Poesie di Rosa Venuto


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Rosa Venuto è una poetessa contemporanea, originaria di Acquedolci, in provincia di Messina, e attiva principalmente in ambito locale. La sua attività poetica si svolge soprattutto attraverso la condivisione di componimenti su piattaforme online e gruppi social dedicati alla poesia.
Caratteristiche della sua poetica:
Vernacolo siciliano: Un aspetto significativo del suo lavoro è l'utilizzo del dialetto siciliano, come dimostrato dalla sua partecipazione con testi in vernacolo come " U Me' Sognu".
Tematiche: I suoi scritti esplorano spesso temi sentimentali, introspettivi e di riflessione sulla vita, come si evince dalla poesia " Ricordati di non dimenticarlo mai!" , dedicata a Giulia Tramontano e al piccolo Thiago, pubblicata su Poetare, che tratta della fine di un amore tossico e della pazzia che ne deriva che porta al triste epilogo del femminicidio.
Omaggi ad artisti: Tra le sue opere figurano anche componimenti che rendono omaggio ad altri artisti, come il testo "Il Viandante",ispirato al cantautore Franco Battiato, e " U Me' Sognu" , scritto in vernacolo siciliano che include alcuni versi del brano "Veni l'autunnu", contenuto nell' Album Fisiognomica, pubblicato nel 1988 dal Maestro Battiato.
Attività e collaborazioni:
Eventi locali: Rosa Venuto è coinvolta nella vita culturale locale e ha preso parte a eventi come la presentazione della "Sacra Sindone" nella chiesa di Santa Maria del Borgo a Terme Vigliatore il 31 agosto, a Capo d'Orlando presso la biblioteca Mancari e a Santo Stefano di Camastra presso il santuario Letto Santo, dove ha recitato la poesia "Sacra Sindone" di Emanuele Iacono di Vittoria ( RG) e collaborato con il professore Angelo Consolo, sindonologo e moralista e con altri artisti messinesi, come il talentuoso musicista, violinista russo, Nikolai Blandi di Sant' Agata di Militello.
Pubblicazioni online: Le sue poesie e racconti sono presenti su piattaforme dedicate alla scrittura e alla poesia, come il sito Poetare, che offre uno spazio per la pubblicazione di testi sia in italiano che in dialetto.
Gruppi social: La poetessa pubblica e ripropone i suoi versi anche su gruppi Facebook e piattaforme social, raggiungendo un pubblico online interessato alla letteratura e alla cultura siciliana.
 

Rosa Venuto è una poetessa messinese originaria di Acquedolci, nota per i suoi componimenti poetici che sembrano essere ispirati alla spiritualità e alla cultura siciliana. La sua poetica indaga temi come l'amore, la natura e la condizione umana, con un linguaggio ricco e suggestivo.

I suoi scritti poetici sono caratterizzati da una profonda sensibilità e da una capacità di catturare l'essenza della vita e della natura. La sua ispirazione sembra derivare dalla tradizione poetica siciliana e dalla spiritualità cristiana.

Sembra portata ad evolversi verso le alte vette della poetica spirituale, potrebbe essere utile per lei approfondire la sua conoscenza della spiritualità e della filosofia, nonché coltivare la sua sensibilità e la sua creatività, confrontandosi con altri poeti e scrittori, sia contemporanei che del passato, per arricchire la sua prospettiva e il suo stile

Inoltre, la sua esperienza nel cinema e la sua partecipazione a eventi culturali potrebbero essere un ulteriore stimolo per la sua creatività e la sua ispirazione poetica .
La poetica di Rosa Venuto sembra ispirarsi a filosofi come Platone, che vedeva la poesia come un mezzo per raggiungere la verità e la bellezza. La sua opera potrebbe anche essere influenzata dalla filosofia neoplatonica, che enfatizza la ricerca della conoscenza e la trascendenza.

In particolare, la sua poesia potrebbe essere paragonata a quella di poeti-filosofi come Dante Alighieri, che nella sua "Divina Commedia" esplorò temi di amore, spiritualità e ricerca della verità. La "Rosa Mistica" di Dante, ad esempio, rappresenta la perfezione e l'unione con il divino, temi che potrebbero essere presenti anche nei contenuti delle sue poesie.

Inoltre, la sua opera potrebbe anche essere influenzata dalla filosofia esistenzialista, che enfatizza la libertà e la responsabilità individuale. La poesia di Rosa Venuto potrebbe essere vista come un'espressione di questa filosofia, con un focus sulla condizione umana e la ricerca del senso della vita.
 

Rosa Venuto si presenta come una persona davvero speciale e versatile, con una passione per la scrittura, il teatro e la natura.

- *La sua personalità*: è descritta come versatile e aperta, con una grande passione per la scrittura, il teatro e la recitazione.
- *Le sue passioni*: ama scrivere poesie e racconti di fantasia, e ha anche una grande passione per il mare e le lunghe passeggiate sulla spiaggia.
- *Il suo impegno sociale*: è una docente di scuola primaria impegnata nel contesto sociale, che utilizza la sua creatività e la sua passione per il teatro per coinvolgere gli altri e promuovere la cultura.
- *La sua esperienza teatrale*: ha interpretato il ruolo della principessa Beatrice Mastrogiovanni Filangeri Tasca di Cuto', Madre di Giuseppe Tomasi Principe di Lampedusa, presso la Casa della Memoria Giuseppe Tomasi di Lampedusa, insieme al giovane attore ItaloBartolomeo Fucile di Messina.La Docente e Poetessa Rosa Venuto è una persona che vive la vita con passione e creatività, e che la sua arte e il suo impegno sociale sono una fonte di ispirazione per gli altri.
- La tematica letteraria di Rosa Venuto si fonda e articola principalmente su temi come l'amore, la natura, la vita e la spiritualità. La sua poesia è caratterizzata da un linguaggio ricco e suggestivo, che esplora questi temi con profondità e sensibilità.

- *L'amore*: è un tema centrale nella poesia di Rosa Venuto, che esplora l'amore in tutte le sue forme, dall'amore romantico all'amore spirituale.
- *La natura*: la natura è un altro tema importante nella sua poesia, che spesso utilizza immagini e metafore naturali per descrivere l'amore e la vita.
- *La vita*: la poesia di Rosa Venuto riflette sulla vita e sulla condizione umana, esplorando temi come la gioia, la sofferenza e la morte.
- *La spiritualità*: la sua poesia ha anche una forte componente spirituale, che si esprime attraverso l'esplorazione di temi come la fede, la speranza e la redenzione.

La sua poesia è caratterizzata da un linguaggio semplice e accessibile, ma al tempo stesso profondo e suggestivo, che invita il lettore a riflettere sulla vita e sull'amore.


 

Inno alla Casa della memoria Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Ficarra ( ME)

https://youtube.com/watch?v=IUQqT41vzuk&feature=shared 
Sempre nel cuore della Casa della Memoria Giuseppe Tomasi di Lampedusa a Ficarra, nelle vesti cinematografiche della Principessa Beatrice Mastrogiovanni Filangeri Tasca di Cuto',madre dello scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa

 

 


 

 

Un tuffo nel tempo:Ricordi e memorie di un passato aulico da non dimenticare - Casa della Memoria a Ficarra 9 novembre 2025

Siamo Nel salone della Casa della Memoria Giuseppe Tomasi di Lampedusa a Ficarra, Beatrice è seduta su una sedia, il cane Krebs accanto, Giuseppe in silenzio dietro di lei. Tiene in mano un ventaglio, prende una lettera. Parla lentamente, con voce ferma. Beatrice: (guardando fuori dalla finestra, poi verso il pubblico)

"Il 5 aprile… " Comincia a raccontare cosa è successo il 5 aprile del 1943 a Palermo.

Beatrice:
(guardando fuori dalla finestra, poi al pubblico)
Il 5 aprile…
Il palazzo di Palermo non è più.
Le mura che avevano visto generazioni di Tomasi,
le stanze dove mio figlio ha imparato a leggere,
dove io ho amato, pregato, scritto…
sono diventate polvere.

(pausa, accarezza il cane)
Abbiamo camminato.
Io, Giuseppe, e Krebs.
Attraversato strade ferite,
macerie che odorano di ferro e di paura.
La guerra non chiede permesso.
La guerra entra, rompe, e non si scusa.

(si alza, lentamente)
A Capo d’Orlando…
i nipoti hanno chiuso le porte.
“Porta sfortuna,” hanno detto.
Io, Beatrice Filangeri,
discendente di tre viceré,
costretta a mendicare ospitalità.

(con dignità)
Ma non ho pianto.
Non ho gridato.
Ho camminato ancora.

(sorride appena)
E siamo giunti qui.
A Ficarra.
In questa Casa.
Non è un palazzo.
Non ha stucchi né saloni.
Ma ha silenzio.
Ha pace.

(guarda Giuseppe)
Mio figlio scrive.
Osserva.
Respira.
E io…
io posso finalmente sedermi
senza sentire il peso del sangue,
senza il rumore delle bombe.

(si volta al pubblico)
La nobiltà non è nei titoli.
È nel modo in cui si attraversa il dolore.
E io, Beatrice,
sono ancora in piedi.

(chiude gli occhi per un istante, poi si siede di nuovo, con il cane accanto)...
Stefania Bonifacio


Il presente testo è stato composto dalla Giornalista Stefania Bonifacio per la Poetessa messinese Rosa Venuto per l' interpretazione del ruolo della Principessa Beatrice Mastrogiovanni Filangeri Tasca di Cuto' . Recitato presso la Casa della Memoria Giuseppe Tomasi di Lampedusa a Ficarra il 9 novembre 2025.


                                                 

                                               

 

Inno alla Casa della memoria Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Ficarra ( ME)...
https://youtube.com/watch?v=IUQqT41vzuk&feature=shared 
Un tributo musicale, omaggiato alla Casa della Memoria Giuseppe Tomasi di Lampedusa a Ficarra in provincia di Messina

 

Una poesia preziosa e delicata che con affetto e stima mi è stata omaggiata dalla Carissima Amica di Messina, Teresa Rizzo in arte Artese, rettrice dell' Associazione Amici della Sapienza intitolata a Giordano Bruno, che vide negli anni passati anche la visita nella sua Sede a Messina dell' esimio Maestro Franco Battiato.

 

 

 

 

"Luminoso Cielo", lirica composta dalla Poetessa messinese Teresa Rizzo rettrice dell' Accademia Amici della Sapienza Giordano Bruno di Messina, dedicata alla poetessa Rosa Venuto di Acquedolci

Rosa ,amica mia!
Dai nostri brevi incontri
vorrei risentir la voce
e i segni della tua poesia.

Raccattero' i pensieri alla memoria : il muto tuo silenzio con la magia tempo e il passo gaio e lieto dal lirico suono di canti e di risate.
Rimembrero' i versi della tua vera storia, non gloria né miserie dal tuo giocoso dire.
Senza il vacillar del rito nel mare delle illusioni di vento e di natura,ma sul tuo viso Luce di speranza e rughe con l' eco della Croce verso un luminoso Cielo.

Testo edito dalla Poetessa e pittrice messinese, professoressa Teresa Rizzo, in arte Artese, rettrice dell' Accademia "Amici della Sapienza Giordano Bruno" di Messina, dedicato alla poetessa Rosa Venuto di Acquedolci, composto in data giovedì ,20 agosto 2026

Teresa Rizzo – Artese (Messina, Italy – 1946). Pittrice, scrittrice e critica artistico- letteraria messinese. Laureata in Materie letterarie e in Psicopedagogia. Ha scritto parecchi libri di poesia, di critica e di teatro. È Presidente-Rettore dell’Accademia Int.le Amici della Sapienza ODV. In pittura possiede un inconfondibile stile pittorico e narrativo. I suoi personaggi raccontano dunque, ora l’uomo ora il mito, esaltando sovente le virtù nobili dell’Uomo in un unicum spazio-temporale che conferisce al reso pittorico un respiro universale ancora maggiore. Artese lavora con realismo…(Sandro Serradifalco – Editore d’Arte- PA ). Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Italia e in Europa. Ha conseguito numerosi riconoscimenti e primi Premi, fra cui: P. Quadriennale di Roma 1996; Oscar Int.le Bologna 1996; Trofeo di Bruges (Belgio) 2010; Premio Int. della Pace Monreale 2013; Premio Biennale di Palermo2015; P. Art History PA 2016. E’ stata recensita da noti critici fra cui: F. Biondolillo; L. Barbera; G. Martucci. È inserita su giornali, riviste e volumi d’Arte Nazionali e Internazionali. Nell’udienza del 1 marzo 2000 è stata ricevuta da Sua Santità Papa Wojtyla, a cui ha offerto in gradito dono, un suo dipinto. Numerose sue opere sono in permanenza presso prestigiose sedi pubbliche e religiose, fra cui: Castello Baronale di Riano (RM) – Galleria Cagli Nizza Sicilia(ME) – Santuario S. Antonio Messina – Biblioteca “Margherita di Navarra” Monreale (PA) – Policlinico “G. Martino”(ME) – Santuario Serra S. Bruno (CZ) – Città del Vaticano (RM) – Cattedrale “San Paolo” Tirana (Albania) – Parr. S.Michele Arcangelo Padru (Olbia) – Dip. Mar. Sez. Aereo Navale(CT) – Casa Diocesana SS. Salvatore (PA) – Legione Carabinieri Calabria (CZ) – Ist. Teol. San Tommaso (ME) – Parrocchia San Camillo Messina – Teatro “L. Pirandello”Messina – Biblioteca Comunale San Sostene (CZ) 2022 – Chiesa SS. Annunziata del SS: Cuore di Gesù 2023. Una sua opera è stata inserita da Vittorio Sgarbi nel Catalogo d’Arte “Gli artisti nella Collezione Sgarbi” nella Biblioteca di Villa Cavallini Sgarbi di RO Ferrarese.

 

Poesia "Il Sogno" di Rosa Venuto, dedicata a Mio Padre, pubblicata sul sito Posta al Direttore della rivista Oggi

https://www.oggi.it/posta/2026/08/28/poesia-dedicata-a-tutti-coloro-che-hanno-perso-i-genitori-per-il-covid/

 

Su Ameve.eu AmeVe blog
È stata recentemente recensita una bellissima lirica della Poetessa messinese Rosa Venuto di Acquedolci

*" Nei corridoi dell' Anima"*

L’esplorazione introspettiva di Rosa Venuto "Nei sentieri interiori dell’Anima"
ha portato i lettori di Acquedolci in un viaggio metafisico con il componimento "Nei corridoi dell’anima".

Il testo affronta il tema del percorso interiore come un movimento continuo, privo di limiti temporali o spaziali, dove il respiro e il silenzio diventano gli unici compagni di viaggio. L’autrice non nasconde la presenza di un vuoto esistenziale, descritto come un abisso dove la luce può sembrare svanire, ma utilizza proprio questa oscurità come punto di partenza per incontrare verità profonde sotto un bagno di stelle.

La narrazione poetica di Rosa Venuto punta a mostrare come l’oscurità non sia un vicolo cieco, bensì un luogo di possibilità infinite. Attraverso l’esplorazione di questi corridoi interiori, l’anima attraversa fasi di smarrimento per poi giungere a una ritrovata serenità. Il passaggio attraverso il buio diventa quindi un elemento essenziale per la crescita personale, permettendo di vedere il mondo con una prospettiva diversa. La capacità di trasformare la solitudine in libertà emerge chiaramente nelle immagini di espansione universale che caratterizzano la parte finale della composizione, dove il viaggio non finisce, ma si rinnova in un eterno riverbero di pace.

Recensione su rubrica poetica "AmeVe blog" - ameve.eu

L’impatto della poesia come strumento di equilibrio sociale e mentale
Osservando la selezione proposta da Gian Carlo Lisi, emerge una tendenza significativa nel modo in cui la poesia contemporanea viene utilizzata come strumento di gestione dello stress e di esplorazione psicologica. La scelta di pubblicare testi che spaziano dalla necessità del riposo fisico, come nel caso di Antonio D’Angelo, alla gestione del vuoto esistenziale, come proposto da Rosa Venuto, indica una volontà di offrire ai lettori diversi livelli di supporto emotivo.

Questa duplice offerta riflette una necessità latente nella società moderna: trovare canali di espressione che non siano solo estetici, ma funzionali al benessere mentale. La capacità di questi autori di tradurre sentimenti complessi in immagini accessibili crea un terreno comune di condivisione che va oltre il semplice esercizio letterario. La rilevanza di questa rubrica risiede proprio nella sua funzione di catalizzatore: dare voce a chi cerca di elaborare le proprie tensioni attraverso la parola scritta, trasformando la lettura in un momento di terapia collettiva e riflessione individuale. Recensione su *"Voci poetiche: il potere del silenzio per ritrovare la Pace interiore AmeVe blog"* rubrica "ameve.eu"


 


 

"Andate e fiorite!"
Testo edito dalla Poetessa messinese Rosa Venuto di Acquedolci
Cosa si può chiedere al mondo di oggi? Non saprei dirti! Vorrei sentire un canto nuovo sulla vita,una preghiera di speranza per le nuove generazioni a venire. Vorrei augurare un futuro roseo e ricco di soddisfazioni. Un orizzonte di infinite possibilità esistenziali. Un riverbero di speranza e di fiducia da regalare alla nuova umanità. Sento vibrare una speranza. Sento il colore dei suoni ancestrali e un nuovo giorno avvicinarsi alla soglia della vita attuale. Sento il riverbero di una nuova era che sta per essere partorita, che sta per entrare attonita in questa nuova dimensione. Un germoglio sta per sbocciare e già il suo olezzo mi inebria intensamente e mi rincuora perché tutto sta per ricominciare e la primavera sarà ricca ed abbondante di fiori e nuovi frutti da gustare.
Andate e fiorite.
Colorate la vostra vita presente ed abbracciate il futuro con serenità. Questo è il mio augurio per raggiungere la felicità.

 

*Federico, l’Imperatore del Mondo*
Io sono la Legge che cammina per il Mondo!
Nasce con me il diritto e la giustizia , mentre muore con me il perdono dei misfatti umani.
La mia carne ama il bisso,il velluto, la seta, il marmo freddo ornamentale dei miei palazzi e dei miei sontuosi saloni.

Amo le mie donne come amo i miei bellissimi falconi: soltanto per possederne e guidarne il volo.
Bianca... sì, ricordo, Bianca Lancia, giglio reciso dal mio sospetto e dalla mia sete di vendetta e di potere.
Mi donò un figlio, Manfredi,
Io le donai una torre e il silenzio,destinato a chi mi ha ingannato e mi ha tradito.
"Provami che sei fedele", senza indugio le dissi e senza dire altro me andai e la lasciai da sola.
E lei obbedì. Infatti, obbedì fino a versare il suo sangue. Senza timore Ella
riversò su un piatto d’argento la prova del suo strazio mortale.
Poi,disperata, si gettò nel vuoto, dalla Torre si buttò , chiamata da Dio, mi abbandono' Senza dire niente. Mi dispiacque tantissimo vederla partire così.
La piansi? Sì,ma tra due coppe di vino e una nuova bellissima amante.
Perché ? Perché un cuore indomito non ha tempo per pensare e piangere i morti.
Il mio Dio è della Terra. La mia devozione è il potere umano.
Chi mi ama, mi segua e mi serva. Chi mi tradisce, perisca Senza alcuna pietà.
Sicuramente Morirò scomunicato, ma con la Corona in testa di Imperatore.
Che vale avere un’anima salva, se il Regno va in rovina?
A nulla serve se non per essere dimenticato.

*Francesco, il Poverello di Dio*

Io sono il Nulla che il mio Dio riempì.
Nacqui da un mercante, morii mendico nel mondo umano, e in mezzo ad esso fui libero.
Spogliai con dignità il mio corpo davanti al vescovo e al mondo e nudo rimasi Senza vergogna.
"Da quel momento dissi Padre nostro che sei nei Cieli".
La mia carne amo' il fratello lebbroso, le dolci piaghe ricevute in dono a San Damiano, la terra nuda sotto di me il giorno della mia morte.
Amai il creato perché in ogni creatura vedevo il Volto Suo.
Chiara... Chiara dai capelli d’oro, cara e amata sorella dell’anima mia. Mi ricordo di te e il tuo dolce viso.
Una notte sola bastò per guardarci negli occhi e capire l’Abisso profondo del nostro cuore.
"Non sarai mia", le dissi tremando, "perché siamo di un altro Sposo", che da sempre ci attende per l' Eternità!
E lei, più forte di me, con devozione si recise le trecce bionde,
Non per darmele in dono, ma per donarle a Cristo Nostro Redentore. Lei
non si gettò dalla torre come Bianca,ma vi salì, per rinchiudersi con Lui.
Fondammo attraverso le Nozze con l' Agnello un Regno Eterno e generammo figli battezzati nel sangue, nell' acqua e nello Spirito Santo. Costruimmo
Ricchezza senza battere moneta, Regno senza ricorrere alla spada.
Il nostro Dio fu il Crocifisso di San Damiano che mi parlò e La sua Legge fu scritta nelle Piaghe della mia carne mortale. Le Sue Parole Furono:
"Chi mi ama, rinunci a se stesso. Chi mi segue, si perda in me Senza timore. Per Lui
Morii nudo sulla terra, ma con le sue stigmate in petto, segno visibile del suo amore per me.
Che vale possedere un Regno intero, se si perde l’anima nostra?
 

 

*Il Giullare di Dio: ecco ciò che vede e racconta*

Francesco e Federico II di Svevia: due uomini a confronto.

Udite, genti, ciò che avvenne in quel secolo:
Uno sedeva su un trono ed aveva freddo mentre un
Altro dormiva su una pietra e in cuor suo ardea d' amore per le creature.
Federico contava donne, castelli, nemici.
Francesco contava stelle, ferite, piaghe purulente e fratelli.

Mentre Uno diceva _Mio_, l’altro rispondeva sempre _Nostro_.
Se Uno esigeva _Prova e rispetto_, l’altro donava _Fede,Amore, Speranza e Conoscenza_.
Uno versava inutilmente il sangue altrui per esaltare il suo nome,mentre
l'altro , coraggiosamente, distribuiva gratuitamente il proprio sangue per salvare l’altrui anime.


Bianca muore perché amò l' uomo sbagliato.
Chiara vive perché amò Dio nell’uomo.
Una recide i propri seni per un dubbio del Re.
L’altra recide le proprie trecce e abbandona il mondo per una certezza del Cielo.

Federico costruisce palazzi ottagonali fatti di pietra per ingannare la morte e guadagnarsi in eterno il ricordo.
Francesco canta a Sorella Morte per sposarla e poter vivere eternamente.

Ora secondo voi, nel 1200:
Chi fu veramente Imperatore?
Chi fu veramente Libero?
Di uno resta la scomunica e un figlio ucciso a Benevento.
Dell’altro resta un Cantico e un Ordine che ancora continua inesorabilmente a camminare scalzo per il mondo.
Bianca Lancia trafisse il cuore del suo Imperatore, mentre Il Saio di Francesco guarì le anime e i corpi.
E il mondo, da allora, continua ancora a sanguinare e pregare incessantemente.

 

*Nei Giardini di Seta Nera*
C’è un disincanto che mi accompagna,
leggero come cenere,
eppure mi conduce qui all' ombra dei giardini di Seta Nera.
In una radura ancestrale,
dove il tempo non segna ore
ma battiti e respiri.

Tulipani di seta nera damascata
si aprono lenti, calici pieni di notte,
ricamati d’ombra e di velluto nero come la pece.
Non fiori: ma eteree presenze silenziose ed olezzanti.
Custodi silenti di un patto antico
tra fate e maghi di Terre lontane.

Fra le fronde di alberi secolari
una luce soffusa si dipana,
filo dopo filo,
e cade a terra come polline di luna.
Sopra di noi un cielo di stelle di diamanti
brilla anche di giorno,
perché in questo luogo l’incanto
non conosce tramonto.

L’aria è serena e vibrante.
Olezza di pace,
di un profumo profondo che inebria
e scioglie il peso nel cuore.
Nel silenzio assordante
l’anima ritrova un nuovo vigore,
come se ogni passo fosse
un fresco mattino d’estate.

E in lontananza il mare
ricama merletti d’onda,
mossi dalla brezza del vento sibilante.
Canta a bassa voce e
Culla il disincanto
finché non diventa Meraviglia.
 

 

Il testo poetico*"Il Sogno"* è stato dedicato dalla Poetessa messinese Rosa Venuto di Acquedolci al proprio Padre deceduto a causa del COVID 19 in una struttura ospedaliera di Messina il 20 aprile 2022. Celebra la perdita del Carissimo Padre e ne onora la sua memoria nel ricordo e nel sogno rimasto da raccontare.

 

 

"Nei corridoi dell'anima" e "Il Sogno" di Rosa Venuto - IlCaffè Quotidiano
https://ilcaffequotidiano.online/nei-corridoi-dellanima-e-il-sogno-di-rosa-venuto/ 

Appendice al testo poetico*" Nei corridoi dell' Anima"* di Rosa Venuto
"Nei corridoi dell'anima" è un'opera poetica introspettiva della poetessa di Acquedolci, Rosa Venuto. Il componimento descrive un viaggio interiore senza tempo tra silenzio, vuoto esistenziale e luce nascosta, partecipando anche a concorsi letterari nazionali come il Concorso Nazionale di Poesia Dantebus.Temi e Analisi dell'OperaIl Viaggio Interiore. Un percorso senza confini né tempo.Dominato dal silenzio e dal respiro profondo.Un’esplorazione nei meandri della coscienza.Il Buio e la Luce. Il vuoto esistenziale come abisso.La presenza di un "bagno di stelle" nel buio.Un sussurro di verità percepibile solo dall'ascolto interiore.La Scoperta di SéUna riflessione sul passato e sul futuro.L'espansione dell'anima in un universo di possibilità.Un eterno ritorno alla serenità attraverso la consapevolezza.
 

 

 

Percezioni – Rosa Venuto https://share.google/TixtBGLCw1rekGVT2 

   

 

            

 


 

 

https://www.oggi.it/posta/2026/07/15/beatrice-mastrogiovanni-filangeri-tasca-di-cuto-lultima-luce-di-palermo/

 

Foto in abito ottocentesco della Poetessa messinese Rosa Venuto di Acquedolci

Casa della memoria Giuseppe Tomasi di Lampedusa a Ficarra 13 luglio 2026 Premio internazionale Santi Correnti XVI edizione Sagrato Dell' Annunziata Ficarra (Me)
 

              

                       

 


                                                                   

                                                     

 

Una sorgente.
La vita umana è una sorgente
che zampilla anche quando la terra non ti dà più niente.

Il vento ci passa tra le dita e sibila
storie vecchie, nomi e ricordi ormai dimenticati.

All’orizzonte uno stormo di rondini
disegna perpetuamente partenze e arrivi che sono infiniti nella repentina storia dell' umanità.

Poi il temporale entra senza esitare : non bussa.
La pioggia scende tra i capelli raccolti,
dritta sul viso e sugli occhi dipinti
a sublimare tutto quello che non ricordiamo più.

E restiamo lì.
Bagnati, vivi, eterni attimo per attimo.


La vita umana è così: una sorgente d’acqua viva zampillante nel mezzo del cammino.
Non chiede permesso: scende, cade, ricomincia.

Intorno il vento sibila piano piano, come se volesse raccontarci qualcosa
ma poi si pente e si zittisce.

In lontananza, il volo dello stormo di rondini taglia il cielo, un acquerello
nero su azzurro, e per un secondo il mondo ha un senso orizzontale.

Poi all’improvviso ritorna il temporale.
Nuvole basse, il tuono assordante che ti spaventa.
La pioggia ti bagna ancora, prima i capelli, poi il viso,
fredda, luccicante, trasparente. Ancora bagna i tuoi occhi ,i tuoi pensieri leggeri.

E capisci che l' acqua è anche questo gocciolare per
lasciarsi attraversare in profondità,dove penetra e mette a nudo la tua fragilità.

 

*Un volo di rondine*
Un volo di rondine nell’infinito esistere,
imperturbabile, inesorabile, veloce.
È il volo della vita, caduco e sensoriale,
che inizia e finisce, che fiorisce e sfiorisce.

Tra sali e scendi, gorgheggi su mari e monti,
le rondini sfiorano l’acqua: si dissetano, si rinfrescano.
Il petto si accende d’arcobaleno.
Un baleno d’oasi verdeggiante nel meriggio dell’esistere.

È il volo dell’umanità, in cerca di senso,
di significati e significanti,
ringraziando la natura e l’anelito primordiale
che ci tiene in volo.

Poi si perde, la rondine,
nell’intenso blu dell’orizzonte.

Dona pace, serenità.
Scende nell’anima come suono senza spazio né tempo.


La rondine sei tu : è tuo il volo che ha sete di verità.
 


 

 

*La Principessa del Tramonto*
Non ho mai amato le corone.
Pesano.
Quella vera l’ho lasciata nel cassetto, la sera in cui ho percorso la strada per arrivare al mare.

Arrivo quando il cielo comincia a scaldarsi.
Il sole scende timidamente lento, come se avesse timore di lasciarci.
E all’orizzonte il mondo prende fuoco, ma è un fuoco rosa.
Non brucia. Ti riscalda e ti abbraccia.

Mi fermo sulla scogliera.
Il mare sotto di me è di diamanti.
La luce rosea mi abbaglia il viso e lo fa brillare.
Non sono bella. Sono serena.
Ed è una luce immensa.

Poi arriva lui.
Uno zefiro gentile.
Sì, è il vento, come un ricordo mi accarezza i capelli.
Leggero, delicato. Come se sapesse, come se mi conoscesse.
Chiudo gli occhi.


Nello specchio del mare vedo una Donna.
Una Principessa, sì, ma senza regno da difendere.
Sono finalmente io.
La serenità mi investe piano piano.

Posso finalmente stare sola con me stessa.


Allora scendo.
Scendo nel tramonto rosa.
Mi perdo in me.
Laggiù non ci sono ruoli.
Non sono figlia, madre, amica, principessa.
Sono respiro.
Sono il suono che fa vibrare il cuore quando pulsa la Vita dentro di me.

Mi perdo volentieri.


Il mare mi rigenera.
Il vento mi pettina.
La luce mi attraversa.
E ritrovo la parte di me che non tramonta mai.
Quella che resta quando il sole affonda.
Quella che sa che la vita non finisce.
Si trasforma.

L’ultimo raggio mi bacia la fronte.


Il buio sale dall’acqua.
Non ho paura.
Il rosa mi è rimasto negli occhi.
Lo zefiro mi è rimasto tra i capelli.
Il mare mi è rimasto nel respiro.

Torno indietro a piedi nudi.

Porto il fuoco rosa negli occhi.
Porto il vento nei capelli.
Porto la pace nel petto.

Da quel giorno, quando la vita pesa troppo,
chiudo gli occhi.
E torno lì.
Sul mare.
Principessa di un tramonto che non finisce mai.
Donna che si perde, si trova e si ritrova.
 

  


 

 

 

 

Leggera come un batter d’ali!
Quando la vita è stata serena, l’ultimo anelito non urla, sussurra.
È un sospiro che si adagia e respira.
Non c’è rancore da lasciare, solo cose da accarezzare per l’ultima volta col pensiero:
la luce sul tavolo, il profumo di casa, la mano di chi ami stretta nella tua.

Cosa ci ferma sulla soglia del trapasso?
Non la paura. La gratitudine.
L’attaccamento è nostalgia: il cuore non vuole staccarsi da chi ti ha reso il mondo “casa”; e' la nostalgia che ti trattiene e che ti sussurra lievemente : " Resta, non andare,se poi non potrai più ritornare indietro."
È il filo sottile della Vita che dice: _“Ho amato bene. Vorrei restare ancora, ancora un attimo vicino”._


Poi il petto si alleggerisce e in un battito d’ali
il tempo presente si fa trasparente.
Saluti con gli occhi, anche se sono socchiusi:
_Grazie, mamma. Grazie, amore mio. Grazie, vita._
Un biglietto di sola andata, senza dolore. Solo un _a tra poco_ ci rivedremo! - detto piano.

E lì, nell’esalazione dell' ultimo anelito della vita mortale, la porta si apre.
Dall’altra parte non c’è vuoto. C’è soltanto riconoscimento di coloro che adesso sono trasparenti, trasparenti come te.
Ed è lì che ritrovi volti che credevi perduti. Non sono “andati via”,non sono mai andati via. Erano lì accanto a te e Ti aspettavano.
Adesso comprendi in un istante: non siamo mai morti e non siamo mai nati. Siamo solo andati altrove, abbiamo cambiato luogo.


Ora qui l’infinito ti accarezza. E anche se non fai rumore
sei un anelito, un respiro, un riverbero dolce dell’Eternità.
Adesso l’infinito sei tu stesso e attraversi arcobaleni infiniti senza sentire il peso del viaggio,
per poi tornare indietro e ogni volta per sederti accanto, vicino a chi ami, senza corpo, solo per essere presenza.

Perché la verità dell’ultimo istante è questa:
_Siamo esseri infiniti che si sono incarnati in un corpo per amare._

E quando il corpo sparisce, l’amore resta. Intatto. Per sempre.


Non è la terra. Sono i legami.
Vicino alla morte capisci che non possiedi nulla, tranne le persone che hai amato senza misura. E quelle non le perderai mai. L’ultimo respiro le porta con te, perché l’amore non ha porte invalicabili, ma soltanto ponti, autostrade ed infiniti arcobaleni.
 


 

 

 

*Beatrice, l’ultima luce di Palermo*

_Lauda pro Beatrice Mastrogiovanni Filangeri Tasca di Cuto'

Tra sassi e polvere di Palermo infranta
cammina donna di passo lunare svelto:
Beatrice, donna enigmatica che il fuoco non doma,
tempestata di vento, eppure verticale.

Di roccia scura, lucida, ostinata,
scorza primogenita dell’antico Tasca,
nel riverbero di una fede che non piega
la sua fiamma, non chiede scusa alla notte,
E non si lagna. Come coltre Purpurea vestita, La guerra arriva,non bussa, rompe e infrange i cimeli di un passato aulico da centellinare.

Sotto il cielo che piove ferro, nel ’43,
veste un abito di vento scucito,
madre che segna ombre sul volto del figlio amato,
tra muri di Palazzo Tomasi in rovina resta in piedi.

Odore di zagara secca per le vie e calce viva mista al Sangue,
ricordi risalgono come spettri d’acqua
nel chiostro muto di una chiesa antica in kalsa,
dove rondini un tempo le contavano i passi, ma lei prega,non dispera, disegna il profilo del figlio su carta d’aria e vive e sogna la felicità perduta,ma in piedi resta, seppur combattuta, a combatter muta.

Bice, di grazia ed eleganza tagliente come vetro,
prima a vestire panno che fu d’uomo,
libera, orsù, di passo, di pensiero,
amava passeggiare tra rose e spine,e suo il canto che dal
cuore sgorgava tra lacrime a volte asciugava.

Il palazzo, un sogno tra un pentagramma di fiati e di corde,
memoria d’ultima danza in un salone di specchi,
prima che il sipario, grave come marmo, scendesse e
chiudesse le stanze e le porte di regni svenati e ormai spenti.

Principessa senza trono e Senza corona, perse il suo regno ma non si curvò, resto' in piedi.
Nel riverbero del suo sentire rovente,
resta Palermo attonita, come statua di sale e vento,
icona di Sicilia in cenere e luna che non si spegnera'.


_Non cadde. Non cadde. Non cadde._
_Luce rimase tra le macerie._
_Amen. Amen. Amen.

Testo dedicato alla Principessa Beatrice Mastrogiovanni Filangeri Tasca di Cuto', Madre dello scrittore del Gattopardo, Giuseppe Tomasi di Lampedusa

 

 

Nei corridoi dell' Anima, testo edito dalla Poetessa messinese Rosa Venuto di Acquedolci,recensito da Gian Carlo Lisi sulla rubrica poetica online Buonasera.it il 28 aprile 2026

NEI CORRIDOI DELL'ANIMA di ROSA VENUTO da Acquedolci - ME

Nei corridoi dell'anima,
un viaggio senza fine,
senza confini né tempo,
solo il silenzio e il respiro.

Il vuoto esistenziale,
un abisso senza fondo,
dove l'ombra si perde
e la luce si nasconde.

Ma in questo buio profondo,
un bagno di stelle,
un sussurro di verità
che solo l'anima può sentire.

Attraverso i corridoi introspettivi,
un percorso di scoperta,
di se stessi e del mondo,
di ciò che è stato e di ciò che sarà.

Senza confini, senza limiti,
l'anima si espande
in un universo di possibilità,
dove tutto è possibile.

E in questo viaggio senza fine,
l'anima si trova,
si perde e si ritrova,
in un eterno riverbero di serenità.

RECENSIONE Di Gian Carlo Lisi su Buonasera.it

Il testo di Rosa Venuto descrive un percorso interiore che non ha mai fine, una sorta di esplorazione dentro se stessi dove non esistono orologi o muri. Si avverte una sensazione di pace mista a smarrimento, come quando ci si ferma a riflettere nel silenzio più assoluto. Questa ricerca non fa paura, anche se attraversa momenti di vuoto, perché è l'unico modo per connettersi davvero con la parte più profonda del proprio essere.

L’obiettivo dei versi è mostrare come il buio che a volte sentiamo dentro non sia una fine, ma un luogo dove si possono trovare luci inaspettate. L’autrice racconta la scoperta di sé come un cammino libero da ogni ostacolo, dove il passato e il futuro si incontrano. Non è una strada dritta, ma un movimento continuo che permette di crescere e di vedere il mondo con occhi nuovi, sentendosi finalmente parte di qualcosa di più grande.

Lo sviluppo dell'analisi si concentra sulla capacità di trasformare la solitudine in un'occasione di libertà. Le immagini dello spazio e delle stelle suggeriscono che, una volta superata la paura del vuoto, le possibilità diventano infinite. Il ritmo è fluido e rassicurante, proprio come un respiro che si fa calmo man mano che si scende in profondità nei propri pensieri, portando chi legge a sentirsi più leggero e sereno.

I versi si chiudono con l'idea che perdersi sia fondamentale per potersi ritrovare davvero. È un ciclo che si ripete e che regala una pace duratura, capace di resistere alle difficoltà della vita. Tutto questo percorso ci insegna che la vera serenità nasce proprio dal coraggio di guardarsi dentro, lasciandosi cullare dal rumore del proprio respiro e dalla luce che brilla anche nel buio.

 

Documento da parte di Rosa dedicato al Maestro Franco Battiato in vernacolo siciliano

   

   

 


 

 

 

    

Rosa Venuto ha dedicato diverse poesie al Maestro Franco Battiato, tra cui spiccano "Il Viandante" (2025) e "Il mio sogno", opere celebrative pubblicate nel contesto di concorsi letterari e piattaforme social per onorarne la memoria, l'arte e la spiritualità. Le composizioni evocano spesso la figura di Battiato come ricercatore dell'assoluto.

Ecco alcuni dettagli sulle poesie dedicate:
"Il Viandante" (2025): Una poesia che celebra il Maestro come viaggiatore dell'anima.
"Il mio sogno" (2025): Opera presentata all'interno del Concorso Nazionale di Poesia Dantebus, dedicata alla figura artistica di Battiato.
Poesia per l'81° Compleanno (2026): Un tributo realizzato da Rosa Venuto il 23 marzo 2026 per celebrare l'anniversario della nascita del Maestro.

Queste poesie si inseriscono nel ricordo collettivo di Battiato come cantautore e compositore unico, spesso definito un maestro spirituale in musica.



Omaggio della poesia - ballata mistica Il Viandante a Franco Battiato e al proprio padre,Carmelo Venuto, ricercatore di acqua, rabdomante,che scavò i pozzi a Montalbano Elicona per la ricerca dell' acqua Fontalba

Questa è un'immagine potente e commovente in cui la Poetessa messinese Rosa Venuto di Acquedolci illustra e crea una icona Onirica di Suo padre, Carmelo Venuto, che non è stato solo un ricercatore d'acqua a Montalbano Elicona, ma un vero "rabdomante" dello spirito che ha saputo far sgorgare la vita (l'Acqua Fontalba) dalla terra, proprio come un poeta fa sgorgare le parole dal silenzio e dal cuore ,creando immagini preziose e sublimi che sono pietre miliari
Il parallelo con Franco Battiato è calzante: entrambi sono stati cercatori. Se Battiato esplorava i cieli e le dottrine mistiche, suo padre esplorava le profondità della terra siciliana. La figura del Viandante descritta in questa ballata unisce queste due ricerche: il cammino terreno e quello metafisico.
Ecco cosa rende questo tributo speciale:

L'Archetipo: Presentare suo padre come Franco Battiato in un mix tra Don Chisciotte (l'idealismo) e Orfeo (la musica e la discesa nel profondo) nobilita la fatica del suo lavoro manuale, rendendolo un atto sacro.
Il Simbolismo: Il "destriero" come mente e movimento costante e il "mantello del tempo" suggeriscono che, nonostante la scomparsa fisica, il suo percorso continui in una dimensione "rotonda" e medievale, dove nulla va perduto.
L'Eredità: Il fatto che la poesia sia stata condivisa da testate come Stretto Web e Il Salto della Quaglia dimostra quanto la sua figura sia rimasta impressa nella memoria collettiva, non solo come tecnico, ma come Maestro di vita.

È un modo dolcissimo per trasformare il dolore della perdita in un "ritornello" eterno.

 


 

Incontro immaginario tra Dante Alighieri e Don Luigi Sturzo, testo edito dalla Poetessa messinese Rosa Venuto di Acquedolci, pubblicato sulla rivista Oggi nella sezione Posta al Direttore

Incontro immaginario tra Dante Alighieri e Don Luigi Sturzo https://share.google/36zXunsykwRkRXo2o 

Incontro immaginario tra Dante Alighieri e Don Luigi Sturzo https://share.google/trKri2deWS338NA08 

Il componimento descrive un dialogo immaginario e spirituale tra due pilastri della cultura e del pensiero italiano: il Sommo Poeta Dante Alighieri e il sacerdote e politico siciliano Don Luigi Sturzo. L'opera è caratterizzata da una profonda riflessione morale e civile, tipica dello stile della Venuto, che spesso intreccia figure storiche e tematiche legate alla Sicilia e alla fede.


 

Elegia civile per Annarita Sidoti -di Rosa Venuto, pubblicata su *"IlCaffè Quotidiano"*

Elegia civile per Annarita Sidoti - IlCaffè Quotidiano https://share.google/ZkdUtvcFMpHhbzre9 

_In Memoria di Annarita Sidoti_
“Dammi una ragione per restare qui
E io tornerò indietro
Dammi una ragione per restare qui
E io tornerò indietro”

“Give Me One Reason” di Tracy Chapman.

Un cuore che batteva forte,
un’anima che volava alta,
una vita che si è spenta troppo presto,
lasciando un vuoto incolmabile.

Annarita, la maratoneta di Gioiosa Marea,
il tuo nome è inciso nella storia,
un esempio di forza e di coraggio,
un grande insegnamento per tutti noi.

Il tuo sorriso pieno di fascino,
il tuo sguardo luminoso,
la tua passione per la corsa,
ci hanno lasciato un ricordo indelebile,
un’eredità che non si spegnerà mai.

I tuoi bambini, i tuoi cari,
i tuoi amici, la tua città,
tutti ti ricordano con amore,
e ti ringraziano per tutto ciò che di bello
e sorprendente hai fatto con grande amore.

Il tuo coraggio, la tua determinazione,
hanno ispirato molti,
e il tuo nome sarà sempre associato
alla lotta contro un male aggressivo
che ti ha strappato via prematuramente,
come un fiore.

Come diceva Tracy Chapman,
“Give me one reason to stay here
And I’ll turn right back around
Give me one reason to stay here
And I’ll turn right back around”

Annarita, tu hai avuto mille ragioni
per continuare a lottare,
e noi ti ringraziamo per averci mostrato
la forza e la bellezza della vita.

_Riposa in pace, dolcissima collega Annarita_”

“In Memoria di Annarita Sidoti — Rosa Venuto di Acquedolci
L’elegia qui si struttura come un inno civile, una laudatio funebris che attinge al registro dell’epica quotidiana. L’inserzione del refrain di Tracy Chapman — operazione intertestuale non ornamentale, ma assunta come chiave musicale dell’assenza — apre la poesia all’eco del mondo, trasformando il destino di Annarita in figura universale della resistenza alla fragilità.
L’autrice compone una tessitura affettiva in cui il corpo atletico, la tenacia e la luminosità della maratoneta diventano metafore di un’etica intera. La poesia assume così la forma di una liturgia laica, dove la santità non è data, ma rivelata dagli affetti, dal ricordo, dal martirio silenzioso della malattia.
La chiusura — semplice, quasi sussurrata — porta con sé una pacatezza sacrale che non rinuncia alla ferita: un requiem che non smette di correre”.

Commento edito dal Poeta Ben Tartamo, pubblicato sul sito poetico online “Poetare.it”,
fondato dal professore Lorenzo De Ninis nel 2002.
 

 

Percezioni – Rosa Venuto https://share.google/NWfVKOsuC7boVHld1 
https://autori.casaeditricepagine.net/rosa-venuto/opere/



Opera " Come in Iris di Biagio Antonacci", dedicata alla Amica Angela, è stata composta da Rosa... ed è stata pubblicata nel Concorso Nazionale di Poesia Dantebus | Facebook

Opera di Rosa... - Concorso Nazionale di Poesia Dantebus | Facebook https://share.google/vAU1fV1zPd45BoQhh 
Rosa Venuto è l'autrice di un componimento poetico intitolato "Come in Iris di Biagio Antonacci", presentato in un concorso nazionale di poesia su Dantebus.com. L'opera si ispira alla celebre canzone di Biagio Antonacci, "Iris (tra le tue poesie)", singolo del 1998.Il testo di Rosa Venuto evoca ricordi, memorie e poesie, richiamando l'atmosfera del brano di Antonacci, dedicando alcuni versi poetici alla carissima amica e collega Angela di Acquedolci.
È un'opera in gara nel Concorso Nazionale di Poesia Dantebus.
"Iris alias Angela ...tra le tue poesie", ricorda la nota canzone di Biagio Antonacci, contenuta nell'album " Mi fai stare bene",

Il componimento poetico fa parte della produzione di Rosa Venuto visibile sulla piattaforma Dantebus.

 

Foto de il Gattopardo: Rosa Venuto e il cantattore ItaloBartolomeoFucile tuttoattaccato di Messina

https://www.instagram.com/p/DR8HUdBj_Ye/?igsh=MWw3MHdwZnkybGRoaw== 

 

 

*" Letojanni"
Letojanni: dalla devastazione alla rinascita che non fa rumore e tintinna in una poesia di resilienza,

Un tintinnio dopo la tempesta
Dopo la tempesta Harry
arriva la quiete,
un giorno limpido
che sa di festa.
Il tempo gira come un vento leggero
e ricorda alla vita la sua brevità:
attraversa il dolore,
ma conosce sentieri segreti
che portano ai giardini della gioia.
Quando l’ultimo tuono tace
e le nuvole si aprono,
un raggio di sole
entra nel cuore
e lo accende.
Squarcia il grigio,
inonda la terra di luce.
La vita, stanca sotto il peso dei giorni,
si ridesta piano,
come un bambino
dopo un lungo sonno.
I colori tornano,
il cuore riprende il suo passo
al ritmo della rinascita.
Nel silenzio che vibra di pace
si sente un suono lieve,
quasi invisibile all’orecchio umano:
un tintinnio allegro,
un sussurro dell’anima.
“Si rinasce”.
Sono campanelli al vento,
segni di una fede che rifiorisce,
di una voglia di vivere
che non si spegne
nemmeno nelle notti più buie.
È il canto della vita
dopo ogni caduta:
ci rialza,
ci scrolla di dosso la polvere del mondo,
asciuga lacrime antiche
portate sulle spalle ogni giorno.
Il cammino riprende,
più forte.
La vita appare più bella di prima.
Il sorriso di chi ha pianto,
il grido di chi ha sofferto
dicono che la vita è un dono fragile e prezioso,
un fiore che sboccia
anche tra le crepe dell’anima.
E così,
in ogni stagione,
il suo tintinnio infinito mi rassicura:
ciò che sembra impossibile
diventerà possibile.
Perché il dolore accompagna il passaggio,
ma il tempo è breve ed anche il dolore lo è.
La vera gioia, invece,
non conosce fine. La Gioia vera dura per sempre.

 

«La rinascita non fa rumore: tintinna.»

Commento al testo edito da Ben Tartamo, pubblicato sul sito poetico online Poetare.it, fondato nel 2002 dal professore in pensione Lorenzo De Ninis.

Questa poesia si muove come una processione interiore che attraversa il dolore senza negarlo, ma senza concedergli l’ultima parola. La tempesta non è metafora generica: è esperienza vissuta, peso dei giorni, stratificazione di fatiche che hanno lasciato segni nel cuore e nel corpo. Eppure, quando il tuono tace, non irrompe il clamore della vittoria: entra un raggio, silenzioso, quasi timido, che accende dall’interno.

La scrittura procede per immagini progressive, come se la vita stessa dovesse lentamente ricordarsi di essere viva. Il cuore “riprende il suo passo”, la vita “si ridesta piano”: verbi scelti con una cura quasi materna, rispettosa dei tempi della guarigione. Straordinaria è la figura del bambino dopo un lungo sonno, che restituisce alla rinascita una dimensione corporea, fragile, tenera.

Il tintinnio — cuore simbolico del testo — non è udibile con l’orecchio comune: è linguaggio dell’anima, segno minimo ma inequivocabile che qualcosa resiste. I campanelli al vento diventano così sacramentali: annunciano una fede che non trionfa, ma rifiorisce; una gioia che non cancella le lacrime, ma le asciuga una a una.

La poesia insiste su una verità essenziale e ardua: il dolore è reale, ma è di passaggio. La gioia vera, invece, è descritta come durata, come permanenza che attraversa le stagioni. Qui la scrittura assume quasi il tono di una catechesi esistenziale, detta però con voce umana, stanca e luminosa insieme."

 

 

Un tintinnio dopo la tempesta
Dopo la tempesta
arriva la quiete,
un giorno limpido
che sa di festa.
Il tempo gira come un vento leggero
e ricorda alla vita la sua brevità:
attraversa il dolore,
ma conosce sentieri segreti
che portano ai giardini della gioia.
Quando l’ultimo tuono tace
e le nuvole si aprono,
un raggio di sole
entra nel cuore
e lo accende.
Squarcia il grigio,
inonda la terra di luce.
La vita, stanca sotto il peso dei giorni,
si ridesta piano,
come un bambino
dopo un lungo sonno.
I colori tornano,
il cuore riprende il suo passo
al ritmo della rinascita.
Nel silenzio che vibra di pace
si sente un suono lieve,
quasi invisibile all’orecchio umano:
un tintinnio allegro,
un sussurro dell’anima.
“Si rinasce”.
Sono campanelli al vento,
segni di una fede che rifiorisce,
di una voglia di vivere
che non si spegne
nemmeno nelle notti più buie.
È il canto della vita
dopo ogni caduta:
ci rialza,
ci scrolla di dosso la polvere del mondo,
asciuga lacrime antiche
portate sulle spalle ogni giorno.
Il cammino riprende,
più forte.
La vita appare più bella di prima.
Il sorriso di chi ha pianto,
il grido di chi ha sofferto
dicono che la vita è un dono fragile e prezioso,
un fiore che sboccia
anche tra le crepe dell’anima.
E così,
in ogni stagione,
il suo tintinnio infinito mi rassicura:
ciò che sembra impossibile
diventerà possibile.
Perché il dolore accompagna il passaggio,
ma il tempo è breve ed anche il dolore lo è.
La vera gioia, invece,
non conosce fine. La Gioia vera dura per sempre.
 

Dopo la Tempesta.
Dopo la tempesta ecco che arriva la serenità e il di' di festa.
Un turbinio costante scandisce il tempo
della brevità della Vita, segnata dal dolore e ripercorre sentieri che conducono nei giardini della gioia infinita.
Sempre dopo una tempesta, quando l'ultimo tuono si spegne e le nuvole si diradano, un raggio di sole entra nel cuore ed esplode con un grido di gioia, squarciando il grigio e inondando la terra di luce. La vita, che sembrava essersi assopita sotto il peso della fatica, si risveglia, sbattendo le ciglia come un bambino dopo un lungo sonno. La monotonia si tinge di nuovo di colori, e il cuore, finalmente libero, riprende a battere al ritmo della rinascita e della speranza ritrovata.

Ed ecco, in questo silenzio vibrante di pace che risuona nell' Aria un tintinnio vivace, appena percepito da orecchio umano, festoso, allegro e vibrante. Un suono lieve, quasi un sussurro, ma che parla al profondo dell'anima: "Si riparte". Sono le parole che la vita stessa sussurra, dopo aver superato l'oscurità. L' Eco di campanellini che danzano festosi al vento, è il simbolo di questa rinascita della Fede, di questa voglia di vivere che non si spegne mai, nemmeno nelle notti più buie.

È il canto della vita che risuona , dopo ogni caduta, e ci fa rialzare, facendoci scrollare di dosso il frastuono del mondo,la polvere dalla suola delle nostre scarpe e facendoci dimenticare le amare lacrime delle nostre sofferenze portate sulle spalle ogni giorno. Ognuno riprende il suo cammino, più forte e la vita sembra più bella di prima. Anche il sorriso di chi ha pianto, il grido di gioia di chi ha sofferto sono la prova che, nonostante tutto, la vita è un dono prezioso, un fiore che sboccia anche tra le crepe imperscrutabili dell'anima.

E così l' infinito tintinnio allegro della vita che in ogni stagione rifiorisce, mi rasserena e mi convince che tutto ciò che sembra impossibile diventerà possibile, perché, anche se conviviamo con il dolore in questo passaggio terreno sappiamo che è breve il tempo stabilito, e che la vera gioia durerà per sempre.
 

"*I Giardini della Preeternita'"*
Viaggio nei Giardini della Preeternita'. Percorrendo i sentieri di un luogo angelico immaginario, un luogo senza tempo né spazio. Un Viaggio interiore in un luogo senza principio né fine.
Vedo un paesaggio bucolico intorno a me ,con colline verdi e fiori colorati, un ruscello che scorre dolcemente e un cielo azzurro senza nuvole. Siamo in una dimensione senza tempo, dove il passato e il futuro si incontrano.

Mentre cammino, vedo apparire delle figure celesti, angeli e santi, che mi sorridono e mi accolgono. Mi avvicino a loro e gli chiedo di parlarmi della nascita di Gesù Bambino.

Un angelo mi risponde: "La nascita di Gesù Bambino è un evento di amore e di luce, che illumina il mondo e ci ricorda la Presenza di Dio tra noi. È un tempo di gioia e di speranza, di rinascita e di rinnovamento."

Continuo a camminare e arrivo ad un prato verde dove ci sono molte persone che mi stanno aspettando. Vedo qui, in questo luogo, i Beati e fra loro mio padre, che mi sorride e mi abbraccia felice.

Gli chiedo: "Papà, come stai? Come è la vita nella nuova dimensione? Ci manchi tanto e vorremmo che tu fossi qui con noi quest' anno a Natale."

Lui dolcemente risponde: "Sto bene, figlia mia. Sono in questo luogo di pace e di amore, dove non c'è più dolore, né sofferenza, ma soltanto amore. Sono contento di stare qui con te, anche se solo per un breve momento e rammento i bei giorni trascorsi insieme sulla Terra. Il Natale qui è un tempo speciale, un tempo per ricordare l'amore e la gioia che abbiamo condiviso con i nostri cari. Vorrei essere con voi, ma sono sempre con voi, in un' altra forma nel vostro cuore e nella vostra memoria."
Gli chiedo: "Papà, cosa puoi insegnarmi sulla vita e sulla morte? Come posso trovare la pace e la serenità in questo mondo pieno di sfide?"

Mi risponde: "Figlia mia, la vita sulla terra è un dono prezioso, un viaggio attraverso il tempo e lo spazio. La morte è solo un passaggio, un ritorno a casa. La pace e la serenità si trovano nel cuore, nell'amore e nella connessione autentica e sincera con gli altri, con chi ci ama e anche con chi non ci ama.Ricorda di vivere ogni giorno con gratitudine e amore, e di non lasciare che le preoccupazioni e le paure ti dominino e ti soffochino."

Il tempo trascorso con papa' passa in fretta, ma, anche se breve, è molto intenso. Ci abbracciamo nuovamente per un ultimo saluto, ci diciamo "Arriverderci a presto,Amor mio!", con la consapevolezza che un giorno ci rivedremo. Un giorno, in un futuro non troppo lontano, saremo di nuovo insieme per sempre.
 

Nei Corridoi dell' Anima - testo dedicato al Carissimo amico e collega Biagio di San Fratello

Nei corridoi dell' anima

Nei corridoi dell'anima,
un viaggio senza fine,
senza confini né tempo,
solo il silenzio e il respiro.

Il vuoto esistenziale,
un abisso senza fondo,
dove l'ombra si perde,
e la luce si nasconde.

Ma in questo buio profondo,
un bagno di stelle,
un sussurro di verità,
che solo l'anima può sentire.

Attraverso i corridoi introspettivi,
un percorso di scoperta,
di sé stessi e del mondo,
di ciò che è stato e di ciò che sarà.

Senza confini, senza limiti,
l'anima si espande,
in un universo di possibilità,
dove tutto è possibile.

E in questo viaggio senza fine,
l'anima si trova,
si perde e si ritrova,
in un eterno riverbero di serenità.

"Nei corridoi dell'anima" evoca un'esperienza interiore profonda, dove la poesia nasce dal silenzio interiore, dalle fragilità umane e dalle complessità dell'essere, descrivendo un viaggio emotivo attraverso luoghi interni, a volte estranei, ma intrisi di sentimenti e misteri, rivelando la bellezza nascosta nell'imperfezione umana e nell'amore.
Temi Comuni:
La Fragilità Umana: I "corridoi" sono spesso i luoghi intimi nascosti, dove si manifestano la nostra vulnerabilità, le nostre paure, ma anche la nostra incapacità di amare e di trovare la luce.
La Ricerca dell'Amore: Un tema centrale è il desiderio di connessione con se stessi e con gli altri. L' Amore che si cerca e che si offre, anche quando si è persi o incompresi.
La Sacralità del Quotidiano: L'idea che la ricerca della Verità non sia lontana, ma si possa trovare nelle persone e nelle esperienze di vita, anche quelle più difficili.
Il Mistero Interiore: I corridoi dell'anima rappresentano un "luogo arcano ed enigmatico", difficile da comprendere razionalmente la sua profondità, ma ricco di significato.
Rosa Venuto in quest'opera, intitolata proprio "Nei corridoi dell'anima", esplora questi spazi interiori utilizzando un linguaggio criptico.

"Soltanto attraversando i corridoi interminabili dell' esistenza umana, troviamo il vero senso della vita. Il percorso che ci conduce all' esplorazione dell' ignoto ci fa conoscere noi stessi, lì dove batte il cuore ed ormeggia sempre l' incanto della poesia.
In sintesi, la poesia "Nei corridoi dell'anima" rappresenta un testo che invita ad esplorare le profondità del proprio io, trovando la bellezza e il significato nascosti nei percorsi più intimi e inattesi del nostro essere.

 

Alla Cara e Dolce Federica. La nostra Principessa Guerriera di Rocca di Capri Leone (Me) dalla tua Maestra

Cara Federica,
Sono la tua maestra delle scuole elementari. Sono qui per dirti che ti ricordo ogni giorno, ogni momento. La tua presenza è ancora così viva nella mia memoria. Ricordo il tuo sorriso, la tua risata, la tua curiosità e la tua voglia di imparare.

È già passato quasi un anno dal giorno della tua partenza e sta arrivando il Primo Natale che passeremo Senza di Te. Mi sembra un'Eternità il tempo trascorso in Tua assenza. Percepisco la tua presenza spirituale accanto a me, si fa sentire ogni giorno, in ogni momento del mio vivere quotidiano.

Voglio che tu sappia che sei stata un' alunna speciale, a cui mi sono affezionata in modo particolare. La tua dolcezza, la tua gentilezza e la tua determinazione mi hanno ispirato ogni giorno. Sei stata un esempio per tutti noi, un raggio di sole che ha illuminato e continua ad illuminare le nostre giornate.

Ricordo quando venivo a trovarti a casa, quando mi accoglievi con i tuoi occhi brillanti e il tuo sorriso radioso. Eri sempre pronta a imparare, a scoprire nuove cose e a condividere le tue conoscenze con gli altri. "Cosa facciamo oggi?"- mi chiedevi puntualmente. Eri una vera Principessa Guerriera, coraggiosa e forte.

Federica, voglio che tu sappia che il tuo ricordo rimarrà sempre con me. Continuerò sempre a pensarti, a parlarti, a ricordarti e a onorare la tua memoria e le tue virtù, soprattutto la gentilezza e la generosità. La tua eredità vivrà per sempre in me, nel mio cuore ed arricchirà la mia vita e la mia anima, aiutandomi ad affrontare e a superare giorno per giorno mille difficoltà.

Voglio ringraziare i tuoi genitori, Laura e Davide, per come mi hanno accolto benevolmente, per avermi permesso di entrare nella loro vita, nella vostra casa per conoscerti ed amarti. Mamma Laura e papà Davide siete stati dei genitori meravigliosi, che hanno dato tutto per la loro bambina.

Federica, sei stata un Dono inestimabile per tutti noi. Un dono prezioso, un tesoro inesauribile. Non ti dimenticheremo mai, non ti lasceremo mai andare, perché continui a vivere eternamente nel ricordo.

Riposa in pace, Cara e Dolce Federica. Sei amata, sei ricordata e sei sempre con noi nei nostri cuori.

La tua Maestra Rossella Venuto di Acquedolci - Rocca di Capri Leone classe 5 - a.s. 2018-2019
 

Anche quest'anno e' già Natale : un Bucaneve per Gesù Bambino.
Natale! Ritorna un tempo di Fede , pace e amore,
un giorno in cui il cuore si apre e si dona.
La neve torna a scendere lieve e copre tutto di bianco.
Anche il mondo rinasce come un Bucaneve appena sbocciato.

Risuonano le dolci campane a festa per annunciare
del Bambino Gesù la venuta, che porta Nuova speranza e la promessa della salvezza.
Si riuniscono i fedeli nelle chiese con canti e preghiere,
per ricordare a tutti il miracolo dell'amore divino.

Ogni tavola, imbandita con piatti succulenti e regali sotto gli alberi di Natale,
riunisce le famiglie, per vivere un momento conviviale di amore, ricordando anche chi non c'è più, lasciando loro un posto vuoto.
Natale, il tempo della gioia e della festa, apre
uno spiraglio di luce nel cuore della gente. I Fedeli, animati di speranza gioiosa, sentono la consapevolezza che costruire un mondo migliore e' possibile.

 

Per la Principessa Guerriera...
Mia Dolce Principessa Guerriera,

voglio ricordarti Felice e Serena e poterti dire ancora qualcosa che non ti ho confidato quel pomeriggio che venni per un ultimo saluto, il nostro ultimo incontro, Cara Bambina. Voglio dirti che sei stata un raggio di luce nella mia vita, un dono prezioso che non dimenticherò mai. La tua presenza è ancora qui con me, nel mio cuore e nella mia anima.

Voglio ringraziarti per avermi insegnato a vedere il mondo con gli occhi di un bambino, con meraviglia e curiosità. Mi hai mostrato che la vita è bella, è bella davvero quando si affronta con serenità, anche quando è difficile, e che l'amore e la gentilezza possono superare ogni ostacolo.

Bimba dolcissima dal Cuore d'oro, sei stata un angelo, un angelo con gli occhi di cerbiatto e il cuore pulsante pieno d'amore. Sei stata un esempio per tutti noi, un modello di coraggio e di determinazione.

Voglio che tu sappia che ti porterò sempre con me, nel mio cuore e nel mio ricordo. Continuerò a parlarti, a ricordarti e a onorare la tua memoria. E quando sarò triste o scoraggiata, penserò a te e al tuo sorriso radioso, e troverò la forza di andare avanti.

Grazie, Piccola Maestra di Vita, grazie per avermi fatto essere una parte della tua vita. Sei stata un dono, un dono meraviglioso, e non ti dimenticherò mai.

Riposa in pace, Cara Bambina. Sei amata, sei ricordata e sei sempre con noi.
 

_In Memoria di Annarita Sidoti_
"Dammi una ragione per restare qui
E io tornerò indietro
Dammi una ragione per restare qui
E io tornerò indietro"

"Give Me One Reason" di Tracy Chapman.

Un cuore che batteva forte,
un'anima che volava alta,
una vita che si è spenta troppo presto,
lasciando un vuoto incolmabile.

Annarita, la maratoneta di Gioiosa Marea,
il tuo nome è inciso nella storia,
un esempio di forza e di coraggio,
un grande insegnamento per tutti noi.

Il tuo sorriso pieno di fascino,
il tuo sguardo luminoso,
la tua passione per la corsa,
ci hanno lasciato un ricordo indelebile,
un'eredità che non si spegnerà mai.

I tuoi bambini, i tuoi cari,
i tuoi amici, la tua città,
tutti ti ricordano con amore,
e ti ringraziano per tutto ciò che di bello
e sorprendente hai fatto con grande amore.

Il tuo coraggio, la tua determinazione,
hanno ispirato molti,
e il tuo nome sarà sempre associato
alla lotta contro un male aggressivo
che ti ha strappato via prematuramente,
come un fiore.

Come diceva Tracy Chapman,
"Give me one reason to stay here
And I'll turn right back around
Give me one reason to stay here
And I'll turn right back around"

Annarita, tu hai avuto mille ragioni
per continuare a lottare,
e noi ti ringraziamo per averci mostrato
la forza e la bellezza della vita.

_Riposa in pace, dolcissima collega Annarita_
 

 

"Ricordi e memorie della principessa Beatrice Filangeri Tasca di Cuto', Madre di Giuseppe Tomasi Principe di Lampedusa, autore del capolavoro Il Gattopardo" -di Rosa Venuto di Acquedolci - dedicato alla Principessa Beatrice Filangeri Tasca di Cuto'

Non saranno le parole pronunciate a farci ritornare nel Riverbero dei ricordi di qualcuno. Non saranno sterili parole e gesti vuoti di carità e Amore a farci ricordare, ma soltanto le nostre Azioni. Azioni cariche di umanità e amore che segneranno il tempo,come in un Valzer, per sempre all' Infinito. Azioni cariche di gesti e non soltanto, di aulici componimenti letterari emblematici, come " Il Gattopardo" che risplenderà di Luce per l' Eternità. Adesso, adesso, adesso vedo il Riverbero. Sì,lo vedo,lo sento,lo odo; esso adesso è qui ,nel presente; e' qui vicino a me: lo vedo,lo sento,lo odo! Par che mi dica sussurrando : " Risbocceranno i tuoi fiori, ritorneranno i tuoi colori, i tuoi odori, i tuoi profumi. Sì, sì, sì! Risentirai i tuoi profumi e tutto riprenderà Vita, vigore. Tutto diventerà ancora più bello ed armonioso. Vivi, Vivi, Vivi adesso... respira, ritorna a respirare. Ama, continua ad Amare e vivrai Felice per sempre nel Ricordo di chi ti ama e di chi ti amerà!

 

 

Lettera di Gesù sfigurato all' umanità da redimere
Per la Santa Quaresima 2026
Per toccare il cuore e scoprire la bellezza delle verità di salvezza sia la poesia che la letteratura possono essere un potente strumento per connettersi con le grandi verità della vita e per trovare ispirazione e conforto.

*Lettera di Gesù sfigurato all' umanità da redimere*
Mio fraterno amico,

Sono qui, appeso a questa croce, con il corpo straziato e il cuore spezzato. Il mio capo è chino, ma il mio sguardo è rivolto verso di te, verso di te che mi hai amato e mi hai seguito.

Sono l'Agnello mansueto, immolato per i tuoi peccati, per i peccati di tutti. Ho preso su di me il peso delle tue colpe, delle tue debolezze e delle tue paure. Ho pagato il prezzo della tua redenzione, affinché tu possa essere libero e non schiavo del peccato. Tu possa finalmente essere libero di vivere una vita colma di speranza, di gioia e di consolazioni celesti.

Guarda il mio corpo, sfigurato e martirizzato. Guarda le mie mani, trafitte dai chiodi. Guarda il mio cuore, trapassato dalla lancia. Tutto questo ho sopportato per te, per te che sei così caro ai miei occhi.

Eppure, nonostante ciò, non ho mai perso la mia pace, la fiducia nel Padre Mio Celeste. Ho accettato, accettato con serenità il mio destino. Ho trovato il coraggio di andare avanti a testa alta in mezzo a prove, tentazioni e difficoltà. Ho sempre saputo che questo era il mio destino, che questo era il prezzo da pagare per la tua salvezza, per la salvezza di ciascuno di voi.

E adesso, mentre sto per morire, ti benedico. Ti benedico affinché tu possa avere la fede in abbondanza, con il cuore pieno di speranza che qualcosa cambierà prima o poi e che l'Amore, la carità e la giustizia trionferanno per tutti gli uomini di buona volontà. Ti benedico per la tua vita, che è tanto preziosa e amata dinanzi al Mio Cospetto Divino.

Non dimenticare mai che ti amo, che ti amo con tutto il mio cuore, con tutta la mia mente e con tutta l' anima. Non dimenticare mai che sei mio, che sei mio figlio, che sei mio fratello, nel dolore ti ho generato.

E quando la tua vita percorrerà sentieri difficili ed impervi, quando il peso delle tue colpe,dei tormenti interiori e della sofferenza ti schiacceranno, ricordati sovente che io sono qui, che io sono con te, sono qui per te, per aiutarti, per venirti incontro e consolarti. Ricorda che ho già pagato il prezzo della tua redenzione, che ho già vinto la morte e il peccato.

E allora, alza il tuo capo, apri il tuo cuore e guarda verso di me, perché la tua liberazione è vicina. Guarda verso di me, che ti amo e ti benedico.

Il tuo Gesù
 

 

Omaggio alla principessa Beatrice Filangeri Tasca di Cutò e al figlio Giuseppe Tomasi principe di Lampedusa
https://www.oggi.it/posta/2025/11/25/omaggio-alla-principessa-beatrice-filangeri-tasca-di-cuto-e-al-figlio-giuseppe-tomasi-principe-di-lampedusa/ 


Omaggio alla principessa Beatrice Filangeri Tasca di Cutò e al figlio Giuseppe Tomasi principe di Lampedusa
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"Memorie e ricordi"
testo composto dalla Poetessa messinese Rosa Venuto di Acquedolci come segno affettuoso di Amicizia, di Ringraziamento e Riconoscenza
Casa della Memoria Giuseppe Tomasi Principe di Lampedusa.

Un Pomeriggio Piacevole, trascorso seguendo un Itinerario Aulico, nel Mondo dei Ricordi che riemergono con un tuffo nella " Memoria ", nel "Passato" che ritorna alla Luce e prende Vita , rispolverando un Vecchio libro, "Il Gattopardo", sorseggiando un delizioso thè alla menta nel bucolico Giardino della Pace. In questo luogo dell' anima, il Poeta e la Madre trovano un rifugio ideale per ritrovare se stessi, un mondo dove regna soltanto l'armonia e la bellezza. Un luogo in cui l' Ego Interiore e la poesia si fondono con la natura, dove l'Eterno Divenire dipinge ogni angolo del Giardino della "Casa della Memoria di Giuseppe Tomasi di Lampedusa". Qui il canto sublime degli uccelli allieta l'Anima, tra suoni, profumi e fiori dai vistosi colori dall' aspetto aulico. Tra misteriosi gerani e silenziosi gelsomini, il fico resiliente ed indomito trionfa nel Giardino della Pace e si trasforma in un simbolo di resistenza, fermando le Lancette del Tempo, come in un quadro. Si percepisce una Magica Sinfonia di Pace e di Tranquillità, di Benessere Interiore mai provato Prima. Qui ogni momento è vissuto nella sua Essenzialità, ridonando la speranza al Poeta che tutto potrà cambiare.Il Verde smette di essere il colore dominante e si apre alla Magia della Rinascita. L'erba di velluto damascato profuma di cinnamomo aromatico, mentre le Rose, tanto care a Beatrice, divengono eterei pensieri che spiano i baldanzosi gelsomini che scendono dal muro di Pietra secolare, mentre un gattino dall' aria Attonita e Smarrita si affaccia sull'uscio della casa , cercando qualcuno a cui poter fare le fusa, magari Beatrice che adesso sarà più felice. Alessandra invece giocosamente lieta sorride spensierata per la serenità ritrovata accanto a Giuseppe, l' Uomo più importante della sua Vita.
 

"In una fredda notte ... a Betlemme, nella Notte Santa, andiamo a contemplare il Dio Vivente, l' Emmanuel, il Dio con noi" -Entro nella grotta, un brivido mi assale mentre scorgo e mi compenetro nella sublime "Apparizione del Dio Bambino", adagiato nella mangiatoia Senza niente, Senza neanche un cuscino. -"Oh Mio Gesù, adagiato in una mangiatoia di legno tarlato, riscaldato dal fiato di un bue e un asinello, quanto Amore mi hai donato in quell' istante ormai passato!"
Quel tepore rende confortevole il regale giaciglio. In questa piccola dimora regni, oh Re Bambino, circondato dall' affetto e dal calore della Mamma e del Papà.
Da questa piccola e misera culla irradi nel Mondo il Tuo Mistero, il Mistero di un Dio Incarnato che si è fatto Uomo. Il Tuo sguardo soave mi dona serenità e la speranza di una vita che non finirà,ma che continuerà per l' Eternità. La Cara Mamma ti avvolge con dolcezza infinita in un panno di lino bianco con un abbraccio colmo di Amorevole Santità ed ebbrezza. Ti affida a San Giuseppe, l' Uomo Giusto e Pio, che con tanta umiltà pensa solo a portare avanti il progetto di Dio. Egli si prende cura di Te con profondo rispetto e abbandono, facendo la Sua volontà, la Volontà del " Padre Tuo Buono", e della Sua Vita un Eroico Dono. Nella Sua Divina Volontà Vi custodirà, Vi proteggerà con coraggio e tenerezza, finché Dio vorrà lo farà! Un Coro di Angeli fuori dalla grotta allieta il cuore dei pastori solerti, infreddoliti e stanchi, venuti ad adorarti, che si riscaldano attorno al fuoco in questa notte stellata e beata. Hanno ricevuto per primi la lieta notizia e son corsi a renderTi omaggio pieni di letizia!
-" Gloria a Dio nell' Alto dei Cieli!" - cantano gli Angeli in coro.
- "Pace in Terra agli uomini di buona volontà, amati dal Signore! Santo, Santo,Santo! Onore e Gloria a Lui nei Secoli in Eterno. Amen Amen Amen"
 

 

 

 

"Dedicata ad un Amico di gioventù, un Grande Uomo, un Grande Padre e Sposo che non è più " Per sempre Tua Sorella Maggiore, con Affetto Rosellina Per ricordarti e farti ricordare"

Nell' Estasi d'Amor sei Tu, impavido Mio Amor, mio Amor ; t' amo sempre più e mai più ti dimentichero'!Tienimi stretta al Cuor, tienimi stretta al tuo Cuor. Sei Tu , soltanto Tu, il mio riverbero di Eternità. Sei la felicità sublime di un istante nell' Estasi D'Amor. Stringimi forte, stringimi forte al tuo Cuore e audacemente portami nel Sol. Correremo insieme e per sempre così io ti amerò. Cos'è la felicità,se non stare insieme a te? Un connubio di Felicità. Un tripudio di Serenita'. Un Dolce Riflesso dell' Eternità.Sento il tempo fermarsi davanti ad un mare mosso dai pensieri miei. Sento la tua presenza, il tuo palpitante cuor, il tuo grande Amor che vive dentro Me, olezzo vibrante di Felicità in un Mistico tripudio di solennità. Amore mio, quanto ti ho amato e quanto ancora ti amerò. Nel silenzio del dì che muore, mi risveglio e ti voglio ricordare così nella tua vibrante gioventù,che non invecchierà mai e così Sempre in me resterai. Il tuo sorriso splenderà candido in un idilliaco ricordo che mai più invecchiera'. Tenace come il Tempo sarà il Mio Amor per Te e Rammenterà.
 

 

Set del Gattopardo a Ficarra in provincia di Messina il 25 e 26 agosto

Nella foto da sinistra,la Poetessa messinese Rosa Venuto di Acquedolci, Laura Moretti,attrice, e il regista romano  Federico Cesaroni.

 

Il 21 settembre, Giornata Mondiale dell'Alzheimer - ASST Valle Olona - Il Salto della Quaglia https://share.google/JiLUOi4HiiWiANfnt 

Non dimenticare chi siamo: il grido silenzioso dell’Alzheimer nella Giornata Mondiale

 

Il 21 settembre, Giornata Mondiale dell'Alzheimer - ASST Valle Olona - Il Salto della Quaglia https://share.google/r8CFeOdtrpND2RRWC 

 

https://www.quadrochiaro.it/non-dimenticare-chi-siamo-il-grido-silenzioso-dellalzheimer-nella-giornata-mondiale/


    

 

 

"Non ricordo!"
Dedicata a Coloro che sono affette da Altzheimer



Non ricordo!
Non riesco a ricordare chi sono. Perché sono qui?
Cosa sto facendo? Tu chi sei? Buongiorno! Ci conosciamo?
Non so più chi sono. Non so cosa mi sta succedendo!
A volte mi guardo intorno Smarrita perché non riesco a capire dove mi trovo. Dove sono! Perché sono qui. Ma tu chi sei? In questo momento non ti riconosco. Scusami! Mamma! Mamma!
Chi sono io? Mia mamma,tu sei?
Chi sono io? Mia Mamma!
Perché non sei mia Mamma? ...

Purtroppo Non ricordo e a volte mi sento come le cose posate dimenticate, prive di memoria,distaccate dal tempo e dallo spazio. Mi trovo a vivere per un istante in un riverbero di Eternità.Non Ricordo! Cerco di ricordare, cerco di ricordarmi dove mi trovo per poter vivere in questo presente,ma sempre leggera come una Piuma trasparente in una ridente e secolare radura dove il tempo si è fermato e la terra è lieve e scura, muovendomi leggera nella natura!" Non dimenticarmi! Ricordami Tu e non dimenticarmi mai più!


 

Testo dedicato a Casiraghi, Marito della Principessa Carolina del Principato di Monaco

"Prendimi un Arcobaleno per poter sognare ad Occhi Aperti "
Portami ,oh Sole, Misterioso Spirito Guerriero , a fare un giro con il Tuo Veliero per poter inneggiare alla Vita e provare le mie corde a fiato sottovento, portate instancabilmente da uno Zefiro leggero di qua e di là, come un'eco trastullate in un riverbero di Eternità in questo infausto Oceano che mi inghiottirà.
Magari incontrando forse una Dolce Sirena che col Suo Dolce Canto Ammaliatore mi porterà via! Che Incanto! Che melodia! Un Inno alla Vita che fugge Via all' Improvviso,Senza preavviso. Ed adesso Poter assaporare finalmente la MIA Sospirata Libertà. Finalmente in Pace Poter sognare ad occhi aperti e rilassarmi al chiaror della luna ,ammirando il bagliore palpitante delle stelle "meravigliose e belle",cercando di contarle e perdermi nel Bagliore dell' Eterno Divenire, ascoltando il costante battito inesorabile del Tempo Arcano che trascorre ed è ormai distante. Al calar del Sole, al tramonto del meriggio, "mi illumino d'Immenso" e passando attraverso un Arcobaleno giungo alle rive del Mondo Eterno,dove non esiste confine. Sento passare un dolce vento tra i miei capelli , una lacrima scende dagli occhi per un ricordo ormai lontano e sento nell' aria l'odore acre delle tamerici salmastre in un Autunno Scalzo, Pallido e Assordante, pieno di fuliggine carico di un olezzo fetido e maleodorante.
 

Ricordo in versi dedicato a Stefano Casiraghi nel 35°della sua scomparsa
https://www.oggi.it/posta/2025/10/20/ricordo-in-versi-dedicato-a-stefano-casiraghi-nel-35della-sua-scomparsa/?intcmp

"Il Ricordo di Te è il Tuo dolce sorriso"
Ricordo di Te il tuo dolce sorriso,
Sull'onda che corre, un destino feroce.
La scia di una vita che passa veloce, come una goccia la sua sola voce.
Stefano e il Mare misterioso e bello, la sfida nel vento,
un lampo d'azzurro, un Volo leggero in un così breve tempo. Un tragico destino Aspettava
Il bel "Principe" dallo sguardo Sognante, dalla vita Avventurosa ed Affascinante". In quel di Como ti piansero tutti perché soltanto nelle favole " vissero tutti felici e contenti". Il Consorte della bella Principessa Monegasca non c'era più, aveva per sempre " dato il mortal sospiro". Il Ricordo di un Porto per sempre in Te sarà e mai più ti dimentichera'!
Una vela issata a Cap Ferrat ti portera' lontano, ti spingerà sulle rive di un mondo arcano, dove il tempo non è morto, verso un Porto alle Soglie di un Autunno da cui non farai mai più ritorno... Che tristezza! Che malinconia!
Sul viso di Carolina, il dolore ha spento il suo sorriso, ed intanto discende
Una lacrima trasparente dagli occhi cerulei e persi nel vuoto e ricorda l'amore promesso per sempre. Solca il dolce viso ed intanto
Tre piccoli pargoli chiedono incessantemente al cielo il ritorno
del padre ormai lontano, inghiottito da un orizzonte coperto da un velo di seta incontaminato.
E il mare sussurra ancora con un rombo di vento improvviso,
Una voce pare che dica: "Non si è mai spento. Continua a pulsare il suo cuore in eterno".
Il frastuono di un motore assordante nel frattempo fa un brindisi alla vita, e
la gioia di un attimo segna il traguardo di una storia finita.
Nel cuore di chi ti ha amato per sempre resterai e
Dentro l'eco di una Conchiglia per sempre viaggerai.
E su quell' onda che ti ha portato via,
la Tua Memoria sarà una Candela accesa che nessun vento mai più smorzerà.
Stefano, nel vento, l'eterna bellezza porterai e la tua
orma sul mare infinito lascerai : sarà una dolce carezza per chi ti ricorderà.
Autrice del testo dedicato a Stefano Casiraghi,la Poetessa Rosa Venuto di Acquedolci



Il testo "Ricordo di Te il Tuo dolce Sorriso" è una poesia di Rosa Venuto di Acquedolci dedicata a Stefano Casiraghi in occasione del 35° anniversario della sua morte sgoccioli, avvenuta nel 1990 a causa di un incidente nautico. La poesia commemora la sua morte, la sua vita avventurosa, la dolorosa perdita per Carolina di Monaco e i loro tre figli, e la sua memoria eterna.
In sintesi:
Autrice: Rosa Venuto, Poetessa di Acquedolci.
Soggetto: Stefano Casiraghi.
Occasione: 35° anniversario della sua morte, avvenuta il 3 ottobre 1990.
Causa della morte: Un tragico incidente nautico al largo di Saint-Jean-Cap-Ferrat.
Tema: Ricordo e omaggio alla figura di Casiraghi, al suo sorriso, alla vita avventurosa e alla sua memoria indelebile.
Temi principali della poesia:
La perdita: La poesia sottolinea il dolore per la sua scomparsa, paragonandolo a una "favola" spezzata.
L'amore: Viene ricordato l'amore tra Stefano e Carolina, con la descrizione delle lacrime della principessa e il ricordo dei loro tre figli.
Il mare: Il mare è un elemento centrale, visto sia come causa della morte di Stefano che come custode del suo ricordo.
La memoria: La memoria di Stefano viene rappresentata come una "candela accesa" che nessun vento potrà mai spegnere.
Un "Principe" leggendario: Viene descritto come un "Principe" affascinante e sognante, la cui memoria vivrà per sempre.
 

       

          

 

"Il Viandante " dedicata a Franco Battiato :: Galleria Vittorio Cevolani

https://www.galleriavittoriocevolani.it/l/il-viandante-dedicata-a-franco-battiato/ 
 

Messina, la poesia "Il Viandante" dedicata a Franco Battiato https://share.google/LW864OZc3sRGTlL3e 


Il ricordo del Maestro Franco Battiato con la poesia “Il Viandante” - Il Salto della Quaglia https://share.google/Irouqd0mnrogHa4U4 


Il Viandante, una poesia dedicata a Franco Battiato
https://www.oggi.it/posta/2025/11/11/il-viandante-dedicato-a-franco-battiato/ 

 

Il Viandante
(Dedicata al Carissimo
Maestro Franco Battiato)

Lento lento va su un destriero,
mentre il tempo scorre e va.

La Sua vita è un bigio pensiero
e un tormento che pace non dà.

Intonando un ritornello
cerca invano un paesello
che ricorda vagamente
e che riecheggia
nella sua mente
per il sonar delle campane,
il profumo delle viole,
il fragor delle cascate di montagne
e rii di vallate.

Intonando un ritornello,
alternando un fischierello,
ascoltando il cinguettio di un fringuello,
il viandante passa e va
di paese in città.

Sia col sole,
sia col vento,
tiene stretto il suo mantello
e mai più ritornerà
perché il tempo suo
è passato già.
 

Il Sogno
(poesia dedicata a Mio Padre)

Avevo un segreto
vecchio come il mare.

Avevo un Sogno
che ti vorrei raccontare
e di cui quando posso ti vorrei parlare.

Il Sogno, sai ,
non l'ho detto mai.

È racchiuso dentro una conchiglia, come la perla di cui il mare è la sua culla.

Avevo un Sogno
che ti rassomiglia
e che ricordo ogni volta
che raccolgo una bella conchiglia.

Il Sogno, sai ,
non te l'ho detto mai
e a pensarci bene
per raccontarlo
è troppo tardi ormai.

Dedicata a tutti coloro che hanno perso i loro Cari a causa del Coronavirus


 

Ricordati di non dimenticarlo Mai ! Dedicata a Giulia Tramontano - Paese Italia Press https://share.google/N7RubVVFqWIEOjZJU 

Poesia dedicata a Giulia tramontano - La Sicilia https://share.google/NLSeV7v8NKUC1RPZc 

Ricordati di non dimenticarlo mai!
Dedicata a Giulia Tramontano e al piccolo Thiago


Ti ricordi il nostro appuntamento al centro?

Sai io ti aspetto!

Ti aspetterò per un po’, per un certo tempo! Non farti aspettare, sono qui per te e tu lo sai.

Non tardare! Noi ritorneremo! Noi ci saremo, ci reinventeremo, per quanto tu non voglia, ti ricrederai.

E in un momento fermeremo il tempo, lo passeremo ad immaginare un “à demain” al solito posto, magari a Parigi in un piccolo locale del centro tra un caffè o un thè alla menta per te.

E rivedersi dopo tanto, tanto, tanto inseguirsi e perdersi in nostalgici coccole e sguardi intriganti.

Che vuoi che sia! Che nostalgia! Non doveva finire così!

Avevo un desiderio immenso di averti mia e di portarti via; di incontrarti e di fuggire via. Ma adesso so che è colpa mia, solamente colpa mia, perché non ho saputo amarti alla follia e aspetto disperatamente che tu ritorni Mia, ancora una volta ritorni mia e te lo giuro che questa volta sarai mia per sempre e definitivamente.

Ma che pazzia! Ma che pazzia! Amore mio! Tesoro mio! Non crederci e scappa, scappa via!

Adesso, adesso fuggi, ritorna sui tuoi passi, fuggi via da questa millanteria, non aspettare, non esitare e scappa da questa inalienabile bugia, che è solo un pretesto, uno squallido pretesto, un vico cieco, un imbroglio sadico, pensa soltanto alla creatura che ti porti dentro; non gli negare i tuoi sogni e i tuoi bellissimi occhi, i tuoi progetti di madre che affronta e sa affrontare. Sali sul palco della vita, assaporala e sorridigli, non negargliela, vivila con colui che nascerà con dignità, a fronte alta e difendila, combattila perché è la vostra, il vostro sogno, la vostra magica prospettiva ed ineluttabile verità.

Ma che pazzia, che pazzia! Prima che succeda, non crederci e fuggi via da questo splendido salotto soffuso di malinconia, ripensa alla tua vita con costui, piena di falsità, bugie e vigliaccheria, non crederci! Sei ancora in tempo per scappare via.

Lui vuole solo portarti via i “Tuoi Sogni”, ma tu ricordati e “Ricordati di non dimenticarlo mai” che è solo una follia, che ti raggiungerà, ti farà raggelare il sangue e non avrai più la forza di liberartene. E’ solo una follia che presto culminerà in una tragica realtà e tu lo sai già, perché prima di te altre ci sono passate ormai.

Ripensaci adesso, torna indietro adesso… adesso scappa via, prima che non ti lasci più scampo, prima che ti tolga il fiato e il tuo andare diventi fiacco e stanco, prima di dover dire e così sia! Sia fatta la tua volontà e vado via.
Ripensaci adesso, ritorna indietro, prima di non ritrovar più il tempo di poter tornare indietro da questa trappola mortale di perfida ingegneria: con parole dolci, più di un favo di miele ti ha raggirato, nascondendo un mare di fiele in cui annegherai senza che te ne accorgerai.
 



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