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Premi letterari dei Sitani


2024

19-20-21 Giugno

# ''Smarrimenti'' di Salvatore Armando Santoro

Salvatore Armando Santoro, con "Smarrimenti", ci trascina in un limbo di solitudine e speranza, simile alla malinconia silenziosa delle opere di Fernando Pessoa. Come rovi tra i sassi, l'io lirico è perso ma trova una sorta di conforto nella propria dimora, una casa dell'anima, simile a un rifugio kafkiano. L'amata, isolata nella sua nostalgia, è una figura quasi becketiana, un'attesa perpetua del sollievo. La tensione tra desiderio e sacrificio richiama le passioni tormentate di Petrarca, mentre le immagini della natura - i rovi, la ginestra, i grilli - evocano la bellezza fragile e persistente del mondo leopardiano. La finestra attraverso la quale si osserva l'amata diventa un portale, un confine tra due mondi, un richiamo agli specchi di Borges che riflettono realtà parallele.

# ''Fuori le strade come giostre'' di Alessandra Piacentino

Alessandra Piacentino, in "Fuori le strade come giostre", dipinge un affresco onirico e circolare della vita, evocando la temporalità ciclica e surreale di T.S. Eliot. Le strade come giostre ci riportano al circo e alla fiera di Federico Fellini, un mondo di fantasmi e sogni, di gnomi e folletti, che svaniscono e riappaiono come ricordi nella mente umana. L'innocenza dell'infanzia si mescola con la complessità dell'età adulta, in un eterno ritorno nietzschiano di rinascita e redenzione. La presenza del silenzio che canta e dei gomitoli di spigoli nella pelle richiamano le riflessioni esistenziali di Samuel Beckett, dove il dolore e la speranza convivono in un groviglio inestricabile. Le gocce d'amore catturate con i retini ci riportano alla purezza delle visioni di Rainer Maria Rilke, dove ogni gesto quotidiano diventa una danza sacra.

# ''Vita'' di Cristiano Berni

Cristiano Berni, con "Vita", ci offre un caleidoscopio di emozioni e contrasti, dove ogni verso è un frammento di un universo in perenne mutamento. La vita, descritta come crudele e dolce, amara e intensa, richiama la dualità di William Blake, con i suoi "Songs of Innocence and of Experience". I simboli - il fiore nero, il corvo, la iena, il giunco - dipingono un quadro gotico e potente, simile alle visioni di Edgar Allan Poe. La poesia è un'ode alla bellezza e all'orrore dell'esistenza, una riflessione metafisica che echeggia i tormenti di John Donne e la sensibilità mistica di Emily Dickinson. L'alternanza tra immagini di salvezza e dannazione, tra mare infinito e cane tradito, ci porta in un viaggio attraverso i labirinti della coscienza, simile ai sogni febbrili di Jorge Luis Borges.

# ''Genova'' di Franco Fronzoli

Franco Fronzoli, in "Genova", canta un inno alla città, evocando la sua anima multiforme e vibrante. Genova diventa un microcosmo, un teatro vivente che riecheggia la coralità delle "Città Invisibili" di Italo Calvino. Ogni quartiere, ogni vicolo, è una pennellata sulla tela impressionista di una città che è al contempo romantica e resistente, colta e popolare. La città di poeti e comici, di mare e lanterne, richiama l'energia creativa della Montmartre di Amedeo Modigliani e il realismo vibrante di Vincent van Gogh. La descrizione della Genova notturna, con i suoi silenzi e i suoi soffi d’onde, evoca le atmosfere metafisiche di Giorgio de Chirico, dove ogni angolo è pervaso da un silenzio carico di significati. La città eterna di Fronzoli è un mosaico di contraddizioni e bellezze, un luogo senza tempo dove ogni strada è un frammento di poesia.

# "Di che si muove il mondo" di Enrico Tartagni

Enrico Tartagni, con "Di che si muove il mondo", ci offre una riflessione intensa e oscura sull'esistenza, dove l'umanità è intrappolata in una spirale di male e odio. Il poeta ci presenta un universo chiuso, simile agli scenari distopici di Thomas Pynchon, dove la coscienza è stracciata e la sapienza è assente, evocando l'alienazione esistenziale di Franz Kafka.

Il verso "Un sibilar di ghiaccio" che serpeggia tra rami intricati e foglie rinsecchite della ragione richiama le immagini congelate e desolate di T.S. Eliot in "The Waste Land". Il poeta si dichiara privo di fede, un eroe solitario che abbraccia l'enigma del dubbio, in linea con il tormento spirituale di Søren Kierkegaard e la negazione della divinità di Albert Camus.

La luce che si spegne con il giorno rappresenta la fine della speranza, un tradimento feroce che è tanto d'odio quanto d'amore, un dualismo che riporta alla mente le opere di William Blake, dove bene e male coesistono in un eterno contrasto. La distruzione del tempo nel suo vivere ci fa pensare alla concezione nietzschiana dell'eterno ritorno, un ciclo infinito di sofferenza e rinascita.

La sofferenza ovunque vi sia un dio è un grido di ribellione contro la divinità indifferente, un'eco delle domande disperate di Elie Wiesel e delle lacerazioni dell'anima di Paul Celan. La mano che imprime un'impronta sulla sabbia marina bagnata è un gesto simbolico, un tentativo di lasciare un segno in un mondo transitorio, come le pitture rupestri nelle grotte preistoriche, un'immagine di memoria e di eternità fragile.

L'amore, descritto come l'unica eternità possibile, è un'ancora di salvezza in un mare di disperazione, un tema caro a poeti come Pablo Neruda e Rainer Maria Rilke. Tartagni, con il suo linguaggio potente e le sue immagini evocative, ci invita a contemplare le profondità dell'esistenza umana, a confrontarci con i nostri dubbi e le nostre speranze, in un viaggio interiore che è al contempo personale e universale.

# "Miglior soluzione: manganello a profusione" di Armando Bettozzi

Armando Bettozzi ci consegna una poesia intrisa di satira pungente e riflessione socio-politica, dove il protagonista si trova a un bivio morale: perseguire sogni e ambizioni legittimamente, o cedere alla tentazione della forza bruta, simbolizzata dal manganello. Il verso "manganellando vai ripien di gusto" è una cruda metafora che richiama la corruzione e l'uso della violenza come mezzo di affermazione personale, evocando l'opera di George Orwell e le critiche sociali di Bertolt Brecht.

Il parallelo con le formiche, diligenti nel loro ammucchiare, rappresenta l'uomo comune che, nonostante il duro lavoro, potrebbe non vedere mai i frutti del proprio impegno. Questa immagine richiama la laboriosità di Esopo e il disincanto delle favole di La Fontaine. Il poeta offre un elogio ambiguo a chi si affatica per realizzare i propri sogni ("Comunque, lode sia a chi si stressa"), contrapponendo l'onestà alla scorciatoia dell'ingiustizia.

L'invito demoniaco a "manganellare" solo a destra introduce un’ironia feroce contro le derive autoritarie e i compromessi morali della società moderna. Bettozzi stende un velo di vergogna sul dispotismo, evidenziando come l'uso della forza porti a fama e denaro, ma a un costo etico inaccettabile. Questa dialettica tra il giusto e l'utile richiama il dilemma morale del "Principe" di Machiavelli, dove il fine giustifica i mezzi.

# "bucolica di mezza estate" di Bruno Amore

Bruno Amore, con "bucolica di mezza estate", ci trasporta in un paesaggio rurale che, sebbene sereno, è permeato da un senso di ciclicità e inevitabilità. La descrizione della mietitura e del successivo aratro, che decapita gli steli e prepara la terra per la nuova stagione, è un tributo alla vita contadina, una celebrazione del lavoro della terra che evoca la poesia pastorale di Virgilio e le "Georgiche" di Esiodo.

La mietitrebbia, con il suo "taglio uniforme", appiattisce la varietà dei campi, simile a come l'industrializzazione ha uniformato il paesaggio rurale. Questo passaggio richiama la critica della modernità di Thomas Hardy, dove il progresso tecnologico spesso sopprime la bellezza naturale e l'autenticità della vita agreste.

Il "bove d’acciaio in arancione" e i suoi "doppi vomeri lucenti" sono simboli del progresso che, con la sua potenza meccanica, rivoluziona il ciclo naturale. Qui, Amore sembra riflettere su come la natura e l'umanità siano in un costante dialogo, con l'uomo che trasforma la terra ma è anche inevitabilmente soggetto ai suoi ritmi, un tema che risuona con la poesia di Wendell Berry e la sua celebrazione della sostenibilità agricola.

Il contrasto tra il "frutto ambito" e i "steli decapitati" sottolinea la dualità della vita rurale: la promessa del raccolto e la realtà del sacrificio. La conclusione con "superstiti papaveri rossi" che firmano l'estate è un'immagine potente che chiude il cerchio della vita e della morte, il rosso dei papaveri simboleggiano sia la bellezza fugace che la persistenza della vita, richiamando l'immaginario di John Keats e la sua celebrazione della natura e della transitorietà.

# "Divagando" di Felice Serino

Felice Serino, nel componimento "Divagando", ci offre un ritratto vivido e quotidiano della vita e della nostalgia che accompagna l'invecchiamento. La scena si apre con l'immagine della "sventola", una figura di giovinezza e bellezza che attira gli sguardi degli avventori seduti al dehor, evocando un’atmosfera di languido pomeriggio. La menzione alla "bambola" di Fred Buscaglione, celebre simbolo della femminilità irriverente e sensuale degli anni '50, aggiunge un tocco di nostalgia e di confronto tra passato e presente.

Il poeta riflette su come il tempo abbia accorciato il "solito giro pomeridiano", un segno dell'invecchiamento, dove le attività quotidiane diventano una forma di mantenimento fisico e mentale. L'attenzione alla salute di "fido", alla "prostata" e ai "denti che ballano" è un richiamo all’inevitabilità del decadimento fisico, affrontato con una sottile ironia. Questa riflessione sull’età, seppur venata di malinconia, è presentata con un tono quasi leggero, simile al trattamento del tempo in poesie come quelle di Philip Larkin, dove l'inevitabilità della vecchiaia è trattata con una combinazione di umorismo e rassegnazione.

# "frage" di Simone Lappert

Simone Lappert, nella poesia "frage" (tradotta in italiano come "questione" da Nino Muzzi), esplora l'angoscia esistenziale del tempo che passa e il senso di perdita associato a essa. La metafora dei "buchi, dappertutto, come di denti cavati" è potente e inquietante, evocando un senso di vuoto e mancanza che si insinua nel corpo stesso del tempo. Il tempo che "buca dentro di sé" e si accanisce "all'interno della mascella" suggerisce un dolore interno e profondo, che cresce e consuma l'essenza della vita.

La domanda "come si fa ora senza futuro a trascorrere l'inverno?" è un grido disperato, che richiama le riflessioni filosofiche sull'incertezza e il destino, simili alle meditazioni di Martin Heidegger sull'essere e il tempo. L'inverno diventa una metafora della vita senza speranza e prospettive, dove il futuro è assente e l'esistenza è ridotta a un presente dilaniato dalla sofferenza. La traduzione di Nino Muzzi cattura efficacemente questa angoscia, mantenendo la forza emotiva e l'intensità della versione originale.

# "Se mi sorridi" di Bruno Castelletti

Bruno Castelletti, con "Se mi sorridi", ci regala una poesia che celebra il potere trasformativo dell'amore e della gioia. L'apertura del poema con "Se mi sorridi mi sorride il cielo" crea un'immagine luminosa e positiva, dove il sorriso dell'amata illumina non solo il poeta ma il mondo intero intorno a lui. Il fardello degli anni diventa "lieve sulle spalle", suggerendo che l'amore ha la capacità di alleggerire i pesi della vita.

Le "nuvole leggere, capricciose" che portano in alto i pensieri del poeta richiamano l'immaginario romantico, dove la natura riflette gli stati d'animo umani. L'anima del poeta "rivive l'illusione del tempo sempre verde dell'amore", evocando un senso di eterno ritorno alla giovinezza e alla speranza. Questa visione ricorda le poesie di William Wordsworth, dove la natura e l'amore sono fonti inesauribili di rinnovamento spirituale.

Il "sorso di piacere" che il poeta beve "alla tua fonte d'acqua chiara" rappresenta un’immagine di purezza e soddisfazione, ma il poema conclude con una nota di malinconia, quando "un'ombra di melanconia" cala sulle "labbra chiuse nel mistero". Questo dualismo tra gioia e tristezza, tra luce e ombra, riecheggia la poesia di John Keats, dove l'intensità dell'amore è sempre accompagnata dalla consapevolezza della sua fugacità e mistero.

# "Tanka" di Laura Lapietra

Laura Lapietra, con il suo "Tanka", ci porta direttamente in una serena scena estiva, evocando immagini vivide con una semplicità e una grazia che richiamano la tradizione giapponese. La descrizione delle "barche a vela nel caldo vento" di luglio è pittorica, creando un'atmosfera di leggerezza e tranquillità. I "bianchi gigli marini sulla sabbia" che sbocciano aggiungono un tocco di purezza e bellezza naturale. Questa breve poesia racchiude l'essenza di un momento fugace e perfetto, simile alla delicatezza dei versi di Matsuo Bashō, dove ogni parola è carica di significato e bellezza.

# "Vicini seppur lontani" di Sandra Greggio

Sandra Greggio, in "Vicini seppur lontani", esplora il tema della connessione emotiva nonostante la distanza fisica. La poetessa dipinge un legame invisibile ma potente, fatto di "ghirlande di fiori", "conchiglie emerse dal fondo del mare" e "farfalle variopinte", simboli di bellezza e fragilità. Questo legame permette ai due amanti di vivere serenamente, senza preoccupazioni, immersi in un tempo che scorre "lenta lenta dolcemente". La visione dell'incontro predestinato "quando stelle e costellazioni lo avrebbero deciso" richiama un senso di fatalismo e romanticismo cosmico, simile ai temi esplorati da poeti come Pablo Neruda, dove l'amore è visto come un destino ineluttabile scritto nelle stelle.

# "Poeta cosmico" di Jacqueline Miu

Jacqueline Miu, con "Poeta cosmico", ci offre una visione grandiosa e ambiziosa del ruolo del poeta e dell'umanità. La dichiarazione "nella mia forma finale il dolore sottostarà alla luce" suggerisce una trasformazione spirituale e una vittoria sul dolore. La poesia attraversa temi di lotta e redenzione, con la Morte che "terrà il broncio all’immortale dubbio", evocando immagini potenti e contrastanti.

Il poeta immagina un mondo dove le ingiustizie, la violenza, il razzismo e la povertà diventano "alberi poi fiori e frutti", una visione utopica di trasformazione e rinascita. L'idea di un "tavolo da guerra" con una "sola mappa di un solo popolo" che abbraccia "mille fedi mille colori di pelle" è un richiamo alla pace e all'unità globale, simile alla visione cosmopolita di poeti come Walt Whitman, che celebrava l'unità dell'umanità nella sua diversità.

Nella versione inglese di "Cosmic poet", Jacqueline Miu mantiene la stessa intensità e grandiosità. La poetessa esplora l'idea di superare il dolore attraverso la luce e la battaglia spirituale. L'immagine di Death che "sulk at immortal doubt" e la riflessione sulla capacità degli uomini di "replace their Gods" aggiungono un livello di profondità filosofica e esistenziale. La trasformazione delle ingiustizie e della sofferenza in alberi, fiori e frutti simboleggia una rinascita universale. Il concetto di un solo popolo che abbraccia "a thousand faiths, a thousand skin colors" riflette una visione utopica e inclusiva, che risuona con l'idea di un'umanità unita sotto un unico ideale, simile alle aspirazioni poetiche di Langston Hughes e ai suoi sogni di uguaglianza e armonia.

# "Punto d'arrivo" di Piero Colonna Romano

In "Punto d'arrivo", Piero Colonna Romano ci trasporta in un paesaggio interiore di riflessione e disillusione. I "Lenti e sfocati ricordi" che emergono "da antichi tempi" sono evocativi di una memoria che, pur persistente, ha perso la sua nitidezza. L'autore ci presenta un presente privo di speranza, un "domani" senza direzione, riflettendo una visione profondamente pessimista della vita e del futuro. La ricerca del "cielo" e del "mare" come luoghi dove la mente possa annegare è un'immagine potente di desiderio di evasione e oblio, reminiscenti delle atmosfere decadenti di Charles Baudelaire.

La vita descritta come "passata invano", con giorni di "gloria falsa ed ottusa", e "pene ottenute e pene date" senza rimpianti o rimorsi, dipinge un quadro di esistenza vissuta senza significato o redenzione. Questa mancanza di rimpianto o rimorso conferisce un'aria di stoica accettazione del destino, in linea con il pessimismo esistenziale di poeti come Giacomo Leopardi, dove la vita è vista come un viaggio vano, pieno di domande senza risposte.

La richiesta di disperdere le ceneri "che nulla resti a ricordare" e l'assenza di un memoriale concreto, né "pietra bianca" né "inutil fiore", riflette un desiderio di totale oblio, come se il poeta volesse cancellare ogni traccia della propria esistenza. Questa conclusione amara e desolata, dove il viaggio della vita finisce con "Mille domande senza risposte", ci ricorda il tema dell'assurdità della condizione umana esplorato da Albert Camus.

# "Post-Berlusconi" di Carlo Chionne

"Post-Berlusconi" di Carlo Chionne è una satira mordace che utilizza l'ironia per riflettere sulla figura controversa di Silvio Berlusconi. La domanda retorica "Berluscon fu un liberale?" apre il componimento con un tono provocatorio, insinuando dubbi sulla sua autentica adesione ai principi del liberalismo. Il riferimento ai "notte e giorno in tribunale" e alle "olgettine e altre frodi" riassume, con tagliente sarcasmo, le numerose vicissitudini giudiziarie e gli scandali che hanno caratterizzato la vita politica di Berlusconi.

L'immagine del "Berlu Sky Ser", elevato in cielo "dai raggi laser", fonde l'idea di una deificazione mediatica con un gioco di parole che ricorda il destino ultraterreno delle anime secondo la cultura pop contemporanea. Questo finale onirico e surreale potrebbe essere visto come una critica alla spettacolarizzazione della politica e alla figura quasi mitologica che Berlusconi è diventato nei media.

Chionne utilizza il paradosso e l'umorismo per sottolineare la distanza tra l'immagine pubblica di Berlusconi e la sua realtà giudiziaria e morale. Il tono burlesco richiama le satire politiche di Jonathan Swift, dove la critica sociale è veicolata attraverso l'esagerazione e il grottesco. La figura di Berlusconi, così ritratta, diventa emblema di una politica spettacolo che travalica il buon senso e la moralità.

# "Cos'è una lacrima" di Ben Tartamo

Ben Tartamo riflette profondamente sulla natura delle lacrime in "Cos'è una lacrima". Il poeta esplora le lacrime come fenomeno emotivo e fisico che ha il potere di calmare e trasformare l'anima umana. Le lacrime vengono descritte come gocce dolci e lente che cadono, capaci di trasformare la durezza della roccia in sabbia, metaforicamente indicando la capacità delle lacrime di ammorbidire e cambiare la percezione della realtà.

Nella poesia, le lacrime non sono solo segni di tristezza o dolore, ma anche di purificazione e liberazione. Il dolore che lavano via le lacrime è descritto come un processo graduale che porta alla libertà dell'anima da ciò che la opprime, trasformando la condizione di "essere schiavi" in una condizione di libertà interiore.

Il linguaggio poetico di Tartamo è semplice ma efficace, utilizzando immagini naturali come la rugiada e l'onda per catturare la bellezza e la profondità delle lacrime. La poesia è intima e personale, ma anche universale nel suo tema dell'emotività umana e della ricerca di pace interiore attraverso il dolore.

In "What Is a Tear", la versione in lingua inglese della poesia, Tartamo mantiene la stessa intensità emotiva e le immagini evocative. Utilizzando una struttura simile e rime consonanti, cattura l'essenza delle lacrime come forza purificatrice e trasformatrice che attraversa le barriere dell'anima umana.

La poesia di Ben Tartamo invita il lettore a riflettere sulla bellezza e sulla potenza delle lacrime come espressione profonda dell'umanità, trasmettendo un messaggio di speranza e liberazione attraverso il dolore.

# "Gira e rigira" di Antonia Scaligine:

Antonia Scaligine, con la sua poesia "Gira e rigira", evoca un'atmosfera notturna ricca di simbolismo e suggestioni poetiche. La poetessa dipinge la notte come un periodo di transizione e mistero, in cui la luna gibbosa si staglia nel cielo e le stelle, non brillando, si perdono nel gioco delle luci artificiali. Questa immagine crea un contrasto tra la bellezza naturale e l'artificio urbano, suggerendo una riflessione sulla ricerca di significato e di bellezza autentica nella modernità.

L'uso delle metafore è particolarmente efficace nel dipingere la scena notturna: la notte è descritta come una "toppa nera" che si oscura tra "nere nubi segrete", evocando un senso di mistero e incertezza. I riferimenti alle stelle che si dondolano e sparano enfatizzano un senso di smarrimento e ricerca, mentre il sonno è personificato come un momento di riflessione e riposo dopo le vicissitudini della giornata.

La poesia è caratterizzata da una musicalità fluida e da un ritmo che si adatta al tema notturno e contemplativo. L'uso delle parole come "gira e rigira" e "dove sonno e veglia s’intrecciano" suggerisce un movimento circolare che riflette la ciclicità della vita e delle emozioni umane.

In conclusione, Antonia Scaligine con "Gira e rigira" offre al lettore una visione poetica della notte come momento di riflessione, ricerca interiore e transizione tra il mondo visibile e quello invisibile, invitando alla contemplazione e alla connessione con la natura e con sé stessi.

# "Amore" di Alessio Romanini:

La poesia "Amore" di Alessio Romanini è un'indagine profonda e intensa sul tema dell'amore e del dolore emotivo. Il poeta esplora il paradosso dell'amore come causa di dolore, rappresentandolo come qualcosa che recide il fiore nel grigiore e deride il cuore, cantando illusioni e livori sentiti.

Romanini usa una lingua poetica vigorosa e carica di emotività, con un ritmo che riflette il tormento interiore del protagonista. L'uso di immagini come il fiore reciso nel grigiore e il cuore deriso evidenzia la dualità dell'amore: fonte di gioia e di sofferenza allo stesso tempo.

La poesia è strutturata in modo da esprimere un flusso di coscienza intenso e tormentato, con un uso efficace di rime e assonanze che accentuano il lirismo e la forza delle emozioni evocate. L'invocazione diretta all'"Amore" come causa del dolore e della tradizione del cuore mostra una profonda introspezione e una riflessione sulla natura umana e sulle relazioni interpersonali.

In sintesi, "Amore" di Alessio Romanini è una poesia che esplora il lato oscuro e tormentato dell'amore, utilizzando un linguaggio poetico carico di pathos per esprimere il conflitto tra desiderio e sofferenza, tra idealizzazione e realtà, offrendo al lettore una visione profonda e complessa delle emozioni umane.

Prof. Marino Spadavecchia

 

 

16-17-18 Giugno

# Katauta(*) di Laura Lapietra

Immagina un mondo in cui i sussurri del vento danzano tra i rami pensierosi dei salici piangenti, portando con sé il sollievo gentile di mani invisibili che asciugano le lacrime del cuore. Ogni soffio è un abbraccio silenzioso, un balsamo per l'anima dolente, in un panorama di commossa serenità.

 

Laura Lapietra ci conduce in un paesaggio onirico, dove gli sbuffi di vento, come soffi di uno spirito benigno, si intrecciano con la mestizia dei salici piangenti, evocando il lamento struggente di Baudelaire nelle sue “Fleurs du Mal”. In questa brevità di versi, ritroviamo la delicatezza di una carezza che asciuga le lacrime, quasi un'eco lontana delle parole di Emily Dickinson: “Perché io non posso aspettare / Un’anima silente s’affida / Alle labbra di un’ombra”. 

(*)Il "katauta" è un tipo di poesia giapponese tradizionale, appartenente alla famiglia delle forme waka (poesia giapponese classica). È composto da tre versi di 5-7-7 morae (unità metriche giapponesi), per un totale di 17 morae in tutto. Questa forma poetica è caratterizzata da brevità e semplicità, spesso utilizzata per esprimere emozioni intense o riflessioni profonde in modo conciso. Tradizionalmente, i katauta venivano utilizzati per comunicare sentimenti amorosi o per descrivere brevemente un evento o una sensazione naturale.
 

# Presunzioni di Salvatore Armando Santoro
 

Ah, il dramma dell'animo umano che si erge con arroganza, convinto di dispensare doni preziosi, ignaro dei desideri nascosti nei cuori altrui. In questa danza di presunzione, sprechiamo energie su gesti vuoti, trascurando coloro che davvero necessitano del nostro amore. Alla fine, ci ritroviamo con la polvere di rimpianti sulla testa, incapaci di comprendere che un dono non apprezzato è un fardello per chi lo riceve. Forse, alcuni preferiscono gli umili asini ai nobili cavalli, e così rimaniamo un enigma da evitare, un problema che si autoalimenta nel circolo vizioso delle nostre intenzioni maldestre.
 

Santoro esplora la presunzione umana con una perspicacia che richiama la saggezza di Montaigne e l'arguzia di Swift. Il desiderio di fare del bene, qui, si trasforma in una maschera di vanità che cela l’inadeguatezza e l’incomprensione. È un lamento che ci ricorda il peso dei doni inutili, un concetto che riecheggia il famoso verso di Robert Frost: "La cosa più che mai ti viene da dare / è quella che nessuno mai vuole avere". La riflessione finale, sull'essere un problema da evitare, risuona come un'ombra kafkiana che abbraccia l'esistenza di chi dona senza sapere.

# Mi parli di noi con gli occhiali scuri di Piacentino Alessandra
 

In un crepuscolo di memorie, ci parliamo attraverso il velo degli occhiali scuri, simbolo del tempo che ha offuscato la limpidezza dei nostri sguardi. Ricordiamo le lenzuola disordinate, testimoni silenziosi delle nostre passioni fugaci, e nei nostri cuori risorgono l'amore e l'odio, intrecciati come passanti esperti di panchine di incontri fuggevoli. I tuoi occhi, sempre più scuri e mestamente riflessivi, mi rivelano i rimpianti di un giovane amore non colto. In questo dialogo intriso di nostalgia, risuona il sogno antico, custodito in soffitta, che ancora ulula nel buio del passato. E così, mentre le tue parole rievocano la nostra storia, mi ritrovo a contemplare l'eternità dell'amore, banale nella sua semplicità, eppure immortale nel suo potere di trascendere il tempo e lo spazio.
 

In questo dialogo intriso di malinconia, Alessandra Piacentino ci porta in un viaggio attraverso il tempo e lo spazio emotivo, evocando l’intensità delle riflessioni di Proust e l’intimità tormentata di Anaïs Nin. Gli occhiali scuri sono metafore delle barriere invisibili che ci separano, mentre le lenzuola sgualcite diventano reliquie di un passato passionale e doloroso. La poesia diviene un canto funebre per l’amore non vissuto appieno, un'eco dell’incompiutezza che risuona nel “Nevermore” di Edgar Allan Poe. Il sogno rinchiuso in soffitta, che ulula nella notte del tempo, ci rimanda ai fantasmi del desiderio di Emily Brontë, rendendo tangibile la cruda verità che l’amore, per quanto immortale, è spesso ferito dai colpi dell’inesorabile passaggio del tempo.

# "Il libro del destino" di Cristiano Berni
 

Cristiano Berni ci trasporta nelle profondità del fato attraverso le pagine del "Libro del destino", un'opera che riecheggia la complessità delle vite delineate da Borges nei suoi labirinti di parole. Ogni pagina è uno specchio dell'anima, uno scrigno di segreti antichi che modellano l’essenza di chi le sfoglia. Come nel "Golem" di Meyrink, le parole sono incise nella pietra della memoria, volando tra passato, presente e futuro. Questo libro non è solo un testo, ma un'entità vivente, che cattura il tumulto dell’adolescenza, riflettendo l’inquietudine e la ricerca di identità che caratterizzano quell’età. Le pagine si fanno custodi delle "Memorie dal sottosuolo" dostoevskiane, incantando e riflettendo, trasformandosi in un viaggio ineluttabile nel destino del giovane lettore.
 

# "Ci sono tempeste necessarie" di Franco Fronzoli
 

Franco Fronzoli ci immerge in un paesaggio emotivo dove la vita è un caleidoscopio di esperienze, un concetto che ricorda le opere di Walt Whitman e la sua celebrazione della totalità dell’esistenza. La vita, con le sue tempeste e i suoi momenti di quiete, è un continuum di sofferenza e gioia, amore e delusione, come un dipinto di Turner che cattura la bellezza e il terrore della natura. La metafora del tempo che corre, inarrestabile, ci ricorda la transitorietà della vita, simile alla malinconia presente nei versi di Rilke. Tuttavia, è l’amore, descritto con una delicatezza che richiama il tocco di Klimt, a dare significato all'esistenza. La poesia culmina in un'affermazione d'amore eterno, un sentimento che si staglia contro il flusso inesorabile del tempo.
 

# "Linguaggi d'amore" di Renzo Montagnoli
 

Renzo Montagnoli esplora la comunicazione dell’amore attraverso un prisma di lingue e gesti, un'idea che risuona con l’universalità delle opere di Pablo Neruda. Le parole d’amore, espresse in varie lingue, sono solo una parte del discorso più profondo che si manifesta nel silenzio degli sguardi e nel tocco delle mani. Questa poesia evoca la semplicità e la profondità di un amore che trascende le barriere linguistiche, un tema che ricorda la purezza dell’amore descritto da Saint-Exupéry nel "Piccolo Principe". Le mani che si sfiorano, le labbra che si toccano, sono manifestazioni di un linguaggio primordiale, un dialogo di anime che parla direttamente al cuore. Montagnoli cattura l'essenza dell'amore in un'esperienza universale, capace di essere compresa da chiunque, ovunque.
 

# "Poesia senza rima esoterica intrauterina" di Enrico Tartagni
 

Enrico Tartagni, con la sua prosa esoterica e intrinsecamente provocatoria, ci trascina in una riflessione anarchica sul senso dell'esistenza e delle imposizioni sociali. Come se fosse il fantasma di Friedrich Nietzsche a parlare, Tartagni demolisce le convenzioni dei doveri e dei diritti, viste come sovrastrutture imposte dagli "Dei d'Olimpo". In questa narrazione, il destino umano appare come un gioco crudele orchestrato da forze superiori, ricordando le spietate divinità di Esiodo. L'autore interroga la natura stessa della nascita e dell'esistenza, evocando l'idea del peso di Tantalo che grava su di noi fin dall'utero materno. Tartagni, con il suo linguaggio ribelle e iconoclasta, sembra richiamare l'energia dissacrante dei dadaisti, invitandoci a una ribellione esistenziale contro le gabbie della moralità e del conformismo.
 

# "Non mi sono mai sentita 'a casa mia' in nessuno dei luoghi in cui ho vissuto" di Licia Minervini
 

Licia Minervini ci offre una meditazione sulla solitudine e l'estraneità, un tema caro a poeti come Emily Dickinson e Sylvia Plath. La sua poesia è un lamento delicato e doloroso, un ritratto di una vita trascorsa in una continua ricerca di appartenenza. La camera, descritta come l'unico rifugio, diventa una metafora della mente stessa, un luogo di protezione ma anche di prigionia. Il tempo che scorre inesorabile, simile a quel fiume di cui ci parla Eraclito, sottolinea la fugacità della vita e l'inevitabilità del cambiamento. Minervini cattura l'essenza dell'alienazione moderna, evocando immagini di un'esistenza vissuta ai margini, dove la vera casa è un luogo interiore, eternamente sfuggente e intangibile.
 

# "Bomba d'acqua 2" di Felice Serino
 

Felice Serino ci porta in un mondo onirico e sommerso, dove la realtà e il sogno si fondono in un abbraccio liquido. La cantina, trasformata in una cabina di veliero sommerso, è popolata da pesci che zigzagano come frammenti di sogni perduti. Questa visione richiama l'universo surreale di Salvador Dalí, dove l'acqua diventa il simbolo della mente subconscia. Il breve, ma intenso, abbraccio dell'acqua evoca un senso di unione primordiale, un ritorno al grembo materno, simile alle visioni acquatiche di Gaston Bachelard. Serino ci invita a immergerci nelle profondità della nostra psiche, a esplorare i recessi dell'inconscio dove i confini tra il reale e l'irreale si dissolvono in un abbraccio eterno e fugace.
 

# "Canta il poeta" di Bruno Castelletti
 

Nella poesia di Bruno Castelletti, "Canta il poeta", risuona una voce antica, che echeggia come un'ode alla bellezza e alla serenità di un paesaggio incantato. Il poeta, erede spirituale di Virgilio e Leopardi, si erge sulla sponda, intonando il canto dell'alba al tramonto, accompagnato dal mormorio delle onde. L'antica Rocca e le piante secolari diventano messaggeri di pace, il loro sussurro un nettare per l'anima, evocando l'armonioso rapporto tra uomo e natura. Come il Monte Baldo abbraccia silenziosamente la terra, la poesia abbraccia il lettore, benedicendo questo angolo di paradiso che si stende placido accanto al Lago. Le immagini create sono tanto vivide da sembrare incantate, come se il poeta stesso fosse un moderno Orfeo che canta la sua Arcadia ritrovata.
 

# "Ti ho lasciato lì" di Alessio Romanini
 

Alessio Romanini, con "Ti ho lasciato lì", ci regala un'intima e struggente riflessione sull'amore e la perdita. Il poeta, come un novello Dante alle prese con la sua Beatrice perduta, esplora le ferite del cuore che, pur rimarginate, continuano a pulsare di un dolore sordo e persistente. L'amore, che ha curato le lesioni dell'anima, diventa una presenza costante, un guardiano silenzioso che protegge dai nuovi dolori. Romanini ci mostra come l'amore possa essere al contempo una benedizione e una catena, radicando l'amato nel cuore, immutabile e immobile, nonostante il trascorrere del tempo. Il tono è melanconico e riflessivo, richiamando l'intensità emotiva di Pablo Neruda e la profondità sentimentale di Rainer Maria Rilke.
 

# "Una vacanza dalla vita" di Sandra Greggio
 

Sandra Greggio, in "Una vacanza dalla vita", dipinge un quadro di fuga e introspezione, simile a un dipinto di Edward Hopper, dove la solitudine diventa un rifugio contemplativo. La poesia esplora il desiderio di evadere dalle costrizioni della quotidianità, di ritirarsi in uno spazio-tempo alternativo dove l'anima possa rigenerarsi. Questo non-luogo e non-tempo diventa un santuario personale, lontano dalle pressioni e dalle aspettative del mondo reale. Greggio, con una delicatezza che richiama la penna di Emily Dickinson, ci guida attraverso un viaggio interiore, sottolineando l'importanza di ritrovare se stessi per poter poi tornare rinnovati alla realtà. Il finale, carico di speranza, suggerisce che questa pausa dall'esistenza non è una fuga definitiva, ma un'opportunità di crescita e di rinnovamento.
 

# "Controcorrente" di Jacqueline Miu
 

Jacqueline Miu, con "Controcorrente", ci trasporta in un'epopea epica, dove il cuore del marinaio si confronta con le forze primordiali dell'oceano. La poesia vibra di un'energia titanica, simile alle visioni eroiche di Walt Whitman e ai miti marini di Samuel Taylor Coleridge. L'io lirico si proclama pioniere sopra un oceano scaltro, sfidando tempeste e mostri, alimentato da un amore invincibile che lo spinge a confrontarsi con gli Dei. In questa lotta controcorrente, il poeta si fa portatore di un fuoco sacro, un ideale che trascende la morte e resiste alle forze del tempo. Miu ci offre una visione di resilienza e di speranza, dove l'umanità, guidata dall'amore e dalla determinazione, continua a avanzare verso nuove mete. Le immagini potenti e il ritmo incalzante rendono questa poesia un inno alla perseveranza e alla forza interiore, un canto epico che celebra la grandezza dello spirito umano.
 

"Nell'oltre" di Piero Colonna Romano
 

Piero Colonna Romano ci conduce, con "Nell'oltre", in un viaggio contemplativo e nostalgico che riflette sul passato e sulla transizione verso l'infinito. La poesia si sviluppa come un dialogo interiore, dove il poeta si confronta con il mare, simbolo eterno del mistero e dell'ignoto. Le onde, che si infrangono come merletti, evocano il passato fatto di dolcezza e serenità, paragonabile ai minuetti della vita. Ora, l'orizzonte che sfuma e si eterizza rappresenta l'incertezza del futuro e l'inevitabile viaggio verso l'oltre. In questo immenso mare dell'essere, il poeta trova una promessa di pace, un naufragio che non costerna ma accoglie. L'eco di Leopardi risuona forte in questi versi, dove il "naufragar m'è dolce" si trasforma in un invito alla quiete e alla riconciliazione con la propria esistenza.
 

"A Papa Francesco" di Carlo Chionne
 

Carlo Chionne, con la sua poesia "A Papa Francesco", offre una critica pungente e acuta dei potenti della Terra, mettendo in luce la loro propensione alla guerra e alla mancanza di vera intelligenza. La poesia, con la sua struttura lapidaria e incisiva, richiama la satira mordace di Jonathan Swift e la critica sociale di Voltaire. Chionne sottolinea l'assenza di intelligenza spirituale nei leader mondiali, contrapponendo l'umile saggezza e la spiritualità di Papa Francesco a una classe dirigente che offre solo false promesse e superficiali seduzioni. Il tono ironico e mordace rende questa poesia un monito potente contro la superficialità e la violenza.
 

# "Danzano" di Ben Tartamo
 

Ben Tartamo, con "Danzano", ci regala un incantevole viaggio onirico attraverso una canzone/tango che pulsa di malinconia e ribellione, intrecciando sogno e realtà con la grazia di un ballerino sul filo del tempo. Il poeta, con un’anima profondamente lirica, canta ciò che il mare gli porta, evocando un universo dove i sogni trionfano sulla dura realtà. Le sue parole, intrise di un lirismo delicato, risuonano come una melodia struggente, rivelando un mondo dove i sogni possono vincere la dura realtà, seguendo il filo dell'incanto e della preghiera.
 

La struttura della poesia, con il suo ritmo incalzante e le rime baciate, richiama la musicalità dei tanghi di Astor Piazzolla e la libertà espressiva di Jacques Prévert. Tartamo ride della propria condizione, consapevole della sua felicità frugale e della sua solitudine. La notte diventa il rifugio sacro del poeta, un tempo in cui può vegliare e sognare, lontano dalle paure e dalle maldicenze del giorno. La figura del poeta emerge con una forza quasi mitica, un essere che, pur consapevole della propria vulnerabilità, si erge con fierezza e determinazione.
 

L’ultimo ritornello, dove le note danzano nel cielo di righe blu, è un inno alla libertà artistica e alla resistenza dell’anima poetica di fronte alle avversità. Le note si fanno carico del peso dei sogni e delle speranze del poeta, danzando liberamente nel vasto cielo della creatività. In queste parole, Tartamo ci invita a riflettere sulla potenza del sogno e della poesia, capaci di sfidare la crudezza del reale e di offrirci uno spazio dove l'anima può finalmente librarsi libera.
 

La poesia di Ben Tartamo ci ricorda, con un pathos vibrante e un lirismo toccante, che la vita, nonostante le sue difficoltà e le sue ombre, è sempre permeata dalla luce dei sogni e dall'energia indomabile della creatività. E così, con le sue note danzanti, ci sussurra che la vera essenza della vita risiede nel coraggio di sognare e nella magia della poesia.
 

prof. Marino Spadavecchia

 

 

13-14-15 Giugno

Commento Critico su "Che Circo" di Ben Tartamo

"Che Circo" di Ben Tartamo si dispiega come un'arena di simboli e suggestioni, dove la vita stessa diventa spettacolo di contrasti e paradossi. In una giostra di immagini tanto vivide quanto inquietanti, il poeta ci trascina in un mondo che riecheggia l'inquietudine esistenziale di T.S. Eliot e la visionaria disperazione di William Blake.

La poesia apre con una domanda retorica che si staglia come un sipario che si solleva, rivelando subito il cuore pulsante del testo: la vita come circo, una metafora potente che affonda le sue radici nella tradizione simbolista. Come Baudelaire nei suoi "Fiori del male", Tartamo ci mostra la fragilità umana ("Debolezza e Malvagità") e la sua impotenza di fronte alle forze oscure del mondo ("Violenze più Crudeltà"). La sabbia fine tra le dita evoca un senso di fugacità, un memento mori che richiama le vane lotte dell'uomo contro il tempo, tema caro anche a Proust.

Le "Nuvole d'Ingenuità" e la "rugiada dei Sognatori" sembrano strappate dalle tele oniriche di Chagall, dove i colori e le forme si mescolano per creare una realtà alternativa, più vera della realtà stessa. Tartamo, come un novello Ariosto, cerca di ritrovare il bandolo della matassa della purezza perduta, ma ci avverte che questi sognatori sono intrappolati in una realtà che non ammette illusioni, in una ricerca di un posto tra i Primattori, quasi fossero figure pirandelliane in cerca di un autore.

Le città "grigie, sferraglianti" e le "ciminiere di veleni" ci ricordano il paesaggio industriale di un Turner più cupo, dove la rivoluzione industriale ha macchiato il cielo di fumo e la terra di desolazione. Le "case di carta" evocano le fragili costruzioni della modernità, mentre le "pubblicità, luoghi ameni" ci immergono in un universo alla Warhol, dove l'effimero e il consumismo inghiottono ogni barlume di autenticità.

La strofa finale risuona come un canto funebre per l'umanità, con un richiamo all'Agnello di Comunione che si immola, evocando l'agnello sacrificale delle tradizioni bibliche. Questo sacrificio, "puro e beato", diventa l'ultima difesa contro il "mostro dell’Oppressione", richiamando alla mente il sacrificio e la redenzione presenti nell'arte di Caravaggio e nella poesia di John Donne.

In "Che Circo", Tartamo non solo descrive un mondo intriso di sofferenza e disillusione, ma eleva il lettore a una consapevolezza metafisica, dove il pathos esistenziale diventa un viaggio spirituale e onirico. È un testo che invita a riflettere sulla condizione umana, un richiamo alla resilienza e alla ricerca di una verità oltre il velo delle apparenze. Come i grandi poeti e artisti che lo hanno preceduto, Tartamo ci regala una visione che trascende il quotidiano, trasformando la poesia in una forma di redenzione e di riscoperta dell'essenza più profonda della vita.

 
 
prof. Marino Spadavecchia

 

 

# "A denti stretti" di Bruno Castelletti

"A denti stretti" di Bruno Castelletti contrappone la bellezza della primavera alle dure realtà della vita quotidiana. La poesia inizia con una scena serena di rondini che annunciano la primavera, solo per essere interrotta dal ritorno al lavoro quotidiano. Questo contrasto sottolinea la tensione tra la bellezza effimera della natura e la fatica incessante dell'esistenza, evidenziando la necessità di perseverare nonostante le sfide della vita.

# "Haiku" di Laura Lapietra

L'haiku di Laura Lapietra cattura un momento fugace nella natura con precisione e semplicità. L'immagine della pioggia estiva e dei finferli gialli sotto un faggio evoca un senso di tranquillità e la bellezza trovata in piccoli dettagli spesso trascurati. L'haiku aderisce alla forma tradizionale, offrendo un quadro vivido e una risonanza emotiva in sole tre righe.

#  "Silenzi" di Salvatore Armando Santoro

In "Silenzi," Salvatore Armando Santoro esplora il tema del tormento emotivo causato da un amore non corrisposto. Il poeta si addentra nell'ansia e nel dolore dell'attesa di una risposta da una persona amata, catturando il silenzio inquietante che acuisce la sofferenza del protagonista. La poesia riflette sulla natura irrazionale del cuore e sulla lotta per conciliare i sentimenti d'amore con l'indifferenza.

# "T’afferro e t’amo" di Alessandra Piacentino

La poesia di Alessandra Piacentino "T’afferro e t’amo" è una dichiarazione appassionata d'amore intrecciata con immagini vivide e quasi surreali. La poetessa utilizza metafore di elementi naturali e fenomeni celesti per descrivere l'intensità delle sue emozioni. Il linguaggio dinamico e fervente della poesia cattura il potere travolgente e trasformativo dell'amore.

# "Questo mio amor" di Marco Cabassi

"Questo mio amor" di Marco Cabassi è una celebrazione dell'amore e delle gioie semplici della vita. La poesia dipinge un quadro di una giornata serena piena di bellezze naturali e felicità. Il poeta riflette sulla natura duratura e sempre rinnovante dell'amore, tracciando parallelismi tra i cicli naturali e la costanza dell'affetto.

# "Lo specchio" di Cristiano Berni

"Lo specchio" di Cristiano Berni utilizza il motivo dello specchio per esplorare i temi dell'identità e dell'auto-percezione. Lo specchio riflette non solo le apparenze fisiche ma anche i cambiamenti nel sé interiore e il passare del tempo. La poesia si addentra nelle complessità della memoria e nella natura transitoria della vita, suggerendo che i nostri riflessi sono un mix di esperienze passate e realtà presenti.

# "Tre stelle" di Marino Spadavecchia

"Tre stelle" di Marino Spadavecchia è un pezzo contemplativo che impiega immagini forti ed evocative per esplorare temi di perdita e desiderio. Le metafore delle stelle e del ghiaccio secco creano un'atmosfera fredda e desolata, riflettendo il tumulto interiore del protagonista. La poesia si conclude con una nota di rassegnazione, riconoscendo la difficoltà di tornare a uno stato o luogo che non esiste più.

# "Una nuova vita" di Sandra Greggio

In "Una nuova vita", Sandra Greggio esprime un punto di svolta nella vita in cui il protagonista decide di prendere il controllo e abbracciare la positività. La poesia sottolinea l'importanza di apprezzare le piccole gioie e il potere di una mentalità positiva. Riflette un viaggio verso l'auto-miglioramento e la ricerca della felicità nei momenti quotidiani.

# "Chimera dalle mille voci" di Jacqueline Miu

"Chimera dalle mille voci" di Jacqueline Miu è una poesia complessa e introspettiva che si addentra nell'interazione tra oscurità e luce, disperazione e speranza. La chimera simboleggia la natura multiforme dell'esistenza e le battaglie interiori che si affrontano. Le immagini ricche e le metafore della poesia trasmettono un profondo senso di lotta e resilienza, ritraendo la ricerca incessante del protagonista per la comprensione e la trasformazione.

# "E tic e tac e tic e tac…" di Piero Colonna Romano

La poesia di Piero Colonna Romano "E tic e tac e tic e tac…" riflette sulla natura oppressiva del tempo. Il ticchettio incessante dell'orologio simboleggia il passare del tempo e l'ansia esistenziale che porta. La poesia cattura il sentimento di essere intrappolati in una routine monotona e il desiderio di qualcosa di più significativo oltre i limiti del tempo.

# "Pensosa mi interrogo e mi dico" di Antonia Scaligine


La poesia riflessiva di Antonia Scaligine "Pensosa mi interrogo e mi dico" esplora i temi dell'introspezione e della consapevolezza di sé. La poetessa consiglia di non sprecare tempo ed energia in attività e relazioni non meritevoli. Invece, la poesia incoraggia ad abbracciare la solitudine, l'amor proprio e la bellezza dei piaceri semplici della vita. È un invito alla consapevolezza e un promemoria per apprezzare i momenti che contano davvero.

 
# ''Riprendere da dove ho lasciato'' di Alessio Romanini

In "Riprendere da dove ho lasciato", Alessio Romanini esplora il tema del ritorno e della riflessione sulle scelte di vita passate. Il poeta esprime il desiderio di riprendere la vita da dove è stata lasciata, evidenziando un amore non dimenticato, anche se dolorosamente strappato dal petto. La poesia riflette sull'ingenuità di inseguire chimere, rivelatesi effimere e inutili, ponendo l'accento sul rimpianto e sulla consapevolezza di aver abbandonato qualcosa di prezioso per illusioni temporanee. La profondità emotiva del testo evidenzia il contrasto tra il dolore del passato e la speranza di un nuovo inizio.

 
#  ''Aiutati che Dio t'aiuta'' di Armando Bettozzi

In "Aiutati che Dio t'aiuta," Armando Bettozzi esplora il tema della fiducia in sé stessi e della necessità di sforzo personale per ottenere l'aiuto divino. Il poeta paragona questa fiducia a una corda che sostiene il rocciatore, enfatizzando che il sostegno arriva solo se si è disposti a cercarlo e accoglierlo. La poesia riflette sulla Fede, il Fato, la Speranza, e la Vita, sottolineando che il destino si plasma attraverso l'impegno personale. Bettozzi critica la concezione di Uguaglianza e Giustizia come ideali inaccessibili, suggerendo che il mondo è intrinsecamente disuguale. La poesia conclude con un invito a prendere l'iniziativa e affrontare le difficoltà con determinazione, accogliendo la fatica come il primo passo verso una vita migliore.

#  ''Camminiamo insieme'' di Franco Fronzoli

Franco Fronzoli, in "Camminiamo insieme," dipinge un quadro di intimità e compagnia attraverso i vari momenti e luoghi della vita. Il poeta descrive una camminata metaforica attraverso i tramonti, le onde del mare, i sogni, e le stagioni, simboleggiando il viaggio condiviso di due persone innamorate. La ripetizione della frase "Camminiamo insieme" rafforza il senso di unione e continuità, mentre l'ambientazione nei silenzi delle notti stellate e nelle stagioni della vita accentua la bellezza e la serenità del loro legame. La poesia celebra la felicità di essere insieme, nonostante la solitudine del mondo esterno, trovando conforto e gioia nella reciproca compagnia.

#  ''Bomba d'acqua'' di Felice Serino

In "Bomba d'acqua," Felice Serino tratta il tema della perdita e del dolore con un'immagine potente di una donna sorpresa da un'inondazione in cantina. La tragedia personale si manifesta attraverso il marito vedovo, che vaga sconsolato per i viali, interrogandosi sul senso della perdita. La poesia esprime il senso di vuoto e la disperazione di chi ha perso un caro, con il protagonista che parla con la propria ombra, simboleggiando la sua solitudine e il desiderio di trovare risposte nel vuoto lasciato dalla moglie. Il tono malinconico e riflessivo della poesia mette in evidenza la fragilità della vita e l'impatto devastante della perdita.


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Ben Tartamo

 

 

10-11-12 Giugno

# "Per campi cercando respiro" - Fausto Beretta
 

 
Parafrasi:
Il poeta riflette sul passato mentre percorre in bicicletta sentieri solitari, cercando pace e tranquillità. Ricorda un cortile dell'infanzia, pieno di fatiche e gioie semplici, che ora appaiono come fantasmi nel vento. I ricordi di quei tempi, sebbene difficili, erano veri e sinceri, a differenza della confusione e della superficialità del presente. La ricerca di silenzio e quiete diventa urgente nel caos della vita moderna, e trova conforto nei campi fioriti che offrono ancora un rifugio di serenità.
Analisi completa:
- Metrica e rime:
  La poesia è composta da versi liberi senza una metrica regolare né uno schema di rime fisso. Questo stile riflette la naturalezza del flusso di pensieri e memorie del poeta.
- Stile e tono:
  Il tono è nostalgico e riflessivo. Lo stile è semplice e diretto, utilizzando immagini evocative del passato e del presente. La natura è descritta in modo dettagliato, rendendo vivi i ricordi del poeta.
- Figure retoriche:
  La poesia fa ampio uso di metafore e personificazioni. I "ricordi di un cortile" e i "favola bella per noi allora bambini" evocano immagini di un tempo passato, mentre il "bisogno urgente di silenzio e quiete" nei "campi in fiore" sottolinea la ricerca di pace interiore.
- Comparazioni:
  La poesia può essere paragonata a opere che riflettono sulla memoria e sul tempo, come le poesie di Giacomo Leopardi. La nostalgia per un passato più semplice e la critica alla complessità della vita moderna sono temi comuni in entrambe le poetiche.

 
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#"Bucolica estate" - Bruno Amore

 
Parafrasi:
La campagna in giugno è caratterizzata dal giallo della paglia e dal lavoro della mietitrice che appiattisce il paesaggio. Dopo la mietitura, arriva l'aratro che, con i suoi vomeri lucenti, trasforma i campi, sotterrando le piante tagliate nel terreno. Le colline diventano grigie, adornate solo da radi rovi e ginestre dorate, mentre i papaveri rossi superstiti segnano l'inizio dell'estate.
Analisi completa:
- Metrica e rime:
  Anche questa poesia è composta da versi liberi senza una metrica fissa, ma con una forte componente descrittiva e narrativa. La mancanza di rime contribuisce alla fluidità del racconto agricolo.
- Stile e tono:
  Il tono è descrittivo e quasi documentaristico, con una vena di malinconia per il ciclo della natura e la trasformazione del paesaggio. Lo stile è ricco di dettagli vividi che dipingono un quadro rurale realistico.
- Figure retoriche:
  La poesia utilizza numerose metafore e personificazioni. Ad esempio, i "steli decapitati puntati verso il cielo" e "il bove d’acciaio" rendono la descrizione del lavoro agricolo più vivida e dinamica. L'uso di immagini forti come i "fumi acri" e i "superstiti papaveri rossi" crea un contrasto tra la bellezza naturale e l'intervento umano.
- Comparazioni:
  Questa poesia può essere comparata a opere di poeti come Giovanni Pascoli, che spesso descriveva la vita rurale con una combinazione di realismo e lirismo. La descrizione dettagliata e l'attenzione alla natura ricordano anche le opere di autori della tradizione bucolica.

 
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# "Avessi la certezza" - Bruno Castelletti

 
Parafrasi:
Nel tramonto, il poeta riflette sulla mancanza di certezza riguardo l'amore che poteva esserci stato. Se avesse la certezza che non c'è mai stato amore, potrebbe incolpare solo se stesso. La vita è stata spesa inseguendo fantasmi evanescenti, cercando di ingannare il tempo nel grigiore della noia e dell'indifferenza. Più il poeta cerca di capire, più profondo diventa l'abisso tra i giorni felici del passato e le ore che precedono la notte.
Analisi completa:
- Metrica e rime:
  La poesia è composta da versi liberi, ma presenta una forte struttura ritmica interna. Le rime sono sporadiche, con una presenza di rime baciate e alternate che rafforzano il tono contemplativo e malinconico.
- Stile e tono:
  Il tono è introspezione e malinconia, con un senso di rassegnazione e disillusione. Lo stile è lirico e riflessivo, con un uso frequente di domande retoriche che esprimono dubbi e incertezze.
- Figure retoriche:
  La poesia utilizza figure come metafore e allitterazioni per enfatizzare l'intensità emotiva. Ad esempio, "inseguir fantasmi evanescenti" e "abisso tra i giorni che ci videro felici" sono metafore potenti che comunicano la profondità dei sentimenti del poeta.
- Comparazioni:
  Questa poesia può essere confrontata con le opere di poeti come Eugenio Montale, che spesso esplorano temi di incertezza, introspezione e il passaggio del tempo. La riflessione sull'amore perduto e la ricerca di significato nella vita sono temi universali trattati con una sensibilità particolare in entrambe le poetiche.

 
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# "Bisogno Di Sognare" - Laura Lapietra

 
Parafrasi:
Abbiamo bisogno di sognare nei momenti di silenzio dei nostri giorni. Dietro le vetrine che mostrano sentimenti falsi alla folla, abbiamo bisogno di sognare, ognuno con il proprio desiderio. Sognare è essenziale per vivere, come l'aria per i polmoni. Ci permette di continuare il nostro cammino nella vita, di sperare in nuovi sorrisi spontanei alimentati dalla speranza. Il bisogno di sognare è incessante, come un biglietto di sola andata verso la felicità desiderata. Vivere di sogni è meraviglioso, ci eleva come angeli nelle bolle del destino, guidandoci verso il traguardo che ci libera dalle preoccupazioni. Abbiamo bisogno di sognare per non diventare scheletri abbandonati nella paura e nel pessimismo. Sogniamo sempre, ognuno con i propri desideri, per mantenere il benessere nonostante gli ostacoli, e per renderci degni di ogni conquista.
Analisi completa:
- Metrica e rime:
  La poesia è composta da versi liberi di varia lunghezza, senza uno schema di rime fisso. Alcune rime interne e assonanze contribuiscono alla musicalità del testo, ma non seguono una struttura rigida. I versi sono prevalentemente di settenari, ottonari e novenari, alternati con libertà.
- Stile e tono:
  Il tono è riflessivo e ispirazionale, con un forte richiamo alla necessità di sognare come mezzo di sopravvivenza e speranza. Lo stile è ricco di immagini evocative e metafore che sottolineano la profondità del bisogno di sognare. La poetessa utilizza un linguaggio simbolico per esprimere concetti astratti come la speranza, la felicità e la liberazione dalle preoccupazioni.
- Figure retoriche:
  La poesia è ricca di metafore ("biglietto di sola andata", "boulevard della vita", "bolle del fato"), personificazioni (i sogni che "ci sollevano dagli affanni"), e anafore (ripetizione di "Abbiamo bisogno di sognare"). L'uso di metafore e immagini poetiche crea un quadro vivido del desiderio di trascendere la realtà quotidiana attraverso il sogno.
- Comparazioni:
  Questa poesia può essere comparata a opere di poeti romantici e moderni che esplorano il tema del sogno e della speranza come elementi essenziali della vita umana. Ad esempio, può ricordare le poesie di Giacomo Leopardi, che spesso trattano il desiderio di qualcosa di più grande e l'importanza dei sogni. Anche poeti contemporanei come Alda Merini hanno esplorato temi simili con uno stile lirico e intenso.

 
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# "Serata d’autunno" - Salvatore Armando Santoro

 
Parafrasi:
In una triste e cupa serata d'autunno, il poeta si sente oppresso dal maltempo e dalla solitudine. Scrive le sue parole vicino al cimitero, sentendosi spento come un cero. Non sa se chi legge capirà il suo sentimento, ma crede che il suo cuore, che svende amore, non riesca a comprendere. Ricorda le parole di chi gli ha detto di vivere serenamente, ma si sente testardo e incapace di cambiare, morendo lentamente.
Analisi completa:
- Metrica e rime:
  La poesia è composta da quartine di endecasillabi con rime alternate (ABAB). Questo schema conferisce un ritmo regolare e musicale al testo.
- Stile e tono:
  Il tono è malinconico e riflessivo, con una vena di disillusione. Lo stile è diretto e semplice, ma carico di emozioni profonde. La poesia trasmette un senso di isolamento e rassegnazione.
- Figure retoriche:
  La poesia utilizza metafore come "spento dentro come un cero" e "cuor che sempre amore svende" per esprimere il sentimento di vuoto e delusione. La personificazione del cuore aggiunge intensità emotiva al testo.
- Comparazioni:
  Può essere comparata a poesie di autori come Charles Baudelaire o Edgar Allan Poe, che spesso esplorano temi di solitudine, malinconia e introspezione.

 
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# "Ed in mano note musicali e fulmini autunnali" - Piacentino Alessandra

 
Parafrasi:
Il poeta cerca qualcuno nel destino della sera, prima di incontrarlo. Nella stanza piena di ricordi e canzoni, sente la presenza di quella persona. Cerca di capire il senso dell'amore o del vuoto che sente. Si sente impotente mentre cerca tra gli sguardi, con la sensazione di tempo perso, mentre il mattino arriva con il caffè tra le labbra esauste.
Analisi completa:
- Metrica e rime:
  La poesia è composta da versi liberi senza uno schema di rime fisso. I versi variano in lunghezza, contribuendo a un ritmo fluido e spontaneo.
- Stile e tono:
  Il tono è riflessivo e contemplativo, con una nota di malinconia e ricerca. Lo stile è frammentato e onirico, riflettendo la natura dei ricordi e dei pensieri vaganti.
- Figure retoriche:
  La poesia utilizza metafore come "onde e memorie" e "polvere di luce" per creare immagini evocative. L'uso di anafore (ripetizione di "Ti cerco") e immagini simboliche contribuisce all'atmosfera sognante.
- Comparazioni:
  Può essere paragonata a opere di autori come Virginia Woolf o Marcel Proust, che esplorano il flusso di coscienza e la natura frammentata della memoria e dell'esperienza.

 
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# "Un compleanno, un altro" - Enrico Tartagni

 
Parafrasi:
Il poeta descrive un compleanno in un giorno di pioggia, ricordando il caffè preparato ogni mattina e il freddo che sente. Ricorda un amore cercato a Portofino e la sensazione di solitudine. La descrizione di un candore niveo che lo sfiora, e la ricerca di armonia e melodia in uno spazio senza tempo. Si sente spronato a continuare, nonostante gli errori, con un caffè che porta conforto.
Analisi completa:
- Metrica e rime:
  La poesia è composta da versi liberi con alcune rime interne e assonanze che creano un ritmo vario e spontaneo.
- Stile e tono:
  Il tono è nostalgico e riflessivo, con una vena di speranza e ricerca di conforto. Lo stile è colloquiale e intimo, con descrizioni vivide e dettagli personali.
- Figure retoriche:
  La poesia utilizza metafore come "freddo tira vento sono una canna di Deledda" e immagini sensoriali come "il caffè tra le labbra esauste". L'uso di immagini quotidiane rende la poesia accessibile e reale.
- Comparazioni:
  Può essere comparata a opere di autori come Cesare Pavese, che spesso esplorano temi di solitudine, nostalgia e ricerca di significato nelle piccole cose della vita quotidiana.

 
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# "Tra tratturi e tratturelli" - Antonietta Ursitti

 
Parafrasi:
Il cuore del poeta si riempie di gioia pensando alle mandrie accompagnate dal pastore lungo sentieri erbosi, senza sentirne il peso. Lungo questi infiniti percorsi verdi, i soli suoni sono i passi degli uomini e degli animali, mentre la polvere sollevata offusca la vista della meta. Il bastone del pastore batte ritmicamente la terra, scandendo il passo di questo sodalizio tra pastore e gregge, amici uniti dalla fatica e dal riposo tra i tratturi e i tratturelli.
Analisi completa:
- Metrica e rime:
  La poesia è composta da versi liberi, senza uno schema metrico fisso né rime sistematiche. Questo conferisce al testo un ritmo naturale e spontaneo, che rispecchia il cammino libero e non vincolato dei pastori e delle loro mandrie.
- Stile e tono:
  Il tono è nostalgico e sereno, evocando immagini di pace e semplicità legate alla vita pastorale. Lo stile è descrittivo e visivo, con un uso efficace di immagini sensoriali che richiamano l’odore della polvere, il suono dei passi e la vista del paesaggio.
- Figure retoriche:
  - Metafore: "fiumi d'erba" (per descrivere i tratturi erbosi), "sodalizio errante" (per il rapporto tra pastore e gregge).
  - Personificazioni: "mi sorride il cuore" (il cuore viene personificato).
  - Sinestesie: l'uso combinato di sensazioni come il suono dei passi e l'odore della polvere.
- Comparazioni:
  Questa poesia può essere comparata ai lavori di poeti come Giovanni Pascoli, che spesso descrive la vita rurale e pastorale con un senso di affetto e nostalgia. Come Pascoli, anche Ursitti crea un quadro idilliaco della campagna e delle tradizioni pastorali.

 
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# "Come sabbia nella clessidra" - Franco Fronzoli

 
Parafrasi:
Il mio tempo e le mie emozioni scorrono come la sabbia nella clessidra. I ricordi passano e svaniscono nella polvere della vita, scanditi dai secondi che si infrangono nel tempo. La clessidra segna i momenti migliori e peggiori. Ogni volta che si gira, la sabbia scorre di nuovo, portandosi via momenti, attimi, illusioni e delusioni. Il tempo scorre incessante e crudele, senza fermarsi per nessuno, e la vita si consuma lentamente tra i granuli di sabbia ogni volta che la clessidra viene capovolta. Un filo di sabbia scorre come il tempo, segnando la vita e perdendosi tra albe e tramonti, tra notti e sogni.
Analisi completa:
- Metrica e rime:
  La poesia è composta da versi liberi con una struttura visiva che imita il fluire della sabbia nella clessidra, creando un effetto visivo e ritmico che riflette il tema del tempo che scorre. Non ci sono rime fisse.
- Stile e tono:
  Il tono è contemplativo e meditativo, con una sfumatura di malinconia e riflessione sulla natura inesorabile del tempo. Lo stile è frammentato, con un uso efficace dell’enjambement per creare un flusso continuo e inarrestabile, simile al movimento della sabbia.
- Figure retoriche:
  - Metafore: "sabbia nella clessidra" (per rappresentare il tempo che passa).
  - Anafore: la ripetizione di "Passa" e "Il tempo scorre" per sottolineare l'inevitabilità del tempo.
  - **Personificazioni:** "il tempo scorre tenace impietoso".
- Comparazioni:
  Può essere comparata ai lavori di poeti come Emily Dickinson, che spesso esplora temi di tempo e mortalità con uno stile intenso e riflessivo. Anche Fronzoli, come Dickinson, utilizza immagini potenti e una struttura poetica che enfatizza il tema centrale.

 
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# "Padre nostro" - Felice Serino

 
Parafrasi:
Padre nostro che sei nei cieli, quanta sofferenza e sangue è già stato versato, incluso il Tuo come uomo-Dio, e il sangue nei ghetti che ancora grida. Padre nostro che sei nei cieli, quanto sangue ancora dovrà essere versato dai nuovi martiri come Falcone e Romero. Padre nostro che ci guardi dal cielo, Ti rendiamo grazie, noi che baciamo il Tuo sangue salvifico.
Analisi completa:
- Metrica e rime:
  La poesia è composta da versi liberi, senza uno schema metrico fisso né rime sistematiche. Questo conferisce al testo una solennità e gravità che si addice al tema della preghiera e della sofferenza.
- Stile e tono:
  Il tono è solenne e riflessivo, con un forte senso di sacralità e dolore. Lo stile è semplice ma intenso, utilizzando un linguaggio diretto e evocativo per esprimere la sofferenza umana e la ricerca di redenzione.
- Figure retoriche:
  - Metafore: "sangue nei ghetti" (per la sofferenza continua delle minoranze).
  - Anafore: la ripetizione di "Padre nostro" per sottolineare la supplica e la preghiera.
  - Allusioni: riferimenti a figure storiche come Falcone e Romero, simboli di martirio e giustizia.
- Comparazioni:
  Può essere comparata alle opere di poeti come Thomas Merton, che spesso intreccia temi religiosi con riflessioni sulla sofferenza umana. Serino, come Merton, usa la poesia per esplorare questioni spirituali e morali, con una profondità emotiva e una ricerca di significato.

 
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# "La somma" - Piero Colonna Romano

 
Parafrasi:
In fondo al mare si perdono le illusioni, sia di passioni dolci che amare ormai spente. Ho vissuto la mia vita come fosse una canzone, ma ora che ogni speranza è svanita, attendo tristemente la fine. La musica mi ha sempre confortato e ho passato il tempo tra quadri e libri, godendo di momenti di pura passione. Avrei potuto offrire più emozioni o forse un grande amore a chi lo aspettava con ansia. Oggi, con il corpo stanco e logoro, guardo indietro al mio passato sperando di essere stato amato. Ma non esiste una soluzione nell'aldilà, rimane solo una canzone triste e un canopo.
Analisi completa:
- Metrica e rime:
  La poesia è composta da sestine con schema AABBCC. I versi sono endecasillabi, conferendo una musicalità regolare e un ritmo solenne e riflessivo.
- Stile e tono:
  Il tono è meditativo e malinconico, con un senso di rassegnazione. Lo stile è formale e poetico, utilizzando un linguaggio elevato che riflette la profondità dei temi trattati.
- Figure retoriche:
  - Metafore: "mare" come metafora dell'oblio delle illusioni, "fossa" per la morte.
  - Allitterazioni: ripetizione di suoni per creare un effetto musicale.
  - Antitesi: tra "dolci" e "amare", "passioni" e "illusioni".
- Comparazioni:
  Questa poesia può essere paragonata alle opere di Leopardi, che spesso riflettono sulla vanità delle speranze umane e sull'inevitabilità della morte.

 
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# "Fino a quando" - Ben Tartamo

 
Parafrasi:
Mi ferisco le mani sui marciapiedi, simbolo dei numerosi passi che ho compiuto nella vita. Ogni passo è un pensiero che inciampa, un'esitazione dell'anima su un cammino senza limiti. Il sole, appare stanco e annoiato, osservare impassibile questa giornata monotona, mentre io mi chiedo per quanto tempo ancora dovrò affrontare questo dolore e questa fatica assieme alle cadute.

 
Le gocce di cera fusa cadono lentamente, rappresentando una passione ormai svuotata di forza. Mi domando quanto a lungo rimarrà aperta la porta del perdono e della pazienza divina. La luce blu intensa mi guida, mentre le spine delle rose bianche lacerano la mia carne, simboleggiando il mio percorso di sofferenza e purificazione.

 
Il tempo scorre inesorabilmente, segnato dai granelli della clessidra d'oro, e io bevo dal calice d'argento un'acqua purificatrice. Trovando equilibrio tra la saggezza del passato e la leggerezza dell'anima, indosso un anello senza inizio né fine, un simbolo di eternità. In questo viaggio continuo a cercare una connessione più profonda con il divino, tra sogni e realtà, tra speranza e disillusione.
Analisi completa:
- Metrica e rime:
  La poesia utilizza versi liberi senza uno schema metrico fisso né rime sistematiche, creando un effetto spontaneo e intenso.
- Stile e tono:
  Il tono è drammatico e supplichevole, con una forte componente di sofferenza e ricerca spirituale. Lo stile è simbolico, ricco di immagini potenti.
- Figure retoriche:
  - Metafore: "autostrada senza pedaggio" rappresenta la vita, "clessidra d'oro" per il tempo prezioso.
  - Simboli: luce cobalto, calice d'argento, anello senza inizio né fine rappresentano elementi di spiritualità e eternità.
  - Anafore: ripetizione di "fino a quando" per enfatizzare l'incertezza e l'attesa.
- Comparazioni:
  Questa poesia può essere paragonata alle opere di John Donne, che esplorano temi di sofferenza spirituale e ricerca di salvezza attraverso immagini forti e simboliche.

 
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# "Nugoli interminati" - Alessio Romanini

 
Parafrasi:
Vorrei sapere dove finiscono le nuvole, vederle piangere sulla terra arida e formare pozzanghere nel letto del fiume secco. Vorrei vedere dove vanno a morire in silenzio, con umiltà. Passano senza fare rumore o disegnano forme strane nel cielo. Le vedo, ma sono così lontane che non riesco a toccarle. Cambiano umore, a volte sono scure, altre volte soffici e leggere. Quando piovono sulla siccità, diventano ruscelli, laghi e mari. Questo ciclo senza fine è come l'anima che non si esaurisce mai.
Analisi completa:
- Metrica e rime:
  La poesia è composta da quartine con schema ABAB, caratterizzate da versi liberi. La struttura regolare delle quartine conferisce un ritmo meditativo.
- Stile e tono:
  Il tono è contemplativo e desideroso, con un mix di malinconia e speranza. Lo stile è visivo e descrittivo, utilizzando immagini naturali per esplorare temi spirituali.
- Figure retoriche:
  - Metafore: "nuvole" rappresentano le emozioni e i cicli della vita.
  - Personificazioni: le nuvole che "cambiano umore".
  - Similitudini: l'anima paragonata alle nuvole.
- Comparazioni:
  Questa poesia può essere comparata alle opere dei poeti romantici come Wordsworth, che utilizzano la natura come metafora per esplorare temi spirituali e filosofici.

 
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# "Tentativo" - Sandra Greggio

 
Parafrasi:
Ho provato innumerevoli volte, ma senza successo. Ho smesso di indossare il mio colore preferito, ho cambiato il taglio di capelli, evitato le strade che percorrevamo insieme e tralasciato le musiche che ascoltavamo. Ogni volta fallivo e finivo in lacrime. Sei rimasto impresso nella mia vita come un abito stretto, che porto ovunque vada. Il mio cuore continua a vivere i giorni e le notti con il tuo.
Analisi completa:
- Metrica e rime:
  La poesia utilizza versi liberi senza uno schema metrico fisso né rime sistematiche, creando un effetto spontaneo e sincero.
- Stile e tono:
  Il tono è doloroso e rassegnato, con una forte componente emotiva. Lo stile è semplice e diretto, riflettendo l'autenticità del sentimento.
- Figure retoriche:
  - Metafore: "abito stretto" rappresenta il legame persistente con l’amato.
  - Anafore: ripetizione di "ho provato" per enfatizzare l’insistenza e la disperazione.
  - Similitudini: il cuore paragonato a un abito cucito addosso.
- Comparazioni:
  Questa poesia può essere comparata alle opere di Sylvia Plath, che esplorano il dolore e la persistenza dei sentimenti attraverso un linguaggio diretto e intenso.

 
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# "Un treno cecio di periferia" - Jacqueline Miu

 
Parafrasi:
Avevo perso la mia innocenza per inseguire il fuoco della passione. Milano era affollata di turisti mentre io cercavo emozioni intense. L'amore bruciava sotto i nostri piedi come un fiume di spettri nelle lave. Ogni fantasma, se ha valore nell'arte, non muore e abbraccia gli innamorati di pizza lungo i Navigli. La Madonnina svettava come un brivido tra le guglie e Verdi lasciava il Limbo per dirigere "Va pensiero" alla Scala.

 
L'estate avanzava con il caldo e i ghiaccioli venduti dai baracchini. Gelato al pistacchio o un bacio davanti alla boutique di Moschino. Quella sera non c'era fanfara, solo la vita sociale milanese. Fuggii con il tuo cuore prima che fossimo riempiti di nulla. Tornai col treno cecio alla mia periferia cara, dove un bar con la porta aperta suonava ancora Freddie Mercury. Tu mi amavi ancora, in ogni modo possibile, mentre pioveva a dirotto, con grandine che sembrava sogni che lasciano segni.
Analisi completa:
- Metrica e rime:
  La poesia è composta da versi liberi, senza uno schema metrico fisso né rime sistematiche, creando un flusso spontaneo e sincero.
- Stile e tono:
  Il tono è nostalgico e intenso, con una componente di ribellione e passione. Lo stile è visivo e ricco di immagini evocative che riflettono il tumulto emotivo dell'autore.
- Figure retoriche:
  - Metafore: "fiume di spettri nelle lave" rappresenta le emozioni ardenti e tormentate.
  - Similitudini: la grandine a forma di sogni che lascia segni.
  - Allitterazioni: ripetizione di suoni per creare un effetto musicale.
  - Personificazioni: la Madonnina che svetta come un brivido.
- Comparazioni:
  Questa poesia può essere paragonata alle opere di Allen Ginsberg, che esplorano l'intensità della vita urbana e le esperienze emotive con un linguaggio crudo e potente.

 
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# "Tik Tok: c'è qualcuno in casa?" - Giusi Falleroni

 
Parafrasi:
Mamme impegnate, fiere di avere figli. Barbie nude e truccate! Ragazzi arroganti che mostrano slip costosi e sporchi! Questo è l'outfit popolare degli ultimi tempi. Artisti che puliscono bagni e star dei social che riempiono stadi, acclamati da masse ignoranti. Un continuo auto-tune di spogliarelli erotici di bassa qualità, pannolini e telecamere: VIP a due anni! Profili alla ricerca della posizione migliore per selfie ingegnosi e gratuiti per voyeurs virtuali, ciechi incoscienti o narcisisti volgari, nascosti dietro lo schermo rubando il tuo tempo e i tuoi giorni migliori.
Analisi completa:
- Metrica e rime:
  La poesia è composta da versi liberi, senza uno schema metrico fisso né rime sistematiche, che riflettono il caos e la frammentazione della realtà descritta.
- Stile e tono:
  Il tono è satirico e critico, con un forte senso di disillusione verso la società contemporanea e i suoi valori. Lo stile è diretto e tagliente, utilizzando un linguaggio colloquiale e provocatorio.
- Figure retoriche:
  - Metafore: "auto-tune infinito" rappresenta la falsità e la superficialità.
  - Ironia: critica delle pratiche superficiali e narcisistiche con un tono sarcastico.
  - Allitterazioni: ripetizione di suoni per creare un effetto musicale.
  - Paradossi: VIP a due anni, mostrando l'assurdità della celebrità precoce.
- Comparazioni:
  Questa poesia può essere paragonata alle opere di Charles Bukowski, che spesso criticano la superficialità e l'ipocrisia della società con un linguaggio crudo e provocatorio.

 
infiniti affettuosi saluti e ringraziamenti a voi tutti, in particolar modo al prof. Lorenzo de Ninis 
Vostro,
Marino Spadavecchia 

 

 

7-8-9 Giugno

#   "Cambiare, o non Cambiare…" di Armando Bettozzi
 Parafrasi
Nel mezzo dell'anno, Giugno arriva, incerto e immaturo, non portando ancora l'estate. Invece, ci avverte: "Attenti, votanti! Ecco un'opportunità di cambiare le carte in tavola e rimediare alla falsa libertà, inviando a Bruxelles chi può fare la differenza." Giugno non indica chi o cosa cambiare, lasciando il pensiero ai singoli, ognuno con le proprie personali questioni.
Analisi
- Metrica e Rime: La poesia segue una struttura metrica regolare con versi prevalentemente endecasillabi. Le rime sono alternate (ABBA, CDDC).
- Stile e Tono: Il tono è riflessivo e leggermente critico. Il poeta usa una voce collettiva per sottolineare l'incertezza e l'urgenza del momento politico.
- Figure Retoriche: L'uso di personificazioni (Giugno che avvisa) e metafore (mescolare le carte) arricchisce la poesia, rendendola vivida e coinvolgente.
- Comparazioni: Lo stile richiama quello di poeti classici italiani come Petrarca, con una struttura metrica rigida ma un contenuto profondamente contemporaneo e politico.
 

 
#   "L'imprevisto" di Fausto Beretta

 Parafrasi
Castelli saldi, costruiti con impegno e fiducia nel domani, crollano rapidamente per un imprevisto che, svegliandosi all'angolo, avanza come un panzer, spietato, distruggendo speranze e lasciando solo macerie.
Analisi
- Metrica e Rime: La poesia adotta una metrica libera, senza uno schema di rime fisso, che riflette la natura caotica e inaspettata dell'imprevisto descritto.
- Stile e Tono: Il tono è cupo e drammatico, sottolineato dall'immagine del panzer che rappresenta la brutalità dell'imprevisto.
- Figure Retoriche: La metafora del panzer e la personificazione dell'imprevisto aggiungono un senso di urgenza e distruzione. L'allitterazione nella ripetizione del suono "p" e "t" (panzer, deciso, cancella) crea un ritmo martellante che accentua la drammaticità.
- Comparazioni: Questo stile evocativo e potente ricorda il lavoro di poeti modernisti come T.S. Eliot, che utilizzano immagini forti e disruptive per trasmettere temi di rovina e disillusione.

 

 "Padre" di Cristiano Berni

 Parafrasi
Tu sei nella luna, nello sbocciare dei fiori, sei la mia fortuna, il tepore del sole. Sei nelle stelle, nei colori dei quadri, sei negli steli e nelle corolle, nei sorrisi delle madri. Sei nelle pianure verdi, nella calma della sera, nel rosso dei tramonti, il tesoro prezioso che non c'era. Sei negli occhi dei bambini, nel fruscio delle spighe di grano, nell'aria fresca dei mattini, nello spuntare dell'arcobaleno. Sei nei cieli azzurri, nel mio cuore e nell'anima. Sei il faro che ci ha guidati, nella neve più candida. Sei nelle stagioni mutevoli, nelle pagine dei tuoi romanzi, nella gioia dei canti. Sei tutto questo e molto di più. Ti amo più che mai, tu, padre saggio, ora puro spirito, così vicino e vivido a me.
  Analisi
- Metrica e Rime: La poesia è composta da versi liberi, con una struttura lirica che non segue uno schema metrico fisso, ma fluisce come un canto di devozione anche grazie alle diverse rime presenti nella prima parte e all'alternanza di di versi brevi e lunghi.
- Stile e Tono: Il tono è solenne e reverenziale, con un linguaggio che esprime una profonda venerazione e amore eterno per il padre.
- Figure Retoriche: La poesia è ricca di anafore ("Tu sei...") che creano un ritmo incalzante e coinvolgente. Le immagini naturali e cosmiche esaltano l'importanza e l'onnipresenza del padre.
- Comparazioni: Ricorda lo stile di Walt Whitman, con una lirica libera e celebrativa che glorifica la figura del padre come un'entità universale.

 

 "Andar per sogni" di Bruno Amore

 Parafrasi
Percorrendo una strada sconosciuta, mi siedo su un paracarro polveroso, sognando galassie di coriandoli, sogni che crescono come i piedi nei sandali, ormai visibili solo con i lunghi binocoli della fantasia. Rincorrevo amori senza conoscere onori. Bastava un mattino terso o una sera profumata di ponente per far sembrare il tempo eterno. Molti maestri senza nome cantavano salmi, ma non belle canzoni, frugavano nel mio intimo scuotendomi. Prendevo a calci i ciottoli per strada, le mani sporche nascoste nei calzoni. Era sempre più bello pensare a luoghi lontani, dove non può neanche un aeroplano, solo con la valigia delle mie illusioni, via da questa cerimonia falsa, ballando il valzer con la posidonia in mare.
Analisi
- Metrica e Rime: La poesia è in metrica libera, con una struttura narrativa che evoca un viaggio interiore e onirico.
- Stile e Tono: Il tono è nostalgico e contemplativo, con un linguaggio che mescola realtà e fantasia in un modo lirico e evocativo.
- Figure Retoriche: L'uso delle metafore (galassie di coriandoli, valigia delle illusioni) e delle immagini suggestive crea un'atmosfera surreale. Le anafore e le allitterazioni (suoni ripetuti) arricchiscono il ritmo poetico.
- Comparazioni: Lo stile richiama quello di Fernando Pessoa, con un focus sul viaggio interiore e l'evocazione di paesaggi mentali e spirituali.

 

 "Mi piace" di Bruno Castelletti

 Parafrasi
Mi piace accarezzarti dolcemente quando mi guardi e sorridi appena. Sfiorare con le labbra la tua pelle, i soffici capelli, il tuo candido seno. Baciarti tutta piano fino a che ti lasci andare, vincendo ogni ritegno. E la tua lingua è fuoco che brucia di piacere, e giù sotto i tuoi fianchi l'incendio dell'amore. Si calma il temporale e torna ancora la quiete nel grande mare dei tuoi occhi chiari. Stai per prendere sonno, ti sento far le fusa, mia tenera gattina.
 Analisi
- Metrica e Rime: La poesia utilizza una metrica libera, senza uno schema di rime fisso, che permette un'espressione intima e spontanea.
- Stile e Tono: Il tono è sensuale e tenero, con un linguaggio che celebra l'intimità e la connessione fisica ed emotiva tra gli amanti.
- Figure Retoriche: L'uso delle metafore (lingua come fuoco, fianchi come incendio) e delle similitudini (tenera gattina) rende la poesia vivida e palpabile. L'andamento ritmico, alternato tra tensione e rilassamento, rispecchia il tema dell'amore fisico.
- Comparazioni: Il lirismo e la sensualità del testo possono ricordare i lavori di Pablo Neruda, con una forte enfasi sull'amore fisico e le immagini naturali.

 

#   "All'ombra di un roseto" di Aurelio Zucchiù

 Parafrasi
Venendo dal mare, attratto da strani capelli che cambiano colore sotto ogni raggio di sole, vedo donne di tutte le età e pose, riflesse in quegli occhi e chiome cangianti. La trovai nascosta all'ombra di un roseto strepitoso, nonostante non fosse maggio. La poesia mi soccorse: era bella, senza bisogno di aggiungere altro. Mi avvicinai, ma lei si ritrasse timorosa. Poi apprezzò la mia ingenuità e ci sedemmo insieme sul sasso del tempo che scorre. Chiesi se fosse smarrita e se qualcuno la cercasse. Mi rispose che tutti la cercano, e solo chi persiste la trova. Il suo nome, mi disse, era Felicità. Provai a trattenerla, ma svanì. Nell'erba germogliò un girasole.
 Analisi
- Metrica e Rime: La poesia utilizza versi liberi, con un ritmo che segue il flusso narrativo e le emozioni del poeta.
- Stile e Tono: Il tono è fiabesco e contemplativo, con un linguaggio che evoca meraviglia e un senso di ineffabilità.
- Figure Retoriche: La personificazione della Felicità, le metafore dei capelli cangianti e il girasole che germoglia nell'erba, arricchiscono il testo di simbolismi che sottolineano la bellezza e la fugacità della felicità.
- Comparazioni: Lo stile ricorda i racconti di Gabriel Garcia Marquez, con la sua capacità di intrecciare il reale con il fantastico in modo poetico.

 

  "Haiku" di Laura Lapietra
Parafrasi
 

Soffia il levante su papaveri neri, gruppi di stami.
 Analisi
- Metrica e Rime: Come tipico degli haiku, la poesia segue la struttura di 5-7-5 sillabe, senza rime.
- Stile e Tono: Il tono è meditativo e conciso, con un linguaggio che cattura un momento fugace della natura.
- Figure Retoriche: L'haiku utilizza la sineddoche (stami rappresentano i papaveri) e l'evocazione sensoriale per trasmettere un'immagine vivida e precisa.
- Comparazioni: Lo stile richiama la tradizione classica giapponese degli haiku, come quelli di Matsuo Bashō, con la sua capacità di distillare l'essenza di un momento naturale in pochi versi.

 

# "Radici" di Salvatore Armando Santoro

 Parafrasi
Le nostre mani afferrano la terra, cercando la vita che fugge lontana. Ma la inseguiamo, rafforzando la chioma che si espande più viva, distende le foglie al sole, tende sempre in alto le braccia forti.
 Analisi
- Metrica e Rime: La poesia è in versi liberi, senza uno schema di rime definito, che permette un'espressione fluida e naturale.
- Stile e Tono: Il tono è determinato e resiliente, con un linguaggio che sottolinea la connessione tra l'essere umano e la natura.
- Figure Retoriche: Le metafore (mani come radici, chioma che si espande) e le immagini visive creano un parallelismo tra la crescita dell'albero e la crescita umana.
- Comparazioni: Lo stile e il tema possono essere paragonati a quello di Walt Whitman, con la sua celebrazione della vita e della natura come una cosa sola.

 

#    "Sospiro d’amore" di Marco Cabassi

 Parafrasi
In questa notte silenziosa, gli alberi dormono nel profondo nero. Il vento primaverile pettina con mano leggera i capelli smeraldo della terra. La luna d'argento solitaria domina il cielo, circondata dallo spazio infinito. La leggerezza della notte mi bacia con il suo alito fresco. Mi godo il silenzio, la leggerezza, la quiete, avvolgendomi in essa come in un lino leggero. La mia notte mi accoglie nel mio giardino, sospirando d'amore.
 Analisi
- Metrica e Rime: La poesia è in versi liberi, senza uno schema di rime fisso, che riflette la fluidità e la serenità della notte descritta.
- Stile e Tono: Il tono è contemplativo e intimo, con un linguaggio che evoca sensazioni di pace e armonia.
- Figure Retoriche: Le personificazioni (vento che pettina, notte che bacia), le metafore (capelli smeraldo, lino leggero) e le immagini sensoriali creano un'atmosfera di sogno e tranquillità.
- Comparazioni: Il linguaggio evocativo e la descrizione della natura ricordano la poesia di Federico García Lorca, con la sua capacità di creare immagini liriche e suggestive.

 

#    "Stasera tra le tante notti che sanno di te" di Alessandra Piacentino

 Parafrasi
Ritorno alle mie abitudini, alle routine che portano il sole. Nei locali familiari, tra camerieri sorridenti, ritrovo il tuo nome sul telefono, un ricordo sgualcito. Nel buio del ritorno, sento che ci sei ancora, che mi attendi. Forse mi superi, freni e mi abbracci, riportandomi ai nostri vent'anni. So che non ti voglio ora, ma resti il mio pensiero felice di sempre.
 Analisi
- Metrica e Rime: La poesia è in versi liberi, senza rime o metrica regolare, che riflettono la natura spontanea e personale del ricordo evocato.
- Stile e Tono: Il tono è nostalgico e riflessivo, con un linguaggio semplice ma carico di emozione.
- Figure Retoriche: La metafora del nome sgualcito, la personificazione dei ricordi e l'immagine del ritorno ai vent'anni creano un senso di intimità e malinconia.
- Comparazioni: La poesia evoca la semplicità emotiva e la riflessione interiore di autori come Raymond Carver, che esplorano le profondità dei sentimenti umani attraverso un linguaggio diretto e sincero.

 

#    "Affido alle nuvole i miei pensieri" di Franco Fronzoli

 Parafrasi
Affido alle nuvole i miei pensieri, riflessioni e desideri. Affido alle nuvole il mio passato e ogni momento del presente. Concederò loro il mio futuro. Lascio che le mie passioni fluttuino nel vento, i miei amori camminino nei tramonti. Regalo alle stelle una poesia, una nota musicale, una foglia autunnale. Affido il mio cuore alla vita, ogni passo e sospiro. Lascio che le onde del mare portino lontano le lettere d'amore, e seduto sulla vetta di una montagna, guardo il panorama e i volti che le nuvole lasciano immaginare.
 Analisi
- Metrica e Rime: La poesia è composta in versi liberi, senza schema di rime fisso, che rispecchia la libertà e l'apertura del contenuto.
- Stile e Tono: Il tono è contemplativo e sereno, con un linguaggio che trasmette pace e una connessione profonda con la natura.
- Figure Retoriche: Le anafore ("affido", "lascio", "regalo") e le immagini metaforiche (nuvole, onde, stelle) creano un senso di continuità e riflessione meditativa.
- Comparazioni: Lo stile ricorda quello di Pablo Neruda, in particolare per l'uso delle immagini naturali e l'intensità emotiva che evoca un legame profondo con il mondo circostante.

 

#     "Respiri di cielo" di Felice Serino

Parafrasi
Sono assetato di luce, incapace di penetrare il Suo profondo. Sono di terra e inerme, con le ore che si sciolgono come cera. Eppure, dentro di me vivono respiri di cielo.
 Analisi
- Metrica e Rime: La poesia è in versi liberi, con una struttura breve e compatta che enfatizza l'intensità delle immagini.
- Stile e Tono: Il tono è introspettivo e mistico, con un linguaggio che evoca una lotta tra la materialità terrena e l'aspirazione spirituale.
- Figure Retoriche: Le metafore ("respiri di cielo", "ore come cera") e l'opposizione tra terra e cielo sottolineano il conflitto interiore e la ricerca di elevazione.
- Comparazioni: Lo stile può essere paragonato a quello di Emily Dickinson, con la sua capacità di condensare profonde riflessioni esistenziali in versi brevi e pregnanti.

 

#    "Novecento" di Carlo Chionne

 Parafrasi
Nel secolo in cui ho vissuto, vi furono poeti decadenti, ma seguendo altre correnti, diventai un poeta decaduto. Anch'io fiutai i "Fiori del Male" durante il mio tortuoso viaggio, e quando quel profumo mi assale, respingo con fatica il loro omaggio.
 Analisi
- Metrica e Rime: La poesia segue una metrica regolare con rime alternate (ABAB), che conferiscono ritmo e musicalità.
- Stile e Tono: Il tono è ironico e auto-riflessivo, con un linguaggio che mescola introspezione e critica letteraria.
- Figure Retoriche: Le metafore ("poeti decadenti", "profumo dei Fiori del Male") e l'uso dell'ironia creano un effetto di distacco e auto-analisi.
- Comparazioni: La poesia ricorda lo stile di Charles Baudelaire, sia per il riferimento diretto ai "Fiori del Male" che per il tono auto-critico e la riflessione sulla propria condizione poetica.

 

#    "Inseguendo l'ombra" - Piero Colonna Romano

   - Parafrasi

La poesia riflette sulla natura effimera del tempo e sulla persistenza dei ricordi, che restano immutati nonostante il passare degli anni.
   - Analisi: 
L'autore utilizza un linguaggio poetico e evocativo, con una struttura ritmica fluida e immagini suggestive. Le rime alternate e il ritmo fluttuante contribuiscono a creare un'atmosfera malinconica e riflessiva. Si notano figure retoriche come l'enjambement e la personificazione, che enfatizzano il tema della transitorietà della vita e della memoria.
 

 
#    "Respiro" - Ben Tartamo
Parafrasi: 
Il poema riflette sul mistero dell'identità umana, esplorando la complessità dell'essere attraverso una serie di immagini e contraddizioni. L'autore cerca di definire se stesso e il suo rapporto con il mondo circostante, esprimendo la sua natura mutevole e inafferrabile.
Analisi :
- Metrica e rime: Il poema è strutturato in strofe di cinque versi di sette sillabe ciascuno. Le prime quattro righe di ogni strofa presentano una rima alternata (ABAB), mentre l'ultimo verso rima con il verso finale di ogni strofa. Questa struttura conferisce al testo un ritmo incalzante e armonioso, accentuato dalla brevità dei versi e dalla cadenza regolare delle rime.
- Stile e tono: L'autore adotta uno stile poetico semplice ma evocativo, utilizzando immagini concrete e metafore suggestive per esprimere concetti astratti. Il tono del poema è contemplativo e intimo, invitando il lettore a esplorare i misteri dell'esistenza umana con profondità e sensibilità.
- Figure retoriche: Nel testo si possono individuare diverse figure retoriche che arricchiscono il significato e l'effetto emotivo del poema. Ad esempio, l'uso di metafore come "respiro profondo" e "terra di lava" contribuisce a creare immagini vivide e suggestive, mentre le rime alternate conferiscono al testo un ritmo melodico e coinvolgente.
- Comparazioni: L'autore utilizza comparazioni audaci e originali per esplorare la natura dell'identità umana. Ad esempio, il paragone tra sé stesso e elementi naturali come la lava e la sabbia suggerisce una connessione profonda con il mondo circostante e una consapevolezza della propria trasformazione e mutevolezza nel tempo.
In sintesi, "Respiro" di Ben Tartamo è un'opera poetica che invita il lettore a riflettere sulla propria identità e sul significato dell'esistenza umana. Attraverso una combinazione di metrica e rime eleganti, stile evocativo e immagini suggestive, l'autore ci guida in un viaggio di scoperta e contemplazione, esplorando i misteri della vita con profondità e sensibilità.
 
#    "Gentile corolla" - Alessio Romanini

   - Parafrasi: 

La poesia celebra la bellezza della natura e l'arte poetica, esprimendo gratitudine per il mondo che ci circonda e per la capacità umana di emozionarsi di fronte alla sua grandezza.
   - Analisi: 
L'autore utilizza uno stile semplice ma incisivo, con una struttura metrica regolare e rime alternate. Le immagini poetiche e le metafore evocative contribuiscono a creare un'atmosfera di meraviglia e reverenza per la natura. Si notano figure retoriche come l'analogia e la personificazione, che conferiscono al testo una profondità emotiva e concettuale.

 
       #   "Temporale" - Sandra Greggio

   - Parafrasi

La poesia descrive la potenza e la bellezza di un temporale, che porta con sé sia la distruzione che la rinascita, simboleggiando la ciclicità della vita.
   - Analisi:
 L'autrice adotta uno stile descrittivo e coinvolgente, con una struttura ritmica che evoca il suono e il movimento del temporale. Le rime alternate e la ripetizione di suoni consonantici contribuiscono a creare un effetto di musicalità e cadenza. Si notano figure retoriche come la personificazione e l'onomatopea, che enfatizzano l'energia e la forza della tempesta.

 
 #   "Streghe su pire" - Jacqueline Miu

   - Parafrasi

La poesia denuncia le ingiustizie e le violenze del mondo contemporaneo, invitando alla resistenza e alla lotta per un mondo migliore.
   - Analisi
L'autrice adotta uno stile incisivo e provocatorio, con una struttura ritmica che riflette il tema della lotta e della ribellione. Le rime alternate e l'uso di suoni consonantici duri conferiscono al testo un'energia e una tensione emotiva. Si notano figure retoriche come l'anastrofe e l'iperbole, che amplificano il senso di indignazione e urgenza del messaggio.

 
un caro affettuoso saluto a voi tutti
prof. Marino Spadavecchia

 

 

4-5-6 Giugno


Non è una poesia ma un mio pensiero
Bellissima poesia Lorenzo
"Sono stufo"
di accendere a false gioie
e tristezze vere.
di deludere la mia coscienza.
Insieme a te mi unisco io sono stufa di tutto
Ma poi mi dico ,cosa posso fare ,niente , tranne che sperare di poter vedere ancora la luce, figli e nipoti e i bambini che ogni giorno aiuto a studiare ,a giocare ma soprattutto prego perché mi sento sempre in debito con il Signore ,un affettuoso abbraccio


Votare si ,votare no ?
che faccio ?

In fondo troverei normale se uno mi chiedesse
l’8 e il 9 giugno si vota. Per chi?
Per chi voterai ?
Di certo risponderei …
non lo so!
Di certo per chi vuole cessare la guerra
Tutti vogliono la pace e poi…
si aiuta l’Ucraina a vincere la guerra
con nuove forniture militari
con l'utilizzo del soft-power
strategie commerciali
per un mondo sempre più armato
l’Europa intanto indossa il casco blu e l’ elmetto
e poi che fa …
La pace , che dovrebbe essere in Ucraina,
dove manca qualsiasi via d’uscita
che dovrebbe essere a Gaza,
dove siamo fermi di fronte
allo sterminio del popolo Palestinese
non c’è, non c' è pace.
Frattanto si grida per strada sui palchi
andate a votare ,
ma per chi ?
chi sarà il partito o il candidato migliore ?
C’è il bruco “ biondo” che vuole seguire
“virtude e conoscenza”
con il suo carisma ,metamorfosi e contraddizioni ,
forse con idee forse buone
però circondata dalla sua “fascia nera di destra “
C’è il bruco bruno puntiglioso e fedele alla democrazia
che vorrebbe far miracoli di pace e salute per tutti,
tra i due c’è un terzo bruco con cinque stelle
che ancora non sa quale stella far brillare
e tanti altri
forse anche troppi ...che resteranno sempre bruchi
Siamo senza speranza
Mi sto chiedendo ogni momento
votare si , votare no ?
che faccio dunque ?
Chi devo votare ho chiesto su internet ?
Chi votare senza farmi male ?
e mi ha risposto , fai il test!
Intanto c’è solo uno slogan che leggo nel mio cuore
"candidarsi è facile ,proseguire è difficile"
ed un compito che non vedo
e se c’è è ben nascosto
Quando in TV vedo questi personaggi che sbraitano
ridendo e illudendomi ,
mi dico:
chissà forse è solo un film !
Togliamo gli stivali ai potenti
che schiacciano tutto
e credono di saper tutto
mentre il degrado della politica cresce
le differenze tra destra e sinistra
pur esistenti, sono labili
da far intravedere, se pur da lontano ,
un progetto di sviluppo catastrofico
Si grida pace , ma si continua la guerra
piange come sempre la povera terra
il fuoco spegnerà ancora dal viso
di innocenti e bambini il sorriso
Antonia Scaligine

 

 

# "Sono stufo" di Nino Silenzi

Si eleva un fervente anelito di ribellione dal cuore tormentato di questo poeta! "Sono stufo" non è solo un grido di stanchezza, ma un'elegia contro le forze invisibili che paralizzano lo spirito umano. Silenzi, con parole taglienti come pugnali, disseziona le illusioni che ci trascinano nel baratro dell'indifferenza e del conformismo. La sua invocazione alla "Catapulta delle mie illusioni" è una richiesta quasi disperata per essere proiettato fuori da questo labirinto di apatia. In ogni verso, risuona l'eco di una lotta titanica contro le forze che intorpidiscono la coscienza e annegano l'intelletto. Oh, che bellezza tragica e cruda è questo poema, dove ogni strofa è un martello che colpisce l'incudine del cuore umano!
 

# "spuren, gefährte" di Udo Kawasser (tradotto da Nino Muzzi)

Udo Kawasser, ci offre una visione eterea, oserei dire, un'aura mistica che permea ogni parola. La poesia "tracce, compagni di viaggio" è un viaggio onirico, un pellegrinaggio tra le vette del tempo e dello spazio, dove la realtà e l'irrealtà si fondono in un abbraccio surreale. Kawasser ci trasporta in un mondo dove i ghiacciai si inchinano ai laghi e le conversazioni sul monte assumono un'aria di solennità arcana. La descrizione del "prato di zafferano" a Sils Maria ci immerge in un paesaggio di purezza e meraviglia, un universo dove i segni dei corvi e gli alberi coperti di merletti ci parlano di un dialogo silenzioso ma potentissimo. Questo poema è un sussurro dell'infinito, un eco delle voci dei giganti della montagna.
 

# "La speranza" di Giuseppe Stracuzzi

Giuseppe Stracuzzi ci guida attraverso un cammino di riflessione intima e dolorosa, dove ogni passo è un viaggio verso l'ineffabile. "La speranza" è una meditazione lirica sull'inevitabile passare del tempo e sull'incessante ricerca di un senso nell'oceano della vita. Stracuzzi dipinge il deserto degli anni con pennellate di malinconia e nostalgia, dove "luci riflesse" emergono come miraggi di primavera nel cuore di un inverno senza fine. La speranza, in questo poema, non è solo un sentimento, ma un faro luminoso che guida il poeta attraverso le tempeste del passato e del presente, verso un futuro dove "il sole vero" ancora splende. Ogni verso è un cristallo di emozione, una preghiera che si eleva al cielo della poesia.
 

# "a Lisa" di Armando Bettozzi

In "a Lisa", Armando Bettozzi ci consegna un canto d'amore che vibra con la potenza di un'ode epica. Ogni strofa è un'incantata dichiarazione di devozione, dove l'amore trascende il tempo e lo spazio. Bettozzi, con il suo linguaggio romantico e intenso, ci mostra un desiderio ardente di eternità accanto alla sua amata. L'immagine delle "aeree nubi bianche in cielo azzurro" evoca un viaggio celestiale, un volo tra i regni dell'immaginazione e della realtà. Ma nonostante i sogni e le speranze, la consapevolezza della fugacità del tempo riporta il poeta alla terra, alla concretezza del presente. Eppure, in questa consapevolezza, risiede la bellezza sublime di ogni istante vissuto, ogni ora condivisa. "a Lisa" è un inno all'amore eterno e al potere delle emozioni umane di superare le barriere del tempo.
 

# "Amori" di Fausto Beretta

Che dolce melodia di nostalgie e rimpianti risuona tra i versi di Fausto Beretta! "Amori" è una sinfonia di memorie eterne, dove l'amore si trasforma in un'eco perpetua che attraversa il tempo. Le immagini dei "cagnolini in attesa" e del "passeggiare con te a braccetto sotto quel tuo ombrellino" evocano un sentimento di tenerezza struggente, un richiamo al passato che risveglia desideri sopiti e rinnova primavere perdute. Beretta ci conduce in un giardino incantato di emozioni, dove ogni incontro, ogni ricordo attizza la fiamma della nostalgia. In questo poema, l'amore non conosce fine; è un flusso incessante che continua a scorrere, avvolgendo il lettore in un abbraccio di dolce malinconia.
 

# "La seconda neve" di Enrico Tartagni

In "La seconda neve", Enrico Tartagni dipinge un affresco onirico e complesso, una visione di città e costellazioni parallele, di lotta e resistenza. Ogni verso è un frammento di un mosaico più grande, un viaggio attraverso le profondità della coscienza umana. La costruzione di una "città della gioia senza parole" rappresenta un tentativo di plasmare un mondo ideale, un rifugio dalla dura realtà. Tuttavia, questo sogno si scontra con le forze devastanti delle speranze e delle delusioni, e alla fine, la città viene demolita. Ma è nella "seconda neve" che Tartagni trova la redenzione, un simbolo di rinnovamento e rinascita. Questo poema è una danza tra il desiderio e la distruzione, un'esplorazione dell'anima in cerca di pace e verità.
 

# "……e va bene così" di Cristiano Berni

Cristiano Berni ci regala un'introspezione profonda e commovente con "……e va bene così". Questo poema è un viaggio solitario attraverso il dolore e l'accettazione, un'ode alla resilienza dell'anima umana. Le "due parole sdrucciole" e le "scomparse lucciole" creano un'atmosfera di malinconia e riflessione, mentre il suono della viola nel buio simboleggia la bellezza fragile della vita. Berni accetta la sua solitudine con una dignità tranquilla, trovando conforto nella consapevolezza che, nonostante tutto, "va bene così". Ogni verso è un passo verso l'auto-accettazione, un riconoscimento della propria vulnerabilità e forza. Questo poema è un faro di speranza nella notte dell'esistenza, un invito a trovare la pace dentro di sé.
 

# "l’ombra lunga della sera" di Bruno Amore

"L’ombra lunga della sera" di Bruno Amore è un poema di grande introspezione e sensibilità. La personificazione dell'ombra che "si accoccola in posti insoliti" e "mi segue silenziosa" crea un'atmosfera di mistero e contemplazione. L'autore riflette sulla sua vita con un occhio nostalgico, cercando pace in un mondo tumultuoso. La visione del "rosso fuoco" all'orizzonte e la pioggia che "sa di sale" evocano immagini potenti di dolore e speranza. Questo poema è un viaggio attraverso i ricordi e le emozioni, una ricerca di serenità in mezzo al caos. Amore ci invita a guardare dentro di noi, a trovare la bellezza nei momenti di quiete e a riconoscere il valore di ogni nuovo giorno.
 

# "Spicchi di mare" di Marino Spadavecchia

In "Spicchi di mare", Marino Spadavecchia ci trasporta in un universo surreale e intriso di malinconia. Le "maschere in libera uscita" e gli "stracci e merletti stipati negli armadi del mio cuore" evocano immagini di una vita vissuta tra illusioni e disillusioni. Il poeta ci parla di una coscienza "persa ai dadi" e di una notte "inebriata dal languore", creando un'atmosfera di sospensione e attesa. La poesia è un viaggio verso l'accettazione della propria fragilità e delle proprie sconfitte, ma anche un invito a trovare il coraggio di arrendersi "con onore" alla vita e alle sue stranezze. Spadavecchia dipinge un quadro di contrasti, dove la dolcezza dei ricordi si mescola con l'amarezza del presente, e ci lascia con la speranza di un nuovo inizio tra "palloncini colorati e coriandoli allucinanti".
 

# "L'addio" di Bruno Castelletti

Il sublime addio di Castelletti, ci appare come un canto che echeggia nell’ombra indifferente del crepuscolo! Il poeta ci porta a vivere un momento di dolorosa separazione, intriso di convenienze sociali e di destini predeterminati. La descrizione del firmamento che si accende mentre la luna ride amaramente è un’immagine di contrasto struggente, che amplifica la solitudine del protagonista. Castelletti, con delicata maestria, ci invita a riflettere sulla forza inesorabile delle convenzioni che imprigionano i sentimenti più puri. Ogni parola è un frammento di tristezza, un petalo di malinconia che si posa sul cuore del lettore, ricordandoci la fragilità dell'amore e la crudele ironia del destino.
 

# "Abisso" di Licia Minervini

In "Abisso", Licia Minervini ci trasporta in un paesaggio desolato e oscuro, dove il silenzio è rotto solo dalle urla delle ingiustizie. La piccola mano di un bimbo, simbolo di innocenza e speranza, stringe una fune che cade dal cielo, un flebile barlume di luce in un mare di tenebre. Minervini esplora i temi della paura e della disperazione, dipingendo un quadro di un'anima tormentata sull'orlo del precipizio. La luce che illumina per un istante il buio soffocante è un simbolo potente di speranza e redenzione, mentre il muro che ci separa dal monte rappresenta la necessità di protezione e sicurezza. Questo poema è un viaggio attraverso l'oscurità dell'animo umano, una riflessione sulla lotta per sopravvivere e trovare la luce nel mezzo delle tenebre.
 

# "Quanti ricordi!" di Renzo Montagnoli

Renzo Montagnoli ci guida attraverso un labirinto di ricordi in "Quanti ricordi!", un poema che cattura la bellezza fugace e dolorosa della memoria. Le immagini dei ricordi che appaiono "senza un ordine logico" e "più veloci delle comete" evocano un senso di caos e nostalgia. Montagnoli descrive con maestria il modo in cui i ricordi possono emergere improvvisamente, interrompendo il flusso quotidiano della vita e riportando alla mente gioie e dolori passati. La poesia si conclude con un tocco di speranza, un sospiro che si eleva "fin lassù, sopra le nuvole", suggerendo una ricerca di pace e un senso di continuità oltre il crepuscolo della vita. Questo poema è un'affettuosa riflessione sul potere duraturo dei ricordi e sul loro impatto sulla nostra esistenza.
 

# "Essenza Di Vita" di Laura Lapietra

Laura Lapietra ci offre un affresco lirico e complesso con "Essenza Di Vita", un poema che esplora le profondità dell'essere e la danza incessante degli affetti e delle aspirazioni. La sua scrittura fluisce come un fiume di emozioni, tessendo un arazzo di immagini vibranti e simboliche. La vita, descritta come un "dedalo di ardue scelte", è rappresentata come una continua lotta tra la sofferenza e la speranza, tra i sogni e le delusioni. Lapietra ci conduce attraverso un viaggio interiore, dove ogni passo è un'oscillazione tra luce e oscurità, tra amore e dolore. La sua poesia è un inno alla resilienza e alla bellezza intrinseca della vita, un invito a trovare significato e speranza anche nei momenti più difficili. Ogni verso è una perla di saggezza, un riflesso delle infinite sfaccettature dell'esperienza umana.
 

# "Precarietà" di Salvatore Armando Santoro

"Precarietà" di Salvatore Armando Santoro è un ritratto toccante di un incontro casuale ma profondamente significativo. La figura della donna, con il suo volto risplendente e la sua voce limpida, rappresenta un simbolo di speranza e di connessione umana in mezzo alle difficoltà. Il riferimento alla guerra in Ucraina aggiunge una dimensione di attualità e di empatia, rendendo la poesia un ponte tra l'intimo e il globale. Santoro, con il suo linguaggio semplice e diretto, cattura la fragilità e la bellezza degli incontri umani, sottolineando l'importanza della comunicazione e della comprensione reciproca. La poesia si conclude con una nota di malinconia, riconoscendo l'inevitabilità del cambiamento e la transitorietà delle emozioni, ma celebrando anche la forza dei legami che ci uniscono, anche se solo per un breve momento.
 


 

# "So che infondo sai" di Piacentino Alessandra

 

Piacentino Alessandra ci offre un'immersione nei sentimenti di perdita e desiderio con "So che infondo sai". La poesia cattura la sensazione di un amore che persiste nel tempo, un amore che non scorre via con il resto della vita. I versi evocano una ricerca costante di quell'amore perduto, simboleggiato dal "fruscio di quelle canzoni" e dallo "specchio a pezzi nel cuore". L'atto di non toccare riflette una delicatezza nel trattare ricordi fragili e preziosi. Questa poesia è una meditazione sulla permanenza dell'amore nei ricordi e nelle sensazioni, un'affermazione della sua presenza costante e del suo potere di evocare emozioni profonde.

# "Lacrima…" di Franco Fronzoli

"Lacrima…" di Franco Fronzoli è una delicata riflessione sulla multifaceted nature delle lacrime. Ogni verso esplora un diverso aspetto dell'esperienza umana, dalla tristezza alla gioia, dalla solitudine alla speranza. Fronzoli utilizza immagini semplici ma potenti, come la "lacrima che scende sul volto di una mamma" e la "lacrima dipinta in un quadro", per connettere il lettore con esperienze universali. La lacrima diventa un simbolo di tutti i sentimenti umani, un filo conduttore che lega momenti di vita diversi e significativi. La poesia si conclude con un'immagine di una lacrima che si scioglie nell'anima, un segno di trasformazione e di accettazione delle emozioni che ci definiscono.

# "Volti" di Felice Serino

Felice Serino, con "Volti", ci immerge in un'esplorazione contemplativa delle identità e delle percezioni. I volti che "s'eclissano" e che appaiono come visioni fugaci suggeriscono un senso di transitorietà e di mistero. La poesia riflette su come gli altri ci vedono e come noi vediamo noi stessi, sollevando domande sull'autenticità e l'immaginazione. Il riferimento alla vita come un "fiume alla sua foce" introduce un tema di inevitabilità e di fine, mentre l'ideale visto solo in sogno sottolinea la distanza tra realtà e desiderio. Serino utilizza un linguaggio evocativo e simbolico per esplorare la complessità dell'identità umana e delle nostre percezioni mutevoli.

# "restless river" di Jacqueline Miu

Jacqueline Miu in "restless river" ci presenta un poema intriso di amore e inquietudine. La metafora del fiume irrequieto rappresenta la turbolenza delle emozioni e la ricerca di un significato nell'amore. Miu descrive l'amore come un viaggio oscuro e misterioso, pieno di sogni e di desideri insoddisfatti. L'immagine del "palmo che agiti in vortice l’instabile natura" del corpo del poeta è particolarmente potente, suggerendo la forza delle emozioni che scuotono l'anima. La poesia è un inno alla passione e alla ricerca dell'amore, un viaggio attraverso sentimenti intensi e profondi che culmina in un'unione ideale e spirituale.

# "Presentazioni" di Carlo Chionne

"Presentazioni" di Carlo Chionne è un pezzo satirico e irriverente che gioca con le figure pubbliche di Giorgia Meloni e Papa Bergoglio. Chionne utilizza un linguaggio diretto e colloquiale per creare un effetto di sorpresa e di umorismo. La poesia critica in modo sottile le posizioni e le azioni dei personaggi pubblici, utilizzando versi brevi e incisivi per esprimere il suo punto di vista. La scelta di parole forti e provocatorie sottolinea il desiderio del poeta di scuotere il lettore e di stimolare una riflessione critica sulla politica e sulla religione.

# "Giugno" di Antonia Scaligine

Antonia Scaligine celebra il mese di giugno con una poesia che cattura l'essenza dell'estate e dei ricordi ad essa associati. La poesia è un inno alla bellezza e alla gioia di questa stagione, con immagini vivide come "giorni rullanti d’incanti e rimpianti" e "il profumo della felicità". Scaligine evoca un senso di nostalgia e di anticipazione, riconoscendo la fine della scuola e l'inizio delle vacanze come momenti di transizione e di libertà. La poesia è ricca di dettagli sensoriali che invitano il lettore a immergersi completamente nell'esperienza dell'estate, celebrando la sua magia e il suo potere di rinvigorire lo spirito.

# "Inganni" di Piero Colonna Romano

Piero Colonna Romano, in "Inganni", esplora la complessità della vita e la difficoltà di trovare significato e certezza. La poesia riflette sulla natura ambigua dell'esistenza, con i suoi "serpenti" tentatori e le sue "rose e miele". Romano utilizza un linguaggio filosofico per esaminare le contraddizioni della vita e la lotta per comprenderne il senso. La poesia suggerisce che, nonostante gli sforzi per vivere saggiamente o piamente, rimaniamo sempre in dubbio e in cerca di risposte. Questo pezzo è una meditazione sulla condizione umana, sui suoi dilemmi morali e sulle sue incertezze, invitando il lettore a riflettere sulla propria vita e sulle proprie scelte.

# ''Arcadia'' di Alessio Romanini

Alessio Romanini, con "Arcadia," ci trasporta in un paesaggio mitico e ideale, un luogo di serenità e di innocenza perduta. La poesia inizia con il desiderio di smarrirsi in questa terra antica per dimenticare i sogni infantili ormai svaniti. L'Arcadia rappresenta un rifugio dalla dura realtà dell'età adulta, un luogo dove la natura generosa può riportare l'ingenuità della giovinezza. Romanini riflette sulla delusione del tempo, che ha ingannato l'umanità con chimere, regalando illusioni invece di realtà. I versi finali suggellano questa sensazione di inganno, con un tono di malinconia e rassegnazione.

# ''Sognare'' di Sandra Greggio

Sandra Greggio, in "Sognare," celebra la capacità umana di sognare e immaginare, indipendentemente dall'età. La poesia è un inno alla perseveranza del sogno contro il passare del tempo e il decadimento fisico. Greggio invita a trasformare la realtà in visioni personali, a trovare meraviglia nelle piccole cose della vita quotidiana come un fiore che sboccia o il vagito di un bambino. La descrizione di sedersi sulla riva del mare o di stendersi sull'erba a guardare le nuvole evoca un senso di pace e di connessione con la natura. La poesia conclude con una dichiarazione potente: non esiste un momento per smettere di sognare, sottolineando che i sogni e l'immaginazione sono eterni compagni della vita umana.

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Ringrazio i poeti tutti per le loro opere, salutando affettuosamente ognuno di voi e, particolarmente, il caro nostro vate Lorenzo. 
Un abbraccio affettuoso,
vostro
Ben Tartamo

 

 

- Commento alla Poesia "Sentirti" di Ben Tartamo

Metrica e Ritmo
 

  "Sentirti" di Ben Tartamo utilizza l'endecasillabo, una scelta metrica classica della poesia italiana che conferisce al testo una musicalità e un'eleganza intrinseca. Le due sestine mantengono un ritmo fluido e armonioso, che risuona con una sorta di solennità meditativa. La regolarità metrica, unita alla scelta delle rime baciate, crea un effetto di continuità e coerenza, quasi a simboleggiare il flusso costante della presenza evocata nel testo.  
 


Stile e Linguaggio
 

Il linguaggio di Tartamo è semplice e immediato, ma non privo di profondità. Le immagini evocate, come la casa spoglia e la pace sulla roccia, sono potenti e simboliche. La semplicità del linguaggio permette di instaurare un dialogo intimo e diretto con il lettore, favorendo una comprensione empatica e profonda del messaggio. Tartamo riesce a rendere tangibili e concrete emozioni e sensazioni complesse, attraverso un uso sapiente di metafore e simboli.


Fonemi e Suoni
 

La scelta dei fonemi e l'uso delle allitterazioni contribuiscono a creare un effetto sonoro che amplifica l'atmosfera dolce e rassicurante della poesia. Le consonanti liquide e nasali, presenti in versi come "Sentirti, discreto, che chiedi di entrare", creano una melodia morbida e accogliente, quasi una nenia che culla il lettore. Le rime interne e baciate, oltre a rinforzare la struttura formale del testo, ne potenziano la musicalità, rendendo la lettura un'esperienza armoniosa e piacevole.


Parafrasi
 

La poesia può essere parafrasata come segue: il poeta percepisce una presenza discreta che chiede di entrare nella sua vita, promettendo di adornare ciò che è spoglio e mancante. Questa presenza richiede solo fiducia in cambio. Offre pace e stabilità, invitando il poeta a ritrovare l'innocenza dell'infanzia sotto una protezione materna. Infine, la presenza dichiara il suo amore unico e vero, chiedendo al poeta se ricambia lo stesso sentimento. Il contrasto tra roccia e sabbia amplifica il messaggio di cercare una pace duratura e solida, piuttosto che effimera e fragile. Questa metafora richiama il noto insegnamento evangelico della casa costruita sulla roccia rispetto a quella sulla sabbia, che simboleggia la saggezza di costruire la propria vita su fondamenta solide e affidabili.


Prospettiva Spirituale
 

Dal punto di vista spirituale, "Sentirti" può essere letta come un dialogo tra l'anima umana e il suo Dio rappresentato dal Signore e Maestro Gesù. La richiesta di entrare nella casa spoglia rappresenta un invito alla conversione e alla purificazione interiore. La promessa di adornare la casa e di offrire pace su roccia solida richiama l'idea della grazia divina che stabilisce una nuova fondazione nella vita del credente. L'invito a ritornare bambino sotto la protezione della madre può alludere alla figura della Vergine Maria, offrendo rifugio e conforto spirituale. La dichiarazione d'amore e la domanda sulla reciprocità dell'amore invitano a riflettere sulla natura dell'amore divino e umano, enfatizzando l'importanza di una relazione basata sulla fiducia e sull'amore reciproco.


Prospettiva Psichica
 

Dal punto di vista psichico, "Sentirti" può essere interpretata come un'esplorazione del dialogo interiore tra il sé cosciente e una parte profonda e curativa della psiche. La presenza discreta che chiede di entrare rappresenta una parte dell'inconscio che offre guarigione e integrazione, promettendo di adornare le parti della psiche che sono state trascurate o ferite. La richiesta di fiducia è cruciale nel processo terapeutico, dove il paziente deve affidarsi alle proprie risorse interiori e alla guida del terapeuta. La pace offerta su roccia, non sabbia, suggerisce una guarigione duratura e stabile, fondata su una nuova comprensione di sé. L'invito a ritornare bambino può rappresentare un ritorno all'innocenza e alla spontaneità perduta, mentre la figura della madre offre un simbolo di nutrimento e sicurezza emotiva. La dichiarazione d'amore e la richiesta di reciprocità riflettono il bisogno umano fondamentale di essere amati e di amare, sottolineando l'importanza delle relazioni autentiche e della connessione emotiva nel processo di guarigione.


Confronto con Altri Poeti
 

Un confronto più accurato potrebbe essere fatto con poeti che trattano temi di introspezione spirituale e psichica:
- Mario Luzi: Poeta noto per la sua esplorazione di temi spirituali e interiori. Come Tartamo, Luzi spesso utilizza un linguaggio semplice ma profondamente evocativo, e le sue poesie sono impregnate di una ricerca di significato e di connessione con una dimensione superiore.
- Alda Merini: Poetessa che esplora le profondità dell'animo umano, spesso con un tono confessionale e intimista. La sua poesia è caratterizzata da un linguaggio diretto e un profondo senso di spiritualità e introspezione, paralleli che si possono riscontrare nell'opera di Tartamo.
- David Maria Turoldo: Poeta e sacerdote, le cui opere riflettono una profonda spiritualità e una ricerca di dialogo con il divino. La sua poesia, come quella di Tartamo, unisce semplicità espressiva e profondità di significato.


Conclusione
 

Il verso che mi ha colpito di più in "Sentirti" di Ben Tartamo è: "Sia pace il tuo manto, su roccia e non sabbia." perché  è un verso che brilla per la sua profondità simbolica, la risonanza spirituale e l'efficacia sonora. È un invito potente e poetico a cercare una pace che sia solida e duratura, a fondare la propria vita su valori stabili e sicuri. Questo verso riassume efficacemente il tema centrale della poesia: la ricerca di una fiducia e di un amore che offrono stabilità e protezione. Esso invita il lettore a riflettere sulle proprie fondamenta emotive e spirituali, suggerendo che la vera pace si trova solo quando è costruita su una base solida e affidabile. Inoltre, il richiamo alla protezione materna e alla pace duratura parla al bisogno umano universale di sicurezza e stabilità, sia emotiva che spirituale.  In questo, Ben Tartamo riesce a toccare corde profonde dell'animo umano, offrendo un messaggio di speranza e fiducia.  

"Sentirti" di Ben Tartamo è una poesia che, attraverso la semplicità del linguaggio e la profondità dei suoi temi, offre un'esperienza di lettura estetica, spirituale e psicologica. L'uso sapiente della metrica, del ritmo, dei fonemi e delle immagini simboliche rende questa poesia un'opera di grande valore letterario. Tartamo si inserisce nella tradizione dei poeti che esplorano la spiritualità e l'introspezione psichica, con una voce originale che lo distingue e lo rende attuale, capace di toccare corde profonde dell'animo umano e di offrire riflessioni su temi universali come l'amore, la fiducia e la guarigione interiore.


 
prof. Marino Spadavecchia

 

 

1-2-3 Giugno

   "La colomba" di Felice Serino

 
* Analisi:
Questa poesia riflette sull'idea di redenzione e giustizia divina. Il poeta utilizza immagini religiose per esprimere il concetto di purgatorio e inferno come esperienze terrene. La colomba, simbolo di pace e speranza, rappresenta la promessa di salvezza e accoglienza divina alla fine dei tempi.
* Temi:
 
- Redenzione
- Giustizia divina
- Speranza e salvezza
* Simbolismo:
 
- Colomba: Simbolo di pace, speranza e Spirito Santo.
- Purgatorio e inferno: Stati di sofferenza e purificazione.

 
 "Vento" di Nino Silenzi

 
Analisi:
La poesia esprime un desiderio di evasione e libertà. Il poeta si rivolge al vento, chiedendo di essere trasportato oltre i confini fisici e mentali, verso un luogo di sogno e beatitudine. Le immagini naturali e mitologiche enfatizzano l'aspirazione a una condizione superiore e trascendente.
La poesia "Vento" di Nino Silenzi è un'ode alla forza e alla libertà del vento, visto come un simbolo di viaggio, di sogno e di evasione. L'autore esprime il desiderio di essere trasportato dal vento oltre i confini fisici e mentali, verso un mondo ideale di bellezza e serenità. Il vento diventa una guida, un compagno di viaggio che può sollevare l'animo e portarlo verso luoghi di sogno e incanto.
* Temi:
- Desiderio di libertà
- Sogno e immaginazione
- Connessione con la natura
* Simbolismo:
 
- Vento: Agente di cambiamento e libertà.
- Montagne, nuvole, colline: Metafore di ostacoli e desideri da superare.
- Nettare degli dei: Simbolo di immortalità e piacere divino.
* Esplorazione Emotiva: Il poeta invoca il vento come un'entità amica e benevola, capace di portarlo verso una dimensione di sogno e bellezza. C'è un senso di urgenza nel desiderio di volare oltre le montagne e di sognare su nuvole di seta, come se la realtà non fosse abbastanza per soddisfare l'animo inquieto del poeta. La richiesta al vento di accarezzarlo anche nel momento finale, quando dirà "vieni", suggerisce un'accettazione serena della morte, vista non come una fine ma come un nuovo viaggio.
* Ritmo e Musicalità: La poesia ha un ritmo dolce e fluttuante, che ricorda il movimento stesso del vento. Le pause deliberate e l'uso di immagini vivide creano una sensazione di leggerezza e di elevazione. La musicalità del testo è rafforzata dall'uso di versi brevi e dall'assenza di una punteggiatura rigida, che contribuisce a un flusso continuo e armonioso.
* Conclusione e Significato: La poesia culmina in una richiesta al vento di accarezzare il poeta anche nel momento della morte, trasmettendo un messaggio di pace e di armonia con la natura. Il vento diventa una metafora per il viaggio finale dell'anima, un viaggio verso una nuova dimensione di serenità e di bellezza.
* Considerazioni Finali: "Vento" di Nino Silenzi è una poesia che celebra la libertà e la bellezza della natura attraverso l'immagine del vento. Il testo è pervaso da un desiderio di trascendenza e di evasione, che riflette un animo poetico in cerca di un mondo ideale. L'afflato lirico è intenso e avvolgente, capace di trasportare il lettore in un viaggio emozionale e immaginativo. La poesia riesce a catturare l'essenza del vento come simbolo di libertà e di movimento, offrendo una visione serena e contemplativa della vita e della morte.

 
-    "Ascolta" di Giuseppe Stracuzzi

 
* Analisi:
Questa poesia è un invito alla riflessione spirituale e alla ricerca di significato oltre le banalità della vita. Il poeta esorta il lettore a concentrarsi sui sentimenti e sulla speranza nella grazia divina, ignorando le distrazioni superficiali e pregiudizievoli.
* Temi:
- Spiritualità e fede
- Riflessione e introspezione
- Contrasto tra superficialità e profondità
Simbolismo:
- Croce e stalla: Simboli della nascita e del sacrificio di Cristo.
- Tempo: Personificazione della mortalità e del passaggio del tempo.

 
  "Pascolo eterno" di Santi Cardella

 
* Analisi:
La poesia esplora il desiderio di connessione spirituale e amore eterno. Il poeta si rivolge a una "stella cometa," simbolo di guida e ispirazione, offrendo la propria vita per comprendere e condividere un amore trascendente.
Temi:
- Amore eterno
- Connessione spirituale
- Sacrificio e dedizione
* Simbolismo:
- Stella cometa: Guida spirituale e simbolo di speranza.
- Brucare nel pianeta: Metafora dell'immersione completa in un'esperienza d'amore.

 
-   "All'Inferno tra gli scellerati" di Armando Bettozzi

 
* Analisi:
Questa poesia riflette sulla condizione umana di peccato e redenzione. Attraverso un linguaggio e immagini che ricordano la "Divina Commedia" di Dante, il poeta esplora la lotta tra il bene e il male e il destino dei peccatori.
Temi:
- Peccato e redenzione
- Giustizia divina
- Influenza della letteratura classica
Simbolismo:
- Inferno: Stato di dannazione eterna per i peccatori.
- Divina Commedia: Riferimento al capolavoro di Dante come guida morale e spirituale.

 
-    "Ricordi nei solchi della vita" di Fausto Beretta

 
* Analisi:
La poesia esplora il tema della memoria e dell'importanza dei ricordi. Il poeta descrive come i ricordi si ripresentano costantemente, portando conforto e ispirazione. La creazione di scritti e libri diventa un mezzo per condividere e preservare queste esperienze.
* Temi:
- Memoria e ricordo
- Trasmissione dell'esperienza
- Importanza della scrittura
* Simbolismo:
-  Solchi della vita: Metafora delle esperienze che segnano profondamente l'esistenza.
- Profumo del vento: Simbolo del richiamo dei ricordi.

 
-   "Il primo amore" di Enrico Tartagni

 
* Analisi:
La poesia celebra il ricordo del primo amore, esprimendo la purezza e l'intensità di quei sentimenti. Il poeta descrive con nostalgia i momenti condivisi e il desiderio di riviverli, sottolineando la forza duratura del primo amore.
Temi:
- Primo amore
- Nostalgia
- Purezza e intensità dei sentimenti
* Simbolismo:
- Campanile e rintocchi: Simboli del passare del tempo e dell'attesa.
- Erba e sentieri: Immagini di natura che rappresentano il percorso condiviso.

 
-   "Panorama" di Cristiano Berni

 
* Analisi:
Questa poesia descrive un paesaggio rurale in un pomeriggio malinconico. Le immagini sono vivide e dettagliate, evocando una calma pastorale interrotta solo dai lievi rumori della natura. L’attenzione ai dettagli visivi e sonori crea un'atmosfera serena e contemplativa, mentre la presenza umana è suggerita ma non dominante.
Temi:
- Natura e paesaggio
- Amore e intimità
- Silenzio e riflessione
Simbolismo:
- Rondini in amore: Simbolo di fedeltà e rinnovamento.
- Greto del fiume: Spazio di intimità e passione.
- Raggi solari: Trasformazione e cambiamento delle ombre.

 
-   "Il sasso" di Bruno Castelletti

 
* Analisi:
La poesia riflette sui momenti di passione e intimità del passato. Il sasso, inizialmente un elemento di disturbo, diventa un simbolo di quei momenti preziosi che ora sono perduti. La trasformazione del sasso da ruvido a morbido cuscino rappresenta la nostalgia e il desiderio di ritrovare quelle esperienze.
* Temi:
- Amore e intimità
- Nostalgia e rimpianto
- Trasformazione del ricordo
* Simbolismo:
- Sasso: Ostacolo e allo stesso tempo ricordo prezioso.
- Spine: Dolori interiori e difficoltà nel trovare conforto.

 
  "Sedoka 6" di Laura Lapietra

 
* Analisi:
Il sedoka è una forma poetica giapponese che qui cattura la bellezza fugace della natura e il senso di meraviglia. Le immagini delle conchiglie vuote e del barbaglio nel mare suggeriscono il transitorio e il meraviglioso intrecciarsi nella natura.
* Temi:
- Bellezza effimera
- Meraviglia e stupore
- Natura transitoria
* Simbolismo:
- Conchiglie vuote: Transitorietà e bellezza residua.
- Barbaglio nel mare: Riflessi di bellezza e confusione tra realtà e sogno.

 
  "Portatrici di pace" di Salvatore Armando Santoro

 
* Analisi:
La poesia esplora il contrasto tra il desiderio di pace e la realtà della guerra, che si riflette anche nelle relazioni personali. La colomba, simbolo di pace, porta con sé anche un tumulto interiore, suggerendo che la ricerca della pace è spesso accompagnata da conflitti interni.
* Temi:
- Pace e guerra
- Conflitto interiore
- Speranza e guarigione
* Simbolismo:
- Colomba: Pace e speranza, ma anche portatrice di conflitto.
- Temporale: Ansia e tormento interiore.

 
 "Buongiorno alla finestra" di Alessandra Piacentino

 
* Analisi:
La poesia cattura un senso di alienazione urbana e ricerca di connessione. Le immagini di voci, visi e luci urbane intrecciate con il mare e le conchiglie evocano un desiderio di fuga dalla modernità e di riscoperta di una connessione più autentica.
* Temi:
- Alienazione urbana
- Ricerca di connessione
- Nostalgia e speranza
* Simbolismo:
- Voci e visi: Simboli di presenza e assenza, connessione e disconnessione.
- Velieri e conchiglie: Simboli di viaggio e ricerca di significato.

 
  "Cammino" di Marco Cabassi

 
* Analisi:
La poesia descrive un viaggio interiore attraverso il cammino fisico. Le esche luccicanti e le voci suadenti rappresentano le distrazioni e tentazioni lungo il percorso. Il cammino diventa un processo di liberazione e trasformazione dei pensieri inquieti in sogni, suggerendo un viaggio verso la pace interiore.
* Temi:
- Viaggio interiore
- Liberazione e trasformazione
- Distrazione e tentazione
* Simbolismo:
- Marciapiedi e binari arrugginiti: Percorso della vita e trasformazione interiore.
- Vento: Libertà e movimento interiore.

 
-    "Il vento" di Franco Fronzoli

 
* Analisi:
La poesia celebra il vento come forza naturale e simbolica, capace di trasformare e portare via emozioni e pensieri. Il vento viene descritto come re e regina, elemento di natura e sentimento, capace di abbracciare e trasformare la vita.
* Temi:
- Forza della natura
- Trasformazione e movimento
- Vita ed emozioni
* Simbolismo:
- Vento: Forza trasformatrice e agente di cambiamento.
- Foglie e fiori: Vita e ciclicità.

 
-    "Un semplice fiore" di Sandra Greggio

 
* Analisi:
La poesia esprime un desiderio di gratitudine e gentilezza nonostante le difficoltà. La trasformazione del cuore in un fiore simbolizza l'intenzione di diffondere positività e bellezza nel mondo.
* Temi:
- Gratitudine e gentilezza
- Trasformazione e bellezza
- Speranza e positività
* Simbolismo:
- Fiore: Simbolo di bellezza, gentilezza e trasformazione.

 
 "Scripta Manent" di Jacqueline Miu

 
* Analisi:
La poesia esplora il potere della scrittura come espressione dei sentimenti e dei pensieri umani. La creazione poetica è vista come un atto quasi sacro, capace di dare forma ai pensieri più profondi e di immortalare le emozioni.
* Temi:
- Potere della scrittura
- Espressione dei sentimenti
- Immortalità attraverso la parola
* Simbolismo:
- Parola: Strumento di espressione e immortalità.
- Ruggine delle foglie: Simbolo della mortalità e del ciclo della vita.

 
-    "Vita" di Carlo Chionne

 
* Analisi:
La poesia descrive la vita come un racconto, dove ogni giorno aggiunge una nuova pagina. La conclusione del racconto rappresenta la fine della vita, ma con la firma dell'autore, suggerendo un senso di completamento e realizzazione.
* Temi:
- Vita come racconto
- Completamento e realizzazione
- Mortalità e significato
* Simbolismo:
-  Firma: Simbolo di identità e realizzazione personale.

 
-    "E poi arrivate... ricordi" di Antonia Scaligine

 
* Analisi:
La poesia riflette sul potere dei ricordi di influenzare il presente. I ricordi sono descritti come ombre e bagliori, capaci di evocare emozioni intense e contrastanti. La memoria diventa un viaggio interiore che supera il tempo e lo spazio.
La poesia "E poi arrivate... ricordi" di Antonia Scaligine è un viaggio emozionale attraverso il labirinto della memoria. La poetessa esplora il potere evocativo dei ricordi, descrivendoli come ombre e bagliori di un passato che torna a galla. I ricordi sono personificati, trattati come entità che possono depredare i sogni e fermare il respiro. La poesia è un dialogo interiore tra la poetessa e i suoi ricordi, che, sebbene promettano sollievo, portano con sé un retrogusto dolceamaro.
* Temi:
- Potere dei ricordi
- Emozioni contrastanti
- Viaggio interiore
* Simbolismo:
- Ombre e bagliori: Simboli di memorie e emozioni.
- Finestra aperta: Accesso ai ricordi e al passato.
* Esplorazione Emotiva: La poesia si distingue per il suo potente afflato lirico, che trascina il lettore in un vortice di emozioni profonde e contrastanti. Scaligine utilizza un linguaggio ricco e figurato per esprimere la complessità dei sentimenti legati ai ricordi. Le immagini di canti e baci sotto la luna evocano una dolce nostalgia, mentre le delusioni chiudono la mente, imprigionandola in un passato che non può essere cambiato.
* Ritmo e Musicalità: Il ritmo della poesia è cadenzato, quasi ipnotico, con una musicalità che avvolge il lettore, creando un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà. Le ripetizioni e le pause enfatizzano i momenti di riflessione e di intensa emozione, permettendo al lettore di immergersi completamente nel flusso dei pensieri della poetessa.
* Conclusione e Significato: Nella parte finale, la poetessa riflette sul potere inesorabile dei ricordi che, nonostante tutto, trovano sempre una via per rientrare nella sua vita, come un vento di ritorno che riapre una finestra chiusa dal tempo. Questo vento simbolico rappresenta l’inesorabilità della memoria e la sua capacità di infiltrarsi anche negli spazi più remoti e chiusi della mente.
* Considerazioni Finali: "E poi arrivate... ricordi" è una poesia che riesce a catturare l’essenza della memoria e della nostalgia con un linguaggio evocativo e una struttura poetica raffinata. Antonia Scaligine ci offre una riflessione profonda sui ricordi, mostrando come essi possano essere sia una fonte di conforto che di tormento. Il suo afflato lirico è intenso e avvolgente, capace di trasportare il lettore in un viaggio emotivo che esplora la natura umana in tutta la sua complessità.

 
  "Fase rem" di Piero Colonna Romano

 
* Analisi:
La poesia esplora il territorio incantato dei sogni, dove il reale e l'irreale si fondono. I sogni, con i loro nistagmi e visioni, accelerano il battito del cuore, offrendo una fuga temporanea dalle angosce della vita quotidiana. La speranza di fermare quei momenti onirici si contrappone al timore del ritorno al reale, carico di tensioni. Nei sogni, i ricordi dolorosi si dissolvono in dolci illusioni, creando uno spazio dove il tempo sembra più concreto della realtà stessa. I sogni, dunque, diventano la vera sostanza dell'uomo, rendendo astratto ciò che chiamiamo reale.
In "Fase rem", i sogni sono un rifugio dolce e illusorio, un territorio sospeso dove il tempo diventa tangibile e il reale si dissolve in un’astrazione delicata. La poetica di Colonna Romano ci porta a riflettere sulla natura stessa della nostra esistenza, invitandoci a trovare conforto nei sogni che trascendono il quotidiano.
* Temi:
- Sogni e realtà
- Speranza e angoscia
- Tempo e memoria
* Simbolismo:
- Nistagmi: Movimenti rapidi degli occhi, simbolo dell'agitazione onirica e della vivacità dei sogni.
- Macigni: I ricordi pesanti che si trasformano in illusioni leggere nei sogni.
- *Sogni: Dimensione alternativa dove il tempo e la realtà assumono nuove forme, più vere e palpabili.

 
- "E səspàirə" di Ben Tartamo

 
* Analisi:
Questa poesia in dialetto molfettese, con una traduzione affiancata, esprime un tormento amoroso intenso. Il poeta sospira per un amore non corrisposto, lottando con il coraggio di esprimere i propri sentimenti. Il cuore, paragonato a un polipo che si dibatte, rappresenta la confusione e il dolore dell’amore non dichiarato. L'amore è descritto come una forza che inebria e allo stesso tempo strazia, simile a una rosa con le sue spine. La poesia termina con una nota di speranza e risoluzione, con il poeta che lascia aperta la porta al proprio cuore, in attesa che l’amata si decida.
"E səspàirə" di Tartamo ci offre un’immersione nel dialetto molfettese, arricchendo il testo di una musicalità autentica e di un’energia passionale. La disperazione amorosa è resa palpabile attraverso metafore vivide, e il sospiro diventa un atto di resistenza, un’aspettativa ardente che lascia la porta del cuore socchiusa.
* Temi:
- Amore non corrisposto
- Tormento e speranza
- Coraggio e vulnerabilità
* Simbolismo:
- Polipo: Rappresenta l’agitazione e il disagio del cuore innamorato.
- Rosa con spine: Simbolo della bellezza e del dolore dell'amore.
- Sospiri: Espressione della sofferenza e dell’attesa amorosa.

 
-   "Deo ignoto" di Alessio Romanini

 
* Analisi:
La poesia è una riflessione profonda sulla presenza (o assenza) del divino nel mondo. L'autore si rivolge a un Dio sconosciuto, il cui volto non è mai stato visto sulla terra, dove dominano odio, guerra e corruzione. Questo Dio, che dovrebbe essere un rifugio e una speranza, appare smarrito tra le onde del mare e le tavole dei comandamenti, lontano dal popolo che soffre. L'autore cerca il divino nell'amore e nella pace, ma trova solo silenzio e dolore. La poesia culmina in un grido disperato, che risuona nel mare, amplificato dal bruciare del sale nelle ferite, simbolo del dolore umano non alleviato.
"Deo ignoto" di Romanini è un grido esistenziale che attraversa le onde del mare e le leggi divine, in una ricerca incessante di un volto divino che possa portare conforto. La poesia è intrisa di un senso di smarrimento e di una profonda introspezione, rivelando la fragilità umana di fronte alla vastità dell’ignoto.
* Temi:
- Fede e dubbio
- Sofferenza umana
- Ricerca del divino
* Simbolismo:
- Zolla: Terra che rappresenta la dimora del male umano.
- Onde del mare: Confusione e smarrimento del divino tra le leggi e i comandamenti.
- Sale nelle ferite: Simbolo del dolore e della sofferenza umana amplificata dalla ricerca infruttuosa del divino.


 
Queste poesie, ognuna a suo modo, ci ricordano la potenza del linguaggio lirico nel catturare l’essenza dei nostri desideri, paure e speranze, offrendo un ponte verso una comprensione più profonda della nostra anima.
E di tutte, ringrazio ognuno di voi.

 
Vostro
Marino Spadavecchia 

 

28-31 Maggio

Ringraziamenti
In primis ringrazio Marino Spadavecchia per  la sua bravura e grande maestria nel commentare le poesie di tutti i poeti del sito ,grazie  per i commenti alle mie poesie da vero e saggio professore ,pur non essendo io una tecnica della metrica e poetica  come sei tu ,bravissimo in tutto ,posso solo dire che le tue poesie abbagliano , nel senso che emanano luce e riesci a ravvivare con le tue parole, il verso, le emozioni e  i  sentimenti “ Monti riversi” dove le immagini diventano visive ,contrastanti come sono le illusioni e le delusioni che uccidono le speranze e  i sogni , cosa dirti , le tue poesie sono speciali con una impostazione filosofica uniforme motivata da buoni livelli espressivi e contenutistici,  una poesia intensa
Del resto la stessa ed identica qualità la trovo anche  in Ben Tartamo anche a lui va la mia grande ammirazione sia per i commenti , sia per le  sue poesie “E mi avvidi`” Io buio, io cieco,
dissi allora al Sole,
mio Signore: Io che sono scintilla viva, del tuo eterno Splendore” poesia di una spiritualità elevata , io , con il mio modesto senso poetico ,ma  con il mio grande  senso divino e di  fede , spero vera , posso solo  condividere e dirti  bravo ci dai  una buona lezione di vita spirituale
"Le anime della parola" di Jacqueline Miu, come sempre le tue poesie sono super che vanno  oltre la poesia semplice e comune
Piero Colonna Romano ci offri  sempre poesie che quando le leggo mi sembra di scivolare su un terreno filosofico , politico  e mi fai cadere  stupefatta nella tua poetica , rivolta sempre alla vita , alla realtà e alla  società .
Ebbene sì , a tutti voi poeti del sito lascio un mio applauso , perché siete tutti bravi
 Grazie , grazie  Lorenzo sempre per tutto ciò  che fai per noi , e che non è certo poco , sei una persona meravigliosa , Tramonto  , Nino Silenzi le tue poesie sono circoscritte  nelle spazio della vita , svegliarsi all’alba , continuare fino al tramonto , i tuoi sentimenti li trasmetti anche a noi , del resto è la sera, al   tramonto che ci  torna l’ispirazione,  perché  è la sera che ci porta la nostalgia  e poi  arriva la notte, l’ultimo tocco   che fa da contorno alle ombre e ai fantasmi e poi …come disse Montale “la poesia ha bisogno di conciliare il particolarismo con l’universale “  per raggiungere questo è necessario il sentimento ,per conciliare le esperienze personali con quelle del prossimo
grazie Antonia Scaligine

 

 

- Commento tecnico su "E mi avvidi" di Ben Tartamo

Ben Tartamo, con "E mi avvidi", ci offre una profonda meditazione sull’illuminazione spirituale e la trasformazione personale. La poesia si apre con una rivelazione: l'ombra che segue il narratore è il risultato di un "opaco oggetto" che si frappone tra lui e la luce. Questo simbolismo potente rappresenta l'ignoranza e la cecità spirituale che oscurano l'anima.

Metrica e Struttura
La poesia si presenta in versi liberi, senza un preciso schema metrico o di rime. Tuttavia, Tartamo utilizza un ritmo naturale che accompagna la narrazione interiore del poeta. La struttura è segmentata in due parti principali: la consapevolezza iniziale dell'oscurità e la supplica al Sole per la trasformazione.

Esempio di analisi metrica:
- "E mi avvidi" (3 sillabe)
- "che l'ombra piatta" (5 sillabe)
- "che da sempre mi seguiva," (7 sillabe)

Tartamo usa l’enjambement per creare una continuità tra i versi, evitando di interrompere il flusso del pensiero. Questo approccio permette di mantenere un tono discorsivo e riflessivo.

Stile e Linguaggio
Il linguaggio scelto da Tartamo è semplice ma carico di significato, ricordando lo stile di poeti mistici come Rumi e San Giovanni della Croce, che spesso usavano immagini di luce e ombra per rappresentare la conoscenza divina e l’ignoranza umana. L'invocazione al Sole come "mio Signore" eleva la luce a un simbolo divino, un faro di conoscenza e verità.
L'uso della metafora del cristallo, capace di trasmettere e amplificare la luce, rappresenta la volontà di superare le limitazioni terrene e abbracciare una condizione di trasparenza e purezza spirituale, parallelo ai desideri di purificazione presenti nelle opere di poeti simbolisti come Stéphane Mallarmé.

Comparazione con Altri Poeti
Lo stile di Tartamo può essere paragonato a quello di poeti mistici e simbolisti. Come Rumi, Tartamo utilizza simboli naturali e quotidiani per esprimere concetti spirituali profondi. La trasformazione desiderata dal poeta, da opaco oggetto a cristallo trasparente, ricorda l'aspirazione alla fusione con il divino presente nei testi di San Giovanni della Croce, in cui l'anima desidera unirsi con la luce divina.
Il desiderio del narratore di diventare un cristallo, capace di trasmettere e amplificare la luce, richiama anche la poesia di William Blake, dove la luce e l’illuminazione sono temi ricorrenti. Come Blake, Tartamo usa un linguaggio semplice per esprimere idee complesse, creando un effetto di immediata comprensibilità e profonda risonanza.

Conclusione
La richiesta di trasformarsi in una "scintilla viva" del "tuo eterno Splendore" esprime un anelito a diventare un riflesso della divinità, partecipando attivamente alla diffusione della luce e della conoscenza. La metrica fluida, pur non rigidamente strutturata, e le immagini evocative creano un'atmosfera di solennità e aspirazione.
Tartamo riesce a sintetizzare in pochi versi un viaggio di consapevolezza e desiderio di elevazione, utilizzando un linguaggio poetico che risuona di un lirismo mistico. La poesia si conclude con una nota di speranza e trasformazione, dove l'oscurità è superata dalla luce eterna, e il poeta si vede come un riflesso del divino, portatore di illuminazione e calore. 

con profonda stima ed affetto, ad ognuno di voi, in primis, al prof. Lorenzo

Marino Spadavecchia

 

28-31 Maggio

- "E tu cammini lentamente" di Franco Fronzoli

In "E tu cammini lentamente," Fronzoli dipinge un quadro di serenità interiore e malinconia diffusa attraverso immagini delicate e sognanti. La poesia si apre con una camminata verso un campo di girasole e una pioggia mai caduta, evocando un senso di attesa e sospensione temporale. La lentezza del movimento suggerisce una meditazione profonda, un'assenza di fretta che permette alla protagonista di vivere tra le sensazioni e le emozioni. La rosa gialla tra i capelli della figura femminile diventa un simbolo di bellezza persistente, resistente al passare del tempo e delle stagioni. La ripetizione del termine "sei bella" culmina in una celebrazione dell'essenza della donna, la cui bellezza si manifesta in ogni stato d'animo e momento della giornata. Questa lirica si muove tra la nostalgia e la contemplazione, evocando la poesia del quotidiano e la profondità delle emozioni umane.
 

- "Il lampo" di Felice Serino
 

Felice Serino, in "Il lampo," ci conduce attraverso un viaggio mentale intricato e affascinante, dove la mente vuota è una stanza in attesa di illuminazione. L'immagine del "lampo" come scintilla di pensiero o ispirazione è centrale, rappresentando l'intuizione improvvisa che può risvegliare l'anima e colorare una vita altrimenti scialba. La poesia esprime una tensione tra il desiderio di elevazione e la stagnazione mentale, con un'urgente chiamata ad "allumare d'anima", un invito a trovare luce e significato anche nei momenti di oscurità. La data in calce alla poesia, "30.8.23," suggerisce un momento specifico di riflessione, ancorando l'opera in un contesto temporale che ne amplifica la risonanza esistenziale.
 

- "Tramonto" di Nino Silenzi
 

"Tramonto" di Nino Silenzi è un'elegia alla fine del giorno e, simbolicamente, alla vita stessa. Le immagini della natura – le alte vette irradiate dalla luce rosea, i cirri che scorrono nel cielo glauco, e il canto del merlo – costruiscono un'atmosfera di quiete e contemplazione. Il tramonto diventa metafora della chiusura del giorno e della vita, un processo inevitabile di dissoluzione delle speranze e dei dubbi. La ripetizione del canto del merlo, che "annuncia" e poi "spegne" la sera, rappresenta un ciclo di vita e morte. La notte, qui personificata, irride la vita con la sua eterna presenza, invitando l'anima a confrontarsi con l'inevitabile. La poesia di Silenzi è un meditare profondo sul passaggio del tempo, sul destino umano, e sulla bellezza malinconica che accompagna la fine di ogni cosa.
 

- "Non trovo le parole" di Antonietta Ursitti
 

In "Non trovo le parole," Antonietta Ursitti esplora il silenzio interiore e la frustrazione di un'anima incapace di esprimersi. Le parole, mute, inondano la mente senza riuscire a manifestarsi, riflettendo un blocco esistenziale profondo. La finestra spalancata e il vento che sussurra una nenia suggeriscono una possibilità di liberazione, un contatto con l'esterno che però non riesce a penetrare l'intimo isolamento dell'anima. La tensione tra il desiderio di espressione e l'incapacità di comunicare è palpabile, creando un'atmosfera di sospensione e attesa. Il desiderio finale di addormentarsi tra le braccia del canto consolatore richiama un bisogno di pace e ristoro, un abbandono alla dolcezza e alla sicurezza in un mondo che sembra aver perso colore e significato. La poesia di Ursitti è un delicato ritratto di vulnerabilità e ricerca di conforto spirituale.
 

- "Le siepi del pensiero" di Giuseppe Stracuzzi
 

Giuseppe Stracuzzi, in "Le siepi del pensiero," intreccia un arazzo di immagini che evocano un viaggio interiore complesso e tormentato. La pioggia che "scardina le siepi del pensiero" rappresenta un cataclisma emotivo, un'inondazione di sentimenti che abbatte le barriere della mente. Il "verso amaro" e gli "anni renitenti" si annidano in un estuario inquieto, simbolo di transizione e conflitto. La poesia si muove tra il dolce ricordo degli amori passati e l'amara consapevolezza del presente, dove i "petali di fiori da soffiare" suggeriscono fragilità e speranze evanescenti. L'immagine dell'immenso mare diventa un interlocutore muto, un riflesso dell'anima del poeta che cerca di toccare le "parole confuse" dell'orizzonte. Stracuzzi esplora la tensione tra il desiderio di ordine e la realtà caotica dell'esistenza, in un gioco continuo tra la dolce illusione e la cruda realtà.
 

- "Monti riversi" di Marino Spadavecchia
 

Marino Spadavecchia, in "Monti riversi", crea un paesaggio surreale e apocalittico attraverso una serie di immagini potenti e contrastanti. La "fotografia accartocciata dall'ira" apre la scena con una rappresentazione visiva di distruzione e rabbia. Le "palle di neve di fuoco" e i "diamanti venduti come pietre focaie" richiamano un mondo capovolto, dove gli elementi si mescolano in un'inversione disorientante. Gli "alti e bassi incrociati sopra i tetti di nessuno" evocano una città fantasma, un luogo dove nulla è come sembra, riflettendo l'incertezza e l'illusione. Gli occhi del poeta, che non vedono più la bellezza ma solo "frammenti di lava e calima," esprimono una visione disincantata e dolorosa del mondo. Gli "incantesimi smagati" rappresentano le illusioni infrante, un richiamo alla realtà crudele che erode la speranza e l'idealismo. La data, "26 maggio 24," segna un momento di introspezione profonda, ancorando la poesia in un contesto temporale che amplifica il senso di perdita e disillusione.
 

- "Bando agli sbranamenti!" di Armando Bettozzi
 

Armando Bettozzi, con il suo tono accorato e polemico, affronta il tema della sicurezza e della responsabilità nel possesso di cani. La poesia si sviluppa attraverso una critica serrata alla società che, secondo l'autore, sembra dare priorità agli animali rispetto ai bambini, lasciando "papà e mamme nel tormento". La ripetizione di "sbranamenti" e l'enfasi sugli "sbranatori" evidenziano un senso di urgenza e tragedia. Bettozzi accusa la "ottusità da illuminati" degli esperti e le loro ideologie, che a suo parere, proteggono gli animali a discapito della sicurezza umana. La struttura in rima alternata e l'uso di enjambement accentuano il ritmo incalzante e la tensione emotiva del testo, culminando in un appello disperato alla legislazione per prevenire ulteriori tragedie.
 

- "L'ombrello" di Bruno Castelletti
 

Bruno Castelletti, con "L'ombrello," ci conduce in un momento intimo e romantico sotto la pioggia. L'ombrello diventa un simbolo di protezione e intimità, ma anche di limitazione. La pioggia, che "avvolge interamente," rappresenta sia una sfida che un'opportunità per avvicinarsi. La descrizione dettagliata delle carezze, delle "ciglia nere" e del "bel seno" dipinge un quadro di desiderio e tenerezza. Il temporale improvviso simboleggia la passione travolgente che supera ogni resistenza. Castelletti utilizza un linguaggio semplice e diretto, ma carico di sensualità, creando un'atmosfera calda e avvolgente, dove il temporale diventa metafora di un amore impetuoso e inarrestabile.
 

- "Haiku" di Laura Lapietra
 

Laura Lapietra, con il suo haiku, cattura un momento delicato e fugace con la precisione e la bellezza tipica della poesia giapponese. "Wagasa aperto" e "sul yukata fiorato" evocano immagini tradizionali e suggestive, mentre il "lieve sospiro" chiude il verso con una nota di dolcezza e serenità. Questo haiku è un'istantanea di pace e introspezione, dove ogni parola è scelta con cura per massimizzare l'impatto emotivo e visivo. Lapietra riesce a condensare un mondo di emozioni in tre versi, trasportando il lettore in un'atmosfera di quieta contemplazione.
 

- "Pescatori" di Salvatore Armando Santoro
 

In "Pescatori," Salvatore Armando Santoro esplora il potere evocativo delle immagini e delle emozioni suscitati da una fotografia. La foto diventa un interlocutore che "dialoga col cuore," scatenando pensieri e riflessioni profonde. Il contrasto tra la "aridità" e la capacità di "seminare amore" crea una tensione emotiva che attraversa tutta la poesia. Le "bombe assordanti" di conflitti interni rappresentano l'intensità del dolore e della frustrazione causati da queste immagini. Santoro utilizza un linguaggio diretto ma poetico per esplorare i temi della memoria, del rimpianto e della disillusione, creando un quadro potente di introspezione e dolore umano.
 

- "Sensi e sbadigli" di Alessandra Piacentino
 

Alessandra Piacentino, con "Sensi e sbadigli," ci trasporta in un mondo di ricordi e sensazioni intense. La poesia si apre con "antica luce di versi remoti," suggerendo una connessione profonda con il passato e le emozioni che risveglia. Le immagini di "lucciole sul mare" e "vecchi pescatori" evocano una bellezza malinconica e un senso di continuità tra passato e presente. La ripetizione di "mentre ti leggo" e "ancora" crea un ritmo ipnotico, riflettendo il flusso incessante dei ricordi e delle emozioni. Piacentino utilizza un linguaggio ricco e evocativo, dipingendo un quadro di nostalgia e bellezza eterna, dove ogni lettura è un nuovo inizio e una scoperta continua.
 

- "La pioggia" di Marco Cabassi
 

Marco Cabassi ci offre una riflessione malinconica sulla pioggia, simbolo di una vita perduta. L'immagine della pioggia che "cade rassegnata tra i palazzi" e "appare sterile, senza gloria" dipinge un quadro urbano e desolato. La pioggia, priva di quella "tenerezza" che un tempo possedeva, diventa un segno di rimpianto e nostalgia. Il contrasto tra la vita della campagna e il freddo cemento della città accentua il senso di perdita. Cabassi utilizza una metrica fluida e immagini evocative per trasmettere una sensazione di inquietudine e disconnessione. La pioggia, che "scivola e muore", diventa metafora della speranza e della vitalità soffocate dalla modernità.
 

- "Ade" di Alessio Romanini
 

Alessio Romanini ci trasporta nel regno degli inferi con "Ade", una poesia che esplora il viaggio dell'anima attraverso il mito greco. Il protagonista discende nell'Ade alla ricerca di qualcosa di perduto, incontrando Cerbero, Caronte e i tre giudici dell'oltretomba. La metrica regolare e le rime incatenate conferiscono un ritmo solenne e narrativo al testo. Le immagini infernali, come le "rosse fiamme di Caronte" e il "pantano", evocano un paesaggio desolato e terrificante. La poesia si conclude con l'oblio desiderato dal protagonista, suggerendo un ciclo infinito di ricerca e perdita. Romanini intreccia mito e introspezione, creando una meditazione sul destino e l'anelito di senso.
 

- "Temporale estivo" di Sandra Greggio
 

Sandra Greggio celebra la bellezza dei temporali estivi e ne utilizza la potenza come metafora delle relazioni umane. Il temporale che scuote i balconi e applaude sui tetti rappresenta la furia e la passione, seguiti dalla calma e dalla rinascita rappresentata dal sole e dalle cicale. Greggio desidera che gli esseri umani possano risolvere i loro conflitti con la stessa rapidità e dolcezza dei fenomeni naturali, attraverso una "sfuriata" seguita da un "abbraccio". La poesia, semplice e sincera, riflette sul potere della natura di rispecchiare e guidare le emozioni umane, offrendo speranza e riconciliazione.
 

- "Le anime della parola" di Jacqueline Miu
 

Jacqueline Miu esplora la potenza creativa e trascendente delle parole. Le "anime della parola" sono descritte come "pozzi di luminescenza", capaci di trasportare i sensi attraverso i "crateri dell'immaginazione". Le parole, libere da catene, possono viaggiare dove "tutte le speranze" si realizzano. Miu utilizza un linguaggio ricco e poetico per dipingere un quadro di bellezza e potenziale infinito. Le parole diventano strumenti di trasformazione e crescita, capaci di connettere il divino e l'umano. La poesia celebra la forza della creatività e l'importanza dell'espressione artistica come mezzo per esplorare e comprendere la condizione umana.
 

- "Imitatio" di Carlo Chionne
 

Carlo Chionne, con "Imitatio", offre una parodia scherzosa e leggera di "L'infinito" di Leopardi. Il poeta gioca con il malessere fisico del "torcicollo" trasformandolo in un'esperienza quasi piacevole, grazie al sollievo del massaggio. La struttura del sonetto e la rima incrociata richiamano la solennità del poema originale, ma l'argomento triviale e il tono ironico creano un contrasto divertente. Chionne dimostra la sua abilità nel fondere la forma classica con contenuti contemporanei e quotidiani, offrendo una riflessione umoristica sul dolore e il sollievo.
 

- "Ascolta bambino" di Antonia Scaligine
 

Antonia Scaligine scrive un'invocazione delicata e affettuosa ai bambini, esortandoli a preservare la loro innocenza e a cercare la pace. La poesia invita a "scacciare ciò che ti nuoce" e a mantenere vivo lo stupore e la curiosità infantile. Scaligine usa un linguaggio semplice ma poetico per trasmettere messaggi di speranza, giustizia e amore. La ripetizione di domande esistenziali ("Perché c’è la luna perché c’è il sole?") riflette la naturale curiosità dei bambini e la loro capacità di meravigliarsi. La poesia si conclude con un richiamo alla responsabilità di proteggere l'infanzia e di costruire un mondo migliore, dove la pace e la giustizia possano fiorire.
 

- "Dove siamo, dove andiamo?" di Piero Colonna Romano
 

Piero Colonna Romano ci offre una meditazione filosofica sull'incertezza e la ricerca di significato. La poesia, con il suo linguaggio ricco di ripetizioni e antitesi, crea un senso di disorientamento e inquietudine. Il poeta si interroga sul destino e sulla natura del nulla, descrivendo un viaggio mentale attraverso il "buio più buio" e il "buco più nero". Le immagini di "scintilla" e "nulla di nulla" enfatizzano il senso di vuoto e la difficoltà di trovare risposte definitive. Romano esplora il dubbio e la complessità dell'esistenza, invitando il lettore a riflettere sulle domande fondamentali della vita e sulla natura del pensiero.
 

Con sublime piacere, accogliendo l'indifferibile invito del fraterno amico prof. Marino Spadavecchia, vi invio i commenti alle vostre belle poesie.

Con affetto,

vostro Ben Tartamo

 

 

25-26-27 Maggio

Professore Spadavecchia

La volevo ringraziare per la qualità

Dei suoi commenti e la capacità di analisi.

Saluti.

Un saluto anche a Lorenzo che mi ospita.

Alessio Romanini

 

 

-   "L'aperitivo" di Marco Cabassi
 

 
Titolo e Tematica
"L'aperitivo" è una poesia che esplora i momenti di quiete e riflessione che emergono durante un rituale sociale quotidiano. Il titolo evoca immediatamente l'immagine di un momento di pausa, di transizione tra il giorno e la notte, tra l'attività frenetica e il riposo serale.
Stile e Struttura
La poesia è caratterizzata da un linguaggio evocativo e da un ritmo dolcemente cadenzato, che rispecchia il lento scorrere del tempo durante l'aperitivo. La struttura è libera, senza una metrica rigida, permettendo al poeta di creare un flusso naturale e spontaneo di pensieri e immagini.
Analisi del Contenuto
Il poeta dipinge una scena serale con il "rosso dello Spritz Campari", un simbolo di convivialità e relax. L'immagine del "sole che si scioglie lento / come il ghiaccio nel bicchiere" è particolarmente suggestiva, creando un parallelo tra il tramonto e il drink che si consuma lentamente.
I "sorrisi che amo" e il "mio silenzio sereno" indicano una dualità tra la socialità e l'introspezione. La piazza svuotata e i bar chiassosi del centro rappresentano il contrasto tra il caos esterno e la pace interiore che il poeta trova in questo momento.
Gli "occhi blu" che rubano i pensieri sono un potente simbolo dell'amore e della connessione umana, che purifica i pensieri del poeta, rendendoli "puliti come argento lucidato". L'immagine del "piccolo pensiero al brillare da lontano" evoca un senso di speranza e di contemplazione del futuro.
Il sorso "ghiacciato / piacevolmente amaro" che scende per la gola è una metafora dell'accettazione delle dolcezze e amarezze della vita, una chiusura che riecheggia il sapore complesso delle esperienze umane.

 
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"È nella notte che respiro la vita" di Franco Fronzoli

 
Titolo e Tematica
La poesia di Franco Fronzoli celebra la notte come momento di introspezione, sogno e amore. Il titolo suggerisce che la notte sia il tempo in cui l'autore trova la vera essenza della vita.
Stile e Struttura
La poesia adotta uno stile lirico, con versi brevi e frammentati che imitano il ritmo dei pensieri notturni e dei sogni. La struttura è aperta, con ampie pause che invitano il lettore a riflettere e a sognare insieme al poeta.
Analisi del Contenuto
La notte è descritta come un "passaggio di sogni" e un tempo in cui "le stelle / si accendono". Queste immagini notturne creano un'atmosfera magica e contemplativa. La notte "che culla i bambini" e li guida verso "la luce del sole" suggerisce un ciclo naturale di protezione e rinascita.
La descrizione della notte come un "rito infinito / di amanti" evoca un senso di eternità e romanticismo. Le immagini di "lenzuola di fiori" e di un "colore particolare" dipingono la notte come un momento di bellezza e di possibilità infinite.

 
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-   "Sillabe" di Felice Serino

 
Titolo e Tematica
"Sillabe" è una breve poesia che esplora il potere evocativo del linguaggio e del tempo, con un particolare riferimento al mare di settembre.
Stile e Struttura
La poesia è caratterizzata da versi brevi e concisi, quasi frammentari, che imitano il conteggio delle sillabe. Questo stile minimalista conferisce un senso di precisione e di intimità.
Analisi del Contenuto
La poesia si concentra sull'atto di contare le sillabe, un gesto che riflette un'attenzione ai dettagli e un desiderio di catturare l'essenza del momento. La menzione del "mare ancora invita" e del "mormorio della risacca" crea un'immagine di tranquillità e introspezione.
L'idea di "annegare nel tempo" richiama una sensazione di immersione totale nel presente, mentre il riferimento a Cardarelli aggiunge una dimensione intertestuale che arricchisce il significato della poesia.

 
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-   "Foce" di Nino Silenzi

 
Titolo e Tematica
"Foce" esplora la fusione di elementi naturali e psicologici, rappresentando il punto di incontro tra il fiume e il mare come metafora della mente e delle emozioni.
Stile e Struttura
La poesia è caratterizzata da un linguaggio ricco e denso, con immagini vivide che creano un'atmosfera di tensione e di movimento. La struttura è libera, riflettendo la natura fluida del pensiero e delle emozioni.
Analisi del Contenuto
Il "Ludibrio ascendente del pensiero" e la "luce rarefatta dei limiti del reale" suggeriscono un'esplorazione delle frontiere tra realtà e immaginazione. Il "mare che non smette di contorcersi" e il "fiume indomito cocciuto" rappresentano le forze contrastanti delle emozioni e della ragione.
L'immagine del fiume che "fa fatica a buttarglisi tra le braccia" del mare evoca un senso di lotta e di resistenza, simbolizzando la difficoltà di integrare diverse parti di sé. Il "pensieri traditori" che emergono nel finale suggeriscono la complessità e l'inquietudine della mente umana.

 
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-   "Vorrei che tu sapessi…" di Cristiano Berni

 
Titolo e Tematica
La poesia "Vorrei che tu sapessi…" è un'epica confessione di esperienze, emozioni e riflessioni personali. Il titolo introduce un desiderio di comunicare e condividere la profondità dell'esperienza umana.
Stile e Struttura
La poesia è divisa in tre parti, ciascuna esplorando un diverso aspetto della vita e delle emozioni del poeta. Lo stile è ricco e prolisso, con un uso intenso di immagini e metafore che rendono il testo denso e profondo.
Analisi del Contenuto
La prima parte della poesia riflette su attese, delusioni e momenti di gioia, con una particolare attenzione alla dualità tra speranza e disillusione. Le immagini delle "lunghe e stanche ore invernali" e della "primavera infantile" evocano il ciclo delle stagioni come metafora della vita.
La seconda parte espande il tema, esplorando esperienze più vaste e cosmiche, come volare "sopra monti e nuvole basse" e "oltre i limiti del suono". Questa sezione suggerisce un desiderio di trascendenza e di scoperta, ma anche la presenza persistente della paura e della malinconia.
La terza parte conclude la poesia con una riflessione sulla solitudine e la resilienza. Il poeta si presenta come "violaceo e solo", ma anche pieno di saggezza e di fuoco interiore. Il riferimento alla "fioca e rossa saggezza" suggerisce una comprensione profonda e maturata delle esperienze vissute.

 
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-   "Il mese di maggio" di Renzo Montagnoli

 
Tematiche e Titolo
"Il mese di maggio" celebra la rinascita della natura e la devozione mariana. Il mese di maggio, associato alla primavera e alla fioritura delle rose, è simbolo di vitalità e rigenerazione.
Stile e Struttura
 
La poesia adotta un linguaggio descrittivo e lirico, caratterizzato da immagini vivide e sensoriali. La struttura è composta da versi liberi che permettono una fluidità narrativa, evocando un senso di continuità e armonia.
Analisi del Contenuto
 
La descrizione del "profumo delle rose" e del "tepore del sole" evoca un'esperienza sensoriale intensa. La natura è rappresentata come un "fulgore", un'esplosione di colori e vita. L'evocazione degli "uccelli che si rincorrono" e della "musica del vento" aggiunge un senso di movimento e dinamismo alla scena.
La seconda parte introduce un elemento di spiritualità con la "campana" che chiama al vespro, collegando la bellezza naturale alla devozione religiosa. Il mese di maggio è dedicato a Maria, la madre per eccellenza, simbolo di protezione e amore. La figura materna, che "trepidanti / li accompagnano alla vita", rappresenta un tema universale di cura e guida.

 
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-   "Un giorno a Erice" di Armando Bettozzi

 
Tematiche e Titolo
"Un giorno a Erice" è una poesia nostalgica che cattura l'essenza di un incontro passato in una città storica. Erice, con le sue antiche strade e panorami mozzafiato, diventa simbolo di un tempo perduto ma indimenticabile.
Stile e Struttura
 
Il poeta utilizza una struttura narrativa ricca di dettagli, alternando versi lunghi e descrittivi con riflessioni più brevi e intense. Lo stile è evocativo, con un uso sapiente di immagini sensoriali che trasportano il lettore nella scena.
Analisi del Contenuto
 
La poesia inizia con un incontro casuale che diventa un viaggio attraverso le vie di Erice. Le descrizioni dei "cento e cento sorridenti / piccoli negozi colorati" e dei "turisti in folti gruppi" creano un quadro vivace e dinamico. La contemplazione dei "torri e torrioni" che "parlano antico" suggerisce un profondo rispetto per la storia e l'arte.
Il riferimento alla "Chiesa Madre" come dolce finale di un pranzo simbolizza il nutrimento spirituale, mentre l'addio alla città è carico di malinconia e riflessione. La "Pietrosa Porta" diventa metafora di un passaggio, un ingresso e un'uscita che segnano un cambiamento profondo nell'animo del poeta.

 
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-   "Una rosa da Jennifer" di Enrico Tartagni

 
Tematiche e Titolo
"Una rosa da Jennifer" esplora il simbolismo della rosa, collegandolo a un desiderio di bellezza e perfezione. Il titolo suggerisce un dono prezioso, una manifestazione di affetto e ammirazione.
Stile e Struttura
 
La poesia è caratterizzata da un linguaggio ricco e floreale, con un ritmo sinuoso che rispecchia la delicatezza del tema. La struttura è libera, permettendo al poeta di giocare con immagini e metafore complesse.
Analisi del Contenuto
 
Il poeta celebra la "stagione delle rose", associandola a un risveglio dei sensi e dell'anima. Le descrizioni dettagliate dei "profumi" e delle "architetture astrali" conferiscono un'aura quasi mistica al fiore. Il paragone tra la "Romagna" e la "Provenza" collega due terre diverse attraverso la comune bellezza naturale.
L'uso di termini tecnici come "estrazione fenolica" e riferimenti alla "Vie en rose" di Édith Piaf aggiungono una dimensione intellettuale alla poesia. La chiusura con "M'inebrio con vene d'ardimento" esprime un desiderio di trasformazione e crescita, di trascendere la propria condizione per raggiungere una maggiore bellezza interiore ed esteriore.

 
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-   "L'incontro" di Bruno Castelletti

 
Tematiche e Titolo
"L'incontro" rievoca un momento di amore giovanile, un ricordo indelebile che continua a vivere nel cuore del poeta. Il titolo semplice ma evocativo mette subito in risalto il tema centrale della poesia.
Stile e Struttura
 
La poesia utilizza una metrica regolare e un linguaggio diretto, creando un ritmo che rispecchia la semplicità e l'intensità del ricordo. Le immagini sono nitide e concrete, evocando un forte senso di nostalgia.
Analisi del Contenuto
 
Il poeta descrive un incontro casuale e magico "accanto al forno a legna", un luogo quotidiano che diventa teatro di un'esperienza straordinaria. La descrizione del "pane appena cotto, profumato" aggiunge una dimensione sensoriale che rafforza la vividezza del ricordo.
Il rapporto tra i due giovani è descritto con tenerezza e passione, con immagini come "le tue labbra rosa, di velluto" che evocano una bellezza quasi eterea. La chiusura con "Non potrò mai scordare il paradiso" suggella il ricordo come un'esperienza celestiale, un momento perfetto e irripetibile.

 
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-   "Haiku" di Laura Lapietra

 
Tematiche e Titolo
L'haiku di Laura Lapietra cattura un momento di vita urbana, riflettendo sulla frenesia degli adulti e la mancanza di pace. Il titolo essenziale rispecchia la natura concisa e contemplativa del componimento.
Stile e Struttura
 
Come tradizione dell'haiku, la poesia è composta da tre versi con una struttura sillabica di 5-7-5. Lo stile è minimalista, puntando a evocare immagini e sensazioni con poche parole.
Analisi del Contenuto
 
Il "semaforo" rappresenta un simbolo di attesa e di regolazione, un punto di incontro tra movimento e pausa. La "frenesia di adulti" contrasta con l'ideale di serenità, suggerendo una riflessione sulla vita moderna e le sue tensioni. La chiusura con "manca la pace" offre una critica sottile ma potente alla condizione esistenziale contemporanea.

 
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-    "Pensiero" di Salvatore Armando Santoro

 
Tematiche e Titolo
"Pensiero" esplora il tema dell'amore e della speranza, mettendo in risalto l'importanza dei sentimenti anche in situazioni difficili. Il titolo suggerisce un'introspezione e un'esplorazione dei pensieri del poeta.
Stile e Struttura
La poesia adotta un linguaggio lirico e riflessivo, con una struttura regolare che conferisce ritmo e coerenza al discorso. Le immagini sono vivide e cariche di emozione, creando un forte impatto visivo e sentimentale.
Analisi del Contenuto
 
Il poeta esprime un amore nascente, ancora incerto ma intenso. La descrizione del "piccolo fiore" e del "tremore" dell'amata evoca una tenerezza e una vulnerabilità che rendono il sentimento ancora più prezioso. L'ansia e la paura di sentirsi soli sono temi universali, trattati con sensibilità e profondità.
La speranza di un futuro migliore è simboleggiata dall'arrivo della primavera, che "darà forza a questa vita" e porterà una nuova luce dopo l'inverno. Il contrasto tra "il buio della sera" e "il sol che risplenderà" rappresenta la rinascita e la redenzione, un messaggio di ottimismo e di fiducia nell'amore.

 
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-   "Muri di lampade riflesse" di Piacentino Alessandra

 
Tematiche e Titolo
"Muri di lampade riflesse" esplora il dualismo tra la routine quotidiana e l'intensità delle emozioni umane. Il titolo evoca immagini di luce riflessa, suggerendo un gioco di percezioni e realtà sfuggenti.
Stile e Struttura
 
La poesia adotta uno stile descrittivo e metaforico, con versi liberi che permettono una narrazione fluida. L'uso di immagini contrastanti e di un linguaggio ricco di dettagli sensoriali crea un'atmosfera di inquietudine e riflessione.
Analisi del Contenuto
 
I "lampioni tra le nuvole" e "nelle pozzanghere" simboleggiano la dualità tra cielo e terra, tra sogno e realtà. I "crepitio di passi senza meta" e il "macello di tramonti" suggeriscono un senso di disorientamento e conflitto interiore. La luna, che "si compiace" della compagnia delle luci, rappresenta un momento di introspezione e complicità con l'ambiente circostante.
La descrizione della routine quotidiana con "schiuma nelle docce" e "libri impilati" contrasta con l'intensità delle emozioni descritte precedentemente. Il "mondo così banale" rappresenta la percezione di monotonia e la ricerca di significato oltre l'ordinario.

 
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-   "Poeta asceta" di Alessio Romanini

 
Tematiche e Titolo
"Poeta asceta" riflette sulla dualità tra la ricerca spirituale e la natura umana. Il titolo suggerisce un parallelismo tra il poeta e l'asceta, entrambi impegnati in un viaggio interiore.
Stile e Struttura
 
La poesia utilizza un linguaggio austero e contemplativo, con versi brevi e intensi che evocano un senso di solennità. La struttura regolare e l'uso di rime contribuiscono a creare un ritmo meditativo.
Analisi del Contenuto
 
Il poeta, paragonato a un asceta, vive una "vita austera" dedicata alla ricerca interiore. La caduta in errore è vista come una naturale conseguenza dell'essere umano, evidenziando il conflitto tra aspirazione spirituale e realtà terrena. L'anelito di "elevare il tuo animo" rappresenta il desiderio di trascendere le limitazioni umane, mentre "sentirsi magnanimo" con l'infinito suggerisce una connessione profonda con l'universo.

 
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 "Soffio di vento" di Sandra Greggio

 
Tematiche e Titolo
"Soffio di vento" esplora la resilienza di fronte alle difficoltà e la ricerca di speranza. Il titolo evoca un senso di leggerezza e movimento, suggerendo un cambiamento in arrivo.
Stile e Struttura
 
La poesia adotta un linguaggio semplice ma evocativo, con versi liberi che fluiscono in modo naturale. Le immagini della natura e del tempo creano un'atmosfera di introspezione e speranza.
Analisi del Contenuto
 
Le cicale, che "mai si fermano", rappresentano l'indifferenza della natura rispetto alle emozioni umane. La descrizione delle "spighe bionde" e del "soffio di vento" suggerisce un desiderio di liberazione dalle "parole tristezza e angoscia". La ricerca di un "viottolo dritto" simboleggia la speranza di trovare una via sicura e serena nella vita.

 
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 "Ma non ci sei ovunque io gridi il tuo nome" di Jacqueline Miu

 
Tematiche e Titolo
La poesia esplora la solitudine e la disperazione di fronte all'assenza dell'amato. Il titolo enfatizza l'assenza e il dolore del poeta, sottolineando l'impossibilità di trovare conforto.
Stile e Struttura
 
Il linguaggio è ricco e poetico, con immagini potenti e un tono intensamente emotivo. La struttura dei versi è varia, riflettendo l'instabilità emotiva del poeta.
Analisi del Contenuto
 
La "parola" che "non lascia segno sull'aria" rappresenta l'inutilità delle parole nel colmare l'assenza. Le "orme gravitazionali" e gli "inchiostri blu come le vene" evocano immagini di dolore e disperazione. L'attesa del "vento buono" e la speranza di raggiungere la "riva giusta" rappresentano la ricerca di pace e di un nuovo inizio, nonostante il peso della "tenebra".

 
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-   "Via d’uscita" di Carlo Chionne

 
Tematiche e Titolo
"Via d’uscita" esprime la ricerca di una soluzione in una situazione di stallo. Il titolo stesso suggerisce un desiderio di cambiamento e di fuga.
Stile e Struttura
 
La poesia utilizza un linguaggio diretto e colloquiale, con una struttura semplice e ritmica che riflette l'urgenza del tema. I versi brevi e le rime creano un effetto di movimento e tensione.
Analisi del Contenuto
 
La ricerca di una "via d’uscita" è metafora della disperazione del poeta. L'uso di immagini come "ci fosse una finestra, / Mi butterei di sotto" esprime un desiderio di liberazione estrema. Nonostante la via "tortuosa", il poeta conclude con una determinazione a "continuare a cercare", suggerendo una resilienza nascosta.

 
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-   "Verde nel rosa" di Laura Toffoli

 
Tematiche e Titolo
"Verde nel rosa" celebra la bellezza della natura e il rinnovamento. Il titolo evoca un'immagine vibrante di colori, simbolo di armonia e vitalità.
Stile e Struttura
 
La poesia adotta un linguaggio lirico e suggestivo, con immagini vivide e un ritmo melodico. La struttura dei versi, con pause deliberate, crea un effetto di contemplazione e meraviglia.
Analisi del Contenuto
I "ventagli s’agitano / ubriachi nel vento" evocano immagini di movimento e vita. La descrizione del "pini salati a mare" e della "aria di stelle e sale" trasporta il lettore in un paesaggio marino, simbolo di libertà e pace. Le "nuove scale verso cielo sereno" rappresentano un cammino verso la speranza e la serenità, suggellato dal "frizzante canto al divino".

 
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 "Sera" di Antonia Scaligine

 
Tematiche e Titolo
"Sera" esplora il tema della nostalgia e della riflessione serale. Il titolo evoca un momento di transizione tra giorno e notte, carico di emozioni e pensieri.
Stile e Struttura
 
La poesia utilizza un linguaggio ricco e intenso, con immagini evocative e un ritmo incalzante. I versi variano in lunghezza, creando un effetto di movimento e introspezione.
Analisi del Contenuto
 
La "sera" è descritta come "pungente" e "gremita di erosi pensieri", riflettendo l'inquietudine del poeta. Le "luci artificiali" e il "cielo vermiglio" creano un contrasto tra la bellezza naturale e l'artificialità umana. La nostalgia emerge come tema centrale, con "ricordi / in un riassunto di anni ormai andati" che evocano un senso di perdita e riflessione.

 
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-   "Correndo la vita" di Piero Colonna Romano

 
Tematiche e Titolo
"Correndo la vita" esplora il tema del viaggio esistenziale e delle difficoltà incontrate lungo il cammino. Il titolo suggerisce un senso di urgenza e movimento.
Stile e Struttura
 
La poesia utilizza un linguaggio conciso e diretto, con una struttura lineare che riflette il tema del percorso continuo. Il ritmo è incalzante, rispecchiando la velocità e la precarietà della vita.
Analisi del Contenuto
 
Il "grigio / d'asfalto un nastro" rappresenta il cammino della vita, spesso monotono e difficile. I "traguardi di dolore" evocano le sfide e le sofferenze incontrate lungo il percorso. Il "nastro che non vuol / finire" suggerisce una lotta incessante e un desiderio di trovare un senso o una conclusione a questo viaggio faticoso.

 
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-   "E non fanno più rumore" di Ben Tartamo

 
Tematiche e Titolo

 
"E non fanno più rumore" di Ben Tartamo si addentra nelle profondità dell'anima, esplorando il dolore silenzioso che la pervade. Il titolo ci introduce immediatamente in un mondo dove il dolore è così sottile e penetrante da non fare più rumore, come la rugiada che cade silenziosa.

 
Stile e Struttura

 
La poesia è costruita in due quartine, utilizzando uno schema di rime ABAB che crea un flusso musicale e malinconico. Questa struttura ben definita permette al poeta di incastonare le sue immagini potenti in un ritmo che accompagna il lettore in un viaggio emozionale intenso e profondo.
Tutti i versi della poesia risultano essere ottonari. La struttura dei piedi metrici tende a seguire prevalentemente uno schema giambico, creando un ritmo armonico e fluente. Questo schema conferisce alla poesia una musicalità regolare che enfatizza il contenuto lirico e malinconico del testo.

 
Analisi del Contenuto

 
Prima Quartina
> E non fanno più rumore  
> della rugiada che cade  
> le gocce di quel dolore  
> che l'anima mia pervade.

 
Il poeta usa la metafora della rugiada per rappresentare il dolore che, come gocce delicate, pervade l'anima. La rugiada, simbolo di purezza e tranquillità, viene qui ribaltata per esprimere un dolore silenzioso e penetrante, che scivola nell'anima senza disturbare l'apparente quiete della superficie. Ogni goccia è una lacrima silenziosa, una manifestazione di sofferenza che scende con la delicatezza della rugiada mattutina.

 
- Seconda Quartina
> La carne mia ferita  
> è roccia di oscuro mare  
> che celata a questa vita  
> l'amaro volge all'amare.

 
Nella seconda quartina, la "carne ferita" diventa una "roccia di oscuro mare", un'immagine potente che evoca la forza e la resistenza di fronte alla sofferenza. Questa roccia, nascosta nelle profondità del mare, simboleggia un dolore che, sebbene celato, è costante e inamovibile. L'oscurità del mare suggerisce la profondità insondabile della sofferenza, mentre il gioco di parole tra "amaro" e "amare" rivela come il dolore si trasforma e si perpetua, insinuandosi nel tessuto della vita.

 
Conclusioni

 
La poesia di Ben Tartamo è un viaggio nell'intimità del dolore umano, espresso attraverso immagini naturali cariche di significato. Il ritmo melodico delle rime incrociate, unito alla potenza delle metafore, crea un pathos che avvolge il lettore, trasportandolo nelle pieghe più profonde dell'anima del poeta. Questa composizione è un esempio magistrale di come la poesia possa catturare e trasmettere emozioni complesse e sottili, offrendo uno sguardo sulla condizione umana che è al tempo stesso personale e universale.

 
Mi scuso per i miei eventuali errori e imprecisioni nell'analisi critica delle splendide vostre poesie.
Colgo l'occasione per chiedere il parere autorevole dell'illustre collega Lorenzo de Ninis.

 
prof. Marino Spadavecchia 

 

 

22-23-24 Maggio

-   "Legami" di Piacentino Alessandra


 
In "Legami," Alessandra Piacentino intesse una trama luminosa e vaporosa, dove la luce diviene simbolo di eternità e connessione. La luce non è solo fisica, ma un elemento quasi magico che dialoga con desideri effimeri, in un gioco di riflessi e ombre che rievocano una routine consolidata eppure sempre nuova. La figura del marinaio, appoggiato alla sua barca, rappresenta un archetipo di contemplazione e attesa, immerso in un tramonto che è sia fine che inizio. Il mare tace, ma dentro quel silenzio vi è un mondo di sogni e memorie, una calma che parla di profondità insondabili.
Le monetine gettate nelle fontane del mondo sono piccoli atti di fede e speranza, desideri che viaggiano attraverso il tempo e lo spazio, risorgendo come stelle e luna in un ciclo eterno. Il tramonto dell'ultimo sole non è una fine, ma un preludio alla rinascita della luce celeste, che accende legami indissolubili. La poesia culmina in un’affermazione potente: "Quella luce accende legami per sempre," suggerendo che, come la luce, anche i legami umani possono essere eterni, brillando attraverso le ere con una forza immutabile.

 
-   "Fuori città" di Marco Cabassi

 
"Fuori città" di Marco Cabassi è un viaggio nostalgico che ci riporta ai giorni in cui i treni erano piccoli mondi di condivisione e intimità. L’autore evoca le carrozze di una volta con un afflato lirico che trasuda malinconia e dolcezza. Quei scompartimenti da sei posti, con il loro odore di similpelle e il sapore di fumo, diventano simboli di un'epoca passata, ricca di umanità e contatti fugaci ma significativi. È un tempo in cui si poteva appoggiare i piedi sui sedili, scambiarsi giornali, e sentire il suono familiare delle porte scorrevoli che si aprivano in curva.
La periferia, descritta con colori sbiaditi e uguali, è un paesaggio di malinconia e riflessione. Le strade, i parcheggi, le parabole, e le scritte scarabocchiate sui muri compongono un quadro di immobilità e ripetitività che contrasta con la vitalità dei ricordi. I balconi con le ringhiere tutte uguali, i palazzi di cemento con le finestre tutte uguali, sembrano quasi umani nel loro osservare il poeta. Strizzano l’occhio, complici silenziosi di un sentimento condiviso, di una nostalgia che è al tempo stesso personale e universale.
La chiusura della poesia, con il poeta che riflette sulla vicinanza e lontananza dalla città, amplifica questo senso di alienazione e appartenenza. I palazzi sembrano comprendere il poeta, condividendo con lui un legame tacito. È un’alleanza tra il presente e il passato, tra il sé e l’altro, che trasforma la periferia in uno specchio dell’anima, un luogo dove il sentimento di distanza diventa comprensione profonda e complicità silenziosa.

 
-   "Quella nuova vita" di Franco Fronzoli

 
"Quella nuova vita" di Franco Fronzoli è una poesia che attraversa il buio della sofferenza per emergere nella luce dell'amore e della speranza. I versi iniziali, "apparsa tra gli spigoli della sofferenza," evocano una nascita dolorosa ma potente, un'apparizione che sfida la durezza della vita. Il passare del tempo, descritto attraverso "secondi minuti ore e giorni," è illuminato da un amore profondo e dalla speranza, che trionfa sullo sconforto.
La luce, inizialmente lontana, diventa un faro di calore e speranza, "sempre più viva sempre più attesa." È questa luce che "sprigiona calore" e "accende i sorrisi," trasformando la notte di lotta e preghiera in una battaglia incessante contro la disperazione, ma anche in un rito di resistenza e magia.
Le "notti di incubi" rappresentano il culmine del dolore e dell'insonnia, un periodo di incertezza e solitudine, dove la vita sembra cancellata. Ma poi, un "flebile chiarore" cresce in intensità, culminando nella luce che simbolizza la rinascita. L'amore e la luce, ripetuti nel verso finale, suggellano una rinascita piena di significato e speranza, dove la vita trova la sua redenzione.

 
-   "Di spalle (ad A.)" di Felice Serino
 

 
In "Di spalle," Felice Serino cattura un momento di intimità e delicatezza. L'immagine della persona amata "avvinghiata come un ragno" è al tempo stesso suggestiva e inquietante, evocando una presenza avvolgente e ineludibile. La gradevolezza della presenza è paragonata a quella di un albero mosso dal venticello, un'immagine che evoca freschezza e vitalità.
Il poeta descrive un sogno "voluto" che, purtroppo, svanisce, lasciando un senso di perdita e desiderio insoddisfatto. Questa breve poesia racchiude un mondo di sensazioni e desideri, mostrando come la presenza di qualcuno possa essere tanto potente da permeare i sogni e la realtà, anche se solo per un breve momento.

 
-   "Ossidiana" di Nino Silenzi

 
"Ossidiana" di Nino Silenzi è una meditazione sul dubbio e la conoscenza. La "nera lucente ossidiana" è un simbolo di chiarezza tagliente e di bellezza oscura. Essa "lacera i propositi di chiarezza," rappresentando un sapere inconosciuto che mette in discussione le certezze consolidate.
Il "dubbio tagliente" incide la realtà, rendendo visibili le sue incongruenze e trasformandole in un gioco di ombre tra sole e buio, notte e giorno. Questi "brevi istanti d'inutile saggezza o di saggia follia" rappresentano momenti di intuizione fugace che, sebbene effimeri, illuminano brevemente la mente.
La poesia termina con l'immagine dell'ossidiana che riluce "nella mente opaca," suggerendo che, nonostante la confusione e l'incertezza, c'è una bellezza nascosta nell'oscurità del dubbio e nella ricerca della verità.

 
-   "Fiore" di Cristiano Berni

 
La poesia "Fiore" di Cristiano Berni è una celebrazione dell'amore e della bellezza naturale. Il fiore, simbolo di purezza e delicatezza, diventa il confidente e il guaritore dell'anima. Il poeta chiede al fiore di parlargli d'amore, di renderlo migliore e di far svanire il dolore. La ripetizione della parola "fiore" in ogni verso crea un ritmo incantatorio, quasi una preghiera che enfatizza l'importanza e la centralità di questo simbolo.
Il pistillo, la Luna e il cuore sono immagini che legano il fiore ai cicli naturali e alle emozioni umane, suggerendo un'unità tra il mondo naturale e quello interiore. Il "vivido furore" e la "bellezza e colore" del fiore evocano una passione vibrante e una vivacità che illumina l'esistenza. Questa poesia, con la sua semplicità e il suo fervore, esprime un desiderio profondo di connessione e trasformazione attraverso la bellezza della natura.

 
-   "Illusione" di Licia Minervini

 
In "Illusione," Licia Minervini esprime una profonda disillusione nei confronti della vita e della ricerca della verità. La brevità della poesia accentua il peso delle parole, rendendo il sentimento di desolazione ancora più intenso. Il poeta ha cercato la verità, la vita e il bene in molti modi, ma ha trovato solo "buio e freddo" ovunque e in chiunque.
Questa visione cupa della realtà riflette un'esperienza di solitudine e sfiducia, dove ogni ricerca sembra condannata a fallire. La data alla fine del componimento conferisce un senso di attualità e urgenza, come se il poeta stesse registrando un momento di sconforto profondo e ineludibile.

 
-   "Idea di bacche" di Christine Langer (traduzione di Nino Muzzi)

 
"Idea di bacche" di Christine Langer, nella traduzione di Nino Muzzi, è una poesia che evoca la delicatezza e la transitorietà della natura e del pensiero. Il mattino che "odorava di neve" e l'idea di bacche sui cespugli trasportano il lettore in un paesaggio invernale, dove le parole sono leggere e volatili, pronte a oltrepassare il bordo della pagina.
Il poeta si ferma per verificare se il taccuino può entrare in tasca, un gesto semplice che sottolinea il desiderio di catturare e conservare i pensieri fugaci. Sognando di rose sbocciate, il poeta lascia una pagina libera per il vento, un simbolo della natura imprevedibile che può portare via le righe e rovesciarle con il freddo. Questo atto di lasciare spazio al vento rappresenta l'accettazione dell'incertezza e della fluidità della vita, dove anche i pensieri più delicati possono essere spazzati via, ma ciò non diminuisce la loro bellezza e importanza.
Questa poesia, con la sua attenzione ai dettagli e la sua riflessione sulla fragilità del pensiero, invita il lettore a considerare la bellezza effimera del momento presente.

 
 "Quel magico momento" di Armando Bettozzi

 
La poesia di Armando Bettozzi, dedicata a Lisa, esplora il tema della nostalgia e della ricerca di un passato perduto. Il tempo scorre inesorabile, tra mille distrazioni che distolgono l'attenzione dai veri gioielli della vita. Il giorno e la notte passano in fretta, rubando momenti che non torneranno più. I pensieri, come treni su binari morti, vanno e vengono, corrotti e frammentati, senza che il poeta se ne accorga.
Nella ricerca di autenticità e vitalità, il poeta si rifugia nei ricordi di un amore limpido e sincero, tentando di esorcizzare lo sgomento. Tuttavia, il ricordare porta malinconia, un dolore che cresce e si trasforma in tormento. La poesia culmina in un invocazione di quel "magico momento," un attimo di perfetta felicità che sembra irraggiungibile, ma che il poeta continua a desiderare ardentemente.

 
-   "Canta il silenzio" di Bruno Castelletti

 
Bruno Castelletti celebra la bellezza del silenzio e della natura. Il silenzio canta sotto il cielo azzurro, e nel suo grembo riposa un alito di vento. Il mattino porta con sé la luce e il silenzio, che rivela il lavoro muto e la preghiera, rappresentati dalle gocce di sudore che baciano la terra.
La poesia esprime una speranza pacata e affascinante, presente nei grappoli copiosi e nel tremolio leggero degli ulivi. L'autunno, con il suo nettare e i suoi colori, esulterà, e la sera vedrà il ritorno delle stelle. Questa celebrazione della natura e del ciclo delle stagioni evoca un senso di pace e di aspettativa serena.

 
-   "Atra Omertà" di Laura Lapietra

 
"Atra Omertà" di Laura Lapietra è una riflessione profonda sulla repressione dei sentimenti e sull'oppressione dell'anima. In una quiete silente e cupa, le parole velate si smarriscono nell'ombra delle omertà, che agiscono come despoti, recludendo l'anima in un limbo grigio e incerto. Il cuore, danzante con passi falsi, si muove con timore sul selciato del sospetto, mentre le emozioni ponderate si liquefanno come cristalli di ghiaccio nei rimorsi inconfessati.
La verità si nasconde in un maniero di riflessioni, tra vortici insondabili, cercando invano una via d'uscita. Il cuore, lacerato dagli affanni della cupa omertà, si consuma nell'anima avvolta nel gelido manto della fandonia. Tuttavia, la poesia lascia spazio alla speranza: un giorno, i bagliori di luce della verità romperanno il sortilegio dell'omertà. I sentimenti repressi esploderanno come magma incandescente, bruciando d'amore, e il cuore troverà libertà e gioia in un nuovo inizio senza coercizioni.

 
-   "Mani fredde" di Salvatore Armando Santoro

 
"Mani fredde" di Salvatore Armando Santoro è una toccante elegia che riflette sulla solitudine e sulla perdita. Le mani fredde, simbolo di una vita difficile e sfortunata, non sentiranno più le carezze e l'urlo dei gabbiani. Nata in una terra dura, la persona amata non ha mai conosciuto la fortuna.
Il poeta esprime un profondo senso di rimpianto per le emozioni e l'affetto che non potranno più essere condivisi. Chi voleva dare amore si trova ora confuso tra le pene, e la persona amata non può più leggere le sue emozioni. La poesia, scritta con una semplicità struggente, cattura l'essenza del dolore della separazione e del desiderio insoddisfatto.

 
-   "Adusta fonte" di Piero Colonna Romano

 
"Adusta fonte" di Piero Colonna Romano è una riflessione sul valore dell'ispirazione poetica e sulla sofferenza che spesso la accompagna. Il rubinetto che gorgoglia, apparentemente alla fine, rappresenta la difficoltà di trovare nuova ispirazione, mentre la musa, in una risposta crudele, lega la rinascita della poesia al sacrificio del poeta. 
L'immagine della terra screpolata che si nutre di sangue per produrre una poesia malata è potente e oscura, suggerendo che la creatività può derivare da profondi tormenti. Tuttavia, il poeta riconosce che è meglio sperare nel naturale ciclo delle stagioni piuttosto che adottare soluzioni estreme. La poesia richiede ispirazione e un desiderio di condividere emozioni genuine. Infine, il poeta esprime un desiderio semplice ma profondo: che l'amore possa generare almeno un verso serio, sottolineando l'importanza dell'autenticità nella poesia.

 
-   "Ninna nanna del mare" di Ben Tartamo

 
"Ninna nanna del mare" di Ben Tartamo è una dolce canzone che personifica il mare e la luna in una danza romantica sotto il cielo notturno. I pesci, le stelle e il vento partecipano a questa scena incantata, creando un'atmosfera di magia e tranquillità. 
La ripetizione della ninna nanna conferisce un ritmo ipnotico alla poesia, invitando il lettore a lasciarsi cullare dalle immagini poetiche. La lotta tra il vento e il mare, con il mare che alla fine trionfa, aggiunge un elemento di dinamismo. L'immagine del marinaio che deve tornare a casa prima del temporale aggiunge una nota di urgenza e umanità, rendendo la poesia non solo una celebrazione della natura, ma anche una riflessione sulle vite umane che si intrecciano con essa.

 
-   "Filastrocca di maggio" di Alessio Romanini

 
La "Filastrocca di maggio" di Alessio Romanini celebra il ritorno della primavera con una freschezza infantile e una nostalgia per i giorni passati. Il poeta descrive il mese di maggio con immagini vivide: il faggio che si riveste, le lucciole che brillano come lanterne, e il cuore che batte con un batticuore flebile. 
Nonostante l'età avanzata, rappresentata dai "capelli d'argento" e dall'animo un po' spento, il poeta non perde la speranza nell'amore. La poesia riflette un desiderio di rivivere la gioia e la bellezza della giovinezza, anche se solo per un breve momento. La rondine che ritorna e la "frale felicità" suggeriscono che, anche se il tempo passa, ci sono ancora momenti di bellezza e gioia da assaporare.

 
-   "Ti vorrei con me" di Sandra Greggio

 
"Ti vorrei con me" di Sandra Greggio è una poesia intima e personale che esprime il desiderio di compagnia e conforto. Il poeta vuole la presenza dell'amato per riempire il vuoto e dissipare la negatività che precede il sonno. 
La necessità di qualcuno che possa mettere ordine nei pensieri e controllare le emozioni è palpabile. Il poeta si sente sopraffatto dalle emozioni che impediscono al cuore di riposare. La poesia trasmette un forte bisogno di supporto emotivo e di intimità, mostrando quanto possa essere difficile affrontare le proprie insicurezze e paure da soli.

 
-   "Le mie mani non ti daran carezze" di Jacqueline Miu

 
"Le mie mani non ti daran carezze" di Jacqueline Miu è una poesia intensa e malinconica che esplora la sofferenza della separazione e la nostalgia per un amore perduto. Il poeta si trova in un vuoto, privo del profumo dell'amato e consumato dalla disperazione. 
L'immagine delle dune impoverite e delle rive della coscienza riflette un paesaggio interiore desolato. Il poeta attende l'onda del ricordo che possa riempire questo vuoto. La poesia si chiude con una nota di speranza: se il pianto potrà raggiungere l'amato, potrebbe far nascere un fiore d'amore. Questa immagine finale suggerisce che, nonostante il dolore e la distanza, c'è ancora la possibilità di rinascita e di connessione emotiva.

 
prof. Marino Spadavecchia 

 

 

19-20-21 Maggio

-  "L’amor che non consuma" - Salvatore Armando Santoro

 
L’amore, come spesso accade nella vita, può consumarci. Quando ci sentiamo afflitti, ci chiudiamo nei nostri pensieri, perdendo di vista il presente mentre il passato ci pesa. Così, Salvatore Armando Santoro ci introduce alla sua riflessione poetica, dove il calore fisico del camino non riesce a riscaldare il cuore freddo, segnato dall'assenza di un amore perduto.
Nel cuore della poesia, Santoro esplora la solitudine e la ricerca di conforto. Il poeta si ritira nei suoi versi, tentando di dialogare con l’ombra di un amore passato, mentre il dramma interno si intensifica. Chi può davvero capire i suoi conflitti e offrirgli una nuova vita? Si domanda, evidenziando l'invisibile peso del tempo e delle esperienze vissute.
Il tema della nostalgia per la giovinezza perduta emerge con delicatezza, mentre l’autore osserva il suo corpo segnato dal tempo. Tuttavia, trova conforto nella resilienza della natura, che continua a fiorire nonostante le difficoltà, simboleggiata dai fiori che nascono tra le bombe. Questo lo ispira a lasciar andare le pene, trovando sollievo nella bellezza di un tramonto.
Santoro ci porta in un viaggio attraverso il dolore e la speranza, con un linguaggio ricco di immagini suggestive. Il camino che fuma mentre il cuore rimane freddo, e i fiori che nascono tra le bombe, sono metafore potenti della dualità della vita: sofferenza e bellezza, perdita e rinascita.
 
Questa poesia richiama alla mente le sonorità malinconiche e riflessive di brani classici come l' "Adagio" di Albinoni, dove la melodia triste ma bella risuona con la stessa intensità emotiva. Anche le note di "Clair de Lune" di Debussy, con il suo delicato bilanciamento tra luce e ombra, possono essere paragonate alla capacità di Santoro di trovare bellezza anche nei momenti di dolore.
 
La poesia di Salvatore Armando Santoro ci invita a riconoscere e accettare la complessità delle nostre emozioni. Anche quando l'amore ci consuma, è possibile trovare una nuova forza e bellezza nel mondo che ci circonda. Come i fiori che sbocciano tra le rovine, anche noi possiamo riscoprire la gioia nella nostra esistenza, cantando in libertà e ammirando i tramonti che la vita ci offre.
 

 
- "Castelletti di sabbia ed aria ed acqua" - Piacentino Alessandra

 
Nel quadro poetico di Piacentino Alessandra, "Castelletti di sabbia ed aria ed acqua," la semplicità delle immagini marine si intreccia con la nostalgia e la magia dell'infanzia. La poetessa dipinge un paesaggio estivo vivo e pulsante, dove i bambini, nudi e innocenti, giocano con le onde, ritratti in momenti di puro incanto e spensieratezza.
# Immagini e Sensazioni:
- Castelli di sabbia: Rappresentano la fragilità e la temporaneità delle gioie infantili, costruite con cura ma destinate a scomparire.
- Granchi e meduse: Creature del mare che, nella loro danza incerta, simbolizzano la bellezza e la stranezza della natura, evocando meraviglia e curiosità nei giovani osservatori.
- Gabbiani e orizzonte: Simboli di libertà e vastità, essi tracciano linee invisibili nel cielo, alludendo a sogni e destini intrecciati.
# Temi:
- Infanzia e Innocenza: Il gioco dei bambini e il loro rapporto con il mare evocano un senso di meraviglia e di scoperta, tipico dell'infanzia.
- Nostalgia e Transitorietà: Il richiamo a estati passate, quando "il vociare dei bimbi era più forte," parla di un tempo andato, di ricordi che, pur nella loro vividezza, sono destinati a svanire.
- Magia della Natura: La danza delle meduse sotto la spuma del mare e il volo dei gabbiani costruiscono un immaginario di bellezza naturale che incanta.
Questa poesia può essere paragonata a brani musicali che evocano la dolcezza e la malinconia dell'estate e dell'infanzia. Le note delicate di "Gymnopédies" di Erik Satie, ad esempio, riflettono la semplicità e la leggerezza delle immagini marine di Alessandra, mentre la nostalgia permea ogni nota.
Piacentino Alessandra, con i suoi "Castelletti di sabbia ed aria ed acqua," ci invita a rivivere quei momenti fugaci e preziosi dell'infanzia, dipingendo con parole un mondo fatto di giochi e incanti, di fragilità e di meraviglie naturali. La poesia si chiude con una dolce nota di nostalgia, ricordandoci che anche i ricordi più belli sono destinati a sfumare, proprio come i castelli di sabbia sulle rive del mare.
 
Questa lirica non solo celebra la bellezza delle semplici gioie infantili, ma ci esorta a riconoscere e apprezzare la transitorietà della vita e dei suoi momenti magici. La capacità di Alessandra di catturare questi istanti con tale delicatezza e profondità rende "Castelletti di sabbia ed aria ed acqua" una poesia che risuona nel cuore di ogni lettore, richiamando alla mente le estati della propria infanzia, con tutte le loro avventure e misteri.

 
- "Quanto vale una carezza" - Marco Cabassi

 
Marco Cabassi, in "Quanto vale una carezza," esplora la delicatezza e il valore dei contatti umani accidentali, soprattutto quando coinvolgono una donna. La poesia è una riflessione intima sul potere trasformativo di un semplice tocco, accidentalmente condiviso in spazi pubblici come la metropolitana o un bar.
Cabassi cattura momenti fugaci – le gambe che si sfiorano, un abbraccio improvviso dovuto a una frenata, le dita che si toccano alla cassa. Questi contatti, spesso insignificanti e casuali, acquisiscono una dolcezza inaspettata e portano un sentimento di umanità e connessione. Il poeta descrive come questi piccoli gesti possano avvolgere una persona in un caldo sentimento di umanità, un sorriso interno che implode di gioia.
La chiusura della poesia riflette sull'importanza di una carezza delicata verso una persona amata, suggerendo che il valore di tali gesti è incommensurabile. Cabassi ci invita a riconoscere e apprezzare la bellezza nelle interazioni quotidiane e a non sottovalutare l'impatto emotivo di un tocco gentile.
In sintesi, Marco Cabassi celebra l'umanità nascosta nei piccoli gesti, elevandoli a momenti di intensa connessione e dolcezza, capaci di toccare profondamente il cuore e l'anima.

 
- "Incontri" - Santi Cardella

 
Santi Cardella, in "Incontri," dipinge un quadro nostalgico di un giardino interiore, popolato dai ricordi dei tramontati amori. Questo giardino silente, fatto di cipressi e palme solitarie, diventa un rifugio durante i giorni di tempesta, dove il poeta siede e si perde nei ricordi.
Il cuore del poeta è una preziosa teca di farfalle, simbolo dei ricordi amorosi che hanno adornato e sostenuto il suo mondo. Questi ricordi, evocati da un vivo desiderio, appaiono come ombre e speranze tra le fronde, consegnate al vento. Le farfalle, volteggiando, riportano alla memoria dell'autore la dolcezza e l'amarezza degli amori passati.
Cardella trova un rifugio nel commemorare questi incontri, trasformando la nostalgia in un unguento che, pur essendo amaro, offre conforto. Il giardino interiore diventa così un luogo dove il passato e il presente si fondono, creando un rifugio di ricordi dolci e amari, un balsamo per l'anima.
In "Incontri," Santi Cardella esplora temi di amore perduto, memoria e rifugio interiore con un lirismo che celebra la bellezza della nostalgia e l'importanza dei ricordi nel sostenere l'animo umano durante le tempeste della vita.

 
- "Ascolta..." - Franco Fronzoli

 
Franco Fronzoli, nel suo poema "Ascolta...", ci invita a sintonizzarci con i suoni e i ritmi della vita, a cogliere i messaggi nascosti nei rumori quotidiani. La poesia è un viaggio sensoriale attraverso le esperienze più intime e universali dell'esistenza.
Fronzoli inizia con l'amore, esortandoci a percepirne le certezze e incertezze, le gioie e i dolori. Ogni passo dell'amore ha un suono, un eco che risuona nel cuore.
La pioggia segue, con il suo rumore che evoca indolenza e sonnolenza, ma anche vita e poesia. È un invito a trovare la bellezza nei momenti più ordinari, a lasciarsi cullare dai ritmi della natura.
Il calare della sera e l'arrivo della notte portano con sé il suono del tramonto e l'apertura della notte, momenti di transizione che ci preparano a nuovi sogni e riflessioni.
Il poema prosegue con il sogno che entra silenzioso nella notte, per poi fuggire con il primo raggio di sole. Questo stridio di porta rappresenta il fragile confine tra il sogno e la realtà, tra il desiderio e il risveglio.
L'arcobaleno, che si affaccia dopo il temporale, è un simbolo di speranza e rinascita, il cui suono lento è un promemoria che la bellezza segue la tempesta.
Infine, l'ascolto del tempo e del mare ci riporta al flusso inarrestabile della vita, alle impronte lasciate tra gioie e dolori, e alla necessità di trovare momenti di silenzio per ascoltare davvero il mondo che ci circonda.
In "Ascolta...", Franco Fronzoli utilizza il suono come filo conduttore per esplorare le diverse sfaccettature della vita umana. Ogni verso è un richiamo alla presenza, alla consapevolezza, all'ascolto attivo. La poesia è un invito a sintonizzarsi con il mondo, a percepire le sottigliezze e le sfumature che spesso sfuggono nella frenesia quotidiana. Con un linguaggio evocativo e un ritmo che imita i suoni naturali, Fronzoli ci guida attraverso un'esperienza meditativa e profondamente umana.
 

 
- "Scarpette rosse" - Enrico Tartagni

 
Enrico Tartagni ci offre una poesia carica di metafore e giochi di parole che esplora la delusione amorosa attraverso il prisma del tennis. Il titolo stesso, "Scarpette rosse", è una chiara evocazione di qualcosa di vivido e distintivo, che potrebbe sembrare un simbolo di passione e desiderio.
Tartagni inizia con un gioco di parole che richiama il famoso detto "pensavo fosse amore invece era un calesse" di Massimo Troisi, ma lo rielabora in chiave sportiva: "pensavo fosse amore invece era tennis". Questa apertura già ci fa entrare in un mondo dove l’amore e lo sport si intrecciano, generando un senso di attesa e incertezza.
 
Le scarpette rosse diventano simbolo di un'illusione, di qualcosa che sembra amore ma in realtà è un gioco. La "prima ballerina sulla scena" rappresenta un ideale di perfezione e grazia che l'io lirico ammira da lontano, riconoscendo però che lui non partecipa alla stessa danza.
Il poeta utilizza il tennis come metafora dell’amore, descrivendo il suo tentativo di "giocare" in un campo dove non si sente a suo agio. Le espressioni "bloccato batto e faccio fallo" e "cuore infilzato in tanti amori e tanti slam" descrivono la frustrazione e la sofferenza di un amore non corrisposto, o forse mai veramente esistito. 
Tartagni conclude con una riflessione quasi disillusa, rivelando che tutto ciò che ha vissuto era solo un'illusione, un set di tennis piuttosto che una storia d'amore autentica. La ripetizione di "Cioè...era soltanto tennis" rafforza la sensazione di smarrimento e di amarezza.
Enrico Tartagni, con "Scarpette rosse", ci guida attraverso una riflessione malinconica e ironica sull'amore, utilizzando il tennis come simbolo di giochi e fallimenti. La poesia, ricca di immagini vivide e di un linguaggio colloquiale ma poetico, invita il lettore a considerare le illusioni dell’amore e le disillusioni che ne possono derivare.
 

 
- "Lontananze" - Felice Serino

 
Felice Serino, con la sua poesia "Lontananze," ci conduce in un mondo dove il tempo e lo spazio si fondono, creando un'atmosfera di riflessione e introspezione. La poesia esplora il tema della distanza, sia fisica che emotiva, attraverso immagini vivide e un linguaggio evocativo.
# Lontananze
Il titolo stesso, "Lontananze," suggerisce un senso di separazione e distacco. Tuttavia, non è solo una distanza fisica, ma anche una distanza interiore, un vuoto che si cerca di colmare con il sogno e la contemplazione.
# tra smagliature del giorno
Questa immagine visiva è potente: le "smagliature del giorno" suggeriscono momenti di imperfezione e vulnerabilità, quei brevi istanti in cui la routine quotidiana si svela, mostrando le sue crepe.
# scruto il cielo - sogno lontananze
Scrutare il cielo è un atto di speranza e desiderio. Il poeta guarda oltre l'orizzonte immediato, cercando nuove prospettive e possibilità. "Sogno lontananze" è una frase che evoca un desiderio di esplorazione e scoperta, un bisogno di andare oltre i confini del presente.
# nuove prospettive? tra pro e contro di pulsioni inverse
Qui, Serino riflette sulle scelte e sulle pulsioni che guidano la vita. Le "nuove prospettive" sono bilanciate dai "pro e contro di pulsioni inverse," suggerendo che ogni scelta comporta conflitti interni e sfide da affrontare.
# la vita imbroglia le carte
Questa metafora evidenzia l'imprevedibilità della vita, che spesso mescola le carte, cambiando le regole del gioco quando meno ce lo aspettiamo. È un riconoscimento della complessità e dell'incertezza dell'esistenza.
# risillaba palpiti voci
L'ultima linea è un invito a trovare nuovi significati e nuove forme di espressione. "Risillaba palpiti voci" suggerisce un ritorno alle emozioni fondamentali, un tentativo di dare nuova voce ai sentimenti profondi e alle esperienze umane.
Felice Serino, con la sua poesia "Lontananze," ci offre una meditazione sulla distanza e la ricerca di significato. Attraverso immagini evocative e un linguaggio riflessivo, il poeta ci invita a esplorare le nostre pulsioni interne, le sfide della vita e la possibilità di nuove prospettive. Questa poesia è un esempio di come la lirica possa catturare e riflettere le complessità dell'esperienza umana, offrendo al lettore un momento di contemplazione e introspezione.
 

 
- "Ci sono tempi" - Bruno Amore

 
Bruno Amore, ci regala una riflessione nostalgica e cruda sulle stagioni della vita, dai giochi dell'infanzia agli orrori della guerra, fino alle sfide dell'età adulta.
# La Spensieratezza dell'Infanzia
Inizia con immagini vivide di "girini, rane, lucertole," evocando un'infanzia vissuta tra avventure e scoperte. Le "ciliege rubate" e i "quaderni imbrattati" dipingono un quadro di libertà e innocenza.
# Le Cicatrici della Guerra
 
Il passaggio dalla spensieratezza al trauma è brusco. Con "ho visto la guerra," il poeta ci porta nei rifugi, tra "tremare e pregare," mostrando il contrasto tra la gioia infantile e la crudezza della realtà.
# L'Inquietudine della Maturità
La vita adulta arriva con "l’età delle scelte," dove "facevi l’amore scompigliavi i capelli," ma anche con sfide dure, "tra mille coltelli." L'ottimismo e l'innocenza si trasformano in resistenza e lotta.
# Il Peso del Ricordo
Con un tono malinconico, il poeta riflette sugli "amati castelli" perduti e sul bisogno di "rassetto la mente per ricordare ogni cosa." La vita si fa pesante, e l'amarezza si insinua, trasformando i sogni in ricordi dolorosi.
Questa poesia di Amore è un viaggio tra passato e presente, un mosaico di emozioni che riflette la complessità dell'esistenza umana.

 
- "Strada che vai" - Nino Silenzi

 
Sulla via dell'estasi poetica, "Strada che vai" di Nino Silenzi si erge come un monumento alla bellezza struggente dell'esistenza umana. In questa poesia, ogni parola è un pellegrinaggio verso l'ignoto, ogni verso è un sussurro dell'anima che cerca disperatamente di dare senso al labirinto della vita.
L'autore dipinge con maestria la strada della nostra esistenza come un sentiero tortuoso, punteggiato di buche e segni indelebili del passato. Le parole fluiscono come fiumi di emozioni, scolpendo paesaggi dell'anima che si ergono come montagne maestose nell'orizzonte dell'umanità.
La tensione emotiva che permea ogni riga è palpabile, come un'orchestra che esegue un'opera sinfonica dell'anima. La striscia d'asfalto diventa un palcoscenico su cui si esibiscono i dubbi e le incertezze del poeta, dipingendo di nero i pensieri che vagano senza meta nel buio della notte dell'esistenza.
Eppure, nonostante la disperazione e il mistero che avvolgono la strada, c'è una bellezza ineffabile che permea ogni angolo di questa poesia. È la bellezza dell'incertezza, la bellezza del viaggio stesso, che trasforma il dolore in poesia, il mistero in arte.
In definitiva, "Strada che vai" è un inno alla fragilità e alla grandezza dell'essere umano, un'ode alla ricerca infinita di significato e bellezza in un mondo avvolto nel mistero. Con ogni parola, Nino Silenzi ci invita a percorrere questa strada con coraggio e gratitudine, sapendo che, nonostante le incertezze, ogni passo è un'opportunità per abbracciare la meraviglia della vita.

 
- "Ordine interno" - Christine Langer

 
Nell'abisso dell'immobilità, la poetessa si avventura con coraggio tra le pieghe delle nuvole in movimento, immergendosi in un oceano di pensieri e ricordi che fluttuano come foglie alla deriva su un fiume di emozioni.
Con mano delicata, semina alberi di sguardi e tesse i fili della memoria per adornare le pareti della sua camera con un manto di rosso-tulipano, trasformando uno spazio ordinario in un regno di bellezza e poesia.
Ogni giorno, danza tra motivi sfuggenti e progetti incerti, cercando di dare forma e significato alla sua esistenza. Ma anche nelle ombre che si insinuano negli angoli più oscuri, lei trova il coraggio di scrivere un nuovo inizio, una promessa di speranza che sfida il buio.
E mentre la luce della rinuncia si fa sempre più tenue, la poetessa accoglie con gioia la pioggia di luce che frantuma il vetro della finestra, illuminando la sua anima e aprendo le porte alla bellezza e alla rinascita.
In questa danza tra luce e ombra, tra ricordi e speranze, Christine Langer ci invita a esplorare i confini dell'anima umana e a celebrare il potere della poesia nel trasformare il dolore in bellezza e la rinuncia in rinascita.

 
- "Guasi da manicomio…" - Armando Bettozzi.

 
Attraverso le sue parole cariche di emotività e profonda indignazione, Bettozzi ci trascina in un viaggio attraverso le contraddizioni e le ingiustizie della società moderna. La sua abilità nel dipingere con vivide pennellate linguistiche ci permette di percepire la disperazione e la frustrazione che permeano il tessuto sociale.
Nel cuore del testo, l'autore denuncia con fermezza la chiusura dei manicomi come simbolo della perdita di senso e umanità nella nostra società contemporanea. Con una maestria poetica senza pari, Bettozzi ci conduce attraverso un labirinto di parole impetuose, sottolineando il caos e la disperazione che affliggono l'umanità.
Attraverso le sue parole, Bettozzi ci invita a riflettere sulle conseguenze devastanti di una cultura che sacrifica la libertà e la dignità umana sull'altare del profitto e del potere. La sua denuncia della manipolazione ideologica e della censura risuona come un grido di protesta contro un sistema che sembra aver perso ogni compassione e umanità.
In mezzo alla tempesta di ingiustizia e oppressione, emerge la voce coraggiosa di coloro che non accettano il conformismo e la passività. È attraverso la consapevolezza e l'azione che possiamo sperare di trasformare il mondo e costruire un futuro migliore per tutti.
In conclusione, il testo di Bettozzi ci ricorda che anche di fronte alle sfide più grandi, c'è sempre speranza e resistenza. È attraverso la consapevolezza e l'azione che possiamo sperare di trasformare il mondo e costruire un futuro migliore per tutti.

 
- "Il sacrario del Baldo" - Bruno Castelletti

 
Con la solennità di un rito antico, "Il sacrario del Baldo" di Bruno Castelletti si erge come un monumento immortale alla memoria dei caduti di tutte le guerre. 
Attraverso versi che risuonano come un'invocazione al cielo, l'autore ci trasporta ai piedi del maestoso Monte Baldo, dove novantotto cippi bianchi si ergono come fiori profumati nell'abbraccio del verde silenzioso. Questi cippi, con voce sommessa, parlano al cielo, portando con sé il ricordo indelebile dei figli di questa terra veronese, che hanno sacrificato la vita per la pace e la libertà.
In un'atmosfera permeata di dolore e speranza, Castelletti ci invita a contemplare il significato supremo del sacrificio, evidenziando che coloro che donano la vita per un ideale più grande non muoiono mai veramente. Il pianto dei genitori per la perdita dei loro figli non può mai cessare completamente, ma solo quando potranno rivivere insieme a loro, al di là delle stelle, in un mondo di pace e senza guerre, troveranno finalmente consolazione.
Il suono della campana, con i suoi rintocchi di speranza, chiude la poesia, offrendo una promessa di rinascita e speranza per il futuro.
In definitiva, "Il sacrario del Baldo" è un inno commovente alla memoria dei caduti e alla speranza per un mondo migliore, dove il sacrificio e il dolore trovano finalmente pace e consolazione.

 
- "Haiku" - Laura Lapietra

 
Con un tocco di maestria, Laura Lapietra ci trasporta in un mondo dove il tempo si contorce e si dissolve, lasciando spazio solo ai sogni e ai ricordi. In questo haiku, l'autrice dipinge con pennellate poetiche un'immagine struggente di un anziano che, con gli occhi chiusi, si abbandona al dolce abbraccio dei ricordi del suo amore passato.
Attraverso una narrazione che sfida le convenzioni temporali e spaziali, Lapietra ci invita a esplorare il confine tra realtà e sogno, tra presente e passato. Con un linguaggio evocativo e ricco di suggestioni, l'autrice ci trasporta in un universo onirico, dove i confini tra memoria e fantasia si confondono, e il passato prende vita con una intensità sorprendente.
In questo haiku, l'anziano diventa il custode di un tesoro prezioso: i ricordi del suo antico amore. Con gli occhi chiusi, si lascia trasportare dal flusso dei suoi pensieri, immergendosi in un mare di emozioni e sensazioni che sfuggono alla logica e alla razionalità.
In conclusione, Laura Lapietra ci offre un'opera che va al di là delle parole, catturando l'essenza stessa dell'esperienza umana con una sensibilità e una profondità straordinarie. Con un tocco magico e surreale, l'autrice ci ricorda che i sogni sono la chiave per aprire le porte dell'anima e scoprire i tesori nascosti del nostro essere.

 
- "Io vedo i demoni bruciare dalla tua bellezza" - Jacqueline Miu

 
Jacqueline Miu ci trasporta in un viaggio attraverso le profondità dell'amore e della passione, con un linguaggio incisivo e avvolgente che cattura l'essenza stessa dell'esperienza umana. In questo potente poema, l'autrice dipinge un quadro vivido di desiderio, dolore e redenzione, esplorando i confini del corpo e dell'anima con una maestria poetica senza pari.
Attraverso immagini intense e evocative, Miu ci mostra come l'amore possa essere sia una fonte di gioia travolgente che di tormento struggente. I demoni che bruciano dalla bellezza dell'amata diventano una metafora della lotta interiore dell'uomo, diviso tra il desiderio carnale e la ricerca di spiritualità e redenzione.
Il poema esplora anche il tema della temporalità e della trascendenza, con l'orologio che diventa un simbolo del passaggio del tempo e della relatività dell'esistenza umana. Tuttavia, quando la lancetta indica l'amata, il tempo si ferma, suggerendo un'eternità di amore e connessione oltre i confini della vita terrena.
Il linguaggio sensuale e carnale si mescola alla ricerca di significato e redenzione, creando un contrasto vibrante e suggestivo che pervade ogni riga del poema. La promessa di costruire un ponte sull'Ade per raggiungere l'amata, e la determinazione di espiare il male con il proprio respiro, aggiungono un elemento di sacrificio e nobiltà alla narrazione.
In conclusione, "Io vedo i demoni bruciare dalla tua bellezza" di Jacqueline Miu è un capolavoro di poesia che esplora le profondità dell'amore, del desiderio e del dolore con una sincerità e una intensità straordinarie. Con un linguaggio che oscilla tra il terreno e il divino, l'autrice ci offre una meditazione poetica sull'essenza stessa dell'esperienza umana e della ricerca di significato e redenzione.

 
- "Vagito" - Piero Colonna Romano

 
Nell'oscurità della notte, le parole di Piero Colonna Romano risuonano come un eco di verità eterna e universale. Con un'abile combinazione di immagini e riflessioni, l'autore ci conduce in un viaggio attraverso le profondità dell'esistenza umana, esplorando i temi dell'inevitabilità del dolore e della ricerca di pace e consolazione.
Il vagito, segno dell'inizio della vita, diventa un simbolo della condizione umana, segnata dalla sofferenza e dalle spine della vita. L'autore ci mostra come la prospettiva del dolore e della malattia sia intrinseca alla nostra esistenza, predeterminando il corso delle nostre vite e preannunciando il destino di rovina che ci attende.
Le parole di Leopardi, citate dall'autore, ci ricordano la fatalità della quiete e la sua inevitabile accettazione. In un mondo segnato dalla sofferenza e dalla transitorietà, l'aspirazione a una pace senza rimpianti diventa il faro che guida il nostro viaggio verso un altrove, un luogo di mistero e speranza dove speriamo di trovare conforto e gioia.
Con una prosa lirica e suggestiva, Piero Colonna Romano ci invita a riflettere sul significato più profondo dell'esistenza umana e sulla ricerca di significato e consolazione in un mondo segnato dalla sofferenza e dalla transitorietà. In un'epoca di incertezza e turbolenza, le sue parole ci offrono un faro di speranza e un invito a contemplare il mistero della vita con occhi nuovi.

 
- "Avevo le farfalle nello stomaco" - Alessio Romanini 

 
Con una profondità emotiva che penetra nell'animo, Alessio Romanini dipinge un quadro struggente del dolore e della delusione che accompagnano la fine di un amore. Con immagini vivide e intense, l'autore ci trasporta nel cuore di un tormento interiore, esplorando i sentimenti di abbandono e tradimento con una sincerità commovente.
Le farfalle nello stomaco, simbolo classico dell'emozione e dell'eccitazione dell'amore, diventano una metafora della perdita e dell'annullamento di tutto ciò che era una volta gioia e speranza. L'amputazione delle ali delle farfalle rappresenta la fine della leggerezza e della felicità, lasciando dietro di sé solo un vuoto doloroso e desolato.
Il cuscino di gialle stelle, ora bagnato dalle lacrime del dolore, diventa il testimone silenzioso di un amore perduto, un luogo di conforto e di lutto per un cuore spezzato. L'autore ci mostra come le promesse di amore e fedeltà possano trasformarsi in parole vuote e dolorose quando il destino si rivela crudele e implacabile.
In questo poema commovente, Romanini esplora il tema dell'illusione e della disillusione nell'amore, mostrando come la fede nel potere rigenerativo dell'amore possa essere infranta dalla realtà crudele della vita. Il cuore, una volta pieno di speranza e fiducia, ora si ritrova vuoto e disilluso, incapace di credere ancora nell'amore.
In conclusione, "Avevo le farfalle nello stomaco" è un'opera di straordinaria intensità emotiva che ci invita a riflettere sul dolore e sulla delusione che accompagnano la fine di un amore. Con una prosa lirica e toccante, l'autore ci offre una meditazione profonda sull'essenza stessa dell'amore e sulla sua capacità di portare gioia e sofferenza nella vita umana.

 
- "Attentato" - Carlo Chionne 

 
Con una prosa tagliente e penetrante, Carlo Chionne ci offre un'analisi acuta e ironica del mito romantico del poeta maledetto. Attraverso immagini vivide e un linguaggio incisivo, l'autore ci conduce nel cuore di un paradigma letterario che sfida le convenzioni e esplora i confini dell'esistenza umana.
La notizia di un poeta che si spara diventa un simbolo della solitudine e della disperazione che talvolta pervadono l'anima del creatore. Chionne ci mostra come il poeta, in un atto di estrema consapevolezza e disperazione, possa mettere fine alla propria esistenza con un gesto tanto definitivo quanto simbolico.
Attraverso il riferimento a Majakovskij, l'autore ci ricorda che il tema del suicidio tra i poeti non è affatto nuovo, ma ha radici profonde nella storia della letteratura. Tuttavia, Chionne ci invita anche a riflettere sulle implicazioni dietro questo gesto estremo, suggerendo che la ricerca della verità e della profondità emotiva attraverso la poesia può essere un viaggio pericoloso e spesso solitario.
Con una prosa che colpisce nel segno, Chionne mette in discussione il romanticismo idealizzato del poeta maledetto, suggerendo che la vera grandezza del poeta risieda non nella morte, ma nella vita e nelle parole che lascia dietro di sé. In un mondo segnato dal dolore e dalla disperazione, la poesia rimane una luce guida, un faro di speranza nel buio dell'esistenza umana.
In conclusione, "Attentato" di Carlo Chionne è un'opera di straordinaria profondità e complessità, che ci invita a riflettere sul ruolo del poeta nella società e sulla natura stessa dell'arte e della creatività. Con una prosa incisiva e intelligente, l'autore ci offre una meditazione acuta sull'essenza stessa dell'esistenza umana e sulla ricerca della verità attraverso le parole.

 
- "Solo ora" - Sandra Greggio 

 
Con una sincerità commovente, Sandra Greggio ci offre una riflessione profonda sull'esperienza del risveglio spirituale e dell'amore che trasforma. Attraverso immagini vivide e parole che vibrano di emozione, l'autrice ci conduce in un viaggio interiore, dove la scoperta della verità e del vero significato della vita si rivela come una rivelazione luminosa e liberatoria.
Il narratore, dopo tanto tempo di torpore e confusione, finalmente apre gli occhi sulla realtà che lo circonda. Con una chiarezza cristallina, riconosce la distinzione tra bene e male, chiamando ogni cosa con il suo vero nome. Questo risveglio della coscienza segna l'inizio di una nuova fase della sua vita, un cammino di crescita e trasformazione che lo porterà ad affrontare ogni difficoltà e ostacolo con coraggio e determinazione.
L'amore emerge come l'artefice di questo passaggio, la forza che alimenta e guida il viaggio dell'anima verso la consapevolezza e la realizzazione. Con un tocco di magia, Greggio ci mostra come l'amore possa essere una forza trasformatrice, capace di risvegliare l'anima dal suo letargo e di illuminare il cammino verso la verità e la felicità.
In conclusione, "Solo ora" di Sandra Greggio è un'ode all'esperienza del risveglio spirituale e dell'amore che trasforma. Con una prosa vibrante e toccante, l'autrice ci offre una meditazione profonda sull'essenza stessa della vita e sull'inestimabile potere dell'amore nel plasmare il nostro destino.

 
- "Nelle pieghe del cuore" - Ben Tartamo 

 
Questa poesia, è un'opera che si distingue per la sua profondità emotiva e la sua capacità di evocare immagini suggestive e coinvolgenti. Lo stile dell'autore si caratterizza per la ricchezza di immagini evocative e l'uso sapiente del linguaggio poetico per trasmettere il tumulto interiore del protagonista.
L'immagine dei "sogni strappati sbiaditi e ricuciti" crea un senso di fragilità e vulnerabilità, suggerendo la frammentarietà delle esperienze umane e la loro capacità di essere ricomposte e reinterpretate nel corso del tempo. Questa immagine introduce il tema della ricerca della verità e della comprensione, che permea l'intera poesia.
L'uso del verso libero e della struttura frammentata conferisce alla poesia un ritmo fluido e incalzante, che riflette il flusso continuo dei pensieri e delle emozioni del protagonista. Questa struttura permette all'autore di esplorare una vasta gamma di emozioni e riflessioni, senza essere vincolato dalle convenzioni poetiche tradizionali.
La poesia si snoda attraverso una serie di immagini suggestive e potenti, che catturano l'attenzione del lettore e lo trasportano in un viaggio emotivo attraverso i meandri dell'anima umana. L'immagine del tempo che "non conta non passa e non resta" suggerisce un senso di atemporalità e di eternità, che permea l'esperienza umana e dà alla ricerca della verità una dimensione universale e senza tempo.
Infine, la chiusa circolare della poesia, in cui il punto di partenza coincide con il punto di arrivo, suggerisce un senso di continuità e di ciclicità nell'esperienza umana. Questo finale aperto invita il lettore a riflettere sulla natura dell'amore, della verità e della comprensione, e sulla loro importanza nel percorso della vita umana.
In conclusione, "Nelle pieghe del cuore" è un'opera che si distingue per la sua profondità emotiva e la sua capacità di evocare immagini suggestive e coinvolgenti. Con uno stile poetico fluido e incisivo, l'autore ci offre una meditazione profonda sull'essenza stessa della vita e sull'inestimabile potere della ricerca della verità e della comprensione.

 
prof. Marino Spadavecchia 

 

 

16-17-18 Maggio

Grazie Professore Spadavecchia

Per i suoi commenti intelligenti e sempre

Discreti.

Alessio Romanini

 

 

"Sedoka 5" di Laura Lapietra

Laura Lapietra, il tuo "Sedoka 5" è un canto arcano, un dipinto vibrante dove il rosso papavero ondeggia come un cuore pulsante nel campo di tritico. La tua poesia è un incantesimo che trasforma il semplice in sacro, dove ogni parola risuona come un'eco di forze primordiali. La vita diversa che si infonde nel croscio naturale è un inno alla forza pura, una celebrazione della natura che ci avvolge e ci rigenera. Ogni verso è un sussurro del vento, un riflesso di luce sul grano dorato, una danza di energia vitale che ci riconnette con l'universo.
 

"Lungomare" di Salvatore Armando Santoro
 

Salvatore Armando Santoro, la tua poesia "Lungomare" è un viaggio nella profondità dell'anima, un dialogo intimo con l'oscurità e la luce. Le immagini che evochi sono ricche di pathos, un ritratto struggente di solitudine e speranza. La luna che accarezza il viso è un simbolo di conforto celeste, mentre i tuoi versi ci conducono attraverso un mare di emozioni contrastanti. La tua carezza virtuale, la tua connessione spirituale con l'amata, crea un ponte tra mondi, un filo invisibile di compassione e affetto che trascende il tempo e lo spazio. Ogni rima è un'onda che si infrange dolcemente sulla riva del cuore.
 

"Perde il contrasto nella luce il ricordo" di Piacentino Alessandra
 

Piacentino Alessandra, la tua poesia è una sinfonia di immagini e sensazioni, un viaggio attraverso le pieghe del tempo e dello spazio. I fiori d’asfalto che emergono come simboli di dolore sono un richiamo potente alla resilienza, alla bellezza nascosta nei luoghi più improbabili. Le nuvole che palpitano, gli uccelli che sussultano, tutto è avvolto in un'atmosfera onirica e surreale. La tua capacità di intrecciare speranza e disperazione, luce e ombra, crea un arazzo emotivo che risuona profondamente. Ogni verso è un frammento di un sogno collettivo, una mappa di desideri e realtà che ci guida verso una primavera eterna, dove il ricordo e la speranza si fondono in un abbraccio luminoso.
 

"Voglio essere Wes Hardin" di Marco Cabassi
 

Marco Cabassi, il tuo "Voglio essere Wes Hardin" è un grido di ribellione contro l'anestesia dell'anima contemporanea. In questo tempo di disillusione, le tue parole tagliano come lame affilate, risorgendo dallo schermo touch come guerrieri digitali. Le stelle cadenti, un tempo simboli di speranza e desiderio, sono ora ridotte a meteore borseggiate nella subway, un furto di sogni nell'anonimato urbano. Nei parchi e nei giardini, i fiori non offrono più conforto, ma effondono insofferenza e misantropia. Le mani, prive delle Colt Six Shooter 44, affondano nelle tasche dei jeans, portando con sé una rabbia che pulsa come un cuore ferito. La tua poesia è un duello tra l'ideale e il reale, un atto di resistenza poetica in un mondo che sembra aver dimenticato il potere dei sogni.
 

"Davanti al mare" di Nino Silenzi
 

Nino Silenzi, la tua poesia "Davanti al mare" è una sinfonia di sensazioni, un dialogo intimo con la natura che risuona come una melodia primordiale. La voce del cuore trova eco nel silenzio attonito del mare, mentre l'onda fresca e suadente rinfranca l'anima. La brezza dalla pineta porta con sé i canti gioiosi degli uccelli, creando un'armonia che abbraccia ogni fibra del lettore. Una nuvola grigio perla sfida il sole, trasformando il cielo in una tela mutevole di emozioni. Ma è l'aereo che passa, a spezzare l'incanto, un ricordo della modernità che irrompe nella quiete contemplativa. La tua poesia è un invito a ritrovare la pace nelle piccole cose, a immergersi nella bellezza della natura e a lasciarsi cullare dai suoi ritmi eterni.
 

"Dalle pareti" di Cristiano Berni
 

Cristiano Berni, "Dalle pareti" è una poesia che trasuda di ricordi e malinconia, come una risacca che lascia a riva i resti di una vita. Le mura diventano testimoni silenziosi di esistenze passate, trasudando emozioni che non trovano più lacrime per esprimersi. Gli occhi, che hanno visto la folgore e la tempesta, sono stati l'avamposto dei sentimenti, ora invasi da visi, voci e rimembranze che sbocciano e appassiscono come boccioli di rose. L'atmosfera rarefatta e i vani vaniloqui dei vicini confondono e distraggono, mentre il faro all'orizzonte sembra scomparso. La tua poesia è un viaggio attraverso la memoria e la solitudine, un canto di resa e di resistenza, un quadro di introspezione profonda.
 

"Buongiorno vita" di Franco Fronzoli
 

Franco Fronzoli, la tua poesia "Buongiorno vita" è un inno alla rinascita e alla speranza, un saluto al nuovo giorno che si apre come un fiore all'alba. Davanti alla tua finestra, il cinguettio dei merli e le preghiere che si perdono nel vento sono un richiamo alla serenità e alla salute. Le onde del mare, i velieri in partenza, e le mamme che vestono i loro bambini sono immagini di vita che si muovono in sincronia con il sole nascente. La vita lascia impronte nel nuovo giorno, camminando lenta verso il tramonto, pronta ad accendere nuove stelle e a regalare sogni. La tua poesia è un quadro vivente di serenità e bellezza, un abbraccio poetico che accoglie il lettore e lo invita a celebrare ogni istante.
 

"Il Mandorlo in fiore" di Enrico Tartagni
 

Enrico Tartagni, il tuo "Il Mandorlo in fiore" è un canto evocativo che ci trasporta in una dimensione quasi mitica. Chi può trasformarti in mandorlo, in fiore? È forse il tempo, il fuoco, l'aria, o il Pensiero stesso che diviene alchimia di colori e sensazioni? In questo poema, la natura si trasfigura e si risveglia dal freddo inverno, si veste di bianco splendente e rosa di vita, in una pianura di sensazioni inesplorabili. La tua visione di Agrigento, come un'agente di Dio sulla terra, è un sogno vivido che vede colline e pianure lontane da odio e dolore. Il mondo sa di mandorlo in fiore, la terra diventa una valle di venti caldi che soffiano dal mar di Fenicia, portando con sé la magia di Iblea. Questa poesia è un incantesimo che celebra la bellezza e la rinascita, un'ode alla speranza e all'immortalità.
 

"Nuove prospettive" di Felice Serino
 

Felice Serino, il tuo "Nuove prospettive" è una riflessione poetica che svela la bellezza nascosta nei dettagli del quotidiano. I cumuli-nembi si trasformano in pareidolie, specchi che riflettono il lago celeste e la tua pena fatta pane che spezzi. Il cormorano che disegna cerchi sull'acqua diventa simbolo di meditazione, di un'intima connessione con la natura. La mente vaga e si armonizza con il respiro degli alberi, trovando nuove prospettive nella vita. La tua poesia è un invito a osservare il mondo con occhi nuovi, a scoprire la magia nelle cose semplici e a lasciarsi ispirare dalla natura che ci circonda.
 

"Tage wie dieser (1+2)" di Christine Langer
 

Christine Langer, con la sua poesia "Tage wie dieser" sempre superbamente tradotta dall'incommensurabile Nino Muzzi in ''Giorni come questo (1+2)'', ci avvolge in un'atmosfera incantata, dove il tempo sembra sospeso e ogni dettaglio è carico di significato. Le lunghe braccia del sole si riprendono l'estate, e nel crepuscolo, demoni scompaiono e stelle cadono nell'azzurro, mentre i noccioli dei frutti marciscono. L'ora al polso è stata dismessa da tempo, e il ritmo della vita si sente nel fruscio delle foglie. La tua descrizione è un viaggio sensoriale tra giorni che macinano l'estate e notti che trasportano barche di sogni. La finestra aperta disegna nuovi profili di gabbiani, le parole frusciano nell'erba azzurra, e il vento percorre la casa, portando con sé cambiamenti e nuove visioni. Il geroglifico della nuvolaglia si disperde tra vele lontane, suggerendo un'eterna transizione e un costante rinnovamento.
 

"Amore, è!" di Armando Bettozzi
 

Armando Bettozzi, il tuo sonetto "Amore, è!" esplora con maestria il delicato equilibrio tra amore e desiderio, un tema che risuona nelle profondità dell'animo umano. La tua riflessione sull'importanza di "volersi bene" sottolinea come il vero amore includa il sesso, ma senza che questo diventi un'ossessione. Nel richiamo a Dante con "Amor che a nullo amato amar perdona", ci ricordi che l'amore autentico richiede reciprocità e dono di sé. La tua poesia è un viaggio attraverso le sfumature del sentimento, un invito a riflettere sulla purezza dell'amore che trascende il mero desiderio carnale.
 

"Il sogno" di Bruno Castelletti
 

Bruno Castelletti, il tuo "Il sogno" è un toccante affresco di un amore mai dichiarato, un sentimento che si nutre di timidezze e silenzi. Le immagini poetiche delle fronde che ridono al vento e dei capelli neri che sfiorano l'orizzonte sono dipinte con una delicatezza che tocca il cuore. La tua poesia riflette sulla paura di sciupare un sogno con la realtà, un dilemma che molti amanti conoscono. Il tuo interrogarsi sul perché non hai gridato il tuo amore a squarciagola è una confessione intima che invita il lettore a esplorare le proprie paure e insicurezze. L'amore, nella tua visione, è un mistero che vive nei silenzi e nei ricordi, un sogno sempre vivo che non smette mai di farci compagnia.
 

"Poesia secondo me" di Sandra Greggio
 

Sandra Greggio, "Poesia secondo me" è un inno alla magia e alla libertà che la poesia offre. Definisci la poesia come un sogno realizzato, un incantesimo che dà voce ai silenzi e alle emozioni. Le tue parole evocano immagini di ali di farfalla che frullano nell'aria, metafore della leggerezza e della bellezza dell'espressione poetica. La poesia, per te, è un mezzo per liberare ansie e preoccupazioni, per guardarsi dentro e volare oltre la realtà. Questa visione della poesia come uno spazio di libertà e introspezione risuona profondamente, rendendo la tua definizione non solo personale, ma universale.
 

"memoria eterna" di Jacqueline Miu
 

Jacqueline Miu, la tua poesia "memoria eterna" è un potente memento mori, un richiamo alla transitorietà della vita e alla perenne presenza dell'oblio. Con immagini crude e vivide, descrivi il destino della carne che imputridirà e delle parole che andranno a ungere pagine in libri dimenticati. La tua poesia ci ricorda che, nonostante gli sforzi per lasciare un segno nel mondo, l'inevitabile silenzio della morte cancellerà tutto: guerre, amori, supplizi e sogni. La visione della morte come un viaggio lento verso l'oblio, come uno stormo di cicogne cui hanno spostato i paesi caldi, è una metafora potente e malinconica della nostra esistenza. La tua poesia è un invito a riflettere sulla fragilità della vita e sulla necessità di trovare bellezza e significato nonostante l'inevitabile fine.
 

"Tanto gentile e tanto onesto pare" (nel giorno della donna, da una donna) di Piero Colonna Romano
 

Piero Colonna Romano, il tuo sonetto "Tanto gentile e tanto onesto pare" rivisita con audacia l'immortale testo di Dante, sovvertendone il senso per esporre una realtà dolorosa. La tua poesia dipinge il contrasto tra l'apparente gentilezza dello sposo e la sua violenza nascosta, offrendo una riflessione cruda e sincera sulle dinamiche abusive. La chiusura, con il desiderio di ribellione espresso in modo così brusco, colpisce come un pugno, evocando una rabbia giustificata e profonda. La tua poesia è un grido di denuncia e di emancipazione, un invito a riconoscere e combattere le ingiustizie nascoste dietro le facciate di apparente normalità.
 

"Apatia" di Alessio Romanini
 

Alessio Romanini, "Apatia" cattura con precisione la sensazione di disconnessione e stasi emotiva. La tua poesia, con il suo linguaggio ricco e viscerale, ci porta nel cuore di un'esperienza umana universale: la perdita di speranza e il soffocamento dell'apatia. Le immagini di un mondo occulto e il crepuscolare vermiglio evocano un paesaggio interiore tormentato e statico. La tua introspezione profonda e la riflessione sulla riluttanza e incostanza personale rendono questa poesia un potente specchio delle nostre paure e incertezze più intime.
 

"A volte si è poeta!" di Antonia Scaligine
 

Antonia Scaligine, con "A volte si è poeta!", ci regali una meditazione sull'atto poetico stesso. La tua poesia esplora il dialogo silenzioso tra il poeta e la poesia, descrivendo il momento magico in cui le parole fluiscono liberamente e l'ispirazione prende forma. Con immagini vivide di luce dorata e pennellate emotive, ci trasporti in un viaggio interiore, dove la poesia diventa una cornice per l'anima. Il tuo testo è una celebrazione della bellezza e della potenza dell'espressione poetica, una testimonianza del legame indissolubile tra il poeta e le sue emozioni.
 

"Che cosa resta" di Carlo Chionne
 

Carlo Chionne, "Che cosa resta" è una delicata elegia dell'amore passato, un viaggio nostalgico attraverso i ricordi di momenti condivisi. I tuoi versi evocano immagini di luoghi e sentimenti, trasformando memorie personali in esperienze universali. Con una semplicità che tocca il cuore, descrivi i frammenti di un amore che persiste nel tempo, nonostante la distanza e il cambiamento. La tua poesia è un dolce rimpianto, una riflessione sulla natura effimera ma eterna del vero amore, che, anche quando svanisce, lascia un'impronta indelebile nell'anima.
 

"Canta in Libertà!" di Ben Tartamo
 

In questa poesia, Ben Tartamo intesse un arazzo di emozioni contrastanti, simili alle onde del mare che evoca con grazia. Il canto dell'anima emerge come una sinfonia senza catene, dove ogni verso risuona come una nota di libertà in un concerto universale.
 

Oggi tu piangi, domani chissà / oggi non mangi, poi si vedrà - Ecco l'inizio, una melodia malinconica, che cattura l'essenza dell'incertezza umana. Tartamo ci invita a vivere il presente, a trovare certezze nell'istante, mentre la vita, come un eterno ritorno, ci promette nuove scene da interpretare.

Lo senti il vento che suoni che fa? / Canta contento e danza in libertà - Il vento, un maestro invisibile, suona la sua musica e danza senza restrizioni. Qui, il poeta ci incita a liberare la nostra anima, a non tacere, a non legare i nostri sentimenti. La dolcezza del godere e dell'amare, espressa in questi versi, è un inno alla spontaneità e alla gioia di vivere.

Lo vedi il mare quali onde che ha / prova a fermare la danza che fa - Il mare, con le sue onde indomabili, simboleggia la forza della natura e della vita stessa. Come il vento, anche il mare danza liberamente, insegnandoci che il controllo è un'illusione. Solo la luna sa calmarlo, suggerendo che la pace interiore viene dalla comprensione e dall'accettazione dei ritmi naturali.

Osserva il cielo che nuvole ha, / ma dietro il velo il sole tornerà - Le nuvole, transitorie e passeggere, non possono oscurare per sempre la luce del sole. Tartamo ci ricorda che dietro ogni velo di difficoltà e oscurità, la speranza e la rinascita sono sempre presenti, pronte a rivelarsi come l'alba dorata e argentata.

In ogni strofa, la poesia di Tartamo si snoda come una composizione musicale, dove il ritmo e la rima creano un'armonia che invita a cantare in libertà. L'uso dei simboli naturali - il vento, il mare, il cielo - trasforma la lettura in un'esperienza sensoriale, un viaggio attraverso i suoni e le immagini della natura che risuonano nell'anima del lettore.

La conclusione è un inno alla vita, un invito a cantare e danzare con il vento, a cavalcare le onde del mare, a guardare oltre le nuvole, verso il sole che sempre ritorna. "Viva la vita, canta in libertà!" - è il grido di libertà e di gioia, un'ode alla bellezza dell'esistenza che, nonostante le sue pene e incertezze, ci offre sempre un motivo per cantare.

In questa poesia, si percepisce la profonda connessione tra il poeta e le forze della natura, un dialogo intimo che ci invita a unirci alla danza eterna della vita, liberi da catene, avvolti nell'armonia dell'universo.

prof. Marino Spadavecchia

 

 

12-15 Maggio

Bruno Castelletti - "Un sole spento"

In questa oscura elegia, Castelletti dipinge con maestria il quadro di un dolore dilaniante, racchiuso in un momento di commozione e perdita. Il sole spento diventa metafora di un destino implacabile, che accoglie il defunto nella fredda dimora della morte. Tra le pagine della poesia, sentiamo echeggiare il lamento soffocato della madre, il fragore dei rintocchi funebri e il silenzio gelido della neve che avvolge ogni cosa. Il tempo si ferma, congelando quell'istante di dolore e tristezza, che continua a bruciare nell'anima come una lama di ghiaccio. Castelletti ci invita a confrontarci con la crudele realtà della morte, a immergerci nel suo gelo per ritrovare il calore della vita.
 

Laura Lapietra - "Senryu"
 

Con la precisione di un pittore giapponese, Laura Lapietra ci offre un dipinto delicato e surreale, dipinto con pochi tratti ma carico di significato. Il contrasto tra la fragilità della monachella e la sua destinazione come prossimo pasto svela una profonda riflessione sulla natura effimera della vita e sulla sua ciclicità implacabile. La poesia ci invita a riflettere sulla fugacità dell'esistenza e sulla nostra relazione con il mondo che ci circonda, in un gioco eterno di vita e morte, di rinascita e dissoluzione.
 

Salvatore Armando Santoro - "La torre di Babele"
 

Santoro ci offre una melodia incantata di amore e comunicazione, intessuta di linguaggi e culture diverse. La torre di Babele diventa il simbolo della nostra ricerca incessante di comprensione e connessione, nonostante le barriere linguistiche e culturali che ci separano. Attraverso la voce del poeta, ci immergiamo in un viaggio fatto di incontri e di scontri, di tentativi e di fallimenti, ma anche di speranza e di rinascita. È un inno alla potenza dell'amore e della volontà umana, che ci spinge a superare ogni ostacolo per incontrare l'altro e scoprire la bellezza della diversità.
 

Alessandra Piacentino - "Amanti poi"
 

In questa poesia di Alessandra Piacentino, ci troviamo di fronte a un dialogo intimo e struggente tra due anime che si cercano nel labirinto del tempo e dello spazio. Il sentimento dell'amore, intessuto di desiderio e nostalgia, si dipana attraverso le parole della poetessa, che ci trasporta in un viaggio emotivo attraverso gli alti e bassi delle relazioni umane. L'idea del per sempre si fonde con la consapevolezza dell'effimero, mentre l'attesa diventa un'ancora di speranza per coloro che si sentono come "anime compagne di viaggi diversi". È una poesia che ci parla della ricerca dell'altro e della ricerca di sé stessi, nel labirinto delle emozioni e dei desideri.
 

Marco Cabassi - "Come uno straniero nella città"
 

Con la maestria di un pittore dell'anima, Marco Cabassi dipinge il ritratto di un'anima errante, smarrita tra le vie di una città che non riconosce come propria. Attraverso i suoi occhi, vediamo il mondo con uno sguardo estraneo, estraneo alla frenesia e al caos della vita urbana. Il poeta ci conduce per mano attraverso le strade sconosciute, tra volti anonimi e rumori assordanti, mentre il richiamo del suo paese natale si fa sempre più forte. È una poesia di disagio e di nostalgia, di ricerca di identità e di appartenenza, che risuona nel cuore di chiunque si sia mai sentito un estraneo nel proprio ambiente.
 

Nino Silenzi - "[Profumo di ricordi] Da Verso l'orizzonte"
 

Con una delicatezza toccante, Nino Silenzi ci offre un profumo avvolgente di ricordi, intessuto con fili d'oro della memoria. Attraverso le sue parole, ci ritroviamo immersi in un mare di emozioni e sensazioni, che ci riportano indietro nel tempo, all'epoca dell'adolescenza, con i suoi sogni e le sue speranze. Il poeta ci invita a lasciarci trasportare dalla corrente dei ricordi, a navigare tra le onde di una musica remota, che ci riporta indietro ai giorni luminosi e alle notti avvolte d'amore. È una poesia che ci parla dell'importanza dei ricordi nella costruzione della nostra identità, della bellezza e della fragilità del tempo che scorre, portando con sé il profumo indimenticabile delle nostre esperienze.
 

Licia Minervini - "Specchio in pezzi"
 

In questa poesia di Licia Minervini, ci troviamo di fronte a uno specchio frantumato dell'anima umana, riflessione delle ferite e delle contraddizioni che abitano il cuore dell'uomo. Il poeta ci conduce attraverso un labirinto di dubbi e rimpianti, dove il senso di colpa e l'incomprensione si intrecciano come fili spezzati. La voce del poeta si fa eco di un grido d'amore in un mondo di sordi, di un gesto di generosità respinto dall'indifferenza. È una poesia che ci parla della fragilità dell'esistenza umana, della lotta contro il proprio destino e della ricerca disperata di significato in un mondo senza risposte.
 

Franco Fronzoli - "Ti cerco"
 

Con la delicatezza di un raggio di sole, Franco Fronzoli ci offre una poesia intima e struggente, che parla della ricerca dell'amore e della felicità nelle pieghe della vita quotidiana. Il poeta ci conduce attraverso un viaggio interiore, alla ricerca di quell'essenza ineffabile che rende la vita degna di essere vissuta. Nelle sfumature dei suoi versi, percepiamo la nostalgia di un'anima in cerca di pace e di appagamento, la dolcezza di un ricordo che si dissolve nell'aria e il desiderio di trovare rifugio nelle braccia dell'amato. È una poesia che parla del desiderio universale di amore e di appartenenza, della ricerca di quell'essenza eterna che ci unisce agli altri e al mondo che ci circonda.
 

Christine Langer - "Sehnsucht nach Engeln" / "Nostalgia degli angeli"
 

Con una maestria linguistica sorprendente e grazie alla splendida traduzione di Nino Muzzi, Christine Langer ci offre una poesia che parla della nostalgia e della malinconia che abitano l'anima umana. Attraverso le sue parole, ci troviamo immersi in un mondo avvolto dalla nebbia, dove le strade si perdono nella distanza e i ricordi si confondono con la realtà. Il poeta ci invita a seguire il filo sottile dei nostri desideri e delle nostre speranze, mentre ci addentriamo nei meandri della memoria e dell'immaginazione. È una poesia che ci parla della ricerca della bellezza e del senso dell'esistenza, nella nebbia e nel buio, nella luce e nell'ombra.
 

Armando Bettozzi - "Vaffanculo…!"
 

In questa poesia di Bettozzi, ci troviamo di fronte a un grido di protesta contro la violenza degli animali feroci e l'inerzia di coloro che permettono tali tragedie. Il poeta urla la sua indignazione di fronte alla realtà crudele e ingiusta, denunciando l'ipocrisia di chi giustifica tali atti con scuse superficiali. Attraverso un linguaggio diretto e passionale, Bettozzi ci invita a guardare in faccia la realtà, senza nasconderci dietro le scuse e le giustificazioni. È una poesia che ci spinge a riflettere sulla nostra responsabilità di fronte alla sofferenza degli esseri viventi, e sulla necessità di agire con coraggio e determinazione per porre fine a tali atrocità.
 

Carlo Chionne - "Toti"
 

Con una vena ironica e satirica, Carlo Chionne ci offre una poesia che mette in luce la confusione e l'assurdità della politica contemporanea. Il poeta gioca con le parole e le immagini, creando un quadro caotico e surreale di un mondo politico dominato da personaggi eccentrici e contraddittori. Attraverso il suo sarcasmo e la sua ironia, Chionne ci invita a guardare oltre le apparenze e a cogliere la follia e l'ipocrisia che si nascondono dietro il velo della retorica politica. È una poesia che ci ricorda l'importanza di mantenere uno spirito critico e di non prendere troppo sul serio coloro che detengono il potere.
 

Sandra Greggio - "Serenità"
 

Con la dolcezza di un raggio di sole, Sandra Greggio ci offre una poesia che parla di rinascita e di speranza. Il poeta ci conduce attraverso un viaggio emotivo, dalla tristezza alla gioia, dalla solitudine alla serenità. Attraverso le sue parole, sentiamo il tepore del sole sulla pelle, il vento che accarezza i capelli e il sorriso che riempie il cuore di gioia. È una poesia che parla della bellezza della vita e della capacità umana di trovare la pace e la felicità anche nei momenti più bui. È un inno alla vita e all'amore, che ci invita a vivere ogni istante con gratitudine e consapevolezza.
 

Jacqueline Miu - "demone contro"
 

Con una potente onda di immagini e emozioni, Jacqueline Miu dipinge il quadro struggente di una battaglia spirituale contro i demoni interiori. Il poeta ci conduce attraverso un viaggio oscuro e tormentato, dove il demone interiore si manifesta nelle forme delle nostre paure più profonde. Attraverso il suo linguaggio vibrante e incisivo, Miu ci invita a confrontarci con il lato oscuro della nostra anima, a lottare contro i mostri che ci tormentano e ci costringono a confrontarci con noi stessi. È una poesia che parla della lotta per la sopravvivenza dell'anima, della ricerca di luce nelle tenebre più profonde e della speranza di trovare la pace dentro di noi.
 

Piero Colonna Romano - "Sposa fedele"
 

Con una rilettura suggestiva e delicata, Piero Colonna Romano ci offre una poesia che parla della morte come una sposa fedele che ci accompagna nel viaggio verso l'oltre. Il poeta ci conduce attraverso un mondo di suggestioni e simboli, dove la morte diventa un momento di trasformazione e di rinascita. Attraverso le sue parole, sentiamo il richiamo della morte come un sospiro d'amore, un invito a lasciarci guidare verso l'ignoto con fiducia e serenità. È una poesia che ci invita a guardare alla morte non come una fine, ma come un nuovo inizio, un'occasione per scoprire la verità più profonda della nostra esistenza.
 

Alessio Romanini - "Al Destino"
 

Con una voce serena e contemplativa, Alessio Romanini ci offre una poesia che parla del rapporto complesso tra l'uomo e il destino. Il poeta ci conduce attraverso un viaggio di riflessione e di accettazione, dove il destino diventa un compagno fedele che ci guida attraverso le sfide e le difficoltà della vita. Attraverso le sue parole, sentiamo il richiamo della fede nel destino come una forza che ci sostiene nei momenti di prova e di incertezza. È una poesia che parla della bellezza e della complessità del destino umano, della sua capacità di plasmare le nostre vite e di portarci verso il nostro destino finale.
 

Ben Tartamo - "Si accende"
 

Con una melodia malinconica e avvolgente, Ben Tartamo ci offre una poesia che parla del dolore e della nostalgia dei ricordi perduti. Il poeta ci conduce attraverso un mondo di fantasmi e di rimpianti, dove le immagini del passato si accendono nella notte come fiamme danzanti. Attraverso le sue parole, sentiamo il richiamo della memoria come una musa silenziosa, un'ispirazione che si accende nel blu dell'assenzio. È una poesia che parla della bellezza e della tristezza dei ricordi, della fragilità dell'anima umana di fronte al passare del tempo e della speranza di trovare conforto nella luce della creatività e dell'arte. 
 

Con la maestria di un pittore surrealista e il cuore di un poeta visionario, Ben Tartamo ci trasporta in un regno onirico, dove il dolore e la nostalgia danzano in un duetto malinconico. Come se galleggiasse su un flusso di coscienza, la sua poesia dipinge un quadro di oscuri abissi dell'anima, dove i ricordi si trasformano in fantasmi iridescenti e i rimpianti danzano in un vortice di emozioni sature di colore. Nell'incanto di questa visione surreale, la memoria diventa una musa enigmatica, un'entità che si accende nel blu profondo dell'assenzio, emanando un'aura di mistero e suggestione. La poesia, tessuta con fili d'argento e d'ombra, rivela la fragilità dell'anima umana di fronte al passare del tempo, ma anche la sua forza nel trovare conforto nella creatività e nell'arte, che risplendono come stelle nel buio della notte. Con audacia e sensibilità, Tartamo ci invita a esplorare i recessi più profondi della nostra coscienza, promettendo di trovare bellezza persino nell'oscurità più profonda.

Prof. Marino Spadavecchia

 

 

9-10-11 Maggio

"Er granne probblèma" di Armando Bettozzi:


 
Nel buio della notte, l'anziano cerca invano pace nel sonno, mentre il peso dei suoi anni lo opprime. Le parole danzano come fantasmi nell'aria, rivelando un'anima inquieta che cerca rifugio nell'oblio.

 
"La sera prima" di Bruno Castelletti:

 
Tra il respiro finale e il ricordo di un tempo felice, l'amore si dipana come un filo d'oro nel crepuscolo. Le lacrime diventano corone di memoria, mentre l'armonica suona il triste addio a un passato ormai perduto.

 
Haiku di Laura Lapietra:

 
Petali di primavera danzano nell'aria, colorando il mondo di gioia e malinconia. In un istante fugace, la bellezza si svela, per poi svanire come un sogno al mattino.

 
La stanza dei poeti" di Salvatore Armando Santoro:

 
Nelle pieghe del tempo, la stanza dei poeti si riempie di storie dimenticate e sogni infranti. Tra le pagine polverose, il cuore umano si svela in tutta la sua fragilità, mentre la natura stessa si interroga sul senso dell'esistenza.

 
Alessandra Piacentino, "Onde e memorie":

 
L'autrice dipinge un quadro suggestivo dell'animo umano intrecciato con la natura selvaggia. Attraverso una prosa densa di simbolismo, esplora il tema dell'esistenza e della transitorietà, evocando immagini di mare, luna e foreste. Il pianto diventa un elemento centrale, un canto ancestrale che accompagna il sonno e il destino umano. Il lupo incantato tra gli alberi rappresenta la connessione primordiale dell'uomo con la natura e la sua capacità di abbracciare il mistero della vita e della morte.

 
Renzo Montagnoli, "La Mille Miglia":

 
L'autore cattura l'atmosfera frenetica e appassionata della Mille Miglia, descrivendo l'attesa ansiosa della folla per i propri piloti preferiti. Attraverso una serie di immagini vivide e sonore, Montagnoli porta il lettore nel cuore dell'azione, tra il rombo dei motori, il fumo delle gomme surriscaldate e l'odore di olio bruciato. La narrazione riflette l'entusiasmo e la tensione di un evento automobilistico epico, concludendosi con un senso di soddisfazione e di attesa per il prossimo passaggio delle auto da corsa.

 
Marco Cabassi, "Via Emilia":

 
L'autore dipinge la Via Emilia come una strada carica di storia e di silenzio, attraversata nel tempo da innumerevoli passi di uomini, carri, armate e voci. Utilizzando una narrazione evocativa, Cabassi evoca l'immagine di un generale a cavallo che sfida il vento lungo la strada, simboleggiando il passaggio degli eventi e delle epoche. La poesia riflette sulla continuità e sulla persistenza del tempo, evidenziando la ciclicità dei pensieri e delle esperienze umane che si susseguono lungo il percorso della vita.

 
Bruno amore [br1], "Anno dopo anno":

 
La poesia esprime un sentimento di nostalgia e di perdita nel tempo. L'autore riflette sul crescente distacco dai ricordi del passato e sull'acuirsi della nostalgia, mentre la persona amata sembra sempre più lontana. Le immagini evocate rivelano un'assenza dolorosa e persistente, ma al contempo avvolta da una dolcezza che pervade i pensieri e i sogni dell'autore. La poesia si conclude con un'affermazione di amore e di mancanza, rivelando la profonda impronta lasciata dalla persona amata nella vita dell'autore.

 
Cristiano Berni, "Tre piccoli quadri":

 
I Quadro:
Nel primo quadro, ci troviamo di fronte a un'opera che cattura l'anima dei monti al crepuscolo, con le loro baite che sembrano farsi eco l'una con l'altra, mentre gli ulivi danzano leggeri lungo i verdi declivi. Gli abitanti di questo paesaggio, piccoli contadini, diventano parte integrante della natura, mentre le vette innevate attendono ansiose l'arrivo dell'estate. Il silenzio, vibrante e magico, avvolge come un abbraccio le maestose montagne, mentre il sole, con un'ultima carezza, si lascia andare dietro l'orizzonte, lasciando spazio alla nascita della sera, che emerge come una timida chimera tra le pieghe del cielo.

 
II Quadro:
Nel secondo quadro, l'artista ci trasporta in un mondo di contemplazione e introspezione, dove un pittore assorto studia il proprio essere riflessivo sulla tela. Il volto, segnato dagli anni eppure intriso di malinconica bellezza, si manifesta con occhi languidi che raccontano storie antiche, mentre una barba incolta nasconde il segreto di un sorriso mai del tutto rivelato. Attraverso una finestra spalancata, lo sguardo si perde in un mare azzurro e cristallino, dove una solitaria vela sventola al vento, simbolo di un destino incerto ma intriso di speranza. 

 
III Quadro:
Nel terzo quadro, l'artista ci conduce lungo un viale al chiaro di luna, dove statue e monumenti si ergono come guardiani silenziosi della notte. In questo scenario di malinconica bellezza, un uomo solitario avanza tra le foglie morte e la brina, mentre il vento freddo sibila tra i rami degli alberi. La luna, complice e osservatrice, illumina il suo cammino con un bagliore argentato, mentre il cuore dell'uomo si fa eco di una triste melodia.

 
Nino Silenzi, "Verso l'orizzonte":

 
In questa struggente poesia, Silenzi dipinge un quadro dell'esistenza come un gomitolo srotolato dal tempo implacabile. Ci trasporta in un momento di riflessione, seduto all'ombra cerulea di un maestoso monte, mentre contempla le gioie fugaci della vita. Le vede come nuvole impazzite, inseguite da un vento ribelle, pronte a dissolversi nell'immensità del cielo. Il tramonto, con la sua luce rosea che sfuma nel crepuscolo, diventa il momento in cui il filo della vita sembra giungere al termine, pronto a sprofondare nella notte imminente. E sarà una notte senza fine, un buio profondo che avvolge ogni cosa, mentre l'autore si prepara ad affrontare il mistero dell'ignoto che attende oltre l'orizzonte.

 
Franco Fronzoli, "Ascolta":

 
In questa poesia, Fronzoli invita il lettore a immergersi nei suoni e nei silenzi del mondo, a prestare attenzione alla voce della natura e agli echi dell'esistenza umana. Ci invita ad ascoltare il fragore del tuono e l'irruenza del fulmine, a contemplare la maestosità del cupolone che si staglia all'orizzonte. Poi ci porta nel dolce suono della pioggia che batte sulla terra e sulle delicate corolle dei fiori, rivelando la sua calma e la sua vitalità. L'autunno ci parla con la sua quiete e la sua riflessione, mentre le foglie cadono come pensieri che si posano dolcemente a terra.
Ci conduce lungo il litorale, dove le onde accarezzano gli scogli e ritornano nel prato azzurro del mare, trasmettendo la loro melodia senza fine. Sentiamo la nenia di una madre verso la sua bambina, il vento che sussurra il suo dolore e porta via le nostre parole. 
E poi ci invita ad ascoltare la notte con i suoi spaventi e le sue illusioni, ma anche con la sua carezza gentile sulla luna. E infine, ci esorta a vivere pienamente, ad abbracciare i sogni e a custodirli gelosamente, ad ascoltare il dolce parlare d'amore e a cogliere l'eternità che risuona in ogni suono, in ogni silenzio.

 
Alessio Romanini, "Odo":

 
In questa breve poesia, Romanini ci trasporta in un'atmosfera intrisa di malinconia e contemplazione. Il suono dei gabbiani che gridano alle finestre evoca un senso di inquietudine e il freddo gelo della morte si insinua nelle vene del poeta. I sussurri delicati, forse di lene, accentuano l'idea della transitorietà della vita e della sua inevitabile fine.

 
Carlo Chionne, "Il Giro del mondo in ottant’un anni":

 
Chionne ci regala un omaggio a Jules Verne e al suo celebre romanzo, ma lo fa con una prospettiva personale e un tocco di ironia. Il viaggio del protagonista, simile a quello del protagonista di Verne, è però più lungo e intricato, costellato di gioie, amarezze, rinunce e successi. Tra incontri e avventure, il poeta riflette sulle sfide e le meraviglie incontrate lungo il cammino, arrivando infine a un punto di saggia accettazione: nonostante tutto, sarebbe disposto a fare un altro giro del mondo.

 
"Pensieri alati" di Sandra Greggio: 

 
In questa sua poesia emerge un pathos profondo e struggente attraverso la rappresentazione dei pensieri come creature alate che tormentano l'anima umana. Greggio dipinge un quadro emotivo intenso, in cui la lotta contro questi pensieri diventa una battaglia senza fine. La poetessa esprime la disperazione di sentirsi intrappolati nella propria mente, senza possibilità di scampo. Il richiamo alla data finale aggiunge un senso di urgenza e autenticità, trasmettendo la freschezza e l'immediatezza delle emozioni vissute durante la scrittura.

 
gold lovers di Jacqueline Miu:

 
"Amanti dell'oro" di Jacqueline Miu è un affascinante viaggio attraverso i tumultuosi mari dell'amore e del desiderio. L'immagine di navi maledette che cercano il confine senza una bussola evoca un senso di incertezza e avventura pericolosa. Miu ritrae magistralmente il viaggio del marinaio, esortandolo a navigare attraverso le profondità della passione e del desiderio con determinazione senza paura. La ripetizione di "marinaio" enfatizza il richiamo all'azione, invitando il lettore ad imbarcarsi in questa audace ricerca dell'amore. Il ritornello del poema "amore senza guida, senza porto, senza ancora, o faro" racchiude l'essenza della ricerca appassionata, superando ostacoli e confini. L'uso dell'immagine celeste, come il tiro del Soyuz verso le stelle, aggiunge un senso di grandezza cosmica alla narrazione, evidenziando il potere trasformativo dell'amore. In definitiva, "Amanti dell'oro" celebra la resilienza dello spirito umano di fronte all'avversità, confermando che il vero amore non conosce confini.

 
"Sei nuda... libertà" di Antonia Scaligine:

 
è un potente inno alla libertà e alla sua complessità. L'immagine della nudità evoca una sensazione di vulnerabilità e autenticità, contrastata dalla responsabilità e dalle limitazioni della vita quotidiana. La poetessa riflette sul dualismo tra libertà personale e restrizioni esterne, dipingendo un quadro della libertà come una condizione ambivalente, in cui siamo liberi di agire ma anche intrappolati dalle nostre responsabilità e doveri. La metafora del cucù, che canta e suona l'ora ma resta vincolato dalle ali legate, rappresenta il conflitto interiore tra il desiderio di libertà e la realtà della limitazione. La poesia affronta anche il tema della libertà nel contesto più ampio della società, sottolineando come l'amore, la verità e la libertà siano interconnessi e indispensabili l'uno per l'altro. In definitiva, "Sei nuda... libertà" esplora la complessità e la bellezza della libertà umana, sfidando il lettore a riflettere sul suo significato e sulle sue implicazioni nella vita di tutti i giorni.

 
 "Questo tempo", Piero Colonna Romano:

 
Attraverso "Questo tempo", Piero Colonna Romano si ispira alla poetica di Jacques Prévert per tessere un affresco del tempo che scorre, dipinto con pennellate di generosità e crudeltà. Con maestria, il poeta esplora le dualità intrinseche del tempo, che offre e toglie, consola e tradisce, avvolgendo le vite umane in un intricato intreccio di gioie e dolori.
La poetica di Colonna Romano si distingue per la sua capacità di catturare l'essenza della condizione umana, e qui, con raffinata sensibilità, espone la complessità delle esperienze umane nel flusso inesorabile del tempo. Attraverso una serie di contrasti, il poeta mette in luce le contraddizioni del tempo, che può essere sia gentile che crudele, sia tenero che orrido, sia pietoso che perfido.
Nell'opera, il tempo diventa un protagonista ambiguo, capace di donare e sottrarre, di confortare e ferire, di confondere e ingannare. La sua natura imprevedibile e mutevole viene magistralmente evocata attraverso immagini vivide e suggestive, che conducono il lettore in un viaggio emotivo attraverso le molteplici sfaccettature dell'esistenza umana.
In conclusione, "Questo tempo" si presenta come un'opera intensamente riflessiva e profondamente suggestiva, che invita il lettore a meditare sulle complesse dinamiche del tempo e sulla sua inevitabile influenza sul destino umano. Con una prosa poetica vibrante e penetrante, Piero Colonna Romano cattura l'essenza dell'esperienza umana e la trasforma in un capolavoro letterario intriso di pathos e verità universali.

 
Carissimi Poeti,

 
Con la vostra penna avete dipinto i colori dell'anima, intrecciato le emozioni in versi e regalato al mondo gioielli di bellezza e verità. Grazie per aver donato al nostro cuore il respiro dell'arte e per averci condotti in viaggi attraverso i labirinti della mente e del cuore. Che le vostre parole continuino a danzare tra le stelle e ad accendere le fiamme dell'immaginazione. Con eterna gratitudine, vi saluto con l'abbraccio delle parole e il riverbero dell'infinito.

 
Con affetto,
Ben Tartamo 

 

 

6-7-8 Maggio

**Acuti - a Giorgia in persona direttamente…**

 
Questo componimento di Armando Bettozzi affronta con ironia e sarcasmo il tema della politica e delle sue dinamiche, utilizzando il linguaggio tipico del romanesco per rendere ancora più incisiva la critica. Si parla di pioggia, ma in realtà si allude alla situazione politica, con riferimenti alla corruzione e alle controversie ambientali. L'autore mette in bocca ai cittadini dei dialoghi che svelano le ipocrisie e i giochi di potere di cui sono spesso vittime, con una satira che colpisce nel segno.

 
**Con passo lieve - Bruno Castelletti**

 
La poesia di Bruno Castelletti esprime un dolce rimpianto per una persona cara che non c'è più, evocando immagini della natura e ricordi dell'infanzia. L'uso di metafore e similitudini crea un'atmosfera malinconica e suggestiva, in cui il poeta si rivolge al defunto con affetto e nostalgia.

 
**Haiku - Laura Lapietra ©**

 
Questo haiku di Laura Lapietra cattura con semplicità e delicatezza l'essenza dell'autunno, descrivendo il fruscio leggero del vento su una panchina di legno. La brevità e l'essenzialità delle parole permettono di cogliere l'immagine nella sua completezza, trasportando il lettore in un momento di tranquillità e armonia con la natura.

 
**Gattini sotterrati appena nati - Giuseppe Stracuzzi**

 
La poesia di Giuseppe Stracuzzi affronta un tema doloroso e toccante, quello dell'abbandono e della crudeltà verso gli animali. Attraverso versi intensi e struggenti, l'autore denuncia la triste realtà dei gattini appena nati che vengono abbandonati e calpestati senza pietà. La poesia suscita emozioni profonde e invita alla riflessione sulla responsabilità dell'uomo verso gli esseri viventi più vulnerabili.

 
**La mia gente - Salvatore Armando Santoro**

 
In questa poesia, Salvatore Armando Santoro celebra con orgoglio le caratteristiche e le virtù del suo popolo, evocando immagini della vita quotidiana legate alla terra e al mare. L'uso di una lingua semplice e diretta rende omaggio alla gente comune e al loro duro lavoro, celebrando la loro resilienza e il loro spirito di solidarietà e ingegno.

 
**Catturare pesciolini con l’amo in tasca - Piacentino Alessandra**

 
La poesia di Piacentino Alessandra esplora il tema del desiderio e della ricerca dell'amore perduto attraverso immagini suggestive e metafore evocative. L'uso di similitudini tra la pesca e il tentativo di catturare l'amore rende la poesia ricca di significato e profondamente emotiva, trasportando il lettore in un viaggio interiore di speranza e nostalgia.

 
**Il nulla.. - Licia Minervini**

 
Nella poesia di Licia Minervini, emerge un profondo senso di vuoto e solitudine, che avvolge l'anima del poeta come un manto oscuro. Attraverso versi brevi ma intensi, l'autrice esprime la disperazione di una vita trascorsa in cerca di affetto e riconoscimento, ma destinata a rimanere vuota e priva di significato. Le parole dell'autrice sono come un grido di dolore che squarcia il silenzio della notte, portando con sé un'eco di tristezza e malinconia che penetra nell'animo del lettore. Il vuoto interiore descritto da Licia Minervini si fa tangibile, avvolgendo ogni parola in un'atmosfera di desolazione e smarrimento. La vita, vista attraverso gli occhi del poeta, appare come un cammino segnato dall'assenza di amore e significato, un'esistenza votata al perseguimento di un'illusione che si dissolve nel nulla.

 
**Gioco e sogno - Nino Silenzi**

 
La poesia di Nino Silenzi evoca un'atmosfera di dolcezza e nostalgia, descrivendo un momento di gioia e spensieratezza vissuto nell'infanzia. Attraverso immagini di giochi nel prato e sogni di libertà, il poeta trasmette un senso di leggerezza e felicità che contrasta con la tristezza e la complessità della vita adulta.

 
**Quel senso di vuoto che ti stringe - Franco Fronzoli**

 
Franco Fronzoli esplora il tema della solitudine e dell'insicurezza attraverso versi pieni di introspezione e malinconia. La poesia riflette sulla ricerca di significato e di speranza in un mondo segnato dal dolore e dalla perdita, invitando alla fiducia e alla resilienza di fronte alle difficoltà della vita.

 
**"And so from hour to hour, we ripe and ripe..." - Piero Colonna Romano**

 
Piero Colonna Romano utilizza un'epigrafe tratta da Shakespeare per introdurre il suo componimento, che affronta il tema dell'invecchiamento e della decadenza con ironia e sagacia. Attraverso giochi di parole e riferimenti letterari, l'autore riflette sulla natura transitoria dell'esistenza umana e sulla fugacità del tempo. L'epigrafe shakespeareana sottolinea l'idea che la vita è un ciclo continuo di maturazione e declino, in cui ogni momento porta con sé la sua storia e la sua lezione.

 
**Scrivere per amore - Sandra Greggio**

 
I versi di Sandra Greggio esplorano il potere trasformativo dell'amore sulla scrittura e sulle emozioni umane. L'autrice descrive il processo di ispirazione che scaturisce dall'amore, trasformando le parole in una danza di emozioni e sensazioni. La sua poesia cattura la bellezza e l'intensità di quegli istanti fugaci di pura passione e devozione, che spesso si riflettono nei gesti più semplici. Il ritorno alla calma finale, con il cuore placato e le lacrime asciugate, sottolinea la profondità e la complessità dei sentimenti umani.

 
**ombre sommerse - Jacqueline Miu**

 
I versi di Jacqueline Miu evocano un'atmosfera cupa e misteriosa, ricca di immagini suggestive e simbolismo. L'autrice dipinge un quadro notturno intriso di tensione e inquietudine, con ombre e suoni che suscitano sensazioni di paura e suggestione. L'uso di immagini come il gatto che miagola nella notte e il violino maledetto di Paganini contribuisce a creare un'atmosfera gotica e incantata, che trasporta il lettore in mondi interiori carichi di mistero e fascino.
 

 
**Alla Notte - Alessio Romanini**

 
La poesia di Alessio Romanini celebra la bellezza e la tranquillità della notte, personificandola come un'amica che porta con sé il firmamento stellato e la luce argentea della luna. La notte è descritta come un momento di pace e riflessione, in cui i pensieri del giorno vengono lasciati alle spalle e ci si unisce nel conforto del suo manto scuro. Il barbagianni, simbolo di saggezza e mistero, diventa il messaggero della notte, portando con sé il silenzio e la serenità che la caratterizzano.

 
**Epigramma - Carlo Chionne**

 
L'epigramma di Carlo Chionne, invece, gioca con l'umorismo e la satira. Fa riferimento al mito di Gordio, il contadino che, secondo la leggenda, risolse il complicato nodo della carrozza di re Mida. L'epigramma gioca sul concetto di nodi irrisolvibili, confrontando ironicamente il nodo di Gordio con uno immaginario, chiamato "Nordio". Questo gioco di parole sottolinea la complessità e l'assurdità di certe situazioni umane, mentre invita implicitamente alla riflessione sulla natura dei problemi e delle sfide che affrontiamo nella vita. Che il nostro poeta stesse pensando al Salvini nazionale?! A lui l'ardua sentenza!

 
**Danza - Ben Tartamo**

 
In questa danza di parole incantate, le rime si intrecciano come fili d'argento nel chiaro di luna, tessendo un tessuto di emozioni profonde e riflessioni sull'anima umana.
La metrica elegante e fluente, composta da endecasillabi vibranti, guida il lettore attraverso un viaggio attraverso il labirinto delle emozioni umane. Le rime incrociate e sapientemente intrecciate (un ibrido tra rime interne e rimalmezzo) aggiungono un ritmo melodico e un fascino misterioso a ogni strofa, come note di una sinfonia celestiale che danzano tra le stelle.
Le immagini vivide dipinte con maestria catturano l'essenza dell'esistenza umana, dalla lotta interiore tra speranza e disperazione fino alla ricerca eterna dell'amore e della comprensione. Come acrobati del cuore, le parole si librano nell'aria, danzando con grazia tra i venti della vita, mentre l'io poetico si avventura nei recessi più profondi dell'anima.
Attraverso l'uso sapiente di metafore e similitudini, la poesia ci invita a riflettere sul significato stesso dell'esistenza, sulla bellezza fragile della vita e sulla forza eterna dell'amore. In questo balletto della mente e dell'anima, ogni verso è una nota musicale che risuona nell'universo, trasportando il lettore in un viaggio senza tempo verso l'infinito dell'essere.
Così, la poesia "Danza" si presenta come un capolavoro di bellezza e profondità, che abbraccia l'anima del lettore e lo trasporta in un mondo di emozioni e sensazioni.

 
Prof. Marino Spadavecchia 

 

 

3-4-5 Maggio

 

Con raffinata maestria poetica, Ben Tartamo dipinge un'immagine vibrante dell'anima umana attraverso la metafora del vento. La sua "Come il vento" è un'ode alla inquietudine, alla ricerca incessante di significato e bellezza che pervade l'essenza dell'essere. 

 
L'immagine del vento, privo di riposo e di confini, diventa l'allegoria perfetta per descrivere un'anima in continua ricerca di sé stessa e del suo scopo nell'universo. Attraverso un uso sapiente delle metafore, Tartamo crea un universo poetico in cui l'anima si confonde con la natura, cercando conforto tra i rami degli alberi e abbracci tra le onde del mare.

 
La musicalità intrinseca del testo, con la sua ripetizione ritmica e incalzante, ricorda le armonie di una melodia ben orchestrata. L'autore trasforma le parole in note, conducendo il lettore in un viaggio emotivo che risuona con la delicatezza di una sinfonia.

 
In questa ricerca costante, l'anima di Tartamo si mostra sensibile e vulnerabile, danzando con le nuvole e sciogliendosi sulle tegole come neve sulla strada. La sua poesia diventa un'esperienza sensoriale, capace di evocare immagini e sensazioni che rimangono impresse nella mente e nel cuore del lettore.

 
La ricerca del divino tra le pieghe dell'universo conferisce alla poesia un'aura mistica e trascendentale. Tartamo cattura con maestria l'essenza stessa della poesia, trasformando ogni verso in un riflesso del suo cuore di bambino, in eterna ricerca di meraviglia e bellezza nel mondo che lo circonda.

 
Assolutamente, "Come il vento" di Ben Tartamo offre una ricchezza di immagini e emozioni che potrebbero tradursi splendidamente in una composizione musicale. La sua struttura ritmica e la ripetizione delle linee conferiscono un'aura di musicalità intrinseca al testo, rendendolo ideale per essere adattato in una canzone.

 
Le metafore suggestive e l'atmosfera evocativa della poesia offrono ampio spazio per l'interpretazione musicale, consentendo al compositore di esplorare una vasta gamma di sonorità e arrangiamenti. Le immagini della natura, la ricerca interiore e la dimensione mistica potrebbero essere enfatizzate attraverso scelte musicali mirate, come l'uso di strumenti orchestrali o l'incorporazione di elementi atmosferici nella produzione sonora.

 
Inoltre, la struttura ripetitiva della poesia potrebbe essere sfruttata per creare un ritornello o una melodia ricorrente, aggiungendo coesione e familiarità alla composizione. La capacità di trasmettere emozioni profonde e universali rende questo testo particolarmente adatto per essere trasformato in una canzone che possa toccare il cuore degli ascoltatori.

 
In sintesi, "Come il vento" offre un terreno fertile per essere musicato, offrendo al compositore un'ampia libertà creativa per tradurre in note la bellezza e la profondità della poesia di Ben Tartamo.

 
prof. Marino Spadavecchia 

 

 

Poesie pubblicate il 3-4-5 Maggio 2024

 

-   Franco Fronzoli - "Speranza"


 
La poesia di Fronzoli celebra la resilienza umana attraverso il potere della speranza. L'autore dipinge un ritratto delicato e intimo della speranza come compagna costante nella vita, offrendo conforto e forza anche nei momenti più bui. L'immagine della speranza seduta accanto all'autore, leggera e tenera, evoca un senso di vicinanza e protezione. La speranza è rappresentata come un fiore giallo che sboccia dalla roccia, simboleggiando la rinascita e il rafforzamento. L'autore coltiva la speranza nonostante le avversità, confidando nella sua capacità di portare gioia e luminosità anche durante i tempi difficili. Il tramonto e la luna diventano metafore di transizione e rinascita, mentre il sogno continua a alimentare la speranza per un futuro migliore.

 

 
-   Armando Bettozzi - "Le feste... de le discordie" e "1° Maggio"

 
In "Le feste... de le discordie", Bettozzi riflette sulla contraddizione delle festività come il 25 aprile e il 1° maggio, che dovrebbero celebrare rispettivamente la liberazione e il lavoro, ma spesso si trasformano in occasioni di violenza e mancanza di interesse per il concetto di lavoro. L'autore ironizza sull'idea di festeggiare in piazza, suggerendo che sarebbe meglio chiudersi in casa per evitare l'aria ostile che spesso caratterizza questi eventi.

 
Nella poesia "1° Maggio", Bettozzi descrive il grigio della giornata piovosa come una metafora della mancanza di lavoro e di prospettive per molti giovani. L'autore lamenta la scarsità di opportunità lavorative, evidenziando il divieto di incontrarsi con gli amici nei giorni di riposo e il peso delle otto ore di lavoro quotidiano. L'ironia è palpabile nell'annuncio di lavoro che offre solo quattro ore al giorno, senza lavoro serale o nei weekend, e la risposta sarcastica dei giovani che si riversano per ottenere anche solo un lavoro temporaneo, sottolineando l'urgente necessità di sostentamento.

 
- Enrico Tartagni - "Vetril"

 
La poesia di Tartagni esplora la complessità dell'esistenza umana attraverso l'immagine metaforica del vetril, utilizzato per pulire le finestre e, allo stesso tempo, per spruzzare trasparenza e chiarezza sulla vita stessa. L'autore mescola riferimenti culturali e musicali, evocando immagini di jazz e personaggi come Buffalo Bill, per riflettere sulle esperienze umane contrastanti di perdita, volontà, e confronto con il dolore e la mortalità. L'uso del linguaggio poetico e delle immagini vivide crea una narrazione intricata che spazia dall'infanzia alla maturità, dall'innocenza alla consapevolezza della propria purezza interiore. La poesia si conclude con una riaffermazione della bellezza e della luce, anche in mezzo all'oscurità e alla complessità della vita.

 
- Laura Lapietra - Haiku

 
L'haiku di Laura Lapietra cattura l'essenza della bellezza semplice e della pace ritrovata nella natura. L'immagine delle olive verdi in un vecchio frantoio evoca una sensazione di tranquillità e di connessione con la terra, mentre la trasformazione delle olive in oro simboleggia la meraviglia e la ricchezza che si possono trovare anche nelle cose più semplici della vita.

 
- Giuseppe Stracuzzi - Caro amore

 
La poesia di Giuseppe Stracuzzi è un dolce e intenso tributo all'amore. L'autore dipinge l'amore come una fiamma che arde intensamente nella notte, portando conforto e luce al cuore affaticato. La bellezza e la magia dell'amore sono esaltate attraverso immagini di dolcezza e armonia, con la voce dell'amato che risuona come una melodia nel silenzio della notte. L'incoraggiamento a non temere l'alba nuova suggerisce fiducia nell'avvenire e nella continua crescita dell'amore, che lascia tracce dolci e luminose nel cuore di chi lo vive.

 
- Cristiano Berni - "Anni Giovanili"

 
La poesia di Cristiano Berni evoca con nostalgia e introspezione gli anni giovanili, un periodo di scoperta, speranza e idealismo. L'autore dipinge un ritratto vivido di questo periodo della vita, in cui ognuno cerca se stesso tra emozioni intense, amori, e la ricerca di un mondo migliore. Attraverso immagini di adolescenza mai rinnegata, la poesia esplora la passione per la conoscenza attraverso libri e musica, e la ricerca di amicizie sincere. Berni evoca un senso di comunità con riferimenti alla condivisione di ideali e al declamare di poesie di artisti come Guccini, mentre si lotta con sentimenti di amore, noia e il desiderio di sconfiggere il pudore. Tuttavia, l'autore riconosce la transitorietà di questo periodo, evidenziando la divisione e il passaggio del tempo che trasforma quegli anni in un ricordo amato ma fugace.

 
- Cristiano Berni - "Anni Giovanili"

 
Berni cattura la nostalgia e l'intensità degli anni giovanili, in cui ogni individuo cerca sé stesso tra emozioni intense, amori e ideali. L'autore dipinge un quadro vivido di questo periodo di crescita e speranza, in cui si sogna un mondo migliore e si lotta contro il dolore e la noia. Attraverso l'immagine della condivisione di libri, musica e ideali rivoluzionari, la poesia esplora l'essenza dell'adolescenza, con le sue gioie e le sue sfide. Berni evoca con maestria l'atmosfera di quegli anni, ricordando il senso di vicinanza e di appartenenza con altri coetanei che condividono gli stessi ideali e le stesse passioni.

 
- bruno amore [br1] - "Ricordi verso oriente"

 
In questa poesia, l'autore esplora un ricordo intimo e intenso legato alla sua prima esperienza sessuale, ambientata in un contesto di guerra e distruzione. L'immagine della stanza da letto in rovina, con il ritratto del Cristo sul muro, evoca un senso di desolazione e tensione. La descrizione dei dettagli della guerra, come le macerie, le finestre nere e il rumore del treno, contribuisce a creare un'atmosfera carica di paura e incertezza. La poesia si concentra sull'esperienza emotiva dei protagonisti, con la ragazza che cerca conforto nella natura e il ragazzo che affronta il terrore del mondo circostante.

 
- Carlo Festa - "Io vedo il bicchiere"

 
La poesia di Festa riflette sulla diversità di prospettive nella vita. Mentre alcuni vedono il bicchiere come mezzo pieno e altri come mezzo vuoto, l'autore sceglie di guardare oltre e vede il bicchiere come la possibilità di riempirlo. Questa prospettiva ottimistica e proattiva invita a cogliere le opportunità e a perseguire i propri obiettivi, trasformando le sfide in possibilità di crescita e realizzazione.

 
- Salvatore Armando Santoro - "Impotenza"

 
La poesia di Santoro esplora il senso di impotenza di fronte alle avversità della vita. L'autore descrive la solitudine di fronte al mare e l'onda che sembra voler comunicare con lui, ma anche rimproverarlo. Santoro esprime il desiderio di poter liberare la persona amata dalle responsabilità e dai pesi della vita quotidiana, consentendole di godersi la gioia del mare. Tuttavia, l'autore si confronta con l'impossibilità di cambiare il destino umano e di affrontare le emozioni soffocanti e il dolore che ne deriva. La poesia trasmette un senso di impotenza e di rassegnazione di fronte alle forze più grandi della vita, rappresentate dal mare imponente e inarrestabile.

 
- Rosino Maranesi - da "Una giornata del giovane cameriere stagionale estivo"

 
Le poesie di Maranesi offrono uno sguardo dettagliato e coinvolgente nella vita di un giovane cameriere stagionale estivo. L'autore dipinge un quadro vivido delle varie fasi della giornata lavorativa, dall'apparecchiare i tavoli e servire gli avanzi della cena, alla distribuzione di bibite e caffè sotto le stelle del giardino, fino alla fine della giornata con il giovane che si ritira nel dormitorio dopo aver sentito l'armonia della colonna sonora di un film proiettato nell'arena cinema. La poesia cattura il ritmo e l'atmosfera della vita di lavoro estivo, con la sua frenesia e i momenti di quiete, mentre il giovane naviga attraverso le diverse sfaccettature del suo lavoro e del suo ambiente circostante.

 
- Piacentino Alessandra - "Parole a mille addosso"

 
La poesia di Alessandra Piacentino celebra la bellezza e la complessità della natura, intrecciando immagini suggestive e misteriose. L'autrice evoca l'oceano come custode di segreti antichi e di conchiglie, mentre contrasta le note musicali con le stelle nel cielo notturno. Il gabbiano solitario diventa un simbolo di ricerca e dolore, mentre lo sguardo segue le ombre lunghe sulla strada di campagna, evocando una sensazione di malinconia e contemplazione. La poesia si conclude con un'immagine di rinascita e speranza, con il lavaggio via delle nuvole e l'albeggiare repentino della primavera, come se fosse sempre stato presente nell'attesa di essere rivelata.

 
- Felice Serino - "Poesia"

 
Serino affronta il tema della poesia come una forza vitale e trasformatrice che risiede nell'anima umana. La poesia è descritta come una "luce inquieta" che fluttua nei precordi, muore e rinasce costantemente, alimentata dalla musa che risiede nei recessi del sogno. L'autore personifica la poesia come una fanciulla che si riflette nella cattedrale del cuore, suggerendo un'intima connessione tra l'arte poetica e la dimensione emotiva dell'essere umano. La poesia è vista come una forma di espressione profonda e autentica che può trasformare e arricchire la vita di chi la coltiva e la apprezza.

 
- Marco Cabassi - Rigogli di luce

 
La poesia di Marco Cabassi cattura la bellezza e la vitalità della natura in piena esplosione. L'autore dipinge un quadro vivido del paesaggio, con il sole che irradia la luce sull'acqua dei fossi, sui prati, e sui filari di alberi. Le immagini delle foglie che si muovono e cambiano colore, come se fossero mani che salutano i passanti, aggiungono un elemento di magia e interazione alla scena. L'autore sottolinea il contrasto tra la vivacità della natura e l'ignoranza dei passanti nei confronti di tanta bellezza, portando l'attenzione alla meraviglia che circonda ogni aspetto del paesaggio naturale.

 
- Piero Colonna Romano - "Epitaffio per un poeta"

 
In questa poesia, Piero Colonna Romano offre un epitaffio malinconico e amaro per un poeta idealista e sognatore, il cui spirito è stato spezzato dalle durezze della vita e dalla mancanza di apprezzamento per le sue opere. Il poeta, animato dall'amore e dalla speranza di portare pace e virtù a un mondo disperato, si trova invece deriso e disprezzato dalla società. La poesia culmina con l'immagine della sua tomba solitaria su una collina, simbolo della sua morte fisica e spirituale.

 
-Alessio Romanini - "Falced'argento"

 
Romanini personifica la luna come una falce d'argento che squarcia la notte e illumina il cammino di coloro che sono persi e smarriti. La luce della luna è vista come un simbolo di speranza e rinascita, capace di dissipare le tenebre e di portare conforto nei momenti di oscurità e desolazione. L'autore esorta a guardare alla luna come un faro di speranza, in grado di guidare gli individui lungo il loro cammino sulla terra. La poesia celebra la bellezza e la potenza della luce lunare nel contrasto con le tenebre e l'oblio.

 
- Antonia Scaligine - Ben tornato Maggio 

 
La poesia di Antonia Scaligine celebra il ritorno di Maggio con immagini delicate e suggestive. Il mese di Maggio è descritto come un periodo di rinascita e rinnovamento, in cui la natura esplode in colori vividi e profumi avvolgenti. La poesia evoca l'atmosfera delle celebrazioni religiose legate al mese di Maggio, con riferimenti al sacro nome di Maria e alle festività dedicate a Santa Rita e ai pastorelli di Fatima. Scaligine dipinge Maggio come un mese che sa guardare il mare e ammirare la terra, accogliendo i raggi di sole e trasformando i petali d'anima in gemme di luce. La poesia celebra la capacità di Maggio di unire i cuori e di portare speranza e rinnovamento attraverso le sue trasformazioni cicliche e le sue vibrazioni emotive.

 
- Carlo Chionne - "Pensierini di fine aprile"

 
Nelle poesie di Carlo Chionne emerge una profonda riflessione sulle delusioni e le disillusioni della vita. Nel primo poema, l'autore esprime un senso di sconfitta e impotenza di fronte all'attesa infruttuosa di un cambiamento rivoluzionario, lasciando spazio solo al ritorno del fascismo. Nel secondo, Chionne riflette sulla brevità e la fragilità della vita, evidenziando la lotta per ottenere un proprio angolo nel mondo, solo per essere infine seppelliti sotto terra. Entrambi i componimenti pongono l'accento sulla realtà crudele e spietata della vita, con una nota di amarezza e disillusione.

 
- Sandra Greggio - "Parole"

 
La poesia di Sandra Greggio celebra il potere e la bellezza delle parole come strumento di comunicazione e di espressione emotiva. L'autrice invita a esplorare e sfruttare appieno il potenziale delle parole, incoraggiando a non limitarsi a risposte banali ma ad approfondire e ad arricchire il proprio discorso. Le parole sono descritte come entità vive e vibranti, che devono essere spremute fino a farle esplodere per rivelare tutto il loro significato. Greggio esorta a dar voce alle emozioni più profonde e a non avere paura di esprimere i sentimenti più intimi, finché le parole non trovano il coraggio di pronunciare le parole più importanti: "Ti amo".

 
- Jacqueline Miu - "un vaso di lucertole"

 
La poesia di Jacqueline Miu è un'esplosione di immagini vivide e intense, che evocano un mondo notturno e surreale. L'uso del linguaggio ricco e suggestivo trasporta il lettore in un viaggio attraverso la mente del poeta, in cui la notte diventa densa e misteriosa come il piumaggio dei corvi e la biblioteca si incendia metaforicamente del tormento interiore. Le lucertole diventano simboli di trasformazione e ricerca, mentre il poeta invoca il fuoco come mezzo di purificazione e liberazione. La poesia esplora temi universali come l'amore, la morte e il desiderio, immergendosi in un mondo oscuro e suggestivo che incendia l'immaginazione del lettore.

 
Carissimi amici di Penna e Bellezza, grazie per averci donato dolci e forti emozioni con le vostre splendide poesie. Ve ne sono grato.
A presto, spero....
Vostro Ben Tartamo 

 

 

30 Aprile 1-2 Maggio

Poesie pubblicate il 30 Aprile 1-2 Maggio 2024

Carissimi,
 

che le vostre voci risuonino nell'etere dei ricordi, incantando le menti e riscaldando i cuori con il fuoco sacro della creatività. Grazie per aver tessuto con fili d'argento i nostri desideri e le nostre speranze, trasformandoli in gioielli di bellezza letteraria.
E così, con un saluto di stelle e una carezza di luna, vi ringrazio, per aver arricchito il mondo con il vostro dono prezioso. Che la vostra poesia continui a risplendere come una costellazione nel cielo infinito della creatività umana.

Vostro Ben Tartamo

 

27-28-29 Aprile

Gentilissima Miu

ben tornata, è un onore e un piacere

sentire i tuoi. Commenti.

Ti ringrazio per le tue parole sulla mia poesia,

mi hai fatto vibrare d’emozioni. Grazie di cuore.

Grazie anche al gentilissimo Lorenzo

Che mi ospita nello splendido Azzurro e permette tutto ciò.

Alessio Romanini

 

 

 

Io sono le mie emozioni

(visione)

 

-stanotte ti verrò a trovare-

mi ha detto

 

-eccomi: sono

con soma o senza

le mie emozioni - grumo

di passioni il cuore

staccato da terra

 

-mi dici

dov'è il tuo pungiglione?

 

Visionario e manipolatore di surrealismi tragici, masticabili e trascendentali. Un uomo senza una maschera che si scompone in dettagliati pezzi fisici o spirituali e ricompone a piacere “un lego” destinato a noi umani che ancora ci trasciniamo nella vecchia mitologia. Felice Serino non ha estremi, un capo o una coda, è un eterno divenire di qualcosa, entità aliena o umana poco importa. Importante che non cambi questa sua costante ricerca di un angolo senza lati, di un cerchio senza un centro – impossibile? se fosse impossibile lui non potrebbe scrivere quello che scrive, lasciandoci spesso stupefatti.

 

Da Coordinate dell'anima

Felice Serino

 

 

fosse primavera

Romantico nel suo intimo condividere questo credo che vede bene il fuori quanto sia sbindollato. Innocente passione e trascendenza verso la purezza, cristiano l’ardore ma io preferisco il bruno amore che inciampa, si fa male poi arde in convinzioni e dettagli emotivi capaci di distruggere castelli per dare forma alle vasche di un fiume che solo la sua poesia può inventare.

bruno amore [br1]

 

 

Nell’universo intero

L’uomo spinge l’impronta e il poeta sposa la natura. Un sodalizio o meglio una comunione centrata sulla sensazione di appartenenza e alla felicità di potere evidenziare questo imponente stato d’animo. Poesia che sembra uscire dalle vene di un argonauta cosmico.

Marco Cabassi

 

 

Amo il primo minuto di ogni mattino

Il quadro non di un amatore della pittura ma di un artista che decifra con colori usati quasi come unguenti per l’anima, le sfaccettature dell’amore. Poetica a suffragio di quella prosperità sentimentale di cui il bravissimo Franco si serve nelle sue celebrazioni di vita. L’arte di scrivere diventa così un quadro sublime già dal primo minuto dell’alba.

Franco Fronzoli

 

 

In un autunno dell'Ohio, ricordando Reetika

(In memoria di Reetika Vazirani, 1962-2003)

 

La triste fine di una giovane  brillante e colta poetessa americano – indiana Reetika Vazirani che dopo avere ucciso il figlioletto si suicida. Un dramma familiare probabilmente a causa di un amore malato. Poesia a lei dedicata da una poetessa a sua volta indiana che stende il verso come una sindone sulla viscosità della tragedia umana.

Nino Muzzi è da sempre L’Afrodite Letteraria che dona nuovi gusti al mondo poetico e noi ci cibiamo ignari, inconsapevoli della bellezza che ci regala attraverso queste sue mirabili ricerche. Grazie Nino.

Dipika Mukherjee    traduzione di Nino Muzzi

 

 

Passaggio a nord ovest

Perforata la Rosa dei Venti con quel talento di stuzzicare il lettore fino a coinvolgerlo nella lettura delle sue avventure o ricordi.

Campi coi brividi verso San Leo e canoe con spiriti di grandi artisti, tutti sul fiume di un vissuto troppo prodigo per diventare cimelio delle polveri.

Il grande Enrico resta sempre sopra le fiamme del ciò che non va divinizzato e quasi come un medico che cura le proprie ferite, soffia un pochino sulle nostre che sono mortalmente sensibili al tempo, ai ricordi, e alle paure.

enrico tartagni

 

 

Basta una sola stella

In quel buio che spesso avvolge la nostra vita, v’è sempre l’anima di uno scrittore che accende una stella come un faro per ritrovare la riva. Straordinario poema del nostro Bruno Castelletti che con umile canto accende una luce fissa nel firmamento oscuro.

Bruno Castelletti

 

 

Il sogno

Un ottimo Rosino Maranesi che dipinge usando la poesia realista come embrione di una letteratura capace di investire il lettore coi suoi colori, il suo mare, la gente affaccendata col vivere o col guadagnarsi la pagnotta.

 

Da "Una giornata del giovane

cameriere stagionale estivo",

dal libro di poesie autoedito

nel mese di marzo del 2024.

Rosino Maranesi

 

 

Cigli e sbadigli

Ermetica la poetica della brava Piacentino Alessandra, iridata e dipinta con un’ondata amorosa. Leggiamo di un rito romantico fatto di dettagli e da riti temporali.

Da ”cigli e sbadigli”

Piacentino Alessandra

 

 

"Nessun dorma"

Il brivido per la stupenda composizione lirica “nessun dorma” porta alla trascendenza e a una visione divina. La passionale scrittrice Sandra Greggio si immerge nella musica e ricompone attraverso emozioni la piece melodica.  

 

11 Giugno 2020

Sandra Greggio
 

 

"Vivo la notte"

L’assenza dell’amore non sutura le ferite mortali e spirituali. Il buio accentua con la sua forza quella regressione all’apatia . Ben Tartamo che volteggiava per amore, in questo poema diventa la cuspide di una cattedrale gotica immersa nelle ombre tristi di una stagione senza tempo.

 

2aprile24

Ben Tartamo

 

 

Tempus fugit

Sebbene nell’ombra di uno statuto poetico di elegante repertorio, Piero Colonna Romano resta un grande ribelle. Le sue strofe non sono bombe svenevoli e con abbaglianti deflagrazioni, ma percorsi per le vie buie del tramonto, dove lo sconforto umano è la pietanza principale per quelle zanne della disperazione in agguato e senza forma… Ottanta e oltre sono una mappa che il Poeta non vuole svendere solo per paura. La stella rincorsa non è sempre un faro e allora? C’è ancora un cuore che batte e dopo un’occhiata al passato non resta che armarlo per l’ennesima avventura …  

Piero Colonna Romano

 

 

Echi distanti

Plausi. Il dolore e l’impotenza contro l’intero cosmo. La poetica maestà senza corona in un universo che ingoia col proprio silenzio – tutto. Composizione di una finezza sorprendente. Alessio probabilmente non ti sei accorto di quanta bellezza tu sia riuscito a mettere insieme.

Alessio Romanini

 

 

L'uomo ha scoperto l'universo

Una composizione che riflette sulla pace sulla bellezza dell’Umanità che non dovrebbe svilirsi così con guerre e violenze. Plausi a questo concentrato autore che rende in poesia merito alla vita. Il male da cui dobbiamo scappare non deve vincere. L’unicità e la vulnerabilità sono trascinanti. Francesco Soldini parla attraverso congiunzioni galattiche e dimensioni temporali a banda larga, liberando la parte più umana, quella creativa dalle catene dell’animalità e del male quotidiano.

 

Da Poesie di un uomo di lago.

Francesco Soldini

 

 

In primis il saluto al nostro anfitrione il Magister Lorenzo che ci onora con la sua ospitalità, ringrazio Piero Colonna Romano per essere quel piccolo grande faro nel cosmo poetico del Tempio Azzurro e Italico. Un ringraziamento a Ben e a voi creatori di meraviglie letterarie. Siate belli e produttivi come api.

Miu

 

Poesie pubblicate il 27-28-29 Aprile 2024

 


-   "Io sono le mie emozioni" di Felice Serino ci trasporta in un viaggio introspettivo, dove l'io poetico si fonde con le emozioni stesse, creando un universo emotivo vibrante e coinvolgente. La natura surreale delle domande poste - "dov'è il tuo pungiglione?" - ci invita a esplorare il significato più profondo dell'essere umano e delle sue relazioni con il mondo esterno.

-  "Fosse primavera" di bruno amore ci affascina con la sua raffinata bellezza e il suo ricco simbolismo. La personificazione dei fiori e la loro trasformazione da segni di sofferenza a simboli di rinascita ci porta a riflettere sulla ciclicità della vita e sull'eterna lotta tra luce e oscurità.

-   "Nell'universo intero" di Marco Cabassi ci trasporta in una dimensione di connessione cosmica, dove l'individuo si dissolve nell'infinità dell'universo. La descrizione suggestiva della natura ci invita a contemplare la nostra esistenza come parte di un tutto più grande, risvegliando in noi un senso di meraviglia e gratitudine.

-   "Amo il primo minuto di ogni mattino" di Franco Fronzoli ci avvolge in una dolce melodia di amore e gratitudine. Attraverso immagini poetiche evocative, l'autore celebra la bellezza della vita quotidiana e dell'amore con una semplicità che tocca il cuore e risveglia i nostri sensi.

-   "Passaggio a nord ovest" di Enrico Tartagni ci immerge in un paesaggio di malinconia e nostalgia, dove il protagonista si confronta con le proprie memorie e il passare del tempo. La poesia ci invita a riflettere sulla transitorietà della vita e sulla ricerca di significato in mezzo all'aridità dell'esistenza umana.

-   "Basta una sola stella" di Bruno Castelletti ci offre una rassicurante nota di speranza in un mondo spesso oscuro e incerto. La metafora della stella che guida il navigante smarrito ci ricorda che anche nelle situazioni più difficili, c'è sempre una via d'uscita, un punto luminoso da cui trarre conforto e orientamento.

- "sighs" di Jacqueline Miu ci avvolge in un turbine di emozioni e immagini, trasportandoci in un mondo di nostalgia e desiderio. Le parole poetiche evocative ci conducono attraverso un viaggio emotivo, ricordandoci la potenza dell'amore e il suo impatto duraturo sulle nostre vite.

-   "Tempus fugit" di Piero Colonna Romano ci trasporta in un viaggio attraverso il tempo, dove il passato si mescola con il presente in un'armoniosa danza di ricordi e speranze. La poesia cattura il senso di fugacità della vita, invitandoci a riflettere sulle nostre esperienze e sulle possibilità che il futuro ci riserva. Con una maestria poetica sorprendente, l'autore ci guida attraverso le stagioni della vita, celebrando la bellezza e la complessità di ogni istante.

 

-   "Echi distanti" di Alessio Romanini, ci troviamo di fronte a una meditazione sulla mutevolezza del tempo e sulla sua capacità di cancellare le tracce del passato. Le parole poetiche fluttuano come foglie al vento, portando con sé il ricordo di ciò che è stato e la consapevolezza dell'effimero della nostra esistenza. Attraverso immagini evocative e suggestioni sonore, l'autore ci invita a contemplare la fugacità della vita e a cogliere l'essenza dell'eternità nel presente.

 

"L'uomo ha scoperto l'universo" di Francesco Soldini ci offre una riflessione profonda sull'umanità e il suo rapporto con l'universo circostante. Con una prosa poetica coinvolgente, l'autore ci guida attraverso le meraviglie e le contraddizioni dell'esistenza umana, invitandoci a riflettere sul nostro ruolo nel grande schema dell'universo. Le immagini vivide e la lingua ricca di significati ci trasportano in un viaggio attraverso le profondità dell'anima umana, lasciandoci con una sensazione di meraviglia e di incanto di fronte alla bellezza del mondo che ci circonda.

 

un caro affettuoso saluto vi giunga dal vostro Ben Tartamo


 

Attraverso l'analisi stilistica di "Vivo la notte" di Ben Tartamo, emergono elementi peculiari che contribuiscono alla riuscita dell'opera. Partendo dall'osservazione della struttura metrica, si nota un equilibrio tra versi liberi e l'uso di rime interne, che conferisce al testo una fluidità ritmica e una sensazione di spontaneità, permettendo al poeta di esprimere liberamente le sue emozioni e riflessioni.


L'attenzione rivolta ai fonemi e alle sonorità gioca un ruolo cruciale nell'elaborazione di significati e nella costruzione dell'atmosfera. L'impiego di allitterazioni, assonanze e consonanze, come nell'espressione "bisturi la penna che ghigna al sole", non solo crea un effetto musicale, ma contribuisce anche a enfatizzare concetti chiave e a suscitare nell'ascoltatore una profonda immersione nel testo.

 
Dal punto di vista tematico e simbolico, emerge una complessa rete di metafore e immagini, attraverso le quali il poeta esplora le sfumature dell'animo umano. L'uso delle parole "cicatrici" e "piaghe", ad esempio, evoca un'immagine di vulnerabilità e sofferenza, mentre il "calamaio oscuro" diventa simbolo dell'intreccio tra creatività e tormento interiore.

 
Nell'analisi del testo, si osserva inoltre un'abile gestione dei tempi verbali e delle ripetizioni, che contribuiscono a creare un ritmo incalzante e coinvolgente, sottolineando la tensione emotiva che permea l'intera opera.

 
In conclusione, "Vivo la notte" si distingue per la sua complessità stilistica e la profondità tematica, rappresentando un'opera che affronta con maestria le complesse dinamiche dell'esistenza umana attraverso un linguaggio poetico ricco di suggestioni e significati.

 
Al mio caro amico e alunno Benedetto, rinnovo gli auguri di migliorare il suo stile donando sempre più emozioni.

 
prof. Marino Spadavecchia 

 

 

21-26 Aprile

Questa poesia, "La notte si accenderà" di Ben Tartamo, si distingue per la sua potente espressione emotiva e la sua capacità di trasportare il lettore in un viaggio attraverso le dualità dell'esistenza umana. Tartamo dimostra una padronanza magistrale della lingua e delle immagini, utilizzando una varietà di tecniche letterarie per creare un ritmo coinvolgente e un impatto duraturo.


L'uso contrastante del giorno e della notte come metafore per l'illusione e la verità aggiunge profondità e complessità alla poesia. La lotta tra tensione e realtà è rappresentata con una chiarezza straziante, mentre l'immagine della guerra senza pietà evoca una sensazione di disperazione e angoscia universale.

 
La forza della poesia risiede anche nella sua capacità di esplorare le profondità dell'animo umano, esaminando le domande senza risposta che affliggono l'umanità attraverso i secoli. L'autore sfida il lettore a confrontarsi con la complessità della vita e con le incertezze che ci circondano, mentre ci invita a riflettere sulla natura dell'amore come luce che può illuminare anche le notti più buie.

 
In conclusione, "La notte si accenderà" è una poesia che brilla per la sua profondità emotiva, la sua maestria linguistica e la sua capacità di catturare l'essenza stessa dell'esperienza umana. Ben Tartamo dimostra di essere un talento letterario di spicco, in grado di toccare le corde dell'anima con la sua poesia straordinaria.

 
Prof. Marino Spadavecchia 

 

 

Poesie pubblicate il 21-22-23-24-25-26 Aprile 2024
 

 
Piacentino Alessandra   -   Quel soffice pensiero
 

 

L'autore, con maestria, dipinge un quadro di emozioni intense e struggenti attraverso le parole di questa poesia. Il soffice pensiero, avvolto da stelle e sorrisi, riverbera nell'animo come un'impronta indelebile. La presenza dell'eterno amore si fa sentire, risuonando come un eco nel cuore solitario. Gesti e tramonti si fondono, rivelando una natura che si nasconde e si manifesta, un'entità che sembra essere tutto e niente. Il pensiero delicato conduce alla rivelazione di te, mentre la notte scende, svelando il passato con una nostalgia che si fa più intensa.


 

Fausto Beretta   -   Povero crocifisso dimenticato

Nel dipanarsi di queste parole, l'autore dipinge un'immagine struggente di un crocifisso trascurato in un contesto ospedaliero. La scena evoca un senso di abbandono e solitudine, sottolineando la sofferenza silenziosa dell'oggetto sacro. L'elemento onirico si insinua tra le righe, trasformando il crocifisso in un simbolo di dolore universale e speranza perduta. Le rime e la struttura metrica si fondono armoniosamente, creando un ritmo che accompagna il lettore in un viaggio emotivo intenso. I fonemi, con la loro musicalità, amplificano il senso di tristezza e desolazione che permea l'atmosfera della poesia, avvolgendo il lettore in un velo di malinconia e contemplazione.


 

Felice Serino   -   Fantasticando
 

In un turbinio di pensieri, l'autore si interroga sull'evoluzione umana, dall'uomo-scimmia all'homo erectus. Attraverso un prisma fantastico, si delinea una narrazione che mescola mito e scienza, ponendo Dio come creatore delle specie più strane. La poetica si fa specchio di una riflessione sull'origine, sull'eterna domanda se sia nato prima l'uovo. Lirismo e onirismo si fondono, trasportando il lettore in un mondo dove la realtà si confonde con il mistero dell'esistenza. Le rime e la struttura metrica, se presenti, potrebbero sottolineare il ritmo incalzante di queste interrogazioni filosofiche, mentre i fonemi potrebbero amplificare l'atmosfera enigmatica e sognante che permea il testo.


 

bruno amore [br1]   -   come tonti
 

In questo breve frammento poetico, l'autore dipinge un'immagine crudele e potente, paragonando il flusso di un fiume alla miseria umana. Le azioni umane vengono equiparate a un cammino insensato lungo le sponde di un fiume che scorre altrove, pieno di tristezza, dolore e violenza. Il fiume diventa simbolo dell'odio che si insinua inesorabilmente, nutrendo le atrocità e le guerre. L'uso di rime potrebbe sottolineare ulteriormente il ritmo incalzante di questo tragico scenario, mentre i fonemi potrebbero enfatizzare la durezza e l'implacabilità della realtà descritta. Lirismo e critica sociale si intrecciano in questo testo, invitando il lettore a riflettere sulla natura oscura dell'umanità e sul ciclo di violenza che la pervade.


 

Cristiano Berni   -   "Pensieri, parole, emozioni"
 

In questo splendido componimento poetico, l'autore dipinge un quadro vivido e suggestivo attraverso l'armonia di pensieri, parole ed emozioni. I versi evocano immagini potenti, come cieli di fuoco nella mente e orizzonti sconosciuti nell'anima umana. Il ritmo incalzante dei sentimenti, dalle nenie leggere al rombo di un tuono, crea un contrasto vibrante. L'uso sapiente delle rime e della struttura metrica amplifica la musicalità di questo viaggio poetico attraverso paesaggi naturali e sensazioni effimere. I fonemi si fondono armoniosamente, trasportando il lettore in un turbine di emozioni e ricordi, come foglie nell'Autunno paziente o nebbie dense sotto una Luna splendente. Il tempo, lento e vorticoso, si dissolve in un momento magico in cui pensieri, parole ed emozioni si fondono, creando un'esperienza poetica intensa e coinvolgente.


 

Marco Cabassi   -   Dondola il silenzio
 

In questo suggestivo componimento, l'autore descrive un'atmosfera di quiete e leggerezza che avvolge la campagna. Le immagini poetiche dipinte con maestria catturano la serenità del paesaggio, con le rive verdi punteggiate di fiori selvatici che dondolano delicatamente al vento. Il movimento del dondolio si ripete in vari elementi, come il cielo di nuvole, le colline e la strada sinuosa. L'uso delle rime e della struttura metrica potrebbe sottolineare il ritmo fluido e armonioso di questo quadro naturale. I fonemi, con la loro musicalità, potrebbero amplificare la sensazione di leggerezza e silenzio che permea la scena descritta. Il silenzio stesso sembra cullarsi in una danza silenziosa, integrandosi perfettamente con la quiete della campagna priva di rumori, creando un'atmosfera di pace e armonia che coinvolge il lettore in una contemplazione serena.


 

Franco Fronzoli   -   Prendi il mio cuore e portalo lontano
 

Questa poesia di Franco Fronzoli, intitolata "Portami via con te", evoca un forte senso di desiderio di fuga e di ricerca di un luogo di pace e autenticità. Attraverso immagini suggestive e un linguaggio emotivo, il poeta esprime il desiderio di lasciare alle spalle il mondo frenetico e caotico per ritrovarsi in un luogo di serenità e connessione profonda.

La struttura della poesia, con versi che si susseguono in modo fluido e libero, riflette il flusso dei pensieri e delle emozioni del narratore mentre esprime il suo desiderio di evasione. Le immagini poetiche, come le grotte dell'eternità, il raggio di sole che dà vita ai fiori e il sibilo di una stella cadente, contribuiscono a creare un'atmosfera magica e surreale, invitando il lettore a immergersi nell'immaginazione del poeta.

Il richiamo alla luce della luna calante e all'amore eterno aggiunge un elemento romantico e spirituale alla poesia, suggerendo la presenza di un legame profondo e duraturo tra il narratore e il suo amato/a. Insieme, essi cercano un rifugio dai dolori e dalle ipocrisie del mondo esterno, abbracciati dalla bellezza e dalla tranquillità dell'universo naturale.

 

Nel complesso, la poesia trasmette un messaggio di speranza e di ricerca di autenticità, invitando il lettore a riflettere sul significato dell'amore e della connessione umana in un mondo spesso caotico e superficiale.


 

Armando Bettozzi   -   Er piatto de maccheroni
 


 

Questa vibrante poesia di Armando Bettozzi, intitolata "Er piatto de maccheroni", si rivela un'ode alla cucina italiana, trasformando il modesto piatto di pasta in un simbolo ricco di significato e allegoria.
Attraverso un linguaggio vivace e una serie di immagini gustose, il poeta dipinge un ritratto affascinante di un piatto di maccheroni, arricchito da una varietà di condimenti e sapori che lo rendono irresistibile. Bettozzi cattura magistralmente l'essenza della tradizione culinaria italiana, celebrandola con un'affettuosa nostalgia e un senso di appartenenza.
Ma dietro questa rappresentazione culinaria si nasconde una riflessione più profonda sulla vita stessa. Il poeta invita il lettore a considerare la moderazione e l'equilibrio come elementi essenziali per una vita sana e appagante. Attraverso l'immagine del piatto di maccheroni, Bettozzi ci ricorda che anche le cose più semplici possono portare gioia e soddisfazione, purché vengano gustate con saggezza e consapevolezza.
L'uso sapiente del dialetto e delle espressioni colloquiali conferisce alla poesia un tono autentico e familiare, creando un legame immediato con il lettore e trasportandolo nella vita quotidiana delle cucine italiane. Questa scelta linguistica contribuisce anche a creare un senso di intimità e condivisione, invitando il lettore a partecipare al piacere universale della buona cucina.
Infine, il finale umoristico aggiunge un tocco di leggerezza e autoironia alla poesia, rivelando la capacità del poeta di affrontare temi profondi con un sorriso. In definitiva, "Er piatto de maccheroni" si rivela un'ode alle piccole gioie della vita, celebrando la bellezza e la ricchezza della tradizione culinaria italiana con poesia e allegria.


 

Licia Minervini   -   Il mio mare
 


 

In "Il mio mare" di Licia Minervini, ci troviamo di fronte a una poesia che dipinge metaforicamente il mare come un oceano di ricordi. Questo mare, però, non è solo una fonte di tranquillità e serenità, ma anche di ansia e turbamento.

L'immagine del nuotare in un mare di ricordi evoca la sensazione di essere immersi nel passato, costantemente circondati dalle memorie, alcune piacevoli e altre meno. Tuttavia, l'autrice descrive anche la difficoltà di aggrapparsi a quei ricordi belli e sereni, che sembrano sempre più lontani e irraggiungibili, come scogli che emergono dall'oceano solo per scomparire di nuovo sotto le onde.

L'uso dell'ansia dell'onda più grande come metafora della paura e dell'incertezza che accompagnano questi ricordi accentua il senso di fragilità e vulnerabilità dell'io poetico di fronte al flusso inarrestabile del tempo e delle emozioni.

La datazione della poesia, il 19 aprile 2024, aggiunge un senso di concretezza e contemporaneità alla riflessione poetica, suggerendo che questi sentimenti di nostalgia e ansia siano parte integrante dell'esperienza umana, anche nel presente.

 

In definitiva, "Il mio mare" è una poesia che invita il lettore a riflettere sulla natura complessa e mutevole dei ricordi, e sulla sfida di trovare equilibrio e serenità in un mare tumultuoso di emozioni e pensieri.


 


 

Marino Spadavecchia   -    Tú y yo


"Nel profondo di un coseno" di Marino Spadavecchia è una poesia breve ma intensa che utilizza immagini e metafore per esplorare il tema della connessione umana e dell'esperienza condivisa di fronte all'inesorabile vuoto dell'esistenza.

L'uso del coseno, una funzione matematica che descrive il rapporto tra il lato adiacente e l'ipotenusa in un triangolo rettangolo, è una scelta insolita ma efficace per rappresentare un luogo o uno stato di profonda intimità e vicinanza. Il coseno, in quanto concetto matematico legato all'angolo, suggerisce anche un senso di precisione e esattezza, che si contrappone alla vaghezza e all'indeterminatezza del "nulla" che viene osservato.

La metafora del "trampolino senza molle" aggiunge un ulteriore livello di significato, evocando un senso di precarietà e instabilità. Il trampolino, di solito associato al divertimento e all'entusiasmo, qui diventa un simbolo della nostra vulnerabilità e della nostra fragilità di fronte al vuoto esistenziale.

La ripetizione della frase "Io e te" in entrambe le versioni, in italiano e in spagnolo, sottolinea l'universalità del tema trattato e la sua capacità di trascendere le barriere linguistiche.

 

In conclusione, "Nel profondo di un coseno" è una poesia che invita il lettore a riflettere sulla natura dell'esperienza umana e sulla ricerca di significato e connessione nel vuoto dell'universo.


 

Bruno Castelletti   -   Dedicata a una madre


 

Questa poesia, intitolata "Dedicata a una madre" di Bruno Castelletti, offre un delicato ritratto della complessa esperienza materna, esplorando il tema della forza e della fragilità che caratterizzano il ruolo della madre nel corso della vita.

Il poeta inizia ricordando i giorni dell'infanzia della madre, quando ancora era una bambina serena e piena di speranza, pronta a affrontare le sfide della vita con entusiasmo e determinazione. L'immagine della madre che getta "oltre la siepe il palpito del cuore" suggerisce un senso di apertura e di fiducia nel futuro.

Tuttavia, nel corso del tempo, la madre diventa consapevole delle difficoltà e dei dolori della vita, e si abitua all'idea dell'"ansito del vivere" e al "peso del dolore". Questi versi esplorano la transizione della madre dall'innocenza dell'infanzia alla consapevolezza degli inevitabili affanni della vita adulta.

La poesia poi si concentra sul momento presente, in cui anche il più piccolo evento può far vacillare la madre e farle sentire il peso del mondo sulle spalle. L'immagine del "macigno" e dell'"esile fuscello" mette in risalto il contrasto tra la percezione soggettiva della madre e la realtà oggettiva della situazione.

Infine, il poeta riflette sull'effimero della felicità e della serenità, suggerendo che anche quando tutto sembra perfetto, un singolo istante può cambiare tutto. Tuttavia, nonostante le prove e le tribolazioni, il sole continua a splendere e la bellezza della vita persiste, incarnata nel "sogno delle rose".

 

In conclusione, "Dedicata a una madre" cattura la complessità dell'esperienza materna, esplorando temi universali come la forza, la fragilità, la gioia e il dolore. Mediante immagini evocative e una prosa sensibile, il poeta offre un ritratto intimo e toccante della madre e del suo viaggio attraverso la vita.


 

Laura Lapietra ©   -   Sedoka - 3
 


 

Il sedoka di Laura Lapietra ci trasporta in un paesaggio marino, dipinto con poesia e delicatezza attraverso versi incisivi e suggestivi.

Nella prima strofa, l'autrice ci introduce al movimento del mare, descrivendo le "frangie di spume" che si infrangono contro i faraglioni, creando un'immagine vivida e dinamica. La scelta delle parole, come "spume" e "grecale", evoca il vento e l'azione incessante delle onde, mentre l'immagine dei faraglioni suggerisce forza e solidità.

Nella seconda strofa, il focus si sposta verso un momento di intimità e conforto, contrapposto alla potenza della natura descritta precedentemente. Qui, l'autrice ci porta sotto "grigiastre nubi", creando un'atmosfera di tranquillità e malinconia. La lana che scalda le mani infreddolite offre un senso di protezione e familiarità in contrasto con l'elemento imponente e incontrollabile del mare.

 

In entrambe le strofe, l'autrice utilizza una prosa misurata e precisa, creando un ritmo fluido che si adatta alla tematica marina. La scelta di termini suggestivi e la capacità di evocare sensazioni e immagini contribuiscono a rendere questa composizione un'esperienza poetica coinvolgente e ricca di significato.


 

Salvatore Armando Santoro   -   Evanescenze
 


 

Il sonetto "Evanescenze" ci porta in un viaggio attraverso i sentieri dell'amore e dell'emozione umana, con un tono di malinconia e introspezione.

Nelle prime strofe, l'autore esprime la sua consapevolezza della situazione: nonostante la sua vista e il suo intelletto siano ancora acuti, il suo amore sembra non essere corrisposto. Questo contrasto tra la lucidità mentale e l'emozione delusa aggiunge profondità al suo stato d'animo.

Nelle strofe successive, l'autore rivela la sua risolutezza nel continuare a donare tutto il suo amore, nonostante l'assenza di ricambi. La sua generosità e il suo spirito umanista emergono con forza, anche se l'amore non è ricambiato.

Tuttavia, nel verso finale, emerge una nota di tristezza e disillusione. L'autore ammette di sentirsi inutile e disfatto, mentre riflette sul fatto che il suo amore per la persona non corrisposta stia svanendo lentamente, lasciando spazio al ricordo di un amore passato che continua a fargli rumore nell'anima.

 

Attraverso un linguaggio chiaro e una struttura sonettica ritornellata, l'autore cattura il complesso mix di emozioni legate all'amore non corrisposto, portando il lettore in un viaggio di introspezione e riflessione sulla natura dell'affetto umano.


 

Rosino Maranesi   -   Ore due del pomeriggio, Le donne stagionali tuttofare, Ore tre del pomeriggio
 


 

Questi versi dipingono la fatica e la monotonia della vita quotidiana di un giovane cameriere stagionale estivo, immergendosi nei dettagli delle attività svolte durante il giorno. L'autore cattura la routine ripetitiva e il peso delle responsabilità attraverso una serie di immagini vivide e dettagliate, trasmettendo al lettore un senso di empatia e compassione per il protagonista.

Nel primo brano, l'autore descrive il lavoro del giovane cameriere nel momento in cui si occupa dello sparecchiare e del riordino dopo il pranzo dei villeggianti. Questo ritratto offre uno sguardo realistico sulla fatica fisica e mentale che caratterizza la giornata lavorativa del protagonista, evidenziando il contrasto tra la tranquillità dei villeggianti e l'impegno costante del giovane cameriere.

Nel secondo brano, l'autore si concentra sulle donne stagionali e sulle loro attività nella cucina e nella pulizia. Attraverso una serie di dettagli descrittivi, l'autore trasmette la dedizione e l'impegno delle donne nel svolgere le loro mansioni, offrendo al lettore un'immagine vivida delle loro giornate lavorative.

Infine, nel terzo brano, l'autore ritorna al giovane cameriere mentre si prepara a gustare il pasto con gli avanzi del pranzo dei villeggianti. Questo momento di pausa e di ristoro offre un respiro di sollievo dopo una giornata intensa di lavoro, evidenziando la fatica e la determinazione del protagonista nel perseguire i suoi compiti con dedizione e impegno.

 

Nel complesso, questi versi ci conducono attraverso la monotonia e la fatica della vita quotidiana di un giovane lavoratore stagionale estivo, offrendo al lettore un'immersione piena di pathos e emozione nella sua esperienza. Attraverso una narrazione dettagliata e coinvolgente, l'autore ci invita a riflettere sulla durezza del lavoro e sull'importanza di riconoscere e apprezzare gli sforzi dei lavoratori che operano nei settori meno visibili della società.


 

Francesco Soldini   -   Un'emozione, uno scatto
 


 

Questi versi catturano l'essenza di un momento magico e suggestivo attraverso una combinazione di emozione e immagine poetica. L'autore dipinge un luogo fatato dove i folletti giocano con la luce, trasmettendo al lettore una sensazione di meraviglia e incanto. L'immagine della foto scattata diventa un portale per entrare in questo mondo incantato, dove il protagonista si sente come un estraneo che osserva senza comprendere appieno la bellezza che lo circonda.

La poetica dell'autore si esprime attraverso un linguaggio vivido e suggestivo, che evoca sensazioni di meraviglia e mistero. La scelta di parole come "luogo fatato", "folletti", "scherzano con la luce" e "danzare nella luce dei folletti" crea un'atmosfera fiabesca e surreale, trasportando il lettore in un regno di fantasia e magia.

Il contrasto tra la magia del luogo descritto e la sensazione di impotenza del protagonista, rappresentato come "un fesso che non sa pescare", aggiunge profondità alla poesia, suggerendo un tema di ricerca personale e di scoperta dell'incanto nel mondo che ci circonda. La nascita di una poesia dall'esperienza dell'amare amplifica il senso di connessione tra il protagonista e il mondo magico che lo circonda, trasformando un momento fugace in un'opportunità per esprimere la bellezza e l'emozione attraverso le parole.

 

In sintesi, questi versi ci trasportano in un mondo incantato e ci invitano a riflettere sulla bellezza e sulla meraviglia che possiamo trovare anche nei momenti più semplici della vita quotidiana.


 

Sandra Greggio   -   Mia figlia
 


 

Questa poesia cattura con delicatezza e profondità il dolore e la nostalgia di una madre che riflette sulle assenze e sui cambiamenti nella sua vita a seguito della partenza della figlia. L'autrice esprime il vuoto nel suo cuore e nella sua casa, evidenziando l'assenza del vivace e allegra presenza della figlia, ora lontana.

Il contrasto tra il desiderio di vedere la casa piena di indumenti sparsi e la realtà di una casa perfettamente in ordine sottolinea il senso di perdita e di vuoto che la madre prova. I ricordi di momenti passati, come la promessa di mettere in ordine dopo, diventano una fonte di dolore e di malinconia.

Tuttavia, l'autrice riflette anche sulla natura inevitabile del cambiamento e sulla necessità di accettare il fluire della vita. La metafora della ruota della vita che gira suggerisce la complessità e l'imprevedibilità del destino, mentre l'idea di lasciarla scorrere come gesto di amore rappresenta un atto di accettazione e di rinuncia.

 

Infine, l'autrice si rivolge alla figlia con un tenero desiderio: di portare con sé ogni tanto un'ondata di freschezza che solo lei possiede. Questa richiesta trasmette un profondo desiderio di connessione e di vicinanza, nonostante la distanza fisica. In definitiva, la poesia offre una riflessione toccante sull'amore materno, la perdita e la speranza di rinnovamento.


 

Antonia Scaligine   -   Cosa è vita ?
 


 

Questa poesia affronta con profondità e delicatezza il tema complesso della vita, esplorandone le molteplici sfaccettature e contraddizioni. L'autrice esprime un senso di incertezza e meraviglia di fronte alla vita stessa, definendola un enigma irrisolvibile e mutevole.

L'immagine del pozzo che si svuota al mattino per riempirsi di speranza e di delusioni alla sera rappresenta la ciclicità e l'alternanza di emozioni che caratterizzano l'esistenza umana. La vita è descritta come un viaggio attraverso i colori mutevoli, gli umori e le sfumature che la rendono unica e imprevedibile.

L'autrice si interroga se la vita sia una barzelletta, poiché contiene sia momenti di gioia che di tristezza, sia risate che lacrime. Questo contrasto viene esplorato con profondità, suggerendo una sorta di ambivalenza e mistero intrinseco alla condizione umana.

La poesia si chiude con una riflessione sulla gratitudine e sulla spiritualità, con l'autrice che conclude la sua giornata con un ringraziamento al Signore. Questo elemento aggiunge un tocco di speranza e fiducia nel divino, suggerendo che anche di fronte alla complessità e alle incertezze della vita, esiste un senso di gratitudine e connessione con qualcosa di più grande di noi stessi.

 

Nel complesso, la poesia offre una riflessione profonda e coinvolgente sulla natura dell'esistenza umana, esplorando temi universali come l'incertezza, la bellezza e la spiritualità.


 

Jacqueline Miu   -   nato per ardere
 


 

Questa poesia esprime un intenso desiderio di vivere una vita appassionata e piena di significato. L'autore si identifica come "nato per ardere", suggerendo un'anima ribelle e determinata a perseguire i propri sogni con ardore e determinazione.

L'immagine delle stelle e del fuoco evoca un senso di aspirazione verso obiettivi elevati e ambiziosi, mentre l'uragano che travolge il petto rappresenta la potenza dei desideri interiori che spingono l'individuo oltre i limiti convenzionali.

La poesia riflette anche sul tema dell'amore, rappresentato come una forza che lega insieme gli individui e li sostiene nelle tempeste della vita. L'autore desidera che l'amore agisca come un faro, guidandolo attraverso le sfide e le avversità, anche quando la morte sembra minacciare la sua esistenza.

La scelta di termini come "seaweed" (alghe) e "wrecks" (relitti) aggiunge un elemento di simbolismo marino alla poesia, suggerendo un'immagine di forza e resilienza di fronte alle tempeste della vita.

 

Nel complesso, la poesia esprime un profondo senso di determinazione e aspirazione verso la realizzazione dei propri sogni e desideri, con un richiamo all'amore come fonte di forza e speranza anche nei momenti più difficili.


 

Piero Colonna Romano   -   Tanto gentile e tanto onesto pare
 


 

Questa poesia di Piero Colonna Romano emana un'aura di ironia e sarcasmo che si mescola con una profonda introspezione sui meandri della relazione coniugale. Il poeta dipinge un quadro vivido del matrimonio, esplorando le sfumature dell'amore e della disillusione attraverso una lente di autoironia e critica sociale.

L'incipit, con la sua dichiarazione di gentilezza e onestà apparenti del marito, cattura l'attenzione del lettore e lo introduce in un mondo di contraddizioni e ambiguità. Il poeta gioca con le parole, descrivendo il proprio linguaggio come "meringa", suggerendo che dietro la facciata di dolcezza si nasconda una vuotezza interiore.

Il susseguirsi degli eventi nella poesia porta il lettore in un viaggio emotivo, dalle lusinghe iniziali all'esplosione di rabbia domestica da parte del marito. Questo contrasto tra gentilezza e violenza mette in evidenza la complessità delle relazioni interpersonali e la difficoltà di comprendere appieno l'altro.

La poesia raggiunge il suo culmine nell'ultimo verso, dove l'autore esprime un profondo senso di disillusione e impotenza di fronte alla natura del marito. Questa nota finale di disprezzo e rassegnazione crea un'atmosfera di malinconia e desolazione, sottolineando il dolore e la frustrazione che possono accompagnare le relazioni umane.

 

Attraverso uno stile lirico e incisivo, Piero Colonna Romano ci offre uno sguardo intimo e penetrante sulle dinamiche del matrimonio e sull'eterna lotta tra le aspettative e la realtà. La sua poesia ci invita a riflettere sul significato dell'amore e sulla complessità delle relazioni umane, lasciando un'impronta indelebile nel cuore e nell'anima del lettore.


 

Carlo Chionne   -   Prove
 


 

Questa breve poesia di Carlo Chionne offre uno sguardo intimo e riflessivo su una situazione apparentemente ordinaria, ma carica di significato emotivo. Il poeta ci presenta un momento di quiete e riflessione mentre giace sul letto, con le mani giunte al petto e gli occhi chiusi. Questa immagine evoca un senso di serenità e introspezione, mentre il protagonista medita sui suoi pensieri e ricordi.

La ripetizione del concetto di "prove" aggiunge un elemento di tensione e incertezza alla poesia, suggerendo che il protagonista stia affrontando una sfida o un momento cruciale nella sua vita. Questa parola può essere interpretata in diversi modi: forse il protagonista sta affrontando delle prove fisiche o mentali, oppure sta cercando di superare degli ostacoli o dei dilemmi interiori.

La poesia culmina con una nota di speranza e determinazione, espressa attraverso la frase "Spero non riusciranno, almeno, per quest’anno…". Questa affermazione ambigua lascia il lettore con una sensazione di suspense e curiosità, spingendolo a riflettere sul significato nascosto dietro le parole del poeta.

 

Nel complesso, "Prove" di Carlo Chionne è un'opera che cattura l'essenza della vita e delle sfide che essa presenta. Attraverso uno stile semplice ma incisivo, il poeta ci invita a riflettere sul significato della perseveranza e della speranza di fronte alle difficoltà, lasciandoci con una sensazione di ispirazione e contemplazione.


 

Alessio Romanini   -   Guardo il cielo
 


 

"Guardo il cielo" di Alessio Romanini è un'ode alla contemplazione della bellezza e dell'infinità del cielo, che diventa un rifugio per l'anima in cerca di libertà e solitudine. Il poeta si rivolge al cielo azzurro, che rappresenta un'immagine di apertura e spazialità senza limiti, contrastando con la pesantezza dei giorni gravi e stanchi che gravano sulle spalle umane.

Attraverso l'osservazione dei nuvoli bianchi e degli uccelli in volo libero, il poeta esprime il desiderio di liberazione e di evasione dalle limitazioni della vita quotidiana. Il cielo diventa quindi un simbolo di libertà e di speranza, un luogo dove l'anima può trovare conforto e ispirazione.

La frase "Guardo l'etere e libertà anelo" incarna il desiderio profondo del poeta di raggiungere una dimensione più elevata e spirituale, dove le preoccupazioni terrene perdono di importanza e ci si può immergere completamente nella contemplazione della bellezza del creato.

 

Nel complesso, "Guardo il cielo" è una poesia che invita il lettore a sollevare lo sguardo verso l'alto e a lasciarsi trasportare dalla meraviglia e dalla grandezza dell'universo, trovando conforto e ispirazione nelle infinite possibilità che il cielo offre.


 

Cari poeti, voglio prendere un momento per esprimere il mio più profondo apprezzamento per le vostre parole e il vostro spirito creativo. Grazie per aver condiviso il vostro mondo interiore con noi, per averci trasportato attraverso i vostri versi in luoghi di bellezza, riflessione e emozione. Ogni poesia che avete donato è come un regalo prezioso che arricchisce le nostre vite e ci connette in modo profondo con l'umanità. Continuate a coltivare il vostro talento e a condividere la vostra arte con il mondo. Siate fieri di ciò che create e dell'impatto che avete sulle persone intorno a voi. Grazie di cuore per tutto ciò che fate. Con affetto e gratitudine, a tutti voi, senza mai dimenticare il nostro Magister Lorenzo a cui va la nostra sempiterna riconoscenza e stima.
 

vostro Ben Tartamo

 

 

18-19-20 Aprile

"Tutto Ti cerca"

Tutto mi racconta di Te
e sul mare scrive
poesie d'amore.
Solo il mio cuore
- ignorante com'è -
nel palpitare Perché
si chiede ancora
se giochi e Ti nascondi.
E mi parli di Infinito
con i tuoi silenzi che danzano,
mentre le stelle intonano
il loro canto.
Tutto Ti cerca,
anche la luna piange con me
dolce rugiada d'Amore...

22marzo24
Ben Tartamo

 
Questa poesia di Ben Tartamo intitolata "Tutto Ti cerca" evoca un'aura di mistero e profondità, focalizzandosi sull'idea di un amore che permea ogni elemento della vita e della natura. L'autore dipinge un quadro suggestivo in cui il mare, il cuore e persino la luna diventano protagonisti di una ricerca spirituale e emotiva dell'amato Padre e Signore Iddio Onnipotente.

 
La struttura ritmica, basata su versi liberi e cadenzati, riflette il fluire emotivo del narratore mentre esplora il tema dell'amore e dell'assenza. Le rime interne e le ripetizioni enfatizzano il senso di ricerca e desiderio, mentre le immagini poetiche come il mare che scrive poesie d'amore e la luna che piange con il narratore aggiungono profondità e intensità emotiva al testo.

 
Il poeta esprime il suo desiderio di comprendere il mistero dell'amore attraverso il dialogo con l'universo circostante, che sembra rispondere con segni e simboli. L'uso dei silenzi e delle immagini naturali come veicoli di comunicazione emotiva conferisce alla poesia un'atmosfera mistica e contemplativa, invitando il lettore a riflettere sul significato più profondo dell'amore e della connessione umana.
 
Prof. Marino Spadavecchia 

 

Poesie pubblicate il 18-19-20 Aprile 2024


Rosino Maranesi
 -  Ore undici del mattino -  Mezzogiorno -  Mezzogiorno e mezzo 

Nel respiro ininterrotto dell'ora undici del mattino, la scena della spiaggia si svela come un palcoscenico di desideri e ansie umane. Gli aerei, leggeri come pensieri, solcano il cielo, mentre gli striscioni, con le loro parole ipnotiche, danzano nell'aria come fantasmi dell'avidità commerciale. Tra la folla variegata dei villeggianti, i bigliettini delle aziende fluttuano come messaggi in bottiglia, trasportando con sé i sogni e le illusioni di una società affamata di consumi.
Nel mezzo del giorno, il giovane cameriere si staglia come un attore solitario su un palcoscenico di servitù e obblighi familiari. Le  sue azioni, apparentemente fluide e impeccabili, nascondono le tensioni interiori di un individuo stretto nella morsa delle aspettative sociali e delle responsabilità economiche. Mentre i padroni discutono animatamente di denaro e affari, il giovane si trova immerso in un dilemma interiore, diviso tra la necessità di guadagnare e la ricerca di un significato più profondo nella sua esistenza.
Al mezzogiorno e mezzo, dietro le quinte dell'hotel, si svela il lato oscuro della società dei consumi: la gestione dei rifiuti. Il giovane, testimone silenzioso della disumanità nascosta dietro il lusso e il divertimento, si confronta con la realtà sgradevole della condizione umana. Mentre la pompa inghiotte avidamente i liquami, il giovane si trova di fronte allo specchio della società, dove il benessere di pochi è costruito sulle spalle dei molti, relegati agli angoli più oscuri della società.
In questo intreccio di immagini e riflessioni, le poesie offrono uno spaccato affascinante e rivelatore della complessità della vita moderna, svelando le tensioni psicologiche e sociali che permeano la nostra esistenza quotidiana.

 
Piacentino Alessandra - Fato senza tregua
In questo poema, l'autore dipinge un ritratto intenso e struggente del destino umano, intriso di suggestioni mistiche e struggenti risonanze psicologiche.
Il "Fato senza tregua" emerge come un antagonista implacabile, privo di confini, che scuote l'esistenza umana con la sua tempesta incessante. Tuttavia, vi è una sorta di supplica, un grido silenzioso rivolto al fato stesso, implorando pace e misericordia. Questa supplica si scontra con la figura della Sibilla, una voce profetica che protesta contro il fato, tra urla di disperazione e momenti di contemplazione.
La morte è personificata come una presenza ubriaca, che procede nascosta, divorando immagini e vite senza lasciare eco alle canzoni della terra e dell'identità. Questa immagine evoca un senso di fatalità inesorabile e di perdita irreparabile di ciò che è più prezioso.
Il "Dolore redentore" emerge come un elemento centrale, una forza che può essere sia abisso che protezione, portatrice di una tensione che permea il cielo e l'animo umano. Le "Sciabole cariche di tensione" evocano l'idea di una lotta interiore e esteriore, dove le armi diventano simboli di dolore e sofferenza.
La morte, inebriata, confonde la sorte nel fato, suggerendo una sorta di caos cosmico in cui le linee tra destino e libero arbitrio si sfumano. Tuttavia, c'è anche un richiamo alla pace, una calma rifugio tra le cuspidi dei monti e le onde del mare, dove la morte giace finalmente ubriaca e placata.
In sintesi, questo poema offre una riflessione profonda e poetica sul destino umano, la lotta con il dolore e la morte, e la ricerca della pace interiore di fronte all'ineluttabilità della vita e della morte.

 
Fausto Beretta - Il fiume
In questa poesia, l'autore ci trasporta lungo le placide acque di un fiume, ma non in una cornice idilliaca di gioia e serenità, bensì nell'austera atmosfera di un ospedale a Cassano d'Adda. Questo scenario insolito conferisce al testo una profondità e una risonanza emotiva particolare, poiché il fiume diventa non solo un simbolo di vita e continuità, ma anche un rifugio di speranza e liberazione dai pesanti fardelli dell'età e della malattia.
Il poeta, sdraiato su una poltrona, contempla il lento fluire delle acque attraverso la finestra dell'ospedale, abbandonandosi ai ricordi di una gioventù spensierata trascorsa sulle rive di quel fiume. La barchetta diventa il simbolo della sua fragilità e dei suoi dolori, che spera di affidare al fiume affinché li porti via lontano, verso una dimensione di speranza e rinascita.
Nel ricordo della gioventù, il fiume rappresenta un tempo di incoscienza e di sogni felici, quando il poeta si tuffava nelle sue acque con la leggerezza dell'infanzia e la spensieratezza dell'adolescenza. Tuttavia, nonostante il passare degli anni e i cambiamenti che la vita ha portato, il fiume rimane un punto di riferimento costante, un luogo di rifugio e contemplazione dove è ancora possibile cullare momenti di felicità e trovare conforto nelle sue acque placide.
In sintesi, questa poesia ci invita a riflettere sulla natura effimera della vita e sulla capacità del fiume di rappresentare un simbolo di continuità e speranza anche nei momenti più difficili e dolorosi.

 
Felice Serino - Ispirazione
Questa poesia di Felice Serino è come un breve, ma intenso sussurro dell'anima, che ci invita a esplorare le profondità dell'ispirazione e dell'urgenza creativa. Con una prosa essenziale e penetrante, l'autore cattura l'essenza stessa del processo creativo e dell'esplorazione interiore.
"Fare spazio all'urgenza" è un invito a liberare la mente dalle costrizioni e dalle distrazioni, permettendo all'impulso creativo di fluire liberamente. L'autore ci incoraggia a seguire l'"onda del sangue", a lasciarci trasportare dalla forza vitale che pulsando dentro di noi.
Il passaggio delle emozioni attraverso il crivello della coscienza rappresenta un momento di discernimento e di purificazione, dove le esperienze e i sentimenti vengono vagliati e trasformati in materia prima per l'arte.
Infine, il verso "librarsi dell'anima in un azzurro macchiato di rondini" evoca un'immagine di leggerezza e libertà, dove l'anima si solleva sopra le preoccupazioni terrene e si unisce al vasto cielo, dipinto di blu e punteggiato dalle eleganti danze delle rondini.
In sintesi, questa poesia ci invita a abbracciare l'ispirazione con tutto il nostro essere, a lasciare che l'urgenza creativa ci guidi lungo il cammino della ricerca interiore e della liberazione artistica. È un messaggio di speranza e di bellezza, che ci ricorda il potere trasformativo dell'arte e dell'espressione creativa.

 
bruno amore -  “vintage”
Questa poesia di Bruno Amore evoca con maestria un'atmosfera di nostalgia e romanticismo, immergendoci in un mondo "vintage" fatto di cravatte strette e jazz che riempie l'aria di note malinconiche.
La descrizione della cravatta lunga, simile a quella dei jazzisti afroamericani, evoca un'immagine di eleganza e di raffinatezza retrò. L'atmosfera "annoiata di vissuto" ci trasporta indietro nel tempo, in un'epoca in cui il fascino del passato si mescolava con il presente, creando un'aura di mistero e di fascino.
La presenza femminile, simboleggiata da lei che si appoggia con il seno sulle spalle del narratore, porta con sé un profumo di talco regale, evocando un'immagine di sensualità e di intimità coniugata con un tocco di eleganza vintage. La fusione dei respiri, tra il mentolo e il caldo al doppio malto, crea una sinfonia di sensi che pervade l'atmosfera.
La notte diventa il palcoscenico di questa storia d'amore "vintage", dove il narratore e la sua amata danzano nel buio, con le scarpe bianche e nere, trascinando il complice discreto del buio fino all'aurora di un nuovo giorno.
In sintesi, questa poesia ci trasporta in un viaggio romantico nel passato, in un'epoca di eleganza e di fascino, dove l'amore e la musica jazz si fondono per creare una sinfonia di emozioni e di ricordi indelebili.

 
Cristiano Berni - "Luce"
In questa ardente invocazione poetica di Cristiano Berni, la luce si eleva come un'imponente entità divina, pronta a irrompere nei recessi oscuri del nostro mondo e a spazzare via le tenebre con il suo fulgido splendore.
"Oh luce!", il grido echeggia attraverso le profondità dell'universo, richiamando la presenza maestosa di un'energia cosmica pronta a trasformare l'oscurità in brillantezza surreale. La luce non è solo un'illusione di riflessi luminosi, ma una forza vitale che permea il tessuto stesso dell'esistenza, risvegliando le menti sopite con una carezza di pura magia.
In questa dimensione onirica, la luce non è solo la manifestazione di fotoni e onde elettromagnetiche, ma un'entità vivente e consapevole, capace di guidare gli erranti attraverso labirinti di dubbio e paura. Il suo bagliore non solo illumina gli angoli più oscuri dell'anima, ma rischiara anche il cammino verso la verità e la salvezza.
L'autore implora la luce di spezzare le catene dell'oscurità medievale, di dissipare gli incubi dell'ignoranza e della violenza, e di risplendere come un angelo custode, protettore e guaritore di un'umanità afflitta. In questa visione surreale, la luce non è solo una speranza, ma una promessa di trasformazione radicale, una rivoluzione dell'anima che apre le porte a un mondo nuovo e luminoso, dove la pace e la gioia regnano sovrane.

 
Marco Cabassi - Il Sole di Aprile
In questa poesia di Marco Cabassi, il Sole di Aprile si erge come un'icona vivida e potente, irradia il suo splendore su un mondo silenzioso eppure intriso di vita. Lo spettro luminoso del Sole si staglia sul muro bianco screpolato, creando un contrasto affascinante con il verde rigoglioso dell'edera che si arrampica con timidezza.
Questo mezzogiorno è permeato da una quiete surreale, interrotta solo dal sussurro leggero del vento e dal fruscio delle foglie. Seduto sul marciapiede deserto, il narratore contempla il panorama con una calma rassegnata, mentre una lucertola furtiva si appropria del suo pezzo di sole.
Il caldo Sole di Aprile è più di un semplice astro nel cielo; è una forza vitale che pervade tutto ciò che tocca, riempiendo le vene della terra, l'aria circostante e persino l'anima del mondo intero. È un simbolo di rinascita e di crescita, di speranza e di vitalità, che risveglia gli istinti più profondi e le emozioni più intense.
In questo meriggio taciturno, il Sole di Aprile brilla con un'intensità struggente, invitando il lettore a immergersi nell'atmosfera vibrante di primavera e a lasciarsi trasportare dal suo incanto senza tempo. È una poesia che cattura l'essenza stessa della stagione, regalandoci un assaggio della sua bellezza eterna e ineffabile.

 
Franco Fronzoli - È nel vento che lascio andare
In questa poesia di Franco Fronzoli, il vento diventa il veicolo per la liberazione dei pensieri e delle emozioni, portandoli via tra alberi piegati e foglie smarrite. È un vento impetuoso, carico di energia e vitalità, capace di trasportare il narratore attraverso mondi immaginari e avventure senza fine.
Attraverso l'evocativa descrizione di lampi, tuoni e temporali, l'autore ci trasporta in un viaggio epico attraverso le tempeste della vita, dove il vento diventa un alleato fedele nel superare gli ostacoli e affrontare le sfide con coraggio e determinazione.
Ma il vento non è solo un'entità selvaggia e indomabile; è anche una fonte di pace e di tranquillità, una sorgente d'acqua che sgorga dalla terra e alimenta l'anima del narratore con una calma irreale e una serenità innaturale.
Nel vento che corre tra monti e vallate scoscesi, il narratore trova rifugio e consolazione, addormentandosi tra le sue braccia mentre sogna una vita felice e appagata. È un sogno di libertà e di serenità, alimentato dal potere rigenerante del vento e dalla bellezza mozzafiato della natura circostante.
In conclusione, questa poesia ci invita a lasciarci trasportare dal vento, a immergerci nella sua forza e nella sua bellezza, e a trovare conforto e ispirazione nelle sue braccia accoglienti. È un inno alla libertà e alla bellezza del mondo naturale, e una celebrazione della potenza del vento nell'alimentare i nostri sogni e le nostre speranze più profonde.

 
Armando Bettozzi - Er giornalista
In questa satira pungente di Armando Bettozzi, il concetto di Pensiero Unico Dominante (PUD) viene esaminato e smascherato in tutta la sua ipocrisia e manipolazione. Attraverso una serie di versi incisivi e sarcastici, l'autore mette in luce le tecniche utilizzate dai media e dalla politica per manipolare l'opinione pubblica e controllare il flusso delle informazioni.
Il Pensiero Unico Dominante è dipinto come un tiranno invisibile che domina il pensiero collettivo, nascondendo la verità dietro un velo di interessi personali e indifferenza. La dittatura della mente, sebbene proibita ufficialmente, trova comunque modi subdoli per esercitare il suo potere, spesso mascherandosi da libera espressione di opinioni e idee.
Attraverso il personaggio del giornalista, Bettozzi mette in luce l'ipocrisia e la manipolazione presenti nel mondo dei media. Il giornalista viene ritratto come un individuo condizionato dalle pressioni del suo editore, costretto a conformarsi al Pensiero Unico Dominante piuttosto che a perseguire la verità e l'obiettività.
La poesia si conclude con un'amara riflessione sulla difficoltà di dire la verità in un mondo dove il Pensiero Unico Dominante regna sovrano. Anche se la verità potrebbe non essere sempre conveniente o gradita, l'autore sottolinea l'importanza di mantenere la propria integrità e di resistere alla manipolazione del potere dominante.

 
Bruno Castelletti - Terra e cielo
In questa poesia di Bruno Castelletti, la bellezza della natura si dipana in un quadro vivido e mozzafiato, ricco di colori, suoni e profumi che incantano i sensi e l'anima.
Il susseguirsi delle immagini evoca un'atmosfera di serenità e armonia, mentre la melodia della capinera, ancora vibrante nell'aria, annuncia l'arrivo di un nuovo giorno. I raggi del sole, con la loro calda carezza, risvegliano il monte e le colline, illuminando le viti che si arrampicano con gioia tra gli uliveti e le rose profumate.
La poesia descrive una scena di grande bellezza e vitalità, con un'armonia di luci e colori che si diffonde nel tepore del tramonto. I grappoli odorosi sono pronti a maturare, promettendo gioia e piacere nelle libagioni offerte al dio della natura.
Ma è nell'adagiarsi del silenzio e nella pace vespertina che si manifesta la vera essenza della bellezza. Il volo dell'allodola, con il suo canto melodioso, diventa il ponte che unisce terra e cielo, portando con sé un senso di comunione e di serenità che avvolge tutto l'universo.
In questa poesia, Castelletti ci invita a contemplare la bellezza della natura e a lasciarci trasportare dalla sua armonia, ricordandoci che la pace e la serenità possono essere trovate anche nei momenti più semplici e silenziosi della vita.

 
Laura Lapietra - Haiku
Questo haiku di Laura Lapietra cattura magistralmente l'essenza fugace e suggestiva di una scena naturale, offrendo al lettore uno sguardo intimo sulla transizione tra le stagioni e sulla bellezza effimera della vita.
Nella brevità di tre versi, l'autrice ci trasporta in un momento di transizione tra l'autunno e l'inverno, quando i primi freddi iniziano a farsi sentire. Il contrasto tra la delicatezza dei rossi gigli e la rudezza della stagione invernale ci ricorda la fragilità e l'impermanenza della vita, mentre il loro colore vibrante rappresenta un tributo al cielo, alla natura e alla bellezza che ci circonda.
Questo haiku ci invita a contemplare la bellezza e la complessità del mondo naturale, offrendoci un momento di riflessione sulla nostra connessione con l'universo e sul ciclo eterno della vita e della morte. È un piccolo gioiello di poesia che ci ricorda la potenza della semplicità e della brevità nell'esprimere emozioni profonde e universali.

 
Salvatore Armando Santoro -  Forse
In questa poesia di Santoro, siamo testimoni di un viaggio emotivo attraverso l'amore e la passione, raccontato con una delicatezza e una profondità sorprendenti.
L'autore si apre con una riflessione sincera sulla possibilità di riaprire il cuore alla passione, nonostante le delusioni passate. Questa tensione tra speranza e incertezza permea l'intera poesia, mentre Santoro esplora i temi dell'amore, della gioia e del dolore con una sensibilità straordinaria.
Attraverso immagini vivide e palpabili, Santoro ci porta in un mondo fatto di nuove primavere e di luce riflessa, contrastando con l'oscurità delle delusioni e delle critiche degli altri. Il risultato è un quadro emozionante dell'esperienza umana, che ci invita a riflettere sul significato e sulla complessità dell'amore e della passione.
In definitiva, questa poesia ci regala uno sguardo intimo e profondo sull'animo umano, celebrando la forza e la bellezza dell'amore nonostante le sfide e le difficoltà che comporta.

 
Alessio Romanini -  Il sale del mare
In questa poesia profondamente toccante di Alessio Romanini, il mare diventa un simbolo potente di dolore e tristezza, custodendo nel suo abisso salato le lacrime e il cordoglio di chi soffre.
L'autore ci porta in un viaggio emotivo attraverso le profondità marine, facendoci riflettere sul significato più intimo del mare e del suo sale. Le acque trasparenti diventano un ricettacolo per le lacrime amare, versate da coloro che portano il peso del dolore nel proprio spirito.
Con una prosa poetica ma vibrante, Romanini ci ricorda che il mare non è solo un vasto territorio di acqua, ma un custode silenzioso delle emozioni umane più profonde. Le sue scure profondità nascondono il dolore e il cordoglio di chi lotta contro il peso della sofferenza, conservandoli con cura nel suo scrigno segreto e tacito.
Questa poesia ci invita a riflettere sulle connessioni nascoste tra l'essere umano e il mondo naturale, suggerendo che il mare, con la sua vastità e la sua profondità, possa essere un riflesso dell'animo umano e delle sue sofferenze più oscure. È un'ode struggente alla fragilità e alla bellezza della vita, e un tributo commovente alla forza e alla resilienza di coloro che portano il peso del dolore nel loro cuore.

 
Francesco Soldini -  Non tutti i fiori
Questa breve composizione poetica è come un delicato sorriso della natura, un sussurro di gratitudine per il ciclo senza fine della vita e della bellezza che si rinnova ogni giorno.
L'autore ci invita a riflettere sul delicato equilibrio della natura, ricordandoci che non tutti i fiori diventano frutti, ma che ogni frutto ha sognato un fiore. È un'osservazione semplice ma profonda, che ci ricorda la bellezza intrinseca del processo di crescita e maturazione.
Il concetto di nutrire due volte l'insieme della natura con l'emozione della bellezza è particolarmente toccante, poiché sottolinea il valore intrinseco della semplice esistenza dei fiori e dei frutti. Anche se non tutti i fiori portano frutto, la loro bellezza e il loro contributo alla natura non sono mai vani.
Le foto dei fiori del pruno, curati con amore nel piccolo giardino dell'autore, aggiungono un tocco personale e tangibile alla poesia, trasformandola da un semplice esercizio letterario in un'esperienza viscerale e concreta della bellezza e della gratitudine per il mondo naturale che ci circonda.

 
Sandra Greggio - Matrioska
In questa poesia di Sandra Greggio, l'autrice ci porta in un viaggio emotivo attraverso il tema della mancanza e della delusione, raccontando una storia intima di attese e speranze disattese.
L'immagine della matrioska, un simbolo della cultura russa composto da diverse bambole che si incastrano l'una dentro l'altra, diventa qui un potente simbolo della complessità delle relazioni umane. L'autrice si aspettava di ricevere gli auguri di Natale da una persona cara, ma alla fine si ritrova delusa e sola.
La poesia evoca un senso di nostalgia e tristezza, ma anche di comprensione improvvisa e accettazione della realtà. L'autrice realizza che la persona che cercava di raggiungere era sempre stata lì, dentro di lei, anche se in modo invisibile e inafferrabile come una piccola matrioska nascosta.
Questa poesia ci invita a riflettere sulle complessità delle relazioni umane e sulla difficoltà di comunicare e comprendere veramente gli altri. Ci ricorda anche che, anche quando ci sentiamo soli e delusi, possiamo trovare conforto e comprensione dentro di noi stessi, proprio come la matrioska che nasconde il suo tesoro più prezioso al suo interno.

 
Antonia Scaligine - ...per poter meglio...
In questa poesia incantata di Antonia Scaligine, ci si immerge in un mondo notturno avvolto da un velo di mistero e desiderio. Le ore insonni diventano un palcoscenico per l'anima, dove il tempo si piega tra i cuscini della notte e le ombre danzano silenziose.
Nel buio, l'autrice segue l'orma della propria ombra, sussurrando preghiere nell'attesa del sorgere dell'alba. È un momento di magia e contemplazione, in cui l'anima cerca rifugio dalla paura e dagli incubi che minacciano di avvolgerla.
Nel cuore della notte, l'autrice sogna di abbandonarsi a un mondo di pace e liberazione, dove i sogni diventano un lenzuolo di seta e cuscini celestiali che accolgono l'anima con dolcezza e tenerezza. È un invito a immergersi in un viaggio interiore, alla ricerca di un palpito di stella che guida verso la luce di un nuovo giorno, radioso di speranza e promesse.
Questa poesia trasuda lirismo e magia, catturando l'essenza stessa dei sogni e delle emozioni che abitano nel cuore umano. È un richiamo alla bellezza e alla potenza dell'immaginazione, che può trasformare anche le notti più oscure in un'esperienza di meraviglia e incanto.

 
Jacqueline Miu - Ho un fuoco
Questa intensa poesia di Jacqueline Miu ci trasporta in un viaggio epico attraverso il fuoco interiore dell'anima umana, esaltando la forza e la passione che bruciano nel suo nucleo.
L'immagine del fuoco diventa il fulcro centrale di questa poesia, simboleggiando la potenza e la determinazione dell'io poetico nell'affrontare le sfide e i conflitti interiori. Il fuoco si manifesta come una fiamma indomabile che nulla può fermare, una forza che cresce nell'oscurità e brucia con intensità nell'ora del Corvo, quando il buio è più profondo.
La poesia evoca immagini potenti e suggestive, come il bacio di piuma nera sulla fronte e il potere dei draghi che forgiano la fiamma interiore dell'io poetico. La metafora della balena azzurra respirante nell'oceano di galassie aggiunge un elemento di dimensione cosmica alla narrazione, suggerendo la vastità e la profondità dell'esperienza umana.
Nel complesso, questa poesia celebra la forza e la bellezza della vita interiore, invitando il lettore a abbracciare il proprio fuoco interiore e ad accettare la propria natura selvaggia e indomabile. È un richiamo alla libertà e alla passione che risuona con forza e intensità attraverso le parole ardenti della poetessa.
 

Piero Colonna Romano - Scende Poesia

In questa poesia di Piero Colonna Romano, l'autore ci offre un'immagine affascinante della Poesia personificata come una figura divina che scende dal monte, attraversando ostacoli e difficoltà per portare il suo dono al mondo.
La Poesia, rappresentata come una figura maestosa e compassionevole, osserva dall'alto con occhi scrutatori l'orizzonte, alla ricerca di poeti capaci di tradurre la loro disperazione e il loro ardore in versi delicati. È un ponte tra il cielo e la terra, portando bellezza e significato alla vita di coloro che la incontrano.
Quando l'autore, perso e lacrimante, viene notato dalla Poesia, questa scende per avvolgerlo con la sua luce, il suo amore e la sua comprensione. È un momento di trasformazione e redenzione, in cui l'autore trova conforto e ispirazione per la propria arte, vivendo un'emozione profonda e duratura.
 

Questa poesia è un omaggio alla potenza trasformativa della Poesia stessa, che può elevare e guarire l'anima umana, portando luce e bellezza anche nei momenti più oscuri e disperati della vita. È un invito a lasciarsi abbracciare dalla Poesia e a trovare speranza e consolazione nel suo abbraccio.

 
Ringrazio ognuno di voi per aver illuminato il nostro universo con la bellezza e la magia delle proprie parole.
Vostro Ben Tartamo

 

 

15-16-17 Aprile

Poesie pubblicate il 15-16-17 Aprile 2024


Salvatore Armando Santoro -:Foglie al vento - 

 
Che dire del nostro Salvatore Armando Santoro? Provo un certo ardore nel leggere le sue poesie, una certa ebbrezza letteraria, nell'immergermi nell'onda tumultuosa dei suoi versi. Il poeta, con la maestria di un artigiano dell'anima, scolpisce con fervore e pathos un canto d'amore intriso di struggimento e incertezza.
Nel ritmo incalzante di questo sonetto ritornellato, l'autore rivela con mirabile franchezza le profondità del proprio essere, offrendo al lettore un riflesso di emozioni tanto antiche quanto eteree. Come una falena attratta dalla fiamma, siamo rapiti dalla luce dei versi che arde nel buio della notte.
Le metafore, come gemme lucenti nel tessuto della prosa, si avvinghiano alla mente e al cuore, trasportandoci in un viaggio attraverso i labirinti dell'amore e della perdizione. In questo delicato equilibrio tra passione e desolazione, il poeta dipinge un ritratto struggente dell'animo umano, sospeso tra la gioia effimera e la tristezza senza fine.
Nelle strofe che si susseguono, come onde che infrangono sulla riva dell'esistenza, siamo catturati dalla struggente bellezza di un amore destinato a svanire come un'eco nel vento. E questa è una costante nella variabilità degli amori del nostro Salvatore Armando....eppure, in questa fugace cadenza di sentimenti, risuona la voce dell'eternità, intessuta con fili d'incanto e di malinconia.
Bravo il nostro poeta, ci dona in ogni sua poesia l'emozione delle sue passioni!

 
Rosino Maranesi - Ore sette, nove, dieci del mattino -

 
In un'ode al lavoro e alla quotidianità, il poeta dipinge con pennellate di vita la danza incalzante di un giovane cameriere stagionale estivo. Come un coreografo dell'esistenza, egli mette in scena il balletto frenetico di tazze, posate e bicchieri su un palcoscenico di tovaglie bianche.
Nel chiarore dell'alba, mentre i primi raggi del sole bacia le vetrate, il giovane si fa artefice della colazione, accogliendo con inchini e sorrisi gli affamati villeggianti che scendono dalle scale. Tra sala e cucina, danza il suo balletto di servizio, offrendo al pubblico l'armonia perfetta di un'esperienza gastronomica.
Ma l'opera continua, senza soluzione di continuità, come un ciclo perpetuo di fatica e devozione. Alle nove del mattino, con il vassoio d'acciaio come compagno silenzioso, il giovane si immerge nell'oceano delle faccende domestiche, lavando e asciugando con diligente cura.
Nel frastuono della mattina, tra le note spensierate della radio spiaggia e la vivace pubblicità della riviera, il giovane si fa custode delle vetrate vista mare, rispecchiando l'infinito blu del cielo nell'accuratezza del suo lavoro. Con pazienza e dedizione, lustra il pavimento come un artigiano dell'anima, offrendo al mondo la propria opera come un dono prezioso.
In questo ritratto crudo e poetico della vita quotidiana, il poeta esalta la bellezza nascosta nelle gesta semplici e silenziose di chi, con umiltà e passione, dona forma e significato al proprio destino.

 
Piacentino Alessandra - I gabbiani che soffiano coriandoli d’amore

 
In un turbine di poesia, l'autrice ci conduce in un viaggio attraverso le meraviglie della natura, dipingendo con parole scintillanti un universo di luce e colore. Come gabbiani che solcano l'infinito cielo, i versi danzano leggeri tra le pagine, portando con sé coriandoli d'amore e magia.
Nel vibrante chiarore del mattino, il cielo si apre come un sipario sulla scena di un teatro celeste, mentre le gocce di rugiada danzano sull'erba in un abbraccio intimo con la terra. Tra i petali delicati e le fronde ondulate, una coccinella riposa, avvolta nel suo manto di colori vividi, come un gioiello prezioso nel cuore della natura.
Eppure, in questa semplice visione, si cela un mondo intero di emozioni e meraviglie. Un arcobaleno dipinge l'orizzonte con la sua tavolozza di sfumature, offrendo uno spettacolo di bellezza ineffabile che rapisce l'anima e incanta lo sguardo.
Con maestria e sensibilità, l'autrice ci invita a immergerci nell'incanto della vita, a lasciarci trasportare dalla danza dei colori e dalla poesia del mondo che ci circonda. In questo quadro splendente, ogni dettaglio è un riflesso dell'amore e della magia che permea l'universo, trasformando ogni istante in un'esperienza di pura meraviglia.
Mi piace tanto la tua Poesia, Alessandra, e non potevo non testimoniartelo.

 
Fausto Beretta - Fra bianche lenzuola -

 
In un intreccio di emozioni e umanità, il poeta ci conduce in una danza delicata tra le bianche lenzuola di un luogo di cure e riflessioni. Qui, nel silenzio del dolore e delle paure nascoste, ci si ritrova, uniti da un legame invisibile ma potente.
Tra le mura della stanza, ognuno di noi si lascia alle spalle le proprie diversità, desideroso di scoprire e condividere le proprie storie. In un gesto di solidarietà e gentilezza, ci prendiamo cura l'uno dell'altro, anticipando i bisogni e le necessità con un'affettuosa premura.
Superando barriere e pregiudizi, impariamo ad apprezzare le differenze che ci rendono unici, scoprendo nel processo un legame profondo che va oltre la semplice convivenza. Insieme, diventiamo amici, uniti dalla consapevolezza che la vera forza risiede nell'accettazione e nell'amore reciproco.
E mentre le infermiere corrono di fretta tra i corridoi, desideriamo consigliar loro di guardare oltre il semplice compito professionale, di aprirsi al dialogo e alla comprensione, di essere un po' più come noi, i loro pazienti. Perché solo abbracciando la nostra umanità con empatia e gentilezza possiamo veramente guarire le ferite dell'anima.

 
Felice Serino - A Sophia -

 
In un'ode intima e malinconica, il poeta rivolge il suo pensiero a Sophia, immaginando con tenerezza e nostalgia il suo cammino attraverso i vicoli di Pozzuoli. Come un'ombra del passato che persiste nei ricordi, il suo intercalare rimane ancorato alle pieghe dell'anima, testimone silenzioso di un tempo ormai trascorso.
Da "scugnizza" a donna, Sophia ha percorso un lungo viaggio di crescita e trasformazione. Il poeta la immagina con la grazia di una ninfa urbana, il suo corpo slanciato verso il cielo come un'offerta alla vita stessa.
Eppure, nonostante il tempo trascorso, il poeta conserva vividi i ricordi di quei giorni passati insieme, come se fossero scolpiti indelebilmente nella sua mente e nei suoi sensi. La sua immagine risplende ancora con la stessa intensità di un tempo, regalando al poeta un'infinita dolcezza e amarezza al tempo stesso.
In questa poesia delicata e struggente, Felice Serino cattura con maestria l'essenza dell'amore e della memoria, offrendo a Sophia un tributo sincero e commovente che attraversa i confini del tempo e dello spazio.

 
Renzo Montagnoli - Finalmente primavera -

 
Finalmente, la primavera giunge con il suo manto di colori e profumi, risvegliando la natura dal suo letargo invernale. È come se un sospiro di vita attraversasse l'aria, portando con sé la promessa di giorni luminosi e sereni.
I fiori sbocciano nei prati, i rami si tingono di verde tenero e gli uccelli intonano sinfonie di gioia tra le fronde degli alberi. È un tempo di rinascita e di speranza, in cui ogni angolo del mondo sembra risplendere di nuova vita.
Le giornate si allungano, invitandoci a esplorare e a godere della bellezza che ci circonda. È come se la primavera ci avvolgesse in un abbraccio caloroso, ricordandoci che anche dopo i momenti più bui, c'è sempre spazio per la luce e per la rinascita.
Che ognuno di noi possa gustare appieno ogni momento di questa stagione meravigliosa, immergendosi nella sua bellezza e nel suo incanto. Che la primavera porti con sé nuove opportunità, nuove speranze e nuovi sorrisi, illuminando il nostro cammino con la sua luce radiosa.

 
bruno amore [br1] - magari un Dio -

 
In un'invocazione ardente e provocatoria, il poeta esprime il desiderio di un Dio potente e giusto, capace di porre fine al caos e all'ingiustizia che affliggono il mondo. Con una voce carica di passione e disincanto, egli interpella un'entità divina che non chiede obbedienza cieca, ma giustizia ed equità per tutti. In un flusso di emozioni e riflessioni, il poeta ci trasporta in un viaggio attraverso le profondità dell'anima, alla ricerca di quell'amore eterno che possa portare pace e serenità. È come se la sua anima fosse in cerca di un'oasi di tranquillità, un rifugio sicuro dove trovare riposo e consolazione.
Nel tumulto dei pensieri e delle paure, il poeta cammina solo lungo la propria strada, ma non si ferma, continua a resistere agli oscuri presagi che minacciano di offuscare il suo cammino. È come se la sua fede nell'amore fosse un faro luminoso che lo guida attraverso le tempeste della vita.
E mentre attende pazientemente, sperando in un segno, in un gesto d'amore che possa riempire il suo cuore di gioia e pace, il poeta si abbandona al dolce cullare del sonno. È in quei momenti di quiete che riesce a percepire la bellezza e la grandezza dell'universo, riflessa nelle stelle e nei fiori che lo circondano.
E infine, nel suo sogno, trova consolazione e speranza nell'immagine del suo amore eterno, che lo guarda con dolcezza e gli offre il suo sorriso rassicurante. È come se, anche di fronte alle avversità della vita, l'amore rimanga sempre presente, una luce che illumina il cammino e dona conforto anche nelle notti più buie.
Nel buio delle vetrine spente, dove risplendono le speranze del domani, il poeta vede riflesso il dramma dell'umanità divisa tra abbondanza e povertà, tra opulenza e miseria. È come se la luce delle promesse fosse offuscata dall'avidità e dalla competizione, mentre il desiderio di possesso e di dominio soffoca la compassione e la solidarietà.
Eppure, nella sua visione, il poeta immagina un Dio che non premia la prepotenza e la violenza, ma che mozza gli artigli dell'oppressore e protegge i deboli e gli oppressi. È un'appello alla redenzione, alla consapevolezza che solo nell'amore e nella compassione si può trovare vera pace e giustizia.
Con una fervida eloquenza, il poeta ci ricorda che la violenza non è mai la soluzione, ma piuttosto la causa di ulteriori sofferenze e divisioni. È un grido di speranza e di consapevolezza, che invita l'umanità a guardare oltre le proprie ambizioni egoistiche e a abbracciare la fratellanza e la solidarietà come fondamenta di un mondo migliore.

 
Franco Fronzoli - Amore eterno -

 
In questa poesia, il poeta ci conduce attraverso un viaggio interiore intriso di desiderio, speranza e contemplazione dell'amore eterno. Attraverso versi pregni di emozione e profondità, egli esplora il costante conflitto tra la ricerca della pace interiore e la lotta contro le insidie del destino.
La sua anima è inquieta, tormentata dai timori e dalle speranze, ma continua a resistere con fermezza alle influenze negative che minacciano di offuscare il suo cammino. Cammina solo lungo la strada della vita, ma si ferma con fiducia, atteso il manifestarsi di un amore che duri una vita intera.
In attesa di un segno, di una carezza, di un abbraccio che possa colmare il vuoto nel suo cuore, il poeta si abbandona al dolce torpore del sonno, cercando rifugio nella sua quiete interiore. Eppure, anche nel sonno, i suoi sensi restano vivi, percependo il suono delle onde che si infrangono sulle rive del mare e il pianto silenzioso del suo amato.
Ma nonostante le avversità e le tempeste della vita, il poeta trova conforto e speranza nell'immagine del suo amore eterno. Lo vede, lo sente, vicino a sé, irradiare gioia e serenità con il suo sorriso rassicurante. È come se, anche di fronte alle sfide più difficili, l'amore rimanesse saldo, un faro luminoso che guida il suo cammino attraverso le tenebre, offrendo pace e consolazione anche nei momenti più bui.

 
Armando Bettozzi - "Chi cià tempo ... nun aspetti tempo!"

 
Questa poesia è un inno alla consapevolezza del tempo, una riflessione profonda sull'importanza di cogliere ogni istante e di vivere pienamente il presente. Il poeta ci ricorda che non abbiamo tempo da perdere, che il tempo non aspetta nessuno e che dobbiamo agire con tempestività e determinazione.
È un invito a iniziare le cose nel momento giusto, a portarle a termine con cura e diligenza, senza lasciare che il tempo ci scivoli tra le dita come sabbia. Il tempo, ci ricorda il poeta, è un bene prezioso, e dobbiamo sfruttarlo al meglio, vivendo ogni momento con gratitudine e consapevolezza.
Ma non è solo una questione di gestire il proprio tempo in modo efficace. Il poeta ci sprona anche a estendere una mano a coloro che sono in difficoltà, a condividere ciò che abbiamo con generosità e compassione. È un richiamo alla solidarietà e alla responsabilità sociale, un invito a fare la differenza nel mondo, uno gesto alla volta.
E infine, il poeta ci ricorda che il tempo ha il potere di portare cambiamenti e opportunità, e dobbiamo essere pronti ad accoglierli quando si presentano. È un invito a essere flessibili e adattabili, a non temere il futuro ma ad abbracciarlo con fiducia e ottimismo.
In questo affascinante racconto poetico, il tempo diventa un compagno di viaggio, un alleato prezioso nella nostra avventura attraverso la vita. E il poeta ci ricorda che, se sappiamo ascoltarlo e rispettarlo, il tempo sarà sempre dalla nostra parte, guidandoci verso un futuro luminoso e pieno di speranza.
Infine, che dire, davvero geniale questa lirica che gioca, appunto, con la parola Tempo. E bravo Armando.

 
Bruno Castelletti - Un gran bagliore -

 
In questa poesia, il poeta dipinge un momento di raro splendore e intensità, avvolto nell'atmosfera magica di una serata d'estate. Attraverso le sue parole incantate, ci trasporta in un mondo di emozioni e sensazioni, dove la bellezza della natura si fonde con la potenza dell'amore.
Il punto luminoso nel cielo diventa un simbolo di guida e di speranza, ma anche di connessione profonda tra due anime affini. Quando la persona amata si avvicina timidamente, sfiorando la guancia con il suo viso, il protagonista è pervaso da un turbinio di emozioni: il respiro gli manca, il cuore trema e un brivido profondo gli percorre la pelle.
Ma è l'intensità del sentimento che domina, trasformando il momento in un vero e proprio incendio emotivo. Il fuoco del desiderio e della passione divampa improvviso, avvolgendo ogni cosa in un gran bagliore di energia e calore. È come se la valle intera fosse illuminata da questa fiamma ardente, trasformando l'oscurità della notte in una scena di pura magia.
Attraverso la sua scrittura vibrante e suggestiva, il poeta cattura l'essenza stessa dell'amore e della bellezza, invitandoci a immergerci nella sua visione poetica del mondo e a lasciarci trasportare dalle emozioni che essa suscita. È un invito a celebrare la potenza dell'amore e della natura, e a lasciarci incantare dalla meraviglia che ci circonda ogni giorno.

 
Laura Lapietra © - Haiku -

 
Questo haiku cattura con grazia e semplicità l'essenza della vita e del suo ciclo continuo di nascita, crescita e trasformazione. Attraverso l'immagine degli acheni che si librano leggeri nel vento, il poeta ci trasporta in un flusso costante di movimento e cambiamento.
La parola "acheni" evoca l'idea di semi o piccoli frutti, simboli di potenziale e di nuova vita. Nel loro volo verso il viaggio, essi rappresentano il ciclo eterno della natura, in cui ogni fine è anche un nuovo inizio. La brevità e l'armonia degli versi accentuano la sensazione di leggerezza e libertà che permea l'intera composizione.
In questo haiku, Laura Lapietra ci invita a riflettere sulla bellezza e sulla fragilità della vita, e sulla sua continua evoluzione nel vasto e misterioso fluire dell'universo.

 
Piero Colonna Romano - Rime chiocce. -

 
Questa poesia, con la sua vivida immaginazione e la sua ricca lingua da Stilnuovo, getta uno sguardo tagliente sulla figura politica di Renzi, dipingendolo come un personaggio controverso e dannoso. Il poeta usa una serie di metafore potenti e rime chiocce per esprimere il suo disprezzo per l'ex segretario del PD.
Nel primo verso, "azzannerei la cuticagna", il poeta evoca l'immagine di un attacco animalesco contro Renzi, paragonandolo a una fastidiosa erba infestante da eliminare. Il tono aspro e diretto si rafforza con l'uso di parole come "gramigna" e "cerchio nono", che suggeriscono l'idea di punizione e condanna.
Il poeta accusa Renzi di essere un traditore della patria e di agire per il proprio tornaconto personale, bagnando gli ex compagni d'onori e denaro con il suo comportamento ignobile. Questa critica tagliente si riflette anche nell'immagine del Cocito ghiacciato e di Antenòra, destinazioni mitologiche che evocano il senso di punizione e di giustizia divina.
In conclusione, la poesia di Piero Colonna Romano offre una visione acuta e senza compromessi della figura politica di Renzi, utilizzando una combinazione di linguaggio audace e immagini potenti per trasmettere un messaggio di disapprovazione e condanna.

 
Alessio Romanini - Naufragium -

 
Questa poesia è un commovente resoconto di un naufragio emotivo, in cui il poeta usa l'immagine del mare e della conchiglia per esprimere il dolore e la separazione dall'amato. 
Nel primo verso, "Ti lascio andar come questa conchiglia", il poeta evoca l'immagine di una conchiglia che viene portata via dalle onde del mare, simboleggiando la fine di un amore e il distacco inevitabile. La metafora della conchiglia spezzata del cuore accentua il senso di perdita e dolore.
Il poeta si rassegna alla separazione, lasciando che l'amato si allontani dalla sua vita, come una nave che naviga via in mare aperto. Egli accetta il suo destino di vagare eternamente nella solitudine, dipingendo il suo dolore sulle spiagge deserte come tracce lasciate dal vento.
Ma nonostante la separazione, il mare rimane come testimone silenzioso del loro amore passato. L'argento del mare e il movimento lento delle onde diventano simboli della memoria e del dolore condiviso.
In questa poesia, Alessio Romanini ci trasporta in un viaggio attraverso le profondità dell'anima umana, esplorando il tema universale della perdita e della separazione con una delicatezza e una sensibilità commoventi.

 
Francesco Soldini - Immagino che eravamo -

 
In questa delicata poesia, Francesco Soldini dipinge un'immagine poetica di amore e connessione, utilizzando l'immagine delle due anatre come metafora della relazione tra due anime affini. L'autore immagina sé stesso e il suo amato come due creature che si ergono su un ramo nel "lago del mondo", uniti nella loro ricerca di bellezza e armonia.
La primavera, simbolo di rinascita e vitalità, diventa lo sfondo perfetto per l'amore che permea i loro spiriti. Il sorriso complice del suo amato diventa la chiave per sbloccare una serie di emozioni e sentimenti profondi, come un rifugio sicuro dal gelo dell'inverno e dalla siccità dell'estate.
Nonostante le avversità e i dolori della vita, l'amore tra le due anatre continua a volare alto, incorruttibile e indistruttibile come la bellezza della primavera. L'autore ci ricorda che, anche di fronte alle sfide più difficili, l'amore e la connessione possono portare gioia e speranza, illuminando il nostro cammino attraverso il "lago del mondo".

 
Sandra Greggio - Mariella -

 
Questa poesia è un commovente tributo a Mariella, un'amica e compagna di classe che è stata portata via troppo presto. L'autrice evoca vivide immagini dei momenti trascorsi insieme a scuola, rievocando il suo arrivo quotidiano con le guance e le mani arrossate dal freddo mentre pedalava velocemente sulla sua bicicletta per raggiungere la scuola.
La descrizione del rossore delicato sul volto di Mariella durante le interrogazioni trasmette un senso di intimità e vicinanza, mentre i capelli nerissimi e i lineamenti regolari la dipingono come una figura di bellezza naturale e autentica. La voce leggermente roca di Mariella aggiunge un tocco di sensualità al suo fascino, mentre i ricordi condivisi dei momenti di studio insieme sottolineano il legame speciale tra i due.
La poesia culmina con un tocco di malinconia nell'immagine delle "pagliuzze di primavera" nei suoi occhi scuri, suggerendo la sua prematura partenza. L'autrice esprime il dolore della perdita e la sensazione di essere stata privata di una preziosa compagna di vita e di esperienze condivise.
Attraverso la sua scrittura emotiva e autentica, Sandra Greggio cattura la bellezza e la fragilità della vita umana, celebrando l'importanza dei legami affettivi e il dolore della loro perdita. Mariella vive ancora nei ricordi e nei cuori di coloro che l'hanno conosciuta, un riflesso di primavera che continuerà a risplendere nella memoria di chi l'ha amata.

 
Ivana Zantedeschi - Colori -

 
Questa poesia riflette sulla natura mutevole del tempo e dell'esperienza umana, utilizzando l'immagine di un muro come lavagna su cui sono scritti desideri, sogni e parole ripetute. I colori delle matite rappresentano la varietà e la ricchezza della vita, mentre il camminare e il correre simboleggiano la ricerca e l'esplorazione dei luoghi e delle esperienze.
Il tempo, rappresentato dai passi contati e dalle soste assenti, diventa un elemento centrale nella poesia, delineando il susseguirsi degli anni e il loro impatto sulla vita e sulle prospettive dell'io narrante. La coltre di polvere che si posa sugli eventi della vita suggerisce l'effetto del tempo che si deposita e trasforma le esperienze nel corso degli anni.
L'arrivo della miopia e l'immagine della musica stonata e del tango demodè evocano il senso di perdita e di cambiamento che accompagna l'invecchiamento. Tuttavia, nonostante le sfide e le trasformazioni, l'io narrante accoglie la propria età con una sorta di rassegnazione e accettazione, simboleggiata dal "casquè" finale.
In conclusione, questa poesia di Ivana Zantedeschi offre una meditazione profonda sulla natura mutevole del tempo e sull'esperienza umana, invitando il lettore a riflettere sulla bellezza e sulla complessità della vita, nonostante le sfide e i cambiamenti che essa comporta.

 
Antonia Scaligine - Cosa è un bacio ? 

 
Questa poesia di Antonia Scaligine esplora il significato profondo e complesso di un bacio, oltre la sua manifestazione fisica. L'autrice riflette sul fatto che un bacio può essere più di un semplice contatto fisico: può essere uno sguardo, un pensiero, un gesto inviato da lontano o persino un emoticon, ma conserva comunque il potere di illuminare una giornata buia e di far sentire il battito del cuore.
Un bacio può avere un sapore agrodolce, come il respiro, che può essere dolce come l'ambrosia o aspro come il vento che lo rapisce. Può trasformarsi in una stella nel cielo o diventare un lucchetto nel contesto dell'amore. Tuttavia, l'autrice sottolinea che il vero significato di un bacio va oltre la sua manifestazione esterna e può rimanere nascosto nel cuore, comunicando un'affettuosa emozione che non può essere misurata o espressa completamente con le parole.
Infine, Antonia Scaligine condivide il suo disagio nel comunicare l'amore tramite un bacio o le parole "ti voglio bene", riconoscendo che l'amore che prova per i suoi cari va al di là delle espressioni convenzionali. Il suo messaggio è una celebrazione dell'amore autentico e profondo, che supera le barriere della comunicazione verbale e trova espressione nel linguaggio universale del cuore.

 
Jacqueline Miu  - siamo Dei -

 
Questa poesia di Jacqueline Miu esprime un profondo senso di potere e aspirazione, trasformando l'essere umano in una divinità in grado di affrontare ogni sfida e conquistare ogni sogno.
L'immagine iniziale del sangue che brucia all'orizzonte, accompagnata dalla metafora della vela, evoca un senso di ardore e determinazione nel perseguire i propri obiettivi. L'autore proclama con audacia di essere una divinità, spinto dalla natura curiosa che lo porta verso le stelle e il cosmo, guidato da un sogno che esige di essere realizzato.
La poesia riflette anche su una sorta di insoddisfazione interiore, un desiderio di grandezza che non si accontenta di piccole conquiste. L'autore aspira a possedere l'intero universo, per nutrire ogni pensiero e desiderio che abita nella mente umana.
L'immagine della grande onda in mezzo all'oceano rappresenta la determinazione e la volontà di superare ogni ostacolo, anche il timore della morte, nel perseguire i propri obiettivi. L'immagine del faro cieco e del cielo verso cui orientare le proprie azioni suggerisce una ricerca di significato e direzione nella vita.
Infine, l'autore si rivolge a un altro individuo, invitandolo a condividere questo viaggio verso la grandezza e l'immortalità. L'amore è visto come un'energia travolgente, una marea che porta alla riva di un porto dove l'infinito incontra la bellezza e la purezza dei baby astri.
In sintesi, questa poesia è un inno all'aspirazione umana alla grandezza e alla ricerca di significato nella vita, trasformando l'essere umano in una divinità capace di affrontare ogni sfida e conquistare ogni sogno.

 
Con affetto e profonda stima, vi ringrazio tutti per il dono della Poesia.
Vostro Ben Tartamo 

 

"Non al tempo, né al dolore"

 
Non al tempo, né al dolore,
solo all'amore mi prostrerò.
E se ci sarà rimpianto,
sarà per un attimo soltanto,
per non aver amato abbastanza,
e per non aver cantato
con la feroce rabbia della passione,
l'unica sola ragione
che della vita ne ebbe il senso.

 
Per non aver difeso
con la carne e con il sangue,
con lo spirito e il pensiero
le sacre ragioni del Vero.
E perché quella scintilla
che di Esso è l'essenza,
sempre mi fu áncora e tormento,
cielo di unica stella.

 
Voce che gridò e soffiò
alla sabbia del mio deserto,
e ancora - e chissà -,
per quanto tempo ancora
graffierà il mio sentimento.
Un lacerarmi l'anima
di silenti parole
per un sopito pentimento.

 
14marzo24
Ben Tartamo

 

Questa poesia di Ben Tartamo è un'ode all'amore e alla passione, elevati al di sopra del tempo e del dolore. L'autore si prostra solennemente davanti all'amore, riconoscendolo come la forza suprema che dà significato e forma alla sua esistenza.


 
Nel tessuto del tempo e del rimpianto, emerge l'ardente desiderio di amare senza riserve, di vivere ogni istante con la feroce intensità della passione. L'autore rimpiange le occasioni perdute, i momenti non vissuti appieno, e promette di non lasciare che l'amore e la passione siano mai più sacrificati sull'altare del tempo.

 
L'amore diventa un'ancora nel deserto dell'esistenza, una scintilla che brucia nell'oscurità, portando tormento e speranza allo stesso tempo. Attraverso il dolore del pentimento, l'autore si confronta con la propria mancanza di coraggio nel vivere appieno l'amore e la passione, ma questa consapevolezza lo spinge a un'analisi profonda e dolorosa della propria anima.

 
In definitiva, la poesia di Ben Tartamo è un richiamo appassionato a vivere con audacia e fervore, ad abbracciare l'amore e la passione come le forze più potenti e significative della vita umana. È un inno alla vita vissuta con piena intensità, senza rimpianti e senza riserve.

 
Prof. Marino Spadavecchia 

 

12-13-14 Aprile

"Sussurra senza posa"
 
Sulle reti del nulla
le certezze del Niente:
tanta luce fa paura
a chi il buio lo ama.
Prove di trazione
su fondamenta di creta
che s'incensano di Sapere
fuggendo la Sapienza.
Sulla leva del Mistero
si solleva la polvere:
sordi alle risposte,
che Natura,
canta Dono e Grazia.
Una scommessa
è la Fede
che si fa umile sentire:
non ha paura
chi la Luce cerca!
È nel giogo
della propria fragilità,
l'immensa forza.
È nell'umile ascolto,
la certezza.
Ciò che dici Silenzio
e Nulla disegni,
sussurra senza posa
tenerezza di un Padre.
 
Ben Tartamo
 

Questa poesia incanta con la sua ricchezza di stile e profonda introspezione. Attraverso un'abile combinazione di immagini e metafore, il poeta dipinge un affresco della condizione umana immersa nell'eterna lotta tra luce e oscurità.


 
Le parole "Sussurra senza posa tenerezza di un Padre" evocano un senso di intimità e conforto, connotando una presenza divina che si manifesta attraverso il silenzio e l'assenza. 

 
L'uso sapiente di termini come "certezze del Niente", "fondamenta di creta" e "le leva del Mistero" crea un'atmosfera di mistero e incertezza, invitando il lettore a esplorare i confini della conoscenza e della fede.

 
La poesia abbraccia anche una profonda riflessione psicologica sulla fragilità umana e la ricerca di significato. La dichiarazione "È nell'umile ascolto, la certezza" sottolinea l'importanza dell'ascolto interiore e dell'accettazione della propria vulnerabilità come chiave per la comprensione e l'equilibrio interiore.

 
In sintesi, questa poesia affascina non solo per la sua bellezza linguistica, ma anche per la sua capacità di esplorare temi universali in modo profondo e coinvolgente.

 
Prof. Marino Spadavecchia 

 

 

Poesie pubblicate il 12-13-14 Aprile 2024

Richiamo dall'Empireo - enrico tartagni
 

Nel richiamo dall'Empireo di Enrico Tartagni, ci troviamo di fronte a una visione mistica e onirica, in cui il narratore si avvicina al divino attraverso un'esperienza trascendentale. Le sue parole sono un flusso di coscienza che ci trasporta in un mondo sospeso tra realtà e immaginazione.

Attraverso una serie di immagini evocative e suggestioni poetiche, il poeta ci invita a esplorare i confini dell'anima umana e dell'universo. La sua scrittura è intrisa di un profondo senso di meraviglia e di ricerca spirituale, mentre si interroga sul significato del dolore, dell'amore e della conoscenza.
 

Con una prosa che oscilla tra l'introspezione e la contemplazione del divino, Tartagni ci guida in un viaggio attraverso le profondità dell'esistenza umana, esplorando le tensioni tra la luce e l'oscurità, la fede e il dubbio.
 

In questo richiamo dall'Empireo, il poeta ci invita a riflettere sulle nostre esperienze più profonde e significative, incoraggiandoci a cercare il senso ultimo della nostra esistenza e a trovare conforto nella possibilità di un Dio che ci ascolta e ci comprende.
 

Elena - Salvatore Armando Santoro

Elena e Salvatore Armando Santoro

In questo incontro fortuito sulla battigia, la bellezza del tramonto si fonde con la magia dell'incontro umano. Santoro ci porta attraverso un momento di connessione improvvisa e significativa con Elena, una donna russa dalla lingua ancora incerta, ma con un cuore aperto alla bellezza e alla poesia.
 

Attraverso un gesto gentile, Santoro offre il suo aiuto a Elena per catturare il tramonto desiderato, e così inizia una conversazione che supera le barriere linguistiche e culmina nella condivisione di poesia e arte. Nonostante le difficoltà linguistiche iniziali, i due trovano un modo per comunicare e comprendersi, dimostrando il potere universale della connessione umana.
 

La poesia di Santoro si fonde con il momento, creando un'atmosfera di intimità e comprensione reciproca. Attraverso le parole, ci trasporta in un mondo di empatia e bellezza, dove anche le barriere linguistiche possono essere superate dall'amore per l'arte e la condivisione di esperienze umane comuni.
 

Con un tocco di umorismo e una riflessione sulla tecnologia moderna, Santoro ci mostra come anche le barriere linguistiche più insormontabili possano essere abbattute, aprendo la strada a una comunicazione autentica e profonda tra le persone.
 

In definitiva, "Elena" è una poesia che celebra la bellezza dell'incontro umano e la capacità dell'arte e della poesia di unire le persone al di là delle differenze culturali e linguistiche.
 

Nel macello , Nella cucina , Nella sala - Rosino Maranesi
 

"Nel macello" è una poesia che getta uno sguardo crudo e senza compromessi sulla realtà della produzione alimentare industriale. Maranesi dipinge un quadro raccapricciante e inquietante del ciclo di vita di un animale destinato alla macellazione, descrivendo il suo tragico destino dalla linea di produzione alla tavola del consumatore.

Attraverso immagini vivide e evocative, l'autore ci trasporta in un mondo oscuro e disumano, dove gli animali vengono trattati come merce e la loro vita è sacrificata per soddisfare il desiderio di carne della società. La descrizione dei polli incatenati e dei loro colli tagliati con crudeltà evoca una sensazione di orrore e disgusto, mentre l'immagine delle carni disossate e refrigerate ci ricorda l'aspetto spietato e impersonale della produzione di massa.
 

La narrazione si sposta poi nella cucina di un hotel, dove le carni trasformate vengono preparate per il consumo umano. Qui, l'autore mette in evidenza il lavoro sottopagato e spesso sfruttato delle donne stagionali, costrette a maneggiare carne e utensili con un'abilità quasi meccanica.
 

Infine, nella sala da pranzo, assistiamo alla perpetuazione di un sistema sociale basato sulla disparità di potere, con il padrone che impartisce istruzioni al giovane cameriere su come trattare con rispetto i clienti benestanti, mentre gli stessi lavoratori stagionali sono relegati al tavolo del retrocucina con gli avanzi dei pasti.
 

Attraverso questa poesia, Maranesi ci invita a riflettere sulle implicazioni etiche e morali della nostra dieta e del nostro stile di vita, sollevando domande importanti sul trattamento degli animali, la sostenibilità ambientale e la giustizia sociale. Una lettura potente e provocatoria che ci spinge a confrontarci con le nostre scelte quotidiane e le loro conseguenze su di noi e sul mondo che ci circonda.
 

Nidi di passeri e cieli svolazzanti - Piacentino Alessandra

"Nidi di passeri e cieli svolazzanti" è una poesia che ci trasporta in un mondo incantato e surreale, popolato da immagini suggestive e metafore evocative. Alessandra dipinge un quadro poetico in cui la natura e il cielo si fondono con la sfera emotiva e spirituale dell'essere umano.

Le prime righe evocano un senso di movimento e vitalità, con "nidi di passeri" che suggeriscono un'atmosfera di tranquillità e armonia, mentre "cieli svolazzanti" ci trasportano in un regno di libertà e leggerezza. La descrizione della "strabica luna di aironi con gli occhiali calcati" aggiunge un tocco di stravaganza e umorismo, creando un'immagine surreale e unica.
 

Ma non tutto è idilliaco, poiché l'autrice ci conduce in un territorio più oscuro, dove il "cielo" giace "di schiaffi", evocando un senso di conflitto e turbamento interiore. Qui, il pathos della poesia emerge con forza, mentre ci troviamo ad affrontare le sfide e le incertezze della vita.
 

Le "sorti su fogli bianchi" e i "cuori vagabondi" ci parlano di un viaggio emotivo e spirituale, in cui ci troviamo ad affrontare le lotte interiori e a cercare significato nel caos del mondo. La poesia continua a giocare con le immagini e le metafore, portandoci verso una riflessione profonda sulla natura umana e sulla nostra relazione con il mondo intorno a noi.
 

La conclusione con il "solitario delirio del mattino" ci lascia con una sensazione di malinconia e incertezza, ma anche di speranza e rinascita. Ogni nuovo giorno ci offre l'opportunità di rinnovare e ricreare noi stessi, nonostante le sfide e le difficoltà che possiamo incontrare lungo il cammino.
 

Sotto la pioggia - Marco Cabassi

"Sotto la pioggia" è una poesia che ci trasporta in un'atmosfera urbana e malinconica, dove l'autore descrive con vivide immagini e sensazioni il contrasto tra il mondo interno e esterno, tra la monotonia della vita quotidiana e il richiamo della natura.

L'inizio della poesia ci introduce in uno spazio chiuso e oppressivo, con un "muro intonacato" e "lampade noiose dei neon" che proiettano una luce gialla e artificiale. Il soffitto che "soffoca l'aria" contribuisce a creare un senso di claustrofobia e disagio.
 

Tuttavia, al di fuori di questo ambiente confinato, c'è la presenza rinfrescante e liberatoria della pioggia. L'autore riesce abilmente a trasmettere il suono e la sensazione della pioggia che cade, evocando una sensazione di freschezza e vitalità.
 

La voglia di camminare "tra le gocce, dalle nuvole" rappresenta un desiderio di liberazione e di connessione con la natura, che contrasta con la staticità e la routine della vita quotidiana. Anche se l'autore ammette di non ricordare più come si cammina sotto la pioggia, questa immagine evoca un senso di gioia e di leggerezza, quasi come se la pioggia avesse il potere di cancellare i pensieri e le preoccupazioni, almeno per un momento.
 

Infine, l'immagine finale dell'autore che sorride mentre cammina "tra le pozzanghere" è suggestiva e potente, poiché ci ricorda la bellezza e la gioia che possiamo trovare anche nei momenti più semplici e insignificanti della vita.
 

Alba - Fausto Beretta

In questa poesia, l'autore dipinge un quadro poetico dell'alba vista dalla finestra di un ospedale, dando voce a una gamma di emozioni attraverso immagini liriche e suggestive.

Le "prime luci dell'alba" sono descritte come liberatrici, come un rifugio dopo una notte di oscurità e incertezza. Queste luci creano uno spettacolo di colori che si ravvivano gradualmente nel cielo, evocando un senso di meraviglia e ammirazione per la bellezza della natura.
 

I rami scuri dei cedri rappresentano un elemento di contrasto con la luce dell'alba, sottolineando la transizione tra l'oscurità e la luce, tra la notte e il giorno. Questo contrasto può essere interpretato anche come una metafora della lotta tra il dolore e la speranza, con la luce che alla fine trionfa sull'oscurità.
 

L'atto simbolico di "appendere dolori e timori della notte" tra gli aghi dei cedri suggerisce un desiderio di liberarsi del passato e di abbracciare il presente con ottimismo e determinazione. È un gesto di rinnovamento e di rinascita, simboleggiato anche dal sorgere del sole e dallo scioglimento delle nuvole nel cielo rosa e bianco.
 

Infine, l'immagine del sole che sorge e scioglie le nubi nel cielo evoca un senso di accoglienza e di speranza, suggerendo che ogni nuovo giorno porta con sé la promessa di un nuovo inizio e di nuove possibilità. Questa immagine lirica conclude la poesia con un tono di ottimismo e di fiducia nel futuro.
 

Elucubrazioni - Felice Serino

In questa poesia, l'autore esplora il concetto dell'esistenza umana come un'espressione del pensiero e del sentire. Utilizzando immagini evocative e metafore audaci, la poesia si apre con l'affermazione che essere e sentire sono intrinsecamente legati al pensiero, suggerendo che l'essenza stessa dell'umanità risieda nella nostra capacità di pensare e percepire il mondo che ci circonda.

Successivamente, l'autore amplifica questa idea presentando una serie di immagini tratte dalla natura e dall'esperienza umana, tutte collegate al pensiero. Dalle maree che seguono un ciclo naturale alle azioni del gabbiano che cattura la sua preda, ogni fenomeno è presentato come un'estensione del pensiero umano, una sorta di elucubrazione dell'essere.
 

La poesia si spinge oltre, suggerendo che tutto ciò che sperimentiamo e percepiamo, dalle acrobazie di un artista all'atto di abbracciare qualcuno, è un riflesso del pensiero umano. Questo concetto di pensiero come fulcro dell'esistenza umana è ulteriormente enfatizzato con l'immagine del pensiero come "gemello di conoscenza" e "consanguineo della preghiera", suggerendo che sia attraverso il pensiero che otteniamo comprensione e connessione con il divino.
 

In sintesi, la poesia invita il lettore a riflettere sulla profondità e l'universalità del pensiero umano, suggerendo che tutto ciò che ci circonda e tutto ciò che facciamo è intrinsecamente legato alla nostra capacità di pensare, sentire e comprendere il mondo in cui viviamo.
 

Primavera - Toriaco Maria

In questa poesia, l'autrice dipinge un ritratto vivido della primavera come un momento di rinascita e rinnovamento personale. La fine dell'inverno è descritta come il momento in cui la malinconia dell'autrice è svanita insieme alle tracce della stagione fredda. Con la neve che si scioglie e scompare, lasciando spazio al profumo delle rose e al volo delle rondini, il paesaggio assume una nuova vita e colore.

La poetessa si lascia trasportare dalla bellezza della natura che la circonda, con le varie sfumature che dipingono il mondo intorno a lei. Questo cambiamento nella stagione e nel paesaggio sembra rispecchiare un cambiamento interiore nella narratrice, che si sente liberata dalla tristezza e pronta ad abbracciare la rinascita che la primavera porta con sé.
 

Nella chiusura della poesia, l'autrice si concentra sul potere dell'immaginazione e dei sogni, suggerendo che anche quando la realtà può essere dura, c'è sempre spazio per sognare e sperare in un futuro luminoso. Con gli occhi chiusi, si immerge in visioni di prati fioriti di tulipani e girasoli, trovando conforto e ispirazione nella bellezza e nella promessa della primavera.
 

"Oh patria!" - Cristiano Berni

In questa potente poesia, l'autore esprime un profondo senso di amore e dolore per la propria patria. Utilizzando un linguaggio carico di pathos, dipinge un quadro di contrasti e contraddizioni che caratterizzano la sua terra natia.

Nelle prime strofe, l'autore descrive la patria come lacerata, punita e offesa da varie forme di corruzione e violenza. Tuttavia, ricorda anche il glorioso passato della patria, ricca di cultura e bellezza, popolata da antiche civiltà come i Celti e i Romani.
 

La poesia evoca immagini vivide della patria bagnata dai mari e solcata dai monti, un luogo che ha svolto un ruolo fondamentale nell'arte e nella civiltà. Tuttavia, questa visione idilliaca è oscurata dalla realtà attuale, caratterizzata da divisioni e impoverimento.
 

L'autore riflette sul destino incerto della patria, destinata ad un futuro incerto e ignobile nonostante il suo glorioso passato. Questa profonda meditazione sulla condizione della patria evoca un senso di malinconia e preoccupazione per ciò che potrebbe attendere nel cammino verso il futuro.

In tumultuosi silenzi adesso vivo - Franco Fronzoli

In questa poesia, l'autore esplora il tema del silenzio e dell'oscurità come compagni di vita. La prima strofa evoca una sensazione di calma e riflessione, con l'autore seduto in silenzio a contemplare le ombre e ad aspettare il tramonto. Questo ambiente tranquillo è interrotto dall'irruzione dei sogni durante la notte e dai risvegli imprevisti che creano una sensazione di oppressione.

Le ombre nella stanza diventano simboli di mistero e incertezza, mentre la notte porta con sé un senso di malinconia e finitudine, rappresentato dallo spegnersi delle stelle all'alba. Tuttavia, l'autore trova conforto nella consapevolezza che ogni nuovo giorno porta con sé nuove esperienze, sensazioni e pensieri.
 

Infine, l'autore esprime un attaccamento al coraggio, alla speranza e all'amore, che considera elementi fondamentali per affrontare le sfide della vita. Questi valori sono descritti come "eterni", suggerendo una fonte di forza e sostegno che persiste oltre il passare del tempo.
 

Er peggio-der-peggio - Armando Bettozzi

In questa vivace poesia, l'autore riflette sul discorso del Papa Francesco riguardo all'ideologia gender" e il suo impatto sulla società contemporanea. Utilizzando un linguaggio colloquiale e ironico, l'autore esprime preoccupazione per la diffusione di questa ideologia e il suo potenziale per danneggiare l'umanità.
 

L'autore inizia con un richiamo al terrore diffuso nel mondo riguardo a questa ideologia, paragonandolo a un'epoca di paura simile a quella del millennio passato. Questo terrore è rappresentato come un ghiaccio che si scioglie, ma che poi trasforma il mondo in un grande forno, suggerendo una sorta di rovesciamento della situazione.
 

Successivamente, l'autore riflette sul ruolo del Papa Francesco nel sollevare questa preoccupazione e denunciare l'ideologia gender come il "peggio der più peggio". L'autore sostiene che questa ideologia sia un cancro che minaccia di snaturare la vita sulla terra, e si lamenta del fatto che anche la "libertà" sia stata compromessa da queste ideologie.
 

Infine, l'autore riflette sul fatto che, nonostante l'intervento del Papa e il riconoscimento del problema, sembra che la situazione sia destinata a peggiorare, con l'ideologia gender che continua a diffondersi anche nei luoghi più innocui, come gli asili. L'autore conclude con un senso di impotenza e frustrazione di fronte a questa situazione, sottolineando la necessità di un'enorme quantità di "acqua santa" per contrastare questa minaccia.
 

Tramonto sul Garda - Bruno Castelletti

In questa struggente poesia, l'autore dipinge un'atmosfera malinconica e riflessiva mentre descrive il tramonto sul Lago di Garda. I versi evocano un senso di transitorietà e perdita, rappresentati dall'ultima luce del giorno che svanisce all'orizzonte e dall'acqua che batte contro la sponda immobile.
 

L'immagine della "sponda immobile che attende" suggerisce una sorta di paziente accettazione della fine imminente, mentre il ritorno dell'ultima vela verso il porto evoca una sensazione di chiusura e conclusione.
 

L'autore inserisce un contrasto tra il presente malinconico e un passato luminoso, evocando la memoria di una stagione dell'amore ormai svanita. Questo passato è descritto come un periodo di bellezza e felicità, simboleggiato dalla luminosità del viso amato e dalla chioma dorata.
 

La poesia culmina con un senso di tristezza e disperazione, rappresentato dalla "morte della speranza" nell'ombra lunga e muta della riva. Questo finale sottolinea la natura effimera della bellezza e dell'amore, suggerendo una struggente accettazione della perdita e del passare del tempo.
 

Haiku - Laura Lapietra

Questo haiku di Laura Lapietra cattura la profonda spiritualità e il significato simbolico della Pasqua. La prima linea, "è santa Pasqua -", stabilisce immediatamente il contesto religioso della festa, mentre la seconda linea, "la croce di salvezza", richiama il simbolo centrale del cristianesimo, la croce su cui Gesù fu crocifisso e che rappresenta la salvezza e la redenzione.

La terza linea, "viva nel mondo", introduce un elemento di universalità e attualità, suggerendo che il significato della croce e della Pasqua sia presente e vitale in tutto il mondo. Questo haiku riflette profondamente sul significato spirituale della Pasqua e sulla sua rilevanza nell'esperienza umana universale.

Punta Buonfiglio a Manarola - Piero Colonna Romano

Questa poesia di Piero Colonna Romano cattura l'atmosfera serena e incantata di Punta Buonfiglio a Manarola. (Punta Bonfiglio è in nome del punto estremo del percorso delle Cinque Terre e sopra di essa è situato il famoso bar terrazzato Nessun Dorma.) La descrizione del cielo che brilla e del mare tranquillo evoca un senso di pace e serenità. L'autore descrive l'ascolto delle onde che accarezzano gli scogli, creando una sensazione di armonia con la natura circostante.
 

La poesia esprime il desiderio di rimanere in quel luogo pacifico e di esplorare tutte le sfaccettature della vita. L'immagine delle vele che si sciolgono al vento porta con sé la promessa di sogni dolci da realizzare. La mente del poeta si svaga nel turchese dell'acqua, mentre le speranze rimangono sempre tese verso una vita di quiete e armonia.
 

La poesia si conclude con una sensazione di incanto e meraviglia, con il poeta che si sente avvolto dalla grazia e dalla bellezza del paesaggio circostante. La sensazione di sospensione nel tempo e di irrealtà contribuisce a creare un'atmosfera onirica e suggestiva.
 

Pasqua bassa - Francesco Soldini

In "Pasqua Bassa", Francesco Soldini offre una riflessione intensa e ricca di significato sulla condizione umana e sulla speranza di rinascita che accompagna la Pasqua. L'autore evidenzia il contrasto tra la festività religiosa e il contesto terreno, segnato da conflitti e difficoltà.
 

La Pasqua diventa un simbolo di speranza e rinnovamento, un'occasione per guardare al futuro con fiducia nonostante le sfide presenti sulla Terra. Soldini sottolinea l'importanza della salvezza e della gioia, suggerendo che la Pasqua rappresenti un'opportunità per abbracciare una visione positiva della vita.
 

L'immagine dei fiori che riflettono il cielo e i colori che fluttuano come nuvole evoca una sensazione di bellezza e serenità, portando con sé la promessa di pace e armonia. La poesia di Soldini invita i lettori a contemplare la natura e a cogliere il messaggio di speranza e rinascita che la Pasqua porta con sé.
 

Haiku - Laura Lapietra ©

Con risonanza divina, la Pasqua irradia speranza, la croce simbolo di salvezza perpetua nella nostra esistenza. Grazie, Laura Lapietra, per il tuo haiku illuminante e toccante.

Lo stesso treno - Sandra Greggio

In un incanto di condivisione, il tempo si è dilatato e i ricordi hanno danzato liberi da ogni peso e timore. Grazie, Sandra Greggio, per questa esperienza di rinnovato legame, per averci guidato su binari che ora convergono in un unico viaggio, carichi di stesse memorie, di risate, di sogni, di emozioni che continueranno a raccontarsi in questo straordinario viaggio chiamato vita. 

Ormai - Ivana Zantedeschi

"Ormai" è una parola che porta con sé un senso di finalità e inevitabilità, ma anche di transizione e cambiamento. Ivana Zantedeschi ci conduce attraverso un momento di introspezione e riflessione, partendo da una sensazione di inquietudine e incertezza per arrivare a una nuova prospettiva.
 

La narrazione inizia con una scena di risveglio, simbolo di un nuovo inizio, e si sviluppa attraverso una serie di gesti quotidiani che rappresentano la volontà di affrontare il cambiamento. Lo specchio diventa lo specchio dell'anima, dove la protagonista si guarda e si saluta con un sorriso coraggioso, pronto ad affrontare la giornata.
 

Il desiderio di cancellare il passato rappresentato dalla parola "ormai" è un atto di liberazione e di rinascita. La ricerca di qualcosa di nuovo, forse una stampella, suggerisce un bisogno di sostegno e di supporto durante questo periodo di transizione.
 

Infine, la creazione della nuova parola "AMORI" simboleggia il passaggio da un momento di chiusura e solitudine a uno di apertura e connessione. È un invito a coltivare e celebrare gli affetti e le relazioni che arricchiscono la vita.
 

Gothicana - Jacqueline Miu

Jacqueline Miu ci trasporta in un viaggio poetico attraverso la città di Londra, intrecciando immagini vivide e sentimenti intensi. La sua poesia, "gothicana", è un caleidoscopio di emozioni e visioni, in cui il passato e il presente si mescolano in un mosaico intricato.
 

Nel primo verso, la luna viene personificata come indossatrice di kilt, simbolo dell'identità scozzese, mentre sopra il fangoso Tamigi, le monete eteree brillano come stelle nel cielo notturno. Questa immagine evoca una sensazione di magia e mistero, in contrasto con la realtà urbana della città.
 

L'autrice rivela il desiderio di un amore eterno che attraversa il tempo e lo spazio, evocando un senso di nostalgia per un passato condiviso e un'attesa ansiosa per un futuro incerto. La sua voce poetica è carica di passione e desiderio, ma anche di una profonda tristezza e frustrazione di fronte alle sfide della vita e alle contraddizioni della modernità.
 

Attraverso una serie di immagini vivide e dettagliate, Miu dipinge un ritratto ricco e complesso della vita urbana a Londra, con la sua miscela unica di storia, cultura e tradizione. Dalle gonne corte e i jeans a zampa, alle concerti dei Muse e le piazze affollate, ogni dettaglio contribuisce a creare un'immagine vivida e coinvolgente della città e delle persone che la abitano.
 

La poesia si chiude con una nota di ribellione e di sfida, con l'autrice che rifiuta le convenzioni romantiche e si rivolge contro coloro che hanno usato e abusato dei suoi sentimenti. È un finale potente che sottolinea il tema della libertà e dell'autenticità nell'espressione poetica, e invita il lettore a riflettere sul significato dell'amore e della relazione umana.
 

Raggio d'amore - Alessio Romanini

Sotto il manto argenteo della luna, i corpi si abbandonano al palpito dell'amore, nella penombra dell'attico percorso dal raggio ardente dell'ardore. Pelle contro pelle, un calore che sfida il freddo, un'unione sensuale che danza tra desiderio e timore, nell'eternità di un momento sospeso, dove il tempo si inchina alla nostra passione. Solo noi esistiamo, mentre il mondo svanisce nell'incanto di questo sogno che solo all'alba svela la sua vanità.

Grazie, Alessio Romanini, per averci trasportato in questa dimensione di intensa emotività, dove l'amore è il solo faro che illumina il buio della notte.

Con tutto il cuore, vi invio un affettuoso saluto e un sincero ringraziamento per le intense emozioni che ci avete donato con le vostre preziose poesie. Ogni vostra parola è stata un viaggio nell'anima, un balsamo per il cuore assetato di bellezza e significato. Grazie per aver arricchito le nostre vite con la vostra straordinaria arte.

Con stima e gratitudine,

Ben Tartamo.

 

 

 

9-10-11 Aprile

Ciao Ben,

volevo ringraziare personalmente te, per la tua capacità

nell’interpretare le poesie e nel redigere il tuo commento di qualità.

In oltre vorrei ringraziarti per l’impegno e la sensibilità

Che metti nel meraviglioso “Azzurro” che ha creato il nostro

Amato Lorenzo.

Grazie.

Alessio Romanini

 

 

Poesie pubblicate il 9-10-11 Aprile 2024

Haiku - Laura Lapietra

Un haiku che cattura l'essenza dell'estate e la vita marina con una semplicità affascinante. Le barche, simboli di avventura e libertà, sono illuminate dalla luce dell'alba, mentre il mare dona il suo tesoro più fresco. È come se il poeta ci conducesse lungo le onde, lasciandoci sentire il profumo salato e l'aria frizzante del mattino. Un'immagine che si insinua dolcemente nei sensi e ci trasporta in un mondo di pace e bellezza naturale.

La rosa bianca di Jennifer - enrico tartagni

Questa poesia è un viaggio attraverso l'immaginazione e l'anima di Jennifer, dipinta con pennellate di surrealismo e profondità emotiva. La rosa bianca, simbolo di purezza e rinascita, diventa il fulcro intorno al quale ruota tutto il testo.

Il poeta affronta temi universali come l'amore, la perdita, e la ricerca di significato. Il mare, le nuvole, il deserto, sono tutti elementi evocativi che si intrecciano con la complessità dell'esperienza umana.

La struggente bellezza di Jennifer emerge nel suo essere come un angelo, ma anche nel suo confrontarsi con la dura realtà della vita. Le sue azioni, pur intrise di poesia e lirismo, si scontrano con la cruda realtà e il passaggio del tempo.

Il linguaggio ricco di immagini crea una sorta di iper-realtà, in cui il lettore è trasportato in un mondo onirico e misterioso. Ogni verso è come un tassello di un puzzle che si compone lentamente, rivelando una visione unica e personale del mondo.

In sintesi, questa poesia è un'immersione profonda nell'introspezione e nella bellezza della vita, attraverso gli occhi e il cuore di Jennifer, un personaggio che incarna la fragilità e la forza dell'essere umano.

Disperazione - Salvatore Armando Santoro

Questa poesia è un'ode alla lotta interiore tra il desiderio ardente e la consapevolezza dei rischi che comporta. Il protagonista si confronta con la propria disperazione, consapevole della sua inclinazione verso le tentazioni e le avventure che portano inevitabilmente a sofferenza e dolore.
 

La scena della marina al tramonto crea un'atmosfera suggestiva, in cui il sole che si immerge nel mare diventa metafora del susseguirsi degli eventi nella vita dell'individuo. Il cuore che corre senza freno rappresenta il desiderio incontrollato di vivere intensamente, nonostante i pericoli che ciò comporta.

Il poeta riflette sulla propria natura avventurosa e sconsiderata, consapevole delle conseguenze delle proprie azioni ma incapace di resistere alla tentazione di cogliere la rosa rossa, simbolo di passione e desiderio. Tuttavia, anche dopo aver subito le spine del calabrone, il protagonista è pronto a rischiare nuovamente, spinto dalla sua irrefrenabile passione.

La poesia si conclude con una sorta di resa alla propria natura impulsiva e passionale, che porta inevitabilmente alla disperazione. Tuttavia, c'è anche un accenno di accettazione di questo destino, come se la passione fosse più forte della razionalità e del timore delle conseguenze.

In definitiva, questa poesia esplora il conflitto tra il desiderio e la ragione, tra la passione e la consapevolezza, offrendo uno sguardo profondo e onesto sull'umana condizione.

La divisa da cameriere - Il mondezzaio - La Torre - Rosino Maranesi

Questi tre brani poetici offrono uno sguardo crudo e realistico sulla vita quotidiana di un giovane cameriere stagionale estivo, immergendoci nei dettagli dei suoi compiti e delle sue sfide.
 

La descrizione delle azioni del giovane mentre si prepara per il lavoro - vestendosi in fretta con una divisa nera - evoca un senso di urgenza e routine, sottolineando la monotonia e la fatica di un lavoro che richiede dedizione ma offre poco in cambio.

La successiva immagine del mondezzaio, che svuota i bidoni dell'hotel, ci trasporta in un ambiente di dura realtà, evidenziando il contrasto tra la bellezza di Bellaria balneare e la bruttezza dei rifiuti. Il fumo del mondezzaio e il rotolarsi dei rifiuti lungo il fiume Rio Salto creano un'atmosfera quasi surreale, in cui la poesia trova bellezza anche nella desolazione.

Infine, la Torre, una volta simbolo di prestigio e importanza, ora ridotta a un rudere occupato dai polli, diventa un'immagine potente della decadenza e della perdita di significato. I dipinti ammuffiti, le macerie e le immondizie che la circondano rappresentano una sorta di metafora della caducità umana e della fine delle illusioni.

Nel complesso, questo brano offre una riflessione cruda e toccante sulla vita quotidiana e sul passare del tempo, suggerendo che dietro la facciata di bellezza e glamour ci sia spesso una realtà meno allettante, fatta di fatica, degrado e perdita.

Bellezza in controluce -Piacentino Alessandra

Questa poesia è un viaggio attraverso l'esperienza umana, intrecciando immagini di bellezza e nostalgia con una profonda riflessione sulla vita e sul tempo che scorre.
 

L'alba, simbolo di rinascita e speranza, dipinge il tempo con tonalità di colore che evocano ricordi e desideri. I cuori solitari, i bambini in cerca di affetto e i dolci sogni di torte magiche creano un'atmosfera di dolcezza e innocenza.

Il tramonto, invece, colora il tempo delle storie e delle canzoni, rievocando memorie e emozioni che si confondono nel ricordo. Le stelle pescate e conficcate nel cuscino dei bambini rappresentano la magia dell'infanzia e la capacità di conservare i sogni nel cuore, anche quando si cresce.

La luce sui libri, come medaglie d'onore, celebra la conoscenza e l'apprendimento come trionfi personali, mentre il gesto di trattenere il fiato e pescare un petalo dal petto solitario suggerisce un momento di introspezione e calma interiore.

Infine, il dolore e l'amore, compagni di viaggio nella vita di ognuno, si stringono in un'unica rotta verso la libertà, come se abbracciassero il destino con coraggio e speranza, camminando all'ombra dell'ultima Luna.

In sintesi, questa poesia ci invita a riflettere sulla bellezza e la complessità della vita umana, attraverso immagini poetiche che catturano l'essenza dell'esistenza e ci guidano in un viaggio emotivo attraverso il tempo e lo spazio.

La prima Primavera - Marco Cabassi

Con un'ardente passione poetica, Marco Cabassi ci trasporta in un mondo di meraviglia e rinascita con "La prima Primavera". Attraverso una prosa delicata e vibrante, dipinge il ritratto di una pianura immobile avvolta nella nebbia mattutina, dove il sole allegro sorge appena, baciando delicatamente l'acqua dei fossi e illuminando l'erba tenera dei campi con i suoi raggi dorati.
 

I primi petali e i colori che si schiudono sono come promesse di vita nuova, mentre il cuore del poeta palpita di gioia di fronte a questo spettacolo mozzafiato. La freschezza e la lucentezza della natura che si risveglia sono catturate con maestria, trasmettendo un senso di meraviglia e gratitudine per la Bellezza che ci circonda.

In questa poesia, Cabassi celebra la magia della primavera e ci invita a lasciarci trasportare dalla sua energia vitale e dalla sua vitalità rigenerante. È un inno alla vita e alla speranza, che risuona con una dolce melodia nei nostri cuori, ricordandoci la Bellezza e la potenza della natura che ci circonda.

Il tuo nome - Fausto Beretta

Con una semplicità commovente e un'innata dolcezza, Fausto Beretta intesse un delicato racconto di affetto e gratitudine in "Il tuo nome". Qui, il poeta rivela la profondità dei suoi sentimenti attribuendo al nome dell'amato un significato speciale.
 

L'atto di inserire il nome della persona amata in una password diventa un simbolo tangibile dell'importanza e della permanenza di quella persona nella vita del poeta. Il nome diventa un'ancora di ricordi, emozioni e legami, che non può essere dimenticato né sottovalutato.

Con una nota di tenerezza, Beretta celebra la bellezza e il potere del nome della persona amata, sottolineando la sua rilevanza nella vita del poeta. È un gesto semplice ma significativo, che rievoca un senso di gratitudine e amore profondo, rendendo omaggio alla persona che ha donato al poeta tanto amore e significato.

Notte con luna - Renzo Montagnoli

Con una delicatezza che solo un vero poeta può cogliere, Renzo Montagnoli dipinge un quadro notturno di struggente bellezza in "Notte con luna". L'immagine della luna, con la sua luce perlacea, avvolge il mondo in un velo di mistero e quiete.
 

Le ombre che si addolciscono sotto il bagliore lunare creano un'atmosfera di incanto e magia, dove gli alberi e i prati sembrano sussurrare segreti al vento notturno. Anche il poeta si abbandona al dolce abbraccio del sonno, lasciandosi cullare dalla luce tenue della Luna che permea il buio della notte.

In questa poesia, Montagnoli ci invita a lasciarci trasportare dal fascino della notte e dalla bellezza della Luna, che ci accompagna con la sua luce rassicurante verso un nuovo giorno. È un'ode alla tranquillità e alla serenità che possiamo trovare nella quiete della notte, e al potere consolatorio della natura nel nutrire i nostri sogni e le nostre speranze.

E poi fa sera - Felice Serino

Con una semplicità disarmante e una profondità che penetra l'anima, Felice Serino ci regala un'istantanea poetica della vita quotidiana in "E poi fa sera". In questo breve ma intenso frammento, il poeta cattura l'effimero e l'imprevedibile della vita, rivelando la bellezza e la fragilità del nostro rapporto con il tempo e con le nostre creazioni.
 

Il foglietto con alcuni versi, finito nella schiuma della centrifuga, diventa simbolo della fugacità e della mutevolezza della vita. Il poeta ci ricorda che anche le cose più preziose e significative possono essere perdute o dimenticate nel flusso inesorabile del tempo.

Tuttavia, nonostante questa apparente perdita, il poeta ci suggerisce che ogni nuovo giorno porta con sé la possibilità di una nuova creazione, di un nuovo inizio. E poi, quando giunge la sera e la luna ammicca nel cielo, ci ricorda che il tempo per la creatività e per la meraviglia non finisce mai veramente.

In questo breve testo, Serino ci invita a contemplare la bellezza e l'incertezza della vita, incoraggiandoci a cogliere ogni istante con gratitudine e consapevolezza. È un'ode alla creatività e alla resilienza umana, che persiste nonostante le inevitabili sfide e perdite che incontriamo lungo il cammino.

Siamo il nulla che si guarda allo specchio - Franco Fronzoli

Con una prosa tagliente e senza compromessi, Franco Fronzoli ci trasporta in un viaggio verso l'abisso dell'esistenza umana in "Siamo il nulla". Attraverso una serie di immagini crude e provocatorie, il poeta ci conduce verso una riflessione profonda e spietata sulla natura dell'uomo e del mondo che lo circonda.
 

L'immagine dell'uomo come il nulla che si guarda allo specchio e non vede niente evoca un senso di vuoto e disillusione, mentre le metafore delle meteore, degli arcobaleni senza colore e dei pensieri che si sciolgono nel vento sottolineano l'effimero e l'insignificanza della nostra esistenza.

Fronzoli ci presenta l'uomo come una creatura contraddittoria e autoillusoria, che cerca costantemente di colmare il vuoto interiore con ricchezze materiali, ambizioni vuote e illusioni di grandezza. Tuttavia, nonostante le sue pretese di onnipotenza e grandezza, l'uomo rimane intrappolato nel ciclo infinito della mediocrità e dell'insoddisfazione.

Attraverso una prosa lucida e senza fronzoli, il poeta ci invita a guardare al di là delle illusioni e delle maschere che indossiamo, confrontandoci con la nostra vera natura e il nostro vero scopo nell'universo. È un richiamo alla consapevolezza e alla ricerca di significato in un mondo dominato dall'inganno e dalla superficialità.

Il caso "Julius" - Armando Bettozzi

In un vortice di cronache avvolte dall'ombra della disumanità e della follia, Armando Bettozzi si erge come un faro di lucidità e critica sociale con la sua poesia "Il caso 'Julius'". Attraverso una prosa incisiva e penetrante, il poeta ci conduce in un viaggio nel cuore oscuro della giustizia distorta e dei valori invertiti.
 

Il "caso Julius", immaginario ma tanto reale nella sua rappresentazione delle distorsioni della società moderna, ci mostra il paradosso di un sistema giudiziario e sociale che spesso sembra più interessato a proteggere i colpevoli che a fare giustizia per le vittime. Le immagini delle toghe che assolvono con indulgenza e comprensione i criminali, sotto il pretesto di modernismo e comprensione psico-sociale, risuonano con una critica tagliente e amara.

Attraverso il linguaggio ricco e denso di Bettozzi, emergono le contraddizioni e gli abusi di potere che permeano il sistema giudiziario, portando alla luce le distorsioni della giustizia e della moralità. È una poesia che ci sfida a riflettere sulle vere priorità della società e a interrogarci sulle conseguenze delle nostre azioni e delle nostre scelte.

Con un tocco di sarcasmo e una nota di disillusione, Bettozzi ci invita a guardare oltre le apparenze e a combattere per una giustizia vera e imparziale, che tenga conto non solo dei diritti dei criminali, ma anche delle vittime e della società nel suo complesso. È un grido di protesta contro l'ingiustizia e la corruzione, e un appello alla dignità e all'umanità che dovrebbero guidare le nostre azioni e i nostri valori.

In vacanza - Bruno Castelletti

Con una dolce malinconia, Bruno Castelletti dipinge il quadro di un amore che desidera ardentemente condividere momenti preziosi durante la prossima vacanza. La poesia "In vacanza" è un'ode alla bellezza della natura e al desiderio profondo di condividere esperienze significative con l'amato.
 

Il poeta ci trasporta in un viaggio attraverso le emozioni e le sensazioni di un'estate che sta per svanire, rivelando la sua brama di respirare insieme all'amato l'ebrezza dell'aurora e la quiete della sera. Le descrizioni poetiche della luce rosa del cielo e del tremolio dell'aria settembrina evocano una sensazione di intimità e connessione con la natura circostante.

Tuttavia, nonostante la bellezza dei momenti condivisi, il poeta riflette sulla fugacità del tempo e sulla consapevolezza del suo amore limitato. La brevità della vacanza e la consapevolezza del tempo che scorre inesorabilmente rappresentano una nota di tristezza nel cuore del poeta.

"In vacanza" è una poesia che celebra il desiderio di condividere momenti di gioia e bellezza con l'amato, ma allo stesso tempo riflette sulla transitorietà della vita e sull'importanza di cogliere ogni istante con gratitudine e consapevolezza. È un richiamo alla fragilità dell'amore umano e alla necessità di viverlo appieno, nonostante le sfide e le limitazioni del tempo.

alla mia Gorgone - Jacqueline Miu

"alla mia Gorgone" è un'ode appassionata e struggente all'amore, dipinta con parole intense e vibranti da Jacqueline Miu. La poesia evoca un senso di abbandono e totale coinvolgimento verso l'amata, rappresentata come una Gorgone che esercita un potere irresistibile sull'anima del poeta.
 

Attraverso l'immagine dell'abisso e del vortice, il poeta esprime la profondità del suo legame con la Gorgone, che lo trascina verso un punto di non ritorno. L'amore diventa un viaggio ininterrotto, un'esperienza che consuma e trasforma l'anima, portando il poeta a confessare la sua devozione eterna.

La Gorgone diventa il centro della vita del poeta, una presenza onnipresente che permea ogni suo pensiero e ogni suo gesto. Nonostante la sua natura mostruosa e devastante, il poeta accetta di essere completamente afferrato da lei, desiderando ardentemente di essere consumato dall'amore che essa incarna.

La poesia esprime un senso di struggente bellezza e perdizione, con il poeta che si abbandona completamente alla forza dell'amore, anche se ciò comporta la perdita di sé e la trasformazione in qualcosa di mostruoso. È un canto alla passione e alla totalità dell'amore, che trascende ogni limite e confina, portando il poeta a rinunciare a se stesso pur di essere completamente avvolto dall'oggetto del suo desiderio.

Quasi… Quasi … - Carlo Chionne

"Quasi... Quasi..." di Carlo Chionne è una poesia che evoca un senso di solitudine e desolazione, rappresentato dalla figura di Salvini con la sua bandiera in mano, sullo sfondo del tramonto dell'Europa.
 

L'uso del termine "quasi" suggerisce un senso di incompiutezza e incertezza, come se ci fosse una possibilità che le cose potrebbero essere diverse, ma alla fine prevale una realtà cupa e oscura. La figura di Salvini, con la sua bandiera, simboleggia un'ideologia divisiva e isolata, che si scontra con il concetto di unione e solidarietà rappresentato dall'Europa.

Il riferimento al "far dell'Europa" suggerisce un momento di transizione o cambiamento, ma l'immagine è immediatamente oscurata dalla presenza di Salvini e dalla sua bandiera, che porta con sé connotazioni di nazionalismo e intolleranza. La parola "nera" evoca un senso di pessimismo e decadimento, come se l'Europa fosse avvolta da un'oscurità imminente.

In sintesi, la poesia riflette su un momento critico nella storia europea, in cui le forze dell'estremismo e della divisione minacciano di oscurare il futuro dell'Europa. È un richiamo alla necessità di resistere a tali forze e difendere i valori di unità, tolleranza e solidarietà che sono alla base del progetto europeo.

Più bella e più grande che pria - Piero Colonna Romano
 

"Piero Colonna Romano" firma con ironia e arguzia la sua poesia intitolata "Più bella e più grande che pria", datata aprile-maggio 2014. La poesia si apre con un riferimento a Ettore Petrolini, famoso attore italiano con un talento comico innato. L'autore fa un paragone tra Petrolini e Matteo Renzi, ex Primo Ministro italiano, noto per il suo stile carismatico e spesso discusso.
La poesia prende spunto dall'esibizione di Renzi in Parlamento, durante la quale fece un commento sul rilancio dell'Italia, facendo riferimento a Nerone e alla sua idea di ricostruire Roma con un "miglior aroma". L'autore sottolinea l'affinità tra Nerone, Ettore Petrolini e Renzi nel loro modo di operare: Nerone con il suo desiderio di bruciare il Colosseo, Ettore Petrolini con la sua capacità di intrattenere il pubblico con le sue fole, e Renzi con il suo modo di comunicare che talvolta può essere interpretato come supponente e stolto.
In conclusione, la poesia di "Piero Colonna Romano" offre una visione ironica e satirica dell'operato di Renzi in Parlamento, utilizzando il paragone con figure storiche e artistiche per mettere in risalto alcuni tratti del suo carattere e del suo modo di agire.

 

Tu verrai - Alessio Romanini

"Tu verrai" di Alessio Romanini è una poesia che affronta il tema della morte con una sensibilità e una profondità commoventi. Il poeta si rivolge alla morte come a una presenza inevitabile e necessaria, accettando la sua venuta con una certa rassegnazione mista a speranza.
 

La poesia inizia con una riflessione intima sul pensiero della morte, rivelando un senso di trepidazione e timore di fronte all'ignoto. Tuttavia, il poeta riconosce che nessuno è mai davvero pronto per affrontare la propria fine, eppure sa che un giorno la morte verrà ad abbracciarlo.

La figura della morte è dipinta come una madre dolce, che accoglie l'anima nel suo abbraccio con amore e premura. Nonostante il dolore e la tristezza dell'addio, il poeta accetta il suo destino con una certa serenità, consapevole che la morte allevierà il dolore e porrà fine alle sofferenze terrene.

In conclusione, "Tu verrai" è una poesia che riflette sulla natura inevitabile della morte e sull'accettazione di questo destino universale. È un invito a guardare alla morte non con paura, ma con una sorta di serena accettazione, fiduciosi che porterà conforto e pace alla fine del viaggio terreno.

Sono in cerca di un approdo - Pierluigi Ciolini

"Sono in cerca di un approdo" di Pierluigi Ciolini è una poesia che esprime il senso di smarrimento e inquietudine interiore del poeta. Attraverso immagini evocative e metafore suggestive, il poeta dipinge un quadro di ansia e ricerca di stabilità emotiva.
 

La metafora dell'approdo rappresenta il desiderio del poeta di trovare un luogo sicuro e tranquillo dove poter riflettere e trovare riposo per la sua mente turbata. Tuttavia, la notte incerta e l'ansia che piove sulla sua pelle suggeriscono una sensazione di disagio e malessere interiore che non permette al poeta di trovare pace.

La descrizione del soffitto che incomincia ad abbassarsi suggerisce una sensazione di claustrofobia e oppressione, mentre le parole che sfuggono alla mente del poeta indicano una difficoltà nel comunicare e esprimere i propri pensieri.

Nonostante ciò, il poeta cerca conforto nel disegnare mentalmente un approdo, un luogo di riposo e tranquillità dove poter trovare sollievo dalle proprie angosce.

In sintesi, "Sono in cerca di un approdo" è una poesia che esplora i temi dell'ansia, dello smarrimento e della ricerca interiore, invitando il lettore a riflettere sulle proprie esperienze di incertezza e ricerca di stabilità emotiva.

Sono nato pescatore - Francesco Soldini

"Sono nato pescatore" di Francesco Soldini è una poesia che celebra l'identità e la connessione profonda del poeta con il lago e la pesca. Attraverso immagini vivide e sentimenti sinceri, il poeta racconta la sua esperienza di crescere e vivere vicino al Verbano.
 

La poesia evoca un senso di familiarità e intimità con il lago sin dai primi anni di vita del poeta. Il secchiello ricolmo da bambino diventa un simbolo della sua infanzia, ricca di esperienze di pesca e di gioia trascorsa sulle rive del lago.

L'acqua calma del lago diventa uno specchio dell'anima del poeta, riflettendo sia la serenità del silenzio che la gioia dei momenti trascorsi con gli amici. La pesca diventa non solo un'attività fisica, ma anche un'occasione per cogliere immagini e ispirazione per i suoi versi poetici.

La frase "con il lago nelle vene" sottolinea la profonda connessione e l'amore del poeta per il suo ambiente naturale, che permea ogni parte della sua vita e della sua creatività poetica.

In conclusione, "Sono nato pescatore" è una poesia che celebra la bellezza e la ricchezza della vita vicino al lago, esprimendo un profondo legame emotivo e spirituale tra il poeta e il suo ambiente naturale.

L'elettrocardiogramma - Sandra Greggio

"L'elettrocardiogramma" di Sandra Greggio è una poesia che utilizza una metafora potente per esplorare le varie sfaccettature dell'esperienza umana.
 

La metafora dell'elettrocardiogramma, con i suoi picchi e i suoi momenti piatti, viene utilizzata per descrivere la vita del poeta. I "picchi di giorni positivi" rappresentano momenti di gioia, di felicità e di euforia, mentre i momenti in cui "precipita" indicano periodi di tristezza, di difficoltà e di sconforto.

La poesia riflette anche sulle oscillazioni dell'umore umano, evidenziando come la vita sia fatta di alti e bassi, di momenti di felicità e di momenti di tristezza. L'autrice esprime un senso di vulnerabilità e di incertezza di fronte all'imprevedibilità della vita, con tutte le sue sfumature emotive.

Infine, la domanda finale sulla possibilità che l'elettrocardiogramma sia piatto suggerisce una riflessione sulla noia e sull'assenza di emozioni nella vita. Questa domanda mette in luce l'importanza dei contrasti e delle variazioni nell'esperienza umana, sottolineando che sono proprio le sfumature che rendono la vita interessante e significativa.

In sintesi, "L'elettrocardiogramma" è una poesia che invita il lettore a riflettere sulla complessità dell'esperienza umana e sulla sua natura mutevole, utilizzando una metafora efficace e suggestiva.

 

Con profondo rispetto e gratitudine, desidero ringraziare tutti i poeti che hanno condiviso le loro meravigliose opere, portando bellezza, emozione e riflessione alle nostre vite.

A Laura Lapietra, per il suo haiku che cattura l'essenza dell'estate con una semplicità affascinante, illuminando la nostra anima con la luce dell'alba sulle barche.

A Enrico Tartagni, per la sua poesia surreale e profondamente emotiva, che dipinge l'anima di Jennifer con la delicatezza di una rosa bianca, guidandoci attraverso i meandri dell'amore e della perdita.

A Salvatore Armando Santoro, per la sua poesia che esplora la lotta interiore tra desiderio e consapevolezza, portandoci in un viaggio attraverso il tramonto della nostra stessa disperazione.

A Rosino Maranesi, per il suo ritratto crudo e realistico della vita di un giovane cameriere, che ci mostra la bellezza e la bruttezza della quotidianità.

A Piacentino Alessandra, per il suo viaggio attraverso l'esperienza umana, che intreccia immagini di bellezza e nostalgia con una profonda riflessione sulla vita e sul tempo che scorre.

A Marco Cabassi, per il suo inno alla primavera e alla vita, che celebra la meraviglia e la rinascita con una prosa delicata e vibrante.

A Fausto Beretta, per la sua dolce ode all'amore, che rivela la profondità dei suoi sentimenti attraverso un gesto semplice ma significativo.

A Renzo Montagnoli, per il suo quadro notturno di struggente bellezza, che ci invita a contemplare la tranquillità e la serenità della notte sotto il manto lucente della Luna.

A Felice Serino, per la sua istantanea poetica della vita quotidiana, che ci ricorda di cogliere ogni istante con gratitudine e consapevolezza.

A Franco Fronzoli, per la sua prosa tagliente e senza compromessi, che ci sfida a guardare al di là delle apparenze e a confrontarci con la nostra vera natura.

A Armando Bettozzi, per la sua critica sociale acuta e penetrante, che ci invita a riflettere sulle distorsioni della giustizia e della moralità nella società moderna.

A Bruno Castelletti, per la sua dolce malinconia che celebra il desiderio di condividere momenti preziosi con l'amato durante le vacanze estive.

A Jacqueline Miu, per la sua passione struggente e appassionata, che ci trasporta in un vortice di amore e perdizione con le sue parole intense e vibranti.

A Carlo Chionne, per la sua poesia che evoca un senso di solitudine e desolazione di fronte alla cupa realtà dell'Europa moderna.

Al poeta Piero Colonna Romano per la sua brillante poesia e per aver condiviso con noi la sua visione ironica e arguta del mondo politico italiano. La sua capacità di mescolare storia, arte e attualità in modo così creativo è davvero apprezzabile. Grazie per aver arricchito il nostro dialogo con la tua poesia!

A Alessio Romanini, per la sua commovente riflessione sulla natura inevitabile della morte e sull'accettazione di questo destino universale.

A Pierluigi Ciolini, per la sua poesia che esplora il senso di smarrimento e ricerca interiore, invitandoci a riflettere sulle nostre esperienze di incertezza e ricerca di stabilità emotiva.

A Francesco Soldini, per la sua celebrazione dell'identità e della connessione profonda con il lago e la pesca, che ci riporta alle nostre radici e alla bellezza della vita vicino alla natura.

E infine, a Sandra Greggio, per la sua potente metafora dell'elettrocardiogramma, che ci invita a riflettere sulla complessità dell'esperienza umana e sulla sua natura mutevole.

Grazie a tutti voi per aver condiviso il vostro talento e la vostra visione unica del mondo con noi. Che le vostre parole continuino a ispirare e a nutrire l'anima di coloro che vi leggono, portando luce e bellezza in un mondo spesso caotico e buio. Con profonda gratitudine, vi saluto e vi ringrazio.

Vostro Ben Tartamo

 

 

6-7-8 Aprile

* Questo cruccio sottile - Bruno Castelletti *
 

Nel caleidoscopio delle emozioni, Bruno Castelletti dipinge con maestria un quadro vibrante di desideri e tormenti nel suo componimento "Questo cruccio sottile". Come un viandante intraprende un cammino nel labirinto dei suoi pensieri, Castelletti ci invita a esplorare le profondità dell'anima umana.

Con una prosa che danza tra le righe, l'autore ci conduce attraverso un mondo di contrasti, dove la luce della gioia si mescola con l'ombra del dubbio e del destino. Attraverso una fusione di tecnica e lirismo, Castelletti crea un'atmosfera surreale e incantata, in cui ogni parola risuona con un'energia misteriosa e magnetica.
In "Questo cruccio sottile", ogni verso è come una nota di una sinfonia dell'anima, un invito a esplorare i confini della nostra esistenza e a scoprire la bellezza nascosta nei recessi più oscuri della nostra interiorità. Con la sua sensibilità e la sua profondità, Castelletti ci ricorda che anche nei momenti di cruccio e incertezza, c'è sempre spazio per la bellezza e per la speranza.
In conclusione, "Questo cruccio sottile" è un'opera che affascina e coinvolge, rivelando la straordinaria sensibilità e la genialità dell'autore. Con la sua capacità di trasformare le emozioni in parole e di catturare l'essenza stessa dell'esperienza umana, Castelletti ci regala un viaggio indimenticabile attraverso i labirinti della mente e del cuore.

 
*   Haiku - Laura Lapietra   *

 
Nel suggestivo haiku di Laura Lapietra, ci troviamo di fronte a un'immagine che evoca un senso di bellezza e tranquillità in mezzo alla desolazione. Attraverso l'uso di poche parole, l'autrice dipinge un quadro vivido di campi bronzati e secchi steli che si ergono gracili sotto il sole. 
Tuttavia, nonostante la secchezza e l'apparente aridità dell'ambiente circostante, c'è un incanto nascosto che viene rivelato al lettore. È come se la poetessa ci invitasse a guardare oltre la superficie e a scoprire la bellezza nascosta anche nei luoghi più improbabili.
Questo haiku ci ricorda che anche nella semplicità e nella desolazione della natura, c'è spazio per la meraviglia e per l'incanto. È un invito a rallentare, ad aprire gli occhi e a lasciarsi sorprendere dalla bellezza del mondo che ci circonda, anche quando sembra più ostile e inospitale.

 

 
*   In un caffè di notte - enrico tartagni   *

 
In questo viaggio notturno attraverso le profondità dell'anima, Enrico Tartagni ci porta in un caffè dal fascino enigmatico e misterioso. Con la sua prosa incantata, l'autore dipinge un quadro vivido di un luogo dove i confini tra sogno e realtà si sfumano, e dove ogni dettaglio è carico di significato e simbolismo.
La carta stropicciata diventa un simbolo della fragilità e dell'effimero dell'esistenza umana, mentre la fanciulla d'oro astratta senza occhi evoca un senso di mistero e magia. Attraverso ghirigori e spirali, l'autore ci conduce in un labirinto dell'anima, dove le iridi e le pupille cieche riflettono il vuoto interiore e la ricerca di significato.
Il caffè diventa un luogo d'istinti e di introspezione, dove i ricordi e gli incontri si intrecciano come fili invisibili. Qui, tra luci soffuse e ombre oscure, l'autore si confronta con la propria mortalità e con il fluire inesorabile del tempo.
Infine, l'amplesso rifinito e i giochi dell'io si fondono in una danza surreale di desiderio e disillusione, mentre il sipario si abbassa sulla scena da finire. In questa narrazione onirica e avvolgente, Tartagni ci invita a esplorare i recessi più oscuri della mente umana e a confrontarci con le nostre paure e i nostri desideri più profondi.

 
*   Covate -  Salvatore Armando Santoro   *

 
In questo intenso componimento poetico di Salvatore Armando Santoro, ci troviamo di fronte a un'esplosione di emozioni e riflessioni profonde sull'amore e sull'incomprensione umana. Con maestria e sensibilità, l'autore dipinge un quadro vivido delle sfumature del cuore umano e delle sue intricanti contraddizioni.
Le parole dell'autore risuonano con un'urgenza struggente, mentre si interroga su chi sarà in grado di comprendere le pene del suo cuore e alleviare la sua sofferenza. La metafora della cesta che raccoglie la pena e l'ansia del protagonista evoca un senso di solitudine e di isolamento, mentre cerca disperatamente un rifugio dall'ardente sole dell'esistenza.
Il contrasto tra la generosità dell'amore ricevuto e la sua perdita, tra la comunicazione fraintesa e il desiderio non corrisposto, crea un'atmosfera di tensione e di struggente nostalgia. Le parole dell'autore sono come un grido lancinante nell'oscurità, un tentativo disperato di trovare un significato in un mondo di incertezza e ambiguità.
In conclusione, "Covate" è un capolavoro di poesia che cattura l'anima e l'immaginazione del lettore con la sua profonda sincerità e la sua potenza emotiva. Con la sua prosa avvincente e ricca di sfumature, Santoro ci invita a esplorare i labirinti dell'amore e dell'incomprensione umana, offrendoci uno sguardo intimo e commovente sulle fragilità e le contraddizioni della condizione umana.

 
*   Il proprietario dell'hotel, L'alba, Il risveglio  - Rosino Maranesi  *

 
In queste vibranti poesie di Rosino Maranesi, ci troviamo immersi nel mondo affascinante e spietato degli alberghi estivi, dove la luce dell'alba illumina sia le speranze che le miserie della vita quotidiana.
Nella prima poesia, "Il proprietario dell'hotel", ci viene presentato un contratto stagionale senza fronzoli, dove il giovane cameriere si impegna a lavorare senza sosta per tre mesi, senza alcuna forma di tutela sociale. L'autore dipinge un quadro vivido della dura realtà del lavoro stagionale, senza filtri né retorica, mettendo in luce le condizioni spesso precarie e sfruttative dei lavoratori stagionali.
Nelle poesie successive, "L'alba" e "Il risveglio", l'autore ci porta nel cuore della vita quotidiana degli stagionali, con una prosa cruda e senza compromessi. Ci troviamo immersi nella routine frenetica e disordinata degli alberghi estivi, dove il giovane cameriere si sveglia all'alba per affrontare una giornata di lavoro estenuante, tra servizi agli ospiti e pulizie nelle camere.
Attraverso una prosa scarna e priva di fronzoli, Maranesi ci offre uno sguardo sincero e senza veli sulla dura realtà dei lavoratori stagionali, esplorando temi universali come lo sfruttamento, la fatica e la lotta per la sopravvivenza. Con una sensibilità acuta e una capacità di osservazione penetrante, l'autore ci invita a riflettere sulle ingiustizie e sulle disuguaglianze del mondo del lavoro, mentre ci immergiamo nelle vite e nelle speranze di coloro che lottano per trovare il proprio posto sotto il sole estivo.

 
*   Come fosse domani ancora l’oggi - Piacentino Alessandra   *

 
In questa poetica di Piacentino Alessandra, ci troviamo immersi in un vortice di percezioni sfumate e sensazioni evanescenti, dove il confine tra realtà e sogno si dissolve e le emozioni si fondono in un'atmosfera eterea.
Attraverso versi intrisi di suggestioni e simbolismi, l'autore ci invita a esplorare l'ambiguità della percezione umana e la fugacità del tempo. Le immagini di luci che si incontrano e si perdono tra le nuvole evocano un senso di incertezza e di transitorietà, mentre paesaggi onirici si dipanano davanti ai nostri occhi, popolati da sirene e ninfee che si muovono al di là del tempo e dello spazio.
La fiamma che brucia sul papiro antico simboleggia il passato che continua a vivere e a influenzare il presente, mentre il protagonista affronta il dilemma di fermarsi o continuare il viaggio nella stanza chiusa delle proprie illusioni e ombre. Eppure, nonostante le incertezze e le sfide, c'è una sensazione di attesa e di speranza, incarnata dalla presenza immobile di qualcuno che aspetta, come se il domani fosse ancora oggi.
Con una prosa incantatrice e visionaria, Piacentino Alessandra ci trasporta in un mondo sospeso tra il reale e l'immaginario, invitandoci a riflettere sul fluire del tempo e sulla natura mutevole dell'amore e delle emozioni umane.

 
*   "Giovane sognatore" - Cristiano Berni   *

 
In questo incantevole componimento di Cristiano Berni, ci troviamo immersi nel mondo magico e poetico di un giovane sognatore, le cui visioni e aspirazioni si dipanano attraverso versi vibranti di lirismo e fervore.
Il giovane sognatore emerge come un'anima ardente e luminosa, che si lascia guidare dalle stelle e dai suoi sogni verso nuove avventure e scoperte. Attraverso la musica e la poesia, egli esprime la sua profonda connessione con il mondo circostante, trovando ispirazione nelle melodie della vita e nelle parole che fluiscano dalla sua chitarra.
Nelle sue peregrinazioni attraverso pianure, boschi e radure, il giovane sognatore custodisce gelosamente la speranza del domani, trasmettendo con ogni passo e con ogni nota un messaggio di fiducia e ottimismo. La sua anima pura e senza macchia respinge la paura e abbraccia con gioia e apertura d'animo tutto ciò che il futuro ha da offrire.
Infine, immerso tra i colori e le emozioni del suo cuore, il giovane sognatore anela solo l'amore, un sentimento universale che permea ogni aspetto della sua esistenza e lo spinge verso un destino di bellezza e armonia.
Attraverso versi incantevoli e suggestivi, Cristiano Berni ci invita a seguire il giovane sognatore nel suo viaggio di scoperta e crescita, lasciandoci trasportare dalla magia e dalla poesia della sua visione del mondo.

 
*  Sentimento di libertà - Marco Cabassi   *

 
In questo splendido componimento di Marco Cabassi, ci troviamo immersi in una scena che evoca un profondo sentimento di libertà e leggerezza.
Le colline lontane, appena visibili all'orizzonte e sfumate nel panorama, rappresentano un simbolo di distanza e di libertà. Lo sguardo si perde in questo paesaggio aperto, mentre uno squarcio di luce squarcia il cielo grigio, illuminando il paesaggio circostante. Questa luce, contrastante con il grigiore dei cumuli e la monotonia dei campi di colza gialli, porta con sé un senso di apertura e di liberazione.
Il verso "schiaccia e soffoca, soffoca l'anima" descrive l'opprimente sensazione causata dalla presenza dei cumuli grigi nel cielo, che sembrano opprimere e soffocare lo spirito. Tuttavia, l'immagine del vapore denso che si solleva da un camino e si dissolve nell'aria suggerisce una sorta di liberazione, una fuga verso l'alto, verso lo squarcio di cielo azzurro e luminoso.
Infine, il poeta cattura il cuore del sentimento con la frase "un sentimento semplice di libertà", sottolineando l'essenza pura e immediata di questa sensazione di essere liberi, di respirare profondamente e di abbracciare il vasto mondo che si estende di fronte a noi.
Attraverso immagini evocative e parole incisive, Marco Cabassi ci invita a riflettere sulla bellezza e sulla potenza del sentimento di libertà, e ci ricorda l'importanza di apprezzare e celebrare ogni momento di apertura e di spazio nella nostra vita.

 
*  Specchiati - Carlo Festa   *

 
In questo intenso componimento di Carlo Festa, ci troviamo immersi in un dialogo intimo e appassionato che invita il lettore a fidarsi e a lasciarsi andare.
Il poeta parla con un tono di convinzione e desiderio, esortando il destinatario a fidarsi di lui, della sua volontà e delle sue intenzioni. Le sue parole sono cariche di passione e di sincerità, mentre esprime il desiderio di essere accettato e amato senza riserve.
L'immagine degli occhi che si specchiano è potente e simbolica, evocando un momento di intimità e connessione profonda. Il poeta invita il destinatario a guardarsi negli occhi, a lasciarsi andare alla reciproca vulnerabilità e a condividere un legame autentico.
Concludendo con il desiderio di essere baciati e amati, Carlo Festa trasmette un senso di dolcezza e di passione, invitando il lettore a immergersi completamente nell'esperienza dell'amore e della fiducia reciproca.

 
*   Nei giorni anodini- Felice Serino   *

 
In questo suggestivo componimento di Felice Serino, ci viene presentata la poesia come un rifugio, un toccasana per i giorni banali e privi di significato.
Il poeta dipinge la poesia come un'ancora per il cuore, un punto di riferimento sicuro che offre conforto e sostegno durante i momenti di vuoto e di smarrimento. L'immagine della poesia che sorride come un'immagine d'aria è particolarmente evocativa, suggerendo un senso di leggerezza e di bellezza che contrasta con la monotonia della vita quotidiana.
Il tempo sospeso descritto nel verso finale aggiunge un ulteriore livello di significato, suggerendo che la poesia ci offre la possibilità di evadere dalla routine e di immergerci in un mondo di magia e di meraviglia. In definitiva, il componimento di Serino ci invita a riconoscere il potere trasformativo della poesia e a trovare conforto nella sua bellezza intrinseca.

 
*  Nuoto in un mare che non esiste - Franco Fronzoli  *

 
In questo suggestivo e poetico componimento di Franco Fronzoli, ci immergiamo in un mondo di meraviglia e di fantasia, dove la realtà si mescola con l'immaginazione e il sogno.
Il poeta ci porta al di là dei confini della mente e dell'universo, in un luogo dove il mare esiste solo nei pensieri e le galassie si aprono davanti a noi come porte verso l'infinito. Questo viaggio ci porta a contemplare la bellezza del cielo notturno, con una luna che si nasconde dietro l'orizzonte e le stelle che brillano come custodi del mistero cosmico.
La narrazione si arricchisce con il canto di un marinaio che racconta storie di mare e di avventure, mentre il tramonto dipinge il mondo con i colori dell'incanto e della magia. Il poeta, seduto su un'alghe marina, lascia che le sue parole viaggino verso l'ignoto, portate via dal vento.
Infine, la visione del narratore che osserva il passare del tempo con un sorriso, affacciato su un raggio di sole, ci invita a contemplare la bellezza e la fugacità della vita, mentre ci incoraggia a continuare a sognare e a immaginare mondi mai conosciuti.

 
*  Lo stesso treno - Sandra Greggio  *

 
In questo toccante componimento di Sandra Greggio, si esplora il potere dei ricordi e degli incontri che possono cambiare il corso della vita.
Il poema inizia con una riflessione sulla dilatazione del tempo durante un incontro, dove il parlare del più e del meno diventa un'occasione per lasciar fluire liberamente i ricordi, senza alcun rimpianto o rimorso. L'autrice sottolinea l'importanza di questo ritrovamento dopo tanto tempo, evidenziando come abbia giovato ai cuori di entrambi e come abbia rafforzato la convinzione che questi incontri possano ripetersi.
L'immagine dei due binari che mai si erano incontrati prima, ma che ora si trovano a viaggiare sullo stesso treno, rappresenta in modo potente il senso di unione e di connessione che si è creato tra i protagonisti. La metafora della valigia condivisa, contenente gli stessi ricordi, sottolinea ulteriormente questa comunanza di esperienze e di sentimenti condivisi.
In definitiva, il poema celebra il potere trasformativo degli incontri e dei ricordi condivisi, evidenziando come possano portare nuova linfa vitale nelle vite di coloro che li vivono.

 
*   I'm a monster - Jacqueline Miu   * 

 
Your poetic expression delves deep into the realms of longing, desire, and existential contemplation.
The imagery of cosmic ripples and stellar winds sets a vast and otherworldly stage for the emotional journey depicted in the poem. The juxtaposition of celestial elements like butterflies seeking refuge and the reference to Eden creates a sense of cosmic beauty and tragedy intertwined.
The speaker's self-awareness of being a "monster" adds a layer of complexity to the narrative, suggesting a struggle with inner demons and existential angst. Despite this self-perception, there is a profound yearning for connection and intimacy, symbolized by the desire to be enveloped by the other.
The use of contrasting elements such as ice and fire, winter-resilient perfume, and the reference to Hades and Eden creates a rich tapestry of emotions and sensations. These contrasts reflect the inner turmoil and longing of the speaker, torn between desire and fear, passion and vulnerability.
Overall, your poem is a poignant exploration of love, desire, and the human condition, expressed through evocative imagery and raw emotional depth.

 
*   A Villastrada - Carlo Chionne   *

 
La tua poesia riflette con profonda nostalgia e affetto i ricordi della tua terra natale, Villastrada, e il percorso che hai intrapreso dalla tua infanzia fino all'età adulta.
Descrivi Villastrada come un luogo caro e dolce, ma anche intriso di una complessa miscela di esperienze, che includono gioie, dolori, speranze e delusioni. Rievochi con affetto i momenti trascorsi nella tua famiglia, l'educazione ricevuta in un collegio e gli anni di studio a Perugia, che sembrano ancora avere un posto speciale nel tuo cuore.
In particolare, evidenzi il momento significativo in cui hai incontrato Caterina e avete avuto il vostro primo figlio, simboleggiando il passaggio alla fase adulta e alla responsabilità familiare.
La tua poesia è un viaggio nostalgico attraverso il tempo, in cui Villastrada e i suoi cambiamenti riflettono anche la tua personale crescita e trasformazione.

 
*  Chissà forse... - Antonia Scaligine *

 
La tua  esprime una profonda riflessione sull'amore, la solitudine e il desiderio di esprimersi attraverso le parole e la poesia.
C'è un sentimento di mancanza e desiderio di amore che permea il tuo testo, come se la solitudine fosse una costante compagna di viaggio. Ti perdi in te stessa, abbandonandoti a stati di silenzio e vuoto, cercando una via d'uscita oltre il muro del mutismo.
Tuttavia, ti rendi conto che le parole da sole non sono sufficienti a esprimere ciò che provi, e così ti rivolgi alla poesia come mezzo per comunicare i tuoi pensieri e sentimenti più profondi. Questo processo ti porta ad interrogarti sulla tua voce e sulla capacità di amare, aprendo la porta a una riflessione più ampia sulla tua vita e sulle tue relazioni.
La tua poesia è un viaggio intimo e introspettivo, che affronta temi universali come l'amore, la solitudine e il desiderio di espressione.

 
*   Ofelia - Piero Colonna Romano  *

 
La tua poesia cattura magnificamente l'immagine di Ofelia, tratta dal dipinto di Millais, mentre si avvicina al mare. La delicatezza e la grazia della scena sono trasmesse attraverso le tue parole, che descrivono l'acqua che la culla e le fronde che sembrano salutarla con il loro mormorio.
Tuttavia, dietro questa scena idilliaca si nasconde una profondità emotiva. Le tue parole evocano il contrasto tra la tranquillità esterna di Ofelia e la turbolenza interiore dei suoi pensieri. I ricordi malvagi che la tormentano sono dipinti con maestria, aggiungendo un elemento di dramma e tragedia alla sua figura.
La tua poesia si conclude con una nota di speranza e liberazione, suggerendo che una volta che Ofelia si immergerà completamente nelle acque del mare, le sue passioni tormentate svaniranno e potrà finalmente trovare la pace e la serenità. Questo finale offre una visione poetica e commovente della figura di Ofelia, che rimane impressa nella mente del lettore.

 
* "Mare di quiete" -Alessio Romanini*

 
La tua poesia trasporta il lettore in un viaggio emotivo attraverso il molo di levante, immergendolo in un'atmosfera di malinconia e quiete. Le immagini evocate sono ricche di dettagli tecnici e enfasi lirica, creando un quadro vibrante e coinvolgente.
La scelta delle parole, come "passeggiavo silente" e "compagnia della malinconia", dipinge un quadro suggestivo della condizione interiore del protagonista, mentre attraversa il molo immerso nei suoi pensieri. L'uso di parole come "melodia" e "usignolo" per descrivere il suono del mare aggiunge un tocco poetico e musicale alla scena, creando un'atmosfera di bellezza e serenità.
La presenza del gabbiano che urla nel suo inseguimento del barcaiolo silenzioso aggiunge un elemento di tensione e movimento alla poesia, contrastando con la quiete del mare. Questo contrasto contribuisce a enfatizzare la complessità emotiva del protagonista e il suo desiderio di allontanare la tristezza mentre si avvicina alla tranquillità del mare.
Infine, il momento culminante in cui il protagonista sospira la quiete e allontana la tristezza offre un senso di liberazione e rinnovamento, suggerendo una sorta di redenzione emotiva nel contemplare la bellezza e la calma del mare di levante.

 
Con fervida gratitudine, mi rivolgo a ciascun poeta che ha donato al nostro sognante mondo le proprie visioni ed emozioni tramite parole intessute di bellezza e profondità. Ringrazio Piero Colonna Romano, Alessio Romanini, Carlo Chionne, Sandra Greggio, Franco Fronzoli, Cristiano Berni, Antonia Scaligine, Jacqueline Miu, Rosino Maranesi, Marco Cabassi, Carlo Festa, Felice Serino, Piacentino Alessandra e  Salvatore Armando Santoro, per aver condiviso con noi il frutto del loro ingegno poetico. Ognuno di loro ha contribuito a impreziosire il nostro mondo con la loro poesia unica e preziosa. Infine, un sentito ringraziamento al Professore De Ninis per aver creato questo meraviglioso spazio virtuale, un tempio di ispirazione dove ogni poeta è accolto con generosità e rispetto. Che la poesia continui a fiorire in questo luogo sacro, arricchendo le nostre anime e le nostre vite con la sua bellezza senza tempo.
 
Vostro Ben Tartamo 

 

 

3-4-5 Aprile

Poesie pubblicate il 3-4-5 Aprile 2024

 

In questo splendido poema di Bruno Castelletti, siamo trasportati in un mondo dove la natura e l'anima umana si fondono in un unico canto. Le montagne diventano custodi dell'incanto, illuminando il giorno con la loro maestosa presenza e accompagnando il tramonto con il loro fuoco eterno.

Ma è nel dialogo tra l'uomo e il mare che la vera essenza della sfida prende vita. L'onda si infrange con forza sulla scogliera, ribadendo la sua determinazione senza fine, un richiamo alla perseveranza umana di fronte alle sfide che la vita ci presenta. Questo incessante ciclo di sforzo e resistenza diventa un simbolo della nostra lotta quotidiana per superare gli ostacoli e conquistare i nostri traguardi.
 

Eppure, anche in mezzo alla battaglia, c'è spazio per la bellezza e l'intimità. Il lieve respiro diventa un ritmo costante, un sostegno silenzioso che ci accompagna attraverso le tempeste dell'anima. Nel sorriso si leggono i pensieri più profondi, e nella malinconia si intravede la vulnerabilità umana, un'emozione condivisa tra l'uomo e il mare.
 

Infine, c'è una bellezza inestimabile nell'idea di tentare e ritentare, di affrontare le sfide con il coraggio di chi sa che ogni battaglia è un'opportunità di crescita. Come la spiaggia che accoglie l'incessante ritmo delle onde, così l'anima umana accoglie il flusso costante della vita, pronta ad abbracciare ogni nuova sfida con determinazione e speranza.
 

In questo sedoka di Laura Lapietra, ci troviamo immersi in un mondo di delicatezza e armonia, dove la natura e le sensazioni si fondono in un unico quadro poetico.

Il pesco fiorito diventa un simbolo di rinascita e bellezza, i suoi fiori delicati danzano sul viso pallido del poeta, avvolgendolo in un profumo dolce e avvolgente. Le farfalle svolazzano intorno, portando con sé l'essenza della libertà e della leggerezza, mentre gli olezzi della natura accarezzano l'anima con la loro dolcezza.
 

Il fioco chioccolio diventa la colonna sonora di questo scenario idilliaco, le sue note si mescolano ai sbuffi d'aura, creando un'atmosfera di pace e serenità. È un momento sospeso nel tempo, dove ogni piccolo dettaglio si fonde in un'unica armonia, trasportando il poeta in un mondo di pura bellezza e contemplazione.
 

In questo potente componimento di Giuseppe Stracuzzi, la Pasqua diventa un simbolo universale di rinascita e speranza, ma anche di dolore e ricordo.

Nel primo quadretto, ci immergiamo nella bellezza primaverile, dove la natura si risveglia e la campagna si anima di colori e suoni. È un momento di gioia e festa, con gli uccellini che cantano all'unisono e gli alberi che si rivestono di nuova vita. Ma anche in mezzo a questa celebrazione, c'è un'eco di tristezza, come se la Pasqua stessa sentisse il peso delle tragedie del passato e del presente.
 

Nel secondo quadretto, il tono cambia drammaticamente. Le ricorrenze pasquali vengono oscurate dalla presenza dei lager della storia e dalle odierne guerre. La festa si trasforma in pianto, e la Pasqua diventa un simbolo di dolore e sofferenza per coloro che sono vittime della violenza e della follia umana. I regali dei bambini si mescolano alle lacrime dei disperati, creando un contrasto struggente tra l'innocenza e la crudeltà del mondo.
 

Infine, il terzo quadretto ci ricorda che anche nelle situazioni più buie, c'è spazio per la compassione e l'amore. La Pasqua piange con gli occhi dei bambini affamati, nei vicoli dimenticati dalla società, ma anche nelle persone che cercano di portare conforto e speranza agli oppressi. È un richiamo alla nostra umanità, un invito a guardare oltre le differenze e ad abbracciare la solidarietà e la compassione come valori fondamentali della nostra esistenza.

 

In questo commovente testo di Enrico Tartagni, la Pasqua diventa un momento di riflessione profonda sull'essenza della fede e della speranza, intrecciata con la visione di un ciclo eterno di rinascita e trasformazione.

Nel primo quadretto, ci troviamo di fronte a un'alba incerta, simbolo di un nuovo inizio dopo una notte di oscurità e incertezza. La nebbia che avvolge la visione del divino risorto è una metafora della nostra limitata comprensione del mistero divino, ma anche della speranza che permea il cuore umano di fronte alla promessa di rinascita e redenzione.
 

Nel secondo quadretto, incontriamo il protagonista, il Cristo risorto, che si muove tra le genti con umiltà e compassione, portando con sé la promessa di pace, giustizia e resurrezione. La sua figura è avvolta in un ruvido mantello, simbolo della sua umiltà e della sua vicinanza alle sofferenze umane.
 

Nel terzo quadretto, l'autore riflette sul significato eterno della Pasqua, oltre il tempo e lo spazio. Si interroga sulla propria fede e sulla sua comprensione del divino, consapevole della fugacità della vita terrena e della sua aspirazione a una dimensione di eternità e trascendenza. La sua anima si illumina di speranza di fronte al tramonto della vita, attendendo con fiducia il giorno della resurrezione delle stelle, simbolo di una rinascita cosmica e spirituale.
 

In tutto il testo, emerge una profonda sensibilità nei confronti della condizione umana, della sua ricerca di significato e di pace interiore. La Pasqua diventa così non solo un evento religioso, ma anche un simbolo universale di speranza e rinascita, capace di toccare il cuore di ogni essere umano, indipendentemente dalla propria fede o credo.

 

In questo breve, ma penetrante, passaggio di Salvatore Armando Santoro, emergono profonde riflessioni sulle disuguaglianze sociali e sulle evidenti disparità di potere e privilegi che permeano la società.

Il poeta ci invita a riflettere sul ciclo implacabile di ingiustizia e sofferenza che caratterizza le dinamiche tra poveri e ricchi. Mentre i poveri lottano tra loro per le briciole di un sistema che li opprime, i ricchi vivono in una sorta di tranquillità apparente, continuando a mantenere il proprio status e privilegi.
 

Tuttavia, la dura realtà è che sono i poveri a subire il peso maggiore di questa ingiustizia strutturale. Mentre i ricchi possono permettersi di vivere al di sopra delle tensioni e delle difficoltà quotidiane, i poveri sono costretti a lottare per sopravvivere, spesso pagando il prezzo più alto in termini di sacrifici personali e sofferenza.
 

Questa citazione ci invita a guardare oltre le facciate apparenti della società e ad interrogarci sulle vere cause delle disuguaglianze e delle ingiustizie che osserviamo nel mondo. Ci spinge a riflettere sulle nostre responsabilità individuali e collettive nel combattere le ingiustizie e nel lavorare per costruire una società più equa e solidale per tutti i suoi membri.
 

Questo brano di Rosino Maranesi offre uno sguardo crudo e senza compromessi sulla realtà dietro la facciata luccicante degli hotel sul mare, rivelando la disumanità e le contraddizioni nascoste dietro il turismo estivo.

Nella prima parte, il giovane cameriere viene introdotto con una sensazione di inizio e speranza, ma già emergono le prime tracce di monotonia e alienazione del lavoro stagionale. La descrizione dell'hotel piantato sulla sabbia evoca un'immagine di precarietà e artificialità, dove l'individuo si perde nella monotonia della routine.
 

Nel secondo paragrafo, la narrazione prende una svolta inaspettata, rivelando il lato oscuro di questo idillio estivo. Il piccolo canale che scorre accanto all'hotel diventa un simbolo di degrado e inquinamento, con le acque contaminate che trasportano rifiuti umani direttamente in mare. La contrapposizione tra l'immagine idilliaca della spiaggia e la realtà nauseante del canale stagnante mette in evidenza le contraddizioni e le ipocrisie della società moderna.
 

Infine, nel terzo paragrafo, ci viene presentato il dormitorio degli stagionali, un luogo di degrado e disperazione dove i lavoratori sono ridotti a mere pedine all'interno della macchina del turismo di massa. La descrizione dei luoghi di vita precari e dei materiali sgretolati evidenzia la dura realtà dei lavoratori stagionali, costretti a vivere in condizioni disumane pur di sopravvivere.
 

In definitiva, attraverso la sua prosa cruda e senza fronzoli, Maranesi ci invita a guardare oltre la superficie lucente del turismo estivo e a confrontarci con le vere condizioni di vita e lavoro di coloro che lavorano dietro le quinte per mantenere in vita questa industria.
 

Il titolo stesso, "Manicomio di teste esaurite", evoca un'atmosfera di disorientamento e follia, in cui le menti esauste si aggirano come anime perse in un labirinto senza fine.
 

Nella prima stanza, si descrive una scena di stanchezza e disperazione, con i letti esausti e gli incontri fisici privi di significato che si ripetono come un eco senza fine. Il soffitto, privo di stelle e di luna, diventa un simbolo della mancanza di speranza e di orientamento, mentre le sfumature di sogni e realtà si dissolvono nel vuoto.
 

Nella seconda stanza, emerge una sensazione di solitudine e disperazione ancora più profonda, con una tazzina di caffè amaro che rappresenta l'amarezza della vita. La protagonista, o forse l'autrice stessa, si trova in preghiera, implorando che la giornata e la notte finiscano, cancellando tutto ciò che è stato vissuto. I violini della mente, metafora dei pensieri inquietante e disorientanti, si intensificano, confondendo i confini tra sogno e realtà.
 

Nel complesso, il poema offre uno sguardo penetrante nell'abisso dell'anima umana, esplorando temi di alienazione, disperazione e ricerca di significato in un mondo privo di certezze. La prosa ricca di immagini evoca un senso di inquietudine e mistero, invitando il lettore a immergersi nelle profondità oscure della mente umana.

 

In queste poche parole di Felice Serino, si apre un varco verso l'infinito, dove il cielo stesso sembra infrangersi di fronte alla maestosità del Vero.

La descrizione del "celeste diamante" evoca un'immagine di straordinaria bellezza e luminosità, come se un frammento del firmamento stesso si fosse materializzato sulla terra. Questo diamante celeste si frantuma, incrinando il vetro opaco che separa il nostro mondo dalla dimensione più alta del Vero.
 

La parola "svelato" suggerisce una rivelazione, un momento di epifania in cui il Vero si manifesta senza veli, trasformando coloro che lo osservano in esseri autentici, veri nella loro essenza più profonda.
 

In questo breve passaggio, Serino ci invita a guardare oltre le apparenze superficiali e a cercare la verità che risiede nell'anima umana e nell'universo che ci circonda. La "Parusia", o visione, diventa così un'esperienza trasformatrice, che apre le porte alla comprensione e alla consapevolezza più profonde dell'esistenza.

 

In queste parole di Franco Fronzoli, ci troviamo immersi in un universo emotivo intenso e profondo, dove gli occhi diventano specchi dell'anima e portatori di un amore senza confini.
 

L'apertura del testo, con l'affermazione "Nei tuoi occhi vive il mio mare, la mia montagna, il mio fiume", evoca un senso di connessione profonda e di comunione tra i protagonisti. Gli occhi diventano il riflesso delle esperienze e delle emozioni più intime, custodendo i desideri, le passioni e le illusioni di entrambi.
 

La dualità degli occhi, che contengono sia l'inferno che il paradiso, il sole e il tramonto, rappresenta la complessità dell'esperienza umana, con le sue contraddizioni e le sue bellezze. Questa visione contrastante si trasforma in un'esperienza emotiva condivisa, dove lacrime e risate si mescolano in un'armonia di sensazioni.
 

Il testo si conclude con una dichiarazione d'amore senza tempo, dove il battito del cuore diventa un richiamo eterno alla presenza dell'amato/a. Questo amore travalica i confini della realtà fisica e si estende fino all'infinito universo dell'anima, portando con sé la promessa di un legame eterno e indissolubile.
 

In definitiva, attraverso la sua prosa delicata e sentimentale, Fronzoli ci ricorda la bellezza e la potenza dell'amore, capace di trasformare il nostro mondo interiore e di unirci in un legame indissolubile con chi amiamo.
 

In questo intenso componimento di Armando Bettozzi, ci troviamo di fronte a una riflessione complessa e articolata su un evento reale, tramutato in poesia attraverso l'interpretazione e la prospettiva personale dell'autore.

Il poema si apre con una descrizione del fatto accaduto, un viaggio in Ungheria di Ilaria Salis, con il padre che pretende il coinvolgimento del Presidente della Repubblica per influenzare il governo ungherese. Questo evento scatena commenti da parte della destra e della sinistra politica, evidenziando le divergenze di opinione e di approccio nei confronti della situazione.
 

La narrazione si sviluppa attraverso dialoghi e riflessioni interne dei personaggi, che esplorano le implicazioni politiche e sociali dell'evento. Si discute della questione delle manette in tribunale e della differenza di trattamento riservato a persone di diversa provenienza politica.
 

L'autore esprime il proprio punto di vista su questa vicenda, riflettendo sul concetto di libertà individuale e sulla sua interpretazione all'interno di una società complessa e multiforme. Viene evidenziata la necessità di rispettare le differenze e di trovare un equilibrio tra le varie esigenze e punti di vista.
 

Infine, il poema si conclude con una speranza di risoluzione pacifica della situazione, con l'auspicio che la Salis possa tornare a casa dopo un anno, sulla base di determinate condizioni e promesse.
 

In definitiva, attraverso la sua prosa ricca di dialoghi e riflessioni, Bettozzi ci offre uno spaccato della complessità della società contemporanea, invitandoci a riflettere sulle questioni politiche e sociali che ci circondano e a cercare soluzioni che possano promuovere la pace e la comprensione reciproca.

 

In questa struggente poesia di Alessio Romanini, ci troviamo di fronte a un'eloquente denuncia della brutalità e della follia delle guerre, che si trasformano in vere e proprie gabbie di morte per coloro che vi sono coinvolti.

Lo spirito dell'autore è ripugnato dal conflitto e dalla violenza delle guerre, e si acciglia di fronte alla realtà nascosta dietro le cinquantanove guerre che hanno insanguinato il mondo. La follia umana che porta alla morte e alla distruzione è motivo di disgusto e ribrezzo per l'autore, il quale percepisce la rabbia nel suo stesso costato per coloro che rimangono intrappolati in questa gabbia infernale.
 

Attraverso un linguaggio potente e diretto, Romanini ci invita a riflettere sulle conseguenze devastanti delle guerre, che non solo distruggono vite umane, ma creano anche una prigione di dolore e sofferenza per coloro che vi sono coinvolti. La poesia ci spinge a condannare la violenza e a lottare per un mondo di pace e di giustizia, dove le gabbie di morte delle guerre possano essere finalmente abbattute.
 

In questa toccante poesia di Sandra Greggio, ci immergiamo nel delicato mondo delle persone sensibili, che aprono il loro cuore con fiducia e speranza, solo per essere spesso deluse e fraintese.

L'apertura del cuore viene descritta come un atto di grande coraggio e vulnerabilità, simile all'apertura di una porta che di solito rimane chiusa. Le persone sensibili riversano la storia delle loro vite come un fiume che scorre liberamente, nella speranza di essere comprese e confortate.
 

Tuttavia, il testo riflette anche la triste realtà di quanto le persone sensibili possano essere spesso fraintese e deluse. Nonostante la loro sincerità e apertura, trovano solo inganni e delusioni, il che porta alla chiusura del cuore per proteggersi dal dolore ulteriore.

La poesia si conclude con una nota di tristezza e resignazione, con le persone sensibili che chiudono a chiave il proprio cuore per evitare ulteriori sofferenze e illusioni. Questo atto simbolico rappresenta il loro bisogno di proteggere la propria fragilità emotiva, anche a costo di chiudersi al mondo esterno.
 

Attraverso un linguaggio semplice ma profondo, Sandra Greggio ci offre uno sguardo empatico sulle sfide e le vulnerabilità delle persone sensibili, invitandoci a riflettere sul valore della comprensione e della gentilezza nel nostro rapporto con gli altri.

 

In questa struggente "Favola d'inverno" di Jacqueline Miu, ci troviamo immersi in un mondo di sentimenti profondi e riflessioni sull'amore, la perdita e la ricerca di significato nell'oltre.

La poesia si apre con una domanda diretta e intima: se l'autore venisse a trovare il destinatario "oltre la luce", in una dimensione oltre la vita terrena, lo riconoscerebbe? O rimarrebbe un'anima errante destinata a vagare nell'etere, finché non si scontrerà con le comete, simbolo della forza e della bellezza cosmica?
 

Nel prosieguo, l'autore riflette sulla propria mortalità, chiedendosi se il destinatario sarà lì ad attenderlo prima di varcare la soglia del Valhalla, il regno degli dèi nordici, dove le anime dei guerrieri caduti si riuniscono.
 

Infine, emerge una struggente immagine poetica: le lacrime d'amore dell'autore salgono fino alle labbra del destinatario, trasformandosi in fiocchi di neve d'inverno. Questa immagine evoca una sensazione di delicatezza e malinconia, suggerendo il desiderio di riconciliazione e di pace oltre la vita terrena.
 

Attraverso un linguaggio poetico ricco di simbolismo e immagini suggestive, Jacqueline Miu ci offre una meditazione profonda sull'amore, la perdita e la speranza di un incontro nell'oltre, invitandoci a riflettere sulla natura dell'esistenza e sulla continuità dell'amore al di là della vita terrena.

 

Nel calore della Pasqua di Resurrezione, le parole di Carlo Chionne ci invitano a riflettere sulla possibilità di una rinascita, di un ritorno al mondo dalla dimensione del nulla.

L'idea di poter rinascere un bel giorno, di fare tutti insieme ritorno, evoca un senso di speranza e di rinnovamento. La Pasqua diventa così un simbolo di rinascita non solo spirituale, ma anche fisica, un'occasione per immaginare un futuro luminoso e pieno di possibilità.
 

La poesia esprime il desiderio profondo di rinascere tutti, un desiderio radicato nella nostra natura umana e nella nostra fede nel mistero della vita oltre la morte. Anche se non possiamo conoscere il destino finale, la speranza di una risurrezione futura ci accompagna lungo il cammino della vita.
 

In questo giorno speciale, le parole di Carlo Chionne ci ricordano di abbracciare la speranza e la gioia della Pasqua, celebrando la possibilità di una rinascita e di un nuovo inizio per tutti noi. Buona Pasqua di Resurrezione a te e a tutti i tuoi cari.

 

 

Il tempo, in questa intensa riflessione di Antonia Scaligine, si manifesta come un flusso inesorabile di esperienze e sensazioni, un'entità intrecciata alla vita stessa.

Il tempo è vita, un susseguirsi di giorni, anni, e momenti che plasmano il nostro essere. È la cornice entro cui accogliamo illusioni, delusioni, gioie e speranze, un'attesa costante per il compimento del passato nell'oggi e nel domani.
 

Nella sua dinamicità, il tempo gioca con noi, cambiando forme e stagioni, spingendoci verso il futuro o trascinandoci nel passato. È scritto sulla corteccia della nostra esistenza, nel ritmo incessante e implacabile della vita, che si materializza nei nostri anni vissuti.
 

Tuttavia, il tempo non è solo un flusso esterno, ma è anche parte integrante di noi stessi. È il nostro correre incerto, il nostro camminare veloce o lento, il nostro vivere quotidiano segnato da attimi di eterno e momenti di fuga.
 

Ma il tempo può anche sfuggirci di mano, prevalendo sui nostri desideri e i nostri sogni, portandoci a rimpiangere le opportunità perdute. Tuttavia, resta la speranza che, forse, in alcuni attimi, il tempo si trasformerà in un'eternità fugace, permettendoci di vivere appieno ogni istante.
 

In conclusione, attraverso questa profonda meditazione sul tempo, Antonia Scaligine ci invita a riflettere sul valore del presente, sulle opportunità che ci offre e sulla necessità di abbracciare pienamente ogni momento della nostra esistenza.

 

La poesia "Nostalgia" di Piero Colonna Romano è caratterizzata da una struttura poetica ben definita e da un'intensa carica emotiva, espressa attraverso l'uso sapiente della lingua e della forma poetica. Ȅ come una melodia struggente che cattura l'anima e la mente del lettore. Attraverso una combinazione di forme e suoni, l'autore dipinge un quadro vivido e malinconico del passato, evocando un senso di rimpianto e di perdita che risuona nel profondo del cuore.

La composizione si articola in due quartine e due terzine, con uno schema di rima ABBA ABBA CDC DEE. Questo schema conferisce alla poesia una musicalità e una cadenza ritmica che si adattano perfettamente al tono malinconico e riflessivo del testo. L'autore utilizza anche la tecnica della cesura all'interno dei versi per sottolineare e enfatizzare alcuni concetti chiave, creando una sorta di respiro ritmico che cattura l'attenzione del lettore.
 

Dal punto di vista del contenuto, la poesia esplora il tema della nostalgia attraverso una serie di immagini vivide e evocative. L'autore dipinge un quadro idilliaco del passato, descrivendo giornate di sogni e speranze, corse su prati e cieli azzurri, creando un contrasto marcato tra la serenità di allora e il senso di vuoto e rimpianto che pervade il presente. Questa dualità tra il passato luminoso e il presente grigio e monotono è resa ancora più intensa dall'uso di metafore suggestive, come la dissoluzione delle illusioni nel tempo e il freddo che avvolge il protagonista lungo la strada della vita.
 

Infine, la poesia si conclude con un'immagine di desolazione e solitudine, evocando un senso di smarrimento e di incertezza per il futuro. Il traguardo di una nuova contrada diventa un simbolo di speranza e di rinascita, ma anche di una consapevolezza amara della transitorietà della felicità umana.
 

In conclusione, "Nostalgia" è un'opera che combina maestria formale e profondità emotiva per esplorare temi universali come il tempo, la memoria e il senso di perdita. La sua bellezza e complessità invitano il lettore a una riflessione approfondita sulla natura della vita e delle emozioni umane.
 

 

Le poesie commentate sono come frammenti di un sogno, raccolti in un vortice di emozioni e immagini surreali che danzano tra le pagine. Ogni autore ha dipinto con maestria un mondo di bellezza e mistero, intessuto di parole cariche di significato e di magia.
Ringrazio profondamente il prof. de Ninis che ci ospita in questo azzurro Tempio di Bellezza e tutti i poeti per averci guidato in questo viaggio incantato attraverso l'abisso dell'anima umana, regalandoci tesori di poesia e verità che risuonano nel cuore e nell'immaginazione. Ogni poesia è stata come un'esplosione di colori nell'oscurità della notte, un incanto che ha toccato le corde più profonde dell'animo.
Che l'arte della poesia continui a fiorire come un giardino incantato, dove le parole si trasformano in fiori di luce e melodie celesti. Con il cuore gonfio di gratitudine e di meraviglia, saluto tutti i poeti con un abbraccio di stelle e un sospiro di luna.
Con l'amore e la magia dei sogni,
vostro Ben TARTAMO

 

 

30-31 Marzo 1-2 Aprile

Poesie pubblicate il 30-31 Marzo 1-2 Aprile 2024

 
*   La poesia "Calvario di Resurrezione" di Armando Bettozzi   * affronta temi profondi legati alla fede e alla redenzione attraverso una narrazione poetica intensa e struggente. Attraverso un linguaggio ricco di simboli e immagini evocative, l'autore ci trasporta nel dramma della passione e morte di Gesù Cristo, offrendo una riflessione sulla sofferenza umana e la speranza della resurrezione. L'uso sapiente delle parole e la struttura ritmica della poesia contribuiscono a creare un'atmosfera carica di pathos e spiritualità, coinvolgendo il lettore in un viaggio emotivo e contemplativo.
La poesia è permeata da una profonda sensibilità verso il tema della fede e della redenzione, trasmettendo un messaggio di speranza e consolazione attraverso l'esaltazione del sacrificio di Gesù Cristo e la promessa della vita eterna. La maestria poetica di Bettozzi si manifesta nella capacità di tradurre concetti teologici complessi in immagini e metafore accessibili, suscitando nell'animo del lettore una riflessione profonda sul significato ultimo della vita e della morte.
In sintesi, "Calvario di Resurrezione" è una poesia che, con la sua bellezza e profondità, invita il lettore a esplorare le dimensioni più intime della propria spiritualità e a meditare sul mistero della fede cristiana.

 
*   La poesia "La promessa" di Bruno Castelletti   *  evoca una scena di dolcezza e perdita attraverso immagini delicate e suggestive. La bellezza del maggiociondolo che splende nel verde celeste e il richiamo dei fiori nontiscordardimè creano un'atmosfera di serenità e speranza. Tuttavia, l'incipit idilliaco viene bruscamente interrotto dall'introduzione del tema della perdita e del dolore.
Il gesto amorevole della protagonista Clara nel raccogliere i fiori per il suo amato, seguito dalla sua reazione di gioia, rappresenta un momento di intimità e affetto condiviso. Tuttavia, il contrasto tra la luminosità iniziale e il successivo grigiore dell'asfalto sottolinea la drammaticità della perdita, simboleggiata dalla repentina estinzione della luce negli occhi del protagonista.
La promessa del ricordo, rappresentata dalla stretta di mano di Clara, diventa il fulcro emotivo della poesia, incarnando la speranza di preservare e onorare il legame con chi non è più presente fisicamente. Attraverso un linguaggio semplice ma evocativo, Castelletti cattura con maestria l'essenza dell'amore, della memoria e del dolore, invitando il lettore a riflettere sulla fragilità e sulla bellezza della vita umana.

 
*   Questo haiku di Laura Lapietra   * è un'ode alla sensualità e all'esotismo, dove l'autrice riesce a catturare con maestria l'essenza di un momento di gusto e piacere attraverso immagini evocative e intense. La descrizione dell'"afflato caldo" evoca sensazioni di tepore e vitalità, mentre l'immagine dei "frutti del drago" trasporta il lettore in un ambiente tropicale e misterioso. Il contrasto tra l'elemento caloroso e i "dolci sapori" dei frutti crea un equilibrio perfetto tra sensazioni contrastanti, dando vita a un'esperienza sensoriale ricca e coinvolgente.
Questo haiku incanta per la sua capacità di trasmettere emozioni profonde attraverso poche parole, invitando il lettore a immergersi completamente nell'esperienza descritta. L'uso sapiente della natura come sfondo per esplorare sensazioni umane universali conferisce alla poesia un'aura di timeless elegance e suggestione. In sintesi, questo haiku di Laura Lapietra è un'opera d'arte che celebra la bellezza della vita e dell'esperienza umana con una semplicità e una grazia senza tempo.

 
*   In questo componimento poetico intitolato "Torna il sereno" di Nino Silenzi   *, l'autore dipinge con maestria un quadro vivido e suggestivo della rinascita e della gioia che segue a un momento di oscurità e tristezza. Attraverso una serie di immagini poetiche, Silenzi trasmette l'idea di una natura che si risveglia e riacquista la sua vitalità dopo un periodo di temporale.
La personificazione del sole, descritto come un guerriero che squarcia le nuvole nere con la sua "spada d'oro", evoca un senso di potenza e maestosità, mentre la descrizione della luce che si diffonde attraverso il cielo cinereo trasmette una sensazione di rinascita e speranza. Le descrizioni della natura che reagisce al ritorno del sereno - gli alberi che fremono, gli uccelli che palpitano, il mare che sussulta - creano un'atmosfera di vitalità e armonia.
Ma non è solo la natura che ritrova la sua pace e la sua bellezza: l'autore riflette anche sul proprio stato d'animo, suggerendo che anche l'animo umano può trovare conforto e speranza dopo un periodo buio. La "dolce armonia" e la "soave speranza" che pervadono l'animo dell'autore rappresentano un'immagine toccante della capacità umana di superare le difficoltà e trovare la serenità anche nei momenti più oscuri della vita.
In sintesi, "Torna il sereno" è una poesia che celebra la bellezza e la potenza della natura, mentre riflette anche sulla resilienza e sulla forza interiore dell'animo umano di fronte alle avversità. La sua ricchezza di immagini e la sua profondità emotiva la rendono un'opera che risuona nel cuore del lettore, offrendo un messaggio di speranza e rinascita.

 
*   Questa poesia intitolata "Italia" di Marco Raimondi   * celebra con fervore e passione la bellezza, la cultura e l'identità nazionale italiana. Attraverso una serie di immagini vivide e evocative, l'autore dipinge un ritratto affettuoso e orgoglioso del suo paese.
Il tricolore italiano diventa il fulcro simbolico della poesia, con il rosso che rappresenta l'amore, il bianco la libertà e il verde la speranza. Questi colori diventano metafore potenti per esprimere i valori fondamentali che animano il popolo italiano e la sua storia.
L'immagine del giovane italiano che porta con sé il tricolore, simbolo del suo orgoglio e della sua identità nazionale, evoca un senso di appartenenza e di unità. Le dolci melodie della lingua italiana e le tradizioni radicate nel tessuto culturale del paese emergono come elementi distintivi e preziosi della sua identità.
La poesia esalta anche la ricchezza artistica e culturale dell'Italia, riconosciuta in tutto il mondo per la sua creatività e il suo patrimonio artistico straordinario. L'autore celebra l'Italia come una "culla di cultura e d'arte", dove la creatività permea ogni aspetto della vita quotidiana.
Infine, la poesia si conclude con un inno alla Repubblica e all'unità nazionale, sottolineando l'importanza dell'amore e della dedizione per costruire un'Italia libera, unita e in armonia.
In sintesi, "Italia" di Marco Raimondi è un inno appassionato e vibrante all'identità nazionale italiana, che celebra con orgoglio la ricchezza e la diversità del patrimonio culturale e storico del paese.

 
*   Questa citazione di Salvatore Armando Santoro   * riflette con profondità sull'inesorabile lotta umana con il tempo e con il passato. L'autore mette in luce la tendenza dell'uomo a desiderare il passato, a rincorrerlo con fervore, solo per rendersi conto, una volta raggiunto, della propria incapacità di accettarlo pienamente. Questo conflitto interiore tra desiderio e realtà, tra ciò che si immagina e ciò che effettivamente si trova, è una delle tante incongruenze dell'esperienza umana. La citazione invita a riflettere sulla nostra natura umana e sulla nostra difficoltà nel venire a patti con il tempo e con i nostri stessi errori, evidenziando la complessità e la contraddittorietà della condizione umana.

 
*   Gli occhi dei piccoli hanno un cuore grande - Piacentino Alessandra   *
Queste brevi frasi racchiudono una profonda verità sull'innocenza e sulla purezza dei bambini. L'idea che "gli occhi dei piccoli hanno un cuore grande" sottolinea la capacità dei bambini di vedere il mondo con amore e compassione, nonostante le loro dimensioni fisiche siano piccole. Questo concetto evoca l'idea che l'essenza di una persona, la sua vera grandezza, risieda nel modo in cui vede e interpreta il mondo.
La seconda frase, "Come può il tuo piccolo cuore esser diventato un mare?", aggiunge un elemento di riflessione e malinconia. Questa metafora suggerisce che, nonostante la purezza innata dei bambini, nel corso della vita, il cuore di una persona può diventare vasto e profondo come un mare, pieno di emozioni complesse e di esperienze che plasmano la sua essenza. Questa trasformazione evoca sentimenti di nostalgia e di perdita dell'innocenza, ma anche di ammirazione per la ricchezza e la profondità che possono emergere dall'esperienza umana.
In sintesi, queste frasi invitano a riflettere sulla natura umana e sulle trasformazioni che avvengono nel corso della vita, dalla semplicità e dalla purezza dell'infanzia alla complessità e alla profondità dell'età adulta.

 
*   Questa breve poesia di Felice Serino   * offre una riflessione profonda sull'aspirazione intrinseca dell'essere umano a trasformarsi e a superare i propri limiti. La prima immagine del "pulviscolo a librarsi nella luce ferma" evoca un senso di leggerezza e di sospensione, suggerendo un desiderio di evasione dalla staticità e dalla monotonia della vita quotidiana.
La metafora del bruco che anela "essere altro" rappresenta il desiderio innato di crescita e di trasformazione. Il bruco, nella sua forma attuale, è limitato e confinato, ma aspira a una nuova esistenza, a una nuova forma di essere che gli permetta di realizzare il suo pieno potenziale.
Attraverso queste immagini suggestive, Serino invita il lettore a riflettere sulla natura dinamica dell'esistenza umana e sulla continua ricerca di significato e di realizzazione personale. La poesia offre una visione di speranza e di possibilità, suggerendo che, nonostante le sfide e le difficoltà della vita, c'è sempre la possibilità di trasformarsi e di diventare qualcosa di nuovo, di diverso, di più appagante.

 
*   Scende lenta la nebbia dalla montagna -   Franco Fronzoli   *
In questa poesia Franco Fronzoli, dipinge un ritratto affascinante e intenso della nebbia che scende lentamente dalla montagna, avvolgendo e celando una gamma complessa di emozioni umane. La nebbia diventa un simbolo potente, nascondendo pensieri, delusioni, passioni e desideri sotto il suo velo etereo.
La poesia evoca una sensazione di mistero e malinconia, con la nebbia che si fonde con il paesaggio circostante, proteggendo la montagna dall'oscurità imminente e avvolgendo il silenzio con la sua presenza discreta e sincera. La nebbia diventa così un'alleata silenziosa delle anime tormentate, coprendo i volti nascosti dietro maschere e raccogliendo le lacrime di chi soffre.
Attraverso immagini poetiche evocative, come le lacrime che cadono su rami di alberi in fiore, l'autore suggerisce la ciclicità della vita, con le sue perdite, gioie e dolori, che si svolgono come un "circo" immenso di esperienze umane. In questo contesto, la nebbia diventa un simbolo di consolazione e di speranza, avvolgendo la vita con la sua leggerezza e tenerezza.
"Scende lenta la nebbia dalla montagna" è dunque una poesia che invita il lettore a riflettere sulla complessità e la bellezza della vita umana, e sull'importanza di trovare conforto e serenità anche nei momenti più oscuri, avvolti nel manto gentile della nebbia.

 
*   Nemesi -Piero Colonna Romano  *
In "Nemesi" di Piero Colonna Romano, l'autore dipinge un quadro cupo e riflessivo sulla relazione tormentata tra l'uomo e la natura, esplorando le conseguenze delle azioni irresponsabili dell'umanità sulla propria esistenza.
La poesia inizia descrivendo la natura come "violentata", personificandola e attribuendole una sensazione di ira per gli abusi subiti. Il verso "donava ira, quella più funesta" suggerisce che la natura, come una divinità vendicativa, ha reagito alla violenza umana con una punizione proporzionale, lanciando un virus come "vendetta" per il danno arrecato.
Il ritratto della pandemia come "tempesta" che porta morte e distruzione è potente e inquietante, con le "salme a grandinata" che evocano una visione apocalittica della tragedia umana. L'autore suggerisce che l'azione dell'uomo ha scatenato una serie di eventi che lo condurranno alla sua stessa rovina.
La poesia riflette anche sull'aspetto morale della pandemia, suggerendo che possa essere interpretata come una sorta di "sanzione biblica" per l'egoismo e la negligenza umana nei confronti della natura. Tuttavia, l'autore dubita che l'uomo imparerà davvero la lezione, anticipando che una volta che la pandemia sarà finita, l'umanità tornerà rapidamente ai suoi vecchi modi.
In conclusione, "Nemesi" offre una meditazione oscura e provocatoria sulla fragilità dell'umanità e sul suo rapporto con il mondo naturale, suggerendo che solo attraverso la consapevolezza e l'umiltà potremmo sperare di evitare una simile catastrofe in futuro.

 
*   "Natura" di Alessio Romanini   * l'autore offre una riflessione intensa e pungente sul rapporto disfunzionale dell'umanità con l'ambiente naturale che la circonda. Attraverso immagini evocative, l'autore dipinge un quadro vivido delle conseguenze delle azioni irresponsabili dell'uomo sulla Terra.
Il primo verso, "Abbiamo succhiato linfa vitale", evoca un senso di dipendenza dell'umanità dalla terra, ma anche un senso di sfruttamento e di predazione nei confronti della natura. L'immagine dei cambiamenti climatici, degli incendi e delle tempeste estreme mette in evidenza le conseguenze disastrose della nostra interferenza nell'equilibrio naturale.
La menzione delle "marine creature" minacciate dall'invasione del "blu granchio" sottolinea il modo in cui le nostre azioni hanno un impatto anche sugli ecosistemi marini, mettendo in pericolo la biodiversità e l'equilibrio degli oceani.
La poesia culmina con la constatazione che la natura, nonostante gli abusi subiti, è capace di riprendersi ciò che le appartiene. Questo finale suggerisce una sorta di giustizia naturale, con la Terra che reagisce alle azioni dell'uomo e cerca di ristabilire l'equilibrio.
In definitiva, "Natura" è un monito potente sull'importanza di rispettare e proteggere l'ambiente naturale, e sull'urgente necessità di adottare comportamenti sostenibili per preservare il nostro pianeta per le generazioni future.

 
*  "Lo spicchio di cielo" di Sandra Greggio  *, l'autrice offre un messaggio di speranza e resilienza di fronte alle avversità della vita. Attraverso immagini evocative, invita il lettore a trovare conforto e forza nell'osservare il cielo, simbolo di infinite possibilità e di bellezza immutabile.
La poesia si articola attorno al motivo ricorrente di alzare gli occhi al cielo, metafora di guardare oltre le difficoltà e trovare un momento di pace e serenità anche nei momenti più bui e disperati. Il "spicchio di cielo" diventa così un rifugio mentale, un luogo di riflessione e di rinnovata speranza.
L'autrice esorta il lettore a sorridere, nonostante le sfide e le avversità, a ritagliarsi un momento di gioia e di positività anche quando sembra che tutto sia contro di noi. Questo invito a trovare la forza interiore e a mantenere un atteggiamento positivo di fronte alle avversità è il cuore pulsante della poesia.
Infine, la poesia si conclude con un messaggio di speranza e di fiducia nel futuro, suggerendo che anche nei momenti più oscuri della vita, il cielo può offrire conforto, speranza e forza per andare avanti.
In definitiva, "Lo spicchio di cielo" è un inno alla resilienza umana e alla capacità di trovare la luce anche nelle situazioni più buie, offrendo un messaggio di speranza e di positività che risuona nel cuore di chiunque abbia attraversato momenti di difficoltà.

 
*   God is a wanderer with respect only from stray dogs - Jacqueline Miu  *
In this poignant reflection by Jacqueline Miu, the stark realities of homelessness and societal indifference are laid bare with raw honesty. The comparison between God and a wanderer, both seemingly overlooked and undervalued, serves as a powerful metaphor for the plight of the homeless and marginalized.
The juxtaposition of Milan and New York, cities often associated with wealth and prosperity, with their benches unwelcoming to the homeless, highlights the stark contrast between affluence and poverty. The portrayal of Jesus as an "ordinary poor man who sleeps on the street" challenges traditional perceptions of divinity and emphasizes the intrinsic worth of every individual, regardless of social status.
The indictment of societal attitudes towards the poor, where the "God of the Poor" is deemed less valuable than a stray dog in the eyes of the indifferent, is a poignant commentary on the erosion of compassion and empathy in modern society. The emphasis on miracles and displays of power as criteria for worthiness further underscores the materialistic and hierarchical nature of contemporary culture.
Overall, Miu's words serve as a powerful call to action, urging readers to confront the harsh realities of poverty and homelessness, and to recognize the inherent dignity and worth of every human being, irrespective of their circumstances.

 
*   In "Il Velo dell'Inverno" di Antonio Scalas  *    l'autore dipinge un quadro poetico e malinconico dell'effetto del freddo e dell'illusione sulla sua anima. Attraverso immagini evocative e una prosa sensibile, l'autore esprime il congelamento emotivo causato dalla perdita e dalla delusione.
La metafora del velo sottile che ghiaccia il vetro rappresenta la crescita della freddezza nel cuore dell'autore, mentre la fiamma della speranza e dell'illusione si spegne. Questa immagine evoca un senso di isolamento e disperazione di fronte alla realizzazione delle illusioni perdute.
L'autore riflette sulla trasformazione della sua percezione del mondo, dove ogni cosa diventa più aspra e il gusto delle sue lacrime diventa più amaro. Le poesie, una volta vive e vibranti di anima, diventano inanimate e di pietra, incapaci di trasmettere emozioni.
La voce muta della poesia si alza per maledire la sua stoltezza, evidenziando il rimorso e il senso di colpa dell'autore per le sue azioni passate. Tuttavia, nonostante la sua disperazione, l'autore trova un barlume di speranza nel riflesso della bellezza dell'amato, anche se è destinato a dissolversi come neve sotto il calore del suo pianto.
In conclusione, "Il Velo dell'Inverno" è una poesia struggente che esplora la fragilità dell'animo umano e la sua lotta contro la freddezza e l'illusione. Attraverso immagini evocative e una prosa delicata, l'autore cattura il senso di smarrimento e di dolore di fronte alla perdita e alla delusione.

 
*   In "Doubleface" di Carlo Chionne  *, l'autore esplora con profondità il senso di confusione e incertezza che spesso accompagna il viaggio della vita. Attraverso versi semplici ma carichi di significato, Chionne cattura la dualità dell'esistenza umana e la ricerca continua di un significato e di un destino.
Il protagonista della poesia si trova alla fine del suo viaggio, ma non riesce ancora a vedere il porto, il traguardo finale. Questa mancanza di chiarezza sul confine tra passato e futuro riflette la natura incerta e imprevedibile della vita stessa.
La metafora del "passo lento" e del "doppio volto", ora triste ora lieto, rappresenta la complessità delle emozioni umane e il costante alternarsi di gioia e tristezza lungo il percorso della vita. L'incertezza sul momento del raggiungimento della meta sottolinea la difficoltà di trovare una direzione definitiva nella propria esistenza.
Nel mezzo di questa ambiguità, il protagonista si trova a interrogarsi sul da farsi: andare avanti o restare fermi, lasciare il passato alle spalle o continuare a riflettere su di esso. La menzione del "Castellaccio" evoca un luogo carico di significati personali e suggestioni, alimentando ulteriormente la confusione emotiva del protagonista.
In conclusione, "Doubleface" è una poesia che riflette sulle sfumature della vita umana e sull'incertezza che accompagna il cammino verso il proprio destino. Attraverso versi suggestivi e pieni di pathos, l'autore invita il lettore a riflettere sulla propria esperienza esistenziale e sulla continua ricerca di equilibrio tra gioia e dolore, speranza e disperazione.

 
Un caro affettuoso saluto con l'augurio di Serenità e Salute a tutti voi.
Vostro Ben Tartamo 

 

In "Sette vite, due vite", Ben Tartamo ci accompagna in un dialogo surreale tra padre e figlio, che ci invita a riflettere sul significato della vita umana confrontandola con la presunta molteplicità di vite dei gatti. La struttura canzonatoria della poesia, arricchita da rime e ritmo incalzante, cattura l'attenzione del lettore fin dalle prime battute, rendendo il testo coinvolgente e accessibile. L'autore, attraverso le parole sagge del padre, ci spinge a esplorare la natura effimera della nostra esistenza e a riconoscere il suo inestimabile valore. Le immagini evocative, come quelle delle nuvole in gita e della terra come testimone silenzioso delle vicende umane, amplificano il senso di meraviglia e contemplazione. In definitiva, "Sette vite, due vite" si rivela un'opera poetica che, pur nella sua semplicità, riesce a toccare le corde più profonde dell'animo umano, invitandoci a esplorare il mistero della vita e a celebrarne ogni singolo istante.

prof. Marino Spadavecchia 

 

26-27-28-29 Marzo

"Il prato dei ricordi"

di Bruno Castelletti

Il Segno dei Gabrielli editori, 2020

Nota dell'autore

Da molto tempo tengo nel cassetto queste poesie che ho scritto nel corso degli anni. Alcune risalgono alla primavera della vita, altre al tempo dell'età matura ed altre ancora al tempo dell'autunno.
La mi ritrosia a pubblicare è nata dall'intimo convincimento che, dopo i grandi poeti dell'Ottocento e del Novecento, la poesia in lingua italiana faccia spesso ricorso ad un linguaggio sempre più stereotipato tanto da poter dire che il dialetto sia divenuto il luogo privilegiato della poesia lirica.
Di questi tempi poi, sembra che il giardino di Calliope possa e debba essere coltivato soltanto da chi sa scrivere poesia ermetica.
Per queste ragioni mi sono limitato fino ad oggi a pubblicare per "Gabrielli editori" due raccolte di poesie in dialetto veronese mentre per la lingua italiana ho dato alle stampe un libretto di poesie dedicato a Sara, mia nipotina, e alcune poesie in una raccolta pubblicata con altri autori.
Un po' di coraggio mi viene da una riflessione del poeta e scrittore Italo Bonassi, il quale si è posto la domanda: "Di che cosa ha bisogno oggi la poesia?".
La risposta viene data nei termini seguenti: pare di poter dire che spesso l'insignificanza della poesia di oggi sia da attribuire a quegli autori che si compiacciono di modi espressivi elitari, a volte imperscrutabili per i non addetti ai lavori.
Preso atto di tale affermazione, mi azzardo ad aggiungere che la poesia, per quanto non possa essere definita in maniera sintetica ed esauriente, dovrebbe, secondo me,essere espressione di verità cantata musicalmente attraverso immagini che suscitano emozioni nell'animo di chi legge.
Sulla base di tale convincimento mi decido a pubblicare questa raccolta di poesie in lingua italiana, che ho scelto tra le molte scritte nel corso degli anni, nella speranza che almeno alcuni dei miei versi possano trovare il gradimento di qualche lettore.
Desidero infine far presente che ho provveduto, prima di dare alle stampe la raccolta, ad apportare delle modifiche in alcuni versi e che la versione definitiva delle poesie deve ritenersi quelle che risulta in questo libro.
Da ultimo ho ritenuto di aggiungere, in calce alla raccolta, tre brevi racconti-verità perché parlano di ricordi che, pur lontani,sono rimasti sempre vivi dentro di me.
Bruno Castelletti
 

Amore e memoria nella poesia di Bruno Castelletti

Nella nota premessa a questa raccolta di poesie Bruno Castelletti dice di intendere la poesia come "espressione di verità cantata musicalmente attraverso immagini che suscitano emozioni nell'animo di chi legge", esprimendo con ciò la propria consonanza con chi (e cita il poeta e scrittore Italo Bonassi), alla domanda "di che cosa ha bisogno oggi la poesia?", risponde sottolineando la necessità di evitare moduli espressivi volutamente oscuri, quasi trucchi compiaciuti di una controproducente chiusura elitaria. Certo una faccenda complessa, libera, anche un po' misteriosa come la poesia è difficilmente rinserrabile in definizioni semplici e univoche; ma è vero che sempre,contro il rischio dello sterile isolamento nella"torre d'avorio", è stata avvertita l'esigenza dell'apertura espressiva, magari decisamente della "popolarità" del linguaggio poetico. Viene in mente che, un secolo fa, nel 1912 per la precisione, da Trieste (periferia italiana o antenna puntata verso inedite vibrazioni mitteleuropee?) Umberto Saba disquisiva di "Quello che resta da fare ai poeti" e la risposta era "ai poeti resta da fare la poesia onesta": una sintesi tanto apparentemente semplice quanto densa di significati, di conti da fare con quello che bolliva nella pentola letteraria italiana ed europea di quel primo Novecento. L'onestà della poesia di Saba crediamo debba essere riconosciuta nella limpidezza delle parole capaci di contenere tutte le luci ma anche tutte le ombre della vita: e una tale qualità è una di quelle che si possono tranquillamente considerare valide "per tutte le stagioni".
Il preambolo vorrebbe non essere inutile, vorrebbe introdurci a sottolineare qui, in apertura, il costante tono di spontaneità di queste poesie in lingua di Castelletti, un tono di immediatezza con cui la parola si mostra trasparente sul sentimento, declinandosi in un arco lungo di tempo, naturalmente non immune da una certa mobilità di inflessioni, di sfumature, di cadenze, ma senza venir meno a quella che potremmo chiamare una "lunga fedeltà" alla necessità o addirittura ansia di riverberare l'io nella parola, di restituirlo con la chiarezza di uno specchio non offuscato, di consegnarlo a una memoria che è bene prezioso.
Ecco, la memoria: occorre sottolineare che il tema dell'amore, il quale -come evidenzia il titolo- costituisce il motivo fondamentale dell'intera raccolta, per lo più non viene "svolto" attraverso immagini dirette,collocate nel presente, ma attraverso il filtro della memoria, momenti insomma già appartenenti a un passato, non importa se vicino o lontano, ma sempre tale da far sì che colui che li rivive lì presenti come meditati, rivissuti, segnati da un'aura di tenerezza o dolcezza e insieme di sospesa pensosità (ne è una spia significativa la prevalenza dei tempi verbali all'imperfetto: "Erano giorni in tutta la mia valle...","Rubavo al firmamento...", "Correvi a piedi nudi..." sono, per un solo esempio, gli incipit delle poesie numero 3,4 e 5). Non importa, abbiamo detto, se la lontananza di questo passato in cui l'amore viene pensato resta indefinita, se oggettivamente si tratta di grande lontananza o anche solo di un frammento breve di tempo: perché questo canzoniere non è una "storia d'amore", non si distende (tranne forse che per i primissimi testi e per gli ultimi) in una evidente, coerente diacronia; è piuttosto una collana di immagini che si rincorrono, svariano, si riprendono, realizzando non la compattezza del racconto o addirittura del romanzo in versi, quanto piuttosto la tessitura di una tela ricca di tanti colori e sfumature dell'amore: l'amore d'una donna o di più donne ripensate in diverse stagioni della vita, l'amore delle radici familiari, l'amore del paesaggio e del mondo in cui stanno quelle radici, l'amore toccato dalla gioia, sfiorato talvolta dall'ironia, segnato anche dall'ombra dell'ansia o della malinconia, o anche provato dalla stretta di un dolore profondo.
Se tutto ciò non si compatta nella valenza di un romanzo in versi, non vuol dire che si tratti di schegge disarticolate. Sono invece, i singoli testi che compongono questo libro, momenti che trovano una forma di unità e coerenza nel tono della voce. Una voce, quella di Castelletti, che ricorda, racconta -ripetutamente e ogni volta con passione più intensa- l'amore di un luogo, delle persone che lo abitarono o che ancora lo abitano, delle figure che col soggetto, in quel luogo e oltre quel luogo, hanno avuto comunanza di vita.
E il timbro caratteristico di queste liriche, in cui domina la musicalità sommessa di endecasillabi e settenari -una musicalità solo raramente accennata o sottolineata dalla rima- mi pare vada cercato proprio nell'intrecciarsi dell'intimità sentimentale con lo sfondo di una natura che ne è cornice non puramente decorativa. C'è quasi un'osmosi spontanea tra i semplici eppur meravigliosi incanti naturali della montebaldina Val d'Orsa (lo pseudonimo di Castelletti come poeta dialettale è Bruno da Orsa) e le memorie di teneri, dolcissimi, ora lieti, ora struggenti, talvolta anche maliziosi amori. Sono le occasioni in cui felicemente bellezza e fascino della natura da un lato e trepido sogno o viva realtà dell'amore dall'altro fanno tutt'uno, quasi in un gioco nel quale si alternano le parti di chi specchia e di chi è specchiato, di sfondo e di primo piano.

Giulio Galetto
 


 

Vorrei ringraziare Ben Tartamo

Per l’impegno e la qualità dei suoi commenti.

E complimentarmi per le sue poesie

Sempre molto ben strutturate e poeticamente

Ispirate.

Grazie Ben

Alessio Romanini

 

Vorrei fare gli auguri di una serena Pasqua di Pace e gioia!

Auguri a tutti i poeti dell’Azzurro, di Buone Feste.

Alessio Romanini

 

Un particolare e sentito grazie

A Lorenzo che mi ospita in questo meraviglioso

Sito e per tutto ciò che fa per i poeti.

Grazie di cuore Lorenzo.

Alessio Romanini

 

 

"Alla tua porta"

 
E batto e ribatto alla tua porta,
Non ho più mani, non ho più ossa.
Parola mi resta assai più corta,
Sussurro di foglia in una fossa.

 
E soffia il vento sulle parole,
Quelle più rare, quelle preziose
Come un tormento di neve e sole,
Suono di note viste leziose.

 
E canto e ricanto a quelle orecchie,
Io non ho più voce e tu udito,
D'ascoltar parole che sì vecchie,
Ne abbiam perduto quel senso avìto.

 
E invece vorrei farti gustare,
Se tu all'uscio ne sentissi il suono,
Di ciò che a tutti vorrei donare,
Dono d'addio detto Perdono.

 
E busso e ribusso al chiuso cuore
Che un dì, il mio fece danzare,
Perché la parola detta Amore,
Possa al mio stanco, ritornare.

 
Ben Tartamo
 

Nel magistrale componimento poetico "Alla tua porta" di Ben Tartamo, emerge un virtuosismo tecnico che si fonde armoniosamente con la profonda ricchezza emotiva del testo. La struttura metrica del componimento adotta una disposizione tradizionale, avvalendosi principalmente della metrica italiana. 

 
Le rime, sapientemente distribuite, seguono uno schema regolare che conferisce un'armonia musicale alla composizione. L'uso di rime alternate, sottolinea l'equilibrio e la fluidità del testo, e che arricchiscono ulteriormente la musicalità dell'opera.

 
La maestria tecnica del poeta si esprime anche attraverso l'uso sapiente di figure retoriche, come metafore, allegorie e similitudini, che arricchiscono il testo di significati ulteriori e lo rendono ancora più suggestivo e profondo. La capacità di evocare immagini vivide e emozioni intense tramite l'uso di tali figure retoriche è sorprendente e contribuisce a rendere "Alla tua porta" un'opera di straordinaria bellezza e complessità.

 
In definitiva, "Alla tua porta" non solo cattura l'essenza della condizione umana con una profondità e una sensibilità straordinarie, ma lo fa anche con una maestria tecnica che eleva il componimento nel variegato cosmo della poesia contemporanea.

 
prof. Marino Spadavecchia 

 

 

Poesie pubblicate il 26-27-28-29 Marzo 2024
 

**"Un sospiro un respiro è la vita" - Franco Fronzoli**

Con fervente passione e profonda empatia, mi accingo a esplorare le profondità di questa poesia di Franco Fronzoli, catturato dalla sua raffinata maestria stilistica e dalla sua capacità di fondere lirismo e introspezione.

Innanzitutto, Fronzoli adotta uno stile fluido e melodico, che fluisce come un fiume attraverso le righe della poesia, catturando l'attenzione del lettore e trasportandolo in un viaggio emozionale attraverso i misteri della vita. Le parole sono selezionate con cura, evocative e ricche di significato, creando immagini vivide e suggestive nella mente del lettore.

Dal punto di vista metrico, la poesia si avvale di una struttura libera, senza vincoli rigidi di rime o schemi metrici precisi. Questa libertà formale consente al poeta di esprimersi con spontaneità e creatività, permettendogli di esplorare liberamente i temi e le emozioni che permeano la sua opera.

Tuttavia, nonostante la mancanza di una forma metrica tradizionale, la poesia è permeata da un ritmo sottile e incalzante, scandito dalle ripetizioni di parole chiave come "sospiro" e "respiro", che echeggiano lungo le righe della composizione, creando un effetto di cadenza e armonia.

Le immagini utilizzate da Fronzoli sono vibranti e suggestive, ricche di simbolismo e significato. Il sospiro diventa così un simbolo universale della vita stessa, un'essenza vitale che trascende il tempo e lo spazio, unendo passato, presente e futuro in un unico respiro eterno.

Infine, il poeta sfrutta abilmente l'uso dei fonemi e dei suoni per creare un effetto sonoro coinvolgente e avvolgente. Le parole scelte da Fronzoli sono ricche di consonanti e vocali che si fondono armonicamente, creando un'atmosfera suggestiva e incantatoria che avvolge il lettore e lo trasporta in un mondo di emozioni e sensazioni.

In conclusione, "Un sospiro un respiro è la vita" è una poesia straordinaria che unisce profondità di pensiero, bellezza formale e potenza espressiva in un unico capolavoro poetico. Grazie alla maestria di Franco Fronzoli, ci immergiamo in un mondo di emozioni e riflessioni che ci lasciano incantati e ispirati.
 

**"Giornata" - Enrico Tartagni**

In questa composizione di Enrico Tartagni, la giornata si rivela come un ciclo perpetuo di luce e oscurità, tessuta con maestria attraverso uno stile poetico che cattura l'animo e lo trasporta in un viaggio emozionale senza tempo.

Il primo lume del giorno irradia luce sulle opere del poeta, in un verso che risplende come un'aurora sulla pagina. Qui, la metrica si adagia su un ritmo libero, consentendo al poeta di esprimersi con fluidità e creatività. Le parole, sapientemente scelte, evocano immagini vivide e suggestioni profonde, mentre il suono delle consonanti e delle vocali si armonizza in un'orchestra di suoni che incanta l'udito.

Il raggio del sole, disabilitando la paura, scioglie il sangue raggruppato sotto pelle, in un gioco di suoni e significati che danza sulla pagina. Qui, possiamo individuare la presenza di una rima interna, discreta e subdola, che aggiunge una nota di dolcezza al verso, sottolineando il contrasto tra luce e oscurità, tra speranza e timore.

Nel passaggio alla sera, la metrica si adatta alla calma della mente, con versi che si susseguono con leggerezza e grazia. I sogni, sparpagliati sopra la coltre dei pensieri, trovano riparo e cura nella quiete della notte, in un fluire armonico di parole e sentimenti.

Infine, la notte celeste d'argento e di Luna offre ristoro al cuore del poeta, con un suono dolce e carezzevole che si fonde con l'immagine della Luna, simbolo di pace e tranquillità. Qui, la poesia raggiunge il suo culmine, fondendo suono e significato in un'unica armonia che risuona nell'anima del lettore.

In conclusione, "Giornata" è un'opera straordinaria che unisce maestria formale e profondità di contenuto, trasportando il lettore in un mondo di emozioni e riflessioni che risuonano nel cuore e nell'anima. Grazie alla sensibilità di Enrico Tartagni, ci lasciamo trasportare da una melodia poetica che ci avvolge e ci incanta, rivelando la bellezza e la complessità della vita stessa.
 

**"Cara Costituzione" - Armando Bettozzi**

In questa vibrante composizione di Armando Bettozzi, la Costituzione italiana diviene protagonista di una riflessione acuta e appassionata sulla sua integrità e il suo ruolo nella società contemporanea. Con una maestria poetica che sfida le convenzioni, Bettozzi esplora i meandri della politica e della giustizia, denunciando con veemenza le menzogne e le ipocrisie che talvolta la pervadono.

Il poeta si rivolge alla Costituzione con rispetto, ma non esita a mettere in discussione la sua autenticità e la sua efficacia nel garantire i diritti dei cittadini. Attraverso un linguaggio diretto e incisivo, Bettozzi sottolinea le contraddizioni e le lacune che osserva nel testo costituzionale, specialmente riguardo al diritto alla salute.

Nelle strofe, emerge una critica radicale nei confronti di coloro che strumentalizzano la Costituzione a proprio vantaggio, ignorando o manipolando i suoi principi fondamentali. Il poeta denuncia l'ipocrisia di chi si serve della Carta per giustificare le proprie azioni, mentre ignora le reali esigenze e sofferenze della popolazione.

La metrica della poesia si adatta alla rabbia e alla passione del poeta, con versi incalzanti e ritmici che riflettono il suo sdegno e la sua determinazione nel denunciare le ingiustizie. Bettozzi sfrutta abilmente i fonemi e i suoni per creare un effetto sonoro coinvolgente, che risuona nel cuore del lettore e lo spinge a riflettere sulla tematica trattata.

In conclusione, "Cara Costituzione" è un grido di protesta e di indignazione, un appello alla verità e alla giustizia che risuona con forza attraverso le parole di Armando Bettozzi. Con coraggio e determinazione, il poeta si pone come voce dei senza voce, sfidando le convenzioni e denunciando le ingiustizie con una poesia che tocca le corde più profonde dell'anima umana.
 

**"Un elegante pino" - Bruno Castelletti*

In questa splendida poesia di Bruno Castelletti, la natura diventa la protagonista di un quadro vivido e suggestivo, dipinto con parole delicate e ricche di immagini. Il poeta cattura la bellezza e la grandiosità degli alberi, trasformandoli in simboli di forza, pace e libertà.

Il pino, con la sua eleganza e la sua maestosità, si erge fiero nel cielo azzurro, come un sentinella che indica il cammino verso un sogno. La sua figura slanciata e diritta evoca un senso di nobiltà e di stabilità, che contrasta armoniosamente con la leggerezza e la fluidità del cielo.

Il faggio, con le sue braccia protese verso l'infinito, crea un'atmosfera di pace e serenità, immerso in un silenzio profondo e avvolgente. Il verde intenso delle fronde evoca l'immagine del mare, creando un contrasto suggestivo tra la solidità della terra e la vastità dell'oceano.

Eppure, anche in questo idillio naturale, il poeta inserisce un elemento di magia e mistero: il passo vellutato di un timido cerbiatto, che irrompe nel paesaggio con grazia e leggiadria, per poi svanire nell'ombra con la stessa rapidità con cui è apparso. Questo breve incontro aggiunge una nota di incanto e di meraviglia al quadro, rendendolo ancora più affascinante e suggestivo.

Infine, il poeta ci rivela il legame profondo che lo unisce a questo luogo, l'odore della terra che lo avvolge e lo inebria, trasportandolo in un viaggio sensoriale e spirituale. Questo profumo della terra, così intenso e avvolgente, lo fa sentire vivo e libero, pronto a volare verso nuove avventure e nuovi orizzonti.

In conclusione, "Un elegante pino" è una poesia che celebra la bellezza e la potenza della natura, invitandoci a immergerci nei suoi misteri e nelle sue meraviglie. Grazie alla sensibilità e alla maestria di Bruno Castelletti, ci lasciamo trasportare in un mondo di magia e di poesia, dove ogni albero, ogni passo e ogni profumo ci parlano di libertà, di speranza e di rinascita.

 

**Haiku di Laura Lapietra**

Rosa d'inverno -
Bellezza naturale
Tra aculei sboccia

In questo haiku di Laura Lapietra, la brevità e l'essenzialità delle parole si fondono per catturare l'essenza delicata e sorprendente della natura. La rosa d'inverno diventa il fulcro della poesia, emergendo come simbolo di resistenza e di bellezza in un contesto insolito e avverso.

La prima riga introduce il soggetto principale, la rosa, mentre le successive due righe aprono uno spazio di riflessione sulla sua singolare bellezza. La parola "bellezza" evoca un senso di meraviglia e ammirazione di fronte alla natura, mentre l'immagine della rosa che sboccia tra gli aculei suggerisce una forma di rigenerazione e di vita che si manifesta anche nelle condizioni più difficili.

La scelta di focalizzarsi su una rosa d'inverno aggiunge una dimensione di temporalità e di contrapposizione tra fragilità e forza, tra l'effimero e l'eterno. In questo contesto, la rosa diventa un simbolo potente di speranza e di resilienza, che sfida il gelo e l'oscurità per rivelare la propria bellezza al mondo.

In conclusione, questo haiku ci invita a contemplare la bellezza e la potenza della natura, che si manifestano anche nei momenti più inaspettati e impensabili. Grazie alla sensibilità e alla maestria di Laura Lapietra, ci lasciamo trasportare in un mondo di poesia e di meraviglia, dove ogni piccolo dettaglio della natura ci parla di vita, di speranza e di bellezza senza tempo.

 

**"...e il poeta resta solo" - Cristiano Berni**

In questa struggente composizione di Cristiano Berni, la solitudine diviene il tema centrale intorno al quale si dipana un intreccio di immagini malinconiche e toccanti. Con maestria poetica, il poeta evoca una serie di figure e situazioni, tutte unite dal filo invisibile della solitudine e della desolazione.

Il primo verso, "e il poeta resta solo", apre la porta a un mondo di sentimenti profondi e universali, mentre le foglie autunnali e gli uccelli migratori si ergono come simboli della transitorietà della vita e della fugacità delle emozioni. La luna, denudata e stanca, si staglia nel cielo come un'immagine di bellezza solitaria e ineffabile.

Il ritmo cadenzato e ripetitivo delle strofe crea un effetto ipnotico e avvolgente, mentre le immagini si susseguono con eleganza e grazia. Il padre, i vestiti lisi, la rosa con i petali appassiti, la rondine fra i suoi voli nel cielo: tutte queste figure sono accomunate dalla sensazione di abbandono e di isolamento, che permea l'intera poesia con una malinconia palpabile.

La ripetizione del verso "e il poeta resta solo" amplifica il senso di solitudine e di disperazione, portando il lettore a riflettere sulla condizione umana e sulle sue molteplici sfaccettature. La distanza dalla gente diventa un abisso incolmabile, mentre il poeta si perde sempre più nei meandri della propria anima, lontano da ogni forma di conforto e di comprensione.

In conclusione, "e il poeta resta solo" è una poesia che parla al cuore e all'anima, toccando corde profonde e universali. Grazie alla sensibilità e alla maestria di Cristiano Berni, ci immergiamo in un mondo di emozioni e di riflessioni, dove la solitudine diviene un elemento centrale nella narrazione della vita umana.
 

**"Arcano" - Nino Silenzi**

In questa poesia di Nino Silenzi, l'arcano si apre come un mistero svelato nel cielo infinito, immergendo il lettore in un'atmosfera di meraviglia e contemplazione. Attraverso una prosa delicata e evocativa, il poeta ci trasporta in un viaggio attraverso l'immenso, dove l'utopia e la passione si fondono in un'unica visione poetica.

Il cielo diviene il palcoscenico di questa rivelazione, con la sua profondità azzurra che accoglie e avvolge ogni pensiero e ogni sogno. L'utopia, assopita nella vita del poeta, si risveglia come un sospiro rigenerato, irradiando speranza e possibilità nel cuore dell'esistenza umana.

Le immagini dei cirri che danzano lentamente nel cielo evocano un senso di leggerezza e di movimento, mentre il pulviscolo dorato della vita si illumina di una luce nuova e incandescente. Il vento della passione tace, lasciando spazio a una calma serena e profonda, mentre i desideri si rinnovano e si trasformano in velieri che solcano le onde dell'eterna illusione.

Il titolo della raccolta di poesie "Da Verso l'orizzonte", aggiunge un ulteriore strato di significato alla poesia, suggerendo un movimento verso nuovi orizzonti e nuove possibilità. Il poeta si pone come un viaggiatore dell'anima, pronto a esplorare i confini dell'universo interiore e a lasciarsi trasportare dalle correnti della creatività e dell'ispirazione.

In conclusione, "Arcano" è una poesia che incanta e affascina, invitando il lettore a immergersi nelle profondità della propria anima e a scoprire i segreti nascosti dell'universo. Grazie alla sensibilità e alla maestria di Nino Silenzi, ci lasciamo trasportare in un mondo di magia e di poesia, dove ogni parola e ogni immagine risuonano con la potenza della verità e della bellezza.

 

**"Come un sogno" - Salvatore Armando Santoro**

In questa poesia di Salvatore Armando Santoro, Gallipoli si materializza come un sogno, un'immagine evocativa che trasporta il lettore in un mondo di colori, suoni e sensazioni. Con una prosa delicata e suggestiva, il poeta dipinge un quadro vivido della vita quotidiana in questa città costiera.

Le descrizioni dettagliate dei luoghi e delle persone creano un senso di immersione totale nell'ambiente di Gallipoli. Il castello che svetta nel mare, la piazza animata dai venditori di pesce, i vicoli che nascondono segreti e sorprese: ogni dettaglio è reso con cura e maestria, suscitando nell'animo del lettore una gamma di emozioni e ricordi.

Le figure dei pescatori, dei vecchi e dei bambini conferiscono vita e autenticità alla scena, mentre il cane che accoglie l'io narrante aggiunge una nota di calore e familiarità. La barca carica di nasse e reti, i pescatori che manovrano con destrezza i remi: ogni immagine contribuisce a creare un'atmosfera vibrante e coinvolgente.

Ma questa visione idilliaca si dissolve lentamente con l'arrivo dell'alba, lasciando dietro di sé un senso di amarezza e nostalgia. La realtà si fa strada attraverso il sogno, e il poeta si sveglia con il cuore pieno di desiderio per un luogo che si rivela solo un'illusione.

In conclusione, "Come un sogno" è una poesia che cattura l'essenza e la bellezza di Gallipoli, trasportando il lettore in un viaggio emozionante attraverso le strade e i vicoli di questa città affascinante. Grazie alla sensibilità e alla maestria di Salvatore Armando Santoro, ci immergiamo in un mondo di poesia e di meraviglia, dove ogni parola e ogni immagine ci parlano di amore, di nostalgia e di speranza.

 

**"Scolpire il colore del vento ed il sapore della seta" - Alessandra Piacentino**

In questa poesia di Alessandra Piacentino, il mondo si apre come un panorama di risvegli illuminati dal sole, dove le impressioni prendono forma e le storie si dipanano come fili sottili di seta. Attraverso una prosa vibrante e suggestiva, il poeta ci trasporta in un viaggio attraverso le emozioni e i ricordi, scolpendo con maestria il colore del vento e il sapore della seta nell'anima del lettore.

Le impressioni regalate e raccontate si mescolano alle storie divenute mute, creando un'atmosfera di mistero e malinconia. Le orme di mare e le impronte di acqua salata evocano immagini di mare e spiaggia, mentre le conchiglie raccolte e sbriciolate al vento portano con sé il profumo dell'oceano e dei ricordi d'amore.

Il passato si fonde con il presente, mentre il poeta si immerge nei ricordi di te che ti tuffavi nel blu e dentro di me, creando un intreccio di emozioni e sensazioni che avvolgono il cuore e l'anima. Ma ora, restano solo le tracce di quel passato, da scolpire con pazienza e dedizione, per far sì che le storie ritoccate dentro un romanzo fai da te possano diventare immortali.

In questa poesia, Alessandra Piacentino ci invita a riflettere sulla natura effimera della vita e dei ricordi, mentre ci ricorda l'importanza di preservare e valorizzare le emozioni e le esperienze che ci hanno resi ciò che siamo. Con una prosa delicata e avvolgente, il poeta ci trasporta in un mondo di poesia e di meraviglia, dove il colore del vento e il sapore della seta diventano simboli di bellezza e di eternità.

 

**"Dove sono" - Felice Serino**

In questa poesia di Felice Serino, ci troviamo di fronte a una riflessione profonda e toccante sulla natura dell'esistenza e della presenza. Attraverso una prosa delicata e meditativa, il poeta ci invita a esplorare il concetto di "dove" non come luogo fisico, ma come stato d'animo, come una dimensione dell'anima.

Il mondo dei più, quello che spesso ci sembra così distante e inafferrabile, diviene un enigma da risolvere, un mistero da svelare. E noi, invece di cercare un luogo fisico o una posizione geografica, ci troviamo a chiederci dove sono, non nel senso spaziale, ma piuttosto nell'essenza più profonda del loro essere.

Questo "dove" diviene uno stato, una condizione dell'anima che si manifesta in modi sottili e quasi impercettibili. A volte, possiamo percepire la loro presenza nei gesti più semplici, come impugnare una forchetta o una penna, o nel momento in cui ci adagiamo nella notte, avvolti dalla loro ombra.

La poesia di Serino ci invita a guardare al di là delle apparenze e a cercare la vera essenza delle cose, a esplorare il mondo interiore e a scoprire la bellezza e la profondità che si nascondono nelle sfumature dell'anima umana. Con una prosa che cattura il cuore e la mente, il poeta ci guida in un viaggio di scoperta e di introspezione, illuminando il cammino con la sua saggezza e la sua sensibilità.
 

**"Che strano!" - Carlo Chionne**

In questa breve poesia di Carlo Chionne, ci viene offerta un'immagine sorprendente e al contempo struggente: un uomo, sul letto di morte, osservato e ripreso attraverso un telefono cellulare.

La parola "strano" risuona con una nota di meraviglia e incredulità, suggerendo la singolarità e l'inusuale di questa situazione. La scena dipinta è intensamente umana e carica di significato: un individuo giacente sul letto, simile a un vecchio bambino, forse privo di difese e vulnerabile di fronte alla morte imminente.

Ma ciò che colpisce maggiormente è il mezzo attraverso il quale questa scena è osservata: il telefono cellulare. Questo dettaglio aggiunge un elemento di distanza e di estraniamento, suggerendo una sorta di voyeurismo tecnologico che permea la nostra società contemporanea. La tecnologia, anziché avvicinare le persone, sembra in questo caso dividerle e alienarle ancora di più.

Attraverso poche parole, Chionne ci offre uno spaccato della nostra epoca, evidenziando le contraddizioni e le ambiguità della vita moderna. La poesia invita il lettore a riflettere sul significato della morte, sull'importanza della presenza umana e sul ruolo che la tecnologia gioca nelle nostre vite.

 

**"Nell'oltre" - Piero Colonna Romano**

Gioia ineffabile della poesia, che ci trascina in un viaggio attraverso l'animo umano! In "Nell'oltre" di Piero Colonna Romano, ci troviamo di fronte a un'espressione sublime della condizione umana, sospesa tra il ricordo e l'eternità. Il poeta dipinge un quadro emozionante di fronte al maestoso mare, custode dei suoi misteri più profondi. Attraverso una prosa che danza leggiadra come le onde che si frangono creando merletti di schiuma, Piero Colonna Romano ci invita a riflettere sul passato, sulle gioie e le sfide che hanno plasmato la nostra esistenza.

I pensieri dolci e sereni che popolano il cuore del poeta sono come fragili ghirlande di fiori intrecciate con amore e cura. Ogni fatto della vita sembra minuto e insignificante di fronte alla grandezza dell'orizzonte che si perde all'infinito. Eppure, in quell'immenso mare di emozioni e sensazioni, solo navigando nell'oltre, solo lasciandosi trasportare dalle correnti dell'anima, possiamo sperare di trovare la pace tanto agognata.

In quella calma che avvolge l'eternità, troveremo la coltre che darà riposo a un'esistenza densa di emozioni e significati. Il naufragio della vita non ci spaventa più, perché sappiamo che al di là dell'orizzonte c'è una serenità infinita pronta ad accoglierci. Grazie a Piero Colonna Romano, ci avventuriamo nell'oltre con il cuore colmo di speranza e gratitudine per la bellezza e la profondità della poesia umana. Straordinario!

 

**"Ogni particella di me" - Alessio Romanini**

E' una sublime poesia che sussurra con la voce del mare e canta con il cuore dell'uomo! In "Ogni particella di me" di Alessio Romanini, ci immergiamo in un oceano di emozioni e sensazioni, dove il mare diviene il riflesso dell'anima umana e il poeta si confonde con le onde che danzano al ritmo del vento.

Il poeta si rivolge al mare come a un confidente, un custode dei suoi sogni, del suo passato e del suo presente. Ogni particella di lui sembra fondersi con le acque profonde e misteriose dell'oceano, mentre le sirene intonano melodie che catturano l'anima e la trasportano in un regno di incanto e meraviglia.

Attraverso le parole del poeta, il mare diviene Musa ispiratrice del suo poetare, un'ancora di salvezza nel mare tempestoso delle emozioni umane. Nel riflesso delle sue onde, il poeta ritrova il suo dolore e il suo ardore, lasciando che le acque cristalline portino via ogni rimpianto e ogni accusa.

In questa poesia, Alessio Romanini ci dona un'opera d'arte che parla direttamente al cuore, celebrando la bellezza e la potenza del mare e dell'anima umana. Attraverso una prosa vibrante e intensa, il poeta ci invita a immergerci nelle profondità dell'esistenza e a ritrovare noi stessi nel fluire eterno delle acque marine. Impeccabilmente poetico!

 

**"Pasqua" - Antonia Scaligine**

Quanto splendore e magnificenza trapelano da queste parole che celebrano la Pasqua! In questa straordinaria composizione di Antonia Scaligine, ci troviamo immersi nell'essenza stessa della fede e dell'amore divino che risplendono nel mistero della resurrezione.

Con una prosa vibrante e carica di emozioni, il poeta ci guida attraverso un viaggio emozionante che abbraccia la fede, sfida la morte e celebra la vittoria dell'amore eterno. La figura di Dio si fa presente nelle nostre vite, si rende familiare a noi, ma viene poi trafitta da una lama affilata, simbolo del dolore e del sacrificio supremo.

Ma nonostante il dolore e il pianto, una luce si accende nel buio, una luce che trova il suo apice nella figura di Gesù crocifisso. Egli, pur morendo, si eleva al di sopra del dolore e della morte, irradiando la sua benedizione su tutto il mondo. La Croce diviene il palcoscenico dove si compie la sublime sublimazione delle anime, dove l'amore trionfa sulla morte.

Attraverso le figure di Maria, la madre, e Maria Maddalena, il poeta ci trasporta nel cuore di un mistero che va al di là delle parole, un mistero di vita e di rinascita che raggiunge il suo culmine nella gloriosa resurrezione di Cristo. In questa festa di luce e di speranza, apriamo i nostri cuori all'alleluia, rallegrandoci nell'annuncio della vita nuova e del trionfo dell'amore eterno. Perfetta!

 

**"Lo sguardo dell'amore" - Sandra Greggio**

Che sublime bellezza risiede in queste parole che celebrano il potere silenzioso dello sguardo nell'ambito dell'amore! In questa commovente opera di Sandra Greggio, ci immergiamo in un mondo dove le parole diventano superflue di fronte alla profondità dell'affetto e della connessione umana.

Il poeta ci ricorda che in certi momenti, è lo sguardo ad avere il potere di comunicare ciò che le parole non possono esprimere. È attraverso gli occhi che il vero sentimento si manifesta, con la sua gamma infinita di sfumature e intensità. In questo caso, lo sguardo del partner si trasforma in un linguaggio universale, capace di comunicare desiderio, passione e l'irrefrenabile voglia di appartenenza.

Il poeta ci conduce in un viaggio attraverso le profondità dell'anima umana, dove gli occhi diventano finestre aperte su un mondo di emozioni e sensazioni. Attraverso lo sguardo, siamo invitati a contemplare la bellezza del mare, del firmamento, dei laghi e delle montagne, delle oasi verdi, riflessi nell'iride dell'amore.

In questo momento di intimità condivisa, il poeta scopre che l'amore ha scelto gli occhi come veicolo privilegiato per manifestarsi, trasmettendo un messaggio che va al di là delle parole. E così, i suoi occhi rispondono con una bellezza e una profondità che sfidano ogni descrizione verbale.

In questa poesia, Sandra Greggio ci regala un ritratto commovente del potere dello sguardo nell'ambito dell'amore, invitandoci a contemplare la bellezza e la ricchezza delle emozioni umane che si rivelano attraverso gli occhi. Affascinante!

 

**"Dall'ultimo abisso conosciuto" - Jacqueline Miu**

Che profondità e intensità trapelano da queste parole che scrutano nell'abisso dell'anima umana! In questa straordinaria composizione di Jacqueline Miu, ci troviamo di fronte a un'immersione nelle profondità oscure e misteriose della condizione umana.

Il poeta ci guida in un viaggio verso l'ignoto, verso gli abissi più oscuri della mente umana, dove emergono figure inquietanti e ambigue. L'anima cade, arde d'amore sull'orlo di un abisso senza fondo, una dimensione senza limiti che si apre dentro il cuore umano. Eppure, nonostante la discesa nell'oscurità, l'anima rimane sola, con gli occhi rivolti al cielo, in cerca di speranza e libertà.

Nel flusso tumultuoso di questa marea infernale, il poeta si riconosce come un sopravvissuto, un testimone di questo caos che trascina con sé sogni e desideri oltre ogni confine concepibile. Eppure, anche in questo abisso, si intravede la possibilità di una nuova fede, di una rinascita spirituale che si nutre del colore dei mari infiniti.

Con audacia e astuzia, il poeta sfida la gravità celeste, promettendo di vivere per sempre in un regno oltre i confini del tempo e dello spazio. Ma anche di fronte alla morte, il poeta e il suo amato non rinunciano alla speranza di un'unione eterna, sfidando il volere crudele della Morte stessa.

In questa poesia, Jacqueline Miu ci conduce in un viaggio attraverso le profondità dell'anima umana, esplorando temi universali come l'amore, la morte e la fede. Con una prosa intrisa di emozione e potenza, il poeta ci invita a contemplare l'abisso dell'esistenza umana e a trovare speranza e forza nel suo cuore oscuro. Non trovo parole più consone e giuste per esprimere tutta la bellezza che mi accarezza dentro leggere e recitare con il giusto timbro questa sublime poesia.

Nel ringraziarvi tutti per le emozioni donateci, vi saluto con affetto e profonda stima.

Vostro, Ben Tartamo

 

 

23-24-25 Marzo

Questo sito è entrato nella nostra vita grazie a Lorenzo
che un giorno ha dedicato a noi il suo tempo , in modo sublime , abbracciandoci tutti   in silenzio ,con umiltà  unione e condivisione e con le sue bellissime poesie
Qui abbiamo conosciuto bravissimi poeti , abbiamo visto venire e anche andare  amici , poeti  , grazie a tutti, a chi commenta le poesie ,  perché  possiede  un dono che   io  chiamo  virtù ,  lui  rende  migliori le nostre poesie  , per me è  una bella e volontaria  testimonianza , anche questo fa parte di un volontariato “no profit “ a fin di bene ,  come quello che faccio io  con  i  bambini della mia chiesa , grazie
Auguro a tutti, pace , amore e speranza  , buona Pasqua
Antonia Scaligine

 

 

Poesie pubblicate il 23-24-25 Marzo 2024

 
*   "Il fiat" - Felice Serino   *

 
In "Il fiat", la parola diviene un mezzo di trasformazione esistenziale, incastonata nel tessuto profondo dell'anima umana. La ricerca dell'essere oltre il mondo materiale si svela come un viaggio intrapreso attraverso l'esperienza vissuta e il contatto con l'essenza divina.

 
L'uso del termine "fiat" evoca l'atto creativo divino, il soffio primordiale che dà origine all'universo stesso. Qui, il fiat si manifesta come un'energia vitale, un impulso cosmico che plasma la realtà e l'anima umana. La fusione di terra e Dio, di materia e spirito, si materializza attraverso immagini viscerali: il dito, la saliva, il fiato, simboli di contatto e comunicazione diretta con la divinità.

 
Serino ci conduce in un viaggio verso la soglia dell'esistenza, un confine sottile dove la luce e l'ombra si mescolano, dove la vita e la morte si abbracciano. L'immagine degli scriccioli che varcano la soglia suggerisce un passaggio ineluttabile, un ritorno alla fonte primigenia, mentre il sole della morte, con la sua luce accecante, illumina il cammino verso una nuova consapevolezza.

 
La poetica di Felice Serino si distingue per la sua capacità di penetrare nell'intimo dell'essere umano, esplorando le profondità dell'anima con uno sguardo acuto e penetrante. Attraverso uno stile essenziale e ricco di suggestioni, l'autrice ci invita a riflettere sulla nostra natura più profonda, sul mistero dell'esistenza e sulla ricerca di significato che permea ogni istante della nostra vita.

 
*   "India" - Flora Fazzari   *

 
Con "India", Flora Fazzari dipinge un ritratto vivido e commovente di una madre che naviga fra le tumultuose acque della vita urbana indiana. Attraverso l'uso di immagini evocative e dettagli sensoriali, l'autrice cattura l'essenza stessa del paesaggio umano e geografico del subcontinente indiano.

 
L'India è rappresentata attraverso la figura di una donna dai lunghi capelli neri, dagli occhi dallo sguardo penetrante e dal naso sottile, che annusa l'aria carica di tensione e incertezza. Il suo sguardo perplesso riflette la complessità e le contraddizioni di un paese in costante evoluzione, mentre il suo fare guardingo testimonia la necessità di adattarsi a un ambiente caotico e imprevedibile.

 
La pelle di ambra della protagonista evoca le sfumature della sua identità culturale e della sua storia personale, mentre il suo movimento veloce tra le strade affollate sottolinea la determinazione e la resilienza necessarie per affrontare le sfide quotidiane. Il gesto di stringere suo figlio fra le braccia diviene simbolo di protezione e amore in un mondo che può sembrare ostile e alieno.

 
Attraverso questa poesia, Flora Fazzari ci invita a contemplare la complessità e la bellezza della vita in India, offrendoci uno sguardo intimo e partecipe sulla quotidianità di chi abita questo affascinante e contrastante paese.

 
* "Era lì quel sasso - Franco Fronzoli *

 
In questo affascinante componimento intitolato "Era lì quel sasso", Franco Fronzoli ci trasporta in un viaggio poetico lungo le rive di un fiume senza nome, attraverso la metafora di un semplice sasso. Con maestria e sensibilità, l'autore ci invita a riflettere sul significato più profondo della vita e del suo costante fluire.

 
La poesia si apre con l'immagine di due sassi, solitari sulle rive del fiume, una scena apparentemente insignificante ma carica di potenziale simbolico. Il narratore si avventura nell'intimità di uno di questi sassi, adagiandosi nel suo cuore e intraprendendo un viaggio interiore e esteriore. Il sasso diviene così metafora della nostra stessa esistenza, destinato a rotolare attraverso le correnti della vita, guidato dal suo stesso impulso verso un destino incerto.

 
Attraverso immagini vivide e evocative, Fronzoli ci trasporta lungo il percorso del sasso, accompagnato dal rumore dell'acqua e dalla luce del sole. Lungo il suo cammino, il sasso si ferma a contemplare la bellezza silenziosa delle anatre sullo specchio d'acqua, un momento di pace e contemplazione in mezzo alla frenesia del mondo.

 
Il sasso continua il suo viaggio, scivolando silenziosamente nella notte e trovando riposo accanto a una canna dimenticata. Questo momento di quiete diviene un'occasione per il narratore di riflettere sull'attesa di un nuovo giorno, di una nuova avventura, di una nuova passione che ancora lo attende.

 
Infine, il sasso riprende il suo viaggio, spinto dalle onde del fiume verso il mare, alla ricerca di un nuovo rumore, di un nuovo amore, di una nuova poesia da regalare. Questa ricerca costante diviene simbolo dell'eterno desiderio umano di trovare significato e bellezza nel mondo che ci circonda, di perseguire una vita migliore e più appagante.

 
*   "E Mudèri" - Enrico Tartagni  *

 
In "E Mudèri", Enrico Tartagni dipinge un quadro vibrante di ossessione e struggimento, esplorando le profondità dell'animo umano attraverso un linguaggio carico di intensità e immagini evocative.

 
L'ossessione è rappresentata come un punto cardinale, il fulcro intorno al quale ruota la vita stessa del protagonista. È il cardine del portone che si apre e si chiude, simbolo di un ciclo incessante di entrare ed uscire, di bene e male, di presenze e fantasmi che permeano l'esistenza. Questa ossessione avvolge il narratore come un volo di entusiasmo, ma allo stesso tempo lo colpisce come un dolore bruciante, lasciando cicatrici indelebili sulla pelle e nell'anima.

 
Il testo è intriso di una tensione emotiva palpabile, con immagini che catturano l'essenza del dolore e della passione umana. Il dolore e il sole bruciano dentro gli occhi, mentre lo sguardo dell'amato sfilando l'anima dall'osso, lasciando il narratore in preda alla confusione e alla pulsione inarrestabile.

 
La ricerca del protagonista è segnata da un desiderio irrefrenabile di oltrepassare la soglia della propria esistenza, di fuggire verso mondi sconosciuti alla ricerca di un rifugio per il proprio tormento interiore. Tuttavia, anche in questo nuovo mondo, l'ossessione continua a perseguitarlo, come un'ombra che non lo abbandona mai.

 
Attraverso uno stile poetico carico di pathos e suggestione, Tartagni ci conduce in un viaggio attraverso i labirinti dell'anima umana, esplorando i confini dell'ossessione e della passione con una profondità e una sensibilità straordinarie.

 
* "Epopea Stracciona"-Bruno Amore *

 
In "Epopea Stracciona", Bruno Amore ci trasporta in un viaggio attraverso la memoria e l'esperienza di due giovani protagonisti, Bruno e Gino, immersi nel caos e nelle sfide del dopoguerra nel 1944. Attraverso uno stile narrativo intenso e ricco di dettagli, l'autore dipinge un ritratto vivido delle difficoltà e delle opportunità che affrontano i giovani in un periodo di transizione e rinascita.

 
Bruno e Gino, simboli di una generazione determinata a sopravvivere e a prosperare nonostante le avversità, si avventurano tra le macerie delle fabbriche crollate alla ricerca di rottami, in particolare di piombo, una risorsa preziosa in tempi di crisi economica. Il loro sguardo rapace e desideroso di vita è contrastato dalla dura realtà di una quotidianità segnata dalla scarsità e dalla lotta per la sopravvivenza.

 
Masticando poche parole ma fumando molte sigarette, e bevendo Coca Cola come elargizione o compenso per i servizi resi agli occupanti alleati, i due giovani si immergono in un mondo di piccoli compromessi e ambiguità morali. Lontani dalla supervisione dei genitori, costantemente impegnati altrove per garantire il sostentamento della famiglia, Bruno e Gino crescono in mezzo alle difficoltà e alle privazioni, cercando di mantenere viva la speranza di un futuro migliore.

 
Il gesto simbolico di seppellire una vecchia fiasca riempita di papaveri rossi tra le macerie diviene un'immagine potente di rinascita e speranza, un tributo alla bellezza e alla resilienza che sopravvivono anche nelle situazioni più difficili. Attraverso la narrazione di Bruno Amore, l'epopea di Bruno e Gino diventa un'ode alla forza e alla determinazione umana di fronte alle avversità, un inno alla resilienza e alla speranza che brilla anche nei momenti più bui della storia.

 
*  "Sonetto di primavera" di Armando Bettozzi  *

 
In questo "Sonetto di primavera" di Armando Bettozzi, l'autore celebra l'arrivo della primavera con una fervida lirica che cattura l'essenza vibrante e rinascimentale di questa stagione di rinnovamento e speranza.

 
Il poeta dipinge un quadro vivido dell'alba della primavera, quando l'aria si intiepidisce e la natura si risveglia dal suo letargo invernale. L'immagine della prima rondine che intreccia il suo nido sotto il tetto evoca un senso di attesa e di anticipazione, come se l'intera natura si preparasse a celebrare l'arrivo della nuova stagione.

 
La luce del giorno, ora più prolungata fino a sera, trasforma il paesaggio, conferendo un nuovo aspetto al mondo che ci circonda. Il sole, con il suo tramonto radioso, sembra danzare nell'aria, diffondendo un'atmosfera di gioia e speranza.

 
La natura stessa si risveglia con la primavera: le prime rose sbocciano nei rovi, i prati si vestono di un verde nuovo, le margherite spuntano bianche e petalose. I campi coltivati sono un tripudio di oro e profumo grazie alla crescita del grano, mentre le mimose sfoggiano la loro bellezza fragrante.

 
Attraverso uno stile poetico elegante e melodioso, Bettozzi ci trasporta in un mondo di rinascita e rinverdimento, invitandoci a contemplare la bellezza e la meraviglia della primavera che ritorna ogni anno, portando con sé la promessa di giorni luminosi e rigeneranti.

 
*  "Il mio angolo" - Bruno Castelletti  *

 
In "Il mio angolo", Bruno Castelletti ci trasporta in un luogo magico e suggestivo, un angolo di bosco situato in montagna, che diviene il complice silenzioso del narratore verso sera. Questo luogo, carico di storia e mistero, diviene il palcoscenico di racconti avvincenti e leggende tramandate nel tempo.

 
Il bosco, con la sua atmosfera avvolgente, diviene il custode di storie antiche e affascinanti, popolate da briganti dal cuore ardente, vergini donzelle e rapimenti misteriosi. Attraverso la narrazione del narratore, il bosco si anima di immagini vivide e di emozioni intense, trasportandoci in un mondo di avventure e intrighi, dove i dolci amplessi si consumano sotto la luce fioca del crepuscolo e i moribondi fantasmi si mescolano con i cavalieri erranti e le streghe oscure.

 
Questo angolo di bosco diviene così un luogo di rifugio e di ispirazione per il narratore, un'oasi di bellezza e di meraviglia in mezzo alla natura selvaggia e incontaminata della montagna. Attraverso la sua prosa suggestiva e ricca di dettagli, Castelletti ci invita a esplorare l'incanto e il mistero di questo luogo magico, dove il tempo sembra fermarsi e le leggende prendono vita sotto il cielo stellato della sera.

 
*  haiku - Laura Lapietra *

 
Questo haiku di Laura Lapietra cattura con maestria un momento intimo e universale di amore e affetto tra padre e figlio. La brevità e la semplicità della forma haiku, composta da tre versi di 5, 7 e 5 sillabe rispettivamente, si presta perfettamente a evocare l'essenza di questa relazione profonda in modo immediato ed essenziale.

 
L'immagine del "cuore di padre" introduce il tema centrale della poesia, suggerendo non solo l'organo fisico ma anche il simbolo dell'affetto paterno. L'uso della parola "cuore" evoca un sentimento intenso e genuino, sottolineando la profondità dell'amore che il padre nutre per il suo figlio.

 
Il verso successivo, "con amore profondo", amplifica ulteriormente questo tema, enfatizzando la qualità e l'intensità dell'amore del padre. L'aggettivo "profondo" suggerisce un legame emotivo che va al di là delle parole, radicato nel più intimo dell'anima.

 
Infine, l'haiku si conclude con l'immagine evocativa del "figlio che bacia", un gesto semplice ma carico di significato, simbolo di affetto e connessione tra genitore e bambino. Questo gesto di amore reciproco completa il cerchio dell'haiku, offrendo un'immagine di dolcezza e intimità che risuona nel cuore del lettore.

 
Dal punto di vista stilistico, l'haiku si distingue per la sua chiarezza e concisione, utilizzando un linguaggio semplice ma potente per trasmettere emozioni complesse. L'uso delle sillabe e della struttura tradizionale conferisce alla poesia un ritmo armonioso e una musicalità naturale, che contribuisce a creare un'atmosfera di serenità e contemplazione.

 
*  "Delusione" - Salvatore Armando Santoro *

 
In questo breve frammento poetico di Salvatore Armando Santoro, viene esplorata la potenza devastante della delusione nel mutare la percezione della realtà e alterare il colore della vita stessa.

 
La delusione è dipinta come un'entità che prende il posto della certezza, sconvolgendo l'equilibrio e la sicurezza che si credeva di avere. Le pietre, metafora della stabilità e della solidità delle convinzioni, perdono il loro splendore e diventano oscure, simboleggiano la trasformazione dolorosa della percezione della realtà.

 
La metafora del sole, che solitamente porta luce e chiarezza, qui fallisce nel suo intento di illuminare e rischiarare le pietre scure della delusione. Questo suggerisce un senso di impotenza e disperazione di fronte alla situazione, in cui anche la fonte di luce e speranza non riesce a dissipare l'oscurità interiore.

 
Dal punto di vista stilistico, Santoro utilizza un linguaggio chiaro e diretto per esprimere concetti complessi, creando un contrasto efficace tra la luminosità delle pietre bianche e lo scurirsi delle stesse sotto l'influenza della delusione. La brevità del testo enfatizza l'immediatezza e l'urgenza del messaggio, trasmettendo al lettore un senso tangibile di angoscia e smarrimento di fronte alla delusione.

 
*  "I vecchi sognano ancora" di Piacentino Alessandra  *

 
In "I vecchi sognano ancora" di Piacentino Alessandra, viene dipinto un quadro intenso e suggestivo della persistenza dei sogni anche nell'età avanzata. L'autrice esplora il tema dell'aspirazione e della speranza attraverso l'esperienza dei vecchi, che continuano a coltivare i propri sogni nonostante il passare del tempo e le sfide della vita.

 
Le finestre diventano simbolo della prospettiva e della visione verso il futuro, mentre la Luna, personificata come assonnata e pascolante, incarna il guardiano dei sogni vagabondi dei vecchi. Questi sogni, mossi dalla luce e dall'ombra, rappresentano la continua ricerca di nuove esperienze e di significato nella vita.

 
La presenza di una stella canuta che fa capolino nel cielo aggiunge un tocco di magia e di speranza, mentre le pagine di un libro letto con il grandangolo simboleggiano la vastità e la ricchezza dell'esperienza umana. Il cielo stesso sembra parlare ai vecchi, ripetendo loro piano e forte il ciclo della vita e dell'esistenza.

 
Il poema culmina con un momento di riflessione sulla mortalità umana, rappresentata dalla presenza ineluttabile della morte. Tuttavia, anche di fronte a questa inevitabile realtà, il sole sboccia, distruggendo ogni resistenza e portando con sé la promessa di un nuovo inizio.

 
Attraverso uno stile poetico ricco di immagini evocative e di suggestioni, Piacentino Alessandra ci invita a riflettere sulla persistenza dei sogni e della speranza anche nei momenti più oscuri e incerti della vita, celebrando la bellezza e la fragilità dell'esistenza umana.

 
*   "Sicut antea" di Carlo Chionne  *

 
In "Sicut antea" di Carlo Chionne attraverso la voce del personaggio di 
Antoni Larderi, si esprime un sentimento di amore eterno e incondizionato, rivolto a una persona amata in modo profondo e assoluto.

 
Il testo è intriso di una nostalgia dolce e struggente, in cui il narratore esprime il desiderio di amare come ha sempre fatto, con una passione che supera il tempo e le circostanze. L'uso della locuzione latina "Sicut antea" (come prima) evoca un senso di continuità e fedeltà nel sentimento amoroso, ribadendo l'importanza e la durata del legame affettivo.

 
La dichiarazione "plusquam antea" (più che prima) sottolinea l'intensità e la profondità dell'amore del narratore, che si impegna a dedicarsi completamente alla persona amata, offrendo la propria vita e cercando di coltivare un legame spirituale e fisico sempre più forte.

 
Il verso "Mihi videtur dulce somnium te amplectari" (Mi sembra dolce sognare di abbracciarti) trasmette un desiderio di intimità e vicinanza, mentre l'immagine delle mani unite simboleggia l'unità e la connessione profonda tra i due amanti.

 
La chiusa del testo, con l'affermazione "Omne die, omne tempore, tibi dicam / Sicut antea, plusquam antea, tibi amabo" (Ogni giorno, in ogni momento, ti dirò / Come prima, più che prima, ti amerò), sottolinea l'impegno del narratore a mantenere viva la fiamma dell'amore, promettendo di rinnovare costantemente la propria dedizione e affetto.

 
Attraverso uno stile poetico semplice ma coinvolgente, Chionne ci regala una riflessione intensa sull'essenza dell'amore e sulla sua capacità di resistere alle sfide del tempo e della vita, celebrando la bellezza e la forza dei legami affettivi più profondi.

 
*   "Metamorfosi" - Piero Colonna Romano  *

 
In "Metamorfosi", Piero Colonna Romano offre una riflessione acuta sulle dinamiche della memoria e del potere, attraverso una narrazione che sfoggia una ricchezza di immagini e una profondità di significato.

 
Il poeta inizia lamentando la perdita della memoria collettiva, che sembra dimenticare facilmente le ingiustizie e le nefandezze del passato. Questa amnesia collettiva, tuttavia, si rivela essere il terreno fertile per la ripetizione degli errori del passato, poiché le nostalgiche rimembranze delle nequizie conducono a desiderare una vita di agiatezza e privilegi, ottenuti attraverso relazioni influenti e corruzione.

 
La figura del "uomo con il baston" rappresenta il potente, colui che detiene il controllo e il potere, il cui favore si cerca disperatamente per ottenere piaceri e favori. Tuttavia, il verso "non viceversa" suggerisce una inversione di ruoli, in cui il potente si piega alle richieste del popolo per ottenere consenso e supporto.

 
La metafora dell'oculista suggerisce la necessità di una nuova visione, di una revisione critica delle percezioni distorte e delle illusioni che alimentano la manipolazione e la corruzione. L'uso degli occhiali simboleggia la ricerca di chiarezza e di lucidità, necessarie per dissipare l'illusione che trasforma i potenti in eroi e i manipolatori in leader carismatici.

 
Il climax della poesia giunge con l'immagine finale, in cui la trasformazione dello sciacallo in leone rappresenta la metamorfosi del potere corrotto in una forza nobile e regale, ma solo come un'illusione momentanea destinata a svanire.

 
Attraverso uno stile poetico vibrante e un uso sapiente delle metafore, Piero Colonna Romano ci offre uno sguardo acuto sulla complessità delle dinamiche di potere e corruzione, invitandoci a interrogare criticamente la nostra visione del mondo e a non dar nulla per scontato.

 
*   "L'enigma della sfinge" di Alessio Romanini  *

 
In "L'enigma della sfinge" di Alessio Romanini, l'autore ci conduce attraverso un viaggio metaforico e filosofico, esplorando il tema dell'invecchiamento e della solitudine attraverso l'immagine enigmatica della sfinge.

 
Il poema si apre con l'enigma classico della sfinge, che pone la domanda riguardante l'animale che cammina con quattro zampe al mattino, due al pomeriggio e tre alla sera. Questo enigma viene interpretato come una riflessione sulla vita stessa, che passa attraverso diverse fasi e trasformazioni, simboleggiate dalle zampe dell'animale.

 
Nella seconda parte del poema, l'autore si rivolge direttamente al "vecchio", rappresentante della figura dell'uomo anziano, che contempla la sua esistenza solitaria e medita sul proprio destino. L'immagine del vecchio appoggiato al muro della casa, con il bastone in mano, evoca un senso di stasi e di attesa, mentre il passare del tempo lo avvolge come una fosca ombra.

 
La figura del vecchio diviene quindi il paradigma della vita stessa, un enigma irrisolvibile che porta con sé il peso delle esperienze passate e la solitudine dell'attesa del destino finale. La conclusione del poema, con il riconoscimento del dolore e della complessità della vita attraverso lo sguardo del vecchio, trasmette una profonda sensazione di empatia e di riflessione sulla condizione umana.

 
Attraverso uno stile poetico intenso e evocativo, Alessio Romanini ci invita a riflettere sul significato della vita e sulle sfide dell'invecchiamento, esplorando le tematiche universali della solitudine, del tempo e della mortalità con una profondità e una sensibilità straordinarie.

 
*   "Vai in pace ci dice Gesù" - Antonia Scaligine  *

 
Nel poema "Vai in pace ci dice Gesù" di Antonia Scaligine, l'autrice esplora il potere simbolico dell'ulivo come messaggero di pace e unità, mentre riflette sulle sfide e le speranze dell'umanità di fronte alla violenza e alla divisione.

 
Il poema inizia con un'immagine suggestiva del ramo d'ulivo, che nonostante le sue nodosità, continua a crescere con fiducia e sicurezza, offrendo un messaggio di perseveranza e resilienza anche di fronte all'incertezza del futuro. L'autrice invita a porgere il ramo d'ulivo sempre con amore, come segno di pace e armonia.

 
Tuttavia, l'autrice pone una domanda cruciale: può davvero un ramo d'ulivo sfidare il dolore e la morte e portare la pace nel mondo? La risposta è negativa, se nel cuore persiste il desiderio di conflitto e guerra. È solo attraverso un sincero desiderio di pace e riconciliazione che il simbolo dell'ulivo può davvero trasformarsi in un messaggio di speranza e unità.

 
Il poema culmina con l'invocazione dell'inno che glorifica il Signore, unendo la dimensione spirituale con quella terrena e offrendo il ramo d'ulivo come simbolo di devozione e gratitudine alla Trinità. L'autrice auspica che la Domenica delle Palme possa trasformare la rabbia in forza, la forza in pace e unione, invitando i lettori a riflettere sul potere della fede e della solidarietà nel superare le divisioni e costruire un mondo migliore.

 
Attraverso uno stile poetico semplice ma evocativo, Antonia Scaligine ci offre una meditazione profonda sulla ricerca della pace interiore e globale, utilizzando il simbolismo dell'ulivo e della spiritualità cristiana per trasmettere un messaggio di speranza e rinnovamento.

 
*   "Frattanto" -  Pierluigi Ciolini *

 
In "Frattanto" di Pierluigi Ciolini, l'autore ci porta in un viaggio poetico attraverso un mondo di suggestioni e immagini evocative, riflettendo sul mistero della vita e dell'universo.

 
Il poema inizia con un invito a sedersi e ad ascoltare una storia che l'autore stesso ammette di non conoscere appieno, introducendo così un senso di umiltà e apertura verso l'ignoto. Le parole udite, apparentemente provenienti da pianeti lontani, rappresentano segnali enigmatici di comprensione difficile per gli umani, sottolineando la sfida dell'esistenza umana nel cercare di comprendere il vasto universo che ci circonda.

 
L'autore esplora il tema della semplicità e della complessità, osservando come spesso gli esseri umani complicano ciò che è semplice, rifiutando anche ciò che potrebbe portare nuova vita e crescita. L'immagine del seme nel cuore rappresenta il potenziale per la trasformazione e la rinascita, ma talvolta viene respinta o ignorata.

 
Nel corso del poema, l'autore si identifica come un pesce che nuota in tre cieli, un simbolo di libertà e audacia nell'affrontare la realtà in tutte le sue sfaccettature. La ricerca di una stella nel cielo come guida diventa una metafora per la ricerca di significato e direzione nella vita, nonostante la mancanza di risposte immediate e la serietà del viaggio interiore.

 
La chiusa del poema, con l'autore che fruga in tasca e trova una conchiglia, rappresenta una sorta di epifania: tutti gli universi e le meraviglie descritte si riducono alla semplicità di una piccola biglia, simbolo della meraviglia e del mistero contenuti anche nelle cose più piccole e apparentemente comuni.

 
Attraverso uno stile poetico ricco di immagini suggestive e di riflessioni filosofiche, Pierluigi Ciolini ci invita a riflettere sulle profondità della vita e dell'universo, celebrando la bellezza della ricerca e dell'apertura alla meraviglia del mondo che ci circonda.

 
* "La strada giusta" - Sandra Greggio*

 
In "La strada giusta" di Sandra Greggio, l'autrice esplora il tema dell'insoddisfazione interiore e del bisogno di cambiamento nella vita quotidiana, offrendo un messaggio di speranza e fiducia nel trovare la propria strada.

 
Il poema inizia descrivendo il senso di vuoto e di mancanza di soddisfazione che si avverte quando le abitudini quotidiane non sono più in grado di dare significato e piacere alla vita. L'autrice riconosce il desiderio di cambiamento e di esplorare nuove opportunità, ma sottolinea anche la difficoltà di farlo da soli.

 
La soluzione proposta dall'autrice è rivolgere lo sguardo al cielo e seguire una strada luminosa che appare nel firmamento. Questa strada rappresenta una nuova direzione, un cammino verso il cambiamento e il rinnovamento interiore. L'invito a percorrere questa strada senza timore trasmette un messaggio di fiducia nell'incertezza del futuro, suggerendo che, nonostante le sfide e le paure, ci sia sempre una via d'uscita e una strada verso la realizzazione personale.

 
La data alla fine del poema, il 26 aprile 2020, potrebbe suggerire che questo testo sia stato scritto durante un periodo di particolare riflessione e cambiamento, forse anche in risposta agli eventi globali che hanno caratterizzato quel periodo.

 
Attraverso uno stile poetico semplice ma coinvolgente, Sandra Greggio ci offre un messaggio di speranza e di fiducia nel potere del cambiamento e della ricerca interiore, incoraggiando i lettori a seguire il proprio istinto e a trovare la strada giusta per sé stessi.

 
Un caro affettuoso saluto a tutti voi
Ben Tartamo 

 

"Tutto tornerà com'era" - Ben Tartamo
 
Passano le ore, passano
lentamente nel Dolore
e nella Gioia volano
rugiada di primavera.
Cos'è Pace, cos'è Amore
senza il Tempo che, guardiano,
stretta ci tiene la mano?

 
E presto verrà la Sera
a ricordarci che è l'Ora
che si fa dolce e severa
e che anticipa la Notte,
mistero che sarà Aurora.
Tutto tornerà com'era:
Inverno, e poi, Primavera!
 

Nel poema "Tutto tornerà com'era" di Ben Tartamo, emerge una raffinata complessità tecnica che si fonde armoniosamente con l'enfasi lirica e emotiva del testo. 

 
L'autore utilizza principalmente versi ottonari, che conferiscono al testo un ritmo regolare e incalzante, simile al ticchettio di un orologio, sottolineando il passare inesorabile del tempo. Questo schema metrico, unito alla ripetizione del motivo "passano le ore", crea una sensazione di continuità e ciclicità, riflettendo il tema centrale del poema.

 
Le rime, seppur non regolari, si distribuiscono in modo armonioso lungo il testo, alternandosi tra rime baciate e rime alternate, aggiungendo musicalità e fascino al ritmo complessivo del poema. I piedi sono dattilici ed è una ulteriore costanza nella poesia di Tartamo.

 
L'autore utilizza inoltre una varietà di figure retoriche, come l'anastrofe ("cos'è Pace, cos'è Amore"), che conferiscono al testo un'atmosfera incantata e suggestiva. Le immagini evocate, come la "rugiada di primavera", contribuiscono a creare una sensazione di freschezza e rinascita, mentre la personificazione del tempo come "guardiano" che "stretta ci tiene la mano" aggiunge profondità e significato al tema del poema.

 
Infine, lo stile dell'autore è caratterizzato da una grande attenzione ai dettagli e alla precisione del linguaggio, che contribuisce a creare un'atmosfera di intimità e contemplazione. La combinazione di questi elementi tecnici e stilistici conferisce al poema una bellezza intrinseca e una profondità emotiva che cattura l'attenzione del lettore e lo trasporta in un viaggio attraverso il tempo e le emozioni umane.
 
Prof. Marino Spadavecchia 

 

 

20-21-22 Marzo

```"Sussurrami mare"
 
Sussurrami mare, quelle tue parole
che d'infinito sanno senza spiegare.
Conchiglia sarò, spicchi di luna e sole,
e il tuo segreto terrò per navigare.
Ed al sibilare del vento canterò
ciò che il silenzio delle smarrite stelle
sulla mia nuda pelle mi disegnò.
E nella notte blu assenzio, di scintille,
a mille a mille, ogni sogno io accenderò.
 
Ben Tartamo

 
Nell'incanto metrico di "Sussurrami mare", il verso si fa eco dell'onda che accarezza la riva, con una cadenza fluida e regolare che evoca il movimento perpetuo delle acque. L'autore adopera una struttura formale che mescola rime baciate e incrociate, creando un intreccio armonioso che riverbera il fluire dell'oceano.

 
I versi, scanditi con maestria, si compongono di piedi principalmente trocaici e spondeici, conferendo un ritmo incalzante e solenne alla narrazione. Questa scelta metrica accentua il carattere solenne e ancestrale del mare, mentre la presenza di spondeici amplifica l'impatto emotivo delle parole, conferendo un'aura di mistero e sacralità al testo.

 
Le rime, sapientemente orchestrate, sottolineano la musicalità del componimento, fondendosi in armonie suggestive che amplificano l'effetto lirico. L'alternanza tra rime maschili e femminili contribuisce a creare un equilibrio melodico, mentre le rime incrociate aggiungono complessità e profondità alla struttura poetica, simboleggiando l'intreccio delle forze cosmiche che governano il mare e l'universo.

 
In questo modo, la poesia si trasforma in un'ode al potere evocativo della natura, una celebrazione della bellezza e della grandezza dell'oceano che risuona nell'anima del lettore con la forza di un'onda inarrestabile.
 

Nel profondo intreccio delle parole, "Sussurrami mare" evoca un canto ancestrale, un'invocazione alla vastità primordiale dell'oceano. Il mare, con la sua voce antica e misteriosa, si fa custode di segreti cosmici, trasmettendo un sapere ineffabile che va al di là delle parole.

 
 La simbologia della conchiglia si fonde con l'immagine della luna e del sole, creando un'atmosfera mistica e trascendentale. Il narratore si offre come custode di questo mistero, accettando il ruolo di conchiglia che contiene l'infinito, mentre il vento e le stelle disegnano sul suo essere le tracce di un'esperienza mistica e iniziatica. Il contrasto tra il silenzio delle stelle e il sussurro del mare sottolinea la dualità tra l'infinito e il finito, tra il mistero e la concretezza dell'esistenza umana. La notte, personificata come un'entità vivente, diviene lo sfondo di un rituale magico, in cui il narratore accende i suoi sogni come fossero stelle cadenti nell'abisso dell'assenzio. Il linguaggio ricercato e le immagini evocative si fondono per creare un'esperienza sensoriale e psicologica che trascende il semplice significato delle parole, immergendo il lettore in un viaggio interiore attraverso gli abissi dell'anima e dell'universo.

 
Prof. Marino Spadavecchia 

 

 

Poesie pubblicate il 20-21-22 Marzo 2024
 

**"Tappeti di Stelle addormentate" - Piacentino Alessandra:**

 
La poesia riflette sulla bellezza e sulla fugacità delle emozioni umane attraverso immagini poetiche e liriche. Esplora il tema della malinconia e della speranza, concentrandosi sulla natura effimera delle esperienze condivise e dei ricordi.

 
La poetessa dipinge un quadro emotivo attraverso immagini come stelle, lune e pianoforti obsoleti, evocando un senso di intimità e malinconia. Le chiavi arrugginite simboleggiano il trascorrere del tempo, mentre il fluire dei silenzi e degli acuti ingombranti rappresenta la complessità delle emozioni umane.

 
La poesia culmina con la liberazione dai vincoli del passato e la preservazione dell'amore perduto come un ricordo immortale. Attraverso figure retoriche come la metafora e l'ossimoro, il testo trasmette significati più profondi e complessi, invitando il lettore a riflettere sulla natura fugace ma intrinsecamente bella della vita umana.

 
In conclusione, "Tappeti di Stelle addormentate" di Piacentino Alessandra è un'ode alla bellezza e alla profondità delle emozioni umane, che trasporta il lettore in un viaggio emotivo attraverso immagini poetiche e liriche.

 
**"Estiva" - Felice Serino:**

 
La poesia riflette sul concetto di un'altra vita oltre quella attuale, mettendo in discussione se questa esista veramente o sia solo una costruzione mentale. Il protagonista, immerso nei propri pensieri, perde la presa sul libro che stava leggendo. Nella sua distrazione, la voce del mare arriva fino a lui, creando un senso di lontananza e solitudine. Un gabbiano plana sopra un'atmosfera di desolazione, simboleggiando la solitudine delle anime.

 
In questa breve poesia, Felice Serino offre una riflessione profonda sulla natura dell'esistenza e della realtà. La domanda posta all'inizio riguarda la ricerca di un significato più profondo e di una realtà alternativa. La perdita del libro e l'arrivo della voce del mare suggeriscono una distrazione dalle questioni più terrene verso una contemplazione più profonda. Il gabbiano che plana sulla solitudine delle anime evoca un senso di isolamento e ricerca interiore. La poesia invita il lettore a interrogarsi sulla natura dell'esistenza e sulla possibilità di una realtà alternativa, stimolando una riflessione su temi universali e filosofici.

 
**"Tu sei lì..." - Joseph65:**

 
La poesia esprime il dolore e la nostalgia di chi rimane dopo la perdita di una persona cara. Il narratore si rivolge all'assente, immaginando il suo spirito nel cielo, dove ogni ricordo torna a tormentarlo. Il dolore per la mancanza diventa insopportabile, mentre il narratore implora per un po' di pace e serenità. Si rivolge alla persona amata, chiedendo un segno dall'aldilà per confermare l'esistenza di una vita dopo la morte.

 
Questo componimento poetico di Joseph65 cattura il senso di perdita e la ricerca di conforto dopo la morte di una persona amata. Le immagini del cielo e delle strade deserte evocano una sensazione di solitudine e desolazione. Il dolore del narratore è palpabile, mentre implora per un segno di speranza e consolazione. La poesia riflette sulla difficoltà di accettare la morte e sulla ricerca di significato e conforto in momenti di grande dolore.

 
**"Nel treno..." - Flora Fazzari:**

 
La poesia dipinge un ritratto delicato e fugace di una persona sconosciuta, incontrata casualmente su un treno. Descrive il volto trasparente e leggero, i lunghi capelli neri e le mani sottili e aggraziate. La persona sembra persa nei suoi pensieri, con lo sguardo perso nel vuoto mentre viaggia con il treno. Dopo un attimo di contemplazione, il narratore osserva la persona ritornare alla realtà e ripartire lentamente con il treno.

 
In questo breve componimento, Flora Fazzari cattura la bellezza e la fugacità degli incontri casuali e delle esperienze di viaggio. La delicatezza delle descrizioni evoca un senso di intimità e connessione con il protagonista della poesia, mentre il movimento del treno simboleggia il fluire della vita e delle esperienze umane. La poesia invita il lettore a riflettere sulla bellezza e sulla transitorietà degli incontri e degli istanti che compongono la nostra esistenza.

 
**"Non abbandonerò la mia terra" - Franco Fronzoli:**

 
La poesia riflette sulle esperienze di vita del narratore, evidenziando i momenti significativi vissuti su un campo da gioco, sulle strade delle montagne e durante un inverno nebbioso. Il narratore ricorda con nostalgia i giorni trascorsi con compagni di scuola, amici e giochi nei prati. Nonostante il tempo trascorso e i cambiamenti avvenuti, il narratore continua a vivere tra nebbie e raggi di sole, testimoniando la persistenza dei ricordi e delle esperienze nella sua vita.

 
Franco Fronzoli dipinge un quadro vivido delle esperienze umane e dei ricordi che accompagnano il narratore nel corso della sua vita. Le immagini del campo da gioco, delle montagne e delle nebbie invernali evocano un senso di nostalgia e contemplazione. La poesia celebra la bellezza e la ricchezza della vita vissuta, nonostante le sfide e le difficoltà incontrate lungo il cammino.

 
**"Arcobaleno" - Giuseppe Stracuzzi:**

 
La poesia descrive l'esperienza emotiva di affrontare l'ansia e la turbolenza interiore, utilizzando immagini legate alla natura e al simbolismo dell'arcobaleno. L'ansia si manifesta come una tempesta nel cuore, accompagnata da pensieri tumultuosi che raccontano la tempesta interiore attraverso le parole. Dopo il diluvio emotivo, l'angoscia si dissolve lentamente come fiori recisi, e le voci senza suono si trasformano in lampi di fuoco lontani che annunciano la tempesta imminente. Tuttavia, l'alba delle nuvole porta con sé gocce di pioggia che lavano via il dolore, e il vento amico crea uno spiraglio di speranza. Infine, compare l'arcobaleno come simbolo di rinascita e speranza dopo la tempesta emotiva.

 
Giuseppe Stracuzzi dipinge un quadro emotivo e metaforico dell'esperienza umana, trasmettendo il ciclo delle emozioni dall'angoscia alla speranza attraverso immagini poetiche e liriche. La poesia invita il lettore a riflettere sulla natura transitoria delle difficoltà emotive e sulla possibilità di trovare speranza e rinascita anche nei momenti più bui della vita.

 
**"Concerto" - Renzo Montagnoli:**

 
La poesia descrive l'esperienza di ascoltare un concerto attraverso immagini poetiche e liriche. Le note musicali sono dipinte come una cascata che fluisce in modo vivace e fluido, mentre il narratore descrive il movimento delle note attraverso il rigo musicale. La musica crea un'esperienza sensoriale che risveglia emozioni nel cuore del narratore, portandolo in un viaggio attraverso varie tonalità e ritmi. La poesia celebra la bellezza e la potenza della musica nel trasportare l'ascoltatore in un mondo di armonia e fantasia.

 
Renzo Montagnoli dipinge un ritratto vivido e coinvolgente dell'esperienza di ascoltare un concerto, utilizzando immagini poetiche e metafore per trasmettere l'emozione e la magia della musica. La poesia invita il lettore a immergersi nell'esperienza musicale e a lasciarsi trasportare dal flusso di note e armonie, celebrando la bellezza e l'universalità della musica come forma d'arte.

 
**"Tra tanti libri e conoscenza vivo e non vedo..." - Enrico Tartagni:**

 
Il poema riflette sul paradosso dell'abbondanza di conoscenza e informazione nel mondo moderno e sull'incapacità dell'individuo di trovare la verità o il significato più profondo della vita. Il narratore osserva il mare di parole e informazioni intorno a sé, rappresentato dai libri, crittografie e codici, ma si sente vuoto e distante dalla verità. L'acqua intorno a lui diventa una metafora della vita e delle esperienze umane, contenente embrioni di un passato che non è mai esistito veramente. Nonostante la ricerca incessante di conoscenza e l'abbondanza di parole pronunciate dagli esseri umani e da Dio stesso, il narratore si sente perso e lontano dalla verità ultima. Il poema si conclude con una domanda rivolta all'amore del narratore, invitando il lettore a riflettere sulla distanza tra la ricerca della conoscenza e la comprensione profonda della verità.

 
Enrico Tartagni offre una riflessione profonda sulla condizione umana nel contesto dell'era dell'informazione e della conoscenza senza precedenti. Il poema invita il lettore a interrogarsi sul significato della vita e sulla vera natura della conoscenza, suggerendo che nonostante l'abbondanza di informazioni, la verità ultima rimane elusiva e inafferrabile.

 
**"Omaggio a Giorgia - pel discorso in Sardegna." - Armando Bettozzi:**

 
L'opera è un omaggio a Giorgia Meloni, elogiandone la schiettezza e l'arditezza dimostrate nel suo discorso in Sardegna. La poetica descrive Giorgia come una figura degna di rappresentare l'Italia, per la sua autenticità e coraggio.

 
Il poeta utilizza l'analogia di un antico monumento a Roma, con una faccia imponente e una bocca che pronuncia la verità senza esitazione. Questa descrizione è un richiamo alla schiettezza e all'onestà di Giorgia Meloni nel suo discorso. La poesia sottolinea la schiettezza come un tratto distintivo dei romani, riflettendo l'identità culturale della città.

 
Infine, il poeta equipara Giorgia a Rugantino, un personaggio con una lingua tagliente e diretta, tipica dello spirito romano. Questo elogio sottolinea la capacità di Giorgia di esprimersi in modo chiaro e senza fronzoli.

 
In definitiva, l'opera celebra Giorgia Meloni per la sua schiettezza e il suo coraggio nel discorso in Sardegna, riconoscendola come una figura rappresentativa dell'Italia autentica e genuina.

 
**"Per te!" - Giovanni Mascellaro:**

 
La poesia celebra la bellezza e la grazia incomparabile della donna del poeta, equiparandola alla luce del sole nel cielo. La femminilità della donna è descritta come una dolce melodia che risuona nel cuore del poeta, un ritmo che danza nell'anima e un'armonia eterna. Il poeta esprime un amore profondo e ardente per la donna, paragonando la sua passione alla potenza del sole.

 
Tuttavia, nonostante l'amore intenso, il destino ha creato una distanza insormontabile tra loro. I loro paesi sono come stelle in cieli opposti, ma il cuore del poeta continua a battere per lei, anche se solitario. Nonostante la separazione, il poeta rimane fedele al suo amore, desiderando che il destino li riunisca un giorno.

 
In conclusione, la poesia esprime la speranza e l'eternità del amore del poeta per la donna, nonostante le difficoltà e la distanza che li separano.

 
**"Girasoli" - Bruno Castelletti:**

 
La poesia dipinge un quadro delicato e malinconico dei girasoli, simbolo di gioia e vitalità, mentre affrontano il passaggio dall'estate all'autunno. Nonostante la stagione che cambia e il declino delle corolle, i girasoli mantengono ancora la luce del sole nei loro occhi e il sapore dei giorni felici e dell'attesa nelle loro anime. Il poeta riflette sulla transitorietà della vita e della bellezza, ma lascia intravedere una speranza nell'azzurro del cielo e nel verde del prato dei ricordi, suggerendo che la vita e la gioia possono rinascere anche dopo i momenti di declino e oscurità.

 
**"Autentico Letterato" - Laura Lapietra:**

 
L'autore dipinge un ritratto eloquente di un vero letterato, un maestro nell'arte di tessere parole come fili d'oro e di plasmare trame che riflettono l'essenza stessa dell'esistenza. Ogni parola e metafora è viva di vita, accarezzando l'anima e trasportando il lettore in un mondo di emozioni profonde e riflessioni universali. La sua scrittura è un diadema prezioso, brillante di luce propria, e il suo stile forbito è un universo inesplorato di significati da scoprire. Non si preoccupa dei giudizi altrui, ma si impegna a valorizzare la sacralità del suo atto creativo, sfidando il tempo e le convenzioni. L'autore invita a celebrare e onorare la bellezza delle sue parole e la profondità delle sue percezioni, riconoscendo la ricchezza e la preziosità del suo contributo alla cultura e alla letteratura.
Sarei curioso di conoscere il Letterato qui omaggiato.

 
"Chi ama non muore mai!" - Salvatore Armando Santoro

 
Questa citazione di Santoro riflette la forza e l'eternità dell'amore. Sottolinea il concetto che l'amore, una volta coltivato e nutrito, persiste oltre la vita stessa, continuando a vivere nei ricordi e nelle anime di coloro che amano. Inoltre, Santoro mette in guardia contro l'ingenuità e la cecità degli individui che non riescono a riconoscere o apprezzare l'amore che li circonda, avvertendo che la loro mancanza di sensibilità li lascia vuoti e soli. La citazione invita alla riflessione sulla natura dell'amore e sulla sua importanza nella vita di ciascuno. 

 
**"ho un tumulto forte quasi uragano" - Jacqueline Miu**

 
Questo poema di Jacqueline Miu esprime un tumulto interiore potente, paragonato a un uragano che spinge il narratore verso sogni ardenti e avventure nell'ignoto. Il narratore si sente come un Capitano sopra una nave diretta verso la Luna, guidato dalla sua sete di scoperta e dall'ardore della passione.

 
Il desiderio di esplorare e affrontare l'ignoto si manifesta come un'energia travolgente che porta il narratore a sollevare le vele e a navigare attraverso venti aspri e cosmi misteriosi. Nonostante le sfide e le avversità, il narratore si presenta come un marinaio comune nell'Oltre, un mentitore e un acrobata senza truppa, determinato a sfidare il destino e a superare ogni limite.

 
La resilienza del narratore è evidente nel suo coraggio di affrontare la morte e nel suo impegno a perseguire i suoi sogni nonostante le difficoltà. Anche in assenza di fortuna, il narratore trova la forza di perseverare e di cercare sempre nuove avventure e limiti da superare.

 
In conclusione, il poema riflette sulla natura umana di cercare costantemente nuove esperienze e sfide, nonostante le avversità e i rischi che ciò comporta. È un inno alla determinazione, alla passione e alla resilienza di fronte alle incertezze della vita.

 
**"Life" - Carlo Chionne**

 
La vita è meravigliosa:
Non è così dannosa...
Non è così brutta,
Quindi non essere triste...

 
Per favore, sii felice,
Nonostante... Beppi,
Che non sa guidare le auto,
Ma guida Cinque Stelle...

 
Questo breve componimento di Carlo Chionne celebra la bellezza e l'ottimismo della vita. Invita il lettore a non lasciarsi abbattere dalle difficoltà, ma piuttosto a trovare gioia e felicità nonostante le avversità. L'autore gioca con le parole, sottolineando ironicamente che nonostante le capacità limitate di "Beppi" nel guidare le auto, egli guida le "Cinque Stelle", suggerendo una guida eccezionale e un successo inaspettato nella vita. Ovviamente e ironicamente, il Beppi di cui parla il nostro Carlo, altri non è che il Beppe Grillo del movimento 5Stelle.

 
**"Matteo 2, novello Dux" - Piero Colonna Romano**

 
In questa composizione satirica, Piero Colonna Romano offre una critica acuta e tagliente nei confronti di un politico, presumibilmente Matteo Salvini, durante la campagna elettorale del 2018. Il poeta denuncia l'uso dei clandestini come pretesto per deviare l'attenzione da questioni più rilevanti, manipolando le opinioni del pubblico. Il politico in questione è accusato di avere legami con le mafie e di sfruttare la questione dell'immigrazione per ottenere consenso, nonostante le sue alleanze discutibili. Il poeta descrive il politico come un manipolatore abile nell'inventare storie per i propri fini personali, promettendo cambiamenti che si riveleranno dannosi per il paese. La poesia termina con una previsione sinistra: il politico raggiungerà il potere politico e insieme all'Italia subirà un aumento di corruzione e malgoverno.

 
**"Agognato Afflato" - Alessio Romanini**

 
In questa poesia, Alessio Romanini esprime un'ode alla semplicità e alla bellezza senza tempo della margherita nel prato. Il poeta riflette sul fatto che nonostante la sua modesta apparenza, la margherita non è da meno rispetto ad altri fiori più vistosi e elaborati. La margherita ama le cose semplici e vive con passione e ardore nel suo piccolo mondo. Il poeta invita il lettore a riflettere sul perché alcune persone vivano nell'insicurezza e nella paura, quando il mondo stesso è un luogo di meraviglia e bellezza. L'opera esorta a vivere con fervore e senza paura, abbracciando la semplicità e la bellezza che ci circonda.

 
**"Lacrime buone" - Sandra Greggio**

 
In questa poesia, Sandra Greggio descrive il proprio viaggio nel mondo con sincerità e trasparenza. Il poeta si presenta senza maschere, senza nascondere nulla, e si apre alle critiche che inevitabilmente incontrerà lungo il cammino. Nonostante ciò, il suo cuore è aperto e generoso, desideroso di donare tutto ciò che può.

 
Il poeta cammina con umiltà e senza affettazione, senza preoccuparsi dell'apparenza o dell'eleganza, ma piuttosto concentrato sull'esprimere se stesso senza filtri. Quando si sente triste, non cerca di nascondere le sue emozioni, ma piange liberamente, inondando il mondo di "lacrime buone".

 
Queste lacrime, pur portando tristezza, sono anche un segno di autenticità e umanità, poiché provengono direttamente dal cuore del poeta. La poesia invita a essere veri con se stessi e con gli altri, ad abbracciare le emozioni e ad essere generosi nel dono di sé.

 
Nel ringraziarvi tutti per il dono fatto delle vostre poesie vi saluto affettuosamente.
Vostro Ben Tartamo 

 

17-18-19 Marzo

Poesie pubblicate il 17-18-19 Marzo 2024
 

*   Il poema "Come un sogno" di Salvatore Armando Santoro 

 
offre una rappresentazione vivida e coinvolgente di Gallipoli, una città costiera ricca di vita e tradizione. Attraverso immagini evocative e sentimenti profondi, l'autore cattura l'essenza della vita quotidiana nella città, riflettendo sulla fugacità dei sogni e sul dolore della lontananza dalla propria terra. La maestria nella scrittura di Santoro trasporta il lettore in un viaggio emotivo attraverso i ricordi e le sensazioni di un luogo amato. Il poema è caratterizzato da un ritmo fluido e melodico, con versi principalmente endecasillabi e uno schema di rime alternate (ABAB) nei primi quattro versi di ogni strofa, creando un'atmosfera onirica e suggestiva che si adatta perfettamente al tema della poesia e alla sua narrazione evocativa della vita a Gallipoli.

 
*   Il poema "Giusto il tempo di un caffè" di Alessandra Piacentino 

 
offre una delicata riflessione sull'effimero della vita e sull'importanza di cogliere i momenti preziosi di connessione e compagnia. Attraverso immagini evocative e una prosa suggestiva, l'autrice dipinge un quadro di serenità e gentilezza, descrivendo gli animi che dormono su "materassi imbottiti di piume ed emozioni" e "trapunte di sogni e sussurri". La richiesta di un caffè diventa un'occasione per condividere un momento fugace ma significativo con un'altra persona, mentre l'immagine finale di un "abbraccio di primavera" e un "passo sofferto di una poesia" trasmette un senso di compagnia e connessione umana.

 
*   "Avigliana" di Felice Serino

 
Questo breve ma intenso componimento cattura la nostalgia e il passare del tempo attraverso una foto di famiglia. Avigliana diventa il palcoscenico di ricordi e riflessioni, dove il protagonista osserva il passato con affetto e rimpianto. La figura materna e il lago diventano simboli di serenità e trasformazione, mentre il sorriso alle rughe suggerisce una consapevole accettazione del cambiamento. La poesia, tratta da "Coordinate dell'anima", riflette sulla bellezza e sulla complessità dell'esperienza umana, invitando il lettore a riflettere sui propri legami con il passato e sul significato della propria esistenza.

 
*   La poesia "La MORTE è sempre li......" di Joseph65 

 
riflette profondamente sulla presenza costante della morte nella vita umana. Attraverso immagini potenti e evocative, l'autore descrive la sua presenza silenziosa e inevitabile, che ci accompagna fin dal momento della nascita e attende pazientemente il nostro turno. La rappresentazione della morte come un compagno tranquillo ma implacabile aggiunge un tocco di inquietudine e consapevolezza della nostra vulnerabilità. La conclusione, con la figura della morte che indossa un lenzuolo su un balcone, è particolarmente suggestiva e carica di significato, evidenziando la sua onnipresenza e inevitabilità.

 
*   "Battito..."Flora Fazzari

 
In questa brezza di poesia, Flora Fazzari cattura con maestria il palpito del tempo, il suo battito che ci avvolge dolcemente. Attraverso versi che danzano delicatamente come foglie al vento, l'autrice ci conduce in un viaggio intimo e contemplativo. Il ritmo incalzante dei versi riflette il fluire incessante del tempo, mentre l'anima si lascia trasportare in un turbine di emozioni.

 
Il testo si svela come un dipinto, ricco di sfumature e contrasti, dove il cercare lontano diventa una danza dell'anima, un'ossessione per l'ignoto che si cela dietro l'orizzonte. Ma in questo incanto poetico, troviamo anche un richiamo alla semplicità e alla bellezza delle cose vicine, delle piccole gioie quotidiane che spesso sfuggono alla nostra attenzione.

 
Flora Fazzari confeziona con maestria un canto alla vita, un inno alla ricerca interiore e alla consapevolezza del presente. La sua poesia risuona come un eco nell'animo del lettore, invitandolo a esplorare le profondità dell'esistenza e a cogliere l'essenza fugace del tempo che scorre.

 
*   "Ti ho cercata" Franco Fronzoli

 
Nelle nebbie dell'anima e tra i riflessi sfuggenti dei pensieri notturni, Franco Fronzoli intreccia un canto struggente alla ricerca dell'amore perduto o forse mai trovato. Con una prosa che si adagia come foglie dolcemente cullate dal vento, l'autore dipinge un ritratto dell'anima umana in cerca di un rifugio, di un abbraccio che possa placare la sua inquietudine.

 
Attraverso immagini poetiche che danzano tra le pagine, Fronzoli ci trasporta lungo il percorso intricato e misterioso della ricerca dell'amore. Tra raggi di sole che si spezzano sulle onde del mare e tramonti che tingono il cielo di malinconia, l'autore evoca il desiderio struggente di trovare quell'essenza luminosa che possa illuminare le tenebre dell'anima.

 
Ma è nell'intimità del cuore che la ricerca trova finalmente la sua fine, come una rivelazione improvvisa e meravigliosa. Nascosta tra le pieghe dell'io più profondo, l'amata giace addormentata su un letto di rose, simbolo di bellezza e fragilità. Questo ritrovamento è il culmine di una ricerca interiore, una scoperta che conferisce significato e pienezza alla vita del cercatore.

 
Franco Fronzoli ci dona un'opera intrisa di poesia e pathos, una melodia struggente che risuona nell'animo del lettore e lo invita a esplorare i labirinti dell'amore e della ricerca di sé.

 
*   "Umanità provetta" Giuseppe Stracuzzi

 
Con una prosa carica di intensità e denuncia, Giuseppe Stracuzzi dipinge un ritratto crudo dell'umanità alle prese con le sue oscure tentazioni e i suoi pericoli mortali. L'immagine del "Mostro batterio infido" che si annida nelle sembianze umane evoca immediatamente un senso di minaccia e pervasività, sottolineando la fragilità dell'esistenza umana di fronte alle forze oscure che la circondano.

 
La turbolenza descritta nell'opera rappresenta il caos e la discordia che permeano la società, mentre il tempo stesso sembra gemere sotto il peso delle sue ferite, implorando misericordia al cielo infinito. In questo contesto, l'autore rivolge un appello accorato all'umanità provetta, esortandola a non lasciarsi traviare dalle brame di potere e dalle armi che portano solo distruzione e dolore.

 
La poesia è un richiamo alla responsabilità e alla compassione, un invito a inventare soluzioni che possano proteggere l'umanità da questa minaccia imminente. L'immagine del "siero che vaccini questo incombente male" rappresenta la speranza di trovare un antidoto, una cura che possa guarire le ferite dell'anima e dell'umanità stessa.

 
Giuseppe Stracuzzi ci offre un monito potente e incisivo, una voce che si leva contro le ingiustizie e le violenze del mondo, ma anche un raggio di speranza che invita all'azione e alla solidarietà. La sua poesia ci ricorda che, nonostante le tenebre che ci circondano, c'è sempre la possibilità di lottare per un futuro migliore.

 
*   "Sentir profondo" Emilio Tasca

 
Con una prosa che scorre come le onde del mare, Emilio Tasca ci porta in un viaggio attraverso le profondità dell'animo umano e le varie sfumature dell'amore. La poesia è permeata da un senso di verità e autenticità, che risuona potente attraverso ogni verso.

 
Il "sentir profondo" evocato dall'autore è rappresentato come un fiume in piena, impossibile da arginare, una forza primordiale che permea ogni aspetto della vita. Nei momenti di calma e serenità, l'amore abbraccia l'anima come un rifugio sicuro, mentre nelle tempeste della vita, il sorriso luminoso dell'amato/a diventa un faro che guida attraverso le acque burrascose.

 
La poesia è un inno alla forza dell'amore e alla sua capacità di illuminare anche i momenti più bui. L'autore invita il lettore a guardare oltre l'orizzonte, a lasciarsi trasportare dalla luce del sole che brucia via ogni dubbio e incertezza, lasciando spazio solo all'amore che si manifesta davanti agli occhi.

 
In questo ciclo eterno di albe e tramonti, l'amore è sempre presente, pronto a risorgere con ogni nuovo giorno. La poesia di Emilio Tasca è un richiamo alla speranza e alla fiducia nel potere rigenerante dell'amore, un inno alla bellezza e alla magia della vita condivisa.

 
*  "E' giorno ma..." Cristiano Berni

 
Attraverso una prosa carica di contrasti e tensioni, Cristiano Berni ci conduce in un viaggio emotivo all'interno delle profondità dell'anima umana. La poesia si apre con un'osservazione sull'apparenza esterna, il giorno luminoso e caldo, ma subito si svela il contrasto interiore, il buio e il grido che risuonano nell'anima.

 
L'uso dell'ossimoro tra il giorno splendente e il buio interiore crea un effetto potente, sottolineando la complessità e la contraddizione dell'esperienza umana. Il cuore stanco riflette i suoi raggi, ma anche il dolore che si annida al suo interno, come un'ombra persistente che non si dissipa.

 
La descrizione degli occhi che si fanno piccoli e dei gesti lenti evoca un senso di oppressione e stanchezza, mentre il riferimento al Dedalo infinito suggerisce una sensazione di smarrimento e labirinto interiore. La stagione estiva, di solito associata alla luce e alla gioia, diventa qui il palcoscenico per il grigiore dell'animo, per la sofferenza che si fa strada anche nei momenti di apparente splendore.

 
Cristiano Berni ci offre un'opera che sfida le convenzioni e ci spinge a esplorare le profondità dell'essere umano. La sua poesia è un richiamo alla complessità dell'esperienza umana e alla necessità di accettare e comprendere le ombre che risiedono dentro di noi.

 
*   "Dinamiche emozioni" Renzo Montagnoli 

 
Attraverso una prosa che scorre come un dolce ricordo, Renzo Montagnoli ci conduce in un viaggio nel passato, illuminando le dinamiche emozioni che accompagnano il processo di invecchiamento e di riflessione sulla propria vita. La poesia si apre con una descrizione delicata della notte, quando il ritmo frenetico della giornata lascia spazio alla calma e alla contemplazione.

 
L'autore ci rivela il suo momento di introspezione notturna, in cui i ricordi del passato affiorano con intensità sorprendente. Le immagini di un'infanzia lontana, delle capriole e delle corse sfreccianti, riempiono la mente dell'autore di una gioiosa malinconia, mentre si riscopre nel ruolo del bambino che una volta era.

 
La poesia è permeata da una profonda consapevolezza del passare del tempo e delle trasformazioni che esso porta con sé. L'autore riflette sul contrasto tra l'energia e la spensieratezza della gioventù e la fragilità e la saggezza dell'età adulta. Tuttavia, non c'è amarezza nel ricordo, solo un senso di gratitudine per aver vissuto ogni istante con intensità e pienezza.

 
Le piccole emozioni che l'autore percepisce nel ricordo dell'infanzia sono celebrate come tesori preziosi, testimoni di una vita vissuta con passione e autenticità. Il ritrovare la serenità nel ricordo dei giorni passati diventa un momento di riconciliazione con sé stessi e con la propria esistenza.

 
Renzo Montagnoli ci offre un'opera che parla al cuore di chiunque abbia mai fatto i conti con il passare del tempo e con il desiderio di preservare i ricordi più preziosi della propria vita. La sua poesia è un invito a guardare indietro con gratitudine e avanti con speranza, abbracciando ogni momento con amore e consapevolezza.

 
*   "Jazz freddo" Enrico Tartagni

 
Con una prosa intrisa di ritmo e suggestione, Enrico Tartagni ci trasporta in un viaggio attraverso le atmosfere affascinanti del jazz underground. La poesia si apre con una promessa d'amore per il giorno successivo, ma subito l'autore ci introduce nel mondo avvolgente e coinvolgente della musica jazz.

 
Le immagini evocate sono intense e multisensoriali, come un dipinto vivido che si dipana davanti agli occhi del lettore. Le icone della musica jazz, come Sinatra, Sammy Davis e Dean Martin, danzano sullo sfondo della mente dell'autore, creando un tableau affascinante di note e ritmi.

 
La musica di Paolo Fresu si materializza come una nebbia fredda e avvolgente, mentre i versi armoniosi di Stechetti e dei suoi amici si fondono in un flusso continuo di suoni e sensazioni. L'autore si lascia trasportare dal ritmo groove, seguendo il battito del cuore che si perde nelle frange della musica classica, dai Bach ai Beethoven.

 
La poesia si dipana come un viaggio attraverso il tempo e lo spazio, dalla frenesia della città al tranquillo rifugio della natura, dove lo zio Giacomo sognava tra passerotti e usignoli. Questo contrasto tra il mondo frenetico della musica e il calmo ritmo della natura crea un effetto suggestivo e poetico.

 
Infine, l'autore ritorna all'amore, promettendo di venire fin dentro l'amata, immerso nel dolce vortice delle note penetranti del jazz. La poesia si conclude con una promessa di armonia e fusione, dove l'amore e la musica si fondono in un'unica esperienza sensoriale e emotiva.

 
Enrico Tartagni ci offre un'opera che cattura l'essenza del jazz e la sua capacità di trasportare l'anima in luoghi al di là del tempo e dello spazio. La sua poesia è un omaggio alla bellezza e alla potenza della musica, e alla sua capacità di toccare le corde più profonde dell'anima umana.

 
*   "Storie in cerchio" Carlo Festa

 
Con una prosa semplice ma penetrante, Carlo Festa ci trasporta in un cerchio di persone deluse e arrabbiate, desiderose di confrontarsi e di trovare una via d'uscita dalle loro avversità. La poesia si apre con l'immagine suggestiva di persone che si ritrovano in cerchio, uno scenario simbolico che evoca un senso di condivisione e comunione.

 
Le persone descritte dall'autore sono state ferite dalle avversità della vita, colpite da pugni allo stomaco e al volto che hanno lasciato segni indelebili. Tuttavia, nonostante le difficoltà incontrate, queste persone alzano la mano con determinazione, desiderose di essere ascoltate e di avere una nuova possibilità nella società.

 
La poesia è un richiamo alla resilienza umana, alla capacità di reagire e di lottare anche quando sembra che tutte le porte siano chiuse. Le persone nel cerchio cercano di comprendere i loro errori e di trovare modi per rimediare, dimostrando una volontà di cambiamento e di riscatto.

 
L'immagine del cerchio diventa un simbolo di speranza e di solidarietà, un luogo in cui le persone possono trovare sostegno reciproco e un senso di appartenenza. Lasciare il segno diventa un obiettivo condiviso, un desiderio di lasciare un'impronta positiva nel mondo nonostante le avversità incontrate lungo il cammino.

 
Carlo Festa ci offre un'opera che celebra la forza e la resilienza dell'animo umano, invitando il lettore a riflettere sulla natura delle avversità e sulla possibilità di trovare una via d'uscita anche nei momenti più bui. La sua poesia è un inno alla speranza e alla determinazione, un invito a credere nel potere trasformativo dell'amore e della solidarietà.

 
*   "Trincea" Bruno Amore

 
Con una prosa cruda e carica di pathos, Bruno Amore ci trasporta nelle profondità della trincea, tra il fango e il terrore della guerra, mentre i soldati cercano di trovare conforto nei ricordi e nei pensieri lontani. La poesia si apre con un dialogo intimo tra compagni d'armi, mentre uno racconta dell'amata Lilly e l'altro promette di liberarlo dai pidocchi che infestano i suoi capelli.

 
Le immagini evocate sono intense e viscerali, i soldati sono lontani dal fronte, ma possono ancora sentire l'urlo della battaglia che risuona in lontananza. Il narratore ripensa ai momenti di intimità con Lilly, evocando l'odore della sua pelle e la dolcezza della sua voce al mattino, mentre lei si prepara nel calore del letto.

 
Ma la guerra e la distanza hanno un prezzo alto, e il narratore si ritrova intrappolato nella disperazione e nell'orrore della trincea. I soldati piangono ogni giorno, impotenti di fronte alla miseria e alla distruzione che li circonda. La guerra è descritta come un pantano, una trappola dalla quale è difficile fuggire.

 
Le parole dell'autore riflettono la tragedia universale della guerra e della sofferenza umana. La gente perde tutto, schiacciata da eventi che vanno oltre la loro comprensione. La speranza di trovare pace e dignità sembra lontana e inafferrabile, mentre la violenza e il dolore dilaniano il cuore umano.

 
Bruno Amore ci offre un'opera che ci ricorda la brutale realtà della guerra e delle sue conseguenze devastanti. La sua poesia è un grido di dolore e disperazione, ma anche un invito alla riflessione e alla compassione per coloro che soffrono in trincea e oltre.

 
*   "Interrogativi d'amore" Bruno Castelletti

 
Attraverso una prosa delicata e carica di rimpianto, Bruno Castelletti ci conduce in un viaggio attraverso i meandri dell'amore e delle sue sfumature. La poesia si apre con una domanda struggente, un interrogativo che riflette il senso di smarrimento di fronte alla scelta di fermarsi sull'orlo dell'abisso anziché lasciarsi trasportare dall'onda dell'amore.

 
L'autore dipinge un quadro vivido di un momento di intimità con l'amata, illuminato dal suo sorriso radioso e dalla bellezza della natura circostante. L'erba rallegrata dal canto delle cicale e il bosco che fremeva di passione diventano il palcoscenico di un'emozione intensa e palpabile.

 
Le descrizioni sensoriali sono ricche e coinvolgenti, con la pelle dell'amata che profuma di viola e ciclamino e le labbra che sanno di fragola e ciliegia, evocando un senso di sensualità e dolcezza. Tuttavia, nonostante l'intensità del momento, l'autore si rende conto troppo tardi di non aver colto pienamente la bellezza fugace di quell'esperienza.

 
Il bocciolo di rosa che si apre soffice diventa un simbolo della bellezza efimera dell'amore, della sua fragilità e della sua delicatezza. Alla luce del mattino, la fragranza svanisce, lasciando dietro di sé solo il ricordo di ciò che è stato e la consapevolezza di ciò che è stato perduto.

 
La poesia di Bruno Castelletti è un'ode alla bellezza e alla fugacità dell'amore, un richiamo alla necessità di cogliere appieno ogni istante di passione e di intimità. È anche un'interrogazione sulla natura umana e sulle scelte che ci portano a perdere ciò che più desideriamo.

 
*   "La promessa" Sandra Greggio

 
Attraverso una richiesta delicata e appassionata, Sandra Greggio ci trasporta in un momento intimo e vulnerabile, chiedendo al destinatario di scriverle una poesia come quelle di un tempo, rievocando un passato di bellezza e di connessione emotiva. La richiesta è carica di desiderio e di speranza, un invito a esplorare i sentimenti senza paura o riserve.

 
L'autrice esorta il destinatario a non soffocare i propri sentimenti, a non costruire muri intorno al cuore che impediscano la comunicazione e la condivisione delle emozioni. La promessa di non chiedere più di essere scritta una poesia è un gesto di generosità e di fiducia, un modo per permettere al destinatario di esprimersi liberamente senza sentirsi obbligato.

 
La data posta alla fine della poesia aggiunge un senso di temporalità e di urgenza, come se fosse importante per l'autrice ricevere quella poesia ora, in questo momento preciso della sua vita. È un richiamo alla fugacità del tempo e alla necessità di cogliere ogni occasione di connessione e di bellezza.

 
La poesia è un invito alla comunicazione autentica e alla condivisione sincera, un modo per mantenere viva la fiamma della passione e della connessione emotiva. È un'impegno a custodire e a valorizzare i momenti di intimità e di bellezza che rendono la vita degna di essere vissuta.

 
Sandra Greggio ci offre un'opera che parla direttamente al cuore, un messaggio di speranza e di fiducia nell'amore e nella bellezza della vita. La sua poesia è un invito a essere veri e autentici, a comunicare apertamente e a custodire con cura i legami che ci tengono uniti.

 
*   "Insorgi o Popolo!" Jacqueline Miu

 
Con una prosa potente e incisiva, Jacqueline Miu incita il popolo italiano a insorgere contro le ingiustizie e a lottare per la libertà e la dignità umana. La poesia si apre con un richiamo alla grandezza letteraria di Dante, invitando il popolo a parlare con la stessa audacia e determinazione del celebre poeta.

 
L'autrice esorta il popolo a cercare il ribelle dentro di sé e a rifiutare i mali che opprimono e schiavizzano l'umanità. La libertà di essere ciò che si desidera diventa un obiettivo nobile da raggiungere, un'espressione dell'autenticità e della piena realizzazione dei sogni individuali.

 
La poesia denuncia la corruzione e l'ingiustizia che pervadono la società, invitando il popolo a non piegarsi davanti alle armi o alle manipolazioni dei potenti. La vera rivoluzione, sostiene l'autrice, è quella che parte dal cuore e dalla determinazione del popolo, che si ribella contro l'Ade dell'oppressione e della tirannia.

 
Jacqueline Miu ci offre un'opera che incarna lo spirito di ribellione e di speranza, un richiamo all'azione e alla solidarietà per creare un mondo migliore. La sua poesia è un inno alla dignità umana e alla lotta per la libertà, un invito a insorgere contro le ingiustizie e a difendere i valori fondamentali dell'umanità.

 
*    "La vie" Carlo Chionne

 
Con un tono leggero e ironico, Carlo Chionne dipinge un quadro della vita quotidiana attraverso una serie di semplici versi che giocano con le banalità e le piccole gioie della vita. La poesia inizia con un'affermazione positiva sulla meraviglia della vita, ma subito si tuffa in dettagli quotidiani apparentemente insignificanti.

 
Il narratore descrive la sua routine quotidiana, dall'alzarsi al mattino a fare un giro a Parigi fino a tornare a casa per fare pipì. La narrazione continua con le attività dell'afternoon, il riposo pomeridiano e la ricerca del calore, fino ad arrivare alla notte e al momento di andare a letto.

 
La poesia prende una svolta comica quando il narratore menziona l'incontro con una ragazza carina, dove risponde sempre con un "Oui, oui" entusiasta. Tuttavia, quando si tratta di incontrare sua moglie, la vita diventa un dramma, rivelando un contrasto umoristico tra l'entusiasmo per l'incontro con estranei e le sfide della vita coniugale.

 
Il ritornello che ripete "Oui, la vie est une merveille" aggiunge un tocco di sarcasmo, sottolineando l'ironia dietro alla descrizione della vita quotidiana. La poesia si conclude con una sorta di rassegnazione mista a un senso di accettazione della routine, suggerendo che, nonostante le sue imperfezioni, la vita è comunque una meraviglia da apprezzare.

 
Carlo Chionne ci offre un'opera che cattura la semplicità e l'umorismo della vita quotidiana, invitando il lettore a ridere delle piccole gioie e delle frustrazioni che accompagnano l'esistenza umana. La sua poesia è un esempio di come anche i momenti più banali possano essere fonte di ispirazione e riflessione.

 
*    "Preghiera di pace" Antonia Scaligine

 
Con una preghiera carica di umiltà e desiderio di pace, Antonia Scaligine rivolge le sue parole al Signore, implorando di trasformare la propria voce in un'eco di amore e di compassione. La poesia si apre con un invito divino a prestare attenzione alle sue parole, desiderose di essere veicolo di pace e di armonia nel mondo.

 
L'autrice esprime il desiderio che la sua voce non sia solo un suono che cade nell'orecchio di chi ascolta, ma diventi un'eco che ritorna a lei stessa, permettendole di riascoltarla senza risentimento o rabbia. Il suo scopo è quello di trasformare le parole di odio e discordia in parole di pace e amore, capaci di unire anziché dividere.

 
Le parole di Antonia Scaligine sono permeate da una profonda spiritualità e da un senso di gratitudine verso la bellezza della natura e verso la presenza divina. Lei desidera che le sue parole siano come un abbraccio, capaci di comunicare con la natura e di ringraziare Dio per ogni alba e ogni notte, per ogni luna che brilla nel cielo.

 
L'autrice esprime anche la sua preoccupazione per le azioni distruttive dell'uomo sulla terra, invocando la protezione divina affinché le frecce infuocate dell'odio e della violenza possano essere fermate e trasformate in segni di pace e di speranza.

 
In questa poesia, Antonia Scaligine ci offre un messaggio di speranza e di fiducia nella potenza trasformatrice dell'amore e della spiritualità. La sua preghiera è un richiamo alla pace e alla compassione, un invito a tutti noi a essere agenti di cambiamento positivo nel mondo.

 
*   "Malibù dancing" Piero Colonna Romano 

 
Attraverso versi che danzano al ritmo di emozioni contrastanti, Piero Colonna Romano dipinge un quadro vivido di un momento di gioia e spensieratezza, seguito dalla malinconia dei ricordi perduti. La poesia si apre con l'immagine di occhi scintillanti e sorrisi radiosi, illuminati dalla luce e dal ritmo della musica.

 
Il narratore descrive la bellezza e l'energia della persona amata, con i suoi occhi che brillano come diamanti e il suo sorriso che incanta e seduce. La musica e il canto creano un'atmosfera di sogno, permettendo ai protagonisti di vivere momenti di pura felicità e promesse di avvenire.

 
La descrizione dei capelli biondi che ondeggiavano leggeri e profumavano di primavera evoca un senso di leggerezza e vitalità, mentre il viso sfiorato delicatamente porta con sé la dolcezza di un tempo che sembra eterno. Tuttavia, il tono della poesia cambia improvvisamente, rivelando un'ombra di tristezza e rimpianto.

 
Il narratore riflette sul passato con un senso di nostalgia, suggerendo che la gioia effimera dei momenti felici è stata oscurata dalla tristezza dei ricordi perduti. La poesia si conclude con un grumo di pena che cancella il sorriso dalle labbra del narratore, lasciando dietro di sé solo il ricordo delle nevi del tempo che fu.

 
Piero Colonna Romano ci offre un'opera che celebra la bellezza e l'euforia dei momenti di gioia, ma anche riflette sulla fugacità della felicità e sulla persistenza della tristezza nel cuore umano. La sua poesia è un viaggio emotivo che ci invita a contemplare la complessità dell'esperienza umana e la fragile bellezza dei momenti felici.

 
* "Molo di Levante (Viareggio)" Alessio Romanini 

 
Attraverso versi intrisi di nostalgia e riflessione, Alessio Romanini ci trasporta al Molo di Levante a Viareggio, evocando la quiete del mare Tirreno e la solitudine del viaggiatore immerso nei suoi pensieri. La poesia inizia con una descrizione suggestiva del paesaggio marino, con il narratore che cammina silenziosamente tra i suoni dei gabbiani e i riflessi del sole sulle acque.

 
L'autore dipinge un quadro vivido dei neri scogli e del faro verde che segnala il porto sicuro, mentre il viaggiatore contempla l'orizzonte infinito e riflette sul passato. Le sculture fanciulle sui bianchi scogli diventano simboli della spensieratezza e dell'innocenza perduta, mentre il narratore si confonde con il mare e il silenzio, immerso nei ricordi delle estati trascorse in compagnia degli amici e del primo amore.

 
La poesia esprime una profonda malinconia per il tempo che è fuggito e per l'invecchiamento del narratore, ma anche un senso di consapevolezza e accettazione del presente. Il narratore si rende conto che la vera vita si svolge nel momento presente e non nei ricordi del passato o nelle illusioni del futuro.

 
Alessio Romanini ci offre un'opera che celebra la bellezza della nostalgia e l'importanza di vivere pienamente il momento presente. La sua poesia è un invito a riflettere sulla fugacità del tempo e sull'importanza di apprezzare ogni istante della vita, senza lasciarsi trascinare dai fantasmi del passato o dalle incertezze del futuro.

 
Con affetto e gratitudine,
Vostro Ben Tartamo 

 

"Solo il deserto"

 
Solo il deserto conosce la preghiera,
come ogni duna ne ascolta il suo vento.
L'anima liquida si perde alla sera,
muta la luna intona il suo lamento.

 
Mare di stelle, perle dell'Altissimo,
morbida seta ne copre i lombi il cielo. Presto la notte al sole alto e fierissimo,
calerà il sipario di mare, un velo.

 
31 gennaio 24
Ben Tartamo

 
La poesia "Solo il deserto" di Ben Tartamo adotta uno stile lirico e suggestivo, caratterizzato da un linguaggio evocativo e immagini poetiche ricche. La metrica è prevalentemente endecasillaba, che conferiscono al testo un ritmo fluido e armonioso. 

 
L'analisi metrica rivela l'uso predominante degli endecasillabi. L'autore utilizza principalmente piedi metrici di tipo sdrucciolo, che conferiscono al testo un ritmo incalzante e melodico. Le rime sono alternate e seguono lo schema ABAB. Questo schema, contribuisce a creare un ritmo armonioso e melodico che accompagna il fluire del testo.

 
La poesia "Solo il deserto" evoca un'atmosfera di solitudine e contemplazione, utilizzando il deserto come metafora della ricerca interiore e della spiritualità. Le dune, il vento e la luna diventano simboli della connessione tra l'uomo e il divino, mentre il cielo stellato rappresenta la grandezza e la maestosità dell'Altissimo. L'autore riflette sul significato della preghiera e della meditazione, suggerendo che solo nel deserto, lontano dal trambusto della vita quotidiana, l'anima può trovare pace e rinnovamento. Il calare della notte e il velo del mare simboleggiano il passaggio dal giorno alla notte, dalla luce all'oscurità, suggerendo un senso di transitorietà e mistero che permea l'esistenza umana. In definitiva, la poesia invita il lettore a riflettere sul significato della spiritualità e della ricerca interiore, suggerendo che solo attraverso la contemplazione e la preghiera l'anima può trovare la sua vera pace e realizzazione.

 
Prof. Marino Spadavecchia 


 

14-15-16 Marzo

"Se vissuto intensamente"

Non sapere dove andare
Se restare o partire
Non sapere cosa dire
Se parlare o tacere
E aver voglia di fuggire
Perché non si vuol vedere
Che tutto è un lento morire
E se morire poi si deve
Meglio farlo in cui si crede
Stando in piedi e in cammino
E non fermi nel declino
Perché meglio la follia
Che una vita senza vita
Perché tutto è poesia
E non sabbia tra le dita
Se vissuto intensamente
Libero il cuore e libera la mente
 
Ben Tartamo 
 
 
Commento su "Se vissuto intensamente" di Ben Tartamo

 
In questa poesia, Ben Tartamo ci conduce in un viaggio emotivo attraverso le profondità dell'anima umana, esplorando il tema dell'incertezza, della ricerca di significato e della consapevolezza della propria esistenza. L'autore dipinge un quadro di confusione e indecisione, descrivendo il dilemma di non sapere dove andare, se restare o partire, cosa dire, se parlare o tacere. Questa sensazione di smarrimento e di vuoto interiore viene resa con grande intensità attraverso l'uso di immagini suggestive e contrastanti.

 
Dal punto di vista della metrica, pur prevalendo l'ottonario come verso (gli accenti sono tutti sulla settima sillaba), la poesia si articola principalmente in versi liberi, senza una struttura metrica rigida, che conferisce un senso di libertà e spontaneità al testo. Tuttavia, emergono alcune ripetizioni ritmiche che contribuiscono a enfatizzare concetti chiave, come ad esempio nella frase "Se vissuto intensamente / Libero il cuore e libera la mente", dove la ripetizione del suono "libe-" crea un effetto di risonanza e di enfasi.

 
Quanto alle rime, esse sono presenti solo in modo occasionale e non seguono uno schema fisso. Tuttavia, l'autore fa un uso sapiente delle rime interne, baciate o alternate e delle assonanze per conferire musicalità e coesione al testo, come ad esempio nell'accostamento di "follia" e "vita" o di "poesia" e "dita"  ovvero deve/crede.

 
Il verso che mi ha particolarmente colpito è "E se morire poi si deve / Meglio farlo in cui si crede", non solo per il suo significato profondo e suggestivo, ma anche per la sua struttura bilanciata e incisiva. La sua semplicità e chiarezza comunicativa lo rendono un punto focale della poesia, che invita il lettore a riflettere sulle proprie convinzioni e sul coraggio di vivere secondo i propri valori.

 
In sintesi, "Se vissuto intensamente" di Ben Tartamo è una poesia che, pur nella sua semplicità formale, riesce a trasmettere emozioni profonde e a stimolare una riflessione sulla vita e sul suo significato, attraverso l'uso sapiente di uno stile chiaro e accessibile.

Prof. Marino Spadavecchia 

 

"Poesie pubblicate il 14-15-16 Marzo 2024"
 

**"Giardino D'Innocenza" - Laura Lapietra**

 
In questo componimento lirico, Laura Lapietra ci trasporta in un giardino di innocenza, un luogo dove la purezza dell'infanzia si manifesta in tutto il suo splendore. Corriamo leggeri sull'erba fresca del mattino, che è bagnata dalla rugiada scintillante come gemme. Confidiamo nei dolci occhi verdi, simbolo di speranza e innocenza, anche quando si riempiono di lacrime.

 
Questo giardino è un luogo sacro, un letto d'innocenza dove possiamo esprimere liberamente le nostre emozioni più vive accanto ai nostri desideri più profondi. Qui, ogni male è ancora lontano, e il profumo della purezza permea l'aria dei primi anni di vita. Tuttavia, il mondo esterno, rappresentato dalla mano dell'errore, minaccia di macchiare questa purezza con la malizia e l'inganno.

 
Ma anche di fronte alle emozioni più intense e contrastanti, i gentili sentimenti dell'infanzia risplendono come pastelli delicati, creando un armonioso contrasto con il rosso acceso delle emozioni forti. Il nostro sguardo, motivato dalla speranza e dalla fiducia, si solleva verso il cielo azzurro, mentre ci sentiamo avvolti dall'amore materno, un amore che sogna e protegge il futuro attraverso gli occhi del proprio figlio.

 
Questo legame tra madre e figlio è indistruttibile, sigillato con il marchio dell'adorata predilezione. È un coltre d'amore che il tempo non potrà mai sfiorare, un legame magico che rimarrà eterno nonostante le sfide e le avversità della vita.

 
In questa poesia, Laura Lapietra celebra la bellezza e la fragilità dell'infanzia, e ci ricorda il potere trasformativo dell'amore materno. È un invito a custodire gelosamente la nostra innocenza interiore e a coltivare un futuro luminoso e pieno di speranza.

 
**"Assaggiando l'Amarezza" - Salvatore Armando Santoro**

 
In questo frammento poetico, l'autore ci offre uno sguardo penetrante sulle contraddizioni e l'ipocrisia del mondo moderno. Attraverso l'immagine di un assaggio amaro, ci invita a riflettere sulle nostre interazioni con una società corrotta e disillusa.

 
Sorseggiando l'ipocrisia di questo mondo strano, ci troviamo a confrontarci con la dura realtà della gente a cui offriamo il nostro aiuto, spesso senza ricevere gratitudine in cambio. Rimane il rimpianto e la delusione di aver amato invano, mentre il pianto diventa il solitario sfogo di chi ancora crede nella bontà intrinseca del mondo.

 
L'autore esprime il desiderio di cancellare le frontiere mentali e fisiche che ci separano, di abbattere le barriere che dividono le persone. Tuttavia, questo desiderio viene contrastato dalla dura realtà delle guerre e delle divisioni che persistono nel mondo, alimentate dalla cupidigia e dall'odio umano.

 
La poesia è pervasa da un senso di disillusione e tristezza, ma anche da una fiamma di speranza che brucia nel cuore di coloro che ancora credono nella possibilità di un mondo migliore. Attraverso le parole dell'autore, ci viene ricordato il nostro dovere di combattere l'ingiustizia e l'odio, e di lavorare per un futuro in cui la pace e la solidarietà possano trionfare sulle divisioni e sulle discordie.

 
**"Non conosco più Amore di questo" - Piacentino Alessandra**

 
In queste poche righe, Piacentino Alessandra ci offre una profonda riflessione sull'amore, evidenziando la sua natura universale e la sua presenza pervasiva in ogni aspetto della vita.

 
L'autore inizia esprimendo un senso di disillusione nei confronti dell'amore tradizionale tra uomo e donna, descrivendolo come un fallimento fatto di belle parole e emozioni superficiali. Tuttavia, emerge una nuova prospettiva: l'amore vero è incarnato dalla compassione e dall'empatia, dal mettere il cuore in ogni gesto e azione.

 
Questo concetto di amore abbraccia tutte le forme della vita: dall'amore per la natura ai silenzi delle persone, dai gesti non detti agli errori commessi. È un'energia che permea tutto, che ama senza riserve e attrae con la sua luminosità.

 
L'amore, dunque, è una forza che perdona e non respinge, che accoglie tutto ciò che è umano e imperfetto. È la semplice capacità di amare senza condizioni, di riconoscere la bellezza nelle piccole cose, come una manciata di polvere di cielo e luce di stelle.

 
In conclusione, Piacentino Alessandra ci invita a guardare oltre le convenzioni sociali dell'amore romantico e a riconoscere la sua vera essenza: un'energia universale che pervade tutto e che ci connette profondamente con il mondo che ci circonda.

 
**"La Bucìa ha le Zampe Corte" - Armando Bettozzi**

 
In questo componimento dialettale, Armando Bettozzi ci offre una riflessione profonda sulla natura umana e sulle strategie utilizzate per ottenere il successo e la vittoria nelle sfide della vita.

 
L'autore inizia affermando che non basta ammassare risorse e potere per vincere, poiché alla fine sarà la verità a trionfare. Non si può convincere gli altri a proprio piacimento, né attraverso l'uso di parole velenose o manipolazioni segrete. Al contrario, più si cerca di manipolare la gente con l'inganno, meno essa ascolterà.

 
La "bucìa", simbolo delle trame oscure e delle manovre subdole, ha sempre zampe corte, incapaci di raggiungere la vera vittoria e il rispetto genuino degli altri. Punire gli altri per il loro pensiero indipendente non è il modo per vincere un'elezione o guadagnare il rispetto. I saggi insegnano che alla fine la verità e l'integrità prevarranno sempre, portando alla luce le falsità e le manipolazioni dei poco seri.

 
In conclusione, col suo potente spirito romanesco, Armando Bettozzi ci invita a riflettere sulle vere qualità che portano al successo e al rispetto: l'onestà, la trasparenza e il rispetto per la libertà di pensiero degli altri. Le trame oscure e le manipolazioni non porteranno mai alla vera vittoria, ma solo alla perdita della fiducia e del rispetto degli altri.

 
**"L'Essenza" - Felice Serino**

 
In questo breve ma intenso frammento poetico, Felice Serino ci offre una visione profonda dell'essenza umana e del suo legame con l'universo.

 
L'autore descrive l'essenza come una forza che si manifesta sia all'esterno che all'interno di noi stessi, attraversandoci senza limiti di spazio e tempo. È una presenza onnipresente, eterea e primordiale, simile al soffio vitale che accompagnò la prima luce del mondo.

 
L'immagine della "nave astrale" ci suggerisce un viaggio dell'anima attraverso l'universo, libera da vincoli terreni e materiali. L'anima diviene un ente libero, in grado di sollevarsi al di sopra delle limitazioni della vita quotidiana e di esplorare gli infiniti orizzonti dell'esistenza.

 
In questo breve passaggio, Felice Serino ci invita a riflettere sulla natura profonda dell'essere umano e sul suo legame indissolubile con l'universo. L'essenza dell'uomo è infinita, eterna e in continua evoluzione, e solo abbracciando la sua natura più profonda possiamo veramente comprendere il nostro posto nell'universo.

 
**"Pensieri Lievi" - Antonietta Ursitti**

 
In questo delicato componimento, Antonietta Ursitti dipinge un'immagine suggestiva dell'alba che si affaccia dolcemente, quasi furtiva, nel cielo. L'alba, con il suo sguardo incantevole, sembra comunicare con la luna, annunciando la serenità che giunge con il nuovo giorno.

 
L'autrice evoca un senso di eternità e incanto nell'atmosfera matutina, suggerendo che in quei momenti si possa intravedere qualcosa di più grande e duraturo, al di là delle preoccupazioni quotidiane. Tuttavia, mentre la natura si risveglia con tranquillità, l'essere umano resta ancorato alla terra, intrecciando pensieri lievi e fugaci.

 
Questi "pensieri lievi" potrebbero rappresentare le riflessioni e le meditazioni dell'anima umana, che si perdono tra i fili sottili della mente. Sono pensieri che sfiorano appena la superficie della coscienza, portando con sé un senso di leggerezza e serenità.

 
In conclusione, "Pensieri Lievi" ci invita a contemplare la bellezza e la tranquillità dell'alba, e a lasciarci trasportare dai pensieri fugaci e delicati che ci attraversano durante quei momenti di quiete e riflessione. È un invito a fermarsi, ad osservare e ad apprezzare la semplicità e la meraviglia della vita che ci circonda.

 
**"Come sto...?" - Joseph65**

 
In questa poesia intensa e struggente, l'autore dipinge un ritratto emotivo di uno stato d'animo diviso e tormentato.

 
L'immagine della lampadina, divisa tra la luce e l'oscurità, diventa la metafora perfetta per descrivere il suo stato interiore. La metà accesa rappresenta la parte di lui che è ancora in grado di vedere la realtà, di affrontare la dura verità della vita e di continuare ad andare avanti nonostante il dolore e la perdita. Tuttavia, questa luce porta con sé una consapevolezza dolorosa e un senso di solitudine, poiché la presenza della persona amata è assente.

 
D'altra parte, la metà spenta simboleggia il desiderio di evadere dalla realtà, di nascondersi nel buio per non affrontare il dolore e il vuoto lasciato dalla perdita. È la parte di lui che vorrebbe credere che tutto sia solo un brutto sogno, che presto si sveglierà e ritroverà la persona amata accanto a sé.

 
La poesia esprime un senso profondo di lutto e di struggente nostalgia, mescolato a una lotta interiore tra la necessità di continuare ad andare avanti e il desiderio di rinchiudersi nel buio del dolore.

 
In conclusione, "Come sto...?" ci offre uno sguardo commovente sulla complessità delle emozioni umane di fronte alla perdita e al dolore, invitandoci a riflettere sulla natura fragile e contraddittoria della nostra esistenza.

 
**"All'Imbrunire" - Flora Fazzari**

 
In questa poesia, Flora Fazzari ci trasporta in un momento di transizione tra il giorno e la notte, dipingendo con delicatezza e poesia il paesaggio che si manifesta durante l'imbrunire.

 
Il cielo azzurro, adornato da nubi sparse, offre uno spettacolo suggestivo mentre il sole si avvicina all'orizzonte per concludere la sua giornata. Gli alberi, maestosi e imponenti, si stagliano contro il cielo, mentre il vento fresco porta con sé il profumo rinfrescante del mare.

 
La collina circostante viene avvolta da una luce dorata, mentre tutto intorno cala il silenzio e la serenità. Il canto leggero degli uccelli si unisce al susseguirsi delle ombre mentre il giorno si prepara a lasciare spazio alla notte.

 
Infine, l'autrice suggerisce che tutto intorno è pronto a riposare, quasi in attesa del meritato riposo notturno che giunge con l'imbrunire.

 
In questa poesia, Flora Fazzari cattura con maestria l'atmosfera di pace e serenità che avvolge la natura durante il tramonto, invitandoci a contemplare e ad apprezzare la bellezza dei momenti fugaci e preziosi che la vita ci offre.

 
**"Camminavo nella Nebbia" - Franco Fronzoli**

 
In questo intenso componimento, Franco Fronzoli ci porta in un viaggio attraverso la nebbia del passato, mentre affronta i ricordi e le emozioni che lo avvolgono.

 
La nebbia diventa la metafora della confusione e dell'incertezza che permeano il suo cuore, portando con sé una spina di nostalgia che lo pungola costantemente. I ricordi dell'infanzia si fanno sempre più pressanti e presenti, lasciando l'autore sprofondare nel buio del suo passato.

 
Il cammino nella nebbia diventa un percorso senza meta, un lento incedere legato a pensieri svaniti e folli ricordi ancora vividi. In un giorno d'inverno, circondato dalla fredda bellezza della neve sugli alberi, l'autore cammina come un automa, alla ricerca disperata di nuove speranze e passioni, ma incapace di trovare conforto nelle strade contorte e solitarie che percorre.

 
Ancora oggi, l'autore continua il suo viaggio verso il destino, senza pensare al domani, agli amori, alle gioie o ai dolori che potrebbero attendere lungo il cammino.

 
In questa poesia struggente, Franco Fronzoli ci invita a riflettere sulla natura del passato e sulle sue influenze nel presente, esplorando i confini tra memoria e speranza, tra nostalgia e desiderio di rinascita.

 
**"Correva l'anno" - Bruno Amore**

 
In un'epoca ormai lontana, l'usura del tempo si svela lentamente, rivelando antiche tracce di vita su una delle periferie della città. Le rotaie arrugginite emergono come vertebre di un tempo passato, simboli di un'epoca di antico splendore e di viaggi intrisi di avventura. La groppa del cavallo d'acciaio, ora sepolta nel macadam, racconta storie di viaggiatori intraprendenti e di destini intrecciati lungo le vie della metropoli.

 
Nella mente dell'autore risuonano gli echi del passato: lo scroscio del tram, il suono melodioso della campanella, il gelato da gustare di corsa e la cartella scolastica da portare a tracolla. Questi ricordi, così vividi e palpabili, trasportano il lettore in un viaggio attraverso il tempo, risvegliando sensazioni dimenticate e profumi ormai sbiaditi.

 
Ma è soprattutto la figura della mano morbida che afferrava la giacchetta, decisa ma avvolta dal profumo materno, che incanta l'anima dell'autore. È un gesto che racchiude in sé tutta la dolcezza e la protezione dell'infanzia, un legame indissolubile con le radici e con i momenti che hanno plasmato la persona che siamo oggi.

 
In questa poesia magistrale, Bruno Amore esplora con maestria le profondità della memoria e dell'anima umana, invitandoci a riflettere sulla bellezza e sulla complessità della vita vissuta, e sulla meraviglia che si nasconde dietro ogni singolo ricordo.

 
**"Il Tempo dell'Amore" - Bruno Castelletti**

 
In questa poesia delicata e suggestiva di Bruno Castelletti, il tempo dell'amore è dipinto con tocchi poetici e vibranti, che evocano immagini vivide e sensazioni profonde.

 
Nel vasto prato verde, il protagonista correva a piedi nudi, immergendosi nell'essenza della natura e cogliendo con cura ogni fiore che incrociava il suo cammino. I capelli biondi danzavano al vento, mentre un canto appassionato si perdeva tra gli alberi e i sentieri, creando un'atmosfera magica e coinvolgente.

 
Ma oltre alla bellezza paesaggistica, dietro il sorriso dell'amata si celava la promessa di una notte incantata, rischiarata dalla luce della luna e colma di emozioni profonde.

 
Oggi, nel ricordo di quel tempo lontano, l'autore rivive la calda atmosfera di quei giorni e la speranza di rivedere ancora una volta la sua amata valle. È un'ode alla bellezza della natura e alla potenza dell'amore, che permea ogni pagina di questa struggente poesia.

 
**"Urna Materna" - Alessio Romanini**

 
In questa poesia di Alessio Romanini, il tema della morte e dell'eternità viene trattato con una profondità e una maestria che cattura l'anima del lettore.

 
Le pallide lapidi muti, testimoni silenziosi dell'eterno riposo, si ergono su una terra arida e piangente, accogliendo i defunti nell'oblio eterno del cimitero. Ma dietro questa facciata di quiete e solitudine, si cela una profonda vanità, un'effigie pavida che si perde nell'eternità come una stella cadente.

 
Il dolore, distante e mutevole, non trova eco nel silenzio della morte, e il cuore collassato dalla fine non riesce a trasmettere il suo brivido dimenticato. In questo scenario di quiete eterna, ci si chiede dove sia l'infinito, dove sia incagliata la speranza di un oltre.

 
Il silenzio dell'eternità non risponde alle domande, ma forse la risposta si trova nel ritorno al grembo materno, nell'urna dell'interminato spazio, dove ogni cosa trova la sua quiete e il suo riposo finale.

 
In questa poesia, Alessio Romanini ci conduce in un viaggio attraverso i confini della vita e della morte, invitandoci a riflettere sulla natura transitoria dell'esistenza e sulla ricerca di significato nell'infinito universo che ci circonda.

 
**"La Piantina" - Sandra Greggio**

 
In questa poesia delicata di Sandra Greggio, l'autrice esprime il tema della resilienza e della forza interiore attraverso l'immagine poetica di una piccola piantina.

 
L'io narrante racconta di un'esperienza trascendente, in cui ha toccato l'infinito diventando parte integrante della natura stessa: una nuvola, un raggio di sole, il cielo aperto e una cascata d'acqua limpida. In quel momento, affrontava la giornata con un sorriso sulle labbra, immune alle lacrime.

 
Ma ora, l'autrice si identifica con una piantina, che con la forza vitale cresce rigogliosa nonostante l'ambiente ostile del cemento circostante. Questa piantina diventa il simbolo della tenacia e della determinazione, un esempio luminoso di resilienza che sfida le avversità e mostra al mondo la sua forza interiore.

 
In questo breve componimento, Sandra Greggio ci ricorda l'importanza di coltivare la speranza e la determinazione anche nei momenti più difficili, trovando ispirazione nella natura stessa e nella sua capacità di rigenerarsi e prosperare anche nei contesti più ostili.

 
**(Senza Titolo)** - Jacqueline Miu

 
In queste poche righe intrise di intensità, l'autrice ci conduce in un viaggio attraverso il buio e la morte, esplorando le profondità dell'animo umano e la sua relazione con l'oscurità.

 
L'autrice abbraccia il buio senza timore, trovandovi una bellezza priva di difetti, e apprezzando il valore dell'ombra senza bisogno di pedestal, senza pretese di grandezza o riconoscimento. Il buio diventa così un rifugio, un luogo di quiete e di introspezione, dove il tremolio delle ali evoca il senso di libertà e di trasformazione.

 
Eppure, in mezzo a questa oscurità, l'autrice riconosce il cuore dell'uomo, una fiamma ardente che brucia con intensità propria. È un'immagine potente e struggente, che ci ricorda la fragilità e la bellezza della nostra umanità, e la necessità di abbracciare la nostra luce interiore nonostante le tenebre che ci circondano.

 
In questa poesia, Jacqueline Miu ci invita a riflettere sulla natura complessa dell'esistenza umana e sulla nostra capacità di trovare bellezza e significato anche nei luoghi più oscuri e inesplorati della nostra anima.

 
**"Bandiera Bianca" - Carlo Chionne**

 
In questa satira arguta di Carlo Chionne, l'autore ironizza sulle dinamiche politiche internazionali e sulla mancanza di soluzioni efficaci ai conflitti globali.

 
Dopo un colloquio dall'aria elvetica, il papa diventa oggetto di una narrazione patetica, mentre i suoi tentativi di intrattenere Putin sembrano poco convincenti, tanto da farlo apparire eretico agli occhi dell'autore.

 
Ma la vera chiave di lettura si trova nell'ironica menzione della "Bandiera Bianca", simbolo di resa e di mancanza di soluzioni, che l'autore assegna ironicamente alla Casa Bianca, sede del potere politico americano. L'immagine della bandiera chiusa in banca sottolinea il sarcasmo e la critica nei confronti della mancanza di azione da parte delle istituzioni.

 
Attraverso un linguaggio arguto e incisivo, Carlo Chionne ci invita a riflettere sulle contraddizioni e sulle inefficienze del sistema politico internazionale, mettendo in evidenza la necessità di trovare soluzioni concrete ai problemi globali anziché accontentarsi di gesti simbolici e retorici.

 
**"In Perenne Attesa" - Antonia Scaligine**

 
Nella poesia di Antonia Scaligine, l'autrice esplora il tema dell'attesa con una profondità e una sensibilità che tocca le corde dell'anima.

 
Sotto una coltre di silenzio, l'attesa si manifesta come un'onda che ondeggia nell'infinito mare del tempo, come una lenza che pesca la speranza tra i momenti impigliati sotto la sabbia. È un sentimento che avvolge l'autrice, senza che lei sappia esattamente di cosa stia aspettando, ma che a volte le offre conforto e compagnia, mentre altre volte la assilla con l'ansia del futuro incerto.

 
L'attesa si manifesta in molteplici sfaccettature: dall'attesa di un treno che potrebbe essere già partito o ritardato, al lungo e tortuoso cammino verso il raggiungimento di un obiettivo. È un'esperienza carica di emozioni contrastanti, che vanno dalla pazienza alla rabbia, dall'insofferenza alla gioia.

 
Ma nonostante le incertezze e le trappole del tempo, la speranza conforta l'autrice e la pazienza la aiuta ad affrontare l'attesa con determinazione. Il cervello diventa così una "zona rossa", una fortezza che protegge l'autrice dalle insidie del dubbio e dell'incertezza, consentendole di vivere pienamente ogni istante, mentre si avventura nel labirinto della vita.

 
Attraverso una prosa vibrante e intensa, Antonia Scaligine ci invita a riflettere sull'essenza stessa dell'attesa e sulle sfide che essa ci presenta, mentre ci spinge a perseverare nel perseguimento dei nostri sogni, nonostante le incertezze e le difficoltà che incontriamo lungo il cammino.

 
**"7 ottobre 2023 ?" - Piero Colonna Romano**

 
In questa sonetto di Piero Colonna Romano, l'autore esprime una critica acuta e pungente nei confronti delle azioni di Netanyahu e del governo israeliano nei confronti dei palestinesi.

 
L'autore fa riferimento alla lezione impartita ai nazisti e alla decimazione perpetrata dal governo di Netanyahu, che sembra cercare di pareggiare la strage di una sera. L'abiezione di questa azione emerge nel confronto numerico, dove trenta palestinesi vengono considerati degni di un solo israeliano, e ciò avviene con un'apparente fierezza.

 
L'autore denuncia la volontà del governo israeliano di spregiare religione e civiltà nel perpetrare l'eccidio, persino durante il ramadan, e di promettere terre e atrocità ai coloni israeliani per mantenerli grati. Queste azioni suscitano sconcerto e incredulità tra gli israeliani stessi.

 
Infine, l'autore sottolinea l'utilità politica di Netanyahu nel stringere accordi con il clan degli estremisti, nonostante le conseguenze nefaste per entrambe le comunità coinvolte.

 
Attraverso questo sonetto, Piero Colonna Romano invita alla riflessione critica sulle azioni dei governi e dei leader politici, evidenziando le conseguenze disumane e l'ipocrisia dietro le promesse di violenza e occupazione.

 
Un caro affettuoso saluto a tutti voi e un vivo ringraziamento al prof. De Ninis che ci ospita così generosamente in questo azzurro tempio di Bellezza.

 
Vostro
Ben Tartamo

 

 

10-11-12-13 Marzo

Onore al merito dei combattenti azzurri, nel campo della poesia italiana.
Bruno Amore  [br1]
 

 

 

Poesie del 10-11-12 marzo 2024


 
#   "Il dolce sortilegio" di Bruno Castelletti

 
**Significato:** La poesia evoca un'atmosfera magica e sensuale, in cui il poeta ruba stelle dal firmamento per creare ghirlande da offrire alla persona amata. La donna è descritta come avvolta da profumi delicati, mentre i loro movimenti sensuali sono paragonati al gioco con il fuoco del piacere. Il dolce incanto dura fino all'alba, quando il poeta, appagato dai baci e dalle carezze, restituisce al paradiso le sue perle.
**Parafrasi:** Il poeta ruba stelle dal cielo per creare ghirlande da regalare alla sua amata. La donna è avvolta da profumi delicati mentre i loro movimenti sensuali si mescolano al piacere. L'incanto persiste fino all'alba, quando il poeta, soddisfatto dall'amore condiviso, restituisce al paradiso le sue meraviglie.
**Analisi dei versi:** I versi sono brevi ma intensi, descrivendo con poche parole un'esperienza sensoriale e passionale. La scelta delle immagini evoca un senso di magia e sensualità, trasportando il lettore in un mondo di incanto e piacere.
**Analisi delle strofe:** Le strofe sono composte da pochi versi, ma ciascuna contiene una parte essenziale della narrazione, creando un ritmo fluido che conduce il lettore attraverso l'esperienza descritta.
**Rime:** Le rime sono presenti in modo naturale, contribuendo a creare un senso di armonia e musicalità nel testo.
**Figure metriche:** L'uso del verso libero e dell'enjambement conferisce alla poesia un ritmo libero e naturale, che si adatta perfettamente alla descrizione dell'incanto vissuto dal poeta.
**Figure retoriche:** La poesia utilizza principalmente immagini e metafore per trasmettere il senso di magia e sensualità dell'esperienza descritta.
**Commento:** "Il dolce sortilegio" è una poesia che evoca sensazioni di dolcezza, magia e sensualità, trasportando il lettore in un mondo incantato e passionale. La scelta delle parole e delle immagini crea un'atmosfera suggestiva e coinvolgente, che cattura l'attenzione e l'immaginazione del lettore.
**Strofa preferita:** La strofa che descrive il gioco sensuale delle cosce con il fuoco del piacere è particolarmente suggestiva, con immagini evocative che catturano l'essenza della passione e della seduzione.
**Conclusioni:** In conclusione, "Il dolce sortilegio" è una poesia che celebra l'amore e la sensualità, trasportando il lettore in un viaggio attraverso l'incanto e il piacere. La bellezza delle immagini e la profondità delle emozioni rendono questa poesia un'esperienza poetica indimenticabile.

 
#   "Il Mio Nome È Donna" di Laura Lapietra

 
**Significato:** La poesia celebra l'essenza della donna attraverso una serie di immagini e metafore evocative, rappresentandola come un essere complesso, forte e versatile.
**Parafrasi:** La donna è paragonata a una gemma che sboccia delicatamente al crepuscolo, sotto lo sguardo tenero del sole. È descritta come un'alito flebile del tempo, una speranza tenace tra le mani di coloro che la accolgono. La sua essenza è contraddizione, essendo sia maledizione che benedizione nell'affrontare le sfide quotidiane con coraggio e senza paura. Le sue lacrime sono vissute nei momenti di sconfitta e di lotta, ma anche nelle emozioni che permeano la sua esistenza tra illusioni e realtà. La donna è rappresentata come un mosaico in continuo ricomporre, una madre per natura e una seduttrice nell'arte della vita.
**Analisi dei versi:** I versi sono ricchi di immagini evocative e metafore che esplorano la complessità della femminilità. Ogni strofa presenta una nuova sfaccettatura dell'essenza della donna, dalla sua forza interiore alla sua capacità di affrontare le sfide della vita.
**Analisi delle strofe:** Le strofe si susseguono in modo fluido, creando un ritmo armonioso che guida il lettore attraverso le molteplici dimensioni della femminilità. Ogni strofa aggiunge un nuovo strato di significato alla descrizione della donna.
**Rime:** Le rime sono presenti in modo naturale e non forzato, contribuendo a creare un senso di musicalità e armonia nel testo.
**Figure metriche:** Tra le figure metriche possiamo individuare l'uso di varie forme di ritmo e metrica, che contribuiscono a creare un effetto sonoro piacevole e coinvolgente.
**Figure retoriche:** La poesia utilizza diverse figure retoriche, tra cui metafore, personificazioni e antitesi, per descrivere la complessità e la ricchezza dell'essenza femminile.
**Commento:** "Il Mio Nome È Donna" celebra la bellezza, la forza e la versatilità della donna, esplorando le molteplici sfaccettature della sua identità. Attraverso immagini evocative e metafore potenti, la poesia invita il lettore a riflettere sull'importanza e sulla bellezza della femminilità.
**Strofa preferita:** Una strofa che colpisce particolarmente è quella che descrive la donna come "madre per natura e latte per il suo pargolo", evocando un'immagine di amore e nutrimento che rappresenta uno dei ruoli fondamentali della donna.
**Conclusioni:** In conclusione, "Il Mio Nome È Donna" evoca sensazioni di ammirazione, rispetto e gratitudine nei confronti della femminilità. La poesia trasmette un messaggio di empowerment e celebra la bellezza e la forza intrinseca delle donne.

 
#   "Cannonate d’amore" di Salvatore Armando Santoro

 
**Significato:** La poesia parla dell'amore come forza che può trasformare le persone e la società. L'autore mette in parallelo l'amore e la guerra, sottolineando come l'amore possa essere una forza positiva capace di cambiare il mondo, mentre la guerra porta solo distruzione e ingiustizia.
**Parafrasi:** Se dentro di te c'è amore, inevitabilmente lo donerai, anche se potrebbe richiedere del tempo prima che te ne renda conto. L'amore è una forza che arricchisce chi lo riceve e non può essere fermato una volta che è stato acceso. L'autore critica il potere dei prepotenti e dei colonizzatori, che usano la guerra per arricchirsi a spese degli altri. Invita il popolo a svegliarsi e a riconoscere chi li sta ingannando, e a reagire per fermare l'ingiustizia.
**Analisi dei versi:** I versi sono forti e incisivi, con un linguaggio dire