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Premi letterari dei Sitani


2023

24-25-26 Maggio

24, 25 e 26 maggio 2023

Poesie del giorno:

Flora Fazzari -Passeggiando…-: Immagini in movimento in un incipiente primavera dalla profumata aria, ben narrate dai versi di Flora-

Nino Muzzi traduce Birgit Kreipe-: Romantica e fantasiosa descrizione di un tratto della via Appia, nata dalla penna di un ispirata Birgit, ben tradotta dal nostro incommensurabile Nino.

Felice Serino –L’infinito di noi-: Un clamoroso ossimoro della Dickinson ed un affermazione di Paolo di Tarso che, in un certo senso, potrebbero completarsi. Infatti se è vero che l’infinto non può essere finito, altrettanto vero è che nello specchio non si vede la verità. Un sogno, appunto, reso in poesia dal grande Felice

Marino Giannuzzo –Essere in vita dopo essere morta-: In effetti qualcosa di noi può restare in vita se i nostri organi saranno usati da qualcun altro. E Marino traduce in poesia questo gesto pieno d’amore e d’altruismo.

Franco Fronzoli –Io uomo sciagurato ubriaco di sogni-: Dura analisi di se stesso, resa con versi che la grafica pare rendere sincopati, quasi come singhiozzi. Originale ma efficace il nostro amico.

Marco Cabassi –Desiderio d’amore-: Il delicato, elegante racconto d’un desiderio d’amore chiuso da una splendida iperbole che rappresenta (forse meglio dire: dovrebbe rappresentare…) alla perfezione il sentire conclusivo (forse meglio dire: l’atmosfera che sarebbe bene si creasse…) di un desiderio realizzato. Complimenti, Marco!

Enrico Tartagni –In prossimità di Dio-: Un sogno tra miti e vangelo crea una serie di immagini disomogenee che dicono di miracoli ed Enrico le narra vivendole come proprie  oniriche esperienze.

Cristiano Berni –“Raffigurazione di Vincent”-: Interessante analisi critica delle opere di Van Gogh, resa in questa poesia del nostro Cristiano.

Nino Silenzi –Ascolto-: Un dolce sentir l’amore, narrato con delicati versi che ne preannunciano romantica conclusione. Poesia, densa di serena atmosfera, chiusa dal sorriso di maliziose foglie vibranti. Applausi.

Sabatina Napolitano –In ascensore-: Suggestiva sequenza di pensieri in libertà resi con la maestria di grande affabulatrice. Si svaga da Nabokov a film da vedere, da uno specchiarsi ad un vivere amore notturno, da musica elettronica a le voci dell’anima, dal profumo di primavera ai segreti mangiati. Un carosello di idee, quelle che potrebbero essere di ognuno di noi. C’è del fascino nella scrittura di Sabatina.

Jacqueline Miu – I pazzi pattugliano il mio sangue-: Un surreale, suggestivo esaminarsi, con tema di base l’amore. Affabulazione magistrale condita di aforismi che rivelano sogni e filosofia di vita della nostra incommensurabile Jac. Leggerla è sognare. Applausi.                                          

Sandra Greggio –Fuoco-: L’amore quale iperbole, il pessimismo per tornare dal cielo alla terra.

Antonia Scaligine –Perché non scrivi una poesia d’amore?-: Sottile riflessione sull’amore, resa con la pregevole poesia della grande Antonia con la quale come non concordare quando afferma: “L’amore è un sentimento universale/l’unico vero prezzo della vita/che quando c’è non badi a spese.”

 Alessio Romanini –Il mar ricordi custodisce-: Bella e romantica ode al mare, sottolineandone il suo essere amore con belle immagini.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

 

21-22-23 Maggio

Ringraziamento

Non c’è nessuna scusa per non trovare un pò di tempo per scrivere grazie , un grazie sincero e di cuore a chi sostiene con poesia e bellissime parole questo sito celestiale , grazie Piero , sei gentilissimo , quando leggo i tuoi commenti mi sembra di non siano rivolti a me , troppa bontà da parte tua, di cui ho una grandissima stima, come poeta e commentatore . Grazie per la fiducia!
La tua opinione conta, grazie!
Come per me conta sempre anche quella di Lorenzo ,
fautore del sito , e se pur poeta con il suo pseudonimo
io lo considero un vero , grande poeta , d’animo , di penna e di fatto
il modo più semplice per consolidare un rapporto anche con tutti i poeti del sito è dire loro che “ siete tutti bravi”
Antonia Scaligine

 

 

18-19-20 Maggio

18, 19 e 20 maggio 2023

Poesie del giorno:

Sabatina Napolitano –La valigia di Vera-:.  Sogna Broda la super colta Sabatina (Martine immagino, con la sua sensuale poesia d’amore) e Deleuze (filosofo dello strutturalismo linguistico che tenta di dimostrare come l’uomo, attraverso la conoscenza di Spinosa, potrebbe raggiungere la felicità  imparando, dalle conoscenze e dalle esperienze che vive, a distinguere ciò che è e fa  bene e lo rende forte e migliore, da ciò che è e fa male e lo rende debole e peggiore, qui, oggi sulla terra, raggiungendo, nell’immanenza, una sorta di stato di beatitudine simile alla gioia. (nda: mica per sbaglio Spinosa è stato espulso, scomunicato con comiche motivazioni peraltro, dalla comunità ebraica olandese).

Ed è, appunto, un sogno quello che narrano questi suggestivi versi, ed i sogni, come cantava Cenerentola, son desideri. Così la nostra eccezionale scrittrice li imbastisce come collana dai multiformi grani, per colore e sostanza, e va dall’essere l’appassionata moglie di Nabokov (nella cui valigia stipa illusioni e speranze) ai cani portati a spasso, dai suoi “posti fertili” (che immagino metafora di progetti in sviluppo) a scrittori che la rincorrono, dalla visita ad una farmacia (luogo dove vi sono rimedi ai dolori) al grido di rabbia per il degrado di immense fette di questa nostra terra. Lascia senza fiato leggerla ma incanta. Applausi.

Flora Fazzari –Bianchi deserti…-: Velocissimi pennellate per un dipinto il cui soggetto sono donne mussulmane in un paesaggio desertico. Chiara metafora della schiavitù nella quale vivono. Brava Flora!

Nino Muzzi traduce Birgit Kreipe -: poesia dedicata a Yves Klein, artista eclettico le cui opere pittoriche, tra Duchamp e Malevich,  suscitarono roventi polemiche. Qui la Kreipe ne sintetizza immagini e sensazioni, tratte e generate dalle sue opere. Sempre grazie a Nino per questo suo indefesso lavoro di traduttore.

Felice Serino –Incanto-: “Vanno/vengono/ogni tanto si fermano/e quando si fermano/sono nere come il corvo” è l’inizio della surreale, suggestiva canzone di De André (Le nuvole) che la lettura del Felice di oggi mi fa tornare alla mente.

Marino Giannuzzo –Divorziato o vedovo-: La drammatica solitudine, dopo anni di matrimonio, narrata con grande maestria da questi intensi e bei versi di Marino.

Francesco D’Addino -*Piazze vuote-: La sensazione di solitudine, di smarrimento, che può prendere nei momenti del tramonto della vita, qui ben rappresentata dai forti versi di Francesco.

Cristiano Berni –“Astrazioni”-: “dell’inutile e vuoto/cammino della vita” è la chiusa amara di una pessimistica analisi del vivere che tutti i versi narrano. Molto ben rappresentato quel sentire da versi molto bene ispirati. Bravo Cristiano!

Francesco Miranda –Chiamala morte-: Il nostro Francesco ci suggerisce un modo per esorcizzarla, la morte. Beh, proviamoci. Hai visto mai.

Renzo Montagnoli-A un amico che se ne va-: Commovente saluto ad un amico che ha lasciato questa terra per volare, cenere, verso il cielo, reso con intensi versi densi d’amarezza.

Franco Fronzoli –Note stupende di una poesia sciamano-: La bravura dell’invenzione di immagini dense di poesia, sottolineato dalla grafica che pare sospensione di fiato per approdare alla loro sostanza, in questi bei versi del bravissimo Franco

Marcao Cabassi –Nella Notte-: Bell’acquerello sulla notte e le paure che fa nascere, in questi bei versi di Marco.

Antonia Scaligine –E’ sera-: Una piovosa sera primaverile, con le emozioni che genera, narrata con ispirati e significativi versi, che bene descrivono uno stato d’animo, della bravissima Antonia. Complimenti cara amica!

Alessio Romanini –Verbo d’amore-: Omaggio a Gesù ed al suo sacrificio da parte di un agnostico, reso con gli intensi versi di un sonetto.

Jacqueline Miu –Scatola di sogni-: Tra la veglia ed il sonno, attimi descritti con maestria dalla grande Jac in questi ispirati, descrittivi versi . Brava, come sempre, la nostra amica alla quale chiediamo di tornare presto ad accompagnarci in questo percorso di vita.  Un caro saluto.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

 

15-16-17 Maggio

15, 16 e 17 maggio 2023

Poesie del giorno:

Marco Cabassi –E va pensiero-:Una brillante satira (ma quanto vicino alla realtà) che è analisi del nostro vivere odierno. Leggere questi magistrali versi, resi col ritmo della filastrocca, dona angoscia. Quella che è impossibile non provare…vivendo. Complimenti vivissimi Marco, hai saputo interpretare alla perfezione il sentire della maggior parte di noi. Applausi.

Sabatina Napolitano –La ricerca all’università-: “Lezioni di letteratura” è il titolo di un libro (magistrale lezione sul leggere, appunto, la letteratura) del grande Nabokov e con questo brillante scritto l’ottima Sabatina, pare coglierne il più significativo senso: vivere la letteratura anche perdendosi nella magia. E la nostra amica narra, appunto, la magia che c’è in un suo sogno. Per inciso, Vera fu realmente la moglie appassionata del grande Nabokov. Complimenti vivissimi, Sabatina. Applausi. (invito tutti a leggere il libro citato)

Flora Fazzari –Angeli…-: Beh pare che Flora abbia letto la poesia di Marco, per cui chiama gli angeli chiedendo loro di regalarci un po’ di pace e di regole, per un vivere sereno. E lo fa con bello ed intenso poetare. Brava!

Nino Muzzi traduce Birgit Kreipe-: Puntuale ed emozionante descrizione della splendida basilica di San Clemente in Roma. Mi ha commosso leggere questi versi perché mi hanno riportato alla memoria una visita che vi feci molti anni fa, rivedendola per intero, così come la Kreipe la descrive. Ancora grazie  Nino per questa proposta culturale.

Laura Lapietra –Haiku-: Il dolce movimento, il colore ed il profumo delle peonie, in questa magistrale sintesi di Laura. Bravissima!

Joseph 65 –Il volto della tristezza- : Sottile analisi psicologica dell’errore che certi genitori fanno nell’educare i figli o alla mascolinità o alla femminilità, termini intesi nel loro più negativo significato. Joseph ci regala versi densi di profonda amarezza, che sono forte accusa a errati paradigmi educativi, purtroppo causa di molte delle brutture che ci circondano, dall’omofobia agli stupri, al maschilismo, al sovranismo ecc.  Significativa molto e da ricordare  la chiusa di questa importante poesia. Grazie Joseph.

Felice Serino –In questo giorno chiaro-: Riprendo due versi di questa rievocativa poesia, perché nessuno dimentichi: “ libertà è un apertura di vento/in questo giorno chiaro senza sconti”. E. ovviamente, mi associo al grande Felice.

Enrico Tartagni –Piccole cose-: La bellezza e l’importanza delle piccole cose, ricercando il vero senso della vita, narrate in questi versi dell’ottimo Enrico per il quale spero che la recente alluvione romagnola e ravennate non gli abbia causato particolari danni. Auguri, Enrico!

Marino Giannuzzo –Dal balcone d’Alcamo Marina-: Bellissima e profonda nel senso questa similitudine tra ciò che tiene e ciò che butta il pescatore con quello che fa (o dovrebbe fare) normalmente un uomo nel vivere. Bella (quanta malinconica nostalgia mi provoca!) la descrizione del panorama che Marino descrive con grande maestria. Bella e da rileggere l’intera poesia. Bravo Marino!

Franco Fronzoli –La curva dei tuoi occhi intorno al cuore-: Da applausi questa bellissima descrizione di un rivelare il proprio corpo per amore. Magistrale la grafica data ai versi che è, in sostanza,  la sospensione del fiato (del poeta e del lettore) man mano che la nudità si rivela. Complimenti, Franco per questa bella poesia pervasa di romanticismo.

Jacqueline Miu –Volare alto-: Io non cerco nulla di raggiungibile a parole
e quando il piacere mi tocca - capisco di volare alto”. E che altro potrei aggiungere a questi versi che dicono espressamente cosa sia, cosa animi, la nostra incommensurabile Jac?

Antonia Scaligine-Mamma-: Commovente ode alla madre, in questi intensi e bellissimi versi regalatici da un ispirata, bravissima Antonia.

Alessio Romanini –Brina primaverile-: Un delizioso acquerello per disegnare un incipiente primavera, con piccoli delicati tocchi di pennello. Ok Alessio!

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

 

12-13-14 Maggio

 12, 13 e 14 maggio 2023

Poesie del giorno:

Franco Fronzoli –Nuoto nel mare nella sua tempesta-: Benvenuto nell’azzurro, Franco! Bella questa intensa ode al mare, narrato in molti dei suoi suggestivi, romantici aspetti. Bello questo esordio.

Marco Cabassi –Brivido in una notte d’Aprile-: L’emozione che può regalare una notte d’aprile sotto la luna, ben narrata dagli ispirati versi di Marco.

Sabatina Napolitano –In atelier-: Pensieri in libertà mentre si sceglie qualcosa con cui vestirsi, per piacere, inframezzati da ricordi di materni consigli e attestati di gelosia di chi regala collane di farfalle. Simpatia per il poeta genera il leggere Sabatina.

Francesco D’Addino –Insonne-: Pensiero notturno di un’insonne mente che si analizza, chiuso da una pessimistica considerazione su di un brillar di stelle, già morte lontano.

Simone Zanette –Al vedermi dopo tempo,-: Il ricordo di un tempo lontano, quando una madre (la chioccia, mi pare) assisteva i due amici studenti, reso con versi dal nostalgico tono di Simone.

Flora Fazzari –Ai confini del tempo-: Pensarsi capace di superare le barriere del tempo, per rivedere attimi vissuti e cercarvi immagini e persone, ispira Flora per questi suggestivi e bei versi.

Renzo Montagnoli –Il piacere di scrivere-: Si può fare arte solo per se stessi? Renzo lo afferma e sottolinea le emozioni che se ne possono provare con questi suoi ispirati e bei versi che forse  sono un invito a imitarlo.

Cristiano Berni –“Anni Giovanili”-: Le utopistiche, romantiche illusioni vissute negli anni giovanili, destinate a svanire? Declamavamo Guccini ed era un sogno? Credevamo nel nostro pensiero, nei nostri ideali e ci dicono oggi che non ci sono più ideali (ovviamente quelli di sinistra, perché quelli di destra si affermano, prevalgono, ci governano). Questo narrano gli amarissimi versi, densi di nostalgia, di Cristiano. Ed io apprezzo la poesia, che correttamente narra di un sentire, ma è quel sentire che, ne sono convinto, si sbagliato. La storia è ciclica ed alla tragedia segue la farsa. Quella che oggi stiamo vivendo. Forza Cristiano! 

Nino Silenzi –Nido-: Una deliziosa, romantica similitudine tra il volo dei gabbiani verso il nido, in cerca di cibo ed il cuore che vola verso la casa/rifugio in cerca d’un sensuale amore, cibo dell’anima, narrata con delicati versi, di un ispirato bravissimo Nino, che disegnano suggestivi scenari dominati da cielo e mare. Il tutto chiuso dal ricordo di un acquedotto romano che dissetava i goti.      

Nino Muzzi traduce Birgit Kreipe-: Di non facile lettura questi versi della Kreipe, magistralmente tradotti dal nostro ottimo Nino. Pare rappresentino un viaggio su di un motorino semi fuso, in un ambiente a temperatura da deserto africano, di una lei, che lo narra, e di un lui che splende, essendo fatto di luce.

Felice Serino –Anime che si cercano-: Versi di una notevole bellezza e suggestione. Giusto siano ispirati da letture di Borges e di Pessoa, ma molto, molto ben assimilate da uno strepitoso Felice. Complimenti!

Marino Giannuzzo –Da ponente arriva la pioggia-: La magistrale descrizione di un temporale estivo (particolarmente violento sulla piana d’Alcamo) con versi che paiono renderne colori e suoni, con grande realismo. Bravo Marino

Jacqueline Miu –Il Sussurratore di peccati-: Una strepitosa Jac, in questa composizione dal tono gotico, degna d’apparire nell’Antologia di Spoon River, sin dal titolo.  Leggo e rileggo e m’incanto. Meriti valanga d’applausi cara, preziosa amica.                                                       

Antonia Scaligine -10 Maggio San Cataldo-: Da grande affabulatrice, la nostra Antonia ci narra, con affettuosa precisione, di una religiosa ricorrenza nella bella Taranto, lasciando il lettore incantato. Complimenti vivissimi, cara amica e concordo con te, Taranto è poesia e con te prego, a proposito di un lapillo di onestà che possa cadervi sopra, magari divenendo forte pioggia per l’intera Nazione.

Alessio Romanini –Il dì pare aver perso…: Il timore d’aver perso un amore ispira Alessio per questo sonetto reso con versi densi d’amarezza.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

 

9-10-11 Maggio

Carissimo Piero Colonna Romano,

assolutamente non ti devi scusare, io apprezzo i tuoi

preziosissimi consigli. Sono quelli che mi hanno fatto

maturare poeticamente. Io ti stimo e  ti rispetto.

Sei un grande Poeta, i tuoi commenti sono molto preziosi.

Grazie e concordo con te.

Un abbraccio.

Alessio Romanini

 

 

9, 10 e 11 maggio 2023

Poesie del giorno:

Marino Giannuzzo –Cumuli di zucchero filato-: Di non facile comprensione tutto questo dolce che va a sciogliersi nel mare di Sicilia. Probabilmente il poeta ricorda, assieme ad un suo amore, dolci momenti che divengono, in traduzione poetica, metafore.

Sabina Napolitano –Insegnare poesia-: Vagamente ermetica è questa composizione di Sabatina. La leggo come fosse una lettera indirizzata ad un giornalista, critico d’arte, che parla dei suoi scritti con affermazioni ritenute errate. C’è dell’ironia nel definirlo “grande poeta come nuove Borges” e dell’ironia affermando che la poetessa resta “la sua amante preferita” (forse il suo argomento preferito per i suoi articoli). Questo intendo ma, probabilmente, la nostra amica intendeva tutt’altro. Bello sarebbe scoprirlo.

Giuseppe Stracuzzi –Aci e Galatea-: Intreccia leggende e miti siciliani l’ottimo Giuseppe con questi versi narrazione. Composi anche io, su Aci e Galatea,  una poesia che ne descriveva l’interrotto amore e la metamorfosi, voluta da Giove, dei due amanti nelle acque dell’Alcantara, perché restassero per sempre uniti. Leggere Giuseppe  mi fa provare nostalgia per quella terra e torno con la memoria a quei faraglioni (massi lanciati da Polifemo) che più volte vidi sul mare di Acicastello. (per inciso la leggenda di Aci e Galatea è diffusissima nella Sicilia orientale, dove molti paesi hanno il prefisso Aci, quale Acicastello, Acireale, Acitrezza ecc).

Francesco D’Addino –Dame-: Lo specchiarsi della vita tra dubbi e immagini svanite. Quel che si riflette non è reale, come quel che l’uomo crede di vedere, assumendo per reali i sogni. Che poi è esattamente quel che Francesco afferma in quel variare l’anima in bianco fiore. Emozioni dunque, narrate con suggestivi metaforici versi.

Bianca Casti –Acqua lucente S’ abba lughida-: Una riflessione sul passare della vita, rappresentata dalle due facciate di un foglio, passato e futuro, mentre il presente è attimo fuggente (panta rei si disse) e solo il futuro ha sapore di miele, ma nei sogni.  Bella è quella barca “imbiancata dagli anni e priva di paura” che rappresenta, in metafora, il poeta. Poeta amareggiato da un amore vago.  S’abba lughida, titola Bianca, usando, nel titolo, un più sonoro e affascinante linguaggio dialettale.

Simone Zanette –Sei diventato grande-: Pare il racconto di un evento religioso dove un giovane lesse malamente una preghiera, creando imbarazzo. Traduco così questi versi vagamente ermetici del nostro Simone.

Bruno Amore –E viene il tempo-: Elegante narrazione del ricordo di un atto d’amore che si vorrebbe portare in un dopo mondano, “dove – pare- si viva per sempre  … felici”.  E non resta che sperare…

Tinti Baldini –Chiamalo sonno-: Bentornata nell’azzurro, Tinti! Bello, denso di poetiche immagini, questo narrar di sogni. Sempre ispirata e sempre bravissima. Un caro saluto.

Nino Muzzi traduce Brigit Kreipe-: Fantastica descrizione di quel fantastico paradiso che è Capri detta dai versi della Kreipe, tradotti magistralmente dall’appassionato, bravissimo Nino.

Felice Seino –Dei miei detrattori-: Assomiglia molto a versi dell’ “Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters. Ha lo stesso tono di quelli, la stessa intenzione assolutoria. Bravo Felice!

Alessio Romanini –Materno seno-: Un sonetto aperto da un ossimoro (tipico della poesia d’Alessio) e denso di inutili tronche, oltre che di inutili termini in disuso da secoli. Comunque corretto nel rimare. Mi scuso per questo commento ma, sinceramente, suggerisco maggiore limpidezza nella sintassi, oppure convertirsi all’ermetico.

Jacqueline Miu –Malinconie feline-: il sottotitolo rumeno dice: “Dradostea non è stupida, vuole solo due bare e una tomba”, tanto per chiarire… 
Ed è  una gotica Jac che parla, così come Jac dice anche questa delizia “mi divori da dentro come un dessert col cucchiaino del sesso” 
e non finirà mai di stupirci e deliziarci con la sua strepitosa fantasia e cultura. Ma l’intero componimento è lamento 
per un amore che pare raffreddarsi e si chiude con questi versi densi di amara rassegnazione: 
“mi chiedi se t’amo

ma quale senso avrebbe

sapere della felicità del fuoco nel proprio Inferno

lui arde ed è questa la sola verità che mi consuma”

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

 

6-7-8 Maggio

6, 7 e 8 maggio 2023

Poesie del giorno:

Felice Serino –Fuori dall’ordinario-: Cosa sia il vero è antica domanda che i filosofi (per esempio i greci antichi) si posero. Domanda tuttora priva di risposta quale la differenza tra sogni e realtà. Ma ottimo argomento per farne tema per una poesia. E di questo il nostro grande Felice approfitta con bella maestria. Lasciandoci nel dubbio.

Marco Cabassi –Quattro passi-: Deliziosa analisi del vivere, tra parole in libertà e nella natura, resa con sottile humor, più evidente nella quartina di chiusura. Complimenti, Marco.

Marino Giannuzzo –Cercavo la sorpresa-: La narrazione di una delusione infantile, detta con la descrizione di un surreale avvenimento, in una poesia che pare metafora d’altre e più penose delusioni.

Enrico Tartagni –Falco nero-: Un indifferente volo sul tempo che passa, pare essere l’argomento centrale di questa serie di svariate considerazioni, affermato dal verso “Attento prosciugo il passato allontano il presente chiudo il tempo al futuro”. Il resto è contorno.

Sabatina Napolitano –Il racconto e la poesia-: Interessante disamina della poesia, resa …in poesia. C’è tutto ciò che la nostra ottima Sabatina pensa della poesia, compreso quello che fa nascere nel cuore di chi legge, tranne al marito, un tantino distratto.

Giuseppe Stracuzzi –Fruscio del web-: Non è soltanto “fruscio” il web ma anche emozioni e dolcezza. Questa la poetica analisi che l’ottimo Giuseppe, del web ci regala.

Francesco D’Addino –Stanze di argilla-: Metafora sullo spazio incerto e pericoloso nel quale vivremo (dopo la nascita) che trova difesa solo nell’amore di una madre. Leggo così gli intensi versi del bravo Francesco.

Cristiano Berni –“Smarrimento”-: Una morale in costante involuzione, che crea sconforto e confusione, è il tema che Cristiano, con bella maestria, sviluppa con questi suoi forti versi di denuncia.

Nino Silenzi –Son tornato a Vacri-: Commovente omaggio al paese natale, disegnato con grande maestria descrittiva. Senti, in quei versi, tutto l’amore per la sua terra e la sua nostalgia. Leggerli è come fare un viaggio in quella terra ricca di fascino.

Nino Muzzi traduce B. Kreipe-: A proposito della Kreipe leggo in Wiki : “ Le sue poesie mettono in collegamento strati temporali ed esperienziali dell’individuo con quelli storici e fantastici, anche grazie a riferimenti alla psicoanalisi, alle ricerche su ricordi e sogni e a opere d’arte visiva.”

E così credo di capire il senso dei versi che il nostro Nino traduce con maestria.

Alessio Romanini –La cenere della guerra-: La pena e l’indignazione per la bestiale guerra ucraina, ispirano Alessio per questi forti, apprezzabili versi di denuncia.

Carmine De Masi –Ostilità e supplica-: Lo stesso tema che ha ispirato Alessio ispira Carmine per questa intensa preghiera, scritta con profondo sentimento, perché la strage disumana finisca.

Jacqueline Miu –oltre il volare coi sogni-: Splendida invocazione per riuscire ad andare oltre il sogno, in uno spazio dove si può respirare solo amore, regalataci dai versi una strepitosa Jac. Ovviamente applausi.

Sandra Greggio –Quel momento-: La consapevolezza di guardare al proprio vivere con eccessiva severità, ispira Sandra per questi versi che sono un auto invito ad una maggiore serenità di giudizio.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

3-4-5 Maggio

3, 4 e 5 maggio 2023

Poesie del giorno:

Nino Muzzi traduce  Birgit Kreipe-: Una deliziosa descrizione delle Alpi, con belle immagini suggestive ed un ritorno al passato da vivere, come sdoppiamento, nel presente. Annibale, elefanti, invasione, si ripresentano vivi grazie agli ispirati versi della Kreipe, ben tradotti da Nino.

Felice Serino –Assonanza-: Itaca, dunque, è quel ritornare con la mente al ricordo di chi ci ha lasciati. Questa la romantica tesi svolta dal grande Felice.

Marco Cabassi –Pareva amore-: La pena per un amore svanito, narrata con versi che comunicano  profonda emozione per quelle forti e suggestive immagini che sanno disegnare.

Marino Giannuzzo –C’era una volta un campanile-: La drammatica narrazione di un periodo di guerra che pare interminabile, visto quel che accade nel mondo anche oggi, in questi versi forti e duri di un ispirato Marino.

Enrico Tartagni –Le corse in bicicletta sulla Sabbionara-: Dolci ricordi della gioventù che tornano riempiendo anima e mente di malinconica nostalgia. “Vedi quanto tremo amore/m’è scaduto il tempo /per inseguirti in una corsa in bicicletta/sulla Sabbionara.” È la chiusa, densa di tristezza per l’amore e per il tempo che passano e tramontano, inevitabilmente, uniti assieme.

Sabatina Napolitano –Scienziati-: Il racconto della giornata lavorativa di uno studente/scienziato, reso con toni poetici che affascinano il lettore. C’è poesia in quelle considerazioni, c’è in quel legare pioggia e noia.  E c’è questa splendida affabulatrice che dona a Poetare ulteriore prestigio.

Giuseppe Stracuzzi –Il primo amore-: Il ricordo del primo amore crea malinconica nostalgia e Giuseppe la traduce in versi che portano il lettore in una specie di sogno dalla grande suggestione. Giuseppe è Poeta.

Aurelio Zucchi –Se l’alba parlasse-: In effetti qui Aurelio sviluppa un tema molto concreto, l’alba che parla è fantasia inconsistente. Così il tema della poesia, divengono le paure della notte, i sogni/ incubi che talvolta ci perseguitano, i ricordi d’errori fatti, difficilmente rimediabili. Una metafora, dunque, narrata col bello stile limpido del nostro amico che, come afferma, per difendersi dai pericoli della notte (cioè dell’assenza di lucide visioni della vita) vorrebbe costruire castelli dalle mura d’acciaio (altra metafora per dire di certezze, morali ed etiche, incrollabili) contro le tentazioni.

Marino Spadavecchia -Dispiaceri all’incanto-: Con un tourbillon di immagini suggestive, talvolta surreali, se non chiari ossimori (la rete che pesca vento) l’ottimo Marino ci conduce alla saggia conclusione del sedersi ad aspettare.   

Francesco D’Addino –Lapislazzuli-: Una delicata, romantica dichiarazione d’amore, non priva di avvertimenti sulle “spine” possibili in un rapporto.

Sandra Greggio –Ora è troppo presto-: Dalle difficoltà della vita troverai conforto nella fede. Questo il messaggio che Sandra veicola con i suoi intensi versi.

Alessio Romanini –Quando una giovane stella muore-: Intenso e convinto omaggio alla madre, narrata come stella che, nel morire, crea un disperante vuoto, in una bella poesia ispirata da un profondo sentimento.

Carmine De Masi –Piove-:  Delicato acquerello sull’attesa del marito che torna dal lavoro, mentre una lieve pioggia bagna strada e fiori, reso con limpidi versi.

Jacqueline Miu –Con la tempesta nelle vene-: Una dichiarazione ed una forte richiesta d’amore, confessandosi. Jac usa un violento linguaggio per dire e dare amore, per poi sciogliersi in infinita dolcezza. Merita applausi, come sempre.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

 

30 Aprile- 1-2 Maggio

 30 aprile e 1 e 2 maggio 2023

Poesie del giorno:

Francesco D’Addino –Chimica-: Benvenuto nell’azzurro, Francesco! Interessanti aforismi, densi di pessimismo, su amore, donna e vita. Bello questo esordio.

Nino Muzzi traduce B. Kreipe -: Tedesca. Poetessa, psicologa e, in poesia, creatrice di immagini fortemente insofferenti della realtà. Così, con un minimo di conoscenza della Kreipe, si può intendere la rivisitazione di Biancaneve, avvelenata, danzatrice su colline, amante del pulito (brillantosa, la definisce la poetessa) e chiaro è il riferimento alla conclusione della fiaba con quella quartina di chiusura. Sempre grazie a Nino per queste sue colte proposte di nuovi, sconosciuti autori.

Felice Serino -Fogli-aquiloni-: Fantastica immagine dei fogli di carta che accolgono versi del poeta. La poesia fa miracoli e quei fogli si trasformano in aquiloni che portano messaggi al mondo. Bravo Felice!

Marco Cabassi –Bacio acerbo-: Una deliziosa, delicata rappresentazione di una splendida donna amata, resa con poesia d’alto, significativo contenuto. Complimenti, Marco.

Marino Giannuzzo –Billi il vecchio bastardino-: Bel racconto di come l’amore deve cedere al tempo che passa, alla stanchezza dei muscoli, per trasformarsi in profonda amicizia. Complimenti per la metafora, Marino!

Santi Cardella –Voli pindarici-: Voli pindarici che ci portano in romantici paesaggi nati dalla fantasia di un grande della poesia moderna. Piacevolissimo leggere questi affreschi densi di poesia, dove ogni  immagine levita dal foglio per donare dolcezza e meraviglia al lettore. Inusuale è oggi Santi ma anche qui realizza gradevoli composizioni ad alto contenuto poetico.

Renzo Montagnoli –Memorie-: Memorie dolcissime che, per un qualsiasi motivo, tornano alla memoria per commuovere, in questo magistrale descrizione di un ispirato, bravissimo Renzo che coinvolge emotivamente il lettore.

Enrico Tartagni –Un mondo in testa-: Dunque un altro mondo non è necessario al poeta per disegnare quello noto con magistrali, romantici affreschi.

Nino Silenzi –Notte e giorno-: La notte è terra di dolore, col suo nero colore, le ansie che genera, le paure. Soltanto il giorno, cancellando timori con la sua luce, regalerà nuove speranze. Ed un ispirato  Nino, col suo poetare, riflette su questa alternanza buio/luce e sulle emozioni che generano, con grande maestria, coinvolgendo il lettore.

Sabatina Napolitano –Mai più voglio stare senza-: Si analizza e racconta di se, delle sue speranze, dei suoi sentimenti, la nostra Sabatina, e lo fa con spontanea sincerità, in scritto denso di poetiche immagini.

Jacqueline Miu –Dio delle larve-: Questa la chiusa de “Il verme conquistatore” di E. A. Poe che mi pare abbia ispirato questo scritto della nostra grande Jac:

 Le luci! Or tutto è spento!
Su ogni tremante attore
cade il sipar con vento,
drappo mortal, dolore!
Dicon gli angeli esangui :
– “Uomo” è tragedia allor,
eroe quindi rimane
il “Verme Conquistator” –


Poesia che rammenta la morte ed il suo inesorabile, inevitabile potere.
E’ gotica spesso la nostra preziosa amica, e credo conosca Poe alla perfezione, sapendolo molto bene renderlo ed usarlo nei suoi scritti. Complimenti Jac!
 

Sandra Greggio –Oltre la finestra-: Gli effetti dell’incipiente primavera ben narrati da questi bei versi di Sandra.

Antonia Scaligine –Chissà se c’è ancora-: Bella, poetica riflessione sull’onestà dell’uomo. Questi versi mi ricordano Diogene e la sua lanterna, con la differenza che lui cercava l’uomo (meglio: l’animo umano smarrito nelle convenzioni e disonestà della vita sociale) e la nostra Antonia, con i suoi versi, cerca l’onesto. Non so se Diogene lo trovò, spero che ci riesca l’ottima, brava Antonia.

Alessio Romanini –Della vita ognuno è autore-: Il tema che Alessio si è dato è riflettere poeticamente sul destino ed il libero arbitrio. Lo svolge con un sonetto ritornellato dal perfetto rimare.

Carmine De Masi –Bentornata primavera-: Bella ode alla primavera, portatrice di lieti umori per i suoi colori e profumi, detta con un delicato e bel  poetare di Carmine

A voi tutti il più cordiale dei saluti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

 

27-28-29 Aprile

27, 28 e 29 aprile 2023

Poesie del giorno:

Sabatina Napolitano –Come la moglie-: Benvenuta nell’azzurro, Sabatina. Notevole esordio con questo atto d’amore per la letteratura, in particolare per la poesia, attraverso la quale realizzarsi. Promette molto bene le nostra nuova amica e restiamo in attesa, fiduciosi, d’altre sue opere.

Nino Muzzi traduce P. Huchel-: Altro sconosciuto (ovviamente a me) poeta scrittore tedesco, proposto dall’ottimo Nino, che, con questi versi, disegna il romantico paesaggio nel quale Ade rapì la figlia di Demetra. Panorama bucolico dunque, al quale seguì terribile carestia, per vendetta della madre.

Felice Serino –Da quando la mano-: Felice afferma che l’odio che genera le disumane guerre che affliggono attualmente l’umanità, sia retaggio del primo crimine che un fratello compì sul fratello, e lo fa con versi dall’alto contenuto poetico. Complimenti.

Flora Fazzari –Equilibrio precario-: Nessuna certezza accompagna l’uomo nel corso della vita. Questo il tema che, con pessimistica ma forse giusta visione, la bravissima Flora sviluppa con questi versi scanditi da un’anafora che non lascia speranza.

Marco Cabassi –Amerò forse amerò-: L’incapacità d’amare la normalità ispira Marco per questi forti versi che paiono densi di insoddisfazione. Significativo, a sottolinearne il senso, la chiusa che auspica un mondo parallelo. Interessante composizione di un Marco in gran forma poetica.

Marino Giannuzzo –Intorno a te-: Intensa invocazione a Dio perché giudichi e punisca la menzogna, il furto, la mala gestione della cosa pubblica da parte di disonesti che arraffano, nascondendosi dietro una facciata di finta onestà. E come non concordare con Marino?

Fabio Rocca –Il lungo addio-: Tristissimo saluto ad un amore mancato, che pur resta dentro e continua a tormentare, reso con versi dalla forte intensità emotiva.

Michele Cristiano Aulicino –Reti-: Rete e reti che ci avvolgono, ispirano queste riflessioni del nostro grande Michele, rese in forma di aforismi vagamente surreali, sui quali riflettere. Bentornato Michele, indimenticabile Bibappalula, ci mancano le tue surreali verità.

Jacqueline Miu –Navigatore-: “fammi fiamma amore” grida Jac , per salvarsi dal buio di questo strano mondo che opprime. E noi ci uniamo a lei nella protesta/proposta, sperando.

Sandra Greggio –Naufragio di un sogno-: Una bella descrizione del moto delle onde che si conclude con l’infinita pena per quei diseredati che a loro affidano vita e speranze, in questa poesia di grande spessore.

Antonia Scaligine –Magia di questa sera di aprile-: Un fantascientifico bacio siderale ispira la bravissima Antonia per questi bei versi dal romantico tono, chiusi da un  bell’omaggio alla luna. Brava Antonia!

Alessio Romanini –Ancor ci allontani Destino-: La disperazione per un amore finito ispira Alessio per questi versi, densi di pena.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al  nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

 

24-25-26 Aprile

24, 25 e 26 aprile 2023

Poesie del giorno:

Enrico Tartagni –Post Tangentopoli 1993-: Strepitoso Enrico! Riflessioni che farebbero invidia a Bergonzoni, a Crozza. Complimenti vivissimi, sei un grande!

Nino Muzzi traduce Marie-Celie Agnant-: Personaggio di grande interesse culturale e sociale, nasce nella misera Haiti ma riesce ad emergere ed affermarsi in Canada. Questa la sua sintetica biografia, tratta da Wiki: “Marie-Célie Agnant è nata ad Haiti e vive dal 1970 nel Quebec, dove ha insegnato francese e lavorato come traduttrice prima di raggiungere la celebrità come autrice di romanzi. Da sempre impegnata nel sociale, nella sua scrittura emerge l’interesse per temi «forti» come il razzismo, la condizione femminile, l’emarginazione. Ormai scrittrice a tempo pieno, ha pubblicato anche opere destinate ai ragazzi. Il libro di Emma è la sua prima opera tradotta in italiano.”

Decisamente interessante, per la semplicità del narrare profondi fatti della vita, la poesia che Nino traduce per noi. A Nino il nostro grazie per queste sue appassionate ricerche, poi condivise con noi tutti.

Felice Serino –La ferita-: L’incapacità dell’indignarsi, anche per fatti densi di crudeltà, pare derivi da una sorta di assuefazione culturale alla quale i media ci hanno assuefatti. Questo il messaggio che Felice ci invia con questi suoi versi frementi di sdegno.

Cristiano Berni –“Veronique”-: Iperbole? Forse ma quanto bene descrivono una pena! Quanto bene descrivono la dolce bellezza di un viso e lo struggimento per la sua perdita! Intensi versi fortemente ispirati da una profonda nostalgia. Complimenti Cristiano!

Claudio Badalotti –Il pipistrello-:  Simpatica (per quanto lo possa essere riferita ad un pipistrello) descrizione dell’attività (benefica, in definitiva) del topo volante, in questi settenari ben rimati del nostro Claudio.

Nino Silenzi –Il tuono-: Perfetta descrizione del rotolar del tuono, reso con la poetica similitudine di un cavallo al galoppo che si avvicina ed allontana. Suggestiva l’ambientazione ( da ricordare i versi “verso la striscia/di luce rosata/che inghirlanda/il nero vestito/delle nuvole pregne.”) mentre quell’acqua che alla fine cade, pare un respiro di sollievo per la tensione che, fino ad allora, donavano i versi. Ovviamente, complimenti Nino!

Fausto Beretta –Perdono … per un domani nuovo-: Struggente racconto di una ”eroica impresa” di fascisti, al soldo di nazisti, durante l’ultima guerra. Fausto narra di un episodio realmente accaduto, uno tra migliaia, e commuove. Per un domani nuovo? La storia è ciclica ed oggi son tornati…

Marino Spadavecchia –Mezzemaniche al ragù-: Suggestive immagini che, come visioni oniriche, si rincorrono quasi per andare a formare un surreale quadro astratto. “Benedetta poesia/-che come il malocchio-/ non mi lascia chiuder occhio.” Afferma il nostro ottimo Marino. E noi con lui.

Bruno Amore –L’ora-: Partita a dame, preludio d’altro gioco, ben narrata da un ispirato, bravissimo Bruno.

Rosa Giusti De Ruggiero –Ai miei tempi-: Un grido di dolore classico in ogni tempo: ai miei tempi era altra musica…Così Rosa rimpiange il rimpiangibile d’altri tempi. Tra qualche decennio i nipoti di Rosa rimpiangeranno il rimpiangibile dei loro tempi …e così via.  Qual è la verità? C’è o l’uomo che realizza progressi (?) sempre è incapace di vedere quel che, in ogni tempo, c’è di meglio rispetto al passato? Resta la poesia. Già la poesia, ma quella d’altri tempi, mica questa d’oggi. Comunque la poesia di Rosa merita applauso ed io glielo attribuisco.

Alessio Romanini –La virtude della vita onorare-: Filosofeggia con la vita, il nostro Alessio ed apre scenari aperti alla discussione.

La vita è (un) sogno, scrisse Calderon de la Barca (narrando sostanzialmente del libero arbitrio –quello che restituisce dignità e onore all’esistenza- che vince sul destino da altri imposto)… ed il resto è silenzio. Sarà vero oppure no? Restiamo in attesa.

Jacqueline Miu –Di origine sconosciuta-: Profondo, affascinante aforisma su quello stato ipnagogico che è transizione tra veglia e sonno e che, per Jac, è paragonabile, ad uno stato tra vita e morte, stato nel quale l’anima fortemente desidera arrivare al piacere. In definitiva là si realizza la competizione tra Eros e Thanatos. Ed io non faccio pronostici…perché la vita è sogno.

Sandra Greggio –La mi stanchezza-: Un profondo senso di sfiducia nella vita ispira Sandra per questi amari, pessimistici versi che lo rivelano. Che dire se non forza Sandra?

Carlo Chionne - Crescere-: E, a proposito d’ottimismo, ecco il nostro Carlo che cala la sua briscola sulla poesia di Sandra e la stende. Ed anche a Carlo dico forza Carlo.  Un caro saluto.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

 

21-22-23 Aprile

21, 22 e 23 aprile 2023

Poesie del giorno:

Enrico Tartagni  -Dov’è il mistero?-: Il mistero della donna e della vita ispira questa poetica riflessione del grande Enrico che, indagando e indagando, la fa diventare fremente dichiarazione d’amore.

Nino Muzzi traduce Sabina Brilo-: Nino propone sconosciuti panorami poetici e, meritoriamente, semina cultura. Oggi è la volta di tale Sabina Brillo, tedesca che  pare scrivere in cirillico e, coerentemente, oggi ci invita a leggere un limpidissimo racconto, limpidamente ermetico.

Felice Serino –Quasi estate-: L’immoralità che c’è in un atto terroristico sottolineata da questi intensi versi dell’ottimo Felice.

Wilma M. Certan –Pensiero farfalla-: La verità vista in un attimo fugace, narrata dai bei versi di un ispirata Wilma.

Eleonora Pozzuoli –My happiness-: Poetica sintesi di una visione ottimistica del vivere. Brava Eleonora!

Marco Cabassi –Jeu de pensées mephitique-: Pensieri in libertà (chissà perché “méphitiques”), su svariati argomenti, legati tra loro da rime baciate.

Vincenzo Melino –Mirti e tamarindi-: Un pensarsi vivere in diversi panorami, dal romantico “mattino di rose” al “crespuscolo insanguinato” di “fantasmi di menzogne”. Un perdersi, dunque, sull’onda lenta di un fiume che scorre, espresso con intenso e bel poetare.

Antonio Sangervaso –Come col ghiaccio-: Narrano di un rapporto conflittuale (come capita a individui simili nel loro vivere) questi versi densi di significative metafore. Forse soltanto la musica mette d’accordo la visione del vivere, come mi pare indichi la chiusa di questa interessante poesia.

Rosa Giusti De Ruggiero –I libri moltiplico-: Il profumo che ha un libro, il fascino che dona, non potrà mai essere sostituito dalla luminosità di uno schermo. Questo afferma la nostra Rosa ed io concordo con lei.

Alessio Romanini –Oh primavera!-: Intensa ed appassionata ode alla primavera, narrata in tutti i suoi più significativi, fioriti e profumati aspetti, con  corretti versi in terza rima.

Jacqueline Miu –Pura solitudine-: Profonda analisi esistenziale, resa come confessione per la quale non si chiedono assoluzioni ma vittorie della carne che domina lo spirito. C’è una sorta di smarrimento, in questo giudicarsi. E lo scritto è invito al lettore a compiere analoga operazione. Quanto siamo lontani dalle stelle, quanto tra l’equilibrio tra cuore e ragione?

Sandra Greggio –La pausa-: Guardarsi vivere e chiederne una pausa per stanchezza. Questo il messaggio/confessione che l’ottima Sandra oggi ci invia con questi intensi versi dal rassegnato tono.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

18-19-20 Aprile

Quando vedi un maggiolino            Nov. 2020

Simpatia poesia dall’aria leggera e briosa. Una primavera ricca di incontri e nuovi amici … anche se maggiolini.

Rosa Giusti De Ruggiero

 

 

Ucraina

Riflessione sulla guerra e sulla continua richiesta di armi, armi che non parlano di pace e nemmeno di speranza. Pensiero che condivido pienamente.  Il poeta mostra il male alla radice del problema. Invece di edificare e di proteggere – la natura umana è l’unica sul pianeta che costruisce mezzi per autodistruggersi.

Fausto Beretta

 

 

I vecchi

Che Poema! Una vita che regala emozioni e che ha ancora molto di cui alimentarsi.  Splendida chiusa.  Il combattente Enrico Tartagni, il grande Poeta Enrico Tartagni ci parla della auto – reclusione a cui si abbandonano “i vecchi” – una solitudine voluta e taciturna che toglie loro ogni luce dagli occhi facendoli sembrare viventi in eutanasia ma lui, Lui l’Autore non la pensa così. Ha ancora molto per cui combattere, ha una insaziabile voglie di scoprire e di amare. Non esiste vecchiaia per chi dentro è alimentato da un potente fuoco.

enrico tartagni

 

 

La strada per la stazione

Günter Eich è stato un drammaturgo e un autore tedesco. Nacque a Lebus, sul fiume Oder, e studiò a Lipsia, Berlino e Parigi.Vita

Eich ha fatto la sua prima apparizione in stampa con alcune poesie in Anthology of the Latest Poetry. La sua prima commedia radiofonica, scritta in collaborazione con Martin Raschke, fu rappresentata nel 1929. Dal 1929 al 1932, Eich visse come scrittore freelance a Dresda, Berlino e sulla costa baltica, scrivendo principalmente per la radio. Dal 1939 al 1945, Eich prestò servizio nell'esercito tedesco in un'unità di segnali. Nel 1945 fu tenuto prigioniero di guerra in un campo di internamento americano e nel 1946 fu rilasciato e trasferito a Geisenhausen in Baviera. Dopo essere stato prigioniero di guerra, fu uno dei fondatori nel 1947 del Gruppe 47, e per le poesie nel suo allora inedito Abgelegene Gehöfte, fu uno dei primi due destinatari, nel 1950, del suo Premio di letteratura per giovani scrittori . Nel 1953 sposò la scrittrice austriaca Ilse Aichinger. Il loro figlio Clemens è nato il 22 maggio 1954 e la loro figlia Mirjam è nata nel 1958.

Ha continuato a pubblicare prosa, poesia e spettacoli radiofonici per il resto della sua vita. Eich morì a Salisburgo nel 1972.

 

 

In questo bellissimo e sottolineo bellissimo poema , troviamo una fermezza compositiva e ricca di vitalità nonostante si parli di “fabbrica”. Facilmente si può dedurre che l’uomo della seconda guerra mondiale  è un uomo forgiato con tutti i mali della guerra. Lo spirito di questo poeta tedesco è ricco, è concretamente prepositivo e sebbene non sia abbagliante, mostra quella eleganza europea che gli autori apprendono durante gli spostamenti tra varie città del continente. Magnifico il nostro Nino Muzzi a cui dedico i miei plausi.

G. Eich          traduzione di Nino Muzzi

 

 

Mentori

L'Iperuranio, o mondo delle idee, è un concetto proprio di Platone espresso nel Fedro. La dottrina delle idee ad esso collegata era già stata illustrata dall'autore nel dialogo Repubblica, considerato dai critici precedente al Fedro.

 

Secondo Platone l'Iperuranio è quella zona al di là del cielo (da cui il nome) dove risiedono le idee. Dunque l'iperuranio è quel mondo oltre la volta celeste che è sempre esistito in cui vi sono le idee immutabili e perfette, raggiungibile solo dall'intelletto, non tangibile dagli enti terreni e corruttibili. È importante notare come nella cultura classica la volta celeste rappresentasse il limite estremo del luogo fisico: la definizione di "oltre la volta celeste", dunque, porta l'iperuranio in una dimensione metafisica, aspaziale e atemporale, ovvero puramente spirituale.

 

Sebbene chiara nel proprio intento resta miticamente ermetica – da buon esploratore della parola Felice Serino mostra la natura celeste -

 

ledi armonia se nel

voltarti

chiedi vaticini agli

iperurani

 

mentori della volta

celeste dal volto

rasserenante

 

Da La vita immaginata, 2022

Felice Serino

 

 

I Campi Elisi...

Interessante questo gioco tra dolenti e meteore, tra il fiorire e la pace.

Campi Elisi  dalle membra dolenti, illuminati e accarezzati da questi versi che portano alle nuove odissee.  

Flora Fazzari

 

 

"Distratto"

Col perno di anafore ma migliore di ieri, questo poema cerca una solidità su cui basare il proprio vivere.  Il volere allontanarsi dalla vacuità per ritrovare il pieno del sé.

Cristiano Berni

 

 

Ecco

"Ma ora è tempo di andare, io a morire, voi a vivere: chi di noi vada verso un destino migliore, è ignoto a tutti, fuorchè al Dio"

Questo triste annuncio futuro che parla della Poetica Ora X.

Voglio pensarla molto lontana perché mi disturberebbe un mondo senza più Vette e mi mancherebbe il motivo per cui siamo tutti qui riuniti ovvero l’Amore per una vita nella Poesia più cara e eccelsa dentro il Tempio Azzurro fortificato contro i cataclismi e tutti i Cavalieri dell’Apocalisse dal Prof. – ma torniamo ala poesia.

Il partire affrontando la nebbia oscura …

La dicotomia del sentire, il ripetersi delle “care onde” come sinonimo di libertà e in qualche modo di mezzo di trasporto etereo ma non ridondante.

L’ora placida – riva ai silenzi davanti a un mare calmo e Nino Silenzi che nasconde la sua visione passionale si confessa pronto per questo “ancoraggio”  che se avverrà sicuramente sarà tra cent’anni e più.

 

 

Da Le strade della vita

Nino Silenzi

 

 

Ritorno

***

(30.3.’011)

 

Ritorno

Un gioco ritmato in scala “R” e dal tono allegro. Una ribellione ai versi classici che ci ricorda come Poesia sia fatta di innumerevoli equilibri e perché no – squilibri. Tutto fa tesoro in questa poesia persino quella scia romantica …

Wilma M. Certhan

 

 

Poemetto

Piccolo tesoro  scritto in versi.

 

Prima mi appoggiavo

a tronchi di speranza,

aspettando il tuo arrivo...

 

Un itinerario di lettura dall’odore talcato e fresco come un odore di violetta simile a  L'Heure Bleue.  L’ipotalamo gode di questo amor simbiosi con la natura magica e l’invisibilità delle forze cosmiche . Se vi fosse un ordine tantrico legato alla poesia l’incipit inizierebbe con questo leggero ma superlativo passo. Bravo.

magnetismi a lunga distanza

onde incontenibili telepatiche.

 

Cosi la vita ci ha fatto dono

di lampi invisibili, ma magici

e tuoni dolci come sospiri.

Silvano Notari

 

 

E continua anche senza di noi

Una forza continua questi versi:

 

Il cielo non crolla non cede

di pianto di luce ci inonda

d’azzurro immoto ch’arride

nel grigio cupo sprofonda.

 

Quasi blasonato il passo che incede nel mare dell’indifferenza di una natura che vive e guarisce da sola mentre noi ci affolliamo a farle male e a farci male.  Significativa è la costante evoluzione di ogni verso che non si imbelletta ma resta onesto testimone della nostra fine e della “sua” (della Terra) indifferenza. Ottimo e potente, piace e trascina.

 

E perpetua continua a girare

gira e gira senza badare

zombi la stiamo accalcare

sarà tomba la terra ed il mare.

Marco Cabassi

 

 

 

La vita fremente

Un sorriso cura il mondo e sebbene non cancelli la guerra in atto, ci ricerca di speranza per l’avvenire. Poema in cui emerge il generoso lato positivo della brava autrice.

La natura rinasce nei prati e continua a rendersi piacevole a chi la osserva. Dopo una lunga Pandemia e in costante pena per il Flagello contro l’Ucraina, il minimo è mostrare un semplice sorriso a chi ci circonda.

 

 

9 marzo 2022

Sandra Greggio

 

 

Genocidio

Un Poema e una Condanna. Uno dei mali che pugnala lo spirito della democrazia ha un nome ed è Putin. Questo poema non fa mistero degli stermini ordinati da questo “virus a forma umana” che si magnifica attraverso gli orrori procurati alle povere genti su cui cadono in testa bombe e missili. Non è il poema a cui applaudire ma è il poema che deve alimentarci i respiri dando il peso giusto all’Ade e ai suoi diavoli.

 

Nel pozzo nero di mente malata

s'è distillato il male quale fiele;

su inerme gente è versato crudele,

gente che l'armi hanno già mutilata.

 

Assiso in trono da folla accecata,

lucido criminal, più che bestiale,

vuol l'Ucraina a lui solo fedele

e la vendetta ha di già consumata.

 

Mattanza no, non si può perdonare,

bisogna d'armi armar quella gente

che per la Patria ha un amor commovente

 

e un tribunale, veloci, approntare

per giudicare il genocida infame

e giusta pena dare a 'sto liquame.

 

Putin, per le sue trame,

così, per dargli giusto passatempo,

da corda spero penda in breve tempo.

 

Di sonetti un arcobaleno

Piero Colonna Romano

 

 

Fulgente umiltà

Bella questa creativa lontananza dai pesi giornalieri in mezzo a una natura incontaminata. La semplice margherita che non grida la propria bellezza ed è ostinatamente umile. Una serenità che si ha solo in questi attimi di osservazione. Il poema ci ripaga con la sua fresca innocenza.

Alessio Romanini 

 

Un caro saluto al nostro Magister Lorenzo che generosamente ci ospita in questo celestiale Tempio Azzurro. Rinnovo la mia ammirazione al Vate Piero Colonna Romano che ci commenta e ci ispira. Siate operosi come api e un Buon Poetare a tutti.

Miu

 

 

18, 19 e 20 aprile 2023

Poesie del giorno:

Rosa Giusti De Ruggiero –Quando vedi un maggiolino-: Ad un insetto che regala allegria e, si dice, fortuna, la bravissima Rosa dedica questo delicato omaggio.

Fausto Beretta –Ucraina-: Versi che sono una condivisibile riflessione, su armi ed Ucraina, densa di profonda pena.

Enrico Tartagni –I vecchi-: L’inutilità dei vecchi, il loro peso sulla società, la loro delusione sulla vita. Tutto questo è sottolineato, con grande amarezza, dai versi del nostro Enrico che però, all’età che passa, reagisce intendendo lasciar messaggi a se stesso, a futura memoria.

Nino Muzzi traduce G. Eich-: Il racconto di un abitudine mattutina, nel freddo e nel buio, per iniziare il giornaliero lavoro, narrato con versi che molto bene disegnano la fredda atmosfera e lo stato d’animo del poeta. Ed a Nino sempre un grazie per queste stimolanti proposte di ignoti poeti stranieri.

Felice Serino –Mentori-: Vagamente ermetico, il nostro Felice ci invita a guardare nell’iperuranio, cercandovi positivi mentori, per trovarvi, magari, Platone.

Flora Fazzari –I Campi Elisi-: Secondo la mitologia greca sarebbero un luogo felice dove le anime dei giusti sono mandate da Minosse e da Radamanto che li giudicano. Ma, per restare un po’ più dalle nostre parti, come dimenticare gli incantevoli champs elysées parigini? Particolarmente bella è la descrizione (degli uni e degli altri, direi) della bravissima Flora.

Cristiano Berni –“Distratto”-: Gli impegni e gli affanni del vivere (resi con adeguate anafore) asciugano la fonte della poesia. Questo, poeticamente, affermano i versi di un (sempre) ispirato Cristiano.

Nino Silenzi –Ecco-: Decisamente gotico (leggerlo fa tornare in mente tutte le discese all’Ade, da Enea ad Achille, da Orfeo a Persefone, ed a Ulisse con Tiresia, per non parlar di Dante) questo premonitore racconto dell’inevitabile conclusione del nostro tempo su questa terra. E’ un piacere leggere Nino che, in questa occasione, affascina per quel sentimento di dolore e d’amarezza che ha ispirato questi bellissimi, suggestivi versi che contagiano  ed intimoriscono il lettore.  Per conto mio sono curioso e resto in attesa, augurando lunga e felice vita al nostro ineguagliabile Nino.

Wilma M. Certhan  -Ritorno-: Deliziosa descrizione di un romantico ricordo che torna, resa con poesia dall’apprezzabile serie di ritmate allitterazioni. Brava Wilma!

Silvano Notari –Poemetto-: Romantico omaggio a chi ha saputo rendere tangibile un sogno, reso con bella poesia, fortemente ispirata dalla gratitudine e dalla chiusa capolavoro.

Marco Cabassi –E continua anche senza di noi-: E così sarà, infatti. Dopo noi terra e cielo continueranno ad esistere, ignorando completamente l’umanità cui hanno dato emozioni. Questo raccontano i versi dal ritmo di filastrocca dell’ottimo Marco.

Sandra Greggio –La vita fremente-: Pare essere la continuazione della precedente poesia di Marco, questa di Sandra. La natura si risveglia ed invita a sorridere, indifferente alle crudeltà che una bestiale e ingiusta guerra genera in Ucraina. Auguriamoci che quell’indifferenza non contagi anche l’umanità, come pare stia accadendo.

Alessio Romanini –Fulgente umiltà-: In forma di madrigale, ecco un omaggio alla natura, reso dal nostro Alessio.

Jacqueline Miu –tumulto-:Tumulto dunque, di sensazioni contrastanti sulle quali prevale il desiderio d’amore e d’amare, narrato con l’inimitabile e suggestivo stile narrativo di una Jac in splendida forma. Inevitabile è rileggere questa composizione, per apprezzarla sempre di più, per “sentire”, assieme al poeta, il sentimento che l’ha ispirata.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti , in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

 

15-16-17 Aprile

- Commento alla poesia "In un Regno di Liberi" di Ben Tartamo -
Straordinaria lirica:

Metafore, Allegorie ed Ermetismi ben tessuti e rifiniti.
Evidenzio con piacere e soddisfazione, una nuova tendenza e una raggiunta maturità poetica di questo vate molte volte sottovalutato dalla critica.
Mi identifico completamente in questo stile e contenuto.
Complimenti vivissimi Ben!
 
Marino Spadavecchia
San Cristóbal, Táchira - Venezuela 

 

 

12-13-14 Aprile

12, 13 e 14 aprile 2023

Poesie del giorno:

Felice Serino –Visioni-: Ispirata similitudine tra le le lotte tra animali e le guerre tra uomini, in entrambi i casi per la supremazia di razza sopra razza.

Rosa Giusti De Ruggiero –Bastano poche frasi-: Non capita di viverla soltanto davanti ad un quadro, la sindrome di Stendhal, ma, a maggior ragione secondo me, ascoltando un concerto di musica classica. A me è successo di venire trasportato in altro spazio/tempo e duro è stato il rientro nella realtà.

Fausto Beretta –Piccoli paradisi resistenti-: Le bellezze della natura e quelle che ci regala l’arte ignorate dal nostro essere distratti da brutture e da incredibili guerre. Così i versi di Fausto sembrano un invito a maggiore attenzione al bello che ci circonda, solo così, forse, riusciremmo ad evitare atroci crudeltà volute dal potere politico di criminali.

La bellezza salverà il mondo, scrisse  Dostoevskij ne L’idiota, speriamo sia stato profetico, ma quel titolo…

Laura Lapietra –Tanka-: Decisamente originale questo uso di una tecnica poetica giapponese (di religione –filosofia- prevalentemente scintoista) per esaltare il sacrificio estremo del Cristo. Il ritmo dato a questo tanka da laura lo fa somigliare molto ad una preghiera cristiana. Complimenti, Laura!

Marino Spadavecchia –Abiurare all’anima in sommossa-: Una malinconica, pessimistica analisi del mondo nel quale viviamo. Mondo che, a dire del poeta, sarebbe governato da assiomi privi di scopo. E che si può volere di più negativo? Giustamente Marino lo definisce, assiomaticamente,  “globo in via d’estinzione”.

Enrico Tartagni –La spazialità del Tempo-: Riflette sul tempo e sul suo essere stato “inquinato” dallo spazio, matrimonio indissolubile nato dalla mente di un genio. E lo fa spaziando nella mitologia di tempi antichi che ritornano alla memoria, quasi cercandovi verità negate. E questo è Enrico, un fantasioso cultore di scienza e mito, poeta affabulatore suggestivo, da applaudire. 

Bruno Amore –Fiumi di vivenza-: Inno sensual romantico a l’origine du monde (così la definì Courbet, riproducendola con gran realismo) vista in ogni sua angolazione. “chè nessun lemma è così pieno di intrinseco senso/con due sillabe”. Complimenti, Bruno, come non essere d’accordo con te?

Nino Silenzi –Immagine d’amore--: Il tempo che passa matura e poi corrompe tutto (e Shakespeare ne “As you like it” afferma: Ando so , from hour to hour, we ripe and ripe, and then, from hour to hour, we rote and rote) E il nostro ottimo Nino sviluppa questo tema, confermandolo e attribuendolo ai sentimenti, anche i più profondi, con questi suoi notevoli versi che, solo in chiusura, si aprono all’ottimistica speranza. Complimenti, maestro!

Nino Muzzi traduce Jean-Francois Poupart-: Nino traduce  e ci propone questa incredibile composizione di un più che fantasioso poeta francese. Composizione che, col voler rassicurare dalla morte il destinatario dei versi, si svolge tra immagini surreali (superlativa, ma non unica, quella che vuole creare a maglia, battelli di lana per i miracolati) e immagini fortemente gotiche (tipo :” t’infila –la morte- la lingua nel cuore/ti fa marcire la spina dorsale” ecc. ecc. ecc.) per non parlare della sottovalutazione del miracolo dei pani e dei pesci (cosa scontata, secondo Poupart) e, tanto per non farsi mancare nulla, aggiungendoci pure una lezione sull’uso della lingua in amore. Che dire? Bello sarebbe conoscere il significato di queste metaforiche immagini, così, tanto per capire e, forse, apprezzare.

Jacqueline Miu –Roma in arancio-: Ancora una volta applausi a Jac per questo viaggio in una Roma densa d’amore e di passione (di Jac, ovviamente). Roma, città eterna ed eternamente bella, risalta immensa in questi versi/omaggio, con tutte le sue più note caratteristiche (compresa Sora Lella, per quel che rappresenta gastronomicamente, quindi quale preludio all’amare). Leggere questa Jac è fare a nascondino tra il colonnato di San Pietro, è fuggire dalla confusione della stazione Termini, è incantarsi delle fontane, è perdersi nell’arte dei musei (Vaticani in testa) è schivare preti e parlamentari. Grazie, Jac, dopo Londra e dopo Parigi, questa Roma ci voleva proprio.

Sandra Greggio –Il mio sorriso-: Lacrime quale conforto e sorriso quale inganno. Beh questa è confessione di una profonda pena che merita auguri auguri ed auguri, perché si abbia una più ottimistica visione del vivere.

Carlo Chionne –Tempi-: I tempi della vita sono quelli che designano l’andamento dei brani nella musica classica. Così, con quei tempi, noi tutti viviamo ed il grande Carlo ce lo rammenta, attribuendo a se stesso quel  diverso vivere, a seconda degli umori del giorno o dell’ora o delle frequentazioni più o meno occasionali.. Un caro saluto.

Antonia Scaligine –Non sto mai comoda-: Beh la poesia può essere anche outing, anzi quasi sempre lo è. Quindi ok dire delle proprie insoddisfazioni, facendo metafora delle insoddisfacenti posizioni fisiche che, in effetti, sono metafora che indica ben diverse insoddisfazioni nel vivere. Ottima la lezione finale, messaggio importante che arriva da questi versi, con quel mondo in frequente movimento, che è segno di vita. Come sempre, cara Antonia, le tue importanti poesie sono apprezzabili lezioni di vita.

Antonio Scalas- -Pronunciare le parole-: Un lungo percorso…propedeutico per dire amore. Bravo Antonio!

Alessio Romanini –Non ti scordar di me-: Fremente invocazione all’amore, quello che non fa dimenticare dolcezze, reso con intensi versi troppo ricchi di inutili tronche.

Un grazie di cuore a Jacqueline per l’attenzione ed il gradito commento alla mia “Chi l’’ha visto?”

A voi tutti il più cordiale dei saluti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

 

6 -11 Aprile

Segni

Versi fantasiosi di questo autore tedesco che trasporta e affascina ma questo solo grazie al grande lavoro di traduzione fatto dal nostro insostituibile Nino Muzzi. Grazie Nino.

Henning Ahrens         traduzione di Nino Muzzi

 

Io non so

Piacevole, godibile filastrocca sui tormenti poetici e umani dell’autore.  Nella  ricerca dell’ineffabile il piacere e il tormento  sono tra i pilastri dello spirito adepto all’inquietudine.

Non ho mai pace nel cuore

mai non c’è giusta risposta

che sia d’odio, o sia d’amore

mai è chiara e mai è nascosta.

Marco Cabassi

 

L'essere e il nulla

La debolezza di Felice Serino è la sua intensa umanità.  Con la resurrezione si abbattono le barriere della non esistenza infatti il poema scrive  …

il nulla non esiste

Sempre argonauta nell’ermetismo , molte sono le domande aperte per ogni suo scritto letto.

Da La vita immaginata, 2022

Felice Serino

 

A Yaroon...

Descrittivo e modellato col tormento di una poetessa che esplicita i suoi sentimenti.  Il lirismo tiene il passo dell’ispirato poema.

Mi sorge il dubbio se Yaroon non sia il cantante ... in attesa ...

Flora Fazzari

 

Bella fanciulla                    13.03.2020           ore 03:15

L’augurio a “una bella fanciulla” di continuare a coltivare i propri talenti.  Un omaggio scritto con affetto e versi di intensa speranza che la poetessa Rosa Giusti lascia fiorire nella chiusa.

Rosa Giusti De Ruggiero

 

Stipiti del male

Com’è forte il male! dichiara con forza il nostro ispirato  Giuseppe Stracuzzi che omaggia le vita e la pace sopra la violenza e il male delle guerre che andrebbe chiuso definitivamente in Ade.  L’emozione che ne nasce rende ancor più vigorosi quei pilastri che reggono il titolo.

Giuseppe Stracuzzi

 

Arcobaleno

Del bene che fu e di cui resiste ancora il sogno, parlano questi versi, evocando una nostalgia madre cui resta fibra - il sogno. L’indifferenza della Terra perseguita ma ci sono armi con cui combatterla.

Aldo Calò Gabrieli

 

Prescrizione inutile

Questo isolamento non sconfigge “le voci del silenzio” afferma patrizio Spinelli nei suoi versi. Il rifugio perfetto, afferma lui, non esiste.

Patrizio Spinelli

 

Impronte nella neve

Dura poco la felicità e questa sua “debolezza”  - rendono i versi del poeta Alessio Vailati “orme sulla neve”. Proprio per questo il suo valore è quasi inestimabile. Sono le cose semplici, non programmate, volatili che rendono la felicità vulnerabile al tempo ma anche straordinaria, quando decide di ripresentarsi.

Alessio Vailati

 

Vecchio villaggio

Il cuore richiama il sole del sud e la gioia dei bambini che corrono. Versi di nostalgia che colorano il poema richiamando l’amore per la propria terra.

Cuneo 10 dicembre 2001, ore 19,05

Carlo Tella

 

Gli amici e i segreti

Ci sono segreti e tesori che devono restare segreti e fedeli al patto tra amici.

Fausto Beretta

 

Eco di morte

Parlano di distruzione e di abbandono, i crudi versi di Alessio Romanini.  Le guerre di oggi, la morte di innocenti, la natura ferita sono ombre che coi loro rulli di tamburi contrastano le gioie dell’infanzia.

Alessio Romanini 

 

"Quelle risposte che non ho"

Un poetico itinerario alla ricerca delle risposte che l’uomo ancora non ha.  Cenni classici e  forme di reminiscenza romantica .

12 marzo 23

Ben Tartamo

 

Il mandorlo in fiore

I tormenti le agonie che spesso battagliano lo spirito, dovrebbero trovare pace davanti alla bellezza della natura che si esplica e fiorisce per tutti.  La poetessa Sandra Greggio sprona il lato positivo e alimenta la vita con quei germogli che resterebbero nascosti se i pensieri trovassero casa nelle cose negative. Combattente e coraggiosa l’altra faccia della medaglia-.

12 marzo 2023

Sandra Greggio

 

NATO O MORTO

L’ingresso della Finlandia nella NATO – mossa intelligente per accerchiare Putin o volontario atto di dimostrazione di forza ai paesi belligeranti? Carlo Chionne riflette e ci fa riflettere.

Carlo Chionne

 

Chi l'ha visto?

Sette giorni per creare un mondo e alcuno che applauda per la fatica fatta. Così nel proprio solitario “divino” resta Lui che addormentato è rimasto e da allora il mattino se lo gode il mal umano.

Grande Piero e non basta mai quella dotta ironia immune allo screanzato che resta in trincea come un soldato col male del vedere l’Umanità per quello che è diventata.

Di sonetti un arcobaleno

Piero Colonna Romano

Un caro saluto al nostro Magister Lorenzo che generosamente ci ospita in questo celestiale Tempio Azzurro. Rinnovo la mia ammirazione al Vate Piero Colonna Romano che ci commenta e ci ispira. Siate operosi come api e un Buon Poetare a tutti.

Miu

 

 

 

6, 7, 8, 9, 10 e 11 aprile 2023

Poesie del giorno:

Nino Muzzi traduce Ahrens-: Quel che sembra un fantasioso, tenero invito alla complicità, reso con surreali, suggestive immagini, in questi bei versi di Ahrens, tradotto magistralmente dal nostro Nino.

Marco Cabassi –Io non so-: E’ l’incertezza, dunque, nel definire sentimenti che ispira Marco per questi versi in forma di piacevole filastrocca.

Felice Serino –L’essere e il nulla-: Credere nella resurrezione della carne porta, inevitabilmente, ad essere certi che il nulla non esiste. Questo il senso del messaggio che Felice, fideisticamente, ci invia. Resto in attesa…

Flora Fazzari – A Yaroon…-: Un vago richiamo a Pavese ispira questi versi d’amore della bravissima Flora.

Rosa Giusti De Ruggiero –Bella fanciulla-: Intensa dedica/augurio ad una “bella fanciulla” perché la vita le doni quel che merita il suo essere artista ed altruista, resa con forti versi, densi di sentimento, della nostra Rosa.  

Giuseppe Stracuzzi –Stipiti del male-: Invocazione alla pace, ispirata dal periodo pasquale che stiamo vivendo, in questi forti e commoventi versi del grande Giuseppe che ci vede contornati, con ragione, da “stipiti” del male.

Aldo Calò Gabrielli –Arcobaleno-: “il sogno continua” afferma il poeta vedendo la malvagità che pervade questo mondo. Sogno e speranza di pace, dunque, in questi ispirati versi di Aldo, cui do il bentornato nell’azzurro, assieme ad un caro saluto.

Patrizio Spinelli –Prescrizione inutile-: Inutile isolarsi, alla ricerca della pace e del silenzio, dicono questi bei versi (didattici direi) di Patrizio.

Alessio Vailati –Impronte nella neve-: L’effimero della felicità, il suo apparire e sparire in istanti, di questo narrano i versi di un ispirato Alessio.

Carlo Tella –Vecchio villaggio-: Lievi pennellate sono questi versi di Carlo. Immagini nate da ricordi, elencate così come la memoria consente.

Fausto Beretta –Gli amici e i segreti-: Ancora versi che celebrano l’amicizia, sono questi, densi di un profondo sentire, del sensibile, ottimo Fausto.

Alessio Romanini –Eco di morte-:  Il violento contrasto tra gioie infantili e rumore di guerra ispira questi duri, amarissimi versi di Alessio.

Jacqueline Miu –un cacciatore e non più un ostaggio-: l’amore mi vuole folle fino all’ultima cellula nel midollo dell’osso” afferma il poeta ed il suo sentire narra con immagini dense di ricordi e cultura. E di Keats resta nostalgia, del vecchio e il mare una triste lisca di marlin. Così la narrazione d’amore diviene cultura e ricordo e si esalta in poesia quando afferma : “dire d’amore alla morte/dare all’acqua l’ultimo sogno/facendo di una scintilla di vita/un ricordo/…poi nulla”. Jacqueline, insomma, quella che affascina e trascina la fantasia del lettore in spiagge d’amore sempre.

Sandra Greggio –Il mandorlo in fiore-: Un fremente invito a godere delle bellezze della natura, dimenticando neri pensieri e negative emozioni. Un invito a non perdere quel che la natura, generosamente, ci regala, in questi intensi versi della nostra Sandra.

Carlo Chionne –NATO O MORTO-: L’ampliarsi della Nato alla Finlandia ispira il grande Carlo per questa filastrocca, ricordo di infantili versi.

A voi tutti i più cordiali saluti uniti ai più sinceri auguri per delle serene festività pasquali, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

Auguri di Buona Pasqua a tutti i poeti del sito, in moto particolare a Lorenzo e a Piero, che sia per tutti di Pace, Serenità e di Bellezza.
Fausto Beretta

 

Un caldo augurio di Buona Pasqua ai Sitani e alle Loro Pregiate Famiglie.  Buona Pasqua ai nostri generosi lettori . Le giornate di festività siano luminose come i vostri scritti.

Miu

 

AUGURI DI BUONA PASQUA A TUTTI I SITANI!!!

Alessio Romanini

 

3-4-5 Aprile

Gli amici e i segreti

Omaggio poetico al sentimento che tiene legati per lunghi anni i veri amici. Una ricchezza che occupa lo scrigno nel cuore di un uomo in cui si elevano i veri valori della vita.

Fausto Beretta

 

 

Epoca, acquario

Un ennesimo gioiellino della letteratura tedesca che ispirato alla rinascita primaverile scrive questo poema che parla di nuovi inizi e l’iniziazione della natura sotto l’atteggiamento “giulivo” degli uccelli.

Rimarchevole il lavoro di Nino che va oltre la “normalità letteraria”  - oltre quello che ci piace o ci fa comodo leggere. Grazie Nino sei il migliore.

Henning Ahrens         traduzione di Nino Muzzi

 

 

Ed è Primavera

Versi coniati con notevole leggerezza e che sembrano usciti dall’epoca del Sensibilismo.  La Primavera di Marco Cabassi ha un suo canto quasi Botticelliano. 

Marco Cabassi

 

 

Lacrime rosse

Un addio poco rumoroso ma molto pittorico. Il saluto a un amore non durevole e velocista solo nella traiettoria del proprio egoismo. La brava poetessa non perdona questo Gargoyle e lo getta meritatamente nel girone dei propri inferi poetici. Vi è una leggera bellezza in quel pastello rosso usato per dipingere le proprie lacrime.

Isabel Gide

 

 

Il risveglio dei sensi

Grandezza poetica nelle semplici emozioni del risveglio primaverile e nell’affetto che l’uomo condivide con la propria moglie. Il tempo passa, gli anni si sentono e gli scricchiolii sorpassano le fughe ma rimangono imperiture le carezze, i benevoli raggi del sole e quell’atmosfera d’abbraccio tra natura e poeta così melodiosa da essere percettibile in tutti i versi. Maestria da plausi.

Da Sensazioni ed emozioni

Renzo Montagnoli

 

 

Non voglio più ragionare

Necessità di amare e di essere amato. Amore come alimento di questa vita e non come una cura. Amore per fare tacere i pensieri e i ragionamenti che privano le sensazioni positive della loro leggerezza. Il Prof sciabola con la debolezza delle cose che lo circondano, affermando la necessità “cruda” di avere un amore cui dare il meglio. Tutti i contorsionismi mentali cesserebbero ed è al  gentile silenzio  della mente “tranquilla – realizzata”  che il Poeta ambisce.  L’onor di logica è come l’acqua pura.  I pesci non vivono nell’acqua pura.

L’augurio più sincero è che l’uomo e il Poeta trovino l’amore agognato.

Da rileggere la memorabile chiusa …

 

Non voglio più ragionare,

voglio soltanto amare.

 

Dalle colline al mare

Nino Silenzi

 

 

Solitudine

Il crepuscolo della vita avvolge il lettore come un sudario e lo tiene ancorato al senso di amarezza che traspare dall’intero poema dell’ottimo  Felice.   Bella e intensa descrizione di questo declino cui tutti cediamo dopo la nascita … lentamente.

 

Da La vita immaginata, 2022

Felice Serino

 

 

Fasci di luce

Grande poema.  Un sussulto di allegorie che sposano la chiusa e trasporta il lettore verso una pace che ancora può fiorire.

In un mondo di guerre v’è la coscienza della libertà che libera l’uomo dal male della violenza.  

 

1 aprile 23

Marino Spadavecchia

 

 

Capo Gallo

(località a poca distanza, da Palermo,

ad ovest dell'affollata spiaggia di Mondello)

 

Descrizione poetica di questo meraviglioso paesino Capo Gallo. Riserva naturale con spiagge e mare di assoluta bellezza. Posti in cui lo stupore è l’unico e sincero gradito omaggio.

Un omaggio che leggiamo nei versi del Vate. Poetica dove il mare e i sogni diventano la medesima materia.  

L’itinerario a cui qualsiasi poeta ambirebbe. Ammiriamo, respiriamo e gioiamo di questa natura cui si abbandona lo spirito sognate nella sua iperbole trascendentale – spettacolare e iconica la chiusa.

 

Così sogno davvero,

respiro salso e nel profondo scende

la grazia dell'incanto che mi prende.

 

Di sonetti un arcobaleno

Piero Colonna Romano

 

 

Piantate cipressi

Amara descrizione dei cipressi – Alberi cimiteriali per antonomasia e l'immagine che offrono della sofferenza. Alessio Romanini si fa trasportare da un dolore profondo  che circonda la realtà in cui vive. Guerre, crimini, violenze di ogni genere sono gli argomenti che fucilano la bellezza del vero vivere.

Alessio Romanini 

 

 

Aprile, freschezze di brezze

annunciano Pasqua

il silenzio della resurrezione

Grazie Antonia per gli auguri e una serena Pasqua a te, splendida poetessa.

Versi sempre freschi che parlano di questa doppia primavera, doppia rinascita. Una fede che germoglia ed è garanzia di pace.

 

Buona Pasqua a tutti del sito

Antonia Scaligine

 

 

Italia mia

Versi animati da un grande amore per la propria Italia composti con ispirato lirismo dalla brava Silvia Trabanelli.

Silvia Trabanelli

 

 

Flash

la velocità con cui la felicità ci sfugge dalle mani sposando la nuvola ombra al sole.  Ottimi versi densi di amarezza ma che portano il lettore alla speranza della chiusa. Sandra Greggio è la fonte della gioia che mai si spegne – ed è proprio questa sua forza che leggiamo nell’ultimo verso. La forza del cambiamento ci cattura e ci trascina.

21 marzo 2023

Sandra Greggio

 

 

Un caro saluto al nostro Magister Lorenzo che generosamente ci ospita in questo celestiale Tempio Azzurro. Rinnovo la mia ammirazione al Vate Piero Colonna Romano che ci commenta e ci ispira. Siate operosi come api e  Buona Pasqua  a tutti.

 

Miu

 

 

3, 4 e 5 aprile 2023

Poesie del giorno:

Fausto Beretta –Gli amici e i segreti-: Il più nobile dei sentimenti, l’amicizia, ispira questi versi/inno al nostro prezioso amico Fausto, versi che sono dedicati, soprattutto, all’affettuoso  ricordo di amici di oggi e di ieri.

Nino Muzzi traduce Ahrens-: Altra interessante scoperta di sconosciuto poeta, questa volta tedesco, scrittore di romanzi onirici e fiabeschi e traduttore.  Qui, con questi interessanti suoi versi, narra di un paesaggio invernale che pare preluda la primavera e che ispira sentimenti di rinascita e di fastidio per un gracchiar d’uccelli.

Marco Cabassi –Ed è Primavera-: Deliziosa descrizione del ritorno della primavera, con i suoi colori e profumi e con le emozioni che genera, in questi bei versi di Marco.

Isabel Gide –Lacrime rosse-: Un fugace rapporto d’amore, descritto con accenti gotici, causati dalla forte delusione. Cito per la bravissima Isabel, facendole sinceri auguri , “ chi non ci vuole non ci merita”

Renzo Montagnoli –Il risveglio dei sensi-: Il tempo che passa, i dolori artritici, la sonnolenza, tutto cancella un timido raggio di sole, capace di ridestare ricordi teneri, che poi si concretizzano in un tenero gesto d’amore. E’ maestro, il nostro Renzo, nel creare atmosfere suggestive con i suoi versi che sempre coinvolgono il lettore.

Nino Silenzi –Non voglio più ragionare-: Il bisogno d’amore, da dare e da ricevere, talvolta confligge col bisogno di raziocino ispirato dal cervello.
Così si analizza l’ottimo Nino, arrivando alla logica e condivisibile conclusione che è il cuore che deve prevalere, sottolineando la necessità, per vivere, dell’amore. Così anche in questa poesia torna una lezione di vita che spesso  ci viene regalata dai versi del  nostro prof. Poeta.

Felice Serino –Solitudine-: La tristezza dell’invecchiare malati, ben descritta da questi versi, dall’amarissimo tono, del grande Fel ice.

Marino Spadavechia –Fasci di luce-: Suggestive, metaforiche immagini per disegnare l’atrocità dell’attuale mondo di guerre. Versi magistrali che si chiudono col desiderio di pace e libertà, espressi con molta forza dagli ultimi, ricordabili, sei finali., con particolare applauso al distico di chiusura. Complimenti vivissimi, Marino!

Alessio Romanini –Piantate cipressi-: Il cipresso, albero che ombreggia i cimiteri divenendone quasi simbolo, ispira questi amari, durissimi versi di Alessio, osservatore dolente della realtà di guerre criminali che stiamo oggi vivendo.

Jacqueline Miu –poema del cazzo che serve allo scopo-: Invocazione all’amore più sadomasochista, in perfetto stile della nostra strepitosa Jac che ci regala anche immagini originali, dense di poesia, tipo “ sono un pesce con squame spleen unte d’amore” oppure un tourbillon di poeti citati con colta competenza.  Altra suggestiva, fantasiosa immagine, degna di un grande della poesia,  quel “farò della Via Lattea un Buckingham Palace con camere sul Mare/Celeste”. Insomma Jac è sempre Jac. Leggerla può lasciare senza fiato ma impossibile fermarsi. Applausi.

Antonia Scaligine –Aprile, freschezze di brezze-: La descrizione di una duplice rinascita: quella della primavera e quella dell’affermarsi della fede cristiana, sono i temi che in questa bellissima, intensa poesia, la bravissima, ispirata Antonia svolge con grande maestria, regalandoci versi che dicono amore. Complimenti e buona e serena Pasqua.

Silvia Trabanelli –Italia mia-: Inno d’amore per un’Italia maltrattata da uomini avidi solo di potere, reso con versi (condivisibili) di particolare durezza di un ispirata, bravissima Silvia.

Sandra Greggio –Flash-: L’illusione della felicità dura un fugace attimo, afferma la nostra Sandra, ma non perde l’ottimismo per quel che potrà portare il futuro, certa che quel flash si ripeterà e permarrà a lungo, con questi limpidi, ispirati versi.

A voi tutti i  più sinceri auguri per delle serene festività pasquali, assieme ad un caro saluto, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

 

31 Marzo- 1-2 Aprile

Verso il Calvario

Le conclusioni del nostro amareggiato Fausto Berretta che disegna la perfetta immagine di un Paese esasperato

 e di come si specchia nella storia; siamo tutti concordi che la scelleratezza è concubina a maggiori mali – dietro la sua metafora,  una Italia sotto dittatura palesemente fascista che vive di propaganda ai disperati.  Leggiamo DI QUESTA  bulimia politica camuffata e subdola che ci trascina tutti nel suo vortice di silente accettazione. Ahimè …

Fausto Beretta

 

 

Un’altra vita

UN sentire secolare dell’amore o probabilmente tale Musa serve come esca al proprio amo poetico per afferrare l’inafferrabile. Bruno Amore si rende strumento passionale e attraversa il tempo per esplicare la sua funzione di “innamorato”.  Parliamo dello stesso atleta che va  al crogiolo con armi ben più pesanti del pensiero e qui vediamo sfoderare quella parte d’immaginario a noi sensibili “appetibile e sconosciuta” per ergere un ponte tra anime.  Instancabile e infaticabile questo suo “inventarsi”  che trascina il lettore, lo inebria e lo interroga (persino sulla storia) –

Bruno nelle sue metamorfosi e potere capire il segreto di questo fantasioso viaggiare … con la mente.

bruno amore [br1]

 

 

La vittima designata

Poesia con morale e ben narrata.  La fortuna col suo occhio cecchino per la “vittima” designata. Brillante.

Ciro Germano

 

 

Sei nato in piena notte in pieno mare

Sofferenza, indolenza malinconica indi Poesia. Un viaggio ricco di contaminazioni americano – europee proposto dal nostro insostituibile Nino Muzzi. Brillante la scelta di questo poema che incarna un millennio appena nato e già stanco.

Jean-François Poupart         traduzione di Nino Muzzi

 

 

E’ Tornata la pioggia

Una anafora per glorificare la pioggia e il suo cosmico benessere.  Versi freschi e ricchi di energia positiva.

Marco Cabassi

 

 

Preghiera all'Angelo Custode

Una preghiera poetica al Celeste e alla sua entità per eccellenza – l’Angelo.  Una trasfigurazione poetica del sé maturo e empatico con le fragilità umane.  L’ispiratissimo Francesco Miranda dona un momento di intima riflessione.

Francesco Miranda

 

 

Sopraffatti dalla disperazione

Poema che si ispira alle numerose tragedie dei disperati in cerca di speranza. Non c’è assoluzione per l’umanità bisbetica e denigratoria.  La vita non ha prezzo. L’amarezza che si deve condividere non è l’unico messaggio del nostro Carlo Festa ma anche il visibile totale abbandono dei fragili davanti alle avversità.

Carlo Festa

 

 

Dante mi ha fregato

Profanatori e illusionismo dantesco artefici di questo viaggio poetico dopo la lettura del Sommo Poeta. Una traslazione dimensionale attraverso i portali “poetici”  che salvano l’incubo con la ragione.

Isabel Gide

 

 

Tolgo il disturbo

Ehee ……. quante cose si potrebbero dire di questo poema e di questo poeta. Dall’incipit è Poesia.

Notte pensavo e non disturbavo il sonno delle cose intorno a me …

I miti e le fantasmagorie sono dei bellissimi e leggerissimi castelli nell’aria – come non farsi tra volgere?

Lasci amo illudere da Enrico e chiudiamo gli occhi, permettendo alla sua scrittura di intromettersi con gli inutili ragionamenti del momento.

Per chi non ne ha abbastanza di abbracci poetici a trecentosessanta gradì – per chi vuole navigare in una oceanografia libera da orizzonti – questo è il Poema.

enrico tartagni

 

 

Kermesse

La maschera è il trucco del brutto e l’apparire è la nuova moda – Felice Serina parla del costume e degli inganni del nostro secolo che predilige l’apparire più che l’essere.

l'apparenza è sovrana

il gusto è g(i)usto

truccarsi in bruttezza è bello

 

Da La vita immaginata, 2022

Felice Serino

 

 

Dipinto

Una malinconica e veritiera carolina primaverile. L’ottima poetessa inneggia alla pace, parla delle guerre e delle sofferenze, mentre il cielo e il sole splendono quasi indifferenti ai mali umani.

 

4 marzo 2023

Sandra Greggio

 

 

Candela

Una metamorfosi quasi gotica nell’incipit poetico. Una scia borosa e densa come nei migliori poemi di Poe che non scappa dall’animo poetico anzi lo solletica e lo alimenta con echi, paure, dolori,. La luce debole della candela come la debole luce della vita che accumula pochi tesori anche loro destinati a restare nel buio.

Il Vate  si offre alla corrente e l’eccellenza poetica lo salva “miracolosamente” – offrendo una partenza oltre la speranza e i sogni – una pace senza suoni .

Sebbene parli del “tacere” in molti dei suoi poemi, Piero Colonna – Romano omaggia con ogni sua forza la vita.  Ogni ricchezza accumulata è personale, è potente ma destinata a restare nel forziere di un’anima sempre esagitata ma consapevole del punto d’arresto.

 

Di sonetti un arcobaleno

Piero Colonna Romano

 

 

Un caro saluto al nostro Magister Lorenzo che generosamente ci ospita in questo celestiale Tempio Azzurro. Rinnovo la mia ammirazione al Vate Piero Colonna Romano che ci commenta e ci ispira. Siate operosi come api e un Buon Poetare a tutti.

 

Miu

 

31 marzo e 1 e 2 aprile 2023

Poesie del giorno:

Fausto Beretta –Verso il Calvario-: La metaforica, tristissima descrizione di questa Italia simil- fascista, ispira un sdegnato Fausto che la dipinge a fosche tinte, prive di speranza. E come non concordare?

Bruno Amore –Un'altra vita-:  Incuriosito dal nome di Inanna, frequento Wiki alla ricerca di illuminazione e vi trovo interessantissima mitica storia sumera e mesopotamica. E giustamente il nostro grande Bruno vive quel mito  “come un seme sulla cresta della corrente/leggero senza meta senza timore ecc. ecc.” e come facitore di sensuali sensazioni. Forse prima tra i miti, Inanna scende nell’Ade e vi arriva  splendente e nuda, per essere poi resa libera da un suo innamorato. “Bruciami che sei calore che/null’altro fa essere più vivi.” Recita in chiusura della narrazione l’ottimo nostro amico, cui vanno ringraziamenti per aver suscitato curiosità su di un periodo storico di circa 3.500 anni a.C.

Ciro Germano –La vittima designata-: Ad occhio direi che la vittima designata (cioè l’uomo) lo è del suo simile. Homo homini lupus, dunque. Gli mancano solo le vibrisse…

Nino Muzzi traduce JF Poupart-: Nino oggi ci propone in lettura altro giovane poeta canadese, di notevole interesse per la sua storia culturale ed i suoi insegnamenti. In questa poesia narra, con limpide metafore, della storia dell’uomo e del suo vivere dolente, della sua ricerca di dignità del vivere e dei suoi fallimenti. Più moderno di così!

Marco Cabassi –E’ tornata la pioggia-: Inno all’attesa pioggia ristoratrice, reso con anafora che pare preghiera di ringraziamento. Belli  i versi dal giusto rimare, che paiono rendere i ritmi del piovere.

Francesco Miranda –Preghiera dell’Angelo Custode-: Intensa, fideistica preghiera all’angelo custode, resa con versi nati dalla sensibilità di Francesco.

Carlo Festa -Sopraffatti dalla disperazione-:  Forse non serve particolare analisi per capire a chi si riferisce Carlo con questi suoi durissimi, amari versi. E’ di ogni giorno la storia di disperati che, inutilmente, tentano di dare dignità alla loro vita, affrontando il mare, ma, troppo spesso, trovandovi  morte.

Isabel Gide –Dante mi ha fregato-: L’illusione di un rilassante dopo, nato dalla lettura di Dante, svanisce con l’uso della ragione. E’ grande inganno, pare gridare Isabel con questi suoi versi. E come non darle ragione?!

Enrico Tartagni –Tolgo il disturbo-: La narrazione di un sogno sognato, resa col bello stile del nostro Enrico. E con lui viaggiamo, con la fantasia che creano i suoi prosastici e forti versi, in un mondo diverso. E con lui vorremmo “togliere il disturbo” da questo e volare in un altrove più appagante.

Felice Serino –Kermesse-: “truccarsi in bruttezza è bello” afferma il nostro filosofo. Ma è carnevale e l’inganno è di moda.

Sandra Greggio –Dipinto-: Amaro acquerello sull’attualità che stiamo vivendo, sotto un cielo che appare benevolo e consolante, in versi che gridano l’indegnità degli umani comportamenti.

Alessio Romanini –Il mio rivo-: Il romantico disegno di un paesaggio campestre lungo un fiume, in questi descrittivi versi del nostro Alessio.

Jacqueline Miu –drunk by your voice Amplessitudine-  Ed, in effetti, c’è un temporale nelle vene di chi scrive, gridando amore amore amore. Oggi gotica più che mai, la nostra preziosa amica ci conduce in viaggio per mare e per Ade, con la sua sfrenata, deliziosa fantasia. E viaggiamo con lei nell’amore, nel desiderio, in quel bruciare energie e sfinirsi. Leggere e rileggere è obbligo, per capire e per apprezzare la capacità di rendere sentimenti e pulsioni. E incantarsi come sempre.

Ed ancora grazie a Jacqueline per l’attenzione ed il gradito commento alla mia  “Cammino sulle mani”.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

 

28-29-30 Marzo

28, 29 e 30 marzo 2023

Poesie del giorno:

Giuseppe Stracuzzi –Il cambio di stagione-: Una lirica interpretazione del cambio di stagione, con le suggestioni che fa nascere e le speranze. Giuseppe è poeta e dipinge con le parole il suo sentire, affascinandoci.

Fausto Beretta –Annegati a Cutro-: Se certi governanti che abbiamo avessero coscienza non dormirebbero di notte. Ma i loro sono tranquilli sogni di ipocriti, privi di coscienza. Così Fausto, con la sua sensibilità, punta il dito contro quegli spregevoli individui che (e non è la prima volta che accade) dicono di non avere saputo quel che era clamorosa evidenza di imminente tragedia.

Bruno Amore –(l’8 marzo)-: Amorevole omaggio alla madre, nel giorno dedicato alla donna, reso con profondo affetto e riconoscenza per quel che ha saputo dare.

Ciro Germano –Il politico-: Accurata e perfetta descrizione del modello dell’uomo politico italiano, reso con versi che, in filigrana, dicono sdegno e disgusto. Ed io acconsento convintamente, in particolare quando sento parlare parlare i Foti (o Fotti?) i Donzelli, i Lollobrigida, ecc ecc ecc guidati dalla soubrette di nero fasciata che tutto accetta, copre e giustifica.

Claudio Badalotti –La mia poesia-: Inno alla poesia, dunque, cui mi associo convintamente, del quale sottolineo la chiusa che recita “così, poetando, sale/nel cuor la verità.” Bravo Claudio!

Nino Muzzi traduce Max Czollek-: Altro prezioso suggerimento culturale del nostro Nino, cui dobbiamo gratitudine per questa sua continua ricerca di grandi della poesia contemporanea che, non fosse per questa meritoria attività, resterebbero per noi nell’oblio assoluto.

Nino Silenzi –Galoppa, galoppa-: La corsa della vita rappresentata, con forte evidenza pittorica, dai versi di un Nino particolarmente ispirato. Si sentono rulli di tamburi, leggendo, si corre verso l’inevitabile fine, avendola vissuta questa frenetica vita, così come la narra il nostro poeta.

Felice Serino –Gli ultimi giorni-: Frase di difficile comprensione è quella che Gesù disse ad un suo discepolo. Metafora, probabilmente, per dire che ancora non sono nati a vita nuova (cioè alla conoscenza del Cristo) quelli che seppelliranno analoghi a loro, con i loro peccati, ed infatti Felice chiude questa riflessione poetica recitando: “già vedi come funereo lenzuolo/penzolare il male dall’alto ramo”.

Jacqueline Miu –tra fiamme fluttuanti-: Suggestive, surreali immagini nate dalla fantasia di questa nostra strepitosa amica, rese con magiche pennellate  che vanno a disegnare  emozioni per chi legge. E questa è sempre Jac, insuperabile artista che merita applausi sempre.

Sandra Greggio –Divertissement-: Beh sul faro sarei d’accordo anche io, soprattutto se con finestre a 360°. Simpatici questi versi della nostra Sandra. Ogni tanto vale la pena lasciarsi andare, ricordando Palazzeschi.

Alessio Romanini –La speranza nel seno di primavera-: Primavera quale simbolo di rinascita anche delle speranze, per una più degna vita. Così un ispirato Alessio omaggia il risveglio della primavera con questi ben rimati versi.

Antonia Scaligine –La vita puntuale-: Bella ed intensa riflessione sul durar della vita a unico traguardo, in questi bei versi di un attenta ed originale Antonia che sa anche giocare con le parole, frantumandole, per esprimervi un duplice significato. Complimenti, cara amica.

Carlo Chionne –Rien ne va plus-: Fa satira il nostro prezioso amico e pare divertirsi alle difficoltà che affliggono oggi Macron. Allons enfants de la Patrie, risuona per le strade di Parigi e della Francia tutta, in rivolta contro i previsti 64 anni per godere della pensione (oggi a 62).  E pensare che gli italioti hanno accettato, senza proferire un beh, l’andare in pensione a 67 anni più sette mesi (sessantacinque per le donne)… Quando impareremo dai nostri cugini a non accettare opportunistiche imposizioni? Ciao Carlo, un caro saluto.

Silvia Trabanelli –Il tempo – 2 -: Il mesto passare del tempo e la nostalgia per ricordi che vi tornano, molto ben descritti dai bei versi della brava Silvia.

Un grazie di cuore a Jacqueline per i sontuosi commenti alle mie modeste poesie, commenti che mi fanno arrossire.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

 

Nella notte

Significativa e ispirata questa notevole poesia e Armando plausi a questa memorabile chiusa!

La notte cancella i conflitti e schiarisce le idee. Una notte esplicativa in cui il poeta ammette le fragilità e le debolezze. L’amore non è semplice commemorazione ma lo stoppino sempre ardente che non sa spegnersi nemmeno quando manca la luce. Sinceri complimenti.

 

- Sonetto

(Donnas 9.5.2022 – 2:51)

Salvatore Armando Santoro

 

 

Il Cambio di stagione

Questo impero

d’infinito sentire

Primavera e intervento divino – ottimo connubio nel sentire poetico di Giuseppe Stracuzzi. Il sottile passaggio temporale e la descrizione sensibile, sventolano bandiera luminosa nei tormentati giorni.

Giuseppe Stracuzzi

 

 

Annegati a Cutro

Una giusta critica al traffico “di disperati” che alimenta in morti le acque di questo paese. Il messaggio politico e soprattutto umano dovrebbe svegliare le menti dei “professionisti” capaci di fermare l’orrore di questi decenni. Uomini, donne, bambini in questo poema non sono semplici “sostantivi” ma anime armate di coraggio che combattono le avversità di dei paesi che li vedono come “nemici”. L’immigrazione non è un problema se gestita con la serietà e la protezione che si deve a una qualsiasi vita. Ottimo il nostro Fausto Beretta che umilia la nostra cecità quotidiana armata di pochi fatti e tante parole e rende il giusto valore a quello che dovrebbe essere un atto di “Umanità”.

 

27/2/2023

Fausto Beretta

 

 

(l’8 marzo)

Capitano! Mio Capitano! – onorato sarebbe Whitman se sapesse che questi versi sono una dedica alla Grande Donna che ha modellato la vita di un così meritevole figlio. Una donna non superiore ma una donna come tante donne che rende ammirevole la propria vita. Questo omaggio amplifica la nozione di “donna” di un poeta che spesso indaga nella vastità emotiva del “femminile”. Bruno Amore il mago degli abissi dove luccicano entità ancora da scoprire si mostra senza maschera per onorare il suo primo grande amore e la sua prima Grande Donna della Vita. Il poema non vuole essere un altare ricco di offerte ma un passaggio temporale dove il navigante sente il carico di peso umano e la forza di andare avanti nel quotidiano. Bisogna essere un ottimo atleta della parola per fare sembrare anche un piccolo poema – una opera d’arte. Bruno crea tesori, onorando la vita che l’ha creato (e non per forza maschio).

bruno amore [br1]

 

 

Il politico

Splendida questa satira sul Politico e veritiera la chiusa. Complimenti a questo “nuovo” poeta che si apre al nostro azzurro.

Ciro Germano

 

 

La mia poesia

Omaggio alla Musa. La poesia viaggia nel sangue del Poeta e illumina le strade dell’immaginario. Molto ispirato questo vittorioso panorama sulla creazione “letteraria” che appaga il lettore con un sentire sensibile dell’Arte. Interessante la chiusa e bellissimi i suoi primi versi.

Ti senti sol ma forte

nel dedalo mentale

di vera libertà,

così, poetando, sale

nel cuor la verità.

Claudio Badalotti

 

 

ad un nato prima

I

 

Altro splendido regalo del nostro Nino Muzzi che applaudiamo per il suo valoroso e ricco apporto di nuove “internazionali” poetiche.

Max Czollek è un poeta lirico, scrittore e interprete teatrale tedesco classe ’87 è un artista molto attivo. È membro del collettivo di poesia G13 e, nel 2013, ha fondato il progetto internazionale di poesia Babelsprech per promuovere la rete di giovani poeti di lingua tedesca.

Max Czollek           traduzione di Nino Muzzi

 

 

Galoppa, galoppa

Galoppa, galoppa

nella prateria dei sogni,

cuore sfrenato,

fino a sfinirti.

Stremato dal suo Galoppo fino alle visioni lucenti ed infine muore. Virtù celesti e pathos umano armano Nino Silenzi.  Poema “epico”, forte, passionale, drammatico che fa molto Poeta dello Sturm und Drang. Illuminista quanto basta e profetico che demolisce la caducità, ispirando l’anima a ruggire – beh, che Poema! Plausi amico caro e a valanghe.

Questo “galoppare visionario” mi veste perfettamente.
 

Da Le strade della vita

Nino Silenzi

 

 

Gli ultimi giorni

Ermetica descrizione della morte. Versi che non lasciano scampo e replicano in modo chiaro – l’ultimo grido delle ossa.

 

Da La vita immaginata, 2022

Felice Serino

 

 

Divertissement

Un titolo davvero splendido che ci accompagna nel mondo della fantasia. Il premio dovrebbe essere un sentire di attimi di gioia illimitati o limitati “al momento in cui la nostra mirabile poetessa Sandra Greggio” non pensa.

 

10 Giugno 2022

Sandra Greggio

 

 

Cammino sulle mani

Geniale, prorompente, ironica, sfidante mode e gusti personali – questo camminare sulle mani dovrebbe rivoluzionare “il sentire umano del male”. Piero Colonna – Romano non ha avversari nel dire le cose come stanno anche quando prova a vedere il mondo da sottosopra. Se ci fosse un premio più di un umile plauso – a lui dovrebbe essere intestato. Noi restiamo in piedi ad applaudire all’uomo che corre con “i Grandi”.

 

Chi scelse un giorno d'esser delinquente

diviene all'improvviso uomo augusto,

il suo mutare è certo commovente

e il portamento ha pieno di buongusto.

 

Ma questa mia illusione

è nata da un bel sogno che ho sognato.

Ritorno dritto e vedo ogni peccato.

 

Di sonetti un arcobaleno

Piero Colonna Romano

 

 

La speranza nel seno di primavera

di vita è germoglio di salvezza

Grande verso! L’intensa poetica di Alessio torna alla sua massima vitalità e ne sono contenta. Lo confermano questi versi che parlano di volontà di amare e di nuove speranze. Complimenti al poeta.

Alessio Romanini 

 

 

La vita puntuale

arriva al punto finale

 

 

S’inarca

s’incurva

scende

ridiscende

Una analisi profonda e intima della vita con la sua conclusione finale. La bravissima Antonia Scaligine espone e si espone al reticolato del tempo e della sua azione sull’uomo. E’ una poesia molto profonda meritevole di plausi.

Antonia Scaligine

 

 

Rien ne va plus

C’è della Maccronica differenza tra Meloni premier e il Presidente francese. La differenza che uno vive in un paese, dove la Rivoluzione è cosa molto possibile mentre la seconda vive in un paese di dirottatori di responsabilità taciturni e pettegoli. Il Poeta mostra i dubbi su chi ci governa e ricorda a chi non sa … la lezione della Rivoluzione.

Carlo Chionne

 

 

Il tempo-2

Molto indicativo questo “passare per acquee morte” che mi hanno deliziato.

Splendida la chiusa e ammirevole la profondità di alcuni versi degni dei migliori poeti.

silvia trabanelli

 

 

"Davanti a te"

Una romantica e profonda se non infinita dichiarazione d’amore. Versi densi di ammirazione lirica e di forti sentimenti.

 

8 marzo 23

Ben Tartamo


 

Un caro saluto al nostro Magister Lorenzo che generosamente ci ospita in questo celestiale Tempio Azzurro. Rinnovo la mia ammirazione al Vate Piero Colonna Romano che ci commenta e ci ispira. Siate operosi come api e un Buon Poetare a tutti.

 

Miu

 

 

25-26-27 Marzo

25, 26 e 27 marzo 2023

Poesie del giorno:

Felice Serino –Penso dunque sono-: Deliziosa interpretazione del cogito ergo sum cartesiano. E come non condividere?

Santi Cardella –Sublimazione-: Tutto sublima l’amore ed all’amore l’ottimo Santi dedica questi sublimi versi, in forma madrigale, semplicemente deliziosi.

Giuseppe Stracuzzi –Una lacrima muta-: Una nave che s’allontana, e che diviene metafora di un amore che pare svanire, è la poetica immagine che bene lo rappresenta. C’è sapore di mare in ogni verso e c’è tenero amore in un cuore incagliato in quella nave che corre nel tempo. Sensazioni, dunque, rese con le suggestive immagini di un grande della poesia.

Teresa Armenti –Copia e incolla-: Forte atto d’accusa ad uno strumento che pare portarci a contatto con un lontano mondo ma, in effetti, ci allontana da chi ci è fisicamente vicino. Molto ben rappresentato il pensiero (condivisibile) dai versi della bravissima Teresa.

Flora Fazzari –Un fulgido fuoco…-:  Un atroce lampo nel momento della fine di un rapporto, lampo che non illumina ma porta buio profondo, ferma il tempo, genera pena infinita. E Flora narra il suo sentire con  la maestria di questi versi/confessione che si chiudono con un guardare al cielo, per fuggir dalla terra. Brava!

Antonella Frison -A Te, o Signore-: Intensa preghiera, dalle frementi invocazioni,  di una delusa della vita che aspira alla pace che immagina esserci nel dopo mondano. Di tutto cuore auguro ad Antonella trovare quel che cerca qui, in questa terra che può essere inferno ma anche paradiso.

Anna Maria Guerrieri –Stringimi-: Una richiesta d’amore resa con immagini di grande forza poetica. Brava Anna Maria!

Bruno Amore –Semidei …-: Totò distinse gli uomini in uomini o caporali, Sciascia in uomini, mezzi uomini, pigliainculo e quaquaraquà. Bruno in semidei e cocci con la crepa dentro. Ma dalle caratteristiche che a quelli attribuisce (orchi, Caino ecc.), meglio essere cocci con la crepa dentro o, meglio ed auspicabile, avere “lo schietto timbro del vaso senza falli”. Immagino a chi si riferisca l’iperbolica descrizione di questi presunti semidei. Viviamo con loro, ci governano, ci imbrogliano.

Marino Spadavecchia –Ballo liscio-: Ermetico, ma fino ad un certo punto, Marino si rivela quando narra di “coleotteri fuori stagione/aggrappati al salvagente”…”cavalcando il destriero della morte”. Altro che martini, caro Marino! Qui per dimenticare ci vorrebbe una anestesia dal profondo effetto. O la rivoluzione contro quelli che Bruno definisce Semidei.

Jacqueline Miu –io muoio in respiri-: Ancora un sogno in questo scritto dell’impagabile Jac. Tamigi, gabbiani, anatre cui leggere Keats, Harrods e St. James’s Park, per destarsi e cominciare a camminare sulle acque “mio sogno – amandoti/io muoio in respiri”. Applausi a valanga.

Carmine De Masi –Profumo-: Il ricordo (bruciante) di un amore descritto con dolcissimi versi romantici dall’ottimo Carmine.

Sandra Greggio –Dichiarazione-: E, a proposito di versi densi di romanticismo, Sandra non è seconda a nessuno. Ricorda e scrive il suo desiderio, la sua delusione, con forte, ispirata intensità.

Alessio Romanini -Coraggio nella Speranza-: Inno alla speranza detto con classico madrigale da un ispirato Alessio.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

22-23-24 Marzo

22, 23 e 24 marzo 2023

Poesie del giorno:

Marino Spadavecchia –Passione attorcigliata-: Fremente dichiarazione d’amore e di desiderio, resa con suggestive, bellissime metafore che vanno anche a disegnare un fiabesco scenario. Applausi.

Marco Cabassi  - La mia follia-:  Lo smarrirsi (la mente che governa) in un mondo ostile, alla ricerca di pace in un universo che appare lontano e, forse, più amico, reso con vera maestria letteraria da un ispirato Marco, mediante l’uso di una girandola interminabile di parole a formare suggestive e surreali immagini.

Felice Serino –Dietro il velario-: Mi pare ci sia molto Schopenhauer in questo cercarsi dell’uomo non trovandosi. E Felice sa come incantarci con la sua preziosa poesia.

Nino Silenzi –In certi momenti-: Il gabbiano, a similitudine di vita e d’amore, diviene  simbolo delle pulsioni umane del poeta, la cui immagine, poeticamente, vola alla ricerca di terrene soddisfazioni e di esaltazioni date dall’amore. Nino racconta e si racconta, con una limpida scrittura, densa del suo sentire., coinvolgendo il lettore con grande dolcezza. Complimenti!

Alessio Romanini –Pace-: Un grido per dire pace, in questi forti versi del sensibile Alessio.

Jacqueline Miu – lentamente morire dove l’oceano finisce-: “un costrutto sulle rovine” questo il senso dell’apocalittica visione di un mondo crudele che ci ospita. Così leggo questa sinfonia in minore di immagini e sensazioni negative, tutte narrando il peggior vivere possibile dell’uomo d’oggi. E cos’, correttamente, il poema si chiude con la rassegnazione dicendo “La collera del mare e sopra le catene di ossa/un (inutile o canzonatorio, forse) dolce canto di sirena”. La splendida Jac di sempre. E, come sempre, applausi.

Carmine De Masi –L’isola che vorrei-: Le dolcezze che ha regalato l’amore un tempo, nel ricordo creano il bisogno di un isola felice dove poterli rivivere. Questo mi pare sia il senso dei bei versi, struggenti in chiusura, dell’ottimo Carmine.

Sandra Greggio –Desiderio-: La casa quale unico rifugio rasserenante, i soprammobili, con le loro storie, quali concrete presenze di un più sereno passato. Il tutto per continuare a cercarsi, per amarsi un poco di più. Poesia dalla forte intensità emotiva, ben resa dai versi dell’ottima Sandra.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

Commento
"... dove l'oceano finisce " di Jac Miu. Cose così, non dovevano sentire i marinai di Ulisse o il bello li avrebbe portati altrove, Troppo tardi - per me - per imparare, non di godere. Ciao.
Bruno Amore [b]r1

 

 

19-20-21 Marzo

19, 20 e 21 marzo 2023

Poesie del giorno:

Bruno Amore –Ho avuto in sorte…-: La bellissima narrazione, unica lunga metafora, della sua vita, resa da un ispirato, bravissimo Bruno. Cari amici se vogliamo capire cosa sono le metafore suggerisco questa lettura esplicativa. Complimenti, Bruno!

Marino Spadavecchia –Soporifere parole-: Ed anche qui metafore per narrare di un vivere e suggerirne il modo. Le parole, dunque, a volte sono false incantatrici (pifferi glitterati e promesse farcite di crema acida, le definisce Marino). Desiderio di giustizia, contro inique sentenze (quei pesci disabilitati ecce ecc ecc ). E’ un illusione dedicare la vita ad un sogno (Tazze di ferro fuso ecc ecc ecc) quindi invito alla concretezza. E, per concludere, il nostro suggerisce di “portare a spasso lo sconforto” “camminando in un vicolo” ignorando le ingiustizie, che paiono costellino la vita. Niente male come visione ottimistica del vivere, Marino!

Marco Cabassi –Abbandonati alla quiete-: Il titolo è il tema che poi l’ottimo Marco svolge nei versi che seguono, che sono una deliziosa descrizione, appunto, di momenti di serenità, resi con adeguate immagini. (da applausi il termine “callaia” che credo solo Dante abbia usato e pochissimi altri).

Felice Serino –In te l’immenso-: E’ un illuminazione dell’anima il credere. Questo il messaggio che ci invia il nostro amico Felice.

Renzo Montagnoli –Sognavamo la primavera-: La scoperta del dolore, in età quasi infantile, narrata con  delicati versi che dicono di una pena mai dimenticata da Renzo, ottimo maestro della narrazione poetica.

Carlo Chionne -16 marzo 2023-: Amorevole dedica alla moglie, in un giorno che immagino sia importante per entrambi, in versi (endecasillabi perfettamente ritmati e rimati) che dicono di Carlo essere il più romantico frequentatore della perfetta poesia. Un caro saluto.

Alessio Romanini –Pace in terra-: Il contrasto tra la bellezza del rinascere della primavera e le disumane brutture della guerra in Ucraina (fianco dei Balcani ?) ispirano Alessio per questi versi, messaggio e desiderio di pace.

Jacqueline Miu –Spleen-: Leggere i versi di questa Jac e sentire urlare le campane di Baudelaire è cosa naturale. Spleen inarrestabile dunque, ma non incurabile perché la nostra, nonostante l’affermazione di chiusura, la cura la conosce bene, la pratica e la richiede con forte convinzione. Sesso anti spleen, dunque, narrato con la forza che conosciamo nella nostra preziosa amica, per  immagini che si superano a spirale crescente, per bellezza fantasiosa, simboliste come non mai. Ne scelgo alcune, per esempio: “abrasione da stelle cadute per amore”, “nessuno sente il grido dell’anima nell’arena di fuochi”, “ho un bisogno incazzato/di spupazzarti”, “ho come una fame chimica/che anticipa la bulimia di te”, “verrò per stringerti/ad ascoltare/la tua pancia contro la mia creare musica”, “pedofili – ubriachi di Vaticantropie”, “tu mi bruci/radiazioni cui cedo per debolezza”, “spàlmati di vertigini”, “fango sudore oscurità abissale e dolore”. Ed invito tutti a rileggere questo capolavoro di spleen che all’epoca giusta avrebbe fatto di Baudelaire un apprenti sorcier.

Antonia Scaligine –Cosa si può dire?-: Infatti. Poi arriva l’età della ragione e, come tu scruvi “incominciano a capire/che fuori della loro fiaba c’è un’altra fiaba/diversa da quella che le nonne/hanno sempre raccontato”. Commovente e realistica poesia dell’attenta alla vita Antonia.

Carmine De Masi –Poche briciole-: Rapide, suggestive pennellate per parlar d’amore. Complimenti, Carmine.

Sandra Greggio –Cuore ed anima-: La ricerca della salvezza da questo mondo impazzito di crudeltà in questi forti ed ispirati versi della nostra Sandra.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

16-17-18 Marzo

16, 17 e 18 marzo 2023

Poesie del giorno:

Enrico Tartagni –Perché-: Un dolcissimo, tenero narrare di una lei ritornata nel sogno, reso con una magistrale serie di metafore che esprimono alla perfezione lo stato d’animo sognante di quel grande narratore che è Enrico.

Bruno Amore –L’antro della speranza-: Magistrale rievocazione delle miniere siciliane abbandonate e della pena di chi dovette lavorarci. Veri complimenti, caro Bruno, mi hai fatto tornare alla mente Sciascia e Pirandello con la loro vita ed i loro racconti sulle solfatare ed altre miniere della loro terra.

Flora Fazzari –L’infinita dolcezza…-: La dolcezza che regala la notte con i suoi silenzi bene narrata da questi delicati versi di Flora. E la raccontò anche la Merini quella dolcezza notturna che ispira poeti.

Marino Spadavecchia –Apriscatole in formazione-: Una magistrale serie di immagini metaforiche (sin dal titolo/tema) per narrare delle scommesse alla vita (pare più perse che vinte) di questo grande della poesia moderna.

Marco Cabassi –Mattino-: Intensa descrizione del mattino (versi come pennellate) e delle sensazioni che regala in questi sciolti versi di Marco.

Felice Serino –Anime ferite-: La compassione dunque (la parabola del buon samaritano) ispira questi versi del grande Felice. Applausi.

Laura Lapietra –Viaggio Senza Tempo-: Un’analisi del vivere e delle delusioni che possono aversene, resa con bei versi dalle belle metaforiche immagini.

Nino Silenzi –Sarò libero-:   Il bisogno di liberarsi dei lacci di un condizionante sapere, per vivere libero. Questo esprimono, con maestria nata da cultura,  gli intensi e bei versi, densi di poesia, di un Nino in strepitosa forma. Poesia che si può legger anche come invito a liberarsi di una stantia cultura che ci opprime e condiziona in negativo la nostra vita.

Sandra Greggio –Compieta-: L’ultima preghiera della giornata, quale atto liberatorio delle angustie del giorno, perché l’anima goda del giusto riposo notturno. Questo narra, con bella ispirazione, la nostra Sandra.

Carlo Chionne –Karaoke?-: Epigrammista di gran valore (mi ricorda Marziale) ecco Carlo affilare i suoi versi per condannare il disumano comportamento della gentaglia di questo fascileghista governo, che ha consentito, assistendovi con indifferenza, le decine di morti in mare di disgraziati alla ricerca di una vita più dignitosa. Applaudo convintamente Carlo, nostro grande poeta.

Alessio Romanini –Non si ode cinguettare-: La tragedia che sta vivendo l’Ucraina ispira Alessio per questa amara similitudine. Complimenti per come hai saputo mantenere l’endecasillabo in ogni verso (un paio di elisioni ed una tronca a fine verso).

Jacqueline Miu –notti ancora vergini-: Un affresco per una notte ancora giovane dove si possono vedere scarpe piene di chimere, una lumaca in cerca d’amore, due passanti che “s’impiccionano” e, per concludere, un soffritto di sogni. Il tutto sulla riva del Tamigi. Leggo e rileggo Jac e mi incanto.

Un grazie di cuore a Jacqueline per il gratificante commento fatto alla mia “A Francesco Petrarca”.

A voi tutti il più cordiale dei saluti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

dovevo immaginarlo che cavalchi un unicorno, JAC MIU. L'aspetto da una vita, inutilmente, insieme a Godot ma, il capo della matassa è ormai a pochi metri. Chissà, se nei campi gravitazionali .... 

BUONA POESIA A TUTTI.

[br1]               

 

 

13-14-15 Marzo

si licet parva

Le composizioni di Enrico Tartagni sono lo specchio della sua cultura e ricchezza poetica.  Come nelle “Trascendenze” del giovane Liszt – la bravura nel giocare con i pensieri, le parole e i quadri diventano un piccolo fiore di metafisica di cui cogliere la bellezza.  Dipinto da un maestro per cogliere “in tutta la sempli9cità” l’euforia Celeste. Chiusa che  regala una eco di cu cogliere (magari  rileggendo il poema) l’intera finezza.

Spartito che pare consequenziale ma la sovrastruttura “mistica” è molto più ampia.  Decisamente unica. Interamente proporzionata all’immenso mondo  in cui nascono continuamente i versi di questo poeta capace di magie.

enrico tartagni

 

Cambiare marciapiede.

Novità! Questa forte innocenza poetica che emerge dalla lettura di questi versi, invita allo smarrimento e all’evoluzione di un e se … ma solo nella fantasia del lettore.

Descrittiva quanto basta per seguire il passo dei due protagonisti – la poesia ci manda all’universo parallelo delle testimonianze mute: un portone, la pioggia, un ombrello e soprattutto quel marciapiede che attutisce il peso dello smarrimento.

Domanda legittima (perderò un paio di punti unicorno) ma sarebbe stato lo stesso sguardo, stesso sentimento, stesso “smarrimento” se si fosse trattato di un qualsiasi altro essere (bambino, tartaruga, uomo maschio sulla trentina, signorina nubile in avanzato stato di decomposizione=….) ? Ironia a parte, Bruno riesce a farmi tele trasportare in regioni impercettibili della poesia che sono “matasse”, stoffe leggerissime.

Bruno Amore [br1]

 

Sebbene io sapessi...

La brava poetessa offre il suo appoggio morale e il conforto a una persona amica.  In un mondo duro e scellerato, questi versi rappresentano una via nella luce.  

Flora Fazzari

 

Crepuscoli di sangue rutilante

Visionario e mastro di metafore.  Un mondo di mostri che non si possono cancellare con le semplici risa, gioie bambine e carezze.

Ottimo, a mio modesto parere, come direttore di scena. Il teatrino macabro della vita, vede il destino vestito da pagliaccio maneggiare le anime della gente. Superlativa chiusa.

Fato vestito da pagliaccio

che allieta i cadaveri viventi:

entrata gratis,

si riserva il diritto di ammissione.

 

5 marzo 23

Marino Spadavecchia

 

Alba di Febbraio

Pittoresco e delicato acquarello dell’alba. Il bravo poeta sfuma il colore della luce e toglie alla nebbia il peso per regalarci  una piccola deliziosa magia creativa.

Marco Cabassi

 

Di là

Riflessioni, visioni eteree e l’impercettibilità della dimensione onirica.  Brancusiana riflessione sull’alternanza inizio fine (colonna infinita . Tirgu jiu)

 

Da La vita immaginata, 2022

Felice Serino

 

Coglimi

L’animo gentile di questa grande poetessa è racchiuso e non solo metaforicamente, in un fiore.  Anafora che completa il ciclo vitale amoroso e ci premia con questi deliziosi versi ispirati alla bellezza e alla purezza del più bel sentimento

14 febbraio 2022

Sandra Greggio

 

A Francesco Petrarca

Sato leggendo il libro “Di sonetti un arcobaleno” da cui questo sonetto è tratto  - sarebbe riduttivo l’appellativo Grande – pertanto mi riferirò al Vate come Inimitabile Poeta. Prima di scrivere il commento (al libro – cosa che avverrà a breve) che altro non sarebbe se un omaggio al privilegio di averlo letto, ritengo opportuno ricordare che lui in primis è uno studente a vita, un lettore e un Professore la cui cultura è notevole.

Collega Petrarca che offri lezione sul bel Poetare … poetare capace di addolcir il cuore …

Stil Novista convinto e passionale, moralmente convinto che una bandiera di azzurro poetare sia cura al blasfemo, oh quante parole potrei mettere in fila per suffragare una poetica pura e convinta del suo celestiale tocco. Il classicismo non prende il tocco pesante e rigido ma libera il sonetto dalla malizia e dalla scortesia. La Poesia è come il respiro in piena natura.  La Poesia ci libera dalla confusione e soprattutto è gioia, unico alimento che esalta nello spirito giusto.

Due grandi Poeti Petrarca e Romano – Colonna che sposano la freschezza intatta del verso messaggero di pace.

In piedi ad abbracciare questo stile poetico applaudendo a una letteratura che Piero sa rendere immortale.

Di sonetti un arcobaleno

Piero Colonna Romano

 

...credetemi anche io ne faccio parte

Concordo pienamente con l’enfasi della bravissima e intensa Antonia Scaligine.  Il messaggio e l’utilità della poesia. O suoi grandi valori. Versi che ci fanno capire quanto siano importanti gli scrittori che abbracciano “La Via della Musa”. Bravissima Antonia.

Antonia Scaligine

 

Proposta

Riservato e riluttante ad affacciarsi al mondo esausto di mali, questo bravissimo poeta che continua a nascondersi, rappresenta in prima persona il messaggio “io esisto ma c’è bisogno di cercare “. Una esistenza di cui siamo grati per la splendida poetica che regala e per la forza con cui combatte contro il Mostro Nero dell’inciviltà. Vogliamo avere la fortuna di trovarti e di non perderti mai!

Carlo Chionne

 

Il balcone del pettirosso

Deliziosa primaverile e rinvigorente poesia che ci regala l’amicizia tra poeta e pettirosso. Bello e gioioso il nuovo modello poetico del nostro semper in crescendo Alessio Romanini.

Alessio Romanini 

 

Un caro saluto al nostro Magister Lorenzo che generosamente ci ospita in questo celestiale Tempio Azzurro. Rinnovo la mia ammirazione al Vate Piero Colonna Romano che ci commenta e ci ispira. Siate operosi come api e un Buon Poetare a tutti.

Miu

 

 

13, 14 e 15 marzo 2023

Poesie del giorno:

Enrico Tartagni –si licet parva-: Una frase tratta dalle Georgiche di Virgilio (e là ripetutamente usata dal poeta, quasi a scusarsi per il paragonare tra loro cose diverse) ispira il colto Enrico per questa narrazione, resa, nella prima parte, in stile simil-biblico, della genesi.

Poi si alza poesia nella chiusa dove una conchiglia contiene il suono del mare dove “Brilla l’altezza di un mondo lontano” e “Nella coppa di una rosa/Abita il languore e la passione di giugno.” E, per chiudere questa onirica/mistica visione del mondo: “Nella gola di un uccello/vive il messaggio di Dio alla sua terra,/Ecco! La parola mistica/Nella gola di un uccello !”

Decisamente applausi per questo inconsueto, delizioso Enrico.

Bruno Amore –Cambiare marciapiede-: Leggo ( e non mi pare di sbagliare) la narrazione di un timido malinteso, dove in un paesaggio di pioggia ecco un romantico malizioso invito ignorato.

Bella e suggestiva la narrazione poetica che ne fa l’ottimo Bruno e ben reso il suo stato d’animo di quei momenti.

Flora Fazzari –Sebbene io sapessi…-: Forte invito ad una persona amica a rasserenarsi, essendo consapevole delle brutture del mondo nel quale viviamo, reso con un intenso poetare.

Marino Spadavecchia –Crepuscoli di sangue rutilante-: Serie di immagini suggestive ed inquietanti che disegnano un mondo “grigio e senza senso” dove non basta cercare dolcezza nel viso di un bimbo, né atti d’amore per farlo accettare. Siamo gestiti da un “Fato vestito da pagliaccio”, afferma il poeta, siamo cadaveri viventi. Marino ci regala un altra sua ottima poesia per dire, con la maestria di metaforiche immagini, della sua visione pessimistica del vivere e del mondo nel quale viviamo.

Marco Cabassi –Alba di febbraio-: Bella e surreale descrizione di un alba, resa con versi che la pennellano come quadro impressionista.

Felice Serino –Di là-: Riflette sul dopo, il nostro Felice. Ci sarà o no? pare dire. Sarà la fine di un sogno o il suo inizio? Questi pensieri fa sorgere la lettura dei suoi versi, densi di dubbi.

Jacqueline Miu –narcisi urlanti-: Un poetico, fantasioso raccontare un sensualissimo atto d’amore, reso con versi che dicono di forte desiderio e lo comunicano al lettore con notevole evidenza. Jac, preziosa affabulatrice, incanta come sempre. I suoi racconti sono un invito ad amare, facendo della vita un donarsi prima del chiedere. Impressionanti e da ricordare versi quali “il tuo corpo mi tiene prigioniera (con un superlativo) sto alberando/rami/radici/foglie/fiori/frutti” (che pare essere la narrazione di una metamorfosi ovidiana) e “siamo strafatti di giuggiole/di attimi persi nel ragionare”. Insomma la Jac che conosciamo ma che è capace di superarsi ad ogni suo scritto.

Merita applausi interminabili ed un grazie d’esserci.

Sandra Greggio –Coglimi-: Fremente anafora è quel “Coglimi/Come cogliessi un fiore” indirizzata ad un amante svanito nel tempo, da una romantica Sandra che questo sue esserlo dimostra in ogni verso di questa intensa, iperbolica poesia.

Antonia Scaligine -…credetemi anche io ne faccio parte-:  Interessante e condivisibile definizione del senso e dello scopo della poesia, reso con limpido e bel poetare di Antonia, poetessa di vaglia.

Carlo Chionne –Proposta-: Non ama questo mondo il nostro grande Carlo e, ispirato, ci invia questi versi densi di pessimismo. Ma noi ci riteniamo fortunati per averlo conosciuto e, ne siamo certi, a lungo continuerà ad inviarci le sue lezioni di vita in stile oraziano. Un caro saluto, colto e prezioso amico.

Alessio Romanini –Il balcone del pettirosso-: Simpatica descrizione dell’amicizia con un pettirosso, detta con questi versi in forma sonetto.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

Tanto di cappello a Madame Metaphore Jac Miu. Capirne il senso mi manderà alla neuro a causa dell'orgasmo ;)

Bruno Amore [br1)

 

TANTISSIMI AUGURI PIERO sei grande ..." che all'alma dolce donerà tremore.
Dentro di noi gemmerà passione:
la nostra voce s'alzerà suadente"
ed io ... resterò sempre ... lettor pago ed ardente. Infatti
i tuoi sonetti sono grandi ,deliziosi, a volte mi sembra di leggere i
sonetti di Petrarca perché dei tuoi ne hai fatto" un arcobaleno "
Piero Colonna Romano
buon compleanno ,grazie per ogni tua parola di approvazione ,di complimenti per ciò che scrivo .grazie
Grazie Jacqueline Miu per i tuoi commenti di stima e plauso ,di fronte a quello che tu crei non è niente ,ogni tua poesia ,poema ,quadro è
meraviglia , bellezza per nostri occhi "narcisi urlanti sulla tua schiena... le mie mani scrivono poemi (che non )solo il buio legge..."grazie
E per finire questo mio messaggio ringrazio tutti i poeti del sito , in primis grazie Lorenzo che con le tue folate , brezze, improvvisi raggi di sole di poesie , gentilezza e accoglienza rendi poeta anche chi vorrebbe esserlo
"Linfa di vita freme col cuore."questo è il tuo sito grazie sempre di cuore Antonia Scaligine

 

 

7-8-9 Marzo

7, 8 e 9 marzo 2023

Poesie del giorno:

Felice Serino –Sogni-: Capriole per atti d’amore e per la poesia, tornano in sogno, quasi a costringere il tempo a tornare indietro con, appunto, una capriola. Versi nati da un sogno, dice Felice con molta, doppia nostalgia.

Fausto Beretta –Lei,lui,loro-: La narrazione del vivere quotidiano, tra sogni e difficoltà, in questi versi, vagamente ermetici, di un ispirato ottimo Fausto.

Enrico Tartagni –Nel bosco-: Un luogo di pace alla ricerca di serenità, tra citazioni colte e timori. Ma c’è sempre, nello sfondo, l’amore. Suggestive immagini che bene narrano lo stato d’animo del poeta.

Bruno Amore –Sento piangere-: Quanto dolore c’è in questo scritto! E Bruno sente in profondità quel che accade giornalmente nel mondo e nel nostro mare. Guerre e morti annegati, distruzioni. Non possono che generare pianti e pene, qui bene rappresentati dal sensibile poeta.

Michael Santhers –Ricorderai-: Una serie di nostalgici flash back, ricordi che tornano come fossero sogni, ben narrati, rendendone magistralmente l’atmosfera, dal grande Michael, cui mando un caro saluto.

Nino Muzzi traduce D. Danz-: Interessante poesia/riflessione, densa di metafore, di questa eclettica artista, attiva nella poesia ma anche nella musica, nella pittura e nel cinema. E sempre grazie a Nino per queste colte evidenze.

Nino Silenzi –Marzo-: Ed in effetti questi sono versi che fanno fremere il cuore. Nino pennella marzo con pochi e magistrali gesti, regalandoci suggestive, descrittive immagini.

Marino Spadavecchia –Fettine di palpiti statici-: L’incertezza domina la vita, pare dire il grande Marino con questi suoi ermeticamente metaforici versi, dalle inquietanti immagini.

Marco Cabassi –Nostalgia-: La nostalgia che possono portare i ricordi quei bene resa dai  descrittivi bei versi di Marco.

Alessio Romanini –Aspetterò-: Similitudine, dal tono romantico, tra il quietar del mare e l’attesa di un amore che porta serenità. Bene, Alessio, ma cura meglio la punteggiatura per quel che i segni dicono.

Jacqueline Miu –notte nel fango cercarti poiché il celeste-: Deliziosamente chiede amore, la nostra impagabile Jac e lo fa con frasi di una notevole violenza, tipo: “cura il male della carne che mi va a fuoco”, “toglimi alle fatture d’amore e ai suoi incantesimi”, “i nervi bloccati al desio del piacere” ecc. Il tutto in una Londra fantastica, dove canta Keats  con rancida nostalgia (del suo usignolo?) e sotto un cielo stellato di stelle fritte. Una Londra che “burleggia” la nostra incommensurabile poetessa. Mentre noi continuiamo a godere dei suoi racconti metafisici, applaudendo stupefatti da tanta poetica fantasia.

Roberto Soldà –Acqua fresca-: Tenero ricordo d’infanzia, narrato con poetica semplicità e con tanta nostalgia che traspare da ogni verso. Delizioso Roberto, un caro saluto.

Sandra Greggio –Anima-: Un appassionato parlar con la propria anima, reso con intensi e suggestivi versi.

Un grazie di cuore a Jacqueline per l’attenzione ed il gradito commento alla mia “Origami” (prima mia poesia ad avere ottenuto un primo posto in un concorso letterario).

Ed a voi tutti il più cordiale dei saluti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

 

4-5-6 Marzo

Carissimo Piero C.R. ... "Dio e ... Noè". Pare, le notizie sono tante, credibili non so quanto, che dalle scoperte archeologiche più recenti, grazie alle moderne tecnologie di ricerca e identificazione, viene fuori che è da un tempo pregresso lontanissimo che ci sono voluti molti Noè (alieni ?) per ricominciare la vita umana sul pianeta, dopo immani disastri universali. E, sempre, c'è "voluto" un Dio, da brandire, per ammansire e addestrare la popolazione umana. Grazie del gratificante tuo commento. Stammi bene.
Bruno Amore [br1] 

 

Solitudine

Visionaria dimensione gotica che trasporta il lettore verso uno spazio capace di assorbire ogni inquietudine dipinta.

Marco Cabassi

 

 

In veste d'angelo

 

Un luminoso che desta l’immaginario poetico e alimenta un mondo fantastico che altrimenti resterebbe senza parole. Interprete di queste dettagliate meditazioni è sempre il nostro bravissimo Felice Serino che meglio di Sherlock Holmes sfrutta l’ingegno per trovare “l’ago nel pagliaio” poetico.

 

Da La vita immaginata, 2022

Felice Serino

 

 

Crisi

La caducità di uno dei sentimenti più nobili “l’amicizia” che diventa “invisibile” e indifferente al cuore con cui condivideva vita e opinioni. L’amicizia e il suo rovescio lascia una ferita nello spirito del nostro ottimo Fausto Beretta che vede tradita quella energia vitale che aveva investito nel rapporto.

Fausto Beretta

 

 

"Inutile, vecchio amore"

A mio modesto parere alcun amore è inutile. Vero che possono essere immeritevoli ma se la pensassimo in un modo diverso – potremmo comprendere quanto siano “educativi” e quanto ci insegnano “la grandezza” delle nostre risorse (persino nel resistergli o lasciarli). Impossibile contingentare le spese in questi amori “inutili” ma dall’altra parte - quando guariamo, siamo noi quelli forti e non quelli che ci hanno lasciato. La poetessa conosce bene l’entità di queste ferite e non le nasconde.

 

2/03 /2023

Licia Minervini

 

 

Migranti fuggitivi abbandonano la loro terra!

Condivido ogni parola di questa poesia e in todo – il suo pensiero. Su quei barconi potremmo esserci noi e ad annegare potrebbero essere i nostri figli. Ma oggi chi la pensa così? Chi davvero allunga la mano per un aiuto?

Benvenuti... ma non troppo film francese del 2015

Chi offrirebbe la propria casa per ospitare? … meditate gente … meditate

plausi Enrico

enrico tartagni

 

 

Imprecare per amore

Come liberarsi da un’Armata di Ombre? Come contenere una Pandemia Politica fatta di diavoli a servizio del proprio bene? Come limitare i poteri della prevaricazione e dell’intolleranza?

Persino chi non ha fede oggi in Italia sarebbe esortato a trovarne una poiché i tempi storici la richiedono. Siamo i piccoli gladiatori nel Colosseo di una cerchia di “famelici” che tutto hanno fuorché di “motivati dall’umanità o dalla fede”- Bruno Amore non vuole parlare da visionario e nemmeno da atleta ma da uomo che guarda a quelle croci alte sopra le cupole delle chiese, domandandosi “ma dove sei”? Dove sei? resta nell’appetito quotidiano che noi (penso tutti) abbiamo della giustizia. Visto che manca la giustizia umana, il poeta chiama al risveglio quella divina.

Ci sarà qualche briciola di “celestiale” da qualche parte in un piccolo miracolo o (come sarebbe giusto) Sodoma e Gomorra non sarebbero che dei miti eventi in confronto a quello che sta Umanità dovrebbe aspettarsi.

.

Bruno Amore [br1]

 

 

Quel bioccolo d'ovatta

La leggerezza delle nuvole assimilata e riportata come evoluzione spirituale. Una bella considerazione che marca la notevole sensibilità di questo grande poeta che fa del suo poetare una porta su un mondo cui tutti noi possiamo accedere (per evolvere naturalmente).

Aurelio Zucchi

 

 

Haiku

Oggi la nostra poetessa gioca con la natura e il suo risveglio invitando alla leggerezza.

Laura Lapietra

 

 

Noi viviamo. Noi siamo per tutto.

Un’altra bella poesia della Danz. Sempre grati a Nino Muzzi per i suoi regali letterari che premiano il lettore con la qualità mondiale della poesia moderna. Plausi alla sua infaticabile ricerca che personalmente apprezzo moltissimo. Grazie Nino..

Daniela Danz                traduzione di Nino Muzzi

 

 

Squattrinati somari

Immagini ironiche e satira poetica per queste frivolezze che pascolano. Analfabete consuetudini ... figure retoriche e poco blandi rimproveri.

 

17 febbraio 23

Marino Spadavecchia

 

 

Fiori giapponesi bis (*)

(poesia interattiva)

 

E fragili origami

farò di quelle carte

scolpite di poesie.

 

Diventeranno fiore,

e uccelli e lievi barche,

e silenziosi alianti.

 

Li poserò sull'acqua,

mentre tramonta il sole

nel mare azzurro e d'oro.

 

Pian pian si schiuderanno,

là quando verso oriente,

il sol levante gemma.

 

Poi, come per magia,

da quelle incise carte,

i versi fioriranno.

 

E saliranno lievi,

qual dolci note e canti,

nel ciel si scioglieranno.

 

 

         Prima scelta                      Seconda scelta        

 

       Ma preda di gabbiani            Da nubi bianche amiche

    quei lassativi versi               d'amor verso la terra

in guan ritorneranno.            un cantico cadrà.

 

Poema origami con seconda scelta. In primis non sono una fan dei gabbiani anche se … simboleggiano vicinanze dei mari. In todo resto una creativa la cui sorte avanza la presunzione di nutrire altri spiriti col canto, quindi quelle melodie a “nubi bianche amiche (che meraviglia) d’amor verso la terra un cantico cadrà. Sarei curiosa di leggere i commenti per chi ha optato per la prima scelta (perché no  - anzi)

Piero Colonna Romano Pirata animato da cari ricordi, da eccelsa natura su di un vascello d’inchiostro che cavalca un mare di diavoli che ha come limite solo il cielo.

Io sono una che crede nelle parole come crede nell’onore, nell’etica e in qualche reminiscenza di fede (perché no).

Anche se parla d’amore questo non è un poeta tra le nuvole – i suoi piedi sono ben piantati a terra e sono terrene quelle immagini

Diventeranno fiore,

e uccelli e lievi barche,

e silenziosi alianti.

Le battaglie, anche dell'ingegno, non sono mai finite. I decori per la sala spirituali mai ultimati. C’è sempre da dire. C’è sempre da fare. Scrivere è bellezza e non è un messaggio cosmico, un latrato alla luna o capsula nello spazio ma missiva sopra i campi e sopra le case che possa lasciar piovere quelle delicatezze e quei canti che solo i poeti sanno comporre.

 

commenti

(*) sono composizioni di carta che, al contatto con l'acqua, si aprono

Piero Colonna Romano

 

 

Ecatombe

(Immigrazione)

 

Molto animato dal dolore che sente per la morte degli innocenti e sensibile alla realtà Alessio Romanini trasporta col suo poetare. I tragici eventi echeggiano di sofferenza umana che pare palpabile. Bravo Alessio.   

Alessio Romanini 

 

 

“ ei fu …”

Nella umile dimora di una poetica gentile e di riflessione. L’ottima Antonia Scaligine non usa i suoi versi per sopraffare ma per ammorbidire questo tempo che travolge e ci coinvolge.

In una clessidra

il tempo è sabbia

sfugge e cade

per la vita è semenza

l’insieme dei tempi

e modi per “ essere “

 

Antonia Scaligine

 

 

Quando piangi

Bella questa descrizione del pianto che il bravo Antonio Scalas ci regala.

Antonio Scalas

 

 

Male nostro

Pater Noster 2.0 in mari forza10 con onde anomale. Versi su cui meditare poiché il fuoco potrebbe essere la cura del pidocchiame che ha invaso (invasato) il pianeta. Plausi al grande poeta..

Carlo Chionne

 

Un caro saluto al nostro Magister Lorenzo che generosamente ci ospita in questo celestiale Tempio Azzurro. Rinnovo la mia ammirazione al Vate Piero Colonna Romano che ci commenta e ci ispira. Siate operosi come api e un Buon Poetare a tutti.

 

Miu

 

 

4, 5 e 6 marzo 2023

Poesie del giorno:

Marco Cabassi –Solitudine-: Poesia che ha del mito l’atmosfera e che narra di una visione della solitudine, con fosche immagini rimate.

Felice Serino–In veste d’angelo-: Una lanterna che ispira versi. Beh solo un poeta poteva regalarci questa immagine fantasiosa.

Fausto Beretta –Crisi-: Il sentimento dell’amicizia tradito, forse dimenticato, ispira Fausto per questi forti ed amari versi.

Licia Minervini –“Inutile, vecchio amore”-: Amare e non essere  amati è quanto di più penoso (umiliante, dice il poeta) ci possa essere. Fortunatamente c’è la carta sulla quale riversare, consolandosi, la propria pena.

Enrico Tartagni –Migranti fuggitivi abbandonano la loro terra!-: “sono partiti col cuore colmo di speranza dentro una visione” così Enrico giustifica il biblico esodo di disgraziati ai quali, nella loro terra, è negata dignità del vivere. Parola per parola sottoscrivo e rendo mio quel che ha scritto il nostro sensibile amico.

Bruno Amore –Imprecare per amore-:non son da Dio queste scelleratezze umane/se sei quel che si crede dacci la forza d’amare che/l’ingiustizia il sangue la fame vogliamo contrastare”  Questa è la sintesi del pensiero che Bruno esprime con questa poesia ricca di indignazione per la bestialità di certi individui che oggi, Meloni in testa, ci governano. E, a proposito di Dio, che sia nuovamente il tempo per un altro Noè?

Aurelio Zucchi –Quel bioccolo d’ovatta-: Nuvole che si sciolgono nelle nuvole e mutano aspetto, confondendosi. Questa la poetica, metaforica immagine, nata dalla fantasia d’Aurelio per farne similitudine col proprio voler avere autonomia di scelte nella vita, mentre pare d’essere soggetti ad un destino che altri hanno per noi preparato e, necessariamente, a quello sottostare, come al vento le nuvole. Sempre limpido è il poetare di Aurelio, sempre apprezzabile.

Laura Lapietra –Haiku-: Un lento risveglio acquarellato dai versi dell’ottima Laura.

Nino Muzzi traduce Daniela Danz-: Sempre grati a Nino per l’evidenza che dona a sconosciuti poeti, sui quali è opportuno indagare, per meglio goderne i versi.

Marino Spadavecchia –Squattrinati somari-: Una serie di suggestive, surreali immagini per narrare, metaforicamente  (forse) la frenesia che prende per i saldi di stagione.

Alessio Romanini –Ecatombe-: Atroci immagini di morte, di disperati che anelavano a più dignitosa vita, sono quelle che riempiono i versi di un sensibile e attento Alessio.

Antonia Scaligine –“ei fu … “-: Il tempo che passa ispira Antonia per questi intensi versi, nati da una profonda riflessione. Come sempre bello è il suo poetare che invita a riflettere.

Antonio Scalas –Quando piangi-: Forte e romantica rappresentazione di un pianto, resa con versi dalle suggestive immagini.

Carlo Chionne –Male nostro-: Significativa parodia di una famosa preghiera, parodia che quale fine ha la scomparsa del male che loschi tiranni ci regalano da troppo tempo. Un applauso a Carlo per questi incisivi versi, augurandoci che…vadano al cielo.

Jacqueline Miu –Un posto felice nella notte-: In una fantasmagorica Parigi si susseguono immagini di cantanti e poeti. Cantano amore e desiderio di viverlo e affascinano la nostra Jac che chiede, supplica, vuole. E’ viaggiare in un sogno (erotico) leggerla e può essere Parigi o Londra ma il richiamo alla poesia (ed ai poeti) sempre incanta il lettore. Così, assieme a lei che recita “ho lo stomaco mutilato dalle farfalle obese di desiderio”, quelle farfalle contagiano anche a noi  ed avviene d’avere “ un me col cuore divorato da non celestiali voglie”. Cosi non ci resta che ringraziare questa grande del racconto poetico, per le emozioni che riesce a far nascere. Jac, sei grande!

Un grazie di cuore a Jacqueline per il sontuoso commento alla mia modesta “La luna”.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

Ringraziamento
"Trapano a testa diamantata"
JacMiu, tirando fuori dalle mie cose quel che leggo, mi fai sentire piacevolissimamente nudo.
Grazie
bruno amore [br1]

 

Commento al commento

Limerick
Disse mia madre che c'era sicura
i fascisti eran fuori misura
non davan a vedere
il calcio nel sedere
nessuno penso' alla dittatura
Amore Bruno [br1]
 

 

1-2-3 Marzo

Scimitarre e chitarre appese-

Un assunto che abbraccia la morale e sfida quegli “ladroni” che impoveriscono la gente. Un globale “qualunque posto” potrebbe essere e la veridicità sposa la ricchezza morale dell’assunto poetico.

Ispiratissimo e impavido. Complimenti.

21 febbraio 23

Marino Spadavecchia

 

Bella di notte

Un posto c’è sempre nell’inferno poetico e non solo,  per la meretrice e per quella parte di virtù che ruba all’amore.

Marco Cabassi

 

Angelo della volta

Fede, misticismo e una potenza creativa che credo derivi da questi concetti che il grande Felice Serino li ha ben chiari. Basta l’accenno di un angelo dipinto per vedersi proiettati in quell’eternità che mai smette di fiorire nel nostro amato poeta.

Da La vita immaginata, 2022

Felice Serino

 

Se al primo errore tutti addosso

L’ottimo Carlo Festa invita il lettore a essere comprensivi e dare l’opportunità ai giovani di sbagliare, di fallire nella ricerca della propria strada poiché la paura potrebbe impedire loro persino di tentare.  L’esperienza insegna più della paura di sperimentare.

Carlo Festa

 

Ti posso sussurrare...

Una dichiarazione d’amore che allarga gli spazi e i confini con la sua tenerezza. Un romanticismo delicato che il lettore condivide con la poetessa ispirata.

A Giacomo...

Flora Fazzari

 

"In cerca di pace"

Preghiera fortissimamente ispirata alla pace e alla giustizia. Una chiamata umana e poetica che non dobbiamo ignorare. La brava poetessa alza questa bandiera di valore e virtù che  altro non è se non un inno alla Pace.

26/02 /2023

Licia Minervini

 

Stagioni

Siamo la carne sentimentale delle stagioni. Il nostro magnifico Nino Silenzi le sfiora tutte e scappa da una. Una vita soltanto per cantarle ed è questa la vera bellezza umana. Cercare l’avito nella natura che ci ha sposati per farsi amare (soprattutto in versi).

Da Verso l'orizzonte

Nino Silenzi

 

L'apocalisse

Sarebbero bastati questi mirabili, immensi – intensi versi della chiusa.

C'è un gran silenzio su di me stasera

Enrico cerca scampo alla soffocante aria, alla densità che imprigiona sogni e chimere. L’interiorità è esposta alle forze soprannaturali e l’uomo che battaglia, l’unico che potrebbe farlo- Il Poeta, resta alle prigioni dell’oscuro fato. Grandezza pittorica quel “gran silenzio” che come un mattone resta sui nostri petti …

enrico tartagni

 

Divertissement // parodiando

ogU olocsoF

Abbassa le tue sottane oh Morte che nemmeno un delirante t’accerterebbe. Come dar torto al grande Bruno che fissa l’orologio e nemmeno tremante – un appuntamento, il rintocco dell’ora … lui sa di dover arrivare in ritardo. Evitare, posticipare, smussare “unghie” , tollerare e se pare spregevole – si faccia avanti il pazzo che non La teme!

Un tocco da Maestro per scappare e se non è coraggio ma sembra codardia ___ si scelgano le azioni intelligenti contro l’Imminente. L’ira non serve contro i Titani poiché il gran pensare deve e vuole – resistere in vita. Il Verme Bianco tace – ha ingoiato almeno per questa volta la trombetta. Vittoria poetica.

Bruno Amore [br1]

 

Vita sublime

Una muta serafica e delicata. Una donna all’apice della sua grazia. Versi che esondano gioia e bellezza. Bravissima la nostra Sandra Greggio che col poetare accende tutte le stelle del cielo.

13 novembre 2021

Sandra Greggio

 

La Luna

Non ormeggia mai la nave dell’immaginario che prende vento in vela verso la Luna. Un Astolfo moderno e meno bizzarro ma pur sempre umano.  Navigatore per eccellenza in mari che gli fanno ricordare ciò che perduto, ciò che rincorre ancora, ciò che umanamente non potrà mai avere.

Questo è Piero Colonna- Romano il Poeta del Sospiro davanti all’orizzonte e quando il sole scende e s’alza la Luna diventa il volo della ragione oltre la cintura di ferro del corpo perché la ragione non lo abbandona mai. La sua lucida conferenza con la testimone celeste è dedicata alle cadute e non alle ascese eroiche.  Un Pigmalione puro che offre con sincerità le debolezze in cambio della sua Galatea. Che Poeta! Che passione leggerlo cercando di sfiorare questi veli metafisici quasi sperando di assaporare la stessa celestiale beatitudine che ogni verso offre, quando amato da chi lo scrive.

Chiusa gentile e delicata che ben equilibra la resa delle forze descritte.

Piero Colonna Romano

 

Bella è la vita

Cantare la vita e cantarla in rima con le forze poetiche di un uomo che ha vissuto l’evoluzione della solitudine e del dolore in ogni loro aspetto. La carica di energia che i versi emanano chiamano il cambiamento. Un raggio di sole che dal poeta arriva al lettore. Bravissimo Alessio.

Alessio Romanini 
 

Sul barcone del calvario

tra il vento a loro contrario

 

Naufraghi pieni di speranza, traghettatori della morte e Ministri spettatori che rincorrono a parole prodezze “da farsi”.  C’è un serpente nell’uomo anzi nella sua “democrazia” e l’ottima poetessa parla di questo veleno che sperimentiamo su innocenti. Manca quel lusso che si chiama Umanità, manca quella virtù che si chiama amore per gli altri … Antonia è lo specchio limpido di questa tenace resistenza in trincea che si chiama poesia.

Antonia Scaligine

 

"E null'altro so fare"

Sempre più ispirato questo bravissimo cantore dell’assolutismo che inneggia all’amore con tutte le sue forze. Ogni Gorgone chiamata non gli servirà da Aiuto Destino. Il cantare lo rende libero e leggendolo lo capiamo perché.

17 febbraio 23

Ben Tartamo

Un caro saluto al nostro Magister Lorenzo che generosamente ci ospita in questo celestiale Tempio Azzurro. Rinnovo la mia ammirazione al Vate Piero Colonna Romano che ci commenta e ci ispira. Siate operosi come api e un Buon Poetare a tutti.

Miu

 

1, 2 e 3 marzo 2023

Poesie del giorno:

Marino Spadavecchia –Scimitarre e chitarre appese-: Fantastica descrizione di quel che accade in un paese (che sia l’Italia?) gestito da ladroni che ai cittadini consentono solo di brucare l’erba rimasta. Convinti applausi a Marino per questo magistrale uso delle metafore più adeguate alla descrizione di un disgusto.

Marco Cabassi –Bella di notte-: Anatema per una prostituta, indirizzato a lei, con cattiveria, da un poeta moralista.

Felice Serino –Angelo della volta-: Da un angelo affrescato ad un fanciullo arriva l’ispirazione per ottime poesie, spesso dense di fede. Bellissima la chiusa regalataci da un grande della poesia.

Carlo Festa –Se al primo errore tutti addosso-: Forte invito alla comprensione d’eventuali comportamenti ritenuti errati nei giovani. Bella e condivisibile è questa lezione di vita che Carlo ci invia.

Fausto Beretta –Attesa-: Solitudine, malinconia e attesa della rinascita della natura (e dello spirito) in questi ispirati versi dell’amico Fausto.

Flora Fazzari –Ti posso sussurrare…-: Una tenera dichiarazione d’amore resa con molta dolcezza.

Licia Minervini –“In cerca di pace”-: Intensa richiesta di pace e giustizia, inviata ai signori che gestiscono il potere, in questo fremente scritto di un ispirata, bravissima Licia.

Nino Silenzi –Stagioni-: Le emozioni che regalano le stagioni, sottolineate da un pensoso Nino che, col suo poetico sentire, ne fa similitudine con le stagioni della vita.

Enrico Tartagni –L’apocalisse-: L’opprimente sensazione di imminente catastrofe, e le emozioni che fa sorgere, narrata come generata da un sogno/incubo, da questo coinvolgente scritto del nostro Enrico.

Bruno Amore –Divertissement//parodiando ogU olocsoF-: “Forse perché della fatal quiete” con quel che segue ispira Bruno che della morte ragiona, così come Foscolo fece. Ma, a differenza del grandissimo Ugo, tenta esorcizzarla, allontanandola da se. Comprendo e credo Ugo abbia ragione, ma mi accompagno a Bruno. Hai visto mai?

Jacqueline Miu –Baby Blue-: “aspre onde sopra la chiglia” è forte immagine metaforica pe rdire di una pena dolorosamente vissuta. Fortunatamente c’è la consolazione portata da una bocca che lascia, diciamo così, smarriti. E come può mancare Thanatos che ti guarda, ghignando, dentro? Non serve che Jac firmi questi scritti. La riconosciamo subito e l’apprezziamo per la scatenata fantasia quando parla d’amore e semina cultura, in frangipani sempre. E sempre un grazie Jac, per esserci.

Sandra Greggio –Vita sublime-: Semplicemente deliziosa questa di Sandra che rievoca un suo passato che pare vissuto in un sogno. Bella poesia detta con bei versi. Brava Sandra!

Alessio Romanini –Bella è la vita-: Un fremente omaggio alla vita con i suoi doni, reso con ritmato poetare di versi a rima baciata. Bravo Alessio!

Antonia Scaligine –Sul barcone del calvario tra il vento a loro contrario-: Il drammatico ultimo naufragio davanti alle coste della Calabria, naufragio ignorato a lungo (e non per caso) dai nostri nuovi governanti, ispira questi fortissimi versi alla sensibile Antonia.

L’incredibile ministro degli interni, Piantedosi, se ne assume per intero la responsabilità politica, così come Mussolini fece per l’omicidio di Matteotti, fregandosene ( motto costantemente ripetuto anche dal presidente del Senato) altamente. Ovviamente mi associo convintamente ai versi dell’amica Antonia con la quale mi complimento.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

 

25-26-27-28 Febbraio

Ringrazio Alessio, Jac e Aurelio per il loro apprezzamento al mio premio letterario.
Sandra Greggio

 

Un elogio da un(a) COLONNA ROMAN(A)O, sarebbe già come passare sotto l'Arco di Tito, in questo caso poi, m'ha resuscitato commozione. Grazie Caro Amico.

PS
Aggiungo un dettaglio della vicenda per rivendicare il "come erano una volta". Mio padre comandava una Stazione dei CC.RR. che da un giorno all'altro fu sottoposta alla Repubblica di Salò, che si premunì di inviare le uniformi grigioverdi con le mostrine M, in sostituzione di quelle tradizionali dell'Arma, turchine con banda rossa e fregio di VE. Non la indossò mai, asserendo che aveva già giurato fedeltà al RE. I repubblichini che assistevano i tedeschi nei rastrellamenti e catture, glielo fecero pesare dicendo "CON NOI O CONTRO DI NOI".

Cordialissimamente

Bruno Amore [br1]

 

 

22-23-24 Febbraio

22, 23 e 24 febbraio 2023

Poesie del giorno:

Enrico Tartagni –Nasce un nuovo mondo-: “Credo in un Dio crudel che m’ha creato” recita Otello e chiude il canto con una drammatica visione del mondo, affermando “Vien dopo tanta irrision la Morte./E poi? E poi? La Morte è il Nulla./è vecchia fola il Ciel.”. Questo mi fa tornare in mente leggere l’amarissima analisi  poetica, chiusa da un lampo di speranza, che fa il grande Enrico del vivere oggi.

Bruno Amore –Al mi’ babbo, reduce-: Momenti drammatici, vissuti durante la prima giovinezza, che tornano brucianti alla memoria, narrati con ispirata maestria. Racconto che sarebbe bene fosse presente nelle antologie scolastiche, perché non si perda il ricordo di quelle infamità attuate da quelli che oggi, gentaglia che ci governa, vorrebbe far dimenticare. Prezioso è questo scritto di Bruno, da conservare e diffondere con ogni mezzo. Complimenti vivissimi per come hai saputo rendere la tua pena per quell’episodio, con un magistrale brano intenso d’emozione. Brano che riporterò fedelmente in FB.

Marino Spadavecchia –Aghi rotti-: Una magistrale serie di metaforiche immagini per narrare di un mondo corrotto che si rifiuta. Marino analizza freddamente la realtà che ci circonda e  freddamente la dipinge con questi durissimi versi. Conseguente ed inevitabile la sconsolata chiusa con quel “Meglio bere vino/per assopirmi e non avvilirmi,”. Complimenti vivissimi, Marino. Questa è poesia!

Marco Cabassi –Quel giorno sul battello; scusami se …..-: Ricordo dolente di un occasione persa per dire ammirazione, per dire amore, ben narrata da questi intensi, ispirati versi di Marco.

Giueseppe Stracuzzi –Il tuo sapore nudo-: Torna bruciante il ricordo d’un amore svanito ed il tempo che passa non ne attenua le sensazioni che ha regalato, anzi le esalta. E sono versi di grande intensità e bellezza questi che lo rendono vivo, coinvolgendo il lettore.                                   

Felice Serino -294 Il luogo accanto-: Torna, in questi bei versi, il dualismo vita/sogno e difficile è distinguere quale sia la realtà.

Flora Fazzari –Vorrei riscrivere…-: L’insoddisfazione per la realtà che si vive ispira Flora per questi bei versi densi di limpide metafore e l’anafora sottolinea magistralmente il sentire del poeta.

Carlo Festa –Parlava d’amore-: Corretta interpretazione di quel fatto storico che ha cambiato il corso della morale e della fede dell’umanità, reso con intenso e bel poetare.

Laura Lapietra -Incute Risoluzioni-: Profonda analisi del proprio vivere e delle proprie scelte di vita, delle quali il poeta si pente, condannando un suo impulsivo modo d’essere. Il tutto reso con aulico dire, infarcito di termini dal suggestivo suono e dall’adeguato significato. Bella la chiusa che dice dell’intenzione di cambiare certa di “…coronare cieca/la ricerca terminale/in un sorriso di sogno/da stringere tra le mie braccia.”.

Alessio Romanini –Gaziantep (6 Febbraio 2023 Epicentro)-: Il terribile terremoto che ha colpito la Turchia ispira Alessio per questi forti ed intensi versi densi di pena e cordoglio.

Jaqueline Miu –Incendiari adoratori e naufraghi tra grattacieli inclinati a una arruffata azalea-: Un dirsi e darsi amore in una caotica Londra tra ricordi di monarchi plantageneti, cani davanti la porta di Keats, blasoni macchiati di sangue ecc. ecc. ecc. Leggere Jac è  come fare viaggi nel sogno, e che sogni!  Continua cos’, cara amica, che è con grande piacere che continueremo a leggerti e ad apprezzarti.

Sandra Greggio –Divertissement-: Delizioso racconto di un tenero rapporto con un’affettuosa gatta, narrato con lieve humor da una Sandra in gran forma.

Antonia Scaligine –Tramonto di fine febbraio-: Ispirati versi che divengono pennellate d’acquerello per dipingere un dolcissimo paesaggio al tramonto. Versi che rivelano un sentimento d’amore per la pace di quelle ore di fine giornata, che serenità comunicano e la riversano sul lettore. Grazie Antonia!

Il più cordiale dei saluti a voi tutti , in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

Non sono una critica d'arte né me ne intendo molto di pittura ma sono andata a vedere i quadri di Jac e sono rimasta folgorata da quella festa di colori tra cui prevale l'azzurro nonché dei soggetti scelti, in primis quella meraviglia del leone. Complimenti vivissimi Jac e lode alla tua versatilità.
Sandra Greggio

 

Ringrazio di cuore Piero Colonna Romano che tempestivamente, come sempre, ha dato notizia del mio premio ; il diploma e l'antologia mi sono arrivate ad un anno esatto dello scoppio della guerra. Che sia un messaggio di pace per tutti. Grazie anche al Nostro Lorenzo, che, come sempre, consente la pubblicazione dei nostri successi.
Sandra Greggio

 

Ho lasciato per ultimo Marino perché oggi, dopo varie letture dell'autore, mi sembrava giusto approfondire la sua mirabile scrittura. 

 

Aghi rotti

Ci vorranno molti più poemi per assimilare in modo decente questo artista poeta e autore che conserva molti assi nella manica.  Leggerlo riserva curiosità e una brava interferenza nella mimetica di un uomo collaudato.  Il suo sentire  è ermetico ma non pesante – è introverso ma non serrato . Nel crogiuolo letterario non è il mandante e nemmeno il sabotatore ma l’illuminato che veglia sugli innocenti non ancora aperti alla coerenza o alla saggezza. Davvero illuminante o meglio “sensibile” la chiusa che rende la fortezza umana meno decadente di quanto essa possa sembrare. Ci vorranno scritti e probabilmente non pochi per definire o captare una reale forma poetica ma anche così – da leone solitario qual egli sembra, piace e rende possibile quella poetica dove il fantastico non è adulatore di masse ma solo dei reduci e veri veterani sognatori.

11 febbraio 23

Marino Spadavecchia

 

 

 

Nasce un nuovo mondo

Il Partigiano dell’amore, difensore di virtù poetiche e uomo plasmato dal dolore. Enrico Tartagni, il nostro anti-eroe con un radar emotivo sempre pronto a captare ciò che l’universo gli offre (nel bene e nel male). Mai abbastanza vicina è la parola “superlativo” quando si tratta di includere nella naturalezza della lettura, le sue descrizioni, le sue implicite metafore e quella “delicata alienazione” che un po’ ci conforta come se Lui il poeta in fondo fosse uno di noi.

Lascio queste facili decifrazioni cui renderebbe onore solo tanta rilettura e meritevoli di plausi lunghiiiii:

Sfilo un chiodo piantato in una mano per inchiodarmi l'altra

Lavo il mio dolore con la visione dell'atto creatore

enrico tartagni

 

 

Al mi' babbo, reduce.

Credo ci sia molto o pochissimo da dire.  Molto poiché la poetica narra l’intimità del dolore che un soldato si porta a casa e pochissimo poiché l’amore con cui sono scritti questi versi è un amore viscerale, un patto tra padre e figlio, dove il dolore è stato il sigillo e l’amore lo scrigno. Plausi o complimenti sono solo parole  - il vero plauso sarebbe masticare questo poema con i propri denti e le proprie gengive, masticarlo a lungo e deglutirlo con lentezza come si fa quando ci offrono l’assaggio di un vino buono.

La devozione filiale è il gesto di necessità di questo mirabile poeta che è quello che è grazie a cotanto Genitore.

Bruno Amore [br1]

 

 

Aghi rotti

che cuciono a zig-zag

vite arlecchinate

lungo i sentieri incipriati

del Parnaso adulatore.

Vaporose essenze

che emanano

stornelli pungenti

e servili coccole.

Lampeggiano

i suoni delle armi colate

nel crogiolo della pace simulata,

summit di anguille e capitoni

nei viscidi emicicli

delle intenzioni camuffate.

Generazione di idioti artigliati

che non sanno come fare,

drappelli di veterani abbandonati,

perché il tempo li ha scartati.

Meglio bere vino

per assopirmi e non avvilirmi,

anche il sonno è cultura.

 

11 febbraio 23

Marino Spadavecchia

 

 

Quel giorno sul battello; scusami se ......

Leggera e danzante questa replica romantica a un incontro che il poeta avrebbe voluto finire “diversamente”. Una dolce tolleranza alla mancanza di coraggio e un fluido canto “stil novesco” per il placido ricordo. Si scopre così un altro tenero lato del nostro Marco Cabassi che ci disarma. Una confettura “primaverile” per nulla sdolcinata, una dolcezza delicata ammorbidita dall’enfasi di quel “avrei potuto …”

Marco Cabassi

 

 

Il tuo sapore nudo

L’amarezza romantico sentimentale che emerge dai versi dell’ottimo Giuseppe Stracuzzi è bruciante. Complice di questa invasione emotiva è la nostalgia che erode il velo dietro cui stava celata e ricompare vita e forte come non mai nella realtà pensante. Il poeta non è il guerriero che la vuole o la può combattere. L’uomo si dona totalmente e completamente alla chiusa:

il tuo sapore nudo,

il tuo perdono

non ha perdonato

con la forza di baci

abbraccia il pianto.

Giuseppe Stracuzzi

 

 

294

Il luogo accanto

Le infinite sfaccettature dell’umano, studiate, osservate e cantate dall'imimitabile Felice Serino. Il suo entrare e uscire dalla dimensioni con un carico di sensazioni su cui costruire un poema.  

 

come mi sono visto

in sogno una volta nell'altra vita

Felice Serino

 

 

Vorrei riscrivere...

Una rilettura del proprio confrontarsi con la natura e il mondo che ci circonda.  Molta sensibilità accompagna questa interpretazione “potente” di un mondo in cui si vorrebbe “sentire” di più quella gratuita bellezza che ci circonda.

Flora Fazzari

 

 

Parlava d'amore

… l’inizio della Passione di Cristo. Versi che narrano del bene e dell’amore per tutti. Un piccolo passo nella gloria divina che ci viene regalato da un ispirato Carlo Festa.

Carlo Festa

 

 

Incute Risoluzioni

Una lunga ricerca del bene e il confronto con l’ambiguità quotidiana. Il poco umano che offre lo spettacolo non appartiene a questa poetessa. L’abbraccio di un sogno è il conforto che l’accomuna a Marco Cabassi (in fondo anche il sonno è cultura). Il sogno è il rovescio del mondo reale, è la dimensione dove liberarsi dalle angosce e la poetessa Laura Lapietra ci conduce verso questa ottimale risoluzione ai mali dinastici di cui è composta la vita.

Laura Lapietra

 

 

Trema la terra in Turchia.

L’ossequio poetico e il cordoglio per le vittime del terremoto in Turchia. Una prova dell’umanità che resiste nei nostri autori e nei loro cuori generosi di condividere emozioni.

Alessio Romanini 

 

 

Divertissement

Un momento di felicità condivisa col proprio animale domestico. Questa soffice gattina bianca che ha la fortuna di essere amata dalla nostra poetessa. Sono proprio queste coccole che aprono la strada al sogno e noi comprendiamo e condividiamo l’affetto tra la padrona e la piccina.

 

5 febbraio 2023

Sandra Greggio

 

 

Tramonto di fine febbraio

Un mirabile tramonto che rigenera le forze creative di questa brava poetessa. I suoi versi confermano la volontà di non lasciarsi andare ai brutti ricordi o ai rimorsi ma solo di volere accettare la gratuita meraviglia che la natura offre. La contemplazione  è la medicina pura e semplice contro ogni angoscia. Brava Antonia.

Antonia Scaligine

 

 

Madrigale per il giorno compleanno

Un regalo ispirato dal cuore per questo “giorno compleanno”.  Una piccola gemma poetica per dire di gioia e di affetto.

Piero Colonna Romano

 

Un caro saluto al nostro Magister Lorenzo che generosamente ci ospita in questo celestiale Tempio Azzurro. Rinnovo la mia ammirazione al Vate Piero Colonna Romano che ci commenta e ci ispira. Siate operosi come api e un Buon Poetare a tutti.

Miu

 

 

19-20-21 Febbraio

19, 20 e 21 febbraio 2023

Poesie del giorno:

Enrico Tartagni –Rio Bravo-: Onirica rilettura di classici della cinematografia, nata dalla fantasia di un giovane Enrico che si diletta a disegnare  suggestivi palloncini rossi su tetti geometrici. Piacevole lettura di questo viaggio della fantasia, regalatoci da quel ottimo affabulatore che è il nostro amico poeta.

Bruno Amore –Pietà per la morte- Bruno sintetizza, con grande maestria, quella che fu la pena di Achille al dolore di Priamo e ne fa auspicio per quel che oggi ci affligge con l’Ucraina. Bisogna scegliere: o uomini o mostri. Se uomini, come Achille nell’Iliade, o mostri, come Putin, novello Hitler. E scegliere.

Marino Spadavecchia –Stupidi stupiti-: Suggestive immagini, nate in un sogno, che sono metafora per analizzare, condannandolo, questo singolare mondo che ci siamo costruiti. C’è una profonda rabbia che ispira ogni verso, nato dalla sensibilità di un  poeta che aspira ad altro mondo. Un mondo che, come disse De Sica in “Miracolo a Milano”, dove buongiorno vuol dire buon giorno., mentre una torma di diseredati vola verso il cielo.

Marco Cabassi –Ad una donna lasciata-: Dedicata ad una donna abbandonata, con (tardiva?) pena, questa ispirata poesia di Marco.

Giuseppe Stracuzzi –Ma tu ci sei-: La profonda pena per un abbandono e la speranza sia un errore, narrate con poesia d’alto contenuto. Giuseppe è poeta e ci regala immagini quali “Siamo al punto che l’alba/sgrida il sole” e “l’amore disilluso/…/stacca dal cielo fiori di parole.” in un climax crescente di dolore. Applausi.

Nino Silenzi –La terra trema-: La tragedia che ha martirizzate Turchia e Siria ispira Nino per questi forti versi, densi di dolore, coinvolgendo nella pena, per quella disperata umanità, il lettore.

Felice Serino – 293 Si spera-: Scrissi, a differenza di Marchesi, in una mia breve poesia: “Farò uno scherzo alla vecchia signora/e quando arriverà per suo dovere/io vivo allor non mi farò trovare”. Si scherza sulla morte, ed è meglio così. Ma i versi di Felice dicono anche che il mondo non ha fine catartico e lo trovo strano per un credente come è il nostro amico. Spinoza insegna

Laura Lapietra –Radiosa Speme-: Una fremente analisi del proprio vivere, del proprio essere, rievocando amare esperienze ma densa di speranza per il futuro, nella fede. Metafore limpide per esprimersi, dette con aulico, datato linguaggio dal particolare fascino che invita il lettore alla rilettura.

Alessio Romanini –Scarlatto-: Poesie dagli infuocati colori, per narrare di un vivere, chiusa da un clamoroso ossimoro dove vita è “fragranza di dolore” ma anche “essenza dell’amore” che, per sillogismo aristotelico può tradursi in “l’amore è dolore”.

Carlo Chionne -…Ieri oggi…-: Lezione di vita che ci arriva dal grande Carlo: vivere in semplicità significa avere abbondanza, affermano questi suoi splendidi versi. Ed io applaudo.

Jacqueline Miu –ti darò i miei seni dove sognare calmo riporta al piacere delle tempeste-: Come accade per quasi tutte le poesie del mondo anche questa ha nel titolo il tema da svolgere.

E Jac non si sottrae alla regola e sviluppa il fascinoso tema con versi che narrano un sentire profondo ed esuberante, ricco di citazioni colte ma, soprattutto, di promesse  per ardenti programmi d’amore, dove, al confronto, le fiamme dell’Ade non sono altro che un tiepido venticello primaverile. Ma non sono scritti per guardoni, questi della nostra, ma inni di sublimazione catartica dell’atto d’amore. Come non essergliene grati? Sempre complimenti, vibranti applausi ed un caro saluto.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

 

16-17-18 Febbraio

16, 17 e 18 febbraio 2023

Poesie del giorno:

Laura Lapietra –Haiku-: Qui è decisamente ermetica la nostra Laura, azzardo la bellezza della maiolica (napoletana) assunta da un “mite campo”. Misterioso resta quel “non batte ciglio”. Laura, prego chiarire. Grazie.

Enrico Tartagni .Il genio del male (Sanremo)-: Una feroce critica a quel teatro regalato alla plebe, perché dimentichi i propri e gli altrui problemi, è quel che grida Enrico con questo suo scritto contro Sanremo, festival delle illusioni (anche musicali).

Bruno Amore –Lavacro-: Pessimistica visione del vivere, dove l’attività umana sporca ogni cosa. Questo giudizio morale ispira Bruno per questi versi di condanna, densi di metaforiche ma limpidissime immagini, che invitano il lettore a riflettere.

Marino Spadavecchia –Percorso ad ostacoli-: Anche Marino guarda al vivere e lo condanna con versi dalla forte intensità emotiva che hanno una drammatica chiusa con quel “Ancora vivo…e me ne vanto”.

Flora Fazzari –Sentirsi in colpa-: L’immane tragedia turco/siriana ispira Flora per questi versi densi di indignazione verso chi, con la propria disonesta attività, è stato causa della morte di decine di migliaia di persone, aggiungendo un giudizio morale su chi ha voluto ignorare questo dramma, dedicando la propria attenzione al festival di Sanremo. The show must go on. E come non concordare?

Renzo Montagnoli –L’onda-: Splendida metafora sulla vita, resa con questa magistrale similitudine da applausi dell’ottimo Renzo. Complimenti!

Marco Cabassi –Ci sarò per sempre…-: Un delicato invito all’amore reso con bei versi dalle significative immagini. Piacevole questa lettura, romantica e suadente, merita successo.

Marina Minet –Vicoli-: Leggo in questi versi la dolente attesa di un amore che dovrà attraversare “vicoli insabbiati/come umide trincee” per arrivare, superando le difficoltà che la vita può donare. Intensa poesia dall’atmosfera cupa, resa con adeguate immagini, ma chiusa da un ottimistica luce.

Felice Serino -292 Alla stazione-: Un attesa alfine appagata, narrata come fosse volo di libero uccello.

Jacqueline Miu –Malati d’amore-: Un inno all’amore che vuole canti, libagioni e libertà, in questo mondo ed anche nell’Ade, nel tipico suggestivo ed affascinante stile della nostra Jac.

Alessio Romanini –Il poeta è un fanciullo-: Bella e condivisibile descrizione di cosa mai sia un poeta, in questi bei versi rimati del nostro Alessio.

Antonia Scaligine –Domani-: Una poetica descrizione del divenire del tempo, resa con alto poetar filosofia. Particolarmente apprezzabile la didattica chiusa, densa di una sorta di gioioso ottimismo. Brava Antonia!

Carlo Chionne –Vecchio-: Non so (ma non lo credo) se il nostro Carlo è davvero così cadente ma so che ha una mente acuta capace di comporre, per se e per gli altri, satire dissacranti. Un caro saluto, mio vecchio amico, ed un abbraccio.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

Buongiorno Alessio e Poetare, vorrei ringraziarti per la dedizione letteraria e per l’impegno nel volerti non solo migliorare ma donare. I tuoi scritti si sono evoluti e sono certa che sarai in grado di offrire sempre grandi poetiche. Sii sempre te stesso. Ad maiora
Jac


Poichè non ne saprò mai abbastanza, dateci sotto. Io ho dei limiti ma molti di voi HANNO genio, da vendere. IO COMPRO (leggo).
Bruno Amore [br1]

 

Jac cara,
ti ringrazio di cuore per i tuoi meravigliosi complimenti.
Il contributo della mia crescita poetica è grazie anche a te
E lo splendido azzurro.
Sono emozionato ed imbarazzato dai tuoi commenti,
di una poetessa e persona che ammiro moltissimo.
Grazie di cuore Miu.
Alessio Romanini


Piero
Grazie per la puntualità dei tuoi commenti
E ti ringrazio per usare il sostantivo “Amico”;
grazie anche io mi sento vicino alla persona straordinaria
che sei.
Grazie
Alessio Romanini
 

 

Haiku

Strana la combinazione di bellezza e forza che esprimono un poetare singolare – che a me piacciono particolarmente. Brava questa autrice che sa come “acchiappare il lettore” offrendo versi come piccoli piatti prelibati.

Laura Lapietra

 

Sabato Santo

Lazzaro non vorrebbe essere, eppure lui (il Poeta) offre una sincera limpidezza d’animo che tiene tutti i pesi del vissuto e dalle brutture trovare pace in quel amniotico celeste – un mare con onde piatte in cui nuotare.

Un richiamo al premio della coscienza. Una volubilità che vuole trascendere quasi sicuramente per migliorarsi. Nella profondità del Sabato Santo – un bagliore di fede legge il pensiero intimo del Poeta.

 

 (Donnas 19.04.2022 – 10:52)

Salvatore Armando Santoro

 

Il genio del male (Sanremo)

Questa satirica caduta dall’Eden che a mio modesto parere (visto che i costi sono supportati dallo Stato ovvero il contribuente) è condivisibile ci lascia deliziati dalla scintillanza della “magia nera” che rende piacevoli diavoli e streghe. Un amo con due tre parole che parlino di bene ed ecco costruita la zattera della “canzon perfetta” …. che bello sto verso:

la chimica del genio sta

costruendo il mostro

Plausi e coriandoli per il finale.

Ho portato matite coi pastelli colorati

Farò del cielo nero un cielo blu

enrico tartagni

 

Lavacro

Sempre più intime e pure le poetiche di Bruno Amore. Una purezza che rende “vergini le pozzanghere” e spreme le nembi per piogge serene. V’è un sottile strato tra luce e buio in cui il lettore trova scampo alle ombre oppure le vede ma non le teme – così la poetica si alza in punta di piedi senza mai pestare quel mondo immondo dove cammina e pur sperando di trovare il volo … seppur in versi.

Bruno Amore [br1]

 

Percorso ad ostacoli

L’erosione rende il castello ancora più affascinante. Lo spettacolo della vita guarda al battagliero poeta che non sconfigge il buio ma non si lascia sconfitto. La prova del verso lo conduce a : Quomodo fabula, sic vita: non quam diu, sed quam bene acta sit, refert.

30 gennaio 23

Marino Spadavecchia

 

Sentirsi in colpa...

La poetessa parla delle disgrazie che affrontiamo, quando abbiamo la natura contro. Parla dell’impotenza o la non dolenza e vigila con i suoi versi sulla coscienza perché questo è il giusto modo di lottare del poeta, usare la penna per creare un “mondo migliore”.

Flora Fazzari

 

L'onda

Densa, potente, sfuggente e utilmente invasiva, questa onda che va verso la risacca e in finale il rimbombo non le rende giustizia per la strada fatta. Renzo Montagnoli narra della performance dinamica dell’onda” e la umanizza tanto che in finale questa “corsa” sembra quasi vana come tutto il nostro fare … La forza dell’espressività resta fino alla chiusa destinata a centrare il tono drammatico di tutta la bellezza e la fatica – fatte.

Da La pietà

Renzo Montagnoli

 

Ci sarò per sempre

Braccia come rami spogli da confortare. Sogni e danze per riunirsi all’amore. Una conferma lanciata nel cosmo come un “Distress Signal” per quella delicata “musa” meritevole di tanta potenza d’affetto.

Marco Cabassi

 

Vicoli

Un ritratto sociale con genti non immuni al male ma che ricevono il dono della lue quotidianamente.

da Scritti d'Inverno, a cura del premio Città di Taranto, PrintMe Editore 2017

Marina Minet

(Teresa Anna Biccai)

 

292

Alla stazione

Poema che potrebbe essere facilmente due piacevolissimi Haiku – il trasporto nel saluto quando si è aspettati alla stazione e il senso liberatorio simile al volo.

Felice Serino

 

Sia dolce la notte

Afrodisiaco questo etereo percorso tra la voce del vento e l’odore di mare. Inafferrabile “Poesia” che parte col passo dell’amore poi prende il volo nella “chimerica radiosa” di una dimensione vellutata che Piero costruisce come un Tempio per la sua Amata. Dolcezza infinita che non si esaurisce mai. Dalla rocca della sua anima “stoica” una prelibatezza “empirica” e petrarchesca. Non applausi ma abbracci per questo poema.

Piero Colonna Romano

  

Il poeta è un fanciullo

Gutta cavat lapidem non vi, sed saepe cadendo. Una crescita poetica si misura a piccoli passi. Non farò ovazioni ma posso esternare il piacere che osservo nello scrivere di Alessio che con la sua costanza ci arma di ogni sorta di sentimento. I suoi versi diventano sempre più forti e sempre meno gridati. I versi di Alessio ora si VEDONO, si leggono e trovano una risonanza nello spirito. Bravo Alessio.

Alessio Romanini 

 

Domani

Un soffio leggero di speranza, qualche spezia di fede e il tutto per condire un verso pervaso dalla sensibilità “storica” e stoica della nostra ottima Antonia Scaligine.

Antonia Scaligine

 

Vecchio

Se dovessi seguire le necessità del corpo, vivrei nella consapevolezza di dover aspettare la morte, ma inseguo quelle della mente che mi fanno sentire sempre giovane.

Vecchio ma non vetusto, tremolante ma vivo. La somma di tutti gli addendi – un Paradiso. Impossibile dar contro a Carlo Chionne il cui scrivere potrebbe essere “una brillante corsa della tartaruga” e questo non per il premio e nemmeno per sbeffeggiare Tamburello, semplicemente per dimostrare che l’età vive del suo e fuggire non è parte del “Menù”. Fortis cadere, cedere non potest

Carlo Chionne

 

"E so solo questo"

Odi profanum vulgus et arceo. Cantare per il solo vento rafforza la fede nella poesia e non necessariamente nel genere umano. Lo spirito sensibile si allontana deliberatamente dalle “cerchie nefaste” dove il liberatorio creare è premiato con indifferenza. Bem sa il fatto suo e sceglie il miglior pubblico cui donare la poesia del proprio spirito.

4 febbraio 23

Ben Tartamo

Un caro saluto al nostro Magister Lorenzo che generosamente ci ospita in questo celestiale Tempio Azzurro. Rinnovo la mia ammirazione al Vate Piero Colonna Romano che ci commenta e ci ispira. Siate operosi come api e un Buon Poetare a tutti.

Miu

 

 

W la contemporaneità
Carissima
​Jac ​onorato dell'appellativo e sottoscrivo, ". Basta coi vecchi

complimenti". C'è più gusto a leggere i tuoi commenti che scrivere.

Buonissima giornata

br1

 

 

13-14-15 Febbraio

13, 14 e 15 febbraio 2023

Poesie del giorno:

Felice Serino –L’alterego-: Peccato di superbia, dunque, simile a quello che provocò la cacciata da Paradiso di Adamo ed Eva, narrato con fantasiose, suggestive immagini di un Felice per cui, quel peccato, pare generare un golem che perseguiterà  per sempre chi lo ha generato.

Laura Lapietra –Haiku-: Un concentrato di pregiudizi, forse sottolineati dalla rossa luna, certamente pesanti come massi.

Enrico Tartagni –Abbandonare le locuzioni!-: Il ritorno di Agamennone non è una fine per Enrico ma l’inizio di una ricerca, probabilmente d’amore. Ma Elena veleggiava altrove… Questo mi ispira leggere questo Enrico.

Bruno Amore –La vita in soffitta-: La ricerca del passato porta Bruno a quella soffitta (che è metafora della sua mente) e là si rivede, là trova uno specchio che ha memoria di tempi passati, là si rivede capellone. Sono affascinanti sempre i racconti di Bruno, le indagini su se stesso, i rimpianti per ciò che si è perso, i ricordi di una vita vissuta intensamente, narrata con poesia spesso dal dolente tono.

Marino Spadavecchia –Secchiello di sabbia lunare-: Un secchiello pieno di nulla, quindi, per analizzarsi sconsolatamente e senza ottimismo per il futuro, chiusa da un consolatorio e poco convinto “ce la farò?!” Questa l’analisi di una poesia decisamente d’alto livello, resa da un poeta d’alto livello.

Nino Silenzi –Galaverna-: Questo sprazzo d’alta poesia, per narrare del fascino della galaverna, merita convinti applausi e richiesta di bis. Complimenti, Nino!

Flora Fazzari –Un urlo…-: Probabile descrizione di un incubo sognato, reso con forti immagini liberatorie.

Teresa Armenti –Atterraggio di fortuna-: Un divertente narrare del desiderio di volare oltre la realtà e le conseguenze che possono derivarne, in questa simpatica poesia di un ispirata Teresa. Complimenti., Teresa!

Jacqueline Miu –Lunacerva Oracolo – Ego verticale più di un albero-: Leggo Jac e nella mia mente si formano, quesi a prendere vita, i più onirici dei dipinti dell’immenso Dalì. Tra quei dipinti e questi scritti c’è grande affinità: nascono da sogni e sono resi da grande, suggestiva maestria.

Leggere Jac  è viaggiare nella fantasia, è godere dell’onirico narrato con poetici, intensissimi accenti. Inevitabile, per attrazione, rileggere ancora. Complimenti Jacqueline e sempre grazie d’esserci.

Alessio Romanini –Nella ferita-: La pena per un abbandono, narrata con versi dall’amaro tono, in una poesia che è anche analisi generale di quell’amarezza che  può provocare, resa con significative similitudini.

Sandra Greggio –Preghiera per chi non crede-: Risuona Spinoza in questi versi, densi di fede, di Sandra: “deus sive natura” disse il filosofo ed in questa poesia lo ritroviamo per intero.

Un grazie di cuore a Jacqueline per l’attenzione ed il gradito commento alla mia “Ascolta”

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

A Bruno Amore

Ciao caro amico (se mi offri l'onore di chiamarti così) la tua splendida poesia è "distratta" ovvero che pare focalizzata su te stesso ma è solo la distrazione, il gioco che offri al lettore. Il poema ha strati abbondanti di amore ma soprattutto di vissuto dei tuoi "amori" madre, nonna .... che io considero con umiltà tra gli affetti più grandi al mondo. Mi piace questa interiorità non gridata, questo tuo distratto metterti allo specchio offrendo non l'uomo ma quel dentro che uno specchio potrebbe mai vedere.
Il Distratto in questo contesto e in questo soltanto è un complimento di valore per una poesia che tiene nascosti grandi e profondi tesori.
Jac

Ha! Ha! intuivo che mi avresti scritto di quel "distratto". Ora sorrido pensando agli arroccamenti fantasmagorici che devo aver procurato. Basta coi vecchi complimenti - avanti il nuovo modo di rendere onore e giustizia ai bei scritti.
Jac

 

Ringraziamento
Jacqueline,
"io me n'vo sentendomi (da te laudare) ... d'umiltà vestuto" ... ma quel "distratto" - che non riesco a tradurre, potrebbe mandarmi all'ospedale. Di grazia ... Servo vostro ...
br1

 

 

 

291

L'alterego

 

Felice Serino un tuffo dentro e fuori la riluttanza del sé. Apertura memorabile e sti angeli che scendono nel sangue, ne sono la conferma. Brutture, amore e affondamento – Plausi. Lascio l’intero poema che fa parlare di sé l’uomo e non il poeta.

 

il soffitto ti si fa cielo

nel pregare

angeli ti scendono nel sangue

 

quando ancora ieri

abbrutito covavi

rancori verso te stesso e il mondo

 

amore

era parola vuota: eccoti ora

specchiato nel tuo doppelganger

 

che ogni volta

annega

nel lago della sua spocchia

Felice Serino

 

 

Haiku

Sempre dinamici questi Haiku di Laura Lapietra che parlano di sinergie fisiche e ben lavorati.

Laura Lapietra

 

 

Abbandonare le locuzioni!

Ah Enrico! Enrico! Il mio regno per un cavallo! Ci vorrebbe del buon esercizio psicologico per analizzare quelle amanti che attendono “il morto” alle stazioni. Difficile disciplinare l’irrequieto, la ipersensibilità e la locuzione forzata. Categorica l’assenza di un femminile armonioso. Il resto è un fiume troppo perfetto perché contenga pesci, infatti è un castello con tante finestre e tutte così irraggiungibili dal tocco immediato del sogno. Volere è potere e la chiusa ne è la conferma.

enrico tartagni

 

 

La vita in soffitta

Un poema “distratto” ma generoso. Bruno rovista nella soffitta e ritrova “ironicamente” se stesso ma c’è molto di più in questi versi. “prima di mia madre poi della sua” lo trovo un verso ispirato e carico di qualcosa di impossibile da mettere in parole. Nelle sue infinite “multiforme” come non deliziarci con una lettura che vede la storia del uomo prima ancora della sua nascita e nella sua ulteriore evoluzione …

Bruno Amore [br1]

 

 

Secchiello di sabbia lunare

Fanta autore ancora con dei numeri di magia e per nulla intorpidito dalle proprie avventure. Una consecutio temporum di questo “arcimbaldesco” figlio delle proprie avventure.

 

23 gennaio 23

Marino Spadavecchia

 

 

Galaverna

Due negazioni fanno un’asserzione. In fondo cos’è il verso se non l’espressione unica e indivisibile del “sé”? Ghiaccio e gelido si sposano metaforicamente all’uomo ma il sole sebbene lontano e blando – quel sole c’è ed è l’unico spiraglio rimasto e probabilmente l’unica forza possibile che arma l’uomo di difese “ma da dentro”. Pochi versi , una manciata di parole, obiettivamente e limpidamente fredde – un inverno “umano” ma io vedo la bellezza in quei diamanti che risplendono … una bellezza che non affonda, non ignora la morte ma nemmeno ne vanta il potere. Complimenti al nostro Nino.

 

Da Verso l'orizzonte

Nino Silenzi

 

 

Un urlo...

Questo urlo dovrebbe scalfire il silenzio ma resta in qualche modo intrappolato.

Flora Fazzari

 

 

Atterraggi di fortuna

Ogni tanto tocco terra.

Una danza di vita con rocambolesche “peripezie” e spettatori divini quali probabilmente sono i figli. Partecipazione attiva e “fisica”  narrata con piccole “virgole” di ironia.

 

(maggio 2008)

Teresa Armenti

 

 

"Timida fedele compagna"

Inno alla saggezza di Morte, inno alla forza e alla paura che Lei ispira. Consapevoli del suo potere, animati da sconosciuto legame col titano più incorruttibile – godiamo del breve ma inteso passaggio nella vita.

2 febbraio 23

Ben Tartamo

 

 

Ascolta

Mare e ancora mare… Tempio assoluto che corona i sogni e trascina ai suoi misteri gli animi umani. Piero Colonna Romano non invoca l’oracolo d’acque ma ne ascolta la voce e ne ammira la bellezza. Non ci sono verticalità artificiali e nemmeno pompose descrizioni ma solo arieggiate permanenze che arpeggiano con le corde del cuore, improvvisando melodie celestiali. Un caro saluto.

Piero Colonna Romano

 

 

Nella ferita

Una ferita nostalgica e romantica. Un dolore che cui nessuno è immune quando ci sono delle rotture sentimentali. Alessio Romanini diventa l’altare e l’oracolo di questo dolore.

Alessio Romanini 

 

 

Preghiera per chi non crede

In un momento di calma accogliere la bellezza di un pensiero elevato e condividerlo con le proprie parole. Una preghiera senza copie o dogmi, una preghiera libera diretta a qualunque cosa giustifichi per chiunque di noi “quella bontà astratta e perfetta”.

Ispirata da una fede incrollabile la nostra ottima Sandra Greggio invita il lettore a non demordere e a continuare il suo viaggio nel credo.

 

4 gennaio 2022

Sandra Greggio

 

 

Un caro saluto al nostro Magister Lorenzo che generosamente ci ospita in questo celestiale Tempio Azzurro. Rinnovo la mia ammirazione al Vate Piero Colonna Romano che ci commenta e ci ispira. Siate operosi come api e un Buon Poetare a tutti.
Miu 
 

 

10-11-12 Febbraio

10, 11 e 12 febbraio 2023

Poesie del giorno:

Teresa Armenti –Il ballo a tre gambe-: Benvenuta nell’azzurro, Teresa! Decisamente apprezzabile è questa lezione di vita e non si può che concordare con il giudizio dato a questa poesia dalla giuria che ha esaminato la silloge della bravissima poetessa. Complimenti.

Felice Serino -290 Prima luce-: Aforisma apprezzabile di un apprezzabilissimo poeta.

Marco Cabassi –Strani giorni di Febbraio-: Un tiepido febbraio fa temere un deciso cambio della temperatura delle stagioni. Ed il poeta canta la sua perplessità con questi ispirati versi.

Laura Lapietra –Haiku-: Piange persino il cielo, vedendo la miseria che troppo spesso copre la terra. E la bravissima Laura esprime la sua pena con questa intensa sintesi poetica.

Enrico Tartagni –Jonathan Livingston-: Il percorso verso l’illuminazione, narrato dal fortunato libro di Bach, ispira Enrico per questo suo viaggio verso l’ignoto, reso con illuminanti immagini romagnole.

Bruno Amore –Fuochi che si spengono-: Magistralmente descritto quello spegnersi il fuoco del desiderio da questa narrazione densa di malinconia. Così si interroga sul futuro il poeta e pare trovare conforto soltanto nella chimicofisica, Conforto effimero ed insoddisfacente eppure unico per dare ancora brividi di calore a corpo ed anima.

Nino Muzzi traduce W. Hilbig-: Surreali immagini, tipiche della poesia di Hilbig, tradotte con maestria dal nostro Nino.

Marino Spadavecchia –Zucche-: E, a proposito di surrealismo, ecco Marino che si esercita nell’inventare immagini nate nella fantasia del nostro eccezionale poeta che ci regala questo meta metaforico racconto dell’astrazione.

Renzo Montagnoli –Dove cercare-: La ricerca di un essere superiore che condiziona natura e menti narrata in questi ispirati ed intensi versi di Renzo che di Spinoza risuonano. Ma quel dolore, quelle abiezioni che si concretizzano nelle infami guerre di oggi, come possono trovare giustificazione nella fede?

Flora Fazzari –Fermati…-: Pressante invito a ripensare il proprio vivere, cercandovi amore che possa rendere sereno il futuro. Leggo così i bei versi di Flora.

Sandra Greggio –Passione-: L’effimero della passione, quella destinata a tenere separati amanti, ben narrata da questi ispirati versi di Sandra.

Carmine De Masi –La nebbia nella valle-: Un romantico, nebbioso paesaggio, ben descritto da Carmine, trova luce in quel dono d’amore nel Natale di Gesù Bambino.

Jacqueline Miu –cascate eterne-: Leggo questo scritto di Jac come un fremente invito a sognare. Non uccidete i sogni, poeti, grida la nostra eccezionale amica. Ed io mi associo.

Salvatore Cutrupi –Nostalgia-: Un dolcissimo chiudere una giornata lavorativa, tra ricordi  velati da malinconia, aspettando il tepore della casa che ti attende, raccontato dal sensibile, bravissimo Salvatore.

Antonia Scaligine –Amore-: Amore e fede, dunque, per accettare questa vita. Questa la lezione che l’ottima Antonia ci invia con questa sua poetica riflessione.

Carlo Chionne –De bustibus-: Mette il dito nella piaga (una delle tante che questa indecorosa situazione politica ci regala) dell’ipocrisia il nostro grande Carlo e si indigna, ed io con lui, per questo affermarsi fascista da parte del secondo rappresentante di questa Repubblica, nata antifascista. E siamo appena all’inizio del ventennio…

Alessio Romanini –Febbraio e i cenci fritti-: Madrigale dedicato a questo mese corto e carnevalesco dal nostro amico Alessio.                                                                   

Il più cordiale dei saluti a voi tutti , in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

7-8-9-Febbraio

7, 8 e 9 febbraio 2023

Poesie del giorno:

Giorgio Aguglia –Dove sei?-: Benvenuto nell’azzurro, Giorgio! Struggente è questa appassionata lettera d’amore. Ancor più struggente diviene quando si scopre che di un ideale amore si tratta. Bravo, Giorgio, ti attendiamo ad altra poetica prova, certi di aver trovato un altro poeta.

Felice Serino -289 Il vino-: Uno dei più significativi ed intensi racconti del Vangelo sintetizzato con maestria dai versi del grande Felice.

Antonietta Ursitti –Quando va via la nebbia-: Un paesaggio incantato, ben descritto dai pennellati versi della bravissima Antonietta, per alleviare lo spirito e farlo uscire da soffocanti nebbie. Metafora di una rinascita dunque, regalataci dalla nostra preziosa amica.

Marco Cabassi –Chi chiama?-: Versi di grande effetto scenico per descrivere la paura per la morte. Vagamente gotico (e fortemente dubbioso…) è Marco, in questa occasione, e rende alla perfezione un suo sentire.

Laura La pietra –Echi-: Metafore che s susseguono in una apprezzabile poesia ricca di toni malinconici, ed immagini di grande effetto, per narrare di una pena del cuore,  per quello che pare un abbandono o una mancanza di comprensione.

Santi Cardella –L’illusione-: Una dolorosa assenza ispira il poeta per questi magistrali versi, densi di pena e d’amore. Perfetta narrazione di un sentire, resa con  la maestria di un grande della poesia moderna.

Enrico Tartagni –Intime etichette-: Una vibrante serie di surreali immagini, composte con maestria, per narrare di un sentir bisogno d’altra (intima) vita, regalateci da un ispirato Enrico.

Aurelio Zucchi –L’apparir del faro-: Il bisogno di un faro, di una luce che guidi, ispira Aurelio per la narrazione di un avventura che, di quel bisogno, diviene la metafora. E’ sempre apprezzabile la pulizia con la quale Aurelio compone i suoi versi che raccolgono, giustamente, approvazioni e successi da competenti giurie.

Bruno Amore –Luminoso immenso nulla-: Pronto al dopo, certo trovarvi un “luminoso immenso” dove restare ciò che si è stato, il nostro Bruno lo narra regalandoci una serie di  affascinanti immagini di comportamenti d’animali.

Nino Muzzi traduce W. Hilbig-: Importante poeta del ‘900 ben tradotto dal nostro Nino cui possiamo dire solo grazie per queste colte, importanti proposte.

Nino Silenzi –Vivo-: Un romantico modo di intendere la vita, ed il suo sentirsi straniato, reso con gli intensi versi di questa bella ed apprezzabile poesia/outing, vagamente velata di malinconia.

Marino Spadavecchia –Sbatter d’onde e d’ali-: “Si continua a vivere,/per dispetto.” È la pessimistica chiusa di una poesia che è amarissima analisi del vivere, resa con fantasiose immagini dense di umor nero  di un apprezzabile poesia.

Flora Fazzari –Mugranti alla deriva…-: La drammatica avventura di diseredati alla ricerca di un più dignitoso vivere, ben narrata da questi ispirati e forti di versi della bravissima Flora.

Alessio Romanini –Sole d’uguaglianza-: Il sole, uguale per tutti, pare essere l’unica giustizia che illumina la terra. Questo il tema che Alessio svolge con questi suoi indagatori versi.

Sandra Greggio –Palpito rosso-:  Pura poesia ispirata dall’amore. Complimenti, Sandra!

Carmine De Masi –L’ultimo soffio -: Beh. Come si dice, chi s’accontenta gode. Scrivo questo perché mi pare che Carmine abbia descritto lo squallore che può esserci in un fine vita, soli e dimenticati, avendo come unica consolazione il rosario ed una chiesetta. Forse è bene accontentarsi di quel che si ha e questo è, molto probabilmente, il tema svolto dall’amico poeta.

Jacqueline Miu –posso ancora sognare…-: Testamento di un poeta disilluso dalla vita, regalatoci da un Jac in vena di pessimismi supremi. Molto gotico, secondo l’accertato stile della nostra, voli della fantasia ed un profondo sentire, oggi in negativo, della nostra amica. E sempre un applauso, sempre un grazie d’esserci.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

4-5-6 Febbraio

4, 5 e 6 febbraio 2023

Poesie del giorno:

Flora Fazzari –La finestra…-:  Un immersione nello spazio che circonda, alla ricerca di collegamento tra il fuori ed il dentro, detto per narrare della ricerca di un ampio, fresco respiro di libertà

Felice Serino -288 Di noi-: Uno sdoppiamento tra realtà e sogno, analizzandosi, in questi versi, vagamente ermetici del grande Felice.

Bianca Casti –Evo-: La drammatica analisi di questo vivere resa con le forti (talvolta truci) immagini di una poesia di grande spessore, ispirata da una pessimistica visione della vita. Coerente col testo e suo perfetto sigillo è la chiusa. Complimenti Bianca!

Antonietta Ursitti –Sussurri-: Sempre caro mi fu quest’ermo colle…Così Antonietta getta il suo sguardo al di là di una barriera e scruta lo spazio infinito alla ricerca d’onirici sussurri. Un caro saluto, Antonietta, e complimenti. 

Marco Cabassi –Sensazione d’amore-: Un invocazione all’amore perché possa placare un “cielo che scuro di guerra e di morte” in questi intensi, ispirati versi dell’ottimo Marco.

Laura Lapietra –Haiku-: La romantica bellezza della neve, in questa delicata pennellata di Laura.

Cristiano Berni –“Servi”-: Beh non posso fare altro che accogliere e fare mio questo grido di dolore di Cristiano, mentre mi torna alla memoria la distinzione degli uomini in categorie che Sciascia fece fare al mafioso, padrino Mariano, ne Il giorno della civetta e che, per memoria, qui riporto: “Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezzi uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà” . Tra chi ci governa sono spariti gli uomini, rara avis i mezzi uomini, mentre predominano i due restanti.

Marino Spadavechia –Tocchetti di anima affumicati-: In un certo senso questa poesia di Marino sembra essere la logica conclusione della poetica analisi  precedente di Cristiano, in particolare nella chiusa, tristissima conclusione di un guardare rassegnato.

Jacqueline Miu –Voglio fare una rivoluzione!-: Urlo di dolore che condanna questa società priva di ideali e lontana dall’amore, reso con notevole violenza da una indignata Jac. Uniamoci a lei in questa rivoluzione, cambiamolo questo mondo, rivestiamolo d’amore. Ed, assieme a Jac, recitiamo: “Io posso tutto perché nei miei sogni ho visto un mondo migliore.”

Alessio Romanini –Viaggiare lontano, senza viaggiare-: Romantico sogno, dunque, narrato con bei versi dalla bella alternanza nel rimare. Bravo Alessio!

Sandra Greggio –La sconfitta del cuore-: C’è una sorta di rassegnazione verso questo mondo che pare precipitare verso una catastrofe nucleare. C’è stanchezza, forse data dal passare del tempo, ed incapacità di reagire di fronte a tanta disumanità, in una poesia che narra alla perfezione lo stato d’animo del poeta.

Carlo Chionne –Anarchia-: Pungente ironia del nostro Carlo, attento osservatore e cantore delle cose di questo incredibile mondo.

Un grazie di cuore a Jacqueline per l’attenzione e la corretta analisi della mia “Come un’eco”

A voi tutti il più cordiale dei saluti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

 

 

La finestra...

Liberatoria e “morbida” la poetica di Flora Fazzari che vorrebbe potere ricostruire lo “spazio umano intorno”. Nei tratti quasi ermetici una piccola sfumatura “ombrosa” che non guasta e spinge il poema verso nuove aperture e possibilità interpretative.

Flora Fazzari

 

 

288

Di noi

La vita che “bolle” nel sangue. La vita che nascondiamo agli altri. La vera vita che mai si mostra e resta complice dei nostri viaggi mentali. Pensieri muti che probabilmente possiamo condividere con qualcuno – un amico capace di leggere lo sguardo e l’anima. Un fido amico. Cane, uomo, entità – spiriti che s’intendono e rendono visibili quelle sfumature che restano nascoste dietro la maschera di ogni giorno. Complimenti a Felice Serino sempre coinvolto (nelle poetiche che condivide) e sempre coinvolgente.

Felice Serino

 

 

Evo

Una amara e drammatica interpretazione del sé con poche vie d’uscita. Poetica piena come una mareggiata d’angoscia da cui “probabilmente” è impossibile allontanarsi. Molto “chiusa in senso ermetico” e difficile da interpretare – l’intima natura di alcuni versi sfumano davanti alle “mostruosità” – sostantivi calcati e irrobustiti dalla trama “complicata”, battagliera, rumorosa.

 

Madrepore

Poesie e Prose Liriche©di Bianca Casti.SIAE Roma

Bianca Casti

 

 

Sussurri

Il terzo occhio? Colui che vede nella terza dimensione? Un poema che parla del mondo della fantasia, sussurri, immagini sfocate …

Antonietta Ursitti

 

 

Sensazione d’amore

Una traiettoria dei sensi che implode davanti alla natura osteggiata dall’inverno. Bellissima volta d’amore che regge sopra i mali e i tumulti. Splendida (come il resto del poema) la chiusa che freccia direttamente sul punto. Metafore e barbarie non offuscano il messaggio che Marco Cabassi ci regale e che condividiamo con tutto il cuore.

Marco Cabassi

 

 

Haiku

Un acquarello silente e dai toni pastello che esplicitano la stagione invernale senza l’ascendenza ghiacciata-

Laura Lapietra

 

 

Pazzi e pazzia

Basta non addolcire la morte che il poema diventa una lama e persino una lama veritiera quanto affamata. L’uomo che ha smesso di illudersi – è ancora preda delle “sue” falene e questo passo addolcisce il sentore di “fine” di una “fine sprezzante” che un uomo non merita. Ho apprezzato l’intera poesia che ha una direzione saggia dell’essere e che diventa un pathos e un percorso “obbligatorio” per tutti noi. Complimenti all’instancabile e sempre battagliero Salvatore Armando Santoro.

 

(Donnas 14.4.2022 – 1:02)

Salvatore Armando Santoro

 

 

"Servi!"

etica e morale – le medicine per una italianità malata e “abbandonata” in cambio di “servilismi adulatori”. Ottima e chiara dichiarazione di “escludetemi!” del nostro più che onesto Cristiano Berni. I momenti storici attuali non sono così degni di lasciare una nota per l’annuario eppure tutti decantano “sti professionisti e sto mondo fatto di falene”. Guai chi osa lamentarsi! Meglio oppressi in ombra a fare viaggi a rate! Cristiano Berni è di tutt’altra pasta e ne siamo fieri.

Cristiano Berni

 

 

Viaggiare lontano, senza viaggiare

Ho fatto un viaggio senza viaggiare.

 

Bellissima questa margherita fanciulla. Una nuova età poetica avanza nel nostro caro Alessio Romanini. Sempre migliorando con sentori di naturalità e serenità – condivisibili.

Alessio Romanini 

 

 

La sconfitta del cuore

Un cuore affaticato che la nostra poetessa vorrebbe più battagliero e più partecipe. Poema alla ricerca di energie per migliore sto mondo brutto e boia d’innocenti. A mio modesto parere questi sono versi di forza, di coraggio poiché ammettere la propria debolezza è un grande atto di coraggio.

 

21 aprile 2022

Sandra Greggio

 

 

Così come un'eco

Una eco romantica che carezza l’anima. Musiche serali di lune chiare e profumi di salsedine che invadono e stregano l’uomo in corto circuito poetico. Il Vate è stregato e discioglie versi per arrestare i respiri “coinvolgendo il lettore nell’eterna magia”. Ma queste magie hanno uno scopo più alto, più gioioso, più sincero:

Così, come un'eco,

riappari e mi incanti nel sogno.

Di mare e di sole ancora il sapore.

Il mare si annulla solo appena l’uomo comincia a sognare e il sogno è il premio di quell’attimo rimasto impresso come una Stonehenge dello spirito. Plausi alla poetica che mai rallenta il suo flusso vitale verso il lettore e ne condiziona l’empatia come una mare da assorbire e di cui alimentarsi dopo … in altri sogni ognuno legato al proprio Stonehenge amoroso.

Piero Colonna-Romano

 

 

Anarchia

Alfredo Cospito, classe 1967, accusato di due attentati, è il primo anarchico a finire al 41-bis, misura disposta lo scorso maggio per quattro anni. Da tre mesi è in sciopero della fame e le sue condizioni di salute continuano a peggiorare di giorno in giorno.

Notizie interne sulla legge  41-bis. Concordi o discordi – persino l’Euro Parlamento si è espresso “poco convinto” sul regime di carcere duro della 41 bis. Necessita un dibattito popolare ...

Carlo Chionne

 

 

"La terza fucina"

Grande ispirazione patriottica per questa “massone macelleria italica”.

 

28 gennaio 23

Ben Tartamo

Un caro saluto al nostro Magister Lorenzo che generosamente ci ospita in questo celestiale Tempio Azzurro. Rinnovo la mia ammirazione al Vate Piero Colonna Romano che ci commenta e ci ispira. Siate operosi come api e un Buon Poetare a tutti.
Miu 
 

 

J. MIU : "... ogni essere è Dio ogni essere è l’unica copia
esistente." Sì, per dio!
Bruno Amore [br1]
 

 

1-2-3 Febbraio

1, 2 e 3 febbraio 2023

Poesie del giorno:

Marino Spadavecchia –Rigattieri-: Illuminanti metafore per narrare della malinconica analisi di un amaro vivere con belle e adeguate immagini del bravissimo e fantasioso Marino. Complimenti!

Flora Fazzari –Scendi piano…-: Una sognante immersione nel blu del mare, alla ricerca di quella salvezza che la realtà terrena non pare consentire, in questi intensi versi di una pensosa Flora.

Felice Serino -287 Per un ricambio d’ali-: Forse non lo meritiamo, ma Lui ci invia un angelo che ci  dona ali per innalzarci in cielo. Tutta una metafora, dunque, inventata dallo strepitoso Felice quale lezione di vita. Guardate al cielo, lettori, non al dito che lo indica, pare ci dica.

Bruno Castelletti –Sei arrivato scricciolo-: E’ commovente questa tenerezza di nonno Bruno nei confronti della nipotina Sara. E solo un poeta di vaglia, come è il nostro prezioso amico, può essere capace di tradurre in  magnifici versi il suo sentire, coinvolgendo il lettore. Complimenti!

Bruno Amore –Il maestrale-: Un paesaggio marino, decisamente invernale, percosso da un freddo   maestrale che sferza l’elicriso rendendo musicale lo strisciar sulla sabbia. In questo scenario passeggia un poeta che troverà conforto in un bicchiere di rosso e nel canto di Paolo Conte. Bel racconto poetico del nostro ottimo B1.

Bianca Casti –L’alba-: Prezioso acquerello che narra di una fredda stagione, con i suoi colori, con i suoni e con quei brividi di freddo che regala. Ma il poeta ritrova calore nell’osservare le movenze delicate di un vivo, amato batuffolo. Sa catturare l’attenzione del lettore, la bravissima Bianca, anche con questi limpidi racconti detti in poesia.

Aurelio Zucchi –Scanserò le nuvole-: Mi ha sempre incantato leggere il poetare pulito e limpido di Aurelio, capace di descrivere profondi sentimenti (qui verso l’amato mare della gioventù che crea nostalgici ricordi e pare divenire rassicurante per il futuro) con l’uso di un correttissimo italiano, col quale compone immagini di grande suggestione. E’ quasi didattico il nostro ottimo poeta e, anche in questa occasione, merita applauso e sinceri complimenti.

Antonietta Ursitti –Nubi di sole-: Un delizioso acquerello per disegnare un sereno cielo illuminato da un salvifico sole, composto, con maestria e grande sentimento, da un’Antonietta in gran forma. Bentornata nell’azzurro, cara amica. Un caro saluto.

Marco Cabassi –La Terra e il Gelo-: Un bel racconto mitico, che pare tratto dalla Teogonia di Esiodo, reso con maestria da un ispirato Marco.

Enrico Tartagni –Block notes-: Joyce ispira questo scritto del nostro amico che, in stile Molly, narra di suoi timori per appunti d’amore chissà dove persi.

Nino Muzzi traduce Brassens -: E’ dalla Francia che è venuta, dal medioevo, la poesia ed è dalla Francia che è venuta l’ispirazione per la poetica musica di cantautori liguri. Brassens pare il primo e, forse, il più grande di quegli autori cui hanno attinto De Andrè, Lauzi, Paoli, Bindi, per le loro indimenticabili composizioni. Un grazie al nostro infaticabile amico Nino per la proposta di questa ironica analisi che il grande poeta fa di un’affranta (ma poi lo era tanto?) Penelope.

Nino Silenzi –Nuvole-: Nuvole, descritte con pennellate d’alta poesia, creano ricordi, spalancando lo scrigno di mente e cuore.

È un simbolo quel loro correre nel vento, così come nella mente si rincorrono ricordi e, così come si placano le nubi ,ecco si placano i ricordi.

Similitudini, dunque inventate dal sensibile Nino con questo magistrale poetare. Complimenti.

Jacqueline Miu –Sei di stelle e di neve-: Una romantica, sensualissima Jac, narra dell’amore con iperbole che, a ben vedere, paiono riduttive di quel sentire.

C’è qui una chiusa che tutto narra dell’amore, tutto dice di come dovrebbe essere sentito, di quanto l’abbandono che lo conclude possa essere la porta del paradiso. E così vale la pena rileggerla, quella chiusa che dice “comprendo il tuo restarmi dentro ed io averti/sia il Paradiso”

Alessio Romanini –Vedo ancora i soffioni-: Un perfetto sonetto caudato per una bucolica narrazione chiusa dal ricordo del volto amato della madre. Oh, Alessio!

Sandra Greggio –Fiocchi di neve-: Delizioso novenario frantumato (sarebbe piaciuto a Pascoli e ad Ungaretti) regalatoci da un ispirata Sandra.

Antonia Scaligine –Scrivo per te, di te “mamma”-: Commuove questo omaggio che Antonia dedica alla madre con versi intensi d’amore, nel ricordo. Poesia di grande qualità, infiorata d’immagini dense di ispirata poesia. Complimenti sinceri, cara amica, per questa tua capacità d’esprimere poeticamente sentimenti, coinvolgendo il lettore.

Antonio Scalas –Diversi gli occhi-: Il luminoso volto di un immagine da sogno descritto con enfasi da innamorato, in questi bei versi del bravissimo Antonio.

Un grazie di cuore a Jacqueline per l’attenzione  ed il gradito commento alla mia “Metempsicosi”.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

Poetare offre al lettore l’ascesa all’Olimpo letterario con tutte le sue indiscusse grandezze.

Rigattieri

Pensieri ottovolanti ora alti ora in fermo immagine mentre precipitano. Una raccolta sentimentale con atmosfere “forti” in cui l’uomo elabora le trappole in cui è caduto o a cui è scampato.  Criptica immagine della Poesia – incendi e fumi e dolori che si azzerano durante la Domenica.

22 gennaio 23

Marino Spadavecchia

_versione spagnola_

Scendi piano...

Un mare indiscutibilmente blu che abbraccia e conforta i pensieri poetici dell’autrice. La lentezza con cui ella assapora la gioia offerta dal gigante acquatico, diventa la traccia di lettura per il lettore.

Flora Fazzari

 

287

Per un ricambio d'ali

Purezza e anarchia umana. Ricerca di verità e volontà di ascesa. Un poema che rincorre l’innocenza perduta e ricorda il vano tentativo di Icaro di raggiungere il sole con le sue ali di cera. Le ali pure, quelle angeliche – ancora non le meritiamo ed è bellissima la chiusa del poema che Felice Serino plasma come se fosse parte delle sue vene.

ma l'impulso icariano

è brivido

che corre nelle vene del cielo

Felice Serino

 

Sei arrivata scricciolo

Favola per una bambina e poema per la nipotina. Un matrimonio poetico ben riuscito poiché colmo d’amore e di gioia. Leggeri i versi e coronati di una magia che Bruno Castelletti  dipinge con grande maestria.  Dolcezze embrionali che colpiscono il cuore.

Da A Sara, dieci piccole poesie

Bruno Castelletti

 

Il maestrale

Dopo una burrasca restano i relitti, restano i segni della forza bruta della natura e quell’umidore chiave e fondamenta per la struttura poetico poiché è il salmastro spinto nei polmoni poetici del poeta Amore Bruno che carica la macchina immaginaria. Amore, ossessione, porta sull’oltre questo mare che accompagna gli scritti di Bruno. Cornacchie, neri messaggeri, ombre che deturpano la bellezza e parlano della realtà, come quel rosso e la musica del grande Paolo Conte. La macchia del male, della burrasca sbiadisce con l’arrivo delle stelle che cancellano i pensieri e s’innamorano dell’attimo umano: cortese,  ingentilito dai poemi musicali, irrobustito dal rosso e promesso al futuro che nonostante sia assente di gloria – riserva momenti a volte davvero magici. Plausi come colonne che reggono quella porta celeste cui s’ispira la poesia di Bruno.

Bruno Amore [br1]

 

L'alba

Musicale poema che raccoglie le magie dell’inverno, le feste e gli amori che si abbracciano. Attimi della natura dipinti con  attenta misura e catalogati per intensità emotiva e colori. Collane di lune e le piccole mani dell’infanzia ancora sognante.

Madrepore

Poesie e Prose Liriche©di Bianca Casti. SIAE Roma

Dedicata ai miei figli Natale 1993 gennaio 1994

Bianca Casti

 

Scanserò le nuvole

Una primavera annunciata e gioiosa. Una ricarica di energie e pensieri positivi. La poetica di Aurelio sfila con tutte le sue potenzialità umane, regalando gemme e promettendo giorni di soli capaci di promettere giorni migliori. Complimenti al poeta e plausi per il crescendo letterario a CUI CI HA ABITUATI QUESTO MAGNIFICO ARTISTA.

Sarà una mia modesta opinione ma Aurelio ha la capacità poetica interpretativa meritevole di tutti i Primi Premi Letterari.

Aurelio Zucchi

 

Nubi di sole

Ode a un sole vittorioso sulle ombre. Un astro che non emerge del tutto ma di cui si percepisce la presenza. Un azzurro vincitore sebbene nella chiusa vi sia una pausa di riflessione sull’Oltre (fondo del cielo).

Antonietta Ursitti

 

La Terra e il Gelo

Amore e Ira. Gea padrona. Gelo vitreo e generoso di ghiacci nei suoi non proprio “caldi abbracci”.  Delizioso componimento che brilla nel suo classico richiamo e fredda ogni santa cosa fino a Primavera. Grande il nostro Marco Cabassi che delizia il lettore per l’ennesima volta.

Marco Cabassi

 

Block notes

Un vibrante rotocalco poetico con letture entusiasmanti e viaggi personificando il Re di Itaca. Un Odisseo nella sua Dubliniade rapito dalle dimensioni Marvel e contrastato solo da sogni d’amore impalpabili. Enrico Tartagni sa come giocare con la poesia e non serve scrivere bravo … penso lo sappia già.

enrico tartagni

 

G. Brassens

Penelope

First release by Georges Brassens (March 1960)    

           Georges Charles Brassens[1] (Sète, 22 ottobre 1921 – Saint-Gély-du-Fesc, 29 ottobre 1981) è stato un cantautore, poeta e attore francese.

È considerato a livello internazionale come uno dei più grandi maestri della canzone d'autore[2], ispiratore, insieme a Jacques Brel, della scuola genovese[3]. Nell'arco della sua carriera oltre ai testi di propria produzione ha messo in musica poesie di François Villon, Paul Verlaine, Louis Aragon, Antoine Pol, Paul Fort, Victor Hugo, Jean Richepin, Francis Jammes.

Nino Muzzi ci offre la Traduzione di questo “bad” canzoniere francese.

Plausi al nostro Nino che ci offre splendidi racconti e scene di vita ma soprattutto delle vere e proprie leccornie letterarie (oggi pure musicali)

G. Brassens   traduzione di Nino Muzzi

 

Nuvole

Nino Silenzi dal suo rifugio tra le altezze celesti con campi rosei e apici rocciosi, apre il cuore alla nostalgia. Incendi e lamenti – passioni e desii dolci non lasciano il tempo del sentire che già volano Oltre. La pace nella chiusa è significativa e fortemente malinconica. La contemplazione della natura non è l’ossessione del nostro caro Magister ma quella “enfasi” – quella benzina che ha nutrito corpo e spirito durante gli anni. Tremenda questa chiusa – forse perché io non sono mai in pace e perché la pace non è in grado di portarmi “altrove”.  In questa poesia è come guardare alle battaglie di un uomo e vederne senza capire il grado di dolore – le ferite.

s’incrociano nel cielo veloci,

nessuno mai li ferma

e l'animo torna in pace.

Dalle colline al mare

Nino Silenzi

 

Mi chiudo a riccio

Bello, sottile e caldamente raccomandato questo poema che parla del nostro mondo d’oggi. Ci vorrebbe non un dottore ma un veterinario per questo animale selvatico che ha quasi perso la sua umanità. Spesso viene voglia di allontanarsi da tutto e tutti, smettere di combattere imbecilli e idioti, smettere di giudicare – in fondo l’unica cura di cui ha bisogno oggi il mondo, è l’amore. Sono totalmente d’accordo con il nostro poeta.

E sto nel mio convento

rimango solitario a meditare

su questo mondo spento

 

che vuole guerreggiare

e che disperde vanamente al vento

la volontà d’amare.

 

(Donnas 23.04.2022 – 1:38)

Salvatore Armando Santoro

 

"La leggenda dell'Amore cieco"

Sulla scia della “favola mitologica” e con interpreti importanti. Molto ispirato dall’amor cieco Bem scrive con tutte le energie della propria fantasia.

28 gennaio 23

Ben Tartamo

 

Vedo ancora i soffioni

Nostalgie, balocchi, astrazioni velate dalla fanciullezza.  Febbrile la rincorsa – quasi il passato fosse “la cura” e un finale dolce – in fondo Alessio Romanini sa abdicare ma solo davanti all’amore.

Alessio Romanini 

 

Fiocchi di neve

fringuellàre frin|guel|là|re pronuncia: /fringwelˈlare/ verbo intransitivo (AVERE) cantare, gorgheggiare come un fringuello

Un sussulto giocoso e invitante. Fiocchi di neve che irrompono nella fantasia della nostra amata autrice.

Gennaio 2023

Sandra Greggio

 

Scrivo per te, di te "mamma"

Bellissima e sofferta questa poesia alla cara madre della nostra ispiratissima e brava Antonia Scaligine. Ogni verso è scritto per ricordarla e ringraziarla. L’immagine cara che l’autrice compone ci trasmette infinito amore.

Antonia Scaligine

 

Diversi gli occhi

Splendida questa lirica tra due dimensioni. Versi ovattati e misteriosi. Delicata la natura della figura. Complimenti a Antonio Scalas che fa brillare il buio con una semplice chimera – prima che questo impietrisca nuovamente tutto.

Antonio Scalas

 

Metempsicosi

Splendida questa Metempsicosi emersa dalla leggenda del brutale e indemoniato Rasputin. Monaco che fu persino difficile uccidere. La differenza tra Putin e Rasputin? Parliamo di menzogna quindi direi sia rappresentativo questo gemellaggio “etnico”.

Il male consuma persino la terra dove egli posa i suoi piedi – peccato nessuno lo veda. Consiglio una breve lettura sull’ascesa di Rasputin alla Corte dello Zar e la sua caduta. Grande e inimitabile il nostro vate Piero Colonna-Romano.

Piero Colonna-Romano

Un caro saluto al nostro Magister Lorenzo che generosamente ci ospita in questo celestiale Tempio Azzurro. Rinnovo la mia ammirazione al Vate Piero Colonna Romano che ci commenta e ci ispira. Siate operosi come api e un Buon Poetare a tutti.
Miu 

 

29-30-31 Gennaio

29, 30 e 31 gennaio 2023

Poesie del giorno:

Fausto Beretta –Incontri come fiori-:   Bella questa similitudine tra api che succhiano nettare e l’uomo che cerca sorrisi, per aver vita addolcita. Similitudine densa di poesia, dunque, regalataci da un vero poeta.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                           

Marino Spadavecchia –Tra l’apice e l’indice-: Surreali immagini per dire dell’incertezza del vivere e/o dell’incapacità di capire cosa mai sia il vivere, in queste fantasiose similitudini dell’ottimo Marino.

Flora Fazzari –Mondo distratto…-: Identità tra un mondo antropoformizzato e l’uomo, in questa analisi delle nostre illusioni, dei nostri desideri, della nostra impossibilità di accontentarci.

Felice Serino -286 Nella fine l’inizio-: Ricordo, con commozione, il racconto che Folco, figlio di Tiziano, fece della scrittura del libro “La fine è il mio inizio” assieme al padre. Libro eccezionale che credo tutti dovremmo leggere per tentare di capire, attraverso questa intensa biografia di un grande giornalista/filosofo, che cosa  può significare il vivere dandosi agli altri ed alla società con generosità. Ricordo che in quel tempo era malato terminale di cancro,  consapevolmente giunto al termine della sua vita. Non è il solo libro che ha scritto ma, certamente il più importante. Il nostro amico Felice ne dà, con questi versi, sintesi densa di fede.

Bruno Castelletti –Quando mi parli-: Il tenero amore di un nonno verso la nipotina ispira Bruno per questi deliziosi versi che rendono simile la vocina di Sara al canto dell’allodola, e paiono augurarle una vita simile a quella dell’allodola, fatta di canti che s’innalzano al cielo e che, tornando alla terra, inno d’amore divengono, collegando cielo e terra in una sorta di unione spirituale.

Bruno Amore –Risvegli di primavera-: Un bucolico Bruno disegna primavera con i suoi colori e profumi, con i suoi risvegli che fanno rifiorire fiori e fronde, assieme a desideri spenti dall’inverno. Un inconsueto Bruno, dunque, amante della natura ed attento osservatore degli effetti stagionali. Ben venga, Bruno, questo improvviso risveglio! Almeno una volta l’anno.

Bianca Casti –La vela-: Miraggi che sono sogni sognati, resi con alte immagini poetiche che portano il lettore a vivere odorosi e luminosi mari, con sottofondo musicale d’arpa. Poesia fortemente romantica, regalataci dall’inimitabile, bravissima Bianca.

Santi Cardella –Paura-: Non aver saputo osare, questo il tema svolto dal grandissimo Santi col suo superlativo poetare. E quel timore causa torrenti impetuosi, di rabbia e rimorso, mentre restano soltanto una rosa priva di profumo, ed una piangente natura. Forti immagini che, metaforicamente, dicono di una profonda pena.

Aurelio Zucchi –Shoah-: Ed hai ragione, Aurelio, non c’è scritto che possa rendere l’idea di quel che veramente è accaduto. Forse perché l’uomo rifiuta l’idea che  l’uomo possa essere peggiore delle belve. Lo sapevano i salvati dalla furia nazifascista che non sarebbero stati creduti e per questo hanno tardato a scrivere e a rivelare quel che era successo. E proprio sull’incredibilità delle stragi contavano anche gli aguzzini e dichiaravano pure che nessuno avrebbe creduto a tali pratiche crudeli e disumane. Mi piace la tua poesia, concordo con quel che scrivi ma so che, man mano che gli ultimi sopravvissuti ci lasceranno, a poco a poco svanirà il ricordo di quel che è stato. E tornerà l’homo homini lupus.

Jacqueline Miu –di un sogno d’aver sognato-: Pare surreale, astratta, onirica, colta, fortemente sensuale, nel suo raccontare la nostra incommensurabile Jac. Ed anche oggi leggiamo amore sulla riva della Senna e godiamo di immagini quali “”ti insciarpo il cuore col cashmere della mia anima” o la superlativa “i miei seni i tuoi ramponi verso il piacere assoluto”. Jac, insomma, che di giorno in giorno si supera. E noi restiamo in attesa delle prossime puntate.

Salvatore Cutrupi –Rosa mistica-: Il bisogno che ha l’uomo d’essere rassicurato sul viaggio della vita verso un incerto dopo, può spingere a cercare la calma rassicurante di una chiesa. E questo il bisogno che ispira l’ottimo Salvatore per questi intensi versi sui quali riflettere.

Carlo Chionne –Il vangelo secondo  Gesù Cristo-: L’ateo più religioso (per lo meno in termini di civismo sociale) fa porre al Cristo, indirizzata al Padre, la domanda che molti tra i praticanti religione credo si pongano. Personalmente ho risposto con una mia poesia intitolata “Chi l’ha visto?” dove narro che, dopo una frenetica attività costruttiva, uno stanco Creatore crolla addormentato su di un letto. “E da qual giorno non s’è più svegliato” ne era l’ultimo verso. E se non è così forse questo Creatore è impegnato in altri tempi/spazi di un infinito universo, lasciando libero (ah già il libero arbitrio!) l’uomo d’essere belva. Bravo, Carlo, sempre taglienti i tuoi versi che spesso invitano a riflettere. Un caro saluto.

Alessi Romanini –Campi di concentramento-: Il forte, ed intensamente sentito, contributo per sottolineare il senso della giornata del ricordo in questi versi di un ispirato Alessio.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

 

26-27-28 Gennaio

 26, 27 e 28 gennaio 2023

Poesie del giorno:

Fausto Beretta –“Come stai?”-:   Un amicizia difficile,  forse interrotta, riaperta dalla banale frase “come stai?”. Pare una semplice poesia ma, in effetti, è ispirata dal più profondo sentimento che può legare gli uomini e resa con bella maestria dal nostro amico Fausto.

Marino Spadavecchia –Distratto e miope cielo-: In effetti è un guardare più che sconsolato a questo mondo che pare, a ragione, rifiutare l’uomo. Marino usa termini che hanno dell’iperbolico  (superlativo quell’aprassico attribuito al mare!) per descrivere questo “sentire” l’umanità di una terra che il poeta vuole umanizzata  , per essere più chiara nella sua condanna.

Cristiano Berni – “Perfetta solitudine”-:  L’abbandonarsi dolcemente al tempo che passa in un atmosfera onirica, narrato con delicati versi che bene descrivono lo stato d’animo del poeta.

Flora Fazzari –La città …-: Il fascino di una città di mare ispira Flora per questi bei versi che ne narrano le emozioni che può donare.

Felice Serino – 285 Detrattori-: Fortunatamente la natura sa reagire alle attività demolitorie dell’uomo. E le rose sempre fioriranno. Questo il messaggio che Felice ci invia con questi suoi versi.

Bruno Castelletti –E d’improvviso-: Lezione di vita ad un amata nipote, resa con un significativo apologo di un innamorato nonno poeta.

Marco Cabassi –Il Ritorno-: Una magistrale sintesi del mito di Orfeo ed Euridice, in questi intensi e bei versi di Marco.

Enrico Tartagni –Tempesta-: Un sogno narrato ad una dolcissima amica, sogno di un viaggio, tra tempeste ed incendi, alla ricerca della serenità che, complice l’amore, si chiuderà nella luce e nel sole, narrato da quel fantasioso ed  affascinante affabulatore che è il nostro Enrico.

Nino Silenzi –Neve-: Il fascino della neve, per il silenzio che dona ai paesaggi, per quel rendere tutto omogeneo e per quel creare incantati merletti sui rami, ispirano il romantico poeta che è Nino per questi versi che di quei paesaggi narrano, e che dicono soprattutto delle emozioni che quel candore crea nell’animo, coinvolgendo il lettore. Grazie Nino!

Laura Lapietra –Il Mastio-: Con magistrali, coloratissime e metaforiche iperboli la nostra ottima Laura narra di una sua liberazione da un amore che ormai s’era spento nella noia e nell’indifferenza. Così la nostra scala un mastio per guardare lontano nel suo futuro dove, certamente, troverà altro appagante amore che la renderà felicemente libera. In questi versi bene si leggono tutta la rabbia per l’illusione vissuta e la speranza per un diverso futuro. Brava Laura e…auguri.

Renzo Montagnoli –La brezza al tramonto-: Il paesaggio ed il tempo sereno riportano alla mente di Renzo antiche fiabe di cavalieri, donne ed amori medioevali. E li narra con ispirati versi che sanno di fiaba.

Claudio Badalotti –La parola-: La musica del vivere, insomma, è la parola, secondo questa condivisibile analisi poetica che il nostro amico Claudio ci regala.

Nino Muzzi traduce Aragon-: Suggestive e vagamente surreali immagini che un grande della poesia (e della politica) ci regala, bene tradotto dal prezioso Nino.

Bruno Amore –Un anno ancora-: “ma un anno d’amore è andare a nozze” afferma il poeta ricordando quel che è svanito, con questa intensa poesia velata di malinconia.

Bianca Casti –Il tempo-: Scorre la vita nostra, canta la poetessa e riempie i suoi bei versi di metaforiche immagini suggestive che ne sono, della vita, dura analisi e speranza (“…/ mi pare che si metta gaio il sole/su luminose aiuole/…”). Poesia di grande spessore regalataci da un ottima interprete della metrica leopardiana della canzone.

Alessio Romanini –Rimembrerai le strofe-: Un ultima dichiarazione d’amore che ha vago richiamo ai foscoliani sepolcri. Forti le immagini che portano un saluto ed un invito a ricordarlo su di una lapide, certo che resteranno nella memoria i suoi versi.

Jacqueline Miu -lost was the skylark and The Hades was a beauty-: precipito dalle altezze a cui spesso mi alzi” immagine di un amore che fa diventare skylark, allodola. Quella che, cantando, si alza fino al più alto cielo e dopo precipita a terra continuando a intonare, ancora ancora e ancora, un inno d’amore. Tutta la composizione, incantevole ed ammaliante, parla d’un amore quasi mistico che innalza dalla terra al cielo. E’ sesso divino quello di cui narra una strepitosa Jac, ed ogni riga, ogni verso, è da godere e rileggere. Ma c’è il terrore che tutto cambi ed allora niente affollato eden, meglio un posto all’inferno, tavolo otto con martini ecc. Ma che sia eden o inferno  “a me solo quel sudore acre/che sommessamente parla della fatica dei lombi/nella sera” afferma la nostra entusiasmante amica. Non bastano gli applausi per questa Jac, ci vogliono trombe e tamburi.

Sandra Greggio –Gratitudine-: Altro tipo d’amore, ma sempre amore, è quello di cui una eccezionale Sandra narra in questi bellissimi versi. Un amore che dona e non chiede, un amore che ricorda con gratitudine e dolcezza. Poesia da applausi, forse una delle migliori della nostra brillante amica.

Antonia Scaligine –Come vorrei vivere l’amore!-: Ed Antonia dell’amore parla e d’amicizia e compone una poesia che è preghiera al cielo, chiedendo assoluzione per peccati che non esistono. Il dubbio, dunque, di non essere ligia a regole della liturgia sacra, ispira la penna di questa eccezionale poetessa che chiude questa profonda composizione con un grido liberatorio denso di speranza.  Brava Antonia!

Un grazie di cuore a Jacqueline per l’attenzione ed il gradito commento alla mia “Genocidio”.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

Il nodo
Poesia ermetica con metafora.
Chiaro riferimento ai giovani che "navigano" senza formare il loro destino. L'epoca moderna offre informazioni devianti che creano il paradosso nella società in cui viviamo. Anche le famiglie vivono uno spasmodico e scriteriato concetto del divertimento. Oggi si muore nel fine settimana e non solo, per velocità, musica, droga, sballo e coma etilico. Morire giovanissimi, sia ricchi che poveri, in una società che non ha percorsi ma solo illusioni sul lavoro. Una famiglia che non ci sarà, o se ci sarà è destinata a disgregarsi tra migliaia di tentazioni. L'amore è difficile da trovare e da difendere. Chi guiderà il timone per sciogliere questo nodo?

Ringrazio per l'attenzione al testo. Ciao di cuore a tutti voi.
Bianca
 

 

 

23-24-25 Gennaio

Il nodo

Una complicata e ermetica visione con riferimento il canto poetico leggero (petrarchesco). Baleniera opulenta questo mistero (probabilmente un io poetico che sbalza dall’inconscio?) che viaggia per versi, lasciando il lettore con molte domande aperte …

Prendo come esempio questo verso …

il verso all'alba torna a rosseggiare

senza capire perché l'uomo muore

aperte son le danze

Immagini ricche (nel vero senso della parola) e pittoresche  che passano dagli ormeggi, dal mare alla campagna e al lavoro duro dei contadini.

Madrepore

Poesie e Prose Liriche©di Bianca Casti.SIAE Roma

 

Canzone Petrarchesca

Leone di Caprera di Giuseppe Garibaldi

ABAB = Fronte+ Settenario C= chiave* CDDC=SIRMA

10 versi e (non più di 18) più il congedo=3 versi

Ritmo 4_ 7 _ 10

Bianca Casti

 

Cerco Bellezza

Chiara ed esaustiva questa ricerca di una bellezza “umana non necessariamente vicina alla trascendenza). Una poema che rasserena lo spirito, lo invita a semplificarsi la vita e a godere della gratuità e semplicità “naturali” che l’ottimo Fausto Beretta ci regala.

Fausto Beretta

 

Abbaiare di ricordi passeggeri,

Amara e nostalgica interpretazione poetica dell’Io. Ombre e memorie svuotate dalle forze combattive che Marino Spadavecchia lamenta senza lasciare spazio ad altre interpretazioni.

1 gennaio 2023

Marino Spadavecchia

 

"Incomunicabilità"

Analisi delle distanze umane e della protesi aliena “velata” che oscura ogni possibilità di avvicinamento, basta leggere l’ultimo forte verso del poema. Cristiano Berni dedica una accurata osservazione allo spazio sociale che lo circonda.

l'incomunicabilità

ci uccide come belva feroce

ed è l'angoscia che prende la voce.

Cristiano Berni

 

Se tu sapessi...

Sapere dove guardare. Intensificare l’ascolto e l’empatia – ritrovare un pathos perduto e comunicarlo.  Poetica come dialogo …

Se tu sapessi,

i giorni vuoti.

Le notti fredde,

i posti bui.

in cui la poetessa lascia traccia dei propri pensieri in dinamica tutina poetica pronta per essere condivisa. “I posti bui” sono un “accelerante” del decorso poetico con marcia in quinta sull’amarezza .

Flora Fazzari

 

284

Scopiazzare

Vero è che copiare non porta a nulla, né all’apprendimento, né alla conferma delle proprie capacità – chiara è la veduta poetica del nostro Felice Serino.

Felice Serino

 

Vispi gli occhietti tondi

Poesia che diventa carezza e questa carezza insegnamento. Dotto, affettuoso, religioso è l’animo di questo nonno che elargisce bellezza in versi alla cara nipotina e la istruisce con fiabe sulla fede. L’ottimo Bruno Castelletti scrive non per compiacere la propria progenie ma per regalare un sogno umano fatto di crescite interiori e di contatto umano.

Da A Sara, dieci piccole poesie

Bruno Castelletti

 

Il decalogo

(Filastrocca sul coronavirus)

Sacrosante regole igieniche - salvavita. Poema sul Coronavirus e qui bisogna dare ascolto al dottore! Grazie Carmine.

20/4/2020

Carmine De Masi

 

Effluvio di un ricordo

Haiku – poemi tre in uno – narrati con la sensibilità di un Alessio sempre più ispirato e lontano dalla sua comfort zone.

Alessio Romanini 

 

Genocidio

Il male nato dall’uomo, supera in determinazione quello demoniaco.

Nel pozzo nero di mente malata

s'è distillato il male quale fiele.

Su inerme gente è versato crudele,

gente che l'armi ha di già mutilata.

Il male che compie volutamente un genocidio di innocenti, la violenza di una guerra perpetrata per anni e per mano di un “dittatore pazzo” (ce ne sono stati tanti e Putin fa parte della famiglia) – un Lazzaretto di infelici che chiamano Giustizia una Dea Bendata ben lontana dalle loro lacrime – almeno oggi. Il Vate Piero Colonna Romano ci porta all’oggi che ancora è nero, ci mostra i fatti che fingiamo di non vedere e vivere (in fondo sulle nostre tavole c’è di tutto persino la dieta per chi vuole smorfiosare) – Siamo il risultato della stessa cecità globale che colpì direttamente i popoli che ospitavano i campi di concertatamente. Non possiamo applaudire con la Morte ma i plausi vanno all’uomo che parla del dolore senza renderlo (per fortuna) digeribile – al lettore.

Piero Colonna-Romano

 

"Il cielo è un bianco crisantemo"

Un componimento – due poesie. Cielo fiore puro e delicato e alla mia dipartita non recidete i fiori poiché mi basta la fede come ornamento. Un Bem ispiratissimo che regala tenerezza anche nella chiusa.

16 gennaio 23

Ben Tartamo
 

Un caro saluto al nostro Magister Lorenzo che generosamente ci ospita in questo celestiale Tempio Azzurro. Rinnovo la mia ammirazione al Vate Piero Colonna Romano che ci commenta e ci ispira. Siate operosi come api e un Buon Poetare a tutti.
Miu 
 

Divoro così quello che SCRIVE E DICE, Mademoiselle J.
Amore Bruno [br1]

 

23, 24 e 25 gennaio 2023

Poesie del giorno:

Bianca Casti –Il nodo-: Composizione complessa è la “canzone petrarchesca” che, probabilmente, risale alla poesia provenzale ed alla scuola siciliana (per es. Jacopo da Lentini con la sua “Meravigliosamente”) e non commento, accettandola, la tecnica usata dalla bravissima Bianca per comporre questa sua poesia (in prevalente dattilico) della quale, piuttosto, mi è oscuro il senso. Da una baleniera (molto bene descritta) a Garibaldi, ad una considerazione sull’effimero del vivere, alla povertà di contadini, in un pirotecnico gioco di immagini suggestive, delle quali Bianca spero voglia chiarire il senso e lo scopo.

Fausto Beretta –Cerco Bellezza-: La bellezza che può esserci nelle azioni narrata da questi bei versi dell’ottimo Fausto.

Marino Spadavecchia –Abbaiare di ricordi passeggeri-: Ricordi che sono analisi di un vivere sconsolato, in questi versi che sono un grido denso di paura. Immagini che tendono ad essere consolatorie, fino ad una chiusa che le esclude tutte perché “la luce si appiatta” e …amen.

Cristiano Berni –“Incomunicabilità”-: L’impossibilità di comunicare all’altro, il non capirsi e, forse il non accettarsi, narrato da questi intensi versi di un attento Cristiano.

Flora Fazzari –Se tu sapessi…-: Forte invito a superare amarezze ed incomprensioni, per capire meglio  chi ci circonda, tentando capirne il cuore. Grazie, Flora, per aver chiarito il senso della tua scorsa poesia, senso che avevo malamente inteso.

Felice Serino -284 Scopiazzare-: Siate voi stessi, è il forte invito che Felice ci invia con questo suo didattico componimento.

Bruno Castelletti –Vispi gli occhietti tondi-: Fiabe raccontano i nonni ai nipoti, ma quando si è poeti come il grande Bruno con la sua fede, quelle fiabe assumono profondo senso religioso ed istruttivo. Ed ecco come una mistica leggenda diviene pura poesia che sarà ricordata per sempre dalla tenera Sara.      

Carmine De Masi –Il decalogo-: Beh meglio prendere atto e mettere in pratica questi igienici insegnamenti del nostro Carmine.

Alessio Romanini –Effluvio di un ricordo-: Belle immagini, tra loro decisamente scollegate, narrate in forma madrigale, dal nostro Alessio.

Jacqueline Miu - amore mastino Golden Age alle sette di sera in strada nessuno-:  Fantasmagorico insieme di fantasiose, bellissime ed ispirate immagini di una Londra dove i gabbiani frequentano pub e si ubriacano di birra ed un mastino attende Keats alla sua porta, forse per azzannarlo. Ma, tutte queste suggestive immagini servono solo per esaltare ancor più il desiderio d’amore di un corpo fatto con fiammiferi incendiabilissimi. Questa è la nostra incommensurabile Jac e noi le siamo grati d’esserci. Applaudendola.

Sandra Greggio –Luna con le ali-: Le due facce della luna umanizzate, nel bene e nel male, da Sandra, fantasiosa poetessa che ci regala questa deliziosa invenzione poetica.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

Omaggi alla gagliarda compagnia AZZURRA.
Bruno Amore [br1]
 

 

20-21-22 Gennaio

La poesia Soffia il vento non vuole esaminare l interiorità Dell essere umano e neppure analizzare il rapporto spazio tempo vuole semplicemente  mettere in luce le sofferenze e i pericoli cui anno incontro i migranti che attraversano il mare sui barconi della speranza.....
Flora Fazzari

 

Ringrazio gli amici del sito poetare e auguro felicità e tante belle opportunità. Grazie per avermi considerato così benevolente nei vostri commenti.
Bianca


 

17-18-19 Gennaio

17, 18 e 19 gennaio 2023

Poesie del giorno:

Bruno Castelletti –Ieri al telegiornale-: Ritrovo in questi versi la grande carica d’umanità che ha sempre ispirato il poetare di questo grande della poesia dialettale (e non solo) veneta. Così questi versi sono anche alta lezione di vita all’amata nipote.

Bruno Amore –E’ ancora una rosa-: Una creola, una rosa, spine. Tutto fuori stagione, forse. Ma così vive ed attuali nella mente del poeta  che le racconta con questi freschi versi che ridanno a loro vita.

Bianca Casti –Astragali-: Un chieder lumi al destino, usando quella sorta di dadi che sono gli astragali, narrato con questi descrittivi versi della nostra ottima poetessa, moderna aspirante Tiresia.

Marco Cabassi –E Dio è la Terra-: Dante e Baruch Spinoza ispirano Marco per questi descrittivi  ed intensi versi sul dopomondano dell’uomo.

Flora Fazzari –Soffia il vento …-: “Naufraghi lenti” che si muovono, dolenti, nello spazio/tempo. Leggo così, questa intensa poesia di Flora, quale metafora del muoversi di un uomo smarrito nel mondo.

Fausto Beretta –Sogni di pace-: Questi forti versi di Fausto narrano la triste realtà di un mondo che ha perso la speranza del bello, del giusto, del buono (tanto per dirla assieme al Socrate di Platone).  Difficile non concordare.

Enrico Tartagni –Letto  14-: La storia di un tempo passato in un letto di dolore di un ospedale, tra pene e sogni, fuori dal reale forse guardandosi da un’altra dimensione. Un sogno, pare , quel che racconta Enrico, mentre è realtà vissuta e sopravvissuta che può essere narrata con un umorismo ironico. Il dolore superato, dunque, anche grazie al bello ed al buono regalato da una fatina dai capelli turchini, interpretata da un valente infermiera. Ed Enrico resta grande delizioso affabulatore.

Marino Spadavecchia –Selvaggio ritorno alla realtà-: Valanghe di piume (angeliche?), un pendolo ingannatore, un fiore che mente. Tutte metafore per dire di una vita che non soddisfa e che si vorrebbe salutare. Leggo così le belle e fantasiose immagini del bravissimo Marino.

Felice Serino -282 La beffa-: L’inevitabile, allegorica fine di una processione religiosa, omaggio ad un santo inventato, in questi versi, densi d’ironia, dell’ottimo Felice.

Jacqueline Miu –disperso con una gamba nel sogno di novembre laboratorio d’amore-: La nostra pirotecnica narratrice ci regala altro racconto di desideri più o meno appagati, mentre nello sfondo si alternano una Milano “suk d’anime” che si deformano in base a quel che le ubriaca, demoni dostoevskiani, nebbie in val Padana, una corrispondenza tra Joyce e Verga ed una bottiglia di vino. E sempre in Jac queste immagini, o simili, fanno da contorno a prevalenti, vincenti visioni dense di sensualità, quella sensualità che, come afferma la nostra eccezionale scrittrice “quell(a) che ti riporta ogni tanto la nostalgia di me/quando il notturno stellato comincia a scaldarti”. Applausi.

Sandra Greggio  -Il dono della vita-: Il passar del tempo pare impedire le avventure vissute in gioventù. E questi versi dell’ottima Sandra sono lezione di fede e di vita, invitando ad accettare il divino dono che è la vita, col suo evolversi.

Carmine De Masi –Vivere i luoghi-: Il senso che hanno avuto  (ed hanno) luoghi amati, sottolineato da questi  descrittivi versi del nostro Carmine.

Alessio Romanini –Cullo il gemere nei vuoti cieli-: Un suggestivo guardare al dopo narrato con immagini della natura, affascinanti ed intense, chiusa da un ottimistica affermazione.

Carlo Chionne –Sangiuliano o San Crispino?-: No, caro Carlo, questi non sono ubriachi. Questi non sanno più a che santo votarsi, pur di trovare un immagine, un personaggio, un fatto che possa essere simbolo, ed affermazione in positivo, del loro essere squallidi epigoni di un passato fascista. E chi meglio del guelfo bianco Dante?

Antonia Scaligine –Dalla mia finestra guardo e poi …-: Deliziosa descrizione delle emozioni che si vivono, nella tranquillità della casa, guardandosi dentro, narrata con immagini dense d’alto poetare, in una poesia di gradevolissima lettura. Complimenti, Antonia!

Un grazie di cuore a Jacqueline per l’attenzione ed il gradito commento alla mia “Ebbrezza”.

Il più cordiale di saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

 

Ieri al telegiornale

Una commovente descrizione di una realtà infantile non sempre felice. Nella dichiarazione d’amore alla nipotina il nostro autore mette a confronto le realtà diverse che circondano la vita e l’infanzia. Sempre bravo anche nel mostrare il lato drammatico, Bruno Castelletti regala emozioni all’anima erede del suo totale affetto.

Da A Sara, dieci piccole poesie

Bruno Castelletti

 

E' ancora una rosa

amore al tempo di una rosa invernale – poema seducente e dal romanticismo incontaminato, ricco di metafore – Bruno Amore con la sua bravura interpreta un Innocent Eroticus all’apice di un’ispirata nostalgica tenerezza.

bruno amore [br1]

 

Astragali

/a·strà·ga·lo/

sostantivo maschile

Osso breve del tarso, di forma irregolarmente cuboide, che si articola con la tibia e il perone, il calcagno e lo scafoide; gli astragali di capre o montoni erano usati dagli antichi come dadi per il gioco.

Ermetica, ricca di dettagli, una lirica concava come il suo cosmico viaggiare – molto descrittiva e elaborata.

Madrepore

Poesie e Prose Liriche©di Bianca Casti.SIAE Roma

Bianca Casti

 

E Dio è la Terra

Un poema ispirato dalla grande fede di questo ottimo poeta. Ogni cosa intorno e su cui camminiamo è opera se non Dio stesso. Per purinico dovremmo essere più rispettosi e orgogliosi di questo grande dono. Bravo Marco.

Marco Cabassi

 

Soffia il vento...

Il vento prima della tempesta - vicino all’infinità marina. Una pittorica pennellata di sensazioni/emozioni che regalano trasporto ai versi di questa più che interessante autrice.

Flora Fazzari

 

Sogni di pace

Immersione nella regressione “quasi apocalittica” umana. Grandioso questo grido richiamo ai valori persi, grandioso questo sentimento che arma l’autore di coraggio nel parlare di un mondo miserabile. Plausi al poeta Fausto Beretta poiché leggendo certi versi – si resta commossi da una verità intangibile.

Fausto Beretta

 

Letto 14

Ironica questa degenza che segna in positivo una millenaria muta nel drammatico delle degenze. Attore e protagonista, sarcasmo, avvento con resurrezione di Don Camillo, partecipazione ingenua di un’infermiera “angelica”? Lo sguardo eloquente di un crocefisso più vivo che ligneo e molta dinamicità letteraria. Persino da “infermo” letto 14 – Enrico riesce a fare le sue acrobazie – beninteso – letterarie!

enrico tartagni

 

Selvaggio ritorno alla realtà

Un addio al sogno con finale da manuale. Grande poesia con molti apici e molti livelli da rileggere e con cui colorarsi di nuove aspettative la giornata. Sempre bravo, sempre sul pezzo e sempre ispirato - questo autore che quando scrive non da mai nulla per scontato. I miei complimenti Marino.

Graffiare la vita ad un arcobaleno

dopo una pioggia di incongruenze

e scrivere a stampatello:

me ne vado!

 

29 dicembre 22

Marino Spadavecchia

 

282

La beffa

In fondo è stato solo un sogno – La beffa un'immaginata eccitazione del possibile disastro. Ricamo e trasfigurazioni all’ennesima potenza questo è il mitico e fantasmagorico Felice Serino.

Felice Serino

 

Il dono della vita

Il ritmo della vita che avanza e travolge così come ostacola. Sempre piena di fede questa ottima autrice che prova le nuove paure di una nuova età della vita. Da buona esploratrice, fatica ad accettare i nuovi ostacoli e riflette su quelle scoperte “doni” che il Creatore ci mette a disposizione e di cui lei vorrebbe continuare a godere. Complimenti Sandra per questa riflessiva profondità che è per tutti noi.

25 maggio 2022

Sandra Greggio

 

Vivere i luoghi

Pennellata d’autore dei luoghi amati. Sentori, emozioni, trepidazioni e un ottimo Carmine De Masi che pilota questa avventura come se avesse il fuoco nello stomaco.

Carmine De Masi

 

Cullo il gemere nei vuoti cieli

Finalmente infinito nelle note decise e passionali di Alessio. Bravo caro poeta. Versi che regalano un viaggio tra le parole e le immagini. Un'emancipazione letteraria (la tua) che ha un percorso in ascesa.

Alessio Romanini 

 

Dalla mia finestra guardo

e poi…

Bella questa nuova poetica di Antonia che regala momenti di colore e silenzi musicali. C’è dell’incanto in questa poesia che raccoglie i passi perduti del lettore e lo riporta alla realtà e al momento. Un momento fatto non di cose veloci, di mondi virtuali e appariscenti ma di semplici gioie celesti e serenità serale. Complimenti.

 … libera da ogni zavorra

mi abbandono felice nella stanza

Antonia Scaligine

 

Ebbrezza

Plausi scroscianti a questo bicchiere di stelle con cui ubriacare spiri e anima e corpo. Applausi ai boschi di conifere che arrivano succulenti ai nostri nasi e ci rimandano alle albe fresche delle primavere con le nevi sciolte. Foglie scritte dalle lacrime di un amore perduro e infine – canzoni che arrivino al cuore e riempiano d’amore il mondo amato dal nostro Vate.

Il manuale dell’uomo completo è inciso in questa poesia. Da leggere e rileggere. La bellezza dei versi è pari alla bellezza dell’animo di chi l’ha creata. Nulla seduce di più di un mare che ha come spettatore un poeta capace di descriverlo (naturalmente da ubriaco).

 

Voglio un bicchiere ricolmo di stelle

per poi brindare davanti al mio mare,

voglio ubriacarmi di luci e a te dare

sol le più belle.

 

Voglio canzoni che parlino al cuore

e sempre giungano là nel profondo

e a te che rendi sereno il mio mondo

donino amore.

Piero Colonna-Romano

 

"Ho provato"

Ermetica e dalle attese deluse. Una passione che diventa una ferita aperta anzi un male inguaribile. Forti e drammatici i versi di Bem Tartamo che ci offre una poesia che ha un corpo livido e dolorante.

 

9 gennaio 23

Ben Tartamo

Un caro saluto al nostro Magister Lorenzo che generosamente ci ospita in questo celestiale Tempio Azzurro. Rinnovo la mia ammirazione al Vate Piero Colonna Romano che ci commenta e ci ispira. Siate operosi come api e un Buon Poetare a tutti.
Miu 

 

 

Sarà per la mia atavica scarsa autostima ma, gli apprezzamenti che ricevo/riceviamo dai NS stachanov (spiriti giusti) alla consolle dei commenti, mi mandano in visibilio. ONESTAMENTE E SOMMESSAMENTE RINGRAZIO.
br1
 

 

14-15-16 Gennaio

281

Senza titolo

Poema cosmico ma molto umanizzato. La trascendenza ha il cordone ombelicale legato all’azzurro e il bravissimo Felice Serino solo attraverso la fede si libera.  Personalmente amo molto la parte “umanizzata” quella dove il mortale nonostante la bellezza della volta celeste preferisce remare a largo per appagarsi anche del solo specchiare … ma è una riflessione personale. Del grande Felice serino amo quando scrive del sé ancorato a sangue e carni – ma ripeto fa parte del mio gusto poetico che in Felice trova sempre appagamento.

Felice Serino

 

Ha visto il nonno

Grande lirica – grande offerta d’amore alla nipotina. bruno Castelletti conferma questo suo sentimento, scrivendo un valzer in versi. Bravo.

Da A Sara, dieci piccole poesie

Bruno Castelletti

 

Il senso dell’eroe.

La beffa del bene. Ci mandano in guerra come eroi, ci processano come martiri e poi ci fanno santi. Un Bruno Amore in piena forma. Un atleta anticonformista che mostra il breve passo della caducità umana. Il vile probabilmente è trapiantato cosmicamente in tutti noi che siamo prodighi del bene ma poi invece che combattere ci nascondiamo sui divani coi telecomandi in mano nelle nostre comode case.

Plausi Bruno che parli del male senza santificare queste ombre avverse alla luce, ombre in cui spesso ci nascondiamo per conforto, per paura o per stupidità. Troppi muoiono per servire una causa – troppi non saranno mai ricordati  e mi domando se siamo davvero meritevoli degli atti valorosi di questi pochi?

bruno amore [br1]

 

A città du liotru

Da manuale questa superlativa lirica regalataci da Giuseppe Stracuzzi. amore, paesaggio, storia e l’aria che s’illumina intorno alle statue e ai miti che egli ci narra. Applausi dovuti.

Giuseppe Stracuzzi

 

Ali

Ogni verso di questa poesia è una delizia. C’è del magnetismo letterario che confido di ritrovare anche nelle prossime letture.

Mi complimento per la chiusa e per la gioia che questo scritto trasmette. Brava brava brava.

che si è consumato

nella terra che è zuppa

e odorosa di lacrime, già tutta

fiorita nell'orto della mia gioia.

 

Madrepore

Poesie e Prose Liriche©di Bianca Casti.SIAE Roma

Bianca Casti

  

Frenesie

Colorando con parole … non è forse Poetare? Partendo dalla metafora e unendo la gioia innata che ha nel comporre … è il lettore a smarrirsi (e lo fa volentieri) in questo giardino che Aurelio Zucchi fa sembrare un Eden.

La poesia è il nutrimento, l’ambrosia di questo poeto consapevole della fragilità umana. Ma chi se ne frega. La poesia è una cosa bella che offre l’ascendenza al proprio spirito e quando è così ispirata anche a quello del lettore. Complimenti.

*

Antologia TRA I RIFLESSI DELLA POESIA a cura del Gruppo On line (Facebook) Riflessi di Poesia, pubblicata da Amazon 2022

Aurelio Zucchi

 

Tanka

Sempre semplici, interessanti, curiose e molto affascinanti sono le immagini trasmesse da Laura Lapietra.

©Laura Lapietra

 

"Moderna civiltà"

Un J'accuse prominente sulla montagna del dolore e della perdita d’umanità. Vibrante questo disperato “non risveglio” questo “uomo imbevuto di materialismo nel suo claustrofobico gabiotto” – Poema che non risparmia l’acuta alienazione e la disarmante riduzione di empatia. Bravissimo Cristiano.

Cristiano Berni

 

Tormento

Un diavolo in combutta con l’opulenza del dolore e entrambi nella vita umana, colpevoli delle disperazioni che ci affliggono.

Marco Cabassi

 

Il divenire

Nino Silenzi e Piero Colonna Romano – quante simbologie oggi? Un impianto poetico perfetto. Chiusa che meriterebbe essere scalfitta sull’appendice di qualche montagna. In questi versi però noto un leggero cambio di percorso – le due parole della chiusa. Leggendo bene bene Nino Silenzi – le chiuse o le metafore restano velate e devote a un cosmico celato – un cosmico poco partecipe e probabilmente parte di un Oltre in cui tutti speriamo ma sappiamo che non esiste. Qui invece la chiusa parla di apertura – una nuova rotta – un miliardo e più di possibilità di perdersi, mescolarsi, ritrovarsi, divenire … grande Nino!

Dondolo, dondolo

nel tempo che arretra

nel tempo che avanza

mentre danzo

come pietra

rotolante

immobile

nella fissità

dell'eterno divenire.

Nino Silenzi

 

Forme Psichedeliche

Giochi di immagini in questo caleidoscopio poetico. Colori che si mescolano alle sensazioni e infine alle parole.

Eugenio Flajani Galli

  

Dimmi se esiste l'epicentro

L’epicentro dell’amore di Giuseppe Buro è la nota passionale e romantica che fa respirare l’intero poema.

Giuseppe Buro

 

Paccheri imbottiti

Metafore che pungono, aculei mimetizzati da versi che Marino non nasconde. Un velo di ombre sembra pesare sul poema che regge benissimo tutta la drammaticità per cui è stato composto.

28 diciembre 22

Marino Spadavecchia

 

Flash sulla realtà

Immagini della realtà che fanno riflettere la bravissima Sandra Greggio Una realtà piena di di-affetti per le cose, per la natura e tra le persone. Un canto liberatorio questa lirica in cui troviamo anche cose belle che potrebbero ispirarci se solo le vedessimo. Complimenti alla poetessa che chiude il poema con questi bei versi:

Ma sole e luna fanno il loro corso

E questo maggio è una musica

Di uccelli e una festa di profumi.

Creati per goderne.

28 maggio 2022

Sandra Greggio

 

Al prode

Ode probabilmente ispirata dalla bella e prode personalità di un caro amico.

a Marco

Carmine De Masi

 

L'Iran spara alle donne

Un grido poetico contro la violenza sulle donne in Iran. Alessio Romanini apre il suo cuore a questo terribile e non tanto recente fatto storico, illuminando la propria scrittura con il desiderio di una pace e di un bene tra uomini e donne. Bravo Alessio.

Alessio Romanini 

 

Essere e divenire

(Parmenide - Eraclito)

Eraclito diceva che ogni cosa si trasforma incessantemente, Parmenide che la realtà non muta mai.

Un gioco esistenziale che dona un perpètuum cosmico dando al tempus il circo universale della percezione che abbiamo della vita. Dotto, sofisticato, ribelle alle forme noiose della poetica conformista, l’ottimo poeta Carlo Chionne diventa il paladino di questo pensiero in eterna mutazione.

Quando saró diventato,

sapró cosa sono stato…

Carlo Chionne

 

Sei già nel vento

Bellissimo questo “arazzo” poetico. Drammatico e ispirato il richiamo emotivo a un amore perduto. Violenta la patina di ombre che dovrebbero dissolversi se solo lei non fosse cieca d’amore per un altro. Complimenti a un Antonio Scalas che non si risparmia versi la cui amarezza, innalzano a livelli stratosferici, l’istinto passionale.

Antonio Scalas

 

Il viaggio

(ricordando Democrito)

L’etica.

Il pensiero etico di D. presenta lo stesso carattere razionalistico proprio della gnoseologia. Secondo D. la felicità dipende dalla conoscenza del bene, l’ignoranza del bene costituisce il principio delle colpe. La condizione più importante della felicità umana è la saggezza pratica o prudenza, la ragione educata ed esercitata. Il bene e il vero sono comuni a tutti gli uomini, pertanto l’intelletto deve stabilire che cosa sia il bene, ossia deve fissare le condizioni da cui dipende la felicità umana, le quali devono essere interne all’anima, perché in essa risiedono la felicità e l’infelicità. La felicità risiede pertanto nella salda, sicura letizia dell’anima, che è misura e armonia. Il saggio non persegue i piaceri corporei, i beni esteriori, l’utilità materiale, ma è diretto dalle norme della propria ragione e si astiene dalle colpe per dovere, non per timore delle leggi, anche se esse risultano necessarie perché sia garantita la stabilità e il buon ordinamento dello Stato.

Legato alla robusta condizione di “coscienza ampliata al cognitivo” il nostro grande poeta è l’investigatore della sovrumana metafisica senza privarsi della illusoria quanto acrobatica paura ma se l’Oltre non ci fosse …

Piero scandaglia profondità umane nel suo scafandro di millenario dotto  e condivide sfumature altrimenti inesistenti con noi bipedi ancora allo studio dei polinomi.

Questa poesia dovrebbe fare parte della scienza letteraria del vivere. Dovrebbe non risolvere o rispondere ai nostri drammatici dilemmi sulla vita dopo la morte ma illuminarci sul pensiero che conduce a sfere più alte dell’esistenza. A mio modesto parere la poetica di Piero Colonna – Romano è un viaggio dentro il viaggio.  Un sogno dentro un sogno che può sembrare di difficile comprensione come  … D'atomi diverrò; restan questioni - sul senso ch'ebbe questo breve viaggio, - sul senso ch'ebbe ancor l'essere nati.

Il lettore non troverà ostacoli culturali o emotivi. Leggere questo Viaggio

è come entrare a fare parte di quel genere di “clientela” che bazzica i posti “giusti tra le stelle”. I miei plausi caro amico.

Ma i miei pensier vietati

raccontano che andran verso le stelle

di me frammenti e il resto son novelle.

Piero Colonna-Romano

Un caro saluto al nostro Magister Lorenzo che generosamente ci ospita in questo celestiale Tempio Azzurro. Rinnovo la mia ammirazione al Vate Piero Colonna Romano che ci commenta e ci ispira. Siate operosi come api e un Buon Poetare a tutti.
Miu 

 

14, 15 e 16 gennaio 2023

Poesie del giorno:

Felice Serino -281 Senza titolo-: La duplicità corpo/anima ed una fremente fede ispira questa intensissima poesia/preghiera di un grande Felice. Ragione e fede, a base della scolastica e degli universali da tempi lontani (Agostino, Anselmo d’Aosta, Pietro Abelardo, Tomaso d’Aquino ecc ecc ecc) c’è un po’ di tutto in questi iperbolici versi che sono anche un invito a riflettere.

Bruno Castelletti –Ha visto il nonno-: Commovente dichiarazione di tenero amore per una dolcissima nipote, di un ispirato, innamorato nonno che, poeta di gran vaglia, va a comporre poesia di grande spessore.

Bruno Amore –Il senso dell’eroe.-: Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi, disse Bertold Brecht. Frase che è stata dimenticata da tutti e, in conseguenza, ecco guerre a ripetizione e sangue nel quale affogano speranze di vita più equa per tutti.

Così si alza potente un grido di disperazione in questi versi di uno stratosferico Bruno, contro tutte le guerre, contro tutte le affermazioni di potere che creano soltanto fosse comuni, in nome di beceri ideali più o meno nazionalistici.

Ha ragione Nike ad essere decollata. Meglio non vedere gli scempi realizzati da un umanità…disumana. Meglio non vedere.

Complimenti vivissimi, Bruno. Mi associo a questo tuo sentire che è anche il mio.

Giuseppe Stracuzzi –A città du liotru-: Merita scroscianti applausi questa splendida, puntuale descrizione della bella città di Catania. Leggendo questa perla ho rifatto un viaggio nella città etnea, passeggiato sulla sua lunghissima strada principale. Rivisto piazza del duomo, l’elefante, l’obelisco, ripensato i miti che la narrano. E, soprattutto, sentito il profumo che emana dal mare, mischiato al calore delle ”sciare”. E mi ha preso grande nostalgia.

Poesia, degna di una trasmissione di Piero Angela, regalataci da Giuseppe, innamorato della città, al quale invio vivissimi complimenti.

Bianca Casti –Ali-: Potente immagine poetica è quel far diventare le parole piume, piume che vanno a formare ali con le quali vola la poesia. Ma Bianca è poeta di gran valore e questa similitudine, assieme a tutto quanto lei compone, ne dà limpida dimostrazione. Di questa poesia poi mi hanno colpito i versi “ Il foglio che ho scritto/è come un campo arato/intriso dell’inchiostro” versi che mi fanno ricordare uno dei primi esempi di lingua in volgare, che è il famoso indovinello di Verona e che, per memoria, qui riporto: “Se pareba boves, alba pratalia aràba/et albo versòrio teneba, et negro semen seminaba” (Precedevano i buoi (le dita della mano), bianchi prati aravamo (i fogli), e un bianco aratro (la penna) e un nero seme seminava (l’inchiostro). Brava Bianca!

Aurelio Zucchi –Frenesie-: Ho sempre apprezzato il limpido poetare dell’ottimo Aurelio, giustamente pluripremiato in vari concorsi letterari, ed oggi leggo, con grande piacere quella che a me sembra essere la migliore poesia che abbia mai scritto.

Il poeta guarda, forse ispirato anche da “Beautiful Day” degli U2, al suo vivere e lo traduce in immagini di grande effetto scenico e sentimentale e sono ricordi che si accavallano, desideri e speranze per il dopo, chiusi dalla considerazione che, in definitiva, si vive soltanto se vivere è frenesia. Complimenti, Aurelio!

Laura Lapietra –Tanka-: Un delizioso acquerello per disegnare, con grande maestria pittorica, una fredda giornata di vento, per ripararsi alla quale si ricorre al prezioso cashemere. Decisamente notevole è la capacità di Laura di realizzare metafore illuminanti per dire del suo sentire.

Cristiano Berni –“Moderna civiltà”-: Un atto d’accusa al progresso disumanizzante, reso con versi che ne indagano le negatività e gli effetti sull’uomo. Ad un certo punto di questa importante poesia mi è parso d’udire le melodia di Rafael Alberti nella sua  “Poetas andaluces” -Que cantan los poetas andaluces de ahora?- nell’interpretazione del complesso degli Aguaviva. Stessi toni indagatori sull’uomo che si sperde, stesso atto d’accusa. Ok Cristiano!

Marco Cabassi –Tormento-: Ed anche Marco porta il suo contributo alla pena che opprime l’uomo d’oggi con questa forte poesia chiusa dalla speranza che tutto cambi.

Nino Silenzi –Il divenire-: Sentire lo scorrere del tempo, guardare al vivere scandito da una sorta di metronomo e ripensare ai primi filosofi greci. Così il poeta si lascia trasportare dal ritmo inarrestabile delle onde del mare, che, col loro andare e venire infinito, divengono suggestiva metafora del vivere. Nino dipinge con le parole e sempre ci regala poesie che sono lezioni di vita ed invito a riflettere. E noi gliene siamo grati.

Eugenio Flajani Galli-:Forme psichedeliche-: Il fascino del mutar dei colori che ci regala l’andar del tempo, ben narrato, nelle sue emozioni che regala, da questi belli e descrittivi versi di un bravissimo Eugenio.

Giuseppe Buro –Dimmi se esiste l’epicentro-: In effetti di terremoto si tratta quando si parla d’amore. E Giuseppe non a caso usa il termine “epicentro” quando guarda ad un sentire e ci regala una romantica poesia che è, in definitiva, un iperbolica dichiarazione d’amore.

Marino Spadavecchia –Paccheri imbottini-: Serie d’analogie  tra alimenti scaduti, tra spine che pungono il cuore, tra un cielo privo di sorriso e le “illusioni citrine/e senza soggetto”. Uno stato d’animo tendente al nero ispira il poeta per queste immagini alimentari che ne divengono metafora.

Jacqueline Miu - lupeggiare coi demoni dentro un mondo di pazzi e un sogno a spasso in ciabatte-:

Ubriacarsi di lupicaia è costosissimo sistema per dimenticare un amore (…che non ti merita). Ma, afferma Jac: chi sene? Importante è lupeggiare coi demoni (chissà se la nostra incommensurabile poetessa ha letto Il gatto lupesco di Sereni) e dimenticare. Leggerla ancora e ancora e ancora, per godere delle fantasiosi immagini di questa grande della poesia moderna, così come mi accade oggi, è godimento per l’anima e può dare un emozione simile a quella che si può provare davanti ad un quadro di Van Gogh, uno dolce smarrimento. Una sorta di sindrome di Stendhal che dà capogiro e allucinazioni, ma conduce in un mondo fantastico fatto d’amore e di sensualità. Se poi ci incontri anche Chopin allora diviene un incantevole delirio. Brava Jac, sei grande!

Sandra Greggio –Flash sulla realtà-: Sandra narra della realtà disumana che stiamo vivendo, mentre la natura, indifferente, segue il suo corso fatto di colori e lieti suoni. Belle e forti le immagini di questa composizione di un ispirata  e attenta poetessa che pare invitarci a seguire di più quel che ci regala la natura, in termini di generosità.

Carmine De Masi –Al prode-: Intensi versi dedicati ad un caro amico, omaggiandone la grandezza del cuore ed il coraggio del vivere. Interessante questo rimare in terza rima con un osservazione (e mi scuso): mistero non può rimare con libero. La prima è parola piana la seconda sdrucciola.

Alessio Romanini –Iran spara alle donne-: Atto d’accusa verso la bestialità che pare sia la vera fede di certe religioni maschiliste, detto con questi forti versi di Alessio.

Carlo Chionne –Essere e divenire-: L’essere è e il non essere non è. Sembra un’ovvia cretinata invece su questa affermazione nacque l’ontologia (scienza di ciò che è) di Parmenide. Eraclito non lo contesta (anzi ribadisce che tutto è frutto del suo contrario) ed afferma “panta rei”, cioè tutto scorre ed in questo momento nulla (uomo compreso) è uguale a quel che era un attimo fa. Neppure noi che stiamo leggendo il grande Carlo che, per nostra fortuna, sarà pure diverso da quel che era un attimo fa ma con la sua arte e cultura ci ha  illuminato,  ci illumina e ci illuminerà ora e per sempre. Leggere Carlo è una delizia per lo spirito. Un caro saluto, caro amico.

Antonio Scalas –Sei già nel vento-: Un malinconico saluto ad un amore svanito, detto con le forti immagini di una amarissima poesia. Io direi, per quel che può contare, che chi non ci vuole non ci merita. Auguri, Antonio.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo-

Piero Colonna-Romano

 

11-12-13 Gennaio

Brontolio di una caffettiera

Immaginazione, creatività e quella leggerezza quasi metafisica che riempie le nostre mongolfiere spirituali.

27 dicembre 22

Marino Spadavecchia

 

Album bianco

Una poetessa “ricamatrice” di piccole realtà in cui assaporare semplicemente il momento. Grazie al nostro ottimo magnifico e maestoso Nino Muzzi che ci offre queste squisitezze poetiche.

Sandra Hubinger  Traduzione Nino Muzzi

 

280

Aspettative

Il sangue caldo è il rifugio delle passioni ma anche delle debolezze umane. Felice Serino cerca di chiamare il cuore – una fortezza, il rifugio da cui cambiare il mondo devastato dai mali. Ermetica ma moralmente giusta – questa poesia da cui estrarre le forze per ostacolare le crudeltà quotidiane.

Felice Serino

 

Piccola Sara

Ancora una piccola deliziosa ode all’amata nipotina del nostro ottimo Bruno Castelletti.

Da A Sara, dieci piccole poesie

Bruno Castelletti

 

Quanto lontano …

La grande umanità di questo poeta lancia questo veritiero manifesto! Nello spirito sacro della vita e della fratellanza dovremmo costruire esistenze e non distruggerle. Poesia che non dovrebbe restare sulla carta ma dovrebbe diventare la verità di ogni passo nella nostra quotidianità. Vorrei fosse vero – vorrei dire a Bruno Amore che la fratellanza esiste in tutti noi. Questo autore non interpreta il ruolo poetico del “buono che parla del male” – questo autore alza uno specchio davanti agli occhi di ogni lettore, dicendo “guardati! ti piace quel che vedi?”  Plausi.

bruno amore [br1]

 

Spappolato nel blues

Gioco poetico in blues e versi come briciole della fantasia seminate da un Enrico Tartagni ispiratissimo. Viaggio nel cosmo unico e raro di questo poeta che non sa marciare con le poesie ma sa danzare con le poesie.

Ritmo, storia, musica … cocktail perfetto.

enrico tartagni

 

Questo povero anno

Una sofferenza fisica e atmosferica che irrompe nella drammatica poesia di Giuseppe Stracuzzi.

Giuseppe Stracuzzi

 

Sogno d'inverno

I canti di Renzo Montagnoli sono ricchi di sogni e di paure che lui supera grazie all’amore che lo circonda. La naturalezza poetica sposa la bontà di quei luoghi in cui ci si sente al sicuro. Complimenti al poeta-

Da Canti celtici

Renzo Montagnoli

 

Sole d' Inverno

Questo sole che ancora non amoreggia con la natura. Pittorica invernale che il poeta ci regala, mettendo in luce le atmosfere ferite dalle gelate.

Marco Cabassi

 

Mentre bevo lo spumante

La ricerca del sapere. La ricerca delle risposte. Le domande che reggono l’impianto del nostro DNA. Nino Silenzi investiga non sulle possibili risposte ma intraprende il viaggio umano nella curiosità dell’Oltre. Il poetico miglior attributo del nostro Nino Silenzi è l’innocenza. Una innocenza che ancora indaga su qualcosa che potrebbe essere semplicemente nulla. Credere, avere fede, insomma la purezza morale è ancora negli esseri che già incarnano inconsapevolmente l’Oltre. In vino veritas -  E dopo? A saperlo …

Dalle colline al mare

Nino Silenzi

 

Ai confini del tempo...

Una ricerca oltre qualunque barriera dimensionale e temporale. Una poetica intima che cerca una dolcezza e una presenza a cui manifestarsi pienamente.

Flora Fazzari

 

Sognando mare

Vele, amori nostalgici, onde che cantano e ascese notturne. Il tempo sogna – il silenzio non sente il salso dell’aria ma resta a intorpidire l’uomo che si consuma d’una emozione perpetua e indipendente dalla memoria – Piero Colonna- Romano conosce il vento contro e le stagioni avverse, ma queste sue solitudini ricevono conforto da amici muti e onnipresenti. Mare, stelle e silenzi profondi.

Piero Colonna-Romano

 

Haiku

Composizioni piene di vita - questi Haiku presentati da Bem Tartamo.

#

Stagioni che si alternano – romanticamente direi.

#

Nella goccia il segreto della vita.

#

Una testarda primavera che si conserva nello spirito poetico di Bem.

28 dicembre 22

Ben Tartamo

 

La medusa

Sono stanca diceva la medusa …

Dolcezze e fragilità. Antonia si immedesima nella vita della medusa e come lei – soffoca sotto la luce intensa del sole e sotto la violenza delle stagioni. Un poema descrittivo in cui la poetessa indugia sulle considerazioni umane del vivere con le proprie debolezzexx-

Antonia Scaligine

 

Dama dell'800

Dolcezze e pallore, ornamenti tipici delle dame dell’800. Una poetessa che vive nel proprio sogno vicino al mare, conversando coi propri pensieri – una raccolta virtuale di sensazioni che l’autrice conserva nella sua pochette.

22 Agosto 2022

Sandra Greggio

 

Bentornata primavera

Pastelli poetici primaverili, scritti con grande ispirazione. Carmine De Masi ci regala positività e sorrisi, bravo Carmine.

 

24/4/2022

Carmine De Masi

 

Ci sarò

Mi prenderò cura dei silenzi

Un inno all’umanità poetica e all’amor filiale. Bravo Alessio che reggi quei pilastri parentali con onore.

Alessio Romanini 

 Un caro saluto al nostro Magister Lorenzo che generosamente ci ospita in questo celestiale Tempio Azzurro. Rinnovo la mia ammirazione al Vate Piero Colonna Romano che ci commenta e ci ispira. Siate operosi come api e un Buon Poetare a tutti.

Miu 

 

Buon anno a tutti gli amici poeti, e un ringraziamento speciale al nostro prezioso Lorenzo. Ringrazio i generosi commentatori per il mio modesto apporto alla vasta partecipazione dei bravi e impegnati poeti e poetesse. Buon Anno, che sia proficuo e porti gioia nei nostri cuori.
Ecco di seguito la prossima terzina. Cari saluti a tutti,
Bianca
 

 

11, 12 e 13 gennaio 2023

Poesie del giorno:

Marino Spadavecchia –Brontolio di una caffettiera-: Surreali, suggestive immagini per formare un astratto quadro perfettamente commentato dalla terzina di chiusura. Inciampo nei mie dubbi, afferma il poeta, dopo avere narrato di una realtà fantastica che ognuno di noi sembra vivere giornalmente. Complimenti, Marino, davvero complimenti.

Nino Muzzi traduce Sandra Hubinger-: E’ interessante questa poetessa austriaca per la capacità d’inventare immagini vagamente surreali, che hanno la metaforica funzione di narrare un suo sentire. Sempre grati a Nino per queste sue proposte d’ignoti ma interessanti nuovi poeti.

Felice Serino -280 Aspettative-: Non so se interpreto correttamente il pensiero di Felice, ma in questi versi leggo il forte desiderio di estraniarsi dalla drammatica realtà che, giornalmente, viviamo., desiderio che nasce da un appassionato cuore.

Bruno Castelletti –Piccola Sara-: Un tenera dichiarazione ad un’amata nipote, detta con versi fortemente ispirati del grande Bruno.

Bruno Amore –Quanto lontano … -: Quanta forte passione per la giustizia c’è in questi versi che lanciano violenti accuse verso chi non tende la mano ai diseredati che affollano il mare e vi muoiono, ricercando una vota degna d’essere vissuta!  Versi ai quali mi associo per idem sentire. Complimenti Bruno!

Enrico Tartagni –Spappolato nel blues-: Il nostro fantasioso Enrico narra di se stesso giovinetto, con i desideri e le curiosità d’allora, usando immagini fantastiche e irreali ambientazioni. Enrico, insomma, grande affabulatore fantastico di sempre. Applausi.

Giuseppe Stracuzzi –Questo povero anno-: Dolente sintesi di quel che è stato l’anno passato, priva di speranza per quello che stiamo vivendo. Homo, homini lupus è l’affermazione che vale per ieri e varrà per l’oggi, in questi versi, dal drammatico tono , di un ispirato e dolente Giuseppe.

Renzo Montagnoli –Sogno d’inverno-: Col tono di fiaba ecco la narrazione di un incubo nato dalla paura. Versi coinvolgenti sono questi dell’ottimo Renzo, versi che invitano a pensare sulla vita e sugli amori famigliari che ci circondano.

Marco Cabassi –Sole d’inverno-: Bella filastrocca in ottonari ben rimati che ci regala le belle immagini acquerellate di una giornata invernale.

Nino Silenzi –Mentre bevo lo spumante-: Cosa ci attende dopo la vita? Questa è la domanda che ispira Nino per questi versi dal pensoso tono. Curiosità che è di noi tutti e che mai sarà appagata. Ed io, come credo noi tutti, resto in attesa.

Flora Fazzari –Ai confini del tempo  …-: Un guardare con forte curiosità ai confini (e aldilà) del tempo, per ritrovarsi e ritrovare il passato, gli amici, con un volo libero della fantasia, in questi affascinanti versi di Flora.

Antonia Scaligine –La medusa-: Un confronto tra due fragilità, quella effimera della medusa e quella che deriva da un esaminarsi. E nella similitudine c’è assonanza in quel desiderare di svanire, per stanchezza ed insoddisfazione. Così Antonia confessa la sua delusione su questo vivere con questa poesia/apologo di grande spessore.

Jacqueline Miu –sii pianeta  sii un sole  sii un cosmo-: Intensa dichiarazione d’amore resa con iperbolica similitudine con parti dell’universo. Versi ricchi di una straripante sensualità, secondo il noto stile della nostra incommensurabile Jac. Applausi.

Sandra Greggio –Dama dell’ottocento-: Un romantico sogno, nato forse da un desiderio, ben narrato dai versi della nostra Sandra.

Carmine De Masi –Bentornata primavera-: Un desiderio di rinascita pare essere l’ispirazione per questi intensi, descrittivi versi dedicati alla primavera.

Alessio Romanini –Ci sarò-: Vagamente risuona Battiato in questi bei versi (dalla convincente e molto rafforzativa anafora di un sentire) che Alessio dedica, con grande amore, al figlio, garantendogli assistenza prima e dopo la vita

Un grazie di cuore ad Antonia e a Jacqueline per le lusinghiere parole che mi riservano e che ricambio sinceramente.

A voi tutti il più cordiale dei saluti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

Vorrei ringraziare la generosa Miu
Per i commenti lusinghieri e le belle
Parole che mi riserva.
Se tu mi potessi vedere, vedresti il mio rossore. Grazie di cuore.
Se sono migliorato nel mio poetare
È Anche merito tuo, leggendo i tuoi meravigliosi poemi ricchi di cultura
Ho imparato a conoscere nuovi poeti
Ed avvicinarmi a loro.
E la passione che metti nel comporre.
Grazie Miu.
Alessio Romanini.
 

 

8-9-10 Gennaio

Jacqueline Miu ,  dirti solo grazie per i commenti  alle mie poesie    è troppo poco ,  quello che  scrivi non mi sembra vero.  Io  non  sono una poetessa come te , scrivo solo per me stessa   e per il sito di Lorenzo ,ma quando leggo i tuoi commenti , come quelli di Piero, mi fate credere di esserlo . Grazie, grazie, centomila volte grazie a te ,  a Piero , decisamente grazie  anche a Lorenzo , poeta e persona  davvero   speciale , vi prego di accettare la mia gratitudine  anche se non sempre commento e ringrazio .

Jacqueline Miu  hai creato  una poesia di una bellezza e  stile  personale  ,  i tuoi sentimenti,  positivi e negativi  sulla vita , sulla morte,   sulla  natura  e realtà , a  volte  sembrano  irreali,  frutto della tua immaginazione, forse troppo difficile da capire , almeno per me  ,  a volte sono immagini tangibili e  visibili  ,di una verità incomparabile,  non so come definirla  la tua poesia se satira o altro,  non vorrei sbagliare , ma so soltanto che è unica e speciale,  del resto penso che i tuoi scritti rispecchiano   ciò che c’è in te.  Sei grande ! 

della cui vita non sai nulla
ma sai che lei - unica nell'infinito
non andrà mai
a morire
Capo Gallo ecco un’ altra bellissima poesia di Piero, che sembra un canto , descrizione davvero reale ,  vedo il  mare, la spiaggia di Mondello , posto bellissimo dove nacque mia madre,  e ti posso assicurare che è davvero così come lo descrivi . Brilla qui il cielo ed è quieto il mare,
ascolto l'onda carezzar gli scogli,
l'acqua riflette monti rossi e spogli
e verso il sol gabbiani vedo andare.
Bravo  come sempre

Grazie a tutti , grazie Lorenzo perché ci sei per me e per  tutti noi

 Antonia Scaligine

 

Umori giornalieri...

Bella e intensa riflessione poetica dell’esistenzialismo umano in base all’umore stagionale.

Flora Fazzari

 

Pan asciutto, coltello e tasche vuote

Curioso come pochi versi possano essere così forti da trasmettere un “grido” al cielo. Sempre interessante e da scoprire (a trecento sessanta gradi) la poetica di Marino Spadavecchia. Il mio è un pensiero opinabile ma leggendo questa impazienza di smitizzare “il Fato” si arriva a pensare che c’è un Oltre più potente di quello a noi visibile persino tramite l’immaginario.

21 dicembre 22

Marino Spadavecchia

 

Loving

Un affresco delicato, soleggiante e pieno di energia che feconda mente e spirito. Bianca Casti si lascia trasportare dalle energie “verdi” e trascina anche noi nella lettura.

 

Madrepore

Poesie e Prose Liriche©di Bianca Casti.SIAE Roma

Bianca Casti

 

Tutto il giorno al pozzo-solitudine

Un “reservoir” di ombre nella cui penombra concepire “immagini creative” – luminescenze e parti di intimista natura. Interessante e agglomerata poesia di un’autrice new entry – che seguiremo. Grazie ancora a Nino Muzzi per il suo impegnativo lavoro di “scova talenti letterari”.

Louise Bouchard    Traduzione Nino Muzzi

 

279

Avevo in mente una poesia

La grande poesia parte dall’affondo del pensiero nell’anima. Questo è il mirabile Felice Serino. Mi piace essere sopraffatta da versi che portano nel loro essere “un trascinante sentimentalismo”. Siamo umani in fondo e ciò che percepiamo è ciò che ci alimenta la creatività. Da leggere e rileggere

ora rammento solo una pioggia di luce

di stelle sopra il letto

e il caldo abbraccio di lei

 

sullo schermo della mente

un vissuto che sembra ieri

Felice Serino

 

E possa tu volare

Tanto amore accompagna questa poesia. Un pastello di colorata leggerezza che rievoca un mondo incantato e bambino .

Da A Sara, dieci piccole poesie

Bruno Castelletti

 

è di nuovo autunno

Un artista Bruno Amore che riesce a “spaccare le ossa” alla poesia. Emotivamente intatta ma molto molto nostalgica – acuminata – una di quelle poesie che ti entrano nel cuore ma senza farti male.  Vento, sole, oro limone, lei lontana eppur sempre presente e gli anni che si fanno sentire col loro scricchiolio. Potrebbe sembrare un poema normale – ma su questo sito di “normale” c’è ben poco. Gli Iper-lativi sono la vera normalità su Poetare. I poemi di spessore sono come quegli oceani che non mostrano quanto siano profondi i propri fondali.

bruno amore [br1]

 

Ripasserò

L’uomo volante … Infinito è il grande campo ed è anche santo … E non posso dire che v'aleggi sopra del grande spirito il respiro

Ogni passo dietro me è mio e ne ringrazio dio

Ripasserò…

Superlativo questo “immaginifico”, realistico, velocipede, sentimentalcommemorativo. Strana poesia – di quella stoffa double face – con esterni stagionali e interni profondamente pensate. Deduco Enrico sia in forma smagliante.

enrico tartagni

 

L'argilla in fondo al fiume

Ispirato alla fede questo poema mi regala due versi a dir poco – sorprendenti. La profondità non deraglia in questa poetessa che seguiremo con interesse.

E Dio non ha più rami da tagliare …

chiudere la porta alle ragioni

di questo mio restare.

 

da Scritti d'Inverno, a cura del premio Città di Taranto, PrintMe Editore 2017

Marina Minet 

(Teresa Anna Biccai)  

 

Speme d'amore (Amor senza condizione)

Questa analisi sentimentale è ispirata alla ricerca di un amore “puro” – un amore che non sia macchiato dalla malvagità o dal tedio e il nostro ispiratissimo (e sempre più bravo) Alessio Romanini ci conduce sulla via di una speranza guadagnata attraverso il dolore.

Alessio Romanini 

 

Capo Gallo

(località a poca distanza, verso ovest, dall'affollata spiaggia di Mondello)

Se guardi l'acqua al vento vele sciogli

e nascon sogni, dolci da sognare.

L’amore per il mare è pari all’amore per l’infinito. L’infinito del Vate Piero Colonna-Romano è fatto di salsedini e di turchesi orizzonti e venti in cui sciogliere le vele. La limpidezza dei versi è pari dalla bellezza del paesaggio in cui noi e l’autore, troviamo conforto. Naturalmente plausi.

Dove nascon sogni – dolci da sognare

Piero Colonna-Romano

 

"E siamo grumi"

Bellissima chiusa che emerge dalle ansie umane e dagli affanni quotidiani. Bravo Ben.

 

21dicembre22

Ben Tartamo

 

Gli oggetti del contendere

l’Amore non è oggetto del tempo. Bellissima riflessione e su questo tema, Antonia Scaligine s’addentra nel mondo dell’Oltre – ma lei scrive testualmente

con il mio tempo

sono il corpo e il cuore

quindi umanizzato questo viaggio che invece di accedere alla trascendenza si immerge nel mondo senza limiti di spazio – dell’amore.

 

Cosa mi rimarrà

quando il mio corpo

senza più tempo

non avrà più fiato

per dire addio alla luna

che nella mia sera

sfoca nell’ultimo suo bagliore

alla musica che si ritrae

prende forza

e poi sfuma in quella nota

senza più valore

nella poesia che si enuclea

diventa vita e poi scolora

 

Che fatica vivere !

Cosa rimarrà

su quelle orme del tempo

che il vento sfrangia

sul deserto che avanza

e copre il corpo

paese in espansione

di segni e di ricordi

 

e inizi a parlare al cuore

a far la guerra al tempo

se pur continui ad amare

perché solo ciò che si ama rimane

e come diceva

Pound,

“Quel che sai amare rimane

il resto è scoria“

Antonia Scaligine

 

Chissà se morire

Immersa nell’Oltre - la concentratissima e brava Sandra Greggio, riflette sulla morte. Il dolore svanisce, c’è persino aria di festa – e non manca la volontà di stupirsi e di volere essere stupita.

7 maggio 2022

Sandra Greggio

 

Cara mamma

Ispirato al grande amore per la madre, il poema dell’ottimo Carmine di Masi - è un canto dedicato alla bellezza di questa donna bella e luminosa. Il poeta ringrazia colei che gli ha dato vita e regalato sogni in maniera perfetta e con infinita gioia.

 

20/12/2021

Carmine De Masi

Un caro saluto al nostro Magister Lorenzo che generosamente ci ospita in questo celestiale Tempio Azzurro. Rinnovo la mia ammirazione al Vate Piero Colonna Romano che ci commenta e ci ispira. Siate operosi come api e un Buon Poetare a tutti.
Miu 

 

 

5-6-7 Gennaio

5, 6 e 7 gennaio 2023

Poesie del giorno:

Marina Minet –Per finire lo scenario-: Ben arrivata nell’azzurro, Marina! Particolarmente profonda  questa poesia ricca di metafore per narrare di un mondo che, per difendersi da un uomo che appare sempre più nemico, si rifugia in un agghiacciante silenzio dove (per chiudere drammaticamente il racconto) “Le radici, quelle nude, guarderanno/il martirio abbracciato alla bellezza./(questa impura verità).” Complimenti, Marina!

Flora Fazzari –A Giulia…-: Commovente ricordo di un amica scomparsa, con omaggio alla sua bellezza fisica e morale, reso con poesia dalle dolcissime immagini.

Marino Spadavecchia –Seppie essiccate al sole-: Inquietante scenario, fatto di ermetiche, metaforiche immagini, per narrare di un vivere disumano “quando la vita scricchiola”, come, in chiusura afferma il poeta. Complimenti, Marino!

Bianca Casti –Cristalli-: Classico sonetto per narrare di un gioioso guardare al mondo brasiliano, con le sue purificatrici foreste e le sue incantate visioni che aprono cuore ed anima all’ottimismo. Perfetto l’uso delle immagini, descrittive di uno stato d’animo rilassato e ottimista. Sempre brava e coinvolgente la nostra Bianca!

Aurelio Zucchi –Laddove conchiglie sceglievo-: Malinconico confronto tra quel che si ricorda di tempi andati e quel che si ritrova su spiagge frequentate in gioventù. Aurelio narra di se stesso ma, purtroppo, lo scenario che descrive è ormai universale nel degrado che cresce di giorno in giorno. Limpida ed accusatrice poesia, condivisibile totalmente. Bravo Aurelio!

Nino Silenzi –All’amico mare-: “Nel cuore il respiro del mare” è il motto che ho adottato per il mio sentire il mare. E Nino mi pare possa averlo suo, per come disegna il mare, per come lo sente dentro quale emozione da vivere nel profondo. Il mare velato, il mare luminoso, il mare placido e quello tempestoso. Tutte metafore del sentire dell’uomo, alla ricerca di ampi respiri e di quella libertà che il mare può significare (Chiedi al vento/di liberarti, afferma il poeta). Un forte dipinto, in perfetto stile impressionista, sono questi bellissimi versi di un ispirato, bravissimo Nino.

Nino Muzzi traduce Jamila Medina Rios-: Sintesi poetica di un identificarsi con la primavera di questa splendida poetessa cubana che Nino traduce, con molta bravura, per noi.

Felice Serino –243 Relativo-: Strisciante inganno è il vivere. Questo pare affermare Felice con questi suoi ermetici versi, dove relativo ed assoluto, trascendente ed immanente si confrontano, non trovando soddisfacente soluzione al senso del vivere.

Bruno Castelletti –Vorrei rubare al cielo-: Un commosso atto d’amore verso la nipote Sara, detto con versi di una inarrivabile delicatezza di quel grande poeta che è il nostro amico Bruno.

Licia Minervini – “Oggi e sempre”.-: Intenso atto di fede e d’amore verso Gesù, in questa forte preghiera di un ispirata Licia.

Cristiano Berni –“D’estate, un mio sentimento”-: Un incanto vissuto genera questi intensi versi, che divengono forte ed ispirata dichiarazione d’amore.

Marco Cabassi –La Befana-: Deliziosa narrazione della befana e delle sue attività, in stile che ricorda quello di Rodari.

Carmine De Masi –“Messaggio”-: Il fascino della narrazione evangelica ispira questi versi, densi di fede, dell’ottimo Carmine.

Alessio Romanini –La Befana con la fascina-: E’ tempo di befane ed anche Alessio ne trova ispirazione e ci regala questa divertente filastrocca.

Antonia Scaligine –Che fatica essere cuore!-: Pensarsi cuore e diventarlo è  poetica operazione che la nostra incomparabile Antonia realizza e narra con questi suoi  bellissimi versi/confessione che sono poesia sulla quale riflettere. Brava Antonia!

Carlo Chionen –L’Ultima Cena-: Paiono ironica filastrocca questi ispirati versi del grande Carlo. In effetti c’è dentro profonda analisi del proprio vivere e divengono lezione di vita. Un caro saluto, Carlo.

Jacqueline Miu – where we’ve bled and anchored-: “Dove abbiamo sanguinato e ci siamo ancorati” questo il tema che Jac sviluppa con una serie di immagini fortemente descrittive di un duro vivere, che solo l’amore può addolcire. In questo vivere la morte è sempre in agguato, le tempeste ci tormentano, i fantasmi ci inseguono, le delusioni si annegano nella vodka. Un vivere senza senso (isola senza nome) che fa desiderare la morte. Ogni immagine, nata dalla fervida immagine di una grande della poesia, è metafora di un sentire. Poesia simbolista d’altissimo livello. Whitman, visionario inventore del verso libero, apprezzerebbe. Ed io con lui, vado a rileggere questo fremente racconto pittorico di una Jac in gran forma.

Sandra Greggio –Filastrocca d’Amore-: Lezione di vita su cosa sia corteggiamento e appagamento, regalataci da una pensosa, bravissima, Sandra.

A voi tutti I più affettuosi auguri per un nuovo anno ricco di soddisfazioni, assieme ad un caro saluto, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna-Romano

 

Basito, letteralmente, dal "poema" di Jacqueline Miu. Grazie!
amore bruno [br1]

 

Spero abbiate più declamato che mangiato, CRAPULONI: come son io, BENRITROVATI,
bruno amore [br1]

 

Buon Anno 2023 a tutti!

Per finire lo scenario

Il Silenzio e le sue sfumature. Pennellate intime usate come ali per sfuggire alle celate verità, alle maschere e uno scenario di pieno autunno con tanto di rovesci. Un realismo che indaga nella psicologia umana e frena sugli sfondi teatrali invalidi di spettatori e con palcoscenici di radici nude. Interessante questa lettura in cui gli eroi sono questi eterni titani come il silenzio e le stagioni.

da Scritti d'Inverno, a cura del premio Città di Taranto, PrintMe Editore 2017

Marina Minet 

(Teresa Anna Biccai)   

 

A Giulia...

Giulia fanciulla,

fanciulla per sempre … questo delicato e infrangibile quadro deve restare nella memoria per sempre e lo sarà, grazie alla brava poetessa Flora Fazzari. L’Angelo che ora è ispirerà ogni bagliore poiché ha vissuto e ancor vive nell’amore di chi l’ha conosciuta. 

Flora Fazzari

 

Seppie essiccate al sole

Molto ricca di dettagli questa lirica molto bella, ritrova lo splendore perduto “della morte”. Bollicine di vetro ossigenate …. follie da asporto – ispiratissimo Marino Spadavecchia cui vanno i complimenti.

-dicembre 2022-

Marino Spadavecchia

 

Cristalli

La luce va geminando in fiore … splendido verso. Dolcezza in questo canto che mira al colore dello spirito … romanticismo, naturalezza vivono questo dipinto vivace di cui leggerne i dettagli all’apparenza nascosti.

Madrepore-sonetto

Poesie e Prose Liriche©di Bianca Casti.SIAE Roma

ABAB ABAB ABC CBA

Bianca Casti

 

Laddove conchiglie sceglievo

Plausi a questo componimento del grande Aurelio Zucchi. Liberati i freni della mente, andando oltre il peso della parola, trovare il connubio tra emozione e poesia – il poeta riesce tutto. Tempo passato e tempi odierni, mali e ricordi vivaci, bellezze di ieri e indefiniti inferni di oggi. Poema completo direi, meritevole di complimenti.

Su spiaggia in cui giovane fremevo

cammino adesso in smodate acque

laddove le conchiglie io sceglievo

e per la poesia amore nacque.

Aurelio Zucchi

 

All'amico mare

Gli Orizzonti di Nino Silenzi sono paesaggi temporali più che visuali, paesaggi spirituali seguiti da sussulti, tremiti, reminiscenze, sogni tutte appendici di una anima limpida , tremendamente e volutamente battagliera.    Il mare rappresenta per molti l’encomio del Fato. Rivolgiamo al mare e ai suoi segreti quella parte di noi che aspira all’infinito. Il poeta offre questo spettacolo ricordandoci che le miserie  sono sopravvalutate e nonostante la loro presenza, il mare è ancora blu e la speranza o il sorriso sono benefici per l’uomo. Complimenti a un autore che per fare poesia – interpreta solo se stesso e le emozioni di un uomo che non deve rapinare perle per creare tesori.

Da Verso l'orizzonte

Nino Silenzi

 

Nana I

Questo zuccherino offerto da Nino Muzzi  parla di primavera e di morte – di raffinata dolcezza e mal di vivere. Grazie a Nino per la ricerca, per il lavoro minuzioso e per quella parte di “talent scout” che fa di lui un visionario.

Jamila Medina Ríos   Traduzione Nino Muzzi

 

243

Relativo

Lo strisciante _ che bella invenzione poetica! Plausi nuovamente a Felice Serino che parla della nascita della lussuria appena sono stati creati i pilastri del mondo, pilastri del mondo – della modalità “Assoluto” in concezione ermetica ma che affascina e trasporta. Poema che espone alle radici non una fede ma un grande concetto di “umano pensante”.

Da Trasparenze

2019- '20

Felice Serino

 

Vorrei rubare al cielo

Il calore dell’amore e questo piccolo amore da stringere nell’abbraccio sicuro di chi l’ha visto crescere. Ottimo il nostro Bruno Castelletti  così ben ispirato dalla gioia.

Da A Sara, Dieci piccole poesie

Bruno Castelletti

 

"D'estate, un mio sentimento"

Veramente ancora non so …

questo finale ci colpisce poiché leggiamo un romantico poema d’amore, leggiamo un romanzo dedicato ai battiti e all’afasia poi ci troviamo davanti Cupido con le sue frecce eppure … il poema segna l’estate di un sentimento e su questo finale tutti ci domandiamo come sia andato a finire?

Cristiano Berni

 

La Befana

Descrizione della Befana e delle sue imprese. Il gaudente Marco Cabassi, la fa volare sopra le case sulla sua scopa o la fotografa nell’atto del dono di caramelle nei calzini dei buoni o carbone in quelle – parla dei poveri e degli infelici che ancora esistono nel mondo e probabilmente sono questi che la Befana, quasi impotente, osserva appena si ritira – con l’alba.  

Marco Cabassi

 

“Messaggio”

Poema di fede con apertura straordinaria. Complimenti a Carmine di Masi che continua a illuminarci con letture di spessore.

17/11/2019

Carmine De Masi

 

La Befana con la fascina

Un Alessio Romanini genuino, giocoso e libero. La creatività che lo ispira in questa poesia sulla Befana è bonaria e trascinante. Bravo Alessio.

Alessio Romanini 

 

Cielo d'Iran

Dello stupro della fede, della morale, di ogni etica umana -  parla questo poema – il cui titolo ci porta a fatti odierni ma che durano da millenni. Profondità e giudizio. Sacralità e scempio. Il male consuma i valori più sacri: quelli della vita. Donne scudo, ragazze macellate per pochi centimetri di tessuto e rabbia maschile che conduce il mondo intero “complice di cecità politica” sulla strada verso l’Ade. Non è un mistero la battaglia del Vate Piero Colonna - Romano per i diritti umani, per la giustizia (inclusa quella divina quasi sempre assente). Questo non è un poema che giudica ma che manifesta in modo aspro contro ogni forma di violenza. Sarebbe orrido da parte mia scrivere plausi poiché questo poema è scritto non per ricevere un encomio ma per sensibilizzare l’intelletto degli artisti e lo spirito dei lettori di passaggio. Ad maiora

Piero Colonna-Romano

 

"Il muro"

Un Muro con scritte di libertà e un poeta che riceve questo messaggio. Battagliero e prepositivo – il poema è indicato a coloro che armano lo spirito di buoni propositi. Bravo Ben.

18dicembre22

Ben Tartamo

 

Che fatica essere cuore !

Antonia Scaligine erge un tempio al cuore – al cuore poetico e al suo infinito diaframma emotivo. La grande autrice ci fa vibrare le corde dell’anima, con questi pastellati contorni poetici in cui si sente il battito e la forza creativa non solo della donna ma dell’artista.

Antonia Scaligine

 

L’Ultima Cena

La poesia è futuro ed il futuro dell’uomo è nella sua sintesi … l’esperienza. La conoscenza del bene e del male. Umanità e divinità fino alla fine. L’umiltà di Carlo Chionne, è la corona con cui adornare questo poema.

La penna cede solo alla maestà di questo piccolo componimento. Complimenti all’autore che già conosciamo per le sue indiscusse, grandi opere.

 

Come un vecchio commensale,

ormai sazio della vita …

Carlo Chionne

 

Filastrocca d'Amore

Interessante e molto naturale questa “canzoncina” filastrocca – rimedio per tutti i mali dell’esistenza. Versi che ci regalano un pezzo della femminilità e dell’umanità di questa bravissima poetessa. L’essere ammaliante che produce ed è sedotta da poesia … diventa una miscela incandescente.

Sandra Greggio

 

Un saluto al nostro Magister Lorenzo che generosamente ci ospita in questo celestiale Tempio Azzurro. Un saluto pieno di ammirazione al Vate Piero Colonna Romano che ci commenta e ci ispira. Buon Anno cari amici”

Miu 

 

 

Un Ben Tornato a tutto l’Azzurro!

Auguri di un Felice anno Nuovo!

A Lorenzo, Piero Colonna Romano, Miu

E Tutti gli straordinari poeti!

Mi siete mancati tutti!!!

Alessio Romanini

 



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