Poesie di Salvatore Armando Santoro


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Salvatore   Armando Santoro

Santoro Salvatore Armando è nato a Reggio Calabria il 16 Marzo 1938, da madre reggina e padre salentino (terra alla quale si sente particolarmente legato) ed è laureato in Scienze politico-sociali presso l'Università di Torino.
Dedicatosi giovanissimo all'impegno nel sindacato fu tra i primi dirigenti della Cisl di Reggio Calabria prima e, all'inizio degli anni '60, dopo aver frequentato la scuola sindacale della Cisl di Firenze, si trasferisce in Valle d'Aosta dove ha curato in prevalenza il settore della formazione e dell'informazione. In tale veste è stato per diversi anni anche corrispondente per la Valle d'Aosta di "Conquiste del Lavoro", organo nazionale della Cisl.
A Reggio fu uno dei primi promotori del Movimento Federalista Europeo, e tale ruolo ha continuato a svolgerlo anche in Valle d'Aosta, partecipando a tutte le attività organizzative di quegli anni che gli permisero di venire in contatto con i grandi ideatori del progetto europeo, Alterio Spinelli, Giuseppe Petrilli, Mauro Ferri, Angelo Lotti, ecc...
Nel suo ruolo di sindacalista, a lui si devono due importanti convegni organizzati all'inizio degli anni '80 in Valle d'Aosta: nel primo furono tracciate le linee per un potenziamento del settore termale, dove  è  stato prospettato il recupero delle Terme di Pre' St. Didier e lo sfruttamento industriale di alcune sorgenti per l'imbottigliamento di acqua minerale del Monte Bianco (idee che poi si sono realizzate) e, in un altro convengo, invece, sostenne il progetto del collegamento ferroviario tra Aosta e Martigny che è  in fase di discussione in sede politica.
Dal 1986 è stato Segretario Regionale e componente dell'Esecutivo Nazionale del Sindacato Elettrici della CISL, compiti che svolse anche in Abruzzo, tra il 1989 al 1992, dove era stato inviato in missione per motivi di lavoro.
Dal 1997 è in pensione ed impegna il suo tempo libero scrivendo poesie e racconti, una passione che sviluppò fin da adolescente e non più abbandonata, ed alternando la sua presenza tra la Valle d'Aosta ed alcune località della Toscana (Pistoia prima e Grosseto adesso).
Vasta la sua produzione poetica e numerosi i premi letterari ottenuti. Le sue poesie sono state pubblicate su diversi periodici locali (a Messina, Reggio Calabria, Pistoia, ma prevalentemente ad Aosta su giornali, quali Le Soleil Valdotaine, La Region e La Vallè e Notizie, un giornale molto diffuso in Valle d'Aosta). Recentemente una sua impegnativa poesia sociale "La Razza" è stata inserita anche nella rivista trimestrale di Cultura e Turismo "Calabria Sconosciuta".
Le sue poesie sono presenti in molte antologie letterarie, soprattutto della Keltia editrice di Aosta, e nel 2007, anche la Regione Toscana ha patrocinato una antologia letteraria, "Pater" (Morgana Edizioni-FI) dove, insieme alla sua lirica "Edera amara", sono inserite liriche di personaggi di spicco della cultura italiana ed internazionale, quali Maria Luisa Spaziani, Andrea Zanzotto, Franco Loy, Smitran Stevka, Hinostroza Rodolfo, ecc...
Gran parte dei suoi lavori (poesie e racconti), però, sono on-line sul sito www.poetare.it/santoro/santoro.html,  ma anche su altri portali nazionali ed internazionali che lo ospitano.
Nel Novembre 2006 ha stampato il suo primo libro di poesie, "La sabbia negli occhi", edito dalla casa editrice Pubblidea di Massa Marittima, che ha poi presentato in un recital di poesie che gli è  stato organizzato a Reggio Calabria il 3 dicembre 2006. Sempre in questo mese è  stato ospite di una trasmissione della emittente grossetana Teletirreno, nel corso della quale ha presentato il suo volume di poesie ed ha declamato diverse sue liriche sulla miniera. Di questo volume è uscita una seconda edizione per i tipi della Casa Editrice Libellula - Minuto d'Arco - di Tricase (Lecce).
Nel 2007, infine, è stato coinvolto nel "Progetto Legalità" organizzato dall'Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri di Castrovillari (CS) in collaborazione con Amnesty International, ed ha partecipato alla conclusione del progetto stesso declamando agli studenti ed al corpo insegnante presente alcune sue poesie contro la violenza e la guerra.
Nel 2005 ha costituito a Boccheggiano (GR) il Circolo Culturale "Mario Luzi" ed è il Webmaster del portale
www.circoloculturaleluzi.net, sito specializzato in letteratura italiana e straniera. Contemporaneamente ha promosso il Premio Letterario Europeo di Poesia e Narrativa Città di Montieri che nel 2006-2008 e 2009 è stato patrocinato anche dal Presidente della Repubblica e nel 2009 dalla Rappresentanza in Italia della Comunità Europea
Nel 2008 è stato ospite a Casarano Lecce di una importante kermesse artistica inserita nel cartellone della festa dei Pugliesi nel Mondo ed ha declamato diverse sue poesie sul Salento, terra dei suoi avi alla quale è particolarmente legato.
Nell'agosto del 2010 ha pubblicato il suo secondo libro di poesie. Si tratta di 134 liriche inserite nel volume "Ad occhi chiusi - Poesie d'amore". Questo libro è stato presentato l'8 Agosto scorso, ad una manifestazione culturale organizzata dallo scrittore Pietro Zerella a San Leucio del Sannio (BN) nel corso della quale ha declamato alcune delle poesie contenute nella raccolta.

Nel 2013 ha collaborato con la Pro Loco di Patù (Lecce) per l'organizzazione del 1° Incontro dei Poeti Salentini, manifestazione che si ripeterà anche in futuro e con questa istituzione collabora per lo svolgimento del Bando Letterario Internazionale di Poesia e Narrativa Veretum.
E' componente di Giuria in diversi bandi letterari ed è spesso ospite in incontri letterari e poetici.
(Email:
santoro3000@alice.it ) - Tel. 3391844334 – 366.4748941

Leggi le altre poesie: Santoro - Santoro2 -  Santoro3 - Santoro4 - Santoro5|| 
 Leggi i racconti

 

Sapore di sale
Quando l’ardore cala e il senno sale
un consuntivo stilo del passato
per te ho salito e ridisceso scale
mi chiedo oggi cosa ho guadagnato.

La bocca mia sa solo di sale
per anni in abbondanza ne ho gustato
e adesso dimmi te più cosa vale
d’avere il cuor riempito di salato.

Rimangono i filmati e la tua pelle
nuda, indecente, che ho fotografato,
rimangono le notti e tante stelle

che sul Vereto m’hanno accompagnato
insieme al gracidar di raganelle
ed al mio pianto triste ed angosciato.

- Sonetto
(Boccheggiano 17.09.2020 – 14:25)


Quei geni maledetti


La foto è tratta dal portale: http://www.in-verso.it/i-poeti-maledetti/

Quei geni maledetti mi tormentano,
son sempre in movimento, mai sereni,
quei geni viaggiano instancabili
nelle mie vene, e vanno dritti al cuore
ristagnano a momenti,
fluttuano e si ribellano incostanti.

Non son viandanti senza compagnia
lo so, lo so chi ancor li alleva in corpo,
non sono solo ma viaggiamo in coppia,
son nati nelle vene d’un parente
che avevo visto già in fotografia
lei m’ha sorriso e me li ha messi in mente.

Quei geni immuni sono anche al vaccino,
perché più volte mi son vaccinato
ma già erano ribelli appena nato
e m’han seguito su è giù per lo stivale
sempre attaccati al corpo come zecche
m’han sempre diabolicamente stuzzicato.

No, solo non sono, è come una infezione
che nel sangue della razza si è infilata
ed io non penso la mente sia ammalata,
anzi risveglia spesso le passioni
passa da un lucido pensare
ad una voglia intensa di trescare.

E non serve invecchiare,
anzi la mente sembra non sanare,
l’istinto resta sveglio e mai non muore
forte gli impulsi invia a mente e cuore,
ed il ricordo galleggia stancamente,
ragione non ascolta, età non sente.

(Boccheggiano 3.9.2010 – 00:12)


Pupazzetti


- La foto del pupazzetto è presa dalla rete, ma il pupazzetto è identico a quello che trovai nel vano della benzina..

Siam tutti pupazzetti senza cuore:
L’amore? Lo scambiamo per affetto
non so se un giorno l’hai provato in petto,
in me è rimasto ancora il gran tremore

che un dì provai in quel distributore.
Nel tappo ci trovai un pupazzetto
con un “Ti amo” sopra il pagliaccetto,
giovane eri e ricca di calore.

Una bambina molto smaliziata
che passeggiavi senza mutandine
e sulle rocce nude ti sei data

urlando “amore” tutte le mattine
ma la passione non l’hai mai provata
erano solo voglie adulterine.

Mi resta adesso in mente un pupazzetto
ed una donna che più non rispetto.

(Boccheggiano 4.9.2020 – 12:23)


Passioni
L'odore intenso dei tuoi freschi umori
ancora avverto sotto il fico antico
a te io spesso penso e maledico
il dì che colsi spine insieme ai fiori.

Ed avvertivo tutti i tuoi tremori
in quella notte con la luna piena
ed oggi provo in cuore una gran pena
finito è il tempo dolce degli amori.

Rimane in mano il caldo della pelle
il forte desiderio e la passione
ed il vibrare delle tue mammelle.

Resta il disagio per l’inibizione
complice l’ombra della luna e stelle
che favorì la nostra trasgressione.

- Sonetto
(Valpiana(10.9.2020 - 12:43)


Nuda


La foto è tratta dal portale: http://www.darkveins.com/184069-vestito-niente-recensione-film/

Ero con te,
nuda agli occhi altrui,
sentivo il vento frusciar sotto la gonna,
nuda ero sotto ma per te vestita,
fin quando non ti dissi:"Allunga e tocca".

E la mano allungasti,
il vibrare delle dita nude avvertii nella vagina,
ed ero tra la gente,
fine erotismo intenso,
travolgente.

(Boccheggiano 11.9.2020 – 18:53)

 

La mort des amants

Nous aurons des lits pleins d’odeurs légerès,
Des divans profonds comme des tombeaux,
Et d’étranges fleurs sur des étagères.
Ecloses pour nous sous des cieux plus beaux.

Usant à l’envi leurs chaleurs dernières
Nos deux coeurs seront deux vastes flambeaux,
Qui réfléchiront leurs doubles lumières
Dans nos deux esprits, ces miroirs jumeaux.

Un soir fait de rose et de bleu mystique,
Nous échangerons un éclair unique,
Comme un long sanglot, tout chargé d’adieux;

Et plus tard un Ange entr’ouvrant les portes
Viendra ranimer, fidèle et joyeux,
Les miroirs ternis et les flammes mortes.
Charles Baudelaire

La morte degli amanti
Avremo alcove olezzanti di effluvi delicati,
Dei canapé sfondati come sepolture,
E curiosi fiori sulle mensole.
Germogliati per noi sotto cieli più sereni.

Esaurendo a gara gli ultimi ardori
I nostri cuori saranno come due ardenti torce,
Che rifletteranno il loro duplice fulgore
Di anime identiche come specchi gemelli.

In questa serata floreale e sotto un cielo turchino,
Noi scambieremo una unica energia,
Come un lungo pianto convulso, ricco di addii;

Poi, più tardi, un Angelo ci aprirà le porte
Verrà a rianimare, fedele e gioioso,
Gli specchi appannati e le fiamme morte.

Da “La morte” di Charles Baudelaire
(traduzione ed adattamento poetico di Salvatore Armando Santoro)
Boccheggiano 16.9.2020 – 22:40


La fontana di Postiglione


La foto è di Massimo Pisa di Postiglione (g.c.)

Ti ricordi fontana, ti ricordi?
Quanti sorsi di notte t'ho rubato?
Ti ricordi che m'hai anche dissetato
e del mio bacio penso non ti scordi.

Schizzava l’acqua fresca nella notte
e nella gola liscia scivolava
ricordo ancor le capre e le ricotte
che il buon latte un tempo regalava.

E si andava tutti alla fontana
uomini e bestie senza distinzione
con vecchie brocche o con la mezzana
l’acqua era allora una benedizione.

E allor non c’era poi tanta abbondanza
e si viveva tutti alla giornata
e l’acqua regalava la speranza
e non chiedeva mai d’esser pagata.

Ricordo oggi quando vo’ al mercato,
e vedo secche e asciutte le fontane,
del bene negli Alburni abbandonato
e sento un gorgoglio d’acque lontane.

(Boccheggiano 6.9.2020 – 17:32)


Il sorriso della morte

Il mio è stato un incontro con la morte
sorrideva sotto il mantello nero
solo denti bianchissimi mostrava
ed occhi profondi
tanto profondi da non vedere i bulbi
ma sapevo che erano lucenti,
sapevo che insieme ai denti bianchissimi
anche gli occhi sorridono.

Ricordo quando apriva il mantello
anche i suoi seni erano bianchi
di un candore verginale
con i capezzoli color rosa
che reagivano indurendosi
ai miei baci lascivi e inverecondi
ricchi di lussuria e libido.

Ma allora teneva il mantello chiuso
lei sapeva che i seni non hanno ossa
non hanno struttura muscolare
sono carne flaccida destinata all’usura
svettano imponenti alla sua età,
lussuriosa le espone ora che la giovinezza la visita,
aspetta una carezza
orgogliosa dello sguardo felice del moribondo
del maschio sensibile al piacere fugace.

Ora Lei sorride sotto il mantello,
sapeva da tempo della sua decadenza
sapeva da tempo che l’indifferenza
avrebbe preso il posto dell’amore,
la nausea il posto del gradimento
l’angoscia il posto della felicità.

Cosa resta di tanto fervore?

Sotto un mantello nero il sorriso dei suoi denti,
degli occhi opachi in un incavo scheletrico,
un mucchio incomposto di ossa
che i vermi non hanno potuto consumare.

Questo rimane della tragica sceneggiata dei suoi squallori
insieme alla delusione ed all’impotenza,
insieme al dolore del ricordo.

(Boccheggiano 30.9.2020 – 10:53)


Croci valdostane


Nella mia foto: la tomba di Costanza Challancin di Arnad (AO)

In ogni valle vedo un cimitero
e dentro in una fossa un caro amico
ogni tanto ci passo e lo saluto
ma la sua voce tace e più non sento.

E non m’illudo ancora di incontrarlo,
nell’altra vita proprio non ci credo,
resta però in mente il suo ricordo
a volte passo e sempre mi sorride.

A breve anch’io starò da qualche parte,
che la mia vita fu un peregrinare
so dove un dì piangendo sono nato
ma ancor non so dove potrò arrivare.

Sicuramente finché potrò pensare
vedrò una croce su un tumulo infiorato
poi qualche amico si fermerà a pregare
ma ancor non so dove sarò interrato.

(Boccheggiano 5.9.2020 – 13:44)
 

Haiku – Insonnia


La foto è tratta dal portale:
https://www.istitutobeck.com/insonnia-disturbi-ansia

Morfeo m’ignora -
scrivere in piena notte
già l’alba spunta

(Boccheggiano 4.9.2020 – 5:04)


Figlio
Quanto m’hai amato tu, io non t’ho amato
fui certamente un padre disgraziato
non è che non t’avessi nella mente
mi persi in altri affari scioccamente.

E confidavo in te, stupidamente,
ma ai tuoi bisogni non fu mai presente
e m’affidai al fatto che in passato
solo nuotai nessuno m’ha insegnato.

E tu allora ti lasciasti andare
che tu soffrivi manco ci pensai
amor volevi e non sapevo amare

anche se dentro il petto ti portai,
amor non ebbi e non potevo dare
così le nostre vite un dì sciupai.

Ch’eri da me diverso non ho visto
ti condannai in croce come il Cristo.

- Sonetto ritornellato
(Boccheggiano 14.9.2020 – 00:27)
 

Consuntivi
Odor di carne aulente
frammisto a intensi umori
tra le lenzuola bianche
e aggeggi di piacere.

L’olfatto or non più sente
del tuo sudor gli odori
neppur le voci stanche
neppur le tue preghiere.

Ora ti seguo a volte
discreto nei portali
e leggo i tuoi pensieri
che scrivi senza amare,

nelle tue giravolte
nei tuoi battiti d’ali,
ma sai che non son veri
sai solo d’ingannare.

E adeschi un poveretto,
raggiri i suoi parenti
e contrabbandi amore,
ma quanto sei fetente!

Con lui ti giri a letto
con gli occhi chiusi e spenti
e simuli un languore
ma sai che il cuore mente.

Ed anche a lui richiedi
quel figlio che non ami
che serve da tagliola
ma che non scatta mai.

Nel dormiveglia vedi
quello che amore chiami
che tra gli umori vola
che mai conoscerai.

E arriverà poi il giorno,
duro sarà il risveglio,
ti guarderai d’intorno
io non sarò più sveglio.

Il colle guarderai
vedrai un amore antico
la voce sentirai
e un pianto sotto il fico.

(Boccheggiano 14.9.2020 – 14:35)


Bisogni


La foto è tratta dal portale: https://confagriasti.it

Ho bisogno di dare il mio affetto a qualcuno
fermenta d'autunno l'amore
ché l'uva nei tini decanta
ed anche il mio cuor oggi canta
profuma di mosto ed emana
un odore pungente che prende alla gola.

Oggi l'uva fa un poco soffrire
domani poi sparge il suo aroma di vino
in un calice brilla vermiglio
risveglia l'olfatto
solletica il gusto la gola
poi tacito le palpebre abbassa
il cuore rilassa.

(Boccheggiano 25.9.2020 – 8:46)


Autunni


La foto è tratta dal portale di Monte di Malo:
https://lh3.googleusercontent.com/proxy/60WuV58jju8DiIVV6HfBINvkTPzU2IKSk1yG7DoReL-3RpvjlmwH2IDjeDP1xOW_dUfbUeJsu6pqvBtDMz68ny6zaycUYiFsYVuOz5N4W17lmaiTh4NUrRoo2Q

Or che il tuo corpo florido sfiorisce
e te io sto pensando moglie e amante
ricordo il tempo quando ancor sognante
tanto t’ho amato ed il pensier gioisce.

Ora, anche la mia carne deperisce
come in autunno avviene per le piante
di foglie a terra or ne vedo tante
anche la pelle mia sbianca e ingiallisce.

Analizzo la vita mia infedele
la lista elenco delle mie emozioni
che son consunte come le candele.

Dolce è la lista delle mie passioni
ma han lasciato in petto solo fiele
e queste mie tardive confessioni.

- Sonetto
(Boccheggiano 5.9.2020 – 13:02)


Undici Agosto
Non torna più la rondine al suo tetto
partita è per dei lidi assai lontani
m’ha utilizzato come un pagliaccetto
dal dieci agosto siamo già lontani

Come cicala canto su un rametto
e non m’importa più del mio domani
di Celentano ascolto un motivetto
a Ristola volteggio coi gabbiani.

Oh, rondinella che attraversi il mare,
dopo che colli è monti hai superato,
dalla pioggia ti hai fatto accarezzare

e il vento iroso hai vinto ed hai domato,
dille che amor si dona a chi sa amare
che lei di vero amor poco ne ha dato.

Fugge il tempo sui colli maremmani
come rena che sfugge dalle mani

e lascia appena il segno di un ricordo
ma spesso anche di un rancore sordo.

- Sonetto ritornellato
(Boccheggiano 11.08.2020 – 12:43)


Un cane in attesa


Nella mia foto: La mia cagnolina Ketty che dorme serena in un campo soleggiato a Castrovillari.

Guardavo i movimenti suoi degli occhi,
la lingua nella bocca dondolante
quel suo agitare e muoversi incostante
quel flettere impaziente dei ginocchi.

Quel rialzarsi e quel guardar lontano
lo sguardo perso ad incrociar la voce
poi un battere di coda assai veloce
e una carezza in dono con la mano.

Molti diranno ch’era solo un cane
ma guardando quella bestia in volto
adesso maledico chi gli ha tolto
la vita in quelle tristi settimane.

Si sa che un cane abbaia e che non parla
ma lei comunicava anche con gli occhi
la testa poi appoggiava sui ginocchi
fissava e s’aspettava di toccarla.

E c’era in questo suo comunicare
tutto l’amore e tanto sentimento
che in chi mi sta vicino neppur sento
ma che soltanto un cane sa donare.

(Boccheggiano 22.12.2020 – 14:51)


Spavaldo ed incosciente
Spavaldo e spensierato in par misura,
illuso, disilluso ed incosciente
conoscevo già favola e fattura
la storia finì poi miseramente.

Penso che lei non fosse ancor matura
(era fuori di testa o adolescente?)
mi illuse, poi prevalse la paura
che nell’animo umano è ognor presente.

La mia spavalderia finì in dolore
le sue certezze sol fuoco di paglia
il dubbio rese incerto anche l’amore.

Per giorni poi vagai tra la boscaglia
tracce cercavo di quel tanto ardore
ma sol due facce aveva la medaglia.

- Sonetto
(Boccheggiano 01.08 2020 – 14:30)


Souvenir


Nella mia foto: Campagna di Patù.

Nelle mie foto ci sono i miei ricordi
ci sei tu nuda calda e appassionata
i luoghi dove allegra mi hai portato
dove ricca di ormoni ti sei data.

Ci sono vecchie case ed i tratturi,
anche un muretto che ci riparava
ci si sdraiava all’ombra degli ulivi,
sull’erba secca che ci tormentava.

Conservo scioccamente anche i filmati
dove poi ritornavo a immortalare
e ascolto le parole, anche i miei pianti
incisi che mi fanno tormentare.

Che stupida persona che son stato,
eppur l’avevi detto tante volte
ma a quell’affetto m’ero ubriacato
e m’hai stordito con parole stolte.

Ora, tardi, ho capito, Dio che artista!
Stavi tentando di vendere il tuo corpo
sui vetri ancor ti stavi arrampicando
e ti donavi a un vecchio beccamorto.

(Boccheggiano 30.8.2020 – 22:46)


Solo
Vo’ solitario per lidi lontani,
una voce mi sembra di udire,
sì, non mi posso sbagliare,
sei tu che ancora mi chiami.

"Che vuole che cerca?" - a volte mi chiedo,
m'assale forte un atroce pensiero
"Sta male, forse ancor sta soffrendo?"
Vorrei potere di nuovo pregare
ma in Cristo non prego, neppure più credo.

Non credo più in niente
non credo in nessuno
lei è sempre bugiarda,
lei è una che mente.

Sulla scogliera ruggisce ancor l'onda
s'abbatte e la roccia, graffia e aggredisce,
anche il mio cuore quell'onda risucchia
nei gorghi di Ristola affoga e sprofonda.

(Boccheggiano 5.8.2020 - 9:30)


La signora Cosa, cos’è

L'immagine è tratta dal portale: https://www.amicidelfumetto.it/wp-content/uploads/2018/04/Sor-Pampurio-dicembre-1930-1.jpg

Non son tipo per te, per le tue brame
tratti i tuoi amori come le puttane
e tanti ne vorresti intorno a te
molto somigli al “Signor Cosa, cos’è”*!

Ormai conosco a fondo la tua fame,
lo so che a te piace farlo in tre
non ti credevo fossi tanto infame
e un altro ne vorresti insieme a me.

Anche il nuovo ti parla di famiglia
ti scrive frasi di profondo amore
ma tu appartieni al tipo prendi e piglia

le tue sono passioni e solo ardore,
come il fuoco ti accendi per la griglia
e poi ti spegni e non dai più calore.

* "Signor Cosa, cos'è" una delle storielle del Sor Pampurio tipico personaggio curioso del Corriere dei Piccoli degli anni 1930-40.
- Sonetto
(Boccheggiano 12.08.2020 – 10:56)


Serenità
“Cerca d’esser sereno, caro Armando
lo vedo, non ti vuoi mai rassegnare,
forse tu non lo sai mai stai stancando
questa storia non riesci ad archiviare”.

Questo Daniela mi va replicando,
non vuole più vedermi tormentare
mi ripete: “il tempo stai sprecando
dietro una storia da dimenticare”.

La mente col suo dire va d’accordo
ma il cuore sembra ancor che sia sfasato
anche l’udito a volte è cupo e sordo

l’affetto avuto non l’ha cancellato
ma l’ha fissato forte nel ricordo
e l’ha sinceramente ricambiato.

- Sonetto
(Boccheggiano 16.8.2020 – 2:04)
 

Ricordo di luna

Ricordo la luna che accarezzava la tua pelle
ed il rumore lontano dei trattori
con le luci che scivolavano sulle dune.
E risento il prurito sulla pelle arrossata
dalle punture delle zanzare
che sibilavano al buio,
ubriache di sangue.

Accarezzo ancora il tuo corpo nudo
eccitato,
disteso sulla sabbia,
al buio,
che desiderava un amplesso
che faticavo a donarti.

Come ti capisco
giovane e mossa dagli ormoni,
dalla libido salente
che fermentava come marea che sfiorava la sabbia,
che lambiva i miei piedi
e mi suscitava un senso di apprensione.
Ancora scintillio di luci,
sulla sabbia distesi,
e il suono della tua voce,
ancora,
confusa al rumore dei trattori,
le tue parole ardite
ed il calore della tua pelle.

Ricordo il viscido tra le dita
dei tuoi umori abbondanti,
la rena che accarezzava i tuoi glutei
ed i tuoi abbracci frementi.

Ricordo, ancora,
quella notte di luna,
lontana,
silente,
nudi e ansanti sulla sabbia
in cerca d’un orgasmo incompiuto,
a Torre Pali.

(Boccheggiano 27.8.2020 – 22:26)


Raggio di sole


Nella mia foto: Angoli di Boccheggiano

Raggio di sole
che colori il borgo
e il tuo calore la mia fronte sfiori
rumore non ne fai
risplendi e taci
ma sento la mia pelle
accarezzata dai tuoi caldi baci.

(Boccheggiano 28.8.2020 – 11:41)
 

Plusvalenze


L'immagine è tratta dal portale:
https://previews.123rf.com/images/jpegwiz/jpegwiz1010/jpegwiz101000030/8020980-segno-pi%C3%B9-verde-con-segno-giallo-e-cuori-.jpg

Sarà per me difficile scordare
guardo la parte bella d’un rapporto
dei baci e del momento del trasporto
per questo io non ti potrò mai odiare

Prevale in me la parte passionale
la revisione vecchia del filmato
di quello che s’è avuto e che si è dato
sì, è sempre quella parte che prevale.

E come accade per le plusvalenze
facendo i conti del rapporto infine
qualcosa si guadagna in monetine
e benedici certe coincidenze.

Rimane tuttavia l’amaro in bocca
di qualcosa di bello che s’è perso
si da la colpa poi al destino avverso
ma in fondo è tutto sciocca filastrocca.

(Boccheggiano 29.8.2020 – 16:19)


Passa una donna

Passa una donna su una motoretta
col casco in testa viaggia indifferente
la chiamo da lontano ma non sente
ondeggia e sulla moto un poco svetta.

Alla voce del cuor più non da retta
neppure più saluta con la mano
anche lei sta invecchiando piano piano
d'amarla è giunta l'ora che io smetta.

A cosa serve ancora ricordarla?
Qual frutto coglierò nel suo giardino?
Svolazza adesso come una farfalla

felice abbaia come un cagnolino
che più di me di certo saprà amarla
che con dei versi sciocchi la sviolino.

- Sonetto
(Valpiana 7.8.2020 – 19:02)


Panchina muta


- La foto è di Luigi Sasdelli di Aosta (g.c.)

Su una panchina muto se ne stava
da qualche foglia gialla accompagnato
l’estate da lontano lo guardava
sol dal silenzio adesso confortato.

Quel suo tacere un po’ lo tormentava
ma dopo un po’ di lui s’è ricordato
e intanto un’altra foglia si staccava
dal ramo che si era addormentato.

Ed era anch’esso già foglia avvizzita
il tempo se ne andava tristemente
l’autunno ora avvolgeva la sua vita

ed anche le emozioni aveva spente.
Foglie morte cadevan sulle dita
e intorno a una panchina senza gente.

- Sonetto
(Boccheggiano 2020 – 22:15)
 

Mi sveglio e ti penso


La foto è tratta dal portale: https://ilsalvagente.it/

Mi sveglio di notte
ti penso e non dormo
e nuda ti vedo
distesa sul letto.

Le puppe abbondanti
i glutei cadenti
con gli occhi socchiusi
gli umori perdenti.

E vedo i tuoi fianchi
tra orgasmi e strumenti
sia neri che bianchi
ancora vibranti.

E ancor mi domando
qual mente malata
un giorno d’autunno
io avessi trovata.

Eppure ho nuotato
anch’io in quel mare
le onde frementi
non posso scordare.

Mi sveglio la notte
mi giro nel letto
e ancora rivedo
le nere culotte.

(Boccheggiano 22.8.2020 – 6:44)


Maturità


https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/38/Durston_gigantomastia_1670.png

Ora che sei adulta e più matura
di certo troverai un ragazzetto
ti parlerà d’amore, anche di Cristo,
e poi ti strapperà il tuo reggipetto.

Flaccide e appesantite dall’età
fuori ti salteranno le mammelle
ma adesso non son sode ma cadenti,
saranno come tremule fiammelle.

Ti illuderai di poter donare
ancora amor ma poco durerà
è giovane e sospinto dagli ormoni
come lo eri tu tant’anni fa.

E dopo che avrà spento la fiammella
lo sai di certo ti abbandonerà
inutilmente la terrai accesa
su un fresco fiore altrove volerà.

(Boccheggiano 30-8-2020 – 00:29)


Le mie sensazioni


- La foto è tratta dal portale: http://www.strettoweb.com

Le mie sensazioni
vulcani in piena eruzione,
fumo, magma, odori di zolfo,
respiro vitale che manca,
di cui si avverte il bisogno
come svegliarsi da un sogno.

E dopo ventate improvvise
che spazzano fumi ed odori
e spazi infiniti, azzurri di mare,
voli di bianchi gabbiani,
spruzzi di onde su rocce
labbra seccate e salate
linde giornate pensate e cercate.

Le mie sensazioni
figlie di mente e di cuore
d’un sorriso di donna
d’una frase per caso lasciata
su una pagina in rete silente
che parla di vita vissuta,
sussurra disagi e armonia,
che nuovo calore riaccende dal niente
e nuvole bianche in ciel sparge ed invia.

(Boccheggiano 5.8.2020 – 15:45)


Luna crescente

Nella mia foto: Luna sulla Maremma.

Questa sera guardavo la luna
con la gobba rivolta a ponente
ripetevo il vecchio proverbio
e dicevo che è luna crescente.

E la notte era lucida e tersa
e nel cielo brillava splendente
e vagava il mio mesto pensiero
il tuo volto riempiva la mente.

Ma tu forse ad altro pensavi
oramai sono un vecchio ricordo
le lenzuola hai più volte cambiato
ma il tuo corpo ancora non scordo..

Ho le foto ed anche i filmati
ogni tanto ne guardo qualcuno
tutti i baci e gli abbracci sprecati
in un sogno lontano raduno.

(Boccheggiano 24.08.2020 – 1:08)


Lacrime di stelle


La foto è tratta da:
https://gazzettadelsud.it/articoli/archivio/2018/08/05/stelle-cadenti-arrivano-le-lacrime-di-san-lorenzo--ecd07e56-2d7b-4c91-843c-49cd4f9fe3ae/

Stanotte lacrime di stelle
e non capivo tanta mia tristezza
poi mi sei apparsa in sogno sorridente
ma ormai non posso più donarti niente.

Sorridi sempre, in tutte le tue foto,
ma il tuo sorriso non mi dona gioia
il cuore m'empie di mestizia e noia.

Il cielo scruto, cerco la speranza
tutto è in salita ed il mio passo sfianca
nel cielo striscia una cometa stanca.

(Boccheggiano 9.8.2020 – 9:04)


I segreti del cuore
I segreti del cuore
se ne stanno nascosti,
in disparte,
in un angolo quieto di mente;
non son cancellati
ma giaccion silenti,
hanno quasi vergogna di essere stati
rumor di fiumara fremente,
ruggito rabbioso di vento,
che ancora si sente.

(Boccheggiano 21.08.2020 – 12:11)


Attrazioni
Lo so che sei attratta per il nuovo
e a volte basta solo un venticello
cambi opinione, sei come un uccello
che spesso smette di covare l'uovo.

Ed abbandoni il Cristo in mezzo al rovo
lo lasci come fosse un poverello
ma questo atteggiamento ormai lo trovo
come un comportamento poco bello.

Infatti, illudi sempre un disgraziato,
creder gli fai che in te fermenta amore
ma quel calor si spegne appena nato

perché non è maturo nel tuo cuore
e intanto più persone hai disgustato
sul tuo passaggio semini squallore.

- Sonetto
(Boccheggiano 14.8.2020 - 14:33)

Amore perso
Avevi un amore e l’hai perso
adesso lo cerchi ma invano
per te lui non scrive più un verso
non serve distender la mano.

Rimane nel cuore tuo impresso
la voce di un lieve richiamo
lo cerchi ma è tardi, e adesso
non dice e ne scrive :”Ti amo”!

Ti sembra che dorma vicino
lo senti finanche russare
ai suoi baci pensi perfino

e al dì che hai smesso d’amare.
Di lui resterà un lumicino
e una foto in rete a guardare.

- Sonetto
(Boccheggiano 21.8.2020 – 2:26)
 

Mondi separati
Frazioni di istanti abbiamo vissuto,
le mie sensazioni appassite,
le tue esuberanze,
la forza d'aver espugnato il mio cuore,
senza pensare al domani,
senza pensare al dolore,
alla nave che stava affondando,
che dopo a picco è colata.
Hai colto gli ultimi umori,
la grande fatica di darti quel poco,
che ancora restava,
quel poco che hai colto
smuovendo la brace
soffiando sul fuoco
per far ripartire la fiamma
che dopo s'è spenta
perché non hai messo la legna,
ma solo paglia hai usato
che vivida fiamma t'ha dato,
ma il fuoco poco è durato.

(Boccheggiano 3.7.2020 - 10:09)


Il mio silenzio

Il mio silenzio ancora ti colpisce
come un ramo che sbatte sopra il viso
di te mi resta ancora il tuo sorriso
che dalla mente mia giammai sparisce.

Ed io ti spio, l’amore non finisce,
ancora del tuo sangue il mio è intriso
m’hai trasportato un dì nel paradiso
dove l’amor germoglia e poi fiorisce.

E ancor sorridi da una foto antica
che quando tu m’amavi t’ho scattata,
pungente adesso sei come l’urtica

e in rete per dispetto l’hai postata.
Se t’ho archiviata in mente da nemica,
nel cuore resti la mia donna amata.

- Sonetto
(Boccheggiano 01.07.2020 – 19:11)


Lavandaie

C’è gente che ha nulla da fare tutto il giorno,
insudicia il bianco di un quaderno
col nero inferno d’una penna.

Pensieri strizzati sul torrente che scorre,
acqua gelida che le mani tormenta
e schizza negli occhi, nella mente,
e dice: “Che freddo che fa, quant’è opprimente”.

C’è gente immersa in onirici pensieri
gode per frasi dette e fatte
vuole stupire e si stupisce
sciacqua pensieri,
impazzisce.

Poi il pirla di turno che insegue la sua preda
ragno nascosto tra molli cortecce
di platani che cambiano la pelle
che saltella, traballa,
legge e costruisce critiche indecenti
cerca lo scoop innaturale
ed io mi chiedo: “Alfine, cosa vale?”

(Boccheggiano 22.07.2020 – 23:58)


Haiku – Relax
Ozio d'estate -
Il mio pensiero vola
Brezza di vento.

(9 Luglio 2020 - h.18:00)


Haiku – Pace
Giorno di luglio -
la pace tra i castagni
di verde vivo.

(8 Luglio 2020 – h.20:43)


Fantasmi

Fantasmi son sortiti dai quei vetri,
ombre fugaci di bambini e vecchi
e li rivedo, tra i tabacchi secchi,
allineati sul campo in pochi metri.

Non parlano, ma hanno il volto triste,
la loro terra ad altri abbiamo ceduto,
la terra dove un dì hanno vissuto
che in due vasetti ancor per me resiste.

A volte provo a farla respirare,
la giro con le dita e m’infarino.
Indietro penso allora di tornare

ma non si può: così volle il destino
che nessuno potrà giammai mutare
neppure se a provar sarà il divino.

(Boccheggiano 13.7.2020 – 00:41)
 

Come onda di mare
Sto sorridendo mentre penso al mare,
alla risacca che colpisce i massi
al frigolar dell’onda sulla sabbia
che sotto i piedi il suo risucchio scava.

E la mia mente dai pensieri lava
con se inghiotte anche la mia rabbia
il cuor vorrebbe che il livore passi
poterti come un tempo ancora amare.

Ma c’è l’inferno adesso nella mente,
la delusione è stata grande e tanta
non trova più l’accordo con il cuore

ed il ricordo lentamente muore
come l’onda che sulla roccia schianta
e in mare defluisce lentamente.

Lo strillo ascolto in volo d’un gabbiano
sembra la voce afflitta di un umano.

(Boccheggiano 5.7.2020 – 9:52)


Una casetta dal colle

Per me l’amore tuo un dì hai scordato,
eri impazzita più non ragionavi
e in fondo io sol poco avevo dato
ma a letto volentieri con me stavi.

Ma quel che avevo tutto ho regalato
affetto e amore e non ti lamentavi
quand’ero triste tu m’hai consolato
e a volte lui lasciavi e me cercavi.

Mi ero illuso, ma sempre cosciente,
era forse l’età che alimentava
tutto quel fuoco che avvampava in mente

ma anche il cuore mio ti ricambiava
l’amor che davi e fu riconoscente
ma già intuiva il prezzo che pagava.

Ora il mare è tacito e tranquillo
ma a volte ancor di te sono un po’ brillo

perché vado a guardar dal colle antico
una casetta che oggi maledico.

(Boccheggiano 4.06.2020 – 15:13)


Versi persi


L'immagine è presa dal portale:
http://3.bp.blogspot.com/-Slrzyds1THI/T7EZlu9B43I/AAAAAAAABd0/Covq1sGgwDw/s1600/sassolino+in+mano+effetto+invecchiato+ok.jpg

Non scrivo più per te, scrivo per me,
finita è da un pezzo la passione
non farti, dolce stella, più illusione
dei versi miei non chiederti il perché.

A verseggiare non so più cos’è,
penso che lo farò per punizione
per ricordare sempre la lezione
ed evitar le donne come te.

Che mi fai schifo ormai l’avrai capito
la giovinezza passa e il corpo muore
non credo tu sia debole d’udito

la crema non ripara i danni al cuore
io adesso a camminar non vo’ spedito
ed anche a te pian piano passan l’ore.

E arriverai in cime alla salita
la sabbia sfuggirà dalle tue dita

ti resterà in mano un sassolino
quello assegnato un dì dal tuo destino.

(Boccheggiano 16.06.2020 – 15:12)


Vicoli di Cinquefrondi


La foto è tratta dalla pagina:
https://www.comune.cinquefrondi.rc.it/images/news/2017/case-1-euro/centro-storico.jpg

Tra i vecchi vicoli di Cinquefrondi
le mimose colorano i muri ora cadenti
gli usci senza porte e finestre inesistenti
dove la notte tutte le luci ha spente
dove il vocio dei bimbi è adesso assente.

E volo con gli occhi di bambino
a quelle scorrazzate a piedi scalzi
alle more nutrienti su siepi e rialzi
lungo le strade bianche ed assolate
sotto il sole d’agosto in piena estate.

Ricordo anche d’autunno le castagne
raccolte sulla strada provinciale
oh Dio, se allor si stava tutti male,
mio padre in guerra e in casa tanta fame
colpa addossata a un dittatore infame.

E rivedendo adesso le mimose
quasi assaporo ancora il loro odore
ma adesso vedo solo un gran squallore
ed una idea che illumina la mente
di chi amministra penso saggiamente.

(Boccheggiano 15.06.2020 – 16:19)


Stella morente


La foto è tratta dal portale:
https://lunanuvola.files.wordpress.com/2018/10/fading-rose.jpg?w=584

Come rosa al tramonto
petali appassiti
colori sbiaditi
tu, sfiorita sera,
tra stelle morenti
graffiando un cielo
che implora perdono
che non conosce pietà.

(Boccheggiano 15.06.2020 – 1:34)


Senza bussare


La foto è tratta dal portale:
https://www.latinacittaaperta.info/wp-content/uploads/2019/06/abbracciarsi.jpg

L’amore arriva senza bussare
non guarda il tuo corpo e l’età
non si ferma neppure a pensare
a quel che da tempo non si ha.

Non riguarda una ruga scavare
nel volto la persa beltà
nell’anima discende a cercare
il bello che mai morirà.

E basta un sorriso
un lampo di gioia negli occhi
un vezzo che illumini il viso

e allor scarabocchi
ancora un verso impreciso
che nuovo affetto trabocchi.

- Sonetto a schema libero
(Boccheggiano 03-06.2020 – 2:35)


Riflessioni


Nella foto: Dipinto di Egon Schiele, donna nuda seduta con gambe aperte, 1912

Al giorno del rimpianto non pensare
scopri la carne laida nel letto
larghe le gambe tieni e metti in mostra
il sesso che a molti da diletto.

Eccita pure ancora la mia mente
nella notte fai squillare il cellulare
sussurrami le frasi trasgressive
che tanto mi facevano eccitare.

Non importa che fossero bugie,
tu le sapevi bene raccontare,
quel povero ragazzo t’ha creduta
per bene lo sapevi cucinare.

Ma dalle sbornie poi ci si risveglia
per un poco si prova mal di testa
se prendi un’aspirina tutto passa
“gabbi lo santo” e passa anche la festa.

E festa è stata ma con tante spine
come colui che a Pasqua utilizzava
per penitenza, e il corpo si copriva,
se un palo urtava poi bestemmiava.

E sono state proprio quelle spine
che alla fine mi hanno risvegliato
col tappo ho chiuso bene la bottiglia
e sobrio e ben cosciente son tornato.

(Boccheggiano 15.06.2020 – 23:03)


Haiku - Ègro


La foto è tratta da storia della cultura ligure

Ègro e dolente -
sotto un cielo stellato
speranza vana



(Boccheggiano 16.06.2020 – 10:58)


Come una ladra
Come una ladra sempre ti nascondi,
dietro un profilo altrui poi a volte appari
pubblichi le tue foto
ripeti le tue solite stronzate.
Ora con un bambolotto ti trastulli,
doni il corpo che ad altri hai già donato,
l'hai dato anche a me già stagionato
ma il sesso ormai per te non è un tabù
e lo puoi dare a chi ti va di più.
Lui ignaro non saprà della sua fine
ma la so io ed anche tu lo sai
che il letto tuo mai non avrà confini.

(Valpiana 25.06.2020 - 18:53)


Bussa il silenzio
Bussa alla finestra il silenzio
ma il suo tocco non fa rumore
nessuno lo sente
la porta resta chiusa.

Insiste, il silenzio!
Fuori soffia la tramontana
il suo cuore è freddo
cerca calore
cerca un riparo
cerca l’amore.

Ma lei ha bloccato il chiavaccio
il cilindro ha girato più volte
la chiave non trova più l’ingresso della toppa
ossidata dall’incuria e dall’abbandono.

Bussa il silenzio
sommerso dal soffiare del vento
che annega la voce del cuore:
nessuno più ascolta
e lei asserisce assonnata
che forse è un ramo
che il giardiniere ha dimenticato di potare
e che urta contro i vetri della finestra.

(Boccheggiano 9.06.2020 – 00:39).


Celeste
Celeste non lo sei e non ti vedi
il nome non vuol dire proprio niente
te l’han messo, s’accetta per com’è
qualcuna avrebbe scelto Giosuè.

Questa sera viaggio tra i ricordi
e vago su e giù per lo stivale
mi fermo in cerca dei miei vecchi amori
del seme sparso colgo sol dolori.

Un sol splendente acceca la tua casa
che sempre guardo quando vò al Vereto
tu poverina sei del tutto ignara
ma a sol guardare fò la vita amara.

Io amore ho seminato tra le zolle
anche loro son rosse come il sangue
rossi papaveri poi il terreno ha dato
con il mio sangue tutto l’ho bagnato.

Volano i petali, farfalle rosseggianti,
con le rondini volteggiano sul colle
passano gli anni, imbiancano i capelli,
e tocca a te portar gli altrui fardelli.

E manco sai che a te io sto pensando
sapessi quante cose che ho archiviato
ma i segreti con me poi moriranno
e orecchie estranee mai nulla sapranno

di quello che nel tempo mi ha narrato
la strana figlia che tu hai generato
perché a me non interessa ormai
di seminare quello che non sai.

(Boccheggiano 20.05.2020 – 23:07)


Ad una gabbianella


Nella mia foto: Gabbianella a Follonica

Oh, gabbianella che volando vai
e scivoli serena sopra il mare
se in fondo allo stivale arriverai
sulla sua casa vatti a riposare.

Fermati sul terrazzo tra gli ulivi
forse due note ancora sentirai
quello che resta dei miei dì giulivi
quando il suo grande affetto assaporai
.
Dille che son sereno e più non penso
al male che in giro ha seminato
il mio fu sciocco amore forte e intenso
ma nel mio cuore ormai s'è prosciugato!

Dille di non provare alcun rimpianto
perché non serve a riportare in vita
chi tra i lumini dorme in camposanto
con le dita intrecciate tra le dita.

(Boccheggiano 8.6.20 – 3:59)


E canto i morti miei
E canto i morti miei,
li conto,
voci lontane, mai dimenticate,
urlo dalle pajare
in mezzo al campo verde sol di tabacco.
E giù, la terra rossa,
polvere che un filo d’acqua aspetta
rugiada nella notte
madida l’erba ricca della brina
ed umidi i capelli.

“Non fosse per questo sereno che giù cade
tutto secco sarebbe”,
risento le parole di mio nonno
che accartoccia una cartina in mano
seduto sopra un tufo

(Boccheggiano 2020)


Specchietto


L'immagine è tratta dal portale:
http://www.ilpopulista.it/resizer/750/-1/true/1477126620754.jpg--.jpg

In quel letto hai perduto ogni decoro
il mio è stato un debole passaggio
con altri ho visto è stato un solo assaggio
ormai per te non vedo altro lavoro.

Adesso ben lo sai sto fuor dal coro
vivere senza te ci vuol coraggio
a nulla serve più il mio messaggio
più i tempi dell’amor non assaporo.

Come allodola un giorno son cascato
con lo specchietto un poco mi hai confuso
ragione e mente insieme hai tu abbagliato.

A volte anche nei versi c’è un refuso
la passione dal cuore hai cancellato,
colpa del tuo cervello marcio e fuso.

- Sonetto
(Boccheggiano 30.01.2020 – 15:08)
 

Turbamenti


Nel dipinto di Edouard Manet, Bionda con seno nudo.

Vorrei poter dormire nel tuo letto
penso che tu lo sai ma un dì t’ho amata
ma una volta forse te l’ho detto
la pelle bianca lieve avrei sfiorata.

Un dì a nudo ho riportato il petto
una tuo foto avevo ritoccata
ancor oggi mi illudo e ancor non smetto
di sognar quella pelle mai lisciata.

E cogliere i tuoi baci oggi innocenti
ricchi di una passione ormai silente
ché il tempo dei fervori s’è chetato

ma dirti “amore” avrei desiderato
vederti come sempre sorridente
libera da pensieri e turbamenti.

- Sonetto
(Boccheggiano 19.05.2020 – 01:10)


Speranza


La foto di Leuca è di Anna Rosa Potenza (g.c.)

Qui mi persi e pace ritrovai
Oasi e nido alle tristezze mie
sangue che pulsa e che colora il volto
sera che arriva e anticipa l'aurora.

Da Ristola quel faro un dì osservai
che sopra l’onde traccia lunghe scie
tante le pene che dal cuore ha tolto
e mare, cielo e mente ancor colora.

Mi perdo sempre solo a una panchina
penso a un amor che tale non è stato
soltanto la mia mente l’ha donato
a una donnetta squallida e meschina.

E ancora albeggia a volte nei mie sogni
ma non mi pento un dì d’averla amata
e a dare amor nessuno si vergogni.

(Boccheggiano 12.05.2020 – 11:49)


Vita
C’è la vita in mezzo a tanto verde
cinghiali, volpi, daini nei boschi
sugli alberi cuculi e fringuelli
nel cielo terso il volo degli uccelli.

E poi una miriade di insetti
api, formiche, farfalle e calabroni
dall’alto sembra non esista niente
ma pulsa la vita incessantemente.

Basta entrare nel bosco e allora avverti
l’urlo allarmato delle gazze ladre,
senti un volo confuso e un batter d’ali
mentre dai poggi ridiscendi o sali.

E guardi in cielo le rondini volare
daini nella macchia scivolare
anche il vento fa i rami tremolare
sui ciocchi le viole germogliare.

(Boccheggiano 14.03.2020 – 10,25)
 

Pandemia

Quando fuori il tempo è brutto
ed al Bar ci vado poco
non accendo manco il fuoco
e neppur mangio prosciutto.

Vino in gola più non butto
solo il pesce v’è sul fuoco
mangio dopo qualche frutto
con dei versi poi mi sfoco.

Questa brutta pandemia
m’ha prostrato enormemente
e non vuole andar più via

mi ferisce gambe e mente
e alimenta la fobia
che davvero è deprimente.

Sospettoso giro il borgo
e m’arrabbio ed anche insorgo

se ti incrocio la vicina
senza guanti e mascherina.

Redarguisco gli stranieri
siano bianchi oppure neri

che mi guardano arrabbiati
perché io li ho maltrattati

e la cosa mi rattrista
perché sembrerò razzista.

Ma purtroppo di ignoranti
tra i locali ve n’è tanti.

- Sonetto ritornellato
(Boccheggiano 16.5.2010 – 20:00)


Naufrago


L’immagine è tratta dal portale: https://hangoskonyv.eu/robinson-crusoe-hangoskonyv-letoltes/

Un po’ d’amore cerco, a te ne ho dato,
tu l’hai raccolto un dì, ma l’hai sciupato
non so se amore il tuo fosse od è stato
a Venere un agnello anch’io ho immolato.

Di rosso sangue s’imbrattò l’altare,
t’ho amato come allor sapevo amare
dal colle si vedeva il piano e il mare
nel piano sono andato a naufragare.

Non so cosa mi è preso in quel momento
forse era notte e forse il faro spento
forse quel dì soffiava forte il vento
che insieme al sole splende sul Salento.

Penso che fu proprio il troppo sole
che scavò in testa come le tignole
e pur fui sempre accorto alle parole
sugli occhi avevo messo due braciole.

Scambiai il feriale per un dì di festa
mutò il sereno lei con la tempesta
giurava ch’era limpida ed onesta
vuota era invece in cuore e nella testa.

Sul colle seminai amore e versi
ma inchiostro e carta inutilmente persi.

Fu lei che un dì mi regalò la penna
io scrivo ancora versi e lei li spenna.

(Boccheggiano 07.05.2020 – 00:05)
 

Messaggi
L’amore a volte timido s’affaccia
provi emozione per una cara amica
che in rete ti saluta giorno e sera,
un lieve segno del suo affetto traccia.

Ci scavi dentro e cerchi di capire
se quel saluto nasconde un interesse
un cenno a una passione che matura
che a svelare non si ha forza e ardire.

A dichiarare amor ci va coraggio
molto si indugia su quel sentimento
e si nasconde spesso per vergogna
di quell’affetto poi si resta ostaggio.

Però confonde, poi, chi cerca affetto,
chi indugia a far fiorire il sentimento,
che forse un altro cuor fa emozionare,
che poi anche lui nasconde in un cassetto.

Appassisce così come una rosa
la passione che stava maturando
e l’ape più quel fiore non corteggia
né la farfalla in volo più si posa.

(Boccheggiano 02.05.2020 – 12:08)


La mia gabbianellla

Nella mia foto: la passeggiata sul lungomare di Torre San Giovanni (Ugento)

La gabbianella ormai ha spiccato il volo
la inseguo col pensiero e non la vedo
lei già lo sa che m’ha lasciato solo
ma io la sogno e l’amor suo ancor chiedo.

Ma è tardi ormai e son passati gli anni
vorrei che lei pensasse a ciò che ha perso
il cuore mio è a Torre San Giovanni
e la ricordo e scrivo qualche verso.

Se or leggesse io ne sarei contento
una carezza affido lieve al vento.

(Boccheggiano 24.5.2020 – 13,43)
 

Moto armonico
I giorni mi passano in fretta
vorrei come un tempo volare
e inseguo le rondini in volo
ch’io voli mi fanno sognare.

Lasciate ch’io viva di sogni
se ancora mi fanno sperare
in fondo sognando e sperando
i guai potrò sopportare.

Son proprio le rondini in volo
che tante lezioni san dare
si svegliano presto al mattino
e volano senza sostare.

Li senti squittire nel cielo
in corsa gli insetti afferrare
poi tornano al nido più volte
i piccoli a volo imbeccare.

E sembra sia tutta armonia
che sol la natura sa dare
in cielo v’è un mondo perfetto
in terra c’è l’uomo a penare.

(Boccheggiano 10.05.2020 – 00:13)


Istante

Ride il fiore
sbocciando
alla vita
che già muore.

(Boccheggiano 22.5.2020 - 8:50)


Vivai


La foto è tratta da:
https://www.ibs.it/mangiatrice-di-uomini-libri-vintage-giuseppe-pederiali/e/2560732122190

In questo cuore mio c’è un bel vivaio
dove di donne ne han bussato tante
a volte sembra a me un gran formicaio
con molte diavolesse e poche sante.

Con paglia e argilla ho eretto un bel pagliaio
e intorno ci ho interrato delle piante
però senza pensarlo ho fatto un guaio
cercavo amore come un mendicante.

“Amore?” - disse una un po’ allupata -.
“Penso tu hai bisogno di una mamma”.
Da tempo era rodata e navigata

e per far fuoco aveva già la fiamma.
Bastava fosse un poco alimentata
con cerro e faggio senza farci un dramma.

- Sonetto
(Boccheggiano 31.5.2020 – 10:15)


Iconografie


Nella foto: Veronica Franco, famosa cortigiana veneziana, in un ritratto di Tintoretto

Soffre il pensiero a volte a te pensando,
a te che amore un giorno m’hai giurato
mi chiedo con chi sei, dove stai andando,

mi chiedo adesso a chi prometti amore
amor che poi non dai e mai tu dato.
Hai scelto tu la via dello squallore

lanci in rete messaggi sublimali
sui tronchi urini per lasciar gli odori
e ti comporti come gli animali.

Con me l’hai fatto ed ancor lo fai
in cerca sempre vai di nuovi ardori
tradisci perché sempre tradirai.

E non mi dire:”Adesso son cambiata,
cresci perché sei sempre un ragazzino”
mai cambierà chi è cortigiana nata.

Anche se poi diffonderai in rete
la foto insieme a un povero cretino
mai scoprirà le tue “virtù” segrete.

(Boccheggiano 15.05.2020 – 15:38)


Haiku – Brucio ricordi


La foto è di Ornella Vallino è tratta dal portale:
https://almanhaiku.blog/2020/03/18/haiga-di-ornella-vallino-4/?fbclid=IwAR0le-i3fVQOE8X2GXyaEuoNOA8_YmuXQCK8SNNdlTwtlR9jJ0J6vNoKib8

Brucio ricordi
del verde sol rimane
fumo sul tetto

(Boccheggiano 10.05.2010 – 13:06)


Autoscatto


La foto della scultura di Raffaello "La fornarina" è tratta dal portale:
https://galleriaroma.wordpress.com/2007/11/03/il-nudo-nellarte-4/

Stanco e assonnato scendo per le scale
ti penso tutta nuda dentro il letto
la pelle tua saprà sempre di sale
ed il salato sparso l’hai sul petto.

Sempre pigra sei stata nel lavarti,
sopra il tuo corpo ci lasciai gli umori
la pelle non volevi mai sciuparti
e ti eccitava il miele dei tuoi amori.

Eppur da nuda non eri eccitante
piatta di glutei, puppe prorompenti,
di fantasie però ne avevi tante
ma i tuoi giochini spesso deludenti.

E ti dicevo che mi soddisfavi
invece ero nel cuore soddisfatto
perché d’amarmi sempre mi giuravi
ma convincente non lo eri affatto.

Ora assonnato me ne torno a letto
mentre salgo le scale ancor ricordo
a quando mi mostravi in foto il petto
ed i tuoi nudi che guardavo ingordo.

(Boccheggiano 16.05.2020 9:21)


Distacco
Fra un po’ nessuno leggerà i mie versi
né la mia voce ascolteranno in rete
che d’amor parla in tutti i capoversi
e fame non avrò, neppure sete.

Non penserò a Ristola sul mare
neppure Leuca ed al Santuario
il sole non vedrò più tramontare
immobile sarò nel mio sudario.

Qualcuno allor dirà dov’è mai andato?
Ma io sarò da un pezzo addormentato.

(Boccheggiano 16.5.2020 – 12:23)


Primavera 2020
L’albero sciolse lentamente il ghiaccio
spogliò quel suo candore,
a nudo mise l’animo e l’essenza.

Poi quando il vento gli asciugò la fronte
il tronco spinse al sole i suoi virgulti
il verde coniugò col cielo terso.

Ma fu il pittore che inzuppò il pennello
quando s’accorse che l’arcobaleno
gli regalava tutti i suoi colori.

Sulla tela tracciò prima lo schizzo
poi la riempì d’erba e di fiori
e sullo sfondo ci tracciò un bel mare.

Ed arrivò il poeta e su un foglietto
incise con la penna qualche verso
ma fu il pittore a farlo emozionare.

(Boccheggiano 14.05.2020 – 00:40)


Buffoni

L’Italia s’è riempita di buffoni
ominicchi rimasti coi calzoni

corti, che arrivano ai ginocchi,
a ben guardarli sembrano papocchi

che s’atteggiano a leader e statisti
ma quando son caduti, chi li ha visti?

Eppur di danni ne hanno fatti tanti
e fan la corte a ladri ed a birbanti.

Basta guardar la scia che han lasciato
dopo che per un poco han governato.

Proclamavano sempre di mollare
ma la poltrona non si può lasciare

perché quando la provi sotto il culo
a chi la toglie scalci come un mulo.

Ma la colpa non è mai del buffone
ma di chi ne ha promosso l’elezione.

Colpevoli son quindi i mascalzoni
che a governare han scelto dei buffoni.

(Boccheggiano 1.05.2020 – 10:10)
 

Quando nel mio silenzio


- Nella mia foto: Ulivi a Patù (Lecce)

Quando nel mio silenzio sto silente
lo so, lo so che ella ancor mi sente
ma non potrà far finta di ignorare
il frusciare dell’onda in riva al mare.

L’orgoglio spesso offusca cuore e mente
si finge di ignorar, spesso si mente,
ma è l’onda che sa lenta ricamare
e nella roccia dura sa scavare.

Giorno verrà, se ancora sarò vivo,
che io risentirò una voce stanca,
presenterà il tempo il consuntivo

quando la treccia nera sarà bianca;
ritornerai allor sotto l’ulivo,
là, cercherai l’amore che ti manca.

Riascolterai le mie parole spente
ricorderai le mie lacrime lente.

- Sonetto ritornellato
(Boccheggiano 31.07.2020 – 15:41)


Nuovi approcci


Nella mia foto tramonto a Valpiana 23.6.2020

“Non posso farci nulla, non ti amo”,
tu me l’hai ripetuto: “Non importa,
dammi per ora un poco del tuo tempo,
non chiudere anzitempo cuore e porta”.

“Conosco la tua storia e ti capisco,
la mia la sai e te l’ho già spiegata
ho dato affetto, ma il mio tempo ho perso
perso dietro una donna esagitata”.

“Ed ora è tardi. Ricordi la cantante
che un di cantava che non ha l’età?
Ora non ho l’età neppure io
è tardi e indietro non si tornerà”.

“Vicino ti starò, te l’ho promesso,
di molte cose sì, discuteremo,
non mi parlar di storie complicate
si parlerà se vuoi di più e del meno”.

“Vedremo che deciderà il destino
lasciamo l’acqua scorrere alla fonte
gustiamoci sereni il bel miraggio
del sole che tramonta all’orizzonte”.

(Boccheggiano 7.7.2020 – 23:58)
 

Quarantena a Populonia


Nella foto: Caterina Trombetti (in ombra) a Populonia

Nell’ombra della sera il giorno muore
e il sole già accarezza la collina
nel buio brilla il viso a Caterina
e nel mio cuor fermenta ancora amore.

Chissà perché un tenero tremore
avverto mentre osservo alla marina
il sole rosseggiante che declina
mentre l’azzurro mar cambia colore.

Alle mie spalle vivido è il castello
filtra tra i rami un ciel rosso di sangue
mentre la notte stende il suo mantello.

Ma ormai l’amor come la notte langue,
svolazza e stride in volo un pipistrello
s’impenna e scalcia come un purosangue.

Vorrebbe ancora risvegliar l’affetto
ma ormai via andò la rondine dal tetto.

- Sonetto ritornellato
(Boccheggiano 26.07.2020 – 15:36)
 

Risvegli
In fondo tu sarai più fortunata
Amor non proverai, neppure pena,
A non pensare forse tu sei nata
E corri come un'onda sulla rena.
Amore, sì, si fa solo per dire
Che tu l'amor non so se proverai
Un altro disgraziato a fianco avrai
Che soffrirà e che farai patire.
Sono già sveglio ed ho nel cuor la bile
Nel buio nero mi sto rivoltando
E più neppure so che stia cercando
Ed a morire sono un uomo vile.
Ma accarezzo la morte, la blandisco,
La vedo come sola soluzione,
Ad una vita che più non capisco
Che vivo in ansia e senza più passione.
E so che il fuoco nel tuo cuore è spento
A starti dietro è stata una follia
Una folata gelida di vento,
Che ogni passione si è portata via.
Ancora inseguo certi sogni antichi
Una follia di certo demenziale
Persa tra ulivi ed alberi di fichi
Che a ricordar non so cosa più vale.

(Boccheggiano 11.7.2020 - 7:57)


Nonno
M'hanno messo il tuo nome e ti ricordo
Ricordo le tue mani e la fatica
Quelle notti sudate tra la brina
Che bagnava silente la campagna
Che addosso ci cadeva e ci inzuppava.
E tu seduto su quella cuccetta,
Che avevi messo fuori dalla porta
Come fosse una comoda poltrona,
E accartocciavi a volte una cartina
Con foglie di tabacco triturate
Anch'io con te a volte le ho fumate.

Poi rientravi in casa
Che a breve arriverebbe un nuovo giorno
Per me tutto sembrava come un gioco
Ma solo il lavoro avrebbe acceso il fuoco.

Ora ti penso in giro nel podere
A coltivar tabacco e tanti ortaggi
Dei tempi andati vedi siamo ostaggi
Io ancor respiro,
Vivo ti vedo ancora a me vicino,
Con la tua sigaretta accesa tra le labbra,
Muto tu sei adesso,
Lontano splende un flebile lumino.

(Boccheggiano 11.7.2020 - 8:31)


Mondi separati
Frazioni di istanti abbiamo vissuto,
le mie sensazioni appassite,
le tue esuberanze,
la forza d'aver espugnato il mio cuore,
senza pensare al domani,
senza pensare al dolore,
alla nave che stava affondando,
che dopo a picco è colata.
Hai colto gli ultimi umori,
la grande fatica di darti quel poco,
che ancora restava,
quel poco che hai colto
smuovendo la brace
soffiando sul fuoco
per far ripartire la fiamma
che dopo s'è spenta
perché non hai messo la legna,
ma solo paglia hai usato
che vivida fiamma t'ha dato,
ma il fuoco poco è durato.

(Boccheggiano 3.7.2020 - 10:09)


Lavandaie

C’è gente che ha nulla da fare tutto il giorno,
insudicia il bianco di un quaderno
col nero inferno d’una penna.

Pensieri strizzati sul torrente che scorre,
acqua gelida che le mani tormenta
e schizza negli occhi, nella mente,
e dice: “Che freddo che fa, quant’è opprimente”.

C’è gente immersa in onirici pensieri
gode per frasi dette e fatte
vuole stupire e si stupisce
sciacqua pensieri,
impazzisce.

Poi il pirla di turno che insegue la sua preda
ragno nascosto tra molli cortecce
di platani che cambiano la pelle
che saltella, traballa,
legge e costruisce critiche indecenti
cerca lo scoop innaturale
ed io mi chiedo: “Alfine, cosa vale?”

(Boccheggiano 22.07.2020 – 23:58)


L'INGORDIGIA CREA
LE DIFFERENZE
ED ANCHE
LE RIVOLUZIONI.

(Citazione di Salvatore Armando Santoro del 7.7.2020)


Incontri
Non ti ho cercata e ci siamo visti
la mano tu mi hai data,
anche il tuo corpo ho avuto
ed io non l'ho cercato.
Amor volevo darti,
lo chiedevo,
ma tu solo volevi fornicare.
Ti dissi: "Allora un maschio vai a cercare,
io poco rendo a letto senza amare".
Ti disillusi, lo so ma non t'amavo,
avevo in mente i tuoi racconti astrusi,
in petto ancor bruciava un altro amore,
che amor mi diede, d'amore mi parlava,
per te questo mio cuore non vibrava.
Ora ti vengo a giorni a salutare,
tu non mi vedi ma ti son vicino,
ti abbraccio e mi rigiro sul cuscino,
penso ai tuoi seni,
al tuo filosofare trascendente,
ma un po' d'affetto ancor per te conservo,
un po' di bene ancora ti riservo.

(Boccheggiano 4.7.2020 - 9:09)


Sintesi

Ricordo tutto di te
frasi e pensieri,
filmati e foto indecenti,
la tua voce,
i tuoi sospiri nuda sul letto,
il tuo piacere che hai filmato,
tutto ho archiviato.

Ricordo tutto di te,
le tue pazzie sotto la pioggia,
sotto il sole cocente,
in mezzo ai grilli della tua campagna,
l’ultima foto e un dito
che più non ho toccato
ma per sempre è scolpito.

Se vuoi tutto ti faccio riascoltare,
solo per ricordare,
per non dire bugie ai nuovi amici occasionali.

Anche al nuovo cretino ora racconti
dell’ultima tua distrazione,
e ripeti quello che a me ripetevi:
“Non so cosa m’è preso,
non l’amo, mai l’amerò, sempre lo tradirò”.
Acquieti la coscienza,
ma le stesse cose tu hai fatto,
sempre farai,
dici che cambi ma non cambierai.

Io a volte mi confesso
discuto con l’ultimo tuo amante che hai tradito,
con me lui si confida, mi confido.
Dopo io rido, insieme noi ridiamo
d’una donna infedele discorriamo
che tutti tradisce e si tradisce,
e non si stanca mai delle bugie
che senza alcun pudor sempre costruisce.

(Boccheggiano 23.07.2020 – 00:57)


Il mio silenzio

Il mio silenzio ancora ti colpisce
come un ramo che sbatte sopra il viso
di te mi resta ancora il tuo sorriso
che dalla mente mia giammai sparisce.

Ed io ti spio, l’amore non finisce,
ancora del tuo sangue il mio è intriso
m’hai trasportato un dì nel paradiso
dove l’amor germoglia e poi fiorisce.

E ancor sorridi da una foto antica
che quando tu m’amavi t’ho scattata,
pungente adesso sei come l’urtica

e in rete per dispetto l’hai postata.
Se t’ho archiviata in mente da nemica,
nel cuore resti la mia donna amata.

- Sonetto
(Boccheggiano 01.07.2020 – 19:11)


Sorgente inaridita


La foto è stata condivisa dalla pagina FB "Il curiosone".

Abbeverarsi a una sorgente antica,
alghe verdastre, odor d’acque appassite,
acque che gola e cuore han dissetato,
oh Dio, tu non lo sai quanto t’ho amato.

E quante volte l’album ho sfogliato
foto anche ardite, d’abiti spogliata,
è vero non ti ho soltanto amata,
nelle mie notti t’ho desiderata.

Ma poi t’ho avuta nuda a me vicino
con i tuoi seni bianchi e prosperosi
quei capezzoli in bocca carezzare
goloso come un bambino da allattare.

Ho gustato i tuoi umori ed ascoltato
le tue parole ardite sui cuscini
quanta passione hai sparso su un amore
che oggi illanguidisce e lento muore.

Muore ma forse già era nato morto,
già allora stavo anch’io agonizzando
non ero morto, appena respiravo
Dio lo era già, mai più è risorto.

(Boccheggiano 4.7.2010 – 18:00)


Haiku – Relax
Ozio d'estate -
Il mio pensiero vola
Brezza di vento.

(9 Luglio 2020 - h.18:00)

 

 


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