Poesie di Felice Serino


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Nato a Pozzuoli nel 1941; autodidatta. Poeta, mail artista e studioso di astrologia, vive a Torino.
Ha pubblicato le raccolte: Il dio-boomerang 1978, Frammenti dell'immagine spezzata 1981, Di nuovo l'utopia 1984, Delta & grido 1988, Idolatria di un'assenza 1994, Fuoco dipinto 2002, La difficile luce 2005, Il sentire celeste 2006 (in e-book) e Dentro una sospensione 2007.
Tra i numerosi riconoscimenti tre primi premi assoluti e tre premi speciali. Si sono occupati di lui molti critici tra cui Maurizio Cucchi ed è stato tradotto in sei lingue. Ha inoltre al suo attivo numerosi articoli pubblicati di vario genere.
Tutta la sua opera è visibile on-line, anche in versione e-book e aderisce a vari Forum.
mailto: felser41@alice.it


Negli occhi forti della luce
[ispirata all’alba del 19.10.2008,
a 11 giorni dal mio 67° genetliaco]
 
negli occhi forti della luce
vive il paese innocente
 
-dove approdare l’anima
esausta
di vita dispersa-
   (una
gomena di avemarie
porge l’angelo a riva)
 -da In una goccia di luce, 2008-

Armonia cosmica
espansione a irradiare
poesia a labbra
di luce

indicibile fiore
del sangue
- da In una goccia di luce, 2008 -

Welby
nel giorno acceso
in trattenuta vertigine avvolto
nel mantello del vento
sporgersi da una rupe di passione
in un amen il ripercorrersi
di stagioni di là del mare
cogliere il fiore-essenza del tempo
sognare d’essere quasi
una finzione
- la morte un paradosso
da In una goccia di luce, 2008

Da un’onda di sospiri
da un’onda di sospiri
in sogno risalire
la morte fiorita

dal grido

di albe di cenere e
fermenti di voli
nel turbinio del vento
- da In una goccia di luce, 2008 -

Dell’indicibile essenza
dell’indicibile essenza –l’altra
faccia del giorno-
noi sostanza e pienezza

solleva l’angelo un lembo
di cielo: in questa vastità soli
non siamo: miriadi
di mondi-entità ognuno
in una goccia
di luce
- da In una goccia di luce, 2008 -

Questo pane
perché lo permette ti chiedi
permette tutto questo
ti senti dire: è una prova che ti dà
“dal male trae un bene” anche se
non puoi capirlo – allora
giustificato dal Suo sangue
spezza insieme agli altri questo pane
bagnalo di tutte le lacrime
del mondo
non una briciola si sprechi di questo
dolore
- da In una goccia di luce, 2008 -

Step
pensieri distesi nel mezzodì
incendiato –
                  sul letto una lama
di luce obliqua e nella
mente in sopore
                        insieme a un pezzo
di mare
 
il perdurare la tua immagine
di poco fa il moto
dondolante
del corpo – fatto d’aria -
- da In una goccia di luce, 2008 -

A Carlo Acutis

Morto a 15 anni di leucemia l’11.10.06
(del quale è stato avviato l’iter per l’apertura della Causa di Beatificazione)

ti so dolce presenza
-tu che visitavi i giardini
del cielo-
ti so dentro di me come
un amico o un figlio
l’altra notte in sogno
nell’apparirmi mi dicevi
sono uscito dalla vita vivo più che mai

-qui è il prima da dove siamo
venuti
si sta di un bene è un’infinita
fonte di stupore
noi voluti dal Cielo siamo stelle
per corona alla Madre Celeste
- da In una goccia di luce, 2008 -

Ungarettiana
su un refolo di vento
adagio
la vita
trasognata
- da In una goccia di luce, 2008 -

L'invito
         Il poeta: un vuoto
         G. Seferis

e tu di nuovo ostaggio della notte
l'invito
l'abbraccio del vuoto

parola neo-nata
la chiami nel buio
l'innervi in parole

la plasmi a scalpelli di luce
- da In una goccia di luce, 2008 -

In livida luce di crepuscolo
sulle braccia
della Croce
ci amasti da morire
 
in livida luce
di crepuscolo
per compassione Tu
ti spezzasti *
 
        ... e
        fioristi
 
amen
 
* verso di Ungaretti
- da In una goccia di luce, 2008

Turbine vortica
turbine vortica intorno al chi sono

sapere non altro che la tua
inconsistenza

ma a un tempo
di contenere un mondo
- da In una goccia di luce, 2008 -

Pentecoste
aleggiare dello Spirito sulla
creazione
 
l'Avvento: respiro
dell’Altissimo
    (virgola-di-fuoco) in
fragilissimo cuore
   - un angolo
di cielo

- da In una goccia di luce, 2008

Ri-creare la Bellezza
              A Lolek (Karol Wojtyla)

la pietra scartata è la prima
della Bellezza - che trasuda
il sangue della luce

- posata sulla stoltezza
del mondo
- da In una goccia di luce, 2008

Barlume
qui non altro
che un barlume di vero
dove cielo decaduto
è il cuore in tumulto
che spera anela a una riva
di pace

per acquietarsi
da In una goccia di luce, 2008

Nel segreto del cuore
tenere in serbo scomparti
colore del vento che oblìa
memorie: rossi
come il sangue della passione
verdi come le prime primavere
azzurri come il manto di madonne
 
custodirvi gocce di poesia
cavalli di nuvole ed arco
baleni –
               le coordinate dei sogni – e
l’insaziato stupirsi della vita
da respirare su mari aperti
 
- che tenga lontano la morte
- da In una goccia di luce -

L’esistere specchiato
con lo stillicidio
del tempo a subire
questa piaga dalle nove porte *
 
ma a te presente un altro
te – il Sé celeste – l’esistere
specchiato: vita che si guarda
vivere –
               un mondo in un altro
 
*il corpo secondo la Bhagavadgita
- da In una goccia di luce -

Scavando nel profondo
                  a Giuseppe Soffiantini

rimuovere i macigni
di odio e vendetta
che tengono in ostaggio per la vita:
il perdono
un atto creativo un rifiorire
dentro: questo
lèggere si deve
nel tuo animo regale
tu che umanizzasti il tuo carnefice

tu che sai il dolore
della luce - sentinella dell'aurora
-da In una goccia di luce, 2008-

Libro sacro

leggerne una pagina al giorno

perché la fede non sia acqua
Colui che te la dona
fallo uscire dal libro sacro
le righe nere diventino il tuo sangue
fa' che sia pane
non polvere nel vento la Parola
- da In una goccia di luce, 2008 -

In una goccia di luce
pregusto il momento in cui mi fermerò
s’arresterà questo giro del mio sangue
lo sguardo trasparente riflesso
in un’acqua di luna
sarò pietra atomo stella
mi volgerò indietro sorridendo
delle ansie che scavano la polpa dei giorni
delle gioie a mimare maree
nullificate di fronte all’Immenso
allora più non sarò
quell’Io che il corpo-materia veste
navigherò il periplo dei mondi
corpo solo d’amore
in una goccia di luce
-da In una goccia di luce, 2008-

Distacco
giungere dove ogni linea s'annulla
un brivido bianco... e sei altro
fiume che perde nel mare il suo nome *
* da un verso di Billy Collins
- da In una goccia di luce, 2008

Sic transit…
confidare
nelle cose che passano
è appendere la vita
a un chiodo che non regge

è diminuirsi la vera ricchezza –
arrivare all’essenza –
lo scheletro la trasparenza
- da In una goccia di luce, 2008

Anelito
[esercizio con la c]

incielarsi
nell’oceano del cielo
in braccio all’Eccelso

liberi come uccelli
- da In una goccia di luce -

Avvolti nella luce
[ispirato dalle parole in apertura,
che mi hanno tormentato per giorni]

se nascere nella morte
è questa vita
breve sarà il vagare
nella tenebra della conoscenza
per noi apprendisti dell’Indicibile
avvolti
nella luce della Parola
legati da una promessa di sangue
a Chi ci tende nei secoli
le braccia aperte in forma di croce
- da In una goccia di luce, 2008 -

Spiove luce
spiove luce
di stelle gonfie di vento
col tuo peso
greve di limiti
ti pare quasi vita sognata
il vissuto già divenuto memoria

siamo frecce
scagliate nel futuro
o il tempo che ci è dato è maya
e si è immersi in un eterno presente?
- da In una goccia di luce -

Immersi nell'Assoluto
come in una bolla d’aria o goccia
di luce

si ha vita
nel fiato del Sogno infinito
- da In una goccia di luce, nuova raccolta- (titolo provvisorio)

Infanzia
la tenerezza dei giorni verdi
sparpagliati
nell'oro del sole appesi
alla luna

il papà dalle spalle
larghe come la volta
del cielo

quel sentirsi dèi – quasi
alati senza peso – e
non sapere la vita

ah lo stato originale!

Innocenza nostalgia del paradiso
- inedita -

Su un verso di Pessoa
prolungato sopore
postprandiale

di felicità effimera
brucia il tramonto in un volo
che si perde dietro l’ala
del palazzo ottocentesco – fino
a che arriva lo sguardo…

(apparizione in sogno o forse
déjà vu?)

dove ha fine la vita
è solo la curva della strada
- da La bellezza dell’essere, 2007 -

Anelito
rinascere da questo cuore

come una fortezza
il peculio di pena ha elevato
il silenzio al rango della luce
- da La bellezza dell'essere -

A specchio di cielo
a specchio di cielo
il tuo coniugarti
corpo-amore
albero che veste
primavere
grido
di terra
benedetto -
fonte di luce-vita
corpo-amore
- da La bellezza dell'essere -

Momento
           ad Angela

[ispirata in dormiveglia il 28.10.2007,
a 48 ore dal mio 66° genetliaco]

torpore:
velo di tenebra sugli occhi
mano che ti muore nella mano

ed è bellezza anche questa:
minimo ritaglio dell’eterno
- da La bellezza dell'essere -

Mondo
(contro le guerre)

freddo incanaglito la tua iniquità
è specchio che deforma
la bellezza del creato

tu esperienza della ferita
col poco amore che ispiri
ci lascerai incastrati
tra questa e un'altra dimensione?

mondo: piaga e grido
dell’uomo incompiuto
vòlto al cielo

io ti detesto - mondo
- da La bellezza dell'essere -

Se ci pensi
capisci quanto provvisoria
è questa casa di pietra e di sangue
dove tra i marosi il tempo
trama il tuo destino di piccolo uomo?

se ci pensi:
quale enigma ti sovrasta
mentre la vita non è che un batter d’ali

- e tu immagine
passeggera dentro gioco di specchi
copia sbiadita riflesso del riflesso -

ci sei ma non ti appartieni
sebbene all’esistere
ti attacchi come ostrica allo scoglio

mentre ti ripugna
il disfacimento lo scandalo
della morte il salto nel vuoto
- da La bellezza dell'essere -

Il sogno è un'oasi

1.
un grande desiderio di azzurro
urge nel sangue
senza più odio e dolore
solo amore –
un arcobaleno di amore

2.
nella notte dell’anima
acceca il bagliore della lama
dello sparo – “caino dov’è
tuo fratello” –
ancora e ancora
l’assordare
dei martelli che inchiodano al legno

3.
è il sogno un’oasi di pace
nel cuore devastato

… non si tende alla bellezza?
- da La bellezza dell'essere -

Entrare nella luce
[ispirata nel dormiveglia il 2.10.07]

1.
leggere sull’acqua
lettere storte
camminare nel mistero a volte
con passi non tuoi
“sei condotto là dove non vuoi”

2.
essere e proiezione
del Sé
(per speculum in aenigmate):
nella parusia entrare nella luce
goccia che si frange nel sole
- che contiene un mondo
- da La bellezza dell'essere -

Nella danza
quando ti adagerai nella tua ombra
e avrai già l’inverno nelle ossa
esulta perché sarà l’ora
d’essere trasfigurato
pervaderai con una particella
di te ogni cosa
l’anima si confonderà con le stelle
allora entrerai nella danza
nel Signore della danza
- da La bellezza dell'essere -

Il paradiso se amiamo
(sentenza facile con versi facili)

[ispirata la notte del 2.9.07]

(il grido dell’afflitto
anima sparse stelle)

terra è dolore il cielo amore?
l’inferno ce lo facciamo noi

terra è pianto?
il cielo canto?

il paradiso se amiamo
è già qui
- da La bellezza dell'essere -

Un solo respiro
la porta stretta –
dove macera amore

(nell’oltretempo risiede
il Verbo e
il suo cuore-battito
d’universo)

a un solo
respiro si tende –
oltre un tempo
di transizione
- da La bellezza dell'essere -

Longevi
brindano al mistero della vita
forzano le porte
della sera – vedono oltre
dove altri non vedono: per loro
il sognare non ha più fine:
hanno occhi
lavati con acqua celeste
- da La bellezza dell'essere -

Qualcuno mi conosce

(somigliano i sogni
a queste nuvole a stracci)

mai come ora
ho bisogno d’un gancio
per appendermi al cielo
- da La bellezza dell'essere -

Alla fine dei tempi
“Per risplendere devi bruciare” – John Giorno

deve il maligno consumare
il suo fuoco - stravolgere
la faccia del mondo
fin quando uscirà di scena

la vita: “la vita può andarsene domani” *

la consolazione per chi resta?
aspettarsi alla fine dei tempi
un radioso trapasso:“ch’io
non resti confuso…”

* verso di Paolo Bertolani
- da La bellezza dell'essere -

Lacera trasparenza
insaziata parte
di cielo
vertigine della prima
immagine
e somiglianza
vita
lacera trasparenza


sostanza di luce e silenzio

sapore dell’origine

fuoco e sangue del nascere
- da La bellezza dell'essere -

Ricorda
[ispirandomi a David Maria Turoldo]

sei granello di clessidra
grumo di sogni
peccato che cammina

ma
sei
a m a t o

immergiti
nella luminosa scia di chi
ti usa misericordia

ritorna a volare:
ti attende la madre al suo
nido

ricorda: sei parte
dell’Indicibile - sua
infinita Essenza

nato
per la terra
da uno sputo nella polvere
- da La bellezza dell'essere -

Evocativo
come in una bolla d'aria

si ha vita
dentro il fiato
di sogni sgretolati
- da La bellezza dell'essere -

Previta
cosa saremo ora non sappiamo
bene ci conosce il Demiurgo già
in mente Dèi eravamo prima
della creazione pur senza saperlo
ingabbiati come siamo in questa vita
sia detta pure previta
puro anelito di spiccare il volo
- da La bellezza dell'essere, 2007 -

Una vita
(a Jung)

perdutamente
dei sangui
l’aprirsi d’echi
su cieli
anteriori
lo spazio
d’un grido
- da La bellezza dell'essere, 2007 -

Insostanziale la Luce
insostanziale la Luce
nella carne si oscura
(energia fatta densa)

luce verde della memoria
scuote la morte:

il nocciolo del tempo
nel buio delle vene è universo
presto deperibile
- da La bellezza dell'essere -

In sogno ritornano
in sogno sovente ritornano
amari i momenti del vissuto
che non vorresti mai fossero stati
per cui accorato in segreto piangi

si affaccia nel tuo sogno bagnato
quel senso di perdizione
incarnato nel figlio
prodigo che fosti

emerge dai fondali
dell’inconscio dove naviga
il sangue e tu
disfartene non puoi
- da La bellezza dell'essere -

Maya
il di qua dice l’asceta
non è che proiezione
nel prisma azzurro del giorno

sentenzia
che perfezione
è la carne che si fa spirito

non si terrà conto
del corpo che si nutre
che è già della terra

si è dunque
del cielo o anelito
d’infinito ancor prima
del primo respiro?

- certa è la fiamma che dentro
ci arde – sottile -
- da La bellezza dell'essere -

Sulle rive del mistero

ciò che non appare mistero
neppure è bello
*

fragile come i sogni
spaesa il cuore
di là del mare

tutta
una vita –
… finché lo spaesare
non si adagia
sulle rive del mistero

* frase presa in prestito dal mio amico
pittore-poeta-critico Andrea Crostelli
- da La bellezza dell'essere -

La bellezza dell’essere
la bellezza dell’essere
è di una certa età
dipende
dal modo in cui la percepisci
quando ti commuovi per un nonnulla
scambiando un sogno per una visione
ti senti tornato bambino
lo sguardo perso ad inseguire un volo
non hai paura di morire
(il viatico è fare una buona morte
quando in vita ti sei ben speso)
- da La bellezza dell'essere, nuova raccolta 2007 -

Rammendi azzurri
(per il 25° anniversario di matrimonio)

in braccio al vento
questo giorno dai rammendi azzurri
- da Dentro una sospensione -

Ad altezze segrete
(volontariato)

sperimentare l’Indicibile

spendersi
in un percorso di amore
il cuore aperto
ad altezze segrete

sperimentare l’Altro da sé
nel diversamente abile – pasta da
modellare: ci affondi
le mani e ci rivolti
la vita –
lui ti ricambia con l’oro
di un sorriso
- da Dentro una sospensione -

La parte celeste
vera rivoluzione sarà
l’oltre: mi sveglierò
nel sole in un paese
innocente* – il cuore
s’irradierà di gioia
piena nella vertigine
della luce – ricongiunto
alla parte celeste
puro tornerà alle
origini – perso e
ritrovato –

al seme della meraviglia

*"paese innocente": da un verso di Ungaretti
- da Dentro una sospensione -

Charlot
[versi ispirati nel dormiveglia il 3 dicembre '06]

(la tua magia è fumo
che vola sul tempo
fra palpebre d'aria)

l'ora si fà elettrica
nel cielo di una risata
- inedita -

Nel buco nero del grido
nel buco nero del grido
s'attorciglia
la spiralante
vertigine di munch
- da Dentro una sospensione -

Non possiamo concepire
non possiamo concepire come
chi ci ha lasciati
in un fresco mattino di settembre
ci appaia più grande si espanda
corteggiando le stelle
questo è parte del mistero
non dover essere ma essere-di-più
in pienezza
e perché poi ti sconcerti che l’io
debba disintegrarsi con la sua
tronfia ruota-da-pavone
quest’io a cui credi appartenere?
- da Dentro una sospensione -

L´essenziale
arrivare all´essenziale: via
il superfluo (lo sa bene il poeta - un
sansebastiano trafitto
sul bianco della pagina)
 
così il corpo: si giunge
col vento azzurro della morte
al nocciolo: all´Essenza: non altro
della vita
che avanzi      in pasto al suo vuoto
famelico –
      quando nella curva
del silenzio
essa avrà ingoiato la sua ombra
- da Dentro una sospensione -

Preghiera
spogliami Signore da questa morte che mi veste
lasciami rifugiare come un uccello bagnato
nel tuo dolcissimo abbraccio di madre
che racchiude il respiro degli oceani il poema del vento
che è onda di suoni e soavissimo amore
fà che indiafanato nello specchio del cielo
mi pervada l’angelica ebbrezza
del girotondo planetario non prima che quest’anima
indegna si lavi nel sangue di tuo Figlio
- Da Dentro una sospensione -

Morire a ritroso
amiamo ciò che passa legati eppur distanti
a corpi di carne mentre il tempo scava lento
per noi e per la morte che buca la notte
è un morire a ritroso finché si esce da questa
vita da questa morte
- da Dentro una sospensione -

La notte laterale
unghie crescono nella morte

il gravitare dell’ombra che
ti segue a lato - questo
sentirti enigma vederti
nel sogno moltiplicato
da una vertigine di specchi a
scalare la notte
- da Dentro una sospensione -

Lasciate che sogni

lasciate che sogni il paese
delle più dimenticate musiche
dove vibra la segreta stella del mio sangue
il paese del Tutto dove nel tutto esisto
senza limiti senza limiti
in una infinita danza dove sono la danza
- da Dentro una sospensione -

"La vita… è ricordarsi"
[leggendo Sandro Penna: una cheta follia, di Elio Pecora]

sotto un mutevole cielo chiuso
nel tuo grido di diverso

cresce la luce a cui vòlti
le spalle: voglia di sparire
dentro un sogno o restare
nell'ora dolce dei vivi

- mosca impigliata nel miele
- da Dentro una sospensione -

Alzheimer
dello stupore della vita
egli non ha memoria
né dell'infanzia
né di un amore
ora intagliato
in una finestra
consuma giorni in attesa
di scoprire il paese della
meraviglia - dove la mente
come un sole si
e s p a n d e
- da Dentro una sospensione -

Sperdimento
silenzio-ombelico di luce
 
(le ombre corte l'aria
incendiata)
 
affondo in vertigini di cielo
 
        …unforgettable
 
le uve
dei suoi occhi ad addolcire il sangue
 
nello sperdimento
del tempo che si sfoglia
 
quest'ora squama
il mio cuore di paglia
- da Dentro una sospensione -

Sconnessione
pensavi guadagnare la chiarezza?
la vita imita sempre più il sogno
nelle sconnessioni avanti con gli anni

ti coniughi ad un presente che s'infrange
dove l'orizzonte incontra il cielo:
e ti sorprendi a chiederti chi sei
oggi da specchi rifranto
e moltiplicato
mentre il tempo a te ti sottrae
- da Dentro una sospensione -

Sospensione
un camminare nella morte dicevi
come su vetri non conti le ferite
aspettare di nascere uscire
da una vita-a-rovescio

riconoscersi enigma dicevi
di un Eterno nel suo pensarsi
- da Dentro una sospensione -

Risveglio
tra le pieghe della storia             un giorno i morti
c'è satana                               risvegliati
che strappa                            da pioggia d'uccelli
le più belle pagine di poesia          le ricomporranno
                                in musica celeste
- da Dentro una sospensione -

Dal di fuori

1.
precipitati da un primo
mondo di luce indivisa -
essere qui e insieme
altrove

dal di fuori il pulsare
dell'universo
impregnato di dolore e di canto

2.
questo dolore questo
canto: ne siamo
l'essenza

siamo volti che galleggiano
sulla superficie di un sogno
- da Dentro una sospensione -

Elegia dell'ultimo giorno
ormai è passata come tutte
le cose dell'aldiqua prendila come
un sogno anche se sogno non è
questo nell'ultimo giorno avrò da dirti
fratello a me nella carne e nello spirito
marchiato a fuoco
ma tutto questo doveva accadere ti dico
perché "si compissero le scritture"

ora m'incolpi del mio silenzio e
Tu dov'eri mi chiedi quando a migliaia
venivano spinti sotto le docce a gas
Io ero ognuno di quei poveracci in verità
ti dico Io sono la Vittima l'agnello la preda
del carnefice quando fa scempio
di un bambino innocente
Io sono quel bambino ricorda
"quando avete fatto queste cose ad uno
di questi piccoli l'avete fatto a me"

anch'io in sorte ho avuto una croce la Croce
la più abietta la benedetta
anch'io ho urlato a un cielo muto e distante
Padre perché

perché solo mi lasci in quest'ora di cenere e pianto
- da Dentro una sospensione -

Vertigine del vuoto
[leggendo E. M.Cioran]

sognandosi al di sopra dei precipizi

le vene cariche di notti
carpire qualche vertigine all’Abisso
- da Dentro una sospensione -  

Quel sorriso
                 a R.

oltre lei forse fra le stelle
dura quel sorriso che nell’aria
ti appare ora sospeso come fumo

lucido incanto il tuo
sperdutamente altrove –
l’ha disperso il vento
- da Dentro una sospensione -  

Visione
imbevuto del sangue della passione un cielo
di angeli folgora l'attesa vertiginosa
nella cattedrale del Sole dove ruotano
i mondi
è palpito bianco la colomba sacrificale
- da Dentro una sospensione -  

In sogno
piangere in sogno: buona
notizia in arrivo lo diceva
anche mia madre e con lei la sua
generazione pronta per l'occasione a
giocarsi i numeri - chissà
che ne pensavano freud e jung
della prospettiva del rovescio
del guanto come il mondo a rovescio
loro che scavavano nel profondo
della psiche ma forse di simili
credenze avrebbero riso -
- da Dentro una sospensione -  

Approccio
[poesia facile ovvero esercizio poetico]

uno di quei pomeriggi
in biblioteca
dove trovi cibo per la mente

tra web e cartaceo adocchi
la ragazza immersa come sub
in una ricerca su nietzsche

con una particolare
luce presa in prestito
da monalisa

ecco lei ti sorprende...

come calamita
ti attira
nietzsche

e ti senti uno stupido
- inedita -  

È velo che cadrà

1.
è velo che cadrà
la carne

2.
rendere fruttuosa la morte
perdendo la vita

(rovescio
dell'io tra nome e senza nome)

3.
ma è l'amore che mi sceglie

(nudo
alla luce)

4.
ho sognato d'essere trasparente
- da Dentro una sospensione -  

E' in te nell'aria
è in te nell'aria
sottile la senti la mancanza
di vita piena
come applaudire con una mano sola

ma è regale regalo
questo rapido frullo
d'ali
atto d'amore
non affidarlo nelle mani del vento

sii àncora
gettata nel cielo
- da Dentro una sospensione -  

* * *
giunga pure l'ora del distacco
a lasciare fuori il dolore

l'essere si farà fragile foglia
appoggiata ad una spalliera di vento
- da Appoggiata ad una spalliera di vento -  

Lettera (frammento)
non angustiarti se non sai pregare
se preghi con la testa tra le nuvole

lo fai e bene se spandi
su foglio metafisica luce

e il soffitto ti si fa cielo
-da Appoggiata ad una spalliera di vento-  

Se questo mondo
se questo mondo ti ha forse
deluso è perché ho lasciato
che ti perdessi e dal tuo
vuoto mi tendessi le mani

su me che sono Altro
roveto che arde e non consuma
scommetti pure la tua vita

non vergognarti di me che sono il giorno

ho offerto il mio Essere
carne e dio
al supplizio del legno
mia rivincita d'amore

sono il mattino che ti coglie
- cuore di madre
-da Appoggiata ad una spalliera di vento, nuova raccolta-  

Nell'abbraccio del mistero
terebrante luce: intima
ferita celeste

(la sfiorano
le balsamiche dita
di Amore)

nell’abbraccio del mistero
farsi trasparenza
espansa
percezione di sensi
- da Il sentire celeste -  

Appoggiata ad una spalliera di vento
e nel momento del distacco
l'io si farà fragile foglia
appoggiata ad una spalliera di vento
- da Il sentire celeste -  

Il mondo le cose del mondo
a padre Pio

il mondo le cose del mondo
ci devono scivolare addosso
come acqua - dicevi
mentre era un sorriso
interiore a illuminarti -
                             guaglio':
la casa del Padre è in fondo al tuo cuore
ma è il cuore
un campo di battaglia: a ogni giorno basta
la sua pena -
- da Il sentire celeste -  

Io-un altro
questo sentirmi diviso: e
non riconoscermi come
il fuori del mio dentro:

convivere con gli umori
di un corpo di morte
- da Il sentire celeste -

Acque

1.
acque uterine dove sognammo di nascere
oceano circolare mare
di nostra madre

2.
lavàti
con acqua e sangue - fonte
battesimale seconda nascita

3.
acqua è porta
acqua è Vita

venite a me
Io vi disseterò

…camminava sulle acque

coniugava le forme dell'acqua

"oceano circolare mare / di nostra madre": Jean Debruynne, da L'acqua battesimale
- da Il sentire celeste -

Le tue poesie
sono astruse dici parlano per lo più
di cieli e affini mai di quaggiù - lo
ammetto ma ti pare siamo solo di terra e
non fatti d'infinito e di mistero o
materia dei sogni come il cuore sente?
farsi d'aria e parlare col cielo non
insegna forse a vivere in terra?
a riscattarsi da debole carne?
- da Il sentire celeste -

La sua luce di mille soli
ci accecherebbe la sua luce
di mille e mille soli
se solo potessimo
vederlo con occhi di carne

Lui l'absconditus
l'Indicibile dalle
Ali di Fuoco - l'Uno
dai molti nomi

Colui
che indossò una carne (e
la sua carne vestì una croce): che
per sollevarci

si fece bambino e ultimo
- inedita -

Per speculum in aenigmate
chi sei: quale il tuo nome nel registro
della Luce quale la tua figura
inespressa

questo non aversi
come morire sognarsi
in seno a cieli di cui non è memoria

…caduto
il velo il tuo Sé faccia a faccia

un ri-trovarsi:
moltiplicato
- da Il sentire celeste -

Stanze
[ispirata leggendo Il corponauta - appunti di viaggio di uno spirito libero, di Flavio Emer]

io pensiero dilatato
a spolverare le stanze dell'oblio
sulle pareti la memoria
ancestrale
metteva in luce emozioni dipinte
su volti che furono me

rifluiva dai bui corridoi
degli anni il vissuto
a imbuto
mi perdevo come in sogno
nell'abbraccio di quelle figure che
accendevano il mio sangue
- da Il sentire celeste -

Stimmate
non resteranno tracce
dei giorni solo parole
scritte sull’acqua

a risalire le ore
del sangue
il vortice del vuoto: solo le stimmate
parleranno

dell’amore che hai dato
- da Il sentire celeste -

Anche a metà un sorriso
(anche a metà un sorriso
è terapeutico:
sprecato è il giorno senza
la sua luce)

fare anima aprirsi
al nuovo come cercare
un tesoro con occhi tornati
innocenti

coltivare la
meraviglia il bambino che
è in noi unico
filo rosso
- da Il sentire celeste -

Un cielo nuovo si pieghi
(contro la fame nel mondo)

quelli che espongono una
bandiera di carne - i senza
voce - quelli che calpestano un tappeto
di morti senza croci:
i milioni di bocche imploranti
dinanzi a uno spreco infinito: i nati
nella parte sbagliata del mondo -
quel gemito di carne che madre
Teresa coglieva tra i rifiuti: gli
u l t i m i

per questi facciamoci voce
di chi non ha voce
s'impregni l'essere tutto
fin nell'intima fibra: da un sangue
innocente germoglino nuovi
virgulti e un cielo nuovo si pieghi
sull'uomo - lo liberi dal suo grido
- inedita -

Vita: mio sangue alato
tu come un'esplosione
all'aprirsi del fiore -
vita: mio sangue alato

lascia che m'incenerisca
per rinascere adamantino
nell'aria come fenice
lascia che della luce
della tua saliva
fino al cuore mi bagni

ah sentirmi avvolgere
nel risucchio del vuoto
tuo affamato…
- da Il sentire celeste -

Gioco di specchi
l’ambiguità è forse nel sogno
mentre vivi e ti cammina a lato
un altro te – insospettato

allora è sogno la vita? o
riflesso copia sbiadita o
gioco di specchi in cui
ti chiami e ti perdi…
- Da Il sentire celeste -

Negli occhi d'albe stuprate
sbarre & soli neri nascono
negli occhi d'albe stuprate che
portano in grembo frutti
di cancrena & babeli erette
dal dinosauro-di-pietra che dell'immagine
intricata dell'Uomo vomita i frammenti
insieme a ostentate efficienze & miti
d'un precario esistere la cui sintesi è
seduzione e/o arte del ripiegarsi
sulla contemplazione del proprio ombelico
- Da Delta & grido, 1988 -

Memento
(alle madri dei desaparecidos)

dimora nella Ferita del Cielo
il vostro urlo modellato
dagli squarci della storia:
non piangete sui mattini
rossi di olocausti: da un sangue
innocente nasceranno colombe
- Da Di nuovo l'utopia, 1984 -

Nei miei sogni
nei miei sogni ricorrenti il mare
ne attraverso lunghi tratti io che appena
sto a galla – altre volte mi trovo
in viaggio (nave/treno) o mi vedo nella
casa giù al paese a tavola
coi parenti che mi ricolmano fino
agli occhi e mi accorgo che sono in ritardo per
il lavoro ora nemmeno più ricordo dove
ho parcheggiato scendo di corsa salgo
scalinate eccoli i miei morti i parenti
sorridermi mai che mi dessero
numeri

(ora non sogno più a colori
vividi né di librarmi come
falena contro il soffitto)
- da Il sentire celeste -

Parvenza d'amore
pietre ancora calde di sole
con la luce che vuole morire al giorno
una virgola di amore ti è rimasta negli occhi
come sangue rappreso (nelle vene del tempo
è sospensione questo palpitare che si fonde
col silenzio del cuore)

come un olio è passata la luce sopra il dolore –
pseudoincarnazione di un sogno –
- Da Il sentire celeste, raccolta inedita -

Flash
spirale d'eccidi (i riti del dopo
pranzo - registri sequenza tivù nel mezzo
sonno: flash raggrumati in un grido)
non si spalancano strade intorno all'urlo
dei cristi emarginati e suicida
è la speranza in cuori di giuda
(nel mezzosonno cauterio di coscienza e tempo
scheggiato agli orli dell'anima)
- da Di nuovo l'utopia, 1984 -

Arca-di-noè non sarà l'avvento
ci compriamo una morte
sintetica:
arca-di-noè non sarà l'avvento
dell'uomo-bionico
né il rifugio antiatomico se
eventi futuri verranno
generati dal Caos
di una coscienza latitante - che grida
l'anamorfosi della storia -
- da Idolatria di un'assenza, 1994 -

Appunti di viaggio
cielo aperto in uno squarcio rosso

alla radio
gli ultimi eccidi

m'inchioda nel suo vortice la
precarietà dell'essere - questa vita avuta
in prestito e il frantumarsi dell'io
lungo il viaggio dentro la materia -
parabola di carne

come gl'insetti
contro il parabrise
- Da Frammenti dell'immagine spezzata, 1981 -

Mondo
ti reggi su cumuli
di escrementi ed erigi
altari di miti grondanti
sangue tra nebbie
di droga & masturbazioni di
coscienze -
dai tuoi genitali di storia
il seme delle
generazioni ruotanti nel tuo
Caos - hai nome
moloch: crei
l'uomo programmato
- Da Frammenti dell'immagine spezzata, 1981 -

Sprazzi di pace
spiove dal cielo una luce
di stelle gonfie di vento – quasi
provenisse dall’oltre

nel cuore un aprirsi
di sprazzi di pace: vedermi
in tutto con il mio sognare –

il vissuto la vita
sognata
- Da L'invito della luce (titolo provvisorio) -

A Danilo Dolci
la nuova città
terrestre inizia dove
l'uomo si fa violenza - di là
dai cancri di questa era
suicida

tu lo insegni al bambino
che tende le sue prime
radici nell'aria:
rivoluzione è costruire
la città terrestre oltre
le notti che si spaccano alla volta
del cuore
- Da Frammenti dell'immagine spezzata, 1981 -

Olocausto
immolato al moloch del consumo
deponi la croce delle otto ore lasciando
brandelli di anima lungo la catena
biascichi parole di fumo prima del sonno e sogni
strappare alla vita il sorriso ammanettato
dal giorno tieni in vita la tua morte tra vortici
dell'essere e trucioli d'acciaio rovente ti farà
fuori una overdose di nevrosi-solitudine
cuore-senza-paese immolato al moloch
dei consumi il sangue vorticante nella babele di
pacifici massacri offerta quotidiana
- Da Frammenti dell'immagine spezzata, 1981 -

Sistema
sul vento delle braccia
i pensieri decapitati -
la megamacchina
cattedrale-di-sangue eretta
con la ragione del numero
dell'efficienza
- Da Frammenti dell'immagine spezzata, 1981 -

L'anima tesa sul grido
dopo otto ore alla catena
neanche la voglia di parlare
davanti alla tivù-caminetto
e morfeo ti apre le braccia
(impigliàti nello stridìo
della macchina
brandelli di coscienza)
domani ancora una pena
l'anima tesa sul grido
del giorno
in spirali di alienazione
- da Frammenti dell'immagine spezzata, 1981 -

Voglio credere
in danza attorno al totem
Benessere
ho raccolto nella curva della sera
il balenìo d'una vita falsa
asettica

oggi con tutta la forza
del mio sangue
voglio credere non sia perduto
quel senso d'autentico che
rende liberi - còlto nell'inseguire
voli di rondini e
utopie di cieli d'innocenza

Poesia
ti avviti
con lucido delirio
nella folla
di parole
(tra sprazzi di
coscienza e sogno
insegui
gibigiane echi:
ecco sfrondarti
forbici di luce:
la pagina è tuo lenzuolo
quando in amplessi
cerebrali
muori rinasci)

la tua anima di carta
ricrea armonie
in seno a spirali
più alte

Iqbal
In memoria di Iqbal Masih, tessitore di tappeti,
portavoce dei diritti dei bambini lavoratori,
ucciso a 12 anni, il 16 aprile 1995, domenica di Pasqua.

Lo spino apre la gemma
e l'acqua apre il mattino

F. Fortini, "Per un compagno ucciso"

come un bosco devastato
intristirono la tua infanzia
di pochi sogni

tra trame di tappeti e catene
ancora grida il tuo sangue nei piccoli
fratelli - il tuo sangue che lavò la terra

quel mattino che nascesti in cielo - dimmi -
chi fu a cogliere il tuo dolore adulto
per appenderlo ad una stella?
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Parola
erlebnis del phonema -
conchiglia
d'aria - sul mare della memoria

una stella di sangue è il sole della pagina

parola - tua preda o forse
tu preda della parola

amore zenitale

le nozze del fuoco
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Poesia cosmica
io-non-io:
lasciare che mi superi
la luce

sentirmi espandere
nell'amore
infinito sparso per il cielo
- Da La difficile luce -

Arimane
anima e atomo polvere del cosmo
giano bifronte prometeo incatenato
sei della generazione permeata dallo spirito
esaltante combinazioni di geni
sulla scacchiera della vita - già artefice
del bionico l'uomo a cui ha
strappato gli occhi e il cuore: il
desiderio originario: l'eros: età dell'oro
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Anche per voi
salgo sulla croce anche per voi disse con gli occhi
rivolto a quelli che lo crocifiggeranno
anche per voi che ancora nei secoli
mi schiaffeggiate sputate
negando la vita buttandola tra i rifiuti
aizzando popolo contro popolo
sotto tutte le latitudini
salgo sulla croce anche per voi
che mi sprecate nelle icone
per voi nuovi erodi/eredi della svastica
che insanguinate la luce delle stelle
oscurando la Notte della mia nascita
anche per voi potenti della terra
razza di serpenti
che non sopportate di sentirmi nominare
dal mio costato squarciato fiumi di sangue
tracciano il cammino della storia
la mia Passione è un solo grande urlo muto
di milioni di bocche imploranti
dinanzi al vostro immenso Spreco
con cui avete eretto babeli
di lussuria come cultura di morte
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Vestita di cielo
(Padova)

piazzetta gremita
d'ali:
un inno al sole un canto
di vita

distillo memorie - ti vedo
vestita di cielo
- Da La difficile luce -

Fra gli altri mi visita un sogno
(ispirandomi ad Alberto Bevilacqua)

fra gli altri mi visita un sogno
mi sale come un'ostia
di luce - un profumo
una carezza che sfiora
appena: presenza dal mistero
ectaplasma che presto svapora
- Da La difficile luce -

Rol
nel giro
di una luna ti sognerò levarti
da orizzonti
di fuoco su cavalli
d'aria
dipingere arcobaleni
coi colori dell'amore
- Da La difficile luce -

Allucinogeni
corrono brividi nel sangue psichico -
in curva / dentro l'occhio-del-Sole
ondeggia distorto un volto d'angelo

                   bruciarla la vita sul filo
                   della notte liquida
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

A Danilo Dolci
risalire all'immagine infranta
dove è voce del sangue
la ferita aperta del cielo - limare
le parti non combacianti
con la figura del divino -: è quanto
fai intendere e
- in sintesi - la chiami città
terrestre la tua voglia
di rivoluzione: tu innamorato
dell'uomo nuovo -
del suo costruirsi incessante -
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Aion

1.
chi ti ha fatto sapere ch'eri nudo?
l'entrare della morte nel morso
della mela
(si erano creduti il Sole
scordando di essere riflessi)

1.a
il serpente mi diede dell'albero e...
eva la porta
di sangue
per dove passa la storia

2.
nell'incrocio dei legni
la conciliazione degli
opposti
(lo scheletro del mondo)

2.a
è il Figlio che pende
dai chiodi
la risposta a giobbe

3.
ancora l'assordare dei martelli
ancora
un giuda che fa il cappio abbraccia un albero di morte
- sulle labbra il fuoco del bacio
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

La vida es sueno?
con calderon * dici la vida
es sueno mentre ti dibatti
in un non-tempo onirico:
sorveglia ogni gesto
un testimone interiore / custode
del sogno - e se nel saperti
forma vuota volessi
uscire dalla vita
                           non c'è
grido o sussulto che tenga
* Calderon de La Barca
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Ananke 2
(traversano l'etere forme-pensiero come ali di fuoco)
akasha:risale da eoni l'antica memoria del sangue:
l'archetipo il mito il walhalla degli dèi / (l'alterego
d'Ombra - visualizza l'aura espandi il raggio dello
spirito sostiene jung (sperimenta in limine visioni
emerse dal sogno) / fiume di eraclito the thing I am / / fuori
del tempo degli ego dilatati (seconda vista (risveglia la
kundalini la luce pensante) / gridano precipizi-di-luce
l'estrema entelechia / nel cuore-tempio del sole una soglia
di cielo - fare il vuoto la bellezza del vuoto
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Deus absconditus
(sempre a metà strada noi: sempre
nella terra di nessuno: il
fratello oscuro che s'agita nel sangue
                                                     (lato
notturno dell'anima) che mima
il dolore del cosmo

attraversando la valle della morte
penetrati da tutto il freddo del mondo: immersi
fino all'ultima fibra dell'essere
in un dramma da consumarsi fino in fondo)

il Dio che sta dietro le apparenze: il Dio
sconfitto nella storia Dio-del-paradosso
che vince con la debolezza - il Totalmente
Altro: l'increato (ab aeterno) che si
a u t o l i m i t a

per recuperare la sua potenza alla
fine dei tempi - grumo di vortice d'astri -
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Cielo interiore
(a Gustavo Rol)

cosmonauta di spazi
sovramentali
trasfiguravi il tempo
velandolo d'irreale:

quiddità di un cielo
interiore
aperto su mondi paralleli
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Senza titolo
al di fuori di me
- io stesso luogo-non-luogo -
mi espando

di cerchi concentrici è il lago
del mio spirito: sasso gettato
dal capriccio della musa

fremito d'acque e stelle
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Junghiana
legato a un vago giro di pensiero
alla tua libido caro freud antepongo
la vita che guarda se stessa guardarsi:

il centro del mandala dove la luce
pensa - le nozze alchemiche - alla
mancanza di sacralità il Pesce *
l'enantiodromia (Unus
mundus) - all'analità l'Anima l'Animus
l'Ombra - il corpo che si apre nel suo doppio - la
nostalgia di un cielo prima della caduta
*Simbolo del Cristo
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Agape / Eros / Philia
imago dèi: noi chiamati
ad amare (senza essere nostri)
noi abbracciati dalla
Luce: dai tre aspetti dell'amore:
Dio madre / amante / amico
(agape / eros / philia)

l'Uno dai molti nomi:
sole - oceano - fortezza
- Da Fuoco dipinto, 2002 -   

Portare se stesso come un vestito
1.
processo è la vita stessa
    il soggetto si racconta

1.a
da acque amniotiche
                             (da matrice atomica)
gettato dentro il mare-mondo

2.
l'io: tanti io diversi: io-
metamorfosi
                             (voci di dentro)

2.a
io sospeso spasimo io qui-e-ora
io fatto vertigine e sogno
                             (stato di trance
                               un esistere in limine)

2.b
io-onda io moltiplicato
da specchi e pure a sé ignoto
                              io mancanza vuoto
                              di braccio amputato
- Da Fuoco dipinto, 2002 -  

Ananke (necessità)

1.
luce/ombra le mie due metà
tendo all'Uno all'androgino
rapito dai vortici di
Splendore
                       (dalle Sue Ali di Fuoco)

2.
è l'io la linea che mi divide
in grovigli di vene (avvolto
nella camicia di nesso degli istinti)
sussistono tutti i contrari
                        ----------- un tiro alla fune
finché non si frantuma il mio corpo
di vetro
- Da Fuoco dipinto, 2002 -    

Versi all'amore
irradia un sole il mio cuore
che vuole incenerirsi
nelle tue braccia
ove la Bellezza delira

il tuo sguardo s'instella
dove comincia il cielo
anima bella
farfalla imprevedibile del volo

Parusia
(nell'ultimo giorno: scaduto il tempo osceno)

sporgersi sull'oltretempo ai bordi
della luce
presenze
evanescenti in chiarità
di cielo: farsi
corpi di luce

Nel perdurare la luce
le ore arroventate: erano
estati lunghe a morire

le corse pazze le ginocchia
sbucciate nel perdurare la luce:

ancora un mordere
la sanguigna polpa del giorno - ricordi? -

Immigrato
quest'uomo - tristezza d'albero nudo
avanzo di vita aperta
ferita
occhi che perdono
pezzi di cielo -
quest'uomo fatto
torcia -
per gioco

puntato a dito: "quello"
da bruciare

Tecniche della morte
atomi di solitudine
abbandoni / distacchi / fini
assaggi di morte

le morti figurate i
suicidi/omicidi camuffati
la notte blu dell'anima

morte presente dalla nascita
morire porta sul nascere
emigrare di forma in forma

o Dieu purifiez nos coeurs
ora e nell'ora della nostra morte

La vita inesauribile
la mente in stand-by (per metà fuori
da un mondo parallelo) - ti culla un canto
d'alberi e di cielo assapori per
poco ancora il tepore delle lenzuola: ora
senti la vita che entra in te: tutto
senti scorrere in te come un fiume (batte
rotondo nel sangue il tuo tempo -
ti senti in comunione col sole): adesso che
afferri vita - più vita - nemmeno t'importa
di un corpo che sarà preda del disfacimento

Il nulla lucente
in ka* nulla è casuale
credi morire non è farsi
pietra e silenzio: è grido
liberato pietà che vede -
ruotare
su cardini rovescio
del guanto - essere
sogno? luogo-non-luogo ubiquità
e s p a n s i o n e : lacerante
biancore il nulla lucente **

* ka: il "doppio" incorporeo dell'io
** P.P.Pasolini, da Poesia in forma di rosa

Gravide di lampi
la luna piegata sui miei fogli
rammenda queste lettere
gravide di lampi
tagliate nella luce
assetate
nel supplizio dell'inchiostro
vibranti su corde di sangue

Sei luce sei fuoco
presente a te
chiamami Amore
la bocca colma di luce
sei fuoco
antimondo
chiamami a un silenzio di giardini
grumo vortice d'astri

presente a te
fuoco-luce chiamami
da un mondo di vetro
Amore fai ciak

Poesia onirica
il sogno sfoglia
spirali di memoria
al lume di luna
disegna
il sonno delle rose

La luce grida
la luce grida aprendosi
uno spazio nel cuore

Un verso salvavita
un verso salvavita ti bagna di luce
nell'orfanezza del Sogno

Figura
indiafanata da un vento di luce
sei immagine di sogno che svapora
in un cielo di cobalto

Poesia
scavare nascere nel bianco - parola
intagliata nel cielo del sogno - è
come estrarre sangue dalle pietre
(ecco forbici di luce
sfrondarti):
la pagina è tuo lenzuolo
mentre in amplessi
cerebrali muori-rinasci

(da un luogo puro giunge questo sole
sulla pagina)

Zen
(non
studiare il taglio
di luce come l'artista)
non scegliere:
lascia
che sia fa il vuoto
fino
a essere e non essere

Sono del cielo
sono del cielo
fuori dal suo azzurro

circumnavigo
psiche

abito la morte di me stesso
insieme a tanta vita

Innocenza
sentirsi dèi - quasi
alati
(senza peso) e
non sapere che la vita è breve

età d'oro:
come se non dovesse
aver mai fine

ah lo stato originale

Innocenza nostalgia dell'uomo

A Edith Piaf
t'intagli
nel cuore d'un sogno: esile figura

delizia degli angeli
la tua voce arcana:
intreccio di vita e di morte

Caducità
il tempo è uscito dal calendario
in un balenìo
di stagioni e amori svolando
obliquo
nel sole con ali d'icaro

Il buio degli anni
(a tutte le vittime per la giustizia)

negli occhi delle primavere
violentate
il buio degli anni
di piombo: la pioggia di sangue -
la vostra morte luminosa -

il sangue delle vostre
primavere
di là dal buio dell'ora
ecco levarsi alto
come un grido
al centro della storia -
a forma d'un indice puntato -

A metà del suo corso la notte
a metà del suo corso la notte
inghiotte l'ultima luce - rende
suoi ostaggi i corpi

su un mondo immateriale - più nostro -
il sogno apre il sipario

Ad Angela
il tempo passato a scrivere
lettere d'amore
il mio sangue e le notti
non appartenevano che a te

Fuoco celeste
a Dino Campana

(la tua poesia
è un canto di gallo all'alba
un'apertura di vento
sorgente che zampilla)

un languido sorriso di donna
"tu mi portasti un po' d'alga marina"
è fuoco celeste del tuo canto

Negli occhi dei dimenticati
negli occhi dei dimenticati
grida indice puntato
luce umana di sopravvivenza

Il grido dell'inchiostro
un dio in esilio
dietro occhi
                 di carne

che apre lo scrigno della notte
 

Tau
1.
(noi pasta del mondo - ma fatti
anche della stessa materia
dei sogni - nella parusia segno
del tau saremo
pneuma)

2.
la croce è perdente per la
logica del mondo (Dio
un dio funzionale
per la coscienza addomesticata) -
in fondo al cuore il doppio
o la divisione ovvero
il negativo di sé il giuda
potenziale l'antitesi:
                            l'entrare
della morte nel morso
della mela -
eva la porta
aperta (per dove passa la
storia - questo riprodursi di Cristo
nell'uomo divorato da un dio
vuoto: l'assorbirne
la morte)

Vita-allodola trafitta
dal buco dell'ozono il tuo grido
verticale: vita-allodola trafitta
da migliaia d'aghi avvelenati -
la tua storia la descrivono cieli
innocenti tra crepe di
asfalto - palazzi di vetro che s'ergono
come templi specchiandosi
in fiumi d'ossido -
dove non ha lasciato verde
l'uomo tra sé e la sua
fine: qui leggi questa
negazione di te che arde - sottile -

Uomo tecnologico
parabole di carne convertite in
plusvalore - l'anima canta nell'acciaio - pensieri
decapitati al dileguarsi di essenze: vuota
occhiaia del giorno dilatato:

coscienza che si lacera all'infinito

Anatema
quando
scorie di atomo avranno
invaso il pianeta
il cielo sarà un sol grido
verticale
griderà la radice
soffocata e
la vita atrofizzata
sarà solo parvenza
di sé - grumo ed urlo
muto -
e i non-nati
reclameranno
vita negata e
lancerà l'orso il suo
anatema
sugli uomini e la loro cecità
per non aver posto un albero tra
sé e la sua fine
- Da Idolatria di un'assenza, 1994; edito in proprio -

Tienanmen
si rientra nella
normalità: consumato
l'eccidio lavato il sangue
                           (ma non
dai loro occhi e dagli occhi
della storia)

la libertà
la vita: unghiata sulla carne
del cielo: un grido
rosso come il cuore
- Da Idolatria di un'assenza, 1994; edito in proprio -

Balaustra
e l'uomo si guarda
dal di fuori: sporge sull'aprirsi
della propria vertigine (dove
è di scena l'idolo-mostro
da video e innesti attendono cervelli
programmati in celle frigo) -
la primavera-poesia non è
che un grido verticale o fonte
disseccata - e lui la scambia per una
favola o non se ne ricorda -
- Da Idolatria di un'assenza -1994, edito in proprio -

Sogno di me
io non io esisto
di qua di là dello specchio (una
distanza mi separa: come
fossi da un'altra parte): vivo mi
agito dentro un sogno
lucido: Sogno di
me - creatura di sabbia

Voli a solcare l'indaco
(voli a solcare l'indaco
staccandosi dal tramonto)

ti sveni come questa luce -
dai muri diroccati
dalle feritoie a spiarti
gli anni spogliati nel cuore:
l'infanzia che rimonta
dentro te come un sole (il sangue
sparpagliato nella luce):
l'esplodere dei sogni che aprivano
i mattini - l'innocenza
negli occhi di pianto
di quel fanciullo col suo aquilone -
sparito nel profondo azzurro...

Pasqua
(un pane spezzato
come sepolcro
aperto)

duemila anni
imbavagliano
i giovanni battista della storia -
(duemilanni:
cauterio di coscienze
+ tempo
scheggiato agli orli dell'anima
= vertigine aperta
per una pace consumistica
da cui nascono lune
di sangue & colombe
di plastica per l'illusione di bimbi) -

ha rinchiuso il sepolcro
un masso
di duemilanni rotolato
dal vertice della storia d'uomo

("grideranno
le pietre")
- Da Delta & grido,1988 - edito in proprio -

Dall'immagine spezzata
ricomporre i frammenti vuole tempi
lunghi: risalendo dall'immagine
spezzata fino all'ultima ferita
in un solo grido rivivono squarci
d'identità i fantasmi che furono te:
per poco:
li inghiottirà una fuga
di luci la città verticale
allucinata: la sua bava
di ragno che tesse latitanze
- Da Delta & grido -1988, edito in proprio -

L'uomo provvisorio
nell'utero cosmico
sanguina lo squarcio
dell'uomo provvisorio che vivendo
con cuore disadattato su
parabole
di giorni la sua terrestrità
recita la propria morte
e finge
di fingere per essere autentico
- Da Delta & grido - 1988, edito in proprio -

Vita in prestito
cenere di sigaretta rito
dei pensieri bruciati la sonnolenza
della sera la tivù-caminetto

ultimi
eccidi & lune
sventrate in cuore a chi non
ha voce

(gli anni che il volto
grida il tuo tempo
cristallizzato di psicosi urbana):
ti avvita nella sua
provvisorietà
questa vita in prestito che
tra primavere stramazzate in giungle
industriali ti offre
una pace consumistica
- Da Di nuovo l'utopia, 1984 -

Uno chiude l'anno con un volo
al trillo della sveglia c'è chi si fa
il segno della croce mentre al piano
di sopra un altro forse apre il giorno con una
bestemmia c'è chi sventola una bandiera
di carne e chi miete denaro di
sangue uno chiude l'anno con un volo
dall'impalcatura mentre la donna del magnate fa il bagno
in 200 litri di latte vedendo distratta
i cristi del terzomondo in tivù
- Da Di nuovo l'utopia, 1984 -

Svolta
caduti i miti sul quadrante
del mondo dove stride verità
che apre la cerniera della notte
l'uomo fuori delle spirali
di città-caos oltre i pensieri
dilaniati si volgerà dove albeggiano
ferite azzurre le tue strade
di cielo
- Da Frammenti dell'immagine spezzata, 1981 -

Morte bianca
al paese (le donne avvolte
in scialli si segnano ai lampi)
hanno saputo di stefano volato
dall'impalcatura come angelo senz'ali
- non venire a mettere radici - scriveva al fratello
minore - qui anche tu nella
città di ciminiere e acciaio: qui dove
mangio pane e rabbia: dove si vive
in mano a volontà cieche
- Da Frammenti dell'immagine spezzata, 1981 -

Quanto poteva dirsi amore
ogni volta per nuove
esperienze barattiamo la
vecchia pelle - ci dimentica
così spesso la vita in angoli
di nevrosi

gli anni forse ci diranno
che quanto poteva dirsi amore
si celava
nelle cose nei gesti più semplici
come un dio
geloso

che non udimmo
- Da Il dio-boomerang, 1978 -

Latitanza
(aggrappàti al grido
della coscienza in frantumi)

"scegliamo la vita"

il bambino mai nato è cielo
di pietra: grido: parabola
dell'Uomo incompiuto
- Da Delta & grido, 1988 -

A Oscar Romero
diceva tra l'altro (in una
delle sue omelie di fuoco): - il terzo
mondo ha le vene
aperte: il primo una coppa nelle mani

(la verità che si faceva
martirio si tinse
di sangue: ancora
una volta volevano
uccidere il vangelo)

Cielo indaco
confondersi del sangue con l'indaco
cielo della memoria dove l'altro-
di-me preesiste: sogno
infinito di un atto d'amore
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Azzurre profondità
la testa affondata nel cielo (azzurre
profondità rivelano ombre
essere i corpi (il foglio la mano un
vuoto)
          mi levo dal sogno bagnato
di luce
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Sono un mistero a me stesso
da me una distanza mi separa:
attraversa un incendio
la carne: per farla d'aria - vitreo
sperdimento

                   mistero a me stesso

e il mondo m'è fuoco dipinto ¹
- Da Fuoco dipinto, 2002 -
¹ verso da Maria Luisa Spaziani

Tra onirici lampi
tra onirici lampi
ride la tua immagine d'aria
intagliata nell'ombra del cuore
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Momento
cielo acceso da una
folla di stelle
m'invade la camera nuziale
ove in un punto
dell'eterno vidi la luce

carne-e-cielo l'Io nell'oceano-
sogno di biancore accecante
si guarda cadere
all'indietro nell'imbuto fuori
del tempo
fino a restare vincolato
all'attimo prenatale
prima dello strappo di sangue
della nascita
- Da La difficile luce, raccolta inedita -

Funzione del corpo
1.
fatto di polvere stellare
corpo-immagine / specchiato narciso
corpo-mito venere da spuma
                   corpo-amore corpo-fame
                                                     corpo-terra

2.
corpo vissuto come ferita /
desiderio / vita-che-non-demorde
                         (corpo sacco dell'anima)
visto come mo(vi)mento/esperienza
                          (carta assorbente)

3.
corpo unico
                      irripetibile
                 primavera del corpo

3.a
("si sveglieranno ed esulteranno"
Is. 26,19)
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Nel paese interiore
nel paese interiore eiaculo i miei sogni -
fuoco e sole dell'anima - vivo
una stagione rubata al tempo (mimesi
icariana sul vetro del cielo)

nel paese interiore brucia il mio daimon
di febbre e di luce
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Nel rovesciamento
(non vedi al di là del tuo naso scientifico):
è come leggessi sull'acqua
lettere storte: poiché noi siamo
nel rovesciamento afferma
la weil - e negazione
ci appare la grazia
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Canto per Nkosi
(In memoriam)

- A Nkosi Johnson, morto a 12 anni, il I° giugno 2001, a Johannesburg. Nato sieropositivo, fu scelto come testimonial contro il morbo dell'AIDS.-

                Non posso pensarti dolente
                da che morte odora di resurrezione.

                                          Eugenio Montale

colei che ti diede vita
la sai madre di cielo
bambino che hai corteggiato la morte -
tu messo in un angolo come vergogna
(lo sguardo orfano rapito
in vastità di cieli) presto non più
che mucchietto d'ossa - Nkosi
sei la nostra Coscienza:
e violentaci dunque nel profondo - tu
con la purezza di un breve mattino

mentre questa morte - vedi -
già s'ingemma di sole
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Coniunctio
a C.G.Jung

quando si riunificheranno gli opposti e il Sé
riaffermerà la propria natura ermafrodita
e dallo squarcio del velo di maya
si manifesterà l'Altro - la nostra
controparte (sconosciuta e prismatica) che
ci visita in sogno - l'occhio
interiore: allora còlta la totalità
si sarà dissolto insieme allo schermo
di apparenze nomi e forme
insieme alla rappresentazione della storia
e ai fiumi di sangue e di parole

anche il sale delle nostre lacrime
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Momento 2
1.
una folla di stelle:
la stanza si riempie di cielo

come quando
in un punto
dell'eterno palpitò la mia essenza

2.
biancore irreale - carne-
e-cielo l'Io nell'oceano-
sogno è guardarsi cadere
nell'imbuto fuori del tempo

fino all'attimo
prenatale alla luce del sangue

Attimo-futuro

1.
nell'addentare il frutto proibito
si ritrovò affamato d'amore

1.a
(fu il creare gioco o sogno di Dio / coito mentale)

1.b
(si mordeva la coda il serpente uroboro
racchiudeva in sé l'uovo del mondo)

1.c
in quell'attimo infinitesimo la
storia dell'uomo era già scritta: passato e
futuro un tutt'uno simultaneo

2.
non lui va verso il futuro: esso
gli viene incontro ed è già presente
focalizzandosi in fotogrammi: ciò che avviene
esiste prima di lui: forse in un'altra
dimensione egli l'ha già vissuto (presente
a sé come il sé nel sogno)
(abitante il riconoscibile istante
dentro una sospensione)

3.
il déjà vu è acquattato tra pieghe dell'inconscio

3.a
come in una sequenza di specchi
gioca con l'alter ego nell'eterno presente

punto da cui si vede il Tutto

versante luminoso del Sé: l'aleph
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Visione: m'inondò il sogno
(leggendo Jung - Storia del simbolo)

(luce che cresce il grido
della mandragora
l'albero capovolto)


...fuggii negli specchi

sprofondai nei cieli anteriori
cavalcando eoni-spaziotempo

vidi nella memoria cosmica
il centro di me
dove ardeva il mio sangue
in simbiosi col palpitare degli astri

coi segreti del vento la musica
delle sfere

il mio sangue confuso col cielo
della memoria

...precipitato nella vita
- Da La difficile luce, raccolta inedita -

Vita
lascia che m'incenerisca
per nuovo sorgere
adamantino
nell'aria secca del fuoco
lascia
ch'io mi bagni fino al cuore
della luce della tua saliva

voglio sentire il mio essere
avvolto nel risucchio
del tuo imbuto cosmico del tuo vuoto affamato
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Via Lattea
cammino luminoso scala che unisce
il mondo dei morti a quello dei viventi:
a una estremità la costellazione
del Lupo - Antares - sorveglia
l'entrata nel regno dei morti - all'altra
quella del Cane - Sirio - apre
la salita del cielo e guida
i naviganti: è la stella
Maris - la stella del mare e la stella
di Maria -
- Da Fuoco dipinto, 2002 -    

Rosa d'amore
letificato d'amore angelicato fiore

si schiude la rosa
fra cristalli dell'inverno
- da Il sentire celeste -

Ha memoria il mare

1.
la forma del vento disegnano
rami contorti
voli
di gabbiani ubriachi di luce
a pelo d’acqua decifrano tra
auree increspature le vene del mare

2.
interroghi sortilegi nella
vastità di te solo
ti aspetti giungano da un dove
messaggi in bottiglia un nome un grido
ha memoria il mare
scatole nere sepolte nel cuore
dove la storia
ha un sangue e una voce
- inedita -

Ananke
più a morire che a nascere a
volte – un colpo e via è preferibile
dici ma anche la pianta si
ammala e soffre in natura si sa
tutto soggiace a legge:
                                  la
supernova che collassando si fa
buco nero e noi
                        mortali…
- Da Il sentire celeste -  

Uomo-crisalide
microcosmo piantato
nella Storia e fatto a Sua
immagine buco nero palpito
d'universo avvitato nel
finito schegge di luce
& grido

a far nascere ali
dal sangue non basta
una vita
- Da Delta & grido, 1988 -       

Carta del cielo
la tua lesione planetaria
non è che lo strappo
sanguinante della nascita -
la tua intricata
immagine che vibra
ai punti cardinali

erompe dal punto più
alto dello zodiaco il mondo
psichico di nettuno
(tradotto in una
pagina di luce -
la penna intinta in una luna
martoriata al fondo cielo)
- Da Delta & grido, 1988 -     

Spaesano le ore del cuore
i primi turbamenti i morsi
dell’amore – luce
d’infanzia come sogno scolora
dove l’orizzonte taglia il cielo

spaesano le ore del cuore
nel giorno alto
- da Il sentire celeste -         

Creatura
mi godo la luce
come farfalla
sul palmo della tua mano

Signore non posso
che offrirti il mio niente –
fragile creatura
ti devo una morte
- da Il sentire celeste, raccolta inedita -    

Essere
s/oggetto schegge & grido buco
nero
nello spacco
del giorno la parabola
(dove s'apre la vertigine e la vita è
prestito è frantumazione dell'io)
essere
palpito avvitato nei gorghi del finito
essere arco teso e freccia
del divenire Luce
& Abisso dentro cuore di carne
- Da Di nuovo l'utopia, 1984 -   

Il peculio di luce
(a Simone Weil)

1.
(occhi come laghi
abbracciano da eco
a eco fremiti di vita)

ha mani che sfondano muri
di solitudine - amore

2.
germoglia grido di luce
da nuovo dolore
- Da Il sentire celeste (già: L'invito della luce) -      

L'ombra
negativo di me mio vuoto
in proiezione mi copia con inediti
profili tagliati nella luce – se dal
di fuori la spiassi mi direi sono
io quello?

pulviscolare ha i contorni
del sogno e i suoi fòsfeni
si spezzetta se riflessa inafferrabile
fantoccio mi diventa
pure mio vuoto mia metà

che estinta con l’ultima sua luce
rientrerà nel corpo-contenitore
unificata con la terra – senza un grido
tutt’uno con la morte –
senza perché – solo ombra
- inedita -

Black out
la città-piovra con i suoi mostri
meccanici e le facce
robot - tra alveari
di vetrocemento in un'orgia di semafori e
insegne vedo lupi azzannarsi:
è questo
l'uomo?
(in tempi di crisi
anche l'anima rischia il
black out)
- Da Frammenti dell'immagine spezzata, 1981     

Con le nostre radici di cielo
in noi la vita lascerà
la firma di una cicatrice -

dibattuti tra libero arbitrio
e destino
sedotti dall'avere
richiamati all'essere
tentiamo dare senso a questa
vita avuta in prestito:

con le nostre radici di cielo e
terra
ci attacchiamo a quanto sia antidoto
alla solitudine vuota occhiaia del giorno che
chiudendosi ci ritorna
un io
maciullato
dentro la sua macina
-da Frammenti dell'immagine spezzata, 1981   

Santo che soffri
Amore inchiodato alla croce
Pietra viva scartata
dall'umano orgoglio
Sole che apri spiragli
di Speranza
nei cuori di carne
Luce che accechi
i potenti

t'incontriamo nel povero
ma non ti conosciamo
come Pietro al canto del gallo
cosa mai saremmo senza di te
che hai sepolto per sempre
la morte
e che ci prepari un posto celeste
chi mai saremmo se di te
facessimo a meno
l'ultimo giorno verrà
come un ladro
e noi perduti perduti per sempre
noi senza di te
Santo che soffri
che ci ami fino alla morte
- inedita -   

Momento duemila
orizzonte ingoiato in uno squarcio
rosso (ti fermi all'Esso) momento sospeso in
un cielo di sangue - a due passi imbocchi
la cassetta della posta col plico
di poesie scritte in questo fine
secolo mentre annegano nel Po brividi di
luce di questo breve sole capricorno e
senti palpabile nell'aria serpeggiare
la psicosi del "millennium bug"   

Archetipi o lettere celesti
sulla pura pergamena
della sostanza primordiale
tutti i pensieri lo Spirito scrive
con l'inchiostro luminoso
della divina emanazione: nel Libro
dei libri sotto forma di archetipi
o lettere celesti si trova tutto
quel che fu è e sarà
- Da La difficile luce -   

A Davide
Morto a 17 anni dopo una settimana di coma all'ospedale
Molinette di Torino il 16.4.1995, domenica di Pasqua.

ti videro rimbalzare come un fantoccio
contro il parabrise

eri la loro preda
di turno: sul collo il fiato
di quella banda di cani armati di mazze
(arancia meccanica
una domenica pomeriggio
quando le ore si dilatano e
la città è una giungla)

sui tuoi sogni si era chiusa la Notte

ti ho rivisto all'obitorio: sentivo
il tuo corpo astrale aleggiare
su quei resti e palpitare un intero
universo nei tuoi occhi di vento: Davide
non più diviso tra terra
e cielo: in te racchiuso il Segreto
- Da Fuoco dipinto, 2002 -   

Nell'indicibile
tu dici è scandalo la morte ma può
esserlo la bellezza perduta del fiore o
della farfalla che vive la luce di un giorno?

dietro il velo dell'esteriore il fiore
il verde la foglia - parte del cosmico
Sé di cui è specchio il di qua - vivono ab aeterno
l'indicibile essenza di fiore / verde / foglia
- Da Fuoco dipinto, 2002 -   

A risalire vortici
a specchio di cielo
cuore
a risalire vortici
di vita dispersa
                    (d'ore ubriache)

vorresti tuffarti
nell'azzurro fonderti
con la luce
- Da Fuoco dipinto, 2002 -   

Essere

1.
bava di ragno a tessere
unità del tempo
(gusci d'entità
masticati da morte
my body is my suit)

1.a
letto di procuste
(visitarsi in sogno)
dell'anima

2.
essere
come momento
il qui-e-ora
il Sé irripetibile il Sé universale
my spirit is soaring

3.
perdersi in chiarità di cielo
farsi libro aperto

3.a
(dove albeggiano azzurrità di strade alte)
- Da Fuoco dipinto, 2002 -  

Da questo muro
da questo muro
trasudo le morti di tanti
sono l'urlo di ginsberg
il grido di munch di guernica
queste parole sono pallottole
dirette al cuore
voce di chi non ha voce verità di Cristo
di certo m'imbavaglieranno

non sopportano di guardarmi negli occhi
- Da Fuoco dipinto, 2002 -   

La forza della parola
a Dalton, Heraud, Urondo

- tre poeti assassinati - mi diceva
(occhi persi nel vuoto
a inseguire chissà quale visione) - tre
in posti diversi - (ne rammentava solo
vagamente i nomi e i luoghi)
- vedi: - puntualizzava - il potere è nemico della luce:
non sopportando la forza
della parola
si mimetizza viscida serpe
tra sterpi e inietta il suo veleno -
- Da Fuoco dipinto, 2002 -   

La forza oscura
l'alba è schiusa palpebra
dell'Orologiaio del cosmo -
col mio emisfero destro
vivo la meraviglia la poesia della vita
credo nell'amore contagioso -
ma mi riconosco in chi non sa guardare
a lungo la Bellezza
negli occhi senza assassinarla
"perché ogni uomo uccide ciò che ama"

...e allora cos'è questa forza
oscura che mi strappa
gli angeli dai sogni? chi
viene a violentare il fragile azzurro?
- Da Fuoco dipinto, 2002 -  

Un Dio cibernetico?
vita asettica: grado
zero del divino Onniforme
(ma la notte del sangue
conserva memoria di volo)
vita sovrapposta alla sfera
celeste regno d'immagini
epifaniche / emozioni
elettroniche
eclissi dell'occhio-pensiero
- Da Fuoco dipinto, 2002 -   

Natale
la festa-evento
celebrazione dei consumi
il buonismo da facciata la
latitanza del cuore

uno scavo una ferita
di luce
il dono più vero
dono offerta di sé
- Da La difficile luce, raccolta inedita -  

Alle porte del mare
cicatrici di luna il rosso grido
delle estati lunghe sulla pelle
lo sguardo a incurvare l'orizzonte
un mondo a parte
quando liberavi le ansie inchiodate
alle porte del mare
di sandokan a emulare nelle
ore di canicola
le scorribande a perdifiato pei vicoli

             cerbottane e bandane
             prestandosi al magico
             rituale
             con vele e bandiere
             lenzuola stese nel barbaglio del sole
- Da La difficile luce, raccolta inedita -   

Frammento
(lettera di un malato terminale)

chi ha detto che con la morte è
la fine: ecco io proseguo
nell'invisibile dove questa vita è un batter
d'ali - e dal non-tempo finito il
tempo ti vedrò uscire
dal sogno-della-carne in veste di
luce - ora non posso saperti
dolente - amore: credi ti so più
intimamente vicino: insieme saremo
fusi confusi nella luce - in un oceano di luce
- Da Fuoco dipinto, 2002 -  

Ode (tutto è preghiera)
(una farfalla è una farfalla ma
tutto un mondo)
la natura
riflesso del cielo è preghiera
ogni respiro ogni sangue
rivolto verso l'alto è lode
invocazione anche
il criminale se pentito si
riconosce creatura
del Cielo
l'anima nel suo profondo
in segreto s'inginocchia e piange
- inedita -   

L'io e l'altro
ti cresci un io apparente: nell'ombra
del cuore s'agita il versante
luminoso del Selbst *
                       l'altro che si-ricrea-nel-sogno
attraverso lo specchio della morte
l'identificazione la coniunctio
* Il Sé junghiano
- Da Fuoco dipinto, 2002 -   

Platone
essere:
notte dell'anima
il cammino
il tempo è la caverna
lancinante
attendere ti trapassi
Amore sole cosmico
- Da Fuoco dipinto, 2002 -    

Lettera da un amico
- non serve voltarsi indietro - mi scrivi -:
se metti in conto i limiti
le morti contratte le paure
passate e avvenire se porti in cuore
sventrate lune albe-capestro
se non ti esponi per
puro calcolo non fai
che raccogliere i frutti d'una vita
spesa male: presto
essa ti presenta il conto -
deve questa vita
restarci nelle mani: dare tutto
se stesso a perdere arricchisce:
amare non è forse una scommessa?
dici (e la parola è bisturi): percorri
lo stretto marciapiede a lato
del cuore: nel profondo di te nel buio
di stelle calpestate ascolta il grido
verticale
che da caduta può farsi preghiera
- Da Fuoco dipinto, 2002 -   

Luce al tuo passo
se il soffrire non coniughi
con l'amare è un niente la vita - avrebbe
detto simone weil
- buconero-in-buconero direbbe einstein
(dal crogiuolo del dolore guardare
oltre il visibile oltre
l'io - schermo di carne)
ma più in là tu non vuoi vedere - solo
cattiva stella che graffia l'azzurro del tuo cielo
(ed è gioco perverso pensarla
nel tuo codice iscritta):
credi: è per risorgere che in te
sperimenti l'abisso: impara a guardare
il sole: esci dalla platonica caverna
- ascolta: non esiste solo nelle favole
il tuo angelo: egli da dietro il velo
del tempo è luce al tuo passo
perché vivibile sia questa vita: perché batta
nel sangue un tempo tuo - rotondo
(non sai che della polvere dei sogni
son fatte le sue ali?)
il tuo angelo - se vuoi - sarà simile
a emanazione di luce / visione
di blake:
      attiva il terzo occhio - sii come
      la clorofilla che si nutre di luce
- Da Fuoco dipinto, 2002 -     

Palermo
Palermo lacrime e fiori
Palermo in catene
condannata a funerali in diretta
Palermo covo di serpenti
Palermo sputata
Palermo ghirlande e sangue
appuntamento col dolore
Palermo di orfani e vedove
che piange nella carne i suoi figli
che conta i suoi morti
ammazzati
cuore di Palermo
squassato
da odio e tritolo
a chi tocca adesso
impotenti colpevoli
t u t t i
Palermo fino a quando
"questi morti sono nostri"
- Da Idolatria di un'assenza, 1994 -   

Angeli caduti
fuori dal cielo
bevvero l'acqua del Lete

ora non sanno più chi sono

presi nella ruota del tempo
mendicano avanzi di luce - si curano
le ali spezzate

per risalire nell'azzurro
- Da La difficile luce, raccolta inedita -    

Nella valigia (Note di viaggio)
(il chi-siamo-dove-andiamo:
dove la mente
s'inlabirinta)
                    l'io
vestito di nebbia
promesso alla morte -

(nella valigia pronta la perdita
originaria la vita a
                    metà)

risucchiato come da un tunnel...
                    attraversato
da flutti di luce

destinazione: il Sé
- Da Fuoco dipinto, 2002 -    

Swedenborg
libero dall'ego-cecità - col terzo
occhio varchi le colonne
d'Ercole: i piani sottili della
città astrale - dove folgoreggiano
angeli
- Da Fuoco dipinto, 2002 -    

Azzurro
passaggio dal
nero al bianco
l'ascendere alla luce
azzurro quello delirante
di mallarmé la vocale
o di rimbaud
la rosa azzurra
azzurro: tutto il cielo
negli occhi
azzurro manto
di Maria
- Da Fuoco dipinto, 2002 -  

Grido il mio nome
s'invertigina l'essere a
mimare la morte
(l'io avvitato in enigma
da koan):
non mi conosco non so
chi è l'essere che è me - buco
nero o anelito sospeso sulla
bocca di Dio - perduto io grido
il mio nome nei crinali del vento: discendo
nel mio specchio attendo
una nuova nascita
- Da Fuoco dipinto, 2002 -    

La tua poesia
quando un capriolare nel mare prenatale
ti avrà fatto ripercorrere a ritroso
la vita (tutta d'un fiato) azzerando l'Io spaziotempo -
allora leggerai la vera sola poesia aprendo
gli occhi sul Sogno infinito: la tua
Poesia cavalcherà in un' albazzurra i marosi
del sangue fiorirà negli occhi di un'eterna giovinezza

Angelo della poesia
librarsi della tua ala azzurra nel mio sangue
io-non-io: in me ti trascendi e sei
d'ineffabili alfabeti s'imbeve il nascere delle mie aurore

Il sapore della pace
con l'amore si può
coltivare un campetto e
farci giocare un bambino
in un filo d'erba
succhiare il sapore della pace

...non devastare la vigna
del Signore: lascia
che la pianta dell'amore
da tenero virgulto si dirami
nel cielo come un canto

sentirai crescere la pace

Vento di memorie
è salamandra
sorpresa immobile
che finge la morte
due braccia schiuse a croce
cielo di carne vento
di memorie la vita

ora sospesa

finché spunti
la trottola il suo perno
*

* verso da Montale

La forza gentile
Dio è paziente: ha sogni
per l'uomo infiniti - frutti
immarcescibili
(centro del cosmo: non è
il suo un giocare a dadi)
egli visita le nostre
piaghe - manda angeli
a spazzare gli angoli del cuore
(suo disegno è
la Bellezza)
la sua forza è gentile

I lati del volto
tra reale e apparente l'ovale
del volto che ti guarda dal fondo
dello specchio di un locale fumoso -
il non poterti vedere come gli altri
ti vedono - l'altra parte di te l'inespressa
forma che puoi immaginare assumere
nell'aldilà - (scorgerti di spalle o
spiarti di sbieco è perverso
gioco di hyde - incontro con l'Ombra)

In fondo agli specchi
(a J. L. Borges)

in un moltiplicarsi di specchi (fuga di
nascite e di morti)
imprigionata è la luce
dei tuoi déjà vu -
s'odono se ascolti i sordi
tamburi del sangue
in fondo agli specchi dove si
legge l'eterno ritorno (la vita
ci misura) - lì è il centro il mondo
rovesciato: il tuo aleph -
la chiave l'enigma

Onniamore
accettare di farsi
trasparenza (libro aperto)
        lasciarsi attraversare
dalla vita - da morte-vita (rosa
e croce) -
                 da Colui-che-è: l'Onni
amorevole

di fronte all'Assoluto

...immersi
                   nell'Assoluto -

quando il R a g g i o
assorbirà le ombre

Sospensione
tempo elastico
passato < presente > futuro
gli orologi molli di dalì

tempo-sospensione l'aprirsi del fiore

tempo di blake
sospeso nel balzo
lucente della tigre

tempo diluito non-tempo onirico

tempo dilatato che
scandisce deliri di luce
in una tela di van gogh

tempo sospeso
immobile indolore
felicità animale

La difficile luce
esistere nel mondo: l'essere
decentrato estraneo a sé
(lobotomia della propria
Immagine interiore -
da dispersioni di Energia
cristallizzati aneliti in un cielo
strappato voci
spezzate sul nascere)
rimanere in essere G
incapsulati in una vita ch'è copia
sfocata dell'Originale:
diminuzione vita
a metà

pure: zampillo d'acqua viva
dall'Io subliminale

la difficile luce

Adolescenza aspri sapori
adolescenza aspri sapori
occhi belli fieno nei capelli
alle spalle della notte
fuggire nello schiaffo del vento

Nel seme dell'amore
a Tagore

ascolta
...non senti urgere vita più vita
nel seme dell'amore che
aspetta di esplodere in un abbraccio cosmico?

Vita in nuce
entrare nella
morte-vita (sangue del pendolo /
tempo-maya con occhi
di luce)
                capovolti

(inespressa
               Essenza impressa in
               negativo)

"vivo"
               è nell'Oltre: cuore
                 del sole abisso
                   di cielo - antimondo

A

1.
vocale
in sospensione come urlo
muto - il bianco
dell'urlo
il nero
di rimbaud

2.
ritrarsi del
fuocosacro a un
vaneggiare di gole
spiegate /
scimmiottanti maiacoschi

Cicatrici di luna e il grido
cicatrici di luna e il grido
delle estati lunghe sulla pelle

quando liberavi le ansie inchiodate
alle porte del mare salgari a ispirare
scorribande a perdifiato per vicoli
nel magico rituale di vele e bandiere
(lenzuola stese nel barbaglio del sole)

Cogli il mio morire
cogli il mio morire tra una
radice di sangue strappata e un'altra
appena nata dal suo grido

Nascita
nel giardino dell'amore
tremante fiore di carne
sorpreso nel suo
dischiudersi

Donna
essere l'altra metà
del cielo

(l'anima che si ferma
sulle labbra)

saperti
col tuo peso
di terra

corpo: porta
sulla nascita

estuario

A Saba
(non m'incantò la
rima fiore-amore)

dove si leva il mio canto
per l'uomo di terra
e cielo

sei tu parola
il mio sangue
alato

Irpinia
hanno ordinato lo sgombero
ti hanno assegnato
il prefabbricato - "diritto"
di terremotato -

contro queste mura
resta schiacciato il tuo grido

(brindano col tuo sangue
gli sciacalli del potere /
preparano
per tuo figlio emigrato un cielo
di ossido aggredito da fabbriche
robot morte chimica)

ordinato lo sgombero - resta
su queste mura infranto
il grido-preghiera: eco
di sangue della tua metà
sepolta sotto le pietre

Del mio tempo scheggiato
del mio tempo scheggiato non
scriverò né di quest'anima
di uomo-di-carta:
la mia emorragia d'inchiostro sarà
sbendare la verità che sola gridi

(sulla pagina del cuore la vertigine
di parole si dirama in strade
lastricate di sangue - risale
da immagini spezzate dove urlano
frammenti)

Nel cielo dell'anima
nel cielo dell'anima il tuo amore è grido
di luce che colora
le mattine d'estate

C'era una volta il Natale
Natale commerciale:
chi è impegnato
in confezioni-regalo
chi a spianare
la via della pace -
sotto ogni latitudine
si nega la nascita
con fiorenti business
di morte -
pure in quelle parti del mondo
sconvolte
dall'incalzare della storia
Cristo rinnovi
il dono di natività

...del Natale fa scempio chi
specula sulla miseria -
chi non aspetta più
nessuno

Sogno
(a Walt Whitman)

amo le tue odi dolce vecchio
Whitman -
un lampo ed ora ti vedo
tra nubi giocare coi capelli
di Dio Padre (tu ritornato
bambino) - ed ecco
ti si congiunge l'ex allievo di penna *
fluttuante nel mare d'erba del cielo...

* Allen Ginsberg, che s'ispirò a W., morto il 5.4.97

Sogno
a Dino Campana

si librava lo spirito nello
splendore di quel sorgere:
si chinava
il Sole a baciare la
sua storia: a
rischiararla tutta - in un istante

l'anima del
poema mai concepito
s'imbeveva di alfabeti
ineffabili -
galleggiava in quella luce
bianca
- Da Idolatria di un'assenza, 1994; edito in proprio -

Nel tempo delle piogge acide
la malìa di riti quotidiani
t'inchioda sul quadrante
d'una vita piatta che ti succhia
l'immaginazione e lancia
detersivi "intelligenti" e
mode demenziali

(produci-consuma-produci-usa-getta)

asservito all'Efficienza (questo
buco del progresso pseudo
stato-di-grazia preconfezionato
assuefarsi a vitamorte sintetica)
cosificato l'io si dissangua
nel vuoto di chitarre: un nulla
celebrato da albe-di-uranio-sole-
radioattivo: e vortica
voto-a-perdere
nel tempo delle piogge acide
- Da Idolatria di un'assenza -1994, edito in proprio -

Idolatria di un'assenza
escalation
mania di arrivismo il posto
al sole con prevedibile
occultamento
il cadavere nell'armadio
questo
il prezzo che ti sei dato
- sinonia con un
vissuto
giocato sull'apparenza -
regista un dio vuoto -
valore-di-vita
mercificabile non spendibile
valutabile in valuta
o
plagiato
hai dato forfait vivi
per delega
cpnsegnando nelle mani
dei padroni-del-futuro
debacle e coscienza
- Da Idolatria di un'assenza -1994, edito in proprio -

Linea di montaggio
lo hanno visto inginocchiarsi
davanti alla centoventesima vettura: come se
volesse specchiarvisi o adorare
il dio-macchina:
46 anni: infarto - parole
di circostanza chi deve informare la
famiglia - l'attimo
di sconcerto poi li risucchia il ritmo
vorticante: come se nulla
sia accaduto: la produzione
innanzitutto
- Da Delta & grido,1988 - edito in proprio -

Delta
dove
è grido-linfa rappreso
la voce del deserto -
detrito al diramarsi
dell' Essere senza
foce: qui col tuo peso
di terra ti consegni
alla morte
- Da Delta & grido - 1988, edito in proprio -

Spirale
metti la caffettiera sul gas
il tempo di fare l'amore
la casa un'isola nella nebbia
di ieri nella testa il grido dell'officina
non ti avanza tempo per buttare su carta
quattro versi che ti frullano nel cervello
la bimba vuol passare nel lettone sorridi
per il polistirolo ritrovatosi in bocca
con la torta ieri il suo compleanno
trepiderai ancora una volta al ritorno
davanti alla cassetta delle lettere
e la moglie a dire qui facciamo i salti
mortali per quadrare il bilancio
il borbottìo del caffè ti alzi
esci e penetri il muro di nebbia
nella testa il grido stridulo d'officina
a cui impigliati restano brandelli
d'anima e carne
d'un'altra settimana di passione
stasera deporrai la croce
- Da Delta & grido - 1988, edito in proprio -

Allo scoperto
entrare nel morire
tra seduzioni
dei media è frantumazione
dell'io è uscire
nudi allo scoperto:
spoglio di alibi-corazze
con radice di sangue
e cielo è cuore che risale
in luce sue macerie -

la vertigine del tempo vuoto -
- Da Delta & grido - 1988, edito in proprio -

Homo sapiens
s'avvita
l'angoscia nucleare nella luce
cancerizzata dei tuoi occhi che in lune
di sangue riflettono un asettico
esistere programmato sulla ragione
dell'efficienza mentre clessidre
dilaniate scandiscono la morte
dell'io e della saggezza
- Da Di nuovo l'utopia, 1984 -

Denuncia
mi hanno crocifisso a un muro
vi resterò forse fin quando darò noia
agli occhi o m' imbavaglierà una reclame
di surgelato o mi straccerà una mano
razzista ma sarò ancora la denuncia la voce
di chi non ha voce sarò il suo sangue che urla
la storia attraverso i miei squarci
- Da Frammenti dell'immagine spezzata, 1981 -

Proletari

1
distinzioni di classi
niente di nuovo la storia si ripete
noi pendolari voi vampiri
dell'industria che evadete il fisco
(imboscando capitali sindona insegna)
ed esponete le chiappe al solleone
sulla costa azzurra o smeralda
(lontani dal nostro morire -
in città-vortice sangue solare
innalziamo piramidi umane
per l'alba di mammona)
dopo aver fatto il bello e il cattivo tempo
(burattinai per vocazione
di questa babele tecnocratica)
averci diseredati crocifissi
con bulloni a catene di montaggio

2
cieche corse cronometriche
cottimi barattati con la salute
pensieri accartocciati desideri
condannati a morte
uccidi la tua anima per otto ore
sventola la tua bandiera-di-carne
produci-consuma-produci
per il dio-mammona per il benessere (di chi?!)
sei bestia per il giogo del potere
pedina in massacri calcolati
- Da Frammenti dell'immagine spezzata, 1981 -

Persona down
questa vita in prestito
che apre gli occhi sui giorni
feriti
ti ha lasciato per firma
una cicatrice
- segnata con l'inchiostro
indelebile
della nostra indifferenza

Archetipi
(scritta un attimo dopo il risveglio all'alba del 14.5.04)

(come quando a sera non t'accorgi
cadere in braccio a morfeo vorresti
il tuo distacco ultimo)

il momento imprecisato è punto vagante
nell'aria da cui si diramano linee
imprevedibili del sogno care a
dalì che luce ridanno agli archetipi e vita
autonoma hanno nel sangue
- Da La difficile luce, raccolta inedita -

Dentro una sospensione
forme-pensiero dilatò
il mandala e una rosa di immagini
gli si aprì a ventaglio dietro
la fronte - col terzo occhio - in un
capriolare all'indietro di dolce
vertigine - fu risucchiato in stanze
della memoria archetipa e
da luce noetica immerso
in una pace amniotica
                                    appena un grumo
in sintonia col pulsare di miriadi
di cellule ora si fondeva
col respiro dell'immenso corpo cosmico
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Doppio celeste
entrare nello specchio: esserne
l'altra faccia:
uscire dal sogno di te stesso
apparenza di carne tornata pneuma:

ri-unificarti col tuo doppio
celeste: il-già-esistente di là
dal vetro: tua sostanza e pienezza
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

I fuochi della luna
coi fuochi della luna bivaccanti nel sangue
baluginare d'albe e notti che s'inseguono
dentro il mio perduto nome
per le ancestrali stanze un aleggiare di
creatura celeste che a lato mi vive
nella luce pugnalata
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Paesaggio interiore
(a Rudolf Steiner - fondatore dell'Antroposofia)

segreti cosmici ha il sangue: sperimenti
il mondo immaginativo nuotando
nel sangue come un pesce -
abitando le stanze dei nervi - leggendo
la geografia delle vene:

ti sintonizzi con la danza
delle molecole: sei nella danza: la danza

la circolazione
sfocia nei sensi: emerge un mondo
ispirato - da musica delle sfere -
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Trasfigurati aneliti
(a Emanuel Swedenborg)

(quest'abito sta stretto - è
peso di terra

un fuoco passa per la carne)

ali ha lo spirito per
vastità ineffabili

per volare fra le braccia della
luce

profonde azzurrità
l'attraggono - sua origine e
sorgente

trasfigurati aneliti hanno
occhi di cherubini
- di là - benevoli
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Incontro
sul lago s'è alzata la luna
dentro silenzi d'acque
è dolce la luce
nel respiro
delle foglie una smania che dilania
abbraccia i contorni della notte

Quale amore
nell'amore sai non c'è ricetta
che tenga: è buona regola giocare di
rimessa / vuoi

possedere l'oggetto d'amore e
resistere all'amore Quello-che-si-
dona

tu cuore diviso tra cielo e
terra carne/amore non più che sparso
seme
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Stanotte questo cielo
(Momento)

stanotte questo cielo
acceso da miliardi di stelle
straripa nella camera nuziale
ove vidi la luce
mezzo secolo fa / ovvero un
attimo dell'eternità: l'Io
tutt'uno col cielo - micro e
macrocosmo - si guarda cadere
all'indietro nell'imbuto fuori
del tempo - della morte-vita - fino
a restare vincolato all'attimo
prenatale
appena prima dello strappo
di sangue della nascita
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Uroboros
tagliato fuori
dal cielo (stato uroborico
di participation mystique)
calato in un io che non sai dire
chi sia: se non presenza passeggera:
sospeso esistere
nel seme dell'amore:
attesa di pienezza nel pleroma
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Chi siamo
caduta la carne
svelati a noi stessi:
non più enigma che arrovelli
         (restano unghiate sulla carne
         del cielo a presenza
         d'un sentire stuprato):

allora l'essere si aprirà
la luce schiuderà le braccia
saremo seme fiore stella - le
prismatiche facce del Sé -
                                      allora in noi

non più un vedere attraverso
uno specchio in enigma: sarà un camminare
sulle acque

          (alla luce dell'epistéme ¹
           avrà la kènosis ²
           vitrea trasparenza)

¹ epistéme = conoscenza
² kènosis (qui sta per concetto di) = svuotamento del divino
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Come sospesi
è perdersi nelle stanze arimaniche
progettando vite in copia carbone
questo disconoscerti poesia
autenticità spolpata da virtuale e stress

è come stare sospesi nello sporgersi
da delirante vetta interiore l'aprirsi
di crepaccio la sua bocca ad urlo
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

La vita nelle mani del vento
palpebre d'aria
chiuse sulla disfatta del giorno
(depistate tracce
rotte smarrite
a insanguinare il vento:
ruotare del tempo
nella sua vuota occhiaia)
anse d'ombre
annegano il grido
dell'anima giocata a testa e croce
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Gandhi
miracolo il sorriso
interiore
mentre il mondo ti ringhia addosso

ti offri s'apre una rosa
di sangue

nel Cielo un canto d'alleluja
- Da La difficile luce, raccolta inedita -

La sera blu ha occhi di tigre
a Hemingway

aureolato di fumo

ma dove va la vita
morte tenuta in vita che fluisce
con te o senza di te

per compagnia una bottiglia e una donna che
almeno per stanotte
ti allentino il suo morso
ti richiudano questo strappo infinito

(domani chiuderai la partita)

Hem
per gli amici

occhi in liquido cielo
capovolto
- Da Fuoco dipinto, 2002 -

Corpo-anfora
il corpo-anfora ecco svuotarsi
lasciando
nell'Infinito-mare fluire
la sua anima d'acqua

Nell'urna
(mercoledì delle Ceneri)

nell'urna-di-vita: cenere
muta?

palpito rosso che
s'inciela

atomo stella

L S D
nella magnetica notte allucinata
a vivere la tua morte urlata
anima infeconda strappata alla
pseudoincarnazione di un sogno:
parvenza d'amore immagine
accartocciata mortale
Da Fuoco dipinto, 2002 -

Siesta
[entrando in un sogno lucido con la visione dilatata
di gatta che si stiracchia]

le fauci spalanca la natura animale in enorme sbadiglio
della tigre di blake a ricordare la geometria felina
dinanzi agli avanzi della sua preda sanguinolenta
nella solitudine lucente tinta dalla cenere rossa del tramonto
pancia all’aria nella conca del sole / occhi socchiusi impastati
dell’ultima luce in un tempo sospeso un silenzio
che disegna l’atavica forma aperta del grido
- inedita -


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