Commenti sulle poesie
 

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Premi letterari dei Sitani


2024

25-26-27 Maggio

Professore Spadavecchia

La volevo ringraziare per la qualità

Dei suoi commenti e la capacità di analisi.

Saluti.

Un saluto anche a Lorenzo che mi ospita.

Alessio Romanini

 

 

-   "L'aperitivo" di Marco Cabassi
 

 
Titolo e Tematica
"L'aperitivo" è una poesia che esplora i momenti di quiete e riflessione che emergono durante un rituale sociale quotidiano. Il titolo evoca immediatamente l'immagine di un momento di pausa, di transizione tra il giorno e la notte, tra l'attività frenetica e il riposo serale.
Stile e Struttura
La poesia è caratterizzata da un linguaggio evocativo e da un ritmo dolcemente cadenzato, che rispecchia il lento scorrere del tempo durante l'aperitivo. La struttura è libera, senza una metrica rigida, permettendo al poeta di creare un flusso naturale e spontaneo di pensieri e immagini.
Analisi del Contenuto
Il poeta dipinge una scena serale con il "rosso dello Spritz Campari", un simbolo di convivialità e relax. L'immagine del "sole che si scioglie lento / come il ghiaccio nel bicchiere" è particolarmente suggestiva, creando un parallelo tra il tramonto e il drink che si consuma lentamente.
I "sorrisi che amo" e il "mio silenzio sereno" indicano una dualità tra la socialità e l'introspezione. La piazza svuotata e i bar chiassosi del centro rappresentano il contrasto tra il caos esterno e la pace interiore che il poeta trova in questo momento.
Gli "occhi blu" che rubano i pensieri sono un potente simbolo dell'amore e della connessione umana, che purifica i pensieri del poeta, rendendoli "puliti come argento lucidato". L'immagine del "piccolo pensiero al brillare da lontano" evoca un senso di speranza e di contemplazione del futuro.
Il sorso "ghiacciato / piacevolmente amaro" che scende per la gola è una metafora dell'accettazione delle dolcezze e amarezze della vita, una chiusura che riecheggia il sapore complesso delle esperienze umane.

 
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"È nella notte che respiro la vita" di Franco Fronzoli

 
Titolo e Tematica
La poesia di Franco Fronzoli celebra la notte come momento di introspezione, sogno e amore. Il titolo suggerisce che la notte sia il tempo in cui l'autore trova la vera essenza della vita.
Stile e Struttura
La poesia adotta uno stile lirico, con versi brevi e frammentati che imitano il ritmo dei pensieri notturni e dei sogni. La struttura è aperta, con ampie pause che invitano il lettore a riflettere e a sognare insieme al poeta.
Analisi del Contenuto
La notte è descritta come un "passaggio di sogni" e un tempo in cui "le stelle / si accendono". Queste immagini notturne creano un'atmosfera magica e contemplativa. La notte "che culla i bambini" e li guida verso "la luce del sole" suggerisce un ciclo naturale di protezione e rinascita.
La descrizione della notte come un "rito infinito / di amanti" evoca un senso di eternità e romanticismo. Le immagini di "lenzuola di fiori" e di un "colore particolare" dipingono la notte come un momento di bellezza e di possibilità infinite.

 
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-   "Sillabe" di Felice Serino

 
Titolo e Tematica
"Sillabe" è una breve poesia che esplora il potere evocativo del linguaggio e del tempo, con un particolare riferimento al mare di settembre.
Stile e Struttura
La poesia è caratterizzata da versi brevi e concisi, quasi frammentari, che imitano il conteggio delle sillabe. Questo stile minimalista conferisce un senso di precisione e di intimità.
Analisi del Contenuto
La poesia si concentra sull'atto di contare le sillabe, un gesto che riflette un'attenzione ai dettagli e un desiderio di catturare l'essenza del momento. La menzione del "mare ancora invita" e del "mormorio della risacca" crea un'immagine di tranquillità e introspezione.
L'idea di "annegare nel tempo" richiama una sensazione di immersione totale nel presente, mentre il riferimento a Cardarelli aggiunge una dimensione intertestuale che arricchisce il significato della poesia.

 
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-   "Foce" di Nino Silenzi

 
Titolo e Tematica
"Foce" esplora la fusione di elementi naturali e psicologici, rappresentando il punto di incontro tra il fiume e il mare come metafora della mente e delle emozioni.
Stile e Struttura
La poesia è caratterizzata da un linguaggio ricco e denso, con immagini vivide che creano un'atmosfera di tensione e di movimento. La struttura è libera, riflettendo la natura fluida del pensiero e delle emozioni.
Analisi del Contenuto
Il "Ludibrio ascendente del pensiero" e la "luce rarefatta dei limiti del reale" suggeriscono un'esplorazione delle frontiere tra realtà e immaginazione. Il "mare che non smette di contorcersi" e il "fiume indomito cocciuto" rappresentano le forze contrastanti delle emozioni e della ragione.
L'immagine del fiume che "fa fatica a buttarglisi tra le braccia" del mare evoca un senso di lotta e di resistenza, simbolizzando la difficoltà di integrare diverse parti di sé. Il "pensieri traditori" che emergono nel finale suggeriscono la complessità e l'inquietudine della mente umana.

 
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-   "Vorrei che tu sapessi…" di Cristiano Berni

 
Titolo e Tematica
La poesia "Vorrei che tu sapessi…" è un'epica confessione di esperienze, emozioni e riflessioni personali. Il titolo introduce un desiderio di comunicare e condividere la profondità dell'esperienza umana.
Stile e Struttura
La poesia è divisa in tre parti, ciascuna esplorando un diverso aspetto della vita e delle emozioni del poeta. Lo stile è ricco e prolisso, con un uso intenso di immagini e metafore che rendono il testo denso e profondo.
Analisi del Contenuto
La prima parte della poesia riflette su attese, delusioni e momenti di gioia, con una particolare attenzione alla dualità tra speranza e disillusione. Le immagini delle "lunghe e stanche ore invernali" e della "primavera infantile" evocano il ciclo delle stagioni come metafora della vita.
La seconda parte espande il tema, esplorando esperienze più vaste e cosmiche, come volare "sopra monti e nuvole basse" e "oltre i limiti del suono". Questa sezione suggerisce un desiderio di trascendenza e di scoperta, ma anche la presenza persistente della paura e della malinconia.
La terza parte conclude la poesia con una riflessione sulla solitudine e la resilienza. Il poeta si presenta come "violaceo e solo", ma anche pieno di saggezza e di fuoco interiore. Il riferimento alla "fioca e rossa saggezza" suggerisce una comprensione profonda e maturata delle esperienze vissute.

 
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-   "Il mese di maggio" di Renzo Montagnoli

 
Tematiche e Titolo
"Il mese di maggio" celebra la rinascita della natura e la devozione mariana. Il mese di maggio, associato alla primavera e alla fioritura delle rose, è simbolo di vitalità e rigenerazione.
Stile e Struttura
 
La poesia adotta un linguaggio descrittivo e lirico, caratterizzato da immagini vivide e sensoriali. La struttura è composta da versi liberi che permettono una fluidità narrativa, evocando un senso di continuità e armonia.
Analisi del Contenuto
 
La descrizione del "profumo delle rose" e del "tepore del sole" evoca un'esperienza sensoriale intensa. La natura è rappresentata come un "fulgore", un'esplosione di colori e vita. L'evocazione degli "uccelli che si rincorrono" e della "musica del vento" aggiunge un senso di movimento e dinamismo alla scena.
La seconda parte introduce un elemento di spiritualità con la "campana" che chiama al vespro, collegando la bellezza naturale alla devozione religiosa. Il mese di maggio è dedicato a Maria, la madre per eccellenza, simbolo di protezione e amore. La figura materna, che "trepidanti / li accompagnano alla vita", rappresenta un tema universale di cura e guida.

 
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-   "Un giorno a Erice" di Armando Bettozzi

 
Tematiche e Titolo
"Un giorno a Erice" è una poesia nostalgica che cattura l'essenza di un incontro passato in una città storica. Erice, con le sue antiche strade e panorami mozzafiato, diventa simbolo di un tempo perduto ma indimenticabile.
Stile e Struttura
 
Il poeta utilizza una struttura narrativa ricca di dettagli, alternando versi lunghi e descrittivi con riflessioni più brevi e intense. Lo stile è evocativo, con un uso sapiente di immagini sensoriali che trasportano il lettore nella scena.
Analisi del Contenuto
 
La poesia inizia con un incontro casuale che diventa un viaggio attraverso le vie di Erice. Le descrizioni dei "cento e cento sorridenti / piccoli negozi colorati" e dei "turisti in folti gruppi" creano un quadro vivace e dinamico. La contemplazione dei "torri e torrioni" che "parlano antico" suggerisce un profondo rispetto per la storia e l'arte.
Il riferimento alla "Chiesa Madre" come dolce finale di un pranzo simbolizza il nutrimento spirituale, mentre l'addio alla città è carico di malinconia e riflessione. La "Pietrosa Porta" diventa metafora di un passaggio, un ingresso e un'uscita che segnano un cambiamento profondo nell'animo del poeta.

 
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-   "Una rosa da Jennifer" di Enrico Tartagni

 
Tematiche e Titolo
"Una rosa da Jennifer" esplora il simbolismo della rosa, collegandolo a un desiderio di bellezza e perfezione. Il titolo suggerisce un dono prezioso, una manifestazione di affetto e ammirazione.
Stile e Struttura
 
La poesia è caratterizzata da un linguaggio ricco e floreale, con un ritmo sinuoso che rispecchia la delicatezza del tema. La struttura è libera, permettendo al poeta di giocare con immagini e metafore complesse.
Analisi del Contenuto
 
Il poeta celebra la "stagione delle rose", associandola a un risveglio dei sensi e dell'anima. Le descrizioni dettagliate dei "profumi" e delle "architetture astrali" conferiscono un'aura quasi mistica al fiore. Il paragone tra la "Romagna" e la "Provenza" collega due terre diverse attraverso la comune bellezza naturale.
L'uso di termini tecnici come "estrazione fenolica" e riferimenti alla "Vie en rose" di Édith Piaf aggiungono una dimensione intellettuale alla poesia. La chiusura con "M'inebrio con vene d'ardimento" esprime un desiderio di trasformazione e crescita, di trascendere la propria condizione per raggiungere una maggiore bellezza interiore ed esteriore.

 
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-   "L'incontro" di Bruno Castelletti

 
Tematiche e Titolo
"L'incontro" rievoca un momento di amore giovanile, un ricordo indelebile che continua a vivere nel cuore del poeta. Il titolo semplice ma evocativo mette subito in risalto il tema centrale della poesia.
Stile e Struttura
 
La poesia utilizza una metrica regolare e un linguaggio diretto, creando un ritmo che rispecchia la semplicità e l'intensità del ricordo. Le immagini sono nitide e concrete, evocando un forte senso di nostalgia.
Analisi del Contenuto
 
Il poeta descrive un incontro casuale e magico "accanto al forno a legna", un luogo quotidiano che diventa teatro di un'esperienza straordinaria. La descrizione del "pane appena cotto, profumato" aggiunge una dimensione sensoriale che rafforza la vividezza del ricordo.
Il rapporto tra i due giovani è descritto con tenerezza e passione, con immagini come "le tue labbra rosa, di velluto" che evocano una bellezza quasi eterea. La chiusura con "Non potrò mai scordare il paradiso" suggella il ricordo come un'esperienza celestiale, un momento perfetto e irripetibile.

 
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-   "Haiku" di Laura Lapietra

 
Tematiche e Titolo
L'haiku di Laura Lapietra cattura un momento di vita urbana, riflettendo sulla frenesia degli adulti e la mancanza di pace. Il titolo essenziale rispecchia la natura concisa e contemplativa del componimento.
Stile e Struttura
 
Come tradizione dell'haiku, la poesia è composta da tre versi con una struttura sillabica di 5-7-5. Lo stile è minimalista, puntando a evocare immagini e sensazioni con poche parole.
Analisi del Contenuto
 
Il "semaforo" rappresenta un simbolo di attesa e di regolazione, un punto di incontro tra movimento e pausa. La "frenesia di adulti" contrasta con l'ideale di serenità, suggerendo una riflessione sulla vita moderna e le sue tensioni. La chiusura con "manca la pace" offre una critica sottile ma potente alla condizione esistenziale contemporanea.

 
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-    "Pensiero" di Salvatore Armando Santoro

 
Tematiche e Titolo
"Pensiero" esplora il tema dell'amore e della speranza, mettendo in risalto l'importanza dei sentimenti anche in situazioni difficili. Il titolo suggerisce un'introspezione e un'esplorazione dei pensieri del poeta.
Stile e Struttura
La poesia adotta un linguaggio lirico e riflessivo, con una struttura regolare che conferisce ritmo e coerenza al discorso. Le immagini sono vivide e cariche di emozione, creando un forte impatto visivo e sentimentale.
Analisi del Contenuto
 
Il poeta esprime un amore nascente, ancora incerto ma intenso. La descrizione del "piccolo fiore" e del "tremore" dell'amata evoca una tenerezza e una vulnerabilità che rendono il sentimento ancora più prezioso. L'ansia e la paura di sentirsi soli sono temi universali, trattati con sensibilità e profondità.
La speranza di un futuro migliore è simboleggiata dall'arrivo della primavera, che "darà forza a questa vita" e porterà una nuova luce dopo l'inverno. Il contrasto tra "il buio della sera" e "il sol che risplenderà" rappresenta la rinascita e la redenzione, un messaggio di ottimismo e di fiducia nell'amore.

 
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-   "Muri di lampade riflesse" di Piacentino Alessandra

 
Tematiche e Titolo
"Muri di lampade riflesse" esplora il dualismo tra la routine quotidiana e l'intensità delle emozioni umane. Il titolo evoca immagini di luce riflessa, suggerendo un gioco di percezioni e realtà sfuggenti.
Stile e Struttura
 
La poesia adotta uno stile descrittivo e metaforico, con versi liberi che permettono una narrazione fluida. L'uso di immagini contrastanti e di un linguaggio ricco di dettagli sensoriali crea un'atmosfera di inquietudine e riflessione.
Analisi del Contenuto
 
I "lampioni tra le nuvole" e "nelle pozzanghere" simboleggiano la dualità tra cielo e terra, tra sogno e realtà. I "crepitio di passi senza meta" e il "macello di tramonti" suggeriscono un senso di disorientamento e conflitto interiore. La luna, che "si compiace" della compagnia delle luci, rappresenta un momento di introspezione e complicità con l'ambiente circostante.
La descrizione della routine quotidiana con "schiuma nelle docce" e "libri impilati" contrasta con l'intensità delle emozioni descritte precedentemente. Il "mondo così banale" rappresenta la percezione di monotonia e la ricerca di significato oltre l'ordinario.

 
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-   "Poeta asceta" di Alessio Romanini

 
Tematiche e Titolo
"Poeta asceta" riflette sulla dualità tra la ricerca spirituale e la natura umana. Il titolo suggerisce un parallelismo tra il poeta e l'asceta, entrambi impegnati in un viaggio interiore.
Stile e Struttura
 
La poesia utilizza un linguaggio austero e contemplativo, con versi brevi e intensi che evocano un senso di solennità. La struttura regolare e l'uso di rime contribuiscono a creare un ritmo meditativo.
Analisi del Contenuto
 
Il poeta, paragonato a un asceta, vive una "vita austera" dedicata alla ricerca interiore. La caduta in errore è vista come una naturale conseguenza dell'essere umano, evidenziando il conflitto tra aspirazione spirituale e realtà terrena. L'anelito di "elevare il tuo animo" rappresenta il desiderio di trascendere le limitazioni umane, mentre "sentirsi magnanimo" con l'infinito suggerisce una connessione profonda con l'universo.

 
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 "Soffio di vento" di Sandra Greggio

 
Tematiche e Titolo
"Soffio di vento" esplora la resilienza di fronte alle difficoltà e la ricerca di speranza. Il titolo evoca un senso di leggerezza e movimento, suggerendo un cambiamento in arrivo.
Stile e Struttura
 
La poesia adotta un linguaggio semplice ma evocativo, con versi liberi che fluiscono in modo naturale. Le immagini della natura e del tempo creano un'atmosfera di introspezione e speranza.
Analisi del Contenuto
 
Le cicale, che "mai si fermano", rappresentano l'indifferenza della natura rispetto alle emozioni umane. La descrizione delle "spighe bionde" e del "soffio di vento" suggerisce un desiderio di liberazione dalle "parole tristezza e angoscia". La ricerca di un "viottolo dritto" simboleggia la speranza di trovare una via sicura e serena nella vita.

 
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 "Ma non ci sei ovunque io gridi il tuo nome" di Jacqueline Miu

 
Tematiche e Titolo
La poesia esplora la solitudine e la disperazione di fronte all'assenza dell'amato. Il titolo enfatizza l'assenza e il dolore del poeta, sottolineando l'impossibilità di trovare conforto.
Stile e Struttura
 
Il linguaggio è ricco e poetico, con immagini potenti e un tono intensamente emotivo. La struttura dei versi è varia, riflettendo l'instabilità emotiva del poeta.
Analisi del Contenuto
 
La "parola" che "non lascia segno sull'aria" rappresenta l'inutilità delle parole nel colmare l'assenza. Le "orme gravitazionali" e gli "inchiostri blu come le vene" evocano immagini di dolore e disperazione. L'attesa del "vento buono" e la speranza di raggiungere la "riva giusta" rappresentano la ricerca di pace e di un nuovo inizio, nonostante il peso della "tenebra".

 
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-   "Via d’uscita" di Carlo Chionne

 
Tematiche e Titolo
"Via d’uscita" esprime la ricerca di una soluzione in una situazione di stallo. Il titolo stesso suggerisce un desiderio di cambiamento e di fuga.
Stile e Struttura
 
La poesia utilizza un linguaggio diretto e colloquiale, con una struttura semplice e ritmica che riflette l'urgenza del tema. I versi brevi e le rime creano un effetto di movimento e tensione.
Analisi del Contenuto
 
La ricerca di una "via d’uscita" è metafora della disperazione del poeta. L'uso di immagini come "ci fosse una finestra, / Mi butterei di sotto" esprime un desiderio di liberazione estrema. Nonostante la via "tortuosa", il poeta conclude con una determinazione a "continuare a cercare", suggerendo una resilienza nascosta.

 
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-   "Verde nel rosa" di Laura Toffoli

 
Tematiche e Titolo
"Verde nel rosa" celebra la bellezza della natura e il rinnovamento. Il titolo evoca un'immagine vibrante di colori, simbolo di armonia e vitalità.
Stile e Struttura
 
La poesia adotta un linguaggio lirico e suggestivo, con immagini vivide e un ritmo melodico. La struttura dei versi, con pause deliberate, crea un effetto di contemplazione e meraviglia.
Analisi del Contenuto
I "ventagli s’agitano / ubriachi nel vento" evocano immagini di movimento e vita. La descrizione del "pini salati a mare" e della "aria di stelle e sale" trasporta il lettore in un paesaggio marino, simbolo di libertà e pace. Le "nuove scale verso cielo sereno" rappresentano un cammino verso la speranza e la serenità, suggellato dal "frizzante canto al divino".

 
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 "Sera" di Antonia Scaligine

 
Tematiche e Titolo
"Sera" esplora il tema della nostalgia e della riflessione serale. Il titolo evoca un momento di transizione tra giorno e notte, carico di emozioni e pensieri.
Stile e Struttura
 
La poesia utilizza un linguaggio ricco e intenso, con immagini evocative e un ritmo incalzante. I versi variano in lunghezza, creando un effetto di movimento e introspezione.
Analisi del Contenuto
 
La "sera" è descritta come "pungente" e "gremita di erosi pensieri", riflettendo l'inquietudine del poeta. Le "luci artificiali" e il "cielo vermiglio" creano un contrasto tra la bellezza naturale e l'artificialità umana. La nostalgia emerge come tema centrale, con "ricordi / in un riassunto di anni ormai andati" che evocano un senso di perdita e riflessione.

 
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-   "Correndo la vita" di Piero Colonna Romano

 
Tematiche e Titolo
"Correndo la vita" esplora il tema del viaggio esistenziale e delle difficoltà incontrate lungo il cammino. Il titolo suggerisce un senso di urgenza e movimento.
Stile e Struttura
 
La poesia utilizza un linguaggio conciso e diretto, con una struttura lineare che riflette il tema del percorso continuo. Il ritmo è incalzante, rispecchiando la velocità e la precarietà della vita.
Analisi del Contenuto
 
Il "grigio / d'asfalto un nastro" rappresenta il cammino della vita, spesso monotono e difficile. I "traguardi di dolore" evocano le sfide e le sofferenze incontrate lungo il percorso. Il "nastro che non vuol / finire" suggerisce una lotta incessante e un desiderio di trovare un senso o una conclusione a questo viaggio faticoso.

 
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-   "E non fanno più rumore" di Ben Tartamo

 
Tematiche e Titolo

 
"E non fanno più rumore" di Ben Tartamo si addentra nelle profondità dell'anima, esplorando il dolore silenzioso che la pervade. Il titolo ci introduce immediatamente in un mondo dove il dolore è così sottile e penetrante da non fare più rumore, come la rugiada che cade silenziosa.

 
Stile e Struttura

 
La poesia è costruita in due quartine, utilizzando uno schema di rime ABAB che crea un flusso musicale e malinconico. Questa struttura ben definita permette al poeta di incastonare le sue immagini potenti in un ritmo che accompagna il lettore in un viaggio emozionale intenso e profondo.
Tutti i versi della poesia risultano essere ottonari. La struttura dei piedi metrici tende a seguire prevalentemente uno schema giambico, creando un ritmo armonico e fluente. Questo schema conferisce alla poesia una musicalità regolare che enfatizza il contenuto lirico e malinconico del testo.

 
Analisi del Contenuto

 
Prima Quartina
> E non fanno più rumore  
> della rugiada che cade  
> le gocce di quel dolore  
> che l'anima mia pervade.

 
Il poeta usa la metafora della rugiada per rappresentare il dolore che, come gocce delicate, pervade l'anima. La rugiada, simbolo di purezza e tranquillità, viene qui ribaltata per esprimere un dolore silenzioso e penetrante, che scivola nell'anima senza disturbare l'apparente quiete della superficie. Ogni goccia è una lacrima silenziosa, una manifestazione di sofferenza che scende con la delicatezza della rugiada mattutina.

 
- Seconda Quartina
> La carne mia ferita  
> è roccia di oscuro mare  
> che celata a questa vita  
> l'amaro volge all'amare.

 
Nella seconda quartina, la "carne ferita" diventa una "roccia di oscuro mare", un'immagine potente che evoca la forza e la resistenza di fronte alla sofferenza. Questa roccia, nascosta nelle profondità del mare, simboleggia un dolore che, sebbene celato, è costante e inamovibile. L'oscurità del mare suggerisce la profondità insondabile della sofferenza, mentre il gioco di parole tra "amaro" e "amare" rivela come il dolore si trasforma e si perpetua, insinuandosi nel tessuto della vita.

 
Conclusioni

 
La poesia di Ben Tartamo è un viaggio nell'intimità del dolore umano, espresso attraverso immagini naturali cariche di significato. Il ritmo melodico delle rime incrociate, unito alla potenza delle metafore, crea un pathos che avvolge il lettore, trasportandolo nelle pieghe più profonde dell'anima del poeta. Questa composizione è un esempio magistrale di come la poesia possa catturare e trasmettere emozioni complesse e sottili, offrendo uno sguardo sulla condizione umana che è al tempo stesso personale e universale.

 
Mi scuso per i miei eventuali errori e imprecisioni nell'analisi critica delle splendide vostre poesie.
Colgo l'occasione per chiedere il parere autorevole dell'illustre collega Lorenzo de Ninis.

 
prof. Marino Spadavecchia 

 

 

22-23-24 Maggio

-   "Legami" di Piacentino Alessandra


 
In "Legami," Alessandra Piacentino intesse una trama luminosa e vaporosa, dove la luce diviene simbolo di eternità e connessione. La luce non è solo fisica, ma un elemento quasi magico che dialoga con desideri effimeri, in un gioco di riflessi e ombre che rievocano una routine consolidata eppure sempre nuova. La figura del marinaio, appoggiato alla sua barca, rappresenta un archetipo di contemplazione e attesa, immerso in un tramonto che è sia fine che inizio. Il mare tace, ma dentro quel silenzio vi è un mondo di sogni e memorie, una calma che parla di profondità insondabili.
Le monetine gettate nelle fontane del mondo sono piccoli atti di fede e speranza, desideri che viaggiano attraverso il tempo e lo spazio, risorgendo come stelle e luna in un ciclo eterno. Il tramonto dell'ultimo sole non è una fine, ma un preludio alla rinascita della luce celeste, che accende legami indissolubili. La poesia culmina in un’affermazione potente: "Quella luce accende legami per sempre," suggerendo che, come la luce, anche i legami umani possono essere eterni, brillando attraverso le ere con una forza immutabile.

 
-   "Fuori città" di Marco Cabassi

 
"Fuori città" di Marco Cabassi è un viaggio nostalgico che ci riporta ai giorni in cui i treni erano piccoli mondi di condivisione e intimità. L’autore evoca le carrozze di una volta con un afflato lirico che trasuda malinconia e dolcezza. Quei scompartimenti da sei posti, con il loro odore di similpelle e il sapore di fumo, diventano simboli di un'epoca passata, ricca di umanità e contatti fugaci ma significativi. È un tempo in cui si poteva appoggiare i piedi sui sedili, scambiarsi giornali, e sentire il suono familiare delle porte scorrevoli che si aprivano in curva.
La periferia, descritta con colori sbiaditi e uguali, è un paesaggio di malinconia e riflessione. Le strade, i parcheggi, le parabole, e le scritte scarabocchiate sui muri compongono un quadro di immobilità e ripetitività che contrasta con la vitalità dei ricordi. I balconi con le ringhiere tutte uguali, i palazzi di cemento con le finestre tutte uguali, sembrano quasi umani nel loro osservare il poeta. Strizzano l’occhio, complici silenziosi di un sentimento condiviso, di una nostalgia che è al tempo stesso personale e universale.
La chiusura della poesia, con il poeta che riflette sulla vicinanza e lontananza dalla città, amplifica questo senso di alienazione e appartenenza. I palazzi sembrano comprendere il poeta, condividendo con lui un legame tacito. È un’alleanza tra il presente e il passato, tra il sé e l’altro, che trasforma la periferia in uno specchio dell’anima, un luogo dove il sentimento di distanza diventa comprensione profonda e complicità silenziosa.

 
-   "Quella nuova vita" di Franco Fronzoli

 
"Quella nuova vita" di Franco Fronzoli è una poesia che attraversa il buio della sofferenza per emergere nella luce dell'amore e della speranza. I versi iniziali, "apparsa tra gli spigoli della sofferenza," evocano una nascita dolorosa ma potente, un'apparizione che sfida la durezza della vita. Il passare del tempo, descritto attraverso "secondi minuti ore e giorni," è illuminato da un amore profondo e dalla speranza, che trionfa sullo sconforto.
La luce, inizialmente lontana, diventa un faro di calore e speranza, "sempre più viva sempre più attesa." È questa luce che "sprigiona calore" e "accende i sorrisi," trasformando la notte di lotta e preghiera in una battaglia incessante contro la disperazione, ma anche in un rito di resistenza e magia.
Le "notti di incubi" rappresentano il culmine del dolore e dell'insonnia, un periodo di incertezza e solitudine, dove la vita sembra cancellata. Ma poi, un "flebile chiarore" cresce in intensità, culminando nella luce che simbolizza la rinascita. L'amore e la luce, ripetuti nel verso finale, suggellano una rinascita piena di significato e speranza, dove la vita trova la sua redenzione.

 
-   "Di spalle (ad A.)" di Felice Serino
 

 
In "Di spalle," Felice Serino cattura un momento di intimità e delicatezza. L'immagine della persona amata "avvinghiata come un ragno" è al tempo stesso suggestiva e inquietante, evocando una presenza avvolgente e ineludibile. La gradevolezza della presenza è paragonata a quella di un albero mosso dal venticello, un'immagine che evoca freschezza e vitalità.
Il poeta descrive un sogno "voluto" che, purtroppo, svanisce, lasciando un senso di perdita e desiderio insoddisfatto. Questa breve poesia racchiude un mondo di sensazioni e desideri, mostrando come la presenza di qualcuno possa essere tanto potente da permeare i sogni e la realtà, anche se solo per un breve momento.

 
-   "Ossidiana" di Nino Silenzi

 
"Ossidiana" di Nino Silenzi è una meditazione sul dubbio e la conoscenza. La "nera lucente ossidiana" è un simbolo di chiarezza tagliente e di bellezza oscura. Essa "lacera i propositi di chiarezza," rappresentando un sapere inconosciuto che mette in discussione le certezze consolidate.
Il "dubbio tagliente" incide la realtà, rendendo visibili le sue incongruenze e trasformandole in un gioco di ombre tra sole e buio, notte e giorno. Questi "brevi istanti d'inutile saggezza o di saggia follia" rappresentano momenti di intuizione fugace che, sebbene effimeri, illuminano brevemente la mente.
La poesia termina con l'immagine dell'ossidiana che riluce "nella mente opaca," suggerendo che, nonostante la confusione e l'incertezza, c'è una bellezza nascosta nell'oscurità del dubbio e nella ricerca della verità.

 
-   "Fiore" di Cristiano Berni

 
La poesia "Fiore" di Cristiano Berni è una celebrazione dell'amore e della bellezza naturale. Il fiore, simbolo di purezza e delicatezza, diventa il confidente e il guaritore dell'anima. Il poeta chiede al fiore di parlargli d'amore, di renderlo migliore e di far svanire il dolore. La ripetizione della parola "fiore" in ogni verso crea un ritmo incantatorio, quasi una preghiera che enfatizza l'importanza e la centralità di questo simbolo.
Il pistillo, la Luna e il cuore sono immagini che legano il fiore ai cicli naturali e alle emozioni umane, suggerendo un'unità tra il mondo naturale e quello interiore. Il "vivido furore" e la "bellezza e colore" del fiore evocano una passione vibrante e una vivacità che illumina l'esistenza. Questa poesia, con la sua semplicità e il suo fervore, esprime un desiderio profondo di connessione e trasformazione attraverso la bellezza della natura.

 
-   "Illusione" di Licia Minervini

 
In "Illusione," Licia Minervini esprime una profonda disillusione nei confronti della vita e della ricerca della verità. La brevità della poesia accentua il peso delle parole, rendendo il sentimento di desolazione ancora più intenso. Il poeta ha cercato la verità, la vita e il bene in molti modi, ma ha trovato solo "buio e freddo" ovunque e in chiunque.
Questa visione cupa della realtà riflette un'esperienza di solitudine e sfiducia, dove ogni ricerca sembra condannata a fallire. La data alla fine del componimento conferisce un senso di attualità e urgenza, come se il poeta stesse registrando un momento di sconforto profondo e ineludibile.

 
-   "Idea di bacche" di Christine Langer (traduzione di Nino Muzzi)

 
"Idea di bacche" di Christine Langer, nella traduzione di Nino Muzzi, è una poesia che evoca la delicatezza e la transitorietà della natura e del pensiero. Il mattino che "odorava di neve" e l'idea di bacche sui cespugli trasportano il lettore in un paesaggio invernale, dove le parole sono leggere e volatili, pronte a oltrepassare il bordo della pagina.
Il poeta si ferma per verificare se il taccuino può entrare in tasca, un gesto semplice che sottolinea il desiderio di catturare e conservare i pensieri fugaci. Sognando di rose sbocciate, il poeta lascia una pagina libera per il vento, un simbolo della natura imprevedibile che può portare via le righe e rovesciarle con il freddo. Questo atto di lasciare spazio al vento rappresenta l'accettazione dell'incertezza e della fluidità della vita, dove anche i pensieri più delicati possono essere spazzati via, ma ciò non diminuisce la loro bellezza e importanza.
Questa poesia, con la sua attenzione ai dettagli e la sua riflessione sulla fragilità del pensiero, invita il lettore a considerare la bellezza effimera del momento presente.

 
 "Quel magico momento" di Armando Bettozzi

 
La poesia di Armando Bettozzi, dedicata a Lisa, esplora il tema della nostalgia e della ricerca di un passato perduto. Il tempo scorre inesorabile, tra mille distrazioni che distolgono l'attenzione dai veri gioielli della vita. Il giorno e la notte passano in fretta, rubando momenti che non torneranno più. I pensieri, come treni su binari morti, vanno e vengono, corrotti e frammentati, senza che il poeta se ne accorga.
Nella ricerca di autenticità e vitalità, il poeta si rifugia nei ricordi di un amore limpido e sincero, tentando di esorcizzare lo sgomento. Tuttavia, il ricordare porta malinconia, un dolore che cresce e si trasforma in tormento. La poesia culmina in un invocazione di quel "magico momento," un attimo di perfetta felicità che sembra irraggiungibile, ma che il poeta continua a desiderare ardentemente.

 
-   "Canta il silenzio" di Bruno Castelletti

 
Bruno Castelletti celebra la bellezza del silenzio e della natura. Il silenzio canta sotto il cielo azzurro, e nel suo grembo riposa un alito di vento. Il mattino porta con sé la luce e il silenzio, che rivela il lavoro muto e la preghiera, rappresentati dalle gocce di sudore che baciano la terra.
La poesia esprime una speranza pacata e affascinante, presente nei grappoli copiosi e nel tremolio leggero degli ulivi. L'autunno, con il suo nettare e i suoi colori, esulterà, e la sera vedrà il ritorno delle stelle. Questa celebrazione della natura e del ciclo delle stagioni evoca un senso di pace e di aspettativa serena.

 
-   "Atra Omertà" di Laura Lapietra

 
"Atra Omertà" di Laura Lapietra è una riflessione profonda sulla repressione dei sentimenti e sull'oppressione dell'anima. In una quiete silente e cupa, le parole velate si smarriscono nell'ombra delle omertà, che agiscono come despoti, recludendo l'anima in un limbo grigio e incerto. Il cuore, danzante con passi falsi, si muove con timore sul selciato del sospetto, mentre le emozioni ponderate si liquefanno come cristalli di ghiaccio nei rimorsi inconfessati.
La verità si nasconde in un maniero di riflessioni, tra vortici insondabili, cercando invano una via d'uscita. Il cuore, lacerato dagli affanni della cupa omertà, si consuma nell'anima avvolta nel gelido manto della fandonia. Tuttavia, la poesia lascia spazio alla speranza: un giorno, i bagliori di luce della verità romperanno il sortilegio dell'omertà. I sentimenti repressi esploderanno come magma incandescente, bruciando d'amore, e il cuore troverà libertà e gioia in un nuovo inizio senza coercizioni.

 
-   "Mani fredde" di Salvatore Armando Santoro

 
"Mani fredde" di Salvatore Armando Santoro è una toccante elegia che riflette sulla solitudine e sulla perdita. Le mani fredde, simbolo di una vita difficile e sfortunata, non sentiranno più le carezze e l'urlo dei gabbiani. Nata in una terra dura, la persona amata non ha mai conosciuto la fortuna.
Il poeta esprime un profondo senso di rimpianto per le emozioni e l'affetto che non potranno più essere condivisi. Chi voleva dare amore si trova ora confuso tra le pene, e la persona amata non può più leggere le sue emozioni. La poesia, scritta con una semplicità struggente, cattura l'essenza del dolore della separazione e del desiderio insoddisfatto.

 
-   "Adusta fonte" di Piero Colonna Romano

 
"Adusta fonte" di Piero Colonna Romano è una riflessione sul valore dell'ispirazione poetica e sulla sofferenza che spesso la accompagna. Il rubinetto che gorgoglia, apparentemente alla fine, rappresenta la difficoltà di trovare nuova ispirazione, mentre la musa, in una risposta crudele, lega la rinascita della poesia al sacrificio del poeta. 
L'immagine della terra screpolata che si nutre di sangue per produrre una poesia malata è potente e oscura, suggerendo che la creatività può derivare da profondi tormenti. Tuttavia, il poeta riconosce che è meglio sperare nel naturale ciclo delle stagioni piuttosto che adottare soluzioni estreme. La poesia richiede ispirazione e un desiderio di condividere emozioni genuine. Infine, il poeta esprime un desiderio semplice ma profondo: che l'amore possa generare almeno un verso serio, sottolineando l'importanza dell'autenticità nella poesia.

 
-   "Ninna nanna del mare" di Ben Tartamo

 
"Ninna nanna del mare" di Ben Tartamo è una dolce canzone che personifica il mare e la luna in una danza romantica sotto il cielo notturno. I pesci, le stelle e il vento partecipano a questa scena incantata, creando un'atmosfera di magia e tranquillità. 
La ripetizione della ninna nanna conferisce un ritmo ipnotico alla poesia, invitando il lettore a lasciarsi cullare dalle immagini poetiche. La lotta tra il vento e il mare, con il mare che alla fine trionfa, aggiunge un elemento di dinamismo. L'immagine del marinaio che deve tornare a casa prima del temporale aggiunge una nota di urgenza e umanità, rendendo la poesia non solo una celebrazione della natura, ma anche una riflessione sulle vite umane che si intrecciano con essa.

 
-   "Filastrocca di maggio" di Alessio Romanini

 
La "Filastrocca di maggio" di Alessio Romanini celebra il ritorno della primavera con una freschezza infantile e una nostalgia per i giorni passati. Il poeta descrive il mese di maggio con immagini vivide: il faggio che si riveste, le lucciole che brillano come lanterne, e il cuore che batte con un batticuore flebile. 
Nonostante l'età avanzata, rappresentata dai "capelli d'argento" e dall'animo un po' spento, il poeta non perde la speranza nell'amore. La poesia riflette un desiderio di rivivere la gioia e la bellezza della giovinezza, anche se solo per un breve momento. La rondine che ritorna e la "frale felicità" suggeriscono che, anche se il tempo passa, ci sono ancora momenti di bellezza e gioia da assaporare.

 
-   "Ti vorrei con me" di Sandra Greggio

 
"Ti vorrei con me" di Sandra Greggio è una poesia intima e personale che esprime il desiderio di compagnia e conforto. Il poeta vuole la presenza dell'amato per riempire il vuoto e dissipare la negatività che precede il sonno. 
La necessità di qualcuno che possa mettere ordine nei pensieri e controllare le emozioni è palpabile. Il poeta si sente sopraffatto dalle emozioni che impediscono al cuore di riposare. La poesia trasmette un forte bisogno di supporto emotivo e di intimità, mostrando quanto possa essere difficile affrontare le proprie insicurezze e paure da soli.

 
-   "Le mie mani non ti daran carezze" di Jacqueline Miu

 
"Le mie mani non ti daran carezze" di Jacqueline Miu è una poesia intensa e malinconica che esplora la sofferenza della separazione e la nostalgia per un amore perduto. Il poeta si trova in un vuoto, privo del profumo dell'amato e consumato dalla disperazione. 
L'immagine delle dune impoverite e delle rive della coscienza riflette un paesaggio interiore desolato. Il poeta attende l'onda del ricordo che possa riempire questo vuoto. La poesia si chiude con una nota di speranza: se il pianto potrà raggiungere l'amato, potrebbe far nascere un fiore d'amore. Questa immagine finale suggerisce che, nonostante il dolore e la distanza, c'è ancora la possibilità di rinascita e di connessione emotiva.

 
prof. Marino Spadavecchia 

 

 

19-20-21 Maggio

-  "L’amor che non consuma" - Salvatore Armando Santoro

 
L’amore, come spesso accade nella vita, può consumarci. Quando ci sentiamo afflitti, ci chiudiamo nei nostri pensieri, perdendo di vista il presente mentre il passato ci pesa. Così, Salvatore Armando Santoro ci introduce alla sua riflessione poetica, dove il calore fisico del camino non riesce a riscaldare il cuore freddo, segnato dall'assenza di un amore perduto.
Nel cuore della poesia, Santoro esplora la solitudine e la ricerca di conforto. Il poeta si ritira nei suoi versi, tentando di dialogare con l’ombra di un amore passato, mentre il dramma interno si intensifica. Chi può davvero capire i suoi conflitti e offrirgli una nuova vita? Si domanda, evidenziando l'invisibile peso del tempo e delle esperienze vissute.
Il tema della nostalgia per la giovinezza perduta emerge con delicatezza, mentre l’autore osserva il suo corpo segnato dal tempo. Tuttavia, trova conforto nella resilienza della natura, che continua a fiorire nonostante le difficoltà, simboleggiata dai fiori che nascono tra le bombe. Questo lo ispira a lasciar andare le pene, trovando sollievo nella bellezza di un tramonto.
Santoro ci porta in un viaggio attraverso il dolore e la speranza, con un linguaggio ricco di immagini suggestive. Il camino che fuma mentre il cuore rimane freddo, e i fiori che nascono tra le bombe, sono metafore potenti della dualità della vita: sofferenza e bellezza, perdita e rinascita.
 
Questa poesia richiama alla mente le sonorità malinconiche e riflessive di brani classici come l' "Adagio" di Albinoni, dove la melodia triste ma bella risuona con la stessa intensità emotiva. Anche le note di "Clair de Lune" di Debussy, con il suo delicato bilanciamento tra luce e ombra, possono essere paragonate alla capacità di Santoro di trovare bellezza anche nei momenti di dolore.
 
La poesia di Salvatore Armando Santoro ci invita a riconoscere e accettare la complessità delle nostre emozioni. Anche quando l'amore ci consuma, è possibile trovare una nuova forza e bellezza nel mondo che ci circonda. Come i fiori che sbocciano tra le rovine, anche noi possiamo riscoprire la gioia nella nostra esistenza, cantando in libertà e ammirando i tramonti che la vita ci offre.
 

 
- "Castelletti di sabbia ed aria ed acqua" - Piacentino Alessandra

 
Nel quadro poetico di Piacentino Alessandra, "Castelletti di sabbia ed aria ed acqua," la semplicità delle immagini marine si intreccia con la nostalgia e la magia dell'infanzia. La poetessa dipinge un paesaggio estivo vivo e pulsante, dove i bambini, nudi e innocenti, giocano con le onde, ritratti in momenti di puro incanto e spensieratezza.
# Immagini e Sensazioni:
- Castelli di sabbia: Rappresentano la fragilità e la temporaneità delle gioie infantili, costruite con cura ma destinate a scomparire.
- Granchi e meduse: Creature del mare che, nella loro danza incerta, simbolizzano la bellezza e la stranezza della natura, evocando meraviglia e curiosità nei giovani osservatori.
- Gabbiani e orizzonte: Simboli di libertà e vastità, essi tracciano linee invisibili nel cielo, alludendo a sogni e destini intrecciati.
# Temi:
- Infanzia e Innocenza: Il gioco dei bambini e il loro rapporto con il mare evocano un senso di meraviglia e di scoperta, tipico dell'infanzia.
- Nostalgia e Transitorietà: Il richiamo a estati passate, quando "il vociare dei bimbi era più forte," parla di un tempo andato, di ricordi che, pur nella loro vividezza, sono destinati a svanire.
- Magia della Natura: La danza delle meduse sotto la spuma del mare e il volo dei gabbiani costruiscono un immaginario di bellezza naturale che incanta.
Questa poesia può essere paragonata a brani musicali che evocano la dolcezza e la malinconia dell'estate e dell'infanzia. Le note delicate di "Gymnopédies" di Erik Satie, ad esempio, riflettono la semplicità e la leggerezza delle immagini marine di Alessandra, mentre la nostalgia permea ogni nota.
Piacentino Alessandra, con i suoi "Castelletti di sabbia ed aria ed acqua," ci invita a rivivere quei momenti fugaci e preziosi dell'infanzia, dipingendo con parole un mondo fatto di giochi e incanti, di fragilità e di meraviglie naturali. La poesia si chiude con una dolce nota di nostalgia, ricordandoci che anche i ricordi più belli sono destinati a sfumare, proprio come i castelli di sabbia sulle rive del mare.
 
Questa lirica non solo celebra la bellezza delle semplici gioie infantili, ma ci esorta a riconoscere e apprezzare la transitorietà della vita e dei suoi momenti magici. La capacità di Alessandra di catturare questi istanti con tale delicatezza e profondità rende "Castelletti di sabbia ed aria ed acqua" una poesia che risuona nel cuore di ogni lettore, richiamando alla mente le estati della propria infanzia, con tutte le loro avventure e misteri.

 
- "Quanto vale una carezza" - Marco Cabassi

 
Marco Cabassi, in "Quanto vale una carezza," esplora la delicatezza e il valore dei contatti umani accidentali, soprattutto quando coinvolgono una donna. La poesia è una riflessione intima sul potere trasformativo di un semplice tocco, accidentalmente condiviso in spazi pubblici come la metropolitana o un bar.
Cabassi cattura momenti fugaci – le gambe che si sfiorano, un abbraccio improvviso dovuto a una frenata, le dita che si toccano alla cassa. Questi contatti, spesso insignificanti e casuali, acquisiscono una dolcezza inaspettata e portano un sentimento di umanità e connessione. Il poeta descrive come questi piccoli gesti possano avvolgere una persona in un caldo sentimento di umanità, un sorriso interno che implode di gioia.
La chiusura della poesia riflette sull'importanza di una carezza delicata verso una persona amata, suggerendo che il valore di tali gesti è incommensurabile. Cabassi ci invita a riconoscere e apprezzare la bellezza nelle interazioni quotidiane e a non sottovalutare l'impatto emotivo di un tocco gentile.
In sintesi, Marco Cabassi celebra l'umanità nascosta nei piccoli gesti, elevandoli a momenti di intensa connessione e dolcezza, capaci di toccare profondamente il cuore e l'anima.

 
- "Incontri" - Santi Cardella

 
Santi Cardella, in "Incontri," dipinge un quadro nostalgico di un giardino interiore, popolato dai ricordi dei tramontati amori. Questo giardino silente, fatto di cipressi e palme solitarie, diventa un rifugio durante i giorni di tempesta, dove il poeta siede e si perde nei ricordi.
Il cuore del poeta è una preziosa teca di farfalle, simbolo dei ricordi amorosi che hanno adornato e sostenuto il suo mondo. Questi ricordi, evocati da un vivo desiderio, appaiono come ombre e speranze tra le fronde, consegnate al vento. Le farfalle, volteggiando, riportano alla memoria dell'autore la dolcezza e l'amarezza degli amori passati.
Cardella trova un rifugio nel commemorare questi incontri, trasformando la nostalgia in un unguento che, pur essendo amaro, offre conforto. Il giardino interiore diventa così un luogo dove il passato e il presente si fondono, creando un rifugio di ricordi dolci e amari, un balsamo per l'anima.
In "Incontri," Santi Cardella esplora temi di amore perduto, memoria e rifugio interiore con un lirismo che celebra la bellezza della nostalgia e l'importanza dei ricordi nel sostenere l'animo umano durante le tempeste della vita.

 
- "Ascolta..." - Franco Fronzoli

 
Franco Fronzoli, nel suo poema "Ascolta...", ci invita a sintonizzarci con i suoni e i ritmi della vita, a cogliere i messaggi nascosti nei rumori quotidiani. La poesia è un viaggio sensoriale attraverso le esperienze più intime e universali dell'esistenza.
Fronzoli inizia con l'amore, esortandoci a percepirne le certezze e incertezze, le gioie e i dolori. Ogni passo dell'amore ha un suono, un eco che risuona nel cuore.
La pioggia segue, con il suo rumore che evoca indolenza e sonnolenza, ma anche vita e poesia. È un invito a trovare la bellezza nei momenti più ordinari, a lasciarsi cullare dai ritmi della natura.
Il calare della sera e l'arrivo della notte portano con sé il suono del tramonto e l'apertura della notte, momenti di transizione che ci preparano a nuovi sogni e riflessioni.
Il poema prosegue con il sogno che entra silenzioso nella notte, per poi fuggire con il primo raggio di sole. Questo stridio di porta rappresenta il fragile confine tra il sogno e la realtà, tra il desiderio e il risveglio.
L'arcobaleno, che si affaccia dopo il temporale, è un simbolo di speranza e rinascita, il cui suono lento è un promemoria che la bellezza segue la tempesta.
Infine, l'ascolto del tempo e del mare ci riporta al flusso inarrestabile della vita, alle impronte lasciate tra gioie e dolori, e alla necessità di trovare momenti di silenzio per ascoltare davvero il mondo che ci circonda.
In "Ascolta...", Franco Fronzoli utilizza il suono come filo conduttore per esplorare le diverse sfaccettature della vita umana. Ogni verso è un richiamo alla presenza, alla consapevolezza, all'ascolto attivo. La poesia è un invito a sintonizzarsi con il mondo, a percepire le sottigliezze e le sfumature che spesso sfuggono nella frenesia quotidiana. Con un linguaggio evocativo e un ritmo che imita i suoni naturali, Fronzoli ci guida attraverso un'esperienza meditativa e profondamente umana.
 

 
- "Scarpette rosse" - Enrico Tartagni

 
Enrico Tartagni ci offre una poesia carica di metafore e giochi di parole che esplora la delusione amorosa attraverso il prisma del tennis. Il titolo stesso, "Scarpette rosse", è una chiara evocazione di qualcosa di vivido e distintivo, che potrebbe sembrare un simbolo di passione e desiderio.
Tartagni inizia con un gioco di parole che richiama il famoso detto "pensavo fosse amore invece era un calesse" di Massimo Troisi, ma lo rielabora in chiave sportiva: "pensavo fosse amore invece era tennis". Questa apertura già ci fa entrare in un mondo dove l’amore e lo sport si intrecciano, generando un senso di attesa e incertezza.
 
Le scarpette rosse diventano simbolo di un'illusione, di qualcosa che sembra amore ma in realtà è un gioco. La "prima ballerina sulla scena" rappresenta un ideale di perfezione e grazia che l'io lirico ammira da lontano, riconoscendo però che lui non partecipa alla stessa danza.
Il poeta utilizza il tennis come metafora dell’amore, descrivendo il suo tentativo di "giocare" in un campo dove non si sente a suo agio. Le espressioni "bloccato batto e faccio fallo" e "cuore infilzato in tanti amori e tanti slam" descrivono la frustrazione e la sofferenza di un amore non corrisposto, o forse mai veramente esistito. 
Tartagni conclude con una riflessione quasi disillusa, rivelando che tutto ciò che ha vissuto era solo un'illusione, un set di tennis piuttosto che una storia d'amore autentica. La ripetizione di "Cioè...era soltanto tennis" rafforza la sensazione di smarrimento e di amarezza.
Enrico Tartagni, con "Scarpette rosse", ci guida attraverso una riflessione malinconica e ironica sull'amore, utilizzando il tennis come simbolo di giochi e fallimenti. La poesia, ricca di immagini vivide e di un linguaggio colloquiale ma poetico, invita il lettore a considerare le illusioni dell’amore e le disillusioni che ne possono derivare.
 

 
- "Lontananze" - Felice Serino

 
Felice Serino, con la sua poesia "Lontananze," ci conduce in un mondo dove il tempo e lo spazio si fondono, creando un'atmosfera di riflessione e introspezione. La poesia esplora il tema della distanza, sia fisica che emotiva, attraverso immagini vivide e un linguaggio evocativo.
# Lontananze
Il titolo stesso, "Lontananze," suggerisce un senso di separazione e distacco. Tuttavia, non è solo una distanza fisica, ma anche una distanza interiore, un vuoto che si cerca di colmare con il sogno e la contemplazione.
# tra smagliature del giorno
Questa immagine visiva è potente: le "smagliature del giorno" suggeriscono momenti di imperfezione e vulnerabilità, quei brevi istanti in cui la routine quotidiana si svela, mostrando le sue crepe.
# scruto il cielo - sogno lontananze
Scrutare il cielo è un atto di speranza e desiderio. Il poeta guarda oltre l'orizzonte immediato, cercando nuove prospettive e possibilità. "Sogno lontananze" è una frase che evoca un desiderio di esplorazione e scoperta, un bisogno di andare oltre i confini del presente.
# nuove prospettive? tra pro e contro di pulsioni inverse
Qui, Serino riflette sulle scelte e sulle pulsioni che guidano la vita. Le "nuove prospettive" sono bilanciate dai "pro e contro di pulsioni inverse," suggerendo che ogni scelta comporta conflitti interni e sfide da affrontare.
# la vita imbroglia le carte
Questa metafora evidenzia l'imprevedibilità della vita, che spesso mescola le carte, cambiando le regole del gioco quando meno ce lo aspettiamo. È un riconoscimento della complessità e dell'incertezza dell'esistenza.
# risillaba palpiti voci
L'ultima linea è un invito a trovare nuovi significati e nuove forme di espressione. "Risillaba palpiti voci" suggerisce un ritorno alle emozioni fondamentali, un tentativo di dare nuova voce ai sentimenti profondi e alle esperienze umane.
Felice Serino, con la sua poesia "Lontananze," ci offre una meditazione sulla distanza e la ricerca di significato. Attraverso immagini evocative e un linguaggio riflessivo, il poeta ci invita a esplorare le nostre pulsioni interne, le sfide della vita e la possibilità di nuove prospettive. Questa poesia è un esempio di come la lirica possa catturare e riflettere le complessità dell'esperienza umana, offrendo al lettore un momento di contemplazione e introspezione.
 

 
- "Ci sono tempi" - Bruno Amore

 
Bruno Amore, ci regala una riflessione nostalgica e cruda sulle stagioni della vita, dai giochi dell'infanzia agli orrori della guerra, fino alle sfide dell'età adulta.
# La Spensieratezza dell'Infanzia
Inizia con immagini vivide di "girini, rane, lucertole," evocando un'infanzia vissuta tra avventure e scoperte. Le "ciliege rubate" e i "quaderni imbrattati" dipingono un quadro di libertà e innocenza.
# Le Cicatrici della Guerra
 
Il passaggio dalla spensieratezza al trauma è brusco. Con "ho visto la guerra," il poeta ci porta nei rifugi, tra "tremare e pregare," mostrando il contrasto tra la gioia infantile e la crudezza della realtà.
# L'Inquietudine della Maturità
La vita adulta arriva con "l’età delle scelte," dove "facevi l’amore scompigliavi i capelli," ma anche con sfide dure, "tra mille coltelli." L'ottimismo e l'innocenza si trasformano in resistenza e lotta.
# Il Peso del Ricordo
Con un tono malinconico, il poeta riflette sugli "amati castelli" perduti e sul bisogno di "rassetto la mente per ricordare ogni cosa." La vita si fa pesante, e l'amarezza si insinua, trasformando i sogni in ricordi dolorosi.
Questa poesia di Amore è un viaggio tra passato e presente, un mosaico di emozioni che riflette la complessità dell'esistenza umana.

 
- "Strada che vai" - Nino Silenzi

 
Sulla via dell'estasi poetica, "Strada che vai" di Nino Silenzi si erge come un monumento alla bellezza struggente dell'esistenza umana. In questa poesia, ogni parola è un pellegrinaggio verso l'ignoto, ogni verso è un sussurro dell'anima che cerca disperatamente di dare senso al labirinto della vita.
L'autore dipinge con maestria la strada della nostra esistenza come un sentiero tortuoso, punteggiato di buche e segni indelebili del passato. Le parole fluiscono come fiumi di emozioni, scolpendo paesaggi dell'anima che si ergono come montagne maestose nell'orizzonte dell'umanità.
La tensione emotiva che permea ogni riga è palpabile, come un'orchestra che esegue un'opera sinfonica dell'anima. La striscia d'asfalto diventa un palcoscenico su cui si esibiscono i dubbi e le incertezze del poeta, dipingendo di nero i pensieri che vagano senza meta nel buio della notte dell'esistenza.
Eppure, nonostante la disperazione e il mistero che avvolgono la strada, c'è una bellezza ineffabile che permea ogni angolo di questa poesia. È la bellezza dell'incertezza, la bellezza del viaggio stesso, che trasforma il dolore in poesia, il mistero in arte.
In definitiva, "Strada che vai" è un inno alla fragilità e alla grandezza dell'essere umano, un'ode alla ricerca infinita di significato e bellezza in un mondo avvolto nel mistero. Con ogni parola, Nino Silenzi ci invita a percorrere questa strada con coraggio e gratitudine, sapendo che, nonostante le incertezze, ogni passo è un'opportunità per abbracciare la meraviglia della vita.

 
- "Ordine interno" - Christine Langer

 
Nell'abisso dell'immobilità, la poetessa si avventura con coraggio tra le pieghe delle nuvole in movimento, immergendosi in un oceano di pensieri e ricordi che fluttuano come foglie alla deriva su un fiume di emozioni.
Con mano delicata, semina alberi di sguardi e tesse i fili della memoria per adornare le pareti della sua camera con un manto di rosso-tulipano, trasformando uno spazio ordinario in un regno di bellezza e poesia.
Ogni giorno, danza tra motivi sfuggenti e progetti incerti, cercando di dare forma e significato alla sua esistenza. Ma anche nelle ombre che si insinuano negli angoli più oscuri, lei trova il coraggio di scrivere un nuovo inizio, una promessa di speranza che sfida il buio.
E mentre la luce della rinuncia si fa sempre più tenue, la poetessa accoglie con gioia la pioggia di luce che frantuma il vetro della finestra, illuminando la sua anima e aprendo le porte alla bellezza e alla rinascita.
In questa danza tra luce e ombra, tra ricordi e speranze, Christine Langer ci invita a esplorare i confini dell'anima umana e a celebrare il potere della poesia nel trasformare il dolore in bellezza e la rinuncia in rinascita.

 
- "Guasi da manicomio…" - Armando Bettozzi.

 
Attraverso le sue parole cariche di emotività e profonda indignazione, Bettozzi ci trascina in un viaggio attraverso le contraddizioni e le ingiustizie della società moderna. La sua abilità nel dipingere con vivide pennellate linguistiche ci permette di percepire la disperazione e la frustrazione che permeano il tessuto sociale.
Nel cuore del testo, l'autore denuncia con fermezza la chiusura dei manicomi come simbolo della perdita di senso e umanità nella nostra società contemporanea. Con una maestria poetica senza pari, Bettozzi ci conduce attraverso un labirinto di parole impetuose, sottolineando il caos e la disperazione che affliggono l'umanità.
Attraverso le sue parole, Bettozzi ci invita a riflettere sulle conseguenze devastanti di una cultura che sacrifica la libertà e la dignità umana sull'altare del profitto e del potere. La sua denuncia della manipolazione ideologica e della censura risuona come un grido di protesta contro un sistema che sembra aver perso ogni compassione e umanità.
In mezzo alla tempesta di ingiustizia e oppressione, emerge la voce coraggiosa di coloro che non accettano il conformismo e la passività. È attraverso la consapevolezza e l'azione che possiamo sperare di trasformare il mondo e costruire un futuro migliore per tutti.
In conclusione, il testo di Bettozzi ci ricorda che anche di fronte alle sfide più grandi, c'è sempre speranza e resistenza. È attraverso la consapevolezza e l'azione che possiamo sperare di trasformare il mondo e costruire un futuro migliore per tutti.

 
- "Il sacrario del Baldo" - Bruno Castelletti

 
Con la solennità di un rito antico, "Il sacrario del Baldo" di Bruno Castelletti si erge come un monumento immortale alla memoria dei caduti di tutte le guerre. 
Attraverso versi che risuonano come un'invocazione al cielo, l'autore ci trasporta ai piedi del maestoso Monte Baldo, dove novantotto cippi bianchi si ergono come fiori profumati nell'abbraccio del verde silenzioso. Questi cippi, con voce sommessa, parlano al cielo, portando con sé il ricordo indelebile dei figli di questa terra veronese, che hanno sacrificato la vita per la pace e la libertà.
In un'atmosfera permeata di dolore e speranza, Castelletti ci invita a contemplare il significato supremo del sacrificio, evidenziando che coloro che donano la vita per un ideale più grande non muoiono mai veramente. Il pianto dei genitori per la perdita dei loro figli non può mai cessare completamente, ma solo quando potranno rivivere insieme a loro, al di là delle stelle, in un mondo di pace e senza guerre, troveranno finalmente consolazione.
Il suono della campana, con i suoi rintocchi di speranza, chiude la poesia, offrendo una promessa di rinascita e speranza per il futuro.
In definitiva, "Il sacrario del Baldo" è un inno commovente alla memoria dei caduti e alla speranza per un mondo migliore, dove il sacrificio e il dolore trovano finalmente pace e consolazione.

 
- "Haiku" - Laura Lapietra

 
Con un tocco di maestria, Laura Lapietra ci trasporta in un mondo dove il tempo si contorce e si dissolve, lasciando spazio solo ai sogni e ai ricordi. In questo haiku, l'autrice dipinge con pennellate poetiche un'immagine struggente di un anziano che, con gli occhi chiusi, si abbandona al dolce abbraccio dei ricordi del suo amore passato.
Attraverso una narrazione che sfida le convenzioni temporali e spaziali, Lapietra ci invita a esplorare il confine tra realtà e sogno, tra presente e passato. Con un linguaggio evocativo e ricco di suggestioni, l'autrice ci trasporta in un universo onirico, dove i confini tra memoria e fantasia si confondono, e il passato prende vita con una intensità sorprendente.
In questo haiku, l'anziano diventa il custode di un tesoro prezioso: i ricordi del suo antico amore. Con gli occhi chiusi, si lascia trasportare dal flusso dei suoi pensieri, immergendosi in un mare di emozioni e sensazioni che sfuggono alla logica e alla razionalità.
In conclusione, Laura Lapietra ci offre un'opera che va al di là delle parole, catturando l'essenza stessa dell'esperienza umana con una sensibilità e una profondità straordinarie. Con un tocco magico e surreale, l'autrice ci ricorda che i sogni sono la chiave per aprire le porte dell'anima e scoprire i tesori nascosti del nostro essere.

 
- "Io vedo i demoni bruciare dalla tua bellezza" - Jacqueline Miu

 
Jacqueline Miu ci trasporta in un viaggio attraverso le profondità dell'amore e della passione, con un linguaggio incisivo e avvolgente che cattura l'essenza stessa dell'esperienza umana. In questo potente poema, l'autrice dipinge un quadro vivido di desiderio, dolore e redenzione, esplorando i confini del corpo e dell'anima con una maestria poetica senza pari.
Attraverso immagini intense e evocative, Miu ci mostra come l'amore possa essere sia una fonte di gioia travolgente che di tormento struggente. I demoni che bruciano dalla bellezza dell'amata diventano una metafora della lotta interiore dell'uomo, diviso tra il desiderio carnale e la ricerca di spiritualità e redenzione.
Il poema esplora anche il tema della temporalità e della trascendenza, con l'orologio che diventa un simbolo del passaggio del tempo e della relatività dell'esistenza umana. Tuttavia, quando la lancetta indica l'amata, il tempo si ferma, suggerendo un'eternità di amore e connessione oltre i confini della vita terrena.
Il linguaggio sensuale e carnale si mescola alla ricerca di significato e redenzione, creando un contrasto vibrante e suggestivo che pervade ogni riga del poema. La promessa di costruire un ponte sull'Ade per raggiungere l'amata, e la determinazione di espiare il male con il proprio respiro, aggiungono un elemento di sacrificio e nobiltà alla narrazione.
In conclusione, "Io vedo i demoni bruciare dalla tua bellezza" di Jacqueline Miu è un capolavoro di poesia che esplora le profondità dell'amore, del desiderio e del dolore con una sincerità e una intensità straordinarie. Con un linguaggio che oscilla tra il terreno e il divino, l'autrice ci offre una meditazione poetica sull'essenza stessa dell'esperienza umana e della ricerca di significato e redenzione.

 
- "Vagito" - Piero Colonna Romano

 
Nell'oscurità della notte, le parole di Piero Colonna Romano risuonano come un eco di verità eterna e universale. Con un'abile combinazione di immagini e riflessioni, l'autore ci conduce in un viaggio attraverso le profondità dell'esistenza umana, esplorando i temi dell'inevitabilità del dolore e della ricerca di pace e consolazione.
Il vagito, segno dell'inizio della vita, diventa un simbolo della condizione umana, segnata dalla sofferenza e dalle spine della vita. L'autore ci mostra come la prospettiva del dolore e della malattia sia intrinseca alla nostra esistenza, predeterminando il corso delle nostre vite e preannunciando il destino di rovina che ci attende.
Le parole di Leopardi, citate dall'autore, ci ricordano la fatalità della quiete e la sua inevitabile accettazione. In un mondo segnato dalla sofferenza e dalla transitorietà, l'aspirazione a una pace senza rimpianti diventa il faro che guida il nostro viaggio verso un altrove, un luogo di mistero e speranza dove speriamo di trovare conforto e gioia.
Con una prosa lirica e suggestiva, Piero Colonna Romano ci invita a riflettere sul significato più profondo dell'esistenza umana e sulla ricerca di significato e consolazione in un mondo segnato dalla sofferenza e dalla transitorietà. In un'epoca di incertezza e turbolenza, le sue parole ci offrono un faro di speranza e un invito a contemplare il mistero della vita con occhi nuovi.

 
- "Avevo le farfalle nello stomaco" - Alessio Romanini 

 
Con una profondità emotiva che penetra nell'animo, Alessio Romanini dipinge un quadro struggente del dolore e della delusione che accompagnano la fine di un amore. Con immagini vivide e intense, l'autore ci trasporta nel cuore di un tormento interiore, esplorando i sentimenti di abbandono e tradimento con una sincerità commovente.
Le farfalle nello stomaco, simbolo classico dell'emozione e dell'eccitazione dell'amore, diventano una metafora della perdita e dell'annullamento di tutto ciò che era una volta gioia e speranza. L'amputazione delle ali delle farfalle rappresenta la fine della leggerezza e della felicità, lasciando dietro di sé solo un vuoto doloroso e desolato.
Il cuscino di gialle stelle, ora bagnato dalle lacrime del dolore, diventa il testimone silenzioso di un amore perduto, un luogo di conforto e di lutto per un cuore spezzato. L'autore ci mostra come le promesse di amore e fedeltà possano trasformarsi in parole vuote e dolorose quando il destino si rivela crudele e implacabile.
In questo poema commovente, Romanini esplora il tema dell'illusione e della disillusione nell'amore, mostrando come la fede nel potere rigenerativo dell'amore possa essere infranta dalla realtà crudele della vita. Il cuore, una volta pieno di speranza e fiducia, ora si ritrova vuoto e disilluso, incapace di credere ancora nell'amore.
In conclusione, "Avevo le farfalle nello stomaco" è un'opera di straordinaria intensità emotiva che ci invita a riflettere sul dolore e sulla delusione che accompagnano la fine di un amore. Con una prosa lirica e toccante, l'autore ci offre una meditazione profonda sull'essenza stessa dell'amore e sulla sua capacità di portare gioia e sofferenza nella vita umana.

 
- "Attentato" - Carlo Chionne 

 
Con una prosa tagliente e penetrante, Carlo Chionne ci offre un'analisi acuta e ironica del mito romantico del poeta maledetto. Attraverso immagini vivide e un linguaggio incisivo, l'autore ci conduce nel cuore di un paradigma letterario che sfida le convenzioni e esplora i confini dell'esistenza umana.
La notizia di un poeta che si spara diventa un simbolo della solitudine e della disperazione che talvolta pervadono l'anima del creatore. Chionne ci mostra come il poeta, in un atto di estrema consapevolezza e disperazione, possa mettere fine alla propria esistenza con un gesto tanto definitivo quanto simbolico.
Attraverso il riferimento a Majakovskij, l'autore ci ricorda che il tema del suicidio tra i poeti non è affatto nuovo, ma ha radici profonde nella storia della letteratura. Tuttavia, Chionne ci invita anche a riflettere sulle implicazioni dietro questo gesto estremo, suggerendo che la ricerca della verità e della profondità emotiva attraverso la poesia può essere un viaggio pericoloso e spesso solitario.
Con una prosa che colpisce nel segno, Chionne mette in discussione il romanticismo idealizzato del poeta maledetto, suggerendo che la vera grandezza del poeta risieda non nella morte, ma nella vita e nelle parole che lascia dietro di sé. In un mondo segnato dal dolore e dalla disperazione, la poesia rimane una luce guida, un faro di speranza nel buio dell'esistenza umana.
In conclusione, "Attentato" di Carlo Chionne è un'opera di straordinaria profondità e complessità, che ci invita a riflettere sul ruolo del poeta nella società e sulla natura stessa dell'arte e della creatività. Con una prosa incisiva e intelligente, l'autore ci offre una meditazione acuta sull'essenza stessa dell'esistenza umana e sulla ricerca della verità attraverso le parole.

 
- "Solo ora" - Sandra Greggio 

 
Con una sincerità commovente, Sandra Greggio ci offre una riflessione profonda sull'esperienza del risveglio spirituale e dell'amore che trasforma. Attraverso immagini vivide e parole che vibrano di emozione, l'autrice ci conduce in un viaggio interiore, dove la scoperta della verità e del vero significato della vita si rivela come una rivelazione luminosa e liberatoria.
Il narratore, dopo tanto tempo di torpore e confusione, finalmente apre gli occhi sulla realtà che lo circonda. Con una chiarezza cristallina, riconosce la distinzione tra bene e male, chiamando ogni cosa con il suo vero nome. Questo risveglio della coscienza segna l'inizio di una nuova fase della sua vita, un cammino di crescita e trasformazione che lo porterà ad affrontare ogni difficoltà e ostacolo con coraggio e determinazione.
L'amore emerge come l'artefice di questo passaggio, la forza che alimenta e guida il viaggio dell'anima verso la consapevolezza e la realizzazione. Con un tocco di magia, Greggio ci mostra come l'amore possa essere una forza trasformatrice, capace di risvegliare l'anima dal suo letargo e di illuminare il cammino verso la verità e la felicità.
In conclusione, "Solo ora" di Sandra Greggio è un'ode all'esperienza del risveglio spirituale e dell'amore che trasforma. Con una prosa vibrante e toccante, l'autrice ci offre una meditazione profonda sull'essenza stessa della vita e sull'inestimabile potere dell'amore nel plasmare il nostro destino.

 
- "Nelle pieghe del cuore" - Ben Tartamo 

 
Questa poesia, è un'opera che si distingue per la sua profondità emotiva e la sua capacità di evocare immagini suggestive e coinvolgenti. Lo stile dell'autore si caratterizza per la ricchezza di immagini evocative e l'uso sapiente del linguaggio poetico per trasmettere il tumulto interiore del protagonista.
L'immagine dei "sogni strappati sbiaditi e ricuciti" crea un senso di fragilità e vulnerabilità, suggerendo la frammentarietà delle esperienze umane e la loro capacità di essere ricomposte e reinterpretate nel corso del tempo. Questa immagine introduce il tema della ricerca della verità e della comprensione, che permea l'intera poesia.
L'uso del verso libero e della struttura frammentata conferisce alla poesia un ritmo fluido e incalzante, che riflette il flusso continuo dei pensieri e delle emozioni del protagonista. Questa struttura permette all'autore di esplorare una vasta gamma di emozioni e riflessioni, senza essere vincolato dalle convenzioni poetiche tradizionali.
La poesia si snoda attraverso una serie di immagini suggestive e potenti, che catturano l'attenzione del lettore e lo trasportano in un viaggio emotivo attraverso i meandri dell'anima umana. L'immagine del tempo che "non conta non passa e non resta" suggerisce un senso di atemporalità e di eternità, che permea l'esperienza umana e dà alla ricerca della verità una dimensione universale e senza tempo.
Infine, la chiusa circolare della poesia, in cui il punto di partenza coincide con il punto di arrivo, suggerisce un senso di continuità e di ciclicità nell'esperienza umana. Questo finale aperto invita il lettore a riflettere sulla natura dell'amore, della verità e della comprensione, e sulla loro importanza nel percorso della vita umana.
In conclusione, "Nelle pieghe del cuore" è un'opera che si distingue per la sua profondità emotiva e la sua capacità di evocare immagini suggestive e coinvolgenti. Con uno stile poetico fluido e incisivo, l'autore ci offre una meditazione profonda sull'essenza stessa della vita e sull'inestimabile potere della ricerca della verità e della comprensione.

 
prof. Marino Spadavecchia 

 

 

16-17-18 Maggio

Grazie Professore Spadavecchia

Per i suoi commenti intelligenti e sempre

Discreti.

Alessio Romanini

 

 

"Sedoka 5" di Laura Lapietra

Laura Lapietra, il tuo "Sedoka 5" è un canto arcano, un dipinto vibrante dove il rosso papavero ondeggia come un cuore pulsante nel campo di tritico. La tua poesia è un incantesimo che trasforma il semplice in sacro, dove ogni parola risuona come un'eco di forze primordiali. La vita diversa che si infonde nel croscio naturale è un inno alla forza pura, una celebrazione della natura che ci avvolge e ci rigenera. Ogni verso è un sussurro del vento, un riflesso di luce sul grano dorato, una danza di energia vitale che ci riconnette con l'universo.
 

"Lungomare" di Salvatore Armando Santoro
 

Salvatore Armando Santoro, la tua poesia "Lungomare" è un viaggio nella profondità dell'anima, un dialogo intimo con l'oscurità e la luce. Le immagini che evochi sono ricche di pathos, un ritratto struggente di solitudine e speranza. La luna che accarezza il viso è un simbolo di conforto celeste, mentre i tuoi versi ci conducono attraverso un mare di emozioni contrastanti. La tua carezza virtuale, la tua connessione spirituale con l'amata, crea un ponte tra mondi, un filo invisibile di compassione e affetto che trascende il tempo e lo spazio. Ogni rima è un'onda che si infrange dolcemente sulla riva del cuore.
 

"Perde il contrasto nella luce il ricordo" di Piacentino Alessandra
 

Piacentino Alessandra, la tua poesia è una sinfonia di immagini e sensazioni, un viaggio attraverso le pieghe del tempo e dello spazio. I fiori d’asfalto che emergono come simboli di dolore sono un richiamo potente alla resilienza, alla bellezza nascosta nei luoghi più improbabili. Le nuvole che palpitano, gli uccelli che sussultano, tutto è avvolto in un'atmosfera onirica e surreale. La tua capacità di intrecciare speranza e disperazione, luce e ombra, crea un arazzo emotivo che risuona profondamente. Ogni verso è un frammento di un sogno collettivo, una mappa di desideri e realtà che ci guida verso una primavera eterna, dove il ricordo e la speranza si fondono in un abbraccio luminoso.
 

"Voglio essere Wes Hardin" di Marco Cabassi
 

Marco Cabassi, il tuo "Voglio essere Wes Hardin" è un grido di ribellione contro l'anestesia dell'anima contemporanea. In questo tempo di disillusione, le tue parole tagliano come lame affilate, risorgendo dallo schermo touch come guerrieri digitali. Le stelle cadenti, un tempo simboli di speranza e desiderio, sono ora ridotte a meteore borseggiate nella subway, un furto di sogni nell'anonimato urbano. Nei parchi e nei giardini, i fiori non offrono più conforto, ma effondono insofferenza e misantropia. Le mani, prive delle Colt Six Shooter 44, affondano nelle tasche dei jeans, portando con sé una rabbia che pulsa come un cuore ferito. La tua poesia è un duello tra l'ideale e il reale, un atto di resistenza poetica in un mondo che sembra aver dimenticato il potere dei sogni.
 

"Davanti al mare" di Nino Silenzi
 

Nino Silenzi, la tua poesia "Davanti al mare" è una sinfonia di sensazioni, un dialogo intimo con la natura che risuona come una melodia primordiale. La voce del cuore trova eco nel silenzio attonito del mare, mentre l'onda fresca e suadente rinfranca l'anima. La brezza dalla pineta porta con sé i canti gioiosi degli uccelli, creando un'armonia che abbraccia ogni fibra del lettore. Una nuvola grigio perla sfida il sole, trasformando il cielo in una tela mutevole di emozioni. Ma è l'aereo che passa, a spezzare l'incanto, un ricordo della modernità che irrompe nella quiete contemplativa. La tua poesia è un invito a ritrovare la pace nelle piccole cose, a immergersi nella bellezza della natura e a lasciarsi cullare dai suoi ritmi eterni.
 

"Dalle pareti" di Cristiano Berni
 

Cristiano Berni, "Dalle pareti" è una poesia che trasuda di ricordi e malinconia, come una risacca che lascia a riva i resti di una vita. Le mura diventano testimoni silenziosi di esistenze passate, trasudando emozioni che non trovano più lacrime per esprimersi. Gli occhi, che hanno visto la folgore e la tempesta, sono stati l'avamposto dei sentimenti, ora invasi da visi, voci e rimembranze che sbocciano e appassiscono come boccioli di rose. L'atmosfera rarefatta e i vani vaniloqui dei vicini confondono e distraggono, mentre il faro all'orizzonte sembra scomparso. La tua poesia è un viaggio attraverso la memoria e la solitudine, un canto di resa e di resistenza, un quadro di introspezione profonda.
 

"Buongiorno vita" di Franco Fronzoli
 

Franco Fronzoli, la tua poesia "Buongiorno vita" è un inno alla rinascita e alla speranza, un saluto al nuovo giorno che si apre come un fiore all'alba. Davanti alla tua finestra, il cinguettio dei merli e le preghiere che si perdono nel vento sono un richiamo alla serenità e alla salute. Le onde del mare, i velieri in partenza, e le mamme che vestono i loro bambini sono immagini di vita che si muovono in sincronia con il sole nascente. La vita lascia impronte nel nuovo giorno, camminando lenta verso il tramonto, pronta ad accendere nuove stelle e a regalare sogni. La tua poesia è un quadro vivente di serenità e bellezza, un abbraccio poetico che accoglie il lettore e lo invita a celebrare ogni istante.
 

"Il Mandorlo in fiore" di Enrico Tartagni
 

Enrico Tartagni, il tuo "Il Mandorlo in fiore" è un canto evocativo che ci trasporta in una dimensione quasi mitica. Chi può trasformarti in mandorlo, in fiore? È forse il tempo, il fuoco, l'aria, o il Pensiero stesso che diviene alchimia di colori e sensazioni? In questo poema, la natura si trasfigura e si risveglia dal freddo inverno, si veste di bianco splendente e rosa di vita, in una pianura di sensazioni inesplorabili. La tua visione di Agrigento, come un'agente di Dio sulla terra, è un sogno vivido che vede colline e pianure lontane da odio e dolore. Il mondo sa di mandorlo in fiore, la terra diventa una valle di venti caldi che soffiano dal mar di Fenicia, portando con sé la magia di Iblea. Questa poesia è un incantesimo che celebra la bellezza e la rinascita, un'ode alla speranza e all'immortalità.
 

"Nuove prospettive" di Felice Serino
 

Felice Serino, il tuo "Nuove prospettive" è una riflessione poetica che svela la bellezza nascosta nei dettagli del quotidiano. I cumuli-nembi si trasformano in pareidolie, specchi che riflettono il lago celeste e la tua pena fatta pane che spezzi. Il cormorano che disegna cerchi sull'acqua diventa simbolo di meditazione, di un'intima connessione con la natura. La mente vaga e si armonizza con il respiro degli alberi, trovando nuove prospettive nella vita. La tua poesia è un invito a osservare il mondo con occhi nuovi, a scoprire la magia nelle cose semplici e a lasciarsi ispirare dalla natura che ci circonda.
 

"Tage wie dieser (1+2)" di Christine Langer
 

Christine Langer, con la sua poesia "Tage wie dieser" sempre superbamente tradotta dall'incommensurabile Nino Muzzi in ''Giorni come questo (1+2)'', ci avvolge in un'atmosfera incantata, dove il tempo sembra sospeso e ogni dettaglio è carico di significato. Le lunghe braccia del sole si riprendono l'estate, e nel crepuscolo, demoni scompaiono e stelle cadono nell'azzurro, mentre i noccioli dei frutti marciscono. L'ora al polso è stata dismessa da tempo, e il ritmo della vita si sente nel fruscio delle foglie. La tua descrizione è un viaggio sensoriale tra giorni che macinano l'estate e notti che trasportano barche di sogni. La finestra aperta disegna nuovi profili di gabbiani, le parole frusciano nell'erba azzurra, e il vento percorre la casa, portando con sé cambiamenti e nuove visioni. Il geroglifico della nuvolaglia si disperde tra vele lontane, suggerendo un'eterna transizione e un costante rinnovamento.
 

"Amore, è!" di Armando Bettozzi
 

Armando Bettozzi, il tuo sonetto "Amore, è!" esplora con maestria il delicato equilibrio tra amore e desiderio, un tema che risuona nelle profondità dell'animo umano. La tua riflessione sull'importanza di "volersi bene" sottolinea come il vero amore includa il sesso, ma senza che questo diventi un'ossessione. Nel richiamo a Dante con "Amor che a nullo amato amar perdona", ci ricordi che l'amore autentico richiede reciprocità e dono di sé. La tua poesia è un viaggio attraverso le sfumature del sentimento, un invito a riflettere sulla purezza dell'amore che trascende il mero desiderio carnale.
 

"Il sogno" di Bruno Castelletti
 

Bruno Castelletti, il tuo "Il sogno" è un toccante affresco di un amore mai dichiarato, un sentimento che si nutre di timidezze e silenzi. Le immagini poetiche delle fronde che ridono al vento e dei capelli neri che sfiorano l'orizzonte sono dipinte con una delicatezza che tocca il cuore. La tua poesia riflette sulla paura di sciupare un sogno con la realtà, un dilemma che molti amanti conoscono. Il tuo interrogarsi sul perché non hai gridato il tuo amore a squarciagola è una confessione intima che invita il lettore a esplorare le proprie paure e insicurezze. L'amore, nella tua visione, è un mistero che vive nei silenzi e nei ricordi, un sogno sempre vivo che non smette mai di farci compagnia.
 

"Poesia secondo me" di Sandra Greggio
 

Sandra Greggio, "Poesia secondo me" è un inno alla magia e alla libertà che la poesia offre. Definisci la poesia come un sogno realizzato, un incantesimo che dà voce ai silenzi e alle emozioni. Le tue parole evocano immagini di ali di farfalla che frullano nell'aria, metafore della leggerezza e della bellezza dell'espressione poetica. La poesia, per te, è un mezzo per liberare ansie e preoccupazioni, per guardarsi dentro e volare oltre la realtà. Questa visione della poesia come uno spazio di libertà e introspezione risuona profondamente, rendendo la tua definizione non solo personale, ma universale.
 

"memoria eterna" di Jacqueline Miu
 

Jacqueline Miu, la tua poesia "memoria eterna" è un potente memento mori, un richiamo alla transitorietà della vita e alla perenne presenza dell'oblio. Con immagini crude e vivide, descrivi il destino della carne che imputridirà e delle parole che andranno a ungere pagine in libri dimenticati. La tua poesia ci ricorda che, nonostante gli sforzi per lasciare un segno nel mondo, l'inevitabile silenzio della morte cancellerà tutto: guerre, amori, supplizi e sogni. La visione della morte come un viaggio lento verso l'oblio, come uno stormo di cicogne cui hanno spostato i paesi caldi, è una metafora potente e malinconica della nostra esistenza. La tua poesia è un invito a riflettere sulla fragilità della vita e sulla necessità di trovare bellezza e significato nonostante l'inevitabile fine.
 

"Tanto gentile e tanto onesto pare" (nel giorno della donna, da una donna) di Piero Colonna Romano
 

Piero Colonna Romano, il tuo sonetto "Tanto gentile e tanto onesto pare" rivisita con audacia l'immortale testo di Dante, sovvertendone il senso per esporre una realtà dolorosa. La tua poesia dipinge il contrasto tra l'apparente gentilezza dello sposo e la sua violenza nascosta, offrendo una riflessione cruda e sincera sulle dinamiche abusive. La chiusura, con il desiderio di ribellione espresso in modo così brusco, colpisce come un pugno, evocando una rabbia giustificata e profonda. La tua poesia è un grido di denuncia e di emancipazione, un invito a riconoscere e combattere le ingiustizie nascoste dietro le facciate di apparente normalità.
 

"Apatia" di Alessio Romanini
 

Alessio Romanini, "Apatia" cattura con precisione la sensazione di disconnessione e stasi emotiva. La tua poesia, con il suo linguaggio ricco e viscerale, ci porta nel cuore di un'esperienza umana universale: la perdita di speranza e il soffocamento dell'apatia. Le immagini di un mondo occulto e il crepuscolare vermiglio evocano un paesaggio interiore tormentato e statico. La tua introspezione profonda e la riflessione sulla riluttanza e incostanza personale rendono questa poesia un potente specchio delle nostre paure e incertezze più intime.
 

"A volte si è poeta!" di Antonia Scaligine
 

Antonia Scaligine, con "A volte si è poeta!", ci regali una meditazione sull'atto poetico stesso. La tua poesia esplora il dialogo silenzioso tra il poeta e la poesia, descrivendo il momento magico in cui le parole fluiscono liberamente e l'ispirazione prende forma. Con immagini vivide di luce dorata e pennellate emotive, ci trasporti in un viaggio interiore, dove la poesia diventa una cornice per l'anima. Il tuo testo è una celebrazione della bellezza e della potenza dell'espressione poetica, una testimonianza del legame indissolubile tra il poeta e le sue emozioni.
 

"Che cosa resta" di Carlo Chionne
 

Carlo Chionne, "Che cosa resta" è una delicata elegia dell'amore passato, un viaggio nostalgico attraverso i ricordi di momenti condivisi. I tuoi versi evocano immagini di luoghi e sentimenti, trasformando memorie personali in esperienze universali. Con una semplicità che tocca il cuore, descrivi i frammenti di un amore che persiste nel tempo, nonostante la distanza e il cambiamento. La tua poesia è un dolce rimpianto, una riflessione sulla natura effimera ma eterna del vero amore, che, anche quando svanisce, lascia un'impronta indelebile nell'anima.
 

"Canta in Libertà!" di Ben Tartamo
 

In questa poesia, Ben Tartamo intesse un arazzo di emozioni contrastanti, simili alle onde del mare che evoca con grazia. Il canto dell'anima emerge come una sinfonia senza catene, dove ogni verso risuona come una nota di libertà in un concerto universale.
 

Oggi tu piangi, domani chissà / oggi non mangi, poi si vedrà - Ecco l'inizio, una melodia malinconica, che cattura l'essenza dell'incertezza umana. Tartamo ci invita a vivere il presente, a trovare certezze nell'istante, mentre la vita, come un eterno ritorno, ci promette nuove scene da interpretare.

Lo senti il vento che suoni che fa? / Canta contento e danza in libertà - Il vento, un maestro invisibile, suona la sua musica e danza senza restrizioni. Qui, il poeta ci incita a liberare la nostra anima, a non tacere, a non legare i nostri sentimenti. La dolcezza del godere e dell'amare, espressa in questi versi, è un inno alla spontaneità e alla gioia di vivere.

Lo vedi il mare quali onde che ha / prova a fermare la danza che fa - Il mare, con le sue onde indomabili, simboleggia la forza della natura e della vita stessa. Come il vento, anche il mare danza liberamente, insegnandoci che il controllo è un'illusione. Solo la luna sa calmarlo, suggerendo che la pace interiore viene dalla comprensione e dall'accettazione dei ritmi naturali.

Osserva il cielo che nuvole ha, / ma dietro il velo il sole tornerà - Le nuvole, transitorie e passeggere, non possono oscurare per sempre la luce del sole. Tartamo ci ricorda che dietro ogni velo di difficoltà e oscurità, la speranza e la rinascita sono sempre presenti, pronte a rivelarsi come l'alba dorata e argentata.

In ogni strofa, la poesia di Tartamo si snoda come una composizione musicale, dove il ritmo e la rima creano un'armonia che invita a cantare in libertà. L'uso dei simboli naturali - il vento, il mare, il cielo - trasforma la lettura in un'esperienza sensoriale, un viaggio attraverso i suoni e le immagini della natura che risuonano nell'anima del lettore.

La conclusione è un inno alla vita, un invito a cantare e danzare con il vento, a cavalcare le onde del mare, a guardare oltre le nuvole, verso il sole che sempre ritorna. "Viva la vita, canta in libertà!" - è il grido di libertà e di gioia, un'ode alla bellezza dell'esistenza che, nonostante le sue pene e incertezze, ci offre sempre un motivo per cantare.

In questa poesia, si percepisce la profonda connessione tra il poeta e le forze della natura, un dialogo intimo che ci invita a unirci alla danza eterna della vita, liberi da catene, avvolti nell'armonia dell'universo.

prof. Marino Spadavecchia

 

 

12-15 Maggio

Bruno Castelletti - "Un sole spento"

In questa oscura elegia, Castelletti dipinge con maestria il quadro di un dolore dilaniante, racchiuso in un momento di commozione e perdita. Il sole spento diventa metafora di un destino implacabile, che accoglie il defunto nella fredda dimora della morte. Tra le pagine della poesia, sentiamo echeggiare il lamento soffocato della madre, il fragore dei rintocchi funebri e il silenzio gelido della neve che avvolge ogni cosa. Il tempo si ferma, congelando quell'istante di dolore e tristezza, che continua a bruciare nell'anima come una lama di ghiaccio. Castelletti ci invita a confrontarci con la crudele realtà della morte, a immergerci nel suo gelo per ritrovare il calore della vita.
 

Laura Lapietra - "Senryu"
 

Con la precisione di un pittore giapponese, Laura Lapietra ci offre un dipinto delicato e surreale, dipinto con pochi tratti ma carico di significato. Il contrasto tra la fragilità della monachella e la sua destinazione come prossimo pasto svela una profonda riflessione sulla natura effimera della vita e sulla sua ciclicità implacabile. La poesia ci invita a riflettere sulla fugacità dell'esistenza e sulla nostra relazione con il mondo che ci circonda, in un gioco eterno di vita e morte, di rinascita e dissoluzione.
 

Salvatore Armando Santoro - "La torre di Babele"
 

Santoro ci offre una melodia incantata di amore e comunicazione, intessuta di linguaggi e culture diverse. La torre di Babele diventa il simbolo della nostra ricerca incessante di comprensione e connessione, nonostante le barriere linguistiche e culturali che ci separano. Attraverso la voce del poeta, ci immergiamo in un viaggio fatto di incontri e di scontri, di tentativi e di fallimenti, ma anche di speranza e di rinascita. È un inno alla potenza dell'amore e della volontà umana, che ci spinge a superare ogni ostacolo per incontrare l'altro e scoprire la bellezza della diversità.
 

Alessandra Piacentino - "Amanti poi"
 

In questa poesia di Alessandra Piacentino, ci troviamo di fronte a un dialogo intimo e struggente tra due anime che si cercano nel labirinto del tempo e dello spazio. Il sentimento dell'amore, intessuto di desiderio e nostalgia, si dipana attraverso le parole della poetessa, che ci trasporta in un viaggio emotivo attraverso gli alti e bassi delle relazioni umane. L'idea del per sempre si fonde con la consapevolezza dell'effimero, mentre l'attesa diventa un'ancora di speranza per coloro che si sentono come "anime compagne di viaggi diversi". È una poesia che ci parla della ricerca dell'altro e della ricerca di sé stessi, nel labirinto delle emozioni e dei desideri.
 

Marco Cabassi - "Come uno straniero nella città"
 

Con la maestria di un pittore dell'anima, Marco Cabassi dipinge il ritratto di un'anima errante, smarrita tra le vie di una città che non riconosce come propria. Attraverso i suoi occhi, vediamo il mondo con uno sguardo estraneo, estraneo alla frenesia e al caos della vita urbana. Il poeta ci conduce per mano attraverso le strade sconosciute, tra volti anonimi e rumori assordanti, mentre il richiamo del suo paese natale si fa sempre più forte. È una poesia di disagio e di nostalgia, di ricerca di identità e di appartenenza, che risuona nel cuore di chiunque si sia mai sentito un estraneo nel proprio ambiente.
 

Nino Silenzi - "[Profumo di ricordi] Da Verso l'orizzonte"
 

Con una delicatezza toccante, Nino Silenzi ci offre un profumo avvolgente di ricordi, intessuto con fili d'oro della memoria. Attraverso le sue parole, ci ritroviamo immersi in un mare di emozioni e sensazioni, che ci riportano indietro nel tempo, all'epoca dell'adolescenza, con i suoi sogni e le sue speranze. Il poeta ci invita a lasciarci trasportare dalla corrente dei ricordi, a navigare tra le onde di una musica remota, che ci riporta indietro ai giorni luminosi e alle notti avvolte d'amore. È una poesia che ci parla dell'importanza dei ricordi nella costruzione della nostra identità, della bellezza e della fragilità del tempo che scorre, portando con sé il profumo indimenticabile delle nostre esperienze.
 

Licia Minervini - "Specchio in pezzi"
 

In questa poesia di Licia Minervini, ci troviamo di fronte a uno specchio frantumato dell'anima umana, riflessione delle ferite e delle contraddizioni che abitano il cuore dell'uomo. Il poeta ci conduce attraverso un labirinto di dubbi e rimpianti, dove il senso di colpa e l'incomprensione si intrecciano come fili spezzati. La voce del poeta si fa eco di un grido d'amore in un mondo di sordi, di un gesto di generosità respinto dall'indifferenza. È una poesia che ci parla della fragilità dell'esistenza umana, della lotta contro il proprio destino e della ricerca disperata di significato in un mondo senza risposte.
 

Franco Fronzoli - "Ti cerco"
 

Con la delicatezza di un raggio di sole, Franco Fronzoli ci offre una poesia intima e struggente, che parla della ricerca dell'amore e della felicità nelle pieghe della vita quotidiana. Il poeta ci conduce attraverso un viaggio interiore, alla ricerca di quell'essenza ineffabile che rende la vita degna di essere vissuta. Nelle sfumature dei suoi versi, percepiamo la nostalgia di un'anima in cerca di pace e di appagamento, la dolcezza di un ricordo che si dissolve nell'aria e il desiderio di trovare rifugio nelle braccia dell'amato. È una poesia che parla del desiderio universale di amore e di appartenenza, della ricerca di quell'essenza eterna che ci unisce agli altri e al mondo che ci circonda.
 

Christine Langer - "Sehnsucht nach Engeln" / "Nostalgia degli angeli"
 

Con una maestria linguistica sorprendente e grazie alla splendida traduzione di Nino Muzzi, Christine Langer ci offre una poesia che parla della nostalgia e della malinconia che abitano l'anima umana. Attraverso le sue parole, ci troviamo immersi in un mondo avvolto dalla nebbia, dove le strade si perdono nella distanza e i ricordi si confondono con la realtà. Il poeta ci invita a seguire il filo sottile dei nostri desideri e delle nostre speranze, mentre ci addentriamo nei meandri della memoria e dell'immaginazione. È una poesia che ci parla della ricerca della bellezza e del senso dell'esistenza, nella nebbia e nel buio, nella luce e nell'ombra.
 

Armando Bettozzi - "Vaffanculo…!"
 

In questa poesia di Bettozzi, ci troviamo di fronte a un grido di protesta contro la violenza degli animali feroci e l'inerzia di coloro che permettono tali tragedie. Il poeta urla la sua indignazione di fronte alla realtà crudele e ingiusta, denunciando l'ipocrisia di chi giustifica tali atti con scuse superficiali. Attraverso un linguaggio diretto e passionale, Bettozzi ci invita a guardare in faccia la realtà, senza nasconderci dietro le scuse e le giustificazioni. È una poesia che ci spinge a riflettere sulla nostra responsabilità di fronte alla sofferenza degli esseri viventi, e sulla necessità di agire con coraggio e determinazione per porre fine a tali atrocità.
 

Carlo Chionne - "Toti"
 

Con una vena ironica e satirica, Carlo Chionne ci offre una poesia che mette in luce la confusione e l'assurdità della politica contemporanea. Il poeta gioca con le parole e le immagini, creando un quadro caotico e surreale di un mondo politico dominato da personaggi eccentrici e contraddittori. Attraverso il suo sarcasmo e la sua ironia, Chionne ci invita a guardare oltre le apparenze e a cogliere la follia e l'ipocrisia che si nascondono dietro il velo della retorica politica. È una poesia che ci ricorda l'importanza di mantenere uno spirito critico e di non prendere troppo sul serio coloro che detengono il potere.
 

Sandra Greggio - "Serenità"
 

Con la dolcezza di un raggio di sole, Sandra Greggio ci offre una poesia che parla di rinascita e di speranza. Il poeta ci conduce attraverso un viaggio emotivo, dalla tristezza alla gioia, dalla solitudine alla serenità. Attraverso le sue parole, sentiamo il tepore del sole sulla pelle, il vento che accarezza i capelli e il sorriso che riempie il cuore di gioia. È una poesia che parla della bellezza della vita e della capacità umana di trovare la pace e la felicità anche nei momenti più bui. È un inno alla vita e all'amore, che ci invita a vivere ogni istante con gratitudine e consapevolezza.
 

Jacqueline Miu - "demone contro"
 

Con una potente onda di immagini e emozioni, Jacqueline Miu dipinge il quadro struggente di una battaglia spirituale contro i demoni interiori. Il poeta ci conduce attraverso un viaggio oscuro e tormentato, dove il demone interiore si manifesta nelle forme delle nostre paure più profonde. Attraverso il suo linguaggio vibrante e incisivo, Miu ci invita a confrontarci con il lato oscuro della nostra anima, a lottare contro i mostri che ci tormentano e ci costringono a confrontarci con noi stessi. È una poesia che parla della lotta per la sopravvivenza dell'anima, della ricerca di luce nelle tenebre più profonde e della speranza di trovare la pace dentro di noi.
 

Piero Colonna Romano - "Sposa fedele"
 

Con una rilettura suggestiva e delicata, Piero Colonna Romano ci offre una poesia che parla della morte come una sposa fedele che ci accompagna nel viaggio verso l'oltre. Il poeta ci conduce attraverso un mondo di suggestioni e simboli, dove la morte diventa un momento di trasformazione e di rinascita. Attraverso le sue parole, sentiamo il richiamo della morte come un sospiro d'amore, un invito a lasciarci guidare verso l'ignoto con fiducia e serenità. È una poesia che ci invita a guardare alla morte non come una fine, ma come un nuovo inizio, un'occasione per scoprire la verità più profonda della nostra esistenza.
 

Alessio Romanini - "Al Destino"
 

Con una voce serena e contemplativa, Alessio Romanini ci offre una poesia che parla del rapporto complesso tra l'uomo e il destino. Il poeta ci conduce attraverso un viaggio di riflessione e di accettazione, dove il destino diventa un compagno fedele che ci guida attraverso le sfide e le difficoltà della vita. Attraverso le sue parole, sentiamo il richiamo della fede nel destino come una forza che ci sostiene nei momenti di prova e di incertezza. È una poesia che parla della bellezza e della complessità del destino umano, della sua capacità di plasmare le nostre vite e di portarci verso il nostro destino finale.
 

Ben Tartamo - "Si accende"
 

Con una melodia malinconica e avvolgente, Ben Tartamo ci offre una poesia che parla del dolore e della nostalgia dei ricordi perduti. Il poeta ci conduce attraverso un mondo di fantasmi e di rimpianti, dove le immagini del passato si accendono nella notte come fiamme danzanti. Attraverso le sue parole, sentiamo il richiamo della memoria come una musa silenziosa, un'ispirazione che si accende nel blu dell'assenzio. È una poesia che parla della bellezza e della tristezza dei ricordi, della fragilità dell'anima umana di fronte al passare del tempo e della speranza di trovare conforto nella luce della creatività e dell'arte. 
 

Con la maestria di un pittore surrealista e il cuore di un poeta visionario, Ben Tartamo ci trasporta in un regno onirico, dove il dolore e la nostalgia danzano in un duetto malinconico. Come se galleggiasse su un flusso di coscienza, la sua poesia dipinge un quadro di oscuri abissi dell'anima, dove i ricordi si trasformano in fantasmi iridescenti e i rimpianti danzano in un vortice di emozioni sature di colore. Nell'incanto di questa visione surreale, la memoria diventa una musa enigmatica, un'entità che si accende nel blu profondo dell'assenzio, emanando un'aura di mistero e suggestione. La poesia, tessuta con fili d'argento e d'ombra, rivela la fragilità dell'anima umana di fronte al passare del tempo, ma anche la sua forza nel trovare conforto nella creatività e nell'arte, che risplendono come stelle nel buio della notte. Con audacia e sensibilità, Tartamo ci invita a esplorare i recessi più profondi della nostra coscienza, promettendo di trovare bellezza persino nell'oscurità più profonda.

Prof. Marino Spadavecchia

 

 

9-10-11 Maggio

"Er granne probblèma" di Armando Bettozzi:


 
Nel buio della notte, l'anziano cerca invano pace nel sonno, mentre il peso dei suoi anni lo opprime. Le parole danzano come fantasmi nell'aria, rivelando un'anima inquieta che cerca rifugio nell'oblio.

 
"La sera prima" di Bruno Castelletti:

 
Tra il respiro finale e il ricordo di un tempo felice, l'amore si dipana come un filo d'oro nel crepuscolo. Le lacrime diventano corone di memoria, mentre l'armonica suona il triste addio a un passato ormai perduto.

 
Haiku di Laura Lapietra:

 
Petali di primavera danzano nell'aria, colorando il mondo di gioia e malinconia. In un istante fugace, la bellezza si svela, per poi svanire come un sogno al mattino.

 
La stanza dei poeti" di Salvatore Armando Santoro:

 
Nelle pieghe del tempo, la stanza dei poeti si riempie di storie dimenticate e sogni infranti. Tra le pagine polverose, il cuore umano si svela in tutta la sua fragilità, mentre la natura stessa si interroga sul senso dell'esistenza.

 
Alessandra Piacentino, "Onde e memorie":

 
L'autrice dipinge un quadro suggestivo dell'animo umano intrecciato con la natura selvaggia. Attraverso una prosa densa di simbolismo, esplora il tema dell'esistenza e della transitorietà, evocando immagini di mare, luna e foreste. Il pianto diventa un elemento centrale, un canto ancestrale che accompagna il sonno e il destino umano. Il lupo incantato tra gli alberi rappresenta la connessione primordiale dell'uomo con la natura e la sua capacità di abbracciare il mistero della vita e della morte.

 
Renzo Montagnoli, "La Mille Miglia":

 
L'autore cattura l'atmosfera frenetica e appassionata della Mille Miglia, descrivendo l'attesa ansiosa della folla per i propri piloti preferiti. Attraverso una serie di immagini vivide e sonore, Montagnoli porta il lettore nel cuore dell'azione, tra il rombo dei motori, il fumo delle gomme surriscaldate e l'odore di olio bruciato. La narrazione riflette l'entusiasmo e la tensione di un evento automobilistico epico, concludendosi con un senso di soddisfazione e di attesa per il prossimo passaggio delle auto da corsa.

 
Marco Cabassi, "Via Emilia":

 
L'autore dipinge la Via Emilia come una strada carica di storia e di silenzio, attraversata nel tempo da innumerevoli passi di uomini, carri, armate e voci. Utilizzando una narrazione evocativa, Cabassi evoca l'immagine di un generale a cavallo che sfida il vento lungo la strada, simboleggiando il passaggio degli eventi e delle epoche. La poesia riflette sulla continuità e sulla persistenza del tempo, evidenziando la ciclicità dei pensieri e delle esperienze umane che si susseguono lungo il percorso della vita.

 
Bruno amore [br1], "Anno dopo anno":

 
La poesia esprime un sentimento di nostalgia e di perdita nel tempo. L'autore riflette sul crescente distacco dai ricordi del passato e sull'acuirsi della nostalgia, mentre la persona amata sembra sempre più lontana. Le immagini evocate rivelano un'assenza dolorosa e persistente, ma al contempo avvolta da una dolcezza che pervade i pensieri e i sogni dell'autore. La poesia si conclude con un'affermazione di amore e di mancanza, rivelando la profonda impronta lasciata dalla persona amata nella vita dell'autore.

 
Cristiano Berni, "Tre piccoli quadri":

 
I Quadro:
Nel primo quadro, ci troviamo di fronte a un'opera che cattura l'anima dei monti al crepuscolo, con le loro baite che sembrano farsi eco l'una con l'altra, mentre gli ulivi danzano leggeri lungo i verdi declivi. Gli abitanti di questo paesaggio, piccoli contadini, diventano parte integrante della natura, mentre le vette innevate attendono ansiose l'arrivo dell'estate. Il silenzio, vibrante e magico, avvolge come un abbraccio le maestose montagne, mentre il sole, con un'ultima carezza, si lascia andare dietro l'orizzonte, lasciando spazio alla nascita della sera, che emerge come una timida chimera tra le pieghe del cielo.

 
II Quadro:
Nel secondo quadro, l'artista ci trasporta in un mondo di contemplazione e introspezione, dove un pittore assorto studia il proprio essere riflessivo sulla tela. Il volto, segnato dagli anni eppure intriso di malinconica bellezza, si manifesta con occhi languidi che raccontano storie antiche, mentre una barba incolta nasconde il segreto di un sorriso mai del tutto rivelato. Attraverso una finestra spalancata, lo sguardo si perde in un mare azzurro e cristallino, dove una solitaria vela sventola al vento, simbolo di un destino incerto ma intriso di speranza. 

 
III Quadro:
Nel terzo quadro, l'artista ci conduce lungo un viale al chiaro di luna, dove statue e monumenti si ergono come guardiani silenziosi della notte. In questo scenario di malinconica bellezza, un uomo solitario avanza tra le foglie morte e la brina, mentre il vento freddo sibila tra i rami degli alberi. La luna, complice e osservatrice, illumina il suo cammino con un bagliore argentato, mentre il cuore dell'uomo si fa eco di una triste melodia.

 
Nino Silenzi, "Verso l'orizzonte":

 
In questa struggente poesia, Silenzi dipinge un quadro dell'esistenza come un gomitolo srotolato dal tempo implacabile. Ci trasporta in un momento di riflessione, seduto all'ombra cerulea di un maestoso monte, mentre contempla le gioie fugaci della vita. Le vede come nuvole impazzite, inseguite da un vento ribelle, pronte a dissolversi nell'immensità del cielo. Il tramonto, con la sua luce rosea che sfuma nel crepuscolo, diventa il momento in cui il filo della vita sembra giungere al termine, pronto a sprofondare nella notte imminente. E sarà una notte senza fine, un buio profondo che avvolge ogni cosa, mentre l'autore si prepara ad affrontare il mistero dell'ignoto che attende oltre l'orizzonte.

 
Franco Fronzoli, "Ascolta":

 
In questa poesia, Fronzoli invita il lettore a immergersi nei suoni e nei silenzi del mondo, a prestare attenzione alla voce della natura e agli echi dell'esistenza umana. Ci invita ad ascoltare il fragore del tuono e l'irruenza del fulmine, a contemplare la maestosità del cupolone che si staglia all'orizzonte. Poi ci porta nel dolce suono della pioggia che batte sulla terra e sulle delicate corolle dei fiori, rivelando la sua calma e la sua vitalità. L'autunno ci parla con la sua quiete e la sua riflessione, mentre le foglie cadono come pensieri che si posano dolcemente a terra.
Ci conduce lungo il litorale, dove le onde accarezzano gli scogli e ritornano nel prato azzurro del mare, trasmettendo la loro melodia senza fine. Sentiamo la nenia di una madre verso la sua bambina, il vento che sussurra il suo dolore e porta via le nostre parole. 
E poi ci invita ad ascoltare la notte con i suoi spaventi e le sue illusioni, ma anche con la sua carezza gentile sulla luna. E infine, ci esorta a vivere pienamente, ad abbracciare i sogni e a custodirli gelosamente, ad ascoltare il dolce parlare d'amore e a cogliere l'eternità che risuona in ogni suono, in ogni silenzio.

 
Alessio Romanini, "Odo":

 
In questa breve poesia, Romanini ci trasporta in un'atmosfera intrisa di malinconia e contemplazione. Il suono dei gabbiani che gridano alle finestre evoca un senso di inquietudine e il freddo gelo della morte si insinua nelle vene del poeta. I sussurri delicati, forse di lene, accentuano l'idea della transitorietà della vita e della sua inevitabile fine.

 
Carlo Chionne, "Il Giro del mondo in ottant’un anni":

 
Chionne ci regala un omaggio a Jules Verne e al suo celebre romanzo, ma lo fa con una prospettiva personale e un tocco di ironia. Il viaggio del protagonista, simile a quello del protagonista di Verne, è però più lungo e intricato, costellato di gioie, amarezze, rinunce e successi. Tra incontri e avventure, il poeta riflette sulle sfide e le meraviglie incontrate lungo il cammino, arrivando infine a un punto di saggia accettazione: nonostante tutto, sarebbe disposto a fare un altro giro del mondo.

 
"Pensieri alati" di Sandra Greggio: 

 
In questa sua poesia emerge un pathos profondo e struggente attraverso la rappresentazione dei pensieri come creature alate che tormentano l'anima umana. Greggio dipinge un quadro emotivo intenso, in cui la lotta contro questi pensieri diventa una battaglia senza fine. La poetessa esprime la disperazione di sentirsi intrappolati nella propria mente, senza possibilità di scampo. Il richiamo alla data finale aggiunge un senso di urgenza e autenticità, trasmettendo la freschezza e l'immediatezza delle emozioni vissute durante la scrittura.

 
gold lovers di Jacqueline Miu:

 
"Amanti dell'oro" di Jacqueline Miu è un affascinante viaggio attraverso i tumultuosi mari dell'amore e del desiderio. L'immagine di navi maledette che cercano il confine senza una bussola evoca un senso di incertezza e avventura pericolosa. Miu ritrae magistralmente il viaggio del marinaio, esortandolo a navigare attraverso le profondità della passione e del desiderio con determinazione senza paura. La ripetizione di "marinaio" enfatizza il richiamo all'azione, invitando il lettore ad imbarcarsi in questa audace ricerca dell'amore. Il ritornello del poema "amore senza guida, senza porto, senza ancora, o faro" racchiude l'essenza della ricerca appassionata, superando ostacoli e confini. L'uso dell'immagine celeste, come il tiro del Soyuz verso le stelle, aggiunge un senso di grandezza cosmica alla narrazione, evidenziando il potere trasformativo dell'amore. In definitiva, "Amanti dell'oro" celebra la resilienza dello spirito umano di fronte all'avversità, confermando che il vero amore non conosce confini.

 
"Sei nuda... libertà" di Antonia Scaligine:

 
è un potente inno alla libertà e alla sua complessità. L'immagine della nudità evoca una sensazione di vulnerabilità e autenticità, contrastata dalla responsabilità e dalle limitazioni della vita quotidiana. La poetessa riflette sul dualismo tra libertà personale e restrizioni esterne, dipingendo un quadro della libertà come una condizione ambivalente, in cui siamo liberi di agire ma anche intrappolati dalle nostre responsabilità e doveri. La metafora del cucù, che canta e suona l'ora ma resta vincolato dalle ali legate, rappresenta il conflitto interiore tra il desiderio di libertà e la realtà della limitazione. La poesia affronta anche il tema della libertà nel contesto più ampio della società, sottolineando come l'amore, la verità e la libertà siano interconnessi e indispensabili l'uno per l'altro. In definitiva, "Sei nuda... libertà" esplora la complessità e la bellezza della libertà umana, sfidando il lettore a riflettere sul suo significato e sulle sue implicazioni nella vita di tutti i giorni.

 
 "Questo tempo", Piero Colonna Romano:

 
Attraverso "Questo tempo", Piero Colonna Romano si ispira alla poetica di Jacques Prévert per tessere un affresco del tempo che scorre, dipinto con pennellate di generosità e crudeltà. Con maestria, il poeta esplora le dualità intrinseche del tempo, che offre e toglie, consola e tradisce, avvolgendo le vite umane in un intricato intreccio di gioie e dolori.
La poetica di Colonna Romano si distingue per la sua capacità di catturare l'essenza della condizione umana, e qui, con raffinata sensibilità, espone la complessità delle esperienze umane nel flusso inesorabile del tempo. Attraverso una serie di contrasti, il poeta mette in luce le contraddizioni del tempo, che può essere sia gentile che crudele, sia tenero che orrido, sia pietoso che perfido.
Nell'opera, il tempo diventa un protagonista ambiguo, capace di donare e sottrarre, di confortare e ferire, di confondere e ingannare. La sua natura imprevedibile e mutevole viene magistralmente evocata attraverso immagini vivide e suggestive, che conducono il lettore in un viaggio emotivo attraverso le molteplici sfaccettature dell'esistenza umana.
In conclusione, "Questo tempo" si presenta come un'opera intensamente riflessiva e profondamente suggestiva, che invita il lettore a meditare sulle complesse dinamiche del tempo e sulla sua inevitabile influenza sul destino umano. Con una prosa poetica vibrante e penetrante, Piero Colonna Romano cattura l'essenza dell'esperienza umana e la trasforma in un capolavoro letterario intriso di pathos e verità universali.

 
Carissimi Poeti,

 
Con la vostra penna avete dipinto i colori dell'anima, intrecciato le emozioni in versi e regalato al mondo gioielli di bellezza e verità. Grazie per aver donato al nostro cuore il respiro dell'arte e per averci condotti in viaggi attraverso i labirinti della mente e del cuore. Che le vostre parole continuino a danzare tra le stelle e ad accendere le fiamme dell'immaginazione. Con eterna gratitudine, vi saluto con l'abbraccio delle parole e il riverbero dell'infinito.

 
Con affetto,
Ben Tartamo 

 

 

6-7-8 Maggio

**Acuti - a Giorgia in persona direttamente…**

 
Questo componimento di Armando Bettozzi affronta con ironia e sarcasmo il tema della politica e delle sue dinamiche, utilizzando il linguaggio tipico del romanesco per rendere ancora più incisiva la critica. Si parla di pioggia, ma in realtà si allude alla situazione politica, con riferimenti alla corruzione e alle controversie ambientali. L'autore mette in bocca ai cittadini dei dialoghi che svelano le ipocrisie e i giochi di potere di cui sono spesso vittime, con una satira che colpisce nel segno.

 
**Con passo lieve - Bruno Castelletti**

 
La poesia di Bruno Castelletti esprime un dolce rimpianto per una persona cara che non c'è più, evocando immagini della natura e ricordi dell'infanzia. L'uso di metafore e similitudini crea un'atmosfera malinconica e suggestiva, in cui il poeta si rivolge al defunto con affetto e nostalgia.

 
**Haiku - Laura Lapietra ©**

 
Questo haiku di Laura Lapietra cattura con semplicità e delicatezza l'essenza dell'autunno, descrivendo il fruscio leggero del vento su una panchina di legno. La brevità e l'essenzialità delle parole permettono di cogliere l'immagine nella sua completezza, trasportando il lettore in un momento di tranquillità e armonia con la natura.

 
**Gattini sotterrati appena nati - Giuseppe Stracuzzi**

 
La poesia di Giuseppe Stracuzzi affronta un tema doloroso e toccante, quello dell'abbandono e della crudeltà verso gli animali. Attraverso versi intensi e struggenti, l'autore denuncia la triste realtà dei gattini appena nati che vengono abbandonati e calpestati senza pietà. La poesia suscita emozioni profonde e invita alla riflessione sulla responsabilità dell'uomo verso gli esseri viventi più vulnerabili.

 
**La mia gente - Salvatore Armando Santoro**

 
In questa poesia, Salvatore Armando Santoro celebra con orgoglio le caratteristiche e le virtù del suo popolo, evocando immagini della vita quotidiana legate alla terra e al mare. L'uso di una lingua semplice e diretta rende omaggio alla gente comune e al loro duro lavoro, celebrando la loro resilienza e il loro spirito di solidarietà e ingegno.

 
**Catturare pesciolini con l’amo in tasca - Piacentino Alessandra**

 
La poesia di Piacentino Alessandra esplora il tema del desiderio e della ricerca dell'amore perduto attraverso immagini suggestive e metafore evocative. L'uso di similitudini tra la pesca e il tentativo di catturare l'amore rende la poesia ricca di significato e profondamente emotiva, trasportando il lettore in un viaggio interiore di speranza e nostalgia.

 
**Il nulla.. - Licia Minervini**

 
Nella poesia di Licia Minervini, emerge un profondo senso di vuoto e solitudine, che avvolge l'anima del poeta come un manto oscuro. Attraverso versi brevi ma intensi, l'autrice esprime la disperazione di una vita trascorsa in cerca di affetto e riconoscimento, ma destinata a rimanere vuota e priva di significato. Le parole dell'autrice sono come un grido di dolore che squarcia il silenzio della notte, portando con sé un'eco di tristezza e malinconia che penetra nell'animo del lettore. Il vuoto interiore descritto da Licia Minervini si fa tangibile, avvolgendo ogni parola in un'atmosfera di desolazione e smarrimento. La vita, vista attraverso gli occhi del poeta, appare come un cammino segnato dall'assenza di amore e significato, un'esistenza votata al perseguimento di un'illusione che si dissolve nel nulla.

 
**Gioco e sogno - Nino Silenzi**

 
La poesia di Nino Silenzi evoca un'atmosfera di dolcezza e nostalgia, descrivendo un momento di gioia e spensieratezza vissuto nell'infanzia. Attraverso immagini di giochi nel prato e sogni di libertà, il poeta trasmette un senso di leggerezza e felicità che contrasta con la tristezza e la complessità della vita adulta.

 
**Quel senso di vuoto che ti stringe - Franco Fronzoli**

 
Franco Fronzoli esplora il tema della solitudine e dell'insicurezza attraverso versi pieni di introspezione e malinconia. La poesia riflette sulla ricerca di significato e di speranza in un mondo segnato dal dolore e dalla perdita, invitando alla fiducia e alla resilienza di fronte alle difficoltà della vita.

 
**"And so from hour to hour, we ripe and ripe..." - Piero Colonna Romano**

 
Piero Colonna Romano utilizza un'epigrafe tratta da Shakespeare per introdurre il suo componimento, che affronta il tema dell'invecchiamento e della decadenza con ironia e sagacia. Attraverso giochi di parole e riferimenti letterari, l'autore riflette sulla natura transitoria dell'esistenza umana e sulla fugacità del tempo. L'epigrafe shakespeareana sottolinea l'idea che la vita è un ciclo continuo di maturazione e declino, in cui ogni momento porta con sé la sua storia e la sua lezione.

 
**Scrivere per amore - Sandra Greggio**

 
I versi di Sandra Greggio esplorano il potere trasformativo dell'amore sulla scrittura e sulle emozioni umane. L'autrice descrive il processo di ispirazione che scaturisce dall'amore, trasformando le parole in una danza di emozioni e sensazioni. La sua poesia cattura la bellezza e l'intensità di quegli istanti fugaci di pura passione e devozione, che spesso si riflettono nei gesti più semplici. Il ritorno alla calma finale, con il cuore placato e le lacrime asciugate, sottolinea la profondità e la complessità dei sentimenti umani.

 
**ombre sommerse - Jacqueline Miu**

 
I versi di Jacqueline Miu evocano un'atmosfera cupa e misteriosa, ricca di immagini suggestive e simbolismo. L'autrice dipinge un quadro notturno intriso di tensione e inquietudine, con ombre e suoni che suscitano sensazioni di paura e suggestione. L'uso di immagini come il gatto che miagola nella notte e il violino maledetto di Paganini contribuisce a creare un'atmosfera gotica e incantata, che trasporta il lettore in mondi interiori carichi di mistero e fascino.
 

 
**Alla Notte - Alessio Romanini**

 
La poesia di Alessio Romanini celebra la bellezza e la tranquillità della notte, personificandola come un'amica che porta con sé il firmamento stellato e la luce argentea della luna. La notte è descritta come un momento di pace e riflessione, in cui i pensieri del giorno vengono lasciati alle spalle e ci si unisce nel conforto del suo manto scuro. Il barbagianni, simbolo di saggezza e mistero, diventa il messaggero della notte, portando con sé il silenzio e la serenità che la caratterizzano.

 
**Epigramma - Carlo Chionne**

 
L'epigramma di Carlo Chionne, invece, gioca con l'umorismo e la satira. Fa riferimento al mito di Gordio, il contadino che, secondo la leggenda, risolse il complicato nodo della carrozza di re Mida. L'epigramma gioca sul concetto di nodi irrisolvibili, confrontando ironicamente il nodo di Gordio con uno immaginario, chiamato "Nordio". Questo gioco di parole sottolinea la complessità e l'assurdità di certe situazioni umane, mentre invita implicitamente alla riflessione sulla natura dei problemi e delle sfide che affrontiamo nella vita. Che il nostro poeta stesse pensando al Salvini nazionale?! A lui l'ardua sentenza!

 
**Danza - Ben Tartamo**

 
In questa danza di parole incantate, le rime si intrecciano come fili d'argento nel chiaro di luna, tessendo un tessuto di emozioni profonde e riflessioni sull'anima umana.
La metrica elegante e fluente, composta da endecasillabi vibranti, guida il lettore attraverso un viaggio attraverso il labirinto delle emozioni umane. Le rime incrociate e sapientemente intrecciate (un ibrido tra rime interne e rimalmezzo) aggiungono un ritmo melodico e un fascino misterioso a ogni strofa, come note di una sinfonia celestiale che danzano tra le stelle.
Le immagini vivide dipinte con maestria catturano l'essenza dell'esistenza umana, dalla lotta interiore tra speranza e disperazione fino alla ricerca eterna dell'amore e della comprensione. Come acrobati del cuore, le parole si librano nell'aria, danzando con grazia tra i venti della vita, mentre l'io poetico si avventura nei recessi più profondi dell'anima.
Attraverso l'uso sapiente di metafore e similitudini, la poesia ci invita a riflettere sul significato stesso dell'esistenza, sulla bellezza fragile della vita e sulla forza eterna dell'amore. In questo balletto della mente e dell'anima, ogni verso è una nota musicale che risuona nell'universo, trasportando il lettore in un viaggio senza tempo verso l'infinito dell'essere.
Così, la poesia "Danza" si presenta come un capolavoro di bellezza e profondità, che abbraccia l'anima del lettore e lo trasporta in un mondo di emozioni e sensazioni.

 
Prof. Marino Spadavecchia 

 

 

3-4-5 Maggio

 

Con raffinata maestria poetica, Ben Tartamo dipinge un'immagine vibrante dell'anima umana attraverso la metafora del vento. La sua "Come il vento" è un'ode alla inquietudine, alla ricerca incessante di significato e bellezza che pervade l'essenza dell'essere. 

 
L'immagine del vento, privo di riposo e di confini, diventa l'allegoria perfetta per descrivere un'anima in continua ricerca di sé stessa e del suo scopo nell'universo. Attraverso un uso sapiente delle metafore, Tartamo crea un universo poetico in cui l'anima si confonde con la natura, cercando conforto tra i rami degli alberi e abbracci tra le onde del mare.

 
La musicalità intrinseca del testo, con la sua ripetizione ritmica e incalzante, ricorda le armonie di una melodia ben orchestrata. L'autore trasforma le parole in note, conducendo il lettore in un viaggio emotivo che risuona con la delicatezza di una sinfonia.

 
In questa ricerca costante, l'anima di Tartamo si mostra sensibile e vulnerabile, danzando con le nuvole e sciogliendosi sulle tegole come neve sulla strada. La sua poesia diventa un'esperienza sensoriale, capace di evocare immagini e sensazioni che rimangono impresse nella mente e nel cuore del lettore.

 
La ricerca del divino tra le pieghe dell'universo conferisce alla poesia un'aura mistica e trascendentale. Tartamo cattura con maestria l'essenza stessa della poesia, trasformando ogni verso in un riflesso del suo cuore di bambino, in eterna ricerca di meraviglia e bellezza nel mondo che lo circonda.

 
Assolutamente, "Come il vento" di Ben Tartamo offre una ricchezza di immagini e emozioni che potrebbero tradursi splendidamente in una composizione musicale. La sua struttura ritmica e la ripetizione delle linee conferiscono un'aura di musicalità intrinseca al testo, rendendolo ideale per essere adattato in una canzone.

 
Le metafore suggestive e l'atmosfera evocativa della poesia offrono ampio spazio per l'interpretazione musicale, consentendo al compositore di esplorare una vasta gamma di sonorità e arrangiamenti. Le immagini della natura, la ricerca interiore e la dimensione mistica potrebbero essere enfatizzate attraverso scelte musicali mirate, come l'uso di strumenti orchestrali o l'incorporazione di elementi atmosferici nella produzione sonora.

 
Inoltre, la struttura ripetitiva della poesia potrebbe essere sfruttata per creare un ritornello o una melodia ricorrente, aggiungendo coesione e familiarità alla composizione. La capacità di trasmettere emozioni profonde e universali rende questo testo particolarmente adatto per essere trasformato in una canzone che possa toccare il cuore degli ascoltatori.

 
In sintesi, "Come il vento" offre un terreno fertile per essere musicato, offrendo al compositore un'ampia libertà creativa per tradurre in note la bellezza e la profondità della poesia di Ben Tartamo.

 
prof. Marino Spadavecchia 

 

 

Poesie pubblicate il 3-4-5 Maggio 2024

 

-   Franco Fronzoli - "Speranza"


 
La poesia di Fronzoli celebra la resilienza umana attraverso il potere della speranza. L'autore dipinge un ritratto delicato e intimo della speranza come compagna costante nella vita, offrendo conforto e forza anche nei momenti più bui. L'immagine della speranza seduta accanto all'autore, leggera e tenera, evoca un senso di vicinanza e protezione. La speranza è rappresentata come un fiore giallo che sboccia dalla roccia, simboleggiando la rinascita e il rafforzamento. L'autore coltiva la speranza nonostante le avversità, confidando nella sua capacità di portare gioia e luminosità anche durante i tempi difficili. Il tramonto e la luna diventano metafore di transizione e rinascita, mentre il sogno continua a alimentare la speranza per un futuro migliore.

 

 
-   Armando Bettozzi - "Le feste... de le discordie" e "1° Maggio"

 
In "Le feste... de le discordie", Bettozzi riflette sulla contraddizione delle festività come il 25 aprile e il 1° maggio, che dovrebbero celebrare rispettivamente la liberazione e il lavoro, ma spesso si trasformano in occasioni di violenza e mancanza di interesse per il concetto di lavoro. L'autore ironizza sull'idea di festeggiare in piazza, suggerendo che sarebbe meglio chiudersi in casa per evitare l'aria ostile che spesso caratterizza questi eventi.

 
Nella poesia "1° Maggio", Bettozzi descrive il grigio della giornata piovosa come una metafora della mancanza di lavoro e di prospettive per molti giovani. L'autore lamenta la scarsità di opportunità lavorative, evidenziando il divieto di incontrarsi con gli amici nei giorni di riposo e il peso delle otto ore di lavoro quotidiano. L'ironia è palpabile nell'annuncio di lavoro che offre solo quattro ore al giorno, senza lavoro serale o nei weekend, e la risposta sarcastica dei giovani che si riversano per ottenere anche solo un lavoro temporaneo, sottolineando l'urgente necessità di sostentamento.

 
- Enrico Tartagni - "Vetril"

 
La poesia di Tartagni esplora la complessità dell'esistenza umana attraverso l'immagine metaforica del vetril, utilizzato per pulire le finestre e, allo stesso tempo, per spruzzare trasparenza e chiarezza sulla vita stessa. L'autore mescola riferimenti culturali e musicali, evocando immagini di jazz e personaggi come Buffalo Bill, per riflettere sulle esperienze umane contrastanti di perdita, volontà, e confronto con il dolore e la mortalità. L'uso del linguaggio poetico e delle immagini vivide crea una narrazione intricata che spazia dall'infanzia alla maturità, dall'innocenza alla consapevolezza della propria purezza interiore. La poesia si conclude con una riaffermazione della bellezza e della luce, anche in mezzo all'oscurità e alla complessità della vita.

 
- Laura Lapietra - Haiku

 
L'haiku di Laura Lapietra cattura l'essenza della bellezza semplice e della pace ritrovata nella natura. L'immagine delle olive verdi in un vecchio frantoio evoca una sensazione di tranquillità e di connessione con la terra, mentre la trasformazione delle olive in oro simboleggia la meraviglia e la ricchezza che si possono trovare anche nelle cose più semplici della vita.

 
- Giuseppe Stracuzzi - Caro amore

 
La poesia di Giuseppe Stracuzzi è un dolce e intenso tributo all'amore. L'autore dipinge l'amore come una fiamma che arde intensamente nella notte, portando conforto e luce al cuore affaticato. La bellezza e la magia dell'amore sono esaltate attraverso immagini di dolcezza e armonia, con la voce dell'amato che risuona come una melodia nel silenzio della notte. L'incoraggiamento a non temere l'alba nuova suggerisce fiducia nell'avvenire e nella continua crescita dell'amore, che lascia tracce dolci e luminose nel cuore di chi lo vive.

 
- Cristiano Berni - "Anni Giovanili"

 
La poesia di Cristiano Berni evoca con nostalgia e introspezione gli anni giovanili, un periodo di scoperta, speranza e idealismo. L'autore dipinge un ritratto vivido di questo periodo della vita, in cui ognuno cerca se stesso tra emozioni intense, amori, e la ricerca di un mondo migliore. Attraverso immagini di adolescenza mai rinnegata, la poesia esplora la passione per la conoscenza attraverso libri e musica, e la ricerca di amicizie sincere. Berni evoca un senso di comunità con riferimenti alla condivisione di ideali e al declamare di poesie di artisti come Guccini, mentre si lotta con sentimenti di amore, noia e il desiderio di sconfiggere il pudore. Tuttavia, l'autore riconosce la transitorietà di questo periodo, evidenziando la divisione e il passaggio del tempo che trasforma quegli anni in un ricordo amato ma fugace.

 
- Cristiano Berni - "Anni Giovanili"

 
Berni cattura la nostalgia e l'intensità degli anni giovanili, in cui ogni individuo cerca sé stesso tra emozioni intense, amori e ideali. L'autore dipinge un quadro vivido di questo periodo di crescita e speranza, in cui si sogna un mondo migliore e si lotta contro il dolore e la noia. Attraverso l'immagine della condivisione di libri, musica e ideali rivoluzionari, la poesia esplora l'essenza dell'adolescenza, con le sue gioie e le sue sfide. Berni evoca con maestria l'atmosfera di quegli anni, ricordando il senso di vicinanza e di appartenenza con altri coetanei che condividono gli stessi ideali e le stesse passioni.

 
- bruno amore [br1] - "Ricordi verso oriente"

 
In questa poesia, l'autore esplora un ricordo intimo e intenso legato alla sua prima esperienza sessuale, ambientata in un contesto di guerra e distruzione. L'immagine della stanza da letto in rovina, con il ritratto del Cristo sul muro, evoca un senso di desolazione e tensione. La descrizione dei dettagli della guerra, come le macerie, le finestre nere e il rumore del treno, contribuisce a creare un'atmosfera carica di paura e incertezza. La poesia si concentra sull'esperienza emotiva dei protagonisti, con la ragazza che cerca conforto nella natura e il ragazzo che affronta il terrore del mondo circostante.

 
- Carlo Festa - "Io vedo il bicchiere"

 
La poesia di Festa riflette sulla diversità di prospettive nella vita. Mentre alcuni vedono il bicchiere come mezzo pieno e altri come mezzo vuoto, l'autore sceglie di guardare oltre e vede il bicchiere come la possibilità di riempirlo. Questa prospettiva ottimistica e proattiva invita a cogliere le opportunità e a perseguire i propri obiettivi, trasformando le sfide in possibilità di crescita e realizzazione.

 
- Salvatore Armando Santoro - "Impotenza"

 
La poesia di Santoro esplora il senso di impotenza di fronte alle avversità della vita. L'autore descrive la solitudine di fronte al mare e l'onda che sembra voler comunicare con lui, ma anche rimproverarlo. Santoro esprime il desiderio di poter liberare la persona amata dalle responsabilità e dai pesi della vita quotidiana, consentendole di godersi la gioia del mare. Tuttavia, l'autore si confronta con l'impossibilità di cambiare il destino umano e di affrontare le emozioni soffocanti e il dolore che ne deriva. La poesia trasmette un senso di impotenza e di rassegnazione di fronte alle forze più grandi della vita, rappresentate dal mare imponente e inarrestabile.

 
- Rosino Maranesi - da "Una giornata del giovane cameriere stagionale estivo"

 
Le poesie di Maranesi offrono uno sguardo dettagliato e coinvolgente nella vita di un giovane cameriere stagionale estivo. L'autore dipinge un quadro vivido delle varie fasi della giornata lavorativa, dall'apparecchiare i tavoli e servire gli avanzi della cena, alla distribuzione di bibite e caffè sotto le stelle del giardino, fino alla fine della giornata con il giovane che si ritira nel dormitorio dopo aver sentito l'armonia della colonna sonora di un film proiettato nell'arena cinema. La poesia cattura il ritmo e l'atmosfera della vita di lavoro estivo, con la sua frenesia e i momenti di quiete, mentre il giovane naviga attraverso le diverse sfaccettature del suo lavoro e del suo ambiente circostante.

 
- Piacentino Alessandra - "Parole a mille addosso"

 
La poesia di Alessandra Piacentino celebra la bellezza e la complessità della natura, intrecciando immagini suggestive e misteriose. L'autrice evoca l'oceano come custode di segreti antichi e di conchiglie, mentre contrasta le note musicali con le stelle nel cielo notturno. Il gabbiano solitario diventa un simbolo di ricerca e dolore, mentre lo sguardo segue le ombre lunghe sulla strada di campagna, evocando una sensazione di malinconia e contemplazione. La poesia si conclude con un'immagine di rinascita e speranza, con il lavaggio via delle nuvole e l'albeggiare repentino della primavera, come se fosse sempre stato presente nell'attesa di essere rivelata.

 
- Felice Serino - "Poesia"

 
Serino affronta il tema della poesia come una forza vitale e trasformatrice che risiede nell'anima umana. La poesia è descritta come una "luce inquieta" che fluttua nei precordi, muore e rinasce costantemente, alimentata dalla musa che risiede nei recessi del sogno. L'autore personifica la poesia come una fanciulla che si riflette nella cattedrale del cuore, suggerendo un'intima connessione tra l'arte poetica e la dimensione emotiva dell'essere umano. La poesia è vista come una forma di espressione profonda e autentica che può trasformare e arricchire la vita di chi la coltiva e la apprezza.

 
- Marco Cabassi - Rigogli di luce

 
La poesia di Marco Cabassi cattura la bellezza e la vitalità della natura in piena esplosione. L'autore dipinge un quadro vivido del paesaggio, con il sole che irradia la luce sull'acqua dei fossi, sui prati, e sui filari di alberi. Le immagini delle foglie che si muovono e cambiano colore, come se fossero mani che salutano i passanti, aggiungono un elemento di magia e interazione alla scena. L'autore sottolinea il contrasto tra la vivacità della natura e l'ignoranza dei passanti nei confronti di tanta bellezza, portando l'attenzione alla meraviglia che circonda ogni aspetto del paesaggio naturale.

 
- Piero Colonna Romano - "Epitaffio per un poeta"

 
In questa poesia, Piero Colonna Romano offre un epitaffio malinconico e amaro per un poeta idealista e sognatore, il cui spirito è stato spezzato dalle durezze della vita e dalla mancanza di apprezzamento per le sue opere. Il poeta, animato dall'amore e dalla speranza di portare pace e virtù a un mondo disperato, si trova invece deriso e disprezzato dalla società. La poesia culmina con l'immagine della sua tomba solitaria su una collina, simbolo della sua morte fisica e spirituale.

 
-Alessio Romanini - "Falced'argento"

 
Romanini personifica la luna come una falce d'argento che squarcia la notte e illumina il cammino di coloro che sono persi e smarriti. La luce della luna è vista come un simbolo di speranza e rinascita, capace di dissipare le tenebre e di portare conforto nei momenti di oscurità e desolazione. L'autore esorta a guardare alla luna come un faro di speranza, in grado di guidare gli individui lungo il loro cammino sulla terra. La poesia celebra la bellezza e la potenza della luce lunare nel contrasto con le tenebre e l'oblio.

 
- Antonia Scaligine - Ben tornato Maggio 

 
La poesia di Antonia Scaligine celebra il ritorno di Maggio con immagini delicate e suggestive. Il mese di Maggio è descritto come un periodo di rinascita e rinnovamento, in cui la natura esplode in colori vividi e profumi avvolgenti. La poesia evoca l'atmosfera delle celebrazioni religiose legate al mese di Maggio, con riferimenti al sacro nome di Maria e alle festività dedicate a Santa Rita e ai pastorelli di Fatima. Scaligine dipinge Maggio come un mese che sa guardare il mare e ammirare la terra, accogliendo i raggi di sole e trasformando i petali d'anima in gemme di luce. La poesia celebra la capacità di Maggio di unire i cuori e di portare speranza e rinnovamento attraverso le sue trasformazioni cicliche e le sue vibrazioni emotive.

 
- Carlo Chionne - "Pensierini di fine aprile"

 
Nelle poesie di Carlo Chionne emerge una profonda riflessione sulle delusioni e le disillusioni della vita. Nel primo poema, l'autore esprime un senso di sconfitta e impotenza di fronte all'attesa infruttuosa di un cambiamento rivoluzionario, lasciando spazio solo al ritorno del fascismo. Nel secondo, Chionne riflette sulla brevità e la fragilità della vita, evidenziando la lotta per ottenere un proprio angolo nel mondo, solo per essere infine seppelliti sotto terra. Entrambi i componimenti pongono l'accento sulla realtà crudele e spietata della vita, con una nota di amarezza e disillusione.

 
- Sandra Greggio - "Parole"

 
La poesia di Sandra Greggio celebra il potere e la bellezza delle parole come strumento di comunicazione e di espressione emotiva. L'autrice invita a esplorare e sfruttare appieno il potenziale delle parole, incoraggiando a non limitarsi a risposte banali ma ad approfondire e ad arricchire il proprio discorso. Le parole sono descritte come entità vive e vibranti, che devono essere spremute fino a farle esplodere per rivelare tutto il loro significato. Greggio esorta a dar voce alle emozioni più profonde e a non avere paura di esprimere i sentimenti più intimi, finché le parole non trovano il coraggio di pronunciare le parole più importanti: "Ti amo".

 
- Jacqueline Miu - "un vaso di lucertole"

 
La poesia di Jacqueline Miu è un'esplosione di immagini vivide e intense, che evocano un mondo notturno e surreale. L'uso del linguaggio ricco e suggestivo trasporta il lettore in un viaggio attraverso la mente del poeta, in cui la notte diventa densa e misteriosa come il piumaggio dei corvi e la biblioteca si incendia metaforicamente del tormento interiore. Le lucertole diventano simboli di trasformazione e ricerca, mentre il poeta invoca il fuoco come mezzo di purificazione e liberazione. La poesia esplora temi universali come l'amore, la morte e il desiderio, immergendosi in un mondo oscuro e suggestivo che incendia l'immaginazione del lettore.

 
Carissimi amici di Penna e Bellezza, grazie per averci donato dolci e forti emozioni con le vostre splendide poesie. Ve ne sono grato.
A presto, spero....
Vostro Ben Tartamo 

 

 

30 Aprile 1-2 Maggio

Poesie pubblicate il 30 Aprile 1-2 Maggio 2024

Carissimi,
 

che le vostre voci risuonino nell'etere dei ricordi, incantando le menti e riscaldando i cuori con il fuoco sacro della creatività. Grazie per aver tessuto con fili d'argento i nostri desideri e le nostre speranze, trasformandoli in gioielli di bellezza letteraria.
E così, con un saluto di stelle e una carezza di luna, vi ringrazio, per aver arricchito il mondo con il vostro dono prezioso. Che la vostra poesia continui a risplendere come una costellazione nel cielo infinito della creatività umana.

Vostro Ben Tartamo

 

27-28-29 Aprile

Gentilissima Miu

ben tornata, è un onore e un piacere

sentire i tuoi. Commenti.

Ti ringrazio per le tue parole sulla mia poesia,

mi hai fatto vibrare d’emozioni. Grazie di cuore.

Grazie anche al gentilissimo Lorenzo

Che mi ospita nello splendido Azzurro e permette tutto ciò.

Alessio Romanini

 

 

 

Io sono le mie emozioni

(visione)

 

-stanotte ti verrò a trovare-

mi ha detto

 

-eccomi: sono

con soma o senza

le mie emozioni - grumo

di passioni il cuore

staccato da terra

 

-mi dici

dov'è il tuo pungiglione?

 

Visionario e manipolatore di surrealismi tragici, masticabili e trascendentali. Un uomo senza una maschera che si scompone in dettagliati pezzi fisici o spirituali e ricompone a piacere “un lego” destinato a noi umani che ancora ci trasciniamo nella vecchia mitologia. Felice Serino non ha estremi, un capo o una coda, è un eterno divenire di qualcosa, entità aliena o umana poco importa. Importante che non cambi questa sua costante ricerca di un angolo senza lati, di un cerchio senza un centro – impossibile? se fosse impossibile lui non potrebbe scrivere quello che scrive, lasciandoci spesso stupefatti.

 

Da Coordinate dell'anima

Felice Serino

 

 

fosse primavera

Romantico nel suo intimo condividere questo credo che vede bene il fuori quanto sia sbindollato. Innocente passione e trascendenza verso la purezza, cristiano l’ardore ma io preferisco il bruno amore che inciampa, si fa male poi arde in convinzioni e dettagli emotivi capaci di distruggere castelli per dare forma alle vasche di un fiume che solo la sua poesia può inventare.

bruno amore [br1]

 

 

Nell’universo intero

L’uomo spinge l’impronta e il poeta sposa la natura. Un sodalizio o meglio una comunione centrata sulla sensazione di appartenenza e alla felicità di potere evidenziare questo imponente stato d’animo. Poesia che sembra uscire dalle vene di un argonauta cosmico.

Marco Cabassi

 

 

Amo il primo minuto di ogni mattino

Il quadro non di un amatore della pittura ma di un artista che decifra con colori usati quasi come unguenti per l’anima, le sfaccettature dell’amore. Poetica a suffragio di quella prosperità sentimentale di cui il bravissimo Franco si serve nelle sue celebrazioni di vita. L’arte di scrivere diventa così un quadro sublime già dal primo minuto dell’alba.

Franco Fronzoli

 

 

In un autunno dell'Ohio, ricordando Reetika

(In memoria di Reetika Vazirani, 1962-2003)

 

La triste fine di una giovane  brillante e colta poetessa americano – indiana Reetika Vazirani che dopo avere ucciso il figlioletto si suicida. Un dramma familiare probabilmente a causa di un amore malato. Poesia a lei dedicata da una poetessa a sua volta indiana che stende il verso come una sindone sulla viscosità della tragedia umana.

Nino Muzzi è da sempre L’Afrodite Letteraria che dona nuovi gusti al mondo poetico e noi ci cibiamo ignari, inconsapevoli della bellezza che ci regala attraverso queste sue mirabili ricerche. Grazie Nino.

Dipika Mukherjee    traduzione di Nino Muzzi

 

 

Passaggio a nord ovest

Perforata la Rosa dei Venti con quel talento di stuzzicare il lettore fino a coinvolgerlo nella lettura delle sue avventure o ricordi.

Campi coi brividi verso San Leo e canoe con spiriti di grandi artisti, tutti sul fiume di un vissuto troppo prodigo per diventare cimelio delle polveri.

Il grande Enrico resta sempre sopra le fiamme del ciò che non va divinizzato e quasi come un medico che cura le proprie ferite, soffia un pochino sulle nostre che sono mortalmente sensibili al tempo, ai ricordi, e alle paure.

enrico tartagni

 

 

Basta una sola stella

In quel buio che spesso avvolge la nostra vita, v’è sempre l’anima di uno scrittore che accende una stella come un faro per ritrovare la riva. Straordinario poema del nostro Bruno Castelletti che con umile canto accende una luce fissa nel firmamento oscuro.

Bruno Castelletti

 

 

Il sogno

Un ottimo Rosino Maranesi che dipinge usando la poesia realista come embrione di una letteratura capace di investire il lettore coi suoi colori, il suo mare, la gente affaccendata col vivere o col guadagnarsi la pagnotta.

 

Da "Una giornata del giovane

cameriere stagionale estivo",

dal libro di poesie autoedito

nel mese di marzo del 2024.

Rosino Maranesi

 

 

Cigli e sbadigli

Ermetica la poetica della brava Piacentino Alessandra, iridata e dipinta con un’ondata amorosa. Leggiamo di un rito romantico fatto di dettagli e da riti temporali.

Da ”cigli e sbadigli”

Piacentino Alessandra

 

 

"Nessun dorma"

Il brivido per la stupenda composizione lirica “nessun dorma” porta alla trascendenza e a una visione divina. La passionale scrittrice Sandra Greggio si immerge nella musica e ricompone attraverso emozioni la piece melodica.  

 

11 Giugno 2020

Sandra Greggio
 

 

"Vivo la notte"

L’assenza dell’amore non sutura le ferite mortali e spirituali. Il buio accentua con la sua forza quella regressione all’apatia . Ben Tartamo che volteggiava per amore, in questo poema diventa la cuspide di una cattedrale gotica immersa nelle ombre tristi di una stagione senza tempo.

 

2aprile24

Ben Tartamo

 

 

Tempus fugit

Sebbene nell’ombra di uno statuto poetico di elegante repertorio, Piero Colonna Romano resta un grande ribelle. Le sue strofe non sono bombe svenevoli e con abbaglianti deflagrazioni, ma percorsi per le vie buie del tramonto, dove lo sconforto umano è la pietanza principale per quelle zanne della disperazione in agguato e senza forma… Ottanta e oltre sono una mappa che il Poeta non vuole svendere solo per paura. La stella rincorsa non è sempre un faro e allora? C’è ancora un cuore che batte e dopo un’occhiata al passato non resta che armarlo per l’ennesima avventura …  

Piero Colonna Romano

 

 

Echi distanti

Plausi. Il dolore e l’impotenza contro l’intero cosmo. La poetica maestà senza corona in un universo che ingoia col proprio silenzio – tutto. Composizione di una finezza sorprendente. Alessio probabilmente non ti sei accorto di quanta bellezza tu sia riuscito a mettere insieme.

Alessio Romanini

 

 

L'uomo ha scoperto l'universo

Una composizione che riflette sulla pace sulla bellezza dell’Umanità che non dovrebbe svilirsi così con guerre e violenze. Plausi a questo concentrato autore che rende in poesia merito alla vita. Il male da cui dobbiamo scappare non deve vincere. L’unicità e la vulnerabilità sono trascinanti. Francesco Soldini parla attraverso congiunzioni galattiche e dimensioni temporali a banda larga, liberando la parte più umana, quella creativa dalle catene dell’animalità e del male quotidiano.

 

Da Poesie di un uomo di lago.

Francesco Soldini

 

 

In primis il saluto al nostro anfitrione il Magister Lorenzo che ci onora con la sua ospitalità, ringrazio Piero Colonna Romano per essere quel piccolo grande faro nel cosmo poetico del Tempio Azzurro e Italico. Un ringraziamento a Ben e a voi creatori di meraviglie letterarie. Siate belli e produttivi come api.

Miu

 

Poesie pubblicate il 27-28-29 Aprile 2024

 


-   "Io sono le mie emozioni" di Felice Serino ci trasporta in un viaggio introspettivo, dove l'io poetico si fonde con le emozioni stesse, creando un universo emotivo vibrante e coinvolgente. La natura surreale delle domande poste - "dov'è il tuo pungiglione?" - ci invita a esplorare il significato più profondo dell'essere umano e delle sue relazioni con il mondo esterno.

-  "Fosse primavera" di bruno amore ci affascina con la sua raffinata bellezza e il suo ricco simbolismo. La personificazione dei fiori e la loro trasformazione da segni di sofferenza a simboli di rinascita ci porta a riflettere sulla ciclicità della vita e sull'eterna lotta tra luce e oscurità.

-   "Nell'universo intero" di Marco Cabassi ci trasporta in una dimensione di connessione cosmica, dove l'individuo si dissolve nell'infinità dell'universo. La descrizione suggestiva della natura ci invita a contemplare la nostra esistenza come parte di un tutto più grande, risvegliando in noi un senso di meraviglia e gratitudine.

-   "Amo il primo minuto di ogni mattino" di Franco Fronzoli ci avvolge in una dolce melodia di amore e gratitudine. Attraverso immagini poetiche evocative, l'autore celebra la bellezza della vita quotidiana e dell'amore con una semplicità che tocca il cuore e risveglia i nostri sensi.

-   "Passaggio a nord ovest" di Enrico Tartagni ci immerge in un paesaggio di malinconia e nostalgia, dove il protagonista si confronta con le proprie memorie e il passare del tempo. La poesia ci invita a riflettere sulla transitorietà della vita e sulla ricerca di significato in mezzo all'aridità dell'esistenza umana.

-   "Basta una sola stella" di Bruno Castelletti ci offre una rassicurante nota di speranza in un mondo spesso oscuro e incerto. La metafora della stella che guida il navigante smarrito ci ricorda che anche nelle situazioni più difficili, c'è sempre una via d'uscita, un punto luminoso da cui trarre conforto e orientamento.

- "sighs" di Jacqueline Miu ci avvolge in un turbine di emozioni e immagini, trasportandoci in un mondo di nostalgia e desiderio. Le parole poetiche evocative ci conducono attraverso un viaggio emotivo, ricordandoci la potenza dell'amore e il suo impatto duraturo sulle nostre vite.

-   "Tempus fugit" di Piero Colonna Romano ci trasporta in un viaggio attraverso il tempo, dove il passato si mescola con il presente in un'armoniosa danza di ricordi e speranze. La poesia cattura il senso di fugacità della vita, invitandoci a riflettere sulle nostre esperienze e sulle possibilità che il futuro ci riserva. Con una maestria poetica sorprendente, l'autore ci guida attraverso le stagioni della vita, celebrando la bellezza e la complessità di ogni istante.

 

-   "Echi distanti" di Alessio Romanini, ci troviamo di fronte a una meditazione sulla mutevolezza del tempo e sulla sua capacità di cancellare le tracce del passato. Le parole poetiche fluttuano come foglie al vento, portando con sé il ricordo di ciò che è stato e la consapevolezza dell'effimero della nostra esistenza. Attraverso immagini evocative e suggestioni sonore, l'autore ci invita a contemplare la fugacità della vita e a cogliere l'essenza dell'eternità nel presente.

 

"L'uomo ha scoperto l'universo" di Francesco Soldini ci offre una riflessione profonda sull'umanità e il suo rapporto con l'universo circostante. Con una prosa poetica coinvolgente, l'autore ci guida attraverso le meraviglie e le contraddizioni dell'esistenza umana, invitandoci a riflettere sul nostro ruolo nel grande schema dell'universo. Le immagini vivide e la lingua ricca di significati ci trasportano in un viaggio attraverso le profondità dell'anima umana, lasciandoci con una sensazione di meraviglia e di incanto di fronte alla bellezza del mondo che ci circonda.

 

un caro affettuoso saluto vi giunga dal vostro Ben Tartamo


 

Attraverso l'analisi stilistica di "Vivo la notte" di Ben Tartamo, emergono elementi peculiari che contribuiscono alla riuscita dell'opera. Partendo dall'osservazione della struttura metrica, si nota un equilibrio tra versi liberi e l'uso di rime interne, che conferisce al testo una fluidità ritmica e una sensazione di spontaneità, permettendo al poeta di esprimere liberamente le sue emozioni e riflessioni.


L'attenzione rivolta ai fonemi e alle sonorità gioca un ruolo cruciale nell'elaborazione di significati e nella costruzione dell'atmosfera. L'impiego di allitterazioni, assonanze e consonanze, come nell'espressione "bisturi la penna che ghigna al sole", non solo crea un effetto musicale, ma contribuisce anche a enfatizzare concetti chiave e a suscitare nell'ascoltatore una profonda immersione nel testo.

 
Dal punto di vista tematico e simbolico, emerge una complessa rete di metafore e immagini, attraverso le quali il poeta esplora le sfumature dell'animo umano. L'uso delle parole "cicatrici" e "piaghe", ad esempio, evoca un'immagine di vulnerabilità e sofferenza, mentre il "calamaio oscuro" diventa simbolo dell'intreccio tra creatività e tormento interiore.

 
Nell'analisi del testo, si osserva inoltre un'abile gestione dei tempi verbali e delle ripetizioni, che contribuiscono a creare un ritmo incalzante e coinvolgente, sottolineando la tensione emotiva che permea l'intera opera.

 
In conclusione, "Vivo la notte" si distingue per la sua complessità stilistica e la profondità tematica, rappresentando un'opera che affronta con maestria le complesse dinamiche dell'esistenza umana attraverso un linguaggio poetico ricco di suggestioni e significati.

 
Al mio caro amico e alunno Benedetto, rinnovo gli auguri di migliorare il suo stile donando sempre più emozioni.

 
prof. Marino Spadavecchia 

 

 

21-26 Aprile

Questa poesia, "La notte si accenderà" di Ben Tartamo, si distingue per la sua potente espressione emotiva e la sua capacità di trasportare il lettore in un viaggio attraverso le dualità dell'esistenza umana. Tartamo dimostra una padronanza magistrale della lingua e delle immagini, utilizzando una varietà di tecniche letterarie per creare un ritmo coinvolgente e un impatto duraturo.


L'uso contrastante del giorno e della notte come metafore per l'illusione e la verità aggiunge profondità e complessità alla poesia. La lotta tra tensione e realtà è rappresentata con una chiarezza straziante, mentre l'immagine della guerra senza pietà evoca una sensazione di disperazione e angoscia universale.

 
La forza della poesia risiede anche nella sua capacità di esplorare le profondità dell'animo umano, esaminando le domande senza risposta che affliggono l'umanità attraverso i secoli. L'autore sfida il lettore a confrontarsi con la complessità della vita e con le incertezze che ci circondano, mentre ci invita a riflettere sulla natura dell'amore come luce che può illuminare anche le notti più buie.

 
In conclusione, "La notte si accenderà" è una poesia che brilla per la sua profondità emotiva, la sua maestria linguistica e la sua capacità di catturare l'essenza stessa dell'esperienza umana. Ben Tartamo dimostra di essere un talento letterario di spicco, in grado di toccare le corde dell'anima con la sua poesia straordinaria.

 
Prof. Marino Spadavecchia 

 

 

Poesie pubblicate il 21-22-23-24-25-26 Aprile 2024
 

 
Piacentino Alessandra   -   Quel soffice pensiero
 

 

L'autore, con maestria, dipinge un quadro di emozioni intense e struggenti attraverso le parole di questa poesia. Il soffice pensiero, avvolto da stelle e sorrisi, riverbera nell'animo come un'impronta indelebile. La presenza dell'eterno amore si fa sentire, risuonando come un eco nel cuore solitario. Gesti e tramonti si fondono, rivelando una natura che si nasconde e si manifesta, un'entità che sembra essere tutto e niente. Il pensiero delicato conduce alla rivelazione di te, mentre la notte scende, svelando il passato con una nostalgia che si fa più intensa.


 

Fausto Beretta   -   Povero crocifisso dimenticato

Nel dipanarsi di queste parole, l'autore dipinge un'immagine struggente di un crocifisso trascurato in un contesto ospedaliero. La scena evoca un senso di abbandono e solitudine, sottolineando la sofferenza silenziosa dell'oggetto sacro. L'elemento onirico si insinua tra le righe, trasformando il crocifisso in un simbolo di dolore universale e speranza perduta. Le rime e la struttura metrica si fondono armoniosamente, creando un ritmo che accompagna il lettore in un viaggio emotivo intenso. I fonemi, con la loro musicalità, amplificano il senso di tristezza e desolazione che permea l'atmosfera della poesia, avvolgendo il lettore in un velo di malinconia e contemplazione.


 

Felice Serino   -   Fantasticando
 

In un turbinio di pensieri, l'autore si interroga sull'evoluzione umana, dall'uomo-scimmia all'homo erectus. Attraverso un prisma fantastico, si delinea una narrazione che mescola mito e scienza, ponendo Dio come creatore delle specie più strane. La poetica si fa specchio di una riflessione sull'origine, sull'eterna domanda se sia nato prima l'uovo. Lirismo e onirismo si fondono, trasportando il lettore in un mondo dove la realtà si confonde con il mistero dell'esistenza. Le rime e la struttura metrica, se presenti, potrebbero sottolineare il ritmo incalzante di queste interrogazioni filosofiche, mentre i fonemi potrebbero amplificare l'atmosfera enigmatica e sognante che permea il testo.


 

bruno amore [br1]   -   come tonti
 

In questo breve frammento poetico, l'autore dipinge un'immagine crudele e potente, paragonando il flusso di un fiume alla miseria umana. Le azioni umane vengono equiparate a un cammino insensato lungo le sponde di un fiume che scorre altrove, pieno di tristezza, dolore e violenza. Il fiume diventa simbolo dell'odio che si insinua inesorabilmente, nutrendo le atrocità e le guerre. L'uso di rime potrebbe sottolineare ulteriormente il ritmo incalzante di questo tragico scenario, mentre i fonemi potrebbero enfatizzare la durezza e l'implacabilità della realtà descritta. Lirismo e critica sociale si intrecciano in questo testo, invitando il lettore a riflettere sulla natura oscura dell'umanità e sul ciclo di violenza che la pervade.


 

Cristiano Berni   -   "Pensieri, parole, emozioni"
 

In questo splendido componimento poetico, l'autore dipinge un quadro vivido e suggestivo attraverso l'armonia di pensieri, parole ed emozioni. I versi evocano immagini potenti, come cieli di fuoco nella mente e orizzonti sconosciuti nell'anima umana. Il ritmo incalzante dei sentimenti, dalle nenie leggere al rombo di un tuono, crea un contrasto vibrante. L'uso sapiente delle rime e della struttura metrica amplifica la musicalità di questo viaggio poetico attraverso paesaggi naturali e sensazioni effimere. I fonemi si fondono armoniosamente, trasportando il lettore in un turbine di emozioni e ricordi, come foglie nell'Autunno paziente o nebbie dense sotto una Luna splendente. Il tempo, lento e vorticoso, si dissolve in un momento magico in cui pensieri, parole ed emozioni si fondono, creando un'esperienza poetica intensa e coinvolgente.


 

Marco Cabassi   -   Dondola il silenzio
 

In questo suggestivo componimento, l'autore descrive un'atmosfera di quiete e leggerezza che avvolge la campagna. Le immagini poetiche dipinte con maestria catturano la serenità del paesaggio, con le rive verdi punteggiate di fiori selvatici che dondolano delicatamente al vento. Il movimento del dondolio si ripete in vari elementi, come il cielo di nuvole, le colline e la strada sinuosa. L'uso delle rime e della struttura metrica potrebbe sottolineare il ritmo fluido e armonioso di questo quadro naturale. I fonemi, con la loro musicalità, potrebbero amplificare la sensazione di leggerezza e silenzio che permea la scena descritta. Il silenzio stesso sembra cullarsi in una danza silenziosa, integrandosi perfettamente con la quiete della campagna priva di rumori, creando un'atmosfera di pace e armonia che coinvolge il lettore in una contemplazione serena.


 

Franco Fronzoli   -   Prendi il mio cuore e portalo lontano
 

Questa poesia di Franco Fronzoli, intitolata "Portami via con te", evoca un forte senso di desiderio di fuga e di ricerca di un luogo di pace e autenticità. Attraverso immagini suggestive e un linguaggio emotivo, il poeta esprime il desiderio di lasciare alle spalle il mondo frenetico e caotico per ritrovarsi in un luogo di serenità e connessione profonda.

La struttura della poesia, con versi che si susseguono in modo fluido e libero, riflette il flusso dei pensieri e delle emozioni del narratore mentre esprime il suo desiderio di evasione. Le immagini poetiche, come le grotte dell'eternità, il raggio di sole che dà vita ai fiori e il sibilo di una stella cadente, contribuiscono a creare un'atmosfera magica e surreale, invitando il lettore a immergersi nell'immaginazione del poeta.

Il richiamo alla luce della luna calante e all'amore eterno aggiunge un elemento romantico e spirituale alla poesia, suggerendo la presenza di un legame profondo e duraturo tra il narratore e il suo amato/a. Insieme, essi cercano un rifugio dai dolori e dalle ipocrisie del mondo esterno, abbracciati dalla bellezza e dalla tranquillità dell'universo naturale.

 

Nel complesso, la poesia trasmette un messaggio di speranza e di ricerca di autenticità, invitando il lettore a riflettere sul significato dell'amore e della connessione umana in un mondo spesso caotico e superficiale.


 

Armando Bettozzi   -   Er piatto de maccheroni
 


 

Questa vibrante poesia di Armando Bettozzi, intitolata "Er piatto de maccheroni", si rivela un'ode alla cucina italiana, trasformando il modesto piatto di pasta in un simbolo ricco di significato e allegoria.
Attraverso un linguaggio vivace e una serie di immagini gustose, il poeta dipinge un ritratto affascinante di un piatto di maccheroni, arricchito da una varietà di condimenti e sapori che lo rendono irresistibile. Bettozzi cattura magistralmente l'essenza della tradizione culinaria italiana, celebrandola con un'affettuosa nostalgia e un senso di appartenenza.
Ma dietro questa rappresentazione culinaria si nasconde una riflessione più profonda sulla vita stessa. Il poeta invita il lettore a considerare la moderazione e l'equilibrio come elementi essenziali per una vita sana e appagante. Attraverso l'immagine del piatto di maccheroni, Bettozzi ci ricorda che anche le cose più semplici possono portare gioia e soddisfazione, purché vengano gustate con saggezza e consapevolezza.
L'uso sapiente del dialetto e delle espressioni colloquiali conferisce alla poesia un tono autentico e familiare, creando un legame immediato con il lettore e trasportandolo nella vita quotidiana delle cucine italiane. Questa scelta linguistica contribuisce anche a creare un senso di intimità e condivisione, invitando il lettore a partecipare al piacere universale della buona cucina.
Infine, il finale umoristico aggiunge un tocco di leggerezza e autoironia alla poesia, rivelando la capacità del poeta di affrontare temi profondi con un sorriso. In definitiva, "Er piatto de maccheroni" si rivela un'ode alle piccole gioie della vita, celebrando la bellezza e la ricchezza della tradizione culinaria italiana con poesia e allegria.


 

Licia Minervini   -   Il mio mare
 


 

In "Il mio mare" di Licia Minervini, ci troviamo di fronte a una poesia che dipinge metaforicamente il mare come un oceano di ricordi. Questo mare, però, non è solo una fonte di tranquillità e serenità, ma anche di ansia e turbamento.

L'immagine del nuotare in un mare di ricordi evoca la sensazione di essere immersi nel passato, costantemente circondati dalle memorie, alcune piacevoli e altre meno. Tuttavia, l'autrice descrive anche la difficoltà di aggrapparsi a quei ricordi belli e sereni, che sembrano sempre più lontani e irraggiungibili, come scogli che emergono dall'oceano solo per scomparire di nuovo sotto le onde.

L'uso dell'ansia dell'onda più grande come metafora della paura e dell'incertezza che accompagnano questi ricordi accentua il senso di fragilità e vulnerabilità dell'io poetico di fronte al flusso inarrestabile del tempo e delle emozioni.

La datazione della poesia, il 19 aprile 2024, aggiunge un senso di concretezza e contemporaneità alla riflessione poetica, suggerendo che questi sentimenti di nostalgia e ansia siano parte integrante dell'esperienza umana, anche nel presente.

 

In definitiva, "Il mio mare" è una poesia che invita il lettore a riflettere sulla natura complessa e mutevole dei ricordi, e sulla sfida di trovare equilibrio e serenità in un mare tumultuoso di emozioni e pensieri.


 


 

Marino Spadavecchia   -    Tú y yo


"Nel profondo di un coseno" di Marino Spadavecchia è una poesia breve ma intensa che utilizza immagini e metafore per esplorare il tema della connessione umana e dell'esperienza condivisa di fronte all'inesorabile vuoto dell'esistenza.

L'uso del coseno, una funzione matematica che descrive il rapporto tra il lato adiacente e l'ipotenusa in un triangolo rettangolo, è una scelta insolita ma efficace per rappresentare un luogo o uno stato di profonda intimità e vicinanza. Il coseno, in quanto concetto matematico legato all'angolo, suggerisce anche un senso di precisione e esattezza, che si contrappone alla vaghezza e all'indeterminatezza del "nulla" che viene osservato.

La metafora del "trampolino senza molle" aggiunge un ulteriore livello di significato, evocando un senso di precarietà e instabilità. Il trampolino, di solito associato al divertimento e all'entusiasmo, qui diventa un simbolo della nostra vulnerabilità e della nostra fragilità di fronte al vuoto esistenziale.

La ripetizione della frase "Io e te" in entrambe le versioni, in italiano e in spagnolo, sottolinea l'universalità del tema trattato e la sua capacità di trascendere le barriere linguistiche.

 

In conclusione, "Nel profondo di un coseno" è una poesia che invita il lettore a riflettere sulla natura dell'esperienza umana e sulla ricerca di significato e connessione nel vuoto dell'universo.


 

Bruno Castelletti   -   Dedicata a una madre


 

Questa poesia, intitolata "Dedicata a una madre" di Bruno Castelletti, offre un delicato ritratto della complessa esperienza materna, esplorando il tema della forza e della fragilità che caratterizzano il ruolo della madre nel corso della vita.

Il poeta inizia ricordando i giorni dell'infanzia della madre, quando ancora era una bambina serena e piena di speranza, pronta a affrontare le sfide della vita con entusiasmo e determinazione. L'immagine della madre che getta "oltre la siepe il palpito del cuore" suggerisce un senso di apertura e di fiducia nel futuro.

Tuttavia, nel corso del tempo, la madre diventa consapevole delle difficoltà e dei dolori della vita, e si abitua all'idea dell'"ansito del vivere" e al "peso del dolore". Questi versi esplorano la transizione della madre dall'innocenza dell'infanzia alla consapevolezza degli inevitabili affanni della vita adulta.

La poesia poi si concentra sul momento presente, in cui anche il più piccolo evento può far vacillare la madre e farle sentire il peso del mondo sulle spalle. L'immagine del "macigno" e dell'"esile fuscello" mette in risalto il contrasto tra la percezione soggettiva della madre e la realtà oggettiva della situazione.

Infine, il poeta riflette sull'effimero della felicità e della serenità, suggerendo che anche quando tutto sembra perfetto, un singolo istante può cambiare tutto. Tuttavia, nonostante le prove e le tribolazioni, il sole continua a splendere e la bellezza della vita persiste, incarnata nel "sogno delle rose".

 

In conclusione, "Dedicata a una madre" cattura la complessità dell'esperienza materna, esplorando temi universali come la forza, la fragilità, la gioia e il dolore. Mediante immagini evocative e una prosa sensibile, il poeta offre un ritratto intimo e toccante della madre e del suo viaggio attraverso la vita.


 

Laura Lapietra ©   -   Sedoka - 3
 


 

Il sedoka di Laura Lapietra ci trasporta in un paesaggio marino, dipinto con poesia e delicatezza attraverso versi incisivi e suggestivi.

Nella prima strofa, l'autrice ci introduce al movimento del mare, descrivendo le "frangie di spume" che si infrangono contro i faraglioni, creando un'immagine vivida e dinamica. La scelta delle parole, come "spume" e "grecale", evoca il vento e l'azione incessante delle onde, mentre l'immagine dei faraglioni suggerisce forza e solidità.

Nella seconda strofa, il focus si sposta verso un momento di intimità e conforto, contrapposto alla potenza della natura descritta precedentemente. Qui, l'autrice ci porta sotto "grigiastre nubi", creando un'atmosfera di tranquillità e malinconia. La lana che scalda le mani infreddolite offre un senso di protezione e familiarità in contrasto con l'elemento imponente e incontrollabile del mare.

 

In entrambe le strofe, l'autrice utilizza una prosa misurata e precisa, creando un ritmo fluido che si adatta alla tematica marina. La scelta di termini suggestivi e la capacità di evocare sensazioni e immagini contribuiscono a rendere questa composizione un'esperienza poetica coinvolgente e ricca di significato.


 

Salvatore Armando Santoro   -   Evanescenze
 


 

Il sonetto "Evanescenze" ci porta in un viaggio attraverso i sentieri dell'amore e dell'emozione umana, con un tono di malinconia e introspezione.

Nelle prime strofe, l'autore esprime la sua consapevolezza della situazione: nonostante la sua vista e il suo intelletto siano ancora acuti, il suo amore sembra non essere corrisposto. Questo contrasto tra la lucidità mentale e l'emozione delusa aggiunge profondità al suo stato d'animo.

Nelle strofe successive, l'autore rivela la sua risolutezza nel continuare a donare tutto il suo amore, nonostante l'assenza di ricambi. La sua generosità e il suo spirito umanista emergono con forza, anche se l'amore non è ricambiato.

Tuttavia, nel verso finale, emerge una nota di tristezza e disillusione. L'autore ammette di sentirsi inutile e disfatto, mentre riflette sul fatto che il suo amore per la persona non corrisposta stia svanendo lentamente, lasciando spazio al ricordo di un amore passato che continua a fargli rumore nell'anima.

 

Attraverso un linguaggio chiaro e una struttura sonettica ritornellata, l'autore cattura il complesso mix di emozioni legate all'amore non corrisposto, portando il lettore in un viaggio di introspezione e riflessione sulla natura dell'affetto umano.


 

Rosino Maranesi   -   Ore due del pomeriggio, Le donne stagionali tuttofare, Ore tre del pomeriggio
 


 

Questi versi dipingono la fatica e la monotonia della vita quotidiana di un giovane cameriere stagionale estivo, immergendosi nei dettagli delle attività svolte durante il giorno. L'autore cattura la routine ripetitiva e il peso delle responsabilità attraverso una serie di immagini vivide e dettagliate, trasmettendo al lettore un senso di empatia e compassione per il protagonista.

Nel primo brano, l'autore descrive il lavoro del giovane cameriere nel momento in cui si occupa dello sparecchiare e del riordino dopo il pranzo dei villeggianti. Questo ritratto offre uno sguardo realistico sulla fatica fisica e mentale che caratterizza la giornata lavorativa del protagonista, evidenziando il contrasto tra la tranquillità dei villeggianti e l'impegno costante del giovane cameriere.

Nel secondo brano, l'autore si concentra sulle donne stagionali e sulle loro attività nella cucina e nella pulizia. Attraverso una serie di dettagli descrittivi, l'autore trasmette la dedizione e l'impegno delle donne nel svolgere le loro mansioni, offrendo al lettore un'immagine vivida delle loro giornate lavorative.

Infine, nel terzo brano, l'autore ritorna al giovane cameriere mentre si prepara a gustare il pasto con gli avanzi del pranzo dei villeggianti. Questo momento di pausa e di ristoro offre un respiro di sollievo dopo una giornata intensa di lavoro, evidenziando la fatica e la determinazione del protagonista nel perseguire i suoi compiti con dedizione e impegno.

 

Nel complesso, questi versi ci conducono attraverso la monotonia e la fatica della vita quotidiana di un giovane lavoratore stagionale estivo, offrendo al lettore un'immersione piena di pathos e emozione nella sua esperienza. Attraverso una narrazione dettagliata e coinvolgente, l'autore ci invita a riflettere sulla durezza del lavoro e sull'importanza di riconoscere e apprezzare gli sforzi dei lavoratori che operano nei settori meno visibili della società.


 

Francesco Soldini   -   Un'emozione, uno scatto
 


 

Questi versi catturano l'essenza di un momento magico e suggestivo attraverso una combinazione di emozione e immagine poetica. L'autore dipinge un luogo fatato dove i folletti giocano con la luce, trasmettendo al lettore una sensazione di meraviglia e incanto. L'immagine della foto scattata diventa un portale per entrare in questo mondo incantato, dove il protagonista si sente come un estraneo che osserva senza comprendere appieno la bellezza che lo circonda.

La poetica dell'autore si esprime attraverso un linguaggio vivido e suggestivo, che evoca sensazioni di meraviglia e mistero. La scelta di parole come "luogo fatato", "folletti", "scherzano con la luce" e "danzare nella luce dei folletti" crea un'atmosfera fiabesca e surreale, trasportando il lettore in un regno di fantasia e magia.

Il contrasto tra la magia del luogo descritto e la sensazione di impotenza del protagonista, rappresentato come "un fesso che non sa pescare", aggiunge profondità alla poesia, suggerendo un tema di ricerca personale e di scoperta dell'incanto nel mondo che ci circonda. La nascita di una poesia dall'esperienza dell'amare amplifica il senso di connessione tra il protagonista e il mondo magico che lo circonda, trasformando un momento fugace in un'opportunità per esprimere la bellezza e l'emozione attraverso le parole.

 

In sintesi, questi versi ci trasportano in un mondo incantato e ci invitano a riflettere sulla bellezza e sulla meraviglia che possiamo trovare anche nei momenti più semplici della vita quotidiana.


 

Sandra Greggio   -   Mia figlia
 


 

Questa poesia cattura con delicatezza e profondità il dolore e la nostalgia di una madre che riflette sulle assenze e sui cambiamenti nella sua vita a seguito della partenza della figlia. L'autrice esprime il vuoto nel suo cuore e nella sua casa, evidenziando l'assenza del vivace e allegra presenza della figlia, ora lontana.

Il contrasto tra il desiderio di vedere la casa piena di indumenti sparsi e la realtà di una casa perfettamente in ordine sottolinea il senso di perdita e di vuoto che la madre prova. I ricordi di momenti passati, come la promessa di mettere in ordine dopo, diventano una fonte di dolore e di malinconia.

Tuttavia, l'autrice riflette anche sulla natura inevitabile del cambiamento e sulla necessità di accettare il fluire della vita. La metafora della ruota della vita che gira suggerisce la complessità e l'imprevedibilità del destino, mentre l'idea di lasciarla scorrere come gesto di amore rappresenta un atto di accettazione e di rinuncia.

 

Infine, l'autrice si rivolge alla figlia con un tenero desiderio: di portare con sé ogni tanto un'ondata di freschezza che solo lei possiede. Questa richiesta trasmette un profondo desiderio di connessione e di vicinanza, nonostante la distanza fisica. In definitiva, la poesia offre una riflessione toccante sull'amore materno, la perdita e la speranza di rinnovamento.


 

Antonia Scaligine   -   Cosa è vita ?
 


 

Questa poesia affronta con profondità e delicatezza il tema complesso della vita, esplorandone le molteplici sfaccettature e contraddizioni. L'autrice esprime un senso di incertezza e meraviglia di fronte alla vita stessa, definendola un enigma irrisolvibile e mutevole.

L'immagine del pozzo che si svuota al mattino per riempirsi di speranza e di delusioni alla sera rappresenta la ciclicità e l'alternanza di emozioni che caratterizzano l'esistenza umana. La vita è descritta come un viaggio attraverso i colori mutevoli, gli umori e le sfumature che la rendono unica e imprevedibile.

L'autrice si interroga se la vita sia una barzelletta, poiché contiene sia momenti di gioia che di tristezza, sia risate che lacrime. Questo contrasto viene esplorato con profondità, suggerendo una sorta di ambivalenza e mistero intrinseco alla condizione umana.

La poesia si chiude con una riflessione sulla gratitudine e sulla spiritualità, con l'autrice che conclude la sua giornata con un ringraziamento al Signore. Questo elemento aggiunge un tocco di speranza e fiducia nel divino, suggerendo che anche di fronte alla complessità e alle incertezze della vita, esiste un senso di gratitudine e connessione con qualcosa di più grande di noi stessi.

 

Nel complesso, la poesia offre una riflessione profonda e coinvolgente sulla natura dell'esistenza umana, esplorando temi universali come l'incertezza, la bellezza e la spiritualità.


 

Jacqueline Miu   -   nato per ardere
 


 

Questa poesia esprime un intenso desiderio di vivere una vita appassionata e piena di significato. L'autore si identifica come "nato per ardere", suggerendo un'anima ribelle e determinata a perseguire i propri sogni con ardore e determinazione.

L'immagine delle stelle e del fuoco evoca un senso di aspirazione verso obiettivi elevati e ambiziosi, mentre l'uragano che travolge il petto rappresenta la potenza dei desideri interiori che spingono l'individuo oltre i limiti convenzionali.

La poesia riflette anche sul tema dell'amore, rappresentato come una forza che lega insieme gli individui e li sostiene nelle tempeste della vita. L'autore desidera che l'amore agisca come un faro, guidandolo attraverso le sfide e le avversità, anche quando la morte sembra minacciare la sua esistenza.

La scelta di termini come "seaweed" (alghe) e "wrecks" (relitti) aggiunge un elemento di simbolismo marino alla poesia, suggerendo un'immagine di forza e resilienza di fronte alle tempeste della vita.

 

Nel complesso, la poesia esprime un profondo senso di determinazione e aspirazione verso la realizzazione dei propri sogni e desideri, con un richiamo all'amore come fonte di forza e speranza anche nei momenti più difficili.


 

Piero Colonna Romano   -   Tanto gentile e tanto onesto pare
 


 

Questa poesia di Piero Colonna Romano emana un'aura di ironia e sarcasmo che si mescola con una profonda introspezione sui meandri della relazione coniugale. Il poeta dipinge un quadro vivido del matrimonio, esplorando le sfumature dell'amore e della disillusione attraverso una lente di autoironia e critica sociale.

L'incipit, con la sua dichiarazione di gentilezza e onestà apparenti del marito, cattura l'attenzione del lettore e lo introduce in un mondo di contraddizioni e ambiguità. Il poeta gioca con le parole, descrivendo il proprio linguaggio come "meringa", suggerendo che dietro la facciata di dolcezza si nasconda una vuotezza interiore.

Il susseguirsi degli eventi nella poesia porta il lettore in un viaggio emotivo, dalle lusinghe iniziali all'esplosione di rabbia domestica da parte del marito. Questo contrasto tra gentilezza e violenza mette in evidenza la complessità delle relazioni interpersonali e la difficoltà di comprendere appieno l'altro.

La poesia raggiunge il suo culmine nell'ultimo verso, dove l'autore esprime un profondo senso di disillusione e impotenza di fronte alla natura del marito. Questa nota finale di disprezzo e rassegnazione crea un'atmosfera di malinconia e desolazione, sottolineando il dolore e la frustrazione che possono accompagnare le relazioni umane.

 

Attraverso uno stile lirico e incisivo, Piero Colonna Romano ci offre uno sguardo intimo e penetrante sulle dinamiche del matrimonio e sull'eterna lotta tra le aspettative e la realtà. La sua poesia ci invita a riflettere sul significato dell'amore e sulla complessità delle relazioni umane, lasciando un'impronta indelebile nel cuore e nell'anima del lettore.


 

Carlo Chionne   -   Prove
 


 

Questa breve poesia di Carlo Chionne offre uno sguardo intimo e riflessivo su una situazione apparentemente ordinaria, ma carica di significato emotivo. Il poeta ci presenta un momento di quiete e riflessione mentre giace sul letto, con le mani giunte al petto e gli occhi chiusi. Questa immagine evoca un senso di serenità e introspezione, mentre il protagonista medita sui suoi pensieri e ricordi.

La ripetizione del concetto di "prove" aggiunge un elemento di tensione e incertezza alla poesia, suggerendo che il protagonista stia affrontando una sfida o un momento cruciale nella sua vita. Questa parola può essere interpretata in diversi modi: forse il protagonista sta affrontando delle prove fisiche o mentali, oppure sta cercando di superare degli ostacoli o dei dilemmi interiori.

La poesia culmina con una nota di speranza e determinazione, espressa attraverso la frase "Spero non riusciranno, almeno, per quest’anno…". Questa affermazione ambigua lascia il lettore con una sensazione di suspense e curiosità, spingendolo a riflettere sul significato nascosto dietro le parole del poeta.

 

Nel complesso, "Prove" di Carlo Chionne è un'opera che cattura l'essenza della vita e delle sfide che essa presenta. Attraverso uno stile semplice ma incisivo, il poeta ci invita a riflettere sul significato della perseveranza e della speranza di fronte alle difficoltà, lasciandoci con una sensazione di ispirazione e contemplazione.


 

Alessio Romanini   -   Guardo il cielo
 


 

"Guardo il cielo" di Alessio Romanini è un'ode alla contemplazione della bellezza e dell'infinità del cielo, che diventa un rifugio per l'anima in cerca di libertà e solitudine. Il poeta si rivolge al cielo azzurro, che rappresenta un'immagine di apertura e spazialità senza limiti, contrastando con la pesantezza dei giorni gravi e stanchi che gravano sulle spalle umane.

Attraverso l'osservazione dei nuvoli bianchi e degli uccelli in volo libero, il poeta esprime il desiderio di liberazione e di evasione dalle limitazioni della vita quotidiana. Il cielo diventa quindi un simbolo di libertà e di speranza, un luogo dove l'anima può trovare conforto e ispirazione.

La frase "Guardo l'etere e libertà anelo" incarna il desiderio profondo del poeta di raggiungere una dimensione più elevata e spirituale, dove le preoccupazioni terrene perdono di importanza e ci si può immergere completamente nella contemplazione della bellezza del creato.

 

Nel complesso, "Guardo il cielo" è una poesia che invita il lettore a sollevare lo sguardo verso l'alto e a lasciarsi trasportare dalla meraviglia e dalla grandezza dell'universo, trovando conforto e ispirazione nelle infinite possibilità che il cielo offre.


 

Cari poeti, voglio prendere un momento per esprimere il mio più profondo apprezzamento per le vostre parole e il vostro spirito creativo. Grazie per aver condiviso il vostro mondo interiore con noi, per averci trasportato attraverso i vostri versi in luoghi di bellezza, riflessione e emozione. Ogni poesia che avete donato è come un regalo prezioso che arricchisce le nostre vite e ci connette in modo profondo con l'umanità. Continuate a coltivare il vostro talento e a condividere la vostra arte con il mondo. Siate fieri di ciò che create e dell'impatto che avete sulle persone intorno a voi. Grazie di cuore per tutto ciò che fate. Con affetto e gratitudine, a tutti voi, senza mai dimenticare il nostro Magister Lorenzo a cui va la nostra sempiterna riconoscenza e stima.
 

vostro Ben Tartamo

 

 

18-19-20 Aprile

"Tutto Ti cerca"

Tutto mi racconta di Te
e sul mare scrive
poesie d'amore.
Solo il mio cuore
- ignorante com'è -
nel palpitare Perché
si chiede ancora
se giochi e Ti nascondi.
E mi parli di Infinito
con i tuoi silenzi che danzano,
mentre le stelle intonano
il loro canto.
Tutto Ti cerca,
anche la luna piange con me
dolce rugiada d'Amore...

22marzo24
Ben Tartamo

 
Questa poesia di Ben Tartamo intitolata "Tutto Ti cerca" evoca un'aura di mistero e profondità, focalizzandosi sull'idea di un amore che permea ogni elemento della vita e della natura. L'autore dipinge un quadro suggestivo in cui il mare, il cuore e persino la luna diventano protagonisti di una ricerca spirituale e emotiva dell'amato Padre e Signore Iddio Onnipotente.

 
La struttura ritmica, basata su versi liberi e cadenzati, riflette il fluire emotivo del narratore mentre esplora il tema dell'amore e dell'assenza. Le rime interne e le ripetizioni enfatizzano il senso di ricerca e desiderio, mentre le immagini poetiche come il mare che scrive poesie d'amore e la luna che piange con il narratore aggiungono profondità e intensità emotiva al testo.

 
Il poeta esprime il suo desiderio di comprendere il mistero dell'amore attraverso il dialogo con l'universo circostante, che sembra rispondere con segni e simboli. L'uso dei silenzi e delle immagini naturali come veicoli di comunicazione emotiva conferisce alla poesia un'atmosfera mistica e contemplativa, invitando il lettore a riflettere sul significato più profondo dell'amore e della connessione umana.
 
Prof. Marino Spadavecchia 

 

Poesie pubblicate il 18-19-20 Aprile 2024


Rosino Maranesi
 -  Ore undici del mattino -  Mezzogiorno -  Mezzogiorno e mezzo 

Nel respiro ininterrotto dell'ora undici del mattino, la scena della spiaggia si svela come un palcoscenico di desideri e ansie umane. Gli aerei, leggeri come pensieri, solcano il cielo, mentre gli striscioni, con le loro parole ipnotiche, danzano nell'aria come fantasmi dell'avidità commerciale. Tra la folla variegata dei villeggianti, i bigliettini delle aziende fluttuano come messaggi in bottiglia, trasportando con sé i sogni e le illusioni di una società affamata di consumi.
Nel mezzo del giorno, il giovane cameriere si staglia come un attore solitario su un palcoscenico di servitù e obblighi familiari. Le  sue azioni, apparentemente fluide e impeccabili, nascondono le tensioni interiori di un individuo stretto nella morsa delle aspettative sociali e delle responsabilità economiche. Mentre i padroni discutono animatamente di denaro e affari, il giovane si trova immerso in un dilemma interiore, diviso tra la necessità di guadagnare e la ricerca di un significato più profondo nella sua esistenza.
Al mezzogiorno e mezzo, dietro le quinte dell'hotel, si svela il lato oscuro della società dei consumi: la gestione dei rifiuti. Il giovane, testimone silenzioso della disumanità nascosta dietro il lusso e il divertimento, si confronta con la realtà sgradevole della condizione umana. Mentre la pompa inghiotte avidamente i liquami, il giovane si trova di fronte allo specchio della società, dove il benessere di pochi è costruito sulle spalle dei molti, relegati agli angoli più oscuri della società.
In questo intreccio di immagini e riflessioni, le poesie offrono uno spaccato affascinante e rivelatore della complessità della vita moderna, svelando le tensioni psicologiche e sociali che permeano la nostra esistenza quotidiana.

 
Piacentino Alessandra - Fato senza tregua
In questo poema, l'autore dipinge un ritratto intenso e struggente del destino umano, intriso di suggestioni mistiche e struggenti risonanze psicologiche.
Il "Fato senza tregua" emerge come un antagonista implacabile, privo di confini, che scuote l'esistenza umana con la sua tempesta incessante. Tuttavia, vi è una sorta di supplica, un grido silenzioso rivolto al fato stesso, implorando pace e misericordia. Questa supplica si scontra con la figura della Sibilla, una voce profetica che protesta contro il fato, tra urla di disperazione e momenti di contemplazione.
La morte è personificata come una presenza ubriaca, che procede nascosta, divorando immagini e vite senza lasciare eco alle canzoni della terra e dell'identità. Questa immagine evoca un senso di fatalità inesorabile e di perdita irreparabile di ciò che è più prezioso.
Il "Dolore redentore" emerge come un elemento centrale, una forza che può essere sia abisso che protezione, portatrice di una tensione che permea il cielo e l'animo umano. Le "Sciabole cariche di tensione" evocano l'idea di una lotta interiore e esteriore, dove le armi diventano simboli di dolore e sofferenza.
La morte, inebriata, confonde la sorte nel fato, suggerendo una sorta di caos cosmico in cui le linee tra destino e libero arbitrio si sfumano. Tuttavia, c'è anche un richiamo alla pace, una calma rifugio tra le cuspidi dei monti e le onde del mare, dove la morte giace finalmente ubriaca e placata.
In sintesi, questo poema offre una riflessione profonda e poetica sul destino umano, la lotta con il dolore e la morte, e la ricerca della pace interiore di fronte all'ineluttabilità della vita e della morte.

 
Fausto Beretta - Il fiume
In questa poesia, l'autore ci trasporta lungo le placide acque di un fiume, ma non in una cornice idilliaca di gioia e serenità, bensì nell'austera atmosfera di un ospedale a Cassano d'Adda. Questo scenario insolito conferisce al testo una profondità e una risonanza emotiva particolare, poiché il fiume diventa non solo un simbolo di vita e continuità, ma anche un rifugio di speranza e liberazione dai pesanti fardelli dell'età e della malattia.
Il poeta, sdraiato su una poltrona, contempla il lento fluire delle acque attraverso la finestra dell'ospedale, abbandonandosi ai ricordi di una gioventù spensierata trascorsa sulle rive di quel fiume. La barchetta diventa il simbolo della sua fragilità e dei suoi dolori, che spera di affidare al fiume affinché li porti via lontano, verso una dimensione di speranza e rinascita.
Nel ricordo della gioventù, il fiume rappresenta un tempo di incoscienza e di sogni felici, quando il poeta si tuffava nelle sue acque con la leggerezza dell'infanzia e la spensieratezza dell'adolescenza. Tuttavia, nonostante il passare degli anni e i cambiamenti che la vita ha portato, il fiume rimane un punto di riferimento costante, un luogo di rifugio e contemplazione dove è ancora possibile cullare momenti di felicità e trovare conforto nelle sue acque placide.
In sintesi, questa poesia ci invita a riflettere sulla natura effimera della vita e sulla capacità del fiume di rappresentare un simbolo di continuità e speranza anche nei momenti più difficili e dolorosi.

 
Felice Serino - Ispirazione
Questa poesia di Felice Serino è come un breve, ma intenso sussurro dell'anima, che ci invita a esplorare le profondità dell'ispirazione e dell'urgenza creativa. Con una prosa essenziale e penetrante, l'autore cattura l'essenza stessa del processo creativo e dell'esplorazione interiore.
"Fare spazio all'urgenza" è un invito a liberare la mente dalle costrizioni e dalle distrazioni, permettendo all'impulso creativo di fluire liberamente. L'autore ci incoraggia a seguire l'"onda del sangue", a lasciarci trasportare dalla forza vitale che pulsando dentro di noi.
Il passaggio delle emozioni attraverso il crivello della coscienza rappresenta un momento di discernimento e di purificazione, dove le esperienze e i sentimenti vengono vagliati e trasformati in materia prima per l'arte.
Infine, il verso "librarsi dell'anima in un azzurro macchiato di rondini" evoca un'immagine di leggerezza e libertà, dove l'anima si solleva sopra le preoccupazioni terrene e si unisce al vasto cielo, dipinto di blu e punteggiato dalle eleganti danze delle rondini.
In sintesi, questa poesia ci invita a abbracciare l'ispirazione con tutto il nostro essere, a lasciare che l'urgenza creativa ci guidi lungo il cammino della ricerca interiore e della liberazione artistica. È un messaggio di speranza e di bellezza, che ci ricorda il potere trasformativo dell'arte e dell'espressione creativa.

 
bruno amore -  “vintage”
Questa poesia di Bruno Amore evoca con maestria un'atmosfera di nostalgia e romanticismo, immergendoci in un mondo "vintage" fatto di cravatte strette e jazz che riempie l'aria di note malinconiche.
La descrizione della cravatta lunga, simile a quella dei jazzisti afroamericani, evoca un'immagine di eleganza e di raffinatezza retrò. L'atmosfera "annoiata di vissuto" ci trasporta indietro nel tempo, in un'epoca in cui il fascino del passato si mescolava con il presente, creando un'aura di mistero e di fascino.
La presenza femminile, simboleggiata da lei che si appoggia con il seno sulle spalle del narratore, porta con sé un profumo di talco regale, evocando un'immagine di sensualità e di intimità coniugata con un tocco di eleganza vintage. La fusione dei respiri, tra il mentolo e il caldo al doppio malto, crea una sinfonia di sensi che pervade l'atmosfera.
La notte diventa il palcoscenico di questa storia d'amore "vintage", dove il narratore e la sua amata danzano nel buio, con le scarpe bianche e nere, trascinando il complice discreto del buio fino all'aurora di un nuovo giorno.
In sintesi, questa poesia ci trasporta in un viaggio romantico nel passato, in un'epoca di eleganza e di fascino, dove l'amore e la musica jazz si fondono per creare una sinfonia di emozioni e di ricordi indelebili.

 
Cristiano Berni - "Luce"
In questa ardente invocazione poetica di Cristiano Berni, la luce si eleva come un'imponente entità divina, pronta a irrompere nei recessi oscuri del nostro mondo e a spazzare via le tenebre con il suo fulgido splendore.
"Oh luce!", il grido echeggia attraverso le profondità dell'universo, richiamando la presenza maestosa di un'energia cosmica pronta a trasformare l'oscurità in brillantezza surreale. La luce non è solo un'illusione di riflessi luminosi, ma una forza vitale che permea il tessuto stesso dell'esistenza, risvegliando le menti sopite con una carezza di pura magia.
In questa dimensione onirica, la luce non è solo la manifestazione di fotoni e onde elettromagnetiche, ma un'entità vivente e consapevole, capace di guidare gli erranti attraverso labirinti di dubbio e paura. Il suo bagliore non solo illumina gli angoli più oscuri dell'anima, ma rischiara anche il cammino verso la verità e la salvezza.
L'autore implora la luce di spezzare le catene dell'oscurità medievale, di dissipare gli incubi dell'ignoranza e della violenza, e di risplendere come un angelo custode, protettore e guaritore di un'umanità afflitta. In questa visione surreale, la luce non è solo una speranza, ma una promessa di trasformazione radicale, una rivoluzione dell'anima che apre le porte a un mondo nuovo e luminoso, dove la pace e la gioia regnano sovrane.

 
Marco Cabassi - Il Sole di Aprile
In questa poesia di Marco Cabassi, il Sole di Aprile si erge come un'icona vivida e potente, irradia il suo splendore su un mondo silenzioso eppure intriso di vita. Lo spettro luminoso del Sole si staglia sul muro bianco screpolato, creando un contrasto affascinante con il verde rigoglioso dell'edera che si arrampica con timidezza.
Questo mezzogiorno è permeato da una quiete surreale, interrotta solo dal sussurro leggero del vento e dal fruscio delle foglie. Seduto sul marciapiede deserto, il narratore contempla il panorama con una calma rassegnata, mentre una lucertola furtiva si appropria del suo pezzo di sole.
Il caldo Sole di Aprile è più di un semplice astro nel cielo; è una forza vitale che pervade tutto ciò che tocca, riempiendo le vene della terra, l'aria circostante e persino l'anima del mondo intero. È un simbolo di rinascita e di crescita, di speranza e di vitalità, che risveglia gli istinti più profondi e le emozioni più intense.
In questo meriggio taciturno, il Sole di Aprile brilla con un'intensità struggente, invitando il lettore a immergersi nell'atmosfera vibrante di primavera e a lasciarsi trasportare dal suo incanto senza tempo. È una poesia che cattura l'essenza stessa della stagione, regalandoci un assaggio della sua bellezza eterna e ineffabile.

 
Franco Fronzoli - È nel vento che lascio andare
In questa poesia di Franco Fronzoli, il vento diventa il veicolo per la liberazione dei pensieri e delle emozioni, portandoli via tra alberi piegati e foglie smarrite. È un vento impetuoso, carico di energia e vitalità, capace di trasportare il narratore attraverso mondi immaginari e avventure senza fine.
Attraverso l'evocativa descrizione di lampi, tuoni e temporali, l'autore ci trasporta in un viaggio epico attraverso le tempeste della vita, dove il vento diventa un alleato fedele nel superare gli ostacoli e affrontare le sfide con coraggio e determinazione.
Ma il vento non è solo un'entità selvaggia e indomabile; è anche una fonte di pace e di tranquillità, una sorgente d'acqua che sgorga dalla terra e alimenta l'anima del narratore con una calma irreale e una serenità innaturale.
Nel vento che corre tra monti e vallate scoscesi, il narratore trova rifugio e consolazione, addormentandosi tra le sue braccia mentre sogna una vita felice e appagata. È un sogno di libertà e di serenità, alimentato dal potere rigenerante del vento e dalla bellezza mozzafiato della natura circostante.
In conclusione, questa poesia ci invita a lasciarci trasportare dal vento, a immergerci nella sua forza e nella sua bellezza, e a trovare conforto e ispirazione nelle sue braccia accoglienti. È un inno alla libertà e alla bellezza del mondo naturale, e una celebrazione della potenza del vento nell'alimentare i nostri sogni e le nostre speranze più profonde.

 
Armando Bettozzi - Er giornalista
In questa satira pungente di Armando Bettozzi, il concetto di Pensiero Unico Dominante (PUD) viene esaminato e smascherato in tutta la sua ipocrisia e manipolazione. Attraverso una serie di versi incisivi e sarcastici, l'autore mette in luce le tecniche utilizzate dai media e dalla politica per manipolare l'opinione pubblica e controllare il flusso delle informazioni.
Il Pensiero Unico Dominante è dipinto come un tiranno invisibile che domina il pensiero collettivo, nascondendo la verità dietro un velo di interessi personali e indifferenza. La dittatura della mente, sebbene proibita ufficialmente, trova comunque modi subdoli per esercitare il suo potere, spesso mascherandosi da libera espressione di opinioni e idee.
Attraverso il personaggio del giornalista, Bettozzi mette in luce l'ipocrisia e la manipolazione presenti nel mondo dei media. Il giornalista viene ritratto come un individuo condizionato dalle pressioni del suo editore, costretto a conformarsi al Pensiero Unico Dominante piuttosto che a perseguire la verità e l'obiettività.
La poesia si conclude con un'amara riflessione sulla difficoltà di dire la verità in un mondo dove il Pensiero Unico Dominante regna sovrano. Anche se la verità potrebbe non essere sempre conveniente o gradita, l'autore sottolinea l'importanza di mantenere la propria integrità e di resistere alla manipolazione del potere dominante.

 
Bruno Castelletti - Terra e cielo
In questa poesia di Bruno Castelletti, la bellezza della natura si dipana in un quadro vivido e mozzafiato, ricco di colori, suoni e profumi che incantano i sensi e l'anima.
Il susseguirsi delle immagini evoca un'atmosfera di serenità e armonia, mentre la melodia della capinera, ancora vibrante nell'aria, annuncia l'arrivo di un nuovo giorno. I raggi del sole, con la loro calda carezza, risvegliano il monte e le colline, illuminando le viti che si arrampicano con gioia tra gli uliveti e le rose profumate.
La poesia descrive una scena di grande bellezza e vitalità, con un'armonia di luci e colori che si diffonde nel tepore del tramonto. I grappoli odorosi sono pronti a maturare, promettendo gioia e piacere nelle libagioni offerte al dio della natura.
Ma è nell'adagiarsi del silenzio e nella pace vespertina che si manifesta la vera essenza della bellezza. Il volo dell'allodola, con il suo canto melodioso, diventa il ponte che unisce terra e cielo, portando con sé un senso di comunione e di serenità che avvolge tutto l'universo.
In questa poesia, Castelletti ci invita a contemplare la bellezza della natura e a lasciarci trasportare dalla sua armonia, ricordandoci che la pace e la serenità possono essere trovate anche nei momenti più semplici e silenziosi della vita.

 
Laura Lapietra - Haiku
Questo haiku di Laura Lapietra cattura magistralmente l'essenza fugace e suggestiva di una scena naturale, offrendo al lettore uno sguardo intimo sulla transizione tra le stagioni e sulla bellezza effimera della vita.
Nella brevità di tre versi, l'autrice ci trasporta in un momento di transizione tra l'autunno e l'inverno, quando i primi freddi iniziano a farsi sentire. Il contrasto tra la delicatezza dei rossi gigli e la rudezza della stagione invernale ci ricorda la fragilità e l'impermanenza della vita, mentre il loro colore vibrante rappresenta un tributo al cielo, alla natura e alla bellezza che ci circonda.
Questo haiku ci invita a contemplare la bellezza e la complessità del mondo naturale, offrendoci un momento di riflessione sulla nostra connessione con l'universo e sul ciclo eterno della vita e della morte. È un piccolo gioiello di poesia che ci ricorda la potenza della semplicità e della brevità nell'esprimere emozioni profonde e universali.

 
Salvatore Armando Santoro -  Forse
In questa poesia di Santoro, siamo testimoni di un viaggio emotivo attraverso l'amore e la passione, raccontato con una delicatezza e una profondità sorprendenti.
L'autore si apre con una riflessione sincera sulla possibilità di riaprire il cuore alla passione, nonostante le delusioni passate. Questa tensione tra speranza e incertezza permea l'intera poesia, mentre Santoro esplora i temi dell'amore, della gioia e del dolore con una sensibilità straordinaria.
Attraverso immagini vivide e palpabili, Santoro ci porta in un mondo fatto di nuove primavere e di luce riflessa, contrastando con l'oscurità delle delusioni e delle critiche degli altri. Il risultato è un quadro emozionante dell'esperienza umana, che ci invita a riflettere sul significato e sulla complessità dell'amore e della passione.
In definitiva, questa poesia ci regala uno sguardo intimo e profondo sull'animo umano, celebrando la forza e la bellezza dell'amore nonostante le sfide e le difficoltà che comporta.

 
Alessio Romanini -  Il sale del mare
In questa poesia profondamente toccante di Alessio Romanini, il mare diventa un simbolo potente di dolore e tristezza, custodendo nel suo abisso salato le lacrime e il cordoglio di chi soffre.
L'autore ci porta in un viaggio emotivo attraverso le profondità marine, facendoci riflettere sul significato più intimo del mare e del suo sale. Le acque trasparenti diventano un ricettacolo per le lacrime amare, versate da coloro che portano il peso del dolore nel proprio spirito.
Con una prosa poetica ma vibrante, Romanini ci ricorda che il mare non è solo un vasto territorio di acqua, ma un custode silenzioso delle emozioni umane più profonde. Le sue scure profondità nascondono il dolore e il cordoglio di chi lotta contro il peso della sofferenza, conservandoli con cura nel suo scrigno segreto e tacito.
Questa poesia ci invita a riflettere sulle connessioni nascoste tra l'essere umano e il mondo naturale, suggerendo che il mare, con la sua vastità e la sua profondità, possa essere un riflesso dell'animo umano e delle sue sofferenze più oscure. È un'ode struggente alla fragilità e alla bellezza della vita, e un tributo commovente alla forza e alla resilienza di coloro che portano il peso del dolore nel loro cuore.

 
Francesco Soldini -  Non tutti i fiori
Questa breve composizione poetica è come un delicato sorriso della natura, un sussurro di gratitudine per il ciclo senza fine della vita e della bellezza che si rinnova ogni giorno.
L'autore ci invita a riflettere sul delicato equilibrio della natura, ricordandoci che non tutti i fiori diventano frutti, ma che ogni frutto ha sognato un fiore. È un'osservazione semplice ma profonda, che ci ricorda la bellezza intrinseca del processo di crescita e maturazione.
Il concetto di nutrire due volte l'insieme della natura con l'emozione della bellezza è particolarmente toccante, poiché sottolinea il valore intrinseco della semplice esistenza dei fiori e dei frutti. Anche se non tutti i fiori portano frutto, la loro bellezza e il loro contributo alla natura non sono mai vani.
Le foto dei fiori del pruno, curati con amore nel piccolo giardino dell'autore, aggiungono un tocco personale e tangibile alla poesia, trasformandola da un semplice esercizio letterario in un'esperienza viscerale e concreta della bellezza e della gratitudine per il mondo naturale che ci circonda.

 
Sandra Greggio - Matrioska
In questa poesia di Sandra Greggio, l'autrice ci porta in un viaggio emotivo attraverso il tema della mancanza e della delusione, raccontando una storia intima di attese e speranze disattese.
L'immagine della matrioska, un simbolo della cultura russa composto da diverse bambole che si incastrano l'una dentro l'altra, diventa qui un potente simbolo della complessità delle relazioni umane. L'autrice si aspettava di ricevere gli auguri di Natale da una persona cara, ma alla fine si ritrova delusa e sola.
La poesia evoca un senso di nostalgia e tristezza, ma anche di comprensione improvvisa e accettazione della realtà. L'autrice realizza che la persona che cercava di raggiungere era sempre stata lì, dentro di lei, anche se in modo invisibile e inafferrabile come una piccola matrioska nascosta.
Questa poesia ci invita a riflettere sulle complessità delle relazioni umane e sulla difficoltà di comunicare e comprendere veramente gli altri. Ci ricorda anche che, anche quando ci sentiamo soli e delusi, possiamo trovare conforto e comprensione dentro di noi stessi, proprio come la matrioska che nasconde il suo tesoro più prezioso al suo interno.

 
Antonia Scaligine - ...per poter meglio...
In questa poesia incantata di Antonia Scaligine, ci si immerge in un mondo notturno avvolto da un velo di mistero e desiderio. Le ore insonni diventano un palcoscenico per l'anima, dove il tempo si piega tra i cuscini della notte e le ombre danzano silenziose.
Nel buio, l'autrice segue l'orma della propria ombra, sussurrando preghiere nell'attesa del sorgere dell'alba. È un momento di magia e contemplazione, in cui l'anima cerca rifugio dalla paura e dagli incubi che minacciano di avvolgerla.
Nel cuore della notte, l'autrice sogna di abbandonarsi a un mondo di pace e liberazione, dove i sogni diventano un lenzuolo di seta e cuscini celestiali che accolgono l'anima con dolcezza e tenerezza. È un invito a immergersi in un viaggio interiore, alla ricerca di un palpito di stella che guida verso la luce di un nuovo giorno, radioso di speranza e promesse.
Questa poesia trasuda lirismo e magia, catturando l'essenza stessa dei sogni e delle emozioni che abitano nel cuore umano. È un richiamo alla bellezza e alla potenza dell'immaginazione, che può trasformare anche le notti più oscure in un'esperienza di meraviglia e incanto.

 
Jacqueline Miu - Ho un fuoco
Questa intensa poesia di Jacqueline Miu ci trasporta in un viaggio epico attraverso il fuoco interiore dell'anima umana, esaltando la forza e la passione che bruciano nel suo nucleo.
L'immagine del fuoco diventa il fulcro centrale di questa poesia, simboleggiando la potenza e la determinazione dell'io poetico nell'affrontare le sfide e i conflitti interiori. Il fuoco si manifesta come una fiamma indomabile che nulla può fermare, una forza che cresce nell'oscurità e brucia con intensità nell'ora del Corvo, quando il buio è più profondo.
La poesia evoca immagini potenti e suggestive, come il bacio di piuma nera sulla fronte e il potere dei draghi che forgiano la fiamma interiore dell'io poetico. La metafora della balena azzurra respirante nell'oceano di galassie aggiunge un elemento di dimensione cosmica alla narrazione, suggerendo la vastità e la profondità dell'esperienza umana.
Nel complesso, questa poesia celebra la forza e la bellezza della vita interiore, invitando il lettore a abbracciare il proprio fuoco interiore e ad accettare la propria natura selvaggia e indomabile. È un richiamo alla libertà e alla passione che risuona con forza e intensità attraverso le parole ardenti della poetessa.
 

Piero Colonna Romano - Scende Poesia

In questa poesia di Piero Colonna Romano, l'autore ci offre un'immagine affascinante della Poesia personificata come una figura divina che scende dal monte, attraversando ostacoli e difficoltà per portare il suo dono al mondo.
La Poesia, rappresentata come una figura maestosa e compassionevole, osserva dall'alto con occhi scrutatori l'orizzonte, alla ricerca di poeti capaci di tradurre la loro disperazione e il loro ardore in versi delicati. È un ponte tra il cielo e la terra, portando bellezza e significato alla vita di coloro che la incontrano.
Quando l'autore, perso e lacrimante, viene notato dalla Poesia, questa scende per avvolgerlo con la sua luce, il suo amore e la sua comprensione. È un momento di trasformazione e redenzione, in cui l'autore trova conforto e ispirazione per la propria arte, vivendo un'emozione profonda e duratura.
 

Questa poesia è un omaggio alla potenza trasformativa della Poesia stessa, che può elevare e guarire l'anima umana, portando luce e bellezza anche nei momenti più oscuri e disperati della vita. È un invito a lasciarsi abbracciare dalla Poesia e a trovare speranza e consolazione nel suo abbraccio.

 
Ringrazio ognuno di voi per aver illuminato il nostro universo con la bellezza e la magia delle proprie parole.
Vostro Ben Tartamo

 

 

15-16-17 Aprile

Poesie pubblicate il 15-16-17 Aprile 2024


Salvatore Armando Santoro -:Foglie al vento - 

 
Che dire del nostro Salvatore Armando Santoro? Provo un certo ardore nel leggere le sue poesie, una certa ebbrezza letteraria, nell'immergermi nell'onda tumultuosa dei suoi versi. Il poeta, con la maestria di un artigiano dell'anima, scolpisce con fervore e pathos un canto d'amore intriso di struggimento e incertezza.
Nel ritmo incalzante di questo sonetto ritornellato, l'autore rivela con mirabile franchezza le profondità del proprio essere, offrendo al lettore un riflesso di emozioni tanto antiche quanto eteree. Come una falena attratta dalla fiamma, siamo rapiti dalla luce dei versi che arde nel buio della notte.
Le metafore, come gemme lucenti nel tessuto della prosa, si avvinghiano alla mente e al cuore, trasportandoci in un viaggio attraverso i labirinti dell'amore e della perdizione. In questo delicato equilibrio tra passione e desolazione, il poeta dipinge un ritratto struggente dell'animo umano, sospeso tra la gioia effimera e la tristezza senza fine.
Nelle strofe che si susseguono, come onde che infrangono sulla riva dell'esistenza, siamo catturati dalla struggente bellezza di un amore destinato a svanire come un'eco nel vento. E questa è una costante nella variabilità degli amori del nostro Salvatore Armando....eppure, in questa fugace cadenza di sentimenti, risuona la voce dell'eternità, intessuta con fili d'incanto e di malinconia.
Bravo il nostro poeta, ci dona in ogni sua poesia l'emozione delle sue passioni!

 
Rosino Maranesi - Ore sette, nove, dieci del mattino -

 
In un'ode al lavoro e alla quotidianità, il poeta dipinge con pennellate di vita la danza incalzante di un giovane cameriere stagionale estivo. Come un coreografo dell'esistenza, egli mette in scena il balletto frenetico di tazze, posate e bicchieri su un palcoscenico di tovaglie bianche.
Nel chiarore dell'alba, mentre i primi raggi del sole bacia le vetrate, il giovane si fa artefice della colazione, accogliendo con inchini e sorrisi gli affamati villeggianti che scendono dalle scale. Tra sala e cucina, danza il suo balletto di servizio, offrendo al pubblico l'armonia perfetta di un'esperienza gastronomica.
Ma l'opera continua, senza soluzione di continuità, come un ciclo perpetuo di fatica e devozione. Alle nove del mattino, con il vassoio d'acciaio come compagno silenzioso, il giovane si immerge nell'oceano delle faccende domestiche, lavando e asciugando con diligente cura.
Nel frastuono della mattina, tra le note spensierate della radio spiaggia e la vivace pubblicità della riviera, il giovane si fa custode delle vetrate vista mare, rispecchiando l'infinito blu del cielo nell'accuratezza del suo lavoro. Con pazienza e dedizione, lustra il pavimento come un artigiano dell'anima, offrendo al mondo la propria opera come un dono prezioso.
In questo ritratto crudo e poetico della vita quotidiana, il poeta esalta la bellezza nascosta nelle gesta semplici e silenziose di chi, con umiltà e passione, dona forma e significato al proprio destino.

 
Piacentino Alessandra - I gabbiani che soffiano coriandoli d’amore

 
In un turbine di poesia, l'autrice ci conduce in un viaggio attraverso le meraviglie della natura, dipingendo con parole scintillanti un universo di luce e colore. Come gabbiani che solcano l'infinito cielo, i versi danzano leggeri tra le pagine, portando con sé coriandoli d'amore e magia.
Nel vibrante chiarore del mattino, il cielo si apre come un sipario sulla scena di un teatro celeste, mentre le gocce di rugiada danzano sull'erba in un abbraccio intimo con la terra. Tra i petali delicati e le fronde ondulate, una coccinella riposa, avvolta nel suo manto di colori vividi, come un gioiello prezioso nel cuore della natura.
Eppure, in questa semplice visione, si cela un mondo intero di emozioni e meraviglie. Un arcobaleno dipinge l'orizzonte con la sua tavolozza di sfumature, offrendo uno spettacolo di bellezza ineffabile che rapisce l'anima e incanta lo sguardo.
Con maestria e sensibilità, l'autrice ci invita a immergerci nell'incanto della vita, a lasciarci trasportare dalla danza dei colori e dalla poesia del mondo che ci circonda. In questo quadro splendente, ogni dettaglio è un riflesso dell'amore e della magia che permea l'universo, trasformando ogni istante in un'esperienza di pura meraviglia.
Mi piace tanto la tua Poesia, Alessandra, e non potevo non testimoniartelo.

 
Fausto Beretta - Fra bianche lenzuola -

 
In un intreccio di emozioni e umanità, il poeta ci conduce in una danza delicata tra le bianche lenzuola di un luogo di cure e riflessioni. Qui, nel silenzio del dolore e delle paure nascoste, ci si ritrova, uniti da un legame invisibile ma potente.
Tra le mura della stanza, ognuno di noi si lascia alle spalle le proprie diversità, desideroso di scoprire e condividere le proprie storie. In un gesto di solidarietà e gentilezza, ci prendiamo cura l'uno dell'altro, anticipando i bisogni e le necessità con un'affettuosa premura.
Superando barriere e pregiudizi, impariamo ad apprezzare le differenze che ci rendono unici, scoprendo nel processo un legame profondo che va oltre la semplice convivenza. Insieme, diventiamo amici, uniti dalla consapevolezza che la vera forza risiede nell'accettazione e nell'amore reciproco.
E mentre le infermiere corrono di fretta tra i corridoi, desideriamo consigliar loro di guardare oltre il semplice compito professionale, di aprirsi al dialogo e alla comprensione, di essere un po' più come noi, i loro pazienti. Perché solo abbracciando la nostra umanità con empatia e gentilezza possiamo veramente guarire le ferite dell'anima.

 
Felice Serino - A Sophia -

 
In un'ode intima e malinconica, il poeta rivolge il suo pensiero a Sophia, immaginando con tenerezza e nostalgia il suo cammino attraverso i vicoli di Pozzuoli. Come un'ombra del passato che persiste nei ricordi, il suo intercalare rimane ancorato alle pieghe dell'anima, testimone silenzioso di un tempo ormai trascorso.
Da "scugnizza" a donna, Sophia ha percorso un lungo viaggio di crescita e trasformazione. Il poeta la immagina con la grazia di una ninfa urbana, il suo corpo slanciato verso il cielo come un'offerta alla vita stessa.
Eppure, nonostante il tempo trascorso, il poeta conserva vividi i ricordi di quei giorni passati insieme, come se fossero scolpiti indelebilmente nella sua mente e nei suoi sensi. La sua immagine risplende ancora con la stessa intensità di un tempo, regalando al poeta un'infinita dolcezza e amarezza al tempo stesso.
In questa poesia delicata e struggente, Felice Serino cattura con maestria l'essenza dell'amore e della memoria, offrendo a Sophia un tributo sincero e commovente che attraversa i confini del tempo e dello spazio.

 
Renzo Montagnoli - Finalmente primavera -

 
Finalmente, la primavera giunge con il suo manto di colori e profumi, risvegliando la natura dal suo letargo invernale. È come se un sospiro di vita attraversasse l'aria, portando con sé la promessa di giorni luminosi e sereni.
I fiori sbocciano nei prati, i rami si tingono di verde tenero e gli uccelli intonano sinfonie di gioia tra le fronde degli alberi. È un tempo di rinascita e di speranza, in cui ogni angolo del mondo sembra risplendere di nuova vita.
Le giornate si allungano, invitandoci a esplorare e a godere della bellezza che ci circonda. È come se la primavera ci avvolgesse in un abbraccio caloroso, ricordandoci che anche dopo i momenti più bui, c'è sempre spazio per la luce e per la rinascita.
Che ognuno di noi possa gustare appieno ogni momento di questa stagione meravigliosa, immergendosi nella sua bellezza e nel suo incanto. Che la primavera porti con sé nuove opportunità, nuove speranze e nuovi sorrisi, illuminando il nostro cammino con la sua luce radiosa.

 
bruno amore [br1] - magari un Dio -

 
In un'invocazione ardente e provocatoria, il poeta esprime il desiderio di un Dio potente e giusto, capace di porre fine al caos e all'ingiustizia che affliggono il mondo. Con una voce carica di passione e disincanto, egli interpella un'entità divina che non chiede obbedienza cieca, ma giustizia ed equità per tutti. In un flusso di emozioni e riflessioni, il poeta ci trasporta in un viaggio attraverso le profondità dell'anima, alla ricerca di quell'amore eterno che possa portare pace e serenità. È come se la sua anima fosse in cerca di un'oasi di tranquillità, un rifugio sicuro dove trovare riposo e consolazione.
Nel tumulto dei pensieri e delle paure, il poeta cammina solo lungo la propria strada, ma non si ferma, continua a resistere agli oscuri presagi che minacciano di offuscare il suo cammino. È come se la sua fede nell'amore fosse un faro luminoso che lo guida attraverso le tempeste della vita.
E mentre attende pazientemente, sperando in un segno, in un gesto d'amore che possa riempire il suo cuore di gioia e pace, il poeta si abbandona al dolce cullare del sonno. È in quei momenti di quiete che riesce a percepire la bellezza e la grandezza dell'universo, riflessa nelle stelle e nei fiori che lo circondano.
E infine, nel suo sogno, trova consolazione e speranza nell'immagine del suo amore eterno, che lo guarda con dolcezza e gli offre il suo sorriso rassicurante. È come se, anche di fronte alle avversità della vita, l'amore rimanga sempre presente, una luce che illumina il cammino e dona conforto anche nelle notti più buie.
Nel buio delle vetrine spente, dove risplendono le speranze del domani, il poeta vede riflesso il dramma dell'umanità divisa tra abbondanza e povertà, tra opulenza e miseria. È come se la luce delle promesse fosse offuscata dall'avidità e dalla competizione, mentre il desiderio di possesso e di dominio soffoca la compassione e la solidarietà.
Eppure, nella sua visione, il poeta immagina un Dio che non premia la prepotenza e la violenza, ma che mozza gli artigli dell'oppressore e protegge i deboli e gli oppressi. È un'appello alla redenzione, alla consapevolezza che solo nell'amore e nella compassione si può trovare vera pace e giustizia.
Con una fervida eloquenza, il poeta ci ricorda che la violenza non è mai la soluzione, ma piuttosto la causa di ulteriori sofferenze e divisioni. È un grido di speranza e di consapevolezza, che invita l'umanità a guardare oltre le proprie ambizioni egoistiche e a abbracciare la fratellanza e la solidarietà come fondamenta di un mondo migliore.

 
Franco Fronzoli - Amore eterno -

 
In questa poesia, il poeta ci conduce attraverso un viaggio interiore intriso di desiderio, speranza e contemplazione dell'amore eterno. Attraverso versi pregni di emozione e profondità, egli esplora il costante conflitto tra la ricerca della pace interiore e la lotta contro le insidie del destino.
La sua anima è inquieta, tormentata dai timori e dalle speranze, ma continua a resistere con fermezza alle influenze negative che minacciano di offuscare il suo cammino. Cammina solo lungo la strada della vita, ma si ferma con fiducia, atteso il manifestarsi di un amore che duri una vita intera.
In attesa di un segno, di una carezza, di un abbraccio che possa colmare il vuoto nel suo cuore, il poeta si abbandona al dolce torpore del sonno, cercando rifugio nella sua quiete interiore. Eppure, anche nel sonno, i suoi sensi restano vivi, percependo il suono delle onde che si infrangono sulle rive del mare e il pianto silenzioso del suo amato.
Ma nonostante le avversità e le tempeste della vita, il poeta trova conforto e speranza nell'immagine del suo amore eterno. Lo vede, lo sente, vicino a sé, irradiare gioia e serenità con il suo sorriso rassicurante. È come se, anche di fronte alle sfide più difficili, l'amore rimanesse saldo, un faro luminoso che guida il suo cammino attraverso le tenebre, offrendo pace e consolazione anche nei momenti più bui.

 
Armando Bettozzi - "Chi cià tempo ... nun aspetti tempo!"

 
Questa poesia è un inno alla consapevolezza del tempo, una riflessione profonda sull'importanza di cogliere ogni istante e di vivere pienamente il presente. Il poeta ci ricorda che non abbiamo tempo da perdere, che il tempo non aspetta nessuno e che dobbiamo agire con tempestività e determinazione.
È un invito a iniziare le cose nel momento giusto, a portarle a termine con cura e diligenza, senza lasciare che il tempo ci scivoli tra le dita come sabbia. Il tempo, ci ricorda il poeta, è un bene prezioso, e dobbiamo sfruttarlo al meglio, vivendo ogni momento con gratitudine e consapevolezza.
Ma non è solo una questione di gestire il proprio tempo in modo efficace. Il poeta ci sprona anche a estendere una mano a coloro che sono in difficoltà, a condividere ciò che abbiamo con generosità e compassione. È un richiamo alla solidarietà e alla responsabilità sociale, un invito a fare la differenza nel mondo, uno gesto alla volta.
E infine, il poeta ci ricorda che il tempo ha il potere di portare cambiamenti e opportunità, e dobbiamo essere pronti ad accoglierli quando si presentano. È un invito a essere flessibili e adattabili, a non temere il futuro ma ad abbracciarlo con fiducia e ottimismo.
In questo affascinante racconto poetico, il tempo diventa un compagno di viaggio, un alleato prezioso nella nostra avventura attraverso la vita. E il poeta ci ricorda che, se sappiamo ascoltarlo e rispettarlo, il tempo sarà sempre dalla nostra parte, guidandoci verso un futuro luminoso e pieno di speranza.
Infine, che dire, davvero geniale questa lirica che gioca, appunto, con la parola Tempo. E bravo Armando.

 
Bruno Castelletti - Un gran bagliore -

 
In questa poesia, il poeta dipinge un momento di raro splendore e intensità, avvolto nell'atmosfera magica di una serata d'estate. Attraverso le sue parole incantate, ci trasporta in un mondo di emozioni e sensazioni, dove la bellezza della natura si fonde con la potenza dell'amore.
Il punto luminoso nel cielo diventa un simbolo di guida e di speranza, ma anche di connessione profonda tra due anime affini. Quando la persona amata si avvicina timidamente, sfiorando la guancia con il suo viso, il protagonista è pervaso da un turbinio di emozioni: il respiro gli manca, il cuore trema e un brivido profondo gli percorre la pelle.
Ma è l'intensità del sentimento che domina, trasformando il momento in un vero e proprio incendio emotivo. Il fuoco del desiderio e della passione divampa improvviso, avvolgendo ogni cosa in un gran bagliore di energia e calore. È come se la valle intera fosse illuminata da questa fiamma ardente, trasformando l'oscurità della notte in una scena di pura magia.
Attraverso la sua scrittura vibrante e suggestiva, il poeta cattura l'essenza stessa dell'amore e della bellezza, invitandoci a immergerci nella sua visione poetica del mondo e a lasciarci trasportare dalle emozioni che essa suscita. È un invito a celebrare la potenza dell'amore e della natura, e a lasciarci incantare dalla meraviglia che ci circonda ogni giorno.

 
Laura Lapietra © - Haiku -

 
Questo haiku cattura con grazia e semplicità l'essenza della vita e del suo ciclo continuo di nascita, crescita e trasformazione. Attraverso l'immagine degli acheni che si librano leggeri nel vento, il poeta ci trasporta in un flusso costante di movimento e cambiamento.
La parola "acheni" evoca l'idea di semi o piccoli frutti, simboli di potenziale e di nuova vita. Nel loro volo verso il viaggio, essi rappresentano il ciclo eterno della natura, in cui ogni fine è anche un nuovo inizio. La brevità e l'armonia degli versi accentuano la sensazione di leggerezza e libertà che permea l'intera composizione.
In questo haiku, Laura Lapietra ci invita a riflettere sulla bellezza e sulla fragilità della vita, e sulla sua continua evoluzione nel vasto e misterioso fluire dell'universo.

 
Piero Colonna Romano - Rime chiocce. -

 
Questa poesia, con la sua vivida immaginazione e la sua ricca lingua da Stilnuovo, getta uno sguardo tagliente sulla figura politica di Renzi, dipingendolo come un personaggio controverso e dannoso. Il poeta usa una serie di metafore potenti e rime chiocce per esprimere il suo disprezzo per l'ex segretario del PD.
Nel primo verso, "azzannerei la cuticagna", il poeta evoca l'immagine di un attacco animalesco contro Renzi, paragonandolo a una fastidiosa erba infestante da eliminare. Il tono aspro e diretto si rafforza con l'uso di parole come "gramigna" e "cerchio nono", che suggeriscono l'idea di punizione e condanna.
Il poeta accusa Renzi di essere un traditore della patria e di agire per il proprio tornaconto personale, bagnando gli ex compagni d'onori e denaro con il suo comportamento ignobile. Questa critica tagliente si riflette anche nell'immagine del Cocito ghiacciato e di Antenòra, destinazioni mitologiche che evocano il senso di punizione e di giustizia divina.
In conclusione, la poesia di Piero Colonna Romano offre una visione acuta e senza compromessi della figura politica di Renzi, utilizzando una combinazione di linguaggio audace e immagini potenti per trasmettere un messaggio di disapprovazione e condanna.

 
Alessio Romanini - Naufragium -

 
Questa poesia è un commovente resoconto di un naufragio emotivo, in cui il poeta usa l'immagine del mare e della conchiglia per esprimere il dolore e la separazione dall'amato. 
Nel primo verso, "Ti lascio andar come questa conchiglia", il poeta evoca l'immagine di una conchiglia che viene portata via dalle onde del mare, simboleggiando la fine di un amore e il distacco inevitabile. La metafora della conchiglia spezzata del cuore accentua il senso di perdita e dolore.
Il poeta si rassegna alla separazione, lasciando che l'amato si allontani dalla sua vita, come una nave che naviga via in mare aperto. Egli accetta il suo destino di vagare eternamente nella solitudine, dipingendo il suo dolore sulle spiagge deserte come tracce lasciate dal vento.
Ma nonostante la separazione, il mare rimane come testimone silenzioso del loro amore passato. L'argento del mare e il movimento lento delle onde diventano simboli della memoria e del dolore condiviso.
In questa poesia, Alessio Romanini ci trasporta in un viaggio attraverso le profondità dell'anima umana, esplorando il tema universale della perdita e della separazione con una delicatezza e una sensibilità commoventi.

 
Francesco Soldini - Immagino che eravamo -

 
In questa delicata poesia, Francesco Soldini dipinge un'immagine poetica di amore e connessione, utilizzando l'immagine delle due anatre come metafora della relazione tra due anime affini. L'autore immagina sé stesso e il suo amato come due creature che si ergono su un ramo nel "lago del mondo", uniti nella loro ricerca di bellezza e armonia.
La primavera, simbolo di rinascita e vitalità, diventa lo sfondo perfetto per l'amore che permea i loro spiriti. Il sorriso complice del suo amato diventa la chiave per sbloccare una serie di emozioni e sentimenti profondi, come un rifugio sicuro dal gelo dell'inverno e dalla siccità dell'estate.
Nonostante le avversità e i dolori della vita, l'amore tra le due anatre continua a volare alto, incorruttibile e indistruttibile come la bellezza della primavera. L'autore ci ricorda che, anche di fronte alle sfide più difficili, l'amore e la connessione possono portare gioia e speranza, illuminando il nostro cammino attraverso il "lago del mondo".

 
Sandra Greggio - Mariella -

 
Questa poesia è un commovente tributo a Mariella, un'amica e compagna di classe che è stata portata via troppo presto. L'autrice evoca vivide immagini dei momenti trascorsi insieme a scuola, rievocando il suo arrivo quotidiano con le guance e le mani arrossate dal freddo mentre pedalava velocemente sulla sua bicicletta per raggiungere la scuola.
La descrizione del rossore delicato sul volto di Mariella durante le interrogazioni trasmette un senso di intimità e vicinanza, mentre i capelli nerissimi e i lineamenti regolari la dipingono come una figura di bellezza naturale e autentica. La voce leggermente roca di Mariella aggiunge un tocco di sensualità al suo fascino, mentre i ricordi condivisi dei momenti di studio insieme sottolineano il legame speciale tra i due.
La poesia culmina con un tocco di malinconia nell'immagine delle "pagliuzze di primavera" nei suoi occhi scuri, suggerendo la sua prematura partenza. L'autrice esprime il dolore della perdita e la sensazione di essere stata privata di una preziosa compagna di vita e di esperienze condivise.
Attraverso la sua scrittura emotiva e autentica, Sandra Greggio cattura la bellezza e la fragilità della vita umana, celebrando l'importanza dei legami affettivi e il dolore della loro perdita. Mariella vive ancora nei ricordi e nei cuori di coloro che l'hanno conosciuta, un riflesso di primavera che continuerà a risplendere nella memoria di chi l'ha amata.

 
Ivana Zantedeschi - Colori -

 
Questa poesia riflette sulla natura mutevole del tempo e dell'esperienza umana, utilizzando l'immagine di un muro come lavagna su cui sono scritti desideri, sogni e parole ripetute. I colori delle matite rappresentano la varietà e la ricchezza della vita, mentre il camminare e il correre simboleggiano la ricerca e l'esplorazione dei luoghi e delle esperienze.
Il tempo, rappresentato dai passi contati e dalle soste assenti, diventa un elemento centrale nella poesia, delineando il susseguirsi degli anni e il loro impatto sulla vita e sulle prospettive dell'io narrante. La coltre di polvere che si posa sugli eventi della vita suggerisce l'effetto del tempo che si deposita e trasforma le esperienze nel corso degli anni.
L'arrivo della miopia e l'immagine della musica stonata e del tango demodè evocano il senso di perdita e di cambiamento che accompagna l'invecchiamento. Tuttavia, nonostante le sfide e le trasformazioni, l'io narrante accoglie la propria età con una sorta di rassegnazione e accettazione, simboleggiata dal "casquè" finale.
In conclusione, questa poesia di Ivana Zantedeschi offre una meditazione profonda sulla natura mutevole del tempo e sull'esperienza umana, invitando il lettore a riflettere sulla bellezza e sulla complessità della vita, nonostante le sfide e i cambiamenti che essa comporta.

 
Antonia Scaligine - Cosa è un bacio ? 

 
Questa poesia di Antonia Scaligine esplora il significato profondo e complesso di un bacio, oltre la sua manifestazione fisica. L'autrice riflette sul fatto che un bacio può essere più di un semplice contatto fisico: può essere uno sguardo, un pensiero, un gesto inviato da lontano o persino un emoticon, ma conserva comunque il potere di illuminare una giornata buia e di far sentire il battito del cuore.
Un bacio può avere un sapore agrodolce, come il respiro, che può essere dolce come l'ambrosia o aspro come il vento che lo rapisce. Può trasformarsi in una stella nel cielo o diventare un lucchetto nel contesto dell'amore. Tuttavia, l'autrice sottolinea che il vero significato di un bacio va oltre la sua manifestazione esterna e può rimanere nascosto nel cuore, comunicando un'affettuosa emozione che non può essere misurata o espressa completamente con le parole.
Infine, Antonia Scaligine condivide il suo disagio nel comunicare l'amore tramite un bacio o le parole "ti voglio bene", riconoscendo che l'amore che prova per i suoi cari va al di là delle espressioni convenzionali. Il suo messaggio è una celebrazione dell'amore autentico e profondo, che supera le barriere della comunicazione verbale e trova espressione nel linguaggio universale del cuore.

 
Jacqueline Miu  - siamo Dei -

 
Questa poesia di Jacqueline Miu esprime un profondo senso di potere e aspirazione, trasformando l'essere umano in una divinità in grado di affrontare ogni sfida e conquistare ogni sogno.
L'immagine iniziale del sangue che brucia all'orizzonte, accompagnata dalla metafora della vela, evoca un senso di ardore e determinazione nel perseguire i propri obiettivi. L'autore proclama con audacia di essere una divinità, spinto dalla natura curiosa che lo porta verso le stelle e il cosmo, guidato da un sogno che esige di essere realizzato.
La poesia riflette anche su una sorta di insoddisfazione interiore, un desiderio di grandezza che non si accontenta di piccole conquiste. L'autore aspira a possedere l'intero universo, per nutrire ogni pensiero e desiderio che abita nella mente umana.
L'immagine della grande onda in mezzo all'oceano rappresenta la determinazione e la volontà di superare ogni ostacolo, anche il timore della morte, nel perseguire i propri obiettivi. L'immagine del faro cieco e del cielo verso cui orientare le proprie azioni suggerisce una ricerca di significato e direzione nella vita.
Infine, l'autore si rivolge a un altro individuo, invitandolo a condividere questo viaggio verso la grandezza e l'immortalità. L'amore è visto come un'energia travolgente, una marea che porta alla riva di un porto dove l'infinito incontra la bellezza e la purezza dei baby astri.
In sintesi, questa poesia è un inno all'aspirazione umana alla grandezza e alla ricerca di significato nella vita, trasformando l'essere umano in una divinità capace di affrontare ogni sfida e conquistare ogni sogno.

 
Con affetto e profonda stima, vi ringrazio tutti per il dono della Poesia.
Vostro Ben Tartamo 

 

"Non al tempo, né al dolore"

 
Non al tempo, né al dolore,
solo all'amore mi prostrerò.
E se ci sarà rimpianto,
sarà per un attimo soltanto,
per non aver amato abbastanza,
e per non aver cantato
con la feroce rabbia della passione,
l'unica sola ragione
che della vita ne ebbe il senso.

 
Per non aver difeso
con la carne e con il sangue,
con lo spirito e il pensiero
le sacre ragioni del Vero.
E perché quella scintilla
che di Esso è l'essenza,
sempre mi fu áncora e tormento,
cielo di unica stella.

 
Voce che gridò e soffiò
alla sabbia del mio deserto,
e ancora - e chissà -,
per quanto tempo ancora
graffierà il mio sentimento.
Un lacerarmi l'anima
di silenti parole
per un sopito pentimento.

 
14marzo24
Ben Tartamo

 

Questa poesia di Ben Tartamo è un'ode all'amore e alla passione, elevati al di sopra del tempo e del dolore. L'autore si prostra solennemente davanti all'amore, riconoscendolo come la forza suprema che dà significato e forma alla sua esistenza.


 
Nel tessuto del tempo e del rimpianto, emerge l'ardente desiderio di amare senza riserve, di vivere ogni istante con la feroce intensità della passione. L'autore rimpiange le occasioni perdute, i momenti non vissuti appieno, e promette di non lasciare che l'amore e la passione siano mai più sacrificati sull'altare del tempo.

 
L'amore diventa un'ancora nel deserto dell'esistenza, una scintilla che brucia nell'oscurità, portando tormento e speranza allo stesso tempo. Attraverso il dolore del pentimento, l'autore si confronta con la propria mancanza di coraggio nel vivere appieno l'amore e la passione, ma questa consapevolezza lo spinge a un'analisi profonda e dolorosa della propria anima.

 
In definitiva, la poesia di Ben Tartamo è un richiamo appassionato a vivere con audacia e fervore, ad abbracciare l'amore e la passione come le forze più potenti e significative della vita umana. È un inno alla vita vissuta con piena intensità, senza rimpianti e senza riserve.

 
Prof. Marino Spadavecchia 

 

12-13-14 Aprile

"Sussurra senza posa"
 
Sulle reti del nulla
le certezze del Niente:
tanta luce fa paura
a chi il buio lo ama.
Prove di trazione
su fondamenta di creta
che s'incensano di Sapere
fuggendo la Sapienza.
Sulla leva del Mistero
si solleva la polvere:
sordi alle risposte,
che Natura,
canta Dono e Grazia.
Una scommessa
è la Fede
che si fa umile sentire:
non ha paura
chi la Luce cerca!
È nel giogo
della propria fragilità,
l'immensa forza.
È nell'umile ascolto,
la certezza.
Ciò che dici Silenzio
e Nulla disegni,
sussurra senza posa
tenerezza di un Padre.
 
Ben Tartamo
 

Questa poesia incanta con la sua ricchezza di stile e profonda introspezione. Attraverso un'abile combinazione di immagini e metafore, il poeta dipinge un affresco della condizione umana immersa nell'eterna lotta tra luce e oscurità.


 
Le parole "Sussurra senza posa tenerezza di un Padre" evocano un senso di intimità e conforto, connotando una presenza divina che si manifesta attraverso il silenzio e l'assenza. 

 
L'uso sapiente di termini come "certezze del Niente", "fondamenta di creta" e "le leva del Mistero" crea un'atmosfera di mistero e incertezza, invitando il lettore a esplorare i confini della conoscenza e della fede.

 
La poesia abbraccia anche una profonda riflessione psicologica sulla fragilità umana e la ricerca di significato. La dichiarazione "È nell'umile ascolto, la certezza" sottolinea l'importanza dell'ascolto interiore e dell'accettazione della propria vulnerabilità come chiave per la comprensione e l'equilibrio interiore.

 
In sintesi, questa poesia affascina non solo per la sua bellezza linguistica, ma anche per la sua capacità di esplorare temi universali in modo profondo e coinvolgente.

 
Prof. Marino Spadavecchia 

 

 

Poesie pubblicate il 12-13-14 Aprile 2024

Richiamo dall'Empireo - enrico tartagni
 

Nel richiamo dall'Empireo di Enrico Tartagni, ci troviamo di fronte a una visione mistica e onirica, in cui il narratore si avvicina al divino attraverso un'esperienza trascendentale. Le sue parole sono un flusso di coscienza che ci trasporta in un mondo sospeso tra realtà e immaginazione.

Attraverso una serie di immagini evocative e suggestioni poetiche, il poeta ci invita a esplorare i confini dell'anima umana e dell'universo. La sua scrittura è intrisa di un profondo senso di meraviglia e di ricerca spirituale, mentre si interroga sul significato del dolore, dell'amore e della conoscenza.
 

Con una prosa che oscilla tra l'introspezione e la contemplazione del divino, Tartagni ci guida in un viaggio attraverso le profondità dell'esistenza umana, esplorando le tensioni tra la luce e l'oscurità, la fede e il dubbio.
 

In questo richiamo dall'Empireo, il poeta ci invita a riflettere sulle nostre esperienze più profonde e significative, incoraggiandoci a cercare il senso ultimo della nostra esistenza e a trovare conforto nella possibilità di un Dio che ci ascolta e ci comprende.
 

Elena - Salvatore Armando Santoro

Elena e Salvatore Armando Santoro

In questo incontro fortuito sulla battigia, la bellezza del tramonto si fonde con la magia dell'incontro umano. Santoro ci porta attraverso un momento di connessione improvvisa e significativa con Elena, una donna russa dalla lingua ancora incerta, ma con un cuore aperto alla bellezza e alla poesia.
 

Attraverso un gesto gentile, Santoro offre il suo aiuto a Elena per catturare il tramonto desiderato, e così inizia una conversazione che supera le barriere linguistiche e culmina nella condivisione di poesia e arte. Nonostante le difficoltà linguistiche iniziali, i due trovano un modo per comunicare e comprendersi, dimostrando il potere universale della connessione umana.
 

La poesia di Santoro si fonde con il momento, creando un'atmosfera di intimità e comprensione reciproca. Attraverso le parole, ci trasporta in un mondo di empatia e bellezza, dove anche le barriere linguistiche possono essere superate dall'amore per l'arte e la condivisione di esperienze umane comuni.
 

Con un tocco di umorismo e una riflessione sulla tecnologia moderna, Santoro ci mostra come anche le barriere linguistiche più insormontabili possano essere abbattute, aprendo la strada a una comunicazione autentica e profonda tra le persone.
 

In definitiva, "Elena" è una poesia che celebra la bellezza dell'incontro umano e la capacità dell'arte e della poesia di unire le persone al di là delle differenze culturali e linguistiche.
 

Nel macello , Nella cucina , Nella sala - Rosino Maranesi
 

"Nel macello" è una poesia che getta uno sguardo crudo e senza compromessi sulla realtà della produzione alimentare industriale. Maranesi dipinge un quadro raccapricciante e inquietante del ciclo di vita di un animale destinato alla macellazione, descrivendo il suo tragico destino dalla linea di produzione alla tavola del consumatore.

Attraverso immagini vivide e evocative, l'autore ci trasporta in un mondo oscuro e disumano, dove gli animali vengono trattati come merce e la loro vita è sacrificata per soddisfare il desiderio di carne della società. La descrizione dei polli incatenati e dei loro colli tagliati con crudeltà evoca una sensazione di orrore e disgusto, mentre l'immagine delle carni disossate e refrigerate ci ricorda l'aspetto spietato e impersonale della produzione di massa.
 

La narrazione si sposta poi nella cucina di un hotel, dove le carni trasformate vengono preparate per il consumo umano. Qui, l'autore mette in evidenza il lavoro sottopagato e spesso sfruttato delle donne stagionali, costrette a maneggiare carne e utensili con un'abilità quasi meccanica.
 

Infine, nella sala da pranzo, assistiamo alla perpetuazione di un sistema sociale basato sulla disparità di potere, con il padrone che impartisce istruzioni al giovane cameriere su come trattare con rispetto i clienti benestanti, mentre gli stessi lavoratori stagionali sono relegati al tavolo del retrocucina con gli avanzi dei pasti.
 

Attraverso questa poesia, Maranesi ci invita a riflettere sulle implicazioni etiche e morali della nostra dieta e del nostro stile di vita, sollevando domande importanti sul trattamento degli animali, la sostenibilità ambientale e la giustizia sociale. Una lettura potente e provocatoria che ci spinge a confrontarci con le nostre scelte quotidiane e le loro conseguenze su di noi e sul mondo che ci circonda.
 

Nidi di passeri e cieli svolazzanti - Piacentino Alessandra

"Nidi di passeri e cieli svolazzanti" è una poesia che ci trasporta in un mondo incantato e surreale, popolato da immagini suggestive e metafore evocative. Alessandra dipinge un quadro poetico in cui la natura e il cielo si fondono con la sfera emotiva e spirituale dell'essere umano.

Le prime righe evocano un senso di movimento e vitalità, con "nidi di passeri" che suggeriscono un'atmosfera di tranquillità e armonia, mentre "cieli svolazzanti" ci trasportano in un regno di libertà e leggerezza. La descrizione della "strabica luna di aironi con gli occhiali calcati" aggiunge un tocco di stravaganza e umorismo, creando un'immagine surreale e unica.
 

Ma non tutto è idilliaco, poiché l'autrice ci conduce in un territorio più oscuro, dove il "cielo" giace "di schiaffi", evocando un senso di conflitto e turbamento interiore. Qui, il pathos della poesia emerge con forza, mentre ci troviamo ad affrontare le sfide e le incertezze della vita.
 

Le "sorti su fogli bianchi" e i "cuori vagabondi" ci parlano di un viaggio emotivo e spirituale, in cui ci troviamo ad affrontare le lotte interiori e a cercare significato nel caos del mondo. La poesia continua a giocare con le immagini e le metafore, portandoci verso una riflessione profonda sulla natura umana e sulla nostra relazione con il mondo intorno a noi.
 

La conclusione con il "solitario delirio del mattino" ci lascia con una sensazione di malinconia e incertezza, ma anche di speranza e rinascita. Ogni nuovo giorno ci offre l'opportunità di rinnovare e ricreare noi stessi, nonostante le sfide e le difficoltà che possiamo incontrare lungo il cammino.
 

Sotto la pioggia - Marco Cabassi

"Sotto la pioggia" è una poesia che ci trasporta in un'atmosfera urbana e malinconica, dove l'autore descrive con vivide immagini e sensazioni il contrasto tra il mondo interno e esterno, tra la monotonia della vita quotidiana e il richiamo della natura.

L'inizio della poesia ci introduce in uno spazio chiuso e oppressivo, con un "muro intonacato" e "lampade noiose dei neon" che proiettano una luce gialla e artificiale. Il soffitto che "soffoca l'aria" contribuisce a creare un senso di claustrofobia e disagio.
 

Tuttavia, al di fuori di questo ambiente confinato, c'è la presenza rinfrescante e liberatoria della pioggia. L'autore riesce abilmente a trasmettere il suono e la sensazione della pioggia che cade, evocando una sensazione di freschezza e vitalità.
 

La voglia di camminare "tra le gocce, dalle nuvole" rappresenta un desiderio di liberazione e di connessione con la natura, che contrasta con la staticità e la routine della vita quotidiana. Anche se l'autore ammette di non ricordare più come si cammina sotto la pioggia, questa immagine evoca un senso di gioia e di leggerezza, quasi come se la pioggia avesse il potere di cancellare i pensieri e le preoccupazioni, almeno per un momento.
 

Infine, l'immagine finale dell'autore che sorride mentre cammina "tra le pozzanghere" è suggestiva e potente, poiché ci ricorda la bellezza e la gioia che possiamo trovare anche nei momenti più semplici e insignificanti della vita.
 

Alba - Fausto Beretta

In questa poesia, l'autore dipinge un quadro poetico dell'alba vista dalla finestra di un ospedale, dando voce a una gamma di emozioni attraverso immagini liriche e suggestive.

Le "prime luci dell'alba" sono descritte come liberatrici, come un rifugio dopo una notte di oscurità e incertezza. Queste luci creano uno spettacolo di colori che si ravvivano gradualmente nel cielo, evocando un senso di meraviglia e ammirazione per la bellezza della natura.
 

I rami scuri dei cedri rappresentano un elemento di contrasto con la luce dell'alba, sottolineando la transizione tra l'oscurità e la luce, tra la notte e il giorno. Questo contrasto può essere interpretato anche come una metafora della lotta tra il dolore e la speranza, con la luce che alla fine trionfa sull'oscurità.
 

L'atto simbolico di "appendere dolori e timori della notte" tra gli aghi dei cedri suggerisce un desiderio di liberarsi del passato e di abbracciare il presente con ottimismo e determinazione. È un gesto di rinnovamento e di rinascita, simboleggiato anche dal sorgere del sole e dallo scioglimento delle nuvole nel cielo rosa e bianco.
 

Infine, l'immagine del sole che sorge e scioglie le nubi nel cielo evoca un senso di accoglienza e di speranza, suggerendo che ogni nuovo giorno porta con sé la promessa di un nuovo inizio e di nuove possibilità. Questa immagine lirica conclude la poesia con un tono di ottimismo e di fiducia nel futuro.
 

Elucubrazioni - Felice Serino

In questa poesia, l'autore esplora il concetto dell'esistenza umana come un'espressione del pensiero e del sentire. Utilizzando immagini evocative e metafore audaci, la poesia si apre con l'affermazione che essere e sentire sono intrinsecamente legati al pensiero, suggerendo che l'essenza stessa dell'umanità risieda nella nostra capacità di pensare e percepire il mondo che ci circonda.

Successivamente, l'autore amplifica questa idea presentando una serie di immagini tratte dalla natura e dall'esperienza umana, tutte collegate al pensiero. Dalle maree che seguono un ciclo naturale alle azioni del gabbiano che cattura la sua preda, ogni fenomeno è presentato come un'estensione del pensiero umano, una sorta di elucubrazione dell'essere.
 

La poesia si spinge oltre, suggerendo che tutto ciò che sperimentiamo e percepiamo, dalle acrobazie di un artista all'atto di abbracciare qualcuno, è un riflesso del pensiero umano. Questo concetto di pensiero come fulcro dell'esistenza umana è ulteriormente enfatizzato con l'immagine del pensiero come "gemello di conoscenza" e "consanguineo della preghiera", suggerendo che sia attraverso il pensiero che otteniamo comprensione e connessione con il divino.
 

In sintesi, la poesia invita il lettore a riflettere sulla profondità e l'universalità del pensiero umano, suggerendo che tutto ciò che ci circonda e tutto ciò che facciamo è intrinsecamente legato alla nostra capacità di pensare, sentire e comprendere il mondo in cui viviamo.
 

Primavera - Toriaco Maria

In questa poesia, l'autrice dipinge un ritratto vivido della primavera come un momento di rinascita e rinnovamento personale. La fine dell'inverno è descritta come il momento in cui la malinconia dell'autrice è svanita insieme alle tracce della stagione fredda. Con la neve che si scioglie e scompare, lasciando spazio al profumo delle rose e al volo delle rondini, il paesaggio assume una nuova vita e colore.

La poetessa si lascia trasportare dalla bellezza della natura che la circonda, con le varie sfumature che dipingono il mondo intorno a lei. Questo cambiamento nella stagione e nel paesaggio sembra rispecchiare un cambiamento interiore nella narratrice, che si sente liberata dalla tristezza e pronta ad abbracciare la rinascita che la primavera porta con sé.
 

Nella chiusura della poesia, l'autrice si concentra sul potere dell'immaginazione e dei sogni, suggerendo che anche quando la realtà può essere dura, c'è sempre spazio per sognare e sperare in un futuro luminoso. Con gli occhi chiusi, si immerge in visioni di prati fioriti di tulipani e girasoli, trovando conforto e ispirazione nella bellezza e nella promessa della primavera.
 

"Oh patria!" - Cristiano Berni

In questa potente poesia, l'autore esprime un profondo senso di amore e dolore per la propria patria. Utilizzando un linguaggio carico di pathos, dipinge un quadro di contrasti e contraddizioni che caratterizzano la sua terra natia.

Nelle prime strofe, l'autore descrive la patria come lacerata, punita e offesa da varie forme di corruzione e violenza. Tuttavia, ricorda anche il glorioso passato della patria, ricca di cultura e bellezza, popolata da antiche civiltà come i Celti e i Romani.
 

La poesia evoca immagini vivide della patria bagnata dai mari e solcata dai monti, un luogo che ha svolto un ruolo fondamentale nell'arte e nella civiltà. Tuttavia, questa visione idilliaca è oscurata dalla realtà attuale, caratterizzata da divisioni e impoverimento.
 

L'autore riflette sul destino incerto della patria, destinata ad un futuro incerto e ignobile nonostante il suo glorioso passato. Questa profonda meditazione sulla condizione della patria evoca un senso di malinconia e preoccupazione per ciò che potrebbe attendere nel cammino verso il futuro.

In tumultuosi silenzi adesso vivo - Franco Fronzoli

In questa poesia, l'autore esplora il tema del silenzio e dell'oscurità come compagni di vita. La prima strofa evoca una sensazione di calma e riflessione, con l'autore seduto in silenzio a contemplare le ombre e ad aspettare il tramonto. Questo ambiente tranquillo è interrotto dall'irruzione dei sogni durante la notte e dai risvegli imprevisti che creano una sensazione di oppressione.

Le ombre nella stanza diventano simboli di mistero e incertezza, mentre la notte porta con sé un senso di malinconia e finitudine, rappresentato dallo spegnersi delle stelle all'alba. Tuttavia, l'autore trova conforto nella consapevolezza che ogni nuovo giorno porta con sé nuove esperienze, sensazioni e pensieri.
 

Infine, l'autore esprime un attaccamento al coraggio, alla speranza e all'amore, che considera elementi fondamentali per affrontare le sfide della vita. Questi valori sono descritti come "eterni", suggerendo una fonte di forza e sostegno che persiste oltre il passare del tempo.
 

Er peggio-der-peggio - Armando Bettozzi

In questa vivace poesia, l'autore riflette sul discorso del Papa Francesco riguardo all'ideologia gender" e il suo impatto sulla società contemporanea. Utilizzando un linguaggio colloquiale e ironico, l'autore esprime preoccupazione per la diffusione di questa ideologia e il suo potenziale per danneggiare l'umanità.
 

L'autore inizia con un richiamo al terrore diffuso nel mondo riguardo a questa ideologia, paragonandolo a un'epoca di paura simile a quella del millennio passato. Questo terrore è rappresentato come un ghiaccio che si scioglie, ma che poi trasforma il mondo in un grande forno, suggerendo una sorta di rovesciamento della situazione.
 

Successivamente, l'autore riflette sul ruolo del Papa Francesco nel sollevare questa preoccupazione e denunciare l'ideologia gender come il "peggio der più peggio". L'autore sostiene che questa ideologia sia un cancro che minaccia di snaturare la vita sulla terra, e si lamenta del fatto che anche la "libertà" sia stata compromessa da queste ideologie.
 

Infine, l'autore riflette sul fatto che, nonostante l'intervento del Papa e il riconoscimento del problema, sembra che la situazione sia destinata a peggiorare, con l'ideologia gender che continua a diffondersi anche nei luoghi più innocui, come gli asili. L'autore conclude con un senso di impotenza e frustrazione di fronte a questa situazione, sottolineando la necessità di un'enorme quantità di "acqua santa" per contrastare questa minaccia.
 

Tramonto sul Garda - Bruno Castelletti

In questa struggente poesia, l'autore dipinge un'atmosfera malinconica e riflessiva mentre descrive il tramonto sul Lago di Garda. I versi evocano un senso di transitorietà e perdita, rappresentati dall'ultima luce del giorno che svanisce all'orizzonte e dall'acqua che batte contro la sponda immobile.
 

L'immagine della "sponda immobile che attende" suggerisce una sorta di paziente accettazione della fine imminente, mentre il ritorno dell'ultima vela verso il porto evoca una sensazione di chiusura e conclusione.
 

L'autore inserisce un contrasto tra il presente malinconico e un passato luminoso, evocando la memoria di una stagione dell'amore ormai svanita. Questo passato è descritto come un periodo di bellezza e felicità, simboleggiato dalla luminosità del viso amato e dalla chioma dorata.
 

La poesia culmina con un senso di tristezza e disperazione, rappresentato dalla "morte della speranza" nell'ombra lunga e muta della riva. Questo finale sottolinea la natura effimera della bellezza e dell'amore, suggerendo una struggente accettazione della perdita e del passare del tempo.
 

Haiku - Laura Lapietra

Questo haiku di Laura Lapietra cattura la profonda spiritualità e il significato simbolico della Pasqua. La prima linea, "è santa Pasqua -", stabilisce immediatamente il contesto religioso della festa, mentre la seconda linea, "la croce di salvezza", richiama il simbolo centrale del cristianesimo, la croce su cui Gesù fu crocifisso e che rappresenta la salvezza e la redenzione.

La terza linea, "viva nel mondo", introduce un elemento di universalità e attualità, suggerendo che il significato della croce e della Pasqua sia presente e vitale in tutto il mondo. Questo haiku riflette profondamente sul significato spirituale della Pasqua e sulla sua rilevanza nell'esperienza umana universale.

Punta Buonfiglio a Manarola - Piero Colonna Romano

Questa poesia di Piero Colonna Romano cattura l'atmosfera serena e incantata di Punta Buonfiglio a Manarola. (Punta Bonfiglio è in nome del punto estremo del percorso delle Cinque Terre e sopra di essa è situato il famoso bar terrazzato Nessun Dorma.) La descrizione del cielo che brilla e del mare tranquillo evoca un senso di pace e serenità. L'autore descrive l'ascolto delle onde che accarezzano gli scogli, creando una sensazione di armonia con la natura circostante.
 

La poesia esprime il desiderio di rimanere in quel luogo pacifico e di esplorare tutte le sfaccettature della vita. L'immagine delle vele che si sciolgono al vento porta con sé la promessa di sogni dolci da realizzare. La mente del poeta si svaga nel turchese dell'acqua, mentre le speranze rimangono sempre tese verso una vita di quiete e armonia.
 

La poesia si conclude con una sensazione di incanto e meraviglia, con il poeta che si sente avvolto dalla grazia e dalla bellezza del paesaggio circostante. La sensazione di sospensione nel tempo e di irrealtà contribuisce a creare un'atmosfera onirica e suggestiva.
 

Pasqua bassa - Francesco Soldini

In "Pasqua Bassa", Francesco Soldini offre una riflessione intensa e ricca di significato sulla condizione umana e sulla speranza di rinascita che accompagna la Pasqua. L'autore evidenzia il contrasto tra la festività religiosa e il contesto terreno, segnato da conflitti e difficoltà.
 

La Pasqua diventa un simbolo di speranza e rinnovamento, un'occasione per guardare al futuro con fiducia nonostante le sfide presenti sulla Terra. Soldini sottolinea l'importanza della salvezza e della gioia, suggerendo che la Pasqua rappresenti un'opportunità per abbracciare una visione positiva della vita.
 

L'immagine dei fiori che riflettono il cielo e i colori che fluttuano come nuvole evoca una sensazione di bellezza e serenità, portando con sé la promessa di pace e armonia. La poesia di Soldini invita i lettori a contemplare la natura e a cogliere il messaggio di speranza e rinascita che la Pasqua porta con sé.
 

Haiku - Laura Lapietra ©

Con risonanza divina, la Pasqua irradia speranza, la croce simbolo di salvezza perpetua nella nostra esistenza. Grazie, Laura Lapietra, per il tuo haiku illuminante e toccante.

Lo stesso treno - Sandra Greggio

In un incanto di condivisione, il tempo si è dilatato e i ricordi hanno danzato liberi da ogni peso e timore. Grazie, Sandra Greggio, per questa esperienza di rinnovato legame, per averci guidato su binari che ora convergono in un unico viaggio, carichi di stesse memorie, di risate, di sogni, di emozioni che continueranno a raccontarsi in questo straordinario viaggio chiamato vita. 

Ormai - Ivana Zantedeschi

"Ormai" è una parola che porta con sé un senso di finalità e inevitabilità, ma anche di transizione e cambiamento. Ivana Zantedeschi ci conduce attraverso un momento di introspezione e riflessione, partendo da una sensazione di inquietudine e incertezza per arrivare a una nuova prospettiva.
 

La narrazione inizia con una scena di risveglio, simbolo di un nuovo inizio, e si sviluppa attraverso una serie di gesti quotidiani che rappresentano la volontà di affrontare il cambiamento. Lo specchio diventa lo specchio dell'anima, dove la protagonista si guarda e si saluta con un sorriso coraggioso, pronto ad affrontare la giornata.
 

Il desiderio di cancellare il passato rappresentato dalla parola "ormai" è un atto di liberazione e di rinascita. La ricerca di qualcosa di nuovo, forse una stampella, suggerisce un bisogno di sostegno e di supporto durante questo periodo di transizione.
 

Infine, la creazione della nuova parola "AMORI" simboleggia il passaggio da un momento di chiusura e solitudine a uno di apertura e connessione. È un invito a coltivare e celebrare gli affetti e le relazioni che arricchiscono la vita.
 

Gothicana - Jacqueline Miu

Jacqueline Miu ci trasporta in un viaggio poetico attraverso la città di Londra, intrecciando immagini vivide e sentimenti intensi. La sua poesia, "gothicana", è un caleidoscopio di emozioni e visioni, in cui il passato e il presente si mescolano in un mosaico intricato.
 

Nel primo verso, la luna viene personificata come indossatrice di kilt, simbolo dell'identità scozzese, mentre sopra il fangoso Tamigi, le monete eteree brillano come stelle nel cielo notturno. Questa immagine evoca una sensazione di magia e mistero, in contrasto con la realtà urbana della città.
 

L'autrice rivela il desiderio di un amore eterno che attraversa il tempo e lo spazio, evocando un senso di nostalgia per un passato condiviso e un'attesa ansiosa per un futuro incerto. La sua voce poetica è carica di passione e desiderio, ma anche di una profonda tristezza e frustrazione di fronte alle sfide della vita e alle contraddizioni della modernità.
 

Attraverso una serie di immagini vivide e dettagliate, Miu dipinge un ritratto ricco e complesso della vita urbana a Londra, con la sua miscela unica di storia, cultura e tradizione. Dalle gonne corte e i jeans a zampa, alle concerti dei Muse e le piazze affollate, ogni dettaglio contribuisce a creare un'immagine vivida e coinvolgente della città e delle persone che la abitano.
 

La poesia si chiude con una nota di ribellione e di sfida, con l'autrice che rifiuta le convenzioni romantiche e si rivolge contro coloro che hanno usato e abusato dei suoi sentimenti. È un finale potente che sottolinea il tema della libertà e dell'autenticità nell'espressione poetica, e invita il lettore a riflettere sul significato dell'amore e della relazione umana.
 

Raggio d'amore - Alessio Romanini

Sotto il manto argenteo della luna, i corpi si abbandonano al palpito dell'amore, nella penombra dell'attico percorso dal raggio ardente dell'ardore. Pelle contro pelle, un calore che sfida il freddo, un'unione sensuale che danza tra desiderio e timore, nell'eternità di un momento sospeso, dove il tempo si inchina alla nostra passione. Solo noi esistiamo, mentre il mondo svanisce nell'incanto di questo sogno che solo all'alba svela la sua vanità.

Grazie, Alessio Romanini, per averci trasportato in questa dimensione di intensa emotività, dove l'amore è il solo faro che illumina il buio della notte.

Con tutto il cuore, vi invio un affettuoso saluto e un sincero ringraziamento per le intense emozioni che ci avete donato con le vostre preziose poesie. Ogni vostra parola è stata un viaggio nell'anima, un balsamo per il cuore assetato di bellezza e significato. Grazie per aver arricchito le nostre vite con la vostra straordinaria arte.

Con stima e gratitudine,

Ben Tartamo.

 

 

 

9-10-11 Aprile

Ciao Ben,

volevo ringraziare personalmente te, per la tua capacità

nell’interpretare le poesie e nel redigere il tuo commento di qualità.

In oltre vorrei ringraziarti per l’impegno e la sensibilità

Che metti nel meraviglioso “Azzurro” che ha creato il nostro

Amato Lorenzo.

Grazie.

Alessio Romanini

 

 

Poesie pubblicate il 9-10-11 Aprile 2024

Haiku - Laura Lapietra

Un haiku che cattura l'essenza dell'estate e la vita marina con una semplicità affascinante. Le barche, simboli di avventura e libertà, sono illuminate dalla luce dell'alba, mentre il mare dona il suo tesoro più fresco. È come se il poeta ci conducesse lungo le onde, lasciandoci sentire il profumo salato e l'aria frizzante del mattino. Un'immagine che si insinua dolcemente nei sensi e ci trasporta in un mondo di pace e bellezza naturale.

La rosa bianca di Jennifer - enrico tartagni

Questa poesia è un viaggio attraverso l'immaginazione e l'anima di Jennifer, dipinta con pennellate di surrealismo e profondità emotiva. La rosa bianca, simbolo di purezza e rinascita, diventa il fulcro intorno al quale ruota tutto il testo.

Il poeta affronta temi universali come l'amore, la perdita, e la ricerca di significato. Il mare, le nuvole, il deserto, sono tutti elementi evocativi che si intrecciano con la complessità dell'esperienza umana.

La struggente bellezza di Jennifer emerge nel suo essere come un angelo, ma anche nel suo confrontarsi con la dura realtà della vita. Le sue azioni, pur intrise di poesia e lirismo, si scontrano con la cruda realtà e il passaggio del tempo.

Il linguaggio ricco di immagini crea una sorta di iper-realtà, in cui il lettore è trasportato in un mondo onirico e misterioso. Ogni verso è come un tassello di un puzzle che si compone lentamente, rivelando una visione unica e personale del mondo.

In sintesi, questa poesia è un'immersione profonda nell'introspezione e nella bellezza della vita, attraverso gli occhi e il cuore di Jennifer, un personaggio che incarna la fragilità e la forza dell'essere umano.

Disperazione - Salvatore Armando Santoro

Questa poesia è un'ode alla lotta interiore tra il desiderio ardente e la consapevolezza dei rischi che comporta. Il protagonista si confronta con la propria disperazione, consapevole della sua inclinazione verso le tentazioni e le avventure che portano inevitabilmente a sofferenza e dolore.
 

La scena della marina al tramonto crea un'atmosfera suggestiva, in cui il sole che si immerge nel mare diventa metafora del susseguirsi degli eventi nella vita dell'individuo. Il cuore che corre senza freno rappresenta il desiderio incontrollato di vivere intensamente, nonostante i pericoli che ciò comporta.

Il poeta riflette sulla propria natura avventurosa e sconsiderata, consapevole delle conseguenze delle proprie azioni ma incapace di resistere alla tentazione di cogliere la rosa rossa, simbolo di passione e desiderio. Tuttavia, anche dopo aver subito le spine del calabrone, il protagonista è pronto a rischiare nuovamente, spinto dalla sua irrefrenabile passione.

La poesia si conclude con una sorta di resa alla propria natura impulsiva e passionale, che porta inevitabilmente alla disperazione. Tuttavia, c'è anche un accenno di accettazione di questo destino, come se la passione fosse più forte della razionalità e del timore delle conseguenze.

In definitiva, questa poesia esplora il conflitto tra il desiderio e la ragione, tra la passione e la consapevolezza, offrendo uno sguardo profondo e onesto sull'umana condizione.

La divisa da cameriere - Il mondezzaio - La Torre - Rosino Maranesi

Questi tre brani poetici offrono uno sguardo crudo e realistico sulla vita quotidiana di un giovane cameriere stagionale estivo, immergendoci nei dettagli dei suoi compiti e delle sue sfide.
 

La descrizione delle azioni del giovane mentre si prepara per il lavoro - vestendosi in fretta con una divisa nera - evoca un senso di urgenza e routine, sottolineando la monotonia e la fatica di un lavoro che richiede dedizione ma offre poco in cambio.

La successiva immagine del mondezzaio, che svuota i bidoni dell'hotel, ci trasporta in un ambiente di dura realtà, evidenziando il contrasto tra la bellezza di Bellaria balneare e la bruttezza dei rifiuti. Il fumo del mondezzaio e il rotolarsi dei rifiuti lungo il fiume Rio Salto creano un'atmosfera quasi surreale, in cui la poesia trova bellezza anche nella desolazione.

Infine, la Torre, una volta simbolo di prestigio e importanza, ora ridotta a un rudere occupato dai polli, diventa un'immagine potente della decadenza e della perdita di significato. I dipinti ammuffiti, le macerie e le immondizie che la circondano rappresentano una sorta di metafora della caducità umana e della fine delle illusioni.

Nel complesso, questo brano offre una riflessione cruda e toccante sulla vita quotidiana e sul passare del tempo, suggerendo che dietro la facciata di bellezza e glamour ci sia spesso una realtà meno allettante, fatta di fatica, degrado e perdita.

Bellezza in controluce -Piacentino Alessandra

Questa poesia è un viaggio attraverso l'esperienza umana, intrecciando immagini di bellezza e nostalgia con una profonda riflessione sulla vita e sul tempo che scorre.
 

L'alba, simbolo di rinascita e speranza, dipinge il tempo con tonalità di colore che evocano ricordi e desideri. I cuori solitari, i bambini in cerca di affetto e i dolci sogni di torte magiche creano un'atmosfera di dolcezza e innocenza.

Il tramonto, invece, colora il tempo delle storie e delle canzoni, rievocando memorie e emozioni che si confondono nel ricordo. Le stelle pescate e conficcate nel cuscino dei bambini rappresentano la magia dell'infanzia e la capacità di conservare i sogni nel cuore, anche quando si cresce.

La luce sui libri, come medaglie d'onore, celebra la conoscenza e l'apprendimento come trionfi personali, mentre il gesto di trattenere il fiato e pescare un petalo dal petto solitario suggerisce un momento di introspezione e calma interiore.

Infine, il dolore e l'amore, compagni di viaggio nella vita di ognuno, si stringono in un'unica rotta verso la libertà, come se abbracciassero il destino con coraggio e speranza, camminando all'ombra dell'ultima Luna.

In sintesi, questa poesia ci invita a riflettere sulla bellezza e la complessità della vita umana, attraverso immagini poetiche che catturano l'essenza dell'esistenza e ci guidano in un viaggio emotivo attraverso il tempo e lo spazio.

La prima Primavera - Marco Cabassi

Con un'ardente passione poetica, Marco Cabassi ci trasporta in un mondo di meraviglia e rinascita con "La prima Primavera". Attraverso una prosa delicata e vibrante, dipinge il ritratto di una pianura immobile avvolta nella nebbia mattutina, dove il sole allegro sorge appena, baciando delicatamente l'acqua dei fossi e illuminando l'erba tenera dei campi con i suoi raggi dorati.
 

I primi petali e i colori che si schiudono sono come promesse di vita nuova, mentre il cuore del poeta palpita di gioia di fronte a questo spettacolo mozzafiato. La freschezza e la lucentezza della natura che si risveglia sono catturate con maestria, trasmettendo un senso di meraviglia e gratitudine per la Bellezza che ci circonda.

In questa poesia, Cabassi celebra la magia della primavera e ci invita a lasciarci trasportare dalla sua energia vitale e dalla sua vitalità rigenerante. È un inno alla vita e alla speranza, che risuona con una dolce melodia nei nostri cuori, ricordandoci la Bellezza e la potenza della natura che ci circonda.

Il tuo nome - Fausto Beretta

Con una semplicità commovente e un'innata dolcezza, Fausto Beretta intesse un delicato racconto di affetto e gratitudine in "Il tuo nome". Qui, il poeta rivela la profondità dei suoi sentimenti attribuendo al nome dell'amato un significato speciale.
 

L'atto di inserire il nome della persona amata in una password diventa un simbolo tangibile dell'importanza e della permanenza di quella persona nella vita del poeta. Il nome diventa un'ancora di ricordi, emozioni e legami, che non può essere dimenticato né sottovalutato.

Con una nota di tenerezza, Beretta celebra la bellezza e il potere del nome della persona amata, sottolineando la sua rilevanza nella vita del poeta. È un gesto semplice ma significativo, che rievoca un senso di gratitudine e amore profondo, rendendo omaggio alla persona che ha donato al poeta tanto amore e significato.

Notte con luna - Renzo Montagnoli

Con una delicatezza che solo un vero poeta può cogliere, Renzo Montagnoli dipinge un quadro notturno di struggente bellezza in "Notte con luna". L'immagine della luna, con la sua luce perlacea, avvolge il mondo in un velo di mistero e quiete.
 

Le ombre che si addolciscono sotto il bagliore lunare creano un'atmosfera di incanto e magia, dove gli alberi e i prati sembrano sussurrare segreti al vento notturno. Anche il poeta si abbandona al dolce abbraccio del sonno, lasciandosi cullare dalla luce tenue della Luna che permea il buio della notte.

In questa poesia, Montagnoli ci invita a lasciarci trasportare dal fascino della notte e dalla bellezza della Luna, che ci accompagna con la sua luce rassicurante verso un nuovo giorno. È un'ode alla tranquillità e alla serenità che possiamo trovare nella quiete della notte, e al potere consolatorio della natura nel nutrire i nostri sogni e le nostre speranze.

E poi fa sera - Felice Serino

Con una semplicità disarmante e una profondità che penetra l'anima, Felice Serino ci regala un'istantanea poetica della vita quotidiana in "E poi fa sera". In questo breve ma intenso frammento, il poeta cattura l'effimero e l'imprevedibile della vita, rivelando la bellezza e la fragilità del nostro rapporto con il tempo e con le nostre creazioni.
 

Il foglietto con alcuni versi, finito nella schiuma della centrifuga, diventa simbolo della fugacità e della mutevolezza della vita. Il poeta ci ricorda che anche le cose più preziose e significative possono essere perdute o dimenticate nel flusso inesorabile del tempo.

Tuttavia, nonostante questa apparente perdita, il poeta ci suggerisce che ogni nuovo giorno porta con sé la possibilità di una nuova creazione, di un nuovo inizio. E poi, quando giunge la sera e la luna ammicca nel cielo, ci ricorda che il tempo per la creatività e per la meraviglia non finisce mai veramente.

In questo breve testo, Serino ci invita a contemplare la bellezza e l'incertezza della vita, incoraggiandoci a cogliere ogni istante con gratitudine e consapevolezza. È un'ode alla creatività e alla resilienza umana, che persiste nonostante le inevitabili sfide e perdite che incontriamo lungo il cammino.

Siamo il nulla che si guarda allo specchio - Franco Fronzoli

Con una prosa tagliente e senza compromessi, Franco Fronzoli ci trasporta in un viaggio verso l'abisso dell'esistenza umana in "Siamo il nulla". Attraverso una serie di immagini crude e provocatorie, il poeta ci conduce verso una riflessione profonda e spietata sulla natura dell'uomo e del mondo che lo circonda.
 

L'immagine dell'uomo come il nulla che si guarda allo specchio e non vede niente evoca un senso di vuoto e disillusione, mentre le metafore delle meteore, degli arcobaleni senza colore e dei pensieri che si sciolgono nel vento sottolineano l'effimero e l'insignificanza della nostra esistenza.

Fronzoli ci presenta l'uomo come una creatura contraddittoria e autoillusoria, che cerca costantemente di colmare il vuoto interiore con ricchezze materiali, ambizioni vuote e illusioni di grandezza. Tuttavia, nonostante le sue pretese di onnipotenza e grandezza, l'uomo rimane intrappolato nel ciclo infinito della mediocrità e dell'insoddisfazione.

Attraverso una prosa lucida e senza fronzoli, il poeta ci invita a guardare al di là delle illusioni e delle maschere che indossiamo, confrontandoci con la nostra vera natura e il nostro vero scopo nell'universo. È un richiamo alla consapevolezza e alla ricerca di significato in un mondo dominato dall'inganno e dalla superficialità.

Il caso "Julius" - Armando Bettozzi

In un vortice di cronache avvolte dall'ombra della disumanità e della follia, Armando Bettozzi si erge come un faro di lucidità e critica sociale con la sua poesia "Il caso 'Julius'". Attraverso una prosa incisiva e penetrante, il poeta ci conduce in un viaggio nel cuore oscuro della giustizia distorta e dei valori invertiti.
 

Il "caso Julius", immaginario ma tanto reale nella sua rappresentazione delle distorsioni della società moderna, ci mostra il paradosso di un sistema giudiziario e sociale che spesso sembra più interessato a proteggere i colpevoli che a fare giustizia per le vittime. Le immagini delle toghe che assolvono con indulgenza e comprensione i criminali, sotto il pretesto di modernismo e comprensione psico-sociale, risuonano con una critica tagliente e amara.

Attraverso il linguaggio ricco e denso di Bettozzi, emergono le contraddizioni e gli abusi di potere che permeano il sistema giudiziario, portando alla luce le distorsioni della giustizia e della moralità. È una poesia che ci sfida a riflettere sulle vere priorità della società e a interrogarci sulle conseguenze delle nostre azioni e delle nostre scelte.

Con un tocco di sarcasmo e una nota di disillusione, Bettozzi ci invita a guardare oltre le apparenze e a combattere per una giustizia vera e imparziale, che tenga conto non solo dei diritti dei criminali, ma anche delle vittime e della società nel suo complesso. È un grido di protesta contro l'ingiustizia e la corruzione, e un appello alla dignità e all'umanità che dovrebbero guidare le nostre azioni e i nostri valori.

In vacanza - Bruno Castelletti

Con una dolce malinconia, Bruno Castelletti dipinge il quadro di un amore che desidera ardentemente condividere momenti preziosi durante la prossima vacanza. La poesia "In vacanza" è un'ode alla bellezza della natura e al desiderio profondo di condividere esperienze significative con l'amato.
 

Il poeta ci trasporta in un viaggio attraverso le emozioni e le sensazioni di un'estate che sta per svanire, rivelando la sua brama di respirare insieme all'amato l'ebrezza dell'aurora e la quiete della sera. Le descrizioni poetiche della luce rosa del cielo e del tremolio dell'aria settembrina evocano una sensazione di intimità e connessione con la natura circostante.

Tuttavia, nonostante la bellezza dei momenti condivisi, il poeta riflette sulla fugacità del tempo e sulla consapevolezza del suo amore limitato. La brevità della vacanza e la consapevolezza del tempo che scorre inesorabilmente rappresentano una nota di tristezza nel cuore del poeta.

"In vacanza" è una poesia che celebra il desiderio di condividere momenti di gioia e bellezza con l'amato, ma allo stesso tempo riflette sulla transitorietà della vita e sull'importanza di cogliere ogni istante con gratitudine e consapevolezza. È un richiamo alla fragilità dell'amore umano e alla necessità di viverlo appieno, nonostante le sfide e le limitazioni del tempo.

alla mia Gorgone - Jacqueline Miu

"alla mia Gorgone" è un'ode appassionata e struggente all'amore, dipinta con parole intense e vibranti da Jacqueline Miu. La poesia evoca un senso di abbandono e totale coinvolgimento verso l'amata, rappresentata come una Gorgone che esercita un potere irresistibile sull'anima del poeta.
 

Attraverso l'immagine dell'abisso e del vortice, il poeta esprime la profondità del suo legame con la Gorgone, che lo trascina verso un punto di non ritorno. L'amore diventa un viaggio ininterrotto, un'esperienza che consuma e trasforma l'anima, portando il poeta a confessare la sua devozione eterna.

La Gorgone diventa il centro della vita del poeta, una presenza onnipresente che permea ogni suo pensiero e ogni suo gesto. Nonostante la sua natura mostruosa e devastante, il poeta accetta di essere completamente afferrato da lei, desiderando ardentemente di essere consumato dall'amore che essa incarna.

La poesia esprime un senso di struggente bellezza e perdizione, con il poeta che si abbandona completamente alla forza dell'amore, anche se ciò comporta la perdita di sé e la trasformazione in qualcosa di mostruoso. È un canto alla passione e alla totalità dell'amore, che trascende ogni limite e confina, portando il poeta a rinunciare a se stesso pur di essere completamente avvolto dall'oggetto del suo desiderio.

Quasi… Quasi … - Carlo Chionne

"Quasi... Quasi..." di Carlo Chionne è una poesia che evoca un senso di solitudine e desolazione, rappresentato dalla figura di Salvini con la sua bandiera in mano, sullo sfondo del tramonto dell'Europa.
 

L'uso del termine "quasi" suggerisce un senso di incompiutezza e incertezza, come se ci fosse una possibilità che le cose potrebbero essere diverse, ma alla fine prevale una realtà cupa e oscura. La figura di Salvini, con la sua bandiera, simboleggia un'ideologia divisiva e isolata, che si scontra con il concetto di unione e solidarietà rappresentato dall'Europa.

Il riferimento al "far dell'Europa" suggerisce un momento di transizione o cambiamento, ma l'immagine è immediatamente oscurata dalla presenza di Salvini e dalla sua bandiera, che porta con sé connotazioni di nazionalismo e intolleranza. La parola "nera" evoca un senso di pessimismo e decadimento, come se l'Europa fosse avvolta da un'oscurità imminente.

In sintesi, la poesia riflette su un momento critico nella storia europea, in cui le forze dell'estremismo e della divisione minacciano di oscurare il futuro dell'Europa. È un richiamo alla necessità di resistere a tali forze e difendere i valori di unità, tolleranza e solidarietà che sono alla base del progetto europeo.

Più bella e più grande che pria - Piero Colonna Romano
 

"Piero Colonna Romano" firma con ironia e arguzia la sua poesia intitolata "Più bella e più grande che pria", datata aprile-maggio 2014. La poesia si apre con un riferimento a Ettore Petrolini, famoso attore italiano con un talento comico innato. L'autore fa un paragone tra Petrolini e Matteo Renzi, ex Primo Ministro italiano, noto per il suo stile carismatico e spesso discusso.
La poesia prende spunto dall'esibizione di Renzi in Parlamento, durante la quale fece un commento sul rilancio dell'Italia, facendo riferimento a Nerone e alla sua idea di ricostruire Roma con un "miglior aroma". L'autore sottolinea l'affinità tra Nerone, Ettore Petrolini e Renzi nel loro modo di operare: Nerone con il suo desiderio di bruciare il Colosseo, Ettore Petrolini con la sua capacità di intrattenere il pubblico con le sue fole, e Renzi con il suo modo di comunicare che talvolta può essere interpretato come supponente e stolto.
In conclusione, la poesia di "Piero Colonna Romano" offre una visione ironica e satirica dell'operato di Renzi in Parlamento, utilizzando il paragone con figure storiche e artistiche per mettere in risalto alcuni tratti del suo carattere e del suo modo di agire.

 

Tu verrai - Alessio Romanini

"Tu verrai" di Alessio Romanini è una poesia che affronta il tema della morte con una sensibilità e una profondità commoventi. Il poeta si rivolge alla morte come a una presenza inevitabile e necessaria, accettando la sua venuta con una certa rassegnazione mista a speranza.
 

La poesia inizia con una riflessione intima sul pensiero della morte, rivelando un senso di trepidazione e timore di fronte all'ignoto. Tuttavia, il poeta riconosce che nessuno è mai davvero pronto per affrontare la propria fine, eppure sa che un giorno la morte verrà ad abbracciarlo.

La figura della morte è dipinta come una madre dolce, che accoglie l'anima nel suo abbraccio con amore e premura. Nonostante il dolore e la tristezza dell'addio, il poeta accetta il suo destino con una certa serenità, consapevole che la morte allevierà il dolore e porrà fine alle sofferenze terrene.

In conclusione, "Tu verrai" è una poesia che riflette sulla natura inevitabile della morte e sull'accettazione di questo destino universale. È un invito a guardare alla morte non con paura, ma con una sorta di serena accettazione, fiduciosi che porterà conforto e pace alla fine del viaggio terreno.

Sono in cerca di un approdo - Pierluigi Ciolini

"Sono in cerca di un approdo" di Pierluigi Ciolini è una poesia che esprime il senso di smarrimento e inquietudine interiore del poeta. Attraverso immagini evocative e metafore suggestive, il poeta dipinge un quadro di ansia e ricerca di stabilità emotiva.
 

La metafora dell'approdo rappresenta il desiderio del poeta di trovare un luogo sicuro e tranquillo dove poter riflettere e trovare riposo per la sua mente turbata. Tuttavia, la notte incerta e l'ansia che piove sulla sua pelle suggeriscono una sensazione di disagio e malessere interiore che non permette al poeta di trovare pace.

La descrizione del soffitto che incomincia ad abbassarsi suggerisce una sensazione di claustrofobia e oppressione, mentre le parole che sfuggono alla mente del poeta indicano una difficoltà nel comunicare e esprimere i propri pensieri.

Nonostante ciò, il poeta cerca conforto nel disegnare mentalmente un approdo, un luogo di riposo e tranquillità dove poter trovare sollievo dalle proprie angosce.

In sintesi, "Sono in cerca di un approdo" è una poesia che esplora i temi dell'ansia, dello smarrimento e della ricerca interiore, invitando il lettore a riflettere sulle proprie esperienze di incertezza e ricerca di stabilità emotiva.

Sono nato pescatore - Francesco Soldini

"Sono nato pescatore" di Francesco Soldini è una poesia che celebra l'identità e la connessione profonda del poeta con il lago e la pesca. Attraverso immagini vivide e sentimenti sinceri, il poeta racconta la sua esperienza di crescere e vivere vicino al Verbano.
 

La poesia evoca un senso di familiarità e intimità con il lago sin dai primi anni di vita del poeta. Il secchiello ricolmo da bambino diventa un simbolo della sua infanzia, ricca di esperienze di pesca e di gioia trascorsa sulle rive del lago.

L'acqua calma del lago diventa uno specchio dell'anima del poeta, riflettendo sia la serenità del silenzio che la gioia dei momenti trascorsi con gli amici. La pesca diventa non solo un'attività fisica, ma anche un'occasione per cogliere immagini e ispirazione per i suoi versi poetici.

La frase "con il lago nelle vene" sottolinea la profonda connessione e l'amore del poeta per il suo ambiente naturale, che permea ogni parte della sua vita e della sua creatività poetica.

In conclusione, "Sono nato pescatore" è una poesia che celebra la bellezza e la ricchezza della vita vicino al lago, esprimendo un profondo legame emotivo e spirituale tra il poeta e il suo ambiente naturale.

L'elettrocardiogramma - Sandra Greggio

"L'elettrocardiogramma" di Sandra Greggio è una poesia che utilizza una metafora potente per esplorare le varie sfaccettature dell'esperienza umana.
 

La metafora dell'elettrocardiogramma, con i suoi picchi e i suoi momenti piatti, viene utilizzata per descrivere la vita del poeta. I "picchi di giorni positivi" rappresentano momenti di gioia, di felicità e di euforia, mentre i momenti in cui "precipita" indicano periodi di tristezza, di difficoltà e di sconforto.

La poesia riflette anche sulle oscillazioni dell'umore umano, evidenziando come la vita sia fatta di alti e bassi, di momenti di felicità e di momenti di tristezza. L'autrice esprime un senso di vulnerabilità e di incertezza di fronte all'imprevedibilità della vita, con tutte le sue sfumature emotive.

Infine, la domanda finale sulla possibilità che l'elettrocardiogramma sia piatto suggerisce una riflessione sulla noia e sull'assenza di emozioni nella vita. Questa domanda mette in luce l'importanza dei contrasti e delle variazioni nell'esperienza umana, sottolineando che sono proprio le sfumature che rendono la vita interessante e significativa.

In sintesi, "L'elettrocardiogramma" è una poesia che invita il lettore a riflettere sulla complessità dell'esperienza umana e sulla sua natura mutevole, utilizzando una metafora efficace e suggestiva.

 

Con profondo rispetto e gratitudine, desidero ringraziare tutti i poeti che hanno condiviso le loro meravigliose opere, portando bellezza, emozione e riflessione alle nostre vite.

A Laura Lapietra, per il suo haiku che cattura l'essenza dell'estate con una semplicità affascinante, illuminando la nostra anima con la luce dell'alba sulle barche.

A Enrico Tartagni, per la sua poesia surreale e profondamente emotiva, che dipinge l'anima di Jennifer con la delicatezza di una rosa bianca, guidandoci attraverso i meandri dell'amore e della perdita.

A Salvatore Armando Santoro, per la sua poesia che esplora la lotta interiore tra desiderio e consapevolezza, portandoci in un viaggio attraverso il tramonto della nostra stessa disperazione.

A Rosino Maranesi, per il suo ritratto crudo e realistico della vita di un giovane cameriere, che ci mostra la bellezza e la bruttezza della quotidianità.

A Piacentino Alessandra, per il suo viaggio attraverso l'esperienza umana, che intreccia immagini di bellezza e nostalgia con una profonda riflessione sulla vita e sul tempo che scorre.

A Marco Cabassi, per il suo inno alla primavera e alla vita, che celebra la meraviglia e la rinascita con una prosa delicata e vibrante.

A Fausto Beretta, per la sua dolce ode all'amore, che rivela la profondità dei suoi sentimenti attraverso un gesto semplice ma significativo.

A Renzo Montagnoli, per il suo quadro notturno di struggente bellezza, che ci invita a contemplare la tranquillità e la serenità della notte sotto il manto lucente della Luna.

A Felice Serino, per la sua istantanea poetica della vita quotidiana, che ci ricorda di cogliere ogni istante con gratitudine e consapevolezza.

A Franco Fronzoli, per la sua prosa tagliente e senza compromessi, che ci sfida a guardare al di là delle apparenze e a confrontarci con la nostra vera natura.

A Armando Bettozzi, per la sua critica sociale acuta e penetrante, che ci invita a riflettere sulle distorsioni della giustizia e della moralità nella società moderna.

A Bruno Castelletti, per la sua dolce malinconia che celebra il desiderio di condividere momenti preziosi con l'amato durante le vacanze estive.

A Jacqueline Miu, per la sua passione struggente e appassionata, che ci trasporta in un vortice di amore e perdizione con le sue parole intense e vibranti.

A Carlo Chionne, per la sua poesia che evoca un senso di solitudine e desolazione di fronte alla cupa realtà dell'Europa moderna.

Al poeta Piero Colonna Romano per la sua brillante poesia e per aver condiviso con noi la sua visione ironica e arguta del mondo politico italiano. La sua capacità di mescolare storia, arte e attualità in modo così creativo è davvero apprezzabile. Grazie per aver arricchito il nostro dialogo con la tua poesia!

A Alessio Romanini, per la sua commovente riflessione sulla natura inevitabile della morte e sull'accettazione di questo destino universale.

A Pierluigi Ciolini, per la sua poesia che esplora il senso di smarrimento e ricerca interiore, invitandoci a riflettere sulle nostre esperienze di incertezza e ricerca di stabilità emotiva.

A Francesco Soldini, per la sua celebrazione dell'identità e della connessione profonda con il lago e la pesca, che ci riporta alle nostre radici e alla bellezza della vita vicino alla natura.

E infine, a Sandra Greggio, per la sua potente metafora dell'elettrocardiogramma, che ci invita a riflettere sulla complessità dell'esperienza umana e sulla sua natura mutevole.

Grazie a tutti voi per aver condiviso il vostro talento e la vostra visione unica del mondo con noi. Che le vostre parole continuino a ispirare e a nutrire l'anima di coloro che vi leggono, portando luce e bellezza in un mondo spesso caotico e buio. Con profonda gratitudine, vi saluto e vi ringrazio.

Vostro Ben Tartamo

 

 

6-7-8 Aprile

* Questo cruccio sottile - Bruno Castelletti *
 

Nel caleidoscopio delle emozioni, Bruno Castelletti dipinge con maestria un quadro vibrante di desideri e tormenti nel suo componimento "Questo cruccio sottile". Come un viandante intraprende un cammino nel labirinto dei suoi pensieri, Castelletti ci invita a esplorare le profondità dell'anima umana.

Con una prosa che danza tra le righe, l'autore ci conduce attraverso un mondo di contrasti, dove la luce della gioia si mescola con l'ombra del dubbio e del destino. Attraverso una fusione di tecnica e lirismo, Castelletti crea un'atmosfera surreale e incantata, in cui ogni parola risuona con un'energia misteriosa e magnetica.
In "Questo cruccio sottile", ogni verso è come una nota di una sinfonia dell'anima, un invito a esplorare i confini della nostra esistenza e a scoprire la bellezza nascosta nei recessi più oscuri della nostra interiorità. Con la sua sensibilità e la sua profondità, Castelletti ci ricorda che anche nei momenti di cruccio e incertezza, c'è sempre spazio per la bellezza e per la speranza.
In conclusione, "Questo cruccio sottile" è un'opera che affascina e coinvolge, rivelando la straordinaria sensibilità e la genialità dell'autore. Con la sua capacità di trasformare le emozioni in parole e di catturare l'essenza stessa dell'esperienza umana, Castelletti ci regala un viaggio indimenticabile attraverso i labirinti della mente e del cuore.

 
*   Haiku - Laura Lapietra   *

 
Nel suggestivo haiku di Laura Lapietra, ci troviamo di fronte a un'immagine che evoca un senso di bellezza e tranquillità in mezzo alla desolazione. Attraverso l'uso di poche parole, l'autrice dipinge un quadro vivido di campi bronzati e secchi steli che si ergono gracili sotto il sole. 
Tuttavia, nonostante la secchezza e l'apparente aridità dell'ambiente circostante, c'è un incanto nascosto che viene rivelato al lettore. È come se la poetessa ci invitasse a guardare oltre la superficie e a scoprire la bellezza nascosta anche nei luoghi più improbabili.
Questo haiku ci ricorda che anche nella semplicità e nella desolazione della natura, c'è spazio per la meraviglia e per l'incanto. È un invito a rallentare, ad aprire gli occhi e a lasciarsi sorprendere dalla bellezza del mondo che ci circonda, anche quando sembra più ostile e inospitale.

 

 
*   In un caffè di notte - enrico tartagni   *

 
In questo viaggio notturno attraverso le profondità dell'anima, Enrico Tartagni ci porta in un caffè dal fascino enigmatico e misterioso. Con la sua prosa incantata, l'autore dipinge un quadro vivido di un luogo dove i confini tra sogno e realtà si sfumano, e dove ogni dettaglio è carico di significato e simbolismo.
La carta stropicciata diventa un simbolo della fragilità e dell'effimero dell'esistenza umana, mentre la fanciulla d'oro astratta senza occhi evoca un senso di mistero e magia. Attraverso ghirigori e spirali, l'autore ci conduce in un labirinto dell'anima, dove le iridi e le pupille cieche riflettono il vuoto interiore e la ricerca di significato.
Il caffè diventa un luogo d'istinti e di introspezione, dove i ricordi e gli incontri si intrecciano come fili invisibili. Qui, tra luci soffuse e ombre oscure, l'autore si confronta con la propria mortalità e con il fluire inesorabile del tempo.
Infine, l'amplesso rifinito e i giochi dell'io si fondono in una danza surreale di desiderio e disillusione, mentre il sipario si abbassa sulla scena da finire. In questa narrazione onirica e avvolgente, Tartagni ci invita a esplorare i recessi più oscuri della mente umana e a confrontarci con le nostre paure e i nostri desideri più profondi.

 
*   Covate -  Salvatore Armando Santoro   *

 
In questo intenso componimento poetico di Salvatore Armando Santoro, ci troviamo di fronte a un'esplosione di emozioni e riflessioni profonde sull'amore e sull'incomprensione umana. Con maestria e sensibilità, l'autore dipinge un quadro vivido delle sfumature del cuore umano e delle sue intricanti contraddizioni.
Le parole dell'autore risuonano con un'urgenza struggente, mentre si interroga su chi sarà in grado di comprendere le pene del suo cuore e alleviare la sua sofferenza. La metafora della cesta che raccoglie la pena e l'ansia del protagonista evoca un senso di solitudine e di isolamento, mentre cerca disperatamente un rifugio dall'ardente sole dell'esistenza.
Il contrasto tra la generosità dell'amore ricevuto e la sua perdita, tra la comunicazione fraintesa e il desiderio non corrisposto, crea un'atmosfera di tensione e di struggente nostalgia. Le parole dell'autore sono come un grido lancinante nell'oscurità, un tentativo disperato di trovare un significato in un mondo di incertezza e ambiguità.
In conclusione, "Covate" è un capolavoro di poesia che cattura l'anima e l'immaginazione del lettore con la sua profonda sincerità e la sua potenza emotiva. Con la sua prosa avvincente e ricca di sfumature, Santoro ci invita a esplorare i labirinti dell'amore e dell'incomprensione umana, offrendoci uno sguardo intimo e commovente sulle fragilità e le contraddizioni della condizione umana.

 
*   Il proprietario dell'hotel, L'alba, Il risveglio  - Rosino Maranesi  *

 
In queste vibranti poesie di Rosino Maranesi, ci troviamo immersi nel mondo affascinante e spietato degli alberghi estivi, dove la luce dell'alba illumina sia le speranze che le miserie della vita quotidiana.
Nella prima poesia, "Il proprietario dell'hotel", ci viene presentato un contratto stagionale senza fronzoli, dove il giovane cameriere si impegna a lavorare senza sosta per tre mesi, senza alcuna forma di tutela sociale. L'autore dipinge un quadro vivido della dura realtà del lavoro stagionale, senza filtri né retorica, mettendo in luce le condizioni spesso precarie e sfruttative dei lavoratori stagionali.
Nelle poesie successive, "L'alba" e "Il risveglio", l'autore ci porta nel cuore della vita quotidiana degli stagionali, con una prosa cruda e senza compromessi. Ci troviamo immersi nella routine frenetica e disordinata degli alberghi estivi, dove il giovane cameriere si sveglia all'alba per affrontare una giornata di lavoro estenuante, tra servizi agli ospiti e pulizie nelle camere.
Attraverso una prosa scarna e priva di fronzoli, Maranesi ci offre uno sguardo sincero e senza veli sulla dura realtà dei lavoratori stagionali, esplorando temi universali come lo sfruttamento, la fatica e la lotta per la sopravvivenza. Con una sensibilità acuta e una capacità di osservazione penetrante, l'autore ci invita a riflettere sulle ingiustizie e sulle disuguaglianze del mondo del lavoro, mentre ci immergiamo nelle vite e nelle speranze di coloro che lottano per trovare il proprio posto sotto il sole estivo.

 
*   Come fosse domani ancora l’oggi - Piacentino Alessandra   *

 
In questa poetica di Piacentino Alessandra, ci troviamo immersi in un vortice di percezioni sfumate e sensazioni evanescenti, dove il confine tra realtà e sogno si dissolve e le emozioni si fondono in un'atmosfera eterea.
Attraverso versi intrisi di suggestioni e simbolismi, l'autore ci invita a esplorare l'ambiguità della percezione umana e la fugacità del tempo. Le immagini di luci che si incontrano e si perdono tra le nuvole evocano un senso di incertezza e di transitorietà, mentre paesaggi onirici si dipanano davanti ai nostri occhi, popolati da sirene e ninfee che si muovono al di là del tempo e dello spazio.
La fiamma che brucia sul papiro antico simboleggia il passato che continua a vivere e a influenzare il presente, mentre il protagonista affronta il dilemma di fermarsi o continuare il viaggio nella stanza chiusa delle proprie illusioni e ombre. Eppure, nonostante le incertezze e le sfide, c'è una sensazione di attesa e di speranza, incarnata dalla presenza immobile di qualcuno che aspetta, come se il domani fosse ancora oggi.
Con una prosa incantatrice e visionaria, Piacentino Alessandra ci trasporta in un mondo sospeso tra il reale e l'immaginario, invitandoci a riflettere sul fluire del tempo e sulla natura mutevole dell'amore e delle emozioni umane.

 
*   "Giovane sognatore" - Cristiano Berni   *

 
In questo incantevole componimento di Cristiano Berni, ci troviamo immersi nel mondo magico e poetico di un giovane sognatore, le cui visioni e aspirazioni si dipanano attraverso versi vibranti di lirismo e fervore.
Il giovane sognatore emerge come un'anima ardente e luminosa, che si lascia guidare dalle stelle e dai suoi sogni verso nuove avventure e scoperte. Attraverso la musica e la poesia, egli esprime la sua profonda connessione con il mondo circostante, trovando ispirazione nelle melodie della vita e nelle parole che fluiscano dalla sua chitarra.
Nelle sue peregrinazioni attraverso pianure, boschi e radure, il giovane sognatore custodisce gelosamente la speranza del domani, trasmettendo con ogni passo e con ogni nota un messaggio di fiducia e ottimismo. La sua anima pura e senza macchia respinge la paura e abbraccia con gioia e apertura d'animo tutto ciò che il futuro ha da offrire.
Infine, immerso tra i colori e le emozioni del suo cuore, il giovane sognatore anela solo l'amore, un sentimento universale che permea ogni aspetto della sua esistenza e lo spinge verso un destino di bellezza e armonia.
Attraverso versi incantevoli e suggestivi, Cristiano Berni ci invita a seguire il giovane sognatore nel suo viaggio di scoperta e crescita, lasciandoci trasportare dalla magia e dalla poesia della sua visione del mondo.

 
*  Sentimento di libertà - Marco Cabassi   *

 
In questo splendido componimento di Marco Cabassi, ci troviamo immersi in una scena che evoca un profondo sentimento di libertà e leggerezza.
Le colline lontane, appena visibili all'orizzonte e sfumate nel panorama, rappresentano un simbolo di distanza e di libertà. Lo sguardo si perde in questo paesaggio aperto, mentre uno squarcio di luce squarcia il cielo grigio, illuminando il paesaggio circostante. Questa luce, contrastante con il grigiore dei cumuli e la monotonia dei campi di colza gialli, porta con sé un senso di apertura e di liberazione.
Il verso "schiaccia e soffoca, soffoca l'anima" descrive l'opprimente sensazione causata dalla presenza dei cumuli grigi nel cielo, che sembrano opprimere e soffocare lo spirito. Tuttavia, l'immagine del vapore denso che si solleva da un camino e si dissolve nell'aria suggerisce una sorta di liberazione, una fuga verso l'alto, verso lo squarcio di cielo azzurro e luminoso.
Infine, il poeta cattura il cuore del sentimento con la frase "un sentimento semplice di libertà", sottolineando l'essenza pura e immediata di questa sensazione di essere liberi, di respirare profondamente e di abbracciare il vasto mondo che si estende di fronte a noi.
Attraverso immagini evocative e parole incisive, Marco Cabassi ci invita a riflettere sulla bellezza e sulla potenza del sentimento di libertà, e ci ricorda l'importanza di apprezzare e celebrare ogni momento di apertura e di spazio nella nostra vita.

 
*  Specchiati - Carlo Festa   *

 
In questo intenso componimento di Carlo Festa, ci troviamo immersi in un dialogo intimo e appassionato che invita il lettore a fidarsi e a lasciarsi andare.
Il poeta parla con un tono di convinzione e desiderio, esortando il destinatario a fidarsi di lui, della sua volontà e delle sue intenzioni. Le sue parole sono cariche di passione e di sincerità, mentre esprime il desiderio di essere accettato e amato senza riserve.
L'immagine degli occhi che si specchiano è potente e simbolica, evocando un momento di intimità e connessione profonda. Il poeta invita il destinatario a guardarsi negli occhi, a lasciarsi andare alla reciproca vulnerabilità e a condividere un legame autentico.
Concludendo con il desiderio di essere baciati e amati, Carlo Festa trasmette un senso di dolcezza e di passione, invitando il lettore a immergersi completamente nell'esperienza dell'amore e della fiducia reciproca.

 
*   Nei giorni anodini- Felice Serino   *

 
In questo suggestivo componimento di Felice Serino, ci viene presentata la poesia come un rifugio, un toccasana per i giorni banali e privi di significato.
Il poeta dipinge la poesia come un'ancora per il cuore, un punto di riferimento sicuro che offre conforto e sostegno durante i momenti di vuoto e di smarrimento. L'immagine della poesia che sorride come un'immagine d'aria è particolarmente evocativa, suggerendo un senso di leggerezza e di bellezza che contrasta con la monotonia della vita quotidiana.
Il tempo sospeso descritto nel verso finale aggiunge un ulteriore livello di significato, suggerendo che la poesia ci offre la possibilità di evadere dalla routine e di immergerci in un mondo di magia e di meraviglia. In definitiva, il componimento di Serino ci invita a riconoscere il potere trasformativo della poesia e a trovare conforto nella sua bellezza intrinseca.

 
*  Nuoto in un mare che non esiste - Franco Fronzoli  *

 
In questo suggestivo e poetico componimento di Franco Fronzoli, ci immergiamo in un mondo di meraviglia e di fantasia, dove la realtà si mescola con l'immaginazione e il sogno.
Il poeta ci porta al di là dei confini della mente e dell'universo, in un luogo dove il mare esiste solo nei pensieri e le galassie si aprono davanti a noi come porte verso l'infinito. Questo viaggio ci porta a contemplare la bellezza del cielo notturno, con una luna che si nasconde dietro l'orizzonte e le stelle che brillano come custodi del mistero cosmico.
La narrazione si arricchisce con il canto di un marinaio che racconta storie di mare e di avventure, mentre il tramonto dipinge il mondo con i colori dell'incanto e della magia. Il poeta, seduto su un'alghe marina, lascia che le sue parole viaggino verso l'ignoto, portate via dal vento.
Infine, la visione del narratore che osserva il passare del tempo con un sorriso, affacciato su un raggio di sole, ci invita a contemplare la bellezza e la fugacità della vita, mentre ci incoraggia a continuare a sognare e a immaginare mondi mai conosciuti.

 
*  Lo stesso treno - Sandra Greggio  *

 
In questo toccante componimento di Sandra Greggio, si esplora il potere dei ricordi e degli incontri che possono cambiare il corso della vita.
Il poema inizia con una riflessione sulla dilatazione del tempo durante un incontro, dove il parlare del più e del meno diventa un'occasione per lasciar fluire liberamente i ricordi, senza alcun rimpianto o rimorso. L'autrice sottolinea l'importanza di questo ritrovamento dopo tanto tempo, evidenziando come abbia giovato ai cuori di entrambi e come abbia rafforzato la convinzione che questi incontri possano ripetersi.
L'immagine dei due binari che mai si erano incontrati prima, ma che ora si trovano a viaggiare sullo stesso treno, rappresenta in modo potente il senso di unione e di connessione che si è creato tra i protagonisti. La metafora della valigia condivisa, contenente gli stessi ricordi, sottolinea ulteriormente questa comunanza di esperienze e di sentimenti condivisi.
In definitiva, il poema celebra il potere trasformativo degli incontri e dei ricordi condivisi, evidenziando come possano portare nuova linfa vitale nelle vite di coloro che li vivono.

 
*   I'm a monster - Jacqueline Miu   * 

 
Your poetic expression delves deep into the realms of longing, desire, and existential contemplation.
The imagery of cosmic ripples and stellar winds sets a vast and otherworldly stage for the emotional journey depicted in the poem. The juxtaposition of celestial elements like butterflies seeking refuge and the reference to Eden creates a sense of cosmic beauty and tragedy intertwined.
The speaker's self-awareness of being a "monster" adds a layer of complexity to the narrative, suggesting a struggle with inner demons and existential angst. Despite this self-perception, there is a profound yearning for connection and intimacy, symbolized by the desire to be enveloped by the other.
The use of contrasting elements such as ice and fire, winter-resilient perfume, and the reference to Hades and Eden creates a rich tapestry of emotions and sensations. These contrasts reflect the inner turmoil and longing of the speaker, torn between desire and fear, passion and vulnerability.
Overall, your poem is a poignant exploration of love, desire, and the human condition, expressed through evocative imagery and raw emotional depth.

 
*   A Villastrada - Carlo Chionne   *

 
La tua poesia riflette con profonda nostalgia e affetto i ricordi della tua terra natale, Villastrada, e il percorso che hai intrapreso dalla tua infanzia fino all'età adulta.
Descrivi Villastrada come un luogo caro e dolce, ma anche intriso di una complessa miscela di esperienze, che includono gioie, dolori, speranze e delusioni. Rievochi con affetto i momenti trascorsi nella tua famiglia, l'educazione ricevuta in un collegio e gli anni di studio a Perugia, che sembrano ancora avere un posto speciale nel tuo cuore.
In particolare, evidenzi il momento significativo in cui hai incontrato Caterina e avete avuto il vostro primo figlio, simboleggiando il passaggio alla fase adulta e alla responsabilità familiare.
La tua poesia è un viaggio nostalgico attraverso il tempo, in cui Villastrada e i suoi cambiamenti riflettono anche la tua personale crescita e trasformazione.

 
*  Chissà forse... - Antonia Scaligine *

 
La tua  esprime una profonda riflessione sull'amore, la solitudine e il desiderio di esprimersi attraverso le parole e la poesia.
C'è un sentimento di mancanza e desiderio di amore che permea il tuo testo, come se la solitudine fosse una costante compagna di viaggio. Ti perdi in te stessa, abbandonandoti a stati di silenzio e vuoto, cercando una via d'uscita oltre il muro del mutismo.
Tuttavia, ti rendi conto che le parole da sole non sono sufficienti a esprimere ciò che provi, e così ti rivolgi alla poesia come mezzo per comunicare i tuoi pensieri e sentimenti più profondi. Questo processo ti porta ad interrogarti sulla tua voce e sulla capacità di amare, aprendo la porta a una riflessione più ampia sulla tua vita e sulle tue relazioni.
La tua poesia è un viaggio intimo e introspettivo, che affronta temi universali come l'amore, la solitudine e il desiderio di espressione.

 
*   Ofelia - Piero Colonna Romano  *

 
La tua poesia cattura magnificamente l'immagine di Ofelia, tratta dal dipinto di Millais, mentre si avvicina al mare. La delicatezza e la grazia della scena sono trasmesse attraverso le tue parole, che descrivono l'acqua che la culla e le fronde che sembrano salutarla con il loro mormorio.
Tuttavia, dietro questa scena idilliaca si nasconde una profondità emotiva. Le tue parole evocano il contrasto tra la tranquillità esterna di Ofelia e la turbolenza interiore dei suoi pensieri. I ricordi malvagi che la tormentano sono dipinti con maestria, aggiungendo un elemento di dramma e tragedia alla sua figura.
La tua poesia si conclude con una nota di speranza e liberazione, suggerendo che una volta che Ofelia si immergerà completamente nelle acque del mare, le sue passioni tormentate svaniranno e potrà finalmente trovare la pace e la serenità. Questo finale offre una visione poetica e commovente della figura di Ofelia, che rimane impressa nella mente del lettore.

 
* "Mare di quiete" -Alessio Romanini*

 
La tua poesia trasporta il lettore in un viaggio emotivo attraverso il molo di levante, immergendolo in un'atmosfera di malinconia e quiete. Le immagini evocate sono ricche di dettagli tecnici e enfasi lirica, creando un quadro vibrante e coinvolgente.
La scelta delle parole, come "passeggiavo silente" e "compagnia della malinconia", dipinge un quadro suggestivo della condizione interiore del protagonista, mentre attraversa il molo immerso nei suoi pensieri. L'uso di parole come "melodia" e "usignolo" per descrivere il suono del mare aggiunge un tocco poetico e musicale alla scena, creando un'atmosfera di bellezza e serenità.
La presenza del gabbiano che urla nel suo inseguimento del barcaiolo silenzioso aggiunge un elemento di tensione e movimento alla poesia, contrastando con la quiete del mare. Questo contrasto contribuisce a enfatizzare la complessità emotiva del protagonista e il suo desiderio di allontanare la tristezza mentre si avvicina alla tranquillità del mare.
Infine, il momento culminante in cui il protagonista sospira la quiete e allontana la tristezza offre un senso di liberazione e rinnovamento, suggerendo una sorta di redenzione emotiva nel contemplare la bellezza e la calma del mare di levante.

 
Con fervida gratitudine, mi rivolgo a ciascun poeta che ha donato al nostro sognante mondo le proprie visioni ed emozioni tramite parole intessute di bellezza e profondità. Ringrazio Piero Colonna Romano, Alessio Romanini, Carlo Chionne, Sandra Greggio, Franco Fronzoli, Cristiano Berni, Antonia Scaligine, Jacqueline Miu, Rosino Maranesi, Marco Cabassi, Carlo Festa, Felice Serino, Piacentino Alessandra e  Salvatore Armando Santoro, per aver condiviso con noi il frutto del loro ingegno poetico. Ognuno di loro ha contribuito a impreziosire il nostro mondo con la loro poesia unica e preziosa. Infine, un sentito ringraziamento al Professore De Ninis per aver creato questo meraviglioso spazio virtuale, un tempio di ispirazione dove ogni poeta è accolto con generosità e rispetto. Che la poesia continui a fiorire in questo luogo sacro, arricchendo le nostre anime e le nostre vite con la sua bellezza senza tempo.
 
Vostro Ben Tartamo 

 

 

3-4-5 Aprile

Poesie pubblicate il 3-4-5 Aprile 2024

 

In questo splendido poema di Bruno Castelletti, siamo trasportati in un mondo dove la natura e l'anima umana si fondono in un unico canto. Le montagne diventano custodi dell'incanto, illuminando il giorno con la loro maestosa presenza e accompagnando il tramonto con il loro fuoco eterno.

Ma è nel dialogo tra l'uomo e il mare che la vera essenza della sfida prende vita. L'onda si infrange con forza sulla scogliera, ribadendo la sua determinazione senza fine, un richiamo alla perseveranza umana di fronte alle sfide che la vita ci presenta. Questo incessante ciclo di sforzo e resistenza diventa un simbolo della nostra lotta quotidiana per superare gli ostacoli e conquistare i nostri traguardi.
 

Eppure, anche in mezzo alla battaglia, c'è spazio per la bellezza e l'intimità. Il lieve respiro diventa un ritmo costante, un sostegno silenzioso che ci accompagna attraverso le tempeste dell'anima. Nel sorriso si leggono i pensieri più profondi, e nella malinconia si intravede la vulnerabilità umana, un'emozione condivisa tra l'uomo e il mare.
 

Infine, c'è una bellezza inestimabile nell'idea di tentare e ritentare, di affrontare le sfide con il coraggio di chi sa che ogni battaglia è un'opportunità di crescita. Come la spiaggia che accoglie l'incessante ritmo delle onde, così l'anima umana accoglie il flusso costante della vita, pronta ad abbracciare ogni nuova sfida con determinazione e speranza.
 

In questo sedoka di Laura Lapietra, ci troviamo immersi in un mondo di delicatezza e armonia, dove la natura e le sensazioni si fondono in un unico quadro poetico.

Il pesco fiorito diventa un simbolo di rinascita e bellezza, i suoi fiori delicati danzano sul viso pallido del poeta, avvolgendolo in un profumo dolce e avvolgente. Le farfalle svolazzano intorno, portando con sé l'essenza della libertà e della leggerezza, mentre gli olezzi della natura accarezzano l'anima con la loro dolcezza.
 

Il fioco chioccolio diventa la colonna sonora di questo scenario idilliaco, le sue note si mescolano ai sbuffi d'aura, creando un'atmosfera di pace e serenità. È un momento sospeso nel tempo, dove ogni piccolo dettaglio si fonde in un'unica armonia, trasportando il poeta in un mondo di pura bellezza e contemplazione.
 

In questo potente componimento di Giuseppe Stracuzzi, la Pasqua diventa un simbolo universale di rinascita e speranza, ma anche di dolore e ricordo.

Nel primo quadretto, ci immergiamo nella bellezza primaverile, dove la natura si risveglia e la campagna si anima di colori e suoni. È un momento di gioia e festa, con gli uccellini che cantano all'unisono e gli alberi che si rivestono di nuova vita. Ma anche in mezzo a questa celebrazione, c'è un'eco di tristezza, come se la Pasqua stessa sentisse il peso delle tragedie del passato e del presente.
 

Nel secondo quadretto, il tono cambia drammaticamente. Le ricorrenze pasquali vengono oscurate dalla presenza dei lager della storia e dalle odierne guerre. La festa si trasforma in pianto, e la Pasqua diventa un simbolo di dolore e sofferenza per coloro che sono vittime della violenza e della follia umana. I regali dei bambini si mescolano alle lacrime dei disperati, creando un contrasto struggente tra l'innocenza e la crudeltà del mondo.
 

Infine, il terzo quadretto ci ricorda che anche nelle situazioni più buie, c'è spazio per la compassione e l'amore. La Pasqua piange con gli occhi dei bambini affamati, nei vicoli dimenticati dalla società, ma anche nelle persone che cercano di portare conforto e speranza agli oppressi. È un richiamo alla nostra umanità, un invito a guardare oltre le differenze e ad abbracciare la solidarietà e la compassione come valori fondamentali della nostra esistenza.

 

In questo commovente testo di Enrico Tartagni, la Pasqua diventa un momento di riflessione profonda sull'essenza della fede e della speranza, intrecciata con la visione di un ciclo eterno di rinascita e trasformazione.

Nel primo quadretto, ci troviamo di fronte a un'alba incerta, simbolo di un nuovo inizio dopo una notte di oscurità e incertezza. La nebbia che avvolge la visione del divino risorto è una metafora della nostra limitata comprensione del mistero divino, ma anche della speranza che permea il cuore umano di fronte alla promessa di rinascita e redenzione.
 

Nel secondo quadretto, incontriamo il protagonista, il Cristo risorto, che si muove tra le genti con umiltà e compassione, portando con sé la promessa di pace, giustizia e resurrezione. La sua figura è avvolta in un ruvido mantello, simbolo della sua umiltà e della sua vicinanza alle sofferenze umane.
 

Nel terzo quadretto, l'autore riflette sul significato eterno della Pasqua, oltre il tempo e lo spazio. Si interroga sulla propria fede e sulla sua comprensione del divino, consapevole della fugacità della vita terrena e della sua aspirazione a una dimensione di eternità e trascendenza. La sua anima si illumina di speranza di fronte al tramonto della vita, attendendo con fiducia il giorno della resurrezione delle stelle, simbolo di una rinascita cosmica e spirituale.
 

In tutto il testo, emerge una profonda sensibilità nei confronti della condizione umana, della sua ricerca di significato e di pace interiore. La Pasqua diventa così non solo un evento religioso, ma anche un simbolo universale di speranza e rinascita, capace di toccare il cuore di ogni essere umano, indipendentemente dalla propria fede o credo.

 

In questo breve, ma penetrante, passaggio di Salvatore Armando Santoro, emergono profonde riflessioni sulle disuguaglianze sociali e sulle evidenti disparità di potere e privilegi che permeano la società.

Il poeta ci invita a riflettere sul ciclo implacabile di ingiustizia e sofferenza che caratterizza le dinamiche tra poveri e ricchi. Mentre i poveri lottano tra loro per le briciole di un sistema che li opprime, i ricchi vivono in una sorta di tranquillità apparente, continuando a mantenere il proprio status e privilegi.
 

Tuttavia, la dura realtà è che sono i poveri a subire il peso maggiore di questa ingiustizia strutturale. Mentre i ricchi possono permettersi di vivere al di sopra delle tensioni e delle difficoltà quotidiane, i poveri sono costretti a lottare per sopravvivere, spesso pagando il prezzo più alto in termini di sacrifici personali e sofferenza.
 

Questa citazione ci invita a guardare oltre le facciate apparenti della società e ad interrogarci sulle vere cause delle disuguaglianze e delle ingiustizie che osserviamo nel mondo. Ci spinge a riflettere sulle nostre responsabilità individuali e collettive nel combattere le ingiustizie e nel lavorare per costruire una società più equa e solidale per tutti i suoi membri.
 

Questo brano di Rosino Maranesi offre uno sguardo crudo e senza compromessi sulla realtà dietro la facciata luccicante degli hotel sul mare, rivelando la disumanità e le contraddizioni nascoste dietro il turismo estivo.

Nella prima parte, il giovane cameriere viene introdotto con una sensazione di inizio e speranza, ma già emergono le prime tracce di monotonia e alienazione del lavoro stagionale. La descrizione dell'hotel piantato sulla sabbia evoca un'immagine di precarietà e artificialità, dove l'individuo si perde nella monotonia della routine.
 

Nel secondo paragrafo, la narrazione prende una svolta inaspettata, rivelando il lato oscuro di questo idillio estivo. Il piccolo canale che scorre accanto all'hotel diventa un simbolo di degrado e inquinamento, con le acque contaminate che trasportano rifiuti umani direttamente in mare. La contrapposizione tra l'immagine idilliaca della spiaggia e la realtà nauseante del canale stagnante mette in evidenza le contraddizioni e le ipocrisie della società moderna.
 

Infine, nel terzo paragrafo, ci viene presentato il dormitorio degli stagionali, un luogo di degrado e disperazione dove i lavoratori sono ridotti a mere pedine all'interno della macchina del turismo di massa. La descrizione dei luoghi di vita precari e dei materiali sgretolati evidenzia la dura realtà dei lavoratori stagionali, costretti a vivere in condizioni disumane pur di sopravvivere.
 

In definitiva, attraverso la sua prosa cruda e senza fronzoli, Maranesi ci invita a guardare oltre la superficie lucente del turismo estivo e a confrontarci con le vere condizioni di vita e lavoro di coloro che lavorano dietro le quinte per mantenere in vita questa industria.
 

Il titolo stesso, "Manicomio di teste esaurite", evoca un'atmosfera di disorientamento e follia, in cui le menti esauste si aggirano come anime perse in un labirinto senza fine.
 

Nella prima stanza, si descrive una scena di stanchezza e disperazione, con i letti esausti e gli incontri fisici privi di significato che si ripetono come un eco senza fine. Il soffitto, privo di stelle e di luna, diventa un simbolo della mancanza di speranza e di orientamento, mentre le sfumature di sogni e realtà si dissolvono nel vuoto.
 

Nella seconda stanza, emerge una sensazione di solitudine e disperazione ancora più profonda, con una tazzina di caffè amaro che rappresenta l'amarezza della vita. La protagonista, o forse l'autrice stessa, si trova in preghiera, implorando che la giornata e la notte finiscano, cancellando tutto ciò che è stato vissuto. I violini della mente, metafora dei pensieri inquietante e disorientanti, si intensificano, confondendo i confini tra sogno e realtà.
 

Nel complesso, il poema offre uno sguardo penetrante nell'abisso dell'anima umana, esplorando temi di alienazione, disperazione e ricerca di significato in un mondo privo di certezze. La prosa ricca di immagini evoca un senso di inquietudine e mistero, invitando il lettore a immergersi nelle profondità oscure della mente umana.

 

In queste poche parole di Felice Serino, si apre un varco verso l'infinito, dove il cielo stesso sembra infrangersi di fronte alla maestosità del Vero.

La descrizione del "celeste diamante" evoca un'immagine di straordinaria bellezza e luminosità, come se un frammento del firmamento stesso si fosse materializzato sulla terra. Questo diamante celeste si frantuma, incrinando il vetro opaco che separa il nostro mondo dalla dimensione più alta del Vero.
 

La parola "svelato" suggerisce una rivelazione, un momento di epifania in cui il Vero si manifesta senza veli, trasformando coloro che lo osservano in esseri autentici, veri nella loro essenza più profonda.
 

In questo breve passaggio, Serino ci invita a guardare oltre le apparenze superficiali e a cercare la verità che risiede nell'anima umana e nell'universo che ci circonda. La "Parusia", o visione, diventa così un'esperienza trasformatrice, che apre le porte alla comprensione e alla consapevolezza più profonde dell'esistenza.

 

In queste parole di Franco Fronzoli, ci troviamo immersi in un universo emotivo intenso e profondo, dove gli occhi diventano specchi dell'anima e portatori di un amore senza confini.
 

L'apertura del testo, con l'affermazione "Nei tuoi occhi vive il mio mare, la mia montagna, il mio fiume", evoca un senso di connessione profonda e di comunione tra i protagonisti. Gli occhi diventano il riflesso delle esperienze e delle emozioni più intime, custodendo i desideri, le passioni e le illusioni di entrambi.
 

La dualità degli occhi, che contengono sia l'inferno che il paradiso, il sole e il tramonto, rappresenta la complessità dell'esperienza umana, con le sue contraddizioni e le sue bellezze. Questa visione contrastante si trasforma in un'esperienza emotiva condivisa, dove lacrime e risate si mescolano in un'armonia di sensazioni.
 

Il testo si conclude con una dichiarazione d'amore senza tempo, dove il battito del cuore diventa un richiamo eterno alla presenza dell'amato/a. Questo amore travalica i confini della realtà fisica e si estende fino all'infinito universo dell'anima, portando con sé la promessa di un legame eterno e indissolubile.
 

In definitiva, attraverso la sua prosa delicata e sentimentale, Fronzoli ci ricorda la bellezza e la potenza dell'amore, capace di trasformare il nostro mondo interiore e di unirci in un legame indissolubile con chi amiamo.
 

In questo intenso componimento di Armando Bettozzi, ci troviamo di fronte a una riflessione complessa e articolata su un evento reale, tramutato in poesia attraverso l'interpretazione e la prospettiva personale dell'autore.

Il poema si apre con una descrizione del fatto accaduto, un viaggio in Ungheria di Ilaria Salis, con il padre che pretende il coinvolgimento del Presidente della Repubblica per influenzare il governo ungherese. Questo evento scatena commenti da parte della destra e della sinistra politica, evidenziando le divergenze di opinione e di approccio nei confronti della situazione.
 

La narrazione si sviluppa attraverso dialoghi e riflessioni interne dei personaggi, che esplorano le implicazioni politiche e sociali dell'evento. Si discute della questione delle manette in tribunale e della differenza di trattamento riservato a persone di diversa provenienza politica.
 

L'autore esprime il proprio punto di vista su questa vicenda, riflettendo sul concetto di libertà individuale e sulla sua interpretazione all'interno di una società complessa e multiforme. Viene evidenziata la necessità di rispettare le differenze e di trovare un equilibrio tra le varie esigenze e punti di vista.
 

Infine, il poema si conclude con una speranza di risoluzione pacifica della situazione, con l'auspicio che la Salis possa tornare a casa dopo un anno, sulla base di determinate condizioni e promesse.
 

In definitiva, attraverso la sua prosa ricca di dialoghi e riflessioni, Bettozzi ci offre uno spaccato della complessità della società contemporanea, invitandoci a riflettere sulle questioni politiche e sociali che ci circondano e a cercare soluzioni che possano promuovere la pace e la comprensione reciproca.

 

In questa struggente poesia di Alessio Romanini, ci troviamo di fronte a un'eloquente denuncia della brutalità e della follia delle guerre, che si trasformano in vere e proprie gabbie di morte per coloro che vi sono coinvolti.

Lo spirito dell'autore è ripugnato dal conflitto e dalla violenza delle guerre, e si acciglia di fronte alla realtà nascosta dietro le cinquantanove guerre che hanno insanguinato il mondo. La follia umana che porta alla morte e alla distruzione è motivo di disgusto e ribrezzo per l'autore, il quale percepisce la rabbia nel suo stesso costato per coloro che rimangono intrappolati in questa gabbia infernale.
 

Attraverso un linguaggio potente e diretto, Romanini ci invita a riflettere sulle conseguenze devastanti delle guerre, che non solo distruggono vite umane, ma creano anche una prigione di dolore e sofferenza per coloro che vi sono coinvolti. La poesia ci spinge a condannare la violenza e a lottare per un mondo di pace e di giustizia, dove le gabbie di morte delle guerre possano essere finalmente abbattute.
 

In questa toccante poesia di Sandra Greggio, ci immergiamo nel delicato mondo delle persone sensibili, che aprono il loro cuore con fiducia e speranza, solo per essere spesso deluse e fraintese.

L'apertura del cuore viene descritta come un atto di grande coraggio e vulnerabilità, simile all'apertura di una porta che di solito rimane chiusa. Le persone sensibili riversano la storia delle loro vite come un fiume che scorre liberamente, nella speranza di essere comprese e confortate.
 

Tuttavia, il testo riflette anche la triste realtà di quanto le persone sensibili possano essere spesso fraintese e deluse. Nonostante la loro sincerità e apertura, trovano solo inganni e delusioni, il che porta alla chiusura del cuore per proteggersi dal dolore ulteriore.

La poesia si conclude con una nota di tristezza e resignazione, con le persone sensibili che chiudono a chiave il proprio cuore per evitare ulteriori sofferenze e illusioni. Questo atto simbolico rappresenta il loro bisogno di proteggere la propria fragilità emotiva, anche a costo di chiudersi al mondo esterno.
 

Attraverso un linguaggio semplice ma profondo, Sandra Greggio ci offre uno sguardo empatico sulle sfide e le vulnerabilità delle persone sensibili, invitandoci a riflettere sul valore della comprensione e della gentilezza nel nostro rapporto con gli altri.

 

In questa struggente "Favola d'inverno" di Jacqueline Miu, ci troviamo immersi in un mondo di sentimenti profondi e riflessioni sull'amore, la perdita e la ricerca di significato nell'oltre.

La poesia si apre con una domanda diretta e intima: se l'autore venisse a trovare il destinatario "oltre la luce", in una dimensione oltre la vita terrena, lo riconoscerebbe? O rimarrebbe un'anima errante destinata a vagare nell'etere, finché non si scontrerà con le comete, simbolo della forza e della bellezza cosmica?
 

Nel prosieguo, l'autore riflette sulla propria mortalità, chiedendosi se il destinatario sarà lì ad attenderlo prima di varcare la soglia del Valhalla, il regno degli dèi nordici, dove le anime dei guerrieri caduti si riuniscono.
 

Infine, emerge una struggente immagine poetica: le lacrime d'amore dell'autore salgono fino alle labbra del destinatario, trasformandosi in fiocchi di neve d'inverno. Questa immagine evoca una sensazione di delicatezza e malinconia, suggerendo il desiderio di riconciliazione e di pace oltre la vita terrena.
 

Attraverso un linguaggio poetico ricco di simbolismo e immagini suggestive, Jacqueline Miu ci offre una meditazione profonda sull'amore, la perdita e la speranza di un incontro nell'oltre, invitandoci a riflettere sulla natura dell'esistenza e sulla continuità dell'amore al di là della vita terrena.

 

Nel calore della Pasqua di Resurrezione, le parole di Carlo Chionne ci invitano a riflettere sulla possibilità di una rinascita, di un ritorno al mondo dalla dimensione del nulla.

L'idea di poter rinascere un bel giorno, di fare tutti insieme ritorno, evoca un senso di speranza e di rinnovamento. La Pasqua diventa così un simbolo di rinascita non solo spirituale, ma anche fisica, un'occasione per immaginare un futuro luminoso e pieno di possibilità.
 

La poesia esprime il desiderio profondo di rinascere tutti, un desiderio radicato nella nostra natura umana e nella nostra fede nel mistero della vita oltre la morte. Anche se non possiamo conoscere il destino finale, la speranza di una risurrezione futura ci accompagna lungo il cammino della vita.
 

In questo giorno speciale, le parole di Carlo Chionne ci ricordano di abbracciare la speranza e la gioia della Pasqua, celebrando la possibilità di una rinascita e di un nuovo inizio per tutti noi. Buona Pasqua di Resurrezione a te e a tutti i tuoi cari.

 

 

Il tempo, in questa intensa riflessione di Antonia Scaligine, si manifesta come un flusso inesorabile di esperienze e sensazioni, un'entità intrecciata alla vita stessa.

Il tempo è vita, un susseguirsi di giorni, anni, e momenti che plasmano il nostro essere. È la cornice entro cui accogliamo illusioni, delusioni, gioie e speranze, un'attesa costante per il compimento del passato nell'oggi e nel domani.
 

Nella sua dinamicità, il tempo gioca con noi, cambiando forme e stagioni, spingendoci verso il futuro o trascinandoci nel passato. È scritto sulla corteccia della nostra esistenza, nel ritmo incessante e implacabile della vita, che si materializza nei nostri anni vissuti.
 

Tuttavia, il tempo non è solo un flusso esterno, ma è anche parte integrante di noi stessi. È il nostro correre incerto, il nostro camminare veloce o lento, il nostro vivere quotidiano segnato da attimi di eterno e momenti di fuga.
 

Ma il tempo può anche sfuggirci di mano, prevalendo sui nostri desideri e i nostri sogni, portandoci a rimpiangere le opportunità perdute. Tuttavia, resta la speranza che, forse, in alcuni attimi, il tempo si trasformerà in un'eternità fugace, permettendoci di vivere appieno ogni istante.
 

In conclusione, attraverso questa profonda meditazione sul tempo, Antonia Scaligine ci invita a riflettere sul valore del presente, sulle opportunità che ci offre e sulla necessità di abbracciare pienamente ogni momento della nostra esistenza.

 

La poesia "Nostalgia" di Piero Colonna Romano è caratterizzata da una struttura poetica ben definita e da un'intensa carica emotiva, espressa attraverso l'uso sapiente della lingua e della forma poetica. Ȅ come una melodia struggente che cattura l'anima e la mente del lettore. Attraverso una combinazione di forme e suoni, l'autore dipinge un quadro vivido e malinconico del passato, evocando un senso di rimpianto e di perdita che risuona nel profondo del cuore.

La composizione si articola in due quartine e due terzine, con uno schema di rima ABBA ABBA CDC DEE. Questo schema conferisce alla poesia una musicalità e una cadenza ritmica che si adattano perfettamente al tono malinconico e riflessivo del testo. L'autore utilizza anche la tecnica della cesura all'interno dei versi per sottolineare e enfatizzare alcuni concetti chiave, creando una sorta di respiro ritmico che cattura l'attenzione del lettore.
 

Dal punto di vista del contenuto, la poesia esplora il tema della nostalgia attraverso una serie di immagini vivide e evocative. L'autore dipinge un quadro idilliaco del passato, descrivendo giornate di sogni e speranze, corse su prati e cieli azzurri, creando un contrasto marcato tra la serenità di allora e il senso di vuoto e rimpianto che pervade il presente. Questa dualità tra il passato luminoso e il presente grigio e monotono è resa ancora più intensa dall'uso di metafore suggestive, come la dissoluzione delle illusioni nel tempo e il freddo che avvolge il protagonista lungo la strada della vita.
 

Infine, la poesia si conclude con un'immagine di desolazione e solitudine, evocando un senso di smarrimento e di incertezza per il futuro. Il traguardo di una nuova contrada diventa un simbolo di speranza e di rinascita, ma anche di una consapevolezza amara della transitorietà della felicità umana.
 

In conclusione, "Nostalgia" è un'opera che combina maestria formale e profondità emotiva per esplorare temi universali come il tempo, la memoria e il senso di perdita. La sua bellezza e complessità invitano il lettore a una riflessione approfondita sulla natura della vita e delle emozioni umane.
 

 

Le poesie commentate sono come frammenti di un sogno, raccolti in un vortice di emozioni e immagini surreali che danzano tra le pagine. Ogni autore ha dipinto con maestria un mondo di bellezza e mistero, intessuto di parole cariche di significato e di magia.
Ringrazio profondamente il prof. de Ninis che ci ospita in questo azzurro Tempio di Bellezza e tutti i poeti per averci guidato in questo viaggio incantato attraverso l'abisso dell'anima umana, regalandoci tesori di poesia e verità che risuonano nel cuore e nell'immaginazione. Ogni poesia è stata come un'esplosione di colori nell'oscurità della notte, un incanto che ha toccato le corde più profonde dell'animo.
Che l'arte della poesia continui a fiorire come un giardino incantato, dove le parole si trasformano in fiori di luce e melodie celesti. Con il cuore gonfio di gratitudine e di meraviglia, saluto tutti i poeti con un abbraccio di stelle e un sospiro di luna.
Con l'amore e la magia dei sogni,
vostro Ben TARTAMO

 

 

30-31 Marzo 1-2 Aprile

Poesie pubblicate il 30-31 Marzo 1-2 Aprile 2024

 
*   La poesia "Calvario di Resurrezione" di Armando Bettozzi   * affronta temi profondi legati alla fede e alla redenzione attraverso una narrazione poetica intensa e struggente. Attraverso un linguaggio ricco di simboli e immagini evocative, l'autore ci trasporta nel dramma della passione e morte di Gesù Cristo, offrendo una riflessione sulla sofferenza umana e la speranza della resurrezione. L'uso sapiente delle parole e la struttura ritmica della poesia contribuiscono a creare un'atmosfera carica di pathos e spiritualità, coinvolgendo il lettore in un viaggio emotivo e contemplativo.
La poesia è permeata da una profonda sensibilità verso il tema della fede e della redenzione, trasmettendo un messaggio di speranza e consolazione attraverso l'esaltazione del sacrificio di Gesù Cristo e la promessa della vita eterna. La maestria poetica di Bettozzi si manifesta nella capacità di tradurre concetti teologici complessi in immagini e metafore accessibili, suscitando nell'animo del lettore una riflessione profonda sul significato ultimo della vita e della morte.
In sintesi, "Calvario di Resurrezione" è una poesia che, con la sua bellezza e profondità, invita il lettore a esplorare le dimensioni più intime della propria spiritualità e a meditare sul mistero della fede cristiana.

 
*   La poesia "La promessa" di Bruno Castelletti   *  evoca una scena di dolcezza e perdita attraverso immagini delicate e suggestive. La bellezza del maggiociondolo che splende nel verde celeste e il richiamo dei fiori nontiscordardimè creano un'atmosfera di serenità e speranza. Tuttavia, l'incipit idilliaco viene bruscamente interrotto dall'introduzione del tema della perdita e del dolore.
Il gesto amorevole della protagonista Clara nel raccogliere i fiori per il suo amato, seguito dalla sua reazione di gioia, rappresenta un momento di intimità e affetto condiviso. Tuttavia, il contrasto tra la luminosità iniziale e il successivo grigiore dell'asfalto sottolinea la drammaticità della perdita, simboleggiata dalla repentina estinzione della luce negli occhi del protagonista.
La promessa del ricordo, rappresentata dalla stretta di mano di Clara, diventa il fulcro emotivo della poesia, incarnando la speranza di preservare e onorare il legame con chi non è più presente fisicamente. Attraverso un linguaggio semplice ma evocativo, Castelletti cattura con maestria l'essenza dell'amore, della memoria e del dolore, invitando il lettore a riflettere sulla fragilità e sulla bellezza della vita umana.

 
*   Questo haiku di Laura Lapietra   * è un'ode alla sensualità e all'esotismo, dove l'autrice riesce a catturare con maestria l'essenza di un momento di gusto e piacere attraverso immagini evocative e intense. La descrizione dell'"afflato caldo" evoca sensazioni di tepore e vitalità, mentre l'immagine dei "frutti del drago" trasporta il lettore in un ambiente tropicale e misterioso. Il contrasto tra l'elemento caloroso e i "dolci sapori" dei frutti crea un equilibrio perfetto tra sensazioni contrastanti, dando vita a un'esperienza sensoriale ricca e coinvolgente.
Questo haiku incanta per la sua capacità di trasmettere emozioni profonde attraverso poche parole, invitando il lettore a immergersi completamente nell'esperienza descritta. L'uso sapiente della natura come sfondo per esplorare sensazioni umane universali conferisce alla poesia un'aura di timeless elegance e suggestione. In sintesi, questo haiku di Laura Lapietra è un'opera d'arte che celebra la bellezza della vita e dell'esperienza umana con una semplicità e una grazia senza tempo.

 
*   In questo componimento poetico intitolato "Torna il sereno" di Nino Silenzi   *, l'autore dipinge con maestria un quadro vivido e suggestivo della rinascita e della gioia che segue a un momento di oscurità e tristezza. Attraverso una serie di immagini poetiche, Silenzi trasmette l'idea di una natura che si risveglia e riacquista la sua vitalità dopo un periodo di temporale.
La personificazione del sole, descritto come un guerriero che squarcia le nuvole nere con la sua "spada d'oro", evoca un senso di potenza e maestosità, mentre la descrizione della luce che si diffonde attraverso il cielo cinereo trasmette una sensazione di rinascita e speranza. Le descrizioni della natura che reagisce al ritorno del sereno - gli alberi che fremono, gli uccelli che palpitano, il mare che sussulta - creano un'atmosfera di vitalità e armonia.
Ma non è solo la natura che ritrova la sua pace e la sua bellezza: l'autore riflette anche sul proprio stato d'animo, suggerendo che anche l'animo umano può trovare conforto e speranza dopo un periodo buio. La "dolce armonia" e la "soave speranza" che pervadono l'animo dell'autore rappresentano un'immagine toccante della capacità umana di superare le difficoltà e trovare la serenità anche nei momenti più oscuri della vita.
In sintesi, "Torna il sereno" è una poesia che celebra la bellezza e la potenza della natura, mentre riflette anche sulla resilienza e sulla forza interiore dell'animo umano di fronte alle avversità. La sua ricchezza di immagini e la sua profondità emotiva la rendono un'opera che risuona nel cuore del lettore, offrendo un messaggio di speranza e rinascita.

 
*   Questa poesia intitolata "Italia" di Marco Raimondi   * celebra con fervore e passione la bellezza, la cultura e l'identità nazionale italiana. Attraverso una serie di immagini vivide e evocative, l'autore dipinge un ritratto affettuoso e orgoglioso del suo paese.
Il tricolore italiano diventa il fulcro simbolico della poesia, con il rosso che rappresenta l'amore, il bianco la libertà e il verde la speranza. Questi colori diventano metafore potenti per esprimere i valori fondamentali che animano il popolo italiano e la sua storia.
L'immagine del giovane italiano che porta con sé il tricolore, simbolo del suo orgoglio e della sua identità nazionale, evoca un senso di appartenenza e di unità. Le dolci melodie della lingua italiana e le tradizioni radicate nel tessuto culturale del paese emergono come elementi distintivi e preziosi della sua identità.
La poesia esalta anche la ricchezza artistica e culturale dell'Italia, riconosciuta in tutto il mondo per la sua creatività e il suo patrimonio artistico straordinario. L'autore celebra l'Italia come una "culla di cultura e d'arte", dove la creatività permea ogni aspetto della vita quotidiana.
Infine, la poesia si conclude con un inno alla Repubblica e all'unità nazionale, sottolineando l'importanza dell'amore e della dedizione per costruire un'Italia libera, unita e in armonia.
In sintesi, "Italia" di Marco Raimondi è un inno appassionato e vibrante all'identità nazionale italiana, che celebra con orgoglio la ricchezza e la diversità del patrimonio culturale e storico del paese.

 
*   Questa citazione di Salvatore Armando Santoro   * riflette con profondità sull'inesorabile lotta umana con il tempo e con il passato. L'autore mette in luce la tendenza dell'uomo a desiderare il passato, a rincorrerlo con fervore, solo per rendersi conto, una volta raggiunto, della propria incapacità di accettarlo pienamente. Questo conflitto interiore tra desiderio e realtà, tra ciò che si immagina e ciò che effettivamente si trova, è una delle tante incongruenze dell'esperienza umana. La citazione invita a riflettere sulla nostra natura umana e sulla nostra difficoltà nel venire a patti con il tempo e con i nostri stessi errori, evidenziando la complessità e la contraddittorietà della condizione umana.

 
*   Gli occhi dei piccoli hanno un cuore grande - Piacentino Alessandra   *
Queste brevi frasi racchiudono una profonda verità sull'innocenza e sulla purezza dei bambini. L'idea che "gli occhi dei piccoli hanno un cuore grande" sottolinea la capacità dei bambini di vedere il mondo con amore e compassione, nonostante le loro dimensioni fisiche siano piccole. Questo concetto evoca l'idea che l'essenza di una persona, la sua vera grandezza, risieda nel modo in cui vede e interpreta il mondo.
La seconda frase, "Come può il tuo piccolo cuore esser diventato un mare?", aggiunge un elemento di riflessione e malinconia. Questa metafora suggerisce che, nonostante la purezza innata dei bambini, nel corso della vita, il cuore di una persona può diventare vasto e profondo come un mare, pieno di emozioni complesse e di esperienze che plasmano la sua essenza. Questa trasformazione evoca sentimenti di nostalgia e di perdita dell'innocenza, ma anche di ammirazione per la ricchezza e la profondità che possono emergere dall'esperienza umana.
In sintesi, queste frasi invitano a riflettere sulla natura umana e sulle trasformazioni che avvengono nel corso della vita, dalla semplicità e dalla purezza dell'infanzia alla complessità e alla profondità dell'età adulta.

 
*   Questa breve poesia di Felice Serino   * offre una riflessione profonda sull'aspirazione intrinseca dell'essere umano a trasformarsi e a superare i propri limiti. La prima immagine del "pulviscolo a librarsi nella luce ferma" evoca un senso di leggerezza e di sospensione, suggerendo un desiderio di evasione dalla staticità e dalla monotonia della vita quotidiana.
La metafora del bruco che anela "essere altro" rappresenta il desiderio innato di crescita e di trasformazione. Il bruco, nella sua forma attuale, è limitato e confinato, ma aspira a una nuova esistenza, a una nuova forma di essere che gli permetta di realizzare il suo pieno potenziale.
Attraverso queste immagini suggestive, Serino invita il lettore a riflettere sulla natura dinamica dell'esistenza umana e sulla continua ricerca di significato e di realizzazione personale. La poesia offre una visione di speranza e di possibilità, suggerendo che, nonostante le sfide e le difficoltà della vita, c'è sempre la possibilità di trasformarsi e di diventare qualcosa di nuovo, di diverso, di più appagante.

 
*   Scende lenta la nebbia dalla montagna -   Franco Fronzoli   *
In questa poesia Franco Fronzoli, dipinge un ritratto affascinante e intenso della nebbia che scende lentamente dalla montagna, avvolgendo e celando una gamma complessa di emozioni umane. La nebbia diventa un simbolo potente, nascondendo pensieri, delusioni, passioni e desideri sotto il suo velo etereo.
La poesia evoca una sensazione di mistero e malinconia, con la nebbia che si fonde con il paesaggio circostante, proteggendo la montagna dall'oscurità imminente e avvolgendo il silenzio con la sua presenza discreta e sincera. La nebbia diventa così un'alleata silenziosa delle anime tormentate, coprendo i volti nascosti dietro maschere e raccogliendo le lacrime di chi soffre.
Attraverso immagini poetiche evocative, come le lacrime che cadono su rami di alberi in fiore, l'autore suggerisce la ciclicità della vita, con le sue perdite, gioie e dolori, che si svolgono come un "circo" immenso di esperienze umane. In questo contesto, la nebbia diventa un simbolo di consolazione e di speranza, avvolgendo la vita con la sua leggerezza e tenerezza.
"Scende lenta la nebbia dalla montagna" è dunque una poesia che invita il lettore a riflettere sulla complessità e la bellezza della vita umana, e sull'importanza di trovare conforto e serenità anche nei momenti più oscuri, avvolti nel manto gentile della nebbia.

 
*   Nemesi -Piero Colonna Romano  *
In "Nemesi" di Piero Colonna Romano, l'autore dipinge un quadro cupo e riflessivo sulla relazione tormentata tra l'uomo e la natura, esplorando le conseguenze delle azioni irresponsabili dell'umanità sulla propria esistenza.
La poesia inizia descrivendo la natura come "violentata", personificandola e attribuendole una sensazione di ira per gli abusi subiti. Il verso "donava ira, quella più funesta" suggerisce che la natura, come una divinità vendicativa, ha reagito alla violenza umana con una punizione proporzionale, lanciando un virus come "vendetta" per il danno arrecato.
Il ritratto della pandemia come "tempesta" che porta morte e distruzione è potente e inquietante, con le "salme a grandinata" che evocano una visione apocalittica della tragedia umana. L'autore suggerisce che l'azione dell'uomo ha scatenato una serie di eventi che lo condurranno alla sua stessa rovina.
La poesia riflette anche sull'aspetto morale della pandemia, suggerendo che possa essere interpretata come una sorta di "sanzione biblica" per l'egoismo e la negligenza umana nei confronti della natura. Tuttavia, l'autore dubita che l'uomo imparerà davvero la lezione, anticipando che una volta che la pandemia sarà finita, l'umanità tornerà rapidamente ai suoi vecchi modi.
In conclusione, "Nemesi" offre una meditazione oscura e provocatoria sulla fragilità dell'umanità e sul suo rapporto con il mondo naturale, suggerendo che solo attraverso la consapevolezza e l'umiltà potremmo sperare di evitare una simile catastrofe in futuro.

 
*   "Natura" di Alessio Romanini   * l'autore offre una riflessione intensa e pungente sul rapporto disfunzionale dell'umanità con l'ambiente naturale che la circonda. Attraverso immagini evocative, l'autore dipinge un quadro vivido delle conseguenze delle azioni irresponsabili dell'uomo sulla Terra.
Il primo verso, "Abbiamo succhiato linfa vitale", evoca un senso di dipendenza dell'umanità dalla terra, ma anche un senso di sfruttamento e di predazione nei confronti della natura. L'immagine dei cambiamenti climatici, degli incendi e delle tempeste estreme mette in evidenza le conseguenze disastrose della nostra interferenza nell'equilibrio naturale.
La menzione delle "marine creature" minacciate dall'invasione del "blu granchio" sottolinea il modo in cui le nostre azioni hanno un impatto anche sugli ecosistemi marini, mettendo in pericolo la biodiversità e l'equilibrio degli oceani.
La poesia culmina con la constatazione che la natura, nonostante gli abusi subiti, è capace di riprendersi ciò che le appartiene. Questo finale suggerisce una sorta di giustizia naturale, con la Terra che reagisce alle azioni dell'uomo e cerca di ristabilire l'equilibrio.
In definitiva, "Natura" è un monito potente sull'importanza di rispettare e proteggere l'ambiente naturale, e sull'urgente necessità di adottare comportamenti sostenibili per preservare il nostro pianeta per le generazioni future.

 
*  "Lo spicchio di cielo" di Sandra Greggio  *, l'autrice offre un messaggio di speranza e resilienza di fronte alle avversità della vita. Attraverso immagini evocative, invita il lettore a trovare conforto e forza nell'osservare il cielo, simbolo di infinite possibilità e di bellezza immutabile.
La poesia si articola attorno al motivo ricorrente di alzare gli occhi al cielo, metafora di guardare oltre le difficoltà e trovare un momento di pace e serenità anche nei momenti più bui e disperati. Il "spicchio di cielo" diventa così un rifugio mentale, un luogo di riflessione e di rinnovata speranza.
L'autrice esorta il lettore a sorridere, nonostante le sfide e le avversità, a ritagliarsi un momento di gioia e di positività anche quando sembra che tutto sia contro di noi. Questo invito a trovare la forza interiore e a mantenere un atteggiamento positivo di fronte alle avversità è il cuore pulsante della poesia.
Infine, la poesia si conclude con un messaggio di speranza e di fiducia nel futuro, suggerendo che anche nei momenti più oscuri della vita, il cielo può offrire conforto, speranza e forza per andare avanti.
In definitiva, "Lo spicchio di cielo" è un inno alla resilienza umana e alla capacità di trovare la luce anche nelle situazioni più buie, offrendo un messaggio di speranza e di positività che risuona nel cuore di chiunque abbia attraversato momenti di difficoltà.

 
*   God is a wanderer with respect only from stray dogs - Jacqueline Miu  *
In this poignant reflection by Jacqueline Miu, the stark realities of homelessness and societal indifference are laid bare with raw honesty. The comparison between God and a wanderer, both seemingly overlooked and undervalued, serves as a powerful metaphor for the plight of the homeless and marginalized.
The juxtaposition of Milan and New York, cities often associated with wealth and prosperity, with their benches unwelcoming to the homeless, highlights the stark contrast between affluence and poverty. The portrayal of Jesus as an "ordinary poor man who sleeps on the street" challenges traditional perceptions of divinity and emphasizes the intrinsic worth of every individual, regardless of social status.
The indictment of societal attitudes towards the poor, where the "God of the Poor" is deemed less valuable than a stray dog in the eyes of the indifferent, is a poignant commentary on the erosion of compassion and empathy in modern society. The emphasis on miracles and displays of power as criteria for worthiness further underscores the materialistic and hierarchical nature of contemporary culture.
Overall, Miu's words serve as a powerful call to action, urging readers to confront the harsh realities of poverty and homelessness, and to recognize the inherent dignity and worth of every human being, irrespective of their circumstances.

 
*   In "Il Velo dell'Inverno" di Antonio Scalas  *    l'autore dipinge un quadro poetico e malinconico dell'effetto del freddo e dell'illusione sulla sua anima. Attraverso immagini evocative e una prosa sensibile, l'autore esprime il congelamento emotivo causato dalla perdita e dalla delusione.
La metafora del velo sottile che ghiaccia il vetro rappresenta la crescita della freddezza nel cuore dell'autore, mentre la fiamma della speranza e dell'illusione si spegne. Questa immagine evoca un senso di isolamento e disperazione di fronte alla realizzazione delle illusioni perdute.
L'autore riflette sulla trasformazione della sua percezione del mondo, dove ogni cosa diventa più aspra e il gusto delle sue lacrime diventa più amaro. Le poesie, una volta vive e vibranti di anima, diventano inanimate e di pietra, incapaci di trasmettere emozioni.
La voce muta della poesia si alza per maledire la sua stoltezza, evidenziando il rimorso e il senso di colpa dell'autore per le sue azioni passate. Tuttavia, nonostante la sua disperazione, l'autore trova un barlume di speranza nel riflesso della bellezza dell'amato, anche se è destinato a dissolversi come neve sotto il calore del suo pianto.
In conclusione, "Il Velo dell'Inverno" è una poesia struggente che esplora la fragilità dell'animo umano e la sua lotta contro la freddezza e l'illusione. Attraverso immagini evocative e una prosa delicata, l'autore cattura il senso di smarrimento e di dolore di fronte alla perdita e alla delusione.

 
*   In "Doubleface" di Carlo Chionne  *, l'autore esplora con profondità il senso di confusione e incertezza che spesso accompagna il viaggio della vita. Attraverso versi semplici ma carichi di significato, Chionne cattura la dualità dell'esistenza umana e la ricerca continua di un significato e di un destino.
Il protagonista della poesia si trova alla fine del suo viaggio, ma non riesce ancora a vedere il porto, il traguardo finale. Questa mancanza di chiarezza sul confine tra passato e futuro riflette la natura incerta e imprevedibile della vita stessa.
La metafora del "passo lento" e del "doppio volto", ora triste ora lieto, rappresenta la complessità delle emozioni umane e il costante alternarsi di gioia e tristezza lungo il percorso della vita. L'incertezza sul momento del raggiungimento della meta sottolinea la difficoltà di trovare una direzione definitiva nella propria esistenza.
Nel mezzo di questa ambiguità, il protagonista si trova a interrogarsi sul da farsi: andare avanti o restare fermi, lasciare il passato alle spalle o continuare a riflettere su di esso. La menzione del "Castellaccio" evoca un luogo carico di significati personali e suggestioni, alimentando ulteriormente la confusione emotiva del protagonista.
In conclusione, "Doubleface" è una poesia che riflette sulle sfumature della vita umana e sull'incertezza che accompagna il cammino verso il proprio destino. Attraverso versi suggestivi e pieni di pathos, l'autore invita il lettore a riflettere sulla propria esperienza esistenziale e sulla continua ricerca di equilibrio tra gioia e dolore, speranza e disperazione.

 
Un caro affettuoso saluto con l'augurio di Serenità e Salute a tutti voi.
Vostro Ben Tartamo 

 

In "Sette vite, due vite", Ben Tartamo ci accompagna in un dialogo surreale tra padre e figlio, che ci invita a riflettere sul significato della vita umana confrontandola con la presunta molteplicità di vite dei gatti. La struttura canzonatoria della poesia, arricchita da rime e ritmo incalzante, cattura l'attenzione del lettore fin dalle prime battute, rendendo il testo coinvolgente e accessibile. L'autore, attraverso le parole sagge del padre, ci spinge a esplorare la natura effimera della nostra esistenza e a riconoscere il suo inestimabile valore. Le immagini evocative, come quelle delle nuvole in gita e della terra come testimone silenzioso delle vicende umane, amplificano il senso di meraviglia e contemplazione. In definitiva, "Sette vite, due vite" si rivela un'opera poetica che, pur nella sua semplicità, riesce a toccare le corde più profonde dell'animo umano, invitandoci a esplorare il mistero della vita e a celebrarne ogni singolo istante.

prof. Marino Spadavecchia 

 

26-27-28-29 Marzo

"Il prato dei ricordi"

di Bruno Castelletti

Il Segno dei Gabrielli editori, 2020

Nota dell'autore

Da molto tempo tengo nel cassetto queste poesie che ho scritto nel corso degli anni. Alcune risalgono alla primavera della vita, altre al tempo dell'età matura ed altre ancora al tempo dell'autunno.
La mi ritrosia a pubblicare è nata dall'intimo convincimento che, dopo i grandi poeti dell'Ottocento e del Novecento, la poesia in lingua italiana faccia spesso ricorso ad un linguaggio sempre più stereotipato tanto da poter dire che il dialetto sia divenuto il luogo privilegiato della poesia lirica.
Di questi tempi poi, sembra che il giardino di Calliope possa e debba essere coltivato soltanto da chi sa scrivere poesia ermetica.
Per queste ragioni mi sono limitato fino ad oggi a pubblicare per "Gabrielli editori" due raccolte di poesie in dialetto veronese mentre per la lingua italiana ho dato alle stampe un libretto di poesie dedicato a Sara, mia nipotina, e alcune poesie in una raccolta pubblicata con altri autori.
Un po' di coraggio mi viene da una riflessione del poeta e scrittore Italo Bonassi, il quale si è posto la domanda: "Di che cosa ha bisogno oggi la poesia?".
La risposta viene data nei termini seguenti: pare di poter dire che spesso l'insignificanza della poesia di oggi sia da attribuire a quegli autori che si compiacciono di modi espressivi elitari, a volte imperscrutabili per i non addetti ai lavori.
Preso atto di tale affermazione, mi azzardo ad aggiungere che la poesia, per quanto non possa essere definita in maniera sintetica ed esauriente, dovrebbe, secondo me,essere espressione di verità cantata musicalmente attraverso immagini che suscitano emozioni nell'animo di chi legge.
Sulla base di tale convincimento mi decido a pubblicare questa raccolta di poesie in lingua italiana, che ho scelto tra le molte scritte nel corso degli anni, nella speranza che almeno alcuni dei miei versi possano trovare il gradimento di qualche lettore.
Desidero infine far presente che ho provveduto, prima di dare alle stampe la raccolta, ad apportare delle modifiche in alcuni versi e che la versione definitiva delle poesie deve ritenersi quelle che risulta in questo libro.
Da ultimo ho ritenuto di aggiungere, in calce alla raccolta, tre brevi racconti-verità perché parlano di ricordi che, pur lontani,sono rimasti sempre vivi dentro di me.
Bruno Castelletti
 

Amore e memoria nella poesia di Bruno Castelletti

Nella nota premessa a questa raccolta di poesie Bruno Castelletti dice di intendere la poesia come "espressione di verità cantata musicalmente attraverso immagini che suscitano emozioni nell'animo di chi legge", esprimendo con ciò la propria consonanza con chi (e cita il poeta e scrittore Italo Bonassi), alla domanda "di che cosa ha bisogno oggi la poesia?", risponde sottolineando la necessità di evitare moduli espressivi volutamente oscuri, quasi trucchi compiaciuti di una controproducente chiusura elitaria. Certo una faccenda complessa, libera, anche un po' misteriosa come la poesia è difficilmente rinserrabile in definizioni semplici e univoche; ma è vero che sempre,contro il rischio dello sterile isolamento nella"torre d'avorio", è stata avvertita l'esigenza dell'apertura espressiva, magari decisamente della "popolarità" del linguaggio poetico. Viene in mente che, un secolo fa, nel 1912 per la precisione, da Trieste (periferia italiana o antenna puntata verso inedite vibrazioni mitteleuropee?) Umberto Saba disquisiva di "Quello che resta da fare ai poeti" e la risposta era "ai poeti resta da fare la poesia onesta": una sintesi tanto apparentemente semplice quanto densa di significati, di conti da fare con quello che bolliva nella pentola letteraria italiana ed europea di quel primo Novecento. L'onestà della poesia di Saba crediamo debba essere riconosciuta nella limpidezza delle parole capaci di contenere tutte le luci ma anche tutte le ombre della vita: e una tale qualità è una di quelle che si possono tranquillamente considerare valide "per tutte le stagioni".
Il preambolo vorrebbe non essere inutile, vorrebbe introdurci a sottolineare qui, in apertura, il costante tono di spontaneità di queste poesie in lingua di Castelletti, un tono di immediatezza con cui la parola si mostra trasparente sul sentimento, declinandosi in un arco lungo di tempo, naturalmente non immune da una certa mobilità di inflessioni, di sfumature, di cadenze, ma senza venir meno a quella che potremmo chiamare una "lunga fedeltà" alla necessità o addirittura ansia di riverberare l'io nella parola, di restituirlo con la chiarezza di uno specchio non offuscato, di consegnarlo a una memoria che è bene prezioso.
Ecco, la memoria: occorre sottolineare che il tema dell'amore, il quale -come evidenzia il titolo- costituisce il motivo fondamentale dell'intera raccolta, per lo più non viene "svolto" attraverso immagini dirette,collocate nel presente, ma attraverso il filtro della memoria, momenti insomma già appartenenti a un passato, non importa se vicino o lontano, ma sempre tale da far sì che colui che li rivive lì presenti come meditati, rivissuti, segnati da un'aura di tenerezza o dolcezza e insieme di sospesa pensosità (ne è una spia significativa la prevalenza dei tempi verbali all'imperfetto: "Erano giorni in tutta la mia valle...","Rubavo al firmamento...", "Correvi a piedi nudi..." sono, per un solo esempio, gli incipit delle poesie numero 3,4 e 5). Non importa, abbiamo detto, se la lontananza di questo passato in cui l'amore viene pensato resta indefinita, se oggettivamente si tratta di grande lontananza o anche solo di un frammento breve di tempo: perché questo canzoniere non è una "storia d'amore", non si distende (tranne forse che per i primissimi testi e per gli ultimi) in una evidente, coerente diacronia; è piuttosto una collana di immagini che si rincorrono, svariano, si riprendono, realizzando non la compattezza del racconto o addirittura del romanzo in versi, quanto piuttosto la tessitura di una tela ricca di tanti colori e sfumature dell'amore: l'amore d'una donna o di più donne ripensate in diverse stagioni della vita, l'amore delle radici familiari, l'amore del paesaggio e del mondo in cui stanno quelle radici, l'amore toccato dalla gioia, sfiorato talvolta dall'ironia, segnato anche dall'ombra dell'ansia o della malinconia, o anche provato dalla stretta di un dolore profondo.
Se tutto ciò non si compatta nella valenza di un romanzo in versi, non vuol dire che si tratti di schegge disarticolate. Sono invece, i singoli testi che compongono questo libro, momenti che trovano una forma di unità e coerenza nel tono della voce. Una voce, quella di Castelletti, che ricorda, racconta -ripetutamente e ogni volta con passione più intensa- l'amore di un luogo, delle persone che lo abitarono o che ancora lo abitano, delle figure che col soggetto, in quel luogo e oltre quel luogo, hanno avuto comunanza di vita.
E il timbro caratteristico di queste liriche, in cui domina la musicalità sommessa di endecasillabi e settenari -una musicalità solo raramente accennata o sottolineata dalla rima- mi pare vada cercato proprio nell'intrecciarsi dell'intimità sentimentale con lo sfondo di una natura che ne è cornice non puramente decorativa. C'è quasi un'osmosi spontanea tra i semplici eppur meravigliosi incanti naturali della montebaldina Val d'Orsa (lo pseudonimo di Castelletti come poeta dialettale è Bruno da Orsa) e le memorie di teneri, dolcissimi, ora lieti, ora struggenti, talvolta anche maliziosi amori. Sono le occasioni in cui felicemente bellezza e fascino della natura da un lato e trepido sogno o viva realtà dell'amore dall'altro fanno tutt'uno, quasi in un gioco nel quale si alternano le parti di chi specchia e di chi è specchiato, di sfondo e di primo piano.

Giulio Galetto
 


 

Vorrei ringraziare Ben Tartamo

Per l’impegno e la qualità dei suoi commenti.

E complimentarmi per le sue poesie

Sempre molto ben strutturate e poeticamente

Ispirate.

Grazie Ben

Alessio Romanini

 

Vorrei fare gli auguri di una serena Pasqua di Pace e gioia!

Auguri a tutti i poeti dell’Azzurro, di Buone Feste.

Alessio Romanini

 

Un particolare e sentito grazie

A Lorenzo che mi ospita in questo meraviglioso

Sito e per tutto ciò che fa per i poeti.

Grazie di cuore Lorenzo.

Alessio Romanini

 

 

"Alla tua porta"

 
E batto e ribatto alla tua porta,
Non ho più mani, non ho più ossa.
Parola mi resta assai più corta,
Sussurro di foglia in una fossa.

 
E soffia il vento sulle parole,
Quelle più rare, quelle preziose
Come un tormento di neve e sole,
Suono di note viste leziose.

 
E canto e ricanto a quelle orecchie,
Io non ho più voce e tu udito,
D'ascoltar parole che sì vecchie,
Ne abbiam perduto quel senso avìto.

 
E invece vorrei farti gustare,
Se tu all'uscio ne sentissi il suono,
Di ciò che a tutti vorrei donare,
Dono d'addio detto Perdono.

 
E busso e ribusso al chiuso cuore
Che un dì, il mio fece danzare,
Perché la parola detta Amore,
Possa al mio stanco, ritornare.

 
Ben Tartamo
 

Nel magistrale componimento poetico "Alla tua porta" di Ben Tartamo, emerge un virtuosismo tecnico che si fonde armoniosamente con la profonda ricchezza emotiva del testo. La struttura metrica del componimento adotta una disposizione tradizionale, avvalendosi principalmente della metrica italiana. 

 
Le rime, sapientemente distribuite, seguono uno schema regolare che conferisce un'armonia musicale alla composizione. L'uso di rime alternate, sottolinea l'equilibrio e la fluidità del testo, e che arricchiscono ulteriormente la musicalità dell'opera.

 
La maestria tecnica del poeta si esprime anche attraverso l'uso sapiente di figure retoriche, come metafore, allegorie e similitudini, che arricchiscono il testo di significati ulteriori e lo rendono ancora più suggestivo e profondo. La capacità di evocare immagini vivide e emozioni intense tramite l'uso di tali figure retoriche è sorprendente e contribuisce a rendere "Alla tua porta" un'opera di straordinaria bellezza e complessità.

 
In definitiva, "Alla tua porta" non solo cattura l'essenza della condizione umana con una profondità e una sensibilità straordinarie, ma lo fa anche con una maestria tecnica che eleva il componimento nel variegato cosmo della poesia contemporanea.

 
prof. Marino Spadavecchia 

 

 

Poesie pubblicate il 26-27-28-29 Marzo 2024
 

**"Un sospiro un respiro è la vita" - Franco Fronzoli**

Con fervente passione e profonda empatia, mi accingo a esplorare le profondità di questa poesia di Franco Fronzoli, catturato dalla sua raffinata maestria stilistica e dalla sua capacità di fondere lirismo e introspezione.

Innanzitutto, Fronzoli adotta uno stile fluido e melodico, che fluisce come un fiume attraverso le righe della poesia, catturando l'attenzione del lettore e trasportandolo in un viaggio emozionale attraverso i misteri della vita. Le parole sono selezionate con cura, evocative e ricche di significato, creando immagini vivide e suggestive nella mente del lettore.

Dal punto di vista metrico, la poesia si avvale di una struttura libera, senza vincoli rigidi di rime o schemi metrici precisi. Questa libertà formale consente al poeta di esprimersi con spontaneità e creatività, permettendogli di esplorare liberamente i temi e le emozioni che permeano la sua opera.

Tuttavia, nonostante la mancanza di una forma metrica tradizionale, la poesia è permeata da un ritmo sottile e incalzante, scandito dalle ripetizioni di parole chiave come "sospiro" e "respiro", che echeggiano lungo le righe della composizione, creando un effetto di cadenza e armonia.

Le immagini utilizzate da Fronzoli sono vibranti e suggestive, ricche di simbolismo e significato. Il sospiro diventa così un simbolo universale della vita stessa, un'essenza vitale che trascende il tempo e lo spazio, unendo passato, presente e futuro in un unico respiro eterno.

Infine, il poeta sfrutta abilmente l'uso dei fonemi e dei suoni per creare un effetto sonoro coinvolgente e avvolgente. Le parole scelte da Fronzoli sono ricche di consonanti e vocali che si fondono armonicamente, creando un'atmosfera suggestiva e incantatoria che avvolge il lettore e lo trasporta in un mondo di emozioni e sensazioni.

In conclusione, "Un sospiro un respiro è la vita" è una poesia straordinaria che unisce profondità di pensiero, bellezza formale e potenza espressiva in un unico capolavoro poetico. Grazie alla maestria di Franco Fronzoli, ci immergiamo in un mondo di emozioni e riflessioni che ci lasciano incantati e ispirati.
 

**"Giornata" - Enrico Tartagni**

In questa composizione di Enrico Tartagni, la giornata si rivela come un ciclo perpetuo di luce e oscurità, tessuta con maestria attraverso uno stile poetico che cattura l'animo e lo trasporta in un viaggio emozionale senza tempo.

Il primo lume del giorno irradia luce sulle opere del poeta, in un verso che risplende come un'aurora sulla pagina. Qui, la metrica si adagia su un ritmo libero, consentendo al poeta di esprimersi con fluidità e creatività. Le parole, sapientemente scelte, evocano immagini vivide e suggestioni profonde, mentre il suono delle consonanti e delle vocali si armonizza in un'orchestra di suoni che incanta l'udito.

Il raggio del sole, disabilitando la paura, scioglie il sangue raggruppato sotto pelle, in un gioco di suoni e significati che danza sulla pagina. Qui, possiamo individuare la presenza di una rima interna, discreta e subdola, che aggiunge una nota di dolcezza al verso, sottolineando il contrasto tra luce e oscurità, tra speranza e timore.

Nel passaggio alla sera, la metrica si adatta alla calma della mente, con versi che si susseguono con leggerezza e grazia. I sogni, sparpagliati sopra la coltre dei pensieri, trovano riparo e cura nella quiete della notte, in un fluire armonico di parole e sentimenti.

Infine, la notte celeste d'argento e di Luna offre ristoro al cuore del poeta, con un suono dolce e carezzevole che si fonde con l'immagine della Luna, simbolo di pace e tranquillità. Qui, la poesia raggiunge il suo culmine, fondendo suono e significato in un'unica armonia che risuona nell'anima del lettore.

In conclusione, "Giornata" è un'opera straordinaria che unisce maestria formale e profondità di contenuto, trasportando il lettore in un mondo di emozioni e riflessioni che risuonano nel cuore e nell'anima. Grazie alla sensibilità di Enrico Tartagni, ci lasciamo trasportare da una melodia poetica che ci avvolge e ci incanta, rivelando la bellezza e la complessità della vita stessa.
 

**"Cara Costituzione" - Armando Bettozzi**

In questa vibrante composizione di Armando Bettozzi, la Costituzione italiana diviene protagonista di una riflessione acuta e appassionata sulla sua integrità e il suo ruolo nella società contemporanea. Con una maestria poetica che sfida le convenzioni, Bettozzi esplora i meandri della politica e della giustizia, denunciando con veemenza le menzogne e le ipocrisie che talvolta la pervadono.

Il poeta si rivolge alla Costituzione con rispetto, ma non esita a mettere in discussione la sua autenticità e la sua efficacia nel garantire i diritti dei cittadini. Attraverso un linguaggio diretto e incisivo, Bettozzi sottolinea le contraddizioni e le lacune che osserva nel testo costituzionale, specialmente riguardo al diritto alla salute.

Nelle strofe, emerge una critica radicale nei confronti di coloro che strumentalizzano la Costituzione a proprio vantaggio, ignorando o manipolando i suoi principi fondamentali. Il poeta denuncia l'ipocrisia di chi si serve della Carta per giustificare le proprie azioni, mentre ignora le reali esigenze e sofferenze della popolazione.

La metrica della poesia si adatta alla rabbia e alla passione del poeta, con versi incalzanti e ritmici che riflettono il suo sdegno e la sua determinazione nel denunciare le ingiustizie. Bettozzi sfrutta abilmente i fonemi e i suoni per creare un effetto sonoro coinvolgente, che risuona nel cuore del lettore e lo spinge a riflettere sulla tematica trattata.

In conclusione, "Cara Costituzione" è un grido di protesta e di indignazione, un appello alla verità e alla giustizia che risuona con forza attraverso le parole di Armando Bettozzi. Con coraggio e determinazione, il poeta si pone come voce dei senza voce, sfidando le convenzioni e denunciando le ingiustizie con una poesia che tocca le corde più profonde dell'anima umana.
 

**"Un elegante pino" - Bruno Castelletti*

In questa splendida poesia di Bruno Castelletti, la natura diventa la protagonista di un quadro vivido e suggestivo, dipinto con parole delicate e ricche di immagini. Il poeta cattura la bellezza e la grandiosità degli alberi, trasformandoli in simboli di forza, pace e libertà.

Il pino, con la sua eleganza e la sua maestosità, si erge fiero nel cielo azzurro, come un sentinella che indica il cammino verso un sogno. La sua figura slanciata e diritta evoca un senso di nobiltà e di stabilità, che contrasta armoniosamente con la leggerezza e la fluidità del cielo.

Il faggio, con le sue braccia protese verso l'infinito, crea un'atmosfera di pace e serenità, immerso in un silenzio profondo e avvolgente. Il verde intenso delle fronde evoca l'immagine del mare, creando un contrasto suggestivo tra la solidità della terra e la vastità dell'oceano.

Eppure, anche in questo idillio naturale, il poeta inserisce un elemento di magia e mistero: il passo vellutato di un timido cerbiatto, che irrompe nel paesaggio con grazia e leggiadria, per poi svanire nell'ombra con la stessa rapidità con cui è apparso. Questo breve incontro aggiunge una nota di incanto e di meraviglia al quadro, rendendolo ancora più affascinante e suggestivo.

Infine, il poeta ci rivela il legame profondo che lo unisce a questo luogo, l'odore della terra che lo avvolge e lo inebria, trasportandolo in un viaggio sensoriale e spirituale. Questo profumo della terra, così intenso e avvolgente, lo fa sentire vivo e libero, pronto a volare verso nuove avventure e nuovi orizzonti.

In conclusione, "Un elegante pino" è una poesia che celebra la bellezza e la potenza della natura, invitandoci a immergerci nei suoi misteri e nelle sue meraviglie. Grazie alla sensibilità e alla maestria di Bruno Castelletti, ci lasciamo trasportare in un mondo di magia e di poesia, dove ogni albero, ogni passo e ogni profumo ci parlano di libertà, di speranza e di rinascita.

 

**Haiku di Laura Lapietra**

Rosa d'inverno -
Bellezza naturale
Tra aculei sboccia

In questo haiku di Laura Lapietra, la brevità e l'essenzialità delle parole si fondono per catturare l'essenza delicata e sorprendente della natura. La rosa d'inverno diventa il fulcro della poesia, emergendo come simbolo di resistenza e di bellezza in un contesto insolito e avverso.

La prima riga introduce il soggetto principale, la rosa, mentre le successive due righe aprono uno spazio di riflessione sulla sua singolare bellezza. La parola "bellezza" evoca un senso di meraviglia e ammirazione di fronte alla natura, mentre l'immagine della rosa che sboccia tra gli aculei suggerisce una forma di rigenerazione e di vita che si manifesta anche nelle condizioni più difficili.

La scelta di focalizzarsi su una rosa d'inverno aggiunge una dimensione di temporalità e di contrapposizione tra fragilità e forza, tra l'effimero e l'eterno. In questo contesto, la rosa diventa un simbolo potente di speranza e di resilienza, che sfida il gelo e l'oscurità per rivelare la propria bellezza al mondo.

In conclusione, questo haiku ci invita a contemplare la bellezza e la potenza della natura, che si manifestano anche nei momenti più inaspettati e impensabili. Grazie alla sensibilità e alla maestria di Laura Lapietra, ci lasciamo trasportare in un mondo di poesia e di meraviglia, dove ogni piccolo dettaglio della natura ci parla di vita, di speranza e di bellezza senza tempo.

 

**"...e il poeta resta solo" - Cristiano Berni**

In questa struggente composizione di Cristiano Berni, la solitudine diviene il tema centrale intorno al quale si dipana un intreccio di immagini malinconiche e toccanti. Con maestria poetica, il poeta evoca una serie di figure e situazioni, tutte unite dal filo invisibile della solitudine e della desolazione.

Il primo verso, "e il poeta resta solo", apre la porta a un mondo di sentimenti profondi e universali, mentre le foglie autunnali e gli uccelli migratori si ergono come simboli della transitorietà della vita e della fugacità delle emozioni. La luna, denudata e stanca, si staglia nel cielo come un'immagine di bellezza solitaria e ineffabile.

Il ritmo cadenzato e ripetitivo delle strofe crea un effetto ipnotico e avvolgente, mentre le immagini si susseguono con eleganza e grazia. Il padre, i vestiti lisi, la rosa con i petali appassiti, la rondine fra i suoi voli nel cielo: tutte queste figure sono accomunate dalla sensazione di abbandono e di isolamento, che permea l'intera poesia con una malinconia palpabile.

La ripetizione del verso "e il poeta resta solo" amplifica il senso di solitudine e di disperazione, portando il lettore a riflettere sulla condizione umana e sulle sue molteplici sfaccettature. La distanza dalla gente diventa un abisso incolmabile, mentre il poeta si perde sempre più nei meandri della propria anima, lontano da ogni forma di conforto e di comprensione.

In conclusione, "e il poeta resta solo" è una poesia che parla al cuore e all'anima, toccando corde profonde e universali. Grazie alla sensibilità e alla maestria di Cristiano Berni, ci immergiamo in un mondo di emozioni e di riflessioni, dove la solitudine diviene un elemento centrale nella narrazione della vita umana.
 

**"Arcano" - Nino Silenzi**

In questa poesia di Nino Silenzi, l'arcano si apre come un mistero svelato nel cielo infinito, immergendo il lettore in un'atmosfera di meraviglia e contemplazione. Attraverso una prosa delicata e evocativa, il poeta ci trasporta in un viaggio attraverso l'immenso, dove l'utopia e la passione si fondono in un'unica visione poetica.

Il cielo diviene il palcoscenico di questa rivelazione, con la sua profondità azzurra che accoglie e avvolge ogni pensiero e ogni sogno. L'utopia, assopita nella vita del poeta, si risveglia come un sospiro rigenerato, irradiando speranza e possibilità nel cuore dell'esistenza umana.

Le immagini dei cirri che danzano lentamente nel cielo evocano un senso di leggerezza e di movimento, mentre il pulviscolo dorato della vita si illumina di una luce nuova e incandescente. Il vento della passione tace, lasciando spazio a una calma serena e profonda, mentre i desideri si rinnovano e si trasformano in velieri che solcano le onde dell'eterna illusione.

Il titolo della raccolta di poesie "Da Verso l'orizzonte", aggiunge un ulteriore strato di significato alla poesia, suggerendo un movimento verso nuovi orizzonti e nuove possibilità. Il poeta si pone come un viaggiatore dell'anima, pronto a esplorare i confini dell'universo interiore e a lasciarsi trasportare dalle correnti della creatività e dell'ispirazione.

In conclusione, "Arcano" è una poesia che incanta e affascina, invitando il lettore a immergersi nelle profondità della propria anima e a scoprire i segreti nascosti dell'universo. Grazie alla sensibilità e alla maestria di Nino Silenzi, ci lasciamo trasportare in un mondo di magia e di poesia, dove ogni parola e ogni immagine risuonano con la potenza della verità e della bellezza.

 

**"Come un sogno" - Salvatore Armando Santoro**

In questa poesia di Salvatore Armando Santoro, Gallipoli si materializza come un sogno, un'immagine evocativa che trasporta il lettore in un mondo di colori, suoni e sensazioni. Con una prosa delicata e suggestiva, il poeta dipinge un quadro vivido della vita quotidiana in questa città costiera.

Le descrizioni dettagliate dei luoghi e delle persone creano un senso di immersione totale nell'ambiente di Gallipoli. Il castello che svetta nel mare, la piazza animata dai venditori di pesce, i vicoli che nascondono segreti e sorprese: ogni dettaglio è reso con cura e maestria, suscitando nell'animo del lettore una gamma di emozioni e ricordi.

Le figure dei pescatori, dei vecchi e dei bambini conferiscono vita e autenticità alla scena, mentre il cane che accoglie l'io narrante aggiunge una nota di calore e familiarità. La barca carica di nasse e reti, i pescatori che manovrano con destrezza i remi: ogni immagine contribuisce a creare un'atmosfera vibrante e coinvolgente.

Ma questa visione idilliaca si dissolve lentamente con l'arrivo dell'alba, lasciando dietro di sé un senso di amarezza e nostalgia. La realtà si fa strada attraverso il sogno, e il poeta si sveglia con il cuore pieno di desiderio per un luogo che si rivela solo un'illusione.

In conclusione, "Come un sogno" è una poesia che cattura l'essenza e la bellezza di Gallipoli, trasportando il lettore in un viaggio emozionante attraverso le strade e i vicoli di questa città affascinante. Grazie alla sensibilità e alla maestria di Salvatore Armando Santoro, ci immergiamo in un mondo di poesia e di meraviglia, dove ogni parola e ogni immagine ci parlano di amore, di nostalgia e di speranza.

 

**"Scolpire il colore del vento ed il sapore della seta" - Alessandra Piacentino**

In questa poesia di Alessandra Piacentino, il mondo si apre come un panorama di risvegli illuminati dal sole, dove le impressioni prendono forma e le storie si dipanano come fili sottili di seta. Attraverso una prosa vibrante e suggestiva, il poeta ci trasporta in un viaggio attraverso le emozioni e i ricordi, scolpendo con maestria il colore del vento e il sapore della seta nell'anima del lettore.

Le impressioni regalate e raccontate si mescolano alle storie divenute mute, creando un'atmosfera di mistero e malinconia. Le orme di mare e le impronte di acqua salata evocano immagini di mare e spiaggia, mentre le conchiglie raccolte e sbriciolate al vento portano con sé il profumo dell'oceano e dei ricordi d'amore.

Il passato si fonde con il presente, mentre il poeta si immerge nei ricordi di te che ti tuffavi nel blu e dentro di me, creando un intreccio di emozioni e sensazioni che avvolgono il cuore e l'anima. Ma ora, restano solo le tracce di quel passato, da scolpire con pazienza e dedizione, per far sì che le storie ritoccate dentro un romanzo fai da te possano diventare immortali.

In questa poesia, Alessandra Piacentino ci invita a riflettere sulla natura effimera della vita e dei ricordi, mentre ci ricorda l'importanza di preservare e valorizzare le emozioni e le esperienze che ci hanno resi ciò che siamo. Con una prosa delicata e avvolgente, il poeta ci trasporta in un mondo di poesia e di meraviglia, dove il colore del vento e il sapore della seta diventano simboli di bellezza e di eternità.

 

**"Dove sono" - Felice Serino**

In questa poesia di Felice Serino, ci troviamo di fronte a una riflessione profonda e toccante sulla natura dell'esistenza e della presenza. Attraverso una prosa delicata e meditativa, il poeta ci invita a esplorare il concetto di "dove" non come luogo fisico, ma come stato d'animo, come una dimensione dell'anima.

Il mondo dei più, quello che spesso ci sembra così distante e inafferrabile, diviene un enigma da risolvere, un mistero da svelare. E noi, invece di cercare un luogo fisico o una posizione geografica, ci troviamo a chiederci dove sono, non nel senso spaziale, ma piuttosto nell'essenza più profonda del loro essere.

Questo "dove" diviene uno stato, una condizione dell'anima che si manifesta in modi sottili e quasi impercettibili. A volte, possiamo percepire la loro presenza nei gesti più semplici, come impugnare una forchetta o una penna, o nel momento in cui ci adagiamo nella notte, avvolti dalla loro ombra.

La poesia di Serino ci invita a guardare al di là delle apparenze e a cercare la vera essenza delle cose, a esplorare il mondo interiore e a scoprire la bellezza e la profondità che si nascondono nelle sfumature dell'anima umana. Con una prosa che cattura il cuore e la mente, il poeta ci guida in un viaggio di scoperta e di introspezione, illuminando il cammino con la sua saggezza e la sua sensibilità.
 

**"Che strano!" - Carlo Chionne**

In questa breve poesia di Carlo Chionne, ci viene offerta un'immagine sorprendente e al contempo struggente: un uomo, sul letto di morte, osservato e ripreso attraverso un telefono cellulare.

La parola "strano" risuona con una nota di meraviglia e incredulità, suggerendo la singolarità e l'inusuale di questa situazione. La scena dipinta è intensamente umana e carica di significato: un individuo giacente sul letto, simile a un vecchio bambino, forse privo di difese e vulnerabile di fronte alla morte imminente.

Ma ciò che colpisce maggiormente è il mezzo attraverso il quale questa scena è osservata: il telefono cellulare. Questo dettaglio aggiunge un elemento di distanza e di estraniamento, suggerendo una sorta di voyeurismo tecnologico che permea la nostra società contemporanea. La tecnologia, anziché avvicinare le persone, sembra in questo caso dividerle e alienarle ancora di più.

Attraverso poche parole, Chionne ci offre uno spaccato della nostra epoca, evidenziando le contraddizioni e le ambiguità della vita moderna. La poesia invita il lettore a riflettere sul significato della morte, sull'importanza della presenza umana e sul ruolo che la tecnologia gioca nelle nostre vite.

 

**"Nell'oltre" - Piero Colonna Romano**

Gioia ineffabile della poesia, che ci trascina in un viaggio attraverso l'animo umano! In "Nell'oltre" di Piero Colonna Romano, ci troviamo di fronte a un'espressione sublime della condizione umana, sospesa tra il ricordo e l'eternità. Il poeta dipinge un quadro emozionante di fronte al maestoso mare, custode dei suoi misteri più profondi. Attraverso una prosa che danza leggiadra come le onde che si frangono creando merletti di schiuma, Piero Colonna Romano ci invita a riflettere sul passato, sulle gioie e le sfide che hanno plasmato la nostra esistenza.

I pensieri dolci e sereni che popolano il cuore del poeta sono come fragili ghirlande di fiori intrecciate con amore e cura. Ogni fatto della vita sembra minuto e insignificante di fronte alla grandezza dell'orizzonte che si perde all'infinito. Eppure, in quell'immenso mare di emozioni e sensazioni, solo navigando nell'oltre, solo lasciandosi trasportare dalle correnti dell'anima, possiamo sperare di trovare la pace tanto agognata.

In quella calma che avvolge l'eternità, troveremo la coltre che darà riposo a un'esistenza densa di emozioni e significati. Il naufragio della vita non ci spaventa più, perché sappiamo che al di là dell'orizzonte c'è una serenità infinita pronta ad accoglierci. Grazie a Piero Colonna Romano, ci avventuriamo nell'oltre con il cuore colmo di speranza e gratitudine per la bellezza e la profondità della poesia umana. Straordinario!

 

**"Ogni particella di me" - Alessio Romanini**

E' una sublime poesia che sussurra con la voce del mare e canta con il cuore dell'uomo! In "Ogni particella di me" di Alessio Romanini, ci immergiamo in un oceano di emozioni e sensazioni, dove il mare diviene il riflesso dell'anima umana e il poeta si confonde con le onde che danzano al ritmo del vento.

Il poeta si rivolge al mare come a un confidente, un custode dei suoi sogni, del suo passato e del suo presente. Ogni particella di lui sembra fondersi con le acque profonde e misteriose dell'oceano, mentre le sirene intonano melodie che catturano l'anima e la trasportano in un regno di incanto e meraviglia.

Attraverso le parole del poeta, il mare diviene Musa ispiratrice del suo poetare, un'ancora di salvezza nel mare tempestoso delle emozioni umane. Nel riflesso delle sue onde, il poeta ritrova il suo dolore e il suo ardore, lasciando che le acque cristalline portino via ogni rimpianto e ogni accusa.

In questa poesia, Alessio Romanini ci dona un'opera d'arte che parla direttamente al cuore, celebrando la bellezza e la potenza del mare e dell'anima umana. Attraverso una prosa vibrante e intensa, il poeta ci invita a immergerci nelle profondità dell'esistenza e a ritrovare noi stessi nel fluire eterno delle acque marine. Impeccabilmente poetico!

 

**"Pasqua" - Antonia Scaligine**

Quanto splendore e magnificenza trapelano da queste parole che celebrano la Pasqua! In questa straordinaria composizione di Antonia Scaligine, ci troviamo immersi nell'essenza stessa della fede e dell'amore divino che risplendono nel mistero della resurrezione.

Con una prosa vibrante e carica di emozioni, il poeta ci guida attraverso un viaggio emozionante che abbraccia la fede, sfida la morte e celebra la vittoria dell'amore eterno. La figura di Dio si fa presente nelle nostre vite, si rende familiare a noi, ma viene poi trafitta da una lama affilata, simbolo del dolore e del sacrificio supremo.

Ma nonostante il dolore e il pianto, una luce si accende nel buio, una luce che trova il suo apice nella figura di Gesù crocifisso. Egli, pur morendo, si eleva al di sopra del dolore e della morte, irradiando la sua benedizione su tutto il mondo. La Croce diviene il palcoscenico dove si compie la sublime sublimazione delle anime, dove l'amore trionfa sulla morte.

Attraverso le figure di Maria, la madre, e Maria Maddalena, il poeta ci trasporta nel cuore di un mistero che va al di là delle parole, un mistero di vita e di rinascita che raggiunge il suo culmine nella gloriosa resurrezione di Cristo. In questa festa di luce e di speranza, apriamo i nostri cuori all'alleluia, rallegrandoci nell'annuncio della vita nuova e del trionfo dell'amore eterno. Perfetta!

 

**"Lo sguardo dell'amore" - Sandra Greggio**

Che sublime bellezza risiede in queste parole che celebrano il potere silenzioso dello sguardo nell'ambito dell'amore! In questa commovente opera di Sandra Greggio, ci immergiamo in un mondo dove le parole diventano superflue di fronte alla profondità dell'affetto e della connessione umana.

Il poeta ci ricorda che in certi momenti, è lo sguardo ad avere il potere di comunicare ciò che le parole non possono esprimere. È attraverso gli occhi che il vero sentimento si manifesta, con la sua gamma infinita di sfumature e intensità. In questo caso, lo sguardo del partner si trasforma in un linguaggio universale, capace di comunicare desiderio, passione e l'irrefrenabile voglia di appartenenza.

Il poeta ci conduce in un viaggio attraverso le profondità dell'anima umana, dove gli occhi diventano finestre aperte su un mondo di emozioni e sensazioni. Attraverso lo sguardo, siamo invitati a contemplare la bellezza del mare, del firmamento, dei laghi e delle montagne, delle oasi verdi, riflessi nell'iride dell'amore.

In questo momento di intimità condivisa, il poeta scopre che l'amore ha scelto gli occhi come veicolo privilegiato per manifestarsi, trasmettendo un messaggio che va al di là delle parole. E così, i suoi occhi rispondono con una bellezza e una profondità che sfidano ogni descrizione verbale.

In questa poesia, Sandra Greggio ci regala un ritratto commovente del potere dello sguardo nell'ambito dell'amore, invitandoci a contemplare la bellezza e la ricchezza delle emozioni umane che si rivelano attraverso gli occhi. Affascinante!

 

**"Dall'ultimo abisso conosciuto" - Jacqueline Miu**

Che profondità e intensità trapelano da queste parole che scrutano nell'abisso dell'anima umana! In questa straordinaria composizione di Jacqueline Miu, ci troviamo di fronte a un'immersione nelle profondità oscure e misteriose della condizione umana.

Il poeta ci guida in un viaggio verso l'ignoto, verso gli abissi più oscuri della mente umana, dove emergono figure inquietanti e ambigue. L'anima cade, arde d'amore sull'orlo di un abisso senza fondo, una dimensione senza limiti che si apre dentro il cuore umano. Eppure, nonostante la discesa nell'oscurità, l'anima rimane sola, con gli occhi rivolti al cielo, in cerca di speranza e libertà.

Nel flusso tumultuoso di questa marea infernale, il poeta si riconosce come un sopravvissuto, un testimone di questo caos che trascina con sé sogni e desideri oltre ogni confine concepibile. Eppure, anche in questo abisso, si intravede la possibilità di una nuova fede, di una rinascita spirituale che si nutre del colore dei mari infiniti.

Con audacia e astuzia, il poeta sfida la gravità celeste, promettendo di vivere per sempre in un regno oltre i confini del tempo e dello spazio. Ma anche di fronte alla morte, il poeta e il suo amato non rinunciano alla speranza di un'unione eterna, sfidando il volere crudele della Morte stessa.

In questa poesia, Jacqueline Miu ci conduce in un viaggio attraverso le profondità dell'anima umana, esplorando temi universali come l'amore, la morte e la fede. Con una prosa intrisa di emozione e potenza, il poeta ci invita a contemplare l'abisso dell'esistenza umana e a trovare speranza e forza nel suo cuore oscuro. Non trovo parole più consone e giuste per esprimere tutta la bellezza che mi accarezza dentro leggere e recitare con il giusto timbro questa sublime poesia.

Nel ringraziarvi tutti per le emozioni donateci, vi saluto con affetto e profonda stima.

Vostro, Ben Tartamo

 

 

23-24-25 Marzo

Questo sito è entrato nella nostra vita grazie a Lorenzo
che un giorno ha dedicato a noi il suo tempo , in modo sublime , abbracciandoci tutti   in silenzio ,con umiltà  unione e condivisione e con le sue bellissime poesie
Qui abbiamo conosciuto bravissimi poeti , abbiamo visto venire e anche andare  amici , poeti  , grazie a tutti, a chi commenta le poesie ,  perché  possiede  un dono che   io  chiamo  virtù ,  lui  rende  migliori le nostre poesie  , per me è  una bella e volontaria  testimonianza , anche questo fa parte di un volontariato “no profit “ a fin di bene ,  come quello che faccio io  con  i  bambini della mia chiesa , grazie
Auguro a tutti, pace , amore e speranza  , buona Pasqua
Antonia Scaligine

 

 

Poesie pubblicate il 23-24-25 Marzo 2024

 
*   "Il fiat" - Felice Serino   *

 
In "Il fiat", la parola diviene un mezzo di trasformazione esistenziale, incastonata nel tessuto profondo dell'anima umana. La ricerca dell'essere oltre il mondo materiale si svela come un viaggio intrapreso attraverso l'esperienza vissuta e il contatto con l'essenza divina.

 
L'uso del termine "fiat" evoca l'atto creativo divino, il soffio primordiale che dà origine all'universo stesso. Qui, il fiat si manifesta come un'energia vitale, un impulso cosmico che plasma la realtà e l'anima umana. La fusione di terra e Dio, di materia e spirito, si materializza attraverso immagini viscerali: il dito, la saliva, il fiato, simboli di contatto e comunicazione diretta con la divinità.

 
Serino ci conduce in un viaggio verso la soglia dell'esistenza, un confine sottile dove la luce e l'ombra si mescolano, dove la vita e la morte si abbracciano. L'immagine degli scriccioli che varcano la soglia suggerisce un passaggio ineluttabile, un ritorno alla fonte primigenia, mentre il sole della morte, con la sua luce accecante, illumina il cammino verso una nuova consapevolezza.

 
La poetica di Felice Serino si distingue per la sua capacità di penetrare nell'intimo dell'essere umano, esplorando le profondità dell'anima con uno sguardo acuto e penetrante. Attraverso uno stile essenziale e ricco di suggestioni, l'autrice ci invita a riflettere sulla nostra natura più profonda, sul mistero dell'esistenza e sulla ricerca di significato che permea ogni istante della nostra vita.

 
*   "India" - Flora Fazzari   *

 
Con "India", Flora Fazzari dipinge un ritratto vivido e commovente di una madre che naviga fra le tumultuose acque della vita urbana indiana. Attraverso l'uso di immagini evocative e dettagli sensoriali, l'autrice cattura l'essenza stessa del paesaggio umano e geografico del subcontinente indiano.

 
L'India è rappresentata attraverso la figura di una donna dai lunghi capelli neri, dagli occhi dallo sguardo penetrante e dal naso sottile, che annusa l'aria carica di tensione e incertezza. Il suo sguardo perplesso riflette la complessità e le contraddizioni di un paese in costante evoluzione, mentre il suo fare guardingo testimonia la necessità di adattarsi a un ambiente caotico e imprevedibile.

 
La pelle di ambra della protagonista evoca le sfumature della sua identità culturale e della sua storia personale, mentre il suo movimento veloce tra le strade affollate sottolinea la determinazione e la resilienza necessarie per affrontare le sfide quotidiane. Il gesto di stringere suo figlio fra le braccia diviene simbolo di protezione e amore in un mondo che può sembrare ostile e alieno.

 
Attraverso questa poesia, Flora Fazzari ci invita a contemplare la complessità e la bellezza della vita in India, offrendoci uno sguardo intimo e partecipe sulla quotidianità di chi abita questo affascinante e contrastante paese.

 
* "Era lì quel sasso - Franco Fronzoli *

 
In questo affascinante componimento intitolato "Era lì quel sasso", Franco Fronzoli ci trasporta in un viaggio poetico lungo le rive di un fiume senza nome, attraverso la metafora di un semplice sasso. Con maestria e sensibilità, l'autore ci invita a riflettere sul significato più profondo della vita e del suo costante fluire.

 
La poesia si apre con l'immagine di due sassi, solitari sulle rive del fiume, una scena apparentemente insignificante ma carica di potenziale simbolico. Il narratore si avventura nell'intimità di uno di questi sassi, adagiandosi nel suo cuore e intraprendendo un viaggio interiore e esteriore. Il sasso diviene così metafora della nostra stessa esistenza, destinato a rotolare attraverso le correnti della vita, guidato dal suo stesso impulso verso un destino incerto.

 
Attraverso immagini vivide e evocative, Fronzoli ci trasporta lungo il percorso del sasso, accompagnato dal rumore dell'acqua e dalla luce del sole. Lungo il suo cammino, il sasso si ferma a contemplare la bellezza silenziosa delle anatre sullo specchio d'acqua, un momento di pace e contemplazione in mezzo alla frenesia del mondo.

 
Il sasso continua il suo viaggio, scivolando silenziosamente nella notte e trovando riposo accanto a una canna dimenticata. Questo momento di quiete diviene un'occasione per il narratore di riflettere sull'attesa di un nuovo giorno, di una nuova avventura, di una nuova passione che ancora lo attende.

 
Infine, il sasso riprende il suo viaggio, spinto dalle onde del fiume verso il mare, alla ricerca di un nuovo rumore, di un nuovo amore, di una nuova poesia da regalare. Questa ricerca costante diviene simbolo dell'eterno desiderio umano di trovare significato e bellezza nel mondo che ci circonda, di perseguire una vita migliore e più appagante.

 
*   "E Mudèri" - Enrico Tartagni  *

 
In "E Mudèri", Enrico Tartagni dipinge un quadro vibrante di ossessione e struggimento, esplorando le profondità dell'animo umano attraverso un linguaggio carico di intensità e immagini evocative.

 
L'ossessione è rappresentata come un punto cardinale, il fulcro intorno al quale ruota la vita stessa del protagonista. È il cardine del portone che si apre e si chiude, simbolo di un ciclo incessante di entrare ed uscire, di bene e male, di presenze e fantasmi che permeano l'esistenza. Questa ossessione avvolge il narratore come un volo di entusiasmo, ma allo stesso tempo lo colpisce come un dolore bruciante, lasciando cicatrici indelebili sulla pelle e nell'anima.

 
Il testo è intriso di una tensione emotiva palpabile, con immagini che catturano l'essenza del dolore e della passione umana. Il dolore e il sole bruciano dentro gli occhi, mentre lo sguardo dell'amato sfilando l'anima dall'osso, lasciando il narratore in preda alla confusione e alla pulsione inarrestabile.

 
La ricerca del protagonista è segnata da un desiderio irrefrenabile di oltrepassare la soglia della propria esistenza, di fuggire verso mondi sconosciuti alla ricerca di un rifugio per il proprio tormento interiore. Tuttavia, anche in questo nuovo mondo, l'ossessione continua a perseguitarlo, come un'ombra che non lo abbandona mai.

 
Attraverso uno stile poetico carico di pathos e suggestione, Tartagni ci conduce in un viaggio attraverso i labirinti dell'anima umana, esplorando i confini dell'ossessione e della passione con una profondità e una sensibilità straordinarie.

 
* "Epopea Stracciona"-Bruno Amore *

 
In "Epopea Stracciona", Bruno Amore ci trasporta in un viaggio attraverso la memoria e l'esperienza di due giovani protagonisti, Bruno e Gino, immersi nel caos e nelle sfide del dopoguerra nel 1944. Attraverso uno stile narrativo intenso e ricco di dettagli, l'autore dipinge un ritratto vivido delle difficoltà e delle opportunità che affrontano i giovani in un periodo di transizione e rinascita.

 
Bruno e Gino, simboli di una generazione determinata a sopravvivere e a prosperare nonostante le avversità, si avventurano tra le macerie delle fabbriche crollate alla ricerca di rottami, in particolare di piombo, una risorsa preziosa in tempi di crisi economica. Il loro sguardo rapace e desideroso di vita è contrastato dalla dura realtà di una quotidianità segnata dalla scarsità e dalla lotta per la sopravvivenza.

 
Masticando poche parole ma fumando molte sigarette, e bevendo Coca Cola come elargizione o compenso per i servizi resi agli occupanti alleati, i due giovani si immergono in un mondo di piccoli compromessi e ambiguità morali. Lontani dalla supervisione dei genitori, costantemente impegnati altrove per garantire il sostentamento della famiglia, Bruno e Gino crescono in mezzo alle difficoltà e alle privazioni, cercando di mantenere viva la speranza di un futuro migliore.

 
Il gesto simbolico di seppellire una vecchia fiasca riempita di papaveri rossi tra le macerie diviene un'immagine potente di rinascita e speranza, un tributo alla bellezza e alla resilienza che sopravvivono anche nelle situazioni più difficili. Attraverso la narrazione di Bruno Amore, l'epopea di Bruno e Gino diventa un'ode alla forza e alla determinazione umana di fronte alle avversità, un inno alla resilienza e alla speranza che brilla anche nei momenti più bui della storia.

 
*  "Sonetto di primavera" di Armando Bettozzi  *

 
In questo "Sonetto di primavera" di Armando Bettozzi, l'autore celebra l'arrivo della primavera con una fervida lirica che cattura l'essenza vibrante e rinascimentale di questa stagione di rinnovamento e speranza.

 
Il poeta dipinge un quadro vivido dell'alba della primavera, quando l'aria si intiepidisce e la natura si risveglia dal suo letargo invernale. L'immagine della prima rondine che intreccia il suo nido sotto il tetto evoca un senso di attesa e di anticipazione, come se l'intera natura si preparasse a celebrare l'arrivo della nuova stagione.

 
La luce del giorno, ora più prolungata fino a sera, trasforma il paesaggio, conferendo un nuovo aspetto al mondo che ci circonda. Il sole, con il suo tramonto radioso, sembra danzare nell'aria, diffondendo un'atmosfera di gioia e speranza.

 
La natura stessa si risveglia con la primavera: le prime rose sbocciano nei rovi, i prati si vestono di un verde nuovo, le margherite spuntano bianche e petalose. I campi coltivati sono un tripudio di oro e profumo grazie alla crescita del grano, mentre le mimose sfoggiano la loro bellezza fragrante.

 
Attraverso uno stile poetico elegante e melodioso, Bettozzi ci trasporta in un mondo di rinascita e rinverdimento, invitandoci a contemplare la bellezza e la meraviglia della primavera che ritorna ogni anno, portando con sé la promessa di giorni luminosi e rigeneranti.

 
*  "Il mio angolo" - Bruno Castelletti  *

 
In "Il mio angolo", Bruno Castelletti ci trasporta in un luogo magico e suggestivo, un angolo di bosco situato in montagna, che diviene il complice silenzioso del narratore verso sera. Questo luogo, carico di storia e mistero, diviene il palcoscenico di racconti avvincenti e leggende tramandate nel tempo.

 
Il bosco, con la sua atmosfera avvolgente, diviene il custode di storie antiche e affascinanti, popolate da briganti dal cuore ardente, vergini donzelle e rapimenti misteriosi. Attraverso la narrazione del narratore, il bosco si anima di immagini vivide e di emozioni intense, trasportandoci in un mondo di avventure e intrighi, dove i dolci amplessi si consumano sotto la luce fioca del crepuscolo e i moribondi fantasmi si mescolano con i cavalieri erranti e le streghe oscure.

 
Questo angolo di bosco diviene così un luogo di rifugio e di ispirazione per il narratore, un'oasi di bellezza e di meraviglia in mezzo alla natura selvaggia e incontaminata della montagna. Attraverso la sua prosa suggestiva e ricca di dettagli, Castelletti ci invita a esplorare l'incanto e il mistero di questo luogo magico, dove il tempo sembra fermarsi e le leggende prendono vita sotto il cielo stellato della sera.

 
*  haiku - Laura Lapietra *

 
Questo haiku di Laura Lapietra cattura con maestria un momento intimo e universale di amore e affetto tra padre e figlio. La brevità e la semplicità della forma haiku, composta da tre versi di 5, 7 e 5 sillabe rispettivamente, si presta perfettamente a evocare l'essenza di questa relazione profonda in modo immediato ed essenziale.

 
L'immagine del "cuore di padre" introduce il tema centrale della poesia, suggerendo non solo l'organo fisico ma anche il simbolo dell'affetto paterno. L'uso della parola "cuore" evoca un sentimento intenso e genuino, sottolineando la profondità dell'amore che il padre nutre per il suo figlio.

 
Il verso successivo, "con amore profondo", amplifica ulteriormente questo tema, enfatizzando la qualità e l'intensità dell'amore del padre. L'aggettivo "profondo" suggerisce un legame emotivo che va al di là delle parole, radicato nel più intimo dell'anima.

 
Infine, l'haiku si conclude con l'immagine evocativa del "figlio che bacia", un gesto semplice ma carico di significato, simbolo di affetto e connessione tra genitore e bambino. Questo gesto di amore reciproco completa il cerchio dell'haiku, offrendo un'immagine di dolcezza e intimità che risuona nel cuore del lettore.

 
Dal punto di vista stilistico, l'haiku si distingue per la sua chiarezza e concisione, utilizzando un linguaggio semplice ma potente per trasmettere emozioni complesse. L'uso delle sillabe e della struttura tradizionale conferisce alla poesia un ritmo armonioso e una musicalità naturale, che contribuisce a creare un'atmosfera di serenità e contemplazione.

 
*  "Delusione" - Salvatore Armando Santoro *

 
In questo breve frammento poetico di Salvatore Armando Santoro, viene esplorata la potenza devastante della delusione nel mutare la percezione della realtà e alterare il colore della vita stessa.

 
La delusione è dipinta come un'entità che prende il posto della certezza, sconvolgendo l'equilibrio e la sicurezza che si credeva di avere. Le pietre, metafora della stabilità e della solidità delle convinzioni, perdono il loro splendore e diventano oscure, simboleggiano la trasformazione dolorosa della percezione della realtà.

 
La metafora del sole, che solitamente porta luce e chiarezza, qui fallisce nel suo intento di illuminare e rischiarare le pietre scure della delusione. Questo suggerisce un senso di impotenza e disperazione di fronte alla situazione, in cui anche la fonte di luce e speranza non riesce a dissipare l'oscurità interiore.

 
Dal punto di vista stilistico, Santoro utilizza un linguaggio chiaro e diretto per esprimere concetti complessi, creando un contrasto efficace tra la luminosità delle pietre bianche e lo scurirsi delle stesse sotto l'influenza della delusione. La brevità del testo enfatizza l'immediatezza e l'urgenza del messaggio, trasmettendo al lettore un senso tangibile di angoscia e smarrimento di fronte alla delusione.

 
*  "I vecchi sognano ancora" di Piacentino Alessandra  *

 
In "I vecchi sognano ancora" di Piacentino Alessandra, viene dipinto un quadro intenso e suggestivo della persistenza dei sogni anche nell'età avanzata. L'autrice esplora il tema dell'aspirazione e della speranza attraverso l'esperienza dei vecchi, che continuano a coltivare i propri sogni nonostante il passare del tempo e le sfide della vita.

 
Le finestre diventano simbolo della prospettiva e della visione verso il futuro, mentre la Luna, personificata come assonnata e pascolante, incarna il guardiano dei sogni vagabondi dei vecchi. Questi sogni, mossi dalla luce e dall'ombra, rappresentano la continua ricerca di nuove esperienze e di significato nella vita.

 
La presenza di una stella canuta che fa capolino nel cielo aggiunge un tocco di magia e di speranza, mentre le pagine di un libro letto con il grandangolo simboleggiano la vastità e la ricchezza dell'esperienza umana. Il cielo stesso sembra parlare ai vecchi, ripetendo loro piano e forte il ciclo della vita e dell'esistenza.

 
Il poema culmina con un momento di riflessione sulla mortalità umana, rappresentata dalla presenza ineluttabile della morte. Tuttavia, anche di fronte a questa inevitabile realtà, il sole sboccia, distruggendo ogni resistenza e portando con sé la promessa di un nuovo inizio.

 
Attraverso uno stile poetico ricco di immagini evocative e di suggestioni, Piacentino Alessandra ci invita a riflettere sulla persistenza dei sogni e della speranza anche nei momenti più oscuri e incerti della vita, celebrando la bellezza e la fragilità dell'esistenza umana.

 
*   "Sicut antea" di Carlo Chionne  *

 
In "Sicut antea" di Carlo Chionne attraverso la voce del personaggio di 
Antoni Larderi, si esprime un sentimento di amore eterno e incondizionato, rivolto a una persona amata in modo profondo e assoluto.

 
Il testo è intriso di una nostalgia dolce e struggente, in cui il narratore esprime il desiderio di amare come ha sempre fatto, con una passione che supera il tempo e le circostanze. L'uso della locuzione latina "Sicut antea" (come prima) evoca un senso di continuità e fedeltà nel sentimento amoroso, ribadendo l'importanza e la durata del legame affettivo.

 
La dichiarazione "plusquam antea" (più che prima) sottolinea l'intensità e la profondità dell'amore del narratore, che si impegna a dedicarsi completamente alla persona amata, offrendo la propria vita e cercando di coltivare un legame spirituale e fisico sempre più forte.

 
Il verso "Mihi videtur dulce somnium te amplectari" (Mi sembra dolce sognare di abbracciarti) trasmette un desiderio di intimità e vicinanza, mentre l'immagine delle mani unite simboleggia l'unità e la connessione profonda tra i due amanti.

 
La chiusa del testo, con l'affermazione "Omne die, omne tempore, tibi dicam / Sicut antea, plusquam antea, tibi amabo" (Ogni giorno, in ogni momento, ti dirò / Come prima, più che prima, ti amerò), sottolinea l'impegno del narratore a mantenere viva la fiamma dell'amore, promettendo di rinnovare costantemente la propria dedizione e affetto.

 
Attraverso uno stile poetico semplice ma coinvolgente, Chionne ci regala una riflessione intensa sull'essenza dell'amore e sulla sua capacità di resistere alle sfide del tempo e della vita, celebrando la bellezza e la forza dei legami affettivi più profondi.

 
*   "Metamorfosi" - Piero Colonna Romano  *

 
In "Metamorfosi", Piero Colonna Romano offre una riflessione acuta sulle dinamiche della memoria e del potere, attraverso una narrazione che sfoggia una ricchezza di immagini e una profondità di significato.

 
Il poeta inizia lamentando la perdita della memoria collettiva, che sembra dimenticare facilmente le ingiustizie e le nefandezze del passato. Questa amnesia collettiva, tuttavia, si rivela essere il terreno fertile per la ripetizione degli errori del passato, poiché le nostalgiche rimembranze delle nequizie conducono a desiderare una vita di agiatezza e privilegi, ottenuti attraverso relazioni influenti e corruzione.

 
La figura del "uomo con il baston" rappresenta il potente, colui che detiene il controllo e il potere, il cui favore si cerca disperatamente per ottenere piaceri e favori. Tuttavia, il verso "non viceversa" suggerisce una inversione di ruoli, in cui il potente si piega alle richieste del popolo per ottenere consenso e supporto.

 
La metafora dell'oculista suggerisce la necessità di una nuova visione, di una revisione critica delle percezioni distorte e delle illusioni che alimentano la manipolazione e la corruzione. L'uso degli occhiali simboleggia la ricerca di chiarezza e di lucidità, necessarie per dissipare l'illusione che trasforma i potenti in eroi e i manipolatori in leader carismatici.

 
Il climax della poesia giunge con l'immagine finale, in cui la trasformazione dello sciacallo in leone rappresenta la metamorfosi del potere corrotto in una forza nobile e regale, ma solo come un'illusione momentanea destinata a svanire.

 
Attraverso uno stile poetico vibrante e un uso sapiente delle metafore, Piero Colonna Romano ci offre uno sguardo acuto sulla complessità delle dinamiche di potere e corruzione, invitandoci a interrogare criticamente la nostra visione del mondo e a non dar nulla per scontato.

 
*   "L'enigma della sfinge" di Alessio Romanini  *

 
In "L'enigma della sfinge" di Alessio Romanini, l'autore ci conduce attraverso un viaggio metaforico e filosofico, esplorando il tema dell'invecchiamento e della solitudine attraverso l'immagine enigmatica della sfinge.

 
Il poema si apre con l'enigma classico della sfinge, che pone la domanda riguardante l'animale che cammina con quattro zampe al mattino, due al pomeriggio e tre alla sera. Questo enigma viene interpretato come una riflessione sulla vita stessa, che passa attraverso diverse fasi e trasformazioni, simboleggiate dalle zampe dell'animale.

 
Nella seconda parte del poema, l'autore si rivolge direttamente al "vecchio", rappresentante della figura dell'uomo anziano, che contempla la sua esistenza solitaria e medita sul proprio destino. L'immagine del vecchio appoggiato al muro della casa, con il bastone in mano, evoca un senso di stasi e di attesa, mentre il passare del tempo lo avvolge come una fosca ombra.

 
La figura del vecchio diviene quindi il paradigma della vita stessa, un enigma irrisolvibile che porta con sé il peso delle esperienze passate e la solitudine dell'attesa del destino finale. La conclusione del poema, con il riconoscimento del dolore e della complessità della vita attraverso lo sguardo del vecchio, trasmette una profonda sensazione di empatia e di riflessione sulla condizione umana.

 
Attraverso uno stile poetico intenso e evocativo, Alessio Romanini ci invita a riflettere sul significato della vita e sulle sfide dell'invecchiamento, esplorando le tematiche universali della solitudine, del tempo e della mortalità con una profondità e una sensibilità straordinarie.

 
*   "Vai in pace ci dice Gesù" - Antonia Scaligine  *

 
Nel poema "Vai in pace ci dice Gesù" di Antonia Scaligine, l'autrice esplora il potere simbolico dell'ulivo come messaggero di pace e unità, mentre riflette sulle sfide e le speranze dell'umanità di fronte alla violenza e alla divisione.

 
Il poema inizia con un'immagine suggestiva del ramo d'ulivo, che nonostante le sue nodosità, continua a crescere con fiducia e sicurezza, offrendo un messaggio di perseveranza e resilienza anche di fronte all'incertezza del futuro. L'autrice invita a porgere il ramo d'ulivo sempre con amore, come segno di pace e armonia.

 
Tuttavia, l'autrice pone una domanda cruciale: può davvero un ramo d'ulivo sfidare il dolore e la morte e portare la pace nel mondo? La risposta è negativa, se nel cuore persiste il desiderio di conflitto e guerra. È solo attraverso un sincero desiderio di pace e riconciliazione che il simbolo dell'ulivo può davvero trasformarsi in un messaggio di speranza e unità.

 
Il poema culmina con l'invocazione dell'inno che glorifica il Signore, unendo la dimensione spirituale con quella terrena e offrendo il ramo d'ulivo come simbolo di devozione e gratitudine alla Trinità. L'autrice auspica che la Domenica delle Palme possa trasformare la rabbia in forza, la forza in pace e unione, invitando i lettori a riflettere sul potere della fede e della solidarietà nel superare le divisioni e costruire un mondo migliore.

 
Attraverso uno stile poetico semplice ma evocativo, Antonia Scaligine ci offre una meditazione profonda sulla ricerca della pace interiore e globale, utilizzando il simbolismo dell'ulivo e della spiritualità cristiana per trasmettere un messaggio di speranza e rinnovamento.

 
*   "Frattanto" -  Pierluigi Ciolini *

 
In "Frattanto" di Pierluigi Ciolini, l'autore ci porta in un viaggio poetico attraverso un mondo di suggestioni e immagini evocative, riflettendo sul mistero della vita e dell'universo.

 
Il poema inizia con un invito a sedersi e ad ascoltare una storia che l'autore stesso ammette di non conoscere appieno, introducendo così un senso di umiltà e apertura verso l'ignoto. Le parole udite, apparentemente provenienti da pianeti lontani, rappresentano segnali enigmatici di comprensione difficile per gli umani, sottolineando la sfida dell'esistenza umana nel cercare di comprendere il vasto universo che ci circonda.

 
L'autore esplora il tema della semplicità e della complessità, osservando come spesso gli esseri umani complicano ciò che è semplice, rifiutando anche ciò che potrebbe portare nuova vita e crescita. L'immagine del seme nel cuore rappresenta il potenziale per la trasformazione e la rinascita, ma talvolta viene respinta o ignorata.

 
Nel corso del poema, l'autore si identifica come un pesce che nuota in tre cieli, un simbolo di libertà e audacia nell'affrontare la realtà in tutte le sue sfaccettature. La ricerca di una stella nel cielo come guida diventa una metafora per la ricerca di significato e direzione nella vita, nonostante la mancanza di risposte immediate e la serietà del viaggio interiore.

 
La chiusa del poema, con l'autore che fruga in tasca e trova una conchiglia, rappresenta una sorta di epifania: tutti gli universi e le meraviglie descritte si riducono alla semplicità di una piccola biglia, simbolo della meraviglia e del mistero contenuti anche nelle cose più piccole e apparentemente comuni.

 
Attraverso uno stile poetico ricco di immagini suggestive e di riflessioni filosofiche, Pierluigi Ciolini ci invita a riflettere sulle profondità della vita e dell'universo, celebrando la bellezza della ricerca e dell'apertura alla meraviglia del mondo che ci circonda.

 
* "La strada giusta" - Sandra Greggio*

 
In "La strada giusta" di Sandra Greggio, l'autrice esplora il tema dell'insoddisfazione interiore e del bisogno di cambiamento nella vita quotidiana, offrendo un messaggio di speranza e fiducia nel trovare la propria strada.

 
Il poema inizia descrivendo il senso di vuoto e di mancanza di soddisfazione che si avverte quando le abitudini quotidiane non sono più in grado di dare significato e piacere alla vita. L'autrice riconosce il desiderio di cambiamento e di esplorare nuove opportunità, ma sottolinea anche la difficoltà di farlo da soli.

 
La soluzione proposta dall'autrice è rivolgere lo sguardo al cielo e seguire una strada luminosa che appare nel firmamento. Questa strada rappresenta una nuova direzione, un cammino verso il cambiamento e il rinnovamento interiore. L'invito a percorrere questa strada senza timore trasmette un messaggio di fiducia nell'incertezza del futuro, suggerendo che, nonostante le sfide e le paure, ci sia sempre una via d'uscita e una strada verso la realizzazione personale.

 
La data alla fine del poema, il 26 aprile 2020, potrebbe suggerire che questo testo sia stato scritto durante un periodo di particolare riflessione e cambiamento, forse anche in risposta agli eventi globali che hanno caratterizzato quel periodo.

 
Attraverso uno stile poetico semplice ma coinvolgente, Sandra Greggio ci offre un messaggio di speranza e di fiducia nel potere del cambiamento e della ricerca interiore, incoraggiando i lettori a seguire il proprio istinto e a trovare la strada giusta per sé stessi.

 
Un caro affettuoso saluto a tutti voi
Ben Tartamo 

 

"Tutto tornerà com'era" - Ben Tartamo
 
Passano le ore, passano
lentamente nel Dolore
e nella Gioia volano
rugiada di primavera.
Cos'è Pace, cos'è Amore
senza il Tempo che, guardiano,
stretta ci tiene la mano?

 
E presto verrà la Sera
a ricordarci che è l'Ora
che si fa dolce e severa
e che anticipa la Notte,
mistero che sarà Aurora.
Tutto tornerà com'era:
Inverno, e poi, Primavera!
 

Nel poema "Tutto tornerà com'era" di Ben Tartamo, emerge una raffinata complessità tecnica che si fonde armoniosamente con l'enfasi lirica e emotiva del testo. 

 
L'autore utilizza principalmente versi ottonari, che conferiscono al testo un ritmo regolare e incalzante, simile al ticchettio di un orologio, sottolineando il passare inesorabile del tempo. Questo schema metrico, unito alla ripetizione del motivo "passano le ore", crea una sensazione di continuità e ciclicità, riflettendo il tema centrale del poema.

 
Le rime, seppur non regolari, si distribuiscono in modo armonioso lungo il testo, alternandosi tra rime baciate e rime alternate, aggiungendo musicalità e fascino al ritmo complessivo del poema. I piedi sono dattilici ed è una ulteriore costanza nella poesia di Tartamo.

 
L'autore utilizza inoltre una varietà di figure retoriche, come l'anastrofe ("cos'è Pace, cos'è Amore"), che conferiscono al testo un'atmosfera incantata e suggestiva. Le immagini evocate, come la "rugiada di primavera", contribuiscono a creare una sensazione di freschezza e rinascita, mentre la personificazione del tempo come "guardiano" che "stretta ci tiene la mano" aggiunge profondità e significato al tema del poema.

 
Infine, lo stile dell'autore è caratterizzato da una grande attenzione ai dettagli e alla precisione del linguaggio, che contribuisce a creare un'atmosfera di intimità e contemplazione. La combinazione di questi elementi tecnici e stilistici conferisce al poema una bellezza intrinseca e una profondità emotiva che cattura l'attenzione del lettore e lo trasporta in un viaggio attraverso il tempo e le emozioni umane.
 
Prof. Marino Spadavecchia 

 

 

20-21-22 Marzo

```"Sussurrami mare"
 
Sussurrami mare, quelle tue parole
che d'infinito sanno senza spiegare.
Conchiglia sarò, spicchi di luna e sole,
e il tuo segreto terrò per navigare.
Ed al sibilare del vento canterò
ciò che il silenzio delle smarrite stelle
sulla mia nuda pelle mi disegnò.
E nella notte blu assenzio, di scintille,
a mille a mille, ogni sogno io accenderò.
 
Ben Tartamo

 
Nell'incanto metrico di "Sussurrami mare", il verso si fa eco dell'onda che accarezza la riva, con una cadenza fluida e regolare che evoca il movimento perpetuo delle acque. L'autore adopera una struttura formale che mescola rime baciate e incrociate, creando un intreccio armonioso che riverbera il fluire dell'oceano.

 
I versi, scanditi con maestria, si compongono di piedi principalmente trocaici e spondeici, conferendo un ritmo incalzante e solenne alla narrazione. Questa scelta metrica accentua il carattere solenne e ancestrale del mare, mentre la presenza di spondeici amplifica l'impatto emotivo delle parole, conferendo un'aura di mistero e sacralità al testo.

 
Le rime, sapientemente orchestrate, sottolineano la musicalità del componimento, fondendosi in armonie suggestive che amplificano l'effetto lirico. L'alternanza tra rime maschili e femminili contribuisce a creare un equilibrio melodico, mentre le rime incrociate aggiungono complessità e profondità alla struttura poetica, simboleggiando l'intreccio delle forze cosmiche che governano il mare e l'universo.

 
In questo modo, la poesia si trasforma in un'ode al potere evocativo della natura, una celebrazione della bellezza e della grandezza dell'oceano che risuona nell'anima del lettore con la forza di un'onda inarrestabile.
 

Nel profondo intreccio delle parole, "Sussurrami mare" evoca un canto ancestrale, un'invocazione alla vastità primordiale dell'oceano. Il mare, con la sua voce antica e misteriosa, si fa custode di segreti cosmici, trasmettendo un sapere ineffabile che va al di là delle parole.

 
 La simbologia della conchiglia si fonde con l'immagine della luna e del sole, creando un'atmosfera mistica e trascendentale. Il narratore si offre come custode di questo mistero, accettando il ruolo di conchiglia che contiene l'infinito, mentre il vento e le stelle disegnano sul suo essere le tracce di un'esperienza mistica e iniziatica. Il contrasto tra il silenzio delle stelle e il sussurro del mare sottolinea la dualità tra l'infinito e il finito, tra il mistero e la concretezza dell'esistenza umana. La notte, personificata come un'entità vivente, diviene lo sfondo di un rituale magico, in cui il narratore accende i suoi sogni come fossero stelle cadenti nell'abisso dell'assenzio. Il linguaggio ricercato e le immagini evocative si fondono per creare un'esperienza sensoriale e psicologica che trascende il semplice significato delle parole, immergendo il lettore in un viaggio interiore attraverso gli abissi dell'anima e dell'universo.

 
Prof. Marino Spadavecchia 

 

 

Poesie pubblicate il 20-21-22 Marzo 2024
 

**"Tappeti di Stelle addormentate" - Piacentino Alessandra:**

 
La poesia riflette sulla bellezza e sulla fugacità delle emozioni umane attraverso immagini poetiche e liriche. Esplora il tema della malinconia e della speranza, concentrandosi sulla natura effimera delle esperienze condivise e dei ricordi.

 
La poetessa dipinge un quadro emotivo attraverso immagini come stelle, lune e pianoforti obsoleti, evocando un senso di intimità e malinconia. Le chiavi arrugginite simboleggiano il trascorrere del tempo, mentre il fluire dei silenzi e degli acuti ingombranti rappresenta la complessità delle emozioni umane.

 
La poesia culmina con la liberazione dai vincoli del passato e la preservazione dell'amore perduto come un ricordo immortale. Attraverso figure retoriche come la metafora e l'ossimoro, il testo trasmette significati più profondi e complessi, invitando il lettore a riflettere sulla natura fugace ma intrinsecamente bella della vita umana.

 
In conclusione, "Tappeti di Stelle addormentate" di Piacentino Alessandra è un'ode alla bellezza e alla profondità delle emozioni umane, che trasporta il lettore in un viaggio emotivo attraverso immagini poetiche e liriche.

 
**"Estiva" - Felice Serino:**

 
La poesia riflette sul concetto di un'altra vita oltre quella attuale, mettendo in discussione se questa esista veramente o sia solo una costruzione mentale. Il protagonista, immerso nei propri pensieri, perde la presa sul libro che stava leggendo. Nella sua distrazione, la voce del mare arriva fino a lui, creando un senso di lontananza e solitudine. Un gabbiano plana sopra un'atmosfera di desolazione, simboleggiando la solitudine delle anime.

 
In questa breve poesia, Felice Serino offre una riflessione profonda sulla natura dell'esistenza e della realtà. La domanda posta all'inizio riguarda la ricerca di un significato più profondo e di una realtà alternativa. La perdita del libro e l'arrivo della voce del mare suggeriscono una distrazione dalle questioni più terrene verso una contemplazione più profonda. Il gabbiano che plana sulla solitudine delle anime evoca un senso di isolamento e ricerca interiore. La poesia invita il lettore a interrogarsi sulla natura dell'esistenza e sulla possibilità di una realtà alternativa, stimolando una riflessione su temi universali e filosofici.

 
**"Tu sei lì..." - Joseph65:**

 
La poesia esprime il dolore e la nostalgia di chi rimane dopo la perdita di una persona cara. Il narratore si rivolge all'assente, immaginando il suo spirito nel cielo, dove ogni ricordo torna a tormentarlo. Il dolore per la mancanza diventa insopportabile, mentre il narratore implora per un po' di pace e serenità. Si rivolge alla persona amata, chiedendo un segno dall'aldilà per confermare l'esistenza di una vita dopo la morte.

 
Questo componimento poetico di Joseph65 cattura il senso di perdita e la ricerca di conforto dopo la morte di una persona amata. Le immagini del cielo e delle strade deserte evocano una sensazione di solitudine e desolazione. Il dolore del narratore è palpabile, mentre implora per un segno di speranza e consolazione. La poesia riflette sulla difficoltà di accettare la morte e sulla ricerca di significato e conforto in momenti di grande dolore.

 
**"Nel treno..." - Flora Fazzari:**

 
La poesia dipinge un ritratto delicato e fugace di una persona sconosciuta, incontrata casualmente su un treno. Descrive il volto trasparente e leggero, i lunghi capelli neri e le mani sottili e aggraziate. La persona sembra persa nei suoi pensieri, con lo sguardo perso nel vuoto mentre viaggia con il treno. Dopo un attimo di contemplazione, il narratore osserva la persona ritornare alla realtà e ripartire lentamente con il treno.

 
In questo breve componimento, Flora Fazzari cattura la bellezza e la fugacità degli incontri casuali e delle esperienze di viaggio. La delicatezza delle descrizioni evoca un senso di intimità e connessione con il protagonista della poesia, mentre il movimento del treno simboleggia il fluire della vita e delle esperienze umane. La poesia invita il lettore a riflettere sulla bellezza e sulla transitorietà degli incontri e degli istanti che compongono la nostra esistenza.

 
**"Non abbandonerò la mia terra" - Franco Fronzoli:**

 
La poesia riflette sulle esperienze di vita del narratore, evidenziando i momenti significativi vissuti su un campo da gioco, sulle strade delle montagne e durante un inverno nebbioso. Il narratore ricorda con nostalgia i giorni trascorsi con compagni di scuola, amici e giochi nei prati. Nonostante il tempo trascorso e i cambiamenti avvenuti, il narratore continua a vivere tra nebbie e raggi di sole, testimoniando la persistenza dei ricordi e delle esperienze nella sua vita.

 
Franco Fronzoli dipinge un quadro vivido delle esperienze umane e dei ricordi che accompagnano il narratore nel corso della sua vita. Le immagini del campo da gioco, delle montagne e delle nebbie invernali evocano un senso di nostalgia e contemplazione. La poesia celebra la bellezza e la ricchezza della vita vissuta, nonostante le sfide e le difficoltà incontrate lungo il cammino.

 
**"Arcobaleno" - Giuseppe Stracuzzi:**

 
La poesia descrive l'esperienza emotiva di affrontare l'ansia e la turbolenza interiore, utilizzando immagini legate alla natura e al simbolismo dell'arcobaleno. L'ansia si manifesta come una tempesta nel cuore, accompagnata da pensieri tumultuosi che raccontano la tempesta interiore attraverso le parole. Dopo il diluvio emotivo, l'angoscia si dissolve lentamente come fiori recisi, e le voci senza suono si trasformano in lampi di fuoco lontani che annunciano la tempesta imminente. Tuttavia, l'alba delle nuvole porta con sé gocce di pioggia che lavano via il dolore, e il vento amico crea uno spiraglio di speranza. Infine, compare l'arcobaleno come simbolo di rinascita e speranza dopo la tempesta emotiva.

 
Giuseppe Stracuzzi dipinge un quadro emotivo e metaforico dell'esperienza umana, trasmettendo il ciclo delle emozioni dall'angoscia alla speranza attraverso immagini poetiche e liriche. La poesia invita il lettore a riflettere sulla natura transitoria delle difficoltà emotive e sulla possibilità di trovare speranza e rinascita anche nei momenti più bui della vita.

 
**"Concerto" - Renzo Montagnoli:**

 
La poesia descrive l'esperienza di ascoltare un concerto attraverso immagini poetiche e liriche. Le note musicali sono dipinte come una cascata che fluisce in modo vivace e fluido, mentre il narratore descrive il movimento delle note attraverso il rigo musicale. La musica crea un'esperienza sensoriale che risveglia emozioni nel cuore del narratore, portandolo in un viaggio attraverso varie tonalità e ritmi. La poesia celebra la bellezza e la potenza della musica nel trasportare l'ascoltatore in un mondo di armonia e fantasia.

 
Renzo Montagnoli dipinge un ritratto vivido e coinvolgente dell'esperienza di ascoltare un concerto, utilizzando immagini poetiche e metafore per trasmettere l'emozione e la magia della musica. La poesia invita il lettore a immergersi nell'esperienza musicale e a lasciarsi trasportare dal flusso di note e armonie, celebrando la bellezza e l'universalità della musica come forma d'arte.

 
**"Tra tanti libri e conoscenza vivo e non vedo..." - Enrico Tartagni:**

 
Il poema riflette sul paradosso dell'abbondanza di conoscenza e informazione nel mondo moderno e sull'incapacità dell'individuo di trovare la verità o il significato più profondo della vita. Il narratore osserva il mare di parole e informazioni intorno a sé, rappresentato dai libri, crittografie e codici, ma si sente vuoto e distante dalla verità. L'acqua intorno a lui diventa una metafora della vita e delle esperienze umane, contenente embrioni di un passato che non è mai esistito veramente. Nonostante la ricerca incessante di conoscenza e l'abbondanza di parole pronunciate dagli esseri umani e da Dio stesso, il narratore si sente perso e lontano dalla verità ultima. Il poema si conclude con una domanda rivolta all'amore del narratore, invitando il lettore a riflettere sulla distanza tra la ricerca della conoscenza e la comprensione profonda della verità.

 
Enrico Tartagni offre una riflessione profonda sulla condizione umana nel contesto dell'era dell'informazione e della conoscenza senza precedenti. Il poema invita il lettore a interrogarsi sul significato della vita e sulla vera natura della conoscenza, suggerendo che nonostante l'abbondanza di informazioni, la verità ultima rimane elusiva e inafferrabile.

 
**"Omaggio a Giorgia - pel discorso in Sardegna." - Armando Bettozzi:**

 
L'opera è un omaggio a Giorgia Meloni, elogiandone la schiettezza e l'arditezza dimostrate nel suo discorso in Sardegna. La poetica descrive Giorgia come una figura degna di rappresentare l'Italia, per la sua autenticità e coraggio.

 
Il poeta utilizza l'analogia di un antico monumento a Roma, con una faccia imponente e una bocca che pronuncia la verità senza esitazione. Questa descrizione è un richiamo alla schiettezza e all'onestà di Giorgia Meloni nel suo discorso. La poesia sottolinea la schiettezza come un tratto distintivo dei romani, riflettendo l'identità culturale della città.

 
Infine, il poeta equipara Giorgia a Rugantino, un personaggio con una lingua tagliente e diretta, tipica dello spirito romano. Questo elogio sottolinea la capacità di Giorgia di esprimersi in modo chiaro e senza fronzoli.

 
In definitiva, l'opera celebra Giorgia Meloni per la sua schiettezza e il suo coraggio nel discorso in Sardegna, riconoscendola come una figura rappresentativa dell'Italia autentica e genuina.

 
**"Per te!" - Giovanni Mascellaro:**

 
La poesia celebra la bellezza e la grazia incomparabile della donna del poeta, equiparandola alla luce del sole nel cielo. La femminilità della donna è descritta come una dolce melodia che risuona nel cuore del poeta, un ritmo che danza nell'anima e un'armonia eterna. Il poeta esprime un amore profondo e ardente per la donna, paragonando la sua passione alla potenza del sole.

 
Tuttavia, nonostante l'amore intenso, il destino ha creato una distanza insormontabile tra loro. I loro paesi sono come stelle in cieli opposti, ma il cuore del poeta continua a battere per lei, anche se solitario. Nonostante la separazione, il poeta rimane fedele al suo amore, desiderando che il destino li riunisca un giorno.

 
In conclusione, la poesia esprime la speranza e l'eternità del amore del poeta per la donna, nonostante le difficoltà e la distanza che li separano.

 
**"Girasoli" - Bruno Castelletti:**

 
La poesia dipinge un quadro delicato e malinconico dei girasoli, simbolo di gioia e vitalità, mentre affrontano il passaggio dall'estate all'autunno. Nonostante la stagione che cambia e il declino delle corolle, i girasoli mantengono ancora la luce del sole nei loro occhi e il sapore dei giorni felici e dell'attesa nelle loro anime. Il poeta riflette sulla transitorietà della vita e della bellezza, ma lascia intravedere una speranza nell'azzurro del cielo e nel verde del prato dei ricordi, suggerendo che la vita e la gioia possono rinascere anche dopo i momenti di declino e oscurità.

 
**"Autentico Letterato" - Laura Lapietra:**

 
L'autore dipinge un ritratto eloquente di un vero letterato, un maestro nell'arte di tessere parole come fili d'oro e di plasmare trame che riflettono l'essenza stessa dell'esistenza. Ogni parola e metafora è viva di vita, accarezzando l'anima e trasportando il lettore in un mondo di emozioni profonde e riflessioni universali. La sua scrittura è un diadema prezioso, brillante di luce propria, e il suo stile forbito è un universo inesplorato di significati da scoprire. Non si preoccupa dei giudizi altrui, ma si impegna a valorizzare la sacralità del suo atto creativo, sfidando il tempo e le convenzioni. L'autore invita a celebrare e onorare la bellezza delle sue parole e la profondità delle sue percezioni, riconoscendo la ricchezza e la preziosità del suo contributo alla cultura e alla letteratura.
Sarei curioso di conoscere il Letterato qui omaggiato.

 
"Chi ama non muore mai!" - Salvatore Armando Santoro

 
Questa citazione di Santoro riflette la forza e l'eternità dell'amore. Sottolinea il concetto che l'amore, una volta coltivato e nutrito, persiste oltre la vita stessa, continuando a vivere nei ricordi e nelle anime di coloro che amano. Inoltre, Santoro mette in guardia contro l'ingenuità e la cecità degli individui che non riescono a riconoscere o apprezzare l'amore che li circonda, avvertendo che la loro mancanza di sensibilità li lascia vuoti e soli. La citazione invita alla riflessione sulla natura dell'amore e sulla sua importanza nella vita di ciascuno. 

 
**"ho un tumulto forte quasi uragano" - Jacqueline Miu**

 
Questo poema di Jacqueline Miu esprime un tumulto interiore potente, paragonato a un uragano che spinge il narratore verso sogni ardenti e avventure nell'ignoto. Il narratore si sente come un Capitano sopra una nave diretta verso la Luna, guidato dalla sua sete di scoperta e dall'ardore della passione.

 
Il desiderio di esplorare e affrontare l'ignoto si manifesta come un'energia travolgente che porta il narratore a sollevare le vele e a navigare attraverso venti aspri e cosmi misteriosi. Nonostante le sfide e le avversità, il narratore si presenta come un marinaio comune nell'Oltre, un mentitore e un acrobata senza truppa, determinato a sfidare il destino e a superare ogni limite.

 
La resilienza del narratore è evidente nel suo coraggio di affrontare la morte e nel suo impegno a perseguire i suoi sogni nonostante le difficoltà. Anche in assenza di fortuna, il narratore trova la forza di perseverare e di cercare sempre nuove avventure e limiti da superare.

 
In conclusione, il poema riflette sulla natura umana di cercare costantemente nuove esperienze e sfide, nonostante le avversità e i rischi che ciò comporta. È un inno alla determinazione, alla passione e alla resilienza di fronte alle incertezze della vita.

 
**"Life" - Carlo Chionne**

 
La vita è meravigliosa:
Non è così dannosa...
Non è così brutta,
Quindi non essere triste...

 
Per favore, sii felice,
Nonostante... Beppi,
Che non sa guidare le auto,
Ma guida Cinque Stelle...

 
Questo breve componimento di Carlo Chionne celebra la bellezza e l'ottimismo della vita. Invita il lettore a non lasciarsi abbattere dalle difficoltà, ma piuttosto a trovare gioia e felicità nonostante le avversità. L'autore gioca con le parole, sottolineando ironicamente che nonostante le capacità limitate di "Beppi" nel guidare le auto, egli guida le "Cinque Stelle", suggerendo una guida eccezionale e un successo inaspettato nella vita. Ovviamente e ironicamente, il Beppi di cui parla il nostro Carlo, altri non è che il Beppe Grillo del movimento 5Stelle.

 
**"Matteo 2, novello Dux" - Piero Colonna Romano**

 
In questa composizione satirica, Piero Colonna Romano offre una critica acuta e tagliente nei confronti di un politico, presumibilmente Matteo Salvini, durante la campagna elettorale del 2018. Il poeta denuncia l'uso dei clandestini come pretesto per deviare l'attenzione da questioni più rilevanti, manipolando le opinioni del pubblico. Il politico in questione è accusato di avere legami con le mafie e di sfruttare la questione dell'immigrazione per ottenere consenso, nonostante le sue alleanze discutibili. Il poeta descrive il politico come un manipolatore abile nell'inventare storie per i propri fini personali, promettendo cambiamenti che si riveleranno dannosi per il paese. La poesia termina con una previsione sinistra: il politico raggiungerà il potere politico e insieme all'Italia subirà un aumento di corruzione e malgoverno.

 
**"Agognato Afflato" - Alessio Romanini**

 
In questa poesia, Alessio Romanini esprime un'ode alla semplicità e alla bellezza senza tempo della margherita nel prato. Il poeta riflette sul fatto che nonostante la sua modesta apparenza, la margherita non è da meno rispetto ad altri fiori più vistosi e elaborati. La margherita ama le cose semplici e vive con passione e ardore nel suo piccolo mondo. Il poeta invita il lettore a riflettere sul perché alcune persone vivano nell'insicurezza e nella paura, quando il mondo stesso è un luogo di meraviglia e bellezza. L'opera esorta a vivere con fervore e senza paura, abbracciando la semplicità e la bellezza che ci circonda.

 
**"Lacrime buone" - Sandra Greggio**

 
In questa poesia, Sandra Greggio descrive il proprio viaggio nel mondo con sincerità e trasparenza. Il poeta si presenta senza maschere, senza nascondere nulla, e si apre alle critiche che inevitabilmente incontrerà lungo il cammino. Nonostante ciò, il suo cuore è aperto e generoso, desideroso di donare tutto ciò che può.

 
Il poeta cammina con umiltà e senza affettazione, senza preoccuparsi dell'apparenza o dell'eleganza, ma piuttosto concentrato sull'esprimere se stesso senza filtri. Quando si sente triste, non cerca di nascondere le sue emozioni, ma piange liberamente, inondando il mondo di "lacrime buone".

 
Queste lacrime, pur portando tristezza, sono anche un segno di autenticità e umanità, poiché provengono direttamente dal cuore del poeta. La poesia invita a essere veri con se stessi e con gli altri, ad abbracciare le emozioni e ad essere generosi nel dono di sé.

 
Nel ringraziarvi tutti per il dono fatto delle vostre poesie vi saluto affettuosamente.
Vostro Ben Tartamo 

 

17-18-19 Marzo

Poesie pubblicate il 17-18-19 Marzo 2024
 

*   Il poema "Come un sogno" di Salvatore Armando Santoro 

 
offre una rappresentazione vivida e coinvolgente di Gallipoli, una città costiera ricca di vita e tradizione. Attraverso immagini evocative e sentimenti profondi, l'autore cattura l'essenza della vita quotidiana nella città, riflettendo sulla fugacità dei sogni e sul dolore della lontananza dalla propria terra. La maestria nella scrittura di Santoro trasporta il lettore in un viaggio emotivo attraverso i ricordi e le sensazioni di un luogo amato. Il poema è caratterizzato da un ritmo fluido e melodico, con versi principalmente endecasillabi e uno schema di rime alternate (ABAB) nei primi quattro versi di ogni strofa, creando un'atmosfera onirica e suggestiva che si adatta perfettamente al tema della poesia e alla sua narrazione evocativa della vita a Gallipoli.

 
*   Il poema "Giusto il tempo di un caffè" di Alessandra Piacentino 

 
offre una delicata riflessione sull'effimero della vita e sull'importanza di cogliere i momenti preziosi di connessione e compagnia. Attraverso immagini evocative e una prosa suggestiva, l'autrice dipinge un quadro di serenità e gentilezza, descrivendo gli animi che dormono su "materassi imbottiti di piume ed emozioni" e "trapunte di sogni e sussurri". La richiesta di un caffè diventa un'occasione per condividere un momento fugace ma significativo con un'altra persona, mentre l'immagine finale di un "abbraccio di primavera" e un "passo sofferto di una poesia" trasmette un senso di compagnia e connessione umana.

 
*   "Avigliana" di Felice Serino

 
Questo breve ma intenso componimento cattura la nostalgia e il passare del tempo attraverso una foto di famiglia. Avigliana diventa il palcoscenico di ricordi e riflessioni, dove il protagonista osserva il passato con affetto e rimpianto. La figura materna e il lago diventano simboli di serenità e trasformazione, mentre il sorriso alle rughe suggerisce una consapevole accettazione del cambiamento. La poesia, tratta da "Coordinate dell'anima", riflette sulla bellezza e sulla complessità dell'esperienza umana, invitando il lettore a riflettere sui propri legami con il passato e sul significato della propria esistenza.

 
*   La poesia "La MORTE è sempre li......" di Joseph65 

 
riflette profondamente sulla presenza costante della morte nella vita umana. Attraverso immagini potenti e evocative, l'autore descrive la sua presenza silenziosa e inevitabile, che ci accompagna fin dal momento della nascita e attende pazientemente il nostro turno. La rappresentazione della morte come un compagno tranquillo ma implacabile aggiunge un tocco di inquietudine e consapevolezza della nostra vulnerabilità. La conclusione, con la figura della morte che indossa un lenzuolo su un balcone, è particolarmente suggestiva e carica di significato, evidenziando la sua onnipresenza e inevitabilità.

 
*   "Battito..."Flora Fazzari

 
In questa brezza di poesia, Flora Fazzari cattura con maestria il palpito del tempo, il suo battito che ci avvolge dolcemente. Attraverso versi che danzano delicatamente come foglie al vento, l'autrice ci conduce in un viaggio intimo e contemplativo. Il ritmo incalzante dei versi riflette il fluire incessante del tempo, mentre l'anima si lascia trasportare in un turbine di emozioni.

 
Il testo si svela come un dipinto, ricco di sfumature e contrasti, dove il cercare lontano diventa una danza dell'anima, un'ossessione per l'ignoto che si cela dietro l'orizzonte. Ma in questo incanto poetico, troviamo anche un richiamo alla semplicità e alla bellezza delle cose vicine, delle piccole gioie quotidiane che spesso sfuggono alla nostra attenzione.

 
Flora Fazzari confeziona con maestria un canto alla vita, un inno alla ricerca interiore e alla consapevolezza del presente. La sua poesia risuona come un eco nell'animo del lettore, invitandolo a esplorare le profondità dell'esistenza e a cogliere l'essenza fugace del tempo che scorre.

 
*   "Ti ho cercata" Franco Fronzoli

 
Nelle nebbie dell'anima e tra i riflessi sfuggenti dei pensieri notturni, Franco Fronzoli intreccia un canto struggente alla ricerca dell'amore perduto o forse mai trovato. Con una prosa che si adagia come foglie dolcemente cullate dal vento, l'autore dipinge un ritratto dell'anima umana in cerca di un rifugio, di un abbraccio che possa placare la sua inquietudine.

 
Attraverso immagini poetiche che danzano tra le pagine, Fronzoli ci trasporta lungo il percorso intricato e misterioso della ricerca dell'amore. Tra raggi di sole che si spezzano sulle onde del mare e tramonti che tingono il cielo di malinconia, l'autore evoca il desiderio struggente di trovare quell'essenza luminosa che possa illuminare le tenebre dell'anima.

 
Ma è nell'intimità del cuore che la ricerca trova finalmente la sua fine, come una rivelazione improvvisa e meravigliosa. Nascosta tra le pieghe dell'io più profondo, l'amata giace addormentata su un letto di rose, simbolo di bellezza e fragilità. Questo ritrovamento è il culmine di una ricerca interiore, una scoperta che conferisce significato e pienezza alla vita del cercatore.

 
Franco Fronzoli ci dona un'opera intrisa di poesia e pathos, una melodia struggente che risuona nell'animo del lettore e lo invita a esplorare i labirinti dell'amore e della ricerca di sé.

 
*   "Umanità provetta" Giuseppe Stracuzzi

 
Con una prosa carica di intensità e denuncia, Giuseppe Stracuzzi dipinge un ritratto crudo dell'umanità alle prese con le sue oscure tentazioni e i suoi pericoli mortali. L'immagine del "Mostro batterio infido" che si annida nelle sembianze umane evoca immediatamente un senso di minaccia e pervasività, sottolineando la fragilità dell'esistenza umana di fronte alle forze oscure che la circondano.

 
La turbolenza descritta nell'opera rappresenta il caos e la discordia che permeano la società, mentre il tempo stesso sembra gemere sotto il peso delle sue ferite, implorando misericordia al cielo infinito. In questo contesto, l'autore rivolge un appello accorato all'umanità provetta, esortandola a non lasciarsi traviare dalle brame di potere e dalle armi che portano solo distruzione e dolore.

 
La poesia è un richiamo alla responsabilità e alla compassione, un invito a inventare soluzioni che possano proteggere l'umanità da questa minaccia imminente. L'immagine del "siero che vaccini questo incombente male" rappresenta la speranza di trovare un antidoto, una cura che possa guarire le ferite dell'anima e dell'umanità stessa.

 
Giuseppe Stracuzzi ci offre un monito potente e incisivo, una voce che si leva contro le ingiustizie e le violenze del mondo, ma anche un raggio di speranza che invita all'azione e alla solidarietà. La sua poesia ci ricorda che, nonostante le tenebre che ci circondano, c'è sempre la possibilità di lottare per un futuro migliore.

 
*   "Sentir profondo" Emilio Tasca

 
Con una prosa che scorre come le onde del mare, Emilio Tasca ci porta in un viaggio attraverso le profondità dell'animo umano e le varie sfumature dell'amore. La poesia è permeata da un senso di verità e autenticità, che risuona potente attraverso ogni verso.

 
Il "sentir profondo" evocato dall'autore è rappresentato come un fiume in piena, impossibile da arginare, una forza primordiale che permea ogni aspetto della vita. Nei momenti di calma e serenità, l'amore abbraccia l'anima come un rifugio sicuro, mentre nelle tempeste della vita, il sorriso luminoso dell'amato/a diventa un faro che guida attraverso le acque burrascose.

 
La poesia è un inno alla forza dell'amore e alla sua capacità di illuminare anche i momenti più bui. L'autore invita il lettore a guardare oltre l'orizzonte, a lasciarsi trasportare dalla luce del sole che brucia via ogni dubbio e incertezza, lasciando spazio solo all'amore che si manifesta davanti agli occhi.

 
In questo ciclo eterno di albe e tramonti, l'amore è sempre presente, pronto a risorgere con ogni nuovo giorno. La poesia di Emilio Tasca è un richiamo alla speranza e alla fiducia nel potere rigenerante dell'amore, un inno alla bellezza e alla magia della vita condivisa.

 
*  "E' giorno ma..." Cristiano Berni

 
Attraverso una prosa carica di contrasti e tensioni, Cristiano Berni ci conduce in un viaggio emotivo all'interno delle profondità dell'anima umana. La poesia si apre con un'osservazione sull'apparenza esterna, il giorno luminoso e caldo, ma subito si svela il contrasto interiore, il buio e il grido che risuonano nell'anima.

 
L'uso dell'ossimoro tra il giorno splendente e il buio interiore crea un effetto potente, sottolineando la complessità e la contraddizione dell'esperienza umana. Il cuore stanco riflette i suoi raggi, ma anche il dolore che si annida al suo interno, come un'ombra persistente che non si dissipa.

 
La descrizione degli occhi che si fanno piccoli e dei gesti lenti evoca un senso di oppressione e stanchezza, mentre il riferimento al Dedalo infinito suggerisce una sensazione di smarrimento e labirinto interiore. La stagione estiva, di solito associata alla luce e alla gioia, diventa qui il palcoscenico per il grigiore dell'animo, per la sofferenza che si fa strada anche nei momenti di apparente splendore.

 
Cristiano Berni ci offre un'opera che sfida le convenzioni e ci spinge a esplorare le profondità dell'essere umano. La sua poesia è un richiamo alla complessità dell'esperienza umana e alla necessità di accettare e comprendere le ombre che risiedono dentro di noi.

 
*   "Dinamiche emozioni" Renzo Montagnoli 

 
Attraverso una prosa che scorre come un dolce ricordo, Renzo Montagnoli ci conduce in un viaggio nel passato, illuminando le dinamiche emozioni che accompagnano il processo di invecchiamento e di riflessione sulla propria vita. La poesia si apre con una descrizione delicata della notte, quando il ritmo frenetico della giornata lascia spazio alla calma e alla contemplazione.

 
L'autore ci rivela il suo momento di introspezione notturna, in cui i ricordi del passato affiorano con intensità sorprendente. Le immagini di un'infanzia lontana, delle capriole e delle corse sfreccianti, riempiono la mente dell'autore di una gioiosa malinconia, mentre si riscopre nel ruolo del bambino che una volta era.

 
La poesia è permeata da una profonda consapevolezza del passare del tempo e delle trasformazioni che esso porta con sé. L'autore riflette sul contrasto tra l'energia e la spensieratezza della gioventù e la fragilità e la saggezza dell'età adulta. Tuttavia, non c'è amarezza nel ricordo, solo un senso di gratitudine per aver vissuto ogni istante con intensità e pienezza.

 
Le piccole emozioni che l'autore percepisce nel ricordo dell'infanzia sono celebrate come tesori preziosi, testimoni di una vita vissuta con passione e autenticità. Il ritrovare la serenità nel ricordo dei giorni passati diventa un momento di riconciliazione con sé stessi e con la propria esistenza.

 
Renzo Montagnoli ci offre un'opera che parla al cuore di chiunque abbia mai fatto i conti con il passare del tempo e con il desiderio di preservare i ricordi più preziosi della propria vita. La sua poesia è un invito a guardare indietro con gratitudine e avanti con speranza, abbracciando ogni momento con amore e consapevolezza.

 
*   "Jazz freddo" Enrico Tartagni

 
Con una prosa intrisa di ritmo e suggestione, Enrico Tartagni ci trasporta in un viaggio attraverso le atmosfere affascinanti del jazz underground. La poesia si apre con una promessa d'amore per il giorno successivo, ma subito l'autore ci introduce nel mondo avvolgente e coinvolgente della musica jazz.

 
Le immagini evocate sono intense e multisensoriali, come un dipinto vivido che si dipana davanti agli occhi del lettore. Le icone della musica jazz, come Sinatra, Sammy Davis e Dean Martin, danzano sullo sfondo della mente dell'autore, creando un tableau affascinante di note e ritmi.

 
La musica di Paolo Fresu si materializza come una nebbia fredda e avvolgente, mentre i versi armoniosi di Stechetti e dei suoi amici si fondono in un flusso continuo di suoni e sensazioni. L'autore si lascia trasportare dal ritmo groove, seguendo il battito del cuore che si perde nelle frange della musica classica, dai Bach ai Beethoven.

 
La poesia si dipana come un viaggio attraverso il tempo e lo spazio, dalla frenesia della città al tranquillo rifugio della natura, dove lo zio Giacomo sognava tra passerotti e usignoli. Questo contrasto tra il mondo frenetico della musica e il calmo ritmo della natura crea un effetto suggestivo e poetico.

 
Infine, l'autore ritorna all'amore, promettendo di venire fin dentro l'amata, immerso nel dolce vortice delle note penetranti del jazz. La poesia si conclude con una promessa di armonia e fusione, dove l'amore e la musica si fondono in un'unica esperienza sensoriale e emotiva.

 
Enrico Tartagni ci offre un'opera che cattura l'essenza del jazz e la sua capacità di trasportare l'anima in luoghi al di là del tempo e dello spazio. La sua poesia è un omaggio alla bellezza e alla potenza della musica, e alla sua capacità di toccare le corde più profonde dell'anima umana.

 
*   "Storie in cerchio" Carlo Festa

 
Con una prosa semplice ma penetrante, Carlo Festa ci trasporta in un cerchio di persone deluse e arrabbiate, desiderose di confrontarsi e di trovare una via d'uscita dalle loro avversità. La poesia si apre con l'immagine suggestiva di persone che si ritrovano in cerchio, uno scenario simbolico che evoca un senso di condivisione e comunione.

 
Le persone descritte dall'autore sono state ferite dalle avversità della vita, colpite da pugni allo stomaco e al volto che hanno lasciato segni indelebili. Tuttavia, nonostante le difficoltà incontrate, queste persone alzano la mano con determinazione, desiderose di essere ascoltate e di avere una nuova possibilità nella società.

 
La poesia è un richiamo alla resilienza umana, alla capacità di reagire e di lottare anche quando sembra che tutte le porte siano chiuse. Le persone nel cerchio cercano di comprendere i loro errori e di trovare modi per rimediare, dimostrando una volontà di cambiamento e di riscatto.

 
L'immagine del cerchio diventa un simbolo di speranza e di solidarietà, un luogo in cui le persone possono trovare sostegno reciproco e un senso di appartenenza. Lasciare il segno diventa un obiettivo condiviso, un desiderio di lasciare un'impronta positiva nel mondo nonostante le avversità incontrate lungo il cammino.

 
Carlo Festa ci offre un'opera che celebra la forza e la resilienza dell'animo umano, invitando il lettore a riflettere sulla natura delle avversità e sulla possibilità di trovare una via d'uscita anche nei momenti più bui. La sua poesia è un inno alla speranza e alla determinazione, un invito a credere nel potere trasformativo dell'amore e della solidarietà.

 
*   "Trincea" Bruno Amore

 
Con una prosa cruda e carica di pathos, Bruno Amore ci trasporta nelle profondità della trincea, tra il fango e il terrore della guerra, mentre i soldati cercano di trovare conforto nei ricordi e nei pensieri lontani. La poesia si apre con un dialogo intimo tra compagni d'armi, mentre uno racconta dell'amata Lilly e l'altro promette di liberarlo dai pidocchi che infestano i suoi capelli.

 
Le immagini evocate sono intense e viscerali, i soldati sono lontani dal fronte, ma possono ancora sentire l'urlo della battaglia che risuona in lontananza. Il narratore ripensa ai momenti di intimità con Lilly, evocando l'odore della sua pelle e la dolcezza della sua voce al mattino, mentre lei si prepara nel calore del letto.

 
Ma la guerra e la distanza hanno un prezzo alto, e il narratore si ritrova intrappolato nella disperazione e nell'orrore della trincea. I soldati piangono ogni giorno, impotenti di fronte alla miseria e alla distruzione che li circonda. La guerra è descritta come un pantano, una trappola dalla quale è difficile fuggire.

 
Le parole dell'autore riflettono la tragedia universale della guerra e della sofferenza umana. La gente perde tutto, schiacciata da eventi che vanno oltre la loro comprensione. La speranza di trovare pace e dignità sembra lontana e inafferrabile, mentre la violenza e il dolore dilaniano il cuore umano.

 
Bruno Amore ci offre un'opera che ci ricorda la brutale realtà della guerra e delle sue conseguenze devastanti. La sua poesia è un grido di dolore e disperazione, ma anche un invito alla riflessione e alla compassione per coloro che soffrono in trincea e oltre.

 
*   "Interrogativi d'amore" Bruno Castelletti

 
Attraverso una prosa delicata e carica di rimpianto, Bruno Castelletti ci conduce in un viaggio attraverso i meandri dell'amore e delle sue sfumature. La poesia si apre con una domanda struggente, un interrogativo che riflette il senso di smarrimento di fronte alla scelta di fermarsi sull'orlo dell'abisso anziché lasciarsi trasportare dall'onda dell'amore.

 
L'autore dipinge un quadro vivido di un momento di intimità con l'amata, illuminato dal suo sorriso radioso e dalla bellezza della natura circostante. L'erba rallegrata dal canto delle cicale e il bosco che fremeva di passione diventano il palcoscenico di un'emozione intensa e palpabile.

 
Le descrizioni sensoriali sono ricche e coinvolgenti, con la pelle dell'amata che profuma di viola e ciclamino e le labbra che sanno di fragola e ciliegia, evocando un senso di sensualità e dolcezza. Tuttavia, nonostante l'intensità del momento, l'autore si rende conto troppo tardi di non aver colto pienamente la bellezza fugace di quell'esperienza.

 
Il bocciolo di rosa che si apre soffice diventa un simbolo della bellezza efimera dell'amore, della sua fragilità e della sua delicatezza. Alla luce del mattino, la fragranza svanisce, lasciando dietro di sé solo il ricordo di ciò che è stato e la consapevolezza di ciò che è stato perduto.

 
La poesia di Bruno Castelletti è un'ode alla bellezza e alla fugacità dell'amore, un richiamo alla necessità di cogliere appieno ogni istante di passione e di intimità. È anche un'interrogazione sulla natura umana e sulle scelte che ci portano a perdere ciò che più desideriamo.

 
*   "La promessa" Sandra Greggio

 
Attraverso una richiesta delicata e appassionata, Sandra Greggio ci trasporta in un momento intimo e vulnerabile, chiedendo al destinatario di scriverle una poesia come quelle di un tempo, rievocando un passato di bellezza e di connessione emotiva. La richiesta è carica di desiderio e di speranza, un invito a esplorare i sentimenti senza paura o riserve.

 
L'autrice esorta il destinatario a non soffocare i propri sentimenti, a non costruire muri intorno al cuore che impediscano la comunicazione e la condivisione delle emozioni. La promessa di non chiedere più di essere scritta una poesia è un gesto di generosità e di fiducia, un modo per permettere al destinatario di esprimersi liberamente senza sentirsi obbligato.

 
La data posta alla fine della poesia aggiunge un senso di temporalità e di urgenza, come se fosse importante per l'autrice ricevere quella poesia ora, in questo momento preciso della sua vita. È un richiamo alla fugacità del tempo e alla necessità di cogliere ogni occasione di connessione e di bellezza.

 
La poesia è un invito alla comunicazione autentica e alla condivisione sincera, un modo per mantenere viva la fiamma della passione e della connessione emotiva. È un'impegno a custodire e a valorizzare i momenti di intimità e di bellezza che rendono la vita degna di essere vissuta.

 
Sandra Greggio ci offre un'opera che parla direttamente al cuore, un messaggio di speranza e di fiducia nell'amore e nella bellezza della vita. La sua poesia è un invito a essere veri e autentici, a comunicare apertamente e a custodire con cura i legami che ci tengono uniti.

 
*   "Insorgi o Popolo!" Jacqueline Miu

 
Con una prosa potente e incisiva, Jacqueline Miu incita il popolo italiano a insorgere contro le ingiustizie e a lottare per la libertà e la dignità umana. La poesia si apre con un richiamo alla grandezza letteraria di Dante, invitando il popolo a parlare con la stessa audacia e determinazione del celebre poeta.

 
L'autrice esorta il popolo a cercare il ribelle dentro di sé e a rifiutare i mali che opprimono e schiavizzano l'umanità. La libertà di essere ciò che si desidera diventa un obiettivo nobile da raggiungere, un'espressione dell'autenticità e della piena realizzazione dei sogni individuali.

 
La poesia denuncia la corruzione e l'ingiustizia che pervadono la società, invitando il popolo a non piegarsi davanti alle armi o alle manipolazioni dei potenti. La vera rivoluzione, sostiene l'autrice, è quella che parte dal cuore e dalla determinazione del popolo, che si ribella contro l'Ade dell'oppressione e della tirannia.

 
Jacqueline Miu ci offre un'opera che incarna lo spirito di ribellione e di speranza, un richiamo all'azione e alla solidarietà per creare un mondo migliore. La sua poesia è un inno alla dignità umana e alla lotta per la libertà, un invito a insorgere contro le ingiustizie e a difendere i valori fondamentali dell'umanità.

 
*    "La vie" Carlo Chionne

 
Con un tono leggero e ironico, Carlo Chionne dipinge un quadro della vita quotidiana attraverso una serie di semplici versi che giocano con le banalità e le piccole gioie della vita. La poesia inizia con un'affermazione positiva sulla meraviglia della vita, ma subito si tuffa in dettagli quotidiani apparentemente insignificanti.

 
Il narratore descrive la sua routine quotidiana, dall'alzarsi al mattino a fare un giro a Parigi fino a tornare a casa per fare pipì. La narrazione continua con le attività dell'afternoon, il riposo pomeridiano e la ricerca del calore, fino ad arrivare alla notte e al momento di andare a letto.

 
La poesia prende una svolta comica quando il narratore menziona l'incontro con una ragazza carina, dove risponde sempre con un "Oui, oui" entusiasta. Tuttavia, quando si tratta di incontrare sua moglie, la vita diventa un dramma, rivelando un contrasto umoristico tra l'entusiasmo per l'incontro con estranei e le sfide della vita coniugale.

 
Il ritornello che ripete "Oui, la vie est une merveille" aggiunge un tocco di sarcasmo, sottolineando l'ironia dietro alla descrizione della vita quotidiana. La poesia si conclude con una sorta di rassegnazione mista a un senso di accettazione della routine, suggerendo che, nonostante le sue imperfezioni, la vita è comunque una meraviglia da apprezzare.

 
Carlo Chionne ci offre un'opera che cattura la semplicità e l'umorismo della vita quotidiana, invitando il lettore a ridere delle piccole gioie e delle frustrazioni che accompagnano l'esistenza umana. La sua poesia è un esempio di come anche i momenti più banali possano essere fonte di ispirazione e riflessione.

 
*    "Preghiera di pace" Antonia Scaligine

 
Con una preghiera carica di umiltà e desiderio di pace, Antonia Scaligine rivolge le sue parole al Signore, implorando di trasformare la propria voce in un'eco di amore e di compassione. La poesia si apre con un invito divino a prestare attenzione alle sue parole, desiderose di essere veicolo di pace e di armonia nel mondo.

 
L'autrice esprime il desiderio che la sua voce non sia solo un suono che cade nell'orecchio di chi ascolta, ma diventi un'eco che ritorna a lei stessa, permettendole di riascoltarla senza risentimento o rabbia. Il suo scopo è quello di trasformare le parole di odio e discordia in parole di pace e amore, capaci di unire anziché dividere.

 
Le parole di Antonia Scaligine sono permeate da una profonda spiritualità e da un senso di gratitudine verso la bellezza della natura e verso la presenza divina. Lei desidera che le sue parole siano come un abbraccio, capaci di comunicare con la natura e di ringraziare Dio per ogni alba e ogni notte, per ogni luna che brilla nel cielo.

 
L'autrice esprime anche la sua preoccupazione per le azioni distruttive dell'uomo sulla terra, invocando la protezione divina affinché le frecce infuocate dell'odio e della violenza possano essere fermate e trasformate in segni di pace e di speranza.

 
In questa poesia, Antonia Scaligine ci offre un messaggio di speranza e di fiducia nella potenza trasformatrice dell'amore e della spiritualità. La sua preghiera è un richiamo alla pace e alla compassione, un invito a tutti noi a essere agenti di cambiamento positivo nel mondo.

 
*   "Malibù dancing" Piero Colonna Romano 

 
Attraverso versi che danzano al ritmo di emozioni contrastanti, Piero Colonna Romano dipinge un quadro vivido di un momento di gioia e spensieratezza, seguito dalla malinconia dei ricordi perduti. La poesia si apre con l'immagine di occhi scintillanti e sorrisi radiosi, illuminati dalla luce e dal ritmo della musica.

 
Il narratore descrive la bellezza e l'energia della persona amata, con i suoi occhi che brillano come diamanti e il suo sorriso che incanta e seduce. La musica e il canto creano un'atmosfera di sogno, permettendo ai protagonisti di vivere momenti di pura felicità e promesse di avvenire.

 
La descrizione dei capelli biondi che ondeggiavano leggeri e profumavano di primavera evoca un senso di leggerezza e vitalità, mentre il viso sfiorato delicatamente porta con sé la dolcezza di un tempo che sembra eterno. Tuttavia, il tono della poesia cambia improvvisamente, rivelando un'ombra di tristezza e rimpianto.

 
Il narratore riflette sul passato con un senso di nostalgia, suggerendo che la gioia effimera dei momenti felici è stata oscurata dalla tristezza dei ricordi perduti. La poesia si conclude con un grumo di pena che cancella il sorriso dalle labbra del narratore, lasciando dietro di sé solo il ricordo delle nevi del tempo che fu.

 
Piero Colonna Romano ci offre un'opera che celebra la bellezza e l'euforia dei momenti di gioia, ma anche riflette sulla fugacità della felicità e sulla persistenza della tristezza nel cuore umano. La sua poesia è un viaggio emotivo che ci invita a contemplare la complessità dell'esperienza umana e la fragile bellezza dei momenti felici.

 
* "Molo di Levante (Viareggio)" Alessio Romanini 

 
Attraverso versi intrisi di nostalgia e riflessione, Alessio Romanini ci trasporta al Molo di Levante a Viareggio, evocando la quiete del mare Tirreno e la solitudine del viaggiatore immerso nei suoi pensieri. La poesia inizia con una descrizione suggestiva del paesaggio marino, con il narratore che cammina silenziosamente tra i suoni dei gabbiani e i riflessi del sole sulle acque.

 
L'autore dipinge un quadro vivido dei neri scogli e del faro verde che segnala il porto sicuro, mentre il viaggiatore contempla l'orizzonte infinito e riflette sul passato. Le sculture fanciulle sui bianchi scogli diventano simboli della spensieratezza e dell'innocenza perduta, mentre il narratore si confonde con il mare e il silenzio, immerso nei ricordi delle estati trascorse in compagnia degli amici e del primo amore.

 
La poesia esprime una profonda malinconia per il tempo che è fuggito e per l'invecchiamento del narratore, ma anche un senso di consapevolezza e accettazione del presente. Il narratore si rende conto che la vera vita si svolge nel momento presente e non nei ricordi del passato o nelle illusioni del futuro.

 
Alessio Romanini ci offre un'opera che celebra la bellezza della nostalgia e l'importanza di vivere pienamente il momento presente. La sua poesia è un invito a riflettere sulla fugacità del tempo e sull'importanza di apprezzare ogni istante della vita, senza lasciarsi trascinare dai fantasmi del passato o dalle incertezze del futuro.

 
Con affetto e gratitudine,
Vostro Ben Tartamo 

 

"Solo il deserto"

 
Solo il deserto conosce la preghiera,
come ogni duna ne ascolta il suo vento.
L'anima liquida si perde alla sera,
muta la luna intona il suo lamento.

 
Mare di stelle, perle dell'Altissimo,
morbida seta ne copre i lombi il cielo. Presto la notte al sole alto e fierissimo,
calerà il sipario di mare, un velo.

 
31 gennaio 24
Ben Tartamo

 
La poesia "Solo il deserto" di Ben Tartamo adotta uno stile lirico e suggestivo, caratterizzato da un linguaggio evocativo e immagini poetiche ricche. La metrica è prevalentemente endecasillaba, che conferiscono al testo un ritmo fluido e armonioso. 

 
L'analisi metrica rivela l'uso predominante degli endecasillabi. L'autore utilizza principalmente piedi metrici di tipo sdrucciolo, che conferiscono al testo un ritmo incalzante e melodico. Le rime sono alternate e seguono lo schema ABAB. Questo schema, contribuisce a creare un ritmo armonioso e melodico che accompagna il fluire del testo.

 
La poesia "Solo il deserto" evoca un'atmosfera di solitudine e contemplazione, utilizzando il deserto come metafora della ricerca interiore e della spiritualità. Le dune, il vento e la luna diventano simboli della connessione tra l'uomo e il divino, mentre il cielo stellato rappresenta la grandezza e la maestosità dell'Altissimo. L'autore riflette sul significato della preghiera e della meditazione, suggerendo che solo nel deserto, lontano dal trambusto della vita quotidiana, l'anima può trovare pace e rinnovamento. Il calare della notte e il velo del mare simboleggiano il passaggio dal giorno alla notte, dalla luce all'oscurità, suggerendo un senso di transitorietà e mistero che permea l'esistenza umana. In definitiva, la poesia invita il lettore a riflettere sul significato della spiritualità e della ricerca interiore, suggerendo che solo attraverso la contemplazione e la preghiera l'anima può trovare la sua vera pace e realizzazione.

 
Prof. Marino Spadavecchia 


 

14-15-16 Marzo

"Se vissuto intensamente"

Non sapere dove andare
Se restare o partire
Non sapere cosa dire
Se parlare o tacere
E aver voglia di fuggire
Perché non si vuol vedere
Che tutto è un lento morire
E se morire poi si deve
Meglio farlo in cui si crede
Stando in piedi e in cammino
E non fermi nel declino
Perché meglio la follia
Che una vita senza vita
Perché tutto è poesia
E non sabbia tra le dita
Se vissuto intensamente
Libero il cuore e libera la mente
 
Ben Tartamo 
 
 
Commento su "Se vissuto intensamente" di Ben Tartamo

 
In questa poesia, Ben Tartamo ci conduce in un viaggio emotivo attraverso le profondità dell'anima umana, esplorando il tema dell'incertezza, della ricerca di significato e della consapevolezza della propria esistenza. L'autore dipinge un quadro di confusione e indecisione, descrivendo il dilemma di non sapere dove andare, se restare o partire, cosa dire, se parlare o tacere. Questa sensazione di smarrimento e di vuoto interiore viene resa con grande intensità attraverso l'uso di immagini suggestive e contrastanti.

 
Dal punto di vista della metrica, pur prevalendo l'ottonario come verso (gli accenti sono tutti sulla settima sillaba), la poesia si articola principalmente in versi liberi, senza una struttura metrica rigida, che conferisce un senso di libertà e spontaneità al testo. Tuttavia, emergono alcune ripetizioni ritmiche che contribuiscono a enfatizzare concetti chiave, come ad esempio nella frase "Se vissuto intensamente / Libero il cuore e libera la mente", dove la ripetizione del suono "libe-" crea un effetto di risonanza e di enfasi.

 
Quanto alle rime, esse sono presenti solo in modo occasionale e non seguono uno schema fisso. Tuttavia, l'autore fa un uso sapiente delle rime interne, baciate o alternate e delle assonanze per conferire musicalità e coesione al testo, come ad esempio nell'accostamento di "follia" e "vita" o di "poesia" e "dita"  ovvero deve/crede.

 
Il verso che mi ha particolarmente colpito è "E se morire poi si deve / Meglio farlo in cui si crede", non solo per il suo significato profondo e suggestivo, ma anche per la sua struttura bilanciata e incisiva. La sua semplicità e chiarezza comunicativa lo rendono un punto focale della poesia, che invita il lettore a riflettere sulle proprie convinzioni e sul coraggio di vivere secondo i propri valori.

 
In sintesi, "Se vissuto intensamente" di Ben Tartamo è una poesia che, pur nella sua semplicità formale, riesce a trasmettere emozioni profonde e a stimolare una riflessione sulla vita e sul suo significato, attraverso l'uso sapiente di uno stile chiaro e accessibile.

Prof. Marino Spadavecchia 

 

"Poesie pubblicate il 14-15-16 Marzo 2024"
 

**"Giardino D'Innocenza" - Laura Lapietra**

 
In questo componimento lirico, Laura Lapietra ci trasporta in un giardino di innocenza, un luogo dove la purezza dell'infanzia si manifesta in tutto il suo splendore. Corriamo leggeri sull'erba fresca del mattino, che è bagnata dalla rugiada scintillante come gemme. Confidiamo nei dolci occhi verdi, simbolo di speranza e innocenza, anche quando si riempiono di lacrime.

 
Questo giardino è un luogo sacro, un letto d'innocenza dove possiamo esprimere liberamente le nostre emozioni più vive accanto ai nostri desideri più profondi. Qui, ogni male è ancora lontano, e il profumo della purezza permea l'aria dei primi anni di vita. Tuttavia, il mondo esterno, rappresentato dalla mano dell'errore, minaccia di macchiare questa purezza con la malizia e l'inganno.

 
Ma anche di fronte alle emozioni più intense e contrastanti, i gentili sentimenti dell'infanzia risplendono come pastelli delicati, creando un armonioso contrasto con il rosso acceso delle emozioni forti. Il nostro sguardo, motivato dalla speranza e dalla fiducia, si solleva verso il cielo azzurro, mentre ci sentiamo avvolti dall'amore materno, un amore che sogna e protegge il futuro attraverso gli occhi del proprio figlio.

 
Questo legame tra madre e figlio è indistruttibile, sigillato con il marchio dell'adorata predilezione. È un coltre d'amore che il tempo non potrà mai sfiorare, un legame magico che rimarrà eterno nonostante le sfide e le avversità della vita.

 
In questa poesia, Laura Lapietra celebra la bellezza e la fragilità dell'infanzia, e ci ricorda il potere trasformativo dell'amore materno. È un invito a custodire gelosamente la nostra innocenza interiore e a coltivare un futuro luminoso e pieno di speranza.

 
**"Assaggiando l'Amarezza" - Salvatore Armando Santoro**

 
In questo frammento poetico, l'autore ci offre uno sguardo penetrante sulle contraddizioni e l'ipocrisia del mondo moderno. Attraverso l'immagine di un assaggio amaro, ci invita a riflettere sulle nostre interazioni con una società corrotta e disillusa.

 
Sorseggiando l'ipocrisia di questo mondo strano, ci troviamo a confrontarci con la dura realtà della gente a cui offriamo il nostro aiuto, spesso senza ricevere gratitudine in cambio. Rimane il rimpianto e la delusione di aver amato invano, mentre il pianto diventa il solitario sfogo di chi ancora crede nella bontà intrinseca del mondo.

 
L'autore esprime il desiderio di cancellare le frontiere mentali e fisiche che ci separano, di abbattere le barriere che dividono le persone. Tuttavia, questo desiderio viene contrastato dalla dura realtà delle guerre e delle divisioni che persistono nel mondo, alimentate dalla cupidigia e dall'odio umano.

 
La poesia è pervasa da un senso di disillusione e tristezza, ma anche da una fiamma di speranza che brucia nel cuore di coloro che ancora credono nella possibilità di un mondo migliore. Attraverso le parole dell'autore, ci viene ricordato il nostro dovere di combattere l'ingiustizia e l'odio, e di lavorare per un futuro in cui la pace e la solidarietà possano trionfare sulle divisioni e sulle discordie.

 
**"Non conosco più Amore di questo" - Piacentino Alessandra**

 
In queste poche righe, Piacentino Alessandra ci offre una profonda riflessione sull'amore, evidenziando la sua natura universale e la sua presenza pervasiva in ogni aspetto della vita.

 
L'autore inizia esprimendo un senso di disillusione nei confronti dell'amore tradizionale tra uomo e donna, descrivendolo come un fallimento fatto di belle parole e emozioni superficiali. Tuttavia, emerge una nuova prospettiva: l'amore vero è incarnato dalla compassione e dall'empatia, dal mettere il cuore in ogni gesto e azione.

 
Questo concetto di amore abbraccia tutte le forme della vita: dall'amore per la natura ai silenzi delle persone, dai gesti non detti agli errori commessi. È un'energia che permea tutto, che ama senza riserve e attrae con la sua luminosità.

 
L'amore, dunque, è una forza che perdona e non respinge, che accoglie tutto ciò che è umano e imperfetto. È la semplice capacità di amare senza condizioni, di riconoscere la bellezza nelle piccole cose, come una manciata di polvere di cielo e luce di stelle.

 
In conclusione, Piacentino Alessandra ci invita a guardare oltre le convenzioni sociali dell'amore romantico e a riconoscere la sua vera essenza: un'energia universale che pervade tutto e che ci connette profondamente con il mondo che ci circonda.

 
**"La Bucìa ha le Zampe Corte" - Armando Bettozzi**

 
In questo componimento dialettale, Armando Bettozzi ci offre una riflessione profonda sulla natura umana e sulle strategie utilizzate per ottenere il successo e la vittoria nelle sfide della vita.

 
L'autore inizia affermando che non basta ammassare risorse e potere per vincere, poiché alla fine sarà la verità a trionfare. Non si può convincere gli altri a proprio piacimento, né attraverso l'uso di parole velenose o manipolazioni segrete. Al contrario, più si cerca di manipolare la gente con l'inganno, meno essa ascolterà.

 
La "bucìa", simbolo delle trame oscure e delle manovre subdole, ha sempre zampe corte, incapaci di raggiungere la vera vittoria e il rispetto genuino degli altri. Punire gli altri per il loro pensiero indipendente non è il modo per vincere un'elezione o guadagnare il rispetto. I saggi insegnano che alla fine la verità e l'integrità prevarranno sempre, portando alla luce le falsità e le manipolazioni dei poco seri.

 
In conclusione, col suo potente spirito romanesco, Armando Bettozzi ci invita a riflettere sulle vere qualità che portano al successo e al rispetto: l'onestà, la trasparenza e il rispetto per la libertà di pensiero degli altri. Le trame oscure e le manipolazioni non porteranno mai alla vera vittoria, ma solo alla perdita della fiducia e del rispetto degli altri.

 
**"L'Essenza" - Felice Serino**

 
In questo breve ma intenso frammento poetico, Felice Serino ci offre una visione profonda dell'essenza umana e del suo legame con l'universo.

 
L'autore descrive l'essenza come una forza che si manifesta sia all'esterno che all'interno di noi stessi, attraversandoci senza limiti di spazio e tempo. È una presenza onnipresente, eterea e primordiale, simile al soffio vitale che accompagnò la prima luce del mondo.

 
L'immagine della "nave astrale" ci suggerisce un viaggio dell'anima attraverso l'universo, libera da vincoli terreni e materiali. L'anima diviene un ente libero, in grado di sollevarsi al di sopra delle limitazioni della vita quotidiana e di esplorare gli infiniti orizzonti dell'esistenza.

 
In questo breve passaggio, Felice Serino ci invita a riflettere sulla natura profonda dell'essere umano e sul suo legame indissolubile con l'universo. L'essenza dell'uomo è infinita, eterna e in continua evoluzione, e solo abbracciando la sua natura più profonda possiamo veramente comprendere il nostro posto nell'universo.

 
**"Pensieri Lievi" - Antonietta Ursitti**

 
In questo delicato componimento, Antonietta Ursitti dipinge un'immagine suggestiva dell'alba che si affaccia dolcemente, quasi furtiva, nel cielo. L'alba, con il suo sguardo incantevole, sembra comunicare con la luna, annunciando la serenità che giunge con il nuovo giorno.

 
L'autrice evoca un senso di eternità e incanto nell'atmosfera matutina, suggerendo che in quei momenti si possa intravedere qualcosa di più grande e duraturo, al di là delle preoccupazioni quotidiane. Tuttavia, mentre la natura si risveglia con tranquillità, l'essere umano resta ancorato alla terra, intrecciando pensieri lievi e fugaci.

 
Questi "pensieri lievi" potrebbero rappresentare le riflessioni e le meditazioni dell'anima umana, che si perdono tra i fili sottili della mente. Sono pensieri che sfiorano appena la superficie della coscienza, portando con sé un senso di leggerezza e serenità.

 
In conclusione, "Pensieri Lievi" ci invita a contemplare la bellezza e la tranquillità dell'alba, e a lasciarci trasportare dai pensieri fugaci e delicati che ci attraversano durante quei momenti di quiete e riflessione. È un invito a fermarsi, ad osservare e ad apprezzare la semplicità e la meraviglia della vita che ci circonda.

 
**"Come sto...?" - Joseph65**

 
In questa poesia intensa e struggente, l'autore dipinge un ritratto emotivo di uno stato d'animo diviso e tormentato.

 
L'immagine della lampadina, divisa tra la luce e l'oscurità, diventa la metafora perfetta per descrivere il suo stato interiore. La metà accesa rappresenta la parte di lui che è ancora in grado di vedere la realtà, di affrontare la dura verità della vita e di continuare ad andare avanti nonostante il dolore e la perdita. Tuttavia, questa luce porta con sé una consapevolezza dolorosa e un senso di solitudine, poiché la presenza della persona amata è assente.

 
D'altra parte, la metà spenta simboleggia il desiderio di evadere dalla realtà, di nascondersi nel buio per non affrontare il dolore e il vuoto lasciato dalla perdita. È la parte di lui che vorrebbe credere che tutto sia solo un brutto sogno, che presto si sveglierà e ritroverà la persona amata accanto a sé.

 
La poesia esprime un senso profondo di lutto e di struggente nostalgia, mescolato a una lotta interiore tra la necessità di continuare ad andare avanti e il desiderio di rinchiudersi nel buio del dolore.

 
In conclusione, "Come sto...?" ci offre uno sguardo commovente sulla complessità delle emozioni umane di fronte alla perdita e al dolore, invitandoci a riflettere sulla natura fragile e contraddittoria della nostra esistenza.

 
**"All'Imbrunire" - Flora Fazzari**

 
In questa poesia, Flora Fazzari ci trasporta in un momento di transizione tra il giorno e la notte, dipingendo con delicatezza e poesia il paesaggio che si manifesta durante l'imbrunire.

 
Il cielo azzurro, adornato da nubi sparse, offre uno spettacolo suggestivo mentre il sole si avvicina all'orizzonte per concludere la sua giornata. Gli alberi, maestosi e imponenti, si stagliano contro il cielo, mentre il vento fresco porta con sé il profumo rinfrescante del mare.

 
La collina circostante viene avvolta da una luce dorata, mentre tutto intorno cala il silenzio e la serenità. Il canto leggero degli uccelli si unisce al susseguirsi delle ombre mentre il giorno si prepara a lasciare spazio alla notte.

 
Infine, l'autrice suggerisce che tutto intorno è pronto a riposare, quasi in attesa del meritato riposo notturno che giunge con l'imbrunire.

 
In questa poesia, Flora Fazzari cattura con maestria l'atmosfera di pace e serenità che avvolge la natura durante il tramonto, invitandoci a contemplare e ad apprezzare la bellezza dei momenti fugaci e preziosi che la vita ci offre.

 
**"Camminavo nella Nebbia" - Franco Fronzoli**

 
In questo intenso componimento, Franco Fronzoli ci porta in un viaggio attraverso la nebbia del passato, mentre affronta i ricordi e le emozioni che lo avvolgono.

 
La nebbia diventa la metafora della confusione e dell'incertezza che permeano il suo cuore, portando con sé una spina di nostalgia che lo pungola costantemente. I ricordi dell'infanzia si fanno sempre più pressanti e presenti, lasciando l'autore sprofondare nel buio del suo passato.

 
Il cammino nella nebbia diventa un percorso senza meta, un lento incedere legato a pensieri svaniti e folli ricordi ancora vividi. In un giorno d'inverno, circondato dalla fredda bellezza della neve sugli alberi, l'autore cammina come un automa, alla ricerca disperata di nuove speranze e passioni, ma incapace di trovare conforto nelle strade contorte e solitarie che percorre.

 
Ancora oggi, l'autore continua il suo viaggio verso il destino, senza pensare al domani, agli amori, alle gioie o ai dolori che potrebbero attendere lungo il cammino.

 
In questa poesia struggente, Franco Fronzoli ci invita a riflettere sulla natura del passato e sulle sue influenze nel presente, esplorando i confini tra memoria e speranza, tra nostalgia e desiderio di rinascita.

 
**"Correva l'anno" - Bruno Amore**

 
In un'epoca ormai lontana, l'usura del tempo si svela lentamente, rivelando antiche tracce di vita su una delle periferie della città. Le rotaie arrugginite emergono come vertebre di un tempo passato, simboli di un'epoca di antico splendore e di viaggi intrisi di avventura. La groppa del cavallo d'acciaio, ora sepolta nel macadam, racconta storie di viaggiatori intraprendenti e di destini intrecciati lungo le vie della metropoli.

 
Nella mente dell'autore risuonano gli echi del passato: lo scroscio del tram, il suono melodioso della campanella, il gelato da gustare di corsa e la cartella scolastica da portare a tracolla. Questi ricordi, così vividi e palpabili, trasportano il lettore in un viaggio attraverso il tempo, risvegliando sensazioni dimenticate e profumi ormai sbiaditi.

 
Ma è soprattutto la figura della mano morbida che afferrava la giacchetta, decisa ma avvolta dal profumo materno, che incanta l'anima dell'autore. È un gesto che racchiude in sé tutta la dolcezza e la protezione dell'infanzia, un legame indissolubile con le radici e con i momenti che hanno plasmato la persona che siamo oggi.

 
In questa poesia magistrale, Bruno Amore esplora con maestria le profondità della memoria e dell'anima umana, invitandoci a riflettere sulla bellezza e sulla complessità della vita vissuta, e sulla meraviglia che si nasconde dietro ogni singolo ricordo.

 
**"Il Tempo dell'Amore" - Bruno Castelletti**

 
In questa poesia delicata e suggestiva di Bruno Castelletti, il tempo dell'amore è dipinto con tocchi poetici e vibranti, che evocano immagini vivide e sensazioni profonde.

 
Nel vasto prato verde, il protagonista correva a piedi nudi, immergendosi nell'essenza della natura e cogliendo con cura ogni fiore che incrociava il suo cammino. I capelli biondi danzavano al vento, mentre un canto appassionato si perdeva tra gli alberi e i sentieri, creando un'atmosfera magica e coinvolgente.

 
Ma oltre alla bellezza paesaggistica, dietro il sorriso dell'amata si celava la promessa di una notte incantata, rischiarata dalla luce della luna e colma di emozioni profonde.

 
Oggi, nel ricordo di quel tempo lontano, l'autore rivive la calda atmosfera di quei giorni e la speranza di rivedere ancora una volta la sua amata valle. È un'ode alla bellezza della natura e alla potenza dell'amore, che permea ogni pagina di questa struggente poesia.

 
**"Urna Materna" - Alessio Romanini**

 
In questa poesia di Alessio Romanini, il tema della morte e dell'eternità viene trattato con una profondità e una maestria che cattura l'anima del lettore.

 
Le pallide lapidi muti, testimoni silenziosi dell'eterno riposo, si ergono su una terra arida e piangente, accogliendo i defunti nell'oblio eterno del cimitero. Ma dietro questa facciata di quiete e solitudine, si cela una profonda vanità, un'effigie pavida che si perde nell'eternità come una stella cadente.

 
Il dolore, distante e mutevole, non trova eco nel silenzio della morte, e il cuore collassato dalla fine non riesce a trasmettere il suo brivido dimenticato. In questo scenario di quiete eterna, ci si chiede dove sia l'infinito, dove sia incagliata la speranza di un oltre.

 
Il silenzio dell'eternità non risponde alle domande, ma forse la risposta si trova nel ritorno al grembo materno, nell'urna dell'interminato spazio, dove ogni cosa trova la sua quiete e il suo riposo finale.

 
In questa poesia, Alessio Romanini ci conduce in un viaggio attraverso i confini della vita e della morte, invitandoci a riflettere sulla natura transitoria dell'esistenza e sulla ricerca di significato nell'infinito universo che ci circonda.

 
**"La Piantina" - Sandra Greggio**

 
In questa poesia delicata di Sandra Greggio, l'autrice esprime il tema della resilienza e della forza interiore attraverso l'immagine poetica di una piccola piantina.

 
L'io narrante racconta di un'esperienza trascendente, in cui ha toccato l'infinito diventando parte integrante della natura stessa: una nuvola, un raggio di sole, il cielo aperto e una cascata d'acqua limpida. In quel momento, affrontava la giornata con un sorriso sulle labbra, immune alle lacrime.

 
Ma ora, l'autrice si identifica con una piantina, che con la forza vitale cresce rigogliosa nonostante l'ambiente ostile del cemento circostante. Questa piantina diventa il simbolo della tenacia e della determinazione, un esempio luminoso di resilienza che sfida le avversità e mostra al mondo la sua forza interiore.

 
In questo breve componimento, Sandra Greggio ci ricorda l'importanza di coltivare la speranza e la determinazione anche nei momenti più difficili, trovando ispirazione nella natura stessa e nella sua capacità di rigenerarsi e prosperare anche nei contesti più ostili.

 
**(Senza Titolo)** - Jacqueline Miu

 
In queste poche righe intrise di intensità, l'autrice ci conduce in un viaggio attraverso il buio e la morte, esplorando le profondità dell'animo umano e la sua relazione con l'oscurità.

 
L'autrice abbraccia il buio senza timore, trovandovi una bellezza priva di difetti, e apprezzando il valore dell'ombra senza bisogno di pedestal, senza pretese di grandezza o riconoscimento. Il buio diventa così un rifugio, un luogo di quiete e di introspezione, dove il tremolio delle ali evoca il senso di libertà e di trasformazione.

 
Eppure, in mezzo a questa oscurità, l'autrice riconosce il cuore dell'uomo, una fiamma ardente che brucia con intensità propria. È un'immagine potente e struggente, che ci ricorda la fragilità e la bellezza della nostra umanità, e la necessità di abbracciare la nostra luce interiore nonostante le tenebre che ci circondano.

 
In questa poesia, Jacqueline Miu ci invita a riflettere sulla natura complessa dell'esistenza umana e sulla nostra capacità di trovare bellezza e significato anche nei luoghi più oscuri e inesplorati della nostra anima.

 
**"Bandiera Bianca" - Carlo Chionne**

 
In questa satira arguta di Carlo Chionne, l'autore ironizza sulle dinamiche politiche internazionali e sulla mancanza di soluzioni efficaci ai conflitti globali.

 
Dopo un colloquio dall'aria elvetica, il papa diventa oggetto di una narrazione patetica, mentre i suoi tentativi di intrattenere Putin sembrano poco convincenti, tanto da farlo apparire eretico agli occhi dell'autore.

 
Ma la vera chiave di lettura si trova nell'ironica menzione della "Bandiera Bianca", simbolo di resa e di mancanza di soluzioni, che l'autore assegna ironicamente alla Casa Bianca, sede del potere politico americano. L'immagine della bandiera chiusa in banca sottolinea il sarcasmo e la critica nei confronti della mancanza di azione da parte delle istituzioni.

 
Attraverso un linguaggio arguto e incisivo, Carlo Chionne ci invita a riflettere sulle contraddizioni e sulle inefficienze del sistema politico internazionale, mettendo in evidenza la necessità di trovare soluzioni concrete ai problemi globali anziché accontentarsi di gesti simbolici e retorici.

 
**"In Perenne Attesa" - Antonia Scaligine**

 
Nella poesia di Antonia Scaligine, l'autrice esplora il tema dell'attesa con una profondità e una sensibilità che tocca le corde dell'anima.

 
Sotto una coltre di silenzio, l'attesa si manifesta come un'onda che ondeggia nell'infinito mare del tempo, come una lenza che pesca la speranza tra i momenti impigliati sotto la sabbia. È un sentimento che avvolge l'autrice, senza che lei sappia esattamente di cosa stia aspettando, ma che a volte le offre conforto e compagnia, mentre altre volte la assilla con l'ansia del futuro incerto.

 
L'attesa si manifesta in molteplici sfaccettature: dall'attesa di un treno che potrebbe essere già partito o ritardato, al lungo e tortuoso cammino verso il raggiungimento di un obiettivo. È un'esperienza carica di emozioni contrastanti, che vanno dalla pazienza alla rabbia, dall'insofferenza alla gioia.

 
Ma nonostante le incertezze e le trappole del tempo, la speranza conforta l'autrice e la pazienza la aiuta ad affrontare l'attesa con determinazione. Il cervello diventa così una "zona rossa", una fortezza che protegge l'autrice dalle insidie del dubbio e dell'incertezza, consentendole di vivere pienamente ogni istante, mentre si avventura nel labirinto della vita.

 
Attraverso una prosa vibrante e intensa, Antonia Scaligine ci invita a riflettere sull'essenza stessa dell'attesa e sulle sfide che essa ci presenta, mentre ci spinge a perseverare nel perseguimento dei nostri sogni, nonostante le incertezze e le difficoltà che incontriamo lungo il cammino.

 
**"7 ottobre 2023 ?" - Piero Colonna Romano**

 
In questa sonetto di Piero Colonna Romano, l'autore esprime una critica acuta e pungente nei confronti delle azioni di Netanyahu e del governo israeliano nei confronti dei palestinesi.

 
L'autore fa riferimento alla lezione impartita ai nazisti e alla decimazione perpetrata dal governo di Netanyahu, che sembra cercare di pareggiare la strage di una sera. L'abiezione di questa azione emerge nel confronto numerico, dove trenta palestinesi vengono considerati degni di un solo israeliano, e ciò avviene con un'apparente fierezza.

 
L'autore denuncia la volontà del governo israeliano di spregiare religione e civiltà nel perpetrare l'eccidio, persino durante il ramadan, e di promettere terre e atrocità ai coloni israeliani per mantenerli grati. Queste azioni suscitano sconcerto e incredulità tra gli israeliani stessi.

 
Infine, l'autore sottolinea l'utilità politica di Netanyahu nel stringere accordi con il clan degli estremisti, nonostante le conseguenze nefaste per entrambe le comunità coinvolte.

 
Attraverso questo sonetto, Piero Colonna Romano invita alla riflessione critica sulle azioni dei governi e dei leader politici, evidenziando le conseguenze disumane e l'ipocrisia dietro le promesse di violenza e occupazione.

 
Un caro affettuoso saluto a tutti voi e un vivo ringraziamento al prof. De Ninis che ci ospita così generosamente in questo azzurro tempio di Bellezza.

 
Vostro
Ben Tartamo

 

 

10-11-12-13 Marzo

Onore al merito dei combattenti azzurri, nel campo della poesia italiana.
Bruno Amore  [br1]
 

 

 

Poesie del 10-11-12 marzo 2024


 
#   "Il dolce sortilegio" di Bruno Castelletti

 
**Significato:** La poesia evoca un'atmosfera magica e sensuale, in cui il poeta ruba stelle dal firmamento per creare ghirlande da offrire alla persona amata. La donna è descritta come avvolta da profumi delicati, mentre i loro movimenti sensuali sono paragonati al gioco con il fuoco del piacere. Il dolce incanto dura fino all'alba, quando il poeta, appagato dai baci e dalle carezze, restituisce al paradiso le sue perle.
**Parafrasi:** Il poeta ruba stelle dal cielo per creare ghirlande da regalare alla sua amata. La donna è avvolta da profumi delicati mentre i loro movimenti sensuali si mescolano al piacere. L'incanto persiste fino all'alba, quando il poeta, soddisfatto dall'amore condiviso, restituisce al paradiso le sue meraviglie.
**Analisi dei versi:** I versi sono brevi ma intensi, descrivendo con poche parole un'esperienza sensoriale e passionale. La scelta delle immagini evoca un senso di magia e sensualità, trasportando il lettore in un mondo di incanto e piacere.
**Analisi delle strofe:** Le strofe sono composte da pochi versi, ma ciascuna contiene una parte essenziale della narrazione, creando un ritmo fluido che conduce il lettore attraverso l'esperienza descritta.
**Rime:** Le rime sono presenti in modo naturale, contribuendo a creare un senso di armonia e musicalità nel testo.
**Figure metriche:** L'uso del verso libero e dell'enjambement conferisce alla poesia un ritmo libero e naturale, che si adatta perfettamente alla descrizione dell'incanto vissuto dal poeta.
**Figure retoriche:** La poesia utilizza principalmente immagini e metafore per trasmettere il senso di magia e sensualità dell'esperienza descritta.
**Commento:** "Il dolce sortilegio" è una poesia che evoca sensazioni di dolcezza, magia e sensualità, trasportando il lettore in un mondo incantato e passionale. La scelta delle parole e delle immagini crea un'atmosfera suggestiva e coinvolgente, che cattura l'attenzione e l'immaginazione del lettore.
**Strofa preferita:** La strofa che descrive il gioco sensuale delle cosce con il fuoco del piacere è particolarmente suggestiva, con immagini evocative che catturano l'essenza della passione e della seduzione.
**Conclusioni:** In conclusione, "Il dolce sortilegio" è una poesia che celebra l'amore e la sensualità, trasportando il lettore in un viaggio attraverso l'incanto e il piacere. La bellezza delle immagini e la profondità delle emozioni rendono questa poesia un'esperienza poetica indimenticabile.

 
#   "Il Mio Nome È Donna" di Laura Lapietra

 
**Significato:** La poesia celebra l'essenza della donna attraverso una serie di immagini e metafore evocative, rappresentandola come un essere complesso, forte e versatile.
**Parafrasi:** La donna è paragonata a una gemma che sboccia delicatamente al crepuscolo, sotto lo sguardo tenero del sole. È descritta come un'alito flebile del tempo, una speranza tenace tra le mani di coloro che la accolgono. La sua essenza è contraddizione, essendo sia maledizione che benedizione nell'affrontare le sfide quotidiane con coraggio e senza paura. Le sue lacrime sono vissute nei momenti di sconfitta e di lotta, ma anche nelle emozioni che permeano la sua esistenza tra illusioni e realtà. La donna è rappresentata come un mosaico in continuo ricomporre, una madre per natura e una seduttrice nell'arte della vita.
**Analisi dei versi:** I versi sono ricchi di immagini evocative e metafore che esplorano la complessità della femminilità. Ogni strofa presenta una nuova sfaccettatura dell'essenza della donna, dalla sua forza interiore alla sua capacità di affrontare le sfide della vita.
**Analisi delle strofe:** Le strofe si susseguono in modo fluido, creando un ritmo armonioso che guida il lettore attraverso le molteplici dimensioni della femminilità. Ogni strofa aggiunge un nuovo strato di significato alla descrizione della donna.
**Rime:** Le rime sono presenti in modo naturale e non forzato, contribuendo a creare un senso di musicalità e armonia nel testo.
**Figure metriche:** Tra le figure metriche possiamo individuare l'uso di varie forme di ritmo e metrica, che contribuiscono a creare un effetto sonoro piacevole e coinvolgente.
**Figure retoriche:** La poesia utilizza diverse figure retoriche, tra cui metafore, personificazioni e antitesi, per descrivere la complessità e la ricchezza dell'essenza femminile.
**Commento:** "Il Mio Nome È Donna" celebra la bellezza, la forza e la versatilità della donna, esplorando le molteplici sfaccettature della sua identità. Attraverso immagini evocative e metafore potenti, la poesia invita il lettore a riflettere sull'importanza e sulla bellezza della femminilità.
**Strofa preferita:** Una strofa che colpisce particolarmente è quella che descrive la donna come "madre per natura e latte per il suo pargolo", evocando un'immagine di amore e nutrimento che rappresenta uno dei ruoli fondamentali della donna.
**Conclusioni:** In conclusione, "Il Mio Nome È Donna" evoca sensazioni di ammirazione, rispetto e gratitudine nei confronti della femminilità. La poesia trasmette un messaggio di empowerment e celebra la bellezza e la forza intrinseca delle donne.

 
#   "Cannonate d’amore" di Salvatore Armando Santoro

 
**Significato:** La poesia parla dell'amore come forza che può trasformare le persone e la società. L'autore mette in parallelo l'amore e la guerra, sottolineando come l'amore possa essere una forza positiva capace di cambiare il mondo, mentre la guerra porta solo distruzione e ingiustizia.
**Parafrasi:** Se dentro di te c'è amore, inevitabilmente lo donerai, anche se potrebbe richiedere del tempo prima che te ne renda conto. L'amore è una forza che arricchisce chi lo riceve e non può essere fermato una volta che è stato acceso. L'autore critica il potere dei prepotenti e dei colonizzatori, che usano la guerra per arricchirsi a spese degli altri. Invita il popolo a svegliarsi e a riconoscere chi li sta ingannando, e a reagire per fermare l'ingiustizia.
**Analisi dei versi:** I versi sono forti e incisivi, con un linguaggio diretto che trasmette il messaggio con chiarezza e forza emotiva. L'uso di immagini come "cannonate d’amore" e "carri coi cannoni" crea un forte contrasto tra l'amore e la violenza della guerra.
**Analisi delle strofe:** Le strofe sono organizzate in modo da evidenziare i temi principali della poesia: l'amore come forza trasformativa e la guerra come fonte di ingiustizia e dolore. La progressione del testo guida il lettore attraverso una riflessione sulla natura dell'amore e del potere.
**Rime:** Le rime sono presenti in modo regolare, contribuendo a creare un ritmo fluido e coinvolgente nel testo.
**Figure metriche:** L'uso di metriche regolari e di ritmo incalzante conferisce alla poesia un'energia e una forza che riflettono il tema trattato.
**Figure retoriche:** La poesia utilizza metafore e similitudini per mettere in contrasto l'amore e la guerra, evidenziando le differenze tra queste due forze.
**Commento:** "Cannonate d’amore" è una poesia potente che trasmette un messaggio di speranza e di resistenza contro l'ingiustizia e la violenza. L'autore invita il lettore a riconoscere il potere trasformativo dell'amore e a opporsi alla guerra e all'ingiustizia. È un appello alla consapevolezza e all'azione, che incoraggia a combattere per un mondo migliore.
**Strofa preferita:** La strofa che parla di coloro che aprono gli occhi e prendono di mira i prepotenti è particolarmente significativa, poiché rappresenta la speranza e la forza del popolo nel combattere l'ingiustizia.
**Conclusioni:** In conclusione, "Cannonate d’amore" è una poesia che invita alla riflessione e all'azione, celebrando il potere trasformativo dell'amore e condannando la violenza e l'ingiustizia della guerra. È un'opera che sprona il lettore a lottare per la giustizia e per un mondo più equo e compassionevole.

 
#   "Son solo lacrime incomprese" di Piacentino Alessandra

 
**Significato:** La poesia evoca un'atmosfera di tranquillità e mistero, descrivendo la terra come una presenza viva e sensibile. Le lacrime sono paragonate alla pioggia che rinfresca e purifica l'aria, mentre la natura circostante è descritta come un luogo magico popolato da creature incantate e desideri perduti.
**Parafrasi:** La terra viene dipinta come un essere vivente che si nutre di luce e pioggia, mentre l'ombra delle foglie verdi crea un'atmosfera di quiete e serenità. Nell'osservare l'ineffabile bellezza della natura, si trova la pace interiore, sommersi nella profonda essenza della vita. La musica della natura si alza sopra e sotto di noi, rivelando la presenza di emozioni nascoste e sogni dimenticati.
**Analisi dei versi:** I versi sono caratterizzati da una serie di immagini poetiche che evocano sensazioni di bellezza e mistero. L'uso di metafore e similitudini crea un'atmosfera magica e suggestiva che coinvolge il lettore nell'esperienza descritta.
**Analisi delle strofe:** Le strofe si susseguono in modo fluido, guidando il lettore attraverso un viaggio nella natura e nell'animo umano. Ogni strofa aggiunge un nuovo strato di significato alla descrizione della bellezza e della complessità del mondo naturale.
**Rime:** Le rime sono presenti in modo naturale e armonioso, contribuendo a creare un ritmo melodico che si adatta alla descrizione poetica della natura.
**Figure metriche:** L'uso di metriche regolari e di ritmo incalzante conferisce alla poesia un'energia e una musicalità che riflettono il tema trattato.
**Figure retoriche:** La poesia utilizza metafore e similitudini per descrivere la bellezza e la maestosità della natura, trasmettendo un senso di meraviglia e di incanto.
**Commento:** "Son solo lacrime incomprese" è una poesia che celebra la bellezza e la grandezza della natura, invitando il lettore a contemplare la sua magia e il suo mistero. Attraverso immagini poetiche e evocative, l'autore trasmette una sensazione di tranquillità e di meraviglia di fronte alla bellezza del mondo naturale.
**Strofa preferita:** La strofa che descrive la presenza di fatine ed elfi nella foresta di lucciole crisalidi è particolarmente suggestiva, evocando un'atmosfera di magia e di incanto.
**Conclusioni:** In conclusione, "Son solo lacrime incomprese" è una poesia che invita il lettore a riflettere sulla bellezza e sulla grandezza della natura, trasmettendo una sensazione di meraviglia e di incanto di fronte alla sua maestosità. È un'opera che celebra la vita e la sua infinita varietà di forme ed espressioni.

 
#   "SEMPRE MEJO TARDI CHE MAI…." di Armando Bettozzi

 
**Significato:** La poesia ironizza sulla richiesta di aiuto rivolta alla sedicente veggente Gisella, chiedendo numeri per il lotto, mentre si parla della Madonna. Viene esplorato il tema della devozione e del rapporto tra fede e materialismo, attraverso un linguaggio colloquiale e ironico.
**Parafrasi:** Il narratore chiede a Gisella di fornirgli dei numeri per il lotto, sperando così di migliorare la sua situazione finanziaria. Si allude al fatto che Gisella, con la sua devozione, sembra ricevere molti aiuti da parte degli altri fedeli, e il narratore spera di ottenere lo stesso trattamento. Viene discusso il rapporto tra fede e materialismo, con una nota di ironia e sarcasmo.
**Analisi dei versi:** I versi sono caratterizzati da un linguaggio colloquiale e ironico, che riflette il tono leggero e scherzoso della poesia. Viene utilizzato un linguaggio diretto e semplice, che contribuisce a creare un'atmosfera di familiarità e vicinanza al lettore.
**Analisi delle strofe:** Le strofe sono organizzate in modo da seguire il flusso del pensiero del narratore, creando un ritmo dinamico e coinvolgente. Ogni strofa aggiunge un nuovo elemento alla narrazione, conducendo il lettore attraverso una serie di riflessioni sulla fede e sul desiderio di migliorare la propria situazione.
**Rime:** Le rime sono presenti in modo regolare, contribuendo a creare un ritmo fluido e armonioso nel testo.
**Figure metriche:** L'uso di metriche regolari e di ritmo incalzante conferisce alla poesia un'energia e una musicalità che riflettono il tema trattato.
**Figure retoriche:** La poesia utilizza principalmente il sarcasmo e l'ironia per mettere in luce il contrasto tra la richiesta di aiuto e la devozione religiosa. Viene anche utilizzato l'umorismo per rendere più leggera e divertente la narrazione.
**Commento:** "SEMPRE MEJO TARDI CHE MAI…." è una poesia che esplora in modo leggero e ironico il rapporto tra fede e materialismo, attraverso il racconto di una richiesta di aiuto rivolta a suor Gisella. Con un linguaggio colloquiale e scherzoso, l'autore invita il lettore a riflettere sulla propria condizione umana e sulle sue ambizioni materiali, mentre mette in discussione l'efficacia della devozione religiosa nel migliorare la propria situazione.
**Strofa preferita:** La strofa che menziona il vescovo e la sua reazione alla richiesta di aiuto è particolarmente divertente, aggiungendo un tocco di umorismo alla narrazione.
**Conclusioni:** In conclusione, "SEMPRE MEJO TARDI CHE MAI…." è una poesia che invita il lettore a riflettere sulla propria condizione umana e sulle proprie ambizioni materiali, attraverso un racconto leggero e ironico di una richiesta di aiuto rivolta a Gisella. Con il suo tono scherzoso e sarcastico, l'autore offre una visione divertente e provocatoria del rapporto tra fede e materialismo.

 
#   "Lontano" di Salvatore Camonita

 
**Significato:** La poesia descrive una distanza emotiva tra due persone, rappresentate simbolicamente come separate da leghe di spazio. Le parole del narratore sono "edulcorate", ovvero addolcite o attenuate, e vengono lanciate attraverso questo spazio che li divide, senza poter raggiungere il destinatario. Nonostante ciò, il narratore continua a guardare solitario verso il destinatario, che si trova lontano nello spazio "muto e adorno" dell'orizzonte.
**Parafrasi:** Il narratore si trova a lanciare le sue parole verso qualcuno che è lontano, rappresentato simbolicamente da una distanza di leghe. Le sue parole sono dolci ma non possono superare questa distanza. Anche se il destinatario è lontano, il narratore continua a guardare nella sua direzione, rimanendo solo e isolato.
**Analisi dei versi:** I versi sono brevi ma evocativi, con immagini che rappresentano la distanza emotiva tra il narratore e il destinatario. L'uso della parola "edulcorate" suggerisce un tentativo di mitigare la distanza emotiva con parole dolci o gentili.
**Analisi delle strofe:** La poesia è composta da una sola strofa, che crea un senso di continuità e di fluidità nella narrazione. La descrizione della distanza emotiva tra il narratore e il destinatario è accentuata dalla ripetizione della parola "lontano" e dall'immagine dell'orizzonte che separa i due.
**Rime:** Non ci sono rime evidenti nella poesia, contribuendo a creare un senso di libertà e di fluidità nel testo.
**Figure metriche:** L'uso di versi brevi e di una struttura sintattica semplice conferisce alla poesia un ritmo fluido e scorrevole.
**Figure retoriche:** La poesia utilizza principalmente immagini e metafore per descrivere la distanza emotiva tra il narratore e il destinatario. L'immagine delle "parole edulcorate" lanciate attraverso lo spazio simboleggia il tentativo del narratore di superare questa distanza.
**Commento:** "Lontano" è una poesia che esplora il tema della distanza emotiva tra due persone, utilizzando immagini evocative e metafore per trasmettere un senso di solitudine e isolamento. Il narratore è rappresentato come una figura solitaria che continua a guardare verso il destinatario, nonostante la distanza che li separa.
**Strofa preferita:** La poesia è composta da una sola strofa, quindi non c'è una strofa specifica che possa essere indicata come preferita. Tuttavia, l'immagine dell'orizzonte che separa il narratore e il destinatario è particolarmente suggestiva e evocativa.
**Conclusioni:** In conclusione, "Lontano" è una poesia che trasmette un senso di solitudine e isolamento attraverso l'immagine della distanza emotiva tra il narratore e il destinatario. Con il suo linguaggio semplice e le sue immagini evocative, l'autore offre una riflessione sulla natura della comunicazione e delle relazioni umane.

 
#   "Inverno" di Renzo Montagnoli

 
**Significato:** La poesia descrive l'inverno come una stagione fredda e implacabile, con la neve che crepita sotto i passi e il freddo che stringe come un abbraccio mortale. Il narratore si trova a camminare verso casa, desideroso di riposare ma consapevole del pericolo di addormentarsi nell'inverno gelido, dove chi si ferma e si addormenta potrebbe non risvegliarsi più. Esprime il desiderio struggente di tornare alla sua casa e alla sua famiglia, ma teme di non farcela. Alla fine, mentre cade, immagina un prato primaverile con crochi, un sole splendente e un ruscello accanto a casa, ma si rende conto che sarà una casa vuota senza di lui.
**Parafrasi:** Il narratore descrive la durezza dell'inverno, con la neve che copre tutto attorno e il freddo che penetra fino all'osso. Sta cercando di tornare a casa, ma la strada è lunga e faticosa. Ha paura di addormentarsi nell'inverno gelido e non risvegliarsi più. Desidera ardentemente tornare alla sua famiglia e al calore del fuoco domestico, ma teme di non farcela. Mentre cade, immagina un futuro primaverile pieno di vita e colore, ma si rende conto che sarà una casa vuota senza di lui.
**Analisi dei versi:** I versi sono carichi di immagini suggestive e di emozioni profonde. L'uso di metafore come "stalattiti di ghiaccio" e "mortale abbraccio" contribuisce a creare un'atmosfera di freddezza e desolazione.
**Analisi delle strofe:** Le strofe sono organizzate in modo da seguire il flusso dei pensieri del narratore, creando un senso di progressione e di intensificazione delle emozioni. Ogni strofa aggiunge un nuovo strato di significato alla descrizione della durezza dell'inverno e del desiderio del narratore di tornare a casa.
**Rime:** Le rime sono presenti in modo regolare, contribuendo a creare un ritmo fluido e armonioso nel testo.
**Figure metriche:** L'uso di metriche regolari e di ritmo incalzante conferisce alla poesia un'energia e una musicalità che riflettono il tema trattato.
**Figure retoriche:** La poesia utilizza principalmente immagini e metafore per trasmettere le emozioni del narratore e descrivere la durezza dell'inverno e il desiderio di tornare a casa.
**Commento:** "Inverno" è una poesia che evoca un senso di desolazione e di struggimento attraverso immagini evocative e un linguaggio ricco di emozioni. Il narratore è rappresentato come una figura vulnerabile e sperduta, combattendo contro le forze implacabili dell'inverno mentre cerca disperatamente di tornare alla sua casa e alla sua famiglia. La poesia offre una riflessione profonda sulla fragilità della vita umana e sul desiderio universale di appartenenza e di calore familiare.
**Strofa preferita:** La strofa che descrive l'immagine di un prato primaverile con crochi, un sole splendente e un ruscello vicino a casa è particolarmente suggestiva e toccante, poiché rappresenta il desiderio del narratore di un futuro luminoso e pieno di vita, nonostante le avversità dell'inverno.
**Conclusioni:** In conclusione, "Inverno" è una poesia che trasmette un senso di disperazione e di struggimento attraverso immagini evocative e un linguaggio carico di emozioni. Il narratore è rappresentato come una figura vulnerabile e sperduta, combattendo contro le forze implacabili dell'inverno mentre cerca disperatamente di tornare alla sua casa e alla sua famiglia. La poesia offre una riflessione profonda sulla fragilità della vita umana e sul desiderio universale di appartenenza e di calore familiare.

 
#   "Doppelganger" (alla maniera di Caproni) di Felice Serino

 
**Significato:** La poesia evoca il concetto del doppelganger, ovvero una figura o una entità che si presenta come doppia o speculare al sé stesso. Nel testo, il narratore esprime il desiderio di uscire da sé stesso per incontrare questa entità, suggerendo una riflessione sulla dualità dell'essere e sul desiderio di esplorare le proprie parti nascoste o non conosciute.
**Parafrasi:** Il narratore riflette sul concetto del doppelganger e sul desiderio di incontrare questa figura che si presenta come una replica di sé stesso. Esprime il desiderio di uscire da sé stesso per intraprendere questo incontro, suggerendo un desiderio di esplorazione e di scoperta delle proprie parti nascoste o meno conosciute.
**Analisi dei versi:** I versi sono brevi ma incisivi, catturando l'essenza della riflessione sul doppelganger e sulla dualità dell'essere umano. L'uso della parola "uscire" suggerisce un movimento verso l'esterno, mentre "incontrarmi" indica un desiderio di connessione e di confronto con l'entità speculare.
**Analisi delle strofe:** La poesia è composta da una sola strofa, che crea un senso di continuità e di fluidità nella riflessione del narratore sul concetto del doppelganger. La brevità della strofa riflette l'essenza essenziale del desiderio di esplorare e comprendere la propria dualità.
**Rime:** Non ci sono rime evidenti nella poesia, contribuendo a creare un senso di libertà e di fluidità nel testo.
**Figure metriche:** L'uso di versi brevi e di una struttura sintattica semplice conferisce alla poesia un ritmo fluido e scorrevole.
**Figure retoriche:** La poesia utilizza il concetto del doppelganger come un dispositivo retorico per esplorare la dualità dell'essere umano e il desiderio di conoscere le proprie parti nascoste o non riconosciute.
**Commento:** "Doppelganger" è una poesia che riflette sul concetto della doppia identità e sulla dualità dell'essere umano, esplorando il desiderio di incontrare e comprendere questa entità speculare. Con un linguaggio semplice ma evocativo, l'autore offre una riflessione profonda sulla natura umana e sul desiderio universale di esplorare e comprendere se stessi.
**Strofa preferita:** La poesia è composta da una sola strofa, quindi non c'è una strofa specifica che possa essere indicata come preferita. Tuttavia, l'immagine del narratore che desidera uscire da sé stesso per incontrare il proprio doppelganger è particolarmente evocativa e suggestiva.
**Conclusioni:** In conclusione, "Doppelganger" è una poesia che riflette sul concetto della doppia identità e sulla dualità dell'essere umano, esplorando il desiderio universale di esplorare e comprendere le proprie parti nascoste o meno conosciute. Con un linguaggio semplice ma evocativo, l'autore offre una riflessione profonda sulla natura umana e sul desiderio di connessione e di comprensione di sé stessi.

 
#   "Nell’ombra dei miei pensieri" di Franco Fronzoli**

 
**Significato:** La poesia descrive il flusso dei pensieri del narratore mentre riflette sulla presenza e l'assenza di una persona cara. Il narratore vede questa persona seduta su foglie sparse nel viale dei suoi ricordi, evocando immagini di autunno e inverno. Rievoca momenti di felicità con questa persona, come camminare sotto la pioggia al mare. Tuttavia, c'è anche una sensazione di solitudine e incertezza, rappresentata dall'ombra silente che cammina nella notte e che scompare al sorgere del sole, lasciando spazio a nuovi pensieri e speranze.
**Parafrasi:** Il narratore riflette sulla presenza e l'assenza di una persona cara, immaginandola seduta nel viale dei suoi ricordi. Rievoca momenti felici con questa persona, come camminare sotto la pioggia al mare, ma sperimenta anche sentimenti di solitudine e incertezza mentre la persona scompare nell'ombra della notte e lascia spazio a nuovi pensieri e speranze.
**Analisi dei versi:** I versi sono caratterizzati da immagini evocative e metafore che riflettono il flusso dei pensieri del narratore e la sua esperienza emotiva. L'uso di parole come "ombra", "sole" e "luna" crea un senso di dualità e transizione tra luce e oscurità, felicità e solitudine.
**Analisi delle strofe:** La poesia è divisa in strofe che descrivono diversi momenti e ambientazioni legati ai ricordi del narratore. Questa struttura contribuisce a creare un senso di movimento e di progressione nella narrazione, riflettendo il flusso dei pensieri del narratore.
**Rime:** Le rime sono presenti in modo regolare, contribuendo a creare un ritmo fluente e armonioso nel testo.
**Figure metriche:** L'uso di metriche regolari conferisce alla poesia un ritmo melodico e incalzante, che si adatta al flusso dei pensieri del narratore.
**Figure retoriche:** La poesia utilizza principalmente metafore e similitudini per descrivere i sentimenti del narratore e la sua esperienza emotiva. L'immagine dell'ombra che scompare al sorgere del sole rappresenta la transitorietà dei momenti di felicità e di solitudine nella vita del narratore.
**Commento:** "Nell’ombra dei miei pensieri" è una poesia che esplora il tema della memoria, della presenza e dell'assenza di una persona cara nella vita del narratore. Attraverso immagini evocative e una narrazione emotiva, l'autore offre una riflessione profonda sulla natura dei ricordi e delle emozioni umane.
**Strofa preferita:** La strofa che descrive l'ombra silente che cammina nella notte con le stelle che guardano è particolarmente suggestiva e toccante, offrendo un'immagine potente della solitudine e dell'incertezza del narratore.
**Conclusioni:** In conclusione, "Nell’ombra dei miei pensieri" è una poesia che esplora il tema della memoria e dell'emozione attraverso immagini evocative e una narrazione emotiva. Il narratore riflette sulla presenza e sull'assenza di una persona cara, rievocando momenti felici e sperimentando sentimenti di solitudine e incertezza mentre la persona scompare nell'ombra della notte. La poesia offre una riflessione profonda sulla natura dei ricordi e delle emozioni umane, invitando il lettore a esplorare i propri sentimenti e le proprie esperienze emotive.

 
#   "erano anni, quelli" di Bruno Amore**

 
**Significato:** La poesia riflette sul passare del tempo e sulle esperienze vissute durante un periodo specifico della vita del narratore. Descrive la routine quotidiana di chi indossava zoccoli o sandali fino all'autunno, quando le scarpe chiuse diventavano indispensabili nonostante il loro costo elevato. I giorni erano segnati da lavoro duro, con brevi pause per riscaldarsi attorno a un fuoco e per curare piccole ferite. Il narratore ricorda la sensazione di sollievo nel respirare il fumo di una sigaretta e la lentezza dei battiti del cuore alla fine della giornata. Tornare a casa era un momento di pace, accolti da un sorriso di benvenuto e dal calore familiare.
**Parafrasi:** La poesia descrive la vita quotidiana di chi lavorava duro, indossando zoccoli o sandali fino all'autunno, quando diventava necessario indossare scarpe chiuse nonostante il loro alto costo. I giorni erano segnati da lavoro pesante, intervallato da brevi pause attorno a un fuoco per riscaldarsi e curare piccole ferite. Il narratore ricorda la sensazione di pace e di sollievo al termine della giornata, quando poteva tornare a casa accolti dal calore familiare e da un sorriso di benvenuto.
**Analisi dei versi:** I versi sono caratterizzati da una narrazione lineare e descrittiva, che cattura l'essenza della vita quotidiana del narratore. L'uso di immagini vivide e di dettagli realistici contribuisce a creare un'atmosfera autentica e coinvolgente.
**Analisi delle strofe:** La poesia è divisa in strofe che descrivono diverse fasi della giornata e della routine del narratore. Questa struttura organizzativa aiuta a delineare il flusso temporale della narrazione e a guidare il lettore attraverso le esperienze vissute dal narratore.
**Rime:** Le rime sono presenti in modo irregolare, contribuendo a creare un ritmo naturale e spontaneo nel testo.
**Figure metriche:** L'uso di metriche regolari conferisce alla poesia un ritmo fluido e armonioso, che si adatta alla narrazione della vita quotidiana del narratore.
**Figure retoriche:** La poesia utilizza principalmente immagini e dettagli realistici per descrivere le esperienze del narratore e per catturare l'atmosfera della vita quotidiana. L'uso di parole come "sorriso", "fuoco" e "cicca" contribuisce a creare un'immagine vivida e autentica della realtà vissuta dal narratore.
**Commento:** "erano anni, quelli" è una poesia che offre un ritratto vivido e coinvolgente della vita quotidiana di chi lavorava duro in un determinato periodo della vita del narratore. Attraverso immagini evocative e una narrazione lineare, l'autore cattura l'essenza di un'epoca passata e delle esperienze vissute dai protagonisti.
**Strofa preferita:** La strofa che descrive il ritorno a casa alla fine della giornata, accolti da un sorriso di benvenuto e dal calore familiare, è particolarmente toccante e suggestiva. Offre un momento di pace e di tranquillità dopo una giornata di lavoro duro.
**Conclusioni:** In conclusione, "erano anni, quelli" è una poesia che offre un ritratto vivido della vita quotidiana di chi lavorava duro in un periodo specifico della vita del narratore. Attraverso immagini evocative e una narrazione lineare, l'autore cattura l'essenza di un'epoca passata e delle esperienze vissute dai protagonisti, offrendo al lettore un'immersione autentica nella realtà del tempo e dei luoghi descritti.

 
#   "La natura ha troppo sognato" di Francesco Soldini**

 
**Significato:** La poesia riflette sulla bellezza e sulla generosità della natura durante la primavera, quando il tepore delicato inizia a fiorire e colorare i prati con una ricca varietà di fiori. Durante l'inverno, i frutti del lavoro umano diventano fonte di calore e conforto, ma il narratore trova illuminazione e armonia osservando la bellezza della natura, paragonandola a un dipinto vivente arricchito dalla poesia delle forme e dei colori.
**Parafrasi:** La poesia descrive la generosità della natura durante la primavera, quando i prati si riempiono di fiori grazie al tepore mite. Durante l'inverno, il lavoro umano produce calore e magia attraverso i fuochi, ma il narratore trova una bellezza più profonda e significativa nell'armonia e nel miracolo della natura, paragonandola a un dipinto vivente arricchito dalla poesia delle forme e dei colori.
**Analisi dei versi:** I versi celebrano la bellezza e la generosità della natura durante la primavera e offrono una riflessione sulla connessione tra l'essere umano e il mondo naturale. L'uso di immagini evocative e di linguaggio poetico contribuisce a creare un'atmosfera di meraviglia e ammirazione per la bellezza della natura.
**Analisi delle strofe:** La poesia è divisa in strofe che descrivono diverse stagioni e aspetti della natura, creando un ritmo narrativo che riflette il flusso del tempo e dei cambiamenti nella natura.
**Rime:** Le rime sono presenti in modo regolare, contribuendo a creare un ritmo melodico e armonioso nel testo.
**Figure metriche:** L'uso di metriche regolari conferisce alla poesia un ritmo fluido e armonioso, che si adatta alla narrazione della bellezza e della generosità della natura.
**Figure retoriche:** La poesia utilizza principalmente immagini e metafore per esprimere il concetto della bellezza e della generosità della natura durante la primavera. L'uso di parole come "miracolo", "armonia" e "poesia delle forme" contribuisce a creare un'immagine vivida e evocativa della natura e del suo potere trasformativo.
**Commento:** "La natura ha troppo sognato" è una poesia che celebra la bellezza e la generosità della natura durante la primavera, offrendo una riflessione sulla connessione tra l'essere umano e il mondo naturale. Attraverso immagini evocative e linguaggio poetico, l'autore cattura l'essenza della natura e invita il lettore a riflettere sulla sua bellezza e sulla sua importanza nella vita umana.
**Strofa preferita:** La strofa che descrive il narratore che si illumina dell'armonia del miracolo di un dipinto con la poesia delle forme è particolarmente suggestiva e toccante. Offre una visione profonda della bellezza e della meraviglia della natura, arricchita dalla sensibilità poetica del narratore.
**Conclusioni:** In conclusione, "La natura ha troppo sognato" è una poesia che celebra la bellezza e la generosità della natura durante la primavera, offrendo una riflessione sulla connessione tra l'essere umano e il mondo naturale. Con immagini evocative e linguaggio poetico, l'autore cattura l'essenza della natura e invita il lettore a riflettere sulla sua bellezza e sulla sua importanza nella vita umana.

 
#   "Croce di speranza" di Alessio Romanini**

 
**Significato:** La poesia riflette sul sacrificio di Cristo sulla croce e sulla mancanza di risposta da parte dell'umanità alla sua offerta d'amore e pace. Il narratore esprime il proprio disincanto di fronte alla violenza, alla povertà, all'odio e all'indifferenza presenti nel mondo, interrogandosi sul senso del sacrificio di Cristo e sulla sua efficacia nel cambiare il cuore degli uomini.
**Parafrasi:** La poesia descrive il sacrificio di Cristo sulla croce per portare pace e amore nel mondo, ma la sua offerta viene ignorata e lui viene deriso come un malfattore. Il narratore esprime il proprio scetticismo riguardo alla capacità dell'umanità di rispondere al messaggio di Cristo, considerando la persistenza della guerra, della povertà, dell'odio e dell'indifferenza nel mondo. Sebbene ammiri la novità e la benevolenza del messaggio di Cristo, si interroga su chi sarà in grado di passare attraverso la stretta via della penitenza.
**Analisi dei versi:** I versi sono caratterizzati da un linguaggio poetico e riflessivo che esprime il disincanto del narratore di fronte alla mancanza di risposta dell'umanità al messaggio di Cristo. L'uso di immagini e metafore contribuisce a creare un'atmosfera di contemplazione e interrogazione.
**Analisi delle strofe:** La poesia è divisa in strofe che esplorano diverse tematiche legate al sacrificio di Cristo e alla risposta dell'umanità. Questa struttura organizzativa aiuta a delineare il flusso del pensiero del narratore e a guidare il lettore attraverso le sue riflessioni.
**Rime:** Le rime sono presenti in modo regolare, contribuendo a creare un ritmo melodico e armonioso nel testo.
**Figure metriche:** L'uso di metriche regolari conferisce alla poesia un ritmo fluido e armonioso, che si adatta alla narrazione del tema religioso e filosofico trattato.
**Figure retoriche:** La poesia utilizza principalmente immagini e metafore per esprimere concetti complessi legati al sacrificio di Cristo e alla risposta dell'umanità. L'uso di parole come "croce", "sangue", "pace" e "amore" evoca simboli religiosi e spirituali che arricchiscono il significato del testo.
**Commento:** "Croce di speranza" è una poesia che esplora temi religiosi e filosofici legati al sacrificio di Cristo sulla croce e alla risposta dell'umanità al suo messaggio di amore e pace. Attraverso immagini evocative e linguaggio poetico, l'autore offre una riflessione profonda sulla natura umana e sulla sua capacità di rispondere al divino.
**Strofa preferita:** La strofa che esprime il disincanto del narratore di fronte alla persistenza della violenza, della povertà, dell'odio e dell'indifferenza nel mondo è particolarmente potente e toccante. Offre una riflessione profonda sulla mancanza di risposta dell'umanità al messaggio di amore e pace di Cristo.
**Conclusioni:** In conclusione, "Croce di speranza" è una poesia che esplora temi religiosi e filosofici legati al sacrificio di Cristo sulla croce e alla risposta dell'umanità al suo messaggio di amore e pace. Con immagini evocative e linguaggio poetico, l'autore offre una riflessione profonda sulla natura umana e sulla sua capacità di rispondere al divino.

 
#   "La nostra musica" di Sandra Greggio**

 
**Significato:** La poesia celebra i momenti speciali condivisi insieme, attraverso la metafora della musica. Il narratore ricorda i bei momenti trascorsi in compagnia dell'amato/a, ascoltando il suono della natura e ammirando la bellezza dei fiori. La musica diventa un simbolo di connessione e armonia tra i due, rappresentando i legami profondi del cuore e il ricordo dei momenti felici.
**Parafrasi:** Il narratore ricorda i bei momenti trascorsi con l'amato/a, durante i quali ascoltavano il suono della natura e osservavano la bellezza dei fiori sotto il sole. La poesia celebra la condivisione di esperienze speciali attraverso la metafora della musica, che rappresenta l'armonia e la connessione tra i due.
**Analisi dei versi:** I versi sono caratterizzati da un linguaggio dolce e riflessivo, che cattura l'essenza dei momenti speciali condivisi tra i protagonisti. L'uso di immagini evocative contribuisce a creare un'atmosfera di intimità e bellezza.
**Analisi delle strofe:** La poesia è divisa in strofe che descrivono i momenti felici trascorsi insieme, offrendo una narrazione fluida e coinvolgente. Questa struttura organizzativa aiuta a delineare il flusso dei ricordi e delle emozioni del narratore.
**Rime:** Le rime sono presenti in modo regolare, contribuendo a creare un ritmo melodico e armonioso nel testo.
**Figure metriche:** L'uso di metriche regolari conferisce alla poesia un ritmo fluido e armonioso, che si adatta alla narrazione della bellezza dei momenti condivisi tra i protagonisti.
**Figure retoriche:** La poesia utilizza principalmente immagini e metafore per esprimere concetti legati alla bellezza dei momenti trascorsi insieme. L'uso di parole come "sussurro delle foglie" e "sole col suo pennello" evoca immagini vivide che arricchiscono il significato del testo.
**Commento:** "La nostra musica" è una poesia che celebra i momenti speciali trascorsi insieme, attraverso la metafora della musica e della bellezza della natura. Attraverso immagini evocative e linguaggio poetico, l'autore cattura l'essenza dei legami profondi del cuore e il ricordo dei momenti felici condivisi tra i protagonisti.
**Strofa preferita:** La strofa che descrive i momenti in cui ascoltavano il sussurro delle foglie e guardavano i fiori sotto il sole è particolarmente suggestiva e toccante. Offre una visione delicata e poetica dei momenti di intimità e connessione condivisi tra i protagonisti.
**Conclusioni:** In conclusione, "La nostra musica" è una poesia che celebra i momenti speciali trascorsi insieme, attraverso la metafora della musica e della bellezza della natura. Con immagini evocative e linguaggio poetico, l'autore cattura l'essenza dei legami profondi del cuore e il ricordo dei momenti felici condivisi tra i protagonisti.

 

#  " Notte offre cura al Diavolo per ogni fiamma in cui arde" di Jacqueline Miu


 
**Significato:** La poesia esplora i temi del desiderio, della disperazione e della ricerca di un rifugio dall'oscurità interiore. Il narratore riflette sul proprio stato d'animo e sulle difficoltà della vita moderna, cercando conforto nell'amore e nella bellezza che superano il tempo e lo spazio.
**Parafrasi:** Il narratore descrive il proprio tormento interiore, bruciando di desiderio per qualcosa di inafferrabile. Si sente vulnerabile e fragile, incapace di difendersi dalle ferite emotive e spirituali. Tuttavia, trova speranza nell'amore e nella ricerca di un luogo sicuro dove poter essere se stesso.
**Analisi dei versi:** I versi sono carichi di immagini suggestive e metafore evocative, che catturano l'intensità emotiva e il turbamento interiore del narratore. L'uso del linguaggio poetico contribuisce a creare un'atmosfera di tensione e struggente bellezza.
**Analisi delle strofe:** La poesia è divisa in strofe che esplorano diversi aspetti dell'esperienza umana, dalla disperazione alla speranza, dall'oscurità alla luce. Questa struttura organizzativa aiuta a guidare il lettore attraverso il flusso dei pensieri e delle emozioni del narratore.
**Rime:**  La poesia "Notte offre cura al Diavolo per ogni fiamma in cui arde" non presenta rime regolari, ma utilizza piuttosto un linguaggio poetico e immagini suggestive per esprimere concetti complessi e emozioni profonde. 
**Figure metriche:** L'uso di metriche regolari conferisce alla poesia un ritmo fluido e armonioso, che si adatta alla narrazione dei temi emotivi e spirituali trattati.
**Figure retoriche:** La poesia utilizza una varietà di figure retoriche, tra cui metafore, similitudini e personificazioni, per esprimere concetti complessi e profondi legati alla condizione umana e all'amore.
**Commento:** "Notte offre cura al Diavolo per ogni fiamma in cui arde" è una poesia che esplora i temi del desiderio, della disperazione e della ricerca di un rifugio dall'oscurità interiore. Attraverso immagini suggestive e linguaggio poetico, l'autore cattura l'intensità emotiva e il turbamento interiore del narratore, offrendo una riflessione profonda sulla condizione umana e sull'importanza dell'amore e della speranza nel superare le sfide della vita.
**Strofa preferita:** La strofa che esprime il desiderio del narratore di trovare un rifugio sicuro dall'oscurità e dalla disperazione è particolarmente potente e toccante. Offre una visione struggente della ricerca di conforto e speranza nel mezzo della tempesta emotiva.
**Conclusioni:** In conclusione, "Notte offre cura al Diavolo per ogni fiamma in cui arde" è una poesia che esplora i temi del desiderio, della disperazione e della ricerca di un rifugio dall'oscurità interiore. Con immagini suggestive e linguaggio poetico, l'autore cattura l'intensità emotiva e il turbamento interiore del narratore, offrendo una riflessione profonda sulla condizione umana e sull'importanza dell'amore e della speranza nel superare le sfide della vita.

 
**"Vecchiaia" di Carlo Chionne**

 
**Significato:** La poesia riflette sul processo di invecchiamento e sulla percezione personale del narratore riguardo alla propria vecchiaia. Nonostante gli acciacchi e la tristezza, il narratore trova conforto e gioia nel creare poesia, considerandola una forma di giovinezza rinnovata e un modo per trascendere il passare del tempo.
**Parafrasi:** Il narratore contempla se esista una vecchiaia migliore della sua, passando il tempo a comporre poesie. Nonostante le difficoltà e la malinconia, ogni tanto riesce a scrivere un buon verso, ritrovando così una sensazione di giovinezza e vitalità.
**Analisi dei versi:** I versi esprimono un senso di rinascita e vitalità attraverso la creazione poetica, nonostante le sfide dell'invecchiamento. L'uso di parole come "acciacchi" e "tristezza" contrasta con il sentimento di rinnovamento e gioia che deriva dall'atto di scrivere poesie.
**Analisi delle strofe:** La poesia è organizzata in strofe che esplorano il tema dell'invecchiamento e della creatività poetica come forma di gioventù rinnovata. Questa struttura aiuta a delineare il flusso dei pensieri del narratore e la sua riflessione sulla vecchiaia.
**Rime:** Le rime sono presenti in modo regolare, contribuendo a creare un ritmo melodico e armonioso nel testo.
**Figure metriche:** L'uso di metriche regolari conferisce alla poesia un ritmo fluido e armonioso, che si adatta alla narrazione del tema dell'invecchiamento e della creatività poetica.
**Figure retoriche:** La poesia utilizza principalmente immagini e metafore per esprimere concetti legati alla vecchiaia e alla creazione poetica. L'atto di scrivere poesie diventa una forma di giovinezza rinnovata e un modo per affrontare le sfide dell'invecchiamento.
**Commento:** "Vecchiaia" è una poesia che riflette sul processo di invecchiamento e sulla percezione personale del narratore riguardo alla propria vecchiaia. Attraverso l'atto di scrivere poesie, il narratore trova conforto e gioia, considerandolo una forma di giovinezza rinnovata e un modo per trascendere il passare del tempo.
**Strofa preferita:** La strofa che esprime il senso di rinascita e vitalità che deriva dalla creazione poetica è particolarmente toccante. Offre una visione positiva e incoraggiante dell'arte come mezzo per affrontare le sfide dell'invecchiamento.
**Conclusioni:** In conclusione, "Vecchiaia" è una poesia che riflette sul processo di invecchiamento e sulla percezione personale del narratore riguardo alla propria vecchiaia. Attraverso l'atto di scrivere poesie, il narratore trova conforto e gioia, considerandolo una forma di giovinezza rinnovata e un modo per trascendere il passare del tempo.

 
#   "Un nom ! la femme" di Antonia Scaligine**

 
**Significato:** La poesia esplora la complessità della femminilità, celebrando la forza e la bellezza delle donne mentre affronta anche le sfide e le discriminazioni che affrontano nella società. L'uso del francese nel titolo e in alcune parti della poesia aggiunge un elemento di eleganza e sofisticatezza, sottolineando il tema universale della femminilità.
**Parafrasi:** La poesia riflette sulla varietà di esperienze e emozioni vissute dalle donne, sia nella loro vita quotidiana che nel contesto più ampio della società. Esprime ammirazione per la loro capacità di affrontare le difficoltà con coraggio e grazia, mentre critica gli stereotipi di genere e invita gli uomini a riconoscere il valore intrinseco delle donne al di là dell'aspetto fisico.
**Analisi dei versi:** L'uso del francese nel titolo e in alcuni versi aggiunge un tocco di eleganza e raffinatezza al testo, sottolineando il tema universale della femminilità e creando un contrasto con il linguaggio più comune utilizzato in altri versi. Questo contribuisce a enfatizzare l'importanza del tema e a catturare l'attenzione del lettore.
**Analisi delle strofe:** La poesia è strutturata in strofe che esplorano diverse dimensioni della femminilità, dalla sua intensità emotiva alla sua complessità psicologica. L'uso del francese in alcune strofe aggiunge un elemento di varietà e profondità al testo, creando un contrasto interessante con il resto della poesia.
**Rime:** Le rime sono presenti in modo irregolare, contribuendo a creare un ritmo fluido e armonioso nel testo. L'uso del francese in alcune parti della poesia può influenzare anche il ritmo e la struttura delle rime, aggiungendo ulteriore complessità al testo.
**Figure metriche:** L'uso del francese e le sue peculiarità metriche possono influenzare la struttura e il ritmo della poesia, contribuendo a creare un effetto sonoro e ritmico unico. Questo può aggiungere profondità e complessità al testo, rendendolo più coinvolgente per il lettore.
**Figure retoriche:** La poesia utilizza una varietà di figure retoriche, tra cui metafore, similitudini e personificazioni, per esprimere concetti complessi e profondi legati alla femminilità e alla condizione delle donne nella società. L'uso del francese può arricchire ulteriormente l'uso delle figure retoriche, creando un effetto linguistico e stilistico più sfumato e sofisticato.
**Commento:** "Un nom ! la femme" è una poesia che esplora la complessità della femminilità, celebrando la forza e la bellezza delle donne mentre affronta anche le sfide e le discriminazioni che affrontano nella società. L'uso del francese nel titolo e in alcune parti della poesia aggiunge un elemento di eleganza e sofisticatezza, sottolineando il tema universale della femminilità e creando un contrasto interessante con il resto del testo.
**Strofa preferita:** La strofa che invita gli uomini a guardare oltre gli stereotipi di genere e a riconoscere il valore intrinseco delle donne è particolarmente significativa e incisiva. Offre una visione profonda e provocatoria della femminilità e della condizione delle donne nella società.
**Conclusioni:** In conclusione, "Un nom ! la femme" è una poesia che esplora la complessità della femminilità, celebrando la forza e la bellezza delle donne mentre affronta anche le sfide e le discriminazioni che affrontano nella società. L'uso del francese nel titolo e in alcune parti della poesia aggiunge un elemento di eleganza e sofisticatezza, sottolineando il tema universale della femminilità e creando un contrasto interessante con il resto del testo.

 
#  "Livorno" di Piero Colonna Romano**

 
**Significato:** La poesia riflette sulle elezioni comunali del 2014 a Livorno, in cui viene eletto sindaco Francesco Nogarin, un ingegnere spaziale senza esperienza politica o amministrativa. Il tono è satirico e critico nei confronti della scelta dei cittadini livornesi, evidenziando il disappunto e il senso di incredulità di fronte a una decisione così sorprendente.
**Parafrasi:** La poesia descrive Livorno immersa nel lutto, con il giornale locale Gran Vernacolier che mostra disapprovazione per l'elezione di un sindaco inesperto. Si fa riferimento al desiderio di trovare conforto nel cibo tipico della regione, come la cacciuccata e il pane bianco di San Torpè. I versi riflettono sulle opinioni dei cittadini critici, che trovano difficile accettare una scelta così sorprendente e discutibile.
**Analisi dei versi:** I versi sono ricchi di riferimenti culturali e storici legati alla città di Livorno e alla sua identità. L'uso del dialetto e dei modi di dire locali contribuisce a creare un'atmosfera autentica e coinvolgente, mentre il tono satirico aggiunge profondità e ironia alla critica sociale espressa nella poesia.
**Analisi delle strofe:** La poesia è strutturata in strofe che esplorano diverse dimensioni del tema, dalla delusione alla sorpresa, dall'ironia alla critica sociale. L'uso del dialetto e dei riferimenti culturali locali contribuisce a creare un ritratto vivido e dettagliato della situazione descritta.
**Rime:** Le rime seguono uno schema regolare, contribuendo a creare un ritmo fluido e armonioso nel testo. L'uso del dialetto può influenzare anche il ritmo e la struttura delle rime, aggiungendo ulteriore colore e autenticità al testo.
**Figure retoriche:** La poesia utilizza una varietà di figure retoriche, come la metafora e l'ironia, per esprimere concetti complessi e suscitare emozioni nel lettore. L'uso del dialetto e dei modi di dire locali può arricchire ulteriormente l'uso delle figure retoriche, aggiungendo profondità e autenticità al testo.
**Commento:** "Livorno" è una poesia satirica e critica che riflette sulle elezioni comunali del 2014 a Livorno e sull'inaspettata elezione di un sindaco inesperto. Attraverso l'uso del dialetto e dei riferimenti culturali locali, la poesia crea un ritratto vivido e dettagliato della situazione, offrendo una prospettiva unica sulla politica e la società livornesi.
**Strofa preferita:** La strofa che riflette sul desiderio dei cittadini critici di trovare conforto nel cibo tipico della regione, come la cacciuccata e il pane bianco di San Torpè, è particolarmente efficace nel trasmettere il senso di disappunto e incredulità di fronte alla decisione presa dagli elettori.
**Conclusioni:** In conclusione, "Livorno" è una poesia satirica e critica che riflette sulle elezioni comunali del 2014 a Livorno e sull'inaspettata elezione di un sindaco inesperto. Attraverso l'uso del dialetto e dei riferimenti culturali locali, la poesia crea un ritratto vivido e dettagliato della situazione, offrendo una prospettiva unica sulla politica e la società livornesi.

 
Con affetto e stima 
Vistro Ben Tartamo 
 

 

In questa straordinaria poesia intitolata "A cosa serve" di Ben Tartamo, l'autore ci conduce in un viaggio attraverso i misteri dell'esistenza umana e della conoscenza, invitandoci a riflettere sul significato profondo della vita e sul nostro rapporto con il mondo che ci circonda.

 
Con una maestria poetica senza pari, l'autore dipinge un quadro vivido e commovente delle nostre esperienze più intime e profonde, esortandoci a contemplare la meraviglia e la bellezza che si celano dietro ogni singolo istante della nostra esistenza. Le pagine sporche d'inchiostro diventano il simbolo della conoscenza convenzionale, mentre il silenzio del chiostro ci invita a esplorare le profondità dell'anima umana.

 
Le pietre amate dal mare ci rivelano la saggezza nascosta nel passare del tempo, mentre la danza delle api e il canto dell'usignolo ci ricordano la bellezza e l'armonia della natura che ci circonda. Attraverso un linguaggio poetico incantevole, l'autore ci invita a riscoprire il legame profondo che ci unisce al mondo e agli altri esseri viventi.

 
Tuttavia, la poesia non si ferma alla celebrazione della bellezza e della meraviglia del mondo, ma ci mette anche di fronte alla triste realtà di un mondo malato, dominato dalla guerra e dalla distruzione. Con uno stile coinvolgente, l'autore ci invita a riflettere sul nostro ruolo nel mondo e sulla responsabilità che abbiamo nei confronti delle generazioni future.

 
Infine, attraverso gli ultimi versi, l'autore ci ricorda l'importanza di agire con compassione e consapevolezza, di vivere ogni istante con gratitudine e di cercare sempre di fare la differenza nel mondo. In un mondo segnato dalla violenza e dalla distruzione, l'amore e la compassione sono le uniche forze in grado di guarire le ferite e di portare la speranza per il futuro. Infine, negli ultimi due versi stigmatizza l'ipocrisia di un potere politico, che usa la maschera dell'ambientalismo (effetto serra) per darsi una parvenza di coerenza e concretezza morale nel servizio alla collettività.

 
prof. Marino Spadavecchia 

 

 

7-8-9 Marzo

Complimenti al superlativo scrittore e poeta Bruno Castelletti per l’ennesimo successo raggiunto con il suo Primo premio al:

 

31° Concorso Letterario Internazionale

“Festival di Poesia e Narrativa”

dedicato all’amore ed alla pace

organizzato dalla

LAPS

Di Fucecchio (Fi)

L’encomio che più si addice a questo Azzurro Tempio è la trasparente bravura dei suoi sitani. Grazie al Magister Lorenzo  siamo qui ad applaudire e a incitare Bruno alla realizzazione di altri “mostri sacri” della poesia moderna italiana.

Miu

 

Il racconto "Avrei voglia di casa" di Alessandra Piacentino è un'opera che si distingue per la sua profonda introspezione emotiva e per la capacità di suscitare una forte empatia nel lettore attraverso l'uso di un linguaggio delicato e poetico. La narrazione è incentrata sul tema del desiderio di appartenenza e amore autentico, evidenziato dalle riflessioni della protagonista sulle sensazioni di felicità e conforto legate ai ricordi familiari dell'infanzia. L'autrice utilizza metafore evocative e immagini suggestive per trasmettere il senso di solitudine e disorientamento del protagonista, il quale, nel corso della narrazione, riflette sulla ricerca di una nuova identità e di una rinascita personale.


Il messaggio centrale del racconto sembra essere quello di trovare il coraggio di rompere con il passato doloroso e di intraprendere un percorso di auto-amore e rispetto verso sé stessi. La figura dello sconosciuto che ha trovato la forza di iniziare una nuova vita rappresenta una fonte di ispirazione per il protagonista, incoraggiandolo a superare lo stato di impotenza e latenza in cui si trova.
 
Dal punto di vista stilistico, l'uso di una prosa poetica e introspettiva contribuisce a creare un'atmosfera malinconica e al tempo stesso speranzosa, che avvolge il lettore in un flusso emotivo intenso e coinvolgente. Le immagini evocative e le metafore utilizzate dall'autrice aggiungono profondità e ricchezza al testo, permettendo al lettore di immergersi completamente nelle riflessioni del protagonista.
 
In conclusione, "Avrei voglia di casa" è un racconto che offre una poderosa meditazione sulla ricerca di appartenenza e significato nella vita, con un linguaggio lirico e suggestivo che cattura l'attenzione del lettore fin dalle prime righe. La capacità dell'autrice di esplorare temi universali come l'amore, la solitudine e la rinascita rende questo racconto un'opera preziosa e memorabile.
Grazie Alessandra, sei davvero brava, donaci ancora racconti così belli.
 
Ben Tartamo 

 

 

Poesie pubblicate il 7-8-9 Marzo 2024


 
**La Collana** di Bruno Amore

 
In questa lirica incantata, Bruno Amore ci invita a trasformare le nostre malinconie in una preziosa collana di perle, dove ogni granello rappresenta un frammento di affetto. La mancanza e la disperazione si intrecciano con la speranza, aprendo le porte del cuore a un nuovo respiro, anche se questo respiro porta con sé pioggia e gelo. 

 
Nella struttura e nella metrica, la poesia si dispiega come una catena di versi incatenati, fluendo dolcemente come un rosario. Il ritmo e il suono delle parole catturano l'orecchio e il cuore, trasportandoci in un viaggio emotivo attraverso le stanze della nostalgia.

 
La sintassi, semplice ma evocativa, costruisce un paesaggio di sentimenti intrecciati, in cui la mancanza e l'amore si fondono in un unico mosaico di emozioni. Il significato profondo emerge attraverso le metafore della collana e della veranda del cuore, simboli di apertura e accettazione.

 
La strofa che colpisce di più è quella che invita a "spalancare la veranda del cuore", poiché evoca l'immagine di un cuore aperto e accogliente, pronto a lasciar entrare qualsiasi forma di amore, anche se accompagnato da pioggia e gelo.

 
In conclusione, questa poesia ci avvolge in un abbraccio di emozioni contrastanti, ma sempre permeate da una nota di speranza e accettazione. Ci incoraggia a trasformare il dolore in bellezza, a tessere una collana di perle preziose dalla trama dei nostri sentimenti più profondi.

 
**Erano Giorni** di Bruno Castelletti

 
In questa poesia, Bruno Castelletti ci trasporta in una valle incantata, dove i giorni sono sospesi tra il primo sole del mattino e il calare delle ombre della sera. Il paesaggio si anima con il canto degli uccelli, il lavoro dei contadini e il suono delle campane, creando un'atmosfera di gioia e vitalità.

 
La struttura e la metrica della poesia riflettono il fluire tranquillo del tempo, scandito dagli eventi naturali e dalle attività umane. Il ritmo dolce e armonioso si adatta perfettamente alla descrizione della vita nella valle, ricca di ritmi naturali e rituali quotidiani.

 
Dal punto di vista semantico, la poesia è intrisa di nostalgia e dolcezza, con immagini che evocano un senso di pace e serenità. Le metafore delle rondini nel volo e delle stelle accese nel cielo notturno aggiungono un tocco di magia e mistero alla narrazione.

 
La strofa che colpisce di più è quella in cui l'autore descrive il suo rituale serale di cercare la stella accesa da suo padre nel cielo, simbolo di speranza e ricordo di un amore perduto. Questa immagine delicata e commovente cattura l'essenza della poesia, che è un'ode alla bellezza e alla fragilità della vita.
"Dopo la cena al lume di lucerna
correvo fuori per veder le stelle.
Cercavo quella accesa da mio padre,
la notte in cui l'accolse il Paradiso."

 
In conclusione, questa poesia ci avvolge in un abbraccio di ricordi e emozioni, trasportandoci in un mondo di pace e armonia. Ci invita a contemplare la bellezza della natura e dei legami familiari, celebrando la semplicità e la bellezza della vita quotidiana.

 
**Un’Altra Volta Ancora** di Laura Lapietra

 
In questa struggente poesia, Laura Lapietra ci porta in un viaggio attraverso il dolore e la nostalgia, mentre contempliamo l'assenza di una presenza amata. Le iridi dell'autore sono colme di percezione e desiderio, mentre la mente si perde tra memorie e piaceri di un tempo passato.

 
La struttura e la metrica della poesia riflettono il flusso emotivo dell'autore, con versi che si muovono fluidamente tra ricordi e desideri. Il ritmo dolce e malinconico cattura l'essenza della nostalgia e dell'amore perduto.

 
Dal punto di vista semantico, la poesia è densa di significati profondi, con immagini che evocano un senso di vuoto e incolmabilità lasciato dall'assenza dell'amato. La sedia a dondolo vuota nel bersò diventa un simbolo della perdita e della solitudine dell'autore.

 
La strofa che colpisce di più è quella in cui l'autore esprime il desiderio ardente di poter abbracciare ancora una volta l'amato, di poter ascoltare ancora una volta la sua voce e godere della sua allegria. Questa richiesta struggente e sincera cattura il dolore e il desiderio di consolare l'anima ferita dall'assenza.
"Questa presenza,
ormai soltanto presente
nei meandri dei miei sogni,
è ciò che desidero
ardentemente
poter abbracciare
ancora una volta,
ancora un’altra volta!"

 

 
In conclusione, questa poesia ci avvolge in un vortice di emozioni e ricordi, mentre riflettiamo sulla natura fugace dell'amore e sulla sua eterna presenza nell'anima di chi ha amato veramente. Ci invita a onorare i ricordi dei nostri amati, custodendoli nel segreto profondo del nostro essere.

 
**Beata Solitudine** di Salvatore Armando Santoro

 
In questa poesia, Salvatore Armando Santoro ci trasporta in un momento di solitudine, seduto su una panchina mentre il vento freddo soffia dalla direzione dell'est. L'autore ricorda con tenerezza l'ultima sera trascorsa con la persona amata, immaginandola vicino a sé, dolce e sognante.

 
La struttura e la metrica della poesia riflettono il flusso emotivo dell'autore, con versi che si susseguono dolcemente, come un sussurro nel vento. Il ritmo dolente e malinconico cattura l'essenza della solitudine e del rimpianto.

 
Dal punto di vista semantico, la poesia è densa di significati profondi, con immagini che evocano un senso di perdita e disillusione. L'autore si ritrova a costruire castelli nella mente, ma si rende conto che i sogni non possono sostituire la realtà e che la speranza di un amore eterno è solo un'illusione.

 
La strofa che colpisce di più è quella in cui l'autore riflette sulla natura effimera dell'amore e della vita, confrontando i suoi sogni con la realtà crudele. Questa consapevolezza dolorosa cattura l'essenza della poesia, che è un'ode alla solitudine e al dolore dell'amore perduto.
"Ma con i sogni non s'alzano muri,
confondi solo chi ha problemi seri,
chi ha davanti a sé ancor tant'anni,
d'esser eterno scioccamente speri."

 
In conclusione, questa poesia ci avvolge in un abbraccio di tristezza e nostalgia, mentre riflettiamo sulla natura fugace dell'amore e sulla nostra capacità di sopportare la solitudine. Ci invita a onorare i nostri sentimenti più profondi, anche se ciò significa confrontarci con il dolore e la delusione.

 
**Innamorati** di Piacentino Alessandra

 
In questa poesia, Piacentino Alessandra ci conduce in un campo di emozioni, dove i fiori danzano con le lettere mosse dal vento, e un uomo senza voce, ma ricco di preghiere e speranza, si imbarca in un viaggio verso l'ignoto, con il cuore dipinto di arcobaleni e inchiostro passeggero.

 
La struttura e la metrica della poesia fluisccono come il vento, catturando il movimento dei pensieri dell'uomo e il battito del cuore in attesa. Il ritmo dolce e malinconico avvolge l'anima, trascinando il lettore in un vortice di emozioni.

 
Dal punto di vista semantico, la poesia è un caleidoscopio di significati, con immagini che evocano un senso di attesa ansiosa e desiderio. L'uomo brama ardentemente l'arrivo di lei, la sua amata, per colmare il suo cuore di luce e magia, un'intimità che solo loro possono cogliere e comprendere.

 
La strofa che risplende con maggiore intensità è quella in cui l'autore dipinge l'attesa dell'uomo per la sua amata. Questa immagine delicata e struggente cattura l'essenza della poesia, che è un'ode all'amore e alla speranza di trovare la propria anima gemella.
"Perché quella lei tarda a venire?

attende proprio quel cuore
Per riempirlo di petali di luce e note magiche
Che solo loro infondo
Sapranno vedere e capire"


 
In conclusione, questa poesia ci trasporta in un mondo di emozioni e desideri, come un viaggio attraverso il campo fiorito della vita, dove ogni petalo racchiude un segreto, ogni nota magica un sussurro d'amore. Ci invita a credere nella potenza dell'amore, che può illuminare anche le notti più buie, e a custodire con cura il nostro cuore, perché solo chi lo merita possa riempirlo di luce.

 
**La… Puzza-sott'ar-naso** di Armando Bettozzi

 
Nella sua poesia, Armando Bettozzi dipinge un quadro vivido dell'irritazione e della frustrazione causate dall'atteggiamento presuntuoso di qualcuno che si dà delle arie d'importanza, rappresentato metaforicamente dalla fastidiosa "puzza-sott'ar-naso". L'autore esplora il tema della mancanza di comunicazione e comprensione tra amici, sottolineando come piccoli fastidi possano trasformarsi in tensioni significative.

 
La struttura e la metrica della poesia riflettono l'agitazione e la confusione dell'autore, con versi che si susseguono rapidamente, quasi interrotti dalla presenza opprimente della "puzza". Il ritmo incalzante e frenetico cattura l'intensità dell'emozione e della frustrazione.

 
Dal punto di vista semantico, la poesia è densa di significati nascosti, con immagini che evocano un senso di disagio e impotenza di fronte all'atteggiamento arrogante di qualcuno. L'autore si trova costretto a fronteggiare una situazione spiacevole e imbarazzante, senza trovare una soluzione al problema.

 
La strofa che colpisce di più è quella in cui l'autore descrive il momento in cui la tensione raggiunge il culmine e la rabbia si manifesta in tutta la sua potenza. Questa immagine vibrante e carica di emotività cattura l'essenza della poesia, che è un grido di frustrazione e disperazione di fronte all'arroganza e alla mancanza di comprensione.

 
In conclusione, questa poesia ci invita a riflettere sulle dinamiche relazionali e sulla necessità di comunicare in modo aperto e sincero. Ci esorta a essere più empatici e a evitare comportamenti presuntuosi, perché spesso dietro una maschera di importanza si nasconde una profonda solitudine e insicurezza.

 
**Banalità** di Salvatore Camonita

 
In questa poesia, Salvatore Camonita esplora il tema della banalità che permea il tessuto della vita, rivelando la sua presenza nell'esperienza del quotidiano e nel confronto con la fine della vita stessa. L'autore dipinge un quadro cupo e struggente, in cui la vita si dissolve negli abissi dell'oblio, priva di significato e di senso.

 
La struttura e la metrica della poesia riflettono la profondità dell'emozione e della disperazione, con versi che si susseguono lenti e pesanti, come il battito di un cuore affranto. Il ritmo lento e malinconico cattura l'essenza della solitudine e del vuoto interiore.

 
Dal punto di vista semantico, la poesia è densa di significati oscuri, con immagini che evocano un senso di smarrimento e abbandono. L'autore si trova immerso in un oceano di oblio, privo di sensi e di speranza, cercando disperatamente un'uscita da questa prigione di banalità.

 
La strofa che colpisce di più è quella in cui l'autore invita a volare verso orizzonti infiniti, al di là delle mura dell'arida banalità. Questa immagine luminosa e liberatoria cattura l'essenza della speranza e della fuga dalla monotonia della vita quotidiana.
"Vola,

adesso vola
verso infiniti orizzonti
sopra innevate montagne
svettanti apici d'amore"


 
In conclusione, questa poesia ci trasporta in un viaggio attraverso l'oscurità della mente umana, mentre riflettiamo sulla natura della banalità e della ricerca di significato nella vita. Ci invita a cercare la bellezza e il senso nelle piccole cose, e a volare oltre i confini della nostra esistenza quotidiana, verso orizzonti di speranza e libertà.

 
**Barlumi di Speranze** di Nino Silenzi

 
Nelle prime luci dell'alba, un'aura di speranza rischiara il cielo di questa vita ormai consunta, come se fosse un fiume lento e melmoso che si dirige verso la sua foce. La luce dell'alba, delicata e vibrante, bacia delicatamente il paesaggio, portando con sé promesse di rinascita e nuovi inizi. Il fiume della vita, calmo e maestoso, scorre silenziosamente, mentre la mente dell'autore si lascia trasportare dai suoi riflessi argentei, contemplando il mare aperto di fronte a lui.

 
Il mare, vasto e profondo come l'universo stesso, si stende di fronte all'autore come uno specchio di misteri e meraviglie. Le sue onde fresche e vivaci danzano al ritmo del vento, invitando l'autore a immergersi nel loro abbraccio, a lasciarsi trasportare dal loro eterno moto. Il mare diventa così una metafora della vita stessa, con le sue infinite possibilità e i suoi segreti celati.

 
Ma l'autore sa di dover attendere il momento giusto, di dover lasciare che il destino faccia il suo corso. Con fiducia e speranza nel cuore, si prepara ad accogliere ciò che verrà, consapevole che solo il mare e la vita stessa conoscono il suo destino. Le sue parole vibrano di un'attesa serena e fiduciosa, pronte ad abbracciare il futuro con determinazione e coraggio.

 
La strofa che risplende con maggiore intensità è quella in cui l'autore si apre alla bellezza e alla potenza del mare, accettando con serenità il suo ruolo nell'ordine naturale delle cose. Questa immagine di accettazione e fiducia cattura l'essenza della poesia, che è un'ode alla bellezza e alla potenza del mistero della vita.
"...mi aspetta
mi invita
a tuffarmi
nel suo eterno moto..."

 
In conclusione, questa poesia ci invita a contemplare il fluire del tempo e ad accettare con serenità il nostro destino, fiduciosi che il futuro ci riservi sorprese e opportunità. Ci incoraggia a lasciarci trasportare dalle correnti della vita, consapevoli che solo abbracciando il mistero e la meraviglia dell'esistenza possiamo trovare vera felicità.

 
**Il Cuore Senza Voce** di Felice Serino 

 
In questo breve frammento poetico, tratto da "Coordinate dell'Anima" di Felice Serino, ci immergiamo nella profonda emotività di una situazione tragica, rappresentata dalla figura di una bimba sepolta sotto le macerie. 

 
L'autore dipinge un quadro commovente della sua condizione, descrivendola come parte di un "cielo d'occhi", una metafora che evoca l'innocenza e la purezza dell'infanzia. Tuttavia, nonostante la sua presenza angelica, il suo cuore è "senza voce", simboleggiando il silenzio e l'impotenza di fronte alla tragedia. 

 
La bimba è raffigurata come una "bambola murata", imprigionata tra le macerie, ma nonostante ciò continua a sognare di "librarsi d'ali", di sollevarsi sopra la distruzione e raggiungere la libertà. Questo desiderio di volo diventa un simbolo di speranza e di resistenza, un'aspirazione alla rinascita e alla sopravvivenza.

 
In questo breve ma intenso frammento, Felice Serino cattura con maestria la potenza delle immagini e delle metafore, trasmettendo un messaggio di speranza e resilienza anche nelle situazioni più drammatiche.

 
**Ti guardavo..." di Franco Fronzoli 
(Elegia dell'Amore Perduto)

 
In questa breve ma intensa poesia, Franco Fronzoli ci trasporta in un momento di pura bellezza e fugace serenità. L'autore descrive un istante magico, osservando una figura che nuota nuda tra le onde del mare, avvolta dalla felicità, dall'amore e dalla bellezza.

 
La struttura della poesia è semplice ma potente, con versi che scorrono fluidamente come le onde del mare, trasmettendo un senso di calma e armonia. Il ritmo dolce e cadenzato cattura l'essenza di questo momento fugace ma eterno.

 
Dal punto di vista semantico, la poesia è densa di significati profondi, con immagini che evocano un senso di meraviglia e ammirazione di fronte alla bellezza della natura e della vita stessa. L'autore ci ricorda l'importanza di cogliere l'attimo e di apprezzare la bellezza che ci circonda, anche se fugace e effimera.

 
La strofa che colpisce di più è quella in cui l'autore descrive la scomparsa della figura nel silenzio dell'universo, come un soffio di vento che porta via un momento di pura magia. Questa immagine suggestiva cattura l'essenza della poesia, che è un'ode alla bellezza e alla fragilità della vita.

 
In conclusione, questa poesia ci invita a contemplare la bellezza e la fugacità della vita, ricordandoci di cogliere ogni istante con gratitudine e ammirazione. Ci ricorda che anche i momenti più brevi e effimeri possono essere eterni nella loro bellezza e nel loro incanto.

 
**L'Incantamento** di Piero Colonna Romano

 
In questa poesia, Piero Colonna Romano ci trasporta in un viaggio di incanto e meraviglia, dove il protagonista si trova rapito dall'incontro con una figura dal sembiante luminoso e dai capelli dorati. Il poeta dipinge un ritratto affascinante di questa creatura, descritta come un vero capolavoro, capace di stupire chiunque la incontri.

 
La struttura e la metrica della poesia rispecchiano l'eleganza e la grazia del soggetto descritto, con versi fluidi e armoniosi che si susseguono con leggerezza. Il ritmo dolce e cadenzato cattura l'essenza dell'incanto e della bellezza che permeano l'intera composizione.

 
Dal punto di vista semantico, la poesia è ricca di significati nascosti, con immagini che evocano un senso di meraviglia e ammirazione di fronte alla bellezza straordinaria del soggetto. L'autore esprime un desiderio profondo di avvicinarsi a questa figura affascinante, di incontrare il suo sguardo e di essere toccato dal suo sorriso incantato.

 
La strofa che colpisce di più è quella in cui il poeta si immerge nei suoi sogni, desiderando ardentemente di cercare questa figura incantata lungo il suo cammino. Questo desiderio di avventura e di scoperta aggiunge un elemento di magia e di mistero alla poesia, catturando l'attenzione del lettore e portandolo in un viaggio di emozioni e sensazioni.
"Nel sogno andrò a cercar per la mia strada
quel tuo bel riso che cuori spalanca
e toglie a mente e ad anima tormento"

 

 
In conclusione, questa poesia ci trasporta in un mondo di incanto e di meraviglia, dove la bellezza straordinaria di una figura affascinante ci avvolge e ci seduce. Ci invita a lasciarci trasportare dalle emozioni e dalle sensazioni che suscita in noi, e a lasciarci avvolgere dall'incanto del suo sorriso fresco di rugiada.ro di te solo ricordi e un dolore profondo nel cuore. La tua assenza è un vuoto che non può essere colmato, una ferita che non può essere rimarginata.

 
Queste parole, scritte con amore e dolore da Franco Fronzoli, sono un tributo alla bellezza effimera dell'amore e alla sua fragile ma intensa essenza. Che il tuo spirito possa riposare in pace, nell'eterna quiete dell'infinito.

 
**Siamo fratelli**  
*da "Poesie di un uomo di lago" di Francesco Soldini*

 
In questa poesia, Francesco Soldini ci trasporta in un mondo di fratellanza e unità, dove tutti gli esseri umani condividono una connessione profonda e vitale. L'autore dipinge un quadro armonioso e sereno, in cui tutti noi siamo fratelli sotto lo stesso sole che illumina le foglie dell'albero della vita.

 
La struttura e la metrica della poesia riflettono il ritmo tranquillo e pacifico della natura, con versi che si susseguono con grazia e leggerezza. Il ritmo dolce e cadenzato cattura l'essenza della fratellanza e dell'unità che permeano l'intera composizione.

 
Dal punto di vista semantico, la poesia è densa di significati profondi, con immagini che evocano un senso di connessione e di solidarietà tra tutti gli esseri viventi. L'autore ci ricorda che siamo tutti parte di un'unica famiglia umana, legati dalla Terra, dall'acqua e dai frutti del nostro amore comune.

 
La strofa che colpisce di più è quella in cui l'autore descrive il sole come una voce veloce che ci parla di pace. Questa immagine suggestiva cattura l'essenza della poesia, che è un'ode alla bellezza e alla saggezza della natura, e al potere unificante dell'amore e della fratellanza.

 
In conclusione, questa poesia ci invita a riflettere sulla nostra connessione con il mondo naturale e con gli altri esseri umani, ricordandoci che siamo tutti fratelli sotto lo stesso sole. Ci incoraggia a coltivare la pace e la solidarietà nei nostri cuori, e a diffondere la luce dell'amore ovunque andiamo.

 
**Consapevolezza** di Alessio Romanini

 
Nella poesia "Consapevolezza" di Alessio Romanini, l'autore ci conduce in un viaggio attraverso la contemplazione della natura transitoria della vita. Ripetendo il mantra "Nulla è per sempre!" con ardore nel cuore, l'autore riflette sulla fugacità degli eventi e delle emozioni che costellano il nostro cammino.

 
La struttura della poesia è semplice ma intensa, con versi che echeggiano come un mantra, creando un ritmo ipnotico e riflessivo. Il ritmo incalzante cattura l'essenza della consapevolezza e dell'accettazione della transitorietà della vita.

 
Dal punto di vista semantico, la poesia è densa di significati profondi, con immagini che evocano un senso di precarietà e vulnerabilità dell'esistenza umana. L'autore si confronta con il silenzio della mente, rapita da un vortice di pensieri e congetture, cercando di trovare un senso di stabilità e sicurezza nell'abbracciare la vita con tutto il cuore.

 
La strofa che colpisce di più è quella in cui l'autore abbraccia con forza la vita, accettando la sua impermanenza e trovando forza nel suo abbraccio. Questa immagine evoca un senso di determinazione e resilienza di fronte alle sfide e ai cambiamenti della vita.

 
In conclusione, questa poesia ci invita a riflettere sulla natura effimera della vita e sulla necessità di abbracciare il momento presente con tutto il cuore. Ci ricorda che, nonostante la transitorietà degli eventi, possiamo trovare forza e significato nell'accettare e abbracciare pienamente ogni istante della nostra esistenza.

 
** "La mia Musa" di Sandra Greggio 

 
La poesia è un'ode commovente alla Musa poetica, una fedele compagna che ora sembra aver perso il suo cammino. L'autrice rivela con nostalgia e amore i ricordi dei momenti in cui la Poesia le era vicina, consolandola nei momenti di dolore e ispirandola con dolci melodie.

 
La struttura della poesia è delicata e fluttuante, con versi che si susseguono come un sussurro, evocando l'essenza ineffabile della creatività e dell'ispirazione poetica. Il ritmo dolce e cadenzato cattura l'essenza della connessione profonda tra l'autore e la sua Musa.

 
Dal punto di vista semantico, la poesia è densa di significati profondi, con immagini che evocano un senso di magia e meraviglia di fronte al potere creativo della Poesia. L'autrice si rivolge alla sua Musa con amore e speranza, fiduciosa che tornerà a trovarla, portando con sé nuova ispirazione e conforto.

 
La strofa che colpisce di più è quella in cui l'autrice descrive la presenza della Musa nei momenti più impensati, come una stella posata sulla corolla di un fiore o dentro gli occhi dei bambini. Questa immagine evoca un senso di meraviglia e incanto di fronte alla bellezza e alla potenza della creatività.

 

 
In conclusione, questa poesia ci ricorda il potere trasformativo della Poesia e l'importanza di accogliere l'ispirazione con amore e gratitudine. Ci invita a rimanere aperti alla bellezza e alla magia del mondo che ci circonda, fiduciosi che la nostra Musa tornerà sempre a trovarci, portando con sé il dono prezioso della creatività e dell'ispirazione.

 
** "Sfida all'Oltre" di Jacqueline Miu

 
Nella poesia l'autrice ci guida attraverso un viaggio metafisico oltre i confini della realtà, verso un sogno imponente e irraggiungibile che trascina il protagonista lontano da sé stesso. Questo sogno, come un fiume in piena, lo porta in un luogo dove il silenzio regna sovrano e la natura stessa implora di essere liberata dalla muta esistenza.

 
La struttura della poesia è fluente e onirica, con versi che scorrono come le acque tumultuose di un fiume in piena, portando il lettore in un viaggio senza tempo e spazio. Il ritmo incalzante cattura l'essenza del sogno e della sua irresistibile attrazione.

 
Dal punto di vista semantico, la poesia è densa di significati profondi, con immagini che evocano un senso di meraviglia e di incanto di fronte alla grandezza dell'universo e alla fragilità dell'esistenza umana. L'autrice riflette sulla natura effimera dei desideri e delle aspirazioni umane, confrontandola con l'eternità e l'immensità dello spazio cosmico.

 
La strofa che colpisce di più è quella in cui l'autrice descrive il momento in cui il protagonista viene afferrato dall'attimo, il quale lo guida verso casa, portandolo alla realizzazione del sogno. Questa immagine evoca un senso di pace e di compiutezza, come se finalmente il protagonista avesse trovato la sua destinazione finale.
"...il grande sogno
che mai s’avvera in questa vita attende il secondo
non implora
non piange
non trema
ha un solo respiro con cui trattenerti
e nell’attimo in cui lui ti afferra non sei più perduto.."

 
In conclusione, questa poesia ci invita a esplorare i confini dell'immaginazione e della consapevolezza, spingendoci oltre i limiti della nostra percezione per scoprire la bellezza e la grandezza dell'universo che ci circonda. Ci ricorda che, nonostante la fugacità della vita e dei sogni umani, c'è un'eternità di promesse e di valori senza tempo che ci attende, pronta a ricompensare il nostro viaggio attraverso l'infinito.

 
** "Professione di fede"di Carlo Chionne

 
In questa poesia l'autore esplora il complesso universo delle sue credenze e dei suoi valori spirituali. Si definisce un agnostico politeista, riconoscendo l'esistenza di molteplici divinità mentre resta scettico riguardo a una fede definita. Tuttavia, si rivela anche un panteista, trovando Dio nell'interconnessione di tutte le cose.

 
La struttura della poesia è fluida e ritmica, riflettendo l'incessante ricerca interiore dell'autore. I versi si susseguono con una certa leggerezza, come le sfumature della sua fede che si intrecciano e si sovrappongono.

 
Dal punto di vista semantico, la poesia è ricca di sfumature e contraddizioni, riflettendo la complessità della natura umana e delle sue credenze. L'autore si definisce idealista e cristiano, ma anche mussulmano a tratti, evidenziando la sua apertura mentale e il suo desiderio di esplorare diverse prospettive spirituali.

 
La strofa che colpisce di più è quella in cui l'autore afferma di credere solo all'amore, trasmettendo un messaggio di speranza e di umanità. Questa immagine evoca un senso di pace e di armonia, suggerendo che, nonostante le differenze e le contraddizioni, l'amore rimane il valore supremo che guida il suo cammino spirituale.

 
In conclusione, questa poesia ci invita a esplorare la complessità delle nostre credenze e a abbracciare la diversità di prospettive spirituali che arricchiscono il nostro mondo. Ci ricorda che, nonostante le nostre differenze, l'amore è ciò che ci unisce e ci guida verso la ricerca della verità e della pace interiore.

 
Addio, poeti!
Custodi delle meraviglie del verbo e architetti di emozioni immortali! 
Che il vostro lascito, luminoso e eterno, continui a danzare come fiamme incantate nel vasto firmamento delle parole. 
Che la vostra creatività, come un fiume inarrestabile, scorra impetuosa, nutrendo l'anima del mondo con la vostra magia. 
Che l'ispirazione divina vi avvolga come un manto di stelle, guidandovi verso orizzonti infiniti di bellezza e saggezza. 
Addio, poeti! 
Guardiani dell'incanto delle parole, e grazie per l'infinita ricchezza che avete donato a ogni fratello e sorella dell tempio azzurro 
Che il vostro leggendario fervore poetico risplenda per sempre nei cuori di quanti amano il sublime potere della poesia.

 
Ben Tartamo 
mail: benmilitex@gmail.com 
Whatsapp: 3494677802

 

 

4-5-6 Marzo

Grazie Miu per le belle parole.

Un abbraccio per i tuoi impegni.

A presto gentilissima.

Alessio Romanini

 

 

Cari sitani,

sento la vostra mancanza e vi leggo ma è il momento delle opere che voi stessi mi ispirate. Tornerò presto tra voi a commentare non prima di aver messo fine ad alcune "opere" in cantiere da troppo tempo. Ringrazio Ben per il lavoro minuzioso e i commenti usciti dalla fucina di una mente che ama la poesia e lo dimostra. Se potete unitevi a lui nei commenti. Nel Tempio Azzurro tutti i sitani sono poeti - lettori e commentatori. Questo è un esercizio che aiuta la formazione e soprattutto stimola la creazione di nuove opere ancora più eccelse. Create! così che io (un pochino egoisticamente) trovi ispirazione nelle vostre follie, nei vostri sogni e in quelle conquiste che solo attraverso i versi possono avvenire. Create! così che altri possano raccogliere la bandiera della gentile speranza. La Poesia è libertà e non guarda razza o confine territoriale. La Poesia in questo Tempio è il primo passo verso un mondo unito nell'armonia della bellezza.  Vi abbraccio tutti e siete nei miei pensieri
 
Miu 

 

 

La poesia "Fammi pescatore" di Ben Tartamo è un'invocazione intensa e appassionata che esprime un profondo desiderio di redenzione e speranza attraverso simboli marini e spirituali. 

 
L'immagine del mare in tempesta evoca un senso di turbamento e instabilità, mentre la richiesta di essere pescato dal Signore suggerisce un desiderio di essere salvati dalle difficoltà e dalle tribolazioni della vita. La metafora del pescatore di anime meste rappresenta il desiderio di portare conforto e gioia agli altri, trasformando il dolore in festa e speranza.

 
La domanda retorica "Che senso, la vita, può aver mai Signore / Se tutto è dolore e sabbia tra le dita?" riflette il senso di smarrimento e disperazione che spesso accompagna le sfide della vita. Tuttavia, l'autore invita a trasformare questo dolore in amore e dono, trovando significato e gioia anche nelle esperienze più difficili.

 
La ripetizione del termine "Invita" sottolinea l'importanza dell'invito divino alla compassione e alla generosità, mentre l'ultima strofa esprime il desiderio di essere pieni di speranza e amore, nonostante le avversità.

 
Analisi Tecnica:

 
-  Stile: La poesia "Fammi pescatore" di Ben Tartamo presenta uno stile fortemente descrittivo e suggestivo, che utilizza immagini marinaresche e spirituali per trasmettere il suo messaggio. L'uso di parole evocative e metafore rende la poesia ricca di immaginazione e profondità emotiva.

 
- Metrica: La poesia segue uno schema metrico regolare con versi di quattro piedi, conferendo un ritmo incalzante e fluido alla lettura. La regolarità della metrica contribuisce alla coesione e all'armonia del testo.

 
- Pause: Le pause sono ben distribuite all'interno dei versi e delle strofe, consentendo al lettore di respirare e riflettere sul significato delle parole. Le pause sono utilizzate anche per enfatizzare concetti chiave e creare tensione emotiva.

 
- Tipologia di rime e verso: La poesia presenta una struttura strofica composta da quattro versi per stanza, con un schema di rime ABAB impreziosito da rine interne incrociate. Le rime alternate contribuiscono a conferire un ritmo melodico alla poesia e a legare insieme le diverse parti del testo in modo armonioso.

 
- Fonemi: L'autore fa un uso sapiente dei fonemi per creare immagini vivide e suggestioni sensoriali. Parole come "mare in tempesta", "dolore e sabbia tra le dita", "donno e amore" evocano sensazioni e emozioni intense nel lettore.

 
In sintesi, la poesia "Fammi pescatore" è un esempio di maestria poetica che combina abilmente elementi tecnici con profondità emotiva, creando un'opera che cattura l'immaginazione e tocca il cuore del lettore.

 
Complessivamente, la poesia esprime un profondo desiderio di trasformazione e redenzione attraverso la fede e l'amore, invitando il lettore a trovare significato e speranza anche nelle situazioni più difficili.

 
Prof. Marino Spadavecchia 
San Cristòbal - Táchira - Venezuela
Cell: +58 424-7413763
Mail: rino.spadavecchia@gmail.com

 

 

Poesie pubblicate il 4-5-6 Marzo 2024

 
**   Franco Fronzoli, con la sua poesia "La gente sola", dipinge un ritratto struggente delle persone solitarie e della loro esperienza emotiva. Attraverso immagini evocative e un linguaggio ricco di lirismo, l'autore esplora profondamente il tema della solitudine e della sua relazione con il mondo circostante.

 
Una strofa che mi ha particolarmente colpito è la seguente:

 
"Le gente sola non cerca aiuto cammina

       nell’ombra accarezza il
                 tramonto

abbraccia la notte"

 
In questa strofa, Fronzoli cattura l'essenza dell'isolamento emotivo e della rassegnazione che spesso accompagna la solitudine. La descrizione delle persone sole che camminano nell'ombra, senza cercare aiuto, ma piuttosto accarezzando il tramonto e abbracciando la notte, evoca una sensazione di desolazione e accettazione della propria condizione. Queste immagini trasmettono una profonda malinconia, ma anche una sorta di bellezza e contemplazione nel confrontarsi con la propria solitudine.

 
Inoltre, l'uso del linguaggio sensoriale, come il senso del tatto nel "carezzare il tramonto" e nel "abbracciare la notte", aggiunge una dimensione tangibile alla poesia, coinvolgendo il lettore in modo emotivo e sensoriale.

 
Complessivamente, "La gente sola" di Franco Fronzoli è un'opera che penetra nel cuore dell'esperienza umana, offrendo una riflessione profonda sulla solitudine e sulla capacità dell'uomo di trovare conforto anche nei momenti più oscuri della propria esistenza.

 
**   Bruno Amore, con la sua poesia "Aurora", ci trasporta in un mondo di rinascita e bellezza attraverso immagini vibranti e un linguaggio ricco di lirismo e allegoria. L'autore celebra la natura e la sua capacità di rinnovarsi, mentre la primavera sboccia intorno a noi.

 
Una strofa che colpisce profondamente è la seguente:

 
"una tempesta di fiori brillanti
di taglia forma e tinta specialissima
cuciti dalle mani sapienti di quelle fate
che l’universo incarica della bellezza"

 
In questa strofa, Amore evoca l'immagine di una "tempesta di fiori brillanti", trasmettendo un senso di abbondanza e splendore. La descrizione dei fiori come opere d'arte, "cuciti dalle mani sapienti di quelle fate", aggiunge un elemento di magia e meraviglia, suggerendo che la bellezza della natura è il risultato di un processo divino e misterioso.

 
Inoltre, l'uso del termine "tempesta" per descrivere la fioritura intensa e rigogliosa crea un'immagine potente di vitalità e crescita esuberante, che coinvolge i sensi e l'immaginazione del lettore.

 
Complessivamente, "Aurora" di Bruno Amore è una poesia che celebra la bellezza e la rinascita della natura, invitandoci a contemplare con meraviglia e gratitudine il miracolo della vita che si rinnova ogni primavera.

 
**   In questa breve ma intensa poesia di Bruno Castelletti, intitolata "Ora non più", l'autore esplora il tema del rimpianto e della perdita attraverso un linguaggio sobrio e contemplativo. Castelletti trasmette un senso di nostalgia e malinconia per un tempo passato, attraverso immagini evocative e un ritmo misurato.

 
Una strofa che cattura particolarmente la mia attenzione è la seguente:

 
"Solo il rimpianto
tenero e pacato
del tempo dell'amore
che non torna."

 
In questa strofa, Castelletti riflette sul passaggio del tempo e sulla perdita dell'amore. L'uso dell'aggettivo "tenero e pacato" per descrivere il rimpianto aggiunge una sfumatura di dolcezza e accettazione, suggerendo che il dolore della perdita si è trasformato in un ricordo delicato e sereno.

 
Inoltre, l'immagine del "tempo dell'amore che non torna" evoca una sensazione di irreversibilità e nostalgia per un periodo passato di felicità e pienezza. Questa strofa trasmette una profonda consapevolezza della fugacità della vita e dell'importanza di apprezzare i momenti di gioia mentre sono presenti.

 
Complessivamente, "Ora non più" di Bruno Castelletti è una poesia che tocca il cuore del lettore con la sua semplicità e la sua profondità emotiva, invitandoci a riflettere sulla natura transitoria dell'amore e della vita stessa.

 
**   Laura Lapietra, con la sua poesia "Diletto Antico Destino", ci trasporta in un mondo di passione travolgente e desiderio irresistibile attraverso un linguaggio vibrante e una profonda introspezione emotiva. L'autrice esplora il tema dell'amore con una fervida intensità, descrivendo un tumulto di emozioni e sensazioni che coinvolgono il cuore e l'anima.

 
Una strofa che risalta tra le altre per la sua potenza emotiva è la seguente:

 
"Miraggio che incanta per magia,
il tuo profondo sospiro,
disonesto, mi avvolge,
mi rapisce, mi sconvolge,
mi tormenta, ancora!"

 
In questa strofa, Lapietra cattura l'essenza dell'attrazione irresistibile e del tormento dell'amore non corrisposto o impossibile. L'uso dell'immagine del "miraggio che incanta per magia" evoca un senso di illusione e di fascino seducente, mentre il profondo sospiro dell'amato/a avvolge e rapisce l'anima del poeta. Il termine "disonesto" suggerisce una sorta di inganno o tradimento emotivo, mentre il ritmo incalzante dei verbi "avvolge", "rapisce", "sconvolge" e "tormenta" crea un senso di tumulto e disorientamento emotivo.

 
Inoltre, l'uso del termine "ancora" alla fine della strofa suggerisce una persistente ripetizione di sentimenti intensi e struggenti, che continuano a tormentare l'anima del poeta nonostante la loro dolorosa natura.

 
Complessivamente, "Diletto Antico Destino" di Laura Lapietra è una poesia che ci immerge in un vortice di passione e desiderio, invitandoci a esplorare le profondità dell'amore e dell'anima umana con una sincerità e un'intensità commoventi.

 
**   Renzo Montagnoli, con la sua poesia "Nel tramonto", ci conduce in un viaggio malinconico attraverso le sfumature del crepuscolo e dei ricordi. Attraverso un linguaggio delicato e immagini evocative, l'autore ci invita a riflettere sul trascorrere del tempo e sulla bellezza effimera della vita.

 
Una strofa che si distingue per la sua delicatezza e profondità emotiva è la seguente:

 
"E allora si scioglie il cuore
in un pianto silenzioso
mentre un ultimo airone
si staglia in controluce."

 
In questa strofa, Montagnoli cattura il senso di nostalgia e di perdita che accompagna il tramonto, simboleggiato dal "pianto silenzioso" del cuore. L'immagine dell'"ultimo airone" che si staglia in controluce evoca una sensazione di solitudine e di transitorietà, mentre la luce del giorno svanisce lentamente.

 
Inoltre, l'uso del termine "controluce" aggiunge un elemento di bellezza e di suggestione visiva, creando un contrasto poetico tra l'oscurità che avvolge il cuore del poeta e la luce che si diffonde nel cielo al tramonto.

 
Complessivamente, "Nel tramonto" di Renzo Montagnoli è una poesia che ci avvolge con la sua malinconia e la sua bellezza, invitandoci a contemplare il passaggio del tempo e l'effimero splendore della vita attraverso gli occhi di un'anima sensibile e riflessiva.

 
**   Salvatore Armando Santoro, con la sua poesia "Apparenze", ci trasporta in un mondo di contraddizioni e conflitti interiori attraverso un linguaggio diretto e una profonda introspezione emotiva. L'autore esplora il tema dell'amore, della solitudine e della mascherata emotiva che spesso caratterizza le interazioni umane.

 
Una strofa che risalta per la sua raffinatezza e verità è la seguente:

 
"Non puoi spiegare in versi l’emozione,
la gente osserva con i propri occhiali
sembra lo strabico che ti stia guardando
e invece un panorama sta ammirando."

 
In questa strofa, Santoro cattura magistralmente l'ambiguità delle apparenze e la difficoltà di comunicare veramente i propri sentimenti agli altri. L'uso dell'immagine dello sguardo osservatore, che sembra guardare oltre l'apparenza ma in realtà si ferma solo alla superficie, suggerisce una profonda solitudine e incomprensione emotiva.

 
Inoltre, l'uso del termine "panorama" per descrivere ciò che gli altri osservano, anziché la vera profondità dell'animo del poeta, crea un contrasto significativo tra l'apparenza e la realtà, mettendo in luce la discrepanza tra ciò che si vede e ciò che si prova interiormente.

 
Complessivamente, "Apparenze" di Salvatore Armando Santoro è una poesia che ci invita a riflettere sulle maschere che indossiamo nella vita quotidiana e sulle difficoltà di comunicare veramente i nostri veri sentimenti agli altri. Con un linguaggio schietto e una profonda sensibilità, l'autore ci offre uno sguardo penetrante sull'essenza stessa dell'esperienza umana.

 
**   Alessandra Piacentino, con la sua poesia "Risvegli di albe Post guerra", ci conduce in un viaggio emotivo attraverso il risveglio della vita dopo un periodo di conflitto e distruzione. Attraverso immagini evocative e un linguaggio suggestivo, l'autrice esplora il tema della rinascita e della speranza dopo la guerra.

 
Una strofa che si distingue per la sua potenza emotiva è la seguente:

 
"Emozioni come rugiada mattutina
È ripartenza da terra
Navi in disparte a far dell’alba cornice
E del tramonto rotta di pace"

 
In questa strofa, Piacentino cattura la sensazione di rinascita e di rinnovamento che segue alla guerra, attraverso l'immagine della rugiada mattutina che risveglia la terra e le emozioni degli individui. L'uso del termine "ripartenza da terra" evoca un senso di rinascita e di nuova speranza, mentre le navi che si allontanano fanno da cornice all'alba e al tramonto, simboleggiano la ricerca di pace e di armonia dopo il conflitto.

 
Inoltre, l'immagine della rugiada mattutina suggerisce una nuova vita che germoglia anche nei momenti più bui, mentre il ritmo incalzante delle parole evoca un senso di movimento e di cambiamento inarrestabile.

 
Complessivamente, "Risvegli di albe Post guerra" di Alessandra Piacentino è una poesia che ci invita a riflettere sulla resilienza dell'animo umano e sulla capacità di trovare speranza e rinnovamento anche nei periodi più oscuri della storia. Con un linguaggio ricco di simboli e di suggestioni, l'autrice ci offre uno sguardo penetrante sulla natura umana e sulla sua capacità di superare le avversità con coraggio e determinazione.

 
**   Armando Bettozzi, con la sua poesia "Il ritorno di ... Napoleone", offre una satira tagliente e ironica sul presunto ritorno di Napoleone alias Macron presidentissimo di Francia e sul suo tentativo di reclamare il trono. Attraverso un linguaggio incisivo e sarcastico, l'autore mette in discussione il diritto e la capacità del Napoleone redivivo di rivendicare un ruolo di leadership.

 
Una strofa che si distingue per la sua acume satirico è la seguente:

 
"Sei proprio un…guerrigliero con i baffi!
Non vi è bastato andar cogli aeroplani
a guerreggiar sugli affari nostrani …
Avreste meritato tanti! schiaffi…"

 
In questa strofa, Bettozzi ridicolizza l'idea del ritorno di Napoleone come un tentativo di usurpare il potere con tattiche antiquate e inadeguate. L'uso dell'immagine del "guerrigliero con i baffi" sottolinea la caricatura del personaggio storico attuale, mentre l'accusa di intromissione negli "affari nostrani" suggerisce un approccio bellicoso e aggressivo alla politica internazionale.

 
Inoltre, l'ironia nel suggerire che Napoleone avrebbe "meritato tanti! schiaffi…" evidenzia la disapprovazione dell'autore nei confronti delle azioni e delle pretese del presunto ritornato.

 
Complessivamente, "Il ritorno di ... Napoleone" di Armando Bettozzi è una poesia che offre una riflessione pungente e satirica sul tema del potere e della leadership, mettendo in discussione le motivazioni e le ambizioni dei leader storici e contemporanei. Con un linguaggio vivace e una visione critica, l'autore ci invita a esaminare attentamente le pretese di coloro che cercano di governare e influenzare il destino delle nazioni.

 
**   Salvatore Camonita, con la sua poesia, "S'appresta a ridestarsi la natura", ci trasporta in un mondo di introspezione e riflessione sulla condizione umana e il rapporto con la natura. Attraverso un linguaggio delicato e immagini suggestive, l'autore esplora il tema del cambiamento delle stagioni e il riflesso dei nostri stati d'animo.

 
Una strofa che colpisce per la sua profondità e intensità emotiva è la seguente:

 
"Poi arriva,
tutt'a un tratto
la sera,
a calar il sipario del giorno,
prima il crepuscolo,
poscia il buio,
nell'assordante solitudine,
di un'alienante vita,
alienata,
sotto un cielo stellato
che non vede."

 
In questa strofa, Camonita dipinge un quadro struggente della solitudine e dell'alienazione umana di fronte alla natura e al passare del tempo. L'immagine del crepuscolo e del buio che cala, accompagnata dall'assordante solitudine e dalla sensazione di alienazione, evoca un senso di isolamento e disconnessione dal mondo circostante. L'uso del cielo stellato che non vede sottolinea la mancanza di consapevolezza e di comprensione della bellezza e della grandezza della natura da parte dell'uomo, immerso nelle sue preoccupazioni quotidiane e nel suo egocentrismo.

 
Inoltre, l'uso del termine "sipario" per descrivere il tramonto suggerisce un senso di chiusura e fine, mentre il ritmo incalzante delle parole crea una sensazione di tensione e drammaticità, accentuando l'effetto emotivo della strofa.

 
Complessivamente, "S'appresta a ridestarsi la natura" di Salvatore Camonita è una poesia che ci invita a riflettere sulla nostra relazione con la natura e sulla nostra condizione umana di fronte al mistero e alla bellezza del mondo che ci circonda. Con un linguaggio evocativo e una profonda sensibilità, l'autore ci offre uno sguardo penetrante sulla nostra esistenza e sulle nostre emozioni di fronte al ciclo eterno della vita e della natura.

 
**   Enrico Tartagni, con la sua poesia "Poesia rupestre", ci conduce in un viaggio affascinante attraverso la storia e la bellezza dell'arte rupestre. Attraverso un linguaggio evocativo e immagini suggestive, l'autore esplora il potere delle parole e delle immagini nel raccontare le storie dell'umanità.

 
Una strofa che colpisce per la sua profondità e visione è la seguente:

 
"In tempi antichi più del tempo
in val Camonica andiamo
e cerchiamo
in cerchi e stampi di mani
il perché oggi noi siamo
tante figure nel colore"

 
In questa strofa, Tartagni evoca il mistero e l'antichità delle incisioni rupestri, sottolineando il loro potere di trasmettere la storia e il significato della vita umana. L'immagine delle "figure nel colore" incise nelle rocce della Val Camonica suggerisce un senso di continuità e connessione con i nostri antenati, mentre la ricerca del "perché oggi noi siamo" mette in luce la nostra costante ricerca di significato e identità nel contesto dell'universo.

 
Inoltre, l'uso del termine "testamenti dell'amore" per descrivere le incisioni rupestri sottolinea il legame profondo tra l'arte e l'essenza umana, suggerendo che anche nelle epoche più remote, l'uomo ha cercato di esprimere i suoi sentimenti e la sua comprensione del mondo attraverso l'arte.

 
Complessivamente, "Poesia rupestre" di Enrico Tartagni è una poesia che celebra la bellezza e la profondità dell'arte rupestre, invitandoci a riflettere sulla nostra connessione con il passato e sulla nostra ricerca di significato e identità nel mondo. Con un linguaggio ricco di suggestioni e una visione poetica, l'autore ci offre uno sguardo penetrante sulla natura umana e sulla sua espressione attraverso le opere d'arte che ci hanno preceduto.

 
**   Felice Serino, con la sua poesia "Divagazioni sullo zero e sulla o", ci conduce in un viaggio affascinante attraverso l'immaginazione e l'associazione di concetti diversi che ruotano attorno al simbolo dello zero e della lettera "o". Attraverso un linguaggio evocativo e ricco di suggestioni, l'autore esplora il significato simbolico e poetico di questi elementi.

 
Una strofa che risalta per la sua profondità e creatività è la seguente:

 
"il nucleo l'anello l'uroboro
due zeri abbracciati ti danno
il simbolo dell'infinito
puoi notare"

 
In questa strofa, Serino crea un'interessante connessione tra diverse immagini e concetti che ruotano attorno al simbolo dello zero e della lettera "o". L'immagine del "nucleo", dell'"anello" e dell'"uroboro" evoca un senso di continuità e ciclicità, mentre l'idea dei "due zeri abbracciati" che formano il simbolo dell'infinito suggerisce un concetto di eternità e senza fine. 

 
Inoltre, l'autore associa la lettera "o" a una serie di immagini e simboli, come la bocca spalancata nell'urlo di Munch, le bolle di sapone e gli occhielli delle forbici, creando un collage poetico che stimola l'immaginazione del lettore e lo invita a riflettere sulle molteplici sfaccettature e associazioni di questo semplice elemento grafico.

 
Complessivamente, "Divagazioni sullo zero e sulla o" di Felice Serino è una poesia che celebra la creatività e l'immaginazione, invitandoci a esplorare il mondo attraverso l'occhio poetico dell'autore. Con un linguaggio ricco di suggestioni e un'ampia gamma di associazioni, l'autore ci offre uno sguardo affascinante sul potere evocativo delle parole e dei simboli.

 
**   Antonia Scaligine, con la sua poesia "L’ultimo uomo di qualità", ci offre un ritratto struggente e nostalgico di un uomo che incarna i valori dell'onestà e della gentilezza in un mondo sempre più privo di nobiltà d'animo. Attraverso un linguaggio semplice ma potente, l'autrice esalta la figura di quest'uomo come un faro di integrità e dignità in un'epoca segnata dalla falsità e dalla mancanza di valori morali.

 
Una strofa che risalta per la sua profondità e saggezza è la seguente:

 
"Si cerca sempre l’onestà
in se stessi , fuori e nella gente
ma la nostra falsità umilia la libertà
in questa società di dignità carente"

 
In questa strofa, Scaligine sottolinea l'importanza dell'onestà come fondamento della libertà e della dignità umana. L'autrice denuncia la diffusa falsità e ipocrisia presente nella società contemporanea, mettendo in evidenza il contrasto tra i valori ideali e la realtà distorta in cui viviamo. 

 
Inoltre, l'immagine dell'"ultimo uomo di qualità" che cammina con le sue scarpe rotte con nobiltà rappresenta un potente simbolo di perseveranza e dignità anche nelle circostanze più difficili. Quest'uomo incarna l'essenza stessa della virtù e dell'integrità morale, offrendo un esempio tangibile di come l'onestà possa ancora risplendere anche nelle tenebre dell'ipocrisia e del cinismo.

 
Complessivamente, "L’ultimo uomo di qualità" di Antonia Scaligine è una poesia che ci invita a riflettere sui valori fondamentali dell'umanità e sulla ricerca costante dell'onestà e della dignità nella vita quotidiana. Con un linguaggio diretto e una visione penetrante, l'autrice ci offre uno sguardo profondo sulla condizione umana e sulla speranza di trovare ancora il bene e la verità nel mondo che ci circonda.

 
**   Piero Colonna Romano, con la sua poesia "L'azzurro bardo", offre un omaggio al grande poeta Carlo Chionne, situandolo tra le figure di spicco della tradizione poetica classica. Attraverso un linguaggio rispettoso e una visione appassionata, l'autore celebra il talento e l'impeto critico di Chionne, riconoscendo il suo ruolo nel sollecitare la giustizia e il cambiamento attraverso le parole.

 
Una strofa che risalta per la sua eloquenza e fervore è la seguente:

 
"Per nostra buona sorte in Poetare
altri ci sono a rispettar poesia.
Pur da costoro è obbligo imparare
per fare di quest'arte una magia;
una magia che eleva e cuore e spirto,
rendendo amabil quel sentier ch'è irto."

 
In questa strofa, Colonna Romano riflette sulla potenza e la bellezza della poesia come strumento di trasformazione e elevazione spirituale. L'autore sottolinea l'importanza di rispettare e imparare dall'eredità poetica dei grandi maestri, come Chionne, al fine di rendere l'arte poetica una magia che nutre l'anima e apre nuovi orizzonti di comprensione e bellezza.

 
Inoltre, l'immagine del sentiero irto, reso amabile dalla poesia, evoca il viaggio interiore che ogni poeta compie nel suo percorso creativo. L'autore ci invita a seguire questo sentiero con coraggio e passione, consapevoli del potere trasformativo della parola poetica.

 
Complessivamente, "L'azzurro bardo" di Piero Colonna Romano è una poesia che celebra la forza e la bellezza della poesia come strumento di cambiamento e di elevazione spirituale. Con un linguaggio vibrante e una visione ispirata, l'autore ci offre uno sguardo appassionato sulla nobiltà e il potere della parola poetica nella nostra vita e nella nostra società.

 
**   Francesco Soldini, con la sua poesia "Il vento nelle vele", ci trasporta in un viaggio di libertà e bellezza attraverso l'immagine evocativa della navigazione. Attraverso un linguaggio semplice ma potente, l'autore esprime il desiderio di esplorare il mondo e vivere appieno la propria vita, navigando nelle acque dell'amore e dell'avventura.

 
Una strofa che risalta per la sua poeticità e profondità è la seguente:

 
"vivere sulla via
di scrivere nuovi versi
nella brezza d'amarsi
oltre l'orizzonte oceano"

 
In questa strofa, Soldini evoca il desiderio di esplorare nuovi orizzonti e scrivere nuovi capitoli della propria storia attraverso l'esperienza dell'amore e dell'avventura. L'immagine della brezza d'amarsi che spinge le vele della vita evoca un senso di libertà e possibilità, mentre l'orizzonte dell'oceano rappresenta l'infinita possibilità di scoperta e crescita personale.

 
Inoltre, l'uso delle metafore della navigazione e delle stelle dell'immensa bellezza suggerisce un senso di connessione con l'universo e la natura, invitando il lettore a immergersi nella bellezza e nella vastità del mondo che ci circonda.

 
Complessivamente, "Il vento nelle vele" di Francesco Soldini è una poesia che celebra il desiderio di libertà, avventura e amore. Con un linguaggio evocativo e una visione poetica, l'autore ci invita a navigare nelle acque della vita con coraggio e passione, esplorando i confini dell'anima e dell'universo con cuore aperto e mente libera.

 
**   Alessio Romanini, con la sua poesia "Ardimento", ci offre un viaggio emozionale attraverso i momenti di lotta, speranza e rinascita che caratterizzano la vita umana. Attraverso un linguaggio intenso e riflessivo, l'autore esplora il tema del coraggio nel perseguire la libertà interiore e il significato della vita.

 
Una strofa che risalta per la sua profondità e intensità emotiva è la seguente:

 
"Osservando il tramontare del dì
ho visto che la forza della vita
non muore nel silenzio della sera."

 
In questa strofa, Romanini cattura l'essenza della resilienza umana attraverso l'immagine suggestiva del tramonto e della notte che seguono. Nonostante le sfide e le difficoltà della vita, l'autore ci ricorda che la forza della vita continua a bruciare dentro di noi, pronta a emergere anche nei momenti più bui e silenziosi.

 
Inoltre, l'idea di rinascita e speranza è enfatizzata nell'ultima strofa, dove l'autore esprime il desiderio di rinnovamento e ardimento nell'affrontare l'infinito che risiede dentro di noi. Questo richiamo alla determinazione e alla speranza incarna il tema centrale della poesia, invitando il lettore a trovare il coraggio di perseguire la propria libertà interiore e la realizzazione personale.

 
Complessivamente, "Ardimento" di Alessio Romanini è una poesia che celebra la forza, la speranza e la resilienza umana. Con un linguaggio evocativo e una visione poetica, l'autore ci offre uno sguardo penetrante sulla natura dell'esistenza umana e sulla ricerca di significato e libertà nell'interiorità dell'anima.

 
**   Sandra Greggio, con la sua poesia "La mia melodia", ci offre un'immagine commovente e coinvolgente del processo di ricostruzione e rinascita personale attraverso la musica. Attraverso un linguaggio delicato e suggestivo, l'autrice esplora il tema della perdita e della ricerca di se stessi attraverso la passione e l'espressione artistica.

 
Una strofa che risalta per la sua bellezza e significato è la seguente:

 
"Sentivo i loro gemiti di aiuto
e mi misi a cercarle ovunque.
Una ad una, piano piano,
le rimisi sulle righe del pentagramma,
chiave di sol e chiave di basso
tutte nere su foglio bianco."

 
In questa strofa, Greggio cattura il senso di impegno e determinazione nel recuperare ciò che è stato perso. L'immagine delle note musicali dispersa nel mare e nel deserto evoca una sensazione di disorientamento e smarrimento, ma anche di speranza e determinazione nel cercare e ricostruire ciò che è stato perso. La metafora delle note musicali rimosse e reinserite sul pentagramma rappresenta il processo di ritrovare se stessi e la propria identità attraverso l'arte e la creatività.

 
Inoltre, il ritorno alla musica diventa un atto di rinascita e riaffermazione personale, simboleggiando la capacità umana di superare le sfide e di trovare nuova vita attraverso l'espressione artistica e l'auto-espressione.

 
Complessivamente, "La mia melodia" di Sandra Greggio è una poesia che celebra il potere della musica come mezzo di guarigione e di rinnovamento personale. Con un linguaggio evocativo e una visione poetica, l'autrice ci offre uno sguardo intimo e commovente sul processo di ricerca di sé e di rinascita attraverso l'espressione creativa e l'amore per l'arte.

 
**   Jacqueline Miu, con la sua poesia "Una foresta divorata da fiamme", ci offre un'imponente immagine della lotta interiore e delle tensioni esterne che plasmano l'esperienza umana. Attraverso un linguaggio incisivo e metaforico, l'autrice esplora temi universali come il conflitto, la fede e l'amore.

 
Una strofa che risalta per la sua potenza e intensità emotiva è la seguente:

 
"sono creato con tutti i Lunedì incendiati dai cristiani affilati da rabbia
professo la religione del bene oggi se il peggio è domani"

 
In questa strofa, Miu evoca un senso di disillusione e disincanto nei confronti della vita, sottolineando il ciclo interminabile di violenza e conflitto che caratterizza il mondo moderno. L'immagine dei Lunedì incendiati dai cristiani rappresenta una metafora della crudeltà e dell'ingiustizia umana, mentre la professazione della "religione del bene" indica un tentativo di trovare speranza e significato anche nelle circostanze più oscure e disperate.

 
Inoltre, l'idea di essere "reo di un amore mai domato" suggerisce un senso di vulnerabilità e desiderio non appagato, aggiungendo un ulteriore strato di complessità emotiva alla poesia.

 
Complessivamente, "Una foresta divorata da fiamme" di Jacqueline Miu è una poesia che offre una riflessione profonda sulla condizione umana e sulle forze contrastanti che plasmano la nostra esistenza. Con un linguaggio evocativo e una visione poetica, l'autrice ci invita a esplorare i confini della nostra esperienza emotiva e spirituale, cercando significato e speranza anche nei momenti di maggior oscurità e turbamento.

 
Con profonda gratitudine e ammirazione 
Vostro Ben Tartamo 

 

 

1-2-3 Marzo

Ben Tartamo  ti ringrazio e lo farò sempre,  ringrazio  anche Lorenzo che mi ospita nella sua casa poetica.  Inizio col dire  che le sue sono delle  bellissime poesie , anche se non le  commento  le  ammiro e le leggo perché Nino Silenzi ci invita a contemplare la natura ,l’ inesorabile tempo  e  di non perderlo mai di vista perché in un giorno c’è la nostra vita  che  nasce e poi  finisce nel nulla o nell’eterno  , tutto dipende da noi .
Leggo  tutte le poesie  dei  poeti  del sito ,la curiosità non mi manca come l'immaginazione,  sono una buona ottima alleata della  vostra poesia ,ma non un’ottima poetessa e ,men che mai una commentatrice , però so che devo ringraziarti
Ben   per i tuoi bellissimi commenti, che non sono solo commenti , tu fai l’analisi del testo,  scavi nel profondo della poesia e riesci ad entrare nell’animo del poeta ,
di certo non potrei farlo io, perché non troverei mai delle parole  giuste per mettere  in luce la tua poetica , quella di Piero , di Jacqueline Miu e di altri .
  Posso solo dire che non c’è una frase o verso che  non mi colpisce  
“Catene”  tre strofe  di quattro versi con rime alternate  sono versi che scorrono come le acque di un fiume  che imprigionano anime smarrite , resto prigioniera anche io dalle tue “catene “  spesso , infatti ,  resto prigioniera di parole   che mi mancano per comporre una poesia .
 
Grazie a tutti Antonia Scaligine

 

 

Poesia: "Catene"
Autore: Ben Tartamo

 
Come spesso accade, questo "dimentico a se stesso" poeta, viene dimenticato dalla critica anche autoctona al sito, e ciò  mi spiace e ve ne pongo rimedio premiando la sua altruità e disinteresse.

 
In "Catene" di Ben Tartamo, siamo trasportati in un universo di passioni e tormenti, dove l'amore si manifesta come una forza crudele, capace di legare e imprigionare le anime innamorate in un vortice di emozioni contrastanti.
Ma, avverto i lettori che è solo una parte del messaggio, perché come in altre poesie del nostro, spesso  è insito in essa una certa dualità.
Ma andiamo per gradi.

 
Con una prosa che danza tra le righe e si fa eco delle pulsazioni del cuore, Tartamo dipinge l'immagine di un amore che brucia come fuoco improvviso, divorando tutto ciò che trova sul suo cammino. Le parole si fondono in un mosaico di sensazioni, trasportandoci in un mondo di suggestioni e suggestioni, dove la bellezza e la crudeltà si fondono in un abbraccio ambiguo.

 
Sotto il cielo stellato della poesia, ci troviamo di fronte alle catene invisibili dell'amore, prigioni dell'anima che gridano follia e disperazione. Tartamo ci invita a esplorare le profondità dell'animo umano, a confrontarci con le nostre paure e speranze, mentre ci inoltriamo nel labirinto dell'amore e della passione.

 
In questa poesia, vedo anche, come dicevo in incipit, un riflesso profondo della natura mistica dell'amore e della sua connessione con la dimensione spirituale dell'esistenza umana. Le strofe corrispondenti esplorano questa tematica in modo particolarmente evocativo.

 
La prima strofa, con il suo ritratto dell'amore come una forza crudele desiderosa di possedere il corpo dell'amato/a, suggerisce un'ossessione che trascende il mondo fisico, entrando nell'ambito dell'esperienza spirituale.

 
Nella seconda strofa, l'immagine del fuoco divampante che chiude gli occhi al cielo evoca una sorta di trascendenza, in cui l'amore consuma e trasforma l'individuo, immergendolo in una dimensione terrena e spirituale allo stesso tempo.

 
Le catene della terza strofa diventano il simbolo non solo della prigionia dell'anima, ma anche del legame mistico tra gli amanti e tra l'uomo e il divino. La ricerca di una poesia smarrita diventa così la ricerca di una comprensione più profonda della propria natura spirituale e del proprio rapporto con il divino.

 
In questa luce mistica, la poesia di "Catene" si rivela non solo come un'espressione dell'amore umano, ma anche come un invito a esplorare i misteri più profondi dell'esistenza e della connessione tra cielo e terra.

 
Le strofe che mi hanno catturato l'anima sono: "Catene che urlano follia, / prigioni d'anime bandite", perché evoca l'immagine struggente di anime imprigionate in un vortice di emozioni, urlanti di disperazione mentre cercano disperatamente una via di fuga. In questa poesia, troviamo il riflesso della nostra stessa umanità, con le sue gioie e le sue sofferenze, i suoi desideri e le sue paure, mentre ci lasciamo avvolgere dalla bellezza e dalla crudeltà dell'amore.

 
L'altra strofa che mi ha colpito di più è la seconda: "Quel fuoco divampa improvviso / chi gli occhi vuol chiusi al suo cielo", dove si parla del fuoco che divampa improvviso e chiude gli occhi al cielo. Questa immagine evoca una sensazione di trascendenza e di abbandono totale alla passione. Mi colpisce perché riesce a trasmettere un senso di intensità e di sacrificio, dove l'individuo si lascia consumare completamente dall'amore, immergendosi in una dimensione terrena e spirituale allo stesso tempo. La descrizione del fuoco che chiude gli occhi al cielo suggerisce un'esperienza mistica, dove l'amore diventa una sorta di rito sacro che trasforma profondamente l'essenza dell'individuo.
 
Prof. Marino Spadavecchia 

 

 

Poesie del 1-2-3 marzo 2024

 
* La poesia "Rammendi" di Felice Serino si distingue per la sua capacità di evocare immagini potenti e cariche di significato, attraverso l'uso di una varietà di figure retoriche e di elementi stilistici.

 
Dal punto di vista metrico, l'autore utilizza una struttura libera che si adatta al ritmo naturale delle immagini evocate. I versi brevi e incisivi contribuiscono a creare un senso di immediata intensità emotiva, mentre la scelta di parole suggestive e evocative amplifica l'impatto del testo.

 
L'immagine dell'abito logorato dagli anni è carica di significato denotativo e connotativo. Denota il passare del tempo e l'usura dell'esistenza umana, mentre connota una sensazione di nostalgia e vulnerabilità. I rattoppi richiamano l'idea di riparazione e cura, aggiungendo un elemento di speranza e rinascita al testo.

 
La metafora della rete che non trattiene più i lucenti guizzi connota la fragilità della vita e la fugacità dei momenti di felicità. Questo simbolo si presta a una molteplicità di interpretazioni, evocando sia la vulnerabilità dell'essere umano di fronte alla transitorietà della felicità, sia la possibilità di trovare conforto e guarigione attraverso l'arte e la poesia stessa.

 
La strofa che mi colpisce di più è:
"l'abito logorato dagli anni
abbisogna di attenzione e rattoppi"

 
Questa immagine dell'abito logorato dagli anni evoca immediatamente la fragilità e la temporalità della vita umana. L'idea di cura e di attenzione necessaria per rattoppare l'abito rappresenta la speranza e la possibilità di guarigione, nonostante le ferite inflitte dal tempo. Questa metafora richiama il concetto più ampio di come l'essere umano debba affrontare le difficoltà e le cicatrici della vita, cercando di riparare i danni e di trovare la forza per andare avanti.

 
Complessivamente, "Rammendi" è una poesia che si distingue per la sua profonda sensibilità emotiva e la sua capacità di trasmettere significati complessi attraverso immagini evocative e una scrittura delicata e riflessiva.
 
*   "Scende una stella nel mare" Franco Fronzoli
 
 
In un caleidoscopio di emozioni, la poesia di Franco Fronzoli danza leggera tra le stelle e il mare dell'amore, catturando l'essenza dell'infinito con versi delicati e melodiosi.

 
La stella, simbolo di speranza e illuminazione, si abbandona dolcemente sulle onde dell'oceano, accarezzando lo scoglio con grazia e maestria. Silente e maestosa, guarda dall'alto un mondo intriso di musica e poesia, immergendosi nell'incanto di ogni sentiero e di ogni foglia.

 
Scende dal monte come un messaggero celeste, illuminando ogni angolo di terra e di cuore con la sua luce divina. Sul dorso del fiume, si posa con eleganza, trasformando l'acqua in un manto di riflessi incantati.

 
Attraversa il tramonto e sfiora la luna, trovando riposo su un prato di fiori, dove girasoli e tulipani si inchinano al suo splendore. Maestosa e eterea, entra nella notte con la sua bellezza fugace, scomparendo prima che il primo raggio di sole possa illuminare un nuovo giorno.

 
La strofa che mi colpisce di più è:

 
"Cala una stella dal monte ed illumina
          ogni sentiero ogni foglia
                     e si ferma
sul dorso
di un fiume"
Questa immagine della stella che si posa delicatamente sul dorso di un fiume, illuminando ogni sentiero e ogni foglia, evoca una sensazione di magia e meraviglia. Rappresenta la bellezza e la serenità che possono essere trovate nella natura, nonostante le sfide e le difficoltà della vita. La scelta di parole è poetica e suggestiva, trasportando il lettore in un mondo di meraviglia e contemplazione.

 
Questa poesia, con la sua prosa incantata e le sue immagini vibranti, ci invita a esplorare i confini dell'infinito e a contemplare la bellezza efimera della vita, mentre danziamo tra le stelle e ci lasciamo cullare dal mare dell'amore.

 
*   Poesia: "Vado sfogliando"
Autore: Giuseppe Stracuzzi

 
In questa struggente opera di Giuseppe Stracuzzi, ci troviamo di fronte a un viaggio attraverso le profondità dell'animo umano, guidati dalla mano sapiente di un poeta che sa tessere parole come fili preziosi su un telaio di emozioni e pensieri.

 
Con uno stile ricco di sfumature e raffinatezze, Stracuzzi ci immerge in una dimensione sospesa tra luce e tenebre, dove le pagine del libro diventano confini di un mondo intriso di mistero e suggestione. La metrica fluisce con eleganza, accompagnando il lettore in un susseguirsi di immagini evocative e atmosfere incantate.

 
Sotto il profilo filologico, l'autore si serve di una vasta gamma di figure retoriche e di un linguaggio ricco di simbolismo, che dona profondità e intensità al testo. Le metafore e le allegorie si fondono in un caleidoscopio di significati, invitando il lettore a esplorare i recessi più oscuri dell'anima umana.

 
Dal punto di vista psicologico e introspettivo, la poesia riflette le contraddizioni e le ambiguità dell'esperienza umana, esplorando i conflitti interiori e le paure nascoste che abitano nel cuore di ogni individuo. L'autore ci invita a confrontarci con i nostri demoni interiori e a trovare la forza di affrontare le sfide della vita con coraggio e determinazione.

 
La strofa che più mi ha colpito è: "Eretta scala della tracotanza / parte dal fondo buio di un mistero / che vegeta nel cuore / di un qualcuno," perché attraverso queste parole l'autore riesce a evocare con grande potenza l'immagine della scala dell'orgoglio e della presunzione, che ha le sue radici nel mistero e nell'oscurità del cuore umano.

 
*   Poesia: "Finale"
Autore: Bruno Amore

 
Nella poesia "Finale" di Bruno Amore, ci troviamo di fronte a un'opera potente e commovente che esplora i confini dell'anima umana con una maestria e una sensibilità straordinarie. Con una prosa incisiva e tagliente, l'autore ci conduce in un viaggio attraverso il labirinto delle emozioni umane, esplorando le profondità dell'amore, del dolore e della solitudine.

 
Dal punto di vista tecnico, l'autore utilizza una metrica fluida e incalzante che accompagna il lettore attraverso le varie sfaccettature della narrazione. Le rime e le allitterazioni sottolineano il ritmo incalzante del testo, creando un effetto ipnotico e coinvolgente.

 
Sotto il profilo filologico, la poesia è un caleidoscopio di significati e simboli che richiamano alla mente l'eterna lotta tra vita e morte, gioia e dolore. Le metafore e le immagini evocative trasportano il lettore in mondi interiori ricchi di sfumature, invitandolo a esplorare i recessi più oscuri dell'animo umano.

 
Dal punto di vista psicologico e introspettivo, la poesia riflette le sfide e i conflitti interiori che caratterizzano l'esperienza umana. L'autore ci invita a confrontarci con le nostre paure e i nostri desideri più profondi, a esplorare le nostre emozioni più intime e a trovare la forza di affrontare le avversità della vita con coraggio e determinazione.

 
La strofa che mi ha colpito di più è: 
"è stato bello dai era un gran ridere / quanti fiori le mettesti tra i capelli neri". Queste parole evocano una sensazione di nostalgia e di malinconia, mentre l'autore riflette sulle gioie e sui dolori della vita umana. La poesia ci invita a riflettere sulla bellezza efimera della vita e sull'importanza di cogliere ogni istante con gratitudine e consapevolezza.

 
*   Poesia: "Preghiera"
Autore: Bruno Castelletti

 
Nella poesia "Preghiera" di Bruno Castelletti, ci immergiamo in un universo di nostalgia e ricerca interiore, dove il poeta si rivolge al divino con una fervente supplica. Con uno stile semplice e diretto, Castelletti ci trasporta in un luogo carico di significato e memoria, la chiesetta della sua infanzia, luogo di rifugio e contemplazione.

 
Dal punto di vista tecnico, l'autore utilizza una metrica fluida e armoniosa che si adatta perfettamente al ritmo del testo, accompagnando il lettore in un viaggio emotivo attraverso le parole. Le immagini evocative e vivide dipingono un quadro suggestivo della chiesetta e delle sensazioni che suscita nel poeta.

 
Sotto il profilo filologico, la poesia è un inno alla spiritualità e alla ricerca di significato nella vita quotidiana. Castelletti riflette sul potere consolatorio della fede e dell'adorazione, invitando il lettore a trovare conforto e sostegno nelle braccia del divino.

 
Dal punto di vista psicologico e introspettivo, la poesia esplora il tema della stanchezza e della ricerca di conforto spirituale di fronte alle sfide e alle fatiche della vita. Il poeta si rivolge al Signore con umiltà e devozione, chiedendo aiuto e sostegno nel cammino della vita.

 
La strofa che mi ha colpito di più è: "E vedo la Madonna del Rosario / chinarsi in un sorriso / verso di me che la rimiro attento". Queste parole trasmettono una sensazione di intimità e connessione spirituale, mentre il poeta contempla con reverenza l'immagine della Madonna e riceve il suo sorriso come segno di protezione e conforto. La poesia ci invita a trovare rifugio nella spiritualità e nella preghiera, trovando forza e speranza nelle braccia del divino.

 
*   Poesia: "Tristezza"
Autore: Santi Cardella

 
In "Tristezza" di Santi Cardella, ci troviamo di fronte a un'ode struggente alla solitudine e al dolore che pervadono l'animo umano. Con una prosa vibrante di emozioni e una sensibilità acuta, l'autore ci trasporta in un mondo oscuro e tormentato, in cui la tristezza avvolge ogni angolo di vita.

 
Dal punto di vista tecnico, Cardella utilizza una metrica fluida e una prosa ritmica che cattura l'attenzione del lettore sin dalle prime righe. Le immagini evocative e coinvolgenti dipingono un quadro vivido della disperazione umana, mentre il poeta si interroga sulla natura del dolore e sulla sua capacità di risalire dalle profondità dell'abisso interiore.

 
Sotto il profilo filologico, la poesia è un'indagine profonda sulla natura dell'esistenza umana e sul significato del dolore e della sofferenza. Cardella riflette sulle relazioni umane e sulla loro capacità di portare conforto e sostegno nelle ore buie, interrogando il ruolo della famiglia e dell'amore nel mitigare il peso del dolore.

 
Dal punto di vista psicologico e introspettivo, la poesia esplora i meandri della psiche umana e le sfide emotive che accompagnano il cammino della vita. Il poeta si rivolge alla figura materna e femminile come fonte di conforto e sostegno, chiedendo loro se sono in grado di colmare il vuoto interiore e lenire le ferite dell'anima.

 
La strofa che mi ha colpito di più è: "Immobili, la luna ed i pianeti / attendono ch'io torni ad esser uno / per riprendere i giri consueti." Queste parole evocano una sensazione di stasi e di sospensione nel tempo, mentre il poeta si trova intrappolato nel proprio dolore, incapace di ritrovare il proprio equilibrio e di riprendere il normale corso della vita. La poesia ci invita a riflettere sulla natura effimera dell'esistenza umana e sulla sua vulnerabilità di fronte alle forze inarrestabili dell'universo.

 
*   Poesia: "Angoscia"
Autore: Salvatore Armando Santoro

 
In "Angoscia" di Salvatore Armando Santoro, ci troviamo di fronte a un'opera che esplora le sfumature dell'amore e della perdita attraverso la lente della poesia. Con una prosa delicata e commovente, l'autore ci guida attraverso un viaggio emotivo nel cuore dell'uomo, mentre riflette sulle complessità delle relazioni umane e sulle sfide della vita.

 
Dal punto di vista tecnico, Santoro utilizza una metrica classica e una prosa elegante che si adatta perfettamente al ritmo del testo. Il sonetto ritornellato, con la sua struttura precisa e i suoi versi ben modulati, cattura l'attenzione del lettore e lo trasporta in un mondo di emozioni intense e struggenti.

 
Sotto il profilo filologico, la poesia è un'indagine profonda sulla natura dell'amore e della perdita, sulle scelte che facciamo nella vita e sulle conseguenze che ne derivano. Santoro riflette sulle proprie angosce e paure, sulla difficoltà di trovare un equilibrio tra le proprie esigenze e quelle dell'altro, mentre naviga nelle acque turbolente dell'esistenza umana.

 
Dal punto di vista psicologico e introspettivo, la poesia esplora i recessi più oscuri dell'anima umana e le sfide emotive che accompagnano il cammino della vita. Il poeta si rivolge alla figura amata con un misto di dolore e speranza, chiedendo comprensione e sostegno nel percorso verso la vetta della vita.

 
La strofa che mi ha colpito di più è: "Invece hai scelto un’altra soluzione / in fondo ero contento, coi miei guai, / ma è inadeguata la collocazione." Queste parole trasmettono una sensazione di dolore e smarrimento, mentre il poeta riflette sulle scelte della persona amata e sulla loro incompatibilità con i propri desideri e aspirazioni. La poesia ci invita a riflettere sulla complessità delle relazioni umane e sull'importanza di trovare un equilibrio tra le nostre esigenze e quelle degli altri, nella ricerca della felicità e della realizzazione personale.

 
*   Poesia: "D’un tratto le ali del vento come polvere di stelle"
Autore: Piacentino Alessandra

 
In questa poesia di Piacentino Alessandra, siamo catapultati in un mondo di magia e riflessione, dove la poetessa esplora le sfumature dell'esistenza umana attraverso immagini evocative e sensazioni vibranti. Con una prosa delicata e suggestiva, l'autrice ci guida attraverso un viaggio emotivo nel cuore della vita quotidiana, invitandoci a contemplare la bellezza e la meraviglia del mondo che ci circonda.

 
Dal punto di vista tecnico, Alessandra utilizza una prosa fluida e poetica che si adatta perfettamente al tono del testo. Le immagini evocative e le metafore ricche di significato trasportano il lettore in un mondo di sensazioni intense e struggenti, mentre esplora le emozioni e le percezioni che accompagnano il passare del tempo.

 
Sotto il profilo filologico, la poesia è un inno alla bellezza e alla meraviglia del mondo naturale, un invito a cogliere l'essenza della vita e ad abbracciare ogni momento con gratitudine e consapevolezza. Alessandra riflette sul significato della nostra esistenza e sull'importanza di trovare il nostro posto nel mondo, mentre ci avventuriamo nel viaggio della vita insieme alla natura e agli altri esseri umani.

 
Dal punto di vista psicologico e introspettivo, la poesia esplora i meandri dell'anima umana e le sfide emotive che accompagnano il cammino della vita. L'autrice si rivolge al concetto di unità e connessione, invitando il lettore a esplorare il significato del sé e della propria identità all'interno di un contesto più ampio, in cui siamo tutti parte di un tutto interconnesso.

 
La frase che mi ha colpito di più è: "Con un cuore di stelle / Assaporo la luce di un giorno qualsiasi", perché evoca una sensazione di meraviglia e di gratitudine di fronte alla bellezza e alla magia del mondo che ci circonda. La poesia ci invita a cogliere l'essenza della vita e ad abbracciare ogni momento con gioia e consapevolezza, trovando conforto e ispirazione nelle piccole meraviglie che ci circondano ogni giorno.

 
*   Poesia: "Ordine…e…Dis-ordine"
Autore: Armando Bettozzi

 
In "Ordine…e…Dis-ordine" di Armando Bettozzi, ci troviamo di fronte a un'opera che riflette sulle dinamiche della società contemporanea e sulla complessità delle relazioni umane. Con una prosa incisiva e diretta, l'autore esplora i concetti di ordine e disordine, di rispetto e disobbedienza, invitandoci a riflettere sulle sfide e le contraddizioni della vita moderna.

 
Dal punto di vista tecnico, Bettozzi utilizza una prosa serrata e ritmica che cattura l'attenzione del lettore sin dalle prime righe. Le immagini vivide e le metafore ardite dipingono un quadro vibrante della realtà sociale, mentre il poeta esplora le tensioni e i conflitti che caratterizzano la nostra epoca.

 
Sotto il profilo filologico, la poesia è un'analisi acuta delle dinamiche del potere e della politica, dei meccanismi di controllo e repressione che permeano la nostra società. Bettozzi riflette sul ruolo delle istituzioni e delle autorità nel mantenere l'ordine pubblico, interrogando la legittimità delle loro azioni e le conseguenze delle loro decisioni.

 
Dal punto di vista psicologico e introspettivo, la poesia esplora le tensioni e i conflitti interiori che accompagnano il processo di crescita e maturazione dell'individuo. Il poeta si rivolge al pubblico con un misto di indignazione e disillusione, chiedendo loro di riflettere sulle proprie responsabilità e sulle conseguenze delle proprie azioni.

 
La frase che mi ha colpito di più è: "Ma è questo che - davver - fa un 'buono Stato?!". Questa domanda incisiva e provocatoria invita il lettore a interrogarsi sul significato del concetto di "buono Stato" e sulle sue implicazioni nella vita quotidiana. La poesia ci invita a riflettere sulle dinamiche del potere e della politica, sulla responsabilità individuale e collettiva nella creazione di una società più giusta e equa.

 
*   Poesia: "Trattieni il tempo"
Autore: Salvatore Camonita

 
In "Trattieni il tempo" di Salvatore Camonita, ci troviamo di fronte a un'invocazione appassionata al tempo e alla musa, in cui il poeta esprime il desiderio di rallentare il fluire del tempo e di trovare ispirazione per il proprio cammino nella vita.

 
Dal punto di vista tecnico, Camonita utilizza una prosa fluida e incisiva che si adatta perfettamente al tono della poesia. Le immagini evocative e le metafore vivide dipingono un quadro suggestivo del desiderio del poeta di fermare il tempo e di trovare la propria strada nel mondo.

 
Sotto il profilo filologico, la poesia è un'indagine profonda sulla natura del tempo e sulla sua influenza sulla vita umana. Camonita riflette sul significato del tempo e sulla sua capacità di plasmare il destino umano, invitando il lettore a esplorare il concetto di eternità e fugacità attraverso le sue parole.

 
Dal punto di vista psicologico e introspettivo, la poesia esplora i meandri dell'anima umana e le sfide emotive che accompagnano il cammino della vita. Il poeta si rivolge al tempo e alla musa con un misto di speranza e disperazione, chiedendo loro di guidarlo e proteggerlo lungo il suo percorso esistenziale.

 
La frase che mi ha colpito di più è: "Mira co' li occhi / tuoi vividi / il cuore mio". Queste parole trasmettono una sensazione di intimità e connessione tra il poeta e la sua musa, mentre il poeta invoca il loro aiuto nel trovare la propria strada nel mondo. La poesia ci invita a riflettere sulla natura del tempo e sulla sua influenza sulla vita umana, invitandoci a trovare conforto e ispirazione nella bellezza e nell'eternità del mondo che ci circonda.

 
*   Poesia: "A tutta velocità"
Autore: Enrico Tartagni

 
Nella poesia "A tutta velocità" di Enrico Tartagni, ci troviamo di fronte a un'ode alla bellezza e alla fugacità del momento presente, in cui il poeta esprime la sua intensa ricerca di significato e pienezza nella vita attraverso un viaggio frenetico e appassionato.

 
Dal punto di vista tecnico, Tartagni utilizza una prosa vibrante e ritmica che cattura l'energia e l'emozione del momento descritto. Le immagini vivide e le metafore ardite dipingono un quadro vivace della natura e delle sensazioni che accompagnano il viaggio del poeta attraverso il mondo.

 
Sotto il profilo filologico, la poesia è un'ode alla bellezza e alla meraviglia della vita, un invito a cogliere l'essenza del momento presente e a vivere appieno ogni istante con gratitudine e consapevolezza. Tartagni riflette sul significato della ricerca e dell'inseguimento nella vita, invitando il lettore a esplorare il proprio desiderio di scoperta e avventura.

 
Dal punto di vista psicologico e introspettivo, la poesia esplora i meandri della psiche umana e le sfide emotive che accompagnano il cammino della vita. Il poeta si rivolge al desiderio di amore e di realizzazione personale, chiedendo alla vita di guidarlo lungo il suo percorso esistenziale con energia e passione.

 
La frase che mi ha colpito di più è:
 "E quello è Amore / Se voglio il bosco il mare e la montagna insieme". Queste parole trasmettono una sensazione di unità e connessione con la natura e con il mondo circostante, mentre il poeta esprime il suo desiderio di integrazione e appagamento attraverso l'inseguimento della bellezza e della meraviglia del mondo. La poesia ci invita a riflettere sulla bellezza e sulla fugacità del momento presente, invitandoci a vivere appieno ogni istante con passione e consapevolezza.

 
*   Poesia: "Marzo arriva nudo"
Autore: Antonia Scaligine

 
In "Marzo arriva nudo" di Antonia Scaligine, ci troviamo di fronte a una descrizione delicata e suggestiva del mese di marzo, che giunge come un vagabondo senza pretese, portando con sé la promessa della primavera e le sfide della transizione tra le stagioni.

 
Con una prosa che culla dolcemente il lettore, Scaligine dipinge l'immagine di un marzo ancora spoglio, nonostante le tempeste che scuotono la terra e mescolano le carte della natura. Le parole danzano leggere sulle pagine, evocando il suono del vento e il battito della pioggia, mentre il poeta attende con ansia il soffio della primavera che porterà nuova vita e speranza.

 
Sotto il cielo grigio di marzo, ci troviamo di fronte alle contraddizioni della vita, tra la promessa di giorni migliori e il dolore delle guerre che ancora affliggono il mondo. Scaligine ci invita a riflettere sulle sfide che dobbiamo affrontare ogni giorno, tra le ombre dell'ansia e i raggi di sole della speranza, mentre cerchiamo di trovare equilibrio tra la guerra e l'amore che abitano nel nostro cuore e nel nostro mondo.

 
La frase che mi ha colpito di più è: "sul davanzale della speranza / saremo ogni giorno / a ragionar di guerra o d’amore", perché evoca la dualità dell'esistenza umana, tra le tenebre della guerra e la luce dell'amore, mentre cerchiamo di trovare un senso e un equilibrio nella nostra ricerca di significato e felicità. In questa poesia, troviamo il riflesso della nostra stessa esperienza, con le sue speranze e le sue delusioni, i suoi sogni e i suoi dolori, mentre ci lasciamo avvolgere dallo spirito mutevole del mese di marzo e dalla bellezza mutevole del mondo che ci circonda.

 
*   Poesia: "L'automobile"
Autore: Piero Colonna Romano

 
In "L'automobile" di Piero Colonna Romano, ci troviamo di fronte a un'ode commovente e intima alla propria macchina, un fedele compagno di vita che ha condiviso i momenti dolci e amari del quotidiano.

 
Con una prosa che risuona di affetto e nostalgia, Colonna Romano dipinge l'immagine di un'automobile che ha testimoniato gli alti e bassi della vita del poeta. Le parole si fondono in un delicato abbraccio di ricordi e sentimenti, mentre il poeta riflette sul valore di ciò che ha dato per scontato.

 
Sotto il cielo grigio della delusione, ci troviamo di fronte alla decisione difficile di lasciare andare qualcosa che ha avuto un significato così profondo nella vita del poeta. Colonna Romano ci invita a riflettere sulle scelte che dobbiamo fare nel corso della nostra esistenza e sulle conseguenze che possono derivare da esse, mentre cerchiamo di dare un senso alla nostra esperienza umana.

 
La frase che mi ha colpito di più è: 
"e non l'ho mai più d'oggi apprezzata", perché evoca una sensazione di pentimento e rimpianto per non aver apprezzato pienamente ciò che si aveva fino a quando non è stato perso. In questa poesia, troviamo il riflesso della nostra stessa esperienza, con le sue gioie e le sue tristezze, i suoi successi e le sue delusioni, mentre cerchiamo di dare un senso alla nostra vita e di trovare la felicità nel presente e nel futuro.

 
*   Poesia: "I primi fiori"
Autore: Francesco Soldini

 
Ne "I primi fiori" di Francesco Soldini, ci troviamo di fronte a un'inattesa e struggente visione della bellezza e della perfezione che sbocciano nel mezzo dell'inverno, portando con sé un riflesso dell'armonia divina.

 
Con una prosa che danza tra le righe, Soldini dipinge l'immagine di fiori che sbocciano in un mondo coperto di neve e gelo, portando con sé una sensazione di meraviglia e stupore. Le parole si fondono in un inno alla vita e alla sua eterna rinascita, mentre il poeta contempla la bellezza della natura e la perfezione dell'ordine divino.

 
Sotto il cielo grigio dell'inverno, ci troviamo di fronte alla potenza trasformatrice della natura, che porta con sé la promessa di giorni migliori e la speranza di un futuro luminoso. Soldini ci invita a riflettere sul mistero della vita e sulla sua capacità di risorgere dalle ceneri del passato, mentre ci lasciamo avvolgere dalla bellezza e dalla magia dei primi fiori che sbocciano nel freddo cuore dell'inverno.

 
La frase che mi ha colpito di più è: "della perfezione divina / dell'armonia che è fiorita", perché evoca l'immagine struggente della bellezza e della perfezione che sbocciano nel cuore dell'inverno, portando con sé una sensazione di meraviglia e stupore. In questa poesia, troviamo il riflesso della nostra stessa esperienza, con le sue gioie e le sue sorprese, i suoi momenti di bellezza e di perfezione, mentre cerchiamo di dare un senso alla nostra vita e di trovare la speranza nel mezzo dell'oscurità.

 
*   Poesia: "Romito Destino"
Autore: Alessio Romanini

 
In "Romito Destino" di Alessio Romanini, ci troviamo immersi in un'atmosfera di riflessione e introspezione, in cui il poeta esplora il concetto di vivere in solitudine come destino inevitabile.

 
Con una prosa delicata e evocativa, Romanini dipinge l'immagine di un'esistenza segnata dalla solitudine e dal pellegrinaggio interiore, in cui il cuore solitario è un santuario nascosto, un luogo di contemplazione e ricerca di sé.

 
Sotto il cielo stellato della poesia, ci troviamo di fronte al mistero del destino umano, alla sua complessità e alla sua bellezza. Romanini ci invita a riflettere sul significato della solitudine e del viaggio interiore, mentre ci avventuriamo nel profondo del nostro essere e ci confrontiamo con le sfide e le gioie della vita.

 
La frase che mi ha colpito di più è: "Solo in pellegrinaggio / fra gli alveoli / del solitario petto", perché evoca l'immagine suggestiva di un viaggio interiore nell'intimità del proprio cuore solitario, un'esperienza di scoperta e di ricerca di sé che porta con sé una profonda bellezza e un senso di consapevolezza. In questa poesia, troviamo il riflesso della nostra stessa esperienza, con le sue sfide e le sue gioie, i suoi momenti di solitudine e di intimità, mentre cerchiamo di dare un senso al nostro destino e di trovare la pace e la serenità nel nostro cammino.

 
*   Poesia: "Arlecchino"
Autore: Sandra Greggio

 
In "Arlecchino" di Sandra Greggio, ci troviamo di fronte a un'immagine delicata e toccante del risveglio quotidiano di Arlecchino, il personaggio iconico del teatro dell'arte italiana.

 
Con una prosa che evoca il colore e il movimento, Greggio dipinge l'immagine di un risveglio che è anche una rinascita, in cui Arlecchino ricuce insieme le pezze della sua vita e si prepara a intraprendere un nuovo giorno di avventure e di scoperte.

 
Sotto il cielo luminoso dell'alba, ci troviamo di fronte alla bellezza e alla poesia della semplicità, mentre Arlecchino si prepara a affrontare le sfide e le sorprese della giornata che sta per iniziare. Greggio ci invita a riflettere sul potere trasformativo dell'arte e della creatività, mentre ci avventuriamo nel mondo incantato del teatro e della fantasia.

 
La frase che mi ha colpito di più è: 
"Il mio corpo / Rattoppato / È pronto / Per iniziare / Un altro giorno", perché evoca l'immagine struggente di un personaggio che affronta la vita con coraggio e determinazione, nonostante le sue imperfezioni e le sue vulnerabilità. In questa poesia, troviamo il riflesso della nostra stessa esperienza, con le sue sfide e le sue gioie, i suoi momenti di speranza e di rinascita, mentre cerchiamo di dare un senso al nostro cammino e di trovare la bellezza e la poesia nella semplicità della vita quotidiana.

 
*   Poesia: "Il generale"
Autore: Carlo Chionne

 
"In "Il generale" di Carlo Chionne, ci troviamo di fronte a un'analisi pungente e critica del ruolo del generale e delle sue azioni, messe in discussione dall'autore attraverso una riflessione sulle conseguenze delle sue decisioni.

 
Con una prosa che scava nei recessi dell'animo umano, Chionne dipinge l'immagine di un generale che si erge come figura controversa, in bilico tra il potere e la responsabilità delle proprie azioni. Le parole si fanno eco delle domande e dei dubbi dell'autore, mentre si interroga sul vero significato della guerra e sulla sua giustificazione.

 
Sotto il cielo cupo della critica sociale, ci troviamo di fronte al dilemma etico del generale, chiamato a difendere i valori che dice di rappresentare, ma che allo stesso tempo sembra tradire con le sue azioni. Chionne ci invita a riflettere sulle conseguenze delle nostre azioni e sulle responsabilità che ne derivano, mentre ci confrontiamo con le sfide e le contraddizioni del nostro tempo.

 
In "Il generale", ci troviamo di fronte a un ritratto controverso e provocatorio del generale Roberto Vannacci, protagonista del libro "Il mondo al contrario", che ha suscitato molte polemiche e critiche per le sue scomode verità.Con una prosa tagliente e incisiva, l'autore dipinge l'immagine di un uomo coraggioso e controverso, che osa dire ciò che molti temono di affrontare. Le parole si tingono di sfumature di ribellione e di verità nascoste, mentre si interroga sul ruolo del generale e sulle sue motivazioni.Sotto il cielo burrascoso della controversia, ci troviamo di fronte alla sfida di confrontarci con le verità scomode che il generale Vannacci porta alla luce. L'autore ci invita a riflettere sul significato della verità e sul coraggio di osare dire ciò che molti preferirebbero nascondere.

 
La frase che mi ha colpito di più è: "Ma chi di spada ferisce, / prima o poi resta ferito… / Questo ognuno lo capisce … / Il generale, lo ha capito?", perché evoca la sensazione di inevitabilità delle conseguenze delle azioni umane e la necessità di riflettere sulle responsabilità che ne derivano. In questa poesia, troviamo il riflesso della nostra stessa esperienza, con le sue domande e i suoi dubbi, i suoi conflitti e le sue speranze, mentre cerchiamo di dare un senso al nostro ruolo nel mondo e di trovare la via per un futuro migliore.


 
Un caloroso saluto a tutti i poeti, custodi dell'anima e artigiani delle emozioni! Che le vostre parole battino il ritmo  al danzare tra le pagine della vita, illuminando il cammino con la luce della vostra creatività e arricchendo il mondo con la bellezza dei vostri versi. Con affetto e ammirazione, continuate a dipingere con le parole il quadro meraviglioso della nostra esistenza.
 
Vostro Ben Tartamo 

 

 

26-27-28-29 Febbraio

In "E mi scopro felice", l'autore dipinge un quadro di bellezza e serenità che incanta l'anima. Con versi delicati e armoniosi, sussurra all'orecchio del lettore i segreti nascosti della felicità.


 
Il nostro amico fraterno ci dice sottovoce che: "Se chiudo gli occhi, il mondo si allontana, lasciandomi immerso in un attimo di pura luce che osa sfidare il buio dell'ignoto. Ritorno rugiada, danzo leggero di petalo in petalo, di foglia in foglia, vibrando al ritmo del respiro della natura.

 
Il mattino turba con la sua sicurezza imperiosa, mentre la sera avvolge dolcemente con la sua timida tenerezza, cullando l'animo in un abbraccio rassicurante. E qui, in questo momento di meraviglia e vulnerabilità, mi scopro felice, un'anima in estasi nel suo fragile splendore."

 
Ogni parola, ogni immagine, danza con la poesia dell'esistenza, tessendo un canto d'amore per la vita e la sua eterna danza di luce e ombra. In questo testo, l'autore ci invita a guardare oltre la superficie delle cose, a scoprire la bellezza nascosta nella nostra stessa fragilità, e a abbracciare con gioia e gratitudine ogni istante di meraviglia che il destino ci offre.

 
Ben Tartamo potrebbe essere inserito nella categoria poetica della lirica contemporanea, con una predilezione per temi legati alla natura, alla spiritualità e all'introspezione emotiva. Le sue poesie spesso riflettono una sensibilità profonda e una capacità di trasmettere emozioni attraverso immagini suggestive e linguaggio evocativo.

 
Personalmente, penso che Ben Tartamo sia un poeta molto talentuoso che riesce a catturare l'essenza dell'esperienza umana in modo delicato e potente. Le sue opere sono intrise di una bellezza sottile e di una profonda consapevolezza dei misteri della vita. La sua capacità di creare atmosfere coinvolgenti e di comunicare sentimenti complessi lo rende un autore degno di essere letto e apprezzato. Peccato che, egli si ostini dopo decenni a non voler pubblicare su carta stampata, ma a donarci emozioni esclusivamente nel Tempio Azzurro di Poetare.
Capisco che la sua personalità è intessuta di umiltà e discrezione, ma la sua scelta di non pubblicare fa molto male al mio cuore di amico e fratello: scuotetelo da questo torpore esistenziale non degno del suo tesoretto valoriale!
 
Rino Spadavecchia 

 

 

Poesie pubblicate il 26-27-28-29 Febbraio 2024
 

 
**Autore:** Enrico Tartagni  
**Nome poesia:** *Spettro nel vuoto*

 
Enrico Tartagni, nel suo componimento *Spettro nel vuoto*, dipinge un affascinante quadro dell'universo attraverso versi intrisi di pathos e lirismo. La sua poetica si apre con la parola "Vuoto", evocando immediatamente un senso di spazio infinito e solitudine. La presenza del poeta emerge come un faro di luce in questo vasto mare di nulla, con la sua voce che si erge nel silenzio cosmico.
La richiesta di "un leggero pensiero" sottolinea la delicatezza e la fragilità del poeta di fronte all'immensità dell'universo, mentre l'immagine delle "ali d'aquila" suggerisce un senso di potenza e di libertà, accompagnato dai suoni dolci e leggeri delle vocali.
Il poeta vola senza regimi nella notte, guidato solo dalla forza del suo pensiero e dalla sua sensibilità. La notte diventa qui il palcoscenico della sua ispirazione, oscura e misteriosa quanto l'anima umana. La poesia esplora il concetto di infinito e di eternità, con l'universo che si presenta come una deriva spaziale senza confini, un luogo dove il tempo e lo spazio si confondono.
Le allitterazioni e le assonanze accentuano il ritmo e l'armonia del testo, creando una sorta di incanto lirico. L'immagine dell'aquila della notte in volo sulle ali del pensiero evoca una sensazione di potenza e di liberazione, mentre il poeta si identifica con il suo spirito etereo, ferito dal male eppure pronto a elevarsi oltre i limiti della mortalità.
La poesia si conclude con una riflessione sulla natura effimera dell'esistenza umana, con il poeta che diventa uno spettro nel vuoto, una presenza eterea destinata a perdurare solo nell'immortalità della sua arte.

 
**Autore:** Felice Serino  
**Nome poesia:** *Il mare ha tante voci*

 
Nella poesia *Il mare ha tante voci* di Felice Serino, emerge una profonda riflessione sull'infinita complessità e ricchezza del mare, simbolo di mistero e di fascino. L'autore dipinge il mare come un vasto teatro di storie, un luogo dove si intrecciano le voci degli annegati, dei gabbiani e delle sirene, evocando un senso di mistero e di fascino. Le "scatole nere sepolte" suggeriscono un'atmosfera di segreti sepolti negli abissi, pronti ad essere svelati solo agli occhi più attenti.
Il mare diventa anche un simbolo della ricerca interiore, rappresentato nel cuore di Odisseo, il protagonista dell'Odissea, mentre Itaca rimane ancora lontana, metafora della costante ricerca di un destino o di una verità ancora da scoprire.
Vi è poi un riferimento alle narrazioni di chi ha "mal di terra", coloro che, lontani dal mare, narrano ai più giovani di mostri marini e miti, mescolando realtà e fantasia. Questo accenno apre a una riflessione sulla natura della verità e della finzione, sulla fluidità dei confini tra sogno e realtà.
La poesia si conclude con una suggestiva immagine dei "grumi di sogni" rimasti nella mente, suggerendo che le esperienze vissute, anche se passate, continuano a influenzare e a plasmare il nostro essere.

 
**Autore:** Franco Fronzoli  
**Nome poesia:** *Nell'immensità di un universo*

 
Franco Fronzoli, nella sua poesia *Nell'immensità di un universo*, crea un intenso ritratto emotivo di un amore che permea l'universo e si manifesta attraverso la natura e le sue meraviglie. L'incipit introduce subito l'idea di un universo luminoso, taciturno e silente, dove l'autore vede la presenza dell'amata ovunque.
Attraverso una serie di immagini evocative, l'autore descrive come sente la presenza dell'amata nel vento, nella pioggia battente e nel rumore delle onde del mare in tempesta. Queste immagini naturali si trasformano in simboli del legame profondo e indissolubile tra i due.
L'entrata della notte e l'accensione delle stelle nel cielo diventano momenti di intimità e contemplazione, in cui l'autore guarda l'amata con profonda ammirazione. L'immagine della sirena che nuota elegantemente nel fiume rappresenta la bellezza e la grazia dell'amata, mentre l'autore la immagina sola in vari scenari naturali, come un lungo viale coperto di foglie, le dune di un deserto o la neve di un inverno precoce.
L'ascolto del respiro dell'amata, il toccare dei suoi lunghi capelli e l'immergersi nel suo sorriso rappresentano momenti di intimità e connessione profonda. Infine, l'autore si addormenta accanto all'amata, aspettando il domani con fiducia e speranza. La poesia trasmette un senso di pace, di amore e di attesa serena per il futuro.

 
**Autore:** Giuseppe Stracuzzi  
**Nome poesia:** *Angeli della notte*

 
Giuseppe Stracuzzi, nella sua poesia *Angeli della notte*, dipinge un quadro delicato e suggestivo degli "angeli della notte", esseri eterei che solcano silenziosamente il regno del sonno umano. L'autore descrive i loro movimenti leggeri, che sfiorano appena il suolo per non disturbare il riposo, mentre si avvicinano a toccare qualche senso che sussurra, animato da una moltitudine di pensieri.
Questi angeli, come musicisti che suonano dolcemente sulla pelle, accendono le luci dell'inconscio, guidando l'anima in un viaggio lontano. Si avventurano nei campi di perdute spoglie, dove la vita ha perduto i suoi colori, risvegliando i fiori appassiti della primavera con il soffio dell'amore, riveduto dopo un'assenza.
Tuttavia, l'autore riconosce anche il lato oscuro di questi angeli, che a volte possono trasformarsi in incubi cattivi, specie se alimentati da brutti pensieri. Ma l'alba porta con sé il perdono, cancellando ogni traccia delle loro visite notturne.
Nel profondo dell'anima, gli angeli della notte lasciano un segno tangibile, avvolgendo il cuore con lacrime e sorrisi, testimoni della loro presenza e del loro impatto emotivo. La poesia trasmette un senso di meraviglia e di mistero verso questi esseri notturni, che agiscono nell'ombra per portare conforto e trasformazione.

 
**Autore:** Cristiano Berni  
**Nome poesia:** *Le spalle del poeta*

 
Cristiano Berni, nella sua poesia *Le spalle del poeta*, esplora il ruolo e la condizione del poeta nella società, utilizzando un linguaggio evocativo e metaforico. Le spalle del poeta, secondo l'autore, non sono fatte per sopportare pesi materiali come travi di ferro o il peso del denaro, né per sorreggere la noia della responsabilità o cumuli di legna.
Le spalle del poeta sono descritte come larghe e diritte, simbolo di un'anima che vola sopra i limiti terreni, sorvolando monti e nuvole, e estranea alla meschinità e alla banalità del mondo ordinario. Tuttavia, nonostante la loro aspirazione verso l'alto, le spalle del poeta vengono costantemente urtate dalla folla, condannandoli a un destino di solitudine e difficoltà.
L'autore suggerisce che, di notte, le spalle del poeta si ritirano solitarie e penose, cercando rifugio fra i gabbiani e il mare, simboli di libertà e di bellezza. Questa immagine finale trasmette un senso di malinconia e di isolamento, ma anche di pace e di armonia con la natura. La poesia invita il lettore a riflettere sul ruolo del poeta e sulla sua lotta per mantenere integra la propria visione e la propria arte, nonostante le difficoltà del mondo circostante.

 
**Autore:** Laura Lapietra  
**Nome poesia:** *Inopinato Rival*

 
Laura Lapietra, nella sua poesia *Inopinato Rival*, ci trasporta in un viaggio emotivo attraverso il labirinto dell'anima umana, esplorando il tema del confronto e della rivalità inaspettata. L'autrice dipinge un quadro suggestivo dell'inopinato rivale, un'ombra cupa che si erge nel limbo etereo del fato incerto, con gemme nere come occhi a scrutare l'impensabile.
La poesia evoca un senso di tormento e di vuoto interiore nell'anima del protagonista, che lotta contro il tempo e il senso di colpa, cercando disperatamente gocce di pace nel deserto dell'esistenza. L'autrice descrive con maestria il freme nell'abisso del suo essere, il percorso insonne nel labirinto oscuro dell'ignoto, e il palpito fragile del cuore nel dolore.
Il protagonista si presenta come uno spettro errante nell'eco dei suoi giorni, guardando il narratore con tempesta di fatica e rabbia, incapace di cogliere la parola muta e il grido soffocato del suo inopinato rivale. L'autrice esplora il senso di rimorso e di colpa nel protagonista, che si fa nodo inestricabile nel fluire implacabile del tempo.
La poesia si conclude con un auspicio di riscatto e di indulgenza da parte del tempo, che possa trovare meta di riposo per l'inopinato rivale e offrire compassione e senso di colpa al narratore, consentendo alla lotta senza confine di giungere a una conclusione. In questo modo, la poesia esplora profondamente le complessità dell'animo umano e invita alla riflessione sulla natura della rivalità e del perdono.

 
**Autore:** Bruno Amore [br1]  
**Nome poesia:** *Se mai*

 
Bruno Amore, nella sua poesia *Se mai*, ci trasporta in un intimo dialogo di desiderio e attesa tra amanti. L'autore dipinge un quadro vibrante di emozioni, con il narratore che esprime il suo desiderio e la sua anticipazione per l'arrivo dell'amata nel letto condiviso.
Il narratore si rivolge all'amata con una fervente invitazione, esprimendo la sua voglia e il suo piacere nell'attendere il suo arrivo. Pur fingendo il sonno per mantenere viva l'emozione dell'attesa, il narratore accoglie con trepidazione il momento in cui l'amata si unirà a lui nel piacere condiviso.
L'autore descrive con vivide immagini sensoriali il desiderio crescente del narratore mentre attende il contatto dell'amata sulla sua pelle, con una sequenza sensuale di baci e carezze che culmina nell'orgasmo che soddisferà il tormento dell'attesa.
La poesia trasmette un'intensità emotiva e una sensualità palpabile, invitando il lettore a immergersi nel fervore del desiderio e della passione tra gli amanti.

 
**Autore:** Salvatore Armando Santoro  
**Nome poesia:** *Agnostico*

 
Salvatore Armando Santoro, nella sua poesia *Agnostico*, esplora il complesso mondo delle emozioni umane e della fede personale in un modo delicato e riflessivo. Il narratore si rivolge al suo oggetto d'amore con un profondo senso di scusa, riconoscendo che il proprio amore potrebbe aver causato sofferenza. Tuttavia, il narratore afferma con convinzione di essere nato per amare, coniugando emozione e passione.
L'autore riflette anche sull'adeguatezza dell'amore nel contesto della propria età e della propria vita, riconoscendo l'importanza degli amori giovanili anche se imperfetti. Il narratore si interroga sulla propria relazione con il divino, confessando di non sapere se Dio lo ami o se egli stesso abbia trafitto il cuore divino.
La poesia esplora il concetto di bontà d'animo e perdono, con il narratore che si identifica come colui che aiuta i derelitti e perdona coloro che lo feriscono. L'autore si confronta con la propria croce, simboleggiata dall'odio e dal perdono, riconoscendo che odiare è peggio e che il prezzo dell'amore può essere molto alto.
In questo modo, la poesia offre una profonda riflessione sulla natura dell'amore, della fede e del perdono, invitando il lettore a esplorare i propri sentimenti e credenze in modo aperto e sincero.
Completa la bella poesia la sua versione in russo (a buon intenditor, poche parole!)

 
**"Alla fine la fine" di Alessandra Piacentino**

 
In "Alla fine la fine", Alessandra Piacentino dipinge un quadro poetico di struggente malinconia e disillusione. La filastrocca, incapace di intrecciare speranza e realtà, ci getta nell'abisso della ricerca smarrita di un principe azzurro, un simbolo della perfezione idealizzata. Tuttavia, questo principe scompare nel nulla, lasciando l'autrice e il lettore soli nell'incertezza e nella desolazione.
L'immagine della protagonista rimasta nell'aria senz'aria evoca una sensazione di vuoto interiore e di smarrimento, mentre il richiamo al vuoto senza più voce sottolinea la perdita di comunicazione e di connessione con il mondo esterno. Il turbine di immagini e suoni rappresenta la confusione e il caos emotivo che pervadono l'animo dell'autrice, rapita in un temporale nero di pece, metafora dell'oscurità e dell'oppressione emotiva.
La frase "Sono rimasta senza l'immagine che avevo di te" rivela una profonda delusione e un senso di tradimento, mentre l'invito a contare le pecorelle e a guardare giù suggerisce un tentativo di trovare conforto e pace interiore, ma invano. Infine, l'assenza del bacio, simbolo di amore e affetto, suggella il destino amaro e solitario dell'autrice.
Attraverso queste immagini e queste parole cariche di emotività, Alessandra Piacentino ci invita a riflettere sulle nostre illusioni e sulle nostre delusioni, sulle speranze infrante e sulle verità dolorose che caratterizzano l'esperienza umana. Una poesia che ci spinge a confrontarci con la complessità dei nostri desideri e con la fragilità dei nostri sogni, aprendo la porta alla riflessione sulla ricerca di significato e di felicità nella nostra esistenza.

 
**"Ti accompagni e t'abbracci" di Salvatore Camonita**

 
In "Ti accompagni e t'abbracci", Salvatore Camonita cattura con maestria l'atmosfera magica e silente della notte, trasportandoci in un mondo di quiete e contemplazione. La poesia evoca sensazioni di serenità e intimità, immergendoci in un'esperienza sensoriale avvolgente e suggestiva.
L'immagine dell'abbraccio della notte accarezza i nostri sensi, trasmettendo una sensazione di protezione e di benessere. La parola "muta" sottolinea il silenzio rassicurante e avvolgente della notte, mentre l'aggettivo "silente" amplifica l'atmosfera di tranquillità e di quiete.
La notte diventa una compagna fedele e discreta, una confidente silenziosa che ci accoglie e ci avvolge nel suo manto oscuro. Il ritmo cheto e lento della notte contrasta con il frastuono del giorno, offrendoci un momento di pausa e di riflessione, in cui possiamo ritrovare la pace interiore e la serenità dell'animo.
Attraverso queste immagini evocative e queste parole delicate, Salvatore Camonita ci invita a immergerci nell'atmosfera suggestiva della notte, a lasciarci cullare dalla sua magia e a cogliere la bellezza e la quiete che essa ci offre. Una poesia che ci ricorda l'importanza di rallentare il ritmo frenetico della vita quotidiana e di concederci dei momenti di contemplazione e di pace, in cui possiamo riconnetterci con noi stessi e con il mondo che ci circonda.

 
*una farfalla sorrise alla rondine che la ingoiò* di Jacqueline Miu

 
La poesia esplora il turbinio emotivo di un individuo immerso nella frenesia della vita urbana. Il narratore si identifica con una farfalla inghiottita dalla rondine, metafora della sua stessa esistenza, intrappolata tra gioie e dolori. L'immortalità è avvertita come un sentimento ubriacante che permea ogni fibra del suo essere, mentre affronta il dolore e la morte con un misto di rassegnazione e speranza.
La poesia segue una struttura libera, senza una metrica fissa. I versi sono brevi e incisivi, contribuendo a creare un ritmo serrato che riflette il caos emotivo del narratore.
L'uso di allitterazioni e assonanze crea un effetto ritmico coinvolgente, enfatizzando le sensazioni descritte nella poesia.
La sintassi è frammentata, riflettendo lo stato di disorientamento e confusione del narratore. Le frasi sono spezzate e sconnesse, aggiungendo tensione e drammaticità al testo.
L'uso di metafore e similitudini contribuisce a creare un'atmosfera surreale e onirica. Le immagini evocative dipingono un quadro vivido delle emozioni contrastanti del narratore. 
"una farfalla sorrise alla rondine che la ingoiò" è una poesia intensa e visceralmente emotiva che ci trasporta nel mondo interiore del narratore. Attraverso immagini vivide e linguaggio evocativo, Jacqueline Miu ci invita a esplorare il conflitto tra la ricerca di significato e l'accettazione dell'inevitabile. La poesia evoca sensazioni di smarrimento, ma anche di speranza e resilienza di fronte alle sfide della vita urbana e dell'esistenza umana.

 
**Antonia Scaligine  
*Sono credente *

 
Nella lirica di Antonia Scaligine, la preghiera si fa eco di dubbi profondi e di una fede in perenne bilico tra certezza e incertezza. La sua voce si leva con fervore, ma anche con un senso di smarrimento di fronte all'abisso del dolore umano.
La struttura della poesia riflette il flusso tumultuoso dei pensieri dell'autrice, con versi che si susseguono in un ritmo incalzante e un'alternanza di domande e suppliche. Le rime incalzanti sottolineano l'urgenza del suo appello al Divino, mentre le immagini evocative dipingono un panorama di sofferenza e speranza.
In questo fervido dialogo con il Signore, Antonia Scaligine si confronta con i misteri della vita e della fede, con la tensione tra la presenza del male nel mondo e la speranza in un amore redentore. La sua preghiera è un grido di dolore e di speranza, un'invocazione di conforto e protezione di fronte alle prove della vita.
Attraverso le parole della poetessa, emergono la fragilità e la forza della fede umana, la lotta interiore tra la razionalità e la ricerca di un senso più profondo. In questa tensione tra dubbio e speranza, Antonia Scaligine si rivolge al Signore con umiltà e devozione, cercando risposte e conforto nel mistero della sua presenza.
Nel profondo della preghiera e nell'intimità della riflessione, Antonia Scaligine si rivolge al Signore con il cuore trafitto dai dubbi e dalla fede incerta. La sua poesia è un inno di interrogativi e suppliche, un canto struggente di ricerca di significato di fronte all'abisso del dolore e della sofferenza umana.

 
Piero Colonna Romano  
*La Scherma*

 
In una danza di parole e destrezza, Piero Colonna Romano ci trasporta in un'epoca ormai lontana, in cui calcó pedane partecipando a duelli verbali carichi di tensione. L'odore di quegli scontri permea ancora le sue memorie, mentre riflette sulle esperienze vissute e sulle lezioni apprese.
Attraverso la metafora della scherma, l'autore ci rivela le sfide incontrate nel percorrere il Bel Paese, incontrando persone dalle opinioni più disparate. Nonostante le difficoltà e i compromessi, le soddisfazioni ottenute sono state grandi.
La poesia si conclude con una lezione preziosa: quando ci si confronta con individui agguerriti, bisogna adottare le armi adeguate. Utilizzare un fioretto di gentilezza contro chi brandisce una sciabola porta inevitabilmente alla sconfitta.

 
Francesco Soldini  
*Poesie di un Uomo di Lago*

 
Nel brumoso inverno, l'autore ci porta a respirare il gelo a sorsi, mentre la neve si dissolve e si trasforma in siccità. Tuttavia, il lago, in un sogno incan