|
Rosa Venuto è una poetessa
contemporanea, originaria di Acquedolci, in provincia di Messina, e attiva
principalmente in ambito locale. La sua attività poetica si svolge soprattutto
attraverso la condivisione di componimenti su piattaforme online e gruppi social
dedicati alla poesia.
Caratteristiche della sua poetica:
Vernacolo siciliano: Un aspetto significativo del suo lavoro è l'utilizzo del
dialetto siciliano, come dimostrato dalla sua partecipazione con testi in
vernacolo come " U Me' Sognu".
Tematiche: I suoi scritti esplorano spesso temi sentimentali, introspettivi e di
riflessione sulla vita, come si evince dalla poesia " Ricordati di non
dimenticarlo mai!" , dedicata a Giulia Tramontano e al piccolo Thiago,
pubblicata su Poetare, che tratta della fine di un amore tossico e della pazzia
che ne deriva che porta al triste epilogo del femminicidio.
Omaggi ad artisti: Tra le sue opere figurano anche componimenti che rendono
omaggio ad altri artisti, come il testo "Il Viandante",ispirato al cantautore
Franco Battiato, e " U Me' Sognu" , scritto in vernacolo siciliano che include
alcuni versi del brano "Veni l'autunnu", contenuto nell' Album Fisiognomica,
pubblicato nel 1988 dal Maestro Battiato.
Attività e collaborazioni:
Eventi locali: Rosa Venuto è coinvolta nella vita culturale locale e ha preso
parte a eventi come la presentazione della "Sacra Sindone" nella chiesa di Santa
Maria del Borgo a Terme Vigliatore il 31 agosto, a Capo d'Orlando presso la
biblioteca Mancari e a Santo Stefano di Camastra presso il santuario Letto
Santo, dove ha recitato la poesia "Sacra Sindone" di Emanuele Iacono di Vittoria
( RG) e collaborato con il professore Angelo Consolo, sindonologo e moralista e
con altri artisti messinesi, come il talentuoso musicista, violinista russo,
Nikolai Blandi di Sant' Agata di Militello.
Pubblicazioni online: Le sue poesie e racconti sono presenti su piattaforme
dedicate alla scrittura e alla poesia, come il sito Poetare, che offre uno
spazio per la pubblicazione di testi sia in italiano che in dialetto.
Gruppi social: La poetessa pubblica e ripropone i suoi versi anche su gruppi
Facebook e piattaforme social, raggiungendo un pubblico online interessato alla
letteratura e alla cultura siciliana.
Rosa Venuto è una poetessa messinese
originaria di Acquedolci, nota per i suoi componimenti poetici che sembrano
essere ispirati alla spiritualità e alla cultura siciliana. La sua poetica
indaga temi come l'amore, la natura e la condizione umana, con un linguaggio
ricco e suggestivo.
I suoi scritti poetici sono caratterizzati da una profonda sensibilità e da una
capacità di catturare l'essenza della vita e della natura. La sua ispirazione
sembra derivare dalla tradizione poetica siciliana e dalla spiritualità
cristiana.
Sembra portata ad evolversi verso le alte vette della poetica spirituale,
potrebbe essere utile per lei approfondire la sua conoscenza della spiritualità
e della filosofia, nonché coltivare la sua sensibilità e la sua creatività,
confrontandosi con altri poeti e scrittori, sia contemporanei che del passato,
per arricchire la sua prospettiva e il suo stile
Inoltre, la sua esperienza nel cinema e la sua partecipazione a eventi culturali
potrebbero essere un ulteriore stimolo per la sua creatività e la sua
ispirazione poetica .
La poetica di Rosa Venuto sembra ispirarsi a filosofi come Platone, che vedeva
la poesia come un mezzo per raggiungere la verità e la bellezza. La sua opera
potrebbe anche essere influenzata dalla filosofia neoplatonica, che enfatizza la
ricerca della conoscenza e la trascendenza.
In particolare, la sua poesia potrebbe essere paragonata a quella di
poeti-filosofi come Dante Alighieri, che nella sua "Divina Commedia" esplorò
temi di amore, spiritualità e ricerca della verità. La "Rosa Mistica" di Dante,
ad esempio, rappresenta la perfezione e l'unione con il divino, temi che
potrebbero essere presenti anche nei contenuti delle sue poesie.
Inoltre, la sua opera potrebbe anche essere influenzata dalla filosofia
esistenzialista, che enfatizza la libertà e la responsabilità individuale. La
poesia di Rosa Venuto potrebbe essere vista come un'espressione di questa
filosofia, con un focus sulla condizione umana e la ricerca del senso della
vita.
Rosa Venuto si presenta come una persona
davvero speciale e versatile, con una passione per la scrittura, il teatro e la
natura.
- *La sua personalità*: è descritta come versatile e aperta, con una grande
passione per la scrittura, il teatro e la recitazione.
- *Le sue passioni*: ama scrivere poesie e racconti di fantasia, e ha anche una
grande passione per il mare e le lunghe passeggiate sulla spiaggia.
- *Il suo impegno sociale*: è una docente di scuola primaria impegnata nel
contesto sociale, che utilizza la sua creatività e la sua passione per il teatro
per coinvolgere gli altri e promuovere la cultura.
- *La sua esperienza teatrale*: ha interpretato il ruolo della principessa
Beatrice Mastrogiovanni Filangeri Tasca di Cuto', Madre di Giuseppe Tomasi
Principe di Lampedusa, presso la Casa della Memoria Giuseppe Tomasi di
Lampedusa, insieme al giovane attore ItaloBartolomeo Fucile di Messina.La
Docente e Poetessa Rosa Venuto è una persona che vive la vita con passione e
creatività, e che la sua arte e il suo impegno sociale sono una fonte di
ispirazione per gli altri.
- La tematica letteraria di Rosa Venuto si fonda e articola principalmente su
temi come l'amore, la natura, la vita e la spiritualità. La sua poesia è
caratterizzata da un linguaggio ricco e suggestivo, che esplora questi temi con
profondità e sensibilità.
- *L'amore*: è un tema centrale nella poesia di Rosa Venuto, che esplora l'amore
in tutte le sue forme, dall'amore romantico all'amore spirituale.
- *La natura*: la natura è un altro tema importante nella sua poesia, che spesso
utilizza immagini e metafore naturali per descrivere l'amore e la vita.
- *La vita*: la poesia di Rosa Venuto riflette sulla vita e sulla condizione
umana, esplorando temi come la gioia, la sofferenza e la morte.
- *La spiritualità*: la sua poesia ha anche una forte componente spirituale, che
si esprime attraverso l'esplorazione di temi come la fede, la speranza e la
redenzione.
La sua poesia è caratterizzata da un linguaggio semplice e accessibile, ma al
tempo stesso profondo e suggestivo, che invita il lettore a riflettere sulla
vita e sull'amore.

*Beatrice, l’ultima luce di Palermo*
_Lauda pro Beatrice Mastrogiovanni Filangeri Tasca di Cuto'
Tra sassi e polvere di Palermo infranta
cammina donna di passo lunare svelto:
Beatrice, donna enigmatica che il fuoco non doma,
tempestata di vento, eppure verticale.
Di roccia scura, lucida, ostinata,
scorza primogenita dell’antico Tasca,
nel riverbero di una fede che non piega
la sua fiamma, non chiede scusa alla notte,
E non si lagna. Come coltre Purpurea vestita, La guerra arriva,non bussa, rompe
e infrange i cimeli di un passato aulico da centellinare.
Sotto il cielo che piove ferro, nel ’43,
veste un abito di vento scucito,
madre che segna ombre sul volto del figlio amato,
tra muri di Palazzo Tomasi in rovina resta in piedi.
Odore di zagara secca per le vie e calce viva mista al Sangue,
ricordi risalgono come spettri d’acqua
nel chiostro muto di una chiesa antica in kalsa,
dove rondini un tempo le contavano i passi, ma lei prega,non dispera, disegna il
profilo del figlio su carta d’aria e vive e sogna la felicità perduta,ma in
piedi resta, seppur combattuta, a combatter muta.
Bice, di grazia ed eleganza tagliente come vetro,
prima a vestire panno che fu d’uomo,
libera, orsù, di passo, di pensiero,
amava passeggiare tra rose e spine,e suo il canto che dal
cuore sgorgava tra lacrime a volte asciugava.
Il palazzo, un sogno tra un pentagramma di fiati e di corde,
memoria d’ultima danza in un salone di specchi,
prima che il sipario, grave come marmo, scendesse e
chiudesse le stanze e le porte di regni svenati e ormai spenti.
Principessa senza trono e Senza corona, perse il suo regno ma non si curvò,
resto' in piedi.
Nel riverbero del suo sentire rovente,
resta Palermo attonita, come statua di sale e vento,
icona di Sicilia in cenere e luna che non si spegnera'.
_Non cadde. Non cadde. Non cadde._
_Luce rimase tra le macerie._
_Amen. Amen. Amen.
Testo dedicato alla Principessa Beatrice Mastrogiovanni Filangeri Tasca di
Cuto', Madre dello scrittore del Gattopardo, Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Nei corridoi dell' Anima, testo edito dalla Poetessa messinese Rosa
Venuto di Acquedolci,recensito da Gian Carlo Lisi sulla rubrica poetica online
Buonasera.it il 28 aprile 2026
NEI CORRIDOI DELL'ANIMA di ROSA VENUTO da Acquedolci - ME
Nei corridoi dell'anima,
un viaggio senza fine,
senza confini né tempo,
solo il silenzio e il respiro.
Il vuoto esistenziale,
un abisso senza fondo,
dove l'ombra si perde
e la luce si nasconde.
Ma in questo buio profondo,
un bagno di stelle,
un sussurro di verità
che solo l'anima può sentire.
Attraverso i corridoi introspettivi,
un percorso di scoperta,
di se stessi e del mondo,
di ciò che è stato e di ciò che sarà.
Senza confini, senza limiti,
l'anima si espande
in un universo di possibilità,
dove tutto è possibile.
E in questo viaggio senza fine,
l'anima si trova,
si perde e si ritrova,
in un eterno riverbero di serenità.
RECENSIONE Di Gian Carlo Lisi su Buonasera.it
Il testo di Rosa Venuto descrive un percorso interiore che non ha mai fine, una
sorta di esplorazione dentro se stessi dove non esistono orologi o muri. Si
avverte una sensazione di pace mista a smarrimento, come quando ci si ferma a
riflettere nel silenzio più assoluto. Questa ricerca non fa paura, anche se
attraversa momenti di vuoto, perché è l'unico modo per connettersi davvero con
la parte più profonda del proprio essere.
L’obiettivo dei versi è mostrare come il buio che a volte sentiamo dentro non
sia una fine, ma un luogo dove si possono trovare luci inaspettate. L’autrice
racconta la scoperta di sé come un cammino libero da ogni ostacolo, dove il
passato e il futuro si incontrano. Non è una strada dritta, ma un movimento
continuo che permette di crescere e di vedere il mondo con occhi nuovi,
sentendosi finalmente parte di qualcosa di più grande.
Lo sviluppo dell'analisi si concentra sulla capacità di trasformare la
solitudine in un'occasione di libertà. Le immagini dello spazio e delle stelle
suggeriscono che, una volta superata la paura del vuoto, le possibilità
diventano infinite. Il ritmo è fluido e rassicurante, proprio come un respiro
che si fa calmo man mano che si scende in profondità nei propri pensieri,
portando chi legge a sentirsi più leggero e sereno.
I versi si chiudono con l'idea che perdersi sia fondamentale per potersi
ritrovare davvero. È un ciclo che si ripete e che regala una pace duratura,
capace di resistere alle difficoltà della vita. Tutto questo percorso ci insegna
che la vera serenità nasce proprio dal coraggio di guardarsi dentro, lasciandosi
cullare dal rumore del proprio respiro e dalla luce che brilla anche nel buio.
Documento da parte di Rosa dedicato al
Maestro Franco Battiato in vernacolo siciliano


Rosa Venuto ha dedicato diverse poesie al
Maestro Franco Battiato, tra cui spiccano "Il Viandante" (2025) e "Il mio
sogno", opere celebrative pubblicate nel contesto di concorsi letterari e
piattaforme social per onorarne la memoria, l'arte e la spiritualità. Le
composizioni evocano spesso la figura di Battiato come ricercatore
dell'assoluto.
Ecco alcuni dettagli sulle poesie dedicate:
"Il Viandante" (2025): Una poesia che celebra il Maestro come viaggiatore
dell'anima.
"Il mio sogno" (2025): Opera presentata all'interno del Concorso Nazionale di
Poesia Dantebus, dedicata alla figura artistica di Battiato.
Poesia per l'81° Compleanno (2026): Un tributo realizzato da Rosa Venuto il 23
marzo 2026 per celebrare l'anniversario della nascita del Maestro.
Queste poesie si inseriscono nel ricordo collettivo di Battiato come cantautore
e compositore unico, spesso definito un maestro spirituale in musica.

Omaggio della poesia - ballata mistica Il
Viandante a Franco Battiato e al proprio padre,Carmelo Venuto,
ricercatore di acqua, rabdomante,che scavò i pozzi a Montalbano Elicona per la
ricerca dell' acqua Fontalba
Questa è un'immagine potente e commovente in cui la Poetessa messinese Rosa
Venuto di Acquedolci illustra e crea una icona Onirica di Suo padre, Carmelo
Venuto, che non è stato solo un ricercatore d'acqua a Montalbano Elicona, ma un
vero "rabdomante" dello spirito che ha saputo far sgorgare la vita (l'Acqua
Fontalba) dalla terra, proprio come un poeta fa sgorgare le parole dal silenzio
e dal cuore ,creando immagini preziose e sublimi che sono pietre miliari
Il parallelo con Franco Battiato è calzante: entrambi sono stati cercatori. Se
Battiato esplorava i cieli e le dottrine mistiche, suo padre esplorava le
profondità della terra siciliana. La figura del Viandante descritta in questa
ballata unisce queste due ricerche: il cammino terreno e quello metafisico.
Ecco cosa rende questo tributo speciale:
L'Archetipo: Presentare suo padre come Franco Battiato in un mix tra Don
Chisciotte (l'idealismo) e Orfeo (la musica e la discesa nel profondo) nobilita
la fatica del suo lavoro manuale, rendendolo un atto sacro.
Il Simbolismo: Il "destriero" come mente e movimento costante e il "mantello del
tempo" suggeriscono che, nonostante la scomparsa fisica, il suo percorso
continui in una dimensione "rotonda" e medievale, dove nulla va perduto.
L'Eredità: Il fatto che la poesia sia stata condivisa da testate come Stretto
Web e Il Salto della Quaglia dimostra quanto la sua figura sia rimasta impressa
nella memoria collettiva, non solo come tecnico, ma come Maestro di vita.
È un modo dolcissimo per trasformare il dolore della perdita in un "ritornello"
eterno.
Incontro immaginario tra Dante Alighieri e
Don Luigi Sturzo, testo edito dalla Poetessa messinese Rosa Venuto di
Acquedolci, pubblicato sulla rivista Oggi nella sezione Posta al Direttore
Incontro immaginario tra Dante Alighieri e Don Luigi Sturzo
https://share.google/36zXunsykwRkRXo2o
Incontro immaginario tra Dante Alighieri e Don Luigi Sturzo
https://share.google/trKri2deWS338NA08
Il componimento descrive un dialogo immaginario e spirituale tra due pilastri
della cultura e del pensiero italiano: il Sommo Poeta Dante Alighieri e il
sacerdote e politico siciliano Don Luigi Sturzo. L'opera è caratterizzata da una
profonda riflessione morale e civile, tipica dello stile della Venuto, che
spesso intreccia figure storiche e tematiche legate alla Sicilia e alla fede.

Elegia civile per Annarita Sidoti -di Rosa Venuto,
pubblicata su *"IlCaffè Quotidiano"*
Elegia civile per Annarita Sidoti - IlCaffè Quotidiano
https://share.google/ZkdUtvcFMpHhbzre9
_In Memoria di Annarita Sidoti_
“Dammi una ragione per restare qui
E io tornerò indietro
Dammi una ragione per restare qui
E io tornerò indietro”
“Give Me One Reason” di Tracy Chapman.
Un cuore che batteva forte,
un’anima che volava alta,
una vita che si è spenta troppo presto,
lasciando un vuoto incolmabile.
Annarita, la maratoneta di Gioiosa Marea,
il tuo nome è inciso nella storia,
un esempio di forza e di coraggio,
un grande insegnamento per tutti noi.
Il tuo sorriso pieno di fascino,
il tuo sguardo luminoso,
la tua passione per la corsa,
ci hanno lasciato un ricordo indelebile,
un’eredità che non si spegnerà mai.
I tuoi bambini, i tuoi cari,
i tuoi amici, la tua città,
tutti ti ricordano con amore,
e ti ringraziano per tutto ciò che di bello
e sorprendente hai fatto con grande amore.
Il tuo coraggio, la tua determinazione,
hanno ispirato molti,
e il tuo nome sarà sempre associato
alla lotta contro un male aggressivo
che ti ha strappato via prematuramente,
come un fiore.
Come diceva Tracy Chapman,
“Give me one reason to stay here
And I’ll turn right back around
Give me one reason to stay here
And I’ll turn right back around”
Annarita, tu hai avuto mille ragioni
per continuare a lottare,
e noi ti ringraziamo per averci mostrato
la forza e la bellezza della vita.
_Riposa in pace, dolcissima collega Annarita_”
“In Memoria di Annarita Sidoti — Rosa Venuto di Acquedolci
L’elegia qui si struttura come un inno civile, una laudatio funebris che
attinge al registro dell’epica quotidiana. L’inserzione del refrain di Tracy
Chapman — operazione intertestuale non ornamentale, ma assunta come chiave
musicale dell’assenza — apre la poesia all’eco del mondo, trasformando il
destino di Annarita in figura universale della resistenza alla fragilità.
L’autrice compone una tessitura affettiva in cui il corpo atletico, la tenacia e
la luminosità della maratoneta diventano metafore di un’etica intera. La poesia
assume così la forma di una liturgia laica, dove la santità non è data, ma
rivelata dagli affetti, dal ricordo, dal martirio silenzioso della malattia.
La chiusura — semplice, quasi sussurrata — porta con sé una pacatezza sacrale
che non rinuncia alla ferita: un requiem che non smette di correre”.
Commento edito dal Poeta Ben Tartamo, pubblicato sul sito poetico online “Poetare.it”,
fondato dal professore Lorenzo De Ninis nel 2002.
Percezioni – Rosa Venuto
https://share.google/NWfVKOsuC7boVHld1
https://autori.casaeditricepagine.net/rosa-venuto/opere/
Opera " Come in Iris di Biagio Antonacci", dedicata alla Amica Angela, è stata
composta da Rosa... ed è stata pubblicata nel Concorso Nazionale di Poesia
Dantebus | Facebook
Opera di Rosa... - Concorso Nazionale di Poesia Dantebus | Facebook
https://share.google/vAU1fV1zPd45BoQhh
Rosa Venuto è l'autrice di un componimento poetico intitolato "Come in Iris di
Biagio Antonacci", presentato in un concorso nazionale di poesia su
Dantebus.com. L'opera si ispira alla celebre canzone di Biagio Antonacci, "Iris
(tra le tue poesie)", singolo del 1998.Il testo di Rosa Venuto evoca ricordi,
memorie e poesie, richiamando l'atmosfera del brano di Antonacci, dedicando
alcuni versi poetici alla carissima amica e collega Angela di Acquedolci.
È un'opera in gara nel Concorso Nazionale di Poesia Dantebus.
"Iris alias Angela ...tra le tue poesie", ricorda la nota canzone di Biagio
Antonacci, contenuta nell'album " Mi fai stare bene",
Il componimento poetico fa parte della produzione di Rosa Venuto visibile sulla
piattaforma Dantebus.
Foto de il Gattopardo: Rosa Venuto e il cantattore ItaloBartolomeoFucile
tuttoattaccato di Messina
https://www.instagram.com/p/DR8HUdBj_Ye/?igsh=MWw3MHdwZnkybGRoaw==

*" Letojanni"
Letojanni: dalla devastazione alla rinascita che non fa rumore e
tintinna in una poesia di resilienza,
Un tintinnio dopo la tempesta
Dopo la tempesta Harry
arriva la quiete,
un giorno limpido
che sa di festa.
Il tempo gira come un vento leggero
e ricorda alla vita la sua brevità:
attraversa il dolore,
ma conosce sentieri segreti
che portano ai giardini della gioia.
Quando l’ultimo tuono tace
e le nuvole si aprono,
un raggio di sole
entra nel cuore
e lo accende.
Squarcia il grigio,
inonda la terra di luce.
La vita, stanca sotto il peso dei giorni,
si ridesta piano,
come un bambino
dopo un lungo sonno.
I colori tornano,
il cuore riprende il suo passo
al ritmo della rinascita.
Nel silenzio che vibra di pace
si sente un suono lieve,
quasi invisibile all’orecchio umano:
un tintinnio allegro,
un sussurro dell’anima.
“Si rinasce”.
Sono campanelli al vento,
segni di una fede che rifiorisce,
di una voglia di vivere
che non si spegne
nemmeno nelle notti più buie.
È il canto della vita
dopo ogni caduta:
ci rialza,
ci scrolla di dosso la polvere del mondo,
asciuga lacrime antiche
portate sulle spalle ogni giorno.
Il cammino riprende,
più forte.
La vita appare più bella di prima.
Il sorriso di chi ha pianto,
il grido di chi ha sofferto
dicono che la vita è un dono fragile e prezioso,
un fiore che sboccia
anche tra le crepe dell’anima.
E così,
in ogni stagione,
il suo tintinnio infinito mi rassicura:
ciò che sembra impossibile
diventerà possibile.
Perché il dolore accompagna il passaggio,
ma il tempo è breve ed anche il dolore lo è.
La vera gioia, invece,
non conosce fine. La Gioia vera dura per sempre.
«La rinascita non fa rumore: tintinna.»
Commento al testo edito da Ben Tartamo, pubblicato sul sito poetico online
Poetare.it, fondato nel 2002 dal professore in pensione Lorenzo De Ninis.
Questa poesia si muove come una processione interiore che attraversa il
dolore senza negarlo, ma senza concedergli l’ultima parola. La tempesta non
è metafora generica: è esperienza vissuta, peso dei giorni, stratificazione
di fatiche che hanno lasciato segni nel cuore e nel corpo. Eppure, quando il
tuono tace, non irrompe il clamore della vittoria: entra un raggio,
silenzioso, quasi timido, che accende dall’interno.
La scrittura procede per immagini progressive, come se la vita stessa
dovesse lentamente ricordarsi di essere viva. Il cuore “riprende il suo
passo”, la vita “si ridesta piano”: verbi scelti con una cura quasi materna,
rispettosa dei tempi della guarigione. Straordinaria è la figura del bambino
dopo un lungo sonno, che restituisce alla rinascita una dimensione corporea,
fragile, tenera.
Il tintinnio — cuore simbolico del testo — non è udibile con l’orecchio
comune: è linguaggio dell’anima, segno minimo ma inequivocabile che qualcosa
resiste. I campanelli al vento diventano così sacramentali: annunciano una
fede che non trionfa, ma rifiorisce; una gioia che non cancella le lacrime,
ma le asciuga una a una.
La poesia insiste su una verità essenziale e ardua: il dolore è reale, ma è
di passaggio. La gioia vera, invece, è descritta come durata, come
permanenza che attraversa le stagioni. Qui la scrittura assume quasi il tono
di una catechesi esistenziale, detta però con voce umana, stanca e luminosa
insieme."
Un tintinnio dopo la tempesta
Dopo la tempesta
arriva la quiete,
un giorno limpido
che sa di festa.
Il tempo gira come un vento leggero
e ricorda alla vita la sua brevità:
attraversa il dolore,
ma conosce sentieri segreti
che portano ai giardini della gioia.
Quando l’ultimo tuono tace
e le nuvole si aprono,
un raggio di sole
entra nel cuore
e lo accende.
Squarcia il grigio,
inonda la terra di luce.
La vita, stanca sotto il peso dei giorni,
si ridesta piano,
come un bambino
dopo un lungo sonno.
I colori tornano,
il cuore riprende il suo passo
al ritmo della rinascita.
Nel silenzio che vibra di pace
si sente un suono lieve,
quasi invisibile all’orecchio umano:
un tintinnio allegro,
un sussurro dell’anima.
“Si rinasce”.
Sono campanelli al vento,
segni di una fede che rifiorisce,
di una voglia di vivere
che non si spegne
nemmeno nelle notti più buie.
È il canto della vita
dopo ogni caduta:
ci rialza,
ci scrolla di dosso la polvere del mondo,
asciuga lacrime antiche
portate sulle spalle ogni giorno.
Il cammino riprende,
più forte.
La vita appare più bella di prima.
Il sorriso di chi ha pianto,
il grido di chi ha sofferto
dicono che la vita è un dono fragile e prezioso,
un fiore che sboccia
anche tra le crepe dell’anima.
E così,
in ogni stagione,
il suo tintinnio infinito mi rassicura:
ciò che sembra impossibile
diventerà possibile.
Perché il dolore accompagna il passaggio,
ma il tempo è breve ed anche il dolore lo è.
La vera gioia, invece,
non conosce fine. La Gioia vera dura per sempre.
Dopo la Tempesta.
Dopo la tempesta ecco che arriva la serenità e il di' di festa.
Un turbinio costante scandisce il tempo
della brevità della Vita, segnata dal dolore e ripercorre sentieri che
conducono nei giardini della gioia infinita.
Sempre dopo una tempesta, quando l'ultimo tuono si spegne e le nuvole si
diradano, un raggio di sole entra nel cuore ed esplode con un grido di
gioia, squarciando il grigio e inondando la terra di luce. La vita, che
sembrava essersi assopita sotto il peso della fatica, si risveglia,
sbattendo le ciglia come un bambino dopo un lungo sonno. La monotonia si
tinge di nuovo di colori, e il cuore, finalmente libero, riprende a battere
al ritmo della rinascita e della speranza ritrovata.
Ed ecco, in questo silenzio vibrante di pace che risuona nell' Aria un
tintinnio vivace, appena percepito da orecchio umano, festoso, allegro e
vibrante. Un suono lieve, quasi un sussurro, ma che parla al profondo
dell'anima: "Si riparte". Sono le parole che la vita stessa sussurra, dopo
aver superato l'oscurità. L' Eco di campanellini che danzano festosi al
vento, è il simbolo di questa rinascita della Fede, di questa voglia di
vivere che non si spegne mai, nemmeno nelle notti più buie.
È il canto della vita che risuona , dopo ogni caduta, e ci fa rialzare,
facendoci scrollare di dosso il frastuono del mondo,la polvere dalla suola
delle nostre scarpe e facendoci dimenticare le amare lacrime delle nostre
sofferenze portate sulle spalle ogni giorno. Ognuno riprende il suo cammino,
più forte e la vita sembra più bella di prima. Anche il sorriso di chi ha
pianto, il grido di gioia di chi ha sofferto sono la prova che, nonostante
tutto, la vita è un dono prezioso, un fiore che sboccia anche tra le crepe
imperscrutabili dell'anima.
E così l' infinito tintinnio allegro della vita che in ogni stagione
rifiorisce, mi rasserena e mi convince che tutto ciò che sembra impossibile
diventerà possibile, perché, anche se conviviamo con il dolore in questo
passaggio terreno sappiamo che è breve il tempo stabilito, e che la vera
gioia durerà per sempre.
"*I Giardini della Preeternita'"*
Viaggio nei Giardini della Preeternita'. Percorrendo i sentieri di un luogo
angelico immaginario, un luogo senza tempo né spazio. Un Viaggio interiore
in un luogo senza principio né fine.
Vedo un paesaggio bucolico intorno a me ,con colline verdi e fiori colorati,
un ruscello che scorre dolcemente e un cielo azzurro senza nuvole. Siamo in
una dimensione senza tempo, dove il passato e il futuro si incontrano.
Mentre cammino, vedo apparire delle figure celesti, angeli e santi, che mi
sorridono e mi accolgono. Mi avvicino a loro e gli chiedo di parlarmi della
nascita di Gesù Bambino.
Un angelo mi risponde: "La nascita di Gesù Bambino è un evento di amore e di
luce, che illumina il mondo e ci ricorda la Presenza di Dio tra noi. È un
tempo di gioia e di speranza, di rinascita e di rinnovamento."
Continuo a camminare e arrivo ad un prato verde dove ci sono molte persone
che mi stanno aspettando. Vedo qui, in questo luogo, i Beati e fra loro mio
padre, che mi sorride e mi abbraccia felice.
Gli chiedo: "Papà, come stai? Come è la vita nella nuova dimensione? Ci
manchi tanto e vorremmo che tu fossi qui con noi quest' anno a Natale."
Lui dolcemente risponde: "Sto bene, figlia mia. Sono in questo luogo di pace
e di amore, dove non c'è più dolore, né sofferenza, ma soltanto amore. Sono
contento di stare qui con te, anche se solo per un breve momento e rammento
i bei giorni trascorsi insieme sulla Terra. Il Natale qui è un tempo
speciale, un tempo per ricordare l'amore e la gioia che abbiamo condiviso
con i nostri cari. Vorrei essere con voi, ma sono sempre con voi, in un'
altra forma nel vostro cuore e nella vostra memoria."
Gli chiedo: "Papà, cosa puoi insegnarmi sulla vita e sulla morte? Come posso
trovare la pace e la serenità in questo mondo pieno di sfide?"
Mi risponde: "Figlia mia, la vita sulla terra è un dono prezioso, un viaggio
attraverso il tempo e lo spazio. La morte è solo un passaggio, un ritorno a
casa. La pace e la serenità si trovano nel cuore, nell'amore e nella
connessione autentica e sincera con gli altri, con chi ci ama e anche con
chi non ci ama.Ricorda di vivere ogni giorno con gratitudine e amore, e di
non lasciare che le preoccupazioni e le paure ti dominino e ti soffochino."
Il tempo trascorso con papa' passa in fretta, ma, anche se breve, è molto
intenso. Ci abbracciamo nuovamente per un ultimo saluto, ci diciamo "Arriverderci
a presto,Amor mio!", con la consapevolezza che un giorno ci rivedremo. Un
giorno, in un futuro non troppo lontano, saremo di nuovo insieme per sempre.
Nei Corridoi dell' Anima - testo dedicato al Carissimo amico e collega
Biagio di San Fratello
Nei corridoi dell' anima
Nei corridoi dell'anima,
un viaggio senza fine,
senza confini né tempo,
solo il silenzio e il respiro.
Il vuoto esistenziale,
un abisso senza fondo,
dove l'ombra si perde,
e la luce si nasconde.
Ma in questo buio profondo,
un bagno di stelle,
un sussurro di verità,
che solo l'anima può sentire.
Attraverso i corridoi introspettivi,
un percorso di scoperta,
di sé stessi e del mondo,
di ciò che è stato e di ciò che sarà.
Senza confini, senza limiti,
l'anima si espande,
in un universo di possibilità,
dove tutto è possibile.
E in questo viaggio senza fine,
l'anima si trova,
si perde e si ritrova,
in un eterno riverbero di serenità.
"Nei corridoi dell'anima" evoca un'esperienza interiore profonda, dove la
poesia nasce dal silenzio interiore, dalle fragilità umane e dalle complessità
dell'essere, descrivendo un viaggio emotivo attraverso luoghi interni, a volte
estranei, ma intrisi di sentimenti e misteri, rivelando la bellezza nascosta
nell'imperfezione umana e nell'amore.
Temi Comuni:
La Fragilità Umana: I "corridoi" sono spesso i luoghi intimi nascosti, dove si
manifestano la nostra vulnerabilità, le nostre paure, ma anche la nostra
incapacità di amare e di trovare la luce.
La Ricerca dell'Amore: Un tema centrale è il desiderio di connessione con se
stessi e con gli altri. L' Amore che si cerca e che si offre, anche quando si è
persi o incompresi.
La Sacralità del Quotidiano: L'idea che la ricerca della Verità non sia lontana,
ma si possa trovare nelle persone e nelle esperienze di vita, anche quelle più
difficili.
Il Mistero Interiore: I corridoi dell'anima rappresentano un "luogo arcano ed
enigmatico", difficile da comprendere razionalmente la sua profondità, ma ricco
di significato.
Rosa Venuto in quest'opera, intitolata proprio "Nei corridoi dell'anima",
esplora questi spazi interiori utilizzando un linguaggio criptico.
"Soltanto attraversando i corridoi interminabili dell' esistenza umana, troviamo
il vero senso della vita. Il percorso che ci conduce all' esplorazione dell'
ignoto ci fa conoscere noi stessi, lì dove batte il cuore ed ormeggia sempre l'
incanto della poesia.
In sintesi, la poesia "Nei corridoi dell'anima" rappresenta un testo che invita
ad esplorare le profondità del proprio io, trovando la bellezza e il significato
nascosti nei percorsi più intimi e inattesi del nostro essere.
Alla Cara e Dolce Federica. La nostra Principessa Guerriera di Rocca di
Capri Leone (Me) dalla tua Maestra
Cara Federica,
Sono la tua maestra delle scuole elementari. Sono qui per dirti che ti
ricordo ogni giorno, ogni momento. La tua presenza è ancora così viva nella
mia memoria. Ricordo il tuo sorriso, la tua risata, la tua curiosità e la
tua voglia di imparare.
È già passato quasi un anno dal giorno della tua partenza e sta arrivando il
Primo Natale che passeremo Senza di Te. Mi sembra un'Eternità il tempo
trascorso in Tua assenza. Percepisco la tua presenza spirituale accanto a
me, si fa sentire ogni giorno, in ogni momento del mio vivere quotidiano.
Voglio che tu sappia che sei stata un' alunna speciale, a cui mi sono
affezionata in modo particolare. La tua dolcezza, la tua gentilezza e la tua
determinazione mi hanno ispirato ogni giorno. Sei stata un esempio per tutti
noi, un raggio di sole che ha illuminato e continua ad illuminare le nostre
giornate.
Ricordo quando venivo a trovarti a casa, quando mi accoglievi con i tuoi
occhi brillanti e il tuo sorriso radioso. Eri sempre pronta a imparare, a
scoprire nuove cose e a condividere le tue conoscenze con gli altri. "Cosa
facciamo oggi?"- mi chiedevi puntualmente. Eri una vera Principessa
Guerriera, coraggiosa e forte.
Federica, voglio che tu sappia che il tuo ricordo rimarrà sempre con me.
Continuerò sempre a pensarti, a parlarti, a ricordarti e a onorare la tua
memoria e le tue virtù, soprattutto la gentilezza e la generosità. La tua
eredità vivrà per sempre in me, nel mio cuore ed arricchirà la mia vita e la
mia anima, aiutandomi ad affrontare e a superare giorno per giorno mille
difficoltà.
Voglio ringraziare i tuoi genitori, Laura e Davide, per come mi hanno
accolto benevolmente, per avermi permesso di entrare nella loro vita, nella
vostra casa per conoscerti ed amarti. Mamma Laura e papà Davide siete stati
dei genitori meravigliosi, che hanno dato tutto per la loro bambina.
Federica, sei stata un Dono inestimabile per tutti noi. Un dono prezioso, un
tesoro inesauribile. Non ti dimenticheremo mai, non ti lasceremo mai andare,
perché continui a vivere eternamente nel ricordo.
Riposa in pace, Cara e Dolce Federica. Sei amata, sei ricordata e sei sempre
con noi nei nostri cuori.
La tua Maestra Rossella Venuto di Acquedolci - Rocca di Capri Leone classe 5
- a.s. 2018-2019
Anche quest'anno e' già Natale : un Bucaneve per Gesù Bambino.
Natale! Ritorna un tempo di Fede , pace e amore,
un giorno in cui il cuore si apre e si dona.
La neve torna a scendere lieve e copre tutto di bianco.
Anche il mondo rinasce come un Bucaneve appena sbocciato.
Risuonano le dolci campane a festa per annunciare
del Bambino Gesù la venuta, che porta Nuova speranza e la promessa della
salvezza.
Si riuniscono i fedeli nelle chiese con canti e preghiere,
per ricordare a tutti il miracolo dell'amore divino.
Ogni tavola, imbandita con piatti succulenti e regali sotto gli alberi di
Natale,
riunisce le famiglie, per vivere un momento conviviale di amore, ricordando
anche chi non c'è più, lasciando loro un posto vuoto.
Natale, il tempo della gioia e della festa, apre
uno spiraglio di luce nel cuore della gente. I Fedeli, animati di speranza
gioiosa, sentono la consapevolezza che costruire un mondo migliore e'
possibile.
Per la Principessa Guerriera...
Mia Dolce Principessa Guerriera,
voglio ricordarti Felice e Serena e poterti dire ancora qualcosa che non ti
ho confidato quel pomeriggio che venni per un ultimo saluto, il nostro
ultimo incontro, Cara Bambina. Voglio dirti che sei stata un raggio di luce
nella mia vita, un dono prezioso che non dimenticherò mai. La tua presenza è
ancora qui con me, nel mio cuore e nella mia anima.
Voglio ringraziarti per avermi insegnato a vedere il mondo con gli occhi di
un bambino, con meraviglia e curiosità. Mi hai mostrato che la vita è bella,
è bella davvero quando si affronta con serenità, anche quando è difficile, e
che l'amore e la gentilezza possono superare ogni ostacolo.
Bimba dolcissima dal Cuore d'oro, sei stata un angelo, un angelo con gli
occhi di cerbiatto e il cuore pulsante pieno d'amore. Sei stata un esempio
per tutti noi, un modello di coraggio e di determinazione.
Voglio che tu sappia che ti porterò sempre con me, nel mio cuore e nel mio
ricordo. Continuerò a parlarti, a ricordarti e a onorare la tua memoria. E
quando sarò triste o scoraggiata, penserò a te e al tuo sorriso radioso, e
troverò la forza di andare avanti.
Grazie, Piccola Maestra di Vita, grazie per avermi fatto essere una parte
della tua vita. Sei stata un dono, un dono meraviglioso, e non ti
dimenticherò mai.
Riposa in pace, Cara Bambina. Sei amata, sei ricordata e sei sempre con noi.
_In Memoria di Annarita Sidoti_
"Dammi una ragione per restare qui
E io tornerò indietro
Dammi una ragione per restare qui
E io tornerò indietro"
"Give Me One Reason" di Tracy Chapman.
Un cuore che batteva forte,
un'anima che volava alta,
una vita che si è spenta troppo presto,
lasciando un vuoto incolmabile.
Annarita, la maratoneta di Gioiosa Marea,
il tuo nome è inciso nella storia,
un esempio di forza e di coraggio,
un grande insegnamento per tutti noi.
Il tuo sorriso pieno di fascino,
il tuo sguardo luminoso,
la tua passione per la corsa,
ci hanno lasciato un ricordo indelebile,
un'eredità che non si spegnerà mai.
I tuoi bambini, i tuoi cari,
i tuoi amici, la tua città,
tutti ti ricordano con amore,
e ti ringraziano per tutto ciò che di bello
e sorprendente hai fatto con grande amore.
Il tuo coraggio, la tua determinazione,
hanno ispirato molti,
e il tuo nome sarà sempre associato
alla lotta contro un male aggressivo
che ti ha strappato via prematuramente,
come un fiore.
Come diceva Tracy Chapman,
"Give me one reason to stay here
And I'll turn right back around
Give me one reason to stay here
And I'll turn right back around"
Annarita, tu hai avuto mille ragioni
per continuare a lottare,
e noi ti ringraziamo per averci mostrato
la forza e la bellezza della vita.
_Riposa in pace, dolcissima collega Annarita_
"Ricordi e memorie della principessa Beatrice Filangeri Tasca di Cuto', Madre
di Giuseppe Tomasi Principe di Lampedusa, autore del capolavoro Il Gattopardo"
-di Rosa Venuto di Acquedolci - dedicato alla Principessa Beatrice Filangeri
Tasca di Cuto'
Non saranno le parole pronunciate a farci ritornare nel Riverbero dei ricordi di
qualcuno. Non saranno sterili parole e gesti vuoti di carità e Amore a farci
ricordare, ma soltanto le nostre Azioni. Azioni cariche di umanità e amore che
segneranno il tempo,come in un Valzer, per sempre all' Infinito. Azioni cariche
di gesti e non soltanto, di aulici componimenti letterari emblematici, come " Il
Gattopardo" che risplenderà di Luce per l' Eternità. Adesso, adesso, adesso vedo
il Riverbero. Sì,lo vedo,lo sento,lo odo; esso adesso è qui ,nel presente; e'
qui vicino a me: lo vedo,lo sento,lo odo! Par che mi dica sussurrando : "
Risbocceranno i tuoi fiori, ritorneranno i tuoi colori, i tuoi odori, i tuoi
profumi. Sì, sì, sì! Risentirai i tuoi profumi e tutto riprenderà Vita, vigore.
Tutto diventerà ancora più bello ed armonioso. Vivi, Vivi, Vivi adesso...
respira, ritorna a respirare. Ama, continua ad Amare e vivrai Felice per sempre
nel Ricordo di chi ti ama e di chi ti amerà!
Lettera di Gesù sfigurato all' umanità da redimere
Per la Santa Quaresima 2026
Per toccare il cuore e scoprire la bellezza delle verità di salvezza sia la
poesia che la letteratura possono essere un potente strumento per connettersi
con le grandi verità della vita e per trovare ispirazione e conforto.
*Lettera di Gesù sfigurato all' umanità da redimere*
Mio fraterno amico,
Sono qui, appeso a questa croce, con il corpo straziato e il cuore spezzato. Il
mio capo è chino, ma il mio sguardo è rivolto verso di te, verso di te che mi
hai amato e mi hai seguito.
Sono l'Agnello mansueto, immolato per i tuoi peccati, per i peccati di tutti. Ho
preso su di me il peso delle tue colpe, delle tue debolezze e delle tue paure.
Ho pagato il prezzo della tua redenzione, affinché tu possa essere libero e non
schiavo del peccato. Tu possa finalmente essere libero di vivere una vita colma
di speranza, di gioia e di consolazioni celesti.
Guarda il mio corpo, sfigurato e martirizzato. Guarda le mie mani, trafitte dai
chiodi. Guarda il mio cuore, trapassato dalla lancia. Tutto questo ho sopportato
per te, per te che sei così caro ai miei occhi.
Eppure, nonostante ciò, non ho mai perso la mia pace, la fiducia nel Padre Mio
Celeste. Ho accettato, accettato con serenità il mio destino. Ho trovato il
coraggio di andare avanti a testa alta in mezzo a prove, tentazioni e
difficoltà. Ho sempre saputo che questo era il mio destino, che questo era il
prezzo da pagare per la tua salvezza, per la salvezza di ciascuno di voi.
E adesso, mentre sto per morire, ti benedico. Ti benedico affinché tu possa
avere la fede in abbondanza, con il cuore pieno di speranza che qualcosa
cambierà prima o poi e che l'Amore, la carità e la giustizia trionferanno per
tutti gli uomini di buona volontà. Ti benedico per la tua vita, che è tanto
preziosa e amata dinanzi al Mio Cospetto Divino.
Non dimenticare mai che ti amo, che ti amo con tutto il mio cuore, con tutta la
mia mente e con tutta l' anima. Non dimenticare mai che sei mio, che sei mio
figlio, che sei mio fratello, nel dolore ti ho generato.
E quando la tua vita percorrerà sentieri difficili ed impervi, quando il peso
delle tue colpe,dei tormenti interiori e della sofferenza ti schiacceranno,
ricordati sovente che io sono qui, che io sono con te, sono qui per te, per
aiutarti, per venirti incontro e consolarti. Ricorda che ho già pagato il prezzo
della tua redenzione, che ho già vinto la morte e il peccato.
E allora, alza il tuo capo, apri il tuo cuore e guarda verso di me, perché la
tua liberazione è vicina. Guarda verso di me, che ti amo e ti benedico.
Il tuo Gesù
Omaggio alla principessa Beatrice Filangeri
Tasca di Cutò e al figlio Giuseppe Tomasi principe di Lampedusa
https://www.oggi.it/posta/2025/11/25/omaggio-alla-principessa-beatrice-filangeri-tasca-di-cuto-e-al-figlio-giuseppe-tomasi-principe-di-lampedusa/
Omaggio alla principessa Beatrice Filangeri Tasca
di Cutò e al figlio Giuseppe Tomasi principe di Lampedusa
https://share.google/q325nzYrNkqtWwK3m
"Memorie e ricordi"
testo composto dalla Poetessa messinese Rosa Venuto di Acquedolci come
segno affettuoso di Amicizia, di Ringraziamento e Riconoscenza
Casa della Memoria Giuseppe Tomasi Principe di Lampedusa.
Un Pomeriggio Piacevole, trascorso seguendo un Itinerario Aulico, nel Mondo
dei Ricordi che riemergono con un tuffo nella " Memoria ", nel "Passato" che
ritorna alla Luce e prende Vita , rispolverando un Vecchio libro, "Il
Gattopardo", sorseggiando un delizioso thè alla menta nel bucolico Giardino
della Pace. In questo luogo dell' anima, il Poeta e la Madre trovano un
rifugio ideale per ritrovare se stessi, un mondo dove regna soltanto
l'armonia e la bellezza. Un luogo in cui l' Ego Interiore e la poesia si
fondono con la natura, dove l'Eterno Divenire dipinge ogni angolo del
Giardino della "Casa della Memoria di Giuseppe Tomasi di Lampedusa". Qui il
canto sublime degli uccelli allieta l'Anima, tra suoni, profumi e fiori dai
vistosi colori dall' aspetto aulico. Tra misteriosi gerani e silenziosi
gelsomini, il fico resiliente ed indomito trionfa nel Giardino della Pace e
si trasforma in un simbolo di resistenza, fermando le Lancette del Tempo,
come in un quadro. Si percepisce una Magica Sinfonia di Pace e di
Tranquillità, di Benessere Interiore mai provato Prima. Qui ogni momento è
vissuto nella sua Essenzialità, ridonando la speranza al Poeta che tutto
potrà cambiare.Il Verde smette di essere il colore dominante e si apre alla
Magia della Rinascita. L'erba di velluto damascato profuma di cinnamomo
aromatico, mentre le Rose, tanto care a Beatrice, divengono eterei pensieri
che spiano i baldanzosi gelsomini che scendono dal muro di Pietra secolare,
mentre un gattino dall' aria Attonita e Smarrita si affaccia sull'uscio
della casa , cercando qualcuno a cui poter fare le fusa, magari Beatrice che
adesso sarà più felice. Alessandra invece giocosamente lieta sorride
spensierata per la serenità ritrovata accanto a Giuseppe, l' Uomo più
importante della sua Vita.
"In una fredda notte ... a Betlemme, nella Notte Santa, andiamo a
contemplare il Dio Vivente, l' Emmanuel, il Dio con noi" -Entro nella
grotta, un brivido mi assale mentre scorgo e mi compenetro nella sublime
"Apparizione del Dio Bambino", adagiato nella mangiatoia Senza niente, Senza
neanche un cuscino. -"Oh Mio Gesù, adagiato in una mangiatoia di legno
tarlato, riscaldato dal fiato di un bue e un asinello, quanto Amore mi hai
donato in quell' istante ormai passato!"
Quel tepore rende confortevole il regale giaciglio. In questa piccola dimora
regni, oh Re Bambino, circondato dall' affetto e dal calore della Mamma e
del Papà.
Da questa piccola e misera culla irradi nel Mondo il Tuo Mistero, il Mistero
di un Dio Incarnato che si è fatto Uomo. Il Tuo sguardo soave mi dona
serenità e la speranza di una vita che non finirà,ma che continuerà per l'
Eternità. La Cara Mamma ti avvolge con dolcezza infinita in un panno di lino
bianco con un abbraccio colmo di Amorevole Santità ed ebbrezza. Ti affida a
San Giuseppe, l' Uomo Giusto e Pio, che con tanta umiltà pensa solo a
portare avanti il progetto di Dio. Egli si prende cura di Te con profondo
rispetto e abbandono, facendo la Sua volontà, la Volontà del " Padre Tuo
Buono", e della Sua Vita un Eroico Dono. Nella Sua Divina Volontà Vi
custodirà, Vi proteggerà con coraggio e tenerezza, finché Dio vorrà lo farà!
Un Coro di Angeli fuori dalla grotta allieta il cuore dei pastori solerti,
infreddoliti e stanchi, venuti ad adorarti, che si riscaldano attorno al
fuoco in questa notte stellata e beata. Hanno ricevuto per primi la lieta
notizia e son corsi a renderTi omaggio pieni di letizia!
-" Gloria a Dio nell' Alto dei Cieli!" - cantano gli Angeli in coro.
- "Pace in Terra agli uomini di buona volontà, amati dal Signore! Santo,
Santo,Santo! Onore e Gloria a Lui nei Secoli in Eterno. Amen Amen Amen"

"Dedicata ad un Amico di gioventù, un Grande Uomo,
un Grande Padre e Sposo che non è più " Per sempre Tua
Sorella Maggiore, con Affetto Rosellina Per ricordarti
e farti ricordare"
Nell' Estasi d'Amor sei Tu, impavido Mio Amor, mio Amor
; t' amo sempre più e mai più ti dimentichero'!Tienimi
stretta al Cuor, tienimi stretta al tuo Cuor. Sei Tu ,
soltanto Tu, il mio riverbero di Eternità. Sei la
felicità sublime di un istante nell' Estasi D'Amor.
Stringimi forte, stringimi forte al tuo Cuore e
audacemente portami nel Sol. Correremo insieme e per
sempre così io ti amerò. Cos'è la felicità,se non stare
insieme a te? Un connubio di Felicità. Un tripudio di
Serenita'. Un Dolce Riflesso dell' Eternità.Sento il
tempo fermarsi davanti ad un mare mosso dai pensieri
miei. Sento la tua presenza, il tuo palpitante cuor, il
tuo grande Amor che vive dentro Me, olezzo vibrante di
Felicità in un Mistico tripudio di solennità. Amore
mio, quanto ti ho amato e quanto ancora ti amerò. Nel
silenzio del dì che muore, mi risveglio e ti voglio
ricordare così nella tua vibrante gioventù,che non
invecchierà mai e così Sempre in me resterai. Il tuo
sorriso splenderà candido in un idilliaco ricordo che
mai più invecchiera'. Tenace come il Tempo sarà il Mio
Amor per Te e Rammenterà.

Set del Gattopardo a Ficarra in provincia di Messina il
25 e 26 agosto

Nella foto da sinistra,la Poetessa messinese Rosa Venuto di Acquedolci, Laura
Moretti,attrice, e il regista romano Federico Cesaroni.
Il 21 settembre, Giornata Mondiale dell'Alzheimer - ASST Valle Olona - Il
Salto della Quaglia
https://share.google/JiLUOi4HiiWiANfnt
Non dimenticare chi siamo: il grido silenzioso
dell’Alzheimer nella Giornata Mondiale
Il 21 settembre, Giornata Mondiale dell'Alzheimer - ASST Valle Olona - Il Salto
della Quaglia
https://share.google/r8CFeOdtrpND2RRWC
https://www.quadrochiaro.it/non-dimenticare-chi-siamo-il-grido-silenzioso-dellalzheimer-nella-giornata-mondiale/

"Non ricordo!"
Dedicata a Coloro che sono affette da Altzheimer

Non ricordo!
Non riesco a ricordare chi sono. Perché sono qui?
Cosa sto facendo? Tu chi sei? Buongiorno! Ci conosciamo?
Non so più chi sono. Non so cosa mi sta succedendo!
A volte mi guardo intorno Smarrita perché non riesco a capire dove mi trovo.
Dove sono! Perché sono qui. Ma tu chi sei? In questo momento non ti
riconosco. Scusami! Mamma! Mamma!
Chi sono io? Mia mamma,tu sei?
Chi sono io? Mia Mamma!
Perché non sei mia Mamma? ...
Purtroppo Non ricordo e a volte mi sento come le cose posate dimenticate,
prive di memoria,distaccate dal tempo e dallo spazio. Mi trovo a vivere per
un istante in un riverbero di Eternità.Non Ricordo! Cerco di ricordare,
cerco di ricordarmi dove mi trovo per poter vivere in questo presente,ma sempre
leggera come una Piuma trasparente in una ridente e secolare radura dove il
tempo si è fermato e la terra è lieve e scura, muovendomi leggera nella natura!"
Non dimenticarmi! Ricordami Tu e non dimenticarmi mai più!
Testo dedicato a Casiraghi, Marito della Principessa Carolina del
Principato di Monaco
"Prendimi un Arcobaleno per poter sognare ad Occhi Aperti "
Portami ,oh Sole, Misterioso Spirito Guerriero , a fare un giro con il Tuo
Veliero per poter inneggiare alla Vita e provare le mie corde a fiato
sottovento, portate instancabilmente da uno Zefiro leggero di qua e di là,
come un'eco trastullate in un riverbero di Eternità in questo infausto
Oceano che mi inghiottirà.
Magari incontrando forse una Dolce Sirena che col Suo Dolce Canto
Ammaliatore mi porterà via! Che Incanto! Che melodia! Un Inno alla Vita che
fugge Via all' Improvviso,Senza preavviso. Ed adesso Poter assaporare
finalmente la MIA Sospirata Libertà. Finalmente in Pace Poter sognare ad
occhi aperti e rilassarmi al chiaror della luna ,ammirando il bagliore
palpitante delle stelle "meravigliose e belle",cercando di contarle e
perdermi nel Bagliore dell' Eterno Divenire, ascoltando il costante battito
inesorabile del Tempo Arcano che trascorre ed è ormai distante. Al calar del
Sole, al tramonto del meriggio, "mi illumino d'Immenso" e passando
attraverso un Arcobaleno giungo alle rive del Mondo Eterno,dove non esiste
confine. Sento passare un dolce vento tra i miei capelli , una lacrima
scende dagli occhi per un ricordo ormai lontano e sento nell' aria l'odore
acre delle tamerici salmastre in un Autunno Scalzo, Pallido e Assordante,
pieno di fuliggine carico di un olezzo fetido e maleodorante.
Ricordo in versi dedicato a Stefano Casiraghi nel 35°della sua
scomparsa
https://www.oggi.it/posta/2025/10/20/ricordo-in-versi-dedicato-a-stefano-casiraghi-nel-35della-sua-scomparsa/?intcmp
"Il Ricordo di Te è il Tuo dolce sorriso"
Ricordo di Te il tuo dolce sorriso,
Sull'onda che corre, un destino feroce.
La scia di una vita che passa veloce, come una goccia la sua sola voce.
Stefano e il Mare misterioso e bello, la sfida nel vento,
un lampo d'azzurro, un Volo leggero in un così breve tempo. Un tragico
destino Aspettava
Il bel "Principe" dallo sguardo Sognante, dalla vita Avventurosa ed
Affascinante". In quel di Como ti piansero tutti perché soltanto nelle
favole " vissero tutti felici e contenti". Il Consorte della bella
Principessa Monegasca non c'era più, aveva per sempre " dato il mortal
sospiro". Il Ricordo di un Porto per sempre in Te sarà e mai più ti
dimentichera'!
Una vela issata a Cap Ferrat ti portera' lontano, ti spingerà sulle rive di
un mondo arcano, dove il tempo non è morto, verso un Porto alle Soglie di un
Autunno da cui non farai mai più ritorno... Che tristezza! Che malinconia!
Sul viso di Carolina, il dolore ha spento il suo sorriso, ed intanto
discende
Una lacrima trasparente dagli occhi cerulei e persi nel vuoto e ricorda
l'amore promesso per sempre. Solca il dolce viso ed intanto
Tre piccoli pargoli chiedono incessantemente al cielo il ritorno
del padre ormai lontano, inghiottito da un orizzonte coperto da un velo di
seta incontaminato.
E il mare sussurra ancora con un rombo di vento improvviso,
Una voce pare che dica: "Non si è mai spento. Continua a pulsare il suo
cuore in eterno".
Il frastuono di un motore assordante nel frattempo fa un brindisi alla vita,
e
la gioia di un attimo segna il traguardo di una storia finita.
Nel cuore di chi ti ha amato per sempre resterai e
Dentro l'eco di una Conchiglia per sempre viaggerai.
E su quell' onda che ti ha portato via,
la Tua Memoria sarà una Candela accesa che nessun vento mai più smorzerà.
Stefano, nel vento, l'eterna bellezza porterai e la tua
orma sul mare infinito lascerai : sarà una dolce carezza per chi ti
ricorderà.
Autrice del testo dedicato a Stefano Casiraghi,la Poetessa Rosa Venuto di
Acquedolci
Il testo "Ricordo di Te il Tuo dolce Sorriso" è una
poesia di Rosa Venuto di Acquedolci dedicata a Stefano Casiraghi in
occasione del 35° anniversario della sua morte sgoccioli, avvenuta nel 1990
a causa di un incidente nautico. La poesia commemora la sua morte, la sua
vita avventurosa, la dolorosa perdita per Carolina di Monaco e i loro tre
figli, e la sua memoria eterna.
In sintesi:
Autrice: Rosa Venuto, Poetessa di Acquedolci.
Soggetto: Stefano Casiraghi.
Occasione: 35° anniversario della sua morte, avvenuta il 3 ottobre 1990.
Causa della morte: Un tragico incidente nautico al largo di
Saint-Jean-Cap-Ferrat.
Tema: Ricordo e omaggio alla figura di Casiraghi, al suo sorriso, alla vita
avventurosa e alla sua memoria indelebile.
Temi principali della poesia:
La perdita: La poesia sottolinea il dolore per la sua scomparsa,
paragonandolo a una "favola" spezzata.
L'amore: Viene ricordato l'amore tra Stefano e Carolina, con la descrizione
delle lacrime della principessa e il ricordo dei loro tre figli.
Il mare: Il mare è un elemento centrale, visto sia come causa della morte di
Stefano che come custode del suo ricordo.
La memoria: La memoria di Stefano viene rappresentata come una "candela
accesa" che nessun vento potrà mai spegnere.
Un "Principe" leggendario: Viene descritto come un "Principe" affascinante e
sognante, la cui memoria vivrà per sempre.

"Il Viandante " dedicata a Franco Battiato :: Galleria
Vittorio Cevolani
https://www.galleriavittoriocevolani.it/l/il-viandante-dedicata-a-franco-battiato/
Messina, la poesia "Il Viandante" dedicata a Franco Battiato
https://share.google/LW864OZc3sRGTlL3e
Il ricordo del Maestro Franco Battiato con la poesia “Il Viandante” - Il Salto
della Quaglia
https://share.google/Irouqd0mnrogHa4U4
Il Viandante, una poesia dedicata a Franco Battiato
https://www.oggi.it/posta/2025/11/11/il-viandante-dedicato-a-franco-battiato/
Il Viandante
(Dedicata al Carissimo
Maestro Franco Battiato)
Lento lento va su un destriero,
mentre il tempo scorre e va.
La Sua vita è un bigio pensiero
e un tormento che pace non dà.
Intonando un ritornello
cerca invano un paesello
che ricorda vagamente
e che riecheggia
nella sua mente
per il sonar delle campane,
il profumo delle viole,
il fragor delle cascate di montagne
e rii di vallate.
Intonando un ritornello,
alternando un fischierello,
ascoltando il cinguettio di un fringuello,
il viandante passa e va
di paese in città.
Sia col sole,
sia col vento,
tiene stretto il suo mantello
e mai più ritornerà
perché il tempo suo
è passato già.
Il Sogno
(poesia dedicata a Mio Padre)
Avevo un segreto
vecchio come il mare.
Avevo un Sogno
che ti vorrei raccontare
e di cui quando posso ti vorrei parlare.
Il Sogno, sai ,
non l'ho detto mai.
È racchiuso dentro una conchiglia, come la perla di cui il mare è la sua
culla.
Avevo un Sogno
che ti rassomiglia
e che ricordo ogni volta
che raccolgo una bella conchiglia.
Il Sogno, sai ,
non te l'ho detto mai
e a pensarci bene
per raccontarlo
è troppo tardi ormai.
Dedicata a tutti coloro che hanno perso i loro Cari a causa del
Coronavirus
Ricordati di non dimenticarlo Mai ! Dedicata a Giulia Tramontano - Paese Italia
Press
https://share.google/N7RubVVFqWIEOjZJU
Poesia dedicata a Giulia tramontano - La Sicilia
https://share.google/NLSeV7v8NKUC1RPZc
Ricordati di non dimenticarlo mai!
Dedicata a Giulia Tramontano e al
piccolo Thiago
Ti ricordi il nostro appuntamento al centro?
Sai io ti aspetto!
Ti aspetterò per un po’, per un certo tempo! Non farti aspettare, sono qui
per te e tu lo sai.
Non tardare! Noi ritorneremo! Noi ci saremo, ci reinventeremo, per quanto
tu non voglia, ti ricrederai.
E in un momento fermeremo il tempo, lo passeremo ad immaginare un “à demain”
al solito posto, magari a Parigi in un piccolo locale del centro tra un
caffè o un thè alla menta per te.
E rivedersi dopo tanto, tanto, tanto inseguirsi e perdersi in nostalgici
coccole e sguardi intriganti.
Che vuoi che sia! Che nostalgia! Non doveva finire così!
Avevo un desiderio immenso di averti mia e di portarti via; di incontrarti
e di fuggire via. Ma adesso so che è colpa mia, solamente colpa mia, perché
non ho saputo amarti alla follia e aspetto disperatamente che tu ritorni
Mia, ancora una volta ritorni mia e te lo giuro che questa volta sarai mia
per sempre e definitivamente.
Ma che pazzia! Ma che pazzia! Amore mio! Tesoro mio! Non crederci e scappa,
scappa via!
Adesso, adesso fuggi, ritorna sui tuoi passi, fuggi via da questa
millanteria, non aspettare, non esitare e scappa da questa inalienabile
bugia, che è solo un pretesto, uno squallido pretesto, un vico cieco, un
imbroglio sadico, pensa soltanto alla creatura che ti porti dentro; non gli
negare i tuoi sogni e i tuoi bellissimi occhi, i tuoi progetti di madre che
affronta e sa affrontare. Sali sul palco della vita, assaporala e
sorridigli, non negargliela, vivila con colui che nascerà con dignità, a
fronte alta e difendila, combattila perché è la vostra, il vostro sogno, la
vostra magica prospettiva ed ineluttabile verità.
Ma che pazzia, che pazzia! Prima che succeda, non crederci e fuggi via da
questo splendido salotto soffuso di malinconia, ripensa alla tua vita con
costui, piena di falsità, bugie e vigliaccheria, non crederci! Sei ancora
in tempo per scappare via.
Lui vuole solo portarti via i “Tuoi Sogni”, ma tu ricordati e “Ricordati di
non dimenticarlo mai” che è solo una follia, che ti raggiungerà, ti farà
raggelare il sangue e non avrai più la forza di liberartene. E’ solo una
follia che presto culminerà in una tragica realtà e tu lo sai già, perché
prima di te altre ci sono passate ormai.
Ripensaci adesso, torna indietro adesso… adesso scappa via, prima che non
ti lasci più scampo, prima che ti tolga il fiato e il tuo andare diventi
fiacco e stanco, prima di dover dire e così sia! Sia fatta la tua volontà e
vado via.
Ripensaci adesso, ritorna indietro, prima di non ritrovar più il tempo di
poter tornare indietro da questa trappola mortale di perfida ingegneria: con
parole dolci, più di un favo di miele ti ha raggirato, nascondendo un mare di
fiele in cui annegherai senza che te ne accorgerai.
|