Biografie di poeti


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Questi sono dei brevi cenni biografici dei poeti.
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Autori

Biografie: M - Z

 

Rafael Alberti

Poeta spagnolo, nacque a Puerto de Santa Maria (Cadice), ove morì nel 1998. Seguì la famiglia a Madrid, dedicandosi alla pittura e poi alla poesia. Dal 1931 si diede alla politica e dal 1936 al 1939 partecipò alla guerra civile nelle file repubblicane. Con l’instaurazione della dittatura di Franco venne l’esilio: visse in Francia, in Messico, in Argentina e a Roma. Alla caduta del franchismo, potè tornare in Spagna, dove rimase fino alla morte. Principali raccolte di poesie: Marinaio a terra, Sugli angeli, Il poeta nella strada, Poemi scenici, Gli otto nomi di Picasso.     Indietro

Leggi le poesie:

 | Han sradicato un albero | I bimbi di Estremadura | Amaranta | Secondo ricordo | Si sbagliò la colomba | Belorado | Stavo dormendo, mia luna | Fiume rosso | Balada para los poetas andaluces de oy

 

Alceo

Poeta greco, vissuto tra la fine del VII sec. e la prima metà del VI sec. a.C., nacque a Mitilene nell’isola di Lesbo. Contemporaneo di Saffo e con lei esponente della poesia lirica scritta in dialetto eolico, compose inni agli dei, canti rivoluzionari o di lotta politica, odi per banchetti, versi d’amore. Appartenente al partito aristocratico, lottò contro i tiranni e fu costretto all’esilio. Della sua opera, che comprendeva dieci libri, restano circa 150 frammenti.   Indietro

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 | Ci siamo buttati in un letargo... | Paura | La crisi |

 

Alcmane

Poeta lirico greco che nacque, secondo gli antichi, a Sardi, in Lidia, verso la fine del VII secolo a.C., ma visse a Sparta. E’ forse una leggenda che fosse di origine servile, schiavo liberato per il suo talento poetico. Fu maestro di cori femminili, famoso per i suoi parteni;è ritenuto il più antico autore di lirica corale. La sua poesiaè caratterizzata da una squisita sensibilità nei confronti della natura e della bellezza femminile. Della sua produzione, sei libri di lirica, restano oltre cento frammenti.      Indietro

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 | Dormono le cime dei monti | Il cerilo |

 

Vittorio Alfieri

Scrittore e poeta tragico italiano, nato ad Asti nel 1749, morì a Firenze nel 1803. Di famiglia nobile, orfano di padre, entrò nel 1758 nell'Accademia militare di Torino, dove rimase sino al 1766. Di carattere inquieto e ribelle, viaggiò poi per tutta Europa. Stabilitosi, infine, a Torino nel 1772, insoddisfatto della vita fino ad allora condotta, decise di impegnarsi seriamente nell'attività di scrittore e nel 1775 fece rappresentare con successo la sua prima tragedia, Cleopatra. Per approfondire lo studio dell'italiano si trasferì a Firenze, ove nel 1777 conobbe Luisa Stolberg, contessa d'Albany, che sarà sua compagna per la vita. Alla fine del 1786, andò a vivere con la sua donna a Parigi, rimanendovi fino al 1792. Ritornato a Firenze, vi trascorse gli ultimi anni della sua vita. E' sepolto in Santa Croce. Opere: 23 Tragedie scritte in endecasillabi e tutte incentrate su figure eroiche: Antonio e Cleopatra, Filippo, Polinice, Antigone, Agamennone, Oreste, Don Garzia, Virginia, Maria Stuarda, Ottavia, La Congiura de' Pazzi, Rosmunda, Timoleone, Merope, Saul (capolavoro), Agide, Sofonisba, Mirra, Abele, Bruto I, Bruto II, Alceste prima, Alceste seconda. Commedie: L'uno, I pochi, I troppi, L'antidoto (La cosiddetta Tetralogia politica), Il divorzio, La finestrina. Poesia: Satire (17), Rime (351 componimenti), L'Etruria vendicata (poemetto). Opere politiche: Della tirannide, Del principe e delle lettere (Trattati), Della virtù sconosciuta (dialogo). Opere varie: Il Misogallo (un insieme di 110 tra epigrammi e sonetti e 5 prose), Vita (Vita di Vittorio Alfieri da Asti scritta da esso).     Indietro

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 | Sublime specchio di veraci detti... | Solo, fra i mesti miei pensieri, in riva | S'io t'amo? oh, donna! |

 

Dante Alighieri

Scrittore e poeta, nato a Firenze da una famiglia di piccola nobiltà nel 1265, morto a Ravenna nel 1321, visse nella sua città fino ai 35 anni. Allievo di Brunetto Latini, strinse amicizia con i poeti stilnovisti. Si innamorò giovanissimo di Beatrice Portinari, che ispirò tutta la sua opera poetica. A lei dedicò la Vita nuova (1292-93). Nel 1295 Dante sposò Gemma Donati da cui ebbe tre figli. Nello stesso periodo partecipava attivamente alla vita politica del Comune di Firenze, rivestendo cariche importanti nel Governo della città. Nel 1301, mentre era ambasciatore presso il papa Bonifacio VIII, i Guelfi neri, favorevoli al Papa, presero il potere a Firenze e bandirono dalla città i Guelfi bianchi, favorevoli all’Imperatore. Dante, che era un guelfo bianco, fu condannato e costretto all’esilio. Dal 1302 al 1321 visse da esule presso le corti dei Signori in Veneto, Toscana, Romagna, svolgendo missioni diplomatiche, ma soprattutto impegnandosi nel comporre la Divina Commedia, il poema che lo ha reso famoso. Altre opere in volgare furono le Rime e il Convivio, mentre in latino scrisse il De vulgari eloquentia, Monarchia, 13 Epistole, 2 Egloghe, Quaestio de aqua et terra.    Indietro 

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 | Tanto gentile e tanto onesta pare | Guido, i’ vorrei che tu... | Cerbero, fiera crudele e diversa... Deh, Violetta, che in ombra d'Amore | Un dì si venne a me Malinconia | Com più vi fere amor | Amor, che movi tua vertù | La selva dei suicidi | Salita alla prima cornice | Profezia di Carlo Martello e... | Guido da Montefeltro | Bocca degli Abati | Conversione di Stazio | Dante dubita | Dante sogna Lia e Rachele | Vergine Madre, figlia del tuo Figlio |

 

Cecco Angiolieri

Poeta. Nacque circa il 1260 a Siena, ove morì verso il 1313. Condusse una vita sregolata, gravata dai debiti (tant’è che i figli rinunciarono all’eredità); ebbe una corrispondenza poetica con Dante e in alcune poesie lo prese in giro e  polemizzò con lui. Nel suo canzoniere, comprendente 150 sonetti, egliè il protagonista sempre in primo piano, e canta i temi della taverna, del gioco dei dadi e della donna, cheè la parodia e la dissacrazione di quella idealizzata dagli stilnovisti.. Rielaborò i temi goliardici medievali, divenendo l’ esponente per eccellenza della poesia realistico - giocosa. Opera: Canzoniere     Indietro

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 | S’i’ fosse foco | Io son sì altamente innamorato | I' ho sì gran paura di fallare |

 

Guillaume Apollinaire

Guillaume Apollinaire (pseudonimo di Guillaume de Kostrowitsky) nacque a Roma nel 1880 da un'aristocratica polacca, Angelica de Kostrowitsky, e da padre italiano, forse un ufficiale borbonico.
Legato ai più importanti movimenti d'avanguardia della sua epoca, fu il teorico del cubismo e contribuì ad orientare verso il simbolismo la poesia surrealista. Dopo aver girovagato a lungo per l'Europa, nel 1913 si trasferì definitivamente a Parigi, dove morì nel 1918, colpito dalla febbre spagnola.    Indietro
 

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 | Il pavone | Le campane | Autunno | Le Pont Mirabeau | Ho avuto il coraggio di guardare indietro | Zenit |

 

Louis Aragon

Louis Aragon (Parigi, 3 ottobre 1897 - Parigi, 24 dicembre 1982) è stato un poeta e scrittore francese. Allo scoppiare della guerra conobbe André Breton, a cui lo unì una comune passione letteraria per i "poètes maudits". Nel 1917, avviatosi agli studi di medicina, venne richiamato come medico ausiliario. iniziò a scrivere per alcune riviste d'avanguardia interessandosi alla stampa socialista d'opposizione alla guerra.
La sua poesia fu ampiamente ispirata, dopo gli anni quaranta, all'amore per sua moglie, Elsa Triolet, di origini russe, anch'ella poetessa, da lui incontrata nel 1928 e sposata nel 1939, sorella di Lilya Brik amata da Majakovskij.
Fu inoltre, con Robert Desnos, Paul Éluard, Jean Prévost, Jean-Pierre Rosnay e alcuni altri, tra i poeti che si schierarono risolutamente, durante la Seconda guerra mondiale, a favore della resistenza contro il nazismo tedesco. Aragon e sua moglie, Elsa Triolet, collaborarono con la stampa francese di sinistra prima e durante la Seconda guerra mondiale, agendo in clandestinità durante l'occupazione nazista.
Una famosa poesia di Aragon è L'affiche rouge (Il manifesto rosso), nella quale omaggiò gli stranieri che morivano combattendo per la Francia. Ciò fu fatto in risposta alla propaganda nazista soprannominata "L'Affiche Rouge", che mirava a convincere il popolo francese che il movimento di resistenza era composto da stranieri, principalmente ebrei, che facevano gli interessi della Gran Bretagna e dell'Unione Sovietica.
(Biografia redatta da Stefano Cosulich)

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| Elsa | La rose et le réséda | Io t'amo tanto | Blues | La Straniera | Io canto per passare il tempo | Sarebbe bastato |

 

Gaetano Arcangeli

Gaetano Arcangeli (19-4-1910-Bologna-8-9-1970. Nacque,visse e morì a Bologna,dove per trentasette anni insegnò Lettere italiane e latine al Liceo "Galvani".
La sua prima raccolta di poesie, " Dal vivere " é del 1939 (Ed.Testa, Bologna.
Nel 1949 vinse il Premio "San Pellegrino" con la raccolta di poesie "Solo se ombra", pubblicata da Guanda nel 1951. Questo il giudizio di Giuseppe Umgaretti, riportato sulla fascetta di copertina: "Un libro pieno di grazia e di luce, nutrito di memoria, fatto per durare nella memoria".
Altre sue opere: "I Passi Notturni" (romanzo, 1953); "L'Appennino" (poesie, 1958); "L'Anima del Mare" (romanzo,1968); "Canzonetta all' italia - scherzi, epigrammi-satire" (1969).
Nel 1971 esce, nella collana "Lo Specchio" di Mondadori, l'Opera Omnia postuma: "Gaetano Arcangeli,le poesie ".
Per commemorarlo, nel 1995-96, la sua Scuola, il Liceo "Galvani" di Bologna, organizzò un convegno, aperto al contributo dei suoi ex-allievi. Viene considerato un esponente della "Scuola Emiliana", corrente dell' Ermetismo, insieme a Vittorio Sereni ed Attilio Bertolucci ("storia della Letteratura Italiana del '900, Newton-Compton Ed.).
(Nota biografica curata da Gianfranco Stivaletti)    Indietro

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| Pesa il giorno | Basta che un lume |
 


Archiloco

Poeta greco, vissuto nel VII secolo a. C., nacque a Paro nelle Cicladi. Era di famiglia nobile, sua madre forse era una sacerdotessa. Fu soldato e poeta e, secondo la tradizione, morì combattendo. Di temperamento esuberante e passionale, fu il poeta dell’amore e dell’odio. Per lui l’amoreè tormento e sofferenza, oscuramento dei sensi e della mente e l’odio per le offese ricevute si manifesta con ingiurie e maledizioni. Nelle sue opere, inoltre, espresse il suo impegno civico, le passioni e le delusioni della sua anima irrequieta. La sua fama resta legata all’uso del giambo, cioè ad un tipo di poesia fortemente polemica ed aggressiva. Di lui restano circa 140 frammenti.   Indietro

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 | Non dire più nessuna cosa al mondo | Cuore, mio cuore | Non v'è cosa | I tesori di Gige... | Misero nella brama |

                                                                                            

Ludovico Ariosto

Poeta, nato nel 1474 a Reggio Emilia, morì nel 1533 a Ferrara, ove visse presso la corte elegante e raffinata degli Estensi. Il padre, che ricopriva importanti incarichi amministrativi per il duca d’Este, lo avviò agli studi giuridici, ma Ludovico, appassionato per la poesia, ottenne il permesso di dedicarsi alla letteratura. Però la morte improvvisa del padre, nel 1500, lo costrinse ad interrompere gli studi umanistici per occuparsi della sua numerosa famiglia (era il primo di dieci figli). Nel 1504 entrò al servizio del cardinale Ippolito d’Este, fratello del duca di Ferrara, Alfonso. Intanto cominciava a comporre il suo poema cavalleresco, l’ Orlando Furioso, che pubblicò la prima volta nel 1516. L’anno seguente rifiutò di seguire il cardinale Ippolito in Ungheria e fu licenziato; passò al servizio del duca Alfonso che lo nominò governatore della Garfagnana. Nel 1525 rientrò a Ferrara, dove visse fino alla morte in una sua casa insieme con Alessandra Benucci, la donna da lui amata. Opere: Poesia: Orlando Furioso, Satire; Commedie: Cassaria, Supposti, Negromante, Lena, Studenti (incompiuta).      Indietro

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 | Su la riviera Ferraù trovosse... | La bella donna mia d'un sì bel fuoco | Amor, io non potrei |

 

Charles Baudelaire

Poeta francese. Nacque nel 1821 a Parigi dove morì nel 1867. La sua fanciullezza fu segnata dalla morte del padre avvenuta nel 1827 e dal fatto che la madre si risposò lanno seguente. Il secondo matrimonio della madre provocò in Baudelaire un trauma e un senso di carenza affettiva dei quali porterà le conseguenze per tutta la vita. Condusse una vita inquieta e sregolata, sperperando il patrimonio paterno e facendo uso anche di droghe e alcol. Negli ultimi anni della sua vita, dopo essere stato interdetto dalla famiglia, tentò più volte il suicidio. La sua opera più famosa, la raccolta di poesia I fiori del male, alla prima edizione nel 1857 fu condannata e sequestrata dalle autorità giudiziarie, perché ritenuta offensiva per la morale; oggiè considerata uno dei capolavori della poesia moderna. Scrisse anche Poemetti in prosa, I paradisi artificiali e Diari intimi (pubblicati postumi nel 1909).    Indietro

Leggi le poesie:

 | L’albatro | Il gatto | Élevation | De profundis clamavi | Franciscae meae laudes | A una passante | La Beatrice | Il crepuscolo della sera | L'uomo e il mare | La pipa | Tristezza della Luna | Conversazione | Il serpente che danza | Corrispondenze | Confessione |XCIX | Il Sole | L'orologio | Canto d'autunno- II | La morte degli amanti | Armonia della sera | Inno alla bellezza |

 

Giuseppe Gioacchino Belli

Poeta in dialetto romanesco, nato a Roma nel 1791, vi morì nel 1863. Ebbe un’infanzia difficile: a undici anni perse il padre, a sedici la madre; per questo dovette interrompere gli studi e vivere svolgendo vari impieghi pubblici. Intorno ai vent’anni cominciò a comporre poesie in lingua, di gusto tra l’arcadico e il barocco. Nel 1816 sposò una ricca vedova che gli permise di vivere con tranquillità e di compiere numerosi viaggi. Dal 1830 circa iniziò a scrivere i 2279 sonetti in dialetto romanesco, che in vita non pubblicò mai, ma che leggeva agli amici. Dopo la morte della moglie, trovò un’occupazione come impiegato e negli ultimi anni (traumatica fu per lui l’esperienza della repubblica romana) divenne un reazionario; nel 1852 fu perfino nominato "censore della morale politica" e lui proibì le opere di Rossini, di Verdi e i drammi di Shakespeare. Rappresentò con ironia e sarcasmo la vita e i costumi del popolo romano del suo tempo. Poesia: Sonetti; Opere minori: Poesie (in lingua), Traduzioni, Zibaldone, Epistolario.     Indietro

Leggi le poesie:

 | Li soprani der monno vecchio | Er caffettiere filosofo | La notte de Pasqua Befania | Lo stato de lo Stato | Li Vicarj | La Giustizia |

 

Attilio Bertolucci

Poeta, nato a San Lazzaro, in provincia di Parma, nel 1911,è morto a Roma nel 2000. Abbandonati gli studi giuridici, passò alla facoltà di Lettere all’Università di Bologna, dove frequentò le lezioni di Roberto Longhi, storico e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere, insegnò per molti anni storia dell’arte a Parma. Trasferitosi a Roma nel 1951, collaborò alla radio e alla televisione, al cinema, e si dedicò al giornalismo: infatti egli scrisse a lungo per "Il Giorno" e diresse "Nuovi argomenti" dopo la morte di Pier Paolo Pasolini. Notevole, fra le sue attività, quella di traduttore: ha tradotto Balzac, Baudelaire, Wordsworth, D.H. Lawrence, Hemingway. Opere: Sirio (1929), Fuochi di Novembre (1934), La capanna indiana (1951), In un tempo incerto (1955), Viaggio d’inverno (1971), La camera da letto (1984 e ‘88).     Indietro

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 | Alla madre | Vento | Per B... | Solitudine | Al fratello | Ricordo di fanciullezza | A Ninetta | Il poeta e la sua città | Vennero i freddi | Ottobre | La rosa bianca | Settembre |

 

Vittorio Betteloni

Nacque a Verona nel 1840. Figlio di Cesare Betteloni, poeta morto suicida, fu affidato alle cure del poeta Aleardo Aleardi, amico di famiglia. Si laureò in legge a Pisa, visse quasi sempre a Verona, dove insegnò letteratura italiana. Morì nella frazione veronese di Castelrotto nel 1910.
Le sue maggiori raccolte di versi sono: In primavera (1869), Nuovi versi (1880)con una prefazione di Giosuè Carducci, suo amico, Crisantemi (1903).     Indietro

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| Però, se appena appena |

 

Arrigo Boito

Scrittore italiano, musicista e librettista nacque a Padova nel 1842 e morì a Milano nel 1918. Studiò violino, pianoforte e composizione nel Conservatorio di Milano. Nel 1861 si recò a Parigi, grazie a una borsa di studio, e vi conobbe Auber, Berlioz, Rossini e Verdi. Viaggiò in diversi Paesi europei come Francia, Belgio, Germania, Inghilterra e Polonia, infine si stabilì definitivamente a Milano, dove si inserì attivamente nell’ambiente della scapigliatura, introdottovi dal fratello Camillo, e ne divenne uno dei maggiori esponenti. Opere: Poesia: Re Orso, Libro dei versi; Racconti: L’alfier nero; Libretti: Otello, Falstaff (per Verdi), La falce (per Catalani), La Gioconda (per Ponchielli), Amleto (per Faccio); Commedia: Le madri galanti (scritta insieme con Emilio Praga);   Opere liriche: Mefistofele, Nerone.    Indietro

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 | Ecco il mondo | Dualismo |

 

Dino Campana

Il poeta nacque a Marradi (Firenze) nel 1885 e morì nel 1932 nell’ospedale psichiatrico di Castel Pulci presso Firenze. Compiuti gli studi medi a Faenza e a Torino, si iscrisse alla Facoltà di chimica all’università di Bologna nel 1903. L’anno successivo passò all’università di Firenze e poi nuovamente a Bologna, senza portare a termine gli studi. In questo periodo diede i primi segni di squilibrio mentale. Cominciò la sua vita vagabonda, viaggiando in Svizzera e in Francia. Al rientro in Italia fu rinchiuso per qualche tempo nel manicomio di Imola. Tornò a iscriversi all’università, ma poi partì per un viaggio in Argentina e Uruguay. Nel 1909 fu internato nel manicomio di Firenze, e poi, durante un successivo viaggio in Belgio, in quello di Tournay. Rimpatriato, risiedette a Marradi. Viaggiò molto in Italia e fu varie volte arrestato e rinviato alla cittadina natale. Scoppiata la guerra, si presentò come volontario, ma venne riformato. Dopo una relazione con Sibilla Aleramo, fu nuovamente arrestato più volte per vagabondaggio e squilibrio mentale, finché nel 1918 fu  internato nel manicomio di Castel Pulci, dove rimase fino alla morte.  Poesia: Canti orfici (1914).     Indietro

Leggi le poesie:

| Tre giovani fiorentine camminano | Donna genovese | La petite promenade du poète | Barche amorrate | Bastimento in viaggio | O poesia poesia poesia | Notturno teppista|

 

Giorgio Caproni

Poeta italiano. Nato a Livorno nel 1912, visse a Genova dal 1922 e poi dal 1939 a Roma, dove morì nel 1990. Dopo aver esercitato vari mestieri, si dedicò all’insegnamento come maestro elementare. Oltre a collaborare con giornali e riviste, svolse anche notevole attività di traduttore dal francese e dallo spagnolo. La sua poesia esprime un attaccamento sofferto alla realtà quotidiana (a luoghi e a persone amate), mescolando lingua popolare e lingua colta. Tra le principali raccolte di versi si possono citare: Il passaggio d’Enea, Il seme del piangere, Il muro della terra, L’ultimo borgo, Il labirinto.    Indietro

Leggi le poesie:

 | L’uscita mattutina | Per lei | Atque in perpetuum, frater... | Preghiera | Congedo del viaggiatore cerimonioso | Veneziana | Litania | A mio padre | A Rina | Ricordo | Alba | III Epilogo | Rivelazione | La tagliola | Telemessa | Talamo | Nell'aula | Fatalità della rima | La barriera | Io come sono solo sulla  terra | Donna che apre riviere |

 

Vincenzo Cardarelli

Poeta e scrittore, pseudonimo di Nazareno Caldarelli, nato a Tarquinia nel 1887, morì a Roma nel 1959. Si trasferì a Roma nel 1906 dove svolse vari ed umili mestieri, fino a quando intraprese la carriera di giornalista. Collaboratore di riviste letterarie, fu nel 1919 tra i fondatori della "Ronda", della quale assunse poi la direzione. Dopo la seconda guerra mondiale fu nominato direttore della "Fiera letteraria". Trascorse gli ultimi anni della sua vita a Roma, vivendo da solo. Esordì come poeta nel 1916 con il libro dei Prologhi, a cui seguirono altre raccolte di poesie come Poesie del 1936 e del 1958. Per quanto riguarda la prosa, si segnala Solitario in Arcadia.    Indietro

Leggi le poesie:

|Incontro in circolare | Passaggio notturno | Abbandono | Nostalgia | Gabbiani | Sopra una tomba | Autunno | Distacco | Homo sum | Settembre a Venezia | Genitori | Idillio | Santi del mio paese | Febbraio | Liguria | Sardegna | Alla morte | Attesa | Ritratto | Rimorso | Amicizia |

 

Giosuè Carducci

Poeta e critico letterario. Nato a Val di Castello nel 1835 e morto a Bologna nel 1907, trascorse la sua fanciullezza in Maremma, a seguito del padre che era medico, poi nel 1849 la famiglia si trasferì a Firenze. Qui iniziò gli studi che completò laureandosi, a ventuno anni, in filosofia e filologia alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Insegnò subito dopo nel ginnasio di San Miniato al Tedesco. In quegli anni, suicidatosi il fratello Dante e morto il padre, Carducci decise di prender moglie: ebbe tre figlie e un figlio, Dante, che morì in tenera età. Nel 1860, a 25 anni!, fu nominato professore di letteratura italiana all’università di Bologna, dove insegnò fino al 1904. Nel 1906 gli fu assegnato il premio Nobel per la letteratura, primo tra gli scrittori italiani. Fu contrario al languido e sentimentale Romanticismo del secondo Ottocento, ma in realtà ne fu il continuatore nella sua tendenza realistica, ricca di motivi naturalistici e di liriche della memoria, dedicate agli affetti familiari ed ai ricordi dell’infanzia. Mentre era ancora in vita fu considerato il maggior poeta italiano, il "vate" della Nazione. Le opere di Carducci sono state pubblicate in trenta volumi, a cui vanno aggiunti i ventuno volumi dell’epistolario. Poesia: Juvenilia, Levia gravia, Giambi ed epodi, Rime nuove, Odi barbare, Rime e ritmi; Prosa: Confessioni e battaglie, Epistolario; Critica: Saggi su Dante, Commenti al Poliziano ed al Petrarca, Parini minore e Parini maggiore.     Indietro

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 | Congedo | Pianto antico | Funere mersit acerbo | Traversando la Maremma toscana | Il sonetto | Alla signorina Maria A. | Colloqui con gli alberi | San Martino | Il bove | Nostalgia | Nevicata | Davanti San Guido | Qui regna amore | Tedio invernale | A un asino | Presso una certosa | Momento epico | A un geometra |

 

Gaio Valerio Catullo

Poeta lirico latino, Catullo, vissuto nel I sec. a.C., nacque a Verona e morì trentenne a Roma. E’ uno dei maggiori poeti latini. La tematica predominante della sua ispirazione, accanto a quella del dolore e dell’infedeltà degli amici,è l’amore per Lesbia: il poeta ne cantò le vicissitudini con versi dettati da intenso sentimento e passione. Il libro delle sue poesie contiene 116 componimenti di metro e di estensione vari, divisi in nugae  (1-60: carmi brevi e leggeri, in cui il poeta narra la storia del suo amore), carmina docta (61-68: carmi più estesi ed eruditi, per cui Catullo ebbe l’appellativo di "doctus"), elegie (69-116: carmi brevi ed epigrammi).     Indietro

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 | Odio e amo | Mi prometti, vita mia, che questo nostro amore... | Dopo aver traversato terre e mari... | E voi piangete, Veneri ed Amori | Se il bene compiuto | Paene insularum, Sirmio, insularumque | Vorrei potere anch'io | Godiamoci la vita, mia Lesbia, e l'amore | Forse da una leonessa dei monti della Libia | Carme CVII |

 

Giovanni Alfredo Cesareo

Poeta e storico della letteratura italiana, nato a Messina nel 1861 e morto a Palermo nel 1937,è noto per i suoi saggi di critica e per le sue poesie, riconducibili per la tematica al movimento letterario del verismo. Fu anche professore universitario a Palermo e senatore. Poesia:  Le occidentali, Gl’Inni, Le consolatrici, I canti di Pan, I poemi dell’ombra; Saggi critici: Nuove ricerche su la vita e le opere di G. Leopardi, La poesia siciliana sotto gli Svevi, La vita e l’arte di G. Meli, La poesia di Giovanni Pascoli, Gaspara Stampa, Teatro mediterraneo, Storia delle teorie estetiche in ItaliaTraduzioni: L’avaro (Molière)     Indietro

Leggi le poesie:

 | Campane a sera  | Parte il treno |

 

Gabriele D’Annunzio

Poeta, romanziere, drammaturgo, giornalista, nato a Pescara nel 1863 e morto a Gardone Riviera nel 1938, fu uno tra i maggiori protagonisti della vita letteraria italiana di fine Ottocento e dei primi decenni del Novecento. Fu anche il più importante esponente del Decadentismo italiano, affascinato dalle idee di Nietzsche da cui ricavò il mito del superuomo. A Roma, dove si trasferì da Pescara nel 1881 per frequentare all’università la facoltà di  Lettere, seguì la corrente del Decadentismo che accese in lui l’amore per il linguaggio raffinato e musicale e l’ideale di una vita eroica. Nel 1915 si schierò con gli interventisti e prese parte alla prima guerra mondiale, compiendo imprese audaci e clamorose come la beffa di Buccari e il volo su Vienna. Nel 1919 occupò con i suoi legionari la città di Fiume, rivendicandola come appartenente all’Italia. Dal 1922 fino alla morte si ritirò in una villa presso Gardone, il Vittoriale, che egli trasformò in un mausoleo pieno di cimeli della sua vita "inimitabile". Moltissime le opere: Poesia: Primo vere, Canto novo, Poema paradisiaco, Laudi (quattro libri); Racconti: Le novelle della Pescara; Romanzi: Il piacere, L’innocente, Il trionfo della morte, Il fuoco, Forse che sì forse che no; Tragedie: La città morta, Francesca da Rimini, La figlia di Iorio, La fiaccola sotto il moggio, La nave, Fedra; Prose autobiografiche: La Leda senza cigno, Notturno, Le faville del maglio; Epistolario: Solus ad solam (postumo).     Indietro

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 | A l’abruzzese de Melane | I pastori | O falce di luna calante | Carnevale vecchio e pazzo | La pioggia nel pineto | Guarda il cielo di Settembre | I Re Magi | Il peplo rupestre | Tu, madre, che da i tristi occhi preganti | Un ricordo | La sabbia del tempo | Baccha | Le làmine de 'l verso aurëe batto | L'onda |

 

Edmondo De Amicis

Scrittore italiano, nato a Oneglia, oggi Imperia, il 1846, morì a Bordighera il 1908. Intraprese la carriera militare e partecipò alla Terza Guerra d'Indipendenza Italiana del 1866. Successivamente si dedicò al giornalismo e svolse attività di saggista e narratore. Nei suoi scritti, per lo più educativi, scorre una vena di garbato sentimentalismo, in linea con il clima moralistico del secondo Ottocento. De Amicis fu soprattutto un prosatore. I suoi versi manifestano aspetti che saranno di lì a poco caratteristici dei poeti crepuscolari. Opere: Prosa: La vita militare, Il romanzo d'un maestro, Spagna, Marocco, Olanda, Costantinopoli, Sull'oceano, L'idioma gentile, Ritratti letterari, Gli amici, Cuore, Primo maggio, La carrozza di tutti; Poesia: Poesie.     Indietro

 

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| Se fossi pittore |

 

Libero De Libero

Nato a Fondi (Latina) nel 1906, si laureò in legge a Roma, dove visse e morì nel 1981. Oltre che poeta, rappresentante dell'ermetismo,è stato critico e insegnante di storia dell'arte, autore di romanzi e racconti.
Opere: Poesia: Solstizio, Proverbi, Testa, Eclisse, Epigrammi, Il libro del forestiero, Banchetto, Settembre tedesco, Ascolta la Ciociaria, Sono uno di voi, Romanzo, Madrigali, Di brace in brace, Scempio e lusinga, Circostanze; Narrativa: Malumore, Amore e morte, Camera oscura, Il guanto nero, Racconti alla finestra; Saggistica: Roma.     Indietro

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| Oraè un tempo...

Lorenzo de’ Medici, il Magnifico

Politico e letterato, nonché protettore di artisti, filosofi e poeti, nacque nel 1449 a Firenze, ove morì nel 1492. Figlio di Piero de’ Medici e Lucrezia Tornabuoni, seguì gli insegnamenti di umanisti come Marsilio Ficino, l’Argiropulo e Cristoforo Landino. Fu amico di Luigi Pulci. Amò e cantò Lucrezia Donati, anche se si sposò con Clarice Orsini nel 1469. Nello stesso anno, morto il padre, assunse il governo della città, consolidando la signoria con modifiche costituzionali. In virtù di un’abilissima politica estera fece di Firenze il punto di equilibrio per la stabilità degli stati italiani, divenendo l’ago della bilancia politica d’Italia, propiziando con la sua straordinaria accortezza diplomatica un periodo di pace a tutta l’Italia. Molte le sue opere: Poesia: Rime, Canzoni a ballo, Canti carnascialeschi, Laudi, La Nencia da Barberino, Uccellagione, Simposio, Capitoli, Selve d’amore, Amori di Venere e Marte, Corinto; Prosa: Novelle, Comento ad alcuni sonetti d’amore, Altercazione.      Indietro

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| Cerchi chi vuol le pompe e gli alti onori  | Il trionfo di Bacco e Arianna | Io piansi un tempo, come volle Amore | Tre inediti |

 

 Emily Elizabeth Dickinson

Poetessa statunitense, nacque nel 1830 ad Amherst (Massachussetts), piccolo centro di religione e cultura puritana; vi trascorse tutta la vita e vi morì nel 1886. Secondogenita di tre figli, di costituzione gracile, spesso malata, visse in quasi totale solitudine con rare amicizie, soprattutto epistolari, esprimendo nella poesia la sua intensa vita spirituale: i suoi sentimenti, la contemplazione della natura, la meditazione sui grandi temi biblici. Dopo la sua morte, la sorella Vinnie scoprì i versi nascosti e li fece pubblicare, ma soltanto nel 1955 si ebbe l’edizione completa delle 1775 poesie, di cui sette pubblicate in vita, con il titolo di Poems (Poesie). Importante il suo epistolario, pubblicato nel 1924.     Indietro

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 | Solitudine | L’ estateè finita | Se più non fossi viva | Notti selvagge - notti selvagge! | Una parola muore | Una sorella | L'anima si sceglie il proprio compagno | Fra le mie dita tenevo un gioiello | Quant'è felice il sassolino | Molta folliaè saggezza divina | Non posso essere sola | Una sensazione solenne sentire | Io so bene che dentro la mia stanza | Fammi un quadro del sole | Sono cortesie minuscole | Quando Lui glielo chiese - si alzò | Il passato | L' altro giorno -ho perso | La mia ruotaè nel buio! | La famaè un'ape | Il paradiso nonè più lontanoNon c'è nessun vascello che, come un libro | Per un istante d'estasi | Più miti sono ora le mattine | Un sepalo, un petalo e una spina | Che sia l'amore tutto ciò che esiste | Soltanto nella perdita | Per fare una prateria... | Tiene il ragno | Quanto solitario deve sentirsi il vento di notte | Poeta | La confraternita dei trapassati | Il cieloè basso | Oh scetticismo tenero del cuore | È tanta gioia!è tanta gioia! | Se fra le braccia agili del vento | Cuore! Lo dimenticheremo! | La sua mente di uomo | Quella vita che fu tenuta a freno | Fu questo un poeta - colui che distilla | Ha una sua solitudine lo spazio | 1767 Dolci momenti... | 1768 Giovinetto d'Atene... | C'è un altro cielo | Non ho svelato mai l'oro sepolto | Distillare una coppa | È tutto ciò che da portare ho oggi | Nota a nessunoè questa rosellina | Se la mia barcaè sprofondata in mare | Da cortesie minuscole | Se smetterò di portare una rosa | Papà lassù! | Dolcissimo il successo | Esultanzaè l'andare | Mai io non odo la parola "fuga"| Al suo petto s'addicono le perle | "Non sono loro che m'hanno scelto"-disse- | Ci son cose che volano | L'amico mio dev'essere un uccello | Nuovi piedi nel mio giardino vanno | L'ape paura di me non si mette | La nostra parte di notte portare | In terre che non ho mai visto -dicono | L'acqua viene insegnata dalla sete | Morì - fu questo il modo in cui morì | Il mio fiume scorre verso di te | Non fossi viva quando | "Fede": bella invenzione | Fammi un quadro del sole | Piccola cosa piangere | Lui era debole, e io forte -allora- | Rubati a un'ape | Vieni pian piano -Eden! | Sicuri nelle stanze d'alabastro (1859) | Sicuri nelle stanze d'alabastro (1861) | Navi di porpora - oscillano lievi - | Sono nessuno! E tu? | Come la luce | Penso, la terraè breve | C'è chi santifica la festa in chiesa | Non riesco a danzare sulle punte | Tutte le lettere che potrei scrivere | Lo so che esiste | Dioè un lontano - maestoso amante | Fino a tal puntoè della mente il cielo | In cielo sono andata | Certo - ho pregato - | Perder la fede -è più | Che creature soffici - cherubiche | Quanti fiori languiscono nel bosco | Se quello che possiamo - fosse quel che vogliamo | Quaggiù - non mi son mai sentita a casa | Grande folliaè saggezza suprema | Eccola qui, la mia lettera al mondo | Nonè causata la bellezza -è - | In mano presi tutta la mia forza | Visto ho un occhio morente | Con più allegri sandali | Solo due volte ho perduto altrettanto | Svizzeroè il nostro vivere | Andare in cielo!| Un piccolo battello - così piccolo | Star molto attenti devono i chirurghi | Portatemi il tramonto in una tazza| Con un fiore - una lettera - | Son questi i giorni in cui gli uccelli tornano | Fiori - sì - se qualcuno | Tra le colline un aspetto mutato | Perduta, proprio quando già ero in salvo! | Cervo ferito - più in alto salta | Ah, soavissima negromanzia | Quanto i piedi umili hanno vacillato | Mai distillato liquore assaporo | Squassava l'aria un'orrenda tempesta | Lei spazza con multicolori scope | Sfavilla in oro - e | Se gioca l'animaè facile vivere | Al suo fianco per sempre camminare | So guardare il dolore | C'è una certa obliquità di luce | Delimita - una pena | Solenne cosa - dissi | Al mio vivere mise la cintura | Solo un fantasma ho visto | Molte frasi ha l'inglese | E se dicessi "Non aspetterò |  | Sentivo un funerale, nel cervello | Così terribileè - da entusiasmare | Mio criterio tonaleè il pettirosso | Se ti rinnega, il fegato | L'anima sceglie la sua compagnia | Due tramonti ti mando | Secca a volte un arbusto - la natura | Maneggia la tua anima | Ora vi dico com'è sorto il sole | Giochiamo con il vetro | Al colmo dell'estate venne un giorno | Prima che spenti avessi gli occhi miei | Scese un uccello giù per il sentiero | Di due maturazioni - una -è visibile | Poco ha da fare l'erba | Nonè tanto morire a farci male | Dopo gran pena, viene compostezza | Arriverà estate - finalmente | Quando la notteè quasi terminata | La  mattina che viene dopo il lutto | Anima osi vedere al calor bianco? | Di paesaggio l'angolo | È dentro - l'entusiasmo - | Non c'è ruota che possa torturarmi | Delle eresie correnti la più dolce | Durasse il nostro momento migliore | Si può esser più soli | Del primo giorno era giunta la notte | Risoluta - la mia sentenza ho letta - | Ci abituiamo a poco a poco al buio | Con lui insieme -è andata via - più vita | Buongiorno - mezzanotte | Normale - dissi - non sarà mai più | Bussò il vento - come un uomo stanco | Lego il cappello - ripiego lo scialle | A quest'ora morivo, l'anno scorso | Era questi un poeta - cioè chi | Morta per la beltà - ma adagiata | Fu il Malese - a prendere la perla | Alto tu sei - amore | È di diversi generi - il trionfo | Dolci - sicure - case | Come occhi fissi su devastazioni |
| Moglie - sarò - allo spuntar del giorno | Ronzare udivo una mosca - morendo | Rossa - fiamma -è il mattino | Sono viva - suppongo | Parole spargeva come lame | Sensazione solenne dentro l'anima | Ero la più minuta della casa | Da me m'ero formata - falegname | Preghiamo il cielo | La civiltà - il leopardo - disprezza! | Va' da lui! lettera beata! | Come rimpianto, da pietà lontana | I mari invidio, che lui attraversa | Nel mio giardino, cavalca un uccello | Questo mondo nonè la conclusione | Pregare - almeno -è rimasto -è rimasto | Non un quadro - dipingere vorrei | Non era morte, perché stavo in piedi | Venisti tu in autunno | Presto uscii - presi il cane | Penso che piaccia all'abete di stare | Mio - per diritto di bianca elezione | Per chiè morto mi dispiace - oggi | Noi sogniamo  edè bene che sogniamo | Il cuore chiede piacere - anzitutto | Un uomo temo dal frugale eloquio | Conta uno ad uno - il padre | Per chiudere una falla | Che ho sempre amato | È registrata - solo - una crocifissione | Gemeva dalla sete - una tigre morente | Metto - se faccio il conto - al primo posto | Pittorica diventa - la delizia | All'inizio, pregavo, da bambina | Le parole ho trovate a ogni pensiero | M'attrae vederlo leccare le miglia | Fui incantata, credo | Meglio ti vedo - al buio | Non riporre ago e filo | Era tardi per l'uomo | Tanti ora fanno - un sempre | La migliore - è la tinta inaccessibile | È più spazioso del cielo - il cervello | Se le campane tacciono - comincia - la funzione | È questo - il modo in cui leggo una lettera | Con te non posso vivere | E fossi tu - salvato | Avessi l'arte - di bandir me stessa | Un elemento di vuoto - ha il dolore | Una pigione un'amica diventa | Un lungo - lungo sonno | "Autunno" -è il nome - suo | Abito nel possibile | Potessi cavalcare all'infinito | L'imbarazzo dell'uno verso l'altro | Di tutte quante le anime create | "Natura"è tutto quanto noi vediamo | Nella mia stanza sono consapevole | Il sole ancora calava - calava | Pubblicazione - è vendita all'incanto | Non potevo fermarmi per la morte | Dietro di me - l'eternità sprofonda | Una farfalla - l'erede legittima | La vita mia - era un fucile carico | Presentimento - è quell'ombra - sul prato | Uno e uno - fa uno | Vissuto ho di paura | Non può provare stento | Da sè stesso misura amore - solo | La verità -è vecchia quanto Dio | Bello nascondersi, e sentirli a caccia | Io canto per consumare l'attesa | Un senso di finito | Un dubbio sul nostro essere | Atto primo, trovare | Se impedissi ad un cuore di spezzarsi | Uno squarcio sentivo nella mente | La connessione precisa dell'anima | Come stan le campane sulle torri | Sono stata una Febe - niente più | Abolissimo il gelo | In sillabe purpuree le colline | L'ultimo fiore della mia stagione | La mia unica gloria | Non ho mai visto nessuna brughiera | Il paradiso nonè che una scelta | È il trambusto domestico | Rivoluzioneè il guscio | Per loro mi preparo | Morbido come il massacro di soli | Dì' tutto il vero ma obliquo dillo | Il gelo della morte era sul vetro | Un ragno nella notte | Grandi vie di silenzio conducevano | Mi tiro via le calze | Ci facciamo conoscere | Mai con sé la sua ora | Senz'aver visto il sole | Per fuggir la memoria | Come tuono aumentare fino all'ultimo | Silenzioè tutto quanto noi temiamo | La sorpresaè come salsa - piccante | Fil di seta non salva da un abisso | Un filo di follia in primavera | Se mai labbro mortale indovinasse | Questi giorni febbrili - portarli alla foresta | Essere una persona contraffatta | "Padre celeste" - prendila su te | Estraneo alla bellezza - non può essere | Non importa dove abitano i santi | Chi - moriva una volta | Per dono semplice e stente parole | Vederlaè un quadro | Il vento, com'è lento | Spetta a tutti il mattino | Stregheria: impiccata, nella storia | Non conoscendo quando verrà l'alba | Circonferenza sposa del timore | Scivola via una scialuppa d'ambra | È troppo tardi per toccarti, cara? | È una gioia terrena una lettera | Parola fatta carne | C'è una solitudine di spazio | In Sicilia vulcani | Un volto privo d'amore o di grazia | Se tutta quanta la pena futura | È un veleno l'immortalità | Morta due volte prima della morte | Dicono buonanotte alcuni - a notte | Il fatto che non tornerà mai più | Le parole che dice chiè felice | Serve un trifoglio e un'ape a fare un prato | È lontano l'Elisio | La famaè un'apeCheè amore tutto quel che c'è | 1057 - La gioia d'ogni giorno | 1247 | 1535 | N. 1042 La primavera ritorna sul mondo |
 

Zenone Drisoli

Autore che, nel suo sito "Scuola di matti", racconta con ironia e sarcasmo, per lo più con testi in rima, la vita di una scuola media nei suoi vari aspetti: comportamento e caratteristiche di insegnanti e alunni, riunioni collegiali, rapporti sociali e sindacali, fatti consueti ed inconsueti.     Indietro

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Farfa

Farfa, pseudonimo di Vittorio Tommasini, nacque a Trieste nel 1881, e morì a San Remo nel 1964. Partecipò al movimento futurista come pittore e come poeta (Amava firmarsi "Farfa il futurista"). Poesia: Noi miliardario della fantasia, Poema del candore negro, Marconia.    Indietro
 

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 | Ehi dico | Se in me | Le rondini | Dalla superba | Gigi |

 

Ugo Foscolo

Scrittore italiano, nato nell’isola greca di Zante nel 1778 e morto nei pressi di Londra nel 1827,è uno dei più grandi poeti italiani. Ebbe una vita molto movimentata e contrassegnata da forti passioni, impegno politico e civile. Di padre veneziano e di madre greca, dopo la morte del genitore, nel 1792 andò a vivere a Venezia , dove aderì alle idee libertarie e repubblicane che circolavano dopo la rivoluzione francese e pubblicò le sue prime opere. Dopo il Trattato di Campoformido (1797), per non rimanere sotto il dominio austriaco, lasciò Venezia e si trasferì in varie città, tra cui Milano e Firenze. Nel 1808 ottenne presso l’Università di Pavia la cattedra d’eloquenza, che fu soppressa poco tempo dopo. Nel 1814, caduto Napoleone e tornato il Lombardo -Veneto sotto l’egemonia degli Austriaci, rifiutò le offerte del governo asburgico e si recò esule prima in Svizzera e poi a Londra. Qui condusse una vita disagiata, sia per le difficoltà economiche, sia per la precaria salute. E difatti una grave malattia lo portò alla morte. Le sue ceneri riposano a Firenze nella chiesa di Santa Croce dal 1871. Il Foscolo di temperamento per eccellenza romantico nelle sue opere assoggettò il tumulto interiore a una misura di armonia classica. Molto varia la sua attività  perché fu poeta, tragediografo, prosatore, critico letterario. Poesia: Dei Sepolcri, Sonetti, Odi, Le Grazie (incompiuto); Tragedie: Tieste, Aiace, Ricciarda; Prosa: Ultime lettere di Jacopo Ortis (romanzo epistolare), Notizie intorno a Didimo Chierico, Orazioni, Epistolario (1794 - 1827), Lettere scritte dall’Inghilterra; Critica: Saggi sul Petrarca, Discorso sul testo della Divina Commedia, Discorso storico sul testo del Decamerone, Della nuova scuola drammatica in Italia.    Indietro

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 | In morte del fratello Giovanni | Alla Sera | Contro Vincenzo Monti | Il proprio ritratto | Il Piacere | Di se stesso | A Zacinto | Alla Musa |

 

 Federico García Lorca

Poeta e drammaturgo spagnolo; nacque nel 1898 e morì nel 1936. Dopo aver studiato legge a Granada, si laureò a Madrid in Lettere e filosofia. Nella capitale si dedicò anche alla pittura e alla musica e pubblicò le sue prime opere. All’inizio della guerra civile in Spagna fu arrestato per la sua attività antifascista e fucilato dai militari del dittatore Franco. Ebbe un temperamento passionale, proprio della sua terra d’origine, l’Andalusia, che ispirò la sua produzione poetica: Libro di poesie, Canzoni, Primo romanzero gitano, Poema del canto profondo, Compianto per Ignazio Sanchez Mejias, e drammatica: Il malefizio della farfalla, Mariana Pineda, La calzolaia ammirevole, Teatrino di don Cristobal, Nozze di sangue, Yerma, Donna Rosita nubile, La casa di Bernarda Alba.    Indietro

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 | La lucertola vecchia | Potessero le mie mani sfogliare | Gli incontri di una lumaca avventurosa | Cicala! | Le sei corde | Notte dell' amore insonne | È vero | Il poeta chiede al suo amore di scrivergli | Desiderio | Anima assente | Corpo presente Gazzella dell'Amore imprevisto | Un paesino di sogno | Il caprone | Sera | La banderuola caduta | O voce occulta | Agosto | Mi hanno portato una conchiglia | Quasi elegia | Tre pioppi immensi | Raffica | Pipistrello | Il ritorno | Canzone di cavaliere | Fico d'India | La luna e la morte | Una stella | Memento | Orsa Maggiore | Grotta | Notte |
 | Come sono pesanti i giorni | Agave | Nacchera | Il mare |

 

Alfonso Gatto

Poeta italiano. Nato a Salerno nel 1909, morì presso Orbetello per un incidente stradale nel 1976. Frequentò l’università di Napoli, ma non si laureò. Svolse diversi mestieri come commesso in una libreria, istitutore in un collegio, giornalista, insegnante. Fu fondatore e direttore con Vasco Pratolini della rivista "Campo di Marte". Dal 1943 fece parte della Resistenza e dopo la guerra divenne inviato speciale dell’Unità. Negli ultimi anni della vita si dedicò alla critica d’arte e alla pittura. Poesia: Isola, Morto ai paesi, Il capo sulla neve, La forza degli occhi, Osteria flegrea, La storia delle vittime, Lapide1975 e altre cose, Desinenze.    Indietro

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 | Consiglio | A mio padre | La partita di calcio | Il bambino di gomma | Poesia d'amore | Canto alle rondini | Paesetto di Riviera | Parole | Cronache |

 

Giuseppe Giusti

Poeta, nato a Monsummano nel 1809, morì a Firenze di tisi nel 1850. Studiò legge a Pisa, dove frequentò i patrioti di tendenze repubblicane; quando venne a contatto con gli scrittori manzoniani, seguì le idee moderate. Contribuì con le sue poesie satiriche a diffondere lo spirito patriottico e liberale. Opere: Poesia: Versi editi e inediti (1852, postumo); Prosa: Cronaca dei fatti di Toscana, Raccolta di proverbi toscani, Epistolario.    Indietro

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 | La chiocciola | Il deputato | Per me tanto ho deciso | I trentacinque anni | Sant'Ambrogio |

 

Johann Wolfgang Goethe

Poeta, romanziere, drammaturgo e scienziato tedesco, nato a Francoforte nel 1749 e morto a Weimar nel 1832, fu uno dei più grandi poeti del Romanticismo tedesco. Dopo aver esercitato per qualche tempo l’avvocatura, entrò a far parte della corte del Granduca di Weimar (1775). Qui trascorse un periodo sereno, trovò l’amore in Charlotte von Stein, l’amicizia con Schiller ed Herder. Fece due viaggi in Italia (1786 e 1790) che lo accostarono alla classicità greca e latina. Dopo la morte di Schiller (1805), il poeta, mentre in Europa la sua fama cresceva di anno in anno, si sentì sempre più isolato in patria, e sempre più si interessava alla cultura inglese, francese ed italiana. Trascorse l’ultimo periodo della sua vita, dedicandosi alla cultura letteraria europea e lavorando alla stesura del Faust, il suo capolavoro. Le sue opere sono moltissime, tra le tante si possono citare: Poesia: Ciclo del viandante, Elegie romane, Epigrammi veneziani, Divano occidentale-orientale; romanzi: I dolori del giovane Werther (epistolare), Wilhelm Meister (due parti), Le affinità elettive; drammi: Ifigenia in Tauride, Egmont, Torquato Tasso, Faust; scritti autobiografici: Dalla mia vita. Poesia e verità, Viaggio in Italia; studi scientifici: Teoria dei colori, Metamorfosi delle piante.    Indietro

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 | Innamorato | Presenza | Mignon | Ah, come rimani in me | A un cuore d'oro che portava al collo | Cupido, monello testardo! | Canto notturno del viandante I | Quiete in mare | Canto notturno del viandante II | Elegie romane VIII | Prima perdita |

 

Corrado Govoni

Poeta, nato a Tàmara (Ferrara) nel 1884, morì ad Anzio nel 1965. Trascorse gli anni della fanciullezza nella tenuta del padre. Non studiò regolarmente; infatti abbandonò la scuola molto presto. Svolse vari mestieri prima di trasferirsi a Roma, dove si stabilì e dove collaborò con giornali e riviste. Perdette il figlio, Aladino, ucciso dai nazisti nel 1943, nell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Aperto alle novità, nella sua poesia convergono tematiche del Simbolismo, del Crepuscolarismo (fu caro amico di Sergio Corazzini) e specialmente del Futurismo; sperimentò, infatti, nuovi modi di fare poesia, come la "poesia visiva". La sua poesia, densa di colori, immagini ed effetti sonoriè incentrata sulla nostalgia della campagna, il rimpianto della giovinezza, la coscienza della vita come dolore. Opere: Poesia: Le fiale, Armonia in grigio et in silenzio, Fuochi d’artifizio, Aborti, Poesie elettriche, Inaugurazione della primavera, Il quaderno dei sogni e delle stelle, Flauto magico, Canzoni a bocca chiusa, Aladino, Preghiera al trifoglio, Manoscritto nella bottiglia, Stradario della primavera, Ronda di notte (postumo); Narrativa: La strada dell’acqua, Misirizzi, I racconti delle ghiandaie.      Indietro

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 | Bellezze | Questo ispido villoso calabrone | La trombettina | Lo scricciolo | Villa chiusa | I tetti | Il giardino | Acquazzone | La pioggiaè il tuo vestito | Contro corrente |

 

Guido Gozzano

Poeta italiano. Nacque a Torino nel 1883, dove visse quasi sempre e dove morì nel 1916. Malato di tubercolosi, si recò per frequenti soggiorni ad Agliè, nel Canavese, dove possedeva la villa "Il Meleto". Tra il dicembre del 1912 e il febbraio del 1913 compì un viaggio in India e a Ceylon, scrivendo una serie di articoli, pubblicati dal quotidiano "La Stampa", con la speranza di poter guarire. Ma il male non gli diede scampo. La sua poesiaè di tono crepuscolare; egli descrive un mondo provinciale ed autobiografico con la nostalgia di un grande amore mai vissuto e sempre sognato. Poesia: La via del rifugio, I colloqui, Le farfalle, Poesie sparse; Prosa: Verso la cuna del mondo, Novelle e fiabe.    Indietro

Leggi le poesie:

 | Nonno, l’argento della tua canizie... | La morte del cardellino | L'immagine di me voglio che sia | L'onesto rifiuto | Un rimorso Cocotte | Speranza | Il gioco del silenzio | Le golose |

 

Giacomo Leopardi

Il poeta, nato a Recanati nel 1798 e morto a Napoli nel 1837,è stato uno dei più grandi poeti italiani. Dotato di ingegno precoce e di delicata sensibilità, incompreso dai familiari, crebbe in un ambiente chiuso e retrivo. Ricevette la prima educazione dal padre e da istitutori ecclesiastici; ma si acquistò poi, grazie alla biblioteca paterna, una vasta cultura con uno "studio matto e disperatissimo", che gli rovinò la salute. In breve tempo acquisì una profonda conoscenza del latino, del greco, dell’ebraico e di alcune lingue moderne, tanto che a soli quindici anni scrisse una Storia dell’astronomia e a diciassette il Saggio sopra gli errori popolari degli antichi. Nel 1819 cercò di andarsene da Recanati senza riuscirci; quindi scoprì dolorosamente "la vanità di tutte le cose", il "solido nulla". Tra il 1819 e il 1821 compose i primi idilli. Nel 1822 poté lasciare Recanati e trasferirsi a Roma, ma per lui fu una delusione e presto tornò al paese natio. Ripartì nel 1825, stabilendosi a Milano, Bologna, Firenze, Pisa. Nel 1828, rimasto privo di mezzi, dovette rientrare a Recanati, dove compose i grandi idilli. Tornato a Firenze nel 1830, grazie all’aiuto economico di alcuni amici toscani, conobbe Antonio Ranieri, che lo convinse a trasferirsi a Napoli con lui. Qui concluse la sua vita. Per il poeta gli uomini vivono in una condizione di infelicità e di dolore. In un primo momento egli ritiene che siano gli uomini responsabili dell’infelicità umana, perché si sono allontanati dalla Natura, vista come forza benevola e materna; in un secondo momento pensa che il male dell’Universo debba essere attribuito alla stessa Natura, indifferente e matrigna, identificabile con la crudeltà del destino. Opere: Poesia: I Canti; Prosa: Operette morali, Pensieri, Zibaldone, Epistolario; Traduzioni: Idilli di Mosco ed opere di altri autori.    Indietro

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 | L’infinito | Le ricordanze, vv 1-24 | A Silvia | Ultimo canto di Saffo | A se stesso | Il primo amore | La ginestra | Alla luna | All'Italia | A morte la minestra | Apologia... |
 | Componimento 38 | Scherzo XXXVI |

 

Mario Luzi

Mario Luziè nato a Castello (Firenze) nel 1914. Ha vissuto i primi tre anni a Siena assieme ai suoi genitori originari dell'Alta Maremma. Ha compiuto gli studi universitari a Firenze, laureandosi in letteratura francese. Nel '38 cominciò la sua carriera di professore, dapprima nelle scuole medie superiori, poi all'università (Urbino, e più tardi Firenze). Il 14 ottobre 2004è stato nominato senatore a vita dal presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi. E' morto a Firenze il 28 febbraio 2005.
Tema dominante della poesia di Luziè l'angosciosa contrapposizione tempo-eternità, individuo-cosmo.
Opere: Poesia: La barca (1935), Avvento notturno (1940), Un brindisi (1946), Quaderno gotico (1947), Primizie del deserto (1952), Onore del vero (1957), Il gusto della vita (1960), Nel magma (1963), Dal fondo delle campagne (1965), Su fondamenti invisibili (1971), Al fuoco della controversia (1978), Per il battesimo dei nostri frammenti (1985), Frasi e incisi di un canto salutare (1990), Perse e brade (1990) Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini (1994).
Teatro in versi: Ipazia (1972), Il messaggero (1977), Rosales (1984)
Saggi: Tra i tanti si citano: L'inferno e il limbo (1949), Studio su Mallarmé  (1959), L'idea simbolista (1959), Tutto in questione (1965), Vicissitudine e forma (1974), Discorso naturale (1984).    Indietro

Leggi le poesie:

 | Donna in Pisa | Alla madre | Croce di sentieri | L'immensità dell'attimo | Non sono né carne né volo | La tua calligrafia | Vorrei anche io stare nella mia pelle | Vola alta, parola | Natura | Questa felicità | Sei tanto lontano | Di cheè mancanza | Da "Monologo"-I | Il termine | Sulla riva |

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