Commenti sulle poesie
 

Pagina iniziale

Tematiche e testi


Poetare | Poesie | Licenze | Fucina | Strumenti | Metrica | Figure retoriche | Guida | Lettura | Creazione | Autori | Poeti del sito

Poesie consigliate     La Giostra della satira     Recensioni    La Sorgente delle poesie   Scrivi il tuo commento      Vedi la rubrica




NO COMMENTI
Salvatore Armando Santoro

 

 

Commenti Gennaio-Febbraio 2014  Commenti Marzo-Maggio 2014   Commenti Giugno-Settembre 2014  Commenti Ottobre-Dicembre 2014 Commenti Gennaio-Marzo 2015       Commenti Aprile-Giugno 2015    Commenti Luglio-Settembre 2015    Commenti Ottobre-Dicembre 2015
Commenti Gennaio-Marzo 2016       Commenti Aprile-Giugno 2016    Commenti Luglio-Settembre 2016    Commenti Ottobre-Dicembre 2016
Commenti Gennaio-Marzo 2017      Commenti Aprile-Giugno 2017    Commenti Luglio-Settembre 2017     Commenti Ottobre-Dicembre 2017
Commenti Gennaio-Marzo 2018      Commenti Aprile-Giugno 2018    Commenti Luglio-Settembre 2018     Commenti Ottobre-Dicembre 2018
Commenti Gennaio-Febbraio 2019

2019

24 Marzo

*Annichilita dalla disquisizione del nostro grandissimo Carlo Chionne, in questo intervento etimologico che rivela tutta la sua cultura, unisco a ciò il mio più vivo ringraziamento per l'amico e ottimo poeta Piero Colonna Romano che tempestivamente ha messo in risalto la mia seconda silloge di poesie. Mi ritengo fortunata a conoscere tali persone, che è difficile incontrare nella vita. Grazie di cuore anche al nostro Lorenzo, che ha pubblicato tutto ciò nel giorno più propizio, ossia l'inizio della Primavera e la giornata mondiale della Poesia.
Sandra Greggio

*Messaggio  inviato il giorno 21 marzo e finora non pubblicato.

 

24 marzo 2019 

Poesie d’esordio

Iallo –Ombra-:Un rapporto difficile, dunque, narrato in questi versi che pure sono dedica d’amore e speranza.

Poesie del giorno

Renzo Montagnoli –Il vecchio pino-: Renzo oggi ci offre il delizioso acquerello di un bosco, pennellato con descrittivi versi pieni di poesia.

Antonio Alvaro –Voglio scriverti-: L’espressione di un tenero sentimento, talmente profondo da non riuscire a trovare le giuste parole per descriverlo, in questi prosastici versi di Antonio.

Romano –Una vita-: Metaforiche immagini per descrivere una vita che volge al tramonto.

Jacopo Bonfanti –Unico-: Un sogno unico, per la soddisfazione d’essere due in uno, attendendo un gioioso nuovo giorno, reso con questi suggestivi versi di Jacopo.

Carlo Festa –Imparare a volare-: Bell’aforisma, che suggerisce una saggia soluzione per la vita.

Felice Serino 60 “Dai tetti”-: Fideistici versi che sono un fervente invito (o meglio un obbligo scontato)  a guardare in alto, al divino che regala amore a chiunque. C’è sempre , nei versi di Felice, un invito a rilfettere.

Marino Giannuzzo –Passa la vita della casalinga-: Doveroso omaggio alla casalinga, in questi versi di Marino, ai quali mi associo.

Jacqueline Miu –Veloce follia-: E’ un gran piacere rileggere i versi dell’appassionata Jac. Versi che travolgono e incantano, facendo volare la fantasia.  Versi da applausi e da ricordare, pieni di poesia quale quel “calzavo piedi piumati per rincorrerti nel sogno”. Grazie d’esserci, Jac.

Carlo Chionne –Basta?-: Strepitoso Carlo, questa deliziosa poesia mi rammenta il Caproni di “Litania”, per ritmo, rima e amore per una città in quella e nella tua per la vita. Vita che ti obbliga ad esserci ancora a lungo, per deliziarci con la tua arte. Quindi quel titolo va cambiato in “Ancora!”

Francesco Soldini -113. San Valentino-: “quando lo scrivere/son parole alate/son nuvole dipinte.” Amore e poesia, dunque, nel giorno dove tale connubio si realizza ed al quale Francesco dedica i suoi versi.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo per tutto ciò che ci concede.

Piero Colonna Romano

 

23 Marzo

23 marzo 2019

Poesie d’esordio

Rosy Giglio –La notte-: Un angosciante solitudine, mentre la notte scorre, in questi versi pieni di una malinconica pena, della bravissima Rosy che bene descrivono uno stato d’animo.

Poesie del giorno

Marino Giannuzzo –Partito per un lungo viaggio-: La pena dell’abbandono di una persona cara e la delusione, nel ritornare, di non più trovarla, in questa intensa descrizione di Marino.

Santi Cardella –L’inconscio-: Una metaforica immersione nei ricordi e la grande pena per non riuscire a farli rivivere, in questi bellissimi versi, che disegnano immagini piene di un profondo sentimento, del grande Santi. 

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Ballata di primavera-: E’ l’inno a Venere, primo libro del “De rerum natura” di Lucrezio (seguace di Epicuro e fan di Democrito) che contiene la descrizione del risveglio della natura che, con bella maestria, traduce in  suggestiva poesia il nostro ottimo Giuseppe. La stavo appunto rileggendo, quell’opera, cercandovi un qualche difetto di logica in quella razionalità (pseudo?) scientifica. Ma non la trovo, caro amico.

Cristiano Berni –“Le spalle del poeta”-: La forza che dona la poesia ai poeti, la capacità di superare le difficoltà della vita, magari cantandole, sono ottimamente riassunte nei bei versi di Cristiano.

Licia Minervini-: -Fermati-: Un invito ad affidarsi al divino, sapendo che vi troveremo conforto e consolazione alle nostre pene, sono questi versi, densi di fede, di Licia.

Giovanna Cardella –Invito a primavera-: Bella descrizione del risveglio della natura e dei sensi… attendendone l’esplosione estiva. Un caro saluto, Giovanna.

Fausto Beretta –La mare Jonico-: L’ultima “prodezza” del ministro poliziotto col giubbotto causa il giusto sdegno di Fausto che ci regala questi condivisibili versi.

Maddalena Gatto –Grazie a Te solo-: Simile a quella di Licia è questa di Maddalena, ispirate dalla stessa fede.

Felice Serino -59 Fosfeni-: Deliziosa dedica ad un grande della letteratura (premio nobel) resa con immagini dense d’alta poesia quali: “cuore invaghito a carpire/fosfeni lampi” o “uccellini azzurri/che si nutrono di raggi di luna” o “nell'Inconoscibile/tra svolìo di ali…”. Ancora una volta (ma è la sua tipica cifra) Felice ci regala splendide sintesi poetiche.

Francesco Soldini -112. Giallo nel grigio-: Col suo bello stile, Francesco descrive la rinascita della natura in questa tiepida primavera.

Jacqueline Miu –Giornata della poesia-: La speranza della nostra Jac (che pure è la nostra) nella giornata dedicata alla poesia, è non divenire schiavi di chi non la ama. Bentornata nell’azzurra, preziosa amica.

Carlo Chionne –Fuori tempo-: Bell’excursus nella storia della civiltà da periodo storico a periodo storico, fino ad arrivare all’amaro, incomprensibile oggi, che merita altro “ismo”. Quello del fascismo. Smarriti e avviliti dunque e impotenti di fronte al baratro nel quale è precipitata la cultura.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

22 Marzo

21 e 22 marzo 2019

Poesie d’esordio

Annamaria Gargano –Le compagne di mia zia-: Il fascino di racconti uditi da bimba, racconti di vita che allora parevano simili a fiabe, che tornano alla memoria e fanno riflettere su un presente che pare non appagare. Resta la dolcezza e la nostalgia d’altri tempi e Annamaria le rende a se stessa ed al lettore, con questi  bei versi pieni di malinconia.

Poesie del giorno

Felice Serino –58 Nel cerchio di dolore-: Un dolente ritratto dello strazio avvenuto sul Golgota, reso con intensi e suggestivi versi seguiti dalla  difficile ricerca della verità. Così interpreto la terzina di chiusura di questa affascinante poesia di Felice.

Marino Giannuzzo –Oh, come ti vorrei…-: Ricordo un proverbio siciliano che recita “ogni lassata è pidduta” e bene lo spiega, con questi versi, l’ottimo, signorile Marino,

Anna Maria Guerrieri –Voglia di vento-: Versi a metrica variabile ma sempre legati tra loro da enjambement che fanno leggere la poesia senza interruzioni, come lunga apnea. Immagini sensuali si susseguono e c’è mare, vento, luna ed odore di sale che affascinano il lettore.

Michael Santhers –Marzo pazzo-: Era da tempo che Michael non ci donava i suoi surreali versi, nati dalla fervida fantasia d’attento osservatore quale egli è. Surreali versi, come immagini di Magritte, di Dalì e affascinanti come quelle. Complimenti Michael!

Carlo Chionne – Il crollo-: Colto ed acuto osservatore della realtà ecco Carlo che profetizza l’inevitabile fine della nostra civiltà. Fine inevitabile quando, come accade oggi nel bel Paese, si guarda al peggiore passato e lo si propone quale futuro.

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Beh, la stagione c’è è la fantasia a Salvatore non manca.

Silvia Trabanelli –Più struggente-: Un’amara analisi del vivere, effimero e breve, e, soprattutto, del vivere da poeta, che è figura rifiutata in terra ed in cielo. Versi che dicono di una angoscia esistenziale, nata da quelle consapevolezze che fanno desiderare lunghe notti, per dimenticare.

Francesco Soldini -111. Il freddo-: Forti versi ispirati dai cambiamenti climatici che la terra, grazie all’ottuso uso che ne fa l’uomo, subisce. Poesie che è denuncia di questa terribile situazione e che si chiude con uno spiraglio di speranza.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 
Oggetto: "L'Infinito" compie 200 anni, rileggiamolo con Angelini!

Gentilissimi,

l'idillio "L'Infinito" compie 200 anni.
Un grande mostra è stata allestita alla Biblioteca Nazionale di Napoli sugli
autografi leopardiani, presente anche la contessa Olimpia Leopardi
(discendente di Giacomo).
Noi proponiamo di rileggere "L'Infinito", con il commento angeliniano, ai
seguenti link:

1)
http://www.cesareangelini.it/studi_leopardi.html

2)
http://www.cesareangelini.it/studi_leopardi_canti.html


Con i più cordiali saluti,
Fabio Maggi
Archivio "Cesare Angelini", Pavia
www.cesareangelini.it
Segnalazione da parte di Giuseppe Gianpaolo Casarini

 

21 Marzo

21 marzo 2019

Cari amici sono lieto d’informarvi dell’uscita in e book e nelle librerie tradizionali della seconda silloge poetica della nostra

Sandra Greggio

 

 

Delle 100 e più poesie che la compongono l’ingegnere e poeta Santi Cardella ha scritto: “Se poche o molte persone avranno la buona sorte di leggere le poesie di questa raccolta, non dimentichino, dopo la lettura, di ringraziare il caso di aver messo a loro disposizione un diario tanto ricco di sentimenti, capace di nutrire lungamente le loro anime…”

E l’ottimo professore e poeta  Carlo Chionne : “Rileggendo alcune delle sue ultime poesie ho riscoperto la forza depuratrice, disintossicante dell’italiano di Sandra Greggio. Il suo lessico è misto e ibrido, ma la sua dizione è immancabilmente pura…

Bisogna ringraziare questa poetessa che rende fieri della propria lingua, ne esalta le risorse e mi fa pensare, a volte, a Emily Dickinson.”

Di quest’ultima fatica di Sandra vi presento una delle poesie, quale stimolante aperitivo che invoglierà alla lettura completa dell’opera:

Sabbie mobili

Ti ho seguito
nel tuo gioco
proibito.

Ti ho seguito
come onda insegue altra onda
spingendola.

Onda dopo onda
bacio dopo bacio
ti ho seguito.

Così
mi son trovata
in alto mare.

…e non sapevo nuotare.

Facendo i più vivi complimenti alla bravissima Sandra ed augurando alla sua opera il più soddisfacente, meritato successo, informo voi tutti che il relativo ISBN è il seguente:

978-88-9349-545-5

Piero Colonna Romano

 

Caro Lorenzo,

oggi 21 marzo,come sai,  oltre che l’inizio della primavera, cioè della Vita,   in tutto il mondo si celebra la giornata della Poesia. Come tutti sanno, Poesia, viene dal greco: Poiein che significa : “fare”. Questo verbo , a sua volta, dal latino “facere”, è accoppiabile agli altri due verbi “dicere”, e “ducere”, non soltanto per la loro desinenza culturale e gutturale”  in “achere”, ichere”, uchere, (notare  la meravigliosa alternanza vocalica: a, i, u,  ma questi tre verbi ci rimandano alle nostre reminiscenze scolastiche, quando ci  insegnavano  che gli imperativi singolari di questi  verbi avevano un uscita in fac, (cf. : facsimile, da cui .facs o fax, cioè, “fai lo stesso” e quindi dic, duc. Proprio la radice “Dicere”, ci porta al frequentativo “dictare”, da cui, dictator, colui che detta, perché naturalmente ha qualcosa da dire. Da dictare, o dictator, abbiamo il tedesco Dichter e Dichtung che significano rispettivamente Poeta e Poesia. Tutto questo mio cinguettio etimologico, non vuol fare assolutamente  concorrenza al più piacevole e insostituibile cinguettio degli uccelli, che proprio oggi, primo giorno di primavera cominciano a dispiegare tutta la bellezza del loro canto. Si dice che l’uomo, a imitazione degli uccelli, abbia cominciato a cantare, prima di parlare. Abbia cominciato ad esprimersi inversi prima che in prosa.

Secondo me, fare  poesia rappresenta non un complesso e contorto canale artistico proprio delle personalità più enigmatiche, scure,sibilline e al contempo fascinose . Al contrario, la saggezza dell'etimo, sedimentatosi attraverso i secoli, ci suggerisce un rapporto molto naturale tra l'uomo e la poesia, che per sua struttura non può essere (solo) un'espressione rotta e trasognata, ma deve necessariamente rappresentare (anche) una comunicazione efficace.  Se la poesia iniziasse ad essere vista come un modus vivendi, come un comunicare normale e non eccezionale, come un camminare nel mondo in punta di piedi e con occhi grandi, senza calcare rumorosamente i tacchi , proprio come accade nelle poesie di Sandra Greggio e di non pochi altri poeti di questo ssito,  certo il mondo sarebbe un luogo più bello, così come è bella, questa prima giornata di primavera dedicata alla poesia, di cui te, insieme a Piero, siete infaticabili sostenitori e divulgatori.(C. Chionne).

 

 

20 Marzo

20 marzo 2019

Poesie d’esordio

Gloria D’Alessandro –L’incompreso silenzioso-: Una sintesi sull’incomunicabilità, degna di Antonioni, che si estende dalla terra al firmamento, con la suggestione delle immagini che ci regalò Glò. (ci manchi, Gloria!)

Poesie del giorno

Pasquale Lo Canto –Il Merlo-: Benvenuto nell’azzurro, Pasquale! Simpatica descrizione di un simpatico uccello e della sua attività.

Felice Serino -57 L’invitato-: Ci attende il cielo, e là saremo festeggiati. Questo il messaggio che i bei versi, pieni di fede, di Felice ci inviano. 

Marino Giannuzzo –Non t’ha voluta il vento-: Il malinconico saluto ad una bimba che non ha potuto godere a lungo della sua vita, reso con versi pieni di pena.

Claudio Badalotti –Tra poco è primavera-: La più dolce delle stagioni ed il più dolce dei sentimenti ispirano Claudio per questi bei versi densi di romantiche immagini.

Enrico Tartagni –Life Planet cipressi-: Quegli appuntiti alberi, che paiono indicare il cielo,  ispirano Enrico per questo viaggio della fantasia che ci porta, nello spazio tempo, su altri pianeti. E viaggiando si disegnano orbite “divàine” (divine in ravennate?) e ci perdiamo anche in filosofiche considerazioni sulla divinità. E’ sempre un grande piacere leggere i versi di questo nostro fantasioso poeta.

Silvano Notari –Il fiume-: Tempi di siccità come questi ispirano questi amari versi di Silvio che guarda ai fiumi che vanno asciugandosi e li rende metafore di un vivere privo di ideali, di fede, di speranze.

Vivere che, come fiume, inevitabilmente sarà destinato a sciogliersi in un nulla.     

Vincenzo Melino –Colori di felicità-: Quei colori ci vengono regalati dallo svanire del giorno nella notte. Soltanto nel sonno e nei sogni la vita può colorarsi di felicità. Questo il pessimistico senso della poesia del bravo Vincenzo.

P. Gianni Fanzolato –Prendimi per mano-: Un inno d’amore e di riconoscenza alla salvifica Madonna di Loreto, detto con i versi dalla forte intensità di P. Gianni.

Francesco Soldini –Il papa negli Emirati-: Trovo una similitudine nei due viaggi di S. Francesco e di papa Francesco: nessuno dei due è andato in quelle terre d’oriente per convertire ma per capire. Giusto l’entusiasmo del nostro Francesco per l’iniziativa di questo grande papa, messaggero di pace.

Yasuke consiglia Gianni Rodari in “Alla formica”-: Fummo obbligati ad impararla a memoria, in francese e per il francese, la bella favola di La Fontaine. Forse è per quello che oggi, come allora, tifo per la cicala. Grazie Yasuke per avermi riportato, con la mente, a quell’aula, a quella giovinezza, a quelle speranze.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

19 Marzo

Caro Piero,innanzitutto ti chiedo scusa. Non ho mai pensato e non penso che nel commento alla mia ultima tu abbia toppato. Mi sono spiegato male e quindi colpa mia sono stato frainteso. Il commento e corretto anzi come ho provato malamente a dire,troppo lusinghiero per me . Sono straconvinto che non sono al livello dei grandi,Murolo di Giacomo altri. Sto molto ma molto al di qua. La qualità di Era de maggio, di Marzo ed altro ancora,propria della Canzone e della Poesia napoletana,che amo,mi relega tra i nani e non tra gli dei. Credimi non è falsa modestia ma consapevolezza dei limiti. Quindi i tuoi commenti a cui tengo molto e che mi stimolano a migliorarmi,nei limiti dei mie mezzi,e con la gentile ospitalità di Lorenzo mi rendono felicemente partecipe ai lavori del sito poetare. Caro Piero scusa il fraintendimento,grazie per i positivi commenti,e per quanto riguarda Sergio Bruni manteniamo una giusta differenza di gusti canori. Un cordiale saluto a tutti sc

 

18 Marzo

18 marzo 2019

Poesie d’esordio

Elia Belcufinè –canzone per un apprendista poeta-: La strada per la poesia è cosparsa di spine e di dubbi, questo il messaggio che Elia, con le sue metaforiche immagini, ci invia.

Poesie del giorno

Niino Muzzi traduce Joachim du Bellay-: Un sonetto dedicato all’amore ed ai dolori che talvolta dona (intensissima la terzina di chiusura) ben tradotto per noi da Nino.

Felice Serino -55 Come una madre-: Immagine affascinante dell’immenso che ci circonda di luce e di questa ci nutre, nei bellissimi versi di Felice.

Marino Giannuzzo –No. Non è possibile-: Il passare del tempo, quello che inevitabilmente invecchia e ci cambia (Tabucchi intitolò un suo romanzo “Il tempo invecchia in fretta”, dove nove personaggi si confrontano con se stessi, con le proprie storie, le proprie illusioni, inevitabilmente invecchiando appunto) stupisce il poeta. Resta la memoria, afferma Marino, per ricordare altre freschezze e per non accorgersi di quel che muta.

Carlo Tella –Sud-: Un’intensa, sintetica ode d’amore alle terre del Sud.

Licia Minervini –“Infinito amore”-: Amore che supera e fa scordare le pene è l’amore verso la divinità, in questi forti versi, densi di fede, di Licia.

Francesco Soldini -108. Allenandosi-: Lavoro e sport, un connubio realizzato nell’amata Milano e reso da versi che dipingono, come acquerello, un  rassicurante paesaggio.

Sandra Greggio –La farfalla-: Sandra riflette sull’effimero della vita, paragonandola alla breve levità che c’è nel volo di una farfalla, regalandoci questi brevi e bei versi.

Laura Toffoli –Il carnevale dell’acerba primavera-: Il contrasto tra la calma dolce della primavera ed il confuso,  rumoroso realizzarsi del carnevale, crea una sorta di spaesamento, rafforzato dalla considerazione di quanta falsità ci sia in una maschera, falsità assente nella natura.  Colori e suoni e amore per la natura, sono gli elementi presenti in quasi tutte le poesie di Laura che qui non si smentisce e continua a donarci il suo bel poetare.

Luigi Preziuso –Il risveglio della natura-: Ed è un risveglio che genera allegria e ridà speranza nel futuro, questo tornare della primavera. Ed il nostro Luigi lo canta con le sue spontanee rime baciate.

Ricambio un caro saluto, caro amico.

Complimenti vivissimi ad Armando Bettozzi, per l’affermazione nel prestigioso concorso organizzato da “ALBEROANDRONICO” di Roma.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al generoso Lorenzo, per tutto quello concede.

Piero Colonna Romano


 

17 Marzo

17 marzo 2019

Poesie d’esordio

Fabrizio Lama –A mio padre-: Un rapporto d’amore fatto di gesti e di occhiate, più che di parole, tra padre e figlio. Un amore che scava nel profondo e lascia un ricordo doloroso ma dolcissimo  nell’anima. Questo il forte sentimento che i bellissimi, intensi versi di Fabrizio narrano.

Poesie del giorno

Licia Minervini –“Diversi”-: Un inno all’amore verso uomini ritenuti tutti fratelli ed uguali, in questi ispirati, e nel senso condivisibili, versi della sensibile Licia che ci regala questa attualissima poesia, mentre una ventata d’ottuso odio verso il diverso sta attraversando il paese. Quando la poesia può diventare seme che dovrà germogliare, ecco, questa ne è la prova.

Gilbert Paraschiva –Mucca o uomo pazzo?-: Recenti casi di violenza sulle donne ispirano questi forti versi di Gilbert. E divengono preghiera al divino e domanda di motivazioni, con una rassegnata conclusione, per l’assenza di risposta.                                                                               

Alchimista –Per lei-: Infarcita di condizionali presente è questa poesia che narra di un desiderio, forse di un sogno. Comunque è dedicata ad una lei e, in chiusura, c’è la promessa, ove si mutassero quei condizionali, di un volo verso l’alto che non sarà capito da chi non sa provare amore. Poesia densa di romanticismo ma decisamente di difficile lettura.

Nino Muzzi traduce Jaochim du Bellay-: La nostalgia per il paese natio e per gli amici lasciati, ispirano questi descrittivi versi del poeta. E tanto forte è la nostalgia che tre anni ormai paiono più lunghi di quelli dell’assedio di Troia. Tanto per sottolineare, con un iperbole, il sentimento che ha ispirato questa poesia, ben tradotta dall’ottimo Nino.

Felice Serino -54 Nostos-: Mi pare, a giudicare dal titolo, che Felice riassuma con poderosa sintesi, il viaggio nella vita. Ed altra visione dell’essere (e della vita) c’è in quel verso di Zanzotto che, per completezza, recita “Siamo, anche se io stento, fatti di orizzonte/disadatti a questo tipo di mondo”.

Marino Giannuzzo –Nella gioia e nel dolore-: Poesia da recitare, per dire di pentimento, qualunque sarà stato il risultato dei nostri voti ad elezioni. Scetticamente il nostro Marino fa d’ogni erba un fascio e vede mazzi di pulcinella che gozzovigliano a nostre spese. Che abbia ragione?

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Capolavoro poetico è il primo. Chapeau! Il secondo, pure ottimo, mi sembra un  convinto invito a guardare con ottimismo al futuro.

Francesco Soldini -107. Neve-: Sotto la neve pane, recitava un antico adagio. E Francesco dipinge, con i suoi versi, una caritatevole neve, gioia di bimbi e promessa di rinascita della natura.

Caro Silvio, confermo il piacere d’avere letto la tua “de vulgari eloquentia” e la sensazione d’avervi trovato l’atmosfera di quell’”Era de maggio” di  Salvatore Di Giacomo.

D’atmosfera dissi nel mio commento, non di metrica che in Di Giacomo, in quella canzone, è fatta di strofe in endecasillabi, alternate (per ragioni di ritmo musicale del Costa) a strofe in ottonari. Probabilmente è stato quell’aver citato per due volte “era de maggio” nella tua poesia che mi ha riportato alla mente l’altro capolavoro della musica (e della poesia) napoletana.

Vedi i miei commenti quasi sempre nascono dalle emozioni (…ricordi, sensazioni) che i vostri versi mi danno e può capitare di “toppare” nel commentare.

Resta comunque sempre il piacere di leggere poesia e, soprattutto, di vedere che altri hanno per la poesia interesse. Ti saluto cordialmente e ti ringrazio per aver voluto inviare la tua  precisazione.

(dimenticavo: per inciso, non amo molto il “gorgheggiante” Sergio Bruni)

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

17 Marzo 2019
Cordialmente saluto l'esimio Prof. Lorenzo, tutti gli autori in
primis l'amico Piero Colonna Romano.
Luigi Preziuso

 

 

 

16 Marzo

Caro Piero,grazie ancora per i tuoi positivi commenti alle mie poesie,ospitate con gentilezza da Lorenzo.
Un grazie particolare per l'ultimo commento a "de vulgari eloquentia".
Paragoni, caro Piero,l'atmosfera creata dalla mia poesia,alla Canzone del poeta Murolo "Era de maggio". Credimi,sinceramente, so di non meritare tanto. Un comune mortale,quale io sono,non merita di essere innalzato nell'Olimpo della poesia,seppure dialettale, dove è collocato il Murolo.
Non nascondo,anzi ammetto e dichiaro che c'è una influenza tematica,tra quello che scrivo e la poesia e la Canzone classica napoletana.
D'altra parte,come ben sai,già Freud prima e Jung dopo,hanno chiarito la funzione attiva dell'inconscio.
Qui molte cose si depositano e si attivano per una volta elaborate, tornare consce. Le Muse ispiratrici molto hanno a che fare con l'inconscio e molto degnamente lo rappresentano.
Tornando alla mia poesia e al tuo commento ci tengo a ribadire le differenze di qualità dei due lavori. Murolo parla,come riporti anche tu,di un Maggio fiorito,profumato,dirompente,forza della natura che si risveglia e che si appresta a consegnare tutto il bello all'Estate. Poi per il Murolo Maggio è un arrivederci in quanto la sua bella si assenta e ne riceve una promessa:"Si stu sciore torna a Maggio/pure a Maggio io stong ccà".La mia poesia invece rovescia questo dato di fatto. Le rose sotto la violenza dell'acqua perdono petali e profumi,rappresentando un addio definitivo. Passo quindi da una atmosfera arcadica(Murolo)ad un clima plumbeo (io).
A questo punto devo fare una seconda ammissione,in quanto l'inconscio fa sempre dei brutti scherzi.
Mi sovviene un altro impareggiabile lavoro di un altro gigante:Salvatore di Giacomo con il suo inarrivabile"Marzo". "Marzo nu poc chiove e natu poco stracqua/torna a chiovere/ride o sole cu l'acqua". Ma siamo a Marzo altro mese dell'anno che prende le consegne dell'inverno e fa esplodere la natura. Io non raggiungerò mai questi livelli.
La poesia,le mie poesie, non hanno una ragione specifica,ma certamente,come ho provato a dire,risentono del vissuto che ognuno,col tempo accumula,deposita,elabora,dandogli poi forma. Confesso,a me piace il termine zeffunno che molto di più dice,riferendosi alla pioggia, del piove a catinelle. E ogni tanto,seppur lontano da Napoli, canticchio"Chiove a zeffunno del grande maestro Sergio Bruni.
Caro Piero,caro Lorenzo sono in debito.
Un saluto a tutti i Sitani sc

 

16 marzo 2019

Poesie d’esordio

Vincenzo Celli –La collana-: Una bellissima poesia, in bello stile ermetico, le cui immagini evocano quei pensieri generati dalla mente, dal cuore e dalle esperienze. Pensieri che si svolgono come collane di perle, quasi fossero un cammino privo di ritorno, così come è la vita. Complimenti.

Poesie del giorno

Enrico Tartagni – No…niente…-: Una pessimistica visione del mondo e del vivere, resa con versi dalla forte intensità emotiva. Poesia che entra dentro come un pugno, fa male e fa riflettere. Complimenti, Enrico!

Licia Minervini –“Un cuore che urla”-: Una forte pena, nata forse dal cammino che si fa nella vita, ispirano Licia per questi versi densi di fede. Versi che, in effetti, sono un forte grido per un aiuto, per un conforto., rivolti a l’unica, possibile ancora di salvezza.

Claudio De Lutio –Compleanno a fiori di marzo-: Una deliziosa, fioritissima, dedica per un compleanno, resa, magistralmente, con immagini fatte di colori e profumi, narrate con delicato poetare.

Renzo Montagnoli –Due passi ancora-: Emanano, questi versi, forte malinconia nel raccontare una metaforica ultima passeggiata nella vita. Bellissima poesia densa d’una atmosfera riflessiva che fa sperare il tempo si sospenda, perché quella passeggiata possa proseguire per sempre. Complimenti, Renzo.

Vincenzo Celli –la tua fotografia-: Un atto d’immutato amore ad una persona lontana, detto con dolcissimi versi ispirati da profondo sentimento. Bella tutta, la poesia, con la deliziosa chiusa di quelle punte delle dita, messaggere di baci.

Nino Muzzi traduce Walther von der Vogelweide-: Delizioso racconto di un romantico incontro  sotto gli alberi e tra fiori, incontro nel quale la musicale anafora, pare sottintendere l’intensità…e il ritmo.

Claudio Badalotti –Tornare all’aria aperta-: Il desiderio d’aria pura, per salvarsi da una società oppressiva ed inquinata al punto tale da impedire un’ottimistica visione della vita nonché la capacità di sviluppare conoscenza, in questi malinconici, riflessivi versi dell’ottimo Claudio.       

Felice Serino -53 Da una parabola-: In due vangeli si trova la frase che Cristo rivolge ai discepoli “Non puoi servire Dio e Mammona” (cioè la carità,- l’amore- ed il denaro, -il profitto- ) e Felice sviluppa ed amplia il tema con bellissimi, ispirati versi che parlano di vita e di morte, dell’effimero accumulo di beni (cose scritte sulla sabbia). Sempre potenti le sintesi che il nostro amico ci propone, e spesso dense di fede.

Marino Giannuzzo –Mi cerco e non mi trovo-:  I cambiamenti fisici cui, inevitabilmente, siamo soggetti, possono renderci sconosciuti a noi stessi. Pirandelliano tema, dunque, è quello che l’ottimo Marino, con questa sua  sviluppa.

Francesco Soldini -106. Duelli-: C’è un ottuso clima d’odio verso il diverso, verso lo “straniero”, in questi tempi privi di cultura e di ricordi storici. Clima che porta, inevitabilmente, a tragedie come quella consumata ieri in Nuova Zelanda.

Tragedia che è essere facili profeti  prevedere si realizzerà anche nel nostro bel paese, colorato dall’incultura verde/giallo.

I versi dell’amico Francesco sono un atto d’accusa contro questa realtà e possono essere solo sottoscritti, sperando che un miracoloso lampo di luce illumini, e cambi, lo scempio che causano menti bacate.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

14-15 Marzo

 


LA COPPA 2° PREMIO ALBEROANDRONICO

 

14 e 15 marzo 2019

Poesie d’esordio

Alessia Sanna –Fiore-: Un tenero, amorevole saluto ad un fiore appena sbocciato, detto con delicati, dolcissimi versi.

Poesie del giorno

Marino Giannuzzo –Mariolina-: Il sensuale racconto di un incontro d’amore, sognato da tempo ed alfine realizzato, con gli infuocati versi di Marino.

Giuseppe Stracuzzi –Erice-: La fiabesca Erice, paese denso di storia e di miti, narrata, con forte emozione, dai bellissimi, colti versi del nostro Giuseppe che bene sa renderne il fascino e pare essere un invito a visitarla.  Quanti ricordi mi tornano alla mente leggendo questa bella poesia! Grazie Giuseppe.

Silvio Canapè –De Vulgari Eloquentia-: Semplicemente deliziosi i versi di Silvio ed ecco che, leggendoli, mi torna in mente: “Era de maggio, e te cadeono 'nzino/a schiocche a schiocche li ccerase rosse/fresca era ll’aria e tutto lu ciardino/addurava de rose a ciente passe”. E nei versi del nostro poeta c’è la stessa atmosfera che Murolo ha saputo dare a quel capolavoro. Complimenti.
 

Cristiano Berni –“Il freddo”-: Una puntuale descrizione dei nefasti effetti del freddo, in questi intensi versi di Cristiano.

Per inciso: il freddo ha anche notevoli virtù. Per esempio è complice di…unioni, alla ricerca di calore (per amore) umano. In quel caso ben venga!

Nino Muzzi traduce Paul Éluard -: Leggo questa poesia, ottimamente tradotta da Nino, una sintesi del pensiero di Eluard: odio per la guerra, ricerca della giustizia e della fratellanza umana, l’ideologia comunista (la poesia è dedicata ad un politico comunista francese) e, soprattutto, l’ansia di libertà che sempre ispirò il suo comportamento. Grazie Nino.

Felice Serino -52 Ulisside-: In effetti si può definire “ulisside” quella ricerca pseudoscientifica dell’influenza del pensiero sugli oggetti  (scienza noetica) e giustamente Felice, poeticamente e con poderosa sintesi, la dice “a trapassare aneliti/su aperti mari dei sensi”.

Antonia Scaligine –Ma c’è ancora chi vuole la morte-: Il pensiero della terribile situazione ecologica nella quale vivono i tarantini intristisce e muove a ribellione. Un industria che dovrebbe dare lavoro e speranza per il futuro, dona la morte, grazie all’incuria di disonesti governanti ed alla criminale gestione di squallidi industriali. Taranto ha bisogno di una radicale bonifica, a partire dall’Ilva per la quale è necessario rivedere, in termini ecologici, il modo di produrre. Per far questo servono miliardi di euro che si è preferito distribuire (a fini elettorali) inventando il “reddito di cittadinanza”. Intanto i tarantini continueranno a respirare polvere nera e, alla prossima elezione, arriverà chi prometterà pulizia della città e del mare, col sorriso sempre stampato sulla faccia.  Gigino ridens, per esempio. E sarà votato.

Giusto l’atto d’amore, al quale mi associo, di Antonia alla sua terra, motivata la sua disperazione bene espressa dai suoi intensi versi.

Carlo Chionne –A te-: Una intensa dichiarazione d’amore, detta con versi che nascono da un anima innamorata. Commovente e bella questa tua, caro Carlo.

Francesco Soldini -105. Anniversario di mio padre-: Un commovente ricordo ed un omaggio all’amato padre, detto con versi ispirati che dall’amore e dalla stima nascono.

Ringrazio Licia per aver chiarito il senso della metafora usata in una sua poesia.

Purtroppo non mi è sempre semplice, soprattutto quando ho scarsa conoscenza dell’autore, capire il senso di certe metafore e bene ha fatto Licia ad intervenire. Servirà a conoscerci un po’ di più e, così, ad apprezzare maggiormente il suo poetare.

Credo sarebbe utile che tutti lo facessero, per le mie e per le altrui esegesi delle varie poesie, quando queste dovessero contenere errori interpretativi. Servirebbe a creare maggiore unione tra noi tutti, con una maggiore, reciproca conoscenza.

Un grazie di cuore all’amica Giovanna, per i graditissimi auguri inviatimi.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis a l nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

Carissimi auguri di buon compleanno al nostro Piero!
Giovanna Cardella
 

 

13 Marzo

13 marzo 2019

Poesie d’esordio

Rosa Santinelli –Tante...le cose di cui posso fare a meno-: Una delicata, dolcissima dichiarazione d’amore, resa con intensi versi.

Poesie a tema: Sogni

Antonia Scaligine –Chiudo gli occhi perché voglio sognare cosa che nessuno mi può mai levare-: Il sogno quale ancora di salvezza, quale rifugio, così come la descrive (meglio direi lo fotografa) Cartier-Bresson, così lo coniuga la bravissima Antonia.

Poesie del giorno

Felice Serino -51 L’altrove-: L’altrove, il luogo fuori dal reale, forse vero solo nel sogno, è il tema della poesia che Felice dedica, e sviluppa con grande magistrale sintesi, ad una cara persona. Da applausi. Complimenti.

Marino Giannuzzo –M’è parsa nuda-: La sensuale descrizione forse di un sogno, forse di una tentazione alla quale, come a tutte le tentazioni, meglio non rinunciare, in questi torridi versi di Marino.

Giuseppe Stracuzzi –Battesimo-: Il mistico ingresso nella Chiesa descritto con grande ispirazione dai bei versi di Giuseppe.

Licia Minervini –“Come pensieri”-: La deliziosa similitudine tra pensieri e coriandoli, ed il timore per quel che potrebbe farli divenire l’avanzare dell’età, in questi bei versi di Licia.

Tinti Baldini –Tutte le età-: Un tirar di somme delle età che sono passate ed il desiderio (che magari è di tutti) che il cerchio della vita possa ripetersi, in questi bei versi della bravissima Tinti.

Claudio Badalotti –Il mio romanzo-: Il romanzo della vita (e dei suoi insegnamenti) che volge al termine, qui narrato, con poetiche espressioni ricche di sentimento e velate anche da un humor amaro, da un riflessivo Claudio, che, ancora una volta, ci regala una poesia sulla quale riflettere, sulla quale sovrapporre i nostri pensieri, i nostri ricordi.

Francesco Soldini -104. Navigli d’inverno-: Deliziosa descrizione di uno dei più caratteristici luoghi meneghini, resa con bella maestria. Caro Francesco questi versi mi muovono dentro nostalgie e, tra i luoghi che vorrei rivedere, c’è proprio quella Milano. Chissà, forse un giorno…

Caro Santi un grazie di cuore per il graditissimo commento alla mia “L’immenso” ed ancor più per gli auguri che mi hai inviato in questo giorno, dove un altro anno va a scadere, aggiungendosi a tanti altri e quindi, a scelta, accumulandone 78 o  entrando nel 79mo. Un caro saluto.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano
 

Un grazie a Piero Colonna Romano per il suo commento alla mia poesia "E poi"...non avevo pensato che con le mie parole la poesia potesse essere rivolta anche ad un'ammalata ma non lo è, bensì è rivolta a me stessa...la gelida stanza non è quella di un ospedale ma metaforicamente la stanza della mia vita, rivolti sì come unica ancora di salvezza a Dio, Che sto ritrovando in un cammino lungo e tortuoso dopo circa 40 anni…..buona serata e grazie di tutto. Licia Minervini.
 

Grazie sempre Lorenzo e un sentito augurio al popolo azzurro
Tinti Baldini
 

Ancora un ringraziamento a Lorenzo per la gentile ospitalità e a Piero per i suoi positivi commenti alle mie poesie.
Un buon lavoro a tutti sc
 

 

12 Marzo

Caro Lorenzo,
commento con un giorno di ritardo la bellissima poesia "L'immenso", di Piero Colonna Romano
. E' una dolcissima creazione poetica, formata da quattro strofe di endecasillabi ben ritmati, in cui risaltano sentimenti di pace e di quiete tracciati con brevi pennellate su un paesaggio idilliaco. Stupenda la leggerissima chiusa, in cui l'autore esprime il desiderio di confondersi con la natura e svanire nell'immenso paesaggio che sta ammirando; complimenti!
E aggiungo, per pareggiare il giorno di ritardo con uno d'anticipo, auguri, auguri, auguri per un felice compleanno, carissimo amico e generoso nostro commentatore.
Ed un ringraziamento finale a te che ci ospiti,
Santi
 

12 marzo 2019

Poesie d’esordio

Alessandro Cancian –L’apprendista-: Il fascino del mare e l’attribuirgli sentimenti umani, anche di vendetta, in questi versi, dalle fantasiose e belle  immagini, di Alessandro.

Poesie a tema: Sogni

Giuseppe Dabalà –Sogno celeste-: Un profondo desiderio di pace porta a sognare. E Giuseppe vola, nel sogno, in un mondo di pace e d’amore, descritto con bella maestria. Ahimè, i sogni finiscono all’alba, ed il nostro lo conferma con la pessimistica (realista, meglio) chiusa di questa bella poesia.

Poesie del giorno

Felice Serino -50 Dell’oltre il dolce sentire-: Sintesi, altamente poetica, di un profondo sentire.

Marino Giannuzzo –Ho pregato-: Marino si schiera con gli innocentisti, nella tristissima vicenda dell’assassinio di Yara, ed esprime pena e sdegno per una condanna ,con questi intensi versi.

Giuseppe Stracuzzi –Estasi d’amore-: Il dolcissimo mistero della nascita porta con se un inno d’amore, dopo il dolore del parto. E Giuseppe sa descrivere, con grande maestria, questi eventi, affascinandoci col suo bellissimo poetare.

Stefano Medel –Il peso della libertà-: Riflette sulla libertà, il nostro ispirato Stefano e ci regala questi interessanti versi sui quali riflettere.

Licia Minervini –“E poi”-: I pensieri di un ammalata, nati all’apparenza in una stanza d’ospedale, rivolti, quale unica ancora di salvezza, alla divinità, e resi con intensi, convincenti versi della brava Licia.

Eleonora Pozzuoli –Giallomorte-: Un colore che qui è preso a simbolo di un invecchiare, di un decadere dei sentimenti, col rimpianto di tempi vissuti nell’irrazionalità. Versi densi di malinconia che bene descrivono lo stato d’animo del poeta.

Luigi Cavallone –Frena-: Un invito a maggiore riflessione, su se stesso e sugli altri, detto con forti versi che esaminano, condannandolo, un presuntuoso modo d’essere.

Carlo Chionne –Felicità-: Quattro endecasillabi per esorcizzare quella felicità che pare non far godere, è il tema che oggi il grande Carlo ci suggerisce e sviluppa.

Francesco Soldini -103. Pioggerellante-: Le mutazioni climatiche che affliggono il nostro bel paese ispirano il nostro ottimo amico che inventa il verbo pioggerellare e lo coniuga al participio presente. Finché ci saranno invenzioni del genere mai sarà arida la poesia!

Salvatore Cutrupi –Aquiloni-: Il forte desiderio di libertà ispira Salvatore per questi deliziosi versi degni d’applausi, per quelle lievi immagini proposte che regalano godimento. Complimenti.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

10-11 Marzo

10 e 11 marzo 2019

Poesie d’esordio

Arcangela Cammalleri –Viaggio al termine della notte-: Interessante ispirazione per comporre una poesia. In effetti in ognuno dei romanzi citati ci sono bellissimi spunti poetici.

Poesie a tema: Sogni

Jacqueline Miu –ultimo sogno-: Una romanticissima Jac trascina fino all’alba i sogni della notte, per sognare anche durante il giorno e ricominciare la sera. In effetti il bellissimo verso è una fremente dichiarazione d’amore, ad alta concentrazione di poetica passione.

Poesie del giorno

Claudio Badalotti –Un sonno sereno-: Dolcissimo, tenero omaggio alla madre, in questo ricordo denso d’amore, reso col ritmico alternar di settenari ed endecasillabi.

Enrico Tartagni –L’Amicizia-: In un mondo nel quale non ci si riconosce più si salva (o può salvarci) solo il sentimento dell’amicizia. Questo il messaggio che l’ottimo Enrico ci invia con i suoi bei versi.

Giovanna Cardella –L’infanzia-: C’è una grande nostalgia per tempi in cui non si era mai soli, tempi ormai mutati da una tecnologia che pare escludere contatti e sentimenti d’affetto. E Giovanna, con questi limpidi versi, grida la sua accusa e dice tutto il suo rammarico.

Felice Serino -49 In questo riflesso dell’eterno-: Poetica immagine di quel che ci circonda e della stessa vita è quel “riflesso dell’eterno” che è titolo e verso conclusivo di un’analisi esistenziale e di un rapporto d’amore.  I versi di Felice hanno una particolare musicalità, una luce, e portano, quasi sempre, a far riflettere il lettore.

Cristiano Berni –“Negli occhi”-: In definitiva sono gli occhi lo specchio dell’anima, e raccontano tutto di quelle  passioni, pulsioni, timori, sentimenti che si agitano dentro ognuno di noi. E questa la lezione che c’è nei versi di Cristiano.

Marino Giannuzzo –Giungerà per me-: Il pensiero dell’ineluttabile finire della vita, ispira Marino per questa sua rassegnata riflessione.                                   

Licia Minervini –“Tu sei”-: Un’intensa preghiera ed una considerazione filosofica, in questi forti, fideistici versi di Licia.

Nino Muzzi traduce Aristide Bruant-: Le traduzioni (puntuale quella d’oggi) hanno il pregio di farci conoscere artisti poco noti o riportare alla mente vecchi ricordi archiviati. Oggi ho rivisto la locandina di Toulouse-Lautrec che rappresentava, appunto, Aristide Bruant e la sua sciarpa rossa. Grazie Nino.

Salvatore Cutrupi –Nebbia-: Molto ben descritti certi malinconici stati d’animo che talvolta ci prendono, dai descrittivi versi dell’ottimo Salvatore.

Sandra Greggio –Una manciata di parole-: Un’appassionata richiesta d’amore, per rimediare all’errore di un abbandono, in questi intensi versi di una Sandra in gran spolvero poetico.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo che tutto ciò consente.

Piero Colonna Romano

 

9 Marzo

Cara Licia Minervini, quanta emozione nel leggere la tua : "Certezza di vita".
Sai, ho chiuso gli occhi per un momento ripetendo mentalmente i tuoi versi sublimi:
mi son visto fanciullo nel cercare, come te, quell'amore assoluto che, ne sono più che convinto, dà il titolo alla poesia che segue.
Potessi abbracciarti, piangerei di gioia per ringraziarti del dono che ci hai fatto.
Dio ti benedica.
Ben Tartamo

 

9 marzo 2019

 

 

Cari Amici sono particolarmente lieto di informarvi di un ulteriore meritoria affermazione letteraria della nostra amica

 

Giovanna Cardella

che nella VI° edizione del premio “LeggiadraMente”

organizzato dal Circolo Culturale “Carta e Penna” di Torino

ha visto attribuire un brillante

 

III° posto

alla sua bellissima poesia

 

Per sempre ottobre

 

 

Alla poetessa Giovanna vanno i miei più vivi complimenti e, restando in attesa di ulteriori sue affermazioni, i più vibranti applausi, uniti a quelli che le sono stati attribuiti dalla severa giuria del premio.

Qui di seguito vi invito a leggere e gustare l’arte di questa nostra preziosa amica.
 

Per sempre ottobre

Chissà se devo ancora a te
questa notte senza sonno,
con dentro l'urlo di un dolore muto
e un bisogno nuovo di sfinirmi
di passi senza scopo.

Ti ho visto ieri pieno di sole
dove ti avevo già incontrato
in carne e ossa e vita,
in uno fra i tanti posti
ove per me esisti ancora.

Ci siamo scambiati un ritornello
e una risata, che ancora echeggiano
sotto quel balcone,
incapaci di svanire nel ricordo,
per mancanza di altro presente.

Chissà se tornerai a trovarmi
in questa notte di ottobre,
quella in cui ho imparato
che il dolore più grande non si dice
e che volere bene è un verbo infinito.

Io mi farò trovare sveglia,
per mostrarti la mia ferita d'oro
là dove ti ho perso,
là dove custodisco per sempre
il dono di averti trovato.

Piero Colonna Romano

 

 

9 marzo 2019

Poesie d’esordio

Roberto Soldà –Ricercare negli infiniti spazi-: “Cucurbita d’alambicco” (cioè la parte più calda dell’alambicco) è una preziosa raccolta di poesie che traggono spunto dalla conoscenza della chimica (ne è professore) di Roberto ed ogni poesia nasce dal connubio tra sentimento e scienza, tra reazioni, cui portano i sentimenti, e le reazioni chimiche tra più elementi, ed esprimono il suo profondo sentire umano e scientifico. In questa lo sguardo del poeta vola verso l’alto ed i versi divengono musica e colori suggestivi che incantano il lettore, portandolo, tra matematica, astronomia e chimica, a guardare oltre il velo della realtà, per vivere un sogno.

Poesie del giorno

Nino Muzzi traduce Billy Collins-: Quando l’amore diviene psicopatia, ecco, qui lo dimostra Collins, comunque ben tradotto dal nostro Nino.

Claudio Badalotti –L’aria del respiro-: Una filosofica interpretazione dell’essere, del sogno e della verità, in questi intensi e bei versi di Claudio, che in quegli elementi scavano, non trovando risposte. Si vorrebbe vincere quella “gravità” che ci tiene legati alla  “terra” (metafore di norme imposte e società che le impone) e solo nel sogno pare di riuscirci. Vecchio, appunto, sogno dell’uomo che non vuole (ma non può)  rassegnarsi alla realtà.

Enrico Tartagni –La donna -8 marzo-: Non mi è chiara la relazione tra il titolo e lo svolgimento del tema. Fossimo a scuola direi che Enrico è uscito fuori tema. Ma resta il tema in se stesso e trovo, nei versi che lo compongono, tutto l’incanto, il fascino delle sue composizioni. Mago dei segni dunque, il poeta osserva caravelle viaggianti tra le stelle e ne trae auspici, quale moderno Tiresia. Ed il lettore affascina.  

Corrado Cioci –La fine chioma dei suoi rami-: Un omaggio alla donna in un racconto intessuto di immagini di una natura al risveglio e già ricca di mimose, in questi versi dal forte tono vintage, di Corrado.

Felice Serino -48 Inverni-: Domanda senza risposta è quella sulla durata degli inverni che ancora passeranno. E Felice ne propone una magistrale, poetica sintesi, incantandoci.

Marino Giannuzzo –Giuliano il prete-: Racconto di destini diversi, in questi versi rievocativi di Marino.

Licia Minervini –“Certezze di vita”-: Una fremente analisi di conflittuali rapporti, destinati, comunque a comporsi nell’amore, in questa intensa sintesi di Licia.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, ed un grande grazie al generoso Lorenzo per tutto quel che ci consente.

Piero Colonna Romano

 

7-8 Marzo

7 e 8 marzo 2019

Poesie d’esordio

Omero Sala –Il primo amore-: Un lungo preludio con finale positivo, ben narrati dai versi di Omero.

Poesie a tema: Sogni

Giuseppe Dabalà –Sogno-: Complimenti, caro Giuseppe per questo sogno nato da filosofiche considerazioni sulla vita e sul suo senso, così poeticamente reso!

Poesie del giorno

Carlo Festa –Quaresima-: Carlo rende laica la quaresima e, come quella religiosa, invita a riflettere sulle proprie azioni, sulla propria visione della vita, per rimediare a errori e modificare atteggiamenti, iniziando poi un percorso di salvezza, un po’ come il triduo pasquale, insomma. Intensi e bei versi ricchi di…buone intenzioni.

Nino Muzzi traduce Eva Burke -: Interessante progetto (sognato) di vita, chiuso (forse per punirsi di tanto fantasticare) con un surreale fine vita, tradotto per noi da Nino. 

Felice Serino -47 Sei del cielo-: Fideistica visione  del vivere, di creature che comunque continueranno ad appartenere ad un compassionevole Dio, in questi versi di Felice.

Marino Giannuzzo –Giovani visi ed obliati nomi-: Ricordi sbiaditi di gioventù tornano, talvolta, nelle foto color seppia di gruppi d’amici. E nascono domande, quasi sempre prive di risposta, e certezze sull’inevitabile futuro, in questi intensi e bei versi di Marino.

Licia Minervini –“Carnevale”-: Mascherarsi per non apparire quel che si è, ascoltare musica assordante, per stordirsi e dimenticare obblighi e doveri, almeno per un giorno. Questo narrano questi versi didattici della brava Licia,

Roberto Soldà –L’attesa-: C’è relazione tra quel che in esergo cita Roberto e la poesia che ne segue. Valery, eccezionale poeta, filosoficamente attribuiva eccessiva velocità nello sviluppo della tecnica (e quanta ragione aveva!)  velocità che non avrebbe più consentito godere i momenti della vita con umanità, distratti, appunto, da troppe immagini, da troppa velocità, da troppi veloci cambiamenti. Ed ecco le immagini, quasi tutte fatte di lente attese, che il riflessivo poeta ci regala e, a conferma, ecco l’invito a guardare al cielo, magari trovandolo in una pozzanghera. Chiude la bella poesia l’immagine di una palma che, in solitudine, cresce lentamente ma cresce e donerà frutti.

Antonio Scalas – Si accese di blu-: Surreali immagini per descrivere un sogno marino denso d’emozioni.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ,in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

6 Marzo

6 marzo 2019

Poesie d’esordio

Michelangelo Marchingiglio –In ricordo-: Il lungo racconto di un rapporto d’amore con la madre (rappresentata come sirena amorosa) sempre attenta alle esigenze, anche spirituali, del figlio; poi l’abbandono doloroso, per esigenze di vita, nei versi, dal malinconico tono, di Michelangelo.

Poesie del giorno

Licia Minervini –“orsetto Bubù”-: Un tenero ricordo, che rinnova amor materno, in questi dolcissimi versi di Licia.

Carlo Festa –Facile dire ti amo-: Un paio di condivisibili aforismi, ben amalgamati dai versi di Carlo.

Santi Cardella traduce García Lorca-:Uno dei più bei sonetti di Lorca tradotto con maestria dall’ottimo Santi che riesce a renderne tutta la forza, la pena ed il senso della fine prevista dal grande poeta spagnolo.

Claudio Badalotti –Ridere del tutto-: Riso decisamente amaro è questo guardare alle contraddizioni della vita. E amara, ovviamente, è la chiusa di questa poesia che, in definitiva, narra di una inconcludente vita priva di senso.

Corrado Cioci –Ai suoi abeti-: Un atto d’amore ad una natura amica ed affascinante, in questo ricordare di Corrado. Intensa e bella la descrizione che di quei boschi sa fare il poeta, con versi che trasportano il lettore tra profumati monti.

Cristiano Berni –“Il Mare”-: L’incanto del mare descritto con versi, che paiono donarne il profumo ed i colori, di un ispirato Cristiano.

Nino Muzzi traduce Durs Grünbein-: Un surreale racconto che unisce impossibili geografie ad incredibili comportamenti animali, per narrare, quale unica, ficcante metafora, lo stupore di chi  esamina l’uomo nei suoi belluini comportamenti. E lo stupore trova motivazione nella chiusa (che chiude a cerchio la poesia, ripetendo parte della prima strofa) quando il poeta afferma che più nulla torna, in questo mondo capovolto. Grazie a Nino per questa sua fatica di traduttore.

Felice Serino -46 Era il profumo-: Un dicotomico sogno, dove l’incubo (l’ululato) si alterna alla serenità (volo tra le nubi) che su quello ha il sopravvento. Ed ecco che la poesia si scioglie nel forte lirismo della luminosa armonia di un versante salvifico, che diviene “frammento d’eterno” e  profumato mare della poesia. Complimenti, Felice!

Marino Giannuzzo –Figlio mio-: Lezione di comportamento, resa ad un figlio, per salvarsi da falsi amici, in questi versi, dall’amaro tono, di Marino.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti , in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano 

 

5 Marzo

5 marzo 2019

Poesie d’esordio

Terry Di Vetta –Il male del secolo-: Impietosa, ma realistica, analisi del peggiore dei mali che ci affligge: la solitudine, quale indifferenza nei confronti degli altri ed incapacità di comprensione, in definitiva male nato dall’egoistica visione del mondo nel quale viviamo, resa con intensi versi della bravissima Terry.

Poesie a tema: Sogni

Felice Serino -45 Il sogno-: Il desiderio di rivivere la vita, come riavvolgendo il nastro di un film, in brevi e significativi versi dell’ottimo Felice.

Poesie del giorno

Marino Giannuzzo –Felicità-: Una tentazione opportunamente non colta. Giusto, in questo caso, il titolo della confessione.

Licia Minervini –“Cerchio magico”-: Intensi versi a metro variabile, tra consonanze e rime, per dire di grande amore e perenne unione ad una amata figlia.

Silvio Canapè –Gioco-: Un erotico gioco, narrato con lievi, deliziose immagini ed un pizzico di ironia, da uno strepitoso Silvio. (consentimi un suggerimento: dividere le azioni in strofe. In particolare io vedrei il verso “Accarezzai il velluto della sua anima” singolo, per dare maggiore evidenza ad una romantica conclusione).

Giuseppe Stracuzzi –Liberà-: Il nostro prezioso amico non è ancora, nel suo poetare, metasemantico ma la strada evolutiva che indica questa composizione mi sembra proprio quella. Delizioso sogno tradotto in versi semi/metasemantici, dunque è questa accattivante poesia, ricca di humor. Leggerla apre cuore e mente. Complimenti, Giuseppe!

Antonio Lisi –Uggioso meriggio-: La noia di un pomeriggio piovoso suscita ricordo d’amore e timore d’abbandono. Ben realizzata l’atmosfera di quel tempo e bene espressi i sentimenti di noia  (l’anafora “Meriggio uggioso” la sottolinea) e di timore.

Carl Festa –Nella confusione-: Insomma abbiamo perso la capacità di giudicare, colpevole il caos nel quale viviamo. Questo il messaggio che i versi di Carlo ci inviano.

Giuseppe Gianpaolo Casarini –Povera cartolina-: Profumati e colorati fiori per dire soltanto amicizia? Magari la destinataria si attendeva ben altro, caro Giuseppe. Ma è sempre delizioso leggerti, ottimo mio amico.

Sandra Greggio –La mia inquietudine-: Notevole riflessione su se stessa, resa con intenso e bel poetare di una Sandra in costante maturazione poetica. Complimenti!

Carlo Chionne –Maschere-: Pirandellianamente  Carlo cerca in uno specchio la giusta immagine per un evento. Per scoprire che non c’è maschera che possa coprire quel che siamo. Versi che paiono leggeri e privi di sostanza i tuoi, caro amico. Paiono, appunto, ma tali da far riflettere. Pirandello, infatti.

Un grazie di cuore all’amico Santi per l’attenzione posta e per il graditissimo commento alla mia “L’infinito sognando”.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo, per tutto quello che ci concede.

Piero Colonna Romano

 

5 marzo 2019

PREMIO MEDAGLIA CITTÀ DI VERONA

Cari amici ho il grande piacere d’informarvi di un ulteriore affermazione, in un concorso letterario,

del nostro amico  e poeta 

Bruno Castelletti

al quale la severa giuria del

7° Concorso Nazionale di Poesia

“Luciano Nicolis”,

alla sua poesia

Cissà

ha attribuito il Premio Speciale della Città di Verona

con la seguente motivazione:

Dolce malinconia della sera. Sentimento che molto spazio ha nella poesia occidentale, che qui trova un’altra rappresentazione all’insegna del dubbio, coltivato con i condizionali (“Voria”, vorrei), la ricerca (“serco”, cerco), il dubbio (“cissà”, chissà). E vanno bene anche altri luoghi non nuovi, come quelli delle foglie al vento, della salita, dei “pascoli del celo”. Perché su tutto aleggia un non so che  di pulita dolcezza, che rende credibile e piacevole il sonetto.

Qui di seguito vi invito a godere dei dolci, struggenti versi del nostro stimatissimo amico, al quale vanno i complimenti più sinceri ed un supplemento d’applausi, uniti a quelli da lui ricevuti sabato 2 marzo nel salone del Circolo Culturale “La Carica” di Villafranca Veronese.

Cissà

Come na foia quando se fa sera

basta na bavesela per pensar

ch’è rivà l’ora de lassarme nar

sperando ne i rebuti ‘n primavera.

 

Voria capir se ‘n meso a i rami nudi

la tremarà de fredo o de paura;

mi sento la pontara farse dura

ne i giorni che me par sempre pi udi.

 

E serco ‘n alto sdinse e s-ciaranele

respiro l’aria profumà de fiori.

 

L’è fiaco ‘l vento drento le me vele.

 

Cissà se ghe sarà dei bei colori

ne i pascoli del celo tra le stele

ne i posti ‘ndò se va quando se mori. 

(Chissà: Come una foglia quando si fa sera/basta un po’ di brezza per pensare/che è giunto il momento di lasciarmi andare/sperando nei germogli in primavera//Vorrei capire se in mezzo ai rami nudi/tremerà di freddo o di paura/io sento la salita farsi dura/nei giorni che mi sembrano sempre più vuoti.//E cerco in alto scintille e schiarite/respiro l’aria profumata di fiori//E’ fiacco il vento dentro le mie vele//Chissà se ci saranno bei colori/nei pascoli dl cielo tra le stelle/nei posto dove si va quando si muore.//

Piero Colonna Romano

 

4 Marzo

Caro Lorenzo,
commentando due poesie d'oggi mando queste considerazioni:

"L'infinito sognando", di Piero Colonna Romano- La differenza fra i miei sogni e quelli di Piero sta nel periodo in cui si sono manifestati; il mio durante l'adolescenza, quello di Piero in questo periodo in cui lui continua ad essere diversamente giovane. Io praticamente non sogno più, Piero continua a sognare: e lo fa con una divertente indagine sull'oltre che, sostenuta da una indiscussa padronanza tecnica,alleggerisce il tormento che copre il nostro buio futuro. Questa è poesia sperimentale d'un esimio conoscitore dell'arte poetica. Complimenti, Piero!
"La Gazza", di Nino Silenzi - Rimango incantato davanti al suggestivo quadro dipinto da Nino, pieno di tenerezza e di profondo amore per la natura; è in breve la storia d'un amore (ricambiato) fra il poeta e una gazza, creature che, con i loro gesti, abbelliscono questo nostro amabile mondo.
Un caro saluto a te e ai colleghi,
Santi

 

4 marzo 2019

Poesie d’esordio

Franco Pastore –Desnuda-: Delizioso racconto, intriso d’erotismo, con confessione finale per auto assolversi.

Poesie a tema: Sogni

Santi Cardella –Un solo dono-: Un romanticissimo Santi ci porta nel regno della fantasia e narra di un sogno, coinvolgendoci. Un sogno dolcissimo, nel quale potremmo perderci, narrato col ritmo di bei settenari ed endecasillabi, per ricordarci di che stoffa sia la classe del nostro ottimo amico.

Poesie del giorno

Felice Serino -44 Verticalità (al negativo)-: Ed è esattamente un urlo, contro questa “civiltà del ludibrio” dove i sentimenti paiono capovolti , quello che il bravissimo Felice, con questa sua brillante sintesi poetica,  innalza.

Marino Giannuzzo –E’ stato bello averti-: Trovo semplicemente delizioso definire rapporti d’amore (giovanili o senili) “tafferugli”. Ma solo un poeta può permetterselo, e Marino lo è. Complimenti!

Fausto Beretta –Le nostre pagine-:  Le pagine della vita, così come possono essere vissute, ben narrate da Fausto che chiude questa limpida poesia con un atto di ottimistica speranza.

Stefano Medel –quando si fa sera-: Pare ispirata dalla bellissima canzone della Vanoni (La musica è finita) questa bella poesia, dal malinconico tono, del sensibile Stefano.

Enrico Tartagni –Le stanze-: Una dura analisi dell’essere e delle pene esistenziali che ci accompagnano, resa anche con suggestive immagini che si accavallano e ti tengono col fiato sospeso. Poesia in sciolti versi a metro vario, ricca di atmosfere inquietanti secondo lo stile cui l’ottimo Enrico ci ha abituati.

Licia Minervini –“Calore come Amore”-: Tenera dichiarazione d’amor materno, resa con versi densi d’affetto.

Nino Silenzi –La gazza-: Un rapporto d’amicizia tra un uomo ed una gazza, narrato come fosse fiaba dal sensibile e attento Nino, con puntuali e limpidi versi.

Carlo Chionne –Obsolescenza-: Dal fordismo al consumismo frenetico, questa la storia economica percorsa da questa  nostra civiltà.  E Carlo, poeta sempre, così la sintetizza con i suoi accusatori versi.

Sandra Greggio –Fuga-: Richiesta di maggiore attenzione, di maggiore complicità forse, probabilmente rivolta ad un disattento lui, con avvertimento di chiusura.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

3 Marzo

Ho avuto il piacere di leggere alcune poesie e canzoni dell'autore Ben Tartamo...che dire sono meravigliose e coinvolgenti, una delle tante ad esempi

"E così"
Le ali mi tirano su
mentre i piedi mi tengono giù.
E così, mi lacero l'anima.
20febbraio19

in pochi versi si percepisce l'animo nobile di Ben, quel lacerarsi dell'anima che riguarda un po' tutti noi…..bravissimo Ben, continua sempre così, arriverai in alto, il cammino è già iniziato ;-) ….con ammirazione
Licia
 

 

3 marzo 2019

Poesie d’esordio

Raffaele Marchesi –Illusione e rabbia-: Quando un traguardo pare irraggiungibile, ecco sgorgare questi intensi e bei versi, pieni di rassegnata amarezza.

Poesie del giorno

Felice Serino -43 Preghiera-: Notevole sintesi di un atto di fede e di speranza, sono questi versi dell’ottimo Felice.

Marino Giannuzzo –Di paglia una vampata-: Secondo Cicerone l’amicizia è un puro sentimento (secondo soltanto alla sapienza) che può legare due individui. Ma dice di più ed estende il concetto al vivere civile, che di più elevata qualità sarà se pervaso (e nato) dal senso dell’amicizia. Seneca la considera il più alto e nobile dei sentimenti ma, con maggiore prudenza dell’altro, distingue tra amicizia disinteressata e amicizia per opportunismo. Forse prevedeva la fine che gli avrebbe fatto fare l’amico (suo allievo) Nerone… Il nostro Marino non ha via di mezzo: è un fuoco di paglia destinato a durare l’espace d’un matin e  questo sentire gli ispira questi versi dal pessimistico tono.

Fausto Beretta –Primo Incontro con la nera signora-: Il cupo racconto di un esperienza di vita, di vita perché questa contiene la morte, narrato con puntuali riferimenti dai versi, dal meditativo tono, del nostro Fausto.

Licia Minervini –“A mio figlio Daniele”-: Un affettuosa raccomandazione ad un amato figlio, detta con bei versi pieni di tenerezza

Sandra Greggio –Poesia semplice-: Siamo circondati da poesia, questo il messaggio che oggi Sandra ci invia. Servono ancora le parole per farla? Pare dire. Beh, ognuno di noi ha la sua risposta.

Carlo Chionne –Cervello in fuga-: Chapeau, caro Carlo! Questo si chiama essere poeti, perché solo un poeta potrebbe immaginare di poter continuare a  realizzarsi in quell’altrove che ci aspetta tutti. In quell’altrove ti do appuntamento
 

Il più cordiale dei saluti a voi tutti , in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

Ho letto con molta attenzione e piacevole incanto, le poesie dall'autrice Licia Minervini e, mi congratulo con lei per le emozioni che mi ha suscitato.
Rime, le sue, secche e intime, che arrivano direttamente all'anima. In esse, leggo un dolore che le strazia l'anima, ma a cui risponde con coraggio e discrezione da Donna forte e coraggiosa che, probabilmente, nella fede, riesce a trovare alimento per dar un senso a ciò che le appartiene ed è suo misterioso vissuto. Complimenti di cuore Licia, sei baciata dallo Spirito del Padre di tutti i doni e talenti. Continua così, attenderò con ansia di leggerti ancora, mia sconosciuta amica di parole.
 

 "A mio figlio Daniele"
Ama il tuo tempo
rispetta il tuo tempo
onora il tuo tempo.
Il tempo, fuggevole dono, regalerà
risposte ai tuoi dubbi,
alle tue paure,
ai tuoi amori.
Il mio tempo sarà sempre
parte del tuo cuore,
il tuo tempo sarà sempre
parte del mio cuore.

01/03/2019

Pioggia
I Tuoi passi coprono il rumore dei miei
verso casa

raccogli le mie lacrime, trasformandole in pioggia
col Tuo sguardo abbracci il mio dolore
Sei qui, adesso, e mi tieni per mano.

Fuori c'è chi soffre
Chi ha bisogno
Di una carezza
Di un abbraccio
Fuori ci sono gli altri
Quelli che non vediamo
io sono "gli altri"
io sono " quelli che stanno fuori"
Ma....TU dove sei????

--
Ben

 

2 Marzo

2 marzo 2019

Poesie d’esordio

Gaetano Gulisano –Neve-: Poetica descrizione di montagne innevate, realizzata con originale tecnica di versi, a vario metro,  affiancati e rime a fine verso.

Poesie d’oggi

Nino Muzzi traduce E. Kästner  -: Una descrizione del carnevale e del freddo mese di febbraio, resa col tono di una fiaba, ben tradotta dal nostro Nino.

Enrico Tartagni –Sparnazzile primaverile-: Il poeta si diverte e compone una filastrocca senza senso, divertendo.

Felice Serino -42 Cosa resterà-: La nostra storia mondana scritta sull’acqua, già. E Felice sul dopo riflette, con grande realistico pessimismo.

Marino Giannuzzo –Delusioni-: La lezione che se ne trae, leggendo questi versi, è che è meglio non crearsi illusioni.

Fausto Beretta –Donare sincero-: Forte invito, attualissimo e poeticamente realizzato, alla solidarietà umana, in questi intensi versi dell’ottimo Fausto.

Stefano Medel –Brezza-: Gli ultimi spifferi dell’inverno, forieri di primavera, ben descritti da Stefano.

Claudio Badalotti –L’aria del respiro-: Una filosofica riflessione, resa con bel poetare, sulla vita, sui luoghi vissuti, sugli spazi infiniti e sul nostro essere guardandoci essere, di un  assorto, riflessivo Claudio.

Licia Minervini –Pioggia-: La pioggia, a simboleggiare la pena interna, ed una intrinseca richiesta di comprensione, in questi intensi e bei versi di Licia.

Carlo Chionne –Amare-: Ode all’irrinunciabilità dell’amore, dunque, resa con i tenerissimi versi di un Carlo in poetica forma strepitosa.

Antonio Scalas –In questa notte così fredda-: Il bisogno di confortare, di dare amore, in versi di una forte intensità che ricreano una malinconica atmosfera.

Sandra Greggio –Due sillogi-: La descrizione dei sentimenti che hanno ispirato la prima e la seconda silloge (a breve in stampa) della bravissima Sandra. Comune ad entrambe l’amore per la poesia.

Salvatore Cutrupi –Sete-: Quel che muove la mano di un poeta, qui molto bene descritto dai versi di un attento e sensibile Salvatore.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti, in primis al nostro generoso Lorenzo.

Piero Colonna Romano

 

1 Marzo

1 marzo 2019

Poesie d’esordio

Ida Guarracino –Fiore di pietra-: Il racconto di una disillusione, reso, con metaforiche e belle immagini, da versi densi d’amarezza. Già allora brava la nostra Ida, successivamente, giustamente apprezzata per il suo poetare.

Poesie del giorno

Licia Minervini –Fuori c’è chi soffre-: Benvenuta nell’azzurro, Licia! Forte questo esordio con poesia che è richiesta d’attenzione, forse d’amore, a chi pare distratto da altri interessi.

Nino Muzzi traduce E. Kästner -: Un rapporto che non porta alla conoscenza reciproca, descritto con grande maestria dai versi del poeta, che Nino oggi ha tradotto per noi.

Enrico Tartagni –Giunco d’alto mare…-: L’illusione d’essere “albero di maestra” e la realtà che ci fa diventare mare deserto, “squalo in gabbia”, “oceano in bufera” e, in definitiva, parere “miraggio nella sabbia” è un esistenziale problema che Enrico traduce, con grande maestria, nei suoi versi.

Felice Serino -41 Nel giro di poche lune-: L’incapacità del vivere, l’incapacità del cogliere l’attimo, molto ben resa dalla sintetica traduzione poetica dell’ottimo Felice.

Marino Giannuzzo –Delle tue azioni-: La pietà e la comprensione di Dio, che sa leggere nei cuori, faranno la salvezza di chi, per le sue azioni, dall’uomo è giudicato negativamente. Questo nei fideistici versi di Marino.

Renzo Montagnoli –Nero e altro ancora-: La realtà che stiamo vivendo ispira l’ottimo Renzo per questi suoi versi didattici e densi d’amore per il prossimo. E come non concordare?

Carlo Festa –Ogni nave che affonda-: Versi metaforici che potrebbero essere interpretati come un invito a non scoraggiarsi per i fallimenti che possono accadere nella vita. (forse)

Fausto Beretta –Presenze nel tramonto-: Ricordi che tornano e si materializzano dolcemente, tradotti in questi intensi versi del bravissimo Fausto.

Stefano Medel –Sole the end di febbraio-: La rinascita della natura e dello spirito, raccontati dai  versi di Stefano, che paiono sospiro di sollievo.

Giuseppe Dabalà –Tu sei…-: Bisogna arrivare alla fine per capire che l’oggetto di tanta enfasi non è una donna bensì la poesia, per la quale non c’è iperbole che tenga ed alla quale Giuseppe volge questo inno d’amore.

Cristiano Berni –“Ho visto nei tuoi occhi…”-: Occhi, specchio dell’anima, dunque e Cristiano ne interpreta le emozioni che vi legge e compone questa intensa ode, colma d’affetto, dedicandola ad una sorella.

Salvatore Cutrupi –Haiku-: Due haiku che narrano della nascita della primavera come tenere pennellate.

Carlo Chionne –Lettera ad Antonella-: Un saluto intriso di nostalgia per quel Castellaccio che lo ha visto, lo vede e lo vedrà ancora a lungo, poeta colto e raffinato. Un caro saluto, Carlo e chissà che un giorno non riesca ad applaudirti in quel di Montenero.

Luigi Preziuso –Come un fuoco di paglia-: Bella ode ad un caduto di una delle tante inutili guerre che affliggono l’umanità, ben composta da un ispirato Luigi.

Antonia Scaligine –La speranza è vita-: Il giorno che nasce e che porta speranze, narrato con versi densi delle belle immagini poetiche di Antonia.

Sandra Greggio –La casa silenziosa-: La rassegna degli amori della vita, in questi intensi versi di Sandra che sono un vero e proprio atto d’amore per la famiglia.

Il più cordiale dei saluti a voi tutti ed un grande grazie al nostro generoso Lorenzo, per tutto quello che ci concede.

Piero Colonna Romano

 



Pagina iniziale

Tematiche e testi


Poetare | Poesie | Licenze | Fucina | Strumenti | Metrica | Figure retoriche | Guida | Lettura | Creazione | Autori | Biografie | Poeti del sito

Torna su

Poetare.it  © 2002