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Signora Primavera
(a Lisa)
Sempre arrivi precisa, Primavera,
all'annuale nostro appuntamento,
così che al mondo dove il caos impera,
in te possiamo fare affidamento.
Tu porti sempre quel che ognuno spera:
vitalità, amore, cambiamento,
che escon dalla tua bomboniera
e non son quel che danno in parlamento.
Signora Primavera, il cor t'aggrada
perché la neve sciogli dentro e fuori -
dalla città a ogni piccola contrada -
e sfoggi il verde e un sole delicato
che illumina i suoi occhi e i bei colori
e a lei mi spingi ancor più innamorato.
Un fatto, una poesia.
La guerra in Libia. Corre a sparare la Francia, in testa…in difesa del popolo
libico, e per la sua libertà e democrazia…Tutto bene…Però…(20 Marzo 2011) .
Come i fuochi artificiali
(fino a quando?)
Come i fuochi artificiali della festa
da gustarsi dal balcone, o alla finestra
affacciati,
curiosi e impressionati
stiamo nel salotto accomodati
ad aspettare un dopo l'altro, il fumo,
e il fuoco,
e il botto…
Non è uno show, non son celebrazioni: è guerra!
Che fischia e tambureggia da oltre il mare,
da terra a noi vicina,
teatro con attori, e capocomici-stelle
che fanno come fan …le prime donne,
in cerca d'un sussulto
e della gloria.
Per allungare, primi, le lor mani
sul liquido, quel nero…appetitoso:
è questo quel che, almeno, si diceva
di altri palchi, e altre "prime donne"…
È questo quel che vien…basta pensare
a certi anfiteatri puzzolenti
di quasi genocidi,
che la democrazia non sta a guardare
perché non han nel mondo risonanza.
Per lor non c'è speranza,
non hanno, è evidenza,
il liquido…d'umana fratellanza.
Comodi, seguiamo dal salotto,
la scia di siluranti e dei siluri
che vengon giù sicuri e sibilanti,
a cui, però, un seguito pauroso
fan le promesse del raìs iroso.
E se guardiamo avanti:
comodi, in salotto…
…fino a quando? Del fare e del non fare
Del fare e del non fare è pieno il mondo.
Ma quando il fare è troppo e annulla il poco,
e il troppo è troppo, il troppo mette in gioco
il fare in quanto il troppo a tutto tondo
è esagerato, e l'esagerazione
nel fare troppo è controproducente.
E questo è vero in ogni situazione
sia per chi vince, sia per chi è perdente.
Il quale, ben si badi, perde in quanto
faceva poco, e poi, per rimediare,
s'è messo a fare troppo più di tanto,
e il tanto più di troppo non può andare,
che allora, e ancor si badi più che bene,
verrebbe il dubbio…E allor si abbraccerebbe
la tesi del non fare….ma…conviene?
Non fare, è nulla! e il nulla porterebbe
irrimediabilmente a fare troppo,
e dunque a esagerare, mentre il poco
sarebbe troppo poco, eh, sì, purtroppo!
e il troppo allor sarebbe troppo, e il gioco
non finirebbe più: sarebbe troppo!
Perciò finire, or che ancora è poco,
conviene, anche se accordo non c'è, e zoppo
riman l'arguto testo…o pressappoco. Un fatto, una poesia.
Dopo qualche decennio da Cernobyl, ecco di nuovo il pericolo nucleare per la
rottura di impianti in Giappone, a seguito di uno spaventoso terremoto in
simultanea con un ancor più spaventoso tsunami. Si rinnova e si rinforza la
disputa sull'andare avanti, o meno, con la ripresa del progetto nucleare in
Italia. (Marzo 2011).
La luce
Co la cannela in mano, e dopo tanto
co presa de corente e lampadina
la vita de campagna e cittadina
se mijorò pian, piano n se sa quanto.
De fà sempre più luce è stato er vanto,
dell'omo, assieme a quellì'idea fina
de fa na gigantesca centralina
co drento la maggìa, che ogni impianto
de frabbiche…de treni…navi….case
potesse fà girà, senza 'r petrojo,
che fin'a mmo pe tutto era la bbase.
E è stata fatta…Ma - ecco - se rivela
un cacchio de pericolo…un imbrojo…
e l'omo fa: "Tornamo a la cannela!" Tramonto
Quanno ch'er sole se ne st'appoggiato
llà sopra er filo llìggiù… in fonno…in fonno,
a schizzà l'urtimi raggi imbambolato,
prima d'addormisse e lassà er monno
ar buio, dopo avello illumminato
finché era tutto quanto callo e bionno
(che mo è tutto quanto un po' arossato),
me fa penzà a un omo moribbonno,
che stracco de un passato faticoso
fa pensieroso er conto de la vita
co quele poche forze, ed è pacioso
si er risurtato de l'operazzione
è bbòno, o sinnò, visto ch'è finita,
se sbatte e piagne pe ogni brutt'azzione. Morale tratta dalla storia, in generale, e più specificamente dall'attuale
politica italiana
(marzo 2011)
L'insuccesso dell'eccesso
L'insuccesso dell'eccesso
come un timbro è stato messo
nel gran libro della storia
dove disonore e gloria
stanno insieme come mai
stanno belle cose e guai
e racconta, nominando,
quando-dove.come-e-quando
di quel tizio e di quell'altro,
quello tonto e quello scaltro,
quello tanto equilibrato
e quell'altro ch'è esaltato,
quello onesto, anche nel dire,
l'altro che da sé fa uscire
solo falsità e le passa
come verità alla massa.
L'insuccesso dell'eccesso,
dunque, è quel che dico adesso:
l'insistenza a denigrare
l'avversario, anziché fare,
porta solo al fallimento,
perché crea il malcontento
in chi aspetta di vedere
la sua parte prevalere
per l'ingegno ed il talento
e non per…parole al vento!
E si vizia anche il successo
di chi troppo guarda al sesso
come sua ragion di vita.
Il successo, dunque, invita
ciascheduno a controllarsi
se non vuol… auto immolarsi. Un fatto, una poesia.
Apocalisse in Giappone: terremoto con tsunami, e rischio nucleare, 10 Marzo
2011.
I superstiti non gridano, non piangono…dignitosi.
L'onda maligna
Muti…tutti,
vecchi e bambini,
madri e padri, inermi,
come vergognosi d'una colpa,
come avesser loro originato
l'orrido disastro apocalittico
e malvagio.
Muti, perché - ancor vivi -
strappato ha loro l'anima, dispersa,
l'onda maligna,
che stordita sul disastro ora riposa,
e sulla morte che ha disseminato.
E anche inebetito è il cielo, e muto.
Attende il pulimento
di corpi e di rottami,
e che ritorni l'acqua sporca al mare,
il nuclear contagio,
per intervenire.
Precipitevolissimevolmente
(a volte può bastare così poco…)
Precipitevolissimevolmente
precipita ogni titolo di borsa:
per il profitto è fine della corsa
e chi sognava…è afflitto ed impotente.
Precipitevolissimevolmente
la sua così ardentissima amorosa
non vuol più diventare la sua sposa
perché ha trovato chi è… più conveniente.
Precipitevolissimevolmente
chi stava col governo lo ha tradito,
la brama ego centrista ha assai influito:
e ciao voto…democraticamente!
Precipitevolissimevolmente
spazzata fu la popolarità
d'ogn' aristocrazia e nobiltà
da un impeto d'orgoglio dirompente.
Precipitevolissimevolmente
giù son venuti aereo e passeggeri,
e dato ch'è successo solo ieri
volare oggi puoi serenamente.
Precipitevolissimevolmente
la situazione è…precipitata,
e la sua morte è stata già annunciata,
e ogni erede…sbava avidamente.
Precipitevolissimevolmente
il piede è fuoriuscito dalla presa
ed è volato giù per la discesa
e l'han tirato su quasi morente.
Precipitevolissimevolmente
cascato è addosso al traditore il mondo,
perché sua moglie ha visto quant'è immondo
e non ne vuol sapere mai più niente.
Precipitevolissimevolmente
si va su in cielo oppure giù all'inferno,
dipende da che dice il padreterno:
quando ha detto…non si può far più niente.
Precipitevolissimevormente
pòi 'nnà a finì su in celo, o giù all'inferno:
dipenne da che dic'er padreterno:
na vòrta detto…n ce pòi fà più gnente!
Un fatto, una poesia
Dopo altre agevolazioni…è stata approvata la mutua per i cani. Sssshhhh…pazienti
.cristiani bisognosi...abbiate pazienza! (Marzo 2011).
La mutua pe li cani!
Obbama ner paese "granne mela"
j'ha dato mo! la mutua a li cristiani
co addirittura tutta la cautela…
ch'è stato un po' 'n azzardo; e un domani
chissà che na notizzia n ce rivela
che l'hanno rilevata…che sò strani!
li governanti, co la crientela
che tòcca accontentà…e n ce sta er "many"!
Siccome, invece, qua noi semo ricchi,
pe aruffianasse l'elettore caro
mo che se sò inventati sti…sceicchi?
La mutua pe li cani! E er cristiano
se pò puro gnottì er boccone amaro
de stà senza le cure, e piagne invano!
Sta legge è "ad personam", vale a dì
che se la sò penzata e poi votata,
parlamentari che n vònno scucì
er grano pe la bestia tanto amata.
Pe un verso nun ciavrei da ridì
si penzo che a le vòrte n sai capì
si è mejo er cane loro, o quelli llì. Un fatto, una poesia
(il fatto è epocale!)
Una dopo l'altra le tirannie
di Egitto- Tunisia-Libia, per "spontanei" movimenti di resurrezione sono
finalmente crollate, per la gioia dei popoli oppressi e di tutto il mondo
libero. Ma…se poi il rinculo
elle cannonate butta giù i denti al vicino di casa…L'Italia assorbe…l'Europa se
ne frega.
(Febbraio-Marzo 2011). Beati quelli che da noi…esaltano l'invasione, quando
addirittura il
card.Bagnasco- finalmente - ha suggerito di "…vigilare perché non abbia un
impatto devastante sui
fragili equilibri interni…e l'Europa deve essere presente in modo adeguato,
tempestivo ed efficace" (28 febbraio 2011).
Il rinculo
Tal'è il rumore d'armi e di
piazzate
vicino ai nostri lidi esplosi in
forza
perché alfine sian liberate
da duratura ed opprimente morza
le genti litorali magrebine,
che l'eco ancor si spande e non
si smorza:
scavalca tempestoso ogni confine
di mare e terra e vola senza
posa,
e i nostri lidi scuote senza
fine.
La libertà col sangue ognor si
sposa
e ogn'animo che l'ami ne gioisce
ma poi da mantenersi è senza
posa.
L'effeto è tale che non lo
scalfisce
il sangue sparso, e pur la
risonanza
è, anche, tale, che il dolor
lenisce.
Eppur van vomitando, e ad
oltranza
lor popoli, le terre liberate,
e vogliono l'ital cittadinanza
e spopolano terre già abitate
e in sudditanza metton lo
stivale
ora - adesso - che son così
rinate.
Perché recalcitrare, allor, che
vale
cacciar tiranni e poi fuggir, se
stessi,
anziché stare, e aiuto
universale
chieder, se soli non la si puol
fare?
ma in casa propria a crescere le
messi
e non in faccia i colpi
rinculare
a chi ha per colpa "star presso
ex oppressi"! L'ideali…ammalati
("Er vero mèjo da fasse"
pe tutti quanti…nisuno escruso)
Quanno s'esàggera co l'ideali
quarsìa idea invece der bene
po'solamente portacce li mali,
perciò a le vòrte - de certo - conviene
abbassà er tòno e nun dì: "Sò fatali!
l'idee che ciavemo…" e sai quante scene
fòr der bònsenso, più che madornali
eviteressimo insieme a le pene
che pure ce sò, si troppo se 'nsiste
su quarche idea che rosica drento
e diferente, e anche mejo <nu'esiste!>
Basta a fermà un po'er ciarvello e guardasse
drento e attorno e aspettà ch'er talento
dica qual è er - vero mejo - da fasse. Come astro in ciel
(di cuore in cuore, Amor si spande)
Come astro in ciel, di luce propria brilla
chi in sé Amore accoglie, e lo riflette
nel cuor di ognuno; e ognuno poi rimette
a altrui lo stesso Amor che in sé scintilla.
E come ad una ad una sul nel cielo
s'accendono le stelle quando è sera,
Amore in ogni cuore di chi spera
s'accenderà pe' scioglierne ogni gelo.
E come fanno l'api con il fiore -
che vanno a impollinarli uno a uno -
per poi averne il miele biondo o bruno -
così raccoglierà, Amor, l'amore. Robbertina
Er sorcetto che dar bucetto in cucina
s'affaccia cor musetto baffuto e a pizzo,
e l'occhietti illumminati de furbizzia,
e côrènno port'appresso la codina,
è simpatico, sì, o no!?
E è mejo, pensi, più de Robbertina,
ch'è sì, com'er sorcetto tutto no sprizzo
de gioia de vive, è na frutta primizzia…
ma in più è na pupa, e in più è…na mi' nipotina?
Sarà più mejo lei, aoh*!
*aoh! enfatizzazione tipica romana
Un fatto, una poesia.
(tanti…troppi! fatti, veramente)
Amori moderni:
Pare una mania. Se non sono sposati….non ne vale la pena.
E tutti gli …amori, finiscono in tribunale.
Ma, porèlla…!
L'avete 'ntesa? C'è sta Pimpinella
che vò er risarcimento da quer tizzio
perché l'ha corteggiata, e lei, porèlla,
cià visto un tanto granne benefizzio
annannoce a st'assieme, ch'ha ammollato
er su' compagno e poi tutta sicura
ar nòvo conosciuto - già sposato:
"Mo fa' l'istesso co tu' moje, giura!",
j'ha detto. E quelo: "Certo…te lo ggiuro…"
(sapenno che nu stava a dije 'r vero).
Aspetta…aspetta…Arfine, a muso duro,
decide d'annà llei - come n gueriero
che va a scornasse pe la gran finale -
da su' moje pe spifferà gni cosa.
Er matrimogno zompa - era fatale.
E quella llì - pe gnente vergognosa -
stracìna l'omo suo in tribbunale,
che vò pagat'er danno e l'imbarazzo -
a la facciaccia de quarsia morale -
pe aveje fatto perde 'i sòrdi e 'r cazzo.
Yara
farfalla dalle ali incontaminate
Bussa, bussa,
il vento vuole entrare,
sfaldare le difese in costruzione e infiltrarsi
per soffiare via
l'anima cucita sul telaio
di ossa tenere
e strapparla
come bandiera in mezzo alla battaglia.
Cerca rifugio
dall'insulso abbraccio
e fugge, il fiore, disperato
e gli angeli impotenti, restan su
ad aspettarla.
Ecco, ora fugge, libera, col corpicino steso
sull'erba, tra gli sterpi,
l'anima pura, che il vento scellerato
ha alfine divelta,
staccata dalle tenere ossa,
e dalla terra, ultima culla.
Un suono di voci, tra il turbinare del vento
si odono dire: "Benvenuta tra gli angeli, Yara,
farfalla dalle ali incontaminate". Dequa li bbòni e llà queli cattivi
Che traffico, regà, su sto binario!
Dequa li bbòni, e llà queli cattivi.
Ce sta chi co un giudizzio otoritario -
sur tipo "untore" - marchia l'infettivi
e addosso je ciappiccica un frasario
co nomi, co parole e co aggettivi,
pe affumicalli, e ffà er confusionario
e spriggionà li fumi corosivi
per annisconne tante verità,
e ddì che si nun pensi come lloro
è che d'Auschwitz te stai proprio a scordà -
(tanto pe un esempio - assai sfruttato -) -
er che pe lloro è 'r mejo ghirigoro
pe censurà chi nu je sta accodato.
E poi ce sta chi co quer bunga-bunga
la sta facenno proprio… lunga-lunga!
Ma in de sto monno n ce sta proprio gnente
de mejo, che stasse a fissà tarmente? Bionda
Bionda,
che cavalchi l'onda
dei sentimenti miei
che non conviene più che io nasconda,
tra le tue linee tonde
m'attiri e mi confondi
e nel profumo galeotto che diffondi
affondo
insieme a questo amore mio profondo
per te che me lo infondi
con tutte le lusinghe e le promesse
di far di me l'uomo più giocondo
sull'altrimenti triste e disadorno mondo,
ti chiamo e non rispondi.
Perché, m'illudi, dunque
e poi non corrispondi
ma assecondi
questi miei sogni audaci e vagabondi
e divampare fai nel cuore mio la baraonda? Scenne la sera
(der 23 febbraro 2011)
Scenne la sera. Vengheno le stelle.
Co quela canna lunga e un cappuccetto
'nfirzato in cima, ecco, viè l'addetto
a spegne le cannele.
Sparse qua e llà, artre fiammelle
le spegneno schizzannoce su er fiele.
Sarebbe invece tanto mejo er miele:
sortanto no spruzzetto.
Scenne la sera, e senti su la pelle
come a spennellàccese un verdetto
co assai sapienza e poc'assai rispetto.
Ma è ora d'ann'a lletto.
Bònanotte perciò a chi te vò bbene,
e bònanotte a chi te vòle male,
la notte carmerà tutte le pene,
domani sarà un giorno più cordiale.
Quarcuno va dicènno der goccetto:
ch'è pe davero na gran bell'idea
così che lo sparlà te viè più accètto,
e in quarsia donna ce vedrai na dea!
Ancora bònanotte e bòn riposo:
lo so che nun sei n tipo litigioso.
Tu scrivi in generale e nu je sòna:
ma c'è chi te vò offenne a tte perzona.
Bònanotte perciò a chi te vò bbene,
e bònanotte a chi te vòle male,
la notte carmerà tutte le pene,
domani sarà un giorno più cordiale. Un fatto, una poesia.
Egitto…Tunisia….Libia…Rivolta al… pane che ci sta.
(Febbraio 2011)
Pane …integrale
Ma quanti belli pani che ce stanno!
E tutti quanti còtti drent'a n forno
coll'acqua, la farina, er sale… e dànno
er "pane quotidiano" de gni giorno
a tutti quanti quant'è lungo l'anno,
e uno abbasta che se guard'attorno
pe sceje er mejo pane che ce fanno
in quer mercato…Ma - toccam' er corno -
potrebbero anche fàccene assai poco…
E allora nun sarebbe l'ideale…
E dunque uno se'ncazza…pìa e dà fòco…
Però c'è er rischio che un fornaro viene
e a forza te vò ddà quell'…integrale…
sippure che n te fà pe gnente bbene!
E allora pensi: "Si m'accontentavo
der pane che ce stava…e che magnavo!
Questo, 'nvece, st'a ffamme proprio male..."
Er pèggio è che potrebb'ann'a finì
in bocca puro a chi nun vive llì! Sempre più…sempre troppo, cani al posto di bambini…e quando ci sono, sono
soli, o comunque, insieme soltanto a metà. Altro che felici nella…famiglia
allargata…!
L'erba del prato
Rinasce,
il prato, e si veste di petali chiari;
rumoreggiano lievi nel verde,
le margherite.
Una mimosa rigonfia
scintilla di sole, e procace
s'offre agli amori già collaudati
e a quelli nascenti,
rassicurante.
C'è tutto e c'è nulla per fare felice
il prato che aspetta vocine gioiose.
Ma ecco, si ferma un motore,
ed un altro…
Portiere si aprono: eccoli pronti,
s'eccita l'erba del prato, che aspetta.
Stanno per scendere a sgambettare
bimbi felici con mamme e papà.
Ma sono assenti, i bimbi felici,
e assenti sono i lui, o le lei.
A quattro a quattro vanno saltando
zampe veloci in libertà:
niente vocine…solo bau, bau, e male ci resta
l'erba del prato:
quel surrogato non basta a cantare, e ancora una volta
rimanda la festa. Un fatto, una poesia
Donne in piazza per… la dignità. Bella cosa, ma meno bella se si fa caso al
fatto che succede soltanto e proprio adesso: il dubbio è legittimo, specie se si
considera che per tanti e tanti anni andava bene così. Certo, c'erano anche
quelle convinte e senza secondi fini
Ma c'erano le voci e le scritte: chiare, chiare…E poi c'è l'assalto a Arcore di
alcuni giorni fa… (13 febbraio 2011).
Avanti donne, a la riscòssa!
Avanti, donne, a la riscòssa…!
A quer maiale rompemoje l'ossa…
Semo aretrate a tant'anni addietro
quanno tornaveno ar monno "le streghe"*,
quanno ch'er còrpo era mio**…e guai
a chi cercava de méttec'er becco…!
Però a la faccia de quele piazzate
pe nun fà esse più "oggetto" la donna
se semo date da fà côr mostrà
le parti bbelle su schermi e giornali***
pe fàlli gòde a quei granni maiali…
ma soprattutto…p'er grano in saccoccia,
e pe la fama sippure de un'ora!
Perché se badi, nisuno ce mena,
e si nu lo famo verà quarcun'antra
e un'antra e un'antra…perch' er puttanismo
nu l'ha 'nventato quer certo marpione:
prima, daggià, c'era in televisione.
E er femminismo va bbene, però
er grano è 'r grano e diteme 'n po'
chi ciarinuncia - si cià l'occasione -
in sintonìa co quer gran gridà:
"er còrpo è mio…" E ciaivoja a parlà!
Sempre sur filo de quer bèr concetto,
a tredici annni imbucamo ner letto
de chi ce stà…età o nun età…
sia quela nostra, che de la metà…
E nun è adesso che famo così:
quello, o nun quello…Ma che stam'a ddì!
Ner puttanismo daggià se sguazzava
prima de prima che quello arivasse.
Mo ciann'aggiunto anch'er travestitismo,
che se pò ffà…pe certi se pò …!
Sta libbertà - che prima nun c'era -
e è stata voluta - chi l'ha cercata,
mo ce st'a piagne? Che ffà: s'è pentito?
Insomma, dico, ce sta o nun ce sta?
E chi è, 'r professore de…moralità?
Tutta sta storia nun è che sia chiara;
de chiaro c'è che c'è un capro espiatorio
che pe gni male la deve pagà,
e puro prima d'annà in tribbunale -
come che useno a ffà côr maiale,
che drent'ar forno diventa porchetta -
co la forchetta lo stann'a 'nforcà…
Pòi si a la fine - pe una freschetta -
casca un governo…che male ce sta?
Che… chi lo sa si nn'è proprio pe questo
che tutte in piazza mo stam'a girà,
puro si giù all'orizzonte nun c'è
chi sia capace de fà e de durà?!
*"sono tornate le streghe"
** "il corpo è mio e lo gestisco io"
***su uno stesso giornale (Repubblica) si condanna fermamente lo
sfruttamento-avvilimento della donna oggetto, mentre a tutta pagina - nella
pagina accanto - c'è la donna…in mostra…Mah! partendo da una costatazione: chi è di una parte può…mangiare…e chi è di
parte altra non dovrebbe… eeeehhhh!!!!
Libbertà de magnà quer che te pare
(13 febbraio 2011)
"L'hai vista, a Re', qual'era la quistione?
Che te dicevo, io? S'era capito!
Ma a tàvola c'è na benedizzione
che - è certo! - che te sveja l'appetito!
Er fatto è che c'è chi - nfra l'invitati -
cià certi piatti che gne se confanno,
e vònno che anche l'artri attavolati
nun deveno magnalli - d'arimanno -
e si pe caso invece te ce ingozzi
te strilleno, hai da véeede…! Però quelli,
ner mentre stann'a ffà li predicozzi
s'abbuffeno d'abbacchi e de vitelli
che te n te magneressi mo né mai.
Ma no pe questo te verebbe in mente
de staje a ddì: "Aoh…embeh…che fai?!
Lo sai che n pòi magnà libberamente?"
Nun è p'er fatto in sé che uno magna:
ma è quer che magni…che nu je sfaciòla!
Ma co che vòle lui - mentre se lagna -
ce se stra-abbuffa! …E nun ciò più parola". La ròta
La ròta: che grannissima invenzione!
Te pòrt'a spasso appena sòrti fòra
e mentre vai, daggià nun vedi l'ora
d'avé quela grannissima emozzione
de sta su quattro ròte cor motore
che romba pe le strade de gni sòrta.
E infatti appena pòi, a brija sciòrta,
ce monti sopra e te ce metti a côre.
E poi, cor cresce, cor passà dell'anni,
te cresce insieme puro l'esiggenza...
e de le ròte nunne pòi fà senza,
che solo a quer pensiero te ciaddanni...
T'ariva a ffà così tarmente gola
che sei davero na perzona schiava,
e puro quanno in bocca fai la bbava
ce vòi annà pe ffà " 'r nonno 'n cariola".
E ognuno lasserebbe a piedi pari
sto monno co un bellissimo soriso
si se potesse annà su in paradiso
cor culo sur sedile de un ferari. Volando senza ali
(a Lisa)
Le note si libravano nell'aria
melodiose,
mentre ti stringevo a me.
E tutto intorno a noi era vuoto profondo,
e andavamo con la musica,
trasportati, quasi volando,
in essa avvolti come in doppio bozzolo di bachi.
Così attaccati, come calamiti,
cercavamo
di diventar di due, uno soltanto:
un unico respiro dal sapore di bacio.
Quando siamo tornati,
senza le ali,
abbiamo pensato che fosse stato un sogno. Un fatto, una poesia.
Roma sparita…Continua a spari'
A seguito del seminario sulla storia del Foro Italico, dalla sua gestazione alla
sua fine, condotto dai dirigenti di Voce Romana e Roma Tiberina - Sandro Bari e
Francesca Di Castro - presso la Biblioteca Vallicelliana (Chiesa Nuova), Roma, 1
Febbraio 2011.
Addio Bar del Tennis, Palazzo della Scherma dell'Arch. Moretti, Stadio dei
Marmi, e tutto il resto, fino all'unico Ostello della Gioventù presente a Roma,
prima del furto e dello scempio…
Ce stava er Foro Italico
Hai visto si che razza de marpioni?!
Più peggio de corvacci assatanati
sò stati li furbacci llì der Coni
ch'er Foro intero - aoh! - se sò fregati
così, a la chetichella, anch'invojati
da corpe de quell'amministrazzioni
che - pe quanto se pò esse atrofizzati -
nun pònno st'appoggià ste malazzioni!
Ce stava er Foro Italico, e n c'è più.
Quell'opera de granne architettura
ch'er monn'intero ce veniva ggiù
pe stassela a studià e pe ricopialla,
te l'hanno imbastardita da paura,
pe guadambiacce sopra e pe levalla -
a tutto - se po' ddì - 'r genere umano,
e senza vergognasse riservalla
a soci e leccaculi…Arzo le mano!... …ma non sarebbe meglio togliercela di torno?
All'anima de la privacy!
(febbraro 2011…e dintorni…)
Pe le Poste, le banche e artri siti
ce sò le righe belle disegnate
pe dì: nu le passà che sò private
le chiacchiere e gni còsa…E garantiti
sò puro li segreti de na ditta
che te st'a venne casa, e si fallisce
t'attacchi perché è llì che te finisce
er sogno bbello, anche si l'hai scritta
la trattativa e già hai pagat'er conto.
Nun pòi nemmanco véde che riceve
tu moje dar postino, e nun se deve
nemmanco st'a sentì a chi fa: "Pronto?..."
che pòi annà a finicce in tribbunale.
E si pe controllalla vai appresso
a na tu' fìa che n sai che ffà…è l'istesso.
Insomma, a controllà qui è illegale:
la "privacy" lo dice e ne ce sò santi!
Però, pe strada, o drent'ad un mercato
io ce lo sò de esse viggilato
pe tutt'er santo ggiorno, e annann'avanti,
sarà sempre deppiù…Puro dar celo!
ndo c'è quer marchingegno diavolesco
che véde ndove passo..o entro…o esco
e ad impedillo n c'è nemmanco un velo.
Ce sta puro la "rete", sarvognuno!
che tutt'er monno sa chi sei…che ffai…
in nome de la "privacy", che ormai
riguarda a tutti quanti… e a nisuno.
Ma la più peggio "privacy", davero,
è quanno che coll'intercettazzione
na "tòga" che je piace a ffà er puzzone
si puro sei 'nnocente te fa nero!
Che intanto lo po' ffà, ch'è otorizzata,
e si je stai sur cacchio, sta' tranquillo
che riesce a pizzicatte co na "squillo"…
ch'è na zecca, che te st'appiccicata! Dar bucio de la chiave
Dar bucio de la chiave, zitto, zitto,
ho visto a scappà via tanti mìardi
e poi cascà in un modo fitto, fitto
in dieci e dieci campi…E un po' più tardi
n'ho visti artri - pòri sòrdi nostri -
scappà e infilasse drent'a n ospedale
ndo tajeno l'aggeggio a certi …mostri
pe lassà er bucio…Ma da chi sta male -
ma male assai de brutto - n ce sò iti!
L'ho visti puro annasse ad infilà
drent'a li centri de li parassiti
che aspetteno er momento de…menà…
E sò cascati puro ndo se ggira
pe ffà giocà a quarcuno a ffà er reggista.
E poi, si 'r firm fa schifo e se ritira
e nun va in sala…è sempre …na conquista!
L'ho visti annà a finì ne le saccocce
de storpi e cèchi fàrsi, barattati
pe voti spòrchi, e poi, côr contagocce
finì su poveracci disgrazziati…
E poi ne sò cascati na montagna
su mille costruzzioni abbandonate
de cui però nisuno se ne lagna
si n fusse "Striscia" a dà…le coordinate.
L'ho visti puro ne li scantinati
de scòle, de ospedali e ministeri
ndò tante còse che se sò comprati
le tengono a 'mmuffisse: masnadieri!
N'ho visti puro tanti ad infilasse
nell'auto blu de sti filibbustieri
poracci sòrdi nostri de le tasse!
Aveveno detto:"Abbasta!", seri, seri…
Pe l'intercettazzioni…mamma mia!
Che pioggia de mìardi puro llì!
Ma dopo un po' ho dovuto d'annà via
pe n famme intercettà…m'hai da capì!
E mezz'Italia ha visto solamente
sta Ruby, la zozzetta più famosa,
e chiude l'occhi come fusse gnente
su chi arubba e sciupa: la pèggio cosa.
Un fatto, una poesia
Ultimo atto (in ordine di tempo): assalto a Arcore. Con buona pace di chi lo
accusa di spaccamenti del paese, e di fagocitare la violenza. Alleluia!(7
Febbraio 2011)
Er chiodo fisso
Er chiodo fisso è na gran brutta cosa:
ròsica er cranio e nun fà stà sereni,
è peggio de na malatia tignosa
che te pòrta a la tomba senza freni.
È na cosa ch'è assai pericolosa,
te lèva l'alegria, te ciavveleni
na vòrta ch'è fissato, e è tanto odiosa
che arivi anche a sbavà a bocconi pieni.
Inzomma, veramente vòi rischià
che Sirvio t'aruvini l'esistenza
che già nun è che è 'r mejo che ce sta?
Tòcca reaggì…ché Ruby…è troppo casta,
tòcca smiccià deppiu, co più insistenza,
e sfonnà Àrcore… si nun abbasta.
Un fatto, una poesia
Ancora sul luttuoso fatto che ha portato via quattro angioletti zingarelli:
Roma, Campo Nomadi Abusivo,
6 Febbraio 2011. Abusivo, su abusivo, su abusivo, su abusivo…Senza fine: mai?!
Quanto è il costo, a parte ogni bell'ideale? Demagogia, sempre, e ovunque…Ma
questa demagogia ha un grosso costo …pragmatico…e dunque…?
Ma de chi è sta côrpa?
"A Re', a mme me dispiace - te lo ggiuro -
pe queli zingarelli, poveracci!
Bruciati…mamma mia! È proprio duro
a vive e a morì 'mmezz'a li stracci…".
"A Ro', io sbatterebbe addoss'ar muro
a chiunque je vò mmale a sti poracci.
Ma quanto vorei puro, t'assicuro,
fallo anche a chi st'a predicà l'abbracci,
li baci e le carezze…co sta ggente
che, dicheno, ce porta la curtura…
Già…de li stracci, e der campà pezzente!
La côrpa se la pìasse chi li vòle
pe forza tutti qua…senza misura:
se gonfia de bellissime parole,
ma strilla si poi vede che la torta
che è quella e no deppiù, nu j'assicura
er pieno de la panza e…s'arivòrta!" San Valentino e… un fiore
(a Lisa)
Arrivano, gli amori, e se ne vanno…
Dei fuochi artificiali poi rimane
cenere fredda e carta bruciacchiata.
Dietro il sole del giorno ormai passato
s'accende silenzioso e tanto triste
il buio della notte.
Inutilmente festosi cantano
i passeri volando in allegria,
che tu non ne rimani contagiato;
ti guardano e se ne vanno via
lasciandoti cupo e ammutolito.
L'amore quando è amore e non c'è più
è come se tagliassi accanto al cuore
cipolle che fan piangere a dirotto:
ed è peggio di quel che fanno agli occhi
che colan giù lacrime senz'anima,
ché non puoi stropicciarlo.
San Valentino, tienimi lontano
le cipolle, col loro umore acre,
e un fiore profumato nel suo cuore
e nel mio pianta e annaffialo con cura,
così che cresca, e non si secchi mai. Un fatto, una poesia
Quattro zingarelli arsi vivi nella loro baracca, a Roma (6 Febbraio 2011)
Di dolore e di rabbia
Piango
zingarelli come torce accesi
arsi di niente.
Niente mezzi
Niente cultura,
solo inadatta.
Piango
colpevole apertura,
d'idea,
più che di sana umanità.
Colpevole io? Perché?
Colpevole… chi? La Giustizzia vòle…Giustizzia!
(lo sfogo de la Legge)
"Me stò a sentì da fogna…n pòi capì…
Me stann'a trattà peggio de no straccio
a mme che m'affatico e che me sbraccio
pe daje a ognuno er giusto…Hai da sentì:
"La Legge è Legge ed è pe tutti uguale!",
ognuno va gridanno a 'i quattro vènti…
E nvece qua st'a diventà normale
- pe certe tòghe o…"strane", o incompetenti -
stranimme…famme fà quer che nn'è giusto…
E poi è ora che…me "strigno" un po':
che n pònno usamme più seconn'er gusto
de un giudice…de n'antro…ma io chi ssò!
N sò mica la zimbella…! O è proprio questo
che sò pe certa ggente? Ho da cammià!
ché chi numm' ama n po' più avé er pretesto
de usamme a cazzo coll'interpretà…
Capisci? "Leg-ge"! Che vòr dì: "giustiz-zia"!
E abbasta un timbro…er …"sonno" de quarcuno
pe ffà diventà a mme quell'iniquizzia
che nvece ho da combatte, sarvognuno!
E pe finì, siccome sò la Legge,
ce devo avé la possibbilità
- si un giudice me usa che n s'aregge -
de condannallo! si nu mme sa usà"
L'opposizione: come si lascia apparire…Condizionata dal nome? (2010-2011)
Opposizione!
Questo, NO…l'altro, NO…nemmeno quello!
M'oppongo sia ch'è brutto, sia ch'è bello.
M'oppongo a tutto ciò che state a dire
e a quello che al momento è da …venire.
M'oppongo senza indugio a ogn'apparenza:
di quel che pensa l'altro ne fò senza.
M'oppongo…perché è facile da dire
così non penso…ché potrei stranire!
M'oppongo perché solamente questo
sò fare…anzi! So dire anche: "protesto!"
Protesto se qualcuno mi si oppone,
ché è solamente schiavo del padrone.
Non voglio dire Sì…non sono avvezzo;
io dico sempre No! ormai da un pezzo.
Opposizione! Grido in Parlamento
Non dico Si nemmeno a un giovamento.
I Si e i NO son mie alternative,
ch'è un "must" che sian sempre negative!
I Si, possiamo dirli - questo è vero -
ma solo per dire "entra" allo straniero.
Opposizione: ferma, dura e coesa!
che è l'unico collante, e è bene spesa.
No-No! No-No! No-No! Da noi così-è:
ma non sappiamo mica dir perché!
Abbiamo forse letto troppe cose,
e questo è il risultato da…over-dose. Un fatto, una poesia.
Le cronache sanno bene il perché di questa poesia. In particolare, a parte
tutti gli assassini (così riconosciuti) a piede libero…mi viene in mente il
mistero del Capo della famigerata e sanguinosissima Banda della Magliana, Enrico
De Pedis - detto Renatino - che dal 24 Aprile del 1990 è sepolto nella Chiesa
romana di Sant' Apollinaire, tra papi e vescovi. E erano cento anni che nessuno
più era stato sepolto in quel luogo sacro. Cosa di più…?!
( Michele Placido ha perfino dedicato un film a quella banda, col rischio di far
parteggiare il pubblico, specie giovanile, per quei maiali…Ma un film su qualche
bell'esempio di vita?..Dice: la "realtà"…Sì! Ma la realtà reale parla anche e
molto di più di persone per bene e di bene in giro per il mondo…e allora? Solite
demagogie della cultura…falsa?)
Che dio glielo renda
A chi fa il male…che dio glielo renda
d'ugual fattezza, d'uguale misura
d'uguali intense lacrime, che intenda! -
chi vuole far del male - la paura
qui, oggi, sulla terra, e non attenda
il dopo, per dannar l'anima impura,
che può ottener perfino la prebenda...
e intanto l'aldilà non lo censura.
Che mandi il suo Gabriele a far giustizia,
una giustizia sana e non malata
com'è quella che l'uomo s'è inventata,
che al martire domanda se perdona;
e premia il boia, e il martire abbandona.
Renda, dio, pace a chi piange iniquizia!
Un fatto, una poesia.
L'intervista ha mostrato le mignottelle straniere del momento (Ruby &Co.),
chiamare col…filo diretto il Cavaliere, e ciuciuciare con lui come con un
qualsiasi amico di famiglia…(?!!?) (TV, 3 febbraio 2011).
Filo diretto
È vero o nun è vero…sii sincero,
che tte, si casch'immezz'a quarche impiccio
nun sai ndov'ann'a sbatte, pe davero
pe quarche urgenza…e nò pe 'no scapriccio?
E n te verebbe manco quer penziero
d'ann'a bbussà, co addosso un raccapriccio,
a quarch'otorità…tu, un pòro zèro,
e spece si 'nguajato e malaticcio!
E 'nvece, hai visto…? Nun se pò sapé!
Nun se sa mai: er caso…la fortuna…
Potrebbe capitatte puro a tte
d'avecce pure te 'r filo diretto
pe chiamà a Sirvio, come quela bruna,
e l'artra, bionna... Eh! Lui l'ha sempre detto:
"Demograzzia…!"….- Co chi se port'a lletto -…
Ma nno, vedrai, che llui è tutto còre:
chiedi e… n te farà manco stà a discôre… Salvezza
È come quando si sale sul monte
questo vagare ch'è tutto in salita
dove io lascio il sudore e le impronte
dove la forra minaccia la vita,
dove la pietra più non mi sostiene:
sfalda, e giù ruzzola, e sempre più ardita
si fa la scalata in cerca d'un bene
che ognora mi sfugge, ognor si nasconde
e lo sconforto, a volte, ne ottiene.
Se ascoltassi chi il cuor mi confonde
li volgerei tutt' indietro i miei passi
fino alla piana del mare e dell'onde
dove la sabbia è al posto dei sassi,
là dove il mondo si mostra appiattito
com'era l'anima prima che andassi;
prima di muovermi in cerca del sito
dove è la luce che lascia storditi,
ché entra nell'animo ch'era assopito
e come orchestra dai suoni assortiti
col timpano forte rinvigorisce,
e apre la via a gaudi infiniti,
e piano e monte di fiori fiorisce. Un fatto, una poesia.
Ma questa Legge, davvero, è credibile…? E i magistrati, davvero, sono
credibili…?
Alla mamma Franzoni, assassina del piccolo Samuele, hanno dato 18 anni, che sta
scon-tan-do. Altri famigerati assassini sono a spasso dopo un po'di galera,
perché…pentiti, quando non è per il colpevole (ci prendono in giro) scadenza dei
termini, come è stato per decine e decine di assassinii mafiosi. Ma la Franzoni
non si può nemmeno pentire, e non può confessare, che a detta di esperti (se) ha
ucciso non è in grado di ricordare assolutamente nulla, ché il suo cervello ha
cancellato tutto (seppure questo tutto c'era…). Agli assassini della strada -
che pure ammazzano le vite delle persone né più, né meno di come avrebbe fatto
la Franzoni, e come succede a migliaia di altri - gli si trovano sempre mille
ma, e mille se, pur di non farglieli pagare, quegli ammazzamenti. Gli danno gli
arresti domiciliari… l'unica peso: passare a firmare la sera, rincasando.
Sì…adesso c'è stato il riconoscimento dell "omicidio volontario"…per un caso. E
gli altri mille, e mille, e mille casi…, anche negli stessi giorni in cui usciva
questa giusta condanna??!!! (febbraio 2011).
Giustizia…razzista
La vita d'ogni uomo è l'epicentro
dell'universo e della stessa vita,
e chi la toglie può finire dentro
oppure…gioire in libera uscita.
Ma - a chi - l'una, e - a chi - l'altra condanna?
Ebbene, lor signori capiranno
che a ogni giudice l'occhio gli si appanna
per la clemenza, se chi ha fatto il danno
è un essere che…merita buonismo,
ma emette con durezza il suo verdetto
usando, se del caso, anche il cinismo
per bilanciar la "grazia" con l' "effetto".
Franzoni - per esempio - questa Legge
che, è risaputo: "è per tutti uguale"
l'ha messa dentro e più non si corregge,
che all'assassina mamma, il tribunale,
di sconti non ne fa, ché non confessa
il truce infanticidio, e però accetta
(sempre il tribunale) che la stessa
ha ucciso il pupo mentre… era interdetta,
cioè aveva in testa il buio tetro,
e un salvagente, dentro le è scattato,
che le impedisce di tornare indietro
al brutto fatto suo…se mai c'è stato.
E dunque, allora quale confessione
e quale pentimento van cercando,
la Legge e il suo tutore…Confusione!
Il caos è tutto quel che van creando.
Di fatto sta che se qualcuno ammazza
correndo per la strada tutto "fatto"
di alcole e di droga, e l'auto impazza…
il guidatore non ha colpa affatto,
e al massimo - con grande titubanza -
gli danno il "domicilio" per un po'…
e mentre entra e esce dalla stanza,
il morto…è morto e più di ciò non può.
Forse, i parenti potrebbero, chissà…
se la Legge quel che ha da far non fa.
Un fatto, una poesia.
se si applicassero anche in questo campo "le pari opportunità"…
altro che restar basiti - come si vuol che avvenga - per solo quel tizio che si
sa…!
(2010-2011)
Guardoni!
Pur'io, come già stann'a ffà in tanti,
me sò messo de punta a ffà er guardone
pe véde dar bucetto der portone
si drento ce so 'i diavoli o li santi.
Vedessi…spece nfra 'i politicanti…
N se sa chi nfra de loro è 'r più zozzone:
e chi più incorna senza religgione,
a due a due, o a mmucchi, dietro e avanti…
Ce sta de tutto: droga, regazzette -
minori, ma però professioniste -
cor campionario pieno de marchette,
finocchi e travestiti e masochisti,
e lesbiche, e le peggio: l'ariviste
'ngrifate de successo...Io l'ho visti!
Ma nno! Ma che uno solo….nun esiste!
Annàtece a smiccià…Ve schiferete
pe ggente e maialate che vedrete.
Il soldo non dà felicità
La salute ci vuol prima di tutto,
ché è bene risaputo quanto è brutto
quando in una casa ci sta un lutto.
Non è priorità, dunque, il denaro,
ché altro, a ognun, dev'essere più caro!
Ma il male senza il soldo, quanto è amaro!
È brutto più di quanto già non sia
il male di per sé, che non va via
senza i soldi per cure e chirurgia,
che posson risparmiarci l'agonia.
E dunque questa qui è la soluzione:
per la salute fare prevenzione,
e i soldi risparmiarli, in previsione…
Se il soldo, poi, non dà felicità,
è certo che ha una sua utilità.
E chi non ha le possibilità?
Pregare…e forse il ciel l'aiuterà.
Un fatto, una poesia.
Il fatto è un fatto generale…L'impressione che sta dando il caos
nell'opposizione.
(2010-2011)
Oggetti smarriti
Passànno ho visto un mucchietto de ggente
tutta llì fòri a l'"oggetti smarriti"
così che, tutto bbello indifferente,
io me ce sò accostato e l'ho sentiti…
Sentissi! Tutti quanti a lamentasse
per avé perzo er filo der discorzo
a forza de stà sempre llì a 'mpicciasse
de puttanismo…e mo cianno er rimorzo…
"Nun semo bbòni più manco a trovacce
un capo…un leader co li controfiocchi
capace inzomma de rappresentacce,
e aritrovacce pure queli sbocchi
che pure avemo perzo…ma 'ndo stanno?"
diceva uno, e un'antro - co le arie -
faceva: "Io gni vòrta me ciaffanno
a organizzà li voti a le "primarie",
scejete, dite er capo èccolo qua…
e a punto-e-a-capo state dopo un pò
perché ve lo perdete…N se po' ffà!"
"Io, poi - fa un antro - nun so più chi sò…
che me sò perzo pure er connotato:
fede, colore…e ogn'artro distintivo.
Me sto sentenno tutto ammescolato
co quello…co quell'antro…Un redivivo
der caos indove che semo finiti,
che si n ce la faremo a ristradacce,
un ber giorno, qui a l'"oggetti smarriti" !
dovremo da venì…pe aritrovacce".
Un fatto, una poesia
ispirata dallo scombussolamento moral-politico di questi giorni, provocato(e
ingigantito dai media) da minorenni procaci e sfrontate pronte a "darsi"-
presuntivamente - anche ad anzianotti che contano, pur di soddisfare la forte
smania di visibilità, e per riempirsi le tasche (gennaio 2011).
Le minorenni de oggiggiorno
"Sò minorenni…!", stanno predicanno
dar purpito l'addetti a la morale,
che ancora veramente n se sa quale
dev'esse, visto che ancora n cianno
ben chiaro che vòr dì èsse minorenne.
E infatti stann'a ddì ch'er genitore
ai fiji deve faje fà ogni erore,
e si s'oppone, eccolo a difenne -
li pòri "oppressi" - er giudice ispirato:
"La mamma cor papà ha da aggevolà
la "natural tendenza" che uno cià,
sippure…tende…a un modo ch'è sbajato".
Ma si la "natural tendenza" è…dàlla,
aprete celo! Che si j'amanca un giorno
e te la dà e la prenni…sei un "pòrno"
che abbusa…un zozzo…uno che sballa…
Ma ar giorno d'oggi, visto che l'annazzo
"der fà come ce pare" cià portato
che a tredici anni una ha già…cosato,
e cià trovato er mejo der sollazzo,
che vale più annisconnese com'era
e com'è ancora, dietr'ar calennario?
Ce stann' ammodernacce lo scenario
de quarsia cosa, oggi, su sta tèra:
cammiassero la data adatta a prenne…!
Sinnò co ste zozzette maggiorate
che da ventenni e ortre sò truccate,
c'è sempre er rischio de la minorenne
che se fa ffà… e pòi va a denunciatte
perché cià diciott'anni meno un giorno,
sippure è proprio lei che te la sbatte…
Ma che minori…! Che minori un corno!
D'artronne, si la vita s'è allungata
s'allunga anche la vòja ar settantenne
che vòle annà co quarche "minorenne"
…co la maggiore età…n po' riaccorciata.
Un fatto, una poesia
Caso Via Poma, a Roma, dove una ragazza viene assassinata nell'agosto del 1990.
Dopo soltanto 21 anni (!!) la Legge (certo, nelle persone dei suoi solerti
amministratori) ha deciso che dato che il fidanzato Raniero Busco,
dell'ammazzata Simonetta Cesaroni, non ricorda quello che stava facendo alle ore
X del giorno Y di venti anni fa - si noti i 21 anni - dà l'ergastolo al povero
fidanzato della povera ammazzata. Ma è stata magnanima: il P.M. aveva chiesto
l'ergastolo, e lei lo ha tramutato in 24 anni di galera.
La gente vuole che Giustizia sia fatta…ma in questa maniera lascia sgomenti.
(Gennaio 2011).
Ben svejata, Sòra Legge!
"Bongiorno, Sòra Legge, ben tornata
a ffà giustizzia drent'ar tribbunale;
che vv'è successo…ndove sete stata?"
"Embeh, che vòi…m'ero appennicata…
Ma mo sto qua, che me sò risvejata,
e vojo fà pagà a quer criminale
che a quela pòra fìa l'ha ammazzata
che manco er più puzzone d'animale…!"
"Me scusi ma, così…dopo vent'anni…?"
"È che dormènno viè l'ispirazzione:
c'è na macchietta sopra a certi panni
de quela poveraccia, e si er regazzo
nu mme sa dì una pe una ogni azzione
de quell'ore…vedrai: je faccio un mazzo…!!"
Signore, ritorna un po' fra noi
Ritorna un po' fra noi
per un'occhiata molto da vicino;
porta ancora il divino in questa terra
dove la guerra ancora impera
e il male cresce, e cresce anche la fame,
e ogni cattiveria più non passa,
e suona la grancassa il male, e attira
chi come mira ha: "sovvertire il bene".
Torna, a lenire, Signore, le pene,
torna a cacciare l'empio
dal tempio tuo, e a radunare a te
i figli nostri abbacinati
da giorni senza senso e ingannati
da false gioie, ch'è quel ch tu non vuoi.
Ritorna un po' fra noi,
per colorar la vita ch'è ingrigita,
svestita dell'amore universale
che da te parte,
e con la tua perizia artigianale
cuci addosso a noi, ad arte,
l'abito del bene e dell'amore
pel nostro prossimo, e per te, Signore!
Un fatto, una poesia
Tutto è possibile…Ma davvero anche che sia solo uno a
svergognare il Bel Paese - ammesso che siano vere le accuse?
O è perché solo uno è …sotto inquisizione, ed è spiato dal buco della serratura?
E dunque chi inquisisce si smentisce, e la Legge…subisce? E dell'un fatto, sì,ma
dell'altro non ci si stupisce?
Mi domando, per esempio: sulle raccomandazioni/presentazioni/segnalazioni come
dir si voglia, che tanto scalpore hanno suscitato giorni addietro tra
giornalisti, opinionisti…mi sembra che giornalisti/opinionisti….di ogni
testata/antenna, quelli, sono essi stessi dei raccomandati/presentati/segnalati,
dato che non ci sono concorsi per le loro assunzioni…(ne conosco più di uno).
Ancora: Ruby smentisce…Forse che i giornalisti erano lì e hanno visto tutto…?
Sarà pure vero, ma…
Le intercettazioni? Per certe personcine arriviste, ingrifate di
notorietà…niente di più facile inventare ogni fatto/fattaccio per vantarsi con
chicchessia di cose vere, di cose false, che più scabrose sono, più alzano la
visibilità. L'impressione è che pur se tutto è possibile, qualcosa c'è nell'aria
che non va….
Interviene anche il Vaticano. Ma anche lì hanno già tanto da rimproverarsi per
conto loro……(2010-2011)
Tutto questo detto, penso anche che se si potesse evitare di offrire materiale
per far sollevare tanto polverone, respireremmo meno…polvere, appunto.
Ritorno all'inquisizione
Ognuno sa qual'è la retta via,
ognuno sa che questo e quello è male
e il bene sa cos'è, e ognuno avvia
almeno, almeno qualche paternale
se non calunnie e accuse, sulla scia
di quella inquisizione medioevale -
farcita di malata ipocrisia -
a immaginar che un fatto è criminale.
Ognuno è pronto a dare la condanna
e ognun lo fa da sopra un piedistallo
e a starlo a sentir - sembra - non inganna.
Però che sia uno solo a… "defecare"
e il solo, dunque, adatto al rogo, è un fallo:
ché pien di cacca è il mondo, incluso il mare!
Ma se dev'esser - sia! - inquisizione:
ma no solo per chi ci tiene in smacco,
perché respinge ogni nostro attacco
per riacquistare in…modi alternativi
il nostro ritornare ad esser…divi.
Pensiero per Tinti
(gennaio 2011)
Adesso riposa
il marito suo, Tino,
sognando quel bello
di sempre, con lei.
E bello, è quel bello,
che neanche la morte
cancella, né oscura.
E entrambe, la sorte
ringraziano grati
pur se quelle mani
sono ora freddate,
ma l'anima no…
è calda, com'era,
è viva, è gioiosa
e resta con lei
per sempre sua sposa.
Maritozzo e cappuccino
Ci hai fatto caso, mai, alla fragranza
di quel profumo tant'assai speciale
che t'accarezza il naso con creanza
ogniqualvolta che da un bar zonale
se ne esce senza un po' di titubanza
e che t'avvolge col suo far fatale
da spingerti, così com'è sua usanza,
a far la colazione nazionale:
col maritozzo, il buon fiore all'occhiello
di quello che il mattino ci sa offrire,
e il cappuccino, autentico gioiello
d'un'inventiva ch'è tutta nostrana,
e che son nati apposta pe'elargire -
con poco - e insieme - quel gran toccasana?
Un fatto, una poesia
…la questione Ruby, continua…e si aggrava (gennaio, 2011)
San Tòga Roscio
Stavorta chi te sarva, Sirvio bbello?
Che te sei mess'a ffà tant'er bavoso
co quela mignottella succhia coso!
N te sarva più nemmanco farfarello*!
E tutto perché drent'a quer ciarvello
ch'è 'r mejo che ciavemo, er più ingegnoso,
er più capace, affabbile e grintoso…
ce sta e nun te dà pace e r tu' pisello...
Pe quello solo stai rischiann'er pòsto,
ch'è 'r tuo, sì, ma ce lo sai com'è:
quell'artri lo rivònno ad ogni còsto,
e da la parte loro cianno un santo:
San Toga Roscio, che n te pò vedé,
perché lo stai facenno sudà tanto!
*diavolo inventato da Dante
SE…quartine
giornaliere di varia natura 71-80
71) Se, vittima, io dico: "camorrista
fetente !" o "brutto sporco d'un mafioso !"
censura non ce n'è, ma…tutti in pista
a darmi giù se: "zingaraccio !", oso.
72) Se ognun che urla e sbraita ha ragione
ogni altro poi vuole anche lui sbraitare,
così vien fuori solo confusione
e non realizzi mai il buon governare.
73) Se in ogni azione - è scritto anche in natura -
senz'alcun dubbio segue una reazione,
com'è che al mondo c'è chi addirittura
di questa neanche vuol sentir menzione ?
74) Se è nato sole, il sol, non puoi pretender
che si trasformi in luna, ed altrettanto
la luna è luna e mai potrebbe ascender
al posto suo, se pur 'l volesse tanto.
75) Se voglio lavorare e no studiare
perché mi forzi a prendere un diploma
e poi ti manca, dici, chi sa fare…
e col lavoro, io, sto come in coma ?
76) Se i pozzi di petrolio van finendo
bisogna che troviamo altra energia;
ma tutti quelli che lo stan vendendo
cos'estrarranno poi: la nostalgia ?
77) Se l'aria sarà sempre più inquinata
e fame e sete non scompariranno
la civiltà ne rimarrà scottata
e tutti noi ne subiremo il danno.
78) Se mai in nessuna strada potrò andare
a più del tot ch'è stato già fissato,
perché ci stanno sempre a propinare
vetture con la smania del primato?
79) Se usiamo il SI spavaldi e anche insolenti
e poi ci smontan tutta la certezza
sarebbe molto meglio un MA, che, attenti!
col dubbio diamo un segno di saggezza.
80) Se chi fomenta un perfido allarmismo
chiedesse pe'ogni pena la certezza -
per immigrati e non - qui di razzismo
ne parlerebbe solo chi l'apprezza.
da: "Chicchi di SE…"
La sirena
Prima di quella del gallo, stanotte
gridava una voce implorando la luce.
E questa urlava correndo e pulsava
insieme al mio cuore angosciato e dolente.
Squarciava il buio giungendo ansimante
lanciando speranza e scuotendo anche il cielo
a far la sua parte, a lenire il dolore,
pauroso e improvviso dolore pungente.
Con la speranza che ha disseminato
corre a ritroso la luce pulsante
mentre una calma benefica scende,
mentre nel cuore turbinano dubbi,
paure e speranze, impregnate di fede,
come l'aggancio ad un ultimo appiglio,
perché sia salva almeno una vita,
qui tra le cose, o su tra le stelle.
Un fatto, una poesia
a proposito del referendum per la FIAT in Italia, che sta per essere
effettuato (gennaio 2011)
Maschionne, er diavolaccio
Maschionne, che a l'inferno è 'r diavolaccio
ch'è a capo de chi tiè appizzat'er fòco
- che pe na crisi è sempre un po' più fioco -
je fa a li diavolacci: "Io ve caccio,
si n v'entra in testa de sgobbà deppiù,
e basta co le sieste de straforo…
Capite, o no? N se tratta de decoro,
ma de la crisi che ce sta quaggiù.
Er fòco qui nu rènne più abbastanza
e si l'accordo c'è de fà più mejo…"
Ma llì un fochista fa (un tipo svejo):
"Maschiò, ce 'o sai qui la manovalanza
cià quei diritti che nisun' ar monno
pò scancellà…sinnò noi scioperamo
e pòi….si qui gni tanto noi se pìamo
la siesta…embeh?….pe nnoi è 'r diritt'ar sonno!"
Visto l'andazzo, er diavolo Maschionne
se pija er fòco e se lo porta ar Polo,
indo' fa affari d'oro tutto solo.
Gni tanto guarda giù e fa: "D'artronne…!"
E llì all'inferno, un tempo un ber reame,
quei pòri diavolacci de fochisti
pompati da li soliti… idealisti,
mo stann'a soffrì er freddo co la fame!
SE… quartine giornaliere di varia natura 62-70
62) Se sono pronti a dire che il governo
non fa abbastanza per la sicurezza,
poi sgridano il ministro dell'interno
perché castiga, anziché usar …dolcezza.
63) Se chi parteggia per i delinquenti
e per un'invasione incontrollata
di bravi, sì, ma troppi ed invadenti,
tifasse pe' una legge rispettata?
64) Se fai la voce grossa non è detto
che hai ragione tu e ho torto io,
tu parli tanto e spari il tuo verdetto,
ma alla ragione basta un sussurrio.
65) Se l' "erba-voglio" proprio non ci cresce
nel tuo giardino, cosa ci vuoi fare!
Se pur col mio concime non riesce,
alla fin, fine occorrerà abbozzare.
66) Se dici che il "disagio" dei ragazzi
va addebitato ai genitori assenti
. qui sembra che a parlar siano i pazzi,
ché poi li accusan di… "maltrattamenti".
67) Se la televisione inculca il mito
dei bei culetti messi lì in vetrina
hai voglia a dir: "Cambiate, basta un dito !"
se quello fai veder sera e mattina.
68) Se il padre è reclamato solamente
per mantener la "ex" col bambino,
le donne hanno ottenuto finalmente
vendetta e appoggio e pure un bel bottino.
69) Se il mondo vuol che la sua storia dica
il vero ver d'ogni epoca e paese,
non sol d'un genocidio sia l'amica,
ma d'ognun d'essi mostri il "conto spese".
70) Se fanno a me i soprusi sul lavoro
al massimo è il mobbing …e è tutto lì.
Se sono fatti a un gay qui s'alza il coro;
se a un immigrato…senti i do-re-mi…!
da: "Chicchi di Se…" giornalieri
Al Camposanto
Al camposanto
che grande silenzio,
e come meglio si sente
il pettirosso che canta
tra bossi e cipressi!
Che pace! E il silenzio s'avverte
tra i viali allineati
e i marmi fioriti,
dove l'anima è viva,
e la vita ancor vive d'amore e ricordi.
A sera i lumini
dan luce al gran buio
che il sole di giorno rischiara
e colora.
Son come abat-jour sui comodini
che dan compagnia
nel sonno
contr'ogni paura,
a grandi e bambini.
Un guizzo leggero
ha ogni fiammella
a ogni ombra che passa,
finché col mattino
con voce animosa
ritorna a cantare, il pettirosso,
per chi in pace riposa.
Anno Nuovo
Anno che giungi
e agli altri ti aggiungi
ci porti che cosa?
Crisantemi, o una rosa?
Una voce suadente
o un grido stridente?
Porti ancora la croce,
o chi l'ha in odio feroce
che subdolo trama
e morte reclama?
Cosa ci porti:
nuova serie di morti
a Kabul, e più torti
pel mondo provato
oppresso e affamato
o unguenti che sanano
e cuori che amano?
Ci porti il buonsenso
o ancora l'incenso
melenso
di demagogie,
di ideologie,
di non strategie,
di mille bugie?
Ci porti l'ardire
di chi sa tradire;
del bue che astuto
si crede, e cornuto
dice ancora al somaro?
Ci porti l'amaro
di amori falliti
o dolci canditi
su torte di creme,
l'abisso o la speme
nei giorni che vanno?
Porti un nuovo malanno,
o dei ritrovati
sperimentati
per vincere il male;
un'idea geniale
per poter governare
senza badare
a colori e bandiere,
ma sol pel piacere
del giusto e del saggio,
o ancora è un miraggio?
Porti trionfi
o palloni stragonfi?
Porti il tifoso
o il pazzo furioso,
il sano sportivo
o il dopato…giulivo?
Porti voli d'uccelli
o fame e flagelli,
disastri ambientali,
voluti, o fatali,
e abituali lamenti
dopo i pianti e i tormenti?
Porti certezza,
o la certa incertezza,
porti la luce
o il buio più truce,
la vita e la pace,
o la scritta "qui giace"?
Porti un andazzo
più libero e pazzo
e tante altre scuse
per far che le accuse
cadano, e l'empio
continui lo scempio
come gli aggrada,
libero, in strada?
Nostra speranza
è che porti abbondanza
di bene e allegria,
e che tanta poesia
fiorisca nei cuori,
e con tutti gli umori
che bussano dentro
venga a essere il centro
dei giorni che porti
per deboli e forti,
pe' un mondo migliore
senza odio e rancore,
ma affamato d'amore.
Verde
C'è un albero che a ogni primavera
d'un rigoglioso verde si colora
e tutto il giorno, e pure quando è sera,
e anche al buio, di quel bel verde odora.
Per tutta quanta la stagione intera
quel verde si risveglia ad ogni aurora
e a ognun che spera, pe' ogni sua chimera
gli mette in direzione poppa e prora.
E anch'io di tal speranza verde intenso
mi riempio il cuore mentre passa il giorno
e intanto guardo ogni sua foglia e penso
che anch'io i sogni miei mi perderei
il giorno che cadessero d'intorno
le verdi foglie: ch'io, con lor, cadrei.
Poi, primavera va…non è infinita,
e spegne il verde bello della vita.
Un fatto, una poesia
Forse qualcuno lo sta scambiando per quel Cesare Battisti eroe irredentista
triestino di cui s'è letto nei libri di scuola…
Il Cesare Battisti dei nostri giorni è invece un assassino, cui alcuni
inneggiano….facendosi suoi complici…Ma è possibile? Tra questi lo Stato del
Brasile (che s'oppone alla richiesta di estradizione mossa dall'Italia, ma,
purtroppo, anche parte del mondo della cultura…forse perché s'è messo a scrivere
libri? E chi scrive e ammazza…non è più assassino passibile di condanna ? (?)
(gennaio 2011).
L'assassino…incompreso
Son fuor di sé il buon senso e la saggezza,
e il grillo delle favole impazzisce
ché un'ossessione gira, che avvilisce
il senno, e invece ogni nefandezza
onora, perché in lei cerca l'ebbrezza
(ch'è quel che mente insana percepisce)
che dà un'ideologia che non s'avvezza
a una realtà ch'ha in odio e che aborrisce.
E per il suo pensar…disorientato
quell'assassino infame che è Battisti
diventa icona e eroe malcapitato
tra gente ingrata che non ha capito
il …sacro ruolo che hanno i terroristi
e di chi vuol che lui diventi un mito.
A volte quel che dicono cultura,
non è che un grande imbroglio…e fa paura!
Per la nascita del nipotino del mio vecchio amico di scuola che vive da una
vita a Collegno-Torino, che mi ha telefonato quindici giorni fa per dirmi che
era nato Re Edoardo…Quasi un regalo di Natale 2010.
Re EDOARDO I de Collegno
Passava er tempo… tanto che pareva
che stava a passà er tempo de fijà.
E Massimo a Luciana je diceva:
"Ma un pupo ariverà-o-nu-ariverà?".
E poi un giorno che n ce se pensava,
in quela casa schioppa er finimonno
pe via che na vocetta reclamava
d'annà a finije in braccio a nonna e a nonno.
Er Massimo...n te dico…E lei, Luciana…
pareveno schioppà de contentezza
e s'aricconta de na cosa strana:
se sò inchinati e j'hanno detto: "Altezza -
Edoardo de li Guidi de Collegno -
tu regnerai fra noi pe anni e anni
co la bontà, l'audacia e coll'ingegno;
che 'r celo te preservi da l'affanni!"
E quer cosetto bello sorideva,
pareva dì: "Sò Re Edoardo, è giusto,
e questo qua è lo stemma!…" e ce rideva…
E dopo un po', cor massimo der gusto
er nonno suo Massimo va llì
pe pìallo e ninnolallo, tutto fiero,
e co lo stemma er pupo, lippellì,
je dà…l'infracicata da scudiero.
E Barbara, la bionna, e Mauro er moro,
che stanno llì a morì da le risate,
je fanno a nonna e a nonno sto ber còro:
"V'avemo dato er Re che aspettavate!"
L'alibbi
"A Ro', come te sòna a tte quer fatto
der sercio che dovrebb'esse tirato
pe primo da chi nun ha mai peccato…
Te vòjo dì…beh…pò paré un ricatto…
o un alibbi de chiunque vò ffà er matto,
er delinguente…'n so…lo squilibbrato…
che vorebbe che ar dunque prenni atto
de la frase che Cristo ha immortalato,
pe perdonallo…pe nun condannallo,
e mannà tutto a tarallucci e vino…"
" Ch'è troppo facile…Vòi 'ndovinallo?
A Re', io 'r sercio jelo tirerei
in testa proprio a quello, un sampietrino!
Ma ce lo so che pòi…me pentirei…"
"A Ro'…è così! Perciò ce sò… la Legge,
li bbòni, e pòi le toghe, e er secondino…
che fann'a gara a chi… più lo protegge!"
Ho letto una notizia…eccezionale!
Ma com'è ovvio, ma com'è banale
lo scrivere ogni giorno su un giornale
che Silvio Berlusconi è indagato
per perlomeno un tipo di reato!
Or son dieci anni e più che si va avanti
dicendone ch'è il re dei lestofanti,
e ormai a questo il mondo è abituato,
per cui nessuno più è scandalizzato.
Non è più scoop, non fa più ormai notizia
la sua natura piena di malizia.
Ormai si sa ch'è un evasore nato,
che con la mafia è bene ammanicato,
che è falso, ed è bugiardo e ingannatore,
ch'è il dio dei media e che fa il dittatore;
che con le minorenni è un depravato
e con i deputati fa mercato
pe' aver la maggioranza in parlamento
adesso che ci sta un po' di fermento;
che mette la bandana, e non fa sconto
di sciocchezzuole e scherzi irriverenti
a capi d'altri stati…assai indulgenti,
e è sempre sorridente e ha il cerone…
insomma è tanto peggio di Al Capone.
E è sua la colpa di ogni terremoto,
d'ogni alluvione, e il buco nell'azoto...
E dunque per far colpo sulla gente
ci vuole che lo scoop sia più efficiente,
e questo qui sarebbe assai scioccante:
"Il Berlusconi è morto, e nonostante
morendo abbia negato ogni peccato
di corruzione, stupro, peculato …
è andato in paradiso e no all'inferno
perché ha corrotto pure il padreterno!"
Adagio
Adagio van le nubi in ciel, silenti
e con le lor movenze fantasiose
affrescano l'azzurro coi sapienti
disegni di bambagia… E sono ariose
figure di animali sorprendenti,
di personaggi, o di svariate cose,
che durano soltanto dei momenti,
ché a quell'artiste tant'assai estrose
un soffio giunge, e il quadro si scombina,
sfilaccia, fugge…e vanno a almanaccare
per disegnare un'altra figurina,
e poi un'altra, e poi un'altra ancora
finché c'è chi con loro sa sognare,
finché pian, piano, il cielo si scolora…
Sul "merito", meritatamente ritornato a prendersi …il merito….Il resto son
chiacchiere…(2010).
Il merito
Il merito è la cosa che gli spetta
a chi ogni cosa fa, la fa perfetta.
Perfetta vuole dire fatta bene
e no di certo al modo che conviene.
Conviene è molto spesso similare
a approfittarsi, fino su…a rubare.
Rubare non è solo prender quello
che non è tuo - foss'anche a tuo fratello -
vuole anche dir che intaschi la tua paga
seppur la percezione tua è vaga
di quello che vuol dire lavorare
e quindi in conseguenza guadagnare.
Il merito è fiducia ben riposta
ed è capacità, ed è risposta
agli obblighi e ai doveri contrapposti
a quei diritti sempre tanto esposti
(che è giusto) ma che se trattati a soli
producono soltanto dei…mariuoli.
Il merito, c'è se ti dai da fare,
ma se altri fan per te, non ci può stare.
E chiunque assegna il merito, anche lui,
il merito ha da aver, per darlo a altrui.
Se alfin sarà al di sopra delle parti,
e d'ogni ideologia, il meritarti,
o merito, più sana diverrà
nel mondo qualsivoglia società.
E dunque chiunque il merito non vuole…
del merito qualcosa ben gli duole!
al dottor Walter Massimino
fisioterapista a Villa Sandra di Roma
Walter, er fisioterapista tifoso
Nfra le peggio torture in quer girone
ndove vann'a finì li pòri cristi
cor un probblema a un'articolazzione,
ce sò le stire che li terapisti
je fanno pe rimetteje in funzione
l'ossa coi legacci… "Ce resisti…?"
te fanno ben sapenno che affrizzione
te stann'a mett'addosso. Sò l'artisti
der dolore, co mille-più una mossa
studiate pe potette torturatte,
co la scusa de raddrizzatte l'ossa.
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E questo fa, pensanno a la partita,
er Warter, terapista eccezzionale,
che pe guaritte deve fatte male
schiaccianno li cordami co le dita,
co le mano…co la voja accanita
de slongà er braccio che nn'è più normale,
n se pò allungà… "Del Piero è er più che vale!…"
fa co Cristiano, e intanto tira, avvita...
Me fa: "Respira…dai, così, vai bbene…!"
Stenni er braccio… "Lo so ch'è doloroso…
Del Piero…goool!!..." poi strilla, e nun se tiene,
e ne la foga tira e stacca er braccio,
e manco se n'accorge e fa: "Grannioso!
S'allunga, Armà!…è la cura che te faccio!"
Poi, l'angeli - bionne e more - passanno,
co un bèr soriso fanno passà er danno.
Natale, la nenia infinita
S'accende, la nenia tra i pastori
di luccichii vaganti,
lucciole di gelo
venute a riscaldarsi al suo respiro.
E si fa giorno il buio della notte
a quella luce nuova,
e spenta appare ogn'altra stella,
tanto di luce propria arde,
di più d'ogni altro astro ch'è nel cielo.
La luce si fa fuoco, e di sé spruzza
il mondo intero
e illumina e riscalda
chi pur di panni è senza, e par magia…
Ma è soltanto
e più semplicemente: amore.
Amor che niente chiede
se non di ricambiar con altro amore.
E questa è la sua nenia,
che per il mondo vaga senza fine.
Un fatto, una poesia.
Quello che è successo per le strade di Roma dovrebbe essere un invito a tutti a
prenderla un po' più leggermente.
Forse se tutti non lo avessero voluto così tanto…"morto", oggi sarebbe…"morto"
per davvero.
Invece, oggi, alla lettura delle…radiografie, il "morto" è risultato - pur se
assai da una parte e poco dall'altra, ancora vivo e vegeto. No al suo…funerale,
dunque: 14 Dicembre 2010.
Sonetto in dodecasillabi
La prognosi non era riservata
La fine da giorni era stata annunciata
da gufi occhialuti, studiosi profondi,
del povero diavolo, e anche la data
era bell'e fissata, e tutti giocondi,
gli eredi, stendevano già l'infiorata
pensando alle gioie del trono, e ai fondi
da fare sgorgare una volta placata
la grande sfuriata dei "sempre secondi",
ché, il "primo dei primi", alla fine ammazzato
dal cocktail tremendo dell'odio al veleno,
mai più avrebbe ancora su loro imperato.
Però…ma che strano…quello - anche da morto -
non smette di vincere e non viene meno
al suo "esser primo"…al suo "essere in torto".
Un fatto, una poesia.
potrebbe puro esse arteriosclerosi…!
Da nero a rosso…se sart'er fosso
(la metamorfosi)
Poteva sembrà puro esaggerato,
quann'era tutto quanto accosì nero
che addirittura avrebbe colorato
co quer colore tutt'er monn'intero.
Cor tempo, chi lo sa, avrà penzato
de nun potenne esse tanto fiero
e per amor de pace s'è sbiancato
pe scancellà un passato…cimitero.
E infatti ha fatto pace a destra e a manca,
che…tanto de cappello! Ma n sia mai!
S'è perso ogni controllo…E mo se sbianca…
e mo vò esse sempre un po' più rosso…
Sarà ammalato…boh! Ma, capirai,
ammò pe esaggerà ha sartat'er fosso.
I Perché…?
I perché non finiscono mai.
È perché coi perché noi cerchiamo
di svelare profondi misteri
che son sopra ogni nostro perché.
Tutti in circolo come a una giostra
vanno tristi, o allegri, giocando
i perché di noi tutti e non hanno
che degli altri perché per risposta.
I perché dove vanno a finire?
Vanno a stare nel mondo del nulla,
e i misteri rimangon misteri,
e i perché neanche fumo: perché?
Vecchio padre
(eternità del padre)
Vecchio padre
sulla scia tua tuo figlio
è diventato uomo,
passo, passo crescendo alla tua ombra.
E diveniva forte, il figlio,
e tu perdevi i sensi a mano, a mano
e scemava la forza tua, mentre incontrava
la giovinezza sua fiorente.
Guardavi, speranzoso
i suoi domani,
che erano domani senza te
e te, che andavi ad aspettarlo
oltre il tuo orizzonte,
con l'idea grata di ritrovarlo ancora.
E ora che sei lì,
sei ancora, tuttavia, dentro di lui
vecchio padre,
viva figura,
vive parole, vive gesta…
per non morire più, oltre questa volta.
------------------------------------------
Il terremoto mediatico-diplomatico viene da internet. Un certo
tizio, Julian Assange, giornalista australiano, ha trovato il modo di rubare e
diffondere i segreti di Stato di tutto il mondo…(ce n'è anche per il nostro
governo) (Dicembre 2010).
Intanto il nuovo gruppo parlamentare di Fini- FLI - sta facendo sperimentare la
sua "forza" mandando in crisi l'approvazione della riforma universitaria, al
Senato (già approvata alla Camera), per un prossimo ricatto, il 14 Dicembre
prossimo, insieme a Casini e Rutelli….
Er "wikileaks"
e la…Pàrtitopazzia
L'atommica a sta cosa je fa n baffo!
Lo schioppo suo - è vero - fa casino,
ma a la fin, fine nu' è che…un epitaffo
appett'a quelo che quer malandrino
der "wikileaks" pò faje ar monn'intero
scoprenno l'artarini e 'i pentoloni
su tutto e tutti, che gne pare er vero
a chi nun perde mai cert'occasioni,
pe ddaje ggiù a chi viè sottoliniato
com'un quaqquaraqqua, un vortagabbana,
o vive a un modo d'esse chiacchierato,
com'er "vanesio" de la situazzione
che va a festini e assòrda ogni puttana…
sippuro già sta sotto…osservazzione…!
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Pe cui…nun ce serviva st'invenzione.
De certo c'è, che mo, co sta trovata,
è diventato pure approfittone,
ché co la Russia - e è cosa già accertata -
se sta sfruttanno tutta la gestione
de la bilateralità impostata,
e infatti, che t'ha fatto quer furbone?
Che cià la fornitura rigalata,
der gasse russo, che je viè fornito
co un tubbo che j'ariva llì in cucina!
E questo è brutto! Ma nun ho capito
perché quer rinfacciaje st'amicizzia:
la Russia, nu era ar monno la reggina
da venerà, e l'America...sporchizzia?!
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Ma nun è mejo, invece, a ffà attenzione
a quer che ce 'nteressa tèra, tèra,
ch'è quelo, cioè, che quer bèr trio marpione
st'a ffà succede peggio de na guèra
pe aggiunge più casino ar gran casino…
però st'a ddì: "Pe er bene der Paese…!",
che pare che ce vò cammià er distino,
e, nun è artro, invece, ed è palese,
che fa l'affari sua - come, e peggio… -
perché è sortito su dar tradimento -
e nu'è che pe davero mo vaneggio -
perché: "blà...blà…<Responsabbilità>…
e <Bene der Paese>…", sò argomento
che in bocc' a lloro sta pe: "Commannà".
Così, quanno ch'è 'r dunque, fra li dua
sarà più mejo avé chi cià er mannato
e nno chi st'a cercà la …gloria sua!
Er che risponne a la demograzzia
tant'osannata, ma…che c'è o nun c'è!
ché, o è "Popolo" , o è "Pàrtitopazzia"!
Risveglio
(a Lisa)
A dir che il fuoco invero era arso in noi
restano vaghe faville incenerite
da un'alba disattenta e frettolosa,
e, del profumo tuo, l'impronta
stampata a fuoco sulle labbra,
chiuse.
Debole il giorno scorrerà
in quel sapore di buono che hai lasciato
per l'aria ancora tiepida, che pare,
chiudendo gli occhi, di vederti ancora.
Aurora, bella luce
dal nome bello e puro
che vieni a sovrastare i sogni miei -
fumi evanescenti non svaniti in tutto -
e il posto prendi nel mio letto vuoto,
come stanotte lei,
rimani qui a farmi compagnia finché
lei tornerà di nuovo.
Resta, che, solo,
il giorno che porti e lei mi porta via,
non lo sopporterei;
lei, ch'è ancora qui, dipinta
con sprizzi d'anima nell'aria tua, incerta.
T'aspetterò,
amore,
stanotte e ogn'altra notte
ché il desiderio forte avvera il sogno,
e tu, che il mio bel sogno, sei,
verrai ancora a me, anima e corpo.
A Bettona, presso la sorgente dell'acqua minerale di Monte Lauro.
Al sole d'estate
Senza quasi toccare andavano i piedi
ruzzolando quasi, per la discesa,
sassosa e sconnessa discesa rugosa
pei rivoli d'acqua di pioggia recente,
ormai disseccata dal sole d'estate.
Scendevo, e saliva, il monte, sul fianco,
tutto coperto dai verdi sfumati
ora cupi, ora chiari, cangianti e leggeri
della sua chioma lanosa e vivace,
senza riparo dal sole d'estate.
C'è l'ultima casa, e poco più in basso
il ponticello di ferro sul fosso.
I tronchi si vedono, ora, chiomati,
in mezzo agli arbusti, per questo sentiero
ch'è più polveroso, al sole d'estate.
Ecco il ruscello che scorre festoso,
gorgoglia, e qui cade formando una vasca
di puro cristallo e riprende la scesa,
e qua e là…quasi sembra brillare,
che vi si specchia il bel sole d'estate.
Ora nell'acqua un po' fredda, e sui sassi
vanno stentando i miei piedi, inadatti.
C'è un "flop" ed un altro, di tuffi improvvisi
di raganelle appiattite sui massi
a prendere il sole, caldo, d'estate.
E su quella vasca di puro cristallo
adagio, adagio, vincendo il contrasto,
tra un pesce che guizza, e una rana affacciata,
entro e son pesce pure io, abbracciato
da mamma natura, e dal sole d'estate.
Siamo soggetti in balia degli eventi
Siamo soggetti in balia degli eventi,
problemi, siamo, e non soluzioni,
risorse in mano agli umori del vento,
mura crollanti ad ogni tremore.
Siamo gli umani padroni del mondo,
creste di gallo col proprio destino
di figli diversi d'un calco comune,
note d'un'unica gran sinfonia
di suoni stonati, di ritmi discordi.
Siamo vele di barca
alla deriva,
voli d'aquile con le ali tarlate.
Siamo la storia, che è stata e che è,
verso un ignoto che è senza colori,
se non sentiamo d'un dio, la presenza,
pure alla luce d'un sole che splende.
Siamo di certo quello che siamo…
Però, per colpa, non ci crediamo.
Cercare il senso
(guerriero perdente)
Cercando il senso
di quest'immenso penoso,
pensoso sforzo il pensiero,
e guerriero
mi sento
ma senza cavallo, né spada
mentre d'ogni contrada
il grido mi giunge
ed aggiunge alla pena, pena, e alla rabbia,
rabbia,
ma in gabbia rimane lo spirito,
e l'anelito è vinto, e prostrato
son'io con chi grida lontano,
che tende la mano
ed è bimbo ch'è nato
nel posto sbagliato,
ed è vecchio ignorato,
è assenza di pane, e è cura invocata;
è umana mancanza d'amore che manca,
e che stanca l'attende, indifesa,
e offesa, la parte di mondo d'un mondo lontano
dagli occhi e dal cuore:
mancanza d'amore,
e guerriero perdente, mi sento,
e aspetto che il vento allontani il pensiero,
d'un cavaliere, ch'è neanche scudiero. .
Un fatto, una poesia.
guerra alla Gelmini (Bersani sale addirittura sui tetti a dar man forte agli
studenti ribelli e poco… studenti…) perché sta varando la riforma
universitaria…così tanto invocata da anni da tutti, e già approvata anche da FLI,
che sta però prendendo parte a questa stessa guerra (!?). L'On. La Torre dice
che non è ancora il momento…(?!). Insigni rappresentanti del mondo universitario
approvano la riforma così com'è. Fosse - per chi questo cerca- la volta buona di
buttare giù l'odiato governo? (Novembre 2010).
Riformiamoci! (la riforma secondo noi)
"Con forza gridiamo: riforme alla mano!
Oppure il governo…che vada all'inferno!"
"È giusto! Il Paese non può tollerare
che resti il potere al <governo del fare>
se con insistenza non vuol riformare!"
"Ci sta quel ministro che taglia gli sprechi!
Ma son tutti ciechi qui, in questo governo
che vuole premiare chi si dà da fare
sia come studente che come struttura,
e mette paura a ragazzi e docenti
e a chi in quelle aule amministra e troneggia,
e i soldi <a cascata> felice maneggia?"
"Ma questo vuol dire rivoluzionare!
E questa è una cosa che non gli compete,
che voi lo sapete, è cosa nostrana!
Ebbene: sia vana l'assurda pretesa
di fare più equa e oculata la spesa!
Studenti e insegnanti già sono per strada…
Brandiamo la spada anche noi: "Avanti!
miei prodi scaliam gli atenei, saliamo
sui tetti…!". "Signore, quei fondi, li abbiamo!
Davvero! Il ministro ha già aggiunto un miliardo…!
In questo frangente di crisi, è apprezzato…"
"Che fai, disgraziato! Proteggi il nemico?
Sta'attento, caprone, a quello che dico:
se passano leggi sia pure un po' dure,
ma che abbian lo scopo di far migliorare
sia lauree che scuola, e ricerca, e finanza
qui abbiamo finito…non c'è più speranza
di abbattere il mito che spopola l'urne!".
"È vero, hai ragione, e questo è il momento
di <battere il ferro>…che l'ex alleato,
che aveva votato anche lui la riforma,
a questo teorema anche lui si conforma,
e per dimostrar senza tema il suo peso,
-politico, intendo- non esita a fare
il gioco di chi lo può far vacillare,
quel dio, e ora <sì>, ora <no>, va dicendo…
per fargli capire che senza di lui
saranno assai bui, i giorni futuri…
Ma bando alle ciance, mi sento in gran forma,
è l'ora per me d'una controriforma:
perciò …riformiamoci noi: vale a dire
mai più chiederemo riforme, noialtri
a chi non ne è - come noi - titolare!
Ed ogni riforma, per pronta che sia,
se non sarà intrisa di demagogia,
sarà <riformata>… e … buttata via…"….
per una politica leale, sia su, che giù…(24 Novembre 2010)
Ecco Natale…
Ecco Natale, che sul suo groppone
porta nel sacco, per chiunque l'aspetti,
un po' di speranza, ed ad ognuno propone
di metter da parte le beghe e i dispetti
di chi sta riempiendo le nostre giornate
coi propri rancori, coi propri sospetti,
coi mille cavilli, e le mille sparate
di schizzi al veleno, d'insulti e d'accuse,
che al mille per cento son moltiplicate
da artate notizie che sono diffuse
per seminare una gran confusione,
con modalità intriganti ed ottuse,
in tutte le parti - senza esclusione -
così che ogni testa ne venga colpita,
in tutta quanta la popolazione,
senza riguardo a quella istruita
sulle questioni ideali del mondo,
e a chi per maestra ha solo la vita,
che sa insegnare il buon senso, che in fondo
vale di più d'ogni demagogia,
e rende l'uomo più sano e fecondo.
Caro Natale, che sei per la via,
fa veramente che quella speranza
che si diceva, per ognuno sia
il modo di uscire dall'arroganza
di chiunque al mondo chissà chi si crede,
e di inebriarsi di buona creanza,
e che sia, questo, il segnal che precede
l'inizio d'un poi che a ognuno conceda
di governar senza palle al suo piede,
per dare il giusto a ogni giusto, e a chi chieda
e n'abbia il diritto, e invece sia tristo
con chi, all'altro, il diritto suo, leda,
che in fondo è quello che ha insegnato Cristo.
Madre, mai vecchia
dedicata a Renzo Giordani
per la recente perdita della sua cara mamma.
(Novembre 2010)
Presenza preziosa
di donna, che è madre di vita
che al figlio regala.
Vita che spalma sul figlio che cresce,
nei giorni, negli anni,
suo figlio per sempre, la stessa sua vita.
Lei non invecchia,
che è lei, per il figlio,
la mamma dal tenero abbraccio di sempre,
e è l'ombra amorosa del figlio suo bello.
Non muore, la mamma,
che è il battito stesso del cuore del figlio,
e sempre, da ovunque,
nel sole che splende,
da dietro la nebbia,
lo guarda e protegge, come dal cielo,
per tutti quanti, fa la Madonna.
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Se uno è un diavolo, non è detto che chi ci si trova insieme sia per forza un
diavolo anche lui…
Sta con quel diavolo perché - bene o male - si avvicina di più al suo modo di
pensare, rispetto a quello di altri diavoli, che la pensano troppo diversamente
(libertà insegna…). E, se pure fosse giusto avercela con quel diavolo, non è
detto che sia giusto avercela con tutti. D'altronde, sembra essere di buon senso
pensare che non si può vincere il male, creando altro male…E che non è che tutto
il male - o tutta la verità - stia sempre e solo da una parte…per "partito"
preso.
Forse, cambiando qualcosa…
(21 Novembre 2010)
Mannaggia la linguaccia!
"Mannaggia la linguaccia, a Re'…ch'hai fatto…?!"
"Ma che ne so…ho detto solo schietto
che quer che ha detto quello nun è adatto…
che nun va bbe' a mancaje de rispetto,
e ad accusà de chissà che misfatto
chi proprio n c'enta…solo perché è addetto
a un tipo de lavoro…E che è da matto
a ffà de tutt'un'erba un fascio…Ho detto
solamente er mì penziero…Mo, si n se pò,
che vòi…vòr dì che me ne starò zitto.
È che penzavo, pe davero, a Ro',
che qua ce fusse libbertà de dì
pe tutti, e no pe chi vò stà in conflitto
pe forza, e basta….Ma nun è così.
Un fatto, una poesia
Napoli, punto e a capo. Di nuovo sommersa dall'immondizia. Ma a questo punto, la
colpa è dell'attuale governo, o piuttosto dei precedenti pluridecennali
amministratori locali e, soprattutto, quella di prima e di adesso, degli stessi
napoletani, che non si sa perché non gli passa manco p''a capa di fare la
differenziata, né gli amministratori li hanno mai costretti a farlo - così
modificando un modo alquanto "originale" di comportarsi - fatti salvi - per
carità di dio - quelli che in ciò non c'entrano affatto ? (Novembre 2010).
Borboni…gnent'artro che borboni!
Ma n finiranno mai, llì, li borboni?!
È vero, è un pezzo che se ne sò iti,
ma mo ce sò li nòvi parassiti
che sò anche peggio a ffà …le concessioni…
A Roma ce saranno li magnoni,
ma sarvognuno, semo più puliti;
llì, come allora, nun sò mai puniti,
er che li porta a esse assai zozzoni!
E pur de mantenesse in quelo stato
sò pronti a zompà addosso a chiunque sia,
che vada a dije che 'r differenziato
va fatto! E pure l'inceneritore…
Ma loro…gnente! E poi: "GesùMMaria!"
strilleno davanti a quer fetore.
Un fatto, una poesia
Lo scrittore Saviano, diventato famoso per scritti contro le
mafie…ha attaccato la Lega e il Ministro dell'Interno Maroni, accusandoli di
mafiosità. Rai 3 non ha accettato, fin'ora, la posatissima richiesta del
Ministro Maroni di andare a replicare alla diffamazione nella stessa
trasmissione da cui questa è partita. (?). Ma non sarebbe dovuto esserci nemmeno
un minuto di esitazione, essendo tra l'altro, quella, una Rete Pubblica! La
giustizia del caso, però, ha dato una grande soddisfazione a Maroni, e uno
schiaffone a Rai3 e a Saviano stesso, perché proprio in questi giorni si è
registrato un grandissimo successo delle forze di polizia e della magistratura -
beninteso - ma che sono, comunque, il successo del governo e di Maroni quale
Ministro dell'Interno di questo governo, e cioè la cattura di un altro degli
ormai pochi grandi capi mafia ancora rimasti a piede libero ( Novembre 2010).
Lettera a Saviano
Ti scrivo per dirti, caro Saviano,
che, sì, avrai scritto pure qualcosa,
però da questo a metterti in posa
e dire in tivvù che è proprio a Milano
che mafie e imprese si danno la mano,
più che nel Sud, dove sguazza golosa
la mafia, e non solo...! Risulta penosa
la tua indignazione, e da ciarlatano
passi, dato che addirittura offendi
Maroni, che, nientepopodimeno,
sarebbe un losco figuro!...e pretendi
di essere un puro…Ma sai, o non sai,
quanti di loro ora ingoian veleno,
perché n'ha ingabbiati più tanti che mai?
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Non cominciare anche tu a insozzare
brave persone, e come altri, lo fai
senza che possan nemmen replicare.
Penna e microfono a disposizione
non sono "uguale a" diritto agli attacchi
ch'è un malcostume ch'è in evoluzione,
e la "par condicio" non è rispettata
nemmeno da chi l'ha tanto invocata!
Forse è Rai3 che te l'ha suggerita
quella penosa e dubbiosa sortita?
Sera d'incanto
il tenero soffio del vento
Il tenero soffio del vento
è mano soave che passa e accarezza
i petali aperti a lusinghe amorose;
s'avanza leggiadro
e con sé ha il tepore d'un sole che scende
sul velo del mare,
o, anche - in un tempo -
laggiù, dietro il monte che s'ombra, in silenzio.
Solletica i fiori e i fili dell'erba,
e ogni foglia;
lambisce leggero, si ferma, riposa,
e riprende, e attraversa i capelli di lei,
che guarda lontano, sognando il suo sogno
più azzurro. La cinge - fruscia la veste -
confronta il profumo che sente, coi fiori,
ritorna a scherzare con lei, l'accarezza:
che sera d'incanto…che tenerezza!
Non c'è tempo pe' invecchiare
Non c'è tempo pe' invecchiare,
ché troppo presto il sole lascia il posto,
e presto
è sopra i monti il nuovo giorno
e apre le finestre, e si prepara
a ritornare là, dov'è già atteso.
Fa visita, ogni tanto
un ricordo,
e allontana a passo svelto
dai prati delle età, e non fa entrare
nella grigiastra landa desolata
solo fatta d'attesa paziente e solitaria.
Seguire, come fa il segugio,
il fumo profumato della vita
finché - come una nebbia - s'apre,
e il cielo
appare in tutto quanto il suo splendore.
Er ribbartone
(che bbòtto ch'hanno fatto!)
Che bbòtto ch'hanno fatto ner cascà
llì nfra li bbanchi drent'ar Parlamento!
Pareva pe davero , in quer momento,
che tutt'er monno stesse pe zompà.
Diceveno: "Aoh! Dàmose da fà,
che pe grattà sto granne rodimento
che noi ciavemo in corpo, lo strumento
è solo de esse bravi a ribbartà
chi l'ha votato er popolo sovrano
demograticamente, all'elezzioni,
mettennoje er potere nfra le mano".
Ma vòi sapé si chi hanno ribbartato
così facenno, quei gran cervelloni?
L'essenza più sacrata de no Stato!
Le voci del silenzio
Sfocia, il dolore del mare,
in tempesta ed orrido uragano,
e lo ulula e lo frange addosso alla scogliera,
e impresso rimane
in chi lo vede e ascolta,
non come il grido inumano di chi piange
e lotta e si dispera
e s'accartoccia in sé,
senza più lacrime - ormai esaurite -
e senza voce - da incubo più insano -
che si trascina presso la finestra
a cogliere uno sguardo…
Ma il mondo, fuori, ad altro è affaccendato:
nessuno ascolta, o sa, o s'interessa,
ché il male implode
tra quelle mura intrise di dolore, e non esplode,
e lor non tocca, e non si danno pena.
E è come il rocciator che perde appiglio
e annaspa e non lo trova,
e mentre cade, sa…
e però non grida…a chi? Nessuno sente,
nessuno è lì presente ad aiutare.
Forse il cielo, Dio, se ci badasse.
Verranno…dopo il lungo tonfo a valle,
che l'eco spanderà,
a prendere il suo corpo inanimato.
Così grida il malato,
senza urla, senza voce affatto, ormai disfatto
dal male, dal dolore, disperato,
e conforto non ha di voce amica,
di voce che lo inviti alla speranza,
contro fatalità, e rassegnazione.
Il mare s'è placato. Il male è ormai trascorso,
e calmo si distende, e si riposa.
Non il malato: lui è sì, disteso, non placato:
è solo rassegnato e solo, e in sofferenza
s'avvia a quella fine del suo male
che come è arrivato, sconosciuto,
sconosciuto se ne andrà attraverso il corpo, freddo,
portando a qualcun altro la sciagura:
martirio, pena, bastarda indifferenza,
solitudine di chi non ha più voce,
intriso di dolore e di paura.
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Delitti e ammazzamenti vari, e disastri ambientali da…intrattenimento e
business medianici (ultimo della serie, questi giorni di ottobre-novembre 2010,
e i mesi immediatamente precedenti, della sua scomparsa e ricerca: l'assassinio
di Sarah, bella quindicenne di Avetrana, LE)).
"Mors tua…vita mea"
Che gran goduria, che bell'occasione
che è pei "media", che è pe' ogni giornale,
pei rotocalchi e la televisione,
qualsiasi fatto dove vince il male,
dove il demonio impone una visione
del mondo che più è brutta e più è bestiale,
più trae ognun novella ispirazione
per pagine…salotti…non c'è uguale!
"Mors tua - vita mea", l'antico detto
davvero par che l'abbiano inventato
per quel morboso business - maledetto! -
che offre ogniqualvolta il più efferato
delitto, o natural sconvolgimento:
Colosseal nuovo…intrattenimento?
Er mar de denti
Si sto dente s'è cariato
è perché nu ll'hai lavato
tutti 'i giorni co pazzienza
ogni vòrta ch'hai magnato.
Te lo dico pe esperienza
e nun è esaggerazzione:
mejo fà sta penitenza
che rischià l'otturazzione.
Perché pòi er baco cresce
e incominceno li guai
che da llì, vedrai, nun esce,
e de certo piagnerai,
ché te sbucia tutt'er dente
e tu, llì a intorcinatte
dar dolore, e n pòi fa gnente,
si no - arfine - prenne, e datte
de gran corsa dar dentista,
che però pe li pazzienti
già llì in fila, se rattrista
ma n te pò curà li denti,
llì-ppe-llì, e l'appuntamento
è previsto fra tre giorni…
E ner mezzo der tormento -
ne l'attesa che ritorni -
te fa, dice: "Sii pazziente…"
E te penti d'esse stato
impazziente a lavà er dente…
che così s'è vendicato.
Un fatto, una poesia.
Sugli stravolgimenti natural-politici italiani di questi ultimi giorni: a
Pompei crolla la casa dei gladiatori: colpa dei soldi che il governo non dà; il
Veneto e la Campania affogano per le esondazioni dei fiumi…frane
dappertutto..recenti terremoti….Cose mai successe nei secoli e nei decenni
passati…Mah!
(ottobre-novembre 2010)
La NaturalPolitica
(crolla Pompei…)
Crolla Pompei,
"questione di sghei!"
strillano bieche cornacchie, assetate
di facili assalti alla preda indifesa.
L'Italia affoga.
Risponde con foga
un branco di iene con l'acquolina:
"è lui la rovina! È lui che ci porta
frane, alluvioni,
ed i terremoti…
lo stravolgimento della natura:
dobbiamo di lui - tutti - avere paura!"
"Fuori, vai via!"
È ormai la mania
dei gufi che stanno lì appollaiati,
ed ai roditori ora chiedono aiuto.
"Fatelo voi!
Dai, su! Perché noi…
noi non possiamo, non siamo capaci:
più dei rapaci, fate voi traditori.
Aggiusteremo…
Cioè, spartiremo
regno e ricchezze in gran libertà;
di tutto il resto…sarà quel che sarà,
che l'importante
è il cambio costante
di chi sta a regnare, e specialmente,
se accade che troppo lo vota la gente,
che chiaro, sia,
che in democrazia
la volontà popolare si esprime
col voto…a noialtri, e poi…tutto fila!".
Un fatto, una poesia.
Le folli spese romane del capo dell'Ifad, l'agenzia Onu che combatte la
povertà
Il presidente vara tagli per 2,5 milioni di dollari
ma non il suo budget personale, compreso l'affitto di una villa…
(da "Il Messaggero" del 29 Ottobre 2010)
Che schiaffoni a la fame der monno!
L'articolo che sta sur "Messaggero"
ricconta, sì, quarcosa…ma è un gnente
appett' ar brucia-sòrdi che - davero -
fa accapponà la pelle… e è chiaramente
artro che schiaffo in faccia a chi cià zero
o poco più! e nun solo ndo' è presente
l'IFAD pe ffà che sia n po' meno nero
er vive e anch'er morì de troppa ggente,
ma anche qui da noi….E è na schifezza!
Ma che vòi fà: ar balubba spennaccione,
je piace la ricchezza e l'aggiatezza,
perciò vò avé a che ffacce co la fame!
Perché la fame rènne…! E quer marpione
la fame l'ha scammiata… pe er su' reame!
Venissero a magnasselo de gusto
chi sta a morì de fame, e che è 'r padrone -
davero! - de li sòrdi - com'è giusto -
ch'er monno st'a ddà a st'Organizzazzione!
Spruzzi
Fa acqua
lo scafo ferito.
Ripara nel seno solingo
di affetti e memorie ancorate
e nel fondo profondo del tempo confuso
trova riposo.
Riascolta le voci
disseminate
scordate da tempo nel mezzo dei flutti
ingrossati ad inganno
quando sembravan cullarlo nei sogni
quando ogni spruzzo donava l'ebbrezza
quando i marosi eran sprone ad andare.
Mare d'incanto di mille abbordaggi,
sirene bramose e bramate
dall'onde richiuse o volate nel vento.
Ancora ne resta il bel canto lontano,
sognante e soave,
placebo all'amaro salato
del sale del mare.
D'un mare pacato dal sonno dei venti
un tempo rissosi…a conquistare ogni vela.
Spruzzi, di nuovo, aspetto sul viso,
se mai verranno…se mai varranno, ancora.
I 'sessanta
(a Lisa)
I 'sessanta è stato quando
batteva il cuore e l'inverno
con lui si riscaldava,
e l'estate annegava
in torrenti di canzoni da cantare
dove nuotavano solitudini
e sedimentava la spensieratezza
che il tempo, poi,
ha trasformato in ricordi lontani,
riflessi
in occhi di vetrine lungo i sentieri del tempo…
Erano sguardi di timori
e di conquiste,
e silenzi, e "filare"…di ragni,
erano "no"…invitanti,
e insistenti approcci, e esaltanti
anche per poco.
Quando "il grande fratello" erano
gli occhi di lei
che guardavano lui, e gli occhi di lui
fissati su lei.
Fucina di sentimenti scorazzanti
ai venti d'una giovane giovinezza
che più non c'è nemmeno
tra i giovani più giovani di oggi.
Innamorarsi era
il più bel gioco,
prendersi la "cotta" ad ogni sguardo,
era cuocersi allo spiedo, e sentirsi il cuore riempire
come da mille bollicine di sapone
e rattristarsi allo scoppiar d'ognuna;
era vibrare come fili d'erba ad inventare
melodie, che nessuno sente più.
Era bastarsi e andare insieme, fosse pure
in mezzo a sabbie mobili, o su carboni ardenti:
era il tempo dell'amore - così detto -
non come oggi è inteso e vilipeso.
E anche nel mare più agitato
restano ancorati, quei 'sessanta
e fanno sussultare il cuore, ancora.
Er sòr sòla
(er tradimento)
Co in còre la svastica e in der ciarvello
la farce cor martello,
Gianfranco ar giorno d'oggi nu è più quello
che te 'ncantava co la su' parola…
Adesso nun è artro che… un sòr sòla!
Ciaveva troppo in mano…
però ha voluto puro la…corente
perciò nun sembri strano
si andrà a finì… che nun ciavrà più gnente*.
Je stann'affà l'occhietto, speranzosi,
dall'artra parte de la baricata,
che manco la mignotta più quotata
sa ffà pe accaparasse li vizziosi.
*anche diversamente, resterebbe, comunque …"er sòr sòla".
28 Ottobre 2010
(commento del 7 nov 2010)
Commento aggiunto oggi 7 Nov 2010, in occasione del suo
discorso al Congresso di Bastia Umbra,
da dove continua a schizzare veleno a chi lo ha fatto assai più grande di quel
che era…Afferma che lui non è quello che dice "meno male che Fini c'è"… che con
lui non ci sarà la "persona amata da seguire…" (più o meno il senso)… che lui
sta facendo quello che sta facendo, per il bene del Paese…Ma chi è lì, a far
numero al Congresso, è gente che segue, lui! (uguale, uguale agli altri che
seguono l' altro!)...Anche lui, come altri! ha nel simbolo del suo partito, il
suo nome a troneggiare…e allora? Dice: "saranno con me tutti, tranne i
"carrieristi". Infatti, lui non sta manovrando per la sua carriera, per niente
affatto!
"Mors tua, vita mea" ritorna sempre…a ciccio".
Ma poi, come fa a fare quello che sta facendo da diverso tempo,e quello che sta
facendo in questi ultimi giorni, mentre riveste la carica istituzionale di
Presidente della Camera? E la coerenza che lui stesso va predicando ?... È
arrivato a dire perfino che quel tizio si deve dimettere, senza farne materia di
discussione parlamentare! Dimettersi…così…all'acqua di rosa, "sua sponte"…Per
fargli un piacere, a lui, e agli altri? Qualche raptus?
Quel che è peggio è lo stravolgimento che fa del mandato avuto dagli elettori.
La politica è sporca….si diceva: ma va?!
Un fatto una poesia.
Se prende piede quel certo modo dì imporsi di mignottelle e mognottone…non ci
sarà tanto da andarne fieri per chi ne approfitta per fare la sua propaganda
…Che, se pure ci può essere sbaglio da una parte, c'è anche sbaglio dall'altra
(2010).
Ruby & Compagne
"Chi sei, che te succede, che ffai qua?"
"Sto qua pe riccontavve na storiella
de quelle che te pònno fà sturbà…"
"Vabbè…incomincia, e poi, si è proprio bbella…"
"È bbella sì! E dovete da pagà
che, io tarmente sò na mignottella
che er cavajere ancora sta a smagnà…
e vò conosce puro mi sorella…
che inzieme tutt'e dua nun fàmo trenta…!
Capito, si che razza de puzzone?
Mo vòjo proprio véde che sse 'nventa.
Ma me ce metterete sur giornale?
Ma nun chiamate la televisione?
Sinnò che sto a ffà tanto …la téatrale?!"
---------------------------------------------
"A ma', che te dicevo? N ce vò gnente!
Dicevi <nu lo fà che pòi 'ngujatte…>.
E invece sto a vedé che a certa ggente
j'abbasta che te venghi a sbottonatte
sur Cavajere…! e vedi che te sente…
ma proprio a bocca operta! e tu a 'nventatte
le peggio cose, e a ddì quant'è esiggente…
E quelli llì a riprenne…a intervistatte….
Mo pe tre mesi e più sarò na diva:
me sbatteranno su tivvù e giornali
che artro che lavori interinali!
E imbrojo o no, l'opposizzione l'usa
pe ffà girà er veleno…come scusa…
E io…mignotta…però attrice!…Evviva!"
Acqua frizzantina
(a Lisa)
Sei come l'acqua della ferrarelle,
che è come lo champagne, ma è modesta,
e lievemente frizza e non dà in testa
e il meglio è di fontane e fontanelle.
Zampilli fresca e bella fra le belle,
come fa l'acqua ai giochi della festa
che balla con le luci; sei onesta
come acqua di sorgenti villanelle.
Acqua ch'è vita, acqua che ristora
sei tu pel cuore mio che pellegrino
nel sole va cercando una dimora
e in te la trova, e come un assetato
a grossi sorsi più che col buon vino,
ti prende fino a che non s'è ubriacato.
È solo e nient'altro che un fuoco di paglia
È solo e nient'altro che un fuoco di paglia
l'amore che dura una mezza stagione,
che andando non lascia neanche il magone
perché non ne resta nemmeno una scaglia.
Chi dice che quello sia amore si sbaglia,
che è fuori concetto, e fa confusione,
perché è tutt'al più un'infatuazione
e chiunque lo nega è un somaro che raglia.
L'amore è il collante più forte che c'è
e attacca due cuori indissolubilmente
e se non li incolla…amore non è.
E se non è amor, dire "amore" è sbagliato
che è come sbagliare - e coscientemente -
il nome che sul passaporto è stampato.
Amore è parola che è stra-inflazionata:
usiamola con parsimonia e - umilmente -
diciamo: è voglia…d'una bella scopata!
L'illusione
Stavo a cercatte pe mare e pe tèra…
che già pensavo che nun esistevi,
oppuramente che t'annisconnevi,
o ch'eri sortanto na dorce ghimera
che me inzognavo de giorno e de sera,
e che de notte venivi e parevi
innammorata anche te, e me volevi…
Quanno un bèr giorno t'ho vista: eri vera!
Sì, quella llì eri te spiccicata,
bella che mejo n sapevo penzatte,
eri la donna da sempre inzognata.
Sì, t'ho trovata, ma mo n sei più mia:
mo l'illusioni so come sò ffatte:
pònno ridutte da…buttatte via!
La frana
Senza misura è la pioggia:
svista del cielo?
Il monte si scioglie e torrente si fa
e senz'avviso, impetuoso
si lascia cadere, irrefrenabile,
su case, su cose, su inermi
che già ha condannato, e niente s'oppone.
Cresce cadendo, come valanga,
trascina, sradica, abbatte,
feroce boato nella notte di pace
dentro la vita irrompe e l'uccide,
coltre sui corpi strappati, straziati
che neanche l'orrore han gridato,
e il fango, nasconde.
Non s'avvede, la frana,
mentecatta,
e solo placa la corsa al massacro
quando giù si distende, inebetita, e tranquilla.
Ora a cadere sono soltanto
lacrime amare di chi l'ha scampata,
e accuse alle colpe…colpe di chi?
Le due sorelle (politica 2010 e prima, e poi…)
La sinistra, affacciata alla finestra,
con occhi biechi e tanta spocchia addosso,
guardava scossa quel saltar del fosso
assai riuscito a sua sorella destra,
per quanto, lei, "maldestra" la chiamasse,
e tanto - si credesse - superiore
da non lasciar - credeva - ammiratore
che a un posto di governo la portasse.
Così, lei prese a mordersi le mani
quando, al contrario, vide sua sorella
cercata dalle masse, e bella, bella,
raccogliere i lor "Sì" a piene mani.
E livida, si fece, dall'invidia
la povera sinistra - sinistrata -
e prese - dal livore avvelenata -
a spodestar la destra co' ogni insidia.
Provò di tutto: anche false accuse,
chiedendo aiuto a toghe e contro toghe,
e a meschinità, come da droghe
imbarbarita, e sempre pronta a "chiuse",
e mai "aperta", o a fare opposizione
in modo costruttivo e intelligente,
credendo di incontrar gratuitamente
sostegno, devozione, approvazione.
Però non fu così, e così, la destra,
andava sempre avanti e lei restava
indietro…e chiacchierava…e bisticciava…
su schermi e inchiostri, e a fare la maestra
di …che!?...Se…non dirige più…l'orchestra?
Che è un male…! Ma la cosa più sinistra
di questa storia è che - chi amministra -
come anche il detto dice: "amminestra",
e è questo quel che - solo - van mostrando
da anni, tutt'e due (e non solo adesso),
da sempre pronte a far di tutto un cesso,
ch'è il tornaconto lor, che van cercando,
e sempre si detesteran fra loro,
facendoci sperare, e parteggiare
per l'una o l'altra, le sorelle…care.
Care assai! Che ci costan più dell'oro!
Lo Scorpione
(a Lisa per il 31 ottobre)
Che giornata, quer giorno der trentuno
ottobbre! Lampi, tòni…Che buriana
su ner celo! E su la tèra, ognuno
tremava ar soffio de la tramontana.
Faceva, inzomma, un tempo che a nisuno
j'annava de sta fòra e, cosa strana,
sortanto un animale, solo uno,
sortì da un sercio usato come tana.
Era nato quer giorno, pe na sfida:
"E chi me pò fermà, sò no scorpione!
E me fa un baffo pure er setticida!
A mme me po fermà solo l'amore".
Quanno, un ber giorno, se sposò un Leone,
tenne le pinze, e a lui je dette er còre.
Corna
e bollature
L'uomo che tradisce è un lestofante
e ne merita tante
di corna dalla moglie e dall'amante.
Ma quest'assunto è cosa che assai scotta,
che l'uomo - stando al detto - va con tutte…
e quelle allor…divengono mignotte
pur anche fosse solo per vendetta,
e non si salvan neanche le più brutte.
Ché ormai le donne non son più…distratte,
non se ne stanno più lì zitte, zitte,
ma mettono le corna come matte
che in testa a lui e a lei stanno ben ritte!
I boccioli sbocciati
(a Lisa)
Ho preteso di entrare nel giardino
dei petali frementi
dei tuoi boccioli appena scappucciati.
Avido di vita l'ho annusati
come sommelier esperto il vino
novello rosso dagli acerbi accenti.
Voglioso t'ho guardata ed ho preteso
di dirti tutto quanto
con versi improvvisati e con ardire
quello che mai avrei saputo dire,
col cuore in mano, acceso
dalla fragranza del prezioso incanto
ho detto, come in un gioco d'azzardo…
M'è sembrato vederti
appena, appena scuoter come un fiore
per l'alito di vento, un tremore…
Ti colpì, forse, il dardo:
forse il segno per me di consolarti.
Ed è così che i petali ho sfogliato
dei tuoi boccioli appena scappucciati
e quello che ho preteso
in nome dell'amore abbiamo preso
come a un sogno rubato.
E i tuoi boccioli…erano sbocciati.
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Per la Sagra del Cocomero a Villa Claudia (Anzio) - Agosto 2010 -
Er cocommero e er cocommeraro
Aoh, datte da fà…guà si che rosso!
Tassella, spacca, affetta…intigni er muso
e succhia tutt'er sugo a più nun posso,
che qua st'usanz'antica è ancora in uso.
E in tutto quant'er monno sto gran frutto
è la benedizzione d'ogni estate:
fa vedé bbello pure quann'è bbrutto,
facènnose magnà…a scorpacciate.
È 'r frutto zuccherino pe eccellenza,
è tutta porpa rossa saporita,
e si lo vedi nu ne pòi fà senza
che già te stai leccànnote le dita.
Venite qua a provà si che goduria
pell'occhi, pe la gola, e pe la panza
ch'è a st'a sporpà er cocommero e l'anguria
che qui trovate bbòni e in abbondanza!
L'Era de la Civirtà
A nasce ce vò poco, e a morì, pure.
È a cresce che ce vò tanta pazzienza
cor tempo che nun passa…e tante cure
che a ogni età nun se ne pò ffà senza.
Ce tòcca passà immezzo a le paure
e all'affanni speranno che la scenza
ce facci vive vite più sicure,
e chi governa ciabbi più coscenza.
Er giorno che sarà così staremo
nell'Era detta de la Civirtà:
nasceremo, vivremo e moriremo
uguali tutti quanti in tutt'er monno:
senza fame, né guere…in libbertà.
E se pò ffà…si tutti quanti vònno.
Sospira il poeta,
nasce un'emozione.
E sgocciola dal cuore la poesia.
A.B.
I sospiri dei poeti
È pregna l'aria ormai dei lor sospiri
disseminati a spaglio come il grano
raccolti dalla punta d'un pennino
e sopra fogli bianchi partoriti.
Parole liberate dall'angoscia
di starsene rinchiuse e quindi oppresse
nel breve spazio dei lor petti inquieti
e pronte a farsi largo in altri cuori.
Aspettano di esser come fiori
raccolte a profumar di sensazioni
ogni animo capace di assorbirle
e ad adottarle come lor creature.
Rinascono ogni volta a nuova vita
e nuova vita portano esse stesse
ché nei terreni fertili attecchiscono
così figliando ancora, e ancora, e ancora…
È quel che accade sempre ovunque al mondo
ad ogni sospirar d'ogni poeta
che sempre porta in lui nuova emozione:
e sgocciola dal cuore la poesia.
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il più alto comune di Roma, ai confini con l'Abruzzo
Cervara…in paradiso
Se n'annavamo pe la Tibburtina
ner mentre che vedessimo 'na roccia,
e su la roccia…come un ber presepio.
E annassimo, salenno e risalenno…
Sopra le rocce c'ereno cresciuti
li muri, co le porte e le finestre,
li scalini, scorpiti propio addosso,
e archetti tutt'un blocco co le case,
case quasi scavate in de la roccia,
co immezzo tante scale a saliscenni,
come fettucce tutte sbrozzolose
de roccia…roccia…roccia a sprofusione,
adatta solamente pe li muli,
che annaveno arancanno pe 'r paese.
Se scivolava sopra a quela roccia
tant'era tanto lucida e allisciata.
Chissà da quanto tempo era pistata,
da zoccoli de bestie e sòle e tacchi,
e pure piedi scarzi de la gente
che lì a Cervara cià trovato er mejo
der mejo d'un paese de montagna.
Ce sta un muretto a un lato de na piazza,
piccoletta: un salotto, 'ndo' l'immenso
cell'hai davanti all'occhi, arché te senti
che sei arivato a stà su in paradiso,
e speciarmente quanno viè la sera
che er sole scenne, e colora de rosa
l'affresco che te godi da quassù.
Giujetta e Romeo
Si n fussero defunti giovinotti
Giujetta co Romeo, lassù a Verona,
sarebbero rimasti tanto còtti
davero pe anni…o la nota che stona
coll'anni, dopo mille, e mille notti
arfine je stonava la canzona
der t'amo tanto, da esse arfine rotti
l'ull'artro, indove lei nun è più bbòna
e bbella e fresca, e piena de virtù,
e llui diventa un mostro de difetti
e quer che c'era, dopo n c'era più?
N se saprà mai…Ma è grazzie a sto mistero
che er granne amore de li sopraddetti
ce piace che sia eterno pe davero.
È 'r bisogno de crede
che c'è ! l'amore eterno e scassa petti,
e ognuno ne vorebbe esse l'erede.
Un fatto, una poesia.
Il giornalista-conduttore Michele Santoro, fa un po' troppo il birichino
in diretta TV. È rientrato da poco, dopo essere stato allontanato per la sua
…esuberanza dettata dalla sua fede-veleno politica. E continua. Lo
riprendono, ma non accetta, ché si ritiene intoccabile, e manda a quel paese
uno dei massimi dirigenti dell'azienda (Masi). Così riviene allontanato per
dieci giorni: apriti cielo!
(Ottobre 2010)
Ma manco Giujo Cesare!
Ma manco Giujo Cesare, er divino,
co la corona in testa e co la gloria
e co l'impero in mano, tanta bboria
nun ce l'ha mai avuta. E un moscerino,
pe quanto grosso e cor ciarvello fino
e pure gnente male in oratoria -
sippure a vòrte un po'…accusatoria
- concesso ch'è un tipetto fumantino -
se crede quello che l'informazzione,
si nun ce fusse lui, s'annebbierebbe.
Ma è certo che fa un po' de confusione
su libbera oppignone e libbertà:
mann' affa'…tutti quanti, e sbranerebbe
chi pòi ce manna a llui, che 'n ce vò stà!
Eh, caro Michelino!
Chi manna…si je tòcca cià d'annà,
ciai voja a sbatt'er pugno e a ffà …er divino!
Mare incavolato
(nisuno è mai contento)
Che sleppe! tutte cariche de sale,
che senza un freno er mare incavolato
je sta affibbianno assieme ar maestrale
a la scojera senza ripìà fiato!
Gni sleppa je se sfragne sur frontale,
che regge l'urto, e poi co un gran boato
er mare fa no zompo in verticale
schizzanno a l'impazzata, ingravidato
de rabbia e de furore…da paura!
Però si che bellezza quela scena:
quei sòni e movimenti sò arte pura.
E che sprofumo che entra drent'ar petto!
Ched'è, però, che nun fa stà serena
l'acqua e l'onna? Chi je sta a ffà dispetto?
Nun è che je va stretto
er mare, e n vònno quela baricata?
È smania de…libbertà esaggerata?
Abbasterebbe poco
Cor poco a vòrte ce pòi fà più tanto
che a ffà quarcosa co n se sa co quanto.
E a ffà co tanto manco c'è bravura,
ma questa, a ffà co poco, è sicura.
Tu guarda la ricchezza…E che ce fai
si 'r còre che lei cerca nun ce l'hai;
e er còre, a tte, te l'hanno rigalato
pe'r fatto solamente d'esse nato.
Nun ce sò costi, nun ce stanno spese
a ffà un soriso che, senza pretese
je fai a uno che ce l'ha cor monno
e cerca de tirasse su dar fonno.
E na carezza…? Vòi mette na carezza
che je sa daje tanta più certezza
più de un gran rigalo a un fanelletto
che più de gn'artra còsa vò l'affetto.
E che diceva a Assisi er poverello:
"Guarda llassù in celo quer fringuello…
cià tutto quanto puro si n cià gnente,
ma no pe questo je pòi dì pezzente".
Ma quanti ce ne sò ricchi sfonnati,
che n cianno pace e arubbeno sfrenati,
che nu j'abbasta mai de st'a'mmucchià…
ma nun è mica vita, quella llà.
E 'nvece abbasterebbe tanto poco…
Nun dico solo l'aria, l'acqua e 'r foco,
ma quer che serve a vive degnamente,
rispetto pe se stessi e pe la ggente.
Un fatto, una poesia
Viva la libertà e la pluralità di stampa e di pensiero…Però "Il
Giornale"con Feltri-Sallusti non doveva pubblicare certe cose (questioni
Marcegaglia, Fini, etc...)…Addirittura sono andati a sequestrare materiale
in redazione…(Boh?!) Eeeehhhhhhh!!
(Ottobre 2010)
Er còro…solista
(l' assolo)
Libbertà…Ma nun è che sta parola
ch'è na parola bella pe davero
nu è più né meno che na banderola
in bocca proprio a chi n'è annato fiero,
e mmo la usa pe na cosa sola?
Pe ammascherà quer certo su' penziero
pe cui - si puro è solo na gran sòla -
lui pò dì tutto contr'er monn'intero,
ma guai si l'artri dicheno la loro
avennocene artro che er diritto!
Ma è questo er punto: fòra da quer còro
chi canta quer che nu je piace, è solo
buciardo e reazzionario…e ha da stà zitto,
ché nu je deve ruvinà…l'assolo!
Un fatto una poesia.
Dedicata a Sarah Scazzi, bella ragazzina quindicenne uccisa a Avetrana (TA)
da zio e cugina per un nulla, il 26 Agosto 2010 e fatta ritrovare dallo
steso zio, in un pozzo, in ottobre.
(Le indagini sono ancora in corso: ottobre 2010).
Sarah
biondina di quindici anni
Aiuto! Me soffoca…Aiuto! Aiuto!
Nisuno me sente? Come hanno potuto?!
Me manca er respiro…Me sento sturbà!
Nu j'ho ffatto gnente…me possi cecà!
Aiuto! Me strozza! Sto qui a sta cantina…
Ma sò proprio loro…mì zio…mì cuggina!?
No, no…nun pò esse…e come pò esse!
Loro sò er sangue…le carni mie stesse!
Perché me farebbero tanto penà?
Sarà che, a la fine, sto solo a inzognà?
Però me fa male…Aiutame, ma',
ndo' stai…ndo state? Sentite? Sto qua!
Madonna, sò morta! Ma allora…era vero!
Io sò solamente…Oddio, No! Ero!...
Ancora ero solo na regazzinetta
e m'hanno spenta…come na sigaretta,
e poi lassata a marcì drent'a 'n pozzo
senza nemmanco fà un quarche singhiozzo.
Ma…si n pòi fidatte, in quer monno sciacallo,
nemmanco der sangue…nn'è mejo lassallo?
Io nun volevo: l'ho dovuto! lassà
pe zio e cuggina…'N se pò perdonà.
Come foglia d'autunno
(dedicata a Lisa)
Sono foglia
e tu sei il vento,
e come il vento vai con gli umori,
e accarezzi…
dondoli…sballotti…strappi, ed io
in mano tua godo, m'adagio,
subisco…fin quando dal ramo
non mi staccherai, e giù cadrò,
come foglia d'autunno.
Quann'er commento
te porta ar…pentimento.
Dedicata - con sincera simpatia - a Alessandro Palmieri
di cui mi piace la poesia, e che ha comunque apprezzato la poesia su cui ha
fatto il commento inappropriato..
Grazie a Roberto Bottiroli, che è già intervenuto
con una sua apprezzata precisazione.
La "tronca" vale meno…sembra a tte,
ma 'nvece vale quer pezzetto in più
che mancherebbe, e invece…! Sai ched'è?
Che a vòrte più che a ddì, o a buttà ggiù
su un fojo quer commento che nu regge,
pe ddì: "Lo vedi…? Ne so più de te",
faressimo più mejo a 'nnass'a llègge
le regole…Ma spece a ddì fra sé:
"Ciavrò raggione io, o ce l'ha lui?...
Che er dubbio è na gran cosa e pò aiutacce
a nun cascà ne li tranelli bui,
e spece a sparambià…le figuracce.
La nòva…genesi
Ner creà er monno, dio creatore
fece ogni cosa co li controfiocchi,
sortanto che, l'umano - traditore -
a un certo punto je li fece a tòcchi,
pe cui - pe quanto gran signore -
lui prese l'omo e je parlò a quattr'occhi:
"Io t'ho creato e ciai avuto er còre
de tradimme…Ma a tte e a li gran farlòcchi
che come tte hanno fatto male 'i conti
ve bbutto fòra da sto paradiso,
così 'mparate a ffà li finti tonti.
E com'ar diavolo fò: "Vade retro!",
a tte e a lloro - cor più bèr soriso -
ve mann'a stà co…Grillo e co Di Pietro!"
Pre-condanne…a riscatto
Pe avvantaggià lo sconto de' peccati
che l'omo fa finché lo tiene in vita -
intanto che veranno riscattati
co la condanna che viè stabbilita -
immezzo a certi artri ritrovati,
l'eterno se n'è uscito co st'uscita:
"Pe alleggerì le pene ai condannati,
ner dopo che sta vita j'è finita,
li vòjo fà penalli già da mo
co li governi e co l'opposizzioni:
sortanto e sempre tutto un fregandò,
ma spece a vive ne li condomìni
pe faje aribbollije li maroni
in tutte l'assemblee co li vicini".
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che politica è…?
Io!…al posto suo.
A ognuno piacerebbe avere il vento
che soffia nella giusta direzione.
Problema è: chi deve far contento
il vento in mezzo a tanta confusione
in cui ognuno ha quella presunzione
di essere quell'asso…quel portento
con la bacchetta della soluzione
d'ogni malanno (sempre in incremento)
e è sempre pronto a dirlo chiaramente:
"È semplice! La svolta del Paese
è strettamente e proporzionalmente
connessa alla cacciata del…tiranno…"
Ch' è un: "io al posto suo" ben palese,
che serve solo a accrescerlo, il malanno?
Cantilena…cantilena…
"Cantilena…cantilena…" cantavamo
senza grilli per la testa, spensierati,
creduloni affascinati dal nonnulla
dalla culla fino a già ragazzinetti.
Cantilena, cantilena…a qualche insetto
stretto, stretto tra le dita; a una farfalla -
delicati per non lederne le alette -
e lasciar la polverina tutta intatta.
Cantilena…pe' arricchir la fantasia,
sulla scia di canzoncine anche inventate
lì per lì, nella serate, quando in casa
preparavano la cena mamme e nonne,
con le gonne, ancora, con semplicità…
Preparavano minestre e le verdure
colte appena dalla terra, sui fornelli
con la ventola per attizzar la fiamma
mentre andavan le faville pel camino
dondolandosi al cantar di cantilene.
Cantilena, cantilena…ormai riposta
in un angolo del cuore, e lì scordata,
in un canto della casa di campagna,
in soffitta, al paesello, o in città
dove la precarietà era iniziata.
Già la fretta…già il rumore…distraeva
e pian piano si pensava ad altre cose…
Più sofistiche e ingegnose, meno adatte
a parlare ad un insetto, o al proprio cuore,
però utili ad entrare, tuttavia,
in un mondo ancora nuovo e sconosciuto,
che ha creduto di far bene ad inventare
qualcheduno che cantare non sapeva,
né sognare con la dolce cantilena.
Cantilena, cantilena di una volta…
Senti!...Ascolta! Chi lo vuol la sente ancora,
e migliora la sua vita se la canta
quando l'anima è più affranta, più provata.
Cantilena, cantilena…Già sorride,
fortunato, chi in cuor suo l'ha ritrovata…
Le verità anniscòste, rivelate
Da n certo punto in llà…c'era l'abbisso…
ch'è quelo che pensaveno l'antichi:
na tavola, cor bordo tutt'attorno
e, ortre, qua e llà, e su e ggiù,
sortant'er buio e tutto no sprofonno.
Ma 'nvece era uguale, paro, paro,
a com'è oggi: un ber pallone tonno,
ch'è proprio quer ch'è sempre stat'er monno.
Ma quanto c'è voluto a arivà ar punto!
Nisuno ce penzava…ce credeva,
finché uno solo cià provato a dillo
ma ha ffatto na finaccia, poveraccio…
sortanto p'avé detto quer ch'è vero,
e ll'hanno mess'ar gabbio cor siggillo.
Ar giorno d'oggi invece abbasta poco:
na faccia com'er …bronzo, e tanta voja
d'ariccontà frescacce a tutto spiano,
e quarchiduno che te da na mano:
cioè un giornale, la televisione…
Aiuta a esse proprio giornalisti
o conduttori…oppignonisti…
ed ecco creato er granne saputone
de cose proprio minime o de grosse,
che er monno je se inchina credulone,
e gòde a véde quanto sia fregnona
la ggente quanno crede a le cazzate
che spara come fussero davero
le verità anniscòste, rivelate!
E che vòr dì? Vòr dì na cosa sola:
che quanno troppo scrivi e troppo dichi,
immezzo c'è sicuro quarche sòla
e pe evità de fatte prenne in giro,
s'avrebbe da tornà…a li tempi antichi!
La speranza
Tese ha le mani al cielo
come ad afferrare un segno
che aiuti a sopportare.
Ma quel segno è già in loro:
e è la speranza
che le fa alzare e stare tutte su,
come a implorare in umile preghiera.
Fisarmonica galeotta (l'amor che
il cuor ferisce)
Mantice di fisa
respira, aspira e suona
in braccio, stretta al petto,
armonica bellezza.
Mani l'accarezzan,
pizzican garbate,
tastano vogliose
e i suoni melodiosi,
gai, o malinconici,
leggeri, o capricciosi,
muovono capaci.
Fina e celestiale
la voce poi diventa
forte e un po' stridente,
dolce, o un poco asprigna.
Spinge prepotente
a muoversi ritmando
gambe, anche, e il busto
sempre di più, quando
prendi alfin la mano
di chi ti è lì vicina
e inizia il ballo audace
sempre un po' di più.
Lei non ti conosce,
eppure con te vola
il valzer che risveglia
lievi nostalgie,
dolcezze già sognate,
o il tango sensuale
adatto a…strapazzare…
almeno col pensiero,
che - certo - più vorresti
di quanto non azzardi.
Due giri, ancora un altro…
E la novella coppia
coppia già si sente
e quando il ritmo cala
e vien lo slow finale,
stretta si ritrova:
neanche c'entra un dito.
Finché lì sul più bello
arriva il signor Tardi
e frena i tasti e il mantice,
illumina la sala,
si spegne il sogno e cala
un bacio sulla guancia.
"Ci rivediamo?" "Forse…"
La notte la riunisce,
fino all'indomani.
Chissà se l'ha finito
lo sbocciar dell'alba,
o invece è lì che inizia
l'amor che il cuor ferisce?
Un fatto, una poesia
I due casi eclatanti di Scajola e Fini, che avevano le case…e non lo
sapevano…(2010)
Pò puro succede…
E certo, che te credi…pò succede.
Ma te davero sei così sicuro
de sapé tutto, proprio? E chi ce crede!
Ognuno cià - pe forza! - un lato oscuro,
quarcosa che je sfugge, che nun vede…
che nun se l'aricorda…e me figuro
che pe quei due è così…nu è malafede,
perché pò capità: ciai casa, eppuro,
nemmanco ce lo sai…e pòi, 'n ber giorno,
te dicheno: "ciai casa…comprimenti!"
E incredulo je fai: "se….bongiorno!"
Ma poi te renni conto…e te ce 'ncazzi….
"Ma chi me l'ha comprata? Senti…! Senti…!
Ma pe davero, qua sò tutti pazzi!
Mo st'a guardà che pe sti deficenti
che vann'a rigalà le case in giro,
me tòcca puro rimpinzà er vampiro!"
Er poetichese e l'artistichese
( come e peggio der politichese…)
Già sémo pieni de politichese
che guarda si quarcuno ce capisce…!
Davero ce mancava er…poetichese?
De compricà la vita n se finisce…
Ma è matta la poesia, o chi la gestisce?
Nun solo…! Llì se tratta de parole…
Ma ce sta pure er sogno der pittore
che scarabbocchia e impiastra, e dopo vòle
avecce pure er sòrdo, ortre a l'onore.
Ma è matto lui, o chi je dà un valore?
Ar dunque - sì! - è la critica, signori,
che se scappella 'nnanzi a le frescate
strillanno che sò gran capolavori,
ma senza amor pell'arte, e anche, badate,
nemmanco l'amor proprio, perdonate.
E spesso e volentieri ce sta pure
che sei o che nun sei, seconn'er lato
indove che te trovi…Sfumature
de chi politicizza pur'er fato...
e chi sta qua e no llà…è squalificato.
Controindicazioni
"Che voglia di gelato, cara mia!"
"Non puoi, mio caro, in mezzo ci sta il latte…"
"Lo so, lo so…va bene . E allora sia
per la pizza che fa che non si batte
Gigetto, il pizzettaio sulla piazza…"
"Oh, non sia mai!…La pizza ti fa male,
lo sai…c'è la farina. Sarei pazza
a fartela mangiare…C'è anche il sale!"
"E allora ci prendiamo i gamberetti
da Checco, che li fa con un sughetto…!"
"Ma scherzi? A Checco tutti i miei rispetti,
ma c'è il colesterolo, e anche ristretto…"
"E dunque…che mi mangio! La verdura?
E vada per un piatto di cicoria
bell'abbondante, e frutta, che è sicura
e fa assai bene…E fine della storia".
"Ma vuoi scherzare? Con verdura e frutta
in quella pancia tua tutt'infiammata
la passeresti veramente brutta
sia la serata che, anche, la nottata!"
"E dunque berrò solo un po'di vino,
che ancora c'è quel rosso da stappare…"
"Fortuna che ti sto sempre vicino…
Con la pressione tua…Vuoi crepare?
Ma dai…che io l'avrei la soluzione.
Lo so che hai tanta fame… l'ho capito.
Io non ho alcuna controindicazione:
mangiati…me e…soddisfi l'appetito!"
Vorrei come un gatto avere sette vite
(a Lisa)
Vorrei come un gatto avere sette vite
e dall'alto zompare senza farmi male
e senza esitazione allontanarmi
lasciando solo chi m'accoglie e sfama
e solamente quando ne abbia voglia, tornare
e accoccolarmi tra le braccia, al caldo.
Vorrei sentirmi sempre vezzeggiato
com'ogni gatto si sente, e approfittarne…
Avere tanto, per niente, e poco dare,
da chiunque mi conosca, o mai incontrato,
senza obbligo a ridare,
e ricambiare non saper che sia.
Vorrei del gatto aver le sette vite
per vincere ogn'intralcio della vita
e ancora più ogni ostacolo ad amarti
per sette lunghe vite, ma soltanto
se anche tu
le sette vite avrai pe' star con me.
Un fatto, una poesia.
Ci risiamo: contro il governo "traballante"ecco riapparire i
"fallimentari"…le ennesime primarie (ma non le hanno fatte poco fa convinti
di aver risolto ogni problema?)…le divisioni e le addizioni, le cacciate, i
voltafaccia, le defenestrazioni… ma sia chiaro: tutto sempre fatta a regola,
con tanto di ennesimo cambio di nome…- Ma a ogni cambio di nome - com'è
ormai inoppugnabile consuetudine - non corrisponde il cambio di cervelli…Non
sanno chi sono e chi debbono essere, e nemmeno cosa stanno lì a fare e che
cosa faranno e con chi lo faranno… Però….l'attuale Governo, traballa! (Da
loro si tratterebbe solo di vitale democratica dialettica) Eeeeeehhhhhhh!!
(Settembre 2010).
Ammollate!
E abbasta! E annate a ffà n antro lavoro!
E su…! Si n sete bbòni nu 'ntignate
a ffà na cosa in cerca de l'alloro
che n fa pe vvoi, e annamo, e su, ammollate!
E porca miseriaccia, ma er decoro
ndo cacchio ce l'avete…Ve penzate
davero de cammià la cacca in oro
dicenno gniquarvorta le stronzate
e fàvve l' incantesimi e smucchiavve
de qua… e pòi, dellà - co stessa ggente
ma un nome nòvo - stàvve a riammucchiavve…?
Ma chi ve st'a guardavve e a sentivve
davero - ve penzate - è deficente?
Ormai ve po'sortanto…compativve!
Un fatto, una poesia
L'Europa tira le orecchie a Parigi. Perché? Perché Parigi non ne può
più…Come anche Roma (a parte i "di qua del Tevere" e tanti "buoni" ispirati)
e anche altri.
Ma il bello, o il brutto, è che chi tanto ha da dire è però troppo spesso
chi il problema non lo ha. E nemmeno lo vuole avere! Eeeeeeehhhhhhh!!!!!!
Addirittura, Madrid aveva sparato contro…
È emblematico che dalle urne svedesi è ieri (19 sett 2010) uscita la destra
con addirittura l'estrema destra al governo. Vorrà dire qualche cosa, o no?!
Forse si sta esagerando in…" bontà"?Non che chi non sia pervaso (o invaso)
da tale "bontà" sia per forza cattivo…tutt'altro!
(Settembre 2010)
La famìa de…strani
A sòri còsi! Embeh? Ma nun ve passa
sta gran bontà che a spese de artra ggente -
e certo no de voi - co la grancassa
venite a predicalla santamente
da noi, ndo ce battete puro cassa
ner senzo che a quer modo prepotente
vorèssivo che mantenemo in massa
(volemo o no…nun ve ne frega gnente)
li tizzi che voi…manco da lontano…!!
Ma quant'è bbello a esse tanto "umani"
e a nu sporcasse manco un po' le mano!
Ma Europa che vòr dì: semo, o nun semo
sta "Gran Famìa"? Se!...Famìa de…strani,
ndo' 'r dritto cerca a fasse a chi è "più scemo"!
Un fatto, una poesia.
Gennaio 1994. Una glielo taglia al marito, per punizione. Il tribunale,
assolve.
Pene de l'inferno!
Bada, pisè, che qua tira n'ariaccia…!
Pe 'r papa sei l'arnese più infernale,
e er capro espiatorio d'ogni male,
e insiste e ce se intigna; e t' 'o rinfaccia
si giochi fòr der letto cognugale.
E rompe co la solita frescaccia
ch'è un peccato mortale e te minaccia
si metti er guanto, o cammi de…canale.
E inortre all'Aidiesse assassino,
mo puro er tribbunale ce se mette,
che si a una je ggira e te f'a ffette
nun c'è probblema: va in assoluzzione…
Sò tempi bui, ma c'è na soluzzione:
si pure sei n po' troppo libbertino
ma vòi sarvà er presente e anche l'eterno,
astiette e soffri…pene de l'inferno!
Pei campi, covoni di paglia
Pei campi, covoni di paglia, e in terra
del grano tagliato, spuntoni, e piante di piedi
a correrci su, come fachiri…
La pula polverosa, al vento
la trebbiatrice ha sparso,
e il vino è sceso per l'assetate gole.
La sera accoglie e abbraccia
i giochi differenti
di piccoli e di grandi, in un delirio
d'ognuno secondo i propri sogni d'aria...
All'ombra del gran noce lì sull'aia
han desinato tutti quanti assieme
a festeggiare e riposar le membra, stanche
e umide, ancora.
Ultimi grugniti, l'asino che raglia,
e l'odore della stalla, di erbe e di respiri
d'umide froge di mucche laboriose,
e mansuete,
e il filtrar di luna in mezzo ai pioppi
e lo scendere dolce
dell'incanto sereno
d'una notte stellata.
Senza parole, senza far rumore
al cielo tutta piena di speranza
sale con il fumo del camino
dell'oca arrosto - premio e tradizione -
la semplice preghiera
fatta di terra, pel domani
che mai venga a mancare lì sull'aia,
e nelle stalle vitali e odorose,
e per i campi, nel caldo e nell'inverno
ora che il sole d'oro andrà a riposo
lasciando una promessa sulle pelli
bruciate
di uomini, di donne, di bambini.
Il bugiardino
Il bugiardino è quel foglietto scritto
- confezionato coi medicinali -
che a lettere minute e fitto, fitto
lista gl'ingredienti e quali mali
ti cura, e al tempo stesso invece, quali
può far venire, ipoteticamente,
che sono peggio degli originali
e t'impaurisce e non ne fai più niente.
Ci fosse sempre pronto un bugiardino
in tutte le occasioni della vita,
come quando, ad esempio, sei vicino
all'innamoramento e lui t'addita
i pro e i contro…che non è una gita
innamorarsi: può essere rischioso,
infatti, e può portarti una ferita
nel cuore, ché non è sempre gioioso
trovare l'amorosa, o l'amoroso.
Sonetto ar…Sonetto
Quant'anni sò che vai girann'er monno
pe ddì le còse a un mòdo che la ggente
capisca quer ch'è detto chiaro e tonno,
e a na magnera assai coinvorgente!
Tu sai parlà de tutto, sei feconno:
sai dì d'amore e d'odio come gnente,
sai esse dorce o tristo assai, seconno
a chi je vòi parlaje apertamente.
Dar "dorce stile nòvo" de Firenze,
a quelo romanesco, acerbo e tòsto,
n'hai fatte de proteste e confidenze!
E ancora oggi, antico e rinnovato,
sei te che sei pe quer che nu st'a pòsto,
o pe acchiappà*, 'r più mejo ritrovato.
* per conquistare, per fare innamorare…
Da quanto tempo vai girando il mondo
per dir le cose a un modo che la gente
capisca quel ch'è detto chiaro e tondo
e a una maniera assai coinvolgente!
Sai sempre dir di tutto, sei fecondo:
sai dir d'amore e d'odio argutamente,
sai esser dolce a aspro assai, secondo
a chi vuoi dir le cose apertamente.
Dal "Dolce Stile Nuovo" di Firenze,
a quello romanesco, acerbo e tosto,
n'hai fatte di proteste e confidenze!
E ancora oggi, antico e rinnovato,
sei tu per tutto quel che non sta a posto,
o per sedurre, il meglio ritrovato.
Giretto nell'ardilà
Sò stato dellà…nun ve dico deppiù,
ma questo però lo dovete sapé:
de qua da sta parte c'è tutta la mmerda
cacata ner monno e pòi llà rifiorita.
Dellà ce sta invece er più bbello der bbello
che ar monno, più bbello nun s'era mai visto.
Ma adesso voantri vorete sapé
chi è che sta qua e ch'invece sta llà…
Però si lo dico quarcuno s'offenne…
Er mejo è che ognuno ce vada a ffà un giro
pe rènnese conto de ndove st'annà,
così quanno torna vedrà de sicuro
si è 'r caso de insiste a esse com'è
o invece si è mejo che inizzia a cammià,
così che quer giorno de quanno sarà
ner pòsto più bbello s'andrà a risvejà.
Come un gelato che si squaglia al
sole
(a Lisa)
Come un gelato che si squaglia al sole
è questo bell'amore sfortunato
che presto è nato e presto se n'è andato
lasciandomi così…senza parole.
Ma a rassegnarmi proprio ce ne vuole
ormai che il suo sapore ho assaporato
così come la crema del gelato
e a ricordarlo, tanto me ne duole.
E oggi è più difficile di ieri
che è come un male senza medicina:
non passa ma si aggrava, e ti disperi.
E se la medicina mia sei tu
e tu non torni a starmi qui vicina
da questo male non ne esco più.
Italiani…strana gente
Côr senno der mo vojo divve ch'er monno
sarebbe rimasto a li tempi der cucco
si nun ce stava er ciarvello nostrano
a batteje er "la" pe er più bbello e 'r più granne
che oggi c'è ar monno e che tutti godémo.
Che, sì! è fatto male - e ce lo sapemo -
però s'è inventato de tutto e deppiù;
ma a questo, però, nun ce stamo a penzacce
sinnò nun faressimo a chi è 'r più furbetto
pe véde a chi più sa fregasse a vicenna,
dar più piccoletto a chi st'a governacce…
Ma forse è perché è solo questo che resta
de quer gran ciarvello…ormai tutto spremuto.
Che granne fortuna è aveccelo avuto!
Adesso, però…pare proprio fottuto.
Un discorso…tèra-tèra*
Lo vojo dillo a un mòdo tèra-tèra,
così che pò capimme pure er tizzio
che pe snobbà, o nun so pe che artro svizzio,
oppuro perché proprio nun affèra,
nun pò riuscije proprio de capì,
ch'è proprio fòr der comprendonio umano.
Dicevo, dunque, senza parlà invano,
sinnò se sa come pò annà a finì,
che dico a tutti assai sempricemente:
dovemo sforzà tutti er comprendonio,
sinnò nun solo Tizzio, o 'r Sòr Sempronio,
ma pure Caio…n capiranno gnente.
Ma a voantri che m'avete già capito,
ve vòjo divve ancora tèra-tèra,
che indove n c'è la pace c'è la guèra…
e chi ha capito tutto…arzi er dito.
*in modo molto semplice, molto elementare
Fine estate
Poi piove…
viene il temporale
e chiude gli ombrelloni.
Il sole perde il round,
passa la mano,
sorpreso…
Impotente, la spiaggia,
si risente,
e aspetta altre occasioni
sola e silenziosa…
Sfoglia ricordi
un vento ancora caldo, e mette a nudo
sogni durati un palpito di cuore…
Uno da amare
Il latte di ogni mamma è sempre bianco
pur se i bambini suoi son colorati
con quel colore stesso che lei dà,
e nascono in un modo sempre uguale
da quando al mondo il primo bimbo è nato.
Diversi hanno i suoni, però ogni viso
disegna ogni espressione uguale, uguale
e uguale è il sangue che li tiene in vita
seppur diversi han credo e tradizione.
Di ogni bimbo padre e madre è il mondo
e quando si fa grande…è sempre lui,
quel bimbo in braccio a ognuno che l'ha amato:
è sempre lui seppure trasformato,
e il mondo lo dovrebbe ricordare
e ancora essergli padre e madre, almeno
fratello…quantomeno uno da amare,
allor che l'amarezza della vita
l'avvolge, ed il bisogno torna forte
di avere mani buone per sostegno,
e voci adatte almeno a confortare.
Un fatto, una poesia (fine Agosto 2010)
Gheddafi è a Roma per celebrare e ribadire il patto d'amicizia
Italia-Libia, instaurato con Silvio Berlusconi qualche anno fa. Con
l'occasione si fanno nuovi accordi per l'espansione della nostra economia in
Libia. Ma Gheddafi, al modo suo, si circonda di centinaia di ragazze che
vorrebbe convertire all'Islam, e se ne esce dicendo che qui diventeremo
mussulmani. E chiede 50 milioni all'Europa per impedire l'emigrazione di
massa di africani, attraverso le sue coste…Quante ne sono state dette…!
Er profeta beduino
"Ma te, te senti offeso pe davero,
a Re', pe via ch'er solito beduino
ha detto còse che nun sò un mistero
pe chi cià l'occhi operti sur casino
voluto da li stessi bofonchioni
che stanno ad aggitasse pe un ber gnente
e nu lo fanno quanno, da gran… bbòni
fann' a chi de loro è più…accojente…
E che avrà detto mai…! Che un ber giorno,
saremo tutti quanti mussurmani?
Co tutti quelli che ce stann'attorno,
e che più ne veranno, più …"l'umani"
voranno che veranno pe…ffà bello,
pe ffà più bbòno, e ffà…lassamo stà!…
- insomma ce lo sai er ritornello…-
de che se vònno stà a meravijà:
qui, due più due fa quattro, avoja a ddì!
E si' r cristiano va - via, via - sparenno
pe lassà er posto a lloro, èccoce llì
che un giorno sarà come sta dicenno…"
"A Ro', chi st'a 'ggitasse, mo, sò quelli
che je starebbe bbene addirittura
de st'a sfrattà la croce pe esse bbelli…
Che granne confusione da paura!
E pòi…c'è chi st'a ddì "'r teatrino…"
Ma si 'r teatrino - metti ch'è così -
ce porta li contratti cor vicino,
ce sputi sopra? Famose a capì…
Poi sempre a ffà coll'artri er paragone:
Pariggi, Londra…tutt'er cucuzzaro…
Ma è a nnoi che sta vicino quer campione:
e er gasse suo ce serve, amico caro!
Piuttosto me dirai che quer drittone -
sippure ar modo suo "naiffe" - ha chiesto
arfine a tutti quanti de l'Unione
- no sol'a nnoi - cinquanta mìoni…e questo
è un gran ber passo pe spartì li guai
co pure tutti quanti l'associati -
dell'invasione…(e che sto a ddì lo sai…) -
che infin'adesso se ne sò fregati!"
Pio, il galletto
Pio faceva il galletto con tutte
e tutte quante aspettavano Pio.
Lui contentava le belle e le brutte
e per ognuna lui era il suo dio,
dio onnipresente e onnipotente.
Lui le passava ogni giorno…in rassegna
sempre in maniera educata e vincente
e ognuna cercava di esserne degna.
Quel ritmo, però, a Pio lo stancava:
e fu invitato perciò un altro gallo.
Ogni gallina così sospirava:
"Chissà che forza…io vojo provallo…!"
E in poco tempo arrivò lì al pollaio
un gran bel gallo pennuto e crestato,
e tutto vispo, e allegro, e gaio:
davvero il gallo da tutte sognato!
Ora era lui che aspettavano tutte
Lui si gonfiava e andava su e giù…
Che belle zampe, nervose e asciutte,
che cresta da sogno tutta all'insù!
Era più bello del più bel pavone.
Ma il tempo passava e lui…non beccava.
Oh, gallinelle, che gran delusione!
Così, per Pio la fila aumentava,
ché alle solite sue puttanelle
s'era ora aggiunto il galletto …ribelle.
Morale sia che non è la bellezza
che fa del gallo maestro in…destrezza!
Un fatto, una poesia.
Moschea a "Ground Zero".
11 Settembre 2001: Manhattan esplode per mano mussulmana, le Gemelle
crollano mutilando perennemente l'America. I morti ancora non si sono
rassegnati…E il Presidente Obama progetta di costruire una moschea - perché
da quelle parti manca - proprio nell'area dell'immane tragedia, voluta,
studiata ed attuata per uccidere, per distruggere…Alla faccia dei suoi
concittadini che piangono ancora lacrime di sangue, e del mondo intero,
almeno la parte di questo, che rimane sana e di buon senso. Ma con che
faccia?! (Agosto 2010).
Intanto le reazioni che ci si aspetterebbe, non si fanno sentire. Chissà
com'è…?A parte il tizio che vuole bruciare il corano. Brutta cosa, ma
bisognerebbe anche stare attenti a non provocarle certe mattate. Nessuno
dice di non farla, ma perché proprio lì…a provocazione? Ah…è invece per
tollerare? Ma a quei poveri disgraziati li hanno presi per santi franceschi?
In un'altra area non andrebbe bene? Per le persone sensate sarebbe molto
meglio.
Ma co che faccia…!
J'ha ffatto schioppà er còre e le budella
a quele poveracce de Gemelle,
che ancora addosso cià la tremarella
la ggente de Manhattan, co la pelle
che cola ancora er sangue e er porverone,
e ancora cià legato ar braccio er lutto,
e quer "brav'omo" mo che je propone?
De stacce a passà sopra e scordà tutto,
e - pe ffà véde quant'è bbòno lui -
de faje pe rigalo na moschea
perché llì nun ce sta, ragion pe cui,
je tòcca a ffalla e ffasse la nomea
de quello che ner monno è l'omo giusto…
Ma infino a quanto - si anche presidente -
un omo vò esse tant'appariscente
da delirà e provacce tanto gusto?
Ma quello, co che faccia vò pretenne
de fà quer che vò ffà, cinicamente,
che si era Bush ansai ogn'emittente…!
Solo uno come llui…lo pò difenne.La sorte
O prima, o dopo, quanno ch'è 'r momento
- ch'è quanno lo sa llei e llei sortanto -
comincia a ruvinasse er bell'incanto
d'esse tutto gajardo e arcicontento.
Da la capoccia, piano, piano er vento
te porta via 'r capello ch'era er vanto
de mamma tua e er tuo, e ner fratanto
lo sguardo luminoso se fa spento,
e pèseno le gambe, sempre più,
le rughe nun se conteno, e 'r groppone
te cala, e poi se incurva tutto in giù.
Mo solo su le foto resti bbello,
che quant' a specchio…nun c'è paragone.
Che armeno, armeno…resti in su er pisello!
Un fatto, una poesia (Agosto 2010)
Parigi, e dico: "liberté-egalité-fraternité", sta mettendo delicatamente
alla porta un po' di Rom, e, con addirittura una sommetta in tasca, li
riaccompagna a casa. La Romania si è liberata della gran parte di loro
(forse della stragran parte) e i Romeni ne sono tanto contenti (come li ho
sentiti affermare in più occasioni personalmente). Apriti cielo! Pronte le
reazioni dei "buoni" di ogni tipo, in casa e fuori casa. Buoni, sì, ma fessi
no…come si suol dire. Razzisti? Mettiamola così. Tuo cugino bisognoso ti
manda suo figlio, tuo nipote…ma diciamo anche direttamente: tu hai un
fratello in casa, che ti ruba, non vuole lavorare…Ti costa mantenerlo. Lo
aiuti una, due, tre, cento volte…Poi, magari, ti stupra anche tua moglie.
Che fai? È la stessa cosa. E parlare di "loro cultura"…forse è ormai un
parlare fuori tema. Tutti avevamo un'altra cultura… ma ognuno si è dovuto
adeguare: una volta eravamo tutti contadini…c'era lo jus primae nocti, per
dirne una…C'era la supremazia della nobiltà, si bruciavano le streghe, a
scuola chi ci andava e chi no….Insomma….D'altra parte, la vera primaria
pecularità della loro cultura è che "erano" nomadi…e oggi non lo sono più.
Ci sono brave persone fra di loro? E chi lo nega! Ma sono troppo pochi…C'è
chi cerca di cambiare? E chi lo nega! Ma sono troppo pochi. La colpa non è
solo loro? Giusto: forse è ora di cambiare sistema e responsabilizzarli,
cosa che fin'ora nessuno ha mai fatto. Perché, a parte ogni altra
considerazione, sono un costo per ognuno di noi. E per finire, visto che
siamo in Europa, e che anche loro sarebbero europei, bene! Che sia l'Europa
- tutta - a farsene carico, e non solo noi e qualcun altro, i soliti "buoni"
"civili"… "fessi". Una buona soluzione potrebbe essere che tutti i paese
dell'Europa stanzino un tot alla Romania, per tenerseli e aiutarli a
cambiare…Poi, sarebbe tutto diverso…fra un secolo, due…Non voglio nemmeno
pensare a quello che sarebbero capaci di dire e fare, qui da noi. La poesia
non è detto che debba essere a senso unico: solo buona,o buonista, o
tantomeno ipocrita, etc, etc… deve anche affrontare problemi reali per
quello che realmente sono.
Ma sta piaga…?!
"Ma allora sta gran piaga …'mme fa ddì!…
lo vònno dillo loro come famo
a sistemalla…come la scanzàmo…
O chiàchhiereno tutti, n so…così,
tanto pe oprì bocca e daje fiato?
Lassàlli come ariveno n va bbene;
a rispedilli indietro semo iene…
n se pò nemmanco pìaj'er connotato,
che zòmpeno per aria…a la cangura
lancianno l'anatemi a tutto spiano:
"A questi tòcca dajela na mano!
e - der diverso n tòcca avé paura…!"
Ma quale mano!…stamo a ddaje tutto:
villaggi co casette gnente male,
gratise autobbusse e ospedale,
lavaggio de vestiti, e soprattutto
la paga pe campalli in sempiterno
a uffa, ch'er ciarvello resta quello…
che inzozzeno, e arubbeno…Ma 'r più bbello
è che te pònno scatenà l'inferno
che nu je fanno gnente…Artro che mano!
Ma chi tanto li vò e che ce s'accòra
a pìà le parti loro, nun è ora
che se li pìa co lloro in Vaticano?
O drento casa! Ognuno ne pìa uno,
o più…Com'è?...na fava e du' piccioni:
ch'è contento, e… nu rompe li cojoni
a chi nu ne vorebbe avé nisuno*.
*domandare a chi li ha sotto casa…
Anno 2100 o poco più:
Chun-Chin e Romoletto
"Mamma…mamma! Perché quel bimbo lì
è tutto bianco e ha un accento strano?"
"Chun-Chin, tesoro mio, lui è così
perché è un bambino tipico italiano..."
Un tempo, qui in Italia, il Bel Paese,
c'erano soltanto gl'italiani,
ma poi rimase senza più difese
e si riempì di popoli lontani,
che gli ultimi cent'anni, piano, piano,
han preso sempre più, e incautamente,
per esser sempre più civile e umano,
lo Stato ha fatto sì che la sua gente
finisse a stare sotto lo straniero
che sì, è anche fratello, ma a un fratello
che ti si prende troppo, a onor del vero,
col sale in zucca dici: <Basta, bello!>.
Insomma, pe' aiutare l'invasione,
quel popolo, che lascia tutto a voi,
pel WWEffe rischia l'estinzione…
secondo quel buon senno ch'è…del poi...
Minori e… minori…e laurea, o lavoro?
monologo
Li regazzetti…che!...N sia mai…se' matto?!
N se pò…te fanno chiude, o addirittura
te schiàffeno in galera: è provibbito!
Sibbè che da li firmi de gni tempo
la sto a vedella tutta a l'incontrario,
che pare che nun se ne gira uno
si armeno n c'è un fanello o na fanella.
E allora…? Ma qual è la diferenza:
chi dice questi sì e st'artri no?
La paga c'è pe quelli e c'è pe questi
sippure che nu esiste paragone…
E che vòr dì: che er quibus, mo, è 'r quanto?
Ma no…è che er regazzino cià la scòla…
D'accordo, ma ce deveno annà tutti!
Già!…Ma un firme nu è che se fa sempre:
finito er firme, uno torna a scòla.
Mettemola così: si c'è un regazzo
che studia, è bravo e in più vò ffà quarcosa,
presempio quann'è estate pe imparà…
perché magari vòle fà un mestiere…
sta legge nostra gne lo vò fà ffà!
Lo deve fallo in nero e affrontà er rischio…
Ma questa è na frescaccia bell'e bbòna…!
E stanno tant'a ddì la libbertà…
Ma quale…ma ndo sta? Si mi cognato
passava er tempo a scòla e a nu studià -
sortanto perché era obbrigatorio -
invece de sgobbà a ffà l'artiggiano,
cor còso! che ciaveva casa, e 'r conto,
e li svizzietti a tutta la famìa!
In concrusione: No a ffà l'artiggiano,
ma Sì, però, l'attore…quanto vòi!
Ma a ffà l'attore è o nun è un lavoro?
Che me vòi dì…ch'è …arte?…lassa stà…!
Insomma, Sì, a abbottalli de sordoni
a ffà l'attori oppuro li cantanti,
che je potrebbe fa schizzà er ciarvello,
ma guai a ffà cosette più normali…
Ma tutto questo qui…ma chi l'ha ddetto?!
Li stessi che nun sanno dasse pace
che noi ciavemo meno laureati,
li stessi che se metteno a ffà er conto
de quanti ne sò, pòi, disoccupati…!
Auguri, Lorenzo!
10 Agosto 2010
È San Lorenzo, il giorno dei miei giorni
quando le stelle volano nel cielo,
e scie lucenti accendono in ognuno
i sogni che nascosti ha in fondo al cuore.
E è d'ogni Lorenzo il giorno-festa
e tra i pensieri - tanti - che ho in testa,
l'augurio per Lorenzo il nostro Vate,
spontaneo nasce e qui viene a posarsi
per augurargli insieme a tutti voi -
che qui nel suo bel mare ci sognate -
salute - prima - e tutto il resto, poi…
E che di noi non debba mai stancarsi.
SE…quartine giornaliere di varia
natura 41-50
51) Se devo controllare chi lavora,
e chi è assente, e chi sta a spasso o al bar,
ma che pretesa è ch'io dica l'ora
e il giorno quando passo a controllar ?
52) Se contro il frodatore tu mi esorti
a controllare marchio e provenienza,
hai voglia noi a stare tanto accorti
con quelli che li plagian con sapienza !
53) Se quel ch'è stato brutto, della storia,
e che ha creato male e confusione
dev'essere abiurato, tanta gloria
è data al sessantotto con ragione ?
54) Se tra le cose belle del progresso
dobbiamo anche contarci le mutande
esposte, e anelli al naso (è tutto ammesso),
dovremmo porci o no delle domande ?
55) Se chi divorzia usa i propri figli -
e al solito è la moglie, avvelenata -
in tribunale trova tanti appigli,
e sempre lei, è alfine la premiata.
56) Se ognuna chiede d'esser risarcita
dal proprio grande amore sbugiardato
e il tribunal l' appoggia, qui è finita:
che il mondo intero può esser condannato.
57) Se sei il primo a dir ch'è una gran cosa
la libertà con la democrazia,
ammetti l'altrui idea e non stare in posa
com'un ch'è il solo a far filosofia.
58) Se a scuola, a casa, in fabbrica e in ufficio
ognun vuol fare quello che gli pare
scacciando anche l'idea, del "sacrificio"-
ossia: "dovere"- cosa vuoi sperare !?
59) Se il suono che vien fuori dall'orchestra
è un suono bello, non fa affatto senso
saper se viene da sinistra o destra,
e merita l'applauso…È buonsenso !
60) Se in uno stadio "bianchi" e "di colore"
(ma forse neanche questo si può dire,
seppur ne è proprio Dio l'unico autore)
si menano, è il razzismo da aborrire ?
Da "Chicchi di Se…" giornalieri
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Un fatto una poesia.
Dopo un processo di screzi sempre più evidenti, e il cambiamento di pensiero di
uno dei due, ecco la rottura definitiva tra Berlusconi e Fini (30 Luglio 2010).
Divorzi…
(er divorzio der secolo)
A divorzià è na moda…assai de moda
e infatti è l'era de li scoppiamenti
e pure queli dua, cor pista coda
de uno contro l'artro, e li fennenti
volati sur groppone urtimamente -
che sò sonati come tradimenti
nun solo a Lui, ma spece a quela ggente
che l'ha voluto llì pe certi intenti -
se sò trovati come li sposati
che n pònno stà più insieme, e gira, gira,
divòrzieno, tant'ereno incazzati
de stasse a pìasse sempre più de mira.
È stata na cottura a fòco lento,
perché c'è stato chi co la pazzienza
cercava d'annà ortre ar marcontento
che l'artro co na sòrta de insistenza
je stava a ffà venì ogni santo ggiorno.
Sicché, quanno che proprio ha sbomballato
stufato d'esse solo da contorno
(così pensava Gianfri), finenno a llato
accosto a li nemichi, Sirvio ha detto:
"Gianfrà, nun sei più quello ch'eri prima…
Er modo de penzà, mo l'hai coretto,
e hai aruvinato tutt'er crima
che qui dev'esse de serenità,
e tòcca in primis sta co l'elettore
perciò er programma nun se po' cammià
così come vòi te…Famm'er favore:
si qua n te sta più bbene sòrti fòra.
Li nummeri cell'ho pe governà,
perciò, Gianfrà, vattene ch'è ora
làssace sta in pace e nu scoccià!"
E già dellà li farchi hanno inizziato
a corteggiasse a Gianfri, e a sperà
che arfine sto divorzio abbi spianato
la strada pe esse loro a commannà.
Un fatto, una poesia.
Ancora un bimbo sbranato da un pit-bull!!!Allora…gli amici "abnormi"dei
cani, gli animalisti…dove stanno, che pensano…che ne dicono… quando è il
momento tutti soltanto buoni a nascondersi…finché passa…e fino al prossimo
sbranamento, eh!? "Statìsticano" tutto, ma non gli sbranamenti… "Amore -
sballato - per le bestie = Civiltà…!"…MA DE CHE!!! Però ad ogni "morte
bianca" da lavoro…apriti cielo! Come pure per gli ammazzamenti per le
strade…Chi può, spieghi la differenza…(al di là di ogni demagogia…etc). (26
Luglio 2010).
Sbranamenti
Nun devi annà pe jungle o pe savane
pe ffatte mozzicà da na bestiaccia
ner mentre fai le foto, o vai a caccia…
Qua da ste parti pò abbastatte un cane…
Che ar più è tanto bbòno com'er pane,
però pò ffatte pure er vòrtafaccia
e pò addentatte, pòrca miseriaccia,
perché le bestie pònno esse …strane!
E ce sò razze che lo sbranamento
ce l' hanno incorporato pe natura.
"È bbòno…" fa 'r padrone, e in quer momento
je schizza su l'istinto primordiale
e azzanna…e sbrana…o mòri de paura
sortanto a stà vicino all'animale.
Cià corpa lui, chi se lo porta a spasso,
e chi je dà er permesso de girà:
pit-bull, bulldog…bestie e incivirtà…
e tutto quer bèr giro pe ffà incasso.
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È assassino er cane e anch'er padrone
e chi li fa annà in giro a piacimento
co quela prepotenza ogni momento
più bècera da vero gran puzzone,
che penza che siccome è n amicone
de quer canaccio co lo sguardo spento
e er muso ottuso, e co lo sbranamento
che cià pe istinto, pò ffà ogn'infrazzione.
Così va in giro senza musaròla,
e cor guinzajo che cell'ha e n cell'ha,
e si uno azzarda a dije na parola,
te guasi mann'addosso la bestiaccia…
Che mo sò anni che se st'a sbranà
cristiani d'ogni età…Ma co che ffaccia
"Pijate un cane…" stann'a ddì ogni ggiorno.
Ma guarda si s'azzardeno a ffà er conto
de li sbranati…Monno finto tonto!
Un fatto, una poesia.
L'Adnkronos del 20 luglio registra: "In Trentino una giovane donna poco dopo
il parto si è vista sottrarre il figlio appena nato, in esecuzione di una
procedura di adottabilità, perchè ha un reddito di 500 euro al mese. Il caso
è stato reso noto oggi dallo psicologo e psicoterapeuta Giuseppe Raspadori,
consulente tecnico di parte del Tribunale di Trento, il quale, in una
conferenza stampa, si è espresso in maniera molto critica nei confronti dei
criteri con i quali i giudici dei minori applicano la sospensione della
potestà genitoriale".
O sono i giornalisti cretini che diffondono notizie false o parziali
tanto per far colpo - e di questo non ci sarebbe da stupirsene più di tanto
-, oppure, qualcosa bisogna che la Giustizia minorile faccia per tenersi
comunque alla ribalta, e, poi, ci sono anche le assistenti sociali che
devono …pur campare… Sennò, non si riesce a capire! E questa è l'ennesima
volta! E, comunque sia, è davvero qualcosa di tollerabile - e per chi? - il
fatto che
la legge-magistrato-assistente sociale sequestri il figlio alla madre, se
proprio non vi siano ragioni di vita o di morte per il bambino stesso? Chi
fa sempre "chiasso" com'è che chiasso non fa in casi come questo?
Li rubba pupi
"Ma allora, a Ro'…? N ce sto a capì più gnente!
Ancora stann'a insiste a ffà ste còse?
Ma er monno de la legge è deficente
o se st'a ffà co quarche bbòna dòse?
St'a ddì li ladri…Ma evidentemente,
le leggi sò anche meno dignitose:
vann'a rubbà er pupo a chi è indiggente
ch'er meno che pòi dìje è che sò…estrose…
Ma co che faccia vann'a pìaje er pupo
a quarche pòra mamma disgrazziata?"
"Pe mme, te pònno fatte vedé cupo…
e me stupisco che nisuno ancora
gne tir'appresso quarche schioppettata:
ma prima o pòi, a Re', ariva, l'ora!
Che pòi…io ce vò in puzza…! è da paura!
Ma a chi li manna in giro a rubbà…allora!?
Ah…già…ma che sto a ddì: quella è curtura!"
SE…quartine giornaliere di varia
natura 41-50
41) Se ai privilegi tutti son contrari
però nessuno fa una legge adatta
vuol dir che se li tengono ben cari,
e per averne più…ognuno tratta !
42) Se il medico che ti opera è drogato,
amico mio, dì l'ultima orazione…
Da lui ci deve andar chi è sempre stato
con ogni droga tanto facilone.
43) Se in giro tanta gente appare pia
è che, in gran parte, vuol seguir…la moda:
ma in verità c'è tanta ipocrisia:
provatevi a pestargli un po'…la coda !
44) Se del buonsenso il senso sfugge via
va tutto male e niente può andar bene,
ché non ci sta miglior filosofia,
che - solo - meglio in tutto ci sostiene.
45) Se il cane prende il posto del bambino,
e un po'già se l'è preso, in verità,
per quanto sia fedel l'amor canino,
è forse segno di gran civiltà ?
46) Se vendo casa, prepotentemente
mi assaltano cinquanta e un'agenzia
per quella certa sorta di "tangente"
che legalmente posson portar via.
47) Se ogni spot lo fanno sempre fare
a quelli che son già dei miliardari
hai voglia a stare sempre a chiacchierare
di prezzi, di lavoro e di precari !
48) Se tengo un crocefisso addosso a un muro,
chi è tanto preoccupato pel razzismo
perché mi dice ch'è un diritto puro
per qualcheduno fargli ostruzionismo ?
49) Se invece di calar nel mondo sale,
la fame, noi dobbiam mangiar di più
per innalzare la percentuale
di chi sta ancora tanto, tanto giù.
50) Se sole e stelle insieme con la luna
su in cielo stanno insieme in santa pace
perché tra noi ognuno s'importuna
da quando nasce fino a quando giace ?
Da "Chicchi di Se…" giornalieri
SE…quartine giornaliere di varia
natura
31) Se il topo balla quando non c'è il gatto
qui sempre balla chiunque abbia il potere:
dal caporale in su, pur s'è inadatto,
e dall'usciere fino al gran banchiere.
32) Se in una barca c'entra un tot di peso -
e uguale si può dir di un ascensore -
più oltre, quella affonda, e, beninteso,
quell'altro viene giù come un reattore.
33) Se i ragazzini giocano a sfregiare,
stuprare, anche, parli di bullismo ?
Son criminali, e devono pagare!
Che altro che supposte di buonismo!
34) Se il pescatore pesca e mangia il pesce
nessuno se ne cale, poverino,
ma contro chi va a caccia un grido cresce:
" delinque chiunque uccide un uccellino!"
35) Se guardo una ragazza, mi denuncia:
"Cogli occhi m' ha stuprato" fa al togato…
Poi dicono che l'uomo, oggi, rinuncia
a far la corte e a essere sposato.
36) Se fai la Legge pe' un qualsiasi cosa,
ma invece di applicarla lasci fare,
hai perso tempo e soldi, e chiunque osa
lo fa sapendo che ti fai fregare.
37) Se vuoi aver per te la libertà
rispetta quella d'ogn'altra persona,
seppure è cosa che ti peserà:
ché sol così la libertà funziona.
38) Se il tuo servizio è a percentuale
su quanto è contrattato tra le parti
sa assai di "pizzo" pure se è legale
perché coi soldi altrui vuoi rimpinzarti.
39) Se chiedi, e chiedi, e ottieni…con che faccia
un giorno con chi tanto t'ha aiutato
vuoi far la furba e gridi al "mi rinfaccia !"
se quello stesso aiuto t'è evocato ?
40) Se atleta, come pure corridore
vuole anche dire dopping molto spesso,
l'analisi com'è che al calciatore
nessuno fa…se mai ci fosse un nesso…!
da "Chicchi di SE…giornalieri
SE…quartine giornaliere di varia
natura
21) Se un amministratore fa fallire,
perché lui non fallisce e anzi passa
a un'altra società (c'è da impazzire !),
con tanti onori e col pienone in cassa?
22) Se dicon che i "valori" hanno un valore,
com'è che ci sta chi li svalorizza
e li combatte con un tal stridore
che sembra che ne abbia tanta "strizza"* ?
(*paura, in romano)
23) Se vanno avanti a far "occhio x occhio"
e gli altri a far i David del momento,
non finirà mai più quel gran papocchio
di guerra quale unico argomento.
24) Se libertà vuol dir che a sazietà
sei libero di far quel che non voglio,
son libero di far quel che mi va
che a te non piace…e allora ? L'erba voglio…!
25) Se dici che ti spetta un tal diritto,
un tal dovere occorre praticare,
perché sennò saresti solo un dritto
e chi fa il dritto…va lasciato stare.
26) Se vai tentando la speculazione,
e mutui con varianti, e investimenti,
e poi va tutto quanto a ruzzolone,
poi dallo Stato/Noi, vuoi gl'interventi ?
27) Se oggi non si sposan le persone
è pe' una Legge troppo …partigiana
e anche per quell'emancipazione
che ha fatto diventar la donna…strana.
28) Se spaccio droga dici che mi arresti
però se fumo no…Fammi capire:
io per fumare, non ci crederesti,
la compro da chi spaccia ! e è tutto dire !
29) Se a mio cognato un dì gli succedesse
di andar fallito e non ha sperperato,
lui va per strada, ma non son le stesse
le pene per chi al calcio ha strapagato.
30) Se dico e scrivo quello che mi pare,
e sto al giornale e vado a casa e torno,
io giornalista come fo a gridare
che c'è il regime tutto quanto intorno ?
da "Chicchi di SE…giornalieri
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SE…quartine varie
41° Se certe cose "l'ha da far" la donna:
bambini, stiro, pulizie, spesa…
e in più lavoro fuori…alfin la gonna
42° Se tollerare è una gran bella cosa
succede che a chi deve tollerare
gli tocca di subire senza posa
l' "intollerar" di chi lo sta a scocciare.
43) Se io produco a quasi costo zero
in barba ad ogni Legge di mercato,
mi prendo uno e poi l'altro emisfero,
e tu…ligio alle Leggi…sei fregato.
44) Se parli tu per primo non è detto
che la ragione l'abbia tu e non io,
seppure troppo spesso, qui, il verdetto
è un premio al prepotente, a parer mio.
45) Se in fila qui da noi impariamo a stare
sarà un successo di comportamento,
ma forse non sapremo più guardare
al viver come a un bel divertimento.
46) Se un giorno ognuno al mondo mangerà
almeno quel che basta per campare
starem nell'Era della Civiltà,
perciò che ognun che può si dia da fare !
47) Se nasci come mamma tua t'ha fatto
e cioè in un modo e no in un altro modo,
hai voglia a stare a insistere da matto
per trasformar la sbobba in un buon brodo !
48) Se il tempo passa, cosa ci vuoi fare !
Il punto è non sciuparlo…E hai voglia a creme !.
Ci sta un segreto, e è quello di campare
al meglio e fare quel che più ci preme.
49) Se ci perdiamo cuore e fantasia,
dell'uomo noi perdiam l'umanità,
e non c'è scienza, né tecnologia
che possa ridonarcela, e si sa !
50) Se qui facciamo come fino adesso
che solo con la raccomandazione
possiamo andare avanti, e pure un fesso
lo fa, ci sta da piangere, e a ragione !
da: Chicchi di SE…quartine serie una a settimana 41-50
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Contrarietà al voto in condotta, e altre… demagogie…
Dedicata a chi vuole un certo tipo di gioventù/società. (Aprile 2010)
La disciplina…per certa gioventù...e non solo
(per fortuna solo una parte)
La disciplina
è quel che ci propina
la classe dirigente
che vuole la rovina
di ogni gioventù.
A loro non va giù
che ci droghiamo
e non vogliamo
nessun paletto messo,
ché un giovane represso
è un infelice.
Il giovane è padrone
del mondo intero
dov'egli ha la missione
di dire quel che è vero.
Nessuno deve imporre
né a casa, o a scuola, o altrove
sennò non scorre
la libertà agognata
che tutto quanto muove:
progresso e civiltà.
Vogliamo gl'insegnanti
a noi sottomessi
e genitori pronti
a far da copertura
ad ogni nostra insana
ma libera…apertura.
Noi siamo per il caos,
per quello più totale
che è libertà assoluta,
è libertà ancestrale.
Noi siamo quelli "contro"
e pronti ad ogni scontro
con la generazione
che al mondo ha generato
noi gioventù moderna
che vuole gli agi di oggi
denari, viaggi, alloggi…
ma vita senza freni
dell'uomo di caverna.
E il libero pensiero
è libertà acquisita
e noi così pensiamo:
la libertà è vita
(il massimo è eroina)
la disciplina, invece,
pel mondo è la rovina!
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Ricordi di primissima giovinezza.
al modo bettonese (PG)
J'eroi s'arpos'no
Giron giù, j'eroi de cappa e spada,
dopo esse stati a dàssele su 'n piazza
co la solita banda de nemice.
E scenne e scenne arriveno nto n campo
coi cicomb'li pronti da magnasse.
"El ve'…! Tòcc'acchiappanne un per uno…
madonna, che magnata!
Sbrigam'se cocchi, che tir'no col sale!
Li mettemo ntol fiume a rinfrescasse;
facemo 'l bagno e doppo
'n tassello…na spaccata…
e giù con tutto 'l muso a succhià 'l sugo!"
"O Giù, st'attento! Che ce ston le spade
tlà ntol prato, nce le fa fregae!
Che quann'argimo su, je l'em da dà
ta quei du' fanfaron de' Minestrini."
"Oh! E ch'ete fatto! Ch'en tutte ste scorze!
Gite a buttalle via da n'antra parte.
E pu sbrigateve…ch'em d'artonà!"
J'eroi, tutt'arpuliti e rinfrescati,
artornon su la piazza de Bettona.
"Ete visto? La fifa fa novanta;
mica ncionn' aspettato
quii maruan del bebo!".
"L'acchiapperem domani…
'nve stete a preoccupavve. Mo, piuttosto,
gim tutti a facce 'l giro de le mura,
che a st'ora llà ce vònn'a passeggià
certe freghin de quelle…!
E sempre guerra è…sempre battaja…
e è mejo de quell'altra a cappa e spada!"
Sonetto a Paolo
Era stato tantissimo ammalato*
ma non se n'era mai saputo niente
lì in ufficio, perché era stato,
si credeva, fuori, possibilmente
per un break al contratto…e poi era tornato
gagliardo e scherzoso e sorridente
com'era sempre stato, incravattato,
pettinato, e amante della gente.
Un giorno, andò, diceva, ad un controllo.
Normale…come tutti, chi non va…?
Però c'era qualcosa nel suo collo.
"Per caso, ieri, me ne sono accorto,
e subito ho pensato: è ancora qua…"
mi disse, e in poco tempo Paolo è morto.
Era certo di andare molto in là
con madre e padre vispi oltre ottant'anni
ma le illusioni sue erano inganni.
*dieci anni prima
In ricordo di Paolo Pace, collega e amico
SE…quartine varie
31° Se invece di cercare sulla luna
lo spazio che qui un giorno andrà a mancare
facessero fiorir palude e duna
per lavorare, vivere e mangiare ?
32° Se parli, parli…e alfin non dici niente
ma perdi tempo tu e chi sta a sentire,
corrisponde a mostrare a un non vedente
qualcosa che nemmen si può intuire.
33° Se l'impiegato pubblico è restio
a lavorare è giusto licenziarlo,
ma cosa ancor più giusta è, a parere mio,
che pure col suo Capo occorre farlo.
34° Se il riso fa buon sangue, allor ridiamo,
così saremo tutti più gioiosi,
ma spiegami però come facciamo
se poco c'è da rider…così ansiosi !
35° Se oggi stare al passo con i tempi
vuol dire entusiasmarsi innanzi a quadri
con una spennellata o altri scempi -
in un museo - …deh, trafugate, o ladri !
36° Se stare al mondo liberi e felici
vuol dire, oggi, piercing, tatuaggi,
mutande in fuori, e secche come alici,
a chi questo ha voluto…mille omaggi !
37° Se 'ndrangheta, e ogni mafia, e le camorre,
con la corona sacra pure inclusa
ancor son lì vuol dir che non le aborre
la gente, né lo Stato…e il resto è scusa.
38° Se per alcuni la democrazia
significa poter di minoranze,
per forza vien cercata un'altra via
per riportare a ruol le maggioranze.
39° Se per la pace ognun si va battendo
è un bene, ma se c'è chi non ci sente
e il suo sopraffar l'altro va crescendo,
e se a parlar si parla inutilmente…
40° Se per democrazia e per libertà
è inteso poter far quel che si vuole,
e ciò si lascia far, "ciao" società !
incominciando proprio dalle scuole.
da: Chicchi di SE…quartine serie una a settimana 31-40
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dedicata a Lisa
Le cicatrici del passato
Strazia il caldo nell'afa più totale,
ma ancora più male
lo sta facendo la canzone
che canta una finestra spalancata
lontana anni e anni,
e che dritta giunge e scava -
con l'apatia vincente che m'avvolge -
tra velati ricordi riposti
e sigillati col fiocco del magone, al tempo
delle grandi novità…e poi… dimenticati.
Sfoglia l'archivio dei sentimenti miei,
pagine ingiallite,
spolvera la patina posta su dal tempo,
e sono ora come nervi scoperti e dolorosi.
Si scioglie tutto il fiocco del magone
e impietoso mi riavvolge, e per un lungo momento
resto in sua balia.
Reggono le cicatrici al pensiero di lei,
che mi è vicina.
SE…quartine varie
21° Se i media fan passare la bellezza
come unico elemento di successo,
poi come biasimare la schifezza
che invade il mondo, che diventa un cesso ?
22° Se perde il campionato la tal squadra
è per l'allenator, che vien cacciato.
Sarà…Però la cosa non mi quadra:
non è che il calciator non ha calciato ?
23° Se il "lecca-lecca" porta avanzamenti
ovunque sia, e con chiunque sia,
hai voglia a essere ottimi elementi !
Il merito va al "leccatore" e spia.
24° Se quel che l'uomo fa di bene e male
- è cosa certa e chiunque ormai lo sa -
premiare…condannare…a cosa vale,
se tutto è scritto già nel DiEnneA ?
25° Se ognuno per sé vuole ogni ragione
- che è quello che nel mondo crea i guai -
non sa che un compromesso, la tensione
la smorza, non l'accresce…e è meglio assai.
26° Se non vi piace l'uso dei tornelli
che han messo ai Ministeri e in altri siti,
vuol dir che rimpiangete i tempi belli
in cui vi siete tanto divertiti…
27° Se prendi bustarelle pel lavoro
che hai pubblico, non solamente sei
persona indegna e senza alcun decoro,
ma stai rubando pure soldi miei !
29° Se uno abbozza non vuol dire che
puoi fargli tutto quello che ti pare,
e che non sappia far quel che fai te,
e che non si potrebbe…rivoltare.
30° Se fan passar per buono quel messaggio
che ognun può far quello che gli pare,
di come andrà c'è già più che un assaggio,
e il peggio non potrà che peggiorare.
da: Chicchi di SE…quartine serie una a settimana 21-30
SE…quartine di varia natura 3-13
3) Se compro casa e chiedo informazioni
per non trovarmi in mezzo a un brutto impiccio,
la "privacy" mi prende a imprecazioni,
ma al giornalista ammette ogni capriccio.
4) Se io divorzio - e non per colpa mia -
le lascio casa mia, e le mantengo
l'ugual tenore e vo in affitto, e via…
io quell'ugual tenor più non lo tengo.
5) Se il cane abbaia notte, dopo notte
e azzardo una protesta…apriti cielo !...
Seppur ne stanno uscendo tutte rotte
le resistenze mie, allo sfacelo.
6) Se dentro casa mia entra un bandito
e prima che lui spari sparo io:
"No ! Non dovevi ! Lui non t' ha colpito,
e visto che sei vivo…paghi il fio !"
7) Se tra il Governo e i "contro" è distensione:
"Ci sta l'inciucio !" abbaia il giornalista,
ma come c'è tra quelli una frizione,
riabbaia e fa: "Governo disfattista !"
9) Se il cane sbrana, esce la notizia,
così…in sordina, e tutto quanto è "okey";
però se al cane fanno una sevizia,
tivvù e giornali: quanti piagnistei !
10) Se un poliziotto viene trucidato
è cosa che è prevista dal servizio,
ma se è il bandito ad essere ammazzato
dovrai sorbirti altro che comizio!
11) Se il bianco picchia il nero c'è razzismo,
tra bianco e bianco c'è "regolamento":
ma quant'è bravo questo giornalismo
che fa apparire tutto a piacimento!
12) Se tutti fanno qualche associazione
per aiutare "un po'" e far "tanta cassa"
non è bontà ma è solo una finzione
che è quasi già un fenomeno di massa.
13) Se a scuola cerco ordine e rispetto,
come anche in ogni parte, in verità,
mi schizza addosso l'astio ed il sospetto,
di chi ama il caos nell'impunità.
da: "Chicchi si SE…"
Sentiero
(dedicata a Lisa)
Sentiero vago senz'alcun traguardo
per più sicura via lasciar conviene
seppur sia lastricata di fatica
ché su per la salita sale, e incerto
è l'oltre che ogni curva mi nasconde.
Andrò finché non trovo quel che cerco
come amante che si fa guidare
da profumate scie lasciate ad arte
ed ogni passo riempie di speranza
ché a non sperare a lei non giungerebbe.
Porta anche me, sentiero, alla mia lei,
che sia come l'immagino nei sogni
e come me soltanto in questa via
lei lasci i passi suoi e non si perda
per quelle irte d'inganni ovunque sparse.
SE…quartine varie
16° Se siamo in fila, in strada, e se la sorte
t'ha fatto capitare dietro a me,
perché mi vai facendo tanta "corte"
perch'io mi sposti per entrarci te ?
17° Se al mondo - Amore - è la più bella cosa,
appare che oggi l'hanno trasformato
in cosa inflazionata e capricciosa
che offende chi è davvero innamorato.
18° Se tu mi spingi a denunciarti il pizzo,
e lo faccio, ma poi non mi protegge
lo Stato, sai che ottengo ? che mi attizzo
la rabbia e la reazion dei fuorilegge.
19° Se ancora non l'avessero inventato
quel modo di baciar come facciamo,
chissà se ognun di noi sarebbe nato,
e come ognun di noi direbbe: "t'amo" ?
20° Se al giorno d'oggi fare sacrifici
significa abbassare un po'il "tenore"
mangiando tuttavia altro ! che alici !
bisogna ripassare il "libro cuore" !
da: Chicchi di SE…quartine serie una a settimana 16-20
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24 Giugno 2010, la Nazionale è fuori, con tre partite
giocate col catastrofico risultato di due pareggi e una sconfitta da parte
della Nuova Zelandia. È finita con la Nazionale in fondo al girone dopo la
citata Squadra.
Lippi ha detto di assumersi tutte le colpe, e dei giocatori ha detto: "Erano
terrorizzati…".
Ma poverini…Ma guarda un po'…Però!
Da: "Chicchi di SE", quartine di varia natura, di Armando Bettozzi:
22° Se perde il campionato la tal squadra
è per l'allenator, che vien cacciato.
Sarà…Però la cosa non mi quadra:
non è che il calciator non ha calciato?
24° Se così tanto sei scandalizzato
dal reddito di chi è un imprenditore,
perché altrettanto non lo sei - indignato -
per quello che si intasca il calciatore?!
Er Campionato… de li falliti
"A Re', che bbòtte che se semo presi…!"
"Che cianno dato a Ro'…che cianno dato!
È tutto da scordà sto Campionato
che Lippi s'è studiato mesi e mesi…"
"Ce l'hanno messo in culo li paesi
che mai nisuno avrebbe immagginato.
E cianno pure stramortificato
addirittura li Neozelandesi!
Tra l'artro è corpa de li troppi sòrdi,
e chi li paga - incrusi li tifosi -
pe droghe, pe mignotte e gran bagordi.
Stennemo un velo su sta gran vergogna!
A Lippiii! A Compagnia de ruzzinosiii!
Annatev'a 'nnisconne in d'una fogna!".
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Un fatto, una poesia.
Qualcuno ha cercato, o comunque ha rischiato alla grande
di buttare letteralmente sul lastrico migliaia di famiglie per dare sfogo a
suoi propri ideali-demagogie e per provare la sua forza, ancora, in questa
nostra nuova società, al braccio di ferro tra Sindacato e Datore di Lavoro.
Il rischio è stato davvero grande, e cioè del 36% circa, che corrisponde al
voto al referendum contro la riapertura della FIAT a Pomigliano d'Arco (NA).
Questo, perché la FIAT riporterebbe in Italia - con un investimento di 700
milioni di euro - la produzione dalla Polonia - con l'obiettivo di produrre
270mila Panda - alle "negriere" condizioni di base che prevedrebbero il
massimo utilizzo degli impianti, la flessibilità nei turni e nei giorni
lavorativi, la mobilità interna, e il contrasto a forme anomale di
assenteismo, e alla limitazione temporanea al diritto di sciopero. Guai!
Hanno gridato CGIL e FIOM. Ed è seguito il referendum
(22 Giugno 2010).
Quistione de …diritti!
"Volemo er lavoro! Er lavoro è un diritto!
La Costituzzione lo dice pe scritto!"
Però come tutto, qui tutto finisce
a un gnente de fatto che nun se capisce.
E mmo è 'r governo, che nu lo provvede
e mmo nvece sò - e ce lo stann'a ffà véde -
li stessi operai che vann' appoggianno
li "rossi" che in testa nse sa quer che cianno.
"Volemo er lavoro! Er lavoro è un diritto:
dovemo magnà, poi ciavemo l'affitto…!
Però chi ce vòle nun deve azzardasse
a dì che nisuno se deve ammalasse
intorn'ar "vikend" p'allungà un po' la ggita,
o quanno - presempio - ce sta la partita!
O quanno ce ggira d'annà a ffà caciara
co le bandiere der gran Che Guevara.
O mette paletti a chi vò scioperà:
noi scioperamo come e quanno ce va!
Perché - sia ben chiaro - che nun accettamo
ricatti e, ar limite, noi! ricattamo
chiunque vò dacce er lavoro e la paga
perché nun ciavemo l'idea più vaga
de quer che vòr dì a rischià er capitale
e a chiunque cell'ha je dovrebbe ann'a mmale.
Noi semo infarciti de grann'ideali -
(le demagoggie) - e sapemo li mali
che quer capitale ce porta, ma attenti!
Chi nun s'adegua chiuderà li battenti…
E guai a chi porta artre frabbiche fòra,
ché nun sarà più com'è stato fin'ora…!
Strignenn'er discorso, si chiud'er cancello
noi sciopereremo perché pure quello
è un nostro diritto de Costituzzione.
Lavoro! Lavoro! Abbass'er padrone!!"
SE…quartine di varia natura 16-20
16) Se è importante un bell'arredo urbano
e tanto ci si spende pe' aggiustarlo,
perché si lascia star che a mano a mano
s'impongano le "lucciole" a guastarlo ?
17) Se l'Ordine di Stato è a conoscenza
di cosche e di famiglie lazzarone
perché ne lascia crescer la potenza
per anni e anni senza un'irruzione ?
18) Se le galere sono troppo piene
non è una soluzione spalancarle:
gli basta risparmiar con auto e cene
e farne nuove; e in caso, rimpinzarle.
19) Se mio cognato ha perso il suo mercato
per quell'attività che si è creata
con anni di fatica, sai chi è stato ?
Chi "certa concorrenza" l'ha aiutata.
20) Se il prezzo sale e non si fa la spesa,
è pure colpa degli stramilioni
pagati a chi è già ricco, per far presa
sui compratori…senza "ribellioni".
da: "Chicchi si SE…"
SE…quartine di varia natura 11-15
11° Se ognun che scrive storia la racconta
al modo che gli accomoda, vuol dire
che, al solito, è lasciar… la propria impronta
che conta e non il ver…Come capire ?
12° Se c'è una forte disoccupazione
perché si preme per le lauree a iosa
che fanno accrescerla ? Crea repulsione
tornare a far mestieri, o è buona cosa ?
13° Se chiedi "per favore": io ti do,
se dici "dammi" e n' hai l'autorità:
ti do. Diversamente sai che fo ?
Ti guardo ben negli occhi e dico: "Va…!".
14° Se adesso non ti vuoi sacrificare
che sei ancora giovane e aitante -
studiando e tralasciando di giocare -
un dì lo dovrai far tre volte tante.
15° Se aiuto a chi ha bisogno è bene darlo,
ma a casa mia mi bussan più di cento,
seppure cerchi d'inculcarmi un tarlo,
non posso, come fo…cosa m'invento?
da: Chicchi di SE…
Felicità
Felicità
è l'arcobaleno che sgocciola
pulviscolo di pioggia colorata.
È un palloncino che s'alza sopra il mare, inseguito
da gabbiani bianchi, curiosi.
È un aquilone
preso nel balenio del vento, che l'avvita
e fa ondeggiare, come sull'onde
l'intrepida vela.
È il bimbo che lo tiene e che eccitato
ne addita i volteggi galoppanti
alla sua mamma,
per fare d'una gioia, una gioia
grande almeno cento volte tanto.
È il tranquillo spostarsi
della chiocciola che si porta la casetta
ovunque e sempre, remissiva e grata.
Felicità è chiamarsi mamma
e piangere
quando il bambino suo s'allontana,
e lo vede andare, felice.
SE…quartine di varia natura 6-10
6° Se al giorno d'oggi a scuola gl'insegnanti
non possono educare più i ragazzi
non ci stupiam se crescono ignoranti
e spesso si comportano da pazzi.
7° Se un tempo col diploma diventavi
un Capo, un dirigente, un pezzo grosso,
adesso a malapena te la cavi
con laurea e master: vero paradosso.
8° Se è vero che un diritto mio dipende
da un tuo dovere, un tuo comportamento,
e non l'ottengo, allor si sottintende
la colpa tua e allor: risarcimento !
9° Se gridi ogniqualvolta "al lupo ! al lupo !"
ognor che non c'è niente da allarmare,
allor che un fatto fosse invero cupo,
chissà se ti verranno ad aiutare ?
10° Se "al cuor non si comanda" è un gran bel dire,
non ci si può nasconder dietro questo
per prender chi è degli altri e per tradire,
giacché non è nient'altro che un pretesto.
da: Chicchi di SE…
SE…(quartine di varia natura)
1° Se non si smette mai di rivangare
i torti avuti, non si uscirà mai
da un odio che sta lì a condizionare
la vita a interi popoli, lo sai ?
2° Se proprio cerchi la felicità
potrai trovarla solo nell'amore,
mai nella droga, che non te la dà
e porta, anzi, buio e no chiarore.
3° Se non sai ben che dire, è molto meglio
che taci anziché dire fesserie,
ché se non lo sei tu, io sono! sveglio
e so capire quando son bugie.
4° Se fossi stato attento a tante cose…!
Ma quelle cose non ci sono più.
Se avessi dato l'acqua alle mie rose,
adesso ci staresti ancora tu.
5° Se vuoi arrampicarti e cadi sotto,
chi ne ha la colpa se non solo tu ?
Lo scegliere se fare o meno il botto
è cosa che non c'entrano…"lassù".
da: Chicchi di SE…
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Un fatto, una poesia.
Certo che ce ne sono di bravissime persone, però….C'è chi sta tribolando per
togliersele di torno perché hanno occupato la casa alla morte del
vecchietto… chi sta nei guai perché pur dando il giusto non faceva firmare -
per superficialità non per altro - visto il rapporto familiare che spesso si
instaura…chi porta il fidanzato in casa e fa addormentare il vecchietto…chi
piange che le si faccia ritrovare il posto quando ritornerà - tra breve -
ché deve assentarsi per un pò, e poi non si vede per niente, e rimani
scoperto…a una sono stati dati dei soldi per fare un po' di spesa, e ha
fatto una spesa da ricca spendacciona, e per il mangiare ha comprato solo un
sacco di cose particolari per sé senza prendere niente per la persona
assistita: l'incarico era stato di comprare da mangiare per lo loro due….Etc…etc…Una
di loro ha detto: "Voi in Italia avete i soldi - E CE LI DOVETE DARE !" Si
tratta di una badante che un signore aveva trattato troppo bene sia
economicamente che umanamente…eeeeehhhhhhh!!!!!
Badanti e…badanti de badanti
(quanno la badante rimane sola a casa cor vecchiarello)
Mo, a valanga, ariva la badante
co l'intenzione d'ariempì er borzone,
pe pòi tornà su a casa trionfante,
sgobbanno, a vorte, manco na staggione.
Così inizzia a ffà, seduta stante,
er primo giorno de la prestazzione
mettenno in chiaro la retribbuzzione,
permessi…ferie…e tutto lo spettante.
Commanna er vecchio, e a casa è la padrona;
ricconta balle, fa a nnisconnarella,
e perché n facci troppo la furbona
te tòcca fà er badante de badanti:
fai 'r controllore, fai la sentinella
pe n fà succede fatti sconcertanti…
Perché - n sia mai - te fai vedé un po' tonto,
te fann'aritrovà mmezz'a li guai
senza che manco te ne renni conto.
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2010 - Finanziaria di sacrifici…Blocco agli stipendi
degli statali per ben quattro anni! (intanto i prezzi di ogni cosa
aumenteranno…), però appena si è vociferato di fare tagli agl'ingaggi-premi
dei calciatori…(che dove se li mettono le montagne di soldi, non si sa) che
oscenità si sono dovute sentire! I primi a protestare erano stati i
magistrati, proprio quelli della Legge uguale per tutti….ma de che!!
(Maggio-Giugno 2010).
(all'Europarlamento si sono addirittura aumentati gli stipendi di
millecinquecento euro al mese!).
Er tajo?...Sì! Ma 'ndove se pò ffà!…
"A Re', io metterebbe na gran pena
contro er nonsenso e l'imbecillità
de chi mo sta a strillà
p'er "tajo"… e st'a ffà er divo su la scena…
de quello che nisuno pò toccà:
sarebbe: giocatori, maggistrati,
notari, giornalisti, l'avvocati…
che stann'a protestà
siccome cianno in mente
de stalli a trattà a tutti nientemeno
che uguale a li statali…ma nu è osceno
paragonalli co sta bbella ggente?!..."
"È come sempre, a Ro': <Perché nun fanno…?
Bisogna fà…! Bisogna da cammià…!>
Però si me fa danno…
annate a ffà…llà 'ndove se pò ffà!...
Pe mme, je metterebbe anche la pena
a chi j'abbozzerà sta strafottenza,
co un'unica sentenza:
tutti in mutanne e a stecca a pranz'e cena!"
E pure all'EU!...Hai visto?
Se sò aumentati milleecinque ar mese!
e torna a ciccio che 'n de sto paese,
in culo sempre va…ar pòro cristo!"
Eclisse
L'eclisse passa e nasconde il giorno
e il buio vince - ma è per poco -
che presto il sole farà ritorno
con la sua luce, con il suo fuoco,
e smorza il buio e la sua baldanza,
e il buio è sempre di più, più fioco.
Così il male - strisciando avanza -
e offusca il bene, ma quello, presto,
gli secca il seme dell'arroganza
e al male infligge stizzoso arresto.
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a seguito seminario sulla poesia presso un centro
culturale romano
Poesia…misteriosa
Poesia, non ti capisco…non comprendo
quel tuo bel dire…il tuo significato.
Sei pel mistero, quando invece intendo
che la poesia è un "comunicato"
per chi ti lègge e che a te va aprendo
l'anima sua, e il cuore, ed è un peccato
che di quei versi che essi van leggendo
gli ci entri poco, o niente, e va sprecato
quel campionario "dotto" di espressioni
e di parole, seppur mischiate "ad arte",
che per te, sono belle ostentazioni
di quel che solamente tu, comprendi
e è come un bluff al poker con le carte
che pur se non hai niente, pure, prendi,
perché chi gioca pensa a chissà cosa,
ché men di te ne sa…non rischia, e …"parte",
che di "vedere" il gioco neanche osa.
Li limiti dell'omo
Venimo tutti quanti da un "puntino"
ch'è annato ar posto giusto
in d'un momento bello e appassionato.
E llì, ndove ch'è entrato,
in nove mesi, pure ce sortimo
piagnenno tutti quanti a perdifiato:
tutti a l'istessa, identica magnera.
Pe ffà…? Quarsiasi cosa!
E è proprio qui che se differenziamo
(perché c'è chi va appresso a na chimera…
perché ce sta chi osa e chi nun osa,
chi spera e chi nu spera…
perché c'è chi è signore e chi è fetente…
perché c'è chi capisce e chi è ottuso,
chi cià la fede e chi nun crede a gnente…
ciaivoja a dì la fila de' perché…!)
sippure tutti! famo certe cose:
magnamo e poi…sur cesso: nun se scappa!
E poi, pò esse prima, pò esse dopo,
sia pure in tanti mòdi differenti,
ognuno, e dico ognuno quann'è 'r dunque
dev'ammollà gni cosa e…così sia!
È in quer fratanto - fra venì e annà vvia -
che nun ce sta uguajanza,
nun c'è demograzzia,
nemmanco su la cosa llì der cesso,
che infatti a chi nu mmagna,
sur cesso…lo pìa solo la cicagna*.
E pòi, pe dinne un'antra,
c'è sta a chi j'è concesso,
e chi n cià gnente tempo pe pentisse…
È perché tutti famo e pensamo ar modo nostro:
quell'antre cose invece - inizzio e fine -
pe quanto er tempo nfra de loro è vario
pe ciaschiduno
o pe natura o artro -
sò già standardizzate
perché er Signore, è Lui! che l'ha penzate.
*la sonnolenza
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Più delle more dei grovigliosi rovi
(a Lisa)
Oggi ti trovo, mora,
nel bosco dei miei sogni, e sei
più mora delle more -
esuberanti morbidezze gravide
di liquorosi inchiostri -
e, per mano - sensoriale scambio
d'ancor più generosi effluvi -
ti prendo e con te cado
ebbro su foglie e ciclamini,
che più dolce e liquorosa sei delle more
dei grovigliosi rovi.
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28 maggio 2010, varata la finanziaria dei
"grandi sacrifici". Tagli qua…tagli là…
Ma intanto gli europarlamentari si sono assicurati un aumento di 1,500 euro
mensili! Alla facciaccia…!
E i giudici? Che non gli sia toccato un centesimo, sennò son guai!
Li sagrifici…nostri!….
Ce tòcca…! Quest'è 'r tempo, amichi cari,
de fà li sagrifici a tutto spiano!
Dovemo côre tutti a li ripari!
Ognuno deve diventà più umano,
che quei poracci all'europarlamento
ce stann'a ffà na pena! N se pò ddì...
E millecinquecent' euro d'aumento,
è 'r minimo…dovemo da capì…
Li maggistrati - poi…- ce vò rispetto!
E che sarebbe! Annassela a pìà
co ggente, che, porèlla, nder cassetto
n cià manch'er pòco pe poté campà,
E sò anche condannati, poverelli,
a stasse a sentì ognuno assai speciale,
eh, sì, intoccabbile, perché sò quelli
de la giustizzia ch'è pe…tutti uguale.
E c'è 'r Peloponneso…N s' 'o scordamo!
Poràcci, che je tòcca annà in pensione
a manco sessant'anni, e noi ciannamo,
beati noi, guasi a settanta…che Unione…!
Ma de che! Co st'ingiustizzie! Beati noi
ad invecchià ar lavoro! E amabbirmente
ce fanno stà tranquilli, che a mme e a vvoi
ce bloccheno l'aumenti, e finarmente
n dovemo stasse a sciacquettà er cervello
co: "St'arivà, l'aumento, o nun ariva?
E, er contratto volemo arivedello ,
o proprio nun esiste arternativa...?"
E intanto pe le piazze c'è un mortorio…!
ché 'i bravi sonatori de grancasse *
conoscheno sortanto un repertorio**…
E mo, mej'a sparì: "N sia mai…le tasse…
N sia mai li taji…! Che gne venga in mente!
Sinnò n pìeremo più l'aperitivi***…
E le reggioni, pure: un mar de dente!
Ce sò 'e portrone!…E semo comprensìvi!!..."
Morale de la favola se sa:
ognuno va dicenno de tajà,
però si tòcc'a llui nun ce vò stà.
Così è pe ogn'artra…solidarietà.
Coll' "artri"… ce toccava da scappà!
*tutti sappiamo quali;
**tutti sappiamo quale
***certi tagli alla politica servirebbero solo per gli… aperitivi (è stato
detto)
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dedicata a Lisa
Tra l'umido
odore del bosco
Tra l'umido odore del bosco
e i colori intessuti d'autunno
e il gorgogliare sommesso
d'un ruscello di pace
ho lasciato promesse
di felicità
cadute da sbuffi di nuvole paffute
gonfie di leggerezza.
Tu eri la pupa in bozzolo d'amore
lontano da ogni frastuono:
purezza del volo d'una farfalla.
Rimane il battito d'ali
nella carezza del vento.
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La pensione e il gioco delle "finestre"
che si spostano…Ma la pensioni non vengono toccate…eeehhh!!!
La penzione
e le "finestre"
Te slunghi er collo pe vedé ndo stanno…
Per acchiappall'ar volo co le mano,
pe pìalla mo, e no, chissà in quale anno,
che la potresti pure aspettà invano!
Te dicheno: "L'età rimane quella,
nisun ritòcco: abbasteno sessanta
pe le signore, ch'è n'età assai bbella.
Pe ll'ommini, artri cinque..e l'omo canta
felice, finarmente de sta fòra
dar faticà durato già na vita.
Ma sur più bbello fanno: "Sì, è ora,
però pe mo sortanto pe l'uscita
dar lavoro. Perché, come se sa
ce stanno le "finestre", e la domanna
pe la penzione ancora n se pò ffà…
ch'è la burograzzia che ce commanna.
Tocc'aspettà che viè er momento adatto…
Pò esse nfra sei mesi o anche un anno…
Ma pure più…dipennerà dar fatto
der risparambio che se va cercanno.
Ma noantri, qui, che semo tanto pochi
dar giorno stabbilito pìamo er grano…
Pe voantri…mbeh…è er mejo nfra li giochi
che famo nfra de noi, che man'a mano
spostamo le "finestre" proprio apposta
per abbassà un po'er còsto che ve còsta".
amore di cicale
L'estate breve delle cicale
Frinendo appassionate, le cicale,
intente a idolatrare il loro sole,
si vann'offrendo a lui in sacrificio
lasciandosi bruciare.
-----------------------------
al Camposanto
per consolar chi resta
Nel mondo della pace
Qui dentro trova pace sottoterra
chi per il male, chi per il dolore,
chi per la fame e chi per una guerra
dal mondo fugge per fuggir l'orrore.
La pace or li accomuna
che la malignità qui dentro tace
e neanche il sole e men che men la luna
lo desteranno più, chi, quivi, giace.
Le misure…de la vita
Gni cosa in de sto monno più misura
e più sei n mezzo dio, uno che vale
si sei te a aveccela, e è normale
che nfra regazzi fa più gran figura
chi er còso ce l'ha come na scurtura
cioè grosso e lungo…guasi colossale,
perchè er momento è quello sessuale
e nun avello a norma fa paura.
Crescenno, pòi, ce sò artr'esiggenze:
presempio er conto in banca, che più è grosso
e più ciavrai "amori" e riverenze.
Ar giorno d'oggi tutto viè basato
su quant'è lunga e grossa…è più colosso,
la machina, e 'r parcheggio ch'è occupato,
a la facciaccia d'ogni soprattassa*,
e ingombro de lo spazzio risicato,
che sempre più, deppiù stann'a ffà massa.
*che, chissà perché, non c'è. C'è stata per pochi giorni
soltanto, perché poi, qualcuno
che - pure - avrebbe dovuto pagarla, potendolo fare, l'ha tolta…
("ad personam"…?)
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Il dolore
Marchia l'anima a fuoco.
Indelebile la mente tatua.
Lentamente il cuore
scioglie
in lacrime di sangue.
È l'ombra che trista ti segue -
a te incatenata - anche
quando il sole riposa -
e del pianto tuo, si sazia.
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Il cane pericoloso, è e resta un pericolo per tutti,
anche per il proprio padrone - le cronache insegnano…ma a qualcuno, no! Ma
per fortuna, la sottosegretaria Francesca Martini, a Uno Mattina del 13
Maggio 2010, ha annunciato la misura risolutiva: il Patentino!
Il patentino per cani
Nemmeno il tempo adatto a uno starnuto,
che quella brava sottosegretaria
boriosa - e tanto basta - mandò all'aria
la lista d'ogni cane più temuto,
che dopo centinaia di sbranati
qualcuno di buon senso, finalmente!
aveva fatto uscire - legalmente
approvata da tanti deputati -.
E adesso s'è inventata il "patentino",
che "dà la garanzia" che la ferocia
(che per istinto all'improvviso sfocia
da un cane che diventa un assassino)
sia pure essa stessa scancellata,
ché "infatti" il cane non ne ha mai la colpa…
La colpa è del padrone, se ti spolpa,
e raccontando quest'altra sua bravata
sorride…è assai felice…oh, ma quanto!
Ma quanta cretinaggine ci scappa
da un sol cervello! Almeno che una chiappa
le strappi via un morso insieme al vanto
di fare quel che fa…Ma riconosce:
"Il cane che non sia ben educato
può essere un pericolo, è assodato…".
Ma allora, capocciona, nelle cosce
ce l'hai il cervello? Se è pericoloso,
davvero basta dare il patentino,
ed un padrone non è più cretino,
e il cane tristo cambia in amoroso?
Ma allora diamo armi a tutti quanti,
però col…patentino, ben inteso!
Così, nessuno più verrà offeso,
e neanche spareranno i lestofanti…
Poi, quando il cane ancora sbranerà,
magari addirittura il suo padrone,
diremo: "Aveva tanta confusione…
la colpa è della nostra società…".
La mano longa de la tribbutaria
La mano longa de la tribbutaria
se va slonganno come llà in Eggitto
quell'ombra nera che da su pe ll'aria
farciava ogni fanello ner traggitto.
Nun cià pietà e nisuno pò scappaje
a quell'arpiona si te pìa de mira
e gira, gira in tonno, e daje e daje
acchiapp'a ttutti…quelli che je gira…!
Si ciai quarcosa in tasca, pure a quella
s'attacca e vò na parte e devi dalla…
E si trovasse…embeh, sarebbe bbella…
na cosa tenerella e calla, calla?!
Però ciaivoja a ddì: qua ognuno strigne
perché sempre deppiù s'allarga er giro
de chi ner piatto tuo ce deve intigne,
e sempre più vann'abbassann'er tiro.
Si poi verà…baffone,
je tasseranno pure er sonno ar ghiro,
e pure er letto a chiodi der fachiro,
ma sempre in nome dell'integrazzione
ch'è bell'a ddisse e fai un figurone
e ammascheri quer muso da vampiro:
"Che pure si n sei ricco sei più ricco
de ognuno meno ricco,
e in ogni piatto ricco…me ce ficco!"
E quest'è 'r motto suo…che mica è micco… |