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Premi letterari dei Sitani


2024

4-5-6 Marzo

La poesia "Fammi pescatore" di Ben Tartamo è un'invocazione intensa e appassionata che esprime un profondo desiderio di redenzione e speranza attraverso simboli marini e spirituali. 

 
L'immagine del mare in tempesta evoca un senso di turbamento e instabilità, mentre la richiesta di essere pescato dal Signore suggerisce un desiderio di essere salvati dalle difficoltà e dalle tribolazioni della vita. La metafora del pescatore di anime meste rappresenta il desiderio di portare conforto e gioia agli altri, trasformando il dolore in festa e speranza.

 
La domanda retorica "Che senso, la vita, può aver mai Signore / Se tutto è dolore e sabbia tra le dita?" riflette il senso di smarrimento e disperazione che spesso accompagna le sfide della vita. Tuttavia, l'autore invita a trasformare questo dolore in amore e dono, trovando significato e gioia anche nelle esperienze più difficili.

 
La ripetizione del termine "Invita" sottolinea l'importanza dell'invito divino alla compassione e alla generosità, mentre l'ultima strofa esprime il desiderio di essere pieni di speranza e amore, nonostante le avversità.

 
Analisi Tecnica:

 
-  Stile: La poesia "Fammi pescatore" di Ben Tartamo presenta uno stile fortemente descrittivo e suggestivo, che utilizza immagini marinaresche e spirituali per trasmettere il suo messaggio. L'uso di parole evocative e metafore rende la poesia ricca di immaginazione e profondità emotiva.

 
- Metrica: La poesia segue uno schema metrico regolare con versi di quattro piedi, conferendo un ritmo incalzante e fluido alla lettura. La regolarità della metrica contribuisce alla coesione e all'armonia del testo.

 
- Pause: Le pause sono ben distribuite all'interno dei versi e delle strofe, consentendo al lettore di respirare e riflettere sul significato delle parole. Le pause sono utilizzate anche per enfatizzare concetti chiave e creare tensione emotiva.

 
- Tipologia di rime e verso: La poesia presenta una struttura strofica composta da quattro versi per stanza, con un schema di rime ABAB impreziosito da rine interne incrociate. Le rime alternate contribuiscono a conferire un ritmo melodico alla poesia e a legare insieme le diverse parti del testo in modo armonioso.

 
- Fonemi: L'autore fa un uso sapiente dei fonemi per creare immagini vivide e suggestioni sensoriali. Parole come "mare in tempesta", "dolore e sabbia tra le dita", "donno e amore" evocano sensazioni e emozioni intense nel lettore.

 
In sintesi, la poesia "Fammi pescatore" è un esempio di maestria poetica che combina abilmente elementi tecnici con profondità emotiva, creando un'opera che cattura l'immaginazione e tocca il cuore del lettore.

 
Complessivamente, la poesia esprime un profondo desiderio di trasformazione e redenzione attraverso la fede e l'amore, invitando il lettore a trovare significato e speranza anche nelle situazioni più difficili.

 
Prof. Marino Spadavecchia 
San Cristòbal - Táchira - Venezuela
Cell: +58 424-7413763
Mail: rino.spadavecchia@gmail.com

 

 

Poesie pubblicate il 4-5-6 Marzo 2024

 
**   Franco Fronzoli, con la sua poesia "La gente sola", dipinge un ritratto struggente delle persone solitarie e della loro esperienza emotiva. Attraverso immagini evocative e un linguaggio ricco di lirismo, l'autore esplora profondamente il tema della solitudine e della sua relazione con il mondo circostante.

 
Una strofa che mi ha particolarmente colpito è la seguente:

 
"Le gente sola non cerca aiuto cammina

       nell’ombra accarezza il
                 tramonto

abbraccia la notte"

 
In questa strofa, Fronzoli cattura l'essenza dell'isolamento emotivo e della rassegnazione che spesso accompagna la solitudine. La descrizione delle persone sole che camminano nell'ombra, senza cercare aiuto, ma piuttosto accarezzando il tramonto e abbracciando la notte, evoca una sensazione di desolazione e accettazione della propria condizione. Queste immagini trasmettono una profonda malinconia, ma anche una sorta di bellezza e contemplazione nel confrontarsi con la propria solitudine.

 
Inoltre, l'uso del linguaggio sensoriale, come il senso del tatto nel "carezzare il tramonto" e nel "abbracciare la notte", aggiunge una dimensione tangibile alla poesia, coinvolgendo il lettore in modo emotivo e sensoriale.

 
Complessivamente, "La gente sola" di Franco Fronzoli è un'opera che penetra nel cuore dell'esperienza umana, offrendo una riflessione profonda sulla solitudine e sulla capacità dell'uomo di trovare conforto anche nei momenti più oscuri della propria esistenza.

 
**   Bruno Amore, con la sua poesia "Aurora", ci trasporta in un mondo di rinascita e bellezza attraverso immagini vibranti e un linguaggio ricco di lirismo e allegoria. L'autore celebra la natura e la sua capacità di rinnovarsi, mentre la primavera sboccia intorno a noi.

 
Una strofa che colpisce profondamente è la seguente:

 
"una tempesta di fiori brillanti
di taglia forma e tinta specialissima
cuciti dalle mani sapienti di quelle fate
che l’universo incarica della bellezza"

 
In questa strofa, Amore evoca l'immagine di una "tempesta di fiori brillanti", trasmettendo un senso di abbondanza e splendore. La descrizione dei fiori come opere d'arte, "cuciti dalle mani sapienti di quelle fate", aggiunge un elemento di magia e meraviglia, suggerendo che la bellezza della natura è il risultato di un processo divino e misterioso.

 
Inoltre, l'uso del termine "tempesta" per descrivere la fioritura intensa e rigogliosa crea un'immagine potente di vitalità e crescita esuberante, che coinvolge i sensi e l'immaginazione del lettore.

 
Complessivamente, "Aurora" di Bruno Amore è una poesia che celebra la bellezza e la rinascita della natura, invitandoci a contemplare con meraviglia e gratitudine il miracolo della vita che si rinnova ogni primavera.

 
**   In questa breve ma intensa poesia di Bruno Castelletti, intitolata "Ora non più", l'autore esplora il tema del rimpianto e della perdita attraverso un linguaggio sobrio e contemplativo. Castelletti trasmette un senso di nostalgia e malinconia per un tempo passato, attraverso immagini evocative e un ritmo misurato.

 
Una strofa che cattura particolarmente la mia attenzione è la seguente:

 
"Solo il rimpianto
tenero e pacato
del tempo dell'amore
che non torna."

 
In questa strofa, Castelletti riflette sul passaggio del tempo e sulla perdita dell'amore. L'uso dell'aggettivo "tenero e pacato" per descrivere il rimpianto aggiunge una sfumatura di dolcezza e accettazione, suggerendo che il dolore della perdita si è trasformato in un ricordo delicato e sereno.

 
Inoltre, l'immagine del "tempo dell'amore che non torna" evoca una sensazione di irreversibilità e nostalgia per un periodo passato di felicità e pienezza. Questa strofa trasmette una profonda consapevolezza della fugacità della vita e dell'importanza di apprezzare i momenti di gioia mentre sono presenti.

 
Complessivamente, "Ora non più" di Bruno Castelletti è una poesia che tocca il cuore del lettore con la sua semplicità e la sua profondità emotiva, invitandoci a riflettere sulla natura transitoria dell'amore e della vita stessa.

 
**   Laura Lapietra, con la sua poesia "Diletto Antico Destino", ci trasporta in un mondo di passione travolgente e desiderio irresistibile attraverso un linguaggio vibrante e una profonda introspezione emotiva. L'autrice esplora il tema dell'amore con una fervida intensità, descrivendo un tumulto di emozioni e sensazioni che coinvolgono il cuore e l'anima.

 
Una strofa che risalta tra le altre per la sua potenza emotiva è la seguente:

 
"Miraggio che incanta per magia,
il tuo profondo sospiro,
disonesto, mi avvolge,
mi rapisce, mi sconvolge,
mi tormenta, ancora!"

 
In questa strofa, Lapietra cattura l'essenza dell'attrazione irresistibile e del tormento dell'amore non corrisposto o impossibile. L'uso dell'immagine del "miraggio che incanta per magia" evoca un senso di illusione e di fascino seducente, mentre il profondo sospiro dell'amato/a avvolge e rapisce l'anima del poeta. Il termine "disonesto" suggerisce una sorta di inganno o tradimento emotivo, mentre il ritmo incalzante dei verbi "avvolge", "rapisce", "sconvolge" e "tormenta" crea un senso di tumulto e disorientamento emotivo.

 
Inoltre, l'uso del termine "ancora" alla fine della strofa suggerisce una persistente ripetizione di sentimenti intensi e struggenti, che continuano a tormentare l'anima del poeta nonostante la loro dolorosa natura.

 
Complessivamente, "Diletto Antico Destino" di Laura Lapietra è una poesia che ci immerge in un vortice di passione e desiderio, invitandoci a esplorare le profondità dell'amore e dell'anima umana con una sincerità e un'intensità commoventi.

 
**   Renzo Montagnoli, con la sua poesia "Nel tramonto", ci conduce in un viaggio malinconico attraverso le sfumature del crepuscolo e dei ricordi. Attraverso un linguaggio delicato e immagini evocative, l'autore ci invita a riflettere sul trascorrere del tempo e sulla bellezza effimera della vita.

 
Una strofa che si distingue per la sua delicatezza e profondità emotiva è la seguente:

 
"E allora si scioglie il cuore
in un pianto silenzioso
mentre un ultimo airone
si staglia in controluce."

 
In questa strofa, Montagnoli cattura il senso di nostalgia e di perdita che accompagna il tramonto, simboleggiato dal "pianto silenzioso" del cuore. L'immagine dell'"ultimo airone" che si staglia in controluce evoca una sensazione di solitudine e di transitorietà, mentre la luce del giorno svanisce lentamente.

 
Inoltre, l'uso del termine "controluce" aggiunge un elemento di bellezza e di suggestione visiva, creando un contrasto poetico tra l'oscurità che avvolge il cuore del poeta e la luce che si diffonde nel cielo al tramonto.

 
Complessivamente, "Nel tramonto" di Renzo Montagnoli è una poesia che ci avvolge con la sua malinconia e la sua bellezza, invitandoci a contemplare il passaggio del tempo e l'effimero splendore della vita attraverso gli occhi di un'anima sensibile e riflessiva.

 
**   Salvatore Armando Santoro, con la sua poesia "Apparenze", ci trasporta in un mondo di contraddizioni e conflitti interiori attraverso un linguaggio diretto e una profonda introspezione emotiva. L'autore esplora il tema dell'amore, della solitudine e della mascherata emotiva che spesso caratterizza le interazioni umane.

 
Una strofa che risalta per la sua raffinatezza e verità è la seguente:

 
"Non puoi spiegare in versi l’emozione,
la gente osserva con i propri occhiali
sembra lo strabico che ti stia guardando
e invece un panorama sta ammirando."

 
In questa strofa, Santoro cattura magistralmente l'ambiguità delle apparenze e la difficoltà di comunicare veramente i propri sentimenti agli altri. L'uso dell'immagine dello sguardo osservatore, che sembra guardare oltre l'apparenza ma in realtà si ferma solo alla superficie, suggerisce una profonda solitudine e incomprensione emotiva.

 
Inoltre, l'uso del termine "panorama" per descrivere ciò che gli altri osservano, anziché la vera profondità dell'animo del poeta, crea un contrasto significativo tra l'apparenza e la realtà, mettendo in luce la discrepanza tra ciò che si vede e ciò che si prova interiormente.

 
Complessivamente, "Apparenze" di Salvatore Armando Santoro è una poesia che ci invita a riflettere sulle maschere che indossiamo nella vita quotidiana e sulle difficoltà di comunicare veramente i nostri veri sentimenti agli altri. Con un linguaggio schietto e una profonda sensibilità, l'autore ci offre uno sguardo penetrante sull'essenza stessa dell'esperienza umana.

 
**   Alessandra Piacentino, con la sua poesia "Risvegli di albe Post guerra", ci conduce in un viaggio emotivo attraverso il risveglio della vita dopo un periodo di conflitto e distruzione. Attraverso immagini evocative e un linguaggio suggestivo, l'autrice esplora il tema della rinascita e della speranza dopo la guerra.

 
Una strofa che si distingue per la sua potenza emotiva è la seguente:

 
"Emozioni come rugiada mattutina
È ripartenza da terra
Navi in disparte a far dell’alba cornice
E del tramonto rotta di pace"

 
In questa strofa, Piacentino cattura la sensazione di rinascita e di rinnovamento che segue alla guerra, attraverso l'immagine della rugiada mattutina che risveglia la terra e le emozioni degli individui. L'uso del termine "ripartenza da terra" evoca un senso di rinascita e di nuova speranza, mentre le navi che si allontanano fanno da cornice all'alba e al tramonto, simboleggiano la ricerca di pace e di armonia dopo il conflitto.

 
Inoltre, l'immagine della rugiada mattutina suggerisce una nuova vita che germoglia anche nei momenti più bui, mentre il ritmo incalzante delle parole evoca un senso di movimento e di cambiamento inarrestabile.

 
Complessivamente, "Risvegli di albe Post guerra" di Alessandra Piacentino è una poesia che ci invita a riflettere sulla resilienza dell'animo umano e sulla capacità di trovare speranza e rinnovamento anche nei periodi più oscuri della storia. Con un linguaggio ricco di simboli e di suggestioni, l'autrice ci offre uno sguardo penetrante sulla natura umana e sulla sua capacità di superare le avversità con coraggio e determinazione.

 
**   Armando Bettozzi, con la sua poesia "Il ritorno di ... Napoleone", offre una satira tagliente e ironica sul presunto ritorno di Napoleone alias Macron presidentissimo di Francia e sul suo tentativo di reclamare il trono. Attraverso un linguaggio incisivo e sarcastico, l'autore mette in discussione il diritto e la capacità del Napoleone redivivo di rivendicare un ruolo di leadership.

 
Una strofa che si distingue per la sua acume satirico è la seguente:

 
"Sei proprio un…guerrigliero con i baffi!
Non vi è bastato andar cogli aeroplani
a guerreggiar sugli affari nostrani …
Avreste meritato tanti! schiaffi…"

 
In questa strofa, Bettozzi ridicolizza l'idea del ritorno di Napoleone come un tentativo di usurpare il potere con tattiche antiquate e inadeguate. L'uso dell'immagine del "guerrigliero con i baffi" sottolinea la caricatura del personaggio storico attuale, mentre l'accusa di intromissione negli "affari nostrani" suggerisce un approccio bellicoso e aggressivo alla politica internazionale.

 
Inoltre, l'ironia nel suggerire che Napoleone avrebbe "meritato tanti! schiaffi…" evidenzia la disapprovazione dell'autore nei confronti delle azioni e delle pretese del presunto ritornato.

 
Complessivamente, "Il ritorno di ... Napoleone" di Armando Bettozzi è una poesia che offre una riflessione pungente e satirica sul tema del potere e della leadership, mettendo in discussione le motivazioni e le ambizioni dei leader storici e contemporanei. Con un linguaggio vivace e una visione critica, l'autore ci invita a esaminare attentamente le pretese di coloro che cercano di governare e influenzare il destino delle nazioni.

 
**   Salvatore Camonita, con la sua poesia, "S'appresta a ridestarsi la natura", ci trasporta in un mondo di introspezione e riflessione sulla condizione umana e il rapporto con la natura. Attraverso un linguaggio delicato e immagini suggestive, l'autore esplora il tema del cambiamento delle stagioni e il riflesso dei nostri stati d'animo.

 
Una strofa che colpisce per la sua profondità e intensità emotiva è la seguente:

 
"Poi arriva,
tutt'a un tratto
la sera,
a calar il sipario del giorno,
prima il crepuscolo,
poscia il buio,
nell'assordante solitudine,
di un'alienante vita,
alienata,
sotto un cielo stellato
che non vede."

 
In questa strofa, Camonita dipinge un quadro struggente della solitudine e dell'alienazione umana di fronte alla natura e al passare del tempo. L'immagine del crepuscolo e del buio che cala, accompagnata dall'assordante solitudine e dalla sensazione di alienazione, evoca un senso di isolamento e disconnessione dal mondo circostante. L'uso del cielo stellato che non vede sottolinea la mancanza di consapevolezza e di comprensione della bellezza e della grandezza della natura da parte dell'uomo, immerso nelle sue preoccupazioni quotidiane e nel suo egocentrismo.

 
Inoltre, l'uso del termine "sipario" per descrivere il tramonto suggerisce un senso di chiusura e fine, mentre il ritmo incalzante delle parole crea una sensazione di tensione e drammaticità, accentuando l'effetto emotivo della strofa.

 
Complessivamente, "S'appresta a ridestarsi la natura" di Salvatore Camonita è una poesia che ci invita a riflettere sulla nostra relazione con la natura e sulla nostra condizione umana di fronte al mistero e alla bellezza del mondo che ci circonda. Con un linguaggio evocativo e una profonda sensibilità, l'autore ci offre uno sguardo penetrante sulla nostra esistenza e sulle nostre emozioni di fronte al ciclo eterno della vita e della natura.

 
**   Enrico Tartagni, con la sua poesia "Poesia rupestre", ci conduce in un viaggio affascinante attraverso la storia e la bellezza dell'arte rupestre. Attraverso un linguaggio evocativo e immagini suggestive, l'autore esplora il potere delle parole e delle immagini nel raccontare le storie dell'umanità.

 
Una strofa che colpisce per la sua profondità e visione è la seguente:

 
"In tempi antichi più del tempo
in val Camonica andiamo
e cerchiamo
in cerchi e stampi di mani
il perché oggi noi siamo
tante figure nel colore"

 
In questa strofa, Tartagni evoca il mistero e l'antichità delle incisioni rupestri, sottolineando il loro potere di trasmettere la storia e il significato della vita umana. L'immagine delle "figure nel colore" incise nelle rocce della Val Camonica suggerisce un senso di continuità e connessione con i nostri antenati, mentre la ricerca del "perché oggi noi siamo" mette in luce la nostra costante ricerca di significato e identità nel contesto dell'universo.

 
Inoltre, l'uso del termine "testamenti dell'amore" per descrivere le incisioni rupestri sottolinea il legame profondo tra l'arte e l'essenza umana, suggerendo che anche nelle epoche più remote, l'uomo ha cercato di esprimere i suoi sentimenti e la sua comprensione del mondo attraverso l'arte.

 
Complessivamente, "Poesia rupestre" di Enrico Tartagni è una poesia che celebra la bellezza e la profondità dell'arte rupestre, invitandoci a riflettere sulla nostra connessione con il passato e sulla nostra ricerca di significato e identità nel mondo. Con un linguaggio ricco di suggestioni e una visione poetica, l'autore ci offre uno sguardo penetrante sulla natura umana e sulla sua espressione attraverso le opere d'arte che ci hanno preceduto.

 
**   Felice Serino, con la sua poesia "Divagazioni sullo zero e sulla o", ci conduce in un viaggio affascinante attraverso l'immaginazione e l'associazione di concetti diversi che ruotano attorno al simbolo dello zero e della lettera "o". Attraverso un linguaggio evocativo e ricco di suggestioni, l'autore esplora il significato simbolico e poetico di questi elementi.

 
Una strofa che risalta per la sua profondità e creatività è la seguente:

 
"il nucleo l'anello l'uroboro
due zeri abbracciati ti danno
il simbolo dell'infinito
puoi notare"

 
In questa strofa, Serino crea un'interessante connessione tra diverse immagini e concetti che ruotano attorno al simbolo dello zero e della lettera "o". L'immagine del "nucleo", dell'"anello" e dell'"uroboro" evoca un senso di continuità e ciclicità, mentre l'idea dei "due zeri abbracciati" che formano il simbolo dell'infinito suggerisce un concetto di eternità e senza fine. 

 
Inoltre, l'autore associa la lettera "o" a una serie di immagini e simboli, come la bocca spalancata nell'urlo di Munch, le bolle di sapone e gli occhielli delle forbici, creando un collage poetico che stimola l'immaginazione del lettore e lo invita a riflettere sulle molteplici sfaccettature e associazioni di questo semplice elemento grafico.

 
Complessivamente, "Divagazioni sullo zero e sulla o" di Felice Serino è una poesia che celebra la creatività e l'immaginazione, invitandoci a esplorare il mondo attraverso l'occhio poetico dell'autore. Con un linguaggio ricco di suggestioni e un'ampia gamma di associazioni, l'autore ci offre uno sguardo affascinante sul potere evocativo delle parole e dei simboli.

 
**   Antonia Scaligine, con la sua poesia "L’ultimo uomo di qualità", ci offre un ritratto struggente e nostalgico di un uomo che incarna i valori dell'onestà e della gentilezza in un mondo sempre più privo di nobiltà d'animo. Attraverso un linguaggio semplice ma potente, l'autrice esalta la figura di quest'uomo come un faro di integrità e dignità in un'epoca segnata dalla falsità e dalla mancanza di valori morali.

 
Una strofa che risalta per la sua profondità e saggezza è la seguente:

 
"Si cerca sempre l’onestà
in se stessi , fuori e nella gente
ma la nostra falsità umilia la libertà
in questa società di dignità carente"

 
In questa strofa, Scaligine sottolinea l'importanza dell'onestà come fondamento della libertà e della dignità umana. L'autrice denuncia la diffusa falsità e ipocrisia presente nella società contemporanea, mettendo in evidenza il contrasto tra i valori ideali e la realtà distorta in cui viviamo. 

 
Inoltre, l'immagine dell'"ultimo uomo di qualità" che cammina con le sue scarpe rotte con nobiltà rappresenta un potente simbolo di perseveranza e dignità anche nelle circostanze più difficili. Quest'uomo incarna l'essenza stessa della virtù e dell'integrità morale, offrendo un esempio tangibile di come l'onestà possa ancora risplendere anche nelle tenebre dell'ipocrisia e del cinismo.

 
Complessivamente, "L’ultimo uomo di qualità" di Antonia Scaligine è una poesia che ci invita a riflettere sui valori fondamentali dell'umanità e sulla ricerca costante dell'onestà e della dignità nella vita quotidiana. Con un linguaggio diretto e una visione penetrante, l'autrice ci offre uno sguardo profondo sulla condizione umana e sulla speranza di trovare ancora il bene e la verità nel mondo che ci circonda.

 
**   Piero Colonna Romano, con la sua poesia "L'azzurro bardo", offre un omaggio al grande poeta Carlo Chionne, situandolo tra le figure di spicco della tradizione poetica classica. Attraverso un linguaggio rispettoso e una visione appassionata, l'autore celebra il talento e l'impeto critico di Chionne, riconoscendo il suo ruolo nel sollecitare la giustizia e il cambiamento attraverso le parole.

 
Una strofa che risalta per la sua eloquenza e fervore è la seguente:

 
"Per nostra buona sorte in Poetare
altri ci sono a rispettar poesia.
Pur da costoro è obbligo imparare
per fare di quest'arte una magia;
una magia che eleva e cuore e spirto,
rendendo amabil quel sentier ch'è irto."

 
In questa strofa, Colonna Romano riflette sulla potenza e la bellezza della poesia come strumento di trasformazione e elevazione spirituale. L'autore sottolinea l'importanza di rispettare e imparare dall'eredità poetica dei grandi maestri, come Chionne, al fine di rendere l'arte poetica una magia che nutre l'anima e apre nuovi orizzonti di comprensione e bellezza.

 
Inoltre, l'immagine del sentiero irto, reso amabile dalla poesia, evoca il viaggio interiore che ogni poeta compie nel suo percorso creativo. L'autore ci invita a seguire questo sentiero con coraggio e passione, consapevoli del potere trasformativo della parola poetica.

 
Complessivamente, "L'azzurro bardo" di Piero Colonna Romano è una poesia che celebra la forza e la bellezza della poesia come strumento di cambiamento e di elevazione spirituale. Con un linguaggio vibrante e una visione ispirata, l'autore ci offre uno sguardo appassionato sulla nobiltà e il potere della parola poetica nella nostra vita e nella nostra società.

 
**   Francesco Soldini, con la sua poesia "Il vento nelle vele", ci trasporta in un viaggio di libertà e bellezza attraverso l'immagine evocativa della navigazione. Attraverso un linguaggio semplice ma potente, l'autore esprime il desiderio di esplorare il mondo e vivere appieno la propria vita, navigando nelle acque dell'amore e dell'avventura.

 
Una strofa che risalta per la sua poeticità e profondità è la seguente:

 
"vivere sulla via
di scrivere nuovi versi
nella brezza d'amarsi
oltre l'orizzonte oceano"

 
In questa strofa, Soldini evoca il desiderio di esplorare nuovi orizzonti e scrivere nuovi capitoli della propria storia attraverso l'esperienza dell'amore e dell'avventura. L'immagine della brezza d'amarsi che spinge le vele della vita evoca un senso di libertà e possibilità, mentre l'orizzonte dell'oceano rappresenta l'infinita possibilità di scoperta e crescita personale.

 
Inoltre, l'uso delle metafore della navigazione e delle stelle dell'immensa bellezza suggerisce un senso di connessione con l'universo e la natura, invitando il lettore a immergersi nella bellezza e nella vastità del mondo che ci circonda.

 
Complessivamente, "Il vento nelle vele" di Francesco Soldini è una poesia che celebra il desiderio di libertà, avventura e amore. Con un linguaggio evocativo e una visione poetica, l'autore ci invita a navigare nelle acque della vita con coraggio e passione, esplorando i confini dell'anima e dell'universo con cuore aperto e mente libera.

 
**   Alessio Romanini, con la sua poesia "Ardimento", ci offre un viaggio emozionale attraverso i momenti di lotta, speranza e rinascita che caratterizzano la vita umana. Attraverso un linguaggio intenso e riflessivo, l'autore esplora il tema del coraggio nel perseguire la libertà interiore e il significato della vita.

 
Una strofa che risalta per la sua profondità e intensità emotiva è la seguente:

 
"Osservando il tramontare del dì
ho visto che la forza della vita
non muore nel silenzio della sera."

 
In questa strofa, Romanini cattura l'essenza della resilienza umana attraverso l'immagine suggestiva del tramonto e della notte che seguono. Nonostante le sfide e le difficoltà della vita, l'autore ci ricorda che la forza della vita continua a bruciare dentro di noi, pronta a emergere anche nei momenti più bui e silenziosi.

 
Inoltre, l'idea di rinascita e speranza è enfatizzata nell'ultima strofa, dove l'autore esprime il desiderio di rinnovamento e ardimento nell'affrontare l'infinito che risiede dentro di noi. Questo richiamo alla determinazione e alla speranza incarna il tema centrale della poesia, invitando il lettore a trovare il coraggio di perseguire la propria libertà interiore e la realizzazione personale.

 
Complessivamente, "Ardimento" di Alessio Romanini è una poesia che celebra la forza, la speranza e la resilienza umana. Con un linguaggio evocativo e una visione poetica, l'autore ci offre uno sguardo penetrante sulla natura dell'esistenza umana e sulla ricerca di significato e libertà nell'interiorità dell'anima.

 
**   Sandra Greggio, con la sua poesia "La mia melodia", ci offre un'immagine commovente e coinvolgente del processo di ricostruzione e rinascita personale attraverso la musica. Attraverso un linguaggio delicato e suggestivo, l'autrice esplora il tema della perdita e della ricerca di se stessi attraverso la passione e l'espressione artistica.

 
Una strofa che risalta per la sua bellezza e significato è la seguente:

 
"Sentivo i loro gemiti di aiuto
e mi misi a cercarle ovunque.
Una ad una, piano piano,
le rimisi sulle righe del pentagramma,
chiave di sol e chiave di basso
tutte nere su foglio bianco."

 
In questa strofa, Greggio cattura il senso di impegno e determinazione nel recuperare ciò che è stato perso. L'immagine delle note musicali dispersa nel mare e nel deserto evoca una sensazione di disorientamento e smarrimento, ma anche di speranza e determinazione nel cercare e ricostruire ciò che è stato perso. La metafora delle note musicali rimosse e reinserite sul pentagramma rappresenta il processo di ritrovare se stessi e la propria identità attraverso l'arte e la creatività.

 
Inoltre, il ritorno alla musica diventa un atto di rinascita e riaffermazione personale, simboleggiando la capacità umana di superare le sfide e di trovare nuova vita attraverso l'espressione artistica e l'auto-espressione.

 
Complessivamente, "La mia melodia" di Sandra Greggio è una poesia che celebra il potere della musica come mezzo di guarigione e di rinnovamento personale. Con un linguaggio evocativo e una visione poetica, l'autrice ci offre uno sguardo intimo e commovente sul processo di ricerca di sé e di rinascita attraverso l'espressione creativa e l'amore per l'arte.

 
**   Jacqueline Miu, con la sua poesia "Una foresta divorata da fiamme", ci offre un'imponente immagine della lotta interiore e delle tensioni esterne che plasmano l'esperienza umana. Attraverso un linguaggio incisivo e metaforico, l'autrice esplora temi universali come il conflitto, la fede e l'amore.

 
Una strofa che risalta per la sua potenza e intensità emotiva è la seguente:

 
"sono creato con tutti i Lunedì incendiati dai cristiani affilati da rabbia
professo la religione del bene oggi se il peggio è domani"

 
In questa strofa, Miu evoca un senso di disillusione e disincanto nei confronti della vita, sottolineando il ciclo interminabile di violenza e conflitto che caratterizza il mondo moderno. L'immagine dei Lunedì incendiati dai cristiani rappresenta una metafora della crudeltà e dell'ingiustizia umana, mentre la professazione della "religione del bene" indica un tentativo di trovare speranza e significato anche nelle circostanze più oscure e disperate.

 
Inoltre, l'idea di essere "reo di un amore mai domato" suggerisce un senso di vulnerabilità e desiderio non appagato, aggiungendo un ulteriore strato di complessità emotiva alla poesia.

 
Complessivamente, "Una foresta divorata da fiamme" di Jacqueline Miu è una poesia che offre una riflessione profonda sulla condizione umana e sulle forze contrastanti che plasmano la nostra esistenza. Con un linguaggio evocativo e una visione poetica, l'autrice ci invita a esplorare i confini della nostra esperienza emotiva e spirituale, cercando significato e speranza anche nei momenti di maggior oscurità e turbamento.

 
Con profonda gratitudine e ammirazione 
Vostro Ben Tartamo 

 

 

1-2-3 Marzo

Ben Tartamo  ti ringrazio e lo farò sempre,  ringrazio  anche Lorenzo che mi ospita nella sua casa poetica.  Inizio col dire  che le sue sono delle  bellissime poesie , anche se non le  commento  le  ammiro e le leggo perché Nino Silenzi ci invita a contemplare la natura ,l’ inesorabile tempo  e  di non perderlo mai di vista perché in un giorno c’è la nostra vita  che  nasce e poi  finisce nel nulla o nell’eterno  , tutto dipende da noi .
Leggo  tutte le poesie  dei  poeti  del sito ,la curiosità non mi manca come l'immaginazione,  sono una buona ottima alleata della  vostra poesia ,ma non un’ottima poetessa e ,men che mai una commentatrice , però so che devo ringraziarti
Ben   per i tuoi bellissimi commenti, che non sono solo commenti , tu fai l’analisi del testo,  scavi nel profondo della poesia e riesci ad entrare nell’animo del poeta ,
di certo non potrei farlo io, perché non troverei mai delle parole  giuste per mettere  in luce la tua poetica , quella di Piero , di Jacqueline Miu e di altri .
  Posso solo dire che non c’è una frase o verso che  non mi colpisce  
“Catene”  tre strofe  di quattro versi con rime alternate  sono versi che scorrono come le acque di un fiume  che imprigionano anime smarrite , resto prigioniera anche io dalle tue “catene “  spesso , infatti ,  resto prigioniera di parole   che mi mancano per comporre una poesia .
 
Grazie a tutti Antonia Scaligine

 

 

Poesia: "Catene"
Autore: Ben Tartamo

 
Come spesso accade, questo "dimentico a se stesso" poeta, viene dimenticato dalla critica anche autoctona al sito, e ciò  mi spiace e ve ne pongo rimedio premiando la sua altruità e disinteresse.

 
In "Catene" di Ben Tartamo, siamo trasportati in un universo di passioni e tormenti, dove l'amore si manifesta come una forza crudele, capace di legare e imprigionare le anime innamorate in un vortice di emozioni contrastanti.
Ma, avverto i lettori che è solo una parte del messaggio, perché come in altre poesie del nostro, spesso  è insito in essa una certa dualità.
Ma andiamo per gradi.

 
Con una prosa che danza tra le righe e si fa eco delle pulsazioni del cuore, Tartamo dipinge l'immagine di un amore che brucia come fuoco improvviso, divorando tutto ciò che trova sul suo cammino. Le parole si fondono in un mosaico di sensazioni, trasportandoci in un mondo di suggestioni e suggestioni, dove la bellezza e la crudeltà si fondono in un abbraccio ambiguo.

 
Sotto il cielo stellato della poesia, ci troviamo di fronte alle catene invisibili dell'amore, prigioni dell'anima che gridano follia e disperazione. Tartamo ci invita a esplorare le profondità dell'animo umano, a confrontarci con le nostre paure e speranze, mentre ci inoltriamo nel labirinto dell'amore e della passione.

 
In questa poesia, vedo anche, come dicevo in incipit, un riflesso profondo della natura mistica dell'amore e della sua connessione con la dimensione spirituale dell'esistenza umana. Le strofe corrispondenti esplorano questa tematica in modo particolarmente evocativo.

 
La prima strofa, con il suo ritratto dell'amore come una forza crudele desiderosa di possedere il corpo dell'amato/a, suggerisce un'ossessione che trascende il mondo fisico, entrando nell'ambito dell'esperienza spirituale.

 
Nella seconda strofa, l'immagine del fuoco divampante che chiude gli occhi al cielo evoca una sorta di trascendenza, in cui l'amore consuma e trasforma l'individuo, immergendolo in una dimensione terrena e spirituale allo stesso tempo.

 
Le catene della terza strofa diventano il simbolo non solo della prigionia dell'anima, ma anche del legame mistico tra gli amanti e tra l'uomo e il divino. La ricerca di una poesia smarrita diventa così la ricerca di una comprensione più profonda della propria natura spirituale e del proprio rapporto con il divino.

 
In questa luce mistica, la poesia di "Catene" si rivela non solo come un'espressione dell'amore umano, ma anche come un invito a esplorare i misteri più profondi dell'esistenza e della connessione tra cielo e terra.

 
Le strofe che mi hanno catturato l'anima sono: "Catene che urlano follia, / prigioni d'anime bandite", perché evoca l'immagine struggente di anime imprigionate in un vortice di emozioni, urlanti di disperazione mentre cercano disperatamente una via di fuga. In questa poesia, troviamo il riflesso della nostra stessa umanità, con le sue gioie e le sue sofferenze, i suoi desideri e le sue paure, mentre ci lasciamo avvolgere dalla bellezza e dalla crudeltà dell'amore.

 
L'altra strofa che mi ha colpito di più è la seconda: "Quel fuoco divampa improvviso / chi gli occhi vuol chiusi al suo cielo", dove si parla del fuoco che divampa improvviso e chiude gli occhi al cielo. Questa immagine evoca una sensazione di trascendenza e di abbandono totale alla passione. Mi colpisce perché riesce a trasmettere un senso di intensità e di sacrificio, dove l'individuo si lascia consumare completamente dall'amore, immergendosi in una dimensione terrena e spirituale allo stesso tempo. La descrizione del fuoco che chiude gli occhi al cielo suggerisce un'esperienza mistica, dove l'amore diventa una sorta di rito sacro che trasforma profondamente l'essenza dell'individuo.
 
Prof. Marino Spadavecchia 

 

 

Poesie del 1-2-3 marzo 2024

 
* La poesia "Rammendi" di Felice Serino si distingue per la sua capacità di evocare immagini potenti e cariche di significato, attraverso l'uso di una varietà di figure retoriche e di elementi stilistici.

 
Dal punto di vista metrico, l'autore utilizza una struttura libera che si adatta al ritmo naturale delle immagini evocate. I versi brevi e incisivi contribuiscono a creare un senso di immediata intensità emotiva, mentre la scelta di parole suggestive e evocative amplifica l'impatto del testo.

 
L'immagine dell'abito logorato dagli anni è carica di significato denotativo e connotativo. Denota il passare del tempo e l'usura dell'esistenza umana, mentre connota una sensazione di nostalgia e vulnerabilità. I rattoppi richiamano l'idea di riparazione e cura, aggiungendo un elemento di speranza e rinascita al testo.

 
La metafora della rete che non trattiene più i lucenti guizzi connota la fragilità della vita e la fugacità dei momenti di felicità. Questo simbolo si presta a una molteplicità di interpretazioni, evocando sia la vulnerabilità dell'essere umano di fronte alla transitorietà della felicità, sia la possibilità di trovare conforto e guarigione attraverso l'arte e la poesia stessa.

 
La strofa che mi colpisce di più è:
"l'abito logorato dagli anni
abbisogna di attenzione e rattoppi"

 
Questa immagine dell'abito logorato dagli anni evoca immediatamente la fragilità e la temporalità della vita umana. L'idea di cura e di attenzione necessaria per rattoppare l'abito rappresenta la speranza e la possibilità di guarigione, nonostante le ferite inflitte dal tempo. Questa metafora richiama il concetto più ampio di come l'essere umano debba affrontare le difficoltà e le cicatrici della vita, cercando di riparare i danni e di trovare la forza per andare avanti.

 
Complessivamente, "Rammendi" è una poesia che si distingue per la sua profonda sensibilità emotiva e la sua capacità di trasmettere significati complessi attraverso immagini evocative e una scrittura delicata e riflessiva.
 
*   "Scende una stella nel mare" Franco Fronzoli
 
 
In un caleidoscopio di emozioni, la poesia di Franco Fronzoli danza leggera tra le stelle e il mare dell'amore, catturando l'essenza dell'infinito con versi delicati e melodiosi.

 
La stella, simbolo di speranza e illuminazione, si abbandona dolcemente sulle onde dell'oceano, accarezzando lo scoglio con grazia e maestria. Silente e maestosa, guarda dall'alto un mondo intriso di musica e poesia, immergendosi nell'incanto di ogni sentiero e di ogni foglia.

 
Scende dal monte come un messaggero celeste, illuminando ogni angolo di terra e di cuore con la sua luce divina. Sul dorso del fiume, si posa con eleganza, trasformando l'acqua in un manto di riflessi incantati.

 
Attraversa il tramonto e sfiora la luna, trovando riposo su un prato di fiori, dove girasoli e tulipani si inchinano al suo splendore. Maestosa e eterea, entra nella notte con la sua bellezza fugace, scomparendo prima che il primo raggio di sole possa illuminare un nuovo giorno.

 
La strofa che mi colpisce di più è:

 
"Cala una stella dal monte ed illumina
          ogni sentiero ogni foglia
                     e si ferma
sul dorso
di un fiume"
Questa immagine della stella che si posa delicatamente sul dorso di un fiume, illuminando ogni sentiero e ogni foglia, evoca una sensazione di magia e meraviglia. Rappresenta la bellezza e la serenità che possono essere trovate nella natura, nonostante le sfide e le difficoltà della vita. La scelta di parole è poetica e suggestiva, trasportando il lettore in un mondo di meraviglia e contemplazione.

 
Questa poesia, con la sua prosa incantata e le sue immagini vibranti, ci invita a esplorare i confini dell'infinito e a contemplare la bellezza efimera della vita, mentre danziamo tra le stelle e ci lasciamo cullare dal mare dell'amore.

 
*   Poesia: "Vado sfogliando"
Autore: Giuseppe Stracuzzi

 
In questa struggente opera di Giuseppe Stracuzzi, ci troviamo di fronte a un viaggio attraverso le profondità dell'animo umano, guidati dalla mano sapiente di un poeta che sa tessere parole come fili preziosi su un telaio di emozioni e pensieri.

 
Con uno stile ricco di sfumature e raffinatezze, Stracuzzi ci immerge in una dimensione sospesa tra luce e tenebre, dove le pagine del libro diventano confini di un mondo intriso di mistero e suggestione. La metrica fluisce con eleganza, accompagnando il lettore in un susseguirsi di immagini evocative e atmosfere incantate.

 
Sotto il profilo filologico, l'autore si serve di una vasta gamma di figure retoriche e di un linguaggio ricco di simbolismo, che dona profondità e intensità al testo. Le metafore e le allegorie si fondono in un caleidoscopio di significati, invitando il lettore a esplorare i recessi più oscuri dell'anima umana.

 
Dal punto di vista psicologico e introspettivo, la poesia riflette le contraddizioni e le ambiguità dell'esperienza umana, esplorando i conflitti interiori e le paure nascoste che abitano nel cuore di ogni individuo. L'autore ci invita a confrontarci con i nostri demoni interiori e a trovare la forza di affrontare le sfide della vita con coraggio e determinazione.

 
La strofa che più mi ha colpito è: "Eretta scala della tracotanza / parte dal fondo buio di un mistero / che vegeta nel cuore / di un qualcuno," perché attraverso queste parole l'autore riesce a evocare con grande potenza l'immagine della scala dell'orgoglio e della presunzione, che ha le sue radici nel mistero e nell'oscurità del cuore umano.

 
*   Poesia: "Finale"
Autore: Bruno Amore

 
Nella poesia "Finale" di Bruno Amore, ci troviamo di fronte a un'opera potente e commovente che esplora i confini dell'anima umana con una maestria e una sensibilità straordinarie. Con una prosa incisiva e tagliente, l'autore ci conduce in un viaggio attraverso il labirinto delle emozioni umane, esplorando le profondità dell'amore, del dolore e della solitudine.

 
Dal punto di vista tecnico, l'autore utilizza una metrica fluida e incalzante che accompagna il lettore attraverso le varie sfaccettature della narrazione. Le rime e le allitterazioni sottolineano il ritmo incalzante del testo, creando un effetto ipnotico e coinvolgente.

 
Sotto il profilo filologico, la poesia è un caleidoscopio di significati e simboli che richiamano alla mente l'eterna lotta tra vita e morte, gioia e dolore. Le metafore e le immagini evocative trasportano il lettore in mondi interiori ricchi di sfumature, invitandolo a esplorare i recessi più oscuri dell'animo umano.

 
Dal punto di vista psicologico e introspettivo, la poesia riflette le sfide e i conflitti interiori che caratterizzano l'esperienza umana. L'autore ci invita a confrontarci con le nostre paure e i nostri desideri più profondi, a esplorare le nostre emozioni più intime e a trovare la forza di affrontare le avversità della vita con coraggio e determinazione.

 
La strofa che mi ha colpito di più è: 
"è stato bello dai era un gran ridere / quanti fiori le mettesti tra i capelli neri". Queste parole evocano una sensazione di nostalgia e di malinconia, mentre l'autore riflette sulle gioie e sui dolori della vita umana. La poesia ci invita a riflettere sulla bellezza efimera della vita e sull'importanza di cogliere ogni istante con gratitudine e consapevolezza.

 
*   Poesia: "Preghiera"
Autore: Bruno Castelletti

 
Nella poesia "Preghiera" di Bruno Castelletti, ci immergiamo in un universo di nostalgia e ricerca interiore, dove il poeta si rivolge al divino con una fervente supplica. Con uno stile semplice e diretto, Castelletti ci trasporta in un luogo carico di significato e memoria, la chiesetta della sua infanzia, luogo di rifugio e contemplazione.

 
Dal punto di vista tecnico, l'autore utilizza una metrica fluida e armoniosa che si adatta perfettamente al ritmo del testo, accompagnando il lettore in un viaggio emotivo attraverso le parole. Le immagini evocative e vivide dipingono un quadro suggestivo della chiesetta e delle sensazioni che suscita nel poeta.

 
Sotto il profilo filologico, la poesia è un inno alla spiritualità e alla ricerca di significato nella vita quotidiana. Castelletti riflette sul potere consolatorio della fede e dell'adorazione, invitando il lettore a trovare conforto e sostegno nelle braccia del divino.

 
Dal punto di vista psicologico e introspettivo, la poesia esplora il tema della stanchezza e della ricerca di conforto spirituale di fronte alle sfide e alle fatiche della vita. Il poeta si rivolge al Signore con umiltà e devozione, chiedendo aiuto e sostegno nel cammino della vita.

 
La strofa che mi ha colpito di più è: "E vedo la Madonna del Rosario / chinarsi in un sorriso / verso di me che la rimiro attento". Queste parole trasmettono una sensazione di intimità e connessione spirituale, mentre il poeta contempla con reverenza l'immagine della Madonna e riceve il suo sorriso come segno di protezione e conforto. La poesia ci invita a trovare rifugio nella spiritualità e nella preghiera, trovando forza e speranza nelle braccia del divino.

 
*   Poesia: "Tristezza"
Autore: Santi Cardella

 
In "Tristezza" di Santi Cardella, ci troviamo di fronte a un'ode struggente alla solitudine e al dolore che pervadono l'animo umano. Con una prosa vibrante di emozioni e una sensibilità acuta, l'autore ci trasporta in un mondo oscuro e tormentato, in cui la tristezza avvolge ogni angolo di vita.

 
Dal punto di vista tecnico, Cardella utilizza una metrica fluida e una prosa ritmica che cattura l'attenzione del lettore sin dalle prime righe. Le immagini evocative e coinvolgenti dipingono un quadro vivido della disperazione umana, mentre il poeta si interroga sulla natura del dolore e sulla sua capacità di risalire dalle profondità dell'abisso interiore.

 
Sotto il profilo filologico, la poesia è un'indagine profonda sulla natura dell'esistenza umana e sul significato del dolore e della sofferenza. Cardella riflette sulle relazioni umane e sulla loro capacità di portare conforto e sostegno nelle ore buie, interrogando il ruolo della famiglia e dell'amore nel mitigare il peso del dolore.

 
Dal punto di vista psicologico e introspettivo, la poesia esplora i meandri della psiche umana e le sfide emotive che accompagnano il cammino della vita. Il poeta si rivolge alla figura materna e femminile come fonte di conforto e sostegno, chiedendo loro se sono in grado di colmare il vuoto interiore e lenire le ferite dell'anima.

 
La strofa che mi ha colpito di più è: "Immobili, la luna ed i pianeti / attendono ch'io torni ad esser uno / per riprendere i giri consueti." Queste parole evocano una sensazione di stasi e di sospensione nel tempo, mentre il poeta si trova intrappolato nel proprio dolore, incapace di ritrovare il proprio equilibrio e di riprendere il normale corso della vita. La poesia ci invita a riflettere sulla natura effimera dell'esistenza umana e sulla sua vulnerabilità di fronte alle forze inarrestabili dell'universo.

 
*   Poesia: "Angoscia"
Autore: Salvatore Armando Santoro

 
In "Angoscia" di Salvatore Armando Santoro, ci troviamo di fronte a un'opera che esplora le sfumature dell'amore e della perdita attraverso la lente della poesia. Con una prosa delicata e commovente, l'autore ci guida attraverso un viaggio emotivo nel cuore dell'uomo, mentre riflette sulle complessità delle relazioni umane e sulle sfide della vita.

 
Dal punto di vista tecnico, Santoro utilizza una metrica classica e una prosa elegante che si adatta perfettamente al ritmo del testo. Il sonetto ritornellato, con la sua struttura precisa e i suoi versi ben modulati, cattura l'attenzione del lettore e lo trasporta in un mondo di emozioni intense e struggenti.

 
Sotto il profilo filologico, la poesia è un'indagine profonda sulla natura dell'amore e della perdita, sulle scelte che facciamo nella vita e sulle conseguenze che ne derivano. Santoro riflette sulle proprie angosce e paure, sulla difficoltà di trovare un equilibrio tra le proprie esigenze e quelle dell'altro, mentre naviga nelle acque turbolente dell'esistenza umana.

 
Dal punto di vista psicologico e introspettivo, la poesia esplora i recessi più oscuri dell'anima umana e le sfide emotive che accompagnano il cammino della vita. Il poeta si rivolge alla figura amata con un misto di dolore e speranza, chiedendo comprensione e sostegno nel percorso verso la vetta della vita.

 
La strofa che mi ha colpito di più è: "Invece hai scelto un’altra soluzione / in fondo ero contento, coi miei guai, / ma è inadeguata la collocazione." Queste parole trasmettono una sensazione di dolore e smarrimento, mentre il poeta riflette sulle scelte della persona amata e sulla loro incompatibilità con i propri desideri e aspirazioni. La poesia ci invita a riflettere sulla complessità delle relazioni umane e sull'importanza di trovare un equilibrio tra le nostre esigenze e quelle degli altri, nella ricerca della felicità e della realizzazione personale.

 
*   Poesia: "D’un tratto le ali del vento come polvere di stelle"
Autore: Piacentino Alessandra

 
In questa poesia di Piacentino Alessandra, siamo catapultati in un mondo di magia e riflessione, dove la poetessa esplora le sfumature dell'esistenza umana attraverso immagini evocative e sensazioni vibranti. Con una prosa delicata e suggestiva, l'autrice ci guida attraverso un viaggio emotivo nel cuore della vita quotidiana, invitandoci a contemplare la bellezza e la meraviglia del mondo che ci circonda.

 
Dal punto di vista tecnico, Alessandra utilizza una prosa fluida e poetica che si adatta perfettamente al tono del testo. Le immagini evocative e le metafore ricche di significato trasportano il lettore in un mondo di sensazioni intense e struggenti, mentre esplora le emozioni e le percezioni che accompagnano il passare del tempo.

 
Sotto il profilo filologico, la poesia è un inno alla bellezza e alla meraviglia del mondo naturale, un invito a cogliere l'essenza della vita e ad abbracciare ogni momento con gratitudine e consapevolezza. Alessandra riflette sul significato della nostra esistenza e sull'importanza di trovare il nostro posto nel mondo, mentre ci avventuriamo nel viaggio della vita insieme alla natura e agli altri esseri umani.

 
Dal punto di vista psicologico e introspettivo, la poesia esplora i meandri dell'anima umana e le sfide emotive che accompagnano il cammino della vita. L'autrice si rivolge al concetto di unità e connessione, invitando il lettore a esplorare il significato del sé e della propria identità all'interno di un contesto più ampio, in cui siamo tutti parte di un tutto interconnesso.

 
La frase che mi ha colpito di più è: "Con un cuore di stelle / Assaporo la luce di un giorno qualsiasi", perché evoca una sensazione di meraviglia e di gratitudine di fronte alla bellezza e alla magia del mondo che ci circonda. La poesia ci invita a cogliere l'essenza della vita e ad abbracciare ogni momento con gioia e consapevolezza, trovando conforto e ispirazione nelle piccole meraviglie che ci circondano ogni giorno.

 
*   Poesia: "Ordine…e…Dis-ordine"
Autore: Armando Bettozzi

 
In "Ordine…e…Dis-ordine" di Armando Bettozzi, ci troviamo di fronte a un'opera che riflette sulle dinamiche della società contemporanea e sulla complessità delle relazioni umane. Con una prosa incisiva e diretta, l'autore esplora i concetti di ordine e disordine, di rispetto e disobbedienza, invitandoci a riflettere sulle sfide e le contraddizioni della vita moderna.

 
Dal punto di vista tecnico, Bettozzi utilizza una prosa serrata e ritmica che cattura l'attenzione del lettore sin dalle prime righe. Le immagini vivide e le metafore ardite dipingono un quadro vibrante della realtà sociale, mentre il poeta esplora le tensioni e i conflitti che caratterizzano la nostra epoca.

 
Sotto il profilo filologico, la poesia è un'analisi acuta delle dinamiche del potere e della politica, dei meccanismi di controllo e repressione che permeano la nostra società. Bettozzi riflette sul ruolo delle istituzioni e delle autorità nel mantenere l'ordine pubblico, interrogando la legittimità delle loro azioni e le conseguenze delle loro decisioni.

 
Dal punto di vista psicologico e introspettivo, la poesia esplora le tensioni e i conflitti interiori che accompagnano il processo di crescita e maturazione dell'individuo. Il poeta si rivolge al pubblico con un misto di indignazione e disillusione, chiedendo loro di riflettere sulle proprie responsabilità e sulle conseguenze delle proprie azioni.

 
La frase che mi ha colpito di più è: "Ma è questo che - davver - fa un 'buono Stato?!". Questa domanda incisiva e provocatoria invita il lettore a interrogarsi sul significato del concetto di "buono Stato" e sulle sue implicazioni nella vita quotidiana. La poesia ci invita a riflettere sulle dinamiche del potere e della politica, sulla responsabilità individuale e collettiva nella creazione di una società più giusta e equa.

 
*   Poesia: "Trattieni il tempo"
Autore: Salvatore Camonita

 
In "Trattieni il tempo" di Salvatore Camonita, ci troviamo di fronte a un'invocazione appassionata al tempo e alla musa, in cui il poeta esprime il desiderio di rallentare il fluire del tempo e di trovare ispirazione per il proprio cammino nella vita.

 
Dal punto di vista tecnico, Camonita utilizza una prosa fluida e incisiva che si adatta perfettamente al tono della poesia. Le immagini evocative e le metafore vivide dipingono un quadro suggestivo del desiderio del poeta di fermare il tempo e di trovare la propria strada nel mondo.

 
Sotto il profilo filologico, la poesia è un'indagine profonda sulla natura del tempo e sulla sua influenza sulla vita umana. Camonita riflette sul significato del tempo e sulla sua capacità di plasmare il destino umano, invitando il lettore a esplorare il concetto di eternità e fugacità attraverso le sue parole.

 
Dal punto di vista psicologico e introspettivo, la poesia esplora i meandri dell'anima umana e le sfide emotive che accompagnano il cammino della vita. Il poeta si rivolge al tempo e alla musa con un misto di speranza e disperazione, chiedendo loro di guidarlo e proteggerlo lungo il suo percorso esistenziale.

 
La frase che mi ha colpito di più è: "Mira co' li occhi / tuoi vividi / il cuore mio". Queste parole trasmettono una sensazione di intimità e connessione tra il poeta e la sua musa, mentre il poeta invoca il loro aiuto nel trovare la propria strada nel mondo. La poesia ci invita a riflettere sulla natura del tempo e sulla sua influenza sulla vita umana, invitandoci a trovare conforto e ispirazione nella bellezza e nell'eternità del mondo che ci circonda.

 
*   Poesia: "A tutta velocità"
Autore: Enrico Tartagni

 
Nella poesia "A tutta velocità" di Enrico Tartagni, ci troviamo di fronte a un'ode alla bellezza e alla fugacità del momento presente, in cui il poeta esprime la sua intensa ricerca di significato e pienezza nella vita attraverso un viaggio frenetico e appassionato.

 
Dal punto di vista tecnico, Tartagni utilizza una prosa vibrante e ritmica che cattura l'energia e l'emozione del momento descritto. Le immagini vivide e le metafore ardite dipingono un quadro vivace della natura e delle sensazioni che accompagnano il viaggio del poeta attraverso il mondo.

 
Sotto il profilo filologico, la poesia è un'ode alla bellezza e alla meraviglia della vita, un invito a cogliere l'essenza del momento presente e a vivere appieno ogni istante con gratitudine e consapevolezza. Tartagni riflette sul significato della ricerca e dell'inseguimento nella vita, invitando il lettore a esplorare il proprio desiderio di scoperta e avventura.

 
Dal punto di vista psicologico e introspettivo, la poesia esplora i meandri della psiche umana e le sfide emotive che accompagnano il cammino della vita. Il poeta si rivolge al desiderio di amore e di realizzazione personale, chiedendo alla vita di guidarlo lungo il suo percorso esistenziale con energia e passione.

 
La frase che mi ha colpito di più è:
 "E quello è Amore / Se voglio il bosco il mare e la montagna insieme". Queste parole trasmettono una sensazione di unità e connessione con la natura e con il mondo circostante, mentre il poeta esprime il suo desiderio di integrazione e appagamento attraverso l'inseguimento della bellezza e della meraviglia del mondo. La poesia ci invita a riflettere sulla bellezza e sulla fugacità del momento presente, invitandoci a vivere appieno ogni istante con passione e consapevolezza.

 
*   Poesia: "Marzo arriva nudo"
Autore: Antonia Scaligine

 
In "Marzo arriva nudo" di Antonia Scaligine, ci troviamo di fronte a una descrizione delicata e suggestiva del mese di marzo, che giunge come un vagabondo senza pretese, portando con sé la promessa della primavera e le sfide della transizione tra le stagioni.

 
Con una prosa che culla dolcemente il lettore, Scaligine dipinge l'immagine di un marzo ancora spoglio, nonostante le tempeste che scuotono la terra e mescolano le carte della natura. Le parole danzano leggere sulle pagine, evocando il suono del vento e il battito della pioggia, mentre il poeta attende con ansia il soffio della primavera che porterà nuova vita e speranza.

 
Sotto il cielo grigio di marzo, ci troviamo di fronte alle contraddizioni della vita, tra la promessa di giorni migliori e il dolore delle guerre che ancora affliggono il mondo. Scaligine ci invita a riflettere sulle sfide che dobbiamo affrontare ogni giorno, tra le ombre dell'ansia e i raggi di sole della speranza, mentre cerchiamo di trovare equilibrio tra la guerra e l'amore che abitano nel nostro cuore e nel nostro mondo.

 
La frase che mi ha colpito di più è: "sul davanzale della speranza / saremo ogni giorno / a ragionar di guerra o d’amore", perché evoca la dualità dell'esistenza umana, tra le tenebre della guerra e la luce dell'amore, mentre cerchiamo di trovare un senso e un equilibrio nella nostra ricerca di significato e felicità. In questa poesia, troviamo il riflesso della nostra stessa esperienza, con le sue speranze e le sue delusioni, i suoi sogni e i suoi dolori, mentre ci lasciamo avvolgere dallo spirito mutevole del mese di marzo e dalla bellezza mutevole del mondo che ci circonda.

 
*   Poesia: "L'automobile"
Autore: Piero Colonna Romano

 
In "L'automobile" di Piero Colonna Romano, ci troviamo di fronte a un'ode commovente e intima alla propria macchina, un fedele compagno di vita che ha condiviso i momenti dolci e amari del quotidiano.

 
Con una prosa che risuona di affetto e nostalgia, Colonna Romano dipinge l'immagine di un'automobile che ha testimoniato gli alti e bassi della vita del poeta. Le parole si fondono in un delicato abbraccio di ricordi e sentimenti, mentre il poeta riflette sul valore di ciò che ha dato per scontato.

 
Sotto il cielo grigio della delusione, ci troviamo di fronte alla decisione difficile di lasciare andare qualcosa che ha avuto un significato così profondo nella vita del poeta. Colonna Romano ci invita a riflettere sulle scelte che dobbiamo fare nel corso della nostra esistenza e sulle conseguenze che possono derivare da esse, mentre cerchiamo di dare un senso alla nostra esperienza umana.

 
La frase che mi ha colpito di più è: 
"e non l'ho mai più d'oggi apprezzata", perché evoca una sensazione di pentimento e rimpianto per non aver apprezzato pienamente ciò che si aveva fino a quando non è stato perso. In questa poesia, troviamo il riflesso della nostra stessa esperienza, con le sue gioie e le sue tristezze, i suoi successi e le sue delusioni, mentre cerchiamo di dare un senso alla nostra vita e di trovare la felicità nel presente e nel futuro.

 
*   Poesia: "I primi fiori"
Autore: Francesco Soldini

 
Ne "I primi fiori" di Francesco Soldini, ci troviamo di fronte a un'inattesa e struggente visione della bellezza e della perfezione che sbocciano nel mezzo dell'inverno, portando con sé un riflesso dell'armonia divina.

 
Con una prosa che danza tra le righe, Soldini dipinge l'immagine di fiori che sbocciano in un mondo coperto di neve e gelo, portando con sé una sensazione di meraviglia e stupore. Le parole si fondono in un inno alla vita e alla sua eterna rinascita, mentre il poeta contempla la bellezza della natura e la perfezione dell'ordine divino.

 
Sotto il cielo grigio dell'inverno, ci troviamo di fronte alla potenza trasformatrice della natura, che porta con sé la promessa di giorni migliori e la speranza di un futuro luminoso. Soldini ci invita a riflettere sul mistero della vita e sulla sua capacità di risorgere dalle ceneri del passato, mentre ci lasciamo avvolgere dalla bellezza e dalla magia dei primi fiori che sbocciano nel freddo cuore dell'inverno.

 
La frase che mi ha colpito di più è: "della perfezione divina / dell'armonia che è fiorita", perché evoca l'immagine struggente della bellezza e della perfezione che sbocciano nel cuore dell'inverno, portando con sé una sensazione di meraviglia e stupore. In questa poesia, troviamo il riflesso della nostra stessa esperienza, con le sue gioie e le sue sorprese, i suoi momenti di bellezza e di perfezione, mentre cerchiamo di dare un senso alla nostra vita e di trovare la speranza nel mezzo dell'oscurità.

 
*   Poesia: "Romito Destino"
Autore: Alessio Romanini

 
In "Romito Destino" di Alessio Romanini, ci troviamo immersi in un'atmosfera di riflessione e introspezione, in cui il poeta esplora il concetto di vivere in solitudine come destino inevitabile.

 
Con una prosa delicata e evocativa, Romanini dipinge l'immagine di un'esistenza segnata dalla solitudine e dal pellegrinaggio interiore, in cui il cuore solitario è un santuario nascosto, un luogo di contemplazione e ricerca di sé.

 
Sotto il cielo stellato della poesia, ci troviamo di fronte al mistero del destino umano, alla sua complessità e alla sua bellezza. Romanini ci invita a riflettere sul significato della solitudine e del viaggio interiore, mentre ci avventuriamo nel profondo del nostro essere e ci confrontiamo con le sfide e le gioie della vita.

 
La frase che mi ha colpito di più è: "Solo in pellegrinaggio / fra gli alveoli / del solitario petto", perché evoca l'immagine suggestiva di un viaggio interiore nell'intimità del proprio cuore solitario, un'esperienza di scoperta e di ricerca di sé che porta con sé una profonda bellezza e un senso di consapevolezza. In questa poesia, troviamo il riflesso della nostra stessa esperienza, con le sue sfide e le sue gioie, i suoi momenti di solitudine e di intimità, mentre cerchiamo di dare un senso al nostro destino e di trovare la pace e la serenità nel nostro cammino.

 
*   Poesia: "Arlecchino"
Autore: Sandra Greggio

 
In "Arlecchino" di Sandra Greggio, ci troviamo di fronte a un'immagine delicata e toccante del risveglio quotidiano di Arlecchino, il personaggio iconico del teatro dell'arte italiana.

 
Con una prosa che evoca il colore e il movimento, Greggio dipinge l'immagine di un risveglio che è anche una rinascita, in cui Arlecchino ricuce insieme le pezze della sua vita e si prepara a intraprendere un nuovo giorno di avventure e di scoperte.

 
Sotto il cielo luminoso dell'alba, ci troviamo di fronte alla bellezza e alla poesia della semplicità, mentre Arlecchino si prepara a affrontare le sfide e le sorprese della giornata che sta per iniziare. Greggio ci invita a riflettere sul potere trasformativo dell'arte e della creatività, mentre ci avventuriamo nel mondo incantato del teatro e della fantasia.

 
La frase che mi ha colpito di più è: 
"Il mio corpo / Rattoppato / È pronto / Per iniziare / Un altro giorno", perché evoca l'immagine struggente di un personaggio che affronta la vita con coraggio e determinazione, nonostante le sue imperfezioni e le sue vulnerabilità. In questa poesia, troviamo il riflesso della nostra stessa esperienza, con le sue sfide e le sue gioie, i suoi momenti di speranza e di rinascita, mentre cerchiamo di dare un senso al nostro cammino e di trovare la bellezza e la poesia nella semplicità della vita quotidiana.

 
*   Poesia: "Il generale"
Autore: Carlo Chionne

 
"In "Il generale" di Carlo Chionne, ci troviamo di fronte a un'analisi pungente e critica del ruolo del generale e delle sue azioni, messe in discussione dall'autore attraverso una riflessione sulle conseguenze delle sue decisioni.

 
Con una prosa che scava nei recessi dell'animo umano, Chionne dipinge l'immagine di un generale che si erge come figura controversa, in bilico tra il potere e la responsabilità delle proprie azioni. Le parole si fanno eco delle domande e dei dubbi dell'autore, mentre si interroga sul vero significato della guerra e sulla sua giustificazione.

 
Sotto il cielo cupo della critica sociale, ci troviamo di fronte al dilemma etico del generale, chiamato a difendere i valori che dice di rappresentare, ma che allo stesso tempo sembra tradire con le sue azioni. Chionne ci invita a riflettere sulle conseguenze delle nostre azioni e sulle responsabilità che ne derivano, mentre ci confrontiamo con le sfide e le contraddizioni del nostro tempo.

 
In "Il generale", ci troviamo di fronte a un ritratto controverso e provocatorio del generale Roberto Vannacci, protagonista del libro "Il mondo al contrario", che ha suscitato molte polemiche e critiche per le sue scomode verità.Con una prosa tagliente e incisiva, l'autore dipinge l'immagine di un uomo coraggioso e controverso, che osa dire ciò che molti temono di affrontare. Le parole si tingono di sfumature di ribellione e di verità nascoste, mentre si interroga sul ruolo del generale e sulle sue motivazioni.Sotto il cielo burrascoso della controversia, ci troviamo di fronte alla sfida di confrontarci con le verità scomode che il generale Vannacci porta alla luce. L'autore ci invita a riflettere sul significato della verità e sul coraggio di osare dire ciò che molti preferirebbero nascondere.

 
La frase che mi ha colpito di più è: "Ma chi di spada ferisce, / prima o poi resta ferito… / Questo ognuno lo capisce … / Il generale, lo ha capito?", perché evoca la sensazione di inevitabilità delle conseguenze delle azioni umane e la necessità di riflettere sulle responsabilità che ne derivano. In questa poesia, troviamo il riflesso della nostra stessa esperienza, con le sue domande e i suoi dubbi, i suoi conflitti e le sue speranze, mentre cerchiamo di dare un senso al nostro ruolo nel mondo e di trovare la via per un futuro migliore.


 
Un caloroso saluto a tutti i poeti, custodi dell'anima e artigiani delle emozioni! Che le vostre parole battino il ritmo  al danzare tra le pagine della vita, illuminando il cammino con la luce della vostra creatività e arricchendo il mondo con la bellezza dei vostri versi. Con affetto e ammirazione, continuate a dipingere con le parole il quadro meraviglioso della nostra esistenza.
 
Vostro Ben Tartamo 

 

 

26-27-28-29 Febbraio

In "E mi scopro felice", l'autore dipinge un quadro di bellezza e serenità che incanta l'anima. Con versi delicati e armoniosi, sussurra all'orecchio del lettore i segreti nascosti della felicità.


 
Il nostro amico fraterno ci dice sottovoce che: "Se chiudo gli occhi, il mondo si allontana, lasciandomi immerso in un attimo di pura luce che osa sfidare il buio dell'ignoto. Ritorno rugiada, danzo leggero di petalo in petalo, di foglia in foglia, vibrando al ritmo del respiro della natura.

 
Il mattino turba con la sua sicurezza imperiosa, mentre la sera avvolge dolcemente con la sua timida tenerezza, cullando l'animo in un abbraccio rassicurante. E qui, in questo momento di meraviglia e vulnerabilità, mi scopro felice, un'anima in estasi nel suo fragile splendore."

 
Ogni parola, ogni immagine, danza con la poesia dell'esistenza, tessendo un canto d'amore per la vita e la sua eterna danza di luce e ombra. In questo testo, l'autore ci invita a guardare oltre la superficie delle cose, a scoprire la bellezza nascosta nella nostra stessa fragilità, e a abbracciare con gioia e gratitudine ogni istante di meraviglia che il destino ci offre.

 
Ben Tartamo potrebbe essere inserito nella categoria poetica della lirica contemporanea, con una predilezione per temi legati alla natura, alla spiritualità e all'introspezione emotiva. Le sue poesie spesso riflettono una sensibilità profonda e una capacità di trasmettere emozioni attraverso immagini suggestive e linguaggio evocativo.

 
Personalmente, penso che Ben Tartamo sia un poeta molto talentuoso che riesce a catturare l'essenza dell'esperienza umana in modo delicato e potente. Le sue opere sono intrise di una bellezza sottile e di una profonda consapevolezza dei misteri della vita. La sua capacità di creare atmosfere coinvolgenti e di comunicare sentimenti complessi lo rende un autore degno di essere letto e apprezzato. Peccato che, egli si ostini dopo decenni a non voler pubblicare su carta stampata, ma a donarci emozioni esclusivamente nel Tempio Azzurro di Poetare.
Capisco che la sua personalità è intessuta di umiltà e discrezione, ma la sua scelta di non pubblicare fa molto male al mio cuore di amico e fratello: scuotetelo da questo torpore esistenziale non degno del suo tesoretto valoriale!
 
Rino Spadavecchia 

 

 

Poesie pubblicate il 26-27-28-29 Febbraio 2024
 

 
**Autore:** Enrico Tartagni  
**Nome poesia:** *Spettro nel vuoto*

 
Enrico Tartagni, nel suo componimento *Spettro nel vuoto*, dipinge un affascinante quadro dell'universo attraverso versi intrisi di pathos e lirismo. La sua poetica si apre con la parola "Vuoto", evocando immediatamente un senso di spazio infinito e solitudine. La presenza del poeta emerge come un faro di luce in questo vasto mare di nulla, con la sua voce che si erge nel silenzio cosmico.
La richiesta di "un leggero pensiero" sottolinea la delicatezza e la fragilità del poeta di fronte all'immensità dell'universo, mentre l'immagine delle "ali d'aquila" suggerisce un senso di potenza e di libertà, accompagnato dai suoni dolci e leggeri delle vocali.
Il poeta vola senza regimi nella notte, guidato solo dalla forza del suo pensiero e dalla sua sensibilità. La notte diventa qui il palcoscenico della sua ispirazione, oscura e misteriosa quanto l'anima umana. La poesia esplora il concetto di infinito e di eternità, con l'universo che si presenta come una deriva spaziale senza confini, un luogo dove il tempo e lo spazio si confondono.
Le allitterazioni e le assonanze accentuano il ritmo e l'armonia del testo, creando una sorta di incanto lirico. L'immagine dell'aquila della notte in volo sulle ali del pensiero evoca una sensazione di potenza e di liberazione, mentre il poeta si identifica con il suo spirito etereo, ferito dal male eppure pronto a elevarsi oltre i limiti della mortalità.
La poesia si conclude con una riflessione sulla natura effimera dell'esistenza umana, con il poeta che diventa uno spettro nel vuoto, una presenza eterea destinata a perdurare solo nell'immortalità della sua arte.

 
**Autore:** Felice Serino  
**Nome poesia:** *Il mare ha tante voci*

 
Nella poesia *Il mare ha tante voci* di Felice Serino, emerge una profonda riflessione sull'infinita complessità e ricchezza del mare, simbolo di mistero e di fascino. L'autore dipinge il mare come un vasto teatro di storie, un luogo dove si intrecciano le voci degli annegati, dei gabbiani e delle sirene, evocando un senso di mistero e di fascino. Le "scatole nere sepolte" suggeriscono un'atmosfera di segreti sepolti negli abissi, pronti ad essere svelati solo agli occhi più attenti.
Il mare diventa anche un simbolo della ricerca interiore, rappresentato nel cuore di Odisseo, il protagonista dell'Odissea, mentre Itaca rimane ancora lontana, metafora della costante ricerca di un destino o di una verità ancora da scoprire.
Vi è poi un riferimento alle narrazioni di chi ha "mal di terra", coloro che, lontani dal mare, narrano ai più giovani di mostri marini e miti, mescolando realtà e fantasia. Questo accenno apre a una riflessione sulla natura della verità e della finzione, sulla fluidità dei confini tra sogno e realtà.
La poesia si conclude con una suggestiva immagine dei "grumi di sogni" rimasti nella mente, suggerendo che le esperienze vissute, anche se passate, continuano a influenzare e a plasmare il nostro essere.

 
**Autore:** Franco Fronzoli  
**Nome poesia:** *Nell'immensità di un universo*

 
Franco Fronzoli, nella sua poesia *Nell'immensità di un universo*, crea un intenso ritratto emotivo di un amore che permea l'universo e si manifesta attraverso la natura e le sue meraviglie. L'incipit introduce subito l'idea di un universo luminoso, taciturno e silente, dove l'autore vede la presenza dell'amata ovunque.
Attraverso una serie di immagini evocative, l'autore descrive come sente la presenza dell'amata nel vento, nella pioggia battente e nel rumore delle onde del mare in tempesta. Queste immagini naturali si trasformano in simboli del legame profondo e indissolubile tra i due.
L'entrata della notte e l'accensione delle stelle nel cielo diventano momenti di intimità e contemplazione, in cui l'autore guarda l'amata con profonda ammirazione. L'immagine della sirena che nuota elegantemente nel fiume rappresenta la bellezza e la grazia dell'amata, mentre l'autore la immagina sola in vari scenari naturali, come un lungo viale coperto di foglie, le dune di un deserto o la neve di un inverno precoce.
L'ascolto del respiro dell'amata, il toccare dei suoi lunghi capelli e l'immergersi nel suo sorriso rappresentano momenti di intimità e connessione profonda. Infine, l'autore si addormenta accanto all'amata, aspettando il domani con fiducia e speranza. La poesia trasmette un senso di pace, di amore e di attesa serena per il futuro.

 
**Autore:** Giuseppe Stracuzzi  
**Nome poesia:** *Angeli della notte*

 
Giuseppe Stracuzzi, nella sua poesia *Angeli della notte*, dipinge un quadro delicato e suggestivo degli "angeli della notte", esseri eterei che solcano silenziosamente il regno del sonno umano. L'autore descrive i loro movimenti leggeri, che sfiorano appena il suolo per non disturbare il riposo, mentre si avvicinano a toccare qualche senso che sussurra, animato da una moltitudine di pensieri.
Questi angeli, come musicisti che suonano dolcemente sulla pelle, accendono le luci dell'inconscio, guidando l'anima in un viaggio lontano. Si avventurano nei campi di perdute spoglie, dove la vita ha perduto i suoi colori, risvegliando i fiori appassiti della primavera con il soffio dell'amore, riveduto dopo un'assenza.
Tuttavia, l'autore riconosce anche il lato oscuro di questi angeli, che a volte possono trasformarsi in incubi cattivi, specie se alimentati da brutti pensieri. Ma l'alba porta con sé il perdono, cancellando ogni traccia delle loro visite notturne.
Nel profondo dell'anima, gli angeli della notte lasciano un segno tangibile, avvolgendo il cuore con lacrime e sorrisi, testimoni della loro presenza e del loro impatto emotivo. La poesia trasmette un senso di meraviglia e di mistero verso questi esseri notturni, che agiscono nell'ombra per portare conforto e trasformazione.

 
**Autore:** Cristiano Berni  
**Nome poesia:** *Le spalle del poeta*

 
Cristiano Berni, nella sua poesia *Le spalle del poeta*, esplora il ruolo e la condizione del poeta nella società, utilizzando un linguaggio evocativo e metaforico. Le spalle del poeta, secondo l'autore, non sono fatte per sopportare pesi materiali come travi di ferro o il peso del denaro, né per sorreggere la noia della responsabilità o cumuli di legna.
Le spalle del poeta sono descritte come larghe e diritte, simbolo di un'anima che vola sopra i limiti terreni, sorvolando monti e nuvole, e estranea alla meschinità e alla banalità del mondo ordinario. Tuttavia, nonostante la loro aspirazione verso l'alto, le spalle del poeta vengono costantemente urtate dalla folla, condannandoli a un destino di solitudine e difficoltà.
L'autore suggerisce che, di notte, le spalle del poeta si ritirano solitarie e penose, cercando rifugio fra i gabbiani e il mare, simboli di libertà e di bellezza. Questa immagine finale trasmette un senso di malinconia e di isolamento, ma anche di pace e di armonia con la natura. La poesia invita il lettore a riflettere sul ruolo del poeta e sulla sua lotta per mantenere integra la propria visione e la propria arte, nonostante le difficoltà del mondo circostante.

 
**Autore:** Laura Lapietra  
**Nome poesia:** *Inopinato Rival*

 
Laura Lapietra, nella sua poesia *Inopinato Rival*, ci trasporta in un viaggio emotivo attraverso il labirinto dell'anima umana, esplorando il tema del confronto e della rivalità inaspettata. L'autrice dipinge un quadro suggestivo dell'inopinato rivale, un'ombra cupa che si erge nel limbo etereo del fato incerto, con gemme nere come occhi a scrutare l'impensabile.
La poesia evoca un senso di tormento e di vuoto interiore nell'anima del protagonista, che lotta contro il tempo e il senso di colpa, cercando disperatamente gocce di pace nel deserto dell'esistenza. L'autrice descrive con maestria il freme nell'abisso del suo essere, il percorso insonne nel labirinto oscuro dell'ignoto, e il palpito fragile del cuore nel dolore.
Il protagonista si presenta come uno spettro errante nell'eco dei suoi giorni, guardando il narratore con tempesta di fatica e rabbia, incapace di cogliere la parola muta e il grido soffocato del suo inopinato rivale. L'autrice esplora il senso di rimorso e di colpa nel protagonista, che si fa nodo inestricabile nel fluire implacabile del tempo.
La poesia si conclude con un auspicio di riscatto e di indulgenza da parte del tempo, che possa trovare meta di riposo per l'inopinato rivale e offrire compassione e senso di colpa al narratore, consentendo alla lotta senza confine di giungere a una conclusione. In questo modo, la poesia esplora profondamente le complessità dell'animo umano e invita alla riflessione sulla natura della rivalità e del perdono.

 
**Autore:** Bruno Amore [br1]  
**Nome poesia:** *Se mai*

 
Bruno Amore, nella sua poesia *Se mai*, ci trasporta in un intimo dialogo di desiderio e attesa tra amanti. L'autore dipinge un quadro vibrante di emozioni, con il narratore che esprime il suo desiderio e la sua anticipazione per l'arrivo dell'amata nel letto condiviso.
Il narratore si rivolge all'amata con una fervente invitazione, esprimendo la sua voglia e il suo piacere nell'attendere il suo arrivo. Pur fingendo il sonno per mantenere viva l'emozione dell'attesa, il narratore accoglie con trepidazione il momento in cui l'amata si unirà a lui nel piacere condiviso.
L'autore descrive con vivide immagini sensoriali il desiderio crescente del narratore mentre attende il contatto dell'amata sulla sua pelle, con una sequenza sensuale di baci e carezze che culmina nell'orgasmo che soddisferà il tormento dell'attesa.
La poesia trasmette un'intensità emotiva e una sensualità palpabile, invitando il lettore a immergersi nel fervore del desiderio e della passione tra gli amanti.

 
**Autore:** Salvatore Armando Santoro  
**Nome poesia:** *Agnostico*

 
Salvatore Armando Santoro, nella sua poesia *Agnostico*, esplora il complesso mondo delle emozioni umane e della fede personale in un modo delicato e riflessivo. Il narratore si rivolge al suo oggetto d'amore con un profondo senso di scusa, riconoscendo che il proprio amore potrebbe aver causato sofferenza. Tuttavia, il narratore afferma con convinzione di essere nato per amare, coniugando emozione e passione.
L'autore riflette anche sull'adeguatezza dell'amore nel contesto della propria età e della propria vita, riconoscendo l'importanza degli amori giovanili anche se imperfetti. Il narratore si interroga sulla propria relazione con il divino, confessando di non sapere se Dio lo ami o se egli stesso abbia trafitto il cuore divino.
La poesia esplora il concetto di bontà d'animo e perdono, con il narratore che si identifica come colui che aiuta i derelitti e perdona coloro che lo feriscono. L'autore si confronta con la propria croce, simboleggiata dall'odio e dal perdono, riconoscendo che odiare è peggio e che il prezzo dell'amore può essere molto alto.
In questo modo, la poesia offre una profonda riflessione sulla natura dell'amore, della fede e del perdono, invitando il lettore a esplorare i propri sentimenti e credenze in modo aperto e sincero.
Completa la bella poesia la sua versione in russo (a buon intenditor, poche parole!)

 
**"Alla fine la fine" di Alessandra Piacentino**

 
In "Alla fine la fine", Alessandra Piacentino dipinge un quadro poetico di struggente malinconia e disillusione. La filastrocca, incapace di intrecciare speranza e realtà, ci getta nell'abisso della ricerca smarrita di un principe azzurro, un simbolo della perfezione idealizzata. Tuttavia, questo principe scompare nel nulla, lasciando l'autrice e il lettore soli nell'incertezza e nella desolazione.
L'immagine della protagonista rimasta nell'aria senz'aria evoca una sensazione di vuoto interiore e di smarrimento, mentre il richiamo al vuoto senza più voce sottolinea la perdita di comunicazione e di connessione con il mondo esterno. Il turbine di immagini e suoni rappresenta la confusione e il caos emotivo che pervadono l'animo dell'autrice, rapita in un temporale nero di pece, metafora dell'oscurità e dell'oppressione emotiva.
La frase "Sono rimasta senza l'immagine che avevo di te" rivela una profonda delusione e un senso di tradimento, mentre l'invito a contare le pecorelle e a guardare giù suggerisce un tentativo di trovare conforto e pace interiore, ma invano. Infine, l'assenza del bacio, simbolo di amore e affetto, suggella il destino amaro e solitario dell'autrice.
Attraverso queste immagini e queste parole cariche di emotività, Alessandra Piacentino ci invita a riflettere sulle nostre illusioni e sulle nostre delusioni, sulle speranze infrante e sulle verità dolorose che caratterizzano l'esperienza umana. Una poesia che ci spinge a confrontarci con la complessità dei nostri desideri e con la fragilità dei nostri sogni, aprendo la porta alla riflessione sulla ricerca di significato e di felicità nella nostra esistenza.

 
**"Ti accompagni e t'abbracci" di Salvatore Camonita**

 
In "Ti accompagni e t'abbracci", Salvatore Camonita cattura con maestria l'atmosfera magica e silente della notte, trasportandoci in un mondo di quiete e contemplazione. La poesia evoca sensazioni di serenità e intimità, immergendoci in un'esperienza sensoriale avvolgente e suggestiva.
L'immagine dell'abbraccio della notte accarezza i nostri sensi, trasmettendo una sensazione di protezione e di benessere. La parola "muta" sottolinea il silenzio rassicurante e avvolgente della notte, mentre l'aggettivo "silente" amplifica l'atmosfera di tranquillità e di quiete.
La notte diventa una compagna fedele e discreta, una confidente silenziosa che ci accoglie e ci avvolge nel suo manto oscuro. Il ritmo cheto e lento della notte contrasta con il frastuono del giorno, offrendoci un momento di pausa e di riflessione, in cui possiamo ritrovare la pace interiore e la serenità dell'animo.
Attraverso queste immagini evocative e queste parole delicate, Salvatore Camonita ci invita a immergerci nell'atmosfera suggestiva della notte, a lasciarci cullare dalla sua magia e a cogliere la bellezza e la quiete che essa ci offre. Una poesia che ci ricorda l'importanza di rallentare il ritmo frenetico della vita quotidiana e di concederci dei momenti di contemplazione e di pace, in cui possiamo riconnetterci con noi stessi e con il mondo che ci circonda.

 
*una farfalla sorrise alla rondine che la ingoiò* di Jacqueline Miu

 
La poesia esplora il turbinio emotivo di un individuo immerso nella frenesia della vita urbana. Il narratore si identifica con una farfalla inghiottita dalla rondine, metafora della sua stessa esistenza, intrappolata tra gioie e dolori. L'immortalità è avvertita come un sentimento ubriacante che permea ogni fibra del suo essere, mentre affronta il dolore e la morte con un misto di rassegnazione e speranza.
La poesia segue una struttura libera, senza una metrica fissa. I versi sono brevi e incisivi, contribuendo a creare un ritmo serrato che riflette il caos emotivo del narratore.
L'uso di allitterazioni e assonanze crea un effetto ritmico coinvolgente, enfatizzando le sensazioni descritte nella poesia.
La sintassi è frammentata, riflettendo lo stato di disorientamento e confusione del narratore. Le frasi sono spezzate e sconnesse, aggiungendo tensione e drammaticità al testo.
L'uso di metafore e similitudini contribuisce a creare un'atmosfera surreale e onirica. Le immagini evocative dipingono un quadro vivido delle emozioni contrastanti del narratore. 
"una farfalla sorrise alla rondine che la ingoiò" è una poesia intensa e visceralmente emotiva che ci trasporta nel mondo interiore del narratore. Attraverso immagini vivide e linguaggio evocativo, Jacqueline Miu ci invita a esplorare il conflitto tra la ricerca di significato e l'accettazione dell'inevitabile. La poesia evoca sensazioni di smarrimento, ma anche di speranza e resilienza di fronte alle sfide della vita urbana e dell'esistenza umana.

 
**Antonia Scaligine  
*Sono credente *

 
Nella lirica di Antonia Scaligine, la preghiera si fa eco di dubbi profondi e di una fede in perenne bilico tra certezza e incertezza. La sua voce si leva con fervore, ma anche con un senso di smarrimento di fronte all'abisso del dolore umano.
La struttura della poesia riflette il flusso tumultuoso dei pensieri dell'autrice, con versi che si susseguono in un ritmo incalzante e un'alternanza di domande e suppliche. Le rime incalzanti sottolineano l'urgenza del suo appello al Divino, mentre le immagini evocative dipingono un panorama di sofferenza e speranza.
In questo fervido dialogo con il Signore, Antonia Scaligine si confronta con i misteri della vita e della fede, con la tensione tra la presenza del male nel mondo e la speranza in un amore redentore. La sua preghiera è un grido di dolore e di speranza, un'invocazione di conforto e protezione di fronte alle prove della vita.
Attraverso le parole della poetessa, emergono la fragilità e la forza della fede umana, la lotta interiore tra la razionalità e la ricerca di un senso più profondo. In questa tensione tra dubbio e speranza, Antonia Scaligine si rivolge al Signore con umiltà e devozione, cercando risposte e conforto nel mistero della sua presenza.
Nel profondo della preghiera e nell'intimità della riflessione, Antonia Scaligine si rivolge al Signore con il cuore trafitto dai dubbi e dalla fede incerta. La sua poesia è un inno di interrogativi e suppliche, un canto struggente di ricerca di significato di fronte all'abisso del dolore e della sofferenza umana.

 
Piero Colonna Romano  
*La Scherma*

 
In una danza di parole e destrezza, Piero Colonna Romano ci trasporta in un'epoca ormai lontana, in cui calcó pedane partecipando a duelli verbali carichi di tensione. L'odore di quegli scontri permea ancora le sue memorie, mentre riflette sulle esperienze vissute e sulle lezioni apprese.
Attraverso la metafora della scherma, l'autore ci rivela le sfide incontrate nel percorrere il Bel Paese, incontrando persone dalle opinioni più disparate. Nonostante le difficoltà e i compromessi, le soddisfazioni ottenute sono state grandi.
La poesia si conclude con una lezione preziosa: quando ci si confronta con individui agguerriti, bisogna adottare le armi adeguate. Utilizzare un fioretto di gentilezza contro chi brandisce una sciabola porta inevitabilmente alla sconfitta.

 
Francesco Soldini  
*Poesie di un Uomo di Lago*

 
Nel brumoso inverno, l'autore ci porta a respirare il gelo a sorsi, mentre la neve si dissolve e si trasforma in siccità. Tuttavia, il lago, in un sogno incantato, diventa un dipinto che incarna la magia della natura addormentata, proiettandosi verso le stagioni future.
Attraverso versi vibranti di immagini poetiche, Soldini dipinge il lago come un poeta sognante, immerso nei pensieri e nei desideri delle stagioni che verranno. La primavera già si annuncia nei colori dei fiori primaverili, desiderosi di risvegliare la terra dal suo torpore invernale.
Questa poesia incarna la speranza e la promessa di rinascita che accompagna ogni ciclo naturale, trasportando il lettore in un viaggio emotivo attraverso le stagioni e la bellezza mutevole della vita.

 
Alessio Romanini  
*Straniero Gabbiano*

 
Nel dipartire del giorno, quando il nero sipario della notte calava sul tramonto, il mare immoto risplendeva sotto una scia di stelle. In questo scenario di quiete e mistero, un gabbiano straniero solcava l'ombra della luna.
Come una lacrima destinata a sfiorare le oscure acque, il gabbiano sembrava trattenere un singulto di malinconia. Tuttavia, con un gesto di estraneità, si allontanò dallo sciabordio del mare e riposò il suo stanco volo sugli aguzzi scogli.
Ma al sorgere del nuovo giorno, il gabbiano, ancora straniero, decise di alzare nuovamente il volo, dirigendosi verso l'infinito vermiglio dell'orizzonte. In questa poesia, Romanini evoca un senso di libertà, di transitorietà e di destino che accompagna il vagare solitario del gabbiano nell'immensità dell'oceano e del cielo.

 
Che le vostre rime risuonino per sempre,
nella mente di chi vi legge e s'innamora ardente.
Grazie poeti, per la vostra autenticità,
che splende luminosa in questa oscurità.
Grazie infinite dal vostro
Ben Tartamo مبروك
٣٤٩٤٦٧٧٨٠٢

 

 

23-24-25 Febbraio

MESSAGGIO

 
Oggetto: Un Invito Speciale: Condividi e Esplora il Mondo della Poesia! WWW.POETARE.IT

 
Cari amanti delle parole e poeti audaci,

 
Siete pronti per un'avventura letteraria senza precedenti? La nostra comunità poetica è un palcoscenico vibrante, dove le vostre parole prendono vita e i vostri pensieri trovano eco. È giunto il momento di sollevare il sipario e dare spazio alla creatività in un dialogo avvincente e appassionato!

 
Siete invitati a unirvi a noi nel condividere le vostre poesie, esplorare nuove prospettive e abbracciare la magia delle parole. Che siate poeti in erba o lettori affascinati, c'è un posto per tutti voi in questa sinfonia di versi e emozioni.

 
Preparatevi a lasciarvi trasportare dall'energia della condivisione e del confronto, mentre ci immergiamo nelle profondità della creatività poetica. L'arte ci unisce, e insieme possiamo scoprire nuovi orizzonti e arricchire le nostre menti e i nostri cuori.

 
Per unirvi a questa avventura straordinaria, contattateci tramite email all'indirizzo dedicato:
lurienzo@tiscali.it
 
 Non vediamo l'ora di accogliervi nel nostro circolo di ispirazione e scoperta!

 
Con entusiasmo e la voglia di esplorare insieme nuove terre poetiche, vi aspettiamo pronti a solcare i mari delle parole e a conquistare l'universo della Poesia!
 
Ben Tartamo 

 

Poesie pubblicate il 23-24-25 Febbraio 2024

 
**Titolo:** La rotta sta cambiando  
**Autore:** Salvatore Camonita  

 
In "La rotta sta cambiando" di Salvatore Camonita, l'autore ci conduce in un viaggio attraverso le turbolenze della vita, incanalando la forza del cambiamento e la necessità di adattarsi alle mutevoli correnti dell'esistenza.
Con un linguaggio incisivo e suggestivo, Camonita ci invita a volgere lo sguardo oltre, ad abbracciare le sfide e le opportunità che ci riserva il destino, anche quando sembrano portarci lontano dalle nostre speranze e dai nostri sogni più profondi.
L'opera riflette una profonda consapevolezza della natura umana e delle sue sfide, evidenziando la capacità dell'uomo di adattarsi e crescere di fronte alle avversità. Il cambiamento diventa quindi un elemento fondamentale per il progresso e lo sviluppo personale, una rotta che porta verso la realizzazione di sé e dei propri ideali.
Dal punto di vista psicologico, la poesia evoca la resilienza dell'animo umano di fronte alle difficoltà, invitandoci a trovare la forza interiore per superare gli ostacoli e abbracciare il cambiamento con coraggio e determinazione.
Idealisticamente, l'opera esprime la fiducia nell'umanità e nella sua capacità di trasformare le sfide in opportunità di crescita e di realizzazione. Camonita ci incoraggia a perseverare nella ricerca del nostro cammino, consapevoli che anche nelle tempeste più violente, c'è sempre una rotta da seguire verso un futuro migliore.

 
**Titolo:** Buco nero  
**Autore:** Enrico Tartagni  

 
In "Buco nero" di Enrico Tartagni, l'autore ci trasporta in un viaggio attraverso i recessi più oscuri dell'anima, dove segreti e tormenti si mescolano in una danza enigmatica e avvolgente.
Con uno stile tagliente e diretto, Tartagni ci introduce a una dimensione intima e misteriosa, in cui il protagonista si ritrova ad affrontare i propri demoni interiori, senza scampo né redenzione. Il buco nero diventa il simbolo di un vuoto esistenziale, di una mancanza di significato e di direzione, che inghiotte ogni speranza e ogni certezza.
Psicologicamente, l'opera riflette la lotta interiore dell'uomo contro i propri limiti e le proprie paure, evidenziando la fragilità e la vulnerabilità dell'essere umano di fronte all'inesorabile avanzare del tempo e dell'oscurità.
Idealisticamente, l'autore ci invita a esplorare i recessi più oscuri della nostra anima, a confrontarci con i nostri demoni interiori e a trovare la forza per affrontarli e superarli. Il buco nero diventa così un'opportunità di crescita e di trasformazione, un'occasione per scoprire la nostra vera natura e per riconciliarci con noi stessi.
In definitiva, "Buco nero" di Enrico Tartagni ci guida attraverso un viaggio tormentato e avvincente, in cui l'oscurità dell'anima si mescola con la luce della speranza, e dove ogni parola è un passo verso la scoperta di noi stessi e del mondo che ci circonda.

 
**Titolo:** Giorni  
**Autore:** Nino Silenzi  

 
In "Giorni" di Nino Silenzi, il poeta ci trasporta in un viaggio attraverso l'effimero della vita, tessendo un manto di parole che danzano con leggerezza tra le pieghe del tempo.
Le briciole sparse di quotidianità diventano la trama sottile che avvolge i nostri giorni, come petali di fiori caduti su un prato d'autunno. Con la maestria di un pittore dell'anima, Silenzi dipinge il cielo dei nostri destini con pennellate di colore, mentre neri uccelli di passo solcano l'orizzonte in cerca di nuovi orizzonti.
La luce si attenua al passaggio di questi giorni, come un sipario che si chiude lentamente su un palcoscenico di emozioni, lasciando intravedere solo la scia dorata dei ricordi e dei sogni infranti. Ma tra le pieghe della sera, spiragli d'oro si aprono tra nuvole di rosa, come promesse di un'alba nuova che attende di sbocciare nell'oscurità.
L'anima si abbandona alla malinconia della sera, lasciandosi cullare dal suono dolce della notte che avanza. Eppure, in questa oscurità, risiede la promessa di un nuovo giorno, carico di speranza e di possibilità, che ci invita a vivere ogni istante con intensità e gratitudine.
Con la delicatezza di un artigiano dell'anima, Nino Silenzi ci invita a contemplare il fluire inesorabile del tempo, a cogliere l'effimero della vita con occhi di poeti e cuore di sognatori, e a lasciarci trasportare dal dolce canto dei giorni che sfumano nell'eternità.

 
**Titolo:** Deus absonditus  
**Autore:** Felice Serino  

 
In "Deus absonditus" di Felice Serino, l'autore ci conduce in un viaggio attraverso le contraddizioni dell'esistenza umana, esplorando il tema del male e della sofferenza in un mondo dominato dall'oscurità.
Con uno stile incisivo e penetrante, Serino ci interpella sulla bellezza della vita e sull'inestimabile valore di ogni nascita, mentre ci rammenta la dura realtà di un mondo sconvolto dalle azioni malvagie dell'uomo, il cui potere nefasto sembra superare ogni limite.
La poesia riflette una profonda inquietudine e una disillusione nei confronti della condizione umana, mettendo in discussione la bontà divina di fronte alle tragedie e alle ingiustizie che affliggono l'umanità. Tuttavia, emerge anche una nota di speranza, con la consapevolezza che la storia dell'uomo è irreversibile e che, nonostante le tenebre che lo avvolgono, c'è la promessa di una rivelazione divina futura, quando il "Deus absonditus" si svelerà nella sua intera gloria.
Dal punto di vista psicologico, l'opera evoca la lotta interiore dell'uomo di fronte all'oscurità e alla disperazione, invitandoci a confrontarci con le sfide della vita e a cercare la luce anche nei momenti più bui.
Idealisticamente, la poesia ci spinge a riflettere sulla natura del male e sulla ricerca del senso ultimo dell'esistenza umana, incoraggiandoci a perseverare nella fede e nella speranza, nonostante le prove e le tribolazioni che incontriamo lungo il cammino.
In conclusione, "Deus absonditus" di Felice Serino ci offre una profonda meditazione sulla condizione umana e sulla ricerca del divino in un mondo segnato dal male e dalla sofferenza, invitandoci a cercare la luce anche nelle ombre più fitte e a sperare nella rivelazione finale della gloria divina.

 
**Titolo:** Accompagnami lungo la strada  
**Autore:** Franco Fronzoli  

 
In "Accompagnami lungo la strada" di Franco Fronzoli, il poeta ci invita a un viaggio intimo e suggestivo attraverso i ricordi e le emozioni della propria esistenza, esplorando la dimensione intima del tempo e della memoria.
Con una prosa delicata e ricca di immagini poetiche, Fronzoli ci conduce lungo un sentiero intessuto di pensieri e ricordi, dove il tempo si dilata e si estende oltre i limiti convenzionali, immergendoci in un universo senza tempo dove il sole e la luna seguono un ritmo eterno.
Il poeta ci invita a raccogliere i fiori della primavera e a contemplare lo splendore delle stelle sullo sfondo del mare, mentre il vento e la pioggia ci avvolgono con il loro abbraccio ristoratore. Insieme, esploriamo il solco del passato, raccogliendo le orme sbiadite dei nostri ricordi e lasciandoci cullare dalla melodia del tempo che scorre.
Dal punto di vista psicologico, l'opera evoca un senso di nostalgia e di malinconia per il passato, ma anche una speranza e una fiducia nel futuro migliore che ci attende. Il poeta ci incoraggia a guardare avanti con fiducia e determinazione, affrontando il cammino della vita con coraggio e serenità.
Idealisticamente, "Accompagnami lungo la strada" ci sprona a vivere ogni istante con intensità e consapevolezza, abbracciando il presente e guardando al futuro con speranza e ottimismo. Il poeta ci ricorda che, nonostante le sfide e le difficoltà che incontriamo lungo il nostro cammino, siamo accompagnati dalla presenza costante dell'amore e dell'amicizia.
In conclusione, "Accompagnami lungo la strada" di Franco Fronzoli ci offre un viaggio emozionante e suggestivo attraverso i labirinti della memoria e del tempo, invitandoci a cogliere l'essenza profonda della vita e a camminare insieme verso un futuro luminoso e pieno di speranza.

 
**Titolo:** Tik Tok  
**Autore:** Salvatore Armando Santoro  

 
In "Tik Tok" di Salvatore Armando Santoro, il poeta ci porta in un viaggio attraverso il mondo virtuale dei social media, esplorando il tema della disillusione e della superficialità nelle relazioni online.
Con uno stile diretto e sarcastico, Santoro ci racconta di un incontro casuale su TikTok, avvenuto dopo essere stato bloccato su Facebook. L'autore si rivolge a una persona che sembra essersi ripresa facilmente da un momento di difficoltà, mostrandosi superficiale e distante dalle preoccupazioni reali.
La poesia riflette una profonda delusione nell'osservare il cambiamento della persona nel corso del tempo, passando da un momento di disperazione a una superficialità apparentemente spensierata. L'autore esprime il proprio sgomento di fronte a questa trasformazione, sottolineando il vuoto e la falsità delle interazioni sui social media.
Dal punto di vista psicologico, l'opera evoca un senso di frustrazione e impotenza di fronte alla superficialità e alla mancanza di autenticità nel mondo virtuale. Santoro ci invita a riflettere sulle conseguenze negative dell'eccessiva dipendenza dai social media e sull'importanza di mantenere un rapporto sano con la realtà.
Idealisticamente, "Tik Tok" ci spinge a interrogarci sul significato e sul valore delle relazioni umane nell'era digitale, incoraggiandoci a cercare autenticità e genuinità nei nostri rapporti, anziché cadere nella trappola della superficialità e dell'apparenza.
In conclusione, "Tik Tok" di Salvatore Armando Santoro ci offre una riflessione pungente e ironica sulle dinamiche del mondo virtuale, invitandoci a guardare al di là delle facciate e delle apparenze, e a cercare la vera essenza delle relazioni umane nella semplicità e nell'autenticità.

 
**Titolo:** Er gueriero … svòtacasse  
**Autore:** Armando Bettozzi  

 
In "Er gueriero … svòtacasse" di Armando Bettozzi, il poeta ci conduce in un viaggio tumultuoso attraverso le complessità e le contraddizioni della guerra e della violenza umana, esprimendo con vivacità e sarcasmo il suo disincanto di fronte alle dinamiche belliche e alle loro conseguenze.
Con uno stile diretto e colloquiale, Bettozzi dipinge un quadro vivido e caustico della realtà contemporanea, denunciando con fermezza l'assurdità e l'ingiustizia delle guerre e dei conflitti armati. Il poeta critica aspramente coloro che promuovono e alimentano la violenza, sottolineando la follia e l'ipocrisia di chi si macchia di sangue nel nome di presunte giustificazioni politiche o ideologiche.
La poesia evoca un senso di sgomento e disillusione di fronte alla perpetuazione dei conflitti armati nel mondo moderno, sottolineando la necessità urgente di porre fine alla violenza e di lavorare attivamente per la pace e la riconciliazione.
Dal punto di vista psicologico, l'opera riflette la frustrazione e la disperazione di fronte alla violenza e alla distruzione, invitando il lettore a riflettere sulle conseguenze devastanti della guerra sulla vita umana e sulle comunità colpite da conflitti armati.
Idealisticamente, "Er gueriero … svòtacasse" ci sprona a perseguire attivamente la pace e la giustizia nel mondo, combattendo contro le ingiustizie e promuovendo la solidarietà e il rispetto reciproco tra tutti gli esseri umani.
In conclusione, "Er gueriero … svòtacasse" di Armando Bettozzi ci offre una poderosa denuncia della violenza e della guerra, invitandoci a riflettere sulle loro conseguenze devastanti e a impegnarci per costruire un mondo migliore basato sulla pace, sulla giustizia e sulla solidarietà.

 
**Titolo:** La nota in fiamme  

 
**Autore:** Alessandra Piacentino  

 
In "La nota in fiamme" di Alessandra Piacentino, ci troviamo catapultati in un mondo di emozioni e sentimenti, dove una singola nota musicale diventa il fulcro intorno al quale si dipana un intenso racconto di amore, speranza e perdita.
Con un linguaggio lirico e giocoso, Piacentino ci porta attraverso le sfumature di un'esperienza emotiva complessa, in cui la musica diventa il filo conduttore di una narrazione ricca di pathos e intensità. La nota in fiamme, cadendo da uno spartito qualunque, evoca un senso di caducità e transitorietà, simboleggiando il rapido trascorrere del tempo e la fugacità delle esperienze umane.
Attraverso immagini vivide e suggestive, l'autrice ci trasporta nella grande sala del concerto, dove i sentimenti si intrecciano e si mescolano come note nella partitura di una melodia. Tuttavia, il sogno si spegne improvvisamente, lasciando dietro di sé un vuoto e un deserto di emozioni. Siamo rimasti nella stanza senz'aria, circondati dal silenzio e dall'eco di un concerto remoto, mentre il battito incessante di un tamburo ci ricorda la fragilità e l'effimero della vita.
Dal punto di vista psicologico, l'opera riflette sulla natura effimera delle emozioni umane e sulla difficoltà di affrontare la perdita e il cambiamento. L'autrice ci invita a riflettere sul significato della memoria e del ricordo, e sulla capacità della musica di trasportarci in mondi interiori profondi e significativi.
Idealisticamente, "La nota in fiamme" ci ricorda l'importanza di abbracciare pienamente le emozioni e i sentimenti, anche se fugaci e transitori, e di trovare conforto nella bellezza e nella potenza della musica e dell'arte.
Il ritmo di "La nota in fiamme" di Alessandra Piacentino è caratterizzato da una cadenza dolce e melodiosa, che si adatta alla tematica della poesia incentrata sulla musica e sulle emozioni. Le parole fluiscono con leggerezza e armonia, evocando immagini vivide e suggestive che catturano l'attenzione del lettore. Il ritmo è scandito da una successione di immagini e sentimenti, che si alternano in modo fluido e naturale, creando una melodia poetica che incanta e coinvolge il lettore.
In conclusione, "La nota in fiamme" di Alessandra Piacentino ci offre una meditazione poetica sulla natura effimera dell'amore e delle emozioni umane, invitandoci a cogliere appieno ogni istante e ad apprezzare la bellezza e la complessità della vita.

 
**Titolo:** Una lapide nell'inconscio (A mio Padre)  
**Autore:** Alessio Romanini  

 
In "Una lapide nell'inconscio (A mio Padre)", Alessio Romanini esplora il complesso rapporto tra padre e figlio, utilizzando immagini oniriche e suggestive per esprimere il senso di perdita e riconciliazione.
Il poeta dipinge un quadro vivido della sua esperienza onirica, descrivendo il padre come un simulacro che compare nella notte, incarnando una lapide bianca dell'inconscio. Questa immagine evoca una sensazione di immortalità e trascendenza, con il padre che ride di un gaudio eterno mentre il cuore del poeta palpita di emozione.
La distanza emotiva tra padre e figlio emerge chiaramente nel testo, con il poeta che esprime il bisogno profondo di avvicinarsi al padre, di comprendere il suo dolore e di trovare il perdono. Tuttavia, questa ricerca è complicata dalla mancanza di comunicazione e di sguardo diretto tra i due, simboleggiata dalle labbra mute e dallo sguardo che non si incrocia.
Il passaggio dall'infanzia all'età adulta è evidenziato attraverso il sogno del poeta, che lo fa sentire ancora fanciullo ma gli conferisce anche una nuova consapevolezza e maturità. Questa consapevolezza porta alla comprensione della solitudine e dell'oblio, e alla consapevole accettazione della propria smarrimento, proprio come il padre prima di lui.
Dal punto di vista psicologico, la poesia esplora i complessi legami familiari e il processo di individuazione, in cui il figlio cerca di comprendere se stesso e il proprio posto nel mondo attraverso il confronto con il padre. Idealisticamente, si riflette sulla natura del perdono e della redenzione, e sulla capacità umana di superare le difficoltà e trovare la pace interiore.
In conclusione, "Una lapide nell'inconscio (A mio Padre)" è un'opera poetica che tocca le corde dell'anima, esplorando le profondità dell'amore familiare, della perdita e della crescita personale con una sensibilità e una grazia straordinarie.

 
**Titolo:** Materia Nera / Black Matter  
**Autore:** Jacqueline Miu  

 
"Materia Nera" / "Black Matter" di Jacqueline Miu è una poesia che esplora il viaggio interiore dell'essere umano attraverso le tempeste emotive e la ricerca di guarigione e crescita personale.
Nella versione italiana, "Materia Nera", l'autrice dipinge un ritratto dell'esistenza umana come un costante confronto con la pioggia di sogni e il freddo del cuore. Il protagonista si trova a cercare nutrimento emotivo attraverso esperienze dolorose, trovando nella fiamma interiore la forza per affrontare le sfide della vita.
Nella versione inglese, "Black Matter", la stessa tematica è esplorata attraverso un linguaggio poetico e suggestivo. La poesia riflette sul processo di autoguarigione e sulla necessità di affrontare le proprie sfide interiori senza aspettarsi che qualcun altro possa insegnarci come farlo.
Entrambe le versioni convergono nell'invito a trovare la forza interiore per affrontare le difficoltà della vita e a disegnare un futuro migliore, non solo per se stessi ma anche per coloro che ancora combattono con le proprie paure e insicurezze. Con una prosa coinvolgente e profonda, Jacqueline Miu ci conduce in un viaggio emozionale attraverso le profondità dell'animo umano, invitandoci a riflettere sul significato e sulla bellezza della nostra esistenza.

 
**Titolo:** Il Tempo Svelato  
**Autrice:** Antonia Scaligine  

 
"Il Tempo Svelato" di Antonia Scaligine è un'ode lirica alla danza eterna del tempo e alla sua intima connessione con l'essenza umana.
Nelle dolci note di questa poesia, l'autrice ci trasporta attraverso il fluire senza fine del tempo, dipingendo immagini di albe e tramonti che si intrecciano con le nostre vite. Siamo presentati come frammenti viventi di questo grande ciclo, immersi nelle correnti del giorno e della notte, nel costante susseguirsi di luce e oscurità.
Con uno stile poetico generoso e ricco di pathos, Scaligine cattura la bellezza e la complessità del tempo, descrivendolo come un ente vivente con artigli agguerriti, ma anche come un portatore di speranza e pace. Le sue parole ci invitano a contemplare il mistero del tempo e a abbracciare la sua natura ciclica, accogliendo con fiducia e pazienza il suo fluire incessante.
Con un cuore pieno di gratitudine, ci inchiniamo all'abilità poetica di Antonia Scaligine, giovane amica e maestra dell'animo umano, che con le sue parole ci guida attraverso i labirinti del tempo verso una maggiore comprensione di noi stessi e del mondo che ci circonda.

 
**Titolo:** Rosa Blu  
**Autrice:** Sandra Greggio  

 
"Rosa Blu" di Sandra Greggio è un'ode al momento presente, un'immersione nell'attimo che ci permette di liberarci dai fantasmi del passato e godere appieno della bellezza del presente.
Con uno stile delicato e vibrante, l'autrice ci conduce attraverso un'esperienza sensoriale, descrivendo il respiro profondo del profumo della legna che arde nel camino. Questo semplice atto diventa un catalizzatore per il momento di realizzazione tanto atteso, un momento di pura gioia e consapevolezza.
Greggio celebra la bellezza dell'essere presenti, vivendo nel qui e ora, lontani dalle ossessioni del passato o le preoccupazioni per il futuro. È un'esperienza che ricorda il suono delicato dei passi nella neve o l'armonia di un violino, una musica celestiale che risuona nell'anima e ci connette alla dimensione più profonda dell'esistenza.
Con "Rosa Blu", Sandra Greggio ci invita a cogliere l'essenza del momento presente, a lasciarci trasportare dalla bellezza del qui ed ora, e a celebrare la vita con gratitudine e consapevolezza.

 
**Titolo:** La profezia  
**Autore:** Piero Colonna Romano  

 
In questa poesia arguta, l'autore Piero Colonna Romano ci trasporta nel passato politico italiano, quando le voci di un accordo tra Renzi e Berlusconi facevano temere il peggio.(*) Tuttavia, nel tempo trascorso, Berlusconi è scomparso dalla scena politica, mentre Renzi ha abbandonato il PD per fondare un nuovo partito, ma continua a destreggiarsi con astuzia nella politica italiana.
Il poeta si reca a Delfi per consultare la pizia sul futuro governo, ma anziché ricevere risposte chiare, si trova di fronte a un quadro di disastro imminente, con Renzi e Berlusconi ancora protagonisti di affari loschi.
Nel testo, l'autore dipinge un'immagine di due compari politici intenti a spartirsi il potere a spese del Paese, compiendo indegne e oscene intese. Questa visione cupa e sarcastica riflette la disillusione verso la classe politica italiana e le false promesse che ha perpetuato nel corso degli anni.
Nonostante il tempo trascorso e i cambiamenti nel panorama politico italiano, la profezia di Romano rimane attuale nel suo ritratto dei giochi di potere e degli interessi egoistici che hanno caratterizzato la politica italiana.

 
*(Poesia databile, se non erro, nel lontano 2013 ai tempi in cui, effettivamente, l'accordo ci fu infatti, tra il de cuius Berlusconi e il redivivo Renzi. Per memoria, il vituperato patto del Nazareno sottoscritto tra i due nel 2014 e saltato nel 2015 dopo le prime elezioni di Mattarella)
 

 
...E, come spesso capita, il commentatore, cadendo in trance e trasformandosi in menestrello,  ne spara un'altra delle sue buffe canzoni giullaresche per ringraziarvi e salutarvi tutti. Abbiate pietà di lui, l'anestesia lo ha flipperato ancor piu!!!

 
Che le vostre poesie danzino nel vento,  
Come farfalle di parole, nell'etereo incanto.

 
Siate Amici e veri Fratelli , scambiandovi messaggi poetosi
Sui social preferiti da renderli più allegri e melodiosi.

 
E fate di questo azzurro Tempio un paradiso 
Che doni ad ogni cuor, Felicità,  Pace, Armonia e Sorriso.

 
Vostro Ben Tartamo 

 

20-21-22 Febbraio

Gentilissimo Ben
Ti ringrazio e ti auguro una
Veloce guarigione
E che il dolore possa alleviarsi.
Un abbraccio.
Alessio Romanini

 

Grazie Ben
Per le tue parole gentili. Lo apprezzo molto!
Sono contento che tu stia meglio
 E buon poetare.
Hai un animo sensibile di vero Poeta.
Alessio Romanini 

 

Poesie edite 20-22 febbraio 24


 
"Rum alla goccia" di Alessandra Piacentino *
Che dire della tua opera, cara Alessandra, sublime e misteriosa, una eccellente tessitura di ricordi intrecciati con fili d'emozione!
Nelle pieghe di questa poesia, si cela un'analisi profonda della psiche umana, dove i profumi degli oleandri e il fumo della pizza nel forno evocano reminiscenze dell'infanzia, delle esperienze vissute con innocenza e meraviglia. La sensazione di possedere tutto pur tenendo nulla in mano riflette un desiderio umano intrinseco, un bisogno di completezza e appartenenza.
Il teatrino delle marionette rappresenta la malinconia e la fragilità dell'esistenza umana, mentre le merende seduti nell'erba rievocano momenti di condivisione e serenità. I brividi dell'anima che si cercano di abbracciare simboleggiano la ricerca di connessione e comprensione reciproca.
Ma è nel "Senso", in quel senso che tutto prende, che l'autrice incide profondamente nell'animo del lettore, suggerendo che il significato della vita si manifesta quando siamo in grado di comprendere e accettare le nostre esperienze, anche le più dolorose, trasformandole in parte integrante del nostro essere.
Così, "Rum alla goccia" si erge non solo come un'ode alla memoria e alla nostalgia, ma anche come un viaggio attraverso le profondità dell'animo umano, dove il senso dell'esistenza si disvela attraverso l'accettazione e l'abbraccio delle proprie esperienze.

 
* "Sono Solo Attimi" di Laura Lapietra *
Versi dolci e fugaci, l'eco di un'eternità racchiusa in brevi istanti!
In questa sublime poesia, si dipana il filo dell'esistenza umana, intessuto di momenti effimeri eppure intrisi di un'essenza eterna. I baci rubati all'innocenza evocano un passato irrecuperabile, ma vivo nel ricordo, mentre lo scorrere inarrestabile del tempo si fa sentire come un sordo rintocco, indifferente ai sussurri d'amore della giovinezza.
Gli istanti di amore giovanile, con i loro sguardi timidi e le carezze languide, divengono immagini eterne, incise nell'anima come fotografie vintage, capaci di scaldare senza mai cancellare le tracce delle esperienze vissute. Così, il passato si fa presente nel cuore sensibile della vita, decorando il nostro cammino con bagagli di esperienze preziose.
Ma anche nel presente, noi siamo abili ricamatori di istanti, tessitori di momenti felici e dolorosi che compongono il tessuto del nostro destino. E mentre avanziamo nel mare della dolce malinconia e nostalgia, ci avvolgiamo con stupore negli attimi incancellabili del tempo, consapevoli che ogni istante è un pezzo unico nel mosaico della nostra esistenza. Bravissima Laura.

 
* "Fuggi" di Salvatore Camonita *
Mi viene, rileggendola, di parafrasare così: Oh, fuggi piccola bimba, tra gli esili petali di margherite squinternate, nel bosco incantato dipinto dalle parole di Salvatore Camonita!
In questo frammento poetico, si dipinge un'immagine di fuga e di ricerca di sicurezza, una sorta di ritorno alla protezione del portico familiare, illuminato come un faro nella notte. La bambina, simbolo di innocenza e vulnerabilità, corre verso quel portico aperto, dove la luce accogliente promette rifugio e protezione.
Ma dietro quella luce si cela anche un'ombra, un'aura tetro e austero del casato, che aggiunge un elemento di mistero e incertezza al quadro. Questa dualità, tra il desiderio di fuga e il richiamo della famiglia e della tradizione, crea un contrasto palpabile che permea l'intera scena.
Così, attraverso l'immagine della piccola fuggitiva e del portico luminoso, Camonita ci invita a riflettere sulle tensioni e le contraddizioni della vita familiare, sul desiderio di libertà e protezione che coesistono nel cuore umano.

 
* "La mano sfiora" di Antonietta Ursitti *
La mano che sfiora l'acqua che scorre, svelando la freschezza assoluta dei riflessi nello specchio liquido, nei versi di Antonietta rappresenta se stessa.
In questa poesia, l'autrice ci trasporta in un mondo di bellezza naturale e di armonia. La mano che si staglia delicatamente contro l'acqua rappresenta il contatto umano con la purezza e la vitalità della natura. I riflessi nello specchio d'acqua evocano un senso di meraviglia e di connessione con l'infinito, mentre il muschio che trabocca di verdi sentieri lungo il cammino simboleggia la rigogliosa vita che permea ogni angolo di questo paesaggio naturale.
Attraverso le parole di Ursitti, si avverte una profonda comunione con l'ambiente circostante, un senso di appartenenza a una natura che è al tempo stesso selvaggia e misteriosa, ma anche ricolma di serenità e armonia. E così, mentre la mano sfiora dolcemente l'acqua che scorre, ci lasciamo trasportare in un viaggio di contemplazione e di meraviglia di fronte alla bellezza senza tempo della natura.

 

 
"Preghiera in corsa" di Enrico Tartagni *
Oh, la preghiera in corsa di Enrico Tartagni, un grido di ricerca e di confronto con se stessi e con il mondo!
In questi versi, l'autore ci trasporta in un viaggio interiore, attraverso il tumulto delle emozioni e dei pensieri che affollano la mente di chi corre verso un destino incerto. Le mani congiunte in preghiera diventano il simbolo di una ricerca di senso e di protezione di fronte alla vita e alle sue sfide.
Il giugno che si ripete, simbolo di un tempo che scorre inesorabile, diviene il palcoscenico di una scena intimamente umana, fatta di dubbi, paure e desideri. L'occhio chiuso di fronte all'esame di stato evoca una sensazione di vulnerabilità e di isolamento di fronte all'ignoto.
Ma è nella corsa, nel respiro affannato e nel sospiro di sollievo che segue, che si manifesta la forza e la determinazione dell'individuo nel confrontarsi con la propria esistenza. E anche quando ci si trova soli, al limite di ogni giugno, ci si aggrappa alla propria fede, alla propria preghiera, nella speranza di trovare conforto e risposte.
Così, "Preghiera in corsa" diviene un inno alla resilienza umana, alla ricerca di significato e di pace interiore, anche nei momenti più oscuri e difficili della vita.

 
* "In vani dubbi" di Nino Silenzi *
In questa poesia si esplicita che, la vita è tutta nell'implacabile soffrire che consuma l'uomo come un tizzone nella calda cenere. Sì,  le parole di Nino Silenzi ci trasportano in un turbine di struggente disperazione e di struggente lotta interiore!
Il grigio che avvolge il mondo inquieto dell'uomo diventa simbolo di un'esistenza spenta, disfatta nelle miriadi di particelle che roteano incessanti, annientando la sua volontà nel caos inarrestabile. Come tarli implacabili, i dubbi minano la sua mente, sommandosi alle angosce inesplorate e rigogliose, trasformando la vita in una foresta cinerea che oscura la gioia e sovrasta la Terra.
Ma persino la gioia, abbandonata e scacciata, sembra non trovare rifugio dalla forza invisibile e grigia che tutto inghiotte. Eppure, persino nell'ombra più densa, persino nell'abisso più profondo, Silenzi ci conduce, dalle colline al mare, come un faro di speranza nel vasto e infinito orizzonte marino.
Così, "In vani dubbi" diviene un inno struggente alla lotta contro il buio interiore, un invito a cercare significato e speranza anche nei recessi più oscuri e angoscianti della nostra esistenza umana.

 
* "Preghiera di Felice Serino *
Questa preghiera innalzata a Simone Weil, nel sentire celeste che piega le ginocchia e fa volare il cuore verso l'alto, come descritto da Felice Serino nelle Coordinate dell'anima chissà , ognuno di noi, cosa può rileggere di sé e della propria vita! 
 
In queste poche parole, si evoca un'atmosfera di sacralità e di elevazione spirituale, dove il contatto con il divino si manifesta attraverso un'intima comunione del cuore e dell'anima. La celeste sensazione che pervade l'essere umano è così potente da piegare le ginocchia e sollevare il cuore verso l'alto, come un'invocazione di connessione con il trascendente.
L'omaggio a Simone Weil, figura di profonda spiritualità e ricerca interiore, aggiunge un ulteriore strato di significato a questa preghiera, suggerendo un legame con il suo pensiero e la sua esperienza mistica.
Così, in questa breve ma intensa preghiera, Serino ci invita a sollevare lo sguardo verso l'alto, a piegare le ginocchia davanti al mistero della vita e a lasciare che il cuore voli libero verso il cielo, nell'eterna ricerca di significato e di verità.

 
* "Sono grato" di Franco Fronzoli *
Con questa bella poesia, ci verrà da gridare assieme: "Oh, sono grato al vento, alla pioggia, al mare, al temporale, al maestrale...
Sì, in questa poesia di Franco Fronzoli, si esprime una profonda gratitudine verso la vita e verso ogni sua manifestazione. L'autore celebra la bellezza e la potenza della natura, riconoscendo la sua presenza in ogni elemento: dalla terra al fuoco, dall'alba al tramonto, dal canto del fiume alla quiete della notte.
Ma la gratitudine di Fronzoli si estende oltre la natura, abbracciando anche le relazioni umane: dai nemici che si fanno perdonare agli amici che danno conforto e sostegno. Egli riconosce il valore degli affetti immortali e degli amori che, pur iniziati e finiti, lasciano un'impronta eterna nel cuore.
Infine, Fronzoli esprime la sua gratitudine anche verso l'essere divino, che per lui è presente in silenzio, vicino senza bisogno di parole.
Così, questa poesia si erge come un inno alla gratitudine e alla consapevolezza della bellezza e della complessità della vita, invitandoci a riconoscere e apprezzare ogni aspetto della nostra esistenza con profondo rispetto e umiltà.

 
* "Tavolozza scomposta" di Salvatore Armando Santoro *
Leggendo questa sublime poesia, mi viene da sentire, nell'amaro ragionare di Salvatore Armando Santoro, il racconto di un figlio che teneva caro nel cuore, ma che mai potrà essere frutto dell'amore vero che tra il passionale Salvatore e la sua fiamma, si ventilava nelle sue fughe notturne, ora offerte ad altri illusi.
Le parole di Salvatore Armando Santoro ci trasportano in un viaggio di dolore e disincanto, dove il risveglio crudele ha spento ogni speranza, mescolando i colori della vita in una tavolozza cupa e grigia. Il verde della speranza si è mescolato al rosso del dolore, il bianco al nero dell'assenza, lasciando nel cuore solo il buio della sera.
L'azzurro dei cieli sereni è stato offuscato da una nuvola nera di dolore e tristezza, che ha oscurato persino i tramonti che una volta riempivano l'anima di gioia e speranza.
Così, Santoro ci consegna una poesia carica di dolore e rimpianto, ma anche di consapevolezza della fragilità e della complessità dell'amore umano, che può portare gioia ma anche profondo dolore e disillusione.

 
* "La diva" di Piero Colonna Romano *
Cosa vuol dirci il nostro Piero in questo sonetto scritto con arte? 
Che la vera Diva è la nostra amata Poesia, fra tutte le arti, certo, la diva suprema è la poesia, con il suo canto potente che risuona come un tenore. Con note varie racconta dell'amore e di altri sentimenti, avvolgendoci in un incantesimo.
Come la musica, la poesia ci regala armonia; se il suo battito non produce rumore, essa sboccia come un fiore, trasformando i suoi messaggi in magia. Canta dolcemente quando tocca il cuore, poi intona un canto alla natura, ma affila i suoi versi se parla del potere e del suo orrore.
Con la sua melodia, lenisce il dolore e addolcisce l'anima, rapendo cuori e menti con la sua bellezza senza tempo.
Le parole di Piero Colonna Romano celebrano la potenza e la bellezza della poesia, rivelando il suo potere di trasformare le emozioni umane e di avvolgere il mondo in un manto di magia e bellezza.

 
* "Solitario viandante" di Alessio Romanini *
Cosa ci dirà mai, in wuesta nuova poesia il sempre più bravo Alessio, Chi è il solitario viandante, seduto sulla panchina del molo che, immerso nei suoi pensieri, osserva e ascolta il mare, mentre il tintinnio delle funi e lo sciabordare delle onde lo avvolgono in un'atmosfera di eterna quiete?
 
Le parole di Alessio Romanini ci trasportano in un mondo di contemplazione e riflessione, dove il mare diviene specchio dell'anima del viandante. Seduto sulla panchina del molo, egli si lascia cullare dallo sciabordare delle onde e dall'odore salmastro dell'oceano, immerso nella propria solitudine e nei propri pensieri.
Il mare, con la sua immensità e la sua eterna quiete, diviene compagno silente del viandante, che riflette sulle profondità del suo cuore e sulle sfumature dell'esistenza umana. In questo momento di contemplazione, il viandante si apre alla bellezza e alla grandezza del mondo, trovando conforto e consolazione nella sua immensità.
Così, questa poesia ci invita a immergerci nell'atmosfera rilassante e meditativa del mare, lasciandoci trasportare dallo sciabordare delle onde e dalla bellezza della natura, mentre riflettiamo sulle nostre vite e sui misteri dell'universo.

 
* "Dinamite" di Jacqueline Miu *
Traduciamo le parole della sempre stroboscopica, lussureggiante Miu, lei sì, vera dinamite dell'anima. Cuore rauco come una cerniera, con un desiderio incontrollabile di separarsi dalla bolla solo per respirare il fumo in cui abilmente si nasconde l'anima 
Le parole di Jacqueline Miu ci trasportano in un turbine di emozioni e desideri, dove il cuore diviene simbolo di una tensione pronta a esplodere. La stanza di controllo aria su Marte diviene il palcoscenico di un incontro cosmico, dove due anime si affrontano con passione e intensità.
La poetessa dipinge un quadro di amore e desiderio, in cui due individui si trovano in un momento di estasi e di pericolo, come due pannetti di dinamite pronti ad esplodere. Ma anche nell'esplosione c'è bellezza, nell'abbraccio mortale c'è splendore, nell'essere un po' deragliati dall'Eden c'è poesia.
Così, attraverso le parole di Miu, ci immergiamo in un viaggio di passione e di intensità, dove l'amore e il pericolo si fondono in un'unica esperienza, lasciandoci affascinati e rapiti dalla potenza delle emozioni umane.

 
* "Le parole" di Antonia Scaligine *
In "Le parole" di Antonia Scaligine, la poetessa si erge con maestria nell'infinita danza delle parole, svelandone il potere sottile e complesso di connessione e di separazione, di imprigionamento e di liberazione.
Con la maestria di una fata dell'arte verbale, Scaligine ci trasporta in un regno dove le parole sono più che semplici suoni, sono finestre che spalancano nuovi orizzonti di libertà o muri che chiudono il cuore in una prigione di silenzio e solitudine, dipingendo con vibrante intensità il loro impatto sulla nostra esistenza. Lo fa con reminiscenze evangeliche e bibliche care alla nostra tradizione cattolica.
La citazione iniziale di Bebermeyer, che apre la poesia, mette in risalto il duplice ruolo delle parole: da un lato, possono essere finestre che spalancano nuovi orizzonti di libertà, mentre dall'altro possono diventare muri che imprigionano l'anima in una prigione di silenzio e solitudine.
 
Ma andiamo per gradi e scopriamo insieme il bel messaggio racchiuso in questa perla rara poetica.
Nel soffio primordiale del Verbo, la poetessa intuisce la promessa di un'esistenza permeata dalla divinità delle parole, ma nel fluire della realtà quotidiana, osserva con acume la frequente profanazione di questo dono, con l'eccessiva banalizzazione e il frivolo dispiegarsi di parole prive di pensiero e di significato.
Scaligine esprime il desiderio struggente di trovare la parola giusta, la parola che possa incantare e risvegliare l'anima, ma ammette con umiltà la sfida insormontabile di domare il potere selvaggio delle parole una volta pronunciate, quando prendono vita propria e possono infliggere ferite profonde e indelebili.
Eppure, nonostante la complessità e il pericolo delle parole, la poetessa non può fare a meno di riconoscere la loro straordinaria capacità di trasformarsi in poesia, in colori, note ed emozioni, tessendo il delicato tessuto della nostra esperienza umana con maestria e intelligenza.
Nell'epilogo, Scaligine ci sorprende con una citazione di Emily Dickinson, che ribalta il nostro modo di pensare sul destino delle parole. Se molti credono che una parola muoia nel momento in cui viene pronunciata, Dickinson suggerisce che è proprio in quel momento che la parola inizia a vivere, a respirare, a plasmare il mondo con la sua presenza vibrante e tangibile.
Così, con la sua poetica erudizione e la sua sensibilità profonda, Antonia Scaligine ci incanta e ci guida attraverso il labirinto delle parole, rivelando la loro bellezza e il loro mistero, e invocando in noi una rinnovata consapevolezza del loro potere e della loro magia.

 
* "L'ultima danza d'estate"  di Sandra Greggio * 

 
Ecco cosa ci canta la nostra Sandra nella sua ultima meraviglia:  dell'incanto dell'ultimo giorno d'estate, dele nuvole che si ergono come ballerine nell'ampio palcoscenico del cielo, intrecciando con grazia e sinuosità una danza celestiale che rapisce l'anima.
Con movenze sinuose, tenendosi per mano, le nubi dipingono nel cielo un'opera d'arte vivente, in un'armoniosa coreografia di grigio azzurro che cattura lo sguardo e l'immaginazione. Le più audaci tra loro si lanciano in piroette ardite, lasciando cadere gocce di pioggia come perle preziose, un balsamo di ristoro per la terra assetata che esulta sotto il loro abbraccio.
E ancora, sorride per le loro piume di tutù, sospinte dal vento che accarezza con gentilezza la loro leggiadria. Ad esse va il suo ringraziamento, perché nell'osservare la loro danza incantata, riesce a dimenticare le proprie lacrime, mescolandole con la pioggia che bagna la sua pelle e il suo cuore.
In questa danza ineffabile, Sandra Greggio trasforma il cielo in un palcoscenico di emozioni, trasportandoci in un mondo di bellezza e meraviglia dove l'estate e l'autunno si fondono in un abbraccio eterno di gratitudine e speranza. Oh, come è dolce lasciarsi rapire dalla poesia della natura e sentirsi parte integrante di questa danza cosmica, dove ogni movimento è un invito a celebrare la vita e la sua eterna rinascita. E Sandra è eccezionalmente brava in tutto questo.

 
Oh poeti audaci, scrittori ardenti,
che danzate tra parole e sentimenti,
vi saluto con gioia, con animo lieto,
e vi rendo omaggio, in questo mio canto greto.
Da ogni angolo del mondo, con fervore e passione,
avete plasmato versi, con vibrante emozione.
Siete come menestrelli, che narrano le storie,
delle vite, degli amori, delle nostre glorie.
Oh Sandra Greggio, con la tua ultima danza d'estate,
hai dipinto nel cielo un'opera delicata e compiuta,
con nuvole che danzano, in un tripudio di puro splendore,
e hai reso omaggio all'estate, con profondo ardore.
A Antonia Scaligine, con la tua analisi acuta e brillante,
hai scandagliato il potere delle parole con sapienza brillante,
e hai rivelato il loro incanto, la loro magia,
che in ogni verso risuona, con maestria e armonia.
A Jacqueline Miu, con la tua dinamite poetica e vibrante,
hai scosso il mondo delle parole, con forza e con ardore,
e hai trasformato il dolore in poesia, la notte in luce,
e hai lasciato un'impronta indelebile, nel cuore di chi ti ascolta.
A Piero Colonna Romano, con la tua divina poesia,
hai elevato le parole a note celesti, a canti di armonia,
e hai reso omaggio alla bellezza, al potere della creazione,
che attraversa il tempo e lo spazio, con eterna gratitudine.
E a tutti gli altri poeti, che con passo sicuro e fiero,
hanno solcato i sentieri della poesia, con cuore sincero,
vi ringrazio per le vostre parole, per i vostri versi vibranti,
che illuminano il mondo, con luce eterna e incantevole.
Che il vostro canto continui a risuonare, nei secoli e nei millenni,
e che le vostre parole restino incise, nei cuori di chi le ascolta con amore,
perché voi siete i custodi della bellezza, i poeti dell'eternità,
e vi ringrazio con tutto il cuore, per la vostra immensa poesia.
Vostro Ben Tartamo

 

 

Grazie sempre a te Ben e ti sono vicina con preghiere ed affetto che Dio ti benedica
Antonia Scaligine

 

 

Perdonate la mia assenza, ma a causa di un intervento complesso e complicato alle Molinette di Torino,  mi vedo costretto a lottare tra dolore e preoccupazione. Vi sono vicino e ringrazio di cuore la Sandra e l'Alessio per i loro sentimenti che faccio miei, così come per ognuno di voi che sento sorelle e fratelli di un medesimo cammino.

Meritate tanto, sappiatelo,  il fatto stesso di scrivere in poesia, vuol dire credere in Essa che è Bellezza, e non è da tutti, ma da pochi e spesso soli. 
Non abbiate però paura, la Poesia e la Bellezza  sono Amore,  unico senso vero della nostra Esistenza.
Dio vi benedica.
Benedetto Tartamo 

 

 

17-18-19 Febbraio

Mi sento in dovere di esprimere un ringraziamento a Ben Tartamo, per i suoi commenti precisi e puntuali, ma non solo, per la sua innegabile bravura come critico ma anche e soprattutto la sua sensibilità d'animo che essi lasciano trasparire. Grazie perchè mi sento capita.
Sandra Greggio

 

Grazie Ben

Per le belle parole.

Anche le tue poesie sono sempre ben

Strutturate e poetiche.

Grazie.

Alessio Romanini

 

 

14-15-16 Febbraio

Poesie pubblicate il 14-15-16 Febbraio 2024

 
"Òmmini e bestie" di Armando Bettozzi

 
Nel tumulto della vita, Bettozzi affonda la sua penna nell'anima della società umana, scuotendo le coscienze con la potenza delle sue parole.
#Contenuto
Attraverso un confronto serrato tra uomini e bestie, l'autore espone la fragilità morale e la brutalità insita nell'essere umano. La narrazione rivela una critica acuta verso l'ipocrisia sociale e l'indifferenza di fronte alla sofferenza altrui.
# Analisi Formale
 
- **Strutturale e Metrico**: I versi endecasillabi e la struttura delle rime ABBA conferiscono alla poesia una cadenza melodica e ritmica che avvolge il lettore, accentuando la forza delle immagini evocate dall'autore.
- **Fonico e Ritmico**: L'uso ricorrente dell'assonanza e della consonanza crea un ritmo incalzante che amplifica l'urgenza del messaggio.
- **Sintattico**: L'impiego di una sintassi frammentata e spezzata riflette la tensione e il caos dell'argomento trattato, mentre la ripetizione di alcune parole e la struttura paratattica sottolineano l'urgenza del discorso.
- **Semantico**: Bettozzi gioca con l'ambiguità dei termini "uomo" e "bestia", invitando il lettore a riflettere sul confine sottile che separa la civiltà dalla barbarie.
#Conclusioni, Sensazioni, Emozioni
Con una prosa incisiva e provocatoria, Bettozzi ci costringe a confrontarci con la nostra stessa umanità, mettendo in discussione le nostre certezze e il nostro senso di moralità. L'opera lascia nel lettore un senso di inquietudine e una profonda riflessione sulla natura dell'uomo e sulla sua relazione con il mondo animale.

 
"Sogni di Libertà" di Salvatore Armando Santoro

 
Nel frastuono del mondo, Santoro ci trasporta in un viaggio intriso di speranza e ribellione, dove le parole di Dylan diventano un inno alla lotta per la libertà.
# Contenuto
 
Attraverso versi carichi di pathos e rivendicazione, l'autore dipinge un quadro vivido della società, con le sue ingiustizie e le sue lotte. La poesia è permeata da un'aura di nostalgia per quei tempi tumultuosi, ma anche da una persistente fiamma di speranza per un futuro migliore.
# Analisi Formale
- **Strutturale e Metrico**: I versi seguono uno schema metrico variabile, riflettendo la natura fluida e dinamica del testo. Le rime alternate conferiscono una musicalità incalzante, che accompagna il ritmo della protesta e del cambiamento.
- **Fonico e Ritmico**: L'uso ritmico delle parole e delle ripetizioni amplifica l'energia e la determinazione dei protagonisti, trasportando il lettore nell'epicentro della rivolta.
- **Sintattico**: L'uso della prosa spezzata e dei versi corti crea un effetto di immediata visceralità, mentre le immagini vivide e i contrasti drammatici rendono palpabile la tensione e l'urgenza della situazione.
- **Semantico**: Le parole di Dylan diventano il fulcro della narrazione, simbolo di una generazione che lotta per i propri ideali e i propri sogni. La figura di Martina incarna il desiderio universale di libertà e di cambiamento, che attraversa le barriere del tempo e dello spazio.
# Conclusioni, Sensazioni, Emozioni
 
"Sogni di Libertà" ci trasporta in un mondo di passione e di protesta, dove le voci di coloro che lottano per un mondo migliore risuonano ancora oggi. Attraverso le parole di Dylan e la penna di Santoro, il lettore è chiamato a riflettere sul potere trasformativo della musica e della poesia, e sull'importanza di non smettere mai di sognare e di lottare per un futuro più giusto e libero.

 
 "Viaggiatore nella Polvere" di Alessandra Piacentino

 
Immergendosi nell'essenza dell'anima e dell'infinito, Piacentino dipinge un quadro etereo e struggente, dove il viaggio diventa metafora dell'esistenza e dell'amore.
# Contenuto
 
Attraverso immagini evocative e liriche, l'autrice ci trasporta in un mondo sospeso tra realtà e sogno, dove il viaggiatore solca il cielo alla ricerca di sé stesso e dell'amore perduto. La narrazione si dipana tra il tempo e lo spazio, tra le sfumature del cielo e del mare, evocando un senso di meraviglia e di struggente bellezza.
# Analisi Formale
 
- **Strutturale e Metrico**: I versi fluiscono come un fiume d'emozioni, seguendo un ritmo incalzante che accompagna il viaggio dell'anima. L'uso di immagini sensoriali e di simbolismo conferisce alla poesia una profondità e una ricchezza che tocca le corde più intime dell'essere umano.
- **Fonico e Ritmico**: L'armonia delle parole e dei suoni crea un effetto ipnotico che cattura l'attenzione del lettore, trasportandolo in un mondo di magia e di incanto.
- **Sintattico**: L'uso di una sintassi fluida e sinuosa riflette la natura onirica della narrazione, mentre le metafore e le analogie arricchiscono il testo di significati nascosti e suggestivi.
- **Semantico**: Il viaggio diventa metafora della ricerca interiore e dell'amore universale, mentre il cielo e il mare si fondono in un abbraccio eterno tra l'umano e il divino.
# Conclusioni, Sensazioni, Emozioni
 
"Viaggiatore nella Polvere" ci rapisce in un vortice di emozioni e di sensazioni, dove il confine tra sogno e realtà si dissolve e ci troviamo immersi nella bellezza struggente dell'esistenza. Attraverso la penna di Piacentino, il lettore è invitato a esplorare i recessi più profondi del proprio cuore e a lasciarsi trasportare dall'infinito dell'immaginazione e dell'amore.

 
 "Nebbia sull'Anima" di Laura Lapietra

 
In questo haiku, Lapietra cattura l'essenza della transitorietà e della bellezza mutevole della natura, trasportandoci in un momento di quiete e contemplazione.
# Contenuto
 
Attraverso immagini delicate e evocative, l'autrice ci porta in un luogo di solitudine e serenità, dove il ghiaccio sul lago diventa specchio dell'anima e la nebbia avvolge il paesaggio in un abbraccio silenzioso.
# Analisi Formale
 
- **Strutturale e Metrico**: Rispettando la forma tradizionale dell'haiku, Lapietra condensa in tre versi la profondità e la suggestione di un momento fugace e irrepetibile. La brevità e la semplicità del testo amplificano l'impatto emotivo del paesaggio descritto.
- **Fonico e Ritmico**: L'uso di parole evocative e il ritmo cadenzato dei versi conferiscono alla poesia un'atmosfera di quiete e mistero, invitando il lettore a immergersi nell'incanto della natura.
- **Sintattico**: L'impiego di una sintassi essenziale e priva di fronzoli accentua la purezza e l'eleganza del messaggio, mentre la disposizione delle parole suggerisce una sensazione di equilibrio e armonia.
- **Semantico**: Il contrasto tra il ghiaccio, simbolo della staticità e dell'immobilità, e la nebbia, metafora dell'incertezza e della transitorietà, evoca un senso di malinconia e di contemplazione, invitando il lettore a riflettere sulla fugacità della vita e sulla bellezza effimera del mondo.
# Conclusioni, Sensazioni, Emozioni
 
"Nebbia sull'Anima" ci trasporta in un mondo di suggestioni e di emozioni, dove il silenzio e la solitudine diventano compagni di viaggio nell'esplorazione dell'animo umano. Attraverso la sua poesia, Lapietra ci invita a lasciarci trasportare dall'incanto della natura e a cogliere la bellezza nascosta nei dettagli più semplici e apparentemente insignificanti della vita.

 
 "Epopea della Civiltà" di Nino Silenzi

 
In questo frammento epico, Silenzi ci trasporta nell'abisso dell'odio e della violenza umana, gettando una luce crudele sulle rovine della civiltà.
# Contenuto
 
Attraverso immagini di guerra e disperazione, l'autore dipinge un ritratto crudo e struggente della condizione umana, mettendo in discussione l'idea stessa di civiltà e progresso. La narrazione si snoda tra la preghiera e la distruzione, tra la ricerca di salvezza e l'implacabile violenza dell'uomo contro se stesso.
# Analisi Formale
 
- **Strutturale e Metrico**: La prosa incalzante e diretta si snoda senza fronzoli, portando il lettore direttamente nel cuore della tragedia umana. L'assenza di schemi metrici riflette l'urgenza e la brutalità del messaggio, mentre la brevità dei versi conferisce un ritmo serrato alla narrazione.
- **Fonico e Ritmico**: L'uso di suoni duri e consonanti sottolinea la ferocia e la disperazione della guerra, mentre l'alternanza tra momenti di quiete e di tumulto crea un effetto di contrasto che amplifica l'emozione del testo.
- **Sintattico**: L'impiego di una sintassi spezzata e frammentata riflette lo sgomento e la confusione del protagonista di fronte alla tragedia che lo circonda, mentre le ripetizioni enfatizzano il senso di impotenza e disillusione.
- **Semantico**: Il contrasto tra la preghiera e la violenza, tra la speranza e la disperazione, evoca un senso di smarrimento e sgomento di fronte alla follia umana. L'idea di una civiltà che si autodistrugge, sepolta nella sabbia dell'odio e della vendetta, getta un'ombra cupa sul futuro dell'umanità.
# Conclusioni, Sensazioni, Emozioni
 
"Epopea della Civiltà" ci getta nell'abisso dell'odio e della violenza umana, invitandoci a riflettere sulle conseguenze devastanti delle nostre azioni. Attraverso la penna di Silenzi, il lettore è chiamato a confrontarsi con la propria natura e a interrogarsi sul significato e sul destino della civiltà.

 
 "Andai cercando" di Salvatore Camonita

 
Camonita ci trascina in un viaggio nel labirinto dell'anima umana, dove la ricerca di connessione e di significato si scontra con la frenesia e l'alienazione del mondo moderno.
# Contenuto
 
Attraverso immagini evocative e cariche di pathos, l'autore esplora il desiderio umano di connessione e di significato in un mondo alienante e frenetico. La narrazione si dipana tra il mare della vita e l'inesorabile affondamento nell'anonimato e nell'assurdità della routine quotidiana.
# Analisi Formale
 
- **Strutturale e Metrico**: I versi fluidi e cadenzati riflettono il flusso emotivo del protagonista mentre naviga nel pelago dell'esperienza umana. L'assenza di schemi metrici rigidi conferisce al testo un'aura di libertà e di spontaneità, che si adatta alla natura fluida del tema trattato.
- **Fonico e Ritmico**: L'uso di suoni melodiosi e armoniosi crea un'atmosfera di malinconia e struggente bellezza, mentre il ritmo incalzante e la ripetizione di alcune parole amplificano l'urgenza e la passione del messaggio.
- **Sintattico**: L'impiego di una sintassi articolata e ricca di immagini evocative rende il testo denso di significato e di profondità, mentre le metafore e le analogie arricchiscono il linguaggio di suggestioni e di emozioni.
- **Semantico**: Il contrasto tra la ricerca di senso e di poesia e la sterile frenesia della vita moderna evoca un senso di smarrimento e di disillusione di fronte alla vacuità dell'esistenza umana. L'immagine della persona che scompare nell'anonimato e nell'alienazione sociale getta un'ombra cupa sul destino dell'individuo nella società contemporanea.
# Conclusioni, Sensazioni, Emozioni
 
"Andai cercando" ci getta nel cuore dell'esperienza umana, invitandoci a riflettere sulle contraddizioni e sulle ambiguità della vita moderna. Attraverso la penna di Camonita, il lettore è chiamato a esplorare le profondità dell'animo umano e a interrogarsi sul significato e sulla finalità della propria esistenza.

 
"Visione" di Felice Serino

 
In questa poesia ispirata alla visione borgesiana dell'Aleph, Serino ci trasporta in un viaggio mistico e metafisico attraverso l'essenza stessa dell'esistenza.
# Contenuto
 
Attraverso immagini evocative e simboliche, l'autore esplora il concetto di visione come mezzo per accedere alla totalità dell'universo. La narrazione ci guida attraverso un percorso di scoperta e illuminazione, dove la scelta di una singola figura diventa il punto di partenza per una trasformazione profonda e irreversibile.
# Analisi Formale
 
- **Strutturale e Metrico**: I versi brevi e incisivi riflettono l'essenza della visione, rapida e fugace come un lampo di luce. L'assenza di schemi metrici rigidi conferisce al testo un'atmosfera di libertà e di spontaneità, che si adatta alla natura enigmatica del tema trattato.
- **Fonico e Ritmico**: L'uso di suoni melodiosi e armoniosi crea un'atmosfera di magia e di mistero, mentre il ritmo incalzante e la ripetizione di alcune parole amplificano l'intensità e la profondità del messaggio.
- **Sintattico**: L'impiego di una sintassi essenziale e priva di fronzoli rende il testo immediato e incisivo, mentre le metafore e le immagini evocative arricchiscono il linguaggio di suggestioni e di emozioni.
- **Semantico**: La scelta di una singola figura diventa il punto di convergenza di tutte le esperienze e le emozioni dell'individuo, trasformandosi in un simbolo di significato e di totalità. L'immagine dell'Aleph, cantata dal poeta cieco, evoca un senso di meraviglia e di stupore di fronte alla vastità e alla complessità dell'universo.
# Conclusioni, Sensazioni, Emozioni
 
"Visione" ci trasporta in un mondo di meraviglia e di mistero, dove la scelta di una singola figura diventa il punto di partenza per un viaggio verso l'infinito. Attraverso la penna di Serino, il lettore è chiamato a esplorare le profondità della propria anima e a scoprire il significato nascosto dietro ogni singolo istante e ogni singola esperienza.

 
"Scende Lentamente la Nebbia" di Franco Fronzoli

 
In questa poesia, Fronzoli cattura la lentezza e la bellezza della nebbia che si adagia dolcemente sull'animo e sulla natura circostante.
# Contenuto
 
Attraverso immagini evocative e malinconiche, l'autore ci trasporta in un mondo sospeso tra il reale e l'onirico, dove la nebbia diventa metafora della transitorietà e dell'effimero. La narrazione ci guida attraverso la lenta discesa della nebbia nell'animo gentile di un bambino, invitandoci a contemplare la bellezza e la fragilità dell'esistenza umana.
# Analisi Formale
 
- **Strutturale e Metrico**: Il testo si sviluppa con una struttura libera e fluida, che si adatta alla lentezza e alla delicatezza del tema trattato. L'assenza di schemi metrici rigidi conferisce al testo un'atmosfera di malinconica contemplazione.
- **Fonico e Ritmico**: L'uso di suoni morbidi e melodiosi crea un'atmosfera avvolgente e suggestiva, mentre il ritmo cadenzato evoca la lentezza e la tranquillità della nebbia che si posa dolcemente sulla terra.
- **Sintattico**: L'impiego di una sintassi essenziale e priva di fronzoli rende il testo immediato e incisivo, mentre le metafore e le immagini evocative arricchiscono il linguaggio di suggestioni e di emozioni.
- **Semantico**: La nebbia diventa il simbolo della fragilità e dell'incertezza dell'esistenza umana, mentre il sonno del bambino rappresenta la pace e l'innocenza dell'anima. I sogni e la musica celestiale evocano un senso di meraviglia e di magia di fronte alla bellezza del mondo.
# Conclusioni, Sensazioni, Emozioni
 
"Scende Lentamente la Nebbia" ci invita a immergerci nella lentezza e nella bellezza della vita, invitandoci a contemplare la bellezza e la fragilità del mondo che ci circonda. Attraverso la penna di Fronzoli, il lettore è chiamato a esplorare le profondità dell'animo umano e a scoprire la bellezza nascosta dietro ogni singola esperienza e sensazione.

 
 "La Comprensione del Mare" di Sandra Greggio

 
In questa poesia, Greggio celebra il profondo legame tra l'uomo e il mare, evocando un'atmosfera di intimità e di serenità.
# Contenuto
 
Attraverso immagini evocative e sensuali, l'autrice esplora il rapporto intimo e profondo tra l'uomo e il mare, rappresentando quest'ultimo come un confidente e un compagno di vita. Il mare diventa il destinatario dei pensieri e delle emozioni dell'uomo, accogliendoli nel suo abbraccio generoso e trasformandoli in leggeri pensieri che si disperdono nella nebbia salmastra.
# Analisi Formale
 
- **Strutturale e Metrico**: Il testo si sviluppa con una struttura libera e fluida, che si adatta alla natura evocativa e sensoriale del tema trattato. L'assenza di schemi metrici rigidi conferisce al testo un'atmosfera di libertà e di spontaneità.
- **Fonico e Ritmico**: L'uso di suoni morbidi e melodiosi crea un'atmosfera avvolgente e suggestiva, mentre il ritmo cadenzato evoca la lentezza e la tranquillità del mare che si muove dolcemente.
- **Sintattico**: L'impiego di una sintassi essenziale e priva di fronzoli rende il testo immediato e incisivo, mentre le metafore e le immagini evocative arricchiscono il linguaggio di suggestioni e di emozioni.
- **Semantico**: Il mare diventa il simbolo della comprensione e dell'accoglienza, rappresentando un luogo di pace e di serenità dove l'uomo può trovare conforto e consolazione. L'immagine della ruota di una gonna e delle onde che si muovono come favole a cavallo evoca un senso di bellezza e di magia di fronte alla grandezza e alla maestosità del mare.
# Conclusioni, Sensazioni, Emozioni
 
"La Comprensione del Mare" ci trasporta in un mondo di intimità e di serenità, invitandoci a immergerci nel mistero e nella bellezza dell'oceano. Attraverso la penna di Greggio, il lettore è chiamato a esplorare le profondità dell'animo umano e a scoprire il significato nascosto dietro ogni singolo istante e ogni singola emozione.

 
 "Il Tuo Sorriso" di Piero Colonna Romano

 
In questa poesia, Colonna Romano dipinge un ritratto lirico e affascinante del potere trasformativo del sorriso, evocando immagini di bellezza e di magia.
# Contenuto
 
Attraverso immagini evocative e romantiche, l'autore esalta il potere del sorriso di illuminare e ravvivare il mondo intorno a noi. Il sorriso diventa un dono prezioso, capace di trasmettere gioia e generosità a chiunque lo incontri lungo il cammino della vita.
# Analisi Formale
 
- **Strutturale e Metrico**: La poesia si sviluppa con una struttura sonetto, seguendo uno schema metrico tradizionale. I versi sono armoniosi e cadenzati, riflettendo la delicatezza e la dolcezza del tema trattato.
- **Fonico e Ritmico**: L'uso di suoni melodiosi e ritmi delicati crea un'atmosfera di leggerezza e incanto, mentre la ripetizione di alcuni suoni e parole amplifica l'intensità e l'emozione del messaggio.
- **Sintattico**: L'impiego di una sintassi articolata e ricca di immagini evocative rende il testo denso di significato e di profondità, mentre le metafore e le analogie arricchiscono il linguaggio di suggestioni e di emozioni.
- **Semantico**: Il sorriso diventa il simbolo della gioia e della bellezza, capace di trasformare il mondo intorno a noi e di donare serenità e speranza a chiunque lo incontri lungo il proprio cammino. L'immagine del sorriso che cuori spalanca evoca un senso di meraviglia e di gratitudine di fronte alla magia e alla potenza dell'amore.
# Conclusioni, Sensazioni, Emozioni
 
"Il Tuo Sorriso" ci trasporta in un mondo di bellezza e di magia, invitandoci a contemplare il potere trasformativo del sorriso e a lasciarci avvolgere dalla sua dolcezza e dal suo incanto. Attraverso la penna di Colonna Romano, il lettore è chiamato a esplorare le profondità dell'animo umano e a scoprire il significato nascosto dietro ogni singolo gesto e ogni singola emozione, immergendosi nel flusso inesauribile dell'amore e della speranza.

 
 "Desiderium" di Alessio Romanini

 
In questa poesia, Romanini esprime il desiderio intenso e passionale di toccare e respirare ancora una volta la persona amata, utilizzando immagini poetiche che richiamano la bellezza e la delicatezza della natura.
# Contenuto
 
Attraverso immagini evocative e sensuali, l'autore esprime il desiderio ardente di rivivere l'esperienza del contatto fisico e dell'abbraccio con la persona amata. Il desiderio è paragonato alla carezza leggera del vento sul mare e al respiro profondo della spiaggia, evocando sensazioni di intimità e di connessione con l'elemento naturale.
# Analisi Formale
 
- **Strutturale e Metrico**: La poesia presenta una struttura libera, che si adatta alla natura fluida e evocativa del tema trattato. I versi sono brevi e incisivi, riflettendo l'intensità e la passione del desiderio espressa dall'autore.
- **Fonico e Ritmico**: L'uso di suoni melodiosi e ritmi delicati crea un'atmosfera di dolcezza e sensualità, mentre la ripetizione di alcune parole amplifica l'intensità e l'emozione del messaggio.
- **Sintattico**: L'impiego di una sintassi essenziale e priva di fronzoli rende il testo immediato e incisivo, mentre le metafore e le immagini evocative arricchiscono il linguaggio di suggestioni e di emozioni.
- **Semantico**: Il desiderio diventa il motore che guida l'anima dell'autore, spingendolo a cercare il contatto fisico e spirituale con la persona amata. Le immagini della carezza del vento sul mare e del respiro profondo della spiaggia simboleggiano l'intimità e la connessione con l'elemento naturale, amplificando il senso di vicinanza e di passione.
# Conclusioni, Sensazioni, Emozioni
 
"Desiderium" ci trasporta in un mondo di passione e di desiderio, invitandoci a esplorare le profondità dell'animo umano e a lasciarci trasportare dalla bellezza e dalla sensualità della natura. Attraverso la penna di Romanini, il lettore è chiamato a contemplare il potere trasformativo del desiderio e a lasciarsi avvolgere dalla sua dolcezza e dal suo incanto, immergendosi nel flusso inesauribile dell'amore e della passione.

 
"Scivola Via l'Inverno" di Francesco Soldini

 
In questa poesia, Soldini celebra il passaggio dall'inverno alla primavera e riflette sull'incessante fluire del tempo, utilizzando immagini della natura per esprimere concetti di cambiamento e crescita.
# Contenuto
 
Attraverso immagini evocative della natura che si risveglia dalla stagione invernale, l'autore esprime un senso di rinascita e di rinnovamento. La transizione dall'inverno alla primavera diventa una metafora per il ciclo della vita umana, mentre le immagini degli uccelli che cantano e delle margherite che fioriscono simboleggiano la bellezza e la gioia del cambiamento.
# Analisi Formale
 
- **Strutturale e Metrico**: La poesia presenta una struttura libera e fluida, che si adatta al tema del fluire del tempo e del cambiamento stagionale. I versi sono brevi e incisivi, riflettendo l'effimero e il mutevole della natura.
- **Fonico e Ritmico**: L'uso di suoni melodiosi e ritmi delicati crea un'atmosfera di leggerezza e di serenità, mentre la ripetizione di alcune parole amplifica l'intensità e l'emozione del messaggio.
- **Sintattico**: L'impiego di una sintassi essenziale e priva di fronzoli rende il testo immediato e incisivo, mentre le metafore e le immagini evocative arricchiscono il linguaggio di suggestioni e di emozioni.
- **Semantico**: Il passaggio dall'inverno alla primavera diventa il simbolo del ciclo della vita umana e del suo costante rinnovamento. Le immagini della natura che si risveglia e che fiorisce evocano un senso di bellezza e di meraviglia di fronte al mistero e alla grandezza della vita.
# Conclusioni, Sensazioni, Emozioni
 
"Scivola Via l'Inverno" ci invita a contemplare il passaggio del tempo e il ciclo della vita attraverso gli occhi della natura, invitandoci a riflettere sulle nostre esperienze e sui nostri sentimenti di fronte al mutevole fluire del mondo. Attraverso la penna di Soldini, il lettore è chiamato a esplorare le profondità dell'animo umano e a scoprire il significato nascosto dietro ogni singolo istante e ogni singola emozione, immergendosi nel flusso inesauribile della vita e dell'amore.

 
 "The Defender" di Jacqueline Miu

 
In questa poesia, Jacqueline Miu esplora il tema della fede e del sacrificio, confrontando il destino del protagonista con quello dei martiri del passato.
# Contenuto
 
Attraverso immagini evocative e potenti, l'autrice esprime il coraggio e la determinazione del protagonista nel difendere ciò in cui crede, nonostante la condanna e la disapprovazione della storia. Il protagonista viene paragonato ai martiri del passato, riconosciuti come santi dalla posterità, suggerendo che il suo sacrificio e la sua fede saranno celebrati e ricordati come un atto di santità e nobiltà.
# Analisi Formale
 
- **Strutturale e Metrico**: La poesia presenta una struttura libera e fluida, che si adatta al tema del sacrificio e della fede. I versi brevi e incisivi riflettono l'urgenza e la determinazione del protagonista nel perseguire il suo destino.
- **Fonico e Ritmico**: L'uso di suoni forti e vibranti crea un'atmosfera di tensione e di drammaticità, mentre la ripetizione delle parole chiave amplifica l'effetto emotivo del testo.
- **Sintattico**: L'impiego di una sintassi essenziale e diretta rende il testo immediato e incisivo, mentre le metafore e le immagini evocative arricchiscono il linguaggio di significati e di emozioni.
- **Semantico**: La poesia esplora il tema della fede e del sacrificio, suggerendo che il vero eroismo risiede nel difendere ciò in cui si crede, nonostante le conseguenze e le critiche della storia. Il protagonista viene idealizzato come un santo, il cui sacrificio sarà celebrato e ricordato per sempre.
# Conclusioni, Sensazioni, Emozioni
 
"The Defender" ci invita a riflettere sul significato del sacrificio e della fede, esplorando il coraggio e la determinazione del protagonista nel perseguire il suo destino nonostante le avversità. Attraverso la penna di Miu, il lettore è chiamato a esplorare le profondità dell'animo umano e a scoprire il significato nascosto dietro ogni singolo atto di sacrificio e di devozione, immergendosi nel flusso inesauribile della storia e dell'umanità.

 
"Voce di menestrello"
 
In un'arpa di emozioni intessuta,
danza la luce dei vostri versi,
o poeti, custodi del mistero,
delle stelle cadenti nei nostri occhi.

 
Con grazia, "Scivola Via l'Inverno",
svelando il segreto dell'eterno ritorno,
mentre "Desiderium" avvolge l'anima,
in un abbraccio di fede e desiderio.

 
"The Defender" s'ergono come colonne,
della nostra umanità coraggiosa,
e "Uccelli del Cielo", con canto armonioso,
guidano il viaggio del nostro spirito.

 
Tra "Il Tuo Sorriso" e "La Comprensione del Mare",
ci avvolgete come onde amorose,
svelando "Viaggiatore nella Polvere",
nascosto nel profondo dell'essere.

 
"Òmmini e Bestie" ci insegnate,
che anche nell'istinto fiorisce la saggezza,
mentre "Era una Raccolta di Poesie",
ci apre le porte dell'infinito.

 
E in questo labirinto di parole e suoni,
ci perdiamo e ci ritroviamo,
guidati dalla luce delle "Coordinate dell'Anima",
nel "Bosco Sereno" della nostra esistenza.

 
O poeti, custodi del cuore umano,
con le vostre penne sante e ispirate,
ci offrite il pane dell'anima,
e per questo vi innalziamo un canto di gratitudine.

 
Che le vostre poesie siano faro e guida,
nelle tempeste e nelle notti più buie,
e che il vostro dono continui a risplendere,
come stelle luminose nel firmamento dell'eternità.

 
Vostro Ben Tartamo 

 

 

11-12-13 Febbraio

Poesie pubblicate il 11-12-13 Febbraio 2024

 

**Franco Fronzoli - "Scende piano la luce del Signore"**

 

Nell'ardente culla dell'infinito, la luce del Signore danza, avvolgendo il sonno dei fanciulli come un abbraccio celeste. Sogni dipinti su cieli stellati, mentre le onde del mare, addormentate, si tingono d'argento. Tra valli in fiore e fiumi silenziati, la vita scivola come un sospiro tra alberi e tappeti di foglie cadute, nell'abbraccio di un autunno assonnato.

Il tramonto cede il passo alla luna, che si affaccia dietro il monte, mentre le stelle si accendono come raggi di sole nell'alba di un mattino senza tempo. La vita, imperturbabile, si muove silente, come un fiume che non si ferma mai, mentre il tempo scorre su campanili antichi, accompagnato dal suono delle campane.

La luce del mattino si dissolve nell'imbrunire, ruotando come le pale di un mulino nell'eterno ciclo della creazione. La notte, lenta e misteriosa, raccoglie i sogni fuggiti da sonni inquieti, abbandonandoli al vento che li porta via, verso l'ignoto.

In questa composizione, Franco Fronzoli adotta uno stile lirico e suggestivo, dove l'uso della metrica libera e della prosa poetica crea un'atmosfera onirica e misteriosa. Non vi è una struttura rigida di rime o schemi metrici, ma piuttosto un fluire libero di parole e immagini che evocano sensazioni profonde e universali. L'autore si avvale di fonemi e suoni evocativi per creare un effetto sonoro armonico e coinvolgente, trasportando il lettore in un viaggio sensoriale attraverso il tempo e lo spazio.

 

**Cristiano Berni - "Solo nei sogni"**

 

Attraverso i tuoi occhi ho contemplato il mondo,

fui tuo devoto discepolo, o Padre mio.

Ma ora, ti intravedo solo nei sogni.

Da quando non sei più tra noi,

tu rivivi soltanto nella mia mente.

La tua presenza manca,

il tuo sguardo, assente,

e con essi la tua unicità.

Ho scrutato il cielo con i tuoi stessi occhi,

da fanciullo fino a uomo divenuto.

Ora, Padre, il tuo volto bramo.

Ora, caro maestro, dimori nel cielo.

E mentre i ricordi affollano la mente

e le lacrime rigano il volto,

sento la mancanza del tuo coraggio,

della tua forza che ci guidava.

E ora manca anche la tua tenerezza.

Tu sei stato tutto per noi, o Padre,

e mentre la notte scende,

nutro la speranza di rivederti

in una nuova avventura onirica.

Solo nei sogni.

(23/06/2018)

Cristiano Berni

 

In questa poesia di Cristiano Berni, emerge un lamento struggente e intimo, dove il poeta rivolge il suo dolore e la sua nostalgia al padre scomparso. L'uso delle metafore e delle immagini sensoriali crea un'atmosfera di malinconia e speranza, mentre il ritmo incalzante e la ripetizione enfatizzano il senso di vuoto e la ricerca di conforto nei sogni. La metrica è fluida e priva di schemi rigidi, lasciando spazio all'espressione sincera e profonda delle emozioni del poeta.

 

**Enrico Tartagni - "E dire che ti fatto un caffè"**

 

Nella poesia "E dire che ti ho fatto un caffè" di Enrico Tartagni, l'autore invoca la presenza dell'amato/a con un tono affettuoso e un po' scherzoso. La metrica è libera, con versi di lunghezza variabile che si adattano al ritmo della conversazione quotidiana. Non vi è una struttura rigida di rime, ma alcuni accenti sonori si ripetono, come nell'uso delle vocali chiuse "o" e "a" che contribuiscono a creare un effetto ritmico e coinvolgente.

L'autore utilizza il caffè come metafora dell'amore, sottolineando l'importanza di mantenere viva la passione e l'interesse reciproco. L'immagine del caffè bollente che si raffredda rappresenta la fugacità delle emozioni e l'importanza di cogliere il momento presente. La poesia riflette sulla natura effimera dell'amore e sui tentativi di preservarlo nel tempo.

Nella parte finale, l'autore manifesta il suo disorientamento e il suo desiderio di ritrovare l'amato/a, accendendo le luci nel buio e cercando una nuova prospettiva dalla finestra. Questo finale aperto lascia spazio all'interpretazione personale del lettore, invitandolo a riflettere sul significato della ricerca dell'amore e della sua perdita.

 

**Armando Bettozzi - "Gelosia (la rosa e il sole)"**

 

Nel poema "Gelosia (la rosa e il sole)" di Armando Bettozzi, si dipinge un'immagine vivida e simbolica della gelosia attraverso la metafora della rosa e del sole. La metrica è fluida, con versi di lunghezza variabile che si adattano al ritmo del racconto. Le rime sono principalmente assonanti, contribuendo a creare un effetto armonico e suggestivo.

La rosa, simbolo di purezza e bellezza, si apre alla luce del sole, offrendo il suo profumo e la sua splendida bellezza. Tuttavia, l'arrivo di un'ape intrusa scatena la gelosia del sole, che reagisce generando una nuvola e causando la pioggia. Questo gesto geloso porta alla fine della rosa, che implora invano il sole di asciugarla.

Il poema riflette sulla natura distruttiva della gelosia e sulle conseguenze che essa può avere sulle relazioni. Il sole, simbolo di potenza e vitalità, diventa il rappresentante della gelosia irrazionale, che porta alla distruzione di ciò che ama. La rosa, innocente vittima di questo conflitto, rappresenta la fragilità dell'amore e la sua vulnerabilità di fronte alle forze più potenti.

L'immagine finale del sole che piange per la rosa perduta aggiunge un tocco di tristezza e rimorso, suggerendo che la gelosia non porta altro che dolore e rimpianto. In definitiva, il poema invita a riflettere sulle conseguenze negative della gelosia e sull'importanza di coltivare relazioni basate sulla fiducia e sulla comprensione reciproca.

 

**Salvatore Armando Santoro - "Resistenza"**

 

Nel poema "Resistenza" di Salvatore Armando Santoro, ci troviamo di fronte a un'opera che sfida le convenzioni e sfugge a qualsiasi tentativo di categorizzazione. L'autore ci conduce in un viaggio attraverso un labirinto di parole, dove la memoria, la ragione e la libertà si intrecciano in un intricato gioco di significati e suggestioni.

La metrica appare volutamente incerta, come se i versi danzassero su una corda tesa tra il sogno e la realtà, senza mai trovare un punto fermo su cui poggiarsi. Le rime, seppur presenti, si muovono in modo errante, come luci intermittenti nel buio della notte dell'anima.

Il tema della resistenza emerge come un filo rosso che attraversa l'intera composizione, ma non si tratta di una resistenza convenzionale o politica. È piuttosto una resistenza interiore, una battaglia contro i propri limiti e le proprie debolezze. L'autore ci invita a non cercare scuse per i nostri fallimenti, ma a prendere in mano le redini della nostra esistenza e a lottare per la nostra libertà.

La narrazione è intrisa di un'atmosfera onirica e surreale, dove le parole si trasformano in immagini caleidoscopiche e i concetti si sfaldano come bolle di sapone. È come se fossimo catapultati in un mondo parallelo, dove il tempo e lo spazio si piegano alle leggi di un'arte oscena e capricciosa.

Il poema ci parla di una verità universale, di un'eterna lotta tra il bene e il male, tra la luce e l'oscurità. Eppure, nonostante la sua oscurità, c'è una luce che brilla nel buio, una speranza che continua a ardere nel cuore di chi non si arrende mai.

"Resistenza" è un poema che mi ha trascinato in un vortice di emozioni e pensieri. La sua bellezza enigmatica e sconvolgente mi ha lasciato senza fiato, mentre la sua profondità mi ha fatto riflettere su molti aspetti della vita e dell'esistenza umana. Pur essendo consapevole delle sue imperfezioni e delle sue ambiguità, non posso fare a meno di ammirare la sua audacia e il suo coraggio nel confrontarsi con temi così complessi e universali. In definitiva, "Resistenza" è un capolavoro della poesia contemporanea, destinato a rimanere nei cuori e nelle menti di chiunque abbia il coraggio di affrontarlo.

 

**Alessandra Piacentino - "Le colline che cantano la vita"**

 

In "Le colline che cantano la vita" di Alessandra Piacentino, ci troviamo di fronte a un viaggio malinconico attraverso paesaggi intrisi di memoria e nostalgia. La metrica è fluida, come un flusso di pensieri che si snodano tra le righe, mentre le rime sono sporadiche, lasciando spazio a una prosa poetica che si libra tra i vigneti e i giardini abbandonati.

L'autrice dipinge un quadro autunnale, dove i grappoli morti e le foglie secche segnano il passaggio del tempo e l'avvicinarsi della sera. È un'atmosfera malinconica, permeata dal ricordo di un giardino ormai perduto e dalle gocce di pioggia che restano nelle mani come tracce indelebili di un passato ormai sbiadito.

Nel cuore della notte, tra abissi e spiriti di zucchero, l'autrice affronta il tema della perdita e della transitorietà della vita. Il passare del tempo è marcato dalla presenza di figure enigmatiche, come la limousine con capelli canuti, che rappresenta il passaggio inesorabile degli anni e la consapevolezza della propria mortalità.

Nonostante il terrore e la pena che avvolgono il cuore dell'autrice, resta la speranza di trovare conforto nell'emozione e nella musica, che come cenere e vento si posano delicatamente nei palmi delle mani. È una poesia che canta la bellezza e la fragilità della vita, invitando il lettore a riflettere sulle proprie emozioni e sulla fugacità del tempo che scorre.

"Le colline che cantano la vita" è un'opera che mi ha colpito per la sua capacità di evocare immagini e sensazioni così vive e palpabili. La poetica di Alessandra Piacentino si distingue per la sua profondità emotiva e la sua capacità di cogliere l'essenza della vita e della mortalità umana. Pur immergendosi in un'atmosfera malinconica e struggente, la poesia trasmette un senso di speranza e resilienza, invitandoci a trovare conforto nella bellezza del mondo che ci circonda. In definitiva, un'opera che rimarrà nei miei pensieri per lungo tempo, lasciandomi con una profonda gratitudine per l'arte e la bellezza della poesia.

 

**Marco Cabassi - "Mondo di Febbraio"**

 

In "Mondo di Febbraio" di Marco Cabassi, ci troviamo immersi in un paesaggio avvolto da una nebbia eterea, dove il Sole appare pallido e la Terra si mostra nella sua nuda primitività. La metrica è solenne, con versi che si ergono come colonne di luce nel buio del mondo ermo. Le rime, come echi lontani, sussurrano la caducità del tempo e la ferocia della vita

L'autore dipinge un quadro suggestivo, in cui la nebbia si dissolve lentamente, rivelando un cielo luminoso e abbagliante, simile a un Dio dell'Olimpo. È un momento di pura bellezza, in cui l'istante si dilata e si trasforma in un'eternità di carezze e dolci parole. Il mattino si offre come un Paradiso terreno, mentre la brina si scioglie dal viso della Terra, simbolo della rinascita e della speranza.

La poesia evoca un senso di meraviglia e reverenza di fronte alla bellezza della natura e alla fugacità della vita. È un richiamo a vivere pienamente ogni istante, a cogliere la bellezza del mondo anche nei giorni più grigi e pallidi. Pur nella sua semplicità, "Mondo di Febbraio" ci invita a riflettere sulla nostra esistenza e sul mistero della vita

"Mondo di Febbraio" è una poesia che mi ha rapito con la sua bellezza lirica e la sua profonda sensibilità. L'autore riesce a trasmettere un senso di meraviglia e incanto di fronte alla natura, invitandoci a contemplare la bellezza del mondo anche nei momenti più oscuri e difficili. La sua scrittura è come un canto che risuona nell'anima, portandoci in un viaggio attraverso la luce e l'ombra, la gioia e la tristezza. In definitiva, un'opera che lascia un'impronta indelebile nel cuore di chiunque abbia il privilegio di leggerla.

 

**Renzo Montagnoli - "Alba di pace"**

 

In "Alba di pace" di Renzo Montagnoli, ci troviamo di fronte a un quadro suggestivo di un mondo avvolto dall'oscurità e dalla desolazione, ma destinato a rinascere sotto la luce dell'alba. La metrica è cadenzata, come il respiro calmo della natura che attende il suo momento di rinascita. Le rime si intrecciano dolcemente, come fili d'oro che tessono il tessuto della speranza.

L'autore dipinge un paesaggio notturno dominato dalla quiete e dalla solitudine, dove le stelle pallide si ergono su un mondo devastato dalla crudeltà. Tuttavia, in questo silenzio immobile, si avverte un'attesa palpabile, un'aspettativa per l'arrivo imminente dell'alba, portatrice di una luce nuova e speranza.

L'immagine dell'alba che sorge all'orizzonte è descritta con maestria, come i primi timidi raggi di un sole nascente che lentamente si trasformano in un'esplosione di luce, risvegliando la natura dal suo torpore. Il canto della vita riprende, con il cinguettio degli uccelli, il bramito dei cervi e l'abbaiare dei cani, in un concerto diretto dalla mano sicura della natura stessa.

La poesia evoca un senso di speranza e rinnovamento, celebrando la bellezza e la potenza della natura nel suo ciclo eterno di vita e morte. È un inno alla pace e alla rinascita, un invito a guardare oltre le tenebre e ad abbracciare la luce che ogni nuova alba porta con sé.

"Alba di pace" è una poesia che mi ha commosso profondamente con la sua bellezza e la sua capacità di evocare emozioni così intense e profonde. L'autore riesce a trasmettere un senso di speranza e di rinascita, invitandoci a credere nella possibilità di un futuro migliore anche nei momenti più bui e difficili. La sua scrittura è come un raggio di luce che squarcia il buio della notte, portando con sé la promessa di una nuova alba e di una nuova vita. In definitiva, un'opera che risuona nell'anima e ci ricorda che anche nelle tenebre più fitte, c'è sempre spazio per la speranza e per la pace.

 

**Salvatore Camonita - "Trattieni il tempo"**

 

In "Trattieni il tempo" di Salvatore Camonita, ci troviamo di fronte a una preghiera struggente rivolta al tempo stesso, implorandolo di fermarsi e di non scivolare oltre la nostra esistenza. La metrica è incalzante, come il battito affannoso di un cuore che cerca di trattenere il tempo che fugge. Le rime si susseguono con rapidità, come passi incerti su un sentiero instabile.

L'autore ci invita a esaminare il nostro cuore e la nostra anima, a svegliare le emozioni più profonde e autentiche che risiedono in noi. Attraverso gli occhi vividi della nostra musa interiore, siamo chiamati a scrutare il nostro cammino e a vigilare affinché il nostro passo non inciampi sulle aspre rughe del mondo.

La poesia è una meditazione sulla fugacità del tempo e sull'importanza di vivere con consapevolezza e gratitudine ogni istante della nostra esistenza. L'autore ci ricorda che il tempo è un dono prezioso, da custodire gelosamente e da trascorrere con saggezza e discernimento. È un invito a rallentare il passo, ad assaporare i momenti di gioia e di dolore, e a lasciare un'impronta indelebile nel tessuto del tempo.

"Trattieni il tempo" è una poesia che mi ha colpito per la sua intensità e la sua profondità emotiva. L'autore riesce a trasmettere con grande efficacia il senso di urgenza e di fragilità che caratterizza la nostra esistenza, invitandoci a riflettere sul significato del tempo e sulla sua inesorabile marcia. La sua scrittura è carica di pathos e di lirismo, trasportandoci in un mondo fatto di emozioni e di sentimenti universali. In definitiva, un'opera che ci ricorda l'importanza di vivere pienamente ogni istante e di apprezzare la bellezza e la complessità della vita.

 

**Felice Serino - "Madre celeste"**

 

In "Madre celeste" di Felice Serino, siamo trasportati in un mondo di luce e devozione, dove la figura materna si eleva come un faro di speranza e conforto. La metrica è solenne, come un inno sacro che si alza verso il cielo, mentre le rime risuonano con la potenza di una preghiera.

L'autore dipinge un'immagine sublime della Madonna, avvolta in un palpito di luce che la eleva al di sopra delle miserie umane. Lei è l'orifiamma, la stella guida che illumina il cammino dei derelitti e degli smarriti, intercedendo per loro come Avvocata presso il trono divino.

La poesia evoca l'opera del pittore Delacroix, che ha immortalato la figura della Madonna nell'atto di implorare ai piedi della Croce. Questa immagine diventa palpabile nella mente del lettore, trasmettendo una sensazione di devozione e umiltà di fronte al mistero della redenzione

"Madre celeste" è un inno alla maternità divina, alla compassione e alla misericordia che la Madonna offre a tutti i suoi figli. È un richiamo a rivolgere lo sguardo verso l'alto, verso la luce eterna che ci guida nel nostro viaggio terreno.

"Madre celeste" è una poesia che mi ha commosso profondamente con la sua bellezza e la sua intensità emotiva. L'autore riesce a trasmettere un senso di reverenza e adorazione verso la figura materna della Madonna, invitandoci a contemplare la sua magnificenza e la sua grazia. La sua scrittura è come una preghiera che si eleva verso il cielo, portando con sé la speranza e la consolazione che solo la Madonna può offrire. In definitiva, un'opera che risuona nel cuore di chiunque abbia fede e devozione, offrendo conforto e sostegno nelle difficoltà della vita.

 

**Jacqueline Miu - "Io gladiatore"**

 

"Io gladiatore" di Jacqueline Miu è un inno alla forza interiore e alla determinazione nel combattere le battaglie della vita. La metrica è incalzante, come il ritmo dei tamburi che annunciano l'arrivo del combattente nell'arena. Le rime si susseguono con la potenza di colpi di spada, mentre l'autrice dipinge un quadro epico di coraggio e sacrificio

Il protagonista della poesia è descritto come un gladiatore, un guerriero che affronta i mostri del mondo con fermezza e risolutezza. Nonostante le ali siano rotte e le ferite siano guarite, egli continua a combattere con determinazione, indossando le sue cicatrici come un distintivo d'onore.

La metafora dell'ice bubble rappresenta la fragilità della vita e dei sogni, che possono essere infranti dall'implacabile realtà circostante. Tuttavia, il gladiatore non si lascia abbattere dalle avversità, ma le affronta con coraggio e determinazione, pronto a difendere la propria dignità e il proprio onore.

La poesia è un richiamo a perseverare nella lotta, a non arrendersi di fronte alle difficoltà e alle avversità. È un inno alla resilienza e alla determinazione umana, che può superare qualsiasi ostacolo e affrontare qualsiasi nemico con fierezza e coraggio.

"Io gladiatore" è una poesia che mi ha emozionato profondamente con la sua potenza e la sua intensità emotiva. L'autrice riesce a trasmettere con grande efficacia il senso di determinazione e coraggio del protagonista, invitandoci a riflettere sulle nostre stesse battaglie e sulle nostre capacità di superare le difficoltà. La sua scrittura è come una marcia trionfante che risuona nell'anima, portando con sé un messaggio di speranza e di resilienza. In definitiva, un'opera che ci ricorda la forza insita nell'essere umano e la capacità di superare qualsiasi ostacolo con dignità e fierezza.

 

**Carlo Chionne - "Trattori"**

 

In "Trattori" di Carlo Chionne, ci troviamo di fronte a una satira pungente che mette in risalto le contraddizioni e le difficoltà che affliggono l'Europa contemporanea. La metrica è incalzante, come il ritmo frenetico delle macchine agricole che solcano i campi, mentre le rime si susseguono con ironia e sarcasmo.

L'autore gioca con le parole, creando un gioco di paronomasie tra "trattori" e "detrattori", evidenziando le criticità e le divisioni presenti nella società europea. L'Europa è descritta come una terra avvelenata, dove anche il cibo che consumiamo è minacciato da contaminazioni e manipolazioni.

La poesia affronta anche il tema della politica europea, con riferimenti a figure come Von der Leyen e Salvini, dipinte come figure impotenti o interessate solo al proprio tornaconto personale. Anche il Festival di Sanremo viene citato ironicamente, come simbolo di una cultura pop superficiale e alienante.

In definitiva, "Trattori" è una critica feroce e provocatoria alla situazione attuale dell'Europa, invitando il lettore a riflettere sulle sfide e sulle contraddizioni di una società in continua trasformazione.

"Trattori" di Carlo Chionne è una poesia che riesce a catturare l'attenzione del lettore con la sua satira tagliente e la sua ironia mordace. L'autore riesce a cogliere con grande acume le contraddizioni e le difficoltà che caratterizzano l'Europa contemporanea, offrendo uno spaccato della società attraverso un linguaggio diretto e provocatorio. La sua scrittura è come una freccia che colpisce nel segno, invitandoci a riflettere sulle dinamiche di potere e sulle ambiguità della politica e della cultura europea. In definitiva, un'opera che si distingue per la sua originalità e la sua capacità di stimolare il pensiero critico del lettore.

 

**Sandra Greggio - "Impressioni di settembre"**

 

"Impressioni di settembre" di Sandra Greggio ci trasporta in un mondo avvolto dalla malinconia e dalla dolcezza delle giornate di settembre. La metrica è delicata, come un sussurro che si perde nel vento autunnale, mentre le rime si intrecciano con grazia, evocando immagini di tramonti pallidi e giornate che si allungano come filamenti dorati.

L'autrice dipinge un quadro suggestivo di settembre, una stagione che sfila davanti ai nostri occhi con un'eleganza malinconica. Le giornate, sfilacciate e lunghissime, sembrano voler indugiare su ogni cosa e persona, cercando di trattenere un istante di piacere che sfugge sempre più velocemente.

Le impressioni di settembre sono dolciastre e amare allo stesso tempo, come il miele che perde il suo colore ambrato e la sua consistenza appiccicaticcia. È una sensazione che sa di malinconia e di struggimento, come i fiori che appassiscono lentamente, lasciando dietro di sé un profumo avvolgente e seducente.

La poesia ci invita a immergerci nelle sensazioni di settembre, ad assaporare ogni istante con gratitudine e consapevolezza della sua fugacità. È un'ode alla bellezza effimera della vita, alla dolcezza e all'amarezza che si mescolano nell'aria autunnale, regalandoci un certo languore e sfinimento che ci avvolge e ci trasporta in un mondo di emozioni contrastanti 

"Impressioni di settembre" di Sandra Greggio è una poesia che mi ha rapito con la sua bellezza e la sua profondità emotiva. L'autrice riesce a catturare l'essenza della stagione autunnale con una delicatezza e una sensibilità straordinarie, trasportandoci in un mondo di sensazioni e emozioni vibranti. La sua scrittura è come un dipinto impressionista, che riesce a catturare l'atmosfera sottile e mutevole di settembre con pochi tratti delicati e suggestivi. In definitiva, un'opera che lascia un'impronta indelebile nel cuore del lettore, invitandoci a riflettere sulla bellezza e sulla transitorietà della vita.

 

**Antonia Scaligine - "Pronto? Sei tu…"**

 

In "Pronto? Sei tu…" di Antonia Scaligine, ci troviamo immersi in un vortice di emozioni e riflessioni mentre il protagonista si prepara a trascorrere una serata solitaria a casa. La poetessa dipinge con pennellate delicate e suggestive l'atmosfera intima e malinconica che avvolge il protagonista. La metrica fluente e le parole dolci creano un ritmo ipnotico, come il battito del cuore che si fa sempre più calmo nella quiete della notte.

La stanza diventa un rifugio protetto, dove il protagonista si concede il lusso di abbandonarsi alla propria solitudine e ai propri pensieri. La noia diventa un compagno silenzioso, mentre il plaid giallo avvolge il protagonista come un abbraccio confortante. Le parole evocano un senso di intimità e di profonda connessione con sé stessi, mentre il protagonista si prepara a esplorare i recessi più profondi della propria anima

La luna piena fuori dalla finestra diventa un simbolo di speranza e di continuità, un faro luminoso che guida il protagonista attraverso le ombre della propria esistenza. La poesia è un viaggio interiore, un'esperienza di autoesplorazione e di riconciliazione con il proprio io più intimo.

In definitiva, "Pronto? Sei tu…" è un'ode alla bellezza della solitudine e alla potenza rigeneratrice del silenzio. È un invito a esplorare i meandri della propria anima e a trovare la pace interiore nella quiete della propria dimora.

 

**Piero Colonna Romano - "Il dubbio"**

 

Nella poesia "Il dubbio" di Piero Colonna Romano, ci troviamo di fronte a una scena carica di tensione e drammaticità, immersa nell'atmosfera della Pasqua e del processo a Gesù di Nazareth. La torre di Antonio, imponente e minacciosa, domina la vallata mentre Pilato, nel giardino profumato di rose, attende il re già condannato.

Il Sinedrio ha emesso una sentenza di condanna, ma Pilato esita nell'eseguirla, combattuto tra il rispetto per la legge e la pressione politica. Anche Roma, simbolo di potenza e conquista, vuole autorizzare la morte del condannato, mostrando la pervasività del potere politico e militare dell'epoca.

Nel confronto con Gesù, l'uomo lercio e pestato dai carnefici, emerge il tema della verità e di un regno diverso, che sfida le convenzioni del mondo terreno. Pilato si trova di fronte a una scelta difficile, mentre la sua coscienza lotta con il peso della responsabilità e dell'obbligo

La poesia si conclude con l'immagine toccante di Pilato che, lavandosi le mani, cerca di liberarsi dal peso della sua decisione, ma la sua coscienza continua a tormentarlo. La scelta di non marcare la sentenza è interpretata come un segno di dubbio e incertezza, che rimane impresso nella memoria di Pilato e nella storia stessa.

In definitiva, "Il dubbio" è una riflessione profonda sulla complessità morale e politica dell'episodio della Passione di Cristo, e sulla lotta interiore di un uomo diviso tra il dovere e la coscienza. La poesia ci invita a interrogarci sulle nostre scelte e sulle loro conseguenze, e sulla natura stessa del dubbio che permea l'esperienza umana.

 

**Alessio Romanini - "Dannato"**

 

Nella poesia "Dannato" di Alessio Romanini, ci troviamo immersi nel grido di ribellione e dolore di una donna che ha subito un atroce abuso. Le parole incalzanti e cariche di rabbia trasmettono una sensazione di angoscia e disperazione di fronte a un'ingiustizia insopportabile.

La protagonista della poesia si rivolge al suo aguzzino con fermezza, apostrofandolo come maledetto e accusandolo di aver violato il suo corpo e la sua dignità. Nonostante il terribile trauma subito, ella afferma con fierezza di conservare intatto il suo cuore di donna, simbolo di forza interiore e resilienza

La poesia rappresenta un atto di resistenza e di rivendicazione della propria dignità, invitando alla denuncia e alla lotta contro la violenza e l'ingiustizia. È un grido di solidarietà verso tutte le donne che hanno subito abusi, e un richiamo alla necessità di combattere per i propri diritti e la propria integrità.

In definitiva, "Dannato" è un inno alla forza e alla determinazione delle donne che si oppongono alla violenza e all'oppressione, e un monito contro chi si rende colpevole di tali atti ignobili. È una poesia che ci spinge a riflettere sulla necessità di costruire una società più giusta e rispettosa dei diritti umani di tutti.

 

**Ivana Zantedeschi - "Sguardi...."**

 

"Sguardi...." di Ivana Zantedeschi ci trasporta in un momento di transizione e silenziosa contemplazione, dove il flusso della vita si manifesta attraverso immagini evocative e sensazioni fugaci. La poetessa dipinge con pennellate delicate e suggestive un'atmosfera di quiete e solitudine, mentre il ciclo eterno di venire e andare si svolge davanti ai nostri occhi.

I rumori svaniscono, lasciando spazio a un silenzio profondo e avvolgente che permea l'aria circostante. La scena si apre su un orizzonte infinito, dove il cielo e il mare si fondono in una sinfonia di luci e colori. Un piccolo sole, simbolo di rinascita e speranza, bagna di luce una strada d'acqua salata, illuminando il cammino di chiunque vi si affacci.

L'immagine degli ombrelloni chiusi, fermi come un esercito in attesa, evoca un senso di attesa e di silenziosa contemplazione. Le sdraio coricate e la sabbia piena di orme raccontano storie mute di persone che sono venute e andate, lasciando dietro di sé solo tracce fugaci e impermanenti.

Le orme sulla sabbia, sfiorate dalle dita gentili del vento, sono un simbolo della transitorietà e della fragilità dell'esistenza umana. Come una pennellata finale su un quadro, il momento si conclude, lasciando dietro di sé solo un ricordo sfumato di ciò che è stato.

In definitiva, "Sguardi...." è una poesia che ci invita a fermarci e ad apprezzare la bellezza e la fragilità del mondo che ci circonda, ricordandoci che ogni momento è unico e prezioso, e che dobbiamo coglierlo con gratitudine e consapevolezza.

 

**Francesco Soldini - "Lasciateci sognare"**

 

"Lasciateci sognare" di Francesco Soldini ci trasporta in un viaggio attraverso le luci dell'aurora e del crepuscolo, dove i colori danzano e la speranza nel futuro risplende luminosa. La poesia ci invita a contemplare la bellezza e la grandezza dell'universo, nonostante le guerre e l'odio che affliggono la Terra.

Nelle prime luci dell'aurora, la danza dei colori ci avvolge, portando con sé la promessa di un nuovo giorno e di nuove possibilità. Tuttavia, sullo sfondo di questo splendore, si staglia l'amara realtà delle guerre e del conflitto tra fratelli, un dolore che affligge la Terra stremata.

Ma poi, nel crepuscolo, il cielo si dipinge di stelle, simboli di speranza e di infinito. Esse ci parlano di mondi lontani e di un universo vasto e misterioso, dove la pace e la bellezza regnano sovrane. È una melodia di pace che pervade l'universo, una bellezza che non conosce confini né limiti.

E in questo scenario di meraviglia e di contemplazione, la poesia cresce come un fiore nel pregare d'amarsi, un invito a coltivare l'amore e la compassione tra gli esseri umani. È un richiamo alla bellezza e alla grandezza dell'animo umano, capace di superare le barriere e le divisioni del mondo.

In definitiva, "Lasciateci sognare" è un inno alla speranza e alla bellezza del mondo, un invito a guardare oltre le difficoltà e le avversità, e a coltivare l'amore e la pace in ogni momento della vita. È una poesia che ci ricorda che, nonostante le prove che possiamo incontrare, il sogno e la speranza sono sempre a portata di mano.

 

....la voce del critico giullare:

 

Ascoltate, o genti, la storia dei poeti erranti,

Vagabondi dell'anima, cantori della notte,

Con parole scolpite nel cuore dell'oscurità,

Che risplendono come stelle nel buio.

 

In tempi antichi, tra i boschi e le campagne,

Erravano essi, portatori di saggezza e luce,

Con versi incantati, tessuti nel filo del tempo,

Guidando le anime verso la verità eterna.

 

"Guardate!", gridavano essi al popolo,

Con occhi che scrutavano oltre il velo del tempo,

E in ogni parola, in ogni sussurro,

Si celava la promessa di una nuova alba.

 

"Madre celeste!", imploravano essi al cielo,

Con voce ferma e cuore umile,

Chiedendo perdono per i peccati del mondo,

E sperando nel divino perdono.

 

E così, tra i canti e le danze delle stelle,

I poeti erranti continuavano il loro viaggio,

Portando con sé il dono prezioso della poesia,

Che risplendeva come una luce nel buio della notte.

 

Ben Tartamo 

BenMiliteX@gmail.com 

3494677802

 

 

8-9-10 Febbraio

Grazie Ben, cosa posso aggiungere a quello che già ti ho detto, un bel più potente caloroso grazie, sono commossa, sei davvero speciale
Antonia Scaligine

 

 

 

In risposta al simpatico e poetico ringraziamento della poetessa Antonia Scaligine.

Carissima, mi spiace doverti contraddire, nessun trucco e nessun inganno! Devo, per obbligo morale, testimoniare l'assoluta bravura dell'autrice della poesia intitolata "Quando", sì,  proprio tu Antonia. 

Rileggiamo assieme a voce ben impostata, e poi parafrasando, non sarà possibile a nessuno potermi contraddire sul giudizio, come la tua umiltà invece insiste.

 

Osserva:

Quando le tue mani si protendono verso l'infinito,

dove il silenzio e l'eternità danzano in armonia,

dove l'Essenza Divina permea ogni cosa,

e le voci dell'anima si librano su sentieri senza tempo,

come pensieri scolpiti dal vento,

allora la tua mano, solitaria ma potente,

si posa con grazia su un candido foglio,

e dalle tue dita fluide e ispirate prende vita la poesia,

un tessuto dorato di versi che danzano nel cuore.

Senti il profumo antico dell'esperienza,

un ricordo che si dissolve come nebbia al mattino,

e tu, con maestria e grazia, trasformi il passato

in un dono prezioso per il presente.

Non completamente matura, forse, perché giovane rosa olezzante,

ma la tua abilità è straordinaria,

poiché riesci a catturare l'anima stessa dell'amore

e a intrecciarla con maestria in ogni verso.

 

Tu, Antonia Scaligine, sei una maestra dell'arte poetica,

un'artigiana delle emozioni,

che con pennellate di parole dipinge quadri d'anima,

trasformando il banale in sublime,

e il quotidiano in eterno.

 

Mi hai colpito profondamente e commosso, rivedendo nelle tue poesie una parte di me lontana. E non potevo non dartene testimonianza.

Ben Tartamo 
@Milite X  
Cell: 3494677802

 

Grazie
Per quelli che la poesia sposano
per  quelli che la poesia amano
in questo sito ce ne sono tanti
 e di  bei  versi  sono amanti 
 
Per  quelli che commentano  
con parole che  il cuore allietano
di certo sei  tu Ben  Tartamo
Grazie  ,noi tutti ti stimiamo
 
Grazie,  sei come un truccatore
la poesia   per te diventa  piena di valore
La poesia in fondo è un valore aggiunto alla realtà
ai sentimenti , all’amore   e tu hai questa  grande capacità
 
di rendere bella una poesia
anche una piccola come quella mia
 
Per quelli che in silenzio accolgano
e le poesie  sul loro sito postano
con tanta gentilezza   delicatezza
di certo sei  tu Lorenzo  con la tua discretezza
 
Grazie Ben , grazie Lorenzo 
Un saluto a tutti i poeti
Antonia Scaligine

 

Poesie pubblicate il 8-9-10 Febbraio 2024

Autore: Felice Serino
Titolo: "Forgio fonemi suoni"

Nella poesia "Forgio fonemi suoni" di Felice Serino, ci si immerge in un'atmosfera mistica e primordiale, dove l'alba è dipinta come una fucina divina, un crogiuolo in cui si plasmano i suoni e i fonemi che emergono dalla notte.

Con una maestria filologica che risplende come lama incandescente, Serino forgia le parole con un'arte antica e sacra, trasformando il linguaggio in materia viva che danza tra le pieghe dell'anima. La consonanza fonologica delle parole, come il battito di un martello sul ferro rovente, risuona nel cuore del lettore, suscitando un senso di meraviglia e incanto di fronte alla potenza creatrice del verbo.

L'incantesimo poetico si manifesta attraverso una profonda fusione tra connotazioni e denotazioni, dove il cuore trepida al tocco di un dio o di un angelo, rivelando l'essenza stessa della nostra umanità. In questo stato di trance ieratica, il poeta diviene un'emanazione dell'universo, un ponte tra il mondo terreno e quello celeste, capace di svelare i segreti nascosti nell'abisso dell'esistenza.

Nell'incipit di "Forgio fonemi suoni", Serino ci invita a entrare in un regno di mistero e magia, dove il linguaggio si trasforma in materia vivente e la notte cede il passo alla luminosa alba della creazione. In questa danza tra suoni e significati, tra luce e oscurità, ci immergiamo nell'essenza stessa della poesia, dove ogni parola è un tassello prezioso nel grande mosaico dell'universo.

 

Autore: Franco Fronzoli
Titolo: "Piccola lacrima"

In "Piccola lacrima" di Franco Fronzoli, ci troviamo di fronte a un'immagine struggente e delicata, dipinta con pennellate di malinconia e nostalgia. La poesia si apre come una porta sul passato, su un dolore infantile che ha segnato il volto del protagonista con un solco indelebile.

Attraverso un'abilità filologica che scava nel profondo dell'anima, Fronzoli dipinge il paesaggio connotativo di un inverno precoce, imbiancato dalla neve che ricopre prati, alberi e fiori. La consonanza dei suoni, come un sussurro di vento tra le fronde spoglie degli alberi, ci avvolge in un'atmosfera di fredda solitudine, dove una lacrima solitaria scivola verso un mare profondo e tumultuoso.

La poesia trasuda una tensione emotiva palpabile, incarnata dalla lacrima del bambino, simbolo di un dolore insopportabile, di un futuro sottratto ingiustamente. Il ritmo incalzante e cadenzato dei versi, come il battito di un cuore spezzato, ci trascina in un vortice di emozioni contrastanti, fino alla risoluzione finale nella luce dell'alba, quando la notte cede il passo al nuovo giorno.

Nell'incipit di "Piccola lacrima", Fronzoli ci conduce in un viaggio attraverso le profondità dell'animo umano, dove il dolore e la speranza si intrecciano come fili di un tessuto intricato. In questa danza tra passato e presente, tra dolore e rinascita, ci immergiamo nell'essenza stessa della fragilità umana, celebrando la potenza della poesia nel dare voce alle nostre più profonde emozioni.

 

Autore: Cristiano Berni
Titolo: "Ricordo..."

In "Ricordo..." di Cristiano Berni, siamo immersi in una narrazione di ricordi intrisi di passione e intensità emotiva. La poesia si apre come un varco nel passato, dove i momenti vissuti con intensità ardente si ergono come monumenti indelebili nella memoria del protagonista.

Filologicamente, i versi risplendono come un fuoco acceso nell'oscurità della notte, Berni dipinge il paesaggio connotativo di relazioni umane cariche di significato e profondità. I suoni fonologici, delicatamente intessuti come fili d'oro nel tessuto della sua poesia, ci avvolgono con la stessa passione e fervore che permea i ricordi descritti.

La poesia trasuda una tensione erotica palpabile, incarnata dai momenti di intimità condivisa, dove due anime si fondono in un'unica essenza. Il ritmo incalzante dei versi, come il battito accelerato del cuore innamorato, ci trascina in un vortice di sensazioni e emozioni, fino alla risoluzione finale nella consapevolezza di un legame profondo che va oltre lo spazio e il tempo.

Nell'incipit di "Ricordo...", Berni ci conduce in un viaggio attraverso i labirinti dell'anima umana, dove la passione e la comprensione reciproca si fondono in un'unica esperienza trascendente. In questa danza tra memoria e realtà, tra desiderio e nostalgia, ci immergiamo nell'essenza stessa dell'amore, celebrando la potenza della poesia nel catturare l'effimero e renderlo eterno.

 

Autore: Enrico Tartagni
Titolo: "Sai tenere un segreto?"

In "Sai tenere un segreto?" di Enrico Tartagni, ci immergiamo in un viaggio attraverso l'intimità e la complessità dell'anima umana. La poesia si apre come un dialogo segreto tra amanti, dove si svelano desideri, speranze e timori nascosti.

Il tessuto filologico della poesia risplende come luce fievole nella notte, Tartagni dipinge il paesaggio connotativo di un'intimità profonda e vibrante. I suoni fonologici, sospesi nell'aria come sussurri amorosi, ci avvolgono con la stessa delicatezza e sensualità dei gesti descritti.

La poesia trasuda una tensione emotiva palpabile, incarnata dalle parole scambiate tra gli amanti, come segreti custoditi gelosamente nel cuore. Il ritmo incalzante dei versi, come il battito accelerato del cuore innamorato, ci trascina in un vortice di sensazioni e emozioni, fino alla risoluzione finale nella consapevolezza di una connessione profonda che supera le barriere del tempo e dello spazio.

Nell'incipit di "Sai tenere un segreto?", Tartagni ci invita a entrare in un regno di intimità e mistero, dove l'amore e il desiderio si fondono in un'unica esperienza trascendente. In questa danza tra segreti e rivelazioni, ci immergiamo nell'essenza stessa della relazione umana, celebrando la potenza della poesia nel catturare l'essenza fugace dell'amore e renderla eterna.

 

Autore: Armando Bettozzi
Titolo: "Politica-mente"

In "Politica-mente" di Armando Bettozzi, ci troviamo di fronte a un'analisi tagliente e critica del mondo della politica contemporanea, dove le dinamiche del potere e dell'opposizione si intrecciano in un intricato gioco di interessi e manipolazioni.

Il nostro Armando, filologicamente squarcia il velo dell'ipocrisia, egli dipinge il paesaggio connotativo di una società divisa e corrosa dalla lotta per il potere. I suoni fonologici, come un eco lontano di discordia e conflitto, permeano ogni verso, sottolineando la tensione emotiva che pervade il tessuto sociale.

La poesia trasuda una critica sociale pungente, incarnata dalle parole affilate e incisive che denunciano la mancanza di dialogo e compromesso nella sfera politica. Il ritmo incalzante dei versi, come il martellare incessante delle parole di chi cerca di farsi sentire, ci trascina in un vortice di disillusione e disincanto, fino alla risoluzione finale nella consapevolezza dell'inganno e della manipolazione.

Nell'incipit di "Politica-mente", Bettozzi ci conduce in un viaggio attraverso gli abissi della democrazia distorta, dove la verità è sacrificata sull'altare del potere e dell'interesse personale. In questa danza tra inganni e rivelazioni, ci immergiamo nell'essenza stessa del sistema politico, esplorando i suoi lati oscuri e le sue contraddizioni, nella speranza di un futuro migliore basato sulla trasparenza e l'onestà.

 

Autore: Nino Silenzi
Titolo: "Policrome visioni"


In "Policrome visioni" di Nino Silenzi, siamo catapultati in un universo onirico e visionario, dove le immagini si dipanano come fili di un tessuto surreale tessuto dall'occhio acido della mente. La poesia si apre con uno sguardo intenso e acuto nel buio dell'anima, dove occhi acidi si spalancano per rivelare un mondo policromo di emozioni e suggestioni.

Con maestria psicologica e filologica, il nostro Vate del tempio Azzurro di Poetare, abbraccia l'abisso dell'inconscio, egli ci disegna il paesaggio connotativo di una realtà distorta, dove singhiozzi e sospiri si fondono nel fruscio inquietante del tempo che scorre inesorabile. I suoni fonologici, come echi di una melodia lontana, ci avvolgono in un turbine di sensazioni e pensieri, mentre le parole si trasformano in pennellate di colore su una tela d'oscurità e luce.

La poesia è un caleidoscopio di emozioni contrastanti, dove la bellezza e la disperazione si fondono in una danza senza tempo. Il ritmo incalzante dei versi, come il battito frenetico di un cuore impazzito, ci trascina in un viaggio vertiginoso attraverso l'anima umana, alla ricerca di significato e verità.

Nell'incipit di "Policrome visioni", Silenzi ci conduce in un labirinto di percezioni e sensazioni, dove il confine tra realtà e sogno si sfuma e si dissolve. In questa danza tra luce e ombra, tra piacere e dolore, ci immergiamo nell'essenza stessa della condizione umana, celebrando la potenza della poesia nel rivelare i misteri dell'esistenza e nel dar voce alle nostre più profonde ansie e speranze.

 

Autore: Salvatore Armando Santoro
Titolo: "Il tempo passa"

"Il tempo passa" di Salvatore Armando Santoro è un sonetto che affronta con profonda introspezione il tema del trascorrere del tempo e dei suoi effetti sulle emozioni umane. Con una prosa incisiva e struggente, Santoro ci guida attraverso il flusso implacabile degli anni, rivelando il peso dei ricordi e dei rimpianti che accompagnano il cammino della vita.

Attraverso una scelta filologica sapiente, Santoro dipinge il quadro connotativo del tempo come un fiume che scorre inesorabile, portando con sé gioie, dolori, amori e rimpianti. I suoni fonologici, come un eco lontano di rimpianto e nostalgia, ci avvolgono in un vortice di emozioni contrastanti, mentre il ritmo incalzante dei versi ci trasporta in un viaggio attraverso la memoria e il pentimento.

La poesia è un'ode alla caducità dell'esistenza umana, un invito a riflettere sul valore del tempo e sull'importanza di vivere pienamente ogni istante. Nell'incipit di "Il tempo passa", Santoro ci invita a confrontarci con la fugacità della vita e a imparare a accettare i nostri errori e le nostre imperfezioni, trovando la forza di guardare avanti e di abbracciare il presente con gratitudine e consapevolezza.

Autore: Piacentino Alessandra

Titolo: "Alba e tramonto sul mare d’estate"

"Alba e tramonto sul mare d’estate" di Piacentino Alessandra è un'ode alla bellezza effimera e mutevole dei cicli naturali, in particolare dell'alba e del tramonto sul mare durante i mesi estivi. Con uno stile lirico e suggestivo, l'autore cattura l'essenza della natura e la trasforma in un quadro vivido di emozioni e sensazioni.

Attraverso una scelta filologica accurata, Alessandra dipinge il paesaggio connotativo del mare e del cielo che si fondono all'orizzonte, mentre il sole sorge e tramonta. I suoni fonologici, come il sussurro del vento e il canto degli uccelli marini, ci avvolgono in un'atmosfera di pace e serenità, mentre il ritmo incalzante dei versi ci trasporta in un viaggio attraverso i colori e i profumi della natura.

La poesia è un'ode alla fugacità del tempo e alla bellezza transitoria della vita, un invito a cogliere l'attimo e ad apprezzare la bellezza del mondo che ci circonda. Nell'incipit di "Alba e tramonto sul mare d’estate", Alessandra ci invita a contemplare la meraviglia della natura e a lasciarci trasportare dall'incanto del mare e del cielo, trovando conforto e ispirazione nella sua bellezza senza tempo.

Autore: Salvatore Camonita

Titolo: "Arde tra esuli pensieri"

In "Arde tra esuli pensieri" di Salvatore Camonita, ci troviamo immersi in un paesaggio metafisico e sospeso nel tempo, dove i pensieri si mescolano con l'elemento naturale del vento d'aprile e con l'immagine dell'erba sfalciata. La poesia si apre con una descrizione evocativa, dove la mente del poeta brucia con esuli pensieri, come fuoco che consuma l'erba, mentre il vento d'aprile soffia con la sua carezza ineffabile.

Con una prosa che cattura l'essenza della malinconia e della nostalgia, Camonita dipinge un quadro connotativo di struggimento e riflessione, dove i ricordi si confondono con le sensazioni del presente. I suoni del vento e i canti degli uccelli creano un'atmosfera di pace e malinconia, mentre il ritmo incalzante dei versi ci trasporta in un viaggio attraverso la memoria e l'emozione.

La poesia è un'ode alla fugacità del tempo e alla bellezza transitoria della vita, un invito a contemplare il passato con occhi di poeta e ad abbracciare il presente con cuore aperto. Nell'incipit di "Arde tra esuli pensieri", Camonita ci invita a esplorare i meandri della mente e a lasciarci trasportare dall'incanto del ricordo e della riflessione, trovando conforto e ispirazione nella bellezza mutevole del mondo che ci circonda.

Autore: Francesco Soldini
Titolo: Arriva il sole


Nella poesia "Arriva il sole" di Francesco Soldini, ci si immerge in un'atmosfera intrisa di contrasti e rinascite, dove il gelo dell'inverno cede il passo alla calda luce del sole primaverile. Attraverso una prosa incantata e vibrante, l'autore dipinge il paesaggio connotativo di un mondo in transizione, dove la natura stessa sembra risvegliarsi dal suo letargo invernale.

I suoni e le immagini si fondono in una sinfonia di colori e sensazioni, mentre il ghiaccio si scioglie con dolcezza, rivelando le radici bagnate della vita che bramano la rinascita. La poesia trasuda una tensione emotiva palpabile, incarnata dal contrasto tra la morte apparente dell'inverno e la promessa di vita della primavera imminente.

Dal punto di vista filologico e fonologico, l'autore usa sapientemente parole e suoni per creare un ritmo incalzante e coinvolgente, che accompagna il lettore in un viaggio attraverso le profondità dell'anima e della natura. L'incipit della poesia cattura l'attenzione del lettore e lo trasporta in un mondo di suggestioni e emozioni, celebrando la potenza della vita e della poesia nel risvegliare i sensi e l'anima di fronte alla bellezza del creato.

Autrice: Jacqueline Miu
Titolo: "Berlin Wall"


"Berlin Wall" di Jacqueline Miu è un'opera che si erge come un monumento poetico alla memoria e alla speranza. Con una maestria linguistica straordinaria, l'autrice dipinge un quadro vivido e commovente del Muro di Berlino, simbolo tangibile delle divisioni ideologiche e delle tragedie umane del XX secolo.

Attraverso una prosa intrisa di pathos e tensione, Miu cattura l'essenza della sofferenza e della lotta per la libertà. I suoni dei battiti del cuore e degli echi della storia risuonano in ogni verso, trasportandoci in un viaggio emotivo attraverso le profondità dell'animo umano. La sua capacità di evocare sensazioni viscerali, come l'odore del sangue degli eroi e la pungente vergogna del conflitto, ci rapisce e ci coinvolge in un turbinio di emozioni.

Ma nonostante la tragedia e la divisione, la poesia di Miu brilla di speranza e di resilienza. Con un ritmo incalzante e un'energia contagiosa, ci invita a credere nel potere trasformativo dell'amore e del sogno. Nell'incipit di "Berlin Wall", Miu ci sprona a guardare oltre le barriere imposte dall'uomo e a trovare la forza di abbatterle con il nostro spirito indomito e la nostra determinazione.

Autore: Carlo Chionne
Titolo: "Sono un grande bugiardo"


In "Sono un grande bugiardo" di Carlo Chionne, ci troviamo di fronte a una confessione cruda e sincera, resa con uno stile poetico e incisivo. L'autore si rivela come un abile manipolatore delle emozioni altrui, un giocatore d'azzardo che gioca con i cuori e le passioni degli altri.

Attraverso una prosa vivace e carica di ironia, Chionne dipinge un ritratto di sé stesso come un seduttore incallito, capace di incantare e ingannare con le sue parole. I suoni delle sue rime rapite ci catturano in un vortice di emozioni contrastanti, mentre il ritmo incalzante dei versi ci trasporta in un viaggio attraverso la psiche di un uomo privo di scrupoli.

La poesia è un'ode alla complessità dell'essere umano, un invito a esplorare le ombre e le contraddizioni della natura umana. Nell'incipit di "Sono un grande bugiardo", Chionne ci invita a riflettere sul potere e sulle conseguenze delle nostre azioni, e sulla necessità di accettare la nostra verità più oscura per poter trovare la redenzione e la pace interiore.

 

Autrice: Antonia Scaligine
Titolo: "Quando"


"Quando" di Antonia Scaligine è un'ode alla potenza e all'ispirazione che scaturisce dall'atto poetico. Con una prosa delicata e introspettiva, l'autrice ci conduce in un viaggio attraverso la sua esperienza creativa, descrivendo il momento in cui le sue mani si protendono per catturare l'essenza stessa dell'universo.

Attraverso una descrizione evocativa e sensuale, Scaligine dipinge un quadro connotativo del processo poetico come un atto di connessione con il divino, una fusione di silenzio e parola che dà vita alla poesia. I suoni sussurrati delle voci e il fluire dei pensieri ci avvolgono in un'atmosfera di misticismo e contemplazione, mentre il ritmo incalzante dei versi ci trasporta in un viaggio attraverso il tempo e lo spazio.

 

Dal punto di vista metrico, la poesia segue uno schema libero, senza una regolarità metrica definita. Tuttavia, emerge una struttura ritmica che si sviluppa attraverso l'alternanza di frasi brevi e lunghe, creando un ritmo incalzante e coinvolgente.
Le rime sono assenti, ma la musicalità del testo è arricchita dall'uso sapiente di suoni e assonanze. Ad esempio, l'allitterazione presente nella frase "solinga si china / su un foglio bianco" crea un effetto sonoro armonioso e suggestivo, mentre l'uso di parole come "profumo" e "inafferrabile" aggiunge una nota di mistero e fascino al testo.

Dal punto di vista dei piedi metrici, possiamo individuare un mix di piedi trocaici, dattilici e spondei che conferiscono al testo una varietà ritmica e un'energia pulsante. Questa variazione metrica contribuisce a creare un ritmo fluido e avvolgente che accompagna il lettore lungo il percorso della poesia, amplificando l'effetto emotivo e l'esperienza sensoriale complessiva.

 

La poesia è un'ode alla bellezza e alla fragilità dell'atto creativo, un invito a esplorare le profondità della propria anima e a dare voce alle emozioni più profonde. Nell'incipit di "Quando", Scaligine ci invita a lasciarci trasportare dal flusso dell'ispirazione e a cogliere l'essenza stessa della vita e dell'amore attraverso le parole della poesia.

 


Autore: Piero Colonna Romano Titolo: "Genocidio"

Nel poemetto, emergono elementi tecnici che contribuiscono a enfatizzare l'atmosfera densa di tensione e drammaticità.

Dal punto di vista delle rime, il poeta utilizza una struttura metrica tradizionale, con una prevalenza di endecasillabi, che conferiscono alla poesia un ritmo solenne e maestoso. Le rime sono alternate e incrociate, mantenendo un equilibrio armonico tra i versi e sottolineando l'importanza delle parole.

Lo stile adottato da Colonna Romano è caratterizzato da una prosa incisiva e graffiante, che si adatta perfettamente al tema del genocidio e della violenza. L'autore usa una sintassi vigorosa e diretta, senza concessioni alla retorica superflua, ma con una carica emotiva che penetra nel cuore del lettore.

Quanto ai piedi metrici, predominano i pentametri, con una cadenza regolare che conferisce alla poesia un'energia costante e inarrestabile. L'uso di figure retoriche come metafore e similitudini contribuisce a arricchire il linguaggio poetico e a creare immagini vivide e suggestive.

Complessivamente, "Genocidio" si presenta come un'opera di grande impatto emotivo e poetico, dove la maestria tecnica si unisce alla profondità del messaggio, invitando il lettore a riflettere sulle conseguenze devastanti della violenza e a prendere posizione contro l'ingiustizia.

''Parafrasandocici!''

O nobili maestri del verso e della rima,

vi saluto con inchini e risa, in questa scena sublime!

Forgiate fonemi e suoni come artefici celesti,

dipingete policrome visioni con pennelli di festa.

Oh piccola lacrima, smarrita nei meandri del tempo,

sei come fiore di nuvola nel cielo impetuoso e tempestoso.

Ricordatevi di tenere segreti solo quelli buoni,

poiché la politica-mente parla con lingua di versi e canzoni.

Il tempo passa, oh sì, ma noi restiamo qui a danzare,

come albe e tramonti sul mare, a sognare e a incantare.

Arde tra esuli pensieri il fuoco della nostra poesia,

come quando arriva il sole che illumina le strade della fantasia.

Berlin Wall, tu sei caduto, ma la nostra penna è eretta,

come un grande bugiardo che racconta storie perfette.

E quando perdersi sembra inevitabile, amici miei,

ricordate che siamo fiori di nuvola, poeti senza rei.

Così, con cuori leggeri e risate in abbondanza,

salutiamo il genocidio con la forza della speranza.

E con questo giullaresco saluto, vi lascio e vi ringrazio,

per l'onore di danzare insieme su questo palco incantato!

Ben, giullare della parola e della fantasia!

 

 

5-6-7 Febbraio

Gentilissimo Ben, grazie per i tuoi poetici commenti.

Un salutone.

Alessio Romanini

 

 

# Ben Tartamo - "Di Pane e di Rose" #

Nel fervore impetuoso delle parole, il poema "di Pane e di Rose" di Ben Tartamo si innalza come un canto di passione infuocata e contemplazione ardente, intessendo con maestria il terreno e il divino in un abbraccio di luce e oscurità, in cui ogni linea è un raggio di sole che penetra le pieghe più profonde dell'anima.

L'autore, con uno stile raffinato e lirico, utilizza una metrica fluida e vibrante che cattura l'essenza stessa dell'emotività umana. Le strofe, come onde che si infrangono sulla riva della coscienza, si susseguono con un ritmo incalzante e un flusso melodico che accende l'immaginazione e risveglia l'animo.

Con la magia intricata della sua prosa, Tartamo dipinge il desiderio insaziabile di nutrirsi dell'Indefinibile, dell'ineffabile Mistero rivelando l'intima unione tra la fame del corpo e la brama dell'anima. La scelta sapiente di pane e rose come simboli terreni e celesti non solo esalta il contrasto tra l'effimero e l'eterno, ma anche la loro fusione, come fili d'oro che si intrecciano nel tessuto dell'esistenza.

L'immagine dell'ape laboriosa che si posa con grazia su ogni fiore, tra le sfumature dorate del crepuscolo, evoca un'ode al mistero ineffabile della vita e della morte, mentre l'usignolo avvolto nel suo manto di saio si erge come un profeta di speranza nei recessi oscuri della notte.

Dal punto di vista filologico, il poema si presenta come un ricco tessuto di simboli e metafore, ogni parola è scelta con cura e poggia su un substrato di significati profondi che si snodano lungo le vie dell'esperienza umana.

In questo capolavoro di parole cesellate con cura, l'autore invita l'anima del lettore a danzare sulle note della trascendenza, a immergersi nelle profondità insondabili dell'amore divino. Ogni verso, come un petalo di rosa che esplode in un tripudio di colori e profumi, risplende di una luce antica e inesauribile, nutrendo l'anima assetata di bellezza e verità con il nettare dell'infinito.

Personalmente, trovo che il poema incarni una sintesi sublime di emozione e ragione, unendo con maestria la forza brutale della natura con la delicatezza dell'anima umana. La sua capacità di trasportare il lettore in un viaggio emotivo profondo e intenso è un tributo alla genialità dell'autore e alla sua abilità nel catturare l'essenza stessa dell'esistenza umana attraverso la potenza evocativa delle parole.

Il verso che mi colpisce di più è: "E di Pane e di Rose, io vivrò."

Questo verso incarna l'essenza stessa del poema, condensando in poche parole la profonda connessione tra il terreno e il divino, tra la materia e lo spirito. L'immagine del pane, simbolo di nutrimento materiale e sostentamento fisico, si fonde con quella delle rose, emblema di bellezza, amore e spiritualità. Questa combinazione crea un equilibrio perfetto tra due dimensioni dell'esistenza umana, una fusione armoniosa di bisogni materiali e aspirazioni spirituali.

Inoltre, questo verso trasmette un senso di resilienza e di speranza. Nonostante le sfide e le difficoltà della vita, l'autore afferma con fermezza la propria determinazione a vivere pienamente, abbracciando sia la semplicità e la sostanza del pane, sia la bellezza e l'elevazione delle rose. È un richiamo a celebrare la vita in tutte le sue sfumature, a cercare gioia e significato anche nelle piccole cose quotidiane, così come nei momenti di contemplazione e riflessione più profonda.

Questo verso, con la sua semplicità ed eloquenza, riesce a cogliere il cuore del poema e a trasmettere un messaggio universale di speranza, gratitudine e accettazione della vita in tutte le sue manifestazioni.

Marino Spadavecchia 

 

Poesie del 5-6-7 febbraio 2024

*Autore e Titolo: Salvatore Camonita - "Strale dell'anticamera d'autunno"*
Nel labirinto delle parole danzanti di "Strale dell'anticamera d'autunno" di Salvatore Camonita, l'autore si abbandona a istanti rubati, come ladri furtivi della coscienza, senza svelare l'identità del colpevole. Intontito dall'incanto di momenti effimeri, plana nell'etereo calare del sole, sprofondando nel crepuscolo della fine estiva.
I fragili momenti di follia si rivelano come cristalli sospesi, ove il genio intrappolato filtrava il proprio io in un uso buono, tessendo le trame dell'estro imprigionato. Uno strascico malinconico permea lo spirito contrito, una melodia dissonante che danza con il ricordo pensante, mentre il poeta si ritrova in un gioco di specchi tra passato e presente.
Le parole di Salvatore Camonita si fondono in un caleidoscopio di sensazioni, come se il suo peregrinare fosse una danza tra l'assurdo e il sublime. Il linguaggio, come pittore folle, dipinge quadri surreali dove la mente si perde nei meandri dell'immaginario. In questo commento letterario, ci si ritrova catapultati in un mondo di visioni allucinatorie, dove la poesia diviene il riflesso distorto di un'anima in preda ai fumi dell'arte.

*"Il Commiato" Da Coordinate dell'anima di Felice Serino*
ci catapulta in un commiato senza tempo, dove morire in buona salute diviene il desiderio dell'anima. Accanto al capezzale, congiunti compunti accorrono, ma al momento del distacco, emerge il detto implacabile: "Ad andarsene son sempre i migliori".
In queste poche righe, Serino scolpisce una visione della fine che sfida le convenzioni, sottolineando il paradosso di un addio in cui la partenza sembra riservata ai migliori. Il commiato diviene un enigma, una danza tra vita e morte, dove l'ultima risata potrebbe appartenere a coloro che si allontanano. Un'osservazione tagliente sulla natura effimera della vita, avvolta in un linguaggio essenziale e potente.

*"Accarezzato da un dolce tramonto" di Franco Fronzoli*
ci trasporta in un'atmosfera sognante, dove il poeta si addormenta accanto al fusto di un abete, cullato dalla carezza della luce declinante.
Vicino a lui, l'amata accarezza i capelli mentre la luce di un lampione segue tracce di impronte che si perdono nel buio, un'evocazione poetica della fugacità del tempo. La notte si avvicina, le stelle prendono vita, la luna si posa contro la parete di una montagna, e la vita corre leggera, spinta dai battiti del cuore e dai momenti che sfumano come impronte nel buio.
Il tempo scorre, la notte avanza, le stelle si spengono, ma un raggio illumina l'orizzonte, annunciando un nuovo giorno. È un ciclo senza fine, in attesa di un altro tramonto, di un altro sogno, con la presenza costante di lei, seduta vicina, nella tela tessuta dalle parole di Franco Fronzoli.

*"Haiku" di Laura Lapietra*
In questo capolavoro onirico firmato Laura Lapietra, l'Haiku diventa un portale magico verso mondi di emozioni distorte. L'ardere della legna non è solo un fragore di fiamme, ma il palpito fievole di passioni ancestrali che si consumano nell'oscurità. All'esterno, il freddo danza, e la grandine scende come confetti di un festino celestiale.
Il "cin cin d'amore" è il brindisi di due anime intrecciate nell'abisso del clima invernale, dove il gelo esterno non è che lo specchio di un mondo interiore acceso dalla fiamma dei sentimenti. Il verso finale di Laura Lapietra è un invito a immergersi nelle profondità della vita, sorseggiando l'amore con il suono cristallino delle coppe che si toccano.
In questo Haiku, la poetessa trascende la forma tradizionale, danzando sull'orlo dell'irrazionale, dove le leggi della natura si intrecciano con i fili invisibili dell'affetto. Un'esperienza sensoriale che sfida la linearità della realtà, incanalando il caos e la bellezza in una miscela visionaria di versi.

*Santi Cardella - "Vaneggio"*
In questo sfrenato vaneggiare di Santi Cardella, il prato maturo diventa un teatro di ricordi, dove la verde esistenza si intreccia con l'inebriante presenza di un passato ormai sfumato. Lo sguardo del poeta si perde tra il mare calmo e il cielo puro, in una danza di immagini che risvegliano sensazioni dimenticate.
La linfa fresca donata alla vita si trasforma in un'aurora nuova, che promette luce e rinascita al mondo circostante. Tuttavia, l'impeto fatale della corrente temporale travolge, rinnova, e il ricordo diventa prova di ciò che fu e non è più. Il poeta si ritrova a contemplare il vuoto, a percepire la perdita di ciò che aveva e ora gli sfugge.
Il suono della campana, rotto dal silenzio sul borgo antico, evoca emozioni lontane, una melodia che sanguina nell'animo di chi, in questo vaneggiare, si confronta con la propria esistenza. Nella follia di un mondo vecchio, il vento apre la porta alla stanza dell'anima, inserendo una speranza incerta di rivedere il riflesso dell'amato in uno specchio.
Cardella, con maestria, fonde la realtà e l'illusione in una poesia che oscilla tra la nostalgia e la speranza, creando un vortice di emozioni surreali che affascina e avvolge.

*Renzo Montagnoli - "Accanto al focolare" (da Canti celtici)*
In questo capolavoro invernale di Renzo Montagnoli intitolato "Accanto al focolare", ci trasporta in sere d'inverno, con il vento che fischia e la neve che turbinando fa la sua danza. Seduti vicino al fuoco ardente, siamo rapiti dal crepitio del legno e dalle fiamme che danzano, creando un'atmosfera avvolgente.
Nel buio della stanza, le fiamme del focolare illuminano i volti estatici, mentre fuori il gelo avvolge ogni cosa. Il poeta ci guida attraverso le narrazioni di epoche lontane, narrate dal nonno, immergendoci in un mondo di miracoli e leggende, dove ogni storia raccontata è avvolta da un alone magico.
Il fuoco si spegne lentamente, annunciando il momento di coricarsi e sognare. Montagnoli dipinge il rituale notturno con una prosa che trasmette il desiderio di sfuggire alla monotonia quotidiana, di sperare in un mondo diverso. Alla fine, ci conduce nel sonno, portandoci via dal calore del focolare e preparandoci per un nuovo giorno di fatica e lavoro.

*In "Sarà la poesia" di Cristiano Berni*
 si apre un varco nell'animo del poeta, dove il domani si annuncia nutrito ancora dalla forza salvifica delle parole. Contro la brutalità e sporcizia di un volto, è la poesia a dispiegare le ali per salvarlo dall'onta imminente.
Il camminare violaceo, avvolto in nebbie e coltri fitte, diventa una danza di resistenza, un modo di nascondere e scavare, mentre giace a terra in cerca di aiuto. Le labbra che chiedono soccorso trovano risposta nella poesia, una forza che morde come un maglio nello stomaco, un tornado tra le valli.
Il sapere oscuro si manifesta nelle imposte chiuse, che aprono solo su un deserto di asfalto. Ma è la poesia, come calma piuma della sera, a stravolgere pensieri, a giocare con i sensi. Come un terremoto, s'abbatte sulla piccolezza umana, annientandola con la sua potenza.
Berni dipinge un ritratto di lotta e liberazione, dove la poesia diventa l'arma che sconvolge e trasforma, ribaltando la prospettiva e trasportando il lettore in un vortice di emozioni e riflessioni.

*In "Nuietar a fossimo di atleta" di Enrico Tartagni*, 
il linguaggio si fa crogiolo di emozioni e ricordi intrisi di una malinconica nostalgia. Il testo si dipana in una serie di immagini, un racconto sgangherato e malinconico, come se la voce dello sport, del gioco e dell'amicizia emergesse da una finestra sbiadita del passato.
I versi rivelano il senso di perdita, l'assenza degli atleti che un tempo animavano la palestra. Le schiacciate e le alzate a fil di rete, una volta inebrianti di vita, ora sono solo un ricordo che si affaccia alla finestra del presente. Il riferimento a Vittorio Palino Ciocia e alle gioiose partite di pallavolo crea un'atmosfera di commovente ricordo di tempi passati.
La poesia sembra cullarsi tra la malinconia e il ritorno all'innocenza, come se l'autore guardasse attraverso il vetro della memoria e rimpiangesse la spensieratezza di quei momenti. Tartagni utilizza un linguaggio diretto e sincero, usando il bel dialetto romagnolo, trasportando il lettore in un mondo che un tempo vibrava di energia, ora solo un riflesso nella finestra dell'anima.

*Nel labirinto senza fine di Armando Bettozzi*, la poesia si svela come un viaggio allucinante attraverso i meandri del linguaggio. I nodi intricati, complicatamente annodati dal giorno frettoloso che è sfuggito, si presentano come enigmi irrisolvibili. Il poeta, in preda a una frenesia di pensieri e sensazioni alterate, si interroga su chi non abbia trovato le parole.
Le parole, intrecciate in una danza caotica, sfuggono a coloro che non sanno o non vogliono trovarle. Gli incubi, creature oscure pronte a risucchiare nell'oscurità notturna, aspettano coloro che restano intrappolati nella tela dei silenzi interrotti, delle parole affogate nel pozzo insondabile della non-comunicazione.
Senza parole, ciò che facciamo diventa un affronto al senso stesso delle cose. Bettozzi, in un delirio poetico, ci trasporta nell'estate del 2013, dove i "còsi" diventano il fulcro di una realtà distorta. Un gioco di parole e suoni crea un universo surreale dove la nozione di fare le cose si perde nella ripetizione monotona di gesti insignificanti, che vengono eseguiti nell'eterno déjà vu del quotidiano, che sia nello stesso luogo, su un televisore o nei giornali.
Il "Mò cosàmo" diventa un mantra, una promessa autoingannante di affrontare con serietà ciò che, in realtà, non ha senso o significato. La poesia stessa sembra diventare una risposta delirante e disillusa a una realtà che si contorce nel suo stesso assurdo. Il linguaggio si frantuma, si dissipa, e la ricerca di significato si trasforma in un rito di parole che si scontrano e si scontrano come onde su una spiaggia in un sogno stravagante.

*In "Il sacco" di Salvatore Armando Santoro*, il poeta rivela la sua anima come un sacco carico di delusioni, insuccessi, errori e perversioni. Questo contenitore, tuttavia, non è solo un deposito di fallimenti, ma anche un archivio ordinato degli amori vissuti.
Gli amori, nonostante siano una fonte di tormento, risplendono nel cuore del poeta, risvegliandolo nel cuore della notte e regalando gioie e godimenti, sia nelle memorie mature che in quelle ancora fresche e giovani. Il sacco diventa un simbolo delle dualità umane, raccogliendo le nebbie persistenti delle relazioni passate, sia confuse che nitide, che hanno segnato la sua vita.
Il poeta, affrontando il suo sacco in una notte insonne, cerca un amore che non vuole morire, nonostante le rovine che ha portato nella sua esistenza. Tuttavia, la consapevolezza si fa strada, e Santoro, con un atto di analisi crudele, butta il sacco nella pattumiera. Questa conclusione è una sorta di purificazione, un atto simbolico di liberazione da ciò che ha pesato sulla sua anima.
Nella poetica di Santoro, emerge un dialogo intimo tra l'uomo e i suoi sentimenti, un esplorare del passato attraverso l'analisi e, alla fine, un gesto di liberazione.

*In "Primo vecchio bacio" di Piacentino Alessandra*, 
il poeta dipinge una scena intima e nostalgica attraverso un fazzoletto intriso di memorie e sentimenti. Questo fazzoletto scritto, ruvido come le pietre e umido come lacrime perse, diventa il veicolo di un passato ormai lontano.
Il ritorno a questo oggetto diventa un atto di immersione nel passato, una sorta di viaggio attraverso le emozioni e le esperienze vissute. La poetessa ci fa percepire la rugosità del fazzoletto, la sua consistenza che potrebbe evocare la durezza della vita o delle relazioni passate.
La caduta dentro il fazzoletto suggerisce un'immersione profonda nei ricordi, come se il poeta si perdesse in un mondo di sensazioni passate. Il "tutto e poi più" potrebbe rappresentare un ampliamento di questa esperienza, un abbraccio completo e avvolgente di tutto ciò che è stato.
In questo breve ma evocativo testo, Piacentino Alessandra riesce a creare un'atmosfera densa di emozioni e suggestioni, invitando il lettore a esplorare la profondità dei ricordi attraverso l'oggetto tangibile di un fazzoletto intriso di storia.

* In questo sublime sonetto di Piero Colonna Romano
"…e "stupor mundi" fecit" *, 
ci immergiamo in un viaggio epico attraverso il crocevia di storia, mito e poesia, dove la figura di Costanza si erge come un faro scintillante nella trama intricata del Paradiso dantesco.
L'inizio ci avvolge nell'aura mistica della luce di Costanza, una luce che non solo generò il terzo vento di Soave ma si rivelò essere l'ultima possanza. Un'affermazione che risuona con una potenza metafisica, immergendoci nelle profondità della Divina Commedia.
Il richiamo a "stupor mundi" evoca il sagace atto di Barbarossa, che, con un gesto audace, rapì la pura Costanza da un convento. La poetica narrazione si arricchisce di dettagli, trasportandoci in un'epoca intrisa di fervore politico. Costanza dedica la sua vita a Enrico, per poi offrire un omaggio al mondo attraverso Federico. Questa sequenza narrativa trasuda storia e leggenda, tessendo il filo del coraggio e dell'amore materno di Costanza.
Il poeta ci conduce, con uno stile evocativo, attraverso la scena struggente del parto, in cui Costanza, nonostante la tarda età, si mostra ancora come madre ambita. L'immagine di questo spettacolo offerto al villaggio rivela una donna straordinaria, capace di sorprendere ancora.
La narrazione prosegue con la transizione di Costanza da regina attenta e giudiziosa, successore di Enrico dopo la sua morte. La menzione di papa Innocenzo come tutore aggiunge un tocco di dettaglio storico, connettendo ancora di più la figura di Costanza agli intricati intrecci del potere e dell'intrigo ecclesiastico.
Il sonetto si chiude con una dichiarazione d'amore per Costanza, sottolineando il suo splendore e la sua influenza, tramandati con magnificenza a Federico e alla sua reggia. Piero Colonna Romano ci offre un affresco poetico che va oltre la Divina Commedia, collocando Costanza come un faro eterno che illumina la storia e lirica del suo tempo.

* In "Sortis (Sorte)" di Alessio Romanini*,
 il poeta si immerge profondamente nella complessità dell'esistenza umana, esplorando il tema della sorte attraverso una serie di immagini evocative e liriche. La poesia si articola in quattro parti, intrecciando riflessioni sul tempo, sulle passioni perdute, sul silenzio e sul destino.
Nella prima parte, le labbra tremano sul volto del tempo, cariche di rimorsi e rimpianti. Il sorriso, seppur flebile, si fa eco della vita, dei canti vissuti e smarriti, quasi a suggerire una melodia frammentata che risuona nel seno come detriti, ricordi frantumati dal passare del tempo.
Nella seconda parte, le labbra abbandonate diventano vittime del tempo e delle illusioni, imprigionate in cerchi concentrici di passione divorate. Le emozioni sono infettate dalle chimere e dal cordoglio, rivelando la colpa di non aver compreso appieno la vita. La poesia si apre a un senso di smarrimento condiviso tra l'autore e il lettore.
La terza parte introduce il silenzio, un elemento che avvicina al simulacro della vita. Il sorriso, marmoreo e perduto nel fluire del tempo, assume un carattere sacro, forse come un'immagine mitica che persiste nell'eternità.
Infine, la quarta parte affronta il groviglio del destino, dipingendo il Fato come un animo clandestino che gioca con le esistenze altrui. Il poeta sottolinea la perdita e lo smarrimento umano, paragonandolo alle onde del mare che si perdono nell'apparente orizzonte, sottolineando la necessità di colmare le futili assenze dentro di noi.
In complesso, "Sortis (Sorte)" si presenta come un affresco poetico ricco di simbolismo e immagini intense, offrendo una riflessione profonda sulla vita, la sorte e il destino.

* In "Acqua alpina" di Francesco Soldini*,
 la poesia si eleva come un inno lirico alla potenza e alla bellezza dell'elemento vitale, l'acqua, che scende dalle vette alpine per abbracciare le pianure e dissetare ogni creatura. La brevità delle parole non ridimensiona la profondità dell'elogio poetico, anzi, accentua la purezza e la chiarezza dell'acqua stessa.
L'autore dipinge l'acqua come un dono celeste, cristallina e indispensabile a ogni forma di vita sulla Terra. L'acqua diviene il risultato perfetto dell'ingegnosità della molecola, una semplice creazione che riveste un ruolo fondamentale nel ciclo della vita.
La poesia abbraccia la vastità delle risorse idriche, raffigurando laghi e fiumi come fioriture sulla Terra. Questi corpi d'acqua diventano agenti fecondatori, germinando semi che nutrono il futuro. In questa prospettiva, l'acqua diventa il legame tra passato e avvenire, simbolo di continuità e rinascita.
Il linguaggio di Soldini è chiaro e vibrante, riflettendo la meraviglia di fronte alla complessità e all'essenzialità dell'acqua alpina. La poesia celebra non solo la sua bellezza visiva, ma anche il suo ruolo cruciale nell'ecosistema, invitando il lettore a contemplare e rispettare questo elemento prezioso che definisce e sostenta la vita.

* "Sinner" di Carlo Chionne *
è un breve, incisivo e ironico commento che gioca con il nome del Presidente italiano, Sergio Mattarella. La poesia sembra rivolgere un monito al presidente, rimproverandolo in modo giocoso per una presunta evasione fiscale, suggerendo che eviti di pagare le tasse e faccia viaggi a Montecarlo.
Il richiamo al territorio italiano con l'accenno a Trento e al riferimento alla guerra aggiunge un tocco di sarcasmo, forse indicando che Mattarella dovrebbe concentrarsi sulle questioni nazionali invece di intraprendere azioni che potrebbero essere viste come discutibili.
L'uso di rime e giochi di parole come "Mattarella" e "marachella" contribuisce a rendere la poesia leggera e umoristica, sottolineando un tono satirico nell'affrontare la figura istituzionale. In generale, la poesia sembra essere un modo divertente di esprimere un punto di vista critico, utilizzando il gioco linguistico per veicolare un messaggio satirico.

* Nel sontuoso balletto di "Vita di una rosa" di Sandra Greggio *,
la regina rosa di maggio svetta, danzando tra petali candidi come una diva di profumo. Questa maestosa creatura vegetale sembra sfidare l'inevitabile scorrere del tempo, ignorando il fato che incombe su ogni forma di bellezza.
La nostra cara e brava Sandra, in un'estasi poetica, contempla il destino di questa rosa, osservando il suo tragico declino nei giorni. La forza iniziale sfuma, sminuita, mentre la debolezza, in una danza melanconica, inizia a incurvare quei petali un tempo fiorenti. Il velluto perde la sua consistenza, e la vita, con la sua spietata schiavitù al tempo, continua il suo eterno canto.
Poi, un'esplosione notturna: il temporale di tramontana si scatena, rompendo il vaso, infrangendo la fiaba della rosa. Ma in questo caos, una mano gentile la raccoglie, e la rosa, una volta caduta, trova un nuovo significato. Essiccata e delicata, essa diventa un segnalibro, un simbolo poetico della sua metamorfosi.
Il poeta, in un'ossessione stupefacente, trova piacere nell'assurdità di questo percorso, celebrando il destino della rosa come un dramma intriso di bellezza e tragedia. La pietà concessa alla rosa, la sua rinascita come segnalibro, conferma che anche nell'apparente tramonto, la bellezza può trovare un nuovo inizio.
Così, "Vita di una rosa" diventa una sinfonia magniloquente, un'ode alla bellezza effimera e alla rinascita attraverso il simbolismo poetico di una rosa ormai essiccata, ma eternamente viva tra le pagine di un romanzo.

In una sontuosa sinfonia di versi, gioiosamente salutiamo e inchiniamo il nostro cuore agli audaci poeti che hanno dipinto con il pennello delle parole il magnifico panorama delle emozioni umane. In questo magico affresco di vita, ogni poesia ha donato la propria melodia, plasmando un caleidoscopio di immagini e sentimenti.

A voi, autori straordinari, esprimiamo la nostra eterna gratitudine. Grazie per averci guidato attraverso i recessi delle vostre menti, regalando a ogni fratello e sorella di questo Azzurro tempio, l'incanto della vostra creatività. Che le vostre parole, come farfalle luminose, continuino a danzare nei cuori di chi vi ha letti, suscitando emozioni senza fine.

Con un applauso fragoroso e un sentimento di ammirazione senza confini, chiudiamo questo spettacolo poetico, lasciando che il respiro delle vostre parole perduri nel tempo, eternamente vibrante e avvincente. Grazie, poeti straordinari, per averci donato il dono prezioso della vostra arte.

Vostro 
Ben Tartamo 

 

2-3-4 Febbraio

In un vortice di parole evanescenti e conchiglie doriche danzanti sulla battigia di un mare incantato, la poesia "E perdersi ancora" di un'anima errante (alias Ben Tartamo!), ci trasporta attraverso un viaggio onirico. La spumeggiante battigia, agitata dal maestrale come un tappeto di sogni iridescenti, diventa il palcoscenico in cui smarrirsi tra le parole, sperando di ritrovarle nella ninna nanna di una luna che transcende dall'infanzia alla maternità.

Il poeta ci abbraccia con l'immagine ipnotica di un "guancia a guancia," un'esperienza sensoriale che ci catapulta nel riverbero di sussurri lontani, rivelando il mare che giace come un segreto custodito in ogni anima. L'ossessione di perdersi si trasforma in un atto catartico, un'ebbrezza di tramonto che si scioglie in un elisir di dimenticanza.

Nella sinfonia surreale di suoni e immagini, la luna assume le vesti di una figura metamorfica, oscillando tra la purezza infantile e la saggezza materna. Le conchiglie dorate, come frammenti di un delirio poetico, diventano simboli di tesori linguistici che si disperdono sulla battigia della mente. Il desiderio di perdersi, infine, si svela come una danza sospesa tra l'irreale e il tangibile, un atto di rinnovamento nel teatro fantastico di un tramonto che si dissolve nell'oblìo.

In questo delirio visionario, il poeta ci invita a immergerci in un mondo in cui la realtà e l'illusione danzano in una sinfonia di assurdità poetica. La poesia "E perdersi ancora" diviene un rituale onirico, una frenesia di parole e suoni che ci avvolge, lasciandoci fluttuare nell'abisso dell'immaginazione.

¡Verga, Ben! Tú sí puedes sacar mil y mil lunas más, todas más bellas y bailonas. Mis respetos, 

Rino Spadavecchia

 

P.S. : torna a scrivere in spagnolo, osserva come suona meglio così la tua poesia.

"Y perderse otra vez"

Perder las palabras

en la playa chispeante

agitada por el maestral.

Como conchas doradas,

poder encontrarlas

en la canción de cuna

de una luna niña

o en la ya madre.

Mejilla con mejilla,

en el eco de susurros distantes,

para poder escuchar

todo el mar

que cada alma esconde.

Y perderse otra vez

en un atardecer

para querer olvidarlas.

 

 

Poesie del 2-3-4 febbraio 2024

* La poesia "Caramelle sbucciate" di 

Piacentino Alessandra * sembra esplorare il tema della vita, dell'usura del tempo e delle trasformazioni personali. Le immagini evocate si riferiscono a esperienze vissute, al passare del tempo e alle emozioni complesse legate all'amore e alla pace.

**Parafrasi:** Le caramelle sbucciate rappresentano le esperienze della vita, coordinate tra onde e cemento, segnate da rughe e pianti corrosi dal tempo. Il mare sussurra il vento, foglie inseguono il destino, sirene conquistano la notte e il fuoco delle passioni urla prima di tacere in cenere. L'amore, amaro come il tempo che va e ritorna, rivela la mancanza di pace, intrisa di dolore e contrasti. Il corpo stanco e l'ombra fanno eco a un passato feroce, mentre l'io attuale è sopravvissuto alle tempeste della vita.

**Tipologia di Verso:** I versi seguono una struttura libera, senza un metro o una metrica regolare.

**Tipologia di Strofa:** La poesia è composta da versi disposti in strofe di varia lunghezza, suggerendo una struttura libera.

**Schema di Rima:** L'analisi della rima mostra un utilizzo libero senza uno schema regolare.

**Figure Metriche:** La poesia si caratterizza per una metrica libera, senza schemi regolari di piedi metrici.

**Figure Fonetiche:** L'uso di allitterazioni (come "Fuoco di Stille") e assonanze contribuisce all'effetto sonoro della poesia.

**Figure Retoriche:** Figure retoriche come metafore (ad esempio, il mare che sussurra vento), personificazioni (la pace che "non sa di pugnali e frecce") e similitudini (il corpo come "conchiglia di un’altro mare") sono presenti nella poesia.

**Parere Personale:** Questa poesia offre una visione intensa e profonda delle vicissitudini della vita, usando immagini poetiche evocative. La tensione tra amore, tempo e ricerca di pace crea un impatto emotivo notevole. La metamorfosi dell'io nel corso del tempo è descritta con una lingua poetica che cattura l'essenza della fragilità umana e della forza interiore necessaria per sopravvivere.

 

* "Un battito d'ali s'infrange" di

Salvatore Camonita *

**Significato:**

La poesia sembra trattare di un sentimento profondo e doloroso. Un battito d'ali, simbolo di qualcosa di delicato e fugace, si infrange in un paesaggio interiore caratterizzato da meandri difficili e un'anima contrita e triste. L'attesa dell'effluvio di un'aura inebriante e dolce suggerisce un desiderio di conforto o presenza, barricato tra paesaggi naturali e dualità di sogni e realtà, tutto intonato come vessillo d'amore.

**Parafrasi:**

Un leggero movimento d'ali, simbolo di qualcosa di delicato, si rompe nell'interno tortuoso della mia anima, oppressa e malinconica. Aspetto il flusso avvolgente della tua presenza, dolce e inebriante, nascosta tra montagne e valli innevate, tra il confine di sogni e realtà, come un vessillo dell'amore.

**Tipologia di Verso:**

La poesia presenta versi con una struttura libera, senza un metro o una metrica regolare.

**Tipologia di Strofa:**

La struttura delle strofe è libera, con versi di varia lunghezza, suggerendo un formato libero.

**Schema di Rima:**

L'analisi della rima indica un uso libero, senza uno schema regolare evidente.

**Figure Metriche:**

La poesia segue una metrica libera, senza schemi regolari di piedi metrici.

**Figure Fonetiche:**

L'uso di allitterazioni come "Battito d'ali" e assonanze contribuisce all'armonia sonora della poesia.

**Figure Retoriche:**

Possiamo individuare l'immagine simbolica del "battito d'ali", che può rappresentare un sentimento delicato e fugace. Inoltre, l'opposizione tra "sogno e realtà" e la personificazione dell'aura inebriante sono elementi retorici significativi.

**Parere Personale:**

Questa poesia cattura l'essenza di un sentimento complesso e profondo, utilizzando immagini evocative e simboli delicati come il battito d'ali. L'uso della natura e della dualità tra sogno e realtà crea un'atmosfera malinconica e suggestiva. L'attesa dell'aura inebriante suggerisce un desiderio intenso di connessione e conforto. Complessivamente, la poesia evoca un'esperienza emotiva intensa e misteriosa.

 

* "In un levitare di angeli" di

 Felice Serino *

**Significato:**

La poesia sembra esplorare l'immaginazione e la connessione tra il divino e l'universo. Descrive un mondo dove gli angeli levitano, diventando parte integrante della Mente universale, palpito e sangue della pura immaginazione, configurando il sogno di Dio. Il testo evoca un universo armonioso fatto di miriadi di mondi in perfetta sincronia, con la "musica delle sfere" inudibile ma presente nel levitare degli angeli.

**Parafrasi:**

Nel sollevare degli angeli, la pura immaginazione si diffonde nella Mente universale, diventando vita e pulsazione. È come un sogno divino, un fluire continuo di innumerevoli mondi che si coordinano armoniosamente. La "musica delle sfere" è presente ma inascoltabile, un'armonia che si manifesta nel levitare degli angeli.

**Tipologia di Verso:**

La poesia segue una struttura libera, senza un metro o una metrica regolare.

**Tipologia di Strofa:**

La struttura delle strofe è libera, con versi di varia lunghezza, suggerendo un formato libero.

**Schema di Rima:**

L'analisi della rima indica l'assenza di uno schema regolare.

**Figure Metriche:**

La poesia segue una metrica libera, senza schemi regolari di piedi metrici.

**Figure Fonetiche:**

L'uso di allitterazioni come "levitare di angeli" contribuisce all'armonia sonora. Tuttavia, la poesia si basa principalmente su una scelta di parole che suggerisce suoni e ritmi piacevoli.

**Figure Retoriche:**

Possiamo individuare figure retoriche come la personificazione dell'immaginazione e la metafora della "musica delle sfere". Inoltre, l'immagine del levitare degli angeli simboleggia la connessione tra il divino e l'immaginario.

**Parere Personale:**

Questa poesia dipinge un quadro affascinante di un universo armonioso, dove la pura immaginazione diventa parte integrante di un piano cosmico. L'uso di immagini come il levitare degli angeli e la musica inudibile delle sfere crea un'atmosfera di mistero e bellezza. La poesia trasmette un senso di connessione profonda tra il divino e l'umanità, invitando il lettore a immergersi nell'infinità dell'immaginazione e dell'universo.

 

* " Quel soffice respiro che scende" di Franco Fronzoli *

Essa evoca immagini e sensazioni legate alla natura, al tramonto e al mare. Il soffice respiro che scende al tramonto, la luna che emerge alla notte e il mare che si acquieta tra gli scogli creano un'atmosfera serena.

La descrizione di spazi di luce spinti dal vento verso orizzonti perduti ai confini della terra suggerisce un senso di vastità e mistero. I sogni che invadono spazi sconosciuti, penetrando nei cuori di tanti bambini, amplificano il tema della scoperta e dell'innocenza.

La ripetizione di "riflessi" enfatizza la natura mutevole della vita, con ombre, luci, voci e sguardi che si riflettono.

Il narratore, seduto su un sasso, osserva la vita che scorre tra foglie sbiadite, simboleggianti il trascorrere del tempo. Il raggio di luce tenue annuncia l'arrivo di un nuovo giorno, mentre il tempo scorre nel silenzio.

L'aspettativa del domani, del dopo, e ancora del dopo, sottolinea il fluire inesorabile del tempo. La poesia celebra la bellezza e la ciclicità della vita, invitando alla contemplazione e alla consapevolezza del presente.

 

* "Il Pianto" di Giuseppe Stracuzzi * Essa esprime profonde emozioni di dolore e nostalgia attraverso immagini evocative e simboli. Le stelle caduche versano gocce di pianto, mentre la malinconia si nasconde nel cuore di un pensiero. Nonostante la persistenza dell'amore che splende ancora, le note sono delicate come aiole fiorite ma mancano del profumo di un sorriso. I baci trasmettono dolcezza infinita, persistendo nel tempo, e la voce amata esplode in mille lacrime notturne, bagnando il cuscino con gli occhi del pianto.

Il poeta crea un'atmosfera struggente, sottolineando la mancanza del profumo di un sorriso e la persistente dolcezza nei baci. L'immagine della voce amata che esplode in lacrime notturne aggiunge un tocco di malinconia e antichità, creando una connessione emotiva profonda. La scelta delle parole e delle immagini contribuisce a trasmettere intensamente il senso di perdita e amore eterno.

 

* "Così mi parlano"

 di Marco Cabassi *

**Significato:**

La poesia esprime la comunicazione tra l'autore e la natura. Descrive come oggetti inanimati, come il cielo, le rive, la terra e gli alberi, comunichino con l'autore attraverso la loro presenza e le loro caratteristiche mute. La natura parla con gesti e silenzi, rivelando un linguaggio universale che il poeta comprende attraverso la sua connessione con il mondo circostante.

**Parafrasi:**

Le cose mute, come il cielo infinitamente azzurro, le rive serene lungo i fossi e l'ombra fresca tra gli alberi, comunicano con l'autore. La terra, con i suoi solchi profondi e l'albero maestoso mossa dal vento, svela un linguaggio silenzioso. Anche i teneri germogli emergono con sicurezza. La natura si rivela attraverso le foglie tremolanti, le foglie cadute e il profumo del fiorire. La natura parla con i suoi gesti, creando intorno un ambiente luminoso e sorridendo attraverso il calar del sole e l'alba imminente.

**Tipologia di Verso:**

La poesia segue una struttura libera, senza un metro o una metrica regolare.

**Tipologia di Strofa:**

La struttura delle strofe è libera, con versi di varia lunghezza, suggerendo un formato libero.

**Schema di Rima:**

L'analisi della rima indica l'assenza di uno schema regolare pur essendoci strofe con rime alternate.

**Figure Metriche:**

La poesia segue una metrica libera, senza schemi regolari di piedi metrici.

**Figure Fonetiche:**

L'uso di allitterazioni, come "cielo" e "azzurrità," contribuisce all'armonia sonora. La ripetizione delle parole "parlano" e "parla" sottolinea il tema della comunicazione.

**Figure Retoriche:**

Si possono individuare figure retoriche come la personificazione della natura e l'uso di immagini sensoriali come le foglie tremolanti e il profumo del fiorire.

**Parere Personale:**

Questa poesia offre una visione delicata e poetica della connessione tra l'autore e la natura. L'uso di immagini evocative, come il limpido sorriso della natura e il palpito dell'ambiente circostante, crea un'atmosfera di pace e comprensione. Il linguaggio semplice e l'assenza di schemi rigidi contribuiscono a trasmettere il senso di armonia e bellezza che il poeta trova nella comunicazione con il mondo naturale.

 

* "Lacune Di Venia" 

 di Laura Lapietra *

**Significato:**

La poesia riflette sulle emozioni sbiadite e ingabbiate, intrappolate nei risentimenti. Parla di parole di empatia che sbocciano ma vengono represse dalle fugaci comprensioni. Descrive la fragilità del cuore di chi, versando lacrime senza voce, recita trame di vittimismo per sfuggire ai giudizi della folla avida di pettegolezzi. L'autrice evidenzia la pace radiante, rappresentata come un estuario, che potrebbe portare alla leggiadria della luce e della dolce venia, ma viene ignorata da coloro che preferiscono il protagonismo grigio e privo di plauso.

**Parafrasi:**

Le emozioni sbiadite e bloccate nei flutti dei risentimenti ritraggono parole di empatia che sbocciano tra i faraglioni delle comprensioni effimere. La fragilità del cuore di chi versa lacrime in silenzio e recita trame di vittimismo per evitare i giudizi della folla avida di pettegolezzi. La poesia suggerisce che c'è una fulgida pace, simboleggiata come un estuario, che potrebbe condurre alla leggiadria della luce e della dolce venia, ma viene ignorata da chi preferisce il protagonismo grigio senza plauso.

**Tipologia di Verso:**

La poesia segue una struttura libera, senza un metro o una metrica regolare.

**Tipologia di Strofa:**

La struttura delle strofe è libera, con versi di varia lunghezza, suggerendo un formato libero.

**Schema di Rima:**

L'analisi della rima indica l'assenza di uno schema regolare.

**Figure Metriche:**

La poesia segue una metrica libera, senza schemi regolari di piedi metrici.

**Figure Fonetiche:**

L'uso di allitterazioni, come "frotta cupida," contribuisce all'effetto sonoro. La ripetizione di suoni simili in "lacrime versa" e "comprensioni" crea armonia.

**Figure Retoriche:**

Si possono individuare figure retoriche come la personificazione delle emozioni, l'uso di simboli come l'estuario e le stelle cadenti, e l'antitesi tra la pace radiante e il protagonismo grigio.

**Parere Personale:**

Questa poesia esplora le complessità delle emozioni umane, sottolineando il contrasto tra la fragilità del cuore e la tendenza al vittimismo per evitare il giudizio altrui. L'immagine dell'estuario e delle stelle cadenti aggiunge profondità e bellezza alla narrazione. L'autrice dipinge una scena di struggente contemplazione, invitando i lettori a riflettere sulle proprie relazioni e sulle scelte che possono condurre alla leggiadria della luce e della dolce venia o all'oscurità del protagonismo senza plauso.

 

* "Scende la sera"  

di Nino Silenzi *

**Significato:**

La poesia riflette sulla transitorietà della vita attraverso l'immagine della sera, personificata con un manto di nebbia. Descrive il ciclo della vita attraverso i bimbi desiderati, amati e persi, gli amori e i dolori, e la vita desiderata, amata e persa. L'immagine del manto d'Orfeo suggerisce un velo che avvolge l'eterno mistero del mondo e dell'uomo.

**Parafrasi:**

Il crepuscolo avvolge il mondo, indossando un manto di nebbia che sottolinea le lacrime e le risate dei bimbi desiderati, amati e poi persi. Ancora una volta, la sera si posa, portando con sé il suo manto d'addio che si estende sui legami amorosi e dolorosi, sulla vita desiderata, amata e poi perduta. L'oscurità crescente è permeata dal manto d'Orfeo, rivelando l'eterno mistero che avvolge il mondo e l'animo umano.

**Tipologia di Verso:**

La poesia segue una struttura libera, senza un metro o una metrica regolare.

**Tipologia di Strofa:**

Le strofe sono composte da tre versi ciascuna, caratterizzando la poesia come terzine.

**Schema di Rima:**

L'analisi della rima rivela l'assenza di uno schema regolare, suggerendo un uso libero della rima.

**Figure Metriche:**

La poesia segue una metrica libera, senza schemi regolari di piedi metrici.

**Figure Fonetiche:**

L'uso di allitterazioni come "Scende la sera" contribuisce all'effetto sonoro. La ripetizione di suoni simili in "lacrime e risa" e "bimbi voluti, amati, perduti" aggiunge un ritmo piacevole.

**Figure Retoriche:**

Si possono individuare figure retoriche come l'analogia tra il manto della sera e l'addio, la personificazione della sera, e l'uso di immagini come il manto d'Orfeo per rafforzare il significato simbolico.

**Parere Personale:**

Nino Silenzi, con "Scende la sera", cattura la delicatezza e l'evanescenza della vita. L'uso di immagini suggestive, come il manto di nebbia e l'addio della sera, trasmette una profonda riflessione sulla transitorietà degli affetti e delle esperienze umane. La poetica analogia con il manto d'Orfeo aggiunge un tocco di mistero e suggestione alla visione della vita come un eterno ciclo di desideri, amori e perdite. Una poesia che abbraccia la fugacità del tempo con una bellezza malinconica.

 

* "Josette"

di Salvatore Armando Santoro *

**Significato:**

La poesia racconta la storia di Josette, una donna che ha cercato l'amore durante la guerra. Nonostante la presenza della guerra, un soldato è riuscito ad ammaliarla. La poesia riflette sull'ironia del fatto che, mentre la guerra semina odio e rancore, può anche essere il terreno fertile per l'amore. Tuttavia, l'ombra della guerra lascia tracce dolorose, come la nascita di un figlio tra fili spinati. Il narratore riflette sulla tristezza e l'incertezza riguardo al destino di quel fratello nato durante la guerra.

**Parafrasi:**

Josette, desiderosa di amore, ha creduto di trovarlo durante la guerra, nonostante l'odio circostante. Un soldato l'ha ammaliata, e nonostante la guerra crei odio, ha anche permesso all'amore di sbocciare. Un figlio è nato in mezzo a questa atmosfera di odio e filo spinato, rappresentando l'ambivalenza dell'amore in un contesto così difficile. Il narratore riflette sulla tristezza e l'incertezza riguardo al destino di quel fratello, che potrebbe ancora cercare suo padre.

**Tipologia di Verso:**

La poesia segue una struttura libera, senza un metro o una metrica regolare.

**Tipologia di Strofa:**

La poesia è divisa in strofe di varia lunghezza, suggerendo una struttura libera.

**Schema di Rima:**

L'analisi della rima rivela l'assenza di uno schema regolare pur presentando rime baciate in alcune strofe 

**Figure Metriche:**

La poesia segue una metrica libera, senza schemi regolari di piedi metrici.

**Figure Fonetiche:**

L'uso di allitterazioni, come "guerra che triste compagna," contribuisce all'effetto sonoro. La ripetizione di suoni simili in "amore" e "rancore" crea un ritmo piacevole.

**Figure Retoriche:**

Si possono individuare figure retoriche come l'antitesi tra la guerra e l'amore, la personificazione della guerra come "triste compagna," e l'uso di immagini come "fiorire fa anche l'amore" per sottolineare l'ambivalenza degli eventi.

**Parere Personale:**

Questa poesia offre uno sguardo intimo e commovente sulla complessità delle relazioni umane durante la guerra. L'uso di immagini contrastanti, come fiori che odorano di bruciato e l'amore che sboccia, crea un'atmosfera intensa e struggente. La narrazione riflette sull'ambivalenza della guerra, che, nonostante semini odio, può essere anche il terreno per l'amore. Il destino incerto del figlio nato durante la guerra aggiunge una nota di tristezza e riflessione sulla complessità delle scelte e delle conseguenze in un contesto così difficile.

 

* Notte insonne...:

di Flora Fazzari *

**Significato:**

La poesia dipinge l'immagine di una notte insonne, descritta come lunga e profonda nel suo buio. Il poeta esplora i labirinti dei propri pensieri che si disperdono attraverso il passato, il presente e il futuro. La mente gira incessantemente, riflettendo sulle ore, sul poi, e alla fine si riposa divagando.

**Parafrasi:**

La notte insonne si presenta come un periodo prolungato e profondo di oscurità. Nel buio di questa notte, la mente del poeta si perde nei meandri dei suoi pensieri, frugando ovunque attraverso il passato, il presente e il futuro. I pensieri vagano in lungo e in largo, ma alla fine ritornano sempre al punto di partenza. Durante questa riflessione, la mente trova riposo nel divagare su ricordi, progetti futuri o semplici pensieri erranti.

**Tipologia di Verso:**

La poesia segue una struttura libera, senza un metro o una metrica regolare.

**Tipologia di Strofa:**

La struttura delle strofe è libera, con versi di varia lunghezza, suggerendo una forma poetica libera.

**Schema di Rima:**

L'analisi della rima rivela l'assenza di uno schema regolare.

**Figure Metriche:**

La poesia segue una metrica libera, senza schemi regolari di piedi metrici.

**Figure Fonetiche:**

L'uso di allitterazioni, come "Gira, gira," contribuisce all'effetto sonoro. La ripetizione di suoni simili in "pensieri" e "disperde" aggiunge un ritmo piacevole.

**Figure Retoriche:**

Si possono individuare figure retoriche come l'antitesi tra la notte insonne e il riposo attraverso il divagare. L'immagine del girovagare della mente attraverso passato, presente e futuro enfatizza la continua riflessione e ricerca di pace.

**Parere Personale:**

In questa breve ma intensa poesia, Flora Fazzari cattura la tormentata esperienza di una notte insonne. L'uso di immagini evocative, come la mente che gira in lungo e in largo, crea un'atmosfera di inquietudine e riflessione. La ripetizione del concetto di divagare suggerisce una sorta di liberazione o distrazione durante la notte insonne. Nel complesso, la poesia offre uno sguardo intimo sulla lotta della mente umana con il silenzio della notte e il flusso incessante di pensieri.

 

* "Un battito di ciglia" 

di Sandra Greggio *

**Significato:**

La poesia descrive l'atmosfera festosa della casa addobbata per le festività natalizie, con particolare enfasi sulla gioia di pensare ai regali e preparare le confezioni. Tuttavia, il momento di aprire i regali passa velocemente, come un "battito di ciglia", e subentra il lato più impegnativo delle festività, ovvero organizzare pranzi elaborati per gli ospiti. L'autrice esplora la tensione di dover soddisfare gli altri, desiderando fuggire da questa responsabilità per ritornare alla vita quotidiana.

**Parafrasi:**

La casa è bellissima, addobbata a festa con l'albero illuminato. La gioia di pensare ai regali e preparare le confezioni è intensa, ma il momento di aprire i doni è fugace, appena un battito di ciglia. A questo segue il lato impegnativo delle festività: pranzi elaborati e dolci per accontentare gli ospiti. La sensibilità entra in gioco nella tensione di mettere tutto a punto e far sentire a proprio agio gli invitati. In questo contesto, sorge il desiderio di fuggire e ritrovare se stessi, lontano dal ruolo di padrona di casa imposto dalla vita. Il ritorno alla normalità rivela che la vera luce risiede negli occhi dei cari, duratura nel tempo.

**Tipologia di Verso:**

La poesia segue una struttura libera, senza un metro o una metrica regolare.

**Tipologia di Strofa:**

La poesia è divisa in strofe di varia lunghezza, suggerendo una forma poetica libera.

**Schema di Rima:**

L'analisi della rima rivela l'assenza di uno schema regolare.

**Figure Metriche:**

La poesia segue una metrica libera, senza schemi regolari di piedi metrici.

**Figure Fonetiche:**

L'uso di allitterazioni, come "fase più bella," contribuisce all'effetto sonoro. La ripetizione di suoni simili in "battito di ciglia" aggiunge un ritmo piacevole.

**Figure Retoriche:**

Si possono individuare figure retoriche come la metafora del "battito di ciglia" per descrivere la brevità del momento di aprire i regali e il desiderio di fuggire come forma di evasione.

**Parere Personale:**

Sandra Greggio offre una riflessione sincera sulla dualità delle festività, con la gioia effimera dei momenti festosi e l'onere di dover organizzare pranzi e soddisfare gli altri. La poesia cattura l'aspetto fugace delle festività, enfatizzando la brevità del momento di aprire i regali. La poetessa esprime un desiderio comprensibile di fuggire da tali responsabilità, cercando un rifugio lontano dalla vita di tutti i giorni. La conclusione ritorna alla bellezza duratura degli occhi dei cari, suggerendo che la vera luce delle festività risiede nelle relazioni significative.

 

* "Dolce ti sia la notte" 

di Piero Colonna Romano *

**Significato:**

La poesia è un canto dedicato a rendere più dolce il sonno dell'amato/a. L'autore esprime l'intenzione di creare un'atmosfera di serenità e tranquillità attraverso la musica delle parole. La poesia promette di allontanare il pianto, narrando storie che insegnano che non si deve soffrire. L'obiettivo finale è trasformare la vita dell'amato/a in un percorso allegro e pieno di speranza, come una leggera danza.

**Parafrasi:**

Oggi dedico una canzone a te per rendere più dolce il tuo sonno. La melodia scende nel tuo cuore con l'intenzione di aprirlo a emozioni positive. L'autore desidera eliminare le ragioni del tuo pianto, narrandoti storie rassicuranti che la sua mente compone. Questa serenità ritrovata trasformerà la tua vita passata in un percorso felice attraverso racconti leggeri e speranzosi. Ogni giornata diventerà ricca di luce e piena di speranza, e il tuo vivere sarà come una lieve danza.

**Tipologia di Verso:**

La poesia segue una struttura libera, senza un metro o una metrica regolare.

**Tipologia di Strofa:**

La poesia è divisa in strofe di varia lunghezza, suggerendo una struttura libera.

**Schema di Rima:**

 Analizzando la struttura, la poesia presenta un tipo di rima baciata (aa) nelle prime due terzine, seguita da rime incrociate (abab) nelle terzine successive. L'ultima terzina mantiene una rima baciata (cc). 

**Figure Metriche:**

La poesia segue una metrica libera, senza schemi regolari di piedi metrici.

**Figure Fonetiche:**

L'uso di allitterazioni, come "mente mia compone," contribuisce all'effetto sonoro. La ripetizione di suoni simili in "luce e piena di speranza" aggiunge un ritmo piacevole.

**Figure Retoriche:**

Si possono individuare figure retoriche come la personificazione della serenità ritrovata e l'uso di metafore, come la vita diventata una lieve danza.

**Parere Personale:**

Piero Colonna Romano crea una poesia lirica e rassicurante, dedicata a rendere il sonno dell'amato/a più dolce. L'uso delle parole promette di portare serenità e di allontanare il pianto attraverso storie che trasmettono un messaggio positivo. La metafora della vita come una lieve danza suggerisce leggerezza e gioia. Nel complesso, la poesia offre un messaggio di conforto e speranza, invitando l'amato/a a immergersi in un sonno tranquillo e a vivere giorni luminosi e pieni di gioia.

 

* "Verseggiare versi"

di Alessio Romanini *

**Struttura e Analisi:**

La poesia di Alessio Romanini si articola attraverso diverse strofe numerate, ognuna delle quali offre una profonda riflessione sulla sua esperienza poetica e sulla vita stessa.

La prima parte esprime l'identità del poeta come timido e umile, che scrive in silenzio, suggerendo un processo poetico introspettivo.

La seconda strofa delinea un poeta nascosto, agente con forza e intensità nel cuore, utilizzando il mare come metafora delle sue emozioni poetiche.

Nella terza parte, il poeta riflette sulla consapevolezza della morte e afferma di vivere ogni giorno con gioia. Descrive l'attività poetica come un "ricco dono dell'urna."

**Parere Personale:**

La poesia di Alessio Romanini offre una riflessione profonda e sincera sull'atto poetico e sulla vita. Temi come l'umiltà, la forza interiore e la consapevolezza della mortalità permeano l'intera composizione. L'uso di immagini come il mare e l'urna aggiunge profondità e poetica alla sua espressione, trasmettendo una contemplazione ricca sulla vita e sull'esperienza poetica.

 

* "Un pò di neve vera"

di Francesco Soldini *

**Struttura e Analisi:**

La poesia di Francesco Soldini è strutturata in un'unica strofa, che esprime un desiderio di vedere la neve in un inverno che sembra essere avaro di questo fenomeno naturale. L'autore descrive la sete delle montagne che aspirano a nutrire la pianura con la neve, ma in questo specifico inverno, tale miracolo sembra mancare. L'uso di parole come "acqua agoniata" suggerisce un'acqua desiderosa di trasformarsi in cristalli di neve.

La poesia continua descrivendo la possibilità di camminare sui prati degli alti monti, quasi come una preghiera rivolta al cielo affinché copra le cime delle montagne con un manto di neve magica. L'autore concludere esprimendo il desiderio che questa neve possa influenzare positivamente il futuro della poesia.

**Parere Personale:**

Francesco Soldini cattura con delicatezza il desiderio di sperimentare la magia della neve in un inverno dove sembra essere scarsa. La poesia evoca un senso di speranza e attesa, quasi come se la neve fosse vista come una fonte di ispirazione per il futuro della poesia. L'uso di immagini come il "miracolo dei cristalli" e il "manto di magia" contribuiscono a creare un'atmosfera incantevole e suggestiva.

 

* "Piccolo bombo" (Little bumblebee)

di Jacqueline Miu *

**Struttura e Analisi:**

La poesia "Piccolo bombo" di Jacqueline Miu è un viaggio surreale attraverso immagini e sensazioni. L'autrice utilizza una narrazione poetica intensa e suggestiva che coinvolge i sensi del lettore. La poesia è divisa in strofe diseguali, utilizzando una struttura libera e creativa.

L'autrice inizia con la descrizione di un ambiente in cui tutto sembra ardere, creando un'atmosfera intensa e carica di simbolismo. Il "piccolo bombo" rappresenta una figura magica che guida attraverso esperienze e percezioni straordinarie. Il testo esplora temi come la passione, l'amore, la guerra e la contemplazione dell'universo.

Le immagini utilizzate sono potenti e multisensoriali, coinvolgendo il lettore in un viaggio emotivo. Il ritmo della poesia è accelerato, con frasi e immagini che si susseguono rapidamente, riflettendo la frenesia delle esperienze descritte.

**Parere Personale:**

La poesia di Jacqueline Miu è un'esperienza intensa e coinvolgente. La capacità di trasmettere emozioni attraverso immagini vivide e un linguaggio poetico crea un'atmosfera unica. La fusione di elementi surreali e reali offre una prospettiva unica sulla natura umana e sull'universo circostante. La poesia invita il lettore a esplorare mondi interiori e esteriori, abbracciando la bellezza e la complessità della vita.

 

* "Proposta"

di Carlo Chionne *

**Struttura e Analisi:**

La poesia di Carlo Chionne è una proposta ironica e leggera sulla possibilità di modificare la lunghezza dei mesi nell'anno. L'autore gioca con il concetto del bisestile e suggerisce una redistribuzione dei giorni nei mesi per renderli più uniformi.

La proposta comincia notando che siamo già in un anno bisestile, sottolineando l'ironia dell'anno "funesto". L'autore suggerisce di avere 30 giorni a settembre, aggiungendo anche aprile e novembre. Propone quindi di dare 31 giorni anche a giugno, in modo che febbraio possa essere ridotto a 28 giorni.

**Parere Personale:**

La proposta poetica di Carlo Chionne è un gioco intelligente e umoristico con il concetto del calendario. L'idea di redistribuire i giorni in modo da avere mesi più uniformi aggiunge un tocco di umorismo e leggerezza. La poesia invita il lettore a riflettere sulle convenzioni del calendario in modo giocoso, offrendo una prospettiva divertente sulla misura del tempo.

Caro febbraio bisestile,

Grazie per confermarti mese di sorprese poetiche! Spero che il nostro incontro sia stato come un "piccolo bombo" che danza tra le parole, portando un tocco di magia e leggerezza. Così, nel nostro viaggio poetico, possiamo salutare la vita con la dolcezza di una "notte insonne" e augurarci che ogni giorno sia un "battito di ciglia" di poesia.

Con affetto,

Il cercatore di versi

Ben Tartamo

 

 

 

30-31 Gennaio/1 Febbraio

Poesie pubblicate il 30-31 Gennaio /1 Febbraio 2024
 
 
** "Mille coriandoli..." di Flora Fazzari **

 
Flora Fazzari dipinge un quadro vivace di festa e gioia con "Mille coriandoli...". L'uso del colore "bleu" evoca un'atmosfera festosa, mentre le grida dei bambini arricchiscono la scena. Tuttavia, il poema rivela una sottile ambiguità, suggerendo una transizione dalla gioia all'indifferenza attraverso coriandoli "sprezzanti di tutto". La chiusa, con una scopa e uno scopino, offre un contrappunto quotidiano, invitando il lettore a riflettere sulla fugacità della felicità festiva.
**Stile e Immagini:**
Fazzari utilizza uno stile leggero e descrittivo, dipingendo immagini vivide con l'uso di colori e dettagli. La struttura breve contribuisce alla sensazione di leggerezza, mentre le immagini della festa si mescolano a elementi più riflessivi.
**Simbolismo e Riflessione:**
I coriandoli, simbolo di gioia, potrebbero celare un significato più profondo sulla natura effimera della felicità. La transizione dalla celebrazione all'indifferenza suggerisce una riflessione sulla fugacità delle emozioni festose.
In sintesi, "Mille coriandoli..." è una poesia che, attraverso immagini luminose e un sottotesto più complesso, cattura l'essenza della gioia e la sua inevitabile dissolvenza.

 
** "Dammi solo una parola..." di Piacentino Alessandra **

 
In questa poesia, Piacentino Alessandra esplora il desiderio, l'amore e la connessione emotiva attraverso un linguaggio intenso e immagini evocative.
>**Stile e Immagini:**
>La poetessa utilizza uno stile ricco di simbolismo e immagini sensoriali. L'immagine di un "ti amo messo a fuoco da vicino" suggerisce una visione intensificata dell'amore. La metafora dei "capelli eretici" che catturano "nidi di rondini" evoca un senso di libertà e spontaneità.
>**Riflessione e Desiderio:**
>Il poema riflette sul desiderio di connessione profonda, evidenziato dall'invito a "restare o partire insieme". La domanda centrale, "Sei tu la metà lo sai?", suggerisce una ricerca di completezza attraverso l'amore e l'interconnessione.
>**Conclusione:**
"Dammi solo una parola..." cattura l'essenza dei desideri e delle emozioni umane. L'invito a "desiderare, entrare" crea un'atmosfera di apertura e possibilità, mentre l'ode appassionata all'amore e alla natura aggiunge profondità e universalità alla poesia.

 
** "Atlante" di Enrico Tartagni**

 
La poesia "Atlante" di Enrico Tartagni è un viaggio emozionale e metaforico attraverso le sfaccettature dell'esistenza umana.
**Immagini e Metafore:**
L'utilizzo dell'atlante come metafora della vita aggiunge un elemento di profondità. L'autore esplora il caos dell'esistenza umana attraverso l'ombelico, simbolo del legame con l'origine. Le "storie infinite in stanze senza aria" evocano sensazioni di claustrofobia e isolamento.
**Richiami Letterari:**
Il riferimento a Italo Calvino, con il "sogno di Calvino miracolo," aggiunge un tocco di erudizione e invita il lettore a riflettere su vari livelli di significato.
**L'Uso delle Immagini Astronomiche:**
L'immagine di spostare la luna dall'orbita del cielo di notte suggerisce un desiderio di controllo su elementi astronomici, forse metafora delle sfide della vita.
**Elementi di Nostalgia e Ritorno:**
Il ritorno all'origine e l'atto di spegnere luci e stelle all'Atlante creano un senso di chiusura e riflessione sul percorso intrapreso.
**Conclusioni:**
"Atlante" di Enrico Tartagni è una poesia ricca di simbolismo, che guida il lettore attraverso un viaggio intriso di emozioni, metafore e riflessioni sulla complessità della vita.

 
** "La Caducità della Vita" di Salvatore Camonita **

 
La poesia "La caducità della vita" di Salvatore Camonita affronta la tematica della fragilità umana in un contesto cosmico, utilizzando immagini forti e un linguaggio evocativo.
**Immagine della Caducità:**
L'autore introduce la caducità della vita come una realtà quotidiana, enfatizzando il ritorno costante di questa consapevolezza, simboleggiato dal "tamburo battente." Questa ripetizione accentua l'immediata e inesorabile presenza della fragilità.
**Confronto con l'Universo:**
La poesia mette in risalto la piccolezza dell'essere umano nell'immensità dell'universo, descritto come "immane." L'uso di "sbiaditi puntini" suggerisce la nostra impercettibilità e fugacità nel contesto cosmico.
**Immagine delle Cadenti Stelle:**
Le "cadenti stelle senza scia" rappresentano metaforicamente la vita umana, che, sebbene possa brillare intensamente per un momento, lascia una traccia effimera e invisibile nel vasto universo.
**Ritmo e Suono:**
L'immagine del "tamburo battente" e delle "vibrazioni sorde" contribuisce a creare un ritmo incalzante e suggestivo, coinvolgendo emotivamente il lettore nella riflessione sulla transitorietà della vita.
**Conclusione:**
"La caducità della vita" è una poesia che, con efficacia e poesia, conduce il lettore attraverso una meditazione sulla brevità dell'esistenza umana nel contesto cosmico, enfatizzando il susseguirsi inarrestabile del tempo e la fugacità della nostra presenza.

 
** "Senza Titolo" di Felice Serino **

 
La poesia "Senza Titolo" di Felice Serino celebra la bellezza della primavera e offre una riflessione sulla ciclicità della natura.
**Immagine Primaverile:**
L'apertura con "primavera ha le braccia piene di fiori" evoca immediatamente un'immagine rigogliosa e abbondante, sottolineando la generosità della stagione primaverile. La personificazione attribuisce alla primavera le caratteristiche umane delle braccia piene di fiori.
**Armonia Naturale:**
L'accostamento della voce della primavera a quella degli uccelli crea un'armonia naturale, suggerendo una sinergia tra il mondo vegetale e animale. La poesia trasmette un senso di gioia e vitalità attraverso questa comunione di voci.
**Scambio di Gratitudine tra Uomo e Natura:**
Il concetto di ringraziamento tra l'uomo e la natura emerge quando l'albero, in germoglio, si sente "grato" e "abbracciato" in risposta all'abbraccio della primavera. L'immagine dell'albero che ricambia con il "suo ombrello di foglie" suggerisce un atto di generosità e protezione reciproca.
**Ciclo Naturale e Contrasto:**
La transizione nella seconda parte, con la menzione della potatura e del grido dell'albero, introduce un contrasto. La potatura rappresenta un atto necessario che, sebbene causi "una ferita bianca," è parte integrante del ciclo naturale.
**Stile e Semplicità:**
Il linguaggio semplice, privo di fronzoli, conferisce alla poesia una chiarezza che si adatta al tema della connessione umana con la natura. L'uso di parentesi per introdurre la potatura aggiunge un tocco di drammaticità.
**Conclusione:**
"Senza Titolo" celebra la primavera e riflette sul legame tra l'uomo e la natura, offrendo un'esplorazione del ciclo di vita e delle interazioni simbiotiche che caratterizzano il mondo naturale.

 
** "Anelito" di Cristiano Berni **

 
"Anelito" di Cristiano Berni è un viaggio lirico attraverso il fluire effimero del tempo, intrecciando la gioia e il dolore, la ricerca dell'amore e la sete profonda dell'anima.
**Immagini del Tempo e del Cuore in Burrasca:**
L'effimerità del tempo è dipinta con una maestria evocativa, con il cuore che rimane in burrasca, manifestando l'inesorabile flusso della vita con gioie e dolori intrecciati.
**Ciclo Eterno di Sentimenti e Tormenti:**
La descrizione di un "continuo rifluir di sentimenti" e un "novello cangiar di tormenti" evoca il ciclo senza fine delle emozioni umane, mettendo in luce la natura ciclica dell'esperienza umana.
**Luna di Panna e Lacrime dell'Anima:**
L'immagine poetica della Luna di panna aggiunge un tocco di dolcezza e vulnerabilità, mentre la lacrima che affligge il cuore sottolinea la profonda connessione tra emozione e sofferenza.
**Incontro Tra Zeus e Gesù:**
L'incontro tra Zeus e Gesù aggiunge un elemento mitologico, richiamando diverse sfere culturali e religiose, e suggerendo una ricerca di pace e unione al di là delle differenze.
**Occhi come Pesci nel Mare e Viso Illuminato:**
Gli occhi come "pesci nel Mare" rivelano il desiderio e la vitalità dell'anima, mentre il viso che si ammanta di luce suggerisce una ricerca della vita e dell'ispirazione divina.
**Deserto nel Cuore e Sete d'Amore:**
L'immagine del deserto nell'anima e la sete d'amore creano un contrasto potente, rafforzando il tema della ricerca continua e della fame spirituale.
**Bramosia Imperfetta del "Ti Amo":**
La conclusione con la "bramosia imperfetta" della locuzione "Ti amo" sottolinea il desiderio costante e inesauribile di amore, anche se imperfetto e in continuo divenire.
In sintesi, "Anelito" è una poesia lirica che esplora la complessità dell'esperienza umana, impreziosita da immagini forti e richiami simbolici, creando un inno appassionato alla continua ricerca di significato e amore.

 
** "Dolce Fruscio" di Giuseppe Stracuzzi **

 
"Dolce Fruscio" di Giuseppe Stracuzzi è una delicata poesia che cattura la bellezza effimera dell'ultima stagione invernale e il suo impatto sul paesaggio innevato. 
**Immagini di Bellezza e Decadenza:**
La poesia inizia con un "raggio di sole" che splende sugli "innevati picchi", creando un contrasto tra la luminosità del sole e l'immagine invernale dei picchi coperti di neve. L'uso di "fiore bello" che trasporta i suoi colori all'inverno suggerisce la persistenza della bellezza anche nelle stagioni più fredde.
**Magia di Sogni e Alba del Cuscino:**
La descrizione della "magia di sogni" legata all'alba del cuscino porta una dimensione onirica alla poesia, unendo l'immaginazione notturna al paesaggio innevato. Questo connubio crea una sensazione di incanto e trasformazione.
**Rami Spogli e Tempo della Vita:**
I "rami spogli" diventano il simbolo della natura che lotta contro il passare del tempo e delle stagioni. La parola "lotta" suggerisce una resistenza vitale contro le inevitabili trasformazioni.
**Fruscio e Onde della Vita:**
Il "dolce fruscio" rappresenta il suono della vita e delle sue continue onde. Questa immagine acustica contribuisce a dare vita al paesaggio descritto, enfatizzando il suo dinamismo e la sua vitalità nascosta.
In conclusione, "Dolce Fruscio" è una poesia che cattura l'armonia tra la bellezza mutevole della natura e la sua eterna lotta per preservare la vitalità. La delicatezza delle immagini e l'uso di metafore contribuiscono a rendere la poesia un quadro suggestivo della stagione invernale e dei cicli della vita.

 
** "Abbandonati tra le mie braccia" di Franco Fronzoli **

 
Questa poesia di Franco Fronzoli è un viaggio lirico attraverso il crepuscolo, il mare e la notte, offrendo un invito a condividere l'intimità e la bellezza di momenti speciali. Esploriamo gli elementi poetici presenti in questo testo ricco di immagini e sentimenti.
**L'Atmosfera del Crepuscolo:**
Il tramonto che appare "tra i confini del mare" crea un'atmosfera suggestiva e romantica. L'immagine della luna che rischiara il volto con una "soffice luce" introduce una tonalità di tenerezza, rafforzata dal riferimento al sorriso.
**Il Mare come Sfondo Emozionale:**
L'onda del mare che si inerpica tra scogli immobili diventa un elemento scenografico, simboleggiando la forza e la persistenza dell'amore anche di fronte agli ostacoli. Questo crea un equilibrio poetico tra il dinamismo e l'immobilità.
**L'Intimità Notturna:**
Il richiamo al sonno e al momento di accarezzare i capelli aggiunge un tocco di intimità e dolcezza. La notte diventa uno sfondo ideale per vivere insieme un "frammento di tempo felice," sottolineando l'importanza di godere dei momenti tranquilli e sereni.
**La Connessione con la Natura:**
Il vento leggero che "scapiglia i tuoi capelli" contribuisce a creare una connessione tra gli elementi naturali e l'espressione dell'affetto umano. La fusione di queste immagini enfatizza la profonda armonia tra l'amore umano e il contesto naturale.
**La Sospensione del Tempo:**
La volontà di "fermare il tempo ora in questo momento" sottolinea l'importanza di trattenere e apprezzare il presente. Questa sospensione temporale diventa un desiderio poetico, un'aspirazione a congelare il momento di felicità.
**La Sinfonia dei Sensi e dei Sogni:**
La poesia culmina con un invito a vivere insieme ogni tramonto e a rifugiarsi tra le braccia, concludendo con il desiderio di condividere i sogni. Questa chiusura offre un'atmosfera di serenità e intimità, sottolineando la bellezza di un amore condiviso.
In sintesi, "Abbandonati tra le mie braccia" è un'ode lirica all'amore, alla natura e al momento presente. Franco Fronzoli, attraverso un linguaggio ricco di immagini e sentimenti, ci invita a condividere e apprezzare l'intimità in un mondo notturno intriso di bellezza.

 
** "La sòra Prampilla che dar tivvù ciassìlla" di Armando Bettozzi**

 
Armando Bettozzi, con la sua penna affilata, presenta un quadro satirico della società moderna attraverso la lente di "La sòra Prampilla," un personaggio (che altri non è che la Michela Vittoria Brambilla) che rappresenta le eccentricità e  ossessioni di alcune persone nei confronti degli animali domestici, in particolare dei cani.
**La Passione per gli Animali:**
La protagonista afferma di amare profondamente gli animali, in particolare i cani, al punto di considerarli una fonte di sostentamento. La sua passione per i cani è così intensa da farla partecipare a trasmissioni televisive per promuovere l'adozione di cani.
**Il Desiderio di Essere Padroni di Cani:**
La satira emerge quando si esprime il desiderio di "diventare padroni dei cani" e "scacciare tutti." L'idea che possedere un cane possa risolvere tutti i problemi sociali è chiaramente un'iperbole sarcastica che mette in discussione la superficialità di alcune soluzioni proposte dalla società.
**L'Invasione di Cani come Problema Sociale:**
Bettozzi critica l'idea di sostituire i figli con cani e presenta l'"invasione" di cani come un problema sociale. La satira sottolinea come alcune persone possano trascurare responsabilità fondamentali, come la cura dei figli, in favore degli animali domestici.
**La Contrapposizione tra Cani e Figli:**
La satira continua con la contrapposizione tra cani e figli, facendo notare la tendenza della società a idealizzare eccessivamente l'amore per gli animali a discapito delle relazioni umane.
**La Critica alle Priorità Distorte:**
Il testo critica anche la società moderna, in cui si discute di problemi sociali importanti, ma alcune persone sembrano concentrarsi su questioni meno rilevanti, come l'amore per gli animali.
**La Risatina Finale:**
Il finale con il "bu-bu" suggerisce che, nonostante tutto, Prampilla ride della situazione, forse consapevole della ridicolizzazione di alcune passioni e ossessioni della società.
In sintesi, Bettozzi, con uno stile ironico e satirico, offre una riflessione critica sulle priorità distorte e sulle eccentricità della società moderna attraverso il personaggio di Prampilla.

 
** "Il mio forziere" di Salvatore Armando Santoro **

 
Salvatore Armando Santoro, con la sua abilità sonora e l'uso elegante delle parole, dipinge un ritratto poetico dell'anima umana attraverso il simbolismo di un forziere che custodisce le esperienze, le emozioni e le relazioni.
**Il Cuore come Forziere:**
L'autore personifica il cuore come un forziere, un contenitore prezioso in cui sono conservate le cose più care. Questa metafora evoca un senso di intimità e segretezza, sottolineando l'importanza e il carattere sacro delle esperienze umane.
**Contrapposizione tra Donne Vere e Insincere:**
La poesia presenta una contrastante dualità nelle relazioni. Da un lato, il forziere custodisce le donne amate e genuine, rappresentando la bellezza e la sincerità delle relazioni. Dall'altro, vi sono le donne insincere, che hanno causato lacrime e sono ora considerate inutili cere. Questa dualità esplora la complessità delle emozioni umane e delle relazioni.
**Candele Come Metafora del Tempo:**
Le candele usurate sono un potente simbolo del tempo che passa. Inizialmente, hanno offerto una "luce splendente," ma con il tempo si sono oscurate, sottolineando la transitorietà della vita e delle esperienze. La metafora delle candele trasmette la fragilità e l'effimero delle cose che riteniamo importanti.
**Riflessione sulla Natura Umana:**
La poesia riflette sulla complessità della natura umana, con le sue gioie e le sue delusioni, la sua luce e la sua oscurità. Il ricordo delle esperienze passate, sebbene alcune siano state dolorose, rimane prezioso e fa parte della ricchezza dell'essere umano.
**Il Sonetto come Forma Classica:**
L'utilizzo del sonetto, una forma poetica classica, conferisce alla poesia un tono tradizionale ed elegante. La struttura del sonetto con la sua disposizione in quartine e terzine contribuisce all'armonia e alla musicalità del testo.
In sintesi, "Il mio forziere" è una poesia che esplora la complessità delle relazioni umane e le sfumature delle emozioni, utilizzando un linguaggio lirico e una forma classica per catturare la bellezza e la transitorietà della vita.

 
**  "Tramonto di fuoco" di Fausto Beretta **

 
Fausto Beretta, con "Tramonto di fuoco," offre una poesia intrisa di emozioni, concentrata sulla bellezza suggestiva del tramonto e sulla connessione tra il cielo e gli angeli.
**Immagini Incendiarie del Tramonto:**
L'autore utilizza immagini potenti per descrivere il tramonto, dipingendo il cielo come un incendio di colori. Questo evoca una scena spettacolare e coinvolgente, trasmettendo al lettore la maestosità della natura.
**Angeli e Affetti:**
La menzione degli angeli suggerisce una connessione tra il cielo e gli affetti umani. L'idea che gli angeli vogliano condividere lo spettacolo del tramonto sottolinea un desiderio di connessione tra il divino e l'umano, creando una sensazione di condivisione tra due mondi.
**Sto Spettacolo di Struggente Bellezza:**
La definizione del tramonto come uno "spettacolo di struggente bellezza" comunica un profondo coinvolgimento emotivo. L'aggettivo "struggente" suggerisce una bellezza così intensa da provocare un senso di malinconia o di commozione, enfatizzando l'impatto emotivo del momento.
**Linguaggio Semplice e Potente:**
La scelta di parole semplici, ma cariche di significato, contribuisce alla forza della poesia. Il linguaggio diretto cattura l'essenza del tramonto e delle emozioni associate ad esso senza fronzoli superflui.
**Breve e Intenso:**
La brevità della poesia accentua l'intensità del momento descritto. Ogni parola è ponderata, contribuendo a creare un'immagine viva e vibrante del tramonto e della sua influenza sugli affetti umani.
In sintesi, "Tramonto di fuoco" di Fausto Beretta è una poesia che celebra la bellezza del tramonto, connettendo il cielo agli angeli e agli affetti umani. L'uso di immagini vivide e di un linguaggio carico di significato contribuisce a rendere la poesia un'esperienza coinvolgente e memorabile.

 
** "Le parole del 2023" di Sandra Greggio **

 
Sandra Greggio, in "Le parole del 2023," crea una visione metaforica delle parole che emergono e circolano nel corso dell'anno, riflettendo sulle esperienze umane con un linguaggio vivace e allegorico.
**Metafora dell'Aria Fresca:**
L'autrice inizia descrivendo la sensazione di soffocamento del cuore e la decisione di socchiudere la porta per far entrare un po' d'aria. Questo atto diventa metaforico, simboleggiando il bisogno di nuove idee, pensieri o prospettive per alleggerire le pesanti emozioni.
**Parole come Farfalle:**
La rappresentazione delle parole come farfalle è suggestiva. Esse sfarfallano in allegri gruppetti, comunicando un senso di leggerezza e movimento. Questo richiama l'effetto delle parole che circolano nelle conversazioni e nelle relazioni umane.
**Contrapposizione tra Parole Liete e Tristi:**
La divisione delle parole in due categorie, liete e tristi, riflette la varietà delle esperienze umane durante l'anno. Le parole ciarliere che ricordano cose gioiose contrastano con quelle giustamente tristi e in lacrime, creando un bilancio tra i momenti felici e quelli difficili.
**Correre al Riparo Dentro il Cuore:**
La fuga delle parole giustamente tristi dentro il cuore suggerisce una sorta di rifugio interiore, un modo per affrontare le sfide e le difficoltà. Questo riflette una capacità umana di proteggersi emotivamente durante i momenti difficili.
**Speranza per il Nuovo Anno:**
La poesia termina con l'aspettativa positiva per l'anno nuovo, suggerendo la speranza che le parole avranno un impatto positivo e che le previsioni tristi possano essere superate.
In sintesi, "Le parole del 2023" di Sandra Greggio utilizza immagini vivide e metafore per esplorare l'esperienza umana attraverso il filtro delle parole, rivelando una gamma di emozioni e la speranza per un futuro migliore.

 
La poesia "Poeti e poesie" di Alessio Romanini si articola in diverse riflessioni. L'uso del termine "esserino distratto" suggerisce una visione umile e forse autodeprecante dell'autore riguardo alla propria produzione poetica. L'idea di divertimento nella scrittura, ma con il riconoscimento di non sapere scrivere, aggiunge un elemento di autoironia.
L'identità dell'autore sembra essere messa in discussione, rivelando un senso di smarrimento e disillusione. La menzione di essere "gettato nel vuoto" suggerisce una sorta di abbandono o perdita di senso. La domanda "Cosa è rimasto di me stesso?" evidenzia il tema dell'identità smarrita.
La descrizione di sé come un "involucro fragile e silente" suggerisce una percezione di vulnerabilità e incapacità di esprimere appieno il proprio cuore. Infine, la conclusione "che al cuore più non mente" suggerisce una sorta di separazione tra l'autore e il suo sentire profondo, forse indicando un distacco emotivo o un'incapacità di connettersi appieno con le emozioni.

 
La poesia "Un silenzio sui monti" di Francesco Soldini  offre una visione poetica della bellezza della natura e la sua potenziale influenza positiva sulla vita umana.
L'immagine di "poesia eterna" sui monti suggerisce un'atmosfera di quiete e eternità, mentre il "cielo terso" con il "sorriso delle stelle" dipinge un quadro di serenità e bellezza celestiale.
La poesia sembra trasmettere il messaggio che la comprensione della bellezza intrinseca di ogni esistenza potrebbe porre fine a problemi umani come le guerre e la fame. L'invito a "sapere l'importanza d'ogni sopravvivenza" suggerisce una riflessione sulla preziosità di ogni forma di vita.
La chiusa con l'invito ad "ascoltare il silenzio dei monti col cielo stellato" accentua la potenza della natura nel comunicare un senso di pace e saggezza, offrendo agli individui un modo di connettersi con il sublime attraverso la contemplazione del creato.

 
La poesia di Jacqueline Miu, "laddove il tempo non ha un paracadute" dipinge un quadro metaforico e suggestivo che invita alla riflessione sulla fugacità del tempo e sulla natura ciclica della vita.
L'espressione "laddove il tempo non ha un paracadute" suggerisce un luogo senza freni temporali, e l'immagine delle "ronde di fulmini" crea un'atmosfera di dinamismo e imprevedibilità. La metafora delle persone "sopra sedie d’aria" evoca un senso di leggerezza e di essere trasportati dalla corrente del tempo.
La menzione delle "foglie morte care all'autunno" collega il ciclo naturale della vita al concetto di mostri generati dalla stessa stagione, forse alludendo alle sfide e alle paure che accompagnano la vita. Il contrasto tra l'immagine innocente del vento e il suo ruolo nel generare mostri aggiunge complessità al significato.
La poesia si conclude con un'immagine di un mondo che si protegge dal fragore del tuono, rafforzando il tema della fragilità e della necessità di difendersi dai rumori minacciosi della vita. La traduzione in inglese mantiene la forza delle immagini originali, consentendo una comprensione profonda del testo poetico.

 
Nobilissimi poeti,

 
In questo sacro luogo della parola, ove l'arte prende forma in versi e il cuore si svela, desidero porgervi un saluto che risuoni attraverso le corde dell'infinito. La vostra presenza, in questa danza di parole, arricchisce l'anima del mondo.

 
Con rime e metafore avete tessuto un arazzo di emozioni, colorato il vuoto con la penna delle vostre anime. Ogni poesia, una stella luminosa nel firmamento della nostra comprensione, un dono prezioso alla danza eterna delle parole.

 
Vi ringrazio, o custodi della bellezza, per aver condiviso i vostri tesori poetici. Che le vostre penne continuino a danzare nell'aria leggera della creatività, ispirando chiunque incontri il cammino delle vostre parole.

 
Con rispetto e ammirazione
e fraterno affetto

 
Vostro مبروك Ben Tartamo

 

 

27-28-29 Gennaio

Poesie pubblicate il 27-28-29 Gennaio 2024


 
**Presepe 2023**
(a Gerusalemme) di Fausto Beretta**

 
Nel palmo del nostro Fausto, risuona il titolo "Presepe 2023," un capolavoro di poesia intriso della tragica realtà di Gerusalemme.
La metrica, con le sue strofe fluenti, è come il respiro accelerato di chi attraversa un campo di rvv ovine, un ritmo che riflette il caos e la sofferenza. Le rime, non convenzionali, danzano tra le parole come frammenti di speranza sbriciolati, evocando un mondo sconvolto.
Le macerie di case, ospedali e scuole compongono un mosaico di disperazione, un "Aiuto!" che urla dai detriti, creando un'immagine vivida di un luogo tormentato.
Il Bambino, simbolo di innocenza, nasce tra le rovine, e i bambini che abitano questo scenario apocalittico diventano emblemi di una generazione perduta. La poesia svela un Natale distorto, dove le bombe sono doni avvelenati e la pace è un lontano miraggio.
Il peso della tragedia si manifesta nell'uso dell'aggettivo "enorme" a descrivere il prezzo pagato, mentre la parola "disumano" si insinua nell'anima, rivelando la crudeltà inflitta in nome di una pace illusoria.
In questa sinfonia di parole, Beretta si fa cronista di un'umanità ferita, intrecciando fili di denuncia e compassione. La sua poesia, un canto d'amore per un mondo dilaniato, invoca la riflessione su quanto sia alto il costo della guerra.
 
 
**Luce Bleu...** di Flora Fazzari**

 
In un breve componimento intriso di mistero, Flora Fazzari ci introduce al suggestivo mondo della "Luce Bleu."
Il titolo stesso evoca un'atmosfera di eleganza, con la luce che assume una sfumatura di blu, simbolo di profondità e serenità. L'uso del termine francese "bleu" conferisce un tocco di raffinatezza, introducendo il lettore in un regno di delicatezza cromatica.
Il colore smeraldo, descritto come una "luce bleu," si manifesta con intensità e vitalità. Questa tonalità vibrante potrebbe simboleggiare la vitalità della vita o forse l'emozione palpabile di un momento speciale.
Il tonfo annunciato crea suspense, come se qualcosa di significativo stesse per accadere. La breve enunciazione di "è già qui" intensifica l'immediatezza dell'evento, lasciando spazio all'interpretazione personale.
In poche parole, Flora Fazzari ci trasporta in un mondo di sensazioni e colori, offrendo un assaggio di emozioni intrappolate nella luce bleu, una poesia che svela la bellezza inattesa che può scaturire da un singolo istante.

 
**E Poi Noi Sotto Sopra Fuori Dentro** di Alessandra Piacentino**

 
In questa poesia di Alessandra Piacentino, l'arte della parola si trasforma in un viaggio sensoriale, attraverso il fluire del tempo e l'esperienza umana.
La successione di parole, "sotto sopra fuori dentro," crea un ritmo che mimetizza il movimento caotico della vita. Il fuoco, inizialmente vinto, si svela come una metafora del cammino percorso, una fiamma che, nonostante tutto, continua a brillare nel nostro viaggio.
Il pescatore che risuona nell'alba mattutina diventa il narratore di una storia che si svela tra il cielo e il mare. Le ombre delle corde secche di sale e i piccoli pesci arsi aggiungono dettagli tangibili a un tableau marino, mentre l'orologio dona "perdoni passeggeri," sottolineando la transitorietà del tempo.
L'orchestra di silenzi ed illusioni crea una sinfonia emotiva, ma poi tutto s'abbuia, il palcoscenico sfiorisce e la sera arriva con nuvole lampeggianti e spuma di mare. Questo passaggio rappresenta il ciclo della vita, con la luce che si dissolve nell'oscurità.
Il climax poetico emerge con la ripetizione di "noi sotto sopra fuori dentro," evocando la complessità e la multidimensionalità della nostra esistenza. Barche che si abbracciano, prive di identità, rivelano la condivisione di un destino comune.
Alessandra Piacentino, con maestria, ci invita a riflettere sulla complessità della vita e sulla sua bellezza intricata, offrendoci una danza di parole che esplora la gamma completa delle emozioni umane.

 
**Rombo di Tuono - Gigi Riva** di Enrico Tartagni**

 
Con maestria poetica, Enrico Tartagni intreccia parole per celebrare Gigi Riva, trasformando il calcio in una danza epica di emozioni.
La metafora iniziale della "tua erba di Elia" evoca un prato sacro, e l'attenzione alla sua cura da parte del custode suggerisce reverenza. Gigi Riva emerge come un eroe che solleva il volo sopra il campo, sfiorando l'infinito, correndo veloce come Achille, maestro di velocità e precisione.
La descrizione della sua abilità nel superare difese e scartare avversari è una danza di destrezza calcistica, mentre il rombo di tuono simboleggia la potenza della sua presenza nel tempio del gioco. L'invocazione degli spalti diventa un inno al suo calcio di rigore infallibile.
Gigi Riva è dipinto come un guerriero onesto ed umile, invincibile ai duri colpi dello scontro. La poesia si piega al suo valore umano, riconoscendo la sua grandezza non solo come atleta, ma come uomo.
Il lamento finale, con la dichiarazione che non vi sarà mai più atleta come Gigi Riva, sottolinea la sua unicità e la pietà di un addio. Enrico Tartagni, con eloquenza, consegna un tributo appassionato a un'icona del calcio e della vita.

 
**Nell'Attesa di una Goccia - Salvatore Camonita**

 
Con lirismo struggente, Salvatore Camonita dipinge un quadro emotivo della sua esperienza nell'attesa di un conforto che tarda ad arrivare.
La metafora della "goccia di gelida rugiada" evoca una freschezza desiderata, ma l'aridità di questa età grigia, cupa e mesta suggerisce un'attesa prolungata e delusa. La sua descrizione di sé come brace sotto cenere offre un'immagine di vitalità sommessa, pronta a risvegliarsi.
La dualità di essere "ardente e vivida" nonostante la copertura di cenere sottolinea la forza interna che persiste, anche quando l'esterno sembra sterile. Camonita si identifica con il suo stato d'animo, vivendo nel pensiero continuo di una goccia che tarda a cadere, simbolo di un amore amaro che persiste nel tempo.
La poesia si svela come una meditazione sulla persistenza e la resistenza emotiva di fronte a un amore difficile. Salvatore Camonita, con poesia, cattura il tormento dell'attesa e l'ardente speranza che continua a pulsare anche nelle circostanze più cupe.

 
**Spleen - Felice Serino**

 
In uno scenario intriso di malinconia, Felice Serino esplora il tema dell'irrazionalità della vita e il tradimento inatteso dell'impulso vitale in "Spleen."
La vita, rappresentata come un'entità irrazionale, tradisce in modi imprevedibili, svelando un'angoscia sottolineata dall'impulso del sangue. La metafora delle foglie macerate da Kronos, il dio del tempo, evoca un senso di decadenza e giorni anodini che si srotolano vicino a ombre indelebili.
La figura della nube squarciata dal sogno offre un elemento di speranza e incertezza. Il sogno, fatto carne, diventa una possibilità tangibile, seppur incerta. La domanda "qualcosa può ancora accadere" sottolinea l'ambiguità e la fragilità della speranza.
"Coordinate dell'anima" suggerisce una mappa interiore, forse indicando che la poesia è una ricerca spirituale. Felice Serino, con una scrittura incisiva, offre un'immersione nei recessi dell'animo umano, esplorando il dolore e la speranza in un dialogo poetico con l'esistenza.

 
**Ora - Marco Cabassi**

 
In questa poesia di Marco Cabassi, l'essenza del momento si fonde con la melodia del vento, creando un ritmo che danza attraverso le parole.
Il "cantare nel vento" diventa la voce dell'attimo presente, chiara e dolente, predice il suo stesso esistere. La consapevolezza di questo canto diventa un'epifania, un'armonia con il mondo circostante.
Il tempo, sfuggente e veloce, è descritto come un pugnale che percorre strade e auto, a inseguire realtà materiali. La consapevolezza di questo movimento impetuoso porta alla comprensione di dove il tempo fugge, sottolineando la fugacità dell'esistenza.
Il distacco dalle umane parole e l'eco freddo ed artificiale suggeriscono una disconnessione dalla superficialità della comunicazione contemporanea. Gli "influencers" sono descritti come sirene di promesse e regole aliene, offrendo una riflessione sulla manipolazione digitale della realtà.
Il ritorno al vento come metafora finale, che si perde nell'arida rete dell'era digitale, sottolinea la lotta dell'individuo nel cercare autenticità e connessione. La poesia si conclude con un'immagine potente di riversarsi nell'immenso del tempo, una sorta di ritorno all'essenza, al fluire inarrestabile dell'eterno presente.

 
** "Luna" di Cristiano Berni**

 
In questa lirica celestiale, Cristiano Berni intreccia una visione dell'eterna complicità tra la Luna e l'umanità, un'analisi emozionale che si dipana tra simbolismo lunare e la vulnerabilità umana.
**Metrica, Ritmica e Rime:**
Il poema adotta una struttura libera, una melodia ritmica sottolineata dalle rime alternate. La cadenza libera, come il canto notturno, evoca un'atmosfera di mistero e incanto. Le rime, dolcemente intrecciate, creano un flusso armonioso, conferendo alla poesia una musicalità che rispecchia la danza lunare.
**Denotativo:**
1. *Libertà Incarnata:* La Luna è personificata come "libertà incarnata," una forza sovrana che domina il cielo notturno.
2. *Chiarore Celestiale:* Il chiarore lunare è paragonato a un "bacio celestiale," sottolineando la sua natura divina e affettuosa.
3. *Ombre Oblunghe:* Le ombre disegnate nella notte sono descritte come "oblunghe e stanche," creando un'immagine di persistenza e fatica.
**Connotativo:**
1. *Inesorabile Regina della Notte:* L'attributo "inesorabile" conferisce alla Luna un tono di potenza e autorità, rafforzando la sua dominazione notturna.
2. *Dea Marina:* Il paragone con una "dea marina" sottolinea la sua grazia e il controllo sulle maree, creando un'immagine di divinità lunare.
3. *Ululato del Lupo:* L'ululato del lupo e la risposta del vento evocano un'atmosfera selvaggia, simboleggiano la connessione tra la natura e il richiamo lunare.
**Introspettivo e Filologico:**
1. *L'uomo Fragile e Solitario:* L'osservazione dell'uomo "piccolo e solo" suggerisce una riflessione sulla vulnerabilità umana di fronte all'immensità celeste.
2. *Rinverdita:* L'uso del termine "Rinverdita" nel titolo potrebbe indicare un rinnovato interesse per il simbolismo lunare, contribuendo a rinverdire il significato della Luna nell'immaginario poetico.
In conclusione, Cristiano Berni, attraverso l'uso di linguaggio lirico e simbolismo, plasma un'ode alla Luna che va oltre il mero astro notturno. La sua analisi, ricca di connotazioni, invoca una profonda connessione tra il cielo e l'animo umano, trasportando il lettore in un viaggio emotivo tra sogni e riflessioni oscure.

 
**"Libero Finalmente" di Nino Silenzi**

 
In questa lirica di Nino Silenzi, intitolata "Libero Finalmente," emerge un viaggio attraverso l'ignoto e l'affrancamento da legami terreni, trasmettendo un sentimento di liberazione e accettazione dell'incognita.
**Metrica, Ritmica e Rime:**
Il poema segue una struttura ritmica fluida, con versi liberi che fluttuano attraverso l'analisi delle stelle e la liberazione finale. La mancanza di schemi rigidi riflette il senso di libertà e fluidità evocato nel contenuto. L'assenza di rime regolari contribuisce a creare un'atmosfera di spontaneità e libertà.
**Denotativo:**
1. *Vestirò di Luce:* L'atto di vestirsi di luce simboleggia una metamorfosi, un passaggio verso una dimensione oltre l'oscurità.
2. *Nebbie dell'Incognito:* Le nebbie rappresentano l'ignoto, un pelago fluttuante di brame e desideri disfatti, simbolizzando la complessità della vita.
3. *Monte Sovrastante:* Il monte, simbolo di imponenza, suggerisce una nuova prospettiva o un punto di vista elevato rispetto alle sfide della vita.
**Connotativo:**
1. *Gioie Tradite, Illusioni Suadenti:* La gioia tradita e le illusioni suadenti evocano un passato di delusioni e contrasti emotivi, sottolineando la complessità dell'esistenza.
2. *Ignoto Monte Sovrastante:* L'ignoto monte rappresenta la possibilità di nuove scoperte e sfide, offrendo una prospettiva di crescita e consapevolezza.
**Introspettivo:**
1. *Libero Finalmente:* L'attesa della libertà suggerisce una liberazione emotiva, un distacco da pesi passati e una nuova apertura all'ignoto.
2. *Volare Etereo:* L'immagine di volare etereo indica una connessione con l'eternità, oltre le nuvole vaganti, simbolo di limiti terreni.
In conclusione, Nino Silenzi, attraverso l'uso di simbolismo e immagini evocative, dipinge un ritratto di liberazione e accettazione. La lirica riflette sulle esperienze della vita, esplorando la trasformazione interiore e l'abbraccio del mistero, incarnando un viaggio spirituale tra gioie e dolori.

 
**Nina Simone sta cantando" di Leontia Flynn**

 
In questa poesia di Leontia Flynn, il tema della solitudine è esplorato attraverso l'analisi dei cambiamenti personali, delle relazioni e delle sfide della vita quotidiana.
**Struttura e Ritmo:**
La struttura della poesia è caratterizzata da una disposizione libera dei versi, accentuata dalla ripetizione della parola "solitudine," che sottolinea il tema centrale. L'uso di enjambement crea una fluidità tra le diverse sezioni del testo, riflettendo forse la complessità delle emozioni dell'autore.
**Denotativo:**
1. *Panico e Gravi Disturbi:* La solitudine è descritta come una condizione che porta a panico e disturbi, influenzando il mondo interiore dell'individuo.
2. *Dare un Calcio a Scopi e Eventi Contingenti:* L'atto di rifiutare scelte e avvenimenti contingenti della vita è evidenziato come una ribellione contro la routine e le aspettative sociali.
3. *Seduta a Contemplare dall'Alto la Città:* L'immagine di osservare la città dall'alto suggerisce una prospettiva distante e riflessiva sulla propria vita e sul mondo.
**Connotativo:**
1. *Costruzioni di Questa Tua Individualità:* L'idea di costruire la propria individualità suggerisce un processo attivo e consapevole, mentre l'uso di "tua" sottolinea la soggettività del percorso individuale.
2. *Ford Cortina della Loro Madre:* La Ford Cortina diventa un simbolo di un'epoca passata, forse un richiamo alla nostalgia e alla complessità delle relazioni familiari.
3. *La Bambina, Mia Figlia:* L'immagine di una figlia che cresce e assume la rabbia del padre riflette il ciclo della vita e l'interconnessione tra le generazioni.
**Introspettivo:**
1. *La Rabbia del Padre:* L'emozione della rabbia viene associata al processo di crescita e separazione, suggerendo una dinamica complessa tra genitori e figli.
2. *Lasciar Andare i Giovani Edipici:* L'atto di lasciar andare i giovani, simboleggiando il distacco dai legami familiari e l'indipendenza, è un momento di crescita personale.
**Filologico:**
1. *Nina, Eunice:* L'uso di nomi personali aggiunge un tocco di individualità e specificità alle figure menzionate, contribuendo a dare vita alla narrazione.
In conclusione, Leontia Flynn esplora la solitudine in molteplici sfaccettature, da quella personale a quella sociale. Attraverso l'analisi della vita quotidiana, delle relazioni familiari e delle emozioni personali, la poesia cattura la complessità della solitudine e delle trasformazioni interiori. La ripetizione enfatica di "Nella mia sol-it-uuuuudine" sottolinea la centralità di questo tema nel tessuto emotivo della poesia.

 
**"La speranza è una piuma" di Franco Fronzoli**

 
In questa poesia, Franco Fronzoli dipinge una visione delicata e profonda della speranza attraverso la metafora della piuma. L'analisi si sviluppa considerando diversi aspetti del testo.
**Metrica e Ritmo:**
La poesia segue una struttura libera, senza schemi metrici rigidi. Questa scelta conferisce un senso di leggerezza, in armonia con il tema centrale della piuma. L'uso di versi brevi crea un ritmo delicato, accompagnando il volo della speranza.
**Denotativo:**
1. *Piuma che Volteggia:* La piuma è la metafora della speranza, caratterizzata dalla sua leggerezza e capacità di muoversi nell'anima.
2. *Goccia di Pioggia e Onda del Mare:* L'immagine della speranza che si scioglie nel tempo tra una goccia di pioggia e un'onda del mare suggerisce una connessione con la natura e la ciclicità della vita.
**Connotativo:**
1. *Raggio di Sole:* La speranza è in cerca di un raggio di sole, simbolo di luce e speranza di un futuro migliore.
2. *Migliore:* L'aspirazione a un futuro migliore sottolinea l'ottimismo e la prospettiva positiva associata alla speranza.
**Simbolismo e Immagini:**
1. *Piuma:* La piuma simboleggia la fragilità e la leggerezza della speranza, che può fluttuare nell'anima e sollevarsi anche nelle circostanze più difficili.
2. *Raggio di Sole:* Questo simboleggia la realizzazione della speranza, la luce che illumina il futuro e lo rende migliore.
**Introspezione e Profondità:**
1. *Melodie nel Silenzio:* L'ascolto di melodie nel silenzio suggerisce un'esperienza interiore e la consapevolezza della speranza nell'eterno.
**Armonia con la Natura:**
1. *Goccia di Pioggia e Onda del Mare:* L'immagine della speranza che si fonde con elementi naturali come la pioggia e il mare suggerisce un'armonia tra l'esperienza umana e il ciclo naturale.
In conclusione, Franco Fronzoli offre un ritratto poetico e incantevole della speranza, dipingendola come una piuma che danza attraverso la vita. L'uso di immagini delicate e simboli naturali contribuisce a creare un'atmosfera di leggerezza e ottimismo, trasmettendo il messaggio che, nonostante le sfide, la speranza continua a volare e a cercare la luce del futuro.

 
**"Un fatto, una poesia" di Armando Bettozzi:**

 
La poesia "Un fatto, una poesia" di Armando Bettozzi offre un'affermazione robusta e riflessiva su temi come il perdono, la moralità e la giustizia. L'analisi sottolinea diversi aspetti chiave del testo.
**Struttura e Ritmo:**
La poesia segue una struttura libera, con versi di varie lunghezze. Questo contribuisce a creare un ritmo fluido, adattandosi alla spontaneità del linguaggio parlato e accentuando l'espressività del testo.
**Utilizzo del Dialetto:**
L'inclusione di espressioni dialettali conferisce autenticità alla voce del poeta, creando una connessione più diretta con la sua esperienza personale e il pubblico. L'uso del dialetto romano contribuisce alla resa vivida del contesto culturale.
**Temi Principali:**
1. **Perdono e Giustizia:** La poesia esplora il concetto di perdono, enfatizzando come il perdono eccessivo possa avere conseguenze negative. Bettozzi suggerisce che un perdono esagerato può sfociare in una situazione in cui il colpevole non subisce le giuste conseguenze delle proprie azioni.
2. **Analisi della Società:** L'autore critica sottolinea la mancanza di chiarezza nella società, in particolare riguardo alle questioni etiche e morali. L'uso di esempi specifici, come l'episodio televisivo menzionato, enfatizza le contraddizioni nella percezione pubblica di ciò che è giusto e sbagliato.
3. **Dualità Morale:** La dualità tra perdono e giustizia, tra il sacro e il profano, è esplorata attraverso l'uso di espressioni come "perdon-ismo esaggerato" e "stàmo ar punto solito". Questa dualità riflette una tensione tra gli ideali morali e la realtà della vita quotidiana.
**Uso dell'Ironia:**
Bettozzi utilizza l'ironia per sottolineare la complessità delle questioni morali. Ad esempio, il verso "Magari - (ammette co disinvortura) - / ciavrò - pure - er 'perdono-esaggerato'…" suggerisce una riflessione scherzosa sul tema.
**Conclusioni:**
La poesia di Bettozzi presenta un commento vivace e critico sulla moralità e il perdono nella società contemporanea. Attraverso l'uso del dialetto, l'autenticità della voce del poeta risalta, e il testo diventa un'esplorazione della complessità etica e delle sfide della vita quotidiana.

 
**La citazione di Salvatore Armando Santoro, "Si nota sempre l’ignoranza degli altri ma si ignora la nostra"**
 evoca una profonda riflessione su diversi livelli:
**Aspetti Lirici e Poetici:**
1. **Contrapposizione:** L'opposizione tra "ignoranza degli altri" e "ignora la nostra" crea un contrasto lirico, evidenziando la dualità di percezione che spesso caratterizza le interazioni umane.
2. **Ritmica Dicotomia:** La struttura della frase riflette una sorta di ritmica dicotomia, enfatizzando il senso di dualità nella consapevolezza di sé e negli osservatori esterni.
**Aspetti Etici e Morali:**
1. **Autovalutazione:** La citazione suggerisce l'importanza dell'autovalutazione etica, invitando a considerare la nostra ignoranza prima di giudicare gli altri.
2. **Empatia:** C'è un richiamo all'empatia, incoraggiando a comprendere che ognuno, compreso noi stessi, può essere ignorante in modi diversi.
**Aspetti Filosofici:**
1. **Conoscenza di Sé:** L'invito implicito è a esplorare la conoscenza di sé, riconoscendo che il percorso verso la saggezza inizia con la consapevolezza delle nostre limitazioni e ignoranze.
2. **Critica Sociale:** La citazione potrebbe anche avere una dimensione critica sulla tendenza umana a focalizzarsi sugli errori degli altri anziché affrontare le proprie mancanze.
**Aspetti Introspettivi:**
1. **Riflessione Personale:** Invita a una riflessione interna, chiedendo di guardare dentro di sé prima di criticare gli altri.
2. **Sincerità:** Sottolinea l'importanza della sincerità con se stessi, accettando e affrontando la propria ignoranza con umiltà.
In sintesi, questa citazione di Santoro non solo offre uno spunto di autovalutazione, ma suggerisce anche un approccio etico e morale alla comprensione di sé e degli altri. La sua formulazione lirica amplifica la profondità del messaggio, invitando chi legge a esplorare il proprio io con occhi critici e compassione.

 
**"Ali di Fuoco" di Jacqueline Miu:**

 
La poesia "Ali di Fuoco" di Jacqueline Miu presenta una fusione di immagini poetiche e un'esplorazione di emozioni connesse all'autunno, alla natura e alla distanza emotiva. Ecco un'analisi dei suoi elementi chiave:
**Immagini Poetiche:**
1. **"autunno in carrozza di foglie":** Un'iniziale immagine vivida che personifica l'autunno come una carrozza di foglie, creando un'atmosfera di transizione e cambiamento.
2. **"pancia piena di piogge":** Una personificazione intrigante che evoca l'immagine di un'autunno nutrito dalle piogge, sottolineando la ricchezza e la vitalità.
**Simbolismo delle Ali:**
1. **"ali di fuoco":** L'immagine delle ali di fuoco suggerisce una passione intensa o un desiderio ardente. Le ali rappresentano la libertà, mentre il fuoco può simboleggiare la forza emotiva.
2. **"devorare la libertà degli stormi":** Questa immagine potrebbe riflettere il desiderio di preservare la libertà e l'autenticità in mezzo al cambiamento.
**Espressione della Distanza Emotiva:**
1. **"tremare ai tuoi piedi - in silenzio":** L'immagine di tremare ai piedi evoca una sensazione di vulnerabilità e desiderio. Il silenzio suggerisce la mancanza di comunicazione o comprensione.
2. **"dolore della tua distanza dai miei sogni":** La distanza non è solo fisica ma anche emotiva, creando una barriera tra il poeta e i propri sogni.
**Rispecchiamento tra Immagini in Italiano e Inglese:**
1. L'uso di "ali di fuoco" in italiano e "wings of fire" in inglese crea un effetto speculare, enfatizzando l'importanza del simbolismo e la forza emotiva associata.
**Armonia tra Natura e Emozione:**
1. La combinazione di immagini naturali, come l'autunno e le foglie, con emozioni profonde suggerisce una connessione intrinseca tra la natura e il mondo emotivo dell'individuo.
**Conclusioni:**
"Ali di Fuoco" offre un viaggio poetico attraverso immagini evocative, esplorando il desiderio, la passione e la lotta emotiva. L'uso di simboli e la descrizione vivida contribuiscono a creare un'atmosfera ricca di significati e sensazioni, rendendo la poesia un'esperienza emotiva e riflessiva.

 
**"Futuro" di Sandra Greggio:**

 
La poesia "Futuro" di Sandra Greggio è un inno alla rinascita, alla speranza e alla luce dopo periodi di oscurità. Ecco un'analisi dei suoi elementi chiave:
**Metafora della Mente:**
1. **"Respira di nuovo la mia mente":** L'apertura della poesia personifica la mente come un essere che respira, suggerendo una sorta di rinascita o rinnovamento interiore.
**Immagini di Oscurità e Luce:**
1. **"fitte ragnatele ingombra":** L'immagine delle fitte ragnatele suggerisce un periodo di confusione o blocco mentale.
2. **"spiraglio" e "flebile luce":** L'apparizione dello spiraglio e della luce rappresenta il ritorno della speranza e la fine dell'oscurità.
**Confronto con la Natura:**
1. **"Qual raggio di sole / Dopo giorni e giorni di pioggia":** L'uso di elementi naturali, come il raggio di sole dopo la pioggia, crea un'immagine di rinascita e freschezza.
**Metafora dell'Anima:**
1. **"Illuminando l'anima":** L'illuminazione dell'anima suggerisce una trasformazione interiore e la riscoperta di aspetti luminosi della propria essenza.
**Simbolo dell'Arcobaleno:**
1. **"Nell'arcobaleno":** L'arcobaleno simboleggia speranza, rinascita e la bellezza che segue la tempesta. Il suo apparire negli occhi speranzosi evoca un senso di meraviglia e rinnovamento.
**Ripresa della Parola "Futuro":**
1. **"Una parola un tempo assai cara: FUTURO":** La ripresa della parola "Futuro" sottolinea il tema centrale della poesia, rappresentando la possibilità di un nuovo inizio e la prospettiva di un futuro migliore.
**Conclusioni:**
"Futuro" di Sandra Greggio è un poema che celebra la resilienza e la capacità di trovare la luce anche nelle situazioni più oscure. Le metafore naturali, l'uso delle immagini di luce e oscurità, insieme alla ripresa della parola "Futuro", contribuiscono a creare una narrazione poetica potente sulla speranza e sulla forza interiore.

 
**"Capo Gallo" di Piero Colonna Romano:**.

 
La poesia "Capo Gallo" di Piero Colonna Romano esplora l'atmosfera di questa località vicina a Palermo, offrendo una visione pacifica e incantata del mare e del cielo. Ecco un'analisi dei suoi elementi chiave:
**Descrizione della Scena Naturale:**
1. **"Brilla qui il cielo ed è quieto il mare":** L'immagine di un cielo luminoso e di un mare calmo crea un'atmosfera serena e tranquilla fin dall'inizio.
2. **"l'acqua riflette monti rossi e spogli":** L'uso del colore rosso e la descrizione di monti spogli contribuiscono a dipingere un quadro vividamente suggestivo.
**Richiamo alla Tranquillità:**
1. **"In quel silenzio io vorrei restare":** L'invito a rimanere in quel silenzio suggerisce un desiderio di pace e contemplazione, creando un'atmosfera meditativa.
**Sensazioni Legate al Mare:**
1. **"Se guardi l'acqua al vento vele sciogli":** L'immagine delle vele che si sciolgono al vento potrebbe simboleggiare la liberazione dei sogni e delle aspirazioni, suggerendo un senso di libertà.
**Sogno e Incanto:**
1. **"Lo sguardo affonda dove si confonde / del mar la linea con il cielo intero":** Queste immagini enfatizzano la fusione tra il mare e il cielo, creando un senso di continuità e unione con la natura.
2. **"sospeso è il tempo e nulla pare vero":** L'idea di un tempo sospeso suggerisce un'esperienza fuori dal normale, quasi magica.
**Conclusioni:**
"Capo Gallo" è una poesia che cattura la bellezza e la tranquillità di un luogo costiero. La descrizione dettagliata degli elementi naturali, insieme al richiamo alla pace e alla sospensione del tempo, trasmette una sensazione di incanto e riflessione. La scelta delle parole di Colonna Romano crea un'atmosfera che invita il lettore a immergersi nella serenità di Capo Gallo.

 
**Analisi di "Peregrino di Vita" di Alessio Romanini:**

 
La poesia "Peregrino di Vita" di Alessio Romanini esplora il tema della vita come un pellegrinaggio, intessuto di sensazioni contrastanti e immagini evocative. Ecco un'analisi di alcuni elementi chiave:

 
**Immagini Sensoriali:**
1. **"Un lene zefiro l'effluvio dolce / di gelsomino nell'aere porta":** L'immagine del dolce profumo di gelsomino portato dal leggero vento (zefiro) crea un'atmosfera di delicatezza e suggestione.
2. **"Respirare profondamente questo / melato amaro":** L'uso dell'espressione "melato amaro" conferisce al profumo una dualità, suggerendo che anche le esperienze piacevoli possono contenere elementi amari.
**Rappresentazione della Solitudine:**
1. **"Solitudine che carezza il viso / arrossato dal tepore del sole":** L'immagine di una solitudine che carezza il viso accentua la connessione tra l'individuo e l'ambiente circostante, mentre il tepore del sole evoca una sensazione di calore e comfort.
**Cinguettio e Melanconia:**
1. **"Echeggia il cinguettare, melodia / del dì, sentire la malinconia / di questo peregrinare la vita":** Il cinguettio degli uccelli viene descritto come una melodia, ma la malinconia suggerisce una profondità emotiva. Il peregrinare della vita è associato a sentimenti contrastanti.
**Riflessione sulla Vita Come Pellegrinaggio:**
1. **"di questo peregrinare la vita":** La parola "peregrinare" suggerisce un viaggio o una ricerca, evocando l'idea che la vita sia un cammino con tappe significative.
**Conclusioni:**
"Peregrino di Vita" è una poesia che offre un'esperienza sensoriale ricca e riflessiva. La fusione di immagini olfattive, visive e uditive crea un ritratto vivido dell'esperienza umana, con l'elemento della solitudine e della malinconia che aggiunge profondità emotiva. La vita, vista come un pellegrinaggio, viene esplorata attraverso sensazioni e emozioni che conferiscono alla poesia un tono contemplativo e suggestivo.

 
Carissimi fratelli e sorelle di penna e di piume, contemplando e analizzando le vostre poesie riscopro ogni volta sensazioni ed emozioni che mi confermano quel sentimento positivo racchiuso nell'aforisma : "La Bellezza salverà il mondo...".
Non è solo questione di semplice Empatia, ma amore per la Verità.

Ben Tartamo

 

 

24-25-26 Gennaio

Gentilissimo Ben
Ti ringrazio per la risposta.
Tutt’altro che tediarmi, hai un'ottima
Capacità espressiva e di interpretazione.
Un abbraccio.
Alessio Romanini
 

 

Poesie del 24-25-26 gennaio 2024

*   Il sonetto "Dietro la porta" di Salvatore Armando Santoro  * 

avvolto in uno stile malinconico e nostalgico, pone l'accento sull'isolamento emotivo di un uomo immerso nei meandri del passato. Le rime precise e il ritmo fluido, tipici di uno stile classico, contribuiscono a creare un'atmosfera di struggente introspezione.

Lo sguardo sociopsicologico si focalizza sul protagonista, un individuo solo che riflette sui giorni trascorsi, abitato da ricordi spesso "uggiosi e disperati". La chiusura della porta diviene una metafora tangibile dell'isolamento, mentre il lucernaio, privo di chiarore, sottolinea la mancanza di illuminazione nella sua esistenza.

Le rime abilmente intrecciate delineano il grigiore delle giornate vissute nel passato, con la protagonista che rievoca dì passati indifferentemente cassati. La semina di rancore nell'animo si insinua come una nota costante, alimentando la malinconia che permea l'intero componimento.

La voce che chiama alla porta, accorata e forse speranzosa, aggiunge uno strato psicologico, sottolineando il desiderio di connessione umana. Tuttavia, il vento che confonde questa voce con colei che ama accentua il tema dell'illusione, suggerendo che la speranza potrebbe essere solo un soffio fugace.

In definitiva, il sonetto si rivela una profonda esplorazione delle dinamiche psicologiche di un individuo solitario, arricchita dall'uso attento delle rime e dalla maestria stilistica di Santoro nel catturare le sfumature dell'animo umano.

 

*   Il testo di Fausto Beretta Nuova generazione?   *

 riflette in modo acuto e critico sulla nuova generazione, dipingendo un quadro di individui immersi nelle proprie sfere digitali, isolati e in cerca di riconoscimento attraverso la virtualità.

L'uso di frasi brevi e incisive, unito alla rappresentazione di ognuno "col mondo suo incollato agli occhi", sottolinea l'isolamento e la dipendenza dalla tecnologia. La comunicazione tra di loro sembra estranea, sottolineando la distanza emotiva.

La ricerca di sorrisi e l'immortalarsi con selfie evidenziano la fame di approvazione e la costruzione di un'identità basata su standard superficiali. La menzione di "followers" e il bullismo virtuale rivelano una ricerca spasmodica di validazione, anche a scapito della creatività e autenticità.

La critica si estende anche all'assenza di connessioni reali, trascurando affetti e emozioni autentiche. Il gioco del "più scemo" e la coltivazione della violenza suggeriscono una perdita di valori fondamentali, mentre l'apatia verso la bellezza della giovinezza indica una generazione che si perde in paradisi artificiali, accontentandosi di una vuota superficialità.

Il testo di Beretta offre uno sguardo penetrante sulle dinamiche sociali contemporanee, invitando alla riflessione sulla direzione che la società sta prendendo, dominata da una connettività virtuale che può distorcere la percezione di realtà e valore.

 

*   Le parole di Flora Fazzari con la sua "Angeli..."   *

dipingono un ritratto poetico di angeli, catturando varie sfaccettature delle loro emozioni e ruoli. La descrizione degli angeli incatenati, arrabbiati e distesi evoca un senso di oppressione e tumulto interiore, mentre quelli nel cielo che volano veloci rappresentano una dinamicità e una libertà contrastanti.

Gli angeli sommessi in attesa del tempo sottolineano la paziente esistenza di queste entità celesti, vibranti e in contatto con un mondo diverso attraverso il tocco delle vele. L'immagine degli angeli tristi, avvolti nei veli e scrutanti l'ambiente circostante, crea un'atmosfera malinconica e contemplativa.

L'uso di immagini forti e evocative, come il volare veloce nel cielo e il toccare delle vele, contribuisce a creare una dimensione poetica che invita il lettore a immergersi nei sentimenti degli angeli. La poesia di Flora Fazzari cattura la complessità emotiva di queste figure angeliche, offrendo uno sguardo suggestivo sulla loro esistenza.

 

*   Il testo di Piacentino Alessandra "L’ultimo ballo come giravolta di nuvole e colori"   *

evoca una potente narrazione di lotta e rinascita attraverso il simbolismo del ballo, dei colori e delle nuvole. L'immagine dell'ultimo ballo come giravolta di nuvole e colori suggerisce un'esperienza carica di emozioni e significati.

La protagonista cerca di ballare ancora, quasi come un atto di resistenza. Le ossa e la pelle diventano il palcoscenico di questa danza, mentre i sbuffi di fiori con colori e profumi rappresentano la rinascita e la bellezza che emergono dalla sofferenza.

Il richiamo al vecchio calore come ricordo ed emozione suggerisce una nostalgia per ciò che è stato, mentre il desiderio di essere libera da sbadigli e pregiudizi riflette la ricerca di autonomia e autenticità. La ferita, il molesto dell'anima e il rifugiarsi nella bugia sono rivelatori delle battaglie interiori e delle difficoltà affrontate.

Il testo trasmette anche un forte senso di resilienza nel ritornare sempre a se stessi, nel ballare da soli nonostante le avversità. Tuttavia, il dubbio sulla credibilità di questa rinascita aggiunge un'ulteriore profondità, suggerendo una sfida continua con la propria percezione e autostima.

Il dialogo con il tempo svanito, la menzione di un "te" che si protrae lungo una vita e la frase "Continuando. Ancora un poco." evidenziano la persistenza attraverso il tempo e la determinazione a andare avanti, nonostante le difficoltà.

In sintesi, il testo di Piacentino Alessandra racconta una storia di forza, resilienza e ricerca di autenticità, intrecciando poesia e simbolismo in un modo che invita il lettore a riflettere sulla propria esperienza e speranza.

 

*   Il testo di Enrico Tartagni Tratteggio chiaroscuro"   *

offre uno sguardo enigmatico e carico di simbolismo, intrecciando temi come mente, cuore, paure e talismani in un mondo sfumato e incomprensibile.

La menzione della sfera spenta intorno, insieme alle parole "Coscienza imprime al nulla" suggerisce un senso di desolazione e illusione. La figura delle farfalle dorate velenose, pungenti con i pistilli di defunti fiori, crea un'immagine potente di bellezza pericolosa e decadente.

La riferimento alle dune d'oltremondo già visto al cine aggiunge un elemento di surrealtà, suggerendo una visione che va oltre la realtà tangibile. La richiesta di una mano gentile nella confusione del luogo e il successivo smarrimento del narratore contribuiscono a un senso di disorientamento e perdita.

Il delirare che si affoga, insieme alla prospettiva di un "magico momento ancor più in là dell'elemento", suggerisce un viaggio interiore o una trasformazione che va oltre la comprensione ordinaria.

La dichiarazione "Sono un soldato / Non sparo a dio ed agli dei / o a Gesù" aggiunge un elemento di ribellione o rifiuto, creando un contrasto intrigante con le tematiche spirituali e surreali presenti nel resto del testo.

Complessivamente, il testo di Tartagni si rivela complesso e suggestivo, sfidando il lettore a interpretare le molteplici strati di significato nascosti dietro le parole intrise di mistero.

 

*   "L'isola che non c'è" di Santi Cardella  * 

è un incanto lirico che esplora la dualità tra sogno e realtà, felicità e tristezza, intrecciando abilmente elementi sociopsicologici.

L'uso di parole come "turbato", "stranito", e "grido di dolore" nella descrizione di un sogno interrotto crea un'atmosfera di inquietudine e contrasto. La melodia di un concerto che si trasforma in un lamento sottolinea la fragilità delle esperienze oniriche.

La narrazione prosegue con l'osservazione di nuvole in cielo, una rappresentazione della fantasia, interrotta da un fastidio concreto che riporta il sognatore alla terra, "carente di poesia". Questo contrasto tra la bellezza idealizzata e la realtà aspra aggiunge un elemento di complessità emotiva.

La domanda retorica sul perché le ore felici siano così brevi e lo spazio aperto così stretto esprime una profonda riflessione sulla natura effimera della gioia e sulla limitazione dell'esperienza umana. La domanda a chi giova il crudele fine del gioco della vita aggiunge uno strato di critica e ambiguità.

La riflessione sulla mente umana che contiene "un tarlo" e che cerca di sfuggire al dolore costruendo nuove piste verso l'isola che non c'è è un poderoso richiamo sociopsicologico. Questa immagine evoca il desiderio umano intrinseco di cercare la felicità, anche quando sembra inafferrabile.

Complessivamente, la poesia di Cardella si distingue per la sua profondità lirica, analisi dettagliata della dualità umana, e la capacità di suscitare emozioni complesse attraverso l'uso di immagini suggestive e concetti filosofici.

 

*   Laura Lapietra, attraverso la sua poesia "Anziani"   *

celebra con eloquenza la forza e la saggezza degli anziani, esplorando l'effetto dell'età sulla loro volontà e resilienza.

L'immagine di un'età che non diminuisce la forza di volontà, ma la rende ancora più ardente e tenace, suggerisce un invecchiamento non come declino, bensì come un periodo di maturazione e consolidamento di forze interiori. L'elemento chiave qui è l'amore, un nutrimento che amplifica la determinazione degli anziani.

Le rughe, descritte come testimonianze di resilienza, diventano un simbolo potente di esperienze vissute e di una vita piena di traguardi. Le stagioni della vita sono rappresentate come intervalli, incisi sulla pelle, trascrivendo memorie indelebili che parlano di saggezza e crescita.

La poesia esalta la capacità degli anziani di comunicare attraverso le loro vicissitudini, trasformando le rughe in un linguaggio universale. Il richiamo a chi saprà ascoltare suggerisce l'importanza di riconoscere e apprezzare le ricche esperienze che gli anziani portano con sé.

La fusione di "linguaggio universale" con l'idea di unire l'età saggia e florida, insieme agli anni maturi di chi continua a volare alto, crea un quadro potente di vitalità e perseveranza negli anni d'oro. La menzione del "gabbiano in animo" è particolarmente suggestiva, simboleggiando la libertà e la ricerca di nuove vette anche nella vecchiaia.

In sintesi, la poesia di Laura Lapietra celebra la bellezza dell'invecchiare con grazia e dignità, trasmettendo un messaggio di apprezzamento e rispetto per la ricchezza che gli anziani portano nella trama della vita.

 

*   Il poema di Salvatore Camonita

"Ratto, rozzo e velenoso dardo"   *

 dipinge un quadro vivido e avvincente attraverso la sua scelta di parole e immagini forti. L'uso di espressioni come "ratto, rozzo e velenoso dardo" crea un'atmosfera di tradimento e aggressione, mettendo in luce la malvagità dell'azione descritta.

La descrizione della serpe come "viscida" e dell'essere che la lancia come "codardo" intensifica la ripugnanza e la mancanza di coraggio in questa azione sleale. L'immagine della terra che continua a orbitare e il sole che gira senza pietà enfatizzano l'insensibilità del tempo davanti a eventi così nefasti.

La notte montana dipinta come "buia", con il cielo "grigio, cupo e fosco", crea un'atmosfera tetra e malinconica. L'elenco di predatori come iena, coiote e lupa contribuisce a rafforzare l'aura selvaggia e inospitale dell'ambiente circostante.

La definizione dell'anima maligna come "frutto di amore falso e losco" offre uno sguardo alla radice di questa malevolenza, suggerendo un tradimento profondo e un amore distorto. L'immagine cangiante come "fata morgana" aggiunge un elemento di illusione e inganno, sottolineando la complessità e la sfumatura della situazione descritta.

In definitiva, il poema di Camonita si distingue per la sua capacità di trasmettere intensità emotiva attraverso immagini vivide e parole incisive, portando il lettore in un viaggio oscuro e suggestivo attraverso l'ingiustizia e la malvagità.

 

*   La poesia di Felice Serino " Poesia è negli occhi"   *

dipinge con maestria un ritratto connotativo e denotativo, catturando la bellezza in ogni dettaglio della vita quotidiana.

L'uso delle parole "negli occhi profondi di una donna" apre la poesia con un'immagine intensa e intima, trasmettendo un senso di profondità emotiva. La menzione della "leggerezza della piccola danza del passero sul davanzale" aggiunge un tocco di grazia e delicatezza, enfatizzando la poesia intrinseca nella natura.

La fogliolina che spunta dalla terra è un simbolo di rinascita e crescita, trasmettendo un senso di meraviglia davanti alla vita che si rinnova. L'immagine del neonato attaccato al seno o l'attesa della mamma sull'uscio evocano momenti di intimità e connessione profonda, arricchiti dalla tensione dell'attesa

Il "interrogativo nello sguardo di meraviglia del bambino" trasmette l'innocenza e la meraviglia che spesso si perdono con l'età. La poesia è descritta come "chiedere scusa", suggerendo un atto di umiltà e riconciliazione, e l'abbraccio sospeso nell'immobile luce aggiunge un tocco di ineffabile bellezza e intimità.

L'insieme di immagini forti e dettagli evocativi contribuisce a creare un mosaico vibrante di emozioni e esperienze umane. La poesia di Serino si rivela un inno alla vita quotidiana, catturando la sua essenza e trasformando momenti semplici in opere d'arte lirica.

 

*   Franco Fronzoli, con "Fammi entrare nel tuo silenzio"   *

con poche e intense parole, crea una richiesta poetica che invita a condividere spazi profondi e intimi.

L'invito a "entrare nel tuo silenzio" evoca un desiderio di connessione profonda e di comprensione reciproca. La metafora di "un angolo del tuo cuore" suggerisce un desiderio di affetto e di accesso ai sentimenti più intimi.

La richiesta di "un sorriso uno solo" trasmette la semplicità e la preziosità di un gesto che può illuminare un momento. L'invito a lasciare che la lacrima si asciughi suggerisce un desiderio di conforto e di condivisione delle emozioni.

Il desiderio di riposare nei pensieri dell'altro indica una volontà di essere presenti nella sfera mentale e spirituale della persona amata. La richiesta di "un sogno un desiderio" e di "una parola una sola" esprime un desiderio di intimità e condivisione di pensieri profondi.

Infine, l'affermazione "ti amo" chiude il testo con un'espressione di amore sincero e senza riserve, completando l'atmosfera di intimità e vicinanza.

Complessivamente, Fronzoli crea un piccolo capolavoro di poesia che esprime desideri e sentimenti in modo delicato e coinvolgente.

 

*   Armando Bettozzi con  "Ho visto Lara"   *

crea un dipinto poetico attraverso l'uso di immagini vivide e sensuali.

La descrizione delle "vermiglie rose" che fanno da tappeto crea un'atmosfera di lusso e bellezza, e la guida verso un'ombra messa a fuoco aggiunge un elemento di mistero e suggestione. Il sussulto anticipa l'entrata in scena di Lara, creando suspense.

L'atto di scrivere una poesia per Lara suggerisce un'affettuosa dedica e l'uso della rosa come dono aggiunge un tocco romantico e delicato. La rosa tremante trasmette una sensazione di emozione e timidezza.

La menzione dei capelli biondi di Lara, già disciolti, evoca un'immagine di bellezza naturale e femminilità. L'idea della primavera come alcova suggerisce un contesto di rigenerazione e amore.

Complessivamente, Bettozzi coniuga abilmente immagini floreali e suggestioni romantiche per creare un'atmosfera di poesia e desiderio, accrescendo il fascino della figura di Lara.

 

*   Alessio Romanini con la sua "Spumeggiante schiuma"   *

crea un affresco emozionale attraverso le sue parole, trasmettendo un'intima connessione con il mare e riflettendo sulla vita e sull'esistenza.

La prima strofa dipinge la solitudine presente sulla riva del mare, creando un'atmosfera di contemplazione e introspezione. Il mare, con la sua vastità, diventa lo specchio del presente solitario del poeta.

La seconda strofa esprime l'incapacità di immaginare il futuro mentre ci si trova sulla riva del mare. Questa mancanza di prospettiva riflette una sorta di smarrimento o incertezza di fronte alle incognite che la vita può riservare.

La poesia prende una svolta notevole nella strofa 10, dove il poeta si avventura oltre l'ordinario e si unisce al mare. L'atto di immergere la pelle nelle onde diventa un simbolo di rinnovamento e consapevolezza della propria vita, con la constatazione di essere vivo.

Nella strofa 11, il poeta si presenta come "Poeta Eretico", evidenziando la sua scelta di andare controcorrente, di scegliere la vita con gli occhi aperti sulla realtà. L'immersione della solitudine nel "tuo sale" (riferito al mare) rappresenta un modo di affrontare la vita, accettando la solitudine e le sfide che essa può portare.

Complessivamente, la poesia di Romanini si distingue per la sua sincerità e la capacità di catturare le sfumature emotive legate alla vita, alla solitudine e alla scelta di vivere in modo autentico.

 

*   La poesia di Jacqueline Miu, intitolata "Ameo"   *

è un'ode sensuale e profonda che esplora la connessione tra passione e pace. Il titolo stesso, "Ameo", potrebbe essere una combinazione di "anima" e "emozione", suggerendo una fusione di esperienze emotive profonde. La poetessa personifica questa forza, attribuendole il potere di sciogliere l'anima ogni notte e di conoscere gli appetiti più intimi. La richiesta di trovare un "robusto stoppino" durante il rituale del piacere indica un desiderio di continuità e stabilità in mezzo alla passione ardente. L'uso di immagini come il fuoco e la pioggia crea una tensione poetica, cercando pace in mezzo all'ardore dell'esperienza sensuale. La scelta di esprimere la seconda parte della poesia in inglese aggiunge un tocco di universalità e riflessione sulla dualità della passione. In definitiva, "Ameo" si manifesta come un'ode alla fusione di desiderio e tranquillità, esplorando la complessità delle emozioni e della ricerca di equilibrio nell'intimità appassionata.

 

* Sandra Greggio crea una poesia evocativa intitolata "Danza d'amore"*, utilizzando l'immagine del mare e delle onde per dipingere una scena di bellezza eterna e amore infinito.

La personificazione del mare come "maestoso solenne eterno" suggerisce una presenza divina e duratura. La sua dualità, manifestata come pazienza e calma, si sposa con l'immagine delle onde, descritte come ballerine schiumose. Questa personificazione dà vita a una danza d'amore tra il mare e le onde.

Le onde vengono dipinte con varie sfumature, da "lente" a tal punto da sembrare ferme, a "audaci e seducenti" con vesti adornate di bianchi pizzi. La danza è descritta come un gioco proibito, un perpetuo flirt tra il mare e le sue ballerine. L'uso di immagini come "baciano la riva" accentua l'interazione passionale tra le onde e la terra.

L'essenza dell'amore eterno e infinito emerge chiaramente quando le onde sono consapevoli che il loro amante, il mare, non le tradirà mai. L'uso di termini come "eterno", "infinito" e "unico" conferisce una dimensione romantica e trascendente a questa danza d'amore senza tempo.

In conclusione, la poesia di Sandra Greggio celebra la bellezza e la continuità dell'amore, incanalando l'energia del mare e delle onde in una danza eterna e appassionata.

 

*   La poesia di Carlo Chionne "Hamas, il prossimo tuo …"   *

manifesta un linguaggio vigoroso e polarizzante, amalgamando il nome "Hamas" a concetti di distruzione e annientamento parafrasando sulla parola evangelica "Ama il prossimo tuo come te stesso". L'autore sembra comunicare un punto di vista critico, dipingendo immagini di violenza indistinta, colpendo donne e bambini senza esitazione.

In questo scenario, le parole scelte evocano una forte carica emotiva, rafforzando l'impatto delle immagini descritte. Tuttavia, è importante notare che il linguaggio poetico può essere soggetto a interpretazioni diverse, e la natura polarizzante di questo testo potrebbe generare riflessioni profonde e intense ovvero non condivise per mera partigianeria, dimentichi che, la guerra è follia di morte e distruzione, chiunque ne sia l'artefice,  qualunque fine abbia.

 

*   Nella tessitura della sua poesia "Per non dimenticare l'orrore della guerra"  Antonia Scaligine.  * 

traccia un affresco di dolore e memoria intitolato "Per non dimenticare l'orrore della guerra". Rivolgendosi ai bambini con un'intensità vibrante, ella svela una storia che non si cela dietro lieti fini, ma attinge dalla crudele realtà della storia.

Sin dalle prime parole, emerge la dichiarazione carica di peso: "Per non dimenticare l'orrore della guerra". L'autrice evoca Auschwitz, grido straziante di un passato tormentato, legato al tiranno pazzo, Hitler, e alla violenza di un "dio politico" che ha infiammato roghi di carne umana.

Scaligine non tralascia la contemporaneità, affrontando conflitti nel Medio Oriente, illuminando la continuità tragica della violenza. La sua poesia diventa un'ode alla memoria, un'invocazione a conservare viva la storia di Auschwitz nonostante fatica e dolore, richiamando l'attenzione sui conflitti attuali.

L'invito a "lucidare ogni giorno" la memoria e a "rivendicarla nelle pagine di storia" si colora di una profonda consapevolezza del potere che la memoria detiene. La poetessa abbraccia con passione il compito di proteggere il ricordo delle vite spezzate.

Il ritorno alla voce dei bambini nel finale è toccante, quando Scaligine implora di "cessare il fuoco", ma sottolinea la persistenza dei potenti nel lanciare lingue di fuoco che spengono i sorrisi dei più giovani. Questo appello per la pace resiste, insieme alla consapevolezza che per alcuni il comando è preferibile all'obbedienza.

In conclusione, la poesia di Antonia Scaligine si eleva come un inno struggente alla memoria, sottolineando il dovere etico di affrontare le ombre del passato e la necessità di una costante lotta per la pace. La sua abilità poetica si manifesta nell'uso avvincente delle parole, creando un'opera intrisa di emozioni e urgenza.

 

*   Nella poesia "Candela" di Piero Colonna Romano  * 

 l'autore crea un dipinto evocativo utilizzando l'immagine di una candela che si spegne lentamente. La danza d'ombre oscure sul muro diventa metafora delle paure nascoste nella mente, emergendo al lento esaurirsi della luce.

Le scritture della vita, rilette con fatica, si rivelano come una tela che racconta di amori grandi e delle letture che hanno tessuto il percorso dell'esistenza. La candela, con la sua fiamma vacillante, diventa simbolo dei ricordi che svaniscono progressivamente.

Il lento morire della candela è un'immagine toccante del tempo che scorre e dei ricordi che si dissolvono. La fiamma che guizza prima di spegnersi completamente rappresenta l'ultimo sforzo dei ricordi prima di scomparire nel buio.

La poesia tocca il tema universale della memoria e del suo destino inevitabile di svanire nel tempo. Il buio finale diventa la quiete, un'assenza di pensieri e sogni, e il ciclo della vita si completa con la fiamma che si spegne.

Attraverso una scrittura misurata e suggestiva, Colonna Romano riesce a trasmettere la delicatezza e la malinconia del processo di perdita dei ricordi, rendendo la poesia un'esplorazione poetica della fugacità della vita e della memoria.

 

Con stima e ammirazione, Vi saluto, augurando che la vostra penna continui a danzare sulla melodia senza fine dell'ispirazione.

Con fraterno affetto

Vostro مبروك Ben Tartamo

 

21-22-23 Gennaio

Carissimo Alessio, 
dovrei esser io a ringraziare voi tutti per le splendide poesie donate, mi regalano emozioni e riflessioni.
Spero solo di non tediarvi.
Un abbraccio 
Ben

 

Vorrei ringraziare Ben Tartamo, per l’impegno
Con il quale ogni volta commenta le poesie.
Grazie di cuore! I tuoi commenti sono poesie.
Grazie Ben
Grazie anche a Lorenzo per questo stupendo spazio culturale.
Alessio Romanini

 

Poesie pubblicate il 21-22-23 Gennaio 2024

 
*   La "Filastrocca dell'attempato" di Armando Bettozzi   *
è un'ode scanzonata alla vecchiaia, ricca di umorismo e sagacia. Nella sua analisi denotativa, l'autore dipinge vividamente il processo di invecchiamento attraverso immagini forti e concrete. Il deterioramento fisico è rappresentato con frasi come "Te gira la còccia" e "Te balla ogni dente", evidenziando la fragilità del corpo.
La connotazione poetica emerge nell'uso di espressioni colloquiali e dialettali, come "nun fai più bisboccia" o "mai più svojatùre", che conferiscono un tocco autentico e popolare alla poesia. La metafora della "panza" che sporge e dell'inevitabilità della dentiera aggiunge una nota di ironia alla condizione dell'anziano, trasmettendo al lettore un senso di accettazione divertita di ciò che la vita offre nella vecchiaia.
L'enfasi sulla dimenticanza e la liberazione dai pensieri quotidiani con l'invito a dire "'ffanculo all'anni!" dona alla poesia un tocco di saggezza spregiudicata. Bettozzi, attraverso questa filastrocca, celebra l'umanità nell'affrontare il tempo con coraggio e spirito, donando al lettore un ritratto vivido e incisivo della vita durante la terza età.

 
*   "La fantasia del tempo" di Giuseppe Stracuzzi   *
è un poema intriso di contemplazione e riflessione sul fluire inesorabile degli anni. Nell'analisi denotativa, l'autore utilizza immagini evocative per trasportare il lettore in un viaggio attraverso il tempo. Il "monte" rappresenta la vetta della vita, dove gli occhi stanchi scrutano il passato e affrontano la scelta cruciale del bivio.
La connotazione poetica emerge nell'uso di metafore, come il "peso degli anni" e il "pensamento che oscilla", che catturano la complessità delle emozioni legate all'invecchiamento e alle decisioni cruciali. La metafora del fiume che, una volta giunto al mare, si confonde e si perde simboleggia l'incertezza e la confusione che spesso accompagnano la vecchiaia.
L'enfasi sull'onda che porta con sé i desideri e le brame, alimentati dal vento che soffia ingordigie, crea un quadro ricco di simbolismi sulla natura mutevole della vita. La goccia a goccia sollevata dal sole suggerisce il lento processo di illuminazione e comprensione che precede il ritorno al mare, simbolo della totalità dell'esistenza.
In sintesi, Stracuzzi dipinge un ritratto poetico della relazione intricata tra il tempo e l'individuo, utilizzando immagini suggestive e simboli per esplorare la complessità dell'esistenza umana e il percorso inevitabile del ritorno al "mare" della vita.

 
*   "Certe volte" di Salvatore Armando Santoro   *
 è una poesia che esplora il tema complesso dell'amore, del rimpianto e della malinconia. Nell'analisi denotativa, l'autore descrive il suo risveglio al mattino, ancora intrappolato nei sogni che si manifestano come fantasmi avvolti in lenzuola di lino. Queste immagini evocative creano un'atmosfera onirica, sottolineando il persistere di un passato emotivo.
La connotazione poetica emerge nelle immagini di notti passate e sogni ancora vividi, trasmettendo il desiderio di rivivere momenti di intimità e felicità con l'altro. Le parole come "seni procaci" e "gioiose risate" creano un ritratto sensoriale e affettivo, richiamando il lato fisico e emozionale della relazione.
Lo stile della poesia è intimo e personale, con una metrica che segue un ritmo libero, adattandosi alla fluidità delle emozioni descritte. Le rime sono presenti, ma non seguono uno schema rigoroso, conferendo un tono più naturale e spontaneo alla composizione.
Da un punto di vista psico-sociologico, la poesia affronta il tema dell'amore complesso e delle relazioni intricate. L'autore rivela il suo struggente desiderio di capire e interpretare la complessità della persona amata, evidenziando le sfumature della sua emotività.
In conclusione, Santoro crea un quadro emotivamente carico attraverso immagini intense e parole evocative, dipingendo un ritratto di amore, nostalgia e riflessione. La poesia cattura la dualità delle emozioni umane, dall'estasi all'incertezza, offrendo al lettore un'esperienza poetica profonda e coinvolgente.

 
*  "Medio termine a Belfast" di Leontia Flynn   *
è una poesia che cattura un momento di transizione e incertezza, con un'attenzione particolare all'ambiente urbano di Belfast. Nell'analisi denotativa, l'autrice dipinge un quadro di contrasti tra la bellezza della natura, rappresentata dai "boccioli di magnolia" e gli "alberi tozzi", e la presenza urbana, con "atmosfere azzurre e sconvolte" e "macchine che passano".
La connotazione poetica emerge attraverso l'uso di simboli come la "Menorah" e la sua successione, che potrebbero rappresentare la continuità e la resistenza di una comunità. La scia dell'aereo e la striscia di vapore aggiungono un elemento di movimento e transizione, riflettendo forse la natura effimera di certi momenti cruciali.
Lo stile della poesia è caratterizzato da immagini forti e dettagliate, con una metrica che segue una struttura più libera, accentuando la fluidità della narrazione. La presenza di riferimenti geografici come Somerton, Crumlin Roads, Pettigo, e Coffin Bridge aggiunge una dimensione specifica, ancorando la poesia in un contesto preciso.
Dal punto di vista psico-sociologico, la poesia potrebbe riflettere sulla complessità delle relazioni umane, sottolineando l'incertezza e il cambiamento. I versi come "Il piano è incerto. / I bimbi piangono." suggeriscono una tensione emotiva e una mancanza di chiarezza nel futuro.
In conclusione, Flynn crea un'atmosfera densa di significati attraverso l'uso di simboli, immagini e dettagli precisi. La poesia esplora la dicotomia tra natura e urbanità, incertezza e continuità, offrendo al lettore uno spaccato di un momento cruciale, forse di una partenza o di un passaggio nella vita.

 
*   "Chiara" di Fausto Beretta   *
è una poesia che riflette sul percorso dell'influencer Chiara Ferragni, utilizzando immagini evocative. Nell'analisi denotativa, l'autore dipinge un ritratto di Chiara come una "Bambolina sognante" con occhi di mare e un sorriso innocente, sollevata come simbolo desiderabile ma consumata dalla realtà del mercato dell'influenza.
La connotazione poetica emerge attraverso l'uso di immagini contrastanti, come la dolcezza di "occhi di mare" e "sorriso di bimbo", contro la dura realtà della "violenza alle sue spalle" nel mondo dell'influenza digitale. La poesia sembra criticare l'uso e il consumo dell'immagine di Chiara, suggerendo che la sua importanza è finita, e ora è destinata a tornare a una vita più privata.
Lo stile della poesia è diretto e critico, con un ritmo che segue un flusso di pensiero incisivo. L'autore utilizza l'immagine della "chiacchiera" come un elemento valutativo, suggerendo che anche se rumorosa, l'importanza attribuita a Chiara è ora convertita in oro solo per un breve periodo, riflettendo forse la natura effimera dell'influenza digitale.
Da un punto di vista psico-sociologico, la poesia può essere interpretata come una critica alla superficialità e all'effimero delle valutazioni nel contesto dell'influenza digitale, evidenziando la precarietà della fama e l'inevitabilità del passaggio del tempo.
In conclusione, Beretta crea un ritratto critico e riflessivo utilizzando immagini contrastanti e parole incisive, offrendo una visione poetica del percorso e della fugacità dell'influenza digitale, personificata nell'icona Chiara Ferragni.

 
*   "Non parlai quel giorno" di Maria Benedetta Cerro   *
è una poesia che cattura l'esperienza intensa di un momento di silenzio e di perdita. Nell'analisi denotativa, l'autrice descrive il suo mutismo in un giorno particolare, con la lingua che la abbandona in forma di sospiri e lamenti disarticolati, culminando nel silenzio. Successivamente, si adatta al gesto e alla compostezza dei morti, assorbendo l'essenza di suo padre e condividendo con lui la perdita delle rughe.
La connotazione poetica emerge attraverso l'uso di immagini forti, come il mutismo, il silenzio e la perdita delle rughe, simboleggianti forse la transizione dalla vita alla morte. L'amore per la compostezza suggerisce un rispetto profondo per la dignità nelle fasi finali della vita.
Lo stile della poesia è essenziale e incisivo, con una metrica che segue un ritmo controllato, riflettendo il tema della compostezza e della misura. La poesia utilizza la prima persona per esprimere l'esperienza personale, creando una connessione immediata tra il lettore e il poeta.
Dal punto di vista psico-sociologico, la poesia potrebbe essere interpretata come una meditazione sulla morte, sull'eredità familiare e sull'accettazione di ciò che inevitabilmente ci aspetta. L'assorbire l'essenza di suo padre suggerisce una connessione profonda e forse una continuità oltre la morte.
In conclusione, Cerro crea un ritratto intimo e riflessivo attraverso immagini potenti e parole misurate. La poesia esplora la complessità dell'addio e dell'eredità, offrendo al lettore uno sguardo toccante su un momento di silenzio e trasformazione.

 
*   "Aldilà" di Flora Fazzari   *
 è una poesia che evoca l'immaginario di un'esperienza oltre i confini terreni, con un richiamo all'infinito del mare e del cielo. Nell'analisi denotativa, l'autrice dipinge un'immagine di un tuffo nel blu di un mare senza limiti, con colori che si fondono con un cielo vasto e inalterato. La poesia evoca una sensazione di tranquillità e liberazione.
La connotazione poetica emerge attraverso l'uso di immagini suggestive come il "morso che stringe" l'anima, suggerendo una sorta di liberazione e sollevamento da un peso. Il suono timido proveniente da un mondo lontano aggiunge un elemento di mistero e magia all'esperienza descritta.
Lo stile della poesia è arioso e leggero, con una metrica che riflette la sensazione di fluttuare e lasciarsi andare. La ripetizione delle parole "forse" sottolinea l'incertezza e la mancanza di conoscenza riguardo all'aldilà, aggiungendo una nota di contemplazione filosofica.
Dal punto di vista psico-sociologico, la poesia può essere interpretata come una riflessione sulla dimensione spirituale e sulla nostra limitata comprensione dell'esistenza oltre la vita terrena. L'invito a lasciarsi andare e asciugare il pianto suggerisce una accettazione serena dell'incertezza della vita e della morte.
In conclusione, Fazzari crea un'immagine suggestiva e contemplativa di ciò che potrebbe attendere oltre il confine della vita. La poesia offre un invito a immergersi nell'incanto dell'ignoto e a trovare consolazione nell'accettazione della nostra limitata comprensione dell'aldilà.

 
*   "Anima bella di Brina e ricordi" di Piacentino Alessandra    *
è una poesia che evoca immagini di nostalgia, amore e ricordi. Nell'analisi denotativa, l'autrice chiama l'"Anima bella di Brina e ricordi", utilizzando l'invocazione come veicolo emotivo per richiamare una presenza, forse una figura amata o un insieme di emozioni.
La connotazione poetica emerge attraverso l'uso di immagini malinconiche come la "Danza e parla / Rannicchiato nel vento al di là delle scale della memoria", suggerendo un connubio tra la memoria e la malinconia. Il crepuscolo di un nuovo giorno e il tacerlo rappresentano il passaggio del tempo e la trasformazione delle emozioni.
Lo stile della poesia è lirico e suggestivo, con una metrica che fluisce dolcemente, catturando l'atmosfera di ricordi che si affacciano. Le immagini della brina, delle notti folli e degli specchi nel ventre adulto creano un mosaico di esperienze e sensazioni.
Dal punto di vista psico-sociologico, la poesia potrebbe riflettere sulla continuità dell'amore e dei ricordi attraverso il tempo, come una presenza costante che accompagna la vita. L'invito a "accompagnarmi ancora all’inizio anima / Di carne senza pace" suggerisce un desiderio di connessione profonda e di esplorazione dell'essenza umana.
In conclusione, Piacentino Alessandra dipinge un ritratto emotivo e riflessivo attraverso l'uso di immagini poetiche e parole suggestive. La poesia evoca una melodia di ricordi, malinconia e desiderio di continuare il viaggio dell'anima nonostante le sfide del tempo e della vita.

 
*   "Glenlivet" di Enrico Tartagni   *
è una poesia che si avventura nei recessi dell'esperienza umana, mescolando immagini intense, suggestioni psichedeliche e richiami culturali. Nell'analisi denotativa, l'autore utilizza un linguaggio ricco e un flusso di coscienza per esplorare temi come la dissolvenza della realtà, il sesso, l'ispirazione artistica e l'oblio.
La connotazione poetica emerge attraverso l'uso di immagini intense come "limbo criogenico", "occhio cocainomane metempsicotico" e "nuvole di pepe", che contribuiscono a creare una visione surreale e quasi allucinatoria. L'autore sperimenta con la lingua, creando un effetto di rottura e frammentazione che riflette forse la complessità delle esperienze descritte.
Lo stile della poesia è audace e sperimentale, con una metrica che segue uno schema libero, enfatizzando la libertà espressiva. L'uso di riferimenti culturali, come Harper Lee, Gregòry, Recanati e Bukovski, aggiunge profondità e stratificazione al testo, creando un dialogo con la tradizione letteraria e culturale.
Dal punto di vista psico-sociologico, la poesia sembra esplorare la ricerca di significato e identità nell'ambito delle esperienze estreme e degli stimoli sensoriali. L'invocazione di "Glenlivet fonte d'oblio" suggerisce un desiderio di fuga e dimenticanza attraverso il consumo di sostanze.
In conclusione, Tartagni crea una poesia che sfida le convenzioni, esplorando l'esperienza umana in modo provocatorio e visionario. La miscela di immagini intense e riferimenti culturali rende la poesia una riflessione audace sulla vita, l'arte e la ricerca di significato attraverso il prisma delle percezioni e delle esperienze estreme.

 
**Nota su "Glenlivet":** Il Glenlivet è un marchio di whisky single malt scozzese. Il riferimento potrebbe simboleggiare la ricerca di un'esperienza sensoriale intensa, di fuga dalla realtà attraverso l'assunzione di sostanze, o semplicemente l'uso di questo liquore come strumento per raggiungere uno stato di oblio o trance.

 
*   "Neve" di Renzo Montagnoli   *
è una poesia che dipinge un affascinante quadro invernale, celebrando la bellezza della neve e le emozioni che suscita. 
L'autore inizia con l'immagine delicata dei fiocchi di neve che assomigliano ai petali dei fiori di pesco in una giornata di primavera, introducendo un contrasto con il freddo dell'inverno. La descrizione del gelo che stringe i rami e soffoca le parole crea un'atmosfera di silenzio e immobilità, sottolineando la forza della stagione invernale.
Il ritmo lento e l'uso di immagini poetiche, come i fiocchi di neve come "messaggi del cielo" e "carezze di ghiaccio", catturano la delicatezza e la magia della nevicata. L'autore sottolinea il contrasto tra il mondo addormentato e la freschezza della neve che accarezza la pelle, creando un momento di suggestione e meraviglia.
La progressione della poesia culmina con l'abbondante nevicata che trasforma strade, prati e boschi in un paesaggio incantato. L'uso della metafora dei merletti di gelo che ricamano riflessi di luce aggiunge un tocco di eleganza e bellezza alla scena invernale.
Infine, la poesia esplora le sensazioni umane nel mezzo della neve, dalla stretta del freddo nelle ossa alla sensazione di cuori caldi nell'estasi. Il termine "interminabile bacio" chiude la poesia con un'immagine di intimità e continuità, suggerendo la persistenza della bellezza anche nella fredda stagione invernale.
Montagnoli riesce a trasmettere l'atmosfera magica della neve attraverso un linguaggio suggestivo e l'uso di immagini evocative, coinvolgendo il lettore in un viaggio sensoriale attraverso il paesaggio innevato e le emozioni connesse.

 
*   "Nella stagione che ti spoglia" di Felice Serino   *
 è una poesia che celebra la connessione tra l'essere umano e la natura, enfatizzando il ciclo delle stagioni come metafora della vita.
L'autore inizia evocando un'immagine poetica delle braccia spoglie degli alberi, descritte come "frondose" durante la stagione in cui gli uccelli prendono il volo. Questa immagine è presentata come un inno alla vita, suggerendo una connessione profonda tra la natura e il significato dell'esistenza.
La frase "il forte abbraccio è il mio grazie di esistere" crea un legame emotivo con la natura, suggerendo che l'autore percepisce la bellezza della vita come un dono prezioso e risponde con gratitudine. L'idea di un abbraccio forte simboleggia la presenza avvolgente e nutriente della natura.
Nella seconda strofa, l'autore esprime tristezza per il "fuggire dei canti" durante la stagione che spoglia gli alberi. Questa tristezza può essere interpretata come una reazione all'assenza temporanea della vita e della vitalità che gli uccelli portano con sé. La stagione che spoglia può simboleggiare momenti difficili o transitori nella vita.
La poesia, con un linguaggio semplice ma evocativo, riflette sulla ciclicità della vita e sulla sua interconnessione con la natura. La tristezza per il silenzio dei canti suggerisce una consapevolezza dell'effimero della vita e delle sue sfumature emotive.
In conclusione, Felice Serino attraverso "Nella stagione che ti spoglia" offre una riflessione sulla vita, l'amore per la natura e la consapevolezza dei cicli che influenzano le emozioni umane.

 
*   "L’amore è …" di Franco Fronzoli  *
In questa poesia, Franco Fronzoli esplora la complessità e la dualità dell'amore attraverso una serie di metafore e opposizioni. L'uso di immagini come la rosa, la spina, la stella, la luna, la lacrima, il sorriso, la goccia di pioggia, il bacio, la carezza e la foglia tinta di sole crea un mosaico di esperienze emotive e simboliche.
L'alternanza tra concetti opposti come "tutto o forse niente" o "rumore passione silenzio sogno follia libertà prigionia" riflette la natura ambivalente dell'amore. La poesia suggerisce che l'amore può essere sia fonte di gioia e ispirazione, rappresentato da immagini come la foglia tinta di sole, sia fonte di dolore e contrasti, come la presenza della spina.
La ripetizione di "L’amore è" in diverse situazioni e sensazioni enfatizza la diversità e la mutevolezza di quest'emozione. La mancanza di un'indicazione specifica di cosa sia veramente l'amore suggerisce la sua natura sfuggente e aperta all'interpretazione individuale.
In conclusione, Franco Fronzoli offre una riflessione suggestiva sull'amore, abbracciando la sua complessità e sfumature attraverso una serie di immagini poetiche che attraversano l'intero spettro emotivo e simbolico.

 
*   "La notte" di Cristiano Berni  *
 è una poesia che dipinge un quadro suggestivo e malinconico della notte, esplorando le sue atmosfere misteriose e il suo impatto sulle emozioni umane.
L'autore inizia descrivendo la notte come il "limbo del giorno," un momento di transizione dove l'aria si oscura e le stelle gialle si stagliano sopra. L'uso di immagini come "sogni in alto," "fantasticherie che volano," e "corpi invisibili che s'alzano" crea un'atmosfera magica e onirica.
La poetica esplorazione della moltitudine di sogni e fantasie che si svolgono durante la notte suggerisce un mondo parallelo e misterioso che si manifesta quando la luce del giorno svanisce. Tuttavia, l'autore sottolinea anche una certa malinconia, descrivendo suoni lontani e deboli che giungono senza speranza, sottolineando l'oscurità della notte.
La notte è descritta come il regno dell'inverosimile, evocando spiriti lontani e anime umane colme di malinconia. Il vento gelido che si alza è personificato come un "soffio di languidi pensieri," suggerendo una connessione tra l'atmosfera notturna e gli stati d'animo melancolici.
Il poema culmina con l'avvicinarsi del poeta al suo letto, un atto di rifugio e chiusura nei confronti del gelo della notte. Il gemito di malinconia diventa l'ultimo richiamo prima che pensieri e ricordi si spengano, creando un'immagine di transizione dallo stato di veglia al riposo notturno.
In conclusione, Cristiano Berni cattura l'essenza della notte con un linguaggio evocativo e un'atmosfera poetica che esplora la dualità tra il mistero e la malinconia, offrendo un viaggio emozionale attraverso il buio e il silenzio della notte.

 
*   In "Tentazione" di Piero Colonna Romano   *, 
l'autore esplora la tematica della tentazione, dell'illusione e della redenzione attraverso un linguaggio ricco e suggestivo.
L'immagine iniziale di chi rubava senza compassione e ora dona ogni suo avere, insieme al concetto di purificazione della casa, suggerisce una trasformazione profonda. La tentazione, apparentemente, ha ceduto il passo a un atto di generosità e restituzione.
Tuttavia, l'autore introduce il dubbio sulla realtà di questa trasformazione con l'espressione "Ma questa mia illusione," indicando che forse ciò che sembra essere una redenzione potrebbe essere solo un sogno. La dualità tra realtà e illusione emerge con forza.
La frase "Ritorno dritto e vedo ogni peccato" suggerisce una sorta di consapevolezza o riflessione sulla vita e sul passato, forse indicando che il protagonista torna alla retta via, ma non senza il peso della consapevolezza dei peccati commessi.
In definitiva, Colonna Romano crea una tensione tra la tentazione, l'illusione e la possibilità di redenzione, mettendo in discussione la sincerità di un cambiamento apparente. Il poema invita il lettore a riflettere sulle complessità dell'animo umano e sulla dualità presente nelle esperienze di tentazione e redenzione.

 
*   In "Umile gaudio" di Alessio Romanini   *
 l'autore esplora il tema della memoria e del passare del tempo attraverso l'immagine delle passeggiate sul mare e dei ricordi legati alle tracce lasciate sulla sabbia.
Le "vetuste passeggiate" suggeriscono una storia di esperienze che risalgono nel tempo, e le impronte sulla sabbia, in particolare quelle del narratore e dei suoi bambini, diventano simboli tangibili di un passato ora lontano. Il mare agisce come custode di questi ricordi, mitigando la battigia e creando un'atmosfera evocativa.
Il poeta rivive mentalmente il "diafano sciabordio" e il "rumore di aguzze arselle," richiamando sensazioni e suoni specifici legati a quel periodo. Tuttavia, il contrasto tra il passato e il presente emerge quando l'autore osserva le "solinghe impronte" attuali, concentrandosi sulle proprie tracce che persistono sulla riva.
La seconda parte della poesia si sposta verso la riflessione sul cambiamento, sottolineato dalla crescita dei bambini in "una Donna ed un Uomo che nella vita cercano la meta." La poetica esplorazione del passare del tempo suggerisce la consapevolezza della natura fugace della vita e dell'evoluzione delle persone nel corso degli anni.
Nonostante l'inevitabile cambiamento, il poeta trae un "umile gaudio" dalla visione dei propri figli liberi di volare. Questo "umile gaudio" riflette un senso di gioia modesta e profonda nel vedere i propri cari intraprendere i propri percorsi nella vita.
In conclusione, Alessio Romanini cattura il flusso del tempo attraverso le immagini delle passeggiate sul mare e delle impronte sulla sabbia, esplorando la complessità delle emozioni legate ai ricordi e al cambiamento nella vita familiare.

 
*   In "CORVICO" di Jacqueline Miu * l'autrice dipinge un ritratto affascinante e potente dell'anima umana, utilizzando immagini ardenti e forti metafore.
La poesia inizia con l'espressione "the restless soul remains howling in the veins," che crea un'atmosfera di inquietudine e irrequietezza. La scelta di parole come "howling" e "veins" suggerisce una forza interiore travolgente e selvaggia, evocando l'immagine di un'anima inquietante.
La trasformazione in "a fire" e "an avalanche" amplifica l'intensità emotiva, descrivendo una forza interna che si manifesta in modo esplosivo. Le "furious winds for unknown sails" aggiungono un tocco di mistero, suggerendo una guida verso territori sconosciuti.
L'immagine di "watching over the stars" con le fiamme indica un ruolo di protezione e dominio, mentre "forging in me - fighting nature" implica una lotta interna per modellare la propria natura. La dualità di forgiare e combattere evidenzia una tensione interiore, un conflitto che dà profondità all'esperienza descritta.
La successiva immagine di "what tempers me / taste blood more than the sword" suggerisce una connessione tra la forza e il gusto per la battaglia. La necessità di oscurità e il riferimento al "Corvico realm" aggiungono un elemento mitologico e simbolico alla poesia.
La frase "today what tempers the flesh is not dreams / but the wounds" sposta l'attenzione sulla realtà delle ferite e delle cicatrici, indicando che l'esperienza e il dolore hanno un ruolo centrale nella formazione dell'identità del "wolf."
La conclusione, "that make what is in me - wolf - immune to the cage," offre una prospettiva potente sull'idea di libertà e resilienza. Il "wolf" rappresenta la forza indomabile, immune alle restrizioni imposte dalla società o dalla vita.
In sintesi, Jacqueline Miu attraverso "CORVICO" crea un poema che esplora la forza, la lotta e la metamorfosi interiore, utilizzando un linguaggio potente e suggestivo. La poesia offre uno sguardo profondo nell'anima umana e nei suoi conflitti, invitando il lettore a riflettere sulle forze che plasmano la nostra natura più selvaggia.

 
*  "Cuore lontano" di Sandra Greggio * è un canto malinconico che dipinge l'emozione complessa di separazione e nostalgia attraverso una prosa poetica avvolgente.
Il poema inizia con l'affermazione audace, "Non vive con me il mio cuore," suggerendo una dislocazione emotiva, una divisione tra la sede fisica e il cuore intrappolato nei meandri dei ricordi. L'immagine di "prendere per mano le ore" aggiunge un elemento tattile, delineando il tentativo di dominare il flusso del tempo, ma il cuore, inesorabilmente, rimane ancorato al passato.
La descrizione dei luoghi del passato, come i "remoti monti attorno ad un lago" e le "spiagge assolate," è intrisa di un'atmosfera di affetto e familiarità. Questi paesaggi diventano il palcoscenico delle emozioni richiamate dalla voce del cuore, che implora l'autrice a ritornare e a rivivere quei momenti che definiscono il suo legame con il passato.
La richiesta di "salutare quei luoghi" e il consiglio di "lasciare a casa le preoccupazioni" incarnano un invito profondo a riscoprire l'innocenza e la gioia della giovinezza. Il cuore diventa un confidente saggio, consigliando di immergersi nei ricordi come un rifugio contro le ansie quotidiane.
La deviazione nel ritmo del poema quando il cuore sussurra "nei momenti più impensati" suggerisce un dialogo interiore, un colloquio segreto tra l'autrice e la sua essenza più profonda. L'immagine della "ventata di aria fresca" e del "profumo antico ma sempre nuovo del gelsomino" evoca una sensazione di rinascita e di connessione con l'essenza più autentica della giovinezza.
Il culmine del poema è nella rievocazione del "profumo mielato del gelsomino in piena fioritura," una metafora sensoriale che cattura la dolcezza e la persistenza dei ricordi. L'uso di "quel profumo" conferisce una specificità tangibile, trasmettendo un senso di individualità e unicità nei ricordi.
In conclusione, Sandra Greggio offre un'opera che, attraverso immagini ricche e un linguaggio evocativo, esplora il filo sottile tra il cuore e la memoria, coinvolgendo il lettore in un viaggio emozionale di separazione e riconnessione. Il poema invita a riflettere sulla potenza dei luoghi e dei profumi nel richiamare il passato, trasmettendo una bellezza intrinseca e una malinconia sottesa che rimane impressa nell'animo.

 
*  "Mare Nostrum" di Carlo Chionne * è un canto in onore al Mar Mediterraneo, un'ode che si sviluppa attraverso riferimenti storici e un senso di devozione profonda, rivelando un'intensa connessione tra l'umanità e questo vasto mare.
L'espressione "Mare Nostrum," derivata dal latino, assume un significato più profondo, incarnando un'identità condivisa, una proprietà collettiva di questo mare. La scelta di "che non sei nei cieli" crea un'immagine tangibile, posizionando il Mare come una presenza palpabile sulla Terra, un custode terreno della nostra esistenza.
La supplica per essere "preservati dal male e dalla guerra" sottolinea la responsabilità del Mare Nostrum nella promozione della pace e della prosperità. La sua importanza transcende il mero aspetto geografico, diventando un archetipo di protezione e solidarietà.
La benedizione del "sale quotidiano" acquisisce un significato simbolico, rappresentando non solo il commercio marittimo ma anche il veicolo delle interazioni culturali che hanno plasmato le civiltà costiere. Chionne riconosce il Mare come il tramite di scambi vitali che hanno contribuito alla diversità culturale.
La personificazione del mare come un giudice impartiale, che affoga coloro che cercano la guerra, crea un contrasto potente. Questa personificazione trasmette un senso di giustizia immanente nel ruolo del mare, rafforzando l'idea che la sua immensità dovrebbe essere preservata come custode di armonia.
Il ritratto delle onde, del fondale e dei pescatori riflette l'interazione continua tra l'umanità e il Mare Nostrum. Le "onde" e i "pescatori" non sono solo elementi fisici, ma diventano simboli di un ciclo eterno di vita, lavoro e relazioni umane, offrendo una visione più ampia della connessione tra l'umanità e il mare.
In conclusione, "Mare Nostrum" di Carlo Chionne è un inno carico di simbolismo e storia, che celebra il Mar Mediterraneo come un bene comune. La poesia, attraverso il suo linguaggio ricco e la sua personificazione eloquente, evoca un senso di rispetto e reverenza per questo mare che ha plasmato le vicende umane nel corso dei secoli.

 
Intinti nell'azzurro inchiostro dell'animo, vi invio gli umili miei commenti alle vostre più che preziose liriche. 
> Vi ringrazio tutti con sempiterno affetto e stima, in primis, il Magister filiorum Musarum  prof. Lorenzo De Ninis 
 
Vostro مبروك Ben Tartamo 

 

 

18-19-20 Gennaio

Poesie pubblicate il 18-19-20 Gennaio 2024
 
*   "Dedica" di Cristiano Berni   *

 
*Denotativa:*
La poesia "Dedica" è un inno appassionato di gratitudine e amore. L'autore ammette di non capire completamente perché scrive, ma suggerisce che la scrittura potrebbe essere una forma di sopravvivenza. Ringrazia la destinataria, descritta con occhi come il mare e come custode di bei sentimenti, per il supporto durante i momenti difficili.

 
*Connotativa:*
Con un tono delicato e romantico, l'autore esprime amore e riconoscenza. Usa immagini come "aurora sferzata dalla brezza" e confronta la destinataria con la Luna e una musa, sottolineando la sua dolcezza e sofferenza silenziosa. L'aprile malinconico aggiunge un'atmosfera di nostalgia e riflessione.

 
**Forma e Struttura:**
La poesia è composta da strofe regolari e versi brevi, creando una struttura armoniosa. L'uso di rime alternate contribuisce alla fluidità del ritmo. La scelta di concludere con un saluto e il desiderio di baciare le labbra della destinataria aggiunge una nota di intimità.

 
**Versi e Ritmo:**
Il ritmo è melodioso, sostenuto dalla metrica regolare. L'autore utilizza versi brevi per enfatizzare l'essenza di ogni espressione, rendendo la poesia leggera e scorrevole. Alcuni versi presentano una cadenza più marcata, amplificando l'effetto delle emozioni.

 
**Aspetti Psicologici:**
La poesia riflette l'intima connessione tra l'autore e la destinataria. L'autore esprime gratitudine, affetto e desiderio, rivelando una sfera psicologica profonda e personale. La scrittura diventa un modo di comunicare e condividere emozioni che vanno al di là delle parole scritte.

 
In conclusione, "Dedica" di Cristiano Berni è un canto appassionato, una dichiarazione d'amore impregnata di lirismo e sentimenti vibranti. Le parole diventano un inno alla bellezza e alla potenza dell'affetto, invitandoci a immergerci in un mondo di emozioni intense e genuine.

 
*   "Francesco, ti rispetto troppo" di Armando Bettozzi  *

 
*Denotativa:*
La poesia rivela un forte senso di rispetto nei confronti di Francesco, esprimendo l'incredulità che egli possa incoraggiare il ritratto negativo del clero. L'autore interroga l'idea che personaggi religiosi come Dio, Gesù e Maria possano essere adattati arbitrariamente a differenti contesti.

 
*Connotativa:*
La connotazione riflette un tono di critica nei confronti di chi deturpa l'immagine del clero. L'uso del termine 'spretati' suggerisce un giudizio negativo nei confronti di coloro che mancano di rispetto verso il clero. L'autore sottolinea la meschinità della tolleranza distorta.

 
**Forma e Struttura:**
La struttura è costituita da quartine di versi, permettendo un ritmo fluido. L'uso di domande retoriche coinvolge il lettore, stimolando la riflessione. La scelta di rime alternate conferisce armonia e coerenza.

 
**Versi e Ritmo:**
Il ritmo è deciso, sostenuto dalla metrica regolare. L'uso del pentametro conferisce una cadenza formale, rafforzando il tono assertivo della critica. L'accentuazione su alcune parole, come "rispettar" e "tolleranza", enfatizza i concetti chiave.

 
**Aspetti Psicologici:**
La poesia riflette una reazione emotiva alla percezione di un'offesa al clero. L'autore evidenzia la preoccupazione per il modo in cui la tolleranza può essere distorta e percepisce l'insulto come una forma di prepotenza.

 
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*  "Esibizionismi…" di Armando Bettozzi.  *

 
*Denotativa:*
La poesia critica l'esibizionismo e suggerisce che non aggiunge valore alle ragioni contro le discriminazioni. L'autore mette in discussione se tale comportamento sia reato e ironizza sulla mancanza di saggezza di coloro che lo praticano.

 
*Connotativa:*
Il termine "esibizionismo forsennato" denota un giudizio negativo sulla pratica. L'uso dell'espressione "strafar non porta gloria" sottolinea che tale comportamento eccessivo non è degno di lode, ma può invece causare fastidio.

 
**Forma e Struttura:**
La poesia è strutturata in terzine, con uno stile incisivo. La scelta del titolo anticipa il tono critico. L'uso di ellissi rafforza il senso di sfiducia nei confronti dell'esibizionismo.

 
**Versi e Ritmo:**
Il ritmo è rapido e incisivo, sottolineando la brevità del giudizio espresso dall'autore. La presenza di enjambement crea una fluidità che riflette il tono diretto.

 
**Aspetti Psicologici:**
L'autore sembra esprimere frustrazione e sdegno nei confronti dell'esibizionismo e della sua presunta mancanza di scopo. Il termine "strafar" suggerisce una volontà di attirare eccessiva attenzione, forse a scapito di cause più significative.

 
*   "La fantasia ragiona come il vento" di Giuseppe Stracuzzi.  *

 
*Denotativa:*
La poesia esplora la natura della fantasia, paragonandola al vento. La fantasia è descritta come un elemento che spazia tra le sponde, portando sogni nelle notti serene e tormenti in quelle agitate. La poesia ritrae la fantasia come un'entità dinamica, capace di agitare nubi di brame e desideri.

 
*Connotativa:*
Con un tono suggestivo, l'autore personifica la fantasia, attribuendole la capacità di condurre, volare e dipingere. Il vento diventa metafora della creatività che può portare nuove prospettive nella vita. Il contrasto tra notti belle e notti agitate rappresenta il dualismo dell'esperienza umana.

 
**Forma e Struttura:**
La poesia segue una struttura fluida, con versi che fluiscono come il vento stesso. L'uso di metafore e personificazioni contribuisce a creare un'immagine vivida e dinamica della fantasia. La presenza di enjambement accentua la continuità del pensiero.

 
**Versi e Ritmo:**
Il ritmo è fluido e armonioso, con versi di varie lunghezze. L'uso del verso libero e l'alternanza tra versi brevi e lunghi creano un ritmo che riflette la variabilità della fantasia. La struttura poetica si adatta alla natura libera e sfuggente del tema.

 
**Aspetti Psicologici:**
La poesia tocca il tema della percezione e dell'immaginazione come elementi che plasmano la nostra realtà interiore. Il richiamo a "moderare l'urlo degli inganni" suggerisce la necessità di discernimento nella creazione mentale, mettendo in luce il potere e la responsabilità della fantasia nella vita di ogni individuo.

 
In sintesi, "La fantasia ragiona come il vento" di Giuseppe Stracuzzi è un'ode alla creatività, esplorando la sua dinamicità e influenza nella vita umana attraverso una scrittura evocativa e immaginativa.

 
*   "Cercavo una donna" di Salvatore Armando Santoro   *

 
*Denotativa:*
La poesia racconta la delusione di un uomo che cercava l'amore ma ha incontrato una donna che desiderava solo una relazione fisica. L'autore esprime la confusione e l'illusione di aver trovato l'amore, solo per scoprire che la donna era interessata solo al sesso.

 
*Connotativa:*
Con un tono disilluso e amaro, l'autore dipinge un ritratto negativo della donna, descrivendola come "sfasata" e con "fango nel cuore". L'uso di immagini come il "tanfo" e il "puzzo mortificante" suggerisce la presenza di una relazione tossica e delusa.

 
**Forma e Struttura:**
La poesia segue una struttura regolare di terzine, che contribuisce a creare un ritmo fluente. L'uso di rime alternate aggiunge coerenza alla narrazione. L'ambientazione e la data contribuiscono a fornire contesto alla storia.

 
**Versi e Ritmo:**
Il ritmo è narrativo e scorrevole, riflettendo il flusso di pensieri e emozioni dell'autore. Alcuni versi presentano allitterazioni e assonanze, enfatizzando il tono amaro e sottolineando l'esperienza delusiva.

 
**Aspetti Psicologici:**
La poesia riflette le delusioni e le ferite emotive causate da aspettative non corrisposte in una relazione. L'autore sembra aver imparato una lezione sull'apparenza e la realtà, evidenziando il conflitto tra il desiderio di amore e la triste realtà della relazione.

 
In sintesi, "Cercavo una donna" di Salvatore Armando Santoro offre uno sguardo crudo e disincantato sulle delusioni amorose, esplorando la dualità tra le aspettative e la realtà nelle relazioni umane.

 
*   "Ballare da soli" di Marino Spadavecchia   *

 
*Denotativa:*
La poesia dipinge un quadro di solitudine e disorientamento. Descrive un individuo che danza da solo in una stanza, sperimentando l'angoscia di non sapere a chi credere. Immagini di topolini giocanti a scacchi, una caffettiera stanca e marionette paralizzate aggiungono dettagli visivi a questa solitudine.

 
*Connotativa:*
Con un tono malinconico, l'autore utilizza immagini suggestive come la caffettiera stanca di sognare impossibili e marionette paralizzate per esprimere la sensazione di disorientamento e la mancanza di scopo. La ricerca di una "magica Narnia" simboleggia il desiderio di fuggire da questa triste solitudine.

 
**Forma e Struttura:**
La poesia segue una struttura libera con versi di lunghezze variabili, creando un ritmo fluente che si adatta al tono malinconico. L'uso di metafore e similitudini contribuisce a creare un'atmosfera evocativa.

 
**Versi e Ritmo:**
Il ritmo è melodioso, con l'uso di allitterazioni e assonanze che contribuiscono a enfatizzare certe immagini e sensazioni. La scelta di esprimere la solitudine attraverso la danza solitaria aggiunge un elemento di movimento e dinamismo alla poesia.

 
**Aspetti Psicologici:**
La poesia esplora temi di solitudine, disorientamento e desiderio di fuga. Le immagini evocative di topolini, marionette e la ricerca di una Narnia magica rivelano uno stato d'animo complesso e nostalgico, riflettendo la lotta dell'individuo con la propria interiorità.

 
In sintesi, "Ballare da soli" di Marino Spadavecchia è un'ode alla solitudine e al desiderio di fuga, con immagini suggestive e una prosa poetica che cattura l'essenza di un momento malinconico.

 
*   "Albero Parlante" di Antonietta Ursitti   *

 
*Denotativa:*
La poesia cattura l'interazione tra il poeta e un albero che racconta la sua storia. L'albero è descritto come essenza di muschio, con fiori che sbocciano e una cornice di paesaggi che include una collina e prati erbosi. Il poeta sperimenta la connessione con l'albero attraverso l'assaporare del suo "gusto secolare" che evoca un senso di eternità.

 
*Connotativa:*
Con tono contemplativo, l'autrice esplora la relazione tra l'uomo e la natura. L'albero diventa un simbolo di stabilità, eternità e connessione con il mondo circostante. L'uso di parole come "sinuose", "eternità" e "gusto secolare" suggerisce un senso di ammirazione e rispetto per la vita dell'albero.

 
**Forma e Struttura:**
La poesia segue una struttura regolare di versi e rime, creando un ritmo melodioso. La disposizione delle parole riflette l'armonia della natura, contribuendo a un flusso calmo e contemplativo.

 
**Versi e Ritmo:**
Il ritmo è cadenzato, riflettendo la lentezza e la durata del tempo nell'ambiente naturale. L'uso di immagini poetiche come "essenza di muschio" e "gusto secolare" enfatizza la profondità e la storia dell'albero.

 
**Aspetti Psicologici:**
La poesia suggerisce una connessione emozionale e spirituale tra il poeta e l'albero, rivelando una riflessione sulla durata e la continuità della vita. La contemplazione del gusto secolare dell'albero evoca un senso di apprezzamento per la storia e la stabilità della natura.

 
In sintesi, "Albero Parlante" di Antonietta Ursitti celebra la connessione tra l'uomo e la natura, esprimendo un senso di ammirazione e rispetto per la vita dell'albero e la sua eternità intrinseca.

 
*   "Il Linguaggio delle Ossa" di Yuliana Ortiz Ruano   *

 
*Denotativa:*
La poesia esplora il tema della morte e delle ossa, utilizzando immagini suggestive della marea che porta resti marini e riflessioni sulle ossa come linguaggio indescrivibile. Il poeta riflette sulla relazione tra ossa, morte e la propria identità, citando l'isola di nascita e i detti del nonno riguardo alle ossa portate dalle onde.

 
*Connotativa:*
Il linguaggio poetico evoca sensazioni di mistero e nostalgia, riflettendo sulla ciclicità della vita e sulla trasformazione delle ossa in simbolo di continuità e memoria. L'osservazione del nonno sulle ossa portate dalle onde diventa una metafora della vita umana, una "linguaggio che non possiamo decodificare".

 
**Forma e Struttura:**
La poesia segue una struttura libera e variegata, adattandosi alla fluidità del tema. La suddivisione in diversi numeri fornisce una struttura organizzativa, ma i versi stessi variano in lunghezza, contribuendo a un ritmo flessibile.

 
**Versi e Ritmo:**
Il ritmo della poesia segue il flusso naturale della narrazione, con variazioni di tono che enfatizzano la gamma di emozioni. Le immagini della marea e delle ossa trascinate creano un ritmo ondulante, in sintonia con il tema della vita e della morte.

 
**Aspetti Psicologici:**
La riflessione sulle ossa come linguaggio e memoria suggerisce una profonda connessione psicologica tra l'individuo e la propria storia. La poesia esplora la percezione della morte attraverso la lente delle ossa, connettendo l'identità personale all'eredità culturale.

 
In sintesi, "Il Linguaggio delle Ossa" di Yuliana Ortiz Ruano è una poesia che indaga sulla vita, la morte e l'eredità culturale attraverso l'immagine evocativa delle ossa, creando un viaggio emotivo e riflessivo attraverso il tempo e lo spazio.

 
*   Waka: "Bianche Montagne" di Laura Lapietra   *

 
*Denotativa:*
Il waka descrive un paesaggio invernale con "bianche montagne" e "sbuffi di bucaneve", suggerendo l'immagine di una natura candida e incontaminata. La presenza di "luci di brina" evoca un'atmosfera gelida e suggestiva. Successivamente, viene menzionata una "calda malga fumante" che contrasta con la freddezza del paesaggio invernale, indicando un rifugio accogliente.

 
*Connotativa:*
La poesia si concentra sull'esperienza sensoriale e emotiva dell'inverno in montagna. Le "bianche montagne" possono simboleggiare la purezza e l'immensità della natura, mentre i "sbuffi di bucaneve" e le "luci di brina" aggiungono dettagli poetici e suggestivi. La "calda malga fumante" potrebbe rappresentare un luogo di rifugio e conforto.

 
**Forma e Struttura:**
Il waka segue la forma tradizionale giapponese, con una struttura di 5-7-5-7-7 sillabe. Questa forma breve e concisa contribuisce alla delicatezza e all'essenzialità della descrizione.

 
**Versi e Ritmo:**
La disposizione delle sillabe nei versi segue uno schema ritmico che cattura l'attenzione e favorisce una lettura fluida. Il ritmo accompagna l'immagine della natura invernale e crea un senso di armonia.

 
**Aspetti Psicologici:**
La poesia può suscitare emozioni legate alla contemplazione della bellezza della natura invernale, fornendo una sensazione di tranquillità e calore attraverso la descrizione contrastante della "calda malga fumante".

 
In sintesi, "Bianche Montagne" di Laura Lapietra è un waka che celebra la bellezza dell'inverno montano attraverso immagini suggestive e una forma poetica tradizionale, offrendo un'esperienza sensoriale e emotiva ai lettori.

 
*  Tutti Assieme a Pranzo !!! di Fausto Beretta   *

 
*Denotativa:*
La poesia celebra l'armonia e l'intimità di un pranzo condiviso tra Pietro, Gino, Robi e Mauri. Descrive le voci sovrapposte, riflettendo la diversità delle esperienze di vita di ognuno. Il testo sottolinea la semplicità di queste voci, il cui valore non dipende da conoscenze complesse, ma è radicato nell'autenticità della vita quotidiana.

 
*Connotativa:*
La poesia evoca un senso di familiarità, amicizia e gioia. Il pranzo con casoeula e bicchieri di vino diventa un rituale che simboleggia la solidarietà e il legame tra le persone. L'uso di voci "ancora vive" suggerisce una vitalità che va oltre l'età cronologica, resistendo al trascorrere del tempo.

 
**Forma e Struttura:**
La poesia segue una struttura libera, permettendo una rappresentazione più spontanea e vicina all'oralità. Ciò enfatizza la natura autentica delle voci e delle relazioni descritte.

 
**Versi e Ritmo:**
Il ritmo della poesia è fluente e accompagna il racconto delle voci che si intrecciano. La disposizione dei versi contribuisce a creare un'atmosfera di convivialità.

 
**Aspetti Psicologici:**
La poesia può suscitare emozioni legate alla nostalgia, all'affetto e alla gioia di condividere momenti conviviali con amici e familiari. Rappresenta la forza e la durata delle relazioni umane nel tempo.

 
In conclusione, "Tutti Assieme a Pranzo !!!" di Fausto Beretta celebra l'essenza delle relazioni umane attraverso un ritratto caloroso di un pranzo condiviso, evidenziando l'importanza di momenti autentici e solidali nella vita di ognuno.

 
*   "È l'assenza d'ogni meraviglia" di Maria Benedetta Cerro   *

 
*Denotativa:*
La poesia esprime la sensazione di assenza di meraviglia, la chiusura dei sensi e l'immobilità dell'autrice. Viene invocato il giorno affinché porti via pesi esagerati e il sonno, con un richiamo alla rimembranza e alla perdizione. Si nota la volontà di respingere la follia come compagna.

 
*Connotativa:*
La poesia evoca una profonda sensazione di apatia e disillusione. L'autrice si distacca dalla meraviglia e dalla gioia, chiedendo al giorno di portare via i pesi e il sonno, elementi che sembrano essere intrinsecamente legati a ricordi dolorosi e alla perdizione. La chiusura con la richiesta di allontanare la follia suggerisce una lotta contro la propria instabilità mentale.

 
**Forma e Struttura:**
La poesia segue una struttura libera, consentendo un'espressione intensa e emotiva. L'uso di versi brevi contribuisce a enfatizzare la concisione e l'impatto delle parole.

 
**Versi e Ritmo:**
Il ritmo della poesia è lento e riflessivo, riflettendo la malinconia e l'introspezione dell'autrice. L'assenza di punteggiatura enfatizza la fluidità del flusso di pensieri, creando un'atmosfera di contemplazione.

 
**Aspetti Psicologici:**
La poesia esplora temi psicologici come la depressione, l'apatia e la lotta contro la follia. L'autrice sembra confrontarsi con il peso di ricordi dolorosi e cercare una liberazione da essi.

 
In conclusione, "È l'assenza d'ogni meraviglia" di Maria Benedetta Cerro offre uno sguardo profondo dentro il mondo interiore dell'autrice, rivelando una lotta contro le emozioni negative e la ricerca di liberazione da un passato doloroso.

 
*   "L'inaspettato" di Felice Serino   *

 
*Denotativa:*
La poesia inizia con l'autore che si sveglia da un altro mondo, un luogo dove tutto è possibile e non ci sono restrizioni. Vengono descritte immagini surreali come librarsi contro il soffitto e guidare un'auto nell'aria con un cielo dai colori mai visti. L'inaspettato è personificato come una forza che guida l'autore, e alla fine, si presenta sotto forma di una grande farfalla con il corpo di una donna.

 
*Connotativa:*
La poesia esplora il concetto dell'inaspettato come forza creativa che apre possibilità al di là delle convenzioni. Le immagini surreali suggeriscono un senso di meraviglia e stupore di fronte all'imprevedibilità della vita. La farfalla finale potrebbe rappresentare la trasformazione e la bellezza emergenti dall'inaspettato.

 
**Forma e Struttura:**
La struttura libera della poesia riflette il tema dell'inaspettato, permettendo una narrazione fluida e dinamica. L'uso di versi brevi contribuisce a enfatizzare l'effetto immediato delle immagini descritte.

 
**Versi e Ritmo:**
Il ritmo della poesia è variabile, adattandosi alle diverse immagini evocate. Ci sono momenti di leggerezza e sospensione, enfatizzati dalla descrizione di azioni insolite, mentre la presenza dell'inaspettato crea una sensazione di anticipazione.

 
**Aspetti Psicologici:**
La poesia esplora la sospensione dell'ordinario e l'apertura a esperienze inaspettate, sottolineando la capacità dell'inaspettato di stimolare la creatività e la sorpresa. Il tono generale della poesia è positivo, rivelando una disposizione aperta e gioiosa nei confronti dell'imprevedibilità della vita.

 
In conclusione, "L'inaspettato" di Felice Serino celebra l'idea che ciò che non è previsto può portare a esperienze straordinarie e trasformative, sottolineando la bellezza e il potenziale di fronte all'inaspettato.

 
*   "Accompagnami" di Franco Fronzoli  *

 
*Denotativa:*
La poesia descrive lo stupore negli occhi di fronte al tramonto, con la luna che appare dietro una montagna e le onde del mare che si infrangono tra scogli e conchiglie. L'autore chiede di essere accompagnato nel mondo interiore di pensieri, illusioni, passioni e incertezze. Viene chiesto di essere guidati attraverso le stagioni e sulla strada dell'amore.

 
*Connotativa:*
La poesia si concentra sul legame tra la bellezza naturale e l'intimità emotiva. Gli elementi naturali come il tramonto, la luna e il mare simbolizzano le fasi della vita e delle emozioni. La richiesta di essere accompagnati suggerisce un desiderio di condivisione e connessione nei momenti significativi.

 
**Forma e Struttura:**
La struttura della poesia è libera e aperta, riflettendo l'invito a un viaggio emotivo. L'uso di versi corti e sintatticamente semplici facilita la fluidità della narrazione e crea un tono intimo.

 
**Versi e Ritmo:**
Il ritmo della poesia è delicato e contemplativo, seguendo il susseguirsi degli elementi naturali e dei sentimenti. L'utilizzo di spazi bianchi tra le parole contribuisce a creare pause, sottolineando l'importanza di ciascun momento.

 
**Aspetti Psicologici:**
La poesia esplora la connessione tra l'esterno e l'interno, invitando il lettore a condividere non solo gli elementi della natura ma anche i pensieri e i sentimenti più profondi. L'invito ad accompagnare l'autore suggerisce una volontà di condivisione e di apertura emotiva.

 
In sintesi, "Accompagnami" di Franco Fronzoli celebra il connubio tra la bellezza naturale e il mondo emotivo interiore, invitando il lettore a un viaggio intimo attraverso le stagioni e l'amore.

 
*   "Livorno" di Carlo Chionne   *

 
*Denotativa:*
La poesia esplora la città di Livorno attraverso una serie di parole chiave che rappresentano aspetti e emozioni legate a essa. Vengono menzionate bellezza, arte, sensibilità, cuore, speranza, ma anche luoghi specifici come Quercianella, Antignano, Corea e Ardenza. La poesia si conclude con una riflessione sulla relazione tra l'autore e la città di Livorno.

 
*Connotativa:*
Ogni termine utilizzato nella poesia sembra evocare una particolare atmosfera o emozione legata a Livorno. Le parole vengono utilizzate per trasmettere non solo la geografia e gli aspetti tangibili della città, ma anche i sentimenti e le esperienze personali associate ad essa.

 
**Forma e Struttura:**
La poesia adotta una struttura libera con versi di lunghezze variabili. Questo riflette la natura fluida della percezione dell'autore rispetto a Livorno e consente una rappresentazione aperta e dinamica della città.

 
**Versi e Ritmo:**
Il ritmo varia nel corso della poesia, seguendo il flusso delle immagini e delle emozioni evocate. L'uso di una varietà di lunghezze dei versi contribuisce a creare un ritmo che riflette la diversità e la complessità della città.

 
**Aspetti Psicologici:**
La poesia sembra essere intrisa di sentimenti personali e di un legame profondo tra l'autore e la città di Livorno. L'uso di parole come amore, speranza e vita suggerisce una connessione emotiva e spirituale con il luogo.

 
In sintesi, "Livorno" di Carlo Chionne celebra la città attraverso una varietà di parole che rappresentano le sfaccettature tangibili e intangibili dell'esperienza urbana. La poesia riflette sia gli aspetti positivi che quelli più complessi della relazione tra l'autore e Livorno.

 
*   "Ritorna in me anima" di Antonia Scaligine   *

 
*Denotativa:*
La poesia esprime un ringraziamento alla poesia stessa, identificandola come fonte di coraggio e gratitudine per l'anima dell'autrice. Viene menzionato il "Mistero che tutto porta a Dio", sottolineando la connessione spirituale e la fede personale. Il testo riflette anche la ricerca della luce della misericordia e la speranza in Dio.

 
*Connotativa:*
Le parole come "coraggio", "speranza" e "Amore immortale" trasmettono una gamma di emozioni positive e spirituali. L'uso di "Ave" e l'invocazione a Dio contribuiscono a creare un'atmosfera di devozione e fede.

 
**Forma e Struttura:**
La poesia segue una struttura regolare con versi di lunghezza uniforme, creando un ritmo coerente e fluido. Questa organizzazione potrebbe simboleggiare la stabilità e la continuità della fede dell'autrice.

 
**Versi e Ritmo:**
Il ritmo della poesia è pacato e riflessivo, adatto al tono spirituale. L'uso di versi chiari e melodiosi contribuisce a creare una lettura fluida e meditativa.

 
**Aspetti Psicologici:**
La poesia sembra essere intrisa di una profonda riflessione interiore e di un desiderio di connessione spirituale. L'autrice esprime gratitudine e cerca la luce della misericordia, suggerendo una ricerca interiore di conforto e direzione.

 
In sintesi, "Ritorna in me anima" di Antonia Scaligine è una poesia che celebra la poesia stessa come fonte di ispirazione, coraggio e fede. Esprime un profondo senso di gratitudine e ricerca spirituale, mettendo in luce la connessione dell'autrice con l'Amore immortale e il Mistero divino.
Che dire di più Antonia? Ecco:  Neh Antòmə sï piaciut'assajə / e de te sentï nun mə stanchə majə....

 
*  "Calvinisti d'accatto" di Piero Colonna Romano   *

 
*Denotativa:*
La poesia critica satiricamente il governo italiano del 2018, esprimendo disapprovazione per l'alleanza tra diverse fazioni politiche e suggerendo che il governo abbia dimenticato il proprio passato. Si fa riferimento a colori politici come il bianco e il verde, utilizzando termini come "vergini dai manti bianchi" per denotare il cambiamento politico.

 
*Connotativa:*
L'uso di espressioni come "vergini dai manti bianchi", "franchi" e "animati da pie intenzioni" suggerisce un sarcasmo nei confronti delle promesse politiche e delle buone intenzioni. L'immagine di "andare a affogare in sozze macerie il dolce Paese" trasmette un forte senso di critica e disillusione.

 
**Forma e Struttura:**
La poesia segue una struttura sonetto classica, con due quartine e due terzine, rispettando la tradizionale forma poetica italiana. Questa struttura potrebbe riflettere una certa rigidezza e formalità, in contrasto con il tono satirico del testo.

 
**Versi e Ritmo:**
Il ritmo della poesia è serrato e ritmato, contribuendo a enfatizzare il tono satirico. L'uso di rime incrociate nei quartetti e terzine contribuisce alla coerenza della forma sonetto.

 
**Aspetti Psicologici:**
La poesia sembra riflettere una delusione e un cinismo nei confronti del governo, accusandolo di dimenticare il proprio passato e tradire le promesse. Il tono critico suggerisce una percezione negativa delle decisioni politiche prese.

 
In conclusione, "Calvinisti d'accatto" di Piero Colonna Romano è una poesia satirica che critica il governo italiano del 2018, esprimendo disillusione, cinismo e un senso di tradimento nei confronti delle promesse politiche.

 
*   "Angelica beltà" di Alessio Romanini   *

 
*Denotativa:*
La poesia esprime indignazione e disprezzo nei confronti di uomini volgari che si dedicano a molestie sessuali, sia con gesti che con parole. Sottolinea l'assenza di moralità e il comportamento brutale di chi insulta e offende la libertà delle donne.

 
*Connotativa:*
Il linguaggio forte e deciso, con espressioni come "vile e meschino uomo" e "brutalità maschile," suggerisce una condanna categorica di chi compie molestie. L'uso dell'aggettivo "angelica" per descrivere la bellezza femminile potrebbe indicare una visione idealizzata e sacra della donna.

 
**Forma e Struttura:**
La poesia segue una struttura libera, senza un ordine o schema metrico specifico. Questa mancanza di rigidità potrebbe riflettere la complessità e la varietà delle emozioni espresse.

 
**Versi e Ritmo:**
Il ritmo della poesia è vario, con frasi più lunghe e altre più brevi, contribuendo a creare un tono enfatico e espressivo. L'assenza di una forma metrica tradizionale suggerisce un'espressione più libera e contemporanea.

 
**Aspetti Psicologici:**
La poesia evidenzia il trauma e la paura che le molestie sessuali possono causare alle donne, sottolineando il diritto di ogni donna di esprimere la propria bellezza senza temere offese. L'uso delle parole come "ingiuriare," "molestie," e "brutalità" riflette l'aspetto psicologico della violenza e del trauma subito.

 
In conclusione, "Angelica beltà" di Alessio Romanini è una poesia che condanna chi commette molestie sessuali, evidenziando la necessità di rispettare la libertà delle donne e il loro diritto di esprimere la propria bellezza senza paura di offese o violenze.

 
*  "Creature della stessa gabbia" di Jacqueline Miu  *

 
*Denotativa:*
La poesia esprime il desiderio di andare oltre i limiti e di sperimentare la vita con un'intensa percezione dei cosmi. Il parlante paragona se stesso a un passero immortale, attribuendo all'oscurità un ruolo di amica anziché di condanna.

 
*Connotativa:*
Il linguaggio poetico utilizzato, come "bruciare di sogni," "appetito di andare oltre il confine," e "passero immortale," suggerisce un'anima inquieta alla ricerca di esperienze significative. L'oscurità viene personificata come un'alleata anziché un nemico, suggerendo una prospettiva positiva nei confronti dell'ignoto.

 
**Forma e Struttura:**
La poesia segue una struttura libera, senza rispettare uno schema metrico particolare. Questa mancanza di rigidità può essere interpretata come una rappresentazione della libertà di esplorare senza restrizioni.

 
**Versi e Ritmo:**
I versi sono brevi e incisivi, contribuendo a un ritmo veloce e dinamico. Questo ritmo potrebbe riflettere l'energia e l'impeto di chi desidera esplorare nuovi orizzonti.

 
**Aspetti Psicologici:**
La poesia esplora il desiderio di andare oltre i confini e sperimentare la vita in modo profondo. L'uso di parole come "appetito," "ferita," e "oscurità" suggerisce un viaggio interiore che coinvolge la consapevolezza della propria mortalità e l'accettazione dell'ignoto.

 
In conclusione, "Creature della stessa gabbia" di Jacqueline Miu è una poesia che riflette sul desiderio di esplorare la vita, sperimentando l'oscurità e abbracciando la propria percezione profonda dei misteri dell'universo.

 
*   "Il Silenzio Solenne" di Antonio Scalas   *

 
*Denotativa:*
La poesia riflette sul significato del silenzio e della sua complessità. L'autore sottolinea come il silenzio abbia toni alti e solenni, diventando udibile solo nella sua assenza, specialmente nei luoghi mai visitati insieme.

 
*Connotativa:*
L'uso di espressioni come "voce tersa delle apparenze," "geografie dei miei pensieri," e "purosangue della mia anima quando ti amo" suggerisce un'introspezione profonda sulle emozioni e sulla complessità delle relazioni. Il silenzio diventa simbolico di una comunicazione mancata o di una connessione non completamente compresa.

 
**Forma e Struttura:**
La poesia segue una struttura libera, senza uno schema metrico preciso. Questa libertà strutturale potrebbe riflettere il tema della poesia, che esplora la complessità del silenzio.

 
**Versi e Ritmo:**
I versi sono brevi e incisivi, contribuendo a un ritmo che si adatta al tema contemplativo della poesia. La brevità dei versi può anche riflettere la delicatezza delle emozioni esplorate.

 
**Aspetti Psicologici:**
La poesia esplora il significato e l'impatto emotivo del silenzio in una relazione. L'autore sembra percepire il silenzio come un elemento carico di significato, capace di alzare la voce in modo impercettibile e di rivelare la sua presenza solo attraverso la sua mancanza.

 
In conclusione, "Il Silenzio Solenne" di Antonio Scalas è una poesia che riflette sulla complessità del silenzio nelle relazioni, sottolineando come questo possa essere udibile solo quando manca e sia intriso di significati che vanno oltre le apparenze.

 
...Nessuno  come voi mi fa vibrare l'anima, siete Alba e Tramonto, coro di usignoli, un abbraccio di cieli e mari...Di tutto questo, ancor di più.

 
Vostro Ben Tartamo 

 

 

Desidero ringraziare chi sempre mi commenta in modo empatico, scusandomi per la mia saltuaria presenza nel sito. Volevo aggiungere che, nonostante questa, leggo sempre i commenti esemplari di Ben Tartamo, così esaustivi e completi. Insieme a lui, il mio “grazie” va anche a Jac, che da tempo è presente nel sito. Mi duole di non trovare più il nostro esegeta Piero Colonna Romano, per cui approfitto di questo bel sito per salutarlo, rinnovando la mia gratitudine che da tempo mi lega a lui.
Sandra Greggio
 

 

 

15-16-17 Gennaio

Cara Antonia,
grazie di cuore per il tuo commento, traspare sincera gratitudine e tenerezza. Credimi, però, il merito è tutto tuo e di ognuno dei poeti che, con il dono delle proprie poesie mi trasmette vivide immagini e, quindi, emozioni.
Che dirti di più? Tutto è Dono e, credo fortemente che sia indispensabile ricambiare la gratuità di quanto ricevuto, con altrettanta donazione di sé.
Vorrei dirvi di più e meglio, ma ahimè non ho il dono della sintesi che tanto vorrei per riuscire ad essere essenziale e così rendere intelligibile il mio smisurato "Grazie", "Brava/o", "Coraggio".
Sai, per me, ognuno di noi, in quanto Poeta, è Sentinella in cammino per l'Umanità. È sveglia per la Coscienza collettiva, con le riflessioni potenzialmente attive provocate dalla sonorità del verso, dalle pause dello stile e della metrica personale così come, dalla forza creatrice di ogni singola Parola.
Che Iddio Onnipotente e Misericordioso ti benedica e faccia discendere su ognuno di noi la Grazia vivificante del Suo Spirito d'Amore.
Amen

Con Affetto
Ben Tartamo

 

Ben Tartamo quando scrivi una poesia o un commento        

parla il tuo cuore  e le parole nascono, si  moltiplicano intorno a te

per cui anche il buio per te diventa luce , appunto quando tu scrivi una poesia ,da buia diventa lucente

Grazie  , dovevo  assolutamente  ringraziarti sei diventato  “il nostro Ben Tartamo “ per i tuoi eccezionali , interessanti commenti  alle poesie

Ammiro la tua bravura e la tua capacità di saper interpretare benissimo le poesie che non è certo una cosa facile ,io non saprei  farlo , sapendo che alla poesia non va aggiunto solo un bravo ,bella poesia, tu la  poesia  la rendi speciale  , grazie , sei davvero molto bravo

Ho tanta  gratitudine per te , per Piero, per Jacqueline e leggo con interesse le vostre poesie  
Lorenzo ,oggi prendo in visione  una delle  tue bellissime poesie  Chimere “che spesso ingannano nascono e  muoiono nell’anima come  viaggi che all’apparenza sembrerebbe avventurosi, emozionanti ma poi finiscono per deluderci , aggiungo che un po’ tutti viviamo di chimere e sono proprio quelle che ci lasciano l’amaro in bocca , bravo sempre  e grazie
la mia gratitudine  per te Lorenzo   è un  sentimento positivo per eccellenza

grazie  a  tutti non aggiungo altro

antonia scaligine

 

 

Poesie pubblicate il 15-16-17 Gennaio 2024

 

*   Franco Fronzoli - "Ti amo"

 

Il caro Franco con quest'ultima sua creazione ci offre un'esperienza intensa e coinvolgente attraverso la sua maestria poetica. La struttura ritmica, l'uso mirato delle parole e la profondità delle emozioni trasformano questa poesia in un inno d'amore struggente e sincero.

 

Lo stile di Fronzoli è pervaso da una semplicità raffinata. I versi scorrono fluidamente, come una dolce melodia che sottolinea la bellezza intrinseca dell'amore. La sua metrica è armoniosa, creando un ritmo accattivante che cattura l'attenzione del lettore.

 

Le rime, distribuite con maestria lungo il testo, contribuiscono a consolidare l'armonia e l'eleganza della poesia. L'uso delle immagini, come il tramonto e la luna dietro la montagna, amplifica la profondità emotiva, conferendo alla poesia un tocco di malinconia e romanticismo.

 

Il tema centrale, "Ti amo," si ripete come un mantra, enfatizzando il suo significato attraverso variazioni nei contesti e nelle situazioni descritte. Fronzoli dipinge l'amore in tutte le sue sfaccettature, dai momenti tristi a quelli gioiosi, dalla pioggia al temporale, abbracciando la complessità di questa emozione.

 

La poesia raggiunge l'apice dell'emozione quando Fronzoli descrive l'innamoramento iniziale, rappresentato dal sorriso e dalla lacrima della persona amata. La dedica alle qualità uniche dell'oggetto d'amore, come l'eleganza, la felicità, la tristezza, aggiunge profondità e individualità alla sua dichiarazione d'amore.

 

In conclusione, "Ti amo" di Franco Fronzoli è un capolavoro lirico che cattura il cuore del lettore. Attraverso una combinazione di stile, metrica e sentimenti sinceri, Fronzoli dona vita all'amore, esaltandolo come un'esperienza completa e senza riserve.

 

*   Cristiano Berni, con la sua poesia "Ero un uomo"

 

ci trasporta in un viaggio attraverso le sfumature dell'esistenza umana. Attraverso uno stile diretto e una narrazione sincera, Berni esplora la complessità della sua esperienza personale, rimarcando la sua trasformazione nel corso del tempo.

 

Il tono della poesia è intimo, caratterizzato da un dialogo diretto con il lettore. Berni utilizza messaggi da un "telefono assurdo" come simbolo di una comunicazione moderna e spesso distante, accentuando il suo senso di nostalgia per il passato. L'uso della prima persona del singolare crea un legame immediato tra il poeta e il pubblico.

 

La struttura ritmica è cadenzata, ma non manca di essere incisiva nei momenti chiave. La metrica si adatta alle varie sfaccettature dell'esperienza umana descritte da Berni, rivelando una profonda consapevolezza delle contraddizioni e delle evoluzioni personali.

 

L'immagine di un "cielo capovolto" e di un "mare placido calmo" suggerisce una visione inusuale della realtà, simboleggiando la sfida di affrontare le difficoltà con serenità. La menzione delle Stelle che "incoronano il viso" aggiunge un tocco di poesia celeste e atemporale, sottolineando la dimensione universale dell'esperienza umana.

 

La serata di follia e ironia rappresenta un momento di liberazione e auto-riflessione. Il poeta riconosce di essere stato un uomo "tanto, tanto tempo fa" o forse poco, ma la sua constatazione finale che "la libertà cresce come un gioco" sottolinea la fluidità e la crescita intrinseca all'umanità.

 

In definitiva, "Ero un uomo" di Cristiano Berni è un'ode personale alla trasformazione e all'accettazione della propria esistenza. Con uno stile coinvolgente e una profonda introspezione, Berni esprime la complessità delle emozioni umane, offrendo una poesia che invita alla riflessione e all'identificazione.

 

*   Enrico Tartagni, attraverso la sua poesia "In un cielo d'oro...d'oro", 

 

ci trasporta in un viaggio emozionale e suggestivo, dipingendo scene di vita quotidiana e riflessioni esistenziali.

 

L'utilizzo della prima persona e del termine "Amico mio" crea un immediato senso di connessione con il lettore, rendendo la poesia un dialogo intimo. La varietà di luoghi e situazioni descritte, dal marciapiede di una città al processo in una casa chiusa, conferisce alla poesia un carattere frammentato e multiforme, riflettendo la complessità della vita.

 

L'immagine della "luce buia" sul marciapiede aggiunge un tocco di contraddizione, sottolineando il dualismo che caratterizza molte delle esperienze umane. Il richiamo a Maria e il timore del tuono durante il temporale in mare introducono elementi spirituali e naturali, contribuendo alla ricchezza simbolica della poesia.

 

La narrazione segue un ritmo fluido e dinamico, con versi che fluiscono naturalmente, come una melodia. L'invocazione di "alleluja alleluja" e la festa sulla riva oscura del fiume creano un'atmosfera di celebrazione e riflessione, incanalando una profonda connessione con il divino.

 

La chiusura con "Cammino col mio amico in un cielo d'oro" simboleggia la ricerca di significato e serenità nella compagnia di un amico, sotto un cielo d'oro che potrebbe rappresentare la speranza e la realizzazione spirituale.

 

"In un cielo d'oro...d'oro" di Enrico Tartagni è una poesia che sfida i confini della normalità, esplorando la varietà dell'esistenza umana attraverso una prosa ricca di immagini suggestive e riflessioni profonde.

 

*   Armando Bettozzi  - Filastrocca della pace…che non c'è

 

**13 Gennaio 2009 (uguale ai decenni precedenti…) - NIENTE è CAMBIATO, ANZI, ADESSO CON HAMAS.!!- LA GUERRA…CONTINUA-6 gennaio 2024**

 

Questa poesia riflette sull'incessante ciclo di violenza e mancanza di pace in una regione in cui i conflitti si perpetuano. Il titolo suggerisce un'analisi del periodo dal 2009 al 2024. L'autore utilizza una "filastrocca" come struttura, dando un tono sarcastico alla sua critica alla mancanza di progresso nella ricerca della pace. La ripetizione della frase "ma chi ha torto? Chi ha ragione?" sottolinea l'impasse e l'ambiguità nei conflitti, mentre il richiamo alle colpe celestiali ed umane evidenzia la complessità del problema.

 

**Ora, quella strage in massa (sette ottobre 'ventitre) urla e funge da grancassa. E la "PACE!"…?…Ma dov'è ?! O - davvero è una condanna che in eterno in quella terra vien dal ciel - o non si afferra la ragione … che il mondo affanna. (aggiornamento 6 gennaio 2024)**

 

In questo aggiornamento, l'autore commenta una "strage in massa" avvenuta nell'ottobre del 2023. L'uso di parole forti come "strage" e "grancassa" denota una forte disapprovazione e sottolinea il ruolo della violenza nel continuare il ciclo. La ricerca della pace è ancora una volta messa in discussione, indicando un senso di disperazione e impotenza. L'interrogativo sulla presenza della pace come "condanna" evidenzia un conflitto tra desiderio e realtà nella regione.

 

**Pubertà - Renzo Montagnoli**

 

La poesia "Pubertà" di Renzo Montagnoli esplora il delicato periodo della crescita e del passaggio dall'infanzia all'adolescenza. Lo stile di Montagnoli è improntato a una semplicità che abbraccia la complessità emotiva di questo momento di transizione.

 

Il titolo stesso, "Pubertà", suggerisce il tema centrale della poesia e il lirismo è intrinseco nei versi che dipingono la giovinezza come "un piccolo fiore" che sboccia alla vita. La luce della primavera simboleggia l'energia, la freschezza e la vitalità che accompagnano questa fase.

 

Il ritmo della poesia riflette il dinamismo e la vivacità della gioventù, con l'utilizzo di brevi versi che imitano i rapidi movimenti e cambiamenti tipici di questo periodo. La ripetizione di frasi come "vai fin che puoi / vola / insegui le stelle" sottolinea la libertà e l'aspirazione a esplorare il mondo senza restrizioni.

 

La metafora della corsa, delle cadute e dei rialzi rappresenta metaforicamente il processo di crescita, in cui i fallimenti non sono impedimenti, ma parte integrante del percorso. Montagnoli trasmette un senso di apertura e incoraggiamento, invitando il giovane a esplorare, correre e perseguire i propri sogni.

 

L'ultima strofa introduce una prospettiva futura, in cui il narratore, con occhi più maturi, riflette sulla gioventù del destinatario. Questo tocco finale aggiunge una profondità emozionale, suggerendo che la bellezza e la fugacità della giovinezza saranno percepite con nostalgia e comprensione solo quando saranno un ricordo.

 

**"Perdono" - Giuseppe Stracuzzi**

 

"Perdono" di Giuseppe Stracuzzi si erge come una profonda riflessione sulla fatica del perdonare e sulla persistenza dei rimorsi. Lo stile del poeta si caratterizza per l'intensità emotiva, evidenziata dall'uso di immagini vivide e metafore accattivanti.

 

Il titolo stesso, "Perdono", incanalato nei versi, crea un'atmosfera di tensione e ricerca interiore. La poesia si apre con un'invocazione alla comprensione di attimi dolci del tempo, sottolineando la sofferenza che persiste nelle ferite lasciate nell'angolo del cuore.

 

L'immagine dei baci sospesi a bugie crea un contrasto tra il desiderio e la realtà, mentre il "perdono" diventa un peso che non libera, ma che anzi riporta notti tormentate e grida impazzite del vuoto che incombe.

 

La poesia si avvolge in una tensione emotiva palpabile, con il ritmo delle parole che rievoca il tormento interiore. La rima intensifica questa sensazione, culminando in un'esplosione di lacrime vere che contrastano con la falsità delle bugie.

 

L'immagine della cima legata al filo di un cielo lontano evoca una struggente metafora della difficoltà di liberarsi dai rimorsi. Il vento che ostenta peccati rappresenta la persistenza dei sensi di colpa, mentre il cuore si trova a rime con l'implacabilità del destino.

 

In conclusione, "Perdono" è un'analisi poetica ricca di emozioni, in cui Stracuzzi esplora il complesso processo del perdono e il peso indelebile dei rimorsi.

 

**"Cercando Valentina" - Salvatore Armando Santoro**

 

In "Cercando Valentina" di Salvatore Armando Santoro, emerge una struggente narrazione della ricerca di un amore perduto. Il poeta dipinge un quadro emotivo intenso attraverso uno stile raffinato e un uso vibrante delle immagini.

 

La poesia inizia con una dolce evocazione di Valentina, i cui occhi buoni e il sorriso riempiono l'animo del poeta. Tuttavia, il tono cambia drammaticamente quando Santoro rievoca la decisione di donare "veleno" ad una persona che cercava amore. L'uso di questa metafora crea un contrasto forte e pungente tra l'apparenza esteriore e la realtà interna.

 

La colpa che il poeta associa a Valentina risuona attraverso le parole incise su un foglio, simboleggianti un dolore indelebile. La costrizione ad "amor non dare" sottolinea il tormento del poeta e il complesso rapporto con l'amore.

 

Le immagini di Valentina continuano a tormentare il poeta, presente nei sogni notturni eppure fugace quando cerca di afferrarla. La sua ricerca si manifesta nei pomeriggi solitari, in cui non riesce a trovare un amore appassionato come quello che cercava in Valentina.

 

Il poeta ammette la generosità di Valentina nel donargli affetto, ma il vecchio amore continua a legarlo, impedendogli di aprirsi completamente. La ricerca di Valentina diventa un simbolo dell'incessante desiderio di amore e comprensione.

 

In conclusione, "Cercando Valentina" è una poesia che oscilla tra la nostalgia e il rimorso, tessendo un racconto di ricerca, perdita e un amore irrisolto. Santoro utilizza un linguaggio incisivo e immagini potenti per esplorare la complessità dei sentimenti umani.

 

**"Chimere" - Nino Silenzi**

 

In "Chimere" di Nino Silenzi, si intraprende un viaggio poetico attraverso le profondità dell'anima, esplorando il deserto gelido e le chimere che sopravvivono in questo ambiente spirituale.

 

Il titolo stesso, "Chimere", evoca creature mitologiche, riferendosi a illusioni o speranze irrealizzabili. Il viaggio incauto sottolinea un'explorazione senza paura, forse inconscia, delle complessità interiori.

 

Il freddo deserto diventa un paesaggio metaforico, segnato dalle ferite dell'ineffabile, una dimensione intangibile e misteriosa dell'essere umano. La vista del deserto si offre all'osservatore, suggerendo una volontà di esplorare le profondità dell'anima.

 

Le chimere emergono come esseri unici sopravvissuti al gelo dell'esistenza. Queste creature mitiche rappresentano forse le speranze, i desideri o i sogni che resistono nonostante l'aridità dell'ambiente circostante. La manna ingannatrice dal cielo potrebbe simboleggiare le illusioni che, sebbene promettano nutrimento, svaniscono rapidamente.

 

L'uso di immagini suggestive, come il deserto freddo e le chimere, contribuisce a creare un'atmosfera poetica e evocativa. La manna ingannatrice aggiunge un elemento di inganno, suggerendo che le speranze possono essere effimere e illusorie.

 

In conclusione, "Chimere" di Nino Silenzi offre una riflessione profonda sulle dimensioni nascoste dell'anima umana. La poesia utilizza un linguaggio ricco di simbolismi, trasportando il lettore in un viaggio intrapreso con coraggio e svelando gli intricati paesaggi emotivi dell'essere.

 

**"Ti scriverò una lettera" - Maria Benedetta Cerro**

 

In "Ti scriverò una lettera", Maria Benedetta Cerro crea una poesia intensa e carica di simbolismo, utilizzando immagini evocative e uno stile che richiama il lirismo.

 

Il titolo stesso suggerisce l'intenzione di comunicare attraverso le parole scritte, una lettera che raggiunge l'anima come un tuono, un evento potente e impetuoso. La metafora di un "cuore di spine" con la fiamma al centro crea un'immagine intensa e contrastante, rafforzando l'idea di una comunicazione che può bruciare e ferire.

 

L'autore invoca l'immagine di un cuore spinato, simbolo di sofferenza e sacrificio, forgiato dalla fiamma centrale, che potrebbe rappresentare la passione o l'intensità emotiva. La metafora della fiamma che brucia le mani con la sua scrittura suggerisce un processo di creazione doloroso ma allo stesso tempo potente.

 

Il poeta chiama il destinatario, sottolineando l'assenza di risposta, creando un senso di isolamento o rifiuto. L'intenzione di condividere parole senza richiedere nulla in cambio è evidente, cercando solo di essere letto e compreso.

 

L'immagine degli "ossi spolpati" e degli "uncini senz'esca" crea un'atmosfera di desolazione e vuoto, forse riflettendo sulle difficoltà di comunicare profonde emozioni o trovare risposta in un mondo che potrebbe non essere predisposto ad accogliere il messaggio.

 

In conclusione, "Ti scriverò una lettera" di Maria Benedetta Cerro è una poesia che si nutre di simbolismo e intensità emotiva. L'autrice esplora il potere e la complessità della comunicazione attraverso le parole, cercando di consegnare un messaggio che potrebbe essere difficile da accogliere ma che porta con sé una profonda sincerità e vulnerabilità.

 

**"L'oltre" - Felice Serino**

 

In "L'oltre" di Felice Serino, l'autore esplora il concetto dell'"oltre" come un'entità senza una posizione definita ma con un'urgenza intrinseca di espandersi. La poesia offre uno sguardo filosofico sulla natura dell'"oltre" e la sua inesorabile necessità di manifestarsi.

 

L'apertura con "non essere / da nessuna parte" suggerisce l'assenza di una collocazione fisica o temporale specifica per questo concetto di "oltre". Invece, l'"oltre" è presentato come un'entità astratta, priva di limitazioni spaziali o temporali.

 

La frase "esigenza di espandersi" sottolinea la natura incontenibile dell'"oltre", come se fosse una forza vitale che spinge costantemente per oltrepassare i confini esistenti. La metafora del fiume alla sua foce suggerisce che questa espansione è naturale, inevitabile e destinata a raggiungere la sua piena manifestazione.

 

Il verso "è un oltre in sé che urge" cattura l'impellente necessità intrinseca dell'"oltre" di realizzarsi. L'uso del termine "urge" suggerisce un desiderio pressante e impellente di esprimersi, come se l'"oltre" fosse una forza inarrestabile.

 

In conclusione, "L'oltre" di Felice Serino offre una riflessione profonda sulla natura dell'"oltre" come qualcosa di indefinibile e, allo stesso tempo, irrinunciabile. La poesia invita il lettore a contemplare la forza intrinseca che spinge oltre i confini, abbracciando la sua essenza senza limiti.

 

**"Dieta mediterranea" - Carlo Chionne**

 

Nella poesia "Dieta mediterranea" di Carlo Chionne, l'autore gioca con un gioco di parole culinario, mescolando titoli di opere musicali e teatrali con nomi di piatti della cucina italiana. Questa fusione crea un collage surreale che unisce il mondo della musica e del teatro con l'arte culinaria, creando un'atmosfera giocosa e creativa.

 

I riferimenti a opere famose come "Cozze di Figaro", "West side Story one", o "La Triglia del Reggimento" sono giochi di parole che combinano nomi di piatti con titoli di opere celebri. Questo crea un effetto comico, sottolineando l'umorismo nella connessione tra due mondi apparentemente disparati.

 

L'uso di nomi di piatti come "Cappelletti – Montecchi" o "Il Nasello Fantasma" aggiunge un tocco di originalità alla poesia, trasformando ingredienti e ricette in personaggi teatrali. La scelta di termini come "La Scala di Bieta" o "La Forza dello Stracchino" rafforza l'immagine di un menù teatrale e musicale.

 

La poesia esprime creatività nell'associazione di concetti e immagini, invitando il lettore a intraprendere un viaggio surreale attraverso il mondo della cucina e dello spettacolo. Questa combinazione di arti e sapori suggerisce un'apprezzamento gioioso della vita, celebrando l'arte culinaria e l'espressività delle opere musicali e teatrali.

 

**"Siamo tutti un po' narcisisti" - Antonia Scaligine**

 

Nella poesia di Antonia Scaligine, l'autrice affronta il tema della percezione di sé e degli altri, mettendo in luce la dicotomia tra l'apparenza esteriore e la vera essenza interiore. La citazione di Niccolò Machiavelli all'inizio della poesia funge da premessa, suggerendo che l'arte di apparire è un aspetto intrinseco alla natura umana.

 

Lo stile della poesia è incisivo e riflessivo, sottolineando il valore dell'autenticità rispetto all'illusione dell'apparenza. L'utilizzo di espressioni come "una maschera in cui crediamo" e "la purezza dell’essere" enfatizza l'importanza di esprimere la propria identità senza costruzioni fittizie.

 

La metrica della poesia segue uno schema libero, offrendo flessibilità nell'espressione del pensiero e sottolineando l'importanza del contenuto rispetto alla forma esteriore. Le rime sono sparse e non forzate, contribuendo a creare un ritmo fluido che accompagna la riflessione sull'autenticità.

 

Il lirismo della poesia emerge attraverso immagini evocative come "una maschera in cui crediamo" e "la purezza dell’essere", che richiamano concetti universali e intime riflessioni sulla natura umana. L'energia della critica letteraria si esprime attraverso l'incisività delle parole, sottolineando la necessità di andare oltre l'apparenza per apprezzare la vera sostanza delle persone.

 

La poesia, in modo folgorante ed energico, invita il lettore a riflettere sulla ricerca della verità interiore, sottolineando che la reale essenza di un individuo non risiede nell'illusione dell'apparenza, ma nella genuinità e nell'autenticità della propria identità.

 

**"Cabaret a cielo aperto" - Piero Colonna Romano**

 

Nella poesia "Cabaret a cielo aperto" di Piero Colonna Romano, l'autore ironizza sul mondo della politica italiana, particolarmente evidenziando la figura di Beppe Grillo e le sue aspirazioni politiche. L'approccio critico e satirico emerge chiaramente, prendendo di mira sia Grillo che altri protagonisti della scena politica.

 

Lo stile adoperato è giocoso e ironico, simile a quello di un cabaret, riflettendo il titolo stesso della poesia. L'uso di espressioni come "s'azzarda a domandar con convinzione" e "non è brillo" sottolinea la visione umoristica dell'autore, che giudica la partecipazione di Grillo alla politica con una certa dose di sarcasmo.

 

La metrica segue uno schema classico, conferendo alla poesia un ritmo regolare che potrebbe richiamare un'atmosfera da cabaret. Le rime, presenti in modo coerente, contribuiscono a creare un tono divertente e scanzonato.

 

L'energia della critica letteraria si manifesta attraverso l'umorismo tagliente di Colonna Romano, il quale mette in evidenza il paradosso della politica italiana, con personaggi comici che ambiscono a ruoli di responsabilità. La poesia serve da specchio riflettente per la società, mettendo in luce il lato surreale e spesso ridicolo della politica.

 

In modo folgorante, la poesia si trasforma in una performance satirica che invita il lettore a riflettere criticamente sulle dinamiche della politica contemporanea, utilizzando il cabaret come metafora di uno spettacolo pubblico che, a volte, appare più comico che serio.

 

**"Amaro amore (Melodia al chiaro di luna)" - Alessio Romanini**

 

Nella poesia "Amaro amore (Melodia al chiaro di luna)" di Alessio Romanini, l'autore intreccia la dolcezza della melodia al chiaro di luna con un sentimento doloroso e struggente. L'uso della metafora musicale diviene una chiave espressiva per comunicare l'amarezza dell'amore perduto.

 

L'immagine dei "tasti bianchi tasti neri" che echeggiano sulla riva del cuore suggerisce una sinfonia dolorosa, una melodia che risuona nell'animo del lettore. La tristezza è ulteriormente accentuata dalla personificazione del pianoforte, il quale diviene un testimone muto e partecipe del dolore.

 

La struttura della poesia, con versi brevi e una rima abbondante, richiama la cadenza musicale, contribuendo a creare un'atmosfera malinconica. La scelta di termini come "penare", "amaro amore", "cordoglio" riflette l'intensità del sentimento espresso, mentre il chiaro di luna diventa il complice silente di questa struggente serenata.

 

L'autore fa emergere il tema del dolore amoroso attraverso il simbolismo della musica, riuscendo a catturare l'essenza di un'emozione complessa e profonda. L'amore, vissuto come "baci rubati, mai dati", si trasforma in un'esperienza amara, intessuta di ricordi e passioni non corrisposte.

 

La poesia, con la sua melodia malinconica, invita il lettore a immergersi nelle sfumature dolorose dell'amore e a contemplare il chiaro di luna come uno specchio della propria anima tormentata.

 

**"Giorni apparentemente normali" - Jacqueline Miu**

 

Nel poema "Giorni apparentemente normali", Jacqueline Miu dipinge un ritratto vivido delle lotte interiori, utilizzando un'immagine potente e un linguaggio crudo ed emotivo. I versi trasmettono un senso di conflitto esistenziale e la battaglia implacabile contro l'oscurità.

 

Le prime righe, "Giorni apparentemente normali / il male mi forgia duro con aghi di pena in carne," stabiliscono un tono di netto contrasto tra l'apparenza esterna di normalità e la forgiatura interna del dolore. L'uso metaforico degli aghi implica una modellatura minuziosa e dolorosa dell'essere del locutore.

 

Il poema si sviluppa con una fame viscerale di sogni, enfatizzando la natura consumante dei desideri insoddisfatti. Il locutore si muove attraverso il mondo con un cuore affamato di bene che ora è raro. Le affilate zanne per mordere mostri suggeriscono un istinto primordiale di sopravvivenza in mezzo all'avversità.

 

L'immagine degli occhi che diventano artigli se non illuminati d'amore aggiunge profondità alle lotte interne. Parla del potere trasformativo dell'amore e della vulnerabilità dello spirito umano in assenza di affetto.

 

L'immagine ricorrente di rimanere in piedi, paragonata a una campana, a un albero o a una cima di montagna, simboleggia la resilienza e la resistenza. Il vento che cerca di demolire riflette sfide esterne, mentre lo spirito cieco che cerca la luce nel cuore esprime la ricerca di una forza interiore.

 

Il poema si conclude con una potente affermazione di invincibilità contro avversari terreni. Il locutore riconosce la vulnerabilità ma afferma uno spirito indomito contro forze che hanno origine al di là di questo mondo.

 

Nel complesso, il poema di Jacqueline Miu cattura il tumultuoso viaggio nel navigare le complessità dell'esistenza, risuonando con temi di forza interiore, vulnerabilità e il potere trasformativo dell'amore in mezzo a giorni apparentemente normali.

 

Che dire, sorelle e fratelli di piuma e di penna? Siete fantastici,  mi avete letteralmente soffiato di emozioni quel povero cuore asfittico che mi ritrovo!

Complimenti sinceri ad ognuno di voi e un grazie riconoscente al prof. de Ninis per l'impegno coerente e non privo di sacrifici che dura ormai da più lustri.

Sentiti ringraziamenti anche all'artista poliedrica Jacqueline Miu per avermi onorato di un suo commento ad una delle mie ultime poesiole. Fa bene anche questo al mio cuore malato, dà senso a quelle vibrazioni interiori che mi si allargano dentro e mi lacererebbero l'anima se non le dessi ascolto e spazio sotto forma di parole e suoni... 

Siate fecondi, siate leggiadri:

se la Bellezza salverà il mondo, la Poesia lo sveglierà.

Vostro  Ben Tartamo 

 

 

12-13-14 Gennaio

L'acqua

 

L’elemento “vitale” diventa fluido d’amore e Felice serino porta questa celestiale combinazione “acqua” – “amore” a concentrarsi sulla purezza – indagine su cui lavora in molte delle sue opere. La “purezza” poetica così come l’innocenza “umana” non sono atti consecutivi all’esistenza ma  elementi basilari della stessa.

 

 

Da Coordinate dell'anima

Felice Serino

 

 

Auguri …

 

Una ode all’Augurio che vuole portare l’auspicio del bene a ogni categoria nominata dall’ispirato Franco Fronzoli. Il viaggio umano a guardia della speranza sempre evolutiva.

 

Franco Fronzoli

 

 

"Io sono"

 

A modo di un attore che recita sul palcoscenico i punti incisivi della propria esistenza, così Cristiano Berni esprime la sua identità attraverso queste mirabili evoluzioni “dichiarazioni” poetiche.

 

Cristiano Berni

 

 

Esoterismi

 

E’ un autore Enrico Tartagni che probabilmente iniziando a parlare di bucce di mele, finirebbe col scrivere il seguito della Divina Commedia. Leggo tra i suoi versi lo smarrimento, la ricerca poi la esaltazione dell’amore per l’amico, per la fede e per quel “bene” nella chiusa. Quello che mi ha travolto è questa volontà di costante ricerca “in un Oltre” che resta all’ombra delle parole dell’intero componimento. La sua ricerca è partita probabilmente decenni fa – e questi versi che menzioni ora sono solo l’inizio del tesoro che lui ha trovato. Complimenti a questo autore mittico e pluri sfaccettato.

 

La virtù è la conoscenza e abita in tanti vani

So chi è lui

Ma non so chi sono io

 

enrico tartagni

 

 

Nella piscina comunale

 

Un legame “muto – segreto” tra elementi femminili che si combinano con l’atmosfera della piscina e la fluidità dell’acqua che probabilmente serve da conduttore energetico. Ringraziando sempre per il costante ottimo lavoro di Nino Muzzi, ci avviciniamo a una nuova scoperta letteraria. Leontia Flynn. Una bella e evolutiva poesia che non ingigantisce il compresso mondo femminile ma usa l’elemento “Elena Ferrante” per uno screening completo di uno scenario ordinario in cui una donna in assenza di uomini può essere il centro del potere.

 

Leontia Flynn      traduzione di Nino Muzzi

 

 

Canzone

 

Una poesia che esprime la totale immersione di Marco Cabassi nel mondo amoroso. Atmosfere beate e romantiche (sole rigenerante, albe rinvigorenti …)  che fanno palpitare “innocentemente” il lettore.

 

Marco Cabassi

 

 

Il gran fuoco di Natale

 

Un tocco drammatico in questa dualità gelo – fuoco – scenario volutamente umile per la nascita miracolosa del “Salvatore”. Il figlio di Dio di cui il poeta attende la rinascita – è il coordinatore diretto della salvezza umana. Il credo non è mistificatore ed è su questo argomento che il mirabile Armando Bertozzi ci invita a riflettere.

 

Natale 2023

Armando Bettozzi

 

 

Vivere senza amore

 

Il Poeta non sarebbe tale se non soffrisse per amore. Questo melodramma che spesso ci circonda l’animo umano, quando i sentimenti lo acchiappano, diventa un arpione puntato al cuore. La sofferenza se non ambivalente – è sicura almeno per una delle due parti. Senza amore si vive male – senza amore è come morire un poco ogni giorno … e Armando Salvatore Santoro usa ogni grammo del sentire amaro per comporre un bel poema.  

 

(Boccheggiano 8.10.2022 – 19:24)

Salvatore Armando Santoro

 

 

A te / senza mediazione

–Risolvimi –

salvami adesso

Parole ermetiche e pensieri che riconduco a questa esigenza di risoluzione “sentimentale” – “umana”.

Questa vaporiera poetica genera figure “impenetrabili” ma percettibili nelle atmosfere molto, molto intime dell’autrice.

 

Da Prove per atto unico, I giuramenti del vento

Maria Benedetta Cerro

 

 

 

"E se passassi di qui"

 

Maestro e Signore, la luce di cui Ben Tartamo segue con forte credo la scia.  In questa poesia molto ispirata, la necessità di bene e amore universale sono cavalli che galoppano sicuri di avere nel cuore di Ben un cielo a loro disposizione, e probabilmente è proprio così..

 

5dicembre23

Ben Tartamo

 

 

Io ci sarò sempre

 

Un sentimento incancellabile di cui la bravissima Sandra Greggio ci regala un pochino della sua forza. Trascinante e sicura di sé, la poetessa narra all’invisibile interlocutore come sarà impossibile “liberarsi di lei”. La sua amorevole e leggera presenza – abiterà ogni pensiero e ogni cosa dell’individuo cui la sua poetica (marchiante, sicura) è indirizzata.

 

Sandra Greggio

 

 

Al capezzale

 

Poema che porta il simbolo della fede della famiglia, di Dio e nella Scienza. Un rischio mortale di peritonite e la salvezza del giovane paziente ha generato questi versi che abbracciano il risultato finale, la salvezza e la gioia di chi è stato vicino al malato.  

grazie a Dio e alla Scienza

E al Bene dei suoi cari:

Beni assai preziosi e rari.

 

Carlo Chionne

 

 

Le emozioni

 

Ma quanto è bella la poesia di Antonia Scaligine con questa sua deliziosa chiusa. Plausi Antonia a questo tuo avventurarti come pioniera nel mondo buio delle emozioni e per aver illuminato quella parte di interiorità inesplorata.

 

 

La strada è bella per chi prova emozioni

son come ponti che uniscono i burroni

 

Antonia Scaligine

 

 

Arrivederci

(marzo 2014)

 

Poema premeditato per riunire in finale gioia e speranza. Il Vate Piero Colonna Romano parla della sua breve assenza da Poetare. Terminato il “tagliando” è certo che nuove forze saranno generate che gli permetteranno di tornare più forte di prima.

Essendo il macchinista della locomotiva si augura che la pace regni tra le porte del Tempio poiché sarebbe una perdita per tutti – un regno letterario fatto di contese.

 

Ma a tutti voi, col cuore, raccomando

tenete i toni bassi e sorridenti

se no alla fin sarem tutti perdenti.

Piero Colonna Romano

 

 

Violenza strutturale contro le Donne

 

Un uomo che parla dell’orrore della violenza sulle donne. Poesia che rende giustizia alla libera identità femminile e segna la crescita di Alessio Romanini come autore di poesie sempre più complesse.

 

L'amore non ha la mano brutale,

esso porta gaudio e non un pugnale.

 

Alessio Romanini 

 

 

Ringrazio in primis il nostro glorioso Magister Lorenzo per l'onore di ospitare ognuno di noi in questo tempio Azzurro, un saluto pieno di stima al Vate Piero Colonna Romano la cui cultura è pilastro ed ordine di questo celestiale luogo. Siate operosi come api.

 

Miu

 

 

Poesie del 12-13-14 gennaio 24

 
♡   La poesia "L'acqua" di Felice Serino, fluendo con la stessa libertà dell'elemento che celebra, ci trasporta in una dimensione senza limiti, dove l'acqua diventa il veicolo della sete profonda di essere amati. La parafrasi di un antico passo biblico, in cui un uomo chiede da bere a una donna al pozzo, si trasforma in un desiderio struggente di amore e nutrimento dell'anima.

 
L'acqua, in questa composizione, non è semplicemente liquido, ma un elisir divino, una sorgente inesauribile di cui il poeta ci invita a bere. Questa immagine trascende il materiale, conferendo all'amore un carattere eterno e spirituale. Il richiamo biblico, ancorato a un passato millenario, aggiunge uno strato di profondità, trasportandoci in un contesto sacro.

 
Le figure retoriche danzano con grazia attraverso le righe, creando un tappeto di significati intensi. La metafora dell'"acqua divina" risplende come un faro, attribuendo all'amore una natura trascendente. Un'analisi più approfondita rivela una sottile analogia tra l'acqua e l'amore, entrambi vitali, essenziali per la nostra esistenza spirituale.

 
La struttura libera della poesia, senza catene metriche, si svela come un flusso d'acqua libero, incontrastato e potente. Le parole si liberano, prendono vita e ci conducono attraverso il mistero dell'amore, senza confini né regole. La poesia stessa diventa una sorta di fonte, fluendo con la purezza di un desiderio autentico.

 
In conclusione, "L'acqua" è un inno all'amore, inteso come un elemento eterno e divino che colma le profondità dell'anima umana. Una poesia che scorre come un fiume, trasportando con sé la potenza e la bellezza dell'elemento che celebra.

 
♡   **Auguri ** di Franco Fronzoli,
 in questa poesia, tessitore di auguri universali, dipinge un affresco commovente che abbraccia ogni sfaccettatura dell'umanità. Gli auguri vanno a chi si trova solo, a chi è intriso di tristezza, a coloro che hanno smarrito la speranza. Queste parole di benevolenza si estendono a chi vive nell'oscurità del futuro, chi si sforza nel presente, e a chi è sconosciuto al proprio passato.

 
**Comprensione e Compassione:**
Gli auguri di Fronzoli si manifestano come un atto di comprensione e compassione per chi si nasconde per paura, chi vede la vita come un'esistenza rosa e splendente, e per coloro che vivono nell'ombra della rabbia. Questa sezione abbraccia le sfumature delle emozioni umane, riconoscendo la complessità delle esperienze.

 
**Tempo e Nascita:**
Fronzoli dedica auguri ai nati di aprile, a quelli nati alle ore ventuno, in un anno qualunque, celebrando la loro esistenza in primavera. Questa sezione suggerisce una festa perpetua della vita, indipendentemente dalle circostanze.

 
**Famiglia e Viaggio:**
Gli auguri abbracciano poi la dimensione familiare, rivolti a bambini voluti e nati per caso, alle mamme, ai papà, ai nonni e alle nonne. Il poeta incanalando il suo sarcasmo, dedica un pensiero speciale a chi si trova su un treno in ritardo con un singolo "cretino" a bordo, un tocco di umorismo che inietta leggerezza nella vita quotidiana.

 
**Educazione e Natura:**
Gli insegnanti, i generali, le onde di questo mare rappresentano gli aspetti educativi e fluidi della vita. Il vento che soffia tra foglie autunnali si intreccia ai sogni bambini nelle notti d'estate, formando un connubio poetico tra la natura e l'innocenza.

 
**Arte e Impegno:**
La poesia, le nascite di poesie su tramonti, notti stellate, albe lontane e panorami, celebra l'arte e l'ispirazione. Fronzoli rivolge infine gli auguri a chi lotta per raggiungere i bisogni più basilari: mangiare, sognare, vivere alla luce del sole, unendo la gratitudine alla determinazione.

 
**Speranza Universale:**
La chiusura è un inno alla speranza, un desiderio che risieda eterno nei cuori di tutti, anche di coloro che possono ancora imparare l'arte di amare. Questi auguri, come dipinti dal pennello di Fronzoli, formano un caleidoscopio di emozioni, rendendo omaggio alla varietà e alla bellezza della vita umana.

 
♡   **Analisi della Poesia "Io sono":** di Cristiano Berni 
**Identità Plurale:**
Cristiano Berni, attraverso la sua poesia "Io sono", esplora un concetto complesso di identità. L'uso ripetuto del pronome "sono" suggerisce una molteplicità di ruoli e stati d'animo che l'io assume. Questa rappresentazione poliedrica riflette la complessità umana e l'interconnessione di emozioni, esperienze e ruoli che compongono la vita.

 
**Contrapposizioni:**
L'autore introduce una serie di contrasti che sottolineano l'ambiguità dell'io. L'inganno e il candore, il poeta meschino e il padrone del destino, la fame e la rabbia, il frastuono del mare e le lande solitarie, la gioia e la noia sono dualità che si fondono in una singola entità. Questi contrasti riflettono la complessità della vita, dove la bellezza e la bruttezza, la luce e l'oscurità coesistono.

 
**Simbolismo Naturale:**
Berni utilizza simboli naturali come il mare, le lande solitarie, l'acqua, le foreste, per rappresentare la diversità del suo essere. Questi elementi simbolici collegano l'individuo al cosmo e alla natura, suggerendo un legame profondo tra l'uomo e l'ambiente circostante.

 
**Esplorazione Umana:**
La poesia si spinge nell'esplorazione delle molteplici sfaccettature dell'umano. Essa abbraccia la dualità di successi e fallimenti, gioie e noie, amori e tradimenti. La rappresentazione dell'io come contadino e muratore, vino pregiato e eroe mancato riflette le varie esperienze umane, senza idealizzarle o giudicarle.

 
**Vita in Evoluzione:**
La chiusura della poesia sottolinea la natura dinamica dell'io. La vita è rappresentata come un continuo divenire, con l'io che evolve attraverso le esperienze. L'idea di essere "la vita che vivrò" sottolinea la prospettiva aperta, lasciando spazio a nuove esperienze e ad una costante evoluzione dell'identità.

 
**Conclusioni e Riflessioni:**
"Io sono" è un viaggio attraverso la molteplicità dell'essere umano, attraverso le sue contraddizioni e le sue dualità. Berni offre una visione completa e onesta dell'io, abbracciando la complessità della vita e lasciando aperta la porta a una continua scoperta di sé. La poesia invita alla riflessione sulla nostra identità in costante evoluzione e sulla varietà di esperienze che contribuiscono a definirci.

 
♡   **Analisi della Poesia "Esoterismi":** di Enrico Tartagni 
**Ricerca della Libertà Esoterica:**
Nel mondo di "bellezze ed esoterico" dipinto dalla poesia, l'autore esprime il desiderio di cercare la libertà. L'esoterismo, inteso come la ricerca di significati nascosti e spiritualità profonda, diventa un mezzo per sfuggire alle restrizioni del mondo quotidiano e cercare una dimensione più elevata di esistenza.

 
**Richiamo alla Morte e All'Aggiornamento Scientifico:**
L'accenno alla morte che "vive d'agorà" suggerisce una riflessione sulla precarietà della vita e l'urgenza di cogliere il presente. La "prima pagina di scienza" impressa "nel domani a stampa" può essere interpretata come la ricerca della conoscenza scientifica come guida per il futuro, sottolineando un approccio lungimirante e moderno alla comprensione del mondo.

 
**Credere nell'Amore e la Caduta dall'Orlo:**
L'invocazione a credere nell'essenza dell'amore suggerisce la centralità di questo sentimento nella vita. La caduta "dall'orlo et acqueo" può rappresentare una transizione dalla contemplazione astratta alla realtà concreta, con l'acqua che simboleggia la fluidità dell'esistenza.

 
**La Virtù e la Conoscenza:**
La poesia fa riferimento alla virtù come "la conoscenza" che abita in tanti vani. Questo può essere interpretato come un invito a cercare la saggezza e la virtù in molteplici esperienze e contesti di vita. La conoscenza diventa così un veicolo per comprendere la complessità dell'esistenza.

 
**Identità e Sogni Buì:**
La poesia tocca la questione dell'identità e dell'autoconsapevolezza con il verso "So chi è lui / Ma non so chi sono io." Questo dubbio esistenziale suggerisce una continua ricerca di sé attraverso l'arte, simboleggiata dall'atto di scrivere in un "disegno et acquerello."

 
**La Fine e il Ridipingere del Mondo:**
L'autore esprime il desiderio di essere l'artefice del proprio addio, scegliendo di ridipingere il mondo per renderlo più bello. Questo atto può essere interpretato come una dichiarazione di potere creativo e di controllo sulla propria esistenza fino alla fine.

 
**Conclusioni e Riflessioni:**
"Esoterismi" riflette sulla ricerca della libertà, sulla relazione tra scienza e spiritualità, sulla centralità dell'amore e sulla continua esplorazione dell'identità. L'autore abbraccia la complessità della vita e l'esistenza umana come un viaggio in cui la ricerca di significato e la creazione personale guidano il cammino. La poesia invita a una riflessione profonda sulla vita, sulla morte e sulla possibilità di ridefinire la propria realtà attraverso la conoscenza e la creatività.

 
**Analisi della Poesia "Nella piscina comunale":** di Leontia Flynn

 
**Descrizione Atmosferica:**
La poesia inizia con un'immagine della piscina comunale, creando un'atmosfera di familiarità e routine. L'uso di dettagli sensoriali come l'acqua che cade dalle docce, il calore, il cloro e il vapore contribuisce a dipingere un quadro vivido della scena.

 
**Simbolismo Acquatico e Controllo del Bimbo Interiore:**
L'acqua della piscina può essere interpretata come un simbolo di fluidità e cambiamento. Il controllo del bimbo che è in sé suggerisce un desiderio di connessione con l'innocenza e la purezza dell'infanzia, fornendo un rifugio temporaneo dalla complessità della vita adulta.

 
**Immagini Femminili e Richiamo a Elena Ferrante:**
L'autore fa riferimento a una donna italiana nella cabina delle docce, associandola all'immaginario di Elena Ferrante. Questo richiamo potrebbe evocare l'idea di donne mature e affascinanti, in sintonia con un mondo di relazioni femminili senza la presenza degli uomini.

 
**Sensazioni di Libertà e Sovrano Femminile:**
Il termine "del tutto libero" associato all'acqua e al vapore sottolinea la sensazione di libertà, un'atmosfera dove le donne possono sentirsi libere e autentiche. La presenza di una donna italiana descritta come "matura e affascinante" suggerisce un'immagine di potenza e comfort nella propria pelle.

 
**Contrasto tra Interno ed Esterno:**
Il contrasto tra l'interno della piscina, con le sue acque libere e rassicuranti, e l'esterno, dove "fuori splende il sole" e "la storia batte sul tetto del gineceo," potrebbe riflettere la dualità della vita quotidiana e l'ambivalenza delle esperienze femminili.

 
**Conclusione Ottimistica:**
La poesia si conclude con un'immagine ottimistica, suggerendo che, nonostante tutto, c'è un bagliore di sole all'esterno della piscina comunale. Questo potrebbe simboleggiare la possibilità di trovare la luce e la storia all'interno delle esperienze femminili, anche quando la vita quotidiana può essere complessa e sfidante.

 
**Riflessioni Finali:**
"Nella piscina comunale" offre una visione intima e poetica di un luogo quotidiano, utilizzando l'acqua come elemento centrale per trasmettere sensazioni di libertà e rinnovamento. L'immaginario di Elena Ferrante aggiunge uno strato di complessità, invitando a riflettere sulle connessioni femminili e sull'empowerment in un contesto di relazioni tra donne.

 
**Analisi della Canzone:**di Marco Cabassi 
**1. Atmosfera di Intimità e Connessione:**
La canzone crea un'atmosfera di intimità e connessione attraverso il linguaggio poetico, enfatizzando l'idea di due persone che sono unite in un'unica esperienza. L'immersione e il respiro condiviso rappresentano metafore della profonda connessione emotiva.

 
**2. Simboli Floreali:**
L'uso di fiori come simboli, come la Rosa e il Tulipano, suggerisce la bellezza e la varietà dell'amore. La presenza di fiori nel giardino, sotto al Pesco e al Melograno, potrebbe simboleggiare la crescita e la prosperità dell'amore.

 
**3. Elementi Naturali:**
La menzione di elementi naturali come il Sole, la Luna e il cielo aggiunge un tocco poetico alla canzone. Questi elementi potrebbero rappresentare cicli di vita, illuminando l'amore durante il giorno e la notte.

 
**4. Atmosfera Ottimistica:**
La ripetizione di concetti positivi come il volare sopra il mondo, il sorriso condiviso e il camminare mano nella mano contribuiscono a creare un'atmosfera ottimistica. La canzone sembra trasmettere un messaggio di speranza e gioia nel vivere l'amore.

 
**5. Ritmo e Struttura:**
Il ritmo della canzone sembra essere fluido, adattandosi al tema di unità e armonia. La struttura è semplice, ma la ripetizione di concetti chiave contribuisce alla coerenza del messaggio.

 
**6. Dualità tra Giorno e Notte:**
La dualità tra il giorno e la notte, rappresentati dal Sole e dalla Luna, potrebbe riflettere la completezza dell'amore in ogni momento della giornata. Questo contrasto può aggiungere profondità all'espressione dei sentimenti.

 
**7. Emozione e Mistero:**
L'uso delle parole "mistero" e "grande immenso amor" aggiunge un tocco di emozione e mistero alla canzone. Questi elementi possono suggerire che l'amore è un'esperienza straordinaria e incomprensibile, oltre a essere una forza potente e eterna.

 
**8. Conclusione Ottimistica:**
La canzone si conclude con l'idea di un Sole che sorge ogni mattino, fiori che nascono nel giardino e la presenza della Luna ogni sera. Questa conclusione crea un'immagine di continuità e stabilità, rinforzando il messaggio positivo dell'amore duraturo.

 
**Riflessioni Finali:**
La canzone di Marco Cabassi esprime l'amore come un'esperienza profondamente connettiva e positiva. Attraverso l'uso di simboli naturali, elementi poetici e un tono ottimistico, la canzone offre un ritratto di un amore che cresce, prospera e illumina ogni aspetto della vita.

 
♡   **Il gran fuoco di Natale di Armando Bettozzi 
**1. Atmosfera Sacra:**
Il poema trasmette un'atmosfera sacra e solenne attraverso l'immagine del fuoco purificatore nel gelo della notte di Natale. Questo elemento suggerisce la presenza divina e il significato spirituale della nascita di Gesù.

 
**2. Simbolismo del Fuoco:**
Il fuoco diventa un simbolo di purificazione e rinnovamento. La sua inerzia sottolinea l'importanza e la potenza della nascita di Gesù come fonte di luce e salvezza.

 
**3. Nascita di Gesù come Purificazione:**
La menzione della nascita di Gesù come "fuoco inerte e purificatore" suggerisce che la sua venuta ha portato un cambiamento positivo nel mondo, purificandolo dai peccati e portando speranza.

 
**4. Dualità di Credere e Odiare:**
Il poema riflette la dualità delle reazioni alla figura di Gesù. Da un lato, c'è chi ha sempre creduto e sperato in lui, mentre dall'altro ci sono coloro che lo odiano e desiderano cancellarlo. Questa dualità può rappresentare la diversità di opinioni e fedi riguardo a Gesù.

 
**5. La Preghiera per il Ritorno:**
L'invocazione di chi prega affinché Gesù torni suggerisce un desiderio di rinnovamento e speranza. Questa preghiera aggiunge un elemento di attesa e apertura alla possibilità di una nuova venuta.

 
**6. Messaggio di Pace e Rinascita:**
La tematica centrale del Natale come momento di pace, purificazione e rinascita è evidente. Il poeta esprime la speranza che la nascita di Gesù porti con sé la pace e la redenzione per coloro che credono.

 
**7. Struttura Simmetrica:**
La struttura del poema è simmetrica nella sua rappresentazione della dualità tra chi crede e chi odia. Questo contribuisce alla bilanciata espressione delle diverse prospettive nei confronti della figura di Gesù.

 
**8. Connessione con il Tempo Attuale:**
La menzione di "Natale 2023" collega il poema al contesto temporale, sottolineando che il messaggio di pace e speranza continua ad avere risonanza anche nel presente.

 
**9. Uso di Rime:**
L'uso di rime conferisce al poema un ritmo melodico, contribuendo alla sua qualità incantatrice e riflessiva.

 
**Riflessioni Finali:**
Il poema di Armando Bettozzi celebra il significato spirituale del Natale, collegando la nascita di Gesù a concetti di purificazione, speranza e rinascita. La sua struttura bilanciata e il simbolismo del fuoco contribuiscono a trasmettere il messaggio di pace e rinnovamento associato alla festività natalizia.

 
♡   **"Vivere senza amore di Salvatore Armando Santoro**
**1. Espressione di Dolore:**
Il poema si apre con un forte senso di dolore causato dalla mancanza di amore. L'autore comunica il suo disagio attraverso l'apertura casuale del cellulare, il confronto con il nome dell'amato/a e la frustrazione di essere bloccato.

 
**2. Contrapposizione dell'Amore:**
L'autore esprime il desiderio di sentire la voce dell'amato/a, ma la situazione si complica poiché l'altro è stato "bannato" e la comunicazione è impedita. La contrapposizione tra il desiderio di vicinanza e l'atto di oscurare riflette una relazione tesa e dolorosa.

 
**3. Rifiuto dell'Amore:**
Il verso "Solo umiliarmi sai" suggerisce che, nonostante il desiderio di amore, l'autore si sente ripetutamente umiliato dalla controparte. La frustrazione aumenta, portando a una decisione di non cercare più di incontrarsi o ascoltare le esternazioni dell'altro.

 
**4. Riflessione sulla Capacità d'Amare:**
L'autore riflette sulla capacità di amare dell'altro, sottolineando che ogni amore che l'altra persona ha sperimentato nella vita sembra svanire. Si suggerisce che forse l'altro non ha mai davvero conosciuto l'amore autentico.

 
**5. Desiderio di Amore Vero:**
Il poema conclude con una riflessione sull'incapacità dell'altro di conoscere l'amore vero. L'autore suggerisce che, senza questa comprensione, l'altro rimarrà privo di un amore autentico.

 
**6. Data e Luogo:**
La specificità della data e del luogo (Boccheggiano 8.10.2022 – 19:24) contribuisce a conferire al poema un senso di concretezza e attualità, suggerendo che questi sentimenti sono stati vissuti in un momento specifico.

 
**7. Emotività e Semplicità:**
L'uso di espressioni dirette e semplici contribuisce a trasmettere l'intensità delle emozioni dell'autore. La scelta di parole come "male," "umiliarmi," e "stanco" sottolinea il peso emotivo della situazione.

 
**Riflessioni Finali:**
Il poema di Salvatore Armando Santoro affronta la dolorosa realtà di vivere senza amore e l'esperienza dell'umiliazione in una relazione. La mancanza di comunicazione e il rifiuto dell'amore portano l'autore a una conclusione di stanchezza e disillusione. La scelta di esprimere questi sentimenti in modo diretto conferisce al poema un impatto emotivo.

 
♡   **A te/ senza mediazione di Maria Benedetta Cerro**
**1. Struttura e Visualizzazione:**
Il poema inizia con una particolare disposizione spaziale delle parole, creando un effetto visivo che suggerisce una certa tensione o conflitto. Questa disposizione potrebbe rappresentare la complessità delle relazioni o degli stati emotivi dell'autore.

 
**2. Opposizioni e Ambiguità:**
L'utilizzo di "da un’opposta riva" e "da un’asserzione e dal suo contrario" introduce il tema dell'opposizione e dell'ambiguità. Ciò potrebbe riflettere una lotta interiore o conflitti esterni non risolti.

 
**3. Formule Sconosciute:**
L'autore menziona "formule affido di cui non conosco il senso." Questa affermazione può rappresentare l'incertezza dell'autore riguardo alle dinamiche o ai sentimenti coinvolti nella situazione descritta.

 
**4. Richiesta di Risoluzione:**
L'invocazione "Risolvimi" indica un desiderio di chiarezza e risoluzione. L'autore sembra essere intrappolato in una confusione o ambiguità e chiede di essere liberato attraverso una soluzione chiara.

 
**5. Immagini Ombrose e Respiro dei Morti:**
L'espressione "Cupamente nel respiro dei morti" crea un'immagine oscura e suggestiva. Questa immagine potrebbe simboleggiare un'atmosfera pesante o il peso del passato che opprime l'autore.

 
**6. Pietre Addosso:**
La metafora "Sono troppe le pietre che mi stanno addosso" suggerisce un carico emotivo opprimente o ostacoli che rendono difficile avanzare. Le "pietre" potrebbero rappresentare sfide, ricordi dolorosi o responsabilità.

 
**7. Invocazione alla Salvezza:**
La sezione "A te / senza mediazione dico – salvami adesso –" è un grido di aiuto diretto, senza intermediazioni. Questo verso sottolinea la necessità immediata di aiuto e la richiesta di essere salvati.

 
**8. Titolo e Contesto:**
Il titolo "Da Prove per atto unico, I giuramenti del vento" potrebbe suggerire un contesto più ampio o un ciclo di esperienze. La menzione dei "giuramenti del vento" potrebbe indicare promesse effimere o mutevoli.

 
**Riflessioni Finali:**
Il poema di Maria Benedetta Cerro esplora il tema dell'opposizione, dell'ambiguità e della richiesta di chiarezza in una situazione emotiva complessa. Le immagini oscure e la richiesta diretta di salvezza contribuiscono a creare un'atmosfera intensa e carica di significato.

 
**Il cieco corpo della donna di Jacqueline Miu**
Nel cieco corpo della donna, emerge un universo sconfinato di emozioni e sensazioni, dipinto con l'abbondanza di un linguaggio intriso di poesia. La paura della pelle, che trema nell'oscurità, diventa una melodia notturna, un tocco che abbrividisce ma che si accende con la fiamma di un petto innamorato.

 
**Sensazioni e Immagini Avvolgenti:**
Le parole si attorcigliano attorno a cosce, baci, contorsioni pelviche, e schiene sudate, creando immagini viscerali e coinvolgenti. Questa descrizione intensa si amalgama con il fumo, il caffè colombiano e la combustione interna, come una danza di sensazioni sensoriali.

 
**Ritmo e Combustione Interna:**
Il ritmo accelerato, alimentato da decilitri di caffè, sigarette, e desideri ardenti, dà vita a una combustione interna. Il corpo, attraverso sillabe, si apre agli occhi, sfidando il pensiero mattutino e l'ostacolo ghiacciato del pavimento.

 
**Rivolta contro le Norme:**
L'autrice ribadisce il suo disprezzo per le convenzioni sociali, contrapponendosi al bisogno di un'auto di lusso, dichiarando la sua nobiltà in un modo che sfida la superficialità della ricchezza. La distanza è tracciata con parole destinate a rimanere nell'eternità delle loro teste.

 
**Visioni Notturne e Desideri Profondi:**
Il poema si sviluppa in un susseguirsi di visioni notturne, da ballate spinte di Chopin al corvo pronto a ferrare. La protagonista, insonne e marchesa, vuole insegnare l'amore ai diavoli e sceglie la compagnia di Verlaine, creando un mondo dove la luce proviene dalla musica e il desiderio va oltre i limiti terreni.

 
**Conclusioni di un Viaggio Emotivo:**
In questo scenario di Monteparano, le parole danzano con la pioggia, le foglie stizzite e i resti di amori passati. Prima di partire verso una destinazione ignota, una sigaretta ancora diventa la compagna per l'ultimo tratto del viaggio, suggellando il desiderio di liberarsi del passato e rinascere ogni giorno.

 
**Rivoluzione Sensoriale e Ribellione:**
Jacqueline Miu ribalta il concetto di normalità, trasformando la vita quotidiana in un'esperienza sensoriale profonda. La pelle diventa sensibile al tocco dei sogni, le sigarette sono alleate nella ribellione, e la scelta di non voler sapere il nome dell'altro diventa un atto di potere.

 
In questo poema, l'enfasi lirica raggiunge il culmine attraverso la densità di immagini, il ritmo incalzante e la rivolta contro le convenzioni, creando un viaggio emozionante attraverso la mente e il corpo di una donna che si svela nell'oscurità della notte.

 
♡   ** "Io ci sarò sempre" di Greggio:**

 
**Presenza Eterna:**
Il poema si apre con un affermazione decisa: "Non occorre che mi eviti". L'autrice esprime la sua volontà di rimanere presente, indipendentemente dal desiderio di allontanarsi. La ripetizione della frase "Io ci sarò sempre" sottolinea la persistenza di questa presenza, diventando un mantra che permea l'intero testo.

 
**Legami Indissolubili:**
La poetessa dipinge un quadro di legami indissolubili, situati nei pensieri, nei battiti del cuore e nelle lacrime. Questi legami si manifestano attraverso molteplici forme, come la presenza nelle pagine di un libro, la melodia di una canzone e la carezza del vento. L'idea di essere "lontana" fisicamente, ma comunque presente attraverso elementi sensoriali, sottolinea l'idea di una connessione spirituale che supera le barriere fisiche.

 
**Simboli della Rinascita:**
Il riferimento al "tepore delle prime giornate di sole" e al "profumo dei fiori" evoca simboli di rinascita e rinnovamento. Questi elementi naturali trasmettono un senso di vitalità e promettono una continua presenza, anche attraverso le esperienze di bellezza e crescita.

 
**Unione nell'Infinito:**
La chiusa del poema allude a un incontro futuro "tra le onde del mare", un luogo dove si confondono con il cielo. Questo simbolismo suggerisce una connessione eterna e un'unità nell'infinito, trasmettendo la promessa di un incontro oltre la realtà terrena.

 
**Conclusioni:**
"Io ci sarò sempre" diventa un'affermazione di amore eterno e di un legame che supera il tempo e lo spazio. La poetessa offre un messaggio di conforto, suggerendo che la sua presenza sarà costante, penetrando nelle sfere della vita quotidiana e continuando oltre il confine della morte.

 
**Enfasi sulla Continuità e Speranza:**
L'enfasi lirica di questo poema risiede nella continuità della presenza e nella speranza di un incontro futuro. La poetessa usa immagini vivide e simboli naturali per trasmettere un senso di eternità, creando un'atmosfera di conforto e assicurazione che perdura oltre le circostanze presenti.

 
♡   ** "Al capezzale"di Carlo Chionne**

 
**Dolore e Apprensione:**
Il poema si apre con una scena drammatica, posizionandoci "al capezzale" di un figlio malato. L'uso di parole come "inattesa appendicite" e "rischio di peritonite" crea un senso immediato di dolore e apprensione. L'attacco rapido al problema di salute accentua l'urgenza della situazione.

 
**Interventi Chirurgici:**
Il poeta menziona "due grossi interventi", sottolineando la gravità della situazione. L'aggettivo "urgenti" accentua l'importanza della tempestività nell'affrontare la situazione medica. La poesia tratta con onestà la realtà degli interventi chirurgici, creando un'atmosfera di tensione e ansia.

 
**Il Risveglio:**
Il versetto successivo porta una nota di speranza, indicando che "sta piuttosto meglio" dal suo risveglio. Questo momento di miglioramento offre un momento di respiro nella narrazione, suggerendo che la salute del figlio sta prendendo una svolta positiva.

 
**Convalescenza e Ringraziamenti:**
La poesia sottolinea la necessità di una "lunga convalescenza", ma esprime gratitudine nei confronti della scienza e di Dio. L'uso di "Bene" per descrivere i cari sottolinea il loro ruolo fondamentale nel processo di recupero. Il termine "preziosi e rari" sottolinea quanto siano significativi e irripetibili i legami familiari.

 
**Espressione di Speranza e Gratitudine:**
Nonostante il dramma iniziale, la poesia si conclude con una nota di speranza. L'autore fa riferimento al figlio che sta "piuttosto meglio", indicando un percorso di guarigione. L'utilizzo di espressioni come "grazie a Dio e alla Scienza" esprime una gratitudine profonda nei confronti della fede e della conoscenza medica.

 
**Conclusioni:**
"Al capezzale" offre un'immagine intensa di un momento difficile nella vita di una famiglia. La poesia mescola elementi di preoccupazione, speranza e gratitudine, catturando le complesse emozioni che circondano una situazione medica critica.

 
♡   ** "Le emozioni" di Antonia Scaligine**

 
**Connotazioni Emotive:**
Il poema esplora il vasto e complesso mondo delle emozioni. L'uso di parole come "palpitano," "vagano," e "appaiono fredde/a volte calde" descrive il dinamismo e la varietà delle emozioni umane. Queste non sono statiche, ma fluttuano, trasformandosi in risposta a diverse circostanze.

 
**Dualità delle Emozioni:**
L'autore dipinge le emozioni come entità con una dualità intrinseca. Possono essere sia fredde che calde, riflettendo il loro spettro da sentimenti più tranquilli a quelli intensamente appassionati. Questa dualità è una parte essenziale dell'esperienza emotiva umana.

 
**Coinvolgimento con il Cuore:**
Il poeta mette in rilievo l'importanza del cuore come centro decisionale delle emozioni. Le parole "arrivano al cuore" sottolineano come le emozioni influenzino direttamente le scelte del cuore, che possono variare da "stupore" a "indifferenza," da "odio" ad "amore."

 
**Manifestazione delle Emozioni:**
Il poema cattura la manifestazione delle emozioni attraverso "parole" e "gesti" che raggiungono il cuore. Questa comunicazione emotiva è un processo dinamico e incessante, rivelando una gamma di emozioni che vanno dall'"affanno" alla "paura" e all'"avventura."

 
**Fluidità e Trasformazione:**
Le emozioni sono descritte come fluidi che "vagano nella solitudine" e si muovono tra luce e buio. La loro capacità di "arrivare al cuore" e suscitare "indifferenza" o "amore" sottolinea la loro potente capacità di trasformarsi e adattarsi alle circostanze.

 
**Confronto con Segnali Stradali:**
L'utilizzo di "segnali stradali" come metafora per le emozioni suggerisce che queste sono guide nella vita di una persona. Assimilare le emozioni a "ponti che uniscono i burroni" esprime il loro ruolo nel superare le difficoltà e connettere le diverse esperienze umane.

 
**Conclusioni:**
"Le emozioni" è un poema che cattura l'essenza dinamica e complessa delle emozioni umane. Attraverso una miscela di dualità, coinvolgimento emotivo e trasformazione, l'autore offre una visione ricca e sfaccettata di come le emozioni guidino e influenzino la vita.

 
♡   ** "Arrivederci" di Pietro Colonna Romano**

 
**Addio con Dolcezza:**
Il poema "Arrivederci" di Piero Colonna Romano riflette sulla separazione, e il tono generale è permeato di dolcezza e malinconia. L'autore immagina di essere lontano da ciò che ama, e questa anticipata assenza suscita una tristezza premeditata.

 
**Metafore Vitale:**
L'uso di metafore come "mi mancherete come il pane e il sale" e "come l'aria pulita e come il mare" trasmette la centralità e la vitalità delle persone e delle cose a cui l'autore sta dicendo addio. Il pane, il sale, l'aria e il mare sono elementi essenziali e profondamente collegati alla vita.

 
**Resilienza e Ritorno:**
Nonostante la separazione, emerge un sentimento di resilienza. L'autore affronta un "tagliando," un'operazione di manutenzione che suggerisce una preparazione per il futuro. L'uso di "tornerò più forte e bello" suggerisce un processo di crescita e rinascita, come se l'esperienza della separazione portasse a un ritorno rinvigorito.

 
**Carattere Cordiale:**
La figura del "carburaturista" che vuole "fare carburare" aggiunge un tocco di umorismo al poema. Questo personaggio immaginario simboleggia l'intricato processo di adattamento e regolazione che l'autore deve affrontare durante la sua assenza.

 
**Raccomandazione Sorridente:**
Nella parte finale del poema, l'autore raccomanda di mantenere i "toni bassi e sorridenti," suggerendo che, nonostante la separazione, è auspicabile affrontare la vita con un atteggiamento positivo. Questa raccomandazione può essere vista come un invito a continuare a godere della vita, nonostante l'addio temporaneo.

 
**Conclusione Tenera:**
Il poema si conclude con la speranza che, mantenendo un atteggiamento positivo, tutti non saranno "perdenti." Questo finale aperto suggerisce che la separazione è solo temporanea e che ci sarà un ritorno condiviso di esperienze e gioie.

 
♡   **Il poema "Violenza strutturale contro le Donne" di Alessio Romanini**  esplora con profondità e sensibilità il tema scottante della violenza di genere. Attraverso versi forti e ben strutturati, l'autore denuncia la violenza fisica e psicologica inflitta alle donne, sottolineando il contrasto con l'amore genuino.

 
Il titolo stesso, "Violenza strutturale contro le Donne," pone l'attenzione sulla sistematicità e la radicazione di tale violenza nella società. Romanini inizia il poema interrogandosi sull'amore che si manifesta con la "mano violenta," sottolineando come questa forma di amore distorso conduca a conseguenze estreme e tragiche.

 
Il termine "Villano" attribuito all'uomo che compie tale violenza implica malvagità e spregiudicatezza. L'uso di "imbrogliatore" per descrivere l'odio sottolinea l'inganno implicito in queste situazioni, dove l'apparente amore si rivela un terribile tradimento.

 
Il riferimento alla "dolce fanciulla" sottolinea l'innocenza e la vulnerabilità della vittima, creando un contrasto stridente con la brutalità degli atti descritti.

 
Il termine "femminicidio" indica la natura discriminatoria e di genere di questi atti violenti. L'autore attribuisce tale violenza a un'ideologia patriarcale che cerca di negare l'identità delle donne, evidenziando così la radice profonda e culturalmente radicata di questo problema.

 
La menzione della "psicologia dell'assoggettamento" sottolinea la complessità delle dinamiche coinvolte nella violenza di genere, evidenziando come il controllo e la manipolazione siano aspetti centrali di queste relazioni malate.

 
La chiusa del poema con "L'amore non ha la mano brutale" rappresenta un netto contrasto con la violenza descritta precedentemente, sottolineando che l'amore autentico non è mai associato a gesti violenti, ma piuttosto porta gioia e serenità.

 
In conclusione, Alessio Romanini offre un'analisi incisiva e articolata della violenza di genere, invitando alla riflessione sulla necessità di combattere e debellare l'ideologia patriarcale che la sostiene.

 
Con affetto e stima
Vostro  Ben Tartamo 

 

9-10-11 Gennaio

Poesie pubblicate il 9-10-11 gennaio 24


♡   "Ti chiamo a mente / a mente ti dimentico"di  Maria Benedetta Cerro è un capolavoro che danza tra la memoria e l'oblio, un connubio delicato di parole che si svelano e si nascondono come il fluire della mente stessa. Questa poesia svela il paradosso di richiamare e al contempo smarrire il ricordo, una contraddizione poetica che abbraccia l'essenza dell'umana fragilità.

 
Il gioco tra "Ora e Mai" è una coreografia temporale, una danza degli avverbi che sfuggono al nostro apprendimento, creando un'atmosfera di incertezza e mistero. La maestria emerge nell'uso di "rafforzare / con un raddoppiamento", dove la poetessa plasma il linguaggio come un'arte scultorea, modellando le parole con precisione e passione.

 
Il culmine della poesia risiede nell'attenta manipolazione del "Mai-Più", un accento tardivo che risuona con un'eco di pentimento. Qui, Cerro intreccia il tempo con l'emozione, dipingendo il rimorso attraverso la scelta di un accento ritardatario, creando una sinfonia di significati sospesi.

 
"Da Prove per atto unico, I giuramenti del vento" ci conduce in un mondo di promesse sospese, con il vento come testimone e custode di giuramenti intatti. La poesia è una danza di parole che si srotolano come pergamene antiche, rivelando il delicato equilibrio tra presenza e assenza, memoria e oblio.

 
In questa creazione poetica, Maria Benedetta Cerro si erge come una scultrice di emozioni, plasmando il linguaggio con maestria e profondità. La sua poesia è un viaggio nell'anima umana, tra le pieghe del ricordo e le ombre del tempo.

 
♡    "Silenzi d'acque" di Felice Serino è una poesia che evoca un silenzio palpabile, tessendo un'atmosfera di calma e mistero. Il ritmo lento e fluido della narrazione risuona con l'immobilità delle acque che si perdono nel mutismo, come se la luce stessa cedesse al potere dell'assenza di suono.

 
"Langue la luce - e smemora" ci introduce a una dualità struggente: la luce, solitamente portatrice di chiarezza, qui langue, sperimentando un declino inarrestabile. Questo decadimento si sposa con il concetto di "smemora", suggerendo un oblio che avvolge tutto, un'ammanto di dimenticanza che abbraccia il paesaggio.

 
La potenza visiva emerge quando un "grande lenzuolo avvolge / gli alberi le case", creando un'immagine di copertura universale, un abbraccio intimo tra la natura e l'architettura. La metafora del lenzuolo può essere interpretata come il velo dell'oblio, che avvolge e confonde le forme familiari, generando una sensazione di sospensione.

 
Da "La vita immaginata, 2022", emerge un senso di temporalità e riflessione, come se il poeta ci conducesse attraverso uno spazio sospeso tra la realtà e la fantasia. Felice Serino, con la sua opera, riesce a catturare l'essenza del silenzio e della trasformazione, tessendo parole che fluiscono come acque quiete nell'immaginazione del lettore.

 
♡   "Avresti voluto…" di Franco Fronzoli è una poesia potente che riverbera con la forza della resistenza femminile contro l'oppressione e la violenza. L'autore dipinge un ritratto di determinazione attraverso versi intrisi di orgoglio e fermezza.

 
Il desiderio di vederla "ai tuoi piedi / distrutta nell’orgoglio / lacrimante" rivela la volontà di sottomissione, ma la protagonista respinge questa visione con una fierezza che sfida la vulnerabilità.

 
La poesia continua svelando la resistenza della protagonista nel preservare la sua identità e autonomia. La volontà di "cancellare i miei sogni / le mie sensazioni le mie / amicizie" riflette il tentativo di costringere la protagonista in un confine, ma il suo spirito indomito prevale.

 
L'immagine di mettersi "in ginocchio davanti a te / per soddisfare / i tuoi desideri le tue passioni le tue supremazie" illustra il tentativo di sottomissione, ma il rifiuto è chiaro: "io sono donna orgogliosamente donna felicemente donna". La dichiarazione di orgoglio femminile è un inno alla forza interiore e alla gioia di essere se stesse.

 
Il contrasto tra il desiderio di vederla "frantumata / come un orologio sbattuto per terra" e la sua risoluzione di non piegarsi "ai tuoi desideri la mia libertà / alla tua servitù" sottolinea la rottura con le aspettative oppressive.

 
La poesia si conclude con una dichiarazione di inarrendevolezza: "non mi arrenderò mai / nemmeno di fronte alla tua violenza". Questa è una celebrazione della resilienza femminile, un inno che risuona con la determinazione di resistere contro l'ingiustizia.

 
♡   "Il mio mondo è la notte" di Cristiano Berni ci porta in un viaggio suggestivo attraverso la notte, dipingendo un ritratto affascinante e intimo di questo periodo misterioso. Il poeta abbraccia la notte come il suo mondo, quando il Corvo vola basso e il silenzio diventa sovrano, creando un'atmosfera di quiete e riflessione.

 
La notte diventa il palcoscenico del vivere di Berni, dove il gemito dell'anima si fa più forte e le voci del giorno si spengono, permettendo al poeta di immergersi nel proprio mondo interiore. La notte diventa un momento di estraniamento, quando il mondo sembra strano e Berni si sente lontano.

 
Attraverso l'uso eloquente delle immagini, Berni dipinge la notte come un momento di freschezza dell'aria e di intensificazione del pensiero. Il poeta abbraccia la notte come sua regina, ancella profumata, Venere conquistata, quando la poesia diventa Alloro.

 
La notte è anche teatro di passeggiare dentro sé stessi, di scomparire e svanire in essa. Berni esplora la dualità della notte, sia come rifugio di sogni altrui che come taverna di respiro, meretrice di destino con fumo di sigaretta e un po' di vino.

 
Il poeta celebra la notte come l'alcova dei poeti, detentrice di segreti, pazientemente arrivata fra gli abeti e gli ulivi. La sua chiusa con il Corvo che ancora vola basso nel cielo sottolinea la persistenza della notte nel calare il suo velo di pizzi e merletti oscuro.

 
In questa poesia, Cristiano Berni trasmette un profondo attaccamento alla notte come spazio di introspezione e scoperta, un territorio poetico ricco di emozioni e simbolismi.

 
♡   "Primordiale Amore" di Laura Lapietra è una poesia che celebra un amore profondo e primordiale, libero da limiti e condizionamenti. Il linguaggio ricco di immagini e metafore crea un'atmosfera poetica che abbraccia l'intensità di questa connessione.

 
Il primordio assoluto emerge quando i cuori colmi d'amore si baciano, un'esperienza che si svolge nei sospiri anelanti, creando uno spazio unico nel tempo. L'elio che solleva i protagonisti nella idilliaca troposfera evoca un senso di leggerezza e libertà, senza crepuscoli di gineprai a offuscare il loro cammino.

 
Il poema esplora la natura trasformativa di questo amore, che può estinguere il rancore in germoglio, usando il nero grafite come simbolo di cancellazione di sentimenti negativi. Il trasporto di bagagli di autentica voluttà richiama l'esperienza di un viaggio senza posa flemmatica, mantenendo sempre viva l'intensità dei sensi.

 
Il nome del loro amore è descritto come pura amaranta magia, un incantesimo in continua trasformazione di emozioni dorate e gemme sfavillanti di trepidazioni. La metafora della coltre di porpora in merinos sottolinea il calore e la protezione che questo amore offre all'immensità abissale dei loro sentimenti.

 
Il poema si conclude con una visione del futuro, dove il loro amore persiste oltre il Big Rip, rifulgendo come stelle tipo zero che non si estingueranno mai. La poesia, in ultima analisi, esprime la potenza dell'istintivo amore incondizionato, destinato a durare senza fine, un volo eterno nel loro inusitato innamorato perduto cuore.

 
♡   "Il monte Altissimo" di Nino Silenzi ci trasporta in una visione incantevole dell'autunno, descrivendo il maestoso monte che si prepara per una festa finale della stagione. L'immagine del monte che indossa un cappello bianco è poetica e personificante, rendendo il paesaggio quasi un protagonista.

 
La descrizione delle montagne che fanno corona al monte Altissimo crea un'atmosfera di regalità e bellezza naturale. L'autore dipinge un quadro vivido dell'autunno con le vette brillanti al sole, emanando scintillii bianchi come segni di amore, gioia e pace.

 
La narrazione si sposta giù, evidenziando il mare che balugina, i pini che fremono e gli alberi che si svestono in una danza di colori arancio, ocra e senape. Questa scena evoca un'immagine di transizione e movimento, tipica della stagione autunnale.

 
La descrizione del cielo che sorride in alto e della terra fresca che freme crea una connessione emotiva con la natura, dando vita a un paesaggio vibrante di sensazioni.

 
Il monte Altissimo, dall'alto del suo trono, è ritratto con attesa ansiosa per l'arrivo della signora Neve, una personificazione affettuosa della prima neve che lo avvolgerà con le sue carezze. Questa immagine conclude la poesia con una sensazione di attesa e anticipazione per il cambiamento della stagione.

 
La raccolta  "Verso l'orizzonte" di Nino Silenzi è un viaggio poetico che cattura la bellezza mutevole della natura, invitandoci a immergerci nelle meraviglie del monte Altissimo e della sua connessione con le stagioni.

 
♡   "A San Crispolto pel Nuovo Anno (2024)" di Armando Bettozzi è un inno poetico a San Crispolto, che giace sepolto a Bettona. La poesia rivolge un affettuoso saluto ai devoti del santo, augurando loro amore, salute e pace, sia nei luoghi più remoti che attorno a Bettona.

 
L'autore esprime il desiderio che coloro che riposano accanto a San Crispolto trovino un sicuro appoggio per il paradiso. Questa richiesta viene formulata in modo giocoso e affettuoso, aggiungendo un tocco di umorismo alla preghiera.

 
Il riferimento a Bettona evoca una nostalgia per i giorni passati, quando il borgo era animato e ricco di vita. L'autore esprime il desiderio di tornare a quei tempi, sottolineando la bellezza del Borgo medioevale e la speranza di "riaprire" almeno un po', per non scomparire del tutto.

 
L'invito a visitare Bettona, con il consiglio implicito di non perdere l'occasione di scoprire la bellezza di questo luogo, rende la poesia non solo un omaggio, ma anche un invito a riscoprire le radici e le meraviglie di Bettona.

 
In sintesi, la poesia di Bettozzi è un richiamo affettuoso a San Crispolto, ai devoti, e alla rinascita di Bettona, incanalando il desiderio di mantenere viva la storia e la bellezza di questo luogo nel nuovo anno.

 
♡   La poesia "Violoncello" di Salvatore Armando Santoro, dedicata ad Elena Raimondi, è un'elegante espressione che avvolge il lettore in un mondo sonoro di emozioni. L'autore, con maestria, esplora il potere evocativo della musica attraverso il violoncello, inserendo una dedica che accentua la personalità e la passione legata a questo strumento.

 
Dal punto di vista fonico, il verso si dipana con una melodia armoniosa, rispecchiando il suono stesso del violoncello. Le rime ben studiate contribuiscono a una musicalità intrinseca, guidando il lettore attraverso la poesia con una piacevole fluidità. L'uso di parole come "scivola", "accarezza", "vibrare", evoca sensazioni tattili e uditive, amplificando l'impressione di connessione tra il musicista, lo strumento e la melodia.

 
La metrica e il ritmo, tipici del sonetto, conferiscono un equilibrio formale alla composizione. L'alternanza di rime e la divisione in quartine rendono il testo scandito e ben strutturato, un parallelo efficace alla disciplina e alla precisione richieste nella pratica musicale.

 
Stilisticamente, Santoro crea una raffinata immagine del violoncellista e del suo strumento. L'archetto che "scivola e accarezza", le corde che "sa sollecitare", tutto contribuisce a delineare la delicatezza e la maestria del musicista. La brezza che porta il suono verso il mare aggiunge un elemento di movimento, come se la musica stessa avesse ali.

 
Il contesto storico-culturale si intreccia con la passione universale per la musica. L'immagine del Borgo che si avvolge nella melodia fa pensare a una scena pittoresca di un'Italia rurale, sottolineando l'importanza della cultura e delle arti anche in contesti più rurali e isolati.

 
Il sonetto, scritto a Boccheggiano nel 2022, cattura un momento preciso nel tempo, immerso nella serenità e nell'ispirazione che la musica può portare. La composizione si conclude con un ritorno all'intimo del musicista, come anfitrione di emozioni che, attraverso la magia del violoncello, può allontanarsi dal frastuono quotidiano e abbracciare un delicato rifugio di passione e serenità.

 
♡   La poesia "Vita e Morte" di Alessio Romanini esplora temi profondi legati all'esistenza umana, affrontando la vita e la morte con una prospettiva riflessiva e consolatoria.

 
Nel primo verso, l'autore proclama con forza che vivere non è una condanna, ma un dono prezioso. La vita, nonostante le sfide come dolore, miseria e solitudine, è presentata come un'opportunità di trovare speranza. L'uso del termine "condanna" suggerisce una possibile percezione negativa della vita, che l'autore sfida, spingendo il lettore a considerare la vita come un dono da apprezzare nonostante le avversità.

 
La poesia incoraggia a trovare speranza nel cuore, richiamando il coraggio e la determinazione nel credere in se stessi. Questo richiamo alla forza interiore sottolinea il messaggio positivo dell'autore riguardo alla capacità di affrontare le sfide e trovare significato nella vita.

 
Nel secondo verso, l'autore affronta il tema della morte, affermando che morire non è una condanna, ma piuttosto un processo naturale dell'esistenza. La morte è vista come una liberazione dall'ambito terreno, un'apertura verso l'infinito nell'universo sconosciuto. L'immagine della morte come libertà dell'anima trasmette un senso di pace e accettazione del ciclo naturale della vita.

 
La poesia si conclude suggerendo che la morte sarà l'ingresso nell'universo sconosciuto, evocando una sensazione di mistero e apertura all'infinito. Complessivamente, "Vita e Morte" di Alessio Romanini offre una riflessione profonda sulla vita e sulla morte, invitando il lettore a guardare a entrambe con una prospettiva positiva e a trovare significato e speranza in ogni esperienza.

 
♡   Il poema "Starlings' Murmuration" di  Jacqueline Miu è un viaggio poetico attraverso emozioni profonde, riferimenti culturali e la magia dei momenti intensi. La poetessa usa uno stile ricco di immagini per esplorare il connubio tra amore, Natale, e la meraviglia della vita.

 
L'apertura del poema presenta un'immagine suggestiva di "pane azzurro in cui si accoppiano i voli", creando un'atmosfera di incantesimo e connessione tra il naturale e il soprannaturale. L'uso del colore azzurro e l'immagine delle ascese alle sfere ipnotiche evocano un senso di magia e transcendentalità.

 
Il richiamo al Natale e alla neve crea un'atmosfera di festa e incornicia il racconto. La danza delle stelle, la "bomba a orologeria", e la delizia delle attese intrecciano un percorso in cui l'amore è presentato come un'esperienza intensa e spesso imprevedibile. L'uso di riferimenti mitologici, come Nabucodonosor, aggiunge un tocco di mistero e profondità alla narrazione.

 
L'invocazione al momento presente, alla fame di abbracci, e l'idea di essere "mondi del nostro sistema solare" creano un senso di intimità e unicità. Il poeta sembra chiedere una connessione più profonda, un desiderio di essere vissuti e apprezzati nell'istante.

 
L'immagine finale della neve come "abito da sposa" e delle mani come "tizzoni che scalderanno ogni tua cellula ghiacciata" porta il poema a una conclusione poetica e intensa. La combinazione di simbolismo, riferimenti culturali, e la narrazione avvolgente creano una composizione poetica che invita il lettore a esplorare la profondità delle emozioni e della vita.

 
"Il sorriso azzurro" di Sandra Greggio è un breve componimento che cattura un momento di serenità e connessione emotiva con il ricordo di un caro genitore.

 
Il poema inizia con l'evocazione sensoriale, descrivendo la sensazione di brividi nel corpo in una giornata calda d'estate. Questo contrasto tra l'arsura e i brividi crea un'atmosfera palpabile, preparando il terreno per il nucleo emotivo della poesia.

 
La lieve brezza che ristora diventa una metafora per il conforto e la dolcezza che emergono in momenti inaspettati. L'autrice, alzando gli occhi al cielo, trova nel suo azzurro il sorriso dolce di suo padre. Quest'immagine celestiale e affettuosa crea un'atmosfera di intimità e connessione con il ricordo del genitore.

 
La data del 14 febbraio 2023 aggiunge una nota di specificità temporale, suggerendo che questo momento di rievocazione è particolarmente significativo per l'autrice. Potrebbe essere una data importante per il rapporto con il padre o semplicemente il giorno in cui il ricordo si è manifestato in modo particolarmente vivido.

 
In sintesi, "Il sorriso azzurro" è una poesia che celebra la bellezza nei dettagli della vita quotidiana, trasmettendo la potenza emotiva che può scaturire dai ricordi affettuosi.

 
♡   "Aurora" di Carlo Chionne è un breve componimento che celebra l'esistenza dell'Amore attraverso la nascita di una figura chiamata Aurora. La poesia trasmette un messaggio di speranza, enfatizzando la forza e la continuità dell'Amore.

 
Il termine "Aurora" è spesso associato a concetti come la luce, la bellezza e il nuovo inizio. Nel contesto della poesia, diventa un simbolo della nascita e dell'arrivo di una nuova vita. L'autore suggerisce che la presenza di Aurora è una conferma tangibile dell'esistenza continua dell'Amore nel mondo.

 
Il messaggio chiave della poesia è chiaro: nonostante le sfide e le difficoltà, c'è sempre una speranza quando l'Amore è presente e avanza. La poetica di Chionne offre un incoraggiamento non solo a "mamma e papà" ma anche all'intera umanità, sottolineando la forza e la rilevanza universale dell'Amore.

 
In sintesi, "Aurora" è un'espressione positiva e ottimistica che celebra la forza dell'Amore incarnata nella figura di qualcuno appena arrivato nel mondo, portando con sé la promessa di speranza e continuità.

 
♡   La poesia di Antonia Scaligine esplora profondamente il senso di assenza e ricerca di significato nella vita. La poetessa si confronta con emozioni complesse e pensieri che si intrecciano nella trama della sua esistenza.

 
Il costante sentimento di mancanza, espresso con le parole "mi sento sempre priva di qualcosa," crea un tono di vuoto interiore, una sensazione di incompletezza che pervade la sua esperienza. Tuttavia, l'autrice non specifica la natura di questa mancanza, lasciandola indefinita e aperta a interpretazioni.

 
La personificazione della mancanza come una "ospite ingrata, spinosa, ansiosa" la rende palpabile e intrusiva. La mancanza si manifesta nella vita quotidiana, turbando la quiete del mattino e della sera, interferendo con la serenità dell'autrice.

 
I pensieri tumultuanti, i dubbi e le paure affrontati dalla poetessa rappresentano una lotta interiore. La mente produce incessanti pensieri, ma il cuore deve fare una scelta. La poetessa riflette sulla sua esistenza, confrontandosi con la ricerca di una ragione di vita. La domanda del cuore, "perché farnetichi come una folle," suggerisce una tensione tra la razionalità e l'impulso emotivo.

 
La poesia culmina con la consapevolezza della dualità della vita, della coesistenza tra gioia e dolore. L'autrice accetta la sua condizione di vivere "in mezzo, dentro, fuori" queste emozioni, per raggiungere "l'essenza della mia assenza." Quest'ultima riflessione suggerisce una ricerca interiore per comprendere il significato della sua esistenza e superare la sensazione di mancanza.

 
In definitiva, Antonia Scaligine offre uno sguardo profondo e intimo sulla complessità dell'essere umano, esplorando la natura ambivalente delle emozioni e la continua ricerca di significato nella propria vita.

 
♡   "Allegria!" di Piero Colonna Romano è una satira che esplora ironicamente gli eventi politici in Italia, in particolare la nascita del Movimento 5 Stelle (M5S). La poesia utilizza uno stile scanzonato e sarcastico per affrontare la situazione politica dell'epoca.

 
L'autore descrive il popolo italiano come allegro, ma rievoca un passato in cui sembrava essersi scelto un "buffone nano" per divertirsi con risate grasse. Questa potrebbe essere una critica implicita al modo in cui la politica italiana ha talvolta adottato figure carismatiche ma forse poco qualificate.

 
Il riferimento al "caimano" è una chiara allusione al de cuius Silvio Berlusconi, il controverso leader politico italiano dell'epoca, indicando che la sua leadership non ha portato a un orizzonte più luminoso. Tuttavia, il popolo italiano sembra ancora cercare un giullare, un nuovo intrattenitore politico per evitare la noia.

 
La ricerca di un giullare persino nei circhi suggerisce un approccio disinvolto alla politica, come se la scelta di un leader fosse vista come uno spettacolo comico. Il finale della poesia sembra sottolineare l'ignoranza di ciò che sta per accadere, con il nuovo comico all'oscuro del dramma che lo attende.

 
In sintesi, "Allegria!" usa l'umorismo e la satira per esplorare il modo in cui la politica italiana viene percepita, mettendo in discussione la scelta di leader apparentemente poco convenzionali e la mancanza di consapevolezza delle conseguenze.

 
Con affetto e stima e i più grati ringraziamenti al nostro Magister Lorenzo,
Vostro Ben Tartamo 

 

 

6-7-8 Gennaio

Poesie pubblicate il 6-7-8 Gennaio 2024

"Una voce nel buio" di Salvatore Armando Santoro 
è un delicato affresco poetico che dipinge il fluire del tempo e delle emozioni attraverso l'uso di metafore evocative e uno stile ricco di dettagli tecnici.

 
Nel dormiveglia, l'autore descrive una "vocina" che evoca il passato, facendo riferimento all'era dei primi cellulari. L'uso di questa immagine sonora crea un'atmosfera di nostalgia, rinforzata dall'incantevole dichiarazione d'amore: "T’amo mia piccina". La scelta di parole come "tempi dolci" e "non amari" contribuisce a delineare un periodo idilliaco.

 
La metafora della ruota che gira e lo sbiadire dei sorrisi sottolineano la transitorietà della felicità. L'immagine degli abiti che si stingono e diventano lisi rappresenta il logorio del tempo e delle esperienze. L'assenzio, simbolo di amarezza, invade i cuori, rivelando un cambiamento emotivo.

 
La nebbia che oscura i grandi affetti è un'immagine potente della confusione e della distanza nelle relazioni. La delusione si trasforma in rancore, temi che l'amica nella poesia rileva e critica. L'orgoglio è identificato come un nemico attraverso l'uso di un monito, e l'amica sgrida l'autore per aver archiviato l'amore in modo banale.

 
La lotta per mantenere l'amore nel petto è enfatizzata attraverso l'uso delle metafore delle unghie e dei denti, creando un'immagine visceralmente potente. La chiusura, con il buio della stanza e la persistenza della voce nonostante il tuono, evoca un'atmosfera di struggente determinazione e lotta interiore.

 
In questa poesia, Santoro dimostra una notevole abilità tecnica nell'uso delle immagini, delle metafore e delle sfumature linguistiche per catturare le complessità dell'amore e del tempo.

 
In "W il Fricandò" di Enrico Tartagni, l'autore crea un affresco poetico coinvolgente attraverso l'uso di immagini vivide e una prosa che abbraccia un tono surreale.

 
Nella stanza del Fricandò, l'autore siede, consegnando il corpo all'"action dead". Il viso della bellezza, già disegnato in un angolo lontano, si presenta come un'immagine di innocenza perduta, dipinta su una parete candida. Questa immagine contrasta con l'atmosfera del bar, dominato da fumo, parole e morte, in cui lo spirito vaga al soffitto.

 
L'autore rivela uno specchio che riflette un'anima in pensiero, sondando la natura aliena del suo corpo. La descrizione dell'ambiente del bar, con tavoli verdi e carte da gioco, aggiunge un elemento di mistero e gioco d'azzardo. La suggestione di bere vino nella nebbia della testa amplifica l'atmosfera eterea.

 
Il richiamo all'estasi di Avila e le allucinazioni in continuo moto suggeriscono un viaggio interiore e una distorsione della percezione. La domanda a un presunto tesoro amoroso aggiunge un tocco di vulnerabilità, mentre la richiesta di zucchero nel caffè allude ai giorni amari.

 
Tartagni crea una narrazione incantevole, giocando con l'immaginazione e sfumando i confini tra la realtà e l'illusione, tutto arricchito da una prosa che abbraccia la complessità delle emozioni e della vita.

 
In "Qui non abita che il suono – della tristezza –" di Maria Benedetta Cerro, emerge una riflessione profonda sulla tristezza e sull'intreccio complesso di emozioni umane.

 
L'autrice descrive un luogo abitato solo dal suono della tristezza, dando vita a un'atmosfera malinconica. Il respiro del corpo è il canto solitario, sottolineando la solitudine dell'esperienza umana. La transizione da rivolta a sogno addomesticato suggerisce una sospensione delle tensioni, con il fiato che una volta era pronuncia e parola battente.

 
L'interrogativo sul danno causato e sul desiderio di ferire rivela un'introspezione sulle azioni e sulle intenzioni. La metafora della parola cesellata come lancia e scudo aggiunge un livello di complessità, suggerendo che la comunicazione può essere sia arma che protezione.

 
Il rifiuto del posto accanto e l'affermazione che la persona era in sé stessa, dominata, porta a interrogarsi sul potere e la dinamica delle relazioni. Il "quando?" sottolinea la fugacità di questo controllo e la complessità temporale dell'esperienza.

 
Il riferimento a "Prove per atto unico, I giuramenti del vento" suggerisce che queste riflessioni siano estratte da un contesto più ampio, offrendo uno sguardo frammentato ma intensamente poetico sulla complessità delle emozioni umane.

 
In "In Ondivago Esistere" di Felice Serino, si apre un varco nei confini della realtà, un inno all'esistenza impregnata del divino. Il poeta, qual critico navigante nelle acque dell'anima umana, si fa specchio di una realtà eterna, abbracciando la poeticità di un sogno in continua ondulazione.

 
L'uso di "impregnato di Spirito Santo" conferisce un'aura sacra, una dimensione trascendente all'esistenza del poeta, sottolineando la profondità della sua connessione con la spiritualità. La città eterna, specchiandosi nell'oceano dei sogni, diviene scenario di un'epopea lirica, un luogo in cui la realtà e l'immaginazione danzano in un abbraccio eterno.

 
"In Ondivago Esistere" è una dichiarazione poetica, una melodia che intreccia le corde dell'animo umano. La scelta di parole quali "ondivago" e "sogno" suggerisce una fluidità, una danza costante tra l'essere e il divenire, tra il reale e il fantastico.

 
Questo frammento da "La vita immaginata, 2022" si configura come un viaggio attraverso il mistero della vita, con Serino come guida in un mondo intriso di significato. Il linguaggio, lirico e profondo, si fa eco delle correnti emotive, immergendo il lettore in una contemplazione suggestiva sull'esistenza e la sua intrinseca connessione con il divino.

 
In questo lirismo vibrante di Franco Fronzoli, " Non ti arrendere mai continua il viaggio" la natura diventa un palcoscenico epico, mentre il poeta guida il lettore attraverso un percorso di esplorazione interiore e di amore eterno.

 
L'immagine della luna che spunta dietro alla montagna evoca un senso di mistero e promessa, sottolineando la bellezza che si svela gradualmente. Questo è solo l'inizio di un viaggio poetico attraverso le profondità dell'esistenza.

 
La vita nei sogni è equiparata al fuoco che accompagna l'anima, una fiamma intrinseca che illumina il cammino dell'individuo. L'invito ad aprire le porte al destino è un atto di coraggio e accettazione delle sfide che la vita può presentare.

 
La celebrazione della vita è resa attraverso l'immagine di volare verso orizzonti sconosciuti, cavalcare le onde del mare e superare le cime delle montagne. Questi simboli richiamano un'epica avventura, una ricerca di esperienze che arricchiscono e plasmano il destino.

 
Ogni giorno è un nuovo inizio, un'opportunità di rinascita, ed è sottolineato il costante impegno dell'autore di essere vicino, un faro di sostegno nell'inesorabile fluire del tempo. La forza promessa è l'amore eterno, un legame indissolubile che diviene la fonte di ispirazione e resilienza per chi legge.

 
In "Il mio pettirosso e le cincie allegre" di Giovanni Abbate, il poeta offre una delicata finestra sulla natura, celebrando l'arrivo degli uccellini nel giardino come un rituale affascinante e consolatorio.

 
L'apertura poetica con l'arrivo degli uccellini a metà ottobre dipinge una scena di transizione stagionale, un'entrata graduale nel periodo invernale. La descrizione del pettirosso, con il suo petto rosso sangue, e delle cince con strisce giallo dorate conferisce loro caratteristiche vivide e distintive, trasformandoli in amici vivaci e affettuosi.

 
La creazione di una "casetta con la ricca mangiatoia oscillante" diventa un atto d'amore, un'accoglienza calorosa per i piccoli amici piumati. L'immagine della mangiatoia bilanciata, un rifugio dal quale le cince possono sfidare la prepotenza di tortore e merli, aggiunge un tocco di dolcezza e giustizia al quadro.

 
La scena di vedere i piccoli cercare l'equilibrio sulla mangiatoia dondolante diventa uno spasso per il poeta, riempiendo il cuore e l'anima di gioia. Questa semplice osservazione diventa un rituale quotidiano, un "primo buongiorno della giornata" che, per il poeta, è in grado di farlo sentire bambino.

 
La poesia sfiora la filosofia quando il poeta suggerisce che se ogni creatura potesse vivere il primo buongiorno come lui, la paura del presente e del futuro potrebbe scomparire. In questo modo, Abbate cattura la bellezza della natura e la connessione umana con essa come fonte di consolazione e speranza.

 
In "Lungo il cammino" di Renzo Montagnoli, il poeta offre una visione poetica del fluire del tempo, utilizzando il corso di un torrente come metafora del percorso della vita.

 
La descrizione della corsa che si rallenta evoca una sensazione di calma e riflessione, suggerendo una fase di maturità o di transizione nella vita del torrente. La quiete del torrente che si allarga e diventa fiume rappresenta la crescita e l'evoluzione, mentre il termine "domo" suggerisce una natura ora pacificata e accettata.

 
Il percorso del fiume verso il mare diventa un simbolo universale della fine e dell'inizio. La descrizione paciosa e tranquilla del fiume che si dirige verso il mare trasmette una sensazione di inevitabilità e conclusione. Il mare diventa l'ultima meta, il culmine di un viaggio che inizia con la modestia di un torrente.

 
La frase "dove tutto finisce" incarna il concetto di conclusione e la profondità simbolica del mare come il termine ultimo della vita. Il "fragore dei marosi" suggerisce l'imponenza e la potenza dell'oceano, che contrasta con la quiete precedente del fiume.

 
Il gorgoglio finale del fiume, che ricorda la sua nascita lontana, crea un collegamento circolare, evocando il ciclo eterno della vita. Questo momento di immersione nelle profondità del mare lascia il passato del fiume attonito, simboleggiando il confronto con il proprio percorso e la sua evoluzione.

 
Montagnoli, attraverso questa metafora acquatica, offre una riflessione sull'eterno ciclo della vita, dalle origini alla sua conclusione nell'immensità del mare.

 
In questo frammento di Leontia Flynn, la poesia si sviluppa come un racconto emotivo intriso di simbolismo e suggestione, trasportando il lettore in una esperienza profonda e complessa.

 
L'apertura sulla notifica di una morte attraverso il telefono vibra di una modernità dissonante in contrasto con il tema eterno della morte. L'uso di "attraversava i networks" sottolinea il potere pervasivo della notizia, mentre l'albero maestro che oscilla come un metronomo suggerisce un'immutabilità nel corso del tempo.

 
La bianca parete di fondo inondata di emozione diventa il palcoscenico di un evento significativo, e il suo arrotolarsi verso il basso può essere letto come un affondo nelle profondità dell'anima umana di fronte a una perdita. La descrizione del gabbiano sospeso nel cielo vuoto aggiunge una nota di solitudine e contemplazione, un momento sospeso nel dolore.

 
Il viaggio verso l'isola, oltre l'ultima spiaggia, si carica di un simbolismo di ricerca e transizione. La lunga portata di un grido di chiamata e di risposta e di un tumulto suggerisce una comunicazione profonda e tumultuosa tra le sfere della vita e della morte.

 
Infine, la parola che si spezza sulla stabile prua, sepolta nella risacca, è una potente immagine di perdita e addio. La poesia di Flynn, tradotta da Nino Muzzi, tocca la corda dell'effimero e dell'eterno, offrendo al lettore un viaggio emotivo attraverso le onde dell'Atlantico e della vita.

 
In "Versi di un ottuagenario" di Marino Giannuzzo, emergono riflessioni profonde sulla temporalità della vita e sulla percezione dell'invecchiamento.

 
Il poeta esplora la dinamica delle generazioni, evidenziando come, con il passare degli anni, ci aspettiamo sempre di più da coloro che ci precedono. Questo desiderio di ricevere da chi è già anziano, benché paradossale, rappresenta una costante umana nel cercare continuità e guida.

 
Tuttavia, l'autore introduce un'inversione di prospettiva quando riconosce il desiderio universale di mantenere l'agilità e la forza della giovinezza. La transizione dal desiderio di ricevere dagli anziani al desiderio di rivivere la giovinezza suggerisce una consapevolezza del passare del tempo e della fugacità della vitalità.

 
Il poeta giunge infine a una pacifica accettazione della sua età avanzata. La dichiarazione "Trascorso è il tempo, sono vecchio anch’io" esprime un'armoniosa accettazione della propria condizione. La scelta di accontentarsi del "liso vestito" indossato quotidianamente, sia nei giorni feriali che festivi, sottolinea una semplicità serena e la consapevolezza che ogni giorno, indipendentemente dall'occasione, è degno di essere vissuto.

 
La poesia si conclude con il luogo e l'orario, un ancoraggio temporale che conferisce concretezza e autenticità all'espressione del poeta. In questo modo, Giannuzzo offre uno sguardo intimo sulla vita e sull'accettazione dell'invecchiamento, toccando con delicatezza i temi universali della speranza, della transizione e della serenità.

 
"Anni Giovanili" di Cristiano Berni è un nostalgico viaggio attraverso il tempo, un'ode ai giorni passati ricchi di emozioni, scoperte e aspirazioni.

 
La poesia cattura l'essenza degli anni giovanili, quando ognuno cercava se stesso immerso in un turbine di emozioni, sorrisi e passioni carnali. La narrazione descrive con sincerità il mix di balbuzie interiori e primi amori, creando un affresco autentico dell'adolescenza.

 
Il richiamo a sognare un mondo migliore, cercare di vincere il dolore e scoprire l'autenticità attraverso libri, canzoni, ideali e rivoluzioni, dà vita a un periodo di fervida idealizzazione. Il poeta rievoca anche le sfide emotive, come la tristezza di un amore fallito, la lotta contro la noia e il pudore, svelando la complessità dei sentimenti adolescenziali.

 
Il ritratto delle stagioni di sole palpitanti come il cuore trasmette l'intensità delle esperienze vissute insieme. L'inneggiare a miti ormai svaniti e la dichiarazione di essere stati più vicini declamando le poesie di Guccini rendono omaggio a una generazione che cercava significato e identità.

 
La poesia si conclude con una malinconica consapevolezza della fugacità di quegli anni, come il fumo che svanisce. Il ritorno al ricordo di un passato da amare sottolinea l'importanza di quegli anni nella formazione dell'identità e nella creazione di legami indelebili. Berni, attraverso la sua scrittura, offre un omaggio appassionato a una fase della vita intrisa di speranze, passioni e ricordi.

 
In "Le pulizie … capodannesche" di Armando Bettozzi, l'autore dipinge un affresco poetico che intreccia la tradizione del Capodanno con una metafora profonda e socialmente critica. La lirica si distingue per uno stile fluido e un'attenzione acuta alla tecnica poetica.

 
L'uso del termine "capodannesche" introduce subito un tono giocoso e festoso, in contrasto con il contenuto più serio e riflessivo della poesia. La personificazione del Capodanno, attribuendogli la facoltà di effettuare pulizie, offre una visione allegorica di un nuovo inizio e di una pulizia morale.

 
La scelta di parole come "tradimenti", "tresche" e "assurdità" suggerisce una volontà di eliminare gli elementi negativi e dannosi nella vita umana. L'immagine degli scheletri negli armadi rappresenta segreti e peccati nascosti, e la pulizia proposta dal Capodanno simboleggia un atto di redenzione e rinnovamento.

 
La poetica di Bettozzi si manifesta nella descrizione delle teste sottoposte a lavaggi, indicando un processo di purificazione delle menti. L'uso di acidi speciali per trattare le nefandezze aggiunge una nota di severità e necessità di affrontare le malefatte.

 
La metafora dei bachi nei "portali" rafforza l'idea di dover liberare la società da corruzioni e ipocrisie. La poesia raggiunge il culmine con l'ipotetica azione del Capodanno di svarcchinare i capi che causano morte per scopi sciapi, fornendo una critica esplicita contro la violenza e la guerra.

 
Infine, l'invocazione di un desiderio utopico, dove chi vuole Dio non esista per prendersi il suo posto, affonda le radici in una riflessione più profonda sulla fede, la moralità e la giustizia sociale. La poesia si conclude con una nota di provocazione e speranza, un invito a una trasformazione radicale.

 
In "A Francesco Petrarca (consonanze)" di Piero Colonna Romano, la poesia risuona come un omaggio all'eredità e all'ispirazione tratta dal grande poeta Petrarca. La raffinatezza delle consonanze si sposa armoniosamente con la maestria nella tecnica poetica, creando un ritratto lirico che celebra il legame con il passato.

 
L'apertura con "Ecco un novel collega" pone il lettore in un contesto di continuità letteraria, rivelando un nuovo collega che porta lustro all'azzurro, simbolo della poesia e della casa comune della tradizione poetica.

 
L'invito a scalare il monte Ventoso richiama le imprese petrarchesche, ma la poesia di Colonna Romano promette di rifiutare l'accidia, la pigrizia, affrontando con vigore e passione la sfida verso l'alta poesia.

 
Il riferimento a chi blasfema i versi di Petrarca sottolinea la sacralità della sua opera, indicando una chiara posizione di difesa del maestro. L'autore sottolinea la volontà di lasciare in pace coloro che non comprendono e sottolinea il rispetto per la diversità di interpretazioni.

 
L'arrivo della lezione da Francesco Petrarca rappresenta un momento di apprendimento e ispirazione. La poesia promette di gemmare passione, ispirata da un maestro che addolcisce il cuore. La voce di Colonna Romano, intrisa di suadente eloquenza, promette di suscitare emozioni nel lettore, rendendolo soddisfatto e ardente.

 
In questo omaggio poetico, Colonna Romano non solo celebra Petrarca come un collega e maestro, ma si pone come un continuatore di una tradizione, promettendo di coltivare la passione e l'eloquenza che Petrarca ha instillato nella poesia italiana.

 
In "Voce per il silenzio" di Alessio Romanini, la poesia emerge come un lamento contemplativo, esplorando il peso del dolore, del vuoto e delle ferite interiori.

 
La dichiarazione "Hai voce per il silenzio" introduce una contraddizione intrigante, suggerendo che la capacità di esprimere il silenzio può essere altrettanto potente quanto la voce stessa. Il poeta sembra rivolgersi a qualcuno, riconoscendo la forza di affrontare il silenzio con una voce interiore.

 
La transizione dal dolore al vuoto offre un'immagine intensa della persistenza della sofferenza, anche quando sembra essere superata. L'autore mette in evidenza il vuoto come una presenza duratura, un'assenza che continua a far sentire la sua influenza.

 
L'illusione che il tempo cancellerà le ferite viene brutalmente smentita, descrivendo le ferite come "imperiture" e che continuano "a stillare sangue". Questa immagine cruda rafforza il concetto che il passare del tempo non è sufficiente per guarire completamente le ferite emotive.

 
La poesia si conclude con una nota di desillusione e consapevolezza. Il poeta sembra suggerire che, nonostante le illusioni, il dolore interiore persiste e continua a influenzare la vita. "Ti illudi" diventa una sorta di rimprovero al tentativo di negare la persistenza delle ferite.

 
Romanini, con poche parole, cattura la complessità dell'esperienza umana, esplorando il rapporto tra voce, silenzio, dolore e la difficile realtà del vuoto interiore.

 
"La ragione perduta" di Jacqueline Miu si svela come un'esplorazione poetica delle complessità interne, simile al funzionamento interiore di una goccia di pioggia.

 
Le prime righe evocano una lotta cosmica, ritraendo la ragione persa come una forza implacabile che consuma le stelle. La metafora di un soldato sul campo di battaglia senza vincitore cattura il conflitto esistenziale, vivendo con il persistente desiderio di non morire invano.

 
La fame descritta, quella che non può essere soddisfatta con il cibo umano, aggiunge uno strato viscerale al paesaggio emotivo. Si attacca ad ogni parte del corpo dove si compie l'eroismo, evidenziando il conflitto interiore affrontato dal protagonista, resistendo abbastanza a lungo da mostrare la fiamma che rifiuta lo scopo del progresso.

 
La poetessa intreccia magnificamente l'impatto della letteratura e dei sogni sull'individuo, notando come ogni libro e avventura lasci il segno. Il riferimento a essere feriti da ogni avventura e plasmati dal blues composto dagli attori-scrittori per gli altri approfondisce la risonanza emotiva.

 
La persona è descritta come un "baciatore seriale di nuvole", suggerendo una predilezione per l'etereo e il magico. Il riferimento alla giustizia che cancella la violenza dall'universo introduce un tema di ricerca dell'armonia in mezzo al caos.

 
L'ego finale innamorato del Caos dipinge una relazione complessa con il tumulto interiore, e la decisione di disertare, evitando di nuocere a un fratello di altra sangue, riflette una lotta morale. La poesia si conclude splendidamente con un'immagine di essere vicino a qualsiasi essere capace di lusingare i fiori, ritornando alla metafora del complesso interiore di una goccia di pioggia.

 
La poesia di Miu combina abilmente immagini cosmiche con lotte interiori, creando un ricco intreccio di emozioni e dilemmi esistenziali.

 
Il" risveglio del cuore" di Sandra Greggio è un breve, ma intenso, affresco poetico che dipinge un momento di rinascita emotiva.

 
L'immagine di essere sommersi da fluide emozioni suggerisce un'esperienza travolgente e profonda. I palpiti e le carezze contribuiscono a creare un ritratto sensoriale, evocando sensazioni intense che hanno giaciuto sopite per troppo tempo.

 
Il passato, segnato dal tempo, emerge come un periodo in cui queste emozioni sono state sopite e dimenticate. La descrizione di labbra protese in attesa e mani sudate crea un'atmosfera carica di tensione, anticipando l'inevitabile risveglio emotivo.

 
Il cuore, dopo aver compiuto la sua parte, si addormenta, suggerendo una sorta di esaurimento dopo l'intensità dell'esperienza. La menzione della luna come galeotta che sancisce una vittoria tardiva aggiunge un tocco romantico e simbolico, forse indicando un nuovo inizio o una conquista ritardata.

 
La data, 24 novembre 2022, funge da ancoraggio temporale, dando solidità a questo momento di risveglio. In breve, Greggio cattura un attimo di intensità emotiva e di cambiamento, utilizzando immagini poetiche e suggestioni che permettono al lettore di immergersi in questo breve viaggio di rinascita del cuore.

 
"Quanto è bella …" di Carlo Chionne è un breve ma incantevole componimento che celebra l'arrivo del nuovo anno con un tocco di umorismo e saggezza.

 
Il gioco di parole tra "Anno Nuovo" e "Vita Vecchia" offre uno sguardo ironico sulla realtà dell'invecchiamento, ma il poeta, guardandosi allo specchio, trova un'eterna giovinezza interiore.

 
L'augurio "Anno Nuovo a tutti quanti!" è un invito collettivo a sperare in un futuro migliore. L'auspicio che il nuovo anno sia migliore si fonde con la dichiarazione "Fino a che… giovane è il cuore!", sottolineando che la giovinezza non è solo una questione di numeri.

 
Chionne conclude con affettuosi auguri per tutti i giorni futuri, introducendo una nota di speranza attraverso la menzione di Giove, Venere e Minerva, le divinità che tradizionalmente simboleggiano fortuna, amore e saggezza.

 
La poesia, in modo leggero e giocoso, riflette sulla natura ciclica del tempo, suggerendo che la giovinezza può essere eterna se custodita nel cuore.

 
Ringrazio ognuno di voi per le emozioni donate attraverso le vostre poesie e colgo l'occasione per augurarvi una santa Epifania. 
Vostro Ben Tartamo 

 

 

3-4-5 Gennaio

Grazie di cuore Miu e Ben

Per i vostri meravigliosi commenti.

È bello cominciare l’anno con due grandi poeti!

Grazie.

Alessio Romanini

 

Una foglia

Un uomo che ha vissuto di sentimenti probabilmente portandoli al massimo, questo è il poeta Santoro e lui come tutti gli artisti vede e sente la caducità della vita. Usando la metafora della foglia ingiallita, lui come lei, in attesa dell’ultima carezza. Drammatico e romantico tanto da mescolare le viscere alle stagioni trascorse in passioni poi … svanite. L’uomo completo crea vibranti immagini che non possono non suggestionare il lettore. Salvatore Armando Santoro in tutti suoi scritti ha dimostrato questa volontà di amare con tutto il fuoco disponibile (amare la vita, amare le donne, amare l’arte). Plausi.

 

(Follonica 23.10 2022 – 17:34)

Salvatore Armando Santoro

 

 

Cori di luce

L’Avvento e la spettacolarità che nasce dalla povertà. La luce della speranza avvolge e trapassa l’universo buio dell’inconsistenza umana. Un ottimo Giuseppe Stracuzzi che fa riflettere sulla debolezza del male e delle miserie che da soli creiamo.

Giuseppe Stracuzzi

 

 

Amico mio

Coinvolgente e “surreale” quanto basta a vincere in toto l’attenzione del lettore. Una guerra contro il buio totale in una atmosfera teatrale trascinante e potente. Enrico Tartagni chiama una attenzione amica ma nel mentre ci trafigge e ci sorprende – sulla nostra strada di illusi – quasi la tragedia sia la sua roccaforte diamantata.

 

Allora nel buio che bruci la città dio l'odio e sarà eterna luce

enrico tartagni

 

 

Il pensare e il tacere non si guardano in faccia.

Prove di vita in forma di metafore e saggezze. Maria Benedetta Cerro mette alla prova la nostra corteccia cerebrale e noi non possiamo arretrare.

 

Da Prove per atto unico, I giuramenti del vento

Maria Benedetta Cerro

 

 

Fedeltà alla vita

 

(ad Aleksandr Solþenicyn)

Aleksandr Isayevich Solzhenitsyn (11 December 1918 – 3 August 2008) was a Russian writer and prominent Soviet dissident who helped to raise global awareness…

 

Da plausi questo piccolo monumento alla forza “umana” che parla di libertà e di diritti.

 

Da La vita immaginata, 2022

Felice Serino

 

 

Lasciala andare quella lacrima

Una lacrima che fortifica l’anima e che rigenera l’appetito per la vita. Franco Fronzoli è il principe della “speranza” ed è lì che ci conduce questa poetica che “onora” la lacrima e ciò che si nasconde dietro la sua nascita.

Franco Fronzoli

 

 

Tanka

La poetessa Laura Lapietra ci impressiona con questa “stellina” nata dalla mitologia. Ringrazio per l’auto all’interpretazione (è sempre sul pezzo la nostra cara amica). Brava a intessere questo leggero filo cinematico.

 

ramo di vischio

sfreccia morte per Balder -

pianto di Freya

 

bacche bianche dà vita

auguri di natale

 

©Laura Lapietra

 

 

Estremo ricordo

Commovente e luminosa questa poetica dedicata alla madre che Nino Silenzi. Splendida “bambina di novantadue anni” che fa lacrimare persino i freddi silenzi. Amore che non può essere restituito e sostituito. Un caro abbraccio al grande e generoso poeta nel cui cuore – la madre non s’è mai spenta.

 

… spegnerti piano piano,

umile candela.

E intorno a noi è sceso il buio.

 

Da Le strade della vita

Nino Silenzi

 

 

Amore II

Amore! profumi di zagara. Un viaggio che incanta e questo poeta trascinate ci offre quello che oggi manca, un pochino di meraviglia poetica di cui disporre persino nella “ultima notte buia” . Complimenti meritati.

 

O zagara, o rivo argenteo,

o canto delle messi e delle foglie,

voi siete la mia stessa essenza,

la mia vita, il sogno mio supremo!

E quando accadrà di perdermi

nella mia ultima notte buia,

raccoglierete i sublimi aneliti dell’anima mia

e rimarrete smaniosi di vedermi tornare

presto con voi per rivivere ancora e per sempre

i nostri momenti splendidi soffusi di magia!

Giovanni Mascellaro

 

 

Brindisi

Un brindisi solitario della brava poetessa Alessandra Piacentino che fa i conti con l’amore. Il rammarico delle parole non dette … resta pilastro della storia.

Alessandra Piacentino

 

 

Un torrido meriggio salentino

Luoghi evocativi che hanno lasciato “l’incompiuto” nell’anima oramai rassegnata al tormentò. Il bravo Marino Giannuzzo segue la scia di questo sentiero del cuore e invece di spegnere la fiamma – nutre le brace sotto le ceneri.

 

Alcamo, 31.03.2023 ore 07,30.

 

Da Versi di un ottuagenario

Marino Giannuzzo

 

 

"Carità"

(Parole di un frate)

Poesia dal velo mistico e un “corposo umile” che mira a dare all’esistenza il suo vero peso. Ottimo questo “mare immenso come Angeli caduti, coglieremo” … e la saggezza della chiusa.

 

Cristiano Berni

 

 

Piango

Omni direzionale questo pianto vitale … fosse politica non genererebbe che altro fango, fosse pianto di vita – spesso sarebbe solo un gesto liberatorio … chissà a cosa si riferisce il nostro poeta …

Carlo Chionne

 

 

4 settembre 1260

 

Nella voliera della storia, le fazioni si dan’ battaglia. Poetica che illumina il blasone di una mente seguace dell’arte e della autonomia di pensiero. Il Vate Piero Romano Colonna ci introduce all’esperienza dell’antico percorso storico italico. Quanto sia cambiata la natura della disputa da allora? Cambiano gli argomenti ma le battaglie (interne) restano.

 

Il 4 settembre del 1260 l'esercito ghibellino capeggiato dalla città di Siena, con i rinforzi determinanti del Regno di Sicilia inviati da Re Manfredi, inflissero la più grande sconfitta che i guelfi, e in particolare Firenze, avrebbero mai conosciuto.

L'esito della battaglia di Montaperti fu così importante che Firenze rischiò di essere rasa al suolo completamente e solo grazie al famoso intervento di Farinata degli Uberti, ghibellino di Firenze, il capoluogo toscano scampò dalla totale distruzione. La vittoria diede un effimero successo, perché nemmeno 10 anni dopo e con l'avvento degli Angioini la situazione si ribaltò con il finale consolidamento del guelfismo toscano.

 

Piero Colonna Romano

 

 

Volare nella voliera

Quel canto del cuore che resiste in solitudine nella sua gabbia (voliera). Bello e faticoso il percorso artistico di questo mirabile poeta. I suoi scritti si fanno sempre più suggestivi e “importanti. La lettura è appagante. Bravo Alessio. Stupenda chiusa.

 

Fragile è il mio svolazzare,

con in petto la paura d'amare.

Alessio Romanini 

 
 

Ringrazio in primis il nostro glorioso Magister Lorenzo per l'onore di ospitare ognuno di noi in questo tempio Azzurro, un saluto pieno di stima al Vate Piero Colonna Romano la cui cultura è pilastro ed ordine di questo celestiale luogo. Un Buon Anno 2024! a tutti voi - che la vostra sete di letteratura non sia mai saziata.

 

Miu

 

Commento alla Poesia "Mio Intessuto Amore" di Ben Tartamo

 
La tua poesia, "Mio Intessuto Amore", è un delicato intreccio di lirismo e maestria tecnica. In questa lirica, l'alba, ferita da sguardi tristi, evoca un'immagine intensamente malinconica, arricchita da una metrica che fluisce come un fiume di emozioni. L'uso sapiente delle rime, incrociate con eleganza e baciate con precisione, conferisce una musicalità avvolgente.

 
La scelta linguistica è raffinata, con un gioco di parole che si dipana come fili d'argento nella trama del tuo componimento. L'immagine della grazia che rende audace aggiunge uno strato di profondità psicologica, mentre le espressioni filologiche trasudano una consapevolezza della tradizione poetica.

 
L'invocazione al divino Maestro e Signore Gesù introduce un elemento sacrale, arricchendo il testo di simbolismi che amplificano la dimensione spirituale. Il contrasto tra le immagini autocritiche di vergogna e pochezza, e la ricerca di redenzione, aggiungono un pathos struggente, avvolgendo il lettore in una melodia emotiva ricca di uno stigma valoriale di semplicità e umiltà sentita e non ricercata.

 
In questo affresco poetico, hai plasmato con maestria una narrazione lirica intrisa di emozioni e riflessioni profonde, creando un'opera che si distingue per la sua raffinatezza stilistica e la potenza evocativa delle parole.

 
Grazie Ben
prof. Marino Spadavecchia 
San Cristóbal - Táchira - Venezuela 

 

 

Poesie del 3-4-5 gennaio 24

 
**"Un fatto una poesia" di Armando Bettozzi **

 
L'autore, Armando , con  ha plasmato la poesia attraverso l'utilizzo di schemi metrici complessi e uno stile suggestivo. Questo richiama alla mente la tradizione lirica, unendo rime baciata e alternate, endecasillabi e settenari con un ritmo incalzante, e l'alternanza di rime maschili e femminili che aggiungono eleganza, creando una cadenza fluida e armoniosa.

 
In questa opera, Bettozzi si distingue per l'attenzione filologica, manifestata attraverso espressioni come "macchiavellico gioco" e "indagine psicologica." Le metafore e le immagini suggestive, come "lobotomizzati" e "falò dell'indignazione," aggiungono profondità al tessuto lirico, evocando riflessioni sulla società.

 
Nelle precedenti poesie di Bettozzi, emerge la costante ricerca di una forma artistica elevata, e la presente composizione si inserisce in questo filone, unendo abilmente elementi classici a un contenuto ricco di riflessioni.

 
**"Una Foglia" di Salvatore Armando Santoro:**

 
Santoro adotta uno stile lirico permeato di malinconia, plasmando versi che fluttuano con una metrica libera. L'uso di rime alternate in alcune strofe contribuisce a un ritmo incalzante, mentre la musicalità emerge dalle parole stesse. L'immagine della foglia smarrita, la scelta di versi di lunghezza variabile e il ricorso a immagini naturalistiche delineano uno stile che evoca con grazia il passare del tempo.

 
**"Cori di Luce" di Giuseppe Stracuzzi:**

 
Stracuzzi adotta una struttura più tradizionale, con versi endecasillabi e rime baciata e alternate, creando un ritmo regolare e armonioso. L'uso di metafore come "cori di luce" e "neve buona" conferisce un carattere lirico e una profondità emotiva alla poesia. La scelta di un linguaggio poetico ricco contribuisce a enfatizzare il contrasto tra la luminosità dell'Avvento e la dura realtà del Natale descritta.

 
**"Amico Mio" di Enrico Tartagni:**

 
Tartagni crea un dialogo coinvolgente, adottando uno stile che fonde la prosa poetica con la conversazione. Nonostante la mancanza di una struttura metrica rigorosa, la cadenza naturale del dialogo contribuisce a una lettura fluida e coinvolgente. L'uso di contrapposizioni, come il buio e la luce, si riflette anche nello stile, creando una narrazione che oscilla tra la tragedia e la speranza, avvolgendo il lettore con un tocco di lirismo autentico.

 
**Da "Prove per atto unico, I giuramenti del vento" di Maria Benedetta Cerro:**

 
In questo brano poetico, Maria Benedetta Cerro esplora il contrasto tra il pensare e il tacere, raffigurandoli come costruttori fianco a fianco, viaggiatori, sognatori. Il linguaggio evocativo trasmette un senso di connessione profonda tra questi due modi di esistere, suggerendo che il parlare possa distruggere qualcosa di prezioso. La rivelazione finale, "Uno solo è cieco e veggente," aggiunge un elemento di mistero e dualità, invitando il lettore a riflettere sulla complessità della vita.

 
**Da "La vita immaginata, 2022" di Felice Serino:**

 
Felice Serino dedica questa poesia alla fedeltà alla vita, un inno alla meraviglia, alla tenerezza e all'amore. L'opposizione a gerarchie e odio attraverso un "j'accuse in virgole di fuoco" rafforza l'urgenza di preservare gli elementi positivi della vita. L'immagine dell'allodola trafitta aggiunge un tocco di struggente bellezza, incanalando la potenza della parola poetica nella difesa dei valori essenziali.

 
**Da "Lasciala andare quella lacrima" di Franco Fronzoli:**

 
In questa poesia, Franco Fronzoli esplora il simbolismo di una lacrima, dipingendo un quadro di dolore e speranza. La lacrima, personificata come un viandante tra fiori di primavera, diventa un simbolo di resilienza e speranza nonostante le difficoltà. Il percorso della lacrima attraverso il tempo e gli elementi naturali aggiunge profondità alla narrazione, culminando in un invito a lasciare andare il dolore e sognare un momento migliore.

 
**Tanka di Laura Lapietra**

 
Nel soffio poetico di Laura Lapietra, emerge la magia intrisa di mito e leggenda. Questo Tanka si svela come un dipinto lirico, con il ramo di vischio che traccia una freccia mortale, sintesi della tragedia di Balder e del pianto straziante di Freya. La poetessa cattura con maestria l'essenza della leggenda nordica, intrecciando la natura alla dimensione divina.

 
L'uso sapiente delle immagini, come le bacche bianche che donano vita e gli "auguri di Natale," conferisce un tocco di eternità a questo breve componimento. La nostalgia del passato mitico si fonde con l'attualità dei nostri giorni, dove il vischio, carico di simbolismo, diventa ponte tra antico e moderno.

 
La nota di Laura Lapietra sul contesto storico lega il Tanka a un'antica tradizione, trasformando le parole in un veicolo di continuità culturale. La narrazione della leggenda di Freya, Loki e Balder si fonde armonicamente con il significato persistente della pianta, generando un'atmosfera di ammirazione per la forza evocativa di questa composizione poetica.

 
**Da "Le strade della vita" di Nino Silenzi:**

 
In questa toccante poesia, Nino Silenzi utilizza un linguaggio che fonde delicatezza e intensità per narrare il ricordo della madre. L'uso di immagini vivide, come la madre ridotta a una "bambina di novantadue anni," rende tangibile la fragilità umana. La metafora della "umile candela" e l'oscurità che segue suggeriscono la transitorietà della vita e il vuoto lasciato dalla sua partenza. La prosa poetica di Silenzi abbraccia l'esperienza umana in modo empatico, creando un connubio potente di emozioni e riflessioni.

 
Da "Amore II" di Giovanni Mascellaro:**

 
Giovanni Mascellaro dipinge un quadro poetico incantevole, utilizzando un linguaggio ricco e descrittivo. L'evocazione sensoriale attraverso profumi e suoni crea un'atmosfera magica. La struttura delle parole, come "vibrano le corde d'Orfeo" e il susseguirsi di immagini mitologiche, rivelano una maestria nella costruzione di un mondo poetico. La tensione tra la bellezza efimera e la persistente speranza si riflette nelle scelte linguistiche di Mascellaro, rivelando una padronanza nella gestione dell'emozione attraverso le parole.

 
**Da "Brindisi" di Alessandra Piacentino:**

 
Alessandra Piacentino esprime la sua poetica attraverso un'esplorazione della resistenza e della determinazione. L'uso di una struttura più libera e colloquiale rende la poesia accessibile e autentica. La ripetizione della parola "mai" crea un ritmo incalzante, enfatizzando la forza dell'intento. L'abilità di Piacentino nel combinare un linguaggio semplice con significati profondi rende la poesia efficace nel trasmettere l'importanza di persistere nelle sfide della vita.

 
**Da "Versi di un ottuagenario" di Marino Giannuzzo:**

 
Marino Giannuzzo dipinge un quadro nostalgico di un meriggio torrido salentino, utilizzando una prosa poetica carica di emozioni. L'uso di immagini evocative, come il silenzio come compagno e la solitudine respirata "a polmoni pieni tra le onde e la salsedine del mare," trasporta il lettore in un passato permeato di malinconia. La malinconia si svela come compagna costante, manifestandosi nei cuori tormentati per luoghi e circostanze perdute. L'abilità di Giannuzzo nel catturare l'essenza del passato attraverso il linguaggio poetico si traduce in una melodia di ricordi struggenti.

 
**Da "Carità" di Cristiano Berni:**

 
Cristiano Berni offre una prospettiva fraterna e consolatoria nella sua poesia "Carità". La sua abilità nel trasmettere un messaggio di speranza emerge attraverso immagini potenti come gli Angeli caduti nel mare immenso della vita. L'uso di termini come "gioia e dolore," "nuova esistenza" e "carità rara" crea un ritmo ottimista e ispiratore. La visione di una carità come un Sole intravisto e prezioso come oro nascosto aggiunge profondità alla poesia, rafforzando il tema della speranza attraverso la compassione.

 
**Da "Piango" di Carlo Chionne:**

 
In "Piango," Carlo Chionne esprime un grido interiore di dolore. L'uso ripetitivo della parola "piango" crea un ritmo che riflette il crescente senso di disperazione. La metafora del fango che aumenta suggerisce un'accumulazione inarrestabile di tristezza e difficoltà. La brevità della poesia cattura l'intensità del momento, offrendo uno sguardo crudo e onesto alla vulnerabilità umana di fronte alle sfide della vita.

 
**Da "4 settembre 1260" di Piero Colonna Romano:**

 
Piero Colonna Romano ci riporta a un capitolo cruciale della storia medievale attraverso la poesia "4 settembre 1260". Con maestria, il poeta rievoca la Battaglia di Montaperti, descrivendo il protagonismo di Bocca degli Abati e l'impatto devastante sulle forze guelfe fiorentine. La scelta di parole evocative, come "di sangue si bagnava la pianura," trasporta il lettore in un'epoca di conflitti e tensioni politiche. La poesia si conclude con l'ironica applaudizione della Svevia, sottolineando il rovesciamento di alleanze e il peso storico di quel giorno.

 
**Da "Volare nella voliera" di Alessio Romanini:**

 
Alessio Romanini dipinge una potente metafora dell'animo umano attraverso il simbolismo di un uccello in gabbia nella poesia "Volare nella voliera". L'uso di immagini come "schiavo della voliera" e "recluso nella gabbia toracica il cuor mio" cattura la sensazione di prigionia interiore. La contrapposizione tra la libertà apparente di volo e la realtà oppressiva della gabbia crea una tensione emotiva. La poesia si conclude con una riflessione sulla fragilità del volo e la paura di amare, offrendo uno sguardo intimo sull'esperienza umana.

 
**Da "I burn but you don't see my flame" di Jacqueline Miu:**

 
Jacqueline Miu sperimenta con la dualità linguistica nella poesia "I burn but you don't see my flame". La scelta di esprimere il testo sia in italiano che in inglese conferisce una dimensione internazionale alla poesia. La metafora delle fiamme, il riferimento a un "letargo di lava," e la struggente immagine dell'orsetto nel bosco buio evocano un paesaggio emotivo ricco. La poesia esplora il tema del dolore, dell'amore e della fragilità, creando una melodia intensa di emozioni attraverso il suo linguaggio poetico.

 
Con i più cordiali auguri e sinceri complimenti per ogni gradita vostra opera. FELICE 2024
Vostro Ben Tartamo 

 

Un Felice Anno a tutti i Fantastici Poeti!

Sarà un anno ricco con i vostri versi.

Un grazie speciale a Lorenzo che permette

Questa meraviglia.

Buon Anno!

Alessio Romanini

 



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