Poesie di Salvatore Armando Santoro


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Salvatore   Armando Santoro

Santoro Salvatore Armando è nato a Reggio Calabria il 16 Marzo 1938, da madre reggina e padre salentino (terra alla quale si sente particolarmente legato) ed è laureato in Scienze politico-sociali presso l'Università di Torino.
Dedicatosi giovanissimo all'impegno nel sindacato fu tra i primi dirigenti della Cisl di Reggio Calabria prima e, all'inizio degli anni '60, dopo aver frequentato la scuola sindacale della Cisl di Firenze, si trasferisce in Valle d'Aosta dove ha curato in prevalenza il settore della formazione e dell'informazione. In tale veste è stato per diversi anni anche corrispondente per la Valle d'Aosta di "Conquiste del Lavoro", organo nazionale della Cisl.
A Reggio fu uno dei primi promotori del Movimento Federalista Europeo, e tale ruolo ha continuato a svolgerlo anche in Valle d'Aosta, partecipando a tutte le attività organizzative di quegli anni che gli permisero di venire in contatto con i grandi ideatori del progetto europeo, Alterio Spinelli, Giuseppe Petrilli, Mauro Ferri, Angelo Lotti, ecc...
Nel suo ruolo di sindacalista, a lui si devono due importanti convegni organizzati all'inizio degli anni '80 in Valle d'Aosta: nel primo furono tracciate le linee per un potenziamento del settore termale, dove  è  stato prospettato il recupero delle Terme di Pre' St. Didier e lo sfruttamento industriale di alcune sorgenti per l'imbottigliamento di acqua minerale del Monte Bianco (idee che poi si sono realizzate) e, in un altro convengo, invece, sostenne il progetto del collegamento ferroviario tra Aosta e Martigny che è  in fase di discussione in sede politica.
Dal 1986 è stato Segretario Regionale e componente dell'Esecutivo Nazionale del Sindacato Elettrici della CISL, compiti che svolse anche in Abruzzo, tra il 1989 al 1992, dove era stato inviato in missione per motivi di lavoro.
Dal 1997 è in pensione ed impegna il suo tempo libero scrivendo poesie e racconti, una passione che sviluppò fin da adolescente e non più abbandonata, ed alternando la sua presenza tra la Valle d'Aosta ed alcune località della Toscana (Pistoia prima e Grosseto adesso).
Vasta la sua produzione poetica e numerosi i premi letterari ottenuti. Le sue poesie sono state pubblicate su diversi periodici locali (a Messina, Reggio Calabria, Pistoia, ma prevalentemente ad Aosta su giornali, quali Le Soleil Valdotaine, La Region e La Vallè e Notizie, un giornale molto diffuso in Valle d'Aosta). Recentemente una sua impegnativa poesia sociale "La Razza" è stata inserita anche nella rivista trimestrale di Cultura e Turismo "Calabria Sconosciuta".
Le sue poesie sono presenti in molte antologie letterarie, soprattutto della Keltia editrice di Aosta, e nel 2007, anche la Regione Toscana ha patrocinato una antologia letteraria, "Pater" (Morgana Edizioni-FI) dove, insieme alla sua lirica "Edera amara", sono inserite liriche di personaggi di spicco della cultura italiana ed internazionale, quali Maria Luisa Spaziani, Andrea Zanzotto, Franco Loy, Smitran Stevka, Hinostroza Rodolfo, ecc...
Gran parte dei suoi lavori (poesie e racconti), però, sono on-line sul sito www.poetare.it/santoro/santoro.html,  ma anche su altri portali nazionali ed internazionali che lo ospitano.
Nel Novembre 2006 ha stampato il suo primo libro di poesie, "La sabbia negli occhi", edito dalla casa editrice Pubblidea di Massa Marittima, che ha poi presentato in un recital di poesie che gli è  stato organizzato a Reggio Calabria il 3 dicembre 2006. Sempre in questo mese è  stato ospite di una trasmissione della emittente grossetana Teletirreno, nel corso della quale ha presentato il suo volume di poesie ed ha declamato diverse sue liriche sulla miniera. Di questo volume è uscita una seconda edizione per i tipi della Casa Editrice Libellula - Minuto d'Arco - di Tricase (Lecce).
Nel 2007, infine, è stato coinvolto nel "Progetto Legalità" organizzato dall'Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri di Castrovillari (CS) in collaborazione con Amnesty International, ed ha partecipato alla conclusione del progetto stesso declamando agli studenti ed al corpo insegnante presente alcune sue poesie contro la violenza e la guerra.
Nel 2005 ha costituito a Boccheggiano (GR) il Circolo Culturale "Mario Luzi" ed è il Webmaster del portale
www.circoloculturaleluzi.net, sito specializzato in letteratura italiana e straniera. Contemporaneamente ha promosso il Premio Letterario Europeo di Poesia e Narrativa Città di Montieri che nel 2006-2008 e 2009 è stato patrocinato anche dal Presidente della Repubblica e nel 2009 dalla Rappresentanza in Italia della Comunità Europea
Nel 2008 è stato ospite a Casarano Lecce di una importante kermesse artistica inserita nel cartellone della festa dei Pugliesi nel Mondo ed ha declamato diverse sue poesie sul Salento, terra dei suoi avi alla quale è particolarmente legato.
Nell'agosto del 2010 ha pubblicato il suo secondo libro di poesie. Si tratta di 134 liriche inserite nel volume "Ad occhi chiusi - Poesie d'amore". Questo libro è stato presentato l'8 Agosto scorso, ad una manifestazione culturale organizzata dallo scrittore Pietro Zerella a San Leucio del Sannio (BN) nel corso della quale ha declamato alcune delle poesie contenute nella raccolta.

Nel 2013 ha collaborato con la Pro Loco di Patù (Lecce) per l'organizzazione del 1° Incontro dei Poeti Salentini, manifestazione che si ripeterà anche in futuro e con questa istituzione collabora per lo svolgimento del Bando Letterario Internazionale di Poesia e Narrativa Veretum.
E' componente di Giuria in diversi bandi letterari ed è spesso ospite in incontri letterari e poetici.
(Email:
santoro3000@alice.it ) - Tel. 3391844334 – 366.4748941

Leggi le altre poesie: Santoro - Santoro2 -  Santoro3 - Santoro4 - Santoro5|| 
 Leggi i racconti

 

Messaggi
L’amore a volte timido s’affaccia
provi emozione per una cara amica
che in rete ti saluta giorno e sera,
un lieve segno del suo affetto traccia.

Ci scavi dentro e cerchi di capire
se quel saluto nasconde un interesse
un cenno a una passione che matura
che a svelare non si ha forza e ardire.

A dichiarare amor ci va coraggio
molto si indugia su quel sentimento
e si nasconde spesso per vergogna
di quell’affetto poi si resta ostaggio.

Però confonde, poi, chi cerca affetto,
chi indugia a far fiorire il sentimento,
che forse un altro cuor fa emozionare,
che poi anche lui nasconde in un cassetto.

Appassisce così come una rosa
la passione che stava maturando
e l’ape più quel fiore non corteggia
né la farfalla in volo più si posa.

(Boccheggiano 02.05.2020 – 12:08)


La mia gabbianellla

Nella mia foto: la passeggiata sul lungomare di Torre San Giovanni (Ugento)

La gabbianella ormai ha spiccato il volo
la inseguo col pensiero e non la vedo
lei già lo sa che m’ha lasciato solo
ma io la sogno e l’amor suo ancor chiedo.

Ma è tardi ormai e son passati gli anni
vorrei che lei pensasse a ciò che ha perso
il cuore mio è a Torre San Giovanni
e la ricordo e scrivo qualche verso.

Se or leggesse io ne sarei contento
una carezza affido lieve al vento.

(Boccheggiano 24.5.2020 – 13,43)
 

Moto armonico
I giorni mi passano in fretta
vorrei come un tempo volare
e inseguo le rondini in volo
ch’io voli mi fanno sognare.

Lasciate ch’io viva di sogni
se ancora mi fanno sperare
in fondo sognando e sperando
i guai potrò sopportare.

Son proprio le rondini in volo
che tante lezioni san dare
si svegliano presto al mattino
e volano senza sostare.

Li senti squittire nel cielo
in corsa gli insetti afferrare
poi tornano al nido più volte
i piccoli a volo imbeccare.

E sembra sia tutta armonia
che sol la natura sa dare
in cielo v’è un mondo perfetto
in terra c’è l’uomo a penare.

(Boccheggiano 10.05.2020 – 00:13)


Istante

Ride il fiore
sbocciando
alla vita
che già muore.

(Boccheggiano 22.5.2020 - 8:50)


Vivai


La foto è tratta da:
https://www.ibs.it/mangiatrice-di-uomini-libri-vintage-giuseppe-pederiali/e/2560732122190

In questo cuore mio c’è un bel vivaio
dove di donne ne han bussato tante
a volte sembra a me un gran formicaio
con molte diavolesse e poche sante.

Con paglia e argilla ho eretto un bel pagliaio
e intorno ci ho interrato delle piante
però senza pensarlo ho fatto un guaio
cercavo amore come un mendicante.

“Amore?” - disse una un po’ allupata -.
“Penso tu hai bisogno di una mamma”.
Da tempo era rodata e navigata

e per far fuoco aveva già la fiamma.
Bastava fosse un poco alimentata
con cerro e faggio senza farci un dramma.

- Sonetto
(Boccheggiano 31.5.2020 – 10:15)


Iconografie


Nella foto: Veronica Franco, famosa cortigiana veneziana, in un ritratto di Tintoretto

Soffre il pensiero a volte a te pensando,
a te che amore un giorno m’hai giurato
mi chiedo con chi sei, dove stai andando,

mi chiedo adesso a chi prometti amore
amor che poi non dai e mai tu dato.
Hai scelto tu la via dello squallore

lanci in rete messaggi sublimali
sui tronchi urini per lasciar gli odori
e ti comporti come gli animali.

Con me l’hai fatto ed ancor lo fai
in cerca sempre vai di nuovi ardori
tradisci perché sempre tradirai.

E non mi dire:”Adesso son cambiata,
cresci perché sei sempre un ragazzino”
mai cambierà chi è cortigiana nata.

Anche se poi diffonderai in rete
la foto insieme a un povero cretino
mai scoprirà le tue “virtù” segrete.

(Boccheggiano 15.05.2020 – 15:38)


Haiku – Brucio ricordi


La foto è di Ornella Vallino è tratta dal portale:
https://almanhaiku.blog/2020/03/18/haiga-di-ornella-vallino-4/?fbclid=IwAR0le-i3fVQOE8X2GXyaEuoNOA8_YmuXQCK8SNNdlTwtlR9jJ0J6vNoKib8

Brucio ricordi
del verde sol rimane
fumo sul tetto

(Boccheggiano 10.05.2010 – 13:06)


Autoscatto


La foto della scultura di Raffaello "La fornarina" è tratta dal portale:
https://galleriaroma.wordpress.com/2007/11/03/il-nudo-nellarte-4/

Stanco e assonnato scendo per le scale
ti penso tutta nuda dentro il letto
la pelle tua saprà sempre di sale
ed il salato sparso l’hai sul petto.

Sempre pigra sei stata nel lavarti,
sopra il tuo corpo ci lasciai gli umori
la pelle non volevi mai sciuparti
e ti eccitava il miele dei tuoi amori.

Eppur da nuda non eri eccitante
piatta di glutei, puppe prorompenti,
di fantasie però ne avevi tante
ma i tuoi giochini spesso deludenti.

E ti dicevo che mi soddisfavi
invece ero nel cuore soddisfatto
perché d’amarmi sempre mi giuravi
ma convincente non lo eri affatto.

Ora assonnato me ne torno a letto
mentre salgo le scale ancor ricordo
a quando mi mostravi in foto il petto
ed i tuoi nudi che guardavo ingordo.

(Boccheggiano 16.05.2020 9:21)


Distacco
Fra un po’ nessuno leggerà i mie versi
né la mia voce ascolteranno in rete
che d’amor parla in tutti i capoversi
e fame non avrò, neppure sete.

Non penserò a Ristola sul mare
neppure Leuca ed al Santuario
il sole non vedrò più tramontare
immobile sarò nel mio sudario.

Qualcuno allor dirà dov’è mai andato?
Ma io sarò da un pezzo addormentato.

(Boccheggiano 16.5.2020 – 12:23)


Primavera 2020
L’albero sciolse lentamente il ghiaccio
spogliò quel suo candore,
a nudo mise l’animo e l’essenza.

Poi quando il vento gli asciugò la fronte
il tronco spinse al sole i suoi virgulti
il verde coniugò col cielo terso.

Ma fu il pittore che inzuppò il pennello
quando s’accorse che l’arcobaleno
gli regalava tutti i suoi colori.

Sulla tela tracciò prima lo schizzo
poi la riempì d’erba e di fiori
e sullo sfondo ci tracciò un bel mare.

Ed arrivò il poeta e su un foglietto
incise con la penna qualche verso
ma fu il pittore a farlo emozionare.

(Boccheggiano 14.05.2020 – 00:40)


Buffoni

L’Italia s’è riempita di buffoni
ominicchi rimasti coi calzoni

corti, che arrivano ai ginocchi,
a ben guardarli sembrano papocchi

che s’atteggiano a leader e statisti
ma quando son caduti, chi li ha visti?

Eppur di danni ne hanno fatti tanti
e fan la corte a ladri ed a birbanti.

Basta guardar la scia che han lasciato
dopo che per un poco han governato.

Proclamavano sempre di mollare
ma la poltrona non si può lasciare

perché quando la provi sotto il culo
a chi la toglie scalci come un mulo.

Ma la colpa non è mai del buffone
ma di chi ne ha promosso l’elezione.

Colpevoli son quindi i mascalzoni
che a governare han scelto dei buffoni.

(Boccheggiano 1.05.2020 – 10:10)
 

Quando nel mio silenzio


- Nella mia foto: Ulivi a Patù (Lecce)

Quando nel mio silenzio sto silente
lo so, lo so che ella ancor mi sente
ma non potrà far finta di ignorare
il frusciare dell’onda in riva al mare.

L’orgoglio spesso offusca cuore e mente
si finge di ignorar, spesso si mente,
ma è l’onda che sa lenta ricamare
e nella roccia dura sa scavare.

Giorno verrà, se ancora sarò vivo,
che io risentirò una voce stanca,
presenterà il tempo il consuntivo

quando la treccia nera sarà bianca;
ritornerai allor sotto l’ulivo,
là, cercherai l’amore che ti manca.

Riascolterai le mie parole spente
ricorderai le mie lacrime lente.

- Sonetto ritornellato
(Boccheggiano 31.07.2020 – 15:41)


Nuovi approcci


Nella mia foto tramonto a Valpiana 23.6.2020

“Non posso farci nulla, non ti amo”,
tu me l’hai ripetuto: “Non importa,
dammi per ora un poco del tuo tempo,
non chiudere anzitempo cuore e porta”.

“Conosco la tua storia e ti capisco,
la mia la sai e te l’ho già spiegata
ho dato affetto, ma il mio tempo ho perso
perso dietro una donna esagitata”.

“Ed ora è tardi. Ricordi la cantante
che un di cantava che non ha l’età?
Ora non ho l’età neppure io
è tardi e indietro non si tornerà”.

“Vicino ti starò, te l’ho promesso,
di molte cose sì, discuteremo,
non mi parlar di storie complicate
si parlerà se vuoi di più e del meno”.

“Vedremo che deciderà il destino
lasciamo l’acqua scorrere alla fonte
gustiamoci sereni il bel miraggio
del sole che tramonta all’orizzonte”.

(Boccheggiano 7.7.2020 – 23:58)
 

Quarantena a Populonia


Nella foto: Caterina Trombetti (in ombra) a Populonia

Nell’ombra della sera il giorno muore
e il sole già accarezza la collina
nel buio brilla il viso a Caterina
e nel mio cuor fermenta ancora amore.

Chissà perché un tenero tremore
avverto mentre osservo alla marina
il sole rosseggiante che declina
mentre l’azzurro mar cambia colore.

Alle mie spalle vivido è il castello
filtra tra i rami un ciel rosso di sangue
mentre la notte stende il suo mantello.

Ma ormai l’amor come la notte langue,
svolazza e stride in volo un pipistrello
s’impenna e scalcia come un purosangue.

Vorrebbe ancora risvegliar l’affetto
ma ormai via andò la rondine dal tetto.

- Sonetto ritornellato
(Boccheggiano 26.07.2020 – 15:36)
 

Risvegli
In fondo tu sarai più fortunata
Amor non proverai, neppure pena,
A non pensare forse tu sei nata
E corri come un'onda sulla rena.
Amore, sì, si fa solo per dire
Che tu l'amor non so se proverai
Un altro disgraziato a fianco avrai
Che soffrirà e che farai patire.
Sono già sveglio ed ho nel cuor la bile
Nel buio nero mi sto rivoltando
E più neppure so che stia cercando
Ed a morire sono un uomo vile.
Ma accarezzo la morte, la blandisco,
La vedo come sola soluzione,
Ad una vita che più non capisco
Che vivo in ansia e senza più passione.
E so che il fuoco nel tuo cuore è spento
A starti dietro è stata una follia
Una folata gelida di vento,
Che ogni passione si è portata via.
Ancora inseguo certi sogni antichi
Una follia di certo demenziale
Persa tra ulivi ed alberi di fichi
Che a ricordar non so cosa più vale.

(Boccheggiano 11.7.2020 - 7:57)


Nonno
M'hanno messo il tuo nome e ti ricordo
Ricordo le tue mani e la fatica
Quelle notti sudate tra la brina
Che bagnava silente la campagna
Che addosso ci cadeva e ci inzuppava.
E tu seduto su quella cuccetta,
Che avevi messo fuori dalla porta
Come fosse una comoda poltrona,
E accartocciavi a volte una cartina
Con foglie di tabacco triturate
Anch'io con te a volte le ho fumate.

Poi rientravi in casa
Che a breve arriverebbe un nuovo giorno
Per me tutto sembrava come un gioco
Ma solo il lavoro avrebbe acceso il fuoco.

Ora ti penso in giro nel podere
A coltivar tabacco e tanti ortaggi
Dei tempi andati vedi siamo ostaggi
Io ancor respiro,
Vivo ti vedo ancora a me vicino,
Con la tua sigaretta accesa tra le labbra,
Muto tu sei adesso,
Lontano splende un flebile lumino.

(Boccheggiano 11.7.2020 - 8:31)


Mondi separati
Frazioni di istanti abbiamo vissuto,
le mie sensazioni appassite,
le tue esuberanze,
la forza d'aver espugnato il mio cuore,
senza pensare al domani,
senza pensare al dolore,
alla nave che stava affondando,
che dopo a picco è colata.
Hai colto gli ultimi umori,
la grande fatica di darti quel poco,
che ancora restava,
quel poco che hai colto
smuovendo la brace
soffiando sul fuoco
per far ripartire la fiamma
che dopo s'è spenta
perché non hai messo la legna,
ma solo paglia hai usato
che vivida fiamma t'ha dato,
ma il fuoco poco è durato.

(Boccheggiano 3.7.2020 - 10:09)


Lavandaie

C’è gente che ha nulla da fare tutto il giorno,
insudicia il bianco di un quaderno
col nero inferno d’una penna.

Pensieri strizzati sul torrente che scorre,
acqua gelida che le mani tormenta
e schizza negli occhi, nella mente,
e dice: “Che freddo che fa, quant’è opprimente”.

C’è gente immersa in onirici pensieri
gode per frasi dette e fatte
vuole stupire e si stupisce
sciacqua pensieri,
impazzisce.

Poi il pirla di turno che insegue la sua preda
ragno nascosto tra molli cortecce
di platani che cambiano la pelle
che saltella, traballa,
legge e costruisce critiche indecenti
cerca lo scoop innaturale
ed io mi chiedo: “Alfine, cosa vale?”

(Boccheggiano 22.07.2020 – 23:58)


L'INGORDIGIA CREA
LE DIFFERENZE
ED ANCHE
LE RIVOLUZIONI.

(Citazione di Salvatore Armando Santoro del 7.7.2020)


Incontri
Non ti ho cercata e ci siamo visti
la mano tu mi hai data,
anche il tuo corpo ho avuto
ed io non l'ho cercato.
Amor volevo darti,
lo chiedevo,
ma tu solo volevi fornicare.
Ti dissi: "Allora un maschio vai a cercare,
io poco rendo a letto senza amare".
Ti disillusi, lo so ma non t'amavo,
avevo in mente i tuoi racconti astrusi,
in petto ancor bruciava un altro amore,
che amor mi diede, d'amore mi parlava,
per te questo mio cuore non vibrava.
Ora ti vengo a giorni a salutare,
tu non mi vedi ma ti son vicino,
ti abbraccio e mi rigiro sul cuscino,
penso ai tuoi seni,
al tuo filosofare trascendente,
ma un po' d'affetto ancor per te conservo,
un po' di bene ancora ti riservo.

(Boccheggiano 4.7.2020 - 9:09)


Sintesi

Ricordo tutto di te
frasi e pensieri,
filmati e foto indecenti,
la tua voce,
i tuoi sospiri nuda sul letto,
il tuo piacere che hai filmato,
tutto ho archiviato.

Ricordo tutto di te,
le tue pazzie sotto la pioggia,
sotto il sole cocente,
in mezzo ai grilli della tua campagna,
l’ultima foto e un dito
che più non ho toccato
ma per sempre è scolpito.

Se vuoi tutto ti faccio riascoltare,
solo per ricordare,
per non dire bugie ai nuovi amici occasionali.

Anche al nuovo cretino ora racconti
dell’ultima tua distrazione,
e ripeti quello che a me ripetevi:
“Non so cosa m’è preso,
non l’amo, mai l’amerò, sempre lo tradirò”.
Acquieti la coscienza,
ma le stesse cose tu hai fatto,
sempre farai,
dici che cambi ma non cambierai.

Io a volte mi confesso
discuto con l’ultimo tuo amante che hai tradito,
con me lui si confida, mi confido.
Dopo io rido, insieme noi ridiamo
d’una donna infedele discorriamo
che tutti tradisce e si tradisce,
e non si stanca mai delle bugie
che senza alcun pudor sempre costruisce.

(Boccheggiano 23.07.2020 – 00:57)


Il mio silenzio

Il mio silenzio ancora ti colpisce
come un ramo che sbatte sopra il viso
di te mi resta ancora il tuo sorriso
che dalla mente mia giammai sparisce.

Ed io ti spio, l’amore non finisce,
ancora del tuo sangue il mio è intriso
m’hai trasportato un dì nel paradiso
dove l’amor germoglia e poi fiorisce.

E ancor sorridi da una foto antica
che quando tu m’amavi t’ho scattata,
pungente adesso sei come l’urtica

e in rete per dispetto l’hai postata.
Se t’ho archiviata in mente da nemica,
nel cuore resti la mia donna amata.

- Sonetto
(Boccheggiano 01.07.2020 – 19:11)


Sorgente inaridita


La foto è stata condivisa dalla pagina FB "Il curiosone".

Abbeverarsi a una sorgente antica,
alghe verdastre, odor d’acque appassite,
acque che gola e cuore han dissetato,
oh Dio, tu non lo sai quanto t’ho amato.

E quante volte l’album ho sfogliato
foto anche ardite, d’abiti spogliata,
è vero non ti ho soltanto amata,
nelle mie notti t’ho desiderata.

Ma poi t’ho avuta nuda a me vicino
con i tuoi seni bianchi e prosperosi
quei capezzoli in bocca carezzare
goloso come un bambino da allattare.

Ho gustato i tuoi umori ed ascoltato
le tue parole ardite sui cuscini
quanta passione hai sparso su un amore
che oggi illanguidisce e lento muore.

Muore ma forse già era nato morto,
già allora stavo anch’io agonizzando
non ero morto, appena respiravo
Dio lo era già, mai più è risorto.

(Boccheggiano 4.7.2010 – 18:00)


Haiku – Relax
Ozio d'estate -
Il mio pensiero vola
Brezza di vento.

(9 Luglio 2020 - h.18:00)

 

 


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