E siamo
sassi.
Il tempo che scorre
defluisce negli sguardi assenti
di speranze mai vinte
e trova tregua nel ricordo.
Ne assopisce dolori costanti
pietre miliari della vita,
inesorabili compagni di viaggio
dai mutevoli colori.
E siamo sassi gettati nel lago:
restiamo sul fondo
sfiorando deboli respiri
nuotando contro correnti mai vinte.
In quel greto svuotato
sembriamo inerti gettati,
abbandonati all'oblio del tormento:
il ritorno alla sabbia è libertà.
Amore ..in
cornice
Mi guardi e già i tuoi occhi mi spogliano.
Mi baci e labbra calde mi bevono.
Ci riscalda il sole
che curioso illumina il nostro amore.
E siamo soli all'orizzonte aperto:
tra cespugli odorosi,
pini sdraiati sul mare dal vento,
selvatiche ginestre.
Le tue mani sfiorano il mio seno,
giocano le dita coi capezzoli:
ora duri e vogliosi
accendono il mio corpo alla passione.
Seguendo l'agitarsi delle onde
raggiungi la mia spiaggia bagnata
e li ti adagi
per raccogliere il suo umore
mentre rapiti da quella corrente
affoghiamo tra flutti impetuosi.
...
ci guarda benevola
la Cornice dei Golfi.
Unica al mondo
Giaci sull'acqua
soave fanciulla
tra riflessi danzanti
e sguardi adoranti.
Di tramonti velata
di arazzi vestita
di poesia ornata.
Serena riposi
nei tuoi sogni
mentre pittori
di tuoi sensi invaghiti
forma danno
ad incerti contorni.
Esalta il mistero
il buio a te avvinto
-la notte ha braccia
sensuali di amante-
fuggendo impazzito
chi da te ha attinto.
<unica al mondo>
sospira incantato
il lido lasciando
-fuggevole amore-
con sguardo ammirato!
La sorpresa.
Dovevamo incontrarci
in un giorno qualunque
in un momento qualunque
incrociando
sguardi vuoti d'emozioni
sfiorando
cuori sospesi nell'attesa.
I miei occhi che ti cercano
e la sorpresa
nel trovarti rannicchiato
tra i miei desideri
mai vissuti
e sempre accesi.
La tua voce a me cara
come un sorso d'acqua nel deserto
rompe il silenzio
nell'eco di parole che ritornano.
E l'anima...
freme nei sussulti
del corpo aperto al piacere
mentre mai esausto di passione
ti insinui a raccogliere
l'estremo dono del mio cuore.
AspettandoTi Signore.
AspettarTi:
il cuore sgombro
dal quotidiano affanno
-senza Te
la luce è fioca
il fuoco spento-
capanna umile
che T'accoglie
trepida attesa
di gioia infinita.
Con infantile incanto
aspetto doni
dalla Tua parola elargiti
-altro non desidero
se non nutrirmi
del Tuo amore-
e nel silenzio
della mia pochezza
la Tua voce
il Tuo pianto nel nascere
-e a te Maria
una spada trafiggerà l'anima-
preludio di Risurrezione
aspettandoTi... Signore.
Piccola donna.
Fermati un momento
ma che sia per l'eternità.
non scalfire
la curiosità infantile
la gioia infinita
la voglia di vita.
Cresci nell'amore
senza rubare al cuore,
a piccoli passi
lentamente
aprendo la mente.
Perchè sei colonna
piccola donna
del tempo infinito
del ripetersi immutato
del volere del creato.
Mediterranea.
Respiro di mare
tra fronde sinuose d'ulivo:
mediterranea.
Passione che travolge
come onda sbattuta nel vento,
trascinata a riva,
domata a sera
nel quietarsi notturno.
Mediterranea.
Gialli di sole
gli odorosi cespugli:
ribelle ginestra,
selvatico fiore di mare,
su leggeri clivi
battuti nel maestrale.
E ancora loro,
le regine,
alte le chiome
sfrontate al cielo:
secolari palme
nel saluto festante
d'ogni mattino.
Mediterranea.
Il perdersi degli occhi
frastornati da orientali luci,
nei perenni tramonti
rubati ai pittori.
Mediterranea.
L'aria che respiro...
che vivo...
che amo!
Per Alberto.
Perso nel nulla
debole vita
soltanto un respiro
e sei lontano.
Il tempo si arresta
il cuore si rompe
l'anima si spezza
raccogliendo l'urlo di dolore.
... ora sei ricordo
amore infinito
gioia rubata
non sei perduto
non sei svanito
... sei un sorriso
che vola tra nubi candide
come la tua giovane vita
... che non è più...!
Non succederà più.
Non avrò pace
mai più.
Ti cercherò
senza trovarti.
Ti sentirò
senza ascoltarti.
Vedrò i tuoi occhi
sbarrati
stupiti
lacerati dal dolore.
<Non succederà più>...mi dirai
<Ti perdono>...
ma non mi posso perdonare.
La tua manina
che in me cercava protezione
il tuo abbraccio
che voleva sicurezza:
un attimo
per cancellare il tuo sorriso
spentosi lì...
su quel sedile...
dove ti ho dimenticato.
Ricordi di Maggio.
La finestra che si apre
le rondini
mamma che mi sveglia
col profumo di focaccia calda
dopo la messa mattutina.
Il mio grembiule bianco
il fiocco rosa
la cartella.
Le rose
la Madonna
la festa della mamma.
Il Santo patrono
la processione
i pescatori in costume tradizionale
la statua sulle spalle.
La cresima
Don Mauro..le preghiere a memoria
tutte..
10lire per le figurine
dopo un'ora di catechismo
ogni giorno.
Il mio abito bello
cucito a casa
bianco
la madrina
e quelle calzette corte
che ancora non perdono a mamma.
Il mio compleanno:
10 anni.
Maggio :
scrigno del mio cuore
ricordi scritti su un diario
indelebili
bellissimi!
Briciole d'amore.
Ho uno spasimante
davvero assai costante:
viaggia molto
ma ritorna fedele e puntuale
appena primavera
si fa annunciare.
E' un po' timido, lo so
mi corteggia appena un po'
in quel modo assai speciale
che mi fa innamorare.
Quando proprio
non mi trova
azzarda allora una manovra
e cercando di non sbagliare
sale fino al mio davanzale.
Il mio amore
ottiene in briciole
ma Filippo,
così il suo nome,
ha compreso la mia passione:
io l'aspetto sul mio balcone
anche se lui...
è solo un piccione!
Desio d'amore.
Ti rimanda al cuore
dimentico di cotanto desiderio
mentre rubo un bacio acceso
da tue labbra d'amore;
mentre sfuggenti sguardi
incautamente
sorprendono il mio pudore
per posarsi sensuali
nel mio ormai
svelato ardore.
Ti amo
dolce compagno
di miei segreti sogni
legato a fil d'aria
nel terràneo possesso
dei nostri sensi.
Ti amo
come linfa che scuote membra
soltanto sopite
rapite e sconvolte
da fremente
erotico
desio d'amore.
Puntualmente ..
Puntualmente l'amore
si getta in oceani disperati
da trascorsi greti
di delusioni accecanti.
Ne corre leggero
su fluttuanti pensieri
sfuggenti alla mente
da esso offuscata.
L'amore
contorce l'anima
in riflessioni audaci
per piegarla a desideri contorti.
La conduce all'attesa estenuante
ripagandola di vibrante emozione...
scemando poi
lenta...
nella notte
vuota e solitaria
del ricordo.
Cardellino
azzurro.
Non canterai più
cardellino azzurro,
non tornerai più
al tuo nido.
Ti ha fatto scappare
un corvaccio nero,
senza tregua
ha ucciso il tuo canto.
Il tuo nido
è vuoto
cardellino azzurro
come il cuore
di chi ti ha cresciuto,
di chi ti ha nutrito
con briciole d'amore,
ogni giorno,
con dolcezza.
Ma nel cielo aperto
dove ora voli
puoi cantare ancora,
cardellino azzurro,
perché il male ha vinto
ma non può cancellare
la speranza
di chi ti ha amato tanto
e per loro,
cardellino azzurro,
canta
canta ancora...
a Chiara... 22 anni... morta di tumore.
Desiderio di te.
Desiderio di te
palpito incessante
puro amore
sospeso nel tempo.
Fuoco
ardi nascosto
fra dune
sferzate dal vento:
audace passione
appena contenuta
soltanto immaginata
ma travolgente
invitante.
Brucio di te
che mi possiedi
con ardore sconosciuto
mi sconvolgi
di amore insperato.
Giaccio con te
che bevi alla mia fonte
per spegnere
la tua arsura
prosciugandomi l'anima...
desiderio di te.
Libero spirito
Che ci sto a fare,
ombra di gesso
mi tiene testa,
se la mia fantasia
è imbrigliata
nella stalla chiusa.
Devo correre
senza freni,
liberarmi
di ferree catene,
giudizi umani
imbiancati di inutilità.
Il corpo imbavagliato
mutilato
da giorni vuoti
ripetuti
nella quotidiana
cantilena della vita.
E nel suo scorrere,
lampo improvviso,
la lucidità
del mio libero spirito
che scalpita
prima di correre all'impazzata.
Tremendamente amore.
Amarsi lontani,
due cuori
naufraghi
nello spazio.
Cercando un contatto,
debole
ma intenso,
intimo
ma totale.
Desiderarsi,
vibrazioni condivise
e non vissute,
sogno costante
felicità sfiorata.
Ma sempre.. ancora.. tremendamente.. amore!
Amanti
Al tuo calare,
amaro sole,
spicchio di luce
appare
del cuore notturno.
A levare ancora
tra caduche stelle,
sospiri ardenti
mai sopiti
nell'oblio.
Ancora tu
pallida
a scovare amanti segreti
nei gusci frangibili
di amori impossibili.
E trema
di brezza marina
la mano audace
nel raccogliere
frutto proibito,
acerbo di felicità.
Sogno infranto
desiderio acceso:
nella debole notte
sussurrami ancora
parole d'amore
fintanto la luna
ci guardi curiosa.
Diritto alla felicità.
La felicità:
una briciola
gettata fra l'erba
ad un allegro passerotto
che cinguettando
la raccoglie,
certo
della sua sopravvivenza.
Fruga,
esile uccellino,
il mio cuore
in quel prato
tra fiori,
erba,
rovi.
Tra soffi di vento
e falci spietate.
Percorso insidioso,
la vita,
nella ricerca affannata
di una briciola
di felicità.
No tempo...no vita.
Dopo....lo faccio dopo.
Oh ..accidenti
sono in ritardo...
l'ufficio..si..si..
devo andare
ora non ho tempo.
<Ricordati la torta>
Ma per cosa?...
oh insomma
lo sai ..non ho tempo.
Ancora sta storia..
ma dai festeggeremo.
<e si si...come sempre..>.
Di corsa..
e quanto tempo ci vorrebbe?
Quello manca
ora non ho tempo.
<Ma guarda che bel sole>
..e si..
<guarda che bel mare>
..e si..
muoviti dai..
sai che non ho tempo..
fai presto tu.
Suonano alla porta:
vai tu?..neanche il tempo per respirare.
Chi è?
<Una signora vestita di nero...dice...>
..e allora ..che dice?...
non mi posso fermare..
<dice....
....che ...
....ora...
....ora non hai PIU' tempo.>
Effimera..vita.
Costantemente
effimera
la vita,
nei contrasti
di luce e ombra,
nel giocarsi il tempo
sul filo teso
del funambolo cieco.
E leggera passa
la morte
se sfugge
l'occhio
nel coglier
l'attimo.
Repentino dolore
il ripetersi
di vita
spezzata,
tradita,
da chi incerto
vaga nel buio
a fari spenti.
Per sempre...soldato.
Non consola
il funerale di stato.
Non consola il presidente.
Non consolano le lacrime
dei compagni:
nella tua fredda bara,
soldato,
sei a riposo.
Per sempre!
La morte
non lo sa
che eri un eroe,
che eri la per la dignità di ogni uomo:
perchè la morte non ha dignità,
non guarda nessuno in volto.
Non vede ora
gli occhi di tua madre,
vuoti,
perchè lei è morta con te.
Ci sarà un fratello
ci sarà una moglie
ci sarà un figlio
ci sarà dolore,
per sempre!
Ma anche un arcobaleno in più
lassù
dove osano gli eroi,
nel cielo immenso
e nel nostro cuore.
Arrivederci,
che la pace sia con te,
per sempre... soldato!
Erotico volo
La tua voce
mi porta lontano
dove il desiderio
accende i sogni:
mi accarezza
frugandomi l'anima
avida d'amore...
e mi perdo
nel tuo corpo invitante.
Vibro nei fremiti,
sussulto nei gemiti,
schiudo
alla tua prepotenza
la mia sopita passione.
E raccogliendomi nel vento
mi trasporti,
erotico volo,
in voluttuose correnti,
mi svuoti
da inibiti fardelli,
mi riempi
di maschile calore.
Il mio ventre
ti contiene
spasima con te
l'estremo godimento
mentre
liberi ci innalziamo
in quel volo
di estremo piacere
Come tempesta
Ti aspetto
amore
e tengo acceso il fuoco.
Preparo il nettare
che ti offrirò
accarezzando la pelle
di aromi speziati.
Al tuo rientro
ti avvolgeranno di desiderio,
sentirai quel calore
e non potrai più fuggire.
Ti accoglierò
e la mia voce
ti guiderà
in un porto sicuro
dove ti abbandonerai
come tempesta
spegnendo finalmente
il mio fuoco.
Apparente morte
Non più sono
eppur sono
se di acceso desiderio
languido batte
il deluso cuore.
Non più sono
eppur sono
se cieca ombra
di me stessa
vago a cercare
parole d'amore,
pensieri perduti
in ricordi svaniti.
Non più sono
eppur sono
se nello sguardo
al tramonto aspetto
l'alba serena
nel nuovo giorno.
L'odore della tua terra
Il cuore
più pesante
della valigia stessa,
gli occhi persi
nella nuova realtà
e ancora
l'odore della tua terra
addosso.
Aspetti
forse una mano amica
forse il tuo domani
e guardi
ancora il tuo ieri...
e vorresti fuggire
ma il biglietto
di sola andata
è una catena di ferro
che ti toglie
il respiro...
e l'urlo
ti muore in gola.
La guardi
la terra che ami
come tua madre
come tua sorella
come tua figlia
come tua amante...
tra le lacrime
giuri che tornerai
chissà...
forse resterà
un sogno,
il sogno che ti farà vivere,
la speranza
di non essere dimenticato
di non dimenticare
e l'odore della tua terra
puntuale
ti riempirà
il cuore di lacrime .
Struggente.
E' caduta
una stella,
struggente.
Nel mare
tra le onde
si è spezzata
in mille
luccichii danzanti.
Così
il mio cuore
che si tuffa
ogni giorno
nell'amarezza,
spezzandosi
in sospiri
e riprendendosi
ad ogni sorgere
del sole.
Perchè
struggente
è la vita
nel suo scorrere
nel cercare
ancora
la speranza di felicità.
Alla luna
Amami
di un amore
vero e duraturo
che non muti
ad ogni alito di vento
che non cambi colore
perchè il sole è spento.
Amami
nel camminare lento
al tramonto,
stella vera
nel faro della sera.
Amami
sulla spiaggia
di cocci taglienti
nei meandri
di pensieri incoerenti.
Amami
perchè ti amo,
perchè non v'è
ragione alcuna
da offrire ora
alla luna.
Illusione
L'amore
ci rende
fragili,
vulnerabili,
assenti.
Ci svuota
da ogni
logica difesa,
illudendoci
sempre.
L'amore
è bugiardo.
Eppure
lo cerchiamo
per tornare
a vivere.
Perché
l'illusione
del momento
ci restituisca
i sogni
che la vita
ci ruba
ogni giorno.
Così....
Cara...
il nostro amore
è ormai
come una perla praziosa
racchiusa
in un'ostrica.
Chiuso.
Si tesoro,
ma i cerulei occhi
del pescivendolo
sono molto aperti
sulla ..mia ..
di ostrica.
La mia pelle
E' la mia pelle
un'oasi profumata
dove la tua bocca
può dissetarsi.
Indugia
la tua lingua
per assaporare
l'aroma invitante,
quel sentore timido
di tiglio e arancio,
che eccita i tuoi sensi.
E mi sconvolge
la tua voglia
quel desiderio prepotente
di farmi tua
mentre ancora
bevi avidamente
la mia pelle.
Due corpi
che si accendono
e quel profumo
insinuante
che ci avvolge e stordisce,
trovandoci ora
uno nell'altro,
raccolti in un unico piacere,
appagati d'amore.
"Mal di Sardegna"
Questa mia terra del cuore,
mi si strappano gli occhi
nel volerla vedere.
Ho desiderio
dei suoi profumi,
ho voglia
dei suoi sapori.
Come un'amante
fuori dal letto
mi consumo
nell'incerta attesa
dell'incontro.
Sento forte
la sua voce di sirena
che incanta.
Ed ogni onda,
ogni onda
che lambisce
le sue forme,
ritorna a me,
nell'incessante
ritmo del mare
che ci divide
e ci unisce.
Se volerti vedere
è malattia
allora si,
ho il
"mal di Sardegna".
Costatazione semplice
Non siamo niente
se, nella mente,
costellata di vuote parole,
non avessimo più
il senso all'amore.
Non siamo niente
e ancora crediamo
di essere qualcuno
ma la mano è vuota
non vi è fiore alcuno.
Stretti
nei nostri passi,
soli
nei nostri egoismi:
come cancelli
senza sorrisi.
E intanto
la vita scorre
su binari paralleli:
non siamo viaggiatori
se guardiamo il mondo
in panchina.
E non siamo altro
se non
anoressici spettatori
del nostro mondo
senza colori
Il mio funerale
Io vorrei tanto
poter guardare
come sarà
il mio funerale.
Niente di che
per carità:
è che vorrei
esser presente
quel giorno là.
I fiori?
Certo
ma preferisco
vederli adesso
e non il giorno
del mio decesso.
Piangere?
No no
meglio ridere
con me presente:
è di sicuro
più divertente.
Commemorare?
Poche parole.
Le vere bugie
le gradisco
delle altre
me ne infischio.
Se qualcosa
avevate da dire
era da viva
che potevo sentire.
Se sono morta
lasciatemi stare:
vado da sola
al mio funerale!
"Così..."
Si è rotto
il rubinetto
del nostro amore,
e tu l'hai chiuso,
lasciando nel deserto
il mio cuore.
...Ti ho tradito
con l'idraulico.
Sarai Tu... Signore
Cos'è Signore
il mio peccato
se non la
dimenticanza di me stesso.
Quel camminare
cieco
che mi impedisce
di vederTi.
Quel sentire
sordo
che mi nega
la Tua voce
e la mia arroganza
che mi chiude
al Tuo abbraccio.
Sarai Tu, Signore,
il muratore
che dovrà abbattere
il muro di ostinazione
che mi cinge
perché io
ho poca forza
ma so di avere
bisogno di Te.
Sarai Tu
il capitano
che lanciandomi
la scialuppa
mi salverai
da quel mare di
tormento
nel quale navigo
perché ho spento il faro.
Sarai ancora Tu,
guardiano del faro,
che riaccenderai
la fiamma della mia fede,
perché Tu, Signore,
ami ogni Tua creatura
e come
un ricercatore d'oro
sai distinguere
tra i sassi
ogni piccola pagliuzza
preziosa ai Tuoi occhi.
Naufrago
Il vento
lontano
porta
i capricci
della mia mente.
Ma il cuore
ancora naviga
in tumultuosi mari:
perenne lotta,
trascinandomi
in una continua
deriva.
Quasi raggiungo
la spiaggia
e ancora
tra flutti
senza respiro.
Vorrei resistere,
non affogare,
ma,
irrequieto cuore,
mi costringe
ad amare
per vivere.
Può un veliero
navigare
senza alito di vento?
Senza correnti
può raggiungere
lidi sconosciuti?
Senza amore
sarei naufrago
fermo
in un punto
morto
all'orizzonte.
Amore puro
Amore puro
schiudi
scrigni
arrugginiti.
Regalo inaspettato
di chi del cuore
avea
la chiave buttato.
E lento
il battito
riprende il ritmo,
si colora
il cuore
rimasto orfano
di tanto amore.
Perduto
avrò in freschezza
ma la tua mano
ricondurrà
la giovinezza.
Che cara
sopra ogni cosa
è ritrovare
oggi come ieri
la dolce tenerezza.
Passionante
Avvolti
nella febbre
che aliena i corpi,
avvinti
nel desiderio
che travolge le menti:
passionante.
Le mani
su morbidezze invitanti
la bocca
a cercare gusti d'amore.
Aspettarsi cercarsi
accogliersi
in un profondo
voluttuoso abbraccio.
Possedersi
senza ritegno
cogliendo insieme
l'estremo piacere.
Un brivido
ci trapassa
mentre complici
fremiamo in un
continuo orgasmo,
sempre più uniti,
uno dentro l'altro,
negli umori
nei sapori...
stremati...
ma liberi
nel piacere infinito.
(le mie poesie erotiche)
L'onda
Aspetto
l'onda che travolge
come sirena
sullo scoglio rovente.
Lontano
nello sguardo
il tuo venire,
aspettando l'abbraccio
avvolgente
di un amore nuovo.
E ancora aspetto
di tuffarmi
nei tuoi occhi,
tesoro inesplorato,
mentre
baci mi raccontano
il tuo desiderio.
Caldi mi sfiorano
fino a farmi fremere,
travolta dall'onda
di passione.
E in quell'onda,
finalmente,
ritorno a vivere.
Vivi.
Accetta
il frutto proibito:
il tempo
nulla
ti ritornerà.
e l'acqua
che
scorre
cristallina,
tua vita
che sfugge,
raggiungerà
il lago
dove morire.
Nel
suo corso
il fiume
scrive le tue
pagine,
non si ferma,
trascina i giorni
e li
travolge.
E i sassi sul fondo:
le tue lacrime,
i tuoi dolori.
Quel ramo teso,
quel frutto offerto,
afferralo
gustalo,
prima di giungere
sfinito
nel lago.
Nel mio
mare.
Sbattuta,
ad ogni cambio di corrente,
dall'onda,
in una conchiglia,
l'anima.
Costantemente
sulla spiaggia
si infrange
ogni trascorso mio giorno.
Cancellate orme
raccontano
la vita
nel suo fugace passaggio.
Ogni alba
una speranza
ogni tramonto
un sogno.
E sempre
l'onda
a segnarne il ritmo.
Vivo nella sabbia
che forma
cambia col vento.
Vorrei lo scoglio
per abbandonare
l'irrequietezza
al mare...
ma la deriva
mi riporta sempre
dove ho sepolto
il cuore.
Due terre.
Ho due terre
entrambi
lambite dal mare
entrambi
sferzate dal vento,
solo l'orizzonte
le divide
ma le unisce
in un unico sangue.
Cammino
nella terra natia
respirandone
profumi inebrianti
ascoltando
libecci trascinanti
umori dal mare
e in quell'eco
di onde incessanti,
il desiderio
dell'altra terra,
quella del cuore,
quella che vedo
negli occhi di mio padre.
E la nostalgia
mi trascina
nei ricordi
lenta
struggente
come ogni volta
l'addio
che mi riportava
a casa.
A te,
respiro del mio giorno,
Liguria,
a te,
desiderio del mio cuore,
Sardegna.
Sensuale
Inebriato da un dolce sapore,
vaniglia sensuale,
accesi i sensi
mi cerchi.
Assetato di altra dolcezza
assapori la mia pelle
e prepotente ti inoltri
nei miei segreti.
Le tue mani
non danno scampo
nè voglio fuggire.
Mi lascio andare,
conchiglia aperta,
abbandonata sulla spiaggia.
E tu
onda che mi spingi
dove la sabbia bagnata
si fonde in me.
Improvviso.
Non ha spazi
non ha tempo,
l'amore.
Improvviso
fulmine
nel temporale,
imprevedibile
scossa
nel cuore,
delicato fiore
tra rocce,
su lava
di vita
ormai pietrificata.
Non raccoglierlo,
ammiralo,
odora
quel profumo
di gioia.
Non metterlo
tra le pagine
piatte
della tua infelicità.
Lascialo vivere,
fosse un giorno,
ma quel giorno,
amalo.
Indifferenza
Rassegnati,
passerai i giorni
con me,
indifferenza,
come goccia
monotona
nel lento
consumarsi
del mio tempo,
scavando
indelebili segni,
dolorose cicatrici
di trascorse illusioni.
Ti racconterò
di me,
quando ignara
di dolore,
credevo la felicità
raggiunta
alienandomi
in quotidiane battaglie.
Sorella della solitudine
che mi tiene compagnia,
sarai pietosa
nel cancellare
i miei ricordi
e potrai trovare,
nel lago quasi prosciugato
della mia anima,
ancora
tracce di vita
protese alla fuga
intente a mantenere
accesa,
nel muto silenzio,
l'ultima speranza
di amore.
E quando
ormai piegata
e svuotata dal respiro
mi guarderai,
indifferenza,
ancora riderai
perchè
avida di me stessa
non avrò saputo ritrovare,
mumificante tempo,
la mia gioia.
Brandelli di cuore.
Cosa resta
di un cuore aperto
se la vita
ci graffia sopra:
brandelli
dolorosi
senza tregua,
soffocata passione,
inutile speranza.
Quel martellante
aspettare
nel silenzio
grida
desiderio
di amore,
che non verrà.
E i brandelli
coleranno
le ultime gocce.
Uomo ai margini.
Hai staccato la spina
e hai chiuso la trasmissione
con la vita
fantasma
ti vedo tra la gente
perso
in sogni di bambino
segui farfalle trasparenti
parlando con l'aria
e con essa
confondi il tuo respiro.
Compagna di cammino
stretta nella mano
guardingo nascondi
la tua schiavitù.
E mentre ancora
ti togli lucidità
senti quel calore
dimentico
della tua miseria
e ti accucci
nel sonno.
Poi il gelo
spegnerà i tuoi sogni
e la tua vita
si consumerà
sulla panchina
tra sguardi sfuggenti
d'indifferenza:
nessuna pietà
per un uomo
ai margini
neanche una preghiera.
Solo il vento
accompagnerà
la tua anima
che segreta
avevi celato al mondo
come unica ricchezza
da proteggere.
Una storia...per caso.
Sussurrami
parole che fanno
sognare.
Parole
per cui valga
la pena vivere,
pur lontani,
un sogno d'amore.
Le sentirà
il mio cuore
ancora ignaro
di tanta felicità.
Il tempo
potrà scorrere
senza corrodere
i sentimenti
fissando nella memoria
attimi infiniti di gioia.
Forse
i nostri giorni
non si incontreranno mai
forse
ci aspetteremo
tutta la vita,
ma rinunciare
sarebbe
non vivere,
una storia
cominciata
per caso.
Cuore..che ama.
Non si contiene
un cuore
che ama:
implode
sotto cumuli
di macerie
senza smettere
il battito.
Tra crepe sottili
cerca la luce,
rampicante edera
avvinghiata alla vita.
Lacerante dolore
nel suo parto
fosse solo
per un attimo
di felicità,
esso deve vivere.
Amarezza
Inutile
questa mia esaltazione.
Il tutto
che potrei dare
è il niente
del tempo
che inesorabile
mi è nemico.
Il passato
non evolve
in sogni delusi
e il futuro
giace
in remote possibilità.
Nel mio presente
l'amarezza
di ciò che
non posso essere.
E ciò che potrei dare
si scioglie
in lacrime silenziose. |