Nostalgia
La sera era calma, il mare tranquillo con l'andirivieni di onde.
Una leggera brezza le accarezzava i capelli, intorno non si ascoltava
altro che il musicale frangersi delle onde sugli scogli.
Ogni tanto s'udiva il grido di un gabbiano che tornava a monte dopo aver
finita la pesca...
Al par delle onde i pensieri andavano e venivano, mentre la vista si
disperdeva lungo quella distesa di acqua, che si faceva sempre più cupa
pian piano che il cielo si oscurava.
Era sola, lui era partito, solo un bacio e poi era andato via...
Sentiva ancora la sua risata sonora mentre con la comitiva si allontanava
per tornarsene in città.
Il loro era stato un saluto veloce, una promessa di ritrovarsi ancora, lo
scambiarsi del numero telefonico e un indirizzo scritto veloce su un
fazzolettino di carta...
L'estate ormai stava per finire e lui se ne andava, fra qualche giorno
anche lei sarebbe andata via... addio vacanze, addio dolci emozioni, i
balli di sera, le nuotate e i tuffi nella giornata, l'amore che era nato
spontaneo, a prima vista...
Una lacrima scivolò sulla guancia nel ricordare...
Il primo giorno arrivata al mare era sola e guardava il mare quando sentì
la sua voce che le chiese cosa facesse tutta sola sulla spiaggia a
quell'ora.
Era arrivata la mattina presto e mentre i suoi familiari stavano a
riposare, lei aveva pensato di andare a salutare il mare.
E nel salutarlo conobbe lui... una forte simpatia, un grande desiderio di
stare insieme, fecero trascorrere dolcemente e veloci i giorni di vacanza.
Bello rincorrersi sulla riva del mare, camminare a piedi nudi sulla
sabbia, mano nella mano, le risate argentine, i lunghi silenzi, le
emozioni, il cuore che martellava ad ogni incontro... ed ora il pianto, la
lontananza, il sapere di non rivedersi per lungo tempo...
Non restava che una semplice e repentina promessa a congiungere i loro
giovani cuori...ora sola pensava e, la nostalgia era struggente.Primo giorno di scuola
Settembre, si ricomincia la scuola... una moltitudine di alunni e genitori
è
nell'atrio in attesa dell'entrata.
Il suono della campanella si fa attendere, tutti vivono l'ansia di questo
primo giorno dell'anno scolastico.
Per me ormai sono anni che insegno, ma ogni inizio anno scolastico rivivo
come sempre l'attesa del primo ingresso in aula degli alunni.
E' un po' come riformare una nuova famiglia, un ciclo ormai è finito ed
ora
si ricomincia.
Vedo tanti piccoli che attendono e penso chi saranno coloro che avrò nella
mia classe.
Invitati nella scuola materna siamo andate presto noi insegnanti per
assistere all'addio che i piccoli daranno alla scuola che li ha ospitati
per
circa tre anni.
Erano tutti in circolo come dovessero fare il girotondo, noi siamo entrate
ed
essi hanno applaudito, ci siamo avvicinate al loro girotondo prendendo
posto a caso fra i fanciulli, poi insieme abbiamo cominciato un
girotondo...
I bimbi cantavano felici.
Una bimba e un bambino stringevano le mie mani, avvertivo l'emozione
in quelle piccole mani che stringevano le mie come per
chiedermi guidaci in questo percorso di vita da trascorrere assieme.
Finito il canto e fermato il girotondo alcuni bimbi staccatosi dal gruppo
sono tornati portando ciascuno una rosa, che ci è stata donata... una rosa
per ogni insegnante.
Poi assieme ci siamo diretti verso il campetto della scuola, la Preside ha
dato il via per la lettura degli elenchi ed ogni alunno è stato assegnato
alla
propria classe... classe prima sezione A, la mia, 19 bambini tra cui un
disabile in carrozzella... una grande emozione averli tutti vicino, mi
guardavano con gli occhi attoniti, nessuno piangeva e quel che più mi ha
emozionato è che tutti erano felici di essermi vicini e rispondevano
allegri al mio
sorriso, e lui, il piccolo disabile mi ha accolto con un sorriso e uno
sbadiglio...
è il suo saluto per me, quasi un segreto fra le nostre anime, e lo
mantiene
intatto ogni volta che mi vede...
Rincontrarsi
- Buongiorno, signora maestra, sei arrivata finalmente quassù, ti
aspettavo...
- Buongiorno, bel bimbo biondo, che piacere rivederti dopo tanti anni, ma
sei sempre uguale, non sei cambiato affatto?
- Quassù non ci si trasforma, si resta sempre così come si arriva...
Ti aspettavo da anni, cara maestra, sapevo che un dì saresti arrivata...
e sei sempre come ti ricordo. Dammi la mano che ti accompagno a
osservar le luci che quassù brillano, chi più e chi meno secondo cosa
hanno
fatto sulla Terra...
- Grazie, dolce fanciullo, è bello essere or guidata da te, mentre prima
ti
guidavo io.. ricordi?
-Si, ed è emozionante...
- Ricordi quando non imparavi a leggere, però per amor mio imparasti e fu
così grande l'amor che ci mettesti per farti dire bravo...
- Era una grande gioia sentirmi dire bravo e vedere il tuo sorriso che
esprimeva soddisfazione a sentire la mia voce leggere...
E poi la tua mano mi accarezzava i capelli, mi dava una immensa
felicità...
l'avverto ancora...
- Si, si, ricordo... ti piaceva quando ti accarezzavo la testolina bionda
e i tuoi
capelli alzati dal gel
- E mi dicevi bel praticello mio... era una tenerezza la tua voce
- E tu bricconcello, che andavi a bagnarti i capelli affinché io ti
facessi lode
del tuo praticello...
-Ti preoccupavi, lo so, che prendessi il raffreddore...
- E' vero, per me eri come un figlio...
- Andiamo ora ci sono tanti che t'aspettano...
Così il fanciullo prende per mano colei che tanto l'aveva guidato e
insieme
s'incamminano verso il mondo della luce eterna...
Il regalo e la spazzatura
Guardare le vetrine con gli occhi attoniti e desiderosi di acquistare doni
per il proprio bimbo nato da pochi giorni, messo lì in una carrozzina
mezza sgangherata trovata per strada accanto a un cassonetto... imbottito
di poveri stracci di recupero ...
Belle le tutine e i vestitini caldi ed eleganti delle vetrine addobbate
per Natale.
Il desiderio assaliva la povera mamma e sognava di vedere il suo bimbo
tutto vestito a festa...
e di avere anche lei un paio di scarpe calde, visto che ai piedi portava
un paio di ciabatte logore...
Ogni tanto buttava lo sguardo per vedere se nel cassonetto riusciva a
trovare qualcosa di utile, ma quel giorno non c'era nulla che potesse
interessare ... e la tristezza le spezzava il cuore...
Poi scorse un signore distinto che correva a buttare la spazzatura, andava
di fretta , lanciò il pacchetto e riprese la sua strada con una signora al
fianco...
Lei si avvicinò furtiva per vedere cosa avesse abbandonato e... miracolo!
Forse era un angelo che aveva lasciato doni per lei e il bambino!
Nella busta lasciata dal quel signore c'erano due scatole nuove nuove, una
con una tutina stupenda per un neonato e nell'altra delle scarpine con un
cappellino caldo per il suo piccino e, guardò ancora .. c'erano anche un
paio di stivaletti nuovi da donna, belli caldi, mai avuti e tanto
desiderati per l'inverno ormai imminente...
Li osservò bene, erano proprio del suo numero di scarpe... una lacrima
inondò il suo viso ... era un angelo quel signore, aveva letto nel suo
cuore e le aveva portato doni per lei e il suo bimbo...
Il bimbo intanto sorrideva e lei lo prese in braccio per attaccarlo al
seno e farlo sfamare col suo latte...
E quello fu un attimo di dolcezza per la povera donna e il suo bambino.
Intanto il signore con sua moglie erano arrivati a casa della loro
figliola, anche lei diventata mamma da pochi giorni... il suo papà le
stava donando il regalino per il piccino, ma rimase sgomento... portava
una busta , ma era quella della spazzatura...
Per la fretta aveva buttato il pacco regalo, dove c'erano anche gli
stivaletti della moglie da portare a cambiare una soletta, e aveva portato
con sé la spazzatura...
In un primo momento rimasero tutti male, la figliola corse a vedere nel
cassonetto, ma non trovò più nulla... era dispiaciuta...
La mamma la consolò e le disse che non doveva preoccuparsi, che le avrebbe
ricomprato il dono per il nipotino, poi rivoltasi al marito gli disse di
non essere triste, ma di sorridere, forse un angelo lo aveva guidato a
fare così per aiutare chi era in difficoltà...
Così la serenità tornò nei loro cuori e felici si abbracciarono.
Cercasi Gesù Bambino per recita di Natale
Par poca cosa organizzare una recita di Natale, e io pur avendola organizzata da
anni ogni volta rivivo l'emozione di realizzarla bene e con sentimento.
E' la recita che fa commuovere i genitori, che sanno perdonare le piccole
imperfezioni dei propri figli, che vivono con noi tutti questo momento magico,
che ci accomuna e ci dona gioia.
L'eccitazione dei bambini è indescrivibile, ognuno aspetta la propria parte e si
anima l'ambiente dell'aula...
Ad ognuno di loro consegno la fotocopia dell' intera recita, ciascuno la incolla
sul proprio quaderno delle poesie, poi insieme si comincia a leggerla e a prima
lettura le parti sembrano difficili, anche se belle quando le leggo io.
I bimbi ascoltano l'espressività della mia voce, il cambiare tono secondo i
personaggi e, affascinati, ognuno vorrebbe interpretare una parte scelta.
- No, non do le parti, la recita dobbiamo impararla tutti perché se anche uno
manca, un compagno lo può sostituire.
Accettano ed assieme, giorno dopo giorno, si prova la recita; lo si fa mentre
sul quaderno di Arte si illustrano i personaggi della Natività oltre alle figure
i Babbo Natale e della Befana.
Si recita anche mentre si costruisce il calendario di fine anno e il biglietto
augurale.
Si recita durante la ricreazione e si intonano anche i canti di Natale da
abbinare alle parti in prosa.
L'entusiasmo cresce giorno dopo giorno, la recita ormai la sanno quasi tutti,
comincio a dare le parti e continuo a dar consigli su come bisogna agire per ben
interpretarle.
Gli alunni si sentono veri attori, protagonisti di ciò che interpretano: le
stelle, la stella cometa, i pastori, Maria, Giuseppe, i Magi...
Ma il piccolo Bambino Gesù dove cercarlo?
Si guardano tutti stupiti, cercando una risposta, poi come per magia ci siamo
rivolti tutti a Lui, il nostro piccolo angelo, che è l'amore di insegnanti e
compagni, che ci parla solo con gli occhi e col sorriso e che mi ascolta tanto
perchè attraverso la voce percepisce tutto...
La scelta cade quindi su di Lui, che sorride e così si intuisce che ne è felice.
Ne informo la mamma, ma pare un po' titubante, poi mi chiede se il figlio ne è
felice e io le rispondo di si.
- Felice lui, felici tutti, dice
Così la mamma accetta, le dico perciò di portare a scuola il figlio di
pomeriggio il giorno della recita.
Mi risponde si, ma tutti non credono che lo faccia, invece sento che lo porterà.
I bimbi sono tutti in palestra, addobbata per la recita natalizia: un grande
albero di Natale, stelle e festoni colorati, disegni della natività, fili dorati
e argentei alle pareti... tutto frutto di lavori eseguiti dagli alunni dal mese
di novembre ad oggi.
Metà della palestra è trasformata come sala teatrale con le sedie poltrona per
genitori, nonni, altri parenti e amici, che cominciano pian piano ad arrivare...
Aspetto il mio Bambino Gesù, la collega mi chiede cosa fare se la mamma non lo
porta, le rispondo che mi ha promesso di portarlo e il cuor mi dice che lo farà,
ma se non arriva provvederemo con un altro bambino piccolo...
Passa il tempo, l'eccitazione cresce, i genitori e i parenti continuano ad
entrare, mi salutano tutti e sono felicissimi... ormai non si spera più
nell'arrivo di Lui, tranne me che ci conto molto... infatti eccolo arriva sulla
sua carrozzina, con la mamma e tutta la famiglia... il papà, i nonni ed altri
parenti...
Tutti i compagni lo circondano, applaudono, sono felicissimi e la gioia irrompe
nei cuori di tutti i presenti.
Intanto Lui sorride, mostra felicità sul suo viso bellissimo, così dolce che mi
fa rabbrividire e commuovere...
E' arrivato Gesù Bambino...
Gli alunni tutti cantano e due bimbe che fanno la parte delle stelle lo prendono
per mano e così inizia la recita.
Bellissima!
Emozione intensa quando Lui, tra Maria e Giuseppe, recita la sua parte con un
gioioso sorriso, che pare dire al mondo:
- Eccomi, sono arrivato fra voi tutti per regalarvi Gioia, Amore e Pace... |