Poesie di Alessio Romanini


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 Sospiro
Sospiro aeree afflitta
tediosa
dell'albicocco, che si erge
frondoso nel campo riarso

Sospiro lo sgocciolare assiduo
delle foglie grigie,ed il canto
sommesso
del canarino, un canto mesto

Sospiro il rosso tramonto
delle piccole foglie terse,fragili
tremanti...

Sospiro il calore denso
di radici profonde; si allattano
di acqua...fuggita dalle labbra
 

Airone cenerino
Airone cenerino, nuoti
in questo mare di nuvole,
sopra chiome verdeggianti
di platani.

Riposi lo stanco volo
lungo il bordo
del fiume, ed immergi il becco
per placare la fame.

La tua fame, è il sopravvivere;
libero
nella natura madre.

Noi comune gente mortale,
non riusciamo
a saziare questo tedio: l'infelicità!


Passero triste
Passero malinconico
ascolto il doloroso tuo
ansimare, mentre la vita
fugge...dal piccolo corpo tuo

Ascolto il dolore buio
della dolente
sofferenza, ti affligge
la consapevolezza della morte

Ho spezzato le illusioni
i sogni tuoi...
Perdonami!

Questo querelarti
non è diverso dal mio...
La certezza della fine...
 

Scampolo nel Venticello
Dimentichi la penna
sopra uno scampolo di carta,
foglia gualcita, odore sfiorito,
ruvido sentimento.

L'ala del merlo,
chioccola nel vento.
Sospiri
pensieri, pensieri dimenticati.

Scrive la penna
la pena del vivere.
Racconta il tacito sentire.

Chioccola il venticello,
l'assillo che ascolta
l'augèllo.
 

Cadono lacrime
Cadono lacrime
dal nebuloso cielo.
Con azzurre onde
si confondono.

Acre mattine d'autunno
nascondono malinconici occhi,
con la cilestrina rugiada.

Nel firmamento lontano,
stelle si spengono...
nell'orizzonte, malinconica
la pallida luna fuggevole.

Evapora il sogno!
Cadono lacrime.

Cadono lacrime;
infreddolite foglie
dal dolore inebriate...

Candidi aironi;
l'aurora rincorrono
dei lontani paesi...

Nella fanciullezza, il ricordo
dell'estate permane.

Ricordi. Come
di sabbia, granelli
sul marino fondale; sparsi.

Dei cipressi il silenzio.

Mesto, il tedio ascolto
del pavido domani.

Dell'inverno, il freddo
ascolto.
Cadono le lacrime

Gennaio, l'essenza tua
grigia i pensieri
duole...

Le stanche ore notturne
rintocca il campanile;
cadono lacrime...
 

Anfratto di rocce
Il tuo freddo sangue
scaldi
al tepore estivo.

Rovente calcestruzzo
di virente muschio coperto.
Sorridono i denti

al ciglio fuggevole.
Il gelido scorre dentro;
è il ricordo delle adolescenti estati:

nascondersi nella timida tristezza
di cuor delicato,
tra sospiri, tra cordogli, tra paure.

Mi parli.
Nell'immobilità
del torrido muretto.

Lucertola muraiola,
amica nella pena
sorella solinga, perire nell'immobilità.
 

Fronde intrecciate
Un platano, un tiglio,
le loro fronde
si abbracciano d'amore assoluto.

Nel cambiamento delle stagioni,
nello scorrere di foglie,
nel migrar di rondini,
nel fruscio dell'aura.

In autunno, le foglie,
di imbarazzo profumano,
secche, cadono ingiallite.

Al respiro del verno,
spogli rami
si intrecciano, si riparano.

La primavera, chiome colora
e l'augelli
nascondono il nido.

Giunge l'estate,
l'essenza viride
aleggia nell'aere,
di solitari campi non coltivati.

Longevo
l'amore imperituro
puro
assoluto
nell'eterno abbraccio di fronde intrecciate.
 

Ballerina Bianca
Ballerina bianca, danzi
nell'immobilità dell'atmosfera
lungo le stagioni
che si presentano consecutivamente...

Ondeggi da un ramo
ad un verde prato in cerca di cibo
soddisfi l'istinto
placando il morso dell'esistenza

Anch'io, come te danzo
senza placare il senso
della ricerca...dell'ignoto scuro

Ballerina bianca tarpata
all'interno di questo oceano nero
come me, anche tu, ascolti il dolore
 

Questo è un Addio!
Arrivederci, l'ingenuo petto
hai tradito.

Sospirando amore,
hai ingannato il cuore.

Arrivederci, il ciglio
socchiuso, il disprezzo sul viso.

Con carezze di malinconia,
la cute hai abbracciato.

Arrivederci, neanche amica
sei, dalla mia afflizione sei fuggita.

Non hai saputo perdonare,
ti sei nutrita di rancore.

Arrivederci, neanche ho capito,
ed è l'ultimo addio!

Addio, addio a questo amore;
nasce e poi muore...

Addio, a te, che la vita sei!
Ti ho amata, ma non capita.

Vita, sei tu che hai tradito!
L'addio nell'oblio, senza vere capito.
 

Cielo, lontano Pittore
Plumbeo ciel
dalle palpebre lontano,
ramingo pittor
dal distante cuor.

Racconta di tele
imporporate!
Tu, che lontani passati
vedi,

e vicini presenti.
Dipingi solitudine.
La speme
non ha color
nell'arcobaleno della tavolòzza.

Ciel,
di nero è l'odio
in candide cirri.

Quanta silente pioggia
dipingi,
con pennello di cordoglio.

Meravigliosi quadri
dipingi,
ma dal tarlato cavalletto,

il guardo non vede!
Dipingi di grigio l'oblio
nel crepuscolo.

Lontano ciel,
distratto pittore.

Librarsi nel Tramonto...
Aleggia libero di librarsi.
Virente, il pensiero
sopra chiome oscillanti.

Fruscio di libertà
schiavo
della caducità

dell'effimero corpo.
In alto vola!
Leggero vola

sopra il dolore.
La terra non ha catene!
Libero sei, spira
solitario...

Non pensare al malessere mio,
io
sono della morte!
Nel lontano tramonto: plana...

Quando muoiono le Stagioni
Frinisce fugace l'estate, vetusta vibra zio-
ne di cicale il canto!
Sul finir del dì, frinisce il vespro rosato
di grilli il canto dorato!

Veniano alla mente, aspri dolor,
del cuor
solitario mesto; aspro il ricordo:
l'odore giallo, di mietuto granturco,
l'aroma viola, di vendemmiato vitigno!

Muoiono le stagioni! Adesso muore l'estate!
L'estate arsa, dal salmastro
e feste paesane e gite lontane...


Il ciel si imporpora; cri-cri
di stanchi grilli, friniscono...
Il ciel vermiglio, timido si nasconde.

Tante le rimembranze; della sera il canto
silente, solingo di nostalgia si veste!

Enfio vacuo, il petto afflitto trafitto!

Bagnare di lagrime sorrisi,
accarezzare lievemente, pesanti parole.

Cosa rimane della rugiada,
la qual stillava da petali irrigiditi,
nelle tiepide mattine autunnali?

Un respiro violento sibila: Tramontana!

Libertà Annegata
Scorre nella quiete
il Rio Grande.
Deposita sulla sponda,nel canneto,
un padre e la figlia e la libertà.

Nata libera
la piccola donna.
Mentre le acque fangose
uccidevano la sua età;

nel silenzio
dello sciabordio infinito,
un grido di dolore:

Libertà! Libertà! Libertà!
Fu il tuo ultimo
balocco, prima di morire.

Roggio Ritorno
Lo sciacquio immenso, dell'azzurro infinito
lungo la battigia
rovente, di ghiaccio silente
nel rumore assordante; gente di girasole
semi, abbandonati al caldo mare.

Un oceano di solitudine
sporco
nello sciabordio silente.

Piangi, piangi stella ardente
dai tempi antichi, irradi la crosta insoddisfatta!

Onde schiumose di ricordi
si frangono sopra scogli
di solitudine, a ricordare ciò che non c'è, ciò che non è.

Raggi trafiggono
la stanca malinconia, immersa
nella trasparenza dell'acqua.

Roggio crepuscolo,
che scacci il forestiere e il paesano e il poeta;
di roggio nel costato solingo
il ritorno...

L'Ultima Strofa in Agosto
Nel ferito cuor
della mia città, alle spalle
si erge la torre:
Matilde il suo nome.
Nella via Guidiccioni
una strofa di dolore, ho scritto!

Cosa può celare un aspro sorriso,
dagli aghi di pino trafitto!

Il bianco salmastro
ferite brucia: un cuor
affranto, franto nel petto
morente.

Potrebbe succedere a noi?

Di morire nel petto
introverso
e non avere parole!

Aridi sono gli occhi
dal malessere.

Singulti freddi
non bagnano orecchie
intorpidite.

L'estate muore!

Ultima strofa d'Agosto.
 



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