Poesie di Enrico Tartagni


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Fiori da marciapiedi.
Tra i marciapiedi di città
spuntan fiori d'ardesia schizzati
che non chiedon d'essere capiti
fioriscono bevendo d'attoniti sguardi
intrappolati dal duro degli atoni asfalti.
Caduchi ornamenti colorati e bianchi d'amore sprecato
che regalano un'anima in ombra tra passi e meditazioni
a chi s'imprigiona i sogni nel cuore di pietra.

Ibernazione cibernetica.
Esproprio emozioni accettazioni intenzioni
appropriazioni di parole in eliminazione
parole negligenti incontrollate
incontrollabili
scritte nel vuoto sotto al bianco
dilapidate nel non senso cibernetico
sbattacchiate come puttane da tastiera
parole urlate che nessuno sta a sentire
tanto non distinguono l'acca dalla ti amo!
licito parole
all'incanto
senza musica
senza crusca separata dal georgofilo
senza sapere se siam muti o se siam qua ad ammazzar
villani
Mon amour penace
c'est mon terrifiant mot
che più mi scappa sorbite adulazioni
da pentagramma parolaio sgrammaticato
rannicchiato computista inebetito
d'interazioni vidimazioni
animazioni
vibrazioni
inibizioni...
inazione...
...
Interruzione dispositivo remoto in ibernazione dell'utente...
anche i morti può succedere che rispondano...

Chiusi gli occhi.
Ecco ho chiuso gli occhi
e spenta la luce all'etagere delle mie acque in stanca.
Senza sapere perchè ho chiuso anche il cassetto al comodino,
senza sapere perchè,
perchè dentro non c'è niente,
dentro neppure un pensiero
una piccola lettera d'amore
dimenticato tutto in altre penombre.
Ecco sono rimasto al buio
ad occhi chiusi
senza sapere perchè.

Traffico silente.
Però il traffico che c'è nei tuoi pensieri
come scorre veloce verso i miei
le tue mani verso me
sono la fine medicina dei miei mali
i tuoi occhi su di me
sono raggi di sole per il mio cuore
e la tua bocca sulla mia
è aria alla mia vita
la mia mente si dilegua e sogna nella tua
quando sto fermo nel tuo traffico silente.

Ipozona.
C'erano donne e c'erano uomini...
che si amavano...
e si va avanti così
andando ad ipozone
scrutando da lontano
se il nemico legge la tua mente
che hai lasciato tra i pensieri spettinati
o se ritorna il tuo amore
con la sua pelle commentata mai descritta...
e va sempre così
si finisce coi sogni colorati d'isabella nelle mani
e non vederli perchè è facile incontrarli
impossibile salvarli nei nostri cieli preferiti...
c'erano uomini e c'erano donne...
che sognavano.


 

...mia Regina.
Una donna priva del regno
s'appoggia sola all'aria dissalata...
del futuro un sogno...
un desiderio una speranza
un dissipato guardare il passato
appuntellata nell'indistruttibile vuoto dei muri del tempo
e nella notte senza fine
guardinga guarda...
alla fine arriva
mentre io camminando
passo dopo passo
cado lontano e di lei mi privo...

Raggio di sole
Tanti mondi piccolini come me
stan rinchiusi dentro sè
e se un raggio di sole col suo caldo
scioglie il ghiaccio del mio cuore
mi ricordo di guardare
i mondi intorno a me.

Gorgoglii
Acqua pura gorgoglia
nel buco della fogna.
Non pulirà il ventre della Terra.

Gocciarosa.
Goccia d'acqua mi disseti col tuo fresco
voglio per sempre essere il tuo fiore
goccia d'acqua non ti sciogliere mai
al sole ed al suo calore
c'è qualcosa di me nella tua acqua
c'è una goccia del mio sguardo
goccia d'acqua sei il mio specchio d'iridi e d'aria
dammi la tua acqua come la doni alla rosa
che sia il fresco al desiderio del mio cuore
goccia d'acqua non svaporare mai
al calore del mio amore
goccia d'acqua disseta col tuo frescore
il secco nella sabbia dei miei pensieri
goccia d'acqua tienimi con te sulla tua rosa.

Il gatto di pietra rossa.
Il Silenzio dentro me è...
sapere che avrò sempre una scelta
e un viaggio felice senza destinazione
vivere sin dall'origine nel posto sbagliato
ricordare ciò che ho visto ad occhi chiusi
toccare un fiocco di neve che non cade mai
è la pazienza del cacciatore che mi fa aspettare
l'amore che a tutto mi serve prima della risposta
il silenzio è l'enigma
il gatto di pietra rossa
a guardia del giardino dei miei labirinti.

Aspetto un angelo...
Sono solo...
e siamo quà...
s'aspetta...
ma tu non vieni avanti
il grande mondo che ci circonda
è incontrollabile come le parole
i pericoli sono dappertutto...ovunque io mi rigiri...
in mezzo al mare in mezzo alla terra
in mezzo al cielo dove voli tu
ed anche se sei angelo che respira nelle sere che mi muoiono in mano
nel mio letto
io t'aspetto ma tu...
non vieni mai.


 

Niente. (cioè, deus ex machina)
Deus ex machina bibliotecario
elenco codici a memoria
sotto le foglie morte seppellisco le mie biche
led nel buio nella casa stelle ai muri.
Custode stendo menaide alle mie cure
sommeggio bigonce di molli pensieri
biografie bifore arena bibace di biasci.
Sene collezionista stampo infolio una biblioteca diamante
taglio le cime alle rape
sfrido tra lettere e parole.
Nume propaggine sciolgo i nodi diacritico devasto alfabeti
accendo i monitor in diafanoscopia nei miei però
e cercando ogni pendice sotto il mare
di congetture mi cucino un biancomangiare.
Tutto nel Niente.

Sul rivale del fiume (Lamone)
Stavolta me ne vado...
Me ne vado un po' in quà...
non c'è nessuno qui vicino, tra le giunchiglie,
non c'è un altro da aggiungere ad un basso colorato con i gialli
o allo spasso del mio tempo.
Lascio che la riva e il fiume
ed ogni giorno nato da sorgente e morto di tramonto
allontanino i mie passi dalle fiumane di parole.
Che m'ingorgano il destino.
E mi perdo vagamente in un fondo...in uno sfondo
ignorante vano e insulso per un sentiero di canne morte
stringibordi stronchi di flussi aggiunti al basso sopra all'alto
e per gli inutili abbaiare dei cani sguinzagliati.
Qui mi fermo e senza logica visibile
astuto davanti all'invedibile
senza aggiungere senza togliere senza tagliare
guardo i destini
e le parole
che la corrente trascina fino a sparire
senza pietà
negli incauti bassi d'anima.
Per quanto e tanto camminiamo noi
non possiamo stringere tutte le mani
e io non posso pregare anzi pensare
mentre mollo la speranza dalla riva
alla prossima volta che me ne andrò
a farmi di canne in po' più in là.

Spirito libero
Sono spirito
libero da impero
di agire e di pensare
per davvero.
Non sono Sacerdote
mi ispiro a Libertà.
Sono un maschio
con le stelle in mano
non recupero prìncipi e princìpi
e se puzzo dalla pelle
per la mia colpa
spiegatevi allo Sciamano.
Poteva fare a meno il mio Padrone
di mettere in giardino
un melo insieme a un pero.
Era, nelle Ere, molto meglio
se ci piantava un gelsomino
o che so, un giuggiolone.

Un' autoambulanza.
Hanno portato via due occhi immensi
ormai erano lì sull'ambulanza ed eran di donna
ed erano stanchi d'astratto
astersi di trasformazioni
e mi hanno parlato di una vita alla fine
già creduta eterna
inimmaginabile
occhi di donna antica di tutti i colori dei cieli e dei mari soffusi
riflessi di bimba allo specchio
invecchiata nel bianco dei suoi capelli
e nelle tempeste nei fili del tempo.
Tanto vi ho amato, rughe divine, senza pensare
occhi adattati allo splendore del prossimo cielo...
...davvero ti amo dolcissima mia vecchia fanciulla
sopportazione che piangi senza rumore di lacrime
portata via dal soccorso alla tua infinita beltà
mai mai mai perduta bellezza...
Chi sei mai tu?
increspato angelo passato in silenzio tra noi
che m'hai voluto svelare uno sguardo, uno solo, dei tuoi occhi sommessi
e mi hai detto: "non posso far niente...mi portano via a morire..."
Così, io sono te e tu sei me, mia nobile donna segreta.

Un sogno...
Una pineta
tu seduta sulla panchina
e cercavi la mia mano lì vicina
ti sei girata e subito buio!
Da dove esci?
Vedi un percorso
ambiente in una nebbia fitta
ti sei girata
e ti sembrava un bosco
fasce oscure nera nebbia
osteriggio di un mattino
non credevi nel labirinto
nelle spine
e nei rovi di trovare il male
opprimente
della paura di un ombra sacra
come fuliggine nell'aria
e nei vortici cadevi
urlando per toccarmi perchè
mi credevi vicino
e mi cercavi nel narcotico mattino
ma eri in prigione nel tuo letto...

I se.
Ossessione intramontabile
o incredibile scommessa
storia a tinte forti
cromie in invisibili racconti
che cambiano i colori ai canali dell'amore.
Attualmente non so i se
non so se sono un jap decò o un pop retrò...
ma anche morire è interessante...
se vinco la scommessa.

Omaggio ad Alda (tentativo)
Un bacio in via Cavour
inaspettato
tra la folla
appassionato
davanti a San Domenico
sconvolgente
mentre sarebbe bastata un'inutile carezza.


 

La spesa cramp.
Sai
vado a comperare le mie cose
finirò dove finisce il mare
mi fermerò dove si ferma il cielo
sai
faccio la spesa di tante belle cose da buttare
per ricostruire un'altra vita cramp
a pezze come già la vecchia patchwork
ascolta mentre mi pensi dritta da dietro il rosa in fiore
di questo beautiful day
ama subito ciò che hai sotto ai piedi
sai
io vado a far la spesa
comprerò cianfrusaglie uguali ad inutili cose
non aspettarmi
dovrò andare in fondo al mare.

Sole negli occhi
Non si vede niente
col sole negli occhi
possiamo rivederci
all'ombra delle parole
ce ne sarà tanta
rinfrescheremo i corpi
sconosciuti e le poesie
d'amore dimenticati.

Uomo di resina.
L'uomo che annusava il legno
in questa vita
piantava tavole sul mare
nel millantato mito
separava le onde
sommergeva i boschi e i pensieri derideva
profumava dalla pelle di schiuma del suo sangue
l'uomo che sapeva di resine
lacrime e pensieri.

Ricordi d'ufficio.
Architetto del comfort
dimoro in scatoloni pieni di parole
in forma intelligente da design
in ascensore
sono home e sono office
arredo i danni da spessori nevrastenici
illumino gli angoli riposti nello sporco
painting su disegni scancellati...ops, cancellati dalle directory mnemoniche
mani di fate che colorano le frasi scritte sulla luna alla parete
cammino sulla moquette e furbo m'attutisco il mio dolore
isolo il rumore dal sonoro e col fumo writer nel futuro
scolpisco muri che non dividono le sedie dalla luce
poi alla fine io architetto delle magie fatte nell'aria senza finestra
coi lasciti passati non pagati per inscatolare al sole spento della stanza
progetti conti fatti bilanci computerizzati amori strapazzati
in sede arriverò in mini short.

Segreti in (da) cucina.
Dai sogni risvegliandoti de revers
prima ancora che io ti spazzi i pavimenti en vers
non dire che lucido vasi preziosi e suppellèttili
non dire a nessuno di quei dementi
che preparo le tue cene
altrimenti mi rideranno dietro
perchè sai io sono un uomo di una volta
riempio la mia casa di oggetti intelligenti
coi purè condisco in cucina le mie pene
preparo i piatti sopra al vetro
con insipidi pensieri da rivolta
e non dire a nessuno dei tuoi cavalier serventi
che scrivo poesie nella polvere sui mobili.




...di Dylan Dog ---

Mondo salvato dai bimbi piccolini
abiteranno accanto a una centrale
fioriscono iridi nell'aria --- scariche elettriche solo nelle nubi ---
fumo sporco, radiazioni sorte da dio ---
... e correranno sulle strade seccandosi gli occhi più belli...
incantato...disincantato
esploratore d'emozioni pungenti come i sospiri dell'Amore.
Impronte nei Deserti bocche dorate congelate dalla Morte
mari salati...orride chiese e poi aperte...niente onde senza correnti e senza sabbie
voli, al sole, senza raggi nè esplosioni, niente calore.
Esploro l'impossibile inesistente, guardo...
non vedrò l'Impero degli Eredi...e le parole più belle...
...hanno radici...sono peripezie con il Peccato...
Tipica passione, debutti di stagioni, rapide espressioni,
ricami rinnovati sugli oroscopi del giorno, arcani specchi,
orbite fisse ostaggi nella mente. Muori.
C'è chi spedisce lettere d'amore,
chi in dispensa mette baci e abbracci,
c'è chi dice sono dolce, chi si rivolta nella tomba,
i giù sono i su sulla giostra dei Ricordi...
indagatore d'incubi fobie negli ignoti cieli...
...spettri...

Gloria (in excelsis)
Sarà tutto nuovo nel respiro di quest'aria.
E un giorno sarà scritta una nuova parola.
La fabbrica degli uomini nuovi
è la fabbrica degli uomini morti
i colpi di martello colpiscono le teste
selvaggi i nuovi pirati tagliano l'anello mancante
nuovi chiodi e nuove croci colorano la nuova parola.
La gloria degli uomini nuovi è il sole della morte.

L'orto del re.
Se avessi un fermatempo
mentre divago
dans le potager du roi!
Non farei sogni che s'arrampichino
sino alle erette cime des Jardins des Hesperidès!
Moi, oh! finalmente io sempre io immensamente io
mi sveglierei Heraclès
nel rosso tramonto delle insidie intorno a me
tombeur dei miei muri
aux pieds de la Reine
au mème niveau
dove fioriscono
le pommes de terre.

Una tenda
E' un sogno un dogma è un ponte
per cambiare lo stile di venerdì
psicosomatici ricami di parole
desiderio di lasciare impronte
od una macchia sopra il sole
in una tenda a fine viaggio
riscaldata per il dì.

Vittoria e sconfitta.
Fiaccole e vento
alabarde e spade
e poi campane
battenti alla vittoria
e c'è la sconfitta
di anime guerriere
sotto ai cipressi
piegati dal vento...
se io fossi cipresso...




Camera d'attesa.

Ti aspetto qui intanto mi riposo un attimo
scarica pure dal furgone i fiori che ti ho comprato
sistemali nei cristalli che m'adornano la casa
mi profumeranno le scansie
di ogni mazzo ricorda che c'è un nome
e tutto quello che non ti ho detto
consideralo petali caduti sui tuoi piedi.
Ti aspetto qui al mio computer silenzioso
sfoglierò i file coi fiori più belli e luminosi
li salverò per riempirne la mia camera d'attesa...
t'aspetto qui seduto sull'unica mia sedia e
ti donerò un fiore quando verrai per portarmi via con te.

Oroscopo personale.
...il Sagittario scocca la freccia
che insanguinerà i Gemelli...
...sciolgo alla bella la treccia
lei suona i miei campanelli...

Far sera.
La Morte incombe
severa
e immanente
ci riempie meschini il destino di tombe
e noi alteri dovremo pur fare sera!
Preghiamo
il mare scopiamo
scriviamo d'amore in note d'annate
ci tocca il far finta di niente...
e sparo cazzate.

Corrispondenza.
Spesso rimando a dio
ciò che è mio
per esempio ho in mano un fiore
e ne racchiudo l'odore
rubando al campo uno stelo d'amore
per non dire dei baci
e delle carezze
stampati in nero sul bianco anima
e in cielo dei messaggi
che hanno un mittente senza un destino.




Giappone.

Himiko sa muore e sa amare
sorride al Sole e alla sua Terra sale
figlia colpita al cuore
da Samurai che nasce dall'onore
migrazioni infinite finite con il male
risvegliàta nella luce dalle scosse dei suoi Kami
atomi e isole nel mare
Himiko scompare con l'Anima tra le mani.


L'ombra nella Sequoia.
Rossa corteccia
pelle di un Dio pagano fratello
Sequoia di un mòdo e in un mondo blasfemi
indietro non torni
neppure a portare con te la mia ombra
prigioniera nel legno e dei tuoi segni.
Sequoia che stampi la mia Religione
che m'anneghi il pensiero di profumi di terra e radici
Sequoia Navajo
canto germoglio in alto nel cielo
e nel fango di resine e pino
innalzato ai Mòdi
ed ai Mondi degli Eterni Giardini Bambini...
sappi mio abbraccio
che non sei sola col tuo proteso dolore...
ripara la mia anima dentro la Tua.

Preghiera (ignorata) di una bimba (meravigliosa) zingara.

Con l'asperges del mio odio ho ignorato una preghiera,
che il Male sia con me quando mi si farà sera!
Per la mia Colpa ho maledetto in tutti i dove e in tutti i quando ogni dio
e non credo ma spero che tra gli stami un inferno sia quello mio.
Insultato dentro agli occhi assuefatti di una bimba, disperato,
urlo: non devo esser sempre io quel dio stagnato!

L'angolo curvato.
Infine, ecco,
l'angolo curvato al di qua delle mie voglie,
è raggiunto!
L'aggiungo agli estinti desideri,
ma di là,
ci sarà un sorriso o m'aspetterà il passaggio?
La sorpresa, oh si! mio Desiderio ultimo e nascosto,
non sarebbero i tuoi occhi,
li rivedrò, sai, nei colori dei mari,
sarebbe invece camminare su queste strade,
già intraprese quando non avevo idee e...
e non le riconoscerei
senza l'aiuto del tuo sguardo...

Un bell'andare.
Il mio sarebbe si un andare...
ma prima devo sistemare il mare
e le sue onde
tirar su altre sponde
mi conviene lasciar perdere
d'amare.

Se...
Se ci fosse un mondo...
Vivo incoerenti i giorni al momento
neri laboratori regolati da benedizioni e odio
cicli segreti con futili cifre...
Se ci fosse un mondo evergreen
con su scritto
vendo in cambio di un germoglio d'amore...
Se ci fosse un mondo
coi bambini che non muoiono piccini
ah mio dio
se ci fosse un mondo
fatto non da dio
potrei morire felice restando
un bambino.

Sorgente di vita.
Acqua ridente
io, perdente,
schiarente
anima mutante
nel tormento anima puttana
mosse false, rami rotti, e i fiori,
che non sbocceranno mai
sotto terre sollevate
blocchi
che coprono i miei corpi
rovinati
dai bimbi nati morti...
la vita non è un sorgere
è un tramonto...strappato agli angeli...
siamo scontri tra le stelle
esplosioni...per caso...dettagli in molecole sparse
tra figure di dei apparse dentro il fragore di vesti arse...
ah il male è grande!
alla prossima galassia
si sfilacciano i nervi
si sciolgono i colori
si inventano parole
nel terrore dei rumori
acqua ridente...in trasparenza...e chiare stelle...
acqua dammi da bere, alla tua sorgente tormento.

Spes vitam suscitat
Il sapone lava le macchie,
c'è profumo di bucato.
La vita sporca il mondo.

Il Borgo San Rocco di Ravenna.
Disarmato vivo nel Borgo.
Unita mente a te
nel castello di tenebra attico dei sogni
cornice in vetri fumè
dei nostri amplessi complotti...
eccoci qua, nudi...
contro la viltà della Morte.
Compro i fiori senza guardarne i mazzi
da quelli delle botteghe innamorate di te
laboratori d'illusioni e di colori
in un borgo dove si stampano le foto alle risonanze degli Amori
artigli dei giorni nei nulla qualsiasi
quasi passeggiate prima dell'alba
unitamente a te
Divina Invasione nel mio Borgo.

Mare di parole.
Distesa di parole
davanti ai nostri piedi
piantati sulla sabbia bagnata di parole
affondati nell'ardore del mare chiuso
nel nostro abbraccio
confuso di risacca delle ansie
dell'amore...
pelle di morbidi candori
e un volo nero dipinto nell'argento
e delle conchiglie conosciamo il nome
ne faremo collane e anelli e fogli bianchi bagnati di parole
ne ascolteremo ancora il fruscio dalle parole
che gli abbiamo regalato...
noi non siamo più di questo mare
lasciamo impronta sulla sponda
la bagnerà...la cancellerà...
la trascinerà nella sua profondità...

Diamante.
Dal diamante non nascono amori,
dal diamante non nasce niente,
luce o musica in sezioni.
Un diamante nella mente,
il meglio della mia corsa nella vita,
ogni momento che m'arriva mi è diamante,
bianco sulla luna, o fuso su nel sole,
un diamante tutto è per me ora e adesso,
nell'ombra della vita,
piccolo o lontano che sia, un diamante,
tutto è adesso se sta nel centro,
se tutto è all'origine dal centro,
un diamante non è niente,
se non lo raccolgo,
se non lo taglio...
niente nasce dal diamante
se non l'intaglio con la morte.

Dentro un viaggio. (Scusa se ti amo)
Scusa se ti amo.
Potevi dirlo che hai un sentiero altrove.
Non guardo neppure più se l'aria è ancora intorno a me.
E non aprirò mai più vetri e finestre per osservare se le luci sono accese nelle case.
Lascerò tirata le tendina che offuschi la mia vista come la mia mente offusca i miei pensieri.
Scusa se ti scrivo da lontano, è che non ho forze per partire.
So soltanto percepire la stanchezza della vita, so soltanto che mi si ferma il cuore...
Camminerò stando fermo qui ad ordinare un niente sopra a un niente e ad un bacio imprigionato...
imprigionato dentro un foglio, dentro un viaggio, dentro un bastimento, dentro ad un fumetto di bambino...
Scusa se ti amo.

Fiamma di una candela.
Ho acceso la candela alla bambina
un'anima gentile
armonia in mente e corpo
grazia seduzione
di un gioiello in primavera
d'ansia e stress un sedativo
soluzione ai colori che si spengono negli occhi
per rimanere in eterno
in fragili contorni
nel candore di bambina che non muore.

W la Moda.
Ah che bella la Moda fascinosa!
Vivrei del Fashion, d'eleganze a iosa.
Mi segno il Trend, mi stiro i capelli, da lindo idiota
col phon li lucido cucinandoli col gel.
Di Glamour m'imbrillantino tutti gli specchi,
vedessi che brilliì occhi tirati sù bisturizzati con gli eòn,
o con ciò che non è...
Rinuncio a un serio Amore che mi sorprenderà
per non perdere ore rosse da croisett
divi da tappeti e reginett, eccipienti per la vita,
in vin rosè pompelmo danacòl
e vivo di doremifasòl.
Botulini, pulci negli orecchi,
pendant microaspirine jaluroniche pomate salvaricordi smessi già nel tempo
e pulisco la mia pelle, le articolazioni del linguaggio e il pompaggio dentro al cuore...
E i corpi delle Donne da guardar con dignità...oooh!
E una ragione per la vita? Mai! Mai, per carità.
M'impiastriccerebbe i giorni d'attaccaticcia cellulosa, resine aromatiche dei boschi del Pensiero...
mica sono un Forestale, non sono il Missionario Universale, della Foca che mi frega!
Per me il Mondo può finire lì, al confine del Paranormale...nel divino del dir "Io sono".
E così ingoio compresse rivestite come un film,
e a mezzanotte un ansiolìn,
per non fare a botte con il letto,
e se ciò...c'ho? l'infiammazione
prendo il prednisolone,
ma...ma la mia mente balbuziente
è "in", è "vip", è "ciuk"...crosta di gossip con gli acronimi
senza capire d'esser deficiente.
Che bella la Divinità con le Dive e con le Stelle.

Altari.
Pro aris et focis
le vie nuove
tormenti del nero e del bianco
mondi lontani
sconosciuti stranieri
catapulte di uomini e miti
non si incontreranno mai
ciascuno speranza a se stesso
e l'addio mi resta morto
sull'altare della Vita.

Ragazza nera.
Nell'aria aspetto
che il timore del Nero sia parte del mio.
Io sono bianco
io sono puro
io sono stanco
io sono duro
e questi occhi neri dentro la pelle nera
che mi pesano i pensieri
sono la mia paura di ieri.
Ma la nera ragazza
col nero nel suo sguardo
che mi rovista le mani
è la mia dolcezza abbandonata al domani.

In un giorno di sole d'inverno.
E se in questo giorno
in quel sole penetriamo
sonde d'amore con voglia d'eterno
e se ci posiamo come i merli sul ramo
in equilibrio con la neve d'inverno
noi radiazioni contaminazioni d'atoni atomi
se noi da dentro quel sole lassù vogliamo calore
salgo astronauta senza ritorno
perchè non sia solo desiderio
da bruciare su una stella.

Nuda
Nuda sull'erba
dormi pronta.
Come l'assassino sotto la luna nuova.
Sei leggenda prima della morte.

Il Signore è pigro...
Ho una caterva di nemici
datti da fare
o Signore
non riesco più a scalare le pendici
non posso più aspettare
sto finendo le mie ore.

Picchio Nero
Nero notte buio oscuro fiume che non scorre
sono i giorni sono le notti che non hanno albe che non conoscono tramonti
che non hanno sere
sul mare sulla montagna sul mio cuore
che picchiano il ritmo coi miei battiti ai passi della morte...
Bisogna
stare solo
separato
a bordo della riva della vita
dimenticato
nella paura che mi fa questa grande immensità
per capirla nella sua assurda crudeltà
spaventosa di divinità...
ma da dove nasce e arriva questo nuovo fiume
straniero
e di parole
che mi muoiono nel cuore
dove andranno ad annegarsi
i saluti e i baci e le mani tremanti
in questo ancora niente fatto d'acqua...
e d'aria...
che non si prendono come i pensieri...
dove spariranno con la corrente di questo mio fiume
secco all'alba ed al tramonto...
devo morire
in solitudine
per capire
ke kualkuno
protegge il mio korpo morto...una dea...
odio la morte per mano di un dio
ma non mi fa paura
odio la nascita
perkè non è vita...non è mai vita...
mai all'alba mai al tramonto...mai di sera...
però
in cima all''albero col Picchio Nero
ti aspetterò.

Musaicista.
Tu stai attenta
ad incollare le tue tessere
ti avvantaggi sugli incastri
del mosaico
mantello regale dell'artista
che disegna il suo pensiero,
io visito imperterrito
il museo appeso ai chiodi fissi della vita
parole lucidate
con i colori delle pietre
che mi hai piantato sotto i piedi
amaro leggerissimo carbonio
arenato dalle spiagge,
mentre alla mostra
dei nostri mostri mantra
c'incastriamo d'intarsi e fornaci di parole
esibizioni impiallacciate
sui frammenti di tesselle
sui pigmenti che ci incorniciano gli intagli...
linee interrotte...con il...regno...
dell'.....dei segni...dell'amo...con il segno inquisitivo
penetrati nella terra.

Assenza.
Girare senza mete
e dire al prete
lascia perdere i fantasmi
da salvare dall'inferno
da mandare in paradiso
bada a ciò che hai scritto sul tuo viso
il mio l'ho già spedito a dio.
Il suo pensiero scricchiola
fa male
costa molto
conservarlo
sottospirito
ripararlo
ripassarlo
in ripetizioni fossero replay
guarirei
ma solo con essenza di lavanda
che profumi la mia morte
aspersa sul peccato della pelle
da una mano piccolina
da una vergine vagina
da una piccola vergine mano!
E sarebbe amore ciò che ti manda?
Sarebbe vano!
E lo dovrei chiamare amore sempre amore colui che respira sulle stelle e gonfia il cielo di colori?
Invece in giro c'è già un destino
in attesa dell'assenza.

Cielo. (Passeggiando al buio tra le stelle)
Passeggiando al buio sulle stelle
e sotto
è un cielo
eppure straniero
alle vetrate che lasciano girare le comete.
Hanno un confine
ed è lo spazio
senza essere chiamato
senza essere guardato
senza poter esser misurato.
Ci saranno possibili miracoli
nel vuoto delle scatole
a custodia dei nomi
e delle stelle.
Nembi neri
che opprimono le sfere
e cambia agli occhi
prospettiva amori e cosmi.
Ed è di un nero cupo
il cielo su di me.

Last minute
Sposto i punti cardinali
per cambiare la fine dei miei viaggi
vado dove si può
vado dove si muore
vado a riveder le stelle
displasia nella vista.

Spirale
Destino di vetro
nella spirale del tempo.
Quale dio mi sopravviverà?

Marinaio d'appartamento in navigazione.
In rada
sghindo sfatto
le aste ai fiocchi
al vascello di parole e abbordi...
stanchezza predominante
da orizzonti in collisione
in coperta faccio pet
accarezzo il gatto
mi gioco l'ultimo set
gioco partita incontro
do da bere alle mie piante
quanti vasi sbucanati concimati a sale e mare...
marinaio d'appartamento
disinfetto i graffi agli avambracci
dell'animale io mi fido non mi fa
mai male
solca i sogni insieme a me legato senza nodo
ci bagniamo con le onde...
...aspetta...
imbratto le mie tele...isso le vele viro al vento...
disincagliati dalle secche di città
c'imbarchiamo sugli ultimi rintocchi
per un un viaggio senza stazza
ascolto il mare se sussurra primavera o se mi grida di raccogliere gli stracci
sono pronto...
prendiamo il largo spinti sottovento dai rimpianti che non sento
rotta per un altro approdo.

Anime in cenere.
Bruciati gli incensi!
Profumi ed estasi in stanza Bangalore
butto le ceneri del Mahatma nella spazzatura.

Berluscone.
Berluscone per tutti è un disgraziato
come mai è un gran Capo dello Stato?
Chi ama le chiese innalzate a dei dei uni e trini
fatte con le ossa di mafiosi ed assassini
ladri bugiardi malati sessuali
ambigui falsicasti avidi paranormali
chi vi entra e si siede sulle panche
appoggiando deretani e menti stanche
come fosse a mensa per deglutire corpi strani
per poter portare a casa regali eterni a piene mani
in allegria e spensieratezza
con una faccia tosta che il prossimo disprezza
come fosse come andare a farci spese
è proprio un gran pubblico dita di teese
un lurido maiale grasso sporco di corruzione
per averci doni divini privilegi da prostituzione
perciò a scanso d'equivoci e punte alle matite
con un dio possibile afflitto da proustite
me ne sto fuori dalle sagrestie imbiancate
alla larga da cortigiani e vil razze depravate
dai club's degli sporcaccioni
peggio di Berlusconi.

Falsità.
Crepuscolo dei Modi
deformità delle parole
e non solo,
del pensiero,
con le sue regole
la pazzia senza l'elogio
ammazza i desideri
sono stanco del dire coi suoi fare
my dream is Death
spengono i fari
e la musica infernale è,
è la nenia amata dai miei incubi
bisogna esplorare altri spazi
negli aldilà
al di là dell'iper
e nella nebbia smettere di correre
io sono esistenza infame
black hole
senza centro d'attrazione
la mia capsula spaziale
sono le parole intorno al vuoto
e se fossi un...
un custode intelligente di me stesso
mi farei il mio stemma...ma...
ma in deformità.

Una spina che mi fa morir
Acanto spina
graffi sul volto
righe sul sole
aculei mediati
poteri psichici
per poter leggere i pensieri del nemico
passare attraverso solide mura
e perfino
uccidere una capra semplicemente fissandola
mettere la trappola
braccio di ferro
fantasia finale
un pizzico di computer grafica
non lascia indifferenti della trama del gioco
liturgia - antifona - giovani rintocchi -
canti ai vangeli - le teste di legno -
si confonde la mia storia
eretismo
un cantico per anime volanti d'iperspazi
ora posso pure morir anche se
è un peccato morir-

Ti amo.
E se quando cammini
lenta
nel senso sperduto della notte
e piangi
sola
sulla strada
e non hai più chi sceglie le tue lacime
quando vedrai le finestre spegnere le luci
e morire
nel silenzio delle case
quando vedrai smorzare le candele alle galere
e vedrai l'ultima goccia del tuo sangue
scivolare via
insieme al tuo ultimo pensiero
quando tu sei morta
e lo sai
che la notte è intorno a te
chiamami
nel buio camminerò con te.

I H A D
Io avrei un sogno...
Bòtti sordidi
botte da orbi
tra Psiche e Eros
metamorfosi dei piedi
freddi
mani ghiacce
tremolanti
scanso le foto del comò
appoggiato all'acqua del Niagara
sommergendomi nei tuoi desabillè
scosse al petto
defribillato
passeggiando sottobraccio a Marilyn
per volare in Nembutal
per dire ad uno ciò che io non sono
mendico barbiturici da psicopatico lettino
e poi morir drogato nel pantano
sporco senza sesso nella testa...
un blocco ai piedi! non cammino +!
mi cascano le mani nei cassetti del comò...
aiuto! non mi basta la tua foto...
voglio parlare col citofono ai tuoi occhi...
e poi...dammi da bere...no...da masticare...lexotan...
devo buttare la spazzatura...la luna s'è fatta scura...
però non vale...dammi un wiskhy al gengiskan...
avevo un sogno...cambiare il mondo insieme a te...

Pensante
Più pensante del cielo
consapevole
sposto l'orizzonte
fatto di
strati di una calma canzone
stesa su di me
dentro la verità dell'omicidio
del vuoto
dell'acqua
esile rugiada
che intenerisce la fine
parlo di niente
come si vive
come quando manca dio
mappo
di pensiero
in bianco e in nero
le mie canzoni di bastardo.

Monitor.
Come è successo?
Tracce inconoscibili
serpigini inquinano camere e parole
e negli armadi a specchio si rinchiude il ritmo
rotto dai pianti dei bambini da questa parte del mondo.
Tracce cancellate dall'amore prepotente
irripetibile estetica ai fonografi moderni
che non hanno zaffiri alla punta
forastico strumento fora il buio
d'infiammazioni agli occhi
solchi d'incisione
sul mio monitor.

Incenso Bangalore.
Ultimo passaggio in India
costo ridotto come per un bambino
un forasiepe
un usignolo canterino
uno scricciolo
eppure alla fonte non pensavo
fosse un mosaico ut pictura poesis
la mia è una età cantante
non lascio neanche più una briciola sotto la tavola
non m'impunto sulle differenze
vorrei avere solo la tua...
oggi studio il pianoforte in tempo calante
ma non ho le facoltà
canto canzoni dei Modà ma non le so...
oggi leggo di Salgari a Labuan
volo sull'astronave per la Luna insieme a Jules
non sono umano forse
sono Pescatore di Perle in fondo al mar di Candi
forse la mia mente all'olio santo da troppa tabe
guarda il sole la luna le stelle
e m'affonda in mare...
lascerò accesa la mia luce bianca
che m'illumini d'ecolalie i ritratti infranti
suggestioni delle gioie come i riccioli ai capelli
come i profumi sulla pelle...
accenderò un incenso Bangalore
che nessuno annusi il mio passaggio...
mi ricorderò...

Calicantus
Voglio andarmene a vivere
in montagna ad aspettar la morte
senza gente in mezzo
in gennaio
col profumo
la nave invisibile
l'inquisitore
la donna sulla spiaggia
un altro lavoro sulla neve dell'inverno
l'uomo sulla giostra trama dei sogni
nessun roseto
nessun'altra donna
per uccidere il dolore
analisi del sangue che viene dalle spine
anelito di vita
estremità sciolte
ma da bere neanche una goccia.
Un'altra donna
strip tease d'addio
questione di sopravvivenza
tempo di uccidere
in quella casa
in via maggiore
il tradimento peggiore
come si dice?
Solo un piccolo favore
accanto
nel profumo
calicantus simulacri.

In un caffè di notte
Carta stropicciata
bianco disegna
astratta senza occhi la fanciulla d'oro
ghirigori
fa cerchietti e concentra le spirali
iridi e pupille cieche.
Lo so sono solo un filo d'erba nel verde dello specchio
e non ha senso ma si prende la mia mente
scandaglia il fango dei fondali liscia la materia
sposta le figure della gente.
Un caffè luogo d'istinti al buio
il tavolino un altare
sacrificio dei ricordi e delle fini che legano gli incontri
in alto per un dio degli incoscienti.
Strano il bar concepito col rosè bevuto come droga sospensiva
che ipnotica riordina in un lampo di cornici storte le pitture
immagini cancella nelle foto spegne le luci stacca la corrente.
Ordino al banco idee per sopire gli spazi nel bagliore e...
...nello spazio disilluso e nel tempo illuso...
lascio andare la visione che finisca in altri sonni
prima che cali il sipario sulla scena da finire.
L'amplesso rifinito mi sussurra i giochi che solo io ho fatto
disegnati in carta astratta senza sapere quanto sfatto
da quegli sguardi che sono logiche che tagliano il mio coito...
io pensavo fosse una bambola che tremava nell'orgasmo
perchè io parlo solo di carta stropicciata in un caffè di notte.

Un ballo in vinile.
E il ballo iniziò
lento stretto
il corpo al languido dell'altro
classico un tessuto musicale
il delirio attratto da se stesso
ancora rimbalzano a capriccio quei baci da vetrina
e nelle teche espongo anche danze da conquista
comunione di stesure ricucite e più veloci
pergamene sbrindellate dagli stacchi nei passaggi
note mònna lisa
che volteggiano intatte muse
suono strumentale compatto d'armonie sensuali
...alleno il senso del ritmo ma
non sto facendo altro che confondermi...
scordato ascolto crome con le altezze e mi resta squillo
trabeazione
un canto d'angelo che m'accarezza
tra comodi arredi e tra gli accordi
che non sia un fiato commozione nel centro della musica
un tasto perso che non sbaglia un tocco
un passo inciampato in un...in un fil di fumo?
timido piangere di stelle negli occhi
e mi muto in vecchio solco a 33

Infiammazioni atomiche.
E soffia Sofia
pirronismo pirotecnico ad arcobaleno
serpigini da trastulli da tastiera
sono così stufo che
non ho voglia di incendiare
le poche ossa che mi sono
schegge sottopelle punte d'ossidiana
pitture che crolleranno sulle pietre.
E piango Pangea
e non comprendo se c'è il sereno
preparo la valigia con l'ossario
per un appuntamento su un altro mondo
con le stelle nelle mani
dove spariscono le navi
frugo il cielo tra gli atomi d'azzurro
altri giorni in altri occhi non sporcherò.

Il contorno
Eccellenze al Drambuie
eminenze santità e presidenti
paleontologi tematici sofisti dei soffritti d'improperi
vati patres conscripti poeti paranoici da sentimenti
paronomasie insostenibili all'eccesso
...e tornare indietro non si può...
stanno attenti analizzano
anfratti per risalire all'antenati discesi dalle stelle
per poi fare i finti tonti
che la femmina derivato donna non è fatta con quella cosa lì
per farci figli belli pronti
concepiti  in sacrificio agli dei del sesso
che il maschio reincarnato uomo non ne ho visto non è fatto con quel coso lì
per metterlo dentro a quella cosa là
poi si può pure svolazzar sui fiori
con le api e le farfalle  
per impallinare...apollinare...impollinare
e che palle uscir dal bosco!
coltivare cavolfiori cavoletti di bruxelles
birdwatchinguardare la cicogna i mì burdèl!
ma l'animale che c'è in me cerca l'innesto
non l'incesto maledetti!
lancia in resta poche rime tipo t'amo scritte
tutto il resto è contorno con patate fritte
frutta dessert e caffè corretto alla pruderie

Psicodramma
Corpo nello psicodramma
ci sono i lampi e il fuoco del camino
voglio tornare a sentire i rintocchi al campanile
da piccolino della notte
per svegliarmi a parlar con gli angeli nel buio
e poi nascondere le fiabe della nonna
il gatto e biancaneve nelle tasche di bambino
il bacio delizioso di vecchiaia e gli scricchiolii del tempo
resuscito col sogno
ci sono i tuoni
tremano le strade coi suoi muri
il fuoco ondeggia senza respiro
il corpo trema nel freddo da paura
sto in cima al campanile
a dormir con gli angeli delle mie notti.

Ossessione di una memoria cibernetica.
Sta nella memoria del pc
ma non assorbe più grammi neppure di menta cristina
algore rigidissimo aromaterapia incenso sostanziale
per le parole scritte in stratosfera
artificerie nella valigia del fulesta
in viaggio in Persia a cercare Fagiolino neanche fosse tanto vicina.
Assunta in modalità sirte mobile può fare tanto male
l'allure pesa e chiude gli occhi nei dintorni del soffiare del vento
intanto che tranquillo allasca le sartie alle scotte
e il mondo ride di quel che era la gioia d'esplorare
di saltare dai complessi balletti martha graham contemporanei
a movimenti da giocare e da cantare.
Aborigeno dei sogni a fare il ranocchio per avere il bacio dalla principessa
storia di un armadio semovente con le storie che gli vanno fuori dagli stomi
sbrisciando sui respiri dei maestri.
Bò mi sembra mi pare di ricordare
ipossia della memoria
apnea cerebrale da cattive notti
subalterno alle credenze prive di ante
aperto ai molti forse tanti? post e agli infortuni da correnti di bolina.
Accondiscende a voli in spazi d'autonomia
post nubila phoebus
e poi il giorno prima
muore
di troppa gente intruppata nella mente
frammenti accostati a caso in un luogo futurista
incatenato dalla memoria senza storia.

Minimalismo.
W il Berlusconi!
Sto col Silvio che mi rimembra ancora altri tempi cheppinelli.
Io so' de vodafòne
figli belli
io so' de stà generazione
che ve credetèt...
aho, me so' sbajato a la Crepèt! mò gielo lascio, che me frega!
Mica sto a perder giovinezza come i Jovanotti che passano 20 anni
a concentrarsi sopra il nulla per non capirci un...ce semo capiti!
Minimalismo,
altro che astrattismo.
Tangentopolismo,
colpa di politiche abbruttite smacchiate al mastro lindo.
W il Cavalier ghe pensi mì del gran Milàn uei!
che almeno non è stronzo,
okkei, s'atteggia a Fonzi,
ma è puro limpido recoaro...
mai sbronzo...
La schiera lanzichenecca dei corrotti
che c'ha i pruriti agl'ani dei paesi bassi
non caga manco còr giuliani dell'amaro
e nun iè basterebbe puro il ruscovèn
mò gnànc é Ramazzotti!
Vil razza dannata cortigiana e cagasotto del '93!
tu si che c'ài la puzza de li stronzi!

Mai dire bugie
Spurgo l'anima dal prete
fischi agli orecchi
la bestia ama la carne




Supernova

Sintomi di Dio
amore e castità.
Di colpo due soli nella notte.

Il giorno.
Mica sono marinaio per non dire un portuale
scanso i giorni ecco non li sbarco
sono atleta corro in leggerezza
salto gli ostacoli
non sono operaio di pesantezza
mantengo le promesse non spiffero segreti dai barbieri
sfumo i giorni in alto per acconciarmi in basso
mi alleno di bellezza
compio il mio esercizio di campare sterilizzo il fato
sbianco di paura i giorni che m'incontrano quasi fossi qualcosa
(preferisco il Nulla ma però invece mi sento come circondato a Fort Apache dalle Menti Aliene)*
nella vertigine dell'alba
...aspettano furtivi e geniacci che non mollano
i miei tramonti in rosso e le mie pene...
per non dover stenderci angelici colori a farne forme che penetrino il tutto
li sfioro i giorni se li incontro
non li sbarco sulle banchine
li accarezzo morbido petalo da strame
non sono sfizio della vita
sono poeta sfogo dalle valvole create apposite a fare luce al buio
le parole e le...e le...
e le scarico nel letamaio della mia mente terrena strada sterrata
li sbanco i giorni rubicondi
poi alla fine perdo la gara nella ruffa
all'approdo sbarco il giorno nel cielo che è sempre più blu
poi alla fine tutto il resto è noia che mi fa tanto male...

* ehi figli delle stelle e del niente! esiste anche Fort Alamo! e forse esistono persino menti terrestri...la vita è anche intercambiabile.

Determinismo teologico
E la Speranza è
un uomo librato in aria
eccentrico all'atomico Dalì in stanza paranoia
sogno nero in rosa dadaista
senza cielo meglio tanti
elefanti riflessi swans
niente di dipinto sulle tele o alle pareti costruite
con le pietre sul sogno che ti vien vicino
mai creduto nei colori come all'anima nel cuore
ho avuto la visione ho posseduto la meta reale
la metà della realtà o l'inverso viceversa senza verso
non è per tutti
tre donne erano prone
stravaganti
col fulgore con la luce senza calore ed una pareva il figlio senza dolore
ora potrei moderare la bestemmia ad un qualsiasi dio
il trio
di me
non aveva considerazione.

La bella addormentata.
Sonnambula o nottambula
paralipomeni tralasciati tra veglia e sonno
i sogni curvilinei in parodia aliena fissi e i fondi
per capire il fatto che tu sei fata oppure solo un pensiero che batte le pareti
prigioniero.
Oh bè si! quanto è comodo star lì in paradiso
sulla sedia a copulare con l'intrigo e non credea mirarti
si presto a indovinare se il ciclamino è un fiore da giardino
se rende meglio coi colori da davanzale sulla strada di un soggiorno.
Nella notte, oh sì nella notte
più intensa e più mortale di un orgasmo
mal pagato non sai se sei sospesa donna da galera
o se sai dare senza regalare amore o solo sesso estinto.
Non credevo d'ammirarti cantare intorno alla paralisi
mente piegata sull'asciutto del caffè claustrale
al nero fondo che ti vuole passata al male
all'ipnotico futuro da bella addormentata.

Escatologia nella notte
Assente e astratto con la mia
d'escatologia
sbarco i giorni del lunario e delle fasi
del pensiero con i chiari e con il miele
a bocca aperta fiato di fiele
lenti al veronal
a specchiarmi l'anima
nella vetrina della notte.

Sincretismo.
Ho visto un writer colorare sintetico su un muro
"dio è un puttanone* va con chi lo paga meglio"
ora non so se sia teologo
o, impressionante, anche filosofo
oppure uno che c'azzecca di mente sveglio
ma vi giuro
non è un apologo
non sono il io il teosofo
non ero io quel poeta** al muro.
enrico tartagni
*questo il sm al muro, tant'è, ma chi volesse può sostituirlo con
qualcuno (o qualcosa) in panchina, basta mettere il minuto della sostituzione.
** da cartellino rosso

La casa dei risvegli
L'arte comprime il morbo
rotas opera tenet arepo sator
strada senza uscita
solchi senza andate a capo
ma che mi importa
nella vita breve
gli spazi sono larghi
e il confine
stretto al mio risveglio.

Analisi a due
In analisi di coppia
melograno scotano calicanto
fiore d'angelo
alato evonimo
melo da fiore
callistemon rosa cotoneaster
geranio ceratostigma
alloro
fiore di farfalla
zucchero e caffè
sulla tua pelle da assaggiare.

L'Universo.
Il peccato mortale è aver concepito un piccolo Universo
in una grande mente.
Quanto è lunga ancora la strada sui mari e sulle Terre davanti al viaggiatore solitario
ha speso la moneta nelle cospirazioni con l'amore intorno ai Cieli
ne ha fatto un labirinto fatto di nebbia delle filosofie da finire gli si è stretto l'orizzonte
s'incunea nei segreti del suo corpo si confonde
nei vicoli del cuore nei tagli dei calzari nel rifugio sudicio dei piedi
conserva le sue storie che gli scappano dai buchi di vecchie suole e antiche scuole
deterge le sue scarpe sfondate dalle vie aperte al mondo
per non morire sporco d'invenzioni inventate per viver deficiente...
mi posso infilare nell'odio e nella passione nella musica ed anche volendo nella mistica perdio
ho gli scaffali vuoti all'improvviso m'hanno rubato tutti gli strali
purtroppo gli ultimi saranno i primi ed io sarò in testa al gruppo intanto che spolvero le scarpe unte nel mio blu
semino idee e nessuno se ne accorge ma...ma anche se sto male
d'ogni peccato ne faccio un fascio lo brucio nei miei letti negli ostelli
sepolcri per la mente di un Universo ripulito dalle mie piccole stelle.

Stanco delle stelle e...
E' come quando sono stanco delle stelle
è come quando sono stanco di ascoltarmi
a respirare e allora gioco con l'immane
che se la ride nei paraggi degli assiomi naturali
è come quando eseguo metafisici esercizi copiati
ai manuali degli esperti per liberarmi dalla storia
è come quando sempre fa l'inganno
che mette in fila atomiche proposte
con data di scadenza e aggiorna password da salvare
intanto se la ride nei dintorni
intanto cambia il mondo
e se ne va a registrarsi più che a distrarsi presso un altro dio
sono in un universo astratto
che non si tocca
solido e sicuro della coscienza che non vede
è così che accendo lampadine in ogni stanza poi pago la bolletta
non solo per non inciampare ad infilare al buio le morbide babbucce
ma voglio vedere non si sa mai se mi scappa un respiro già scaduto
è così che rovino il tempo e ne trascuro le macerie e non dò retta
lascio una scia di discorsi senza punti e interiezioni che a monte mi riduce
miti cosmoillogiche agonie danno alla pressione sul mio sangue
è come quando stanco contrassegno leggi di natura l'emozione
le boiate e un tonico me che mi ritorni dalle intangibili stelle...

Cogito ergo...(Stupendo pensiero per non scrivere Pensiero stupendo a...)
E' stupenda!
tentazioni sparge ovunque
fiorellini spampanati mica elce
calpestati crolli fatiscenti marci scarti
di surplus e di non ti scordar di me
stregato dalla polvere che copre le mie impronte
innaffio le radici di carbonio del mio corpo
specula estesa cogitante sino al margine del sum
non ricordati mai di me lucida il pensiero segnalibro
intanto aspetta localizzo il mio soggetto
sottoscrivo la finale tentazione.
E' stupenda!
lei è bravissima
mi abbaglia
se mi pensa non si sbaglia
le regalo la mia stima
se si discosta dalla tenda...
...un fiore è una rosa
ne sento il suo profumo
da conservare in boccetta eau de toilette
ci mischio anche le spine...
Naufragio in me, ma è stupendo!
maturo cuore ammalato di pesi e di allusioni
metto "mi piace" nottetempo a tanto flirt
navigando nel Giardino Tentazioni.

Unità d'Italia...unità? mah!
Centocinquantanni?
per fare cosa?
per fare danni!
Risorgimento dal 1848 fino al sessantotto
per regalare una rosa
senza spine
a signore divine
hanno ammazzato briganti e madonne
per averci oggi un marchionne.

Canzone...cosmica. (che io vorrei dedicare ai Modà)
Qualcosa esiste e mente
un nucleo di protoni
non dico che sia un bosone
questo no
un intimo animare costellazioni con sonde a sensazione
però si
me ne accorgo sfiorando parallelo l'anabolica ametista
rubando con le labbra inamidate l'amaro del caffè abbandonato lì da te
esiste si un cielo del mattino magari raro di sapphire
è quello tuo lucidato dalla sera in serratura di diamante
esiste si un cielo del tramonto di rubino
è sempre quello del coluro del mattino
muta il colore e forse orientamento
ma è sempre tuo mappato nelle gemme
che contengono se stesse e sono vuote
è questo il bello di te amore mio dentro a un universo
tu sei vuota sfrangi l'orlo equamente
ed io...e dio...
e dio ed io siamo dentro te...

Controfilo.
La mia mamma
in controfilo
tocco,
nelle fibre...negli stacchi di visioni sverniciate...
...perchè guardo la lavandaia piegata sul cemento
d'un canaletto chiusa nella nebula d'un lamento?
Fotografia di bambino nel suo bosco,
e corre
e s'arresta
e guarda
già antichissimo nel tempo
il set costruito dal regista dei misteri
e lei monda i panni,
spezzata dove l'anima s'annida nel dolore della schiena,
e sono sporchi...erano sporchi....ora brillano nel sole.
Tra i gli alberi di campagna, peschi, di rosa vestiti,
e lo sguardo di nuovo nuovo saprà? Saprà salvare lo spirito lavato con l'immagine slavata
di una madre che è la mamma?
E la lascia andare ora...per sempre?...
ora che anche l'aria intorno sa d'estate...
ma così impazzirò senza di te.




Il lago dei cigni.

La ballerina s'accuccia nel pliè
s'ammorbidisce il fato d'arabesque
non basta al cigno per ballar coi lupi.

Appendiabiti.
Per i conflitti stereofonici
per le storie tese senza ingresso
per le parole ridotte a finire in buca
senza uscita
per gli sprechi di peccati
per i soffi al cuore ed i suoi stent spirituali
per le corse via col vento obliterando i tramonti di Rossella
vedrò se domani sarà un altro giorno
per i brividi del sesso ornato...ordinato a colazione
per la sgonfia vela ammainata dal pirata sul mare senza vento
per le morti premature ancorate al lexotan
per enne neurosconnessioni intormentite in e out da troppa luce...
un appendiabito!
Metapsichica deserta non esiste arredamento sovrastruttura spazio
divina onnipresenza
nell'istinto le voci vibrano scontrandosi col vuoto
e gli echi se ne infischiano del senso sono ripetenti.
Appoggiato ai muri infranti
un appendiabito per istanza serve
più di un letto in camera da letto
frequentazione senz'isterismi in un soporifero futuro
per i cappotti per i cappelli per i capelli
per il mio amore
per le sottovesti degli altri amori
ne ho avuti tanti...

Gerry Rafferty
Apro un ospizio ai miei refrain
disinfesto chiavi segni e scherzi di grafia
col passato d'ammoniaca acciaccata a straccio
li chiuderò a chiave e con il catenaccio...
...disgustosa moda la leggenda metrò-pò-litàna
on Baker Street ho investito il Sax
muore in armonia fulminato d'epatite
genio attraccato a un fosso secco come una rana
ma anche un morbido Long John va giù coi toni lounge
scorie d'alcol per arrangiare atomi di note in surreale...
...realizzando il sogno della vita con un fax,
e scateno l'acid jazz che mi fredda lo strumento e il sesso
da tanto tempo ho in bianco il pentagramma
va là me ne vado in Tunisia è la mia via
vivrò di en plein air anche se sono un fesso
m'arrangerò di un vitalizio
e coi bassi in armoire
studierò da musicien.

Apòcope
Non so più che fare
se mi voglio salvare
mi tocca morir.

Un attimo...
mi occorre un attimo,
per renderlo eterno in trascolorati affreschi
o in fondo ad una strada senza uscite fino al miracolo
di un collo modigliani,
stendo biacca velenosa per le lingue
ai miei fogli bianchi di vergini pastelli
stizziti per il male involontario che scorre nella tela,
fossi lo Sceicco Bianco cavalcherei una montagna con la neve
per farti capire quanto è forte e puro questo amore,
ma non lo sono,
e...
non ho amore,
solo la voce più dolce al mondo...
...questione di lingua scritta sul calendario della morte
una specie di suicidio al click...un attimo esoterico per darmi un click...
click sul grilletto...uno sparo...un attimo...
ecco la strada senza uscite fino al miracolo
dell'attimo.

La montagna.
Echi da risolvere da seguire
osservo sentieri tra le stelle li esploro.
Atomi di neve scorrono nel cuore
e mai sarà deserto sulle cime tra le nubi.
Tocca l'anima e il potere e la montagna è il suo domani
ricorda la sua vita e ciò che sarà
condivide candide valanghe da cavalcare sino a valle
e le rocce sotto al sole e pinete ombrose
scalano l'aria che contiene il Re.
Scenderà dall'infinito allo splendore
per annegare nei suoi eterni stare,
la Pace e la Montagna, sentieri incatenati nelle stelle.

Storiella.
Fabula...
o anima creativa
che passa senza lasciare un premio
...poi una giuria d'amanti deciderà quali pietre preziose saranno da intagliare...
o da tagliare...
quella è la gemma che brilla nelle notti piano piano
ad ogni alba da segnarne il nome
progetti idee
che sono favole del principe
lasciatemela stare
così com'è
senza costrutto e senza assunti
non voglio vendermi il sogno...
troppo prima del risveglio
dalla fabula storiella.

Maiakovski.
Fammi luce nei confini srotolando Majakovskij
inciampando nei cespugli delle steppe sopra Mosca
metto nel sacco ossa incrinate
da cadute
autonomamente alla deriva
scrivendo col mio sangue perso d'automa
mento a me stesso
per accendere la luce
per cercarci in officina pezzi d'ossigeno
svuotati in orbite impazzite
nei conduttori tra confini di cieli rimasti lì vuoti e dispersi
nei condotti di menti malate gonfie di inutili cose
stesure autografate
menzioni di bugie a se stessi...
intenderei dire a me stesso
se lo fossi...

Volo con Urania.
Viaggio sino a un sole dimenticato
attraversando la galassia
vecchia d'eternità
e l'astronave va
vediamo se la baracca vola
per rimaner superstite tra le stelle
ed io
come gli uomini sui muri dei confini
tra le città ed il deserto
aspetto il vento che come spettro
mi riporti al grembo...

Le occasioni.
Ed è perchè il Trovatore sa
cosa ci sarebbe nel Tempo perduto
se non un almanacco rarefatto d'occasioni
raffinazioni da meccanicistici intenditori di culture
e quel che conta è ciò che stringi entelechia dell'istante
od essere suicida dentro ai boschi a tagliare tronchi alle foreste
o a sbranare i cuori degli amori e poi sommesso urlare io m' ammazzo!
cosa il Poeta ascolta perchè non sa e neanche d'aver inchiostro da sprecare in poesia che gli varrà
cosa conta è ciò che sei non ciò che hai giusto un dadaismo obliquo al mito
magari una lunare Bausch in calzamaglia in un teatro danza del mattino
giunti d'echi di Majakovskij allineati allitterazioni a suono rigor mortis...
la vita è fuga interbellum nei labirinti dell'amore
o esser pronti agli obliqui mutamenti...
Voi che restate siate felici...

Sogni da segnare.
Segno tutti i sogni miei
segnerò tutti i sogni tuoi
e li confronterò
e li confonderò
dovranno pur avere fiori senza spine
che nascano in un giardino dei poeti
da raccoglier con le mani
tra il bianco neve e il rosso sole
da non lasciar morire...
...mai mai andar via durante un sogno dal tuo letto
mai infilare un sogno dentro un vaso senza l'acqua
o recidere l'amore o la morte che vi crescon dentro
favola od incubo...
o vi saranno pure labirinti con torti che s'intrecciano
e lì ci troveremo a darci un bacio
o vi schianterò i nostri distanti sguardi...
il mio non va lontano e non tocca la fine del tuo sogno
qui apro i taccuini, uno mio,
uno tuo,
e scrivo cose all'infinito sopra al mio e senza senso
e apro gli occhi e leggo, ho segnato solo t'amo,
apro il tuo
è bianco...

La pazienza del falegname. (A mio padre)
Un taglio di scalpello sul dorso della mano
fa più male di una caduta dagli altari senza mira
incastrare scheletri di sedie complica la vita
più che rimare anima e corpo nella fisica del mondo
- forma intuizione ed intelletto sotto i sensi
e poi separazione
e poi unirmi alla catarsi
assuefatto a stare solo
sono solo affermazioni sulle cose -
inutile star qui a dipanar discorsi
a schiodar chiodi già piantati nella carne
perchè il falegname non costruisce il legno
lo mette insieme con pazienza.

Cipolle e lacrime.
Non piangere così mica sbucci le cipolle
con le tue mani piccole di zucchero velato
...versi e lacrime per aspera ad astra...
ed è accendere altre stelle ad altri cieli
...perchè credo che nessuno sappia cosa c'è sopra stelle...
t'organizzi un'alibi perfetto
tra uno sbadiglio e l'altro sotto al tetto
e poi mi parti e vai in un viaggio invece
tra alberghi e stantii poetici volumi
perchè è un peccato sognare quando piangi
...sopra al tavolo tra le bucce scrivi un titolo...
tu non passi mai e non torni mai sul nostro letto
e l'amore in giro lo consumi mentre aspetto
d'asciugare lacrime e crimini
ad occhi spalancati
bevendo zucchero in un caffè stonato
colmando di lacrime veleno le mie ampolle.

Ad un Amore lontano lontano...
Mi cancellerò domani io...
questa notte no, troppo profonda!
e la distanza c'è
tanto lunga da saltare
da involare, meglio, chiuder nelle ante del mio armadio a 5
di roba ce ne stà...e di ricordi...sapessi quanti
ancora ne ha di spazio e di cassetti vuoti
che son sicuro mai riempirò...
mi basta ritrovare quel file laceratosi nel cuore
nel video assassino
il video entrato in casa mia come una freccia scagliatami da Eros
oh si vorrei conoscere lo spasimo che non mi lascia scampo
che entra dentro al corpo
e non ne esce più
vorrei davvero consumare una calma cena con l'amore
bere uno sherry
danzare lento sopra quello che mi resta nelle tasche
e nella testa...
giro il mio cidì nel cassettino del picì e sospiro fino a quando spunterà il giorno ancora...
cancellerò domani questo file...
cancellerò domani il tuo splendore nel sorriso...

Anch'io ho un Es.
Artefatto in cielo
come un cielo al planetario
pachisandra terminalis
in terra raggrumo cellule
e molecole
e che il caso sia con me...
Questa notte scaverò l'impresa
tumulerò il mio corpo
separerò la mente
separerò i pensieri
separerò la mente dai pensieri
esaminerò i disegni e le separazioni
preparerò l'incontro e la separazione
con l'altro...
con l'altra...
con chi dentro al pranzo segna i posti a tavola
con chi domina
con chi mi domina
il cuore senza età...
tra i miei strati dopo strati
muovo il tempo...
tenero arbusto fatto tenera sequoia...
ricordi di un "era".
enrico tartagni

p.s. 28barra12barra2000e10, h.02.35 dopo aver letto un libro...occhi sbarrati di sonno...non l'avessi mai fatto.

Tu sei una improvvisa farfalla!
Giorno d'inverno qui da me alla finestra
fredda neve intorno illuminata di splendori d'alba
e tu passi
Atalanta vanessa dell'aria
eco leggero
le tue ali setate
dai sogni senza pensieri
ninfa del volo e dei miracoli
e dei fiori sfiorati nei nuovi tepori
inquieta tra specchi e scatole di colori
riempi di sventate speranze la mia vita improvvisa
levigata dal niente dei giorni e delle notti in ghiacciai d'antico peso
mi legherò a te quando mi carezzerai in un'altra primavera
e delle tue tinte mi dipingerai ali d'ombra sulla schiena
che tu non laceri i veli dell'insondabile levità
per svanire nell'azzurro inconfondibile
a liberare la coscienza...

Nottejazz con Funny Valentine (al freddo)
Sterili emozioni...
...perdo coscienza...
un disinvolto cool jazz
ritmo freniatrico del freddo
rotte le corde musicali alle chitarre
armonie dei bebop con i my funny valentine sinossi tra le note
vaghi demoni che bruciano le sincopi
tra i baci soverchianti le livree e gli strumenti
che son battere di pioggia sui vetri della notte
canta
rassegnato e stanco
nasce
pianto d'amore sconosciuto agli spartiti visionari
colorate toccate e fuga per la vita...
solo la morte
col suo freddo
sa come
si regalano sterili emozioni.

Assenza di segnale (sotto natale)
Non è assenza di segnale
non voglio cercare parole da scambiare
e già mi è stato tolto il verbo dalla casa
la donna senza volto esplora la città
aprendo fiori nel pianeta col cemento
....patire solitudine non può essere
asportare il mio cervello...
apre la porta la chimera
e mangia un cuore staccandolo dal petto
la bambina sta tranquilla
fa la guardia alla finestra
aspetta il bacio che infranga la sua pace
la donna
deposti fiori gialli sul giaciglio pavimento
serra la porta lanciando buio dalla testa
la bambina non ha viso
e guarda dentro senza parlare...
urlo e non mi sento...
assenza di segnale.

Pensiero souvenir
Fare il percorso necesse est et alia omnia...
Aderisco al pensiero del poeta
sospendendo note e versi scritti tra anemiche parole
randagie nelle vene e nel ventre della Terra
rugiada ai miei bruciori nelle mani.
Voglio andare di volata dalla Dea lucente sconcerto dei dementi
lampadina per le cime di New York
faro alle onde che circondano la Terra
e l'annegano...
e che sia Libertà che m'imprigioni
corpo alternativo ai passi lunghi nell'andare
ad allacciare stringhe, a lucidare corridoi, a tappar cosmologie.
Ascoltami!
Bevo vino bianco aroma Santo Gral
adoro e mangio baci al cioccolato dalle bocche spalancate
dei blastomi post antropizzati agli angoli appostati...
e ascoltami!
quante gambe ho cambiato sventrate senza forze
quanti piedi ho risuolato addolorati
e gli occhi dentro ai visi delle donne
che mi scrutano pazienti
non sono giochi di sfondo con un ruolo
sono segni e sogni conditi con il sale da rincorrere decifrare e poi fuggire
come il viver degli dei elargito dagli dei...
in un cielo bigio fatto per noi, io...
io vincerò coerente e parallelo a ciò che dico
e che non penso nell'intima scendendo dall'Olimpo
e nel cielo fatto uomo scatterò
almeno ad esplorare il mio percorso...
semprechè...m'ascolti la mia Dea.

Template.
Disclaimer rischio coinvolgente
nello specchio magico nascosto dietro le tende
monito nell'abbaglio della casa
dammi una spiegazione che non seppellisca i castelli miei
la bellezza e te, che lo sei,
sarebbe come dirmi una storia da non credere
principessa e principe sul cavallo bianco...
se la fanciulla con i capelli tinti dei colori
e dei fiori tra i capelli
sogna
io la sognerò
e darò un senso al suo disclaimer
dai brillanti led che sorridono con me...
inciderò favole come amabili canzoni
una fiaba
che non passi mai
dallo specchio che io guardo.

Memorie in chiaroscuro.
Le idee custodite dentro agli occhi
passano sul selciatomare delle piazze
ed i visi delle donne sono belli
poi è fascino discreto di una sfatta giovinezza
la mia adorata morirà nell'alveo secco del prossimo venturo
posson si riempire le teste di scienza diluita
di parole e di memorie
e farne spartiacque
io starò però seduto fermo in questo fisso bar
crinale osservatorio d'ossa
a rimirar i crolli della mia discreta borghesia
e lo spandersi del primo sangue
in questa piazza
che mi è mare
e ossigeno discreto.




Nuvole di rock. (Modà)

Inusuale l'esplosione nucleare al blu cobalto
nell'aria e sotto il candore fatto nuvole
nuvole di rock nuvole senza spazio
senza peso e sono bianche
come l'aria che ho dentro
da soffiare all'orizzonte
musica soffice di baci
voli d'angeli e sogni
ordine idea opera
per averti qui
in paradiso.

Lie to me.
Un tuo ciao mi lascia un segno
un tuo ciao come un addio
un ciao detto da te è leggero come il vento
si fa presto
a dire con un ciao ritornerai
non è come un dovere
oppure dirti addio!
Piano...fai piano...mi fai male...
dài strappi alla mia carne
divorandone i suoi segni
mi chiudi gli occhi
bagnati dalle lacrime
non ti accorgi
lie to me
quanti sghembi sul mio viso
e le smorfie che mi rigano l'immagine
sfinitezze del parlare del guardare
quanto amore devastato
ho lasciato
nelle tue gonne tra le ginocchia
con un ciao
crudele più del nostro addio.

Favola.
Di un bambino che vola...
sogno e voglio
chi m'accompagna
sui prati in sè di Kensingtòn
a giocare con le ombre dei bambini
e nei fienili di campagna di Romagna
tra peschi rosa del mattino propaggini di me,
chi mi sveglia
addormentato sul sagrato
quando suona la campana di San Biagio,
chi ti porta adagio
ad appoggiare i tuoi capelli nel mio sogno.
Non è pozzanghera di pioggia
non s'asciuga nel tramonto e con le stelle delle notti
è oro spolverato d'un dìndìn trillante col sonno delle favole.
Senz'ali d'angelo ma di fata
all'angolo del Cielo che s'incunea nella Terra
dopo molto
dopo l'ultimo
che non è
che non c'è
concepito solo da me
fino da te
volo con un bambino che crede in te.

Dall'indovina.
Sono stato dall'indovina senza di me...
E' impossibile farla franca all'indovina
con la sfera di cristallo in prima classe
con menti stupefatte chiuse dentro
in viaggio nel regno dell'assurdo e del fantastico di Oz
con la neve con il sole con il ghiaccio
commendarle l'inesistente
regalarle
il non creabile di dio
sottrarre un fiore all'indovina
e la strega missionaria con la macchina del tempo
goccia a goccia
perderà memoria e predizione...
e mi donerà la perdizione...
l'impossibile è dirle
- fattucchiera t'amo! -
oppure no
o se il gioiello più grande ha la luce dei suoi occhi
o se mi connette all'universo
senza di me.

Fantasmi di città
Che notte virulenta e non vorrei che fosse tardi
per te
aspettarmi nel suo fondo, sai
faccio il giro delle strade dissacrate
a rincontrar fantasmi delle nebbie nella mente
aspetta lì su quella stesa di illusioni
intanto
mangia dei miei fogli scorticati con la verità
intanto
brucio la città d'irene
col freddo ed il silenzio dei miei passi
foro gli occhi di questo esterno della Terra
scendo sui prati d'asfodeli
tra i viottoli brulicanti di fantasmi dell'assenza
e tra le fole del passato
vedi
quanto il borgo é solitario
appannato dai suoi spazi tenebrosi...
dimmi ho fatto presto a fare il giro?
Andiamo, ti accompagno
ad incontrare i fantasmi della notte di città.

Il tempo passato.
Sembra si che
sia passato un minuto
e già hai capito
è incomprensibile
non sono cose che
faccian parte della nostra comprensione
è così che funziona
il passato spegne e accende le tue luci
e lo consumi
spegni e accendi
percezioni
funzioni
di un respiro
quello del futuro
ti parrà impossibile
sarà l'ultimo sospeso
attaccato ad una prassi
attaccato dalla stasi
è così che funziona
la sensazione
del perduto
un attimo
battuto alla tua porta
e non hai tempo per dire
addio.

La corsa.
Dialisi in zona transizione,
uso la rincorsa che mi resta
perso nelle apparizioni
...faccio l'amore con le principesse delle mie giungle...
...fitto intrico...cadute e alzate...baci seguiti dagli schiaffi...
un corridore sa, però non sa che...
che il Tempo sa
arguto
chi vincerà.
Accumulo records sul giro
sotto le stelle sopra ai pini
e anche sotto al sole
sorpassate infinità distanti
fino a sera ancora corro ed ormai son senza piedi
trattengo il cuore mentre passano
i secondi e gli errori sulla pista...
avrei potuto scrivere
ti amo
bere gatoreid
sostare
fermo
discorrendo d'altre gare
risparmiare respiri o sprecarli molto più in là
divorarli su di te
rincorrerti in sentieri di rondò, infine,
tracciare roride speranze
da consegnare
al traguardo
che m'aspetta
transitivo diadico
col Tempo vincitore.

Cassandra
Perchè le pigne le raccolgo sotto al pino
le anime ovunque in mezzo ai rovi delle more.
Cassandra medium work in progress
punto di mezzo
nei Remember d'ectoplasmi traballanti
mani su tre piedi
mistiche cascate
fantasmagorici arancioni spiritati svanescenti
prèfiche danzanti su terra pestata senza pensieri
...un'ombra che sembra ma non è fallo...
senza pesare sui prati d'asfodeli
piano piano dopo il pianto dell'oracolo
salgo al supremo paese ed ai suoi cieli
d'ogni oltretomba
scenderò senza l'amante all'Erebo
credendo nell'aeternum vale
...corto circuito nella mediazione...
come in una favola m'appare
isabella che smuove le memorie
e muore.

Dettaglio
Dettagli che sono nel limbo
o da chiuder nell'armadio
perchè non servono
ma che non son da buttar via
...creo solitudine non la scelgo
e non la vivo per salire agl'eremi
realtà rimossa riportata alla sostanza d'emozioni
e poi...
e poi appuntati i tre puntini
congiungenti
la strada alla salita
la distanza s'è fatta impercorribile
non l'ho più vista tra i dettagli
ne rivista
smossa di vita come i quadri di Matisse
sgargianti di colori si
ma fuoco che mi crossa col calore
e con le pagine incenerite nell'ultimo dettaglio
da scordare nel limbo delle cose
o da revisionare dagli armadi.

Un clic.
Sono a tal punto
solo
che ho paura
di pensarti
vedo un'ombra
ed ho paura
di vederti
anche se son chiuso
preparato
riparato
dentro al buio
se s'accende il lume
che centra il mio girovagare
contrito ai muri
lo spengo
con un clic
ci do un taglio
al tuo passarmi per la testa
taglio l'erba al mio cortile
perchè
non posso decider io
sulla verginità della mia ombra...
dimmi se mi bacerai ancora...
Sono a questo punto...

Davanti...dietro...dietro i mosaici di San Vitale.
Relazione esagitata
al sesso senza eccessivo sciabordio
alla riva dei letti mosaicati...
di superflui linguaggi
meglio non dire e poi sbagliare
meglio non fare
al lucore dei lustrali scintillii a San Vitale
ad ascoltare gli architetti delle chiese e del concetto
che tu sia ciò che non vuoi...
ma un bacio dato tra i platani d'oriente
è cera per le pietre d'ortodossi anni
qui nel buio stanno sospese ai muri
le ombre stanche
degli scettri con gli editti...
non s'annichiliscono le storie
dell'Oro di Bisanzio
per questo un bacio è sesso
eccellenza not perfection
intrattenimento in oro zecchino note e baci
nel cuore dei colori nell'ambra della notte.

I colpevoli.
Ieri
forse domani
o forse mai
Lui avrà finito
di sfogliare i suoi disastri
e chiuderà di un colpo
la camera dei morti
segnerà simboli e parole
scritte in rosso
con il sangue dei colpevoli
e riderà di noi.

Buck Rogers
Per la stradina che è mia
della pineta marinaia
ascolto ciò che dico
nel gioco col nemico...
ah non c'è più tempo
schiaccerò pinoli per mangiare
ed userò il sasso
e si, di sicuro lo farò
ibernato io guardo appena nato
come cambiano i fondali
e chi balla sopra al palco
e anche apro un libro
e non lo leggo
fantascienza!
ci salveremo sulle stelle
se faremo in tempo
alla partenza partiremo con Buck Rogers
e se sarà sfilerò la spada dalla roccia
e berrò nel santo gral...
per altro non c'è tempo
in base ai graffi che ho fatto
ai tronchi dei miei pini...

L'agguato.
Sei un senso
netto smarrimento
in sospeso un male che non è
definisci connessioni tra te e me
prepari l'agguato mentre il cerchio
stringi
mi guardi e mi confondi
nel rumore del tuo fondo
sono lievito
tra folle appesantite dagli odori
e il bello che sfiora la mia pelle e scorgi
è la presa del tuo ingresso
in questa sospensione
ove vivo sottovoce
sorrido
alla bellezza
e il senso muore
esausto
del tuo agguato.

Una striscia di cielo.
Non c'è tempo per spiegarti...
tra le nuvole nere lassù
nascosta all'orizzonte
c'è
una striscia di cielo
rossa al tramonto
si chiuderà si chiuderà...
non m'aspetta
devo passare dal di là
se vuoi le spiegazioni
è spazio ma non è vita
non è finzione
e non do per certo che sia una realtà
è una porta incandescente
è un taglio ai mali
ed io ho male
almeno penso
lo sento
la tua mano m'intrattiene calda
tanto calda
ma senti quanto è fredda la mia mano
perchè è la pelle che la brucia col suo gelo
e non ho tempo di accender fuochi
e di dare ancora un ritmo al cuore
un sincrono di musiche e di balli
e di pensieri
al limite dell'amore e dell'errore
sino a girare sulla curva di questo cielo sempre più perduto...
e sono ancora qui davanti a te...
non so spiegarti ed ho finito il tempo...
e questo mio ultimo cielo s'è fatto tutto nero...

Cosa?
Verum ipsum factum,
Religione spaventosa nelle notti spaventose...
E tu
Protostella,
sei milioni di trilioni di pensieri
regressus in infinitum
in viaggio nel circolo vizioso
sei la mia Mamma
neofobia appena appena menzionata
il posto del silenzio dell'Ascolto
dei balzi sin dentro l'Aldilà
striscie d'enigmi inventati
tropi poi scordati
a seccare al sole delle Menti
ed io
melismatico cantore
transfinito omega ancor meno del minuscolo
voglio riessere sorgente alienazione
poi...
poi Nuovo
nei regni paradisi
ai bivi
spazio-tempo_ fuoco-gelo
Fiume della Vita
e margherite nei prati della Terra.
Protostella,
perchè sei la mia mamma?

Reversibilità (Resurrezione).
Il Corpo trasudò
materia
e carne sciogliendo
traslò
in posti indefinibili
di menti folli architettura.
Unì
lo spazio ai corridoi
che lo riempiono di enunciati.
Scartò la pazzia dal genio
congiungendo
quel che io credo a ciò che sono.
Sparì.

Estemporanea.
E' una casa
e non ho posto da restarci.
È perfetto
scusate il disturbo
ma è solo un difetto
un assurdo momento
come sembra che sia
apro gli spazi qui davanti
non vedo una via che sia
poesia
solo un furbo contatto con un dio nell'aldilà
un verso
un'uscita nel distretto dei silenzi
un'ipocrita sentenza che mi faccia morire nel mio letto
o da dormirci sui miei problemi aperti come le lame dei coltelli
quante parole strane da salvare
al compimento del mio
sogno perfetto.

La ricetta.
Ambulatorio spento
per corpi morti
destinati
a separarsi dai livelli della terra
e devo dirlo ad alta voce
per prendermi la cura
e il suo biglietto per andar nell'aldilà.
"Devo fare una ricetta
ci metterò un minuto
no
un secondo
come sfiorare le sue labbra
fredde come un bacio
come lo sfiorire di un amore
sono qui perchè
ho portato l'anima al dottore
mi darà la medicina
salverò il mio cuore
ne berrò gli sciroppi
densi di parole
e della diagnosi
poi
nè morirò..."
Chi è l'ultimo?
"Sono io
devo fare una ricetta
soltanto una ricetta..."

Naufragio.
Ed è quindi soltanto per tener dietro a un volo
all'ineffabile
che io viaggio nei mari e nei cieli
ascoltando il vento
e le sue bonacce
annusando salsedini e profumi di terre perdute
lasciate lì
dal senso vagabondo dei marinai
...e il mare è solo un cielo
rovesciato al sole inondante...
cercando la rada dei silenzi
a farci riposare l'asprezza della fuga
le sorprese dell'inconscio
un punto senza ritorno
tra mare e cielo
come tra il riso e nell'oblio
in un volo a raso tranciante ciò che è
e in mezzo naufraga il mio viaggio.

Il volo dell'ape.
Peripatetico
del pensiero
non ho tempo
non ho memoria
e di avere poesie nascoste
nel cassetto
nulla da ricordare,
come il volo dell'ape
sopra al fiore
che non sa se tornerà
a stordirsi con il miele
compro l'oro
finchè ce l'ho
da serrare nel cassetto
e ricoprirne le mie rime
da passeggio.

Tremila parole.
Uso una nota...
scrivo:
Tremila parole per te amore...
e mi faccio una nota
e un passo verso te,
tu,
stupita
guardi l'erica rossa
nel vaso sul davanzale
io,
stupido io
m'innamoro del tempo che hai
per un semplice amore
e stendo veloce
una nota di tremila parole
ci metto
un infinito
ti amo
intonato
al colore del tuo stupore.

Mamma scarlatta.
Rosa scarlatta
e non rosa scarlata...
così devi dire e non puoi farci niente
ma neppure scriverci una lettera...
perchè
il Padre della Parola
tutto ha composto
e inscatolato tramato rimato
ancor prima che tu sorgessi
dal grembo di una sua inseminata madre
molto prima che tu fossi un pianto
germe malato
di questo mondo
creato senza coraggio
col suo sangue scarlatto.
La regola è il suono
che accarezzi l'intelletto
l'armonia della bellezza
la precisione nei contatti degli arpeggi
l'eleganza degli arricci alle Parole.
Il rosso dunque è solo questo qui
sarà dolore sarà stupore
mai potrà essere scarlato
e mai nemmeno roso.
Ciò che non so
mio rosso Cuore al tvb
è perchè sempre un Padre
e mai una mamma.

Cosa fa Dio.
Ma dove scivola Dio?
Sotto al tappeto di casa mia
dimentica l'ingresso
e non sa dov'è l'uscita
non ricorda dove tira il terremoto
e da che parte gira il mondo
non sa leggere il dolore delle madri
si gira dove soffia il vento
e sta alla finestra
a guardare le lacrime dei bimbi
senza la mamma.
Dove inciampa Dio?
Nelle scarpe di una donna
che ama un uomo che non deve
e poi anche viceversa.
Dove cade Dio?
Sulla scala di casa mia
che porta in alto sopra i tetti
da casa mia
non scende
non sale
non si sposta
e neanche beve
e non si da il tempo di un respiro
transita soltanto senza guardare senza vedere
solo col suo dolore
e se ne va
a creare altro dolore
dietro ai tetti di casa mia.

Sto dentro a un sogno.
A causa di te
sto dentro a un sogno...
perchè mi fai piangere?
Sono indifeso
quando
sto dentro un sogno
ascolto
con il cuore
senza riti della notte
non voglio inganni
per una culla vuota
non temo l'ombra di me stesso
sto
senza privilegi
e non ho verbo
impeccabile di stile
in un sogno tanto vicino
se ne uscissi
con un corpo puro
in un viaggio senza vele in un volo senza ali
inseguirei un amore
fosse duro
fosse pure
fino all'altra parte
della mia causa.

Anima coi rami.
I miei àlimi mi han detto
amen...
ho pregato
mi chiedo perchè...
manco d'aria nella testa
e voglio baciarti
infondermi di vita...
e questa sarebbe una preghiera?
cerco un varco tra le ossa accatastate
spalanco le finestre
sul cortile degli intendimenti
entreranno anime
come fiori nei giardini
a profumarmi l'aria che ho impolverato con la morte
unirò i puntini alle mie i...
uno dietro l'altro all'infinito
se avrò tempo...
ce li metterò su
e spartirò gli spiriti dal resto
per non star lì a vivere
pregando
sino all'amen.

I gingilli di Dio.
Anime in nero
amanti
delle insidie
i gingilli di dio
peripezie della parola
antidivini
vivono di noia e d'armistizi
d'aspirazioni e angeli visti in giro
psicopatologie impaginate dall'immortalità
scritte dopo aver aperto i mari dell'inferno
averni visti e disastri della morte
ma
sono giochi
solo miti
violate identità
tra madri padri e figli
concepite in peccato e verginità
per inventare
un altro pilota che non sia un gingillo della sorte.

Come i bambini.
Oh adulte entelechie!
Abbiamo finito qui?
con tutte ste schifezze
sui cessi della terra?
Di aprire vuoti d'aria...
vuoti di...
di che?
Vuoti di memoria
da riempire d'escrementi.
Che dio ci aiuti
a far la cacca
come la sanno fare
d'emozioni eminentiae via
solo i bambini.

Sonnambulo da te...
E sono davvero stanco
sono uno stanco pietismo
della notte
e non mi prenderei la pena
d'accendermi la luce
per bere un bicchier d'acqua...
non essendo quel che dovrei fare
lo faccio
con dolorosa ratio,
così,
in questa notte tempestosa e buia mi tocca...
mi tocca scendere dal magico tappeto
che mi s'invola ad ogni sogno
scostarne il comodino che lo fissa
come lo fisso io
defilarmi al dio
per scivolare scalzo sonnambulo silente
sin nella tua cuccia cucina luminosa...
sempre
al chiarore dell'attesa
sei seduta lieve
trasognata alle tue nocche
e come in ogni sera
nei suoi fondali
con gli occhi parleremo
ancora
della notte
per trasvolar con lei
sin tra le stelle ad alleggerirci sulle pene.
Almeno penso.

Peter Pan
Ecco
ormai chiuso dentro al sonno
che non sogna
sto per chiudere
un libro letto tutto
e non l'ho finito.
L'appoggerò
ora,
fra un po',
intanto crederò,
ho tempo nel venire
e nell'andare...
nel pensare di volare...
sul comodino lume acceso,
sognerò d'addormentarmi
insieme a lui
e con lei sulla finestra...
lascio sempre la finestra spalancata
sul parco dei miei sogni
che frequento strappandolo alle pagine...
e con lei
io e lei con la mano nella mano
dalla finestra spolverati in oro
voleremo splendidi senz'ombre
sino all'amore che non c'è.

Non sento.
Scrivimi del sole
e del tuo scopo,
non sento
piastre roventi
della gioia
del dolore spirituale
e del male fisico,
non vedo
del perdono della follia
della pazzia
comprare il fuoco,
non sento
dell'armonia dei fantasmi
la sfida sulla via,
scrivimi sul muro
di ciò che hai sopra di me,
se t'appartengo,
scrivimi di stelle e della luna...
io non sento.

Io vado per le strade.
Altre parole
fuori dal pensiero
bastarde e scatenate contro dio
e io vado per la strada.
Prima le parole
e nella strada
poi la poesia
coerenza
per selciati rovinati
dal peso della rabbia.
Scaravento
i miei passi
incancreniti di sgomenti
anima e concetto
protocolli del mio male
a spaccare i marciapiedi
via diritta
di uomini splendenti
dritti alla meta...
Tante parole
senza respiro
e sono qui
cento metri alle tue storie
alle passioni
e sono epoche viventi
e son sospeso
sulla strada
lontano dal pensiero
dentro alle parole senza un dio.

L'amplesso.
Il tuo sguardo
spacca l'amplesso
m'impressiono
e quasi quasi scappo
ma tu mi graffi
e mi fai male
stracci
mi restano sul corpo
nudo
mi ucciderai e non lo farai
per finta
un dio qualsiasi mi protegga
perchè l'amore...
perchè l'amore è come...
è come la notte
mai saprai quando finirà
non saprò mai se pensi
a me
perchè t'amo
o perchè sono un pensiero
sono un respiro sul tuo letto
uno spruzzo che della vita
getta via il meglio
ma...ma nelle mie mani
non resterà niente di che
niente di più di un pizzo
un merletto
un bacio traditore...
morirò d'interrotto amplesso.

I miei resti.
Raccolgo ciocchi e metto scarpe,
Dio capirà,
ma dimmi,
perchè ti ho amata
e adesso ancora,
quanta eternità da vivere
e affrontare...
interminabili stanchezze dentro
e pesi stermina cuore...
da pesare
ogni giorno nato morto,
io li conterò
e credo poi che preparerò
tra colori e cieli
attraversati in fretta
segmenti di vita alla porta delle stelle
- ma qui come tremo
spaurito corpo scomposto
coi tanti malesseri vaganti
perchè so che là dove finisco il giro
incontrerò la ragione
e non solo te
fantasma da fantasie incolte -
i resti rotti dei miei giochi...
dirotto e cedo al sentimento
sei la mia mania
là le cose tue sono le mie,
mi caverò le scarpe
brucerò i miei ciocchi
in rivoli di tempo perderò l'Eternità.

Penso a te.
Ossessioni
a più non posso
in curva rischio il fosso
se penso a quegli occhioni
che fan luci da lampioni
mi vien voglia dei tuoi baci
te li chiedo ma tu taci
e mi guardi regalandomi un sorriso
fresco più di un fiordaliso
niente baci? dammi il fiore!
lo innaffierò a tutte l'ore
profumerà da mane a sera
sarà sottile droga vera
mi farà avere le visioni
d'amori ed ossessioni.

Eidola.
E contamino gli aspetti
esteriori ed animali
Io
divino elemento,
che non ha pesi
e se ne va dove si vuole,
e mi muovo
ad estirpare i mali
intorno al mondo,
Io
soffice intrusione
- chissà come era bella
la terra primitiva senza sentieri
deponente alle sue stelle -
nell' Idea dell' Essere nel Bene
se guardassi
invece
il tuo chiarore che dà luce
che da sotto filtra
alle mie sere?
che cuce
senza farmi sanguinare
i miei pensieri?
Eidola,
nell'aria rarefatta di paure,
dove mi perdo e ci ricasco,
e se amassi te
apparente conoscenza
dentro me?

Inchiostri cibernetici.
Un impulso
un battito scorato...
devo fare una cosa...
un intuito ipnotico...
casco nel deliquio...
ecco,
che ho fatto!
C'ho messo poco
pochissimo
fatta una cosa è!
e
non ne conserverò ricordo
nè allocuzioni
nelle mie precisazioni
come mai l'avessi fatta
invece...
o si, invece,
ne farò poesia
da custodire sotto agli inchiostri
e coi colori fatti a pastello
anzi
l'affiderò alle memorie coerenti
dei golem cibernetici.




Cuore Animale.

Miele è morto.
Guardate!
come muore un gatto
guardate
la Dignità nell'agonia
e nella Morte Animale
guardate
come si muore!
solitari umani egoisti della vita
monadi poveracce e senza cuore
ipocriti falsari della vita
appigliati a un dio crudele quanto voi!
In fede fiirmato:
Miele.
Io odio
questo mondo
questo facebook idolatrato
di piagnoni insoddisfatti
ricchi sfondati
invidiosi gelosi
ladri
approfittatori fannulloni
paurosi indecenti
privi di onore
indegni di onori
carichi di cariche e portafogli
ministri sindaci e assessori
pieni di titoli lauree medaglie e presidenze
e di escrementi
ripieni di culture e di amicizie
gonfi si sapienze e vuoti d'aria puzzolenti
di baci e di kisskiss con tanti abbracci...
dei quali presto morirete e...
e tremerete
di Paura e Angoscia
voi tutti maledetti senza...
Cuore Animale.

Stele.
Oggi
non ho avuto il tempo
di manipolare
adeguate cognizioni
per sollevarmi dall'inebriante trascendente
in divenire quotidiano,
in sostituzione
elaborerò teorie e pragmatismi
celestiali
spazializzo
metodi
da averci un amore in ogni stele
che ho piantato
più di quelle d'Aristotele
che pur ne ha fatte da ubriacarmi.
Metessi
pensando a me,
mi son distratto dal Pensiero,
ho contemplato
il dizionario metempsichico,
e per la delusa Vanità
è come un cercar pigne di città
da ramassare sopra al fuoco
ad immolarci le mie stele.


Archi del Tempo.
Ho visto cose che Voi umani...
sulla linea di confine
ho visto i corridoi a cielo aperto
gallerie di illusioni fuse nell'acciaio
e tra le stelle in fuga di pensieri
da un museo senza finestre
la rete architettura dell'Infinito
figura della mente porta dello spazio
tra la vita e tra la morte
morte e vita nel passato
viaggio nel tempo senza futuro
e blasfemia di un dio che fugge
sui fogli bianchi incisi dagli indelebili cammini.
Di certo metafora dei passaggi nell'ignoto
v'ho contemplato l'Archetipo ammaliante di paura..

L'altra metà della mia notte.
Dissolvenze
di un giorno in nero
ricordi inesatti
dentro a un letto
di una notte
finchè non tornerà il mattino
un giramondo a mezzanotte
e a mezzanotte
illazione
con la mia donna
dentro al vento
sul Picchio Nero
un abbraccio coi diamanti
finchè non sarà un perduto amore
nell'altra faccia dell'enigma
e all'alba
la vendetta
nelle sue mani sconosciute
lascerò
l'altra metà della mia notte.

Nuvola di pioggia.
Se nascesse adesso
una nuvola di pioggia
sorpresa nel sereno del poeta
che con le gocce ne slavasse le parole
ne diluisse l'acquerello dei colori
tornerebbe primavera
nell'insostenibile tempesta
alla sua acqua rarefatta
mi bagnerei le mani sporche
e lascerei andare
come un cacciatore leggendario la sua preda
i miei graffi della mente
a ragionare nel nero della nube.

Il Viaggio cifrato...
E se al tramonto
facciamo che
abbandono le ricerche
e le incertezze
se smetto di dipinger sogni
in surreale
in cieli neri trapuntati
se smettessi d'approdare
in spazioporti interstellari
tra i pianeti da scoprire
di costruire ponti sugli stretti
astronautico architetto
e ghirigori alle mie voglie
rabdomante della psiche
se non amassi mai più Ripley
e la mia Dale
coi nostri viaggi nel fragile futuro
mi regaleresti
la tua vela più preziosa?

Occhi tuoi occhi miei.
Occhi tuoi
occhi miei
un cielo e...
e ti aspetto nel suo centro
per segnare la mia rotta
tra la gente
che mi sciama
che mi ignora
ed uno
che mi guarda gli occhi
senza sapere cosa sono...
io lo so
ti ho incontrata sopra un'altro mare
era una barca
forse un bastimento
o in mezzo ai fiori dell'amore
senza parole
senza colori
ma era un giardino coi cancelli
ed era...
era un sole di pensieri
e ci sei tu...
nel centro
tu
che mi guardi
ed ora sai
lo sai
che cosa sono.

Cosa siamo?
Misteri
suggestioni
irrealtà
limiti
microscopici
lasciti
da ultime volontà...
sai una cosa?
si, tu puoi alzare il vento
col sospiro
e lo fai
e sciogli le nubi con lo sguardo
si, tu sei dio
puoi
se vuoi
far nascere galassie
spazi e stelle novae
scateni temporali con l'umore
lasci a bocca aperta la tua prole
tagli i nodi tra le coscienze illuse
strappi il linguaggio dentro al Tempo
dai un senso a ciò che non ne ha
una scusa al dolore della Morte
ed alla sua felicità
fai di un altro nuove cose...
sai una cosa?
sai che cosa sei?

Viaggiatore della Notte.
Viaggiatore della notte
e corridoi strade tunnel
vede tenebre
svela segreti
preservati nel futuro
creature dell'inizio
creature della fine
e cadono le colpe
sconfinate dagli spazi tolti al Tempo
frantumati nell'inconscio
e negli incontri
tra le briglie delle stelle
il solitario avventuriero
dell'eterno
ripristina le crepe della vita
e nel continuo
orbite e schegge di follie
dissolve
anime straniere tra stazioni e nebulose
nebbie dei suoi cosmi
polvere
ancor prima dei suoi geni
analisi di corpi
calpestii fughe
dentro ai sogni
anacronismi a ninnenanne
e può anche dormire
sugli incubi dell'uomo
non esiste spedizione dentro all'io
che salvi la mia notte
e per salvarsi dalla fine
la notte insonne
aspetta
il Viaggiatore dell'Immenso.

I càplèt ad Zèvol.
Zavoli!
Uei Sergiooo!
in dò sìt? in dò vèt?
fermàt boià dl'à miseria!
sempàr drì a sbrugnèr in t'è carlè
tànt in gnì capèsc gnìt inciò
guerda i què invèzi
quist ch'i què
àd cà mì

chi'è di caplèt
gvèrda e mì prèsidènt d'è e gàll
miga chi càplet da ustarì àd turicchia
i pè fàt cun è cartòn.
Zèvol, dai! ciàpa sò
vèn a cà mì
a magnè di càplèt cun è ragù
còma cùss dèv
cus'èla cl'à giògia
che t'àt màgn tè
i là a Ròma
in dò chi scòrr i màtt
e in cl'à tivù scvaciarèla
ad fisulaz 'd vala cl'è la rai
in chi pustàz 'd'partì t'àt invècc
e dòp ut tòca ad'sciantè
in' tl'ùltma tapa
pròpri tè ch 'tcì un scaladòr
a la Bahamontes.
Vèn à la svelta a qvà,
àt tègn d'astè
fà una vulèda
e at salùt vigliàc d'un curidòr da scrivanì.
p.s. stv'ù i càplèt in bròd,
dimàl pàr telefunì,
o invèiam un clic pàr òna e-mail!
à sìt bò?

La Verità.
Tanto
ognuno mi dice la sua
quando ormai è già notte
ma nessuno
fa luce dall'oriente
l'emicrania non mi passa
e il sale s'accumula nel sangue
sdraiato
e fossi morto almeno
controllo la pressione
indago la mia storia
la cancello dal registro
dei mortali
dovrò bonificare la struttura
dal successo
lavorandola sugli alibi
parlando coi maestri
sarà uno shiatzu
con le dita precompresse
ne uscirò tutto pestato
dallo spirito svagato
e tra i mali ed i contrari
quando ormai è mattino
sull'oriente arriverà
chi mi dirà la sua.

Gatto cibernetico.
Cosa devo ricordare
del fumo
di una ultima sigaretta?
Gioie e dolori
traslochi di pacchi di parole
e di un qualche sentimento
refuso degli scritti...
o un ciao scordato
un amore rimandato
ma io non fumo...
accendo sigarette
sperando che vi sia l'ultima
che bruci
i miei capelli
ciò che ho in testa
e le carezze
contropelo
al mio gatto cibernetico...
Io non fumo!
Me lo devo ricordare.

La foto sul comò.
Ma si
lascia stare
come viene viene
non esser duro
non sarà certo un domani
cambiato a mano
a non far più correre il sangue nelle vene
stai rilassato
non voltarti
vai avanti
se fai una cosa
ne viene un'altra
tutte messe a massamonte
perciò
ho messo la tua foto
sul comò
la guardo
e vedo
i giorni districarsi
incorniciati
nei tuoi occhi
e tremo.
T'infilerò
al chiuso
in un cassetto
oppure
sotto al letto
dove
non mi confonderai i sogni
col futuro.

Le stelle della notte.
Questa è
una profonda notte
qui
sopra alle mie teste
ed apro le mie stelle
una ad una
con un clic.
Le stelle della notte
hanno
un sole
un altro sole
già più stanco
in un giorno già diverso
forse sbagliato
in un altro giorno
nato per sbaglio
dalle stelle della notte.
La notte
un'altra notte
col suo niente
col suo buio
per sognarci labirinti
per la fine...
clicco sul mio sogno
e l'apro
e apro
un altro giorno
e un altro sole
già diverso e stanco.

Atomi di gas.
Loro sono
atomi di gas
come ce ne sono
all'infinito di qui sino
all'ultimo cerchio che imprigiona
l'Eternità.
Tu
sei Amore
e non hai cerchio.

La mia Dea sta in giardino...
Sono uscito
una
mille volte
io
rebus del giardino
dicevo
al Dio dei Fiori
faccio un giro
a guardar le stelle che m'ha acceso Dante
e così
salivo
forse scappavo
con traiettorie spinte dagli angoli dell'orbite
scavalcato un muro
ed il recinto
- non vivo di clausura
ma non amo solo donne -
cerco quello che mi dica
io sono
ed è
solo per questo
che io torno
e ritorno
al mio giardino
non cerco un Dio
cerco la mia Dea.

Piano e lenta.
Piccola discordanza
infilata
dentro al cuore
piano e lenta
entri in ciò che ho
poco
e che la tua anima non menta
e mi lasci traccia
che cambia la mia faccia
semplice
come musica dal sole
umile
mi riscaldi sulla pelle
non fai male
sciogli la mia rabbia
e solo per amore.
Sei il Tempo
rotto
spezzato in me
piano e lenta
entri
secchi le ferite
le bruci del tuo sale.
Ti dimenticherò
piano
lento
ma non so
se scorderò
la tua mancanza.

Sepultura.
Sepultura
e il mondo aspetta la mia salvezza
fate presto
le concessioni stanno morendo
sangue si spanderà dai corpi
si sporcherà di terra
macchierà l'Amore
mandate le mie Fate
ad asciugare le lacrime dei bimbi
e metallo e fuoco
musica e metallica
death
danzando sulla tua tomba
che bruci passioni
e i suoi dolori
non posso guardare lo sterminio dei pensieri
e poi andare ad ascoltare
Sepultura.

Le traiettorie della polvere.
Le traiettorie delle parole
sono polvere
ricoprono le mani
che s'incontrano
sinonimi e contrari
riflessi
d'intrecciarsi in versi
paradigmi
e dipendenze
d'analgesiche pasticche
rientranze mentali
abuso
rischio di leggende
stupefacenti!
le parole volanti sopra ai venti
le prendi
e se ne vanno
appaiono
scompaiono
polvere di droga
stupefacente
per i pensieri
le traiettorie della polvere
sono parole
sassofrasso della vita.

Gli appunti smarriti.
Sbocconcello ricordi
quasi fossero miei
che io credo essere miei
in proprietà vissuta
mai spartita
abbandoni
senza ereditá
uno spartito
senza maestro
che dia vita
alle mie note
ora
chi ha
i miei appunti
lasciati nel cassetto?


Il campanile degli Angeli Custodi.
Il campanile
mi s'infila veloce
sottile
del suo vuoto
punta in alto
sopra i miti
i resti
le mansuete abitudini
d'angeli custodi
rintocca le campane ai cherubini
scioglie nuvole nere come pensieri col peccato
scala i rossi dei deserti dell'infranto
ah ho dimenticato di scalare il campanile
avevo ben altre frasi da svettare
sopra alla croce
a spezzar pane alle mie soluzioni.

Metafisica depotenziata.
T'ho ricostruito Amore Mio...
se sei contestuale
a ciò che IO ti dico
nell'ambito morale
rombo di batteria nella Notte
un eone secondario
una particella d'atomo che vaga
         rotante
     sbadigliante
      a se stante
che non lascia scampo
che esplode nel tubo dentro al cuore
un Metodo stuprato dalla Regola
se sei Femmina che scruta sopra il Mondo
se gira o se è rotondo
se sei un Modo
se sei rigido Complesso
maturato in fretta con la saga
d'epici interni frenologici
se sei Pensieri Logici
safena safranale che va al sodo
se sei comprensiva Scienza
argomento
Religione
mistica contemplazione
allora aspetto
l'Esplosione...

Viaggio sulla Luna sul far di un sera d'ottobre...l'altra sera...con una mia bella.
Sulla Luna
in viaggio
impertinente
come scivolare sull'erba
tagliata fine
allo splendore del mattino
leggeri
dalle luci dei poeti
rischiarati
camminiamo
lasciamo impronte
incancellabili
come le parole dei poeti
come i quadri del Colera
sulle carte
e sui brillii dei picì.
Vado sulla Luna
ti scriverò di lì
parole di rugiada
e fili d'erba
illuminati fini.
19 ottobre 2010.

Chiaro di luna.
Come
la paura
di un chiaro di luna
dentro la notte del bosco...
se ti chiedessi
dalla magia mortale del mio specchio d'iridi irriverenti
vieni da me!
come pensi io possa fare
a camminare sulle acque di questo immenso mare
di stelle
se tu mi rispondessi
arrivo!
Cosa pensi io possa fare
per non annegare nel mio piccolo
amore?

Lo zucchero nel caffè.
Metti lo zucchero
nel caffè
io no
hai il senso del tempo
io ci muoio
e resto solo
mentre grido
dove sei?
E tu
sei lì
dentro il tempo
e guardi
me
che sono fuori.
Tu bevi il tuo caffè
io no
e sospirando
nell'aria
che viene e che va
e nel mattino lieve
come un volo
come un vuoto
mi prendi per la mano
e mi dai
quel po' che hai
mi dai certezze
dentro il tempo.

Gli archi di Mozart.
Notte
nel fondo sconosciuto
pioggia radente
note dispartite
alla radio
in si bemolle
e lascio libero il pensiero
scalo
andante veloce
dal dolore.
Inserzioni attacchi strappi
carezze
sulle corde dei violini
luci agli occhi
bicrome
a sopire il cuore
morbidi adagi
lento pensare
in abbandoni
allegri scherzi
presto
e inseguimenti
inserimenti
di stupiti misteri
trappole del dubbio
un tocco
sottile
come acume
sulla lama di un coltello
calmo il mare del mio male
in punta di piedi
spariscono le note
rapidi leggeri
i sogni nelle notti visionarie
degli archi di Mozàrt.

Amore sovversivo.
Amore sovversivo
stai lì
non muovere le braccia
stai fermo
con le mani
il respiro ne potrebbe risentire
l'idea sarebbe
quella di morire
non so però
se ti conviene
modificare il tuo pensiero
come quando l'amore ti sfinì
bella non so dirti quanto...
...svaní dalle mie mani mi troncò il respiro...
e sei ancora fermo lì
a rimirarle gli occhi negli specchi
no lascia stare
i movimenti delle mani
e del tuo cuore
continua a respirare
e con quelle idee
non ti fermare
perchè...
sono stupito...
vedo l'amore come lo vedi te.

Fiore live.
S'apre un fiore
una mano
leggera
lo coglie
e ho cose
da fare
furore
e l'attimo straziato
è già passato
sono solo
e spazio
ed erba
tagliata intorno
e col suo odore
e con la mano live
lasciata al suo profumo
che mi porge il fiore

Chillout.
Dentro al letto
provo a leggere
e non è detto
il sistema binario
stramba le parole
me le scolla
dai passaggi
scombina le mia pagina di vita
cambia
le mura al vento delle idee
e quindi
senza segno
serro la pagina alle altre
fischio alla notte
smorzo le luci ai paralumi
decifro la pioggia
che mi ritma il sonno
sopra ai coppi
e dormo
nel mio lounge
senza aver assunto
gocce di parole.

Sogni e stelle.
E dove andare...
non puoi staccarti
dalla vile terra
vi ricadresti
a romperti le ossa
come fragili cristalli
spezzato
spanderesti il sangue
vene lese
ad arrossare solchi
e rughe
e neri pensieri
scaldati al sole
a sporcar ricordi
non puoi andare
ad attaccare i sogni
alle tue stelle.

La Notte.
Il cuore della notte
in fondo
è come l'animo dell'uomo
nero nel mistero.
Mortale sentimento
nel tempo
per riflettere.
Nel fondo di una notte
io posso starci
per tutto il giorno di una vita.
Avvolto
del mio terrore
ne morirò
senza paura
fin quando il giorno
non spezzerà
un cuore d'uomo.
Finalmente
lascio lì le crepe
m'entrerà la luce.

I Fenomeni di Kant.
Castello
chiuso
nelle mie idee
non conosco il tuo nome
vedi tutto intorno
gli sguardi nascosti
le furtive lacrime
le mani
che si cercano
si toccano
e quelle
che si lasciano
vedi quello che calpesto
perchè non so che cosa sia
senti
ciò che dice la mia mente
senza parlare
e quando chiudo gli occhi
e come sai mi spegni il sole
sono ricordi di un altro giorno
sabbia che misura il tempo
e lo riempie
miele
che addolcisce l'amaro dentro
fiele nato dai tuoi consensi
incastri le mie porte
e chiudi
dentro
i tuoi complessi.

Imbianchino.
Darò
una imbiancata
al niveo appartamento
affrescherò le pareti
di tanti colori
tutti
e l'oblio
di un altro colore
e altri ancora...
aspetto nuovo
alle annerite speranze
tanto
spazio ne ho
intanto...
aspetto il mio pittore
ho spazi
per le attese
nell'ultima mia stanza
e qui c'è tempo...
su un'ultima riga
postfazione
inginocchiato
a guardare un cielo da soffitto
stabilito
che la mia casa altri non ne abbia
disegnerò un futuro già finito...
suonerà al campanello
che non c'è
e so che sarà lui
dal suono
e dai colori
che sopra mi darà.

Rosa d'ottobre.
Ho visto
sai
il tuo colore
Rosa d'ottobre
respiro
d'aria e sensi intorno
hai messo
la mia bocca
la tua
insieme
nel profumo dell'amore
e nella terra
nera
che ci aspetta
mangeremo
proiezioni
e spiriti nel corpo
saremo
il suo concime
aspetta
i nostri baci
saremo
petali sotto terra
mangia di me
io mangerò della tua rosa
mi profumerò di lei.

Coralli taglienti.
Io so ciò che volevo
e non ho avuto.
Immergermi
in dimensioni d'amnesie
contenitori
per essere o non essere
palinsesti
per parlare
e senza dire
verdi occhi
dipinti
d'acquerelli marini
...pittrice del mare
portami portami
con te nei tuoi fondali
annegherò
coi tagli dei coralli
nei tuoi colori
mi confonderò...
mi basterebbe
solo
bagnarmi il male
dei tuoi baci
coralli taglienti
e sarebbe
immersione
nel tuo sangue.

Parole ed asteroidi.
Io non lo so
le parole
se sono vita
io credo l'incontrario
nuove idee
e del vuoto
parlo e scrivo
con l'inconscio
spremuto sfoltendo dizionari
cercatore di parole su asteroidi
strafottenti
andatevene al diavolo
o sotto al tavolo
o sgombratevi da Paolo
fate un po' come vi pare
ma lasciatemi da solo
non posso amare ciò che siete
non lo comprendo
e di volare fin da voi non mi riesce
penserò soltanto ai paesaggi
ed ai miei passaggi
se mi sosterranno alla finestra
poi ditemi quando...
quando non sarete più un mistero.

Basso comodo.
Sfalcio erba maligna
e la gramigna
nei bassocomodi delle mie ironie
i fiori m'abbelliscono i pensieri
le parole più preziose
immaginazione
solitudine
terrore
fanno paura
come il sibilo del vento nella notte
occhi nel sonno
come la morte dentro al letto
soffi nel cuore
perchè si sta meglio
nel buio della foresta che respira
e c'è sempre qualcosa da vedere
in cielo
se uno sa come guardare...
Spengo la luce
per vedere dove mi cresce l'erba.

Passo falso.
Passo falso
e oggi qui non c'è
chi abbia un pensiero per te
sei caduta dalla roccia
scivolata
sui desideri non espressi
agli occhi
che ti chiedevano amore
sei dispersa
e allora mi redimerò
nel me stesso
rischiando il nulla
che m' illude i passi.

Regina.
La sua ombra
di Regina
regna
ricatto affascinante
o sogno
Donna dentro
un quadro
una finta clandestina
nelle mie notti
in cima
gloria e orgoglio
vanto e nome
su una lettera bruciata
fantasma
tra cielo e terra
limbo infranto
ferito
da pietra di luna
acuminato amore
di una poesia indiana.

Dimenticare.
Dimenticare
sulla luna
la tua casa
e la strada tra i pianeti
dimenticare
che una tua donna ha detto si
e il sangue sparso sulla terra
- meritevoli momenti altri no
come definire una passione
un bacio
che
non hanno l'assurdo del dolore -
dimenticare che pensavi a questo
di salvare l'anima
dimenticare che un cavaliere errante
dentro al letto
smonta l'armatura
per restare solo
dimenticare
le lotte
e le stagioni
e tutte le tue case
dimenticare che eri uscito da una porta
che riposi sulle ferite
inferte dall'amore
e muori.
Dimenticare che si muore
e poi...
dimenticherò un Amore.

Il tuo angolo.
Finalmente
ho finito di girare
(e di volare)
andando a cercarmi un altro amore.
Ho finito il giro
lunghissimo
del breve angolo portante
esplorate le stanze
e le credenze
ripostigli colorati di speranze
trepidanti attese
turbamenti
d'avventure
ora allungo e corro
dove il ricordo scampa
più forte
del finire dei contrasti
più tagliente dei crinali
io lo so
quando guardo gli anni dentro un giorno
quando sudo salto torno sulle mie false partenze
quando raccolgo le mie schegge
e le sostanze
sugli ultimi metri dal traguardo
che il mio colore è
nella partenza
che la mia avventura è
riposare steso accanto a te
nel riparo del tuo angolo.

Marinaio.
E forse si
saranno uguali
in ogni porto
i marinai
e le partenze
e le banchine
e ciò che hanno nella tasca
scheggeranno prue
ad ogni attracco
i marinai
e forse si
anche i sogni vi avranno approdo
per trasformare viaggi ed avventure
in racconti intorno al mondo
coi velieri
che prendon vento sulle boe
e forse si
è per non illudere la mie gioie
che non mollo l'ormeggio
al mio velo
nella rada.

Ninnoli nel letto.
Stringo ninnoli
piccolini piccolini
più che piccoli
a punta
mi trafiggono le mani
sono chiodi
di una storia a tradimento
arrugginiti con il sangue
inchiodati sopra un legno...
dormo stancamente
ma non muoio
nella sindone sudata
sotto i baci arroventati
nei cuscini abbandonati...
m'asciugherò i graffi col tuo sale
facile e semplice
come dare un bacio nella bocca di una donna
morire tra le lingue dell'amplesso
singenesi rimandata
macchiata
di ferite e sangue.

La mia foglia secca.
Amore mio splendente
stella vivente
sangue del mio cuore
forza e corrente
guarda
la mia mano
lentamente
ha raccolto dalla terra sporca
una smorta foglia secca
tra un milione
poverina
le sono rimaste
gialle vene nervatura frantumata
la sua leggera pagina
d'una stagione lamentosa al vento
s'è librata
trasmutata
polvere esplosiva
a fare nuove stelle.

Biscotti con l'alchermes.
Ti puoi sdraiare qui
candida ombra che mi voli intorno...
c'è corrente
non correre
per collezionare onori alle presenze
non sprecare tempo a guardare nello specchio
non lo vedrai passare
è come il vento
un' illusione
un' invenzione
ribalta del passaggio
non avrai un logos
dove riposare la tua lingua
sbatterai
ti rimirerai in gallerie di specchi
smarrita dalle voci suadenti
e atroci...
stai qui
insieme a me
a colorare la tela che ci resta
tra gladioli calle e crisantemi
incorniciati al vento
mangeremo
biscotti con l'alchermes
e zuppa inglese
e...e
guarderemo la corrente
infilarsi nello specchio.

E tambòcc.
Il tambòcc sparò
la pallottola passò
all'uomo il cranio sfiorò
in quello della donna s'infilò
esplose
e la donna esalò -
L'uomo il tambòcc mirò
gli sparò
e l'ammazzò -
L'uomo sulla Terra
da solo restò
impazzì
e si sparò -
Dopo un pó
la Natura in Terra alla Felicità ritornò
e si disse:
- un esperimento che mai più rifarei -
E Dio
finalmente
s'involò.

Ameba.
Nel fondo inesplorabile del sacco
primitivo
quand'ero solo ameba
o protozoo
chiudo il mio passo falso
in ginocchio
sopra i sassi
a mangiar veleno
o steso
sulla schiena
sopra fiori
a guardar le stelle
dentro al vuoto.

Fluire.
Un'immagine
simbolo
e in volo
e il fluire
la sua propaggine.

Si guardava
allo specchio
son bello
io solo
e mai sarò vecchio.

Aveva donne
soldi
e il sole
gli guidava la Ferrari
pregava Dio
e regalava viole.

In uno specchio
lontano
apparve il fluire
urlò
e poi
sospirò.

Si preparò,
piano piano
seguendo il fluire.

Nuvole e guerrieri.
Guardo le nuvole
come se fossero guerrieri
passano le schiere
si dissolvono gli eserciti
restano gli dei
a guardar periti
gli occhi degli uomini smarriti.

Rinforzi.
Chiamo i rinforzi
per scassar le casseforti
dei Principi Maestri
in virtù e conoscenza
per vedere con la luce
dei miei occhi
gli indirizzi
nascosti
dei luminosi pudibondi crani

- putrescenti viscere
imbiancate
vili squilibrati
che per tornare vivi dalla strada
e dalla spesa
e dal consumo per la vita
con la paura tra le gambe
ci affinano il futuro
per arredare il loro -

aspetto i miei rinforzi
gli spaccherò le teste
e vi troverò l'assoluto vuoto d'indirizzi.

La parete.
Rimaniamo pure
qui
avvinghiati
a 'sta parete
distratta di periferia
per non cadere dalle relative stelle...
mi conviene ricordare
non ho ali d'angelo rubate all'inferno di Lucifero
e non sono una Madonna visionaria
da spostare regni e matematiche espressioni
orbite libranti
e verità
che mi stringono lo spazio
lo desumo con l'estratto del mio io
esamino il rettile alieno che c'è in me
finchè
io
e non dio
non sposterò il cuscino
domattina
al mio risveglio tra le stelle.

Una notte poi una rosa.
Perchè mi lasci qui
sapendo che son vivo
piove piove
piove forte questa notte
così crescerà la rosa della sera
passerà
passerà il suo colore
sono stanco
chiudo gli occhi
ho paura di una notte
che s'è ferita con le spine
e io prego, prego e prego...
come prego
che la tua rosa sia il mio fiore
domattina.

Attenta a ridere di me.
E ridi
ridi pure
sul mio dolore
attenta a ciò che fai
o un giorno pagherai
dovrò srotolare tutti i miei giorni più importanti
rivoltare la mia vita
non so cancellare
la coscienza
incantata
dal dolore.

Temporale nella stanza.
Si sta bene
con la finestra aperta
anzi
io sto meglio
quando mi piove nella stanza
nuvoloni neri si ramassano al soffitto
tuona scatta la corrente
mi s'inonda il materasso
m'infradicio i capelli
la frutta prende la tempesta
la radio annuncia
fuori splende il sole
e la gente s'ama senza soste
nei parcheggi
io che non mi fido
serro le persiane alla finestra
e mi chiudo dentro il temporale
perchè tanto
forse
in un porto c'ho un ombrello
che ho riposto.

Vado a Bombay.
Di speculazioni
periodiche
costanti
arrotanti
non si può più farne a meno
ne ho riempito un treno
senza memoria
fermo
sui binari di Bombay...
ma...allucinazioni piu che argomenti
passeggeri
senza buco nel biglietto
per salire a fare i giochi coi macchinisti dei vapori
ne riconosco gli insostenibili colori
un fischio solo e...
e partirà
partirà
senza chiudersi le porte
il treno di Bombay
deraglieranno anime fuori
e corpi finiranno in Varanasi
daranno sangue al Gange
ed io...
ed io...ed io...
e dio guarderà dal finestrino scappare via
i paesaggi di Bombay.

Donna cangiante.
La mia voce...
aquila in gabbia...
la mia voce
sentirete
di aquila in gabbia
mi libereranno
spettri invisibili
spiriti fatti di albe
piogge e venti
di cristalli
case benedette
sotto i miei cieli
e la donna del villaggio
sentirete
dandomi la vita
donna cangiante
sul bianco picco
ma avrò ali
amputate
perchè non posso
lasciare
che portino via la mia rabbia.

Schermi.
Touch screen
ed é attimo istantaneo
impalpabile
soffio cibernetico
collega menti
d'improvvisi piani solitari
reti di parole
rabberciate
malie fluorescenti
inaspettati
teli d'universi paralleli
disintegrati
nei misteri dei display
molecole sognanti
di paradisi
prigioniere
in fibre senza occhi
telecinesi
speranze e desideri
e dopo le menti
le mani cercano le mani.

Un bacio nella mia casa.
La mia casa è...
è una barca sfondata
la mia casa affonda...
affonda affonda affonda
in un mondo prigione
in un mare in burrasca
voglio...
oh si! io voglio
un cielo senza frontiere
voglio un mare senza burrasche
voglio cime con la neve
alberi liberi nel vento
voglio una nave che voli con il vento...
voglio un bacio...
oh si!
io voglio un bacio
senza tradimento
nella mia casa
in fondo al mare.

Vedrò i tuoi occhi...
Raccolgo ciocchi e metto scarpe
Dio capirà
ma dimmi
perchè ti ho amata...
e adesso ancora quanta eternità
da vivere e affrontare
e interminabile stanchezza
dentro al cuore da pesare...
ogni giorno nato morto
lo conterò
e credo poi che vedrò i tuoi occhi
tra i colori dei cieli
attraversati in fretta...
segmenti di vita alla porta delle stelle...
ma qui
come tremo
spaurito corpo
composto d'abissi
e di pensieri
perchè so che là dove finisce il giro
incontrerò la ragione
e non solo te
presenza luminosa come fantasma...
cedo al sentimento
sei la mia fantasia
qui le cose tue sono le mie...
mi caverò le scarpe
brucerò i miei ciocchi
in rivoli di Tempo
perduti dall'Eternità.

Jarmila.
Jarmilla uscì
al limitare del bosco.
Giugno sessantotto caldi sogni in primavera
camminavo sul ciglio della vita abbracciato a lei
e Praga aveva boschi meraviglia
almeno quanto l'oro di Praga.
Primavera e il suo profumo
e chissà quali segreti nascondeva la Bellezza
e Praga e la foresta coi suoi sentieri
Nel profondo di quei cuori,
favole,
e meravigliosi amori.
Oggi, non lo so.
Quel giorno l'estate di Cecoslovacchia
bruciava
illuminata a Primavera
luminosa di soli nuovi
come la sua dolce città.
Il bosco mi regalava la sua incredibile bellezza,
Jarmila,
occhi neri come i capelli,
improvvisa come il chiaro dell'alba
bocca di primavera fiore di sera
forse non capiva
non lo sapeva...
era Jarmila dei boschi e una speranza
che luccicava nei miei di occhi
perduti dentro il bosco.

Verità e Giustizia per Elisa Claps.
Che volete
i preti son tutti uguali,
esseri superiori
e con le ali sono spiriti,
volteggiano,
che sanno tutto loro...
loro e da soli hanno la Verità e la Giustizia
solo loro
e da soli
le devono amministrare
e somministrare...
chiasmo perfetto della Croce.
Auto incensati si sono proclamati
sono i maestri
e benedicono
e confessano
e poi ti giudicano
e nessuno
nessuno è sopra loro..
nè la Vita nè la Morte,
perchè loro...
e da soli
hanno sconfitto Sorella Morte,
però,
solo per se stessi...
solo per loro.

La rondine.
Stronca il cuore
oggi
l'ala spezzata della rondine
accarezzare la paura tremante delle piume
e odiare
l'asfalto alieno che ne ha bruciato il volo
ne ha rotto i garruli pensieri e la gioia
che saliva al cielo a riempir le stelle
e il desiderio di tornare al nido
perchè...
insopportabile è veder morire creatura umana
ma...
oggi
è morire
veder soffrire rondine divina.

Le Lune di Milano Marittima.
Alle Lune di Milano Marittima
finalmente andremo
balleremo
sui violini di Chopin
- galleggeranno i nostri mali
e sarà Mare Tranquillitatis -
sarà dancing degli amori confidenti
...librazioni...
che costringono le anime dolenti
...liberazioni...
Alle Dune di Melissa
avremo
ali di Pegaso
occhi rossi per il pianto
per volare
dove vibrano gli archetti di Chopin
poi con calici e Martini
a cocktail brinderemo
sino alla fine
delle perle in bollicine
e alla fine
senza sensi
dall'armonia e del suo ghiaccio
a variazioni in lenti e adagi
succhieremo soavi ciliegine
di peccato inebriate
e danzeremo balleremo voleremo!
leggeri di peso e d'insolvenze
dai violini di Chopin
alle cime delle Lune di Milano Marittima.

L'insidia del serpente.
Squame di serpente
sul vergine lenzuolo
effigie del tuo sonno
trasparente
da riattaccare alla mia pelle...
hai presente un vuoto
luminoso
con le stelle?
...ragione
per elevare la mia mente
alle tue idee
rinnovarmi
tra costellazioni delle dee
clinamen
sui nostri codici cifrati
c'incontriamo
a crear mondi rubati ad atomi caduti
sopra il letto
tradimento maledetto
a parole
che sconfiggono
l'insidia del serpente.

La Notte di San Lorenzo.
E cosa mai
abbiamo messo da parte?
Con la Pazienza di Giobbe
con la Santità di Padre Pio
con la Scienza infusa dall'Altissimo
con l'Amore sponsorizzato Cristo
con la Pace dei Sensi
col Pensiero Supremo Pantocratore Panteistico che ci guida sicuro a..al...?
con l'Escatologia che ci scassa l'Anima col marcio dentro al Corpo
con il Bacio di Giuda
col Bacio Perugina e i suoi pensierini made in Cina
con la Fede nel Mondo che verrà
col Sangue di Christo sull'Altare
col suo Corpo da mangiare
col Santo Graal splendente d'oro e di rosso Sangue Di-vino
con gli Dei dell'Olimpo
con Robin Hood e Re Artù
con la sua Spada
con Brahma Shiva Visnù
con la Trinità dei Monti ed i suoi fiori e le modelle
con il Melchì-sè-dèk con la kappa senza cì che le parole son più belle
con l'Immacolata Concezione
con le Cadenti Star dai suadenti desideri
con il respiro delle Stelle nelle notti di San Lorenzo
con la foto del mio Amore sul comò...?
?
mio Dio...
quale era l'arcano sorto vivo dalle oscure profondità dei...
degli Intimissimi negozi postfreudiani?

Rosa d'agosto.
E t'amo rosa d'agosto
se passi nel mio sogno
già maturo
sotto ai dolci fichi dell'agosto
e di nascosto
sin quando sfiorisce il giro
e si rinasce
dove comincia la salita.
Scalato nell'oblio dei profumi
scaricati alle stazioni floreali
sarei un altro non me stesso
se non ti amassi più
vetusta beltà
adombrata nei giovani giardini dell'Arcadia
e me ne andrei
dai mercati dei fiori
se non potessi piangere per un sogno
che non dimenticherò.

Veggente.
Vedo sensi sregolati.
Buio.
Vertigine.
Il Cubo taglierà le teste.
Nelle stanze chiuse
ammazzerà statue e filosofie
ammasserà il futuro
in corpi concepiti senza vita.
Una volta sola io vedrò.
L'angoscia l'universo i fili degli spiriti recisi
e infine
l'infinita prigione attorno.
La Paura sará
esplorazione claustrofobica
morbo che sostiene il Cubo
e sarò tagliato via dal suo filo radente
morte splendente nel niente.
Una volta sola io sarò veggente.

Senza scampo.
Amore senza scampo
tenera lentezza
cosparsa
di pudore
e d'esitanti attese
appassionata coerenza
sino alla morte
irrisa dall'eternità
covo un sogno
in un cassetto
che sia vita
l'ultimo spettacolo
proiettato
nel buio di una sera
solitario set
dell'ultimo ciack
unica scena
segreta
e parallela
per chiudere i miei titoli di coda.

Via Maggiore (n°1)
E si deve
in via Maggiore
ardire
e se si deve
morire
sentire
chi batte ai vetri disperati
di sguardi miniati di miscugli
e se si deve
ridere e morire
d'affollata solitudine
annuire
si siamo noi
a mangiare in trattorie
a scegliere le vie
per non morire di dietro ai vetri
in via Maggiore
e se si deve
si nasce in via Maggiore.

Un pettirosso.
Articolazioni,
falangi di pensieri
parole uncinate
arpionate a mente vuota
semilunari bianche
pagine distese a...
mente vuota
per riempire mani congiunte
livide di pianto
vuote
voci
come suoni che...
che non hanno un suo fonema.
Articolazioni,
mi stropicciano le carte straziate d'esistenza
astratte
anni ed anime
passaggio dal passato di una umanità disgiunta
discosta dall'amore
che vogliono l'approccio
stringere gli abbracci
farsi catena che non s'infranga
mai
nelle regole divine
dita e piedi in movimento
e canto
- ho visto un pettirosso peregrino dominare il pentagramma -
musica infilata in perenni note.
Articolazioni,
artifici
per dirti t'amo.

A Raul Gardini. 23 luglio1993.
Vedi
quanto male in terra
in basso
e nell'alto
lassú non si gonfiano più
le vele nel vento
e i nomi dell'uomo
sono cancellati nel sole
e quanto dolore
di uomini
sul mare
dove i venti spezzano i sartiami
dei ricordi
e gli amori s'affondano
dove sull'onda
un bacio
è salato
come una lacrima di cuore spezzato
e quanto è grande
sotto
da riempirne gli abissi
dove s'annega il pianto dell'uomo.
----------------------------------------


Al mio babbo.
Conosciute le essenze
tutte
lascia che il mondo ti passi davanti
tutto
o lascialo tu
sei stato seduto fuori dalla casa
a guardarlo
non hai perso tempo
hai già fatto tutto
imparato i voli degli uccelli
che passano
si fermano
ritornano
hai imparato le rotte
tutte
le rime della mente
passeranno al cuore
tutte
e un cielo coperto
sarà di un azzurro pieno
di voli
con la tua essenza farai senza il mondo
tutto
io...
io ti aspetterò
seduto fuori dalla nostra casa.

Siamo...
.....schifosi spiriti del male
sputati dalle pene e dai fastidi
e dai divini paradossi...

...montate ali d'angelo
sulle gobbe satanasse
...parodie...
per parlare di cime tempestose
vaghe brughiere d'ellis bell
per non schiattare d'invidie e gelosie
rischiando di morire di stonato amore...

...ed io stesso steso sulla nebbia delle idee
deserto d'anime morte
staziono e vivo d'umanità
disordinata e puzzolente
in confusione di colori
non segnati nel quaderno dei dolori...

...avendo il niente che mi occorreva
per finire felice d'afèresi
nei miei sogni ad acquerello
mi sono spuntate mozze protesi albanelle
a macchiarmi i diluiti sonni
schizzati sul quaderno delle gioie bambine.

Il sole dietro i pioppi.
Il sole va
dietro agli alberi ed ai pioppi
invocato il Segno Immaginato
spirito ghiacciato dal profumo della neve
ecco... è la porta dell'Inferno!
Tempio che contieni fino a ciò che non esiste
nascondi il Graal e niente che non sia diverso...
Affanno dell'intruso...spasmo del respiro...
dai respi di Dio
ecco!
è un vento rosso
porta a casa anime morte
cadaveri d'incubi noirs
così dovremo uccidere ancora e sempre
fascino nero
o perduto regno
Nemesi di tenebra.
Ora i Custodi giocano col fuoco
prigionieri negli armadi dei segreti
da sapere
e sarà Anima Mundi
dimenticata Madre
abbandonata in un Sole immaginato
spento dietro ai pioppi.

L'albero dei pistacchi.
Che lingua parlano gli Zulù
se il sole d' àfrici cieli
arde terre di Lapponia.

Dovrò forar le nuvole
per far piovere sull'albero dei pistacchi
oppur sapere che lingua parlano gli Zulù.

Scalando l'Izoard.
All'alba
ricordo delle stelle stampate nella seta della notte
sale il volo dei sensi all'Izoard
Casse Déserte
rinascere alle curve
capire perchè nel sorgere del sole tra le ansie d'Izoard
poi morire...senza sudore
nella discesa definita della vita.
Scalando l'Izoard.
Solitario e atleta
del Tempo e dell'Amore...
pedalare su una storia
in un tempio di pena e d'illusione
gioie inflitte senza confini
al dire al fare al pretendere fatiche
scalando l'Izoard.
Coppi e Bartali nel cuore che ti batte e...
e ad ogni curva scoppiare di respiro
paradiso dell'io e del tuo dio
anima ed occhi ai turnichè
scalando l'Izoard.
Batticuore per...per disegnare la Bellezza
e i tuoi pensieri
passaggio sulla Cima Regola e Splendore
per non rubare ciò che t'appartiene.
Scalando l'Izoard.

Il miele.
Miele
languido nettare
e morirò
adorandone il barattolo
impressionato
ne ho rubato l'oro
e poi,
mia escatologia,
presagio di svenevoli profumi
tra regali andirivieni
ronzanti sentori e di aromi
in prigione inscatolati...
e poi,
m'entri tu
ape regina
liscio petalo di rosa
farfalla liberata
e il miele sciolto sulle mani
m'è dolce
come liquido d'amore
che fa fiorire i fiori.

Angolo con yogurt
E' un angolo riposto,
non so cosa nasconda,
incontrarsi in un giardino
sempre è un segreto,
qui seguire la linea dei tuoi occhi
assaggiare morbido yogurt
da bianca nivea sposa
è intimo rapporto,
ripostiglio di suoni cadenzati
- non so se sia ritmo di parole
intersecate nell'angolo voluto inesistente -
come quando sto sereno
appoggiato in riva al Reno
ad aspettar l'inverno coi suoi veli
ad aspettar dei passi già fermati
dai ghiacci delle valli
a prendere su questo e quello
che di te avevo messo
nel mio angolo inventato.

Alla mia mamma.
Ah! voglio andarmene
già è miracolo che io sia arrivato
sino qui
madre,
scrivo diari entro mezzanotte
dopo dormo
e colleziono occhi...
e libertà
preparo rivolte e profezie
infine scende la notte e...
e scrivo testamenti.
Oh, madre mia
sono in fuga
leggo il Corano
costruisco case per gli amori trasognati
-la prima volta avevo sei anni e tu eri con me-
attacco anni poster da pareti
apro finestre a storie del terrore
a voli di farfalle
alla mia Regina Anima Nera.
Voglio andarmene, madre mia,
da questo inverno nero ancora
prima d'uccidere come ieri il bambino che credeva
di volare
e nei giochi e libertà...
perché...
perché una mamma non dimentica chi l'ama.

Uadi.
Tintinnano campanelli berberi
uadi a miriadi miliardi d'anni fa
i respiri del deserto
sconvolgono le impronte
nel vento velenoso e nella luce
tuareg immobili
anse tramiti destini carovane
rosse premonizioni
nel silenzio
srotolati dal soffio arso dell'Atlante
anime di sabbia
giganti e lune
e uomini blu
di barbare orme.

Passa Tempo immondo
aspetto rovesciato
che qui non aspetti il tuo rovescio
in questo mare
sulle piste del Sahara
brucerà il tuo respiro
ed il mio
col tè alla menta
e con l'assenzio
dei tuoi confini riderà dalle
sue dune.

Ramarro.
Non fatevi illusioni,
pur se fosse un'opinione
d'occasione,
alla strada di Fellini
ed alle strade senza Fini
non importa cosa io sia,
l'ho imparato dal mio mistico Gardini,
per dimenticarne il volto
il Popolo Sovrano l'ha appeso ad una via.
Posso imbarcare nella stiva del mio Moro di Venexxia
spartiti e poesie
gelide manine ed ermi colli
dirvi: che faccio? ma son poeta!
siti e cieli azzurri sorvolar col va pensiero sull'ali dorate,
con l'altezzoso non ti curar di loro ma guarda e passa
mandare tutti coi lord culi a far trombette,
a gonfie vele stringendo il vento
navigare mari e tempeste di parole,
cantare in do in tutti i cori ed alla luna
vincerò vincerò vinceròòòòòòòòò,
passarmi il tempo a guardare dalle stelle
girare il mondo nello spazio senza fine,
sempve rimarrò raro ramavvo
diànoia fior del fango
inutile poeta
sempre
in secula sequoia
da schiacciare sulla sperduta tonta via

La vela di Venezia.
Non so
perchè distinguo queste vele
che non conoscono Venezia
o perchè mi...
mi tremino le mani
e non sappia dire una preghiera
vado ad istanti a momenti con...
con immagini latenti
lasciate senza fuoco dietro me
lame di luce o...
o fari piantati sulle nubi
e torno e ritorno senza visioni
e finisco sugli scogli.

La mia stanchezza
ha la forma delle foglie
che gialle si stancano d'autunno
volano nell'aria secche private di destino
non sanno dove approderanno
come la vela senza vento
in vista di Venezia.

Fiori e recinti...
E non possiamo piu parlare di
strane espressioni
complicità assassine
spartizioni e
sentimenti da nascosti amanti
perdere tempo intimi
e dolci a
guardare se fiorirà
una rosa da metterci un recinto.

Calendula potentilla tarassaco...
àlimi terrestri
sui miei piedi
e li vorrei raccogliere
fiori di fragili steli
spuntati dai giardini nascosti
in ipogei da marciapiede
metafisiche
aiuole armate di cemento ultimo
rifugio dei
colori nati dalle anime degli angeli
sterminati da ambulacri indivisibili
monadi nell'immenso cricchio universale
ma non li strapperò mai ai
loro recinti.

Alibi per un delitto.
Alibi, allora e sia! ed io continuo con le mie stampelle
chiave d'accesso per entrare nei meandri
di un delitto irrazionale ad uccidere me stesso.

Ho bisogno di vivere immortale dentro ad immagini
irreali che sian vive come i sogni che sorvolano
campi di grano e girasoli che mi perda senza dir
niente a te tra gli steli spighe e luci di stelle.

Osservo il cielo com'è cambiato da quando io
son nato non lo riconosco e di più ed i nuovi pianeti e un altro
olimpo dove mettere i miei eroi son scomparsi con le armate.

Disperso tra le storie se abbandonerò questa piccola
dimora respirerò dell'aria che non abbia condizioni!

La mia spilla.
Jarmilla
è la mia spilla
esce dalla selva nera
immagine improvvisa nella sera
io non so dove potrei trovare ancora
un tesoro
o gli occhi che inondano il mio cuore
di un sole d'oro
caldo e puro
che rubino ai pensieri faville dell'amore
arresto coscienza e passi che vagano
sine die
a cercare prigionie
sinfonie
composte con la vecchia mano
il bosco dal mistero dolce e sicuro
mi regala un sorriso e scocca l'ora
dei miei sogni con Jarmila.

Vacanze a Capoverde e Ibiza.
Al mare mi vorrei accontentare
di poco
simile a un bambino
il punto debole è esser grande
e forse troppo in vista della stazza
a Capoverde e a Ibiza
ho sfogato le mie bizze
per assaggiare un'estate pazza
un traino all'alzaia per lasciar paludi e spine
i nomi cambiano nel tempo
la sostanza è in questo mare
sciacqua le sole due parole che io sappia dire...
senza capire...
e scritte
dove lui finisce
e ricomincia
poi
se mi volto
a guardare il vuoto dentro il cielo
il volo degli uccelli dentro il sole
un bimbo che viene e va con la risacca
la mamma che gli sorride innamorata
poi mi rigiro a riguardare il mare
io non le ritrovo più...
mi resta nelle mani sabbia salata
e nella testa un aspro ciao
malinconie sopra un addio.

Il tappeto.
Tu scrivi poesie
mentre sbatto il tuo tappeto
pitturo le pareti
preparo il mio caffè che so piace tanto a te...
ho innaffiato il bianco gelsomino
nel giardino
ho aperto le finestre
passerà l'aria e l'anima dei fiori del mattino
e lucidati i vetri
passerà luce di diamante e arcobaleni
dò straccio a candeggina al pavimento
rendo linda la ceramica ai tuoi piedi
già fatto il bucato delle guerre sopra il letto
parleremo se ci conviene spendere altri giorni
accenderemo una candela in fondo al corridoio
c'incontreremo dopo aver scalato altissime montagne
nel buio sarà luce
controlleremo i nostri impegni
ed i ricordi svaniti nelle notti delle stanze da lavare
parleremo e non sarà contraddizione
di sentimenti e sensi stanchi da demolizione
ci libereremo sui cuscini profumati di verbena
sarà un bacio senza firme su un contratto
poi con i piedi nel morbido tappeto
c'affliggeremo di caffè nero in poesia.

Il Fanciullino...sul lettino.
Camminate per le strade?
Quando cammino
io, lento per le strade di città
e guardo le faccine
dei bambini
m'impressiono della loro imprendibile complessità.
Tante cose sono i bimbi
ed innocenti...

per caso sono ancora un fanciullino?
non sarebbe un sorpresone
ma dove percepirne un senso vago?
forse a casa Freud in un lettino...
tanto mi piacerebbe al lago
in vacanza a Lavarone...

i bimbi sono faccine tutte uguali
serie e attonite
curiose e diffidenti
dolci isteriche sorprese...
ma sono visini differenti
d'ogni bimbo ci sono gli occhi del futuro
occhietti in moto che si puntano sui giorni
e c'è la corsa
che non vuole ostacoli ai suoi giochi.

Se camminate per le strade ed incontrate i bimbi
guardate le meraviglie dei bambini
e lo stupore che ci chiede
a noi immortali
ricchi di fedi
e di pensieri altolocati maturi per la morte:
"avete ancora un po' delle faccine che facciamo noi?"

Il Pilota.
Io sono il pilota
nemo me impune lacessit
sensorio dell'ultimo volo
in cieli di stelle striate di nero...

quell'uomo che non poteva morire
nulla ricorderà se non salirà sulle tue ali
e di te solo di te potrà serbare il tuo angolo amoroso
gli dai un volto sublime ancor prima di partire
lassù rileverà il suo radiofaro segnerà la rotta
con lo scandaglio gettato nel passato
capirà i segreti delle essenze

...dentro questi astri senza mappe
io sono la ragione del discorso
nessuno mi aggredisce
io sono il pilota.

Luglio.
Che rumore quaggiù in città!
Nel furore e nell'arsione
noi eredi felici del futuro
epitèmi d'umanità compressa in questo dòlmen
si gira in macchine conìdi nel deserto
roba desolata in confusione
che non sente ciò che dice
ma...
lassù dove si gela
tra epigoni e cherubini al cherry brandy
come si sta?
Il caldo ammorba questa caterva di bipedi animali
terricoli amnistiati dalla civiltà
consumati d'afato parlare
vietato ogni respiro che non sia un sospiro
tra ossidanti vapori asfaltati
e la cagnara d'oricalchi scalcagnati
distrugge la ragione
sgonfia gomme e teste quanto il calore
e il catrame brucia piante e tutti i nostri sogni
e poichè non muore solo l'equiseto
ho bisogno di una strage
che mi cambi da carne in cherubino.

La mia Musica.
La musica ti entra
e poi ti porta
hai mai ascoltato la musica del mare?
Ascoltala dai
ti troverai a navigare in altri mondi
e in altri mari
in alto mare
t'accorgerai di amare
tutto quello che il Cielo
lascia cadere sulla Terra
tutto quello che il Cielo ha lasciato cadere sulla Terra...
così io amo le tue note
le tue onde
e tutto ciò che t'appartiene.

Pietro Taricone.
Ab antiquo ab aeterno
accendi l'abat-jour
luce del tuo àbato recesso
guardi frastagliato la finestra
la casa ha le pareti da imbiancare
il gatto fa le fusa soffia vuol mangiare
non puoi far barrire un elefante dentro al letto
cerchi chi ti porta il tuo babà con le babbucce
c'è chi si lancia dal cielo sulla terra e vive
c'è chi sospira e vuole libertà e ama dire
e dal suo alveo si rivolta e grida
e se non s'apre il paradiso
voli come angelo
che cade...
ma non è questo il tuo problema...
è soltanto ammettere a te stesso: io vivo.

Madama Butterfly
Aspetti la visita
intima
schiava d'amore
conti le ore
e poi i giorni
infine conti anche le notti
tabi e tatami
non sai dormire
mangi spezie e droghe
per non morire
il tuo cuore ti colpisce
veloce come ali di farfalla in volo
spendi gli occhi sui confini
Madama Butterfly
scruti un mare fino all'orizzonte
che circonda la tua chiusa preghiera.

Astronauti
In una notte naturale
dentro la meta artificiale
come automi di carne e ossa
decelerarono la spinta.

Ubbidire in silenzio
in balia di un pazzo sentimento
spostarsi dalla folle avventura
brindando coi cristalli di Boemia.

Non sono più sole
le pupille che brillan d'emozioni
e le dita che si cercano sicure
diffondono le lezioni del silenzio.

Docking nell'aura dello spazio
i nauti degli astri a capofitto
perforono gli ultimi incastri
a bordo della notte artificiale.

Fine di un viaggio.
Uscito dal cosmo
io
chiusa la porta ai miei ragionamenti
ho molto camminato
parlato
perlustrando zone inabitabili
d'un tratto penso...
il pianeta è vuoto...
di scatto mi volto
impaurito di me stesso
e dai passi extravaganti
sono già così lontano dalla mia casa
non sono nomade
io
ho radici in questa terra
che è nata da una stella
ed anche il vagabondo senza nome
torna sempre ai suoi atomi d'origine.

Una mia corsa.
Fatta la corsa
ecco in vista la mia casa...
stanco ritorno per scordarmi dei peccati
ma ripulirmi dai miei mali
non mi basta la coscienza
non mi bastano le mani
adorare le tue gemme di nettari fioriti
il desiderio di un tuo bacio
collegamento di comete
agli estremi dei miei sogni
non mi trovo nel groviglio delle stanze
frequentate con le lotte
ti ringrazio adesso
ripulitomi dal sesso
mentre innaffi le tue rose
e con le spine nei tuoi graffi
perchè hai sparso sale sui miei mali
senza guardare se ne nasceranno fiori
che mi profumino la strada del ritorno.

Yoga.
Momento d'irrequieto movimento
respiro
non posso riuscire a contenerlo
sto pregando o meditando?
chiedo favori o solo sto cercando?
solitudine della riflessione
differente visione della vita
consapevole d'esser nuovo
flusso continuo del pensier tiranno
voglio una rosa
voglio un lume
da guardare
da capire
per restare solo
respirare
organismo spirituale senza necessità
ti ammiro mia bellezza
ti guardo con gli occhi della mente
caldo colore soffici petali di velluto
infinità di variazioni
nei miei vestiti nuovi di morbidi velluti
suprema realtà
la pace che sta oltre l'intelletto.

Alla fine cosa ti dirò?
Alla fine
parlerò con te
può darsi tra millanni
tienlo presente questo
mettilo in un angolino
intanto
io deglutirò sentimenti
assorbirò parole
scriverò frasi
alla fine
di dirò
t'amo.

Michelle
Ho già dimenticato i brividi dei nervi
ed ho curato i lividi
che mi hai fatto dentro al letto
Michelle ma belle
sono le note che mi salvano la pelle
ascolto quello che non so più cantare
ogni giorno con te era speciale
tu l'amore non lo mettevi in una bara
conoscevi di un bacio quanto vale
mi dicevi ti terrò finchè mi servi
nell'amore sei perfetto
ma tu non sei il mio anello
le mie notti di luce che son rime
di un mondo senza sonno
non sono un incidente perduto in un ostello.

Non pregare.
Quando cammini e non sai dove vai
non ti preoccupare è solo stanchezza
quando stai in silenzio perchè non trovi le parole
non ti turbare è soltanto solitudine
quando piangi e non hai lacrime
non aver paura è solo dolore
quando respiri ma ti par di morire
non piangere è soltanto vuoto
quando chiedi e non trovi risposta
non ti angosciare è soltanto silenzio
quando ascolti ma non senti
calmati è soltanto il mondo che è assente
quando parli e sei stanco di parlare
non impazzire e resta fermo dove sei
e quando ti accorgi di non credere più
non ti preoccupare e smetti di pregare.

Pneuma e Poesia.
Mai al tuo livello
in innocua resurrezione
o a dirsi come sarà in un'altro posto
incarnata in bionda vita aliena
o se io cadessi sulla terra da onde nere
periferiche a primavera
non sarà cosmo poetico
o fissazione di un affetto
o di ricordi che non hanno conseguenze
...dopo vedrò se tutto mi andrà bene...
a far di me ciò che tu sei.
Ah non so più a chi rivolgere il pensiero
per santificare questi giorni sfibrati
da rivoluzioni intorno al sole
è caos il signore sullo scranno
nell'alto dei cieli siede sovrana sorella morte
omaggio a un dio che scappa
arricchendosi nell'odio
così son io che scappo attraverso prati in fiore
calpesto bianco i sepolcri d'umiliati santi
perchè della mia vita
di questa cosa che è la vita ferita dalla grazia
non so più niente non so se sarò anima celeste
un nome stampato nella cabala di dio.
Vedrò che conseguenze avremo
se tutto ci andrà bene col respiro
dopo essere riapparsi dall'anima nel corpo.

Anaforesi
Movimento verso
particelle del mio fluido
verso un primo giorno di primavera
verso sospeso su una fata
verso la dea di tutti i fiori
celidonia sui miei occhi
anodo sacrificale
m'espongo all'amore
fasciami di parole in fuga
come papaveri e fiordalisi
umili sempre freschi versi
verso gialli laburni
migrazioni verso
luci dell'alba sotto nere nuvole di pioggia
per vedere e rivedere i viaggi verso
e camminare verso
e restare eremita a contemplare
dissolvenze nel mio alito vitale
atomi d'azzurro
in movimento verso
foresi di ragioni
penetrate da te dentro di me
passi di ritorno verso
sempre ad ancorarmi a te
continuo pentimento inventato
per non morire di pensieri.

Ferita.
Finito di stampare...
vivit sub pectore vulnus
sviluppo e crisi della mia mente capitale
nel regno dell'ombra
sopporto
lo scontro mortale
lupo solitario dei boschi
oltre l'incubo...sopra...
una strana oppressione
pesa su ciò che non funziona
perchè...li ho visti!
mai mente umana può immaginare il male
che lascia un io confuso
in fondo alla miniera delle idee ancora intatte
od il terrore
osservato al di là del raggio della luce dei miei giochi
mostri che io non so
che non so spiegare
ma che fanno a pezzi i miei disegni
stampati nell'intimo col sangue.

Rondò.
Rondò
di non troppo intollerabile noia
ricordi
in divenire da sogni su un morto pianeta
cambiano di forma
inganni del miracolo d'esistere
identità
naufragi
dell' Eroe
frantumi di Tempo
impazzito nella corsa contro
l'Amore
indizi
d'affascinati equivoci
ed ambienti
che non hanno
Storia
flebili echi
da dietro le quinte
del mio finto Rondò.

Un volto dalla nebbia.
Caterve d'ambizioni disegnate ad occhi chiusi
su legni d'ufficio
ammuffiti
dal perpetuo contare
a soffiare via laide nebbie d'annoiate sigarette
camera d'ispirate illusioni in prima nota
poi una voce
nuova
oltre cortina
malinconia per estranea nascita
e un bianco foglio
intatto
da vergini pensieri
in altro verso progetti in fotocopia
su ne disegno
all'improvviso
il volto della mano.

Goccia a goccia.
Sono pronto per andare via
bisogna scomparire
non essere
goccia a goccia
inghiottito
senza limiti
da vortici e spirali
nel cosmo del mio attico
le buone maniere d'apprendista in società
non le so
neanche ai banchetti dei civili
e per mia città che vive il suo fiume della vita
io sono un fuorilegge
la questione è reale
il talismano non ha benevoli funzioni
e mi è stata fatta una proposta
un po' banale
l'umanità è scomparsa
scompari pure tu.

La mia strada.
La mia strada è una strada affaticata
è una strada di salita in salita rimandata
mi porta alla luna
è l'unico posto ove possa incontrare la tua
la mia strada è solo una curva
dal mio mondo di riflesso al tuo lucente
sulla mia strada io sono nato
ci mangio ci dormo ci vivo
io sogno sulla mia strada
io ci cammino
e la curva in salita è finita
su una luna fatta di giardini e pentimenti
Un fiore in mano appassito
è colpa mia
troppo tempo a curarlo reciso
strappato alla mia strada.
sulla mia strada
ho lasciato la lotta serrata
di bugie hanno asfaltato la mia strada
con le bugie l'hanno interrotta
la mia strada è una strada di ricordi
dolci come canto di balene
oggi con loro cerco le sirene
oggi la mia strada è sterrata
l'apro per incontrare te...

Forse sono in tilt.
Vado avanti a sconnessioni
è un modo...
continuo a disconnettermi
è un altro modo per...
strano arrembare ogni giorno all'alba
come non potessero avercene un tramonto
e lo guardo
rosso fuoco
e lo so che è passione
tuttavia...
cos'ha il mio cuore che non batte?
detesto chiamare un medico
o un dottore
che non voglio che mi curi l'anima
all'improvviso all'insaputa del mio io
sto bene qui in quest'angolo di casa
a ponente dei miei sogni
così tranquillo sotto a questa aria che brucia l'intestino della mente
resto slegato da tutti i mondi intorno
incoerente con me stesso
sorrido disconnesso
aspetterei tranquillo l'energia
seduto a guardare scemo il sole che va giù...
è un modo per non essere scontroso ad aspettare che m'arrivi tu.

Ritorneremo.
E noi domani avremo
delle direzioni strane
ci sconvolgeremo
i nostri piani di rimbalzo
affitteremo
pensieri in africa
per rastremarci il futuro
ecco siamo qua
con suoni e colori
tamburi ed acquerelli
e conieremo parole
come monete d'oro
per farne un tesoro
o come aquile nei cieli
possiamo ballare
danze tribali
e dipingere
con bianche stelle
il nero equatoriale
ma potremmo anche morire
perchè l'Africa è grande.

Un husky e un micio.
Qui sono solo!
E sposto corpi d'illusionisti
asciugo sconosciute lacrime
di sconosciuti raccolgo dolori
profumi di pane all'improvviso sniffo
voglio e sono solo
un husky un micio come amici
di solitudine restare ad aspettare
un volto un espressione
asssorbirne leggeri sospiri
osservare attenti i lunghi sogni insieme
riparare tagli che d'un tratto ti strappano
muscoli e tendini...
e cuore
e amore
e dolore dolore dolore...sempre ovunque vada...dolore
in una galassia o in un punto stretto e fisso...
fisso due perle grandi come occhi di donna
regalàti grazie al niente
verdi o come gli arcobaleni neri
perchè...nell'infinito di tutto questo
io manco
senza corrispondenza
perchè...
in questa città amara e meravigliosa del suo vuoto
qui dentro a questo sgretolio
a conclusione aspetto il bacio disilluso ormai...
qui sono solo!

Entropia.
Pezzi
si staccano
dagli attigui spazi
di sangue palle esplodono
elettroni bollenti
atroci di rabbia per la carne sbagliata
stasi su dolenti membra
dimenticate
anfratti disgregati da veloci utopie
fantasie ricomposte
molecole sparse
disordinate entropie mentali
fantasmi attrazioni elettriche
forza vuota del tempo
della paura
come rime baciate...
dalla morte...
fusioni e confusioni
chiudo gli occhi e guardo lo spazio che m'è rimasto.

Flash Gordon e Dale Arden
Me ne voglio andare
volare via
al limite da nessuna parte
ma me ne voglio andare
da questa sporca città
un mondo vale l'altro
che sia nel dentro che sia nel fuori
volare via
su una stella che brilli o che sia spenta
non mi fa differenza
mi basta viaggiare ed andare
sul pianeta che non c'è
su sirio o aldebaran su ng6646
nebulosa perduta
al di là della mente di dio
mi basta un pensiero od un volo
mi basta di stare con te
sulla stella che non c'è
mia sconfinata bellezza nascosta divina Dale
mi basta stare con te...
andare a nuove avventure
tra le città di cielo...

Angelo dalle ali sporche.
Col catrame appiccicato
che non mi fa volare
sprofondo
in trame visive di tracce sepolte in circondari
dell'anima
ho filidiluce impressi negli occhi
universi calcati a ridosso
nei confini di retine cieche
mucchi a miliardi di piccoli punti
stampato da uno son nato ne sono certo
un quadro di luce che non fa vedere
se della mia storia io ne abbia un passato
un angelo con ali che non possono battere
dal peso sconfitto di troppo io so
ero bianco ed ora son nero
sporco di tanta umanità
vado su alla rovescia
a cercare le tracce di una trama divina.

La pallavolo
D'elevazione
salto che ti esplode nelle gambe
braccia mani occhi al cielo
flessibili
spirito volante
scattante
è mio l'astro che cade
sono dio ed io lo tocco
ci son sopra
lucido e ficcante io lo schiaccio
e la corte è intorno
con fede nella mente
un muro un tuffo una difesa...
una vittoria ed un abbraccio...
elevazioni d'energie
a riparare e costruire
la nostra casa che è la tua.

Ad un amore selvaggio...già lontano...
Giorni sconosciuti
già scomparsi
bellezza primitiva e selvaggia
ci dividono pericoli e paure
e di notte
a cielo aperto su di noi
illuminati solo dalle stelle
bruceremo le passioni
poi alla fine dei sentieri
già scomparsi
mi regalerai un colore
quello della morte...

Una nuova tela.
Aspetto
che si svolga tutto il filo della trama
- torna indietro un velocissimo replay -
sarà d'ora in ora un ordito da ritessere
ed ancora ricamare
non contan più
i rari baci contenuti negli amplessi scorticati con i graffi dell'amore
e il mio tempo ha un sospiro
come l'ultimo respiro sul finire.

La mia nonna...
Una cantilena riparte da oggi
ad ogni mio domani
ai tramonti pervasi di malinconica stanchezza
aspetterò fiabe
melodie nenie ninnenanne
amorose carezze
piccoli baci morbide coperte
che m'accompagnano al sonno fanciullo
mio dio io non so come urlarlo
all'insipido mondo d'adulti sapienti
mi manchi mi manchi
sei un pezzo di me sono un pezzo di te
mia dolcissima semplice nonna Zùrida
voglio ancora sognare fiabe di bimbo
sul tuo cuscino immobile
ascoltare incosciente la cantilena
sul tuo vecchio cuore di nonna.

Una penna in un cassetto.
Musica
malinconica viene e va...
mi dici in uno stanco sussurro
vedrai che piano piano passerà
la romantica inquietudine
non andartene non confonderti
infelice e complicato morirai
ascolta il tuo respiro quanto è ampio
svanito nei morbidi fraseggi infilati
come spilli avvelenati
nell'ambizione macchiata di rubino color sangue...
non muoverti a stento...hai un delirio senza orientamento
t'infliggi falsi ricordi per ingannarne altri
li hai dimenticati nella fretta
come una penna in un cassetto...
ascolta la canzone riposa nella guidata melodia
aspirane le note son piene del profumo delle rose
mi appoggio a te
la musica non serve
mi basta il nostro rumore dentro i cuori.

Io sono un corridore.
Solo perchè ti amo
la mia corsa è al traguardo
pineta
come selva
e son presenti tutti i massimi sistemi
ho sempre scritto che io son morto
dopo breve vita
ho sempre fatto corse indietro
a cercar di luce un angolo
corro...
su aghi e spini
ed ai piedi nudi niente dolore
ne corone
in cima tra pettini e profumi
taglio di luce scatta lama sugli occhi
origine di un dio che non sa di stare in paradiso
la pineta mi sfugge
mi chiude
mi rannicchio
sottocurva del sentiero
ascolto
e sia...
li lascio andare i miei pensieri
corrono...
perlustro grandi case silenziose
perdute tra i rovi graffianti delle more
respiro...non respiro...
sepolto di battiti nel cuore
taglio il traguardo
la mia pineta è salva.

Dea che non da che prende.
Nero corvino lo sguardo
cammina diritta
su sabbie arroventate
piedi scalzi
pesta corpi d'argilla
mogano le mani
le unghie insaguinate
gocciano di rosso
sposta rocce
innalza croci
brucia i legni
davanti un bimbo
coi colori delle pelli
piange lacrime nere.

Alfa-Tau
Non posso morire...
nel buio vigliacco uno sparo all'inizio del viaggio
infuria la lotta dietro l'immagine delle promesse
folle avventura raggiungere la meta in zona franca
perlustro la notte naturale in balia della pazzia
ipnotizzato da visione estasiante raggiunta la meta
resto immobile come statua greca
il pericolo non ha volto
in un lungo viaggio senza ritorno.

Mercato.
Passi pesanti e le parole un fardello
vermi striscianti
al Mercato dei chiromanti
disegno poesie dal diario dell'esilio
stacco biglietti per far traversare il mare agli esuli
agli esuli di troppo amore
altri giorni...
altri occhi incontrerò
ci daremo appuntamenti in stanze senza armi
ove saper leggere la mano
e non ci sarà aria per uno
ascolteremo...
ascolteremo le stelle se avranno messaggi
e tornerò praticamente innocuo bambino
nei suoi pericolosi sogni...
tracce di luce
comprate al mercato di ambulanti indovini
parole incartocciate
per curarmi problemi di coscienza
in pudica rassegnazione.

Sabbia di luce.
Trema la mano che stringe la tua
tentacoli soffocano il respiro
dove nube non passa io spazzo il ridicolo passaggio
nel mezzo del terreno sconvolto come un nodo di paura
e in uno spazio minore brancolo
accarezzando la folta massa di capelli neri
e non so il motivo del mio viaggio
in un diluvio di radiazioni ho camminato a caso
poi il fenomeno è cessato
e in tanta stanchezza come una visione radio...
la sabbia di luce...

Il sole del mio giardino.
Forse...
forse se mi metto al sole qualcosa passerà...
i raggi scottano e mi si gela il sangue
il fuoco in fondo i fondi brucerà
prosciugherà paure e tutti gli inutili gingilli
e poi...
e poi questo è il sole che m'illumina il giardino
con la selva delle rose che coltivo da lontano
rose rosso giallo
danno delizia ma non ho intrecciato ancora il tuo colore
a migliaia lasciano petali sul mondo intero
si volgono a guardare le mie lacrime
e son solinghe
come me...
esplodendo sopra me tutto estinguerà
di ciò che io voglio.

La casa ideale.
Strappato il sipario
tornando a casa
sulle orme di un poeta
come dopo una vacanza
e con quell'aria da guerriero
vedo passare tutto troppo in fretta
come l'arcobaleno che stupisce e poi si spegne
come una maratona nell'amore
inseguendo la mia lady che mi sfugge
io rapitore gentiluomo
strapazzato di ricatti
m'innamoro della storia di noi due
di un bacio da computer
e della mia ultima casa.

Frontiera.
Contate le albe della Terra
disprezzate ed ignorate
dal Padre e dalla Madre
mai congiunti
guardo e poi contemplo
i soli e con le stelle delle notti che non hanno
transazione da luci in desideri
io lo so si lo so
che sono caos
e spariranno
e perciò saranno eterni
nell'unico tramonto fuoco e gelo
frontiera del mio bivio nel passato.

Se le stelle fossero dei.
Creature nel cervello
percorrono copulanti su e giù
i labirinti del passato
mostri del cielo e della terra
in dimensioni proibite
...se le stelle fossero dei...
schizoidi dello schema
invadono il mio limbo
in fondo al crocevia del tempio
mondo pericoloso e astuto
come il mattino dell'apocalisse
quello nelle notti dei miei sogni.

Sincretismo...?!
Sintesi ad immagini
sassi
scagliati dalle rabbie convulse di sinassi
sentimenti precompressi
sensi
stipati tra parole tirate da dizionari in movimento
astratti
nel pensiero sincretico leggiadro della grazia
sesso
simpatico stoicismo dell'amore
cervello
sillogismo a conclusione d'ogni parola detta in più
diade del cuore
sintagma scomodato delle idee
screziata col sangue
drogo la mia mente rara ed anormale
e smetto di comporre immagini di sintesi.

Di tutto un po' ma senza idee
Senza idee...
insidiato senza grazia...
dove ho messo l'ultimo giudizio...
non ho percezione di una chiara prassi...
il mio elaborato pessimismo è una petizione di principio...
mi pareva d'averlo chiuso avvolto riparato nel persistente narcisismo...
invece è piacevole sofisma una delizia ed un dolore...
infantilismo reminiscente d'ardori e di rimorsi...
sostanza natura nata da sè non dal divino...
biologia dell'ultim'ora miracolo dell'io...
ah ecco il mio pensiero dove sta...
nella mia teca tra quello che c'è...
di tutto un po'...

Un crisantemo bianco.
Un crisantemo bianco
come la tua pelle
l'appoggio piano
scivolato dalla mano lieve
che non ti faccia male
non ti sia di peso
un crisantemo
bianco come i tuoi capelli
come la tua anima dissolta
ti sono devoto e nella preghiera assorto
accarezzo il mio dolore col tuo viso
raccolto come se niente fosse stato di una vita
nella nostra casa del passato
ingenuità la mia lo so
speranza di qualcosa che non c'è
e il crisantemo posato bianco
a incorniciare il tuo ritratto
è il mio randagio amore
che vuol star con te
e che del tuo bianco se ne vuole pitturare.

Ottavia De Luise
Ciao piccola meravigliosa Ottavia di Lucania
qualcuno sapeva ma ha voluto tacere
svegliando solo adesso i lupi
un lungo silenzio
e quanta ignoranza
sei nel pozzo...sei nella cascina...
ecco è questo che mi fa pena
che sanno ma non fanno
e son violenti e son potenti
nei retroaltari e nei confessionali
sprofondati nel pozzo del loro inferno
come anime assassine.

l'amante
Vocazione a un dio sconosciuto
indulgente teorema contemplativo
fronte del porto ove tentar la sorte
un posto per morir di postulati
una tragedia tutta azzurra
fosse un brivido di vita
che attraversa il corpo e l'anima
una cascata di diamanti
dopo il fatale gioco
questo tu ora sei tra le spire mie
e poichè i morti non sanno
non voglio un pianto funebre per un poeta
ma vorrei conoscere il tuo segreto d'amante
chiamata alla morte.

Dopo l'amore.
Dopo l'amore
con te in macchina esausto di profumo e baci
io con lo sguardo al cielo vedo le stesse cose di sempre
il volo planare delle rondini sotto il grande blu
il volo bianco punteggiato di leggiadre cavolaie
il rosa canino impresso nel verde di pineta ai margini del bosco
così
non oso più guardare con la meraviglia dei miei occhi
l'aria che come un soffio è intorno a me.

Isolare il mondo.
Ho bisogno di isolare il mondo
mi occorrono istruzioni...
evolvendo mi son confuso
circa la mia vita nascosta nel cervello
forse non discendo dal charles mr. darwin
forse son davvero figlio di un gran dio minore
gli ingranaggi del mio conosci te stesso
non hanno coerenza
arruginiti di partenza
le rotelle son svitate e senza incastri
ho analisi da angoscia
non mi pare d'aver predicato ad amebe e protozoi
d'aver sguazzato in brodi primordiali
o d'essere moleca generata da spruzzi di lattee supernovae
mescolate da un dio maggiore
estetica e funzioni
non son descritte nel bugiardino di sopravvivenza...
mi basterebbero umiltà e pazienza
in fondo mi basterebbe solo il silenzio.

Oh! io...povera vittima...
Io ho un Su
incapace di dare
lontano più che assente
ed io per lui
incompresi universi in uno solo dentro
a piangere su zolle di dolore
ed io
vittima più che pianto
quanti carceri neri dove sparire
quante anime nere al diavolo da vendere
quanti ritratti in sfacelo d'appendere
ancora conterò
per patire un Giù incapace di amare?

L'oste.
E' una notte buia e tempestosa
tremenda improvvisa straniera
nella sua nebbia ho freddo nelle ossa
brividi nel sangue tremo di paura e gelo nella testa
con la voce dell'angoscia e del finire della vita
su una strada forestiera urlo
"aiuto sono solo sul pianeta proibito"
e la tenebra nel suo buio
che mi schiaccia il petto
m'accende l'algido lume in una porta
che m'appare sul fondo nero della scena
entro in questa luce costretto dalla forza del destino
e mi sembra la taverna della felicità
"oste ho freddo e sulla diritta via
mi son smarrito a causa della bruma che m'appanna...
presto dammi da bere per scaldarmi il cuore"
"quella fuori non è la nebbia della via ma della tua vita
e per il freddo è quello della tua striminzita anima perduta
ma ora bevi questo santo vino
sangue divino
e non pensare più alla tua morte tanto sei arrivato..."

Aforisma: la saggezza...
La saggezza non si scopre
si costruisce a perdere nel tempo
e col tempo di un viaggio solo andata
anche se una stanchezza terribile ti prende
e ti sommerge di paure di stasi
e ti inoltri nel labirinto
anche se penetri in territori sconosciuti
pericolosi di sabbie mobili
inesplorati sensi alieni
anche se corri in un ritmo che non puoi controllare
anche se costruisci rare amicizie
che poi perdi per la strada
anche se sprechi intensi amori
che poi bruci col fuoco di un vile rapporto
senza conoscenza
anche se...
anche se credi di vivere e di sapere...
anche se hai una donna accanto che ti sfiora...
che ti sfiora con la sua estenuante bellezza
anche se ascolti...
anche se scrivi e leggi e impari...
e baci la bocca del saggio...

Magico.
Magico mistero l'equilibrio
del pericolo
il fantastico pensare
che esisti tu
in uno spicchio del mio cuore
ed io distratto tra le luci svanite della notte
raccolgo il mistero del mio domani...
ma quale domani domani
che io non so se stanotte respirerò
l'aria del domani.

Crociere nello spazio
Guardo oltre la parete trasparente il mio regno
auri sacra fames
miniera di mirabolanti avventure
sconfinamenti in universi paralleli
altri piani astrali
divina invasione
dimensione
di una umanità scomparsa senza immortali
e vado
alle sorgenti delle anime...
io giroscopio nucleare fuori rotta
destinazione spazio
frontiere
soli accecanti
simulanti semi di stelle
atterro di sfortuna
tra le nebbie di Avalon
e coi ricordi di domani
scalo naufrago del tempo
con la mia voce dal nulla
sulla tua visione esplosa nella mia notte artificiale

Potere nero
Potere nero fascino dark
lo sguardo obliquo dei tuoi occhi
su di me
e il mio corpo nudo trema
all'immaginario femminile
sconosciuto alle mie viziate idee
feticci icone del mio sesso
desideri
si misurano sul lato oscuro
d'inserire un corpo dentro a un corpo
ma infine la mia sfida è amare te
così consumo centimetri di stoffa
in un poetico andirivieni senza sosta.

Alibi
Striscio a terra coi miei schifosi alibi
ho ucciso tentativi che credevo tentazioni
emozioni
componendomi adulazioni per me stesso
colorandomi grigi spettri coi pastelli della mia malattia
illuminando il mio buio a mezzogiorno
con ciechi abat-jour in rima notturna
rivoltando parole come bambole mortali
ricucendo ogni volta ad ogni sole che sorge...
che nasce dal mio vetro d'oriente
gli strappi alla memoria...
che non ne ho...
e quindi senza ritmo
costretto da un progetto
butto tutto fuori bordo dal mio letto
e scendo a terra strisciando con l'alibi del giorno.

Lei è donna...ed io...
Begli sguardi in galleria
abbasso il mio
per non sostenere il suo
violento
ma il sesso è in movimento
ed è il film
mi descrive scene dell'amore
e del suo ardore
tanto lei è bella
ed è donna
ed io...
ed io l'aspetto
in ansia davanti alla regina...
quando ridere di me non è abbastanza.

La tua bellezza
La tua bellezza non dovrebbe aver prezzo
è felicità raffinato relax vacanza da villaggi nel sole
incantevole sfiorare la tua mano distesa
su progettate spiagge
e con la mia e nell'atmosfera raffinata e calda
di rena e di mare stampati in depliant
appoggiarmi a te...
sogno bizzarro al risveglio in un solitario letto sfatto
dovrò spendere per comprare la tua bellezza.

Invio un messaggio...
In bianco estasiato
osservo la mia pagina delusa
stanca inappropriata stupefatta di candore
priva di righe che ne formino una tessera

ho un fiore in mano
che l'inserisca a paint
forse che mi sia a trompe l'oeil
inserisci una bella immagine d'autore!

ti riempirò di belle parole
grandi dense di significati
che m'avvicinino alle vette
avrà del nero il mio dolente automatico registro

collegamento ipertestuale
un allegato mistico
dalle profonde meraviglie
su dal pozzo dei cibernetici sognanti desideri

sono felice come un bimbo nella culla
come un cagnolino nella cuccia
come il mio gattino con la pappa
sarei contento di riavere la mia mamma...
però ho ritrovato la parola magica di un tempo...

Molecola
Di me imperfetto
creato purissimo
io credo di essere del cielo
sospeso soltanto su ogni desiderio
ma son molecole aggregate a far di me pericolosa vita
carbonio a radiazione luminosa atomica fusione
stella da primitivi gas astrali naufrago maturo
di vecchi pensieri nel giovane cuore
deposito di vita su un pianeta
al confine dell'azzurro.

Nidi di cicogne
----> già lontano dall'angolo girato
passeggio languido in diem vivere
coi miei piani marciapiedi alternativi

ecco perchè sono l'assassino
di due rosse non violente coccinelle invisibili a miei piedi

io! rovinato dai miei giri esterni mai eterni
dal varo del mio ragionamento
condito con il mio mistero e i suoi misteri
io l'inviato da me stesso
colleziono assoluzioni
dans mon jardin des fleurs du mal
chiudo sul punto di partenza
e non punto l'angolo d'arrivo
eppure bene me ne stò a consumare strada
tra palazzi grattacieli e nidi di cicogne
smarrite sulle rotte in volo dentro questa mistica città...
----> arriverò all'angolo di là...

Senza Cristina
Stanotte il cielo mi cadrà
immensa divina
eterna Cristina
io e te sempre insieme
compatti d'amore
un tè nel deserto casa della speme
io e te
sogni nel cassetto
scordiamo il ricordo più diletto
sogno te
di stelle ne ho tante
rinfuse al planetario
brividi d'argento nella cupola del cosmo
al buio di quelle che io ho spento
lanciate in alto nello spazio
ma nella notte del mio inferno tu non sei
tra quelle espolse polvere di sabbia
essenza che si scalda sulle dune dei
miei amori inaspettati
notti solitarie d'infatuati tè non le conto più
io io io io...sempre io!
io che non vivo più di un viaggio senza te
dimmi come posso stare senza la tua divinità
in questa grande illogica metà.

Il mio levigato bagno.
Capelli grezzi spaventati
incubi della testa
medusa impietrita
alla mia vista
da vetro riflesso
unico mortale scalo
sulla rotta stracciata d'argonauta
luogo recondito al mondo
che sconvolge il passato
e mi cancello il futuro
dentro lo specchio d'oro
di una vita in viaggio
a conquistarne un regno
nel levigato bagno
mi pettino capelli gretti per farmi re

Peter Pan
Volteggio superbo
girata l'ultima stella
il volo palpita d'emozione
planando sul battito della finestra
lungo viaggio questo
dall'Isola Che Non C'è
illuminato da lune d'argento
polvere magica spolverata nei cieli di gioventù
bambino che non vuol crescere
scosterà la tenda lieve nel tepido vento
nei giardini di Kensington
ma non sveglierà il morbido sonno
di Wendy perchè...
perchè non esiste...

Felice di follia.
Follia...
e vuoto...

e poi
linee e stelle e luci
riverberi
sensazioni
e vuoto...

dove non vedo nuvole
non vedrò occhi che mi penetrano
non sentirò parole
che fan male quando sto bene
alla mia follia
ma non lo so perchè
non conosco la mia follia
debbo ripassare gli strami miei froidiani
svuotare essenze e riempire credenze
girare ciò che ho rivoltato
sdraiarmi accanto al mio amore
e dirle t'amo
cercandone parole
cercandone il suo cuore
attraverso il vuoto
sopra le nuvole
guardarne gli occhi
prima di perdermi felice di follia
e di vuoto...

DrittiViaggi.
Rettilineo
a perdere
cognizioni
ritorni
........
punticompressi
nel cervello
poi staccati
col dolore
patologico
dal cuore
parole nostre
usurpate
dal tempo
in osservazione
organonecessario
alla Signora
Dritti Viaggi
per l'eternità
abitudini
al respiro
semplici accidenti
reminiscenza
incerta
vaghi
percorsi
di nostra
Signora
non
ho
rimorsi
sul
mio
rettilineo
di
ritorno
al
nulla.

La scatola.
Cosa ho qui in questa scatola di terra
se non cadaveri sepolti
idee cognizioni inaridite
disillusioni frammentate
dentro al male dell'anima chiusa...
chiusa nel miraggio di un infinito eterno...
ardimenti sconquassati...
ecco lì nel vasto spazio senza linea di confine
oltre al quale c'è pazzia
io conservo egoista nel mio io
l'oro del niente nel passato e del futuro
e qui invece
nella mia mente spaventata
mi rinserro nella scatola mnemonica
a prepararmi quella di terra.

Principessa di città
Mia fragile principessa di città
sai
il mondo è cambiato
non è più tempo di fate
assistite griffate a brani jazz e di remix
incubi in partenza e amare relazioni
segreti gettati al vento
out the window at one
musiche frivole figlie di meraviglie incantate
oggi
la tua favola è
l'impossibile verità del male
è la musica underground della follia...

Quale mare?
Cosa t'importa se sono stanco
dei miei occhi che piangono
e della musica silenziosa
che mi penetra
fino a farmi male
ed io urlo e tu non mi rispondi
aspetti...
mi lasci dentro i miei ricordi
e sono solo e aspetterò l'eternità
perchè dico tornerai tornerai
ma che t'importa di un uomo che piange
che è stanco degli strilli dei graffi delle emozioni
che non passano mai
quale mare mi porterà da te?
quale onda m'annegherà nella speranza
dove nuoto sparuto amante?
non mi capirai perchè non t'importa
dei miei segni.

Non è un caffè.
Al tuo amore non concesso
non chiedo scuse
io lo so
che amare non è un caffè sorbito guardandosi negli occhi
ma sono strilli e graffi
in temporali agitati e sensi nel diluvio
ti voglio e non ti voglio
oggi e domani
pensare
siamo un corpo caldo
saldato da solitudini sconfitte
saperlo
sono resistenze e poi stanchezze
l'amore non è un gioco che poi si scioglie al sole
è pelle ardente
e pianti
che passano dal buio alle luci della notte
dove io rimango
mani chiuse
col mio amore non concesso.

Meravigliosa!
Mia Ravenna
eterna metafisica
città mosaicata di musica del solingo maestro direttore
oh meraviglia!
di pigmenti d'oro abbacinante
imbarbagliata di se stessa
frammenti d'arte
abbarbicati al passato devastato
a storie depravate
ed oggi...
meraviglioso il viver la città bella ripiena di buchi senza smalti
buchi neri
nelle menti
nelle strade
nei bilanci
una città di bucanieri!
Meravigliosa!

Sabbia e ghibli.
Lavoro nella gloria del signore
amen...
ma...
ma è il deserto il luogo dove vivo
ho creato io il mio deserto
mangiata sabbia rovente
dove acqua non ce n'è
sabbia in compagnia
e nel ghibli
danzando ai canti delle dune
in silenzio d'armoniosi suoni
ho amato afriche lontane
che io so
dove uomo non esista
sahra'
prego sospeso uomo del deserto
tra le stelle del vicino cielo trasparente
e in questa solitudine precisa
m'annego della mia immensa gloria.

Un angelo custode.
Redimi
quel tuo cuore raffreddato dal peccato
mi bisbiglia l'angelo custode della stanza del mio lungo sonno.

Yaw.
Pericolo d'amore
dietro ogni nota
spaziata in semitono
un'esplosione musicale
che fa male al pentagramma del mio cuore
son soffi aritmici
neumi in ventricoli sul do
non vorrei morire nel freddo del mio yaw
amerei restare solo con le cuffie del silenzio
sincopato separato dai ritmi contagiosi
senza pericolo d'amare.

La mia lampada.
La mia lampada
accendo e riaccendo
e l'ingannevole diavolo
riverbero lontano
melodia dell'antico amore
me lo dice sottovoce
dell'addormentato scalpore
già di passione disunito
come foglie al vento
cadute su una pagina
scritta dai nostri vagabondi baci.

Un amore sospeso...
Vorrei...
voglio sparire lontano
nel cielo raggiungere perifrasi
mai scritte
volare senza pesi
leggero
in esse sarei angelo
e tu la mia anima.

Spina
La spina
ficcata nel cuore
conosce segreti
che son croci
piantate nei giardini spogliati
pellegrine mentali
di sogni e pensieri
di segni
si sfila all'istante dalla carne
e marcita d'odio
ferisce di sghembo
la vista
col ghigno di chi ama la morte
la notte
poi esce
e m'abbandona a me stesso.

Quanto siamo furbi...!
Esiliati nel Tempo che Fu
armonici navigatori degli spazi
requisiamo parole ad immagini
crediamo
a un universo strano d'inutilità
circondati attentamente da un dio che non esista
creato fatto e rifatto
somigliante
ad indolenti coscienze umane
manovra indiscreta
sottomessa
della paura dei Sapienti
a nostra meravigliosa signora Morte.

Capitan Harlock.
Eccovi gli appunti a bordo tra le stelle...
io cosmonauta nel ventre del Nostromo
anatomizzo la pausa dell'alieno
in connessioni delle specie
incluse nello stesso d'universo
io so che il mostro è nel mio
abominio nella nebula di dio
concesso dalle oblique rotte
tracciate fuori Tempo
da un Capitan Harlock
escluso dall'Arcadia.

Atleta...?
Ecco...ah!
alla meta come sempre
l'atleta senza limiti incompiuto
nel perenne arrivo
ma no...non ho composto poesie
volando sulla sponda del sentiero
corridore stronca respiro
sfilando cercandovi la morte
infilando voli di farfalle
respirando sei profumi viola
di resine e pinole
ripulendo sudore e ansimi del cuore
dall'inutile olimpico esercizio
mens sana in corpore sano
e via...
il bosco m'accompagna coi canti dei poeti
coi suoi pini e tra le cime mai raggiunte...
son troppo stanco per ragionar del nulla.

Cardiopatia.
Mi fa un freddo boia in fondo al cuore
hai aperto la porta al frigor delle mie amnesie
stivate congelate a conservar memorie marce
neanche un sogno imbacalito
per sfamarmi di sconosciuta felicità
perciò sciolgo la passione
come i ghiacci al polo nord al transitar delle future ere
stralunato m'addormento
sui vasti territori antartici del grande spirito
ad aspettar in sogno coi brividi nel cuore
la mia candida cardio idea.

Anime nere
Le vostre anime piagate
piegate
al gioco del denaro e del potere
le vedo nere
ceneri dell'inferno
vi calpesterò corpi marci
sbrandellati sui campi della morte
a becchime dei corvi
scarti d'interiora agli sciacalli
urlerò una canzone di giustizia e verità
e la mia preghiera di ringraziamento
perchè sulla mia strada
mai piú v'incontrerò carcami della vita
e sarà piacere nel mondo intorno.

A sprecare...
Cuori da sprecare...
parole a sprecare...
felicità occhi visi di bimbi
dove poserà l'innocenza il suo strazio
fate la nanna
volate con gli aironi bianchi
voi l'avete
l'altra faccia degli eroi
un enigma...
che l'amore non scioglierà...
mai.

Tè alla menta.
Fiori del tempo
fiori fuori...fiori dentro...
dentro luoghi sacri profanati
e cavalieri del tempio
nell'insonne segreto dell'harem
anni passati d'eserciti all'alba
avremo ritratti di dorian gray
e fiori profumati
al tè alla menta per l'anima.

Che canzone?
E con la nostra canzone
che mettiamo
sul giradischi stonato per anni preclusi
mentre beviamo il silenzioso caffè
amaro intenso
di profumi
di vita scritta
appuntata sui vecchi calendari
appesi
ai chiodi dei nostri ricordi
cosa incidiamo
nei nostri sguardi
incrociati sui solchi del disco?

Amore è tutto ciò che si può tradire è volare su ali di carta

Un indovino
Voci...
un indovino mi dice
di ceneri d'incontri d'amore
poesie e miracoli
di daphne du maurier
e fiabe senza streghe
ninnoli e scelte d'atmosfera
e di una stanza in un tappeto
io ero personale come la casa che vorrei
non voglio un gillodorfles
cerco un sentimento che non sia my life
or in my heart
no more war
perchè la guerra è amore
ma se ne può persino morire
voglio parìs e valentina
perchè un indovino mi dice
morirai pensando a lei

La pigna
Raccolgo
ora
la pigna perfetta
in una città senza tempo
non infette
chiuse inscindibili in se stesse
brunite di resina
conifere abbattute
e scure terrecotte sui misteri dei tetti
cosa chiude
nel suo cuore tenace
sicura la mia pigna?
Solo minuscoli piccioli pinoli
boschi abbattuti
o
storie d'altri mondi perduti e segreti di vita?

La mia mamma.
Ascolta piano e attenta...
come qui si sta bene
senti il riposo
quanto è morbido e buono con te
non c'è altro posto
al mondo
caldo d'amore come questa poltrona
di casa
come questo fuoco che brucia
le tue ginocchia
e le tue mani stanche protese...
senti il bene eterno che ti vogliono
questi muri
vecchi scoloriti stanchi
riposa quieta
lascia stare ciò che è stato
dimentica le ruvide memorie
che s'appuntiscono dentro
e ascoltami subito
perchè devo andare veloce
ormai
accetta ti prego col cuore
la mia rara carezza
sui tuoi bianchi capelli...

I vigliacchi.
Hanno tratti potenti...
i violenti...
e la forza vigliacca dell'invidia...
ma...
ma non sanno reprimere il coraggio
no, non sanno confondere
l'ardore della Bellezza
e io li odio!
e per questo distruggo
chi solo ti tocchi
col sorgere nei tuoi occhi
con la mia paura.

A cosa stai pensando?
Sto pensando che la notte è già qui...
profonda misteriosa utile...
sto pensando che un altro inutile mattino
è già qui
che batte di luce ai miei svotati occhi
e adesso?
sto pensando alla semplice sera
dei pensierosi viaggiatori delle tenebre
sto pensando allo sperduto sperperato giorno
sto guardando la maestosa notte
che già è qui
per rifar di me un suo figlio delle ore buie.

Le impronte.
Le impronte dei nostri piedi
non ci chiedono perchè andiamo
le impronte delle nostre mani
non domandano perchè ci abbracciamo
i nostri occhi ci chiedono perchè ci amiamo.

...puntini...
I puntini che infilo
nel candore dello schermo
sono puntini
particolari
sono puntini d'amore
parole a catena di piccoli baci
che linkano grandi cuori lontani
battiti
ritmi
i miei ...
sono
pensieri volteggianti dentro confini senza cieli
planano
sono la pista
senza luci nel buio
per farci atterrare
senza vento e senza pioggia
nelle nostre anime innamorate...
tamo tamo...

Sulla strada...
Quanta rapita fatica
costa un inutile sorriso
regalato alla strada
ascoltare sentire
il tuo corpo...
alla fine della corsa
e i tuoi occhi piangere da soli
restare fermo
sul fondo dei pensieri
e ricordare per tutti...
una volta un amico
sulla strada...
che mi parlava con un sorriso
ora non c'è più
sulla strada...
cerchiamolo nel cuore.

All'Orfanella di Ravenna.
Orfanella defraudata e offesa
quel denaro
sterco del diavolo
quei potenti prepotenti
se lo porteranno nell'inferno
nella Geenna dove finiranno
cun l'arzivèscov e cun che lazarò ad Tonini
a guidarli coi vincastri al pastorale viaggio eterno
...da infilèss int'ì su cul...
e canteranno in coro "am brùs am brùs!"
con le fiamme al culo...
...e guarda che orribile figuraccia fa la Chiesa di Gesù...
chiesa con la c piccola e minuscola, chiesa, a Potenza!
con l'assassinio e con la mummia dell'Elisa Claps!
vigliacchi, spergiuri, assassini...
tanto che la mamma dell'Elisa maledice la S.S.Trinità
e un funerale all'aria aperta, en plein air, ci fà!
ha ragione, ha ragione! via via
dall'ipocrisia!
che falsità, altro che pedofilia
finocchiaggine e pederastia
o sesso etero dei preti...omofobia!
che vuoi che sia
son cosucce e pinzillacchere alla Busi
difronte a furti ed omicidi veri!
ciao amica mia, e per sempre W le Orfanelle.

Il primo amore
E di te io dico
in giro ai miei divertimenti
mollo tutto il mio andare alla ricerca
per venire da te in lontani terrazzi di pietre lucane
per fingermi una foto con te pazzo di fare semplici sogni
aria da respirare accanto al tuo cuore che batte
ritmo di voli e di nuvole che lasciano il segno
soli nei nostri occhi d'astronauti nello spazio
rime trappole dei sensi tra le tue labbra
ma ora esco dai miei divertimenti
e di te io parlo...
come se fosse il primo amore.

Zanna bianca.
Improvviso in città
incontro il lupo...
aah! incontro i suoi occhi
un vero lupo vero, vero,
vero quanto i suoi occhi di ghiaccio
che meraviglia!
mi fissa...m'osserva...
d'un tratto...
il suo sguardo
di malinconica fiera
mi è amico...
ah! amico mio di sempre
notti giorni mattini spazi montagne di neve
pianure irradiate di sole e diamanti brillanti
cieli di puro respiro...o dio dammi tu ciò che vuoi...
dammi di correre libero con lui...
presto...presto...
scappiamo via
per sempre
da questi cancelli sbarre galere
da questa chiusa città!

Anima a volo
Con l'anima a volo
la mia compagna velata
di preludi nostalgici
fiacca le nuvole nell'arco del cielo
io sul tempo dell'aurora
con l'azzurro nella vetrata scossa
ho bisogno d'essere suo
in un soliloquio a mezzavoce
scritto sulle pagine di un diario vagabondo

La conversazione.
Intima la conversazione con te
dignità per chiedere scusa
quando hai ragione
avventuriero od eroe io?
eroe sempre nell'amore
perchè da un ingresso qualsiasi
raccolgo schegge
che conoscevo bene tra le tue parole
tagliavano l'anima a pezzi scritti
in aramaico
ed io amavo ma non lo sapevo il tuo volto
cantavo ed amavo mentre urlavo
salvami con le tue parole incredibili
mi chiedevi dolcemente con gli occhi
vuoi un bacio che scaldi i tuoi pensieri
i tuoi sogni di amante?
dimmi se vuoi un domani
rivelami il tuo pensiero che non so
ah, architettura di una conversazione!
mi trapassi il cuore con le tue schegge
d'amore...

Un gradino.
Passo dopo passo
parole su parole
ti costruisci una vita
che non sai cosa sia
un paradiso
sopra manti di mani
mani con mani
che costruiscono scale senza scalini
una catena che spezza se stessa
idea da idea
e ti costruisci un amore sui cieli
friabili stelle memorie e neurosi
che bastano ad ogni tuo giorno
per salire alla casa sopra i tetti
basta che ogni giorno
ti costruisci un gradino. 

Allucinazioni?
Allucinazione
in ambiente d'alterità
...sono tante le cose del mondo...
ed io
indifferente alogico
agisco vanamente nel mio sogno
sono alieno alla mia idea
un odissea in cieli d'agrafia
ove accordo il mio pensiero
induzione perfetta
risoluzione
analisi amorale
di un fenomeno d'amore.
 

Buio a mezzogiorno
Amarsi
come il buio a mezzogiorno
non è vocazione
a un dio sconosciuto
ma il filo del rasoio
e come i ladri nella notte
il mio mortale nemico
ruberà a questo indomito cuore
la sua luce della notte

Cosa devo vedere?
Allora vediamo un pò
io sono qui in questo punto . esatto
geografico stazionario
coordinato
e anagrammato dalla mente con un click
sono il centro dell'universo intero
di qua di la
ed infinito anzi
ne sono il perno di rotazione
ne sono il fulcro di rivoluzione
io sono il dio dell'espansione
di comete stelle venti solari
e amori
sono invincibile
sono l'immortale
piantato come sono nel mio buco nero.

Il mio viale.
Ed è il mio viale
non ha tramonto
...non ha avuto alba o colore d'aurora...
non ha foglie d'autunni ingialliti
o fogli d'umiliati calendari in disuso
non ha avuto alberi
messi in fila come amori e passioni
decaduti dopo sfinite stagioni
non ha sverniciate panchine
ove il tempo s'accovacci
ma una pallida immagine d'evi e paradossi
immolato altare al mio peso
qui esterefatto nei dinieghi e nei perdoni
prego per me
perchè questo è il mio viale.

L'ingannevole sogno.
Un piccolo rimpianto è partito
all'improvviso
svuotando la mia camera d'attesa
non ho più pareti
ne cieli infiniti in blu
nuvole svaporate nel dolore
sconosciuto
ne percorre i cieli grigi
nel profondo
non mi bastano esplosioni
che rinnovino cosmi e stelle
se perdo te
se non tornerai
se non ti rivedrò
in carne e spirito che voli sopra i vasti territori dell'eternità
e di la...di la...ed ancora e sempre più in la
non vivrò e non morirò
se non ti toccherò
non ti parlerò
con la mia voce muta
e non sentirò la tua d'angelo confuso sulla nuda terra
sgombro tutto
adesso
nel mio corpo illuso di perdoni
non ho rimpianti
ne rimorsi ne rancori
che rosicchino la pelle a devastarne i plumbei miei pensieri
ma è spiccata in volo sopra il tetti tra le stelle
la tua immagine d'amore col rimpianto che stringevo al petto.

Stanotte
Stanotte ...
si...stanotte
son stato forte
sono riuscito
a non morire senza te...
la paura era quella
dentro al sogno
nei tuoi sguardi affilati...

Wendy
E così
devo cercare di raggiungere
l'estremità del mondo
è necessario
per far battere un cuore solitario
serve per avere un'anima pura
al confine liberare i peccati originali
e così posso
senza pesi di ricordi ed ammissioni
volar da te mia Wendy

I sassi
Quando cammini
guarda i sassi
che sposti al tuo passaggio
non puoi spostare le montagne
guarda gli occhi dello specchio
forse ti devono parlare
forse potrai lavarti del dolore
forse potrai piangere
con lacrime di bimbo
guarda dove hai spostato il cuore

In non so quale domani.
Perchè
in sala d'attesa
dentro questa aria tersa dal tuo respiro
con te donna in amore nelle luci della notte
che tempo dopo tempo con le tue mani accenderai
per l'ultimo viaggio solitario io sarò sincero e dirò in non so quale domani
a te che non passi mai scusa amore l'importante è che il sogno non finirà?

Le Orfanelle del Conte Galletti Abbiosi di Ravenna
Le Orfanelle
non stanno lottando solo per avere riconosciuto il loro Diritto,
non stanno più facendo una battaglia personale,
anzi, una guerra personale,
ma stanno affrontando il Potere arrogante
per liberare tutti noi Cittadini Comuni dalla paura
che ci rende schiavi del Potere
e della sua violenza!
Le Orfanelle lottano
per la Libertà di tutti,
per la Giustizia per tutti!
Per i Diritti di tutti e non solo per i Doveri,
che questi sono destinati solo a noi poveri e deboli,
i Potenti di Doveri non ne hanno,
loro credono di avere solo Diritti
e perciò si arrogano i Diritti
mentre i Doveri li lasciano ai poveracci come noi!
vero Mazzini?
Le Orfanelle stanno lottando per i Diseredati ed i Poveri,
proprio per quelli che il sindaco
vilmente ci ha sbattuto in faccia
insultandoci con quelle foto durante Chi l'ha visto?

Cose che mi riempiono la mente.
E speriamo...
di poter amare estati che non ci dimentichino
tanto il lascito delle stagioni si svelerà
con le nubi di un giorno e di una notte
o nel sole che ci brucia occhi e pensieri
o nelle stelle sopra la luna delle nostre cupole di sogni
e stare a pezzi senza te
che ormai sei aria
sei liscia sabbia che mi ricopre i tagli dei tuoi sguardi
mi fa star male piegato dal mio spirito
bagnato di caldo dai tuoi baci sotto le nostre dune
strisce che non importano niente alla mia carne
spruzzi di memoria svagata in rimosse nebbie impenetrabili
ma basta
dovrò capire
carpirò che mi è inutile sperare contro il vento
dell'estate che muore
di spiagge di mari e di montagne che mi riempiono la mente
morirò...
speriamo.

Le scarpe (del mio nemico e le mie)
E mi fissi le scarpe!
guardami negli occhi
se ne hai il coraggio!

Non posso
non hai occhi
ma solo scarpe
e sono sporche.

O stupido essere
le vedi le mie scarpe?
sono lucide
e pulite
come sempre
guarda le tue come sono
sporche di fango!

Si le mie scarpe non sono tirate
e lucide
e sono sporche
ma di fango della mia terra
le tue
tu
le lucidi ogni giorno
ma con sangue innocente degli innocenti
e sono sporche del fango della tua anima.

Sirena delle Hawaii
Sempre con te
all'ultima barriera
dopo rotte sconosciute
navigherò mia sirena delle hawaii
come inseparabili nemici
vivremo i nostri brividi di ghiaccio
come in una piacevole serata
sopra un'onda sarai mia
in una lunga attesa
in una aurora blu
ma solo se saliremo
sul veliero dell'amore.

Diafano
E aspetto che qualcosa di te mi sia recapitato
e aspetto che un bacio schizzato con te ritorni da me
e aspetto in silenzio che la tua bocca spezzi il mio sonno
e aspetto che il giorno rinchiuso con te non conosca la fine
e aspetto che la notte con te sia la mia novità
e aspetto che tu mi riporti qualcosa di te lasciato sul letto
e aspetto e aspetto e aspetto...
tu sei il mio segreto
sei la mia lenta realtà che non voglio che passi
sei soltanto un eremo nella mente ove io organizzo il riposo
sei la mia levigata menzione a me stesso
sei soltanto la spiaggia ove stendo ad asciugarmi l'anima
tu sei il mio libro segreto
un soffio un vento un magico momento
ma mentre ti aspetto m'affondo nel nero srotolato sui muri
e aspetto che un sole morente risorga e risorga
e ti aspetto di rosso senza un lamento
ti aspetto senza muovermi più dentro a questo diafano amore.

Il Festival di Sanremo, ultima speranza...disillusa!
Direttore mi dica
in Italia...
e nel Mondo
di chi ci potremmo ormai più fidare
se persino il Festival della Canzone Italiana di Sanremo
è truccato?
Di chi ci possiamo fidare
nei secoli dei secoli
se anche mamma Antonellina Clerici
con la sua falsità da palcoscenico
inganna il Popolo Italiano?

System file
Crea nota
poesia in rima
riposta sotto cartella
sensi e sentimenti
inserisci un simbolo
che non sia un cuore
usa un dettaglio
ma non amore
seleziona parole e frasi
che impressionino navigatori e byte
smarriti nelle reti sconnesse dallo start
copia tutto metti un link
nel grigio vuoto di modifica memoria
salva e cancella
prima che il gorgo della vita
divori la tua mente
senza opzioni in system file
poi prega gli antichi dei o Ditti
chiudi.

Periferia
Ultimo percorso di città
tra l'urbano e il suburbano
in stracche periferie immobili
di anime incoscienti
delle proprie assenze
tra rabbie sepolte
sotto gli infiniti orli di anime a pezzi
camposanti senza croci
di speranze e amori fatiscenti
sepolti in costruzioni d'illusioni
scolorite in mille morti
che non vedono non sentono non parlano
il concerto è finito nel vuoto teatro di periferia
musiche e parole crollano come terremoti
crepate senza umanità
io ripulisco le mie tasche delle storie inutili
sentieri chiusi di dottrine e filosofie
per vivere su nuvole di periferia.

Inviolabile e confuso.
Oggi confuso mi chiedi
ieri inviolabile me lo dicevi
ma io non so qual è la via la verità la vita
tu lo eri
ma non me lo dici più
rivolgimi altre domande
ti risponderò se vorrai
che tu eri dea
ed eri dio
ma se vuoi
ancora hai ragione tu
estrarrò i vocaboli che t'occorrono
per indicarti qual è la via la verità la vita.

Puliamo l'aria dal Libero Pensiero.
Demolizioni
per tutti...
anche gratis...
se son poveri di spirito...
presentare setteetrenta...
da Premiata Ditta del Divino Amore...
con l'imprimatur dei Signori che attentano alla Vita...
ora e sempre e da sempre
qui su questa terra desolata che è la vostra
corpi a pezzi
o anche interi
e senza marchio originale
demoliamo!
garantiamo la scomparsa
nei secoli dei secoli sicuri dell'oblio
pulizia inquisitoria sino all'eccesso pure con l'amen
niente scorie e inquinamenti da libero pensiero.

Ho un amore oltre il traguardo...
La mia mente del corridore
controlla la fatica del respiro
dentro al battito del cuore
la pazienza veloce dell'anima leggera
resiste alla morte
che ha in gola l'affanno del vivere nel giorno
e sui miei passi pesanti della notte
la mente non ferma la sua corsa
ma compie il percorso dell'ultimo sentiero
fino alla morte del traguardo...
dopo amerò il tuo viso...

Tubo circonflesso
Un mondo al tubo circonflesso
cosa matta di una mente paranoica
dentro l'insulto alla saggezza
che si prende in giro
tutta rotta piegata ripiegata su se stessa
per convincere se stessa
dell'universo alla rovescia
creato a sua salvezza
vita e placenta e morte
nel mio tubo il concetto del niente
del niente di niente
del vuoto a perdere
dell'odio sublime formula
della forma imbattibile perfetta dell'amore

Velocità di einstein
Velocità di pensieri a razzo
uscite nello spazio
a riparare orbite e astronavi
mercantili carghi dei sogni
seminati dall'umanità dei cieli
scoppi nella notte
buio eterno senza rifrazioni
luci ed astri spenti ad illuminar sentieri
e guerre tra le stelle
iperluce scissione di molecole
velocità dell'amore
che non pensa ai confini dello spazio.

Tu sei la mia aquila della notte.
Adieu mon amour
perchè
concatenazioni
è come reazioni
splendide visioni
è come contemplazione
di città e stelle
immaginazione
ricerche cosmiche
e quindi è
sopra quei nevosi picchi immacolati
che vola l'aquila della notte
e quindi è
in questo mondo senza aria
che lo spazio dell'amore è tuo.

La Principessa.
La Principessa mi ha detto
scendi giù nel precipizio
vieni a salvarmi
dall'altare delle perfette nozze
ipnotismo della felicità
mangeremo puri diamanti
per chiamarci regina e re

E se ti amassi...proprio oggi.
Ora scrivo di sesso
e d'amore
con te
fatto sopra una mail
un san valentino di rosso evidenziato
un cuore elettronico
che scoppia per te
sui tasti romantici che trasportano il tempo
ora immagino te
di la da questo schermo display
disperazione del poeta
immagine e foto
bellissima e pura come goccia di diamante
e tu eterna beltà ormai sei mia prigioniera
inalterata bellezza custodita dalla mia stanza
velata d'azzurro e mistero
e non fuggirai con me
e non fuggirò con te
se non quando sarò...

I tuoi occhi.
Al grande cancello
angelo in carne
...Dio! a cosa serve?
ad un dramma personale...
da un'isola di pietra
oggi m'illudo
con sangue e oblio
e nel pensier mi fingo
la guerra coi tuoi occhi.

Desiderio di...
Corridoio
stretto
come l'immagine mia
buia
in cielo compresso
il mio desiderio
d'acquietare
tra antenne pertiche e parole
e filtri umani
che sono prigioni
fra nuvole di nebbie ottuse
le mie visioni
 

La Morte sia con te.
Muori subito
schifo umano maledetto
schifo sorto a caso
da un buco nero orrido di pelo
sporco di sperma alieno stupratore
crepa vigliacco
contorto dentro nella tua pecorina malvagità
muori fulminato
da una sincope mariana
o mio dio!
si io voglio con tutto il sangue
di questo infranto cuore
che libero mi batte in petto il Tempo della vita
che m'hai regalato senza pensieri
si io voglio che tu mio divino respiro
abbia occhio e mira guglielmina
centra! quel suo vile muscolo cardiaco
senza senso e sentimento
senza ne rosso sangue umano
ne nero fluido di Satana Infernale
puzzolente ed intoppato
dello sterco della tomba
che ha sporcata stando al mondo.

Il mio cartello.
Torno subito
fedele amante delle mie notti vagabonde
l'ho scritto ad encausto sugli ingressi del mio cuore
mi sorprende la tua fretta confusa nell'eterno
ma lo sai
mi esce un fiato
per girare l'universo che hai creato
e poi
infine
riprenderemo il passo degli immortali amanti.

Riflessi...riflessioni.
Un luogo un aereo
di poeta
per stare in alto
come un barone rosso
un talento per amare
la mia prima donna
per stimare
riflessi nei tuoi occhi d'oro
poi l'abbandono
al miraggio
custodito con la tua chiave di vetro...
sei la mia ragazza
di Peyton Place.

Come dire...io, davanti a me stesso...
Eccomi nudo
scavo nella carne
sotto la mia pelle
screpolata dal freddo male
delle storie riunite all'improvviso
e dentro io non ho viscere
non ho spirito del bene
solo sangue caldo
che non ha dolori
che non ha pelle
che non ha colore
che ricopra
nude carni.

Postare...bloggare!?
Traggo informazione fulminante
flash in post e blog
sparsi a caso sui miei nei malati d'internèt
e freddo nelle ossa
proveniente da vuoti cibernetici
ingorgo a punti morti
mi si riempie di system error
la rubrica delle amanti
imprigionate nella rete.

Meraviglioso
Con gli occhi
meraviglioso
io credo
un ora fa amarti intenso
dentro penetrato
quando sulla via della notte
alle nostre case vuote
tu hai fissato i miei
stranieri già
illuminandomi la fine.

Vento minaccioso
Sopra a un vento di minaccia
terrori antichi quanto me
spaccan la mia forza di paura
il dominio dell'occulto
ed invincibile potere dell'uomo sugli uomini
fa schiava la mia mente
nata divina dal buio della sapienza
infranta la teca del mio cuore
ora e per sempre sparirà
nel niente
la mia voce che ti urlava aiuto
la mia debolezza sei proprio tu
inutile mio cuore.

Polvere grigia
Sono morto
ecco
in questo preciso istante
senz'anima
non muovo più mani
e neanche più i piedi hanno movimenti
occhi di pece
e la mia mente è spazzata polvere in grigio
seppellitemi qui in questo asfalto di città.

Isola
Sono un'isola mangiata
da eccentriche maree
è per questo che non funziona
o mio Signore
non va
l'Opera Suprema per la tua Divinità
in essa hai trascurato la Bellezza

Io voglio essere te
Solo con te
questa notte la voglio mangiare con te
stanchi strascicare corpi insensati
a bordo di lenzuola candide di anni neri e di morti subite
e tu la vuoi divorare con me
questa inutile notte che ci profila il suo terrore con garbo
la notte è nostra ed è lunga
la subiremo
senza dormire
senza occhi che vedono
con mani che toccano
con sensi che esplodono
e tu sarai quello che io voglio essere
perchè questa è l'ultima notte
altre più non ve ne saranno
quando si sarà fatto giorno...

Apro la posta
Nessun messaggio nuovo dallo spazio
nè dalla lucania
dagli splendori di bisanzio solo buio
e nelle stelle esplosioni delle pulsar
ma io son qui in mezzo al mondo
e non lo so che sono il centro
oppure io lo so e te lo vorrei trasmettere
per penetrar con te dove uomo e donna
occhi non hanno mai posato
e dire e poi sperare
noi ci siamo amati noi vivremo dove spazio non c'è più.

Ecuador.
Ho pianto mio Signore alla tua Messa di stasera
ho urlato la mia gioia al cosmo d'improvviso
davanti alla divina bellezza della tua suora d'Ecuador
donna d'inestimabile splendore
gioiello prezioso del tuo regno
viso regalato da un angelo ad un angelo
occhi neri più neri della sua pelle
un cuore che del sole è calore sulla terra
mi sono inchinato ed ho pregato contro il male
sotto all'Amore della sua beltà sorella...
od era la tua o mio Signore??

Pronto soccorso...
Sono sotto iettattura
dello sguardo
si sposta
uguale ai reumatismi
fa male qui fa male qua
non fa morire fa soffrire
finchè mi prende nervi insensibili all'amore
ma se mi punta il cuore...

Simmetria
Io ho il mio viaggio
mia recondita simmetria
raggiro le mie orbite abitando astri alieni
non respiro di aria della terra
e non mangio di aratro e seminato
ma di riflesse stelle
quando come gocce di pioggia
lacrime mi scivolano
sul vetro di ghiaccio
alla finestra dell'anima.

Passaggio
E quante volte mi son sognato quel fosso lì...
di là...una terra sconosciuta
l'avventura
ma anche la paura...
dualità che mi inchiuse dentro quell'universo di bambino
dove ora sono messo
compresso dal salto immenso
e sto per chiudere l'avventura
e la terra...
e la terra m'è ancora sconosciuta indarna
ed anche la paura...

Nailon
Qui
chiuso
in sala d'attesa
mi passano gli appuntamenti
s'appassiscono come fiori confezionati nel nailon.

Mi manca il prima.
Strancalato stanco morto
rozzo straccio lì buttato sul sofà
io disvelto dal calpestato pavimento
ho passi passati a miglior vita
occhi scoloriti dallo sdrucito tramare di memorie
mi rimando ad amori che riparino gli errori
e t'aspetto senza attendere
ed aspettarti è fatica da morire.
O triste amica mia
ora che sei qui con me
tornerà mai tutto come prima?

E il tetto?
Crepe nei miei assilli
ornamenti dei miei muri
e non ho calce viva
neppure nel più chiuso magazzino
per riempirmi le distanze
l'ho stesa tutta per costruire questi muri
senza il tetto.

...nell'azzurro...
Spedisco il contributo
facendolo inverare
spedito con un clic colore azzurro
contaminato d'incipit e di chiuse
rime baci schiocchi di scintille
che non han bisogni
non hanno sensi
e non hanno un senso da risvoltare
dovrò studiare
tra irrisolti desideri ne vorrei salvare uno
quello del mio amore.

Una foto sul display.
Si si si siiii...
Si mi ricordo di lei
e di una foto sul display
era un bacio in realtà
stampato su carta intestata
eternità.

le nostre anime...
Le nostre anime sono dentro, sono fuori...
Esco...
tante volte ci riesco
esco e rientro
e l'entrata m'è necessaria per riuscire...
in tutto...
per tornar fuori a girare intorno al mondo
per tornar dentro a riempire il mondo che mi gira intorno
dentro fuori
e fuori io sto meglio
e vi vivo di speranza
potrei incontrare l'amore che mi vive dentro da lontano
e scoprir con lei l'anima che da fuori ci riempie il dentro.

Cosa siamo?
Costruiti come bestie
sporche d'anima
od anche spiriti ed angeli divini?
La gara è sempre aperta
da qui all'eternità
alla spavalda conoscenza.

Spappolato nel blu.
Minimi interessi
parole piccoline
scarabocchi appena
sono persi su carta crespa di note
cancellate...
leggere come volo d'un pensiero
frasi a pioggia
rubate...
plissettando dentro l'aria...
passa un ombrello che mi ripara dai misteri...
spappolati nel blu.

A un amore rimpianto.
Inviato...with enter...
il messaggio d'amore mai scritto
dall'intimo mio bistrattato
già è prigioniero in un cuore di fibre
e lo consegno al senso tuo sicuro tra led e display
e clicco su tutto il tempo che mi è rimasto
a non peggiorarne il rimpianto.

Ciao Freud...
Non ho miti non ho leggende
dissacro
esamino in analisi
i pezzi grossi che ci stuprano la mente
elaboro il complesso
parlandone con gli altri
non con me stesso
non imploro sul mio cuore
inerme alla mia vita
non morirò di fantasie
di paure
di non essere e d'apparire
non catechizzo l'emozione di me stesso
non chiudo i sensi nella polveriera dei miei sogni
li lascio folleggiare nel mare vasto universale
finchè non si sperderanno tra le stelle...

Api velenose.
Parole che mi svuotano mi deridono
si fan leggere son farfalle sui fiori del mattino
e se le prendo per farne un dizionario colorato d'ambizioni
mi pungon come api velenose...perchè le parole han bisogno di padroni.

Berlusconi il re e Fini il duce.
Berlusconi ha detto (augh!):
"ohi ma che fatica che noia in Roma incontrare
e poi Fini ascoltare per dovere
io sono abituato a decidere da solo! me consenta!"
à Berluscò! figurati un po' il Fini
che ne sta a pensà de te
lui che ha tanta nostalgia nascosta ...
dietro ai paraventi del lucido ventennio
di grano casalingo ninnoli bianchi telefoni
liberi bagni nuotando in tranquille basse autarchiche acque d'Adriatico
matinèè al garden blues carmini galloni
imperi rimembranti antichi grandi
baionette e neri cannoni.

Haiti ed altre considerazioni.
Io di Haiti non so dire ne parlare
e non ci so pensare
e considerazioni alternative
idee comprensive di pensieri decisivi
brevi manuali incisi su pietre planetarie
salvate dai viaggi nello spazio del sapere
altri controlli concisi nella forma del bilancio
o circoncisi nella carne di un uomo stanco
ne potrei disegnare a volontà sui muri di città...
ma tutto è sporco ed ho consumato i miei minuti per sognare
un paradiso che non sia una terra che tremi di paura.

Puffo dentro a un vetro.
Una vita t'è passata come un puffo dentr'un fumetto
ad aspettare notti e sogni di quegli amanti
che non tornano per abbellirti d'un trucco che l'inganni.

E poi...?
Dove
la mia ragione sanguina
ascoltando il male
che mi cresce
e i giorni gli anni le morti e poi...
e poi e poi...
e poi le storie le chiacchiere di dio
su tutte le nostre eucarestie
coi suoi giorni delle burle
antiritratti di se stesso
colorati con due soldi di ricordi
dal suo trono
vicino a cieli riempiti
con le parole della gente...
e non son stato io...

Se questa città morisse bruciata nelle cave dell' inferno io angelo del cielo mi librerei da dio

Una giornata non sprecata.
La durata del trapasso
è
il mio soliloquio
lungo un'incontro
che mi illumina la notte
ed oggi
ho corso molto bene
sul sentiero della vita
in questo sabato d'attesa.  

Dio dell'azzurro.
Braccia stanche
stese
lunghe
dure colonne
a sostenere
pesi e misure
calcolati da mente disvelta
su illusioni metafisiche
spiaccicate ai soffitti
d'inespugnabili notti senza albe
osservo con occhi storditi d'astenia
le mie piccole parole composite di luci
col buio rivestite pronte all'invio per i cieli del dio dell'azzurro.
 

Mistero...
Mistero
senso dello strazio
qualcuno tenta di reperire il male
dentro all'uomo
che ne è nato senza patrimonio
patrimonio dell'umanità non è l'uomo
ma il silenzio
non il sapere di sapere
l'incontrario
noi siamo il graffito dell'umanità
io sono il disegno primordiale
primitivo
ed ancor prima
inciso nella roccia
da mano d'uomo
sicuro e certo del suo mondo
dentro al curvo suo voltare
nelle grotte
perchè io sono dio
ma dio non è in me...

Io non ho.
Quasi fossi poeta
io do quel che ho nel cuore
e non ho rime baciate nella mente
meno ancora tra le mani storie antiche non ne ho
dalla tastiera del cervello ne ho cancellata la memoria
non leggo sulla rete quelle nuove
vivo delle storie che non ho
quasi fossi poeta
e del sangue
impazzito
del mio
amore.

Comandi e tenerezze.
In mano comandi e tenerezze
e spazi nella mente
riempiti d'affetti al volo
nebbie spray su parole
spolverate dagli stracci della vita
scolorati writing
spruzzati ai muri degli anni del silenzio
immagini e stacchi
su strade e fantasie
sfuse all'improvviso
nel risveglio
coi colori dei miei sogni.

Sintomi di Bones
Vai lassù
su tra quei sintomi siderei
destini neri luci dei mondi
compressi dalla volta
di velocità stravolti
di vita moriranno
avvelenati dai tuoi baci
come cadaveri di bones.

Lieve amica.
Vieni
lieve amica
portami via con te
sul ghiaccio della morte
me lo dirai piangeremo dell'età
del tempo di questo strano andirivieni di parole
avremo sassi negli occhi e nella bocca
petali di rosa o tra le spine
del biancospino ti farò
mia sposa.

Il Sagrato
Il sagrato di San Biagio
mi assiste
silenzioso
nero di lontane stelle
notte che m'incombe come pietra
e di me non so
vivo solo di compagnie andate
piegato su una panchina da preghiera
dono di un santo che mi vuol salvare
e sto
piccolo nascosto con le confuse ombre ad aspettare...
ad aspettare il mio di salvatore.

Donna mia
Donna mia e lontana
leghe e leghe percorse in ansie e parole
gioielli d'oro le più preziose quelle non dette
brividi al tuo nome scritto letto e riletto
al sicuro dalla rabbia del Saturno maledetto
nell'anomia del cristallo ingannatore.

Le ricchezze di Gesù.
Dio mi perdoni
quanti vecchioni
maestri di vita
son solo vuoti a perdere
egoisti fifoni
della morte
che li trascina
nel mondo senza fini
basta non ne posso più
di questa insulsa saggezza
e centenaria
accumulata su paure di sparire alla memoria della terra
mondo d'ospizi dei sensi
spariscan nell'oblio
con le ricchezze rubate alle nostre giovinezze
a me bastano le tue, o mio Gesù!

Ripostiglio.
C’è un tempo dove i cuori sono liberi?
c’è un tempo ove la paura non rende schiavi i cuori?
c’è un tempo
nel mio ripostiglio
ove io sono libero
un tempo breve
rapido sospiro d’amore
concluso
a mente aperta
a mani libere
per scrivere
ti amo.

L'odio.
Vi odio sapientemente
v'ammazzerei scientemente
vi distruggerei scientificamente
del vostro lurido intestino incontinente
da fariseo falso e deficiente
che puzza come scarto di credente
me ne libererei finalmente
ripulendomi la mente
della vostra vicinanza da prossimo demente
avete un'unica fortuna che Dio è assente.

Quand.
Quand c'a'm vèg a lèt
par durmì lè com s'andèss a murì
an so mai sa darò fura d'e son viv
e stéss quèl ad quand c'a fàséva l'amor!

Nel Nome del Padre...mio.
Padre...o Padre mio che sei nei cieli
che m' abbracci di Santo Amore
che del tuo Nome mi fai scudo
che nel tuo Nome mi redimi da carne sozza di futilità
che col tuo Nome indulgente alla pietà
sollevi il peso che mi pesta il cuore
o Padre Immenso
che incendi gli spiriti cristiani che vivono di Te
che bruci gli spiriti infernali che ingannano le anime come me
venga il tuo Regno
e sia fatta per sempre
nel nome ignoto degli spiriti sorti e mai morti dal tuo Santo Amore
la tua perfetta volontà che mi oscura la mente.

La mia neve di Natale.
La dama mi spiazza gli occhi di candore
mi cade sui capelli ed è ancora cristalli delle mie idee
e dei miei libri di bambino
fitta come fossero pensieri dentro a cieli grigi
morbida s'adagia sul mio dolore nero
dea preziosa del suo livido ghiaccio
di gemme e di neve pura di verginità
congela il male del mio cuore
e in questo freddo mondo ammantato di miracoli infantili
voglio riavere solo per me
mia madre
ed il suo splendente sorriso di Natale.

Per capire.
Se non puoi guardare
gli occhi di un uomo
guardagli le scarpe.

Aveva tempo, ma...
Aveva tempo all infinito
per creare le sacre cose
senza star lì a contare i giorni
quasi fosse un prigioniero
a pensar di riposare da fatiche innaturali
quasi del tempo fosse schiavo
il sabato venturo
sarebbe stato un dono eterno
per l'umanità
incastrare tutto già perfetto
così s'è fatta sera e s'ha d'andare
fino al fondo della notte
al ritmo imposto dall'eva peccatrice.

Planare.
Plano parecchio
sui miei sentimenti
senza atterrare
poi
di troppa luce
m'acceco.

Memorie scappate
Si va si va
irrimediabili si va
non serve sapere si va
spinti dal tempo si va e senza favori
si va incoscienti tra infinita sapienza a morire
perduti alle memorie del niente nel niente scappate a Dio.

Poesia...
camminare senza ombra
solitario dei sentieri di pineta
ai selvatici del bosco
cantare col silenzio
ai fiori parlare
ai colori guardare
dei profumi respirare
correre a perderci il fiato
lasciarlo al bosco
correre nell'aria
dei pini e delle acacie
sino al profondo sparito
a cercarne il viso.

Impalato.
Impalato a questa curva di città
stai di guardia alla celebrità
aspetti che ti si drizzi questa via?

Aspetto una Signora amica mia...

Figlio mio caro fra i più cari
torna alla tua casa
e resta là
presto la tua Signora passerà.

Jazz sincopato.
Breve il passo
rapido il pensiero
all'altero angolo
sbrecciato in fughe
d'amori
fantasie
in labirinti
poesie sensi smarrimenti
dubbi
che quella fila di cose tutte uguali
pezzi sparsi in controtempo
toccate carte di note non scritte
ne tradiscano la mente
ritmo jazz sincopato
del mio cuore chiuso all'angolo.

Bacio.
Un bacio sul far della sera del timoniere
...vieni via con me...
separato da trasparenze d'infrangibili cristalli
distacco minato di speranza
da strana lontananza
e tutto è ancora lì conservato intatto
dentro teoria di camere e d'attese
inchiodato nel tempo che mi ferma il cuore
galleria di parole che mi sfuggono
come i palloncini ai bambini...
...vieni via con me...

Relazioni.
Delicato impercettibile
d'etereo affaticarsi
di parole
su parole
s'ammalia lo stupore
dei tuoi occhi
quando...
quando sorpresa guardi un fiore
ed è nei tuoi occhi
petali di rosa
relazione dell'amore
che io precipito sviato.

Groviglio.
Il groviglio del sonno
strangola la memoria
la paura incapsula adesiva la rabbia della mia libertà
sotto mano
un nero mantello stracciato a ravvolgere pesi d'anima morta
la Signora
ha bisogno di me
sottomano la sua levità
la chiamata alla libertà
la mia mano al gelo della sua
vivo di lei
viviamo di noi.

Screensaver.
Definizione
di un palpito improvviso
senza un muro
che l'imprigioni
uno screzio malizioso
della mia ilarità
una corsa deliziosa
di fanciullo fievole alla vita
inaudibile malizia
morta di screensaver improvviso.

Di uno spavento...
Spavento di un Amore immenso...
di uno spavento
non mi sono mai ripreso
quello della nascita
mi rifarò con quello della morte
dove t'aspetterò
per l'eternità
Amore mio immenso
che dall'altra parte dell'universo
mi hai raggiunto
ed io...
ed io navigavo dritto
Comandante Harlock romantico
tra le stelle che tenevo in mano
in carte astronautiche disegnate su etereo Nulla
che cullavo negli occhi
potente di me stesso...
mio Astro luminoso
illumina il mio mondo di tenebre.

Alla tua mercè.
Io sono
alla tua mercè
Dio immenso onnipotente
fai di me ciò che vuoi
prendimi
qui sulla soglia della chiesa
fammi morire in comunione
all'altare del tuo corpo
non temere il mio terrore
farà di me un martire del regno
brucia la mia carne
di fuoco redentore
congela il sangue peccatore
che mi intuba le vene
l'orgoglio che deturpa la mia divinità
lo sbriciolo ai tuoi piè
fulmina all'istante questo cuore
che non batte d'anima celeste
ma di recondite disarmonie
solleva a mistica visione la mia incredulità
da cadavere di polvere di terra
fammi angèllo oppure agnello
e se non puoi
chiedi aiuto a Belzebù.

Indaffarato.
Mi chiamava amore
e non sentivo
indaffarato in cause perse
mi regalava un sogno da riempirci
il mio passato
da colorare in rosa in rosso in giallo e in verde
la mia vita
mi prestava un bacio dolce come...
come zucchero filato
mi guardava con occhi azzurri dolci come...
come miele di rosa alpina
mi diceva vieni scappa via con me
usa la ramazza con gli scarti della vita consumata
assorbi il tuo coraggio
per scalare l'ultima cima sino al rifugio dell'amore
ad esser uomo costa una volta sola nella vita...
ma io tremavo...
e di tremore
ero indaffarato.
Adieu mon amour.

Spray.
Profumo spray
fiori ad essenza
spruzzati
sui polsi arruginiti di carezze
natura sa di te
beata eau de toilette
ho sentito sulla mia
spirito a gocce
dalla tua pelle
in un bacio
già fuori mano
odore ipnotico del tuo sesso.

Nota e note.
Creo nota,
salvo
la stesura
da ferite di scalpello
che mi segnano la pelle,
invio
note irrisorie
ritmi rotti
di musica incompleta
composta
dentro righe
di bianco pentagramma...
la melodia d'atone note
mi disturba il cuore.

Pendii aritmici.
Aritmia...
battiti strappati al cuore...
logiche saltano i tempi
paradisi chiusi
infiniti
confini
simboli
paure
idee
scosse da mente
sovrumana
erba
fili sottili
bruciati
fiamme selvagge
sui beati campi celesti
terrore d'eternità...
sbalza la vita
in pendii d'aritmia.

Foglie d'autunno.
Foglie
e l'autunno
è tappeto dorato dei miei marciapiedi
cammino sui colori del tramonto
approdati ad aspettar il vento dell'inverno
parliamo del tempo
e di leggerezza
mi rubate l'anima.

Tag. (sono solo)
Fata cadente
colore suadente
nessuno mi sente
tensione evidente
lama radente
sottile tagliente
schizza la mente
mi rimpiazzo silente
cambiandomi in niente.

Anima e corpo.
Anima e Corpo,
e il lungo sonno
chiede luce alla mia quiete
e avvolge
inadatto
spacchi sommersi dei misteri decantati
passati ripassati
al maglio d'ammalato d'infinità
in essa
rimesso nell'errore
m'addormento
senza sogni
lungo il sonno
prigioniero di analisi divine
ove guarire l'anima dal corpo.

Oblio della notte
Stelle sul giardino
e dentro
nel buio vuoto del suo centro
nel suo cuore
nel folto dei suoi fiori
addormentati dall'oblio della notte
io guardo immutabile
la bellezza insistente
e vitale dell'oscuro assassino.

Poesia astrale.
Il mio astro
io non vedo
se non buio
e vedo tutto
allucinazioni d'amore
la mano tocca
in un universo di note
non scritte
e perfette
sfiorate
inseguite
guardate
pensate
per amare il mio astro
e dove sia poesia con lei rimanere.

Il rosmarino
Innaffio il rosmarino dell'orto
compagno della terra
e se l'accarezzo
mi dona sulle dita il suo profumo
e se gli parlo lui mi dice
portami con te
nella tua casa.

Anchilosanti perplessità.
Guardami dio vedi come sono stanco
sfinito all'infinito dalla tua solitudine che non ascolti
ho perplessità anchilosanti la mia mente su di te
perchè ancora non capisco le tue accuse
e dal tuo esordio o mio dio stai serrato nel tuo carcere celeste
sospeso dall'umanità
m'hai stancato di preghiere e assoluzioni
e quel che hai detto io l'ho già letto
e se io ti chiedo: "qual'è il tuo segno?"
tu mi rispondi: "il mio segno sei tu".
Credimi dio sono stanco d'implorare la tua pietà onnipotente.

Suonan le campane.
Sul mio silenzio nel rifugio
campane campane campane
tre rintocchi
intonati
ed io sento Dio
che mi batte al cuore
esco dall'auto
che m'è rifugio all'altre
busso alla sua casa
padre figlio spirito santo vi prego
amate il mio silenzio con il vostro.

Dall'angolo...le case.
Dal mio angolo di vista
teoria di case a sperdersi dritte in lunga striscia
una strada
di storie di sguardi e d'invisibili sorrisi
muri
colorati dalle favole
dipinti come fiori in un giardino
dentro a un libro
simili a parole
che nascono dai sogni degli amanti
che s'annullano dove sono nati
marciapiede
antico io ci cammino
cerco le vetrine illuminate
dalle voglie dei bambini
e transitano con me verso il passato
e lambiscono il mio cuore
mi accennano la mano
luci
i negozi sono campi all'aria aperta
sono cortili abbandonati dai giochi dell'infanzia
nebbia
circonda ed addolcisce
di grigio uggioso malinconici tormenti
malia
protegge la mia storia fina bagnata con i baci...
dai baci custoditi dalla pazzia del vento
nel mio angolo di vita.

Una Città è ciò che sono i suoi cittadini.
Vigliacchi! avete sporcato la mia Città della vostra corruzione.
Vili! avete prostituito la mia Città all'odio di Tangentopoli
e all'invidia del gobbetto milanese d'adozione
spuntato a caso dalla terra di Sicilia.
Paurosi! vi siete prostrati alla rabbia e alla violenza del mediobanchino,
invece di scacciarlo a calci nel suo fondo dove "e del cul facea trombetta".
Avete riverito lo straniero traditore e falso,
avete avallato la calunnia di un mediocre contro il Grande di Ravenna.
Avete consegnato a quel cadavere vivente chiavi e dignità della mia Città.
Avete copulato senza combattere!
Invece di far la Guerra al laido alieno e urlargli: " Vattene! vomitatore di calunnie.
Noi difendiamo il nostro Onore, il Lavoro della Città, la nostra Dignità.
Noi non ti vogliamo, assassino dei Valori consegnati a noi dai nostri avi.
Sparisci! iniquo barbaro devastatore dell'amata nostra Cultura.
Muori! carogna che calpesti la Storia millenaria della Città!
Vattene! per sempre! invasore maledetto, vai a fare lo sciacallo altrove! All'Inferno!"
Voi Magnati d'oggi e ignavi che tenete custodia d'una Medaglia d'Oro conferita alla Resistenza,
voi, pavidi codardi, non avete resistito neanche un po',
avete calato braghe immonde all'orrendo imbrattatore dei Valori Umani,
per genuflettere ginocchia e il fondo al predone profittatore della Violenza del Potere!
Gli è bastato uno spalancar di fauci ed un buttar fuori puzzi d'alito marcio di stantio denaro
e vi siete stesi a far tappeto al suo salotto.
Che Iddio vi fulmini e adesso!
E siete "assassini"!

Al vento.
Notte di buio
stelle come tante
già respirate ed esplorate
chiusi stretti io e te
guardo il tetto
dipinto dei momenti sorpassati
perchè...
perchè non ho pareti da colorarmi
i sogni in camera d'attesa...
sono del vento
che m'imprigiona
d'incanti e di paure
perchè...
perchè tra la meraviglia dei tuoi occhi
hai mai ascoltato il vento
sfiorar stupendo
i tuoi misteri?
hai mai carpito al vento
la voce della notte?
Qui soli di quest'abbraccio
padrone
al vento della mia foresta d'attesa
io penso e vivo di mistero.

All'orizzonte del giro.
Alla visione
i paradossi dentro al giro
disorientano la mira
rimbalzo come palla da prestigio
infilo buchi che son tempi discordanti
spenti già da prima
magnetizzano lo spazio
distorcono i miei piani
concludono nel gas del primitivo dio
la simbiosi con la morte che da vita
mia Signora stringo forte la tua mano
con arte mi trasporti
è proprio questo l'orizzonte
la tua armonia prestabilita!

Lamento sottomesso.
Non convenzionale
la sorella mi striscia
amica
come vipera in calore
veleno spande amore
sangue nero in sangue rosso
dio in satana
satana da dio
parole urlate
assurde
a un lamento sottomesso
ami che scarnano
parole e parole di vita
eterna
arpioni a tradimento
tranciano un fondo residuo
d'umanità...
come in un...

Bello steso.
Bello steso così favoloso già senza pensare
abbandonato ad un qualsiasi vituperio fatato
che mi voglia ingannare rilassato sul prato
ne respiro l'aria d'erbe drogato
dei suoi colori mi dipingo
una vita da meraviglie
tra il verde vana speranza
senza un domani
che mi tormenti finalmente
riposo allietato
che la morbida terra
profumi il mio piccolo corpo
e dei suoi fiori mi fa...
vestito d'eterno giardino.

I sentimenti di Jennifer.
Jennifer corre svelta qua e la sembra un diavolo...
Non rinunciate mai ai vostri sentimenti...
Ah! i sentimenti i sentimenti! fanno dell'uomo una bestia...
e della donna,
un demonio!

Falso problema.
Dio esiste, e allora?
Che Dio esista o che non sia che c'importa?
Dio esiste! l' ho visto! di persona, prima del Tempo, e...cosa ci cambia?
Dio esiste, ho la prova matematica del suo essere Universo,
ed ora, che l'abbiamo, nelle nostre teste, che facciamo?
piantiamo altre speranze? sognamo pie illusioni? sondiamo nere lontananze?
stelle che brillano stelle che scoppiano, buie come il fondo della notte
il mondo del dio che vive è quello ove ancora non viveva
nulla di cambiato della vita che è l'unica di vita
e il suo tempo va e scorre...scorre dove vuole
e ci trasforma...ci trasforma da dei immortali in pietre morte
perchè vedo sui colori del pianeta
ogni cosa ogni gesto ogni pensiero
pesare a dio come a me.

Un tetto rosso...
Ad un tetto si profila un cielo d'autunno appannato in azzurro
rosso fornace i suoi coppi antico forse o solo vecchio
quel muro sbrecciato a nudi mattoni che s'impunta
a salire alle stelle io no non guardo lassù nell'alto dei cieli
aspetto senz'occhi che il tetto mi mostri il suo firmamento.

Anatomia d'un amore.
Sentiero sconosciuto s'apre a me
dentro agli occhi tuoi che cercano
un raggio di luna
che non si spenga dopo un soffio
una fiamma che brucia gli occhi miei
dentro al tuo cuore in cerca
di un raggio di sole
che lo scaldi
per l'eternità
verso la felicità corre il tuo sguardo d'amore
che cerca...
che cerca chi non gli faccia paura
hai un cuore a metà da regalare
a chi...
a chi l'ami passando dalla sua porta d'amore.

Le mie memorie.
Memoria di me
nel sonno ritenzione ed oblio
memoria di te
nella veglia sei tutto d'intorno
su limpida acqua che ondeggia infinita
siamo anemoni danzanti in trasparenze
navigheremo amanti dei mari e nei sogni
amebe del tempo trascorso sul fondo
è in fondo la melma che ingoia
mentre apprendo a intervalli
che ho memoria di noi.

Un cielo senza nubi.
Spazzata la testa
cianfrusaglie e bagatelle raccolte in scatolone di cartone
rotture e fragilità inattaccabili col mastice aderite
colla seccata all'anima che non si straccia
foglietti gialli senza numeri di conto
statistiche diagrammi senza peso
elenchi in dare e avere con bilancio zero
fumo respirato senza volo in corridoi all'infinito senza fondo
in porte chiuse e poi scassate dalla rabbia nell'uscita
un peso un crac un viaggio e poi... e poi un bacio...
stipo un bric a brac di scarso antiquariato e vado...
torno indietro sui miei passi che non ho
a riempire un cassetto vuoto del comò
coi pensieri da valigia solo andata
non c'è ritorno...non posso avere...non posso dare...
li lascio lì quei pensieri maledetti
li lascio lì per te
che s'aprano il cassetto s'involino al tuo cielo senza nubi.

Incertezze.
Chiuderei gli occhi si ma non devo
vedrei te
e non ha senso dirti adesso vengo
non posso
dovrei salpare l'ancora alle certezze per navigare senza rotta alle speranze.

Via Cristo crocifisso n°...0
La Hack Margherita studiosa di polvere di stelle
amante del caso cosmico e del suo caos
non vuole cristi crocifissi in Terra
perchè noi umani siam tutti uguali l'uno all'altro
dobbiamo esser tutti stampati sennò che facciamo rivoluzioni a fare?
Siamo scimmie indifferenziate
copie perfette di meccanica perfezione...ma...non si direbbe!
Io non sono mica uguale a Margherita
ci tengo a dirglielo, pur se mi dispiaccia...non vorrei mi confondesse con...
nella Bellezza del suo Pensiero sperduto tra lo scompiglio delle stelle.

Il permesso.
Ho chiesto se posso
non mi arrogo diritti e doveri tanto per fare o per dire
per accomodarmi sulla poltrona comune
ho chiesto permesso alla buona commessa
la sua bocca m' ha detto di si
ed anche il suo cuore.

La donna del giro.
Astro, chi sei tu? le domandai, e stavo sul cammino del mio giro.
Io sono le tue stelle la tua luna
sono il rosso il viola e il blu del tramonto nel tuo cielo
sono la smorza luce di un crepuscolo d'amore
e posso essere l'alba chiara del tuo sole
e per saperlo devi amare quel suo ultimo orizzonte!
E' duro no? non credi?
Che vuoi...questa è la vita e questa è la mia vita.
Prendere o lasciare?
No non puoi ne sei costretto
puoi solo scegliere, camminare e non capire
o con la mia mano farti accompagnare...
Ok, ti do la mano...

Conosci te stesso.
Millenni che vado fuggevole sulla logica di una psiche animale
equilibrista della conoscenza
non cado nel vuoto
ed amo
il Niente che di qua e di la del giardino ne riempie il vuoto
ma se guardo al di la del vetro
che m'appanna la finestra
ho brividi di freddo
la tempesta e l'inverno eterno del mondo mi scoprono
l'anima nuda di forza e coraggio
e prego la mia coscienza.

L'amore per la mia donna.
Che importanza può avere il Sapere?
Nessuna.
L' Amore ne ha!
Di dio...di dio non so niente...
di Gesù e della sua mamma qualcosa so...
Di te...di te donna mia amata, cosa so?
Qualcosa so...si, la so...
so il sapore del tuo bacio...il profumo del tuo corpo.

Pensiero nel cartoccio.
Inutili fili tenuti da sconosciuto
di tremule mani
si fan beffe delle mie mosse
minuscoli impatti
d'affilati giudizi
s'insinuano
silenziosi terrori
nei tagli del mio onirico io
senza poi dire quando
il fato m' accartoccia il pensiero.

Lucciole intermittenti.
Le parole...le parole mi sono
intorno,
dentro...intermittenti...
sono lucciole tra il grano
mi danno luce per amore
ma se non le stringo nella mente lo perderò per sempre.

Amo una donna.
Per me è per me
ma non riesco a entrare ne nei cuori
ne ancor meno nel pensiero del celeste amore
se è una femmina stupenda e cara che solo un dio sa creare
non so accender forni che sian di legne o che s'accendano a bolletta
preferisco ad ogni cosa fiori d'ogni colore e tutto quello che c'hanno dentro
invento si per non morire e son pagano e non temo la sorella di francesco
non m'importa del mondo triste che mi piange intorno e chiamerò...
si chiamerò un signor freud ma amo solo il mio che mi sorride
si purtroppo è vero, amo una donna.

Nebbia in via Maggiore.
I pini di via Maggiore assorbon nebbia
storti della loro antichità paion confusi dei di questo fosco borgo
e qui della sua nebula
m'annacquo pensieri e sogni
e delle cortecce alburne inumidite io mi travesto.

Inizio il giro.
Pertanto sono uscito a fare un giro dentro a quello che credo esser io
e delle strade che s'aprivano alle mie mosse non ne vedevo una ch'andasse dritta...
o meglio erano bivi,
peggio ancora, non c'era fine agli sterrati impolverati
che si perdevan laggiù nel fondo di una nebbia fosca che pareva sera già avanzata...
cosicchè io gridai all'improvviso: "aiuto! dove sono...che dio mi aiuti!"
Una donna di splendore che non so ancora definire m'urlò ma pareva sussurro:
"Cammina no? hai detto, faccio un giro...almeno arriva là..."
La sua mano prese la mia e da lontano,
da lontano partii sebbene avessi aperto la mia porta solo adesso
e ripresi a fare il giro intorno a me perchè ogni strada era sparita e ce n'era sola una circolare
illuminata di luci e di colori...io domandai alla mia Donna:
"dove porta questa via di meraviglie?" "Cammina no? se non c'arrivi fino là, non lo saprai"
Avanzai d'un passo ed ero solo e la sua mano mi tirava.

Fragoroso silenzio.
Fragore di un vuoto d'anima a perdere
offesa da carni corrotte decadute in spazi di tempo troppo larghi
e furore di un'anima forzata ad esser vera
in stanze stagne ad atmosfera zero di precetti e dogmi riempite...
attivo modo d'uso silenzioso,
che coi miei rumori non offenda il silenzio dei boati del mio dio.

Odio e Amore.
L'ira spacca il mio petto
mangia il mio odio
rompe le amate sponde
di un già arido fiume d'amore.

Gocce di rugiada.
Le parole mi sfiorano silenziose...inattese...
mi pungono e, se ne vanno, nel loro lontano silenzio...
le parole...
sono gocce di rugiada,
s'asciugano al sole del primo mattino,
sono perle di lacrime d'amore
le parole...
le parole son così,
furtive amanti scompaiono incomprese.

Pensieri fatti e rifatti.
La foggia dei pensieri varia al sospirare d'una 'idea
spuntano e muoiono i pensieri
sono amori incontrollati
come natura padrona eccelsa
come dio vuole
dirigon venti spostano montagne aprono mari
cerchiamo amore con il cuore
troviamo guerra con gli occhi
coltiviamo e raccogliamo fiori
nei nostri amabili giardini
calpestiamo strappiamo fiori
da quelli ignobili vicini
i pensieri volan via
foglie gialle e secche
s'adagiano a terra sulle brezze dell'inverno
e al mutar della stagione
stendiamo colori nuovi da vedere
ed ai pensieri più alla moda ritagliam rifatte fogge.

Confessione...
A chi... a chi confessare i miei peccati...
i peccati della mia carne da macello...
davanti a chi andare ad appoggiare le ginocchia a terra...
da chi fiaccare l'orgoglio che m' accoppa...
dimmelo immenso spazio intorno a me...
da chi entrare per fissare lo sguardo mio in quello suo...
poi tornare sulla strada a riguardar la gente come fosse puro...
ah! da un servo tuo, m'ero scordato!
per quanto indecente esso sia...

Il pettirosso ed il biancospino.
La purissima siepe del fiorito biancospino
accoglie il timido pettirosso
e gli da nido
mentre con le innocenti spine
da mani assassine lo protegge.

Il Prisma dell'Amore.(Satana...o... niente?)
Un dio dai mille nomi
mago nell'universo e tra le stelle
prepara intrighi cosmici
trappole spaziali
con enigmi luminosi
con amicizie ingannatrici
in bagliori, fiamme celesti, amori eterni, santità, e candide colombe
ci conduce su sentieri traditori
alle nozze col suo segreto del domani
profana la Parola
il Prisma dell'Amore
e ci grida con voce forte fondendoci nell'estasi,
"la vostra anima mi appartiene...aspettatemi!"

Don Fuschini e Pirro, Pirro e Don Fuschini.
Pirro aveva il padrone
e andava senza guinzaglio Pirro
entrambi andavano senza guinzagli
e Pirro camminava col padrone sulla riva del fiume
e tornava a casa Pirro
non aveva confini Pirro
non aveva recinti il padrone
perchè loro eran vivi
si guardavan negli occhi Pirro e il padrone
ed erano il mondo ed erano liberi
felici di essere uguali per Dio
perchè Pirro era il padrone ed il padrone era Pirro.

Rivoluzione.
Presto all'armi!
ammazziamo lo schifosissimo ladro
l'orribile mostro dittatore
il puttaniere demoniaco
l'omaccio nero delle tivvù palazzinare
presto alle armi e fuoco a volontà!
viva che...ce...cè, insomma quello lì,
insomma viva el pueblo
mo anche i giudici eh non si sa mai...
hasta la vista e revolucion siempre
dio bono!

Un uomo, e solitario.
So quanto male colpe e iniquità
m'hanno infilato dentro al corpo
sarà dura perdonare
ieri quasi io l'ho fatto
e il sangue caldo dell'odio e del dolore
m'ha attraversato il cuore
mi ha ferito come un chiodo al crocifisso
perchè io sono solo un uomo e solitario
forse lo farò
quando non sarò più solo un uomo.

Vagabondo ma libero.
Piscio vagabondo sull'erba di città
di nascosto oppure no
contro muri di mattoni e calce secchi
dove capita mi libero del corpo
in una chiesa
o a ridosso d'un portone
voglio dormire dentro un cartone spazzatura
lasciato ai bordi di cassonetti cittadini
da un dio civile delle strade
un giorno lo farò...

Il fulgore di Dio.
L'uomo vecchio e saggio maturo di canuti consigli
maestro di vita ormai
dal suo eremo eterno affidato da Dio sulla morbida collina
scendendo lungo lo stretto sentiero
fiorito e ricolmo dei profumi mondani
dagli stessi suoi piedi tracciato con passi sapienti nel tempo a non finire
incontrò una bellissima fanciulla splendida della sua meraviglia
aveva occhi di giada uno era verde uno era rosa
sguardo d'estrosa amante dura e sincera che gli domandò,
Mio signore sto per raggiungere l'antico saggio?
L'antico saggio esule confuso in se stesso dalle Meraviglie di Dio rispose al fulgore
Signora...io...non lo so...

Una parola.
Devo scoprire una parola che sia la mia
un motto un detto un contraddetto
per non scivolare giù dal tetto dei miei piani gravitazionali
non essere paralipomeni d'intersezioni temporali
perchè intorno alla mia mente io sono il centro
posso guardare pianure e montagne
e il mare coi suoi cieli
come un soldato non ho perso tempo in preghiere
ho attraversato legioni straniere
aspettato di guardia misteri nemici
e poi una caccia alla volpe e la volpe ero io
e poi salvo uno sguardo al tramonto
devo trovare una parola che sia amore.

Cristina B.
Cristina io ti amo
ed è un fiore che io amo
un profumo che m'arriva col canto del vento
dimmi in un sospiro che mi vuoi
in un istante di pensiero confiderò i miei segreti
regalerò l'unica rosa che ho
una rosa sbocciata da una vita d'amante
una rosa rubata ai tanti inganni
alla donna del giardino dei sogni
perchè i miei sogni non bastano.

Cambronne.
Al mio nemico dentro alle porte
non posso dire sporco scarafaggio!
offendere deliziosi scricchiolanti carapaci
blattodee variopinte simpatiche e multiformi
dir male di beatles che ci puliscono il mondo
da umani escrementi sarebbe immondo, ed immorale,
al mio nemico che ha violato le mie porte dico: "merde!"

Rabbia...e corsa.
Non ho voglia di diluirmi nel tempo
non voglio allungare come vino nell'acqua la mia rabbia
per togliere la sete alla mia rabbia io devo uccidere
devo rendere giustizia al mio pensiero relativo
subito adesso che non svanisca l'incanto...
vado...
e che la corsa perfetta sia con me.

Un cadavere.
Il mio segreto,
un cadavere nel fossato,
una questione di coscienza,
una premonizione, un demone privato,
un segnale di tradimento,
quel cadavere è furia cieca della mia violenza,
un'ossessione,
la confessione di un dannato,
nella tomba dentro al fango,
col mio segreto, sono io.

Il senso del podista.
L'amore e la corsa
s'assomigliano al senso del podista
l'amore e la corsa non sempre vengono bene
la corsa qualche volta viene
qualche volta non viene
l'amore regala gioia se viene
l'amore distrugge una vita se se ne va
la corsa dell'atleta è un bene
se ti viene la forza da dentro...
corro nel bosco che non ha paesaggi infelici
come io corro e sono allenato e felice
e la corsa mi viene...
vivo un amore che non capisco
e spezzo il mio cuore privato d'ossigeno...
l'amore e la corsa sono sorelle
le amo ma se esse non m'amano
invano le rincorro sino al tramonto del sole
resterò solo nel buio della notte...

Le parole dei poeti son...
Le parole dei poeti
son parole leggere
sono pensieri detti
altrimenti morti dentro
sono respiri esalati
volano e non tornano
son occhi stupiti
per sempre bambini
le parole dei poeti
son sensazioni
onde armoniose
e son tristi ritorni
ai nostri giochi di piccini.

Un appunto.
Ho preso appunti anzi uno.
M'han detto guardandomi negl'occhi: tu hai paura della morte!
Ma niente affatto! ho appurato senza esser confuciato...
confutato, che il mondo farà girar la giostra
anche senza me sul cavalluccio
ho l'appunto nel compiuter,
perciò, che me ne fruga...
anzi, frega!

In men che non si dica...
E così abbiamo raggiunto l'apice di tutto
in un amen in men che non si dica
siamo alla fine dell'aver fatto niente
vissuto un respiro di vita
buttato uno sguardo
abbiamo compiuto
un viaggio
da qui a lì...
poi, e poi non sappiamo noi poeti e nemmeno chi comanda
dove ci porteranno gli altri nostri nuovi versi sciolti nell'aria
vagamente versati su carte vecchie e grinze
quanto e di più della nostra pelle
o trascritti su strani schermi già...
già morti in eterno del nuovo
spenti nei led ancor prima
di farci un clic...
perchè...perchè! ridere, o piangere, dire o fare,
perchè...perchè! giudicare od amare,
perchè! tanto il Tempo è compiuto
all'apice del Tutto ci siam già
in men che non si dica
in un amen
e la nostra giusta elegante padrona signora ci rimetterà
con un bacio d'amore nel suo ventre di mamma
in un amen in men che non si dica,
la bellissima Morte.

Piccolo chalet.
Cerco un angolo per sognare
per rivedere un amore da dimenticare
una mia diva del passato
un diamante ed un diavolo
per risentire sospiri al tramonto
accarezzare i nostri segreti
fioriti nei giardini del cuore
di quel piccolo chalet...
ti rivoglio, nel mio intimo angolo di sogno...
prima che cali la notte.

Una luce nel mio cielo nero.
Un Angelo in spirito lucente di stelle mai spente
sta sopra la mia immensità,
il buio dei cieli perlustrati mai messi su mappe celesti,
il nero mai profanato da occhi mortali
è il mio cielo nero,
e poichè io sono cieco
non vedo speranza e penso: "il Signore mi perdoni, tu sei illusione".
Questo Tutto incosciente e impossibile attorno è il mio essere,
la morte senza fine delle mie incalcolate essenze comprate,
e dico,
confuso nello stupore della mia paura animale,
a quel lume nato nel mio segreto vuoto:
" cercavo un'anima...t'ho trovata? "

Meglio morire.
Voglio morire...
non ne posso più di stare in sto cazzo di mondo di merda
dove passeggiano ipocriti con scarpe lorde di sangue innocente
il cancro della mia città m'è insopportabile
basta basta di questo posto dove i geni sono corrotti e sporchi
e le puttane giustamente sono oneste
si fan vedere sulle strade le puttane!
voi mefitici e schifosi traditori state chiusi nascosti nei palazzi
a controllare con telecamere webcam le nostre vite
mandate sbirri sgherri brutti ceffi a far lavori sporchi
poi venite nelle piazze e nelle strade a fotterci lo spirito
calzando la maschera del probo viro, ah! maleodoranti cadaveri d'inferno!
ne ho abbastanza di voi vili e vigliacchi
nascosti nelle vostre tombe lucide di marmi
piene dentro d'escrementi e vermi
non voglio più vedervi obbrobri della storia
non voglio più sentire la puzza che emanate
da quei panzoni gonfi d'aria fetida di cibo sganasciato alla povertà
Dio vio schianti!
e nel frattempo poichè vi odio per l'Eternità
meglio morire.

Miele e l' Angela Azzurrina.
Miele ha il suo piccolo angelo custode...
Lo so non ci credete, voi non credete all'irreale,
non avete fantasia, non provate amore,
non donate il vostro cuore...mai!
Il suo angelo è una femmina, un angelo bambina d'ali trasparenti
senza peso senzamacchia tante colpe certamente, ma...
senza macchia.
Vola di niente sopra Miele l'Angela Azzurrina,
oppure, gli sta accanto, e gli sussurra: "oggi e domani sarò con te"
lo striscia l'accarezza lo pettina lo sfama lo disseta
ci gioca...
e s'addormentano, micioMiele ed Angela Azzurrina, strettistretti, e sognano la vita,
la vita dolce e perfetta dell'Amore.

Come ...Gesù?
Un vestito basta
un vestito solo vorrei per la mia vita
uno me ne occorre
ma tanti ne ho nelle mie ante
morbidi di lane grigie inutili ed interi che fanno dei miei giorni
giorni grigi
non voglio dominare cuori coi vestiti della festa
indossati in tutti i giorni scritti in rosso
e calzare scarpe d'extralusso alla pollini
lucide tirate e fini
poi rincasare a sera gonfio e stanco dei cento passi
sbattuti sull'asfalto infuocato di città...
voglio un vestito uno solo
un vestito che sia un sacco
e dei calzari che non siano fatti con la pelle del mio dio
sandali che camminino con me finchè potranno...
un vestito solo per la vita, come Gesù.

Silvio va da Michelle.
Silvio ardente e puro al dente
va da Michelle...Michelle ma bèlle...in quel di Pizzeburg.
Amici miei, vista la foto di questo loro romantico happening?
Silvio El Cid conquistador concupisce la Michelle!
Chiaro no? come chiare fresche acque
fiori di rosa fiori di pesco!
Dio mio! oh! pidielle?
non ciavete...c'avete uno normale da darci come dux?
Che non sia il Berluscò?
Ce ne siam proprio stancati e da un bel pò...po'...rio bò...
delle sue infantili erotomani espressioni da politico affamato
affamato de che? ma de sesso! de che sennò? de sòrdi no, nun ce sta più!
Dateci un Fini Gian...noo, puro questo nun è normale...non va.
A Confindustriaa! dateci Voi l'Emma bòna
che se faccia concupire Ella ai summit che il Mondo salvano...
come state a dì? Nun se pò con la Marcì?
E vabbè, dateci Luca, sempre meio d'un incapace...
incapace de che? ma de controllà se stesso, de che sennò?
enrico tartagni
ps. ci sarebbe re umberto, ma mi pare un pochino trapassato...o no?

Crepe che non so curare...
Guarda i miei occhi, sono belli
vedi quanto sono stanchi!
è la stanchezza della vita che li fa belli...
le mie mani sono ruvide
nodose di fatica adoperata a lavorare sulla storia
di questo sono forti...
le mie gambe, osserva, sono elastiche scattanti
sono quelle di un campione della corsa
per questo ancora ho tanti sogni sulla fine della pista...
e il mio cuore?
Già...il mio cuore...
è debole sai?
se ti penso scoppia non considera i miei respiri
se ti vedo ombra delle mie avventure
ansima di spasimi d'amante
e delle sue crepe non mi so curare...

 Il fantoccio.
Ho un programma per il fantoccio,
per l'eroe d'ogni giorno, per lo schiavo degli altrui desideri,
riempire la culla vuota dei suoi desideri
col cimitero dei sentimenti dei potenti.

Stargate.
Finalmente,
entro...rientro...
attaverso un muro spesso,
apro...richiudo...
una porta mai costruita
stargate della mia anima,
nella tua stanza ora senza tempo
starò al sole prigioniero dell'attesa
lascerò che i tuoi capelli bianchi
accarezzino i miei
in pace...
finalmente.

Colpo basso.
Il bacio che mi dai è un colpo basso
come un naufragio sull'isola promessa
io ti farei falsa testimonianza
crollerebbe il faro della mia vita
se non ti dicessi quanto ti amo...
e il tuo non era il bacio di giuda.

La casa di Cri.
La casa di Cri l'ha aperta l'Onnipotente
l'ha avvolta con un manto di tenebre
e il Fiore della Notte
malia ai cancelli dell'incanto
morbido soffio di un vento del passato
mi dona una questione d'amore...
e il mio cuore mi prega tremando
và piano, torna presto..
i visitatori devono farsi annunciare...

Preghiera
Inascoltata
un grido fino al cielo
si leva dalla collina d'oro
una volta nella vita
la mia preghiera
già scordata.

Afghanistan
Uno sparo
un fischio
un colpo
un urlo...
non ti scoprire!
la mano sul cuore
d'un tratto...io sono un Soldato
so cos'è la morte...
...sssst, non ti muovere,
resta in silenzio...sssst...
guarda...nel buio...la Signora ti guarda...
Herat...Kabul...Amore,
ti aspetto...
nel deserto mi porterai un fiore
per bendare le mie ferite.

Settembre.
Impalpabile settembre,
con l'ultimo frinire l'estate non vuol morire,
settembre, sprizzi di sensi lasciati ad asciugare
al sole di cieli forestieri,
stagione di fantasia, d'amore, di mare...
di pensieri all'arrembaggio d'avventure corsare,
ora,
semplice malinconia che non vuol sparire.

Farfalle
Non si uccidono le farfalle
morirebbero le anime leggere del mondo
cancelleremmo i colori del mondo...
si fa grigio il cielo d'improvvisi temporali
non ammazziamo le farfalle...
dopo il temporale torneranno a volare brezze e colori...
e dalle stelle...
atomi d'idrogeno
molecole di carbonio
radiazioni luminose
vita catalizzata di un pianeta deposto ai confini degli astri
ridiscenderà per ridar Vita ai morti...
Non ammazziamo le nostre farfalle in volo...

Il Campanile di San Vitale
Tuonava sul mare
sulla terra il sole
neve dal cielo sulla mia carcassa
vento da uomini spenti
fratture di Dio
oggi lo so
tempesta sul tetto della mia casa
io sono la tua vittima
sono il tuo morto da mostrare al mondo
in cima al Campanile di San Vitale...
sulle cime del Campanile di San Vitale io salgo...
saprò di te più che del mondo.

Il grande sogno.
Un film che viene da lontano
che non si ferma mai
il sogno della nostra vita
il grande sogno
è solo una speranza
che transita per scherzo
negli sguardi nascosti d'incertezze mai guarite...
era...soltanto una speranza
di scalare sentieri in salita
di spaccare cuori di pietra
di respirare aria di stelle
una speranza che niente del mondo fosse vero
che il male fosse un errore...
che il male non fosse dentro...
una speranza che lottava fino agli incendi di morte
ai sassi nelle teste
per non morire di se stessa...
il sogno della nostra vita
il grande sogno
guarda sempre lontano
e subito muore nel finto cordoglio dei cuori bruciati
sui sassi ed i prati di Valle Giulia...

Dentro te.
Minuscoli infiniti momenti
d'abbandoni
dentro te
a dimenticare
la stanchezza umana del sesso.

Stella cadente su sabbie dorate.
Il mediatore
ha potere e diamanti
per adornarsi il volto nudo
e il tocco del diavolo
per distruggere tutto e ancor di più
e se il domani verrà
rischio di vederti come stella cadente
su sabbie dorate.

Parole e idee.
Tante grezze parole schiacciate
da sfondati cuoi consumati con stanchi passi
senza traguardo
quante idee tradite
che ammalano il corpo di grevi malie
mentre io
ancora a piedi nudi piantato nell'incoscienza
aspetto il tuo segno.

Separè.
Separè...
che uccidono l'anima degli angeli
baci di giuda
che tradiscono l'amore...
e il mondo,
che gira ancora sul suo asse di morte.

Incubo o miracolo...
Il gioco degli amanti
per me primo fra tutti
in amore come in guerra
sarebbe miracolo
se divenisse incubo.

La mia Dea.
Oggi è domenica
m'avvio ad incontrare la mia Dea
larva della mia rabbia
d'essa m'inzuppo di struggimento
salvacondotto per il cielo infinito
con desiderio segreto
di un amore così raro
ne ho il cuore vermiglio.

Il cuore s'inganna.
Inganni
nel cerchio d'amichevoli relazioni
inganni
d'una donna necessaria
inganni
di un incontro a metà strada
poi
nella notte d'argento
un grido
nel giardino che brucia
inganni
della voce del cuore.

Un...
Un sibilo
un vento
un senso di fine
che spezza l'ultimo sogno d'agosto
un caldo sentore di morte
e d'amore.

Due mondi d'...
Una donna la mia più cara amica
perchè
le scelte di una donna
sono fortune in due mondi d'amore
sei la mia supergirl
la regina strangolata
di due cuori sbandati.

La Favorita.
Non sono un eroe
ed un'altra occasione al di là dei miei sogni
sarà come una sposa rapita
dalla terra dei sogni.
Stagioni di passioni
non mi son più necessarie,
promesse per momenti d'amore
alla favorita dell'harem
non ne faccio più.

Di un sogno.
Festa a sorpresa
e tu padrona del gioco
mi lasci l'eredità di un sogno
minaccia e miracolo
visioni di terrore insieme
e tu perfetta sconosciuta
sarai la mia congiura fantasma
finchè verrà il mattino.

L'Incantatrice.
Sospeso...su spiagge deserte,
al posto di Dio,
svolto...all'angolo del Mondo,
ad adagiarmi...nel letto dell'Incantatrice,
Fiore della Notte,
per Lei,
nessun Amore è perduto,
ed io, spia di vetro,
come vento che non sa leggere,
con Lei,
percorro...le Foreste della Notte,
ad incontrare...
a cercare il Bene più grande...

Fine d'agosto.
Ecco agosto già svanescente
d'abbronzati corpi stesi
sopra duri teli marini
come panni al vento
stremati e molli d'umidi sudori
del lungo sole dell'estate
a respirare aria di malinconie
d'amori già conclusi
e stagioni d'oblio.

Perla nera.
Orizzonte il mare
e sipario il cielo
che ne racchiude geloso il mistero
ove vele gonfie di bianco vento
ne insidiano il tesoro.
In questo mistero
tu sei la perla nera
che voglio pescare
e chiudere nel mio forziere.

Aiuto! Pulite Ravenna!
Ravenna non è Berna, è vero!
ma perchè no?
Colpa di cittadini ignoranti sporcaccioni
o delle amministrazioni un poco lazzarone?
Di sindaci e assessori che si pappano milioni?
Che Dio li perdoni!
Patrimonio dell'Umanità è la popolazione
che passeggia con Onorio Dante e Teodorico
tra scorie di Storia e di pattume che non dico.
Il mio cuore è ferito e nero
per una Ravenna che non si rispetta neanche un po',
ma Ravenna non è eterna
e perciò Ravenna non è Berna.
enrico tartagni
p.s. ultima speranza, Berluska, ma...ha i caz...cioè i guai suoi...

Raccozzi.
Raccozzi di gente
plebaglia
pensieri laidi
affogati in fondi di caffè
limo da bar nidi di vipera velenosa
immondizie indifferenziate
che sputano calunnie
dentro tazzine frantumate dall'invidia
occhi che s'incrociano
spenti
galleggiano
increduli d'essere aperti sul vuoto della mente
occhi che non parlano più
mentre le bocche biascicano incoscienti
cose che rotolano su sporchi pavimenti di piazza
a maledire il mondo che se ne va
Raccozzi di vecchi bavosi di sesso
incapaci ormai più di amare.
Merda umana!

E' Sèndic.                                                                      Il Sindaco
Um dìs Pirèta tòt in t'una vòlta:                                 Pirèta mi dice tutto d'un tratto:
E nòst sèndic l'è propri un zèmbol!                         Il nostro sindaco è proprio un babbeo!
Ohi, ai fàz mè, mò parchè?                                       Ohi, gli faccio, e perchè?
Us è tirè zò i bragò con una prisia                           S'è tirato giù i calzoni in gran fretta
còma sl'avès da fè una lèz                                        come se dovesse fare una legge
e pù invezi la fàt una cagheda                                  e poi invece s'è fatto una cagata
cum pareva Dant drì dl'à pivaròla!                           che pareva Dante dietro la sua tomba.
Bè mo s'ai'èl ad mèl, ai dèg a Pirèta, 'scolta,        Bè mo cosa c'è di male, dico a Pireta, ascolta,
us vèd cui' aveva ciàp la sciòlta.                              si vede che gli aveva preso la diarrea.
Sè, um'arspònd e mi bèl amig de còr,                   Si, mi risponde il mio bel amico del cuore,
parò e sèndic al'impruvìsa u's'è butè in t'un fòss Però il sindaco all'improvviso s'è buttato in un fosso
par fesàn una sbraghunè adòss.                            per farsene una sbragonata addosso.
Oscia d'la paleta! un ni'n putèva piò!                       Per la paletta! non ne poteva più.
e adès? in d'èl stè sèndic cagò?                             E adesso, dov'è questo sindaco cagone?
L'è i là int'e fòs cus stròpa incòra                             E' ancora la nel fosso che si pulisce
e e gvèrda e bùs de cul d'la sgnòra!                       e guarda il buco della fogna della signora.

Esploro un cielo nero.
Il viaggio comincia
subito
fuori dalla porta di la della soglia
ma esco da una finestra
in volo planando
sopra paesaggi sconosciuti
già scrutati in altri Tempi
dentro altri templi.
Ribalto il volo
ad esplorare un cielo nero
privo di stelle
e di lune
cado veloce però senza un peso che sia un peso
in una luce d'argento
che mi chiede senza interrogarmi
"cosa cerchi quaggiù?"
Quella luce ha una voce lenta una eternità
così che io che credevo di essere lassù
dico: " cerco un'anima".

La pazienza del ragno
In ginocchio alla terra
toccala
sentine l'odore
ascolta
il suono del vuoto
guarda il ragno
ti dirà della pazienza.

Corsa di Lucania.
Ondulazioni.
Zolle d'arido
dall'aridità chiedono aiuto
e fiori sfidano la morte
in rorida terra di pietra,
sciolta d'inclinati piani e scoppiate immagini
incombe la paura di un cielo di Lucania
immenso di colli
illuminati di galassie,
tra ululati di rabbia in rabbia
su notturni campi senza luna
la corsa randagia
attraversa la cruna con pensieri furenti
ed urla...
una preghiera d'odio primitivo...
a noi assomiglia la corsa...

Lo sguardo
Insostenibile momento
negli occhi di un bimbo posati su me
nella sua ansia sbigottita
padrone dei sensi
mi strappa pezzi dell'anima
li riattacca immanente ai miei occhi allappati
e scaraventa i miei globi ciechi nell'inferno
di quel che non so più.

Ho pianto inutilmente.
Stasera ho pianto
ho pianto per i bimbi che muoiono
ho pianto per le mamme che vedono i loro bimbi che muoiono
ho pianto per il mondo annoiato di morte strana
ho pianto per chi muore fulminati dalle guerre
ho pianto per un soldato morto in guerra senza avere un ideale
ho pianto per uomini e donne soli nel dolore
ho pianto per il nostro Dio...
stasera ho sorriso di gioia immensa
quando sei entrata tu nella mia stanza.

Un incontro
Ci siamo incontrati in tempo
percorrendo tratti diversi
faremo un breve tragitto
sarà irto
sarà duro
sarà tenero
sarà bello
stringiamo le nostre mani
uniamo i nostri corpi
scaldiamo i nostri cuori
viviamo assenti dal male
questa breve strada d'amore.

Io ho ancora il tuo ricordo.
Ancora il ricordo indugia
finchè altrove non trovi chi lo cancelli
così debbo scendere a vallate di verdi e di smeraldi
e nel fondo seguirne il bilico
tra rovine ed ascese
fintanto che in una ragione altrimenti data
finisca nel nulla dimenticando te.

La finestra dell'anima.
La pioggia improvvisa d'agosto
t'ha fatta vana come bolla iridescente
bella come rosa nata da rugiada
solitaria in boschi intatti
m'attardo svanito senza pena
ad osservare la tua vita che scorre serena
scortata dalla sfinita inutilità del mio sguardo
tu fiore mio hai tutto da regalarmi
io con il mio inizio di memorie niente.

Il tempo per rispondere
Riflettere chiede pazienza senza termine
non ho mente divina
m'occorre dunque l'eternità per carpirne il mistero.

Groenlandia.
Oggi attraverso Groenlandia
taglio ghiacci
incido il freddo e gelide banchine
per arrampicarmi alla cima del sole.

L'Amore di Dio.
Dobbiamo rivedere i nostri progetti,
primo pensiero,
aprire sempre alla speranza,
il dio della letizia
è un'esperienza alternativa
che ci solleva dal nostro corpo morto,
e non aspettiamo ricompensa dal prossimo
mentre percorriamo questa strada sterrata,
non ci sarà ricompensa mondana, anche se ci ricoprissero d'oro
e c' adornassero di diamanti.

Vuoto (a perdere).
Non c'è niente in lontananza,
è stato qui, a stare accanto a te,
che ho capito che,
di eterno c'è il vuoto e niente altro...
Acuminato fende e sorbe il sangue
il tuo pensiero,
tremano, foglie secche, i miei.

Andrò a fare un giro.
Bene, ho girato...oh!
un deserto avanti a me, lungo, disteso,
con l'orizzonte sfattosi di sabbia,
avanzo un passo,
ne avanzo uno solo , quanto basta,
e quanti fiori son piantati, o sono nati,
nella sabbia, dalla sabbia, che rovente brucia al sole, e sono tanti...tanti...
tanti i fiori...rossi gialli blu...d'ogni colore, fino in la, sempre più in la,
e poichè m'avanza un passo, io lo consumo,
io vado avanti, per andare, e stare in mezzo a loro,
in mezzo ai fiori del giardino del deserto con la sabbia fatta d'oro,
oh! che splendore son questi fiori sconosciuti...son del male? son del bene?
inebriato da profumi che stordiscono un vitello
mi risveglio sul più bello...
stretto al buio di una bara resto morto,
morto abbastanza da ballarci nella stanza,
è la mia stanza, la stanza dell'ufficio, e son quattro muri ed un soffitto,
e sono fumo, ed è atmosfera, che pesa più del male,
e i fiori? i fiori? oh! son morti, più di me, appassiti marci, concime al pavimento,
ispeziono, la mia morgue, ha la porta, non s'è spostata...
ed è aperta...
devo...devo uscire...devo andare a fare un giro...

Megalomane
Un occhio di riguardo
lo concedo al mio Passato,
al mio Pensiero un po’ distratto,
dei vostri, non m’importa.
Me la cavo in fretta
agli amici non do retta
me la mettono sempre storta.
La mia vita fluì, è un soffio senza forza,
e sotto a questa scorza
vi son ansie che entrano sbadate
ad intricare in sé rare cose malandate.
Visitati i miei intermundi,
complicati in sottilissime materie,
regressus in infinitum, resto Io,
sofisma eterno, dopo c'è Dio.

Test del Miracolo!
Miracolo! Osanna...l'alcool mi rigenera...
dallo schifoso punto di morte...
Quando Gesù ha detto a Lazzaro
piantala di fare il morto di sonno,
alzati e cammina,
non ha ottenuto miglior risultato...
Improvvisamente l'alcool!
E' come se il Cielo avesse voluto dotare l'infelice Umanità
di un nuovo miracolo...
Mi sento in forma splendida!
E, subito, giù un secondo giro, Cristo!

Ravenna Festival, Intervista
E alla Cristina disse Zaccagnini:
" Perchè non fai qualcosa per i tuoi cittadini?"
La Cristina parlò di Musica a Gardini che Le disse:
" Quanto ti occorre io te lo do"
E la Cristina fece ciò che voleva Zaccagnini
con i soldi di Gardini.

Perfetto Esecutore
Ma l'inizio si confonde con la fine
e la fine precipita nell'inizio,
così,
fibre coassiali collassate in iperspazi sconvolti da vane intuizioni
trasmettono da sfilacciati orditi un'immane preghiera
che s'alza sconosciuta dalla prigione senza confini
per costruirne il Perfetto Esecutore,
ma,
l'anima del mondo si sperde d'ironia tra l'alfa e l'omega.

Raul Gardini.
Raul ammazzato giace
nelle memorie marce
di amici funesti.
Raul assassinato
entrato nel cuore della Mafia
lui cuore puro mente libera d'alto mare
attento ai suoi dromi e sicuro della sua nave
conosciuti gli infami paludati di grigi e cravatte a scorsoio
spettri neri da corridoio
imparò a leggerne le menti dicotomiche
e...la verità stava per dire...si...stava per dire.
Il Male, potente della propria paura,
girate le sue armi vigliacche
a fraccassargli il cranio,
lo depose sul pavimento del pubblico ludribio
e, imbrattandolo con falsa pazzia, ne ornò il cadavere.
Il Male ipocrita, sfogato l'odio nell'orgasmo della vendetta,
ora pone Raul sull'Olimpo degli Dei,
s'unge, il demone, del suo olio pregiato,
naviga sui suoi bastimenti d' Amore,
nel mentre sprofonda in stagni di sterco.
Così, Raul giace dimenticato ladro e delinquente
nelle teste vuote d'amore.
Così, Raul risorge padre e mecenate
nelle livide memorie di teste colme d'odio.

L'angolo della casa.
Giro l'angolo speranzoso
e glielo chiedo: "sei speranzoso?"
Mi risponde con una voce scrostata di si.
E' già qualcosa anche per me girare un angolo speranzoso.
L'angolo mi domanda: " e tu?".
"Io, cosa?"
"Dico, tu sei speranzoso?" ribadisce l'angolo.
Guardo finalmente l'angolo che è l'angolo di una casa...
"Oh si, tanto speranzoso!" rispondo al gentile angolo.
"Davvero? E che speri di trovare quando mi avrai girato?"
"L'amore..." faccio speranzoso.
"Oh, bene, allora girami e, buona fortuna!"

Superenalotto rumagnòl.
Ai' ò zughè a è Superenalotto!
Dio bò!
A dèg a la mi sgnòra,
a' iò mèss nèca un dò!
A prèg e Sgnòr che stà in zìl
c'um faza vézar, c'à vég ad ciòra!
Ad ciòra a fe chè?, l'am cmanda la mi mòi,
Ciòra in Paradìs, ca dèg a Dio:
A va ringrèzi, Sgnòr, c'à m' àvì fat imbruchè e sì!
Ma va là! ci pròpri un quaiò! L'am fà lì,
S'un sà gnéca chi t'sia! Ut dirà: Mò chi sìt tè?
E cussèt fàt d'esàr in quà tra i marò, e mi invurnì?
Te, e mi patàca, cuss'ai arspòndat?
A'i dèg: Boia d'un mònd! a' iò fat sì!

La Filosofia.
Non spingermi nel baratro
sono in bilico in precario equilibrio
un soffio d'una tua parola
un sibilo di labbra
un grido accennato
un'occhiata sfuggente d'odio e d'amore
ed io sarei perduto...
non vuoi questo...Non vuoi questo?
ho un crinale nella mia volgare conoscenza
un tuo tocco da sibilla mi basterà per sbriciolarne il profilo
mio dio, tu...tu vuoi questo! che io muoia senza capire!

Foresta misteriosa.
S'avvinghia all'anima
scuote violenta il mistero
nato già prima d'impazzire
sui rami dell'aria respirata bambino
ed io chi sono ormai per inoltrarmi spavaldo
per amare fino a chiedere al cuore della notte
un abbraccio che mi sveli la mia foresta misteriosa.

La Bibbia.
Racconta favole
quando mi parla delle ricchezze
della Terra e del Cielo
che sono per tutti?
Sulle mie normali cose e poche
costruite nel far qualcosa che non contasse niente
nello stanco cercar tempo
in questo imploso respiro
intanto son calati avvoltoi inviati dall'inferno...
e sbranano le mie carni.
Mi racconta favole
o...
non ha Verità, la Bibbia?

La Cosa.
Il mio andirivieni ha segnato il percorso
calmo nel cuore
ciò che rimane dei turbini di ghiaccio
lo sciolgo nel mio sguardo
dedicato ai deserti che vivono ovunque
s'appoggi la speranza
il pertugio è nel mio rifugio
di qui spreco gli occhi sulla stesa che acceca
apro le porte dell'oscuro mondo del candore traditore...
dai turbini di neve sorge la Minaccia Nemica.

Occhi negli occhi.
Uno sguardo, improvviso...
e sono languidi...
bocca sulla bocca labbra sfiorano labbra
occhi negli occhi
vite che nascono che esplorano
si cercano si toccano per vivere...
intatta potenza inestricabile.

Un bacio.
No, aspetta dove vai?
Lo sai, io...io non ho parole grandi da darti
da dizionario da cultura metempirica
fermati dai
anche se non ho metafisica da regalare
non te ne andare
non sono escatologico pazienza
troveremo vedrai di che parlare
idee viaggi musica poesia da scambiarci
e se non avrò parole
ti offrirò un bacio.

La bottega del falegname.
Oggi sgombro la bottega di legni pregiati
tek palissandro abete ciliegio rovere
pini piallati lisci a perfezione
lustrati fini d'olio paglierino
e la fatica mi riporta a riposare bambino
sulle assi del mio babbo...

Sterco del Diavolo
E vengo a voi terribili traditori
anime orribili
defunte prima della nascita
porci tra i porci
che v'esprimete a grugniti di merda sputacchianti
che grufolate nel trogolo lordo delle vostre deiezioni
che vi gonfiate di satana e del suo sterco
che eruttate da buchi deformi
con la falsità che v'incrosta le viscere puzzolenti
fino a sfondarvi d'ernie gonfie di marci guadagni.
Siate maledetti! Morite! Per la mia gioia
e nella gioia del Diavolo
e per il suo godimento quando vi cagherà
immondizia del suo intestino.

Anche se.
M'hanno rubato il respiro nella notte
m'hanno rubato la vista del sole
m'hanno rubato le carezze del vento
m'hanno rubato la musica del bosco
ed il fruscio della mia natura
ed il calore dell'amore
ed il sapore fresco di un tuo bacio
ed il sogno della mia vita
anche se il mare madre e padre mi protegge nel suo fondo
anche se il monte di bianca neve e vergine d'ossigeno scalerò
anche se il piano senza orizzonte esplorerò fino a ritrovare te
anche se il cielo eterno di disvelato destino mi scioglierà in te.

Le veline centenarie
Le figure
le avete viste
non le scordate
vengono di notte
le avete conosciute
bevon calici di Siduri profumati
inebriano con baci e d' assassine parole
eleganti dan sesso stupendo e non voglion busta paga
sono le fate centenarie e sono le streghe della fine
sono le veline che ballan sulle punte della morte
e mai avranno pietà di voi se le direte
non vi conosciamo perchè...
vi avevam scordate.

Una vecchia storia.
Il Grande Saggio Eremita
nel fondo del Mondo stava
alla ricerca della Perfetta Vita.
Così attratto io, certo d'averne l' Assoluta Verità,
discesi da Lui per chiedere,
e chiesi:
“Grande Saggio, cosa devo fare per essere felice e contento?”
“Niente.” Rispose il Grande Saggio.
Enrico Tartagni, che non sono certo il GS...
Loso loso è una vecchia storia.

"Viaggio"
Queste parole sono il ricordo di quel "Viaggio" un po' strano,
di quelle immagini che ho di noi e che nessuno può capire fino in fondo.
Noi che non sappiamo cosa fare, e non sappiamo cosa vogliamo
e forse proprio in questo momento di confusione ci siamo avvicinati.
Non hai scuse per il male che mi hai fatto,
ci stiamo allontanando sempre di più nell'universo dell'ipocrisia
ed anche se mi sono quasi perduta,
indipendentemente da tutto e senza conoscerne il motivo,
io ti voglio bene.
Enrico Tartagni > for dee

Rapimento della Musica.
Colto da improvvisa alterigia Rice,
guardandomi negli occhi con sprezzo, mi dice:
" Tu...tu non potrai mai conoscere il rapimento dato dalla Musica..."
Io, sbalordito, ci resto male a bocca aperta...poi gli dico:
" Tu lo conosci?"
" Si! "
Risponde altissimo sulle note delle stelle e delle toccate e fughe.
Io gli dico ancora e ancora...
" Ma...lo comprendi?"

Il dentista e il falegname.
Giordano ti cavava i denti con le tenaglie
perchè faceva il meccanico dentista...
le tenaglie gliele prestava il mio babbo
perchè faceva il falegname...
e perchè erano amici di palestra e d'altro,
costruivan burattini.
Quando Giordano cavava i denti a me
perchè s'eran cariati di zucchero e caramelle
ci faceva lo sconto...
sulle tenaglie prestate.
Ah, gran cosa l'amicizia!

Vincenzo
Vincenzo scivolò leggero come farfalla
da vita a morte volò
colorato di semplice umiltà
cantò sommesso ed intonato
un canto sconosciuto
era amore puro intimo
che dell'inconscio si faceva figura
Vincenzo passò senza traccia
per dire all'uomo una crudele Verità
Vincenzo parlò a me ed al mio cuore
con la dolcezza dell'amabile Amore
lenì il mio credere stento
con la sua traccia d'affezione
ed io conobbi il suo canto la sua verità
Vincenzo "è un falegname"
io morirò poi subito Vincenzo morirà con me...
Da Dio a ritrovarci colorate leggere farfalle in volo...

Ma l'amore, cosa sa?
L'amore non sa d'interviste
non conosce versi o poesie
sa e basta
sa di oro
non s' interessa di denaro e di viltà
l'amore sempre è
sarà vivrà intatto e puro
di vigliacchi cialtroni non si cura
l'amore non conosce ore e scadenze
non ha un calendario
agende d'appuntamenti
non ha memorie da ricordare
l'Amore nulla dimentica.

Al di la dell'amore....
Dove spaziare con il pensiero
è impossibile
vorrei arrivare
al di la dei cumuli e dei nembi
in un azzurro che non sia contaminato
oppure...
senza peso volare nei celesti occhi
al di la dell'amore...

Profondità della preghiera.
Osservo il mare,
le sue onde...son tranquille,
ma, se le guardo, son tenebrose...
scruto il fondo...e l'orizzonte...ha...una nebbia,
sottile misteriosa, che oscura la mia vista, che in lungo vede...
davvero io non so cosa viva dietro a questa immensità dell'acqua,
io non so cosa nasconda il mare dentro la sua profondità...
e perché prego leggero senza peso immerso
nel profondo del mio mare?

Silenzio.
In Principio era Silenzio,
non v'era Musica,
non ce n'era bisogno...

La vita.
La vita! Dura come non lo è stata mai,
nei Tempi dai Tempi.
Nascevi, un tempo, e te ne andavi,
te ne andavi, in silenzio...
adesso…
una tiritera
di paure,
d’esser scordato…
di non esser, poi, tanto immortale…

Ad Eugenio “Gino” Vitali, poeta delle sommità.
Ghenes chi è?
Vi dico chi è Ghenes,
è il Saper tutto per non saper Niente…
Ghenessò!

Circumnavigazione
Viro spedito e sicuro
in regressione spontanea
boa di salvataggio
la circumnavigo
torno all'origine
resto immerso
nel mio altero pensiero
salvo dall'iniquità
della sapiente umanità

Una Milano da gettare.
Strami di poeti, voi!
E voi, stroncati rami di prosatori da rime recondite conditi,
voi, arizigogolatori strampalati e di strambotti,
rappacificate il cuore, l’anima e la mente
al vostro corpo in corruzione già evidente!
Raul non s’è suicidato ahi voi,
l’hanno ammazzato i vili ed i vigliacchi,
infidi fedifraghi informi, usciti dalle fogne
e da forzieri colmi d’invidia e repressi dolori,
di una Milano da gettare, da…da…
che fa cagare!
Rassegnate i lividi pensieri al letame
Che v’ingombra l’intestino
Con cui inlordate questa landa infame,
volante in cieli stupefatti del divino errore.
Ah! Geni dell’amore depurato,
vivete nello sterco dell’accidia,
ed anche se abbaiate giorno e notte
ad una Giustizia che v’appaghi su misura,
è l’odio che vi ha indotti
a fabbricare una giustizia esatta a voi che siete arditi
solo di colpire a tradimento.
Si! Viva Dio e il Dio Denaro!
Il nemico di Milano la dovrà pagare!

Dove cavolo volo?
Un via è stato dato
ad un volo.
E' iniziato il mio volo
da una lucente stella.
Il mio volo s'infrange
contro una buia terra.
Fisso dentro un inferno
è finito il mio volo.

Mercurio e Terra.
Gea,
Hermes su te precipiterà imponente
in un polverio di cosmi,
e dall'amplesso,
negli spazi intermittenti esploso,
fluttueranno
lattine di coca cola.

A Patuèl Antòni, Cavalìr de Lavòr...!
Al vèst diretòr?
I la fàt Cavalir de Lavòr!
Noo, miga Lì, Lò!
E Patovèl, e Presidèt dl'a baca...Banca,
la Cassa d'Iaspèrom d'Ravèna e di furèst.
Còma ai fàt a fèl cavalir cun à mai lavurè in tla su vita?
A la cariòla un gnè mai andè,
me al mandrèb a zapè,
de lègn un l'à mai sghè,
e muradòr! l'avrèb da fè
par avdè sl'impéra a cnosàr almàc al prè!
Gvardì stà foto sòra internèt, diretòr,
cun Patuell e cun sèndic,
un etàr che e lavòra da matèna a sera,
is da la mànina un comunèsta e un libarèl
e e libarèl us còca l'amdaia d'òr da e comunèsta,
e instànt cu ièra i lè nèca al su bèli Sgnòri.
Propri un bèl quadrètt, a la fàza di lavuradùr,
qui che da bò is fà un cul acsè
sèza avèn mai un prèmi
e un scud cl'è un scud in tlà bisaca!

Con noi si soffre.
Staccati dalle Croci!
Scendi,
e torna a soffrire con noi!

Una foto.
Cerco altrove...
ciò che non m'è dato trovare,
cercare, nel mio cuore, e...
nell'anima mia...
poi salgo lassù... vago immemore...
e precipito,
dentro la foto...

Il carro.
Lo so lo so, mia amica intimissima,
è scaduta la regalata proroga,
l'appuntamento rinnovato,
è per oggi...lo so lo so!
all'ora esatta che vuoi tu,
non l'ho scordato, sai... ma---
mi occorre un'ora ancora, un'ora e basta,
poi... riempirò il tuo carro.

Uh! Gheddafi! quaaanto è brutttto!
Pompi Caro,
se il tuo pensier te lo consente
ordunque infila la tua mente
a tal intuito raro:
L'Emmy, più che dolce e limpida velina
da una settimana se starà a lavà le mani
contaminate dal porco ras e dai suoi insani
invidiando l'assente Mussolina.
Ma tu, o Prodi, scusa me, Prode, che ce metti a Capo dei tuoi Capi
che coi libici dinari possa farce de' contratti?
Un professor della Sapienza tra i coatti,
od una leggiadra imprenditrice che faccia fatti?

Liquido amniotico.
Un morbido consumo
di liquido amniotico
mi consente di vivere tranquillo
assicurato come il feto nel grembo della madre.

Coppa di spumante.
E' coppa di dolce spumante
svaporante di frizzanti bollicine
il tuo bacio sulle mie labbra.

Il forno di mia madre.
Cresceva il pane nel forno di mia madre
il suo profumo era la casa.

Arte astratta o torta profumata?
Una galleria d'arte astratta
ed un forno fragrante di pasticceria
ci scintillano cortesi dall'altra parte della via,
"son tanto indecisa!" sospira Anna Maria
"per cosa ?" dico io
"sono indecisa se prendere un quadro di gran pregio
o quella bella torta!"
"cara, ti prego, prendi quella bella torta!"
enrico tartagni

ps.i motivi per comprare una bella torta
piuttosto che un quadro astratto seppur di
birolli di polklì o di capogrossi potrebbero essere tanti,
uno è che un quadro si fa fatica a mangiarlo con la
bocca e con i denti...specialmente la cornice,
un altro motivo potrebbe riguardare
la tasca, nel senso di portafogli, ect, ect.
meglio una gallina oggi che un pollo domani...
o un uovo domani...uff!

L'assassino dottore.
L'assassino è penetrato in casa mia
astuto infido e vile
ha ammazzato i miei cuori
ucciso la mia anima
maledetto, t'ammazzerò!
L'assassino era ladro
ha rubato i miei gioielli
verme che striscia, t'ammazzerò!
L'assassino era ladro ed è dottore
il mostro s'è installato nella mia casa
ma io
lascerò passare tutte le ore
tutte le ore che serviranno
poi io
questo orrore della Vita, l'ammazzerò!

a me personalmente io mi risulta che anche il sentire divide...
non c'è mai uno che sia d'accordo con me
dopo che abbiamo sentito lo stesso pensiero di un'altro espresso col suo parlare...
totale generale, me direi:pensare, sentire, parlare è la stessa roba,
qualche volta divide qualche volta unisce e qualche volta non si capisce...
ma nel caso che il pensiero rimanga nella testa del pensatore,
bè in 'sto caso ci sarebbero meno problemi,
forse...ragazzi, ma lo vedete quanto è complicata la vitaccia, forse...

Pensiero (di Ezra Pound).
Il sentire divide,
qualche volta divide,
altre unisce,
qualche volta non si capisce,
il pensiero non dovrebbe volare,
il pensiero dovrebbe restare...
prigioniero!

Il mio gelo.
Spacco legna per il fuoco
voglio scaldarmi, sciogliere il mio gelo
poi mi giro e vedo te.

La farfalla cavolaia.
Mia leggiadra navoncella
divori i germogli dei miei pensieri.

Neanche dio.
Cerco tempo
per far qualcosa
che conti zero
in questo mondo da vivere alla speraindio
e maledico,
un plumbeo plotone d'umanità
accidiosa di ricchezze
che m'ingombra di pleonastiche marmaglie
calpestanti territori secchi,
inutile plebaglia impossibile da amare
senza richiedere compenso
nessuno lo può fare
neanche dio, se esistesse.

Altimetria della preghiera.
Il mio sorgere è ripida preghiera,
il finire, scoscesa.

02/06/1946-06/06/1946
La maggioranza del Popolo Italiano
ha scelto ed eletto uno di noi
senza pregi tutto difetti
molto mooolto meglio di uno tutto pregi senza difetti
bigotto moralista ladro ed assassino.

M'incanto d'usignoli.
Ogni mio giorno ha una sua via,
ogni mio tempo un suo senso,
oggi cammino sul tuo sentiero, signore,
non so dove conduce,
è stretto, fiorito d'ogni fiore,
mi rallegro di colori, m'incanto d'usignoli intorno...
Oh, creature, mi spiegate l'amore, confidate speranza,
porgete tenerezza, mi lasciate all'abbandono,
non so che vuol dire,
io vi sussurro paure,
poi sorrido al vostro sorriso,
per non morire solitario.

La megera.
Son venuti a prendere la strega?
per bruciare la vecchia orribile megera?
quella strisciante, zoppicante,
stretta decrepita, con unghie come artigli sporche di lurida vecchiaia,
ad una vita sgorba?
ma forse sono io che sono insofferente
d' umanità dolente,
ammorbato di raffazzonate storie
coltivate nel peso piombo dello schifoso astio,
si, forse, ma...
m'esamino gli artigli...oh!
come son lunghi e sozzi di sprecato tempo.

Quando, quando...
Quando s'alza il popolo s'alza il re
quando s'alza il vento s'alza la vela
quando s'alza la bandiera s'alza l'inno
quando s'alza il genio s'alza il pensiero
quando s'alza la preghiera s'alza la speranza
quando s'alza il re s'alza il popolo
quando t'alzi tu s'alza il mio amore.

L'Amore eterno.
Ho visto eleganti livree sgargianti agli occhi del popolo
immacolate d'incenso profumate d'onestà ai suoi sensi
veloci laide svestirsi a soddisfare lussuria e sesso volgare
buttate a casaccio su letti e sofà compiacenti se non a pagamento
chiamate al primo incanto primordiale della carne,
al diavolo l'amore eterno d'una vita,
vale la scopata!

I Lions Clubs International.
Lions, ringrazio Dio che esistete,
Voi aiutate i poveri,
salvate i poveri,
la beneficienza dei Lions sfama le bocche affamate
nel terzo, nel quarto dei mondi, ne salva la vita dei corpi,
oh Lions grandi e munifici verso i poveri del Mondo,
Apostoli di Melvin spargete amore e solidarietà
con cuore indefesso,
oh fulgidi Lions di libertà, intelligenza, sicurezza,
se non esisteste voi non esisterebbero i poveri.

La nave dei sogni.
Atterrano dischi volanti
dietro casa mia,
li vedo ogni sera, galleggiare luminosi, l'etere sfioranti,
le fronde in cima a pioppi e betulle
diventano leggere, trasparenti, intermittenti,
il bosco di foglie bisbiglia meraviglia,
s'appoggiano sul prato con rumore un sospiro
le rotonde astronavi che fanno della notte un giorno,
merli verzellini e passerotti creano amiche sinfonie nuove
e s'apre in un incanto incredibile e astratto la nave dei miei sogni.

Gli Uomini di Dio.
Suvvia, informa di questa mia tristezza Dio,
e chiediti: come si può aver la speranza di Giobbe?
Dai, dimmi qualcosa,
dimmi che Dio attraverso i suoi Uomini
ha fatto qualcosa per me,
che lo farà, con quegli Uomini che avevan congiurato,
quegli stessi che avevo scongiurato,
coloro che già, delle mie preghiere, se ne son fottuti.

Io vivo se...
Cuore di mondo
io vivo
se mi lasci sfiorare la tua Verginità.

Poesia? Confini.
Se vuoi la pace ama la natura,
che tu sia al Polo Nord o che tu sia al Polo Sud, respiri il mio stesso
ossigeno,
passeggiassimo sulla Luna, vedremmo la Terra senza confini, né per te, ne
per me.
I confini geografici sono opera della mente vecchia,
nelle menti nuove non devono esserci confini.
Dei Beni della Terra tutti dobbiamo goderne,
e nessuno dovrebbe distruggerli sfruttandoli alla morte,
non importa ove essi si trovino.
Noi uomini non dovremmo avere bisogno di vangeli, ne di corani,
per capire e volere la Pace.
Se ritieni che l'Amore per la Natura e per il Pianeta
non sia parte, ne degno, dell'Uomo Nuovo, allora è giusta
la Guerra,
ogni tipo di guerra.

Di Pietro ristruttura.
Il Di Pietro io conosco d'interposta persona,
eran fenomeni coloro che del piemme mi dicevan,
furon grandi past ed anche president di rara rarità,
lo so che voi d'animo scettico ed un poco secco
non credete affatto a barzellette riposte in versi,
tipo questa e d'arduo assemblaggio,
ma davvero garantisco che conosco il cepu ai tribunali
in giorni e giorni, in anni e anni, come c'avessi scambiato chiacchiere e pinzillacchere.
Non mi faccio meraviglie che il prode integro tribuno
invochi il popolo a sostegno della sua degna ristrutturazione,
e che l'appartamento all'urbe abbia colorato di fresco e di freschi affreschi
con soldi dipartiti dalle tasche del partito,
ma tale verità falsamente l'urlano giornali revanscisti,
di modo che la gaia casa galera non gli paia,
che non gli debba esser cella ornata d'inferriata
pari a quelle ove Lui di cuore spediva ladri di governo
e tutti quelli che abusavan degli uffici propri.

Io conosco di pietro per interposte persone, esattamente i miei presidenti della calcestruzzi spa di ravenna lorenzo panzavolta e, prima, raul gardini. non ci crederete, dai racconti di panzavolta e gardini, conosco di pietro meglio che se ci avessi parlato! Non mi sorprendo assolutamente che sia un furbetto e, leggendo i giornali, dai quali rafforzo il mio pensiero, che possa essere anche un ladro. Ma non ci credo e non lo dico. Nessuna meraviglia. Non ha avuto nessuna pietà di raul gardini fino ad indurlo al suicidio...ma, forse, raul gardini è stato assassinato...quindi...se raul gardini fosse stato ammazzato vilmente...tiriamo la debita conclusione che...Col di pietro di sicuro siamo davanti ad un personaggio molto molto pericoloso, temo infido, malvagio...di sicuro indecifrabile e poco affidabile. spero di sbagliare.

Fine.
Bolidi e fuoco,
ceneri d'uomo,
centro di sventramento,
in gloria e trionfo.

La Poesia.
Dimmi, piccola, cosa credi di scovare
in queste poche righe?
Amore? No, ti sbagli.
Neppure una Messa di Dante per te!
Tu che m'hai fatto smarrire in un mondo oscuro
di me non meriti preghiere
perché in quel tempo io t'amai
io scordai
io lasciai
io morii
io t'esaltai e mi piegai
alla tua divina natura,
io, pesante d'umana natura,
nobilitai il mio spirito d'amore,
tu, abbandonandomi, mi conducesti a morte.
Rifulge il tuo Mistero e con Morte dai Vita.

L'origine.
Sei la spirale che avvolge una vita
un profondo cielo che esplode nel terrore
di consumare miliardi di secoli a venire
in un colpo di respiro divino,
sei la nebulosa già sparsa a varcare i cosmi
dismessi dagli dei fabbricati dal tempo
su mondi intramontabili alla memoria
vissuta senza menti che l'imprigionino,
sei la galassia nata dall'assoluto niente
privata di speranze in un vuoto eterno
per rigenerarti ancora e ancora senza averne coscienza.
Tu sei l'Origine.

Centro della stella.
Di te,
mi apparterrà la storia,
luminoso quell'attimo divino,
spirito essenziale
entrato in me sopra te,
universo visto in luci inenarrabili,
morbida voluttuosa
gioiello di diamante inestimabile
sei, il centro della stella,
perfetta inafferrabile
m'accompagni,
è questo che penso,
quando entro nel tuo appartamento.

Respiro.
Per non morire
non disperare respira
non annegare nella deriva
spera nel respiro dei giorni
non appassire nei sogni infranti
accendi la luce del comodino
osserva il bianco soffitto
e dipingi angeli e fiori di tutti i colori.

Istante...fulminante.
Dolce raffinata riflessiva
aperta chiusa esplosiva,
attenta conciliatrice temeraria,
consigliera ed amante,
questo sei tu,

discreta insegnante
che il mondo è sogno futuro, libertà per l'eternità,
che il mondo è di chi ce l'ha dentro,

dono prezioso, segreto,
colore di gioia, spazio e niente barriere,
questo tu sei, questo io so, ed altro che non so,
quello che non so,
sei tu, sconosciuta per sempre,
nell'istante fulminante nel tuo appartamento.

Bere.
Bere, per non morire,
come correre, per non morire,

devo, aprirmi un varco,
nello sguazzo dei ricordi,
virare la deriva,
lo scontro con la verità,

bere, per credere,
correre, per rinascere alla fonte,
bere, per avere vita,
correre ad un dio, per averne l'eternità,
credere, è bere fede per non averne sete,
per non sentire seti che t'asciughino,
che ti serrino arso e deserto,
bere, per correre a vita.

Luigia.
Perfetta t'insinui in noi
al movimento pura bellezza,
sul cuore hai pelle fina
bianco lucano,
d'occhi normanni
osservi e resti semplice,
esamini se v'è dolcezza
hai mani d'amore.

L'appartamento.
Dimmi del mio appartamento?
è bello, colorato, vivo, ed è perfetto,
è grande, allegro, avvolgente ed è leggiadro,
c'è passione, desiderio, c'è bellezza, amore e vi ci trovi il mondo,
c'è arte, poesia, musica e pittura,
fa cantare, fa danzare, fa sperare,
da gioia dello spazio e dello stare,
del volare e del cambiare,
è monastero, è sala da concerto, jazz, rock, classico e leggero,
è un urlo ed è preghiera,
è schianto sensuale d'antico e di pazzia,
è d'Altamira e di Lascaux,
dopo è decadenza.

Piedi corridori.
Terra aspra stesa,
ai miei piedi corridori,
e la mia strada, io lo so, non finisce qui,
tra una radura e un bosco, fra un alito caldo e un vento maestrale,
percorro la mia vita recando il mio messaggio,
d'amore, sparso vano,
alla luce di Lucania.

Colazione equo solidale.
Avviso: da noi colazione equo solidale.
Qui, colazione equo solidale,
vieni, entra da noi,
fai colazione coi prodotti del mercato equo solidale,
per aiutare il diritto al cibo nel mondo,
per aiutare i poveri del mondo a mangiare,
per salvare il loro diritto al cibo,
mangia prima tu, che poi mangeranno loro...
forse, ma intanto, mangia tu a colazione ogni mattina, qui da noi,
poi vedremo, di far fare colazione anche ai poveri del mondo.
Oh! la colazione equo solidale, quanto è bella,
quanto mi fa star bene e sazia la mia anima,
come entro in armonia coi poveri con la colazione equo solidale,
e con la pancia piena di latte solidale, di bomboloni solidali,
di pane burro marmellata solidali,
oh si! dopo colazione ho la coscienza a posto, non solo il ventre.
Ooh, la colazione equo solidale,
che ottima invenzione per far tacere le colpe...
ma...ora che ci penso, gli animali della terra,
tutti ed anche della stessa specie, persino i passerotti,
si sbranano tra loro per aver diritto al cibo del mondo,
per aver diritto al cibo devono lottare e guadagnarselo con forza,
o con l'astuzia, che siamo sempre lì.
Porca! Dunque, l'umanità fa eccezione? O no?
Eppure mi pareva d'aver studiato nella Storia
che fin dalla Preistoria l'uomo abbia ucciso l'uomo
per aver diritto a mangiar il cibo del mondo.
Ooh! sarà mica che la colazione equo solidale
è l'ennesima ipocrisia per farci bella figura, ed un po' di soldi, solo un
po' eh,
piazzando il diritto di un forte e violento contro quello di un debole e
pacifico?

Demonio.
Ai miei occhi di cristallo
nella notte dura
il demonio ghigna coi suoi rossi d'inferno
dentro il profondo oscuro
delle mie mura.

Ti lascio una canzone.
Mi lasci un bacio
non devo consumarlo
mi lasci una carezza
la tratterrò sulla mia pelle come rugiada al sole
mi lasci un bocciolo di rosa
accompagnerà l'eternità del mio girovagare
mi lasci un pensiero amante
illuminerà la notte
io ti lascio una canzone
e ti consegno il cuore
che tu non creda che t'abbia già perduta.

Mischia.
Ecco mi aspetti
senti già il mio profumo che sale fin da te
prepari la tua mise
è nera di sete e di cotoni trasparenti
fili negligenti sopra il sesso
adocchi la mia entrata
che mischia il corpo mio al tuo
ti coprirò di fiori rossi e tu
bacerai ogni mio dove
così di un'altra sete berremo calici e passione.

Perchè,
animali furibondi e preistorici,
uomini delle caverne,
Neanderthal della pietra,
prede
d'istinti rovesciati sulla carne dell'umana specie
perfusa da divinità?
Basta invadere il Pianeta del Signore
d'odio e di menzogna!
Ragione e Coscienza sono divenuti inganni
se viviamo come scimmie
sul crinale evolutivo d'un milione d'anni fa.
Od amiamo naufragare nello sterco delle falsità?
 

Entelechia.
Realizzato il tuo fine sei già perfezione
ma stranieri gli occhi e nudi i corpi
luci di sudore
gocce d'amore
pelli malconce
gemiti morbosi
d'amplessi sognanti
morbide parole
d'amore bruciato
sotto ricordi scordati.

Perfezione.
Screziato di ferite astratte
non v'ho mai detto d'esser l'uomo perfetto
ho dato niente ricevuto meno
ma ho guadagnato ondeggiando sullo scrimolo del niente
ed è per questo che pur dal sangue che ne ho perso
sono uscito vivo per...
per cambiarmi in perfezione.

Allarme rosso.
Non ho paura,
vuoto, spreco d'energia,
protuberanze vegetali,
annoiato protozoo, da brodo primordiale,
aspetto, m'evolvo, resto assente e sono stufo,
non ho tempo per lo spirito,
la situazione della specie presenta allarme rosso,
lo spettacolo supremo,
la fornace rosso estremo, brucia un universo, non aspetta,
io ho da fare, nel presente, una cura ricostituente.

Citrus Limon e Cyclamen Persicum.
I ciclamini sorprendenti son fioriti nel vaso del limone,
di rosso porpora
li ha seminati il vento...
e li ama il giallo limon,
li cura nel loro tenue splendore.
Stanno lì, a viver di segreti loro,
chiusi nel caldo della terra d'un vaso di coccio da balcone al sole,
e parlano di me, perso a contemplar
il perfetto Amore Naturale.

Tre violette di città.
Tre violette, che sorpresa!
Deliziose profumate piccoline,
tra le loro foglioline.
Sono nate sotto il sole dell'aprile,
appoggiate contro un muro sconfortato di città.
"Che ci fate nella via voi fatine dei giardini
impigliate nell'asfalto cittadino?"
"Per quel po' che noi possiamo vi guardiamo,
sperando che gli uomini che passano di qui
abbian piedi lievi come i tuoi."

Pasqua.
Oggi Pasqua trascendente
mi porto un fazzoletto di stoffa bianca
non i soliti pezzi di carta straccia
rimediati come uno scaltro barbone di città.

Una rosa che è rossa.
Mi danno indicazioni gli spiriti maligni,
madre, io conosco la tua virtù,
deposta una rosa che è rossa
sul letto redento di morte,
e scivolando leggero sulle sue spine,
ferisco la carne di torve strisce di sangue,
inutili molecole aggregate a far di me
insulsa vita.

Terremoto a L'Aquila.
O L'Aquila, esimia mia lugubre splendida città,
cos'è quest'ansia perfusa dentro me,
paura improvvisa,
un lampo ed è terrore
su vibrazioni, scosse telluriche,
Forza Potenza della Natura,
meraviglia delle meraviglie,
distrugge crea e ricrea,
imparziale crudele metafisico,
l'Universo ci ignora...

Rondini in volo.
Intimo segreto, battito antico,
m' invade di serena emozione
sul terrazzo del sud,
ed è silenzio nel fruscio del mondo,
quando l'alba decora tetti di città distesi e silenti
d' un sole chiaro di languida pazienza,
e che pace è mai questa nell'anima
che innata accolgo incosciente
nel riguardar un' aria antica così sconosciuta?
Sono io, sul terrazzo del sud,
che stupito guardo il mio cielo
ricolmo di divina armonia
e, fileggianti d'azzurro con garruli stridi,
rivedo improvvise le rondini in volo...
m' han riportato il loro immemore dono,
la povera gioia del cuore.

W la Scandinavia.
Ora legale,
inutile plastica,
ora legale,
fastidiosa zanzara,
ora legale,
terribile, come l'umanità!
Me ne vado in Scandinavia,
anzi in Islanda,
più su, in Groenlandia,
a vivere di ghiacci, orsi polari in estinzione e morbidi piccoli di foche.
In quelle plaghe tutto è legale,
dal Sole Basso al romper teste cucciole di morbide pellicce
e non si butta in terra con disprezzo
un nobel della chimica fatto per conservar fresche insalate in frigo
e, ne son sicuro da studi fatti in geografia,
vi son meno terribili inutili zanzare fastidiose.
Perciò, io, risanato dal logico Morfeo,
più libero e più bello, godrò, fino alla fine prossima ventura,
d'una vita tutto Sole e di Natura...
o no?

Dallo psichiatra.
Rivoli disagi
psiche ammassata
ineffabile estetica idea inibita
al sorgere infinito indistinguibile
per grazia destinata a creature umane
di memorie scassate da metafisici dolori
io ho la prova ho il mio sogno diurno
che dio è il soviet il dittatore
del potere all'umanità, ed io
piango senza ragione
sul mio postulato
transfert divino.

Il Diavolo.
Malinconica
la sera alle porte scambia la sua pioggia fosca
con la mia mente arresa
m'avviluppa i ricordi
in manto pesante m'ingombra la carne
schierata sopra la mia esausta speranza
ti lascio pertanto alla tua inevitabile
assurda vittoria o mio principe dei sogni
sconcertati d'onirica inutilità
vinci sempre tu
suadente presenza finale
smisurata forza vivente
re dei mondi fin dentro gli inferni d'oltretomba
reggente fin dai niente mai creati
unico onnipotente di fronte a me
diabolico senso
che tutto comprende e che tutto divide
annichilito nella mia separata incoerenza
lascio il mio io trasfondersi lassù nello splendore
del grigio uniforme.

Odio e Amore.
Dal profondo del mio inferno
io odio
e coltivo il mio nobile sentimento
con Amore.

Il cassetto che non c'è.
Il libro, nelle mani addormentate,
io, rapito nel morbido del sonno,
senza peso e senza corpo,

nel cassetto che non c'è
spruzzo di magica follia la mia anima di bimbo,
dal cassetto che non c'è
spicco il volo su una folata di polvere di fata,

fisso rotta e il mio cuor leggero
dritto alla stella che sfolgora su te...
L'isola che non c'è.

Un ciao.
Da tanto mi manchi,
smagliante poesia,
e il rimpianto scivola,
scivola nel giorno,
s'incunea nella notte,
è il mio rimpianto,
per un ciao mai detto,
per un bacio mai dato,
di un perché non spiegato,
non mi hai dato tempo...
e...ho tirato il cassetto delle Fantasie...
per estrarne magie...
è vuoto...è vuoto,
di polverina dorata non volo più.

Il merlo nero.
Ho ceduto il passo al merlo nero
che m'osservava circospetto
occhi rossi gialli penetranti
coglievo bianchi fiori
dal suo prato.

Che sfinitezza...
Sfinite mani
stanche di sfollate carezze
sfinite labbra
secche di sfioriti baci
sfiniti occhi
arrossati d'ignorati sguardi
sfinite gambe
stremate con sudate corse
sfiniti piedi
dolenti in distratti cammini
sfinito cuore
svuotato d'amore...
sfinita mente
silenziosa nel dolore...
enrico tartagni
ps.c'ho bisogno urgente di un citalopram, vado...

Il cosmonauta.
Non mi serve un domani è un altro giorno
non mi occorrono giorni incolonnati
a riempirmi calendari a corollario
non m'importa del futuro
di tutto so il destino
non m'invoglia
consumare
e neppure
desidero d'amare
chiedo l'abbandono ed il ritorno
di quel che ho a ciò che non avevo
stupido mi vanto di volare cosmonauta
tra iperspazi dislocati d'asintotica poetica
troncherò il respiro...a che serve respirare...

Mani candide d'amore.
E la morte arriverà,
e neanche te ne accorgerai,
sei in tumulto, a pezzi tutte le fibre,
corpo e testa sparsi fino ai confini dell'universo...
universo utero nativo che non contiene la mia morte,
morte, tu sarai libertà, sarai galleggiante nel vuoto del mio strazio,
incosciente, astronauta io, ombra che cerca,
estasi infinita, lo so, tu mi guardi da lontano,
da tempo infinito, che è finito, e avrai
i miei occhi, ed avrai mani,
candide d'amore.

Edelweiss.
Un racconto, in corso di scrittura...
con prologo strappato,
parole cancellate, tante assai appassite,
fogli ingialliti, un po' ammuffiti,
musiche scordate, memorie transitate,
e... l'improvvisa stella alpina!
schiacciata sotto al tempo, in vuote pagine,
di un notes descritto minuzioso, a farti mia,
lo stupore, di un giorno in mezzo a un sole di montagna tramontato,
fiore nato sopra rocce tra fenditure del Cristallo,
Edelweiss, ti tocco inquieto,
sei morbida e, appassita...
posso chiudere il racconto.

Leggono la mente.
Davvero siamo a un passo dal leggere la mente?
Gli Scienziati conosceranno ciò che pensi guardandoti il cervello?
Me ne impippo!
Da me, lo giuro,
non riusciranno a legger nulla!

Nessuna pietà.
Il nemico va affrontato,
annientato, distrutto, ammazzato,
sconfitto e poi, smembrato, buttato in
pasto ai cani e per far ciò,
nessuna pietà! Il nemico va sondato,
spiato, conosciuto fin nei più reconditi
e più vili dei pensieri,
palmo a palmo esplorarne il territorio
per farne come fosse la tua casa...prevenire le sue mosse...
poi, senza pietà, con l'anima nel ghiaccio,
puri e sommi nel distacco,
veloci lucidi e precisi colpire a morte l'infame traditore...
ma...al mio nemico faccio questo, non al mio Amore.

Pensando a te.
Se...per una volta
potessi vomitar il senno
dall'urlo dell'anima, impacciata d'accidenti
e da nefasti passi perbenisti,
se...per una volta
aspettassi nel dir parole
a riempir stupidi vuoti,
se...per una volta
bastassero le mani e le carezze,
o un bacio, a levigar le labbra
d'umiliata rabbia screpolate,
per una volta...
sarei col batticuore, non servo sepolto,
ma soffio vivo ed amante.

Vorrei...
...nella notte...
scaldare le mie mani sul tuo seno
accompagnare il morbido tuo sonno con un bacio
sospesi d'improvviso silenzio nella sera
nudi corpo contro corpo dentro al letto
ad aspettare un giorno che rivesta
d'altra luce la vita di una notte.

Amica mia intima.
Vuoi far presto
amica mia intima
insieme e soli
a non farci invadere
nei segreti scaldati da bianche candele
luce che non fu
aspetta l'istante
sarà veloce noia non ne avrai
sistemerò lo specchio
a rimirar inutili riflessi
solo la vita da completare
che vuoi che ci metta
poi...faremo presto.

Nuove Terre.
Cercheremo nuove Terre,
ove amare nuove vite
piantare fiori nuovi
crescere futuri mai vissuti,
cercheremo altri Soli per scaldarci
anime fredde di sentimenti consumati,
e, Noi, voleremo, ancora eterni Dei,
a celesti pianeti dentro Lyra,
planeremo su Terre da Vega malcelate,
viaggeremo, Noi,
esploratori del Profondo e dei Misteri,
su filamenti nebulosi in Cygnus scaturiti
e, sempre Noi, con le scucite bisacce medioevali,
porteremo il Pane della Vita
ed i graffiti arcaici dal Pleistocene scolpiti
dentro ad uguali già conosciute grotte copieremo,
a rinascere in eterne Preistorie...
Cerchiamo nuove Terre per non morirci.

Volo sconsiderato.
Io, in volo sconsiderato, vivo a
cuore aperto ad ogni accesso,
testa senza regole,
che non cadan sul cranio come tegole,
cambio d'abito per non sembrar me stesso,
corpo schiavo,
stanco brutto e pravo,
ma di spirito etilico che deride eoni stando in bilico,
scarto futuri pervasi in nembi
e ritorno scimmia di savana un lembo...
ora...ero malato di vertigini...
scendo in volo planato.

Ossidato oro.
Ripasso pagine stropicciate
di stramberie e giovanili stranezze
d'un diario scritto in ossidato oro
casco dentro luoghi in disuso
fuorviato da passi dirompenti
tra essi in fretta apro indefiniti varchi
a recuperar dimenticati affanni
posati là per contemplar l'ultimo dì.

Di rosso vestito.
Entrato nel sogno, mi fermo attento,
e guardo, adesso attonito, il tuo corpo di rosso vestito,
sei impiegata flessuosa, improvvisa e ricresciuta
reminiscenza, palpabile realtà,
di luoghi a ciliegio e moquette,
straniati di forza, ma...
pur sempre un amore...
"sei stata scordata..." io urlo...
però la tua mano s'allunga e mi cinge
d'un bacio sconosciuto che spacca il respiro,
poi senza parole mi sputi "guarda!"
sono secco ed ho arido il sangue,
una bimba ho in braccio, lei ride
con occhi di ghiaccio infuocati...
tremo...voglio uscire dal sogno!

In un istante.
Armeggio con me stesso
in un istante
per distrarmi da te
per non essere vile
invece lo sono ma sempre
a cercare giustificazioni del male
che non si deve fare ed io sono
come un vigliacco che muore di gloria
sotto al fuoco nemico
manipolo il pensiero
distraggo il desiderio
sparo a me stesso mi dico
non è amore...

Silenzioso abbraccio.
Signore non sei solo il dio del dolore,
ti dico grazie, allevi la mia fede,
lenisci i miei mali, sopporti le mie paure,
tolleri i crolli nei castelli
innalzati a te dalla mia speranza,
perdoni la mia povertà
e difendi le mie
debolezze incrinate d'angoscia.,
e poiché io non vedo più in la dello spazio
del mio sguardo, tu mi regali il tuo,
onnipotente ed infinito, ove io navigo,
senza perdere la rotta, incontro
a stelle, incontro a riveder chi ho amato ed
amo, lascio scia invisibile profumata di te,
un profumo di principio e poi di
fine fragranza d'universo e di madre,
nata da terra ornata di fiori e mari
d'azzurri e arcobaleni,
a riveder poi la mia di dolcissima madre, mamma eterna,
che ricopriva la mia vita di silenzioso abbraccio.

Aggiustano la mira (dei loro accidenti) al Berluska.
Mamma mia Grillo Travaglio DiPietro
s'avvicinano al bersaglio!
Marco, Antonio, Beppe!
forza, coraggio e perseveranza,
la mira state aggiustando!
s'avvererà presto la speranza
che coltivate nei vostri cuori amando
d'ammazzar d'un colpo secco il Berluska vero
Maria Antonietta c'è rimasta peppe
ma adesso Silvio concerete stecchito nero.

Con amore bruno.
Con amore
di bruno colore
e soltanto perchè
il mio cognome c'è,
indi jones poichè niente ci capiì
in ciò che scritto c'è lì,
chiedo, du punti, de stà lagna,
perchè se chiama inseguendo tartagna?

Un trillo.
Va bene, va bene così... Trillo,
pensiero che esce dal cuore,
passa nella mente,
si sbatte alla tastiera,
irreparabile contaminazione,
s'invola a scherzar nell'aria vuota,
bolla galleggiante di non senso...
è vero, Trillo mio,
la poesia non serve proprio...
manco a tappare un buco dentro a un tubo.
Ciao.

La mia casa.
Entro nel fiume che
entra nel bosco,
nuoto fino alla caverna,
preistorica e,
da un catino di roccia paleolitica
tiro su la chiave
della mia casa.

Chi sono?
Conosco il mio bosco di pini e rovi di more,
è come se fosse la mia casa,
in esso, quando voglio, cerco la chiave della mia giornata.
Corro sul sentiero stretto
simile ad un fiume che va inoltrandosi nella
caverna dei tronchi,
raggiungo il traguardo, ed, in un
catino d'acqua rugiadosa di pineta, assaporo il mio ristoro.
Enrico Tartagni - utente anonimo.

Ciao Eluana...
E' campo suo, Strata da lezione di neurologia.
Il tuo talamo s'è consumato, è andato via,
Eluana, tu, non hai coscienza, lo capisci no?
E Strata da neurologia punta teologia, per quel che so.
Eluana, tu sei un guscio vuoto! se un' anima l'avevi,
s'è dissolta...ora sei meno umana di sentimenti lievi...
Strata sa, lui si, che cosa è l'anima! e ove sta,
e quando un corpo muore, l'anima dove va.
Questa affermazione, però, non è stratificata scienza
della quale l'umanità potrebbe farne senza...
ma paura e presunzione pura di aver la Verità!
Un padre stanco lascia andare
ed alla Scienza lascia fare,
ma io di Scienza che discrimina ne faccio pure a meno, non dell' Amore,
non di avere di avere Cuore!
Eluana no, non morire ancora,
anche se si dice che la disperazione affiora.

Deserto intorno.
Ho perso tempo in chiacchiere,
non ne valeva la pena, ora...
deserto intorno...ma prima...due parole,
t'amo.

Santa Chiara
Umile ancella,
sorella amata del nostro Gesù,
tu m'hai salvato ed ora
la mia preghiera è preghiera d'umiltà
d'anima placata
dall'orgoglio feritore
dall'acido astio della mente
ruggine di pesi e di rancori che la vita mi concede.
Armata paziente della Fede mia Santa Chiara
porgi al tuo Signore queste poverissime parole
e digli grazie
che io non ne son degno.

ps.Ho molto pregato Santa Chiara di sostenermi in un difficilissimo
(stavo per mettere drammatico) momento.non so se sia stata Lei in
persona son cose da specialisti
ma il pregare Santa Chiara
nella sua chiesina del 700 del convento delle clarisse di via
Pier Traversari a Ravenna che trovavo sempre aperta alla sera
quando tornavo a casa dal lavoro mi ha dato la forza
per affrontare persone spaventose vomitate dall'inferno della terra. et

 

Stilita e stilista.
Io stilita
del pensiero impalato
su capitello d'erudito
io stilista
dell' arguzia
ricucio sbraghi d'ombrelli filosofici
su un telaio di concetti da clausura
mi disegno l'ultimo modello
definitivo ed il più bello
taglio, cucio, il mio saio monacale,
ripongo la sapienza
e chiudo il tabernacolo.

Ma intanto...
intanto, non l'hai detto,
che
il cuore ti batteva forte
che pensavi a un fiore
che avevi sotto pelle amore
temevi la tua sorte
infilata dentro a un giorno maledetto,
che
i tuoi occhi derapanti
non vedevano le lacrime
che sfilavano contente
a riempir le rime
di una canzone cantata con la mente
sulla faccia degli amanti,
che
sapevi del futuro
di una storia che finiva
sorridendo dentro al vuoto di un caffè
mi hai portato alla deriva
a malincuore mi hai lasciato ad i miei se
a naufragare nel sicuro,
ma intanto, non l'hai detto
che sentivi amore.

Yoga
Yoga, respiro...
respiro della mente, placata di dolore.
yoga
essenze, fiori, verde
d'erbe, profumi di foreste eterne.
yoga
acquachiara, cristalli trasparenti,
anime da cieli limpidi, anime terse da pesi animali.
yoga
luna d'argento, sole d'ori vespertini,
di diamanti all'alba.
yoga
sensi, sentimenti, liberi nell' universo,
dio, per un istante di vita, in te,
nell' enigma...
yoga
è essere niente.

tramonto a ravenna il 23 novembre 2008
guarda...guarda...che tramonto!
dio...i suoi colori nel nostro cielo! rosso fuoco e poi arancio,
giallo chiaro, quindi un verde sfumatissimo come anime celesti,
e poi... e poi colori di diamanti, l'azzurro e il blu e il blu cobalto...
presto, i suoi colori se ne vanno...
là..due stelle..luminose...come gli occhi che c'hai tu,
lassù in alto dentro al blu
della notte che si forma...sono astri queste luci! giove piccolino, l'altra,
venere,
la stella della sera, che brilla intensamente,
sei tu,
il desiderio dell'immenso firmamento
disperso in cieli colorati d'infinito,
ultimo sguardo al mio tramonto, ora ho visto la bellezza del creato!
posso anche qui morire, affacciato al ghiaccio vetro...
davvero grande puro sentimento è
questo mondo della sera, che vorrei donare a te,
un paradiso che mi sfugge e fugge come vita traditrice
che dissolva le speranze colorate dall'amore.

Via Maggiore n.1
Mamma,dolce mamma,
se rimanesse qualcosa di noi...dopo...
saresti lì...
il babbo...come sempre, tuo compagno,
voi, appoggiati al sole ad accarezzare i miei piccoli capelli,
invece,...ne alito, ne spirito,
e i sussurri, li l'ho io,
ma...poi?
Alla mia casa natale intatta e salda
antiche ombre stampate ai remoti muri io chiedo,
in assente attesa...
vi ritroverò?

Vergini espressioni.
Querulo mendicante
voglio novità dall'anima per l'anima
pittima del verso
in ritornelli petulante
cerco cime di vergini espressioni
ma alla fine son fatto di tremula paura
appigliata a malandati mucchi d'ossa
accomodati da una sedia che scricchia ancor di più...
alla fine...finirò per cader giù.

Caffè nero bollente alla Mannoia.
Sdraiato, aspetto un bacio...
sorseggio profumo di caffè d'arabia...
guardo piano, ciò che arriva, occhi blu marina,
per non ferire la bellezza...
sorrido al tuo sorriso di fata colorata arcobaleno,
voglio prender la tua mano,
sfiorare la tua pelle, e te, che sei splendore,
illumini la vita col furore del tuo corpo,
parla tu, io ascolterò,
in silenzio, ogni cosa che dirai
sarà argomento fra di noi,
non voglio disturbare pensieri folli d'aria pura,
le stelle rubate al firmamento,
spargerò fiori colti dai miei sogni,
poserò tappeti di seta al letto di baruffe...
accarezzo una chioma a tutta luce...e, scusami se ti chiedo...
portami un caffè nero bollente!

Fresco bucato.
Ad aspettar la luna...
ho steso al sole
lenzuola candide profumate di fresco bucato
appese a fili di vita trasognata nell'ammansito sguardo...
...quanto si fa duro e
colmo di paure inattese questo luogo del cielo...
il tenero sole già m'asciuga
i bianchi lini ancor morbidi di aliti nuovi
eppur già sentiti altrove, su campi di fiori
tanto lontani alla memoria...
raccolgo i tiepidi candori
li ripongo intatti e puri
ad aspettar la luna...

Rivoluzione, quando?
Rivoluzione!
quando le fiammanti nostre auto non romberanno +,
quando i candidi frigo non congeleranno +,
quando invadenti tivù ed ammiccanti picì spegneranno pixel e led
e non s'accenderanno +,
quando ameni teatri e rutilanti cine
cartelloni non ne esporranno +,
quando accattivanti ristoranti e appetitose pizzerie
di golosissimi menù non ne avranno +,
quando le rassicuranti droghe
di moda non saranno +,
quando le nostre borse di soldi
non ne conterranno +,
quando le nostre menti di pazienza
non ne concepiranno +,
Rivoluzione!

Un appunto.
Scrivo un appunto in fondo
al diario,
ultima pagina, "ricordati di chiudere la finestra
aperta al mondo che ti amato
che ti ha odiato
che ti ha accolto e poi
per sempre respinto al confino delle terre,
ma...
ultima ragione di vita, ricordati di amare il tuo rosso
tramonto sul campo di grano,
di respirare la tua alba di splendore sorgere
oltre ogni sogno dell'ultima notte...
e grida a chi non t'ha ascoltato, io ho amato!
poi...chiudi la finestra.

Velo animale.
Il mio velo animale
è sancito alla carne
come i chiodi al crocifisso
un corpo sottilissimo ombra di dolore
cosparso di cenere redenta d'amore circonfuso
in immagine bruciata in cinerario pronto all'essenza di dio.

Fantastica fantasia.
Io sono il poeta
io sono il pilota
io sono Skywalker
il cavaliere dei cieli
io sono il marinaio
io sono l'ammiraglio
io sono Nemo
il capitano dei mari
io sono l'esploratore
io sono il viaggiatore
io sono Lindenbrok
il professore della terra
io sono lo spaziale
io sono l' astronauta
io sono Flash Gordon
l'eroe delle stelle
io sono
e voi non siete
prostratevi al Fantastico.

Ricordi di bimbo.
Un sole di rosso pastello
in un ingiallito quaderno nero
ricolora pallidi gingilli di bimbo.

Ad una cri lontana, assente, presente...tutto...
Hai visto bene? ed io, ho visto bene?
gli amori nascono muoiono all'istante
cos'è pur se fosse un lungo amplesso corporale
un amore accanto al tempo dell'eternità...
un nulla...
...amori da contatti precibernetici...
un immenso amore nato da parole stampate sopra
fogli di liquidi cristalli di azzurro stemperati
sai si lo sai ancor più che se io fossi poeta sono amori veri
sono puri
incontaminati come quelli che noi vogliamo e
non vorremmo...contaminati da liquidi peccati...
ho letto bene sul mio sito che s'è attaccato a me
come resina alla sua pigna hai letto dei sensi smossi
attorno al verso che rimuove e smuove croste
ad anime stanche di trasportar carne purulenta
da stantie fatiche, come l'amore sgorga da un cuore rosso
che batte e pulsa al ritmo ticchettante di tasti che di ogni cosa
umana e pur celeste posson dare sentimento?
Così, una lontana piccola grande cri vive...
nell'eterno immenso piacevole azzurro e... nel mio cuore...

Preghierina.
Non farmi strisciare,
in terra mi sporco,
innalzami a te.

Un grido.
Grrrrrrrrr...iiidooo!
grido in mezzo ad una folla
badata dalla propria indifferente attività,
grrr..iiido un urlo che rimbomba
dentro una piazza stiva d'anime viaggianti,
il mio uuurrrlllooo vano
dentro milioni di miliardi di bocche stupefatte,
che fanno un muto oh! e se ne vanno
in un portone immenso e nero,
fin nella sua profondità fatta di niente s'addentrano felici.
Grido ad una piazza vuota estinta...
e piango.

Lilium
Dai giardini celesti
bel tempo alla mia finestra stamattina
l'apro sul mondo illuminato d'alba e fresco
di rugiada che regala vita
ai lilium del giardino
il lilium di colore arancio
è il mio dono per te che voli
in sogni che non oso ricordare
e che abiti leggera e trasparente i sentieri
d'ambra e rose profumate del mio cuore
ed alla mia finestra regali un sorriso che è più
di un fiore, è amore.

Il tex willer da scrivania.
Sindacooo! ah Tex Willer, dove sei? Sei in zona o stai in Arizona?
Eih, ranger di paese, i parcheggi delle piazze son vigilati da "vù parcheggià?"
ce n'è un'infinità, ma dei tuoi rangers...nessuna truppa in vista!
Il tex willer da scrivania.
Eih, tutore della Legge, l'adriatica è battuta dalle "vù trumbà?"
dalla campazza alla mortazza vostra.
Sceriffo, dove va? venga qua!
nei parcheggi di città, faccie la multa agli ambulanti
del parcheggio e del sesso en plein air.
Beh, ah Tex, andò vai? viè qua, faie vede!
a li nerazzi e a le puttane d'oltre cortina
staccagli la multa da millanta euro
che nun la pagheno, mai e poi mai te la pagheranno...
e sai perchè? ah nun ce lo sai?, gendarme delle strade!
Perchè di te, e giustamente, se ne impippano.

Appuntamento.
Andiamo amore, è ora!
Non posso venire
mi dispiace, ho un appuntamento...
ma dai...non andare
vieni con me, c'è il banchetto...
Non posso davvero,
mi devo staccare...
ho un appuntamento
che viene prima di tutti i secoli,
non posso non andare...

Il lavoro del ragno.
Il lavoro della festa
se lo porta via la tempesta
quel che fai nel dì di festa
se ne va dalla tua testa
non lavorare
quando devi riposare
sdraiati guarda il ragno
lavora senza guadagno
con pazienza tesse la tela
e tu mangiati una mela
o tutto perderai
del lavoro che farai.

La fatina Trilli
Adesso, cosa fare...
sul fondo della notte?
Pensare a te? Che vale? Non ci sei,
sei altrove, su altri meridiani, appoggiata ad
altri paralleli...tu vivi dentro ad altre sfere su alte
sconosciute coordinate, sei un polo e sei un altro,
m'eri si la stella polare,
tu sei su un punto che non c'è
sul planisfero di Kensington Gardens, è un luogo
che non trovo...e dire che volo in fretta con
la mia assurda fantasia...che sia...che sia
l'assurdità che ammala la mia testa, o il
pensare a te, che avevi risposte ad ogni mio
perchè?...ad ogni mio puntino...allora? cosa faccio? Ritorno
nel regresso, il progresso non mi va,
mi leggo Peter Pan, ne ascolto
la marcetta, volo dentro ai sogni dell'Isola che non c'è
spolverandoli con l'oro della
fatina Trilli.

Fata Morgana.
Io c'ho drento ad un cassetto n'à fata che 'iò messo er nome de
Morgana,
la quale ma però de notte m'è scappa e se ne va ar computer
a scrive sur suo blog ner mentre che me ne stò a sognà,
e perciò mò iè dico:
ah Morghi!
er tuo blog de morgana
è davero sempre bello e mooolto personale,
ben arredato de sentimento, intuizione, desiderio,
de come deve da èsse...ma nun è!
Morgà, morgà, ma che ce frega a noi
se a te te piace, nun se dice...aoh! mò...io lo dico...che me frega!
de sta sola con la tua sensibilità,
stesa sur sofà,
ma che c'importa se te piace 'a solitudine
e de sta con l'amici tua
solo quanne che te pare a te!
Aoh, Morgana, perchè me stai a raccontà
le tua intimità?

L'ispirazione di questa poesia è dovuta ad un'altra Fata Morgana
che vive a Ravenna e che mi fa arrabbiare perchè mi snobba, meglio,
mi ignora!

Soli con Dio.
Non guardare gli occhi dei bimbi
quando piangono, quando chiedono
perchè, non guardare le lacrime di madri,
sanno il perchè, non guardare lo sguardo del malato
che muore solitario, e non sa...
non guardare mai, mai più, perchè guardi le tue colpe.
Prega invece che Dio ti dia
la tenerezza dei bimbi delle madri dei malati soli con
Dio.

Infrangibili carie.
La tempesta della notte incombe
e invola incubi e metastasi del mio
essere pensante, vortici invisibili sibilanti
d'aria furibonda, scompigliando il ripostiglio del
passato catalogato a vita, somatizzano dolori da
inventari in fondi d'intimo reclusi, resuscitando
rimossi sensi trivellati da infrangibili carie
precompresse nel cervello ipnotizzato.

Vento della morte.
Non ho mai visto un vento così forte
è il vento della morte
stanza d'iniquità la terra spazza
esprimi l'ultimo desiderio in vita finché hai tempo
l'ultima opportunità ma attento
a ciò che chiedi
a non giocarti le ali d'angelo di dio.

Miao.
Ei, sono fenomeno in controluce
combatto battaglie inesistenti
vinco guerre contro nessuno
distruggo amori da costruire
ma ho un amico prezioso e attento solo a me
che mi fa miao
con lui ci parlo e non mi sbaglio
cerco il vello d'oro oltre un mare secco
ed ho trovato nel mio campo dietro casa
il santo graal, m'ha servito con perizia un fresco
sangiovese, ho aperto il vaso di pandora
riposto tra la legna in magazzino
e disgrazie a non finire mi allietano la vita
e poichè sono fenomeno d'appendice di un pici
ho staccato dorian gray e l'ho gettato
tra le cose che inutili mi riempivano di gioie
tanto di gioventù si muore
a che prò tutto ciò? Proprio a un tubo
solo per dire al gatto "ei io son fenomeno, son poeta! e tu?"
e lui "miao".

Wendy
Fuggirò sulla luna di Marte
su quella nascosta
volerò nei cieli di Venere
camminerò sul messaggero Mercurio
giungerò all'orbita di Giove
precipitando dagli anelli di Saturno
visiterò Plutone oltre Nettuno
viaggerò con Halley sui confini
del Sole e approderò all'Isola che non c'è...
vivrò nei cieli incantati di polvere d'oro
nell'amore eterno della fantasia della mia
Wendy.

Un messaggio che...
Un messaggio riservato fibrilla
il notebook dal ciberspazio
intorno, particolare nell'insieme,
mi avvisa d'un sentimento in vita
tra la memoria di silicio, io
fine hacker in display multimediale
l'ho archiviato giù nel pozzo del pc
compresso nei winzip dell'amore,
rimossi i file di un flirt
consumato in bit e brividi on line,
così, con ansia che riaffiora
non so se aprire la mail d'amore.

Camera dei sogni.
Mi sento straziantemente vuoto
univocamente solo
è come...manca un senso...
disperatamente cerco...ecco
sto entrando nel luogo dove vivo,
quattro pareti fredde di muro nudo
un soffitto di cristallo lucente di
luce di stelle, stelle di giorno,
stelle di notte, un pavimento d'assurda
esistenza sparata nei giorni e nelle notti
della mia camera dei sogni, ove io
mi sento il pulsare del cuore
vuoto...solo e vuoto..voglio che...il mio
ricordo di te lasci me...
impaurito urlo a te...un senso
al mio vivere di morte.

Un angelo...
Un angelo bianco mi bacia la bocca
mi bacia e mi lascia l'amaro della morte
apro la vista su sfolgoranti ali nere.

Deliziosi argomenti.
Mi formo deliziosi argomenti
illuminati di sentimento
puri come diamanti del transvaal
aspri di picchi da scalare
di segrete forre da guadare
per stringere con tremanti mani
deridenti sopraffini desideri
che son sorrisi invasi da malizie
calunnie e venticelli sparsi da garzoncelle amorose
fantasmi delle mie notti bianche.

Il saldo.
Resoconto di una vita
saldo zero
meglio di un segno rosso
peggio di niente.

Roberto Saviano.
Saviano, Roberto,
un' icona di Libertà
costruita dalla Mafia
da regalare al popolo che vuole
sempre in ogni luogo un novello masaniello,
od uno spartaco che lotti e muoia in delega
della coscienza collettiva,
raccogliamo firme, firmo anch'io,
per salvar la pelle al nostro simbolo di forza
democratica stillata dentro un libro, stampata
su di un film, e mettere a tacere sotto spirito
le nostre infide infime paure. Con Saviano io mi sento forte,
ti ringrazio mio eroe, hai salvato la mia mente
depurandola di colpe che la mancanza di coraggio
mai avrebbe portato a redenzione.
Roberto, Saviano io ti
darò la mano.

Briciole.
Non ho più
briciole di pane
per sfamare passerotti.

Zenit.
Aerodinamico il mio corpo acuto
taglia l'aria e sposta pensieri fasulli
disperdendoli altrove nello spazio e
in quell'altrove archiviati in scansie di stelle
restano a maturare in una eternità ricucita
di strappi, luminescenti pasticci di idee metafisiche
archiviati sull'orbita di scaffali incastrati dal tempo sornione
adorni e luccicanti di astri e comete viandanti dei cieli
logiche strepitose incomprensibili a mente umana
congegnate a salvare il niente in un azimut
da conquistare, ed è lì che il mio sangue
aguzzo si concentra ed attende lo zenit.

Dislocato amore.
Una poesia...lontanissimo amore
a cosa serve...a niente...
un poeta a chi serve...è sabbia & roccia, è nulla, è un disperso,
sopra i monti ed oltre i mari uno sconosciuto
emigrante dell'anima nei corridoi del tempo,
un marinaio che approda a spiagge & scogli
deserti d'amore e di civiltà del cuore...
poesia...parole senza senso contate con fatica
drogati dall'ecstasy di un burlesco computer nottambulo...
parole in stanza buia e slavate dalla risacca di monotone onde cervellotiche
poeti...poetesse...straniati all'umanità
che stanca alla morte arranca, che stanchi alla morte arrancano,
poeti e poetesse immigrati clandestini al mondo mondano
vivono d'irrealtà, galleggiano su zattere di sogni
in mezzo a mari a calma piatta,
una poesia...tempo pesante sprecato in faticosi versi
all'indomani già dimenticati ed io...io, che me ne sto qui,
impalato e solo abbandonato dal silenzio che non ha prigione
illuminato sotto vuoto spinto dal pallido candido artificio...che
faccio?...scrivo
e...desidero comporre la poesia più bella da dedicare
sempre, per ogni giorno sino alla fine dei giorni,
a te mio dislocato amore.

Nota stonata.
Io
nota stonata
nello spartito di
Dio

La mia campagna.
Non sarà l'ermo colle la mia campagna,
è piana e buona la mia campagna.
Di verde e di colori mi saluta ogni mattina,
col sole, sfavillante,
con nebbia o bruma o il temporale,
segreta e misteriosa nascosta nell'oscuro del suo tempo.
E il casale abbandonato alla sua storia,
dai tigli riparato e profumato,
col suo tetto già sfondato,
è nido e poi rifugio a volanti creature dell'azzurro,
greppi poiane e falchi v'hanno casa,
guardiani volteggianti di pazienza maestosa,
nella vertigine della mia campagna, la vista la fa mia,
a ringraziare anche per me un dio che salva
da furie di sviliti umani, di fior di peschi
e d'amabil vigne intricati e ornati,
i miei benigni campi solatii.
E non infiniti orizzonti io sogno di là da questa
mia campagna amica,
riposo da una stanca civiltà al cemento,
non un mare di dolore,
ma invece un calmo amore.

Rimani.
Rimani tra le mie braccia
rimani non andare per altre mete
rimani sei la mia ragione
rimani sul mio petto
rimani sul mio cuore che batte per te
rimani a riscaldarmi
rimani dammi speranza
rimani con me io rimarrò con te.
Se rimani ti darò me stesso.

Perduta Eternità.
Eternità s'addensa statica
in grumi di pensieri
e temendo di se stessa
d' una propria coscienza
della resa dei conti
esplode e spande inane all'immensità
cosmi e brandelli di logiche spaccate
raccolte da una Umanità nascosta nei limiti
della perduta Eternità.

La Notte d'Oro di Ravenna.
Ravegnani miei, da grandi della Storia
avete vissuto in un respiro la Nostra Notte D'Oro
con fantasmagorico esplosivo pirotecnico Finale
facendo compagnia a Teodorico il Grande Re degli Ostrogoti
che gli pareva il clou del quindici-diciotto.
Vi siete goduti il divertissement, avete goduto di gioie
d'effimeri intimi shopping che Dante canterebbe in
notturne rime e sublimate, tanto che
il vate, improvviso e vivo superiore al Tempo ma
distrutto dal chiasso materiale, altro che metafora,
uscendo dal suo immortal rifugio confidò alla
mia esausta e rassegnata anima:
" Dio bò! un's'nin pò piò!
Cussèla stà cagnèra? E tòta stà zintaza sguaièda,
d'in'dò d'àla fùra ch'àn pòss gnèca pisè?"
Io risposi all'Alighier confuso:
"Orsù e mi Dànt, tà bòta, l'è una fèsta che i
Ravgnèn i fà in tù onòr, t'àn sì cuntènt?"
"Cuntènt me? Cùn stè casè?
Cui'à av'nèss un azidènt! Chi èl che sèndic c'àl
scaravènt al'Inferàn! che boia d'un quaiò"
Mi son fatto una risata col Poeta Sommo dell'Italia vanto
che sospiroso anela del fiorentino Arno le amate sponde
quando a Ravenna s'accontenta, ahi Lui, di Lamoni e Fiumi Uniti.
S'addormenta su morbidi sanpietrini il nostro dolce Dante così io
senza offender rime dotte
dallo zenith del mio poetar rivolgo sguardi profondi e saggi
al Puro Cielo, cioè, vorrei dir, al...
pur-zìl.

Mia Rainbow.
Rainbow, regalami il tuo arcobaleno
l'iride dei tuoi occhi lo sguardo
grazioso d'amore
i colori dell'alito vitale
oh non vorrei davvero disperdere il tuo
divino regalo
il rosso del tuo fuoco il giallo e l'energia
il tuo verde delizioso e l'azzurro
che ti dipinge l'anima gentile
mio arco d'amore dal piano di terra
mi porti dove gli angeli spargono speranze
alle porte del ciglio celeste ed io sono il tuo
luccicante prigioniero di Zenda
che svanirà con te nel bianco...del cielo...
mia Rainbow...

Geppetto, Pinocchio, la Fata Turchina.              Geppetto, Pinocchio, la Fata Turchina.
Cuss'at cridat d'esàr, da pàr tè in stè mònd?      Credi d'essere da solo in questo mondo?
T'arè pù d'avè un pò d'rispètt par chietàr scià!     Dovrai pur portar rispetto agli altri cristiani!
lazarò t'àn si etàr.                                            lazzarone che non sei altro.
L'è mei t'àt dèga una calmeda                           Meglio se ti calmi
st'àn t'vù metàr in tùn mont ad bòtt.                   se non vuoi prendere le botte.
Te da savè che stà tèra l'à nè brisòl e luna park  Devi imparare che questa terra non è un luna park
còma ci drì a pinsè te, boia d'un scavezacoll.     come pensi tu, piccolo scavezzacollo.
T'at n'anadarè                                                  Te ne accorgerai
quànd t'arè d'andè a lavurè!                               quando andrai a lavorare!
E bèda a stugiè, ignurànt,                                 E bada a studiare, ignorante,
invezi ad stè sempàr in tl'à strè                         invece d'esser sempre nella strada
a coràr e a zughè con tòt chi birichè,                 a correre e a giocare con quei birichini,
che tv'a sò che ts' ì un sumàr.                           che vieni su come un somaro.
Quèst un m'gièva mi pè                                    Questo m'insegnava il mio papà
quand ch'à sèra un tabàc                                  quand'ero bambino
e instant cum slunghéva un scapazò.                intanto che m'allungava uno scapaccione.
E mi babb l'era un falignàm còma Geppetto        Il babbo era falegname come Geppetto
e mè Pinocchio, e par furtòna                            ed io Pinocchio, e per fortuna
ch'à i'avèva nèca la Fatina Turchina                    che avevo anche la Fata Turchina
cl'à m'à vlèva un grand bèn,                               che mi voleva un gran bene,
la mi màma.                                                    la mia mamma.

Nel firmamento.
Urlo
straziante
di rabbia inesploso
devasta lo spazio
costruito da uno stanco architetto
e...
nel sovrano disordine
di caotica origine
frustrato e avvilito
s'infrange nel firmamento
il grido d'aiuto di Dio.

La nuvola.
Nello stordito giorno
una solitaria nuvola
vagabonda del cielo
mi guarda faceta e mi fa:
ovunque tu sia qualcosa accadrà.
Niente rimane di me e di lei
discorsi già fatti e volati
dove nessuno li ascolterà più
intanto mi stendo su una morbida erba
al profumo di menta
e osservo l'amica sincera
che pian piano si sfuma nell'aria
e mi dice:
tu sei come me e quassù ci rivedremo.

Non fa per me.
Strano
vero
insolito e sperduto
vago iracondo
ben lontano
dalla realtà
fantasia
immagini
sfaldate
in alto
cadute
in basso
dalla terra
le raccolgo
le sotterro
basta
essere strano e vero
non fa per me.

L'immagine del Re
Signore, salva me!
gli altri non hanno bisogno di te
io si soffro perchè
cerco e non v'è
luogo nel mondo che
accolga l'immagine del Re.

Oggi
Oggi ho pensato a te
veramente
sempre penso a te
oggi ho pregato per te
oggi ho pregato per noi
oggi ho sorriso solitario immaginando te
oggi ho pianto solitario desiderando te.

Ho pregato senza parole
ho pregato col pensiero
omesso e silente nel vuoto di dio.

Oggi non so più perchè ho pregato
oggi non penso più
oggi non sorrido
oggi non immagino
oggi non piango
oggi non desidero
ho prosciolto il pensiero
ed io intero nel rio vuoto
omesso e silente muoio di te.

Gocce.
Gocce d'ansiolin su di me
mi fan bello per morfeo
rilassano il mio corpo
rendon rosa i miei grigiori
sbocciano gl'incanti
strasogni non ne faccio...
Gocce d'ansiolin dentro di me
mi fan bello per la morte
mi preparano sgargiante
al pirotecnico finale
da guardare con chimico distacco
dal mio mondo di morfina.

Occhi spalancati.
La sera cala in fretta per me
e il buio mette timore
poi non mi resta altro che pregare
il ritorno del giorno
non ho direzione
sono solo
mi divincolo dalla mia cecità
cammino a caso nel bosco che mi ospita
l'istinto spinto a cercare la via
sterpi ed animali strani e sconosciuti
occhi veloci che passano la notte
accompagnano i miei battiti forsennati
attento a chiedere
non più a dare
io ho bisogno di salvezza
ho bisogno d'uscire nell'ampio dell'aria
ho bisogno che l'urlo che emana la foresta
sia il mio
steso sul pavimento ho occhi spalancati su un soffitto di stelle.

Noi solitarie menti.
Seguo attento le parole
nate
dall'immagine di un viso di donna
dagli occhi di vergine fanciulla
tu
che non puoi abbandonare la dolce verità
la tenerezza, l'ebbrezza dell'innocenza
la purezza di un sentimento che muore
nascendo,
noi
solitarie menti congiunte di poesia inespressa
lo sappiamo
che
qui non abbiamo
perchè non siamo,
vorremmo congiungere le mani
dove si possa dire t'amo senza peccare
ed io, ancora io,
son qui a cercare parole nate da una vibrazione
che m'incide il cuore...
e solo una ne nasce...
soltanto Amore.

Con gli occhi della notte.
Spegni
amore
e guarda
con gli occhi
della notte
la bellezza
del cielo
a chi regali
quella stella...
quale stella?
quella...la più luminosa
come brilla...!
dov'è?
Lassù
dove
respira
il nostro
Amore.

Oltre la Luce.
Musica dallo spazio
mi penetra
mi compenetra
è di stelle
di pianeti
oltre la Luce
nell'Immenso
dove è pura
l'Eternità.
Dai miei altoparlanti
urlo
la mia musica
al limite del Mondo
a questa Eternità
che mi è Madre.

Un amìg sinzèr.                            Un amico sincero.
A iò un amig                                Ho un amico sincero
c'ùs ciàma Minchiètt                     si chiama Minchetti
l'è sempàr a spàss                       è sempre a spasso
l'è un svarnàza                             è sfaticato
s'un piròla a vuit                           se non gira a vuoto
t'àl tròv in t'è cafè                         lo trovi al bar
che zuga a magiò                        che gioca a majong  
a becacìno                                  a carte                  
o à' e bilièrd                                 o al biliardo
insòma, un fà un càz tòt e dè        insomma, non fa niente tutto il giorno
da la sèra a la matèna!                 dalla sera alla mattina.
A' ì fàz "cì un lazarò                     Gli dico " sei un lazzarone
invurnì che t'an sì etàr!                  stupido che non sei altro!        
Va a lavurè                                  Vai a lavorare           
e chevàt di cuaiò!"                        e cavati dal mezzo!"
Lò u'm'arspònd                             Lui mi risponde     
còm' gnìt e fòss,                           come niente fosse
"T' ài sì pù tè                                "Ci sei pur te
ch' t' vè a lavurè par mè!"               che lavori per me!"

Le mie manie.
Dirimendo le mie manie
punto il pensiero al nulla
stranio la mente esagitata
il desiderio di chiudere
amori e liti
già ridotti nell'oblio
catechizzo la mia rabbia
caustica dei miei tagli d'anima
deciderei si d'uccidere
ma il me stesso che ribelle
se ne va per se stesso
non credo proprio
che esista una musica divina
che esista uno spirito Manitù
credo nello sbando
credo nel vuoto che è vuoto
io sono sull'ombelico del mondo da qui all'eternità
credo che niente mi è dato
io sono carne già sparita nella polvere
credo che niente mi sarà dato
io svenuto Credo mai toccato dall'amore
credo nella fine che è principio
io sono le mie manie
che mai dirimerò.

In directory nascoste.
L'anima in pena
garantisce tempo alla mia analisi
personale
e per avanzare d'esperienza
cancello le conquiste
sparecchiate in fretta
con cura riposte
in directory nascoste
perchè io non so
io mai saprò
chi invaderà l'anima mia in pena.
Recupero ansia
dal mio respiro scassato
l'affanno schianta gli erti percorsi
eretti del genio indagatore
fino alla cima pellegrina del mio viaggio
ove la mia novella vita depurata dal confronto
ritrova intatta la sua...
anima in pena.

A pischè in tè padlò.                                        A pescare nel capanno.
A' iò voia d'andè a pischè                                 Ho voglia di pescare
intè padlò so in tè Lamò                                   nel padellone sul Lamone
a'm sò svèg a l'èiba cun n'à lùs                         mi son svegliato all'alba con una luce
cl'am pè un pètal ad' ròsa                                 che mi pareva un petalo di rosa
l' èria l'è giàza frizànta còma c'ùs dev                l'aria ghiaccia frizzante come si deve
a la fèn ad setembàr.                                       alla fine di settembre       
Am sènt adòss tòt un sfricicòr da zòvan            Mi sento un friccicore giovanile.
cun la rànda d' là mi voia                                  sotto la spinta della mia voglia
a dèg à la mì Nina                                           dico alla mia Nina
" a vut avnì cun me in tè capàn?                       "vuoi venir con me al capanno?
t'avdrè ch'as divartè senza anghess!"                vedrai ci divertiremo senz'annegare!"
La Nina l'am dìs sobìt ad sè                             La Nina dice subito di si
acsè a muntè in sèla a la Lambrèta                  così in sella alla Lambretta
e a s' aviè a'e capanòtt sòra e rivèl de fiò.          c'avviamm' per il capanno sul rival del fiume.
A sèva propri d'una cuntinteza                          Ero proprio assai contento
tànt che la pgnèda intòrna a nò l'era                  tanto che la pineta intorno era
e Paradis ad Dant ètar che selva oscura            il Paradiso di Dante altro che selva oscura
in dò ch'la drèta vèia l'à'sèra pèrsa                    dove la diritta via era smarrita
insèn cun e liò e la bèscia ic'è catìva...             insieme col leone ed alla bestia assai cattiva...         
a la fàza de nostàr bò d'un vate                        alla faccia del nostro caro vate
dop c'avèn mèss in t'là padèla                         dopo aver messo in padella
un bò frètt d'acquadèll                                     un buon fritto d'acquadella
tirèdi sò cun e mi bèl d'un padlò                       tirato su con il mio bel d'un padellone
d'bù un fresc bicìr d' tarbiè dl'a Rumàgna mì      bevuto un buon trebbiano della Romagna mia  
à toi sò la Nina in bràzz c'ha sò felizi                prendo in braccio la mia Nina che son felice
e ai dèg a la mi cagnina,                                 e dico alla mia cagnolina,
"ven mò c'andè a sprunziòl in pgnèda               "vieni su che a sprunziole andiam nella pineta
i c'è dòp è pèsc à's magnè di fòzz                  così dopo il pesce ci mangeremo i funghi
e dàt da fè a sfruciè par tèra cun e nès!"           e datti da fare a sfruculiare in terra col tuo naso!"
Viva la Nina la mi cagnina.                               Viva la Nina la mia cagnina.

La difesa.
Serro le file...
da solo
vado a sognare in un angolo all'ombra
nessuno mi chieda "che fai lì tutto solo?"
Son solo e mi guardo scomposto nel tempo
nessuna domanda si pone
io sogno
son libero all'ombra di me stesso.
Stringo le file
preparo la difesa del Sogno Stupendo.

I fili tagliati.
Vacillo
nella mia fede instancabile
mentre
intorno a me tutti i fili vengon tagliati
da inesorabili tiranni
così
dovrò chiedere perdono
per peccati mai consegnati
io
che tutto ho visitato
che mai mi son spezzato
mi piego
per entrar nel Regno che mai ho ispezionato.

La parpaia                                              La farfalla
A' iò zirè tòt e dè                                    Ho girato tutto il dì
par la zitè                                              per la città
a iò vèst d'ignaquèl                                 ho visto di tutto
di fiùr chi' era una maraveia                     fiori meravigliosi
di tabèc tòt cuntènt cun al su mè            bimbi contenti con le mamme
dal burdèli dolzi còma un pastizì             ragazze dolci come delizie
dal bèli spòsi...                                      belle donne...
...di' òman bròtt ma bròt da murì              ...degli uomini brutti ma brutti da morire
vècc cròll                                               vecchi crolli
cuss ai stai a fè a e mònd incòra?           cosa ci stanno a fare al mondo ancora?
bò da gnìt chi nè etàr                              buoni da niente che non son altro
iè sol cativ sempàr incazè                       solo cattivi sempre in collera
i còsta un mònt baiòcc a la sucietè          costano un monte di soldi alla società
tòt e dè in piaza a sputacè sintèzz           tutto il giorno in piazza a sputacchiar sentenze
im fà schiv, s'is murèss...                        mi dan fastidio se si morissero...
oh!...una parpaia...s'lè bèla                      oh!...una farfalla...come è bella
un spetàcol dla natùra                             uno spettacolo della natura
la vòla all'impruvisa in pètt a mè...            vola improvvisa davanti a me...
biènca còma la nèv                                 bianca come la neve
l'è pròpri una blèza                                  è proprio una bellezza
cun la sù vita cl'a dura un sòfi ad vènt...    con la sua vita che dura un soffio di brezza...   
L'è alzìra                                                E' leggera
questa l'è la manìra!                                questa è la maniera!

Una bèla matèna.                                                      Una bella mattina.
Incù am'sò svèg c'am sèra sugnè ad truvè                   Oggi mi son svegliato che avevo sognato di trovare
una bèla matèna                                                       una bella mattina
cun e sòl cun i pasaròtt chi cantèva                            con il sole con i passerotti che cantavano
cun di bei fiùr sò in te mi taràzz                                  con dei bei fiori sul mio terrazzo
cun mi mòi c' làm prepareva un bèl caftì                       con mia moglie che mi preparava un bel caffettino
cun e zòcar                                                               con lo zucchero
e c' lam dasèva un basì in 'slà bòca                             e che mi dava un bacino sulla bocca
mò...invezi...a sò i què da pàr mè                               ma...invece...son qui da solo
a sò in te mi balcò c'ha guèrd clè tòt nuvàl                   sono nel mio balcone che guardo che è tutto nuvolo
i'uslì i'è tòt vulè in ti nìd e i n'à incòra cantè                   gli uccellini son tutti volati nel nido e non hanno ancora cantato
gnèca un fèsc...                                                        neanche un fischio...
in ti vès al ròs a gli'è apasidi sèza acqua da bè...         nei vasi le rose sono appassite senza acqua da bere...
la mòi làn gnè a e su pòst un fuièt che dìs:                  la moglie non c'è ed al suo posto un fogliettino che dice:
"Am sò stòfa ad te a ma vèi par i fàt mi adio àt salùt!"   "mi son stufata di te me ne vado per i fatti miei addio ti saluto"
Par furtòna cl'aveva d' essar un bèl dè!                         per fortuna che doveva essere un bel dì
Azidenti! a la fàza de bò cafè cun e zòcar.                   accidenti! alla faccia del buon caffè! con lo zucchero
Boia de signèli etar che un basì                                  boia della miseria altro che un bacino                   
quest l'è un smanarvèrs in tla faza.                              questo è un manrovescio in faccia.
Parò in zìl e dà fùra un ràg ad sòl                                Però in cielo vien fuori un raggio di sole
E sa'm mèt a dè da bè al ròs                                      e se mi metto ad innaffiare le rose
a vùt scùmetar c'al s'arvèss e cun de prufòm?              vuoi scommettere che si aprono e con del profumo?
E caftì a me prepèr par cònt mi e ai mèt du cuciarì       E il caffettino me lo preparo per conto mio e ci metto due cucchiaini
acsè l'è piò dòlz                                                        così è più dolce
i' usèl i tàca a fisciè a sò a pòst.                                 gli uccelli attaccano a fischiare sono a posto.
A vut avdè che la mi spòsa l'ha ma fàt un piasè!           Stai a vedere che la moglie mi ha fatto un piacere!Lacrime sprecate.
Un ricordo stracciato dal tempo
stinto da gocce di lacrime sprecate
mi segue fedele e m'illude d'esser vivo.

Sei, scomparso amore,
lo stanco pensiero
che m'attacca ad una vita anemica.

Uno stimolo stento al cuore
e sono appeso a te
che m'illudi d'essere vivo.

Falco Nero.
Astruserie, intimi momenti
gettati in fumo come consumate cicche avvelenate
occhi bagnati di lacrime sparsi
una bellezza già scordata
un sentimento inconsapevole e privo di vita
baci violentati che han ferito dentro
un amore sbilenco tra il dire e il fare
spaventi di perdere la faccia
di essere travolti...
da un coraggio sconosciuto...
paura di volare oltre l'oltre...
ecco...si...lo dico...vorrei volare con le mie ali
ed arrivare fin lassù nel nido del Falco Nero.

La stanza della guerra.
Il cubo
nero invisibile impercettibile alla vista intangibile al tatto
riempito di pensieri grigi l'oscuro claustro si stringe su me
consumata da pensieri aerofagi non ho aria pura da immettere alla mente
che evacua epitomatrice di una vita sudata su stupidi conti
ectoplasma di me guardo la mia fine durante l'ultima lotta
nella stanza della guerra chiudo il cubo.

Eremo
Eremo la mia mente della mia ragione
sperdutamente pellegrina di se stessa
pellicola d'umanità dispersa nella penombra
di una coscienza in perenne penitenza progettata
per penetrare la conoscenza ed invece derisa ed offesa
dalla pena d'esser nato d'esser nato e poi vissuto senza colpa
dei miei concetti personali penzolanti d'incertezza davanti al mio pensiero
che vaga senza meta sui pendii di cangianti idee impazienti di vivere
sopporta i miei stanchi pentimenti ed i peccati mai compresi
e poi la debolezza d'esser forte e penetrare inutili verità
patetiche e pietose di un senno patinato dal suo phatos
commozioni emozioni passioni banali e vane
ma intente a ritrovar l'intera mia ragione.

La stella in cielo.                                            La stèla in zil.
Guarda in cielo tutte quelle stelle                     Guerda in zìl tòt c'al stèll           
sono come dei lumini in una chiesa                  agl'iè còma di lumì in t'na cisa
paiono lucciole in un bosco oscuro                  al pè dal lùdli in tun bòsc scur
sono come polvere d'argento                          a gl'iè còma dla pòrbia d'arzènt
sparpagliata nel buio della notte                       sparguieda in tè bùr dla nòt
te sei quella stella là in fondo                            tè ci clà stèla là in tè fònd
la vedi come brilla?                                          a la vidàt còma c'là brèla?
quella sei te                                                     quèla cì tè
ed io sto qui che ti guardo                                e me a stàg i què c'at guèrd
perchè sei tu il mio lume sulla terra.                  parchè ci tè e mi lòm in sl'a tèra.

Regno di Selva
Il gatto svane a destra nella selva
gira occhi di fosca scintilla a guardarmi
con vista dritta e temeraria
elenca i pericoli della selva
m'analizza moribondi pensieri
con ghigno di sfida corteggia il rimasto del mio coraggio
a seguir l'avventura dell'oscura selva.

Il mio corpo va a destra nella selva
il pensiero gira dietro a riguardar me stesso impalato e vuoto
nella svaporata radura gialla di stoppie
e la mente incrinata dal fascino del Niente
fortezza perenne del Tutto
s'ammalia all'incanto dei rossi occhi d'inferno
Satana maligno m'accoglie nel suo Regno di Selva.

Le scarpe
Perchè ti metti le scarpe?
Prima di ogni cosa?
Non sai che lasci i tuoi segni?

Metto prima le scarpe
per esser pronto a partire...
bisogna sempre partire...
sempre si parte...
bisogna sempre esser pronti a partire,
e con le scarpe son pronto a interminabili viaggi,
e lascerò il segno.

Faccio in tempo?
Faccio in tempo a fare una corsa in fondo al viale dei fiori rosa?
Si sta facendo già sera...
non ho più tanto tempo per me
mai ne ho avuto
non lo troverò
mai più.

Faccio in tempo a dirti ti amo e vieni da me nel viale dei fiori rosa?
E' già notte il tempo è scaduto per me
ne avevo un po' nelle mani tremanti d'emozione
ma m'è sfuggito come acqua chiara
e non lo potrò raccogliere
mai più.

Bella prospettiva.
Quando...
sei morto sei morto...
è come se tu...non fossi mai stato!
Hai scritto, hai letto, hai detto, hai sentenziato,
hai dipinto, hai fotografato,
hai lasciato l'impronta nel Viale delle Star?
Hai amato, hai ucciso, hai fatto?
Hai lasciato il tuo imperituro ritratto sul comò?
Un testamento d'amore?
Bene...che importa, davvero, niente a nessuno.
Tutto è passato, niente è dato,
morto te morti tutti! Morto tra morti.
Adieu!
Ed è questo, proprio questo
che fa di Sorella Morte la lunga Madre
indissolubile consolatrice indifferente al dolore inutile, perchè...
tutti ci ama.
A bientot mes amis.

Brillanti diamanti.
Brillanti nelle mani
diamanti negli occhi
luccichio di stese onde dell'alba...
pare... pare piombo d'argento sparso sull'acqua di Dio.

La tua vita preziosa che dura un palpito di cuore
sfavillerà reticolo cristallino di fragili Eternità,
avrai diamanti nelle mani,
brillanti gli occhi.

La bolla.
Ognuno è una bolla
separata volante leggera imperscrutabile
bolle segregate una accanto all'altra
ad ammantarne la Terra...
incomunicabili monadi d'iride fragili di solitudine...
qualcuna s'infrange, muore nel nulla dell'aria.

Una si sfalda, apre un varco in se stessa.

La bolla tenta l'altra bolla...
chiusa...che resta ben chiusa
non vuol mostrare il suo dentro...
poi il vento, sottile, spesso malizioso, talvolta maligno
trasporta le effimere alla morte leggiadra
in un rapido microscopico pif esplosivo...

La bolla gentile sorridente di vita pulita di desiderio d'amore
in alto s'invola sopra l'azzurro a confondersi
con le lontane Stelle.

L'indice.
L'indice dei mali è stilato
indietreggio indifferente ed indifeso
nell'indigenza indiscreta dalla mia umanità
ed indolente m'approprio della mia pavidità
con indulgenza nascosta dalla stanchezza di vivere
e sto fermo nascosto d'inedia trasformato in camaleonte
che un inedito destino mi rimandi ineccepibili amori inesistiti.

Francesco Schiavone di Potenza.
Amici...
io, per quanto vaghi sui dizionari del Mondo
non trovo verbo bello quanto "amici",
con voi mi confido financo all'inverosimile ma è verità
ho uno zio meraviglioso
che voglio..voglio non muoia mai,
che la sua vita sia eterna quanto il Mondo
che Dio crea e creò,
che la sua vita sia illuminata di luce e d'amore,
sempre, come sempre è stato.
Il suo nome è Francesco Schiavone di Potenza
uomo che illumina il prossimo senza vedere
uomo carico di difetti, egocentrico, autoritario,
ma mai sospettoso,
ha cara la fama e la celebrità,
ma son tutte quisquiglie amici miei
che svaniscono come polvere al cielo all'aura della sua bontà.
Egli è commendatore, è cavaliere...e sarà pure GrandUff.!
ma è grande il suo cuore
ed in merito a ciò 'stì titoli son pinzillacchere.
Zio Ciccio Schiavone è mio zio, questo è il titolo che conta per me.

Av salut.
Risum teneatis amici?
Yes? Well.
Je vous rappelle que:
Rari nantes in gurgite vasto,
unglaublich aber wahr,
memento homo quia pulvis es et in pulverem reverteris
e che,
tamen sine causa,
sic transit gloria mundi,
sed etiam
audere semper,
beucause,
si vive una volta sola, solo 007 vive due volte,
at contra
paucis temeritas est bono, multis malo
deinde
parce sepulto!
Souvenez-vous de moi dans vos prières.
Av salut, burdell.

Vivo felice.
Assuefatto all'idea di dio
vivo felice
nel peccato originale.

Universo.
Esterrefatto di guardare gli occhi tuoi
errabondi su pianure sconosciute
sbalzati su cadute e picchi
occhi deterrenti contro l'ingenuità del vivere
del pensare
che un Anima ci assista.

Tu ed io, noi qui,
vaghiamo sotto un tempo interminabile di niente alle risposte
io sono tu e tu sei me nel vagare delle domande
esterrefatti dai mondi pieni di assoluto tutto
picchi e cadute che risaliamo ansimanti
in mano nulla e noi nel niente di risolto.

Esterrefatta tu anima mia e perciò eterna
di guardare gli occhi miei sconvolti
da un Amore scarico di lacrime ed inutile alla Vita.

Concepiamo quindi figli destinati a rimpinguare
fiumi di memoria scanditi da prodromici giorni di un universo di Morte.

Reclamo.
Disteso
di sudore d'amore bagnato
il cuore battente
disfatto consunto ammalato
aspetto
che il reclamo d'amore tradito
sia ascoltato da orecchie lontane
assordate da petulanti preghiere.

Assente.
Il sole tramonta in un ovest infuocato
del rosso del cuore ho spolpato le arterie
di sangue consunto il mio corpo ne muore
ed affacciato ad un cielo di infiniti colori
prego e protesto con vuoto pianto d'amore
disperso in liquide lacrime ardenti e solidi sogni infranti
del viso di angelo ripreso dal suo paradiso
mi resta nell'anima il vano rancore contro un dio meravigliosamente
assente.

In memoria di mio padre.
Padre mio,
ricordo il volto umano ed il pensiero
che hai incarnato nello straziante dolore del tuo morbido intelletto
che non ne comprende la ragione.

Padre mio,
io t'ho amato
ma solo dentro al tuo ultimo sospiro l'ho capito
hai avuto cara la Vita e la Natura schietta
varcando il mondo con lieve passo
ed al Tempo confessato d'esser uomo generoso.

Padre mio,
la tua pazienza l'ho raccolta dal tuo letto
la tua bontà lasciata lì sull'ultimo lenzuolo la regalerò in giro
in te piango me stesso
che non capisco l'ingombro d'una casuale vita di pianeta.

Facciamola finita.
Dio mai nato
prendi la mia anima prendi il mio corpo
scaraventali nel tuo inferno più profondo.

Spiriti nelle nebbie.
Speranze governate da una mente assurda
nessuna s'avvera,
e sono circondato da spiriti nelle mani di Dio.

Piccolo mondo antico.
Nel mio piccolo mondo antico
tutto è a posto ed ordinato
contenuto dentro a un plico
ogni volto già vissuto o emarginato.

Ogni storia srotolata
nella scia della vita
sgorga in quest'anima spogliata
come sorgente d'acqua pura che s'era inaridita.

Onnipotenza.
Dimmi onnipotenza che abiti le stelle
se il tempo che vivo è tuo.

Davanti ho un infinito niente.

Vuoto l'anima dei miei pesi
e m'adagio nelle tue braccia mia padrona d'amore.

Magma di Resurrezione.
L'ultimo memento che non trascura l'essere quotidiano
sei tu mia esaltazione nel pieno giorno della vita.
Sei appena un soffio tra le pieghe del viso
e pur traspiri calore intenso.

Ma se tu non fossi...

inutile pregare con vuote parole
al muro del pianto
sciogliendo lacrime evaporate
al centro del magma di Resurrezione.

Vela in bolina.
Era un'estate di luce
la spiaggia rovente al calore bruciava la pelle
di corpi sdraiati su materassi di sabbia
eredi d'immemori sahara.

Carezzare i tuoi capelli brillanti di sale
eccitanti ogni senso
spediva l'anima all'orizzonte del mare a me sconosciuto
esplorato da avventurose vele di libertà.

Stavo lì appagato sul tuo seno
respirando vita
e traendo dal tempo futuro
con la mia vela in bolina un raggiunto orizzonte di pace.

Deserto.
Deserto dell'anima
sparge sabbia
sulle mie lacrime.
Occhi stanchi di nomade
guardano miraggi
instabili e imprendibili.
Tiro la testa oltre il livello
ansioso d'aria di vita
e nel mare di dune m'annego.

Una carezza.
Per entrare in paradiso nella nostra società
dobbiamo credere al consumo
di qualcuno che senza chiedere ti da.
La speranza è come il fumo
si dissolve nella brezza
e soltanto il pane della vita
fa apprezzare una carezza
dolce e amara delle dita.

Ricontrollo.
Ricontrollo la coscienza!?
Ad oggi, potrebbe essersi macchiata!
L'anamnesi al solito è profonda nel metodo d'analisi
ma per capire dall'indagine devo guardare nello specchio e vedo
Mefistofele
elegante e spiritoso, sbeffeggiante...
è uno strazio dell'anima...la mia...
Devo chiudere lo studio immantinente
la mia coscienza sporca
alcun prodotto può smacchiare, e...
il Tempo è già scaduto per chiedere perdono.

Lo sfratto.
> Spesso vado per le strade
> a cercare tra la gente
> quelle gioie che si hanno tanto rade
> e mentre interrogo il cosciente
> io m'accorgo tutto a un tratto
> che sentimento gioia e amore
> han subito quello sfratto
> che ha svuotato i ventricoli del cuore.

Amore vergine.
Dove sei mio grande Amore interdetto
amore trascurato ed omesso
mio grande Amore evoluto
in un sistema trend da cuori moderni
computerizzato da due cuori antichi
Amore grande interrotto
dove sei?
Hai lasciato il segno profondo di una ferita feroce
nell'anima di chi ti ha amato
e
la tua traccia svanisce in un Amore vergine.

Il Futuro.
Si può...pensare al Futuro
sereno
felice
giusto
senza feriti in guerra
senza feriti in amore
credere in un futuro
senza morti in guerra
senza morti in amore?

Angeli siamo del cielo... o... di Satana?
Immortali!
Immortali?
Ci precipitiamo sul futuro
noi, Signori delle stelle, Padroni delle Tecniche...e...
il Futuro penetra, subdolo disinvolto, asettico chirurgo,
noi, perfetti immortali.
Il Futuro, indifferente a Madre Terra,
trasforma in morti viventi le nostre anime redente
rubando corpi dai corpi.

Il telescopio dell'anima.
Non brilla stella in cielo
e al telescopio dell'anima non giunge luce.
Se penso al paradiso dell'etereo
la speranza cede soddisfatta alla certezza.

Ma qui nella città umana
che il buio universale schiaccia di paura
ogni illusione crepa al maglio della mente.

A caso cammino
cercando stelle polari.
Dammela tu una se puoi
Tu che sfavilli come centro del Cielo.

Un altro cielo.
Persa te, il tempo andato
l'ho cambiato.

Se vivo un tempo presente
esso mi è assente.

Del tempo futuro la pista
l'ho cancellata dalla lista.

Au revoir sous un autre ciel.

Paradigma.
La Morte è il supremo paradigma
col quale mi confronto senza illusioni ne speranze.

In quel momento
la mia coscienza fisserà l'istantanea di una vita
spesa al Sole di un Universo sconosciuto.

Respiro l'attimo
poi oltre il limbo
vivrò nell'ottenebrata memoria dell'Origine.

Nella mia campagna.
Esco dalla mia casa,
passeggio nella mia campagna
le fronde degli alberi al vento son parole
straniere
che parlano di me,
nella mia campagna,
sulle fronde degli alberi
sento voci di uccelli che parlano di me
ma non capisco
è uno stridor di passeri a cui son straniero,
nella mia campagna.
Rientro nel sicuro, della mia casa.

Brivido di stanchezza.
Alla deriva dei giorni
ho chiesto una tregua,
approdo a pause mai sperate
nel già concitato trasgredire del tempo.
Dalla nascita aspettavo questo brivido di stanchezza
e guardando con occhi di ghiaccio
del mio essere vecchio
la spianata dei giorni
capisco che inutile è il conflitto nel cuore.

Solo secco.
La stanchezza m'ha invaso la mente
passerò come ombra
così che il ricordo non resti nel tempo.
Morte, consolazione della mia vita
che è non senso,
basta così
un'altra parola è inutile,
una lacrima in più
solo secco.

Un po' di pessimismo cosmico.*
Quanto tempo resta alle eccelse menti teleproiette per capire?
Per salvare un mondo sprecato nello Spazio?
Capite si che siamo niente?
Siamo più di niente?
Che Dio, o un Dio, o una Dea, che crea non esiste?
Quanto tempo ancora per capire che nello Spazio non v'è Spirito Divino
vissuto prima dei Tempi.
che vive
che vivrà dopo i Tempi
che ha creato dal Nulla il Tutto
impastando ambulanti miscredenti dello Spazio e del Tempo.
Il Tutto nasce da sublimata coscienza
il Tutto c'è ma per sentimento cerebrale
e sarà tardi, sarete polvere, meno di niente,
peripatetici dello spazio, avrete sprecato ingegno
parole
scritti
pensieri
amori.
Io ho capito che son nulla... Voi?
Si, ma non vi rassegnate.
* Se De Ninis la mette sul sito potete mandarmi a quel paese.

Vergine pensiero.
Viaggiamo
sicuri della nostra felicità
col cuore che batte d'illusione.
Sull'erba, leggera corri,
guardando con fede alla speranza e
nel cerchio chiuso del prato dorato di sole
e profumato
sgraniamo i nostri sogni d'eterna gioventù.
Io, aprirò piano la porta,
per non disturbare il tuo sonno.
Al soffio di un vergine pensiero
s'involano le illusioni
dolci e fedeli compagne del nostro letto d'amore.

Tu sarai poesia.
Il tuo corpo... schiavo...
la mente... solo tua.
E tu sarai poesia.

Il comodino.
Ho steso
sul comodino della notte,
sensale delle mie medicine,
tante belle scatoline.
Citalopram-idrobromidrato-fluoxetina
alias Prozac per non essere depresso,
quinapril cloridrato e alla pressione non ci penso,
camelia sinensis e monascus purpureus
tengon d'occhio colesterolo ed omocisteina.
Il sangue che mi brilla
ripulito da droghe che allontanano dall'impressione della vita
mi fa pronto
ad affrontare lunghe notti
senza batticuore per l'insonnia
o per la morte da incosciente nel buio della sera.
Grazie scatoline che dispensate con le vostre pilloline
l'insostenibile leggerezza della magia del vivere contento.

L'ultimo viaggio.
Ho stirato la camicia bianca
la migliore
lisa al collo ed ai polsi.
La stiratrice è partita per un viaggio
l'ultimo m'ha detto.
Ora telefono ad un amico caro
che sa come si fa e che consiglia:
" Passa da me, amico mio,
e porta presso te
il tuo ultimo bagaglio".

Senza amore...
Per non morire ho creato la Speranza
ho creato un Dio per non morire
ho dato un Figlio al mio Dio
una Madre al suo Figlio
ho illuminato Dio di Spirito Santo
ho creato resurrezione ed immortalità...
dimenticandomi l'Amore.

Sleali logiche.
Stesse logiche d'amore
sleali
che mi portano indietro, a disperse memorie,
donne angeliche donne anche sognate per beltà,
brividi di pelle a più profonde intimità
ormai lontane ... giovinezza dispersa ...
ancora in memoria il profumo di donna
come di rosa
rossa
che d'un colpo traditore
punge
ed esce il sangue mio
rosso
come petalo di rosa
rossa
come l'ardore dell'amore
goccia di sangue versato su terra sterile
stessa logica d'amore incomprensibile.
Io......che mi fidavo d'esser eburna turris.

La mia Morte.
Non ti temo.....non più
raggiungimi quando vuoi
non cambierò il tuo carnet
rispetta la tua agenda
Sorella Morte.
Tanto, son qui... indarno...
lavoro scrivo guardo
e t'aspetto... Tu hai tempo all'Infinito...
ormai so.....che quando ti presenterai al mio cospetto
sarai gentile e offrendomi il tuo fiore
dirai silenziosa "andiamo".
Tu sarai soltanto la Mia Morte.

La Natura.
La Natura aspetta con pazienza
attende senza fretta la fine dell'errore
per ricominciare a vivere felice.

Prigioniero.
 Prigioniero del pensiero stupendo
 precipito in spirale...
 movimento rotatorio...
 un gorgo vorticoso...
una voragine dentro
 di presente istantaneo
 di passato anchilosato
 profonda depressione pozzo nero che niente mi ritorna
 ...e cado...scendo nell'angoscia
 del niente vissuto del tutto scordato
davanti...solo tu....ombra oscura cabala della vita, imponente,
 io sono tua invenzione, impotente frankenstein,
laggiù...nel baratro dell'anima franta
col senno crepato dalle mie pulsioni
 ineluttabile... muoio di morte del mio pensiero spezzato.

Influssi elettromagnetici.
Influsso d'elettromagnetismo
archetipo del tempo
vivifica nubi di stelle
antiche come Caos
costringendo anime costruende
in corpi eretti
a transitare
rapide meteore bruciate in atmosfera planetaria.
Siamo figli di un gelido Universo
annegati nel pulviscolo magnetico
sangue nato da luce a reazione
con atomi da laboratorio naturale
materia pura
senza amore
inventata da una entità di tempo
che neanche sa d'esistere!
Ma...
la mente sa e pensa e riconosce
che tutto tornerà al Puer Aeternus.

Un pensiero ad una terra che non è mia...
Soffia il vento sulla Lucania
sulla sua Terra
un vento da brividi
una Terra da brividi
brividi e sospiri di libertà
antichi sospiri
che in essa ancora s'attardano.
E' verde la "mia" Lucania
calma maestosa
dolce d'acque luminose
improvvisamente aspra
grotte-anfratti-rocce
rifugio primitivo
rifugio di uomini moderni.
Spazza il vento la "mia" Lucania
muove moderni Dei erti in cima ai colli
nuovi giganti turbinanti al cielo
ed alla sua potenza di mistero.
Forte il vento sulla tua Lucania
attraversa le città arroccate sopramonti
a dominare il mondo,
spira il vento, m'attraversa gl'occhi
e non mente alla mente dei Poeti.
Honi soit qui mal y pense.

Erba di città.
Basta,
non voglio passeggiare camminare
sul cemento
sull'asfalto da marciapiede
ora voglio... attraversare a piedi nudi questo prato
calpestarne l'erba verde
la terra umida
la rugiada della notte rimasta nel mattino
scansare le fresche margherite
respirare le resine degli abeti di città.
Che m'importa di quel cartello
"vietato calpestare!"
Chi l'ha messo poi calpesta l'uomo
e non gl'importa dei prati in fiore!

Voglio camminare sull' erba di città
voglio
essere ricoperto
di erbe e fiori di città.

Cosa desideri?
Desideravo nel mio intimo
da sempre
desideravo bellezza e forza da donare
desideravo intelligenza per essere all'altezza
desideravo conoscere il mondo intorno
ma il mio intimo oscillava.
Desideravo una natura pulita in un pianeta sicuro
ideali che eran troppo da desiderare.
Desideravo...
Chiedo infine al mio intimo: "cosa desideri?"
"Amore..." risponde.
Ho incontrato te che hai visto me
il desiderio s'avverò.

Un Mondo di poesia.
Il Mondo è poesia
una pozzanghera d'acqua chiara mattutina è poesia
un merlo sulla rete di confine
che mi guarda sbalordito
non so se da me o dal suo equilibrio sulle piume della coda
il merlo che s'invola col suo canto
i cinguettii nascosti tra le fronde
che solo San Francesco conosceva
l'ululato del lupo dentro il bosco
che solo San Francesco conosceva
è poesia.
Un mattino di sole è poesia
un mattino di pioggia è poesia
il vento sulla faccia è poesia
i raggi cocenti del sole sulla pelle
è poesia.
I tuoi occhi profondi che mi guardano al risveglio sono poesia.

Non dimentico.
Non dimentico il tuo Amore
non dimentico il tuo aiuto quando la sofferenza abitava da me
non dimentico le tue carezze d'amore per sorreggermi il cuore
non dimentico i tuoi occhi di lacrime sparse a condividere il dolore.

I tuoi occhi mi accolgono nel loro mare
l tue mani candide sottili stringono le mie tremanti
le tue braccia sono forti nell'abbracciarmi a te
la tua bocca è morbida nel regalarmi un bacio d'amore.

Senza te un universo vuoto avrei davanti a me
senza te un cielo buio senza stelle io vedrei
senza te dal labirinto della vita non uscirei
con te che m'accompagni affronterei ogni avventura.

Non dimentico il tuo Amore
per te vivrò
per te pregherò anche un impossibile dio
per te morirò se ne avrai bisogno
perchè io t'amo.

Esplosione.
Una poesia cos'è?
un'esplosione di verità che non puoi contenere
un'esplosione d'amore
da donare per farti perdonare.

Il mio rogo.
Catatonia della mente
catarsi di ricordi repressi
accatasto legna per il mio rogo purificatore.

Scrivo t'amo sulla sabbia.
Ti amo
cos'altro posso imprimere sulle mie parole
se non ti amo
poi chiudere gli occhi e guardarti
nella tua beltà
nella tua purezza
e riaprirli e dirti
ti amo
cos'altro potrei fare
per far sapere al mondo
che ti amo
scriverlo a spray sui muri di città
o scrivo t'amo sulla sabbia?
Si, scriverò t'amo sulla sabbia in riva al mare
e lascerò che le onde ti portino il mio amore.

Mi comprerò una clessidra.
Ho girato il tempo nelle mie mani
come fossero clessidra a sabbia

e la sabbia fina del tempo
m'è scivolata tra le dita

mi son ritrovato al tempo iniziale
con tutto quello già fatto distrutto

e un amore costruito sulla sabbia
sparso via dal vento del tempo

mi comprerò una clessidra
per guardarci la sabbia far scorrere il tempo.

C'è tempo...
Che vantaggio
esser bambini a sessantanni
c'è tempo ancora a maturare!

Il meraviglioso mondo della magia.
Meraviglioso vivere nei sogni
volare nella fantasia
giocare sereni con la magia...
essere Wendy
essere Peter Pan
volare senza peso cosparsi da dorata polverina magica di Trilly!
abitare nel Paese delle Meraviglie
il Principe Azzurro che ti bacia sulle labbra candide
ed ama la tua Bellezza!
Celeste amore senza ingombro!
Cenerentola e il Principe
vissero felici e contenti il loro amore
nato nella favola.
Per noi, la feroce inalterabile realtà,
Amori e figli che non nascon per magia!
Non sostare troppo a lungo dentro al sogno
di una vita senza peso ne dolore
non ingannare la tua mente confondendo Fantasia e Realtà.
Addio mio leggero Amore
ma voleremo insieme all'Isola che non c'é!

Fermati.
Ti sei mai fermato
a guardare i colori di un giardino?
i colori dei suoi fiori?
Ti sei mai fermato
a guardare la vita di un giardino?
a guardare il colore dell'erba?
Lo sai che il verde dell'erba non è sempre uguale?
Fermati un istante a guardare un giardino
a guardare i suoi colori
la sua vita
forse non capirai
ma per un istante vivrai.

Niente.
Niente
non sto facendo niente
scrivo solo poesie
tutta roba inutile
che chiuderò in un cassetto.

Me stesso.
Anima perfetta
monda di peccati
scontati accumulando dolore dalla vita
sono entelechia di me stesso.

Itinera gentium
Filosofie e scienze umane
dizionari
anamnesi psichiatriche
libri su libri
per avere la verità
uomini e fede
guerre per la libertà
guerre per non morire
storie dell'umanità
salvatori delle patrie
Ghandi
religioni e reincarnazioni
australopitechi
e musica divina......

itinera gentium.......

Gesù
vangelo d'immortalità...!

Ed io?
Fino all'ultimo respiro...............

Sahara.
Rivedo il Sahara.
il Deserto,
davanti a me
affascinante fenice
sabbia...all'infinito
come mare bollente
e dune, come monti...
onde increspate di sangue nel vento del Ghibli ...
deserto e silenzio, non solitudine...
caldo non afa ...
aria di vita, luce...sfolgorante...
non senso di morte, vita...da infiniti orizzonti
si!, vita dalla sabbia nelle sabbie del deserto

mi sono fatto deserto
perchè tu abbia vita.
Io voglio essere la tua oasi nel nuovo deserto
la tua armonia
che tu non tema il futuro.

Che titolo?
Non c'è spazio
nel Tempo
che possa contenere il mio Amore.

Sterile.
Sterile
di lacrime
di sogni
di speranze
goccia a goccia
disperdo nell'aria
il mio spirito
come rugiada
al sole del mattino
sterile d'amore
già tutto regalato
ai tanti che non l'hanno apprezzato
sterile
come ago d'ospedale
che inietti morfina ai miei pensieri
mi chiudo in me
col sigillo del mio inutile passato.

Contrappunto
Un contrappunto
le nostre melodie le nostre parole
un contrappunto il nostro Amore.

La ninfa Parit.
C'è un quadro nella stanza
carta ingiallita
in cornice di lucido alluminio nero il passepartout
un carboncino di una nuda bellissima fanciulla trasognante
il suo nome è Parit.
La riconosco a un tratto in mostra
nell'elegante specchio appeso sul computer
con altre forme rovesciata.

Sospensione della nostra...della mia gioventù!

Sonno socchiuso e già lontano
schiena dolce delicata
capelli lunghi sciolti in sensazioni profumate
spalle- braccia- gambe- vellutate
il suo seno morbido da dea.
Vedo sogni e incontri in contraria direzione
che davanti non partivano dall'indagine su lei.
Parit, sei Ninfa disegnata a proteggere la stanza
o sei ingannatrice immagine riflessa?
Ne interrogherò lo specchio.

Anima Mundi
Anima Mundi
sei il mio globo
e mi separi inesorabile.

Pioggia in pineta.
La pioggia
in pineta, spande odori intensi,
di resine di legni inumiditi.
Poi...
spioviggina lento insistente
sul romito sentiero
stretto stretto fino in fondo alla boscaglia.
Corro bagnato d'acqua e di sudore
leggero...respiro profumi di rose selvatiche
tra rovi e rosse bacche.
La natura intorno canta
m'accompagna la melodia silvana
trasfusa nell'umido pulviscolo.
Immense chiome di maestosi pini
sfumate in nebulosa aria,
sono riparo alla mia solitaria corsa.
No davvero!
La Selva Oscura oggi così non pare
e se Dante corresse qui con me
di Paradiso canterebbe, non d'Inferno!

Una nuova dimensione.
Dammi una nuova dimensione
un'altra dimensione
che non sia solo materia
potrò essere libero
anche di volare
come Icaro nel Sole
raggiungere l'empireo
potrò capire più di te.
Tu lo puoi mio Signore!
O sei Signora?

Io e te
Abbracciati
nudi
sul letto nuovo di lenzuola profumate
eccitati, respiri veloci, gemitii, inarcazioni...
penetrazione
del mio corpo rigido nella tua gemma
versamento di sperma d'amore
all' incontro con ovuli di vita
che il tuo scrigno gelosamente protegge.
Stiamo
umidi e tremanti
godendo di sensi naturali all'estremo incontrollabili
sulle pelli bruciate dalla forza del desiderio
l'uno sull'altra.

Una cartolina di Piazza del Popolo.02.04.08
Ravenna vive
di sole e di colori
oggi in piazza.
Il vento fresco romagnolo
a tenere compagnia.
Visi di donne, con la gioia della vita.
Corse garrule d'ardesia, gridi di bimbi sparsi
adorati dalle mamme.

Indicibile bellezza agli occhi miei,
un matrimonio
dal Palazzo Comunale
trionfava al Grand Italia.
La sposa...la luce di una stella!
Il suo babbo
di un orgoglio sprigionato accanto a lei a fare foto
...e la sua mamma?
Poi il suo uomo,
e gli invitati, ed i bambini della festa.
Quella sposa era splendente
ho spiato attentamente.
Lo splendore era suo figlio
che nasceva nel suo ventre.
E' la Vita che non lascia la sua presa!

Eccedenza d'anima.
Io sono un
derivato secondario,
cimelio da museo con
materiali decomposti
residuati bellici
scorie contaminate
scarti avariati
resti cancerosi
rimasugli smangiucchiati
avanzi nauseabondi
ritagli inutilizzati,
sono
relitto umano in fase di decesso
ammasso informe di carni, cervello, cuore, pensieri che trascino
lasciando tracce che il tempo cancella
con un soffio del suo passare
senza alcuna compassione.
Sono un derivato secondario
da decantazione nucleare casuale
ma ancora ho riposta in un angolo recondito
un'eccedenza d'anima inutilizzata.

Acido benzodiazepinico.
L'ansiolin è sul mio tavor
cioè volevo dire
il mio tavor è in ansiolin...
no...ma scusate...
è il non sonno che mi turba...
credo...o sono sbronzo...
l'ora legale..che ci sta a fare...
nell'intrico molecolare benzodiazepinico
la mia testa rintronata girella
come il Teseo del labirinto ma senza il filo dell'amata.

Svolgo il bugiardino... non realizzo se diazepam o lorazepam
poi un ultimo respiro...
non approdo... alle... "dipendenze"...
che già dormo da Morfeo.*

* E' un mio amico che abita nella strada parallela e convergente alla mia.

Mente e coscienza?
Io sono
mente e coscienza
io so io vedo
l'universo intorno
l'umanità intorno
io sono un dio emanatore di sostanze universali
e interazioni subnucleari
creo abissi pianeti e stelle
io sono la Conoscenza tentacolare fino al confine estremo
del buio del vuoto
sono l'alfa e l'omega del Big Bang
e in questo mare di Conoscenza
esploderò.

Evoluzione?
Adamo ed Eva
o preistorica umanità?
Cinquantamila anni fa...
donne e uomini
disarmati, nudi,
costretti alla sfida dalla vita...
verso una non richiesta conoscenza...
Su un' instabile pianeta
la Natura s'esprimeva con potenza dissennata
lavorando sul cervello evolutivo,
fredda, allo sgomento della stirpe,
che passava tra quelle terre ostili.
Istinti primordiali, ataviche paure,
selezioni naturali ed innocente
amore animale nella sua integrità
han salvato l'Homo non so se Sapiens
trasmutandolo in quel che siamo noi,
lasciandoci in compenso
acutissimi fardelli e colpe astruse,
ed una cosa ancora incomprensibile,
la Morte!

Ai miei tanti Amori.
E' un mattino luminoso al di là dal vetro della mia finestra
anime splendenti volano come angeli nell'aria cristallina
e s'intrecciano col volo delle rondini primaverili
Anime e corpi laboriosi già immagino sotto gli ininterrotti tetti della
città
sono seduto e dalla mia finestra guardo e penso alla svariata umanità
contenta del lavoro
triste del lavoro
felice della famiglia
infelice nella solitudine
sana e pronta nel corpo
stanca e annoiata nella salute
Dentro quella svariata umanità in questa stanza riposto ci sono io
che penso a te.
Da questa stanza coi muri rosa pallido disegnato da mia figlia
guardo il fulgore della sua foto
e penso a lei ed alla mia Donna che viaggiano già in quella svariata
umanità.
E' un mattino ancora luminoso
ed io da questa finestra di vetri scaldati dal primo sole
posso lentamente pensare ai miei tanti Amori

Il mio giardino.
Nel mio giardino
tutto
è pace, silenzio e amore
nel mio giardino ci sono i fiori
profumati di colori della vita...
ma...
io...
non voglio vivere in questo mondo
indifferente alla poesia.

Perciò,
ora,
vivo qui
accanto a Voi,
nel vostro giardino.

Io, non voglio perdere niente.
Non voglio perdere niente di ciò che ho di caro.
Non voglio perderti primo amore della mia vita!
Non voglio perderti piccolo felino che mi osservi come un filosofo
piccolo dignitoso animale che mi scruti silente con occhi di biglia.
Non voglio perderti mia amatissima moglie
che tutto di te hai deciso di riporre in me.
Non voglio perdere niente di colei in cui ho riposto la mia vita
il mio amore.
Non voglio perdere la persona mia più cara
tu figlia mia
stupenda e gentile, severa e decisa,
creatura amorosa coi tuoi bimbi
col tuo compagno
con noi.
Non voglio perdere niente di ciò che mi è più caro
gli affetti
l'amore
la famiglia
il gatto
la semplicità
l'amicizia vicina e lontana
i ricordi lontani e vicini
le lettere e le poesie mie e dei poeti.
Solo la vita sono disposto a perdere per salvare tutto questo.

Barile, per me.
Arrivammo a Barile
all'improvviso
percorrendo strade primitive
di colline e curve.
Vedemmo da lontano
una processione dipanarsi con scenario la montagna
lunga lunga
sulle stradine delle Cantine dello Scescio che
parevan statuine del presepe tutte nere chiazzate a tocchi rossi.
"La via Crucis sulla via del vino!" disse Michele
meraviglia agli occhi miei.
La fuga sfilando
lenta lenta
sul sentiero di ridosso
seguiva calma e fiduciosa un uomo stanco con una croce addosso.
Partimmo da Barile dopo tanto
e non m'accorsi del perduto tempo
lasciai così nelle fontane e nei portali di quel posto di cielo in terra,
un po' di me.

Un fiore.
Un fiore sublima la vita
un fiore è un miracolo nell'universo
dove potrei trovare un fiore?
Nel freddo ventre dell'universo stellato?
Un fiore lontano miliardi d'anni luce
che senso ha per me.
Dove posso trovare un fiore
un fiore per ogni colore
una rosa,
una rosa è un miracolo d'amore, vorrei donarti miracoli
una rosa è profumata è morbida vellutata
è un fiore da donarti, senza spine che la vita ti sia felice.
Dove posso trovare un fiore?
Accanto a me ogni giorno che mi profuma la vita d'amore
quel fiore sei tu...Anna Maria.

Fuggire...sarà vano.
Una lama di luce che
trafigge i miei sogni
trasforma in incubo
la notte.

Cuore in gola
e nell'angoscia
conosco quelle nere orbite
che m'osservano ghignanti.

Stai lì
torna nel tuo sonno
ma ricorda
so dove trovarti.

Vorrei fuggire
ma dove, tutto è inane
il mio è un mondo già finito
prima di iniziare il viaggio.

Una Maestra.
E' maestra dolce e stupenda
mia figlia
coi suoi occhi scuri, il suo viso gentile,
i capelli neri profumati in ordine
è maestra tenera e severa coi suoi bimbi
li ama
li sgrida
mia figlia conosce i suoi bimbi
ora scatenati,ora stanchi,ora lieti, ora tristi
ha una carezza e un piccolo bacio
ha un rimprovero ed un richiamo severo per i suoi bimbi
i suoi bimbi l'ascoltano
mia figlia conosce i suoi bimbi e li ama.
Mia figlia mi conosce.
Ed io l'ascolto.

Fede mia.
Poi alla fine tutto sarà stabile
nella scoscesa gravina
della mia anima.
Ci sarà un giorno che...
sul fondo del dirupo della mia schizofrenia
non precipiteranno più idee e certezze
polverizzate come sassi crepati
dalla macina delle idee e delle certezze altrui.
Rassegnazione!
Capirò la sconfitta
s'acquieterà il puntuto dolore
che incide la carne pericolante.
Ah, se il "forse" non tarlasse il mio spirito
non fendesse le fondamenta del mio credo!
Fede mia,
ti vorrei come medicina al mio dubbio
e come prova dell'inseguito Dio.

Sclerosi.
Non sarà sclerosi multipla
ma sclerosi è
non circola più sangue nel sistema
non s'ossigena il cervello
i miei occhi vedon nero
la mia aura s'assottiglia
galleggio come l'osso di una seppia
strapazzato in un mare di tempeste
i miei nervi sono rotti
e le gambe tremolanti.
Io l'ho chiesto
all'alter ego nello specchio
m'ha risposto
tu sei pazzo o sei malato
se non fosse malattia da medicina
di certo t'ha colpito
un bel virus dell'amore.
Oh mio Dio,
preferisco la sclerosi!

Colori.
C'è un campo
sulle colline di San Leo
giallo di giunchiglie
sembrano nate dal sole
voglio raccoglierne fasci per te
che siano messaggio d'amore.

Mi sdraio tra i fiori
scompaio al mondo
vedo il blu del cielo immenso
dalla terra al cielo, dal giallo al blu!
Volerei lassù e tornerei quaggiù
per donarti il giallo e il blu di San Leo.

Viale di marzo.
C'è un viale di primavera
al color rosa di marzo
sotto al mio terrazzo.

Sono pruni selvatici
cresciuti sbarazzini e profumati
a trasformar la trasandata via cittadina
in una poesia.

Un angolo di mondo che sempre mi sorprende.
M'aspetto Alice con la lepre marzolina
e il gatto su un ramo d'albero fiorito.

Cerco la natura tutto l'anno
per rinsavire dei pensieri stanchi,
e Lei ogni anno buona e puntuale
mi ristora con la sua vita nuova.

Forse delle Ninfe spaesate e fuori luogo
per danzare e cantar la notte
hanno piantato qui questi nodosi tronchi!

Problema mio.
Problema mio di moderno da psicanalizzare,
Eros e Psiche,
ma quanti poemi sulla storia!
Metamorfosi.
Sesso, impulso d'amore, e poi desiderio di spiritualità.
Visioni, aneliti al divino,
che sempre si confondon con l'amplesso.
Completezza dell'essere umani.
Miti, da comprendere, ma...
come salvare l'anima senza dannare il corpo?
Salvare il corpo scacciando Psiche,
quando ci visita
la giovane immortale della notte?
Favola antica attuale,
ormai virtuale...
Nella sera che tira al più buio,
ma tinta d'azzurro,
s'abbracciano Cupido e Psiche,
nascosti da moderni notebook,
con un lontano bacio d'amore,
amanti per sempre.

Al tavolino del caffè.
"Sediamo al tavolino del caffè
al sole, sulla piazza, dai,
parliamo di noi due"
Occhi negli occhi, innamorato io,
sorseggio il mio caffè
e guardo te, splendente nella luce,
che certo pensi ad un futuro
da regina.
Occhi chiari e volitivi, amore mio!
Impossibile leggerli e intuire
il fondo del tuo cuore
che mi pare oggetto strano.
E' più facile leggere il futuro
sui fondi del caffè!
"Allora che hai deciso?"
mi dici all'improvviso
facendomi risorgere da un tempo senza spazio,
dove m'ero messo per dormire,o per morire?
alla dura realtà
del bollore della piazza e dell'amore, il mio.
Confuso nel tuo sguardo sibillino
tento la risposta:
"Ecco, io farei come tu hai detto".
Mi osservi, diva,divertita e rassegnata, e sento:
" Eh già! Ma che t'ho detto?"

Transfert cibernetico.
Si, mi ami,
ma nell'etere
negli spazi cibernetici
dei cavi in fibre ottiche
nel fronte del computer
m'ami per le frasi che credon d'esser poesia
ritrasmesse dallo schermo
a velocità di megahertz
quasi fosse azzurro transfert
ma ti prego
non guardare nel background
non entrare in connessione
perforando il firewall
come un Matrix nel mio link
non scoprire la mia faccia
se analizzi il controtransfert
svanirebbe l'atmosfera di mistero
che c' affascina la mente.
Ma... io t'amo poetessa della vita.

Serrata stanza.
Le recondite forme assunte dal Tempo
mi sono assolutamente sconosciute
e indifferenti
dentro questa serrata stanza d'ufficio.
Illuminato da stanca lampada artificiale
o da luci fugaci di cangianti nuvole grigiastre
filtranti da una legnosa sfogliata finestra
che altro non fanno che mutare
ancor più l'anima mia già triste
dimentico le stropicciate carte scritte d'inutili conti
e quel che vedo al di la di quel vetro
è l'unica verità di solida apparenza,
l'illusione.

Sparirò tra le stelle.
Denso sofisma
pesa sul cervello
e mi sprofonda il corpo instabile
in freudiane sabbie mobili
donde non risalirò mai più a respirare!
Metafisiche concezioni,
astruserie della paura del vivere,
dell'essere o del non essere.
del fare o del non...
Che potrà importare? A chi?
La Natura Madre, o che sia matrigna,
non teme la fretta sul lavoro
ed ogni sbaglio casuale
nella sua catena di montaggio
senza rancore alcuno e neanche scrupolo
cancellerà. E quindi, che sto a sofisticare?
Sono un pizzico di polvere, sarà di stelle,
ma sparirò tra esse!

Dedica a Cristina.
Cri non morire
prova a volare!
lìbrati in volo, nell'aria,
con le ali leggere della Poesia,
non ti curar di pensieri o dolori del corpo!
Nell'aria,
sollevata dal tuo aeroplano colmo di rime,
vola,
e porta con te tutti noi
che viviamo nell'azzurro del nostro cielo
e t'amiamo.
Sopravvissuta a te stessa,
Cri,
non morire e vola e resta con noi!

Foglio Bianco.
Stesi fogli bianchi
davanti a me
sottoscritti ab antiquo
da uno spirito libero
mi raccontano la verità di un oscuro universo,
e briciole di sospiri
imprigionano la mia beatitudine eterna
dentro spire di angosce rimosse,
dimenticate da tanto, e lì
scopro l'ordine del mio essere umano
sconfitto già adesso,
smarrito in intrichi di inesaudite speranze.
Ho lasciato,
un Foglio Bianco, vuoto...

Horror nel bosco.
Ho smarrito la via!
Istantanea sul bosco mi si è sparsa la notte,
il sentiero s'è fatto straniero.
L'orologio segna le venti.
La gaia abetaia
è un mondo dell'horror
infestata da silvestri folletti!
I tronchi, sono mostri incombenti,
dannosi vegetali s'aggirano intorno...
ho il cuore stretto,
che batte violento nel petto!
E' paura!
Un ombra d'occhi di fuoco... lì,
mi si para davanti...urlo!
Sconfitto dal monte che volevo scalare
credendomi Messner!
La mia mente si concentra,
violento l'istinto di sopravvivenza e
dopo un kyrie eleison, torno Messner!
Poi come bambino che ritrovi la mamma perduta,
urlo contento.
Ecco là, le rutilanti finestre notturne
del mio mai troppo amatissimo Hotel!

Lucania ( alias Basilicata )
Lucania,
"luogo nascosto"
aspro e soave, rocce e boschi,
terra remota di preistoria,
di fratte e di paleolitiche grotte,
terra dei Lyki e della luce.
Di sassi, antichi Sassi di Matera.
Terra da amare con poesia,
con cuore e fantasia.
Terra di Crociati
in transito a liberar Gesù,
Poi normanni, papi, re e imperatori!
Che costruiron cattedrali al loro onore!
Terra dei contadini di Pian di Zucchero,
di contadine ossute e generose
col sorriso vero della vita dura,
rughe scarne, nodose mani secche da lavoro
sui faticosi campi di salite e solchi.
Terra di rossi fuochi nel fitto buio dell'aria,
stoppie che incendiano la notte, da parer
fantastico irreale sogno ancestrale.
Pollino. Maratea! Metaponto!
Sinni, Agri, Bradano e Basento...
Lucania, meraviglioso luogo di ricordi aviti
e di ombre dal passato. Terra vera.
Dedicata a Maria Cristina Latronico. Se vuole. (Ma tanto
ormai l'ho scritto!)

Umanità in piazza.
Un' umanità
concentrata nelle proprie acidità,
sono vecchi, sono zombie,
sono quelli della Piazza,
abbarbicati ad una vita
ormai priva di distanza,
appesi l'uno all'altro
come edera marcita.
Scoppi d'ira, risate isteriche
che si smorzano nell'eco
che gli fanno i muri antichi della Storia.
Questi savi d'egoismo,
beato gregge ed ignorante
della propria vacuità,
la Padrona dell'eterno
attenta, e con pazienza,
li visiona dall'alto delle steli
di Vitale e Apollinare.

Tento una poesia.
Una poesia...
come comporla,
maneggiarla,
mettere in rima
versi che faccian bene
ad anima e corpo?
Forse ascoltare il cuore,
non la mente od il cervello,
guardare il mondo con occhi puri,
sostenere la fatica di sognare
e di sperare, in una vita più leggera.
Parlar con te,
guardarti gli occhi trasparenti
ed il tuo corpo innamorato,
riposar con te dopo il litigio,
amare te che hai scelto me,
anche questa è poesia.

Ero un bimbo.
Bimbo grazioso, biondo e ricciolino
d'otto anni ero io
e la mia mamma, m'adorava.
La mia mamma era una diva,
la più bella, la più buona,
la migliore che potessi chiedere al buon Dio.
Dal suo abbraccio le pigliavo
protezione, caldo e amore.
Il mio babbo era grande,
un ginnasta di potenza superiore,
agli anelli s'esibiva come un dio.
Il suo animo gentile, il suo cuore generoso,
non ambiva ne alla gloria ne al compenso.
Foto in bianconero, m'ha lasciato,
ove cela l'antico fascino di uomo
nobile e fedele.
Amanti paritetici, mamma e babbo,
lievi e bianchi,
son saliti in alti spazi
a contemplare il loro amore in cielo.

Che buio!
Ho avuto un lampo di buio
stavo in camera e la luce sparì.
Parevo sulla macchina del tempo
un ritorno al futuro spaventoso
il cuore s'arrestava e riprendeva in un tumulto
di paura
non conoscevo via di fuga
non vedevo il mio passato
nel vuoto assoluto siderale
s'era spenta la mia luce sul futuro.
Una Terra svuotata d'ogni vita
percorsa da gelidi spazi quaternari
una Storia Infinita che... ringrazio Dio...
una luce con splendore repentino
in un clic d'interruttore sconfisse il Male
ed il buio se ne andò come iniziò.
Grazie a Dio
ed anche al tecnico dell'Enel.

L'intimo.
Cos'è più invisibile e segreto dell'Amore?
Mia moglie m'ama perchè io l'amo
ed io le dico:
"Guarda, non è possibile conoscere l'intimo di un uomo!"
E lei mi dice:
" Caro tu ti sbagli, non è possibile che "tu" conosca l'intimo di una
donna."
Io amo mia moglie perchè Lei m'ama.

Sottigliezze.
Eran perdute in fondo ad un cassetto,
sottigliezze inappuntabili.
Sguardi, diabolici, altri furtivi,
immagini di corpi, fantasie erotiche,
la tua mano lieve, e calda,
mi tocca!
Asprezze
e carezze,
illusioni e libertà,
un volo sopra tutto,
una foglia d'autunno che plana
col suo oro che stinge.
Un respiro, un ansimo,
una goccia dagli occhi amanti.
Un chiedere piano
una silenziosa preghiera,
siamo,
sul letto affaticato d'amore.

Sono un protozoo.
Senza forze, vuoto...
non ho aura,
non ho protuberanze...
sono morto!
Non ho sprechi d'energia
sono un protozoo
nel suo brodo primordiale
che fidandosi di Darwin
aspetta che s'evolvi
la situazione della specie:
che presenta allarme rosso!
Non ho tempo per guardare
lo spettacolo supremo,
deflagrare il Sole Rosso.
Ho da fare nel presente
una cura ricostituente.

Sinapsi di Lucania.
Siamo sinapsi in contatto sul computer,
due menti che si esplorano
che captano
messaggi sincopati,
uomo e donna che per vinti
non si danno
ad un viaggio solitario nello spazio.
Siamo spiriti di stelle supernove
che lo spazio cibernetico
sintonizza in armonia,
fruscii che da un cosmo più profondo,
quello umano, di amici che non si perderanno,
esplodono sinceri
su frequenze conosciute solo ai cuori,
una presenza dell'arcaico,
come un Cristo fermo ad Eboli
ritrasmesso da radiotelescopi di Lucania
per farci naufragare
sognanti amanti
sopra gl'astri del suo cielo.

Ne vale la pena.
Siamo vivi!
Ci guardiamo
e ci tocchiamo...
ne vale la pena.
Siamo lontani, anni luce lontani,
una pagina azzurra...
ma ci conosciamo,
nell'intimità,
ne vale la pena.
Di nascere, di avere coscienza
di questo universo di stelle
e di umanità,
di essere amici,
o soltanto,
amanti fluttuanti
negli spazi infiniti dell'anima,
ne vale la pena.
Avere una figlia e dirle:
"scusa amore se ti ho portato con me sulla Terra
dove in polvere tornerai"
ne vale la pena.
Perchè senza coscienza del Mondo
non ne varrebbe la pena.

Il Belvedere d'Acerenza.
La Torretta d'Acerenza
è l'orbita del cielo,
navicella in pietre antiche
che c'invola astronauti innamorati,
Signori dello spazio verdazzurro
del continuo che s'allarga verso Puglia.
Dal Belvedere d'Acerenza
dominiamo stelle e terre
siamo al limite di un peccato originale
dentro a luce che sconvolge
anima e corpo.
Stregati da vertigine
atterriamo sul pianeta a rinvenire
la severa Cattedrale di Guiscardo
che ci osserva maestosa e calma
svettando
ancor più alta delle nostre parve pene.

Appartamento in affitto.
Affittasi appartamento
dotato di tappeti
morbidi persiani e colorati
a beduini stanchi del Deserto
o a Musulmani in estasi ammaliati.
Potranno pregare il potente loro Dio Allah
rivolgendo in comodo pregare
la mecca
alla splendida Makkah
onde vedere con occhi ispirati
i promessi territori in Paradiso
del Profeta Grande Maometto
e la magica Kaabà
dall'eternità dei tempi precipitata in Terra
a salvar dagl'infedeli
l'ineffabile essenza dell'Islam.

Controllo di coscienza.
Controllo la coscienza che mi avvolge
scavando in fondo al mio disagio
per ritrovare l'equilibrio
dello stare senza pena, ne timore
con l'inconscio che mi vuole dominare.
Una tortura metafisica che scompensa la mia mente
che affatica le mie membra
che riduce i miei ricordi già rimossi
a galleggiare su inquietudini ancestrali.
Vi dico amici miei, non ho coscienza sporca,
ma cumuli d'errori, quelli si, accatastati,
nella vita in società, nel lavoro,
nell'amore.
Ma chi è che non li ha?
Una pagina d'azzurro mi ripaga d'armonia,
ho l'anima più pura di quella d'un bambino...
ma come controllare che l'Anima ci sia?

Che dire.
Una pagina bianca
il tuo corpo
timido e caldo
femminile
di profumi stellato.
Serena,
t'apri alla vita,
che aspetti da me, ma,
tu dea creata da Dea,
tu donna, sei vita,
hai la vita
che varca il confine del cielo
perchè la vita non è di questa Terra
soltanto
è Universo infinito, mai nato e mai visto finire,
che dire...
è Amore.

Cristo moderno.
Occhi di gelido vetro
uno stanco batter di ciglia
l'ombra della morte indugia sullo sguardo.
E' caduto come stecco indurito con un tonfo di nuca.
Magro il ragazzo, sparuto,
carico di antichi incompresi dolori.
Labbra bianche sottili, denti stentati sporchi di fumo,
mani piccole tremanti a chieder pietà.
Di quale demone drogato sei ingenua vittima?
Per quale irrilevante passato, che non ti appartiene,
devi scontare le colpe?
Povero Cristo in compagnia di Sorella Morte
sui marciapiedi di Ravenna!
Un buon Samaritano è con te,
ti solleva un poco dall' illogica Croce
che rassegnato porti a redenzione di una menefreghista umanità.
Ho raccolto i tuoi soldi sparsi, gli occhialini lontani.
T'ho messo i guanti alle gelide mani, il basco come cuscino.
Già ti ho chiamato il 118,
me ne vado, Cristo moderno emarginato,
torno al mio mondo chiuso e anonimo
dell'automobile e del condominio.

Il podista
Il podista
corre su sentieri di pineta
circondato di natura e libertà
è paziente nella corsa
resistente
scatta
ed è veloce all'occorrenza
sa dosare
sa pensare
al limite di forza
che il cervello può sfruttare.
Il podista
se la cava col suo cuore palpitante
quando in crisi può finire
e rallenta
poi recupera le forze
respirando aria pura
selvatica di spini,rovi e pini.
Il podista arriva sempre
alla meta della vita.

Cielo di Basilicata.
Sulla collina di Basilicata
con occhi sgranati di stupore
riscopro inatteso
un cosmo studiato da bambino
smarrito dalla mia abbagliata memoria cittadina.
Frantumi di cristalli liquidi
brillanti come purissimi diamanti
inondano la fantasia
tuttora viva e nuova
sotto il cielo lucano
cosparso nel più profondo di astri mai visti.
Piombato e inchiodato nell'ansia del vasto
guardo la stupefacente Via Lattea
imperante sulla cupa volta di stelle
vibro d'angoscia del Nulla dopo di noi
e d'istinto
stendo la mia mano a cercare la tua.
Così congiunti in un sentimento d'immenso
ci abbracciamo tremanti
riparati nella nostra piccola umanità
di amanti transitori.

L'amore di Dafne.
Un amore prepotente
ferite subite
e ferite inflitte
un amore chimico
sottile e preciso
insostenibile
un amore invincibile
non resta che la resa
lasciarsi andare
lasciare che la dolcezza infinita
morbida
ti entri dentro
con lei
accanto sopra sotto
una simbiosi
corporale e spirituale
amore prepotente
profumato di Daphne.

La stella.
Stanotte è passata una stella
sul mio tetto
ed ho respirato ossigeno!
Nella notte ho sognato un amore tenero e immortale,
un attimo...
che subito ho smarrito,
nell'oscurità della stanza,
schiarita da gelida luce vetrata.
Poi...
di nuovo un brillio...
nell'alto, sfila veloce,
illumina la sera dei miei assonnati pensieri,
nostalgica meteora,
parafrasi amorosa
che come Angelo riemerge dal cielo.

Dio impigliato.
Dio, incagliato nella rete della tua stessa umanità,
imprigionato in abisso di promesse scordate
o non mantenute...
Dio degli Eserciti contro malvagi e peccatori,
Dio di Giustizia , Dio degl'ultimi,
Dio che scacci dal Tempio
ladri e mercanti d'anime e corpi,
entrerò io nel Regno della tua Pietà?
O invece,
Dio mio, sulla Torre di Babele,
dove hai confuso lingue, idiomi e menti,
là ti sei arroccato?
Io, Ti sto cercando, da che ho mente viva...
Sei invisibile? Nascosto nel Tempio dell'uomo?
Dio del Sinai,
terrificante apparizione millenaria,
mi hai abbandonato, dimenticato?
Su quale pianeta ad anni luce sei emigrato
che non sono degno del Tuo infinito Amore?
Tuttavia, rammenta,
su questa azzurra umana Terra
hai lasciato la Tua Storia
ed anche un Figlio Tuo, che,
impigliato nella rete inesorabile del tempo
attende pace e redenzione.

Piano sette.
Un altro giorno è consumato.
Nel silenzio stanco della sera
al rientro in condominio
confuso d'ansia nell'inconscio
vado in ascensore premendo in automatico
"piano sette".
Una salita lenta e aliena,claustrofobica
come fossi altrove
su un piano parallelo,
permeata dentro al cubo che si muove
di oscure sensazioni
trasmesse da un mondo forestiero,
sconosciuto, primordiale...
Improvviso, seppur lento,
s'apre,
schermo d'astronave nello spazio,
dominato da un mortale sole rosso
un incubo da set di fantascienza
dove vedo la mia vita
come flash in un rewind
dal primo al settimo finire.

Le speranze son partite
I bagliori sono spenti,
sfollate gente,
più niente c'è da vedere,
le Speranze son partite.
Circolare, circolare!
Più niente qui c'è da fare.
Hanno aspettato con pazienza
che un Uomo le riconoscesse
che un Uomo le raccogliesse
che un Uomo le trasformasse
in realtà,
e le Speranze accendevano fuochi spettacolari
alla mente attonita e incosciente
dell'Uomo
Chissà di quali proibite ambizioni
s'accecava nell'Eden!
E adesso?
Addio Speranze,
raccogliete altrove
le vostre trasformazioni,
portate altrove le vostre luci
cercate altrove l'uomo del destino.

Il Moro di Venezia
Il Moro veleggia sulla linea del mare e
pur spinto da un tumulto di vento in tempesta,
naviga tranquillo e veloce
l' affascinante burrasca d'Adriatico.
Ha forma filante, costruito di perfetto e lucido legno lamellare,
pare l'inno allo spirito libero e puro di gente senza paura,
marinai di generoso coraggio.
Tu Moro di Venezia,
lontano dai mali terreni,
su un mare che urla come nemico,
ma che invece ripara,
nel sicuro della stiva senza inganni e ipocrisie,
imbarchi uomini d'antichi indissolubili patti d'amicizia.
Onde lunghe affronti di prora,
e insidiose alla tua chiglia.
Le fendi con perizia,sorvoli col gonfio resistente spinnaker
nubi e spruzzi spumeggianti di nebbia marina,
e condotto da esperto timoniere,
da un'anima nuova, da spirito indomito,
tu, come l' Olandese Volante,
porti in coperta sogni e speranze di giovani cuori
che mai cederanno al vile ricatto di odi e gelosie.
Su questo turbinoso mosso mare Adriatico
io ti vedo, Moro, e
navigo, come fossi su te, riempito di libertà.

Hidalgo
Vedo,
un'estensione davanti
di sabbia di luce sferzata,
sabbia al profumo d'Arabia,
che si trasforma in dune infuocate,
sprofondanti al passo
di indifferenti dromedari
in ondeggianti carovane.
Nel desertico miraggio
v'è lo scorrere lento
del fluire del presente che diverrà,
ma...ora...
improvviso,
vedo l'Hidalgo veloce e leggero,
spavaldo e perfetto,
galoppando al vento dell'Asia,
staccare il mirabolante inganno
oltre l'Oceano di fuoco.
E' l'istante libero e vittorioso
di Hidalgo,
e su di lui voglio saltare!

Nel vasto mare dei miei pensieri.
Inattesa,
laggiù, sul notturno mare immenso
s'è accesa una luce! Grazie, mio Dio!
Cosa? S'è spenta?
In un istante nel vasto dei miei pensieri
smuore la speme!
E dopo,
tutto,
s'adagia nel tempo,
senza più alcuna importanza.
Quanto inutile correre di passi
su una terra distratta.
Quanto crudele calpestio di idee nel cervello
che con la Natura
non c'entra!
Adesso, pervaso d'angoscia sconosciuta e primitiva,
perduto nel buio l'orizzonte,
rallento, desolato,
rassegnato e sfinito nei sensi,
chiedo,
ancora,
con rabbia nascosta,
torna mia Luce!

Suffragio per Raul Gardini.
Ravenna ingrata e immemore al passato,
con amici condivisi già indifferenti al nome tuo
ora lassù appeso ad una via
che prima ad altro illustre della Storia apparteneva,
il 23 di luglio la Messa Solenne
in suffragio di tua gloria terrena
offre quale sconto alla rimossa colpa verso Te,
abbandonato, aggrappato a periglioso scoglio
in mezzo a un mare tempestoso,
Tu, meraviglioso,solitario naufrago di coraggio inutilmente armato!
E quando gridasti, implorasti, ormai consunto nella lotta,
con occhi tristi
e da malinconia pervasi,
aiuto a famigliari, amici e ottime persone
che invadevan la tua vita
omaggiando l'uomo generoso e prode,
magnificando virtù e umanità
unite a ingegno commerciale,
all'improvviso alcun più ti conosceva! Raul Gardini?
Chi è costui? Chi era?
San Rocco accoglie la tua Messa al 23 di luglio
riempiendo antiche panche
e vecchi muri silenziosi ai pianti
con vuoti corpi alieni da coscienza,
e come San Rocco, tu dalla tua villa invisa
ne sei stato scacciato senza rimpianti.
Solo una via d'asfalto ipocrita coperta
con sublime indifferenza del tuo popolo,
lassù sul nascosto palo agli assurdi sguardi cittadini,
indica a posteri e viandanti un nome da dimenticare,
Raul Gardini.

Fiume di memoria.
Di memoria nutro il cervello
e di immagini credute perdute.
Di un volto ricordo gli occhi
dai sensi rapiti
e il colore pallido della pelle.
Mi accompagnavi sulla riva,
eri smarrita,
ma poi di me pilotavi i passi alla foce.
Credi che la mente sia niente?
O che l'acqua che scorre sia perduta?
Credi forse che i miei occhi sian ciechi?
Nascosti all'orizzonte che accoglie l'acqua
del nostro fiume d'amore?
Rivedrò il tuo volto
e crederò che qui non si ferma il fiume.

Le speranze.
Interni,esterni...
di occhi riflessi in se stessi
da uno specchio d'acqua di mare tropicale,
un'anima nell'attesa di un dio di speranza
dall'orizzonte oceanico,
occhi che scrutano un arrivo
promesso e lontano.
Interno di un Io in bilico con se stesso,
quando improvvide e improvvise
le speranze s'infrangono
sulla barriera di rosso corallo
svanendo in biancheggiante spuma di mare.
Esterno di un pensiero,
nato da un sogno
sito in esso dalla nascita.

Anima indecisa.
Aria leggera e superflua
sostiene un'anima indecisa
la mia
se vivere o subire l'onta della sconfitta
per cui senza accorgermene
quel refolo
che oltre mi sollevava sopra ogni ferita
s'affievola adesso
e m'adagia
comprensivo e amoroso dell'acuto dolore
nel mio soffice mondo
dal Nulla generato.

Africa sahariana.
La mia speranza libera
vola in cerca di un amore aereo
smarrito
dentro un sogno di deserti africani,
e sconfinato.
Brucio palme di datteri,
e sabbia di fuoco rovente
sento sotto i piedi.
Soffocando l'alito del mio cervello
all'atro sole sahariano
striscio alla pozza baluginante
sorgente di vergine Vita.
Si,ti prego,infine,
dammi l'acqua dalla tua bocca
e dissetami del desiderio di Te,
tu che tra le dune mauritane
m'appari miraggio d'amore!

Claudia
E' un amore durato un istante
nato da cronologie d'eternità di un Cosmo irragionevole,
dove,
e la coscienza è come inutile corredo animale,
su profondità ineluttabili alla mente
è cresciuto in noi
il desiderio di passare dal solido al liquido
per ingannare il nemico del nostro Amore.
Nei nostri corpi intimi e stretti scende
tranquillizzante e balsamico
l'oblio dei ricordi e del Passato,
e noi, nuovi ed unici,
siamo ora Padroni del Cosmo e del Fato.
Il tuo nome, per me e per sempre,
sarà musica celeste,
Claudia.

Pensiero blasfemo.
Un pensiero blasfemo
insidia la mente,
flessuoso,
accarezza il corpo,
perfido,
libera l'energia proterva
covata nel cuore
fino a scindere l'atomo primitivo,
per liberarsi,
ab aeterno,
dall'insulto originale.

Giudizio Finale.
Angeli della Terra
il vostro Mondo brucerà durissimo
nell'incandescenza di un Sole esploso.

Anime nere ed anime bianche
passeranno il nodo scorsoio di miliardi di anni
e
precipiteranno per Ere ad incontrare
un Giudizio Finale
esplosione archetipo
d'idrogeno ed elio rigeneratrice.

Domani saprò
Domani vedrò
se questo Mondo si confà
all'altro mio pensiero animale.
Presto,estesa come cerchio saturnio,
la mia anima disdetta
contemplerà dall'alto di incontaminate galassie
questo azzurro sperduto pianeta.
Domani saprò.

Amore cibernetico.
Ho Posta in arrivo sull'Outlook!
Sembra assistenza remota dal mio amore cibernetico.
Son dati recenti,immagini campione.
Le visualizzo provvisorie e le inserisco nel Desktop
che ordina la stampa su cartelle condivise...
ma fulmineo un blackout
interrompe impostazioni e connessioni.
La Risorsa della Rete
disconnette il mio Pannello di controllo
a all'improvviso sull'Outlook del mio p.c.
visualizzo desolato "Posta eliminata"!
( Dedicata a Silvia Ovis)

Sapere.
Saper ascoltare il vento tra le foglie,
rispettare un fiore nel prato,
saper capire gli occhi di un uomo,
amare il sorriso di un bimbo.
Saper dire alla tua donna ti amo,
saper aspettare chi ti ama,
e cullare un sogno con speranza.
Passare le dita fra l'erba bagnata,
assaggiare il dolce sapore della terra.
Saper riposare il corpo stanco
e la confusa mente
sulla spiaggia calda di sole al tramonto.
Saper guardare questo mare
di rossi barbagli di luce
per sapere che il futuro
non sarà di solo buio.

Appendici tralasciate.
Lo sguardo paralipomeno
spia scatole vuote,
appendici tralasciate,
viandanti in strade anonime
di città già morte
e si sofferma indeciso e,
sofferente,
per mancanza di destino,
su visi pallidi che trasportano
alieni sorrisi
fulminati da luci di stelle.

Credere
Credere d'essere immersi in acqua pura
è facile
guardando fuori dalla finestra della mente,
ma giro gli occhi indietro
e ritrovo gli anni perduti
sparpagliati sulla strada dei giorni
e sale la coscienza del corpo
coperto di ferite
adagiato sulla sabbia tiepida
del mio lido acquistato gratis
il giorno della nascita
in eredità dal tempo
che ogni giorno in ogni luogo
passa irridente e lontano
da ogni speranza che nasce e che muore.
Io la mia Speranza la sventolo al mondo,
la coltivo sicuro nel giardino della vita
e con essa tengo in pugno il futuro.
Cammino con lenta sicurezza
lungo la carraia alberata,
vedo sempre il canale d'acqua chiara
vivente di bisce e raganelle
che bagna il mio corpo giovinetto.
La placida corrente trasparente
lava e rilava
i miei sospiri di vita appena all'inizio.
Le idee
le affido al vento fresco e malizioso
che spira negli orecchi
meravigliose avventure
mai e poi mai raggiunte chimere.
Hai! Come fa male il cuore al risveglio
su questo sasso crepato di calore,
sperduto, semiaffiorante, sprofondante.
Solo ora, io, finalmente,
nella mobile sabbia dell'Es,
al riparo nell'acqua placenta dell'incoscio,
in pace m'abbandono.

Tobruk
Ho raggiunto Tobruk!
Alla meta
berrò la mia birra fresca.
I compagni, non son più con me.
Li ho perduti
in cima alle sabbiose dune,
dove li ho lasciati
a riposare e a dissetare,
tra balsamici miraggi
i loro corpi arsi.
Perchè la traversata
Sahariana
non è lunga uguale per tutti.

Esame autoptico.
Esame autoptico
di un'anima immersa nella pece
universale e cosmica.
Catrame di carbon fossile
vischioso e nero
per miliardi di vite
cadute nella trappola
preparata da un dio
tiranno e indifferente.
Anime abbandonate
impaurite imprigionate
senza scampo
nell'elastico del tempo
partorite dal nero petrolio
di una terra che non è
ne madre ne padre.
Ecco l'anima mia
la mia coscienza limpida
è dentro l'ignota pece nera
del destino e del passato.

Tavoli d'ufficio
Il mio è un sogno
che va sul filo del pensiero
lieve come l'aria.
Un sogno, tra tavoli di mogano,
strisciante sulla moquette
di questo ufficio
chiuso e fumante.
E' stato un sogno
intenso come un profumo di rosa,
evanescente come il profumo di rosa,
è stato un sogno guardarti,
e desiderarti!
I tuoi occhi mi sembravano d'oro,
e mi hanno fatto innamorare,
ma come l'oro
m'è stato impossibile toccarli
al di la dei tavoli di mogano.

Elena
Elena, non abbandonare
il mio sguardo
perchè dentro al mare luccicante
dei tuoi occhi
sono al riparo dalla bufera
che lacera la mia vela.
Lascia che affondi,
sanato d'amore,
nella voluttà del tuo iride.

Pulsar.
Barlumi,meteore,razzi brucianti
illuminanti
oscuri sfondi,
spaccati di fuoco,
iridescenze d'anime,
fusioni spirituali,
spasmi e nodi
stringono petti e gole.
Nascite strazianti
annegano in un cosmo
di buio e di stelle.
Pulsar e buchi neri,
atomi,quasar,
galassie
mi trascinano
in un cielo dove niente esiste.
Grido...urlo...cerco...
Un Mondo indifferente
d'eterno silenzio
mi risponde col vuoto assoluto.

Stratificazioni.
Stratificazioni dell'anima
mutano l'essere e lo stare
mentre niente cambia intorno.
Apro gl'occhi e
il pieno è divenuto deserto.
Nel deserto dove abito
un pensiero solitario
alla fine
prende forma consistente
ed argomenta nel mio cuore,
non nella mente traditrice,
che volare alto con le idee
porta al sole che ti brucia
od a un Dio che t'illumina.

Beffardo futuro.
Non ho più respiro
dentro la mia stanza d'ufficio
colma di stantia fatica
spesa su incomprensibili carte.
E' l'aria che manca,
prigioniero irrimediabilmente
in questo luogo straniero.
La mente diviene pesante,
i movimenti estranei ad ogni volontà,
la coscienza evade dal cervello, e mi
si spande ectoplasma irrisolto e alieno
in un etere gonfio di fumose speranze
mal riposte in un beffardo futuro.

Sono sorpreso
Stemperato in un candido
                       splendore
cammino ad occhi
                      spalancati
sorpreso
d'essere vivente
in un mondo di morti
                      ottenebrati
dal desiderio d'eternità.

Mia madre.
Hai atteso con pazienti silenzi
sfogliando monotoni pensieri
nella stanza costruita
per accogliere il Tempo.

Ha vetri di cielo
la tua stanza
e per guardare il sole
non duri fatica.
Consumando il tempo
hai donato ricordi al passato
poi, tranquilla,
reclinato i tuoi capelli bianchi
sul davanzale del sole.

Ti ho conosciuta nella pace
ti ho presa per me,
in eterna malinconia ti terrò
rimpiangendo l'Amore mai dato
che da sempre aspettavi.

Ho chiuso la tua stanza
imprigionandovi il sole
e in essa rimarrò
per ritrovare i ricordi lasciati,
e i tuoi capelli bianchi.

Ho smesso di seminare
da quando un tramonto
senza fine
ha iniziato a tinteggiare
di rosso fuoco
la mia Terra personale,
quella dove seminavo idee,
e motivi di vivere.
I semi di prima
hanno già germogliato
disagi
e differenze
e poi morte, e così,
ridotto senza bussola al pensiero
il rosso fuoco
alla mia moribonda comprensione
è divenuto nero finale.


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