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Salvatore Armando Santoro

 

 

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2020
 

18-19 Febbraio

18 febbraio 2020

 

I° Premio Nazionale di Poesia "FLORISEUM"

- Museo del fiore di Sanremo

Giardini di Villa Ormond

Corso Cavallotti 113 

 Sanremo (IM)

Cari amici, ho il grande piacere di informarvi di un ulteriore lusinghiero risultato ottenuto dalla nostra

SANDRA GREGGIO

che nell’affollatissimo concorso “Floriseum 2019” è stata classificata

Finalista

tra i dieci più significativi poeti partecipanti

e sarà premiata con la stampa di 15 sue poesie in un “quaderno” dalla preziosa grafica.

Sabato 29 febbraio, nella bellissima villa Ormond, sede del museo del fiore di Sanremo,

Sandra riceverà meritati applausi per la sua arte poetica dal numeroso pubblico presente.

 A quegli applausi unisco i miei, restando in attesa di ulteriori, inevitabili, suoi successi letterari.

Qui di seguito le tre bellissime poesie che hanno riscosso il plauso della giuria del concorso:
 

Sabbie mobili
Ti ho seguito
nel tuo gioco proibito.
Ti ho seguito
come un onda segue altra onda
da dietro sospingendola.
Onda dopo onda
bacio dopo bacio.
Ti ho seguito
e mi sono trovata in alto mare.
 
E non sapevo nuotare.
 

Veglia con me
Veglia assieme a me
nelle mie notti insonni.
Abbracciami e fa del tuo cuore
il mio cuscino.
 
Cullami dolcemente
e parlami piano
di quel che tu voglia.
Così la tua voce
mi farà compagnia.
 
Non porgermi il fianco,
fammi vedere i tuoi occhi,
perché io possa annegarvi
la sofferenza.
 
Non sai quanto è triste la notte
stare svegli da soli.
Vegli adunque con me
per dirmi il tuo affetto.

 
Velo di stelle
Stanotte piangevo.
Sentendo la luna
i miei singhiozzi
su me distese
velo di stelle.
E mi assopii
per quel conforto. 

Piero Colonna Romano

 

17 Febbraio

17 febbraio 2020

Poesie d’esordio:

Luigi Spreafico –lacrime-: Intensa ed bella descrizione delle lacrime , del loro nascere da un sentire, in questi versi di Luigi.

Poesie del giorno:

Nino Silenzi –Il Presente-: Una malinconia, metaforica descrizione dell’andar della vita in questi bei versi, dall’amaro e pessimistico  tono, dell’ottimo Nino. Suggestive  ed inquietanti le immagini che la riempiono e le penso nate da un momento di particolare negatività attraversato, certamente brillantemente superato.

Enrico Tartagni –Oltre l’orizzonte-: Una visione da fantascienza, in un cosmo pieno di fascino, in questi suggestivi versi densi di belle immagini, del nostro Enrico che dedica questo viaggio ad un “Uomo capovolto dall’ombra del silenzio”.

Felice Serino -146 Se gratti l’argento-: Capolavoro assoluto della letteratura del ‘900, ha impressionato e creato ricordi anche in me. Lo specchio, già e Uqbar e l’enciclopedia dalle variabili pagine, gli eresiarchi ecc. ecc. ecc. Belli e pieni di significato sono i versi che l’ottimo Felice dedica a “Finzioni” di Borges.

Roberto Luzi –Non senti nascere un canto dietro al buio di un tramonto-: Un esiziale notte, insomma, in assenza di un canto nella notte che segue il tramonto.

Alessio Romanini –Spogli Argini-: Immagini vagamente surreali che fanno da preludio ad una amara analisi di un vivere, narrato con significative metafore della terzina di chiusura.

Jacqueline Miu –sogno tu mi distruggi la mente-: L’effetto curativo del sogno, quando è sogno in cui si sfrena passione e desiderio, narrato con maestria dalla nostra inimitabile Jac che continua a regalarci, facendoceli vivere, sogni.

Francesco Soldini -70. Eclissi lunare-: Una dichiarazione d’amore alla romantica luna, in questi versi che bene esprimono il sentire del poeta e ci regalano la suggestione che regala il bianco satellite.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

Notizia
Lettera in versi di Bombacarta
ha dedicato il numero 72, Dicembre 2019, a Antonio Spagnuolo.
Il saggio monografico può essere letto in https://bombacarta.com/le-attivita/lettera-in-versi/ 
Complimenti ad Antonio.


 

16 Febbraio

16 febbraio 2020

Poesie d’esordio:

Vanessa Solimando –Non mi occorrono artifici-: Un bacio per credere ancora di poter amare, mi pare di intendere così gli appassionati versi di Vanessa. Un bacio improvviso che dica “il costume dell’impegno” lasciato, per essere l’inizio di altro percorso di vita.

Poesie del giorno: 

Roberto Luzi –Ho disegnato il tuo viso con le ali di farfalla, stella che bacia l’ultimo sogno della notte-: Romantica retorica per dire di un innamoramento…cosmico.

Fausto Beretta –Fiori d’autunno-: Il cambiamento climatico, con queste temperature sempre più alte, ispira i bei versi di Fausto, dove persino i fiori confondono le stagioni.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Triste S. Valentino-: Un riflessione sul senso dell’amore in questi bei versi di un sensibile, romantico Giuseppe.

Cristiano Berni –“Donna chimera”-: Il romantico sogno di una donna dal grande fascino, narrato con enfasi dai versi di Cristiano.

Felice Serino -145 Funamboli-: Malinconica descrizione del passar della vita di una coppia, resa con suggestive, significative immagini, fin dal titolo.

Francesco Soldini -69. Soffia-: Un grido di dolore, nato dall’osservazione di quel che circonda. Odio, razzismo, sovranismo: intrisi d’egoistiche istanze porteranno alla dissoluzione della democrazia e di una pacifica, fruttuosa convivenza. Questo racconta il sensibile Francesco con questi suoi versi, densi d’amarezza.

Sandra Greggio –Aliante-: Bella la similitudine che Sandra ci regala, tra poesia ed aliante, e splendida la chiusa con quella magistrale definizione della poesia.

Alessio Romanini –Inchiostro e Poesia-: Pare essere risposta alla poesia di Sandra, questa di Alessio. Entrambe le poesie narrano dello stato d’animo che la poesia crea. Più poetica quella di Sandra, che vola in alto, più pragmatica quella di Alessio che usa la poesia quale mezzo per dirsi, rasserenandosi.

Salvatore Cutrupi –Fantasie-: Deliziosa l’immagine di foglie e fili d’erba che applaudono al ricordo di un amore, rivisto, romanticamente, tra un pianoforte e cesto di rose rosse. Più poetico di così!

Jacqueline Miu –Nemmeno il cielo è puro-: Sono versi che creano forti emozioni, questi di Jac. Resi con le immagini surreali di una Parigi incantata e di Notre Dame, bagnata da una romantica, per quanto sporca , Senna. E’ un grido d’amore ed una confessione quella che leggiamo, stupendoci di quel che porta a guinzaglio la nostra poetessa, ed essendole solidali per quel bisogno di Vicodin che pare unico rimedio ad un amore smarrito, ad una passione irrisolta. Racconto splendido, come molti altri regalatici, che quella frase in inglese (a quel tempo il sole bruciava più di oggi) diviene anafora che sottolinea una profonda malinconia. Complimenti.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

14-15 Febbraio

14 e 15 febbraio 2020

Poesie d’esordio:

Sole –Luna fuori servizio-: La descrizione di un cosmico amplesso, dove sole e luna personificano, interpretandolo, il sogno erotico del  fantasioso poeta.

Poesie del giorno:

Felice Serino -144 Casa di riposo-: Il commovente racconto dell’incontro con una madre disabile, in questi descrittivi versi di Felice.

Roberto Luzi –Solcherò questo mare nell’incerto silenzio dei miei passi-: Romantica riflessione sul malinconico andar della vita.

Fausto Beretta –Dal balcone-: Un indifferente cielo copre, quasi a spegnere, un bel panorama autunnale, in questo bel dipinto che creano i versi di Fausto.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Non più-: Il ricordo di un amato panorama cancellato dalla mutazione imposta dal cosiddetto progresso, in questi bei versi dal malinconico tono di Giuseppe.

Jacqueline Miu –Teuza-: LA CIUTA – I Non Poemi – Dopo aver perso la vista, Dio disse: “Si spengano tutte le stelle.”

Una sottile, amara, analisi psicologica di se stesso. Dubbi esistenziali che potrebbero essere di noi tutti, fossimo capaci di analizzarci con onestà. Jac ci invita, ancora una volta, a riflettere sull’essere, su ciò che ci circonda, sui nostri impossibili sogni incompiuti. In definitiva su dove sia la verità del e nel vivere. Se verità c’è.

Francesco Soldini -68. Fine anno-: Una dichiarazione d’amore rivolta alla natura dei monti amati, in questi intensi versi di Francesco.

Sandra Greggio –Fratelli-: Deliziosa similitudine resa in poesia da una sensibile Sandra.

Stefano Chiucchiù-…l’appuntamento.-: La storia di una presa di coscienza, molto ben narrata da questi versi di Stefano che dicono anche della pena di una opportuna rinuncia.

Antonia Scaligine –L’amore-: Molto ben rappresentato il sentimento dell’amore, con le pulsioni che genera, con le emozioni che dona, in questi belli e riflessivi versi di Antonia che, una volta di più, affermano che l’amore deve essere celebrato sempre e non solo nel consumistico San Valentino.

Alessio Romanini –Dolersi nella nebbia-: La malinconia di un paesaggio nebbioso, dove svetta un pino agonizzante, che pare aggiungere malinconia alla malinconia, narrata dai pennellati versi di Alessio.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

Caro Piero, a proposito di DEDICA, superando una certa pudica naturale ritrosia, non posso fare a meno di riconoscermi nel giudizio da te espresso. Esso mi lusinga e imbarazza allo stesso tempo e mi fa sentire, con tutta la modestia del caso, onorato di appartenere alla tua stessa militanza poetica, anche se con risultati, non sempre , pari ai tuoi e a quelli di molti autori e autrici del sito.(Carlo Chionne).
 

 

13 Febbraio

13 febbraio 2020

Poesie d’esordio:

Amos Sivieri –rubo l’emozione-: Suggestiva immagine detta in pochi versi.

Poesie del giorno:

Felice Serino -143 Poesia si fa-: Splendida la chiusa, dopo una poetica riflessione sulla poesia.

Roberto Luzi –Arriverò scalzo alla meta, il traguardo finale sarà questo seme di incantata bellezza.-: Beh per quel traguardo vale la  pena arrivarci scalzo, ma comunque d’arrivarci, se è vero che salverà il mondo…

Fausto  Beretta –Prati abbandonati e il bosco-: Una lotta tra l’attività dell’uomo e la rivalsa della natura che prosegue in quel voler preservare intatti sentieri montani, ricchi d’antiche storie umane e di ricordi, in questi bei versi di Fausto.

Cristiano Berni –“Vita”-: Una serie di poetiche considerazioni sulla vita e sui doni, belli o brutti, che regala all’uomo, in questi descrittivi versi, densi di amare analisi, di Cristiano.

Lisa Massei –Donna portaombrelli-: Singolare, suggestiva e amarissima è questa immagine della donna che, come un portaombrelli, convoglia lacrime nel suo ventre. E’ un grido di ribellione quello che Lisa ci invia, con questa sua drammatica poesia.

Alessio Romanini –La panchina-: Il dramma di una solitaria vecchia che, abbandonata su di una panchina, osserva giochi di indifferenti giovani, ben narrato dai descrittivi versi di Alessio.

Jacqueline Miu –gorgonauti-: -LA CIUTA- I Non Poemi – Dopo aver perso la vista , Dio disse: “Si spengano tutte le stelle.”-

Il tremendo titolo è il tema poi sviluppato dai durissimi versi di Jac. Un museo degli orrori è quello nel quale viviamo e noi viaggiamo in gorghi d’emozioni sempre più esiziali, fino a distruggerci, mentre Ananke sogghigna. Questo il drammatico messaggio che la nostra poetessa ci invia.

Francesco Soldini -67. Fuoco a Natale-: Le braci di un fuoco natalizio ispirano il poeta, per questa sua richiesta di poesia.

Sandra Greggio –La valigia-: E’ la notte salvifica, per le pene che il giorno regala, in questi versi dal malinconico tono della nostra Sandra. Drammatica , ma densa di poesia, l’immagine della valigia usata quale contenitore di dolori.

l più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

12 Febbraio

12 febbraio 2020

Poesie d’esordio:

Davide Scintu –Cosa mi accarezza l’anima?-: La pena che altri possono vivere causano pena e solidarietà, in questi intensi versi di un ispirato Davide.

Poesie del giorno:

Enrico Tartagni –L’universo irreale inesistente-: Da applausi frementi questa splendida descrizione del timore esistenziale per la morte, chiusa da un ispirata visione poetica con quel “Stendo qui davanti a me/un cielo di stelle d’universo…”. Complimenti vivissimi, Enrico. Questa è bellissima poesia, per le fantasiose, rutilanti immagini che regala e per l’analisi psicologica che rende dell’uomo di fronte alla fine, che credo potrebbe piacere moltissimo, oltre che a me ed a molti altri, anche la nostra Jac. Da leggere e rileggere. Bravissimo!

Felice Serino -142 Mi piace il tuo garbo-: Delizioso, amorevole omaggio all’amata moglie, reso con l’inimitabile, bellissimo stile del nostro Felice.

Vincenzo Patierno –Pellegrini oltre il tempo-: Si chiude il cerchio vita/morte/vita (o viceversa) insomma, e Vincenzo ne rende poetica testimonianza con questi suoi versi deal riflessivo tono.

Roberto Luzi –Le dolci note dei tuoi occhi ricamano la linea del tempo, nel silenzio di una preghiera risiede la pace che cercavo.-: Può esserci dichiarazione d’amore più dolce ed intensa di questa?

Giuseppe Gianpaolo Casarini –A ricordar profughi italiani-: Probabilmente è stato il ricordare l’eccidio crudele e sanguinoso delle foibe,  celebrato in questi giorni, che ha riportato alla memoria di Giuseppe altro fatto storico, immediatamente successivo alla fine della II° guerra mondiale, e cioè il referendum  per dichiararsi, e divenire, italiani o slavi (allora esisteva la federazione Jugoslava di Tito) tenuto tra i cittadini in terra dalmata.

Vivevo in quelle terre in quei tempi e ricordo che i friulani non gradirono (lo ricordano ancora oggi) le agevolazioni (lavoro garantito e ben remunerato anche in strutture statali) che il governo dell’epoca fece agli istriani perché scegliessero la cittadinanza italiana. Bella la poesia dell’amico Giuseppe che mi riporta indietro nel tempo, in anni  che furono densi di speranza e di passione politica.

Yasuke –Meditazione non civile-: Viene da lontano quella cultura cantata dai versi di Yasuke, si definisce razzismo e, come fiume carsico, torna periodicamente ad affiorare. Oggi scorre alla superficie, omaggiata da brindisi e alalà.

Fausto Beretta –Infinito … in guerra-: Bella domanda. Risposta: fino a quando ci sarà una religione (qualsiasi religione) utilizzata per eccitare gli animi di poveri di spirito, ecco che li si potrà strumentalizzare per perseguire interessi economici di chi, guarda un po’, religione non ha. Bella ed intensa la tua poesia. Complimenti Fausto.

Claudio Badalotti –Dolce musica-: La forza dell’amore, dunque, è quella che consola ed aiuta a vivere, affrontando, vincenti, le difficoltà della vita. Questo narrano i delicati versi che l’ottimo Claudio dedica al suo amore.

Sandra Greggio –Melograno-: Bellissima sintesi descrittiva di questo frutto di stagione, cui la nostra poetessa attribuisce calda immagine d’amore.

Alessio Romanini –Rumore dolce-: Serie di suggestive immagini collegate tra loro da una sottile musica. Ma la chiusa pare non essere coerente con ciò che precede, pare essere la presa d’atto di una amara delusione, dove è assente la musica.

Jacqueline Miu –Pietra-: LA CIUTA – I Non Poemi – Dopo aver perso la vista, Dio disse: “Si spengano tutte le stelle.”

Una “Vampira pietra”, ovviamente tombale, è il soggetto di questa poesia dal vago tono gotico, cui la nostra incommensurabile Jac dedica i suoi versi.

Carlo Chionne –Dedica-: Semplicemente deliziosi questi dolcissimi versi di un Carlo in grande forma. Leggendoli tornano alla mente i grandi classici che questo nostro grande amico sa rielaborare e rendere con la sua cultura e la sua sensibilità, deliziando il lettore. Suggerisco attenta rilettura di questa splendida composizione, mentre io invio un applauso a questo grande della cultura italiana, orgoglioso per la sua presenza nel nostro sito.

Francesco Soldini – 66. Senza Neve-: Un ricordo nostalgico di tempi un cui l’inverno era portatore di neve e non di sabbie da lontani deserti, causa cambiamenti climatici negati da singolari presidenti, in questi bei versi di Francesco. 

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

9-10 Febbraio

Carissimo Amico Piero Colonna Romano,
le tue parole riguardo la mia ninna nanna mi hanno sinceramente commosso!
Ti ringrazio dal profondo del cuore.
Un pomeriggio il mio bambino (sono padre), dormiva cosi dolcemente…
Le parole sono nate da sole.
Grazie di cuore! Ciao
Alessio Romanini

 

9 e 10 febbraio 2020

Poesie d’esordio:

Crystal Scesca –Il mio sole-: Una fremente richiesta d’amore e di solidarietà, resa con versi dall’intenso tono, sottolineato da un’anafora che dice del freddo che c’è nell’anima della poetessa.

Poesie del giorno:

Giuseppe Stracuzzi –Siamo ai primi passi-:  Deliziosa descrizione dei primi passi di un nuovo arrivato, che rende piena di gioia la vita di un nonno o di un padre apprensivi. Credo che chiunque leggerà questi versi non potrà che immedesimarsi, ripensando alle proprie esperienze con figli o nipoti. Grazie, Giuseppe, per l’emozione che ci hai regalato.

Santi Cardella –Pensiero d’amore-: Semplicemente deliziosi, per come tratta il tema e per la perfetta tecnica del sonetto caudato,  sono questi ispirati, bellissimi versi del grande Santi. Complimenti vivissimi, caro amico, con la forte speranza che questo poetare sia didattico e riaccosti con amore alla poesia, quella vera, tutti i lettori. Bentornato nell’azzurro, Santi e grazie d’esserci.

Gian Luca Sechi –Anni insieme-: La confessione di un essere negativo e privo di rimorsi, in questi forti versi di Gian Luca che narrano di una convivenza dove la donna è vittima, causa le sue debolezze, di un violento. Ovviamente, essendo poeta Gian Luca, ha certamente voluto narrare quel che troppo spesso accade nel nostro mondo, denunciandolo.

Felice Serino -141 Sogno di carta-: I versi di Felice mi fanno tornare alla memoria gli allucinanti e allucinati “Il processo” e “La metamorfosi” che, in effetti, sembrano nati da “labirinti mentali” senza via d’uscita. E bene questa motivazione è resa dal nostro amico, con questa poesia.

 Francesco Soldini -65. Fiamma-: Descrizione condivisibile dell’amore e dei suoi doni, in questi bei versi del riflessivo Francesco, che chiude la poesia definendolo “motivo dell’esistere”. Applausi.

Sandra Greggio –Poesie e poeti-: La spontaneità dello scrivere notturno, nel silenzio e senza nulla che distragga, bene espressa dai versi della nostra Sandra che chiude la poesia con una battuta spiritosa.

Euro Della Sala –Canzoni di ieri-: Molto bene descritto quel ritornare alla mente di antiche, indimenticabili canzoni. Quelle che hanno allietato la nostra gioventù e fatto da sottofondo musicale ai nostri sentimenti. “l’aria s’intride di passato” recita il poeta, un passato, che non potrà tornare, cui si pensa con malinconia.

Alessio Romanini –Dormi Lentamente Piano-: Tenerissima ninna nanna ad un neonato, da un innamorato padre (nonno?). Decisamente bella la poesia, meriterebbe essere messa in musica.

Jacqueline Miu –Asmò-: -LA CIUTA- I Non Poemi- Dopo aver perso la vista, Dio disse: “Si spengano tutte le stelle.”

Singolare definizione dell’amore che, almeno per quello basato sul sesso, trova accordo in Borges che definiva la copula “abominevole” (certamente più degli specchi che, in definitiva, moltiplicano l’uomo in finzioni) perché duplicano gli uomini, verso i quali lo scrittore non aveva gran fiducia. Ma la nostra Jac?

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

8 Febbraio

8 febbraio 2020

Poesie d’esordio:

Rita Santoro –Ritorno al paese natio-: Un dolce, malinconico ritorno nel paese amato nell’infanzia, reso con ben ritmati versi (spesso alessandrini) che bene rendono il sentire del poeta.

Poesie dl giorno:

Giuseppe Stracuzzi –Il fiore bello-: La metafora di una sorpresa, quella di scoprire il bello nascere

tra massi oscuri, che pare un inno di speranza da dedicare a questi tempi disperanti, per tutto ciò che ci circonda. Difficile immaginare che l’ottimo Giuseppe abbia voluto fare un delizioso acquerello su di un fiore che nasce tra le pietre.

Maurizio Mazzotti –Prepararsi al viaggio-: C’è in questi  bei versi una grande malinconia, la pena per un abbandono imminente nel quale si porteranno struggenti, dolcissimi ricordi. E struggente è l’anafora che sottolinea con forza la nostalgia per quel che si lascia. Poesia di forte intensità che colpisce e resta dentro.  

Cristiano Berni –“Il grande Sole nel cielo”-: Una laica preghiera al sole perché, con pagana magia, consenta un amore, prima di un esiziale invecchiamento.

Renzo Montagnoli –Un quadro di emozioni-: So che l’ottimo poeta e critico letterario Renzo vive dalle parti di Mantova, dove sono frequenti le mostre d’arte, oltre ad essere una città che immersa nell’arte vive (Palazzo Te, Palazzo Ducale, cattedrale ecc.) quindi è facile, davanti a qualche capolavoro o travolto dai tanti capolavori di una mostra, subire la sindrome di Stendhal e smarrirsi dentro un dipinto, confusi dalla bellezza e dal messaggio che ci invia. Renzo riesce, con questi suoi bei versi, a descrivere  perfettamente quella sensazione, ed io azzardo sia derivata dalla visione di un quadro del Mantegna.

Felice Serino -140 Fine anno-: La tristissima descrizione della fine di un homeless, nel freddo di fine anno, mentre attorno a lui impazzano feste ed auguri, resa con grande maestria, e profondo sentire, dai versi del nostro Felice.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Ombre misteriose-: Sogni che si proiettano, misteriosamente, sulle pareti di un camera da letto, in questi (inquietanti) versi dell’ottimo Giuseppe.

Jacqueline Miu –Incubo-: LA CIUTA –I Non Poemi- Dopo aver perso la vista, Dio disse: “Si spengano tutte le stelle.”-

Pare il racconto dell’attacco dello scespiriano Machbeth, con quelle tre streghe che preparano pericolosissimi filtri magici, usando anche gli elementi che Jac elenca. Ed in effetti lo scopo che si prefigge la nostra splendida poetessa non è tanto diverso da quello delle tre, anzi, continuando a leggerne i versi, direi che è esattamente quello: la nostra ha riassunto, con bella maestria, il dramma di Shakespeare, regalandoci un’inquietante capolavoro di gotica fantasia

Francesco Soldini -64. Imparando-: Un grido di dolore per questa vita alienante che viviamo, impossibilitati a fare scelte. Resta così un desiderio: volare per estraniarsi, per sentirsi liberi, in definitiva per vivere da uomini e non da ingranaggi di una macchina senza anima. Leggo così i forti versi dell’amico Francesco.

Alessio Romanini –Due anime-: La delicata, poetica descrizione di un primo amore, con i rossori e le emozioni che causa ed i pericoli che possono esserci per la sua durata, in questi versi, dal didattico tono, di Alessio.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

7 Febbraio

7 febbraio 2020

Poesie d’esordio:

Fabio Sangiorgio -…Ad uno ad uno-: Giorni che passano, dunque, tra peccati e pentimenti. Un amico che incita a viverli, così, come vengono senza rinunciarci. Bella poesia densa di un amichevole atmosfera di complicità.

Poesie del giorno:

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Meglio dolce tepor d’amore-: Lezione di vita è quella che la poesia di Giuseppe ci regala. Meglio il durevole tenero amore  di quello nato da improvvise violente fiamme, destinato a spegnersi rapidamente, come rapidamente nato.

Corrado Cioci –Sofia-: L’intenso racconto di un amore, respinto inizialmente perché nato tra dubbi, quindi esploso in progetto di “speranza e conforto”, narrato col noto stile del nostro Corrado.

Giuseppe Stracuzzi –M’ama, non m’ama-: Deliziosa narrazione di un amore giovanile nato tra i banchi di scuola. Giuseppe ne sottolinea, con grande maestria, i risvolti psicologici, i timori, le speranze, i sogni. Da applausi.

Enrico Tartagni –tramonto-: Il rapido mutare dei colori al tramonto, ispirano il poeta per questi versi che più che descrivere un fatto fisico, narrano le emozioni  e le riflessioni (su tempo e spazio) che può generare. Bravo Enrico!

Maurizio Mazzotti –Un twister nella testa.-: Il richiamo ad un gioco a sfondo sessuale, per dire della ricerca di parole che sfuggono, si incrociano, svaniscono, appunto come fossero soggetti di un twister. Decisamente originale ed apprezzabile è la poesia di Maurizio.

Felice Serino -139 Finestre d’aria-: La interpreto come la descrizione del saluto ad una salma, saluto che pare aprire orizzonti fatti di ricordi destinati a svanire , appunto come vuote “finestre d’aria”. Ma Felice chiude questa composizione con versi metaforici, ad alto contenuto poetico, che dicono che in quel bacio c’è un inesprimibile sentimento, smentendo la prima interpretazione.

Alessio Romanini –Vecchio-: Amara, intensa descrizione di quello che la vecchiaia può regalare all’uomo ed i sentimenti che può generare, compreso l’oblio del prossimo.

Cerco la fonte della giovinezza, cerco.

Jacqueline Miu –La valigia-: LA CIUTA- I Non Poemi- Dopo aver perso la vista, Dio disse: “Si spengano tutte le stelle.”-

E’ terribile la chiusa (coerente con tutto ciò che la precede) di questa amarissima descrizione di un mondo nel quale ci si può rifiutare di vivere. Una valigia, dunque, sempre pronta ad essere usata, una valigia dove non si potrà mettere né amore né ricordi. Vuota per un vuoto di sentimenti che ci offre questo mondo “di cui non ho avuto le istruzioni per l’uso”, come amarissimamente  recita la strepitosa Jac.

Antonia Scaligine –Il treno del tempo-: Il treno quale metafora dello svolgersi della vita, in questi bei versi di Antonia che mi fanno venire in mente Edipo e la Sfinge.

Stefano Chiùcchiù –Volevo dirti…-: Una timida (ma quanto intensa!) dichiarazione d’amore, resa con immagini di grande dolcezza.

Antonio Scalas –Non bastavano-: Altra deliziosa dichiarazione d’amore e d’innamoramento, resa con significative, alludenti immagini. Bravo Antonio!

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Due acquerelli a descrivere gli effetti di una nevicata ed il racconto di un sentimento, in una sera d’inverno senza pioggia, in questi tre haiku regalatici da Salvatore.

Francesco Soldini -63. Gita rimandata-: Il cambiamento climatico rende poco piacevoli le gite in montagna, dove, per trovare la desiderata neve, bisogna salire sempre più in alto. Così Francesco narra la sua delusione con questi appropriati, descrittivi versi.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

5-6 Febbraio

5 e 6 febbraio 2020

Poesie d’esordio:

Marcello Plavier –Declino-: La pena esistenziale che può esserci nel vivere fa sorgere domande sul perché si vive. Marcello, in questa  intensa poesia, evidenzia i suoi dubbi e le sue pene, coinvolgendo il lettore.

Purtroppo questo ottimo poeta ci ha lasciati anni fa. E’ in grossa misura per i commenti che fece su alcune mie poesie che proseguii a scriverne. Io lo ricordo con affetto, voi perdonatelo.

Poesie del giorno:

Felice Serino -138 Flebili echi di conchiglia-: Decisamente ermetica e dalle suggestive immagini che evocano la suggestione del mare ed il desiderio  ed i ricordi che possiamo averne. Ovviamente, forse.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Nelle pieghe del tempo-: Un tempo crudele, dunque, che impedisce il ricordare dolci ricordi, in questi bei versi di Giuseppe.

Tinti Baldini –Rabbia-: Sensazioni di rabbia, nate da quel che si vede in questo mondo pieno di iniquità, ispirano questi forti versi accusatori dell’ottima Tini.

Anna Maria Guerrieri -Sigaretta-: La consapevolezza del danno che provoca il fumo, sintetizzata in questi forti versi di Anna Maria.                                      

Filippo Genini –Cervellino-: Amara considerazione sull’uso sempre più ridotto che, col passare del tempo, possiamo fare del nostro cervello, in questi didattici versi del riflessivo Filippo.

Francesco Soldini -62. Eurocentrici-: Una profonda riflessione sull’Europa e sul sentirsene cittadini, in questi ispirati versi del convinto europeista Francesco. Versi condivisibili, sui quali sarebbe bene riflettere.

Alessio Romanini –Una notte apparente-: Serie di suggestive immagini, nate da una notte che pare insonne.

Jacqueline Miu .”Decapitato”-: -LA CIUTA-  -I Non Poemi- Dopo aver perso la vista, Dio disse: “Si spengano tutte le stelle.” –

Essere strumento dell’amore dunque, in questi versi/confessione della nostra incommensurabile Jac che , su quell’essere strumento (ovviamente consenziente) riflette sul suo essere speciale ed insicura. Mai appagata pienamente dalla vita, a questa ha innalzato altari dove esprimere preghiere per ridurre la crudele litigiosità dell’uomo. E conclude, la nostra generosa amica, confessandoci d’avere un nero segreto che pone alla disponibilità di chi saprà vederlo.

Interessante è, al termine della composizione, quel confronto tra diavolo e donna, dal che si dedurrebbe  che la donna, alla luce del sole, è più normale del demonio. Oibò!

Informo chi volesse utilizzare una mail, per eventuali comunicazioni da inviarmi, di voler utilizzare l’indirizzo: mkt.kor@gmail,com e non più il disastrato dominio di “libero”. (il vecchio indirizzo non più utilizzabile era: koropi@libero.it).

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

“Decapitato” Jac è formidabile! Una poesia fantastica!
La chiusa poi mi ha sorpreso. Brava.
Alessio Romanini
 

Grazie a Lorenzo e ai poeti azzurri
Tinti Baldini

 

4 Febbraio

4 febbraio 2020

Poesie d’esordio:

Federico Urso –I colori dell’amore-: Raramente mi è capitato di leggere una dichiarazione d’amore più colorata di questa. Un arcobaleno d’amore insomma, ai piedi del quale si può trovare l’incanto. Bravo Federico.

Poesie del giorno:

Felice Serino -137 Sguardi e il tracimare-: Le emozioni che può donare   l’amore narrate con versi che paiono lievi, dolci pennellate.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Nel mezzo di febbraio-: Un immersione romantica nella natura che inizia a risvegliarsi, raccontata con la maestria dei versi del nostro Giuseppe.

Enrico Tartagni –apro per gli appunti-: Ed in effetti sono versi che paiono, verso dopo verso, appunti per inizi di poesie. Buttati là, in attesa di un ispirazione che li costringa a diventare lirica, rinunciando alla libertà d’essere soli. Mi incuriosisce particolarmente quel “fangina tersa cotta al futuro” e resto in attesa di leggere suoi poetici sviluppi.

Cristiano Berni –“Lo specchio”-: Cercarsi in uno specchio, insomma, per vedere come il tempo  e le esperienze vissute ci cambiano. Su questo riflette, poeticamente, il nostro amico Cristiano

Silvano Notari –Silvy e Francy …anime inquiete-: Un rincorrere l’amore descrivendone le emozioni che se ne prova, in questi versi dall’intenso tono, di Silvano. L’anafora e la conclusione rassegnata danno alla bella poesia un malinconico climax discendente.

Vincenzo Celli –Il cerchio della vita-: Un magistrale descriversi, con suggestive immagini, in quello che, secondo Vincenzo, è il cerchio della vita.

Jacqueline Miu –tormento- LA CIUTA – I Non Poemi – Dopo aver perso la vista, Dio disse: “Si spengano tutte le stelle.” –

Un funerea previsione della fine, in queste  pessimistiche considerazioni della nostra Jac, seguita dalla preghiera d’avere un po’ di libertà anche dopo un trapasso cui non si è mai pronti. E, nonostante il tema non esattamente sensuale, poteva mai mancare il richiamo al sesso? Siamo nell’ombra più buia ma, per bacco! ombre fornicano con uomini e poi tra loro e quelli con quelli. E’ la Jac  di sempre, insomma, quella che ammiriamo e che ci diletta.

Salvatore Cutrupi –Vent’anni di meno-: Dolcissimo, malinconico ricordo di una giovane straniera la cui memoria non può essere dimenticata, in questi bei versi di un sensibile e bravo Salvatore.

Francesco Soldini -61. Autunno e primavera-: Convincente descrizione di un autunno inoltrato, con i suoi bei colori, e della previsione di prossime allegre nevicate che renderanno felici i bimbi, mentre nei campi dormono quei semi che fioriranno e daranno frutti in primavera. Insomma una delicata immersione nella natura, in questi bei versi del nostro amico Francesco.

Alessio Romanini –Sillabe del cuor-: Affettuosa dedica ai figli, grato per quello che sanno regalare commuovendo. Chiude la poesia la richiesta di non essere dimenticato in un dopo, resa con ispirato ed intenso poetare.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

Un caloroso e forte grazie a Piero Colonna Romano, per l’interpretazione della mia
Poesia “Pellegrino Ignudo” l’hai percepita per come la sentivo. Anche per “Pennellate di Colore”
Perché alla fine sono emozioni che ho provato in versi.
Sei un ottimo poeta, devo dire che ho imparato molto grazie a te e all’ottino sito gestito da Lorenzo.
Salutoni.
Alessio Romanini

 

Ringrazio Simone Magli per il prezioso commento alla mia poesia "vent'anni di meno".
Salvatore Cutrupi

 

Vorrei fare i complimenti a Salvatore Cutrupi, la tua poesia odierna "Vent'anni di meno" mi ha colpito molto, specialmente nella chiusa, in particolare gli ultimi due versi, che mi ha lasciato senza parole per la sua grande intensità:
e quel momento
in cui volevo spiegare
ma che poi non ho fatto
e lei non me l'ha chiesto.
Un saluto a te, ai miei amici Piero e Sandra, a Lorenzo e a tutti i sitani.
Simone Magli
 

3 Febbraio

3 febbraio 2020

Poesie d’esordio:

Unodellafollafolle –Due volte amore-: Un amore finito non può rinascere. Questa la tesi sostenuta, con grande convinzione e, mi pare, grande pena, dagli intensi  versi di Unoecc.

Poesie del giorno:

Maurizio Mazzotti –Guido-: Un dramma vissuto con una persona amata, schiava della droga e, per questo, privo di lucidità. Drammatico racconto reso con versi che dicono, con la violenza di un disperato grido, della disperazione di chi non è riuscito a porgere aiuto, né a trovare rimedio all’inevitabile disperante fine.  

Rosino Maranesi –Viso contro viso-: Emozioni  dolci, nello svanire del giorno trovando  conforto  nella vicinanza di un viso amato, narrate da versi che dicono di un incanto.

Fabio Rocca –La mia stagione-: L’amaro racconto di una (voluta) solitudine, ambientato in un periodo dove dovrebbe prevalere il calore dell’amore e della solidarietà, in questi versi densi d’amarezza di Fabio.

Annamaria Gargano –Notte-: Leggo una grande pena per se stessa, in questi versi che paiono descrivere una profonda crisi esistenziale.

Felice Serino -136 Il tuo sangue che vola alto-: Intenso omaggio ad una grande donna che se stessa ha sacrificato per dare conforto ad ammalati nella carne e nello spirito, reso con gli ispirati versi dell’ottimo Felice.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Non sciolte al vento-: Capita ai poeti quell’assenza d’ispirazione che non fa scrivere. Ma a Giuseppe capita che l’assenza di ispirazione lo ispiri a scrivere. Come questi significativi versi ci raccontano.  Complimenti.

Alessio Romanini –Pennellate di colore-: Difficile da interpretare questa di Alessio. Qualche suggestiva immagine, qualche ossimoro, qualche termine desueto. Forse è giusto il titolo, stando ad indicare, fosse un dipinto, un qualcosa d’astratto.

Jacqueline Miu –La mia mente mi mente- LA CIUTA- I Non Poemi- Dopo aver perso la vista, Dio disse: “Si spengano tutte le stelle.”-

Capita confondere la mente col cuore. Capita illudersi volendolo, per non vedere realtà sgradevoli. Capita così di confessarsi con un bianco foglio, un po’ come fosse lo psicanalista dal quale cerchiamo ragione e conforto. Ed ecco la nostra incommensurabile Jac che oggi si guarda dentro e ci narra i suoi più nascosti desideri, i suoi fantasmi, le sue pene. Ma, alla fine, ecco che torna la combattiva, passionale poetessa che è , ed ecco le mille vite da vivere, per lottare o, più semplicemente, per godere dei colori infiniti di un cielo, sublimandosi in quelli.

 Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

2 Febbraio

2 febbraio 2020

Poesie d’esordio:

Michela Turchi –Distanze-: Incomunicabilità, dunque, tra due differenti interpretazioni dell’amore, in questi ermetici e bei versi della bravissima Michela.

Poesie del giorno:

Maurizio Mazzotti –Perché-: Violenta denuncia del femminicidio, con suggestive metafore, e dichiarazione d’amore alla donna, qualunque sia il ruolo che svolge, in questi forti versi di Maurizio.

Vincenzo Melino –Nebbia mattutina-: Ben disegnata una nebbia mattutina, nel suo essere e nei sentimenti che può generare, da questi bei versi di Vincenzo.

Alessio Vailati –La parabola della lampada-: Bene illustrato, dai versi di Alessio, il significato della parabola della lampada cha appare ne citrato vangelo di Luca.

Aldo Calò Gabrieli –Paura di illudermi ancora-: Il desiderio ed il timore di rivedere una persona lontana, ispira Aldo per questi suoi versi, dove l’attesa si riempie di speranze e paure, che bene narrano e rendono lo stato d’animo del poeta.

Felice Serino -135 Luce al tuo passo-: Fremente, amorevole invito ad un figlio a vivere onestamente e nella fede la vita, in questi intensi e bei versi di Felice.

Giuseppe Gianpaolo Casarini – E quando viene primavera-: Il tema che ispira questi versi dell’ottimo Giuseppe è tema antico: c’è vita dopo la vita? Ed il nostro poeta lo svolge con amorevole ricordo nei confronti di chi ci ha lasciato e con la speranza che possano, in qualche modo, ancora partecipare al nostro mondo. Dolcissimi i versi che oggi il nostro amico regala.

Jacqueline Miu –Il Portale- LA CIUTA- I Non Poemi- Dopo aver perso la vista , Dio disse: “Si spengano tutte le stelle”- -Ed anche in questi versi della nostra Jac troviamo un tema simile a quello della precedente poesia. Qui il poeta chiede (e spera) non vi siano limiti in quell’oltre cui tutti siamo destinati, in modo da potere appagare ogni nostra domanda. E’ con la fantasia che possiamo immaginarle quelle risposte (forse sperando…) per poter(ci) dire “ecco sono andato oltre/ed esiste”.

Riflette quindi la nostra amica su ciò che ci aspetta ma è con grande malinconia che chiude la riflessione temendo il dopo, quel dopo dove non ci sarà più luce, né sensi, avamposto di un Ade fatto di notte e di nero.

Forse è in questa composizione che quel “Si spengano tutte le stelle.” detto da un Dio cieco, trova ragione e motivo d’essere.

Alessio Romanini –Pellegrino Ignudo-: Una appassionata metafora, detta con forti versi, per narrare del poeta, descrivendone attività e speranze irrealizzate. Leggo così questa poesia, densa di malinconico pessimismo, del nostro amico Alessio.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

1 Febbraio

1 febbraio 2020

Poesie d’esordio:

Antonio Turbian –I tuoi occhi-: WOW! Versi densi di romanticismo che dicono di un innamoramento senza limiti e che sembrano richiamare il “Cantico dei Cantici”. Bravo, Antonio!

Poesie del giorno:

Giuseppe Gianpaolo Casarin –Ombre-: Il fascino ed il mistero che possono donare le ombre (nate da luce del sole, da chiarore lunare o, più semplicemente dalla fantasia) bene espressi dai versi dell’ottimo Giuseppe.

Cristiano Berni –“Illusi”-: Paiono, questi intensi versi del riflessivo Cristiano, un ode alla normalità, per quelle delusioni che le rivoluzioni, a suo dire, sembrano avere portato. Ma dalla storia altra lezione ci arriva… Comunque su questi versi vale la pena di riflettere.

Isabel Gide –“Sento il ricordo-: La delusione, per fiabe che narrano un mondo fantastico ma che si rivela fatto d’inganni, ispirano questi forti versi, dall’amaro tono, di Isabel che scopre ben altra realtà, quando i fatti della vita altro rivelano.

Carlo Tella –Parole inutili-: Versi nati da una pena esistenziale che evocano, probabilmente, un bisogno di pulizia morale, resi con immagini metaforiche (per esempio quel labirinto dove le parole sembrano perdersi, o quel frutto non ancora maturo che tutto trascina). Poesia ermetica dunque, di non semplice interpretazione.

Felice Serino -134 L’inesprimibile-: Romantiche riflessioni forse nate da filosofiche reminiscenze. Spazio/tempo e il pensare ciò che per il solo fatto d’essere pensato esiste, si intrecciano nei versi dell’ottimo Felice, invitandoci a riflettere.

Alessio Romanini –Maggese Esistere-: Campi da coltivare sono un tipico panorama di questo febbraio. E per Alessio divengono lo spunto per riflettere sul lavoro del contadino, in questo periodo che pure dovrebbe essere d’allegria portata dal carnevale.

Jacqueline Miu –Sei mai stato all’Inferno-  LA CIUTA- I Non Poemi- Dopo aver perso la vista, Dio disse: “Si spengano tutte le stelle.”- E come non concordare con Jac? Il demonio si è trasferito in pianta stabile dalle nostre parti e le sue impronte divengono sempre più visibili, per esempio, nel razzismo o nell’antisemitismo di ritorno. Risparmio definire i “Figli d’Ade/cerimonieri della sua potente violenza” perché non amo il turpiloquio. E tutto il resto della riflessione  della nostra strepitosa amica su questo mondo è condivisibile. Triste metafora di quel che ci circonda e, purtroppo, di quel che ci aspetta.

Carlo Chionne –C’era una volta-: Un forte abbraccio a chi meglio di noi tutti vede e sente quel che ci circonda.

Antonia Scaligine –Febbraio con i suoi squarci di colore-: Deliziosa descrizione di questo mese dove impazza il carnevale, tentando di farci dimenticare le brutture che ci circondano, esorcizzandole.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

Strepitosa Jac! Questa nuova poesia “ sei mai stato all’inferno” pulsa
Di parole vere e forti
. Descritta da parole che entrano e non escono più.
Complimenti è strepitosa.
Alessio Romanini


Carissimo Piero Colonna Romano, il tuo generoso commento su “la vita che sorride” mi ha commosso. Mi fai credere poeta anche perché per me la poesia (oltre la forma) esprime la verità nascosta nell’anima. Ti ringrazio e ti sento veramente amico.
Claudio Badalotti


Carissimo Piero Colonna Romano, ti ringrazio di cuore per il generoso
E prezioso consiglio.
Seguirò quanto detto, perché amo scrivere e migliorare.
Grazie ancora per i commenti alle mie poesie, un caro saluto.
Alessio Romanini

 

31 Gennaio

31 gennaio 2020

Poesie d’esordio:

Denise Palumbo –Sognai un ritratto-: Un misterioso sogno, nato da un bisogno di divinità,  dona una forte emozione ma, come tutti i sogni, svanisce all’alba, Ben raccontata e bene resa dai versi di Denise, l’inquietante atmosfera del sogno.

Poesie del giorno:

Giuseppe Stracuzzi –Dove mi porta il cuore-: E può davvero commuovere l’incantata visione della costa calabra vista dalla Sicilia. E Giuseppe la vede nel sogno, avendo alle spalle, stagliantesi contro il cielo, Taormina. Sogno nel sogno, dunque, che non può far altro che  fare scaturire una lacrima nostalgica, da quella lontana Austria dove vive il nostro poeta.

Patrizio Spinelli –Verrà la città di vetro-: La città di vetro è dunque metafora di città priva di falsità e di egoismi. Città dove gli abitanti non subiranno condanne, dopo la morte, essendone ligi e generosi cittadini. Leggo così il bel racconto che Patrizio ci ha regalato oggi.

Felice Serino -133 Fiore nero-: Ermetici versi che evocano la pena di chi, emigrato per necessità, rischia perdere l’anima, inseguendo un effimero benessere,  scordando amori e le rassicuranti, pur misere, parete domestiche.

Salvatore Cutrupi –Sguardi-: C’è una costanza nel sentire di questo poeta, una costanza che lascia sempre attuali poesie scritte anni prima. Unica variante è un vago tremore delle mani, dovuto al passare del tempo che tutto può cambiare tranne il sentimento.

Alessio Romanini –Cinguetta un Dolore-: Ti ringrazio per le generose frasi che dedichi al mio modestissimo poetare e, se davvero vuoi migliorare e conoscere poesia, ti suggerisco di leggere con attenzione (magari stampando il tutto) quanto è presente in questo sito (generosa offerta del colto ed innamorato della poesia Lorenzo De Ninis) e cioè tutte le voci che seguono, in home page, il titolo “Ecco che cosa vi offre il sito”. Si tratta di un approfondito, prezioso manuale che suggerisce il modo di fare corretta poesia, dove se ne troverà la giusta tecnica, unita ad ampi esempi delle opere dei più famosi poeti.

La poesia che oggi proponi è, come quasi tutte le altre composte, realizzata con liberi versi a metrica variabile, organizzati in tristici. Si tratta dell’ispirato racconto di un episodio della natura, reso con belle immagini ma con qualche ossimoro (albeggiare ilare tra scheletriche ombre, per esempio o quell’amata malinconia) e da qualche chiusura di verso che non può generare enjambement, come sembra intendere (cito: III° verso Il mare, V° verso Stridenti IX° verso Cinguetta). Comunque di piacevole poesia trattasi, ma di più avrei gradito (per quel che può contare, ovviamente) leggere “aria” e non “aere” , “dolore” e non “dolor”. Un cordiale saluto.

Laura Toffoli –Preghiera di chi spera-: Un grido di dolore realizzato con piacevole poesia che è atto d’accusa nei confronti di un uomo distruttore dell’ambiente. Un uomo, ubriaco di consumismo, che si illude di imitare la natura anche con i suoi manufatti di inquinante plastica. Versi sui quali sarebbe bene riflettere, proposti dalla sensibile e brava Laura, cui invio un caro saluto.

Jacqueline Miu –La morte ride-: LA CIUTA -I Non Poemi- Dopo aver perso la vista, Dio disse: “Si spengano tutte le stelle.”-

Ed anche la nostra strepitosa Jac lancia un atto d’accusa contro questo incosciente uomo consumistico, produttore di morte per la natura. Quella natura che, attendendo la fine, fa sconsolatamente scrivere alla nostra “Come alle veglie irlandesi/la morte gioca a carte sulle bare degli errori”, quale  triste profezia.
Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

30 Gennaio

Carissimo Piero Colonna Romano,
ti ringrazio infinitamente per il tuo suggerimento.
Sono sempre ben lieto di imparare nuove tecniche e il modo giusto di comporre.
Mi si riempie il cuore di gioia, quando mi puoi dare suggerimenti, io amo scrivere
Scrivo da sempre, ma da autodidatta a volte ho dubbi e lacune.
Ed avere incontrato un grande Poeta come te che mi da suggerimenti mi incoraggia
A migliorare e ad andare avanti. Grazie colmo di calore.
Alessio Romanini

 

30 gennaio 2020

Poesie d’esordio:

Silvia Trabanelli –Ricordi-: Ricordi che ritornano con suggestive atmosfere, molto ben narrate da un ispirata Silvia. Decisamente affascinante il racconto, reso con belle, nitide immagini e con l’effetto che queste fanno nella mente del poeta. Complimenti.

Poesie del giorno:

Felice Serino -132 Ricordo un angelo-: Un delicato, tenero ricordo infantile raccontato col bello stile dell’ottimo Felice.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Frobolier d’amore-: Deliziosa similitudine nella durata che può esserci tra le scintille che nascono, battendo un martello su di un incudine e le fiamme che potrebbero sorgere per frasi d’amore lanciate a mo’ di dardo, nel cuore di una destinataria.  Fiamme che per poco fiammeggiano, insomma, ma di grande intensità.

Certo che la fantasia del nostro amico poeta pare essere senza limiti e noi gliene siamo grati.

Maurizio Mazzotti –Isabella, l’amore non va in pensione-: Struggente dichiarazione d’amore, nonostante gli anni passati assieme abbiano modificato le immagini di un tempo giovanile. E come non concordare col sentimentale Maurizio?

Eleonora Pozzuoli –Splash serenade-: Altra bellissima, per altri versi, dichiarazione d’amore e di desiderio, resa con fantasiose immagini dalla bravissima Eleonora.

Jacopo Bonfanti –L’essere bendato-: Il rifiuto della realtà, quindi, bendandosi per non vederla. Mi pare questo il senso dei versi di Jacopo che tira in ballo, forse ad esempio, il gigante che nella mitologia sostiene il mondo.

Cristiano Berni –“Racconto veneziano”-: Il racconto di un abbandono ambientato ìn una notturna Venezia che trasuda romanticismo per la descrizione che ne fa l’ottimo Cristiano. (vagamente rammenta quell’ ”Uomo in frac” del grande Modugno.)

Enrico Tartagni –Viaggiatore-: E riecco l’ermetico Enrico che, in questa occasione, evoca un amore e qualcosa di esoterico. E’ un viaggio quello che ci invita a fare, un viaggio all’inutile ricerca dell’amore, mentre il tempo sta per finire.

Jacquelin Miu –Allucinazioni- La Ciuta- I Non Poemi –Dopo aver perso la vista, Dio disse: “Si spengano tutte le stelle.”- La solitudine confortata dal sogno, mentre il tempo si va esaurendo. E riecco la gotica Jac che narra di tombe, di funerali e di notti passate nell’insonnia che hanno, quale ancora di salvezza un forte amore. Ma tutto ciò è frutto di una possessione diabolica, quella che muove la mano di una stregata poetessa. (visti tutti i quadri che proponi e ci ritrovo Pollock e Picasso con vago accenno ai putti di Raffaello. Mi ha affascinato un materico e movimentatissimo mare azzurro. Artista a tutto tondo dunque. Complimenti.)

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Due deliziosi quadretti invernali (il primo ed il terzo)  ed un capolavoro realizzato nel secondo. Complimenti vivissimi.

Alessio Romanini –Cardellino-: Poesia caratterizzata dal colore verde dall’inizio alla fine, detto in vari modi poetici. Vi leggo una mesta atmosfera fatta di solitudine e di preghiere, fino a quando il canto di un cardellino non la allevia. (Alessio consentimi un suggerimento: le tronche quasi mai fanno poesia, non solo ma in certi casi –due vocali contigue in due parole tipo “dolor ansante”- sono una forzatura inutile, visto che, comunque, si eliderebbero in lettura)

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

28-29 Gennaio

28 e 29 gennaio 2019

Poesie d’esordio:

Rudi Toselli –Nostalgia-: Nostalgia di istanze di maggiore giustizia, sia retributiva, sia relativa alla dignità (e quindi al trattamento) dell’uomo, indipendentemente dalla sua etnia, religione o colore della pelle. La risposta alla domanda di Rudi probabilmente l’ha data Hobbes (o, qualche tempo prima, Seneca) col suo “homo homini lupus” che, in altri termini, significa che l’età delle caverne è finita solo esteticamente.

Poesie del giorno:

Felice Serino -123 Munch-: Il tragico, inquietante urlo di Munch, tradotto, con bella maestria e realismo nei forti versi di Felice.

Giuseppe Gianpalo Casarini –Cercando Solitudine-: La surreale descrizione di uno stato d’animo che, per appagare il suo bisogno di compagnia, pare avere bisogno della solitudine.

Per contro pare che i versi dell’ottimo Giuseppe narrino di un malessere donato da un eccessivo caotico affollamento, al quale si cerca rimedio, appunto nella solitudine.

Renzo Montagnoli –C’erano freddi-: Romanticissimo Renzo! Ecco che quella nuvoletta che si crea col fiato, quando il freddo ci circonda, trasformarsi in un “ti amo” che scalda e dissolve ogni nube,  dando vita a questa deliziosa poesia.

Claudio Badalotti –La vita che sorride-: Romanticamente raffinata è questa bellissima dichiarazione d’amore di un Claudio in strepitosa forma poetica. Complimenti vivissimi per questo idem sentire, così deliziosamente narrato.

Nino Silenzi -Il Passato-: Alla fine questa bella poesia di Nino si rivela profonda riflessione filosofica sul passato, resa, con grande maestria, da una serie di limpide metafore. E con questo ottimo poeta come non concordare? Senza passato, semplicemente non saremo più.

Antonia Scaligine –La memoria di lor sempre nel cuore-: La bestialità di certi personaggi, personaggi che stanno tornando per rammentarci del loro apparentamento con le belve più oscene, ispira la bravissima Antonia per questi versi dal nobile tono accusatorio, il senso dei quali è soltanto condivisibile.

Jacqueline Miu –LA CIUTA –I Non poemi- Dopo aver perso la vista, Dio disse: “Si spengano tutte le stelle.” –La strega-: Cara Jac, innanzitutto grazie per il chiarimento: fino ad oggi avevo conosciuto vari modi per definire la strega (per esempio basura, in Liguria) ed oggi ce ne unisco il tuo.

In effetti da molti dei tuoi scritti si alzano sulfurei effluvi che donano apprensioni, quanto i gotici racconti di Poe. Fortunatamente quasi sempre in essi prevale la passione e l’amore, in un mix di amor/orrore che lascia senza fiato. Oggi, finalmente, si comprende che queste ispirazioni provengono  dal tuo essere ciuta e sei molto fortunata perché la Santa Inquisizione ha archiviato (mica tanto tempo fa)  il Malleus Maleficarum.

Ovviamente non serve dica che scherzo, anzi ti rinnovo la stima più profonda, assieme ad un caro saluto.

Sandra Greggio –Cercami-: Un intenso invito al rivivere amore, in questi forti versi della bravissima ed ispirata Sandra.

Carlo Chionne –Emilia Romagna-: E speriamo che questa vittoria (quanto dovuta alle sardine?) sia l’inizio della fine per quel losco personaggio e per i suoi sodali.

Non vorrei, a proposito di Pascoli, doverlo così parafrasare: “Settembre andiamo, è tempo di migrare/or che terra d’Italia quei nazisti/hanno distrutto sin dai monti e al mare/ché della storia son revisionisti.”

Salvatore Cutrupi –Il sole addosso-: Bei versi che narrano della normalità, dunque, normalità che si esalta e diviene racconto d’amore, leggendo un vecchio, amato libro.

Alessio Romanini –Un Venticel-: Sprazzi d’inverno che preludono la primavera in questi versi piuttosto complessi di Alessio.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

“Cercando Solitudine” di Giuseppe Gianpaolo Casarini, mi piace questa personificazione,
che si scopre alla fine essere un'unica cosa con il poeta.
Alessio Romanini
 

 

27 Gennaio

Grazie infinite J, le tue parole sono magnifiche!
Grazie di cuore.
Alessio Romanini
 


27 gennaio 2020

Poesie d’esordio:

Michele Tornani –Ho perso l’attimo-: L’amara analisi di una vita sprecata, fino a quando un salvifico vero amore torna a dare speranza e ristoro, in questi forti versi di Michele.

Poesie del giorno:

Gloria Malinda Grams -Nella mia mente vagando va lo messere errante, avvolto da un mantello che irriconoscibile lo rende, ma che vaga di continuo-: Ben arrivata nell’azzurro, Gloria! La nostra nuova amica qui esordisce con una poesia in bello stile simbolista, quello dal metro libero (verso senza obbligo di metrica e di rima) che Whitman propose, i futuristi italiani apprezzarono ed alcuni grandi poeti francesi (Mallarmè, Baudelaire, Rimbaud, Laforgue ecc) adottarono spesso per le loro poesie rese in “vers libre”. In pratica allora si compì la ribellione al verso sillabico, rendendo la poesia più vicina alla prosa, pur restando poesia. Tutto questo oggi la sensibile e fantasiosa Gloria ci propone, quale tecnica di narrazione di un suo sogno angoscioso dove un personaggio (che a me pare metafora della tentazione o del male in assoluto) la insidia, essendo comunque perdente per la sua determinazione a non cedere, a non arrendersi. E’ brava la nostra poetessa a comporre forti immagini, che bene rendono il  suo sentire e la sua vittoria sul male.

Felice Serino -130 Allucinate visioni-: Magistrale descrizione di quella sensazione che si può provare sognando di cadere. Qui il fantasioso e bravissimo Felice la ambienta davanti ad un televisore, dove capita spesso di addormentarsi, avendo incubi (indotti, magari, da ciò che stavamo vedendo). Fortunatamente c’è il risveglio (che qui è rappresentato, metaforicamente, da quell’emergere “come d alti muri d’acqua”). E, come sempre, questo è ciò che io sento, leggendo questo Felice.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Quel sognatore di fiabe-: Deliziosa descrizione di un vero poeta:  quel sognatore capace di tradurre in fiaba i suoi sogni. Complimenti, Giuseppe, per questa bellissima poesia. Abbiamo bisogno tutti di sognare. Grazie.

Cornelia Paun Heinzel –Tempo – Voltare-: Bella riflessione sul diverso modo che hanno gli uomini di interpretare la realtà che ci circonda e persino il tempo che passa, in questi versi dal riflessivo tono della bravissima Cornelia.

Cristiano Berni –“Un inferno d’intolleranza”-: Fortissimo atto d’accusa verso l’intolleranza e verso tutto ciò che la genera, in questi versi, pienamente condivisibili, dell’ottimo Cristiano.

Alessio Romanini –Un Freddo Profumo-: La leggo come poesia dalla forte, negativa connotazione esistenziale. Le (significative) belle immagini che la riempiono potrebbero essere autoritratto del fisico e del sentire del poeta. E quel “Ultimo ricordo di ciò che sono.” pare confermare che questa ermetica poesia se stesso evoca.

Antonia Scaliggine –La giostra della vita-: Come il tempo che passa possa mutare la percezione che abbiamo delle cose (in questo caso di una giostra) la raccontano, con bella maestria, i versi della nostra amica Antonia.

Jacqueline Miu –Lo Spaventapasseri (La Ciuta – I Non Poemi – Dopo aver perso la vista, Dio disse: “Si spengano tutte le stelle.”)-: “Un inganno in un altro inganno” è frase che mi fa ricordare Borges ed i suoi specchi. Ma un po’ tutta questa poesia della magnifica Jac risuona di Borges e di quei racconti dove parlava di violenza e di destino che la rendeva inevitabile. Mi è venuta voglia di tornare a leggere “Finzioni”. Un caro saluto e grazie Jac.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

Alessio Romanini - Grazie. Umile grazie. Invece io mi complimento per i tuoi lavori che denotano una crescita e mi aspetto di leggere meraviglie. Un saluto a tutti .
J
 


Ciao Piero, rinnovo i grazie umili infiniti ma sentiti poiché mi migliora ogni tua parola. La ciuta sarebbe secondo me e per non cadere nel banale "La Strega" - diciamo che ogni donna (o forse anche uomo) nasconde dentro di sé ... qualcosa di ultraterreno magico e spesso in disaccordo con le regole divine. Nessuno è perfetto e guai lo fosse, la perfezione è da automi e preferisco definirmi migliorabile che arrogante e gretta. Quindi la Ciuta è una metamorfosi, una muta, da strega a donna e da donna a strega. Tutto bene Lorenzo? Sei il nostro anfitrione e la nostra stella polare ... che mai la tua e nostra storia si consumi.
Felice giornata a entrambi
J
 

 

25-26 Gennaio

Vorrei rinnovare, perché mi sta molto a cuore farlo, ringraziare Lorenzo per ospitarmi e per darmi
L’opportunità di pubblicare le mie poesie, e Piero Colonna per i suoi commenti, che diventano ottimi suggerimenti.
Grazie.
Alessio Romanini
 

 

25 e 26 gennaio 2020

Poesie d’esordio:

Tomas –Sarò felice…-: Meritoria dichiarazione d’intenti, resa con intenso poetare. (sempre efficace e opportuna è la scritta sulla porta del santuario ad Apollo a Delfi: “conosci te stesso”)

Poesie del giorno:

Enrico Tartagni –Il mio pianto-: Esistenziale pena per quel tempo che passa, per quel freddo che talvolta sentiamo nell’anima, per quel misterioso infinito (già, proprio quello di Leopardi) il cui senso ci sfugge, in questi versi dal riflessivo tono di Enrico.

Claudio Badalotti –La musica della mente-: Forte il richiamo ad  Eraclito e ad Epicuro in questi bei versi di Claudio che riflette sul tempo che passa (panta rei, ricordate?) e cambia, più correttamente, la parola “morte” in “finire” perché  “…suona meglio/conferma il principio/di poter ricominciare dal nulla.” come il poeta, assieme al filosofo, afferma.                                                                  

Carlo Festa –La vita-: Bella dissertazione poetica sulla vita e sopra i suoi doni, graditi a volte, a volte sgraditi, in questi versi dell’ottimo Carlo.

Felice Serino -129 Lettere amo indorare-: Insomma c’è poca differenza tra le parole fritte e rifritte (cioè più volte cambiate, modificate, rettificate ecc.) e le patate fritte. Poesia, zeppa di luminose metafore, che potrebbe essere l’algoritmo per ricetta di cucina sul come friggere al meglio le patate. Ovviamente non me ne voglia Felice (che ha la mia stima più sincera) per questa scherzosa interpretazione.

Jacqueline Miu –Il Diavolo-: (La Ciuta –I non poemi- Dopo aver perso la vista, Dio disse: “Si spengano tutte le stelle”) -  

Leggere questo straordinario discorso di uno spaventato demonio mi fa ricordare quello strepitoso monologo finale del film “L’avvocato del diavolo”, dove Satana (papà) vincitore ma non  burattinaio del mondo, descrive (alla sua maniera ovviamente) Dio ed il dono del libero arbitrio: “regala gli istinti all’uomo ma fissa le regole in contraddizione: guarda ma non toccare, tocca ma non gustare, gusta ma non inghiottire. E mentre l’uomo si barcamena tra tentazioni e divieti Dio guarda e si sbellica dalle matte risate. E’ un guardone giocherellone, insomma.”
Strepitoso film e strepitoso Al Pacino.
Ma qui Jac per il demonio ha una sorta di pena per la paura del dolore, per la paura d’ “essere divorato dall’impotenza terrena”, per quel “vagare imprigionato dal nulla e per sempre”  che con i versi della nostra  Satana dichiara. Un diavolo sconfitto dunque, anche dal buio creato da un accecato Dio (Dopo aver perso la vista, Dio disse: ecce cc.).

Di tutta l’affascinante composizione di Jac mi resta una curiosità: cos’è La Ciuta?

Carlo Chionne –Oltrepassamento-: E qui l’incommensurabile, colto poeta Carlo si supera e ci regala un esempio di pura poesia filosofica che richiama alla memoria Empedocle ed i suoi contrari, quei contrari, in perenne conflitto tra loro, senza i quali il mondo non sarebbe. Da applausi con richiesta di bis. Complimenti vivissimi, caro amico.

Silvia Trabanelli –Lasciatemi guardare-: Bei versi, spruzzati di romanticismo, della brava Silvia.

Alessio Romanini –Rime invertite nel petto-: Decisamente ermetica è poesia che evoca il bisogno di partecipare, scrivendo versi, del dolore del mondo e della solitudine e Alessio chiude questa composizione, dalle suggestive immagini, esternando il desiderio di trovare rime, persino nello stelo di un fiore.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

“ Diavolo” dell’ottima Jac, mi sembra di vedere Il Diavolo
Come una figura fragile alla fine, che soffre e ha paura come un
Comune mortale, descritto e rappresentato in maniera magistrale.
Complimenti Jac, sei formidabile.
Alessio Romanini
 

 

23-24 Gennaio

Ringrazio Piero Colonna Romano per il prezioso commento alla mia poesia"Sussulto" e ad Alessio Romanini per il gentile apprezzamento.
Salvatore Cutrupi

 

“Sussulto” del bravo Salvatore Cutrupi, è molto bella e condivisibile. Complimenti
Alessio Romanini
 

Complimenti al bravo Armando Bettozzi!
Alessio Romanini
 


23 gennaio 2020

Poesie d’esordio:

Marzio Tinti –Inconscia presenza-: Il desiderio di restare, o tornare, bambino in questa poetica prosa di Marzio.

Poesie del giorno:

Cristiano Berni –“Cuore tenace”-: Le caratteristiche, la forza e la dolcezza, di un cuore, rivelata “Dall’azzurro dei tuoi occhi”  che azzurro d’occhi di innamorata parrebbero essere. Poesia che è un ode ad un cuore, alle sue capacità di rivelare amore e fermezza, resa con ispirati versi.

Michele Aulicino –Gli invincibili-: Decisamente apprezzabile la descrizione delle caratteristiche che Michele attribuisce ai poeti, con ispirati e bei versi. Ed è in quei poeti che il nostro ottimo amico si identifica, ed è con quegli insegnamenti che vive e guarda al futuro, regalandoci una pregevole poesia.

Antonella Frison –La neve-: L’incanto e la meraviglia che dona la neve al risveglio mattutino ben descritti dai versi di Antonella.

Felice Serino -128 Agli occhi del cielo-: Versi, dal suggestivo tono di fortissime immagini, che mi pare siano stati ispirati dalla parabola dei lavoratori della vigna (vangelo secondo Matteo) che recita: “beati gli ultimi perché saranno primi”. Parabola di grande attualità, oggi che il caporalato è tornato in auge… Così il proprietario della vigna potrà, oggi, trasformarsi nel caporale ed è a questo che Felice dedica i versi di questa poesia. Almeno credo.

Alessio Romanini –Profumo di Sofferenza-: Strofe che dicono, con grande forza, di una profonda pena esistenziale.

Jean Marc Bennet per Jacqueline Miu –Et quand l’heure vient. Ode à la Providence-:      Lo rivela sin da subito il titolo: i versi che seguono sono un ode alla Provvidenza (ma proprio quella divina) per avere incontrato Jac, quella Jac cui la Provvidenza accende il volto, facendo cessare il tumulto e consentendo agli occhi di abbracciare l’ineffabile, come raccontano gli ultimi frementi versi. Ovviamente quando arriva il momento.

Salvatore Cutrupi –Sussulto-: Batto e ribatto la lamina del verso, scrisse D’Annunzio e molti di noi lo fanno e scrivono e riscrivono, e cambiano posto alle parole (ah gli accenti, gli accenti!) e cercano sinonimi. Poi, tempo dopo, si rileggono le proprie opere e, essendo cambiati i tempi ed il modo d’essere, qualcosa pare non funzionare più. E si torna a cambiare, non considerando che la poesia è anche figlia di momenti particolari. Salvatore, con questo suo racconto, questo ci ha, didatticamente, raccontato, alternando, con bella maestria, frantumati endecasillabi a settenari.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

Armando Bettozzi Complimenti!
  J Miu

 

 

22 Gennaio
 


 

 

22 gennaio 2020

Poesie d’esordio:

Terence  -Angelo custode-: Una laica. mistica preghiera con la richiesta di un amore decisamente terreno, in questi intensi versi di Terence al quale si può inviare solo auguri per il (meritato?) successo.

Poesie del giorno:

Felice Serino -127 L’ora che dall’alto-: Un tirar di somme di una vita con bilancio negativo, in questi versi dal durissimo tono per  quelle immagini inquietanti che disegnano.

Giuseppe Gianpaolo Casarini -27 Dicembre-: Dolcissimi auguri per il compleanno di una nipote, resi con versi ricolmi d’affetto.

Claudio Badalotti –La mia inesistenza-: Una filosofica, negativa riflessione sull’uomo e sul suo in-esistere, in questi significativi versi del nostro Claudio. Antico, irrisolto problema è quello che questa poesia pone, soprattutto per chi non ha, quale riferimento che dà senso alla vita, un Dio creatore.

Lisa Massei –A.C.-: E’ certamente casuale l’accostamento di questa poesia alla precedente ma a quella pare dare risposta, sin dall’inizio con quel “Tu non sei solo/nato.” e con le metaforiche immagini che poi seguono e che sembrano indicare un Dio creatore amorevole. Ovviamente così non è ed i bei versi di Lisa sono dedica affettuosa ad un non meglio identificato A.C.

Eleonora Segreto –Il Profeta-: Ed anche questa poesia, dall’ispirato mistico tono, pare risposta e seguito alle precedenti due. Eleonora compone, con forte ispirazione religiosa (che mi fa ricordare Siddharta) questo ringraziamento, per la grazia del vivere ricevuta e per il perdono dei peccati commessi, ad un generoso Creatore.

Antonio Sangervaso –il paesaggio-: Un sogno, dunque, che trasporta in un caotico paesaggio. Sogno che, al risveglio, diviene realtà, in questi versi, densi di pessimismo, di Antonio che ci dona un primo verso ad alto contenuto di poesia.

Jacqueline Miu –sunny day dreamer…-: Sognatore di una giornata di sole, dunque, è quello che afferma il titolo/tema. E segue adeguato svolgimento dove il sogno si realizza nell’esaltazione dei sensi, nella sublimazione dell’eros nell’incontro di corpi sudati dal piacere.  Ed ogni verso gronda desiderio d’amore. E così, alla fine della lettura, si può soltanto ricominciare, per fare un viaggio dentro un anima assetata d’amore e di vita, trovandovi anche un forte  ammonimento/invito, giustificazione di tutto quanto abbiamo letto, in quel “agli stolti il mondo che si limita a non andare oltre il sogno” .

Ok Jac!

Antonia Scaligine –Impercettibili sogni-: Sogni, dunque, fugaci visioni che svaniscono col ritorno alla realtà. Questo narra, con le belle metaforiche immagini di una significativa e bella poesia, la nostra ottima Antonia.

Tiziana Cocolo –La memoria del futuro-: Che sia il manzoniano “Addio ai monti” ad avere ispirato la bravissima Tiziana o i suoi versi ad averle riportato alla memoria quel famoso brano de “I promessi sposi”, non è dato sapere. Certamente la poesia che oggi ci ha regalato è un intensa, magistrale riflessione sulla capacità di capire (o di sentire)  fede e mistero nella “passeggiata della vita”. Brava Tiziana!

Alessio Romanini –Porpora Tiglio-: Suggestive e belle immagini di teneri nidi tra fronde d’alberi e di quel pettirosso che, timidamente come il cuore del poeta, becca briciole. Questo raccontano, come fosse acquerello, i versi di Alessio.

Sandra Greggio –Spirale-: Una riflessione sull’egoismo che ci fa dimenticare le necessità degli altri, nei versi di Sandra.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

20 Gennaio

20 gennaio 2020

Poesie del giorno:

Renzo Montagnoli –La gioventù-: Versi, con significative metafore, per narrare, con la maestria di Renzo, quel desiderio di crescere rapidamente che c’è in impazienti giovani  per avere, una volta superata la maturità, malinconica nostalgia per quel che più non è possibile avere. Solo con i sogni ci si può illudere ma, come è noto, i sogni muoiono all’alba e nulla di loro resta. Bella, triste e realistica poesia dell’ottimo nostro amico.

Cristiano Berni –“Immoto Mare”-: Leggendo Cristiano mi torna in mente Baudelaire ed il suo “uomo libero sempre avrai caro il mare” (da L’uomo e il mare). Bella questa ode al mare, ricca di intensi e bei versi che ne dicono l’amore ed il fascino. Ed io concordo.

Domenico Montingelli –Domani-: Merita applausi (ed auguri…) questo intensissimo dichiarare amore con versi infuocati da un inarrestabile sentire amore. Complimenti, Domenico!

Felice Serino -125 La penna nella luce-: Ispirata lezione di vita, per un vivere nella fede, resa con versi dalla forte intensità, nati da profonda convinzione.

Fausto Beretta –Germogli nuovi-: Un fremente atto d’accusa all’uomo che sta distruggendo la natura (e quindi la vita) dell’unica terra che ha per vivere, in questi versi, sui quali riflettere, del sensibile Fausto.

Giuseppe Stracuzzi –Malinconia-: Un canto alla natura amata che in questi bei versi torna nel ricordo malinconicamente e con coinvolgente commozione.

Alessio Romanini –Guardo di Solitudine-: Immagini pennellate che, coerenti col titolo, raccontano di solitudine e di nostalgia, in una bella, descrittiva poesia.

Sandra Greggio –La notte dello spirito-: Una tentazione negativa rifiutata, avendo altri ideali da perseguire, in questi bei versi di una Sandra in gran spolvero.

Laura Toffoli –Parole…le tue-: Un dolcissimo invito ad un luminoso amore, in questi romantici versi della bravissima Laura.

Jacqueline Miu -Le ciel bleu sur nous peut s'effondrer … Magic in a bottle-: Ancora Parigi e la Senna in questo forte invito all’amore della strepitosa Jac che, dopo un inquietante titolo, sa regalarci anche versi di notevole bellezza quale “la mia (anima nuda) non è un fiore ma ha un lungo ramo verso le stelle” che sempre dicono del suo desiderio di cielo e di volo. E così si susseguono immagini forti e richiami a poeti e musicisti, a maudit ed a inferni., inframezzati da forti, seducenti convinzioni (Mon amour crois-tu qu’on s’aime/Dieu réunit ceux qui s’aiment, afferma la nostra romantica amica). Spettacoloso il richiamo a Notre Dame liberata dai tarli da un purificante fuoco, tanto per non farci dimenticare la Jac  gotica. In definitiva leggiamo una poetessa che ci regala versi dal forte fascino che nascono da un appassionata visione della vita, stordendoci.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

18-19 Gennaio

Vorrei rinnovare il mio caloroso grazie a Piero Colonna, le tue parole
Mi riempiono il cuore di gioia.
Veramente uno straordinario grazie.
Grazie anche per il consiglio sulla rima interna, cercherò di sviluppare
Questa tecnica. Grazie ancora grazie.
Alessio Romanini
 

Grazie a tutti gli azzurri ed un
caro saluto al vate Lorenzo
Tinti Baldini

 


18 e 19 gennaio 2020

Poesie d’esordio:

Livia Fedele –Alba-: Un dolcissimo risveglio, descritto in romantica atmosfera, tra profumi d’erba bagnata da rugiada e cinguettio d’uccelli felici. Poesia, insomma, narrata poeticamente.

Poesie del giorno:

Giuseppe Stracuzzi –La prima candelina sulla torta-: Pare disciogliersi di commozione e di tenerezza questo nonno innamorato della nipote. Solo che questo nonno è anche poeta e, come tale, narra del suo sentire e ci coinvolge. Complimenti, caro Giuseppe ed auguri alla tua deliziosa nipotina.

Corrado Cioci –Il vecchio porto-: Poetica prosa ispirata dalla visione del bel porto di San Felice Circeo, a mio giudizio eccessivamente ricolma di inutili  (fastidiose in lettura) tronche.

Claudio Badalotti –Fiori del mio giardino-: Ripeto quanto già scrissi giorni fa, essendo identica la poesia: Una dolcissima, romantica visione di fiori che sbocciano e divengono fonte di nettare per le api, che ispira la considerazione di quel che la vita può regalarci e sfocia nella mistica immagine di un Dio generoso nei suoi doni all’uomo. Poesia di forte intensità che l’ottimo Claudio oggi ci regala.

Carlo Festa –Cosa succederà-: I dubbi e le incertezze di ciò che ci attende nei cambiamenti, voluti o imposti, nella vita, qui espressi dai versi di Carlo.

Gian Luca Sechi –Scegliere-: Così il poeta analizza un rapporto finito in frantumi, attribuendosene la responsabilità per mancanza di determinazione.

Felice Serino -124 La casa delle nuvole-: I sogni, i desideri, i progetti della gioventù affollano una fiabesca “casa delle nuvole” e questo raccontano i deliziosi, bellissimi versi di un ispirato Felice.

Fausto Beretta –Bambino e madre, nostri-: Fremente accusa alla cecità che ci impedisce di vedere le sofferenze altrui, complice l’appagamento delle nostre consumistiche voglie. Come non concordare con questi forti versi del sensibile, ottimo Fausto?

Jacqueline Miu -the air is shimmering …my midnight love-: Sono senza fiato. Tra poco rileggerò questa strepitosa dichiarazione d’amore e di desiderio, nata da un infuocata passione. Ed ancora un volta i versi di Jac ci portano in cielo e poi ci precipitano in un inferno dove i sensi si sublimano e/o affogano spegnendo le fiamme, come fossero lava ardente. Labbra di fuoco, aria lucente, carne tigre mai sazia. E strepitoso (e originalissimo, da ricordare) quel “oh mio mulino tu mi frantumi il cuore in grani”. Che altro dire di questa nostra poetessa, se non ringraziarla d’esserci?

Alessio Romanini –Gemito Imbroglione-: Altro meritorio, complicato esercizio di rime in questa composizione (fosse un quadro lo direi astratto) decisamente piacevole e vagamente ermetica, che pare narrare della fine di un amore con i sentimenti e le reazioni che può generare. E sempre complimenti ad Alessio al quale mi permetto di ricordare che le rime possono anche essere interne (in verità una c’è, ma forse non voluta: immiserito/scolorito).

Euro Della Sala –Tramonto di luna-: Una notte di luna piena che tramonta in sconosciuti lidi, mentre nell’uomo resta il desiderio di rivederla, narrata dai limpidi versi di Euro.

Sandra Greggio –Daisy (Margherita)-: Dedica ad una piccola micia salvata dalla strada e divenuta amica grata, in questi versi dal tenero tono di Sandra.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

Un Grande Caloroso Grazie a Piero Colonna Romano
Per l’ottimo commento e l’interpretazione della mia poesia.
Sei un poeta straordinario, e le tue meravigliose parole sono uno
Stimolo a migliorare la tecnica e sviluppare nuove impressioni poetiche.
Grazie.
Alessio Romanini
 

Tinti ringrazia Piero Colonna per il commento.

 

17 Gennaio

17 gennaio 2020

Poesie d’esordio:

Massimo Di Rienzo -…Scienze politiche…-: Spiritoso uso della terminologia (più o meno) politica per narrare di un desiderio di sesso, realizzato dal uno spassoso Massimo.

Poesie del giorno:

Fausto Beretta –Paradisi in vendita-: Ermetici versi che evocano ricordi dolcissimi (quei paradisi dipinti) che paiono svaniti nel tempo, in una poesia dal tono denso di malinconia.

Anna Maria Guerrieri –Telefono-: Strumento che unisce, dunque, è il telefono veicolo di sentimenti talvolta contradditori. Peccato che Anna Maria non ci abbia resi edotti di quali siano le parole che, talvolta non udendone lo squillo, s’accendono.

Vincenzo Celli –ambulanti-: Veloci pennellate per dipingere gli ambulanti con le loro abitudini di vita professionale ed il loro sentire, in questi descrittivi e bei versi di Vincenzo.

Tinti Baldini –Quiete-: L’attesa di un positivo, gioioso evento ha bisogno di un atmosfera di pace, altrimenti può crearsi nell’anima forte tensione. Traduco così i versi (vagamente ermetici) della bravissima Tinti cui invio un caro saluto.

Giuseppe Stracuzzi –Com’era bello!-: Semplicemente delizioso il ricordo di tempi passati, con le abitudini d’allora ed i sentimenti che fa  nascere. Applausi convinti a questo mixare dialetto e lingua, che rende la poesia e quel che racconta più viva, quasi vivente quadro. Complimenti vivissimi caro Giuseppe, mi hai commosso. 

Filippo Genini –Road Rizzi Blues-: San Tommaso vide o toccò? È problema irrisolto, mentre Filippo invita un amico, alla maniera di Gesù con San Tommaso, a vedere e sentire per credere, e non potrà quindi dire, essendo l’apostolo rifiutatosi di toccare: beati coloro che credono senza vedere. Ecc. ecc. ecc.

Della fantasiosa poesia, fatta da una serie di inviti resta apprezzabile il richiamo al ritmo.

Felice Serino -123 Da mondi di vetro-: Il sottotitolo chiarisce il senso della poesia che ci dice di un sogno, di un desiderio d’astrazione guardando ed aspirando a volare in alto, in un cielo puro verso puri astri.

Sandra Greggio –L’oltre-: Intensa riflessione sull’oltre, dimensione fuori dallo spazio/tempo cui la nostra poetessa pare aspirare, per superare la fisicità e divenire puro spirito, resa con bello ed ispirato poetare.

Jacqueline Miu –Invasori-: Questa volta  la nostra Jac non guarda al cielo desiderando volarvi, ma è, al contrario, un alieno che, caduto sulla terra, su questa terra, ne subisce le negative suggestioni. Quello che non manca (e come mai potrebbe?)  e fa molto male è “l’amore promesso per sempre/che resta lì/in un bicchiere mezzo pieno”. Insomma come dire che l’amore è universale. Nel bene e nel male. Per il resto (e come sempre) la lettura che ci propone la nostra amica è grondante fascinose immagini e piacevolissima.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

16 Gennaio

16 gennaio 2020

Poesie d’esordio:

Gerardo Di Pietro –Estraneo-: Quindi un divenire estraneo ad un mondo cui si appartiene, man mano che il tempo scorre e dalla giovinezza si approda alla maturità, in questi bei versi dalle metaforiche immagini e dal malinconico tono.

Poesie del giorno:

Felice Serino -122 L’altalena-: Un nonno che spinge sull’altalena un nipote, immagine tradotta in ispirata poesia da un magistrale Felice che ci dice anche come quel volo del fanciullo sia (o torni) nel desiderio del nonno. Complimenti, come sempre.

Cristiano Berni –“L’attore”-: Belli i richiami, da Pirandello ad Aznavour a Leoncavallo, che riempiono questi intensi versi dell’ottimo Cristiano che oggi ci narra gioie, dolori e psicologia dell’attore, con gran bel poetare. Complimenti!

Fausto Beretta –incontro-: E dopo un attore, ecco il  capace regista teatrale che ci narra di un romantico, sensuale incontro sotto l’affascinante luce della luna, con efficaci, piacevoli versi.

Claudio Badalotti –Fiori del mio giardino-: Una dolcissima, romantica visione di fiori che sbocciano e divengono fonte di nettare per le api, che ispira la considerazione di quel che la vita può regalarci e sfocia nella mistica immagine di un Dio generoso nei suoi doni all’uomo. Poesia di forte intensità che l’ottimo Claudio oggi ci regala.

Alessio Romanini –Stormire  Piangente-: Ode al salice piangente, dunque. Ma, al di là delle belle immagini che lo descrivono assieme alle emozioni che generano, di notevole in questa poesia c’è lo sforzo (notevolissimo) del poeta nel mantenere le stesse rime (con un paio di assonanze) dall’inizio alla fine della composizione. Come diceva D’Annunzio: “batto e ribatto le lamine del verso”… Bravo, Alessio!

Sandra Greggio –Velo di stelle-: Il conforto che può dare un regalato velo di stelle è immagine ad alto contenuto poetico che Sandra oggi ci regala.

Salvatore Cutrupi –Mary-: Didattico componimento che insegna, a uomini e donne, come presentarsi, per aver successo, ad un appuntamento che si suppone romantico. Che non ci siano limiti ai temi per fare poesia, oggi lo dimostra anche il nostro amico Salvatore.

Antonia Scaligine –Spesso la vita ti chiede di…-: Una riflessione, tradotta in poesia, su come cambia i rapporti tra persone il tempo che passa e che invecchia. Poesia didattica della nostra bravissima Antonia, dunque, sulla quale è bene soffermarsi a riflettere.

Javqueline Miu –Les amoreux des bancs public-: Ed in effetti la chiusa di questa lunga dichiarazione d’amore e d’attesa (sulle panchine in riva alla Senna) ne dichiara il senso: essere un canto d’amore.  E, come spesso accade, Jac ci prende per mano e ci invita a camminare in mezzo a paesaggi romantici (Parigi ne è la capitale assoluta) con passi che saranno scanditi dalle canzoni di Prevert e dalle poesie dei poeti maledetti, mentre la Senna scorre. La nostra amica, questa volta , ci regala anche un umoristica definizione di come si può sentire il cuore (o la carne) di un innamorato, affermando :”la carne sta nelle proprie ferite come il prosciutto in un panino”. Cioè in attesa (e con lo forte speranza) d’essere addentata. Jac, Jac sei grande!

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

15 Gennaio

15 gennaio 2020

Poesie d’esordio:

Cesare Di Muzio –I sogni-: Il desiderio di continuare a vivere di sogni e nei sogni, bene espresso dagli intensi versi di Cesare. Purtroppo muoiono all’alba i sogni, lasciando il posto alla giornaliera prosaicità del vivere.

Poesie del giorno:

Felice Serino -121 Gocce di sogno-: Quei bellissimi primi due versi potrebbero essere una suggestive e bella definizione di cosa sia la poesia, inventata da un ispirato Felice che, non pago, prosegue con altra splendida immagine con quell’auspicare che “sprizzino gocce di sogno/come da mammelle”.  Così nasce la poesia, pare dire il nostro poeta, non sapendo mai dove ti porterà. Da applausi.

Rosino Maranesi –Un emozione-: Magistralmente descritta un emozione ed i suoi effetti da questi ispirati endecasillabi dal giusto ritmo.

Silvano Notarri –Puzzle-: Ed anche Silvano (come Felice) narra della poesia e la definisce, con bella ispirazione poetica, un puzzle realizzato con tessere dense d’emozione e di “fantasmi colorati”.

Fabio Rocca –Fuori, la neve-: Immagini dell’inverno bene rese dai descrittivi versi di Fabio.

Carlo Tella -Con il sudore-: Decisamente ermetica, probabilmente il poeta intende evocare la pena del vivere.

Jacqueline Miu –Uomo libero-: Anche di questa breve composizione il tema principale è la libertà. Quella libertà per la quale si combattono persino gli uragani, secondo la nostra magnifica Jac.

Alessio Romanini –Pensiero-: Suggestive immagini si susseguono in questi versi di Alessio. Versi che sono un’invocazione al pensiero (quindi al poeta stesso) perché con maggiore ottimismo guardi alla vita, narrandoci (e sognando) anche di sogni.

Sandra Greggio –L’aquilone-: Una malinconia da combattere, per quella irrefrenabile voglia di vivere la vita, guardando in alto come fa un aquilone, in questi bei versi della nostra Sandra.

Salvatore Cutrupi –Miopia-: C’è una grande rassegnazione in questi forti versi accusatori di Salvatore che attribuisce nefasta indifferenza all’uomo, nei confronti delle disgrazie che affliggono il mondo, siano dovute alla natura o siano dovute al suo comportamento.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

14 Gennaio

Grazie di Cuore, caro Amico Piero Colonna Romano
Il tuo commento meraviglioso alla mia poesia non solo mi rende felice
È un nuovo stimolo a scrivere e migliorare. Grazie
Anche un caloroso Grazie a Lorenzo il quale mi ospita nell’azzurro!
Alessio Romanini

 

14 gennaio 2020

Poesie d’esordio:

Giovanni Della Torre –Amami-: La vera richiesta è “accettami in toto”, detta con convincente autoritratto.

Poesie del giorno:

Santi Cardella –La Serenissima-: WOW !  Splendida ode d’amore alla città più bella e romantica del mondo. Mi associo ai versi del grande Santi per quel che dicono e per come lo dicono. Ma Santi, si sa, è poeta dal quale imparare e romantico q.b. Complimenti, caro amico.

Carlo Festa –Il primo amore-: Proprio così: il primo amore non solo non si scorda mai ma cambia dentro. Bene esposto il pensiero ed il sentire dell’ottimo Carlo.

Felice Serino -120 Al crocevia dei venti-: Il bisogno di avere ispirazione, in questa poetica sintesi del bravissimo Felice.

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Cala il sole in mezzo alla nebbia, ed i versi di Salvatore, come fossero pennelli, ne descrivono  l’atmosfera che va ad incupirsi.

Jacqueline Miu –acchiappa chimere-: Cadere e volare, dunque, come fosse sogno e desiderio. Cadere fin quando i soli sensi non basteranno a capire. Cadere per trovare parole che non sono ancora state inventate. Cadere per uscire da questo universo che ci è alieno. Un volo nel sogno, ecco questo desidera la nostra strepitosa Jac. E noi con lei.

Alessio Romanini –Mare Aggrottato-: Poesia densa dell’atmosfera di un mare corrugato, dove la luce azzurra dona freddo e la schiuma grida lamento. Un orizzonte al tramonto si veste di rosso, mentre si appresta l’inverno e quel mugghiar del mare diviene metafora dell’umano patire.

Tutte suggestive e belle le immagini che Alessio ci porge, per narrare del fascino di quel mare.

Sandra Greggio –Farfalle-: Tradotto: ho bisogno di sogni. E Sandra lo sintetizza, quel bisogno, con magistrale sintesi poetica.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

Ho trovato splendida per immagini, suggestione e spessore la poesia "Echi d'infanzia" di Felice Serino. Complimenti davvero Felice, hai del talento.
Buona serata
Simo
 

 

13 Gennaio

13 gennaio 2020

Poesie d’esordio:

Bruno Guidotti –Il canto della sirena-: Traduzione poetica (anche perché la poesia a volte è inganno) della più famosa tentazione di Odisseo. In questa poesia, resa magistralmente da Bruno, il famoso viaggiatore cede alle canore  lusinghe della sirena, tanto una di più o una di meno se occhio non vede cuore non duole (quelli di Penelope).

Poesie del giorno:

Isabel Gide –I tempi cambiano…-:  Nostalgia per gli ismi del passato ? Il rosso del comunismo ed il nero del fascismo, secondo la bravissima Isabel sarebbero scomparsi, come morti ideali. E speriamo abbia ragione, anche se forte si sente l’afrore del nero sovranismo. Perbacco altro ismo!

Ma complimenti merita la nostra amica per questo suo bel poetare.

Giuseppe Dabalà –Uno strano Natale-: Il ricordo di un fatto vero, accaduto nell’ultima guerra, narrato con forte emozione e bel poetare dal nostro amico Pino, al quale invio un caro saluto.

Cristiano Berni –“Il freddo”-: Gli effetti di un freddo inverno narrati con coinvolgenti descrizioni dal poetare di Cristiano, che inoltre inserisce, tra strofa e strofa,  un’anafora…da brividi.

Felice Serino -119 Nell’inquieto mio cielo-: Mi sono sempre chiesto, leggendo la biblica storia di Giobbe, che mai gli sarebbe accaduto se non avesse avuto tutta quella pazienza e, soprattutto, tutta quella (rassegnata) fede. Probabilmente sarebbe diventato il massacrato personaggio per  un film di Dario Argento.  Ma Felice, coerente con la fine della narrazione (sul tuo cammino risplenderà la luce) gli dona “angelica veste”.

Sandra Greggio –Solitudine 2-: Il bisogno di solitudine, quasi come fosse un rifugio salvifico, bene espresso da questi versi , dal riflessivo tono, di Sandra.

Salvatore Cutrupi –Foglie-: Una metaforica foglia che pare rappresentare se stessi con un bisogno di solitudine e/o col pensiero del tempo che manca allo restare appesi al nostro albero della vita, in questi meditativi versi del nostro Salvatore.

Jacqueline Miu –vieni a letto con me-: Un lampone innamorato di una ciliegia. Accidenti se questa non è metafora di qualcosa di più hard, che sarà mai? Non è metafora, al contrario, il titolo che in seguito, ove ci fossero dubi, è ripetuto verso la fine della poesia, poesia che si chiude con improvvisa illuminazione, dopo un cenno al poeta del buio, delle tombe scoperchiate e dell’orrore.  Jac, Jac, sei forte!

Antonia Scaligine –Stazione di ricordi-: Bellissima quell’immagine della valigia “perduta strada facendo” per rappresentare malinconici, nostalgici ricordi, “abbandonati sui binari morti/in vecchi treni/pieni di sogni/rimorsi e rimpianti”. Complimenti vivissimi, Antonia, per queste significative metafore che rendono superlativa questa splendida poesia.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

12 Gennaio

12 gennaio 2020

Poesie d’esordio:

Giuseppe Gravante –Solitudine-: Una riflessione sulla solitudine che, talvolta, ispira un guardare al cielo per averne consolazione. Leggo così questi versi di Giuseppe.

Poesie del giorno:

Annamaria Gargano –Neve-: Poetica dichiarazione d’amore, resa con versi  d’alto, piacevolissimo lirismo.

Carlo Festa –Nel paese dei balocchi-: Dunque un paese fatto da effimeri ideali, destinato a non avere futuro. Che sia il paese che certi loschi politici ci promettono? Profetica è la visione contenuta nei versi di  Carlo e resta soltanto fare scongiuri, sventolando, contro rosari, sardine.

Isabel Gide –Angelo nero-: Amarissima invettiva indirizzata ad un personaggio che molto ha deluso programmi e sogni di vita serena, resa con sincopati versi che fanno pensare a singhiozzi.

Felice Serino -118 Echi d’infanzia-: Ricordi d’infanzia (di un infanzia che, simile a terreni a maggese, attende soltanto la semina di cultura) narrati con bella maestria dai bei versi del nostro Felice.

Francesco Soldini -60. Regali-: Ode al regalo natalizio, dunque, in questi versi , dal riflessivo tono, di Francesco che, inoltre, offre lezione di vita, equiparando regali materiali a regali d’amore e di sentimenti.

Sandra Greggio –Solitudine 1-: I vantaggi che può regalarci la solitudine, qui narrati dalla riflessiva Sandra che prima ne ha sentito il peso e poi ne ha apprezzato le possibilità, in termini di libertà d’espressione.

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Tre piacevoli quadretti, resi con veloci pennellate made in Japan.

Alessio Romanini –Chimera Diafana-: Il mese di gennaio narrato nelle sue caratteristiche principali da questi versi di Alessio, chiusi da un riflessione sul sentimento della gente che lo vive.

Jacqueline Miu –Affetto da abissopatia Oceanica-: Altro fremente invito all’amore, intessuto di gotiche immagini dove Thanatos ed Eros si intrecciano e si separano alternativamente (Empedocle, Empedocle!) e dove spunta, quasi a prenderne ispirazione per un qualche suo racconto dell’incubo, Poe.

Erotica q.b. anche in questa occasione la nostra strepitosa, impagabile Jac che riempie questa poesia (come tutte le sue altre) di immagini surreali e suggestive da ricordare (tipo quell’ “a giugiularci/come marmotte scaldate da un tiepido astro” ed altre).

Applausi e richiesta di bis.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

11 Gennaio

11 gennaio 2020

Poesie d’esordio:

Alberto Cavaliere –Domenica-: Insomma una mutazione di donne lavoratrici in fameliche api golose di miele, da dare e da ricevere, grazie al dì di festa. Complimenti ad Alberto per questa spiritosa composizione, perfetta nella metrica e nell’alternarsi delle rime.

Poesie del giorno:

Felice Serino -117 Le vene cariche di notti-: Una pessimistica descrizione delle sensazioni che può portare la notte, con gli ermetici versi di Felice.

Annamaria Gargano –Non mi ricordo-: La drammatica analisi di un vivere priva di ricordi (che sfuggono dalla memoria o dai quali ci si vuole allontanare) resa con la fortissima intensità di versi il cui senso è sottolineato dalla drammatica anafora (Non mi ricordo). Poesia che coinvolge il lettore, rendendolo partecipe del sentire del poeta. Complimenti, Annamaria!

Aldo Calò Gabrieli –Insonnia-: Pensieri che affollano la mente, durante notti passate nell’insonnia, magistralmente descritti dai versi di Aldo che chiude la poesia con tre versi che paiono sospiro di sollievo per la fine della notte.

Jacqueline Miu –immagina un fiume scorrere al mare che lo respinge-: Già, sognando una storia d’amore, ecco quel che può accadere. Favola sognata, dunque, ed espressa con la passionalità della nostra amica, con la sua fantasia, con la sua maestria nel saper riempire la pagina (e la mente del lettore) d’amore chiesto e offerto. Grande Jac, dunque, come sempre.

Antonia Scaligine –Noi…che usiamo le vocali-: Omaggio alla vocale, in questi didattici versi della bravissima Antonia.

Francesco Soldini -59. Saluto alle montagne-: Leggendo questi versi descrittivi, omaggio alla natura, dell’ottimo Francesco, chissà perché mi torna in mente quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno tra due catene non interrotte di monti ecc.

Sandra Greggio –Il profumo buono della solitudine-:  Bellissimo questo guardarsi, regina della casa, nel silenzio che placa e ristora. Belli i versi di una strepitosa Sandra che ci regala poesia sin dal titolo di questa bellissima composizione. Indimenticabile quel “rumore blando del silenzio”. Complimenti.

Salvatore Cutrupi –Tutti i miei sogni-: Da applausi è questa bellissima poesia dell’ottimo Salvatore che di sogni parla, ma di sogni che sono realtà talvolta dolente, talvolta piena d’amicizia e di mare. Magistrale l’anafora che sottolinea un desiderio del poeta e ottimamente lo comunica al lettore.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

Desidero ringraziare, in particolare, tre persone: in primis Lorenzo, che mi ospita e che è sempre presente, inoltre Piero Colonna Romano, che si prende cura di me nel dare tempestiva notizia dei miei concorsi e J.M. Un grazie di cuore anche, ovviamente, a tutti gli altri poeti che navigano nell'azzurro.
Sandra Greggio
 

 

8 Gennaio

8 gennaio 2020

Poesie d’esordio:

Giovanni Mangiacotti .Carnevale-: Scritta 14 anni fa rimane attualissima e, con tutta la sua amarezza, pare cronaca dei nostri giorni. Chi contestò “homo homini lupus” ?

Poesie del giorno:

Michele Aulicino -La Strada Al Posto Dei Pensieri-: Ermetica ed evocativa di riflessioni sul vivere e sull’essere. Versi, che sono analisi di se stesso e, filosoficamente (Empedocle insegna) di quell’amore che ricompone gli universi.

Antonio Sangervasio –Il paesaggio-: Le incertezze che ci circondano, spunto per questa poetica riflessione di Antonio.

Antonella Frison –Natura divina-: Uno sguardo verso l’alto ed un dis-perdersi nell’infinito, con romantiche considerazioni bene espresse dai versi di Antonella.

Felice Serino -114 La Poesia-: Lievi  e bellissime pennellate sono questi versi che narrano della suggestione che può dare la poesia.

Jacqueline Miu –strawberry woman blueberry boy-: Donna vampira, travestita da fragola, vuole pranzare con (ma proprio con) ragazzo mirtillo. Scene di fondo, a sottolineare il cannibalismo d’amore, che l’ottima regia della nostra compone per noi e per il nostro godimento (splendida, per esempio, quella Senna che scivola tra seni). Grazie sempre, Jac.

Francesco Soldini -56. Ecologista-: Condivisibile dichiarazione d’intenti dell’ottimo Francesco che auspica un mondo diverso da quello che certi loschi individui propongono alle nere anime razziste che circolano dell’ex Bel Paese.

Silvia Trabanelli –Com’è stonato-: Poesia densa di una malinconica atmosfera, bene resa dalle immagini che la brava Silvia dipinge con i suoi versi. Metafora di un malinconico sentire e di un guardare ad un cielo che sempre più pare allontanarsi dalla terra.

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Tre pennellate per dipingere tre eterogenee immagini.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

Grazie di cuore a te Piero Colonna Romano, da quando invio le poesie e leggo i tuoi
Commenti, ho cercato e migliorato il mio modo di scrivere, poi sei un grande poeta!
Un grazie anche a Lorenzo, che seguendo il suo sito ricco di contenuti poetici…metrica figure retoriche…etc…
Ho migliorato l’aspetto tecnico.
Ed un grazie a tutti i poeti, perché sono cresciuto anche a leggere le loro belle poesie, un ottimo confronto!
Grazie!
Alessio Romanini

 

7 Gennaio

7 gennaio 2020

Poesie d’esordio:

Mario Malgeri –Lia-: Un romantico, nostalgico, bellissimo ricordo narrato con ispirati, romantici versi.

Poesie del giorno:

Felice Serino -113 Qui ci sta bene uno spazio-: Deliziosa descrizione della poesia e delle suggestioni che può donare, in questa apprezzabile lezione dell’ottimo Felice.

Corrado Cioci –Domenica-: Normali immagini di un normale vivere il dì di festa, narrate con versi, vagamente naif, fortemente descrittivi.

Jacopo Bonfanti –Solito fiore-: Poesia nata da un qualche sconforto esistenziale, narra di un malinconico guardarsi, disadattato, in mezzo alla gente. Suggestive e belle le immagini che Jacopo compone, per dire del suo sentire.

Salvatore Cutrupi –Inverni-: Grondano poesia molti versi di questa bella poesia di Salvatore. Da ricordare: “i mille passi/d’un sabato sera”, “è come un pianoforte /su in collina”, “scalda l’imbarazzo dei pensieri”, in definitiva molto ben descritta una fredda giornata d’inverno.

Alessio Romanini –Rugiada sulle Ciglia-: La dura descrizione di un vivere malinconico, chiusa (travolgente climax ascendente) da un capolavoro poetico di grande bellezza nei tre versi conclusivi. Un grazie di cuore per i complimenti che mi hai dedicato.

Jacqueline Miu –Il cavallo è spaventato, chiamalo indietro-: Un pot pourri di immagini eterogenee,  dalla (deliziosa) famiglia Adams, al perentorio invito a fare meno parole e più fatti, al sogno di Peter Pan (e di molti di noi). Il tutto indirizzato ad un distratto Reynolds, per concludere, filosoficamente, che l’ultimo luogo selvaggio sulla terra è la speranza. Ed a quella si appella la strepitosa Jac, mentre noi dei suoi racconti surreal/metafisici non possiamo che continuare a godere, applaudendo.

Sandra Greggio –Un sogno in culla-: Il bisogno di sognare e, nel sogno, vivere, ben narrato dai versi dell’ottima Sandra.

Francesco Soldini -55. La condivisione-: Il bisogno di solidarietà e d’amore, per affrontare i disagi che può regalare la vita, ben espresso dai versi del nostro Francesco.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

Complimenti a SANDRA GREGGIO per il meritato premio. Auguriamo nuovi grandi successi.
JM
 

 

8 gennaio 2020

 

XV° CONCORSO DI POESIA

ARONTE

Cari amici ho il grande piacere di informarvi di un ulteriore brillante risultato ottenuto dalla nostra ottima poetessa

SANDRA GREGGIO

che per la sua bellissima poesia

ORE PIGRE

ha ottenuto dalla severa giuria del concorso un lusinghiero diploma di merito

 

 

 

A Sandra invio i  miei più vivi complimenti, restando in attesa di ulteriori sue meritate vittorie.

Qui di seguito vi invito alla lettura dei suggestivi, intensi versi della poesia:

 

Cosa faccio

nelle ore pigre?

Lascio vagare lo sguardo

a raccogliere ragnatele

di malinconie.

Poi le ricamo

facendone poesia.

Piero Colonna Romano

 

8 gennaio 2020

 

Cari amici, come previsto ed augurato, proseguono le affermazioni della nostra preziosa poetessa

SANDRA GREGGIO

che anche in questo prestigioso concorso di poesia, per la sua bellissima

PIOGGIA DI BACI

ha ottenuto una lusinghiera

SEGNALAZIONE DI MERITO

A Sandra invio ancora i più vivi complimenti per questi suoi strepitosi successi,

successi che vanno ad incrementare un già pingue, meritatissimo palmares.

Qui di seguito vi invito a  godere di questi suggestivi e bei versi, oggetto d’attenzione e merito:

Mi piace pensare
Che le foglie che cadono
Siano una pioggia di baci
Che gli alberi si scambiano.

Piero Colonna Romano

 

 

6 Gennaio

6 gennaio 2020

Poesie d’esordio:

Silvia Pia Favaretto –Candida notte-: La leggo come un forte invito a vivere la vita con gioia ed intensamente. Belli ed ispirati i versi della bravissima Pia.

Poesie del giorno:

Felice Serino -112 Sogno travestito-: Magistrale sintesi per dire della vita e della verità che c’è nel sogno. Complimenti vivissimi, Felice.

Enrico Tartagni –Deserto-:  Ermetici versi evocativi d’errori e di pene vissute. C’è forte rassegnazione nell’analizzarsi, senza speranza di perdono e/o di comprensione. Ecco perché, in chiusura, che il deserto evocato resta tale.

Santi Cardella –Statua vivente-: Un grido d’amore disperato, per una mancanza che non pare più recuperabile, reso con i forti, coinvolgenti versi di uno strepitoso Santi.

Endecasillabi perfetti e magistrali quei settenari che li intercalano, quasi invito ad approfondirne il senso, e che danno maggiore enfasi a quelli successivi.  Complimenti.

Cristiano Berni –“Alla ricerca dell’amore”-: Una passeggiata nei bellissimi, suggestivi Fori Imperiali, ispira questa ricerca d’amore che il poeta traduce con liberi versi rimati, assonanti e consonanti.          

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Magistrale sintesi dell’apparizione della salvifica grazia, in questi tre versi di Salvatore.

Alessio Romanini –Befana-: Accurata descrizione, fisica ma anche psicologica, della befana, resa con lunghi versi liberi dalle incrociate e/o interne rime.

Jacqueline Miu –Fever, delirium, and madness-:  Un guardarsi dentro per capire, per confessarsi, in questi versi che dicono di passione non contenibile e che dicono di assoluzione. E con Jac viaggiamo verso mete di sogno sempre, al di là di quella razionalità che tarpa ali, incantandoci.

Sandra Greggio –Quel momento-: La ricerca, in quei numerosi auguri, di ovviare alla malinconica solitudine di chi ci ha lasciati, in questi coinvolgenti versi di Sandra.

Francesco Soldini -54. La donna poeta-: Il puntuale racconto di una serata ricca di poesie recitate ed il confronto col freddo linguaggio del pc, in questi descrittivi versi del nostro amico Francesco.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

Ancora un grande caloroso grazie a Piero Colonna Romano,
nella sua grande capacità di interpretazione poetica, che con le sue sagge parole
mi aiuta nello scrivere poesie! Grazie Piero!
Alessio Romanini
 

 

4-5 Gennaio

4 e 5 gennaio 2020

Poesie d’esordio:

Mimmo Carandese –Poeta Maledetto-: Ottimo esempio di rime simmetricamente capovolte, chiuso da rime baciate. Ben reso il sentire del poeta ed efficace la sua presentazione. Bravo Mimmo!

Poesie del giorno:

Mario Menin –Dovrebbe-: Poesia dalla cupa atmosfera, detta con versi che paiono negare speranza.

Carlo Festa –Come in un' orchestra-: Insomma Carlo invita tutti ad …intrupparsi dietro un maestro, restando al proprio posto, insomma, allineati e coperti, per suonare tutti la stessa musica.

Felice Serino -111 Maremondo-: La traduco così: siamo tutti fotoni di luce in attesa di ritornare ad esistere (magari a brillare di più) nel misterioso cosmo. Sarà vero oppure no?

Francesco Soldini -53. Schermi-: Schiavi di schermi, quindi. E Francesco alza il suo grido di protesta ed auspica un ritorno all’odoroso libro di carta, decisamente più umano e dispensatore di cultura. Ed io concordo.

Antonia Scaligine –Aspettando la befana ma verrà?-: Da questi caotici tempi, vissuti sempre più velocemente e caratterizzati da un esiziale consumismo, non si salverà neppure la befana. Così la nostra sensibile, nostalgica Antonia ne canta il requiem. E noi la piangiamo assieme a lei.

Roberto Soldà –Intorbidamento-: Un tenero, nostalgico ricordo di tempi dove scomodo era il vivere ma dove nessuno, di quel vivere, si lamentava, cercandone ed apprezzandone l’intima dolcezza. Roberto ci porta per mano a ritroso in quel tempo, lo dipinge con versi densi di nostalgia, quasi pare rimpiangerlo. E ci affascina, come sempre, con questo suo bel poetare.

Salvatore Cutrupi –Le parole trovate-: Un raggio di sole, metafora di parole gioiosamente trovate, mi pare sia il soggetto principale di questa bella, poetica digressione sulle parole.

Alessio Romanini –Lacrime di un sorriso-: Una serie di forti, fantasiose immagini, intercalate da ossimori ( “risonanza silente”, “silenzio rumore”) per riflettere su vita e morte e sugli inganni che regalano. Poesia che sconfina nell’ermetismo, di grande effetto…scenico ma di difficile interpretazione.

Jacqueline  Miu –Winter’s Hyde this day of romance-: “fulmino la distanza/tra i nostri cuori” afferma la nostra impagabile Jac, continuando a riversare e chiedere passione ad un lui dalle mani insensibili al fuoco della sua pelle. E’ sempre delizioso leggerti, cara amica. Non ci mancare mai.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

3 Gennaio

3 gennaio 2020

Poesie d’esordio:

Pierluigi Ciolini –Pescatore-: L’attesa d’emozioni, mentre duramente passa la vita, narrata con maestria da questa serie di significative immagini metaforiche.

Poesie del giorno:

Domenico Montingelli –Ho trafitto di nuovo Cristo-: Suggestive e  crudeli  immagini per dire della mancanza d’amore e di compassione di chi non ha recepito dalla Natività il messaggio, appunto , d’amore e compassione. Versi forti, pieni di rabbia impotente, indirizzati a questa stolta ed ipocrita umanità. Magistrali i vari richiami ad evangeliche narrazioni. Complimenti, Domenico!

Enrico Tartagni –Fine dell’anno very happy new year-: Progetti di vita e speranze per il nuovo anno, narrati con ermetiche immagini, evocative del sentire del poeta.

Vincenzo Patierno –Al venir della cara vecchietta-: Un malinconico confronto tra ciò che fu un tempo e ciò che oggi ne rimane. Sconsolata visione, dunque, raccontata con versi densi di rimpianto.

Aurelio Zucchi –Caro Anno Nuovo-: Intensa preghiera all’anno nuovo, per continuare a sperare nel vivere.

Mario Menin –Vorrei-:  Tenera dichiarazione d’amore paterno ad una figlia, cui si guarda come un dono che aiuta a vivere, col suo apparire (e donare) primavera.

Felice Serino -110 Nella fragilità dei giorni-: Un profondo malessere esistenziale, nato da una sorta di smarrimento, ispira Felice per questi versi dal dolente, amaro tono.

Jacqueline Miu –Stregati-: Passione che scorre a fiumi, desiderio d’amore e di sesso, in un lungo percorso poetico che, giustamente, si chiude con un pressante invito e ricorrendo, per essere certi del risultato, anche ll’antica cabala.

Francesco Soldini -52. Dove andrà-: “Ciechi del domani” saremo. Questo la fosca (purtroppo realistica) previsione sull’ottuso comportamento dell’uomo che sarà esiziale alla vita del nostro unico pianeta Terra. Forte è l’atto d’accusa che c’è nei versi del sensibile Francesco.

Carlo Chionne –Buon duemilaventi-: Applaudo a questa di Carlo, per il messaggio d’amore che, denuncia accorata, invia a tutti i lettori.

Antonia Scaligine –Il pensiero gira in un momento-: Credo sia capitato a tutti  quel che narra la nostra Antonia, cioè confusione sulla scrivania che genera confusione nella mente. Poi, come fa lei, lo si racconta (con ordine) in una poesia e tutto torna a girare nel verso giusto.

Sandra Greggio –Tu in una poesia-: Un invito a rivivere sentimenti svaniti nel tempo, detto con versi densi di nostalgia.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo, per tutto quel che ci concede.

Piero Colonna Romano

 

Bella “Pescatore” di Pierluigi Ciolini…la profondità azzurra della poesia.
“Stregati” della bravissima Jac…la passione emerge da ogni verso.
“Nella fragilità dei giorni” del bravo Felice Serino ritrovo temi cari alla mia poesia.
“L’anno che muore” del bravo Ben Tartamo fra le rime…
Alessio Romanini
 

 

1-2 Gennaio

1 e 2 gennaio 2020

Poesie d’esordio:

Giovanni Colelli –Anno nuovo-: Un pulito racconto fatto di speranze,  desideri ed auguri per il nuovo anno.

Poesie del giorno:

Felice Serino -109 Vele-: Veloci, suggestive pennellate a ricordare evangeliche narrazioni.

Cristiano Berni –“Immagini”-: Come promette il titolo la poesia, quasi fosse pittura, elenca e realizza, con bella maestria, una serie di immagini che donano varie emozioni.

Domenico Montingelli –L’abbraccio-: L’emozione che può generare  un amore, narrata dai  romantici versi di Domenico, chiusi con una visione d’ampio respiro che quello può dare.

Alessio Romanini –Sradicato e Tarpato Abete-: Il sacrificio di innocenti abeti, ispirano Alessio per questi versi dal riflessivo, malinconico tono. E come non concordare con lui?

Jacqueline Miu – La seppia pazza-: Passionalità mixata con fantasia e bravura, per ottenere un cocktail ad alta, stordente gradazione alcoolica, secondo la ricetta di una ineguagliabile Jac  che, sempre ispirata, ci regala versi ed immagini da ricordare.

Pierluigi Ciolini –Da qualche parte-: Bentornato nell’azzurro, Pierluigi! Belli, malinconici ed intensi questi versi che narrano, con molta dolcezza, di un abbandono.

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Un tirar le somme di fine anno, reso con tre pennellate lievi e piacevoli.

Francesco Soldini -51. Crisantemi-: Una poetica riflessione sul fiore più usato per omaggiare chi ci ha lasciato, resa con i bei versi descrittivi dell’amico Francesco.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

Grazie per i meravigliosi auguri di Lorenzo De Ninis! Sei Grande!
Complimenti ad Armando Bettozzi per gli ottimi risultati!
Buon Anno a Tutti gli scrittori presenti nell’azzurro!
Alessio Romanini


Appena lessi l’encomio di Lorenzo De Ninis il nostro elegante, colto Ospite e Mecenate_ mi ha illuminato questa frase: Armando! Armando! Il mio regno per un Armando(.The Life and Death of King Richard III – un cavallo, un cavallo, il mio regno per un cavallo) Entusiaste congratulazioni al caro poeta Armando Bettozzi. Necessitiamo essere letti per divulgare il bene, il bello e soprattutto l’arte. Mille di questi premi in avvenire.
J
 

Auguro a tutti i poeti del sito
e a te Lorenzo un buon anno
pieno di versi ,di buona vita e salute
Un abbraccio e un grazie a tutti
Antonia Scaligine
 

 



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