Poesie di Armando Bettozzi


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Dice il ciclone al vento esagitato
Dice il ciclone al vento esagitato:
"Ehi! non t'accorgi che stai disturbando…?"
E poi, sprezzante - Attila imitando -
passa e disfiora tutto un verde prato.

Ed il vulcano al sole ch'è infuocato
rinfaccia il troppo caldo, e va sputando
sull'abitato il magma, incendiando
quel che scendendo incontra, incontrastato.

Perseguita - chi è messo a governare -
il "ladro di galline" e intanto storna
sul proprio conto un fiume…un lago…un mare

di soldi altrui e non se ne vergogna,
ma è lì a predicare - con le corna -
che il ladro va punito con la gogna!

E al diavolo lo svende,
che se lo porta dentro la sua fogna,
e certo quel favore poi gli rende.

Sonetto della fantasia
Siccome non si vedon non è detto
che i sogni abbian smesso di volare,
o che non ci sian più, là in mezzo al mare
sirene con la smania dentro al petto.

Perché io non lo sento, non mi aspetto
che il drago abbia smesso di russare
e neanche che non voglia più sputare
il fuoco per diletto o per dispetto.

Siccome son malati e bisognosi
non vuole dir che in quelle testoline
non ronzino i bei sogni fantasiosi

com'è per ogni bimbo altrove nato,
e che non amin fare le moine
all'angelo che il cielo gli ha assegnato.

ai tanti talk show che fanno tanto…ascolto…

Per far luce ci vuole…illuminazione
Per far luce su un caso complicato
occorre illuminare il buio pesto
con…materiale grigio illuminato
e occorre pure che sia fatto presto.

Ognuno che sia quello incaricato
di far che non sia ancora più funesto
quel buio, che colpa o caso ha portato,
non solo illuminato, ma anche onesto

dev'essere, e assai ricco di buonsenso.
Ogni altro che s'infili da abusivo
più o meno …titolato, ma propenso

a illuminar se stesso solamente,
per figurare e per sentirsi un divo,
risparmi i tanti attriti della mente.

Paese bello
Con le pietre delle mura
sempre esposte al sole e al gelo
sotto il cielo che ti cura
e ti copre col suo velo

e le pietre ed i mattoni
delle case ora struccate
ma che per generazioni
sono state intonacate,

e le altre ancor vestite
col vestito rinnovato
che nasconde le ferite
del gran tempo che è passato,

tutta bella sei, Bettona,
con la Piazza e la Fontana,
ch'è un gioiello che ti dona,
e quei giri di collana

delle strade e vicoletti,
che si allargano in piazzette;
con i coppi dei tuoi tetti,
di palazzi e di casette,

chiese e campanili al cielo;
col tuo insieme d'arte e storia,
sei un fiore ed il tuo stelo
è il tuo colle che si gloria

degli ulivi millenari
fin giù al piano, e il Poverello,
e anche Dante, in versi rari,
di te han detto, Paese bello!

La partitura
Su righe e spazi cadono le note
nello spartito, con adagi e svelti,
e tutti gli altri tempi ben fissati
dall'anima e dalla mano attenta
del musicista esperto ed ispirato.
Son fughe di precisa intonazione,
son ritmi e cadenze e accordi ariosi,
son melodie sognanti, ritmi audaci,
son freddi suoni, o caldi e sinuosi.
E come è scritto, tutto vien suonato
dallo strumento in mano all'orchestrale,
che si destreggia in lenti e virtuosismi
e incrocia tutti quanti gli altri suoni
e giunge a conclusione…troppo presto…
Che il brano è bello e più non si poteva,
ma il tempo è poco e quando più vorresti
protrarlo all'infinito, quel bel suono,
ecco il finale e ti ci trovi dentro
perché è così che è scritto, lo spartito.
E c'è un crescendo, quasi disperato,
che sembra di volersi svincolare,
del timpano e dei piatti…un'esplosione!
proprio un momento prima del silenzio.

Coglierò uno a uno i tuoi pensieri
(a Lisa)

Coglierò uno a uno i tuoi pensieri.
A me li legherò come ghirlande
di fiori di orchidee profumate.

Nascono in te, e da te escon ninnando
come i petali fluttuano nell'aria
quando turbina al sol di primavera.

Mi coprirò del bello che hai nel cuore.
Ne capirò l'essenza più profonda,
respirerò un'aria più pregiata.

Nei momenti più intimi d'amore
amalgama sarà d'anima e corpo:
raggiungeremo vette incalpestate.

Di terra e cielo copriremo i corpi
distesi a fianco e di gioia stremati,
però così leggeri…quasi un volo.


la Grande Capa dice…inculca idee e ordini…Ma è refrattaria a ogni richiesta dei propri sudditi-interlocutori (Gennaio 2012)

A Sòra Culona!
E…allora, Sòra Merk' a che giocamo?
Ce vòi fà véde quanto …teutonica
sai èsse co noantri…che pagamo
er fatto che sta peste bubbonica

t'ha ffato annà er ciarvello de patate
lliggiù 'mmezz'a le chiappe der culone
che t'aritrovi, indove ciai stampate
l'idee da granne e ogni decisione,

compresa quella che j'hai detto a Monti:
"Sò cazzi vostri, sò…"… N se fa così!
Ma abbada, a gran culona! Si li conti
n s'aggiusteno, sò cazzi puro llì!


dopo Moody's e altre analoghe Rating Co.s, , ecco spuntare Standard & Poor's…a gufare sul nostro destino….nero come la pece, che altro che l'Apocalisse! Ci ha tolto anche quell'ultima "A" che era rimasta! Che vuol dire Ulteriore Svalutazione! E questo malgrado il bel programmino messo già su da Monti, il …salvatore…ma de che!! Anche Sarkò è stato svalutato! (decisamente non è come si diceva…)(Gennaio 2012)

Ste facce brutte de l' Apocalisse
(le Compagnie di Rating…)

Avanti n' artra!…Che c'è ancora posto
pe un'antre du'-tre-quattro compagnie
de quele che ce stann'a ffacce aròsto
co mille arittimetiche archimie!

Mo n'è arivata n'antra che a ogni costo
ce vò vedecce - assieme all'artre arpie -
a ruzzolà…ché dice: " Er succhio imposto
co tasse e tante varie acrobbazzie

incluso a stà sur filo de rasoio
che n sai si pòi 'nnà avanti o cascà giù,
co er rischio de imbucà 'r nodo scorsoio,

nun è abbastanza…Serveno gabbelle
più adatte a svotà tasche…Ce vò più!"
E Monti fa: "Je scortico la pelle!".

Ma che…se stanno tutti a divertisse?!
Mannamole affan…cubbo a tutte quante
ste brutte facce de l'Apocalisse!


dopo i casi Scagliola, Malinconico, ma anche Fini, meglio essere preparati….

L'invisibil mano generosa
Cari Amici, che tanto mi stimate,
e che, anche, mi volete tanto bene,
e godete allorquando mi donate
beni e servizi…seppur non ve ne viene

niente-di-niente in tasca, e anzi! lo fate
addirittura senza tante scene,
senza nemmeno che me lo diciate,
vi prego di astenervi: non conviene,

infatti, regalarmi case…viaggi…
all'insaputa mia, povero ignaro,
perché alla fin ne avrei solo svantaggi…

Di questa villa, già…monolocale
dirò a chi chiederà…ch'è un dono caro
del generoso assai …Babbo Natale!

Preziosa
(a Lisa)

Un sacco vuoto
che s'affloscia in terra
sembro a me stesso, senza più vigore,
consumato
dagli acari del tempo polveroso.
Passano i giorni
senza più emozioni…
e gli occhi gonfi guardano all'indietro
disseminato di forti tenerezze
e spruzzato
di sguardi e di profumi intensi,
di turbinii improvvisi
e di preziose attese.
Preziosità, così, fatte d'un niente,
quel niente avido solo,
di tutto quel che hai e quel che sei.


Premesso che "tasse è bello" sempre che non diventino insopportabili fino a portare al suicidio, chi regolarmente le paga.
Dedicata ai "ricchi imprenditori-padroni", nemici della democrazia, che arrivano a suicidarsi come soluzione al disastro, troppe volte causato dalla famelica e cieca "giustizia" che sa solo manifestarsi con tasse opprimenti e devastanti, sospinta da un "pensiero" che vuole che tutti gl' imprenditori siano truffatori-sfruttatori-evasori…Anche se il ricco, quando è davvero ricco, paga, comunque, regolarmente, le proprie, esose, tasse. Ma quello stesso "pensiero" non si sofferma a pensare se "ladro" sia, invece, tutto considerato - con onestà di pensiero - il Fisco…Ai vari suicidi di imprenditori, non è seguito lo stesso forte cordoglio, che - giustamente - si leva da tutto il Paese, alla morte di un operaio. (2011-2012)


Invidia…"non"…crepa
(suicidi per tasse)

E…allora…
la bava che gli usciva dalla bocca,
maligna,
ora,
diventa brutta smorfia che sogghigna
perché il…riccone,
il suo nemico abietto
che il suo pensiero aperto
calpesta e opprime, sempre, nella storia,
e che è da dare in pasto alla giustizia,
cieca, ma in cerca di gloria,
che troppe volte troppi danni arreca,
ma che ben vede il luccicar dell'oro,
come gazza curiosona e ladra,
deve…privar del luccichio ostile
e impoverire
seppur con le sue tasse
le casse impingua
donde il ghignoso attinge, su
come da un pozzo…
Pur, se a luccicar non era
che un fondo di bottiglia fatto a pezzi...
Ma questo è quanto:
la cecità non vuole che altri veda,
che, anzi, guardi e al luccichio s'inebri,
e giù a tastoni annienterà ogni baro,
finché…tutta protesa all'arrembaggio,
nemmeno farà caso a quello sparo…
Ma no…non è l'invidia che è crepata…
è il ricco…che quella fine lì,
l'ha meritata.
 

Per i tagli ai loro stipendi ci vogliono gli studi della Commissione, le ricerche tra le scartoffie degli altri parlamenti europei…Settimane di lavoro per dimostrare, tramite cervellotici distinguo, che prendono meno degli altri parlamentari europei…Sì, se la verità ce la raccontano…a pezzetti.…E, tanto per precisare, la cifre che ci vengono mostrate come esagerate, sono lorde! E hanno le loro spese…E poi "Non si può fare di tutta l'erba un fascio…", come ha detto Bersani…Bersani?! Sì, sì: Bersani! Quello che si farebbe impiccare per l'equità…Pa-pparapà-pa-ppà! Ma quando hanno tagliato le pensioni, bloccato gli stipendi ai ministeriali, deciso gli aumenti di tasse…non si sono minimamente posti il problema che stessero tagliando i "lordi", non sono stati a fare cervellotici distinguo, non hanno istituito Commissioni per vedere in quali e quante spese debbono incorrere per campare, per avere una casa…i cittadini italiani, e per confrontare le loro pensioni, i loro stipendi, con quelli percepiti dai cittadini di altri paesi (degli stessi paesi che loro hanno preso in considerazione per gli eventuali tagli a loro stessi); quante tasse già pagano, e quante ne pagano gli altri…Insomma, di quanto di netto! entra e di quanto esce dalle magre e tartassatissime tasche della stragran parte degli italiani, gliene è "potuto fregà de meno!". (Gennaio 2012).

Pòri parlamentari nostri!
"Che te dicevo, a Re'?...Stamoce attenti!
Ché co li furbi noi n ce la sfangamo…
Eh…già…Noantri, proprio n ce la fàmo
a daje er fatto loro a sti fetenti!

Ma nu li senti quanti impedimenti
che cianno pe tajasse…E su…e annamo….!
La Commissione…er Netto…E che speramo?!
Ce stann'a sfotte senza comprimenti!

Ce stann'a riggirà tarmente bbene,
co sti confronti a la…"come ce pare"
co quanto pìeno l'artri, che conviene

davero a lassà perde, che, se sa,
tra noi e loro c'è de mezzo er mare…
e arfine ce sapranno dimostrà

che dar confronto co artri parlamenti,
nun è pe gnente uguale a come pare,
e, anzi! tòcca a ddaje anche l'aumenti!!"

dedicata a una bellissima, giovane ragazza dell' Est, che al veglione di capodanno s' accompagnava a un maturo e…inadatto signore,,
con lo sguardo di perla umida di malinconia…(31 dic. 2011).


Farfalla prigioniera
(amor…per "una" vita…)

Nere arcate su gocce di tristezza -
perle di umida malinconia -
di magnifica, tristezza,
di dolce, malinconica tristezza,
rassegnata, tristezza,
lo sguardo
lontano fai vagare tra i ricordi,
tra i sogni di bambina ormai sfumati
tra braccia inadatte, e egoiste
che in cerchio
stringono
la lieta libertà che più non hai.

Fili dorati sulla fronte chiara,
raccolti in una coda di cavallo
donano fierezza
a chiare gote appena zigomate,
lisce e vellutate;
contornano lo sguardo…che non guarda
per non vedere quello che hai lasciato.

Il corpo adolescente,
di bambina cresciuta,
su gambe di alabastro,
sotto la vestina,
lo perdi per donare il paradiso
a chi da tempo, ormai,
non lo sperava più.
Ma solo lui lo vede…
non già lo sguardo tuo, smarrito
tra il bel ricordo
di quella tua sognante gioventù
ch'è già finita.

Ami soltanto
per vivere una vita.

Adesso - come qualcuno già da alquanto tempo prima - i più illuminati dicono di Bond e di BCE…
per salvare l'EU (non solo noi) dalla crisi (dicembre 2011).


Basta, pecore!

a Monti…!
E basta, co sto stà giù a pecorone,
co st'inchinasse come servitori
davanti a chi fa tanto er caporione…
Noantri! Li più "Più", li più mijori!

Noantri, che da ogni situazzione
pe quanto brutta uscimo vincitori!
Artro che pènne da ogni decisione
de queli capicrasse!...Primi attori

dovemo èsse noi, noi itajani!
Va', dunque, si vòi èsse uno de noi,
va a dije: "Basta, co li giochi strani…!


Si er treno EU n volete che deraja,
ce vò da fà li Bond, e attenti a voi,
che qua, senza de noi, n se mòve paja!

E sia ben chiaro che la BCE
dev'esse chiaramente!…europea,
e deve tirà su a chi sta a cadé…
Che, sì…est vostra amica, ma…anche mea!"

Sinnò, ce l'hai presente…la piorrea?!

Lamento
(questa ondata di calore…)

Questa ondata di calore
scende come un toccasana:
della scorsa tramontana
ne cancella anche l'odore.

Giorni e giorni eran passati
con il freddo che gelava:
se il bel caldo non tornava
lanciavamo gli ululati.

Tutti quanti speravamo
che passasse, e al più presto.
Ma nessuno era onesto…
perché ancor ci lamentiamo:

Troppo caldo tutto assieme!
Qui rischiamo l'asfissia,
era meglio l'atrofia!
Ma perché, sempre, si geme?

È che è il giusto! che ci preme
ogni dove e ogni quando.
Però il tempo vien portando
sempre soluzioni estreme.

O noi, siamo, che a star senza
il lamento ad ogni fare,
ci è più duro sopportare
incapacità e impotenza?

Forse, è, il nostro lamentare,
per noi tutti il salvagente
che ci serve pe' affrontare
questo tempo prepotente…

Omaggio a Don Backy

Tre semi di cuori
Che gran consiglio, è stata "Serenata":
"Spremetevi…cercate novità…
tagliatevi i capelli, e da seguaci,
sarete i primi voi…
".

E quale enorme, immensa "Immensità"
son le parole e il canto
che sa, oramai, di…immortalità,
della più bella figlia del suo genio,
che i cuori ha aperto e, dentro, giù a cascata,
i sentimenti buoni ci ha infilato
che verdi son rimasti fino qui.

E volano le rondini nel cielo
insieme a un'altra bella sua "Canzone"…
Che via con sé si portan l'emozioni,
bagnate dalle lacrime d'amore

Le note sue son sogni, son speranze,
son sentimenti pieni di fragranza.
Le ha accompagnate, Ieri, fino ad Oggi,
e Oggi se le porterà con sé
per farne un dono bello, ai Domani…

Solo amore vero, cercasi!.
"Non voglio entrare come a un caffè!" (lui)
"Non sono un bar pel tuo caffè!" (lei)

"Da sempre vo inseguendo una chimera…
Sembrava si avverasse a star con te.
Con te volevo star la vita intera,
ma entrar mi fai, così…come a un caffè! (lui)
(ma tu entri in me…come entri in un …caffè! (lei)

L'amor che voglio è quel che m'ama in toto,
è un'addizione solo a due fattori.
Non chiedo amor che intorno lasci un vuoto
che riempirai con altri nuovi amori".

Natale
Incredibile suono
d'incredibile lievità,
scende,
accende un lume
e un altro, e un altro…e tanti, e tanti…
Piccolissimi sogni
scendono
e fanno tutto bianco.
E la notte si sveglia
tra un volo d'ali
leggere,
e sfuma ogni nebbia al sospirar degli angeli
all'incantata vista...
Riccioli d'oro…
Neri ciuffetti, crespi…
Non importa come…
Dipinge la forma, e dà il colore,
ogni cuore,
del Bimbo ch'è di tutti e che è di ognuno.
Fa come un cenno una manina,
e scendono le stelle a far brillare
la via che sale in cielo,
che, solo, può salire
chi, per unica zavorra
in braccio porterà
con sé
quel Bambinello.
Canta la nenia,
il bimbo s'addormenta.
Canta i ricordi,
il cuore
e si fanno polvere
che scende dagli occhi, bagnati.

Me chiamo Spread!
Me chiamo Spread…Sto a ffavve cacà sotto…
Io sò er Primula Rossa de oggiggiorno
che mó ce sto…sparisco…e a l'improviso
ve zompo addosso e ve fo strigne er mazzo.

Nun è pe ddì…ma quanno arivo io,
pòi èsse ricco, anzi, un gran nabbabbo,
ma si li conti nun ce l'hai a posto,
te faccio prima diventà de ghiaccio,
cor viso bianco peggio de un lenzòlo,
e poi n po' sur violetto…rosso…blu…
poi bianco n'antra vòrta e senza fiato,
co er rischio che te pija er coccolone.

Ve metto tutti quanti a pecorone,
ve pijo a schiaffi, ve riduco a pezzi,
ve fo sgonfià la tronfia che ciavete,
ve posso fà zompà lo Stato intero,
perché m'avete sottovalutato:
nun me ve sete proprio mai filato,
e invece èccome qua, che…nun ve piacio?
Ma infino a mmó…nun me ce credevate…
Sperperavate tutte le ricchezze
convinti de la bècera certezza
che nisuno…ve se poteva fà…
E mó…io me ve faccio, sissignori!
Così imparate a vive a na magnera
più adatta….senza fà li spennaccioni,
e accontentannove - che n v'ariempite mai,
sti pozzi senza fonno! - Mó, giù ar fonno
ce state e ce restate, e ricacate
li sòrdi che ve sete strafogati!
Corpa…nun corpa… Chi 'n ce ll'ha sta corpa,
che se la vada a pijàssela co chi
la corpa sua, avoja, si cell'ha!...

E nun sto a ddì sortanto a chi a rubbato!…
ma puro a ognuno che pe avé er potere,
ha rigalato!...Ha spalancato porte…!
Ha fatto carte farze…ha inciuciato…
ha chiuso l'occhi...firma subbapparti,
strapaga co li sòrdi che la ggente
ha sparambiato in anni e anni e anni,
e a chi, 'nvece de fà da sé le còse,
le deve falle fà a li Professori,
che allora, llà, che cacchio ce sta a ffà,
si poi er risurtato è questo qua?

Bum-burubum-bumbù!
Bum-burubum-bumbù! Pe-pperepè-pe-ppè!
Osanna a Giorgio e a Monti, e a la Bocconi!
Ché grazie a loro - i grossi cervelloni -
da questa crisi ne usciremo, "oiné",

col pelo e il contropelo!…Che non c'è
chi meglio lo sa far, con trasfusioni
di euro, che si chiamano…suzioni,
come il latte succhiato dal bebè.

Casini - col cervello incasinato -
gioisce: "Oh! Alfine! La famiglia,
ha quello che per lei ho invocato:

di più per la famiglia! E ora ha più IVA,
ha l'ICI, e più fatica…Ora mi piglia
grandissima euforia, e grido: Evviva!"
______________________________

E Monti…"avanti-e-indré" è stato a fare
all'abbaiar di ognun che lui …mirava…
Morale: è sempre il povero a pagare
Ma per davvero, Monti, ci mancava?

Con venticinquemila* euro al mese
e… l'appoggio del "Grande Fallimento",
non si osa dirgli No…ed è palese
che è l'unico a godersi il…brutto vento.

Intanto "Spread" va in alto e fa: "Pè-ppèee!
Non ci capite un cavolo con me!".

*che avrà come senatore a vita, oltre a tutto il resto…

Vita
Per ogni creatura c'è una mamma
Ricca di fiori
Quando è primavera,
Di pelle rugosa
Nella morta stagione,
Sempre, un tesoro di fervido amore.

Pe'ogni mamma c'è un fiore sbocciato,
Palpitazioni
Di tutta una vita,
La sola speranza
È veder rifiorire
Quel suo bocciolo, che sboccia di nuovo…

a Mike Bongiorno

"Allegria!"
Non ha …lasciato mai,
ma ha sempre…raddoppiato,
Mike,
con passi su a salire tra le stelle,
passando per l'asprezza di alte vette,
nude, o di bianco rivestite.

E stella in terra è stato
in mezzo al gran via-vai di false glorie,
lui che di gloria vera s'è vestito,
invece,
negli svariati lustri ancor segnati
da tanta simpatia e semplicità.

Il suo vagar per l'etere, adesso,
è solo un continuar di quel vagare
quando per l'etere entrava in ogni casa
atteso ospite, più che di famiglia.

"Allegria!", dunque,
al suo pensiero,
al suo ricordo caro
per noi che insieme a lui siamo cresciuti.

Presepio
Da secoli l'artisti de gni sòrta
se stann'a spreme tutto er genio loro
pe celebbrà sto giorno che ce porta
na gran ricchezza…più d'ogni tesoro.

Pur'io quann'è sto giorno me innammoro
der pupo che viè qua pe oprì ogni porta
pe facce aritrovacce a cantà in còro
co Llui, su Madre, e tutta na gran scorta

de angeli e de santi, in paradiso.
Ma manco a ffà un presepio, sò n artista…
Però ce provo…Ecco…io l'improviso

qui drent'ar còre, ndove contro er gelo
ce metto er pupo…Ma me se rattrista
vedenno che nun batte pe 'r Vangelo…

Quando l'onde del mare
(a Lisa)

Quando l'onde del mare
riposeranno sopra un velo di pace,
coi remi tirati sul fondo
daremo piccante show alla luna.
Lei non potrà non guardare
i nostri momenti senza confini.
Poi resteremo noi due a fissarla
mentre si specchia in vibrante emozione.

Respireremo le ore salmastre
illuminate appena, di stelle.
E sarà dolce il dondolio argentato
nell'accennato sciabordio
che culla,
e i nostri contatti di pelle.

Mentre
come motivo di musica
muto risuona
lo scintillio di luci
su in cielo.

Dedicata a Alessia e Michela Orlando

Cilento
Per quanto il mondo
patrigno ti sia stato, avaro
di ricchezze da forziere,
benigna la natura ti ha donato
bellezze di paesaggi, e buoni frutti,
e caldi aromi,
e intelligenze fini.
E in chiare acque azzurre puoi specchiarti,
coi borghi e le scogliere,
e Sapri canta
la breve vita dei trecento eroi.
In seno serbi tradizioni antiche,
e non ti lasci trasportar dal vento,
ma quieto segui il tempo, e non l'avanzi,
aperto al sole,
e al volto umano delle umane cose.

Dello sbarco ancor le rimembranze
rinnovan la tragedia e la paura
e portano fantasmi bruciacchiati…

Agropoli, Pisciotta, Palinuro…
e Camerota che è incontaminata
nella montagna sua e nel suo mare,
dove d'Enea si ammainò la vela,
e il Vallo di Daino, nel Parco
(che dal tuo nome prende il nome suo),
son vere meraviglie, e generoso
con la modestia innata di chi è grande,
al mondo offri e al mondo ti spalanchi
bramoso del calore della gente,
di idee, culture, di poesia e d'arte,
tant'è che al fiume tuo che le trasporta,
hai dato proprio il nome di Calore.

A Eboli, che lì al Cilento è presso,
Cristo s'è fermato…han detto…Ma ha lasciato
per chi voglia afferrarla, la staffetta...

E Alessia con Michela, l'han raccolta.

Vo scandagliando l'abisso profondo
(a Lisa)

Vo scandagliando l'abisso profondo
scavato dai giorni del tempo ch'è andato.
Cerco ragioni che qui m'han portato
dove sbiadisce d'amore il ricordo.
Era di duro granito forgiato
che solo un fiore bastava a tornire.
Strugge e distrugge, vederlo finire
giù scivolato nel buio che avvolge
e la luce nasconde
che allor risplendeva,
sentirne il calore mutato nel gelo
che fredda, e sconsola, lacera, annulla…

Passa la notte…Ritorna l'aurora,
vagano ancora, ma vanno sfumando
l'ombre maligne che m'hanno portato
tanto scompiglio, e paura, e tremore,
davanti a noi, accanto distesi,
più stretti di quanto è possibile fare.

Fatti - Una poesia
Napoli darebbe/dovrebbe dare a Vecchioni 220 milioni di euro pubblici! Per il Forum delle Culture nel 2013. Intanto Monti, pure lui intasca, ma tanta fretta di fare per salvare il Paese sembra non esserci più…Va a Strasburgo, ma non riferisce…La Germania pensa agli affari suoi, e non accetta euro-bonds, e la banca europea garante. Se tutti i paesi vanno in crisi, i grandi soldi dove vengono messi? C'è un piano di destabilizzazione per noi e per l'Europa?Tanta gente è propensa alla patrimoniale, ma…per gli altri…E il Presidente d.R. pensa a sistemare lo straniero; comunque, finalmente fa la ramanzina a Magistrati e Pubblici Ministeri…Le banche pensano a salvare se stesse ,e il sindacato le sue idee, e chissene se la FIAT…se ne va… L'opinione pubblica spande malumore, se non addirittura terrore, che non giova alla ricrescita…Se le case verranno castigate, le case non si compreranno più…e poi hai voglia a predicare la ricrescita… (27 Nov. 2011)

Qui fàmo a nun capisse!
Ma li morté…! Qui fàmo a nun capisse!
O tutto sto gran pianto…è un teatrino?!
Come se fa…si n pàsseno ste fisse
de sperperà li sòrdi - e qui me inchino -

a la curtura…che ce vò…e va bbene…
Ma…A De Magistris! Che te fai…le pere?
Immezz'a sta gran crisi che n se tiene,
che cacchio sò ste idee da finanziere

de dà a Vecchioni er mucchio de mijoni
che pe fortuna sò venuti fòra…!?
A llui…che canta le…rivoluzioni!
Ve deve da gnottì la "morta gora"!

Ma poi, a de Magì…a parte tutto,
a mme me sa che Napoli abbisogna
de quarcos'artro…E nu mme pare brutto
de falla uscì pe sempre da …la fogna!
(curtua è puro questa….)

O sto a sbajamme io…Ché, puro Monti,
er…grano bbello suo se lo nsaccoccia,
lui, che, de corsa, pe aggiustà li conti
è stato messo llì a ffà er capoccia,

sinnò - dice -…se cachevamo addosso…
Ched'è…la cacarella c'è passata,
visto ch'è un pezzo che ce sta, e n s'è mòsso,
a parte annasse a ffà na chiacchierata

côr duce e la…ducessa, su a Strasburgo?
Che quer che lui j'ha chiesto…nu lo fanno,
ma lui, cioè noi, dovemo fa lo…spurgo
de le saccocce nostre, euro-malanno!?

Ma llui fa er misterioso, n dice gnente…
Dall'EU, però, quarcuno fa sapé
che quer che sta a imbasticce er Presidente
sò càvoli!...pe vvoi, pe mme, pe tte…

Li tèutoni ce vònno commannà,
e stann'a ffasse l'affaracci loro,
e poi…chissenefrega. Eh, no!…nun va!
st' Europa-a-voci-singole-e-no-un-còro!

E sto governo de professoroni,
davero ha da servì a sarvà er Paese,
o a faje solo male…? La "Bocconi"
pe intanto, mo ha 'mboccato, e de palese
c'è solo che nun era…Berlusconi.
Speranza è che n ciammazzino de spese,
e de nun èsse 'i soliti…abbocconi!

Ma poi…
Si tutti se la stamo a vedé brutta,
e quarsia Borza ar monno sta perdenno,
li sòrdi, queli grossi, a dilla tutta,
chi mo cell'ha…ma che ce sta facenno?
Ma nu è che in giro…ce sta un quarche piano
de quarchiduno, de…slongà le mano...?!....

E pe finì…
Qui tutti stann'addì "È cammiato! er monno…
Li sòrdi n ce sò più com'era prima…",
ma appena je fai n tajo…eh, no! Nun vònno!
ché deveno pagà quell'antri…in cima….

E nu je c'entra, che sta…cima, è bassa,
e chi sta a ddì: "A quell'artri…!", ha da pagà
pe primo proprio lui quarsiasi tassa,
che a Monti, e all'artri bravi, j'annerà.

E Giorgio, puro lui, mo che sta a ffà?
A la facciaccia der momento nero,
sta predicanno che je tòcca dà
quarsiasi beneficio a ogni stragnero...

E, a proposito, a Giò, è stato bbello
quer…canto che j'hai fatto a li togati.
Strano è che solo mo che n c'è più "quello"
t'accòrgi quanto arcuni sò bacati.

Banche e banchieri sarveno er tesoro,
FIOMM e CGIL…er pernziero loro…
mentre Marchionne porta via er lavoro.
E intanto, l'oppignoni avvelenate
schizzeno er siero da schermi, e testate…

E mmo che ffai, Sarkò?
E mmo che ffai, Sarkò…'ncominci a strigne?
Daggià te stai vedenno declassato?
E come mai…tu, er granne Sarkozì…
Sì!…er granne tappo co le granni recchie…
Che ffai: nu ridi più?
Tu ce lo sai che quanno - come còrvi -
se metteno a giratte torno-torno
vòr dì: ce semo…e nun te sarvi più!
Embeh…sai che te dico? Ch'è un piacere,
perché quelo ch'hai fatto nun se fa…
La bbòna creanza, inzegna!
Ma tu la bbòna creanza nun cell'hai,
e mmo…metti le mano in dei capelli
e prega che, quel'amichetta tua
dar culo grosso, e grasso
(che avrà sbajato puro, chi l'ha detto…
ma come vedi qua nisuno è santo)
n se metta a ffatte quela risatina
che in coppia avete fatto a noi de qui!
Che dichi? Che nun te dimetterai?
Eh, già…! Sortanto un venditor de fumo,
e un cèco che l'ascôrta,
te pònno inziste a ffà le figuracce
che infino a mmo hanno fatto - e tanto! qua -
li…sapientoni…e infatti
si prima qui era…scuro, mo è …antracite!
Et donc…attention, gare! mon cher monsieur,
che…er bòtto s'avvicina!
L'Europa nun sei te…né la culona!

Sussurro
(il piacere)
(a Lisa)

Paroline al tuo orecchio sussurro
e un fumo profumato di piacere,
come incenso, s'alza voluttuoso
dalla pelle tua inebetita, e dolce
e asprigno t'avvolge,
e come seta, delicata
t'accarezza,
e sempre di più, lieviti
dentro uno splendore tutto azzurro.

E patina calda di sudore, gronda,
la pelle,
e i rivoli di sangue,
dentro, ti trasforma
in fiumi di piacere,
che in te si spande a dismisura…e esonda.

I politicanti…abdicano a favore dei "tecnici" (Novembre 2011)

Fuori tutti…ecco la porta!
Ora sì! che è chiaro il tutto:
(non per tutti, ci scommetto)
"La politica, anzitutto!
E i politici…! Che, lì,
stanno a fare l'interesse….!" (?!?)
…ehm…di chi?!

Proprio bravi, tutti quanti!
Tutti venditor di fumo,
falsi, tronfi ed intriganti
(tranne alcuni, certamente).
Nel momento che al Paese
stanno a fargli far le spese
di anni e anni
di scialacquo dei denari
(quelli nostri, beninteso),
e qualcuno conta i danni,
che ti fanno?
Come sempre tutti quanti
stanno a far, miseramente,
solamente i…casi loro:
che tradotto, è la poltrona!
E alla società "abboccona"
che lì, sempre li mantiene,
le presentano, così,
senza un poco di vergogna,
uno che non c'entra niente
pur se in gamba è ritenuto.
E ci dicono: ecco qua,
ora a quello che non va,
a ogni cosa che è da fare,
a dar conto dei denari
che usiamo sgraffignarvi,
alle voci di bilancio,
ad alleggerir le tasche
troppo piene,
e a gonfiarci dei taschini,
e a tenervi negli uffici,
ed in fabbrica a sgobbare
fino a che la pace eterna
non si cali su di voi,
ci staranno loro, i saggi,
e ci penseranno loro
a trovare alfin "la quadra".

Bene! Dunque…dicevamo,
dato che ora è tutto chiaro,
deputati, senatori,
presidenti, segretari
litigiosi e inconcludenti,
portaborse, consiglieri,
infiltrati e faccendieri,
puttanieri e indagati,
ideologi venduti,
e burocrati e ministri,
terroristi reintegrati,
bugiardoni sbugiardati,
spendaccioni oltremisura,
da galera, molto spesso
- come avete dimostrato -
di voialtri - tutti quanti -
condannati, poverini,
da… "una Legge"* ad una paga
da nababbi,
e a pensioni da eldorado,
non ne abbiamo alcun bisogno!
Favorite, dunque - tutti! -
e levatevi di torno
dalla destra alla sinistra
traversando per il centro.
Senza più quel che costate,
in un lampo, la finanza
si risolve, e anche lo "spread"!
E il gran debito si scema,
e il "fare-well" per tutti quanti,
ci sarà
senza se e senza ma,
senza guerreggiare in piazza.
E la sintesi, è questa:
se <responsabilità!>
è affidare a altrui il problema -
cari i miei politicanti -
noi…che vi paghiamo a fare?!
Dunque…a casa tutti quanti!

Ma già…! Questo è solo un sogno…
Ché nel mentre c'è chi aggiusta
(beh…vedremo…)
quel che non sapete fare,
cosa fate?
State ad affilar le lingue
per la prossima "campagna",
per rifar le divisioni
che dividono il Paese,
per imbecillir le menti,
rimangiandovi "le intese"
che son l'unica ricetta
per il bene del Paese.,
Ma a voialtri - e ben si è visto -
poco importa…
voi la piaga, la magagna,
d'una società sì bella!
Dunque, prego: ecco la porta…

* sempre tutti pronti a dire che : "c'è una Legge che consente…"

Un fatto…una poesia
Questione governo-salva-Italia…Di Pietro grida in diretta che mai…e poi mai! avrebbe appoggiato il governo tecnico proposto…e in sostanza già insediato. E gridava che l'unica possibile soluzione era quella di andare alle urne, subito.
Era il 10 novembre 2011. Ma il 12 novembre…


Tutti bbòni…tutti bravi!
(chi comanna nu lo fa mai da solo)

Tutti bbòni, tutti bravi
a sparà fregnacce ar vento.
Caro Antonio, spergiuravi
solamente er giorno prima
de fà er puro, e de èsse duro
contro 'i tecnici ar governo.
Detto fatto - er giorno dopo
te sei sciòrto come er sale…
drento ar carderone tuo,
e in un attimo - da lupo -
te sei fatto un agnellino…
Mo, difenni a spada tratta
Monti, er tecnico inventato
da 'r Gran Capo de lo Stato.
E scommetto ch'hai capito
quelo che nun t'aspettavi,
cioè che un capo fa li conti
co chi…lo fa èsse capo.
A…quarcuno sò zompati
tutti addosso, te compreso,
come l'unico a avé côrpa
d'ogni fatto e ogni misfatto
e a nisuno je passava
pe la capa che nun era
lui da solo in quer governo,
a decide e a ffà le cose,
tale e quale come adesso
t'è successo proprio a tte.

a Daniela e al suo ristorante "Il Rischio".

"Er Rischio"
Si vai su pe la Tolfa, a un certo punto
te tròvi a Allumiere, un bèr paesotto
e è llì, che proprio appena, appena sotto,
ce sta La Bianca, indove che c'è - appunto -

"Er Rischio, côr su'gran bèr terazzone
che s'affaccia su na scena de vallata…!
che a mettese a guardalla è na magnata
pell'anima e pell'occhi…una visione".

Ma er mejo viè imboccanno er ristorante,
che è na visione bbella puro quella…
Ma ancora è gnente! C'è la regginella
Daniela, che sta llì tutta pimpante,

caruccia e tutta piena de attenzioni
co tutti, perché la soddisfazzione
de fa godé ogni piatto, ogni porzione
a chi va llì…pe llei n cià paragoni.

Chi va a magnà in quer pòsto, è necessario
che er magnà prima deve da zompallo
sinnò quelo che porta n pò magnallo
ché ortre a èsse bbòno, è tanto! E è vario…

Chi nun c'è stato nu lo pò capì…
Ched'è così speciale?! Tutto quanto!
Quarsia portata è extra…e è 'n granne vanto
pe "Er Rischio"e pe Daniela, e chiunque, llì

ce passa er tempo a preparà li piatti,
a mano! Nota! E inortre a sta bontà,
er conto pare dì: "Ce pòi tornà"…
E puro vino e dôrci…sò da matti!
La situazione al 9 Novembre 2011: dimissioni del Premier . Poi, cambierà…si spera.

"Per il …bene del Paese!"
Per "il bene del Paese"
noi vogliamo, in alterno,
il governo…senza "quello".
Si comprenda: sono anni
che malgrado i tanti affanni
non riusciamo a farlo fuori.
Ciò ci stressa, il che è evidente.
Dunque, ecco che insistente
si fa il motto registrato
sia che scritto - sia -
o parlato,
che così - a cantilena - va cantato:
"Dimissioni!…dimissioni!…passo indietro!…",
come un…saggio ci ha insegnato,
che da mesi e mesi ormai,
ce l'ha fisso nel cervello
e sa dir soltanto quello.

E lo "spread" - un mostro sacro
che qualcuno s'è inventato -
ultimamente
ci si è messo pure lui
per scavargli quella fossa
che da anni han progettato:
giornalisti, traditori, editori, giustizieri
con le toghe…birbaccione…
E quel "duo bacchettatori"
dietro gli euro-leggii,
glielo scaglian sul groppone,
e nessuno gli si oppone.
Anzi…!
Più gli fanno le smorfiacce
più ci sta chi è più contento
e al par d'un bell'evento,
ci si bea…batte le mani…
e si dicono …italiani…!
Ma oramai ci han fatto il callo,
a mandare alla malora
(denigrandone il suo Premier
giorno-e-notte-e-notte-e-giorno
dai mass media, di cui solo
"lui" , non altri, disponeva),
il Paese…pel suo bene!

Per il bene del paese
finalmente si è deciso:
toglierà il suo…grande ingombro,
proprio "lui"…sì…l'additato,
non appena avrà risolto
il problema prospettato
dai due "gran bacchettatori",
primi attori…bravi in tutto,
anche a prendersi un potere
che nessuno gli ha mai dato.
Nella "lettera" che ha scritto,
"lui", ai Capi dell'UE,
c'è stampata bella chiara
la migliore soluzione
che l'UE ha già approvato,
perché è quel che avea dettato.
\
Ma che cosa…che succede?
Non doveva farci questo!
Noi non siamo preparati!
Perché si è dimesso adesso?
Siamo tutti spaesati,
ché dal sogno e dal torpore,
dove così tanto bene
noi stavamo a non pensare
salvo per quei tiri in viso
delle mille derisioni,
ci dobbiamo risvegliare all'improvviso!
La politica è sconvolta!
E il Paese ancor di più.

Non lo vedi come stiamo?
Noi non siam per niente coesi
Tu ci hai presi alla sprovvista:
fino ad ora ci hai incantati,
siamo stati a perder tempo a gridare "Dimissioni",
e…adesso…
la politica è sconvolta!
L' "anti-quello"ci legava,
era l'unica risorsa,
e adesso,
quella forza s'è dissolta…
Siamo tutti contro tutti,
tutti abbiamo idee diverse,
altro che concertazione…
e nessun di noi è pronto
a firmare quel che serve, e vuole l'UE!
Anche in considerazione che non siamo stati noi:
qui, a vincer sono stati: la gran crisi,
la finanza, Sarkò-Merk, e …i traditori…
E il Gran Debito…!
Che nel tempo, tutti abbiamo accumulato.

E i "Santori"…che faranno?
E "Il fatto quotidiano"?
Giornalisti, opinionisti,
gli spioni…
che faranno, senza Silvio Berlusconi?

Ora il vaso di Pandora si è spaccato,
e la cosa che vien fuori…è solo caos…

Mentre il mondo finanziario ci aggredisce
sempre più, e lo "spread"…
Già….lo "spread"…Ma…quei grandi cervelloni
non giuravan
che le attese dimissioni
lo facevano calare…e calare…e ancor calare?
Si è dimesso…e schizza su!? Ma …e allora…?!


Quel tizzon del Cavaliere
reso gli ha "pan per focaccia":
han voluto aver la bici?
Dunque, adesso, senza inciuci,
senza niente larghe intese,
e col voto…lo spauracchio…
poi, perché? se anche il Capo dello Stato
bene ha fatto a prospettarlo come fatto naturale,
vadan dunque pedalando,
senza …dove, e senza…quando…
Firmin loro! ogni legge…anti-sociale,
quel che al popolo fa male.
Faccian loro il voltafaccia innanzi al popolo sovrano.
Ma già, loro, stan cercando
a tutta forza,
che il lavoro sporco e ignobile sia fatto
da un qualsiasi …terzo incomodo…
Monti, o chiunque appaia adatto.
Ma ancora non è questo
che è davvero il loro cruccio:
ché anche ora che, da solo,
si è auto-accantonato -
e così sarebbe pur se fosse morto -
la paura li attanaglia che un bel giorno,
si potesse sentir dire…che è risorto!

Bignè
(a Lisa)

Come un bignè che è buono già a guardarlo,
ché fa venire l'acquolina in bocca,
sei tu a guardarti, mentre il buono tuo
tutti i miei sensi allarma e a te li attira.

Mentre l'assaggio il buono suo si spande
nella mia bocca e sopra le mie dita,
e sulla pelle mia, è il tuo contatto,
festa del gusto, in fisico e in astratto.

Ecco…è arrivata, la sera
Ecco…È arrivata, la sera
che porta il placebo
ai duoli dell'anima presa nel giro.
Il giro ove il giorno la gira
e la strizza e strapazza,
e a sera soltanto, pe' un po'si distende.
Guarda la luna,
e l'ombre fuggenti,
cala su essa un ricordo, e si stringe,
l'anima, al corpo,
cercando un riparo, che riparo non è…
A volte, la sera,
è peggio del giorno che corre e non lascia
nemmeno un minuto per stare a soffrire
nel turbinio degli attimi in corsa.
Come il delirio, che non si comanda.

Scorre e trascina, la sera, la notte.
Prende la notte di già il sopravvento.
L'anima vede ancor meglio nel buio,
ma neanche si sente mentre rosicchia
l'anima, il sogno agitato, e confuso.
Confusa, al mattino, la notte si stinge,
e la luce distingue ogni cosa reale
dall'irreale, e riprende la corsa,
e l'anima gira
nel giro, e la strizza e strapazza,
il giorno che passa…
Passa, ma lascia nel cuore una traccia:
e solo a sera t'accorgi cos'è.

Il suono
(la voce di Nando Gazzolo
dei teleromanzi 60's
)

Non van sentiti solo, ma ascoltati,
i suoni,
per viverli ed esser di essi parte,
come quando si capta ogni strumento
dei tanti che fan parte d'un'orchestra.
Imbeversi del suono e farlo entrare,
lasciarsi penetrar la pelle e il cuore,
perché diventi parte di noi stessi,
e al vento non si libri, inutilmente.

Ma che sia suono, però…e non rumore!

Come quando inviamo nella valle
la voce
e stiamo ad aspettare che ritorni
dopo il rimbalzo, e solamente allora
ne conosciamo ed apprezziamo il suono.

E un suono, quando è suono accarezzante,
e è ben forgiato, e è bello da ascoltare,
e è "ascoltato" - appunto - e non "sentito",
lo senti non soltanto con l'orecchio,
ma con il cuore, l'anima e la mente.

Di quella voce assai particolare,
tranquilla, e calda, e ben forgiata ad arte,
seppure tanti lustri sian passati
la sento ancora uguale come allora.
Non parla più, di Nando, la gran voce,
ma di quel suono bello ancor son pregno,
così com'era quando ancor suonava.

Alquanto osé, sull'evolversi dei tempi...e dei costumi.

La donna s'è cammiata
(ma all'anima der cammiamento!)

"Na sera ce dovressimo incontracce…
Ma nu mme sta' a fraintenne, ch'hai capito!
Così…pe stuzzicacce l'appetito,
ma senza arivà a ffà…certe cosacce…"

"Cosacce, a Re'? Si vòi che devo stacce,
nu mm'accontento mica a ffà côr dito!
A mme me piace a ffà a moje e marito,
sippuro che n parlamo de sposacce."

"Nun ce speravo, a Ni'…(che gran mignotta!).
Me te facevo tutta santarella…
Viè qua che te do subbito na bbòtta".

"Na bbòtta, a Re'? Infino a domatina!...
Metti na mano…senti quanto scòtta…
E nu j'abbasta certo na svertina.

Embeh?!...E che fai, a Re', nun te s'addrizza?
Sognate de scopavve ogni <velina>…
Che ommini!...A Re', ma vaffannizza*!"

* Esclamazione molto usata qualche decennio fa per evitare la vera parolaccia (la nizza, comunque, era un vecchio gioco molto popolare a Roma, in passato).

Lieve m'accarezza come piuma
Lieve m'accarezza come piuma,
dolce il bel ricordo di mia madre.
Posan le sue labbra sulla fronte
zuccherosi baci, e ancor li sento.

Ora la mia mano le accarezza
quella sua rugosa, e all'occhio stanco
son sempre il bimbo suo adorato,
fa un sorriso triste e…s'allontana...

La gran trovata!
(la tassa su la patrimoniale)

Nisuno, immezz'a tanti chiacchieroni,
me pare un tipo svejo, de penziero…
Se credeno chissà…! sti gran minchioni,
e invece, spece a manca, sò sincèro,

nun ce n'è uno bravo pe davero.
Se stann'a strofinà li cervelloni…
ma n sanno fà un discorso tutto intero.
Ariveno, sì, a ddì: "Li patrimoni

cell'hanno li ricconi, ed è normale
che è da pagacce la patrimoniale!".
Io nvece andrebbe ortre, pe ffà cassa.

Ascorta, a Re', chi pò pagà sta tassa
vòr dì che è ricco…E allora va tassata
sta tassa! Dì…nun è na gran trovata?!

Sera
S'ancora la vela
Vola la falena
Plana l'aquilone

Canta il grillo all'aria una canzone.

Sfreccia giù una stella
Dondola la culla
Dorme la farfalla

Muggono i sospiri nella stalla.

Corrono le ruote verso casa
per strade scure o poco illuminate
nella sera spalmata a distesa.

Poi le ore portano la notte
che s'empie di gioventù fremente.
Volano i pensieri, e nella mente
nasce una preghiera al buon Gesù.

Dictat a tutto spiano…Europa…? Ma quale? Quella di quei due…allargata a quelli che non hanno nemmeno l'euro?
Boh?! Ultimo dictat: " entro tre giorni" "dovete" portare le pensioni a 67 anni (e…i costi delle politiche - comprese le loro? - sssshhhh!!!!!). Ottobre 2011.


Reggime …
"A Re', di n po'…n ce sto a capicce gnente:
<reggime>…che vòr dì? Tra TiVvù e stampa
sò stati a martellacce, urtimamente,
côr dì che è quanno a méttece la zampa

ner potere, c'è solo un …prepotente…
e tutta la polemica divampa,
se fa feroce contro er diriggente
che sempre più a fatica se la scampa…

Com'è, però, che questo nun succede
co Sarkozy e co Merkel, che in Europa
nun perdeno occasione de fa véde

che sò sortanto loro a commannacce
e solo loro, sò che fanno…scopa…
e…zitti e mosca…noi dovemo stacce?!"

"A Ro', nu mme fa ddì…che poi c'è ggente
ch' è sempre pronta a ffà certe partacce…
Ma nun se ne dovrebbe fà più gnente!"

Nascere
Gridavi così tanto, amore mio,
da scuotere quel piano d'ospedale,
e non potevo farti niente, io,
se non cercare di lenir quel male

rubandotene un poco col pensiero
e insieme a te soffrir di quel dolore
sentendomene in colpa ma anche fiero,
del massimo momento dell'amore.

Guardavo una Madonna in mezzo ai fiori,
groviglio di pensieri nella mente.
Sul corridoio in cerca di dottori:
perché non ti sentivo più per niente?

Un'infermiera…Quasi l'aggredisco:
"Ma che succede? Come sta Lisetta?..."
"Signore, abbia pazienza, la capisco…
Ma Lisa sembra non avere fretta…".

Se ne sta andando via la mattinata;
sul muro, l'orologio segna l'una.
Dico: mai più una simile giornata.
Per nascere, anche, occorre aver fortuna.

Di nuovo un grido, forte, e il mio tremore…
È il dazio che deve essere pagato,
questo martirio lungo ore e ore?
Ma è stato l'ultimo, Dio sia lodato,
che finalmente è gioia: Andrea è nato!

L'allarme…allarme, rimane.
L'economia grida…e il Fisco dà il colpo di grazia.


L'economia
e il cane e la coda


"C'è crisi…! L'automobile italiana
non tira…non si vende quasi niente…
Va a picco il fatturato, e certamente
l'economia, così, non si risana!"

Che cosa…? Ti sei fatto una Giulietta?
Ma allora tu hai i soldi! A me una fetta!


"Da noi in Italia, il traina-economia
è in modo dominante l'edilizia…
e se va in crisi, qui, parola mia,
finisce la cuccagna e la letizia!"

La casa nuova…?! Dunque, tu sei ricco!
E allora…piatto ricco, mi ci ficco!


"La Borsa è sempre sotto…è un quarantotto!
E Piazza Affari è tutta quanta in rosso.
Davvero qui rischiamo il grande bòtto
se non compriamo più, a più non posso!"

Così, tu hai le rendite…? E bravo!
Mi spettano i tre-quarti…e già ci sbavo!


Morale è che dal Medio Evo a oggi
non è cambiato niente.
E se gli togli i soldi al cittadino
ti struggi inutilmente
per risanar le casse dello Stato.
Ché se chi spende viene ultra tassato
non può comprare…Serve l'indovino?

Roma, i fatti criminosi del 17 Ottobre 2011.

Li nòvi barbari! Parla Roma
"Gajardi…! Adesso, sì, che sò contenti
pe avé risòrto er gran probblema loro
de stà a sto monno senz'arcun decoro,
e pe èsse solo grossi delinguenti!

Dar tempo de li barbari fetenti,
ma che è cammiato? Loro in cerca de oro,
e questi, che la fanno pe lavoro,
la parte de li barbari…Ma attenti!

Che inortre a sti gran bravi a fà er terôre
(e spece co chi…se difenne poco),
ce sò - anniscòsti e senza disonore -

burattinari co li fili in mano,
che a famme concià tutta a fèro e fòco
vònno risòrve…quer gran loro piano!"

Chi?
Sembrava che la nave all'orizzonte
se fosse andata solo un po' più in là,
sarebbe scivolata a precipizio
nel vuoto siderale misterioso.

Fortuna che la mente di Colombo
la terra - ha dimostrato - è un globo tondo.
Ma questo non mi ha in tutto confortato
ché questo essere tondo, come tiene
la nave mentre voga a poppa in giù?
E pure se la scienza l'ha spiegato,
a monte dell'umana spiegazione,
ancora una risposta manca: chi?!
l'ha inventata la forza d'attrazione?

Sembravan l'ore andar per conto loro
Sembravan l'ore andar per conto loro
disgiunte dai miei impegni irrevocati
nel ricercare il serto mio d'alloro
nei giorni che passavano incantati.

Di verde mi vestivo, e in bagno d'oro
parevan certi sogni miei rubati
ai versi di poeti che io adoro
da quando in mezzo ai libri li ho incontrati.

Ma il tempo in grande fretta se n'è andato
e il sogno mio rimane incastonato
tra il verseggiare e il battere delle ore,

e il tenero pensiero d'un amore;
e il resto par disperdersi in un fare
cooptato e grigio, ma utile a campare.

Il cane solo…come un cane
Ho visto un cane:
davvero era solo…
come un cane.
Non diceva…
Guardava con occhi di pietà.
Ho guardato tutt'intorno:
c'era solo tristezza,
con quel povero cane, solo.

Gli ho gettato un biscotto.
L'ha preso con bocca di fame,
mi ha guardato…Chissà…
quel povero cane
solo e senza voglia.
Di certo ha ringraziato,
povero cane triste,
e solo,
che hanno abbandonato.

Gentile farfalla
Gentile farfalla, che appoggi sul fiore
la lieve presenza,
che onore
vederti volarmi d'intorno e planare
sul palmo di mano,
leggera!

Grazie pe' aver della breve tua vita
speso quest'attimo tanto prezioso.
Il tuo solletico sulle mie dita
smuove nel cuore un sorriso orgoglioso.

Ma va'…a riprenderti l'aria,
o graziosa,
mentre io, grato, ti resto a guardare.

Le ore dell' Ave Maria
Quando ombreggia, dopo il solleone,
si fonde con l'aria una canzone:
semplici rintocchi di campana
dicon di più d'una voce umana.

Il giorno passa e diventa sera,
passa un pensiero e si fa preghiera.
Si smorza il via vai per la via,
batte il batacchio l'Ave Maria.

Si ferma e guarda il suono che sale,
il cuore, e attacca un canto corale
che fa pensare a cose del cielo
mentre sul mondo stende il suo velo.


Anna P. Concia, del PD, afferma che "Se non avessero tutti quei privilegi non ce la farebbero…" (una di Sinistra!). Amato dice: "Io taglierei il mio stipendio…i miei privilegi …ma purtroppo c'è una legge che…" ("purtroppo…", ma si rende conto che dice?). Casini è tutto per la famiglia…ma vuole le donne in pensione a 65 anni…(che con le finestre diventano 66-67! Grossa presa per i fondelli da parte di tutti!). Ma le donne lavoratrici, destinate a fare le nonne, per alleviare il problema lavoro-mamma di figli e figlie (dato che strutture pubbliche…manco a pensarci…), che cosa sono se non "la famiglia"?! E…i bimbi…(?!?). La Marcegaglia ci vorrebbe tutti in pensione a 70 anni. Però a 50 anni in tutti i posti di lavoro sei…perseguitato…e, o scappi…o ti fanno crepare relegato all'angoletto. E l'età pensionabile, in Europa, sbandierata dai nostri, quando arriva è quella, o si allunga di un anno-due col gioco - che tanto piace loro - delle…finestrelle? Un tizio della Lega (xxx), ha detto: "Ma io ho più lavori, perché sono super qualificato… sono superlaureato…mi cercano…mi offrono cariche…" (invece gli altri sono delle teste di rapa….). Tutto detto in diretta TV…davanti a tutti noi…Senza vergogna !!! Etc…etc…etc…Ma come siamo "combinati per le feste!".
P.S.:Fini, per il caso" casa a Montecarlo", si sente protetto, ora che ha saltato il fosso…e la SX può definitivamente dire addio al suo "primato sulla morale", ora che è stata pizzicata in modo indifendibile, a prendere anch'essa la… marmellata, anche se Bersani…non ne sapeva niente di quello che combinava il suo braccio destro ehm…sinistro, Penati. Quando "altri" dicevano le stesse parole, c'era il terremoto…(2011).
Torna realistico il detto romano: "ER più pulito cià la rogna!".


Genìa balorda,
zozza, approfittona e ingorda


Dar come stamo belli comminati
e pe nun dové annà a finì più pèggio
dovemo da cercà de fà pareggio
perché sinnò…già sémo strafregati.

Me pare giusto a èsse…un po'incazzati
co queli de le Caste, che pe sfrèggio
inzìsteno côr sòlito sorfeggio
che da sta crisi, loro sò…esentati…

Difatti, pe…sarvacce da li guai
se stann'a sprème sur…come fregàcce:
penzione! Quela nostra! Sempre! E mai

je viè de daje un tajo a quela còrda
che je stà a tirà su…artro che focàcce!!
a sta genìa balorda, zozza, e ingorda!

Oltre alla parte avversa, interviene anche il clero! E crescono le procure… (Settembre 2011).

Er diavolo in perzona
Devi èsse proprio er diavolo in perzona!
si pure er cardinale ce se mette
a ddàtte la scomunica, e ammette
che der demonio stesso sei l'icona.

Ar monno n c'è nisuno che ce stòna
più pèggio de così…Che culi e tette
e…còse…de mignotte regazzette
sò er male che nisuno te perdona -

teribbile com'è! - che appett'a quello,
er malaffare e la pedofilia
de preti e cardinali - questo è 'r bèllo -

sò fesserie…sò robba che nun conta…
come anche annà a cercà la compagnia
der travestito, e quell'insana …monta.

Tu, dato che…sei 'r solo peccatore
ce l'hai addòsso ognuno e tutti quanti,
ché appett'a tte…sò tutti quanti…santi,
e tòcca, dunque, solo a tte a pagà
li peccatacci de chi st'accusà
come faceva ar tempo suo l'untore.
Te vònno tutti…come dì…scanzà
co un rodimento senza precedenti;
e una a una sempre più e più toghe
te stann'a mmette in croce…pe mostrasse,
e fann'a gara a chi te pò incastratte.
E sempre più procure
te stann'a côre appresso co la scure!
Mo puro er cardinale!
E nun se stann'accòrge che pian, piano,
nun solo a tte se pòrteno giù a ffonno,
ma a tutta la nazzione, innnanzi ar monno.
Però…com'è che a quelle mignottelle
le stann'a trattà come granni stelle
ormai in dieci…e cento trasmissioni?
Vòi véde - questo è un dubbio che me viene -
che puro tutti quelli, vònno avecce
da quelle stesse…stesse prestazioni?

Serenità
(a Lisa)

Ho te, e che me ne importa
se tutto gira storto e s'incasina…
Con te ho tutto il mondo tra le mani.

E il rinnovarsi d'ogni meraviglia
ogni oggi e ogni ieri
trasforma dolcemente nei domani.

Che scorron via sereni in un crescendo…
com'è pel fiume che diventa mare.

Re Mida
Non ho mai speso più di quanto ho avuto
e adesso mi considero un sultano
eppure eccomi qui che chiedo aiuto
perché ho tutto, tranne la tua mano.

Vorrei avere il conto in banca asciutto
e avere in cambio te come tesoro
perché senza di te la vita è un lutto
perché sei te che amo, che - anzi- adoro!.

Ma nelle mani mie ho un dono strano
e quel che tocco si tramuta in oro.
Vorrei toccarti…ma lo spero invano,
che con le mani mie neanche ti sfioro:

saresti statua fredda e senza vita
e l'avrei fatto io con le mie dita!
Perché, mi dai, o sorte, tal ricchezza,
se è proprio questa, che il mio cuore spezza?

Sull'accordo di Metz (incontro con Jean Madiran, 20 settembre 2011, Palazzo Ferraioli, con l'editore Luciano Lucarini))

Decadenza…?
L'aveva tutta arata e concimata
la terra dove poi ha seminato.
E piano, piano avevan germogliato
i semi dalla madre ingravidata.

In tutta l'area, fino all'orizzonte,
cresceva bella e sana e in abbondanza
la mèsse, pur tra certa mescolanza
di cui ne combatteva anche le impronte.

Di successione in successione il campo
con occhio attento è stato sorvegliato,
marcando quasi "a uomo", e il risultato
è che ogni erbaccia non aveva scampo.

Ma tanta cauta e attenta sorveglianza
col tempo ha cominciato un po' a smagliarsi
ed hanno incominciato ad infiltrarsi
gramigne, ed eccessiva tolleranza.

E s'adattò perfino a un compromesso,
chi aveva così bene coltivato
per secoli il podere, e preservato
attacchi ed invasioni, con successo.

Ma con l'accordo fatto si zittiva
il buon coltivatore, che doveva
tacer su certa erbaccia, che invadeva
il campo, tutta rossa e distruttiva.

Di certo non fu un fatto illuminato,
né illuminante quello che successe,
perché tradì il buon crescer della mèsse…
Ma quell'errore, poi, fu riscattato.

Comunque il compromesso s'è incuneato,
e errore porta errore, e oggi il campo
appare non avere ormai più scampo
perché d'altre erbe estranee è già minato.

Tutto è possibile, tutto si può
Tutto è possibile, tutto si può
in questo mondo di gran fantasia;
tutto si fa per la democrazia,
e in specie tanta, ma tanta popò…

Se ne fa proprio…ma proprio a gogò,
tanto che niente è più, ormai, eresia.
Di brutte mode il mondo è in balìa,
e di vergogna…più neanche quel po'…

Il motto è "Sia!", per tutto e ogni cosa,
in ogni casa, ogni via…ogni dove…
E l'altro motto che piace è "Osa!".

Dunque, con questi assai bei presupposti
perché meraviglia, se cacca, poi, piove
e tanta ne viene dai nostri…preposti?

Garbo di fiore reciso
Garbo di fiore reciso
conserva, il bel viso di lutto.
Se n'è volata la dolce illusione,
come farfalla leggera,
e in qualche sito s'è andata a posare;
cristalli in frantumi
preziosi, e perduti…

Non sarà mai più importante di adesso
il misto di dolce e amaro scottante
che se ne scende dagli occhi,
pungente, e salmastro.

Rosso su tutte le Borse: italiana, europea, americana (19 settembre 2011, una delle tante date).

La Borza ha ffatt'er bòtto!
(19 aprile 2011)

Er 19 aprile in tutt'er monno
la borza ha ffatt'er bòtto, e addirittura
ndo cianno un presidente da paura -
ch'è er mejo che ce sta sur mappamonno.

Nun so quanti mijardi sò iti a ffonno
sta giornataccia de la jettatura,
bruciati con na tar disinvortura…!
E chi cià perzo è tutto furibbonno.

Sta proprio a diventacce un gran penziero
sta Borza der malanno…e a daje fòco
sarebbe un gran rimedio pe davero!

Ma chi cià côrpa de sto gran macello?
Pe mme …nun vorei dillo, ma a ddì pòco,
dev'èsse côrpa sua…ma sì…de "quello"!

Che ad Àrcore, me sa
che ce s'è messo a ffà n artro bordello…
E tutta sta traggedia viè da llà!

In occasione della ripresa degli incontri al "Salotto Romano"…di nome e di fatto (13 Settembre 2011).

Comprimenti!
Nun serve de fà nomi, ché se sa,
quann'è che c'è da pìasse un comprimento
lo pìa sortanto...chi è che ce sa ffà...
Che ar solito nun è che ce st'attento

er tizzio, che co tanta otorità
fa l'ospite d'onore a un quarche evento,
pe incompetenza, o…ma chi lo sa…
E je se inchina, ar "lecca" der momento.

Così, cià la corona chi n dovrebbe…
E all'artri manco un "bravo!" a scappà via.
Ma…ce volamo sopra, a chi vorebbe

passà pe er mejo nfra l'associazzioni
che sò legate a Roma…chi sia, sia…
da sto Salotto*, che n cià paragoni.

E sémo operti a chiunque vò venì
a fasse un paro d'ore in sto bèr sito
che sempre fa er pienone: ècchice qui!
senza er recinto de n'associazzione,
e a gràtise, in libbera riunione.
------------------------------------------------------
E puro in artri siti, er comprimento
viè dato a vòrte a un modo un po' così…
ner senzo che si quer che stai a ddì -
a parte de com'è er componimento

che pò èsse er mejo scritto der momento -
si dice còse che nun vò sentì
chi stà llì a opignonà in quer sito llì,
ar massimo te piji un…bèr commento

che a vòrte pò èsse puro un mezz' inzurto.
Ma n ce se pò ffà gnente, ché ar penziero
n se pònno mette freni… E n pòi stà in urto

co chi sta a vive in quer bèr sito stesso
ndo' vivi tu, sippure che, der "vero"
nisuno ce po' aveccene er possesso.

*Biblioteca Vallicelliana - gioiello cinquecentesco presso la Chiesa Nova - dove si tiene - gratuitamente e senza tesserini - il "Salotto Romano" di Sandro Bari e Francesca di Castro, responsabili di "Voce Romana" , fondata da Giorgio Carpaneto - ed. "Pagine", di Luciano Lucarini.

Pensiero triste
S'è fatto acqua,
prima,
e poi è evaporato
il sogno.
Ogni giorno lievitava,
sfondando ogni recinto,
che vuoto, ora rimane,
a ricordare.

E l'immortalità è volata in cielo,
e poco illumina il sentiero,
che scurisce.

Il 6 settembre 2011(sciopero generale contro la "manovra finanziaria anti-crisi), c'è la piazza gremita di bandiere sindacali. Ad alcuni è data la parola, in diretta TiVvù. Hanno facoltà di parlare direttamente a rappresentanti di governo e opposizione. Che ghiotta occasione per sputare il veleno contro la casta (destra; centro; sinistra) che per sanare i conti colpisce i deboli, le pensioni…ma che per sé continua a tenere tutto!

Che popolo fregnone!
Quer popolo che scenne ne la piazza
pe strillà rabbia e sete de giustizzia,
mo, stava l'artra sera, imbandierato,
co la TiVvù pe faje fà in diretta
no sfogo in faccia a li parlamentari -
pe cui chissà che ròbba t'aspettavi -
ha ffatto, invece, pèggio der somaro
che in classe n s'aricòrda la lezzione.
Su la "manovra" ha detto du' frescacce,
e come "novità" è stato a insiste
che sto gioverno deve d'anna via…
scordannose der tutto de la casta,
che deve da pagà, tajà le spese,
levasse tutti queli benefici
che sanno ormai de marcio da fà schifo.
Nisuno ha detto gnente de ste còse…
Sarà che er sinnacato l'ha drogati,
che puro lui fa parte de sta còsa
- che è "còsa loro"…certo nun è nostra! -
Ma allora de che stamo a lamentasse:
pagàmo e zitti! E fàmoli stà in pace!

La vita, questa, è!
La vita, questa, è:
o prendere, o lasciare,
e farsene un perché
è quel che si può fare.

Non è come un affare
che serve a fare cassa;
è un dono ed è un donare
perché non sia mai lassa.

E poi che ritornare
indietro non è dato,
meglio è, se nell'andare,
si scansa ogni peccato.

E se anche, il giorno, è scuro,
lo illumini l'amore,
così che, di sicuro,
s'attenua anche il dolore.

La vita, seppur trista,
dev'esser bene accetta:
non perder mai di vista
che Dio! l'ha benedetta.


Fuochi artificiali
Scoppietta di gioia
il cielo, stasera.
Succhia, e da su poi sputacchia
scintille di fuoco dai cento colori,
e l'aria scuote con grande fragore
di crepitii e di scoppi paurosi.
Forse smarrita
o assai divertita
o pien di paura
guarda, una bimba,
cogli occhi sgranati:
ridere...? piangere…?
Mentre impazzisce, il cielo
lassù, co' esagerati sprizzi di gioia.
Scende una pioggia di schizzi di luce
e a metà si dissolve, nel cielo, più scuro.
Tutti col naso all'insù
a rimirare
un raro momento di felicità.
Ché brucia,
quel fuoco gioioso,
il male che cova nel cuore,
e, solo, vi lascia
un sogno di pace,
un pensiero d'amore.
Armando Bettozzi                                (Giorgia,
6 Settembre 2011                                (Maccarese, RM, 3 set 2011, "SI" di Claudio e Clara)

Claudio e Chiara,
da mo e pe sempre: sposi!


Tre Settembre, sur mare a Maccarese
ce stanno Chiara e Claudio a disse "Sì"
su la spiaggia ormai fresca, e le riprese
li stanno a immortalà in quer sito llì

co tutto er parentame e vecchi amichi
pe ffà de sto gran giorno na gran festa
da ricordasse, e sti sposetti fichi
ficcacceli per bene nde la testa.

E mentre er sòno de l'Avemmaria
se spanne e va salenno su ner cèlo,
li sposi vònno solo scappà via
pe annasse a gòde l'artro parallelo

e riportasse a casa un sacco pieno
de maggiche visioni, indò ogni vòrta
potecce annà a pescà sia côr sereno,
sia quanno c'è na nuvoletta storta.

Na quarche lagrimuccia, de sicuro,
sta a scenne giù qua e llà, e si nun se vede
sta a scenne giù l'istesso, indove è scuro,
drent'ar petto, spece quanno la fede

se 'a sò 'nfilata in pegno de l'amore,
li du' sposetti, e Aurelio co Maria
se stanno già a sentisse er batticòre
penzanno a un cuccioletto, o due, o come sia,

da aggiunge…a quela loro collezione...
Patrizia e Antonio puro, stanno llì
cor còre preso da la commozzione
ner sentì dije a Chiara quer bèr "Sì".

Inzomma, sta "love story" in sedici anni
nun s'è guastata manco na 'nticchietta
ma anzi, dopo un sacco d'arimanni,
da adesso ar duo Chia&Cla l'aspetta

na storia anche più bbella…proprio ar bacio!
Na favola lunghissima e felice
co llui che sempre côre…adacio, adacio…
e llei che sta llì a ffà…da direttrice!

zio Armando - 3 Settembre 2011 - con un oceano di auguri

In-pastificio all'itajiana
Che gran buriana quarche tempo fa…
côr giudice côr mattarello in mano,
che come e più de Cristo stava llà
a ripulì er marciume cortiggiano

da immezzo a li partiti de gni sòrta,
mettènno fòri uso l'ingranaggi
benché assai…untati, e da la porta -
a carciinculo - certi prsonaggi

sparirno (sarvo poi a riciclasse
n po' qua, n po' llà…), e parve chissaché!
Che da llì in poi, n doveva più sporcasse
le mano e la coscenza…côr…<caffè>

(pe dilla cor un semplice eufemismo)
chi deve da fà er bene der Paese.
Ma tutti quanti - tutti co un tempismo! -
se sò rimessi - chi in modo palese

e chi a lo scuro - a ffà così com'era
e addirittura pèggio, assatanato
da avé le mano in pasta a na magnera
da nun sentisse manco svergognato

nemmanco quann' è bell'e pizzicato
a ffà er ladrone…ad impastà …la pasta -
come se dice - e resta llì beato
ner bell'in-pastificio de sta casta.

E nu j'abbasta mai…mai è abbastanza
che pare che cià un bucio ne le mano,
e ne le tasche, e puro ne la panza,
st'in-pastificiatore a l'itajiana!

Da nostalgia braccato
Sto vivendo braccato
da amore e nostalgia del mio passato
dentro il suo cerchio
che via, via si stringe.

Inutile è ogni fuga,
ché tutto è stampato in ogni piccola ruga.

Albe di luce
sapor di primavera,
meriggi di fuoco, e l'inquieta sera.


Arabi e cinesi stanno spopolando con le attività commerciali. Aprono negozi a profusione. Come fanno? Chi li aiuta? Cosa o chi c'è dietro? Possibile che gli'Italiani non vogliono più nemmeno tenere una pizzetteria, un bar…? In varie parti d'Italia, paesini, o grandi città, capita sempre più spesso di prendere un caffè in bar diventati cinesi. Intere economie locali vengono sopraffatte: due per tutte: confezioni e stoffe a Prato, e borsettifici a Alba Adriatica. Per non parlare dell'intera zona intorno a Piazza Vittorio Emanuele, uno dei quartieri signorili di Roma, dove oltre alle attività commerciali, i cinesi si sono accaparrati interi stabili abitativi. Grazie a chi tutto questo lo ha voluto, e lo vuole…!

Er PIL ce lo fanno …loro
Ringrazziamo!
"Che immenzo chiacchierà, Romolo mio!
Ognuno cià da dì…fa er gran saputo,
ognuno è contro…e butta ne l'imbuto
giù er rospo e poi sentenzia, sant'iddio

che pare d'esse er solo a capì tutto…
Ma pare che nisuno sta vedenno
'n' epidemia che se sta diffonnenno
e che pian, piano sta mettenno a llutto

li commercianti in tante attività".
"È vero, a Re'! Le frutterie, mo stanno
in mano ar magrebbino, e in più, ogni anno
sò sempre più le pizzerie che qua

se stanno pìanno l'arabbi eggizziani.
E guasi tutti quanti l'ambulanti
sò indiani, pakistani…Li più tanti,
però, sò li cinesi, che a più mani

se stann'oprenno casalinghi a mille,
e tanti bar che ho visto qua e llà
pe tutta Italia…E qua…che fanno qua?!
Ce stann'a ddì (e aggià sto a ffà scintille…)

che er PILle nostro stanno a fallo loro:
e grazzie-ar-ca…! mo mme viè da dì.
N ce vò mica la scenza pe capì!
Er PIL lo fa chi è che cià er lavoro!

E si a lloro li fanno lavorà
e a noi no…de che parlamo, a Ro'?"
Dovemo puro ringrazzialli, a Re',
come certi fregni ce stann'a ddì!"

a una badante molto speciale

Ani, una badante molto speciale
(la badante romena di nonna Rosa)

Al fianco d'una vita che si spegne,
sul largo marciapiedi
altro non vedi
se non la casa tua lontano
con dentro chi ti aspetta, e non invano,
ché lì al più presto certo tornerai.

Nel via vai di altri condannati,
pure, accompagnati,
non prendi parte al chiacchiericcio,
schiva,
dedita solo a essere sostegno,
col cuore e con le braccia a chi il destino
ha messo a morte prima di morire.

Nessun di te è più degno
del provvido mensile
per regalar quel sogno a chi vuoi bene,
che stai pagando già, col sacrificio,
che dici che non pesa.
Però, già a fare bene la badante
è assai pesante, e inoltre
senza niente in più,
fai tutto quel che serve nella casa,
ed assicuri, ancora, che non pesa.

Verso di noi il crepuscolo veniva
(a Lisa)

Verso di noi il crepuscolo veniva
lisciando il crespo giorno rassegnato.
Sommessamente gorgogliava, intanto,
lo scorrere dell'acqua, tra le pietre.

Ci inoltravamo, mentre si scuriva
l'aria innanzi nel diventare sera.
Di due mani una, e l'altra a scansare
gelosi arbusti sul sentiero vago.

Di tra le foglie il chiaro della luna
t'illuminava gli occhi, ed in quegli occhi
leggevo come quasi una preghiera:
non farla più finire, questa sera.

Se pure ci provasse il brutto orco
a rompere l'incanto, come ha fatto,
a volte, quel magico momento
non finirà nemmeno oltre il tramonto.

A forza di andare per …culi, la faccia ne ha assunto le sembianze…
Ora vuole tornare…Certo! A riprendere i soldoni per riprendere le costose sedute…terapeutiche….
(strani certi silenzi, di donne e non, che sono stati invece "terremoti"….per altri vizietti di altri personaggi…Le parole di "giustificazione" di Marrazzo suonano come offesa per tutte le donne: e allora?...). (2011)


M'arazzo…tutto quanto!
"Ma che ve credevate…che davero
me s'era rinturcinato er cervello,
pe cui, pe dimostramme un òmo vero
annavo co li "trans" a ffà bordello?

Mo ve lo dico in modo assai sincero:
dovemo faje tanto de cappello
a uno pe uno, o italo, o stragnero,
ché ssò li mejo ar monno a pìà er pisello!

Sò donne, sò, a la massima potenza!
assai deppiù de na quarsia mignotta,
e stanno llì a sentitte co pazzienza,

e nno come n'amante o quarsia moje…
Ciannerò ancora, puro si ogni vòrta
me svòteno le tasche…ortre a le vòje.

E a sto proposito (pe ffalla corta),
votateme!…aritorno!...sò Marrazzo,
che solo co li "trans"…tutto! m'arazzo*!"

*arazzarsi: eccitarsi sessualmente.

 


(da Internet)

Supplizi inenarrabili t'ho dato
(preghiera)

Supplizi inenarrabili t'ho dato,
Signore, nato al mondo che hai creato,
che, pur, contro di te si è rivoltato.

E con le mani mie, che ho "lavato",
le mani tue ho preso e ho inchiodato
sul legno della croce
con Maria a gridar senza più voce.

Nel lago di lacrime che ha versato,
ch'io possa entrare, e uscir purificato.

Er vermine coraggioso
                        e la gazza risentita


Un vermine, che s'era appennicato
ne la panza porposa de na pera
se sveja a l'improviso, disturbato
dar canto de na gazza bianca e nera.

S'affaccia e fa incazzato: "M'hai svejato!
E nun è mica questa la magnera
de rompe a st'ora a un pòro disgrazziato
che è stato pe na matinata intera

a trapanà sta pôrpa pe infilasse
dar bucio e passà er tempo ad ingozzasse!
Vedi un po' d'annatte a ffà un bèr giro!"

La gazza ner sentì tanta aroganza
da quer gnappetto, se lo infilò in panza
dicennoje così: "Io t'ammiro

pe er coraggio e la tanta sfrontatezza.
Ma vanno usati co consapevolezza:
io già, a tte me te magno pe natura,
e m'attacchi co tàr disinvortura!?"

I politici non ci sentono…e parlano a vanvera abusando della parola "responsabilità (Agosto 2011)

Re-spon-zab-bi-li-tà!
(sonetto anomalo)

È na còsa che tutti cianno in bocca.
E je piace! Che je ce pure schiocca
la lingua come quanno sente er vino,
quelo bbòno, che è da palato fino.

Ma come er vino che va ggiù e risòrte,
e n ciarimane gnente, tutte 'e vòrte
"responzabbilità" vola ner vento
e ognuno se la scòrda in quer momento.

Mette a tutti paura, sta parola,
perché sta a dìe de strìgnese la cinghia,
e devi sentì! come ognuno ringhia!

Come er cane che sta a rosicà l'osso
che si t'accòsti pò zompatte addòsso,
e sbava, che ce vò la bavaròla!

* Si è anche tagliato l'indennità di senatore a vita…Cioè quello che è sopra il top del top del top…il non plus ultra - si potrebbe dire. Ma si tratta di ciò che sta percependo attualmente mentre percepisce l'onorario da Presidente, o di quello che continuerebbe a spettargli alla fine di questa carica? Comunque, ai ministeriali sono stati tagliati i piccoli aumenti immediati e futuri per alcuni anni, cioè l'adeguamento al costo della vita, che ora gli costa ancora di più. Se avesse fatto un taglio al suo stipendio attuale avrebbe fatto qualcosa di più encomiabile, più in linea col danno subìto da tanti cittadini. Comunque (senza stare a badare all'età…che viene spontaneo domandarsi: ma che ci deve fare uno con così tanto a quell'età?) una quantità di privilegi gli rimangono a vita. Comunque, sì, sempre meglio di niente…sempre meglio di tutto il resto della "banda della politica", ma…

A Giò, vorai scusamme si m'azzardo
A Giò, vorai scusamme si m'azzardo -
me scuserà uguarmente chi in partenza
se stranisce si sente a…nominatte

invano, proprio a tte, che sei 'n gajardo
Presidente - e te fò la riverenza! -
ma tòcca dì che nu è nu rispettatte

si c'è da dì che er gran bèr gruzzolone
che te intaschi nun è che è diferente
dall'artri gruzzoloni esaggerati

che vann'a finì drent'ar borzellone
de tutti l'antri…e che noi, "la ggente"
voressimo che fussero tajati.

Nun è pe insiste, ma, però, a Giò,
quer tajo ar vitalizzio tuo ch'hai fatto,
sò sessantotto euro*…Mo nun so…

però me sa che immezz'ar fregandò
che ar popolo lo fa diventà matto,
dovresti stacce puro tu…O no?!

Ma tutti l'antri stann'a ffà anche peggio
perché mo co la scusa der "pareggio"
è sempre er pòro fesso a quadrà er conto,

che lloro fanno a chi è 'r più finto tonto,
e fin'a che ce pònno svenà a nnoi,
a lloro che je frega…Forse…poi…!

(Ma poi, la crisi un giorno passerà
e ar dunque "er loro" nun ce servirà,
ché pe annà avanti, arfine, abbasterà
er "sangue" che ce stanno a salassà!)

al dibattito parlamentare (3 agosto 2011).

"Regina-Reginella"
in un gioco di bimbi - si diceva -
chiedendo: "Quanti passi mi darai
pe' arrivare al tuo castello
con la fede e con l'anello?"…
"Tot così…o tot cosà…rispondeva
incitando il cavaliere con un "Vai!"

il bambino o la bambina "reginella".
Chissà…forse è per via dell'età
che fa tornare un po' bambini, ma
è a quel gioco dei passi (e questa è bella!)

che ha giocato il Gran Capo Oppositore,
gridando al Presidente del Consiglio:
"Se farai un passo indietro, con cipiglio
io farò due passi avanti…". Che umore!

Che gioiosa, e festosa opposizione!
Nel momento che "crolla" la Nazione,
ma anche addirittura lui, Obama…
c'è chi sogna…e insiste con la trama!

"Voglio solo aver lo scranno"
"Per far cosa?..." "Non lo so…
Neanche i soci miei lo sanno.
L'importante è dirgli: sciò!"

Dolore, che per l'aria vaghi…
(il mal comune, non è…mezzo gaudio)

Dolore, che per l'aria vaghi
e vago t'accosti, prima, e poi t'infili
in chi sia, sia, subdolamente,
in un crescendo, fino a giungere allo spasmo,
col tuo senso insano del dovere,
che è martoriare chiunque ti stia a tiro,
per quanto orrendo e malvagio è quel che fai
potresti da noi esser preso a esempio
di quello che vuol dir democrazia.
Ma solo per riguardo al generale
senso che persegui di uguaglianza, e senza
distinguo - che solo a noi umani ben s'adatta.
Ma non per quel tuo modo, solo tuo,
che hai nell'accanirti, senza tregua,
nel dare sofferenza a chicchessia,
e il grido di dolore non ascolti,
quando ti chiede, pregando, di andar via…
E lì ha fine, la tua democrazia.

Quanno anch'er penziero sarà spiato
Quanno anch'er penziero sarà spiato
come che fanno co ogni chiacchierata
ar telefono, che viè reggistrata,
e tante vòrte è tutto sprubbricato

su tutti li giornali - che è vietato! -
ma qua - chissenefrega - è accettata
quarsiasi sgaratura, e è assicurata
l'impunità pe chi fa sto reato,

dovremo uno coll'artro fà attenzione,
ché chi! nu ha mai penzato de fà fòra
chiunque je sta attorno: da la nòra,

a moje…capo…sòcera…governo!…
Perciò, pe prevenì, manni all'inferno
chi vò mannacce a tte…e all'estinzione

ce porterà quer tipo de invenzione!
E allora è mejo a nun sapenne gnente
de quer che ce vorebbe fà la ggente!

La valanga-crisi incombe…dicono i giornali. Tranne che su tutti quanti "loro"(Agosto 2011).
(Comunque, a parte le pur importanti beghe di casa nostra, la crisi c'è ed è grave).


Qui tòcca preparasse tutti ar pèggio
Qui tòcca preparasse tutti ar pèggio,
ché la pèggio catastrofe è annunciata,
e accosì nera da petrojo greggio,
che pare che er demonio l'ha sputata.

E invece sò le righe de giornale
che sputeno ogni giorno er malaugurio,
e a llègge, ormai, è solo un fasse male,
e a daje rètta, solo in un tugurio

pò stà er futuro nostro, sarvognuno!
La Borza crolla…crolla la fiducia
de tutt'er monno insieme, e uno a uno,
che manco un euro in più nisuno scucia

pe ddàllo a sto paese assatanato
de magna-magna de quarsia colore
che n se sò persi artro che l'onore,
ché er resto, a lloro, resta assicurato!

E in de sto crolla-crolla generale
la faccia solo nu je sta crollanno
da le Camere, ar Senato e ar Quirinale,
che invece de tajà, stanno aumentanno

li sòrdi pe stipenni e artre prebbenne
sippure che un tajetto - er fumo all'occhi -
lo fanno o rimannanno a le calenne,
o…bruscolini!…pe incantà sti allocchi.

* Come ho appreso, l'Onorevole (ma de che…!) De Mita, al tempo suo.
 (Ora,se non sbaglio, è fra quelli della …morale…).
Anche, vengo a sapere, che rubare al popolo per il Partito non era né reato, né imbroglio,
 per una certa parte politica…(!?). Alla faccia della morale!... Quale?


Quer fatto de Pariggi
Der fatto, llì, a Pariggi, quela vòrta,
in tanti, pare, nun se ne sò accòrti.
Margrado in tanti ce sò puro morti,
lo stanno a tené fòra da la porta

pensanno - pòri fregni - che ar passato
ce pònno intigne solamente loro,
come che fece quelo scervellato*
che disse, come e peggio de no sfreggio

ar popolo fregnone: "Er privileggio
ce spetta de diritto a noi de qui!…"
Defatti ecco er perché j'abbasta un seggio
pe faje crede de èsse chissà chi,

e avé le mèjo case a prezzi stracci,
e avé gni cosa a gràtise, e campà
a la facciaccia de li poveracci
cor pieno in tasca, e senza dignità.

Ma n ve viè in mente che si puro noantri
s'ariattaccamo a quela certa storia
de privileggi e no…a tutti voantri
ve fàmo passà vizzi e vanagloria?!

Anniversario Carlo Giuliani, con tutto il rispetto e la pena per la giovane vita spezzata.

Cacciatori
Quando nel bosco cacciatori in schiera
invadono la casa delle fiere
con tanta tracotante sicumera,
trovandoci perfino gran piacere

incuranti di loro, e i pargoletti
gli vanno ingiustamente minacciando,
e quelle non li senton più protetti
come anche ora è per sé, perché puntando

van tutti i cacciatori su di loro
quelle doppiette bieche e minacciose,
non è porgendo un ramoscel d'alloro
che se ne esce, e dunque, bellicose

seppur non era quella l'intenzione,
si fanno or che le vite han minacciate,
e si rovescia tutta la questione,
ed i castigator…son castigati.

Cattivo è stato chi? Chiaro, le fiere!
E se eran queste qui ad aver la peggio?
Potrebbe formular, chi di mestiere,
in una neutra ipotesi, il pareggio.

Se non dovessi andar per primo io
(a Lisa)

Se non dovessi andar per primo io,
e fossi invece tu ad andare via
da sola, senza me, sarebbe ria
inver, la sorte mia, ed un rinvio,

una proroga, con forza al buon Dio
io urlerei, perché la vita mia
sarebbe una terribile agonia
per tutto il tempo che ancor fosse il mio.

Il fatto, Lisettina, è che t'ho amata
e t'amo, e anche solo immaginare
di non averti accanto, ove sei stata

dal primo incontro ad ora, mi fa male.
Forse è egoismo, ché non sto a pensare
al tuo soffrir per me…E allor m'assale

una vision ferale
che il cuor ferisce e toglie anche il respiro
e come inebetito sto…E sospiro…

Zingaro
Quale lembo di terra scellerato
non t'ha saputo dare
d'una madre il calor che t'è mancato
e che mai hai cessato di cercare ?…
Oh, madre senz'amore,
i figli tuoi girando van pel mondo
e un'ancora non hanno,
e nemmeno hanno un porto per restare.
Da sempre ad inseguire tutti vanno
l'impossibile sogno di dormire
in braccio a luna e stelle
che son stelle ogni volta differenti
sotto un cielo però ch'è sempre uguale:
uguale al nostro cielo.
E negli occhi han riflesse le scintille
dei lor fuochi all'aperto, una ricchezza,
e alla luna essi cantan le tristezze
di questa loro vita misteriosa,
fuori tempo, e romantica e cenciosa;
tanto libera, e che è legata solo
ad un ballo e a un domani da predire,
ad un bimbo di mamma ancor bambina,
a una veste di donna ancor pudico,
a un violino zigano e a tradizioni
che pel zingaro son ragion di vita
che oltre lo steccato
non si sentono, e son perseguitate.
Resiste, nel silenzio,
né ci sono lusinghe, e capricciose!
con cui possa scambiar la libertà.
E un traguardo nemmeno s'intravede
se non guardi lontano…assai lontano…
Nel frattempo vorrei vedere il mondo
che tende a te la mano,
mentre ascolta una nenia oppure un pianto
o una danza focosa che ti sfianca,
dal tuo violin gitano.

Un fatto, una poesia
Bersani non ammette che sia colato del fango "anche" su di loro…Parla di "macchina del fango" (!), di class acion…Minaccia querele ai giornali e richieste di danni…(Luglio 2011).

Il fango
(chi la fa, l'aspetti)

Al fango, quando scende giù dai monti,
non è che gli puoi dire: "Cambia strada
che qui ci stiamo noi, che in fin dei conti,
siam quelli bravi!", e suggerir che vada

soltanto addosso "agli altri - i cattivoni".
Il fango non può essere "parziale":
lui viene giù a valanga, e no a tentoni,
è fisica…sarebbe innaturale…

E innaturale è, che appartenenza
significhi pe' alcuno: "immacolato",
perfino se contraria è l'evidenza,
e vuol che su di lor non sia colato

quel fango in cui ci vogliono affogare
ogni altro che di loro sia rivale,
e addosso a lor lo fanno anche deviare.
E sta a invocar con foga la "morale"

che li distingue e rende non soggetti
al fango, destinato solamente
a chi è avverso…Ma…"chi la fa l'aspetti" -
come il fango - non bada…all'espediente.

L'immigrato
L'avevamo immaginato disuguale
e lontano dai confini e dalla storia,
strano in viso, senza neanche la memoria
d'un passato: una sorta d'animale -

pure umano - ma riuscito alquanto male,
senza neanche una parvenza meritoria,
senz'alcuna aspirazione migratoria
privo d'ogni facoltà decisionale,

come fosse per l'eternità inchiodato
sulle terre ingenerose dove è nato.
Ma a quell'essere che a lui è superiore

dimostra, oggi, che anche il solo dolore
può bastare a buttar giù la staccionata
che uomo e natura gli hanno edificata.

Er teorema
L'omo quanno nasce, nasce
faccia de sopra,
e de sotto, culo.
Ma pò succede, però,
che st'ordine se inverte, e ar dunque,
senza che stamo a vergognacce a dillo,
la faccia pija er posto der culo, e questo,
manco a fall'apposta,
se pija er posto preciso der culo, paro, paro.

Ne l'arittimetica, spostanno li fattori
nun è che cammi gnente.
Ma invece cammia, e tanto, nfra la ggente!

E appresso qui ce sta la spiegazzione…
er teorema, pe dilla più da fico.

Pijamo per esempio uno per cento,
e poi 'r novantanove.

Ner monno più normale, uno per cento,
è gente ch'è maiala-depravata-ladrona-drogata-trans-e-assassina,
e invece è brava gente tutto er resto.

Ner politico*…se inverteno le cose.
Che llì, quell'un per cento bravo e onesto,
fa sì che tutt'er resto,
e cioè er novantanove,
è un mucchio de ladroni assatanati,
buciardi co la faccia… - come detto -,
approfittoni gretti, ottusi e ingordi,
che sanno pìà p'er culo (ar posto giusto)
a tutti noantri che je dàmo er vôto,
e puntuarmente poi se lamentamo,
ma 'gniquarvòrta, come li drogati,
speranno che va mejo…ariprovamo.

Ma che te vòi provà…! La prova è questa:
nisuno se ne frega…E si la casta
da sola nun se…"scasta",
ce tòcca a nnoi! de dije…che mo abbasta!

*in senso molto lato, compresi poteri forti come ad es. certa magistratura, certi media…

L'orologgetto
(a Lisa)

L'orologgetto che t'ho regalato
per festeggiare un altro anniversario
di questo nostro lungo, bello e vario
momento che da allora ci ha portato

fin qui, dove non c'è chi più è stregato
di noi, che dell'un l'altro ben primario
siamo, e saremo, in questo, che un calvario
è per altrui, che amor non ha riamato,

non è tanto per dirti che ore sono
ma quanto perché sempre sia presente,
pur quando siam lontani, col suo suono,

il mio tic-tac per te che al pari va
col ticchettare suo, e il tuo, e niente,
e nessuno, zittirli mai potrà.

Uccellini in festa
Carica è l'aria del vociare intenso
di becchi e piume e penne, radunati
sul pino, o fra i suoi rami svolazzanti
a festeggiare il giorno ancora acceso.

Son semplici armonie di cinguettii
e di gorgheggi melodie ariose
insieme mescolate al monocorde
frinir della cicala generosa.

Gaudio, appare, totale e indisturbato.
Gradito ha il sole, che pian, piano scende,
s'arrossa, e insieme a lui, morbidamente,
s'acquieta lo sfrenato festeggiare.

Ecco, ora dormon gli uccellini, stanchi,
con la testina al buio, sotto l'ala,
ritma il respiro un sogno audace:
domani festeggiare anche la luna…

Ch'è un sogno che non può avverarsi mai:
la luna non può mai sentir gli uccelli,
e questi non vedranno mai la luna.
Solo l'uomo, ogni regola, prescinde,

lui, il padrone del giorno e della notte.
Spuntan nella calma di tra l'erba
le urla eccitatissime d'un nido
caduto nella foga della festa.

Tra le mani ora s'è rassicurata
e sogna già, la minima creatura.
Ringrazia, la natura, co' uno sbuffo
di resina balsamica del pino.

Un fatto, una poesia
Il giorno dopo l'approvazione della finanziaria 2011, la Borsa di Milano sale. Il giorno dopo cade…Oggi è tra le prime….(20 Luglio 2011).
"Colpa della finanziaria!" hanno gridato, quando è caduta.


La Borza
Chi ce pija…chi se la pija
llà in quer posto, perché ar posto
de un guadambio,
cià rimesso co quer cambio
ch'è cascato tutto giù!

Come quanno batti un favo
e viè fòra er finimonno,
quanno cascheno le borze
se 'mpazzisce tutt'er monno…

E ce sta chi s'approfitta
pe pijà la palla ar barzo
che gne pare manco vero
de poté accusà er governo:
"Tutto questo è corpa sua…!"
Ma però quer furbacchione
quanno quela stessa borza
solamente er giorno prima
t'ha stracciato a tutte l'artre,
come pure er giorno appresso,
mica ha detto:
"Questa è côrpa der governo!".
Che stronzaggine, che pena!

Oramai ce lo sapemo:
qui la Borza è n'artalena
che va su, e che va giù,
basta solo na scureggia
che trabballa…e ar giocatore
ne le mano j'arimane
carta straccia e crepacòre…
Chi lo sa che fa domani?
Toccherebbe atturà a tutti
quer bucetto…quello llì…
Poi, però, uno starnuta,
n antro cià la cacarella…
a quell’artro je viè er ticchio…
Tiètte er sòrdo ner cassetto
si vòi fà na còsa bbella!

Un fatto, una poesia
L'approvazione della finanziaria, dicono con enfasi e soddisfazione i pensatori, i politici, il Presidente della Repubblica…l'ha trovati tutti uniti…E ci sarebbe mancato altro! Se qualcuno avesse voluto affossarla, sarebbe affondata tutta la barca con tutti noi, ma anche con tutti loro. Per cui: diciamo, c'è stato anche un certo interesse…Lo stesso interesse che c'è stato nel salvare - sempre da tutti loro insieme - anche le Province, soltanto che col salvataggio delle province per noi c'è venuto solo un danno, mentre per loro…continua la pacchia: PER TUTTI, LORO! E allora, perché entusiasmarsi, anche da parte del Capo dello Stato, per questa "grande prova di… - di che? Boh?!- da parte dell'opposizione, e non invece rammaricarsi fortemente (anche da parte del Capo dello Stato) di quell'occasione persa (da maggioranza e opposizione insieme, salvo dai pochi che poco contano e che in partenza sapevano che non ne sarebbe venuto niente, al di là del loro mettersi in buona luce, su chi - per necessità di attaccarsi a qualcosa - gli ha creduto -beati loro!) di fare vero e importante risparmio? Comunque, puntualmente, forse per non perdere il vizio, le parole "novità"di Bersani sono state: "Dimissioni!" e "Ci vuole il nuovo"! Ma perché non continuare a darla, questa grande prova di intenti comuni, e cioè il bene del Paese, e basta?! (luglio 2011).

A Bersà!
Ammazza che dialettica, a Bersà!
E si che ingegno e si che fantasia
che sprizzi fòra co la frenesia
de chi cià in mano tanta otorità!

Sò anni che ce stai a entusiasmà
côr mòdo tuo ch'è tutta na mania
de mijoratte co ogni mijoria
dicenno sempre quarche novità.

"Er nòvo...! Ce vò er nòvo, che sinnò
le cose qui nun cammieranno mai!".
Ma quanto ciai raggione, ma…però,

com'è che state sempre tutti llì?
Com'è che nu incominci…e te ne vai?
E l'artra: "Dimissioni!"…A Pierluì!

Ma fusse che te s'è 'ncantato er disco?
Ma nciai quarcosa mejo da sta a ddì?
Vòi le Province, e poi…t'attacchi ar fisco?!

Un fatto, una poesia
A Roma c'è un ammazzamento in Prati, tra la gente, in pieno giorno. Il sindaco Gianni Alemanno chiede l'aiuto dello Stato (5 Luglio 2011). A tutto si pensa…più guardie in giro, più protezioni…, ma guarda se si mettono in testa di cambiare atteggiamento coi delinquenti, specie con la criminalità organizzata, che…s'organizza sempre più!
Il terrorismo è stato annullato…e allora?(nel frattempo, a Roma, c'è stato un altro ammazzamento…)


Allora, volémo…o nun volémo?
A Già, ma, dico, allora…nun volete!
Ma allora che ce state a ffà, ndo state?
Ma allora, dì, ce fate…o ce séte?!
Sto a ddillo a tutti voantri, che sembrate

cascà dar seggiolone…Nun vedete?
Ad ogni ammazzamento, voi che fate?
Bussate a…grano… Ma che ve credete,
che stamo immezzo all'angeli e a le fate?

Nun s'arisorve mica a mette in giro
na quarche guardia in più, o proteggènno…
Si vònno mette a uno sotto tiro

lo fanno. E ammàzzeno! Qui la quistione
è de ingabbialli! Che vai discorènno!
E n falli più sortì da la priggione!

Ma che sei matto!...Ariva er…benpensante
e co le su'stronzate ve s'oppone,
e quelli, si anche presi, in un istante

ristanno fòra a fatte ancora dì:
"E qui ce deve d'aiutà lo Stato!"
che semo noi!…coll'imbecilli, llì!!Spero, per tutti, di aver proprio esagerato, e che mai si avveri tutto questo…
(crisi+finanziaria 2011)


Mamma mia…quant'era bbòno!
Er vino…Mamma mia quant'era bbòno!
Ma mmô è finito tutto…E ve saluto,
sorsate de piacere a garganella
o drent'ad un bicchiere, o come sia!
Che prima de gnottillo l'aggustavi
nfra le papille messe in bocca apposta,
e si era freddo te ciariscallavi,
o viceversa quanno ch'era callo
t'arinfrescava lingua, gola, e panza.
La lingua poi schioccava dar gran gusto,
e o rosso o bianco era indifferente,
e invece mo n se pò più beve gnente.

Ma er vino ce starebbe…e anche se sente…
Si passi pe er senato o er parlamento,
avòja a sta a sentillo, quer profumo!
Io llì ce vò a passà appositamente
pe respirallo un po'…pe nu scordallo
quer nettare che n pòsso più abbuscàmme!

Ch'è er sòrdo! ch'è finito…miseriaccia!
Però…Ma aspetta n po'…e no! E…lallero…!
Com'è che er vino c'è in de sti palazzi,
e invece nun se trova in artri siti?
Ma ansenti, aoh! Llì n c'è sortanto er vino!
Llì, l'aria sniffa puro de champagna,
de quella bbòna…Anvédeli sti dritti!
A nnoi cianno levato anch'er goccetto,
e lloro invece stanno a stracannà
la parte quela loro e quela nostra…
a la facciaccia de sti pòri micchi,
che nu li fanno…scenne da la giostra.

Cervara,
quanto per questa altura andare è duro.

Quanto per questa altura andare è duro
coi sassi incatramati sotto i piedi
o sulla roccia ch'è allo stato puro,

che nell'andar di quando in quando cedi
e resti a prender fiato per la via.
Ma poi ti spinge quel che andando vedi

girando il viso a valle, e la magia
di tanto incanto sembra sollevarti
e ancora sali e segui l'armonia

del monte che su in cima sta a guardarti
nel lento tuo andare faticoso,
e allunga, par, la mano per tirarti.

Così che alfine, stanco ma gioioso
stai dove delle capre era il paese,
e il tempo passa…statico ed ozioso.

Cervara, di salite e di discese
scenario, e di roccia che t'abbraccia,
di case sotto il solleone accese,

o fredde da morir se il tempo ghiaccia,
vederti e amarti è per me un tutt'uno
e il mio stupore me lo leggi in faccia,

come anche puoi vederlo addosso a ognuno.

Del bello naturale il culminare
Del bello naturale il culminare
è il sorgere, nel mondo, d'ogni vita,
come è del giorno il nascere di rosa,
e d'ogni fiore lo sbocciare all'alba,
con gocce pronte di rugiada in fronte,
nel gran giardino d'estasiati sguardi
di cuccioli dagli occhi appena aperti
già pronti ad impregnarsi d'aria e sole,
dell'iride che unisce cielo e terra,
dell'umile carezza d'una mamma,
del battito di ali trepidanti,
e di poesia che scrive la natura
e lègge chi ne ha il dono e in sé lo serra.

Di tanto bello tanto se ne perde
di giorno in giorno, diventando grandi,
coll'innocenza persa nei meandri
di vie e incroci come fitte tele
percorse con l'intento che più azzardi,
più luminoso è l'oltre - che non guardi
nemmeno - nel cercar di districare,
di smatassare al meglio la matassa,
come una rete che s'imbroglia in mare,
e non ci si fa caso, ma si scassa
l'originale bello naturale,
e il bello oltre - che sia ancor più bello -
seppur con ogni sforzo, non appare.

L' imbrojo
Sta cosa a mme me puzz'assai de imbrojo:
ognuno, llì, che gufa…che prevede…
che sta riempienno l'aria de cordojo
pe tutto quelo che ce pò succede…

ce dice ch'è finita l'erba vòjo…
Ma poi eccoli llì, che - n ce se crede -
senza nemmanco un minimo de orgojo,
ognuno che sta llì sta in malafede,

cor portafojo che je schioppa in mano…
le case-schianto prese a quattro sòrdi…
la faccia com'er culo…E all'artiggiano

je vann'a ddì che deve pagà questo…
e quello…e anche quell'artro…Brutti ingordi!
E er voto…(?!)… nun è artro che un pretesto.

Un fatto, una poesia.
Anche il nostro Presidente non può far a meno di prendere posizione rispetto al dramma dell'immigrazione clandestina (che comprende la fuga da pericoli… troppo lontani…) di massa in Italia, e mettere l'Europa davanti alle responsabilità comuni (8 Luglio 2011).

Stop all'invasione!
Ma guarda, guarda…senti, senti, senti…
E chi lo avrebbe detto…Ma lo ha detto!
È come avesse detto sì, lo ammetto,
ragione han sempre avuto i…dissenzienti.

Le varie associazioni…i vari enti,
non possono, pe' un sogno nel cassetto
che han di farsi "santi", il rubinetto
lasciare aperto e altri esseri viventi

lasciar che affoghino…Che non va bene
cadere giù per tirar su dal fondo
qualcuno e raddoppiar così, le pene.

In casa loro è ben che li si aiuti,
e non facendo entrare tutto il mondo.
L'Europa, intanto, insiste coi rifiuti…

Un fatto, una poesia.
Lezione di civiltà britannica. Il "News of the world" ha chiuso oggi 10 Luglio 2011- dopo 168 anni - con il titolo "Thank you & Goodbye", per via di illegittime intercettazioni-pubblicazioni. Da noi? Ha da crescere!…la civiltà.

Gli auscultatori
C'era una volta nel mondo un paese
dove esistevano gli…auscultatori.
Cosa facevan? Dal nome è palese:
loro origliavano, e ai redattori

davan gli ascolti per farli stampare.
Era un paese davvero civile.
Però civile non era! ascoltare
per poi stampare in quel modo assai vile.

Quell'origliare e stampare era osceno:
perché era come se andassi per strada
e qualcheduno, così, a ciel sereno,
ti denudasse co' un colpo di spada

facendo cadere i vestiti e mostrando
come sei fatto, e tu resti di sasso.
Ma per fortuna, a chi andava origliando
gli han tolto il vizio, lasciandolo a spasso.

Sì! È proprio vero: ora tutto un giornale
fatto ha fagotto ed ha chiuso i battenti.
Dando lezione che chiunque fa male,
deve risponderne senza commenti.

Questo, però, non succede, e si sa,
dove ha da crescere!…la civiltà.

Calma apparente -
guerra intelligente


Girano ali
in voli rotondi
pel grande azzurro
di calma e di pace,
riflessa sui monti
e le valli odorose,
di vita che scorre…
Ma il giallo becco
adunco e affilato
e gli artigli aguzzati
osservano biechi
studiando il da farsi…
E scendono in prove
radenti e silenti,
quelle ali lucenti,
nell'ora tranquilla.
Finché su nel cielo
va pure volando
la marmottina
che stava giocando.

D'altre creature
ora s'ode il sospiro
che durerà fino al prossimo giro.

Volano e cadono in terra i siluri
muore la gente,
così…
per niente.

Finanziaria 2011 (ma potrebbe essere quella di qualsiasi anno), e situazione socio-politica: uno sguardo in generale. Tutte le "Parti" sono coinvolte. (Luglio 2011).

Ricchi!
E allora, gente ricca…! Sapevamo
di esser tanto ricchi da attirare
il succhio succhiator del fisco cieco
(come anche s'usa dir della fortuna)
così come fa a sera alle falene
e ai moscerini in nugolo, la luce,
il qual da cupidigia…strana è affetto
che gl'indirizza il succhio ai "milleequattro"
e non ai "diecimila"…ai "centomila"…?
E non ai "suv", ma a quelle più normali…
Ma è lì, è proprio lì che il succhio attacca,
ingordo, con la bocca sua a ventosa.

Ricconi, da spolpare, facciam gola
al succhiator che abbassa i suoi per-centi
troppo alti per poterli ben succhiare
e si rifà coi nostri assai più in basso…
più comodi, gestibili e diffusi…
e senza opposizione a piantar grane.

Ma sì, ma infatti…ma perché infierire
sui ricchi appollaiati come polli
su scanni, troni, e areole di gloria
cui tutti ci inchiniamo (agli uni…o agli altri)
che tutti quanti paritari sono!
A che inveire contro chi si affanna
a far quadrare i conti, o rossi, o neri,
o bianchi, e aquile o colombe
o rosse, o bianche, o nere o variopinte!
No…No! Sarebbe proprio una porcata
deluderli, e responsabilizzarli…
Non sono abituati, poveretti,
ed è già tanto che di quando in quando,
se ne escono - in assoli od in coretti -
che vogliono tagliare…sì…tagliare…
E infatti vanno tutti a usufruire
del…taglio - ch'è gratuito - dei capelli…

Doniamo volentieri quel pochetto
che abbiamo in tasca, o in BOT quindicennali.
In fondo siamo tutti indebitati
ed è un onore mantener gl'impegni.
Lo fanno lor, per noi che ricchi siamo:
"benzina, sali!" "IVA, cresci assai!"
"casa al mare o in montagna dopo il costo
è giusto che ci paghi su i connessi:
doppia acqua, doppia luce, doppio gas,
e ICI e immondizia, e successione…"
per un mesetto all'anno che ci stai.
E è giusto che paghiamo sempre più
benzina, e bollo e assicurazione,
parcheggio, e tante… multe fantasia….
Però se poi la casa non si vende,
e cala delle auto il mercato:
"Che il ciel ci aiuti! Questi sono segni
nefasti per la nostra economia"!
starnazzan dagli scanni e dai partiti.
Ma soprattutto è giusto e è da ammirare
l'azion tenace di chi dice: "Entrate!
Su! Popoli…venite, che per voi
lavoro lo troviamo e in ogni modo
soldoni per camparvi ce l'abbiamo!".

Il PIL, stanno dicendo, tutti in coro,
se cresce lo dobbiamo agl'immigrati.
E presto, se continuerà così,
ad essere realisti azzarderesti
che tutto il pil lo produrranno loro! *
A noi vanno dicendo, beh, ragazzi,
se non ci sta il lavoro, l'inventate…
Che cosa ci inventiamo…i fallimenti?
Se n'è volata già tanta energia
e i tanti-pochi soldi, rastrellati!
Ma cosa vuoi…dobbiamo accontentarci:
tra poco sarem tutti laureati,
saremo…come dir "morti di fame"
ma tanto acculturati…Cosa più?!

Ma si, ma che ci importa se ora, al cane
daranno l'assistenza, e se Pannella
è lì che fa lo sciopero dell'acqua
(che beve solo brodi e cappuccini…)
per trans, e galeotti, e prostitute,
e "chissene", perciò, dei poveracci
connazionali onesti senza soldi
capaci a sopravviver con pudore:
digiuno non per "sfizio", o allineati
alle pareti d'un ospizio tetro:
meglio, Pannela, dei tuoi carcerati?
Ma… "chissene strafrega!!". Gran puzzoni
a tutti, e a nessun colore escluso!
perché protetti lor…sia quel che sia!
Stipendi lievitanti…auto blu…
prebende e privilegi d'ogni sorta…
che un loro taglio aiuterebbe…e tanto!
Ma no! Senza vergogna van cercando
di sistemar le cose tagliuzzando
gli stipendiucci dei ministeriali,
bloccandoli per anni, addirittura!
Diminuiranno qualche senatore:
fumo agli occhi!…che poi ne aumenteranno
di qua e di là…per i decentramenti.

Governi e opposizioni, sempre in lotta…
Però se han da tagliar le loro spese,
l'accordo è pieno**…E noi…Ma che pretese?
Ma chi se le dà mai "zappate ai piedi" ?!
Illusi siamo, sempre! Ogniqualvolta
a farci impressionare…emozionare….
Noi siam mondi…in conflitto d'interessi
senza speranza, senza via d'uscita.
Però le piazze - e dì che non è vero -
son piene contro chi vuol lavorare!

In quanti abbiam scoperto, finalmente,
di esser benestanti! Che sorpresa!
Il "succhio" ci farà senz'altro bene:
dimagrimento, senza le palestre,
senza più il pensiero di investire,
giornate a letto o a spasso per le vie,
e senza più il sudore sulla fronte,
e senza più sbavar per la carriera...
Ma tutto questo, in democrazia,
dev'essere spartito "fra noi tutti",
e guarda caso, "fra di noi", rientra
la classe dei politici, per cui,
che godano anche lor…dei tempi bui!

Ma dire e dire…è quel che fanno loro:
si deve pur proporre qualche cosa.
Ebbene, qui, i datori di lavoro
per tutti quanti loro siamo noi.
Capite? Ecco il piano: come fanno
per tutti noi, industriali e commercianti,
con i rappresentanti sindacali,
dobbiamo noi coi loro incaricati,
determinare paghe e contributi,
orari, ferie…inclusa la pensione.
Un giorno? Un anno? Metti anche cinque anni?
Un calcio…lì! E niente doppie entrate:
com'è per - metti - i ministeriali,
che guai se fanno anche altro lavoro!

E, pur, se qui nessuno ci fa caso,
noi stiamo anche pagando i black-blocks
(o, se non siamo noi, chi! li finanzia?
Ma sempre soldi sono a noi …succhiati).
E tutti gli anti-TAV, gli anti progresso,
i "contro" infrastrutture - reclamate -
ma sempre puntualmente…sabotate,
che cosa van cercando? Di aiutarci
a precipitar giù nello sprofondo?

* i nordafricani hanno tutto il mercato ortaggi-frutta; gli egiziani in particolare, pizzetterie/kebab; i cinesi: empori di tutto un po', compresi casalinghi e vestiti; i filippini imprese di pulizia, seppur personali; ma davvero noi non vogliamo più nemmeno vendere la pizzetta, o i vestiti, o i casalinghi? Noi chiudiamo: loro aprono.
**abolizione delle Provincie: salverebbe tutto…Ma governo e - si badi - opposizione, han votato contro, o si sono astenuti, il che è anche peggio!!

Le crisi
Le crisi vònno er tempo che ce vò…
e n sia mai! a mannalle via de bbòtto,
da nun paré che manco ce sò state.
Potrebbe infruenzacce anch'er sistema -
nervoso - vòjo dì…
che a questo nun ce semo abbituati.

E invece quant'è bbello
a sfrugujacce immezzo…a borbottà…
a piàgnece…a riempicce li giornali,
a st'a sentì fior fior de cavolate
de tutti quell' "esperti" llì in tivvù…
A ffaje entrà ner còre la speranza
de pìaje la portrona
a chi nu ll'ha ammazzata llì sur nasce…
Che ll'antri, invece, cianno la bacchetta…
Eh, no! Magari! Quanno c'è la crisi
nun è che s'arisòrve a "le tre carte"!

Ma poi…vòi mette:
nisuno lo potrebbe capì mai
si quanto stava tanto mejo prima!
E invece stava llì a imprecà ogni ggiorno,
che nu j'annava bbene proprio gnente…
da chi ce sta ar governo…a l'inflazzione…
da la moje, ar marito che nun fa…
Ma questa è n'antra crisi…
Ché qua, de crisi, ce ne stanno a rubba!

E meno male, perché senza crisi,
er monno, qui, annerebbe…
in crisi d' "astinenza da le crisi".
Perciò, amico caro, come vedi,
fòr da le crisi nun ce se pò stà.
E quanno che sta crisi annerà…in crisi,
vedrai che c'è chi l'annerà a cercà…

Promesse…da sinnaco!
Così se deve fà co le promesse
promesse da chi vò salì ar comanno!
E bravo è stato er sinnaco Alemanno
che ha vinto tutte quante le scommesse

scommesse in quer momento de…interesse,
de fa sparì li "campi" drento l'anno
indove ortre a la beffa ha aggiunto er danno,
coll'aumentati zingari, e rimesse

de sòrdi nostri spesi pe…spostà
li campi de baracche puzzolenti,
e in quer fratanto falle diventà

casette bell'e ffatte gnente male,
intorno a tutta Roma. E a li presenti,
tutto a gràtise…tutto assistenziale:

e acqua e luce, e gasse, e anch'er bucato,
trasporti, sòrdi in tasca…Er che è un segnale
pe chi dà er voto, e n vò èsse più fregato.

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Ma esempi ce ne stanno a sprofusione:
presempio li napoletani bbòni
che aveveno sperato ne l'azzione
promessa de fa fòri li zozzoni

che De Magistri er sinnaco…in embrione
j'aveva fatto pe le votazzioni
e invece ha fatto fiasco, e a la Reggione
vorebbe fà pagà - senza raggioni -

quela promessa sua nun mantenuta
de fà sparì la zozzeria ar completo,
che invece - fòri tempo - j'è cresciuta!

Ma pe fortuna sua, nun cià nisuno
che sta llì pronto a fasse pìà d'aceto
e a dije: "Dimissioni!"…o a ffà er diggiuno!

Il vuoto
Il vuoto che si svuota del suo vuoto
diventa il campo fertile da arare
e il seme vi attecchisce, e ivi cresce
quel frutto che'è il buon frutto del sapere,
che riempie il vuoto, e il vuoto è cancellato.

Ma dove il vuoto resta, non s'arresta,
ma cresce, perché il nulla, pure, cresce,
e fino a che nel vuoto cresce il nulla,
si gonfia pure il vuoto, a dismisura,
ché ogni altro vuoto lo rinserra in sé.

Di vuoto in vuoto, allora, in tutto il mondo
si spande il nulla in gravi pandemie,
e né princìpi, fede, né ideali,
son più cercati per riempire il vuoto,
ma è sempre nuovo vuoto, sempre più.

E sembrano lì prossime a scoppiare,
le menti, pel gran vuoto accumulato,
e ogni azione è volta a riparare
dal danno che altro danno porta in sé,
ché non si riempie il vuoto con il nulla.

Qualcuno è stato leader, ha guidato,
voluto, lo svuotarsi…l'annullarsi…
facendolo con gran facilità.
Ed a riempirsi ha condannato il mondo,
col nulla, che ci svuota…che ci annulla…

Ma tornerà, il contrasto, a contrastare,
e a riempire non col vuoto, il nulla,
e vuoto e nulla diverranno l'otre
del seme del sapere e della vita
che annullerà ogni nulla e ogni suo vuoto.

Genova
(il mio viaggio a Genova, con Lisa,

al Mini Hotel di Via Lomellini, Giugno 2011)

Dopo aver a piedi attraversato il mare,
e lasciato carezze sul dorso alle razze…

Scendono e salgono
i vicoli,
tagliati da artistiche vie:
palazzi e palazzi, due file
di storia, e poi, piazze, piazzette,
e ancora, incessanti, i vicoli stretti.
Di nuovo, poi, spazi,
lontani,
a perdita d'occhio, sui colli
come collane, al porto d'intorno,
col suo profumo
presente ogni dove, da ogni vicina
o lontana visuale, scenografia
che scende, che sale,
e sempre, nei vicoli, svicola,
ove trovi rifugio
dal caldo che il giorno ti segue, t'afferra,
ti osteggia…per divampare con lui.
Sopra le case, le case, e poi…case,
una sull'altra,
le nuove poggiate sopra le antiche,
che sono le belle, che sono la storia,
che sono di Genova, l'onore e la gloria.
Pazienti sopportano quel sovrastare
che un po' la declassa, la scena, altrimenti
ancora più degna, più figlia dell'arte,
come se sopra un bel quadro d'autore,
fosse schizzata, assassina,
qualche goccia d'estranea vernice,
a impiastrarlo, a ferirlo...
L'orina di cane si scontra, talvolta,
col buon profumo del fritto di pesce.
Gira la gente d'origine varia,
dalle indie all'oriente,
gestisce la pizza, e a volte il caffè.
Colombo è il legame, che i mondi riunisce,
e per ognuno c'è lì a garanzia,
Mazzini, che, ancora, vi tèsse, tenace,
l'indipendenza, la libertà,
e la gran voglia di vivere in pace.

Residui
Residui…scorie…rimanenze…scarti…
di quello che vien fatto in tutto il mondo
che al mondo van coprendone la pelle
come una coltre insana, che è minaccia
che sempre s'avvicina, e i boschi e i prati
ghermiscono a quel troppo disattento
erede universale;
pesano su ognuno,
anche a chi ricorre a la finzione
di non saperne niente.

Scorie a nutrir carote e teste d'aglio,
e scarti di città, in periferia,
di gomme e di lamiere deformate,
di miserie - residui - e di opulenze,
e rimanenze, a crescere…montagne…
ed a mortificar chi le respira…
Profuman l'aria putridi miasmi
nell'orride sembianze d'un inferno.

Pure il latte materno è messo al bando,
e chi lo succhia, e la mammella, insieme,
se giudicati scarto…
E scarti, e scorie, e rimanenze…umane
lontan dai nostri spazi progettiamo,
nascosti in mezzo a truci indifferenze,
dietro le nebbie che spruzziamo apposta.
Popoli interi vengono scansati,
lasciati al caso, quando il caso è ostile,
quando una brioche può farsi in due,
ma più che pietra è dura da tagliare!

sul Lago d'Iseo

Sàrnico,
a mezzanotte


Ti specchi in questo molle tuo cristallo
ove affondan le luci colorate
ora che il cielo è tutto quanto spento.

Strisce di bianco, d'arancione e giallo,
fettucce sembran tutte tintinnate…
Da cosa…? Se nemmen sospira, il vento?

Abitudine
Abitudine,
muffa che corrodi,
abituarsi a te è il più grave male,
impalpabile cancro devastante,
ferita lacerante, e invisibile
se non nei lunghi visi, e i giorni morti
per anche tutto il tempo d'una vita,
pronta sempre a colpire in tutto il mondo.
Il mondo che è vicino, o che è lontano,
coi visi scuri pure sotto al sole,
anche incupiti al lume della luna,
di astio accesi, e fervido rancore
per chi da noi amor dovrebbe avere,
e invece più è più prossimo, e più pena
pesante e senz'appello, ha da subire.
Abitudine,
che tutto normalizzi,
perfino e soprattutto quell'amore
che per un tratto almen ci ha accompagnati,
per divenire un cencio da pestare
dimentichi di quello che è già stato,
da cui nessuno esce vincitore,
e men che meno il figlio dell'amore.
Abitudine,
sei libertà che uccide…
Trovarsi, unirsi e poi lasciarsi indietro
cupi nel viso e di livore affranti…
Sei muffa che corrode,
metastasi…e ti spandi e ti guardiamo
senza nemmeno inorridire, ormai,
per quanto ti sei fatta parte accètta
di questa società, che ha perso tutto,
che è ombrosa, e cupa, e grida, e va di fretta
per non fermarsi, e non dover pensare.
E gli occhi rancorosi tiene chiusi,
perché nemmen guardare, più si deve:
guardar, come pensare fa paura,
perché potrebbe, alfine, addirittura,
vedersi quel…ridicolo "buonsenso"
venire ad impedire, e a guastar tutto!


(pensioni: chi piagne e chi…ride…Quest'anno ride anche Cicciolina, con la pensione che i soliti bravoni le hanno regalato)

Svéjate, popolo!
(er popolo…incantato…e le leggi "ad …usufruizzione")

S'attàccheno a la mafia organizzata….
Ma mai a quella, ch'è…legalizzata…
Se fanno leggi…che ciaivoja a dì…
che se le fa sortanto…quello llì!
Fa male, quello…ma…quell'antri dritti,
che pe se stessi invènteno diritti!?
Presempio la pensione dopo un giorno
de parlamento! Uno sortanto!...Un corno!

E poi, dìmolo chiaro, anche cinqu'anni
cor culo su le sedie a ffà li danni,
ma pe davero pònno faje prenne
a tutti la penzione e le prebbenne?

E mica cianno solo na penzione!
Ce n'hanno una pe incarico…li tizzi!
E…incarichi ce n'hanno a sprofusione:
in Società…ar governo…in tanti pizzi...
'N sò mica come noi…disoccupati…
che si arivamo a pijalla, la penzione,
saremo - pe davero - fortunati!

E a penzà…le penzioni mijonarie
che je pagamo noi a destra e a manca,
a sti vorponi…! E cariche onorarie…!
Com'è che de ste cose nun è stanca
la ggente, che va in piazza a protestà
contro…FIAT, che vò falla lavorà!?

Però nisuno ha fatto l'invasione
de piazze cittadine, pe risposta
a quela presa in giro de penzione:
poco meno de un euro…! È stata tosta
pe la perzona che l'ha ricevuta:
pe davero mazziata e anche cornuta!*

Si parleno de taji, sta'sicuro
che quer ch'è da tajà…è la penzione!
La nostra! E stanno a dillo a muso duro!
La loro nun se tòcca…n c'è raggione!
Ma…un referendum pe l'abbrogazzione
de leggi fatte… "ad… usufruizzione"?!
Si tutto questo ancora n s'è capito,
vòr dì ch'er popolo…è rimbecillito!

*dal libro: "Sanguisughe", di Mario Giordano.

Chiaro!
Pare…! ch'è chiaro…Però, a onor der vero
che sia davero chiaro…nu mme pare.
Sarebbe…che si fusse proprio chiaro,
sarebbe chiaro a chiunque, e no sortanto
a chi se crede ch'ha capito tutto,
pe cui è tutto chiaro e gnente è scuro,
e er griggio manco sa si che robb'è.
E invece, na sfumata de griggetto
davero ciannerebbe dapertutto…
Ma sia ben chiaro che sto a ddì d'un griggio
che nu è che tènne ar bianco oppuro ar nero:
un griggio…ch'è sortanto griggio…e basta.
Ma no na via de mezzo…Nun sia mai!
Che poi nun è mai chiaro proprio gnente.
Sarebbe a ddì…na cosa…tutta nòva,
cioè…na cosa chiara a mme…a tte…
a tutti! Ma così…rincominciamo,
che pare che sto a ddì che io ciò chiaro
la cosa che a quell'antri nu j'è chiara...
Insomma…Sta a paré che qua de chiaro
ce sta sortanto…er rajo der somaro,
e tutto quant'er resto, fratel caro,
è robba che nun pò mai èsse chiara
finché vedemo solo bianco o nero,
e nun annamo a fonno der mistero:
che poi nu è detto che ce se schiarisce
gni cosa, e tutto quanto se capisce…
Er tempo ce pò dacce er mejo esempio:
c'è chi, si nun è chiaro, ce sta male,
e chi ce se 'mpazzisce quann'è griggio,
e c'è chi canta solo quann'è scuro…
Insomma…a la fin fine er mejo è
a pìasse, tutti, er mejo de li tre,
rimescolalli bene nfra de loro,
e gòdese quer che esce…si ciariesce.

Unica
(a Lisa)

Rara più d'una stella alpina
che dalla roccia spunta e bacia il cielo
e nella neve il bianco suo confonde
e al sol riappare turgida di vita,
t' ho colta io soltanto, Lisa,
e ti sei fatta prendere
nel pieno tuo fiorire.

Unica, di bello fuori e dentro,
come di roccia ove spuntano le stelle,
forte, e come i loro petali,
a un tempo,
delicata.

Unicità di sentimenti,
profondi,
come e più del fondo alle Marianne,
e ti ho pescata
nel pieno del vigore:
guizzi di vita, di pensieri belli,
di bellezza bella,
di amore vero e bello,
e fantasioso, e tenace
come le radici d'una quercia.

Unica mente, d'intelligenza colma,
unico cuore, generoso, e puro.

Unica al mondo, unicità esemplare,
all'ombra, però,
mai sotto i riflettori, a sbandierare…
lo facciano quelle, che piene son…di vuoto…
Unico mondo, mio, vivibile, ancora.
7 Giugno 2011

Problema rifiuti
Cambia il Comune…(giugno 2011). Ma Napoli….cambierà?

Napoli è servita!
A San Gennà, mo Napoli è servita!
Nun ce sò più li soliti aruffoni
a dovè sceje nfra la malavita
e li napoletani bravi e bbòni.

Nciai manco da giocatte la partita
coll'artro…santo, che, in cert'occasioni
cor solo schioccamento de le dita,
j'aveva dato er "requie" a li zozzoni.

Ma, ce lo sai com'è: nun è bastato,
ché tutti se sò dati un gran da fasse
pe rizzozzà er bèr sito, e nun c'è stato

più er… santo, e manco tu, llì, a evitallo…
Mo, nu è pe ddì: pe quanto pò sforzasse,
er nòvo tizzio...Cerca de aiutallo!

Te lo sto a ddì pe tte, perché n pò èsse:
quell'artro ce l'ha fatta! E senza messe…!

Nell'aria ci sta un fitto nebbiolino
(30 Maggio 2011)

Per l'aria ci sta un fitto nebbiolino
che proprio non s'adatta a andar di fretta
per chicchessia, né per la strada stretta
né lungo la "maestra", o il viottolino

di campagna…Nemmeno il "pendolino"
può correre, come usa, ma aspetta
con prudenza di uscire dalla stretta
che l'avvolge…E ognuno, il fanalino

fendinebbia accende. Dovrebbe, almeno:
l'azzardo in questi casi può costare!
Fermarsi è ancora meglio…è più ameno,

a ragionar sul tratto già percorso
e specie sul più lungo ancor da fare…
ed evitar così il pronto soccorso.

Si può anche ritornar, pel senso inverso.
E a volte è questa, in ver, la soluzione
che fa arrivar fino a destinazione.

La Fonte
M'abbevero alla fonte del Vangelo
ch'è acqua che disseta e è fresca e pura
e ci si specchia tutto quanto il cielo
e un immortale bene m'assicura.

Al ghiaccio in cuore opera il disgelo
accende il fuoco e spegne la paura
e il mondo può evitare ogni sfacelo
soltanto a berne…con disinvoltura.

Ovunque ha i suoi rigagnoli diffusi
pe' offrirsi a tutti quanti in ogni sito
e i rubinetti suoi non son mai chiusi

così che ogni momento è quello buono
per bere e stuzzicarsi l'appetito
di cose buone: e le acque sue…lo sono!

SE…quartine giornaliere di varia natura 81-100

81) Se all'immondizia è ben che ti ribelli
ché piazza e via riduce a fogna aperta,
dovresti far lo stesso coi cervelli
che sopra il tutto metton…la coperta.

82) Se manca la responsabilità
poiché individualmente mai nessuno
può aver le colpe della società,
di delinquenti non ne trovi uno.

83) Se stan sempre a scannarsi fra di sé
invece di far ben quel che va fatto,
dovremmo starci a chiederne il perché,
e mettere da parte chi fa il matto.

84) Se io son nato brutto e quello bello
non posso dir "C'è discriminazione !"
e andare in giro a urlare: "Come quello,
anch'io ho diritto ad essere un adone !"

85) Se al tempo d'oggi, causa di delitti
diciamo che è la…noia dei ragazzi
e comprendiamo con amor paterno,
siamo altro che la società dei pazzi !

86) Se Dio pei tuoi delitti ti condanna -
e non ne dà la colpa a chicchessia -
com'è che sempre più c'è che s'affanna
a perdonar con tanta frenesia ?

87) Se andiamo avanti a dire che in prigione
nessuno c'entra a scopo di condanna,
e a aprir le porte ad ogni "conversione",
per chi delinque è altro che la manna !

88) Se metti insieme diavolo e acqua santa
i due staranno sempre a rintuzzarsi
e se ha la forza lui, lei n'ha altrettanta,
e mai ci sarà accordo sul da farsi.

89) Se vai…becca-beccando in altrui case
e dici: "L'ha voluto forte il cuore!"
amico, o amica, cambia almen la frase,
che niente - quasi mai - c'entra l'amore.

90) Se ognuno al giorno d'oggi è allettato
da acquisti a rate ad interessi zero
lo sa che poi comunque è obbligato
al pagamento, il che non è un mistero ?

91) Se oggi il figlio è un pacco da portare
per mamma e per papà e pel magistrato
nonché per quella Legge…sull'altare,
bambino mio, ma perché sei nato!

92) Se è uguale per ognuno questa Legge,
a farla disuguale è il magistrato
il quale in tribunale s'alza e lègge
sentenze dove il giusto l'ha scordato.

93) Se il poliziotto acciuffa il delinquente
e il magistrato invece…lo dimette,
il poliziotto serve a cosa ?...A niente !
E il malcontento lo si taglia a fette.

94) Se vuoi un'idea di quanto sia pesante
amministrare tutta una nazione
ti guardi un condominio ed all'istante
capisci, specie quando sta in riunione.

95) Se a un certo punto occorre dipartire -
che è questo il grande accordo per la vita -
perché si perde tempo ad arricchire
se il mondo a cose assai più belle, invita ?

96) Se ai primi posti tra le frustrazioni
ci metton sempre la burocrazia
ch'è un male in tutte le amministrazioni,
perché scacciarla sembra un' utopia ?

97) Se è bene contrastar l'assenteismo
ch'è un cancro in tanti posti di lavoro,
perché pei capi c'è un favoritismo
per cui nessuno pensa a punir loro ?

98) Se in capo ad ogni storia per bambini
ci sta "C'era una volta", stessa frase
purtroppo deve dirsi dei destini
di tutti noi umani…fuori fase.

99) Se invece d' esser così tanto brave
le suocere a creare screzi e liti,
facessero - soltanto e ben - le ave,
starebbero più insiem, mogli e mariti.

100) Se i soldi per la fame sono usati
da chi già al mondo mangia, anzi, si abbuffa,
e non per far mangiare gli affamati,
non par che in parte almen sia una gran truffa?

Separazioni, divorzi: se la Legge non cambia…altro che giustizia e mantenimento del tenore di vita: sì…per lei…e anche di più…

L'alibi
"…Perché ha il bambino…! E che così sia scritto…!"
"Così sia scritto, e che così sia fatto!
Adesso è tutto mio: per diritto!
La casa… il conto in banca…A lui …lo sfratto!

La casa, pe' alloggiarci il "mio" bambino;
i soldi, per la spesa, la palestra,
per l'iscrizione al calcio…Il botulino,
le creme, l'istruttore che mi addestra….

Il parrucchiere…tutti i miei profumi…
Eh…il bambino deve pur mangiare:
nutella…Io, spremute cogli agrumi…

Un bimbo vuole dire …tante spese…
E in più, ogni sera, mi viene qui a trovare
Marcantonio, che ha sempre più pretese…

Lui, pel bambino…"suo" deve sgobbare!
Che gli alimenti son pochi ogni mese…
Fosse per me…ma il <Marca> vuol viaggiare…"

Piccole cose

parole e musica di Armando Bettozzi

Nei tuoi occhi ci sta un mondo
Fatto di piccole cose:

Tanti sogni e fantasie
Che riguardano noi due.

Esisto solo io, per te
Ci sei soltanto tu per me.

Sei sempre così vera
Sai di primavera,
Non voglio perderti.

Senza quel tuo sorriso
Che è il mio paradiso,
Cosa potrei fare?
Se ogni giorno
Non ti avessi accanto,
Mano nella mano,
Morirei.

Guardo il cielo,
Guardo un fiore,
Vedo te che sei il mio amore.
Questa vita è una sola
E voglio spenderla con te.

Esisto solo io, per te
Ci sei soltanto tu, per me.

Sei l'alba dei miei giorni,
Quando ti risvegli qui accanto a me.
E tutto quello che ho sognato,
Tutto quello che voglio
È racchiuso in te;
Tutto quello che ho di vero
Quello che ho di bello,
Me l'hai dato, tu.

Il mio migliore, unico assolo
(a Lisa)

Sono tornato
senza le armi
cantando l'inno
dei passati anni.
La brace accesa
è invidia alle stelle
ora che a ardere
ti lascio dentro.
Colma d'azzurro
e di rosso rubino
fiamma che infiamma
teneri ardori
mai assopiti
con le mie mani
nelle tue, porgo.
Senti il bruciore
spalmarsi gentile:
e dentro riardere
come mai spento.
Richiamo dei giorni
che tutto hanno detto
senza parole,
solo col canto
che esce da dentro.
Sono tornato
come in un volo
senza le armi
cantando l'inno
profumo del cuore:
il mio migliore,
unico, assolo.

A prescindere…
Ampolle, piene di….
ampollosità, lievitano…
Voci…illuminate, stridono.
Con fare altezzoso e un po' arrogante
occupano,
vorrebbero far proprio, quello
che loro proprio…
proprio, non è.

Ed a prescindere dalla "politica"
che tutti imbroglia, voi che il …"proibizionismo"
aborrite, e ognun tacciate di…fascismo
volete questa pagina…apolitica…

…dagli altri! Voi, invece, in "quella"ci sguazzate
contenti, o gufanti, o inquieti…e insultanti….
Tra i bambini queste son…birichinate…
Ma per fortuna abbiamo altri…collanti:

poesia…poesia…Ma che libera, sia!
Per ognun di noi…com'è in democrazia.

Ma io prescindo da tutto quanto questo:
non userò, come voi, parole "contro",
perché fra tutti, forse, sono il più onesto
e di certo non istigo altri allo…"scontro".

Voi prescindete…e il "credo" vostro, tradite:
ve lo ricordo: "Diversità è ricchezza",
ma se da voi si…differisce…punite,
scrivete quel che a ripeter… mi ribrezza.

Ma non vi porto rancore, e a prescindere
dai commenti che qui avete…inflitto,
dalla realtà continuerò ad attingere,
e a rispettarvi, che, pure, è un mio diritto.

Li permalosi
Sò permalosi, sò…E nun sia mai
a dì quarcosa che nu' je sfaciòla.
Sò fatti a un modo (e certo ce lo sai),
che vònno stà llì sempre a fatte scòla.

Si azzardi a dì er contrario de la cosa
che cianno prestampata in de la testa
te danno der retrogrado che osa
sfidà la libbertà…e… "l'ira funesta"…

(così come che scrisse quarchiduno),
te tìreno…"demograticamente",
perché a 'sto monno ncià da stà nisuno
che pòssi avé un'idea indipennente:

'n sia mai! Che, poi…come se farebbe
co "centri"…"occupazioni"…"invasioni"
"frociaggini"….e via così…Finirebbe
la guèra contro tutte l'oppignoni

che 'n vònno facce ruzzolà ner fonno
der pozzo nero ('n se pò dì ch'è rosso!),
Ma dico…Poi…gne mancherà ogni "affonno"
(si vincheno), co cui, mo, a più nun pòsso

ciariempiono giornali e chiacchierate
ne le tivvù, pe tutt'er santo giorno,
contro er nimico…Ah…mbeh, però…aspettate!
S'arangeranno nfra de loro, attorno

a le quistioni che hanno mess'assieme
pe buttà giù er nimico - come detto -
ma che daggià da mo sò come er "seme
de la discordia"…E lo vedrai…l' effetto!

Fredde gocce d'inverno
Gocciola fredde gocce d'inverno
il paradiso disteso sul monte.
Come una mano gelata, accarezza
cime e pendii…E scalda il mio cuore.

Cogli ermellini, candidi manti,
sembrano andare - gli abeti - al passare
di teleferiche, come sospese,
spinte dai soffi di gelidi fiati.

Voli biancastri sul fondo azzurro
passano in alto da un picco ad un altro:
si fanno ombre che corrono via
sopra il mantello incantato del gelo.

Di pace intensa il bianco profumo
scivola libero per ogni dove.
L'eco trascina per tutta la valle
lo jodler trapunto di stelle alpine.

Una ad una rispondono l'orme
con lo strumento fragrante dei passi:
un suono lieve di fiocchi pressati,
di leggerezza di paradiso.

Cani…importati addirittura da la Cina, pe sarvalli prima che se li magneno! Mosche…Zanzare….
Mmhhh! Mejo a buttasse avanti pe nun cascà all'indietro…Hai visto mai, co questi…!


Mosche e zanzare
Ariècchiteli qua…sò ritornati
sti brutt'inzetti zzozzi e fastidiosi
a ròmpece le scatole, ingrifati
de sangue e de schifezze. E rumorosi,

sò! Che addosso sò ripieni de sadismo
da fatte tribbolà, spece de notte
co quer ronzìo che porta all'isterismo,
che pari proprio matto a ddà le bbòtte

qua e llà pe tutta l'aria, e puro in faccia
che te se fa na maschera de sgraffi…
de bbòzzi…e bbolle…Ma, co tanta caccia,
sippuro cacci pe ore…gnente, araffi!

Le possin'ammazzà, mosche e zanzare
che cianno messo qua a martirizzacce
che artro, proprio 'n fanno…Ma te pare
si mo inizziassero a rimproveracce

l'animalisti-rompi (puro loro…),
che pe èsse…bravi ar massimo te fanno
er "fonno sarva inzetti"…SE…!! E l'alloro
…de la minchioneria, se pìjeranno!

Con tutto il rispetto che si deve a una Istituzione dello Stato, nessuna esclusa, come puntualizza Giuliano Ferrara.
"Qui Radio Londra", 19 Aprile 2011

Sòr Presidente mio!
Che se pò dì, Sòr Presidente mio,
me pare che la cosa l'abbi detta
ner mòdo giusto…Eh…sant'iddio,
come potete fà sta… figuretta…

de quelo che dovrebb'esse neutrale,
"ardisopra" - così come se dice -
e 'nvece…Beh…nun è da Quirinale!
Lei, Sòr Presidè, se contraddice

tiranno a uno le recchie e all'artri…gnente,
e badi che tra quelli, er più gran danno
lo sta facenno proprio quela gente
che…sta coperta…E tutti ce lo sanno,

a parte chi vò proprio èsse de parte.
Se sa che nfra le toghe c'è un annazzo
che Lei nun pò ignorà, e nisconne… ad arte…
C'è un Asor che è compretamente pazzo,

e istiga la ggente a pìà le armi!
A Presidè, ma je 'a volemo dà
n'allisciatina ar pelo…!? Artro che: "Carmi!..."
come fa a vòrte… ma gne vò strillà!

Sò Istituzzioni, "queste", ma anche "quella".
O un pòro cittadino come mme
je deve fa capì ogni "marachella"
che sott'ar naso, quarche gnè-gnè-gnè

je sta facenno, e Lei je fa: "Mbeh…Mbeh…"!

effetto votazioni amministrative di Maggio 2011.

Evviva! Evviva!
Evviva! Evviva! Evviva! Evviva! Evviva!
La voce s'è levata, ingalluzzita,
alfin di proba gente, che stordita
si sveglia da…quell'incubo…E viva

si sente, alfine, e irrefrenabilmente
all'impazzata spara offese, e grata
si sente ora al destino, ed irruente
il siero schizza addosso a gente odiata

che ha disastrato con la "sua" immondizia
quel fiore di città, e all'invasione
il freno non vuol mettere, e primizia
di….ortaggi a… trascinar, propone:

finocchi…barbabietole…cetrioli…
Capaci tutti ad innaffiarsi l'orto
ognun per proprio conto…banderuoli…
cioè, no: fior di…dialettici, a supporto

di… dema e di…gogie che ognuno ha in testa
anzi, giù, giù…che l'han nelle radici...
Ma l'occassione è ghiotta, e di far festa
non c'è miglior momento: evviva l'ICI!

Di certo, tutti ormai ne siam convinti,
se verrà il cambio ognuno esulterà:
saremo tutti quanti alfine avvinti
dal nuovo corso della libertà,

per fare…che? Se già ce n'è talmente…!
Ah…sì…beh…certo! Sì! Sarà permesso
di avere finalmente ufficialmente
idee diverse…proprio com'è adesso!

Bin Laden ammazzato da un'incursione americana (Maggio 2011). Sarà pure così…Ma lo raccontano come fosse falso…

A Oh!-Bbà!, sai troppo! de farzo!
"Insomma, a Re', Bin Laden…pe davero
è morto pe l'azzione de un gueriero
americano, mo, che j'ha sparato,
o è solamente un fatto ch'ha inventato
Oh!-Bbama! che sta tutto impensierito
pe la portrona…adesso ch'ha capito
si quant'è bbello a stacce appiccicato
côr culo, mentre all'artro l'ha cacciato
strillanno ch'era un pazzo guerajolo,
e guarda quanto je sta annà a faciolo
la guèra, a lui, che 'nvece è …omo de pace!
Er fatto è che a sparlà…quanto je piace!
a tutti quanti in tutto quant'er monno!
Si lo sparlà pò daje quer che in fonno
è quer che vònno…Che anche a 'mmazzà er padre
j'andrebbe a cicio, o er fijo co su' madre…!
Perciò, a Re', dà rètta, nu' annà appresso
a li politicanti…nun fà er fesso,
che lloro sò capaci de giratte
quarsia frittata e sanno cojonatte
ner mentre che t'allisceno la schina,
ch'è er modo che la ggente je se inchina."

"È sacrosanto, a Ro', quelo ch'hai detto.
Ognuno avvéra er sogno ner cassetto
chiedenno a nnoi quela compricità
pe caccià via chiunque mo ce sta
su la portrona stessa che vò llui…
Finché er concetto è questo…sempre bui
saranno in ogni parte li destini,
a destra e a manca…Sempre li casini,
l'imbroji, l'intrallazzi, le bucie…
Insomma. Oh!-Bbà! Facce capì, le Cie,
l'eserciti e Pentagoni, davero,
l'hanno mannato mo ar cimitero?
Ma er dubbio m'arimane, Oh-Bbà…Ched'è:
<Pò ffà impressione…nun se pò vedé…
l'avemo già buttato drent'ar mare…> !?
Saressimo, davero, a tte te pare,
na massa de cojoni imbarzamati
da prennese pe 'r culo, e…ammaestrati?!"

La petulanza
La crisi stringe…Il da far, ci manca…
Ma ci sta gente che giammai si stanca
di far d'un'…asta e d'una…farfalletta
l'inverso vér di quanto lei s'aspetta.
Che bene è sì, dir, di qualsiasi cosa
ma, è risaputo, quando ce n'è a iosa
per quanto sia 'l più bello e il più importante,
tutto è alfin…barboso e petulante.
Se poi ci son problemi…quelli veri…
è giocoforza farsi un po' più seri.

La petulanza, invero, è come il vento,
che poco spazza via la sporcizia,
ma certo da ogni prato ogni primizia
si porta…fino al proprio esaurimento.

Omaggio alla memoria del poeta Marcello Plavier

Quando muore un poeta
(addio a Marcello Plavier)

La mano d'un poeta può fermarsi:
non scriverà più versi,
scaglie emozionanti del suo cuore.
Vivranno, però, ancora, tra la gente
che ha conosciuto e ha letto,
le sue poesie, la voce sua silente,
un filo non visibile altrimenti
che il cuore unisce all'anima e al pensiero.

Adesso lui riposa al cimitero
e pe' altri siti, l'alma
porta la voce che con ciò non tace,
e parla ancora al cuor di chi un suo verso
prende e ripone, attento, dentro sé.

Pel "mare blu" risuona quella voce,
la tua, per noi, Marcello,
e a Dio, da vicino,
volgi lodi in versi. Da noi: addio!

Mefistofele: non più, solo leggenda
Se n'è andato, alfine, Mefistofele,
con la coda pelosa tra le gambe,
col fuoco spento dentro il cuor di brace,
che cenere s'è fatto immantinente.
E freddo come il marmo,
dal piagnisteo dei dèmoni par suoi,
è accompagnato… sconsolati e tetri.
Ora le sabbie spargeran col vento
l'ode al più grande tessitor del male,
che suo ideale è stato, e ancor ne trae
gloria e osanna nell'arido suo regno.
Leggenda è ormai nel mondo il nome suo,
nel mondo non di fiaba, ma reale,
che afflitto guarda il vuoto che han lasciato
le due Gemelle collassate, e il pianto
rimasto al posto loro, a testimone.
Sulla lapide di rito, una prece:
"Sia ogn' atomo, e il suo di-enne-a,
distrutto per l'eterno, e non dai vermi
che possono rifar quanto han mangiato".

Italia: da Centocinquant'anni
Son Centocinquant'anni…Bella età!
Ma ancora pochi! Italia-Bel Paese,
col sangue messa assieme, e le contese
di idee diverse fatte, poi, unità.

Ma "Una e Trina"… sei. Per chi più "Una"
per chi più "Trina"…Ancora studentessa,
fuoricorso…aria sveglia…aria dimessa…
Scopiazzi questo e quello…Ma nessuna

di te sarebbe meglio se dal cuore
togliessi gl'ideali falsi e gretti
e rinnovassi in te i bei concetti,
e t'imbevessi ancor d'ogni valore

che pel tuo male, certi hanno scalzato.
Sei come un frutto ancor da maturare.
Sei come un ragno che si fa invischiare
dalla sua stessa tela, Paese amato.

Ti manca ancor del vecchio la saggezza.
Di nuovo poco fai…E il bell'antico
lo lasci in mano al suo peggior nemico.
Bistratti il "polso" e vuoi la…leggerezza…

Dovresti dire, ormai, ai giochi: "Basta!"
Dovresti, ormai, mettere giudizio
E toglier dalla testa il brutto vizio
di dire "Al ladro!", con le mani…in pasta.

Dovresti, come bella donna s'ama
amarti assai di più, di te gelosa.
Sii come una "Signora", generosa,
ma scrivi da te stessa, la tua trama.

Primavera de…li segni
Ce sta la primavera - beninteso -
che viè er ventuno marzo e che fiorisce
li prati co le rose, e che addorcisce
er còre che se sente tutto acceso

da un fòco…che n capisci si è iperteso…
e manco ndo' 'ncomincia e ndo' finisce…
Ch'è anche bello…! Ma c'è chi se 'mpazzisce
a ogni primavera, e è guasi offeso

si viè a sapesse in giro ch'è arivata
pe llui, e llui sortanto (lui se crede),
ch' è peggio che si ariva na serciata.

Se va a vedé a lo specchio: "Un antro segno!"…
Se 'mpiastra…E poi è ar bisturi, che cède,
ch'è 'r solo, ormai, a fallo sentì…degno!

La delinquenza giovanile dilaga: a scuola, in casa, per strada…senza freni, perché i "freni" nessuno li tira, e perché, addirittura, c'è sempre chi è pronto a difendere…a giustificare…a prendersela col mondo intero…ma mai con le bestiacce che possono essere, a volte, anche i ragazzetti. Genitori ammazzati, con tanto di ragionamento, amiche di scuola stuprate, amici ridotti in fin di vita per bravate, così, gratuitamente…, carabinieri: idem. Cosa si aspetta a cambiare e a far cambiare mentalità? La " matta bestialità" usata contro dei carabinieri (in provincia di Grosseto), è la più recente di tante azioni assolutamente ingiustificabili, assolutamente da condannare…ma non in astratto, che non dice proprio niente. Chi giustifica, si deve prendere la responsabilità di certi crimini efferati dei ragazzi. Tra gli altri, quei genitori che vanno a maltrattare gl'insegnanti, che si azzardano…e chi predica la …libera libertà, e tanti opinionisti, conduttori, giornalisti, preti, psicologi… che "devono fare"…bella figura. (Aprile 2011).

Ommini…bestie,
e ragazzetti… bestiacce


Che l'omo pò esse bestia è stato detto…!
che ce lo sanno ormai cèchi e sordi.
E più sta immezz'ar caos e a li bagordi
e più diventa reo da grann'effetto.

Er… "Poeta"… cià rimato giù a dirotto
su tutti li possibbili fattacci
che l'ommini (più che artro animalacci)
te pònno combinà…Der regazzetto

però, n se dice mai che drent'ar petto
a vòrte pò sentisse più bestiaccia
de la bestia, e pò esse na minaccia
pe tutti, e trasformasse in fòrilegge

de queli più tremendi…E nun arègge
la scusa che gni vòrta va cercanno
er …bbòno de turno, che a quer che fanno
de peggio - che più peggio n ce pò stà -

je trova la scusante, e sempre, fa:
" Sò minorenni, sò…la punizzione
n pò esse quella de finì in priggione…"
E nun se renne conto che più peggio

n pò ffà…Perché finché n ce sta er "pareggio"
tra er male fatto, e un ber castigo "giusto",
ce troveranno sempre più e più gusto
a ffà li delinguenti …e a "strafasse",

che 'ntanto tutto quanto se pò fasse
in de sto bèr paese che me pare
er regno che se inchina ar malaffare:
che sia de qui, o stragnero nun importa…

Ma mo me sto a 'llungà…Pe falla corta,
"l'età de la raggione" va abbassata
si se vò dà - a sto pòsto - n'aggiustata.
E er pentimento…pe scanzà l'inferno

è robba che va chiesta… ar Padreterno!
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A Alessia e Michela Orlando
(vari siti le riguardano)

                                          

                                                                                                          

                                                                  



Vesuvio
Ma poi che sarà mai…na montagnetta…
n cucuzzolo sur mare, affumicato,
che tutt'er giorno sta spaparacchiato
a vedé er tempo annàssene de fretta

ner mentre invece lui se la spippetta
tranquillo…Ma drento, però, è 'ncazzato!
tutto 'nfocato com'è, e costipato
de lava, che a le vòrte è na bavetta

che quanno 'nne pò più viè giù spauranno
chiunque s'aricorda der gran bòtto…!
E è come quer che drent'ar còre cianno

Alessia co Michela, le gemelle,
che ardeno de rabbia pe sto galeotto
monno, e vanno schizzannoje fiammelle

da li "siti", facenno vedé er brutto…
protestanno… e farebbero filotto
de chi lo sta 'gni vòrta a mmette a llutto.
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Sempre più…sempre troppo, cani al posto di bambini…e quando ci sono, sono soli, o comunque, insieme soltanto a metà. Altro che felici nella…famiglia allargata…!

(rivisitazione, in romano, della mia "L'erba del prato")

Primavera senza sorisi
Mo sta a rinasce, er prato, e s'ariveste
de petali de fiori colorati,
che pare come fussero merletti
sull'erba tutta nòva…tutta verde.
Se parleno nfra sé le margherite
facenno un sottofonno ar venticello,
che mo st'amoreggià co la mimosa
che sprenne tutta gonfia sott'ar sole.
E se va offrenno a tanti amori fatti,
e a quelli ancora acerbi de regazzi.
Qua e llà ce stanno puro le viole
che, come che se senteno guardate,
- co timidezza - fanno le frou-frou…
C'è tutto, pe godé quer paradiso:
ma nun ce sta er soriso!
Ah, sì…ecco sbatte na portiera…e n'antra…
Che bello ecco li pupi pe giocà…
Ma che… sò solo cani, e lui…o lei…
Ce resta così male tutt'er prato!
Che nu'è contento de…quer surogato.


      

 

          

 

    

Firenze
Quel Genio tuo, tutto in te traspare
e per le strade e piazze si respira.
Madonna, ognun che viene ti rimira
e l'occhio più non sa dove posare

com'è pel bimbo intento al suo giocare
con troppi giochi intorno e ognun l'attira.
Dei tanti Grandi tuoi ancor s'aggira
lo spirito, e ognuno si fa amare

per quanto entusiasmante ed imponente
a chiunque vuol sentirsene l'erede
ha dato, pel suo cuore e la sua mente

in tele eterne, in pietre, e bianchi marmi,
nei fogli scritti a mano o a stampa, e fede
nell'Arte Bella, e in immortali carmi.

Son le parole folate di vento
(a Lisa)

Son le parole folate di vento
sfiorite nel tempo e dimenticate.
Scaldano intanto che son pronunciate
poi si fan fredde in un solo momento.

Lasciano scie come fosser vampate
che a fuoco stampano un sentimento
su brani di pelle…sorriso o tormento
di due persone tra sé innamorate.

Son le parole…parole soltanto,
strette con forza ...comunque interrotte
da andirivieni di gioia e di pianto…

Ma se il profondo del cuor mio ti svelo
ogni parola il tuo cuore la inghiotte
come venisse dal sacro vangelo.
 

Pasqua….
Filosofia di pace 
                                                                                                            

                                                                                                             


La sorpresa
dell'uovo di pasqua


In ciascun uovo di Pasqua a sorpresa
giocoforza è trovarci una sorpresa. Figurarsi perciò la mia sorpresa
nel trovar la sorpresa sorprendente
di non trovarci nessuna sorpresa.
Per un po'- devo dir - me la son presa,
ma riflettendo ho detto:"Più sorpresa
del non trovarci dentro la sorpresa
non c'è…! - e ho detto: "Oh, ma che sorpresa !"

 

Un fatto, una poesia.
Alle volte dici: "Ma questi pensano quando parlano…?"
Solita trasmissione delle chiacchiere…Si parla di Giustizia, e si precisa (Rutelli. Aprile 2011), che anche se…comunque, prima o poi la giustizia trionfa sempre. Mmmmmhh!

La Giustizzia trionfa sempre!
"Ma quanno stanno llì in televisione,
sti còsi, a Re', che dichi…cianno er fiato
ch'è collegato, oppuro è scollegato
da quer che cianno drent'ar capoccione?"

"Eh sì, a Ro', è vero…ciai raggione!
Che t'ho da dì…pe mme è tutt'ossidato
er filo der pensiero côr parlato,
sinnò n sarebbe gente de…fazzione.

Ma come se po'ddì: "Ma che te frega!...
Ma sì…fatt'arestà…Si stai ner giusto,
vedrai che la Giustizzia n te la nega

l'assoluzzione piena... o prima. o poi!".
" Er bello è che le dicheno co gusto
ste gran…pensate che sentimo noi.

"Ma mi facci il piacere…!", fa Totò,
e Enzo* sòrte e ffà: "M'ha scaggionato,
è vero! Ma dopo avemme ammazzato
che ancora me ciaddanno…Ancora mo!"…

*Enzo Tortora - tutti sappiamo di che si tratta.
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Preghiera dei poveri più poveri del mondo.
E perché no: magari potesse esserlo d'ognuno al mondo!


Di tutto questo, anch'io
(una piccola goccia di felicità)

Di questo mondo grande ne vorrei
un piccolo granello anche per me,
con gocce piccoline
di sole e cielo
che sian mie soltanto,
come mie son quelle -
ma son pesanti assai -
che sulla fronte mia stanno a brillare...
E solo un po'di pioggia e non di più
per la mia sete, e crescerci i miei semi.
E un po'd'unguento vorrei
contro il dolore.
E poi vorrei…ma già l'avrei di già
con tutto questo, anch'io,
solo l'assaggio, anch'io,
d'una piccola goccia… di felicità.
E fede, vorrei,
e speranza, o Cristo,
in questo mondo che su me si tace,
perché m'inondino della tua pace.

Personaggi

Tonino
Strabuzza gli occhi, e il viso gli si arrossa
e di veemenza tutto si colora;
più che parlar, ruggisce, e si accalora
in un crescendo…E fa la voce grossa,

e attacca ed inveisce con dovizia…
Si fissa… Poi, d'un tratto, guarda un punto…
Fors' è la sua visione, che lo ha unto
di grazia paladino e di giustizia.

Ogni volta non perde l'occasione:
demonio par veder che altro demonio
vorrebbe lì testé in pinzimonio
servito, pe' addentarlo in un boccone.

E intanto, mentre pare aver la scossa,
predice…l'uomo nero, che ritorna,
e su democrazia parole sforna,
e al popolo prospetta la sommossa*,

se il referendum suo…non andasse…
cioè-a-dire se, democraticamente,
il popolo scegliesse scientemente -
come ha fatto -, e quello ancor votasse.

Democrazia, vago sentimento,
oggetto di capricci e situazioni,
quanto stranamente oggi risuoni:
sei banderuola…in bocca a uno e a cento.

*nell'intervista con Annunziata, 17 Aprile 2011

Tempi (- brutti- ) moderni.

Sul sofà…e sotto
Sul sofà ci stava Arnaldo,
sotto a lui, Maria Rita.
In quell'ora di gran caldo
una frase era uscita:

"Caro Amore, Reginaldo,
t'amerò tutta la vita…",
e l'Arnaldo fiero e baldo
fa con voce assai stizzita:

"Reginaldo?...Ma che dici!
Tu m'incorni…oeh!, Carlotta…!
Te la fai coi miei amici!?"

Vien da sotto quel sofà
il Leonardo, e fa: "Mignotta!
Questo bel maschione qua

è il ragazzo del mio cuore:
via…sciò…Carlotta…Rita…
Questa scena è…inaudita:
sol con me! farà l'amore".

Un nuovo amore
Il mio respiro, a lei ho dedicato
ogni ora, ogni momento della vita.
Per lei mi sono anche indebitato
eppur con me era sempre più stizzita

e non so ancora in cosa abbia mancato:
l'ho amata, rispettata, mai tradita,
e per ringraziamento m'ha lasciato
in questo gran dolore, ed è sparita.

Cercandola, ho trovato un nuovo amore,
ch'è così amabile, e il cuor mio in frantumo
con spirito riaggiusta e con fervore.

Io l'amo e so che mai mi lascerà
e sempre e ovunque seguo il suo profumo
col mio bicchier che sempre riempirà,

ora che lei non mi sta più vicino,
lui ch'è il mio nuovo amore, il mio buon vino!

Una formica nemmeno si nota
Una formica nemmeno si nota
quando per casa s'imbuca sperando
di rimpinzare la madia sua vuota
mentre già un'altra, co' un'altra sta entrando.
Intanto fuori già aspettano in cento
il convenuto segnale pe' entrare,
e mentre in casa nessuno sta attento
in processione si vanno a infilare.
Van sparpagliandosi in ogni cantone
in modo tal che ne resti allo scuro
chi in quella casa per sua provvisione
cibo ha serbato pel tempo futuro.
Il sòr padrone, invero, qualcosa
vede e però dice: "Bah…se n'andranno!
Povere! In tana non è che hanno a iosa…
Prendano un po'…e poi lì torneranno.
E pur se stanno, che male mi fanno…
Un poco meno anch'io mangerò,
ma perlomeno con dio non mi danno
se giusto, e pio, e…aperto, sarò.
Ogni formica si prende un granello,
ma in quella casa nessuno ci bada,
e incoraggiata ognuna un cestello
riempie pian, piano…e non torna più in strada.
Anzi, ora visto che lì si può fare
tutto e di più, a ogn'altra tribù
mandano il segno che c'è da mangiare
e a mille, a mille ora salgono su.
Svuotano quello che c'è da svuotare,
e ora soltanto il padrone s'avvede
dell'invasione, e s'accinge a frenare,
e al condominio un aiuto gli chiede.
Ma fanno a gara a chi più se ne infischia,
mentre dilagan per casa le intruse,
e tra i capelli le mani s'invischia
il sòr padron, che però…non ha scuse!
Morto è il padrone e è andato all'inferno
pe' aver causato la sua povertà,
e dei suoi figli, che mangian…bontà…
perché ha abusato di…umanità…
Niente che piaccia nemmeno all'eterno.

Muore mamma
Pesa tutto…Il sangue è ghisa…Tutto, pesa
come fosse una montagna
che mi scivola, da dentro…
Fermi, intorno, l'aria…il mondo
per rispetto al capezzale.
Fanno male…quei rincorrersi dei flashes
della mente, che ricorda…
che rivede…che risente…
Tutto, pesa…Non l'avessi mai offesa!
Vedo i passi traballanti…Delle braccia il dolce abbraccio
sento ancora,
la diffusa tenerezza della mano
che accarezza,
e il sorriso, il dolce incanto,
rassicura…manda via ogni paura,
quando il buio mangia il giorno…
Che gran peso! Una morsa stringe il cuore…
Ora il giorno suo, per sempre, un grande buio
avvolgerà….
Come me, quest'impotenza sta avvolgendo,
mentre tutto sembra fermo, anche il dolore,
or che mamma mia mi guarda,
mentre piango…mentre muore...

Vigne
Voi, ch'amate le nostre terre sacre -
d'antica età, e voi appena nate -
v'abbeverate alla fatica alacre
e poi riconoscenti ci donate

il sangue vostro qual nostro tesoro
cresciuto in quelle piccolette sfere
ad opera dell'aria e 'l sole d'oro,
che tramutiamo in nettare da bere.

Da sempre vostra patria è tutto il mondo,
ché tutto il mondo ama quel che siete,
e a quel che date, ingenuo e giocondo
l'umore suo affida, e la sua sete.

Confida in quel tesoro che gli date
pe' accrescere letizia a un bell'evento,
o per trovar conforto a sciagurate
giornate che ogni tanto porta il vento.

Magia, è quel che fate col buon vino,
e se con il buon vino, in tutto il mondo,
s'alzassero i bicchieri, dal vicino
al più lontano uomo, e in girotondo

brindasse ogni abitante della terra
gridando "Pace!" e "Fuori ogni follia!"
cancellereste il nome della guerra,
facendo - invero - la più gran magia!

Un fatto, una poesia.
Essere contro l'invasione (quando l'Europa ti lascia solo a fronteggiarla) è una cosa…
Ma fregarsene della richiesta d'aiuto di chi affoga sotto i tuoi occhi, è…da bastardi!
Dove sono le levate di scudi, contro Malta, e perché no, Parigi, e adesso anche Berlino, e l'Europa tutta? Molto del "contro" viene anche da tutto questo. (6 Aprile 2011, barcone con 250 migranti affonda nelle acque di Malta, che riceve gli SOS, ma non interviene, e chiama l'Italia, per il dovuto soccorso, ed evitare quindi di doversi portare i naufraghi-migranti a casa sua! Maglio che lo facci…lo continui a fare l'Italia…da sola….).


Europa, sei solo una parola! (2)
(anche Malta se ne frega,
e non è sola
)

Che stai facendo, Malta: fai la scema?
Forse che essendo la più piccoletta
la capricciosa, fai, e senza tèma
chi ti comanda, lì, da La Valletta,

chissà per qual teorema sconosciuto
dal gran problema vuol tenerti fuori?
Ma quando sta affogando e chiede aiuto
chiunque sia, per quanto t'accalori

a contrastarne in modo razionale
l' "invasion", come puoi lasciare andare…
Se questo hai per profilo nazionale,
in Europa, che cacchio stai a fare?

Che vuoi, lasciare a noi ogni incombenza?
Di quel barcone che affogava inerme
è chiaro ch'era tua la competenza.
In due parole, Malta, sei un verme!

La forza tua è che in questo non sei sola:
Parigi insegna…E adesso anche Berlino!
E i nordici…! A noi il lor destino?
Bastarda Europa…solo una parola!


Lo specchio dei tempi.
L'Era del puttanismo…e poi ci meravigliamo….

Dedicata a quelle che in nome dell' "Amore", scassano amore e famiglia a quegli scimuniti di uomini. Ne ho intervistate alcune: ecco la risposta. Sempre quella: "Amore!"…ma guarda caso, st'amore è sempre e solo per quelli sposati…Mah! Poi, sarà per i figli "illegittimi" che vengono fuori, che sono i figli del loro "Amore"…perché quelli nati nel matrimonio che sfasciano, quelli sono…altra roba…E poi…la "famiglia allargata" è il meglio che possa capitare a un bambino/ragazzino: ma che bella'auto-consolazione! Altra bella auto-consolazione è che " La cosa si fa in due…", ma se loro non stessero in cerca dei loro pisel..- pardon - amori. E dei loro portaf…- pardon - ancora e sempre "amori"…Tutto, però', sempre, appunto, strettamente in nome dell'"Amore", perché…fa bello...


Si n sò sposati…noi nu li volemo!
(da un'intervista a svariate …mignot…- pardon - amanti innamorate)

"Nu li volemo si nun sò sposati!
Vòi mette un bèr marito collaudato,
co n fregno ancora tutt'impacchettato
ancora da svezzà…? Li risurtati

sarebbero anni perzi…anni sciupati!
Vòi mett'er gusto che te sei scopato
quarcuno de quarcuna ch'hai lassato
da sola a piagne…?! Amori tribbolati,

volemo, ché sinnò nun s'arapamo!
L'amore, noi lo famo per amore!
Noi semo innammorate, noi amamo!

E no le moji loro, le sposate:
che côr marito, fiji, casa e onore
se credeno che sò quelle arivate!

E si cià er sòrdo, artro che ingrifate!
Mariti…portafoji mii…ndo state?"

Un fatto, una poesia.
Essere contro l'invasione (quando l'Europa ti lascia solo a fronteggiarla) è una cosa…
Ma fregarsene della richiesta d'aiuto di chi affoga sotto i tuoi occhi, è…da bastardi!
Dove sono le levate di scudi, contro Malta, e perché no, Parigi e l'Europa? Molto del "contro" viene anche da tutto questo. (6 Aprile 2011, barcone con 250 migranti affonda nelle acque di Malta, che riceve gli SOS, ma non interviene, e chiama l'Italia, per il dovuto soccorso).


Europa, sei solo una parola!
(anche Malta se ne frega,
e non è sola
)

Che stai facendo, Malta: fai la scema?
Forse perché sei la più piccoletta,
la capricciosa, fai, e senza tèma
chi ti comanda, lì, da La Valletta -

in luce di chissà quale teorema -
ti crede fuor dai giochi, e non ti spetta
nessun coinvolgimento mentre trema
per la sua vita dentro la "carretta"

gente che accosto a te sta andando affondo?
Cattolica-cristiana? Meno male!
Per quanto "contro", se c'è un moribondo

con quale faccia puoi lasciare andare…
Se questo hai per profilo nazionale,
in Europa, c…ci stai a fare?

La forza tua è che in questo non sei sola:
Parigi insegna, e tanti altri…In tale
caos morale, Europa…sei una parola!
 



   


Buona notte, Bettona

Quando, oltre la Fratta* scende il sole,
i verdi piano, piano si fan scuri,
l'ombre si disegnano sui muri,
e il monte di tramonto s'incorona.

L'aria imbuia, e adesso le s'intona
il chiaro della luna ch'è adagiata
sopra San Crispolto**, e, ovattata,
inizia a venir giù anche la notte.

L'ombre ora son quelle dei lampioni
in piazza, dove vanno frettolosi
passi a rifugiarsi speranzosi
dal lungo giorno e 'l fresco ancora asprigno.

Batte l'orologio, che benigno
la calma della notte ora diffonde
da Santa Maria***, e su quell'onde
culla chi ancora il sonno non lo prende.

*monte dirimpettaio
**la chiesa del Santo Patrono
***la chiesa sulla piazza centrale, di Santa Maria Maggiore.

I fatti della storia, una poesia.
A ridosso dei movimenti per la libertà, ormai dai più ottenuta. Sbarchi dall'africa senza più fine…L'Europa continua a fregarsene…In Italia chi si oppone è "incivile"…(?) Anche se vuole aiutare, con loro a casa loro…La civilissima Francia li scaccia (mandandoceli a casa nostra!), ma guarda se qualcuno dei "buoni" si azzarda a dare alla Francia e ai francesi, dell'incivile…Basterebbe questo per …smascherare i "buoni".
L'italiano è stato emigrante. Certo! In paesi che non esistevano e erano tutti da costruire e abitare…
La civilissima Svizzera ci cacciò appena le sue città erano state tirate su - anche o soprattutto - dai muratori italiani. Ma questo è solo… en passant, Il fatto è che questo momento storico-economico non è adatto a quello che i "buoni" vorrebbero.


Demenza demenziale all'italiana
È demenziale non soltanto quello
ch'è demenziale in modo risaputo.
Esempio: il volere usar l'imbuto
col becco ch'è più largo dell'ugello

della bottiglia in cui travasi il vino:
lo sanno tutti: finirà sprecato,
e allor sarebbe proprio un gran peccato,
buttar così quel nettare divino.

Demenza demenziale è anche usare
demagogie e buonismi in un paese
che ha tanti suoi problemi, il che è palese:
soltanto ai "buoni", no! Ma lo strafare

in tal bontà lo manderà in rovina:
lavoro non ce n'è, case nemmeno…
La "civiltà" è invocata, ma, sereno
l'oltralpe civil popolo declina

aiuto, umanità, ospitalità…
a chiunque bussi alla sua porta…chiusa.
Ah, poveri pensieri alla rinfusa
che escon come fumi a volontà

da capi sotterrati a mo'di struzzo
per non voler vedere l'evidenza,
e lanciano, anzi, facile sentenza
a chi ha di lor lo sguardo assai più aguzzo,

per far difesa a sé, e a quelli stessi,
E vuole sì! aiutar…ma no invasione,
che è quel avviene, e non c'è protezione,
ché per l'Europa…siam poveri fessi

lasciati allo sbaraglio e all'accoglienza…
Mettiamo: ne accogliamo centomila…
Ma più di mezzo mondo c'è, ch'è in fila!
E allora…è bontà…o è demenza?

Non è demenza…è senso di giustizia:
quel mezzo mondo, tutto, deve entrare!
Favoritismi non si posson fare.
Che, dunque, entri…il mondo, in gran delizia!

Il mio futuro è ormai il mio passato
(a Lisa)

Il mio futuro è ormai il mio passato
ch'è a lui che guardo in questo andare avanti
con quello che m'ha tolto e che m'ha dato,

momenti per me inutili o importanti
che pieno han fatto il divenire mio
di giorni ricco, tristi oppur festanti;

che come fa del mar lo sciabordio
che tutto porta a riva quel che trova,
in me ha accumulato quel che Dio

m'ha posto innanzi come pe'una prova
che ho superato ma anche assai scansato
e tutto quanto il rimembrar rinnova.

Intorno, tutto, vedo ch'è cambiato:
e tanto lo è in me: di lei soltanto
quel che m'accese ancor non è scemato,

con lei di tempo ancor ne vorrei tanto.

I fatti della storia, una poesia
Osservando
i moti nordafricani e l'invasione africana…Inizio Marzo 2011: fine…(?)


L'Europa umanitaria, con fervore,
dice: "Dai…spalanchiamo a questi cristi!
Ma no! Non noi…Ehi, ma che capisti?
L'Italia!... È un così bel…raccoglitore!…"
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Ora, da noi, e per noi
crisi c'è lavorativa
che peggio si farà, poi
se s'insiste cogli "evviva…!".
------------------------------------------

Li …bbòni-fregnoni e l'Europa paracula ¹
A mme me puzza, a Re', st'Europa strana
de divi paraculi e strafottenti,
de sanguisughe e de vòrtagabbana,
e primi de la crasse solo attenti

a rompece pe la "napoletana",
la mozzarella, er forn'a llegna…Senti:
c'è l'Inghirtèra che fa la sovrana
co ancora la sterlina; li potenti:

Germania e spece Francia a ffà 'i padroni,
co questa sempre pronta a sarvà er monno
co le cannò…- pardon! - le bbòne azzioni,

ma pronta a rispedicce li sfollati
pe guèra, o fame, ché nun ce li vònno
llì, come puro st'artri europeizzati.

Chi ciarimane? Solo sti fregnoni
che "deveno!" - lo vò l' "Europa Unita"* -
fa entrà…, ché semo 'i fess… - pardon! - li bbòni!

¹ furbacchiona
* in che?

L'umanità di Sarkò
(Libia, e coste francesi
Marzo 2011
)

Sarkò è schizzato a far l'umanitario
sparando per poter cambiar scenario
nel gran deserto della dittatura.
Ma adesso con egual disinvoltura,
a chi, a casa sua, bussa pel pane
lo caccia a calci in culo come un cane.
Può darsi - allora - che l'umanità
non c'entra un tubo con quello che lui fa.

Passava il dì allorquando reclinava
Passava il dì allorquando reclinava
il bel faccione tondo e rilassato,
di luce il re e degli astri incontrastato,
ed alla dama gentilmente dava

il passo - e il ciel la incorniciava -
a lei, regina e diva, che al creato
la calma, come a un bimbo addormentato
gentile porta, e il cuore mio strizzava

per l'ore dell'amor che il giorno nega,
quando, la notte, covo di speranza,
nella passione ardente il cuore annega,

e a lei, che si donava a me, amando
tutto mi donavo…Ahi! Perché, incostanza
porta il tempo, e trovo a dirmi: "allorquando"…!

Lavoro cercasi
Cerco un impiego e non lo trovo.
Vado a bussare da ogni parte.
Apre la Crisi, dice: "Caro mio,
qui sono arrivata prima io".
Busso più in basso, cerco tra i mestieri.
Apre qualcuno ch'è sbarcato ieri.
Sento gridare tra la folla in piazza:
"Questo paese ha pochi laureati…!"
E di rimando, un'altra voce dice:
"Oggi la laurea, ormai non basta più".
"Ecco, perché…!", io dico tra me e me.
E così vado…alfine illuminato...
Quando ritorno son masterizzato.
Busso e son vecchio per ogni assunzione.
Per strade e piazze ci sta il gran pienone,
che dentro i posti - (nostri) - di lavoro,
sempre di più, ci stanno e andranno loro.

 

Ar Tricolore
(pe li 150' anni sui: 17 Marzo 2011)

Farfalla bbella, Verde-Bianca-e-Rossa
che a tutt'er Ber Paese - vola, vola -
je desti finarmente quela scòssa
pe fasse - arfine - una cosa sola

côr sogno, in primis, poi co 'gni sommossa
adatta a caccià a chi facevi gola -
che infatti àmo* cacciato co na mòssa
che in tutto quant'er monno ha ffatto scòla -

svolazza ancora e nun te fermà mai
su questo ch'è 'r paese - quel'istesso
ch'hai mess'assieme, e 'ndove - ce lo sai -

quarcuno se fa rôde ner vedette,
com' hanno fatto artri, che mo, adesso,
se sò allargate certe idee ristrette

e stann'a sventolatte e a festeggiatte
pe sta gran festa indove ognuno è ammesso,
si pe davero te se vò…adottatte!

(* abbiamo)
Al Tricolore
(per i suoi 150' anni: 17 Marzo 2011)

Farfalla bella, Verde-Bianca-e-Rossa
che a tutto il Bel Paese - vola, vola -
donasti finalmente quella scossa
per diventare una cosa sola

col sogno, prima, e poi con la sommossa
atta a cacciare a chi facevi gola -
che infatti fu cacciato co' una mossa
che in tutto quanto il mondo ha fatto scuola -

vola e vola ancora - e non star mai -
su questo ch' è il paese - quello stesso -
che hai messo assieme, e dove, come sai,

ci sta chi - e non si spiega - non ti ammette
come altri, pure, c'erano, che adesso,
abbandonate certe idee ristrette

ti sventolano e stanno a festeggiarti
per questa festa dove ognuno è ammesso,
se per davvero ha in mente di adottarti.

 



Signora Primavera

(a Lisa)

Sempre arrivi precisa, Primavera,
all'annuale nostro appuntamento,
così che al mondo dove il caos impera,
in te possiamo fare affidamento.

Tu porti sempre quel che ognuno spera:
vitalità, amore, cambiamento,
che escon dalla tua bomboniera
e non son quel che danno in parlamento.

Signora Primavera, il cor t'aggrada
perché la neve sciogli dentro e fuori -
dalla città a ogni piccola contrada -

e sfoggi il verde e un sole delicato
che illumina i suoi occhi e i bei colori
e a lei mi spingi ancor più innamorato.

Un fatto, una poesia.
La guerra in Libia. Corre a sparare la Francia, in testa…in difesa del popolo libico, e per la sua libertà e democrazia…Tutto bene…Però…(20 Marzo 2011) .

Come i fuochi artificiali
(fino a quando?)

Come i fuochi artificiali della festa
da gustarsi dal balcone, o alla finestra
affacciati,
curiosi e impressionati
stiamo nel salotto accomodati
ad aspettare un dopo l'altro, il fumo,
e il fuoco,
e il botto…
Non è uno show, non son celebrazioni: è guerra!
Che fischia e tambureggia da oltre il mare,
da terra a noi vicina,
teatro con attori, e capocomici-stelle
che fanno come fan …le prime donne,
in cerca d'un sussulto
e della gloria.
Per allungare, primi, le lor mani
sul liquido, quel nero…appetitoso:
è questo quel che, almeno, si diceva
di altri palchi, e altre "prime donne"…
È questo quel che vien…basta pensare
a certi anfiteatri puzzolenti
di quasi genocidi,
che la democrazia non sta a guardare
perché non han nel mondo risonanza.
Per lor non c'è speranza,
non hanno, è evidenza,
il liquido…d'umana fratellanza.
Comodi, seguiamo dal salotto,
la scia di siluranti e dei siluri
che vengon giù sicuri e sibilanti,
a cui, però, un seguito pauroso
fan le promesse del raìs iroso.
E se guardiamo avanti:
comodi, in salotto…
…fino a quando?

Del fare e del non fare
Del fare e del non fare è pieno il mondo.
Ma quando il fare è troppo e annulla il poco,
e il troppo è troppo, il troppo mette in gioco
il fare in quanto il troppo a tutto tondo

è esagerato, e l'esagerazione
nel fare troppo è controproducente.
E questo è vero in ogni situazione
sia per chi vince, sia per chi è perdente.

Il quale, ben si badi, perde in quanto
faceva poco, e poi, per rimediare,
s'è messo a fare troppo più di tanto,
e il tanto più di troppo non può andare,

che allora, e ancor si badi più che bene,
verrebbe il dubbio…E allor si abbraccerebbe
la tesi del non fare….ma…conviene?
Non fare, è nulla! e il nulla porterebbe

irrimediabilmente a fare troppo,
e dunque a esagerare, mentre il poco
sarebbe troppo poco, eh, sì, purtroppo!
e il troppo allor sarebbe troppo, e il gioco

non finirebbe più: sarebbe troppo!
Perciò finire, or che ancora è poco,
conviene, anche se accordo non c'è, e zoppo
riman l'arguto testo…o pressappoco.

Un fatto, una poesia.
Dopo qualche decennio da Cernobyl, ecco di nuovo il pericolo nucleare per la rottura di impianti in Giappone, a seguito di uno spaventoso terremoto in simultanea con un ancor più spaventoso tsunami. Si rinnova e si rinforza la disputa sull'andare avanti, o meno, con la ripresa del progetto nucleare in Italia. (Marzo 2011).

La luce
Co la cannela in mano, e dopo tanto
co presa de corente e lampadina
la vita de campagna e cittadina
se mijorò pian, piano n se sa quanto.

De fà sempre più luce è stato er vanto,
dell'omo, assieme a quellì'idea fina
de fa na gigantesca centralina
co drento la maggìa, che ogni impianto

de frabbiche…de treni…navi….case
potesse fà girà, senza 'r petrojo,
che fin'a mmo pe tutto era la bbase.

E è stata fatta…Ma - ecco - se rivela
un cacchio de pericolo…un imbrojo…
e l'omo fa: "Tornamo a la cannela!"

Tramonto
Quanno ch'er sole se ne st'appoggiato
llà sopra er filo llìggiù… in fonno…in fonno,
a schizzà l'urtimi raggi imbambolato,
prima d'addormisse e lassà er monno

ar buio, dopo avello illumminato
finché era tutto quanto callo e bionno
(che mo è tutto quanto un po' arossato),
me fa penzà a un omo moribbonno,

che stracco de un passato faticoso
fa pensieroso er conto de la vita
co quele poche forze, ed è pacioso

si er risurtato de l'operazzione
è bbòno, o sinnò, visto ch'è finita,
se sbatte e piagne pe ogni brutt'azzione.

Morale tratta dalla storia, in generale, e più specificamente dall'attuale politica italiana
(marzo 2011)


L'insuccesso dell'eccesso
L'insuccesso dell'eccesso
come un timbro è stato messo
nel gran libro della storia
dove disonore e gloria
stanno insieme come mai
stanno belle cose e guai
e racconta, nominando,
quando-dove.come-e-quando
di quel tizio e di quell'altro,
quello tonto e quello scaltro,
quello tanto equilibrato
e quell'altro ch'è esaltato,
quello onesto, anche nel dire,
l'altro che da sé fa uscire
solo falsità e le passa
come verità alla massa.
L'insuccesso dell'eccesso,
dunque, è quel che dico adesso:
l'insistenza a denigrare
l'avversario, anziché fare,
porta solo al fallimento,
perché crea il malcontento
in chi aspetta di vedere
la sua parte prevalere
per l'ingegno ed il talento
e non per…parole al vento!
E si vizia anche il successo
di chi troppo guarda al sesso
come sua ragion di vita.
Il successo, dunque, invita
ciascheduno a controllarsi
se non vuol… auto immolarsi.

Un fatto, una poesia.
Apocalisse in Giappone: terremoto con tsunami, e rischio nucleare, 10 Marzo 2011.
I superstiti non gridano, non piangono…dignitosi.


L'onda maligna
Muti…tutti,
vecchi e bambini,
madri e padri, inermi,
come vergognosi d'una colpa,
come avesser loro originato
l'orrido disastro apocalittico
e malvagio.
Muti, perché - ancor vivi -
strappato ha loro l'anima, dispersa,
l'onda maligna,
che stordita sul disastro ora riposa,
e sulla morte che ha disseminato.
E anche inebetito è il cielo, e muto.
Attende il pulimento
di corpi e di rottami,
e che ritorni l'acqua sporca al mare,
il nuclear contagio,
per intervenire.

Precipitevolissimevolmente
(a volte può bastare così poco…)

Precipitevolissimevolmente
precipita ogni titolo di borsa:
per il profitto è fine della corsa
e chi sognava…è afflitto ed impotente.

Precipitevolissimevolmente
la sua così ardentissima amorosa
non vuol più diventare la sua sposa
perché ha trovato chi è… più conveniente.

Precipitevolissimevolmente
chi stava col governo lo ha tradito,
la brama ego centrista ha assai influito:
e ciao voto…democraticamente!

Precipitevolissimevolmente
spazzata fu la popolarità
d'ogn' aristocrazia e nobiltà
da un impeto d'orgoglio dirompente.

Precipitevolissimevolmente
giù son venuti aereo e passeggeri,
e dato ch'è successo solo ieri
volare oggi puoi serenamente.

Precipitevolissimevolmente
la situazione è…precipitata,
e la sua morte è stata già annunciata,
e ogni erede…sbava avidamente.

Precipitevolissimevolmente
il piede è fuoriuscito dalla presa
ed è volato giù per la discesa
e l'han tirato su quasi morente.

Precipitevolissimevolmente
cascato è addosso al traditore il mondo,
perché sua moglie ha visto quant'è immondo
e non ne vuol sapere mai più niente.

Precipitevolissimevolmente
si va su in cielo oppure giù all'inferno,
dipende da che dice il padreterno:
quando ha detto…non si può far più niente.
              Precipitevolissimevormente
pòi 'nnà a finì su in celo, o giù all'inferno:
dipenne da che dic'er padreterno:
na vòrta detto…n ce pòi fà più gnente!

Un fatto, una poesia
Dopo altre agevolazioni…è stata approvata la mutua per i cani. Sssshhhh…pazienti .cristiani bisognosi...abbiate pazienza! (Marzo 2011).

La mutua pe li cani!
Obbama ner paese "granne mela"
j'ha dato mo! la mutua a li cristiani
co addirittura tutta la cautela…
ch'è stato un po' 'n azzardo; e un domani

chissà che na notizzia n ce rivela
che l'hanno rilevata…che sò strani!
li governanti, co la crientela
che tòcca accontentà…e n ce sta er "many"!

Siccome, invece, qua noi semo ricchi,
pe aruffianasse l'elettore caro
mo che se sò inventati sti…sceicchi?

La mutua pe li cani! E er cristiano
se pò puro gnottì er boccone amaro
de stà senza le cure, e piagne invano!

Sta legge è "ad personam", vale a dì
che se la sò penzata e poi votata,
parlamentari che n vònno scucì
er grano pe la bestia tanto amata.

Pe un verso nun ciavrei da ridì
si penzo che a le vòrte n sai capì
si è mejo er cane loro, o quelli llì.

Un fatto, una poesia
(il fatto è epocale!)

Una dopo l'altra le tirannie di Egitto- Tunisia-Libia, per "spontanei" movimenti di resurrezione sono
finalmente crollate, per la gioia dei popoli oppressi e di tutto il mondo libero. Ma…se poi il rinculo
elle cannonate butta giù i denti al vicino di casa…L'Italia assorbe…l'Europa se ne frega.
(Febbraio-Marzo 2011). Beati quelli che da noi…esaltano l'invasione, quando addirittura il
card.Bagnasco- finalmente - ha suggerito di "…vigilare perché non abbia un impatto devastante sui
fragili equilibri interni…e l'Europa deve essere presente in modo adeguato,
tempestivo ed efficace" (28 febbraio 2011).


Il rinculo
Tal'è il rumore d'armi e di piazzate
vicino ai nostri lidi esplosi in forza
perché alfine sian liberate

da duratura ed opprimente morza
le genti litorali magrebine,
che l'eco ancor si spande e non si smorza:

scavalca tempestoso ogni confine
di mare e terra e vola senza posa,
e i nostri lidi scuote senza fine.

La libertà col sangue ognor si sposa
e ogn'animo che l'ami ne gioisce
ma poi da mantenersi è senza posa.

L'effeto è tale che non lo scalfisce
il sangue sparso, e pur la risonanza
è, anche, tale, che il dolor lenisce.

Eppur van vomitando, e ad oltranza
lor popoli, le terre liberate,
e vogliono l'ital cittadinanza

e spopolano terre già abitate
e in sudditanza metton lo stivale
ora - adesso - che son così rinate.

Perché recalcitrare, allor, che vale
cacciar tiranni e poi fuggir, se stessi,
anziché stare, e aiuto universale

chieder, se soli non la si puol fare?
ma in casa propria a crescere le messi
e non in faccia i colpi rinculare

a chi ha per colpa "star presso ex oppressi"!

L'ideali…ammalati
("Er vero mèjo da fasse"
pe tutti quanti…nisuno escruso
)

Quanno s'esàggera co l'ideali
quarsìa idea invece der bene
po'solamente portacce li mali,
perciò a le vòrte - de certo - conviene

abbassà er tòno e nun dì: "Sò fatali!
l'idee che ciavemo…" e sai quante scene
fòr der bònsenso, più che madornali
eviteressimo insieme a le pene

che pure ce sò, si troppo se 'nsiste
su quarche idea che rosica drento
e diferente, e anche mejo <nu'esiste!>

Basta a fermà un po'er ciarvello e guardasse
drento e attorno e aspettà ch'er talento
dica qual è er - vero mejo - da fasse.

Come astro in ciel
(di cuore in cuore, Amor si spande)

Come astro in ciel, di luce propria brilla
chi in sé Amore accoglie, e lo riflette
nel cuor di ognuno; e ognuno poi rimette
a altrui lo stesso Amor che in sé scintilla.

E come ad una ad una sul nel cielo
s'accendono le stelle quando è sera,
Amore in ogni cuore di chi spera
s'accenderà pe' scioglierne ogni gelo.

E come fanno l'api con il fiore -
che vanno a impollinarli uno a uno -
per poi averne il miele biondo o bruno -
così raccoglierà, Amor, l'amore.

Robbertina
Er sorcetto che dar bucetto in cucina
s'affaccia cor musetto baffuto e a pizzo,
e l'occhietti illumminati de furbizzia,
e côrènno port'appresso la codina,

è simpatico, sì, o no!?

E è mejo, pensi, più de Robbertina,
ch'è sì, com'er sorcetto tutto no sprizzo
de gioia de vive, è na frutta primizzia…
ma in più è na pupa, e in più è…na mi' nipotina?

Sarà più mejo lei, aoh*!

*aoh! enfatizzazione tipica romana

Un fatto, una poesia.
(tanti…troppi! fatti, veramente)

Amori moderni:
Pare una mania. Se non sono sposati….non ne vale la pena.
E tutti gli …amori, finiscono in tribunale.


Ma, porèlla…!
L'avete 'ntesa? C'è sta Pimpinella
che vò er risarcimento da quer tizzio
perché l'ha corteggiata, e lei, porèlla,
cià visto un tanto granne benefizzio
annannoce a st'assieme, ch'ha ammollato
er su' compagno e poi tutta sicura
ar nòvo conosciuto - già sposato:
"Mo fa' l'istesso co tu' moje, giura!",
j'ha detto. E quelo: "Certo…te lo ggiuro…"
(sapenno che nu stava a dije 'r vero).
Aspetta…aspetta…Arfine, a muso duro,
decide d'annà llei - come n gueriero
che va a scornasse pe la gran finale -
da su' moje pe spifferà gni cosa.
Er matrimogno zompa - era fatale.
E quella llì - pe gnente vergognosa -
stracìna l'omo suo in tribbunale,
che vò pagat'er danno e l'imbarazzo -
a la facciaccia de quarsia morale -
pe aveje fatto perde 'i sòrdi e 'r cazzo.

Yara
farfalla dalle ali incontaminate


Bussa, bussa,
il vento vuole entrare,
sfaldare le difese in costruzione e infiltrarsi
per soffiare via
l'anima cucita sul telaio
di ossa tenere
e strapparla
come bandiera in mezzo alla battaglia.

Cerca rifugio
dall'insulso abbraccio
e fugge, il fiore, disperato
e gli angeli impotenti, restan su
ad aspettarla.

Ecco, ora fugge, libera, col corpicino steso
sull'erba, tra gli sterpi,
l'anima pura, che il vento scellerato
ha alfine divelta,
staccata dalle tenere ossa,
e dalla terra, ultima culla.
Un suono di voci, tra il turbinare del vento
si odono dire: "Benvenuta tra gli angeli, Yara,
farfalla dalle ali incontaminate".

Dequa li bbòni e llà queli cattivi
Che traffico, regà, su sto binario!
Dequa li bbòni, e llà queli cattivi.
Ce sta chi co un giudizzio otoritario -
sur tipo "untore" - marchia l'infettivi

e addosso je ciappiccica un frasario
co nomi, co parole e co aggettivi,
pe affumicalli, e ffà er confusionario
e spriggionà li fumi corosivi

per annisconne tante verità,
e ddì che si nun pensi come lloro
è che d'Auschwitz te stai proprio a scordà -

(tanto pe un esempio - assai sfruttato -) -
er che pe lloro è 'r mejo ghirigoro
pe censurà chi nu je sta accodato.

E poi ce sta chi co quer bunga-bunga
la sta facenno proprio… lunga-lunga!
Ma in de sto monno n ce sta proprio gnente
de mejo, che stasse a fissà tarmente?

Bionda
Bionda,
che cavalchi l'onda
dei sentimenti miei
che non conviene più che io nasconda,
tra le tue linee tonde
m'attiri e mi confondi
e nel profumo galeotto che diffondi
affondo
insieme a questo amore mio profondo
per te che me lo infondi
con tutte le lusinghe e le promesse
di far di me l'uomo più giocondo
sull'altrimenti triste e disadorno mondo,
ti chiamo e non rispondi.
Perché, m'illudi, dunque
e poi non corrispondi
ma assecondi
questi miei sogni audaci e vagabondi
e divampare fai nel cuore mio la baraonda?

Scenne la sera
(der 23 febbraro 2011)

Scenne la sera. Vengheno le stelle.
Co quela canna lunga e un cappuccetto
'nfirzato in cima, ecco, viè l'addetto
a spegne le cannele.

Sparse qua e llà, artre fiammelle
le spegneno schizzannoce su er fiele.
Sarebbe invece tanto mejo er miele:
sortanto no spruzzetto.

Scenne la sera, e senti su la pelle
come a spennellàccese un verdetto
co assai sapienza e poc'assai rispetto.
Ma è ora d'ann'a lletto.

Bònanotte perciò a chi te vò bbene,
e bònanotte a chi te vòle male,
la notte carmerà tutte le pene,
domani sarà un giorno più cordiale.

Quarcuno va dicènno der goccetto:
ch'è pe davero na gran bell'idea
così che lo sparlà te viè più accètto,
e in quarsia donna ce vedrai na dea!

Ancora bònanotte e bòn riposo:
lo so che nun sei n tipo litigioso.
Tu scrivi in generale e nu je sòna:
ma c'è chi te vò offenne a tte perzona.

Bònanotte perciò a chi te vò bbene,
e bònanotte a chi te vòle male,
la notte carmerà tutte le pene,
domani sarà un giorno più cordiale.

Un fatto, una poesia.
Egitto…Tunisia….Libia…Rivolta al… pane che ci sta.
(Febbraio 2011)

Pane …integrale
Ma quanti belli pani che ce stanno!
E tutti quanti còtti drent'a n forno
coll'acqua, la farina, er sale… e dànno
er "pane quotidiano" de gni giorno

a tutti quanti quant'è lungo l'anno,
e uno abbasta che se guard'attorno
pe sceje er mejo pane che ce fanno
in quer mercato…Ma - toccam' er corno -

potrebbero anche fàccene assai poco…
E allora nun sarebbe l'ideale…
E dunque uno se'ncazza…pìa e dà fòco…

Però c'è er rischio che un fornaro viene
e a forza te vò ddà quell'…integrale…
sippure che n te fà pe gnente bbene!

E allora pensi: "Si m'accontentavo
der pane che ce stava…e che magnavo!
Questo, 'nvece, st'a ffamme proprio male..."

Er pèggio è che potrebb'ann'a finì
in bocca puro a chi nun vive llì!

Sempre più…sempre troppo, cani al posto di bambini…e quando ci sono, sono soli, o comunque, insieme soltanto a metà. Altro che felici nella…famiglia allargata…!

L'erba del prato
Rinasce,
il prato, e si veste di petali chiari;
rumoreggiano lievi nel verde,
le margherite.
Una mimosa rigonfia
scintilla di sole, e procace
s'offre agli amori già collaudati
e a quelli nascenti,
rassicurante.

C'è tutto e c'è nulla per fare felice
il prato che aspetta vocine gioiose.

Ma ecco, si ferma un motore,
ed un altro…
Portiere si aprono: eccoli pronti,
s'eccita l'erba del prato, che aspetta.
Stanno per scendere a sgambettare
bimbi felici con mamme e papà.
Ma sono assenti, i bimbi felici,
e assenti sono i lui, o le lei.
A quattro a quattro vanno saltando
zampe veloci in libertà:
niente vocine…solo bau, bau, e male ci resta
l'erba del prato:
quel surrogato non basta a cantare, e ancora una volta
rimanda la festa.

Un fatto, una poesia
Donne in piazza per… la dignità. Bella cosa, ma meno bella se si fa caso al fatto che succede soltanto e proprio adesso: il dubbio è legittimo, specie se si considera che per tanti e tanti anni andava bene così. Certo, c'erano anche quelle convinte e senza secondi fini
Ma c'erano le voci e le scritte: chiare, chiare…E poi c'è l'assalto a Arcore di alcuni giorni fa… (13 febbraio 2011).


Avanti donne, a la riscòssa!
Avanti, donne, a la riscòssa…!
A quer maiale rompemoje l'ossa…
Semo aretrate a tant'anni addietro
quanno tornaveno ar monno "le streghe"*,
quanno ch'er còrpo era mio**…e guai
a chi cercava de méttec'er becco…!
Però a la faccia de quele piazzate
pe nun fà esse più "oggetto" la donna
se semo date da fà côr mostrà
le parti bbelle su schermi e giornali***
pe fàlli gòde a quei granni maiali…
ma soprattutto…p'er grano in saccoccia,
e pe la fama sippure de un'ora!
Perché se badi, nisuno ce mena,
e si nu lo famo verà quarcun'antra
e un'antra e un'antra…perch' er puttanismo
nu l'ha 'nventato quer certo marpione:
prima, daggià, c'era in televisione.
E er femminismo va bbene, però
er grano è 'r grano e diteme 'n po'
chi ciarinuncia - si cià l'occasione -
in sintonìa co quer gran gridà:
"er còrpo è mio…" E ciaivoja a parlà!
Sempre sur filo de quer bèr concetto,
a tredici annni imbucamo ner letto
de chi ce stà…età o nun età…
sia quela nostra, che de la metà…
E nun è adesso che famo così:
quello, o nun quello…Ma che stam'a ddì!
Ner puttanismo daggià se sguazzava
prima de prima che quello arivasse.
Mo ciann'aggiunto anch'er travestitismo,
che se pò ffà…pe certi se pò …!
Sta libbertà - che prima nun c'era -
e è stata voluta - chi l'ha cercata,
mo ce st'a piagne? Che ffà: s'è pentito?
Insomma, dico, ce sta o nun ce sta?
E chi è, 'r professore de…moralità?
Tutta sta storia nun è che sia chiara;
de chiaro c'è che c'è un capro espiatorio
che pe gni male la deve pagà,
e puro prima d'annà in tribbunale -
come che useno a ffà côr maiale,
che drent'ar forno diventa porchetta -
co la forchetta lo stann'a 'nforcà…
Pòi si a la fine - pe una freschetta -
casca un governo…che male ce sta?
Che… chi lo sa si nn'è proprio pe questo
che tutte in piazza mo stam'a girà,
puro si giù all'orizzonte nun c'è
chi sia capace de fà e de durà?!

*"sono tornate le streghe"
** "il corpo è mio e lo gestisco io"
***su uno stesso giornale (Repubblica) si condanna fermamente lo sfruttamento-avvilimento della donna oggetto, mentre a tutta pagina - nella pagina accanto - c'è la donna…in mostra…Mah!

partendo da una costatazione: chi è di una parte può…mangiare…e chi è di parte altra non dovrebbe… eeeehhhh!!!!

Libbertà de magnà quer che te pare
(13 febbraio 2011)

"L'hai vista, a Re', qual'era la quistione?
Che te dicevo, io? S'era capito!
Ma a tàvola c'è na benedizzione
che - è certo! - che te sveja l'appetito!

Er fatto è che c'è chi - nfra l'invitati -
cià certi piatti che gne se confanno,
e vònno che anche l'artri attavolati
nun deveno magnalli - d'arimanno -

e si pe caso invece te ce ingozzi
te strilleno, hai da véeede…! Però quelli,
ner mentre stann'a ffà li predicozzi
s'abbuffeno d'abbacchi e de vitelli

che te n te magneressi mo né mai.
Ma no pe questo te verebbe in mente
de staje a ddì: "Aoh…embeh…che fai?!
Lo sai che n pòi magnà libberamente?"

Nun è p'er fatto in sé che uno magna:
ma è quer che magni…che nu je sfaciòla!
Ma co che vòle lui - mentre se lagna -
ce se stra-abbuffa! …E nun ciò più parola".

La ròta
La ròta: che grannissima invenzione!
Te pòrt'a spasso appena sòrti fòra
e mentre vai, daggià nun vedi l'ora
d'avé quela grannissima emozzione

de sta su quattro ròte cor motore
che romba pe le strade de gni sòrta.
E infatti appena pòi, a brija sciòrta,
ce monti sopra e te ce metti a côre.

E poi, cor cresce, cor passà dell'anni,
te cresce insieme puro l'esiggenza...
e de le ròte nunne pòi fà senza,
che solo a quer pensiero te ciaddanni...

T'ariva a ffà così tarmente gola
che sei davero na perzona schiava,
e puro quanno in bocca fai la bbava
ce vòi annà pe ffà " 'r nonno 'n cariola".

E ognuno lasserebbe a piedi pari
sto monno co un bellissimo soriso
si se potesse annà su in paradiso
cor culo sur sedile de un ferari.

Volando senza ali
(a Lisa)

Le note si libravano nell'aria
melodiose,
mentre ti stringevo a me.
E tutto intorno a noi era vuoto profondo,
e andavamo con la musica,
trasportati, quasi volando,
in essa avvolti come in doppio bozzolo di bachi.
Così attaccati, come calamiti,
cercavamo
di diventar di due, uno soltanto:
un unico respiro dal sapore di bacio.

Quando siamo tornati,
senza le ali,
abbiamo pensato che fosse stato un sogno.

Un fatto, una poesia.
Roma sparita…Continua a spari'
A seguito del seminario sulla storia del Foro Italico, dalla sua gestazione alla sua fine, condotto dai dirigenti di Voce Romana e Roma Tiberina - Sandro Bari e Francesca Di Castro - presso la Biblioteca Vallicelliana (Chiesa Nuova), Roma, 1 Febbraio 2011.
Addio Bar del Tennis, Palazzo della Scherma dell'Arch. Moretti, Stadio dei Marmi, e tutto il resto, fino all'unico Ostello della Gioventù presente a Roma, prima del furto e dello scempio…


Ce stava er Foro Italico
Hai visto si che razza de marpioni?!
Più peggio de corvacci assatanati
sò stati li furbacci llì der Coni
ch'er Foro intero - aoh! - se sò fregati

così, a la chetichella, anch'invojati
da corpe de quell'amministrazzioni
che - pe quanto se pò esse atrofizzati -
nun pònno st'appoggià ste malazzioni!

Ce stava er Foro Italico, e n c'è più.
Quell'opera de granne architettura
ch'er monn'intero ce veniva ggiù

pe stassela a studià e pe ricopialla,
te l'hanno imbastardita da paura,
pe guadambiacce sopra e pe levalla -

a tutto - se po' ddì - 'r genere umano,
e senza vergognasse riservalla
a soci e leccaculi…Arzo le mano!...

…ma non sarebbe meglio togliercela di torno?

All'anima de la privacy!
(febbraro 2011…e dintorni…)

Pe le Poste, le banche e artri siti
ce sò le righe belle disegnate
pe dì: nu le passà che sò private
le chiacchiere e gni còsa…E garantiti

sò puro li segreti de na ditta
che te st'a venne casa, e si fallisce
t'attacchi perché è llì che te finisce
er sogno bbello, anche si l'hai scritta

la trattativa e già hai pagat'er conto.
Nun pòi nemmanco véde che riceve
tu moje dar postino, e nun se deve
nemmanco st'a sentì a chi fa: "Pronto?..."

che pòi annà a finicce in tribbunale.
E si pe controllalla vai appresso
a na tu' fìa che n sai che ffà…è l'istesso.
Insomma, a controllà qui è illegale:

la "privacy" lo dice e ne ce sò santi!
Però, pe strada, o drent'ad un mercato
io ce lo sò de esse viggilato
pe tutt'er santo ggiorno, e annann'avanti,

sarà sempre deppiù…Puro dar celo!
ndo c'è quer marchingegno diavolesco
che véde ndove passo..o entro…o esco
e ad impedillo n c'è nemmanco un velo.

Ce sta puro la "rete", sarvognuno!
che tutt'er monno sa chi sei…che ffai…
in nome de la "privacy", che ormai
riguarda a tutti quanti… e a nisuno.

Ma la più peggio "privacy", davero,
è quanno che coll'intercettazzione
na "tòga" che je piace a ffà er puzzone
si puro sei 'nnocente te fa nero!

Che intanto lo po' ffà, ch'è otorizzata,
e si je stai sur cacchio, sta' tranquillo
che riesce a pizzicatte co na "squillo"…
ch'è na zecca, che te st'appiccicata!

Dar bucio de la chiave
Dar bucio de la chiave, zitto, zitto,
ho visto a scappà via tanti mìardi
e poi cascà in un modo fitto, fitto
in dieci e dieci campi…E un po' più tardi

n'ho visti artri - pòri sòrdi nostri -
scappà e infilasse drent'a n ospedale
ndo tajeno l'aggeggio a certi …mostri
pe lassà er bucio…Ma da chi sta male -

ma male assai de brutto - n ce sò iti!
L'ho visti puro annasse ad infilà
drent'a li centri de li parassiti
che aspetteno er momento de…menà…

E sò cascati puro ndo se ggira
pe ffà giocà a quarcuno a ffà er reggista.
E poi, si 'r firm fa schifo e se ritira
e nun va in sala…è sempre …na conquista!

L'ho visti annà a finì ne le saccocce
de storpi e cèchi fàrsi, barattati
pe voti spòrchi, e poi, côr contagocce
finì su poveracci disgrazziati…

E poi ne sò cascati na montagna
su mille costruzzioni abbandonate
de cui però nisuno se ne lagna
si n fusse "Striscia" a dà…le coordinate.

L'ho visti puro ne li scantinati
de scòle, de ospedali e ministeri
ndò tante còse che se sò comprati
le tengono a 'mmuffisse: masnadieri!

N'ho visti puro tanti ad infilasse
nell'auto blu de sti filibbustieri
poracci sòrdi nostri de le tasse!
Aveveno detto:"Abbasta!", seri, seri…

Pe l'intercettazzioni…mamma mia!
Che pioggia de mìardi puro llì!
Ma dopo un po' ho dovuto d'annà via
pe n famme intercettà…m'hai da capì!

E mezz'Italia ha visto solamente
sta Ruby, la zozzetta più famosa,
e chiude l'occhi come fusse gnente
su chi arubba e sciupa: la pèggio cosa.

Un fatto, una poesia
Ultimo atto (in ordine di tempo): assalto a Arcore. Con buona pace di chi lo accusa di spaccamenti del paese, e di fagocitare la violenza. Alleluia!(7 Febbraio 2011)

Er chiodo fisso
Er chiodo fisso è na gran brutta cosa:
ròsica er cranio e nun fà stà sereni,
è peggio de na malatia tignosa
che te pòrta a la tomba senza freni.

È na cosa ch'è assai pericolosa,
te lèva l'alegria, te ciavveleni
na vòrta ch'è fissato, e è tanto odiosa
che arivi anche a sbavà a bocconi pieni.

Inzomma, veramente vòi rischià
che Sirvio t'aruvini l'esistenza
che già nun è che è 'r mejo che ce sta?

Tòcca reaggì…ché Ruby…è troppo casta,
tòcca smiccià deppiu, co più insistenza,
e sfonnà Àrcore… si nun abbasta.

Un fatto, una poesia
Ancora sul luttuoso fatto che ha portato via quattro angioletti zingarelli: Roma, Campo Nomadi Abusivo,
6 Febbraio 2011. Abusivo, su abusivo, su abusivo, su abusivo…Senza fine: mai?!
Quanto è il costo, a parte ogni bell'ideale? Demagogia, sempre, e ovunque…Ma questa demagogia ha un grosso costo …pragmatico…e dunque…?


Ma de chi è sta côrpa?
"A Re', a mme me dispiace - te lo ggiuro -
pe queli zingarelli, poveracci!
Bruciati…mamma mia! È proprio duro
a vive e a morì 'mmezz'a li stracci…".

"A Ro', io sbatterebbe addoss'ar muro
a chiunque je vò mmale a sti poracci.
Ma quanto vorei puro, t'assicuro,
fallo anche a chi st'a predicà l'abbracci,

li baci e le carezze…co sta ggente
che, dicheno, ce porta la curtura…
Già…de li stracci, e der campà pezzente!

La côrpa se la pìasse chi li vòle
pe forza tutti qua…senza misura:
se gonfia de bellissime parole,

ma strilla si poi vede che la torta
che è quella e no deppiù, nu j'assicura
er pieno de la panza e…s'arivòrta!"

San Valentino e… un fiore
(a Lisa)

Arrivano, gli amori, e se ne vanno…
Dei fuochi artificiali poi rimane
cenere fredda e carta bruciacchiata.
Dietro il sole del giorno ormai passato
s'accende silenzioso e tanto triste
il buio della notte.

Inutilmente festosi cantano
i passeri volando in allegria,
che tu non ne rimani contagiato;
ti guardano e se ne vanno via
lasciandoti cupo e ammutolito.

L'amore quando è amore e non c'è più
è come se tagliassi accanto al cuore
cipolle che fan piangere a dirotto:
ed è peggio di quel che fanno agli occhi
che colan giù lacrime senz'anima,
ché non puoi stropicciarlo.

San Valentino, tienimi lontano
le cipolle, col loro umore acre,
e un fiore profumato nel suo cuore
e nel mio pianta e annaffialo con cura,
così che cresca, e non si secchi mai.

Un fatto, una poesia
Quattro zingarelli arsi vivi nella loro baracca, a Roma (6 Febbraio 2011)

Di dolore e di rabbia
Piango
zingarelli come torce accesi
arsi di niente.
Niente mezzi
Niente cultura,
solo inadatta.

Piango
colpevole apertura,
d'idea,
più che di sana umanità.

Colpevole io? Perché?
Colpevole… chi?

La Giustizzia vòle…Giustizzia!
(lo sfogo de la Legge)

"Me stò a sentì da fogna…n pòi capì…
Me stann'a trattà peggio de no straccio
a mme che m'affatico e che me sbraccio
pe daje a ognuno er giusto…Hai da sentì:

"La Legge è Legge ed è pe tutti uguale!",
ognuno va gridanno a 'i quattro vènti…
E nvece qua st'a diventà normale
- pe certe tòghe o…"strane", o incompetenti -

stranimme…famme fà quer che nn'è giusto…
E poi è ora che…me "strigno" un po':
che n pònno usamme più seconn'er gusto
de un giudice…de n'antro…ma io chi ssò!

N sò mica la zimbella…! O è proprio questo
che sò pe certa ggente? Ho da cammià!
ché chi numm' ama n po' più avé er pretesto
de usamme a cazzo coll'interpretà…

Capisci? "Leg-ge"! Che vòr dì: "giustiz-zia"!
E abbasta un timbro…er …"sonno" de quarcuno
pe ffà diventà a mme quell'iniquizzia
che nvece ho da combatte, sarvognuno!

E pe finì, siccome sò la Legge,
ce devo avé la possibbilità
- si un giudice me usa che n s'aregge -
de condannallo! si nu mme sa usà"

L'opposizione: come si lascia apparire…Condizionata dal nome? (2010-2011)

Opposizione!
Questo, NO…l'altro, NO…nemmeno quello!
M'oppongo sia ch'è brutto, sia ch'è bello.

M'oppongo a tutto ciò che state a dire
e a quello che al momento è da …venire.

M'oppongo senza indugio a ogn'apparenza:
di quel che pensa l'altro ne fò senza.

M'oppongo…perché è facile da dire
così non penso…ché potrei stranire!

M'oppongo perché solamente questo
sò fare…anzi! So dire anche: "protesto!"

Protesto se qualcuno mi si oppone,
ché è solamente schiavo del padrone.

Non voglio dire Sì…non sono avvezzo;
io dico sempre No! ormai da un pezzo.

Opposizione! Grido in Parlamento
Non dico Si nemmeno a un giovamento.

I Si e i NO son mie alternative,
ch'è un "must" che sian sempre negative!

I Si, possiamo dirli - questo è vero -
ma solo per dire "entra" allo straniero.

Opposizione: ferma, dura e coesa!
che è l'unico collante, e è bene spesa.

No-No! No-No! No-No! Da noi così-è:
ma non sappiamo mica dir perché!

Abbiamo forse letto troppe cose,
e questo è il risultato da…over-dose.

Un fatto, una poesia.
Le cronache sanno bene il perché di questa poesia. In particolare, a parte tutti gli assassini (così riconosciuti) a piede libero…mi viene in mente il mistero del Capo della famigerata e sanguinosissima Banda della Magliana, Enrico De Pedis - detto Renatino - che dal 24 Aprile del 1990 è sepolto nella Chiesa romana di Sant' Apollinaire, tra papi e vescovi. E erano cento anni che nessuno più era stato sepolto in quel luogo sacro. Cosa di più…?!
( Michele Placido ha perfino dedicato un film a quella banda, col rischio di far parteggiare il pubblico, specie giovanile, per quei maiali…Ma un film su qualche bell'esempio di vita?..Dice: la "realtà"…Sì! Ma la realtà reale parla anche e molto di più di persone per bene e di bene in giro per il mondo…e allora? Solite demagogie della cultura…falsa?)


Che dio glielo renda
A chi fa il male…che dio glielo renda
d'ugual fattezza, d'uguale misura
d'uguali intense lacrime, che intenda! -
chi vuole far del male - la paura

qui, oggi, sulla terra, e non attenda
il dopo, per dannar l'anima impura,
che può ottener perfino la prebenda...
e intanto l'aldilà non lo censura.

Che mandi il suo Gabriele a far giustizia,
una giustizia sana e non malata
com'è quella che l'uomo s'è inventata,

che al martire domanda se perdona;
e premia il boia, e il martire abbandona.
Renda, dio, pace a chi piange iniquizia!

Un fatto, una poesia.
L'intervista ha mostrato le mignottelle straniere del momento (Ruby &Co.), chiamare col…filo diretto il Cavaliere, e ciuciuciare con lui come con un qualsiasi amico di famiglia…(?!!?) (TV, 3 febbraio 2011).

Filo diretto
È vero o nun è vero…sii sincero,
che tte, si casch'immezz'a quarche impiccio
nun sai ndov'ann'a sbatte, pe davero
pe quarche urgenza…e nò pe 'no scapriccio?

E n te verebbe manco quer penziero
d'ann'a bbussà, co addosso un raccapriccio,
a quarch'otorità…tu, un pòro zèro,
e spece si 'nguajato e malaticcio!

E 'nvece, hai visto…? Nun se pò sapé!
Nun se sa mai: er caso…la fortuna…
Potrebbe capitatte puro a tte

d'avecce pure te 'r filo diretto
pe chiamà a Sirvio, come quela bruna,
e l'artra, bionna... Eh! Lui l'ha sempre detto:

"Demograzzia…!"….- Co chi se port'a lletto -…
Ma nno, vedrai, che llui è tutto còre:
chiedi e… n te farà manco stà a discôre…

Salvezza
È come quando si sale sul monte
questo vagare ch'è tutto in salita
dove io lascio il sudore e le impronte

dove la forra minaccia la vita,
dove la pietra più non mi sostiene:
sfalda, e giù ruzzola, e sempre più ardita

si fa la scalata in cerca d'un bene
che ognora mi sfugge, ognor si nasconde
e lo sconforto, a volte, ne ottiene.

Se ascoltassi chi il cuor mi confonde
li volgerei tutt' indietro i miei passi
fino alla piana del mare e dell'onde

dove la sabbia è al posto dei sassi,
là dove il mondo si mostra appiattito
com'era l'anima prima che andassi;

prima di muovermi in cerca del sito
dove è la luce che lascia storditi,
ché entra nell'animo ch'era assopito

e come orchestra dai suoni assortiti
col timpano forte rinvigorisce,
e apre la via a gaudi infiniti,

e piano e monte di fiori fiorisce.

Un fatto, una poesia.
Ma questa Legge, davvero, è credibile…? E i magistrati, davvero, sono credibili…?
Alla mamma Franzoni, assassina del piccolo Samuele, hanno dato 18 anni, che sta scon-tan-do. Altri famigerati assassini sono a spasso dopo un po'di galera, perché…pentiti, quando non è per il colpevole (ci prendono in giro) scadenza dei termini, come è stato per decine e decine di assassinii mafiosi. Ma la Franzoni non si può nemmeno pentire, e non può confessare, che a detta di esperti (se) ha ucciso non è in grado di ricordare assolutamente nulla, ché il suo cervello ha cancellato tutto (seppure questo tutto c'era…). Agli assassini della strada - che pure ammazzano le vite delle persone né più, né meno di come avrebbe fatto la Franzoni, e come succede a migliaia di altri - gli si trovano sempre mille ma, e mille se, pur di non farglieli pagare, quegli ammazzamenti. Gli danno gli arresti domiciliari… l'unica peso: passare a firmare la sera, rincasando. Sì…adesso c'è stato il riconoscimento dell "omicidio volontario"…per un caso. E gli altri mille, e mille, e mille casi…, anche negli stessi giorni in cui usciva questa giusta condanna??!!! (febbraio 2011).

Giustizia…razzista
La vita d'ogni uomo è l'epicentro
dell'universo e della stessa vita,
e chi la toglie può finire dentro
oppure…gioire in libera uscita.
Ma - a chi - l'una, e - a chi - l'altra condanna?
Ebbene, lor signori capiranno
che a ogni giudice l'occhio gli si appanna
per la clemenza, se chi ha fatto il danno
è un essere che…merita buonismo,
ma emette con durezza il suo verdetto
usando, se del caso, anche il cinismo
per bilanciar la "grazia" con l' "effetto".
        Franzoni - per esempio - questa Legge
che, è risaputo: "è per tutti uguale"
l'ha messa dentro e più non si corregge,
che all'assassina mamma, il tribunale,
di sconti non ne fa, ché non confessa
il truce infanticidio, e però accetta
(sempre il tribunale) che la stessa
ha ucciso il pupo mentre… era interdetta,
        cioè aveva in testa il buio tetro,
e un salvagente, dentro le è scattato,
che le impedisce di tornare indietro
al brutto fatto suo…se mai c'è stato.
E dunque, allora quale confessione
e quale pentimento van cercando,
la Legge e il suo tutore…Confusione!
Il caos è tutto quel che van creando.
        Di fatto sta che se qualcuno ammazza
correndo per la strada tutto "fatto"
di alcole e di droga, e l'auto impazza…
il guidatore non ha colpa affatto,
e al massimo - con grande titubanza -
gli danno il "domicilio" per un po'…
e mentre entra e esce dalla stanza,
il morto…è morto e più di ciò non può.
Forse, i parenti potrebbero, chissà…
se la Legge quel che ha da far non fa.

Un fatto, una poesia.
se si applicassero anche in questo campo "le pari opportunità"…
altro che restar basiti - come si vuol che avvenga - per solo quel tizio che si sa…!
(2010-2011)


Guardoni!
Pur'io, come già stann'a ffà in tanti,
me sò messo de punta a ffà er guardone
pe véde dar bucetto der portone
si drento ce so 'i diavoli o li santi.

Vedessi…spece nfra 'i politicanti…
N se sa chi nfra de loro è 'r più zozzone:
e chi più incorna senza religgione,
a due a due, o a mmucchi, dietro e avanti…

Ce sta de tutto: droga, regazzette -
minori, ma però professioniste -
cor campionario pieno de marchette,

finocchi e travestiti e masochisti,
e lesbiche, e le peggio: l'ariviste
'ngrifate de successo...Io l'ho visti!

Ma nno! Ma che uno solo….nun esiste!
Annàtece a smiccià…Ve schiferete
pe ggente e maialate che vedrete.

Il soldo non dà felicità
La salute ci vuol prima di tutto,
ché è bene risaputo quanto è brutto
quando in una casa ci sta un lutto.

Non è priorità, dunque, il denaro,
ché altro, a ognun, dev'essere più caro!
Ma il male senza il soldo, quanto è amaro!

È brutto più di quanto già non sia
il male di per sé, che non va via
senza i soldi per cure e chirurgia,
che posson risparmiarci l'agonia.

E dunque questa qui è la soluzione:
per la salute fare prevenzione,
e i soldi risparmiarli, in previsione…

Se il soldo, poi, non dà felicità,
è certo che ha una sua utilità.
E chi non ha le possibilità?
Pregare…e forse il ciel l'aiuterà.

Un fatto, una poesia.
Il fatto è un fatto generale…L'impressione che sta dando il caos nell'opposizione.
(2010-2011)


Oggetti smarriti
Passànno ho visto un mucchietto de ggente
tutta llì fòri a l'"oggetti smarriti"
così che, tutto bbello indifferente,
io me ce sò accostato e l'ho sentiti…

Sentissi! Tutti quanti a lamentasse
per avé perzo er filo der discorzo
a forza de stà sempre llì a 'mpicciasse
de puttanismo…e mo cianno er rimorzo…

"Nun semo bbòni più manco a trovacce
un capo…un leader co li controfiocchi
capace inzomma de rappresentacce,
e aritrovacce pure queli sbocchi

che pure avemo perzo…ma 'ndo stanno?"
diceva uno, e un'antro - co le arie -
faceva: "Io gni vòrta me ciaffanno
a organizzà li voti a le "primarie",

scejete, dite er capo èccolo qua…
e a punto-e-a-capo state dopo un pò
perché ve lo perdete…N se po' ffà!"
"Io, poi - fa un antro - nun so più chi sò…

che me sò perzo pure er connotato:
fede, colore…e ogn'artro distintivo.
Me sto sentenno tutto ammescolato
co quello…co quell'antro…Un redivivo

der caos indove che semo finiti,
che si n ce la faremo a ristradacce,
un ber giorno, qui a l'"oggetti smarriti" !
dovremo da venì…pe aritrovacce".

Un fatto, una poesia
ispirata dallo scombussolamento moral-politico di questi giorni, provocato(e ingigantito dai media) da minorenni procaci e sfrontate pronte a "darsi"- presuntivamente - anche ad anzianotti che contano, pur di soddisfare la forte smania di visibilità, e per riempirsi le tasche (gennaio 2011).

Le minorenni de oggiggiorno
"Sò minorenni…!", stanno predicanno
dar purpito l'addetti a la morale,
che ancora veramente n se sa quale
dev'esse, visto che ancora n cianno

ben chiaro che vòr dì èsse minorenne.
E infatti stann'a ddì ch'er genitore
ai fiji deve faje fà ogni erore,
e si s'oppone, eccolo a difenne -

li pòri "oppressi" - er giudice ispirato:
"La mamma cor papà ha da aggevolà
la "natural tendenza" che uno cià,
sippure…tende…a un modo ch'è sbajato".

Ma si la "natural tendenza" è…dàlla,
aprete celo! Che si j'amanca un giorno
e te la dà e la prenni…sei un "pòrno"
che abbusa…un zozzo…uno che sballa…

Ma ar giorno d'oggi, visto che l'annazzo
"der fà come ce pare" cià portato
che a tredici anni una ha già…cosato,
e cià trovato er mejo der sollazzo,

che vale più annisconnese com'era
e com'è ancora, dietr'ar calennario?
Ce stann' ammodernacce lo scenario
de quarsia cosa, oggi, su sta tèra:

cammiassero la data adatta a prenne…!
Sinnò co ste zozzette maggiorate
che da ventenni e ortre sò truccate,
c'è sempre er rischio de la minorenne

che se fa ffà… e pòi va a denunciatte
perché cià diciott'anni meno un giorno,
sippure è proprio lei che te la sbatte…
Ma che minori…! Che minori un corno!

D'artronne, si la vita s'è allungata
s'allunga anche la vòja ar settantenne
che vòle annà co quarche "minorenne"
…co la maggiore età…n po' riaccorciata.

Un fatto, una poesia
Caso Via Poma, a Roma, dove una ragazza viene assassinata nell'agosto del 1990.
Dopo soltanto 21 anni (!!) la Legge (certo, nelle persone dei suoi solerti amministratori) ha deciso che dato che il fidanzato Raniero Busco, dell'ammazzata Simonetta Cesaroni, non ricorda quello che stava facendo alle ore X del giorno Y di venti anni fa - si noti i 21 anni - dà l'ergastolo al povero fidanzato della povera ammazzata. Ma è stata magnanima: il P.M. aveva chiesto l'ergastolo, e lei lo ha tramutato in 24 anni di galera.
La gente vuole che Giustizia sia fatta…ma in questa maniera lascia sgomenti. (Gennaio 2011).


Ben svejata, Sòra Legge!
"Bongiorno, Sòra Legge, ben tornata
a ffà giustizzia drent'ar tribbunale;
che vv'è successo…ndove sete stata?"
"Embeh, che vòi…m'ero appennicata…

Ma mo sto qua, che me sò risvejata,
e vojo fà pagà a quer criminale
che a quela pòra fìa l'ha ammazzata
che manco er più puzzone d'animale…!"

"Me scusi ma, così…dopo vent'anni…?"
"È che dormènno viè l'ispirazzione:
c'è na macchietta sopra a certi panni

de quela poveraccia, e si er regazzo
nu mme sa dì una pe una ogni azzione
de quell'ore…vedrai: je faccio un mazzo…!!"

Signore, ritorna un po' fra noi
Ritorna un po' fra noi
per un'occhiata molto da vicino;
porta ancora il divino in questa terra
dove la guerra ancora impera
e il male cresce, e cresce anche la fame,
e ogni cattiveria più non passa,
e suona la grancassa il male, e attira
chi come mira ha: "sovvertire il bene".

Torna, a lenire, Signore, le pene,
torna a cacciare l'empio
dal tempio tuo, e a radunare a te
i figli nostri abbacinati
da giorni senza senso e ingannati
da false gioie, ch'è quel ch tu non vuoi.

Ritorna un po' fra noi,
per colorar la vita ch'è ingrigita,
svestita dell'amore universale
che da te parte,
e con la tua perizia artigianale
cuci addosso a noi, ad arte,
l'abito del bene e dell'amore
pel nostro prossimo, e per te, Signore!

Un fatto, una poesia
Tutto è possibile…Ma davvero anche che sia solo uno a svergognare il Bel Paese - ammesso che siano vere le accuse?
O è perché solo uno è …sotto inquisizione, ed è spiato dal buco della serratura? E dunque chi inquisisce si smentisce, e la Legge…subisce? E dell'un fatto, sì,ma dell'altro non ci si stupisce?
Mi domando, per esempio: sulle raccomandazioni/presentazioni/segnalazioni come dir si voglia, che tanto scalpore hanno suscitato giorni addietro tra giornalisti, opinionisti…mi sembra che giornalisti/opinionisti….di ogni testata/antenna, quelli, sono essi stessi dei raccomandati/presentati/segnalati, dato che non ci sono concorsi per le loro assunzioni…(ne conosco più di uno).
Ancora: Ruby smentisce…Forse che i giornalisti erano lì e hanno visto tutto…? Sarà pure vero, ma…
Le intercettazioni? Per certe personcine arriviste, ingrifate di notorietà…niente di più facile inventare ogni fatto/fattaccio per vantarsi con chicchessia di cose vere, di cose false, che più scabrose sono, più alzano la visibilità. L'impressione è che pur se tutto è possibile, qualcosa c'è nell'aria che non va….
Interviene anche il Vaticano. Ma anche lì hanno già tanto da rimproverarsi per conto loro……(2010-2011)
Tutto questo detto, penso anche che se si potesse evitare di offrire materiale per far sollevare tanto polverone, respireremmo meno…polvere, appunto.


Ritorno all'inquisizione
Ognuno sa qual'è la retta via,
ognuno sa che questo e quello è male
e il bene sa cos'è, e ognuno avvia
almeno, almeno qualche paternale

se non calunnie e accuse, sulla scia
di quella inquisizione medioevale -
farcita di malata ipocrisia -
a immaginar che un fatto è criminale.

Ognuno è pronto a dare la condanna
e ognun lo fa da sopra un piedistallo
e a starlo a sentir - sembra - non inganna.

Però che sia uno solo a… "defecare"
e il solo, dunque, adatto al rogo, è un fallo:
ché pien di cacca è il mondo, incluso il mare!

Ma se dev'esser - sia! - inquisizione:
ma no solo per chi ci tiene in smacco,
perché respinge ogni nostro attacco
per riacquistare in…modi alternativi
il nostro ritornare ad esser…divi.

Pensiero per Tinti
(gennaio 2011)

Adesso riposa
il marito suo, Tino,
sognando quel bello
di sempre, con lei.
E bello, è quel bello,
che neanche la morte
cancella, né oscura.
E entrambe, la sorte
ringraziano grati
pur se quelle mani
sono ora freddate,
ma l'anima no…
è calda, com'era,
è viva, è gioiosa
e resta con lei
per sempre sua sposa.

Maritozzo e cappuccino
Ci hai fatto caso, mai, alla fragranza
di quel profumo tant'assai speciale
che t'accarezza il naso con creanza
ogniqualvolta che da un bar zonale

se ne esce senza un po' di titubanza
e che t'avvolge col suo far fatale
da spingerti, così com'è sua usanza,
a far la colazione nazionale:

col maritozzo, il buon fiore all'occhiello
di quello che il mattino ci sa offrire,
e il cappuccino, autentico gioiello

d'un'inventiva ch'è tutta nostrana,
e che son nati apposta pe'elargire -
con poco - e insieme - quel gran toccasana?

Un fatto, una poesia
…la questione Ruby, continua…e si aggrava (gennaio, 2011)

San Tòga Roscio
Stavorta chi te sarva, Sirvio bbello?
Che te sei mess'a ffà tant'er bavoso
co quela mignottella succhia coso!
N te sarva più nemmanco farfarello*!

E tutto perché drent'a quer ciarvello
ch'è 'r mejo che ciavemo, er più ingegnoso,
er più capace, affabbile e grintoso…
ce sta e nun te dà pace e r tu' pisello...

Pe quello solo stai rischiann'er pòsto,
ch'è 'r tuo, sì, ma ce lo sai com'è:
quell'artri lo rivònno ad ogni còsto,

e da la parte loro cianno un santo:
San Toga Roscio, che n te pò vedé,
perché lo stai facenno sudà tanto!

*diavolo inventato da Dante

SE…quartine giornaliere di varia natura 71-80
71) Se, vittima, io dico: "camorrista
fetente !" o "brutto sporco d'un mafioso !"
censura non ce n'è, ma…tutti in pista
a darmi giù se: "zingaraccio !", oso.

72) Se ognun che urla e sbraita ha ragione
ogni altro poi vuole anche lui sbraitare,
così vien fuori solo confusione
e non realizzi mai il buon governare.

73) Se in ogni azione - è scritto anche in natura -
senz'alcun dubbio segue una reazione,
com'è che al mondo c'è chi addirittura
di questa neanche vuol sentir menzione ?

74) Se è nato sole, il sol, non puoi pretender
che si trasformi in luna, ed altrettanto
la luna è luna e mai potrebbe ascender
al posto suo, se pur 'l volesse tanto.

75) Se voglio lavorare e no studiare
perché mi forzi a prendere un diploma
e poi ti manca, dici, chi sa fare…
e col lavoro, io, sto come in coma ?

76) Se i pozzi di petrolio van finendo
bisogna che troviamo altra energia;
ma tutti quelli che lo stan vendendo
cos'estrarranno poi: la nostalgia ?

77) Se l'aria sarà sempre più inquinata
e fame e sete non scompariranno
la civiltà ne rimarrà scottata
e tutti noi ne subiremo il danno.

78) Se mai in nessuna strada potrò andare
a più del tot ch'è stato già fissato,
perché ci stanno sempre a propinare
vetture con la smania del primato?

79) Se usiamo il SI spavaldi e anche insolenti
e poi ci smontan tutta la certezza
sarebbe molto meglio un MA, che, attenti!
col dubbio diamo un segno di saggezza.

80) Se chi fomenta un perfido allarmismo
chiedesse pe'ogni pena la certezza -
per immigrati e non - qui di razzismo
ne parlerebbe solo chi l'apprezza.

da: "Chicchi di SE…"

La sirena
Prima di quella del gallo, stanotte
gridava una voce implorando la luce.
E questa urlava correndo e pulsava
insieme al mio cuore angosciato e dolente.
Squarciava il buio giungendo ansimante
lanciando speranza e scuotendo anche il cielo
a far la sua parte, a lenire il dolore,
pauroso e improvviso dolore pungente.

Con la speranza che ha disseminato
corre a ritroso la luce pulsante
mentre una calma benefica scende,
mentre nel cuore turbinano dubbi,
paure e speranze, impregnate di fede,
come l'aggancio ad un ultimo appiglio,
perché sia salva almeno una vita,
qui tra le cose, o su tra le stelle.

Un fatto, una poesia
a proposito del referendum per la FIAT in Italia, che sta per essere effettuato (gennaio 2011)

Maschionne, er diavolaccio
Maschionne, che a l'inferno è 'r diavolaccio
ch'è a capo de chi tiè appizzat'er fòco
- che pe na crisi è sempre un po' più fioco -
je fa a li diavolacci: "Io ve caccio,

si n v'entra in testa de sgobbà deppiù,
e basta co le sieste de straforo…
Capite, o no? N se tratta de decoro,
ma de la crisi che ce sta quaggiù.

Er fòco qui nu rènne più abbastanza
e si l'accordo c'è de fà più mejo…"
Ma llì un fochista fa (un tipo svejo):
"Maschiò, ce 'o sai qui la manovalanza

cià quei diritti che nisun' ar monno
pò scancellà…sinnò noi scioperamo
e pòi….si qui gni tanto noi se pìamo
la siesta…embeh?….pe nnoi è 'r diritt'ar sonno!"

Visto l'andazzo, er diavolo Maschionne
se pija er fòco e se lo porta ar Polo,
indo' fa affari d'oro tutto solo.
Gni tanto guarda giù e fa: "D'artronne…!"

E llì all'inferno, un tempo un ber reame,
quei pòri diavolacci de fochisti
pompati da li soliti… idealisti,
mo stann'a soffrì er freddo co la fame!

SE… quartine giornaliere di varia natura 62-70

62) Se sono pronti a dire che il governo
non fa abbastanza per la sicurezza,
poi sgridano il ministro dell'interno
perché castiga, anziché usar …dolcezza.

63) Se chi parteggia per i delinquenti
e per un'invasione incontrollata
di bravi, sì, ma troppi ed invadenti,
tifasse pe' una legge rispettata?

64) Se fai la voce grossa non è detto
che hai ragione tu e ho torto io,
tu parli tanto e spari il tuo verdetto,
ma alla ragione basta un sussurrio.

65) Se l' "erba-voglio" proprio non ci cresce
nel tuo giardino, cosa ci vuoi fare!
Se pur col mio concime non riesce,
alla fin, fine occorrerà abbozzare.

66) Se dici che il "disagio" dei ragazzi
va addebitato ai genitori assenti
. qui sembra che a parlar siano i pazzi,
ché poi li accusan di… "maltrattamenti".

67) Se la televisione inculca il mito
dei bei culetti messi lì in vetrina
hai voglia a dir: "Cambiate, basta un dito !"
se quello fai veder sera e mattina.

68) Se il padre è reclamato solamente
per mantener la "ex" col bambino,
le donne hanno ottenuto finalmente
vendetta e appoggio e pure un bel bottino.

69) Se il mondo vuol che la sua storia dica
il vero ver d'ogni epoca e paese,
non sol d'un genocidio sia l'amica,
ma d'ognun d'essi mostri il "conto spese".

70) Se fanno a me i soprusi sul lavoro
al massimo è il mobbing …e è tutto lì.
Se sono fatti a un gay qui s'alza il coro;
se a un immigrato…senti i do-re-mi…!

da: "Chicchi di Se…" giornalieri

Al Camposanto
Al camposanto
che grande silenzio,
e come meglio si sente
il pettirosso che canta
tra bossi e cipressi!
Che pace! E il silenzio s'avverte
tra i viali allineati
e i marmi fioriti,
dove l'anima è viva,
e la vita ancor vive d'amore e ricordi.

A sera i lumini
dan luce al gran buio
che il sole di giorno rischiara
e colora.
Son come abat-jour sui comodini
che dan compagnia
nel sonno
contr'ogni paura,
a grandi e bambini.

Un guizzo leggero
ha ogni fiammella
a ogni ombra che passa,
finché col mattino
con voce animosa
ritorna a cantare, il pettirosso,
per chi in pace riposa.

Anno Nuovo
Anno che giungi
e agli altri ti aggiungi
ci porti che cosa?
Crisantemi, o una rosa?
Una voce suadente
o un grido stridente?
Porti ancora la croce,
o chi l'ha in odio feroce
che subdolo trama
e morte reclama?
Cosa ci porti:
nuova serie di morti
a Kabul, e più torti
pel mondo provato
oppresso e affamato
o unguenti che sanano
e cuori che amano?
Ci porti il buonsenso
o ancora l'incenso
melenso
di demagogie,
di ideologie,
di non strategie,
di mille bugie?
Ci porti l'ardire
di chi sa tradire;
del bue che astuto
si crede, e cornuto
dice ancora al somaro?
Ci porti l'amaro
di amori falliti
o dolci canditi
su torte di creme,
l'abisso o la speme
nei giorni che vanno?
Porti un nuovo malanno,
o dei ritrovati
sperimentati
per vincere il male;
un'idea geniale
per poter governare
senza badare
a colori e bandiere,
ma sol pel piacere
del giusto e del saggio,
o ancora è un miraggio?
Porti trionfi
o palloni stragonfi?
Porti il tifoso
o il pazzo furioso,
il sano sportivo
o il dopato…giulivo?
Porti voli d'uccelli
o fame e flagelli,
disastri ambientali,
voluti, o fatali,
e abituali lamenti
dopo i pianti e i tormenti?
Porti certezza,
o la certa incertezza,
porti la luce
o il buio più truce,
la vita e la pace,
o la scritta "qui giace"?
Porti un andazzo
più libero e pazzo
e tante altre scuse
per far che le accuse
cadano, e l'empio
continui lo scempio
come gli aggrada,
libero, in strada?
Nostra speranza
è che porti abbondanza
di bene e allegria,
e che tanta poesia
fiorisca nei cuori,
e con tutti gli umori
che bussano dentro
venga a essere il centro
dei giorni che porti
per deboli e forti,
pe' un mondo migliore
senza odio e rancore,
ma affamato d'amore.

Verde
C'è un albero che a ogni primavera
d'un rigoglioso verde si colora
e tutto il giorno, e pure quando è sera,
e anche al buio, di quel bel verde odora.

Per tutta quanta la stagione intera
quel verde si risveglia ad ogni aurora
e a ognun che spera, pe' ogni sua chimera
gli mette in direzione poppa e prora.

E anch'io di tal speranza verde intenso
mi riempio il cuore mentre passa il giorno
e intanto guardo ogni sua foglia e penso

che anch'io i sogni miei mi perderei
il giorno che cadessero d'intorno
le verdi foglie: ch'io, con lor, cadrei.

Poi, primavera va…non è infinita,
e spegne il verde bello della vita.

Un fatto, una poesia
Forse qualcuno lo sta scambiando per quel Cesare Battisti eroe irredentista triestino di cui s'è letto nei libri di scuola…

Il Cesare Battisti dei nostri giorni è invece un assassino, cui alcuni inneggiano….facendosi suoi complici…Ma è possibile? Tra questi lo Stato del Brasile (che s'oppone alla richiesta di estradizione mossa dall'Italia, ma, purtroppo, anche parte del mondo della cultura…forse perché s'è messo a scrivere libri? E chi scrive e ammazza…non è più assassino passibile di condanna ? (?) (gennaio 2011).


L'assassino…incompreso
Son fuor di sé il buon senso e la saggezza,
e il grillo delle favole impazzisce
ché un'ossessione gira, che avvilisce
il senno, e invece ogni nefandezza

onora, perché in lei cerca l'ebbrezza
(ch'è quel che mente insana percepisce)
che dà un'ideologia che non s'avvezza
a una realtà ch'ha in odio e che aborrisce.

E per il suo pensar…disorientato
quell'assassino infame che è Battisti
diventa icona e eroe malcapitato

tra gente ingrata che non ha capito
il …sacro ruolo che hanno i terroristi
e di chi vuol che lui diventi un mito.

A volte quel che dicono cultura,
non è che un grande imbroglio…e fa paura!
 

Per la nascita del nipotino del mio vecchio amico di scuola che vive da una vita a Collegno-Torino, che mi ha telefonato quindici giorni fa per dirmi che era nato Re Edoardo…Quasi un regalo di Natale 2010.

Re EDOARDO I de Collegno
Passava er tempo… tanto che pareva
che stava a passà er tempo de fijà.
E Massimo a Luciana je diceva:
"Ma un pupo ariverà-o-nu-ariverà?".

E poi un giorno che n ce se pensava,
in quela casa schioppa er finimonno
pe via che na vocetta reclamava
d'annà a finije in braccio a nonna e a nonno.

Er Massimo...n te dico…E lei, Luciana…
pareveno schioppà de contentezza
e s'aricconta de na cosa strana:
se sò inchinati e j'hanno detto: "Altezza -

Edoardo de li Guidi de Collegno -
tu regnerai fra noi pe anni e anni
co la bontà, l'audacia e coll'ingegno;
che 'r celo te preservi da l'affanni!"

E quer cosetto bello sorideva,
pareva dì: "Sò Re Edoardo, è giusto,
e questo qua è lo stemma!…" e ce rideva…
E dopo un po', cor massimo der gusto

er nonno suo Massimo va llì
pe pìallo e ninnolallo, tutto fiero,
e co lo stemma er pupo, lippellì,
je dà…l'infracicata da scudiero.

E Barbara, la bionna, e Mauro er moro,
che stanno llì a morì da le risate,
je fanno a nonna e a nonno sto ber còro:
"V'avemo dato er Re che aspettavate!"

L'alibbi
"A Ro', come te sòna a tte quer fatto
der sercio che dovrebb'esse tirato
pe primo da chi nun ha mai peccato…
Te vòjo dì…beh…pò paré un ricatto…

o un alibbi de chiunque vò ffà er matto,
er delinguente…'n so…lo squilibbrato…
che vorebbe che ar dunque prenni atto
de la frase che Cristo ha immortalato,

pe perdonallo…pe nun condannallo,
e mannà tutto a tarallucci e vino…"
" Ch'è troppo facile…Vòi 'ndovinallo?

A Re', io 'r sercio jelo tirerei
in testa proprio a quello, un sampietrino!
Ma ce lo so che pòi…me pentirei…"

"A Ro'…è così! Perciò ce sò… la Legge,
li bbòni, e pòi le toghe, e er secondino…
che fann'a gara a chi… più lo protegge!"

Ho letto una notizia…eccezionale!
Ma com'è ovvio, ma com'è banale
lo scrivere ogni giorno su un giornale
che Silvio Berlusconi è indagato
per perlomeno un tipo di reato!
Or son dieci anni e più che si va avanti
dicendone ch'è il re dei lestofanti,
e ormai a questo il mondo è abituato,
per cui nessuno più è scandalizzato.
Non è più scoop, non fa più ormai notizia
la sua natura piena di malizia.
Ormai si sa ch'è un evasore nato,
che con la mafia è bene ammanicato,
che è falso, ed è bugiardo e ingannatore,
ch'è il dio dei media e che fa il dittatore;
che con le minorenni è un depravato
e con i deputati fa mercato
pe' aver la maggioranza in parlamento
adesso che ci sta un po' di fermento;
che mette la bandana, e non fa sconto
di sciocchezzuole e scherzi irriverenti
a capi d'altri stati…assai indulgenti,
e è sempre sorridente e ha il cerone…
insomma è tanto peggio di Al Capone.
E è sua la colpa di ogni terremoto,
d'ogni alluvione, e il buco nell'azoto...
E dunque per far colpo sulla gente
ci vuole che lo scoop sia più efficiente,
e questo qui sarebbe assai scioccante:
"Il Berlusconi è morto, e nonostante
morendo abbia negato ogni peccato
di corruzione, stupro, peculato …
è andato in paradiso e no all'inferno
perché ha corrotto pure il padreterno!"

Adagio
Adagio van le nubi in ciel, silenti
e con le lor movenze fantasiose
affrescano l'azzurro coi sapienti
disegni di bambagia… E sono ariose

figure di animali sorprendenti,
di personaggi, o di svariate cose,
che durano soltanto dei momenti,
ché a quell'artiste tant'assai estrose

un soffio giunge, e il quadro si scombina,
sfilaccia, fugge…e vanno a almanaccare
per disegnare un'altra figurina,

e poi un'altra, e poi un'altra ancora
finché c'è chi con loro sa sognare,
finché pian, piano, il cielo si scolora…

Sul "merito", meritatamente ritornato a prendersi …il merito….Il resto son chiacchiere…(2010).

Il merito
Il merito è la cosa che gli spetta
a chi ogni cosa fa, la fa perfetta.

Perfetta vuole dire fatta bene
e no di certo al modo che conviene.

Conviene è molto spesso similare
a approfittarsi, fino su…a rubare.

Rubare non è solo prender quello
che non è tuo - foss'anche a tuo fratello -

vuole anche dir che intaschi la tua paga
seppur la percezione tua è vaga

di quello che vuol dire lavorare
e quindi in conseguenza guadagnare.

Il merito è fiducia ben riposta
ed è capacità, ed è risposta

agli obblighi e ai doveri contrapposti
a quei diritti sempre tanto esposti

(che è giusto) ma che se trattati a soli
producono soltanto dei…mariuoli.

Il merito, c'è se ti dai da fare,
ma se altri fan per te, non ci può stare.

E chiunque assegna il merito, anche lui,
il merito ha da aver, per darlo a altrui.

Se alfin sarà al di sopra delle parti,
e d'ogni ideologia, il meritarti,

o merito, più sana diverrà
nel mondo qualsivoglia società.

E dunque chiunque il merito non vuole…
del merito qualcosa ben gli duole!

al dottor Walter Massimino
fisioterapista a Villa Sandra di Roma


Walter, er fisioterapista tifoso
Nfra le peggio torture in quer girone
ndove vann'a finì li pòri cristi
cor un probblema a un'articolazzione,
ce sò le stire che li terapisti

je fanno pe rimetteje in funzione
l'ossa coi legacci… "Ce resisti…?"
te fanno ben sapenno che affrizzione
te stann'a mett'addosso. Sò l'artisti

der dolore, co mille-più una mossa
studiate pe potette torturatte,
co la scusa de raddrizzatte l'ossa.
-------------------------------------
E questo fa, pensanno a la partita,
er Warter, terapista eccezzionale,
che pe guaritte deve fatte male
schiaccianno li cordami co le dita,

co le mano…co la voja accanita
de slongà er braccio che nn'è più normale,
n se pò allungà… "Del Piero è er più che vale!…"
fa co Cristiano, e intanto tira, avvita...

Me fa: "Respira…dai, così, vai bbene…!"
Stenni er braccio… "Lo so ch'è doloroso…
Del Piero…goool!!..." poi strilla, e nun se tiene,

e ne la foga tira e stacca er braccio,
e manco se n'accorge e fa: "Grannioso!
S'allunga, Armà!…è la cura che te faccio!"

Poi, l'angeli - bionne e more - passanno,
co un bèr soriso fanno passà er danno.

Natale, la nenia infinita
S'accende, la nenia tra i pastori
di luccichii vaganti,
lucciole di gelo
venute a riscaldarsi al suo respiro.
E si fa giorno il buio della notte
a quella luce nuova,
e spenta appare ogn'altra stella,
tanto di luce propria arde,
di più d'ogni altro astro ch'è nel cielo.
La luce si fa fuoco, e di sé spruzza
il mondo intero
e illumina e riscalda
chi pur di panni è senza, e par magia…
Ma è soltanto
e più semplicemente: amore.
Amor che niente chiede
se non di ricambiar con altro amore.
E questa è la sua nenia,
che per il mondo vaga senza fine.

Un fatto, una poesia.
Quello che è successo per le strade di Roma dovrebbe essere un invito a tutti a prenderla un po' più leggermente.
Forse se tutti non lo avessero voluto così tanto…"morto", oggi sarebbe…"morto" per davvero.
Invece, oggi, alla lettura delle…radiografie, il "morto" è risultato - pur se assai da una parte e poco dall'altra, ancora vivo e vegeto. No al suo…funerale, dunque: 14 Dicembre 2010.

Sonetto in dodecasillabi

La prognosi non era riservata
La fine da giorni era stata annunciata
da gufi occhialuti, studiosi profondi,
del povero diavolo, e anche la data
era bell'e fissata, e tutti giocondi,

gli eredi, stendevano già l'infiorata
pensando alle gioie del trono, e ai fondi
da fare sgorgare una volta placata
la grande sfuriata dei "sempre secondi",

ché, il "primo dei primi", alla fine ammazzato
dal cocktail tremendo dell'odio al veleno,
mai più avrebbe ancora su loro imperato.

Però…ma che strano…quello - anche da morto -
non smette di vincere e non viene meno
al suo "esser primo"…al suo "essere in torto".

Un fatto, una poesia.
potrebbe puro esse arteriosclerosi…!

Da nero a rosso…se sart'er fosso
(la metamorfosi)

Poteva sembrà puro esaggerato,
quann'era tutto quanto accosì nero
che addirittura avrebbe colorato
co quer colore tutt'er monn'intero.

Cor tempo, chi lo sa, avrà penzato
de nun potenne esse tanto fiero
e per amor de pace s'è sbiancato
pe scancellà un passato…cimitero.

E infatti ha fatto pace a destra e a manca,
che…tanto de cappello! Ma n sia mai!
S'è perso ogni controllo…E mo se sbianca…

e mo vò esse sempre un po' più rosso…
Sarà ammalato…boh! Ma, capirai,
ammò pe esaggerà ha sartat'er fosso.

I Perché…?
I perché non finiscono mai.
È perché coi perché noi cerchiamo
di svelare profondi misteri
che son sopra ogni nostro perché.

Tutti in circolo come a una giostra
vanno tristi, o allegri, giocando
i perché di noi tutti e non hanno
che degli altri perché per risposta.

I perché dove vanno a finire?
Vanno a stare nel mondo del nulla,
e i misteri rimangon misteri,
e i perché neanche fumo: perché?

Vecchio padre
(eternità del padre)

Vecchio padre
sulla scia tua tuo figlio
è diventato uomo,
passo, passo crescendo alla tua ombra.
E diveniva forte, il figlio,
e tu perdevi i sensi a mano, a mano
e scemava la forza tua, mentre incontrava
la giovinezza sua fiorente.
Guardavi, speranzoso
i suoi domani,
che erano domani senza te
e te, che andavi ad aspettarlo
oltre il tuo orizzonte,
con l'idea grata di ritrovarlo ancora.
E ora che sei lì,
sei ancora, tuttavia, dentro di lui
vecchio padre,
viva figura,
vive parole, vive gesta…
per non morire più, oltre questa volta.
------------------------------------------

Il terremoto mediatico-diplomatico viene da internet. Un certo tizio, Julian Assange, giornalista australiano, ha trovato il modo di rubare e diffondere i segreti di Stato di tutto il mondo…(ce n'è anche per il nostro governo) (Dicembre 2010).
Intanto il nuovo gruppo parlamentare di Fini- FLI - sta facendo sperimentare la sua "forza" mandando in crisi l'approvazione della riforma universitaria, al Senato (già approvata alla Camera), per un prossimo ricatto, il 14 Dicembre prossimo, insieme a Casini e Rutelli….


Er "wikileaks"
e la…Pàrtitopazzia

L'atommica a sta cosa je fa n baffo!
Lo schioppo suo - è vero - fa casino,
ma a la fin, fine nu' è che…un epitaffo
appett'a quelo che quer malandrino
der "wikileaks" pò faje ar monn'intero
scoprenno l'artarini e 'i pentoloni
su tutto e tutti, che gne pare er vero
a chi nun perde mai cert'occasioni,
pe ddaje ggiù a chi viè sottoliniato
com'un quaqquaraqqua, un vortagabbana,
o vive a un modo d'esse chiacchierato,
com'er "vanesio" de la situazzione
che va a festini e assòrda ogni puttana…
sippuro già sta sotto…osservazzione…!
-----------------------
Pe cui…nun ce serviva st'invenzione.
De certo c'è, che mo, co sta trovata,
è diventato pure approfittone,
ché co la Russia - e è cosa già accertata -
se sta sfruttanno tutta la gestione
de la bilateralità impostata,
e infatti, che t'ha fatto quer furbone?
Che cià la fornitura rigalata,
der gasse russo, che je viè fornito
co un tubbo che j'ariva llì in cucina!
E questo è brutto! Ma nun ho capito
perché quer rinfacciaje st'amicizzia:
la Russia, nu era ar monno la reggina
da venerà, e l'America...sporchizzia?!
----------------------------
Ma nun è mejo, invece, a ffà attenzione
a quer che ce 'nteressa tèra, tèra,
ch'è quelo, cioè, che quer bèr trio marpione
st'a ffà succede peggio de na guèra
pe aggiunge più casino ar gran casino…
però st'a ddì: "Pe er bene der Paese…!",
che pare che ce vò cammià er distino,
e, nun è artro, invece, ed è palese,
che fa l'affari sua - come, e peggio… -
perché è sortito su dar tradimento -
e nu'è che pe davero mo vaneggio -
perché: "blà...blà…<Responsabbilità>…
e <Bene der Paese>…", sò argomento
che in bocc' a lloro sta pe: "Commannà".
Così, quanno ch'è 'r dunque, fra li dua
sarà più mejo avé chi cià er mannato
e nno chi st'a cercà la …gloria sua!
Er che risponne a la demograzzia
tant'osannata, ma…che c'è o nun c'è!
ché, o è "Popolo" , o è "Pàrtitopazzia"!

Risveglio
(a Lisa)

A dir che il fuoco invero era arso in noi
restano vaghe faville incenerite
da un'alba disattenta e frettolosa,
e, del profumo tuo, l'impronta
stampata a fuoco sulle labbra,
chiuse.
Debole il giorno scorrerà
in quel sapore di buono che hai lasciato
per l'aria ancora tiepida, che pare,
chiudendo gli occhi, di vederti ancora.

Aurora, bella luce
dal nome bello e puro
che vieni a sovrastare i sogni miei -
fumi evanescenti non svaniti in tutto -
e il posto prendi nel mio letto vuoto,
come stanotte lei,
rimani qui a farmi compagnia finché
lei tornerà di nuovo.
Resta, che, solo,
il giorno che porti e lei mi porta via,
non lo sopporterei;
lei, ch'è ancora qui, dipinta
con sprizzi d'anima nell'aria tua, incerta.

T'aspetterò,
amore,
stanotte e ogn'altra notte
ché il desiderio forte avvera il sogno,
e tu, che il mio bel sogno, sei,
verrai ancora a me, anima e corpo.

A Bettona, presso la sorgente dell'acqua minerale di Monte Lauro.

Al sole d'estate
Senza quasi toccare andavano i piedi
ruzzolando quasi, per la discesa,
sassosa e sconnessa discesa rugosa
pei rivoli d'acqua di pioggia recente,
ormai disseccata dal sole d'estate.

Scendevo, e saliva, il monte, sul fianco,
tutto coperto dai verdi sfumati
ora cupi, ora chiari, cangianti e leggeri
della sua chioma lanosa e vivace,
senza riparo dal sole d'estate.

C'è l'ultima casa, e poco più in basso
il ponticello di ferro sul fosso.
I tronchi si vedono, ora, chiomati,
in mezzo agli arbusti, per questo sentiero
ch'è più polveroso, al sole d'estate.

Ecco il ruscello che scorre festoso,
gorgoglia, e qui cade formando una vasca
di puro cristallo e riprende la scesa,
e qua e là…quasi sembra brillare,
che vi si specchia il bel sole d'estate.

Ora nell'acqua un po' fredda, e sui sassi
vanno stentando i miei piedi, inadatti.
C'è un "flop" ed un altro, di tuffi improvvisi
di raganelle appiattite sui massi
a prendere il sole, caldo, d'estate.

E su quella vasca di puro cristallo
adagio, adagio, vincendo il contrasto,
tra un pesce che guizza, e una rana affacciata,
entro e son pesce pure io, abbracciato
da mamma natura, e dal sole d'estate.

Siamo soggetti in balia degli eventi
Siamo soggetti in balia degli eventi,
problemi, siamo, e non soluzioni,
risorse in mano agli umori del vento,
mura crollanti ad ogni tremore.
Siamo gli umani padroni del mondo,
creste di gallo col proprio destino
di figli diversi d'un calco comune,
note d'un'unica gran sinfonia
di suoni stonati, di ritmi discordi.
Siamo vele di barca
alla deriva,
voli d'aquile con le ali tarlate.
Siamo la storia, che è stata e che è,
verso un ignoto che è senza colori,
se non sentiamo d'un dio, la presenza,
pure alla luce d'un sole che splende.
Siamo di certo quello che siamo…
Però, per colpa, non ci crediamo.

Cercare il senso
(guerriero perdente)

Cercando il senso
di quest'immenso penoso,
pensoso sforzo il pensiero,
e guerriero
mi sento
ma senza cavallo, né spada
mentre d'ogni contrada
il grido mi giunge
ed aggiunge alla pena, pena, e alla rabbia,
rabbia,
ma in gabbia rimane lo spirito,
e l'anelito è vinto, e prostrato
son'io con chi grida lontano,
che tende la mano
ed è bimbo ch'è nato
nel posto sbagliato,
ed è vecchio ignorato,
è assenza di pane, e è cura invocata;
è umana mancanza d'amore che manca,
e che stanca l'attende, indifesa,
e offesa, la parte di mondo d'un mondo lontano
dagli occhi e dal cuore:
mancanza d'amore,
e guerriero perdente, mi sento,
e aspetto che il vento allontani il pensiero,
d'un cavaliere, ch'è neanche scudiero. .

Un fatto, una poesia.
guerra alla Gelmini (Bersani sale addirittura sui tetti a dar man forte agli studenti ribelli e poco… studenti…) perché sta varando la riforma universitaria…così tanto invocata da anni da tutti, e già approvata anche da FLI, che sta però prendendo parte a questa stessa guerra (!?). L'On. La Torre dice che non è ancora il momento…(?!). Insigni rappresentanti del mondo universitario approvano la riforma così com'è. Fosse - per chi questo cerca- la volta buona di buttare giù l'odiato governo? (Novembre 2010).

Riformiamoci! (la riforma secondo noi)
"Con forza gridiamo: riforme alla mano!
Oppure il governo…che vada all'inferno!"
"È giusto! Il Paese non può tollerare
che resti il potere al <governo del fare>
se con insistenza non vuol riformare!"
"Ci sta quel ministro che taglia gli sprechi!
Ma son tutti ciechi qui, in questo governo
che vuole premiare chi si dà da fare
sia come studente che come struttura,
e mette paura a ragazzi e docenti
e a chi in quelle aule amministra e troneggia,
e i soldi <a cascata> felice maneggia?"
"Ma questo vuol dire rivoluzionare!
E questa è una cosa che non gli compete,
che voi lo sapete, è cosa nostrana!
Ebbene: sia vana l'assurda pretesa
di fare più equa e oculata la spesa!
Studenti e insegnanti già sono per strada…
Brandiamo la spada anche noi: "Avanti!
miei prodi scaliam gli atenei, saliamo
sui tetti…!". "Signore, quei fondi, li abbiamo!
Davvero! Il ministro ha già aggiunto un miliardo…!
In questo frangente di crisi, è apprezzato…"
"Che fai, disgraziato! Proteggi il nemico?
Sta'attento, caprone, a quello che dico:
se passano leggi sia pure un po' dure,
ma che abbian lo scopo di far migliorare
sia lauree che scuola, e ricerca, e finanza
qui abbiamo finito…non c'è più speranza
di abbattere il mito che spopola l'urne!".
"È vero, hai ragione, e questo è il momento
di <battere il ferro>…che l'ex alleato,
che aveva votato anche lui la riforma,
a questo teorema anche lui si conforma,
e per dimostrar senza tema il suo peso,
-politico, intendo- non esita a fare
il gioco di chi lo può far vacillare,
quel dio, e ora <sì>, ora <no>, va dicendo…
per fargli capire che senza di lui
saranno assai bui, i giorni futuri…
Ma bando alle ciance, mi sento in gran forma,
è l'ora per me d'una controriforma:
perciò …riformiamoci noi: vale a dire
mai più chiederemo riforme, noialtri
a chi non ne è - come noi - titolare!
Ed ogni riforma, per pronta che sia,
se non sarà intrisa di demagogia,
sarà <riformata>… e … buttata via…"….

per una politica leale, sia su, che giù…(24 Novembre 2010)

Ecco Natale…
Ecco Natale, che sul suo groppone
porta nel sacco, per chiunque l'aspetti,
un po' di speranza, ed ad ognuno propone

di metter da parte le beghe e i dispetti
di chi sta riempiendo le nostre giornate
coi propri rancori, coi propri sospetti,

coi mille cavilli, e le mille sparate
di schizzi al veleno, d'insulti e d'accuse,
che al mille per cento son moltiplicate

da artate notizie che sono diffuse
per seminare una gran confusione,
con modalità intriganti ed ottuse,

in tutte le parti - senza esclusione -
così che ogni testa ne venga colpita,
in tutta quanta la popolazione,

senza riguardo a quella istruita
sulle questioni ideali del mondo,
e a chi per maestra ha solo la vita,

che sa insegnare il buon senso, che in fondo
vale di più d'ogni demagogia,
e rende l'uomo più sano e fecondo.

Caro Natale, che sei per la via,
fa veramente che quella speranza
che si diceva, per ognuno sia

il modo di uscire dall'arroganza
di chiunque al mondo chissà chi si crede,
e di inebriarsi di buona creanza,

e che sia, questo, il segnal che precede
l'inizio d'un poi che a ognuno conceda
di governar senza palle al suo piede,

per dare il giusto a ogni giusto, e a chi chieda
e n'abbia il diritto, e invece sia tristo
con chi, all'altro, il diritto suo, leda,

che in fondo è quello che ha insegnato Cristo.

Madre, mai vecchia
dedicata a Renzo Giordani
per la recente perdita della sua cara mamma.
(Novembre 2010)


Presenza preziosa
di donna, che è madre di vita
che al figlio regala.
Vita che spalma sul figlio che cresce,
nei giorni, negli anni,
suo figlio per sempre, la stessa sua vita.
Lei non invecchia,
che è lei, per il figlio,
la mamma dal tenero abbraccio di sempre,
e è l'ombra amorosa del figlio suo bello.
Non muore, la mamma,
che è il battito stesso del cuore del figlio,
e sempre, da ovunque,
nel sole che splende,
da dietro la nebbia,
lo guarda e protegge, come dal cielo,
per tutti quanti, fa la Madonna.
---------------------------------------
 

Se uno è un diavolo, non è detto che chi ci si trova insieme sia per forza un diavolo anche lui…
Sta con quel diavolo perché - bene o male - si avvicina di più al suo modo di pensare, rispetto a quello di altri diavoli, che la pensano troppo diversamente (libertà insegna…). E, se pure fosse giusto avercela con quel diavolo, non è detto che sia giusto avercela con tutti. D'altronde, sembra essere di buon senso pensare che non si può vincere il male, creando altro male…E che non è che tutto il male - o tutta la verità - stia sempre e solo da una parte…per "partito" preso.
Forse, cambiando qualcosa…
(21 Novembre 2010)


Mannaggia la linguaccia!
"Mannaggia la linguaccia, a Re'…ch'hai fatto…?!"
"Ma che ne so…ho detto solo schietto
che quer che ha detto quello nun è adatto…
che nun va bbe' a mancaje de rispetto,

e ad accusà de chissà che misfatto
chi proprio n c'enta…solo perché è addetto
a un tipo de lavoro…E che è da matto
a ffà de tutt'un'erba un fascio…Ho detto

solamente er mì penziero…Mo, si n se pò,
che vòi…vòr dì che me ne starò zitto.
È che penzavo, pe davero, a Ro',

che qua ce fusse libbertà de dì
pe tutti, e no pe chi vò stà in conflitto
pe forza, e basta….Ma nun è così.

Un fatto, una poesia
Napoli, punto e a capo. Di nuovo sommersa dall'immondizia. Ma a questo punto, la colpa è dell'attuale governo, o piuttosto dei precedenti pluridecennali amministratori locali e, soprattutto, quella di prima e di adesso, degli stessi napoletani, che non si sa perché non gli passa manco p''a capa di fare la differenziata, né gli amministratori li hanno mai costretti a farlo - così modificando un modo alquanto "originale" di comportarsi - fatti salvi - per carità di dio - quelli che in ciò non c'entrano affatto ? (Novembre 2010).

Borboni…gnent'artro che borboni!
Ma n finiranno mai, llì, li borboni?!
È vero, è un pezzo che se ne sò iti,
ma mo ce sò li nòvi parassiti
che sò anche peggio a ffà …le concessioni…

A Roma ce saranno li magnoni,
ma sarvognuno, semo più puliti;
llì, come allora, nun sò mai puniti,
er che li porta a esse assai zozzoni!

E pur de mantenesse in quelo stato
sò pronti a zompà addosso a chiunque sia,
che vada a dije che 'r differenziato

va fatto! E pure l'inceneritore…
Ma loro…gnente! E poi: "GesùMMaria!"
strilleno davanti a quer fetore.

Un fatto, una poesia
Lo scrittore Saviano, diventato famoso per scritti contro le mafie…ha attaccato la Lega e il Ministro dell'Interno Maroni, accusandoli di mafiosità. Rai 3 non ha accettato, fin'ora, la posatissima richiesta del Ministro Maroni di andare a replicare alla diffamazione nella stessa trasmissione da cui questa è partita. (?). Ma non sarebbe dovuto esserci nemmeno un minuto di esitazione, essendo tra l'altro, quella, una Rete Pubblica! La giustizia del caso, però, ha dato una grande soddisfazione a Maroni, e uno schiaffone a Rai3 e a Saviano stesso, perché proprio in questi giorni si è registrato un grandissimo successo delle forze di polizia e della magistratura - beninteso - ma che sono, comunque, il successo del governo e di Maroni quale Ministro dell'Interno di questo governo, e cioè la cattura di un altro degli ormai pochi grandi capi mafia ancora rimasti a piede libero ( Novembre 2010).

Lettera a Saviano
Ti scrivo per dirti, caro Saviano,
che, sì, avrai scritto pure qualcosa,
però da questo a metterti in posa
e dire in tivvù che è proprio a Milano

che mafie e imprese si danno la mano,
più che nel Sud, dove sguazza golosa
la mafia, e non solo...! Risulta penosa
la tua indignazione, e da ciarlatano

passi, dato che addirittura offendi
Maroni, che, nientepopodimeno,
sarebbe un losco figuro!...e pretendi

di essere un puro…Ma sai, o non sai,
quanti di loro ora ingoian veleno,
perché n'ha ingabbiati più tanti che mai?

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Non cominciare anche tu a insozzare
brave persone, e come altri, lo fai
senza che possan nemmen replicare.

Penna e microfono a disposizione
non sono "uguale a" diritto agli attacchi
ch'è un malcostume ch'è in evoluzione,

e la "par condicio" non è rispettata
nemmeno da chi l'ha tanto invocata!
Forse è Rai3 che te l'ha suggerita
quella penosa e dubbiosa sortita?

Sera d'incanto
il tenero soffio del vento

Il tenero soffio del vento
è mano soave che passa e accarezza
i petali aperti a lusinghe amorose;
s'avanza leggiadro
e con sé ha il tepore d'un sole che scende
sul velo del mare,
o, anche - in un tempo -
laggiù, dietro il monte che s'ombra, in silenzio.
Solletica i fiori e i fili dell'erba,
e ogni foglia;
lambisce leggero, si ferma, riposa,
e riprende, e attraversa i capelli di lei,
che guarda lontano, sognando il suo sogno
più azzurro. La cinge - fruscia la veste -
confronta il profumo che sente, coi fiori,
ritorna a scherzare con lei, l'accarezza:
che sera d'incanto…che tenerezza!

Non c'è tempo pe' invecchiare
Non c'è tempo pe' invecchiare,
ché troppo presto il sole lascia il posto,
e presto
è sopra i monti il nuovo giorno
e apre le finestre, e si prepara
a ritornare là, dov'è già atteso.
Fa visita, ogni tanto
un ricordo,
e allontana a passo svelto
dai prati delle età, e non fa entrare
nella grigiastra landa desolata
solo fatta d'attesa paziente e solitaria.
Seguire, come fa il segugio,
il fumo profumato della vita
finché - come una nebbia - s'apre,
e il cielo
appare in tutto quanto il suo splendore.

Er ribbartone
(che bbòtto ch'hanno fatto!)

Che bbòtto ch'hanno fatto ner cascà
llì nfra li bbanchi drent'ar Parlamento!
Pareva pe davero , in quer momento,
che tutt'er monno stesse pe zompà.

Diceveno: "Aoh! Dàmose da fà,
che pe grattà sto granne rodimento
che noi ciavemo in corpo, lo strumento
è solo de esse bravi a ribbartà

chi l'ha votato er popolo sovrano
demograticamente, all'elezzioni,
mettennoje er potere nfra le mano".

Ma vòi sapé si chi hanno ribbartato
così facenno, quei gran cervelloni?
L'essenza più sacrata de no Stato!

Le voci del silenzio
Sfocia, il dolore del mare,
in tempesta ed orrido uragano,
e lo ulula e lo frange addosso alla scogliera,
e impresso rimane
in chi lo vede e ascolta,
non come il grido inumano di chi piange
e lotta e si dispera
e s'accartoccia in sé,
senza più lacrime - ormai esaurite -
e senza voce - da incubo più insano -
che si trascina presso la finestra
a cogliere uno sguardo…
Ma il mondo, fuori, ad altro è affaccendato:
nessuno ascolta, o sa, o s'interessa,
ché il male implode
tra quelle mura intrise di dolore, e non esplode,
e lor non tocca, e non si danno pena.

E è come il rocciator che perde appiglio
e annaspa e non lo trova,
e mentre cade, sa…
e però non grida…a chi? Nessuno sente,
nessuno è lì presente ad aiutare.
Forse il cielo, Dio, se ci badasse.
Verranno…dopo il lungo tonfo a valle,
che l'eco spanderà,
a prendere il suo corpo inanimato.
Così grida il malato,
senza urla, senza voce affatto, ormai disfatto
dal male, dal dolore, disperato,
e conforto non ha di voce amica,
di voce che lo inviti alla speranza,
contro fatalità, e rassegnazione.

Il mare s'è placato. Il male è ormai trascorso,
e calmo si distende, e si riposa.
Non il malato: lui è sì, disteso, non placato:
è solo rassegnato e solo, e in sofferenza
s'avvia a quella fine del suo male
che come è arrivato, sconosciuto,
sconosciuto se ne andrà attraverso il corpo, freddo,
portando a qualcun altro la sciagura:
martirio, pena, bastarda indifferenza,
solitudine di chi non ha più voce,
intriso di dolore e di paura.
--------------------------------------------

Delitti e ammazzamenti vari, e disastri ambientali da…intrattenimento e business medianici (ultimo della serie, questi giorni di ottobre-novembre 2010, e i mesi immediatamente precedenti, della sua scomparsa e ricerca: l'assassinio di Sarah, bella quindicenne di Avetrana, LE)).

"Mors tua…vita mea"
Che gran goduria, che bell'occasione
che è pei "media", che è pe' ogni giornale,
pei rotocalchi e la televisione,
qualsiasi fatto dove vince il male,

dove il demonio impone una visione
del mondo che più è brutta e più è bestiale,
più trae ognun novella ispirazione
per pagine…salotti…non c'è uguale!

"Mors tua - vita mea", l'antico detto
davvero par che l'abbiano inventato
per quel morboso business - maledetto! -

che offre ogniqualvolta il più efferato
delitto, o natural sconvolgimento:
Colosseal nuovo…intrattenimento?

Er mar de denti
Si sto dente s'è cariato
è perché nu ll'hai lavato
tutti 'i giorni co pazzienza
ogni vòrta ch'hai magnato.

Te lo dico pe esperienza
e nun è esaggerazzione:
mejo fà sta penitenza
che rischià l'otturazzione.

Perché pòi er baco cresce
e incominceno li guai
che da llì, vedrai, nun esce,
e de certo piagnerai,

ché te sbucia tutt'er dente
e tu, llì a intorcinatte
dar dolore, e n pòi fa gnente,
si no - arfine - prenne, e datte

de gran corsa dar dentista,
che però pe li pazzienti
già llì in fila, se rattrista
ma n te pò curà li denti,

llì-ppe-llì, e l'appuntamento
è previsto fra tre giorni…
E ner mezzo der tormento -
ne l'attesa che ritorni -

te fa, dice: "Sii pazziente…"
E te penti d'esse stato
impazziente a lavà er dente…
che così s'è vendicato.

Un fatto, una poesia.
Sugli stravolgimenti natural-politici italiani di questi ultimi giorni: a Pompei crolla la casa dei gladiatori: colpa dei soldi che il governo non dà; il Veneto e la Campania affogano per le esondazioni dei fiumi…frane dappertutto..recenti terremoti….Cose mai successe nei secoli e nei decenni passati…Mah!
(ottobre-novembre 2010)


La NaturalPolitica
(crolla Pompei…)

Crolla Pompei,
"questione di sghei!"
strillano bieche cornacchie, assetate
di facili assalti alla preda indifesa.

L'Italia affoga.
Risponde con foga
un branco di iene con l'acquolina:
"è lui la rovina! È lui che ci porta

frane, alluvioni,
ed i terremoti…
lo stravolgimento della natura:
dobbiamo di lui - tutti - avere paura!"

"Fuori, vai via!"
È ormai la mania
dei gufi che stanno lì appollaiati,
ed ai roditori ora chiedono aiuto.

"Fatelo voi!
Dai, su! Perché noi…
noi non possiamo, non siamo capaci:
più dei rapaci, fate voi traditori.

Aggiusteremo…
Cioè, spartiremo
regno e ricchezze in gran libertà;
di tutto il resto…sarà quel che sarà,

che l'importante
è il cambio costante
di chi sta a regnare, e specialmente,
se accade che troppo lo vota la gente,

che chiaro, sia,
che in democrazia
la volontà popolare si esprime
col voto…a noialtri, e poi…tutto fila!".

Un fatto, una poesia.
Le folli spese romane del capo dell'Ifad, l'agenzia Onu che combatte la povertà
Il presidente vara tagli per 2,5 milioni di dollari
ma non il suo budget personale, compreso l'affitto di una villa…
(da "Il Messaggero" del 29 Ottobre 2010)


Che schiaffoni a la fame der monno!
L'articolo che sta sur "Messaggero"
ricconta, sì, quarcosa…ma è un gnente
appett' ar brucia-sòrdi che - davero -
fa accapponà la pelle… e è chiaramente

artro che schiaffo in faccia a chi cià zero
o poco più! e nun solo ndo' è presente
l'IFAD pe ffà che sia n po' meno nero
er vive e anch'er morì de troppa ggente,

ma anche qui da noi….E è na schifezza!
Ma che vòi fà: ar balubba spennaccione,
je piace la ricchezza e l'aggiatezza,

perciò vò avé a che ffacce co la fame!
Perché la fame rènne…! E quer marpione
la fame l'ha scammiata… pe er su' reame!

Venissero a magnasselo de gusto
chi sta a morì de fame, e che è 'r padrone -
davero! - de li sòrdi - com'è giusto -
ch'er monno st'a ddà a st'Organizzazzione!

Spruzzi
Fa acqua
lo scafo ferito.
Ripara nel seno solingo
di affetti e memorie ancorate
e nel fondo profondo del tempo confuso
trova riposo.

Riascolta le voci
disseminate
scordate da tempo nel mezzo dei flutti
ingrossati ad inganno
quando sembravan cullarlo nei sogni
quando ogni spruzzo donava l'ebbrezza
quando i marosi eran sprone ad andare.

Mare d'incanto di mille abbordaggi,
sirene bramose e bramate
dall'onde richiuse o volate nel vento.
Ancora ne resta il bel canto lontano,
sognante e soave,
placebo all'amaro salato
del sale del mare.
D'un mare pacato dal sonno dei venti
un tempo rissosi…a conquistare ogni vela.

Spruzzi, di nuovo, aspetto sul viso,
se mai verranno…se mai varranno, ancora.

I 'sessanta
(a Lisa)

I 'sessanta è stato quando
batteva il cuore e l'inverno
con lui si riscaldava,
e l'estate annegava
in torrenti di canzoni da cantare
dove nuotavano solitudini
e sedimentava la spensieratezza
che il tempo, poi,
ha trasformato in ricordi lontani,
riflessi
in occhi di vetrine lungo i sentieri del tempo…
Erano sguardi di timori
e di conquiste,
e silenzi, e "filare"…di ragni,
erano "no"…invitanti,
e insistenti approcci, e esaltanti
anche per poco.
Quando "il grande fratello" erano
gli occhi di lei
che guardavano lui, e gli occhi di lui
fissati su lei.
Fucina di sentimenti scorazzanti
ai venti d'una giovane giovinezza
che più non c'è nemmeno
tra i giovani più giovani di oggi.
Innamorarsi era
il più bel gioco,
prendersi la "cotta" ad ogni sguardo,
era cuocersi allo spiedo, e sentirsi il cuore riempire
come da mille bollicine di sapone
e rattristarsi allo scoppiar d'ognuna;
era vibrare come fili d'erba ad inventare
melodie, che nessuno sente più.
Era bastarsi e andare insieme, fosse pure
in mezzo a sabbie mobili, o su carboni ardenti:
era il tempo dell'amore - così detto -
non come oggi è inteso e vilipeso.
E anche nel mare più agitato
restano ancorati, quei 'sessanta
e fanno sussultare il cuore, ancora.

Er sòr sòla
(er tradimento)

Co in còre la svastica e in der ciarvello
la farce cor martello,
Gianfranco ar giorno d'oggi nu è più quello
che te 'ncantava co la su' parola…
Adesso nun è artro che… un sòr sòla!

Ciaveva troppo in mano…
però ha voluto puro la…corente
perciò nun sembri strano
si andrà a finì… che nun ciavrà più gnente*.

Je stann'affà l'occhietto, speranzosi,
dall'artra parte de la baricata,
che manco la mignotta più quotata
sa ffà pe accaparasse li vizziosi.

*anche diversamente, resterebbe, comunque …"er sòr sòla".

28 Ottobre 2010
(commento del 7 nov 2010)
Commento aggiunto oggi 7 Nov 2010, in occasione del suo discorso al Congresso di Bastia Umbra,
da dove continua a schizzare veleno a chi lo ha fatto assai più grande di quel che era…Afferma che lui non è quello che dice "meno male che Fini c'è"… che con lui non ci sarà la "persona amata da seguire…" (più o meno il senso)… che lui sta facendo quello che sta facendo, per il bene del Paese…Ma chi è lì, a far numero al Congresso, è gente che segue, lui! (uguale, uguale agli altri che seguono l' altro!)...Anche lui, come altri! ha nel simbolo del suo partito, il suo nome a troneggiare…e allora? Dice: "saranno con me tutti, tranne i "carrieristi". Infatti, lui non sta manovrando per la sua carriera, per niente affatto!
"Mors tua, vita mea" ritorna sempre…a ciccio".
Ma poi, come fa a fare quello che sta facendo da diverso tempo,e quello che sta facendo in questi ultimi giorni, mentre riveste la carica istituzionale di Presidente della Camera? E la coerenza che lui stesso va predicando ?... È arrivato a dire perfino che quel tizio si deve dimettere, senza farne materia di discussione parlamentare! Dimettersi…così…all'acqua di rosa, "sua sponte"…Per fargli un piacere, a lui, e agli altri? Qualche raptus?
Quel che è peggio è lo stravolgimento che fa del mandato avuto dagli elettori.
La politica è sporca….si diceva: ma va?!

Un fatto una poesia.
Se prende piede quel certo modo dì imporsi di mignottelle e mognottone…non ci sarà tanto da andarne fieri per chi ne approfitta per fare la sua propaganda …Che, se pure ci può essere sbaglio da una parte, c'è anche sbaglio dall'altra (2010).

Ruby & Compagne
"Chi sei, che te succede, che ffai qua?"
"Sto qua pe riccontavve na storiella
de quelle che te pònno fà sturbà…"
"Vabbè…incomincia, e poi, si è proprio bbella…"

"È bbella sì! E dovete da pagà
che, io tarmente sò na mignottella
che er cavajere ancora sta a smagnà…
e vò conosce puro mi sorella…

che inzieme tutt'e dua nun fàmo trenta…!
Capito, si che razza de puzzone?
Mo vòjo proprio véde che sse 'nventa.

Ma me ce metterete sur giornale?
Ma nun chiamate la televisione?
Sinnò che sto a ffà tanto …la téatrale?!"

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"A ma', che te dicevo? N ce vò gnente!
Dicevi <nu lo fà che pòi 'ngujatte…>.
E invece sto a vedé che a certa ggente
j'abbasta che te venghi a sbottonatte

sur Cavajere…! e vedi che te sente…
ma proprio a bocca operta! e tu a 'nventatte
le peggio cose, e a ddì quant'è esiggente…
E quelli llì a riprenne…a intervistatte….

Mo pe tre mesi e più sarò na diva:
me sbatteranno su tivvù e giornali
che artro che lavori interinali!

E imbrojo o no, l'opposizzione l'usa
pe ffà girà er veleno…come scusa…
E io…mignotta…però attrice!…Evviva!"

Acqua frizzantina
(a Lisa)

Sei come l'acqua della ferrarelle,
che è come lo champagne, ma è modesta,
e lievemente frizza e non dà in testa
e il meglio è di fontane e fontanelle.

Zampilli fresca e bella fra le belle,
come fa l'acqua ai giochi della festa
che balla con le luci; sei onesta
come acqua di sorgenti villanelle.

Acqua ch'è vita, acqua che ristora
sei tu pel cuore mio che pellegrino
nel sole va cercando una dimora

e in te la trova, e come un assetato
a grossi sorsi più che col buon vino,
ti prende fino a che non s'è ubriacato.

È solo e nient'altro che un fuoco di paglia
È solo e nient'altro che un fuoco di paglia
l'amore che dura una mezza stagione,
che andando non lascia neanche il magone
perché non ne resta nemmeno una scaglia.

Chi dice che quello sia amore si sbaglia,
che è fuori concetto, e fa confusione,
perché è tutt'al più un'infatuazione
e chiunque lo nega è un somaro che raglia.

L'amore è il collante più forte che c'è
e attacca due cuori indissolubilmente
e se non li incolla…amore non è.

E se non è amor, dire "amore" è sbagliato
che è come sbagliare - e coscientemente -
il nome che sul passaporto è stampato.

Amore è parola che è stra-inflazionata:
usiamola con parsimonia e - umilmente -
diciamo: è voglia…d'una bella scopata!

L'illusione
Stavo a cercatte pe mare e pe tèra…
che già pensavo che nun esistevi,
oppuramente che t'annisconnevi,
o ch'eri sortanto na dorce ghimera

che me inzognavo de giorno e de sera,
e che de notte venivi e parevi
innammorata anche te, e me volevi…
Quanno un bèr giorno t'ho vista: eri vera!

Sì, quella llì eri te spiccicata,
bella che mejo n sapevo penzatte,
eri la donna da sempre inzognata.

Sì, t'ho trovata, ma mo n sei più mia:
mo l'illusioni so come sò ffatte:
pònno ridutte da…buttatte via!

La frana
Senza misura è la pioggia:
svista del cielo?
Il monte si scioglie e torrente si fa
e senz'avviso, impetuoso
si lascia cadere, irrefrenabile,
su case, su cose, su inermi
che già ha condannato, e niente s'oppone.
Cresce cadendo, come valanga,
trascina, sradica, abbatte,
feroce boato nella notte di pace
dentro la vita irrompe e l'uccide,
coltre sui corpi strappati, straziati
che neanche l'orrore han gridato,
e il fango, nasconde.
Non s'avvede, la frana,
mentecatta,
e solo placa la corsa al massacro
quando giù si distende, inebetita, e tranquilla.
Ora a cadere sono soltanto
lacrime amare di chi l'ha scampata,
e accuse alle colpe…colpe di chi?

Le due sorelle (politica 2010 e prima, e poi…)

La sinistra, affacciata alla finestra,
con occhi biechi e tanta spocchia addosso,
guardava scossa quel saltar del fosso
assai riuscito a sua sorella destra,

per quanto, lei, "maldestra" la chiamasse,
e tanto - si credesse - superiore
da non lasciar - credeva - ammiratore
che a un posto di governo la portasse.

Così, lei prese a mordersi le mani
quando, al contrario, vide sua sorella
cercata dalle masse, e bella, bella,
raccogliere i lor "Sì" a piene mani.

E livida, si fece, dall'invidia
la povera sinistra - sinistrata -
e prese - dal livore avvelenata -
a spodestar la destra co' ogni insidia.

Provò di tutto: anche false accuse,
chiedendo aiuto a toghe e contro toghe,
e a meschinità, come da droghe
imbarbarita, e sempre pronta a "chiuse",

e mai "aperta", o a fare opposizione
in modo costruttivo e intelligente,
credendo di incontrar gratuitamente
sostegno, devozione, approvazione.

Però non fu così, e così, la destra,
andava sempre avanti e lei restava
indietro…e chiacchierava…e bisticciava…
su schermi e inchiostri, e a fare la maestra

di …che!?...Se…non dirige più…l'orchestra?
Che è un male…! Ma la cosa più sinistra
di questa storia è che - chi amministra -
come anche il detto dice: "amminestra",

e è questo quel che - solo - van mostrando
da anni, tutt'e due (e non solo adesso),
da sempre pronte a far di tutto un cesso,
ch'è il tornaconto lor, che van cercando,

e sempre si detesteran fra loro,
facendoci sperare, e parteggiare
per l'una o l'altra, le sorelle…care.
Care assai! Che ci costan più dell'oro!

Lo Scorpione
(a Lisa per il 31 ottobre)

Che giornata, quer giorno der trentuno
ottobbre! Lampi, tòni…Che buriana
su ner celo! E su la tèra, ognuno
tremava ar soffio de la tramontana.

Faceva, inzomma, un tempo che a nisuno
j'annava de sta fòra e, cosa strana,
sortanto un animale, solo uno,
sortì da un sercio usato come tana.

Era nato quer giorno, pe na sfida:
"E chi me pò fermà, sò no scorpione!
E me fa un baffo pure er setticida!

A mme me po fermà solo l'amore".
Quanno, un ber giorno, se sposò un Leone,
tenne le pinze, e a lui je dette er còre.

Corna
e bollature


L'uomo che tradisce è un lestofante
e ne merita tante
di corna dalla moglie e dall'amante.

Ma quest'assunto è cosa che assai scotta,
che l'uomo - stando al detto - va con tutte…
e quelle allor…divengono mignotte
pur anche fosse solo per vendetta,
e non si salvan neanche le più brutte.

Ché ormai le donne non son più…distratte,
non se ne stanno più lì zitte, zitte,
ma mettono le corna come matte
che in testa a lui e a lei stanno ben ritte!

I boccioli sbocciati
(a Lisa)

Ho preteso di entrare nel giardino
dei petali frementi
dei tuoi boccioli appena scappucciati.
Avido di vita l'ho annusati
come sommelier esperto il vino
novello rosso dagli acerbi accenti.
Voglioso t'ho guardata ed ho preteso
di dirti tutto quanto
con versi improvvisati e con ardire
quello che mai avrei saputo dire,
col cuore in mano, acceso
dalla fragranza del prezioso incanto
ho detto, come in un gioco d'azzardo…
M'è sembrato vederti
appena, appena scuoter come un fiore
per l'alito di vento, un tremore…
Ti colpì, forse, il dardo:
forse il segno per me di consolarti.
Ed è così che i petali ho sfogliato
dei tuoi boccioli appena scappucciati
e quello che ho preteso
in nome dell'amore abbiamo preso
come a un sogno rubato.
E i tuoi boccioli…erano sbocciati.
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Per la Sagra del Cocomero a Villa Claudia (Anzio) - Agosto 2010 -

Er cocommero e er cocommeraro
Aoh, datte da fà…guà si che rosso!
Tassella, spacca, affetta…intigni er muso
e succhia tutt'er sugo a più nun posso,
che qua st'usanz'antica è ancora in uso.

E in tutto quant'er monno sto gran frutto
è la benedizzione d'ogni estate:
fa vedé bbello pure quann'è bbrutto,
facènnose magnà…a scorpacciate.

È 'r frutto zuccherino pe eccellenza,
è tutta porpa rossa saporita,
e si lo vedi nu ne pòi fà senza
che già te stai leccànnote le dita.

Venite qua a provà si che goduria
pell'occhi, pe la gola, e pe la panza
ch'è a st'a sporpà er cocommero e l'anguria
che qui trovate bbòni e in abbondanza!

L'Era de la Civirtà
A nasce ce vò poco, e a morì, pure.
È a cresce che ce vò tanta pazzienza
cor tempo che nun passa…e tante cure
che a ogni età nun se ne pò ffà senza.

Ce tòcca passà immezzo a le paure
e all'affanni speranno che la scenza
ce facci vive vite più sicure,
e chi governa ciabbi più coscenza.

Er giorno che sarà così staremo
nell'Era detta de la Civirtà:
nasceremo, vivremo e moriremo

uguali tutti quanti in tutt'er monno:
senza fame, né guere…in libbertà.
E se pò ffà…si tutti quanti vònno.

Sospira il poeta,
nasce un'emozione.
E sgocciola dal cuore la poesia.


A.B.

I sospiri dei poeti
È pregna l'aria ormai dei lor sospiri
disseminati a spaglio come il grano
raccolti dalla punta d'un pennino
e sopra fogli bianchi partoriti.

Parole liberate dall'angoscia
di starsene rinchiuse e quindi oppresse
nel breve spazio dei lor petti inquieti
e pronte a farsi largo in altri cuori.

Aspettano di esser come fiori
raccolte a profumar di sensazioni
ogni animo capace di assorbirle
e ad adottarle come lor creature.

Rinascono ogni volta a nuova vita
e nuova vita portano esse stesse
ché nei terreni fertili attecchiscono
così figliando ancora, e ancora, e ancora…

È quel che accade sempre ovunque al mondo
ad ogni sospirar d'ogni poeta
che sempre porta in lui nuova emozione:
e sgocciola dal cuore la poesia.
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il più alto comune di Roma, ai confini con l'Abruzzo

Cervara…in paradiso
Se n'annavamo pe la Tibburtina
ner mentre che vedessimo 'na roccia,
e su la roccia…come un ber presepio.
E annassimo, salenno e risalenno…
Sopra le rocce c'ereno cresciuti
li muri, co le porte e le finestre,
li scalini, scorpiti propio addosso,
e archetti tutt'un blocco co le case,
case quasi scavate in de la roccia,
co immezzo tante scale a saliscenni,
come fettucce tutte sbrozzolose
de roccia…roccia…roccia a sprofusione,
adatta solamente pe li muli,
che annaveno arancanno pe 'r paese.
Se scivolava sopra a quela roccia
tant'era tanto lucida e allisciata.
Chissà da quanto tempo era pistata,
da zoccoli de bestie e sòle e tacchi,
e pure piedi scarzi de la gente
che lì a Cervara cià trovato er mejo
der mejo d'un paese de montagna.
Ce sta un muretto a un lato de na piazza,
piccoletta: un salotto, 'ndo' l'immenso
cell'hai davanti all'occhi, arché te senti
che sei arivato a stà su in paradiso,
e speciarmente quanno viè la sera
che er sole scenne, e colora de rosa
l'affresco che te godi da quassù.

Giujetta e Romeo
Si n fussero defunti giovinotti
Giujetta co Romeo, lassù a Verona,
sarebbero rimasti tanto còtti
davero pe anni…o la nota che stona

coll'anni, dopo mille, e mille notti
arfine je stonava la canzona
der t'amo tanto, da esse arfine rotti
l'ull'artro, indove lei nun è più bbòna

e bbella e fresca, e piena de virtù,
e llui diventa un mostro de difetti
e quer che c'era, dopo n c'era più?

N se saprà mai…Ma è grazzie a sto mistero
che er granne amore de li sopraddetti
ce piace che sia eterno pe davero.

È 'r bisogno de crede
che c'è ! l'amore eterno e scassa petti,
e ognuno ne vorebbe esse l'erede.

Un fatto, una poesia.
Il giornalista-conduttore Michele Santoro, fa un po' troppo il birichino in diretta TV. È rientrato da poco, dopo essere stato allontanato per la sua …esuberanza dettata dalla sua fede-veleno politica. E continua. Lo riprendono, ma non accetta, ché si ritiene intoccabile, e manda a quel paese uno dei massimi dirigenti dell'azienda (Masi). Così riviene allontanato per dieci giorni: apriti cielo!
(Ottobre 2010)


Ma manco Giujo Cesare!
Ma manco Giujo Cesare, er divino,
co la corona in testa e co la gloria
e co l'impero in mano, tanta bboria
nun ce l'ha mai avuta. E un moscerino,

pe quanto grosso e cor ciarvello fino
e pure gnente male in oratoria -
sippure a vòrte un po'…accusatoria
- concesso ch'è un tipetto fumantino -

se crede quello che l'informazzione,
si nun ce fusse lui, s'annebbierebbe.
Ma è certo che fa un po' de confusione

su libbera oppignone e libbertà:
mann' affa'…tutti quanti, e sbranerebbe
chi pòi ce manna a llui, che 'n ce vò stà!

Eh, caro Michelino!
Chi manna…si je tòcca cià d'annà,
ciai voja a sbatt'er pugno e a ffà …er divino!

Mare incavolato
(nisuno è mai contento)

Che sleppe! tutte cariche de sale,
che senza un freno er mare incavolato
je sta affibbianno assieme ar maestrale
a la scojera senza ripìà fiato!

Gni sleppa je se sfragne sur frontale,
che regge l'urto, e poi co un gran boato
er mare fa no zompo in verticale
schizzanno a l'impazzata, ingravidato

de rabbia e de furore…da paura!
Però si che bellezza quela scena:
quei sòni e movimenti sò arte pura.

E che sprofumo che entra drent'ar petto!
Ched'è, però, che nun fa stà serena
l'acqua e l'onna? Chi je sta a ffà dispetto?

Nun è che je va stretto
er mare, e n vònno quela baricata?
È smania de…libbertà esaggerata?

Abbasterebbe poco
Cor poco a vòrte ce pòi fà più tanto
che a ffà quarcosa co n se sa co quanto.
E a ffà co tanto manco c'è bravura,
ma questa, a ffà co poco, è sicura.

Tu guarda la ricchezza…E che ce fai
si 'r còre che lei cerca nun ce l'hai;
e er còre, a tte, te l'hanno rigalato
pe'r fatto solamente d'esse nato.

Nun ce sò costi, nun ce stanno spese
a ffà un soriso che, senza pretese
je fai a uno che ce l'ha cor monno
e cerca de tirasse su dar fonno.

E na carezza…? Vòi mette na carezza
che je sa daje tanta più certezza
più de un gran rigalo a un fanelletto
che più de gn'artra còsa vò l'affetto.

E che diceva a Assisi er poverello:
"Guarda llassù in celo quer fringuello…
cià tutto quanto puro si n cià gnente,
ma no pe questo je pòi dì pezzente".

Ma quanti ce ne sò ricchi sfonnati,
che n cianno pace e arubbeno sfrenati,
che nu j'abbasta mai de st'a'mmucchià…
ma nun è mica vita, quella llà.

E 'nvece abbasterebbe tanto poco…
Nun dico solo l'aria, l'acqua e 'r foco,
ma quer che serve a vive degnamente,
rispetto pe se stessi e pe la ggente.

Un fatto, una poesia
Viva la libertà e la pluralità di stampa e di pensiero…Però "Il Giornale"con Feltri-Sallusti non doveva pubblicare certe cose (questioni Marcegaglia, Fini, etc...)…Addirittura sono andati a sequestrare materiale in redazione…(Boh?!) Eeeehhhhhhh!!
(Ottobre 2010)


Er còro…solista
(l' assolo)

Libbertà…Ma nun è che sta parola
ch'è na parola bella pe davero
nu è più né meno che na banderola
in bocca proprio a chi n'è annato fiero,

e mmo la usa pe na cosa sola?
Pe ammascherà quer certo su' penziero
pe cui - si puro è solo na gran sòla -
lui pò dì tutto contr'er monn'intero,

ma guai si l'artri dicheno la loro
avennocene artro che er diritto!
Ma è questo er punto: fòra da quer còro

chi canta quer che nu je piace, è solo
buciardo e reazzionario…e ha da stà zitto,
ché nu je deve ruvinà…l'assolo!

Un fatto una poesia.
Dedicata a Sarah Scazzi, bella ragazzina quindicenne uccisa a Avetrana (TA) da zio e cugina per un nulla, il 26 Agosto 2010 e fatta ritrovare dallo steso zio, in un pozzo, in ottobre.
(Le indagini sono ancora in corso: ottobre 2010).


Sarah
biondina di quindici anni


Aiuto! Me soffoca…Aiuto! Aiuto!
Nisuno me sente? Come hanno potuto?!
Me manca er respiro…Me sento sturbà!
Nu j'ho ffatto gnente…me possi cecà!
Aiuto! Me strozza! Sto qui a sta cantina…
Ma sò proprio loro…mì zio…mì cuggina!?
No, no…nun pò esse…e come pò esse!
Loro sò er sangue…le carni mie stesse!
Perché me farebbero tanto penà?
Sarà che, a la fine, sto solo a inzognà?
Però me fa male…Aiutame, ma',
ndo' stai…ndo state? Sentite? Sto qua!
Madonna, sò morta! Ma allora…era vero!
Io sò solamente…Oddio, No! Ero!...
Ancora ero solo na regazzinetta
e m'hanno spenta…come na sigaretta,
e poi lassata a marcì drent'a 'n pozzo
senza nemmanco fà un quarche singhiozzo.
Ma…si n pòi fidatte, in quer monno sciacallo,
nemmanco der sangue…nn'è mejo lassallo?
Io nun volevo: l'ho dovuto! lassà
pe zio e cuggina…'N se pò perdonà.

Come foglia d'autunno
(dedicata a Lisa)

Sono foglia
e tu sei il vento,
e come il vento vai con gli umori,
e accarezzi…
dondoli…sballotti…strappi, ed io
in mano tua godo, m'adagio,
subisco…fin quando dal ramo
non mi staccherai, e giù cadrò,
come foglia d'autunno.

Quann'er commento
te porta ar…pentimento.


Dedicata - con sincera simpatia - a Alessandro Palmieri
di cui mi piace la poesia, e che ha comunque apprezzato la poesia su cui ha fatto il commento inappropriato..


Grazie a Roberto Bottiroli, che è già intervenuto
con una sua apprezzata precisazione.


La "tronca" vale meno…sembra a tte,
ma 'nvece vale quer pezzetto in più
che mancherebbe, e invece…! Sai ched'è?
Che a vòrte più che a ddì, o a buttà ggiù

su un fojo quer commento che nu regge,
pe ddì: "Lo vedi…? Ne so più de te",
faressimo più mejo a 'nnass'a llègge
le regole…Ma spece a ddì fra sé:

"Ciavrò raggione io, o ce l'ha lui?...
Che er dubbio è na gran cosa e pò aiutacce
a nun cascà ne li tranelli bui,
e spece a sparambià…le figuracce.

La nòva…genesi
Ner creà er monno, dio creatore
fece ogni cosa co li controfiocchi,
sortanto che, l'umano - traditore -
a un certo punto je li fece a tòcchi,

pe cui - pe quanto gran signore -
lui prese l'omo e je parlò a quattr'occhi:
"Io t'ho creato e ciai avuto er còre
de tradimme…Ma a tte e a li gran farlòcchi

che come tte hanno fatto male 'i conti
ve bbutto fòra da sto paradiso,
così 'mparate a ffà li finti tonti.

E com'ar diavolo fò: "Vade retro!",
a tte e a lloro - cor più bèr soriso -
ve mann'a stà co…Grillo e co Di Pietro!"

Pre-condanne…a riscatto
Pe avvantaggià lo sconto de' peccati
che l'omo fa finché lo tiene in vita -
intanto che veranno riscattati
co la condanna che viè stabbilita -

immezzo a certi artri ritrovati,
l'eterno se n'è uscito co st'uscita:
"Pe alleggerì le pene ai condannati,
ner dopo che sta vita j'è finita,

li vòjo fà penalli già da mo
co li governi e co l'opposizzioni:
sortanto e sempre tutto un fregandò,

ma spece a vive ne li condomìni
pe faje aribbollije li maroni
in tutte l'assemblee co li vicini".
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che politica è…?

Io!…al posto suo.
A ognuno piacerebbe avere il vento
che soffia nella giusta direzione.
Problema è: chi deve far contento
il vento in mezzo a tanta confusione

in cui ognuno ha quella presunzione
di essere quell'asso…quel portento
con la bacchetta della soluzione
d'ogni malanno (sempre in incremento)

e è sempre pronto a dirlo chiaramente:
"È semplice! La svolta del Paese
è strettamente e proporzionalmente

connessa alla cacciata del…tiranno…"
Ch' è un: "io al posto suo" ben palese,
che serve solo a accrescerlo, il malanno?

Cantilena…cantilena…
"Cantilena…cantilena…" cantavamo
senza grilli per la testa, spensierati,
creduloni affascinati dal nonnulla
dalla culla fino a già ragazzinetti.
Cantilena, cantilena…a qualche insetto
stretto, stretto tra le dita; a una farfalla -
delicati per non lederne le alette -
e lasciar la polverina tutta intatta.
Cantilena…pe' arricchir la fantasia,
sulla scia di canzoncine anche inventate
lì per lì, nella serate, quando in casa
preparavano la cena mamme e nonne,
con le gonne, ancora, con semplicità…
Preparavano minestre e le verdure
colte appena dalla terra, sui fornelli
con la ventola per attizzar la fiamma
mentre andavan le faville pel camino
dondolandosi al cantar di cantilene.
Cantilena, cantilena…ormai riposta
in un angolo del cuore, e lì scordata,
in un canto della casa di campagna,
in soffitta, al paesello, o in città
dove la precarietà era iniziata.
Già la fretta…già il rumore…distraeva
e pian piano si pensava ad altre cose…
Più sofistiche e ingegnose, meno adatte
a parlare ad un insetto, o al proprio cuore,
però utili ad entrare, tuttavia,
in un mondo ancora nuovo e sconosciuto,
che ha creduto di far bene ad inventare
qualcheduno che cantare non sapeva,
né sognare con la dolce cantilena.
Cantilena, cantilena di una volta…
Senti!...Ascolta! Chi lo vuol la sente ancora,
e migliora la sua vita se la canta
quando l'anima è più affranta, più provata.
Cantilena, cantilena…Già sorride,
fortunato, chi in cuor suo l'ha ritrovata…

Le verità anniscòste, rivelate
Da n certo punto in llà…c'era l'abbisso…
ch'è quelo che pensaveno l'antichi:
na tavola, cor bordo tutt'attorno
e, ortre, qua e llà, e su e ggiù,
sortant'er buio e tutto no sprofonno.
Ma 'nvece era uguale, paro, paro,
a com'è oggi: un ber pallone tonno,
ch'è proprio quer ch'è sempre stat'er monno.

Ma quanto c'è voluto a arivà ar punto!
Nisuno ce penzava…ce credeva,
finché uno solo cià provato a dillo
ma ha ffatto na finaccia, poveraccio…
sortanto p'avé detto quer ch'è vero,
e ll'hanno mess'ar gabbio cor siggillo.

Ar giorno d'oggi invece abbasta poco:
na faccia com'er …bronzo, e tanta voja
d'ariccontà frescacce a tutto spiano,
e quarchiduno che te da na mano:
cioè un giornale, la televisione…
Aiuta a esse proprio giornalisti
o conduttori…oppignonisti…
ed ecco creato er granne saputone
de cose proprio minime o de grosse,
che er monno je se inchina credulone,
e gòde a véde quanto sia fregnona
la ggente quanno crede a le cazzate
che spara come fussero davero
le verità anniscòste, rivelate!

E che vòr dì? Vòr dì na cosa sola:
che quanno troppo scrivi e troppo dichi,
immezzo c'è sicuro quarche sòla
e pe evità de fatte prenne in giro,
s'avrebbe da tornà…a li tempi antichi!

La speranza
Tese ha le mani al cielo
come ad afferrare un segno
che aiuti a sopportare.

Ma quel segno è già in loro:
e è la speranza
che le fa alzare e stare tutte su,
come a implorare in umile preghiera.

Fisarmonica galeotta (l'amor che il cuor ferisce)

Mantice di fisa
respira, aspira e suona
in braccio, stretta al petto,
armonica bellezza.
Mani l'accarezzan,
pizzican garbate,
tastano vogliose
e i suoni melodiosi,
gai, o malinconici,
leggeri, o capricciosi,
muovono capaci.
Fina e celestiale
la voce poi diventa
forte e un po' stridente,
dolce, o un poco asprigna.
Spinge prepotente
a muoversi ritmando
gambe, anche, e il busto
sempre di più, quando
prendi alfin la mano
di chi ti è lì vicina
e inizia il ballo audace
sempre un po' di più.
Lei non ti conosce,
eppure con te vola
il valzer che risveglia
lievi nostalgie,
dolcezze già sognate,
o il tango sensuale
adatto a…strapazzare…
almeno col pensiero,
che - certo - più vorresti
di quanto non azzardi.
Due giri, ancora un altro…
E la novella coppia
coppia già si sente
e quando il ritmo cala
e vien lo slow finale,
stretta si ritrova:
neanche c'entra un dito.
Finché lì sul più bello
arriva il signor Tardi
e frena i tasti e il mantice,
illumina la sala,
si spegne il sogno e cala
un bacio sulla guancia.
"Ci rivediamo?" "Forse…"
La notte la riunisce,
fino all'indomani.
Chissà se l'ha finito
lo sbocciar dell'alba,
o invece è lì che inizia
l'amor che il cuor ferisce?

Un fatto, una poesia
I due casi eclatanti di Scajola e Fini, che avevano le case…e non lo sapevano…(2010)

Pò puro succede…
E certo, che te credi…pò succede.
Ma te davero sei così sicuro
de sapé tutto, proprio? E chi ce crede!
Ognuno cià - pe forza! - un lato oscuro,

quarcosa che je sfugge, che nun vede…
che nun se l'aricorda…e me figuro
che pe quei due è così…nu è malafede,
perché pò capità: ciai casa, eppuro,

nemmanco ce lo sai…e pòi, 'n ber giorno,
te dicheno: "ciai casa…comprimenti!"
E incredulo je fai: "se….bongiorno!"

Ma poi te renni conto…e te ce 'ncazzi….
"Ma chi me l'ha comprata? Senti…! Senti…!
Ma pe davero, qua sò tutti pazzi!

Mo st'a guardà che pe sti deficenti
che vann'a rigalà le case in giro,
me tòcca puro rimpinzà er vampiro!"

Er poetichese e l'artistichese
( come e peggio der politichese…)

Già sémo pieni de politichese
che guarda si quarcuno ce capisce…!
Davero ce mancava er…poetichese?
De compricà la vita n se finisce…

Ma è matta la poesia, o chi la gestisce?

Nun solo…! Llì se tratta de parole…
Ma ce sta pure er sogno der pittore
che scarabbocchia e impiastra, e dopo vòle
avecce pure er sòrdo, ortre a l'onore.

Ma è matto lui, o chi je dà un valore?

Ar dunque - sì! - è la critica, signori,
che se scappella 'nnanzi a le frescate
strillanno che sò gran capolavori,
ma senza amor pell'arte, e anche, badate,

nemmanco l'amor proprio, perdonate.

E spesso e volentieri ce sta pure
che sei o che nun sei, seconn'er lato
indove che te trovi…Sfumature
de chi politicizza pur'er fato...

e chi sta qua e no llà…è squalificato.

Controindicazioni
"Che voglia di gelato, cara mia!"
"Non puoi, mio caro, in mezzo ci sta il latte…"
"Lo so, lo so…va bene . E allora sia
per la pizza che fa che non si batte

Gigetto, il pizzettaio sulla piazza…"
"Oh, non sia mai!…La pizza ti fa male,
lo sai…c'è la farina. Sarei pazza
a fartela mangiare…C'è anche il sale!"

"E allora ci prendiamo i gamberetti
da Checco, che li fa con un sughetto…!"
"Ma scherzi? A Checco tutti i miei rispetti,
ma c'è il colesterolo, e anche ristretto…"

"E dunque…che mi mangio! La verdura?
E vada per un piatto di cicoria
bell'abbondante, e frutta, che è sicura
e fa assai bene…E fine della storia".

"Ma vuoi scherzare? Con verdura e frutta
in quella pancia tua tutt'infiammata
la passeresti veramente brutta
sia la serata che, anche, la nottata!"

"E dunque berrò solo un po'di vino,
che ancora c'è quel rosso da stappare…"
"Fortuna che ti sto sempre vicino…
Con la pressione tua…Vuoi crepare?

Ma dai…che io l'avrei la soluzione.
Lo so che hai tanta fame… l'ho capito.
Io non ho alcuna controindicazione:
mangiati…me e…soddisfi l'appetito!"

Vorrei come un gatto avere sette vite
(a Lisa)

Vorrei come un gatto avere sette vite
e dall'alto zompare senza farmi male
e senza esitazione allontanarmi
lasciando solo chi m'accoglie e sfama
e solamente quando ne abbia voglia, tornare
e accoccolarmi tra le braccia, al caldo.
Vorrei sentirmi sempre vezzeggiato
com'ogni gatto si sente, e approfittarne…
Avere tanto, per niente, e poco dare,
da chiunque mi conosca, o mai incontrato,
senza obbligo a ridare,
e ricambiare non saper che sia.
Vorrei del gatto aver le sette vite
per vincere ogn'intralcio della vita
e ancora più ogni ostacolo ad amarti
per sette lunghe vite, ma soltanto
se anche tu
le sette vite avrai pe' star con me.

Un fatto, una poesia.
Ci risiamo: contro il governo "traballante"ecco riapparire i "fallimentari"…le ennesime primarie (ma non le hanno fatte poco fa convinti di aver risolto ogni problema?)…le divisioni e le addizioni, le cacciate, i voltafaccia, le defenestrazioni… ma sia chiaro: tutto sempre fatta a regola, con tanto di ennesimo cambio di nome…- Ma a ogni cambio di nome - com'è ormai inoppugnabile consuetudine - non corrisponde il cambio di cervelli…Non sanno chi sono e chi debbono essere, e nemmeno cosa stanno lì a fare e che cosa faranno e con chi lo faranno… Però….l'attuale Governo, traballa! (Da loro si tratterebbe solo di vitale democratica dialettica) Eeeeeehhhhhhh!! (Settembre 2010).

Ammollate!
E abbasta! E annate a ffà n antro lavoro!
E su…! Si n sete bbòni nu 'ntignate
a ffà na cosa in cerca de l'alloro
che n fa pe vvoi, e annamo, e su, ammollate!

E porca miseriaccia, ma er decoro
ndo cacchio ce l'avete…Ve penzate
davero de cammià la cacca in oro
dicenno gniquarvorta le stronzate

e fàvve l' incantesimi e smucchiavve
de qua… e pòi, dellà - co stessa ggente
ma un nome nòvo - stàvve a riammucchiavve…?

Ma chi ve st'a guardavve e a sentivve
davero - ve penzate - è deficente?
Ormai ve po'sortanto…compativve!

Un fatto, una poesia
L'Europa tira le orecchie a Parigi. Perché? Perché Parigi non ne può più…Come anche Roma (a parte i "di qua del Tevere" e tanti "buoni" ispirati) e anche altri.
Ma il bello, o il brutto, è che chi tanto ha da dire è però troppo spesso chi il problema non lo ha. E nemmeno lo vuole avere! Eeeeeeehhhhhhh!!!!!! Addirittura, Madrid aveva sparato contro…
È emblematico che dalle urne svedesi è ieri (19 sett 2010) uscita la destra con addirittura l'estrema destra al governo. Vorrà dire qualche cosa, o no?! Forse si sta esagerando in…" bontà"?Non che chi non sia pervaso (o invaso) da tale "bontà" sia per forza cattivo…tutt'altro!
(Settembre 2010)


La famìa de…strani
A sòri còsi! Embeh? Ma nun ve passa
sta gran bontà che a spese de artra ggente -
e certo no de voi - co la grancassa
venite a predicalla santamente

da noi, ndo ce battete puro cassa
ner senzo che a quer modo prepotente
vorèssivo che mantenemo in massa
(volemo o no…nun ve ne frega gnente)

li tizzi che voi…manco da lontano…!!
Ma quant'è bbello a esse tanto "umani"
e a nu sporcasse manco un po' le mano!

Ma Europa che vòr dì: semo, o nun semo
sta "Gran Famìa"? Se!...Famìa de…strani,
ndo' 'r dritto cerca a fasse a chi è "più scemo"!

Un fatto, una poesia.
Gennaio 1994. Una glielo taglia al marito, per punizione. Il tribunale, assolve.

Pene de l'inferno!
Bada, pisè, che qua tira n'ariaccia…!
Pe 'r papa sei l'arnese più infernale,
e er capro espiatorio d'ogni male,
e insiste e ce se intigna; e t' 'o rinfaccia

si giochi fòr der letto cognugale.
E rompe co la solita frescaccia
ch'è un peccato mortale e te minaccia
si metti er guanto, o cammi de…canale.

E inortre all'Aidiesse assassino,
mo puro er tribbunale ce se mette,
che si a una je ggira e te f'a ffette

nun c'è probblema: va in assoluzzione…
Sò tempi bui, ma c'è na soluzzione:
si pure sei n po' troppo libbertino

ma vòi sarvà er presente e anche l'eterno,
astiette e soffri…pene de l'inferno!

Pei campi, covoni di paglia
Pei campi, covoni di paglia, e in terra
del grano tagliato, spuntoni, e piante di piedi
a correrci su, come fachiri…
La pula polverosa, al vento
la trebbiatrice ha sparso,
e il vino è sceso per l'assetate gole.
La sera accoglie e abbraccia
i giochi differenti
di piccoli e di grandi, in un delirio
d'ognuno secondo i propri sogni d'aria...
All'ombra del gran noce lì sull'aia
han desinato tutti quanti assieme
a festeggiare e riposar le membra, stanche
e umide, ancora.
Ultimi grugniti, l'asino che raglia,
e l'odore della stalla, di erbe e di respiri
d'umide froge di mucche laboriose,
e mansuete,
e il filtrar di luna in mezzo ai pioppi
e lo scendere dolce
dell'incanto sereno
d'una notte stellata.
Senza parole, senza far rumore
al cielo tutta piena di speranza
sale con il fumo del camino
dell'oca arrosto - premio e tradizione -
la semplice preghiera
fatta di terra, pel domani
che mai venga a mancare lì sull'aia,
e nelle stalle vitali e odorose,
e per i campi, nel caldo e nell'inverno
ora che il sole d'oro andrà a riposo
lasciando una promessa sulle pelli
bruciate
di uomini, di donne, di bambini.

Il bugiardino
Il bugiardino è quel foglietto scritto
- confezionato coi medicinali -
che a lettere minute e fitto, fitto
lista gl'ingredienti e quali mali
ti cura, e al tempo stesso invece, quali
può far venire, ipoteticamente,
che sono peggio degli originali
e t'impaurisce e non ne fai più niente.

Ci fosse sempre pronto un bugiardino
in tutte le occasioni della vita,
come quando, ad esempio, sei vicino
all'innamoramento e lui t'addita
i pro e i contro…che non è una gita
innamorarsi: può essere rischioso,
infatti, e può portarti una ferita
nel cuore, ché non è sempre gioioso
trovare l'amorosa, o l'amoroso.

Sonetto ar…Sonetto
Quant'anni sò che vai girann'er monno
pe ddì le còse a un mòdo che la ggente
capisca quer ch'è detto chiaro e tonno,
e a na magnera assai coinvorgente!

Tu sai parlà de tutto, sei feconno:
sai dì d'amore e d'odio come gnente,
sai esse dorce o tristo assai, seconno
a chi je vòi parlaje apertamente.

Dar "dorce stile nòvo" de Firenze,
a quelo romanesco, acerbo e tòsto,
n'hai fatte de proteste e confidenze!

E ancora oggi, antico e rinnovato,
sei te che sei pe quer che nu st'a pòsto,
o pe acchiappà*, 'r più mejo ritrovato.

* per conquistare, per fare innamorare…

Da quanto tempo vai girando il mondo
per dir le cose a un modo che la gente
capisca quel ch'è detto chiaro e tondo
e a una maniera assai coinvolgente!

Sai sempre dir di tutto, sei fecondo:
sai dir d'amore e d'odio argutamente,
sai esser dolce a aspro assai, secondo
a chi vuoi dir le cose apertamente.

Dal "Dolce Stile Nuovo" di Firenze,
a quello romanesco, acerbo e tosto,
n'hai fatte di proteste e confidenze!

E ancora oggi, antico e rinnovato,
sei tu per tutto quel che non sta a posto,
o per sedurre, il meglio ritrovato.

Giretto nell'ardilà
Sò stato dellà…nun ve dico deppiù,
ma questo però lo dovete sapé:
de qua da sta parte c'è tutta la mmerda
cacata ner monno e pòi llà rifiorita.
Dellà ce sta invece er più bbello der bbello
che ar monno, più bbello nun s'era mai visto.
Ma adesso voantri vorete sapé
chi è che sta qua e ch'invece sta llà…
Però si lo dico quarcuno s'offenne…
Er mejo è che ognuno ce vada a ffà un giro
pe rènnese conto de ndove st'annà,
così quanno torna vedrà de sicuro
si è 'r caso de insiste a esse com'è
o invece si è mejo che inizzia a cammià,
così che quer giorno de quanno sarà
ner pòsto più bbello s'andrà a risvejà.

Come un gelato che si squaglia al sole
(a Lisa)

Come un gelato che si squaglia al sole
è questo bell'amore sfortunato
che presto è nato e presto se n'è andato
lasciandomi così…senza parole.

Ma a rassegnarmi proprio ce ne vuole
ormai che il suo sapore ho assaporato
così come la crema del gelato
e a ricordarlo, tanto me ne duole.

E oggi è più difficile di ieri
che è come un male senza medicina:
non passa ma si aggrava, e ti disperi.

E se la medicina mia sei tu
e tu non torni a starmi qui vicina
da questo male non ne esco più.

Italiani…strana gente
Côr senno der mo vojo divve ch'er monno
sarebbe rimasto a li tempi der cucco
si nun ce stava er ciarvello nostrano
a batteje er "la" pe er più bbello e 'r più granne
che oggi c'è ar monno e che tutti godémo.
Che, sì! è fatto male - e ce lo sapemo -
però s'è inventato de tutto e deppiù;
ma a questo, però, nun ce stamo a penzacce
sinnò nun faressimo a chi è 'r più furbetto
pe véde a chi più sa fregasse a vicenna,
dar più piccoletto a chi st'a governacce…
Ma forse è perché è solo questo che resta
de quer gran ciarvello…ormai tutto spremuto.

Che granne fortuna è aveccelo avuto!
Adesso, però…pare proprio fottuto.

Un discorso…tèra-tèra*
Lo vojo dillo a un mòdo tèra-tèra,
così che pò capimme pure er tizzio
che pe snobbà, o nun so pe che artro svizzio,
oppuro perché proprio nun affèra,

nun pò riuscije proprio de capì,
ch'è proprio fòr der comprendonio umano.
Dicevo, dunque, senza parlà invano,
sinnò se sa come pò annà a finì,

che dico a tutti assai sempricemente:
dovemo sforzà tutti er comprendonio,
sinnò nun solo Tizzio, o 'r Sòr Sempronio,
ma pure Caio…n capiranno gnente.

Ma a voantri che m'avete già capito,
ve vòjo divve ancora tèra-tèra,
che indove n c'è la pace c'è la guèra…
e chi ha capito tutto…arzi er dito.

*in modo molto semplice, molto elementare

Fine estate
Poi piove…
viene il temporale
e chiude gli ombrelloni.
Il sole perde il round,
passa la mano,
sorpreso…
Impotente, la spiaggia,
si risente,
e aspetta altre occasioni
sola e silenziosa…
Sfoglia ricordi
un vento ancora caldo, e mette a nudo
sogni durati un palpito di cuore…

Uno da amare
Il latte di ogni mamma è sempre bianco
pur se i bambini suoi son colorati
con quel colore stesso che lei dà,
e nascono in un modo sempre uguale
da quando al mondo il primo bimbo è nato.
Diversi hanno i suoni, però ogni viso
disegna ogni espressione uguale, uguale
e uguale è il sangue che li tiene in vita
seppur diversi han credo e tradizione.
Di ogni bimbo padre e madre è il mondo
e quando si fa grande…è sempre lui,
quel bimbo in braccio a ognuno che l'ha amato:
è sempre lui seppure trasformato,
e il mondo lo dovrebbe ricordare
e ancora essergli padre e madre, almeno
fratello…quantomeno uno da amare,
allor che l'amarezza della vita
l'avvolge, ed il bisogno torna forte
di avere mani buone per sostegno,
e voci adatte almeno a confortare.

Un fatto, una poesia (fine Agosto 2010)
Gheddafi è a Roma per celebrare e ribadire il patto d'amicizia Italia-Libia, instaurato con Silvio Berlusconi qualche anno fa. Con l'occasione si fanno nuovi accordi per l'espansione della nostra economia in Libia. Ma Gheddafi, al modo suo, si circonda di centinaia di ragazze che vorrebbe convertire all'Islam, e se ne esce dicendo che qui diventeremo mussulmani. E chiede 50 milioni all'Europa per impedire l'emigrazione di massa di africani, attraverso le sue coste…Quante ne sono state dette…!

Er profeta beduino
"Ma te, te senti offeso pe davero,
a Re', pe via ch'er solito beduino
ha detto còse che nun sò un mistero
pe chi cià l'occhi operti sur casino

voluto da li stessi bofonchioni
che stanno ad aggitasse pe un ber gnente
e nu lo fanno quanno, da gran… bbòni
fann' a chi de loro è più…accojente…

E che avrà detto mai…! Che un ber giorno,
saremo tutti quanti mussurmani?
Co tutti quelli che ce stann'attorno,
e che più ne veranno, più …"l'umani"

voranno che veranno pe…ffà bello,
pe ffà più bbòno, e ffà…lassamo stà!…
- insomma ce lo sai er ritornello…-
de che se vònno stà a meravijà:

qui, due più due fa quattro, avoja a ddì!
E si' r cristiano va - via, via - sparenno
pe lassà er posto a lloro, èccoce llì
che un giorno sarà come sta dicenno…"

"A Ro', chi st'a 'ggitasse, mo, sò quelli
che je starebbe bbene addirittura
de st'a sfrattà la croce pe esse bbelli…
Che granne confusione da paura!

E pòi…c'è chi st'a ddì "'r teatrino…"
Ma si 'r teatrino - metti ch'è così -
ce porta li contratti cor vicino,
ce sputi sopra? Famose a capì…

Poi sempre a ffà coll'artri er paragone:
Pariggi, Londra…tutt'er cucuzzaro…
Ma è a nnoi che sta vicino quer campione:
e er gasse suo ce serve, amico caro!

Piuttosto me dirai che quer drittone -
sippure ar modo suo "naiffe" - ha chiesto
arfine a tutti quanti de l'Unione
- no sol'a nnoi - cinquanta mìoni…e questo

è un gran ber passo pe spartì li guai
co pure tutti quanti l'associati -
dell'invasione…(e che sto a ddì lo sai…) -
che infin'adesso se ne sò fregati!"

Pio, il galletto
Pio faceva il galletto con tutte
e tutte quante aspettavano Pio.
Lui contentava le belle e le brutte
e per ognuna lui era il suo dio,

dio onnipresente e onnipotente.
Lui le passava ogni giorno…in rassegna
sempre in maniera educata e vincente
e ognuna cercava di esserne degna.

Quel ritmo, però, a Pio lo stancava:
e fu invitato perciò un altro gallo.
Ogni gallina così sospirava:
"Chissà che forza…io vojo provallo…!"

E in poco tempo arrivò lì al pollaio
un gran bel gallo pennuto e crestato,
e tutto vispo, e allegro, e gaio:
davvero il gallo da tutte sognato!

Ora era lui che aspettavano tutte
Lui si gonfiava e andava su e giù…
Che belle zampe, nervose e asciutte,
che cresta da sogno tutta all'insù!

Era più bello del più bel pavone.
Ma il tempo passava e lui…non beccava.
Oh, gallinelle, che gran delusione!
Così, per Pio la fila aumentava,

ché alle solite sue puttanelle
s'era ora aggiunto il galletto …ribelle.
Morale sia che non è la bellezza
che fa del gallo maestro in…destrezza!

Un fatto, una poesia.
Moschea a "Ground Zero".
11 Settembre 2001: Manhattan esplode per mano mussulmana, le Gemelle crollano mutilando perennemente l'America. I morti ancora non si sono rassegnati…E il Presidente Obama progetta di costruire una moschea - perché da quelle parti manca - proprio nell'area dell'immane tragedia, voluta, studiata ed attuata per uccidere, per distruggere…Alla faccia dei suoi concittadini che piangono ancora lacrime di sangue, e del mondo intero, almeno la parte di questo, che rimane sana e di buon senso. Ma con che faccia?! (Agosto 2010).
Intanto le reazioni che ci si aspetterebbe, non si fanno sentire. Chissà com'è…?A parte il tizio che vuole bruciare il corano. Brutta cosa, ma bisognerebbe anche stare attenti a non provocarle certe mattate. Nessuno dice di non farla, ma perché proprio lì…a provocazione? Ah…è invece per tollerare? Ma a quei poveri disgraziati li hanno presi per santi franceschi? In un'altra area non andrebbe bene? Per le persone sensate sarebbe molto meglio.


Ma co che faccia…!
J'ha ffatto schioppà er còre e le budella
a quele poveracce de Gemelle,
che ancora addosso cià la tremarella
la ggente de Manhattan, co la pelle

che cola ancora er sangue e er porverone,
e ancora cià legato ar braccio er lutto,
e quer "brav'omo" mo che je propone?
De stacce a passà sopra e scordà tutto,

e - pe ffà véde quant'è bbòno lui -
de faje pe rigalo na moschea
perché llì nun ce sta, ragion pe cui,
je tòcca a ffalla e ffasse la nomea

de quello che ner monno è l'omo giusto…
Ma infino a quanto - si anche presidente -
un omo vò esse tant'appariscente
da delirà e provacce tanto gusto?

Ma quello, co che faccia vò pretenne
de fà quer che vò ffà, cinicamente,
che si era Bush ansai ogn'emittente…!
Solo uno come llui…lo pò difenne.La sorte
O prima, o dopo, quanno ch'è 'r momento
- ch'è quanno lo sa llei e llei sortanto -
comincia a ruvinasse er bell'incanto
d'esse tutto gajardo e arcicontento.

Da la capoccia, piano, piano er vento
te porta via 'r capello ch'era er vanto
de mamma tua e er tuo, e ner fratanto
lo sguardo luminoso se fa spento,

e pèseno le gambe, sempre più,
le rughe nun se conteno, e 'r groppone
te cala, e poi se incurva tutto in giù.

Mo solo su le foto resti bbello,
che quant' a specchio…nun c'è paragone.
Che armeno, armeno…resti in su er pisello!
 

Un fatto, una poesia (Agosto 2010)

Parigi, e dico: "liberté-egalité-fraternité", sta mettendo delicatamente alla porta un po' di Rom, e, con addirittura una sommetta in tasca, li riaccompagna a casa. La Romania si è liberata della gran parte di loro (forse della stragran parte) e i Romeni ne sono tanto contenti (come li ho sentiti affermare in più occasioni personalmente). Apriti cielo! Pronte le reazioni dei "buoni" di ogni tipo, in casa e fuori casa. Buoni, sì, ma fessi no…come si suol dire. Razzisti? Mettiamola così. Tuo cugino bisognoso ti manda suo figlio, tuo nipote…ma diciamo anche direttamente: tu hai un fratello in casa, che ti ruba, non vuole lavorare…Ti costa mantenerlo. Lo aiuti una, due, tre, cento volte…Poi, magari, ti stupra anche tua moglie. Che fai? È la stessa cosa. E parlare di "loro cultura"…forse è ormai un parlare fuori tema. Tutti avevamo un'altra cultura… ma ognuno si è dovuto adeguare: una volta eravamo tutti contadini…c'era lo jus primae nocti, per dirne una…C'era la supremazia della nobiltà, si bruciavano le streghe, a scuola chi ci andava e chi no….Insomma….D'altra parte, la vera primaria pecularità della loro cultura è che "erano" nomadi…e oggi non lo sono più. Ci sono brave persone fra di loro? E chi lo nega! Ma sono troppo pochi…C'è chi cerca di cambiare? E chi lo nega! Ma sono troppo pochi. La colpa non è solo loro? Giusto: forse è ora di cambiare sistema e responsabilizzarli, cosa che fin'ora nessuno ha mai fatto. Perché, a parte ogni altra considerazione, sono un costo per ognuno di noi. E per finire, visto che siamo in Europa, e che anche loro sarebbero europei, bene! Che sia l'Europa - tutta - a farsene carico, e non solo noi e qualcun altro, i soliti "buoni" "civili"… "fessi". Una buona soluzione potrebbe essere che tutti i paese dell'Europa stanzino un tot alla Romania, per tenerseli e aiutarli a cambiare…Poi, sarebbe tutto diverso…fra un secolo, due…Non voglio nemmeno pensare a quello che sarebbero capaci di dire e fare, qui da noi. La poesia non è detto che debba essere a senso unico: solo buona,o buonista, o tantomeno ipocrita, etc, etc… deve anche affrontare problemi reali per quello che realmente sono.

Ma sta piaga…?!

"Ma allora sta gran piaga …'mme fa ddì!…
lo vònno dillo loro come famo
a sistemalla…come la scanzàmo…
O chiàchhiereno tutti, n so…così,

tanto pe oprì bocca e daje fiato?
Lassàlli come ariveno n va bbene;
a rispedilli indietro semo iene…
n se pò nemmanco pìaj'er connotato,

che zòmpeno per aria…a la cangura
lancianno l'anatemi a tutto spiano:
"A questi tòcca dajela na mano!
e - der diverso n tòcca avé paura…!"

Ma quale mano!…stamo a ddaje tutto:
villaggi co casette gnente male,
gratise autobbusse e ospedale,
lavaggio de vestiti, e soprattutto

la paga pe campalli in sempiterno
a uffa, ch'er ciarvello resta quello…
che inzozzeno, e arubbeno…Ma 'r più bbello
è che te pònno scatenà l'inferno

che nu je fanno gnente…Artro che mano!
Ma chi tanto li vò e che ce s'accòra
a pìà le parti loro, nun è ora
che se li pìa co lloro in Vaticano?

O drento casa! Ognuno ne pìa uno,
o più…Com'è?...na fava e du' piccioni:
ch'è contento, e… nu rompe li cojoni
a chi nu ne vorebbe avé nisuno*.

*domandare a chi li ha sotto casa…

Anno 2100 o poco più:
Chun-Chin e Romoletto


"Mamma…mamma! Perché quel bimbo lì
è tutto bianco e ha un accento strano?"
"Chun-Chin, tesoro mio, lui è così
perché è un bambino tipico italiano..."

Un tempo, qui in Italia, il Bel Paese,
c'erano soltanto gl'italiani,
ma poi rimase senza più difese
e si riempì di popoli lontani,

che gli ultimi cent'anni, piano, piano,
han preso sempre più, e incautamente,
per esser sempre più civile e umano,
lo Stato ha fatto sì che la sua gente

finisse a stare sotto lo straniero
che sì, è anche fratello, ma a un fratello
che ti si prende troppo, a onor del vero,
col sale in zucca dici: <Basta, bello!>.

Insomma, pe' aiutare l'invasione,
quel popolo, che lascia tutto a voi,
pel WWEffe rischia l'estinzione…
secondo quel buon senno ch'è…del poi...

Minori e… minori…e laurea, o lavoro?
monologo

Li regazzetti…che!...N sia mai…se' matto?!
N se pò…te fanno chiude, o addirittura
te schiàffeno in galera: è provibbito!
Sibbè che da li firmi de gni tempo
la sto a vedella tutta a l'incontrario,
che pare che nun se ne gira uno
si armeno n c'è un fanello o na fanella.
E allora…? Ma qual è la diferenza:
chi dice questi sì e st'artri no?
La paga c'è pe quelli e c'è pe questi
sippure che nu esiste paragone…
E che vòr dì: che er quibus, mo, è 'r quanto?
Ma no…è che er regazzino cià la scòla…
D'accordo, ma ce deveno annà tutti!
Già!…Ma un firme nu è che se fa sempre:
finito er firme, uno torna a scòla.
Mettemola così: si c'è un regazzo
che studia, è bravo e in più vò ffà quarcosa,
presempio quann'è estate pe imparà…
perché magari vòle fà un mestiere…
sta legge nostra gne lo vò fà ffà!
Lo deve fallo in nero e affrontà er rischio…
Ma questa è na frescaccia bell'e bbòna…!
E stanno tant'a ddì la libbertà…
Ma quale…ma ndo sta? Si mi cognato
passava er tempo a scòla e a nu studià -
sortanto perché era obbrigatorio -
invece de sgobbà a ffà l'artiggiano,
cor còso! che ciaveva casa, e 'r conto,
e li svizzietti a tutta la famìa!
In concrusione: No a ffà l'artiggiano,
ma Sì, però, l'attore…quanto vòi!
Ma a ffà l'attore è o nun è un lavoro?
Che me vòi dì…ch'è …arte?…lassa stà…!
Insomma, Sì, a abbottalli de sordoni
a ffà l'attori oppuro li cantanti,
che je potrebbe fa schizzà er ciarvello,
ma guai a ffà cosette più normali…
Ma tutto questo qui…ma chi l'ha ddetto?!
Li stessi che nun sanno dasse pace
che noi ciavemo meno laureati,
li stessi che se metteno a ffà er conto
de quanti ne sò, pòi, disoccupati…!

Auguri, Lorenzo!
10 Agosto 2010

È San Lorenzo, il giorno dei miei giorni
quando le stelle volano nel cielo,
e scie lucenti accendono in ognuno
i sogni che nascosti ha in fondo al cuore.

E è d'ogni Lorenzo il giorno-festa
e tra i pensieri - tanti - che ho in testa,
l'augurio per Lorenzo il nostro Vate,
spontaneo nasce e qui viene a posarsi
per augurargli insieme a tutti voi -
che qui nel suo bel mare ci sognate -
salute - prima - e tutto il resto, poi…
E che di noi non debba mai stancarsi.

SE…quartine giornaliere di varia natura 41-50

51) Se devo controllare chi lavora,
e chi è assente, e chi sta a spasso o al bar,
ma che pretesa è ch'io dica l'ora
e il giorno quando passo a controllar ?

52) Se contro il frodatore tu mi esorti
a controllare marchio e provenienza,
hai voglia noi a stare tanto accorti
con quelli che li plagian con sapienza !

53) Se quel ch'è stato brutto, della storia,
e che ha creato male e confusione
dev'essere abiurato, tanta gloria
è data al sessantotto con ragione ?

54) Se tra le cose belle del progresso
dobbiamo anche contarci le mutande
esposte, e anelli al naso (è tutto ammesso),
dovremmo porci o no delle domande ?

55) Se chi divorzia usa i propri figli -
e al solito è la moglie, avvelenata -
in tribunale trova tanti appigli,
e sempre lei, è alfine la premiata.

56) Se ognuna chiede d'esser risarcita
dal proprio grande amore sbugiardato
e il tribunal l' appoggia, qui è finita:
che il mondo intero può esser condannato.

57) Se sei il primo a dir ch'è una gran cosa
la libertà con la democrazia,
ammetti l'altrui idea e non stare in posa
com'un ch'è il solo a far filosofia.

58) Se a scuola, a casa, in fabbrica e in ufficio
ognun vuol fare quello che gli pare
scacciando anche l'idea, del "sacrificio"-
ossia: "dovere"- cosa vuoi sperare !?

59) Se il suono che vien fuori dall'orchestra
è un suono bello, non fa affatto senso
saper se viene da sinistra o destra,
e merita l'applauso…È buonsenso !

60) Se in uno stadio "bianchi" e "di colore"
(ma forse neanche questo si può dire,
seppur ne è proprio Dio l'unico autore)
si menano, è il razzismo da aborrire ?

Da "Chicchi di Se…" giornalieri
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Un fatto una poesia.
Dopo un processo di screzi sempre più evidenti, e il cambiamento di pensiero di uno dei due, ecco la rottura definitiva tra Berlusconi e Fini (30 Luglio 2010).

Divorzi…
(er divorzio der secolo)

A divorzià è na moda…assai de moda
e infatti è l'era de li scoppiamenti
e pure queli dua, cor pista coda
de uno contro l'artro, e li fennenti

volati sur groppone urtimamente -
che sò sonati come tradimenti
nun solo a Lui, ma spece a quela ggente
che l'ha voluto llì pe certi intenti -

se sò trovati come li sposati
che n pònno stà più insieme, e gira, gira,
divòrzieno, tant'ereno incazzati
de stasse a pìasse sempre più de mira.

È stata na cottura a fòco lento,
perché c'è stato chi co la pazzienza
cercava d'annà ortre ar marcontento
che l'artro co na sòrta de insistenza

je stava a ffà venì ogni santo ggiorno.
Sicché, quanno che proprio ha sbomballato
stufato d'esse solo da contorno
(così pensava Gianfri), finenno a llato

accosto a li nemichi, Sirvio ha detto:
"Gianfrà, nun sei più quello ch'eri prima…
Er modo de penzà, mo l'hai coretto,
e hai aruvinato tutt'er crima

che qui dev'esse de serenità,
e tòcca in primis sta co l'elettore
perciò er programma nun se po' cammià
così come vòi te…Famm'er favore:

si qua n te sta più bbene sòrti fòra.
Li nummeri cell'ho pe governà,
perciò, Gianfrà, vattene ch'è ora
làssace sta in pace e nu scoccià!"

E già dellà li farchi hanno inizziato
a corteggiasse a Gianfri, e a sperà
che arfine sto divorzio abbi spianato
la strada pe esse loro a commannà.

Un fatto, una poesia.
Ancora un bimbo sbranato da un pit-bull!!!Allora…gli amici "abnormi"dei cani, gli animalisti…dove stanno, che pensano…che ne dicono… quando è il momento tutti soltanto buoni a nascondersi…finché passa…e fino al prossimo sbranamento, eh!? "Statìsticano" tutto, ma non gli sbranamenti… "Amore - sballato - per le bestie = Civiltà…!"…MA DE CHE!!! Però ad ogni "morte bianca" da lavoro…apriti cielo! Come pure per gli ammazzamenti per le strade…Chi può, spieghi la differenza…(al di là di ogni demagogia…etc). (26 Luglio 2010).

Sbranamenti
Nun devi annà pe jungle o pe savane
pe ffatte mozzicà da na bestiaccia
ner mentre fai le foto, o vai a caccia…
Qua da ste parti pò abbastatte un cane…

Che ar più è tanto bbòno com'er pane,
però pò ffatte pure er vòrtafaccia
e pò addentatte, pòrca miseriaccia,
perché le bestie pònno esse …strane!

E ce sò razze che lo sbranamento
ce l' hanno incorporato pe natura.
"È bbòno…" fa 'r padrone, e in quer momento

je schizza su l'istinto primordiale
e azzanna…e sbrana…o mòri de paura
sortanto a stà vicino all'animale.

Cià corpa lui, chi se lo porta a spasso,
e chi je dà er permesso de girà:
pit-bull, bulldog…bestie e incivirtà…
e tutto quer bèr giro pe ffà incasso.

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È assassino er cane e anch'er padrone
e chi li fa annà in giro a piacimento
co quela prepotenza ogni momento
più bècera da vero gran puzzone,

che penza che siccome è n amicone
de quer canaccio co lo sguardo spento
e er muso ottuso, e co lo sbranamento
che cià pe istinto, pò ffà ogn'infrazzione.

Così va in giro senza musaròla,
e cor guinzajo che cell'ha e n cell'ha,
e si uno azzarda a dije na parola,

te guasi mann'addosso la bestiaccia…
Che mo sò anni che se st'a sbranà
cristiani d'ogni età…Ma co che ffaccia

"Pijate un cane…" stann'a ddì ogni ggiorno.
Ma guarda si s'azzardeno a ffà er conto
de li sbranati…Monno finto tonto!

Un fatto, una poesia.
L'Adnkronos del 20 luglio registra: "In Trentino una giovane donna poco dopo il parto si è vista sottrarre il figlio appena nato, in esecuzione di una procedura di adottabilità, perchè ha un reddito di 500 euro al mese. Il caso è stato reso noto oggi dallo psicologo e psicoterapeuta Giuseppe Raspadori, consulente tecnico di parte del Tribunale di Trento, il quale, in una conferenza stampa, si è espresso in maniera molto critica nei confronti dei criteri con i quali i giudici dei minori applicano la sospensione della potestà genitoriale".

O sono i giornalisti cretini che diffondono notizie false o parziali tanto per far colpo - e di questo non ci sarebbe da stupirsene più di tanto -, oppure, qualcosa bisogna che la Giustizia minorile faccia per tenersi comunque alla ribalta, e, poi, ci sono anche le assistenti sociali che devono …pur campare… Sennò, non si riesce a capire! E questa è l'ennesima volta! E, comunque sia, è davvero qualcosa di tollerabile - e per chi? - il fatto che
la legge-magistrato-assistente sociale sequestri il figlio alla madre, se proprio non vi siano ragioni di vita o di morte per il bambino stesso? Chi fa sempre "chiasso" com'è che chiasso non fa in casi come questo?


Li rubba pupi
"Ma allora, a Ro'…? N ce sto a capì più gnente!
Ancora stann'a insiste a ffà ste còse?
Ma er monno de la legge è deficente
o se st'a ffà co quarche bbòna dòse?

St'a ddì li ladri…Ma evidentemente,
le leggi sò anche meno dignitose:
vann'a rubbà er pupo a chi è indiggente
ch'er meno che pòi dìje è che sò…estrose…

Ma co che faccia vann'a pìaje er pupo
a quarche pòra mamma disgrazziata?"
"Pe mme, te pònno fatte vedé cupo…

e me stupisco che nisuno ancora
gne tir'appresso quarche schioppettata:
ma prima o pòi, a Re', ariva, l'ora!

Che pòi…io ce vò in puzza…! è da paura!
Ma a chi li manna in giro a rubbà…allora!?
Ah…già…ma che sto a ddì: quella è curtura!"

SE…quartine giornaliere di varia natura 41-50

41) Se ai privilegi tutti son contrari
però nessuno fa una legge adatta
vuol dir che se li tengono ben cari,
e per averne più…ognuno tratta !

42) Se il medico che ti opera è drogato,
amico mio, dì l'ultima orazione…
Da lui ci deve andar chi è sempre stato
con ogni droga tanto facilone.

43) Se in giro tanta gente appare pia
è che, in gran parte, vuol seguir…la moda:
ma in verità c'è tanta ipocrisia:
provatevi a pestargli un po'…la coda !

44) Se del buonsenso il senso sfugge via
va tutto male e niente può andar bene,
ché non ci sta miglior filosofia,
che - solo - meglio in tutto ci sostiene.

45) Se il cane prende il posto del bambino,
e un po'già se l'è preso, in verità,
per quanto sia fedel l'amor canino,
è forse segno di gran civiltà ?

46) Se vendo casa, prepotentemente
mi assaltano cinquanta e un'agenzia
per quella certa sorta di "tangente"
che legalmente posson portar via.

47) Se ogni spot lo fanno sempre fare
a quelli che son già dei miliardari
hai voglia a stare sempre a chiacchierare
di prezzi, di lavoro e di precari !

48) Se tengo un crocefisso addosso a un muro,
chi è tanto preoccupato pel razzismo
perché mi dice ch'è un diritto puro
per qualcheduno fargli ostruzionismo ?

49) Se invece di calar nel mondo sale,
la fame, noi dobbiam mangiar di più
per innalzare la percentuale
di chi sta ancora tanto, tanto giù.

50) Se sole e stelle insieme con la luna
su in cielo stanno insieme in santa pace
perché tra noi ognuno s'importuna
da quando nasce fino a quando giace ?

Da "Chicchi di Se…" giornalieri

SE…quartine giornaliere di varia natura

31) Se il topo balla quando non c'è il gatto
qui sempre balla chiunque abbia il potere:
dal caporale in su, pur s'è inadatto,
e dall'usciere fino al gran banchiere.

32) Se in una barca c'entra un tot di peso -
e uguale si può dir di un ascensore -
più oltre, quella affonda, e, beninteso,
quell'altro viene giù come un reattore.

33) Se i ragazzini giocano a sfregiare,
stuprare, anche, parli di bullismo ?
Son criminali, e devono pagare!
Che altro che supposte di buonismo!

34) Se il pescatore pesca e mangia il pesce
nessuno se ne cale, poverino,
ma contro chi va a caccia un grido cresce:
" delinque chiunque uccide un uccellino!"

35) Se guardo una ragazza, mi denuncia:
"Cogli occhi m' ha stuprato" fa al togato…
Poi dicono che l'uomo, oggi, rinuncia
a far la corte e a essere sposato.

36) Se fai la Legge pe' un qualsiasi cosa,
ma invece di applicarla lasci fare,
hai perso tempo e soldi, e chiunque osa
lo fa sapendo che ti fai fregare.

37) Se vuoi aver per te la libertà
rispetta quella d'ogn'altra persona,
seppure è cosa che ti peserà:
ché sol così la libertà funziona.

38) Se il tuo servizio è a percentuale
su quanto è contrattato tra le parti
sa assai di "pizzo" pure se è legale
perché coi soldi altrui vuoi rimpinzarti.

39) Se chiedi, e chiedi, e ottieni…con che faccia
un giorno con chi tanto t'ha aiutato
vuoi far la furba e gridi al "mi rinfaccia !"
se quello stesso aiuto t'è evocato ?

40) Se atleta, come pure corridore
vuole anche dire dopping molto spesso,
l'analisi com'è che al calciatore
nessuno fa…se mai ci fosse un nesso…!

da "Chicchi di SE…giornalieri

SE…quartine giornaliere di varia natura

21) Se un amministratore fa fallire,
perché lui non fallisce e anzi passa
a un'altra società (c'è da impazzire !),
con tanti onori e col pienone in cassa?

22) Se dicon che i "valori" hanno un valore,
com'è che ci sta chi li svalorizza
e li combatte con un tal stridore
che sembra che ne abbia tanta "strizza"* ?
(*paura, in romano)

23) Se vanno avanti a far "occhio x occhio"
e gli altri a far i David del momento,
non finirà mai più quel gran papocchio
di guerra quale unico argomento.

24) Se libertà vuol dir che a sazietà
sei libero di far quel che non voglio,
son libero di far quel che mi va
che a te non piace…e allora ? L'erba voglio…!

25) Se dici che ti spetta un tal diritto,
un tal dovere occorre praticare,
perché sennò saresti solo un dritto
e chi fa il dritto…va lasciato stare.

26) Se vai tentando la speculazione,
e mutui con varianti, e investimenti,
e poi va tutto quanto a ruzzolone,
poi dallo Stato/Noi, vuoi gl'interventi ?

27) Se oggi non si sposan le persone
è pe' una Legge troppo …partigiana
e anche per quell'emancipazione
che ha fatto diventar la donna…strana.

28) Se spaccio droga dici che mi arresti
però se fumo no…Fammi capire:
io per fumare, non ci crederesti,
la compro da chi spaccia ! e è tutto dire !

29) Se a mio cognato un dì gli succedesse
di andar fallito e non ha sperperato,
lui va per strada, ma non son le stesse
le pene per chi al calcio ha strapagato.

30) Se dico e scrivo quello che mi pare,
e sto al giornale e vado a casa e torno,
io giornalista come fo a gridare
che c'è il regime tutto quanto intorno ?

da "Chicchi di SE…giornalieri
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SE…quartine varie

41° Se certe cose "l'ha da far" la donna:
bambini, stiro, pulizie, spesa…
e in più lavoro fuori…alfin la gonna

42° Se tollerare è una gran bella cosa
succede che a chi deve tollerare
gli tocca di subire senza posa
l' "intollerar" di chi lo sta a scocciare.

43) Se io produco a quasi costo zero
in barba ad ogni Legge di mercato,
mi prendo uno e poi l'altro emisfero,
e tu…ligio alle Leggi…sei fregato.

44) Se parli tu per primo non è detto
che la ragione l'abbia tu e non io,
seppure troppo spesso, qui, il verdetto
è un premio al prepotente, a parer mio.

45) Se in fila qui da noi impariamo a stare
sarà un successo di comportamento,
ma forse non sapremo più guardare
al viver come a un bel divertimento.

46) Se un giorno ognuno al mondo mangerà
almeno quel che basta per campare
starem nell'Era della Civiltà,
perciò che ognun che può si dia da fare !

47) Se nasci come mamma tua t'ha fatto
e cioè in un modo e no in un altro modo,
hai voglia a stare a insistere da matto
per trasformar la sbobba in un buon brodo !

48) Se il tempo passa, cosa ci vuoi fare !
Il punto è non sciuparlo…E hai voglia a creme !.
Ci sta un segreto, e è quello di campare
al meglio e fare quel che più ci preme.

49) Se ci perdiamo cuore e fantasia,
dell'uomo noi perdiam l'umanità,
e non c'è scienza, né tecnologia
che possa ridonarcela, e si sa !

50) Se qui facciamo come fino adesso
che solo con la raccomandazione
possiamo andare avanti, e pure un fesso
lo fa, ci sta da piangere, e a ragione !

da: Chicchi di SE…quartine serie una a settimana 41-50
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Contrarietà al voto in condotta, e altre… demagogie…
Dedicata a chi vuole un certo tipo di gioventù/società. (Aprile 2010)


La disciplina…per certa gioventù...e non solo
(per fortuna solo una parte)

La disciplina
è quel che ci propina
la classe dirigente
che vuole la rovina
di ogni gioventù.
A loro non va giù
che ci droghiamo
e non vogliamo
nessun paletto messo,
ché un giovane represso
è un infelice.
Il giovane è padrone
del mondo intero
dov'egli ha la missione
di dire quel che è vero.
Nessuno deve imporre
né a casa, o a scuola, o altrove
sennò non scorre
la libertà agognata
che tutto quanto muove:
progresso e civiltà.
Vogliamo gl'insegnanti
a noi sottomessi
e genitori pronti
a far da copertura
ad ogni nostra insana
ma libera…apertura.
Noi siamo per il caos,
per quello più totale
che è libertà assoluta,
è libertà ancestrale.
Noi siamo quelli "contro"
e pronti ad ogni scontro
con la generazione
che al mondo ha generato
noi gioventù moderna
che vuole gli agi di oggi
denari, viaggi, alloggi…
ma vita senza freni
dell'uomo di caverna.
E il libero pensiero
è libertà acquisita
e noi così pensiamo:
la libertà è vita
(il massimo è eroina)
la disciplina, invece,
pel mondo è la rovina!
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Ricordi di primissima giovinezza.
al modo bettonese (PG)

J'eroi s'arpos'no
Giron giù, j'eroi de cappa e spada,
dopo esse stati a dàssele su 'n piazza
co la solita banda de nemice.
E scenne e scenne arriveno nto n campo
coi cicomb'li pronti da magnasse.
"El ve'…! Tòcc'acchiappanne un per uno…
madonna, che magnata!
Sbrigam'se cocchi, che tir'no col sale!
Li mettemo ntol fiume a rinfrescasse;
facemo 'l bagno e doppo
'n tassello…na spaccata…
e giù con tutto 'l muso a succhià 'l sugo!"
"O Giù, st'attento! Che ce ston le spade
tlà ntol prato, nce le fa fregae!
Che quann'argimo su, je l'em da dà
ta quei du' fanfaron de' Minestrini."

"Oh! E ch'ete fatto! Ch'en tutte ste scorze!
Gite a buttalle via da n'antra parte.
E pu sbrigateve…ch'em d'artonà!"

J'eroi, tutt'arpuliti e rinfrescati,
artornon su la piazza de Bettona.
"Ete visto? La fifa fa novanta;
mica ncionn' aspettato
quii maruan del bebo!".
"L'acchiapperem domani…
'nve stete a preoccupavve. Mo, piuttosto,
gim tutti a facce 'l giro de le mura,
che a st'ora llà ce vònn'a passeggià
certe freghin de quelle…!
E sempre guerra è…sempre battaja…
e è mejo de quell'altra a cappa e spada!"

Sonetto a Paolo
Era stato tantissimo ammalato*
ma non se n'era mai saputo niente
lì in ufficio, perché era stato,
si credeva, fuori, possibilmente

per un break al contratto…e poi era tornato
gagliardo e scherzoso e sorridente
com'era sempre stato, incravattato,
pettinato, e amante della gente.

Un giorno, andò, diceva, ad un controllo.
Normale…come tutti, chi non va…?
Però c'era qualcosa nel suo collo.

"Per caso, ieri, me ne sono accorto,
e subito ho pensato: è ancora qua…"
mi disse, e in poco tempo Paolo è morto.

Era certo di andare molto in là
con madre e padre vispi oltre ottant'anni
ma le illusioni sue erano inganni.

*dieci anni prima

In ricordo di Paolo Pace, collega e amico

SE…quartine varie
31° Se invece di cercare sulla luna
lo spazio che qui un giorno andrà a mancare
facessero fiorir palude e duna
per lavorare, vivere e mangiare ?

32° Se parli, parli…e alfin non dici niente
ma perdi tempo tu e chi sta a sentire,
corrisponde a mostrare a un non vedente
qualcosa che nemmen si può intuire.

33° Se l'impiegato pubblico è restio
a lavorare è giusto licenziarlo,
ma cosa ancor più giusta è, a parere mio,
che pure col suo Capo occorre farlo.

34° Se il riso fa buon sangue, allor ridiamo,
così saremo tutti più gioiosi,
ma spiegami però come facciamo
se poco c'è da rider…così ansiosi !

35° Se oggi stare al passo con i tempi
vuol dire entusiasmarsi innanzi a quadri
con una spennellata o altri scempi -
in un museo - …deh, trafugate, o ladri !

36° Se stare al mondo liberi e felici
vuol dire, oggi, piercing, tatuaggi,
mutande in fuori, e secche come alici,
a chi questo ha voluto…mille omaggi !

37° Se 'ndrangheta, e ogni mafia, e le camorre,
con la corona sacra pure inclusa
ancor son lì vuol dir che non le aborre
la gente, né lo Stato…e il resto è scusa.

38° Se per alcuni la democrazia
significa poter di minoranze,
per forza vien cercata un'altra via
per riportare a ruol le maggioranze.

39° Se per la pace ognun si va battendo
è un bene, ma se c'è chi non ci sente
e il suo sopraffar l'altro va crescendo,
e se a parlar si parla inutilmente…

40° Se per democrazia e per libertà
è inteso poter far quel che si vuole,
e ciò si lascia far, "ciao" società !
incominciando proprio dalle scuole.

da: Chicchi di SEquartine serie una a settimana 31-40
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dedicata a Lisa

Le cicatrici del passato
Strazia il caldo nell'afa più totale,
ma ancora più male
lo sta facendo la canzone
che canta una finestra spalancata
lontana anni e anni,
e che dritta giunge e scava -
con l'apatia vincente che m'avvolge -
tra velati ricordi riposti
e sigillati col fiocco del magone, al tempo
delle grandi novità…e poi… dimenticati.
Sfoglia l'archivio dei sentimenti miei,
pagine ingiallite,
spolvera la patina posta su dal tempo,
e sono ora come nervi scoperti e dolorosi.
Si scioglie tutto il fiocco del magone
e impietoso mi riavvolge, e per un lungo momento
resto in sua balia.
Reggono le cicatrici al pensiero di lei,
che mi è vicina.

SE…quartine varie
21° Se i media fan passare la bellezza
come unico elemento di successo,
poi come biasimare la schifezza
che invade il mondo, che diventa un cesso ?

22° Se perde il campionato la tal squadra
è per l'allenator, che vien cacciato.
Sarà…Però la cosa non mi quadra:
non è che il calciator non ha calciato ?

23° Se il "lecca-lecca" porta avanzamenti
ovunque sia, e con chiunque sia,
hai voglia a essere ottimi elementi !
Il merito va al "leccatore" e spia.

24° Se quel che l'uomo fa di bene e male
- è cosa certa e chiunque ormai lo sa -
premiare…condannare…a cosa vale,
se tutto è scritto già nel DiEnneA ?

25° Se ognuno per sé vuole ogni ragione
- che è quello che nel mondo crea i guai -
non sa che un compromesso, la tensione
la smorza, non l'accresce…e è meglio assai.

26° Se non vi piace l'uso dei tornelli
che han messo ai Ministeri e in altri siti,
vuol dir che rimpiangete i tempi belli
in cui vi siete tanto divertiti…

27° Se prendi bustarelle pel lavoro
che hai pubblico, non solamente sei
persona indegna e senza alcun decoro,
ma stai rubando pure soldi miei !

29° Se uno abbozza non vuol dire che
puoi fargli tutto quello che ti pare,
e che non sappia far quel che fai te,
e che non si potrebbe…rivoltare.

30° Se fan passar per buono quel messaggio
che ognun può far quello che gli pare,
di come andrà c'è già più che un assaggio,
e il peggio non potrà che peggiorare.

da: Chicchi di SE…quartine serie una a settimana 21-30

SE…quartine di varia natura 3-13
3) Se compro casa e chiedo informazioni
per non trovarmi in mezzo a un brutto impiccio,
la "privacy" mi prende a imprecazioni,
ma al giornalista ammette ogni capriccio.

4) Se io divorzio - e non per colpa mia -
le lascio casa mia, e le mantengo
l'ugual tenore e vo in affitto, e via…
io quell'ugual tenor più non lo tengo.

5) Se il cane abbaia notte, dopo notte
e azzardo una protesta…apriti cielo !...
Seppur ne stanno uscendo tutte rotte
le resistenze mie, allo sfacelo.

6) Se dentro casa mia entra un bandito
e prima che lui spari sparo io:
"No ! Non dovevi ! Lui non t' ha colpito,
e visto che sei vivo…paghi il fio !"

7) Se tra il Governo e i "contro" è distensione:
"Ci sta l'inciucio !" abbaia il giornalista,
ma come c'è tra quelli una frizione,
riabbaia e fa: "Governo disfattista !"

9) Se il cane sbrana, esce la notizia,
così…in sordina, e tutto quanto è "okey";
però se al cane fanno una sevizia,
tivvù e giornali: quanti piagnistei !

10) Se un poliziotto viene trucidato
è cosa che è prevista dal servizio,
ma se è il bandito ad essere ammazzato
dovrai sorbirti altro che comizio!

11) Se il bianco picchia il nero c'è razzismo,
tra bianco e bianco c'è "regolamento":
ma quant'è bravo questo giornalismo
che fa apparire tutto a piacimento!

12) Se tutti fanno qualche associazione
per aiutare "un po'" e far "tanta cassa"
non è bontà ma è solo una finzione
che è quasi già un fenomeno di massa.

13) Se a scuola cerco ordine e rispetto,
come anche in ogni parte, in verità,
mi schizza addosso l'astio ed il sospetto,
di chi ama il caos nell'impunità.

da: "Chicchi si SE…"

Sentiero
(dedicata a Lisa)

Sentiero vago senz'alcun traguardo
per più sicura via lasciar conviene
seppur sia lastricata di fatica
ché su per la salita sale, e incerto
è l'oltre che ogni curva mi nasconde.

Andrò finché non trovo quel che cerco
come amante che si fa guidare
da profumate scie lasciate ad arte
ed ogni passo riempie di speranza
ché a non sperare a lei non giungerebbe.

Porta anche me, sentiero, alla mia lei,
che sia come l'immagino nei sogni
e come me soltanto in questa via
lei lasci i passi suoi e non si perda
per quelle irte d'inganni ovunque sparse.

SE…quartine varie
16° Se siamo in fila, in strada, e se la sorte
t'ha fatto capitare dietro a me,
perché mi vai facendo tanta "corte"
perch'io mi sposti per entrarci te ?

17° Se al mondo - Amore - è la più bella cosa,
appare che oggi l'hanno trasformato
in cosa inflazionata e capricciosa
che offende chi è davvero innamorato.

18° Se tu mi spingi a denunciarti il pizzo,
e lo faccio, ma poi non mi protegge
lo Stato, sai che ottengo ? che mi attizzo
la rabbia e la reazion dei fuorilegge.

19° Se ancora non l'avessero inventato
quel modo di baciar come facciamo,
chissà se ognun di noi sarebbe nato,
e come ognun di noi direbbe: "t'amo" ?

20° Se al giorno d'oggi fare sacrifici
significa abbassare un po'il "tenore"
mangiando tuttavia altro ! che alici !
bisogna ripassare il "libro cuore" !

da: Chicchi di SE…quartine serie una a settimana 16-20
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24 Giugno 2010, la Nazionale è fuori, con tre partite giocate col catastrofico risultato di due pareggi e una sconfitta da parte della Nuova Zelandia. È finita con la Nazionale in fondo al girone dopo la citata Squadra.
Lippi ha detto di assumersi tutte le colpe, e dei giocatori ha detto: "Erano terrorizzati…".
Ma poverini…Ma guarda un po'…Però!


Da: "Chicchi di SE", quartine di varia natura, di Armando Bettozzi:

22° Se perde il campionato la tal squadra
è per l'allenator, che vien cacciato.
Sarà…Però la cosa non mi quadra:
non è che il calciator non ha calciato?

24° Se così tanto sei scandalizzato
dal reddito di chi è un imprenditore,
perché altrettanto non lo sei - indignato -
per quello che si intasca il calciatore?!



Er Campionato… de li falliti
"A Re', che bbòtte che se semo presi…!"
"Che cianno dato a Ro'…che cianno dato!
È tutto da scordà sto Campionato
che Lippi s'è studiato mesi e mesi…"

"Ce l'hanno messo in culo li paesi
che mai nisuno avrebbe immagginato.
E cianno pure stramortificato
addirittura li Neozelandesi!

Tra l'artro è corpa de li troppi sòrdi,
e chi li paga - incrusi li tifosi -
pe droghe, pe mignotte e gran bagordi.

Stennemo un velo su sta gran vergogna!
A Lippiii! A Compagnia de ruzzinosiii!
Annatev'a 'nnisconne in d'una fogna!".
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Un fatto, una poesia.
Qualcuno ha cercato, o comunque ha rischiato alla grande di buttare letteralmente sul lastrico migliaia di famiglie per dare sfogo a suoi propri ideali-demagogie e per provare la sua forza, ancora, in questa nostra nuova società, al braccio di ferro tra Sindacato e Datore di Lavoro. Il rischio è stato davvero grande, e cioè del 36% circa, che corrisponde al voto al referendum contro la riapertura della FIAT a Pomigliano d'Arco (NA). Questo, perché la FIAT riporterebbe in Italia - con un investimento di 700 milioni di euro - la produzione dalla Polonia - con l'obiettivo di produrre 270mila Panda - alle "negriere" condizioni di base che prevedrebbero il massimo utilizzo degli impianti, la flessibilità nei turni e nei giorni lavorativi, la mobilità interna, e il contrasto a forme anomale di assenteismo, e alla limitazione temporanea al diritto di sciopero. Guai! Hanno gridato CGIL e FIOM. Ed è seguito il referendum
(22 Giugno 2010).


Quistione de …diritti!
"Volemo er lavoro! Er lavoro è un diritto!
La Costituzzione lo dice pe scritto!"
Però come tutto, qui tutto finisce
a un gnente de fatto che nun se capisce.
E mmo è 'r governo, che nu lo provvede
e mmo nvece sò - e ce lo stann'a ffà véde -
li stessi operai che vann' appoggianno
li "rossi" che in testa nse sa quer che cianno.
"Volemo er lavoro! Er lavoro è un diritto:
dovemo magnà, poi ciavemo l'affitto…!
Però chi ce vòle nun deve azzardasse
a dì che nisuno se deve ammalasse
intorn'ar "vikend" p'allungà un po' la ggita,
o quanno - presempio - ce sta la partita!
O quanno ce ggira d'annà a ffà caciara
co le bandiere der gran Che Guevara.
O mette paletti a chi vò scioperà:
noi scioperamo come e quanno ce va!
Perché - sia ben chiaro - che nun accettamo
ricatti e, ar limite, noi! ricattamo
chiunque vò dacce er lavoro e la paga
perché nun ciavemo l'idea più vaga
de quer che vòr dì a rischià er capitale
e a chiunque cell'ha je dovrebbe ann'a mmale.
Noi semo infarciti de grann'ideali -
(le demagoggie) - e sapemo li mali
che quer capitale ce porta, ma attenti!
Chi nun s'adegua chiuderà li battenti…
E guai a chi porta artre frabbiche fòra,
ché nun sarà più com'è stato fin'ora…!
Strignenn'er discorso, si chiud'er cancello
noi sciopereremo perché pure quello
è un nostro diritto de Costituzzione.
Lavoro! Lavoro! Abbass'er padrone!!"

SE…quartine di varia natura 16-20
16) Se è importante un bell'arredo urbano
e tanto ci si spende pe' aggiustarlo,
perché si lascia star che a mano a mano
s'impongano le "lucciole" a guastarlo ?

17) Se l'Ordine di Stato è a conoscenza
di cosche e di famiglie lazzarone
perché ne lascia crescer la potenza
per anni e anni senza un'irruzione ?

18) Se le galere sono troppo piene
non è una soluzione spalancarle:
gli basta risparmiar con auto e cene
e farne nuove; e in caso, rimpinzarle.

19) Se mio cognato ha perso il suo mercato
per quell'attività che si è creata
con anni di fatica, sai chi è stato ?
Chi "certa concorrenza" l'ha aiutata.

20) Se il prezzo sale e non si fa la spesa,
è pure colpa degli stramilioni
pagati a chi è già ricco, per far presa
sui compratori…senza "ribellioni".

da: "Chicchi si SE…"

SE…quartine di varia natura 11-15
11° Se ognun che scrive storia la racconta
al modo che gli accomoda, vuol dire
che, al solito, è lasciar… la propria impronta
che conta e non il ver…Come capire ?

12° Se c'è una forte disoccupazione
perché si preme per le lauree a iosa
che fanno accrescerla ? Crea repulsione
tornare a far mestieri, o è buona cosa ?

13° Se chiedi "per favore": io ti do,
se dici "dammi" e n' hai l'autorità:
ti do. Diversamente sai che fo ?
Ti guardo ben negli occhi e dico: "Va…!".

14° Se adesso non ti vuoi sacrificare
che sei ancora giovane e aitante -
studiando e tralasciando di giocare -
un dì lo dovrai far tre volte tante.

15° Se aiuto a chi ha bisogno è bene darlo,
ma a casa mia mi bussan più di cento,
seppure cerchi d'inculcarmi un tarlo,
non posso, come fo…cosa m'invento?

da: Chicchi di SE…

Felicità
Felicità
è l'arcobaleno che sgocciola
pulviscolo di pioggia colorata.
È un palloncino che s'alza sopra il mare, inseguito
da gabbiani bianchi, curiosi.
È un aquilone
preso nel balenio del vento, che l'avvita
e fa ondeggiare, come sull'onde
l'intrepida vela.
È il bimbo che lo tiene e che eccitato
ne addita i volteggi galoppanti
alla sua mamma,
per fare d'una gioia, una gioia
grande almeno cento volte tanto.
È il tranquillo spostarsi
della chiocciola che si porta la casetta
ovunque e sempre, remissiva e grata.
Felicità è chiamarsi mamma
e piangere
quando il bambino suo s'allontana,
e lo vede andare, felice.

SE…quartine di varia natura 6-10
6° Se al giorno d'oggi a scuola gl'insegnanti
non possono educare più i ragazzi
non ci stupiam se crescono ignoranti
e spesso si comportano da pazzi.

7° Se un tempo col diploma diventavi
un Capo, un dirigente, un pezzo grosso,
adesso a malapena te la cavi
con laurea e master: vero paradosso.

8° Se è vero che un diritto mio dipende
da un tuo dovere, un tuo comportamento,
e non l'ottengo, allor si sottintende
la colpa tua e allor: risarcimento !

9° Se gridi ogniqualvolta "al lupo ! al lupo !"
ognor che non c'è niente da allarmare,
allor che un fatto fosse invero cupo,
chissà se ti verranno ad aiutare ?

10° Se "al cuor non si comanda" è un gran bel dire,
non ci si può nasconder dietro questo
per prender chi è degli altri e per tradire,
giacché non è nient'altro che un pretesto.

da: Chicchi di SE…

SE…(quartine di varia natura)

1° Se non si smette mai di rivangare
i torti avuti, non si uscirà mai
da un odio che sta lì a condizionare
la vita a interi popoli, lo sai ?

2° Se proprio cerchi la felicità
potrai trovarla solo nell'amore,
mai nella droga, che non te la dà
e porta, anzi, buio e no chiarore.

3° Se non sai ben che dire, è molto meglio
che taci anziché dire fesserie,
ché se non lo sei tu, io sono! sveglio
e so capire quando son bugie.

4° Se fossi stato attento a tante cose…!
Ma quelle cose non ci sono più.
Se avessi dato l'acqua alle mie rose,
adesso ci staresti ancora tu.

5° Se vuoi arrampicarti e cadi sotto,
chi ne ha la colpa se non solo tu ?
Lo scegliere se fare o meno il botto
è cosa che non c'entrano…"lassù".

da: Chicchi di SE…
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Un fatto, una poesia.
Certo che ce ne sono di bravissime persone, però….C'è chi sta tribolando per togliersele di torno perché hanno occupato la casa alla morte del vecchietto… chi sta nei guai perché pur dando il giusto non faceva firmare - per superficialità non per altro - visto il rapporto familiare che spesso si instaura…chi porta il fidanzato in casa e fa addormentare il vecchietto…chi piange che le si faccia ritrovare il posto quando ritornerà - tra breve - ché deve assentarsi per un pò, e poi non si vede per niente, e rimani scoperto…a una sono stati dati dei soldi per fare un po' di spesa, e ha fatto una spesa da ricca spendacciona, e per il mangiare ha comprato solo un sacco di cose particolari per sé senza prendere niente per la persona assistita: l'incarico era stato di comprare da mangiare per lo loro due….Etc…etc…Una di loro ha detto: "Voi in Italia avete i soldi - E CE LI DOVETE DARE !" Si tratta di una badante che un signore aveva trattato troppo bene sia economicamente che umanamente…eeeeehhhhhhh!!!!!


Badanti e…badanti de badanti
(quanno la badante rimane sola a casa cor vecchiarello)

Mo, a valanga, ariva la badante
co l'intenzione d'ariempì er borzone,
pe pòi tornà su a casa trionfante,
sgobbanno, a vorte, manco na staggione.

Così inizzia a ffà, seduta stante,
er primo giorno de la prestazzione
mettenno in chiaro la retribbuzzione,
permessi…ferie…e tutto lo spettante.

Commanna er vecchio, e a casa è la padrona;
ricconta balle, fa a nnisconnarella,
e perché n facci troppo la furbona

te tòcca fà er badante de badanti:
fai 'r controllore, fai la sentinella
pe n fà succede fatti sconcertanti…

Perché - n sia mai - te fai vedé un po' tonto,
te fann'aritrovà mmezz'a li guai
senza che manco te ne renni conto.
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2010 - Finanziaria di sacrifici…Blocco agli stipendi degli statali per ben quattro anni! (intanto i prezzi di ogni cosa aumenteranno…), però appena si è vociferato di fare tagli agl'ingaggi-premi dei calciatori…(che dove se li mettono le montagne di soldi, non si sa) che oscenità si sono dovute sentire! I primi a protestare erano stati i magistrati, proprio quelli della Legge uguale per tutti….ma de che!! (Maggio-Giugno 2010).
(all'Europarlamento si sono addirittura aumentati gli stipendi di millecinquecento euro al mese!).


Er tajo?...Sì! Ma 'ndove se pò ffà!…
"A Re', io metterebbe na gran pena
contro er nonsenso e l'imbecillità
de chi mo sta a strillà
p'er "tajo"… e st'a ffà er divo su la scena…

de quello che nisuno pò toccà:
sarebbe: giocatori, maggistrati,
notari, giornalisti, l'avvocati…
che stann'a protestà

siccome cianno in mente
de stalli a trattà a tutti nientemeno
che uguale a li statali…ma nu è osceno
paragonalli co sta bbella ggente?!..."

"È come sempre, a Ro': <Perché nun fanno…?
Bisogna fà…! Bisogna da cammià…!>
Però si me fa danno…
annate a ffà…llà 'ndove se pò ffà!...

Pe mme, je metterebbe anche la pena
a chi j'abbozzerà sta strafottenza,
co un'unica sentenza:
tutti in mutanne e a stecca a pranz'e cena!"

E pure all'EU!...Hai visto?
Se sò aumentati milleecinque ar mese!
e torna a ciccio che 'n de sto paese,
in culo sempre va…ar pòro cristo!"

Eclisse
L'eclisse passa e nasconde il giorno
e il buio vince - ma è per poco -
che presto il sole farà ritorno

con la sua luce, con il suo fuoco,
e smorza il buio e la sua baldanza,
e il buio è sempre di più, più fioco.

Così il male - strisciando avanza -
e offusca il bene, ma quello, presto,
gli secca il seme dell'arroganza

e al male infligge stizzoso arresto.
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a seguito seminario sulla poesia presso un centro culturale romano

Poesia…misteriosa
Poesia, non ti capisco…non comprendo
quel tuo bel dire…il tuo significato.
Sei pel mistero, quando invece intendo
che la poesia è un "comunicato"

per chi ti lègge e che a te va aprendo
l'anima sua, e il cuore, ed è un peccato
che di quei versi che essi van leggendo
gli ci entri poco, o niente, e va sprecato

quel campionario "dotto" di espressioni
e di parole, seppur mischiate "ad arte",
che per te, sono belle ostentazioni

di quel che solamente tu, comprendi
e è come un bluff al poker con le carte
che pur se non hai niente, pure, prendi,

perché chi gioca pensa a chissà cosa,
ché men di te ne sa…non rischia, e …"parte",
che di "vedere" il gioco neanche osa.

Li limiti dell'omo
Venimo tutti quanti da un "puntino"
ch'è annato ar posto giusto
in d'un momento bello e appassionato.
E llì, ndove ch'è entrato,
in nove mesi, pure ce sortimo
piagnenno tutti quanti a perdifiato:
tutti a l'istessa, identica magnera.

Pe ffà…? Quarsiasi cosa!
E è proprio qui che se differenziamo
(perché c'è chi va appresso a na chimera…
perché ce sta chi osa e chi nun osa,
chi spera e chi nu spera…
perché c'è chi è signore e chi è fetente…
perché c'è chi capisce e chi è ottuso,
chi cià la fede e chi nun crede a gnente…
ciaivoja a dì la fila de' perché…!)
sippure tutti! famo certe cose:
magnamo e poi…sur cesso: nun se scappa!
E poi, pò esse prima, pò esse dopo,
sia pure in tanti mòdi differenti,
ognuno, e dico ognuno quann'è 'r dunque
dev'ammollà gni cosa e…così sia!

È in quer fratanto - fra venì e annà vvia -
che nun ce sta uguajanza,
nun c'è demograzzia,
nemmanco su la cosa llì der cesso,
che infatti a chi nu mmagna,
sur cesso…lo pìa solo la cicagna*.
E pòi, pe dinne un'antra,
c'è sta a chi j'è concesso,
e chi n cià gnente tempo pe pentisse…

È perché tutti famo e pensamo ar modo nostro:
quell'antre cose invece - inizzio e fine -
pe quanto er tempo nfra de loro è vario
pe ciaschiduno
o pe natura o artro -
sò già standardizzate
perché er Signore, è Lui! che l'ha penzate.

*la sonnolenza
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Più delle more dei grovigliosi rovi
(a Lisa)

Oggi ti trovo, mora,
nel bosco dei miei sogni, e sei
più mora delle more -
esuberanti morbidezze gravide
di liquorosi inchiostri -
e, per mano - sensoriale scambio
d'ancor più generosi effluvi -
ti prendo e con te cado
ebbro su foglie e ciclamini,
che più dolce e liquorosa sei delle more
dei grovigliosi rovi.
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28 maggio 2010, varata la finanziaria dei "grandi sacrifici". Tagli qua…tagli là…
Ma intanto gli europarlamentari si sono assicurati un aumento di 1,500 euro mensili! Alla facciaccia…!
E i giudici? Che non gli sia toccato un centesimo, sennò son guai!


Li sagrifici…nostri!….
Ce tòcca…! Quest'è 'r tempo, amichi cari,
de fà li sagrifici a tutto spiano!
Dovemo côre tutti a li ripari!
Ognuno deve diventà più umano,

che quei poracci all'europarlamento
ce stann'a ffà na pena! N se pò ddì...
E millecinquecent' euro d'aumento,
è 'r minimo…dovemo da capì…

Li maggistrati - poi…- ce vò rispetto!
E che sarebbe! Annassela a pìà
co ggente, che, porèlla, nder cassetto
n cià manch'er pòco pe poté campà,

E sò anche condannati, poverelli,
a stasse a sentì ognuno assai speciale,
eh, sì, intoccabbile, perché sò quelli
de la giustizzia ch'è pe…tutti uguale.

E c'è 'r Peloponneso…N s' 'o scordamo!
Poràcci, che je tòcca annà in pensione
a manco sessant'anni, e noi ciannamo,
beati noi, guasi a settanta…che Unione…!

Ma de che! Co st'ingiustizzie! Beati noi
ad invecchià ar lavoro! E amabbirmente
ce fanno stà tranquilli, che a mme e a vvoi
ce bloccheno l'aumenti, e finarmente

n dovemo stasse a sciacquettà er cervello
co: "St'arivà, l'aumento, o nun ariva?
E, er contratto volemo arivedello ,
o proprio nun esiste arternativa...
?"

E intanto pe le piazze c'è un mortorio…!
ché 'i bravi sonatori de grancasse *
conoscheno sortanto un repertorio**…
E mo, mej'a sparì: "N sia mai…le tasse…

N sia mai li taji…! Che gne venga in mente!
Sinnò n pìeremo più l'aperitivi***…
E le reggioni, pure: un mar de dente!
Ce sò 'e portrone!…E semo comprensìvi!!
..."

Morale de la favola se sa:
ognuno va dicenno de tajà,
però si tòcc'a llui nun ce vò stà.
Così è pe ogn'artra…solidarietà.
Coll' "artri"… ce toccava da scappà!

*tutti sappiamo quali;
**tutti sappiamo quale
***certi tagli alla politica servirebbero solo per gli… aperitivi (è stato detto)
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dedicata a Lisa

Tra l'umido odore del bosco
Tra l'umido odore del bosco
e i colori intessuti d'autunno
e il gorgogliare sommesso
d'un ruscello di pace
ho lasciato promesse
di felicità
cadute da sbuffi di nuvole paffute
gonfie di leggerezza.
Tu eri la pupa in bozzolo d'amore
lontano da ogni frastuono:
purezza del volo d'una farfalla.
Rimane il battito d'ali
nella carezza del vento.
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La pensione e il gioco delle "finestre"
che si spostano…Ma la pensioni non vengono toccate…eeehhh!!!


La penzione
e le "finestre"

Te slunghi er collo pe vedé ndo stanno…
Per acchiappall'ar volo co le mano,
pe pìalla mo, e no, chissà in quale anno,
che la potresti pure aspettà invano!

Te dicheno: "L'età rimane quella,
nisun ritòcco: abbasteno sessanta
pe le signore, ch'è n'età assai bbella.
Pe ll'ommini, artri cinque..e l'omo canta

felice, finarmente de sta fòra
dar faticà durato già na vita.
Ma sur più bbello fanno: "Sì, è ora,
però pe mo sortanto pe l'uscita

dar lavoro. Perché, come se sa
ce stanno le "finestre", e la domanna
pe la penzione ancora n se pò ffà…
ch'è la burograzzia che ce commanna.

Tocc'aspettà che viè er momento adatto…
Pò esse nfra sei mesi o anche un anno…
Ma pure più…dipennerà dar fatto
der risparambio che se va cercanno.

Ma noantri, qui, che semo tanto pochi
dar giorno stabbilito pìamo er grano…
Pe voantri…mbeh…è er mejo nfra li giochi
che famo nfra de noi, che man'a mano

spostamo le "finestre" proprio apposta
per abbassà un po'er còsto che ve còsta".

amore di cicale
L'estate breve delle cicale
Frinendo appassionate, le cicale,
intente a idolatrare il loro sole,
si vann'offrendo a lui in sacrificio
lasciandosi bruciare.
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al Camposanto
per consolar chi resta


Nel mondo della pace
Qui dentro trova pace sottoterra
chi per il male, chi per il dolore,
chi per la fame e chi per una guerra
dal mondo fugge per fuggir l'orrore.

La pace or li accomuna
che la malignità qui dentro tace
e neanche il sole e men che men la luna
lo desteranno più, chi, quivi, giace.

Le misure…de la vita
Gni cosa in de sto monno più misura
e più sei n mezzo dio, uno che vale
si sei te a aveccela, e è normale
che nfra regazzi fa più gran figura

chi er còso ce l'ha come na scurtura
cioè grosso e lungo…guasi colossale,
perchè er momento è quello sessuale
e nun avello a norma fa paura.

Crescenno, pòi, ce sò artr'esiggenze:
presempio er conto in banca, che più è grosso
e più ciavrai "amori" e riverenze.

Ar giorno d'oggi tutto viè basato
su quant'è lunga e grossa…è più colosso,
la machina, e 'r parcheggio ch'è occupato,

a la facciaccia d'ogni soprattassa*,
e ingombro de lo spazzio risicato,
che sempre più, deppiù stann'a ffà massa.

*che, chissà perché, non c'è. C'è stata per pochi giorni soltanto, perché poi, qualcuno
che - pure - avrebbe dovuto pagarla, potendolo fare, l'ha tolta…
("ad personam"…?)
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Il dolore
Marchia l'anima a fuoco.
Indelebile la mente tatua.
Lentamente il cuore
scioglie
in lacrime di sangue.
È l'ombra che trista ti segue -
a te incatenata - anche
quando il sole riposa -
e del pianto tuo, si sazia.
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Il cane pericoloso, è e resta un pericolo per tutti, anche per il proprio padrone - le cronache insegnano…ma a qualcuno, no! Ma per fortuna, la sottosegretaria Francesca Martini, a Uno Mattina del 13 Maggio 2010, ha annunciato la misura risolutiva: il Patentino!

Il patentino per cani
Nemmeno il tempo adatto a uno starnuto,
che quella brava sottosegretaria
boriosa - e tanto basta - mandò all'aria
la lista d'ogni cane più temuto,

che dopo centinaia di sbranati
qualcuno di buon senso, finalmente!
aveva fatto uscire - legalmente
approvata da tanti deputati -.

E adesso s'è inventata il "patentino",
che "dà la garanzia" che la ferocia
(che per istinto all'improvviso sfocia
da un cane che diventa un assassino)

sia pure essa stessa scancellata,
ché "infatti" il cane non ne ha mai la colpa…
La colpa è del padrone, se ti spolpa,
e raccontando quest'altra sua bravata

sorride…è assai felice…oh, ma quanto!
Ma quanta cretinaggine ci scappa
da un sol cervello! Almeno che una chiappa
le strappi via un morso insieme al vanto

di fare quel che fa…Ma riconosce:
"Il cane che non sia ben educato
può essere un pericolo, è assodato…".
Ma allora, capocciona, nelle cosce

ce l'hai il cervello? Se è pericoloso,
davvero basta dare il patentino,
ed un padrone non è più cretino,
e il cane tristo cambia in amoroso?

Ma allora diamo armi a tutti quanti,
però col…patentino, ben inteso!
Così, nessuno più verrà offeso,
e neanche spareranno i lestofanti…

Poi, quando il cane ancora sbranerà,
magari addirittura il suo padrone,
diremo: "Aveva tanta confusione…
la colpa è della nostra società…".

La mano longa de la tribbutaria
La mano longa de la tribbutaria
se va slonganno come llà in Eggitto
quell'ombra nera che da su pe ll'aria
farciava ogni fanello ner traggitto.

Nun cià pietà e nisuno pò scappaje
a quell'arpiona si te pìa de mira
e gira, gira in tonno, e daje e daje
acchiapp'a ttutti…quelli che je gira…!

Si ciai quarcosa in tasca, pure a quella
s'attacca e vò na parte e devi dalla…
E si trovasse…embeh, sarebbe bbella…
na cosa tenerella e calla, calla?!

Però ciaivoja a ddì: qua ognuno strigne
perché sempre deppiù s'allarga er giro
de chi ner piatto tuo ce deve intigne,
e sempre più vann'abbassann'er tiro.

Si poi verà…baffone,
je tasseranno pure er sonno ar ghiro,
e pure er letto a chiodi der fachiro,
ma sempre in nome dell'integrazzione
ch'è bell'a ddisse e fai un figurone
e ammascheri quer muso da vampiro:

"Che pure si n sei ricco sei più ricco
de ognuno meno ricco,
e in ogni piatto ricco…me ce ficco!
"
E quest'è 'r motto suo…che mica è micco…


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