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Poesie pubblicate il 13-14-15 Maggio 2026

 

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Poesie d'esordio
2002-2016
 




Il dono
Oggi potrei regalarti
tutte le gioie del mondo.
Le mie mani
e la mia mente
costruiscono pensieri dolcissimi
che tuttavia non riescono a diradare
le ombre che circondano
questa dimora
assediata dal gelo.
Vorrei poter volare,
libero dai pensieri
che affliggono
questo angusto
angolo di mondo,
e distribuire i miei doni
ad una umanità
stanca d’aspettare la pace.
Armando Salvatore Santoro


Davanti al ritratto di mia madre
(per il 12 maggio)

Ecco….
Tutti! Son ancor pieni
i miei sensi , di te
come una volta…
e come l' ultima volta
quando ti accarezzavo
come mai
in tanti anni, prima;
forse da bimbo…
Ma le tue le ricordo:
colme di dolcezza,
tante da sommergermi…
E anche i rimbrotti
e i momenti severi, tutti!
Anche quando ero più alto di te.
Che fatica a starmi dietro!
Quante fatiche…quante pene!
Tu da sola a battagliare
coi quattro maschi, più uno .
Quante…quante…quante…quante…
quante cose ricordo e vorrei dire…
Sei bella, ti dico,
eri bella,
coi riccioli e il rossetto e gli orecchini…
Sei ! bella,
mio primo amore,
nel viso e nel cuore
nei tuoi sentimenti;
quando vieni a trovarmi
a volte, nel sogno.
Poi che con quattro sussulti
come il saluto a ognun dei quattro figli
sei volata a riabbracciar chi t' aspettava:
il tuo Mimì .
E sai, quel che mi lega
a te più d' ogni cosa
è una parola, il nome tuo,
che semplice, è
nella sua grandezza:
mamma.
Armando Bettozzi

Amo
Amo i delusi gli incatenati chi non
       si arrende amo il primo
               raggio di sole

Amo i bambini gli uomini dipinti
    di nero amo i poeti amo chi
                  è grande

amo Martin Luther King le donne
        che fanno l’amore solo
                   col cuore

Amo chi lotta per i diritti dell’uomo
          chi si butta nel mare
                    per salvare

chi sta per affogare

Amo chi si sveglia di notte e cammina nei prati
           raccogliendo rugiada a piedi
                                nudi

Amo chi con passione si sporca le mani
       chi non guarda nessuno
                  chi detesta

i falsi profeti

Amo la prima rondine di primavera
      appisolata nei campanili
                   che rotola

in mezzo ai fienili

Amo chi muore per salvare un bambino
         mettendo il petto davanti
                  ad uno sparo

Amo i miei figli che mi stanno vicino
             quando i temporali
                    scuotono

la mente feriscono il cuore ti fanno
        inginocchiare e ti danno
                    la mano

e non ti lasciano
       andare

Amo i nemici anche i peggiori che dopo
           uno schiaffo ti stringono
                        al cuore

Amo la vita breve o lunga che sia che
        mi ha insegnato che si muore
                     in guerra

ma anche per difendere
            la libertà

Amo i rivoluzionari senza bombe nella mano
           che sparano idee come chi
                            lotta

per la libertà di tutti amo i ragazzi che
  facendo casino si riuniscono
        in piazza a protestare

Amo chi lotta contro il potere chi non si
        fa mai intimidire chi sputa
                    in faccia

agli arroganti a chi siede sulle poltrone
            solo per farsi vedere
                   che non sa

amministrare nemmeno
        un quartiere

Amo le donne che amano donne uomini
       che amano uomini amo chi
                     esce di casa

senza avere
    paura
Franco Fronzoli
 

Primavera
Il sole splendido
nell'azzurro cielo
frantuma il muro
dei ricordi nebbiosi
liberando luminoso
la mente dalle sue tristi ombre.
Torna a pulsare il cuore
con nuova forza,
rinnova caldo il sangue
la sua gioia vitale,
palpitano le vene
desiderose d'amore.
Domina vittoriosa la luce
dalle bianche vette al mare,
e il giorno sorride,
e anche la notte
non è più notte.

Dalle colline al mare
Nino Silenzi
 

L’Autunno
L’Autunno scrive poesie
con la bellezza dei suoi colori
e la malinconia dei suoi pensieri.

Da Fruscio dell'anima
Giuseppe Stracuzzi
 

Neve bambina
Come il profumo di neve
sei impalpabile dentro me
dalla notte dei tempi
sei sempre esistito
e tu che non credi all'eternità
eppure i tuoi occhi anch'essi
sanno di neve e di mare
sopravvissuto a bufere
Sei il mio profumo di neve
squarci la sensibilità mia
senza nessun permesso.
Sei il mio profumo di neve
squarci il mio cuore
come la neve fa con il cielo.
Eppur la neve non è ancora nata
è sempre stata lì custodita
nel mio cuor di bambina.
Brucia, piange e fa male.
Sola, violata nel silenzio.
Turbian Paola
 

Stupore
Polvere e ortiche nel sospiro di un incanto
indizio cortese delle ombre
che vagano in macerie e fameliche ossa
frantumando chiarori inaspettati.
La tua voce per me non è peccato
se c’è amore segreto e ormai svanito
nel vortice della maledetta falce nera.
Passione che ancora mi tormenta
è custodia tra le fiamme e cenere,
lenta sino a toccare il limbo
e stupore sfilacciato di ricordi,
come lo stradivario che nutrimmo
ora nascosto.

Da Dissolvenze e sussurri
Antonio Spagnuolo

 


Egagropile spiaggiate
E questa mattina i miei nudi piedi
hanno calpestato pace nel mare,
per mitigar livore che corrompe
l'anima. Rimango lì, sulla sponda
sciabordante, passerotto silente
ad ascoltare quel dolor che sale
dalla riva e brucia lacerazione.
Una prigione è la vita e tarpa
la vibrazione di piume. Inibisce
il planare sopra il libero pelo
del mare, e per sciogliermi desidero
morire. Fanno male le persone:
con i gesti e le parole: io sono
simile alle egagropili spiaggiate.
Galleggio alla deriva dei pensieri
nello spumoso Nettuno; nessuno
son io tra queste rughe sabbiose.
Alessio Romanini
 

Il mio libro
E nacque così
Col cuore che palpitava
Con le mani che scrivendo tremavano
Con gli occhi che la gioia
Lasciavan trasparire
Con lo stomaco pieno di farfalle.
E nacque così Poesia.
E divenne fiume che rompe gli argini
Barca con le vele al vento
Gabbiani che volano alti
Mare che nasconde segreti.
I miei. I tuoi. Uniti per sempre.
Dove? In un libro.
Il mio libro di poesie.
Sandra Greggio


Si può nascere dove nessuno credeva possibile?
Sì !
Un rosso papavero
simbolo della libertà tenacia e sacrificio
stamane mi dice :
io ci sono e fiero inchino il capo al raggio di sole
senza dire parole
ti dono colore come le viole
È sbocciato proprio oggi
sul grigio asfalto della mia strada
davanti al portone
da solo
Un contrasto?
No, un segno divino
Una strada , crepe del cemento e un fiore rosso come il sangue
che addormenta la violenza
Se pur breve è tua vita
senza fragranza
ci doni speranza
Antonia Scaligine
 

```
“Tra i velati versi”
E fra cent’anni e cent’anni ancora,
già scomparso tra i velati versi,
in un vitruviano cerchio inscritto,
mi rivedranno cantare ancora.

11maggio26

```
Ben Tartamo


Al Divenire
Al divenire che tutto tace,
alla ricerca disperata di un po di pace.
Sulla soglia della mezz' età tutto pare
riposar,
ma di un cinguettio non posso far a
meno
e con lo sguardo stanco osservo del
mar l'azzurro.
L'infinito forse m'attende, li ove v'e il
calar del Sole .

Parole che violano le leggi,
orme che creano tragedie,
respiri carichi di passione,
La vita,un palcoscenico,di cui io sono
l'attore.
Ciro Seccia

 

Maree
è così stretto nella carne il mare
da ululare con le parole che restano in testa,
fa male quel andare sinuoso col vento
nel chiacchiericcio di gabbiani
siamo dentro una rete
a soffocare prima di avere un’altra forma
prima di pilotare i sogni
straordinario col proprio inferno
ho il grosso problema di scavalcare il confine
oltre
oltre
e oltre ancora
un guscio bombardato dalle stelle nel buio
o un buio a forma d’uomo che gira col proprio scafandro d’astri
è la morte non parla
e tu amore sei lì nella storia amante
insieme per caso
se ti capitasse di volare… o tempesta tra le tempeste
appena il tempo si dilaterà
prometterò servigi a quest’abisso che infrange il coraggio
pur di stringerti-
per adesso mi perdo
ancora per qualche secolo retrogrado nel segno del corno con zoccoli di cera
scintilla che scatta alla luce del tuo faro sulla roccia della sorte-
leggero
sommerso
quello che mi resta da vedere sopra le onde
tesori
cancellati dalla spuma

sto così stretto nell’alba davanti al mare
che la piega delle rughe va gravità al contrario
m’entra nel costato come una lancia
i nostri respiri uniti precedentemente poeti dopo secoli dimenticati poi risorti nei libri-
nei viaggi all’orizzonte
nel buio senza la luna
nel rumore bello dell’onda contro lo scoglio col faro cherubino


Tides
The sea is so tight in the flesh
that it howls with the words that remain in my head,
it hurts, that sinuous movement with the wind
in the chatter of seagulls
we are inside a net
suffocating before having another shape
before piloting dreams
extraordinary with its own hell
I have the big problem of crossing the border
beyond
beyond
and beyond
a shell bombarded by stars in the darkness
or a darkness shaped like a man that wanders in its own diving suit of stars
and death doesn't speak
and you, love, are there in the story, lover
together by chance
if you happened to fly... oh storm among storms
as soon as time expands
I will promise service to this abyss that shatters courage
just to hold you-
for now I lose myself
for a few more centuries retrograde in the sign of the horn with wax hooves
spark that leaps in the light of your lighthouse on the rock of fate-
light
submerged
what remains for me to see above the waves
treasures
erased by the foam

I stand so close at dawn before the sea
that the fold of wrinkles goes backwards, gravity
enters my side like a spear
our breaths joined together, once poets, after centuries forgotten, then resurrected in books-
in journeys to the horizon
in the moonless darkness
in the beautiful sound of the wave against the rock with the cherubic lighthouse
Jacqueline Miu

 Ammira i quadri di Jacqueline

 



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