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Salvatore Armando Santoro

 

 

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2019

17-18 Gennaio

17 e 18 gennaio 2019

Poesie a tema: La speranza nel futuro

Antonia Scaligine –Sarà, chissà, ma continuo a sperare-: L’angoscia per ciò che può riservarci il futuro, attenuata (magari scaramanticamente) da una ottimistica speranza, in questi intensi versi, pieni di metaforiche immagini, della bravissima Antonia.

Poesie a tema libero

Stefano Medel –Bacio-: Un romantico, dolcissimo saluto, che dice di un arrivederci denso di promesse, in questi limpidi versi di Stefano.

Santi Cardella –Il gabbiano-: Uno spettacoloso Santi ci offre un esempio brillante di sonetto dal dolce suono dantesco. Decisamente affascinante l’immagine del gabbiano che diviene, inevitabilmente, la personificazione del sentire del poeta, con i suoi voli, col suo guardare al cielo, con la sua speranza d’amore. Applaudo, convintamente, all’ottimo Santi, complimentandomi e continuando a godere della sua arte.

Silvio Canapè –‘O mare e ‘o viento-: Cosa può esserci di più adatto, per narrare di una pena d’amore, del  musicale dialetto napoletano? Così Silvio ce ne dà una dimostrazione con questi ispirati e bei versi, densi di romanticismo e di dolore. E, come non bastasse, la poesia si chiude con un melanconico, bellissimo aforisma. Complimenti, Silvio!

Arturo Guzzardi –Estroso artista-: Nascono dal dolore questi intensi versi che sono riconoscente omaggio ad un amata persona scomparsa, e bene narrano della pena per la perdita di un fratello, amico e consigliere prezioso.

Enrico Tartagni –L’Odio 2-: Inno all’odio, reso con i forti versi di Enrico che lo esaltano. Lo stesso Dio citato diviene, tuttalpiù, un mezzo per sanare ferite, una sorta di iodio disinfettante e lo si evita, perché potrebbe apportare amore. Dio è morto, insegnava Zaratustra, e questa pare la speranza del poeta.

Dario Sanseverino –L’innocente-: Forse Dario attribuisce ad un Dio caratteristiche spinoziane. Sive natura, quindi da dovunque   può osservarci ed anche dal ventre del mondo, forse amandoci, forse giudicandoci. Poesia fortemente evocativa di una riflessione sul divino, resa con suggestive immagini.

Felice Serino -9 Riesserci-: La ricerca di noi stessi ed il senso delle nostre emozioni, attribuendo a Dio il nostro essere ed il nostro stupore per la scoperta. Interpreto così i sintetici versi di Felice.

Francesco Soldini -83. Fiori-: Ottimistica visione del crescere delle città, tra cementi, vetri e plastiche e, così come fioriscono i fiori per divenire poi frutta, immaginandone positiva evoluzione. Speriamo in bene, caro Francesco!

Poesie d’esordio:

Silvio Canapè –Dal tempo rinsecchita-: Esordì in Poetare con una riflessione sulla vita, identificata da quella foglia, inizialmente tenera quindi scossa dai venti della vita, l’ottimo Silvio, e si rivelò sin da subito poeta.

Santi Cardella –Orazio, ode IX-: Una delle più significative odi oraziane costituì il colto esordio di un Santi che, da allora, non smise più di stupirci gradevolmente, per il suo essere poeta di grande spessore e  personaggio di grande cultura.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo, per tutto quello che ci consente.

Piero Colonna Romano

 

16 Gennaio

16 gennaio 2018

Felice Severino -7 Di qua del velo-: Mistico sogno, reso con lieve, fantasiosa immagine.

Stefano Medel –Vivendo-: Una riflessione sul passar del tempo e della vita, tra vittorie e sconfitte, con malinconico guardare.

Rosa Giusti De Ruggiero - --Sei davvero diversa-: Forse sono proprio gli anni della maturità i migliori, quelli godibili, se confrontati con i duri anni di una giovinezza soggetta a regole che non si capirono né accettarono. Credo sia questo che determina l’atteggiamento della persona di cui parli nella tua poesia, ricca di riflessioni.

Filippo Genini –La poesia del perdente-: Dura invettiva contro un personaggio  vacuo e fortemente negativo, resa con forti versi di condanna.

Claudio Tedeschi –Nel vento-: Il vento, dunque, è anafora che sottolinea l’effimero che c’è nella vita e nell’amore, in questi ispirati versi di Claudio.

Fabio Rocca –Sui monti all’imbrunire-: Bella poesia che disegna un’atmosfera di pace, descrivendo un dolcissimo panorama notturno dalle serene immagini.

Zenone Drisoli –L’eterna adolescente-: Caustico ritratto di chi non vuol rassegnarsi al tempo che passa. Muovono al riso i suoi sforzi, per apparire quel che non è più, ed il nostro Zenone dà lezione di buon senso, con questi suoi taglienti versi.

Luigi Cavallone –Un taglio -: Sii stesso, e disinteressati di chi ti critica. Questa la lezione di vita che Luigi impartisce ad un amico e, forse, a noi tutti.

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Due lievi acquerelli, che disegnano ricordi, i primi due. Di maggiore sostanza poetica il terzo.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo, che tutto ciò consente.

Piero Colonna Romano

 

16 gennaio 2019


 GIORNALE DI SICILIA

MARTEDI’ 15 GENNAIO 2019

 

Cari amici, ancora una volta  Giornale di Sicilia, meritatamente dedica spazio ai nostri poeti

Santi Cardella

e

Giovanna Cardella

i cui meriti artistici, ed i brillanti risultati ottenuti in vari concorsi letterari, non sono stati ignorati da un’attenta giornalista del prestigioso quotidiano isolano e nazionale.

A Santi e Giovanna, le cui presenze in Poetare  sono motivo di vanto per noi tutti, invio i più vivi complimenti per la loro meritoria attività artistica, certo che tale pubblicizzazione dei loro meriti sarà d’ulteriore stimolo per una sempre più brillante produzione poetica.

Piero Colonna Romano

 

15 Gennaio

15 gennaio 2019

Felice Serino -6 A ritroso-: influenzati da Huysman, e dal suo “Au rebours”, sembrano questi ragazzi giapponesi che si isolano “chiusi nella loro stanza fuori dal mondo”. Decadenti quindi, come lo fu lo scrittore francese? E Felice sintetizza, con maestria, questo isolarsi  dalla società e dai suoi riti, e bene lo narra con i suoi versi.

Stefano Medel –Sorriso-: Un ancora di salvezza è quel luminoso sorriso e consola, dando speranza. Intensi i versi di Stefano e bene descrivono lo stato d’animo del poeta.

Nino Muzzi traduce Peter Filkins-: Beh, che Agostino morente pensasse ai combattimenti tra galli, meditando sulla bellezza delle loro mosse, proprio non lo sapevo e, sinceramente, credo che, in quegli ultimi momenti, caso mai, la sua mente era impegnata ad ammirare (o sperare in) altre bellezze: quelle che gli riservava Dio. Ma Nino traduce con fedeltà la poetica prosa di  (un forse immaginifico) Filkins.

Rosa Giusti De Ruggiero –Intuito femminile-: Credo che Rosa abbia messo il dito nella piaga del maschilismo più sfrenato. Quello fatto di violenza e prevaricazioni, frutto di chiusure mentali che paiono talmente radicate da non lasciare adito a speranze d’evoluzione. Suggerisco un possibile rimedio : alle prossime elezioni le donne votino soltanto per altre donne. Potrebbe essere l’inizio di una civile rivoluzione.

Alessio Vailati –Occhiluce-: L’incanto magico che possono dare occhi di donna, molto ben narrato da questi versi, dalla forte suggestione, dell’ottimo poeta Alessio. Complimenti.

Domenico Caruso –A Padre Pio-: Un intensa preghiera, in perfetta forma sonetto, indirizzata ad un santo a noi contemporaneo.

Carlo Chionne –Il burattino-: Un analisi del proprio essere, del proprio sviluppo, dei propri errori e di quelle pulsioni che consentirebbero di distinguere il bene dal male, ma che non riescono a tenerci lontani da questo, stante il suo maggiore fascino, rispetto al bene. E, richiamandosi al personaggio mitico del Collodi, ecco un riflessivo Carlo che si esamina e si giudica. E, come spesso è sua abitudine, in definitiva ci invita a riflettere su noi stessi.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

14 Gennaio

14 gennaio 2019

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Giunge la sera-: La calma della sera invita a tirar le somme di quel che è stato il giorno. E capita, come narra Giuseppe, di accorgersi d’avere sprecato un tempo che poteva essere usato proficuamente.

Cristiano Berni –“Gli ultimi tramonti”-: Deliziosa dedica, resa con intenso poetare, alla grande, indimenticabile Merini.

Felice Serino -5 Dove piove musica-: Bellissima, ispirata preghiera, composta dal poeta che la immagina recitata da Davide Maria Turoldo.

Stefano Medel –Insieme-: Una rivitalizzante presenza, dunque, che dona senso alla vita col suo divenirne catalizzatore di emozioni, cui Stefano dedica questa riconoscente ode.

Jacqueline Miu –quando il cor’ s’appiccia-: Due cuori uniti, che scintillano amore, innalzano un canto alla natura ed al cielo, in questi romanticissimi versi della nostra Jac.           

Domenico Caruso –L’addio dell’emigrante-: In perfetta forma canzone questo lamento dell’emigrante, con i suoi ricordi e le sue nostalgie. Bella poesia che rende alla perfezione lo stato d’animo di chi deve rinunciare alla propria terra, per cercare vita più dignitosa altrove. Bravo Domenico!

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano


 

12-13 Gennaio

Quello che ho trovato nei commenti di Poetare mi lascia senza fiato. Mai avrei immaginato che qualcuno (ma per me questo “qualcuno” è il grande Carlo Chionne, che ammiro e stimo moltissimo) spendesse simili parole sulla mia poesia e su come uso il linguaggio. A me piace sognare e queste splendide parole sembrano realizzare il mio desiderio di essere apprezzata da chi se ne intende davvero. Oggi è un giorno fortunato: mai nessuno aveva scritto questo di me. Sono parole che terrò in serbo in cura e che arricchiranno la prefazione del mio secondo libro che sta per nascere.
Che dire? Fuori è inverno, il cielo è cupo, ma questo commento è per me preludio di primavera!
Grazie infinite a Carlo, ma anche a Lorenzo che ci ospita nell'azzurro e dal quale ho ricevuto i complimenti.
Sandra Greggio
 

Ultime da Sandra Greggio
Con le poesie di Sandra Greggio mi succede sempre questo. La mia comprensione è più percettiva che analitica e discorsiva. Ho persino cercato di tradurre in inglese alcune delle sue poesie. Evidentemente tradurre un poeta è il miglior modo di leggerlo.

Rileggendo alcune delle sue ultime poesie:DOMANDE, STAGIONI, MAGIA, TENTATIVI, TEPORE, UN MONDO MIGLIORE, ho riscoperto la forza depuratrice, disintossicante dell’italiano di Sandra Greggio. Il suo lessico è misto e ibrido, ma la sua dizione è immancabilmente pura. Si intuisce subito che è proprio la purezza della dizione lo scopo per cui scrive. Quando una cosa è precisamente detta, la mente guarisce dal malessere, dalla malattia dell’imprecisione. La purezza non è altro

che il risultato dell’energia e vitalità linguistica e poetica di Sandra.

La sua energia è soprattutto la possibilità di ottenere il massimo con la minima quantità di parole.

Bisogna ringraziare questa poetessa che rende fieri della propria lingua e ne esalta le risorse.

” mi fa pensare a volte a Emily Dickinson)

Per questo certi suoi versi giungono diretti al lettore come dei propri, veri baci che lo stesso trattiene a lungo nel cavo della sua bocca per poterli assaporare fino in fondo.

Le poesie di Sandra Greggio, più che su semplici fogli di carta, come si faceva un tempo, sembrano scritte su foglie, sì, sulle foglie di certi alberi, grazie alle quali respiriamo e ristoriamo i nostri sensi, ma anche perché delle foglie, di certe foglie, conservano tutta la preziosa fragilità che è poi la fragile preziosità della vita stessa. E se ogni poesia, in fondo, non è che un tentativo, ma che cos’è la vita, in fondo, proprio la poesia TENTATIVI, mi sembra uno dei più riusciti.

E basterebbe leggere e rileggere ogni tanto MAGIA o TEPORE per sentirsi subito in un mondo migliore.
(C. Chionne)

 

12 e13 gennaio 209   

Giuseppe Stracuzzi –Piuttosto che-: Bella e decisamente spinoziana, per ispirazione religiosa. Deus sive natura. Bravo Giuseppe!

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Di te il viso-: Un amore non corrisposto il cui ricordo torna nel tempo, portando ancora vago senso di pena, in questi bei versi dell’ottimo Giuseppe.

Antonio Alvaro –Il tempo passa-: Un amara considerazione sul passare del tempo, quel tempo che non lenisce né consola, in questi forti versi di Antonio.

Michele Aulicino –“Che bell’inganno sei Anima mia.”-: Un triste guardare alla vita, ed al proprio realizzarvisi, in questi amarissimi versi di Michele che la vita definisce “anima mia”.

Felice Severino -4 Per metafore-: Versi che, nell’attacco, paiono aforisma, reso con grande lirismo, seguiti da due immagini dense di surrealismo. E’ poesia fortemente evocativa, quella che ci propone l’ottimo Felice, decisamente moderna e suggestiva.

Stefano Medel –Strano,-: Infatti è poesia beat, come immaginavi nella tua precedente. On the road dunque, a cogliere immagini, suoni, odori, emozioni. Bene così Stefano!

Salvatore Cutrupi –Parole buone-: Un narrarsi, consolando ed anche cercando consolazione dagli altri, in questi discorsivi versi del bravissimo Salvatore.

Carlo Chionne –I dieci propositi del 2019-: Un decalogo nato dalla cultura e dalla grande umanità del grande Carlo. E dentro vi risuonano, ben metabolizzati, Socrate e Seneca. Grazie, caro amico, cercheremo di fare nostra questa saggezza. Ed ancora auguri per un anno ricco di meritati successi.

Jacqueline Miu –Varco a i sogni-: Passione, che combatte e supera il dio della morte, scorre nelle vene di chi ama per amore. Questo il messaggio forte che Jac lancia a chi dell’amore fa ragione di vita. Superare i sogni si deve, per sublimarsi nella passione. Insomma c’è tutta la Jac che conosciamo in questi versi ardenti.

Domenico Caruso –A Natuzza Evolo-: Intensa preghiera, in forma sonetto, indirizzata alla mistica Natuzza, prossima beata della chiesa cattolica.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie a l nostro generoso Lorenzo, per tutto quello che ci consente.

Piero Colonna Romano

 

11 gennaio 2019

Stefano Medel –Poesiola beat-: In effetti molte delle poesie di Stefano lo sono. Questa è un po’ la summa di quelli che furono gli ideali della beat generation, resa con molta spontaneità dai suoi versi.

Giuseppe Stracuzzi –Introspezione-: Guardarsi dentro, esaminando ciò che uno specchio ci fa vedere, in questi versi, dal tono malinconico. Già, chi siamo in definitiva? Che sviluppo ha avuto il nostro passato? Queste le domande che si pone Giuseppe e che tutti coinvolgono.

Silvio Canapè –Migranti-: Il difficile vivere di migranti, tra paure e fame, qui ben sintetizzato dai forti versi di un attento, commosso Silvio.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Nel silenzio-: Un bilancio della propria vita, in questi evocativi, suggestivi versi dell’ottimo Giuseppe, che si esamina e si giudica.

Carlo Festa –Avere delle domande-: Interrogarsi su se stessi, confrontare il bene ed il male realizzati, aspirare a nuovi orizzonti fatti d’aria pura,  desiderare nuove avventure di vita, in questi intensi versi di Carlo.

Enrico Tartagni –Il volo del falco-: Suggestive immagini che mescolano paesaggi da Far West,  romantiche emozioni e preghiere di pellerossa. Su tutto l’attento volo di un falco. E la bella fantasia del nostro Enrico ci regala tutto questo, per il nostro godimento.

Felice Serino -3 Il lato oscuro-: Non mi pare che Jung abbia ipotizzato la metempsicosi, ma la poesia può tutto. E Felice ce ne offre un esempio con questi suoi suggestivi versi.

Domenico Caruso –Il lamento dell’onesto-: Con bel ritmo anapestico e chiusura delle quartine con tronche  (decisamente manzoniano- vedi coro del conte di Carmagnola-)  ecco la forte denuncia  di Domenico nei confronti di questo Stato, simil Dracula, che opprime e toglie dando poco o nulla. Feroce satira dunque, che coinvolge Comuni ed Europa, e che può solo essere sottoscritta, complimentandoci con l’autore.

Laura Toffoli –Pallida impalpabile rosea alba-: Il romantico racconto di un sogno, nel più bello stile di Laura che ama comporre acquerelli, incantandoci. Complimenti, cara amica.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

10 gennaio 2019

Poesie a tema: La speranza nel futuro

Tiziana Cocolo –Il lumino della speranza-: La speranza dunque, quella che dona luce all’esistenza, qui descritta con bella poesia. A sottolinearne la suggestione (e l’inderogabilità dello sperare) ecco il bellissimo finale di questa poesia, là dove recita “saprà sciogliere le catene/in un canto d’usignolo”.

Poesie a tema libero

Felice Severino -2 L’angelo-: Poesia di grande spessore, che, resa con immagini dense di sentimento e lirismo, svela un sogno: quello di un clemente angelo che mostra (“solleva l’angelo un lembo di cielo”, recita il poeta) il dopo che ci attende.

Stefano Medel –On the road-: Il senso d’oppressione che dona questa civiltà, con i suoi ritmi, i suoi egoismi, le sopraffazioni dei forti sui più deboli, i suoi grigi muri che soffocano, generano un bisogno di libertà, ben narrato dagli intensi versi di Stefano.

Giuseppe Stracuzzi –Certo che esiste!-: Interessante similitudine è questa dell’ottimo Giuseppe che paragona vita ad acque di un fiume, quelle acque che mantengono la loro integrità anche quando paiono confondersi con quelle del mare. Così come la vita manterrà la propria nel dopo che l’attende.

Cristiano Berni –“Ma che occhi hai?”-: L’incanto che possono donare occhi fatati, qui molto ben descritto dai versi di un innamorato Cristiano.

Isabel Gide –Dove?-: Il pericoloso fascino del mare, dunque, invita a goderne la vista standosene a riva. Così ci avverte la nostra amica Isabel.

Rosino Maranesi –La vita prosegue-: Una filosofica considerazione sulla vita, resa con suggestive immagini.

Laura Toffoli –Il sogno: ladro del mio essere-: Invocazione al sogno perché, continuando a farci sognare, ci porti nella spirale di sogni incantati. E Laura la realizza con versi che disegnano immagini di fiaba, affascinandoci.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

 

11 Gennaio

9 gennaio 2019

Enrico Tartagni –Un amore ignavo-: Un ritmato canto di dolore, ispirato dalla solitudine che, talvolta, c’è nell’amore non contraccambiato. Piaciuta molto.

Felice Severino –Verità di te solo- 1 E tu a dirmi-: La luce abbagliante che può dare un incontro inatteso, incontro che fa rivivere sensazioni s’amore, magistralmente sintetizzato, con splendido poetare, da Felice. Perfetto il richiamo ad un’emozione del grande Ungaretti, perfettamente sviluppata dai versi del nostro amico. Complimenti.

Silvio Canapè –Si posano gli occhi-: Elegante descrizione di un sensuale incontro d’amore, densa di poetiche immagini. Versi di grande intensità e coinvolgenti, che meritano applausi e complimenti.

Stefano Giannini –L’abito-: E neppure Stefano scherza con questa descrizione, che lascia senza fiato, di un sensualissimo corpo fasciato (e quindi reso evidente nella sua sensualità) da un trasparente abito che nulla lascia alla fantasia. Bravo Stefano!            

Antonio Sangervasio –la mostra di quadri-: Magistrale descrizione delle sensazioni che si possono provare davanti a quadri che sono espressione di un anima e visioni di una mente. Quadri nei quali il poeta si immedesima, quasi a cercarvi se stesso, quasi a trovarvi identità di sentimenti col pittore.

Vincenzo Melino -.Accademia dei silenzi-: Immagini poetiche per versi che evocano una dolente ricerca di se stesso.

Stefano Medel –I sogni di pianomen-: Un invito a cantare (o suonare) di certi sentimenti ormai caduti in disuso in una civiltà sempre più permeata d’egoismo e di mancanza d’amore, in questi versi di un sensibile Stefano.

Laura Toffoli –Aporia-: Tenersi lontani da ciò che è insolubile, pare dicano i bei versi (vagamente ermetici) della nostra Laura, continuando ad emozionarsi della vita.

Silvia Trabanelli –Ritornerà-: Il bisogno del respiro tiepido della primavera, mentre si attraversa la stagione invernale, in questi intesi e bei versi di Silvia che leggo quale metafora del bisogno d’uscire da situazioni negative, per respirare cieli più sereni.

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Sempre deliziose le immagini che Salvatore costruisce con i brevi versi dell’haiku. Oggi particolarmente apprezzabile (almeno per me) è quel bellissimo, meditativo secondo haiku che merita complimenti.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo, per tutto ciò che ci consente.

Piero Colonna Romano

 

10 Gennaio

Un caro saluto a Lorenzo e a tutti i poeti del sito. Un grazie per la cortese ospitalità.sc
 

 

8 Gennaio

8 gennaio 2019

Poesie a tema: La speranza nel futuro

Nino Silenti –Le palpebre della vita-:Nino affronta l’eterno, irrisolto quesito sul dopo vita, tra ragione e fede. Ed esprime il suo scettico sentire con questi versi, densi di poesia e di grande spessore. Tema delicato che, con lieve, magistrale poetare, il nostro amico sa rendere.

Poesie a tema libero

Enrico Galavotti –Il bambino bello-: Certamente originale questo avvertimento al Cristo bambino, cui il poeta ricorda il triste destino verso il quale si incammina e l’ingratitudine dell’uomo, con versi che hanno il ritmo della filastrocca.

Eleonora Pozzuoli –Mi frastaglio-: Originali, ma decisamente esplicativi, i termini che Eleonora adopera, per dire di un suo dolente sentire un abbandono. Forte poesia, volutamente ritmata, che pare volere ripetere singhiozzi.

Gian Luca Sechi –Soldati-: Il presagio della fine, nella mente di un soldato, bene reso dai versi di Gian Luca.

Romano –Messaggio in bottiglia-: Metaforica è quella bottiglia che dice della vita dell’uomo e del suo inutile percorso terreno. Ottima la sintesi che sa farne Romano.

Stefano Medel –Cicala cicala-: Il vero soggetto della poesia non è la cicala ma l’uomo che vorrebbe avere la sua libertà d’essere e che vorrebbe accompagnarsi a lei in quella ricerca. Così leggo la significativa composizione di Stefano.

Nino Muzzi traduce Andreas Altmann-: Ricordi d’infanzia del poeta, narrati, con bella maestria, per immagini in questa poesia che Nino traduce per noi.

Carlo Chionne –Dialogo interreligioso-: Il vero Dio ed i dubbi di un sensibile poeta espressi dal grande Carlo in sintetici, coinvolgenti versi. (magari, in questa poesia, c’è anche un tantino d’ironia, per chi vuole essere malizioso…)

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo che tutto questo consente.

Piero Colonna Romano

 

Grazie Piero sempre
Tinti Baldini



Buon 2019 considerando che è ancora giovane e buon lavoro a tutti voi.
sc

 

 

7 Gennaio

7 gennaio 2019

Nino Muzzi traduce Crispin Best-: Surreali visioni di un mondo in evoluzione dalla preistoria alla moderna età, nate, molto probabilmente, da numerose canne fumate dall’autore, dal cervello già fumato per conto suo. E Nino traduce per noi, per il nostro divertimento.

Aurelio Zucchi –Vita-: Una visione surreale della vita, amandola ed essendone amato e/o respinto, in questi singolari versi, zeppi di fantasiose immagini, del nostro Aurelio.

Tinti Baldini –L’anno che verrà-: Un guardare all’anno nuovo con metaforiche immagini che dicono di  speranze, di timori , di fatiche, chiuso dall‘immagine delicata di un bimbo che insegue, gioiosamente, un aquilone, per dire di ottimistica speranza. Buon anno, Tinti!

Silvano Notari –Romanzo d’arpa-: Delicata, romantica dichiarazione d’amore, chiusa con immagini intrise d’alta poesia. Complimenti, Silvano.

Aldo Calò Gabrieli –Al venir giù di biglie piumate-: La purezza della neve e quella della poesia si confrontano in questi ispirati e bei versi di Aldo. La calma che può dare un paesaggio innevato è la stessa che può dare la presenza e la nascita della poesia. Bella e significativa è la composizione proposta in lettura, fatta di magistrali immagini, ben rese dai versi.

Acquaviva - Non so chi sia io per tentare di interpormi tra te e il tuo dolore...-: Un’amara analisi di se stesso, del proprio vivere, del proprio sentire vita e rapporti, pessimisticamente reso col prosastico, intenso poetare di suggestivi versi.

Stefano Medel –Masaniello è tornato-: Un descriversi ribelle alla società ed alle norme che la regolano, in versi dal forte tono.

Carlo Chionne –Befana 2019-: Una misericordiosa Befana si aggira per l’Europa, alla disperata ricerca d’amore. Ma quel che può regalare è soltanto liquame al liquame nel quale affonda questo ignobile continente. E Carlo analizza con molta lucidità quel che accade,  lo rende in magistrali versi, ed io concordo con lui.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

Grazie Lorenzo sempre
Poesia vecchia ma oggi valida per me come non mai
Un saluto affettuoso a tutti gli azzurri
Tinti Baldini
 

 

6 Gennaio

6 gennaio 2109

Stefano Medel –La casa in cima al mondo-: Limpidi versi per narrare di un limpido sentire.

Nino Muzzi traduce Louise Bouchard-: Un amore che finisce, raccontato con ispirata poesia ben tradotta da Nino.

Antonio Lisi –Definizione dell’amore-: Bella lezione di vita di una madre alla figlia, resa con prosastico poetare.

Gilbert Paraschiva –Mamma: sublime parola!-: Commossa ode alla madre, per i sentimenti che sa donarci e per l’amore che merita, in questi intensi versi di Gilbert.

Dario PABLO Sanseverino –Carezze-: Il suggestivo racconto di un incontro d’amore vissuto con grande passione,  in questi forti e significativi versi, grondanti sensualità, di Dario.

Carlo Tella –Tutti i giorni ancorati-: La suggestiva descrizione di un cambiar di stagione, metafora del mutare dell’anima, in questi versi, fortemente evocativi e belli, di un ottimo Carlo.

Domenico Caruso –Buon Anno 2019-: Spietata analisi di questa società tecnologica che divide gli uomini e fremente augurio per un anno diverso, più ricco d’umanità, in questa filastrocca fatta di versi tambureggianti.

Carlo Chionne –Ite, missa est-: La messa quale opportunità di confronto tra diverse “scale” sociali. La messa quale opportunità di pettegolezzo fatto di un taglia e cuci nato dall’invidia. La messa che cessa d’essere mistica celebrazione di un sacrificio e diviene spettacolo squallido di boriose esibizioni di ricchezza. Ed ecco che su tutto ciò si alza la forte voce di Carlo, per accusare e condannare, con i suoi taglienti versi, l’ipocrisia dominante un certo tipo di società.

Laura Toffoli –Silenzio …di dorata essenza-: Un aforisma sull’esperienza che nasce dal passare di un  tempo che matura, trasformando corpo ed anima,. Riflessione che Laura sa tradurre in convincente poesia, secondo quella che ormai è sua apprezzata abitudine. Brava Laura!

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

5 Gennaio

5 gennaio 2019

Elda Chindemi –Natale e una cometa-: Ben arrivata nell’azzurro, Elda. Bello questo esordio, ispirato dalla dolcezza e dallo spirito di queste festività, reso con poetiche e belle immagini, sottolineate  e rafforzate dell’anafora.

Carlo Festa –A te che cadi e ti rialzi-: Un fervido augurio a chi continuerà a contare sulla forza della propria volontà, per vivere,  e sopravvivere, in questo mondo pieno di difficoltà.

Claudio De Lutio –Sarà qui-: La luce di una speranza che ogni anno si rinnova, ben descritta da questi ispirati versi di Claudio.

Michael Santhers –Il vento racconta-: Un  suggestivo racconto, nel più bello, surreale stile del nostro ottimo, fantasioso Michael che ci insegna a cogliere gli aspetti più stimolanti (forse più significativi) di cose della natura e di fatti della vita. Ed ecco che in questa poesia troviamo il vento che pascola nuvole, che racconta fiabe millenarie, che colleziona lamenti, e ne godiamo.

Corrado Cioci –Il passero-: Ode al passero e riflessione sulla differenza d’atteggiamento che c’è, nei confronti della vita e della morte, tra l’inconsapevole volatile e l’uomo.

Stefano Medel –Hospital-: Veloce affresco sulla vita che si svolge, freneticamente, in un ospedale, in questi ben descrittivi versi di Stefano.

Andrea Zanuso –Antiche pire-: Sintetica, suggestiva descrizione del passare della vita, cadenzata dallo scorrere del tempo.

Nino Muzzi traduce  Louise Bouchard-: Una pessimistica analisi del vivere, resa con metaforiche immagini e ben tradotta dal nostro Nino.

Jaqueline Miu –Il Natale dei borghesi-: “Il Natale non era per bambini ?” questa la domanda che ispira questi versi della grande Jac. E tutta la poesia è condanna del consumismo e condanna della mancanza d’amore che pervade questa società, resa con  forti, pensosi versi.

Domenico Caruso –Buon Natale 2018!-: Ispirata e bella filastrocca augurale in ottonari, dove più forte diviene l’anafora, per quel suo rimare col precedente verso.

Fausto Busatta –Sottobosco-: Ermetico evocare la pace del bosco, forse intendendolo quale salvifico rifugio, in questi bei versi di Fausto.

Carlo Chionne –VOCI DA UN PRESEPIO DEL 2018-: Una commovente sintesi del Natale e dei suoi racconti, attualizzata per farne metafora della cattiveria di questa società escludente e timorosa dell’altro, del diverso. Soltanto la cultura e la fantasia del grande artista Carlo poteva così tradurre l’indignazione, che dovrebbe pervadere noi tutti, osservando certi razzisti comportamenti di “apprezzati” politici nostrani. Quel che qui abbiamo letto è stato testo per uno spettacolo teatrale, recentemente tenutosi in Livorno, recitato dal nostro impagabile amico. Che la sua voce non resti voce nel deserto, ma divenga seme per una migliore e più equa società. Complimenti Carlo!

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed al nostro insostituibile, generoso Lorenzo, assieme agli auguri più sinceri per un nuovo anno ricco di serenità e di poesia.

Piero Colonna Romano

 

5 gennaio 2019

22ª edizione del Premio Letterario Internazionale
 


 

Cari amici, il nuovo anno inizia con la bella notizia di un ulteriore affermazione della nostra amica

Giovanna Cardella

che nel prestigioso Premio Letterario Internazionale

“Trofeo Penna d’Autore”, organizzato dall’Associazione Letteraria Italiana di Torino

con la sua bellissima poesia

“Per sempre ottobre”

è stata classificata al

III° posto

da una severa giuria che ha dovuto giudicare tra innumerevoli, agguerriti concorrenti.

Alla bravissima, apprezzata Giovanna, assieme agli applausi dei qualificati giudici unisco, convintamente, i miei e, restando in attesa di ulteriori sue affermazioni, vi invito a godere dei versi di questa nostra preziosa amica.

Per sempre ottobre

Chissà se devo ancora a te
questa notte senza sonno,
con dentro l'urlo di un dolore muto
e un bisogno nuovo di sfinirmi
di passi senza scopo.

Ti ho visto ieri pieno di sole
dove ti avevo già incontrato
in carne e ossa e vita,
in uno fra i tanti posti
ove per me esisti ancora.

Ci siamo scambiati un ritornello
e una risata, che ancora echeggiano
sotto quel balcone,
incapaci di svanire nel ricordo,
per mancanza di altro presente.

Chissà se tornerai a trovarmi
in questa notte di ottobre,
quella in cui ho imparato
che il dolore più grande non si dice
e che volere bene è un verbo infinito.

Io mi farò trovare sveglia,
per mostrarti la mia ferita d'oro
là dove ti ho perso,
là dove custodisco per sempre
il dono di averti trovato.

Piero Colonna Romano

 



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