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Poesie pubblicate il 28-29-30 Luglio 2021

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Poesie d'esordio
2002-2016
 




La Val Rendena
S'apriva dolce allo sguardo
pochi paesini appunti di mura
e di rugginose tegole a stemperare
con il rosso il verde dei prati

E in mezzo, ridente, il torrente
scorreva, ormai impigrito
dalla dolce pendenza
con pozze d'acqua quasi ferma

in cui dimoravano paciose trote
incaute vittime di qualche pescatore
che lungo le sponde cercava le sue prede
e alla fine il carniere mai vuoto restava.

E dolci balze che ogni tanto acceleravano
il suo flusso fra un turbinar di spuma
e un rombo rauco che annunciava il salto
acque che erano ancor vergini

prive delle sozzure del progresso
che ora ha sconvolto quei luoghi
di cui non resta che un ricordo
che è stretto nel mio cuore

e che ogni tanto risale alla mente.
Allora rivedo ciò che non è più:
una placida verdeggiante valle
ormai solo un sogno che il tempo sfuma.

Da Un paese tra i monti
Renzo Montagnoli
 

La figlia della guerra
Ti addobberò di foglie e di noci
A te cestino, per mia madre
Attento, e stato il figliuolo.
il bambino del cestino
Da lei arrivò forte
In voce e pianti.
Ora è a scuola
in paura confusa
e primavera
il giorno del messaggio divino
Ecco il sonoro
Sono i maestri i nostri sapienti
Fermi laddove consiglio torna
consegnamo il lavoro per mamma.

Da Ispezionando l'anima
Davide Paglionico


Da Emilio a Jules
L'India s'vvicina con i Gurusikh
mi colpisce con gli amanti di Khali
Sandokan schiva Shiva Brama e Visnu
Dentro al Gange ci si fa il bagno Gandhi
con gaudio luminato di purezza
O lì di giù
surriscaldato al fuoco puro della pira
Di quella pira fiorentina
cenere alle ceneri
l'eloquente si diceva di se stesso
le acque delle unzioni agli oceani di Dio
da Dio il mondo aspetta
che a qualcuno gli dia retta
Getto i soldi di Caronte negli scroti vaginali
nelle conchiglie d'Anataj
Noi ovuli
e di sperduti sperma_zoo
nube delle inconoscenze
ebio infilato nel pozzo del padrone
rapido pungente mi colpisce il romanziere
spettri di Soldati
giramondo col pennino all'incontrario inventa regni
sentieri d'antropici nidi con il ragno
di Joe le canzoni di Sentieri
schiaccia signorisenzamosche
senza lasciar scritti
foreste boreali
mari nei caraibi
and Johnny Depp
vie storte slombricate senza ombre viaggiatrici delle notti
Dimenticando di dir ciao a nonna Pepp
senza mai aver visto il viso a Teodora
Deposto l'obolo al Dimonio Signor d'ogni parterre
al centro della Terra
viaggio quale sherpa d'ottomila
centro il centro della Terra
a cavalletta salto
da Silòn all'Everèst...
Quanto tempo rest
per il viaggio sulla prossima cometa?
enrico tartagni


Ho camminato lungo le strade,
mi sono perso nei sentieri.

I vigneti m'hanno difeso con i loro tralci,
ho gustato il vino e il silenzio.
tra le mie dita

Ho impastato farina e acqua e sale.

Ho parlato con i vecchi,
conosciuto un sorriso stanco,
pallidi nei volti scuriti dall'età.

Ho visto i pescatori tirare le reti,
conosco la voce
degli uomini soli,
nelle dure solitudini,
ho gettato le reti nei vicoli.

Ho guardato sui clivi,
ho cosparso polvere di calce
nella terra del sud,
grattato l'intimo di un'anima povera.

Mia nonna, ferrigna
portava
fiori di pietra, strami portati via
dai cigli contorno dei pendii.

Sapienza e canto
ho imparato i silenzi calmati nel tempo.

Dovunque andrò porterò nei miei giorni,
musica e aromi di rosmarino,
sguardi e fierezza,
sorrisi e solitudini.

Di cielo e fragranza soltanto,
ho preso le profonde storie
di racconti di miseria
dei borghi disfatti.

Conosco il mio cuore,
le lacrime e la fame dei bimbi come me,
ma ho imparato a vivere.
Carlo Tella


Giusto un giro
Giusto un giro,
tanto per cambiare,
ma poi dire ognor le stesse cose,
è maggio, non fioriscono le rose
solo ginestre brillano sui poggi.

Ed io son solo,
sto ripassando ancora la lezione
non mi convince più la spiegazione
ascolto con pazienza
ma poi m'accorgo del discorso strano
che arriva da lontano.

Non ci trovo mai nulla di cambiato
solo io sono lo stesso,
e penso sempre al sesso,
penso alle sue parole
a quel che abbiamo fatto,
no, non sputo nel piatto
dove con lei ho mangiato.

È lei che dice adesso ch’è cambiata
per me è sempre uguale,
anzi direi ch'è peggiorata.
Non dico nulla spero si convinca
che è ormai finito il tempo delle more
non servono per me parole nuove
quello che lei racconta l'ho sentito
quello che dice poco lo capisco
forse perché adesso
son debole d'udito.

(Follonica 7.5.2021 - 19:35)
Salvatore Armando Santoro
 

44
Con gli occhi dell' Oltre

con gli occhi dell' Oltre
ci guardano i morti

e tu avvolto nel sudario
delle convenzioni
tu che ti pieghi nello specchio
nel dirti quali ombre
il tuo cielo offuscano e

quale trave ri-cresce
nel tuo occhio

con lo sguardo dell' Oltre
ci vedono i morti

se stessi e i vivi
gli è dato perdonare

Da Afflati, 2018-2019
Felice Serino

Il tiglio
Era una nuova primavera.
L'anno duemilaventuno
il vento sibilava, stormiva
carezzava le verdi
foglie a cuore.
Il nero merlo in amore,
dal ramo chioccolava
del tiglio, nel parco.
Uno sbadiglio sussurrava
nel tepore delle ore;
mentre il venticello dal mare
sfiorava le onde,
sfiorava le fronde.
Una quiete virale,
del pandemico male
solingo avea lasciato
l'albero spoglio, come
fosse il gelido autunno.
Non si sentivano le
grida di bambini giocare.
Raminghe ombre passare
di nugoli romiti
si scorgevano sul manto
del prato alitare; poi sulle
foglie agitate ombrate.
Il silenzio continuava
ad agitare i rami fogliosi
e l'ombra impetuosa
del l'arbusto era vuota!
Nessuno sostava per chiacchierare
o uno spuntino veloce
da consumare.
Il virus provenuto
da molto lontano, la
zolla di terra affliggeva
con la sua mano di morte
durante il dì e nella notte.
Non si arrestava e flagellava.
Obliati sorrisi da chirurgiche
mascherine; da affetti distanze
e solitarie passeggiate.
O secolar tiglio, rigoglioso
ed imponente, ogni
risurrezione sei virente.
Superi l'estate arida
e il gelido inverno...ed ogni
anno rivesti il tuo corpo di
nuova vita. Come
te, tiglio
rinascere riusciremo.
Sconfiggere il morbo virale,
per l'esistenza essenza vitale.
Tornerà
il labbro libero dal penare.
Sotto la tua magnifica
ombra...torneremo a
passeggiare...
Alessio Romanini


131. Essere laghetto
Essere un laghetto
tra grandi laghi
aldilà il mare
e gli oceani infiniti,
una goccia d'acqua
arriverà all'oceano
che evapora nubi
e cadrà la pioggia,
se resti laghetto
sarà la tua pioggia
che dell'oceano è poesia.

Da Poetando per la Città
Francesco Soldini
 

Che mondo!
Quand'ebbi emergiuto
in 'sto mare di guano
avessi voluto
guardare lontano.

Ma quel che vedetti
lasciommi basito
il senno perdetti
…e là tengo un dito.

E torlo il vorrei
dalla posizzzione
m'infiamma dei nei,
ma che situazzzione!

'Sto mondo è malato,
vi dò 'na lezzzione,
son proprio incazzzato,
rompiam la prigione!
Piero Colonna-Romano


Incontro
Se incontrate la mia Musa
ditele che da tempo la sto
aspettando e chiedetele
perché si è eclissata.
Sì sta perdendo sensazioni
ed emozioni dell'estate
Ditele che è tornata la regina
indiscussa, la cicala, insieme ai grilli.
Ditele che il grano è stato tagliato
perdendo tutti i suoi riccioli d'oro
e che il mare è di una bellezza
sconvolgente e la sta aspettando
offrendole tutto se stesso
con i suoi tesori nascosti.
Se tornerà da me le offrirò
una conchiglia di madreperla
così avvicinandola all'orecchio
sentirà il battito del mio cuore.
E saremo di nuovo compagne
di viaggio, assaporando
la nostra mirabile intesa.

27 giugno 2019
Sandra Greggio
 


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