si sono persi.
Si può piangere senza un perchè
o per felicità.
Il pianto non ha età nè sceglie un momento preciso.
Ti può sorprendere all'improvviso.
Il pianto non conosce differenze sociali
e ci rende tutti vulnerabili.
Pensando a lui ci si dimentica quasi che esiste anche la risata.
Certo,una barzelletta, un film, un libro,
una serata tra amici.
Ma, secondo me, la conclusione non può essere che una sola.
Nella gara tra il riso e il pianto che è stata intrapresa
vince il primo, senza alcuna pretesa!
Il litigio
Parole che escono
da chissà quale remoto angolo del cuore.
Parole a lungo meditate
soppesate
che attendevano solo l'occasione.
Ed ecco.
Il momento atteso, cercato.
Escono dapprima timide, incerte.
Poi, l'onda alta, violenta.
Il flusso incontrollato
che quasi ti sommerge, ti spaventa.
Una dopo l'altra
implacabili, inarrestabili.
Ho dimenticato qualcosa?
Avrà capito?
Sì. Rassicuri te stessa.
L'onda si placa.
Pian piano.
Liberazione? Soddisfazione?
No. Una ferita in più nel cuore.
Domani?
Una ruga in più sul viso.
Un capello bianco in più.
Un'amica in meno.
Lontana.
Lontana mille miglia da chi sta guardando un film e riesce a divertirsi.
Lontana mille miglia dalla gente che affolla i centri commerciali.
Lontana da chi fa festa.
Lontana da tutti, anche se in mezzo a una piazza.
Lontana a volte anche dalle persone che ti amano e che ami.
Lontana, in mezzo ad una spiaggia in piena estate.
Vicina a chi? A che cosa?
Vicina a me stessa e ai miei interrogativi.
Cerco un perchè. Il perchè.
Di tutto.
Del mio etesso esistere.
Badanti
Sono tante.
Tutte venute da lontano in cerca di fortuna.
Portano negli occhi chi il marito, chi i genitori, chi i figli.
Con la speranza di rivederli.
Si improvvisano mature, responsabili
ma dormono con un peluche come i bambini.
Sono ancora bambine, ma costrette a crescere in fretta.
Troppo.
Ognuna ha una storia da raccontare.
Vera o inventata? Come capirlo?
Gli occhi lo dicono.
Parlano per loro che a stento pronunciano qualche parola.
Occhi sfacciati che ti sfidano.
Occhi limpidi, sinceri. Occhi che evitano i tuoi.
Ma in fondo sempre occhi di ragazza.
Come le nostre ragazze.
Come le ragazze di tutto il mondo.
Gli occhi di ognuna sotto lo stesso cielo.
Uguale.
Per loro e per noi.
A mia figlia
Ieri, un vestitino a quadretti bianchi e neri.
La gonnellina gonfia, che indossavi con tanta grazia.
Oggi, un paio di jeans a vita bassa
e una maglietta
prima corta, poi lunga.
La moda, certo.
E' trendy, fa tendenza.
Ieri.
i calzini ricamati e le scarpe di vernice.
Oggi.
scarpe da ginnastica;
non un paio qualsiasi, però;
"quelle" scarpe,
quelle che hanno tutte.
La moda, certo!
E' trendy, fa tendenza.
Ieri,
un bel caschetto di capelli e una simpatica frangetta.
Oggi,
capelli lisci, piastrati
indubbiamente belli.
E la frangetta?
Al suo posto un ciuffo ribelle
che nasconde una parte del viso.
Non una qualsiasi, no!
Un occhio.
Una parte della tua anima,
una parte di te.
Quella di ieri.
Cicale
Adoro le cicale, anzi per loro una sorta d'invidia provo
perchè cantano senza posa dimenticando ogni cosa.
La parola "preoccupazione" non san cosa sia
e nemmeno la malinconia.
Oserei dire che riescon a realizzare
quel "carpe diem" che Orazio tanto inseguiva
ma sempre gli sfuggiva.
Cantate allora fino a sera
e fateci apprezzare l'attimo che viviamo
allontanando quella folla di pensieri
che nella mente e nel cuore ci portiamo.
Sardegna
Un venticello soffia pian piano
per non disturbare e i capelli non scompigliare.
Anche il mare dal canto suo
si è impegnato
e alle onde di moderare il loro impeto
ha raccomandato.
Passa un volo di gabbiani
senza fiatare.
Un gruppo di fanciulle raccoglie conchiglie di madreperla.
Bianche le tuniche
sciolti i capelli
Agli orecchi le avvicinano
e come d'incanto giunge da lontano
delle sirene il canto. |