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Nunc et in hora
Soltanto il dolore ci affratella,
il piacere separa , ci distrugge,
brutta è la vita proprio perché è bella,
essa si ferma proprio mentre fugge.
Solo nella distanza ti è vicina
Perché la vicinanza ti allontana
Per lei la sera è come la mattina
Un pantalone è come una sottana
Che differenza c’è tra culla e tomba
Tra una maglia di seta una di lana
La stessa che tra gran squilli di tromba
E un lugubre rintocco di campana
Iter
Dal giorno che mi prese per la mano
E me la strinse al seno forte forte
Mi ha sempre accompagnato più lontano.
Aiutandomi a varcare tante porte
Saltellando qua e là,ma senza fretta
Tra momenti di gioia e di tristezza.
L’ho seguìta fin qui, scienza perfetta,
come se fosse l’unica certezza.
Da lei io non m’aspetto più sorprese
Anche se qualche volta mi maltratta.
Mentre sta consumando le mie attese,
ho scoperto che è lei, la scienza esatta.
Rime sbaciucchiate
Ha in sé qualcosa di guignolesque,
con dei risvolti proprio grotesque.
ora si è messo a fare ilburlesque,
tutti lo chiamano Berlusconesque.
potrebbe essere buratinesque,
ma per l’Italia è dramatesque.
Noi con un gesto cavaleresque
Lo manderemo affanculesque!
A se stesso
A che cosa, a chi, m’ispiro,
non voglio più prendermi in giro,
non mi piace più di farlo,
più non sono chionne carlo.
Forse, non lo son mai stato,
ma quante volte ci ho provato!
Solamente ora ho capito
di non esserci riuscito.
Si! Potrei tentar di nuovo,
maa che scopo ci riprovo.
Chissà se, varrà la pena,
continuar la cantilena,
proseguire questa strada
fino a che, il tempo, non scada.
Ma a chi potrò, chiedere aiuto
Quando poi sarà scaduto.
A chi? E come, potrò farlo.
Conosco solo Chionne Carlo!
Paragoni
(Fare un fascio di tutte le erbe)
La Minetti come Nilde Iotti?
Allora Berlinguer come Andreotti!
I Partigiani come i Repubblichini?
come De Gasperi, allora, anche Casini!
Se Bersani è come Togliatti,
sono i topi a catturare i gatti!
E se la Ruby è come la Petacci,
La Russa, allora, è come Farinacci!
Se questi paragoni son corretti,
la Santanchè, Santa Maria Goretti!
Fenomenologia dello spirito
Una voce proletaria
profumava ancora l’aria.
Giunse poi la borghesia
e della vecchia melodia
restò POCO Più d’un’n’eco:
canto funebre di un cieco.
Solo un flebile lamento
giunge ancor dal Novecento.
Più non canta la bufera
più non fischia. Primavera
più non brilla . Adesso resta
di quel sogno, quella festa,
solo un incubo moderno:
questo freddo , lungo inverno.
Cucu
1 Bossi: Orgoglio e precipizio .
2 Monti: Capitan Facassa.
3 Equitalia: Il Fisco si è fermato ai deboli.
4 Berlusconi: Folgorato sulla via di Bagnasco.
5 Dialogho: Fede e Ragione (Se uno va via cosa resta della Televisione?)
6 Cattolici Padani: The Family Day.
7 Vecchie Canzoni: Campanaro della Val Padania Lombardia come Campania
È finita la secessione il Sud è come il Settentrione.
Ora Suona il campanello: Bossi era come Masaniello.
Guerra ai ladri!
Un’anziana si getta dal balcone:
le avevano tagliato la pensione.
Vittima immolata al dio Mercato,
uccisa dai sicari dello Stato!
Dai Bossi, dai Belsito, dai Rutelli,
dai Lusi e dai loro confratelli.
Voglio vedervi piangere , maiali,
voglio vedervi tutti ai funerali
con in testa Monti e la Fornero,
voglio vedervi tutti al Cimitero.
Non riuscirete più a farla franca
Con la complicità di qualche banca.
Più non troverete chi vi ascolta.
Giuriamo: questa è l’ultima volta!
Arriverà, prima o poi,si spera,
presto, anche da noi, la Primavera!
Democrazia atea
Abbiamo messo in croce
una generazione,
un fatto così atroce
avrà una spiegazione!?
L'ho cercata per le strade
e ho trovato questo appiglio:
conosco solo un Padre
che ha crocefisso il Figlio.
Nostalgia dell’istante
Ho nostalgia di questo istante
Che sta passando mentre io vivo ,
che prima, dopo e anche durante
se ne va sempre quando io arrivo…
E non riesco a coglierlo mai ,
mi sfugge sempre, senza pietà…
e io a gridargli: “Ma dove vai?” …
Chissà se un giorno si fermerà.
Proustiana
Alla ricerca dell’”io” poetante,
io ho scoperto, a tu per tu,
un “io” diverso, un po’ inquietante
il risultato di ciò che fu.
Nel più profondo silenzio, assorto,
con interesse l’ho esaminato
ma senza ch’io me ne fossi accorto
il mio futuro era già passato.
Però al presente , io non mi arrendo
E qui io resto, ad aspettarlo
Ed il futuro ancora attendo,
fino a che dura ‘sto chionne carlo.
Nomen omen
Tra fenomeno e nòùmeno,
senza mai perdermi d’animo,
come un vecchio catecùmeno
io le mie preghiere rùmino:
così le mie angosce elimino
e le mie paure domino
IN QUESTO mondo tanto ANONIMO
Dove ogni nome è uno pseudonimo.
Giro di vita
Tra un non più e un non ancora
aspetto qui quella signora
che con baci e con carezze
mi riempisse di certezze,
mi accogliesse a braccia aperte
poi, con le sue mani esperte
mi chiudesse, eternamente,
a girar nella sua mente
come dentro un labirinto,
prigioniero del suo istinto:
andare, sempre, su e giù
tra un non ancora ed un non più !
Testamento
Io volevo diventare …
Invece, sono … divenuto…
E ora che … sto per andare …
Ciao, amici! Vi saluto!
Voglio uscir da questo inferno,
diventare … post-moderno…
perciò vi lascio … E tante scuse
a Mao, a Marxe anche a Marcuse…
Ah! Dimenticavo … e … Dio?
A Lui non posso dirgli : Addio!
Ma sarò un po’ più felice
Senza Freud, Jung e Nietzsche
Questo, chi me lo può dire:
meglio vivere o morire?
Meglio Monti o Berlusconi?
Non ci sono paragoni!
Meglio Ettore od Ulisse
O Achille e le sue risse?
A chiunque vada il vostro tifo,
meglio loro, che ‘sto schifo!
Qui, mi son venuto a noia,
perciò vi lascio e … torno a Troia!
Anima e corpo
E’ il corpo che mi pesa,
l’anima è leggera:
è come una bandiera
che sventola in attesa
di spiccare il suo volo
e di andarsene via,
lasciarmi qui, da solo,
con questa … poesia …
Nonna Maria
(a Emma)
- Dov'è nonna Maria,
perché non si sente più? ...
- Ora è andata via
e non ritorna più.
- Forse era troppo stanca ...
E' andata a riposare? ...
Ohi, quanto mi manca...
io la vorrei svegliare ...
Nessuno la risveglia.
Non farà più ritorno,
neanche con una sveglia
che suoni tutto il giorno.
-Io ci vorrei parlare ...
Ah, quante risate
quando andavamo al mare ...
Ricordi quest'estate?...
-Ora estate e inverno
per lei son tutti uguali.
Dorme un sonno eterno,
come tutti i mortali.
Homo mediaticus
Ma quanti morti, tutte le sere,
Alla TV ci fanno vedere,
Mentre, seduti, si mangia e si beve
E intanto fuori cade la neve!
Che bello stare, al calduccio, fermo:
vedere la fame sul teleschermo,
stragi, massacri, carneficina
e intanto andare di là in cucina
e poi tornare con la pietanza
sentire ridere nell’altra stanza...
Ma finalmente cessa l’Inferno:
altre notizie, ma dall’interno:
scioperi, tasse, Montecitorio:
ora comincia il Purgatorio!
Ma ecco che arriva il Paradiso:
bellissime donne! Che bel sorriso:
macchine, cibo in gran quantità:
ora silenzio : pubblicità!
Così trascorro le sere io
Sotto il benevolo sguardo di Dio.
Cinismo mediatico
Quanti morti, tutte le sere,
Alla TV ci fanno vedere
Mentre al caldo si mangia e si beve
E intanto fuori cade la neve!
Terapie
Amici miei dolori
compagni di sventura,
a che servono i dottori
quando non c’è la cura,
quando non c’è che il tedio
a farti compagnia,
c’è forse altro rimedio
se non la poesia?
Quale altra terapia
ci può esser consentita
Per questa malattia
Lunga come una VITA.
Offerte
Sono un prodotto storico
In cerca di mercato
Che con un prezzo modico
Può essere acquistato.
Cerco un acquirente,
un qualche estimatore:
consumo poco o niente,
soltanto un po’ d’amore.
Per la manutenzione
Leggere il prospetto:
basta un po’ d’attenzione
amicizia ed affetto.
Quanto al rendimento
Son sotto garanzia:
ricambio ogni momento
con stima e simpatia.
Se c’è qualche difetto
Sta nella produzione:
basta un po’ di rispetto
di considerazione
Se altri ce ne sono
son di fabbricazione:
chiedo “scusa” e “perdono”
per la riparazione.
Io cerco chi mi aiuta
A sopportar la vita
Finora l’ho vissuta
Senza averla capìta
Per averla sofferta
Ne ho buona conoscenza;
l’unica cosa incerta:
la data di scadenza.
Apologo
S’annoiava la Noia quel mattino,
la pazzia: “Giochiamo a nascondìno?”
L’Interesse di voglia n’avéa poca,
, ma la Curiosità: “Come si gioca?”.
E la Pazzia, senza esitazione:
Io conterò per voi fino a un milione,
poi verrò a scoprire in quale posto
ciascun di voi si sarà nascosto!”
L’Entusiasmo si mise a saltellare,
L’Allegria cominciò a ballare,
la seguì,poi, gridando l’Euforìa,
finché convinse il Dubbio e l’Apatìa.
Però non tutti vollero giocare.
“Se mi scoprono, io che ci sto a fare”
la Verità sostenne risentita
perciò non prese parte alla partita.
La Superbia rifiutò, tra i fischi,
la Codardìa non volle correr rischi.
La Pazzia incominciò la conta,
la Pigrizia non era ancora pronta.
La Fede volò in cielo e fu la prima,
il Trionfo salì fino alla cima
d’un albero d’alloro grande e alto,
l’Invidia a malapena spiccò un salto.
La Generosità si accontentò
Del primo posticino che trovò
Perché i posti più belli ed i migliori
Volle lasciarli agli altri giocatori.
La Bellezza trovò il suo nascondìno
Tra le onde di un lago cristallino.
Intimidita dalle belle onde
all’ombra di gentili fresche fronde
scelse la Timidezza il suo rifugio.
Tra ali di farfalle, senza indugio,,
la Voluttà per gioco si nascose.
La Libertà, le grandi ali sue espose
al vento che felice offrì un riparo,
mentre in un pertugio arido e avaro
scavò l’Egoismo il suo conforto .
senza avvedersi ch’era un luogo morto.
La Menzogna con tutto il suo veleno
Dietro si rifugiò l’ arcobaleno,
lasciando creder a persone ignare
ch’essa si nascondeva in fondo al mare!
Al centro dei vulcani, la Passione
Col Desiderio, la sua collocazione
PRESTO Trovò per non fuggire altrove,
mentre l’Oblìo, non mi ricordo dove.
Finito il suo conteggio la Pazzia,
l’Amore era ancora per la via,
ancora in cerca d’un bel nascondìglio
quando un cespuglio di color vermiglio,
vide pieno di tante belle rose
e proprio in mezzo a quelle si nascose.
La Pazzia scoprì per prima cosa
La Pigrizia che dove va si posa
e poi la Fede che con maestria
Discuteva con Dio di Teologia.
Non si fermò, ma continuò a cercare
E subito sentì forte vibrare
dal fondo dei vulcani la Passione
Che con il Desiderio un’eruzione
In gran segreto stava preparando.
S’accorse dell’Invidia proprio quando
Vide il Trionfo mieter nuovi allori
E l’Egoismo che scappava fuori
Da quel suo buco dove s’era messo
Per mettersi a rincorrere se stesso.
Appena la sfiorò una dolce brezza,
la Pazzia sorprese la bellezza
e al lieve incresparsi delle onde,
la Timidezza colse tra le fronde.
Proseguì la Pazzia il suo cammino,
prese l’Oblio, il quale a nascondìno,
con la memoria sempre in alto mare,
si era dimenticato di giocare.
Scoprì il dubbio che disse indeciso:
“Non c’è un posto buono, a mio avviso!”.
La Pazzia scoprì tutti piano piano,
sia quelli più vicino che lontano:
L’Angoscia in una grotta gigantesca,
il Talento nell’erba ancora fresca
e, dopo aver guardato in una fogna,
dietro l’arcobaleno, la menzogna.
Aspettava l’Amore lì in disparte,
La Pazzia lo cercava da ogni parte
Alberi, pietre, siepi, ogni cespuglio,
la Pazzia mise tutti in gran subbuglio
e, come di un roseto i rami scorse
Li agitò con tutte le sue forze
In quel momento un grido di dolore
S’udì tra quelle rose:era l’Amore:
Gli bucarono gli occhi tante spine,
gridò l’Amore forte e senza fine.
Pianse, pregò, implorò, chiese perdono,
imprecò la Pazzia : “Che pazza sono!”
E poi per consolare quelle grida,
giurò di diventare la sua guida.
e, disperata, presolo per mano
da quelle rose lo portò lontano.
Di quelle grida ci giunge ancora un’eco:
Va per il mondo, va l’Amore cieco
per le vie di città e di campagna
E la Pazzia, da allora, lo accompagna.
Appello
So che ad ogni poeta manca un verso,
manca anche a me, dal giorno che l’ho perso.
Se a qualcuno accadesse di trovarlo,
prego, lo riporti a Chionne Carlo.
Lo cerco da una vita, non lo trovo:
era un verso bellissimo , era nuovo.
Non mi ricordo dove l’ho perduto,
se me lo hanno rubato o mi è caduto.
Se era un verso d’amore o di bellezza,
di gioia, di dolore o di tristezza,
di odio, d’amicizia o nostalgia
di gentilezza o di malinconia...
Chissà che poesia ci avrei fatto,
se fossi stato un po’ meno distratto.
Comunque alla ricerca, non rinuncio.
Per questo voglio fare questo annuncio:
Chiunque lo ritrovi, ovunque sia,
me lo faccia saper, per cortesia.
Avrà in cambio lauta ricompensa:
Ne va, davvero, della mia esistenza!
Natale
Io? Di questo Natale,
no! Non ne posso più.
Mi fa star proprio male
Quel bambino Gesù
Che ogni volta viene
Fiducioso e innocente,
ci invita a sperar bene,
poi ... non succede niente,
che ci insegna ad amare
oltre ogni confine
e poi vedergli fare
quella orribile fine.
Ricordi
Sono tanti i ricordi
Che affollano la mente,
che si aggrappano ai bordi
di un mondo evanescente.
Sotto il loro ombrello
Io mi rifugio spesso.
Il ricordo più bello?
Dimenticar me stesso.
Sono malato di letteratura
Sono malato di letteratura:
a volte ho certi attacchi di poesia!
Per cui Ho cominciato già una cura
Con gocce di tristezza e nostalgia.
La solitudine dà dei capogiri ?
Prenderò una dose di ermetismo
insieme a una pasticca di sospiri
e una compressa o due di futurismo.
Tre versi al giorno :prima e dopo i pasti,
una supposta di romanticismo
e , se per caso , tutto ciò non basti ,
una puntura o due di neorealismo.
La sera uno sciroppo simbolista,
Un cucchiaìno di crepuscolari,
La fialetta di qualche surrealista
che al giorno d’oggi son sempre più rari.
Chissà se un giorno riuscirò a guarire:
Stretto tra la speranza e la paura
Di dover, prima o poi, anch’io morire:
A volte uccide la letteratura!
Destino
Oggi sono tornato
Dove nascono i sogni,
dove avevo lasciato
tutti i miei bisogni,
tutti i miei desidèri
rimasti ad aspettarmi
insieme ai miei pensieri,
pronti a rimproverarmi:
“Perché sei andato via?!
Se tu ci lasci soli,
senza una poesia,
chi vuoi che ci consoli ...
Non conosci il tuo destino !
Non farci più aspettare!
A te, fin da bambino,
non resta che ... sognare !
Da Monti a Monti
Da Vincenzo a Mario
resta sempre un bel divario.
Questo non è un poeta, è un banchiere,
però ha sbancato il Cavaliere.
Questi è Mario Monti, cavaliero
che il Cavalier ridusse a uno scudiero.
Il rovescio della
canaglia
(A Renda Gabriele)
Tutti gridavano: "Silvio Berlusconi!"
e quel falsario, re dei miliardari
a tutti prometteva i suoi milioni
e meno tasse e più alti salari
e dopo aver promesso monti e mari
e averci ridotto sotto i ponti
tolto il lavoro e gli straordinari,
adesso ci promette Mari o Monti!
Statura di statisti
" ....... Volgiti , che fai !
Vedi là Berlusconi che s'è dritto !
Da LAVITOLA in su tutto 'l vedrai !"
Ricatto
Berlusconi ora ci stritola :
"O la Borsa o LAVITOLA!"
Batti un colpo
Batti un colpo se ci sei :
lo ha battuto anche la Cei ,
ma tu , popolo italiano ,
hai legati piedi e mano
e oramai non ti resta
se non battere la testa
fino al punto di spaccarla
anche se per ripararla
ci vorranno altri vent'anni ,
tanti e tali sono i danni
causati da chi ha eletto
un incapace ed un inetto
che trascorre ogni sua notte
tra ruffiani e tra mignotte .
Avanti popolo
L’Ulivo è scosso , la Quercia trema
E dopo Prodi venne D’Alema;
l’Ulivo trema , la Quercia è scossa :
avanti popolo datti una mossa!
Nella politica ci son tre cani :
Di Pietro Antonio , Fini e Bersani :
il primo abbaia , il secondo morde ,
il terzo è stretto tra catene e corde!
E poi ci sono Bossi e Maroni :
le due stampelle di Berlusconi!
Qui ci vorrebbe un Italiano:
l’unico è Giorgio, ma ... Napolitano !
Un altro c’è, a dire il vero,
però è un papa ed è straniero !
Ma al cambiamento siamo già pronti:
e dopo Tre ci sarà un sol ... Monti !
un Monti solo , ma senza mare
e ci dovremo accontentare
di Marcegaglia e delle altre donne:
l’unico mare sarà il Mar Chionne!
Nel quale tutti affogheremo,
ma ci verrà a salvar San Remo
con i suoi cori , le sue canzoni
e le soubrette di Berlusconi !
L’Ulivo trema, la Quercia è scossa:
avanti , popolo , datti una mossa!
Oltre
Il neutrino ci conduce
Oltre il tempo, oltre lo spazio ,
oltre il muro della luce :
l’uomo ancora non è sazio !
Ma cos’altro scopriremo
Oltre al vivere e al morire !
Stando fermi , arriveremo
Anche prima di partire ?
Ma se l’uomo ha superato
ogni soglia prima chiusa,
perché allora si è fermato
e non va oltre Lampedusa ?
Occidente , addio
Questo mondo ci sorpassa :
siamo disatomizzati,
non esiste più la massa ,
ma dei semplici aggregati
di nevrotici individui
sballottati qua e là:
siamo gli ultimi residui
di un’antica civiltà...
Attirati dall’abisso,
contempliamo il precipizio;
occhio vitreo , sguardo fisso
senza più virtù , né vizio...
Dalla Grecia è cominciata
Questa nostra civiltà :
siamo all’ultima puntata :
con la Grecia finirà .
Parigi
Parigi non m’ispira.
A me non dice niente .
Con quell’aria che tira,
con tutta quella gente ... !
E sì che io ho girato .
Ne ho visti dei Paesi ?
Per anni ci ho abitato ,
non solo pochi mesi !
Però di tutti quelli
(i cui nomi qui non faccio)
per me uno dei più belli
rimane : il CASTELLACCIO !
Se sapessimo
Se sapessimo cosa sia
Questa vita tua e mia
Che ci sfugge , incalza e preme
e che ci tiene ancora insieme ...
Se sapessimo davvero
Che il suo fine è il cimitero ,
Perché Prima di morire
Ci sforziamo di capire
Anche il minimo dettaglio
Che ci apra uno spiraglio,
ci dia il minimo segnale
per capire il bene e il male
E però non lo sappiamo
E fantasmi dondoliamo
Come tante marionette
sopra abissi , sulle vette,
Sballottati qua e là
Tra un “di qua” e un” al di là”,
trascinati su e giù
tra un “sempre” ed un “ mai più “ .
Cosa sarebbe
Cosa sarebbe la terra senza luna,
cosa Venezia senza la laguna
Cosa sarebbe la terra senza il sole,
i prati a primavera senza viòle,
cosa sarei io senza l’amore,
cosa sarebbe dio senza il dolore
nel cui nome si accetta e si sopporta
la vita è tale solo quando è morta
e lascia ad altri le sue aspettative:
la morte è tale solo quando vive
Se
Se non ci fossi stato
In mezzo a questo fango,
ma ci son capitato
e allora ? Ci rimango !
Cerco di non sporcarmi,
mantenermi pulito
e uso tutte le armi
per salvarmi il vestito!
E per salvar la faccia
E un’altra cosa mia ,
non solo uso le braccia ,
ma anche la poesia !
E se ciò non bastasse ,
che altro,posso fare
oltre a pagar le tasse
e vivere e lottare
perché il mondo cambi,
ché almeno un po’ migliori
in mezzo a tanti scambi
prima che ne esca fuori !
Se non ci fossi stato ,
però , ora ci sono :
ho pianto , ho tanto amato ,
ho chiesto anche perdono !
per tutti i miei peccati :
quelli che ho fatto io !
E quelli altrui , passati ?
E mica sono Dio !!!
Specchio
Son davanti ad uno specchio :
guardo dentro: vedo un vecchio .
Lo osservo, ma un po’ tremo :
“Ma che fa !? Mi sembra scemo!”
Il suo sguardo è un poco fosco .
Chissà , forse , lo conosco
Chissà , forse ,l’avrò visto .
Sembra un... povero cristo .
Guardo meglio : mi avvicino
Ma che faccia da cretino !
Ha sul viso del sapone:
ma che faccia da coglione !
Tiene in mano una lametta.
Nell’altra, ha: una saponetta .
Ora strizza le pupille:
pare proprio un imbecille !
Chiude gli occhi , alza un braccio:
ha l’aspetto di un pagliaccio
che ora piange , ora ride ,
che però non si decide
ad uscire mài di scena ...
a guardarlo , mi fa pena ...
Ora volta un po’ le spalle :
Ma che fa ?! Tocca le palle !?
Piega , in piedi , un po’ la schiena ,
Mentre tira ... la catena ...
Livorno
Livorno, mi ha amato!
Livorno mi ha tradito,
Livorno mi ha cercato,
Livorno mi ha capito:
Livorno mi ha accolto,
Livorno mi ha tenuto,
quando mi ha dato ascolto,
Livorno mi ha creduto!
Livorno mi ha lasciato,
Livorno mi ha ripreso,
ma anche maltrattato
qualche volta, sorpreso!
Livorno a volte sfugge,
a volte incalza e preme,
a volte ti distrugge:
io e Livorno, insieme!
Livorno, i suoi quartieri,
le sue periferie,
Livorno, i suoi misteri,
anche le sue bugie
Livorno, le sue piazze,
il sùo lungo mare,
Livorno, le ragazze,
Livorno da buttare
Livorno, i suoi lamenti,
i suoi gridi di gioia,
i suoi occhi ridenti,
i suoi drammatici “bòia”!
Livorno, i suoi sguardi
Lungo i suoi viali,
Livorno , i suoi ritardi
E i suoi, deh! E regali!
Livorno, il suo cacciucco,
Livorno coi suoi ponci,
Livorno senza trucco,
Livorno: deh! Ci onci
Livorno: i suoi rumori :,
uimmena, deh! Bimbini!
Livorno, i quattro mori,
Livorno e fa vaìni !
Livorno, i suoi poeti,
Livorno, i suoi pittori
I giorni suoi più lieti,
ma anche i suoi dolori !
Livorno Monte Nero,
Livorno, i suoi tramonti ,
Livorno: un mi par vero :
il Ristorante Conti !
Livorno, i suoi discorsi
Che il vento porta via,
Livorno, i suoi rimorsi
E tanta nostalgia !
Livorno, il suo passato,
Livorno, il suo rimpianto,
io che ti ho tanto amato,
Livorno, ora ti canto :
e canto i tuoi domani,
i tuoi dubbi, le tue angosce,
e canto le tue mani,
i tuoi culi, le tue cosce
e canto i tuoi umori,
e canto le tue tempre,
Livorno dentro e fuori:
io e Livorno, sempre!
Il mio Fedro
(40 favole scelte a mano, tradotte a orecchio , da leggersi in piedi e
recitare a braccio
perché anche l’occhio vuole la sua parte)
1
Nunquam est fidelis cum potente societas,
testatur haec fabella propositum meum
Leonis pars
L’alleanza tra un piccolo e un potente
È destinata ai capricci del futuro.
Questa è una verità così evidente
Da resistere al crollo di ogni muro.
Una capra, una pecora, un toro ed un leone
Giunsero, un giorno, a questa conclusione:
“Dividiamoci, sempre, in parti uguali
prede o carcasse di tutti gli animali”.
Appena catturarono un bel cervo,
disse il leone: “Aspettate, ora vi servo!
La prima parte, me la prendo io
Perché alla caccia partecipai anch’io;
la seconda, voi, la darete a me
perché della foresta sono il re!
Quanto alla terza, accampo i miei diritti
Perché sono il più forte e tutti zitti!
La quarta, invece, beh ... se non andate via ...!
Chi è che ha il coraggio di dir che non è mia?!? ...
Poiché nessuno osò fare obiezione,
egli si prese la parte ... del leone ...!
2
Qui facere quae non possunt verbis elevant
ascribere debebunt exemplum sibi
Vulpis et uva
Dalla fame costretta ,
correndo sopra un prato,
una volpe in tutta fretta
raggiunse un pergolato...
E lì con salti e sforzi ,
cercava di addentare
l’uva , che con dei morsi
riuscì solo a sfiorare ...
Poi , con disinvoltura :
“ E’ meglio lasciar stare ...
Non è ancora matura ...
Non la voglio assaggiare ...
Mangerò un po’ d’erba ,
piuttosto che uva acerba !”,
concluse ,contrariata,
la volpe, imbarazzata...
Se non riesci a portare
A compimento un’azione ,
ti serve, poi , trovare
la giustificazione?
3
Hac re nostra mala videre non possumus
alii simul delinquunt censores sumus
Duas peras
Il Re di ogni essere vivente ,
Giove , padre giusto, ma clemente ,
un giorno , fece dono a tutti quanti
d’una bisaccia dietro , una davanti .
Quella posta davanti al petto
D’ogni altrui vizio piena , ogni difetto,
quella sospesa dietro la schiena
dei nostri vizi e dei difetti piena.
Ecco perché la vista tua s’aguzza
Per veder nell’altrui occhio una pagliuzza,
mentre nell’occhio tuo , , per quanto grave ,
non riesci a veder neanche una trave .
4.
Inops , dum potentem vult imitari , perit.
Rana et bovis
Chi potente non è e vuole imitarlo ,
sia fortemente sconsigliato a farlo .
Scorgendo un rospo, sopra un prato , un bove,
volle imitarlo e , fatte un po’ di prove,
cominciò a gonfiarsi a più non posso
per diventare come quel colosso .
Dopo essersi così tanto gonfiato
Chiese agli altri rospi se si era ingrossato
tanto da assomigliare al ruminante .
Fu la risposta più che scoraggiante !
Allora , il rospo , riprendendo il fiato ,
si gonfiò ancora e , quindi , domandato :
se era riuscito nel suo tentativo ,
ebbe un responso ancora negativo .
Ora la bestia non sentì ragione :
si gonfiò , diventò come un pallone....
ma ... all’improvviso... si sentì un gran botto:
a terra giacque il rospo ... tutto rotto ...
5
Haec propter illos scripta est homines fabula
qui fictis causis innocentes opprimunt.
Lupus et agnus
Dall’arsura riarsi
Un lupo ed un agnello
Giunsero ad un ruscello
A dissetarsi ...
In alto stava il lupo ,
l’agnello un po’ più in basso .
Subito quel gradasso
Attaccò cupo :
“Perché l’acqua m’inquini ? “
proruppe quel malvagio .
E l’agnellino adagio
Con due o tre inchini :
“Come potrei recarti
una simile offesa !
L’acqua vien giù in discesa,
non arrabbiarti !”
“Però , non ti perdono “
riprese più adirato :
“So che mi hai calunniato ,
tre mesi or sono !”
“Non ho questo rimorso !
E come avrei potuto ,
se al mondo son venuto
il mese scorso ?!? “
“Tuo padre sì , però , “
disse quel prepotente
e, senza dir più niente ,
lo sbranò ...
Ogni volta che vedrai
Sopraffar degli innocenti
Non dar tregua ai prepotenti ,
non giustificarli mai !
6
Hoc illis dictum est quibus honorem et gloriam
Fortuna tribuit sensum communem abstulit .
Vulpis et persona tragica
Mentre andava a passeggio una mattina ,
una volpe incontrò una mascherina
e , senza fare tanti altri commenti :
“Sei veramente bella ! Complimenti !”
Si avvicinò , guardò sotto il cappello
E vide che era priva di cervello :
“Bella sei bella , non te lo contesto ,
però , senza cervello , a che ti serve il resto ? “
Anche tu , segui sempre questa norma
E guarda la sostanza : non la forma !
7
Qui se laudari gaudet verbis subdolis
fere dat poenas turpi potentia
Chi si loda, s’imbroda !
A te è mai successo ?
ma ascolta, invece, adesso
quello che molto spesso tocca
a chi sentendosi lodar apre la bocca :
Un corvo , che volava sopra un tetto ,
sfiorò di una finestra i davanzali
e , dato un poderoso colpo d’ali ,
ci si posò e , col suo becco , stretto ,
addentò un pezzo di formaggio
che , per quanto ammuffito ed un po’ secco
venir gli fece l’acquolina al becco:
“Ma che magnifico e splendido piumaggio !”
disse una volpe accorsa lì veloce :
“Certo , di tutti , saresti tu il più bello
con quelle penne !Tu ! Con quel cervello !
Ma che peccato che non hai la voce ! “
Al che , lo stolto volendo dimostrare
Di possedere meriti canori,
la lingua , in quell’istante , tirò fuori
e cominciò con impeto a cantare ...
Ma anziché note armoniche e suadenti
Vennero da quel pennuto poco saggio,
suoni sgraziati e cadde giù il formaggio
che la volpe afferrò con i suoi denti ...
8
Laudatis utiliora quae contempseris
saepe inveniri haec asserit narratio
Cervus ad fontem
Questa favola v’insegna
Che anche una cosa ritenuta indegna
E alla quale prestiam poca attenzione ,
può rivelarsi utile in più d’un’occasione ,
mentre un’altra alla quale rendi omaggio ,
non solo è inutile , ma reca anche svantaggio .
Un cervo , soffermatosi a una fonte ,
vide il suo corpo , vide la sua fronte
riflessi in quella chiara fontanella
ed esclamò : “Ma guarda com’è bella
l’immagine che l’acqua mi ritorna
e come sono belle queste corna !
Non fosse per le gambe , sottili e fatte male,
sarei davvero un gran bell’animale !” .
Spaventato dalle voci
Di chiassosi cacciatori ,
con le gambe sue veloci ,
sfuggì ai cani inseguitori.
E fu di quelle gambe la snellezza
A procurargli la fuga e la salvezza!
Nella fuga venne accolto
Da un gran bosco fitto e folto
E fu proprio in quel momento
Che trovò un impedimento
In quelle corna sue lodate...
Dalle cagne trafelate
Fu raggiunto in un baleno
E sbranato in ancor meno...
“Me infelice , me insensato !”
gridò il cervo disperato
”Ma perché ho biasimato
Ciò che utile mi è stato
Mentre invece ho lodato
Ciò che poi non mi ha giovato?”.
9
Qui pretium meriti ab improbisdesiderat
bis peccat primum quoniam indignum adiuvat
impune abire deinde quia iam non potest
Lupus et gruis
Secondo un vecchio adagio
sbaglia due volte chi da un malvagio
Pretende una qualche ricompensa
Prima di tutto perché aiuta un indegno ,
poi perché favorisce il suo disegno .
Un lupo , sopraffatto dal dolore ,
per via di un osso conficcato in gola ,
chiese a una gru di fargli da dottore
e di guarirlo , che sulla parola ,
le avrebbe dato una ricompensa .
La gru , dapprima , timorosa e incerta ,
di fronte a quell’insolita incombenza ,
alla fine accettò la strana offerta ,
e , ficcatogli il becco dentro il collo ,
con maestria e senza esitazione
gli tirò fuori un lungo osso di pollo.
Poi, chiese il conto dell’operazione .
Al che il lupo , assai meravigliato :
“E non ti basta che non t’abbia divorato!”
“E non ti basta che non t’abbia divorato!“.
10
Quicumque amisit dignitatem pristinam
ignavis etiam iocus est in casu gravi
Senex leo
Chi cade giù dal sommo di una vetta
diventa oggetto di scherno e di vendetta.
Che ciò sia vero lo dicono gli eventi ,
sia quelli ormai passati che recenti .
Un leone , stracarico di anni ,
il corpo straziato dai malanni ,
si ritrovò in un giaciglio d'ospedale,
quand'ecco avvicinarglisi un cinghiale
con morsi, graffi , con impeto e con furia
si vendicò per un'antica ingiuria .
Avvicinatosi , poi , al vecchio stanco ,
le corna sue gli conficcò in un fianco ,
un toro , che fu già suo ammiratore
ai tempi della gloria e dell'onore ,
di cui aveva perso ormai ogni traccia ;
quand'ecco che si diede a dargli in faccia
sonori calci , un asino ragliando ;
al che il vecchio leone , ormai spirando :
<<Ho sopportato , per quanto a malincuore ,
l'oltraggio di animali di valore ,
ma da una bestia così vile e stolta ?! …
a me par di morire un'altra volta … >>
11
Nulli nocendum si quis
vero laeserit
multandum simili iure fabella admonet
Vulpis et ciconia
Non si deve mai trarre in inganno
chiunque sia perché se da ciò danno
ricavato ne avrai , non lamentarti ;
a te non resterà che rassegnarti .
Una cicognafu invitata a cena
da una volpe che , di scherzi in vena ,
al volatile , senza alcun ritegno ,
dentro una bassa ciotola di legno,
offrì una brodaglia da sorbire
peril gusto di vederlo un po' soffrire,
mentre lei si saziava a piacimento
assistendo allo scorno e allo sgomento .
Poi , la cicogna volle ricambiare
l'invito ricevuto ed invitare
volle , a sua volta , l'animale astuto.
La volpe non oppose alcun rifiuto.
Si presentò all'ora stabilita :
trovò la sua pietanza ben servita
in un vaso dal collo lungo e stretto
per cui quell'animale fu costretto,
nell'illusione di lenir la fame ,
a leccar solo gli orli al vasellame,.
« Come vedi , ho appreso la lezione »,
la cicogna alla volpe rassegnata
la quale , ora , della propria azione
capì la conseguenza e la portata
che ti riassumo in questi due versetti :
« Colui che te la fa , poi , se l'aspetti » .
12
Hac derideri fabula merito potest
qui sine virtute vanas exercet minas
Musca et mula
Una mosca sul groppone
di una mula si posò
e , per darle una lezione ,
l'animal così spronò :
« Ma perché sei così lenta ,
ma perché non vai più forte.
Guarda che se non stai attenta ,
io ti pungerò alla morte ! »
« Io di te , non ho paura »
rise quella , e con ragione ,
più temibile e più dura
è la frusta del padrone ».
Chi rimprovera e minaccia ,
ma agire poi non suole ,
oltre a perdere la faccia
spreca il fiato e le parole !
13
Amittit merito proprium qui alienum appetit
Canis avidus
Qui ti ricorderò in due parole :
nulla stringe colui che troppo vuole .
Un giorno , un cane , un fiume , attraversava
Con un pezzo di carne a fior dell’onda .
A farne un sol boccone si apprestava,
una volta raggiunta l’altra sponda .
Giunto a metà della corrente stessa ,
stanco e ansimante, il passo rallentò,
ma vista la sua immagine riflessa ,
su quel pezzo di carne si avventò;
ma la speranza di maggior bottino
in quell’istante stesso fu distrutta:
uscì fuori dall’acqua quel tapino
tutto bagnato , ma con la bocca asciutta .
14
Stultum consilium non modo effectu caret
sed ad perniciem quoque mortales devocat
Canes famelici
Forse non t’ho mai detto,
ma certo avrai notato
che può avere un grave effetto
un bel progetto, ma insensato.
Da questa storiellina
Semplice, ma verace ,
capirai che va in rovina
chi ha un progetto inefficace.
Due cani , sulla riva di un laghetto,
correndo un mattino in piena estate .
intravvidero nel fondo suo, un pezzetto
di cuoio di due suole consumate.
Per poterselo mettere tra i denti
e farne oggetto di degustazione.
Quei due cani famelici e impazienti
Misero in atto questa decisione:
decisero di bere , ma sul serio ,
di quel laghetto tutto il contenuto,
così l’oggetto del loro desiderio
sarebbe stato al più presto rinvenuto.
Sulle sue rive dall’aspetto ameno,
due passanti , la sera , capitati ,
videro quel laghetto ancora pieno ,
ma i due cani eran lì ... morti scoppiati ...
15
Repente liberalis stultis gratus est
verum peritis inritos tendit dolos
Canis fidelis
Quando vai in giro , tieni aperti gli occhi .
Guardati da certi tipi generosi
che piacciono moltissimo agli sciocchi ,
ma che in realtà sono pericolosi .
Di notte, un ladro gettò un pezzo di pane .
Tentò con quello di adescare un cane:
“Vuoi tapparmi la bocca gli rispose
e che io in difesa delle cose
del mio padrone non abbai e taccia?
ma guardami negli occhi e nella faccia
e giudica un po’ tu se io sia
uno di quelli che per colpa mia
ti lasci fare i tuoi sporchi interessi .
Vattene via : qui non ci sono fessi ! “
16
Qui fert malis auxilium post tempus dolet
Colubra in sinu
Chi ai malvagi benefìci arreca ,
non solo il tempo , ma i sentimenti spreca .
Un giorno , una persona impietosita
una serpe raccolse , infreddolita
E , avvòltala ben bene dentro un panno ,
in seno la nascose . A proprio danno!
Appena , infatti , quella si riebbe,
inaspettata, il capo alzò e la morse ;
dell’imprudenza subito si accorse
quella persona che raccolta l’ebbe.
... E che nessuno impari
A fornire ripari
O qualche altro sostegno
A chi si mostra ingrato e quindi indegno .
17
Hoc illis narro qui me non intelligunt
Pullus gallinaceus et margarita
Nell’orizzonte chiuso di un pollaio
Cercando cibo nel suo letamaio,
trovò tra i rifiuti una mattina ,
una pietra preziosa , una gallina .
“Come!? Tu , così splendente ,
proprio da me che non capisco niente
ti fai trovare... io , che del tuo splendore
non capisco né bellezza , né valore ?
Eppur c’è gente che per averti in mano,
la vita sua e l’anima darebbe!”
Gettatala e scartata poi che l’ebbe ,
continuò a razzolare piano piano .
E così seguitò con gran diletto,
con quell’ignara sua disinvoltura ...
Ma sappi che anche tra la spazzatura
Si può trovare questo mio libretto .
18
Sic saepe ingenia calamitate interficiunt
Asinus et lyra
Un asino vide giacente su un prato
Uno strumento ben accordato.
Pien di rispetto e di ammirazione
Tentò di cavarne una bella canzone
Le corde dall’unghia percosse e tirate
Emisero invece solo note stonate.
L’asino allora un po’ imbarazzato:
“Ah! se un altro ti avesse trovato!
Dalle sue mani esperte e preziose ,
chissà quali suoni , che note armoniose.
Poi , scagliò quella lira lontano nel verde ...
Così a volte un talento si rovina e si perde .
19
Sed res clamabit ipsa quid deliqueris
Pastor et capella
Anche se non è tonda , liscia come una palla,
la verità , talvolta , dal fondo viene a galla.
Si! Prima o poi , la verità affiora ...
Te lo dimostra ciò che ti narro ora .
Un pastorello, un giorno ,
col suo duro bastone,
spezzò di netto un corno
Ad una capra del suo vecchio padrone.
Resosi , quindi , conto
Del misfatto compiuto ,
subito disse pronto :
“Che non sia risaputo!”
Al che quella capretta,
belando chiara e netta :
“Io starei anche zitta ,
dipendesse da me...
Però quello che hai fatto ,
beeeeeeeh ! parlerà da sé !”
20
Mordaciorem qui improbo dente appetit
hoc argumento se describi sentiat .
Ancora una storia ,
ancora una rima
per dirti la boria
che un giorno una lima
riscontrò in una vipera dal venefico labbro
che era entrata, per caso , nella bottega di un fabbro
nel suo zigzagante , strisciante vagare
per procurarsi un po’ da mangiare,
ma non riuscendo a trovare niente,
su di una lima affondò il suo dente.
Al che lo strumento ,
pur con tono cortese :
“Scusa un momento,
ma hai delle belle pretese!
Sei davvero insensata !
Se te lo dico , non erro ,
ma io sono abituata
a mordere... il ferro !”
21
Consilia qui dant prava cautis hominibus
et perdunt operam et deridentur turpiter
Canes ad Nilum
Arriva un giorno in cui rimangono beffati
Coloro che dispensano consigli interessati.
Per illustrarti meglio questa cosa ,
ascolta una leggenda ormai famosa
che risàle a tempi ormai lontani ,
quando , in Egitto , per dissetarsi i cani ,
e non cadere ai coccodrilli in pasto
bevevano correndo lungo il vasto
delta del Nilo ...
Tirata fuor dell’acqua la sua testa ,
disse un giorno ad un cane un coccodrillo :
“Perché vai così in fretta , su , dai , resta !
Puoi bere tutta l’acqua , stai tranquillo!”
E il cane : “Volentieri , ti prenderei in parola ,
se non sapessi , quanto ti faccio gola !“
22
Hoc argumentummonet ut sustineam tibi habitu esse similes
qui sint virtute impares
Capellae cum barba
Dopo tante insistenze , le caprette
Videro accolte le loro richieste .
Giove concesse loro le barbette ,
ma furibonde furon le proteste
dai caproni inoltrate a quella Autorità :
“Mai e poi mai “ dissero gli animali,
accetteremo , per nostra dignità,
d’essere considerati a quelle uguali ,
ne va di mezzo la virilità !”.
Però , Giove neanche si scompose :
“Ma che protesta è! Si può sapere!”
con olimpica calma gli rispose:
“In fondo , resta a voi tutto il potere.
Non vi accorgete che c’è modo e modo
Nel giudicare una concessione fatta
E , se anche stavolta voi guardate al sodo,
la vostra forza , resta tutta intatta.”
Con questo , io vorrei farti vedere
La differenza tra l’essere e l’avere,
o in parole più semplici e più chiare:
è molto meglio esser che sembrare.
Ma se di questo tu non sei convinto ,
non voglio far la parte di chi insiste ,
ma a dirti queste cose mi hanno spinto,
gli atteggiamenti di certe ... femministe .
23
Quicumque turpi fraude
semel innotuit etiamsi verum dicit
amittit fidemhaec attestatur brevi aesopi fabula
Vulpis lupus et simia iudex
Chi grida :”Al lupo , al lupo !”
Però non è sincero,
poi , non sarà creduto
anche se dice il vero .
Chi grida : “Brucia , brucia “
Ma del fuoco non v’è traccia ,
oltre a perder la fiducia ,
ci rimette anche la faccia.
Di reciproche colpe
si lanciavan le accuse ,
un lupo ed una volpe
di essere colluse
con mafie e con camorre
su crimini inauditi,
ma sul punto di deporre
si erano pentiti .
Nascosto in un dirupo,
di aver sventato un furto
si vantava quel lupo
contro la volpe in urto.
Ma proprio quella accusa
la volpe rilanciava,
quindi , la sua innocenza,
astuta , protestava.
Una scimmia fu chiamata
Ad emetter la sentenza
Che da tutti fu apprezzata
Per dottrina e competenza .
“Che la volpe abbia rubato ,
non nutro dubbio alcuno
ma più ladro del lupo
non conosco nessuno “
E questa fu per tutti, la giusta conclusione:
due ladri che si accusano , la stessa punizione .
24
Quaecumque populum tristis eventus premit periclitatur
magnitudo principium minuta plebes facilipraesidio latet
Murum mustelarumque pugna
Dalle donnole , i topi , già sconfitti ,
cercavano rifugio , i derelitti
e , alla ritirata , ormai costretti
ripararon nei loro buchi stretti ...
Ma i loro capi con la testa adorna
Di penne , di cimeli ed alte corna
(per rendersi visibili in battaglia
e distinguersi così dalla plebaglia)
rimasero impigliati nell’ingresso ...
e proprio allora , in quel momento stesso,
mentre dei buchi forzavano le porte ,
dalle donnole condannati a morte ,
finiron sotto i loro avidi denti. ...
Quando un popolo incorre in tristi eventi :
rivolte , guerre ed altri movimenti,
per i capi è sempre pronto un boia ...
per i seguaci , una scappatoia ...
25
Hoc si molestus ad animum rettulit sensit profecto se
hominem non visum senti intempestive qui occupato alluserit
Aesopus ad ciarlatanum
Volendo procacciarsi un po’ di fuoco
Che è sempre indispensabile in cucina
Date disposizioni al proprio cuoco ,
all’alba, Esopo, uscì , quella mattina .
Mentre ritornava, in pieno giorno,
dopo essere venuto via da un forno
seco recando una fiaccola accesa,
incontrò tanta gente che, in attesa,
lo osservava tutta sfaccendata.
passare con un’aria indaffarata
Un ciarlatano :”Cosa vai cercando,
con quella luce in mano, camminando?”
”Io cerco l’uomo “ e, la risposta detta ,
si allontanò Esopo in tutta fretta.
Si resero conto quelli allora
Che è un uomo soltanto chi lavora.
26
Uxorem quondam sol cum vellet
ducere
clamorem ranae sustulere ad
sidera
Ranae et sol
Dopo le prime luci del mattino
Esopo vide un ladro , suo vicino
,
che le sue nozze voleva
celebrare
e questa storia cominciò a
narrare :
“Di punto in bianco , quasi
all’improvviso ,
avendo il sole un bel dì deciso
che era giunta l’ora di
sposarsi,
cominciaron le rane ad
allarmarsi.
Rivolte al cielo le gracidanti
teste
Alte levaron chiassose le
proteste.
Infastidito dalla confusione,
Giove volle saperne la ragione .
“Se a prosciugar gli stagni
e ad impedire , a volte , i
nostri bagni ,
bastava prima un solo sole
che ne sarà di noi se avrà la
prole ?!”
E questa è la favola che Esopo
Volle narrare con un preciso
scopo .
Io ve l’ho raccontata tale e
quale :
sapreste ricavarne la morale ?
27
Sibi non cavere et aliis consilium dare
paucis ostendamus versibus .
Passerus et lepus
Riflettete ai versi seguenti
E dite pure, nipoti miei amati ,
se non sia il caso di stare più attenti
prima di dare giudizi affrettati ...
Una lepre che ghermita
Fu da un’aquila su un prato ,
fu da un passero schernita :
“Guarda cosa hai combinato ! ...
Come ? Tu , così scattante,
ti sei fatta catturare ...
ma in quel preciso istante
si sentì , ahimè , azzannare
da un rapido sparviero
che sul passero, piombando,
se lo fece prigioniero .
“Al che la lepre di rimando:
“Non sapevi che la morte
ci accomuna nel destino,
perché criticar la sorte
che è toccata a un tuo vicino ?”
28
Hoc in se dictum debent illi agnoscere quorum privata servit
utilitas sibi et meritum inane lactant imprudentius
Mustela et venator
Ve ne sono di quelli che fanno
Il cosiddetto comune interesse
Perché in fondo essi stessi ben sanno
Che con il loro s’intreccia e s’intesse .
Una donnola per sfuggire alla morte
Così a un cacciatore perorò la sua sorte :
“Vedrai , se mi uccidi , tu vai contro i tuoi scopi.
Sono io che ti libero la casa dai topi!”
“Se tu lo facessi perché ciò è il tuo dovere ,
dal causarti la morte mi potrei astenère,
però so che lo fai , dandoti tanta pena,
sol per mettere insieme e il pranzo e la cena.
Tu mangi quei topi per il tuo beneficio,
quindi, quello che dici è puro artificio.”
Chi è corretto ed onesto , ma per sua convenienza,
pur facendo del bene , non ha bene ... merenza!
29
Qui se committit homini tutandum improbiauxilium dum requiritexitium
invenit
Milvus et columbae
Chi nel Diritto crede e ci si affida
E per esso si batte, non soccombe;
se avrà coraggio vincerà la sfida,
la fine non farà delle colombe
che caddero , meschine , negli artigli
di un nibbio che con turpissimi ideali
le adescò con certi suoi consigli :
“Non confidate nelle vostre ali;
esse vi recheranno solo danno.
C’è un altro modo per sfuggire ai mali”.
Il nibbio si servì di questo inganno.
Le sue parole furono fatàli.
E fu così che quei candidi uccelli,
ignari dell’ignobile ricatto,
al fine di evitare altri tranelli,
docili, sottoscrissero quel patto .
Si consegnaron così di propria mano,
Dopo avere firmato quell’accordo,
a quello spietatissimo guardiano
che si mutò in un rapàce ingordo .
Soltanto una , prima di morire :
“Ah! Come ci sta bene !” ... Riuscì a dire ...
30
Successus improborum plures allicit
Aesopus et canis mordax
Un tale morsicato da un cane inferocito
subito spaventato,come venne istruito
nel sangue suo inzuppò un pezzo di pane
e via , contro quel cane lo scagliò.
Credeva che il rimedio
Fosse più che efficace
Per togliersi l’assedio
Di quel cane mordàce.
Esopo che per caso era presente
Rimproverò quel tipo , argutamente ,
e lo esortò a non gettare pani,
specie alla presenza di altri cani .
“Se addirittura tu gli lanci l’osso
ce li ritroveremo tutti addosso
Ma ciò che stronca ogni cattiva azione
È la certezza della punizione.”
31
Noli affectare quod
tibi non est datum
delusa ne spes ad querelam recidat
Pavo
et Iuno
A lamentarsi andò un dì il Pavone
Fin su la soglia della dea Giunone:
Ma come, io fra tutti sono il solo
A non cantare come l’usignolo,
la voce mia, in più di un’occasione
fu oggetto di scherno e derisione”.
Al che Giunone per consolar l’uccello
parlò con convinzione ed eloquenza:
“Tu di gran lunga sei superiore a quello
e per la grazia e per magnificenza!
E tutti gli altri uccelli cantatori
Superi nello stile e nella moda
Per lo splendente smeraldo dei colori
E le smaglianti gemme della coda!”
“Ma a che pro tanta bellezza ho avuto
se nel cantar son come un pesce: muto!”
“Non volere tentar più oltre il fato
su ciò che a ciascuno fu assegnato:
al leone la forza, all’usignolo il canto
e la bellezza a te: lascia il rimpianto!
Ché tutti quanti gli altri animali
E dal più grande fino al più piccino
Sono contenti del loro destino:
corvi, cornacchie, capre e anche maiali!
Smettila, quindi, di aspirare a cose
Per te innaturali e artificiose
E d’inseguire con ostinazione
Tutto quello che va contro ragione
Ché se speranze vane tu alimenti,
vivrai solo d’invidia e di lamenti!”
32
Hoc sustinete maius ne veniat malus
Ranae petunt regem
In una città, stato, nazione,
arriva sempre un dato momento
in cui senza apparente spiegazione
si verifica un ... capovolgimento;
dapprima lento, quasi inavvertito,
poi,prima ancora d’essere finito
e cominci a capirne la natura
ti ritrovi in piena dittatura.
Ai tempi in cui fioriva in Grecia Atene
Per le sue leggi e le sue strade piene
Erano d’uomini colmi di sapienza,
la libertà si trasformò in licenza,
ciascuno si mise contro l’altro
e dominò il più furbo ed il più scaltro,
il Dovere si tramutò in Diritto,
chi sapeva doveva stare zitto ....
Chi non sapeva si lasciò parlare,
così nessuno volle più ascoltare;
ognuno parlava con se stesso,
un po’ come succede , da noi, adesso...
E tale fu il subbuglio e lo squinterno
Che un dittatore conquistò il governo
E, nel giro di poco più di un anno
Diventò un temibile tiranno ...
Piansero gli ateniesi la libertà perduta:
la gente diventò più triste e muta
e, a testa china,andava per la via
alla ricerca di ... democrazia ...
E a quelli che vagavan senza scopo,
questa favola narr´rò, un giorno, Esopo
che qualcosa potrà sempre insegnarvi:
è proprio quella che sto per raccontarvi.
Vagavano un dì libere e sovrane
Nel loro stagno le chiassose rane,
riempivan di clamori quel pantano
nel quale reclamavano un sovrano
che con la sua autorevole presenza
mettesse fine al chiasso e all’indecenza,
mettesse un po’ di ordine in quel regno,
Giove gli buttò giù un pezzo di legno
Che nel cadere fece un tal rumore
Da gettar quelle rane nel terrore;
il suo arrivo fu così immediato
che rimasero tutte senza fiato.
Appena emerse dall’acqua più profonda,
una di quelle rane, fuor dell’onda
la testa sollev´ò e piano piano
si avvicinò a quell’affare strano
e, lasciata da parte ogni paura,
cominciò a studiarne la natura.
Esaminò ben bene quell’attrezzo.
Quando s’accorse ch’era solo un pezzo
Di legno galleggiante di una porta,
con offese ed ingiurie di ogni sorta
gli balzò addosso e, senza esitazione,
chiam´mò le sue compagne a tale azione .
Gli saltarono tutte sulla testa
E rinnovaron, noiose, la richiesta
E gracidaron con tale violenza
Che Giove , al fine , perse la pazienza.
Gli mandò un’idra, acquatico serpente,
che una dopo l’altra, crudelmente,
cominciò ad afferrarle per la gola
finché non ne rimase che una sola,
la quale prima di chiudere i suoi occhi:
“Siamo state ub popolo di sciocchi”
fra sé e sé, mentre moriva, disse
“Tutto quel chiasso, tutte quelle risse
per una fine atroce ed ingloriosa,
quando bastava far solo una cosa,
trovare un accordo e, con ragione,
governare da noi questa nazione
e, invece, guarda un po’ che triste sorte,
a forza d’invocare ... l’Uomo Forte ...”
33
In principatu
commutando saepius
nihil praeter domini nomen mutant pauperes
Asinus et senex pastor
Ricordate il ritornello eterno
Ad ogni cambiamento di governo?
“Si prospettano grandi mutamenti!
“Cambia la musica, cambian gli strumenti!”
Ma muteranno i poveri la loro situazione
Solamente perché cambia il padrone?
Se tale verità fu contraddetta,
ora ascoltate questa favoletta.
Un vecchio pascolava sopra un prato
Un asino ed ecco che un soldato
Sbuca fuori seguìto d’altri cento ,
veloce fugge il vecchio come il vento
e come avesse messo ali al piede,
correndo, il vecchio, all’animale chiede:
“Scappiamo via, non vedi, c’è il nemico!”
Ma l’asino rispose: “Ascolta, amico,
per me non cambia nulla neanche :adesso,
i pesi li dovrò portar lo stesso!”
34
“Hoc argumento tuta est hominum tenuitas
magnae periclo sunt opes obnoxiae
Duo muli
Due muli in cammino:
di età ed aspetto pari;
uno porta fichi e vino,
l’altro un sacco di denari.
Ad un certo momento
Lungo il loro sentiero,
veloci come il vento,
di dietro a un cimitero,
sbucan da un nascondiglio
due ladri con la spada;
con forza e con cipiglio
gli sbarrano la strada.
Nel corso del conflitto
Uno fu derubato,
l’altro, fermo e zitto,
da quelli fu ignorato .
Ragliava l’animale
Che, unico bersaglio,
non sopportando il male,
esalò l’ultimo raglio.
Fu il suo carico importante
Di cui era così fiero,
per il suono tintinnante
a spedirlo al cimitero!
Ai pericoli si espone
Chi attira l’attenzione!
35
Quem spes delusit huic querela convenit
Duo calvi
La speranza è come un fuoco
Presso il quale puoi scaldarti,
ma soffiandoci, anche poco,
corri il rischio di bruciarti
perché ad ogni combustione
segue cenere e carbone!
Un pettine per strada, casualmente,
trovò un calvo; contemporaneamente
lo vide e si accostò uno pelato :
“Amico mio, quello che hai trovato,
stando alla legge dell’imparzialità,
dobbiamo ora spartircelo a metà.”
E in attesa che tirasse fuori
Chissà quali ricchezze, che tesori!
un pettine si vide in mano porre
”Spesso troviamo ciò che non ci occorre!”
36
Hoc cur Philete scripserim pulchre vides
Canis et venator
In questa società capita spesso
di vedere un anziano maltrattato ;
nella storiella che ti narro adesso
c’è un esempio da Fedro tramandato :
Aveva sempre fatto il suo dovere,
affrontando le più feroci fiere,
un cane, dagli anni ormai gravato,
che a caccia aveva sempre meritato.
In uno di quei giornil’animale
Riuscì ancora a prendere un cinghiale
E, a lungo, lo trattenne per l’orecchio,
nonostante che fosse stanco e vecchio.
Ma quando si lasciò sfuggir la presa,
la reazione violenta ed inattesa
del cacciatore, come niente fosse,
lo riempì di rimproveri e percosse.
“Di volontà e coraggio ancora pieno,
solo la forza m’è venuta meno.
Un tempo non facevi che lodarmi,
ora sei sempre pronto a biasimarmi.”
37
Despicio infermes eadem cedo
fortibus
ideo senectam mille in annos prorogo
Cornix et
ovis
Se tu nel corso della tua
esistenza
Verrai a patti con la prepotenza
E con i deboli ti mostrerai
forte,
la tua vita sarà paragonata
a una cornacchia impecoronizzata.
Una odiosissima cornacchia
Sul dorso di una pecora accovata,
mentre tra sé diceva:”Ah! Che
pacchia!”
da quest’ultima venne
apostrofata:
“Se qui, al posto mio ci fosse
un cane
per i tuoi denti, troveresti il
pane!”“
“Mica per caso, vorrai tu
insegnarmi
come devo con gli altri
comportarmi
E se dagli altri mi voglio far
tirare
So bene di chi devo
approfittare.
Quindi cammina, taci e stammi
sotto ”.
Dei pusillanimi non seguire il
motto.
38
Homo in periculum simul ac venit callidus
reperire effugium quaeritalterius malo
Vulpis in puteo
Un caprone, spinto dalla sete,
arrivò sul margine d’un pozzo
e vi trovò in fondo alla parete`
una volpe che, col fiato mozzo,
gli disse: “Ah! Che acqua dissetante!
E’ così fresca che se fossi in te,
io non esiterei un solo istante
a scendere e gustarmela da me”.
Da quell’invito subitoallettato
Si dispose il caprone a scender giù
Che, oramai, sempre più assetato
Dalla sete non ci vedeva più.
Ma appena giunto a destinazione,
con un salto d’atleta consumata,
la volpe gli balzò sopra il groppone
e dal pozzo, dov’era scivolata,
a causa d’una improvvida caduta
risalì sana e salva, quell’astuta.
Quando un uomo il rischio vede
Se è persona in malafede,
come l’animale scaltro,
in quel posto , manda un altro.
39
Virtutis expers verbis lactans
gloriam ignotos fallit notis est derisu
Asinus et leo venantes
Chi di meriti è privo alla luce del sole,
cerca di fabbricarseli a forza di parole!
Vengon così venduti a dei malcapitati
Meriti personali spesso camuffati.
Ma se tu lo conosci e ti capita a tiro
Potrai tranquillamente prenderlo bene in giro!
Un leone con un asino volendo andare a caccia
gli ingiunse di coprirsi con frasche corpo e faccia.
“Per atterrir le belve, tu, fa la voce grossa!”
gli comandò il leone , nascosto in una fossa.
Gridava l’orecchiuto, protetto dalla selva,
ed al suo raglio acuto, spaventata ogni belva,
cercava la salvezza in ogni direzione,
ma finiva per cadere in bocca a quel leone.
Compiuta quella strage, il leone lì a sedere,
ordinò a quella bestia di smettere e tacere
Portato a conclusione l’ottimo servizio,
l’asino gli chiese di esprimere un giudizio
“Stupendo” rise quello
“Spinto dalla paura,
fuggire avrei voluto,
non avessi saputo
qual è la tua natura!”
40
Totam aeque vitam miscet dolor et gaudium
Casus vitae
Se mai ti accadrà di lamentarti
Dei casi della vita e la sfortuna,
leggi queste parole e, consolarti
e rifletterci, vedrai, sarà tutt’una.
Da una tempesta terribile sorpresa
Una nave fu subito riempita
Di passeggèri sconvolti che in attesa,
la loro sorte piangevano e la vita,
quand’ecco profilarsi un mutamento ;
cambia, improvviso, direzione il vento
e, non appena sorge il nuovo giorno,
calma e sereno si diffonde intorno ...
E riprende la nave ad avanzare
Coi venti favorevoli sul mare
E, mentre quella nave proseguiva,
presi da allegria, forse, eccessiva,
esultavano già in vista del porto...
E a quelli il timoniere saggio e accorto:
“In ogni circostanza, mostratevi all’altezza;
la vita è un’alternanza di gioia e di tristezza”.
Exit
strategy
Uscire dall’Europa !?
Per entrar nella Padania ?!
Qui c’è gente che si dopa
O che vuol mettere zizzania ! …
Meglio uscire dall’Italia !
Ma una proposta più concreta
E far uscire Bossi e Zaia
E Maroni dal pianeta!
Permessi temporanei
E’ già caduto qualche muro,
Ora cadrà qualche frontiera ,
Solo chi non ha futuro
Si aggrappa alla bandiera …
La loro patria è il mondo intero ,
La loro legge è la libertà :
Chi non lo capisce è uno straniero
Nella stessa sua città !
Sbarchi
Non ha permesso ! Non ha visto !
E’ un Clandestino ! E’ un Fuggiasco !
Assomiglia più a Cristo
Che al cardinal Bagnasco !
Non ha Patria , né Frontiere :
E’ come Cristo sulla Croce !
Non ha niente a che vedere
Con il Potere e con la Voce
Che invece ha , direi ,
Il Presidente della Cei !
Allah Akbar
(Dialogo Interreligioso)
- Egli è uno , uno soltanto !
Egli è il solo , unico Dio !
- Si ! Ma devi dirmi , intanto ,
Se è il tuo oppure il mio !
La rima
La rima nasce spesso dal bisogno
Che qualche volta hanno le parole
Di ritrovarsi insieme almeno in sogno
Perché, nella realtà, vivono sole
Per fare questo occorre un sognatore
Che se le prenda per il verso giusto,
le tratti con dolcezza, con amore
di stare insieme le trasmetta il gusto
Se ci riesce nasce un’armonia
Che renderà la vita un po’ più lieta
A questo serve, in fondo , la poesia
E per far questo, servirà un poeta.
Ciò detto , non vuol dire ch’io lo sia
O che per esserlo c’è soltanto un modo:
io vado solo in cerca di poesia
e se la incontro , son felice e godo.
Lo so che non è facile incontrarla:
passano giorni interi e non la trovo,
allora , per distrarmi , provo a farla
ma se la riconosco , mi commuovo.
Sono un poeta di regime
Sono un poeta di regime
Per il quale faccio rime
Sia invertite che baciate
E che son molto apprezzate
Dal lettore miope e ignaro
Sempre prono al dio denaro ,
Al successo del potente …
Io manipolo la gente :
Sono un intellettuale
Che su « Libero » e « Il Giornale »
Scrivo e spiego le ragioni
Di Gheddafi e Berlusconi ,
Grandi soci negli affari
E che come due compari
Pensan solo a far quattrini
Sulla pelle dei cittadini.
Io li esalto , ammiro e incenso
Perché anch’io ho il mio compenso.
Tutto ciò che scrivo e dico
E per crear sempre un nemico :
A volte sono i comunisti,
altre , invece , gl’islamisti
inviati da Al Kaeda :
l’importante è che ci si creda.
Si , lo so: è tutto inventato ,
Ma io per questo son pagato ,
Per far credere alle persone
Ciò che vuole il mio padrone !
Sono un caso letterario
Sono un caso letterario :
Pur non avendolo mai scritto
Han scoperto il mio diario,
Non ancora manoscritto…
Lo vorrebbero stampare,
Ma non c'è un editore
Che lo voglia pubblicare…
Ci vorrebbe un po’ d’amore ,
Un po’ di sesso e di denaro ,
Insomma, il solito ingrediente,
Con un risvolto dolce-amaro
Come piace a tanta gente.
Non mi è stato ancora letto ,
Ma ha un finale molto triste…
tuttavia mi è stato detto :
« Questa storia già esiste ! «
Paragoni
(Nel 150°)
L’Italia : i suoi destini ,
Le sue tragedie , le sue occasioni :
Ieri c’era Mussolini,
Oggi abbiamo Berlusconi .
La Storia è illuminante
Su certe vicende umane :
Mussolini aveva un’amante ,
Berlusconi , soltanto puttane .
In un paese concusso
In un Paese concusso
Mi sento uno straniero :
Chi può permettersi il lusso
Di esser preso sul serio ? !
Ormai il nostro vivere
È forgiato dai media
Per questo mi fa ridere
Persino una tragedia !
Sixtyeight generation
La mia generazione
Ha fatto il sessantotto :
Fu una bella occasione
Per dir : « Ci avete rotto » !
Mettemmo sotto assedio
Quel mondo patriarcale
Ma non so se il rimedio
Fu peggiore del male…
Poi venne il ’78 :
E Io feci anche quello…
Così mi misi sotto
E riempii il mio fardello
Di speranze e di miti.
L’88 ci prese
Che eran già esauriti
E ci fu chi si arrese !
Ci si perse di vista :
Chi si mise in trincea,
Chi divenne arrivista
E finì la Corèa !
Chi scelse la guerriglia,
Chi porse l’altra guancia,
Chi mise su famiglia,
Chi mise su la pancia …
E chi tolse il disturbo
Senza alcuna pretesa,
Chi si fece più furbo
Ingannando l’attesa …
Il novantotto ho vissuto
tra riflusso e privato,
tra chi aveva già avuto
e chi aveva già dato !
Dal 2000 avvistati
ormai naufraghi spersi…
Eravamo cambiati !
Ora siamo diversi …
E io mi feci anche l’otto,
Ma con poche emozioni …
Ora aspetto il diciotto
Senza troppe illusioni…
Pasolini e Pavese
Furono i nostri eroi.
La Vita e le sue Offese
Li sottrassero a noi …
Don Milani, don Nesi
Furono emarginati
Per non essersi arresi
Al potere dei prelati…
Qualche anno fu più bello,
Altri furon più brutti,
Comunque, se è per quello ,
Me li son fatti Tutti !
Ora vado su e giù
Tra Parigi e Livorno,
Ma verrà un bel giorno
Che non ne farò più !
Tristezza
Avevo due o tre anni e una carezza
Bastava e io non piangevo più :
All’improvviso spariva la tristezza…
Chiudevo gli occhi e lei non c’era più !
Ora li chiudo, anche con la mano,
Ma la tristezza non se ne va più
perché tu sei andata via , lontano,
tanto lontano che non ritorni più !
E apro e chiudo gli occhi : su e giù !
Intorno a me c’è solo nebbia folta
ma i miei occhi non la vedranno più ,
Quando li chiuderò l’ultima volta …
Poesia di Sandro Bondi
Gabbiano nell’azzurro,
Sogno degli Italiani,
Ascolta il mio sussurro ,
Visione del domani.
Quando il tuo sguardo giri
In cerca di consenso,
Ascolta i miei sospiri,
Levati al cielo, immenso !
A un tuo cenno o comando,
O Re del mio destino,
Io godo come quando
Rubi ti fa un p-----o !
Se anche Bondi …
Se anche Bondi scrive poesie,
A me cos’altro resterà da fare … !
Sarò costretto a percorrere altre vie,
Sperando non doverlo mai incontrare … !
Confesso di avere un po’ paura :
Io ho scoperto che la vita è bella
Proprio attraverso la letteratura !
Non vorrei che sporcassero anche quella !
Mestieri
Tanti mestieri ho fatto
Durante la mia vita !:
L’attore , il saggio , il matto,
Lo scemo, l’eremita
Il padre, il cittadino
E l’intellettuale,
A volte anche il cretino,
E ho fatto anche del male ;
L’amante ed il marito,
Il giovane arrabbiato,
Il vecchio rimbambito,
Anche l’uomo impegnato ;
Ho fatto lo studente,
Il ragazzo per bene,
A volte proprio niente,
Ma ho fatto anche del bene ;
Il prigioniero, il guardiano,
Il paziente, il dottore,
Il malato ed il sano,
Ogni tanto l’amore…
Ho fatto l’eversore,
Il ribelle, il precario,
Anche l’educatore,
Il rivoluzionario…
Ho mangiato anche il fuoco :
Ho fatto tutto io
E c’é mancato poco
Che non facessi dio …
Ma non ho fatto il morto,
Quello l’ho rinviato,
Però , mi sono accorto
Di averlo cominciato …
Quando l’avrò finito,
Ve lo farò sapere,
Vi manderò un invito
(se vi farà … piacere … )
così mi scorterete
verso l’ultima meta
e chissà se direte :
« In fondo era … un … poeta … « .
150 anni
Ma che c’è da festeggiare ?
Guardiamoci un po’ attorno …
Se lo vogliamo proprio fare,
Troviamo almeno un Giorno !
In cui tutti siam d’accordo
Nel provare l’emozione
Che alimenti il bel ricordo :
Quando eravamo una Nazione !
Oggi non è più tempo
Oggi non son più tempi
Da fare poesia :
Soffiano tristi venti
Sopra la Patria mia !
Questi non son più tempi
Di scrivere poesia :
Deponiamo la cetra,
prendiamo un’altra via…
Io non so dire quale
Perché sono poeta
Ma non appenderò
Ai salici la cetra !
No ! Io non l’appendo :
Ritorno a essere uomo :
Combatto e non mi arrendo !
Me ne frego!
Me ne frego se Gheddafi
spara sui suoi concittadini ,
purché lui fermi gli scafi
e mi lasci far quattrini!
Me ne frego dei dittatori ,
purché blocchino i barconi ....
Me ne frego dei valori:
W Silvio Berlusconi !
(A tutti i cari sitani)
Ma cos’e’ la poesia
Ma cos’è la poesia?
C’è qualcuno che lo sa?
Forse una melodia,
forse, solo vanità
di un pensiero appena colto
mentre sta spiccando il volo,
un sorriso sopra il volto
di un uomo stanco e solo?
Forse tutte queste cose
O per meglio dir nessuna,
forse un mazzo di mimose,
forse un raggio della luna?
Chi lo sa, me lo può dire?
Io aspetto la risposta,
però, prima di morire ;
a me basta una proposta!
Non è detto che sia quella
che mi passa per la testa;
che sia brutta o che sia bella,
io vi mando, intanto, questa.
Se non così
(Nisi ita , tunc ut)
Se non così, allora come
Ci possiamo noi indignare.
Per l’Italia e il suo buon nome
Ci dobbiamo ribellare!
Egli ha a sua disposizione
Mezzi per la sua difesa,
la nostra Costituzione
è già stata troppo offesa!
Ora aspetti con rispetto
(che qualunque esso sia)
sarà pur sempre il verdetto
di una legittima giurìa
di uno Stato di Diritto
dove ognuno a l’altro è uguale
Quindi adesso stia zitto,
ci ha già fatto troppo male!
Giungerà, forse, il momento
Diuna Nuova Resistenza?
Se lui compra il Parlamento,
perderemo la pazienza !
Se non qui
(Hic et Nunc)
Se non qui, allora, dove?
Oramai abbiam le prove !
Quello se ne deve andare:
Deve farsi processare!
Ma se resta lì, a quel posto,
lotteremo ad ogni costo!
Grideremo a perdifiato
Fino a ché non se n’è andato !
L’hanno fatto gli Egiziani?!
L’hanno fatto i Tunisini?!
E noi, perché siamo Italiani,
siamo, forse, dei Cretini!!!
Vera poesia
La vera poesia è corrispondenza
Perfetta tra le cose e le parole ...
Solo il poeta ne scopre l’esistenza ...
Ci sarebbe la vita senza il sole? ...
La vita, ci sarebbe , senza amore,
ci sarebbe l’amore senza vita
che dura quanto il battito di un cuore,
come questa poesia che è già finita! ...
Perle
Perle sono le lacrime versate ...
L’ho versate per fartene collane...
Erano belle quando le hai indossate
Perché erano autentiche, nostrane !
E per legarmi a te eternamente,
le ho trasformate in tante catene
con cui ho serrato il cuore mio e la mente
perché ti voglio e t’ho voluto bene!
Epitaffio
Non sento più lo scorrere del Tempo,
i Giorni non mi passano più accanto,
i miei Capelli più non scuote il Vento,
né il mio Sorriso spegne o asciuga il Pianto.
Sul Volto mio riposa, ora, l’Eterno,
le mie Braccia arrese per disarmo,
nei miei Occhi , il buio, estate e inverno,
la Fronte, fredda, come questo Marmo.
Memento
( ...quia pulvis es et... Genesi, 3, 19 )
Quando la notte affonda
Le sue radici nell’oscurità,
senti arrivare il buio come un’onda
che prima o poi ti sommergerà.
E non vedrai più albe, né tramonti;
non ci saranno più mari, né monti,
ma solo un’oscura massa informe
dentro la quale il tuo spirito dorme.
E tornerai da dove sei partito
Senza lasciare traccia in quei sentieri
Che percorrevi in cerca d’infinito
E non sapevi che cenere eri.
Se non ora
Se non ora, allora, quando?!
Si! Anch’io me lo domando,
ma so già che la risposta
non può giungere per posta!
Toccherà a noi cercarla,
solo noi possiamo darla,
per uscir dal letamaio:
im piazza, il 13 febbraio!
Per gridare a squarcia gola
Una unica parola.
Per salvar le Istituzioni,
la risposta è : Dimissioni!
Appello all’umanità
Se voi volete veramente vivere
non vi lasciate mài pìù dividere
tra cristiani, ebrei e mussulmani ...
Togliete Dio dalle loro mani...
di ogni religione, ogni frontiera,
il vero scopo è, dividi e impera.
Catulliana
Amo et odi:
Berlusconi non è Prodi!
C’è chi l’odia e chi lo ama?
Berlusconi non è Obama!
Non è neanche Sarkozy:
tutt’al più è un ... Ben Alì!
Ce l’ha con le Toghe rosse?
Lui vuol solo luci ... rosse!
Sta ad Arcore notte e giorno?
Dice a tutti: “ Vado e ... Porno! “
E’ uno statista? C’è chi ci crede:
questo è il Paese di Emilio Fede!
La dignità!? Non lo sfiora!?
Questo è il Paese di Lele Mora!
Che Dio ce la mandi davvero buona!
Questo è il Paese di Achille Corona!
Che sia anche il mio? Ora lo dubito:
comunque vi lascio ma ... porno subito!
Anche stasera
Quando
mi venivano incontro le parole
per dare il benvenuto al mio pensiero
con i suoi raggi illuminava il sole
un cielo che ora vedo tutto nero
dove una rara stella ancora brilla
con la sua luce fioca anche stasera
e ogni tanto manda una scintilla
che di lontano sembra dirmi spera
Spalle al muro
E qui seduto con le spalle al muro
La mente inutilmente mi torturo
Di me stesso carnefice dilanio
Le indolenzite ossa del mio cranio...
Ma quanto durerà questo patire,
ma quando finirà questo tormento
e mentre qui aspetto di morire
sento stormire tra le canne il vento
E se ora ...
E se ora sono qui,
prima, tu, lo sai, dov’èro?
Me lo chiedo, e, questo sì!
Che per me, resta un mistero ...
Però quello più angoscioso
A cui rispondere non so
E che mi rende un po’ nervoso
È non saper... dove .... sarò
Così, nel dubbio mi trattengo.
rimanendo in mezzo al guado,
e, se non so da dove vengo,
sapessi, almeno, dove vado!
Deka/Dance
Chi sei, bella straniera,
tu, che mi passi accanto
e la tua pelle nera,
tra un sorriso e un pianto,
ogni sera,qui, vendi,
mentre la luna brilla,
e, ogni tanto , accendi
nei petti, una scintilla.
Sinistr! destr! dietrofront!
Disse Moretti, notissimo regista:
"D'Alema! Di' qualcosa di sinistra!"
Lo sentì Fini il quale senza indugio
uscì immediatamente dal rifugio
e, gettato il Fascio nell'oblìo:
"Qualcosa di sinistra dico anch'io!"
E, rimestando la solita minestra:
anche la sinistra sa di destra ...
Pechino’s poet
E come disse il poeta di Pechino:
“Ma chi sarebbe ‘sto Italo Bocchino?”
Gli rispose il poeta di Shangay:
“Chiedilo a Berlusconi e lo saprai!”
e, poi giunse a queste conclusioni:
“Quello è un Bocchino che rompe i c.......
ma questo Silvio non lo può accettare
perché lui vuoole solo b.........”
Dakota’s poet
E come disse il poeta del Dakota
La vita non è altro che una ruota;
gli rispose un amico con sospiro:
“Allora, dai, facciamo un altro giro!”.
Ma quel poeta che era molto scaltro
“Grazie” gli disse “non ne faccio un altro
E te lo dico non perché mi arrendo,
ma perché sono giunto e quindi scendo”
e, dopo avere tutti salutato
“Scusate” disse“ma ...Sono arrivato”!
Spes, ultima i ... dea
ovvero Amor vincit in ... somnia
Cav Il Sung è davvero straordinario:
ora sta divorziando dalla Lario;
prima ha divorziato da Casini;
ora divorzierà anche da Fini;
possiamo noi sperare che un domani
voglia divorziar dagli Italiani?
Ad usum del ... Fini
L'on. Gianfranco Fini
da giovane studiò "da Mussolini";
mise da parte poi, quelle lezioni
per mettersi a studiar "da Berlusconi";
credo sia giunto il momento adesso
che si metta a studiare "da se stesso".
Pomeriggi
Quei pomeriggi dorati
che non finivano mai
dove saranno andati,
dimmelo se lo sai
Scomparsi con Alice?
Col lepre marzolino ?
Oh Come ero felice
quando ero bambino!
Mondo meraviglioso
di sfavillante sfarzo
Ora così noioso
quando sarà scomparso?
Quel mondo favoloso,
quando lo avrò smarrito?
Rispondere non oso
che non è mai esistito!
Last call
Su! Via! Ascoltatemi perché, in fondo,
Ciò che ho da dirvi è molto profondo!...
Son io che vi parlo : il Vostro Mondo
L’unico, il solo così rotondo,
schiacciato ai poli, largo di fianchi,
ma che ospito neri e gialli e bianchi
insieme a tanti altri colori
compresi animali, alberi e fiori...
Vi accolgo tutti senza problema,
però, se a volte il cuor mi trema
in pieno giorno o a notte scura
è perché mi fate un po’... paura
e, con tutti quei lampi, con tutti quei tuoni
voglio dirvi soltanto di esser più buoni
e ricordare a tutti e ad ognuno
che io ho bisogno dell’amor di ciascuno...
Usatemi bene! Non mi sprecate!
E , mi raccomando! No! non sporcate
I miei monti, i miei mari, i miei cieli blu
Perché dopo me ... non ne avrete più!
Poetae tempora
Sono un poeta a tempo pieno:
che sia nuvolo o sereno ,
io continuo la mia vita:
ogni giorno una ferita!...
ogni attimo, ogni istante:
oramai son così tante
che non merita parlarne
e trascino questa carne
verso l’ultimo destino
fin da quando ero bambino...
Si! Lo so cosa m’attende,
ma qualcosa non s’arrende,
c’è qualcosa che resiste
e io so che fin che esiste
ogni notte, giorno e sera,
dice all’anima mia:SPERA!
II
Sono un poeta a tempo perso:
nei miei sogni sempre immerso.
Ogni tanto mi risveglio,
ma sognare è molto meglio.
E così mi riaddormento
Per sfuggire al mio tormento.
Lasciami riaddormentare:
ho tanta voglia di sognare ...
cieli azzurri, mari blu
Fino a non svegliarmi più!
Sic stantibus rebus
Era vuota
quella culla
si è riempita
all'improvviso
prima lì
non c'era nulla
ora dentro
c'é
un sorriso
Chiuso nella
sua penombra
cerca una
via d'uscita
e la trova
in una tomba
dove dentro
c'é
una vita
Storia della Filosofia in versi
1^ Decapentade
Breve introduzione: la ricerca dell’archè
1
Adesso che il Pensiero Occidentale
è giunto ormai al suo esaurimento,
io credo che sia giusto e naturale
volerlo ripercorrere un momento,
anzi io trovo utile e normale
come ai caduti, alzargli un monumento
per ricordarne la forza ed il coraggio
e rendergli così sincero omaggio.
2
La scelta dell’ottava e della rima
per trattare una simile materia,
nulla toglie al valore ed alla stima,
di una cosa che è sempre stata seria,
e, se l’impresa non fu tentata prima,
ciò è dovuto al modo e alla maniera
con cui da molti fu ed è trattata,
compresi quelli che l’ebbero studiata.
3
E, se portata al massimo splendore
l’ottava fu dal Tasso e dall’Ariosto,
oggi che ha perduto il suo vigore
non è escluso che qui ritrovi un posto
nell’intenzione, almeno, dell’autore
che a questa fatica si è disposto,
sperando di non giunger troppo tardi
ai sospirati, ultimi traguardi.
4
Però, l’ottava,oggi, ha ancora un senso,
quando la nostra lingua si è adattata
ad andare persino controsenso,
pur di essere accolta ed accettata
e guadagnarsi così largo consenso
da parte di chi ormai l’ha conquistata?
Ma lasciamo da parte la questione
E cominciamo la nostra narrazione.
5
Ma che cos’è questa Filosofia,
se non il grande amore del sapere:
essa si è sempre posta a mezza via
tra Religione e Scienza , a ben vedere,
ma che tra queste ancora se ne stia,
severa, come un giudice a sedere,
pare a certuni grande presunzione
perché vogliono aver sempre Ragione.
6
E, per portarla dalla loro parte ,
l’hanno prima cacciata e poi asservita,
buttato all’aria tutte le sue carte,
la sua ricerca del senso della vita
con subdola, perversa opera d’arte,
e, ora, sola, se ne va smarrita,
povera, nuda, umile e dimessa
ma la Ragione... sta sempre con se stessa!
7
Direi di cominciare da Talete
che per primo andò in cerca dell’Archè,
ma imbattutosi, per caso, in un magnete,
disse, osservandolo, : « Mache cosa è ? »
Fu la risposta, lo ricorderete,
la prima spiegazione a quel perché
che ebbe, allora, la formulazione :
« Causa del Movimento è l’Attrazione »
8
La verità di questo assunto è tale
che ancor oggi noi sperimentiamo
quel tipo di attrazione che è fatàle
quando un uomo e una donna noi vediamo
muoversi, attratti, da istinto primordiale,
per cui, senza esitare, concludiamo,
richiamandoci a quell’esperimento :
« Dove c’è Vita, c’è sempre Movimento! ».
9
Ma il merito del primo Pensatore
che solo gli varrebbe un monumento,
fu di aver detto, non senza scalpore,
che del Tutto, sostanza e nutrimento
è l’Acqua che col suo idrico umore,
dell’Universo è principio ed elemento
e che la vita ad ogni cosa arreca,
mentre c’è gente, invece, che la spreca!
10
Anassimandro, anch’egli di Mileto,
sembra che suo discepolo sia stato,
ma in modo più sottile e più discreto
propose come Archè l’Illimitato
o àpeiron, principio più completo
che, a quanto c’è stato tramandato,
pare che questi avesse già capito
che ciò che nasce vien dall’Infinito
11
e, morendo, ad esso fa ritorno,
non senza prima aver pagato il fìo
per aver visto la luce che ogni giorno
fa sentire ciascuno come un dio,
e come tale si muove e guarda attorno,
per affermare un orgoglioso « ìO! »,
e ignora che siam nati per soffrire,
e che non nascere è meglio che morire.
12
Ma ora di parlare ci conviene
di un altro della scuola milesiana
a tutti noto come Anassimene
la cui visione non era tanto strana
se ci pensate, in fondo, bene, bene :
egli diceva che la vita umana
nell’eterno universo che non varia
prima di tutto ha bisogno d’Aria,
13
la quale con il freddo si condensa,
col caldo, invece, va in rarefazione
fino a diventar fuoco e all’occorrenza
può anche fare da termosifòne;
così la terra per quanto vasta e immensa
sempre è soggetta a questa mutazione
sotto l’effetto del freddo e del calore,
così il Piacere si muta nel Dolore
14
ed il Dolore si muta nel Piacere;
non so se ho reso chiara questa idea,
ma è tempo di sentire altro parere,
quello di Parmenide di Elèa.
« L’Essere è ». Non c’è altro sapere.
« Il Non-Esser non è », su questa trincea,
aprì un varco alla più grande Aporìa,
il fondatore dell’ Ontologia.
15
Ma prima di procedere, vorrei,
un istante tornare sui miei passi
ed introdurre qui quel “panta rei”,
in base al quale tra teoria e prassi
si è aperto un solco, incolmabile, direi,
per cui quando vediam mucchi di sassi
giacere a terra immobili ed inermi,
ci domandiamo come mai stan fermi.
2a Decapentade
L’ Essere, la coincidenza degli opposti e l’indagine sui numeri
16
Tutto si muove, tutto scorre via,
così diceva Eràclito, l’Oscuro:
non percorriamo mai la stessa via,
non ci appoggiamo mai allo stesso muro...
Questa non è una filosofia
per chi dice di averlo sempre duro
e, anche quando non è più lo stesso
A ripèterlo continua come un fesso!
17
Eraclito fu il primo intellettuale,
uno che gli fumavano le palle,
il Logos, introdusse, universale,
tutto il resto, per lui, erano balle.
Solo chi ascolta il Logos saprà quale
È l’ordine del Cosmo in questa Valle,
ma la plebaglia potrà mai capire
la legge dell’eterno divenire
18
in cui l’opposto si muta nel contrario
con dialettica forza e così via,
nasce l’identità, ma poi il divario,
ristabilisce, lottando, l’agonìa
che, governata dal Logos unitario
come il Fuocobrucia e dà energia
ed incessante si spegne e si riaccende,
crea, distrugge, lotta e non si arrende.
19
“Ammesso che uno solo sia il migliore,
uno, per me, è come centomila”.
Lo sosteneva il grande pensatore
che fu del Divenire il capofìla.
In questo senso fu un grande innovatore.
Che nei Frammenti, chiaro, si profila,
Se analizziamo i torti e le ragioni
Sia di Di Pietro che di Berlusconi
20
Noi moriamo così la nostra vita,
noi viviamo così la nostra morte.
E’ questa formidabile partita
che noi giochiamo in campo tra due porte
e fino a quando non sarà finita,
arbitro sarà la nostra sorte
a cui spetta il controllo del punteggio
purché termini sempre col pareggio.
21
Quando il Pensiero si trasforma in Scuola,
la sua prima richiesta è far silenzio
perché a parlare è una persona sola
come quando il prete a San Gaudenzio
predica e vuole l’ultima parola,
mentre chi ascolta la beve come assenzio
così Pitàgora teneva la lezione
davanti ai suoi studenti in ginocchione.
22
E poi che il Capo è sempre e solo Uno,
questo numero crebbe d’importanza
perchè generatore di ciascuno
dispari e pari in base all’ordinanza
che han persone e idee in un raduno
così che il Capo mai va in minoranza
e, se talvolta, ci va troppo vicino,
Lui da Uno si trasforma in Trino.
23
Così nasce il Mistero e il Misticismo:
l’Anima, l’ade , la Metampsicosi,
tutte cose che vengon dall’Orfismo;
i più sicuri diventano dubbiosi.
la Cabala li spinge al parossismo.
I più miti diventano focosi,
alcuni si ritirano in disparte
comincia il gioco, così, delle Tre Carte.
24
Rimasero soltanto gli acusmatici;
“Ipse Dixit” era il loro motto;
volevan diventare matematici,
non certo per giocar numeri al Lotto.
Di figure geometriche eran pratici:
Pitagora, di loro , fu il più dotto.
Ciò che ci resta delle sue dottrine
È il suo Teorema, le sue Tabelline.
25
Ma riprendiamo un attimo il viaggio
che intraprese Parmenide di Elèa
lungo il sentiero riservato al saggio
in cui fu accompagnato da una Dea,
la quale gli mostrò il paesaggio
dell’Essere Eterno che si bea
di Essere: la sola retta via,
l’unica, vera Metodologia.
26
Solo l’Essere è ed è pensabile,
il non Esser è solo un’opinione;
solo l’Essere è eterno ed immutabile:
così pensava Melisso e anche Zenone
che volle dimostrar l’indimostrabile,
appellandosi solo alla Ragione
fino al punto di non essersi accorto
che la Ragione qualche volta ha torto!
27
Potrà mai superar la tartaruga
il piè-veloce Achille in un viaggio,
se prima d’iniziare la sua fuga,
la testugine due piedi ha di vantaggio?
E la freccia che rapida s’infuga
liberata dal suo arco di faggio
come favilla che s’invola al maglio,
potrà mai raggiungere il bersaglio?
28
Tali quesiti sconcertanti pone
con l’arditezza sua speculativa,
il ricordato, celebre Zenone
e quando c’era chi se ne stupiva,
rinnovava, insistente, la questione
e poi col dito alzato li ammoniva:
“Le cose o sono in moto o sono in quiete :
Pensateci un po’ meglio e capirete!”
29
Che dire di Melisso, altro eleatico,
un tipo, a quanto pare, assai laconico,
sembra sia stato il primo cattedratico,
originario del versante ionico?
negava alla realtà ogni dinamico
aspetto che non fosse quello statico.
Si mosse per raccogliere le prove
e dimostrar che l’Esser non si muove
30
Tra Paradossi e Dicotomìe
paralogismi, Assurdità e Dilemmi,
Filosofemi, Aforismi, Antinomìe,
le scuole con i loro vari stemmi
si battevan come vecchie IDEOLOGIE
e, intanto, si crearon nuovi Lemmi,
tali da alimentare nuovi miti
come accade nei congressi dei partiti.
3^ Decapentade
I Pluralisti
31
Ma passiamo, per ora, ai pluralisti,
tra i quali spicca per il suo talento,
il più famoso di quei protagonisti:
Empedocle che nacque ad Agrigento.
Lui, contro l’Essere fisso dei monisti,
negatori di ogni movimento,
portò una tesi rivoluzionaria:
all’Acqua, al Fuoco, aggiunse Terra ed Aria
32
E’ questa la teoria delle radici
che con il loro mescolarsi eterno,
dell’Essere alimentan le matrici,
per cui quandovediamo Estate e Inverno
succedersi con fasi alternatrici
sotto il Tempo che funge da Governo,
esercitando un controllo permanente,
tutto si muove, ma non si vede niente.
33
Odio ed Amore ed Amore ed Odio
son queste le energie alternative
che presiedono sopra ogni episodio
di cambiamento e le forze attive
della Natura dall‘Uranio al Sodio
s’aggregan nelle forme più creative
e si disgregan nel più gran Dolore
quando l’Odio prevàle sull’Amore.
34
Se ben guardiamo a quello che si vede,
scopriremo anche quello che non c’è,
Anassagora questo, dice e crede
che gli Esseri son tanti, solo che
ciascuno i caratteri possiede
di quell’essere che unico non è,
altrimenti come si spiegherà
il Movimento, la Molteplicità?
35
Il processo è aggregarsie disgregarsi
e per far ciò bisogna esser diversi
solo così posson moltiplicarsi
gli elementi per non esser dispersi;
per Essere perciò bisogna Amarsi,
lottare insieme contro i Fati avvèrsi:
il vero Essere è volersi bene,
dice Anassagora, nato a Clazomene
36
che oltre ad affermare queste cose,
disse che il sole è un sasso incandescente
contro certe credenze religiose,
inventate per tener sotto la gente,
insieme ad altre false e vergognose;
infatti fu il primo intellettuale
ad essere portato in tribunale.
37
Tutto è nel Tutto e nel Tutto è Tutto :
di Anassagora questa è l’intuizione
e, come i semi danno vita al frutto,
così l’Essere è l’aggregazione
di tanti semi che innanzitutto,
si mescolano in giusta proporzione,
e che furono dette “omeomerìe”
da Aristotele nelle sue teorie.
38
Perché diciamo è rossa quella rosa?
Perché di quel colore è prevalente
il seme che su quella ora si posa.
La spiegazione è così evidente
che puoi capirla in versi oppure in prosa
e, se poi tu rifletti veramente
a come il seme s’aggrega e la maniera,
la rosa rossa non sarà mai nera.
39
Ma per dirtela tutta fino in fondo,
se di ascoltare ancora avrai pazienza.
a guidar le omeomerie di questo mondo,
non può che esservi un Intelligenza
detta NUS, ma che resta nello sfondo
senza esercitar la sua influenza
su quello che è stato o che sarà,
in due parole: senza finalità.
40
Democrito che il mondo a caso pone,
come ci dice Dante nell’Inferno,
continua a porre e a porsi la questione
sulla natura d’un universo eterno
appellandosi, non senza ragione,
agli atomi, concetto più moderno
eternamente in perenne moto,
che si scontrano agitandosi nel Vuoto,
41
da lui concepito con il Pieno
ed Essere e non-Essere li chiama,
rielaborando, certo, nel suo seno,
la teoria a cui deve la sua fama,
poi, con gran forza e animo sereno
ad Abdera , sua terra, la proclama
e, riponendo la Materia in vista,
ateo si dichiarò e materialista.
42
C’è a chi piace dolce e a chi amaro,
chi lo vuol freddo, chi lo vuole caldo,
determinar la quantità è più chiaro,
la qualità non è un rapporto saldo
ciò sa bene chi ha molto danaro
con il quale può fare lo spavaldo
Al punto che di fronte alla miseria,
loda lo Spirito, disprezza la Materia.
43
L’Olfatto, il Gusto, la Vista ed il Tatto
non sono altro che organi di senso,
ma se ti affidi ad essi sei del gatto:
son solo fonte e motivo di dissenso;
la vera conoscenza, questo è un fatto,
trova sostegno suo e suo compenso ,
di tutti gli organi in quello più perfetto
che tutti abbiamo e questo è l’Intelletto.
44
Solo esso ci consente di vedere
le cose, di sentirle e di saperle,
solo esso ci dà il vero sapere,
i suoi diamanti, le sue gemme e perle,
anche se non possiamo prevedere
quando ci giungeranno le sue sberle,
per cui, se per caso,c’inganniamo,
restiamo male, ma poi ricominciamo.
45
I Gusti sono solo convenzioni,
essi variano secondo la cultura,
non val la pena farci discussioni
perché non sono leggi di natura.
Sono queste le vere indicazioni
Che dobbiamo seguir senza paura.
Le altre sono semplice parvenza,
non oggetto d’indagine e di scienza
4^ Decapentade Filosofia e Medicina
I Megarici – I Sofisti
46
Breve è la vita ma lunga è, invece, l’arte,
l’esperienza ingannevole e il giudizio
è difficile a esprimersi anche in parte.
Questo leggiamo noi nel frontespizio
dell’Opus d’Ippocrate da cui parte
la medicina ed il suo esercizio
di cui fu esperto, fondatore e boss
dove egli nacque nell’isola di Cos
47
e che si trasformò presto in leggenda.
Disse che la salute dei fanciulli
può dipender dal tipo di merenda,
ma anche dal loro luogo dei trastulli,
purché l’ambiente di luce ed aria splenda
e non vivano in certi ambienti brulli.
Disse con chiarezza in prosa e in rima
che la salute dipende anche dal clima.
48
Distinse l’uomo in categorie:
biliosi, flegmatici, sanguigni,
per studiar meglio le patologie
e tutti i mali, compresi i più maligni
curò l’epilessìa e le allergie.
Ebbe rapporti con uomini insigni
ed oltre ad un prezioso testamento,
lasciò ai suoi colleghi un Giuramento.
49
Combatté contro ogni superstizione,
inventò farmaci, prescrisse diete
contro le febbri e l’indigestione,
diagnosticò la peste ed il diabete,
operò e curò con dedizione.
Da questi pochi versi capirete
Che fu per queste ed altre attività
benefattore dell’Umanità
50
Di Euclide, Eubulide, Diodoro
Diogene Laerzio fa menzione.
Ma!… veramente, chi furono costoro?
proverò a darne qualche informazione.
che cosa combinassero, lo ignoro,
la lingua misero sotto osservazione.
L’unica cosa che risulta chiara
è che venivano tutti da Megara.
51
Megarici, per questo, furon detti:
Cinici, Edonisti, Moralisti,
tra loro si facevano i dispetti,
come fanno oggigiorno i comunisti
suddivisi tra due, tre gruppetti
e usano un linguaggio da analisti:
di Marx si proclamano gli eredi,
ma non fanno altro che pestarsi i piedi.
52
Ora che son rimasti senza masse
che sono andate da tutt’altra parte,
sarebbe bene che si cominciasse
ad invitarli a mettersi in disparte
e, prima che qualcuno reclamasse,
smettessero di giocare alle tre carte,
che se un domani le masse torneranno,
vedrai tu la fine che faranno!
53
Scusatemi per questa digressione
che mi ha fatto sprecare qualche ottava,
mentre non siamoancor giunti a Platone
che, quanto a comunismo, non scherzava;
lo affronteremo senza esitazione,
vedremo anche come disprezzava
certi intellettuali, un pò arrivisti...
ma occupiamoci ora dei sofisti.
54
“L’uomo è misura di tutte le cose,
di quelle che sono in quanto sono”.
Protagora così un giorno rispose:
“e di quelle in quanto che non sono”.
Con questa formula egli si propose
di dare ad ogni voce fiato e suono
e fu questa la caratteristica
di quella che fu detta la sofistica
55
Così nacque una scienza tutta nuova
che soprattutto ad Atene si diffuse
e che fu messa subito alla prova
tra opinioni sempre più confuse.
Naturalmente c’è chi disapprova,
lanciando contro anatemi e accuse,
ma grande fu la sua utilità:
chi ci rimise fu la Verità.
56
E nacquero così le prime scuole
in cui i maestri pretesero un salario:
passava chi sapeva più parole:
aumentò il potere giudiziario;
i più bravi, come tante banderuole
difendevano una tesi e il suo contrario
così i più furbi e i più preparati,
diventavan quasi tutti deputati.
57
E se eran criticati per la via,
rispondevano anche a brutto muso:
“Stai zitto! È questa la Democrazia
e cerca anche tu di farne uso”!
Così vivevan tutti in quella scia,
ricorrendo ciascuno ad ogni abuso.
E gli Ateniesi che avevano paura,
li preferivano alla Dittatura.
58
Tra i sofisti, chi fece più quattrini
e salì in alto per fama e per dottrina
fu certamente Gorgia da Lentini.
Fece ad Atene qualche scappatina
dove intrattenne giovani e bambini,
incantandoli con la parlantina
ed è rimasto una figura storica
di quell’arte che fu detta Retorica.
59
L’esser non è, però, anche se fosse,
non potrà mai esser conosciuto
e, ammesso pure che conosciuto fosse,
da chi e come potrà esser saputo?
Il suo pensiero da qui prese le mosse.
Da Socrate fu molto combattuto
e, come ci racconta anche Platone,
ebbe con lui più d’una discussione.
60
Parlò a favore d’Elena di Troia
e dimostrò con la sua eloquenza
ch’ella fu solo una capra espiatoria
e che fu colpa della prepotenza
del Duce Agamennone, sporco boia
che scatenò e guerra e pestilenza,
riabilitando la bellissima troiana
dall’infamante accusa di puttana.
5^ Decapentade Socrate
61
È la parola l’arma più potente.
Essa t’induce a far qualsiasi cosa:
con la realtà non c’entra proprio niente,
ma la crea e modella senza posa
e chi la usa in modo conveniente,
tra due cuscini dorme, (o si riposa),
il sonno più tranquillo e più profondo,
mentre con essa fa girare il mondo.
62
I Sofisti lasciamo e il loro ambiente
anche se altri sarebbe da citare,
ma parlar d’altri si fa sempre più urgente,
non ci possiamo troppo soffermare,
Platone già ci occupa la mente,
ma se vogliamo fare bene e presto,
prima di lui, parliam del suo Maestro
63
Di Sofronisco figlio e Fenarete,
sposò Santippe, dalle crespe chiome,
combatté a Delio, a fianco di Lachete
Socrate gli fu imposto, come nome.
Parlar di lui adesso, sentirete:
non sappiamo di cosa visse o come,
la sua fama diventò sempre più grande,
passando il tempo in piazza a far domande.
64
Chiedeva tutto a tutti per sapere
sulla Giustizia, sul Bene e altre Virtù,
non gli bastava un semplice parere,
voleva approfondire a tu per tu:
il politico, il poeta, il carpentiere
di quegli esami, non ne potevan più.
L’unica cosa, in fondo, che sapeva
era di non sapere e lo diceva.
65
Molte domande sono riportate
in dialoghi scritti da Platone ;
le risposte son sempre confutate,
con lui non si poteva aver ragione.
Così passava lunghissime giornate.
Tra un litigio e una discussione.
Scappava la pazienza anche ai più buoni
che alla fine si ruppero i coglioni.
66
Con “ironia” lo si sentiva dire
che faceva il mestiere di sua madre
che aiutava le donne a partorire
e, così, per le piazze e per le strade
di Atene andava fino all’imbrunire.
“ Certo, così non fa un marito e un padre”.
Gli gridava Santippe, la bisbetica,
che non voleva saperne di maieutica .
67
Dell’Occidente fu uno degli eroi,
mai si stancò di chiedere e indagare
e non si fece mai gli affari suoi
(come Qualcuno che conosciamo noi)
a tutti volle dire ed insegnare :
“La verità è sempre dentro noi”,
ma tanti non la vogliono cercare .
Dell’uomo stabilì la nuova Scienza
il primato rifondò della coscienza.
68
Tutto sommato adesso capirete
perchè non morì a casa nel suo letto;
non scrisse niente, ma se non leggete,
quello che di lui Platone ha detto,
sulla cosa più importante riflettete
e scolpitela dentro il vostro petto
perchè dentro vi roda come un tarlo:
“Meglio subire il male, anzi che farlo“.
69
Trascinato davanti ai tribunali,
accusato di essere un corrotto
da Anito e Meleto, suoi rivàli,
si difese parlando di complotto;
agli ateniesi parlò, dei loro mali,
di come da un Dàimon fu sedotto,
citò in giudizio davanti all’ Agorà,
la sua Innocenza, la sua Povertà.
70
fu condannato a morte senza appello,
respinse, con fermezza, prove e accuse,
fu scortato in prigione da un drappello
di discepoli suoi che si confuse
in mezzo al quel frastuono e quel bordello
sul quale una mestizia si diffuse...
e, appena tolta l’ultima seduta,
steso sul letto, bevve la cicuta.
71
Ma prima ancor di prendere congedo,
si rivolse così a quella corte:
“O giudici, io so da quel che vedo,
che voi volete condannarmi a morte,
ma, nel profondo, questo sento e credo:
a chi di noi tocchi miglior sorte,
non lo sapete voi, né lo so io:
l’unico a saperlo è solo Dio!
72
Ma poco prima dell’ esecuzione
da parte dei discepoli, suoi amici,
gli venne prospettata l’evasione
e sfuggire così aì suoi nemici.
Sòcrate intavolò una discussione
che nel Diritto affonda le radici
e, questa cosa a tutti lasciò detta:
“La legge o la si cambia o si rispetta”.
73
Socrate di questo era convinto
che il male è una forma d’ignoranza:
se verso di esso tu ti senti spinto
perché ne ignori la forma e la sostanza,
ma se tu vuoi che sia davvero vinto,
conoscer ne dovrai la circostanza.
Egli fu tutt’altro che un ascetico,
il suo fu intellettualismo etico.
74
Ma quale, in realtà, fu il contributo
di Socrate al progresso del Pensiero
e che da tutti fu riconosciuto
per il rigore scientifico e sincero
che, presto, si diffuse, e risaputo,
a Roma, Atene e nel mondo intero:
fu uno strumento semplice e perfetto,
oggi ancora in uso ed è il Concetto.
75
Con Platone nel mondo delle idee
entriamo ora per guardarle in faccia,
navigheremo tra basse, alte maree,
ne seguiremo, intrepidi, la traccia.
Lasciamoci alle spalle le assemblee,
dove si grida, ci si agita, minaccia
ché se facciamo silenzio, si rimedia,
ora, anche noi, un posto, all’Accademia.
VI Decapentade
Il mondo delle idee: Platone
76
Qui troviamo il Maestro tutto intento
ad illustrare il Primo Gran Sistema
in cui l’Essere Eterno e il Movimento
si incontrano all’interno di uno Schema
sulla base di un ragionamento
in grado di risolverlo il problema.
conciliando le posizioni estreme,
tra la Doxa corrente e l’Episteme.
77
L’una al mondo visibile appartiene,
l’altra, invece all’intellegibile,
però, entrambe rivolte al Sommo Bene,
ma solo una è vera e conoscibile;
la Realtà in due divisa viene:
una si vede, l’altra è invisibile,
la visibile al male è più soggetta :
soltanto l’invisibile è perfetta.
78
Come fa lo studente impreparato,
quando deve scusar la sua ignoranza,
giurando e spergiurando che ha studiato,
rinchiuso tutto il giorno in una stanza
e ripete che si è dimenticato,
così,noi, in qualche circostanza
quando incontriamo una difficoltà,
diciamo, a volte“Ah! Io lo sapevo già”.
79
Perché sappiamo le cose che sappiamo?
Perché l’anima nostra le sapeva
prima d’avere il corpo che vestiamo.
Questo, Platone, convinto, ripeteva,
solo che spesso le dimentichiamo
come quel servo che ti risolveva
teoremi, indotto, dal ragionamento
senza bisogno d’alcun suggerimento.
80
Ma come fai a dir che Maria è bella,
se non hai un’idea della Bellezza
o che una cosa è grande se tu quella
non l’accosti all’idea della Grandezza?
Ma dove trovi l’Idea che le modella
e le suggella con l’Assolutezza?
Non può trovarsi che nell’iperuranio
e, certamente, non nel nostro cranio!
81
Per ogni idea esistente c’è una cosa,
per ogni cosa c’è un’idea esistente,
se, per esempio, tu vedi una rosa,
sappi che l’Idea sua permanente,
eterna, immutabile, odorosa,
incorruttibile, perennemente aulente,
sta inalienabile nell’iperuranio,
come se fosse un bene del Demanio...
82
E se quaggiù la riconosci e odori,
sappi che ciò è dovuto a questo fatto,
che quando l’anima con te è venuta fuori,
una volta sviluppatosi l’olfatto ,
trovandoti in mezzo a tanti fiori,
la riconosci alla vista, come al tatto,
il suo profumo i sensi ti sublima,
perché l’anima l’aveva vista prima.
83
C’è tra le idee una certa gerarchia;
non sono tutte uguali si capisce.
Tra Dittatura e Democrazia
c’è differenza; è qui che s’inserisce
l’Idea più importante che ci sia,
che le altre assomma ed in sé riunisce,
le coordina, le lega e insieme tiene
ed è questa l’Idea del Sommo Bene!
84
Come si passa dall’Idea all’Oggetto
e dar conto così del Movimento?
Qui il sistema si fa meno perfetto.
Platone fa ricorso all’intervento
Di un Demiurgo con un suo progetto
che è quello di plasmare ogni momento
la Materia, cioè il Ricettacolo:
la Creazione qui si fa Miracolo!
85
Qui la Matrice ch’era bruta e informe
per lo spiritus patris si feconda
dando vita alle più svariate forme
mutabili, più instabili di un’onda,
però soggetta al padre, alle sue norme
perché così si faccia meno immonda,
rendendosi di Lui molto più degna
dello spiritus patris che l’impregna.
86
Con l’Uno, la Diade, la Materia,
la visione si fa ancor più arcana,
anzi, si fa tremendamente seria
e, per alcuni, addirittura strana:
sia pure detto senza cattivèria,
ma qui è in nuce la teologia cristiana.
Così Platone, volgendosi al Levante,
divenne un Mosè atticizzante...
87
In due parole, questa è la visione
di cui, da par suo, ci ha fatto dono,
il discepolo di Sòcrate, Platone,
che ricercò il Vero, il Bello e il Buono:
una ricerca senza conclusione
perché a cercare ancora in pochi sono.
Anche se a farlo ci sono molti inviti,
ma occupiamoci ora dei suoi Miti.,
88
Fu un’era quella di grande transizione,
che come oggi c’era d’aver paura,
anche, allora, ci fu la recessione
a cui non fu trovata mai la cura :
ci fu, però, una certa innovazione,
cominciò a propagarsi la scrittura,
cominciarono a scrivere la storia:
nessuno la imparava più a memoria.
89
Per Platone fu un grosso dispiacere,
se, infatti, ci pensate, la sua Scienza,
quale che sia il vostro o mio parere,
poggiava tutta sulla Reminiscenza
e, per meglio illustrarla, certe sere,
con la sua volontà, la sua pazienza,
si sedeva davanti a una lanterna :
scrisse il Mito, così, della Caverna.
90
L’uomo, nel corso della sua esistenza,
si trova prigioniero in una grotta,
però di questo lui non ne ha coscienza,
anche se sbuffa, si lamenta e lotta
e intanto vede passare una sequenza
d’immagini ed ombre, ininterrotta,
e resta lì a guardar come un coglione
come davanti alla Televisione.
7^ Decapentade
Aristotele: dall’idea alla realtà
91
Egli non sa di essere in catene,
crede che quelle immagini sian vere
mentr’è la luce che dall’esterno viene
a proiettarle, ma non tutte intere
e, quando se ne accorge non trattiene
la forza delle braccia prigioniere
e spezza le catene e tra i furori
grida, impreca, urla ed esce fuori.
92
Ma non tutti si voglion liberare,
solo i più intelligenti ed i migliori
ai quali ora tocca governare
quelli che non ne voglion venir fuori.
Solo il Filosofo sa e può comandare:
gli altri saran guardiani e produttori
erché della complessa realtà,
lui solo ha visto e sa la Verità.
93
Altri miti il gran Platone scrisse,
riversò in essi un’alta Fantasia,
ma c’è chi ancora dice e allora disse
ch’essa non c’entra con la Filosofia,
ma se lo fece è perché ne scaturisse,
(almeno io sostengo, tuttavia),
ancor più chiaro il suo insegnamento
che ancora brilla nel nostro Firmamento.
94
Tra i tanti temi che Platone affronta,
naturalmente, c’èq uello dell’Amore:
nel Simposio, ad esempio, ci racconta
la sua vera natura, il suo splendore
senza mai soffermarsi sulla “monta”
che tingerebbe le gote di rossore,
ma con garbato tono, quasi ironico
ci parla solo dell’Amor Platonico.”
95
Anche un saggio politico egli pubblica
in cui narra con spirito profetico
(il suo titolo è proprio la Repubblica)
di un Regime di stampo pro-sovietico
e i cittadini ad aderirvi supplica
perché diventi uno Stato Etico.
Fu questo il Socialismo suo Ideale
che poi, purtroppo, diventò Reale.
96
E se c’è chi volesse approfondire,
legga l’Ipparco, Fedro ed il Critone
(perché adesso qui vorrei finire),
magari anche Crizia ed il Fedone
che vide il grande Socrate morire,
l’Apologia, Teagete ed Eutifrone,
se vuole può aggiungere Eutidemo
che, adesso, noi, qui, ci fermeremo .
97
Ma non crediate, però, che sia finita,
siamo ancora all’inizio del percorso,
ora affronterem lo Stagirita
per cui vi chiedo un ulteriore sforzo
e che valga la pena l’ha capìta
lo stesso Dante quando fa ricorso
a quell’epìteto che molti citeranno:
“Ecco il maestro di color che sanno”!
98
Non era ancora un diciassettenne
quando entrò nell’Accademia di Platone;
fu l’anno in cui ad Atene venne
per completar la sua preparazione.
le prime sue lezioni lì le tenne,
mise a confronto la sua argomentazione
con quella dell’illustre suo Maestro
da cui si discostò piuttosto presto.
99
I due, mai, si presero di petto,
nonostante le ampie divergenze;
Aristotele portò sempre rispetto
al suo Maestro e a certe sue tendenze.
Pochi anni dopo, aveva tutto letto:
quaderni, appunti, dialoghi, sentenze.
Platonico e poi peripatetico,
alla fine divenne... aristotelico
100
Se per Platone l’Idea resta centrale,
chiave di volta dell’Intelligibile,
per il Nostro è la Sostanza Materiale,
asse portante del Mondo Sensibile.
La Vita, per lui, è quella attuale
che niente a che veder con l’Invisibile.
La vera vita, per lui, è la presente,
l’ultraterrena serve a poco o a niente.
101
È il sapere disinteressato
quello a cui il Filosofo si appiglia
in quanto che è sempre il risultato
che nasce dal dubbio, dalla meraviglia.
Esso è sempre stato ricercato
dall’uomo e dall’umana sua famiglia
con uno scopo unico e sincero,
quello, cioè, di contemplare il Vero.
102
Questo sapere teoretico si chiama:
Fisica, Metafisica è il suo oggetto
che con la Matematica proclama
il sapere intellegibile e perfetto.
L’uomo lo cerca proprio perché l’ama
perch’è di ciò che si nutre l’Intelletto.
Politica, Etica e Poetica
Hanno finalità, ma non teoretica.
103
Qual è il senso della mia esistenza,
questo devo cercar con grande amore,
senza stancarmi mai , ma con pazienza
continuar la ricerca con rigore,
con dedizione, con intelligenza
eroicamente, senza alcun timore,
nutrendo di continuo la speranza
che arretri a poco a poco l’ignoranza.
104
L’Esser cos’è se non il Divenire
la cui causa prima è materiale,
la seconda possiamo concepire
solo se affermiamo che è formale
che con la terza, agente, va a influire
sulla quarta, cioè quella finale.
Solo sul Sinolo che è Forma e Materia
Si può condurre una Ricerca seria.
105
Nel corso di una vita coraggiosa
più d’uno nel cercarlo ci si è perso,
perché ignorava che esso è in ogni cosa
e in ogni cosa è ciò ch’è di diverso,
quindi, senza pigliarla troppo ariosa
è in ogni cosa ch’è in questo universo.
Dico dell’essere che è ovunque sia
E che si predica per analogia.
8^ Decapentade
L’Essere di Aristotele
106
Esso ha le sue leggi, i suoi principi
dai quali trae sostanzialità
come i verbi lo fan dai participi,
per il principio dell’identità;
così, coi cittadini i municipi
stringono un patto di mutualità,
per il principio di non contraddizione
che è del terzo escluso condizione.
107
Non tutto potrà esser dimostrato,
occorre sempre un certo presupposto,
non puoi aprir la bocca e darle fiato
e volere ragione ad ogni costo
e, se non l’hai, mostrarti contrariato
al punto di sentirti maldisposto,
se c’è qualcuno che, per caso, osa
dichiarare impossibile una cosa
108
che sia e non sia nello stesso tempo
perché sarebbe chiaramente un falso,
per cui se tu non vuoi perdere tempo,
attieniti al principio prima apparso,
continuando a cercare, nel frattempo,
fin che un altro più chiaro sia comparso
e così fai se vuoi filosofare
ché non si parla tanto per parlare.
109
Se distinguiamo l’Oggetto dal Pensiero,
la Realtà non ti può mai ingannare,
sei tu che del secondo, prigioniero,
di liberarti, tenti, ma che fare?
Percorri di Aristòtele il sentiero
E Dal suo genio lasciati guidare
E non dal Caso, cieco ed arbitrario,
bensì solo da ciò che è Necessario!
110
Soffermiamoci sull’esser potenziale:
rispetto alla pianta, esso è il seme;
ciò ch’ora è in atto, era in potenza; un tale
passaggio che se capir, ora, ti preme,
non è che il Divenire Universale
visto, oggettivamente, nel suo insieme
come eterno processo operativo
si che l’essere può esser relativo.
111
Per quanto si dibatta e si discuta
A proposito di Atto e di Potenza
È oramai cosa risaputa
Che c’è tra l’una e l’altro differenza.
Eppure c’è chi ancora si rifiuta
Di riconoscere tale un’evidenza
Chiara, precisa, netta come un fatto
Che la Potenza è tale e tale è l’Atto.
112
Prendiamo, per esempio, quell’embrione
Di cui oggi si parla così spesso;
c’è chi afferma, senza esitazione,
ch’esso sia uomo nel momento stesso
in cui ha inizio la sua fecondazione
indipendentemente dal successo
di divenire un giorno come noi,
come se fossimo ancor spermatozoi!
113
Ma c’è una concezione sottintesa
a difender la quale i suoi incìta
e chiama la battaglia sua in difesa
dei sacrosanti principi della Vita.
Questa è la posizione della Chiesa,
ogni giorno che passa più agguerrita
che imperterrita lancia la sua sfida:
chiunque ammazzi è uno spermatocìda!
114
ma lasciamo alla sua contraddizione
il vaticano che se la sbrigherà,
che, mai, si lascia sfuggire l’occasione
dimutar , se gli convien, la verità.
Per ora è fermo nella convinzione
che l’essere è uno e che non muterà,
salvo ad annusar la convenienza
che non conviene ostacolar sempre la scienza!
115
È forse questo lo spirito profetico
di cui la Chiesa si dice ereditaria?...
Io trovo tutto questo un po’ patetico,
e,se dell’altro è depositaria,
mi riferisco in realtà a quello evangelico
che la Chiesa, potenza planetaria,
ostenta col suo far mefistofelico
con pregiudizio antiaristotelico.
116
Ma ripartiamo, su, dalla Sostanza
che nell’essere ha un posto centrale,
nell’unità trova la sua istanza
che è sempre qualcosa di reale;
essa ogni altro esser sopravanza
perché non poggia mai sull’embrionale.
La sostanza in se stessa è permanente
e tutto il resto è semplice accidente.
117
La sostanza sussiste per se sola
sempre attuale epur sempre unitaria,
ma la materia, lo dice la parola,
è indeterminata, per di più precaria,
come la forma ch’è è una banderola
perché della materia è tributaria
solo l’unione tra materia e forma
sono della sostanza piattaforma.
118
Tra le varie sostanze , la sostanza
per eccellenza e solo il suo motore
immobile che con perseveranza
le altre muove a guisa di rotore
e tutti quanti godono abbastanza
di luce, di energia e di calore
e, mentre felice si contempla e ammira
il mondo, eterno, a lui tende e si gira.
119
Il Divenire non è un processo uguale,
ma, in ogni caso, è sempre motivato,
le sostanze non sono un bene o un male,
ma semplicemente il risultato
di un cambiamento sempre sostanziale
dove non c’è Creatore né Creato.
Il mondo è eterno, così cadde il mito,
soltanto il tempo è tacito e infinito.
120
Tutto è organizzato a un solo fine,
ma altri ve ne son particolari
che col primo non han niente di affine:
gloria, successo, poter, fama, denari
che gli uomini perseguon senza fine
perché di quello vero sono ignari;
sono pochi a seguir la retta via,
quella tracciata dalla Filosofia.
9^ Decapentade
L’Ellenismo: Stoici, Scettici, Epicurei
121
Meglio nascere liberi che schiavi,
meglio nascere greci che stranieri,
solo così, in fondo, te la cavi,
e, se sei maschio, anche più volentieri;
i virtuosi son sempre i più savi:
la saggezza è il più bello dei mestieri.
Questa del Greco è la conclusione
e c’è chi dice che avesse anche ragione!
122
E mentre menti e cuori conquistava
il genio di Aristòtele, profondo,,
privatamente le lezioni dava
ad un giovane che poi conquistò il mondo.
Alessandro di nome si chiamava,
come studente era un vagabondo,
ma essendo appassionato di lettura,
l’importanza capì della Cultura
123
senza la quale non si va lontano
se si vuole il potere ed il sostegno
che di solito serve ad un sovrano,
deciso a dare vita a un nuovo regno
che tutto il mondo inglobi piano piano
ché questo di Alessandro era il disegno
socio-politico-umanistico
cui fu dato nome d’ellenistico .
124
Ma questo ellenismo che cos’era?
L’affermarsi della cultura greca
che rese peculiare tutta un’era
e che soltanto una biblioteca
poteva conservarla in maniera
da mettere sulle altre un’ipoteca
E aprire nel mondo una vetrina
E fu la Biblioteca Alessandrina.
125
S’andava intanto il mondo trasformando
sotto la nuova, potente monarchia:
il ceto medio venne messo al bando
per favorire l’alta borghesia
che si diede ai commerci e al contrabbando
corrompendo governi e polizia;
la realtà si fece più illusoria
e la Filosofia, consolatoria.
126
Un’aristocrazia, ora, terriera
affermatasi in Siria, Persia, Egitto
cominciò ad agitare la bandiera
di un suo inalienabile diritto
ad una egemonia sulla scacchiera
di un mondo ormai in preda ad un conflitto
sorto alla morte del grande imperatore
per dare ad Alessandro un successore.
127
In questo quadro sempre più confuso,
cominciò a vacillare la Ragione
il popolino si sentì deluso
e si rivolse così alla Religione.
Naturalmente c’era qualche illuso,
convinto che a salvar la situazione
bastassero preghiere e statuette
e fu così che nacquero le sette.
128
Ma riprendiamo la nostra narrativa
Per seguir del Pensiero i nuovi passi;
la Filosofia di nuovo attiva
calò sopra la tavola i suoi assi
la cui mentalità speculativa
rimise insieme teorie e prassi
che esaminare con voi ora vorrei:
Stoici, Scettici ed Epicurèi
129
La Ragione, guidata dall’ istinto,
seguì Zenone che, lasciata Cizio,
si fermò sotto un portico dipinto
dove ingaggiò una lotta con il vizio,
che continuò finché non ebbe vinto,
grazie al suo filosofico esercizio
che intorno gli girò come una boa
e fu da lì che nacque la sua Stoa
130
la quale prese nome da quel posto
che in greco vuol dire porticato
e stoico venne detto e presupposto
chiunque l’avesse praticato.
Il vizio alla virtù fu contrapposto
Al punto tale che venne linciato
E fu subito chiaro ed evidente
Che il solo virtuoso fu il sapiente.
131
Solo chi sa, infatti, può sapere
Da quale parte stanno il bene e il male.
Chi non lo sa non lo può mai sapere
Perché è un individuo irrazionale
Che guarda sì, ma che non sa vedere
E non distingue il chi, il come e il quale
Appunto perché manca di giudizio
Che gli consente di condannare il vizio.
132
Il giudizio consiste nell’assenso
Che lo stoico accorda alle realtà
In cui vede Virtù come compenso
Alla ricerca della verità
Alla quale egli dà pieno consenso
per il piacere che ne deriverà.
Solo nel caso che vi sia dissidio
Potrebbe anche ricorrere al suicìdio.
133
Arcesilao, Autolico, Teofrasto
furono tutti scettici di vaglia:
al dogma opposero il contrasto
di chi sta zitto che così non sbaglia.
Il giudizio può essere nefasto
Sopra una realtà che spesso abbaglia.
Sostenerlo può esser conveniente
Per non rischiare di non dire niente.
134
Giunto a questo punto, io direi,
non potendo indugiar oltre misura,
di affrontar, così , gli Epicurèi,
esaminando, in breve, la natura
della loro dottrina che esporrèi
con parsimonia, ma con molta cura
a cominciare dal loro fondatore
che contro la paura ed il dolore
135
lottò da sempre con tutte le sue forze
insegnando a combattere la morte,
gli dèi d’Olimpo, i loro portaborse,
la religione, sua vera roccaforte
contro i quali e la quale egli ritorse
le sue teorie incisive e accorte
che propagò in tutte le maniere:
scopo del nostro vivere è il piacere!
Rimerick
I
C’era una vecchia di Bardonecchia,
che aveva per casa una catapecchia:
mentre riempiva di acqua una secchia,
le entrò una pulce dentro un’orecchia.
“Ma che cos’é che mi punzecchia”,
disse la vecchia di Bardonecchia
mentre nell’acqua il viso si specchia.
II
C’era una vecchia di Bordighera,
molto simpatica e molto sincera
che abitava su una scogliera;
prima di andare a letto la sera,
mangiava sempre formaggio e pera.
Un giorno, agli inizi di primavera,
mentre andava correndo alla fiera,
per acquistare una nuova dentiera,
chissà in che modo o in che maniera,
cadde di sotto da una ringhiera,
quella vecchietta di Bordighera.
III
C’era una vecchia vicino ad Imperia,
ma neanche fosse stata in Nigeria,
viveva sola nella miseria,
tutti ridevano, ma lei era seria:
quella vecchietta vicino ad Imperia.
IV
C’era una vecchia furba e birbona,
gentile e saggia come un’icona
viveva sola presso Cortona,
una città tra Arezzo ed Ancona.
Non conoscendo bene la zona
e non vedendola mai di persona,
tutti dicevano: Ma com’è buona
quella vecchietta presso Cortona.
V
C’era una vecchia vicino a Bologna ,
forse portata da una cicogna
che abitava dentro una fogna,
in compagnia di qualche carogna
ma tutti dicevano: “È una vergogna!
Un altro ALLOGGIO trovarle bisogna,
senza più indugi, senza menzogna!”
Ma lei di andarsene, ancora sogna,
quella vecchietta vicino a Bologna.
Che bello!
Che bello poter vivere così:
poter dire di no oppure si,
secondo quello che ti pare e piace
e vivere con tutti gli altri in pace!
Che bello essere liberi davvero
in un mondo più giusto, più sincero
e oltre che liberi essere felici
e avere tanti, tanti, tanti amici!
Che bello vivere alla giornata
con una bella donna innamorata
e della terra dividerci i frutti:
volere veramente bene a tutti...
Vorrei viver così, ma lo confesso,
non ci son mai riuscito fino adesso,
ma da stasera voglio cominciare,
per questo insieme a voi voglio cantare.
Che bello poter vivere così...
Il mondo è quel che è, quello che è sempre stato
e cambierà soltanto quando sarai cambiato ...
ma anche se non cambia, la vita intanto avanza,
ché l’ultima a morire è... sempre la speranza! ..
Il canto del cucu
Di vite dopo questa non ce ne sono più,
su via, facciamo festa al canto del cucù,
la morte di ciascuno sarà l’ultima morte,
su via cantiamo forte il canto del cucù
cucucucucucucucucucu cucucucucucucucucucu.
L’amore sarà quello che avrai saputo dare,
lasciamoci cullare al canto del cucù
e verrà il giorno in cui non ci saremo più,
ma resterà soltanto il canto del cucù
cucucucucucucucucucu cucucucucucucu.
E quando sarai vecchio e non ce la farai più,
potrai sempre cantare il canto del cucù
e quando sarai stufo
e non ne potrai più
potrai sempre invitare
qualcun altro a cantare
il canto del cucu
cucucucucucucucucucucucucucu
Memoria
La mia memoria è fatta di... canzoni
che narrano la storia, le emozioni,
di tanti vecchi, nuovi, grandi amori:
le loro gioie, le pene ed i... dolori:
La prima cosa bella che ho avuto dalla vita:
la festa... appena cominciata... è già finita...
La lontananza sai, è come il vento:
il mondo non si è fermato mai un momento...
Al di là del mare più profondo ci sei tu:
mi dipingevo le mani e la faccia di blu...
C’è una strana espressione nei tuoi occhi:
per la tua piccolina non compri mai balocchi...
mamma... son tanto felice perché ritorno da te:
se mi vuoi lasciare... dimmi almeno perché...
Amore, scrivimi: una frase, un rigo appena:
è ‘na passione più forte ‘e ‘na catena...
Come te, non c’è nessuno:
manca soltanto quello dal volto bruno...
Che ne sai, tu, di un campo di grano:
non è la rosa, non è il tulipano...
Festeggia un ubriaco il fine settimana:
via del campo: c’è una... puttana...
Questa di Marinella è la storia vera:
Roma! nun fa la stupida stasera!...
Nessuno, ti giuro nessuno, nemmeno il destino:
I found my love in Portofino
perché non avevo niente da fare.
Guarda che luna! Guarda che mare!
Che mare! Che luna!
Questa notte m’hai chiuso la porta, Signora Fortuna!...
Buongiorno Dio:
avrei bisogno di carezze anch’io...
I sing ammore do you capire oppure no:
come prima, più di prima, t’amerò.
Anticlimax
"Sono solo, sono triste:
ti desidero, ti bramo:
se l'amore non esiste,
dimmi, allora: perché ti amo!"
Lei lo guarda con sospetto,
poi, con voce che le trema:
"Tu mi vuoi portare a letto,
cosa credi, che sia scema?"
Lui la guarda indispettito,
poi, la prende per la mano:
"Forse tu non hai capito,
ma va bene anche il ... divano ..."
A Reena(pron.: ri’ena)
O Reena, Reena, Reena,
vorrei tanto lavarti la schiena,
sotto l’acqua fumante che scroscia
insaponarti il culo e la coscia.
O Reena, Reena, Reena,
vorrei tanto lavarti la schiena,
sotto l’acqua scrosciante che fuma,
ricoprirti tutta di schiuma,
sotto lo scroscio fumante dell’acque,
la stessa schiuma da cui Venere nacque
e, mentre ti suda di piacere la faccia,
stringerti nuda tra queste mie braccia,
sentirti bagnata, madida, calda,
poi, come due naufraghi la cui barca si sfalda,
per l’improvviso furore dell’onda,
sentire il mio corpo che dentro il tuo affonda,
aggrapparmi al tuo collo, al tuo petto, al sedere
ed affogare con te... nel piacere...
Fuoco!
Ardo d’un fuoco che mi divora:
poterti avere almeno mezz’ora ...
ardo di un fuoco che non si estingue:
Ah! la tua bocca con dentro due lingue:
ardo di un fuoco che non si spegne
più forte di mille quintali di legne
ardo d’un fuoco che mi consuma:
vorrei ricoprirti tutta di schiuma,
poi dondolarci sopra un’amàca
ardo di un fuoco che non si placa.
Bea (Ontologia del Nulla)
È il suo amore che ti distrugge, è il suo amore che ti crea:
al destino non si sfugge... questo è il fascino di Bea...
Sempre in cima al tuo pensiero, sempre al fondo della tua idea,
se vuoi essere sincero c’è soltanto lei... c’è Bea...
Ci son mari senza onde, mali senza panacèa?
Se qualcuno ti risponde non potrà che dirti: Bea!
C’è Vangelo senza Bibbia? C’è Ilìade senza Odissèa?
Ogni laccio ha la sua fibbia: ogni uomo ha la sua ... Bea ... !
Nella gioia, negli affanni nella bassa o alta marea,
passeranno altri mille anni prima di scordare... Bea!
In un giardino dove cresce la genziana e l’ orchidèa,
ogni uomo, quando esce, prima o poi incontra Bea!
Nella calma, nella foga, sia in chiesa che in moschea,
sia in un tempio o in sinagoga
pregherai sempre per Bea...
E’ il suo amor che ti sovrasta che ti fa stare in trincea
Ma tu puoi dire questo e basta: Bea! Bea!.... Bea!... Bea!...
È l’amor che ci distrugge, ma è l’amore che ci crea:
al destino non si sfugge... Questo è il fascino di Bea...
La bicicletta
Dai, Anna
sali sulla canna
e... non aver paura,
anche se è troppo dura:
puoi muovere il sedere,
non ti farò cadere:
vedrai come ti tengo,
almeno finché... vengo ...
su... lasciami pedalare...
poi ti farò guidare
che... se arrivar ti preme...
vedrai... verremo... insieme ...
La mela
O Daniela, dolcissima Daniela,
oh come avrei voluto mangiare insieme a te la prima mela
poi su una barca a vela,
affidandoci al vento
continuare il percorso,
e dare a ogni momento...
un nuovo morso ...
Eucalyptus melody
Cadono le foglie:
nessuno le raccoglie...
cadono i frutti:
li raccolgono tutti...
Cade giù la pioggia
dalle nuvole nere,
cade chi non si appoggia
e chi non sta a sedere...
Cadono i soldati
partiti per la guerra,
ma chi ce li ha mandati
si spartirà la terra...
Cadono i barconi
carichi di speranza,
cadono le illusioni
a un miglio di distanza...
Cadono gli amori
sbocciati a primavera,
adono i disertori
che varcan la frontiera...
Cadono in mare i poveri
accolti dai delfini
che preparano i ricoveri
per chi non ha confini...
Cadono le foglie
senza aalcuna pietà,
le nostre ultime spoglie
chi le raccoglierà...
Cadono le foglie:
nessuno le raccoglie...
cadono i frutti:
li raccolgono tutti...
Marina
Ho scritto questi versi stamattina
e li ho chiamati, sai come? Marina!......
una donna, in fondo, come tante,,
però, di tutti, il verso più importante,
sta tutto in quel suo sguardo, quel sorriso
che si accende, si spegne all'improvviso:
ti sfiora quasi un alito di vento,
ti fa sentire semplice, contento,
così, senza motivo,
forse perché ti senti ancora vivo...
La pioggia sul vigneto
Lungo i vecchi filari
ricoperti di tralci
e di pampini amari
tra le zolle ti slacci...
sotto l'ombra degli olmi
come grappoli puri
i tuoi seni ricolmi
sono acini duri...
Una scossa mi fulmina la mente,
rapido un tuono brontola impaziente,
su me il tuo corpo scivola, si appoggia
benefica discende giù la pioggia,
tutto m'inonda, mi rinfresca e scuote,
mentre, bagnate, accarezzo, le tue. gote
Del desiderio
Del desiderio in cui io mi consumo
un giorno resterà soltanto fumo
che avvolgerà, offuscherà lo sguardo
sotto i cui occhi mi consumo e ardo.
Aspettando Godo
Il tempo passato ad aspettarti
non è tempo sprecato, ne son certo,
se anche questo servirà ad amarti,
aspetto volentieri a cuore aperto ...
e aspetto e aspetto che quel giorno giunga
e, pur se grande sarà la sofferenza
per quanto questa attesa sarà lunga,
più grande ancora sarà la ricompensas...
A Veronica
(Dietro a un piccolo uomo c’è sempre una grande donna.)
Veronica Lario :
quando corre l’amore sul binario,
nessuno pensa che sbandi e che deragli,
oggi si chiedono se non sei tu che sbagli.
La risposta è più che scontata,
o non fu Eva ad essere accusata :
è il demonio che il male dispensa ed amministra,
quello che oggi, lui, chiama : « la sinistra ».
Dinnanzi al nuovo drammatico duello
è Veronica ad essere caduta nel tranello ?
Ma perché dagli italiani, Silvio, è cosi amato
e solo da sua moglie è tanto detestato ?
L’unica risposta che mi viene
E che lei lo conosceva… troppo bene… !
À la recherche du temps perdu
… ma se tu vai in cerca del tempo perduto
poi, non ti accorgi di averlo vissuto...
No! Non cercarlo, non troverai niente,
ma cerca di vivere il tempo presente...
e se un giorno vedrai tirar su un altro muro
è perché hanno paura del tempo futuro,
ma tu non reagire nel modo scontato,
andando in cerca del tempo passato...
ma non ti sei accorta che i sogni e l’amore
lì potrai realizzare in un futuro... interiore...
e, se a volte ti senti smarrita, nel vuoto…
non rifugiarti nel passato remoto...
Di quello che hai fatto, di quello che hai detto,
ti resterà solo questo tempo... imperfetto;
il tempo imperfetto nel quale viviamo
e allora, su, dai, perché non ci amiamo!
Perché ci facciamo ogni giorno la guerra,
ma, di' non hai visto quanto è bella la terra? ...
e se nei tuoi occhi, io vedo un sorriso...
pur coi piedi per terra, io sto... in paradiso...
Ritratto
Tenerissima fanciulla mia,
forse sei tu, la vera poesia:
il tuo collo d’alabastro
è più splendido di un astro,
le tue labbra di corallo
per me sono un vero sballo,
i tuoi occhi di carbone
un’eterna tentazione,
il tuo naso cristallino:
il respiro di un bambino
ed i tuoi neri capelli
sono angeli ribelli;
la tua fronte è un arenile
con la sabbia più sottile
di ogni più morbida pelle;
le tue cosce sono snelle
come due puledre in corsa,
le tue mani sono fari
che si accendon nella morsa;
i tuoi seni due corsari
all’arrembaggio contro il vento,
una baia è il tuo bel mento,
il tuo corpo: un monumento!
Le tue ciglia sono archi,
le tue braccia immensi parchi
dove nasce, cresce e muore:
il grande albero dell’amore.
Canto Catullo
(Lugete Veneres cupidinesque)...
Perché non piangi, o Venere,
con tutti i tuoi seguaci
e voi, anime tènere
che sospirate i baci...
della mia Lesbia, il passero
oggi, ahimè, è morto...
come, quanto si amassero,
lo dice lo sconforto
che c’è negli occhi suoi
ora pieni di pianto,
ora che più non puoi
farle sentire il canto,
dolce più dell’aurora,
da che l’oscura notte
che tutti ci divora
e tutto inghiotte,
le ha rapito la gioia
di quei dolci momenti:
ora tristezza e noia...
non più giochi innocenti
... E se non piangi, o Venere,
dimmi, chi la consola?
Chiuso nel muto cenere,
L'UCCELLO PIÙ NON VOLA.
Pirandelliana
La realtà è un’arma a doppio taglio:
la cosa più corretta è in sé uno sbaglio,
la più Scorretta è parte del Reale:
son sempre mescolati il BENE e il MALE.
La VERITA’ convive con l’ERRORE,
persino l’ODIO fa parte dell’AMORE
e non vi è DUBBIO alcuno
che noi siam tutti, però anche nessuno
e anche oggi che siamo nel 2000,
siam sempre uno, nessuno e centomila.
Omaggio a Fosco Maraini
Ecco una poesia che non è mia,
composta di parole inesistenti
come vaterga, gnagio, arrafferia,
ma bene esprime i miei sentimenti .
Parla di un lonfo
ammargelluto e vecchio
Che simile ad un confo
vive e botalla e legica parecchio
E lì tra il frusco e il brusco barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
lui, zuto, si sdilenca e s’archipatta
e solo in quel momento mi capisce.
.
Molti son gli animali a cui s’ammoglia:
il glusco, il lupignasco ed il sofisco
ma quando cionfa e sbidugliando arroglia
innverità io solo lo capisco.
E così beto, inzucchio e e vo gisbuto
e quasi quasi fenco nel trombazzo
ma se affarfegna e gniffa compiaciuto,
allora lo sbernecchio e mi c'incazzo ...
Ricerca
Io t'ho sempre cercato tu lo sai
e non ho ancora perso la speranza,
se non dovessi, però, trovarti mai,
fa che non senta mai la tua mancanza
Sono un poeta a tempo perso
Sono un poeta a tempo perso
Nei miei sogni, spesso, immerso,
ma ogni tanto alzo la testa
per vedere quel che resta
di una realtà che fugge
e che fuggendo ci distrugge
Qualche volta mi risveglio,
ma sognare è molto meglio
e così mi riaddormento
per sfuggire al mio tormento
Ah! riprendere quel sogno
di cui sento un gran bisogno
Ah! potermi addormentare
E riprendere a sognare
Con la testa mia all’ingiù
e non risvegliarmi più
Quando la notte..
Quando la notte poggi
La testa sul cuscino
Ieri diventa oggi
ed un altro mattino
S’affaccia sulla soglia
Dei tuoi stanchi pensieri
Apri gli occhi controvoglia
Oggi è come ieri
altri occhi si apriranno
Su domani confusi
Mentre i tuoi resteranno
Un giorno, sempre, chiusi.
Cosa c’è di più poetico
Cosa c’è di più poetico
Di una bella poesia
fatta con un gusto metrico
Sì da esprimer l’armonia
Che ogni tanto senti dentro,
quando il sole, il mare, il vento
ti accarezzano la pelle
mentre tu guardi le stelle
sopraffatto dal mistero
che non ti sembra neanche vero
a cui non sai come resistere
e ti stupisci anche di esistere
Insonnia
Io non posso dormir, la notte passo
a contare le sillabe dei versi
che nell'angoscia del silenzio ammasso
fino a che il giorno non li avrà dispersi...
A me resterà solo il tormento
del buio in cui, soffrendo, li ho prodotti
fin che verrà una raffica di vento
e i miei lamenti saran così interrotti.
Sconcerto
Io non so se veramente
possa dire qualchecosa
Che interessi un po’ la gente
che non sia troppo noiosa
ma ogni volta che apro bocca
ho la sensazione innata
un qualcosa che mi blocca
… e se dico una... cazzata...!?!
Ma poi la dico , senza sforzo
E ogni volta che succede,
alla fine del discorso
c’è qualcuno che ci crede
Ma la cosa che sconcerta
Nel momento dell’addio
E che mi lascia a bocca aperta
È che poi ci credo...anch’io
Questions and answers
Ecco la nostra vita tra una corsa e una sosta:
farsi delle domande senza trovar risposta
Diffida di chi dice che Una risposta c’è,
al meno che non l’abbia trovata tu, da te!
Io, è tanto che la cerco: non l’ho ancora trovata,
se non la troverò, almeno l’ho cercata!
Le parole non sono mattoni
Dall'Irpinia all'Abruzzo
- chiacchiere + calcestruzzo.
Dal Friuli al Belice abbandonato
- discorsi + cementarmato.
Passione 2009
Nel silenzio geolitico del tempo,
squarciò la notte un grido senza voce
e fu subito morte, fu il tormento
del mio Abruzzo che adesso è in croce.
Non un passero che voli
sotto il cielo blu di Onna,
né chi asciughi o chi consoli
del suo pianto la Madonna.
Poesia al ... bando ...
E' arrivato il Nuovo Bando
del Concorso Nazionale,
ma che poesia gli mando
che non sia troppo banale...
Una poesia d'amore
che tra un sospiro e una carezza,
faccia nascere in ogni cuore
una grande tenerezza?....
No! Una cosa .... un po' al di fuori
e che vada oltre me stesso,
oltre i soliti dolori
che mi affliggono anche adesso....
Forse ... una ... Filastrocca
che cantavo da bambino,
imitando con la bocca
il rumore di un trenino?...
Si!Una ... cosettina lieta,
senza troppa nostalgia,
così, semplice, discreta,
come questa ... poesia...
Verso al verso
La poesia mia fatta è... di versi
che fanno il verso alla poesia
Nei momenti più strani e più diversi
di questa strana e diversa vita mia
Le mie parole non sono così fresche
come il fruscìo che le foglie fan la sera,
né succulenti e polpose come pèsche
o come mandorli in fiore a primavera
Piuttosto erbaccia che spunta dalla pietra
appena ttrova un cretto, una fessura
S’insinua, cresce, secca, un poco arretra
come il mio verso che si contorce e dura
quanto i singhiozzi di un bambino in pianto
o il lamento di un cane quando abbaia
alla luna d’estate o come il canto
delle cicale in cima a una ficaia!
Meno male...
Meno male che c'è Stivaletti
che coi suoi versi liberi e schietti
ci regala certi mommenti
d'ironia che tra i sentimenti
è quello che il cuore e la mente ci tocca,
lasciandoci un poco ... amara... la bocca,
facendoci storcere un po' anche il viso,
mentre con gli occhi abbozziamo un ... sorriso!
Ancora qui!...?
Fu l’emerger della vita
a condurmi fino a qui...
Cominciai questa partita
senza aver mai detto si!
Feci qualche tiro in porta:
non segnai:fu troppo corta!
Fu un fulmine, un baleno,
questa mia breve esistenza:
avrei potuto farne a meno,
ma se volevo fare senza
dovevo chiedere il permesso,
ma non sapendo però a chi,
risultato fino adesso
SON RIMASTO ANCORA QUI...
Il mezzo giustifica Fini
Meno male che c'è Gianfranco
che da Nero divenne Bianco
e che cambiando a più non posso ,
ora da Bianco diventa Rosso.
Il motivo, a ben vedere,
è sempre quello, cioè il Potere;
Mussolini di cui fu sì fiero,
lui da Rosso divenne Nero.
In articulo mortis
Dopo tanti anni che tribolo
Giungerò anch’io al patibolo,
dove salirò da solo,
ma perché, per chi m’immòlo?...
Altri, un tempo già lo fece:
C’è, chi dice, fu in mia vece...
Grande fu quel sacrificio,
Ma ne avrò io un beneficio?
Ci sarà unAssoluzione
per chi ha una religione
quale là professo io:
religione senza Dio:
dio dei dogmi e degli anatemi,
dei castighi, onori e premi,
delle scomuniche , delle diffide
insomma un Dio che ci divide?
Crescere
Crescono i fiori. Cresce la mia pena.
Crescono gli alberi. Cresce la speranza:
mettere insieme il pranzo con la cena,
mentre la morte, silenziosa, avanza.
Crescono tutti. Son cresciuto anch'io.
L'unico che non cresce è solo Dio,
ma in Paradiso, Purgatorio o Inferno,
sarò anch'io come Lui, un giorno: ETERNO!
Cronisterìa
(da un giornale del secolo scorso)
Terremoto: ancora tre scosse:
Papa Woytila ha di nuovo la tosse...
D'Alema apre ai moderati:
Tre marocchini morti ammazzati...
Nuova riunione a Palazzo Chigi:
Sei algerini uccisi a Parigi...
Giulio Andreotti: rinviato il processo,
ma la difesa va avanti lo stesso...
Sciopero a scuola: una nuova protesta:
Un anziano si getta da una finestra...
Quattro mafiosi scarcerati a Palermo:
Disegno di legge: sei anni che è fermo...
Seviziato il bambino rapito a Natale:
Domani in edicola un nuovo giornnale...
Uccide per soldi il babbo e la mamma:
La Rai oggi lancia un nuovo programma...
Rivelazioni di un nuovo pentito:
Ma Gesù Cristo è davvero esistito...
Su cisti e tumori: una nuova scoperta:
Il Livorno domenica gioca in trasferta...
Uccide la moglie, il figlio, il cognato:
Un nuovo accordo è stato siglato....
Proclamato uno sciopero nel settore trasporti:
Incidentee stradale: due feriti, tre morti...
Rapita ragazza: si teme sequestro:
La grande riforma sarà fatta al più presto!...
Tra nord e sud cresce il divario:
Bruciato vivo estra-comunitario...
Si uccide a scuola davanti ai compagni:
aumentano ancora le tariffe dei bagni...
Trovate morte quattro persone:
s'indaga sul killer di Pordenone...
Muore operaio giù da un ponteggio:
Un nuovo record: il prezzo del greggio...
Nulla di fatto su fisco e salari:
Formula uno: è sempre Ferrari!...
Per una dose uccide una vecchia:
La Madonna è riapparsa a Civitavecchia...
Prostituta albanese: morta sgozzata...
E DOMANI COMINCIA UN'ALTRA GIORNATA!...
L'Arte
Farci sentire il suon dei nostri passi
in mezzo a tante pietre, tanti sassi,
farciscoprire dentro quelle volte:
speranze eterne da secoli sepolte,
le memorie di genti un tempo attive
dove solo la pietra adesso vive,
placida immobile in eterna quiete,
custode delle epoche remote
di cui faremo un giorno anche noi parte:
questo è il fine ultimo dell'arte.
Dio
O Dio, Dio, Dio,
Tu sei la via aperta,
intrapresa da molti soltanto per coperta...
O Dio, Dio, Dio,
Tu se la via obbligata
che da molti, però, è tanto trascurata,
perché essi hanno, sai, altri interessi
e vogliono occuparsi soltanto di se stessi...
O Dio, Dio, Dio,
Tu sei la via sicura
che molti di perccorrere, però, hanno paura:
non vogliono trovarsi soli con se stessi
e accorgersi così di quanto siano fessi...
O Dio, Dio, Dio,
Tu sei la via corretta,
evitata da molti perché hanno troppa fretta
e vanno chissà dove in questa terra immensa
a cercare le prove della Tua inesistenza...
O Dio, Dio, Dio,
Tu sei la via maestra,
sia per chista a sinistra, ma anche chi sta a destra,
però, perché nessuno vuole venirci dentro?
Molti preferiscono, lo sai, restare al centro....
O Dio, Dio, Dio,
Tu che mi ascolti,
lo sai, ci sono anch'io, anch'io tra questi molti,
ma Tu non disprezzarmi, no, non buttarmi via:
la maggioranza conta: SIAMO IN DEMOCRAZIA!
Bakuniniana
Il mio ateismo è puro e cristallino,
più duro del diamante e del metallo,
più dolce di un buon calice di vino,
sonante come un ferro di cavallo
sul selciato del mio duro destino...
Esso è amore per l'uomo e lo protegge
come uno scudo, come una corazza,
fa dell'Amore l'unica sua legge
e dell'umanità: l'unica razza.
Innamorarmi ancora?
Perché dovrei innamorarmi ancora
in questo mondo di odio e di violenza,
io ci ho provato ma finora
non n'è sortita alcuna conseguenza...
Eppure ho amato ed amo ed amerò,
ma se ci penso bene proprio adesso
in questo amore mio c'è un però
in fondo non ho amato che me stesso...
quando m'inebrio di tutta la bellezza
che riesco a trovare in una rosa,
di fronte a chi si odia e si disprezza,
amar solo se stessi è già qualcosa...
Logos e Mito
Tra Logos e Mito
non metterci mai il sito...
Tra Ragione e Fede
non metterci mai ... piede...
Tra Odio e Amore
mettici tutto il cuore...
La fede
Ma cos'è, ma cos'è
questa fede che non c'è,
di cui si sente e non si vede,
di chi dice che ci crede,
che la perde, che la cerca,
la baratta e la commercia...
che ci prende, che ci lascia,
che ci esalta, che ci accascia,
che ci trova, ci abbandona,
ci distrugge, e non perdona,
che ci angoscia, ci comprende,
ci tormenta, ci riprende?
Ma cos'è questa fede
che ci abbatte, ma non cede,
che ci dice sempre: "Spera!",
che ci affanna e ci dispera,
che ci sfugge e ci addolora
e che ci dice;: "Cerca ancora..." .
La ragione
Ma cos'è la Ragione,
questa eterna tentazione
alla quale ci aggrappiamo
proprio quando disperiamo,
quando il buio ci conduce
ad affidarci alla sua luce
fredda, asettica, neutrale,
accecante, innaturale
che ci avverte e ci ammonisce:
"Io sto con chi capisce,
sono l'unica risorsa
che ti resta in questa corsa
disperata verso il nulla,
che ti porta dalla culla
fino all'ultima dimora,
sono l'unica Signora
che ti illumina il cammino,
che rischiara il tuo destino,
che allontana ogni mistero
fin davanti al cimitero,
che non lascia niente in ombra
ma si arresta... alla tua... tomba..."
Ma vivere perché
Ma vivere perché, per quale scopo
se pensi a tutto ciò che verrà dopo,
quando di te non resterà più nulla,
solo una tomba, ultima tua culla...
Ma ho conservato per te la mia esistenza,
per te ho fatto la mia resistenza,
quando ho visto che insieme a te potevo
sognare tutto ciò che non avevo...
E devo a te, per essere sincero,
se oggi sono quello che non ero,
ma quello che saremo, amore mio,
ah! lo sapesse, per lo meno, Dio...
Snooks
Siamo palle impazzite di biliardo
lanciate alla cieca da un giocatore d'azzardo...
sbattute, sbalzate col furore di un'onda
tocchiamo ora l'una e poi l'altra sponda
fin che il colpo finale non ci conduca
a precipitare dentro una buca...
Nihil de nihilo
Siamo tutti figli del Nulla
che così distrattamente
ci ha deposti in una culla
e ci trascina verso il Niente...
Ci ha lasciati qui da soli
a sbrigarcela tra noi,
tra sconfitte, sogni, voli,
senza un prima, senza un poi
in una fissa eternità,
dove nulla mai avviene,
però adesso che son qua
proverò a volerti bene...
Prigioniero di un destino,
cerchi di venirne fuori,
ma è così di ogni bambino
cresci, speri, soffri, muori...
Dimmi, dunque, cosa cerchi
in questa vita così incerta?
Tutte le bare ormai hanno i coperchi,
soltanto una è rimasta aperta...
Filosofia
Su, via, dai,
siamo tutti un po' hegeliani
e tu, lo sai!
Liberaci, o Epicuro,
dal terror del divenire,
tu lo sai quanto sia duro
per noi uomini morire...
La Filosofia ormai ha tutto detto:
Dio è morto, però, non nel suo letto,
forse nei nostri cuori, nelle nostre menti,
ma siamo per questo più contenti?
La Filosofia ormai ha detto tutto:
Dio è morto. E noi? Portiamo il lutto.
ma dopo il funerale,
ditemi, dove stanno il bene e il male?
E un dubbio ora mi sorge
che mi tormenta notte e dì:
Un Dio morto non risorge,
ma Gesù Cristo, forse, sì...
La Filosofia ha detto l'ultima parola:
se anche Cristo muore l'umanità resterà sola.
Su, via, dai!
Siamo tutti un po' hegeliani
e tu lo sai!
Liberaci, o Epicuro,
dal terror del divenire,
tu lo sai quanto sia duro
per noi uomini morire...
Domande di un lettore e-lettore
(Scritta aprile 2007)
Senza rimpianti, senza nostalgie,
gettando ponti, scavando gallerie,
i diessini riprendono il cammino:
perché soltanto quelli di Fassino?
Un partito che viene da lontano
non può fermarsi se non vuol morire,
ma pure camminando piano, piano,
di questo passo dove andrà a finire?
Sfiorì il Garofano, appassì la Rosa,
sfoglierà i petali suoi la Margherita,
ma quello che un giorno fu la "Cosa",
da che "cosa" prenderà la nuova vita?
E dopo tanti fiori e foglie, tutti,
ci aspetteremmo di cogliere dei frutti,
spesso promessi da chi ci amministra:
e se fosse la solita scissione di sinistra?
Ah! quante lotte, quanto abbiamo dato
per una società, un mondo migliore:
non c'è il rischio che ora nasca un apparato
burocratico, oligarchico, incolore?
Di cespugli, di fiori, foglie e piante
in questi anni ne abbiamo viste tante,,
ma ora giunti al termine supremo,
non c'è il rischio che spunti un ... crisantemo?
Consumismo
Che cos'è questo consumo
che ci riduce tutti in fumo,
che non ci dà scampo, né tregua
mentre la vita si dilegua?...
Che cos'è questo tormento
che ci consuma a fuoco lento
e brucia queste carni tenere
e ci riduce tutti in cenere?...
Che cos'è questo dolore
senza senso, né valore
in un mondo così atroce
dove in fondo c'è la Croce?...
La risposta non esiste
ed è per questo che son triste....
Moto perpetuo
Tramonta il sole dietro le colline:
s'inchinano degli alberi le cime
come fanno le vecchie signorine
quando osservano merletti, pizzi e trine.
Sale la luna, lenta,, su nel cielo
spandendo, mite, il suo chiarore intorno:
copre la terra la notte col suo velo
ed è così che muore un altro giorno.
Tramontano i pensieri dalla mia fronte
in cerca di altre menti su cui sostare:
altre teste ad accoglierli son pronte
e continua così il pellegrinare
di tante idee, sogni ed illusioni
verso il loro destino, verso Dio
e come muoiono gli anni e le stagioni
così un giorno morirò anch'io.
Tramonta il sole, tramonta l'Occidente,
nuove nazioni, nuove civiltà:
così si passa da l'Essere al Niente
e poi dal Niente si ricomincerà.
Questa è l'eterna legge del divenire
fin dai tempi di Eraclito, si sa,
che per nascere bisognerà morire:
solo morendo si risorgerà.
Risorge il sole dietro le colline,
si aprono dei fiori le corolle
come le bocche nei cori di bambine
che intonano dei canti in sì be molle.
Il coro degli uccelli già si sente
diffondersi nell'aria tutt'intorno:
le stelle in cielo ormai son quasi spente
ed è così che nasce un altro giorno.
Allegri, tristi, docili, ribelli
risorgono i pensieri dalla mia fronte
e, mentre alcuni s'intrecciano ai capelli,
altri se ne andranno lungo un ponte,
un ponte lungo che non finisce mai,
verso l'ignoto, forse, verso Dio
e, tra speranze, dolori, gioie e guai
così un giorno sono nato anch'io.
Risorge il sole, risorge l'Occidente:
nuovi diritti, nuove libertà,
le piazze si riempiono di gente
fin quando il sole non tramonterà...
Tramonta il sole dietro le colline
ecc. ecc. ecc. ecc. ecc.
(ad libitum)
A Eluana
E' stata sulla Croce per diciassette anni,
ma avrebbero voluto inchiodarcela di più
e tutto questo, pensate, nel nome di Gesù.
Lui che sulla Croce è spirato,
gridando: "Perché mi hai abbandonato".
A tanto può arrivare la crudeltà umana...
Dorme, riposa in pace, ora, Eluana.
Il padre, questa volta, anziché abbandonarla,
ha voluto, è riuscito a liberarla
Ai suoi funerali
non ci saranno vescovi o cardinali,
nemmeno i suoi aguzzini,
ma pochi, semplici onesti, amici, privati cittadini.
Contro la verità dogmatico-vaticana,
ha vinto ancora la carità cristiana.
Inno all'ottimismo
Si! La vita ci sorride
se accettiamo le sue sfide,
se affrontiamo i suoi problemi
fuori dagli usati schemi...
se la salute ci sostiene,
se l'amore ci conforta,
se ci vorremo ancora bene,
la speranza non è morta!
Su! Avanti! Su! Coraggio!
Su! Via... andiamo all'arrembaggio!
Riprendiamoci il cammino
che ci porterà a un destino
luminoso di progresso
(non fermiamoci qui, adesso),
altre mete! Altri traguardi
(non possiamo fare tardi)
già ci attendono lontani:
altri giorni, altri domani
prima ancora di morire
c'è un lavoro da finire,
senza fretta, senza affanno:
(altri poi ... lo finiranno!)
Nostra vita salve
La nostra vita è appesa ad un filo
fino da quando andiamo all'asilo
ed è in quel periodo incerto e un po' vago
che, intanto, il filo diventa uno spago
e, prima che il tempo la coda si morda,
lo spago oramai si è fatto già corda...
tramontano i soli, s'inseguon le lune
ed ecco la corda si è fatta già fune,
ma basta un alito, un soffio, una brezza
ed, ecco, la fune di colpo si spezza...
Restano i fili sottili del cuore
coi quali intrecciare nuove storie d'amore,
tessute da quelli che seguono a ruota
e così ricamare di nuovo la vuota
tela infinita di questa esistenza
con i colori di un'altra esperienza...
è così che la vita la trama continua:
la fede vacilla, il dubbio s'insinua,
la ragione distilla, la noia ci assedia,
si alza la tela: una nuova commedia,
la morte ci assilla, il dramma ora incalza
così la tragedia diventa una farsa.
Corrispondenze
Caro Mario,
la vita è un gran Calvario
che ci conduce vivi
sul Monte degli Ulivi,
ma quando avrem raggiunto
il Getsemani, negli Orti,
vedrai che a quel punto,
saremo tutti morti.
Caro Dario,
il treno è quasi fermo sul binario:
si sta avviando a destinazione
prima di toccare l'ultima stazione....
Come sbuffava la locomotiva,
quando da soli oppure in comitiva
percorrevamo la valle, il monte, il piano
e sognavamo di andare più lontano...
Coraggio! Ancora un balzo, un salto, un tremito, uno sbuffo
fin che si fermerà... questo stantuffo...
Caro Severino,
la nostra vita ha un solo destino:
dopo aver percorso tante strade
ritorneremo in seno alla gran Madre
che ci accoglierà tra le sue braccia
finché di noi non resterà più traccia.
Caro Luigi,
la vita ci ha lasciato solo capelli grigi,
...
ti ricordi? Era ieri
quando avevamo i capelli tutti neri.
Oggi che siamo soli, tristi, stanchi
non ci resta che contare gli ultimi capelli bianchi.
Homo homini canis
Cosa fa un essere umano
se lo prendi per la mano
e gli dai con tutto il cuore
la dolcezza del tuo amore?
Lui ti guarda, ti sorride,
ti dà un colpo e poi ... ti uccide...
Cosa fa, invece, un cane
se gli dai un pezzo di pane?
Te lo prende con la zampa
e ti è fedele fin che campa.
Occhio per occhio
Occhio per occhio,
dente per dente,
così si comporta spesso la gente
che non conosce l'altra virtù
quella di amarci ogni giorno di più,
ma segue pedissequa il modo più antico:
nell'altra persona vedere il nemico.
Ah!Se la legge d'amor prevalesse
fino a oscurare ogni altro interesse,
il mondo sarebbe più giusto, più onesto,
più bella sarebbe, la vita, per questo.
Non ci sarebbe nient'altro da fare
ma solo amare e... ammare e... amare...
Difficile esercizio
La vita è un difficile esercizio
di accettazione della morte:
un breve, inevitabile supplizio,
ora più piano, ora un po' più forte
che ci rivela quello che noi siamo,
mentre ci rode, tormenta come un tarlo
nello stesso momento in cui viviamo
e noi dobbiamo ... imparare a farlo.
Darwiniana
La vita continua
su tutta la linea
la morte l'osteggia
la vita indietreggia:
una lotta s'ingaggia
feroce e selvaggia
il sangue la spiaggia
ricopre e la pioggia
da quando quel giorno
guardandosi intorno
la vita si è mossa
la morte in silenzio
le scava la fossa
Canto la vita
Canto la vita che se ne va,
piango la vita che mi circonda,
vivo la vita che è come un'onda
un'onda del mare che viene e che va...
seguo la vita che mi trascina
di giorno, di sera, di notte e mattina,
voglio la vita che non ho ancora,
odio la vita che mi divora,
amo la vita che ora mi accoglie,
godo i suoi frutti, i fiori, le foglie
e suono e ballo: la vita è una danza,
serbo nel cuore la sola speranza
che questo mio canto non morirà
Ogni giorno
Ogni giorno che passa è un pericolo scampato,
ogni notte trascorsa è un riposo immeritato
per chi vive come me alla giornata,
ogni ora vissuta è un'ora regalata
... da chi?Io non l'ho mai saputo,
spesso il Benefattore
preferisce restare
sconosciuto
L'ultimo funerale
Non c'è giorno che passa
che non andiamo al funerale
di noi stessi
e ci andiamo così tante volte
che l'ultima, per cortesia,
la lasciamo agli altri
Il merlo
... Cosa mi serberà il futuro?
Ah! potessi io saperlo?
potessi vedere di là di questo muro,
dove ancora saltella e canta il merlo
delle speranze mie, delle mie attese
il cui canto qualcuno già minaccia:
vedo gabbie approntar, tagliole tese,
credo che sia iniziata già la caccia.
Aspettando la sera
Sopra questa collina
di colore smeraldo,
qui, seduto in panchina
dove al sole mi scaldo,
in me stesso mi chiudo,
aspettando la sera
e ogni tanto m'illudo
che tutto torni com'era...
come un tempo lontano,
quando andando per via,
mi tendevi la mano
e una bella poesia,
sussurravi al mio orecchio:
ero ancora un bambino,
ora sono qui, vecchio,
sotto l'ombra di un pino...
di quei giorni felici,
non mi resta più niente:
un po' di tamerici,
un salice piangente,
il ronzio degli insetti,
il'erba verde del prato,
i tuoi vecchi merletti,
un violino scordato...
uno spicchio di mare
laggiù in lontananza,
tanta voglia di amare
e nessuna... speranza,,,
L'ultima cena
Io sono qui... in attesa:
ho fatto già la spesa...
la tavola è apparecchiata:
olio, sale ed insalata...
C'è il pane e anche il vino:
mi siedo al tavolino,
mi metto il tovagliolo:
alzo il bicchiere, bevo e ... sono solo...
Senilità
Per me è come un ritorno nel passato
quando, maldestro, muovevo i primi passi,
quando piangevo per essere ascoltato
e cominciavo a tirare i primi sassi...
Adesso i passi son di nuovo incerti,
il pianto, ormai, un lamento vano,
i giorni: interminabili deserti,
l'ultimo sasso mi è rimasto... in mano...
Via col vento
Quando lo guardavamo al cinema moderno,
allora pensavamo di vivere in eterno,
adesso che ci resta poco tempo
in dvd vediamo ... via col vento...
che col suo soffio ci sta portando via,
lasciando dietro noi, breve, una scia
che prima di raggiungere il suo culmine
sarà durata il balenìo di un fulmine...
Inch Allah
Perché in un mondo così dinamico
quando un cristiano incontra un islamico
ciascuno resta della sua idea
l'uno va in chiesa, l'altro in moschea
a pregar fin che la gola è secca,
chi guarda a Roma e chi alla Mecca?
O non è meglio darci una mano
senza più chiese, né Vaticano,
o non son forse altrettante droghe
pagode, templi e sinagoghe?
Abbatter muri, aprir finestre:
la Civiltà è solo Terrestre
Vivere senza più distinzione
di lingua, sesso e religione...
O non è forse la religione
che ci divide e che ci pone
l'un contro l'altro senza mai tregua
in questa vita che si dilegua,
che ci abbandona, non ci appartiene
o non è meglio volerci bene?
Lottare insieme contro ogni male
o non è questo il più grande ideale?
E liberarci da ogni bisogno
o non è questo il più grande sogno?
O non è questo il vero Dio
a cui tu credi e credo anch'io?
E quando Natura i suoi attacchi sferra,
batterci insieme su questa terra
perché di un mondo così diviso
potremmo farne un... PARADISO!..
Ritorno
Ritorno sui miei passi,
rivedo i miei cipressi,
la strada fatta a sassi
e noi... mai più gli stessi...
Aiuole sempre uguali,
oocchi aperti sui prati,
fiancheggiano i viali
e noi... così cambiati!...
Lungo il vecchio sentiero
foglie che il vento ammassa:
tutt'intorno il mistero
della vita che passa...
Waiting for...
Io sono qui e... aspetto,
alla solita fermata,
tutti gli altri mi hanno detto
che non è ancora passata...
Intanto, osservo il paesaggio,
mi distraggo, guardo intorno,
ma non so se il mio viaggio
sia di andata o di ritorno...
Ho bevuto...
Ho bevuto, ho bevuto, ho bevuto,
ma quanta sete ancora di... ASSOLUTO!
Ho mangiato,ho mangiato fino alla sazietà,
ma quanta fame ancora di... Verità...!
Ho vissuto, ho vissuto ogni esperienza, sempre più ardita,
ma ho conosciuto mai, la vera Vita?...
Ho percorso i sentieri di ogni Filosofia,
ma quanta strada ancora per trovare la Via...!
O Maria, gratia plena...
O Maria, Maria gratia plena,
la mia speranza è soltanto terrena,
l'amore mio è solamente umano<:
di' a Tuo Figlio che mi dia una mano...
Lui che sa tutto e che tutto vede
saprà anche perché io non ho fede
in una vita futura, ultraterrena,
O Maria, Maria, gratia plena...
Digli che voglio benessere e successo
e che lo voglio, ora, qui, adesso,
O Maria, Maria, se mi deludi,
se la Tua porta in faccia Tu mi chiudi,
se mi abbandoni, qui, in questo deserto
io busserò fin che non mi avrai aperto,
io chiederò fin che non mi avrai dato:
è qui che voglio essere... beato...
Perugiassisi
Trovarsi soli con Perugia
è un'esperienza eccezionale
dove il mio cuore si rifugia
con tutto il bene e tutto il male...
Trovarsi soli alla fontana
in una sera fresca come l'acqua,
ti da una sensazione strana
che puoi provar soltanto a Pasqua...
E alzo gli occhi verso il duomo,
vedo l'antica cattedrale
e dentro me io scopro un uomo
che è moderno e medievale...
Trovarsi soli con Perugia
con i suoi sguardi , i suoi sorrisi,
mentre il mio intanto indugia
verso il piano di Assisi...
E mentre la valle io contemplo,
risuona dentro me il suo antico esempio,
risento dentro me la sua voce,
lui che lasciò la spada per la croce...
E mentre questo il cuor mio pensa,
io scopro dentro me la mia incoerenza
e solitario continuo la mia strada
senza scegliere mai tra croce e spada...
Preghiera
O sconsolato Crocefisso mio
che mi guardi con occhio moribondo,
lo sai che un giorno verrò su anch'io
per guardare dall'alto questo mondo...
O Crocefisso mio, porgi la mano,
tirami su, aiutami a salire,
però, ti prego, fallo piano, piano,
tu sai come è difficile... morire...
Va canzone
Va canzone, non tardare,
lascia pure questo mare
e vedrai che, senza dubbio,
troverai tra Assisi e Gubbio
dove il cuore si rifugia,
la bellissima Perugia
e, vedrai, c'è un'altra cosa,
dove il cuore si riposa
va, canzone, corri, in fretta,
c'è mia madre che ti aspetta...
Anniversari
Son cresciuto insieme a me,
son cambiato via, via:
son sessantatre anni che
io mi faccio compagnia...
Ma se un dì dovrò mollare
per spiccare il grande volo,
me ne dovrò proprio andare e.
lasciarmi qui... da solo...
Aspettando i Re Magi
Io non credo nei sogni e nei presagi,
ma quella notte anch'io vidi i Re Magi,
vidi anch'io le stelle in cielo scintillare
ed i pastori in ginocchio giù a pregare
davanti ad una stalla illuminata
sul cui tetto una stella era posata...
Fu quella notte che udìi una canzone:
un canto di speranza e di consolazione...
Vidi un Bambino sorrider nella culla,
un bue, un asinello e poi più nulla...
Tutto inghiottì spietata la memoria
di questa nostra sciagurata storia
dove Odio e Amore si affrontano ogni giorno,
ma io ancora aspetto il Suo ritorno...
Io che non credo nei sogni e nei presagi,
anche stanotte, come ogni notte aspetterò
I RE MAGI!
Allegria dell'esserci
Oggi chi vi parla è un sessantenne
che se dal nulla fuggì come un evaso
il giorno in cui in questo mondo venne,
credete a me, ciò fu per puro caso...
Ma se nel gioco eterno della vita,
io mi ritrovo ancora tutto intero,
ho vinto io per ora la partita
con questo risultato: uno a zero...
Ma, se fatale giungerà quel giorno
in cui al posto mio non c'è nessuno,
nell'eterno girone di ritorno,
almeno ho pareggiato;: uno a uno!
Novecento
O Novecento mio, dove sei andato.
Ah! Sapessi perché m'hai abbandonato,
lasciandomi qui solo nel 2000
insieme a tutti gli altri a far la fila...
Ma dove sono ormai le tue promesse
di libertà, di pace: quelle stesse
che tu per tanto tempo predicasti
a quelli che con te sono rimasti...
dove le intelligenti tue dolcezze,
dove i tuoi miti, le care tue certezze...
Ora è odio e desolazione,
o Novecento mio, la tua stagione
si è sciolta come neve al primo sole:
cento anni di promesse e di parole...
Nostalgia
Ah! Quando eravamo on the road,
adesso siamo in the house,
passiamo i giorni to unload,
le sere a giocar con un mouse...
Ah! Quando leggevamo "Spoon River",
adesso parliamo di driver,
ciattiamo, formattiamo dei ... flopping
e con un click... facciamo lo shopping...
Ah! Quando sul mare andavamo on the sail,
adesso, ogni tanto, mandiamo un e-mail,
viviamo in un mondo di buy an sell
e per amico non ci resta che un cell
con il quale inviamo, leggiamo SMS,
i giornali, oramai, sono solo The Press,
i media solo e sempre di mass,
adesso in città ci andiamo col bus...
Le coppie di fatto fan tutte cus-cus,
alla radio ascoltiamo soltanto The News,
i giochi son fatti... restan solo i play-off
e se non ti sta bene... fuck you and fuck off...
Lettera alla "Lettera 22"
Cara macchina per scrivere "Olivetti",
con i tuoi tasti , ormai, ho scritto: "Addio"
sopra quei versi miei mai più riletti,
scanditi al suono del tuo ticchettio...
Tu mi ricordi come tutto muore,
tutto trapassa, corre, fugge via,
ma fin che avrà un... ticchettio il mio cuore,
continuerò a battere... poesia...
La nostra luna
Toh... C'è la nostra luna anche stasera,
la stessa, quella di tanti anni fa,
com'è diversa... non mi sembra vera,,,
chissà se lei ci riconoscerà...
Eppure, quante volte ci ha aspettato,
quando seduti, abbracciati sul balcone,
la guardavamo, trattenendo il fiato,
mentre, bianco, ci mostrava il suo faccione...
Ci sorrideva quella luna nostra,
ci riempiva di sogni quelle sere,
adesso, qualche volta, se si mostra,
lo fa, più che altro... per dovere...
Premonizioni
C'è qualcosa nell'aria questa sera:
un penetrante odore di ginestra,
forse, è l'inizio della primavera
che già stamani batteva alla finestra
coi primi raggi suoi, timido, un sole
tra due nubi, sbucato, all'improvviso,
mentre in giardino sbocciavano le viole...
così nel volto tuo sboccia... un sorriso...
Illa res
Ho consumato tutte le mie attese,
ho consumato ormai ogni speranza
in questo lento mio valzer viennese,
in questa interminabile mia danza...
e continuo a girare senza posa,
senza una meta, come in una giostra:
chissà se vedrò al fine quella cosa
che sta al fondo di questa vita nostra...
Dovrei aspettare, forse, d'esser morto?
Ma se poi fosse proprio accanto a me?
Ah! Troppo tardi me ne sono accorto,
ma quella cosa eri tu... per me...
Desiderio
Io lo so di che cosa ho bisogno:
di meno realtà, di molto più sogno,
di meno ragione, di più fantasia,
di meno prosa, di più poesia...
Io lo so che cosa mi occorre:
starmene solo in cima a una torre...
d'avorio? d'argento?...
ha poca importanza
poi, alle ali del vento
affidar la speranza,
fatta di lotta, amore e coraggio
che un giorno giunga questo messaggio
là dove sia preso sul serio
e che sia esaudito questo mio... DESIDERIO
Audience
Ho penato sempre molto
per trovare un po' di ascolto
e cercare un buon motivo
per sentirmi un po' più vivo
non ci sono mai riuscito,
il perché non l'ho capito...
E per questo mi son messo
all'ascolto di me stesso,
ma non è servito a niente:
il frastuono della gente
mi ha impedito di capire
ciò che stavo per sentire...
e sentire avrei voluto
il silenzio più assoluto...
Desiderio inappagato
di un poeta un po'... mancato
che s'aggira sotto il sole
sempre in cerca di parole
per comporre nuove rime
che esprimessero il sublime
dei momenti più eccelsi,
ma si trova, poi, alla fine
questi stupidi suoi versi...
Non so se tu lo sai...
Non so se tu lo sai,
ma io mi sento perso:
è qualche tempo, ormai,
che non scrivo più un verso,
che non ho più un pensiero,
degno di questo nome
e vedo tutto nero,
né so perché, né come,
né più a nulla credo,
così, al'improvviso,
da quando più non vedo,
il tuo volto... il tuo sorriso...
Lei
Felici nella notte noi andavamo
come se il canto nascesse dalle mani
che andavano ad intrecciarsi più lontano
per accoglierci, intatti, l'indomani...
non sapevamo ciò che ci attendesse
e quando, insonne, veniva a noi la sera
nessuno c'era di noi che lo sapesse,
ma questo sapevamo che lei c'era...
c'era e ci colse quasi all'improvviso:
c'indurì i cuori, ci spense gli occhi, ci annebbiò il sorriso
e dopo tanti sogni, canti, voli
ci ha lasciati, inutilmente, soli...
Vita bizzarra
Io vivo una vita bizzarra:
passo il tempo a suonar la chitarra,
son poeta e parlo alle stelle
e m'ispiro alle cose più belle...
La mattina mi alzo col sole
e vo' in cerca di note e parole
e la sera, a notte inoltrata,
alla luna fo' una serenata...
Così passo la vita cantando
e, se avviene che di quando in quando,
la mia gioia si muta nel pianto,
ma è da lì che poi nasce il mio canto...
E, nel canto, ritrovo la gioia,
esser sempre felici...che noia!...
Così vivo in questa alternanza,
tra dolore e gioia e speranza...
Ero io... Ero...!Io
Ero io, ero io quel ragazzo:
su e giù per la collina come un pazzo
le nuvole inseguendo trasognato:
ruzzolando, urlando sopra il prato...
correvo qua e là incontro al vento
che sulle sue grandi ali d'argento
mi trascinava via giù per la valle
a cavalcioni sopra le sue spalle...
Adesso, qui, immobile, io giaccio:
sopra questa collina al Castellaccio
e muto osservo il cielo, il mare, l'orto...
più non mi muovo: sono un peso morto...
Le mie stagioni
Io nacqui in quei giorni di notti lontane
interrotte, ogni tanto, dal latrare di un cane...
Io nacqui in quei giorni lontani di caldo,
quando anche l'estate arrivava in ritardo,
ma una volta arrivata, non voleva andar via,
voleva restare, con me, in compagnia...
poi venne l'autunno scendendo dai monti,
ma né io, né l'estate eravamo ancor pronti,
così fummo sorpresi, dalla pioggia bagnati,
sopra un prato, distesi: eravamo abbracciati...
col freddo di fuori, il caldo all'interno,
insieme andammo incontro all'inverno...
ma da quella sera non l'ho più veduta,
la primavera non l'ho ancora vissuta...
da quella sera che la strinsi al mio petto,
la primavera ancora l'aspetto...
La canzone dell'amore eterno
Dal nulla son venuto,
nel nulla tornerò:
quello che ho dato, ho avuto,
rimpianti non ne ho...
Ho vissuto questi anni in cerca di me stesso
e mi dispiacerebbe morire proprio adesso,
adesso che per vivere una ragione c'è
e l'ho scoperta quando... quando ho scoperto te...
Dal nulla son venuto,
di questo sono certo
e, a volte, se ho sofferto,
l'ho fatto anche per te...
Dal nulla son venuto:
chissà come e perché,
ma quello che ho goduto,
lo devo solo a te...
Come le foglie libere trasportate dal vento,
mi son lasciato vivere,per questo son contento
Ah!... potessi tornare, ringrazierei Iddio
e ricomincerei da te... amore mio...
Arrivi e partenze
Io che ho girato quasi tutto il mondo
a questa conclusione sono giunto:
forse è dovuto al fatto che è rotondo,
ma io son sempre qui allo stesso punto...
Da quando ho intrapreso il mio cammino
lungo le vie, i sentieri del pianeta,
forse, dipenderà dal mio destino,
ma, in fondo, conoscevo già la meta...
E questa, dunque, è la mia conclusione,
dedotta da una chiara conseguenza:
è fuor di dubbio e fuori discussione
che ogni punto di arrivo è di partenza...
Il grande viaggio
Su! via, partiamo per il grande viaggio:
nei nostri bagagli un po' di coraggio,
qualche speranza, appena imballata,
da tirar fuori alla prima fermata...
Lasciamole a casa le nostre illusioni,
ne troveremo nelle altre stazioni...
magari, portiamoci qualche ricordo:
è sempre bene tenerne a bordo...
Si! un buon ricordo portiamolo pure,
ci servirà nelle ore più dure
e, per voltarci indietro ogni tanto,
portiamoci anche qualche rimpianto...
Su! via, salutiamo il babbo e la mamma,
ma non è il caso di farne un dramma,
anche se soli poi resteremo,
qualche altro dolore lo incontreremo
e ci faremo un po' compagnia
con la tristezza e la nostalgia...
ma prima di giungere a destinazione,
lasciamola scendere la disperazione...
ma prima di giungere al traguardo finale,
su, via, liberiamoci di tutto il male
che abbiamo fatto, subìto, incontrato
portiamoci il bene che abbiamo operato
insieme a quello che abbiam ricevuto,
tutte le volte che abbiam chiesto aiuto
e, se c'è stato qualche rifiuto,
buttiamolo a mare senza rimorso
sarà più leggero il nostro percorso...
Così una volta toccata la meta,
adagiamo la testa su un cuscino di seta
e, dopo sconfitte, battaglie e lotte,
chiudiamo gli occhi e...buonanotte!...
... Dal canto mio
Non c'è canzone che il mio cuor non canti,
non ci son lacrime, non ci sono pianti
che gli occhi miei non abbiano versato
e non c'è gioia che non abbia provato....
Si! Lo confesso: ho vissuto tanto,
ma uno solo è, però, il mio canto
che, tra un sospiro, un grido e un mormorio,
ora s'innalza ed è ... DAL CANTO MIO!...
Uff! La poesia...
Uff! La poesia...
oggi si trova solo in libreria,
la puoi trovare sì, ma non da sola
in qualche vecchio tuo libro di scuola...
Io l'ho scoperta, seppure in ritardo:
era tutta racchiusa dentro il tuo sguardo...
(English Versio)
Bof! Poems today are no longer on the top,
you can find them only in the bookshop.
You can find them if you look
in your oldish schoolbook...
I discovered them during this weekend:
they werw hidden in the eyes
of my nice girlfriend.
(Version française)
Helàs! La poésie, la poésie
aujour'hui on la trouve
seulement dans les librairies...
on peut la trouver peut-e^tre au fil d'un vol
dans quelques vieux bouquin de ton école...
J'ai l'ai découverte , quoiqu'en retard:
elle était renfermée dans ton regard.
(Version espaespanola)
Ah! La poesia, la poesia
hoy se encuentra sòlo en la libreria,
la se puede encontrar sì peronon por sì sola,
entre algunos viejos libros de ...
Yo la descubrì en una noche encantada:
estaba en tu linda mirada.
(Versione tedesca)
Ach! Die Dichtung, die Dichtung
findet man nur in der Bucherei,
man kann doch es finden, aber nicht allein
in einigen deinen alten Schulbuchern...
Habe ich sie gefunden,
auch wenn zu spat: sie war in deinen Augen
geschlossen.
Congedo
La Poesia è finita: oggi non ha più senso,
oggi più nessuno s'illumina d'immenso...
Nessuno più sta solo sul cuore della terra,
ma stiamo tutti insieme , ciascuno a farci guerra...
La pioggia più non s'ode battere sul pineto
si vedon solo code, nessuno vuol star dietro...
La Ragione, la Fede... e chi le ha viste mai!...
Nessuno più ti chiede se ha senso ciò che fai...
Nessuno più ti chiede il senso della Vita,
ma solo i risultati dell'ultima partita...
Forse sarà la Scienza o la Tecnologia,
ma oggi più nessuno crede alla Poesia......
Le poesie son morte... fuggite dal pianeta
ed io... che brutta sorte... son l'ultimo poeta...
Ho scritto...
Ho scritto tanti versi, più di un chilo
e li ho legati tutti con un filo,
ne ho fatto un pacchetto bell'e pronto
per regalarli al mio primo incontro...
In essi ho riversato le mie pene,
e li regalerò a chi mi vuol bene,
li deporrò dabanti alla sua porta
così quand'esce le faran da scorta,
la seguiranno nei suoi lunghi giri,
accompagnandola con i miei sospiri
e mentre se ne andrà per la sua via,
dirà qualcuno: "E' lei?... E' la poesia?!"
Aspirazione
Io aspiro alla gloria letteraria
perché aspiro ad essere me stesso
vivere sospeso tra la terra e l'aria,
tra l'acqua e il fuoco, uniti in un amplesso...
e in questo eterno abbraccio universale,
tra questi quattro elementi mi trastullo,
spinto di qua, di là, tra il bene e il male
e dolcemente naufrago e mi annullo.
O Musa mia
O Musa mia t'imploro
fa che di te sia degno,
prendimi nel tuo coro,
dammi il tuo sostegno
o musa mia, t'imploro,
no, non mi abbandonare,
tu mi hai fatto sognare
la corona d'alloro
concedimi un momento
di vera ispirazione,
fammi uscir dal tormento,
dalla disperazione
che non mi dà mai tregua,
mentre la vita incalza, si dilegua
senza lasciare segno,
senza lasciare traccia
di un poetico ingegno,
ma solo questa faccia
Momenti
Quando il cuore mio si esprime,
nei momenti piu' diversi,
lo fa solo con le rime,
così nascono i miei..... versi...
ora allegri ora piu' tristi,
a seconda degli istanti,
qualche volta anche un po' misti
e ce n'è per tutti quanti:
per chi non sorride mai
per chi vive nel dolore
per chi vive in mezzo ai guai
nell'angoscia, e nel timore....
per chi spera in un domani,
per chi, invece, a tutto perso,
per i vicini ed i lontani,
per chi e' uguale e chi è diverso...
per chi suona la Campana,
perchè arriva babbo natale,
per i figli di .......,
per chi sta bene e chi sta male....
per chi crede ai ciarlatani,
per chi crede solo in Dio,
per i malati, per i sani,
ma anche per l'amore mio..
per chi crede in qualche cosa
e si batte con coraggio,
per chi vuole, ma non osa,
per chi cerca il suo vantaggio...
Sì! ce n'è per tutti i gusti:
per i buoni ed i cattivi,
per i furbi e per i giusti,
per i morti e per i vivi....
a seconda di chi incontro,
camminando per la via...
il mio verso! è sempre pronto,
sempre in cerca di .....poesia...
Quanto a me, cosa volete...
metto in rima le parole,
forse, voi, non lo sapete,
ma a me basta un pò di sole...
un pò di cielo, un pò di mare,
una pizza con gli amici,
una canzone da cantare
nei momenti più felici ...
nei più tristi, ci son giorni
in cui tutta l'anima mi duole
e allora aspetto che ritorni
piano piano un pò.... di sole...
Alla mia musa
E' muta la mia musa questa sera,
silenziosa come notte senza vento,
vuota come una vecchia ciminiera
il cui camino sia da tempo spento...
non un suono lontano che rintocca ,
non un rumore, ne' un lieve bisbiglio,
e quando lentamente apre la bocca,
un solo verso esce:uno sbadiglio!
Ispirazione
I
Chi vuol fare poesia
se ne faccia una ragione:
io non credo che ci sia
una vera ispirazione...
Caso mai c'è e esiste
chi si sente ,a volte, triste
e ...non sapendo più amare...
Beh ...si mette a ...poetare
Per veder se il sentimento che egli prova abbia un valore
e che non sia un soffio di vento
o peggio ancora un...soffio al cuore
ma che qualche cosa resti e non sia spazzato via
Qualche cosa che vorresti
assomigliasse... a una poesia.
II
Io non ho una vera ispirazione,
scrivo solo per pura esibizione,
mi basta una parola,un'accasione
per ricavarci sopra una canzone...
A volte scrivo solo per me stesso,
ma non è ch'io lo faccia molto spesso,
preferisco improvvisare come adesso:
un modo come un altro
Per subblimare ....il sesso..
III
Ieri sera è venuta a visitarmi
mentre ero in compagnia dei miei rimpianti
e ha cominciato piano piano a consolarmi
di tante delusioni e sogni infranti,
Poi, nel silenzio, come era venuta,
a poco a poco se n'è andata via
e nella notte silenziosa e muta
mi ha lasciato questa ....poesia
L'ho riletta stamani, appena sveglio
e mi son detto : " Ma che brutti versi!
l'ispirazione potrebbe far di meglio,
invece di giorcarmi .. certi scherzi!
Pagine bianche
Ah! quante pagine bianche
in attesa di note,
quante giornate stanche,
quante serate vuote...
quanti giorni perduti,
quanti mattini persi...
ah! se li avessi vissuti,
che bellissimi versi
avrei potuto scrivere,
lasciare alla memoria,
anziché sopravvivere
e assistere ... alla ... Storia...
Chissà?...
Chissà... chissà... se ci starebbe bene
su questo foglio bianco una poesia,
chissà, però, come verrà... se viene...
o non sia invece da buttarsi via...
In ogni caso, mettila da parte,
chissà che rileggendola, un domani,
ti possa sembrar opera d'arte,
fatta da me: con queste stesse mani....
mani che han costruito questa vita
che anche oggi incalza, fugge, preme,
ma prima che non sia tutta finita,
chissà se leggeremo ancora insieme
Non c'è verso
Non c'è metrica, non c'è verso,
non c'è ritmo, né armonia,
c'è qualcosa di diverso
in una vera poesia:
c'è la vita, c'è il dolore
che purifica, che affranca,
c'è la gioia, c'è l'amore
quello vero che mi manca...
Così come un mendicante,
vado in cerca di emozioni,
che sian poche o siano tante,
sono solo ... sensazioni...
Strana poesia
C'è qualcosa che non quadra
iin questa strana poesia,
l'ho composta per la strada
mentre stavo andando via...
Son tornato sui miei passi,
tante volte avessi perso,
per la strada, in mezzo ai sassi,
una parola, qualche verso...
Cerca... cerca... guardo... chiedo,
quando, ad un tratto, all'improvviso,
alzo gli occhi e che ti vedo!?...
il tuo sguardo... il tuo sorriso...
Il cervello del poeta
Il cervello del poeta è un marchingegno strano
per lui è cosa consueta rigirarselo un po' in mano,
ci son dentro tante cose che ogni tanto tira fuori:
un tormento, un overdose di passione tra due cuori,
un timore una speranza, un rimorso ed un rimpianto,
un malessere che avanza, una pena, un sogno, un canto,
una strana tentazione istigata dalla noia, una forte delusione,
una rara, intensa gioia, anche un po' di nostalgia,
un ricordo, uno spavento, una vecchia poesia, quasi un refolo di vento....
poi... rimettercele dentro...Ah! che ardua impresa è questa...
arriverà, vedrai, il momento che non trova più ....la testa..
Ogni poesia
Ogni poesia non è che un tentativo
per sentire se sei ancora vivo,
ogni poesia non è che il risultato
di ciò che sei, sarai e sei giò stato...
ogni poesia non è che il prodotto
di quell'istante che ti ha sedotto,
lasciandoti dentro qualche cosa
simile al profumo di certi petali di rosa
che continui a sfogòliare senza fine
finché ti resteranno solo... spine...
La poesia
La poesia è un certo sentimento,
ti senti all'improvviso come preso
da una strana allegria... da uno sgomento
che t'innalza e lì resti sospeso...
Fluttui nell'aria fino che non trovi
dove poggiare i piedi e in quel momento,
tutto quello che pensi, senti o provi
lo affidi alle parole oppure al...vento...
Et Verbum Caro
E' la Parola che si fa Vita
la Poesia quando è riuscita,
ma è molto raro che ciò succede
nella realtà che oggi si vede,
è molto raro che questo accada:
stretta è la via, lunga la strada:
eppure questo, talvolta, avviene
quando sul Male prevale il Bene...
e c'è chi dice sia già successo
più di duemila anni da adesso,
tanto che ancora stanno a parlarne:
fu quando il Verbo si fece Carne
La poesia è fatta di parole
La poesia è fatta di parole messe insieme
che germogliano pian piano come un seme
che si apre e nel punto preciso in cui muore,
subito in quel punto spunta... un fiore...
Ieri ho scritto una poesia...
Ieri ho scritto una poesia:
neanch'io so com'è accaduto,
me ne stavo lì seduto
sulla panca di un giardino,
quando a un tratto lì vicino,
un bambino si è seduto:
mi ha guardato dritto in viso:
l'ho guardato: mi ha ... sorriso...
The poet i am
Ho scoperto insieme a te
Il poeta che c’è in me...
Non so proprio come hai fatto:
un poeta ha il cuore matto...
però quando l’hai scoperto,
era ancora un po’ inesperto,
così quando l’hai trovato,
son rimasto senza fiato...
Chissà dove era nascosto,
certamente in qualche posto,
ma tu l’hai tirato fuori
e fu l’incontro di due cuori...
Non sapeva il poverino
Che ogni uomo ha il suo destino
E che una sorte triste o lieta,
lo conduce a quella meta...
E ora che qui con te sono,
io di me ti faccio dono:
è un regalo un po’ scontato,
ti do quello che mi hai dato...
Ti vorrei dare di più,
ma cos’è che non hai tu...
questa semplice canzone
è la mia dichiarazione.
La polemica
Io non voglio far polemica,
proprio oggi che è domenica,
ma tu dici, scherzi a parte,
che la rima non sia un'arte,
che sia solo un artificio
che oramai si fa d'ufficio,
che sia solo un espediente
per chi ormai non ha più niente
né da dire, né da fare
e che sia megio lasciar stare...!?
Io questo lo contesto
e anche tu, se sei onesto,
riconoscerai senz'altro
che un discorso vale l'altro
e che la vera differenza
è se è in rima oppure... senza...
Il Poeta della valle
Si! sono io il poeta della valle
ma con un sacco di versi sulle spalle
che mi trascino dietro da una vita
dove ogni verso è come una ferita
sulla mia pelle e quella dei miei amici
e che han lasciato parecchie cicatrici..
"Mamma!" fu il primo verso
la prima volta che mi sentìi perso...
Che bellissimo verso fiorì sopra ad un ramo
la prima volta che io dissi: "Ti amo!"...
Un verso triste, breve fu: !Addio!",
il giorno che partisti,amore mio...
L'ultimo verso, prima di restar per sempre muto,
ah! sarà quello il verso più vissuto..
Ma fino a quel momento,
spargo i miei versi come semi al vento!
Perché, che cosa c'è di più sublime
che passare una vita a far le rime
per consolarla e renderla più lieta,
in questa Valle dove son... poeta...
Il poeta del Castellaccio
Sono il poeta del Castellaccio:
passo il mio tempo a leggere il Boccaccio,
ma anche Dante, a dire il vero,
sotto le stelle di Montenero,
il colle dove non ci si annoia,
fonte e cagione di tutta gioia,
dove la gente il lunario sbarca,
mentre io leggo anche il Petrarca...
per non parlare di Torquato Tasso,
di cui ho letto quasi ogni passo,
ma quando leggo Ludovico Ariosto,
di tutti, questo, è il più bel posto...
La notte, spesso, ci facccio tardi,
leggendo il Foscolo ed il Leopardi
che con il Pascoli ed il Carducci
non sono mica dei poetucci...
Così combatto la noia e il male,
leggendo Quasimodo, ma anche Montale
insieme a quelli che ho sempre letti
come Caproni, così Ungaretti
e nella notte tacita e insonne,
a volte leggo anche... carlochionne...
Il mio alfabeto
Sono un poeta
dalla A alla Z
e, per venire subito al concreto,
voglio mostrarti questo mio alfabeto:
A come amore, senza incertezzxa alcuna,
B come Baci al chiaro della luna,
C come Cuore, sempre innamorato,
D come i Domani che insieme a te ho sognato;
E come l'Edera che insieme ci ha legato,
F come il tup Fiore che quella sera ho colto,
G come il Giorno in cui mi hai dato ascolto,
H come i sospiri, levati al cielo, immensi,
in quelle lunghe sere per tutti i tuoi silensi...
I come Ieri, quando ti ho rincontrata,
L come la Luna insieme contemplata,
M per Mamma, quando ho chiesto aiuto,
N per tutti i NO! che ho ricevuto...
O per gli Occhi tuoi che ho tanto amato,
P per ogni Poesia che mi hai ispirato
Q come quel Quaderno, nascosto in un cassetto,
R per i Ricordi, sepolti nel mio petto...
S per i Saluti che, se non ci sei, ti mando,
T per tutto il Tempo in cui ti sto aspettando
U come l'Uomo di cui ti innamorasti
V come la Vita che tu mi regalasti...
Z come lo Zucchero, soffice, filato,
ma dolce come un bacio: il primo che mi hai dato.
Il poeta
Il poeta è un artigiano:
uno che prende le parole in mano,
le misura, le squadra, le accarezza,
le fa rimare con la sua tristezza...
Ci può tirare fuori ciò che vuole,
come fa il prestigiatore dal cappello
dove c'è il buio, può vederci il sole
e dove c'è un nemico: suo fratello...
Dove c'è il mare immagina un deserto,
dove c'è un cuore chiuso, lui vede un cuore aperto
che in segreto soffre, piange eppure spera
perché sa che il giorno è fatto per la sera...
la sera per la notte e così via
e, in fondo, questa è... la poesia...
Il poeta è un bel mestiere,
il più bello che ci sia,
uno che lotta contro ogni potere
per il trionfo della fantasia...
E' una lotta impari, dura,
però il poeta non ha mai paura:
egli si batte, dibatte, ribatte, combatte,
non si arrende
e a colpi di... parola si difende...
e, se alla fine soccombe,
gli restano i suoi versi che come un lungo volo di colombe
continueranno la loro traiettoria,
prima di entrare per sempre nella...Storia...!
Uomo del duemila
Avrei voluto nascere... poeta,
scrivere versi scolpiti sulla pietra,
regalare parole di saggezza,
vivere il sogno di eterna giovinezza.
Invece sono un uomo del duemila,
insieme a tanta gente sto qui in fila,
con loro continuo la mia via
alla ricerca di un po’ di... poesia.
Avrei voluto nascere... scrittore
scrivere il più bel romanzo d’amore,
con esso far sognare tanta gente
in uno stato di grazia permanente.
Invece sono un uomo del duemila,
insieme a tanta gente sto qui in fila,
continuo la mia strada non mi arrendo:
questo romanzo io lo sto... vivendo.
Avrei voluto nascere... cantante,
cantar la libertà ad ogni istante,
librarmi in cielo come un aquilone
come le note di una... mia canzone.
Invece sono un uomo del duemila
insieme a tanta gente sto qui in fila
e anche se alcuni se ne stan già andando,
questa canzone ancor la sto... cantando.
Avrei voluto nascere... attore,
girare le più belle scene d’amore,
di guerra, d’avventura, di rivolte
e nascere e morire tante volte.
Invece sono un uomo del duemila
insieme a tanta gente sto qui in fila,
ma vivo la mia vita fino in fondo:
il mio palcoscenico è il... mondo.
Avrei voluto nascer... ciò che sono,
accogliere la vita come un dono
e regalarla tu lo sai perché
per viverla ogni giorno insieme a te,
perché io sono un uomo del duemila,
insieme a tanta gente sto qui in fila
ma se tu mi sarai sempre vicino,
più facile sarà questo cammino.
Autoritratto
Guardami bene e dimmi se non vedi
che son poeta dalla testa ai piedi:
gli occhi intenti a scrutare l'orizzonte,
le braccia tese, due mani sempre pronte
ad intrecciare ghirlande di parole
cucite insieme coi raggi del sole...
La bocca aperta da un sorriso schietto,
un cuore vivo, chiuso dentro un petto
che all'unisono batte col creato
e giorno e notte eterno chiaroscuro,
le radici del corpo nel passato
ed i miei versi, immersi nel futuro
Poeta Contemporaneo
Sono un poeta contemporaneo,
ma a questo mondo mi sento estraneo,
avrei voluto nascere prima,
quando andava di moda la rima.
Io ora col verso libero e sciolto
non è che io mi ci trovi molto...
oddio! è vero che se ci penso
anch'io m'illumino un po' d'immenso,
ma non mi ci vedo chiuso in un orto
a meriggiare pallido e assorto
o stare solo sul cuor della terra
mentre nel mondo continua la guerra
che quelle son bombe mica parole
e non resti trafitto da un raggio di sole...
Oggi dovunque trovi un divieto,
la pioggia c'è, ma non più sul pineto,
la rondine al suo nido più non torna
e non c'è più la cavallina storna
che conosceva i suoi cenni e i suoi detti...
Ah! i cipressi che a Bolgheri alti e schietti,
ma dov'è l'albero dal verde melograno
se non c'è più la pargoletta mano...
La donzelletta vien ancor dalla campagna
col mazzolin di fiori (e bada ben che non si bagna)
Oggi della Poesia che cosa resta?
Forse la Quiete dopo la Tempesta,
forse solo queste parole:
c'è qualcosa di nuovo oggi nel sole,
anzi d'antico ci vorrebbe un amico,
ma dov'è l'ombra or se la Quercia spande,
siamo rimasti tutti qui in mutande,
anzi è un miracolo ch'io sia ancora vivo
ora che la Quercia si è fusa con l'Ulivo,
ora che la sua strada è tutta sgombra
e del governo ormai c'è solo l'ombra,
ma giuro che se sarò lasciato solo,
un giorno o l'altro anch'io andrò nel Polo,
ma sono troppo amante del calore
e al Polo preferisco l'Equatore,
per questo continuo col mio tragitto
perché sono poeta... ma... d'Egitto!
Poetare punto it:
ecco un sito per l'élite
dove trovi versi on line
entro un ottimo design.
Non credevo che nel web
si trovasse un tale club
di persone very smart
che coltivan la fine art
di comporre idee e pensieri
ora gravi, ora leggeri,
di inviare sentimenti
nei più intimi momenti
su per l'etere profondo
che circonda il nostro mondo
grazie ad Internet, ma in primis,
grazie a te, caro De Ninis.
Scrivere una poesia
Scrivere una poesia
è come riaprirsi una vecchia ferita
mettersi nudi davanti alla vita
vestirsi di sogni, di canti, di voli
andare nel mondo ed essere soli
Uomo di ...parole
Sono un uomo di ... parole,
me le porto dappertutto,
con la pioggia, con il sole,
con il tempo bello o brutto,
le coltivo come fiori,
resistenti ad ogni clima
ch'io le tenga dentro o fuori,
le ritrovo sempre in rima!
Sono tante le parole
che mi porto sempre dietro,
profumate come viole,
trasparenti come vetro
con cui mostro il mio tormento,
ma in attesa ch'io lo esprima,
anziché gettarle al vento,
le rimetto ancora in rima!
Sono pieno di parole,
circondato da ogni parte,
come tante belle aiuole
quando son disposte ad arte
sopra verdi freschi prati
la cui vista mi sublima
mentre i versi più ispirati
mi escon fuori solo in rima!
Non son poche le parole
con le quali gioco spesso
come fa il girasole
quando gira su se stesso
alla ricerca di una fonte
che la sete sua reprima
mentr'io scruto l'orizzonte
alla ricerca di una rima!
Tra migliaia di parole
provo a sceglier le più adatte
ma se ho un dente che mi duole,
la mia lingua è lì che batte
e le ribatto e rimodello
e le rigiro come prima
poi ad un tratto sul più bello
le ritrovo ancora in rima!
Ma quando trovo le parole,
io ci faccio ciò che voglio:
le regalo a chi le vuole
o le metto sopra un foglio,
poi quando ci ripenso,
le riprendo dalla cima,
provo a dare loro un senso
purché siano sempre in rima!
Sarà poi la gente stessa,
se le sente per la via
che si chiederà perplessa,
ma cos'è una poesia? |