Poesie di Enrico Tartagni


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Di che si muove il mondo
Solo di male e d'odio
Perché il bene è debole
Si smuove un universo chiuso nell'hangar
Della coscienza stracciata
E non v'à conoscenza e sapienza che lo guidi
Un sibilar di ghiaccio
Tra gl'intricati rami e smorte
Foglie rinsecchite della ragione
Spero e non piango
Ma non prego
Non v'è dio tra il bene e il dolore
Solo e solitario
Ho l'enigma estremo del dubbio
Stremata nell'anima la luce si spegne col giorno
Tradimento feroce d'odio o d'amore
È distruzione del tempo nel suo vivere
Sofferenza ovunque vi sia un dio
Imprimo l'impronta della mia mano
Sul viso morbido della mia amata
Sulla sabbia marina bagnata
Non avrei tempi di fare altro
Di amare di più
Non avrò mai qualcosa di più eterno
 

Poesia senza rima esoterica intrauterina
Dei d'Olimpo e dei Dov'eri...Doveri e dei Diritti
Alòra...detto senza possibilità di controversie nessuna, alcuno mai che sia stato messo al mondo per disgrazia o senza disgrazia già sin dai tempi d'uomini od ominidi pre preistorici per quantomeno ancora inquilini condominiali cavernicoli con bar lumi di acquisita coscienza, o in fase di acquisizione, ha mai chiesto a chicchessia di essere messo nelle condizioni di dover venire al mondo, persino ai tempi nostri moderni con fondate culture millenarie e conoscenze esoteriche psichiche religiose paranormali perfino scientifiche nell'ultramondi, mai nessuno di noi e di quelli prima di noi lo ha mai dimandato ad una femmina pensante vogliante e parlante...di farsi mettere in cinta da uno maschio iperteso qualsiasi, per tutto ciò quindi niuno nasce con dei doveri obbligatori, e manco con dei diritti anzi di più senza, e allora: tutta sta roba pippa psichedelica che ci pesa addosso alla ragione e all'anima come un sasso di Tantalo sin dalla nascita dall'utero materno della mamma, in dove che ci stavo nel mio antro molto bene, tutte ste dipendenze drogate dei doveri e dei diritti stampati dagli dei d'Olimpo in dei certificati che ci allegano al pistolino alla nostra nascita, sono delle invenzioni sovrastrutture psicologiche costruttive e mirate alla regolazione di uno stare a vivere insieme femmine da montare e maschi da smontare tutti stivati stipati inculati in un luogo o posto comune, la Terra pianeta per altro ultrasfigato perché...perché non lo so ma lo è...però succede e qualche volta capita che tantissimi di noi sapienti uomini da divin afflati dal niente/nulla creati se ne infiskino (da maneskin) altamente dei Doveri e dei Diritti, giustamente...per me... giusto o no Giuseppe? Che ne pensi Iusèf? Te, cussà dit di la zò? Poi, alla fine, a quelli che rompono i maroni con i doveri e diritti...botte da orbi!
Oh e kekazzo! ;-)
Per intercessione paragnostica de e mì amìg Jusèf
 

Un compleanno, un altro
Sei di giugno piove non è caldo e io e te ne siamo fieri
Me lo prepari ogni mattino
Amaro il caffettino dolce al mio palato
La fonte sprizza fontana fredda
Brindiamo gioia spumante al giorno degli auguri
Ho cercato il mio amore a Portofino
È finita così in una notte fonda e senza un dato
Ho freddo tira vento sono una canna di Deledda
Corro respiro con l'affanno e spero che mi duri
Niveo sepieterno il tuo candore che mi sfiora
Dopo mi raggiunge in camera daltùra
L'armonia la più nascosta melodia suona
Nello spazio senza tempo e con gli altri misteri
Sbaglio e se la mail è sbagliata dillo findòra
Pandora m'è rimembranza di strazio da cottura
Keccocosì mi sprona a balzi come Fiona
Dai fammi il caffè buono come quello fatto ieri!
 

La seconda neve
Qui c'è silenzio
Nell'attesa incido il cielo
Sparando nell'eternità
Costruisco paziente una città
Della gioia senza parole
Impostore di pace e amore
Vendo ai nobili oro puro
E un fiore
Impersono gli scomparsi
Dai testi del diavolo che non perdona
Ma un mattino
Con la prima neve
Una donna inventò tante parole
E poesia
Costellazioni parallele
E baci nei deserti
Lotta poi resistenza
Non mi scuso per quel farò
Ardore di breve vita
Demolisce la nuova città
Sfondato dai pesi di speranze e delusioni
Nella notte aspetto
La seconda neve..
 

Il primo amore
Per fortuna amore eravamo ancora là insieme
Non perde mai la sua anima animale la speme
Rammento come guardavan profondi i tuoi occhi
E quanto in ansia del campanile io contavo i rintocchi
L'aria in giro pulita dell'amore ne aveva i sentori
E sempre quell'aria dei fiori ne spargeva gli odori
Camminiamo leggeri sull'erba per farci i nostri sentieri
Domani torniamo e lì su vogliamo i baci di ieri
Volevo allora confessare al tuo cuore il mio nascosto pensiero
Alla porticina della chiesa appoggiato tremavo d'anelito vero
Per caso solo con te sono ancora qui insieme
Con un amore animale nato da un seme
 

Una rosa da Jennifer
Inizia ne son felice
la stagione delle rose
voce di preghiera nel deserto
chiedo di curvarmi
a guardarne dune e colori
ad odorarne gli odori e i venti
profumi da elevare a normale personalità
Complicato l'intervenire lieve sulla chimica
e sul suo piacere
estrazione fenolica delicata
amando sommamente la Vie en rose
fascino peculiare di terre gemelle
di Romagna e di Provenza
stesso maestrale uguale di lavanda
aromatici profumi nell'aria
eleganza d'architettura astrale
delicate espressioni in rosa naturale
stile elegantissimo degagè ahimè in me
rosa conchiglia sul mare
quasi fossero profumazioni
e lacrime d'amore.
M'inebrio con vene d'ardimento
fossi margherita appassita
che vuole esser rosa ardimentosa
Ne son felice
 

Scarpette rosse
Cioè
pensavo fosse amore invece era tennis
in scarpette rosse
Escludo ogni giorno vissuto nell'aria della vita
Un giorno non ricordo come voltai alto e ardito
Pensavo guardavo le dita era un'idea pulita
Giudico adesso che il tuo non fosse un bacio ma un invito
Avevi scarpette rosse naik si come quelle
Più ancor assai di più
Piedi candidi gambe sempre più e snelle
Prima ballerina sulla scena in un palco cielo blu
Amo mirare i tuoi capelli seta nera
Il tuo è tennis e io non ballo
Bloccato batto e faccio fallo
Cuore infilzato in tanti amori e tanti slam
Ho vissuto un imperfetto sogno ma non so come non sei vera
Game romantico il cuore batte e mi fa pam pam
Apro gli occhi per ricordar le some
Escludo d'aver vissuto in un set non so come...
Cioè...era soltanto tennis
 

Il Mandorlo in fiore
del resto chi trasforma me in mandorlo?
in fiore?
il tempo il fuoco l'aria
il Pensiero
in bianco splendente in rosa di vita
in una pianura di sensazioni inesplorabili
da un freddo chiuso inverno
ad un primaverile incipiente di gelo
in un speranza d'imminente immortalità
agente di dio
sulla terra d'Agrigento
sogno...vedo colline e pianure in fiore
lontane da odio e diligenti dolori
il mondo sa di mandorlo in fiore
la terra è valle di venti caldi
dal mar di Fenicia
ancor prima di primavera
rivivo di magia d'Iblea
 

Vetril
Spruzzo al trasparente ed ai suoi prossimi il vetril
Ballando Fred un soffuso jazz al lazo con Buffalo Bill
Ove ho già perso
Làmia e la mia volontà
Lavo i vetri alle finestre
E ne esco terso
Cristo vede ma non sa
Quanto antistaminico sulle destre
Spruzzato a spray
La mamma m'urlava vai!
Tò capito quanto tempo ho?
Forse tanto ma ne hai poco
Con il male e i suoi sintòmi stò a guardare
Pare un gioco
Fra gli gnomi ne rilevo uno tra i cognomi
c'appartiene a dio
Ah l'abile musica jazz sfiora l'odio mio
E non ha dolori
Chèla la Natura ne sia procura
Pro cura svengo
Barlengo penetro tengo nell'ultimo vano
Una materia oscura
Nei sensi s'illumina d'angosce
Tra corpi morti cippi l'immemoria stona
Storpio un organo suona
con dentro un sesso duro
Seni spinti sulle cosce
Senza splendore non carburo
La mia mamma scioglie il nodo al tempo
vola in un volo che sa d'azzurro
E sussurra che sono puro
Ho spruzzato ai vetri solo il vetrìl
Tanto che sembra che il sole brill
 

 

Sedia
tu hai identità
per te stessa sei
t'appropri dell'altrui
vigili e accogli chi va
per i sentieri tuoi e miei
e
dai riposo ai tempi bui
Hai visto era un caso passavo di lì
m'accogliesti tranquilla io barcollando di noia e di stanchezza
Mi parve tu mi dicessi
Fermati qui su di me
ora hai tempo
pensa pure a quello che hai perduto
a quello che non hai trovato
o mai avuto
riposa
guarda l'ultima identità del tuo mondo
tutto diviene perché nulla permane
D'un tratto sul trono
m'appare la tua bellezza perché donna tu sei bella
del tuo volto ammiro gioia e purezza
carezze di profumi
luce di una stella
pare amore d'infinito amore intorno
Stanco d'eterni giri e fiumi
per sempre d'identità confuso e d'inedia
così mi fermo sulla sedia
 

Passaggio a nord ovest
In certi momenti
s'accorda il corpo alle memorie
dolente passaggio a nord ovest
ove nelle spargugliate celestiali mappe non risulta
cui prodest
rivelarne le rimandate storie
svegliare le addormentate fate
rotolare degli occhi e gli sguardi tra gialle giunchiglie di campi sorridenti San Leo
a svolazzare all'indietro su lupi sudditi di boschi di rovi intricati
animale di carni affamato in ciclo continuo di guerre battaglie di lotte reo
studiò il divo Cesare perforato il Furlo di percorrere le Gallie
Sostantivo
son sempre lì a tappar le falle
ascoltare le faglie
impressionato da un urlo
avviluppato in un loop di temporali fulminato nel cervello
canto Tracy Spencer con Bud Spencer in canoa con Spencer Tracy

e quindi so che il mio corpo non ha memorie
che dell'anima faccian le veci
 

Richiamo dall'Empireo
mi dispenso dal dire ciò che vidi
allontanatomi dal sole nel pien del giorno
m'allucido la mente affinchè non stridi
così che dei tanti legni e d'alberi lì a me d'intorno
ammetto di comprenderne la ragione dei sentori
dei pigmenti delle terre che s'aggraziano nel mondo
su un volo di farfalla se ne spargono i colori
estasi o visione che m'importa se del profondo
sento il cuore agitar la mente con l'arcano
m'occorre solo uno spazio per aver certezza
che il dolore della vita non sia vano
se nel celeste cerchio risplende un dio che apprezza
posso dire ciò che voglio o che m'invento
ammettere di odiare i sentimenti e invece amo
ragionare intenso lucido oppure lento
ma da dio aspetto ancora un flebile richiamo
 

La rosa bianca di Jennifer
Serve il mare per lavare una rosa bianca dallo sporco.
Allarghi scombinati confini che lo Spazio ha lasciato lì
grande gigante tronco di rami contorti
e i morti a girovagar contenti all'eterno caro Infinito....
Salti svelta qua e la non ti ascolti mai finchè
il Sole non sposta i raggi su di te
nel deserto del Cosè.
Sembri un Angelo fatto di nuvole alla proda verso Rodi
e alla terra leggera e vana del colore bianco della rosa
sciogli la forza alla stasi di quello che è stato il tuo fatto d'Amore.
Nel limite si muore dove la pioggia non scende più giù.
Assembramento di quei tanti occhi che hai tu
e nei dintorni fai sbraghi per l'ondeggiare tra i pensieri.
Foglia non sai cosa sian frusci calpestii della paura sulle terre
fatte di fossi e brute scoscese
e poi arrivi che neppure sai perchè hai fatto dietro front.
Tratti dal pozzo dal ponte nel fiume getti gli stracci già usati
lucidato il pavimento
fai quei servizi che il Mondo non rilascia ricevuta d'acconto.
Stazione con croce più grande di questa dove sbatti le idee
nell'Iperspazio degli Scambi dei Sogni non c'è.
Agiti fragile le minime pretese in cambio di una lista di spese
svuoti vasi pitali astrali dai liquidi normali
dalle stelle riempiendoli d'astratti roghi
colori di passioni stupefatti.
Nulla raccogli di quello che è stato un Destino
cenere di fuoco che ha bruciato pinete pini e pigne sotto ai rovi.
Di sghimbescio passano voli d'aironi Supramundi
ragion sufficiente e poi in quelle notti ti confondi.
L'andirivien triste sufista negli occhi non si lascia percepire
la malinconia cambia l'ambiguità del Tempo in Verità.
Fenomeno divino fantasma riflesso di realtà
come sai fare svelta a pedalare in bicicletta
Jennifer lo sai
di scatto porti a casa il peso dell'Amore
e tu lo fai
come se fosse il carico d'una
rosa bianca.
 

In un caffè di notte
Carta stropicciata
bianco disegna
astratta senza occhi la fanciulla d'oro
ghirigori
fa cerchietti e concentra le spirali
indi iridi e pupille cieche.
Lo so sono solo un filo d'erba nel verde dello specchio
e non ha senso ma si prende la mia mente
scandaglia il fango dei fondali liscia la materia
sposta le figure della gente.
Un caffè luogo d'istinti al buio
il tavolino un altare
sacrificio dei ricordi e dei fili che legano e slegano gli incontri
in alto per un dio degli incoscienti.
Strano il bar concepito col rosè bevuto come droga sospensiva
che ipnotica riordina in un lampo di cornici storte le pitture
immagini cancella nelle foto spegne le luci stacca la corrente.
Ordino al banco idee per sopire gli spazi nel bagliore e...
...nello spazio disilluso e nel tempo illuso...
lascio andare la visione che finisca in altri sonni
prima che cali il sipario sulla scena da finire.
L'amplesso rifinito mi sussurra i giochi che solo io ho fatto
disegnati in carta astratta senza sapere quanto sfatto
da quegli sguardi che sono logiche che tagliano il mio coito...
io pensavo fosse una bambola che tremava nell'orgasmo
perchè io parlo solo di carta stropicciata
da un caffè di notte
 

Un'altra Pasqua
Dopo la lunga notte senza stelle
si schiude lento nell'aurora un altro giorno ed è un mattino
tra marzo forse aprile d'offuscata trasparenza
nebbia sulla visione di un divin dio da un altro generato che risorge e subito
si muove su legni di barche di ulivi e croci
La sua veste è sempre quella minima d'un ruvido mantello che cammina nei deserti
lo copre tra le genti che lo accompagnano silenti
gli chiedono attenti pace giustizia resurrezioni
Lui parla diligente in coscienza e conoscenza
bambino
poi uomo
santo tra uomini e donne che già patiscono il peso della vita
sconfigge il male dell'inferno
promette nascite d'anime immortali
Il giorno che io vedo oltre il tempo interno
già lo sto dimenticando nell'eterno dubbio
Passato io piccolo
miserère nei millenni quindi ere
che hanno generato santi ed eroi
persino un dio risorto dopo morte
m'illumino innanzi al tramonto di speranza
e aspetto tutti i giorni che verranno
a resuscitare le stelle


Giornata
Il primo lume del giorno
Sia luce delle mie opere
Disabiliti il raggio del sole la mia paura
Sciolga il sangue raggruppato sotto pelle
E m'accenda un rapido bagliore alla speranza
E la sera addolcita di tramonto
Curi nella calma della mente
Tutti i sogni sparpagliati sopra la coltre dei pensieri
Poi la notte celeste d'argenti e di Luna
Possa ristorante la fatica del mio cuore
 

E Mudèri
Ossessione
È un punto cardinale
il cardine del portone
S'apre e si chiude
Fa entrare fa uscire
Il bene il male
Di presenze e fantasmi
D'amore m'illude
Millùmino volo d'entusiasmi
E colpisce il colpo sulla pelle
Brucia il dolore e il sole
Dentro gl'occhi
Il tuo sguardo sfila l'anima
Dall'osso
Rimedio in confusione la caduta contro un bosso
Pulsione non conosci tregua
Neppure la vendetta
Per me come se fosse già finita
La spinta mi ricorda l'albore dell'amore
Fuggi tenerezza tra le note della notte
Della luna dai suoi sfondi d'argento spaventato
Desidero raggiungere i suoi mari
Sensi spenti m'irrido di passioni già in cornice sul portone...
Scavalco oltre il mio mondo mudèri
la soglia...
Che ossessione...
 

Fatti non foste per viver come brut(t)i...ect ect
Tra tanti libri e canoscenza vivo e non vedo...
Vedo quanto tante sian le parole intorno a me
Crittografie moduli codici informatica primitiva su carte incisi
Fatti non foste per viver come brut(t)i...ect ect
Vedi quanto vuoto di deserti amplificati dai corredi della sapienza
Vedo quanta acqua intorno a me
placenta che contiene informi embrioni
in un passato che mai c'è stato
Vedi quanta lussuria di conoscenza intorno a noi
di parole dette da noi e poi da dio
Vedo l'infinito
e dopo di lui
il me stesso
uguale al primitivo esterno grido
di stupore eterno...
Hai visto amore mio
quanto distante io sia
dal veder la verità
 

Jazz freddo
Vengo domani amore mio
oggi ascolto jazz underground
Sinatra commenta Sammy Davis
Dean Martin veleggia su Jerry Lewis
Ascolto il ritmo groove
Santalberto Paolo Fresu mi spumeggia freddo l'estetica e relaxing smouth night su versi armoniosi di Stechetti and friends
Senza strumenti chilled instrumental il mio sogno segue illuso il battito
perché è un cuore che si sperde in queste frange di Bach Chopin Mozart e Beethoven poi smonto le ostruzioni ardite
Atterro dove zio Giacomo sognava passerotti usignoli coi merli fischiettanti
Romanzelletta giovanotta in sul calar del giorno
O per caso solo il divin poeta donazione ravennate svezzato a polenta e pinoli e lonze di pinete in sul lito di Classe...
Amore sto venendo fin dentro te
Armonioso nel velenoso dolce vortice delle penetranti note del mio future killed sweet jazz
 

 

Poesia rupestre
Scuote le parole lo scrittore
con potenti storie
e dona alla storia un senso
Il pittore nella grotta al buio
stende tele alle pareti
e alle nere caverne al bivio
Ad Altamira poi a Lascaux
racconta le paure e le credenze
Essenze
Riti realtà cacce agli animali
Riempiamo templi
In tempi antichi più del tempo
in val Camonica andiamo
e cerchiamo
in cerchi e stampi di mani
il perché oggi noi siamo
tante figure nel colore
Il poeta svolge le parole
non ci affligge il cuore
Simboli figure e fantasie
sono documenti
testamenti dell'amore
 

A tutta velocità
L'inseguimento impegna d'eterna fatica
Ò aria dolcetta nel mattino di pineta!
Oh rugiadose gocce bagnasciuga luccicante dello stretto sentierino
Laggiù sul fondo del paradiso...vedi?
S'accendono intrisi lumettosi vibranti i colori dei sensi
Spingo ciò che vedo sull'energia del piede
Veloce!
Il momento impreziosito sulla soglia sparirà
E quello è Amore
Se voglio il bosco il mare e la montagna insieme
L'inseguimento impegna a tutta velocità
 

Spettro nel vuoto
Vuoto
e poi...c'è il poeta
Dammi un leggero pensiero
Ali d'aquila
Voli senza regimi nella notte
Scura quanto l'anima mortale
La spaziale deriva sale
E non ha confini
Universo di traverso fin da spettrali ere
Ora mi alzo
Verrò da te
Cado soppresso sotto un peso immenso
Non è corpo immortale
È finito spirito ferito dal male
Aquila della Notte in volo sulle ali del Pensiero
Il poeta è di me solo ciò che resta nell'inizio
Spettro nel vuoto...
 

Buco nero
Staccato dalla retina
Riposiziono i miei segreti
Non ne ho
Scusa il disturbo
Ritardo l'assunzione nel cielo dei cieli
Non ne ho copia
Ne carbone e nemmeno in scanner wiew
Dilatate nel pilates alle pupille disegno un pulpito
Che voglio dar lezione al popolo dell'onda
Incido nell'umor acqueo scritti intensi
E ne mescolo le parole sfuggite all'anima
Non posso fare tardi con l'onore e la premessa
Ho appuntamento col dottore
Che mi ripari al laser il buco nero retinoide al cuore...
 

Preghiera in corsa
Ultimo giungo
Le mani congiunte
Prego
Pregavo
Pregai
Era giugno
Ne aveva sei
Bastavano
S'alza il sipario
Guardo
Che c'è da vedere?
Non c'è nessuno
Ho occhi chiusi
Esame di stato
Tremo
Perché?
Non vedo nessuno
Ho paura
Non mi basta una placenta
Voglio l'ultimo dubbio
Sto correndo
Vado forte
Finito il fiato
Respiro
Sospiro
Corro
Davanti nessuno
Dietro nessuno
Sono l'ultimo
Al limite d'ogni giugno
Di vela volo
Pregai
Pregavo
Prego
Chi?
 

E dire che ti fatto un caffè
Allora dove vai?
Ti ho fatto il caffè
Non andar lontano
Fai presto torna da me
Lo sai soffro se in casa cambi vano
Se si raffredda il caffè dopo come fai?
Allora m'hai sentito da laggiù!
Il caffè è come l'amore
Piace ed è buono se bollente
Dopo un po' non ti piacerà più
Ci sono momenti secondi ed ore
Fiamme tra il fuoco volti di gente
Amore dove sei?
È una casa grande l'appartamento
Aspetta ti urlo ti ho perduta
Accendo le luci al buio riderei
Se ci vedo forse avrò più ardimento
Va bene vado alla finestra avrò un'altra veduta
 

 

Sai tenere un segreto?
Mi chiedi in segreto un segno
E in un fulmine di tempo
Tutta la mia vita diventa il mio podcast quotidiano
La levità del corpo contiene la tua anima e delizia
Mano leggera e fina m'accarezza i pensieri
E in difesa del mito delitto vivo l'attimo in delirio
Bocca d'oro since da un terra senza l'uomo
Mi riveli un futuro anch'esso senza pietà
Dimensioni inni di libertà amori suadenti persuasione
E volevo solo spiegarti come s'apre un fiore nei colori e all'aria
E come una sorgente di cristalli cerca il liquido del mare
E che io sono figlio di un pianeta artificiale...
Amore mio storto d'acrobazie mentali
Sai tenere un segreto?
 

Nuietar a fossimo di atleta
Dai e dai forza ad dèj
Sèn armàst in dù masòm trì
I sè inviè tot quì ch'ièra i mej
Al'impruvìsa sèza guardèss indrì
I nostr amìg Vitòri Palino Ciocia
C'às divartessòm la faza a zughè a pallavolo in palestra
E pù dòp tot insè a bèss ad sansvèz n'a bocia
Mo adèss nò purètt a gvardè da la finestra
Tra un bisinì e prèst a s'avdrèn tòt in zìl
Evr'à dì che sòra al nuvòl à sarèn piò alzìr
Cun dàl sciazèdi e dàgli alzèdi dl'à red a fil
Burdel di atleti icè un sn'invèd piò in zir...

Noi fummo degli atleti
Dai e dai a forza di darci
Siamo rimasti in due massimo tre
Se ne sono andati tutti i migliori
Improvvisamente senza guardare indietro
Gli amici Vittorio Palino Ciocia
Ci divertivamo tanto a giocare a pallavolo in palestra
E poi tutti a bere una bottiglia di sangiovese
E adesso noi poverini stiamo a guardare alla finestra
Tra un po' e presto ci rivedremo tutti in cielo
Vorrà dire che sulle nuvole saremo più leggeri
Con schiacciate e alzate a fil di rete
Ragazzi degli atleti così non se ne vedono più in giro
 

Atlante
L'atlante di una vita da uomo ecco
Ora che ho incontrato te ombra
Speranza contro speranza
Ho l'ombelico del caos da cui veniamo
Abbi pietà del mio piccolo dolore
Lontano da me un istante di solitudine con
Storie infinite in stanze senza aria intorno a me
E urlo ai cannibali che mangiano della mia anima l'inferno
Per futili motivi disegno
Parole che dicono di me
E a volte mi basta un gatto
Per serbarne tutti i desideri
Come in un sogno di Calvino miracolo
Io bambino sposto la mia luna dall'orbita del cielo di notte
Viaggio leggero infantile piano piano
E ritorno all'origine
Poi per tutto quello che volevo
Spengo luci e stelle al mio Atlante
 

Rombo di tuono Gigi Riva
Come è morbida la tua erba di Elia
Tagliata rasa del campo dal tuo custode
Tu non la calpesti eroe sopra vi voli e via!
Corri veloce come Achille scarti rapido la difesa e il tiro a rete esplodi
Potente preciso coraggioso rispetti il gioco e l'avversario
Lombardo nato della vasta Sardegna ne diventi cuore figlio e uomo
Un rombo di tuono riempie l'aria
è ancora lì nel tempio
e dell'invocazione degli spalti il suono
sul tuo infallibile calcio di rigore

Onesto ed umile guerriero invincibile ai duri colpi dello scontro
Io ti piango e mi piego al tuo valore umano
Non vi sarà mai più atleta uomo o calciatore
Al sommo della visione
Gigi Riva uomo e atleta
della vita e del cuore
 

Tratteggio chiaroscuro

Il tratteggio d'un tratto storte storie e tracciati incrociati

chiaroscuri incisi nelle carte di una vita
Non so a chi dico
Mai saprò se m'apro a un dio dolimpo o ad uno zico
inchiodato al legno di un falegname antico
Sono ateo? oh mio cuore meo!

lo dimostro al divino Scarabeo
Non sono un mostro
Sono solo l'anima rimasta di un soldato
Sono solo e solitario qui a guardare l'universo
Amo Gesù e mi pare...non esiste un dio
Rincorro in corso un mutamento dalle insiste percezioni
Un equilibrio tra sentimenti credo e cambiamenti
Dove mente cuore paure e talismani s'annegano in un mondo nel cielo del non vedere
Parlerò di me col mio teschio vuoto o forse no
Però lo so che la sfera intorno è spenta già da tempo
Coscienza imprime al nulla ed al suo immane inique illusioni
Farfalle dorate velenose che pungono coi pistilli di defunti fiori

su dune d'oltremondo già visto al cine

Dammi la tua mano gentile figura qui adesso in questo luogo che io sbando

poi mi perdo
e s'affoga il delirare
e verrà pure il magico momento

ancor più in là dell'elemento
Sono un soldato
Non sparo a dio ed agli dei
o a Gesù
 

 

Glenlivet
Lete letale
È un limbo criogenico
Frutto di stupide visioni
Skyline dell'occhio cocainomane metempsicotico
Con un seno di profilo stenico
il report del sesso nel rapporto mi proponi
ma il tempo d'oscurare la mia mente
nell'eros datmosfera datomi è dissolto
Ama non solo Il tuo caro amico
Aspetto
poi guardo fuori
oltre il muro e la sua siepe
Onore ad Harper Lee e a Gregòry
A chi nacque a Recanati
Chi s'annega nel Bukovski
Dolce ed appuntito sul delirio
ci spruzzo nuvole di pepe
Adombro scene mistiche e scordate lovestòry
Spazi di occulti sensi m'invadono d'aria d'oltretomba
Bevo Glenlivet fonte d'oblio
Lete e dimenticanza
libero di materia...
Trasmigro...
Stupide illusioni frantumate a profumi d'Arabia e ketamina...
L'hai portata amore l'ispirata medicina?
 

In un cielo d'oro...d'oro
Non importa dove siamo
Amico mio
Dovevamo correre sulla riva del fiume
Camminiamo su un marciapiede di città per incontrare dio
Incontriamo l'antica Dama adornata di sgargianti piume
Cantiamo in allegro duo a ricci e poverini alleluja alleluja
Dovevo ricordarmi di andare da Maria
Invece cammino su un marciapiede nella luce buia
E prego che il mio corpo con il cuore non sparisca di codardia
Non m'importa dove sono
Dovevo andare a processo in una casa chiusa
C'e il temporale in mare piove mi fa paura il tuono
Navigo in una barca rasa rasa nella cambusa
Mi ricordo che devo salvare quel che di me e della storia resta
Canto alleluja alleluja da solo senza coro
Sulla riva oscura del fiume dovevo fare festa
Cammino col mio amico in un cielo d'oro
 

Esoterismi
Bello vivere in un mondo di bellezze ed esoterico
Vi cerco la libertà
Un titolo da scrivere in un cielo sferico
Scappa m'urla il sordo quaggiù la morte vive d'agorà
Prima pagina di scienza
Impressa lungimirante nel domani a stampa
Credere dell'amore alla sua essenza
Poi dopo esser stato sull'orlo et acqueo cadere dalla rampa
Abbracciare infine della fede quella sicura dei miei cani
La virtù è la conoscenza e abita in tanti vani
So chi è lui
Ma non so chi sono io
Scrivo in un disegno et acquerello
Tutti i grandi sogni bui
Voglio esser io a dire addio
Per questo ridipingo il mondo perché mi sia bello
 

W il Fricandò
Seduto qui nel Fricandò
Corpo consegnato all'action dead
Accanto alla bellezza di un viso già in un angolo lontano disegnato
A bianca parete di candida innocenza perduta pitturato d'angelo e d'inganni
Rivelo in un tratto incontrollato
Lo specchio che riflette un anima in pensiero
Come è fatto il mio corpo alieno lo chiedo allo spirito che in questo bar al soffitto tra fumo parole e morte vola
E fra carte che nel gioco bàtton tavoli verdi convertiti dal magiò al beccacino
E nellaère della stanza spietato di memoria nebbia della testa s'avessi bevuto vino
in atmosfera d'etichetta nera
lancio la mente nell'estasi d'Avila sospeso
rarefatto d'allucinazioni in continuo moto
Tesoro amore mio che cosa hai fatto che sei stordito
Hai udito?
metti lo zucchero nel caffè che già i giorni son tanto amari...
 

Amico mio
Che buio qui intorno!
Ma no ci sono le luci della strada
Davvero?
Che ti succede? E poi, è giorno!
Oh! Non vorrei che la paura m'invada
Sii serio amico mio, vedi tutto nero!
Già temo sia il cuore non mi batte più
Ah chiamo aiuto 118 un angelo custode...
No no lascia stare camminerò con te
Bene andiamo fin laggiù
Si amico mio oggi poi è un giorno come gli altri e i bimbi sono uccisi da un cattivo Erode
Vero amico mio ma quando stiamo insieme io e te amicizia più bella non c'è
Piangerò allora quando ci chiuderemo al sicuro dentro casa
Lo farò con te e vivremo giorni nuovi
Si amico mio e sarà strappata trama che la vita ricuce
Ok non vedrai mai più la tua vita dal buio invasa
Si mai più sangue dalla mia fronte ferita dal male e dai rovi
Allora nel buio che bruci la città dio l'odio e sarà eterna luce
 

 

Albero di Natale
Albero di Natale
le tue luci scintille son spruzzi d'Anime gentili
Colori brillii di vividi ghiacci sospesi su rami di carta
Il velo di un cristo che nasce si stende morbido di pene sul mondo
Ne vuol nascondere il male dolente
Axismundi
Spirito in coscienza
E dove ci sono i cuori
Profumi di resina d'abeti e di nevi
eternità su foreste distese
Prima della morte...
 

Sono io
Custode della sostanza positiva ed immortale
Chiuse le porte degli incastri e dell'amore cieco
Soffusa fragilità della luna
Stigma e spoliazione della mente
Sono dio e gli confido
Che domani dirò di lui al processo a favor di Kafka
Una cascata d'idee e di diamanti
Occhi aperti che non vedono il passato ma il futuro si
Il diamante più bello è il mio e lo rubo a dio
Finisce il mattino e poi il suo giorno
Volo ora e per sempre su azzurri oceani e mari blu in celeste cielo
Su foreste canyon montagne di rocce nere e bianche nevi verdi pianure d'Alessandra fino al ghiaccio eterno e trasparente
Sono solo una piccola anima senza colpa insolta in polvere di luna tra le sfinite stelle
 

Dov'è la mia gatta?
In ansia cercavo lei
Un po' dappertutto
Intento ad ascoltare il vento
Sfrecciare tra gli alberi e le sue foglie
Non mi accorsi di te
Sfrusciare tra le immagini e le mie foto di te
Incominciai
e a stampare on line
Proiezioni e che altro
Skyline di sentimenti disegnati nel cuore
e più che nella mente
Ideogrammi stereoscopica allusione
Da non uscir di notte
Perché già qualcuno avevo ucciso
Un lungo rivoltar di rivoltelle
colpi spari baci
e gli schiaffi che le notti hanno chiuso
nel buio
nella memoria
E non mi sono accorto che dal tetto
la mia gatta ha visto tutto...
 

Vorrei andare in un mondo diverso
Un Popolo che vola
Che cade sulla terra
E si fa male
Volava non conosceva odio amore né la guerra
Vita nell'aria tra stelle
Senza ricordi senza storia in un sogno ornamentale
Oggi con gli altri spazi vuoti da riempire
Dare un'anima a chi un corpo non c'è l'ha
Un Popolo che vola non lo sa
Che strisciare sulla terra
Risolve l'innocenza dell'anima nel corpo
Lo sbadato mondo rivivrà d'educazione di farfalla
Gli basterà volare di mondo in mondo senza il peso delle ali
E in morte o vita che son sorelle avrò percorso battuto insidiosi sentieri tra nidi ragni
E vette di speranze
Illusioni in drammi di preistoriche storie del mondo nel domani
 

Pensierini
Maccascio dal peccato redento
Credo silloge del mucchio di pene in un cupo dissolto
Lascio che il corpo valichi
Il metasogno
La sua forma impressa
Che appena si fonda nella vetustà dell'occaso estremo
Già morto sento la sensibilità del pianto appena nato
Idea della struttura nella sua scrittura nativa
Vivo in cieli e terre nuove
Lena m'imprimo dove adesso non c'è più il respiro del vento
Spargo chicchi di grano in semine dispersi tra le dune nere dei deserti
Per le acque e le terre che verranno
Perché sempre è così
Non ci sono rovi del male
Tintinnio di momenti preziosi
Tutto è fatto e compreso nell'universo
Solo piccoli pensieri che di paura si spengono
enrico tartagni
Credo silloge del mucchio di pene in un cupo dissolto
Lascio che il corpo valichi
Il metasogno
La sua forma impressa
Che appena si fonda nella vetustà dell'occaso estremo
Già morto sento la sensibilità del pianto appena nato
Idea della struttura nella sua scrittura nativa
Vivo in cieli e terre nuove
Lena m'imprimo dove adesso non c'è più il respiro del vento
Spargo chicchi di grano in semine dispersi tra le dune nere dei deserti
Per le acque e le terre che verranno
Perché sempre è così
Non ci sono rovi del male
Tintinnio di momenti preziosi
Tutto è fatto e compreso nell'universo
Solo piccoli pensieri che di paura si spengono
 

Se lo dici te
Come è bello intorno camminare tra la folla
Incontrare il prete sorridente che ti benedice con lo sguardo
La gioia della bellezza che ti passa accanto e che ti aspetta là lontano
E il perfetto corpo della bionda femminile che non sguazza d'alterigia ma dona amore ed umiltà
Stare in libreria qui seduto su sapienza storia e calamità
Avendo Dio donato saggezza e spiritualità a chi di tutte queste cose sa
M'accorgo io che il cognome delle donne non esiste
Ma è quello che l'amor ci da
E inseguire delle piste che se non arrivo fino in fondo sconosciute mi resteranno
Si ma mi dici senza insolenza
Camminando in sonnolenza fra via Diaz il Risorgimento ed il Cavour
Sii cortese non sognare
Smorza la lus che à voj stè un bisinì in tè bùr Meglio il buio che la luce
Se me lo dici te
 

Cedro del Libano
soffrendo nel dì terreno ascolto
del cedro il mormorio della corteccia
alto il tronco la sua resina fa breccia
così che dal mal di vivere io svolto
in alto per empirei colorati e di stelle
la forza m'urta l'anima e mi svelle
pelle sangue e dal rancore libera il cuore
e il sole tra rami e strobili s'illumina d'ardore
Il legno di foreste scolpite di resina profuma
s'imbianca di neve su montagne candide di Luna
adagiato di Storia che il tempo non consuma
mi sussurra che nel male ogni religion s'aduna
così che il Libano del mar Mediterraneo antica sponda
dimentica la gioia e la stranezza di solcarne l'onda
l'uomo vuole un dio e al suo comando a morire è pronto
così che il bisbigliar delle foreste che nel mistero nell'universo va
mi svela che alla pace gli uomini con l'odio fanno affronto
Senza voce dico al cedro che ardito sulle montagne sta
prestavi legno chiglie e remi e veloci navi al navigare
che dei Fenici fece un popolo felice unendo mare a mare
Senza lamento nella notte eterna e lunga il cedro mi sussurra
Alle vene t'infondo la mia linfa è tua in alleluja
e che la vita come del Libano il cielo ti sia azzurra
C'è una bianca luce nel nero della rotta buia...
 

Il mio sentiero
Riguarda l'intimità
Ne riflette le percezioni
Lo apro lo percorro lo seguo l'interrogo
È stretto ed è segreto
ed è sempre vergine
Cosi lo amo quando penetra la foresta
Quando si apre alla radura
Alle rosse bacche del ginepro
Al cielo del sole che tramonta
E allo spazio infinito dell'anima
Non importa alla fine dove va
Dove finisce
Lo guardo e guardo il suo mondo di ogni colore
Segue le curve del mio pensiero
E dopo l'ansia del buio più profondo
Mi dona quello della pace dello spirito
Anseatica lega di psichiche propulsioni

Non lo cambierò se non con un altro che mi accompagni fin dentro ai miei sogni
Questo è il mio sentiero della serenità
 

Chill out al bar
Il bar musica chill out
Rasserena dalle fatiche
Ascolto distante come lo scout
Che dal cortile della chiesa
Si schiera con la signora che fa la spesa
Note col ritmo cadenzato
Ammorbidiscono il cuore appassionato
Dimentico la guerra
Nell'aria mi rivedo con le viole nella serra
Fammi il mio buon solito caffè
A me piace riposar la mente qui con te
Musica lieve leggera d'anima sincera
Può accompagnarci come amici alla sera
Un gentil battito nel cuor del groove
Di gran classe è un allure
Dona distacco dal mondo al mio move
Sognare di volare in Cote d'Azur
Donna d'altra vita
Morbida bellissima come biancaneve
Accanto a te la chill out è sonorità ardita
Ma non so dir perché in breve
Fammi un altro buon caffè amore mio
Devo rinsaldare il battito alle vene
Prima che con sè mi prenda dio
Questo calmo ritmo raffredda le mie pene
 

Un autunno
Freddo mattino grigio d'autunno e piove
Il labile vento sa di ghiaccio
Le foglie al viale debolmente smuove
Guardo la malinconia del giorno e vorrei un abbraccio
L'aria già da brividi percorsa aspetta un'inverno che sarà di neve
Nuvole d'umida nebbia affioran dalla smossa d'aratro nera terra
E la pioggia leggera bagna l'erba di verde ancor lieve
Nel cuore la mente di impercettibili memorie mi si rinserra
In questo paesaggio denso d'ultimi sensi di smarrirmi mi conviene
Lento di sguardi e con incerto passo entro in un mondo che mavvolge
In un coffi bar che tutte le ammuffite passioni già contiene
Dalla vetrata bagnata di lacrime e rivoli di pioggia lì seduto il passato di me s'accorge
M'accarezza di malinconia e zelo con l'età d'autunno
Il giorno è già intimasera e la sua calma la malattia mi cura
Così che come un tempo in primavera dell'amor ne fui alunno
Nella morbida stagion remota a riposar m'adagio e nella sua notte scura
 

Sorgente
Scivolano a valle chiare acque di torrenti
e saranno fiumi sorgenti dei monti della Luna
Ultima goccia di respiro e il suo lignaggio
Senza rumori ma leggerezza di morbidi sciacquii in spuma di liquidi cristalli
per amore senza sangue di vendette e d'odio sublimano il momento dello spirito
che s"affievolisce di tempi assurdi e muore
Guarite le profonde intime ferite
Vagabondo d'impegno e d'onde di tumultuosi mari d'oriente
Il cor missingombra d'amor
Sorgenti vergini indenni m'avvolgono il minimo corpo
Mormorando fluidi amici alla tenerezza dell'anima dal male contaminata
Lascio che un covo alla speranza viva nell'eterno scomparire delle immagini
allo specchio disilluso del tempo
Quale fosse l'ultima sorgente della terra
D'un fosco rivolo del sogno mi s'e riempito il core
 

Il vento mi conosce
Sei in ritardo cuore mio sul battito che viene come l'aria riempie il vuoto
E il secondo sole quello dell'estate
Ed agli insulsi iniqui corpi insulti viventi la pelle riscalda
e le pietre antiche ardite nei secoli dei secoli dei Templi dentro le buie caverne illumina
Ed ecco come un soffio profumato d'essenze e di morte sei già qui che ti sciogli per me
Da troppo tempo la creazione è già finita
E la sera eterna col suo buio spegne tutte le sue stelle
Cuore mio rispondi alla paura d'essere o non essere
Volevo solo riprendermi il cielo rosso del mio sangue cotto dai lunghi giorni e nelle prospicienti notti...
Amore mio che da lontano mi comandi ancor più che da vicino ed eravamo del mondo dominatori
Cavalieri su tempeste che soffiavan dove volevano
Guarda che magico studio delle dure ossessioni che sbattono il mio petto
ho srotolato al vento che da sempre mi conosce
Infermo aspetto il colpo al cuore che squarci la luce che mi manca..
 

Pensiero distonico
Pensiero distonico
Penso che andrò in chiesa penso a quel che mi pare penso che andrò in analisi
va pensiero dove ti pare mai conoscesti limiti
penso che il tramonto stasera è denso di colori di magici fuochi
vai pensiero sulle dorate nubi va pensiero sull'onde dei cieli
penso che spegnerò la luce dei pensieri
più in là di questo profondo c'è l'abisso
non è d'argento un rosso inferno
un pensiero al di qua della mia morte o sopra d'essa
o di quella dei nemici che ossessionano il passato prendendosi il futuro
pensieri di nomi cataloghi malefatte ordini diabolici senza karma ne sospesi in faccia a dio
spiriti di carni scarnificate spellate interiora con il puzzo dei vermi che mangiano e succhiano sangue all'anima dei vivi
penso che andrò dritto verso il porto che chiude spazio e tempo penso che dimenticherò tutto lavando a candeggina viva pezzi di memoria crollata a calcinacci
stracci degli eroi ace superdash bio presto alla conquista dei mondi sconosciuti
stracci rimasugli di carnacce immonde di semplici meschini esseri da froid iung and sciopenauèr in analisi sospesi
al nulla io penso
penso che ricorderò i tuoi occhi che avevano un pensier leggero come il vento del nord in primavera sulle montagne dàgordine
che spandeva profumi e nevi agli dei nei templi greci
penso che sospenderò ai fili tesi sul balcone le lenzuola che nel tempo hanno asciugato lacrime sudori e freddo artico alla pelle di Gesù
lasciandovi metafisiche illusioni li su stampate
penso che ti lascerò perdere e ti lascerò andare laggiù dove il buio illumina la mente la più chiusa ottusa moribonda di amore e di giustizia
laggiù laggiù nello spazio nel tempo nel mistero
che non conosco e infine so
pensiero distonico lasciami andare
che per tutta l'infinità dei tuoi millenari millesimi di secondo non voglio più pensare
che andrò a piegar le mie ginocchia per pregare sulla panca dura inerte
e ad adornare la nave senza vela della mia chiesa...
 

La botte piena e la moglie ubriaca
(Poesia in formato racconto)

Qui è dappertutto si scrive e si parla di Sanità pubblica e dei soldi dello Stato da mettere in bilancio per la Sanità, che sono sempre pochi ed è sbagliato metterne pochi. La Sclein per esempio giustamente contesta la Meloni che non ne mette a sufficienza per curare e proteggere noi italiani quando abbiamo bisogno dell'ospedale di stato...e allora mi viene da pensare e da scrivere qualcosa di delicato che mette in causa il rispetto e l'umanità per il prossimo chiunque esso sia nero o bianco o rosso e cioè che noi italiani stiamo amministrando una incontrollata potente entrata giuridicamente illegale nel nostro territorio-stato-nazione Italia di clandestini fuggitivi che scappano dai loro territori per paura di morirvi o per fame o per le guerre ma non sono migranti, scappano...i migranti Itinera Gentium sarebbero altra manifestazione naturale di una volta una volta di epoche storiche, si spostavano senza dovere essere truffati da vili soggetti senza scrupoli...altri tempi, adesso lo Stato deve essere amministrato prima di ogni altra cosa ed è suo dovere dello Stato e del Governo amministrare i bisogni del suo Popolo... la Slein come da dovere umano chiede contemporaneamente umanità e soldi in più per accogliere e proteggere i migranti clandestini che scappano per essere protetti poi dal popolo italiano...e mò mi viene da dire: ok, la Slein salva i clandestini dal mare ma poi li abbandona in terra e non si perita di salvarli dalla terra...e soldi in più per la Sanità pubblica italiana, insomma, è opera di umanità salvare il nostro prossimo estraneo dalla sofferenza e dalla morte ed è opera d'umanità anche salvare negli ospedali italiani gli italiani che vi soffrono e muoiono. Amministrare!! Se mettiamo tanti soldi alla voce passiva Migranti ne dobbiamo mettere di meno e non a sufficienza alla voce passiva Sanità pubblica, ma è soltanto una scelta d'umamità non di attenta Amministrazione contabile dello Stato, una scelta che ci impone e ci imporrà grandi sacrifici personali di vita, almeno per tutti quegli italiani normali medi come me. Alla Slein la scelta amministrativa! che non riguarda affatto l'umanità e l"umanesimo è soltanto Amministrazione di uno Stato, di una Nazione, di un Popolo...e non disturbo più la Patria...se aiuti i clandestini investendo soldi pubblici per salvare loro dal mare ma non dalla terra togli soldi all'investimento nella Sanità pubblica italiana. Dopo non dobbiamo frignare che i medici italiani scappano ed emigrano all'estero
perché all'estero prendono di più perché laggiù non hanno in bilancio la voce Migranti...ò! per me va bene noi e loro ma dobbiamo accontentarci di quello che ci passa il Governo, il Parlamento lo Stato. av salut i mì pòr sgraziè
 

Spirito nelle tenebre
Spettro di un antico spirito disarmato
in assenza di se
vo dentro il mondo tenebroso
tenerezza di anima dispersa nelle lande di jung
smarrito m'asciugo di paura nei soli freddi dei non so
però devo fare di me il nesso dei miei ma come?
ma come?
saldo il corpo
al sangue di tanti cristiani d'alleluia
porto di morti che non sapevano d'esser vivi
privo d'amore
buia cavità
carne ferita
linfa seccata
pieno delle religioni degli archivi già letti e riletti
ripieno di tu sei come me
sparisco polvere tra polveri delle trasparenti stelle
con un volo degli arditi
artigli che mi staccano dallo spirito il sangue di Cristo
il suo corpo dietro l'altare mangio
mai più amore
in assenza di me
essenza d'una madre primordiale
attento al volgere del tempo
muovo uno spirito di tenebra
 

In assenza di sé
Spettro di un antico spirito disarmato
vo dentro il mondo tenebroso
Tenerezza di anima dispersa nelle lande di jung
Smarrito m'asciugo di paura nei soli freddi dei non so
Però devo fare di me il nesso dei miei ma come?
Ma come?
Saldo il corpo
Al sangue di tanti cristiani d'alleluia
Porto di morti che non sapevano d'esser vivi
Privo d'amore

Anima buia
Carne ferita
Pieno delle religioni degli archivi già letti e riletti

Ripieno di tu sei come me

Sparisco polvere tra le trasparenti stelle
Con un volo degli arditi
Artigli che mi staccano dallo spirito il sangue di Cristo

il suo corpo dietro l'altare mangio

Con i mai più amore

In assenza di me

Essenza d'una madre primordiale attenta al volgere del tempo
Muovo uno spirito di tenebra
 

io sergente
io sergente parto dalla mia nazione
in compagnia di un mio amico per andare in un'altra nazione...
partiamo da un continente e dirigiamo
a piedi quasi nudi
verso un altro continente...perchè là,

nel nuovo continente,

vogliamo fare la professione di musicisti

ed avere successo internazionale
e partiamo senza documenti senza passaporto senza niente liberi e puri...
però questa prefazione,

se ci penso ma non per tanto tempo

mi basta un minuto appena,
spiega che la nostra nazione,
di me sergente e del mio amico,
è sgangherata,
non ha controllo sul proprio popolo...

si può dire popolo?...
non conosce i suoi cittadini,
questi non hanno diritti...
solo doveri?...
ma davvero abbiamo doveri nella nostra nazione?
eppure è una nazione, il mio paese,

la mia terra d'origine ha
una nazionale di calcio, ha altre nazionali,

di volley, di basket,
ha un esercito di soldati,

hanno passaporti, documenti,
perchè io non li ho?

perchè non li posso avere?
perchè parto di nascosto alla mia patria?
perchè in patria siamo dei miserabili?
non abbiamo speranza di diventare grandi musicisti?
lo chiedo al mio amico... non lo sa,
non sa rispondere...
partiamo di nascosto di notte
e preghiamo ogni giorno ogni notte,
ci accompagnamo con le nostre preghiere,
quelle che ci hanno insegnato

la mamma ed il papà,
e andiamo...
e non abbiamo partiture, non abbiamo strumenti, non abbiamo carta da musica,
non conosciamo le note, non importa,
il nostro sogno è la musica,
la celebrità da star
ma non a casa,
perchè a casa stiamo male, molto male,
la mamma piange,
non vuole perdermi
ma io devo andare,
voglio avere fortuna e celebrità e, dopo,
sarò celebre anche a casa,
andiamo amico mio,
non abbiamo nulla da perdere
se non la nostra terra
ma non importa, troveremo un'altra terra che ci benedirà, ci accoglierà,
ci insegnerà la musica,
ci darà gli strumenti, andiamo amico mio,
io sono il tuo sergente
 

laudato sii meo signore...
dopo l'incendio spargono la cenere
chi nel denso fumo dell'aria
chi nel torbido gange dindù
chi nel fluente lamone d'adriatico
il fuoco nel mentre uccide animali che scappano... dove?
la selva diventa oscura
non si passa
rovi bruciano more
e passeri silenti
tace la natura
ride di noi
mi tracima l'inondazione
via fino al mare pesante del futuro
i miei delitti
e i miei difetti
shaming di un miserabile me stesso
dopo asciugo vestiti e stracci
al sole cocente del mai sarà come una volta
se vi sarà
rispondo solo alle tue domande
mio signore
a te devo risposte
non le ho
e non ho domande
della terra spirito incompleto
osservo che non ho occhi per il giudizio
ne il fuoco in the fire
ne lacqua---l'acqua
dissolti nell'aere
che tracima dall'anima
semper laudatu sii
meo signore
 

M47 sono io il Pilota
In contestazione coll'ondulante cingolo armato
mirabolante mira
volo in parabolica d'etì
s'alza polvere di fuoco
sotto tiro nell'aerer intorno
L'addio al pilota impenna la forza dell'acciaio e la sua mole
La quantità esoterica del carro s'espande, va
Sa volare sopra la linea del primo cielo
Pesa il tiro da novanta alzo zero
Collima l 'animo al sangue del tuo corpo cannoniere!
Colpire al colpo primo non è un canzoniere
Soldato già alla morte son votato
Ascolto la voce dell'anima
Porta la forza oltre il nemico!
Ama ciò che fai
Che sia per te pilota Ferreo cuore
 

I luoghi dell'anima
Il paesaggio è bello intorno a me
Ma il male del vento scuote le sorde foglie agli alberi
Cadono addosso pietre pensieri e tanti altri volano via
Passeggiare con me stesso non posso
Calpesto prati di fiori ornati di ricordi
Almeno posso guardare indietro e dire che v'aleggia sopra al mio passato un fil d'amore
Turbine ruota e smuove nere zolle delle terre dell'anima
Il bue e l'aratro sollevano stanchi solchi al grano
svellano corpi e scheletri d'antiche guerre insulti all'uomo
Barche triremi anfore elmi e guerrieri al di là dei confini conosciuti
Dopo le gole del Furlo dopo l'ultimo urlo
Non c'è spazio e teca al cervello che possa esser riempita con onore e conoscenza
Non conta tirar l'acqua dal mulino del tempo è il cuore che duole
E minnòndo di bellezza e di mosaico duro dòro specchio di vita spesa e spezzata dalla volontà dell'eterno
sassi pietruzze colori tessere datemi il passo e ricompongo ciò che non ho
Sciocco seminario semino semi aridi di gemme e aspetto ad occhi chiusi il risveglio
del vento dell'eterno sparire
E c'è un amen per ogni end
 

Sciamano
Immensità invalsa
Sciamano cura la mia mano
Emerso l'atto da redarsi
Redentore tolsi l'anima dal sangue
Comunico sapienza
E nello Spazio salvezza spargo
Argo di scatto assaltò dorato l'albero pennone
Gonfia teso il vento la vela
Giudicò la Sapienza e spirò col suo signore
Sciamano cura la mia mente
Estatico credo d'esser dio
Eternità tradita


Rì-pò-so!
Mi regalo un riposino appoggiato sullo sterno
Sulle tratte squinternate nell'esterno
Filautìa della mia pazzia
Dall'estate salto all'inverno
In un interno di follia pezzi di conversazioni solo con dio
Se mi stai dando il permesso te ne farò l'elogio
Poi mito! Ricordo di ragazza Primavera
ispida ventosa felice d'essere ritornata coi tuoi colori
Di monsieur Autunno dei suoi austeri giallo rosso e scuro sui vestiti col gilè
E così il gioco dell'ultimo discorso dell'ultimo dell'anno s'è fatto duro
e s'è concluso ì lè par lè
Ah al.. passoò!
Passo al dunque
o felicità del mio inespresso io nativo
Ahimè
non so
ma io che amo solo te
se fossi te
non scriverei più niente al buio nero dell'eretico riposo eterno
 

I giochi
Bambina mia mi scivolano i giorni che paiono ere
Voli tu sulla tua macchinina blu
Giochi tra le bambole e sai già quello che vuoi
Le navi ormeggiano ai porti come se questi fossero stelle in un cielo di cosmonauti
Scendono donne e uomini e bimbi con in mano vecchi antichi nonni
Bambina mia corri veloce con adidas nike colorate ai piedi sui prati
Ascolti la musica jazz live dei cuori degli esseri pazienti che improntano ombre ed orme alla terra sovrana
Canti canzoni che sanno d'arti greche canti celtici d'origine rupestri and blues
Bambina mia volteggi tu di Fracci in tutina blu nei firmamenti della danza
Schiva i sassi delle frane le pietre che ti tirano
sono solo carezze che la tua anima sostiene
Nei tuoi occhi i giochi sono tanti il più bello è quello che rimane
 

Il mormorio del silenzio
Il mormorio del giorno si leva adesso nel silenzio del tempo pesante degli strati della terra
Ruba un senso d'infinito sereno nell'ampio splendore sfinito dai respiri di una lunga vita il fine rumore
Ed è l'insistenza naturale dell'amore che s'eleva dalle innocenti creature di un mondo di manto divino
E io penso e guardo qui intorno il fondo del nero dei cuori degli uomini immondi sgretolati d'inconscio odio
Lasciami ancora eternità qualche spazio d'orologio ho un ultimo breve sentiero da prendere che non so dove va...
Là d'orgoglio finirò nell'ade scoprendo quanto delizioso sia il mormorio del silenzio
 

Dell'Amore
Di ogni malvagità
di ogni meraviglia
di una persona morta si potrà dire
finché vi sarà memoria
Maledetto muori!
Lo sparo lo colpì
Al cuore
La donna lo fissò
Si abbassò
Lo baciò
Sulla bocca stretta
Sul petto
Un foro
E sul sangue
Non pianse
La donna
Era amore
L'uomo è morto
Schivò il sogno
Sognò la donna
Era bella
Alta altera astiosa
Le labbra chiuse
Rosse
Volle baciarle
L'abbracciò
L'abbraccio fu mortale
Era amore
La donna sparò
Evanescenza sparì
Di spari
Un giorno dispari
L'uomo lasciò il respiro lì
La vita era un sogno
Donò il suo cuore
La stanza fu della morte
Era vuota
Nera
La donna uscì
Scomparso il tempo mormorò
Ridammi le mie mani
Ridammi i miei piedi
Ridammi il mio amore
Dammi la tua vita
Fu un singhiozzo
Non fu un pianto
L'uomo morto sogghignò
Agiva nel vuoto
Nell'assenza
Sorvolò uomini donne e il male
E l'amore
Poi l'uomo disse
Muori maledetto!
 

Il sesso
Non so più cosa dire mio caro amore e tenue
Sviene il sangue e nel piacere lo trattengo
Spengo la fiamma del camino ma il soffio lo ravviva
S'alza il segno dritto ed è un dardo forse colpisce e forse no
È come il sole che brucia e poi tramonta in petto a un altro di
è come il sale nell'acqua della pentola che bolle
Ah il cuor trafitto!
un puntale col suo dolore
S'erge il sogno dal profondo a turbare le belle immagini del mondo
E il giorno grida rifletti sui riflessi dell'ardore!
Completo il discorso e non tralascio del sesso
l'inutil complemento
Non so piu cosa fare nel dopo scontro
per non appassire come la rossa rosa sotto i raggi del cuoco sole
E sento e viene di scatto il seme ed il momento
Di fuggire veloce e inconscio da questo letto amato dalla Morte
 

La Cupola del Suffragio
Traslato qui
nel momento assurdo della cupola
Non so niente
Navigare di pensiero tra santi madonne e d'Avila Teresa
In funesta visione di occhi senza vista
La mia mamma mi manda a far la spesa
Cerco dei tempi fermi al Deus immagini circonflesse circoncise alla memoria
Croce fissa al muro ero prima piantata sul colle del Calvario...
Ora alla panca antica inchiodata all'origine del niente
Sono precipitato in questa pista
La cupola cipolla s'apre da aria alle speranze
Sorprende lo spirito presente
E sono solo chimere chiuse nelle ampolle
Miti che sfumano come profumi al cielo
Il mio ricordo sente
Traslato sul selciato boccheggio
chiedo un sorso d'acqua santa
Sul dorso mi rivolgo mi rivolto ribalto
Son pronto alla morte ed anche al peggio
Di tetto in tetto salto
Domando a te mia virghinea madonna mia
Assegnami un posto sotto cupola
che io sto per scivolare via
La preghiera è soltanto questa
Traslato nel tuo Regno senza capire perché
 

Evoluzione
Download
Metto in riga le mie paure
Le metto in fila
Le metto in musica
Le copio
Le incollo
Directory
Le do un nome
In memoria
Salvo
Sigillo
Tutto quello che io ho
Me lo hanno detto
Galileo Darwin Froid
Con insieme il dottor Boyd
Leggo ed ho un sospetto
Evoluzione da parapendio
Come angelo sottotetto
Scopro l'angoscia che devasta
Nel petto il cuore cerca il suo se stesso
Cade il volo senza vincoli in base d'asta
L'addio del mondo è già vicino e son perplesso
Non sono dio
Muto d'aspetto guardo fisso nello specchio
Divino il mio sorriso come quello del lombrico
E il perfetto mutamento di passaggio mi fa ridere parecchio
Sorgo come il sorgo dai cieli e dalla terra e sono Enrico...
Hacker lan rete locale
Chace memory svuotata
File compromessi
Bridge hardware closed
Note di trombe ai Nibelunghi

Chiamata di procedura remota...

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Post scriptum
Bambino
guardi il mondo come se fosse novità
Aperti gli occhi scrivi "nota bene..."
Sono io che sogno sul bastione del tempo
Dopo il buio irrompe il giorno
Apro un'altra stella
Prima non c'era
Scendo la scala senza gradini
fino in fondo al precipizio...
Bambino!
hai lasciato qualcosa laggiù
Prima di ritornare su
Guarda vedi cosa c'è in fondo a questo cielo...
Oggi la mamma mi insegna che il suo seno è vita
Le sue scatoline sul comò son piene di gioia me le voglio portare via con me
Entro nella vuota stanza
apro appena tutte le porte in casa
e il resto resta fuori
Bambino
ora luccico di spirito divino
Non mischio la gioia ed il dolore
già lo so fare
un colore è bello e
gli altri pure
Mi guardo
come fossi io
Mi piace il parco giochi della vita
Noto bene
in un unicum
non ho post scriptum
 

 

Crisologo al bar La Fontana
Questo bar mi piace molto
Avvio discorsi doro con lo stolto
Tu mi dici qui ci sono io
Ahimè il mio parlare scorre come un rio
Di dio non c'è ombra
Non esiste e poi ingombra
Montaggio dei domani
Scrivo canto compongo brani
Dea dei domani risplendi tra le stelle
Colleziono amori e le tue foto nelle cartelle
E passano i giorni
Acquisto mani domani preziosi dei dintorni
Metto chiusa nel cassetto la ricchezza
Aspetto solo chi m'apprezza
Dolcezza d'infinito bello avvolta
Mi porti i miei caffè uno alla volta
Mi piace star tra le lusinghe del tuo avvolgente bar locale
Ne osservo il mondo e senza pregar e far del male
Senza fare altissimi discorsi
Che capirebbero soltanto gli orsi
 

55 31 90
Ulisse a Gibilterra
Giro un po' che è un vago vagheggìo
Non di lì però che ci sono tanti pettini sdentati
Trame ancora sul chi va là
Penelope s'è addormentata e Ulisse è andato via
L'ho visto a Gibilterra
Non sa cosa fare
Teme le colonne
La voce sembra perenne ma non lo è
Un giorno s'affievolirà nella morte
Conto riconto i mesi della
guerra
Di Troia ho visto Elena
Non sopporto la sua bellezza
Passo l'incrocio tra Cipro Tunisi e Sicilia
Di la di qua che è largo il mare
Non è uno stretto
Ci saranno novità
Sirene coperte di pene
case da visitare verdi finestre da spalancare
Ci saranno deserti da innaffiare
Rose del deserto oleandri gialle ginestre
Il fondo non si vede e la in fondo
Nebbia di mare nostro
Nostromo alla trireme! incendia la vela!
Nascosta come le rime al poeta
m'inonda la sorpresa il cuore
Di meraviglia gli occhi
Sogno e scrivo
Navigo e sogno
Gibilterra è un'onda
porta via i legni spezzati dalle guerre
A Itaca Argo aspetta
 

 

Al Fricandò
Ora so della Bellezza dello Spazio
Ha i suoi ieratici stati
Tra i rami delle sue correnti nasconde la sua ratio
Le immagini della mente d'amianto col caldo delle estati
È il respiro profondo d'amore delle madri
Nella memoria del ? cuore m'accoglie d'immensità
Così il vigile occhio su questa cima fisso se ne sta
Restituisce al corpo sospeso le storie incorniciate nei quadri
Animo la mia fine
Le foglie del Tempo cadranno
Della madre pettinerò il crine
Per risorgere d'Eusebio in un altro anno


Kundera sul Mare del Madagascar
Yakamoz
Riflesso argentato della Luna nell'azzurro dell'acqua del mare
M'e insostenibile come la leggerezza del credere che davvero sia vita concepita
Vago ancora ancorato al palo di partenza del mio tempo
E vagheggio ancora tanti e tanti ritorni al mio superfluo peso uterino
Elio in atomo lene eligo e guardo meravigliato gli splendidi interstizi fra il dentro che ho e il fuori che vedo
Così innocuo ormai fermo mentre ancora cammino senza pesi sulle correnti dell'essere che ci crede e si conforma
M'adagio sul mare del Madagascar
In equilibrio d'amplessi sconvolto
Sviluppo esami e tesi per salvare l'anima mia dentro a quello che di lei mi resta
Come Yakamoz aspettò il suo Sole spento attendo che s'accenda il mio riflesso di Luna sull'acqua del mare


Appuntamento al bar
In quale mistero del bar è che ti sei fermata tra questa musica assordante
Ritmo dei Caraibi o forse soltanto beat_pòpo
Non sono mica musico Vivaldi o infine pure Dante
Non son di Ferro bevo Ramazzotti quando sono di Milano senza scopo
Ammiro alle vetrate come fossero le stelle le bellezze di città
Batto con i piedi il tempo armonico e persino il dì a me stesso
Ma il tuo corpo acquiescente qui dentro al bar delle ragazze non ci sta
L'appuntamento m'era chiaro come il sogno son sicuro l'ho già ammesso
Sai m'è un mood d'immagini ricreato su dal Nilo da un'estasi demente
Sai l'amore è in uno spazio senza fine riempie cosmi universi e il rimanente vuoto
Io qui ci vivo e per non annegarmi a stile libero ci nuoto
E donna mia te sei tutto questo in forma d'estasi e meraviglia
Fin tanto che un placido accidente al cor non mi cipiglia...
 

L'anima
L'anima pura veleggia sorvegliante la sponda del dolore
Se non esistesse sarebbe alla fine la fine del falso universo
Uroboro tattoo d'effimero immortale a scadenza d'ore
Scadore sulla pelle dalle vene sangue sprecato un mondo all'inverso
Anch'io qui soffòco di pene e d'inferno ma non lo dico
Poi mi riposo e prego l'angelo o chi per lui come mai mi sia stato mandato
Il male è più vecchio del nascere ed io me ne sto all'ombra d'un albero secco di fico
Se non passassi libero in cielo con un'anima pura dovrei poi morire di iodio cremato...
 

 

La finestra
Lassu alla finestra limpida oscurità
sghèt di luna brilla
Dentro gelosa custodisci
Amori storie fole nascite e racconti
Te lo voglio dire ma non mi ricordo più
Non sapendo cosa ne smanezzo la memoria ½²
Mezzo al quadrato moltiplicato per me
Uguale di Einstein un Universo senza cardini temporali
Devo dirtelo se mai di esse i scùrs ne dovessi sbisigare il dizionario
assiso come sono sul mio larario mi illumino di sprazzi d'amarcòrd
Arguisco dal discorso e non voglio scapuzare nelle montagne dei tomi dai tonti scritti
Santogustè mi protegga se da lui mi confesso e di San Benedetto mi piace la rundinina sotto i còpp
E la finestra dentro la sua stanza ne è il nido
In quello là la luce ne partorì i lòm dlabazùr e gli splendori
Da spargere negli universi come gli asparagi di selva tralci di sottobosco nella pineta al mare
la memoria ha sprazzi dietro e slarga sugli infiniti
Amare essere odiare
Allaga il perduto avvenire brustighè d'aforismi di morte ed illusioni
anima mia ovunque tu sia e cosa tu sia
La preghiera ti guiderà e mai sarà grande muraia o porta chiusa
Questa è l'umile questua che del sublime all'esame voglio rimandare
Insegnami misurare ciò che ti voglio dire
Lungo e troppo è il tempo da tener da parte mi
brucia e faccio prima a spargerne la zèndra al gange
solitario dentro me ingarbuiè di memoria
nella fulga della smorzata luce alla finestra
Fui nato
 

Artù
Ripuliamoci le zampe
Il percorso ci è stato lungo
Le unghie nostre hanno lasciato i segni sulle nostre terre
Ma la terra non sporca mai
Ne mani ne piedi ne zampe
Ed il tuo piccolo muso white terrier ne sa annusare profumi e odori
Le larghe silenziose spiagge placidi esploratori percorriamo
Il mare guardiamo al di là degli orizzonti azzurri e blu che il cielo ha
Poi mi guardi mi osservi e mi dici
Fermiamoci qui c'è anche l'ombra e un centro di ricordi
Io ti accompagno amico che so quanto tu sia leggero di pensiero
E non lasci chi ti ama
Bianco puro come te esiste solo la fede che hai in me
Vergine il momento che viviamo non lo slegherò
Mai dall'anima gentile che tu hai...
 

Il Giglio Freud e l'inchiesta
Sentimenti esclusivi piegano la testa al vaglio dell'inchiesta
Residui d'insistenza più che profonda richiesta
ex Es
da un tal froidiano psichico analista
venis ab intimis animae
Ora dormi non hai tempo di pensare alla croce ed ai suoi chiodi
Alla corona sul biondo dei capelli
spinnaker per uscir di vento al volo dall'Ade al paradiso
Alla romana lancia nel cuor piantata a far sgorgare acqua e sangue di Longiano
da bere fino a far sorgere coscienza nel dolore
Fermo e chino io di insopportabil conoscenza
faccio festa
e tra i cieli e sotto terra
scavo tane cunicoli rimorsi e resto cieco
a guardar negli occhi talpe
lombrichi collemboli e sorelle
e nel firmamento le belle stelle
e poi l'inferno
Serio serro il libro e la sua storia
drizzo gli equilibri ristoro la sete del capire
non m'importa del Sapere
bastami voler cogliere dal selvatico giardino il giglio
da in infilar nel nitido cristallo della casa secca d'acqua... oh! ma infine...
non taglio
non amputo la purezza che l'azzurro accarezza
non son dio
Senza colpa virgineo fiore resta lì nella tua terra aspetta
passerò da te in ogni dì
che il respiro ci darà
Pregheremo insieme finquando la testa non piegheremo sotto l'inchiesta
 

Cerco il paradiso...con la gazza ladra
Paradiso
Tira il vento lo coloro
Rosso oro
Nere le piume di gazza ladra
Lzlz aggiungo laggiù
Liz Taylor con Lassie corre
La felicità percorre ere di tempo senza pesi
Su di un fiume scosso da turbini e tempeste
Quando non è brezza il vento può essere uragano
Lo coloro di nero
Scuote alberi anime e montagne che tutto cadrà in un mare di illusioni
Oscura l'aria intorno
Purifica corpo e spirito coi gelidi respiri di bianco ghiaccio
Intorno dietro davanti mi passa in chiocchio la gazza ladra
Elegante in livrea
Con lei in paradiso
 

C'è l'hai un ☕ stamattina...
Un amore esclusivo al Caffè
Non Escludo niente
Ti vedo amore
Da tanti infiniti preziosi anni
Bella ondeggi tra la folla
Palpito per te ad ogni passo
È un cross visivo e ti urlo da lontano
ti amooo!
Volteggi e non ti volti eppure te l'ho detto in un orecchio
Ti amo
E tinseguo tuttinsieme
In un crocchio

Senza respiro
Tra la folla
Per poter dire a te
Fermati con me
Lasciati baciare
Andiamo da Fiorella
in questo bar prendiamoci un caffè
Nero e bollente
È l'oro tuo dei tuoi capelli che mi sconvolge il corpo
E i tuoi occhi di celeste invio
Pungono il mio cuore
Mi blocco nel parlare
Sto dicendo t'amo
Nel mentre sto a guardarti
Voglio averti qui con me
Tu sorridi
Mi sussurri
Buono il tuo caffè
Amore mio
Non lo sapevo
Ma non escludo niente io
ps senza zucchero il mio caffè

 

Mausoleo
Scenario d'invisibile visione
Fra un po di male
Sepolto mausoleo
conservato a chi verrà in corpo
E in indivisibile visibilio d'inconsigliabili visioni
Occhio di pantera
Giallo d'oro
Fumetto d'Hugo Pratt
Dada d'avanguardia
Sketcbook painting illustration
Grafico novello nella mente
D'appunti ed illusioni
Dipingo visivo immaginario
testamento attraversato
In sceniche sonorìe d'amori
Festival magazine di forme in lontananza
Tra un po del mio male
 

 

Fontana con acqua piovana
ps La scultura opera dentro, nella fontana, manifesta il cumulo i nodi dei mali interiori dell'Uomo e psichici e corporei... à s'avdè all'infèran

Opera dentro
Durezza al cemento
Corsa ad handicap

controvento
Rabbia e sentimento
Cerco
Accarezzo il veltro
Conquisterò di concupiscenza
Il mondo
So che le stelle sanno aspettare
Non perdo il segno
Torno indietro
esploro il fondo
Al cuore non basta la frenesia del ritmo
Giudicherà la storia e
La morte premio ambito
Opero dentro
Nell'ambito dell'ei fu
Le stelle sanno guardare
Scalfisco dell'anima il cemento...
 

 

Il muro
Costa fatica lavorare nel tempo sul tempo
Occorre una visione spaziale

dalle ere del passato al secondo del presente al mondo e dell'essere del futuro
Il modo più bello per guardare e tentare di capire

è appoggiato a un muro
Baluardo e confine delle stagioni eterne ed infinite
È il muro incrollabile che risorge da sé stesso

mattone su mattone pietra su pietra
Quello dell'attimo e dei suoi atomi
Soltanto così schiena al muro

posso lavorare a costruire il tempo al mio inutile passaggio

per l'al di la dal muro
 

Il temporale
Oh quanta mia Storia ho sulle spalle
Ragione per la quale se ne dovrà scendere a valle
Dispersione furibonda di nuvole nel cielo
Col torbido dell'aria soffuso di pericoli come dietro a un velo
Quando nel mattino la luce del sole brilla e l'improvvisa scintilla d'amore agli occhi mi s'instilla
Riconto le mie vite nascoste nell'anima dietro le lacerate posizioni
Geometrie d'angoli lati pigreco e di religioni
M'è mortale rivoluzione perché non ho un libro tibetano dei miei morti
E nel celeste della volta del pensiero avito s'addensano nuvole e torti
Sfido dei d'olimpia guerre in terra sui Mari e i mali delle ossa
Disegno felice dell'erbario tutti i fili con il dito
Mi confondo nelle improvvise piogge dei loro perché nell'avvelenato sale
Piloto cieco d'Apollo il carro e mi Kahlo nella bellezza d'un universo senza scossa
Scatto guidato d'ansia e di paura al cielo una foto digitale
Sta per esplodere un temporale...
 

Le Resistenze
Ero in una comitiva di podisti di corsa jogghin da bar_giogi che il più meno vecchio ero io con 65 ani...anni e facevamo le podistiche primaverili barra estive di campagna romagnola dalle sagre che c'è n'erano una ogni sera un spetacolo quella dlà brasula de e caplet dla zuzeza sòra la gardèla dla seppia de fnòcc dla zòla de sansvèz dla nutella cun la murtadella...dai 8 km in su mai meno e quanti zembòll oh che eravamo! bellissimo bei tempi mi sono divertito una massa e i miei compagni uno in particolare Giuseppe...eravamo 7 o 8 amici sempre allegri perché sempre invurnì da ponte di Bassano in dò che gli invurnì is dà la mano...Giuseppe durante la corsa tra fossi ranocchi cudal sentieri paludi dl'Lavzòla rive di Lamone e rive del Senio fiume sacro alla Romagna e fiumi uniti nella buona e nella cattiva sorte e campagne da Madonna dl'Elbàr con la Battaglia di Ravenna a Brisighella e valli da Santalberto a Mandariùl dlà Anita Garibèld...meraviglia...mi diceva Jusèf quando mi vedeva sofferente ai 5000..."Enrico resisti! Resisti con la testa! Quando sei stanco è questione di testa! Concentrati sul traguardo...ect ect" poi mi diceva anche altro tipo "chi devo avvertire nel caso che..." e io gli facevo "ma va a faaa..." e qui mi ritorna in mente Lucio che me lo diceva anche lui così quando correvano per 8000 metri misurati col contachilometri della bicicletta d'Bartali felici e spensierati dentro la pineta di Marina dove che andava Dante col lagotto da sprunziòle e cercar tartufi le fiere e le lonze ma eravamo più giovani ancora sui 59/60 anni...bel tempo...ecco che allora io pensavo intra me e me, à ok va bene, è come quando che facevo il subacqueo subnormale con gli amici sub che andavamo sottacqua in palizzata a prendere le cozze...ihihih resisti per un minuto e 30! magari 2 che è meglio un record...quando finisco la resistenza fisica mi concentro sulla resistenza mentale! eh eh mi dico "Enrico resistenza resisti! mancano solo 3 kg...km... ce la fai...ah noo! oggi sono i 10000! me ne mancano altri 5 gulp! e chi cazz dla...ce la fa? 1 su un milione! io no" e quindi finita la resistenza fisica poi la resistenza mentale tutta questione di testa e concentrazione mi finisce subito al prossimo chilometro... quindi nella corsa podistica in modello campestre romagnolo dopo la resistenza fisica e la resistenza mentale c'è la morte...ohi va pu là...è un fatto miracoloso che sia ancora vivo a 77 an...anni ma boia d'un giuda imbarièg...àm sò godù la fàza. W la Resistenza :-)
.
ohi
 

Il sentiero ...
Conosco il sentiero nella montagna della speranza
Le inondazioni delle illusioni abbandonate sul sentiero
I ricordi e le storie moriranno con me
Non tagliate l'erba
Non ricrescerà mai più
Guardiamo la cima degli alberi
Conoscono il cielo senza volare
L'erba Spagna ha un profumo
quello della terra e degli animali
Il vento quando è una brezza è gentilezza
Quando è tempesta spazza via il male della morte
Detestava il tempo rubava gli spazi all'amore
Ne occupava a contare i momenti dimenticati per strada
E i passi e le rincorse per raggiungere gli occhi e le bocche dagli amori
Un sentimento come un sentiero non bisognerebbe mai iniziarlo
Dopo non basterà piu uno solo
Il poeta con l'uomo può dire tante cose che al saggio fanno pena
Ma la in fondo al mio percorso vedo una curva
E non so dirmi cosa dietro vi sarà...
Mio cuore, perché batti ancora
Fermati qui c'è il Paradiso
 

In prossimità di Dio
Vagavo in una novella sfera d'un'idea di dio
Impalpabile però al povero saper dell'uomo
Mirò coi paesaggi e il decisivo spiro con sollievo mi portano all'infinito addio
Cammino sull'acque sgonfio d'effluvi e pesi da Tiberiade a Como
Il legno scende con le piene e con le frane fin dai colli di Tredozio
Rimpiango solo della mia Terra la mia casa e delle donne le bellezze
Commodoro novell Gesù ammiraglio sui miei mari veleggiante con la morte non negozio
Da inFausto d'improvviso risvegliato so che nel sogno chiedo con me stesso di cosa son colpevole d'altro da la mie tristezze
Icaro news da leggere leggeri subito volo al sole ad asciugar le ali per poi in allegria precipitare di volteggi
Immenso il cianciàr che sento di voci in terra e pestilenza
Poi sussurando debiti al signore al mio vicino big Vate in pidariola che s'affanna se scorreggi
In prossimità del regno nel fragore di dio m'addormentai avvelenato da quell'essenza
 

Piccole cose
Le piccole cose se ne stanno nascoste
Hanno un sol desiderio trovare un recondito mondo
Fioriscono campanule spuntano e minuscole vivono emozioni senza soste
Si vestono di tutti i colori hanno i tesori degli arcobaleni ed i profumi di un sogno
Amano di gennaio il freddo il caldo afoso d'agosto
Il rospo minuscolo al fosso s'affaccia discosto
Io solo in ginocchio prego in silenzio in una chiesina lontana
La chiarina celeste m'avvisa dio è immenso!
Di un piccolo dio io ho bisogno
L'eternità non ha senso
La vita si schiude intensa sprizza come acqua di fontana
È il tocco leggero del sottile strato d'amore nell'anima riposto
Destinato a vivere e morire nel nulla sprofondo
 

Falco nero
Conquisto una sicurezza superfede franta la mia meschina
Falco nero cerco il perfetto volo sulla preda
Perché quella è una stella o chiamala come vuoi
A meno che io non sia cieco e non ti veda
La mattina asciugo l'erba del mio prato dalla brina
Attento prosciugo il passato allontano il presente chiudo il tempo al futuro
Faccio prima che la rossa rosa mi ferisca con la sua spina
Non pago il perdono a dio
Non taglio anemoni giunchiglie e pratoline alle verdi distese
Non sparo in alto a cinciallegre e rondini ad ali stese
Falco nero empireo solenne aereo sicuro nel tempo spazio del mio cielo
 

Le corse in bicicletta sulla Sabbionara
Mi piace non dimenticare quanto poco tempo mi resta per gridarti da lontano ti amo
Rimembranze di fanciullo affascinato dagli inconsci giochi dei bambini
E correvo in bicicletta veloce seminando gli amici sulla Sabbionara
E all'arrivo all'orecchio ti sussurravo: hai visto quanto vado forte?
Una carezza al viso mi bastava per amarti
Guardare gli occhi di una donna e dirle t'amo è cosa rara
Guido ancora oggi in esibizioni antiche per ringiovanir ricordi d'asso dei baci
Escludo che la bianca neve dei capelli
in una sola notte semibuia
mi riveli la maturità del mio mondo
Vedi quanto tremo amore
m'è scaduto il tempo
per inseguirti in una corsa in bicicletta
sulla Sabbionara.
 

Un mondo in testa
Non so dove s'apra il mondo obbligato
V'intravedo
vedo
una luce
s'allaga di profumi che san di terre vaghe
lama rossa d'un incandescente sole
straniero
alle stelle del cielo del nord
M'induce alla calma passeggiare al margine dell'inusuale amore
S'apre l'ansia ad altre smisurate condizioni d'esistenza
Desisto non vorrei capire
Non voglio
Non ve n'ho bisogno
La sera sul mondo mi è leggera suadente
Un largo silenzio abbraccia i suoi ombrati colori
s'allarga nei suoi lieviti profumati
Non m'occorre un altro esotico mondo da tenere in testa
 

Post Tangentopoli 1993
Kalispera
E checcazzo avrò pur diritto anch'io ad un dolce riposo eterno
Rosolarmi carni peli palle e pelle al fuoco dell'inferno
Intanto nell'altissimo dei cieli sempre più blu

non ha orario quell'istoriato portòn d'ingresso intasato per visitare di Dio la reggia
A guardia contro gli assassini ci vorrebbe Re Artù!
I vigliacchi già cadaveri morenti migranti salmoni controcorrente in paradiso

lì vogliono andare a rifarsi il trucco profumati in tutti i pori di scorreggia
Te lo dico per inciso
io no messer Bulzacchio e che cacchio
Pure essendo io in basso loro in alto a st'anime pure in testa gli saracchio
Saranno pur state in terra latenze pie
Hanno si mangiato in San Francesco presso Dante ostie sacre e benedette una pro die
Sta di fatto che hanno rubato al prossimo loro che son io tutti i miei ori
A me iroso demòn di Satanasso
Quando d'essi in vita ebbi bisogna m'hanno buttato via come fossi villain di sasso
Sarò si stato in fin di vita

incivile animale ciosso puerile ignorante protestante maleducato
mi son rosicchiato mani piedi unghie e dita

Ma da quegli spiriti maligni da dio travestiti in fogge d'alati angeli custodi non meritavo d'essere inculato
Perciò che facciamo sul tramonto dell'anima e del corpo questa sera
gentil amico mio messere Belzebù?
Amore mio di salvar l'anima ormai più nessun ci spera da qui fino a Calimera
Quindi andiamo libera la mente io e te a librar calici alla Cachaca do Brasil
Riavvolgiamo il reel
non pensiamoci più e...
Kalispera!
 

Mistero secondo Enrico
Dove è il mistero
Si nasconde tra le pieghe della mente
Cosa è il mistero della vita
Si nasconde nei battiti del cuore
Dove nasce il mistero
Se non nel rancore del non sapere
Mistero proclama l'amico che canta
Ed io nei sogni soluzioni ne ho tante
Da lontano in lontananza la ragione sarebbe amore
E te lo dico lo proclamo
Assemblaggio biochimico cellule sorte da pazzia della sorte
Corpo etereo carnale spirito vagante in veste di beltà
Legato a te da sessi e da conformi stati per l'amore a procreare
Lo urlo sei Bellezza e non sopporto il tuo Mistero
 

I vecchi
Stanno lì perduti vecchi ad aspettare la morte
A contemplare le parole dette
il senso
E non parlano più
Io ho un viaggio ancora da fare
Uno da completare
Non ho tempo di aspettare
Musica a tambur battente mi batte nel cuore
Groove di respiri di corse
Di affanni
D'amore
E stanno lì i vecchi del mondo
Occhi antichi senza più il pensiero
Lo sguardo spento d'eutanasia
E così sia
Io no
Non vago
Non divago
Io vado
Cerco il posto da dove guardare
dove parlare
Devo rivelare ancora alcune cose
Alla mia Anima
 

La mia Nausica
O signore la grande fatica di vivere
E il day after love si spegne senza fatica negli occhi ancora lucenti
Ma...sfiniscono le notti d'attesa
mentre i bimbi giocano a nascondermi le emozioni
Che arrivi alfine la notizia di un sogno da finire
Così passo il tempo tra la gente che non conosco che ho sempre avuto in cuore
È una musica nel cuore che arpeggia amore come Nausica ad Odisseo
E vago è lo mio sconosciuto eroe nei limbi azzurri dei pensieri sino a sfiorar le stelle
E su questo infinito lassù che da giù contemplo
Amo rifinire la mia eterna fatica di navigar nel sogno...
 

La spazialità del Tempo
Io non so da quale oscuro antro mentale sian fuoriuscite le parole ad inquinare il Tempo
Negli strali viscidi dei serpenti di Giove si nasconde il veleno di un'avventura oltre le stelle ove il Sommo già in mente sua pose angeli e paradiso
Mercurio sa volare non spedisce frecce si fa aiutare
Hanno cuori in Terra gli dei da rovinare
per riempirne gli interstizi iniqui d'umane carni strazio d'ossa rotte e sangue blu
dopo la guerra
il giro spetta a Dio e s'allaga fin dove materia e morte non serra
e spaventa l'uomo
Saette fulmini tuoni e giunoni in zeus cascano in terra d'olimpo a colmar intervalli al tempus mortis ... poi ...
Insiemi di corredi di pensieri sfatti d'amore rifatti d'angosce e di paure
Spaziano nell'aere del tempo a sghignazzar di me...
Resto così immobile palo impigliato nelle maglie d'eroiche imprese tra i mondi di Jonas
Io non so quali spazi immortali riempiono le mie caduche parole
esse indifferenti sfuggono alla morte
lasciano che spazi nel sogno che mai farò...
 

Tolgo il disturbo
Notte pensavo e non disturbavo il sonno delle cose intorno a me
L'oro galleggiava nei miei miti e nei sogni illuminava i visi amati
Posiziono ansie lontano dai ricordi poi magnetismo d'onde m'investe il corpo fremente di castelli d'aria
Fanciulla sposta il letto fallo navigare nave d'astri fin dentro la tua porta tra le stelle
Nella tua isola con le favole d'un tempo sfinito d'infinito mai sia lodato
Skyline nel paradiso prigionia d'anonima parete spoglia di passato
e sentimenti senza finestre
sopra kensington gardens ho volato
E riporta l'illusione a livello di passione
dove in un altra notte ti pregavo: dammi il tuo amore
E toglierò il disturbo e il braccio dal tuo corpo
 

Perché
Tra le tante immagini del film ne scorre una agli occhi miei
Non ha tempo la figura e quale cornice un sole coi suoi raggi
Rami d'oro puro dei delle sublimi ere imposte al mondo
Un dio no una Dea
Eppur non muove onda pur se si muove come sogno dentro al sonno
Ferma aspetta che si completi il giro pur se mai si finirà nel viaggio
Essere un viaggio consapevole che non v'aleggia sopra il naturale cosmo inconscio
Perduto fra anime pure d'animali e d'uomini perduti di coscienza esterefatta
Prego ma forse chiedo a lei leggera che trova amore anche ove non c'è
Tra le tante immagini del tempo che scorre agli occhi miei
Di consegnarmi l'ultimo attimo silenzioso per carpirne l'incomprensibile perché...
 



Radclyffe Hall
 

si licet parva
Immaginò un territorio vergine da dio
E costruì dei
Sulla montagna
E aprì cieli sconfinati
Con le stelle tra Giove e Saturno
ed era dopo un infinito buio d'oscurità e tenebrose idee
Cosi dio costrui case e montagne
E il mare morto sul monte Sinai
E si rifugiò una sera super altare dei
Dove fu visto
E spogliato
Ma non scappò post altare deis
A cercar rifugio dalla morte
Disse o immaginò di dire
Costruirò ciò che manca all'universo
Molecole che sappiano capire
Ricomposti mente spirito sangue carni ed ossa
Dove i confini vanno a finire
dove i cieli e le terre si scompongono in mille e mille
Regni
E costruì una Donna
E costruì un Uomo
Che costruirono
a peccato immunis
l'ultima parva domus...
enrico tartagni
Si Parva Licet Componere Magnis
Nella ciotola di una conchiglia
Canta la meravigliosa canzone del mare,
Tutto il riflusso e l'ondata,
Nella ciotola di una conchiglia.
Nel cuore; di una piscina
Va alla deriva il sorriso insondabile del cielo,
Tutte le nuvole bianche e fresche,
Nel cuore di una piscina.
Nel raggio di una stella
Brilla l'altezza di un mondo lontano.
Fuori dallo spazio, oscuro e lontano.
Nel raggio di una stella.
Nella coppa di una rosa
Abita il languore e la passione di giugno,
Vita ansiosa, caldo riposo.
Nella coppa di una rosa.
Nella gola di un uccello
vive il messaggio di Dio alla sua terra,
Ecco! la parola mistica
Nella gola di un uccello!
 

Bella mia
Bella mia t'ho vista t'inseguo
Fin dentro al bar
Segugio astuto al tavolino mi dileguo
Hai un passo d'eleganza Hollywood dintorni vera star
Non ti dividerei con un duro mai in una stanza
Ma qui i tuoi occhi son cioccolato che mi fonde
Al banco appoggi gambe che il sesso mi si confonde
Morirò se dicessi che del tuo ne ho abbastanza
Signora m'avvicino poche storie lei mi estenua pago io!
Mi guardi attenta poi sorridi e in ciel mi mandi tra le glorie
Lei sussurra oh mio dio@
D'improvviso dico dove sono? smarrisco le memorie
Ok perdo i sensi e sulla bocca io la bacio e così sia
Vedo duntratto tuttattaccato un soffitto sopra un letto
Son disteso sono nudo m'hai fregato Bella mia
Poi ti porto al bar amore mio con gran diletto!
 

Nel bosco
Mi devolvo a migliori cause quando vado in mezzo al bosco
Cammino silenzioso per un sentiero tosco
E poi file di cipressi adeguati alle preghiere per San Guido
Cime silenti porgenti alle nuvole ai colori ed alle stelle preci
Vieni con me ideale e amata donna
ti porgo anch'io la mia mano in dispersione insieme in un risorgente sogno
Azzurri orizzonti verdi contrasti di campagne colline e pace
che mi sobillano l'amore
Popoli antichi spariti in desunti anfratti
dalle storie fanno la guardia ai nostri passi
E così m'aspetto di incontrar le belve
quando sarò nel cuor del bosco
 

Migranti fuggitivi abbandonano la loro terra!
sono partiti in cerca di salvezza
non era amore d'avventura
ma un viaggio da casa a chissàdove con asprezza
la vita sulla terra della patria è troppo dura
la morte là t'insegue con il sangue
te con tutta la famiglia
cosa fare contro una forza che ti fa esangue
se non lasciare persìn la casa meraviglia!
ma in natura l'uomo ha un animo cattivo
nella guerra d'ogni sentimento e d'amore privo
abbandona l'essere divino
scuote gli alberi le anime i corpi offende l'uno e trino
hanno fatto del mondo con la guerra un fuoco
ammazzato i buoni spiriti del giorno e della notte
ed io piccolo gregario terminetor d'una religione infame
un destino di pace sul mio pianeta invoco
non voglio mai più città e campi d'amore in angoscia ridotte
voglio sollievo per i dannati dalle loro vite grame
voglio uomini che siàn cavalieri e donne che siàn dame
voglio bimbi che corrono giocando sopra i prati
che finiscano nel nulla i giudizi dei maghi insieme ai vati
bimbi fatti di gioia senza amore dalla casa son scappati
rivogliono un padre una mamma e dal loro amore essere ornati
e non piangere su quello che il signore mai ci ha consegnato
speranza che non è illusione
ma solo vuota parola di un profeta ingrato!
sono partiti col cuore colmo di speranza dentro una visione
 

L'apocalisse
Sulla terra c'è un gran silenzio stasera
l'aria lassù è piena di grandi nubi scure
Il cielo è nero quasi grigio
Il senso è che il tempo abbia perso la tramontana
Ha deciso di chiudere il suo palazzo
che sia l'ultimo passaggio
per tornare all'origine che s'è perso tra le stelle
Opprime un'atmosfera silente la terra questa sera
Tenebre
Le strade qui in città son vuote sperdute d'anime e animali
ed hanno un peso di molecole che trasmettono ai cuori ed alle menti
Non posso fare niente smuovere un passo
spostare un pensiero liberare un sogno
inalare un respiro generare una speranza
Sospeso scruto il destino fluido della mia stanza
e vi riparo un terrore d"incipiente fine universale
Mi rinserro ermetico nel letto
all'oscuro della camera nascondo al mondo tante piccole illusioni
C'è un gran silenzio su di me stasera
 

Il destino
non so quale destino ho
non so quale desiderio ho
voglio dirtelo piccolo fiore nel verde
se lo vuoi conoscere te lo dirò
insomma è un recondito pensiero
nascosto e sperduto nelle ere del tempo
sai è facile capire quanta inutile angoscia
circonda la sfera dell'universo
se vado avanti gentile fanciulla
io torno indietro
sempre più
ti piace ascoltare e capire il rumore dell'aria contro le case
guardare le rotte dei gabbiani d'Adriatico
e dei merli sulle nevi di Ravenna
e il piccolo scoiattolo sporgere il musino dal rifugio nel bosco
io non so perché siamo qui viso a viso
la bocca che parla senza parole
ed io non so più quale desiderio ho
perché la leggerezza del cuore dell'età
disturba le sensazioni del corpo
libera vai
il destino avrà il suo bisogno d'esplodere
 

Nasce un nuovo mondo
Oh! Ma sono qui in mezzo ad un
alieno mondo
Immerso in incosciente desistenza al male
Partigiano dell'amore ho sparato in resistenza
a chi odia il sole e le onde del grande mare delle stelle
Per salvezza mi perdo a seguirne il suo profumo
viaggio senza mappe in un
Google Earth di metafisica illusione
La mente che distonica dal corpo s'allaga
è radar allo spasmo retrogrado nel cuore
Voglio amare nel silenzio per sentire i battiti del tempo
qui in mezzo a questo mondo di altari genuflessi all'odio
Sfilo un chiodo piantato in una mano per inchiodarmi l'altra
Lavo il mio dolore con la visione dell'atto creatore
profilo di un universo nato da uno scoppio d'ira funesta
Metto tra la polvere della morte nascosto un seme
per far nascere un altro sole
 

Rio Bravo
In un cinema buio
dicevo tra le sedie frasi scombinate e male
Infine attraversai dell'ultima città un viale
Spezzato il cuore a metà nel guado del Rio Bravo
stavo e leggero di pensiero erravo
Palloncino rosso sui tetti paulklee della città
Dall'alto contavo figurine astratte urlando chivalà!
Ardimendoso alzavo difese all'invader delle parole trash
Soldato valoroso espulso velvet touch dalla morte e da Forte Apache
Eccomi qua gloria translitterata nel tramonto in Billy avenue
Mistica devozione è unire Fatima visioni e praterie ai confini coi cieli di Manitù
Però non basta leggere il destino genderfluid
quando è già vicino
accendere luci della ribalta sull'Eden e il suo giardino
scivolare sull'ultime nevi del Kilimangiaro sciolte di Foehn
finché smarrito in Tiffany perdo il senn
Aut aut dissolto disfatto in cenere le speculazioni
nomino fratello Sorèn novello poeta delle mie finali introduzioni
Dal nuovo marciapiede guardo l'omino
che stava sull'aldilà giù piegato in un inchino...


Il genio del male (Sanremo)
Stavo immobile nell'azzurro
Freddo alle mani
La chiesa illuminata sommessa stava chiusa
Le donne violentate dalle parole dell'uomo piangevano
Dio sorride
Il teatro delle canzoni urlava stonava rideva
Prolificano Adamo ed Eva ma son tutti serpenti
La chimica del genio sta
Costruendo il mostro
Mi nascondo e sono un mimetico soldato d'ucraina stuprata
Gorgheggiano in duomo al Signor salvaci tu
Il genio del male godeva selvaggio
Ho portato matite coi pastelli colorati
Farò del cielo nero un cielo blu
 

Abbandonare le locuzioni!
Faccio conto d'aver avuto tanti amori
Devo finire se stare qui sulle mie posizioni
Schianto di lacrime a bagnare i miei fiori
Ginestre sgarzanti tulipani e clitennestre
Donne impazienti amanti aspettano il morto alle stazioni
Devo partire abbandonare le tante postazioni
Devo andare alla guerra
Aperta ogni porta della casa e la serra
Non trovo non vedo non sento Elena di Troia
La guardo per ultimo e da lontano dalle mie infinite disperate finestre
Sotto le mura d'imperscrutabili insinuazioni prima che io muoia
 

Jonathan Livingston
Vado a camminare
Mi piace in riva al mare
Di sale leggeri mi bagno i piedi
Tu scruta l'orizzonte se mi vedi
Il sole strilla sui cristalli della spiaggia
La fantasia d'ardenti amori al dente viaggia
E così è che mi si perde il lungo giorno
Come il volo fendente del gabbiano intorno
Meglio inspecie il libero Jonathan ed è felice
Da Johannesburg presto rotta alle catarsi di Marina come si dice
Lavo la terra di Romagna con l'acqua dell'Indiano
Non guardo se di sangue ho sporca la mano
Cammino su d'una riva d'un mondo perduto
Capire sapere dove vado per incontrare uno sconosciuto
 

Intime etichette
In una vita intima
Dior in bloom
Venni alla luce
Un giorno come un altro
Stavo al secondo piano
Nel letto con mamma
un coccodrillo
E un dubbio
E già il desiderio d'essere inutile
Quindi mi limitavo ad amarti
Già amanti della notte
Io ultimo uomo bianco
Mentre dentro le mura
Le tigri erano in giro
Ecco qua il paradosso d'una sopravvivenza
Una stella polare
Un mago
A spasso in una libreria di gatti neri
Oh si nessuna come te
Insieme a mangiare fino all'estinzione
A tavola con Jane
Esco dal letto del medioevo
Posso solo dire nulla
Dare colpi alla cieca
Come e con chi non lo so
In una notte di fame d'aria
Sulla stella del mattino
Danzare un'altra intima vita
 

Block notes
s’accende una luce in alto in cielo è un sole del buio mi resta traccia negli occhi spegnimi ciò che residua nella memoria abbiamo troppo trascorso tanti giorni di solitudine segnati su calendari murati dalla vita schiume assorbenti le paure ansie dissolte in onde di mari tempestosi moby dick inghiotte strade sogni e viaggi di ulisse relegandoli a dublino io remo lancia e canoa rovescio corsi turbolenti e torrenti d’alti clivi in rafting eroe disperso nelle pagine di marvel chissà dove raccoglierò mai tutti gli appunti che t’ho lasciato abbandonati al bordo caldo del tuo letto d’amore
 

Tempesta
Amica mia dolcissima esplode un inatteso vento
Con forza disattesa sferza la mia paura
Madonnina mia del cuore la furia sempre tangibile sorvola le foreste
Negli incendi divampa sui fuochi accesi da fulmini possenti e dai miracoli dei santi
Vedo amica mia perenne che le tue mani candide d'amore sanno cosa stringere il giorno cosa la notte
Seduto qui nell'angolo più buio d'una millenaria casa
eretta sulla prima sacra pietra
Una panca che ancora sa di oscurità d'eterno silenzio
roccia diventa e per incider ordini da insegnare la sovrasta
Ti aspetto e dico in sommessa voce
Sto cercando la mia dimora
Un giardino
Un segno corporale
Un sibilo che sappia creare spiriti e speranze
Madonnina mia gentile
Le rose e i fiori son la fuori nei campi sotto alberi e foreste
Apro la porta al Tempio e
splende l'aria di luce e di sole
 

Grande Reset
Dove siete amici miei dell'aldilà
Ascoltate le voci impertinente chiaccherio software degli dei
Non piango tempo non ne ho
Sfogliamo insieme pagine e libri inconsueti a rapiti bibliotecari e agli scaffali da classense
Sfogliati alberi se sto all'aria di profumato tiglio liberamente odoro
Adorare se lo volessi le indorate figurine da dio assegnate agli altari di tanti alteri papi potrei
Grande reset papi mio! alle memorie conquistate dal passato
risolviamo il futuro delle anime nell'abisso delle fluide conoscenze
Dove siete prospettive immesse dal tempo alle oblique menti disumane
per salvare cieli e terre annesse?
Nascoste nelle caverne nere dall'aristocratico Neanderthal
Ictu oculi
amici miei
sopravvivono le antiche gioie del paradiso degli dei.
 

Letto 14
Non ricordo bene tutto non ho memoria di niente quindi è un assoluto silenzio
Il Silenzio astratto quello dove brillano le stelle e noi viviamo fra le stelle
Viaggiatori contemporanei in giro in un giro estemporaneo senza fine mi tiene compagnia.
Nato born quando? Boomer? Come? Perché?
Morto...aspetta che guardo...è perciò che ti guardo fisso a te che sei lassù piccolino indistinto
minuscola figurina piombata inchiodata ai legni e in un paio di legnetti incrociati a mo' di croce
ornato di supplizio pene del corpo in copie
appesa ovunque senza spese a render più bella e sicura nella sua perenne distesa nostra sorella morte
regalo all'anima di una anonima parete spoglia di passato e di futuro
e di ogni altra figura umana d'arte qual essa sia stampata sopra un muro
ma colorata dal dolore di tantaliche torture inflitte agli impauriti spiriti assetati di respiro.
Ti osservo quasi sarcastico ho un flebile ghigno.
Ascolto attento assorto tu assunto nel cielo della stanza ed è assurdo non sento niente.
Non parli resti fisso indifferenza senza ansie senza tema di un domani o di un dolore eppure anzi ma...ti ho fatto delle domande!
Chi sei? Cosa hai fatto? Stai male? Perché ti reggi lassù? Cosa fai?
Silenzio.
Nulla di nulla il nulla ci avvolge cattivo e ci tiene lontani.
D'improvviso mi sfilo pigiama poi la maglietta con la manica lunga strappo l'ago della flebo dalla vena
un rivoletto rigoletto di real sangue rosso e ancora rosso esce rubicondo e colora dispettoso il mio braccio e il pavimento dell'appeso.
Non impreco non dico blasfema bestemmia non pronuncio condanne per la fine dei giorni
ma lo riguardo quell'inchiodato!
e senza riguardi
e gli faccio: non mi servi proprio a niente te ne stai là disattento non dici non pensi non guardi fissi muro e pavimento ma per piacere chi vuoi fregare?
Suono Il campanello sul duro letto d'ospedale che vorrebbe delle anime un rinascimento
veloce arriva l'infermiera
gentile carina attenta è bella e mi fa: cosa hai fatto?
Vede sorride premurosa mi mette a letto mi lava il sangue m'infila la maglietta nuova mi cura con un cerotto la piccola ferita
e si siede alla mia destra col braccio destro in mano e fa: ti infilo un altro ago in un'altra vena.
A trovarla dico io ho vene profonde.
Te girati di là e non guardarmi mi dice tranquilla.
Intona dolcemente tra le labbra sottovoce una musica calma lenta con amore una nenia senza rime ne parole
come una mamma col figlioletto quando lo mette a letto
come una nonna col suo nipotino come la mia nonna come la mia mamma!
Quella tenerezza musicale altalenante di quiete note basse e curative mi inondano la testa e di quei ricordi infantili ne sono annegato
ed ecco che l'infermiera è soltanto un angelo cura il mio corpo e anche lo spirito disarmato.
Piango non riesco a nascondermi e a nascondere le mie lacrime di consolazione vengono giù birichine per i fatti loro.
Lei è leggera protettiva senza pena trova la vena e mette l'ago si alza e mi guarda.
dico scusami se ho pianto...No non devi scusarti... La tua canzone era bellissima lieve come un volo in un paradiso pieno di ricordi...Che canzone era?
No è che io faccio spesso così e come mi viene viene...Sorridiamo... scusami ancora va là...non devi scusarti se hai pianto è perché sei una persona sensibile.
L'angelo delle ferite se ne va leggera e veloce
io del resto ignaro e ancora solo col legnetto con la sua statuina sempre lì attaccata a braccia larghe porgo domanda al padre e al figlio
Non mi dici niente? Sei distratto! Antipatic... scusa...
Hai visto chi è venuto qui da noi solo per me? Per curarmi? Hai visto l'infermiera o no quant'è brava e bella?
Muto silenzio dispettoso dal muro in vuota attesa d'una parola
non parli mai eh adesso stai zitto...nella tua vita hai già tanto raccontato vero?
aahah! dunque è per questo che non parli più...e poi hai già parlato a stufarti con Don Camillo
mai con Peppone
ma ho capito sai tu parli e rispondi con i fatti facendo apparire gli angeli.
Lo guardo lui non mi guarda
io non ricordo più niente d'ogni aspetto del male e degli angeli.
Mi volto e aspetto nel letto 14.
 

Spappolato nel blues
Da bambino tagliavo legna
Intagliavo nel legno
Era un ciliegio e non faceva più ciliegie
Stavo in America a guardarmi il restio dei resti
Disboscavo oggetti e tronchi fatti di corda
Elementi dell'anima volante di se stessa
In confusione con la verità
Adoperavo sillabe inventate perché il cuore ed il discorso non fossero capiti
Quanti del Cielo costruito a cupola del mio mondo_porto
Porto cesti di San Paolo colmi di chi sei tu? all'altare dietro al trono della mia dea
Cantavo al suono d'un blues d'America africana spappolato nel blu...
 

Ripasserò
Passo e non lascio traccia
L'erba verde delle notti può crescere con tutti i propri sfizi
Lascio dietro me un quadro degli uffizi colorata multipla del divino botticelli
Paradiso piantato in terra in volo d'angoli e margherite spellate per sortirne la stagione
Veloce uomo volante non volto a destra ne a sinistra dritto apro la pista
Sollecita di me lo stupore il paesaggio
Capisco nell'istante ogni forma del passaggio
Infinito è il grande campo ed è anche santo
E non posso dire che v'aleggi sopra del grande spirito il respiro
Ogni passo dietro me è mio e ne ringrazio dio
Ripasserò
 

È Natale
Non ho uno spazio interiore deposito degli dei e dei sedimenti sedicenti psichici
Colpo di scena si stanno espandendo luci dai miei occhi in orgasmo di sogni
Un lume tondo come sole o luna intorno a un interno fantasma e non so perché
È Natale il Santo Natale ancora è Natale come sempre ogni santo anno del mondo
Nell'angosciato divagar delle forme
Prende forma un dio dalla ragione
Nutri ciò che hai adesso che domani avrai le mani vuote
E stai sotto la neve dell'inverno che ti riscalda più dell'aria fredda della morte
Sciolgo l'ultima bellezza alla sua notte
Di santo sacro intoccabile non vedo altro che il mio corpo
Nasce così di propria sponte e si dimena che vuol gioir di festa
Ma si stringono le pareti e tutto esplode in un turbinio d'altri astri astrusi e colorati
Ecco è nato in terra il vero dio
 

L'ultima parola
Conosco tutte le parole e non mi ricordo l'ultima
Tu ti tocchi il nereo pube
Io avvinghio il tuo niveo seno con la bocca
Pelle stringe la mia pelle
Le lingue ne succhiano gli umori
Penetro il tuo alveo
S'allarga l'universo
Apri la tua porta
La ragione non esiste
Il turgore secca il sangue
Da me esce dio l'anima e l'essenza
Siamo in autonomia di penetrazione
Tu raccogli elabori il prodotto storia d'eternità
Sei la dea aspiri di vita i fluidi
Al di sopra il naturale
Poi l'ultima parola
 

E noi andiamo avanti
Congiungiamo i nostri passi verso una fine la più bella
Dietro il passaggio online ormai si è chiuso
Ma noi andiamo avanti
Cieli di Marte di Giove e di Saturno c'aprono ai loro sentieri di stelle
E sulla Terra e altrove non vi è traccia ed erba e inusuale via di vita
La Fontana sfinita che ci disseta di essere ci finisce
Tocchiamo un dio che non esiste
E lo vogliamo perché l'intensità della scossa ci consuma
Uniamo i nostri occhi a un universo che s'apre e non sa dove andare
Ma noi abbiamo un cuore un'anima cosciente un desiderio di saperlo
E andiamo avanti
 

Una cartolina via etere
Dormo detere spento
Donde sospinto ad aria sospeso
Scrivimi post et inprimis lento
Radium solis nave dasimov sceso
Agli Stinger di Sting dirò di spostarsi
Astri l'oltre sopra orbite lunari
Etere dastronomie e catarsi
Se mi vedi mi ami e mi spari
So solo parole che sono damore
Senza senso non hanno dolore
Diverso credere dal solo pensare
Visioni da scontro stellare
Lancio il razzo oltremondo
Sposta esseri e non esseri ed eterei veli
Scappo ma non mi nascondo
Scalo in terra e della luna i rilievi
Etereatù ricordati quando sei nel cielo di Cina
Mandami una cartolina
Sai l'indirizzo mondo in rovina
 

Ad un Amico
Caro Mimmo
Il giorno insieme tra la gente della piazza
La notte le cerna hora chiare come a Praga
la vita è nostra amico Mimmo al Kosta tavolino
Ne berremo un'altra ancora...aspetta...
La malinconia il cuor mi allaga
Non la voglio ma la tristezza ora mi sfiora
Lì nel tuo sguardo assorto che scruta già di là
Malinconico paziente senza proteste arreso
Viveva tutto quello che dal tempo hai preso
Berremo birra e ci diremo addio più da vicino
La morte della vita è solo una nota pazza
 

 

Miù
E dimmi miù dove nascondi la tua bellezza
Pervasiva d'immenso senso universale
Spiega all'intontito pensiero l'eleganza della gentilezza e del cuore
Il suono dell'Arpa greca al sussurro delle ansie degli dei
Olimpo di.misteri in divina conoscenza
E occhi penetrano l'oscuro diapason del cosmo inconscio
Miu che desti amore dove il silenzio domina I respiri
Che illumini stelle che guardano l'eternità che le divora
Sai che so che il tuo dominio è l'amore un morbido sicuro porto sugli oceani dall'uomo persi
Musica carezza che gioie all'incontro coinvolge alle paure
Nello spazio universale che chiude la speranza nel recinto del tempo
Ma tu sei Miu e l'accordo delle.note alla voce delle parole salva le anime sperdute
In paradiso giungere senza proferire vuoti ardimenti
 

Al bar da Jennifer
Ti aspetto qui al bar
Momento raro per le star
Ma...
Jennifer dietro al banco va veloce così bella dentro sé
Col sorriso qua e là serve i suoi caffè
Lieto miro l'angelo senz'ali
Che mi cura gli occhi ed i miei mali
Cameriera che sa d'anime e d'amore
Scuote il giorno che non mi scorre nel torpore
Sto qui in solitario nel desio
Nel cuore e nella mente un balenio
Jenni credo sappia già leggere scontrini e nel pensiero
Privo ora d'un sentimento fiero
Non mi finisce il dì come previsto
La vita va ed io in un altro viso cogito ed esisto
Distopico al tavolino sto e non so se più ti aspetto
L'inchino per la star per me non è più detto
 

Passa il treno

Lorenza senti non ne posso più di stò treno qua te lo spedisco così e basta, sperando che arrivi in stazione... ciao!

e passa il treno

non è merci

è carne costruita di pensieri

dentro porta coscienze in viaggio

d'andata in fuga

e di ritorno

alla casa amata

la vita non è viltà

è vizio del voler vivere

ambizione dello spirito

tante volte santo

molte altre vile

e il treno va e porta con sé vita e morte

che i finestrini sian si chiusi oppure aperti

sono anime che viaggiano e sanno dove vanno

oppure non importa non hanno più ritorni

e il treno fischia agli istanti più veloci della vita

spostamento

che il corpo sente

che s'affiora al sangue ed alla pelle

la mente illude carne e sentimenti

generazione d'amori

di speranze che s'acquietano

si spengono

illusioni

angoscia del tempo che non parte

soltanto va

riprendon corpo comprensioni amori

e gli spaventi

e il treno sfreccia d'immutati binari che il canto dice son solitari

infila miraggi paesaggi fossi campi colli montagne ponti e mari

il treno sa d'onde vengono sfuggono l'istante e cosa un dì saranno

vuote cornici quadri d'impressioni e macchie

il treno mai scappa dal destino

andata e ritorno accetta

trasporta immagini imprendibili di cervelli affini

che per sempre senza ritorno spariranno

e il treno marezza il ferro sferraglia comprime i freni dipinge rodiggi

carico di sacchi di memorie

some fatte di somme d'esperienze

sospiri desideri disperazioni esaurita la forza della vita

e il treno arriva scarica sacchi eleganti arditi

molti con le forze consegnate dal cronometro dei tempi

tanti svuotato il contenuto dagli umani desideri

lisi rattoppati sdruciti strappati

sangue ferito colano

nell'ultima stazione i corpi di coscienza cancellati

mai sapranno dove i binari della vita vanno

lontani i ricordi alla partenza

e riparte il treno...
 

Il Tempo di una carezza
Cosmo carezza e non ricordo quanto tempo mi è passato all'improvviso
quanto tempo passa dal momento che ti ascolto il respiro
alla domanda che mi poni nel guardare l'aria che ci circonda
da quanto tempo piove là fuori sul mondo sconnesso d'onde e d'ira
non si conta il tempo lo si aspetta lo si guarda lo si perde dalla vista
non chiederò alle mie api di smettere di volare da un fiore ad una corolla
lascerò che esse portino con i ronzii il tempo del miele fin dentro la mia casa
quanto tempo è passato che ho raccolto pugni di terra bambini per farne castelli
secoli che il gran sacerdote compiuti i suoi centanni non conta più
e quanto tempo mi scrollerò dalle spalle guardando indietro le scolpite sculture degli dei
mai porterò dolore alle creature e agli animali che vivono di fame nelle grotte
ascolterò le loro voci e con loro osserverò crescere le piante tra i fili d'erba
quanto tempo chiede il tempo al destino per consumare la materia
se non quello che costa al respiro dello spirito per raggiungerne i confini
...puntini che contrastano il discorso li cancello ancor prima che distruggan l'universo...
non ho bisogno di angeli decaduti e di Satana in splendore e cherubini che volano da Dio
mi basta conoscere quanto tempo passa tra il mio bacio e il tuo se tu sei Francesca ed io l'altro
ho scritto tutto quello che mi ha detto il cuore e lo consegno al tempo che sia
una carezza per te
 

Misteri
Uno sguardo sui dintorni del celeste impero
Quando tutto comincia il cielo espande i suoi astri al buio
Avvolge i suoi diafani misteri di nastri e trasparenze
Ricorsive stelle nel firmamento
Spaziano rincorse alla sorgente
Lamprede lucerne manti e sono tanti quanti non ne conto
Non ne vedo se non sblocco dello spirito l'indagine
Difronte al fondo della cupola astrolabio dei sogni con i dubbi
Rivolgo al mio essere perenne il senno senza occhi per capire
sono fantasmi non quelli che vedi non luci di visioni
Scie degli angeli che l'ira e la paura hanno scagliato sul profondo di questo nostro mondo
E questi sono i misteri che per l'eterno respirar nasceranno sempre perché non muoiono
 

L'esperimento d'amore fallito all'inizio dell'essere informe contrastò col divenire dello spazio
nei corridoi che s'allargavano nel tempo spaziando di vista e d'acutezza d'ingegno un uomo guardò fuori ed in sù dal bordo scrinato della sua prima caverna e osservò che il cielo non era nero ne di giorno ne di notte
quando infine chiamò il giorno la luce e notte il buio ma il suo esperimento di vita contrastò talmente tanto e nel profondo la sua paura d'essere e di non avere per sempre la possibilità d'essere che l'anima sua esalò ancor prima d'aver formato un nuovo esperimento
tutto ricominciò da capo dentro le profondità delle nostre caverne dalle quali non usciremo mai e mai potremo farlo
l'esperimento è in atto perchè nemmeno sa d'esserlo finirà solo se Dio lo vorrà
 

La mia pineta
Ascoltare nel silenzio della mia pineta
le sue voci
Mi piace sui sentieri andar veloce senza meta
e guardare del cielo quel che ne vedo di tra gli aghi e dalle pigne
fermar la corsa d'improvviso al bivio ed agli incroci
e nell'ansimo del respiro lungo adorare il cammino già percorso dall'insigne

Questo mio è un little mondo incantato come piace anche alla sottile Greta
tanto che della pineta mi sono amici rovi con le more e le ghiandaie
Linci gufi e le civette aman come me questo mondo con le sue vedette
La lupa intimidita che lubrica mai non è accompagna il mio silenzio
mentre mi rimiro nello sguardo su di me
Mi piace ritornare dal piano al bosco

l'oscurità della sua pace ripara l'intimo dolore che dentro scava
 

Resurrezione
Nascondo lo stupore nel mio oscurato impero interiore
Mosaico d'impressioni costruito d'exeuntes custode
Il mio spirito resurrectionis contrasta la dissolvenza del santo
Non spegnerla cattedrale di resurrezione
Archi d'interni sorreggono basi tremanti
Compilo un compito finale in tesi salvezza...
 

Adventum
Passo e non lascio traccia
L'erba verde delle notti può poi ricrescere con tutti i propri sfizi
Lascio dietro me un quadro degli uffizi colorato multiplay dal divino botticelli
Paradiso piantato in terra in volo d'angeli e cornacchie
Margherite spellate per sortirne la stagione e le sue spie
Quanto a me veloce uomo volante non volto a destra ne a sinistra dritto apro la pista
Sollecita di me lo stupore il paesaggio
Capisco nell'istante ogni forma del passaggio
Infinito è il grande campo ed è anche santo
e non posso dire che non v'aleggi sopra del grande spirito il respiro
Oggi e questa notte quando sarà notte
ogni adventum dietro me è mio e ne ringrazio dio
 

La goccia
Il senso esatto e completo della goccia di pioggia
Piccolo gioiello del cielo e il suo mantello pelle delle nuvole
Oggi c'è il sole e meraviglia dei cosmi brucia... brucia l'aria
Scende e discende la spirale degli spiriti volanti
In un campar di sogni illusioni e sospiri dai ponti sui rialti
Non c'è l'anima se non guardi chi sei
E aspetti e non vuoi saperlo
La goccia mi bagni il capo
aspetto il temporale...
 

Virus
Redigo parole scritte per consumare la vita
Il dolore ha la sofferenza della morte
Non ha spazi vuoti la paura
Genitori di angoscia gli astri immortali dei tempi prigionieri nei Templi dell'uomo
Raccomando silenzio davanti ad occhi sgranati abbagliati di sole e solitudine
Posso trovare comprensione nelle risposte e non nelle domande
Ma di queste non vò traccia
Ed ecco entro in una stanza e vè un germe abbandonato
Sul pavimento occhi dentro un corpo e nomi cercano l'anima
La battaglia non è una guerra e si spegne nel furore della morte
Ora basta qualcuno preme il campanello della porta
Controllo ho l'occhio magico chi mi consegna la raccomandata senza ritorno
 

Es teopanico
Mi stendo un attimo non di più
Devo pensare senza pensieri
Concentrare l'io sull"Es e dargliene l'addio
Volo come s'avessi un elica e sempre più su
Vivo nei futuri come fosse un presente ed è solo ieri
Però non ti schieri anima mia forse aspetti dio
Sorrido ostento elementi in visuale mente esclusa per restar seri
Moto dapprensione al viso teofania di morte
Ma suvvia raccontami di te tanto non resto alla tua corte
Fai presto che non voglio vedere d'esser visti
Coi paradisi le ingiunzioni dall'alleluie mi sorridi e mi depisti
Incomprensione cosciente fai splendere su di me il tuo volto
Mi riposo un attimo su questa terra e poi ti ascolto
 

Sopra sotto le nuvole
Cosa ci può mancare che non sia sotto le nuvole
Nuove favole
Che s'ispirano all'aria di un mondo che non c'è
Tutto quanto abbiamo fatto si rinchiude dentro sé
C'è un varco nel cielo che controllo da tempo
E non è un arcobaleno
Un ponte di fiori ornato da Beatrice per rifinirsi il paradiso
In ogni momento ti avviso di quello che cerco
Poi la speranza si chiude in sé stessa
Che di tante scuole confusa
Ferma resta a guardare se si sciolgono nuvole e nodi
Tronco l'ansia il respiro l'idea del futuro e nella fiaba

Nulla mi manca che sia sotto le nubi
 

Fantasmi (i miei)
Maquillage non c'è nessuno
Spiriti e spettri fuggiti
In distesederbeetulipani
tulipani d'ogni colore
Hanno speso anni e semi variegati
D'Olandia sembra volare rasoterra il vento
Messe da requiem Muti e silenziosi
In affanno di pensieri che vanno
Selva capolavori il mozart con nozze don Giovanni e perché così fan tutte
Piazzo la boa nel mar dellillusione
Aggirerò intorno come Moro veneziano in crawl Dirigo in grembo allonde fantasma in louvre messe da requiem
Stupore e occhi del faraone dolanda ritocco cosmetico all'impressionar dei fantasmi
... !?
 

Sinestesi sinestesia
ci sono istanti nella vita da proteggere come fiore delicato o come la carezza della tua mano so di sbagliare a fare un passo senza te ma mi dilato nel tempo la mente confonde i tempi e le misure il tempio dell'amore ha solide radici nel mare delle stelle universali sbattine le porte cadranno ai tuoi piedi come petali dogni mistero al vento delle notti senza giorni ci sono colori senza immagini da stendere sulla tela della vita e poi lasciarli li protetti dalle incursioni della morte ci sono istanti nel giorno da ricordare come i tuoi baci gioielli mai contaminati dal Pensiero astruso da sensi e sentimenti Sono soltanto ricordi giunti fin qui da tempi senza colori
 

Il coraggio
Batti al petto come mazza di muratore al muro
E scavi in petto canali di sangue alla memoria
Coraggio ardimentoso in seno e nucleo alla pietà
Chirurgo della coscienza nell'assenza periferica d'un'essenza
Sei tu metafisica esperienza del corpo estraneo ancor di più al respiro
Che della mente mi ripari gli ingorghi e le paure
O Cuore mio
alleggerito di pesi e di misure fardelli dei ricordi e della vita ...
Ci do un taglio và che ancora dell'eternità lo scopo vaglio
 

Vediamo come funziona il pensiero dualismo
Voliamo sulle ceneri
Fuochi spenti dai soffi dei venti resi morte dal Pensiero
Materia a contrasto dell'essere diventato anima
Amabile la sorgente del dubbio
Quanto lo spandersi del giorno nella luce del mattino
Come nella sera morbidissima d'immensità al di là delle stelle
Il desiderio della perfetta bellezza costa l'immortalità
Adagiato sulle pagine del Libro spengo la memoria
Speculazione del credere per il bene dell'anima immortale
Quale idee di meraviglie nasce dal fuoco dell'insoluto se non cenere di vita...
 

Argomento: l'amore
non v'è argomento in catalisi
l'amore finale è metabolico
un ansimo perfetto in sintonia
poi il nulla
quanto profumo mandato nei respiri del mondo
allontanato a spinte consumate nell'ardore
io guardo e sottintendo
non v'è nulla nell'amore che contrasti il mio divino
ed il suo spirito
lascio agli angeli portare in volo l'ultimo spreco
della vita meditabonda
pensieroso di arrivare alla meta intatto
il cuore sbatte le porte della casa
apre le finestre
urla
dove siamo amore mio?
 

Bigbang
Riconquistare il tempo sull'orlo della creazione ai Limena dell'etimo
Nido rifatto in nodi ed intrecci d'iscrizioni intuite in arcaiche dimore
Evoluzione e specie in continenti inclusivi d'alghe e batteri
Siamo stati in città ieri a definire il domani
In allegati chiusi ambienti d'Altamira
Lumen incisi d'incidenti in preistoriche angosce d'angoli oscuri
E usciti sulla strada iniziato il ritorno al globo stupefatti
Prenditi solo un crine di tutto il mio cronometro dell'anima mea
Calcola ora il Tempo che manca ancora alla creazione
 

Autunno
Bello il tuo primo giorno
Fiore dell'Autunno morbido respiro della natura al declinare
Rare ambre di velluti stesi ai campi in gialli ori rosso
Stagione che del tormento dell'estate non te ne fai ansia
Delle appollaiate foglie alle betulle e ai tralci già sai quale giorno sarà domani
Dei venti dell'Inverno
tranquillo Automne pronto ne aspetti il soffio
Profondo nella Terra il mistero della tua essenza
Vulnerabile al Tempo la sostanza
Immortale lo Spirito
Posso anche giocare nel bosco placido di voli e cinguettii
Tra fiori magici nel cerchio della divina festa
Gentile di promesse e vita di colori intenso
mi prepari al segreto di ciò che sarà
 

Disco orario
Lasciata l'auto uscito infine dal palazzo dell'Alcade
Ti seguo a zigzag nel tuo incedere diritto
Filamenti di pensiero mentre all'ancora l'anima si tiene
Organo mentale del nostro inusuale amore messo in affitto
Guardo il cielo è notte e le luci sono aliene
Sono tue le parole
Dimmi che non sono le sole
Dimmi che non son vere
Che son sincere
Avevi detto aspetta
Non devi avere fretta
Ridimmi dov'eri ieri
Che i tuoi occhi sono ancora neri
Mi spari colpi a livello cuore
Per ricordarmi un'atmosfera 0
Scuoti le mie magliette bagnate di reni e di sudore
Come quando a pallavolo giocavo in via Antica Squero
E allora ora me ne vado con incedere elegante
Sul taigt di decorazioni ne porto tante
Coi guanti le spillerò fossero quanti o immagini sante puntate sulle porte
So già date le carte cos'è la sorte
Aperto in cludo lo sdegno
Ma cado come corpo morto cade andando a segno
Mentre il disco orario scade
...
 

Andare
Andiamo andiamo
più veloci di un pensiero scivolato sul tramonto
io sono te ma non importa
sei tu che sei me
liscio la pelle del tuo corpo
non ha sensi sconvolti
desideri amabili lasciti del sangue
e un anima che cosa può fare all'amore?
carezze aspetti d'ultra terreno
schianti
paure senza angosce
aspettative
aspettiamo
c'è sempre da aspettare
nell'amore
più batte il tempo alle porte sognanti di dio
più spazio libera la mente
che aspetta di vedere se nel lume s'accende una candela
una stella
un pianeta che gira intorno all'universo
il verso del cuore quale è?
andiamo
non posso credere che il limite sia raggiunto
dell'espansione eterna
e nell'infinito s'annega l'esperienza dell'amore
che si chiude un tempo per nascere senza colpe
che inizia un tempo che non conosciamo ancora
andiamo...
 

Paradiso
Da dove possiamo passare
Vediamo
Facile pensarlo
Da via col vento e volare
In due siamo
Ma siamo incatenati e non possiamo farlo
Nei giardini dell'Eden
Andiamo
Impossibile entrare amor
I cancelli del cielo son chiusi perben
Anche se ci amiamo
Niente impedirà al sole di sorgere ancor
Ma le mani sono mani
Ed hanno sangue
Si stringono col cuore
Aspettiamo stretti il domani
L'anima langue
Delle campane al tramonto ascoltiamo il fragore
Amore amore voglio da te ritornare
M'è piaciuto dirlo
La mia guida sei tu fin sul Paradiso
Non è ombra ciò che mi appare
Spirito vuoto e non posso riempirlo
È desiderio ed ha il tuo viso
 

Una corsa in avanti
Corro in avanti a veder se ci sono nuovi paragrafi
Ne rilegherò un libro aperto
Un tomo ove chiudere gli avvenimenti
L'avvenire aspetterà un vello d'oro pieno di nuove parole
Copre il sonno gli occhi e la falsità del pensiero
Inganno che da lontano mi scruti aspettando l'ultimo giorno
Così innocuo mentre in viaggio d'asteroide

cammino fuori dal finestrino guardo le fattezze sconfitte del mondo
Nel riposo allungo il corpo nell'immensità del sogno

sigillato nell'unico libro della vita... della fine del bisogno
 

Piantagioni e ... pianti
piantiamo odio per riavere amore
nemesi dell'anima
morto l'insipiente con l'inverecondo
resterà chi di Dio teme la Pietà
io sono colui che non ha il tempo della nascita
sono solo un essere che Scècspìr dilaniò coi dubbi
lascio tutto quello che non ho a chi non ha
lascio tutto ciò che so e tutto ciò che ho
al ricco che si pasce d'odio e di guerra
credere è come risolvere il problema che la maestra ti pone
elementare amico mio del cuore
disamina il tuo di dolore
il mio è inconscio non conosce precipizio
il ferro chiude il mio cuore in una maschera indurita
il romanzo della vita sparirà d'untrattoimprovviso
sciolto come biancanuvola sotto il soffio d'un gelido vento
perchè sono quello senza logica insinuato nei temporali
che imperversano la terra ne insultano gli aspetti
sovversivo nel cuore impuro nell'anima
aspetto
giocherò con Dio anche se so che lui non c'è
pianto amore per non avere odio
Lo so.

 

Mare fuori onda
Vieni al mare con me guarderemo le onde per sognare un viaggio fino in mezzo all'orizzonte tra le vele con le barche coi delfini vengo al mare con te sulla spiaggia dopo il bagno ci stenderemo senza aprire l'ombrellone diventeremo neri più del re del re del Congo andiamo al mare io e te con gli amici saremo campioni di beachvolley giocheremo a racchettoni sudati e poi felici ci riporteremo sotto gli ombrelloni con lo sdraio vieni al mare insieme a me fino a sera col tramonto in bassa marea con l'ultimo sole sulla sabbia ti sussurrerò amore
 

Ronzio d'api
Profumi di campagna
Giorno incombe
 

Schegge di sole
Raggi bruciano l'aria
Spettri nel buio
 

S'apre la rosa
Si profuma il giorno
Notte d'amore
 

Il buongiorno del mattino
Antiretro e scomodo di gesti autore
Nel tua aiuola primeggio come grande attore
Semino bianchi sassolini di torrente orfani per aprirti allegri sentierini
Per darti il buongiorno del mattino perché così è un'altra cosa
Luminosa ed elegante arrivi in morning glory
Il tuo inceder da brigante ti fa angelo di fuori
Profumi fiori ed i colori del giardino ti sono un set in posa
Ridotto il passo alla tua bellezza
Per me sei star da prima pagina
Un sentimento d'allegrezza che il giorno mi scompagina
Esplicita e citata l'atmosfera è da etichetta nera
Redazione famigliare antiretorica d'un buongiorno riempito di colori sino a sera
 

Un desiderio ed un amore
Io ho tanti desideri nella testa
Uno è che la vita sia un augurio
Per te amore mio una festa
Di giorni arcicontenti come quelli di Pampurio
Sei lieve e azzurra trasparente come una bambina
Non realizzo in questo modo il perché io tanto t'amo
Con la brina che mi accarezza la mattina
Se penetri il tuo sguardo nei miei occhi ci capiamo
La Bellezza del tuo mondo è che sai amare non pensando sempre al sesso
Ti regalo ciò che ho ed è tanto perché m'è difficile intrecciare le parole
La sera già rapita mi si appresta e nei sogni mi sprofondo adesso
I desideri della mente son soltanto favole lontane e sono già sole
 

Ebbene, e che sia la Fine, oh! come un the end ad Hollywood
E distendi le tue viscere bollenti fin su di noi o nostro Sole dio
Stenti a credere all'ignoranza e vagheggiavi estremi modi d'estensioni
Ed io giravo il volto
Scomodi sussulti e distensioni alle tue effusioni
La compagnia senza tempo delle stelle sdraiate agli ordini del cosmo
Chiude tutti i cancelli in cielo
E piange in sfinite visioni d'angeli e Demòni
Non starmi addosso mi chiudi i paradisi i campi e le erbe e i sogni pure
Non desinerò mai più alla tua reggia
Desidero scontrarmi con l'amore
Non col bruciore della pelle
Meraviglia di un dio costruito in tante inutili ere e dignavia deposto
Zoologia dei pensieri abitudini sarcastiche e menti arcaiche
Sublima l'anima lo spirito denso dei gas dell'eterno suicidio del sé stesso
Nascerai ancora e sempre qui ma nessuno ci sarà a guardare
Le soluzioni di ripresa d'energia cinetica
 

Il caldo da fastidio...
Caos d'altri tempi di malefico cos'altro m'hai composto mentre ancor l'anima non esisteva?
Mi soffochi le parole
Anime del mio cuore
Espressione d'un intimo perverso
Devo porre attenzione a dove pongo il verbo
L'accento che spiazza il senso
Le virgole ed i punti o sarei daccàpo
L'aria al ventilatore che moscilla gli fa piacere
Adamo a mangiare la frutta senza tanga invita Eva
Non ci son riserve al vecchio butòn dalcòl ripieno
Dalle sue spirali aspiro sangue dossigèno alieno
Alla tramontana delle spente stelle al confine con il tempo le mie storie leggo
Distorto dal dolore preso sottogamba senza rimorsi sugli gli startrek mi seggo
Tanto al freddo dello atroce inverno con gelato panna&cioccolato sammontana niente mi ricordo
L'interiore caldo respiro dall'antica stella malaspina che mi spacca i cieli della Cina
Muccidide virus batteri e batteria e i battaglioni di Tucidide
Dalla memoria e da tutti i miei pensieri escluso
Oggi niente questo ieri
Compro un condizionatore al mercato del riuso
Saggio Albert il mulo
Zelenschi baiden putin con i draghi andatevene a fan...
 

La sorpresa in cielo
argh in cielo qualcuno è morto
non me ne sono accorto
mi capita così ogni sera
quando in ginocchio al letto sto in preghiera
fatto sta che nella selva oscura
sempre di più mi dura sta cazzo di paura
solleva il mondo con un calcio
mi dice il filosofo mentre lorto sfalcio
non ho tempo vedi ho erba alta nel giardino
siedi fesso guarda tò fatto un pino
credi forse che sia scemo
ho letto sai la genesi e perciò sul freno premo
fatto sta che la lezione non finisce mai
solo la morte è libertà e te non lo sai
proseguiamo và
s'è fatta folla e il posto non ci sta
miraccomando però
mettici un bella parolina in cielo
che ne sò
morto è già qualcuno ma su questo stendiamo un velo
 

Creazione
La Colazion.... ehm, la Creazione
Chissàcosa si crea all'inizio del tempo
del primo tempo
devo fare in fretta senza sbagli
doveroso ubbidire a generali ed ammiragli
dio gettò chissàchecosa oltre la galassia
con un nugolo di stelle ne cinge la fascia
entro a casa per non soffocare di troppo spazio
voglio alla lucernario il telescopio fatto in casa al mattarello
ubble bubble me lo ruberebbe per smuover il suo somarello
quando finirà la creazione
inviterò le amiche per far festa a casa mia a colazione
amici uomini non ne ho son tutti fuori
a raccogliere alle mogli dai campi mazzi di fiori
e devo andar veloce sullo scatto
è finito il primo tempo
ne son matto
ma non so se ci sarà il secondo
forse no
nemmeno il terzo
corro in garage vado in macchina a tutto sterzo
benzina non ne ho e quindi non ne ho
non m'importa di mancare di rispetto ma non rispondo
il mondo intorno è un iperspazio e non ha prefazio
ma a Lui e senza boria noi dobbiam la Gloria.
 

Mistero
Nella profondità del mistico mistero apro occhi neonati
Che fatica vivere in un'mondo disteso assente sotto al sol dell'avvenire
Parole parole da divorzio che divoro nell'assenza del sapere come un lupo sulla mina
Canzoni con le intuite arie lassù sparite che han perduto note rime e ritornelli con i fan stipati contro i cancelli
Grugore e canto della tortora che chiama il maschio nel suo nido
Avanzo di un dì mal iniziato
E i maestri delle vite ancor che allegri stanno lì a vedere come mai sia nato
Amico mio stiamo calmi qui distesi all'ombra di parchi e pini ad aspettare un sol dell'avvenire
Che rinchiuda nell'assurdo le profondità del mistico mistero...
Ah scordavo allegro di pensier ed anima leggero...di dire all'etilico Signore: amen!
 

Oh come si fa a fermare l'autobus?
Ho aggiunto ricalchi d'immagini
Aspidi di Cleopatra
Un lupo che alla luna sorgente latra
Homo Sapiens nelle caverne a lume di candela
Sherlock apre le indagini
Un solitario tra I vichinghi in mezzo al mardelnord alza la vela
Che spettacolo morire e star lì a guardare
Amiche mie gentili che mi toccate tanto mi siete care
Missile si spegne e non lo dice
Vonbraun sbatte sulla Luna
Niente della vita capisce lerudito
Agostina invece no e sta con Bice
Ho infilato con un filo d'aria del mio cuor la cruna
Lhomos'apiens sapre un sito
Abbiamo il cosmo sulla testa
Salta su e chiede a me è qui la festa?
Ricordo che un tempo camminavo con la mamma
Il babbo ci guardava e mi si apriva un dramma
 

Estate 2022
Estate ha il manubrio fisso sul bollente spirito di Manitu
Estate è con te amore disteso sul sabbione furioso d'ardere di Punta
Estate in mutandina sul balcone a bruciar la pelle lo sai fare solo tu
Estate è l'allegra bianca farfalla al metaverso dello svolazzar adiunta
Estate è podismo dentro al Pineto di Marina sui suoi sentieri tra le more a correr senza domani verso sera
Estate è morire di sudore col calore solo per fare fatica vera
Estate coi nasturzi che tanto ami trapiantare sui terrazzi tra Babilonia e il cielo del Perù
Estate è lo stagnar del tempo al riparo
dalla rovente stella nelle ombrose case come se il cielo fosse sempre più blu
Estate cos'era nel Medio Evo non ce lo dice Italo Svevo
Estate con fiori signore e coi bambini la descrive la dolce Emilia
Estate com'è bella con Pavese
Estate col mezzogiorno di fuoco c'è un colpo che mi piglia
Estate si io vivo e la sopporto nelle ombre del mio piccolo paese
Estate dessa nelle ere non ho ricordi non ho mai vissuto un'estate come questa
Eppur L'estate è la stagione della festa
 

Comprare un astronave
Compriamo un astronave
partire senza meta
impresa sul sentiero per di la
orbita lontana dalle rotte Rotterdam
mondo_porto esterno nell'estremo
accoglie sogni trailer
sconosciute diversità
lo spazio s'allaga
idee in molecole lucenti
quasar quantum di novità
limpidi colpi al cuore
disattente le aritmie
mente lusingata d'illusioni
ronde dei ricordi salvano il passato
Ricostruita fisica d'amore
si al motore diatomiche fusioni
Sconvolto il mistero del nascere nel vuoto
Melodia d'alleluja
pneuma coscienza antica di pensiero
Silenzio ed è viaggio di ritorno
biglietto perforato
obliterata origine del dubbio...
Ma poi perché partire?
 

Un gran bel sogno
Dormo appoggiato alla finestra dimenticata aperta su d'un mio mondo
Vedo d'incanto alberelli foglie coi verdi sgargianti di non vissute estati e primavere
Intravedo nei soffici venti divertenti movimenti d'atmosfere e fra i colori che sono sempre quelli il fantastico transitare di un treno giallod'oro di color mimetico
Silenzi di natura legati insieme or nati dall' incombente caldo di giugno e dell'estate
Passerotti cardellini merli rondini e chiellini sono tranquilli hanno rami nascondigli all'ombra e senza volare stanno zitti
Sul filo del respiro intorpidito dai torridi barlumi sogno a questo inopportuno luogo di cambiarne tutti i confini
Quale altra parola considera l'oggetto del mistero se non amore
O il suo contrario che procura spazi ancor più vasti di conquiste
Faggi betulle castagni frassini abeti e pini mi sembrano barriera dell'inconscio
Foresta inestricabile come il sogno che all'alba di sognare ne sono stato fatto degno
Così innocuo fermo come legno di tornito palo nato da albero tagliato sono ancora alla finestra pensando chi son io non certo dio
A sognare forse e a sperare che comprare questo mondo niente costa e non gli importa
Di certo nella stanchezza estenuante del tramonto non ne cambierò i confini
 

Il perduto Paradiso
Cosa c'è di più bello del nulla senza l'assoluto
Niente lo disse anche Cesare al dolce Bruto
Lo spiegò ad un incerto dio pure il buon Adamo
Siamo soli e in due Eva ed io e io la amo
Elevati signore come sai far tu sino alle alte sfere
Noi silenti staremo in paradiso sotto le stelle delle sere
Nati da natura e senza rimpianto mangiamo fette della dolce mela
La nostra mente all'abbandono nell'archivio dei ricordi anela
Ogni attimo d'eterna vita al passato mondo consegna il niente
Sorpresi guardiamo flessuoso lo strisciare del serpente
La Meraviglia è scienza d'assoluta metafisica realtà
Lo chiese a me il Filosofo di Mezzano sulla terra l'omo che ci sta a fa'?
Così risposi di mente assente niente e a Lei io chiesi aiuto!
Presa Eva per la mano andammo in Val di Non porgendo a dio cordial saluto
 

Il terrazzo sul campo dei ciliegi
è di già ora e loro vanno
Piano che essi non sanno
E' bello il terrazzino dei ciliegi
Davvero più di una Liegi Bastogne Liegi
Io no resto qui sul terrazzo
Viaggio con Zarro Flash e Dale sul loro razzo
Non posso abbandonarlo allo spazio
Il campo ha il suo il mio è uno strazio
Passerotti uccellini tortore e falchetti
Dal volo atterrano quando meno te l'aspetti
E le ciliegie sono lì rosse mature
E' caldo le cicale cantano e son sicure
Per me che guardo è un paradiso
Sogno Dickson Carr di Emilia il viso
Quanti quanti e pulsar al cuore
Gocce di lacrime e tante quelle di sudore
Rammento di aver letto sognato tanto
Volevo sapere di capire affranto
Finzi Contini lieto coi nei nei suoi giardini
Asciugato il dolore con della mamma i lini
Metto Calvino e Italo il cavaliere sulla rampa
Ho i colori il rosso il nero di Stendhal la zampa
... sono solo tanti piccoli puntini e fanno nascere le stelle...
... sono piccoline lontane come le lucciole e sono sempre quelle...
Angeli e Demoni e i di mi si son confusi
Anche i pensieri con le ali ma non ho più scuse
 

Di religione...
Nel silenzio il più profondo s'accende la perfetta idea
splendida divin luce iperborea sun d'un carro da pollo in volo
Il sapere di una fine universale è dogma e sicurezza superfede
Indemoniato di corpo ancor più di mente infermo in corsia senza cura né infermiera incerto d'essere o di non essere
meglio star con dio sotto coperta con le preghiere
Nel silenzio sterminato dell'inconscio dico prega a ciò che resta di me stesso
Così mi è facile spadroneggiar dentro all"animaccia
sconnesso limite comico del credere
tra chi domina i passaggi nei reparti dei malati senza faccia
Conformista in religioni vomito la mela
Nel silenzio che crea e subito distrugge mari e montagne
e agli angeli in volo ne strappa l'alma tela
con il porno soffocato nel capestro
odo la voce di un dio che muore mentre prega e ne fa lagne...
Bis bis a gran voce chiede al Maestro
 

Ok ma Dante "cazzo" c'entra?
Scrivo le mie ultime memorie
quanti le hanno scritte in tanti e senza farsene gran voglia
mare magnum d'eroismi e pudiche tracce di puerile ingegno
Lisciando il pelo al gatto da Siam venuto
adornando i ventagli di memoria con reminiscenze a imbuto
ogni secondo tutto l'anno esamino i mali del corrente mese
son come le tinte dalle cangianti nuvole distese
io lo spirito cambio come niente con i soffi dei fil dei venti
Livido di rabbia scimunito insanguino con violenza la base del pensiero
è l'eterno camminar tra luoghi e tempi serre d'idee e frivole gioie nel bauletto
Meglio ancora del comprendere che tutto è un vano pirulàr ed è un dispetto
eco d'un Alighier cortese contento d'incontrar laide lonze levitanti diavoli strombettanti d'arie ristagnate
e allegri amici d'un'era che fu a srotolar schegge di dannate pietre suppeì monti
e santi in metafisica visione a contar le lucenti stelle nei meandri filosofici
è buttar nella monnezza i marci desideri stesi su d'un telo mortenera fatto di buchi senza i rammenti
Giuseppe si musicò le notti disfatto d'allegra vita con calici di spume e orzate in un lontano bar ordinate
io non so suonar ne scriver note o disegnare pentagrammi non ho orecchio e stono come un rolling ston
Silvio scrisse ed io non scrivo non ho prigioni
Giacomo volò di siepe in siepe ed anche oltre sino agli orri_zzonti
io non sono solitario passerotto
Dante sin da me venne da selve molto buie di resine odoranti
nudi i piedi stoico eroe su aghi di pungenti pini
da terre da redimere irredente
puro come vergine maria attraversò purpurei cerchi
voli d'angeliche Beatrici si concesse
e alla fine dell'ultimo trentatrè
siccome vergine fanciullo
sfatto di stil novo guizzinello tornò sul Mondo
proprio qui dove sto io col mio micio dimòn suadente
Alla fine del suo dì sospirando alle dorate tessere di Bisanzio svoltato il divìn volto
punto d'una morte infetta di zanzare antiche scacciate dalle caverne nere
al canto d'una capinera
diede senza bolgia l'Immortale a Dio l'anima candida d'immensa Poesia
Qui l'ultimo mio spiro
ascolto
angeli si, mica dèmoni...
ps mica son Dante oh!
 

La Sentinella
La notte di guardia sto
Sbarrati gli occhi fiondano il buio
Parchimetro ai pensieri il mistero
Appeso al Garand baionetta in canna
Conto i minuti e per far prima le ore
Peso il corpo appoggio il collo
La punta sgozza glottide e la gola
Il sonno domina le stelle e il sogno
Ombre nere e Wayne a caccia d'ombre rosse
Soldati a cavallo assaltano caserma e Forte Apache
Alto la chi va là parola d'ordine se no sparo!
Tenente Holden sugli attenti sentinella!
Mail alla mente nel buio del mattino e sveglia all'alba
Il cuore dorme il sogno no
Forte Alamo e Davy Crockett non cadranno
Sentinella apri gli occhi e spara!
Di guardia stai!
Fantasmi no! Son nemici!
Oltre il confine non andare dice il Generale
Agli ordini! Io sparo non mi fare male!
La notte scoppia di paura e tocca i fondi dei pensieri
Sono solo lo sarò punto il Garand ai miei perché
In garitta mi rifugio ma la porta non ce l'ho
I sogni scappano l'anima no...
La notte è immensa...basta...sentinella di guardia stai!
 

Poesia, a che servi?
Poesia leggiadra e dispersa
Aria di boschi di larghe foreste
Plenitudine d'armonie
Sul mare l'aria è tersa
Dai fossi colti fiori a ceste
Note d'amore e di piacere sono le mie
Colpito vulnerabile nei sensi
Regali per te amore ho e i più belli
Resti adorabili sparsi dai tanti baci
Vacillo sulle gambe se mi pensi
Nel limpido mattino il giorno ha i suoi gioielli
Poesia ora acquietati e di scritti per sempre taci

 

 

Campo minato
Senso intimo della parola
innato potere della sua forza
e andare oltre la sostanza
Mi meraviglio di te piccolo fiorellino
sei nato spuntato in uno sterminato campo di nere fuliggini
sabbia di sepolcri e di sangue
polvere
sa di deserto funebre d'oasi secco d'amore
Spunti fanciullino da nascosto seme d'innocenza
sconosciuto al creato
e t'apri senza viva pioggia contento dei tuoi segreti
Hai fatto di arida morte e delle convulsioni delle umane menti
miracolo di speranza
Resta nascosto ai venti suicidi
vivo solo di freddi raggi di un sole nebbioso
Non partorire altri semi senza colori se non
il tuo rosso vivace
non inondare d'un pitch red la rea Natura
e di sobri profumi stesi con gentilezza d'anima divina
La sconvolgeresti nei suoi sensi più ostili
 

Anouk Aimè
Impossibile regolare la parola al pensiero
Cade nel nulla degli sbagli l'attenzione
Tanto facilmente non mi ascolti sono sincero
Non sfiorero più del sesso le tue zone
Aimèe Anouk a dirti quanto è vero che m'ammazzi!
Ricordo vagamente i gesti meravigliati dentro il letto
T'avvertivo sempre in tempo se mi
baci
partono i razzi
Su quell'amore ci facemmo un tetto
Scrivo con parole di un pensiero sul futuro
Spolvero il resto in un amplesso mai perfetto
Organizzo lo spazio ove io possa all'amore tener duro
Una bilancia per pesare i verbi coniugati all'imperfetto
Mon diè
purqua je suis innamurè'?
Lassa stè

 

Pleroma
un po' di polvere rimane sempre
è una distesa di gleba senza identità
incolta quanto la sua immensità
complesso e imperfetto
uscito dall'origine delle idee
davanti è come quella che ti ho detto
essere uguale a quella dietro
e in alto da un cielo quasi fosse costruito con il vetro
cadono spingendosi nel volo angeli ed eoni
frammenti di divinità perfette
scettro di dio l'empireo e i suoi dei proni
ma ecco la mia mente ludica spazza
tra le stelle e la loro guazza
ai pavimenti degli umani mortali sostegno
la polvere lasciata dal corteo di signora Morte...
un po' di polvere indietro resta sempre
 

Einstein-Rosen -
non-sense
siamo avanti negli anni
ma noi abbiamo pens opposti
grattacieli che sono antri e caverne già graffiti
nello spazio col suo tempo graffiato a sfere
corridoi salti incombenti d'immortalità
wormhole che c'aprono alte stratosfere
colpiti a colpi d'estasi e demoliti
scolpiti buchi d'un incosciente divenire
ai pericoli del viaggio
domandiamo non c'illudere il passato coi suoi mali
siamo stati con gli antichi
Neander_Maya piramidi d'aztechi faraoni

da Stargate entrati come rugiade della terra

sui nostri tetti illuminati d'estatiche aurore celestiali

non si contano le ore
i miliardi d'anni fa
calendari inventati per ingannar gli inganni
ma le stagioni si quelle sono vere
e le conti tutte le sere
ah ma c'è laggiù un pianeta che è subito da aprire
eccolo la'! che ci fa?
esploreremo gli anni lassù deposti
li ruberemo ancor prima di dormire in tutti i posti
ancore ai nostri sogni esplosi come stelle
non possiamo farne querelle
siamo avanti nel tempo
lo scusiamo se abbiamo pensieri opposti
ps.si potrebbe fare pure al singolare eh!

ma va bè!
 

Cuore
Esame autogeno di un me stesso
faticoso impellente inutile al pari degli dei
al cuore valvole ventricoli a colpi batticoda
pulse cardiaci al periplo dei sognati cieli
bruciati coi fuochi d'un sangue idrogeno
espulso al soffio dell'ellettrica morte
extrasistole aritmico pensare
anamnesi al muscolo insolente d'indifferenza
non respira più d'ossigeno alle bocche
stimoli alla frequenza
pacemaker sofferenti e non faccio reminiscenza
angina instabile preferisco un vuoto miocardio
cuore e cervello supposizioni alla vita dell'umano credere
al dopo...
ect ect ect all'infinito sino al ritorno di una nuova
densa d'amore apocalisse
che con divini sensi la pietra scrisse
 

Il Soledimarte
Il sole di Marte fa arabeschi d'alieni colori
La terra brucia di intenso freddo la notte marziana
Astronauta di data paleolitico so quali dipinti d'ocra di Siena si impongono ai cieli dell'Ares divino
E allora voliamo angeli d'Olimpo aprendo buie orbite al cristo universale
Costruiremo altri mondi dentro gallerie di pensieri da altra origine confusi
Accenderemo elettrici circuiti illumini eterni a nostra ultima speranza
Il sole lontano di marte la notte scodinzola straniero fra le redente stelle
 

Amore pericoloso
amica mia intanto che nel buio smorzi la luce
ai gesti affido intelligenza
che sola al paradiso induce
da qui a quando non ci saremo e pazienza
leggo notizie sul giornale aperto
aspetto a parlare di scienza e d'amore
non disserto apprendo ma non ne sono certo
agli occhi mentre tu allo specchio cambi il colore
chiedo di non guardare d'imparare mosse vere
è più facile sbagliare che amare e poi sorridere
basta un velo nel pensiero ed ogni gesto muore
ed io lo so che tu non sei mai state nelle suore
 

L'ultimo caffè
facciamo così amore mio pago io
insieme al caffè del ritorno
dove pregavamo un tempo iddio
e offrivamo la brioss allo storno
noi anime in un viaggio d'amore reo
manco sapevamo cosa sia davvero
un lungo bacio sotto al neon
tanto era l'amaro caffè denso di nero
ci univa nelle forze
per contrastar di dio l'impero
lascia stella stare dei limoni le scorze
amore mio beviamo liscio questo spritz
diamoci all'alcol che la vita soffia come il vento
il sangue nelle vene finirà come uno sprizzo
e non avrò il tempo per pagare io lo sento
 

Pensiero che ho nella mente
è solo una parte di quello che vorrei dirti
per farti innamorare
non un passeggero pensiero
un flirt
un eloquio d'amore possente
che prima del mondo nessuno assente
mai abbia ascoltato
ecco perchè il cuore vorrei aprire
generare rare cognizioni rubate al vero
un sert psicopatico patologico che cure non ha
si vero? voliamo o camminiamo o... vogliamo?
sulle tante tante strade che mai abbiamo visto aprire
o ci arrampichiamo tra selle e forcelle di gigantesche montagne
tra neve d'Alpi e Appennini?
Come si scrive mio infinito Pensiero Amore?
Si scrive così
con le lettere del pensiero che vorrei tradurre in parole
impossibile penetrare senza dolore il Pensiero
 

La speranza dentro al tempo
Speravo amore di ritrovare
Sulla nostra strada maltrattata
Ogni fermata abbandonata
Di ritrovarle aiuole di viole profumate
Di nascosto il tempo ne ha tolto le tracce
E dopo tanti giorni a vagare intorno
A rischiarar le luci per riveder le facce
Mi par di precipitare dal cielo dentro a un forno
 

Nel tempo amore incosciente
Alla fine di questo tempo che non esiste alla fine delle tante corse su praterie mai viste
Vedo prati di margherite ostinate di vita e la siepe photinia di rosso vestita che da eterno tempo il mio sguardo intrattiene
E alla fine vedo picchi monti d'infinito candore con luci e manti di stelle sorprese dal nulla essi sanno senza sapere dei mari che in ere dissolte li custodivano
Alla fine vedo che il mondo è sempre quello
Vedo che il mondo è solo vuota coscienza

che del tutto ne fa amore incosciente
 

Pasqua 2022 e oltre
rinnova il tuo sangue signore
sulla croce impiantato a visura
d'una eterna redenzione di stirpe ignobile
consumato nel bene nel male
nell'indifferenza
aspetta non parlare fanne senza
ferma i fiotti rossi di vene d'esanime animale
non proferire anatema che non sia vile
la bocca tua divina non marchiare a impura
ascolta su in cielo suona la nostra ultima ora
 

amore eterno
non temere scontri all'infinito
siamo insieme dalla morte di nostro signore
aspettiamo sereni l'aprirsi di nuove vie
altre strade
che il computo umano delle ere sogna
agli esami rassegneremo tutti i nostri saperi
e con la saggezza dalle menti dell'uomo
in cumuli ridotti a seduzione
ci adopereremo per essere il di più di dio
guardiamo attentamente amore mio
cosa ancora potrà mai essere addotto
per non morir di colpe nel nostro divino fio
combatteremo tra le stelle
e sui pianeti che esplodono alla fine di un mondo
saremo eterni si
ma nei pensieri
che una volta sorpresi a scappare via dalle scie
sanno ciò che sarà dell'essere e del non essere
di qua amore mio tutto sappiamo e ogni destino conosciamo
di la ci aspetta chi non vuol morire
ma amore mio combatteremo sino alla fine
per impegnar speranze
al nostro eterno amore
 

Parole
dovrò scrivere ancora molte parole
e tante altre proferirle al vento
e far presto che il mondo ed il suo sole
scompariranno ancor prima dell'anno duemiladuecento
rispondi amore mio all'ultimo esalato aiuto
che ti mando implorando il dio disteso nei suoi giardini
con preghiere su preghiere e musiche di liuto
ormai io senza peso sorvolo sui pensieri ed agli affini
devo solo stendere alle residue arie della vita
le intenzioni del mio corpo e della mente
per asciugare ferite all'anima immortale e ardita
tendo le mani alle tue mani che la morte il mio sangue sente...
 

Voglio salvare il Mondo
desidero salvare il mondo
e la sua pace
davvero l'anima mia ha un suo profondo
che vuole sostenere il corpo audace
quando cammino senza peso
tra gli alberi di brine
credo che morirò sereno e illeso
poi viaggerò tra stelle e paradisi infine
voglio giocare con te all'amore
mai più staccarne dalla terra un fiore
sfiorare delle creature l'intimo dolore
e del Mondo ai suoi confini
toccare i cieli
non voglio scoprire di Dio i segreti e i veli
 

C'è la guerra
oh oh oh scoppia la guerra
oh oh oh scoppia la guerra
è scoppiata la guerra è scoppiata la guerra!
corriamo corriamo a vedere la guerra
è per strada in piazza ed al mercato saraceno
vieni a vedere ci sono i soldati
hanno i mitra ed anche delle bombe
han fatto il pieno

oh oh oh guarda quanti sono
sono belli han l'uniforme
ci son gli spari e tanti scoppi
con i carri

è carnevale
oh oh oh non importa

non si sta poi tanto male

c'è la guerra c'è la guerra
guarda come tutti scappano
ci son le donne coi bambini e con i cani
c'è la guerra c'è la guerra!
tutti gridano tutti esultano
non tirar su niente che non sia un fior di serra
neanche fosse un un pacco con il sale

c'è la guerra c'è la guerra!
oh oh oh c'è il nemico c'è il nemico!
nascondiamoci sul fico

oh oh oh c'è il nemico?

ah si ah si c'è il nemico!
ma chi è il nemico?
oh oh oh c'è la guerra c'è la guerra...
non tirar su niente da per terra
 

Elany Zen
Narcisi giunchiglie mughetti sotto i tetti
colori rapiti al cielo alle albe ed ai tramonti
soffi di saline rubati al mare ed alle sue spiagge
sui monti il bianco peso delle nevi scende al fiume
gentilezza dell'amore raccogli memorie
e di quelle ne fai nascondiglio perfetto
il tuo corpo di divino ha la nascita
ti consegno tutto quello che ho
Il nulla ormai perfetto
e tutto quel che so
Zen dello spirito
qui e ora senza tempo senza luogo
tra mondi presenti sotto i tetti
 

Astronave su Saturno
In una fase di rientro sostanziale
sos il dardo filante colpisce il segno
l'astronave valica montagne su Saturno
degli ultimi pianeti ne faccio breve conta
regolo sistemi alle orbite e agli influssi della morte
poi a sedere dire parole per scoprire l'ultimo universo
fatto come fosse bello di sera scopro gli ultimi segni dell'amore
il passato è come la felicità del mare sposta le sue onde
anime danzanti tra le stelle ed è sempre uguale
finita nell'illogico la Bellezza invisibile si sposta
nel cosmo aprendosi la via
L'Astronave nell'assurdo.

 

Preghiera
stai attenta a mostrare il tuo amore
grande madre di nostro signore
abbiamo logiche e spiriti divini
corpi feriti da corone fatte di spini
mani e piedi coi chiodi infilzati nella croce
e moribonda l'anima che prega veloce
abbiamo sparso sangue e budella sulla terra
male e odio nel cuore ora ognuno serra
non cammineremo più sull'acqua a Tiberiade
non leggeremo più metamorfosi e versi dell'Iliade
Stai attenta a ciò che facciamo o mia Signora
il Mondo e la sua terra ormai la tua bontà ignora
 

Io e Artù
amico di la da questo angolo in fiore
esiste soltanto un sentimento, l'amore
non dirmi che son facile di cuore
lo so m'innamoro di bellezze estreme
nel cuore ho battiti che son scintille
e nella memoria pensieri leggeri come viole
amico mio diciamoci che vogliamo mondi più belli
e vogliamo cieli con nuvole leggere
illuminati di stelle e pianeti d'argento
come la luna dei viaggiatori delle notti
amico mio stammi vicino
io starò con te
l'abbandono non esiste nell'amicizia e nelle gambe
perchè il mondo è si davvero fatto d'angoli
e non sappiamo mai quale destino cambierà
svoltato il ciglio
amico mio aspettiamo che ci sia una scritta
sui muri della città
"per di qua"
l'eterno pneuma sarà per noi
vincolo d'amore
enrico tartagni (e Artù)
 

Il giardino dei sentierini incantati
Formiamo amore il nostro Mondo
Incantato procede libero d'impulsi
I profumi dai fiori aperti riempiono i pensieri
La verità s'estingue volando lontano
Le anime fatte d'atomi persi dai
baci
Sprofondano nell'etereo dell'urto
Narcisi e giunchiglie ammorbidiscono di colore
Le nostre deviazioni ove c'incontriamo
Viole piene d'odore e primavera al sole gioiscono
Amore siamo anime formate d'intense cadute
Camminiamo lievi leggeri nei nostri sentieri incantati
 

Non potevo
non potevo amica mia
considerare il domani come un futuro
ti guardavo e negli occhi il desiderio
e non potevo muovere una mano
strano
un incanto un incantesimo
rimanevo attento e duro
nel cuor battente serio
e la tua bellezza era stipite contro il mio corpo
nell'animo distorto pensavo
assorto cercavo
di capire dei tuoi occhi lo sguardo
fanciulla stupenda di meraviglia
ed io credevo al sesso
ma amica mia l'animo malmesso
l'anima annegata nel complesso
non potevo incominciare un amplesso
insorto nella mia cupa solitudine
ti vidi sparire come miraggio tra le dune
sono io che adesso frugo della memoria ogni vano
ma ormai il tempo ogni memoria m'artiglia
 

zuppa inglese
non ti stancare amore mio correndo qua e la in casa
i Pooh che suonano non scrivono più
e Jennifer ancora corre come un angelo
ricordati però amore mio
quando ritornerai a dividere le camere con me
preparami la zuppa inglese con l'alchermes
che tanto mi piace
e la sai far bene
e il timballo di patate che basta esse siano di Parma
come si conviene l'andar di comune accordo
in una vita d'insieme all'amore e al gusto
lascia perdere gli errori
le ansie le urla gli schiaffoni e tutti gli orrori
non posso dimenticare di resistere all'odio
d'aver bruciato una vita in convivenza
sarebbe uno sbaglio
ma l'amore è un'altra cosa
sovviene di sesso di baci
ed anche di carezze a abbracci
storte posture
piegamenti e alzi a tiro zero
ansimi e dolori
sprizzi alle spalle
mi colpivi disattento
e adesso?
e adesso ascoltami amore mio
in cucina si consuma l'ultima fetta dell'amore
preparami la torta di brisè al profumo con l'arancia
metti tutto dentro al wirpool con la zuppa inglese
e non scordare di sbattermi il tappeto
il fatto è che mi aspettano gli amici al bar... ect ect
 

Dal buio della preistoria
I colori cambiano la luce
Le parole lo spirito di dio
Alimenta il fuoco la scintilla
Anni ad ere e stelle il tempo cuce
Sul sentiero del cosmo dei pensieri io m'avvio
Un'idea sorta dal buio del passato nella mente brilla
Il tuo corpo dea dell'Olimpo tocco con la mano
I sensi intensi nel sangue vengono come marea
Non potrò più restar fermo nello spazio
E il respiro manca al desiderio insano
Il colore della luce è terra d'Eritrea
Accendo stelle in casa per non sparire nella mia ratio
 

Gli dei.
Amico mio carissimo l'amicizia non si scorda
giorni deliziosi e delicati nella tua casa mi hai offerto
l'acqua mormorante del mare del mattino all'alba d'Adriatico
mi accarezzava il risveglio e gli occhi all'ultimo sonno.
Abbiamo fatto doviziose e complete chiacchierate nell'estate
ravennate vicino alle sperse lagune di marina
a passeggiare lievi su rovente sabbia dell'assolato luglio
sorseggiato the al limone e ricordato che il tempo passa
ma sa restare fermo quando le anime s'incontrano
e s'abbracciano mentre i corpi bagnano gli stanchi piedi
nel batter delle onde alla riva della spiaggia.
Sappiamo ancora adesso distinguere come un filosofo sa che la...
che la Natura non ha anima ma solo movimenti percettibili
mentre del pensiero e della conoscenza l'uomo, noi, io e te,
se ne fa vanto, essa scova nell'immenso chi dovrà ferire.
Grazie amico mio d'avermi regalato un riposo che s'adombra
di fatiche d'intelletto e di piacere alla mente e al cuore.
Non dimentico la bellezza della tua casa accurata ed elegante
l'accoglienza della tua gentile compagna della vostra bella vita.
Ella rasserena la mia recondita persuasione della vita
che gli dei della vecchia storia e le indovine del futuro
mi rimandano alle speranze giovanili.
Ma dall'olimpo delle immense menti e storie dell'Antico Mondo
funerario e e ambizioso di miti e leggende che ci rendano
immortali non sempre e forse mai ne discende la Fortuna.
Mi hai detto che le disillusioni le paure le fughe le cadute
dei grandi giocolieri dello scritto hanno bastonato e fugato i dubbi
dell'immortalità, e qui da te ho vissuto e vissuto giorni di pace
ed il sereno sorgeva ogni giorno ad illuminare il sale della tavola
le schiume e le onde dell'Adriatico da Ravenna a Trieste all'Istria sino a Pola.
 

Oltre la sfera del Pensiero
so che ti amo
sai che ti amo
ma il sapere è come il pensiero
fugge veloce senza confidenza
sfugge agli artigli della memoria
è un misero ricordo che resta del mondo
quello che è stato universale
ora mi resta come clessidra svuotata di sabbia
nelle mani fradice di ossa consunte
il niente
quello infinito inconsiderabile
labile
come fogliette d'abeti consumati dalle ere apocalittiche di
Dio
e se di me
e di te
e di chi ci generò
non resta nulla se non foto di marmo nei cimiteri
nei nostri cuori bruciati in cenere del Gange
vita oltre il Pensiero
ci sarà pur sempre una parola che s'inoltra oltre la sfera del Tuono...
io ti amo
tu mi ami
 

Non mi ricordo
il peso del tempo sfascia la sua fatica su di me
e scambia la memoria cin cin con tutto l'oro sfavillante in cielo.
Dai cieli
io son nato da terra incolta
il resto l'ho fatto io
ma non conta
e così ho solo un compito di scuola rimandato
da finire
contare
contare ogni cosa che passa qui vicino
contare i giorni già descritti che tutto comprendono
eppure amore mio non mi ricordo
dove eravamo?
Guarda quante stelle cadenti ha il cielo!
Contarle devi!
Imprigionarne una nel mio covo anelo
il cuore non sa contare non lo sapevi?
Si vedranno solo quando il manto si copre di nuvole nere
e il numero di quante stelle ci sono in cielo si può sapere.
Così poichè gli occhi non vedono
le mani le tue mani non prendono
conto io le lucenti stelle che sfiorano il velo da lì
come grande pittore sulle scie
voli e volti senza vie nella memoria scendono.
C'era altro e tanto da contare negli infiniti dei ricordi
ma ho scritto questo e non rammento se già l'avessi fatto
ho scritto questo
ma del carme dantesco
non fa testo
 

Memoria, la giornata della
Voglio vivere nel cielo di una nuova terra
Dove il sangue non scorra più per il colore della pelle
Per la fede di una religione
Voglio una Terra dove un bambino nasce per gioire non per morire
Voglio vivere anche solo un istante che non sia solo di dio ma che sia anche il mio
Voglio volare con un aereo nuovo senza ali in un cielo senza l'odio dei pensieri
Scollego l'interno dall'esterno
Es ist inedita coscienza d'incoscienza
Partecipe d'immagini allegate a quaderni vecchi scritti dal passato
Con sabbierosse deposito dell'odio che a stento ricoprono le scarne dita
Radiofaro l'ammasso della mia vita
Intermittenza zero
Temo di capire ciò che dentro a me è il vero
Dopo mi sparo
L'esterno ne contien l'interno e lo divide in bene e in male
Pulsa l'anima di stelle e di galassie e di paure d'uomini al macello
Esplosioni dal futuro e Dio butta corpi inerti dalle scale
Giasone corre dietro al Vello
L'Alighieri al Paradiso
Voglio vivere in in mondo che della Morte più non ne abbia il viso
 

Il Carrista bambino e il suo destino già segnato
Uscendo da vortice di fuoco
trasloco dall'ignoto
la valigia era una in ripostiglio
ritrovata mentre le mani
rovistavan sottopelle
lì vi sono chiuse sembianze
riluttanti identità
senza carta a garanzia
che vi sia stato amore
sgombero poligono immediato!
sono il pilota di ciò che mi è dato
ne va dell'età e del passato
sconfiggerò il futuro
sullo sconcerto del nemico al piano
dalla mente bombardata
a millimetri novanta alzo zero
vai colpisci al cuore
proiettili mnemonici d'oltre spazio dell'impero
trincee fossi assalti all'arma la sconfitta
la vittoria ai cingoli di ferro
d'acciaio la corazza
del giuramento non ricordo un brano
aro la terra dove stagnano le ombre
ed ossa dei miei malandati mali
dei miei irridenti avi
li vedo nell'indomani indù
più lontani
più piangi scuoti e scavi
che sono soltanto buchi minimali
m'agito nel respiro voglio tornare su
pesi di bimbo e il ricordare
cavalli a dondolo macchinine a pedali
nel legno impressi
appesi a ganci d'infantil memoria
stanca
miniserie in legno
rimembranze
precipitate in loco
 

Cos'è l'Amore?
mi giro amore mio nel letto
nella notte le lenzuola non hanno più colore
il cuscino morbido diventa pietra
non ci sei dove sei non sei tornata
alla casa dell'amore
alcova deambulante nella notte
cercar rifugio dove i pensieri vagano senza confini
nel tuo rientro c'è il buio intorno a me
tu ne penetri il profondo
entri nel letto
dalla tua parte alla mia destra è freddo
t'infili nei sogni miei e tuoi e ne scaldi ogni lato
scendi leggera dalle nuvole del tetto
appoggiato borsetta e cuore
sulla sedia che s'acconcia accanto al letto
steso già il vestito leggiadro della festa
mi mancavi amore da una eternità
aspetto che il cuore trovi la forza di fermarsi
e il respiro di trovare nuove atmosfere
una tua mano morbida gentile accarezza la mia
non ti chiedo nulla dei tuoi daffari
svolti agli esami di coscienza
non m'importa dei tempi del tempo
la felicità devasta il mio cuore
il tuo corpo profumato di eterna Primavera
sfiora il mio alleggerito dall'Amore...
 

Introspezione
guardiamoci negli occhi più dentro che si può
siamo qui seduti al bar caffè dei perduti amori
la fretta non ci preme non è più un'angoscia
guardandomi indietro all'improvviso ora lo so
ricordo che ascoltavo nelle chiese del signore i cori
voci intonate come la pioggia quando fuori scroscia
la preghiera era sempre quella salvami Signore
intanto la tua bellezza incorniciava l'altare di Maria
l'estasi m'era salvezza come il cuore che batteva
ricostruiamo l'anima con un caffè ed il suo agrore
perduto il tempo per cercare altrove un altra via
non ci accorgemmo dei battiti al petto che la vita leva
 

Vespro
Al vespro nella prima sera
che spegne il sole dell'ultima ora
s'insinua nel corpo vaga tristezza estenuante malinconia d'umor nero
Sul tavolo distante della casa foto senza memorie
d'argento noncurante incorniciano uno smarrito amore
Si scuote l'annebbiata testa nel rimembrar sommerso
nel mare morto d'un passato mai cercato
Ma io ancora posso respirare aria che il mondo sulla terra irrora
Scrivere lente parole di sensi spente ed anche rare lettere
per te mia Donna ambita
Resisto piegato sul dorso della fine allo scorrer delle storie
e sono canna d'organo che le sue nenie suona al vento
Chiuso in rivolta oscuro curo d'alcol tagli all'anima
d'amnesie fragile come un fiore
Ferito e col sangue del dolore sulla pelle esploro drakkar vichingo
la mia fine nel gelo in fondo al fiordo
Quindi chiudo libri e tastiere e rovescio foto
e d'aver vissuto amori non ricordo
E' già notte e alla fine del pensiero
mi s'insinua nel corpo la tristezza della morte...
 

Befana
la befana vien di notte
degno postulato di divinità
porta regali e pene
epifania non finzione
bimbo nell'uomo
un es che scarica pulsioni fuori dal mondo
lascio cadere qui nel nulla l'assenso
fenomeno accessorio alla biologica coscienza
e poi qui l'esame del discorso mi cadrà
erlebnis senza origini vissute
epifania delle feste di re dame e regine
ed ecco che mi rientrano dal camino nero
gli errori del pensiero
appendo calze bambine sorridenti al nerofumo del carbone
apprezzo il silenzio della notte
che avvolge le ultimissime speranze
so che avrò in regalo pensieri e note musicali
sulle oscure nuvole del buio faranno musica e suoni
astuzia della ragione che non perdona
è evidente
è come vero
etica dell'amore
che non conosce amore
e ferma se stessa nel suo proprio assioma
la befana m'ha portato in uno scrigno d'oro
un minuscola lacrima d'angelo
 

Tu vedi io no
perchè vedi
tu vedi davanti a te l'eternità
io non vedo orizzonte
e mi basta
oltre le linee non vado mai
perchè vedi lì c'è il vuoto
vedi ci cadrei
e non volo
perchè vedi io voto che l'uomo riabbia le ali
per atterrare sul sole
sulle sue stelle
per avere altre orbite pendenti sui vuoti
perchè vedi tutto sta nel cuore
che non ha linee definite dal dolore
e dall'amore
ventricoli arterie valvole del signore
perchè vedi come scruto nel buio e non vedo

chi abbia il potere di amare
vedo te e ti chiamo amore
perchè vedi
non posso perdere speranze ed illusioni

io non vedo davanti a me
l'eternità

 

Angela
l'ansia del male strappa il cuore di dolore
la tua immagine d'angelo che la terra non vuole
inchioda alla croce il mio corpo
ne strazia il sangue
e ti prego angelo che piange
ricordati di me
del mio pianto
di tutto quello che io e te
mai abbiamo avuto
e che dovevamo avere
Amore prima di tutto nel divenire del tempo
rispetto dei nostri piccoli corpi che custodiscono
anime innocenti e pure
la cattiveria insidiosa livida e incapace di pentimenti
dell'uomo ignorante
distrugge la tua felicità
e la mia
e ti aggrappi all'ultimo pezzo della tua derubata infanzia
alla stoffa colorata della tua bambola ultima speranza
alle sue carezze d'amore
agli abbracci che mai più riceverai...
le parole oggi e domani non colpiscono più l'innocenza
del tuo pianto
non scolpiscono più sulle pietre di dio i suoi comandamenti
siamo rimasti soli io e te a guardare le strade dall'uomo
bombardate d'odio sterile e indifferente
gli dei hanno ammainato il loro amore consunto dal tempo
Angela che sola senza un futuro da vivere
passi sulla terra
a piangere invano sulla nostra vita ferita
aspettami vengo con te
voglio abbracciarti nell'Eternità


 

Natale
Domani sarà Natale
cosa facciamo amico mio bianchissimo
nel giorno che ci aspetta domani
vestiamoci del dì di festa e con gli auguri
passiamo i giorni come se il signore a se ci volesse
amico fedele camminiamo perchè fermi non ci stiamo
abbiamo lunghi sguardi tanti da consumare sulle strade
nei fossi voleremo cadendo di striscio sui passi
traballanti di sentieri innevati
di neve leggera fredda come gli auguri dell'uomo
ci disseteremo di gelo per quanta sete avremo alle labbra
ci adorniamo dunque dei rossi frutti dell'inverno
delle bacche corbezzoli e del ginepro il liquore berremo
del capriolo eseguiremo balzi e salti
avremo tempo per imparare
la nascita degli dei è festa d'ogni anno
possiamo inoltrarci dove le foreste ancora non ci sono
e potremo volare dove renne e babbinatale consunti
s'adombrano di stanchezza e ne sono il tributo
pacchi doni e panettoni ora son già da gettare
chiuderemo della casa porte e finestre
lasceremo fuori nel freddo respiro male e dolore
teniamo dentro di noi e tra le mura
l'amicizia fedele
il caldo che lega il nostro passare
sotto le svolte del Sole

non sappiamo che giorno sarà ogni nuovo Natale
 

Lode a Draghi
Draghi e sa fe 'na massa a gvarnè
u te met in te cul nott e dè

lò e sa fè a la granda cun i baiòcc
coma i sciucadur cun i sciòcc
e va in zir in treno insèna a l'Europa
e intant cun Mattarella e zuga a scopa
da Brucsell e torna indrì in limusin
e gverda in zir par Ravenna cal purèti ad Mariulìn
us fa una risèda cun al bisachi pini

e e dis a i sù sbrulè a fasè dal lèzz fini
l'à dù marò coma dò biedòl d'Ross

che Ciampi Prodi e Amato ui fa un baffo
me invèzi quand che e scorr a so tot scoss
cazzo sta d'avdè cu'm m'aumèta la bulètta!
i madavescol m'arraffo!
mo se e dà caschè da la vetta
a so cuntent e a m'imbarièg cun dl'Albana bòna
ad Bartnòra e cun un cafè macè
can voi piò sintì ad Draghi un fiè
o a m'invòl lassò sòra a la Lòna!
 

gira il mondo gira nello spazio senza fine...
io giro il mondo ma il mondo gira per me
e sprizza segreti per me
come una fontana romana sprizza acqua per me
quando ne guardo imbevuto di sorpresa metafisica
la bellezza segreta
e non ci sarà mai più uomo o donna
che possa dire io conosco il mondo perchè il mondo sfugge
rovescerò la mia conoscenza la consapevolezza la coscienza
che nato son già morto
proverò in ultimo a pregare
per il povero il miserabile l'emarginato l'operaio al limite
il nuovo proletario
per l'uomo sbagliato per quello diverso
diverso da me io straniero a lui
devo urlare a chi mi comanda con il suo turpe potere
che la forza dell'uomo è la ribellione
è il coraggio di vivere nel mondo senza girarlo
senza conoscerlo
la rivolta è la forza dell'uomo
che salva la sua consapevolezza d'essere un soffio di vita
sesso amore ed odio
ed allora la rivoluzione della rabbia
del bisogno dell'indipendenza segna il passaggio dalla morte alla vita
proverò a lanciar fuor di gola ammalata d'odio e d'amore
l'urlo angosciato di Jim di John
d'ogni uomo e donna per liberare non solo i corpi
ma anche le anime soprattutto le anime
che non hanno bisogno di spazi nel mondo per girare
dalle angosce dell'insurrezione
sono qui leggo assorbo dilato la testa gli occhi
osservo e dimentico e non capisco
perchè l'immenso dolore che impregna la terra del mondo
ci procura l'urlo di libertà
perchè solo adesso lo so
che l'autocoscienza di se e del mondo
che gira indifferente alla nostra paura
è la nostra prigione...
 

il mondo di enrico
liquido sortilegio
instabile metamorfosi
fragile libro letto da rileggere
senza tempo senza memoria
amnesie e ricordi
limpidezze da stampare
foto immagini accorate
il libro di enrico
senza pagine
in bianco come la vita consumata
senza copertina
brochure di sogni ah illusioni
nell'anima appaiono umide le stelle
sanno penetrare il buio
il cielo di enrico
paradiso di terre da aprire
sfonda recinti e confini sulle montagne
passa nei mari
li stende ai piedi di dio
lucente fascinoso sterminio di genti
di coscienza
di sessi
esploso con infiniti coriandoli di note
di notti senza fine
d'infiniti sbalordimenti senza perché
le notti di enrico
sono solo impotenti semi di coscienza
s'aprono lenti
occhi innocenti del muto silenzio
al di la della siepe che cinge
spinosa pungente
l'edema di morte
e i non so
assediano l'oscuro presentimento
assediano la vita fino al giorno
il giorno di enrico
è un diamante
inciso a sangue sorgente
splendori mimetici di amori
nel mondo di enrico
pianura fatta e rifatta di transiti
itinerari inesplorati passaggi
e deserti senz'orme
pensieri mancati
distese irraggiungibili d'ambite conoscenze
anima pesante senza ali senza voli
immensità
cornice
del mondo di enrico...
scrivi in un attimo in un soffio di vita
il mondo scompare dissolto nell'ultimo...
 

E domani?
e ancor di più penso al domani
assurdo e non credo agli sciamani
basta sacrificar dei e dio sugli altari
scendere da colli e montagne al riparo degli spari
navigar tagliando onde tempeste e mari sulle nuvole
bagnarsi le mani di sangue e sondar delle scarpe le suole
è ancor più vano coltivare fiori nei giardini e le speranze in casa
quando la ragione o la coscienza dalla vita persuasa
s'inonda di non voglio morire prima d'averti detto t'amo
di tutte le mie parole ogni discendenza ha un ramo
ed io adesso ed anche domani
non ho parole ne più pensieri da appender impiccati ai rami
 

In memoria di Gabriella
è sempre così
nel profondo si schiude un altro abisso
e perdo le parole
irremovibile e tenace stai
e non mi guardi
è sempre così
infine lascio scorrere il cinetico sogno
funzionava un tempo che fu
oggi insicuro ne osservo le mosse
che non si muovono più
e così sposto il ricordo
a quei tanti giorni vissuti orgogliosi di giovinezza
e si giocava e si ballava e la musica andava
e così oggi
e non lo sarà mai più
sono fiori senza profumi
se ne stanno lì chiusi in tua compagnia
ma il tuo volo in stasi sfiora l'aria
scavalca leggero la rete
statico fissa lo spazio
lo fende
e ne lascerà la tua traccia di fede
è sempre così
quando muore un amore
che possiede il sogno.
 

e oggi
quanto nebbia avvolge il cielo
mondo ottuso esploso dentro se stesso
camera ardente infinita sepolta nelle stelle
cose prime che mi conducono immutabile alla fine
avverto strani sensi
e ovunque vedo fiori nel mio pensiero
lucidi pre sentimenti creati dal niente nell'aria
legami a te e non lasciarmi alle onde degli spazi
memorie che si ripresentano infide di movimenti
di stenti

cammino nelle vaghezze d'uomo mortale
e oggi

spente le luci delle mie visioni
nella nebbia vedo il cielo
 

Monade
ecco cos'è questa leggerezza di pensiero
debole sensazione di vedere nero
mentre il cielo si confonde nel futuro
ahi col portare pesi all'anima il giorno si fa duro
percezione d'autostima svanita nel nulla e nella coscienza
morirò peripatetico passaggio nei giardini della terra fino all'ade
sono oggetto della mia mente che non ne vive senza
ecco cos'è questo sentimento che nella monade m'invade
ciò che è della mia essenza vive in persuasione
di me stesso senza idea riflessione inutile definizione.


Genesi
Meditazione in sospeso.
Persistente desiderio
emana dal suo seno proteso
nudo di donna
scandaglio nei sensi animali.
Assediante scatena la forza
vecchia
di penetrazioni.
Odori cinerei nell'irrazionale sesso
il roseo pube sprigiona
e nessun uomo resiste
alla quaternaria violenza dei corpi.
Per questa metafisica apparizione
all'alba
abbandono all'oblio
un letto sfatto di dolore.
Le apnee dell'amore
non hanno climax
ci lasciano i vuoti dell'amplesso
E lei
dea distaccata d'imponenza
si solleva nuda
colma dei colori della pelle.
Il tempo guarda
indifferente
la forza distruttrice di quel sesso.
Liquido caldo
di sussulti arroventato
penetra l'incendiato inferno.
Salverà il Mondo
il Desiderio?
 


Alla deriva
nel lungo tentativo di portare avanti relazioni

rapporto me stesso a dio
fuoco divino d'altre sfere e celestiali cerchi
scrittura fatta di stelle contamina sesso e sentimento
alla ricerca c'è l'io perduto che legge Proust
Cèline e D'Artagnan in viaggi senza notti
c'est la vie
muore d'asfissia con bombole d'ossigeno marca d'antan
lento senza respiri dentro a un letto
sfatto di vuoti sottotetto
s'aprono fasci di filosofie che incantàn le montagne
Gandhi il Gange Mandela e le lasagne
mai...m'hai offuscato la mente mio Capitano
ho metamorfosi in corso
uscite da
scartoffie uffici corridoi
con moquette d'ansie e di dolori al cuore
perchè il cuore non ha memorie
leone tosto guerre e paci io faccio
respiro fumi di vulcani che soffocano la vista
ne ho stesa la lista
illustri e attenti maestri ascolto e taccio
e dipingo me stesso senza me stesso in quadri all'olio
mio dio, son senza tele
faccio nudi al Goya con il rosso e il nero
prendo a calci scivoli mortali di ghiacci in Groenlandia
idrovolanti in volo con benzina shell da traversata atlantica

mirabolanti giochi per morire di paura sogno su Mirabilandia

in cornice ho mille eroi rosso fuoco di battaglie e morti
sono al sangue color delle camice
traditori e non
mi son messo fuori ad aspettarli
al freddo mi scaldo con il fon
appesi lì in cucina sulle fiamme nel Grande Sonno della Storia
Nebula nella Coscienza viaggio tra gemme d'infinito
visito Circe e Troia

alla prefica chiedo destini e amputazioni al mio futuro

mangiando io svagato Ulisse mandarini e soja
non trovo la mia Terra d'oltre Po
affondata nelle Fosse d'Otrantò
sparo bordate da novanta alle coste d'Albania
accompagno Bound Zarro Flash e Arden Dale
lascio la mia mail
dall'Astronave finisco di contar le stelle sulla Terra

e così sia.

 

Spazi vento vedute d'autunno
foglie d'autunno
non si cambia il limite alle cadute
gli dei non hanno più un limbo
spostate le potenze da tutte le vedute
materie o essere solo in virtù del nimbo
forme che s'assumono agli spazi
vuoti di passati storie in ogni dove ricreate
sofisma del tempo colmo ormai di strazi
io precedo le fortune lacerate che mi sono state date
e guardo
l'estasi fa parte dei ricordi
e i paesaggi hanno le forme del pensiero
volo ma non lo so
perchè cado
soffio e non mi sposto
non ho velo sull'albero maestro
sgonfio
le mie logiche
i dubbi
le leggerezze praticate
e guardo
come passano le molecole invisibili
ma i colori
le stagioni che son pratica di spirito
sono un circolo
sangue e anima dispersa ai venti dei tempi immutabili
fin a quando l'esplosione non ricomincerà
a render le vedute labili
si lo so son solo foglie
hanno i colori
le primavere son sempre quelle
gli autunni
son come l'inverno
non sanno che vengono e se ne vanno
fino a quando...
intanto osservo

e ascolto
un nascosto sibilare di cadute col vento
 

 

Occhi di gatto
Nulla resta
se non quello che brucia la Terra.
Dormo
profondo sotto la coltre dei sogni
scrivo veloce il pensiero
che sfugge
prima che sbatta
la porta
che se ne vada
per sempre
come distaccati
occhi di gatto.
E' tardi
è sera
come sempre
lasciami stare
se non hai niente da fare
da dire
è notte
come non lo è stata mai
i sogni alle luci dell'alba
non prima
non dopo
niente resta
se non quello che mi brucia
il ricordo.
 

Considerazioni a mezzo del guado
Quando partisti amore mio?
Non m'accorsi del vantaggio che mi desti.
Ora son qui in mezzo a crisantemi e ricordi e piango.
Prima il sole aveva un giro.
Ora non sorge e non sa cosa sia l'alba.
La luna disperde raggi ma non è più la coperta della notte.
Sto percorrendo vie disturbate dal sonno a mezzanotte.
Non so cosa sia più avere il respiro per vederne il giorno.
Mica ho perso cognizioni e cause sono ancora qui e osservo.
Un mare di percorsi imbrogliati dalle tele del tempo.
Legato a rami spezzati confini sradicati fiumi in piena.
Devo attraversare questo oceano di pensieri e di paure.
Quando ritorni amore mio?
Son fermo in mezzo al guado...
 

Difficile...
Naufragio in alto mare
naufragio su un litorale d'alto mare
guardare le sponde rocciose
le spiagge sabbiose
che si riparano nel cielo profondo
ogni frase manca d'una parola
ogni momento sta sospeso
a quelle parole
difficile capire
parlare del giorno
che non è mai come la notte
difficile vedere
sondare l'abisso della paura
difficile resistere
capire come il tempo divori la vita
difficile
ma piace

naufragar nell'altomar della coscienza
 

Canzone
Una canzone si ma quale?
allora

voglio scrivere una canzone
anch'io

che ho il cuore aperto a sentimenti

d'amore
la pioggia se cade non mi bagna
s'asciuga al mio calore
e il sole dell'estate che brucia gli ombrelloni
delle spiagge
è brezza sulla pelle


allora

voglio anch'io superare le barriere del dolore
dell'odio
delle mancanze di parole per dirti
abbracciamoci
e lo faccio guardando gli occhi che mi guardano
allora


è vero

sei tu che mi guardi e mi sussurri
non disperare
non piangere
asciuga ogni lacrima anzi lasciala scorrere
formeranno il mare del tuo infinito Amore...

ect ect
 

Una spiaggia d'Adriatico
I tempi delle storie stimati
stigmatizzati
cronometraggi d'una vita
lenti veloci
lenti d'ingrandimento
d'ore minuti secondi
frazioni di respiro
lasciti e duna
d'un record
dinamica d'un percorso
mai percorso
rincorso
in rabbia o delusioni
son lì scritti
a tremante mano
su una spiaggia d'Adriatico...
qualcuno
qualcosa
di divino
lì concepito

li cancellerà
nell'eternità dei tempi
 

Sai, non ho tempo per parlarti
lo start sta per partire
un colpo di pistola
nulla da dirti
siamo due parti
sai il giorno sta per finire
tra poco ricomincia la scuola
fantastico ad oggi niente da spedirti
sai, qui da me è già notte
ti giuro non ho visto venir su il sole
o tramontar la sera
prendimi la mano dai o sono botte
0 strappi alla terra di mazzi di viole
alle piastrelle di casa do Kg 100 di cera
dimentico ciò che ero
guarda ci spero
sai, non ho tempo per scriverti comodi versi
tutti i miei sogni nel passato si sono dispersi...
 

Che sera sera, sarà quel che sarà...
sarà che son piccole cose
sarà che i pioli della scala scricchiolano spesso
sarà che mi pungo ogni volta che taglio le rose
sarà che dalla tua porta da tempo non ho accesso
sarà che il campionato del sesso non m'importa più
sarà che t'amo ma non ci sei solo tu
sarà che la partita adesso è chiusa
sarà che il giorno è sempre tanto corto e ne son confuso
sarà che le nuvole la notte cambiano colore
sarà che potrei pensare per ore e ore
sarà che bastano poche piccole parole
sarà che non le ho dette
sarà che non me le hanno insegnate nelle scuole
sarà che le tue sempre son perfette
Cosa sarà stato di una vita intera...

https://www.youtube.com/watch?v=xZbKHDPPrrc
https://www.youtube.com/watch?v=RX6-yDC3Fqg
 

La coscienza di ...
Lascio andare la debolezza del Fato
m'adatto alla coscienza di Zeno
il filo d'oro del cielo d'autunno collega l'anima alla terra
d'un grammo non peso di meno
d'organi consunti per l'inverno mi sono corredato
mente braccia polsi mani son pesi per il viaggio
guarigione senza confessioni come un allunaggio
la nave vento di pace cala sulla Madre Sierra
ed ecco un vento d'impeto di gelo
sconvolge la pelle e del suo sangue colo
so di chi sono le foglie che se ne vanno
cadendo non fanno danno
al freddo dell'aria guardo solo
ghiaccio agli occhi come un velo
la scia distante del mio volo...
 


Svegliati e sorridi
Svegliati e sorridi
sui crinali
stona il canto degli angeli
quando dio s'addormenta
s'apre enorme buco sfera
scopre bianchi ammassi
bugie che strisciano
globi d'oltretomba
copre gnomi e forme senza linee
farfalla trasparente che vola dal dopo
scompiglia i soli
ignora le stelle
... ogni cosa non ha senso
in custodie segrete di eremi urbani...
abbattuto il muro debole del silenzio
esplode il boato del nulla
mette il sale sul sangue
coagulo delle essenze del corpo
vuoto nel suo cielo
cassettoni d'ottocento e bauli del tesoro in soffitte meditabonde
imprigionano musiche d'arpe e canti d'angeli sdrappeggiati
strappati ai lampi e ai tuoni
spacca le pietre e il litico il fulmine
incendia caverne
brucia le ossa al neanderthalman
che piange lacrime d'uomo
finisce così
qui
l'ardimento dei cuori
incapaci di amare il putiferio di dio
svegliati dio
e sorridi
hai ancora tempo nelle tue braghe
per riparar le falle.
 

il pittore
facevo il pittore
bozzetti grafiti tavolozza a destra
tela d'orbace multicolori
il nero fasciava il rosso e il bianco
mitigava gli orrori
la mente pugnace vettore
guidava la mano sicura d'esser maestra al banco
gravità zero Picasso rideva oltre cornice
così di necessità guardavo il cielo e le penne alla pernice
come su un lago d'azzurro le barche ridisegnano la tavola
faccio il pittore

la tela impregna di tempere i pennelli e la spatola
e vorrei avere cromie popart d'accademia
astratti drappeggi arpeggi e crome d'intimo suonatore
pittura che la mia anima premia
ecco perchè faccio il pittore
con amore e senza dolore
per colorare di schizzi il cielo alla mia aperta finestra...
 

Massimo Reggiani un Amico per sempre
Massimo mi manca già qualcosa
qualcuno
questa sera m'appare un vuoto eterno
manca un pieno di stelle
manca la speranza
disilluso di avere una mia stanza cantiere
un mio percorso
che sia quello che voglio
stasera manca un respiro
il respiro di un volo
che prima veniva da lontano
molto lontano
che avvolgeva silenzioso morbido l'anima mia
e la curava degli strappi e dei suoi delitti
mi manca qualcosa stasera indefinibile dolore che mi spegne palpiti e desideri
stasera devo ricominciare a pregare devo risollevare quello che mi manca
per sempre un cuore amico
che non c'è più
sempre di più piangerò
perchè di gioie e di mali manifesti s'alimenta l'incendio che devastò il mondo alla sua nascita mancheranno due cuori ogni sera che verrà
ma qui sulla Terra
altrove non lo so.
 

L'albero del tiglio
Mi piace stare appoggiato all'albero del tiglio
Ne assorbo il profumo e la parola
Lo sento come un figlio
Non sono più anima sola
Oh se piace ricordare i sogni di bambino
A scuola con la maestra li vicino
Al pianoforte tutti a cantar portami una viola
Una linea che parte da lontano
S'avvicina si confonde mi stringe una mano
Ed io che piango
Resto all'ombra di canzoni fior del fango
Mi stringo all'albero del tiglio
Al suo incantar m'appiglio
 

Il breviario delle notti
andiamo lentamente sulla strada guardando le immutate stelle
camminiamo a brevi passi contando quelli inutili già fatti
stretti contatti
mani sfiorate dai brividi delle notte archiviate in cibernetiche cartelle
sono le note trasmesse dal cuore alla pelle che brividi...
gridi...
su d'un microscopico breviario annotiamo
sensazioni passate di moda
la guerra ci fa belli
liquori fatti a sprizz wiskhey e soda
mi son tolto la maschera più volte
manovre stolte
mai riconosciuto da chi gira la notte su queste strade
l'amore così ogni notte evade
dalla porta aperta perchè mai fu stata chiusa...
si dice?
butto fuori i pesi le ansie le cornici alla rinfusa
avevo una foto di una irrilevante beltà senza cornice
ma dentro racchiusi c'erano strabilianti ricordi
dischi a trentatrè marcati casa Ricordi e Baci
senza ascoltare quello che dico ridi e taci
andiamo a camminare nella notte e nelle notti
scriviamo tra le stelle del cielo di buio soffuso
le note su fogli neri di cartone confuso
ah bè...ora me lo dici... è un sogno
potrei all'improvviso per terra cadere non vedi sono in bici
di svegliarmi non ne avevo bisogno
mi lasci ti lascio apro il breviario
v'ho scritto il numero dei sogni fatti disfatti da fare
è straordinario.


In palizzata
mi sono seduto comodo su d'uno scoglio di sale in palizzata
e ho cominciato a guardare il mare Adriatico
sulle onde brevi e tranquille luci di fata
a Ravenna il mare è di casa e sa d'antico
come le stradine nel borgo San Biagio che son come un vico
tra le mani stringo ancora un minuscolo plico
ce l'ho lì da trecentanni
dentro ci saranno milioni d'affanni
sgarberie baci carezze imbrogli
sorrido se anche vorrei ridere
adesso che sto attento son duri questi scogli
giocavamo tra spiaggia e mare a mangiare mele e pere
a cucinar sul fuoco di rami di pineta delizie come le cozze nere già di fumo
fummo un mondo che ora non c'è più se non nell'onde
e comunque son qui che apro il plico lento di anni
s'apre ed escon profumo di mare stella d'argento che brilli lassù
quanto tempo ho liberato nei cieli dei cieli aprendo la busta
oh! guardo il mare ancora e poi non più la vista è vetusta
dimmi dove sei stata a scrivere la minuscola lettera
sulle stelle? in cucina? al bar bevendo latte e cioccolata?
e me l'hai messa in mano e non lo sapevo
non v'hai scritto la data
dovrei tornare indietro indietreggiare sino al medio evo
conquistare anch'io un pezzo di Luna
ma lo scoglio fa male e ferisce come uno scarlatto Hawthòrn
torno a casa sono a casa sono solo mi cucino patate al forn
Domani ritorno in palizzata ma su quella a sinistra guardando il mare
 

Il rosmarino
Innaffio il rosmarino dell'orto
compagno della terra
e se l'accarezzo
mi dona sulle dita il suo profumo
e se gli parlo lui mi dice
portami con te
nella tua casa.


Caos nel Laos
Piane delle giare nel Mekong approdo in Laos

Bombe atomiche urne cinerarie Buddha e caos

Concentro rumori in un interno del mio cuore
Non osi poesia imperlare il passaggio delle ore
Wendy vola già da sola
Turbina in libertà con Gay Enola
Sventola bandiera arcobaleno
Trilli spolvera stelline d'oro al seno
Artù sfodera la spada e canta Genevièv
Io immenso immerso dans mon rève
Ci sono storie che non hanno fine
Lotto contro il sale pettinato in trine
Male t'incolse eroe di trincea
Storia infinita di non finire rea
Come perduto seme sempre nelle stelle
Muore di rumòr le mon coeur in festa sotto la pioggia
 

Malinconia della sera
Questa sera cosa penso...
la sera incidente del giorno
con le nuvole tranquille
l'aria soffusa dei nonnulla del mondo
respiri che non han bisogno di luce
non sono ansimi di fatica per superare il giorno...
una sera fatta di niente solo di colori
grigi tenui senza l'oro coi lapilli del sole
senza tramonto...
una sera che addormenta le paure
o le risveglia
una sera che è magia se non la vuoi vedere
mi riporta alla mente
il confine degli universi
distolgo gli occhi dalle lungimiranze
e non guardo le già lunghissime lontananze
non vedo cerchi, circonfusioni, le confusioni,
lamenti, passi nel futuro
non odo silenziosi pianti
ridenti bimbi prede già di vita...
questa sera incidente del mondo
avvolge il cosmo nell'abbraccio della sua dimenticanza...
niente esiste sopra a queste nubi
le cose, ogni volto, ogni sospiro, una lacrima...
sotto...
 

Antico amore
Per fortuna amore eravamo ancora là insieme
Non perde mai la sua anima animale la speme
Rammento come guardavan profondi i tuoi occhi
E quanto in ansia del campanile io contavo i rintocchi
L'aria in giro pulita dell'amore ne aveva i sentori
E sempre quell'aria dei fiori ne spargeva gli odori
Camminiamo leggeri sull'erba per farci i nostri sentieri
Domani torniamo e lì su vogliamo i baci di ieri
Volevo allora confessare al tuo cuore il mio nascosto pensiero
Alla porticina della chiesa appoggiato tremavo d'anelito vero
Per caso solo con te sono ancora qui insieme
Con un amore animale nato da un piccolo seme


La preghiera del signore
Pregò il signore
il signore è placenta di pace
di purezza da salvezza
ascolta la domanda
non ne fa
non tarda a salvare l'anima
non vi sono servi col signore
ma angeli custodi
non di materia solida
d'odio crepata
spiriti che sciolgono le nebbie ai timorosi
così ci pregò il signore
all'albero d'ogni alba
ascoltate il mio cuore
ha i battiti delle stelle
e quelli dei vostri cuori


Una canzone per te amica
Che senti la fatica
Come me del vivere
Del bene e del male da comprendere
Del vivere leggeri
Stupita d'esser nata già da ieri
Ok dai presentami il conto
Ogni riga già scritta è un tuo racconto
Una vita raccolta in una nota
Un bacio improvviso su una gota
Un sogno per te amica
Che alla fine che ti amo non si dica
Insieme possiamo stare su una montagna
Al mare col sapore di mare che ci bagna
Stupiti d'esser nati senza sapere
Sorprendente d'esser vivi tutte le sere
Ok dai lo pago io il conto
Al destino quel che sia sono pronto
Amarti non mi costa nulla
I tuoi sogni son sogni di fanciulla
È che non so scrivere canzoni...
 

Da Emilio a Jules
L'India s'vvicina con i Gurusikh
mi colpisce con gli amanti di Khali
Sandokan schiva Shiva Brama e Visnu
Dentro al Gange ci si fa il bagno Gandhi
con gaudio luminato di purezza
O lì di giù
surriscaldato al fuoco puro della pira
Di quella pira fiorentina
cenere alle ceneri
l'eloquente si diceva di se stesso
le acque delle unzioni agli oceani di Dio
da Dio il mondo aspetta
che a qualcuno gli dia retta
Getto i soldi di Caronte negli scroti vaginali
nelle conchiglie d'Anataj
Noi ovuli
e di sperduti sperma_zoo
nube delle inconoscenze
ebio infilato nel pozzo del padrone
rapido pungente mi colpisce il romanziere
spettri di Soldati
giramondo col pennino all'incontrario inventa regni
sentieri d'antropici nidi con il ragno
di Joe le canzoni di Sentieri
schiaccia signorisenzamosche
senza lasciar scritti
foreste boreali
mari nei caraibi
and Johnny Depp
vie storte slombricate senza ombre viaggiatrici delle notti
Dimenticando di dir ciao a nonna Pepp
senza mai aver visto il viso a Teodora
Deposto l'obolo al Dimonio Signor d'ogni parterre
al centro della Terra
viaggio quale sherpa d'ottomila
centro il centro della Terra
a cavalletta salto
da Silòn all'Everèst...
Quanto tempo rest
per il viaggio sulla prossima cometa?
 

O mio dio...
Qui abbiamo un gran parer contrario
Di dio non esiste anniversario
Minestroni religioni soffritti di caldaia
Ma non da computer sin dai Maya
È un sogno che non spegne i bagliori sulle stelle
Il cercare il suo perchè con rune papiri e carte da cartelle
L'arte dell'uomo ha inciso rocce castelli e le nere caverne
Ha scoperto velleità il fuoco poi la natura ha reso inerme

Così d'incubi di dio non può più farne a meno

A meno che al proprio barcone non ne spezzi il timone e il remo
 

Cemento armato
Cemento armato pompa il cuore
Contro la morte delle voci ultima trincea
Alcol puro disinfettante del malore
Sonno eterno padrone dell'inutile dormir d'Enea
Approdo al fluttuar di pianeti infilzati di dardi dal prode Achille
Carro armato per bombardare le parole del Signore
Idea falsa per rubar la pace da Troia fino alle Antille
Non saper di che parlare se di virus se d'amore
S'è fatto tanto tardi
Devo cambiarmi col vestito di Trussardi
A pua! neri come il manto dei leopardi
C'è la festa servono citrulli e cardi
Poi tonto torno a casa a navigare in un mare di cemento
 

Che farebbe la dolce Emily?
Nel bosco più fitto
Una foresta
Vado dritto impettito
Cerco di me quello che resta
Incontro animali veloci
Lepri scattanti e a piedi
Farfalle a colori in voli d'incroci
Gufi barbagianni civette che mi chiedon
Ci vedi?
Rispondo sorpreso, pardon!
Incontro anime feroci
Un orso vestito di bruno
Sen va da solo senza soci
Pensavo sarebbero stati più d'uno
M'avverte non calpestare quel bel fiore blu
Ma c'è ne son tante di queste corolle
Attento con lei tutte moriranno e pure tu
La foresta è buia andare avanti è folle
Anime linde
A testa bassa ora so ciò che di me è paglia
L'anima dal cuor non si scinde
E senza l'amore il corpo tartaglia
Domani farai festa
Vivrai di quel che ti resta
Una foresta

E null'altro più in testa
 

Miracoli nel cono
I miracoli non s'acquisis_cono
Avvengono
E sono come il gelato nel cono.
 

Poesia del Leopardi
Del Giacomo Leopardi (che soggiornò a Ravenna in via Salara "qui si vive quietissimi", ospite del marchese Antonio Cavalli (agosto 1826)

Amai l'infinito e non aveva senso
vedevo di Romagna i colli ed erano lontani
i miei occhi si stancavano immersi nel pensiero
e i confini invece erano lì
non li vedevo così vicini
e sognavo d'annegarmi nei sogni miei
sbalordito d'esistenze
di lontananze
di dimenticanze
di cose e amori mai visti
ne vissuti
ma erano lì e le mie mani li stringevano
mettendo dentro l'anima a ciò che non sapevo
osservavo l'infinito
ma non esisteva
era visione
sensazione
era solo tempo
solo spazio
paura orgoglio
d'essere vivente
pregiudizio
dimmi, di essere morente
vagheggio d'inarrivabili astri
stranieri allo spirito ed alla conoscenza
dell'orsa dei gemelli
delle vergini stelle
degli steli appesi ai fiori nei miei giardini di bambino
ed io guardo in fondo l'orizzonte delle volte
cupole e misteri
odo versi accolgo ricordi...apprensioni brividi d'errori
apprensioni
sento moti d'amore
quasi fosse morte
sensi e sentimenti che confondono il futuro
io lo so che l'infinito sono soltanto io...
 

Wow! Che bello non pensare!
adesso non ho voglia di pensare
devo riposare
non guardare al coinvolgimento mnemonico
mondo libero di essere alterno a me stesso
altero io sono dentro all'es
non ambiguità delle connessioni interassiali alla mente
strati di terra sedimenti lasciti d'inconsci
ereditati da uomini di pietra
litici martelli
coltelli senza serramanico per estrar sangue e budella
ci sono strade e transiberiane
stazioni dentro le grotte
grate ai cunicoli
terni al lotto
treni che vanno a scalare le cime alle montagne
razzi infuocati smemorati d'energie atomiche
e di storie già alle spalle della Terra
io sono cometa asteroide perduto in labirinti d'orbite
invero in inverno brucio di caldo al gelo senza luce
l'estate spoglio il me stesso che si fredda al sole
storie e passaggi senza testimoni
le più grandi vittorie dell'uomo
dell'io che sono
sono le sconfitte
colmo di ferite
forse abraso di cadute e risate mal finite
mai io morirò
sospenderò il pensiero ancorandomi da stella a stella
addio trono di legno...
addio campagna solatia dolce al giovane d'Rumagna...
addio colline verso il mare macerato
colli villaggi donzellette che il poeta tocca con mano e penna
e amore oltre a quello che sembra
e che invece nulla è...
silenti cipressi in fila con San Guido da Bòlgheri a via Rotta...
nera terra rossa di rosso melograno...
giardini pensili mai fioriti a Babilonia...
senza tempo in conteggio all'arovescia
radici ne cemento
per capire
sparirò da tutti questi trekking
da tutte le parole
da tutte le proli
per andare a rivedere
nel perchè non ci sia una Storia
come missile sparato
esplosioni di terre semi d'ortiche ciottoli e acque degli Oceani
cosmi e strati d'infiniti ...


L'altare di Valencia
ti sei fatto un altare
si decompone alla vista
non farci caso chiudi gli occhi
e la porta di casa
dentro hai l'anima accesa
quella d'artista
inane sulla pista
privo d'interna esistenza
la forza di dio sotto le frane
senza valenza nelle chiese di Valencia
la morte del credere è la maledetta coscienza
spine di pareri altari di parole
da disinfettar le ferite
da buttar giù per risalire
mettendo menzogne dove la testa duole
prova ad urlare
solo per dire...
questo cielo è fatto di buchi
non vi possono volare i ciuchi...
 

I rossi gerani del balcone
Ascolta non decidere sul cuore
non tagliare i tuoi rossi gerani
abbelliscono il balcone
liberano la casa dal terrore
ridipingono a colori i grigi vani
sbalordiscono di gioia al passaggio le persone.
Ascolta abbiamo tempo davanti a noi
passeranno altri lunghi giorni
faremo sogni ci apriremo alle speranze
col caldo col freddo mai senza sole
svaniranno le lusinghe dei viaggi sino ad Hanoi
le paure spaventose di bruciare dentro ai forni
la fatica di ridisegnare fondamenta e stanze
smemorati del passato nel giardino pianteremo solo viole.
Ascolta la calma della sera
guarda lo sguardo dell'amico che ci aspetta
aspettiamo che il cielo cambi le nuvole coi suoi venti
adagiamo le anime sul tempo che ci resta
sento pulsar la vita per far si che mi sia vera
non strappare ora le radici con la fretta
devo finire di pregare e non lo senti
che i tuoi gerani siano per sempre la mia festa.


Interstellar
Mio dio quante luci e quante stelle...
Le stelle della sera
non sanno riconoscere il mattino
le stelle del mattino non hanno la luce della sera
così sempre ogni dì
a testa in su occhi al cielo
conto il peso del pulsar dei cuori innamorati
e delle pulsar le molecole regalate agli interspazi
fin che su questo confine
non so più capire dove stiano le albe ed i tramonti.
Addormentato ormai senza estàsi
lascio allo sterminio delle stelle
l'annegarsi nei nubifragi delle luci della notte
e le ultime frasi


L'ammasso...e poi torno
Scaraventami giù all'inferno
l'odio interno m'esploderà e mi farà danni
Apollo Lèdi Diana Zeus e Givensì
avec le Macròn riempiranno il Partenòn
di parfùms de Parì.
Mettimi d'allori vincitor sul podio
scoppierò allegro petardo e ne vestirò i panni
girerò cadendo sui 2 mondi di Garibaldi tutti i capanni
vestito d'Eterno nell'ermellin manto de Napoleòn
incoronato di soave canto d'Elodie.
D'Anita a Mandriole ne soffrirò il pianto
tra valli profumi di viole pialasse e schianti ogni dì.
Di Francesco ne abbiam fatto un Santo
ma solo parlava cinguettando agli animali
scriveva mentre pregava odi e versi in rima a Chiara.
Riportami a casa cosa rara che col Vate voglio stare a tu x tu
stringerò le mani alla mia sposa ne inciderò le date
mi ferirò come Gesù la carne con le spine della rosa
sposterò i mobili ai Limo-gèss
e over and over ne incollerò ai muri i mille rest
della dimora d'amore wildernèss.
Basta odori! e che! so' fess! asciugherò le gocce dei profumi
ne pulirò i lumi a Chanel Armani e Pompadùr
ad occhi chiusi senza sogni mi ricontrollerò il Futùr
credendo di vedermi in Adriatico sguazzar in tiepidi bagni.
Ricordati allora o Superiòr
in onore d'una storia fatta di nuvole swallows in flight
lampadine d'Edisòn coi fili d'or
electrical system di memorie total ricòll
del mio amore di rilavar in candide schiume di Champagnesanteclèr i tight
d'esultar con me mentre come i ragni in aria salto dopo un gol
and go across the bridge
dall'Inferno al Paradiso purparlè
l'anima al povero Tartagni.


L'Infinito
Ciò che Dio sa e ciò che io non so
sta nell'infinito del poeta...
Credo Dio ancora sappia
una Parola di conforto
per me che ho ragione
ed anche per chi ha torto.
Spero il Mondo sappia
ancora per un po' girare in tondo
un giorno virerà la direzione
per allora spero all'ombra del mio pino
avrò finito il mio giardino
e delle rose e delle margherite la coltivazione
lì ci ho aperto i sentierini in fondo.
mattoncini tesserine di calcite mosaici di ghiaino.
Credo ancora che Dio lo sappia
quando è sera e quando è mattino
che sappia contare sulla dita
non può confondere la Morte con la Vita
 

W l'Adidàs!
Cosa c'è dentro al legno di corteccia di pino...
Io corridore di Pineta
so cos'è la corteccia di pino di resina odorosa
è la vita
il legno di corteccia del pino
m'attacca la mente ai pensieri
scarpe running ai piedi volanti
respiro violento impavido di morte
ampio s'immette sull'onde del mare
sabbia solvente innerva i talloni
impronte inarcate sprofondano in lacrime di sudore
immagini s'incontrano a fatica e rumori dei tempi
so della Pineta di Ravenna tutto ciò che Dante non vide
piccole note
lunghe notti
stretti sentieri spinosi
e la fatica costante dell'uomo al biroccio col toro lento paziente
del falegname antico che taglia tronchi alle sedie di pino
so delle sere nelle notti di selva oscura
so di rapaci lassù in alto sui rami invisibili
preziosi pazienti vigili della straniera foresta
occhi animali spalancati sul nulla e lucenti di fosforo e polveri
so di un uomo avo e avo piccolo e tardo nei giorni
che di legni riempie il suo carro
dei buoi miti alla caveia che aspettano l'ordine allo schiocco di frusta
torniamo a casa!
ora io so solo di quello che io faccio
raccolgo more di luglio
quelle di agosto al volo radente
so di ferite di rovi di spine
so degli odori che non sento nascosti dal sale del mare
so di un flamenco spuntato da sottoboschi plaudenti
mirabile miraggio di un miracolo di un'ultima sera d'estate
ho corso sui sentieri della mia vita
ho riempito di spine le cadute e la carne
rotte solette d'adidàs
ferito ginocchia strappate in strisciate silenti
ma poi il ritorno al traguardo della partenza
stanco il cuore che batte dove prima non c'era
mani di corteccia di pino scheggiata dai tronchi
legno con dentro il mondo che brucia gli incensi
che mi salva l'anima dalla paura che la circonda
cascate s'velate d'ironie
ahi quanto costa correre a piedi nudi sui sentieri sabbiosi di pineta a Ravenna
ho la Vita lì sotto
un inferno un paradiso
resina al viso
alla mia vita di corsa un mondo ho attaccato
Vìva l'Adidàs!
 

L'uomo e il suo cane
Camminano legati non hanno guinzaglio
la Fede li protegge
spasmi d'affetto al cuore come un maglio
e negli sguardi.
Non è mai tardi
il cammino è semplice
è quello insieme.
I sentieri i marciapiedi
le vene le arterie
il sangue dei pensieri.
Un dogma non c'è un insegnare non c'è
solo Amore.
Percorsi passi e piazze
son sempre quelli
sempre nuovi
come la Vita.
E vanno...
su rive di fiumi, sembrano
il Lamone e le sue fronde ai rivali
forse il Senio e le sue battaglie
il Ronco delle campagne antiche
o il Montone inondatore
o sono solo i placidi Fiumi Uniti verso il mare
forse l'antico Padenna della Regina Ravenna...
Ed ecco il cammino unito fermo s'arresta
che s'evolve nell'abbraccio
finito fino al mare d'Adriatico e le sue spiagge
e qui giunti rifiniti negli sguardi dentro gli occhi
il cane e l'uomo ricordano la Vita che mai hanno vissuto
che gl'appartiene...
e qui in quell'orizzonte piano e lontano il mare li aspetta.
Il cane e l'uomo guardano insieme la fine di un Mondo.
 

Un sonetto di Stecchetti
Un sonetto lindo e bello di Stechetto
mi scaraventa con dolcezza giù dal letto
mùrla Orsù che ci fai tu col Papa!
non bestemmiar nel sonno testa di rapa!
Dico oh! del governo non so che farmene l'è ciustè!
sono brilli ministri e professori e non arrivano all'istè!
Poi ciò Letta Renzi & Draghi
e non c'è un soldo in Vaticano che mi paghi!
Cut vegna un colp e un anticòr
a te deg cun tat'amòr!
Bene_dico di mandare a quel paese anche Ronaldo
già non vince con il freddo mi figuro con il caldo.
Ok e mi bel frignò d'uno Stecchetti
cazzo aspetti?
Mi consolo con Salvini e la Meloni
si son burdèll mo sono belli e buoni.


L'alba di un nuovo mondo
Mente stralunata
stampi di stelle alle retine
lampi di sogni
che ancora non si fanno
ancora niente da fare
non sospetti di una fine
del giorno nulla resta
del buio senza fuochi la paura
e la distesa è lì
erta d'animali erbe ed acque di mare
le sponde sono montagne
non ho ramponi corde e scarponi
giravolte esterrefatte di coscienza
...è un mondo e non lo so...
nuvole nere sospendono un cielo inverso
luci agli occhi e sono perso
dormirò ancora per capire dove sono
un pendio un buco un rovescio d'universo
domani imparerò cosa sarà sognare
domani all'alba
in un nuovo Mondo
ancora da esplorare.


Ciao Amore ciao...
dove andiamo amica del mio cuore
scartiamo i passi falsi
le indifferenze
le prove insormontabili
le invidie
le gelosie
scartiamo i venti contro
sono tempeste qualche volta temporali
eliminiamo amore mio
le giornate con il sole che ci scotta sotto pelle
l'acqua salatissima del mar'jonio che ci screpola la pelle coi pensieri
eliminiamo i fasulli ricordi d'atti e gesta buttati già nella spazzatura
ci restan solo giorni che non avremo
ahi amore mio amica mia del cuore
radere l'erba maligna ed alta è impresa dura
sound---suono sicuro unarpa...un'arpa d'euterpe antica
sballo una storta d'anza...danza insegnatami da leggiadra lira
mnemosine della vita insicura d'esser davvero vita
ciao amore mio ciao
cantiamo ciò che scrisse il poeta e candida cantò Dalidà
amore mio di qua non si sa dove si andrà
dalida ciao amore ciao video - Cerca con Google
 

Ciò che penso della Polis
Penso poco dico meno
cosa posso dir del Mondo
che sia tondo
lo dice anche Artù
perchè l'intelligenza non è umana
non l'ho io in seno
non ho la testa sana

arrivo fino in giù e non di su
il totale per me è uguale al più
ma anche al meno
quindi sparo parole
allargo vedute con cartoline e sole
razzi scoppiettanti
uomini allegri ma brutti come santi
polis da ripulire
dalle urla dalle grida e dalle lire
prefetti da Augusto imbalsamati
viventi come morti senza gusto
e così scopro d'improvviso
di aver sul viso lacrime e riso
orgoglio e pregiudizio
sangiovese albana da bere nel solstizio
mente imbariega in giravolte
pensieri audaci
desideri che allungan mani stolte
non sai che faci
dai lascia perdere il Giudizio
sai di sale come il pizio
batti i tasti
sbagli non li vedi
ma dai siedi!
e resta zitto
e che un Signore bello dritto
spero ti basti
 

Cosa sa il poeta e cosa non sa...
nel mistico pensiero del signore
metempirica esperienza di un ciò che sa il poeta
ed anche d'un ciò che non sa...
anima recondita a se stessa
si schiude la volontà della vita assurda
il poeta lo sapeva già dall'eternità
e ce lo disse
vivete all'ombra degli alberi come greggi sotto il sole dei meriggi
e così certo non penso a ciò che io sono
se non angelo senz'ali che vola di fronda in fronda
soffio di vento vertiginoso d'altezza
mettessi da parte le paure stantie dei me stesso
solo metodo personale degli ululati tra le mura scalfite di tormente
estendo cognizioni senza devotamente compierle
in mimesi d'idee con i sensi
mettessi del rapporto tra l'io che sono e ciò che non sono
perfezione e aspirazione d'esser stato creato
ente stratosferico e divino
nel mistico imperfetto pensiero del mio dio... ect ect


Il senso del tetto di corteccia di pino
Sto via un giorno
non tornerò più
il senso del tetto copre il passato
ripara il presente
aspetta ciò che di noi due sarà
è scudo alle comete che dal cielo cadono in terra
per carpirne il segreto dei suoi perchè
il senso del tetto galleggia nell'aria dei cieli
è vela e timone alla barca della vita
capanna fortezza salvezza dalle crudeltà del mondo con i suoi perchè.
Cosciente starò via un giorno soltanto amore mio
a cercare legna fascine e cortecce di pino
e un fuoco caldo da riportare al camino di casa
rifarò il mio cammino già rifatto tante volte
fino a quando avrò suole alle scarpe dei piedi
tetto all'incontrario.
Re io del credere in un dio
fantasma invisibile sulle vie di queste atmosfere
per non tornarvi mai più.
Ho corteccia profumata di pino di mare
stringo resina e sale in mano
strappati al tronco e alle radici
il mio tetto sotto le stelle sotto le piogge e le tormente.
Sto via un giorno amore mio
e non tornerò mai più...
non avrebbe senso
 

Le mollette del tuo bucato
Guarda son qui fragile d'aspetto
ferito aspetto che tu mi dica:
dove sei?
Son qui al sole del balcone
come m'hai chiesto con amore
ti stendo i panni del bucato ai raggi sbruciacchianti
all'aria di ieri d'infinito
agli sguardi d'invidia dei piccoli fanti
sono qui percosso con le ali ai miei pensieri
all'altro capo della lustra balaustra
sciolte agli scappa via fin lassù dai fili dalle miti strette
che s'inebrino di nuvole voli d'uccelli senza sblocchi gravitazionali
dritti al cuore dell'oscuro male e del dolore
son qui lento nei desideri d'altri tempi
mi lancerei vuoto di peso dal confine del sapere sul pavimento umano
per riscoprir la mia e l'anima tua
ancor prima che l'aria scolorisca di luci e abbagli del tramonto.
Guardami una volta e poi per sempre
materia senza forma per farmi spirito crepato
da righe di sangue segnalato
stretto alla deriva nei labirinti senza Arianna
ultima molletta al filo del tuo bucato lindo di peccato
stracci al vento ed al suo Sole attacco
alle stelle ed alla Luna che s'affanna
gli occhi dell'Eterno...
sono qui
con l'ultima molletta al filo
ferito nel presente ancor sospeso...
 

Pagina silente
Nel silenzio la mia pagina della vita scritta in bianco a lume spento
carta velina fina che non si usa più
penna inchiostro aurora nero
colore come l'anima che circonda il mondo
strappi alle idee da stampare a rosso sangue
mi sibila il vento dei misteri
ricordati di usar le scarpe per passare il guado
guasto la scrittura per cancellare l"odio che mi guasta
nel silenzio senza dir parola giro la mia pagina
che non c'è...
nel silenzio da sulla porta guardo le nuvole
guardie del cielo nel nulla in dissolvenza...
lo scrivo sulla mia pagina silente dopo il silenzio
 

Il Moro di Venezia
navi ai venti
marosi non portate in fondo al mondo le mie navi!
le tempeste che siano nel mio cuore
non nell'aria che respiro
nel sale del mare che mangio con dolore
le vele delle mie piccole barche gonfie di ardori
splendori dei pensieri bruciati dal sole fatto di secoli
ed ere
sulla pelle che in un giorno s'è bruciata in traverse e continenti
i loro oceani sperdurati di giorni migliori
gli uragani sanno che cos'è la terra
alla quale m'aggrappo con la forza delle mani della disperazione
voluta dalla nascita di carni e menti già malate
sciagura da dimenticare
i temporali dopo il caldo che soffoca le anime
mitigano la paura degli infiniti
insopportabili domani fatti di tele armate agonie senza dinamico centro
barra spezzata al timone
scardinati dalla forza che ha il male circondante
marosi! sbrindellate le vele!
passano i soffi dell'odio tra gli strappi
nave al vento di prua
s'inabissa senza il tempo di bolina di virar la rotta...


Cadavere senza vita
cadavere seduto osservo la porta senza nome
guardo le stelle
quando la sera ti penso o in tutte le notti di primavera ti penso
sono questo
mi sposto di un mm
nel buio recito ad altamente angelo di Dio
sciogli la polvere agli occhi
ed è vento metafora di vita che ti spazza via
d'un tratto vedo ciò che sempre ho avuto tra le dita
a sfuggirmi come lucidi vermi di terra dopo la pioggia
siamo stati bene prima lì insieme
lievi a conteggiar petali alla speme
raddrizzavamo torti al mondo
veloci quali saette mennea e tortu
volando in girotondo totem il mondo
se fosse stato sporco il cielo l'avremmo lucidato a fondo
ma le stelle brillavano mai ferme storite ...
stordite finite in inenarrabili distanze che il tempo non ricuce
polveri di stracci di vetril dimenticati lì da un addio
dici una parola cosa hai detto?
apro gli occhi vedo sento piango e sono io
stiamo bene qui disegnati insieme
dall'eterno sulle sue vie senza mappe della notte
affondati sommergibili dei cieli senza rotte
e le stelle a guardare
finchè sarà passata la sua ira
strati di mille anni di vergini frammenti
sento io cadavere appoggiato al tronco
le fossili sonde scavar via la ragione
a Dio


Sonno
Sonno lieve
leggero
vola il sogno
non ha ali né vento
il pensiero soccombe lieto all'evento
occhi non sanno vedere il profondo
immagine di un ricordo no cornici
oppure luce
senza specchi in galleria
ah ma si sono impressioni
passaggi di vita mai vissuti
motivi perduti e resto del mondo sfuggiti dalla presa...
Sogno fievole
imprendibile
evolvera'
senza ricordo...
Sonno impalpabile...
ZZZ
abbandono l'anima ai destini immemori
 

Dammi un pretesto...
Platone
dammi un pretesto o una consolazione
ad eterno
nel tuo infinito mai finito giudizio
solo l'inizio
rapporto e dimensione
in ciò che penso e ciò che sono
farò la rivoluzione
ho il pensiero e questo basta
ad un uomo che vuole esser angelo
mi rovescio e non ho strutture solo il velo di un mare dentro al cielo che è tempesta
le azioni mi son dure
rido e piango
ma vivo dentro il fango
ho la prassi vivo di realtà
contemplo solo quello che mi par beltà
sofisma d'una vita già vissuta
potenza della forma e del suo amore
pirrone dell'andar lento verso alla morte
divinità perfetta
conclusa in un credo nato fetta a fetta
dialogo nel tempo con la sua fine
pena mortis d'ogni pensiero
ok cerco conoscenza
ma devo respirare nella vita restandone senza...

 


Guardia ai fuochi!
Camminare fa dimenticare
Sonno stanco disilluso
Gambe asincrone smontate agli ossi
Idranti srotolati che non spengono le fiamme
Guardia ai fuochi chiude gli occhi
Incendi a dismisure bruciano stoppa orme ed ombre
Le stoppie sottoanima son spine di cristo cunei dentro il sangue
Un gesto pusillanime vale la spada di Alessandro che taglia il nodo alle paure
Il sesso in anticamera a scoprire se hanno un senso i sentimenti
Copio quello che della vita già ne ho fatto ma non l'incollerò
Correrò allora forte e tanto per dimenticare più in fretta


Una parola come un pensiero
scrivo una parola che è un lungo pensiero
racchiude in se altre parole
che cercano se stesse
la verità che ride anzi sorride
la verità non è blasfema
è crudeltà
indifferenza
insopportabile realtà
all'anima
e all'animo dell'uomo
realtà indefinita
irrisolta
incapace d'esser universo
cerco così a vanvera e stoltezza senza sapere
una parola
sui muri
stampata su tronchi di pineta
lasciata lì sulla sabbia di stradelli calpestati
da divin vati di parole
e parole ...
giri giri e giri ...

Ma davvero?
Davvero penso d'esser io il multicolore della vita
L'essenziale del pensiero variopinto
Il subordine all'anima temporale secca di respiro
Davvero credo d'esser io che lascio eterna traccia
sulle croste del mondo assente
La critica indelebile al veloce transitar dei voli degli uccelli
Il feroce paradigma all'alter ego che m'inquina l'innocuo spirito divino
Davvero l'universo ha posto il suo centro rotatorio...
dentro me...
Domani morirò puntando ...
il centro


Pasqua
un vuoto circonda la mente
si sente sibilare un vento
un sogno svanisce infranto nel vetro
speranza chiude la porta al domani
non ci sarà un'altra resurrezione
spacco l'uovo che mi ha dato la vita
non mi è dato sapere perchè
ad un seme occorre un altro seme
riempio gli spazi oppressi dalla paura
dipingendo a colori la in fondo quei muri
opprimo l'anima di vedute rinchiuse sotto al tetto
non ho cieli
e nemmeno stanze
e scatole ove riporle
spengo la luce agli occhi per sentire
qualcuno urla
forse grida
nel buio
a me pare che a me chieda aiuto
ma non sono dio
chiudo porte e finestre e la testa agli orecchi
faccio crollare balconi e terrazzi
non voglio intrusioni dal mio passato...
Gesù dolce fanciullo che oggi tenti di uscire dai Cieli Infiniti
cerca altrove la tua nuova Resurrezione
io ho da fare
devo brindare
mangiare
ali alla colomba che porta la Pace
e le nuove notizie dell'aldila
spiluccare agnelli innocenti fatti al burro delle loro costolette
io non ho costole da offrire al padre tuo
per farne nuove anime piangenti
non ascolto
anche se sento i richiami d'aiuto dell'umanità
io devo
ansioso
guardare dentro all'uovo spaccato al fondente
la mia sorpresa del domani
Amen


Dio e il se stesso
Iddio creò il mondo e l'anima a se stesso
pensò a quando sarebbe stato il tempo di fare il sesso
era indeciso non costruiva universi tanto spesso
voleva subito dall'errore salvare la sua pelle
guardava intorno vedeva vuoto deserti e stelle
inventò una terra sole e mare con dentro il sale
scombinò venti sogni e desideri con il male
credette infine d'esser l'unico umano ad esser dio
sospirò nell'aria a dar vita all'uomo ed al suo fio
pregò un dio di salvare quanto gli restava dei ricordi
ed ora io son qui che urlo il mio male a degli dei che sono sordi

 

La Notte insegue sempre il Giorno
La Luce del giorno s'apre
sull' ombra della notte
gli incubi vissuti di buio
e tragedie inconsce
soccombono alla speranza
e alla sua fede
andiamo amico mio fedele
un altra strada s 'apre a noi
camminiamo sulle passioni
di tante storie
incontro ad una notte nova...
la Luce scompare
sotto l'intensita' oscura...
non tutto quello che brilla e' cio' che si vede...
andiamo
facciamo il giro intero
ci tocca amico mio


Elegia
Prego un signore
che non c'e'
forse e'
un Dio
lacrime
nemmeno
tra veli agli occhi
scorgo tasti
voglio
una dea
ma nemmeno fossi un bimbo un pazzo un innamorato
niente
solo
solo disillusioni
adesso
di brillante
dentro questa camera oscura
non c'e' niente
uno schermo blu luce
un portatile sul mondo
e un anima candida
di cane
che mi scalda il cuore d'affetto e d'amore...
d'amicizia...
che la dea del mondo
stanotte
sia con me e con il mio fedele amico


Il superfluo
Alcuni oggetti
preziosi e belli
e superflui d'autore
un nero nido d'uccelli
un vaso colorato di fiori
nuovo all'ingresso
costruito per la casa
un quadro di Mirò
alla parete che l'intasa
un nido d'uccelli che s'invola
con le rondini a colori
dipinti e affreschi con le tinte delle sete
ti sollevan dalla sete
allietano la vita
dallo spessore del grigiore...
uffa...


Luna di carta
Papermoon
come gira il volatile pensiero
senza stare fisso.
Stava smettendo già di respirare
tra un secondo sarà morto
non dirà mai più una parola.
Luna di carta
locandina di una vita.
sei solo luna di carta
ti stendi tra le mani
 

...di sorpresa...
non mi faccio sorprendere
da quello che posso sorprendere io
elimino dal sentiero qualche erba di notte
non Dio
la notte nel silenzio del prato
non scrivo parole
elenco pensieri
le stelle della sera
non sanno riconoscere il mattino
le stelle del mattino non la luce della sera
di sorpresa
il pianto mi s'insinua al cuore
e non hanno lacrime gli occhi


Il peso dell'anima...
Un'anima ha un peso
e se la mia anima avesse peso
sarei coso da sepultura
sottoterra
se la mia anima non avesse peso
sarei angelo da nada
nel cielo
forse non ho peso
non ho anima
forse malanima.

 

 ... il tempo eterno dall'inizio alla fine ...
Il Tempo pioniere
sfila avanti.
Buia ancora
Luna geometrica
angoli nel cerchio include.
Euclide deve nascere
non lo sa.
Poligonali circonferenze disegna.
Angoli si spostano
concludono il senso alle proporzioni.
Geometria della Ragione
senza verso d'esistenza.
Rimedio
raggi storzati
dè'via crinali d.ombra su vulcani orbitali.
Luce bianca
colore lontano
violenta
non la sostieni.
Similstella ne svia la riga.
Segna la via.
Di lì
esploratrici
passano comete.
Cancellano il Tempo.


Lancio sassi nello spazio
Intento calcolo del sole
dove s'infrange il raggio
vite di galassia.
La mia Luna è il mio confine
nel mio mondo
dove nulla è meglio del silenzio.
Lì ci sono
disegni d'un bambino
tetti coppi e sentierini
una rana
e gli occhi della mamma
tracce di luci
lumi
e giri tra le stelle
un angolo del sogno
un tondo
con favole
e paure di quei Regni.
Punti fissi del mio viaggio
come sassi nello Spazio.
 

Son magna poeta...
Scrivo parole sagge
ho letto un tomo d'Alessandro a spasso
per Milano con la peste
di Ulisse so degli approdi alle sue tante spiagge
con
Virgilio incontro Enea sul lido di Lavinio
non dico di Dante dentro la sua nera
selva
poi so che tra i diamanti dimoravan gl'Este
parlo con parole belle non da
stolta belva
ho letto Flaubert i russi infine Calvino con Sthen...Stendhal
sono
iscritto fortis Cordis al mio amato cral
d'un Vesuvio esploso m'ha scritto
Plinio
...
ehi!
perche' scrivo...perche' parlo...non ricordo...
d'alzaimer mi
sembra d'esser muto e sordo
mi ci vuol magnus magister che m'incoragge


Mamma scarlatta.
Rosa scarlatta
e non rosa scarlata...
così devi dire e non puoi farci niente
ma neppure scriverci una lettera
una lettera scarlatta
perchè
il Padre con la Parola
tutto ha composto
inscatolato tramato rimato
ancor prima che tu sorgessi
dal grembo di una sua inseminata madre
molto prima che tu fossi un pianto
germe malato
di questo mondo
creato senza coraggio
col suo sangue scarlatto.
La regola è il suono
che accarezzi l'intelletto
l'armonia della bellezza
la precisione nei contatti degli arpeggi
l'eleganza degli arricci alle Parole.
Il rosso dunque è solo questo qui
sarà dolore sarà stupore
mai potrà essere scarlato
e mai nemmeno roso.
Ciò che non so
mio rosso Cuore al tvb
è perchè sempre un Padre
e mai una mamma.


Un giorno di Sole
Oggi il Sole splende
l'aria pulita
incredibile metamorfosi degli atomi
mi rende gioioso
immagino le persone felici
leggere d'animo
lontane dal peso del male e del dolore
libere dal destino
questo è il mondo passeggero
che voglio
che sempre vorrei
anche nelle ombre
sentirsi liberi dalle paure
dagli inconsci pensieri d'angosce dell'aldilà
perchè la Vita è questa
un momento
da passare insieme sulla Terra
un Pianeta davvero si singolare
scommetto un etto di coscienza
contro la Verità inaccessibile di Dio
che siamo soli e universali
amo pensare che la Gente
che va ogni giorno in Itinera Gentium
sia come me
fatta bene
fatta male
ma che s'abbraccia e si sorride
se s'incontra per la via
 

San Valentino
San Valentino
dolce martire coi color del santino
muori gentile d'amore senza testa
cuori rossi battenti leggeri nell'aria
e un giorno che per sempre sarà festa
in amore nessuno mai più sarà paria
baci sterminati dai virus via voleranno dalle bocche
anime come pensieri colpiti da frecce alle scocche
un romeo una giulietta
ed è coppia perfetta
santo per sempre graziato d'amore
hai sopraffatto l'abbietto ingiusto dolore
reliquia che sconfigge la morte
agli innamorati del mondo riconquisti la sorte...
ect ect
 

 

Tempo di Mostri Fiumi di Dolore
Decifrare il Silenzio
Silenzio del dolore
ne decifro il rumore
la profondità del male della carne
per sempre tempo di mostri da sempre
caverne inesplose inesplorate
graffiti grattati via negli spazi della memoria
fuochi improvvisi lampi esplosioni
dei alle fiamme
mi dilanio ad osservare meraviglie dal passato
reso remoto dall'oblio delle storie
organizzo la montagna fin sopra le sue cime
decifro a neve che si scioglie al tocco
il mare che sta sul mio tetto
schiume bianche ribollenti
chiamo le onde a riempire le mie stanze già svuotate degli arredi
decifro il silenzio
il mio
quello del Mondo
ma non parla non ha aliti ne sospiri
solo vaghezze inebrianti che m'ingannano sogni e pensieri
tempo di anime che non sanno più parlare
inabili e ferme
nel silenzio inconfondibile della morte
decifrare il Silenzio
questa la salvezza che spacca la mia mente...


E dai è solo è un attimo...
La fine dai
è un attimo
così
basta nemmeno il tempo di sospirarne la parola
in volo
il punto alla frase
un battito d'ali
sospesa la logica del penetrar nell'aria
e il tempo
poi sciamare via
stimma dei miei perchè
tra i fulmini dei temporali.


Camminare
Mi piace camminare
per la strada fra la gente
come sulla spiaggia al mare
passeggiare lentamente
mi piace sfiorare con savoir fair
la folla della gente
assaporare la leggerezza della mente
quando saluti persone alla tua pair
un sorriso in accenno
un buongiorno
nessuno che si leva di torno
camminare e provarne il senno
mi piace star bene camminando per la strada
sui marciapiedi a guardar negozi
piano piano a gioire d'ozi
sensibilità d'umani sentimenti ovunque vada
buonasera sarebbe il minimo da dire
alla meraviglia dell'eleganza della Signora
che sa sorridere senza impertinenza
infine dico che viver senza ire
andare per le strade con stile ed un sorriso
senza guardare se fa bene se fa male
star fuori senza ora
per me è vivere e non posso farne senza


Alieno a questo Mondo
L'Astronauta notò un moto interferenziale
era nato d'Acquario
per lui il Mondo gira solo nei dì di festa
e col cannocchiale infilato nella testa...
distanze siderali mi separano da me stesso
perchè penso che sia facile cambiare mondo
come cantare nenie e canzoni al pop cambia modo...
alla lente guardo fisso se la stella è sempre quella stessa
stesa fra nuvole e pensieri
brucia dardi scuote bardi è ancora lei
vai pensiero sulle acque argentate
aspetta il vate
che ancor poco mi resta


L'Amore è...
è un'infinita proiezione
verità della mente
che cerca libertà nella disperazione
uno spostarsi per finire nel niente
sensazioni come di volar nello spazio
innamorarsi di pensieri letali
finire morti nell'anima e nello strazio
è una nuova accademia che solo sposta i mali...
il cuore m'esce dal petto
vuol battere un ritmo una cadenza
un groove che sia un diretto
avere un amore infinito senza scadenza...


Dedica
Alla mia mamma e al mio papà
La mia roccia che non si sgretola
Il mio ruscello in mezzo ai boschi
Il mia cuccia calda
La mia oasi nel deserto
La mia fortezza dell’anima
Il mio approdo per gli occhi
Il mio antidoto alla paura
Le mie mani per lavorare
Il mio cristallo di neve che non si scioglie
Vi consegno il mio cuore
Con tanto amore
 

Lo spessore del mattino
Come la sera nel silenzio possa far sparire il mio pensiero
non lo so
come in quella sua solitudine sappia espandere la mia paura
non lo so
il percorso al buio me lo segna tra le sue stelle
lo so
mi vuole sulle navi trasvolanti le rotte della notte
lo so
è così che spegne gli astri nel sottile spessore del mattino
 

Regno di Selva
Il gatto s'infila a destra nella selva
gira occhi di fosca scintilla a guardarmi
con vista dritta e temeraria
elenca i pericoli della selva
m'analizza moribondi pensieri
con ghigno di sfida mi corteggia un rimasuglio di coraggio
a seguir l'avventura dell'oscura selva.
Il mio corpo va a destra nella selva
il pensiero gira dietro a riguardar me stesso impalato e vuoto
nella radura gialla di stoppie
la mente incrinata dal fascino del Niente
fortezza perenne del Tutto
s'ammalia all'incanto dei rossi occhi d'inferno
Satana maligno m'accoglie nel suo Regno di Selva.
 

Inverno
Non sbaglio
sto
a dubitare delle parole
sono come i passi
stipiti e calandre
colonne della vita
guinzaglio dei ricordi
è un passato remoto
al prossimo mi avvicinerò
remember's
viaggi
già vedute paesaggi e panorami
tanti
quante le gocce di pioggia
lumini fendenti
fanali d'auto
sto
in fuga da miti e da paure
luci penombre sfarzi
fari sulla persona
non ti muovere
cadresti
nel burrone dell'asfalto
sto
al freddo del precotto inverno
voci insinuanti
attenuate
di neve nebbie e canditi da starnuti
brividi
ritorno al passato venturo
sto
come stille di ghiaccio alle gronde

 

Dama Bianca
dama bianca del vento sostieni il nero del cappello
capelli biondi raccolti dalla levità del pensiero
leggi profonda come il mare
rapida e leggiadra come l'onda
i fiori nivei ai tuoi piedi sono sabbia e spiaggia all'acque
sostieni nuvole candide di memorie
che nell'aria vogliono svanire
quanta dolcezza a me palese racchiude il tuo viso
finora sconosciuto al mondo
dama bianca vestita d'un altro tempo sempre presente
sei oggi e sempre il mio sogno
e la mia speranza d'amore puro ect ect
la tengo corta per stare sul sicuro...


Miao.
Ei, sono fenomeno in controluce
combatto battaglie inesistenti
vinco guerre contro nessuno
distruggo amori da costruire
ma ho un amico prezioso e attento solo a me
che mi fa miao
con lui ci parlo e non mi sbaglio
cerco il vello d'oro oltre un mare secco
ed ho trovato nel mio campo dietro casa
il santo graal, m'ha servito con perizia un fresco
sangiovese, ho aperto il vaso di pandora
riposto tra la legna in magazzino
e disgrazie a non finire mi allietano la vita
e poichè sono fenomeno d'appendice di un pici
ho staccato dorian gray e l'ho gettato
tra le cose che inutili mi riempivano di gioie
tanto di gioventù si muore
a che prò tutto ciò? Proprio a un tubo
solo per dire al gatto "ei io son fenomeno, son poeta! e tu?"
e lui "miao".


La lumaca
la lumaca di notte cammina sulle scarpe
riga d'argento
a storte scie degli umori della terra
conosce le più lunghe vie
e delle sante piogge ne sa le logge
delicata si schiaccia
che delle gocce si compiaccia
ricami di fili vanescenti
che sanno le sarte
ritira antenne
e il capino con arte
piano scivola via
a far suonare corde dell'arpe
 

Allucinazioni?
Allucinazione
in ambiente d'alterità
...sono tante le cose del mondo...
ed io
indifferente alogico
agisco variamente nel mio sogno
sono alieno alla mia idea
un odissea in cieli d'agrafia
ove accordo il mio pensiero
induzione perfetta
risoluzione
analisi amorale
di un fenomeno d'amore.


Questa Terra
qui su questa terra quando nasce un fiore nessuno se ne accorge
nessuno te lo porge
l'anima intristita cerca un limite alla desolazione
e guarda a terra e poi in alto per cercar consolazione
lo spirito dell'uomo sente il dolore
questa Terra vuole un gesto uno sguardo d'amore
mendicante d'affetto
giro rigiro e pirùlo nel vuoto d'incensi
vorrei ritrovare il desiderio di tutti i miei sensi
una vita che abbia uno scoglio d'approdo
una parola lieve e gentile ma non l'odo
mi stringo in me stesso nel freddo del clima
mi tuffo nel mare voglio il fondo toccare
scalo montagne doli e dolomiti
ripasso la storia di roma la grecia e i suoi miti
dell'olimpo dell'everest del monte bianco scalo la cima
tra le nuvole spunta un fiore
te lo dono mio amore con tutto il mio cuore...
ect ect ect


vi mètal
Sepultura!
Son d'evi metal i sensi che m'imprigionano
e se la mia anima avesse peso
sarei coso da sepultura
se sottoterra la mia anima non avesse peso
sarei un angelo da nada
che vola nei cieli sui cieli
fin oltre quello che vede un angelo
duro metallo senza peso
senza spessore
senza biancore
senza sepoltura
forse non ho anima
forse malanima
 

Il cosmonauta
Deserti infami della terra rotte perdute domanda e l'uomo muore.
Seduto sul vetro inventato a guardare le strade
il sommare degli anni
e le case
ad accendere lumi per dar luce alla notte.
Chiede alle sabbie ancora di spogliar alberi dalle foglie
estirparli dal fango
tagliare rami
e vite
conservarne i nomi
e il globo ulteriore rigirare.
Su stesso rincorre risposte per cancellare tutti i pensieri.
Insite paure e granellini in ricordi sparsi sulle cataste d'orbite.
Il cielo era pieno di piccole città
e le ombre vagavano in silenzio.
L'uomo paradosso viaggiava liquido dell'aria senza respiro.
Trovò il deserto
ma non lo riconobbe.
 

Demonio.
Ai miei occhi di cristallo
nella notte dura
il demonio ghigna
coi suoi rossi d'inferno
dentro il profondo oscuro
delle mie mura.


L'amore di dio
Il nostro amore è della vita sostanza inerme
e poichè le nostre ipotesi sono infinite
ci addormenteremo lì.
La mia latitudine fa strade nuove
la mia gioventù ripercorre altre strade antiche
l'abitudine fa deserti tra le immagini
nelle foto incriminate nessuna possibilità
continuo il discorso a vuoto
per capir meglio il silenzio
vivo nel buio ove il pensier s'insinua
aspetto che il sonno si ricordi d'esser eterno.
Ordineremo alle identità
di dormire con noi.
 

Non c'è fretta
Siamo un po' qui in missione insieme
non costringiamo, spingiamo, il Sole a girare più in fretta
col suo calore scaldiamoci la pelle, il sangue delle vene
cogliamo ricordi che del futuro sono granelli di speme
altisonanti parole e gesti d'eroi da noi nessuno s'aspetta
- ancor prima della notte
nel portolano mi segnerò le rotte
al vento delle stelle tirerò le scotte
astronave io cuore di donchisciotte
libererò tutte le mie lotte -
quanto ancora di quell'essenze agogneremo il fiore
il tempo gira e non torna indietro
scrive parole col vapor sul vetro
e noi stiamo consumando tutte le nostre ore
rinserrati qui insieme in una scatola d'oro
ci guardiamo sottovoce senza usar calore
ascoltiamo zilli dal cielo come degli angeli un coro
e del Pensiero dell'Eterno aspettiamo ciò che vuole.



Vele al vento
Vedi
quanto male in terra
in basso
e nell'alto
lassú non si gonfiano più
le vele nel vento
e i nomi dell'uomo
sono cancellati nel sole
e quanto dolore
di uomini
sul mare
dove i venti spezzano i sartiami
dei ricordi
e gli amori s'affondano
dove sull'onda
un bacio
è salato
come una lacrima di cuore spezzato
e quanto è grande
sotto
da riempirne gli abissi
dove s'annega il pianto dell'uomo.


Non passa ombra
La strada asciutta di ricordi non la vede
invisibile indivisibile strascico
la polvere alla via ed all'asfalto
e non ha tracce come gli aliti ai respiri
la notte luci di fanali taglian via l'oscurità
non le ombre
incrocio dopo incrocio
intersezioni
d'orbite
sbucate da pensieri smarriti al buio
sbattuti contro i muri
la luna riflette la sua luce
l'ombra si conforma di allineati contorni
io torno lento
a raccoglier le mie polveri
simmetrico alla morte


Il pianto del corridore
Il pianto m'insidia il cuore
non ha lacrime agli occhi
oh! se soltanto mi riuscisse di completare il percorso
anima capovolta dal rombo del silenzio
su questo rotondo prato costruito
da spirito insinuato nelle notti delle lune
non voglio lasciare parole
solo elencare pensieri
pesanti come i miei piedi
voglio chiudere la corsa
iniziata quando dio non voleva
...v'è più erba in un campo verde
che anime in paradiso
non la conta nemmeno lui...
incido delle mie corse totem e tronchi ai pini
e non li ritrovo più
a perdifiato lascio segni ed orme da cancellare
nei sentieri innestati a Manitù
non conosco i tempi dei miei passi
come il respiro mi svaniscono ad ogni giro
ed il cuore mi capovolge l'anima
così che al richiamo del rientro
non ho più un pianto da riportare


Rivoluzione, quando?
Rivoluzione!
quando le fiammanti nostre auto non romberanno +,
quando i candidi frigo non congeleranno +,
quando invadenti tivù ed ammiccanti picì spegneranno pixel e led
e non s'accenderanno +,
quando ameni teatri e rutilanti cine
cartelloni non ne esporranno +,
quando accattivanti ristoranti e appetitose pizzerie
di golosissimi menù non ne avranno +,
quando le rassicuranti droghe
di moda non saranno +,
quando le nostre borse di soldi
non ne conterranno +,
quando le nostre menti di pazienza
non ne concepiranno +,
Rivoluzione!
 

Straniero sulla Terra, tempo di mostri fiumi di dolore...
star-niero straniero in una valle condannata
spettro ormai e psico-spettro
uguale ad una stella che si spegne appena nata
mistero di provincia nell'universo senza scettro
di qui non si passa non c'è tempo per la ristampa
un pianeta di giganti scoppiato nel lancio sulla rampa
in un incubo sfinito per andare oltre la linea di Giove
naufrago silente in un Mondo senza stelle nuove
volo infermo in un vento al gelo caricato di peccati
si ho scelto di morire in un sepolcro senza dati
 

Autunno nel bosco
Ascolto con stupore un vento freddo forse del Nord
sfrusciare tra gli alberi del bosco e sulle foglie che s'avvitano
cadono a terra orbitando dall'alto di pioppi e betulle
amanti che la terra conserva nelle proprie radici profonde
so che è autunno nelle stagioni che cambiano nei giorni e nei giri
d'un insolito pianeta intorno alla stella più potente che dio conosca
è stagione di pensieri che hanno il colore ed i colori di chi li pensa
ma non trascuro perciò l'indice che m'assicura che ogni autunno gira e finirà
in un inverno bianco di freddo ghiaccio e nevi che eterne sembreranno
e non riesco a vedere oltre le cortine nebbiose che le stagioni sollevano nell'arie
nebbie si della mente che si confonde in rivoluzioni circonferenze e dimenticanze
ed ecco il vento freddo e già veloce del nord che mi porta d'un tratto odori
di piante bagnate profumi di oro languore di nostalgie di passate ere d'amore
schiude l'autunno un suo nuovo corridoio a farmi ricordare ciò che io sono
nell'universo intero uguale per tutti per tutto per sempre malinconia della fine
una foglia leggera nel suo ultimo volo di stagione...
au revoir direbbe Renoir


Ere
Piani d'ascolto
spettri rupestri
uomini incisi
pietre tamburo
ritmi senza note
... richiami in ascolto ...
schegge di rocce
litici nel sangue
anfiteatri d'ascolto
case e poi chiese
l'uomo a dio chiese.
Il Signore ha accenti nuovi stamattina
usa il giorno e la sua luce per pulir le scorie della Storia
spazza caverne grotte e templi
riesamina i pavimenti delle ere
scuote strati deposti musiche scritte e civiltà sepolte.
Anima aliena volo di terra in terra
su atlantico e pacifico
indiano che io sia d'antartide o d'africa nera
aspetto trasfuso nuovo sangue in vena.
Tempo trascorso su piani d'universo
zero.
Colore sparso nel caso e nelle vuote orbite tra le lucenti stelle
nero.
Il nero dona
elegante veste la musa che l'arpa suona.
Solo questo ho fatto della vita
da Ravenna luccicante d'acqua e palafitte
a Praga fino a Vienna
piccola penna scheggiata tra le dita di pietra
Il Signore suona nuovi accordi stamattina.


Suonatrici del Parnaso
Esamino superfici
nude
erase piane
crespe d'onde
tavola da presepe
muro bianco
stonato
per un chiodo fuori posto del Gesù
dalla croce capo rosso insanguinato
calato
su tavole d'incoscienti desideri
ninnoli
che danzano si sballano
nelle notti silenziose
chiuse sotto le mute stelle
offerte ai sogni
ora orchidea rosso murano
pianiveggenti di lalique
suonatrici silenziose d'arpe
liuti e di violini
d'esse
dell'ellenico night lladrò
ciò che smuove dai piani terra
l'armonia dei soprammobili
ai tavoli tagliati chippendale
da vivo
non so
dopo saprò
a tempesta finita
a disposizione del tempo


Jacqueline
jacqueline où es-tu?
parigi ha una vita dedita al mondo
costruita intorno a se
monumento al tempo
trascorso su assennate acque fiumane
vita in rosa
e canto d'edit piaf
melanconica gioia del vivere d'ogni giorno
ogni notte un giorno
nell'attesa dell'attimo che chiude una storia
un notre dame de paris
fino ai dolci moulin rouge
can can che sobbalza il valzer a vienna
e a strauss volteggiante
dico sempre amore rechiamoci a parì!
lontano di qui
Jacqueline ascolta les miserables
vita sotto coperta
luci de champs elisèè
vieni con me
musical di fantasmi dell'operà
parigi è tutto somiglia a vienna
ne colora gli schubert e anche i mozàrt
la bohème bohemiènne lascia tracce d'abbracci
soffitte d'amori finiti...
paris tu sei qui
tant de choses c'est l'amour
nell'anima e nel cuore
comme Jacqueline


a spasso con la mia amica che dell'eternità non so che farmene
Ovunque tu sia con i tuoi occhi non importa
nascondo la mia bussola tra le pieghe della mente
il dolore lì non si sente
e se abbiamo carezze già in sospeso
avvierò nel cuore modalità amore
ma non è questo che io voglio
sento solo il brivido vicino della tua pelle
sensazione che da il parlare anche e specialmente
quella del dare
quindi camminiamo
e andiamo a cercare rifugi e ambiti vicini all'anima
dove lo spirito col corpo sappian riposare
e parliamo allora
mentre un passo mio segue il tuo
abbiamo musiche da ascoltare canzoni da cantare
e da riscrivere nelle lavagne tra le nuvole
storie antiche da ripassare ed insegnare
disegni a carboncino da riempire con colori sensi e sentimenti
l'amore
si che c'entra
centra il bersaglio
ma quello dell'amica e dell'amico
che non riduce a straccio
ma illumina due corpi ed un anima sola
quindi si amica mia abbiamo questa meta
quella di non perderci mai ed arrivare dove finisce il sole
e dove brilla nelle subitanee notti l'argentea Luna
Luna e Stelle e Sole e desidèri di star bene insieme
hanno una fine solo nell'amore
quando sto a spasso con te
amica mia


Il volo di Icaro
quello che ricordo è
di aver con le mani toccato al sole il manto
anima combusta
ali che non volano
sull'orbita estrema
e di sapienza
si spacca il centro all'universo
... il senso del mistero basta a se stesso ...
ed alla vita si sfaldano le penne all'aria
a Conoscenza la Luna resta ancor lontana nel suo baglior notturno...
ho bisogno di pensieri nuovi
e di quel che s'addice al cuore
e dei miei giorni alla rimanenza
andar per cieli nei dintorni non mi basta
il sole scotta ora lo so
non serve più distender il mio corpo su spiagge di terrestri mari...
vola più in alto Pensiero mio...
per veder diversi universi...


Virus
Brivido silente m'incide l'anima
nel sangue mette sale
manca il pavimento
ed il soffitto crolla alla mia stanza
dopo il sogno del mattino l'incubo del male
temo un gesto un passo uno spazio che mi porti all'aldilà
perduta la chiave del tempo che custodiva la speranza
respiro su un pianeta che brucia aria che non ha
paure ansie ipocrite preghiere maledicono la Madre
e ancestrale la nascita del mondo scuote la polvere alle stelle
un tunnel sotto al sole
una ferita sulla Terra
ho nuotato in mari oceani acque della morte
stanotte
nel crepuscolo della città
sono guerriero senza sorte


...nell'azzurro...
Spedisco il contributo
facendolo inverare
spedito con un clic colore azzurro
contaminato d'incipit e di chiuse
rime baci schiocchi di scintille
che non han bisogni
non hanno sensi
e non hanno un senso da risvoltare
dovrò studiare
tra irrisolti desideri
ne vorrei salvare uno
quello del mio amore.
 

Screensaver.
Definizione
di un palpito improvviso
senza un muro
che l'imprigioni
nello schermo silenzioso
uno screzio malizioso
della mia ilarità
una corsa deliziosa
di fanciullo fievole alla vita
inaudibile furbizia
morta di screensaver d'improvviso.


Dimmi...
se fosse possibile dimmelo
che il mondo non è nemico
e dimmi se per la mia mano
la tua mi è amica
se fosse possibile
dimmi se possiamo stare insieme
Dimmi...
dimmi quando qualcosa saremo io e te
e se non lo fosse
perchè
andiamo piano piano
non c'è fretta
c'è chi ci aspetta e non ne ha
voliamo in alto ma non importa
possiamo anche camminare
possiamo parlare tra di noi
ma non è importante
bastano gli occhi uno sguardo
una carezza
un abbraccio
e poi più niente
dimmi se l'amore serve
e se basta l'amicizia dimmi se basta
dimmi tu che tutto conosci del passato
che sai di ciò che sarà
se l'universo sa di noi


Clinamen
quando il cuore parla
scrivo parole senza virgole
sospensioni epistemologiche
ritorno ai perchè
rintrono di ritorni all'origine del Nulla
quando mi parlo cerco ragioni
sfoglio pagine già lette senza ricordi
scruto foto che non hanno più immagini stampate
clinamen di stagioni che s'urtano e poi muoiono
difficile parlarne scriverne impossibile
oggi il cuore non batte più il groove al petto
sovversivo soffia aria sobbalza perde il ritmo
scanalature soul ed anima di vita
oggi il cuore vuole piangere
ma non lo sa fare
lascia fare agli occhi
alla memoria
ai codici ed ai messaggi
che lo spazio vuota intuizione ogni giorno implora e impone
non ho posto per le parole con le virgole
in finzione dimentico i punti
le cifre che mi attorniano
enunciato in assenza della mente
cado in basso in linea retta
e non do retta alla morte che mi guarda


Un Nuovo Mondo dipende da me...ma anche da te! Cioè, da noi!
Mo va là, non ci penso nemmeno...io...


E costruiamo un altro nuovo Mondo
da eoni frodati a Dio eufemismo precolombiano
che perfino un gran cristiano
assai prima dei piccioni viaggiatori
tra i Mondi voleva farne uno dei migliori.
Ancora un Dio d'epitomi senza conoscer quelle Terre in fondo
che selvatiche sfolgoravano di paradisi in Libertà
senza religioni e dogmi di divinità
che qua c'ammazzano l'anima ed i sogni.
Fidiamoci che della Morte siamo i figli
non dell'eternità con i suoi appigli.
Dei nuovi mondi di sacrestia
ne scanso la violenza da vergini regine
e voi enuresi delle menti farete questa fine
morirete! acconciati da sfuggiti frammenti sulla via
soddisfacendovi d'allucinogeni bisogni.


Il Povero ed il suo amico di un attimo...
A Santa Croce ogni notte
il povero di strada mangia la sua mela,
s'appoggia a Galla
e alla sua Storia,
la Reverenza, al muro,
e vuole le sue vittime.
Io scatto la foto al tempio
la mostro
come fosse mostro
al mendicante che...
che non chiede...
che si riposa all'ombra dei...
lui non ha pensieri,
si riposa all'ombra dei suoi giri
mi premia con un...
non ha niente da imputarmi al petto...
mi premia con un bravò,
ed un mignon che è di Cointreau,
io lo bevo...e lui lo beve
lui lo beve ed io lo bevo
l'amicizia vuole avere il Tempo dalla sua
vuole lo stesso collo di bottiglia
e vuole il cuore...così...
così io forse sono un altro
con un amico in più
e lui che mi sorride è ancor più libero...forse...
forse si chiede perchè Lui sia così tanto più ricco.
Reverenza a chi crede nell'uomo ed in Gesù
che è Lui.
 

 

In questa foto...(Don Francesco Fuschini)
In questa foto
un piccolo uomo
di nome Francesco Fuschini
forse un prete non prete
forse un prete mancato
il grande Pirro
il suo cammino è la fede dell'amore dato
il rivale di un fiume...
la nebbia che confonde...
la malinconia di una vita fatta in due
anime profonde
di una amicizia
che già si sa
finirà
dite voi Dei d'Olimpo
dimmi tu Dio creato per onorare il Cielo
dimmi riva della Vita
perchè Pirro è libero?


Cammino di notte
di notte camminare mi fa bene
rilassa il cuore depura le vene
del resto son tutti pensieri dell'oscuro
sorretti dai passi d'un vero duro
ma la notte non lascia spazio alla mia vista
allarga le visioni restringe la pista
a me piace andare dentro nella notte
se incontro la vita ne evito le botte
solitario nei passi
coi piedi nudi vado sui sassi
respiro aria nuova che già sa del domani
se ho freddo nel buio sfrego le mani
camminare nel buio e come rivedere i tuoi occhi
i ricordi nella mente son come i rintocchi
mi toccan via traverse
mi perderò come fece Serse
guardo in alto i fari dei notturni strali
rilasso il cuore dimentico del corpo i mali
di notte cammino nelle strade
risano il cuore con nostalgie sempre più rade...


Il Silenzio di Nini Rosso
uno squillo nel deserto
deserto qui deserto la
Dio organizzò la sua alba
documentò il tramonto
percorse un viaggio
navigò finche trovò le stelle
dei pianeti s'incurvò a guardarne l'orbite
agli uomini predisse loro donne
e consegne a domicilio
Dio a suo nome ritirò la paga
dimenticò il perchè
lasciò lo spazio e predisse apocalisse
intraprese un altro viaggio del non ritorno
organizzò il nuovo giorno
lasciò le tracce agli inquilini un po' dovunque
scale porte e ricadute negli inferni
trasportò colonie ed astronavi nell'altro-mondo
dimenticando Marte Luna e Venere
mentre di Mercurio bruciava le atmosfere
tentò, Dio, di spegnere il sole e l'altre stelle
ma non erano abajour
bruciò tutto il suo tempo con l'ossigeno
a descriver panorami sulla Terra
ad asciugarne mari oceani e pianti
riversò del latte afrodisiaco all'Olimpo
olio d'oliva sulla Puglia
s'inventò gli dei non si sa mai
dimenticando ancora d'aver già fatto tante scelte
ma c'era cera di candele che bruciava e c'era altro ancor da dire
sui viaggi da Pàrìs fino a Pechino
da Torino per arrivare fino a Berlino
Tokio Sciangai Istanbul e Franpùl...
Dio vagheggiò un mondo che non avesse umanità
ma poi sbagliò l'impegno lasciando senza fiato chi già sciava al Terminillo...
si sentì una tromba
era Dio che suonava il Silenzio a Nini Rosso
e a Dante la discesa nell'Inferno
tagliò per primo l'arrivo del suo viaggio
s'addormentò quando il mondo restò senza parole...
nel deserto qua nel deserto là...
nel deserto si sentì uno squillo...

https://www.youtube.com/watch?v=NOk0qhSTCt8


L'appartamento di Dante
Ora puoi anche chiudere la porta
lasciar fuori appartamento parole d'ogni sorta
ridimensiona la stanza all'argomento
oppure urla più forte forse non ti sento
la luce in questo cerchio è scura detergi il vetro alla finestra
e adesso aspetta non imbandire la solita minestra
accarezziamoci i seni le mani i piedi
lenti andirivieni e le bolge del dolore più non vedi
stendiamo nell'aria in paradiso i gesti della storia
che all'ansia del cortile ci è dato d'asciugarli senza gloria.
Di Dante ne abbiam girati tutti i gironi
se non vogliamo cadere nell'inferno stiamo fermi e proni
non guardiamo fuori ...
non ascoltiamo i cori ...
e adesso devo andare, alla svelta preparami il caffè
non chiudere la porta che domani per pulir l'appartamento torno da te.


Ciao amore ciao
nel serafico ciao
dimora un'endocrina sintesi dei tempi
incontro in effimera estasi
isterico rammarico d'amore che senti
che passa di lì e se ne va
altrove v'è un mare di memorie
ciao
è un caso un destino
e il poeta dipinge parole che schizzano il cielo
ed ai pensieri
da il colore del vano del vuoto a perdere
quando nelle sere che aspettano il mattino
si pronunciano addii bagnati di vino
ciao amore ciao
finisce già qui
insano
nel cuor nella nebbia confuso
il dubbio di un ciao


canne al fuoco
lividi pensieri
nel campo ardono
e le stoppie sono granito
memorie lunghe come parole
i discorsi piccoli come il perdono
li perdo su scale d'androni angoli tra slarghi di vedute
e moribondi corpi che non hanno ancora conosciuto baci
la città brucia
e si rifà il trucco
ed ara un campo per la vita
adusto di canne foglie secche e fuoco
in fiamme la mente
e tutti i suoi lamenti


Specchio specchio delle mie brame
Nello specchio vedo un volto
distorto
descrive segmenti di vita
soluzioni esponenziali d'età
dentro lì qualcosa non va
vi son rughe
e dietro quelle sogni che erano speranze
il respiro appanna
il vetro allo sguardo
dietro
un passato che confonde il futuro
e va via in una cornice confine del tempo
in fondo al suo spazio
occhi che descrivono circonferenze
salite all'alto dei cieli...
v'è l'universo e le sue scale sedimenti d'una vita...
Distinguo prassi dai... da paradigmi
didascalie di specchi
specchiogrammi di questo volto
in rivolta
deposito di silenzi da stasi di libertà...
progettato al divenire non funziona
si sposta fuori zona
si spengono gli echi
le rose non hanno più l'eco
si spengono le luci
s'accendono i fanali
e lo specchio se ne va...


Uscita di casa
Esco e trovo chi mi saluta
le sorrido ma lei non lo sa
è una signora, una signorina
ha un bel corpo flessuoso
non antico, moderno
ha i Jeans che sono lì aderenti
sa il fatto suo
penso
come me che sono sicuro del mio passo
il suo è elegante
non sbanda
il mio si
la bellezza comanda i movimenti
penso che andrà di certo a casa
avrà il compagno
o forse addirittura il marito
avrà figli e figlie
anche tanti perchè è bella
sinuosa
dolce ed educata
e lì quando è così non si controllano più
i movimenti...
ah bè, tanti pensieri e tante cose
mi grattugiano il pensiero
e la Signora risplendente mi da sotto mascherina
mi sorride
e mi dice di nascosto:
"che carino il suo cagnolino come si chiama?"
Mi risveglio al mondo fatto di fantastica realtà,
la sua dolce gentilezza è per il mio Artù!
ne son felice ed anche sorpreso
per fortuna ho la mascherina...
"Si chiama Artù!"
"Oh che bel nome fatto di regale bellezza. Buona giornata!"
E s'incammina per di là.
Quanto è bella la giornata!


Morte a Paris
e allora cosa mi avevi detto?
che di morir con me tu volevi
son qua che aspetto ancora
sul marciapiede sbecchettato de Parìs
e sei di là della nostra route de l'amour...
Pourquoi penses-tu ça?
se mi stai osservando il sangue scorrere che va
dal rosso al nero de les Egouts de Paris ...
sorridi e non ti avvii a raggiungere l'amour?
Pour quelle raison.
nous sommes dans cette prison?

 

Inno a Dante
Della pioggia che cade non conto le gocce sono tante
numerose come le anime di Dante
che percorrono l'Inferno dolenti e affrante.
Come i baci
lievi alla bocca sfuggiti e d'amor fugaci
che di quell'ore le sensazioni taci.
Ecco come e quanto di beltà m'appari
si che tanto di piacer i ricordi mi son cari
oggi nei miei pesanti dì sempre più rari.
Bene il dileggiar ciò che fu mi crea pene
guardare avanti più non posso se non per il mio bene
tanto che in Paradiso mangerò pane senza vino
finchè del sangue mi si èmpino le vene
e poi in fine sospiràr uno e trino.


La sua ombra
di Regina
ricatto affascinante
o sogno
donna dentro un quadro
finta clandestina
cornice
nelle mie notti in cima
gloria e orgoglio
vanto e nome
su una lettera bruciata
fantasma
tra cielo e terra
limbo infranto
ferito
da pietra di luna
acuminato amore
di una poesia indiana.


Gesù
Camminavi piano su acque e terre
del Mondo e di altri mondi
galleggiavi sui livelli e nell'aria ti espandevi
portavi frasche rami e ulivi come se fosse pace
e avevi donne e amori al seguito ed ai piedi
dicevi loro aspettatemi al di fuori di questo Tempo
respirate intanto la Polvere dell'Eterno
mangiate masticate le infinite parole della Resurrezione
scritte dal padre mio signore
...io intanto alla fine ne conto le rimaste ore...
camminavi insieme loro fino alle fondamenta dei Templi
e accoglievi bimbi passerotti e prostitute
amavi il vino e amavi il giorno come fosse la notte...
...tempi di mostri
fiumi di dolore
intorno a Lui...
con la mano amabile d'amore sanavi senza religione
usavi carezze e sferze come pugni
liberavi i posti a Dio
disperdevi bugie e gli umani spropositi
li sostituivi col divino
...sofismi ignava ratio effetto di cause antiche...
elaboravi luci scrivevi nuovi elenchi li dettavi
della Libertà ne dispiegavi i danni.
Oggi cammini veloce
clicchi su già sconfitte tastiere
cerchi contatti superiori un post una sosta dove luce non c'è
d'adombri su infide verità mai esistite
davanti al Mistero cade la scienza con le sue parole
muore la materia s'annienta la forza del Pensiero
ne è irrisa paura e religione
Cammini su strade d'asfalto e fai rotte d'astronauta
Roma e Teheran
atterri verso New Yorch Marte Giove e non vi son sentieri
sbandando sui titoli e i sensi unici
cerchi amici adepti e apostoli del nuovo Bene contro il Male vecchio
...non lo sai ma aprendo il Libro hai letto pagine nuove
illuminazioni d'inediti idoli con tuoni lampi e raggi di stampa sul Sinài...
Cammini con me
su eterne incontrastabili sempre quelle divine illuminazioni
su altre terre e mari secchi di dolore...
 

solitudine
amica di ogni tempo
ti aspetto senza fretta
nella calma dell'aria
nella sparpagliata luce
ad addormentarmi tra le mie parole
quasi un lessico famigliare
in una caverna dalle nere proporzioni
ad instillar graffiti in bianco nero
linee superflue all'anima
ed evoluzione del pensiero
alle rocce dalle umane ormai paure pietrificate
... sono muri di fornace ma essi sanno che non lo so...
e accendo fuochi per annerire pareti d'altre ere
scrivo, anche, amica mia vedi....ad evocar un irriconoscibile futuro
che mi sfugge soave d'indifferenza
irridente all'antro quasi questo fosse un ade
appropriato a spiriti irredenti
amica mia lascia che svolazzino le foglie d'ogni stagione
di betulle o querce anche abeti e pini
essi hanno aghi per perforar la pelle agli animali
lascia che i boccioli e le spighe dei fiori della selva
s'aprono alla loro sobria solitudine
tu amica mia sensibile ai rigori delle stagioni
al mutar dei colori
al sorseggiar delle piante alle rugiade instillate ai campi e alle foreste
mi stai accanto nel levitar dei giorni
ogni giorno
non sono mai solo
se non abbandonato alla solitudine della terrestre contrada
e ti parlo
amica mia
in voce di dio
quasi come in un breviario familiare.


Naufragio in alto mare
Due anime d'intimo allacciate
naufragammo su un litorale d'alto mare
guardammo le sponde che riparavano il cielo
ogni nostra frase mancava d'una parola
ogni momento moderno sospeso a quella parola
parlammo in distesa di come il giorno non sia mai uguale alla notte
sondammo la profondità dell'anima indifesa
paure compresse tra carne e sangue
capimmo di come il tempo non dia spazio per comprendere
così lasciati liberi di morire in alto mare
abbracciammo la terra il mare e le altre sponde


Un filo d'erba
Dai marmi di Carrara nasce l'arte
tra crepe intagli e surreali sbagli.
La montagna non sa d'esser arte rara
il vento non la sposta.
Dio e il Sole con la Luna
di morire voglia non ne han nessuna
ma la mente di follie intasa il mondo senza sosta
sconquassa invade la vita che ci è cara.
Così oasi di salvezza lento e nascosto nell'incastro
nasce innocente su d'una breccia un filo d'erba
desiderio d'una vita a parte
sotto la luce di un nuovo astro.


Empireo
Qualcosa ancora c'è da dirsi nell'Empireo delle stelle.
Occhi lucidi di pianto che l'acqua del mare asciuga.
Andiamo rotta a sinistra che a destra c'è la profondità del Tempo.
Intersechiamo gli Spazi troveremo Dio ma non da dove viene.
Annotiamo i pensieri affinché non si spengano le stelle.
Sfidiamo ciò che crediamo invincibile per vedere poi le pareti del Tempo.
Non v'è appartenenza solo il desiderio di proteggere le forme.
Voliamo in cielo per ricadere in terra a vedere il Volto dell'Inizio.
Assicuriamo gli spazi intorno a noi per non ritrovarli mai più nella nostra anima.
Il vento ruba le scie agli aeroplani che dritti volano credendo di andare incontro a Dio.
Occhi asciutti dal pianto ciechi e sanati dai ricordi con la mano nella mano cerchiamo una via tra le Stelle.


Lo sguardo del gatto
Del ricordo
nulla resta nella mano
se non quello che brucia la terra
dono profondo sotto la coltre dei sogni
e scrivo veloce
il pensiero sbatte la porta
se ne va
per calli dirupi e torrenti scoscesi
come senza vista
sotto distaccati sguardi di gatto
... ora dormo
è già tardi
il lenzuolo si tende già bianco di notte
ora dormo
è sera
i sogni...
alle luci dell'alba.
Nella mente nulla mi resta
se non quello che brucia il ricordo.


Planetario
Guardo la notte e infinite stelle filanti ha il cielo!
Contarle devo!
Imprigionarne una nel cuore anelo.
Ma il cuore non sa contare e non lo sapevo.
Solo quando il manto si copre di nuvole nere
l'amore di quante stelle stanno in cielo lo può sapere.
Così poiché gli occhi non vedono
e le tue mani le mie mani non prendono
conto io le buie stelle che forano il velo.
Voli senza senza scia che al mio cuore sciolgono il gelo.


Cavalier Fanfulla
In questa immensità il cuore mi s'annulla
come lodi al cavalier Fanfulla
la paura nelle fibre mi s'arrulla
povera anima grulla
tornare vorresti nella culla
lasciare per sempre questa radura brulla
ma l'ago del destino infame frulla
come l'amore d'una vergine fanciulla
che coi primi desideri si trastulla
e tutto della vita rende un nonnulla
perciò conto le foglie d'autunno alla betulla
e le stelle alpine alla gronda lulla
mentre nel petto il còr mi si maciulla


Sparirò tra le stelle.
Denso sofisma
pesa sul cervello
sprofonda il corpo instabile
in freudiane sabbie mobili
donde non risalirò mai più a respirare!
Metafisiche concezioni,
astruserie della paura del viver d'esse
dell'essere o del non essere.
del fare o del non...
Che potrà importare? A chi?
La Natura Madre, o che sia matrigna,
non teme la fretta sul lavoro
ed ogni sbaglio casuale
nella catena di montaggio
senza rancore alcuno e neanche scrupolo
cancellerà. Che sto a sofisticare?
Sono un pizzico di polvere
non di sale
sarà di stelle
ma sparirò tra esse!


La bolla.
Ognuno è una bolla
separata volante leggera
imperscrutabile
bolle segregate
una accanto all'altra
ad ammantarne la Terra...
incomunicabili monadi d'iride fragili di solitudine...
qualcuna s'infrange, muore nel nulla dell'aria.
Una si sfalda, apre un varco in se stessa.
La bolla tenta l'altra bolla...
chiusa...che resta ben chiusa
non vuol mostrare il suo dentro...
poi il vento, sottile, spesso malizioso, talvolta maligno
trasporta le effimere alla morte leggiadra
in un rapido microscopico pif esplosivo...
La bolla gentile sorridente
vita pulita di desiderio d'amore
in alto s'invola sopra l'azzurro a confondersi
con le lontane Stelle.


La mia casa.
Entro nel fiume che
entra nel bosco,
nuoto fino alla caverna,
preistorica,
e,
da un catino di roccia paleolitica
tiro su la chiave
della mia casa

 

Creatura volante.
davvero non pensavo al male
al paradiso un pensiero
invece morbide penne confuse dalla morte
come un volo contuso di scarti in cielo senza direzioni
rotta di traverso
scolpita nelle nubi
che non hanno ormai più i colori dei giorni
sostenuto dai venti sconosciuti alle ali
non ai ricordi
e la tristezza malinconica disegna sogni e disperazioni
quali anime volanti hai lasciato nel nido?
Per sempre
non ritorni.
e come i sogni son peggio gli incubi
come son le certezze è male la sorte
il dolore mordi e beccheggi nel volo
ora la pena m'adorna la compassione e dura
anima volante a terra
seppellisco le tue penne
ed il tuo cuore d'immensa creatura.


Va su da lei Pensiero...
il pensiero toglie il respiro
quando la mente annega nella profondità del mare
siamo qui a respirare ormai aria che non c'è
siamo naufraghi in una terra isola che non c'è
amiamo desideriamo speriamo un giorno qualsiasi di bontà
gentilezza al risparmio delle paure
amori mai vissuti come se fossero stati perduti
immagini che hanno di etereo l'amore e la fantasia
così sia mi dice il cuore
non andare lontano da dove sei nato
resta e respira
resta nella tua casa
che sia un deserto una chiesa una stia
non adoperare il futuro come se ti fosse dato
domani il mare potrebbe essere cielo
domani la vita può essere un velo
trasparente di malinconia
non dire mai più
e così sia.


E chi lo sa...
sono in giro nelle notti
su duna e su una strada con cartello
a cercare
e poi scorger di lontano l'ostello seminario
dove inscriver su foglio exbianco
con penna a inchiostroblanc
la melodia che non sia una vena solitaria
voglio cantare con il suono malinconico delle sviste
a circostanze in condoglianze
e consegnare la mia musica a note d'aria jazz
piccola e fragile
al cartello della notte triste...
e chi lo sa che roba sia


--- ricordo ...
scrivo oggi per non dimenticar domani
ricordo oggi per oltrepassar lo ieri
sono giorni fieri
sono gli ultimi bruciati tra le mani
pensiero
non ha forma
turbolento senza linee di confine
su quella barriera a segno d'orizzonte
ferite e sangue nell'anima imprime
non c'è spazio per un pianto senza fonte
per una morte attenta che redime
scrivo oggi per scavalcar la fine
saràn foreste boschi e mari
botte e baci sempre amari
ma io sto qui per ricordar domani...
 

il mattino
il mattino ha un cielo azzurro da colorare
bianche nuvole e chiare
e l'aria fresca disegna brividi alla pelle
sogni già antichi da riparare
e una speranza vaga
sulla sfera
e poi rientra negli androni dell'anima distesa
tu sei già dietro di me
leggera fredda atavica mi porti il caffè
non ho più tempo per cambiarmi il mio destino
il gelo ghiaccia ogni domani
il sole sfida il freddo della notte impresso ai muri
sorge e cala nello stesso tempo
basta girare la sfera sottosopra
aprire chiudere la finestra
resti desta
sei su di me
ed è solo il mattino di domani
 

 

Che serataccia!
Ah ah ah ah!
quanto se la ride la Morte della nostra (mia) relatività!
Serataccia…
spocchiosa scivolosa come un romagnolo che saraccia
e così io me la passo e ti guardo e mi domando cosa faccio
vorrei parlarti dirti guardami son qui toglimi d’impaccio
ma noi (io) non siamo di questi mondi vittime
no, macchè! siamo immagini che la memoria imprime
di passaggistragi violenzebaci carezzepugni in faccia che c’impressiona
con i suoi vetri d’arte che s’infrangono quando la campana suona.


tre rose
amore
nel vaso deponi tre rose
son rosa le accarezzo e sono la tua pelle
morbide ansiose
di aver carezze da veder la luce delle stelle
amore hai strappato tre fiori alla terra
al loro gambo che trasporta linfa e profumo
li hai messi tra i colori e le pareti nella tua serra
di acqua limpida hai sostituito il grumo
guarda amore come mi beo del cristallo
come amo sostare in estasi a considerare colori con gli odori
quasi in stasi tra coerenza e conseguenza
amore mio davvero le tre rose sono un contratto in fallo?
sai non ne potrei più far contemplazione
sarei perduto per giorni in eterna esistenza...
cambio l'acqua amore con devozione


La pazienza del falegname. (A mio padre)
Un taglio di scalpello sul dorso della mano
fa più male di una caduta dagli altari senza mira
incastrare scheletri di sedie complica la vita
più che rimare anima e corpo nella fisica del mondo
- forma intuizione ed intelletto sotto i sensi
e poi separazione
e poi unirmi alla catarsi
assuefatto a stare solo
sono solo affermazioni sulle cose -
inutile star qui a dipanar discorsi
a schiodar chiodi già piantati nella carne
perché il falegname non costruisce il legno
lo mette insieme con pazienza.
 

Vetuste dimenticanze
Bella in eterno
sei bella sei eterna
quando silente di nascosto entri nel mio letto
si solleva un soffio di lenzuola come fosse vento
e il profumo sa di pelle di donna d'Oriente
adagio adagi le tue mani sul mio ventre
non ho tempo per il respiro
o per i sogni
e i desideri entrano all'istante in ritirata
sensazioni d'amore si confondono nel tempo
intelligenze estreme al limite del tatto
non si resiste al senso necessario
e allora dimmi bella nell'eterno
cosa c'è da lavare stanotte
prima che risorga la Luna a spegnere le stelle?


Un normale addio non basta. (Facebook)
Devo avere qui gli amici.
Le amiche.
Perchè per parlare non c'è più tempo.
Le parole tolgono senso ai sentimenti.
Talvolta le parole sono pericolose.
Come gli sguardi che forse lo sono ancor di più.
L'amicizia è per sempre.
Domande non ne richiede e non vuole risposte.
L'Amicizia è profonda, non crolla, trema ma resiste.
Come l'addio.
Devo avere qui gli amici.
E le amiche.
 

Artù e la farfalla
Artù conclude il suo pensiero.
Intento disegna d'aria il volo alla nivea farfalla.
Filosofia di nuvole la più leggera.
Abbiamo occhi per cogliere lo sfondo nero.
Sensi per vedere di la da quello.
Abbiamo respiri che gli sguardi tengono a galla.
Poi dal chiuso si aprono le stelle
per segnare un'altra sera.
enrico tartagni (e Artù)
 

Le verità nascoste di chiesa e governi
Dai governi alla chiesa
dagli u.f.o ai misteri
della psiche umana nel dolore distesa
tra scienza e religione
tra filosofia e realtà
coscienze prone
affrontiamo tutto ciò che ci viene dall'aldilà
che non ci è dato sapere
i vili si nascondono nelle anime nere
nel profondo del male
a ravenna di verità orribili e nefande
ce n'è da riempirci un centro commerciale...


Isola
Sono un'isola mangiata
da eccentriche maree
per questo che non funziona la certezza
o mio Signore
non va
l'Opera Suprema per la tua Divinità
in essa hai trascurato la Bellezza


REM
Una barriera
che del tempo non conosce il limite
modifica l'istante
quando appoggio la nuca al niveo cuscino della sera
e stanco non dormo.
Quanto male-dolore d'intermittenze oscure
m'infliggono nel buio i pensieri miei.
Nel rem confido
all'aura dell'amore
che trascende d'incerta luce la mente
il sogno.
Le sante misure degli ingressi e dei momenti
notte e giorno
s'aprono allo sfarfallio dell'eterno andirivieni.
La barriera mi s'apre
dall'altra parte è chiusa...


Simil poesia - Stella cadente
Anche in quella notte di una estate dimenticata
vide una stella cadere.
Non la catalogò.
Nell'attimo fuggente gli parve già vista
e segnata tra le righe della memoria
ma mentre ancora quella scia luminosa
vibrava dissolvente nell'aria profonda e oscura
ebbe come una sgradevole sensazione.
Volle rientrare subito in casa
lasciando le altre stelle alle loro cadute
e lo vide già steso sul pavimento.
In posizione.
Il cadavere aveva smesso di respirare.
- Lo sapevo - disse - dovevo catalogarla -
 

come l'acqua dentro il mare
voglio essere poesia nel mare
flutto delle onde
nebbia d'orizzonte
calma piatta dei venti d'oltreoceano
un pesce impresso nelle rocce dolomitiche
scheletro e spine
un cuore senza pompa disabilitato al respiro
con la poesia nella mente fatta di pensiero
sulla sera sfumata dai tramonti e nei suoi giorni
che muoiono nell'albe flesse
appoggiare all'acqua ed al suo sale
solo ciò che dell'immateriale vale


L'alba del nuovo giorno
Ripercorro ancora territori smemorati inondati d'ere in ammassi
epoche confuse dal sangue delle menti
perdute nell'oblio della coscienza
fuggitivo straniero annegato ora e mai in mari d'astri cunei e caravelle
calpesto ancora levigati da tempi sconosciuti gli appuntiti sassi
ascolto il frusciare di medievali storie mai avvenute spazzate dai venti
impalato resto qui sui tanti sentieri derbè ammazzati dai cementi
e rivedo ancora con gli occhi del ricordo il nuovo giorno tra le stelle.Senza data


Senza data

penso attentamente ai cieli disastrati
dai passaggi a bassa quota dell'iniqua mente
a ciò che mi riporta ad essere dell'umanità una scheggia
quello che è un transito che non lascia tracce sui pavimenti della reggia
e se ricopro di colori spenti dalla vita tutti gli strati
riduco al niente ogni era accumulata sulla Stella e dal Pianeta.
Ricostruito in seno
sono dunque qui che penso in volo su ali di seta
ad un futuro che il ritorno al nulla non cancella.
Sarò solo una data in meno
fatta di polvere dal tempo consumata.


Pioggia in pineta.
La pioggia in pineta
spande odori intensi
di resine di legni inumiditi.
Adagio continuo come overture
spiovigginante lento insistente
sul romito sentiero
stretto stretto
sfondo alla boscaglia.
Corro podista bagnato d'acqua e di sudore
leggero il respiro
acquisto aria e profumi di rose selvatiche
rovi di more e rosse bacche.
Natura intorno s'incanta
m'accompagna d'una melodia silvana
trasfusa nell'umido pulviscolo.
Chiome aghiforme di rudi pini
sfumate in nebulose d'aria
mi sono riparo all'intensa corsa.
No davvero!
La Selva Oscura oggi così non pare
e se Dante corresse qui con me
di Paradiso canterebbe non d'Inferno!

Passaggio
E quante volte mi son sognato quel fosso lì
di là
una terra sconosciuta
l'avventura
ma anche la paura
dualità che m'inchiuse
dentro quell'universo di bambino
dove ora sono messo
compresso dal salto immenso
e sto per chiudere l'avventura
e la terra...
e la terra m'è ancora sconosciuta indarna
ed anche la paura


Stelle spente
Ricordi la tua trasparenza
stella accesa con un clik
d'interruttore
in un mondo perduto
in un mondo perverso
stella sperduta
lucida di diafana immensità?
Spento il raggio
dissolta la speranza
sono senz'anima
e davanti ho il mondo.
La via e la vita
avevan la tua luce
ormai morta
spenta
che agli occhi più non arriva
dal senza tempo
a riaccendere l'interruttore alle stelle.


Musica del mare
Lasciare sulla sabbia le impronte delle bacchette del batterista
come i battiti del cuore lasciano i segni dell'emozione ad ascoltar la musica del mare.
Una notte sulla riva della spiaggia
ad ascoltare parole e musica dal mare
con lassù in alto il lume della luna.
Il volume della sabbia
ha lo spazio d'un suo granello
il nostro amore d'un granellino
che riempie il mare
e lo fa uscire dalle sue sponde.
Se c'è una musica del mare
è quella ritmataci dai battiti nel cuore.
Amiamo perdere la notte
perderla sulla riva di un mare lunare
con negli occhi lo splendore del granello di sabbia
stretto nelle mani
misura al nostro amore.


Mille profumi.
Da un po'
mi scappa tutto dalle mani
da un po'
nelle mie notti spaventate
mi scivola il profumo displuvio sulla pelle.
Dev'esser colpa della mente
distillato di quello che c'ho dentro oppure...
dall'esser quello che non sono...
...cervello decerebrato in terra
su altre orbite io non lo so
che sia uguale al mio
non credo esista presso dio.
Come su un' isola felice
così come sulle dune
mi sfugge il tempo
...oppure fugge...
e mentre non vivo che dei suoi mille profumi
e qui tra le tante notturne scappatoie nelle lune
guardo a terra le mie cose sulle rotte
e mi incanto a rimirar le cupe solitudini
che furtive mi scappano felici quintessenze.
Nelle mani custodi non mi restano che
i miei mille dissipati profumi.


Come...
Come schiara il giorno l'aria del mattino.
Come rincuora al bimbo il pianto la sua mamma.
Come scalda il sole il freddo lasciato dalla notte.
Come impunta leggero sull'umido sentiero il passeggero.
Come un giglio appeso al muro s'apre la sera alla bianca luna.
Come io sia qui ad aspettare un refolo che sia brezza di sale e mare.
Come la speranza che si volta e torna indietro e mi sorride.
Come...
Come della vita mai voluta farne un sogno non lo so.


Un trillo poetico al computer
Va bene, va bene così
Trillo
pensiero che esci dal cuore
passi nella mente
sbatti alla tastiera
irreparabili contaminazioni
amplessi da pìcì
dall'altro mondo senza verve
tutta la notte sin nella più profonda sera
comunicazioni rubi
bolle galleggianti di non senso
involi nella stanza a scherzar nell'aria vuota
è vero, Trillo mio, penso
la poesia proprio non sèrva
manco a tappare buchi
dentro ai tubi.
 

Pensavo d'esser solo (Tuono)
Sentivo il tuono
forse un temporale
nubi ci sono
sono nere
cumuli di idee e di pensieri
sogni in forma di plasma d'aria
penso d'esser solo a guardare un mondo che non c'è
sentivo il rombo l'infranto fulmine
colpisce ancora alla radice della terra
pensavo di non avere amori da portare in giro
sulla terra
a vantar angosce della storia e della vita
sono solo trascino parole circoncise dal dolore
tagliate a metà
lasciate là dove il genio divino le abbandonò
senza d'esse sono solo
vanterò spessori d'ingegno e inibizioni
sono solo
sento il tuono
scoppia il temporale
ha profumi di tigli sulle lune
ora il dolore più non vale
levigo l'ansie ferite alla pioggia della vita


A'hò
tornerò ad esser pellerossa
avrò diadema d'aquila reale
volerò nella notte
con occhi di falco sorvolerò felci e sequoie
percorrerò praterie
cavalcando invincibile e nero mustang
d'Alce Nero
ascolterò le voci dei torrenti
e il sibilar nel vento dei monti rocciosi
avrò un teepee d'adorni fiori
avrò non solo una capanna e un fuoco
e la mia Squaw
ma anche un cielo fatto con le stelle
e con pianeti sulla Luna d'argento
e avrò un giorno mio e ogni giorno
la pioggia sui vasti prati verdi
non conoscerò fame dolore e morte ...
… ascolto la voce della Terra
e quella degli animali
che sanno d'averla ...
puma invisibile di montagna
salto rapido silente e piano
sul rosso carro di Manitù
totem di campi e di respiri
del popolo indiano


Il Fiore del Male
Il fiore sa dove nasce
è una terra disperata
rarefatta emozione
del plasma divino
una parola dritta alla mente
un dardo al cuore
un pensiero sempre sa
dove muore
sotto il peso dolente
de la fleur du mal


Virus in analisi
di la dal fiume su un'altra riva
accumulo pesi sulle spalle
assemblaggi di retaggi
Froid s'inventa colpe al sesso
alle paure dei bambini cresciuti tra le fronde
meticolose anamnesi metempsichiche da successo
animali da robot mistica illuminazione
che il mio pensar confonde
meraviglia dello scorrere del vento senza condizione
ossigeno alla vita fondamento del principio
voglio ritornare donde son comparso dalla valle
ammantarmi d'onor fedele all'elmo di Scipio
non mi carico di colpe che mi strappa la pelle viva
il mio è solo un sogno
riparto da Codogno


Anima mia sul far della sera
sussurro sempre all'anima mia
stai zitta tranquilla
non guardare se c'è polvere nell'aria
non sai distinguere i colori dei tramonti
non sai bagnare le tue spire col sale d'acqua di mare
socchiudi gli occhi meglio chiudili per trascurare il male
anima mia hai percorso itinerari che non hanno inizio
per sorprenderti d'essere dentro di me
ma io non avevo ne anima ne spirito
scioglievo solo sogni destinati ai miei ricordi
all'aria dei pensieri nati reconditi da chiuse caverne antiche
domina la paura anima mia
lascia girare stelle orbite e pianeti
lancette d'orologi
guarda l'atmosfera dei tramonti
impara l'incandescenza dei colori
che per la notte il cielo accumula
anima mia
viaggiamo insieme silenziosi tra tetti con le antenne
abbiamo cieli limpidi senza macchie
ne paure
è una nuvola passeggera il mistero del respiro
raccogliamo questo ultimo tempo anima mia
stai tranquilla
troveremo zone e spazi
senza polvere nell'aria


Dallo psichiatra.
Rivoli disagi
psiche ammassata
ineffabile estetica idea inibita
al sorgere infinito indistinguibile
per grazia destinata a umana creatura ammazzata
di memorie scassate su metafisici dolori
io ho la prova ho il mio sogno diurno
che dio è il soviet il dittatore dolore
del potere all'umanità, ed io
piango senza rigore
sul mio postulato
transfert divino.
Il Diavolo.

Il Carrista bambino
Un bambino che guidava il carro-armato
schioccando frusta all'asino volante
piange e gioca con il suo cannone
seduto in libreria di guerra un suono per archi betòvèn
griffe schiocca frecce robin hood
infilando testi baschi e copertine con i baci
incisi su tronchi serwhood presi a frecciate
mi riapro...mi riparo dietro lo spessore di una pagina corazza
o di un fiore
per la sottigliezza di un cuore militare
ci son più cose sotto la scarpa del soldato
che in alto sopra le stelle
perchè alla guida il tremolino delle mie gambe
è l'istante sospensivo del respiro della morte
ti pieghi flessuoso pilota semovente
a strappare dalla terra cannonate
a margherite gotièr per me.


Polvere di virus in grigio
Sono morto
ecco
in questo attimo distante
senz'anima
perduto a guardar l'inferno
inabile non muovo le mani
a piedi non ho movimenti
occhi di pece
simulacri
e la mente spazza in cielo
polvere di virus in grigio
seppellitemi qui
in questo asfalto infetto di città.


Un ciuffo di violette nella pineta di Ravenna
a destra c'era uno sciuffino di morbide violette
zitte stavan sul bordo come se vi fosse un rivoletto
non le calpestai ne loro ne il profumo che mi donavano
i deboli e profumati istinti primaverili
mai si violentano
era marzo e forse no era già maggio
camminai lento e attento
era un sentiero piccolino
un sentierino
coltivava anche riposte d'erbe margherite
copriva interamente la lunghezza del mio bosco
un privilegio
aperto da lunghi e lenti passi d'umanità viaggiante
con desideri di ristoro
di ameni pensieri senza ritorni
non calpestavo nulla che non fosse un sassolino
ne una conchiglia smarrita lì dal mare
ne la lumaca birichina che faceva della sua lentezza
sulla sabbia spolverata di spine e pinolini
una sua viuzza fosforescente senza dietro front
camminavo e non sapevo perchè
ero felice forse solo contento
cercavo il vento tra gli alberi e li guardai
erano pini nati alti dalle sabbie portate dalle marine
era la pineta della mia mamma
era anche la pineta del mio babbo
andavamo lì dentro del chiuso senza buio
traforato di raggi di un sole che scaldava rose selvatiche
pini e pigne e gli usignoli di quel bosco senza età
e il sottobosco delle more era il nostro nascosto giorno
recondito alla vista del dolore che smaniava sopra il mondo
un tondo
circolare
e dissi a ciò che nasceva dalla mia anima bambina
raccolgo le violette e poi
le porto alla mia mamma
hanno profumo dolce come quello del miele delle api dal volo veloce
e poi lente sulle corolle delle rose
le porto alla mia mamma...
la mia mano era lì pronta alla preda...
tornai sul sentiero di ritorno e dissi:
mamma sai nel bosco vivon belle creature
e nascono violette profumate da metter nel bicchiere...
la carezza della mamma era il bisogno del mio cuore.


La mia piccola finestra sul mondo
ascolto la natura coi cinguettii dei suoi piccoli amici
pare mi voglia dire quanto mi voglia bene
e scandisce un tempo musicale da allegro a lento
e piano s'intrufola nella mente
come un virus alterato
dal passaggio veloce e luminoso della vita
su questo pianeta ai più sconosciuto
se non compreso nella sua incomprensibile natura
forse divina
semmai non vi fosse aggettivo
fortunata in distanze e tempi ed orbite e giri di rotazione
dalla madre stella universale
io credo che questa microscopica finestra aperta sulla strada cittadina
sui tetti di case ridenti fatti di coppi rossi
ormai sbiaditi da piogge di raggi solari
e da piogge d'acque scroscianti pianti lacrime e sospiri
di una umanità cercatrice di un tempo d'inizio e di un tempo d'arrivo
e irrisolta nelle sue attuali forme
che questa mia amabile finestra
che m'amplifica le voci e i canti e i sospiri e i lamenti della natura
che mi rende vivo e palese nella mia angusta e ripida stanzetta di vita
questa finestra di vetri amici trasparenti anche quando macchiati di pioggia
e che io ripulisco e ripulisco affinché essa renda luminosi i miei occhi sul mondo
voglia farmi comprendere che io sono parte della Natura
che lì fuori da quel confine aereo e terrestre
che il davanzale copre al mio sguardo
e che di questa Natura un giorno
tra cinguettii di passerotti ed usignoli e canarini
e fra profumi di rose rosse gialle e bianche
che i colori forse sono infiniti ancor più delle stelle
ne sarò felice parte eterna e per sempre
oltre ogni orbita
oltre ogni nuvola che del cielo ne copra i confini.


Ho da fare sulla Luna
Quale ancora delle tante cose da fare è importante.
Nascere veloce guardando la Luna all'indietro.
Morire domani dopo aver dette sante parole e tante.
Passo una mano sul viso ed ho ghiacci occhi di vetro.
Passo il giorno intero ed è come tutti quelli d'inverno.
Una foto scatta da sola un barlume da interno.
Luce alle tante cose ancora da fare senza peso.
Nascere ancora da una vita conteso in un segno mai leso.
Donami o Dio la Sapienza del cuore.


Un volo su una ormai lontana Ravenna
Non sono triangoli e pietre candide di giardini
sono solo sogni fiori pensieri che la sera trasforma in voli.
L'aria quando c'è un rosso tramonto profuma di pini
e asserragliati dal tetto della casa senza camini ne finestre
guardiamo
con l'estasi dei desideri baluginanti su infiniti soli
d'una malinconica Ravenna
il lontanissimo confine spaziale dei coppi ingialliti di ginestre
e rossi di pietre scosse di fornaci antiche sottoterra.
Noi siamo
io e te di questo mondo vecchio solo la penna
del secolo futuro nulla nelle nostre anime ormai si serra


E le stelle stanno a guardare
Vetuste storie dimenticate
innocenti d'artifici di finzione
in un destino dissolto da ribelle.
Disperso nei sospetti
in irredenti spazi tra stelle mai segnate
che mai m'hanno guardato
con già addosso il tempo
lisciavo il manto al globo
e all'ore che mancavano.
Insolita redarguisti il mio osservare da vicino
quando ingannato nell'ansimo dell'amore
d'antico pesante abbandonarmi nella mente
scordavo le mani sulla tua pelle.


Corona Virus
oggi piango ne ho il tempo-domani avrò un rimedio-se così non fosse ne aspetterò la mezzanotte-a mezzanotte forse potrei anche trasmettere l'ultimo segnale in infrarosso-è che è andato troppo giù il calore della notte-e nella stanza il gelo mi fa male-il rigido passaggio della Luna raggelata dalle stelle tanto lontane-nei Gemelli sulla collina che tanto cara mi fu-farà calare stormi d'uccelli in migrazione.


(Sono) assente
Il sole tramonta in un ovest infuocato
del rosso del cuore ho spolpato le arterie
di
sangue consunto il mio corpo ne muore
ed affacciato ad un cielo di infiniti colori
prego e protesto con vuoto pianto d'amore
(dis)perso in liquide lacrime ardenti e solidi sogni infranti
del viso di angelo ripreso dal suo paradiso
mi resta (nell'anima)
il vano concetto contro (di) un dio
meravigliosamente assente.
 

Il Povero ed il suo amico di un attimo...
Il povero di strada mangia
la sua mela,
s'appoggia a Galla
e alla sua Storia,
la Reverenza, al muro,
e vuole le sue vittime.
Io scatto la foto al tempio
la mostro
come fosse mostro
al mendicante che...
che non chiede...
che si riposa all'ombra dei...tetti scossi dalle ere
lui non ha pensieri,
si riposa all'ombra dei suoi giri
mi premia con un...addio
non ha niente da impuntarmi al petto...
mi premia con un bravò,
ed un mignon che è di Cointreau,
io lo bevo...e lui lo beve
lui lo beve ed io lo bevo
l'amicizia vuole avere il Tempo dalla sua
e vuole lo stesso collo di bottiglia
e vuole il cuore...così...
così io forse sono un altro
con un amico in più
e lui che mi sorride è ancor più libero...forse...anche di me
e forse si chiede perchè
Lui sia così tanto più ricco di me.
Reverenza a chi crede nell'uomo ed in Gesù che è Lui.
 

e sfondo d'impeto innovato senza forza la barriera...
Una barriera che del tempo temo non conosca il limite
modifica l'istante quando m'appoggio al niveo cuscino.
Nella sera stanca la testa svuota dei pensieri le mimesi del giorno.
Quanto dolore d'intermittenze oscure infliggono al buio i ricordi.
Nel rem confido all'aura il mio sogno che trascende d'incerta luce il sonno.
Le sante misure degli infiniti monumenti s'aprono allo sfarfallio dell'andirivieni
d'una irrisolta coscienza architettura in divisione d'identità ormai senza barriere.


Quel che resta del giorno
la notte infatti è quel che resta del giorno
un silenzio che tradisce trasparenze
e dei suoi suoni reconditi se ne fa vita
come la musica nascosta dei violini nella stanza dell'amore ma...
è questo che disturba il tempo che resta
che senza tregua ti sorpassa i sogni
ed i sospiri
mentre giochi con la pelle
mentre soffi sui profumi di lei che ti abbraccia
ma si è questo che disimpegna nella notte...
non passa mai...
anche se vaghi con la lanterna dei tuoi sensi a cercar di non morirne...
a cercarne un bacio
che ti resti tra le pareti della notte.


Cosa ho?
Non ho un cell aifòn con lo smart
non un telefono fatto in casa
non una casa
non ho un'età che mi giunga dall'aldilà
non un interruttore che me la spenga
non ho un clic che me la faccia ripartire
non ho orologi
ne un calendario per segnarvi i giorni
non ho una matita da disegno colorato
ne la penna senza inchiostro
non ho la carta per disegnarci un testamento
non ho pena e non ho ricordi
non ricordo di aver vissuto un giorno
non ho avi
non ho una tivù da spegnere con il timer
non ho una radio con gli allegri notiziari
non ho notizie dall'aldilà
non ho un congelatore da instecchirvi i sogni
non ho incubi da riferire a Freud
non ho scarpe rotte
non scarpe lucidate
non un vestito da domenica da passare nel villaggio
non messe cantate
ne viaggi alla fonte del battesimo
non sono inginocchiato a Lourdes
non sosto sui sagrati ad ascoltar campane
ed arditi richiami a Dio
non calpesto idoli ed icone
non ho un'anima scissa correlata infusa a un corpo
non perfette perfuse connessioni intercambiabili
non confuse teorie e impegni con i dogmi di Confucio
non vago tra le stelle
non conquisto terre rosse a Marte
non chiedo il futuro alla sorte
ne alla fattucchiera che mi sorride da dietro il vetro della Morte
guardo la Luna con gli occhi che ho
so che non ho niente che m'appartenga
che a questa terra mi tenga


Stella sul Mondo
Il pianto insinua il cuore
non ho lacrime agli occhi.
Ricordo la tua trasparenza
stella accesa con un clik d'interruttore
in un mondo perduto
in un mondo perverso
stella sperduta d'immensità
lucida di diafana immensità.
Spento il raggio
dissolta la speranza
sono senz'armi
senza medicina per il sangue ammalato
senza vista
e davanti ho il mondo che gira nel buio.
La via e la vita
avevan la tua luce
ora ormai spenta
senza tempo
per riaccendere l'interruttore alle stelle.

 


Image di Hulya Ozdemir da Giulia Clima
 

Donna stile e fiori
vintage d'amore mai demodèè
prati e campi d'aria che svia il dolore....
i tuoi occhi sottili di polveri di polline
disaminano l'etereo futuro...
danno senso al tempo che non conosce
trasparenza
che avvolge un eterno dimenticato
stordito da profumi e distese di pensieri
ammorbiditi da paura e d'angosce
incontaminate di preistorie
lumi e allures
eleganti portamenti d'andature
segni che si lasciano su strade mai percorse
s'osserva l'essenziale che non ci faccia male
siamo quì ad aspettare
che una Primavera d'infinite distese acerbe e pure
ci ricopra di tenerezze
e gentili ricordi...
disegnato il ritratto
resta ancora molto da punteggiare
anche da amare
ma non v'è tempo ne spazio
per l'eternità del parlare
in stile e fiori
 

 

Una nuova primavera sotto un'altra Luna
una nuova primavera sboccerà ai nostri piedi
ti dirò amica mia accanto a me siedi
stammi vicino se puoi abbracciami
come in quella canzone
non dirmi lasciami
vorrei con te la Luna ed il suo alone
e mai penserò di lasciare questa notte e le sue stelle
se il tuo respiro consuma il mio
se le tue mani snelle
levigano di carezze la mia visiòn di dio
la nuova primavera ci lascerà fiori tra le mani
e ti dirò amica mia non aspettiam domani


Uomo capovolto
Uomo capovolto dal rombo del silenzio
ti rimando indietro nel tempo
così ogni cosa tua transiterà nell'aldilà.
Andiamo dove non c'è spazio da allargare
ne cunicoli stretti da ingombrare
con corpi astratti.
Ne raccolgo polveri d'ombre d'astri
e riflessi d'urti
virus sfuggiti alle fessure delle chiuse.
E tu quiete inesplosa resta ferma
fissa
nel tuo essere cono luce corazza
alle illusioni del respiro delle stelle.
Anche l'Universo gira su stesso
per espander l'ombra ad altri Mondi
 

L'Uomo il Dominatore del Mondo
Aperti gli occhi seppi del destino
in un baleno smisi la camicia di cotone fino
in dosso alla schiena e al viso
uno straccio e agli occhi un riso.
Le nuvole nere oggi sposto
con lo sguardo di fatica nascosto
voglio vedere il colore e delle stelle e del volto
d'una divinità costruita sulle idee dello stolto
ma mi basta conoscerne il color della volta
e l'immensità dall'incomprensione sciolta.
Ho dentro agli stimoli d'anima sorda
la prepotenza di una specie ingorda
che domina la morte lisciandole il crine
sullo scivolo dell'ironica letale fine

Il Cielo
Un ruscello d'acqua montana scorreva ai miei piedi
sotto un cielo splendente di raggi di luna
folle d'animali sul monte sorseggiavano limpido elemento
alle rivette sgorgoglianti fiori ninfee e tarassici
il giallo splende nel sole delle dee
stendo anima e quello che resta della mia carne
allo sussurrar del tempo che scende dalle cime
mentre il rivo disseta foglie alberi ed erbe e d'animali
diffonde il respiro
e guardo i colori di un bosco che di lungi
ormai è foresta d'alberi pini ed abeti
e nasconde i virgulti
cinguettii svolazzi e sorrisi di stelle la notte
e il cielo è sempre lì e non lo sa
che io lo vedo


Una carezza ed altro ancora
vorrei sibilare una carezza
come il vento al viso
oppure
una parola nuova mai detta
ma la fretta sconsiderata emargina i momenti
emergono stati e coesioni si sfaldano
ambiti d'anima compressi
o repressi
ripostigli inesplorati ma esistenti
mani che che frugano le pieghe dei pensieri
occhi stanchi nel torbido dello spazio intorno
e quindi voglio stringere un corpo che non sia un angelo
ma quello di Dio
ho aspettato quando l'amore mi urlava da lontano
che mi pareva un sussurro
scappa vieni da me
ma il cielo non conosce strade e le sue vie portano via
vorrei guardare indietro il vuoto delle cose e dell'empireo
riesco solo a vedere davanti
e non c'è niente
non una stella
un buco nero dove infilare le memorie
una galassia di ricordi che m'accorgo
mai ho avuto
splende il sole
ne spendo tutto il calore
e ne voglio penetrare
la Corona


Virus
Non passa il giorno se non l'insegue la notte
oggi è così tutto triste
le lingue e le idee tutte corrotte
io penso non parlo eppure prendo le sviste
sai Pensiero mio sei come Margherita Gauthier
amante perduto nella dolcezza
lasciati i brindisi in fatui bicchier
sostieni la morte come fosse una brezza
ho sbagliato la mia vita
mi guardo le mani e non ne conto le dita
alzo alla mia ultima notte il buio velo
so che domani il giorno mai più avrà un cielo


L'Umanità
Non ha nessuna importanza
il sonno ci permette di ricordare.

In forme oniriche
sarai nel tuo futuro
subito dopo il sogno
non divergerai dal tuo passato
ma dalla tua storia
e sarai un'altra
quando aprirai gli occhi
sarai cieca
se li tieni chiusi
vedrai
enrico tartagni


La Notte del Mondo
uno scatto sulla sera,
no guardate nulla di importante
cosa di tutti i giorni...
già
le giornate...ecco!
per fortuna che tutti
vigliacchi proci o porci
che comandano sul Mondo
non possono rovinare la Bellezza
e dalla Solitudine distaccata
la Gentilezza della nostra giornata,
e le sue fantasie,
le sue speranze,
i sogni,
le sue leggerezze d'aria e di pensieri,
non possono i puzzolenti
stronzi e settari ed affiliati ai club della Morte..
morirete e sarete solo all'inferno...
e così, peggio per loro.
Noi semplici anime volanti d'etereo nulla
dobbiamo vivere la serenità di un resto di vita,
che sia breve
che sia lunga
non importa...
l'increspatura dello Spazio nel suo Tempo è
per tutti noi...
Sentimento preistorico già da tanto tempo uscito in buie
e nascoste caverne e grotte
in graffiti e disegni di pietra
e poi in parole strumenti in leggende miti e favole
e poi scritto su testi e lapidi e pietre estremi e fantascienza...
gioie della vita vecchie quanto la Coscienza umana
antiche come me
come la mia Notte


La Solitudine
Fermo quello che mi passa
dalla mente.
In assenza ci penserò.
Quanto leggera è
l'avanguardia del sonno
quando sino alla solitudine
dormirò.


europa
che tanto di bellezza inducesti in tentazione
il dio dell'olimpo
che per rubare il tuo seno
bianco toro diventò disteso sulla sabbia ai piedi tuoi
ampia dea del mare egeo
principessa regina dell'isola di creta
eponimo d'un divino tempo
madre di re e del giudice dell'inferno
ecco cosa oggi ti regalano i popoli del mondo
una olimpica corona intarsiata d'oro con i virus
fanne buon uso falla sfolgorare
a ricordo delle genti itineranti sull'europa


Meraviglioso quello che è stato
Con gli occhi
meraviglioso
io credo
un ora fa amarti intenso
dentro penetrato
quando sulla via della notte
alle nostre case vuote
tu hai fissato i miei
stranieri già
illuminandomi la fine.


La Vita
intanto guardo dove più profondo è il nulla
la via della nascita al mondo
nel mio mondo
bambino
desideravo giocare con i sassi della Sabbionara
fino a spartir le palline con Giancarlo
abbracciarlo quando la sera ci arrivava addosso
come un tarlo
che ci mangiava la pista di sabbie e gesso
ed io guardavo la luna lassù
e non mi accorgevo della mia mamma appresso
scivolava l'aria come se fosse danza con le ore
leggero sonno dei ricordi che ancora non avevo
pulito ma sincero
adombrato ma in attesa
aspettavo che fosse già domani...
intanto ancora oggi guardo dietro di me
dove è più profondo il nulla
 

La Sera del Mondo
uno scatto sulla sera,
no guardate nulla di importante
cosa di tutti i giorni...
già,
le giornate...ecco!
per fortuna che tutti
vigliacchi proci o porci
che comandano sul Mondo
non possono rovinare la Bellezza
e dalla Solitudine distaccata
la Gentilezza della nostra giornata,
e le sue fantasie,
le sue speranze,
i suoi sogni,
le sue leggerezze d'aria e di pensieri,
non possono i puzzolenti
stronzi e settari ed affiliati ai club della Morte..
... morirete e sarete solo all'inferno...
è così, peggio per loro.
Noi semplici anime volanti d'etereo nulla
dobbiamo vivere la serenità di un resto di vita,
che sia breve,
che sia lunga,
non importa...
l'increspatura dello Spazio nel suo Tempo è
per tutti noi...
Sentimento preistorico già da tanto tempo uscito in buie
e nascoste caverne e grotte
in graffiti e disegni di pietra
e poi in parole strumenti in leggende miti e favole
e poi scritto su testi e lapidi e pietre estremi e fantascienza...
gioie della vita vecchie quanto la Coscienza umana
antiche come me

 

Oltre l'orizzonte
Uomo capovolto dall'ombra del silenzio
tiri mando indietro nel tempo
così ogni cosa tua passerà
nell'aldilà:
andiamo dove non c'è spazio
da allargare
ne cunicoli stretti
da riempire
di corpi astratti:
degli slarghi astrali ne raccolgo
polvere di luci
e riflessi d'urti sfuggiti
alle fessure delle chiuse:
e tu
quiete accorata inesplosa
debole slittamento dei sentimenti
resta ferma
fissa nel tuo cono alieno e straniero
razzo corazza
alle illusioni
ai respiri
nei corridoi interminabili
nel nero delle stelle:
anche l'Universo gira su stesso
per espander l'ombra ad altri Mondi


L'universo irreale inesistente
inconsistenza di coscienza nei paraggi
macchie rosse solchi neri
scarafaggi
e ne siamo prigionieri.
Come, quanto, s'assottiglia lo spessore
quando, delle storie, in teca d'ossa
biglietti da bottiglia
la vista ne perde tutto il colore
e m'osserva dalla rupe
e dalla mia fossa.
Sempre io son di cuperòse e drupe
quando di neri mortali nei
e nel sangue i lividi
dei sogni miei
molto,
tremo del suono lento del sonno coi suoi brividi
e langue
infine,
sotto sottile sole rosso la mia vita e il senno.
Mai la Morte aspetta questa fine alle sue storie
confonde l'amore con le parole
lo so
giro chiavistelli all'incontrario
agli sportelli del cervello
finchè,
se nel Saàra
nella sabbia d'arsa e cara
ci pianto un fiore senza bere la'c... l'acqua color del sole
non so se la pioggia ne disseta il sogno vegetale
ma so nello mio core che al miraggio tremolante
evanescente al vento del deserto
s'attacca la speranza
d'un mare aperto...
Stendo qui davanti a me
un cielo di stelle d'universo...


tramonto
che rosso bagliore
arancione
l'azzurro è più su
ascolto il silenzio dell'aria
il sussurrare del tramonto
gli occhi mi serrano lenti lo sguardo
dalle nuvole d'orizzonte mi si stende un mistero
rapidi i pensieri lo raggiungono
so che le parole non bastano
allo stupore dell'immenso
che solo un cuore
ne può svelare i confini

apro per gli appunti
da dietro la vetrata
schiocca frecce adamo ad eva
appunto una lampada nel buio
per farmi luce d'ansia e con l'angoscia duro
decoro anonimo di musica il passaggio
rischio gli accordi
tra uomo e donna
mi svelo divisioni della visione
rulli del ritmo
eseguito dal distacco di sindromi distoniche
croste dai muri derisi dal tempo
note malate salgono la scala
descritta sul marmo
dalle mie paure
rasoio
un'ibernata sequenza di wi-fi
coi tocchi mi mappai di google-screen
e da altezze scivolai sui rintocchi
mentre
sul muretto
rischi di accordi
espongo the state of my mind
fangina tersa cotta al futuro


Viaggiatore
Del viaggiar nel desiderio sui limitrofi confini
me ne disegnai un luogo arcano
lo sognai di tinte ed d'altre svagate creme l'ornai
e di sfumati sangue divini riesumai i colori
ferme sugli iridi degli occhi
delle tempeste
lama mortale
... il tuo amore l'ama ...
ebbi conferma
immaginai il mio sangue bruciar d'un rosso di caduta
oltre le orbite delle esplosioni disegnai un'estasi
... perdo nell'essenza un colpo ...
sentiì l'urto e uno sbattere del sole
vidi la differenza tra l'io t'amo e te
l'urlai
e la bugia me ne turbò il corpo
da quell'ineffabil posto mi deportavi
via via nel passar dei desideri
nei limitrofi confini m'appuntavi il luogo
... mi trafiggo il cuore non lo ritrovo ...
se avessi contato i colpi
ora saprei dove son finito
se questo importa
se tu non sai chi io sia
del resto della vita
a questo punto
non serve starla a guardare
anche il nuovo giorno finirà


Il mio pianto
oggi piango ne ho il tempo-
domani avrò un rimedio-
se così non fosse ne aspetterò la mezzanotte-
a mezzanotte forse potrei anche trasmettere l'ultimo segnale-
in infrarosso-
è che è andato già troppo giù il calore della notte-
e nella stanza il freddo mi fa male-
col rigido passaggio della Luna raggelata dalle stelle-
tanto lontane-
nei Gemelli ...
... sopra la collina che tanto cara mi fu-
calano stormi di tempi in migrazione_


il tarassaco di gennaio
accolgo un fiore giallo di gennaio
un profumo calicantus lì vicino alla ramata
d'un giardino senza terra con sopra fili d'erba
un tarassaco splendente che cerca il sole dell'inverno
e poi rimembro ancora un tempo tanto lontano
ma già appresso me
bambino e tu che eri gentilezza di bambina
mi tenevi questa che oggi è ruvida mano
so che avrei pianto con tanta gioia raccogliendo
il fiore giallo di tarassaco e le sue spore
ma non l'ho fatto
ero bambino


Deserto
il deserto è un deserto
come il mare aperto
un cielo è un vuoto
dove l'anima mi percuoto
e la mia stanza di pentimenti è piena
sclerosi al cuore e alla sua vena
in un buco sotto la nera terra sotterro illusioni
ricordi a colori parole e suoni
morte che nasce dall'amore
così che nel finire delle ore
il mio deserto è un deserto


Fine dell'anno very happy new year
fine dell'anno
costruisco qui un capanno
vi passerà un'anita
un segno perduto di vita
un perfetto nobile sogno
se ti vedo l'agogno
sotto fluido di metafisica presenza
m'appiglio al seme della violenza
temo infatti che il poeta mi scorga
che ogni senso d'amore risorga
e poi muoia
mentre l'apache la testa mi squoia
alla fine del tempo
mi finirà tutto ignava ratio
a mò d'antico bembo
e poi stupirò il vate
le anime ingrate
e l'infinito spazio


Come casti ruscelli da vergini sorgenti
Sciolgo polvere al vento
sacchetti di lacrime
tracce di sangue
e parole
arcipelaghi d'ore secondi istanti
in rimesse colme di minuti e zip
memòire in scatole senza pareti
aperte ai sogni
foto immagini ricerche malandate
in rabbuiate stanze di stampa
mi scivoli nuda
e leggiadra
di doccia e sapone
come prete alla messa sullo scalino d'altare
e spirito santo
e mi chiami
o mio amore! salvatore!
corro... da te...
corridoi di tempi
e d'appartamenti
e non riesco a contarne le porte d'uscita
ne i quanti
attimi infiniti
il senza-respiro m'avvolge
come le mani i guanti
stesa
o distesa
come dea da vasca da bagno
risali docili pensieri di ragno
un bacio che sfiora liscia_spolverata
in sali d'anglès
la tua pelle brisè
fili rossi fatti di sangue
infilano fogne d'eternità
Come casti ruscelli da vergini sorgenti
 

Mia Madre
definitivo sarà avere
il ricordo di un passaggio nell'altrove che non c'è
come un bacio all'amore che mi raggira
intenerito inseguo farfalle e petali che volano nel vento
di rose
non si muore
ma di dolore si...
mi rifugio in un pensiero solo
giunto fino qui da me
sulla mia porta di casa
alla finestra che da mai apro
di vederti
forse
per la prima volta
e chiamarti finalmente
madre mia


Le parole n...
componi parole
hai bisogno di tempo
il buono e il bello
ti scappano
affondi nell'odio
e non riconosci le regole
dell'amore
componi musica
ti svolano note e via e via che vai
ti perdi nel tempo
e non sai più ritornare
smarrito per sempre
dalle coscienze che ne hanno cucito
il tessuto
componi pensieri
e ti accorgi di non aver mai pensato
ed adesso stai qui
seduto sperduto
e non trovi parole

 

Il carrista
ci rilevò la velocità
e dalla sua luce illuminati
fummo salvati dal bombardar del fulmine
un bambino che guidava il carro-armato
schioccando frusta all'asino volante
piange
e gioca con il suo cannone


Robin Hood
schiocca frecce robin hood
infilando testi e copertine
con baci incisi come sui tronchi a serwhood
mi riapro...mi riparo dietro lo spessore di una pagina
o di un fiore
e centro la sottigliezza di un cuore
 

Chiusi gli occhi 2
Il nome del padre scomparve
senza una traccia lasciata all'etere della vita
e i rimpianti e le colpe e le remissioni
s'inseguono come folletti smarriti nei boschi
e il nome del padre illuminò un sentiero scomposto
lasciato ad un bivio
mentre chiusi gli occhi
pregavo in un momento rimasto
di ristringermi ancora e sempre accanto alla sua ombra


Nuvola Nera e Bianca Rugiada
... nuvola nera passò indenne
nel cielo nascosto dalla notte
e il bacio che sfiora la pelle
passò lieve nell'aria
col profumo di bianca rugiada


Il tempo
Il tempo è così minimalista
strutturalista
il tempo è così vago disattento
analista
indagatore svagato
struttura opposta al via vai
il tempo è così infantile
narcisista della sua nascita
musicista delle scansioni naturali
natura da Dio natura
il tempo è così inconsistente
incoerente
inesistente e persistente
il tempo è illuminista
brucia di luci
strappa le anime e tu le ricuci
il tempo è mimetismo
non lo conosci
non lo riconosci
mimesi di se stesso
riformista di se stesso
il tempo minimal dell'inizio
il tempo rinuncia alla sua vita
e non esiste...


Un giorno intero per il Grande Spirito
L'Anima fremente del giorno s'apre
alla pianura verde sconfinata
una eterna figura mossa e dalle stelle nata
aspra penetra la fredda aria della notte
ove un velo di nostalgia i ricordi copre
e tu donna che cammini lieve sulla terra
guardi l'estensione del cielo che il mondo serra
e aspetti che il firmamento ogni paura fermi
nell'istante dell'ultimo respiro nella sera
 

La Natura
il meriggio sta per finire
ombre ancora leggere coprono nuvole rosa
e il cielo aspetta l'oscurità del buio
ed anche l'anima degli animali
piccoli e grandi spiriti della terra dell'aria dell'acqua
custodite nell'amore eterno
di Manitù
 

Dolce al cioccolato
Che c'è di più bello che mangiare insieme un dolce al cioccolato.
Perciò amo di te la vita douce
che alla tavola sai domare
agli affanni dolorosi del mangiare
e di te lo stare al desco
con le leggerezze di un tempo
che non s'accorge e del transitare inerme
ammiro.
Lo sai che potrei dare
quel che ho
nel piatto
al povero
che mi chiede da mangiare
dall'angolo del duomodelsignore.
Per il tuo bacio al cioccolato
scivolo dal bordo della scodella
perciò amo di te ciò che mi sai dire
quasi fossi una sorella
quando mi finisce il discorso nel vuoto...
discordanza geologica del vuoto
nel dolce che ho mangiato
Mon doux amour.

Una luce nel buio
si riposano
i corpi morti sui cadaveri
in distesa.
da distante
narcotizzo la visione dell'intero-
apro per gli appunti
appunto
una lampada nel buio-
d'ansia
e con l'angoscia
decoro di musica il passaggio-
mi svelo
divisioni della visione-
rulli del ritmo
eseguito
dal distacco di sindromi distoniche
croste dai muri
derisi da tempo-
note malate
saltano la scala scritta
su marmi impauriti-
rasoio
un'ibernata sequenza di wi-fi
coi tocchi
mappai di google-screen
e da altezze scivolai-
 

E così tra fulmini e temporali
La fine dai è un attimo-così,
basta nemmeno il tempo di sospirarne la parola-in volo,
il punto alla.frase.
un battito d'ali
flap flap
sospesa
la logica del penetrar nell'aria
e il tempo sciamare via
stimma dei miei perchè tra i fulmini dei temporali


Finita l'energia
Perdere energia
e buttare parole
aspettare una breve compagnia
perdere le radunate viole
e buttare al vento i colori d'un tramonto
perduto tutto quello che io amo
in un secondo e non lo conto
perdere sapienza di noi e di ciò che siamo
perdo la forza
l'odio e l'amore per uno che penso non ci sia
perdere dell'anima la dura scorza
e butto il copro... il corpo stracco sulla strange via...


W i Sommi!
Ieri piangevo perchè
non avevo ancora letto Italo Svevo
e mi sovvenivano parole sante
non avendo ancora letto Dante.
Leggevo Pirandello
e se pioveva andavo senz'ombrello


Ok, vi metto una poesia...ehm...che ho scritto ieri sera guardando da casa il cielo fuori, così vi mettete allegri.
Un quaderno musicale fatto di vento sogni e...
Vedi il vento
all'inscurire nella sera...
fra le già imbrunite fronde sussurranti tra di loro
e il cielo d'aria rosa al finire del tramonto
come scorre lieve
carezzevole
ammorbidisce gli occhi schiusi stropicciati di rosso sole
che ci scotta mani e sguardi
e il cuore
bruciato dai pensieri sconfinati
dai dolori portatici dal giorno
...estenuante...
sarà pur vero quindi
amore mio
che allo spirar di un'anima s'invola un sogno
messo così alla rinfusa
disegnato sulle righe d'un quaderno musicale
vento e sogno.
 

 

Trifidi
polveri di semi germogliano
dove non sono
e vicino a me
non li conosco
son di fuori
altre storie in altre orbite
sono stranieri alle mie enciclopedie marziane
fogliolette verdi da terre rosse
fiori circoncisi da violette
trifìdi maledetti da bradbury ray
ho paura
s'inibisce ... infondo ... dentro
stolta morte
non consideri la vita
diventi marcio
nel tuo male
o mio germoglio
se hai una casa resta in casa
se hai una casa fuori ti contamini
morirai nella fobia del sogno alla finestra sulle onde...
tiro la tenda guardo e comprendo...

 

Madagio
M'adagio sul male oscuro di Beppe
Esamino il resto che manca
Calavano giù bombe dal cielo alle Ardenne
Il cuore tremante trattenere l'amore non seppe
Una volta lontana che stanca ha un sole morente che arranca
So che tutto quello che dio fece è soltanto la morte perenne
Tutti i santi sono in paradiso
tranne qualcuno andato all'Inferno


Migrazione
stanotte piango ne ho il tempo-
domani avrò un rimedio-
se così non fosse ne aspetterò la mezzanotte-
a mezzanotte forse potrò anche trasmettere l'ultimo segnale-
in infrarosso-
è' che è andato troppo giù il calore della notte-
e nella stanza il gelo mi fa male-
il rigido passaggio della Luna raggelata dalle stelle-
tanto lontane-
nei Gemelli sulla collina che tanto cara mi fu-
farà calare stormi d'uccelli in migrazione.

 

Lucy Liu
-E l'eco riposa
-nel covo un segno d'amore
-accarezzi col sangue il mio onore
-sembri Lucy Liù
-o un fiore in mano nero
-mi chino
-a metter sotto terra l'impero
-m'avvicino
-ad ascoltar l'ultimo eco
-cosa che faccio poi dalla sera al mattino
-nel mio covo del tempo
-si riposa il tuo eco ...
-l'ascolto ogni volta.


Senzombra
Le figure coprono le parole
l'immagine s(q)uote le paure
e la Natura nulla sa dei pensieri dell'acqua
sfrulla l'aria dai richiami musicali
modifica i suoi boschi
con la pioggia ne purifica i peccati
e ne ricama i colori
sfrondati dei nostri dolori

 


foto del Ravenna Festival di Ravenna della Signora Cristina Mazzavillani

... Fiordelsole per l'alto mare chiuso ...
Emisferi nati vortici in fase di morte attraente.
Ci son più cose che non so più del vuoto della mia mente.
Penso a quello che sarà d'un fiore postmortem apparente.
Dioscopia di un colore coinvolto nei giardini del divin pensare.
Il sole scolpisce la mia pietra che già su v'avevo messo
l'esplosione sul Sinài!
Resto a guardare adesso
la galassia fatta di parole a messe messe in bocca a dio.
Ammesso in questi giri chiusi d'altomare
la luce la luna e il sole ed io non ne usciremo mai.
 


il colore delle nuvole
non so del colore sulle nuvole
tu in un fil di vento mi dici vola!
non so della sospensione del tempo d'improvviso
tu nel silenzio calmo della sera mi dici non pensare
non so di un respiro largo intenso della terra che non sento
tu mi dici nell'affanno caldo di tutto un giorno stai in silenzio
non so di tutte quelle rose dei giardini dove sfumino i profumi
tu mi dici delicata con un tocco resta fermo
non sai quanto del mio amore sia rinchiuso in queste infinità..


La Finestra sul mare
... e l'aria mi dondola sul mare ...
osservo l'espansione dell'immagine
ebbro dei silenzi altrui
penso
-che m'importa di una finestra ove mi sporga
a cercar degli smarriti viaggi-
pignorata al cielo
aspro l'apro di ridimensionata prospettiva
quella che c'è già basta

 

Il compleanno
compio gli anni e giro
invisibili paginine
indivisibili come fossero un breve sospiro
conduco in fretta non volendo i giorni sino alla fine
metto scarpine che sembrano da giogghìng
ci gioco ci corro le guardo e dico:
so che tutto io nel mio cuor mi fìng
però sono stati passi dopo passi col nome di un enrico
vicini lontani pesanti leggeri
fiori e pensieri
tormenti
delusioni
amori
e distanze
amici perduti
avanzi
un grazie un abbraccio gentile
che non sia mai un tradimento
a chi m'ascolta e mi consiglia
ed ora una preghiera:
chiedo a chi non c'è,
aiuta dopo di me
chi ancora c'è
 

 

La Sirena e la Sanseveria
Oh Selverrante
sapesse il fiume in piena
non infrangere la sponda fragile
l'anima tradita patir tra le ferite della carne.
Pure forse soltanto in un pulviscolo d'attimi secondi
rincorro intanto il planar leggero d'una foglia ancor fatta di verde
per salvarne la librazione in libera caduta tra le mie mani
e con la rincorsa dei miei ruvidi piedi dentro al vento
ora già cammino sulla spiaggia del mio primo mare
per salvarmi l'anima dal naufragar nell'onde.
Custode di scarti di memorie
stronco le spade sanseveria
nella luce d'occhi di sirena.


in libreria
un suono per archi betovèn griffe
schiocca frecce robin hood
infilando testi e copertine
con baci incisi come sui tronchi a serwhood

... mi riapro...mi riparo dietro lo spessore-duna d'una pagina
o di un fiore su stampa,
per la sottigliezza di un cuore
ci son più cose sotto una scarpa
d'un piede seduto
che in alto sopra le stelle,
perchè il tremolino delle mie gambe
è l'istante sospensivo
del respiro
della morte ...

poi si piega flessuoso semovente
a strappare dalla pagina
margherite gotièr per me
 

Ai margini della foresta
Cinguettii di passerottini
alle fronde della foresta sfuggono
sfilano all'aria
retoriche dei lampi di genio
dardi di fuoco
nel buio
a zig zag
sperduti vagando
incendiano pioppi alberi ed abeti
centrano la mente...
spengo la luce...
 

L'Astuzia della Ragione
Uomo capovolto dal rombo del silenzio
ti rimando indietro dopo l'utero
nel tempo
così ogni cosa tua passerà all'aldilà....
Andiamo ove non ci sia spazio da allargare
ne cunicoli stretti di placenta da riempire.
Di corpi astratti
assurde angeliforme
ne raccolgo dalle tombe polveri d'ombre d'astri
ogni notte che brilli dopo il sole
riflessi d'urti sfuggiti alle fessure delle chiuse
e tu
astuzia della ragione
quiete inesplosa
resta ferma
fissa
nel tuo cono luce-corazza
alle umane passioni
alle supreme illusioni
a respirar aria delle stelle.
Anche l'Universo gira su se stesso
per espander l'ombra ad altri mondi.

(Hegel intuisce che il fine della storia è la realizzazione della libertà dello Spirito, ma i mezzi per conseguirlo sono gli individui con le loro passioni. ... L'”astuzia della ragione” è quindi il metodo con cui lo Spirito, attraverso uomini-guida, utilizza la fiera delle umane vanità per realizzare il suo obiettivo di progresso)

Una nota di Francescomaria Tedesco a margine dell’intervista a Giorgio Agamben
"La crisi perpetua come strumento di potere"


Perché si nasce e poi si muore
Rimandato all'esame un altro pensiero
aspetta
ti rivedrò all'angolo speranza
per vedere sfatto il vuoto etereo d'ombre
all'oscuro di finestre sulla Luna
e di molecole dal buio sparse
tra circuiti d'onde
e nei temporali d'anima
volere anche angoli purpurei
e cieli ripuliti dall'orda dei ricordi
un senso stanco in prenotazione al viaggio
mancato
mi preparo a rivedere bene l'ultimo pensiero
marcato sono uomo distratto
nel mio futuro di vetro...
perché son nato e poi muoio

 


dipinto di felice casorati

Tappeto di sottigliezze
O'-Kèy!
stendi qui davanti a me
il tuo tappeto nuovo di verbi
su
altre mie parole vi spargerò ...
sotto
un piccolo rosso seme
rosso d'amore ...
crescenti
fioriranno di sottigliezze
da gambo verde di speranza
e margheritine indivisibili al pensiero
invisibili petali di bianco corona ...
per staccarli non servono dita
basta una vita
il vento di un sospiro
dal cuore
 

 

Piano sette.
Un'altro giorno consumato.
Nel silenzio stanco della sera
al rientro in condominio
confuso d'ansia nell'inconscio
in ascensore premendo in automatico
"piano sette"
salita lenta aliena claustrofobica
come fossi altrove
su d'un piano parallelo
permeata dentro al cubo che si muove
spinto d'oscure sensazioni
trasmesse dal mondo forestiero
sconosciuto primordiale...
Improvviso sebben lento
s'apre
schermo d'astronave nello spazio
dominato da mortale sole rosso
esploso a ridonar vita e nel contempo morte
incubo da set di fantascienza
in sospensione
rivedo questa mia vita
flash d'un rewind in transizione
dal primo al settimo finire.


Il muro dell'amore
Sedizioso passo il giorno
sfilando tutte le sue ore.
Dall'asta al muro
un angolo incide il sole
nei suoi giri
se mi supererai
e se due volte mi supererai
due volte intorno alla volta
ne demolirò lo spigolo silenzioso.
Perché ho visto
quanto artefatto d'amore
sia duro.
 

La contabilità
Contabilità
chiuso!
trasparenti registri di parole
odo ticchettiì
rimbalzi e memorie
oso spostare
striscianti sulla moquette
a scorticar le mani
numeri di carta
correggo-cancello
bilanci stampati nella ferita
sedia-scrivo
disegno futuri-esposizioni
e provvisorie illusioni
ma improvvisa tu apri porte
e finestre
e sui balconi tu cambi dimensioni-al saldo
stanco di previsioni
sublimato d'iterazioni
trafitto-in-estasi d'ufficio
obbediente
serrate mani di vetro
registro il divenir
e chiudo il vidimar
sopra ogni confine.
Che liberata!
 

D'equiseto.
Posizionata la maliarda
disloco il corpo
io
scattante eterogeneo
sparisco
ricopro il tutto di teneri remember
fili verdi d' equiseto
fermo il vento tempestoso in faccia
eteronomico
emendo l' imperfezione della corsa.


L'ultimo miracolo
Davanti
distesa inviolata
memoria di Manitù
immagini
imprevedibili
in dubbio il futuro
teepee
irraggiungibile
ciò che è stato
non mi muta giorni e idea
e non possiedo proprietà
ma non lo so
vago
nova vega
più in la della sfera
ripianto palafitte
per sparire
nell'ultimo miracolo

 


Ulivo della Calcestruzzi Spa Via Guerrini 5
retro via Guidone Ravenna

La Libertà me la pago, cara e duramente.
L'Amore di Dio.
Dobbiamo rivedere i nostri progetti,
primo pensiero,
aprire sempre alla speranza,
il dio della letizia
è un'esperienza alternativa
che ci solleva dal nostro corpo morto,
e non aspettiamo ricompensa dal prossimo
mentre percorriamo strade sterrate,
non ci sarà ricompensa mondana
anche se ci ricoprissero d'oro
e c'adornassero coi diamanti


Donna stile e fiori
vintage d'amore mai demodé
prati e campi d'aria che svia il dolore
i tuoi occhi sottili di polveri di polline
disaminano l'etereo futuro
danno senso al tempo che non conosce
trasparenza
che s'avvolge d'un eterno dimenticato
stordito da profumi e distese di pensieri
ammorbiditi da paura e d'angosce
incontaminate di preistorie
lumi e allures
eleganti portamenti d'andature
segni che si lasciano su strade mai percorse
s'osserva l'essenziale che non ci faccia male
siamo qui ad aspettare
che una Primavera d'infinite distese acerbe e pure
ci ricopra di tenerezze
e gentili ricordi...
disegnato il ritratto
resta ancora molto da punteggiare
anche da amare
ma non v'è tempo ne spazio
per l'eternità del parlare
in stile e fiori


Il bambino ed il suo cagnolino
Avere un cane dentro l'anima
che morde

rilevata la misura
ne misurò la quantità

- l'accalappiacani ci rilevò la velocità -

e dalla sua luce illuminati
fummo salvati dallo schioccar del fulmine


Demoni (Notre Dame)
Demoni stupidi
spendete pure il tempo vostro
ed il denaro
a vendere bellezze d'immortalità
vi scivoleranno via righe
e rughe
e rami d'eternità
spezzati via dal gentil tempo
avrete tra gli artigli sangue sciolto
e del marciume
dissolto
si doriàn sfatti ritratti tetti
e pianti
tanti
di spaventi negli intenti
inferni estorti
fatte statue ai santi
e voi negli interni
delle vostre morti
siete incendiato dio
pronto già nella morte

 

 


Pietro Perugino fecit

È Pasqua...
Siamo cristiani ...
o mio gesù lassù dai piedi appeso
tradito dal padre ed oggi da noi cristiani
sei un fondo di magazzino senza reso
adesso moriamo e senz'anima come inermi cani
piangiamo di dio la morte e la sua pena
sferzati a sangue nella schiena
pieghiamo mente e cuore alla violenza
mendicando pietà a chi di noi ha più forza
così di dignità privi e di parvenza
o mio gesù bruciamo della tua croce anche la scorza.
Adieu mon dieu

 

La Solitudine
La solitudine nel tempo
vuole l'asprezza della terra.
Granelli di pietra
che mai giaceranno sul fondo di un mare
ma tu mio piccolo amore
hai l'ardire di vivere e morire.

 

Limitrofi confini (La mia mamma)
Del viaggiar nel desiderio sui limitrofi confini me ne disegnai un luogo
arcano lo sognai di tinte ed d'altre svagate creme l'ornai
e di sfumati a sangue divini riesumai i colori
delle tempeste ferme sugli iridi degli occhi ebbi conferma
immaginai il mio sangue bruciar d'un rosso in caduta
oltre le orbite le esplosioni
l'estasi perdo nell'essenza
un colpo sentiì
e sbattere l'urto del sole vidi
la differenza tra l'io t'amo e te l'urlai
e la bugia turbò il tuo corpo da quel'ineffabil posto portato via
nel passar dei desideri
ti rassegnavi a un luogo
nei limitrofi confini

 

 


la foto è tratta da Margaret Lucova

Amica mia
Scusa va la volevo dirti da quassù
ho letto le antiche mie chimere
non dico mica che non sian belle
per addormentarsi nelle lente sere
molte se non tante son da alleggerire
rese più veloci e ritmiche musicali
per mandarle a volare per le stelle sennò muoio
a lavorare al trebbio
qualche parola in meno o congiunzione o avverbio
che son troppi di troppo sulla rima
pesano come mola di frantoio
al respiro ne fan crollar la cima
lo farei per far si che tu m'amassi
grazie al debito d'infinite parole sensuali
che tu mi possa trovar scorrevole sintattico
versi da declamar su duna d'attico
non da ruvida scogliera fatta con i sassi
che possa una porta su un altro sogno aprirti
ma è una cosa che puoi fare pure tu
ciaoooo amica mia
 

Allineamenti
M'allineo a un Mondo privo di perchè senza stupore.
Eliminate memorie e date dalle ore
ora vivo d'ansie e al freddo non ho calore.
Mi scivola nel giorno il Sole e non so se ho un colore.
M'è vano incidere parole come amore dentro ad un pantano.
Il fuoco,il tempo o l'acqua ne cancellano l'arcano.
Della mente il volere è sano è il cuore che mi batte piano.
Nel giorno conto violette e i fili d'erba che calpesto
e non ne tengo il resto.
Sarebbero pensieri che della morte mi fan mesto.
Stupore, che mi fa sognare un altro mondo
mentre questa Terra pesto.


Il Cielo delle ore......
... no ma il cielo non ha espressione
dipende da occhi riversi nell'oblio
o dal constatarne la rivoluzione
dipende dall'odio e dall'amore
che circondano le circonlocuzioni
parole disdegni oppure un addio

tanti tempi dei sensi
tratti fuori dal fondo
forme pure a priori
che si fondon nella morte
lo so...lo sapevo

vado nel sogno e piano segno
delle sue parole il colore
ed è così che questo cielo senza ore
possiede dalla nascita tutte le mie forme.

 

Life Planet cipressi
D'Evelìn stilema
percezione
e i cipressi
le punte
al cielo infilano
insinuano modi filosofia
mondi dell'essere del credere
del perdere -
sudato su vaniloqui
girovaganti paralleli
a contraddetti e loro verità
studio orbite divàine
contaminate d'allocuzioni d'esotiche scienze
in ellissi stralunari
e
come polvere di rossi marziani
cado
su Venere -
ed ecco i miei verdi dritti cipressi
di poesia piantati su vergine terra e di pensieri
ornati
pianeti di vita
m'orientano il Mondo
gli astri
ed i perduti tempi
sconsacrati argomenti
leciti per dio
ed io m'approprio d'essi
e del loro salire.

Life Planet cipressi
 

No... niente...
non credo ci sia qualcosa
in tono col bene del mondo
intorno a me non vedo niente
cammino... marciapiedi in solitudine
scarsi di passi e di saluti intimi all'andare...
aggancio un pensiero d'inquietudine
ci son parole dietro di me che m'inseguono
sembran gocce di sangue ma non sono
forse petali rossi
papaveri ematomi di colpi della vita
una ragazza va veloce giovane senza valige
spera in dio però ancora non lo sa
un filo freddo di vento m'insegue...
il suo colore intravedente è quello vero
il nero
c'è qualcosa intorno a me...
e lo vedo...
il niente


L'Amicizia
Collassa il mondo
collassano non sense surreali
vita desta non assopisce i sensi
cresco oggi dentro musei vuoti
ridotti a polvere consumata
scene contemporanee di solitudine
sonni pluriennali e sogni dimenticati
tele di colori sciolti in vergine tavolozza
immaginifico desiderio vintage
collasso con il corpo e con la mente...
salvo l'Amicizia...

 

La Donna - 8 Marzo
Dicon sempre così
nel bene nel male del dì
passerà il dolore
non contare non guardar le ore
osserva il sole
gira in cielo scotta ma non duole
e le stelle...
... sono infinite non le conti sono tante
sono il color degli occhi
a bocca aperta come quella degli sciocchi
divino geomante
dico e osservo il viaggio delle infinite caravelle...
Mi dice sempre così
non aver paura non tremare sono qui...

 

Le stanze
- nel senso di quello che c'è assoluto è il niente
del resto rimane un vento che solleva un'onda al mare
che sposta sabbie poi molecole al deserto
per farne dune e più d'una
un libro storto scordato su d'un materasso duro d'amore
e aspetta di riempirsene una valigia d'illusioni
sembra strisciare nel ventre d'ogni pensiero
quel desiderio d'essere un vuoto
d'essere perduto per sempre dal nulla
d'essere quello che sono
lacrime del viso
un sogno
un velo che copre tutte l'indivisibili stelle
un gemito che sprofonda
scorticando l'anima
il cielo delle ombrate stanze
che già mi hanno visto nascere -


Sparnazzile primaverile
Sparnazzile primaverile
con paracetamolo antifebbrile.
Rifiniti versi con Dante
che di rime ne ha tante.
Qui si rischia
di finire ad Ischia.
Se mi bagno in Adriatìco
n'esco livido come un fico.
Sui Monti Tatra
una gallina latra.
Salendo a Montevideo
ti rovesci col Mondeo.
Ho tenuto Juventus
me ne torno in autobùs.
E così via fino a Rotterdàm
cantando in coro per quanti siàm.
Ah! maledetti senza pièta
vi rinchiudo tutti dentro Gaeta!
ect ect


Giunco d'alto mare...
albero di maestra sulla barca
perchè fare di me un deserto
da me un mare senza planctòn
diatomee e correnti dei sargassi
pescecane o squalo in gabbia
medusa o larva di pesce ghiaccio
oceano in bufera aperto
venti dei temporali che la tempesta scalda al fòn
legato a gomena torticcia a canapa d'arca
dei krill vacuo d'aria o grassi
ora io piantato come miraggio nella sabbia
come faccio?


Sogno
Un sogno nuovo dovrà fermarsi
problemi surreali
fa male fare dei tramonti i viali
fèrmati da me lassù
alla griglia mangeremo di Livorno sugo e triglia
spendiamo dei minimi minuti d'assenza
furbi baci e il cuore dei colpi farne senza
bevendo d'edulcorato sangiovese
lacci d'aroma e ardore in vinacciuolo
poi stanchi cadere al suolo
chiedere aiuto al cielo braccia lunghe distese
ed aspettare stupidità in vecchiaia
acquisita nel tempo senza impegno
uomo capovolto dal rombo del silenzio
sogno un altro regno.
 

Rose e gentilezza
dormiremo insieme un giorno
forse sarà lontano o qui d'intorno
in un giaciglio come fosse una capanna
o nel box del cavallo che di corsa s'affanna
in silenzio perchè tante parole san di rumore
insomma un ciao una carezza uno sfiorar d'amore
e senza correre via per raggiungerci lassù
perchè se stiam fermi ci tocchiamo senza pensarci più
del tempo sai ne abbiamo per far nascer rose e gentilezza
in questa nuova sera che pare primavera morbida di brezza
dimentichiamo anzi ignoriamo il male che le mani ci ferisce
e andiamo insieme a dormire in un abbraccio che non finisce
...
meglio di così non mi è venuta

 

 

Fioreluce
Il fiore di per sé è poesia
la luce l'illumina gli da colore
nel più bello del nulla
nel blu o nell'azzurro
dialoga il Mondo folle col Cielo
petali che sanno di pensieri
da staccare
e rilasciare a volare
corolla del centro della Vita
ne accarezziamo pollini e petali
con le dita ne dipingiamo sprazzi e speranze
noi siamo ciò che ridiventeremo
una polvere fina nella sera
raccogliendo dei ricordi ciò che v'è rimasto di poesia...
ect ect ect

Dobbiamo andare
Sai, non possiamo stare qui nel deserto
ad aspettare le carovane smarrite dal tempo
o che il mare entri tra le dune
ad asciugare rughe e rimpianti.
E non possiamo più ripararci dal calore nelle oasi
asciugate dai soli infiniti transitati sul Sahara.
Dobbiamo muoverci, spostarci, cercare,
i fari delle automobili sfrecciano nelle notti eterne delle Città
sui paralleli e non sanno che le sabbie del deserto
hanno onde come i mari e gli oceani.
Noi due neppure lo sappiamo
ma lo capiamo guardando la Luna e le Stelle
che hanno il senso dell'andare eterno
di qualsiasi cosa possa apparire sulla terra
e lasciarvi un segno.
Ma tutto ha un termine, una fine,
anche se tu ed io non lo sappiamo, ma lo capiamo,
siamo qui,
e dovremmo andarcene
prima che l'onda del Sahara completi la sua immagine.
Per questo le Carovane non attraversano più le onde,
non infieriscono più di tracce sulla sabbia rovente,
ma tu ed io dobbiamo muoverci.
Attireremo a noi altri desideri e, forse, un altro Mondo,
perchè questo non può più tenerci dentro di sè,
le sue curve s'assottigliano
e i suoi tempi scanditi in ere e poi anni
adesso sono soltanto minuti,
piccoli spompati d'affanno minuti.
L'aria soffoca se stessa, e le stelle si spengono,
deridono un sole che non sa se esplodere
o sparire nel soffio delle orbite universali.
Sai, non possiamo restare qui
nel deserto della nostra ruvida città,
che non lo era,
è stata gentile,
ma il sentore della morte l'ha sdolcinata e scatramata,
buttata la, contro le sue stesse mura
deformate dai terremoti delle anime.
Dobbiamo andare.


Dio è nato dagli ioni?
Nasce dio fuori dalle sfere logiche
atonia d’orbite di gesso
quasi almagesto sospetto d’affanno.
Il canto riflette sull’ordine allarmato di paura.
Non lo sa il gruppo che respira delle sue regole
che la grazia è gratuita e ne fa a meno.
Se poi la psiche miss’invola nel suo ambito ristretto
la sgriderò d'essere animale
con la promessa di farle un tetto
dopo aver vagato di rivoluzioni.
In cerca di fede si smarrisce
il fenomeno tonale.
Il labirinto se lo disegna
dedalo complesso
l’astronomo corpo in bilico di ioni.
Sull’equatore
muore.

 


Non c'era un momento.
Subito non c'era il Tutto.
Era un mondo che si creava,
in divenire di creazione,
fisso nello Spazio.
Un Mondo.
Veloce, o lento, dipendeva dal tempo.
Momenti che si allacciavano l'un l'altro.
Note scritte.
Sintesi d'Anime.
Il Maestro sollevò lentamente la sua bacchetta,
fino agli occhi,
per guardare quello dell'orchestra,
poi alta verso il cielo.
L'orchestra tuonò
una musica
che subito fu il tutto.
E i musicisti
ciascuno col suo strumento
furon Dei
soli
nell'Eterno.
E gli spartiti s'aprirono
e presero a volare,
sulle note,
a perdersi tra luci e palcoscenici,
teatri di cieli stellati.
E c'era il Momento.
Il Tutto.
Un Momento.
L'ultima nota rintuonò,
sparì nel niente
e fu invisibile oscurità
di fantasmi
ove Maestro musicisti e pubblico
svanirono.
Erano lì fermi nell'infinito del Momento.
Chiedo ancora con rabbia nascosta torna...
... non c'era un momento
 

La Casa
Una forma
un contorno di figura
una porta
che accoglie un volo
occhi attenti
anche
ai passi d'entrata
aperta aspetta l'uscita dei corpi
mudèri dei desideri
folgorazione dei voli fantastici tra mente e il niente
la casa sta lì
fissa formale e antica
accezione estetica perde di vista il tempo
e il tetto
copre
illuminazioni d'interni
aleggia d'intenti e di salvezza
profumo disteso di legni e d'intarsi di pensieri...
la Casa ha la Forma dell'Amore

 

L'Odio 2
Un nemico è morto
forse due
non son sicuro
fuori è tanto scuro...
corna di bue!
so attento
cammino corto.
Bel sentimento d'odio
illanguidisce le livide ferite
ecchimosi cutanee da cadavere
d'assurdo color del cielo nero.
Sul taglio stendo Dio
qual iodio asettico vermiglio
sulle dita guardo la caduta dell'impero
di quel pensiero che mi fa eterno
in un lungo inverno
che scalda il cuore
che sotto la neve non duole.
Oggi ho pianto
e domani piangerò
nessuno è morto
nessuno morirà
nel bianco, viole.
Dio è risorto
ne sento il canto
sento l'acuire del dolore
fa buio
non ci vedo lo sento non si vede
chiudo occhi e casa
prima che d'amor di Dio sia invasa.
Voglio il Male
lo salverò
depurato d'aceto e sale
aspetto
l'odio mi fa forte
mi regala l'Inferno
e le mie prede.

 

Il volo del falco
Sul ponte che passa il fiume
silenziosa volteggiò suprema l'ala del falco.
Fossero stati baci
con tratteggio estemporaneo
finiti in flutti di corrente
impetuosa dentro al fiume
sarebbero state gocce d'amore
o carezze scivolate
fatte agli sfregiati fianchi
raschiati dal dolore
su rocce e scogli
o mia Bianca Luna
ma il volo del falco
punteggiò la notte ed il suo buio
ali conficcate nell'astro d'argento
bruciò territori di caccia
ai Cherokì
e il ritmo naturale di preghiera
che ascolta Manitù.
Sul Ponte del'Amore
aspettiamo il volo del falco
mia Adorata Donna.


Un amore ignavo
... decisione paranoica illuminata dal gesto
sostanza di un amore in mutazione d'arresto
ed io che idiota a pensarti dei sensi ahi il dolo
fonte d'errore quando l'amore è solo...


Il mio dolore
il dolore duro
s'ammorbidisce solo in un portagioie
e quando m'accarezzi la pelle di mani e di parole.

 

 

Giudizio sospeso
La paura del tempo che passa indenne
è l'estasi immortale della visione.
Un dio in un cielo nero
sospeso dalle stelle
al di là d'ogni piccolo omega.
Davanti alla morte
la tenebra violacea della nebbia delle notti d'inverno
è il buio della coscienza in regresso infinito
Universo
inerte luce sorte di fioca lampada
camera in espansione della vita
che insegue la fine.
La lama di luce che taglia l'oppresso respiro
della stupefatta armonia della mia stanza sulle nubi volanti
obnubilata di spazio inesplorato
transfinisce gli incubi in sogni.


La Casa
La casa che nessuno ha costruito slava
la pietra d'acqua d'acquedotto .
Di qui non passa nessuno
qui mi fermo qui resto eremita d'intaglio.
Per aria e di stelle
tutto chiamato a memoria
orno il cielo dell’idiomatica stanza che parla ai lontani.
Letto
le pietre del fiume
lavabo
la corrente.
Per rimanere intento alla memoria le note delle piogge sul greto come danza
poi di specchio diletto ne faccio i suoi stagni di sponda.
La chiesa solitaria
errore d'abbandono
bagno
d'acqua dal cielo battezzata.
In spirito d'attesa.
Su slabbrate paginette pesanti di storia
incido
nella casa che nessuno ancora ha costruito
l'aspetto
del primo tra di noi.

 


dipinto-quadro di Frederic Church

I Cieli dell'Olimpus
La Meteora penetrò i cieli dell'Olimpo.
Un dio eterno sbuzzò gli occhi empirei colpito dallo skianto.
Le schiere di Santi profumi e fanti di vergini madonne
son tutte là distese in alto ammantate d'orbite di stelle. Bolidi di rocce scolpite sui Pianeti d'Oltreterra
frantumano le case templi e dirimpetto
i giardini disegnati in Paradiso.
Zeus disse ad Achille "Uccidi Ettore!"
Gesù dice ad Achille "Non uccidere!"
La Meteora penetrò il centro del centro della Terra.
La Morte generò Dio.
 

 

Cacciatore Celeste
Io sono vivo, voi...
siete morti
i baci sul pane muoiono
i baci d'acciaio risorgono...
cacciatore celeste cerca
rondini per formiche
quando il respiro si fa acqua a...
a uomini nudi si fa aria
morsicate stelle quelle del dolore
ritrovata a parigi l'inetta verità
verità perfida ossessione d'amore
scie su latitudini celesti
non lasciano tracce

Tanti sono i Perchè ma non hanno alcuna importanza...


Sonno del pensiero
Fermo in un centro stella
quello che mi passa dalla mente
in assenza di un futuro penserò.
Quanto leggera è
l'avanguardia del sonno che mi sbarandella
sino al dormirò.

 


La strega di Endor, particolare di un'opera di Dmitrij Nikiforovic Martynov (1826-1889).

Viaggiatori nel tempo
Si squarta lo spazio
cede la circonferenza
non pensate ai vuoti
cadreste dentro ad un mare nero

così
vedo
metamorfosi
da placenta
a perdita di coscienza
avanzi d'amebe
e naviganti delle stelle
poi
sparsi resti
in fossili nubi
da esplosioni solaris
in infinite distese
di cadaveri mnemonici
in un cielo d'endòr

perduto l'origène del senso
all'inizio era il verbo
alzate le vele del viaggio
all'esterno dell'io
in indagine razionale
abbandonati inesplorati corridoi
dimenticati
diventerete ciò
che non siete
enrico tartagni

 

 

Italia mia...deserto o... Araba fenice?
Sul deserto sahariano
non piove da tre giorni
ma vi nascon fiori colorati piano piano
viaggiano uomini e donne con i bimbi
a piedi o sul dorso d'arabi cammelli
liberi nel sole o nel vento della sabbia quando tira
respirano il rosso della sera
che mai è polvere
se non quella di lucenti berbere stelle
quando la notte splende di luna e latte
s'aprono uadi sorgon'oasi da mille miraggi
favole miti leggende e son arabe fenice
the verde nel deserto coi Tuareg
dentro tende tifinàg
nomadi nel mondo, noi, vissuti
d'odio e amore
coperti sempre d'ere selvagge scavate nelle rocce
...non piove da tre giorni sul Gobi e sul Sahara...
la morte qui c'attende
suona furente su foreste di pini e di violini
ci prende su dal suolo dell'Italia
distrutto dal nostro troppo amore.

Prigioniero sulla Luna
In una stanza vecchia
di nebbia umidità a vetrate infrante
commissure lene di tante vite
cammino lento ...
su radici secche
respirando odori di terre dure
e guardo...
ai muri nulla
e ho occhi che mirano distanze
nel passato il tempo incastra intercapedini
alla memoria strapazzata
e una luna con su le ombre d'immensi spazi
e squarci in superficie senza spessore d'anima...
radici senza tronco...
a quel d'onice lùmòr
cedo
inscatolato d'eterno.

 

Frammenti d'exstelle
Ho visto tutto
ora
da una Luna Nuova.
Stampo il secondo
e presenti il futuro e passato remoto
dimenticato il gesto
butto e nascita e morte
tra frammenti d'exstelle.

 

alla mia prossima amica...
ma io ti lascerei così
a vivere la tua vita
tanto la mia voce è di puro diamante
e non l'ascolti
e allora,
cosa faccio, ti costringo,
suadente omaggio,
a fare di me una esibizione d'avanguardia?
Sono redento
ora ho bisogno
nel mio firmamento
di un passato
che non mi stenda
per scritto
la via del mio prossimo giorno,
amica mia...

 


Peder BALKE
(Helgoya, 1804 – Kristiania [Oslo], 1887)
Veduta in lontananza del Monte Stetind in Norvegia
Olio su tela, H.: 10,3 x L.: 12,8 cm

Ibernazione
Attraverso sterei Ponti Siberiani
tra Antartide e Polo Nord
scivolo di sbieco e sbrìssio
su birra congelata beck's
su ghiacci e discese d'icebergs
per andare ad ibernare un futuro.
Ometterò
i sogni infranti.
 

 

Topolino
Ravenna...città avvolta nell'omertà complice degli assassinii morali e materiali...
Ore 8.43 via F.Parri.
Ho sospeso un momento del mio tempo ed ho sostato per pregare per questa minuscola anima innocente.
E per tutte le nostre.
Pena e compassione ma la crudeltà della Natura è sovraumana, sopra anche alla mia umanità.

Preghiera sull'anima innocente di un topolino
Mondo...
città avvolte d'omertà
complici d'assassini
contraffatti di morale soffocata
senza amore armata ...
... ho sospeso un momento del mio tempo
sosto per pregare
per salvare
un'anima minuscola innocente
stesa libera e gentile sull'asfalto che le fa da pavimento
e per tutte le nostre espiazioni che profumino di spirito.
Pena e compassione
fuori d'ogni ragione
la crudeltà della Natura sovrumana
sospende anche la mia indebolita umanità

 

La Fortezza dei Cosmonauti
Lacci di luce come punti di stelle
d'un planetario al buio
collegano perimetri d'incoscienza
nell'oscurità del sonno.
La Fortezza di Trasformazione
non ha più scossi confini
se non quelli del sogno.


Il corridore senza macchia
Il corridore senza peso e senza corpo unisce segmenti
... >corro senza ...
senza peso
e senza il corpo
i miei segmenti del viaggio
sulle sponde di una volta quando per me c'era qualcosa che somigliava ad una stella
splendida d'acqua di fiume
senza macchia
sulla lama del perchè che mi taglia il piede che s'appoggia sulla terra che non c'è
in congiunzione alla scoperta indotta da scoperta per paura
affondo
su sesti mondi in dimensione senza anima d'ingombro...
allucinazioni allucinazione!
corro...

 

Riassunto di una giornata
Senza luce
m'avvicino premuroso e lento
alla mia storia consumata oggi.
con musica d'adagio e la mente già lontana e distaccata
ne riassumo l'evento.
occhi incontrati tanti e sorrisi regalati
e un corpo al quale la mia anima s'appoggi.
Il nesso si rinchiude nel buio di un istante
il ricordo muore non esiste ed è distante.
la scrittura scivola veloce e se ne va
da una tastiera che ha antenati nella storia delle grotte.
Stampa parole senza conoscerne l'antica verità
e nella luce interna dei reset m'assalgono pensieri a frotte.

 

Il lieve peso dell'amore.
Quale ancora di tante cose da fare è importante.
Nascere veloce guardando il mondo all'indietro.
Dormire per sempre domani dopo aver dette parole sante.
Ti passo le mani sul viso ed hai occhi d'azzurro vetro.
Passa il giorno intero ed è come tutti quelli dell'inverno.
Una foto scatta da sola un ghiaccio barlume d'interno.
Luce alle tante cose ancora da fare senza assegnar loro un peso.
Nascere ancora da una vita conteso d'un sogno mai leso.
Donaci o Dio la sapienza del cuore.

 

Il bacio della Donna Ragno
Tu per me tela di ragno sei il mio amore
non sapendo come dirtelo te lo scriverò su tutti i muri di città
e se vorrai stare con me cammineremo per le strade fingendo d'esser soli
poi non appena faccia notte...
entreremo dentro un bar il più nascosto che ci sia a guardar le ore dal bancone
e segneremo i passaggi delle ore
e se ci danno una chitarra strimpelleremo le note che il tempo ci da
sottovoce canteremo credendo d'esser sui rami come gli usignoli
riparando i nostri corpi dalle crepe e dalle botte
infine senza voce andremo a cercar rifugio in un androne
non abbiamo chiodi nelle mani
o sangue sotto ai piedi
staremo ritti a testa in su a puntar le stelle sino a domani
e aspetterò a veder se alla fine un bacio tu mi chiedi
Enrico Tartagni


Tempo perduto
Ho pensato che l'amore avesse distratto la mia vita
ho pensato che il tramonto delle sere fosse l'infinito che si ferma
ho pensato a te quando guardavo attento l'onda del mare
ho pensato che l'odio poi mi fosse fonte di vita
ho pensato che il perdono non serve se non a far disperdere il passato
ho pensato che il fioco schiaror di una stella potesse essere etere del futuro
ho pensato che conviene essere trascendente nell'estetica del monomio pensare
credo di aver perso un tempo eterno durata d'un secondo nascosto dal mio sospiro

https://www.facebook.com/enrico.tartagni.9/videos/1675228842588041/
 

Botte e graffi...e buonanotte
non mi dire che ho sbagliato questa notte
che ho deviato dall'indicazione dello sponsòr
e che di un bacio ho scordato l'indirizzo
che nel letto devastato m'impiccio del risvolto
o che al mattino sul tuo fuoco m'esce il latte
mi renderesti note e musiche sballate indotte
e solitario m'addormenterei bevendo del tuo liquòr
dimentico d'ogni esplicito invito ad uno sprizzo
non so chi tu sia per quanti desideri m'hai sconvolto
so che i tuoi graffi su di me son come quelli delle gatte

 

Impronte abbandonate
Passi sulla sabbia
penso a un merito d'amore
una perifrasi
una breve frase
come sfiorare il mare se volassi
come se sfiorassi un fiore
un tocco e appassirebbe
un rimbalzare di pensieri
creste delle onde rotte dal fondo
morbidi colori a terra
sole sulle spalle
buio sull'acqua
sgorgoglia schiuma che cancella
le impronte che abbiamo lasciato...
abbandonate.

 

L'Ultimo Sogno
Ciò che provo non lo spiego
siamo solitari in preghiera
tràlbuio di una notte.
Dùn pò della sua luce
ne versiamo segrete lacrime.
Paure.
La cute ne riconosce il solispsistico tremore
mare che ondeggia
amore gravita
ciànnega con pensieri dùn-eterno
raccoglie gl'intristiti sparsi resti.
Pascoliamo l'anima rendendole le stelle.
Resta tra le mani il bacio.
Soffochiamo l'ultimo sogno

 

Poesia della Sera
Dovunque si posi il pensiero
sarà un leggero tocco d'amore
dovunque vada vagando lo sguardo
sarà per cercare occhi che l'incrocino
dovunque si perda il ricordo
sarà sempre in un angolo di mondo perduto
dovunque s'accenna improvvisa la memoria
illuminerà un stella che farà nuova la notte
dovunque si spenga d'un tratto un respiro
lì nascerà una linfa che prima sulla terra non c'era
dovunque cerchiamo di dirigere i passi
la ci aspetterà il futuro sconosciuto
come il buio profondo delle notti primitive
e tutte le luci del mondo
da New York ad El Alamein
non basteranno ad illuminarne le grotte eterne
ovunque sulla Terra
al calar del Sole
aleggia poesia nella sera

Philip Marlowe
Sonno acustico
in eco di ritorno
rimbomba
penso sia un sole
ch'esplode
a conclusione scoppio
come sul miglio alla velocità d'einstàin
veloce come i suoni degli Sioux
gli Apache non urlano
imitano Dio
rullano i tamburi
le valli accolgono in schiere
archi penne frecce e tomawak
diadema di potere
Squaw disegna la sua notte a righe
e stelle
Kit Carson Tiger e Tex Willer
cavalcano i Navajos
Amy Wynouse
canta Demis Roussòs
lancia in carica bisonti da radura's
di fiori colora vuoti a Kensigton Gardens
pianta sequoie a Central Park
vola
ed è Wendy e Peter Pan...all'Isola che non c'è...
canta un sogno
confine a quelli della terra
drìm di danza Iowa ...
è solo il Grande Sonno
dove m'aspetta Manitù
Buonanotte


Armoire
Mea Culpa
Gesù sapeva dire t'amo.
Peristalsi nausea vagabondaggi
maestri d'arte di vita saggi.
Canti Tramp Mandela Luthèr King
Puddu Mitri Carnera a bordo ring.
Spari pugni ridi a orchestre con lo swing.
... Aiuto spingo cado uno scoppio esplode...
Supernova estasi fiori bonsai e gridi
armoire che scricchiola di stelle.
Genova d'inerzia sorride al ligure marino
raganelle scavan rocce da portar via al Pollino.
Medicine bicchieri d'acqua dolori con il rancio
anatemi insulti globi d'occhi lancio
da infilar del cuore nella porta.
Invidia indivia pareti d'odio uova sode
Sangiovese Albana secca e dolce come scorta.
Gesù sapeva dire io t'amo
Pietro Paolo Costantino presi all'amo.
Armamentario mitra bombe e sorrisi con la ronda.
Mal di testa vomito vertigine
arrampicate sul Cervino.
Stile libero nel Po da sponda a sponda.
Mostri alcol fumi e son divino
Vergine Gemelli Acquario
Viva la gloria dall'origine parliam di Dio
e di chi lo concupisce con vuoti di memoria.

 

Farfalla notturna
Farfalla della notte
posi i miei deliri sul tiepido muro
senza Sole
credi sia un fiore.
Ti seguo.
Sulla linea del volo
scabrosa nell'aria
impari quanto sia
inconsistente maquillage
il peso del sogno
e dei tuoi colori.
Ali di Dea
battenti
respiri
sostieni il devoto ruolo
punteggiare di scarti la via
spolverio di scintille impreparate
dalla notte
scaturite dal nulla
dalla culla di rari
piccoli amori

 

Alieno
Terra e Spazio
nulla d'importante
solo un Paradiso nel Sole
mia divina invasione
onda
un mare lontano
hai dentro storie di terre
e di lune
che butti tra nubi l'ìrid'escènza
ad illuminare stelle e tenebre
Mondo da salvare
un libro troppo aperto da salvare
da chiudere
la Strada dell'Eternità da finire
alieno percorro.

 


Dipinto del Pittore di Ravenna Alberto "Colera" Cottignoli
(Ragazza con fiori rosa)

La Costante dell'Immagine
In un momento differente
valutiamo la costante
vedendo come lo specchio
cambia l'immagine.
Mi allontano dritto
dal quadro
di costa inconnesso
al dopo e al prima.
Alla logica immetto
un'ombra
e disegno
un chiaro
e
uno scuro di china.
Luna spenta.
Un sospiro di sogno
nell'irrealtà
la sposta
in un ambito nuovo.
Davanti il nulla
d'ogni tempo.
Rilevo linee in disordine
allo specchio.
Logica simbolica
che non cambia l'Immagine.


Eterno Saturno
Lumi manette e consumi
sostanze e fumi
sull' eterno Saturno.

Gas da garage
s'addentra l'anima in se stessa
livida d'una carezza e di sonno

...non si libera niente
sull'infinito lungo viale silenzioso del tramonto...

e promesse maledette.

Prigionieri sotto al Volturno
uomini scappano su razzi che scoppiano
bevono liqhuidi alla page rosso sangue
gli splòdono i cuori
paure lacrime irridenti parole
onniscienti di festa e rigurgiti d'essa.

Il sogno langue.

Fugge nel Tempo Fortezza
il Sole Drogo e
brucia snello i liquami dei corpi

...induzione perfetta al tutto che siamo...

semiluminose allucinazioni al fetor di metano.

Nulla che valga la pena salire l'anello
all' Eterno Saturno


Ad una Donna nata dalle Stelle
Tiro con le mani il manto corto delle stelle
diramato disarmo solitudine
e disavanzi al cosmo
le nuvole sono gli orpelli al vuoto
...disorganizzo il pensiero...
al volo
in volo va tra rami aghi pungiglioni ed ali di farfalla
...ascendo...
la paura del senso del cielo ornato dai fiori
le mia membra senzosso
già scomposto

senza te

da te

...sono solo quelle e sfumeranno nelle nuvole...
sublime morire
chiuso nel pensiero
di un piccolo immenso istante
di Vita
sotto il manto delle stelle


I Mostri delle stelle.
Duce solo omnibus luce
fasci rifrangono luci e paure dall'ignoto
in altre direzioni deviati raggi penetrano
densità di pensieri.
S'immergono nel vuoto
pretendono già
confini all'infinito.
Approdiamo
e su di nuove dimensioni
costretto il Tempo a ritornare
asintotico cerchio in asse
a raccogliere l'aspersa polvere di stelle e fumi
e tra gli astri in cerchio a cercar rifugio
e ad elevar di sponde sopra i fiumi i suoi reflussi
...l'espandersi è il morire di se stessi...
fuggiamo.
In infusione
il mio credo
al suo liquido nativo cede irriverente
il suo principio schizofrenica esplosione interferente
arriviamo al mulinare delle cosmiche paure
dove finalmente rimar i tempi al Tempo
e così non c'è in un di là con i barlumi un mare
c'è più buio

Lucida memoria
Memoria...
Oggi ho speso molto di quello che non ho
ieri pensavo domani non ci sarò
così passando ho raccolto....staccato un fiore giallo al campo e al marciapiede
oggi ne ho un giallo in più nel mio vasetto d'ingresso a casa
ieri pensai che del mio domani non so nulla
sono come fossi ritornato adagiato nella culla
della mamma
non ricordo niente
solo un profumo
vago
che mi sfiora adagio
che sia la lavanda del suo bucato?
oggi sono grande
so delle donne i visi che da loro ho staccato
ho navigato senza salire sulle barche
ho preso botte dalle rande
ho legato a nodi stretti come quelle delle sarte
sartie gomene ancore e le vele ho aperto ai venti
oggi non ho più niente nelle mani
ma nemmeno nelle tasche
senti...tasta...
dormo al riparo di siepi e frasche
del mare non conosco più come sia fatta l'onda
cambio con un salto la mia sponda
domani...
come sta andando?
andrà
farò una barchetta fatta di carte
non me la giocherò
ci stiverò il tarassaco di casa
l'innaffierò con acqua salata
altro più non ho...
solo un ricordo smanioso e lontano
di un viso...
non so...
oggi spendo della mia memoria anche quest'ultimo ricordo

 


immagine di Cristina Bove

La Notte
Segnata un'altra notte
la Luna cede stelle e cielo
il Sole marchia un giorno che
nessuno mai saprà sarà passato
uguale a se stesso
nel tempo universale
e la memoria inconscia
bensì non voglia
sperduta nel bagliore
cercando di se stessa un passato
che lo sia
tuttavia
continua il respiro della Terra
con l'imminenza della Morte
con la speranza della Vita
su un Pianeta
su di una Stella
che ancora non ha nome
che mai non l'avrà
forse
la Memoria non ci serve
serve l'Amore
che ci accompagni sino alla fine
della Notte

 

Farfalla notturna
Farfalla della notte
posi i miei deliri sul tiepido muro
senza Sole.
Ti seguo sulla linea del volo
scabrosa nell'aria.
Imparo quanto sia
inconsistente maquillage
il peso del sogno
coi suoi colori.
Ali di Dea senza respiri
sostengono il devoto ruolo
punteggiare di scarti la via
spolverio di scintille impreparate
scaturite dal nulla
dalla notte
dalla culla di tanti
impercettibili amori

 

Sta per scadere il Tempo
... il tetto della mia casa
ha coppi sconnessi
travi precipitano sfondo ai solai
pareti diseguali sporgono
spuntoni
muri di terra fan fiorire fiori rossi
forse son gialli
cartapecora ruvida bagna
asciuga le mie lacrime
fondamenta cerco alle costruzioni
dai calcinacci sorge
impastata a calce viva
e la mente ride
mentre
il cuore
piange
il tetto della mia casa
ama la pioggia
che la fa entrare a bagnar corridoi
e vie di fuga
ma
il tetto della mia casa ha i coppi disvelti
sovrapposte immagini
dolori pianti e risa volan via come se
come se le fessure fossero squarci
e non v'è bisogno di finestre senza vetri aperte
perchè
perchè il tetto della mia casa
rivolto al cielo aperto
ama il Sole
che m'asciuga quando brilla di calore
il dolore delle lacrime dal cuore

Le mie tante attraversate
Non mi interessano i deserti che gli altri debbano attraversare
non mi importa se inizieranno ad andare
se quel deserto l'attraverseranno
se dentro vi moriranno
se vedranno le onde di un mare da attraversare
non m'importa dov'essi possano arrivare
a me interessano solo i deserti che io già ho attraversato
solitario
dimenticato
ignorato
tanti!
e li ho attraversati roso dalla fame
bruciato dalla sete
ferito dall'insulto
a me interessa ormai soltanto questo ultimo mare
che ho qui davanti
occhi sbarrati
onde altissime
il fondo sconosciuto
la sua fine lontana da finir di vedere
con la sua altra sponda da toccare
con l'ultima mia fatica
e poi su quella sabbia aliena ad accasciarmi
asciugarmi il dolore
a me importa soltanto di questo ultimo deserto da attraversare
e non posso voltarmi
tornare indietro
indietro non c'è niente
solo il nulla
devo andare avanti
attraversare il mio ultimo mare-deserto

 

Se è buio poi si farà luce
Sempre fa notte
e buio
lo so nell'anima
poi si farà luce
lo so nel cuore
e sarà giorno
sole
luna
stelle
un dondolar di mare con le onde
un risalir di monti su per le valli
un fiore della notte
orchidea nera
un fiore del mattino
stella alpina
e così si nasce e poi
si spera
e poi si muore
e...
s'è fatta notte
gli occhi non vedono
e il cuore non sente
non batte
non c'è ragione d'aver paura
di sperare
sempre si fa notte
per tutti
perchè vedrann per sempre
mari e monti
fiori neri e
fiori bianchi
e dal buio del cuore
la luce dell'anima

 


Quadro di Marialuisa Isolani

Astronavi
Flash!
Il rombo soffoca gli sguardi ai piloti
che alle stelle puntano
le navi.
Dale!
Dovunque andranno i nostri voli
oltre le orbite al di la di Saturno
osserverò le luci quando si spostano
gli anelli.
Flash!
Scegli la nave ci porterà nei sogni
virerà al comando della mano
sorvolerà le menti nei mari
della Luna.
Dale!
Sempre saranno i colori degli amori
a guidare anime e navi negli spazi
armeranno cannoni a ioni
e daranno semi
ai fiori.
Flash!
Dentro al Nulla avremo tutto
nulla da dimenticare
e tra i Pianeti pianteremo messaggi
del Futuro.
Dale!
Ascolteremo anche chi
aveva avuto il Tempo nelle Mani
un Inizio senza Fine
senza aver bisogno
di Sapere.
Flash, Dale,
spingono la nave dove il remo di una barca
ha già oltrepassato ogni orizzonte
dove le vele delle navi hanno imprigionato
tutti i Venti degli oceani
dove il galoppo dei cavalli ha spostato l'Equatore
della Terra.
dove il graffito cavernicolo dell'Uomo Antico
ha già dipinto il Mondo.
Il Vigèr delle Navi non ha fine.
I popoli lo sanno.
 

 

Primo Motore Immobile
Se nel divenire dei mutamenti
tutto ti resta immobile
Se il tuo cuore sosta
se scioglie nel male la sua fibra
se risuona di cavità e dei celesti angeli ai suoni più non vibra
se spossato steso riposi sull'ombrato fresco dell'asfalto
se pensi stolido all'inutile en arrière dell'esser stato
se ti sposti in ratio e pensi che il dolor ti costa
se cerchi anima in rivolta una preghiera per cantar nel cielo
se senti credi e sai che ora sei morto in sepultura
se ti scuote il respiro tutte le ossa con un salto
se respiri solitudine amniotica nell'utero tu primordiale stelo
sei già quello che sei stato quando la terra era ancora pura

 

Ad Emily
Mi disse Elani
dove finisce il mare la iniziamo noi
dissi ad Elani
voltiamo il percorso indietro
non calpestiamo i nostri passi
cerchiamo attenti di non infierir sui fiori
di non nascondere i raggi al sole
piantiamo alberi
e sogni dando loro acqua col nostro pianto
lacrime d'amanti
sapori dell'inizio quand'ero ancora santo
che non ritornerà
disse Elani a me
segui il sentiero che abbiamo disegnato
quando piccoli la mamma ci diceva
dove sei stato?
era semplice dritto non andava a disturbare gli animali
avevamo noi l'animo del bimbo
e facevamo il bagno senza sali
vivevamo normali assenti come nel limbo
dimmi Elani hai ancora i tuoi occhi di bambina?
i miei li ho perduti guardandomi all'indietro...
 

 

Galassie
Il Tempo pionieristico sfila avanti.
Galattica buia Luna geometrica.
Angoli nel cerchio include.
Euclidea poligonali circonferenze disegna.
Rimedio, raggi sforzati.
Devia ombre crinali su vulcani orbitali.
Luce bianca, colore lontano.
SimilStella ne svia la riga di fuga.
Di lì esploratrici passano Comete.
Cancellano il Tempo.

 

La mia Sabbia

<La ragazza si accucciò vicino all'uomo steso sulla sabbia,
a viso quasi in giù, per vederlo meglio. Era il principio dell'alba...>

La mia sabbia
su di un regno di mobili ricordi
governo dune sottovento
polveri e pensieri.
Sabbie.
Do l'aspirapolvere agli empi intenti:
splendori
come fumo svaniranno.
Pesavo di rabbie
schiumavo:
non sono il tuo schiavo.
Chiuso dal tuo regno d'immobili sabbie
tocco i rimandi i vestiti rammendo.
Trucco lo spazio su di noi
neutro strofino coscienza e i contorni
anelo prosaico a sabbie
e deserti.
Sequel di dimenticanze
sfida alla mia libertà del morire
tu governi l'ira del buono.
La mia sabbia...
avrò il mio deserto di sabbia.

 

Universi paralleli
Su d'un giardino a sentieri
che non s'incontrano
percepisco un paradiso
lì l'orlo alla tovaglia lo tieni tu
il discorso rifinito
coi merletti ad intreccio legati a Bruges
e la lavandaia non mi serve
per passare dai bianchi ai panni neri
ma per far diventar puliti i viaggi fino a fruges
usi gli orli
per contenervi il tempo
lo sai dove finiscon le parole
le sbatti contro i muri delle idee
dee già morte alle idi d'infiniti paralleli interi
strano spolvero la tavola al paradiso
ne percepisco lì l'inferno

L'Universo
Spendiamoci di spazi
e di territori
non abbiamo confini
per questo mi fermo qui.
Rifare il giro
sottratti attimi furenti
al tempo.

Merini, amore e parole
Amore e parole
amore non cerca sentieri
e parole
diciamo parole d'amore
il mio bacio sul tuo
ritorni d'ansimi
e così lasciamo alle parole
il tempo d'aprirsi come i fiori
limitiamo i passi all'essenziale
e i respiri
lasciati sui prati nei voli
come piccoli indiani di manitù
chiusi tra leggerezze
dell'anima insistente
e poi perdiamo
le nostre rapide parole
e le ritroviamo
ad unirsi
un tocco
fra profumi e campi d'erba
i pensieri
ancora
liberi d'andare
di calpestare
i vergini sentieri

 


foto di Irwin Klein
 

Due passi su di una spiaggia d'inverno...o d'autunno?
m'avevi fatto una promessa
camminare con me sulla spiaggia
di un mare di un altro continente
anche se soffia il vento
coll'odore della terra
anche se le onde ne respingono la spuma
sino a costeggiare altri bordi ed altri lidi
anche se l'aria promette pioggia e vento
altre promesse
racchiuse al riparo dell'ombrello dell'amore
anche se il mio cuore si fermasse
ricorderò per sempre la promessa
 

 

Interstellar
Entrai in un sogno.
Improvviso.
La posizione dei battiti
forse raggiunta.
Al cuore ne farà da contrappunto.
Sconosciuto in esso viaggiavo.
Per dove?
S'apre una porta sospesa.
Paura.
Il rumore cardiaco è solo un sistema.
Chiudo gli occhi per non vedere nel buio.
Non mi sposto.
Non posso.
Respiro.
Non posso.
Non ho spazio nel vuoto.
Ne confini.
Irrelate melodie tra le stelle.
Parole nel fondo.
Sotto alla porta.
La voce non parla.
Aspetta la mia.
Nel sonno
improvvisa
è la fine del viaggio.

 

Lo spessore sottile del mattino
Come la sera in silenzio possa sbarazzarsi della mia mente non lo so
e come la sua solitudine sa espandere la mia crescente paura che non conosco
il sentiero e le macchie scure tra me e le assenze di stelle che conosco
aria e luce e tu vuoi che io oscuri le navi nella notte che non conosco
e sarò chiuso nel sottile spessore della mattina
penso
 

The thin thickness of the morning
As the evening in silence could get rid of my mind I do not know
and how his loneliness knows how to expand my growing fear that I do not know
the path and the dark spots between me and the absences of stars I know
air and light and you want me to obscure the ships in the night I do not know
and I will be closed in the thin thickness of the morning
I think
 

Ferrovia
Semplicemente
non importa dove ...
dove finisce la ferrovia.
Non pretendo
di essere operaio
od amante
sul vagone dei pensieri
per fissarne l'arrivo.
Conosco il viaggio
che la ricongiunge a sé.
Se volessi
potrei carpirne lo scopo.
Il giro intorno al mondo è preludio
di un amore che non vuol finire.
E se potessi
vorrei scrutarne i tanti segreti.

 

Rumori
Il rumore di una preghiera
Il rumore d'un soffio
Il rumore d'una gentilezza
Il rumore dell’incenso che brucia sparso aroma d’Arabia
il rumore di passi stanchi sulla strada sollievo alla fatica
il rumore di parole silenziose dette incerte ai piedi d'un altare
il rumore della paura a superare il varco adito d’un mondo buio
il rumore di un segno sopra il petto che benedice il cuore
il rumore di un pensiero sul primordio del peccato ornamento della vita
il rumore dell’asperges che irrora l’aspro aspetto alle preghiere
il rumore delle ginocchia che si piegano a guardare un cielo che non si vede
il rumore della rabbia che ci assassina d’ingiustizie e di rivolte
il rumore del perdono che rimane senza far rumore ad aspettare
il rumore della finestra che apro all'indispensabile vuoto del cielo
il rumore del mio piccolo cammino verso te per portarti un fiore
l’unico vivo che ho trovato sulla strada

 

Il sole della terra
Prima era un cielo nero
senza il sole della terra
ora scrivo di me che guardo il sole
come splende sembra una stella
ed io non credo lo sia
accarezzo fiori gialli profumati
mi paiono calicantus
morbidi come sono non credo lo siano
apparenze che mi lasciano sgomento
sbigottito osservo un micio
dolce e morbido nel passo sinuoso
e si fa accarezzare
lui ha il senso del fiore
la conoscenza del nulla
e non se ne vanta
come mi piace camminare insieme a lui
sa dove portarmi
dentro al bosco che si profila
di la dal muretto storto del mio cortile
scrivo di me che mi son perduto
dentro ad un groviglio di strade cittadine
quando dentro casa mia so di averci già
tutti i fiori dei giardini
che il sole scalda sulla terra.

 

Lume Naturale
se soltanto potessi
avessi
oppure... volessi
direi ai miei piedi volanti
di rigirare i percorsi già fatti
inferenze ai pensieri già detti
direi alla mia mente incostante
che quanto ti amassi non lo sapevo
che mi basterebbe un lume per l'anima
se soltanto io l'avessi capito

 


Amante perfetto
Non di tutto ci si accorge.
Una parola sfugge sempre
un bacio non perdona
la bugia
ascolta.
Amore
perora la mia causa
avviene
qualche volta
che agli occhi sfugga l'immagine.
Adesso sono fermo
da ore resto solo
ad aspettare
anche per domani
ammesso che io sia
l'amante perfetto.

 

I Fiori del Male
ed è follia azione traditrice-
pneumovuoto ultimo pensiero -
a una parola basta la sua forma vera -
e allora ne contorno il mio pazzo respiro -
porgimi il remember degli innaffiati fleurs del nostro male -
lo filtrerò nei cristalli bhoemienne decanter a la lumièr-
e l'aria ci dondola sul mare degli -
spazi-percezione

 

New Rose Hotel
Frammenti di una rosa
e odore di polvere
Sembra l'attimo
l'atomo
il moto
Sembra una storia
la rosa
frammento d'inverno
A Singapore
giunche incagliate di ghiaccio
hanno rose d'inverno
Apro al mio incubo
la stanza non tempo
Odore di polvere
onde d'amore
Inferno
Copro il tuo corpo
L''interno
con frammenti di rosa

 


immagine di Giuliano Grittini
 

Atto d'Amore
Si spostò
di un peso
la pressione
sul dito
lo sguardo
andò
si fermò
su quella tua mano
tremante di passione
bianca
nervo teso
sogno ardito
lento movimento
una carezza
e poi stanca
lasciò il punto
la mia
portata come da un vento
strinse il tuo seno
e il tempo consunto
io
ancora al tuo bacio
appeso
 

 


Nella foto: Il Professor Alberto Cottignoli, Pittore di Ravenna-
 

La Costante dell'Immagine
In un momento differente
valutiamo la costante
vedendo come lo specchio
cambia l'immagine.
Mi allontano dritto
dal quadro
di costa inconnesso
al dopo e al prima.
Alla logica immetto
un'ombra
e disegno
un chiaro
e
uno scuro di china.
Un sospiro di sogno
nell'irrealtà
la sposta
in un ambito nuovo.
Davanti il nulla
d'ogni tempo.
Rilevo linee in disordine
allo specchio.
Logica simbolica
che non cambia l'Immagine.

 

Mistero
Nascosto così il mistero
che non lo so più riconoscere.
Dal nulla
sovraimmagine che credetti d'aver visto
ed era solo l'aspetto del futuro
che cambia il mio presente.
Sarà questo il mistero
di una carezza al buio
quando sposti la tua mano
con un tocco
dalla mia

 

Fides quaerens intellectum
Fatto atomico,
compilato laterale
si come fenomeno fatale,
la lista di verità d'un endemico passato
... ogni voce sottolineo immediato d'esperienza
se una falsa sorte per la fede mi cerca l'intelletto
si come quando nella notte deficiente
m'infilo scalzo dentro un letto ...
elenca le vertigini d'amore
cancellate dalla mente

 

Fiore di Luna
Fiore di Luna
deserti sulla Luna
e poi un melograno
nato dal mare di corallo
deserti sulla Terra
e poi un fiore di Luna
ipomea nell'anima dell'uomo
so che dei tanti petali staccati alle mie rose
non me ne rimane uno
ma tu sei lassù
stampa e amore d'argento
in luce di Luna
e così mi passeranno davanti tutti i deserti della terra
e mi s'illumineranno tutti i mari della Luna
quando il Sole che brucia il mio dolore
s'accenderà di nuovo.

 

Chillout
In una musica chill-out
ambient soave divergenza
inizio un amore new age.
Non ne so le note
il discorso
ho le parole
non ne ricordo le risposte.
S'inizia il silenzio
trance.
L'eroe mai ne perde il senso
non giudica il male
lo conosce
ascolta
quello che esce dal mondo.
Quel che ne entra dentro
è il tempo che si ferma ad ascoltare.
Il suono sposta il mio corpo
da dove l'ingombra.
Lo pone riposto
image dimenticata
dalle culle
nella lounge melodia
delle onde del mare.

 

Istantanea virtuosa
Se nel Sahara ci pianto un fiore
una rossa rosa
color del Sole
non so se l'acqua allo stelo
ne disseta il sogno vegetale
so nel cuore che al miraggio
tremolante di questa vita
evanescente
s'attacca la speranza
che naviga sul mare
delle stelle del cielo del Sahara

 

Rosa e Neve
Voglio scrivere di una rosa fuori stagione
e del manto della neve del mattino
che la copre
e la ricopre.
Lei mi dice: io sto al caldo sotto il bianco ghiaccio.
Son due anime che non conoscono l'eterno
e ne son felici.
Voglio descrivere
del rosso di dicembre
riverbero con la biancaneve
che accoglie i cristalli che scendono dal grigio
d'inalabili profumi dell'inverno...
...
vorrei dire di questa leggera gentilezza
che non sa delle pesantezze dell'umanità...
ma non posso...

 

Amore... ;-)
Immagine leggera
confuso dallo specchio
voglio scriverti una parola nuova
inesistente...
le memory card mi cancellano il passato
gli strappi che colpiscono la mente
e i tasti che schivano i miei colpi
... e sono stato tanto tempo nell'analisi
del tempo ...
sfogliano le pagine staccate ad una ad una
poi coi miei stessi occhi ripassate
lucide di patine e pensieri senza immagini
airlock
respiro
specchio dove tu sei ancora impressa
con un tuo sorriso che mi lascia dentro
led lumi e bui oscuri
monitor di pixel intasati
e mi scontro dove l'universo riversa tutti i suoi spazi
free d'ogni passato inserisco input ed on line
devo trovare una parola nuova...insistente...
amore

Il sapone negli occhi
Tu mi levighi la pelle
scrùbb e bagno schiuma
sentore luccicante fatto di stelle
come quando dal cielo nero...
càdon sulla terra fiocchi bianchi
cadeau dell'altro mondo dove tu mi mandi
attento! tu mi dici:
sui tuoi sbocchi non scivolar sul pavimento!
ridi io no
m'hai messo profumi visionari di Lisieux
dell'amor le tue perle rubo!
ti dico: è facile così fare gli sciocchi
bagnato il seno ti sorrido
so di certo che passerà il piacere
ma l'amore no
mi baci
sono caldi
mon dieu
sono tremendi
spero tanto che davvero tu sia qui
e non mi menti
intanto tu mi spruzzi idee sulla faccia
mentre m'entra il tuo sapone
dentro gli occhi

 

Uno sguardo (fuori) dalla finestra (metafisica)
Abbiamo...ho...
separato il vetro dall'aria
il cielo dai suoi colori
i tetti dalle case
e i voli dalle ali degli uccelli
ho sommerso nelle angustie i ricordi
ho unito un pensiero a un microscopico batterio
ho sperato che fosse un sogno da toccare
e ho separato la visione dalle sue forme
ed ho aperto una fessura al mio corpo
per fissarvi dentro occhi e conoscenza
e la mente senza meta che piangeva
allora ho separato la forza dal dolore
ed ho guardato fuori
perchè avevo la finestra aperta...

 

Co(s)mica
Non c'è un sole
non ci sono stelle
polvere e supernove
non c'è Venere
nebbia su Plutone
non c'è Giove
orbite scagliasassi
comete sfiondano
d'Urano non ne sanno
trema Nettuno
la Terra e la sua Luna
lo Spazio muove
e si rimuove
dama e buchi neri
il bianco lo confonde
nei momenti invuoti
interstellar tutti i pensieri
motocosmo che sposta il Mondo
e le altre stelle
brucia Mercurio
esplode Saturno traglianelli
scuote il manto a queste stelle
il gran Destriero
s'accende un Sole
ultimo Universo...
ect ect

 


immagine di Cristina Bove
 

L'Aria che respiro
L'Aria non pesa
...
Non ha peso l'aria
se non la respiro
la foglia secca leggera l'accarezza
spariscono tra cielo e terra
non lo so
aspetto la stella che sfiora la nube
neve che viene sul mare
non lo so
avrei tempo per parlarti nel viaggio
che il sole ha smarrito il suo giro
per scioglierci il ghiaccio
le parole son secche
sciolte tra paure e pensiero
non lo so
impressionante stare sospeso
all'interno
non pesa l'aria quando respiro

Il Pettirosso
Nella chiara mattina
sconfina la rugiada nella brina.
Splende nel gelo il pettirosso.

 


 

Foglie secche
E domani è un altro giorno.
E stavo pensando al domani
perchè sono strani i pensieri
son domande nel passato
che hanno risposta già da tanto deposta
poi vedo e m'accorgo che
che ora non c'è più nulla da fare
se non controllare delicate foglie secche sulla strada
scansarle non calpestarle loro son vive io no
e contare le loro tante caselle
e vedere se tutto è al suo posto
un ordine straperduto in un extra spazio nascosto
e il pensiero che mi chiede: dove vuoi che io vada?
Insistente non vuol perdere il senso.
Resta qui! di la non ci sono più le nostre amate stelle
resta con me, che con te tutti i miei domani raccolgo.

 


 

Dejavù
La bolla d'aria
riempie il cielo
in tutto il suo spazio
ed esplode.
Il respiro n'espande il mondo
irriconoscibile
s'adagia sulla terra
morbido
ne cerca il profumo
lo riconosce
già vissuto
era già stato visto come eteree onde.
Gentile
esplora un cosmo
per darne un altro
e nasce il fiore
già rinato
era già di là
per riempire e riempire e riempirne la bolla.
Dimenticherò
la pianta instabile
dell'inizio d'ogni amore

 


 

La Coscienza di Zeno
Stesso parallelo
stesa meridiana
da parete al Sole.
Al suolo
non ci incontreremo mai
saremmo come la siepe
steli alti sino alle stelle
piegati fili di spighe
intrecciano ciuffi di menta
ai fossi.
Oggi ho un arbusto di biancospino
che accompagna il mio cammino
spine sulla pelle alle mani.
Oggi piangevo
pensavo ad Italo Svevo
al mastodonte per leggerlo gli dico
aspetto il soffio del vento
sepolto dalla valanga del monte
o dal fischiettar del merlo
che volando sento.
Oggi ho occhi con gocce di lacrime
e di coscienza
il meglio è farne a meno.
Male soffrire in partenza d'amore
come Zeno sa fare.
Nel lungo parlare
in terra non guariremo mai.

 


 

Morire d'Estasi
Non prevedo un Massimo decadente di routìne
ne un mite impavido d'amore Palladìn
d'acqua di pioggia qui fuori dall'asfalto sìno ai campi ne scorre in abbondanza
così dalla finestra io rischioso mi rigiro a riguardar la stanza
ci sono i quadri due comò con i ricordi con su della Lladrò le sue statue
un telephòn e le luci ai comodini baluginanti vacue.
Stanno lì.
Morire d'estasi se fuori piove
è come dell'Amore fare le ultime prove

 


 

Gita a Livorno e Dintorno
Hai problemi surreali!
Ti fa male fare dei tramonti i viali!
Fèrmati ai cipressi piantati da me alla griglia
che lassù mangiamo di Livorno sugo e triglia
ripareremo con minuti baci le valvole dei cuori
bevendo d'edulcorato Bolgheri doc
aroma e ardore.
Poi io professor enologo ti rimando indietro
ove cucinerai uova alla qòc
pulirai di Vetril alla finestra il vetro
e tutto il resto ti farà un gran bene
 

Alla Stazione
Sono in quella fase alternata
tra porte
e corridoi da marciapiede:
portare il rigido bagaglio
alla stazione sconosciuta di partenza
o millantare un testo da abbandonare in sala d'attesa
s'un sedile impavido da stazione d'arrivo?
Ma, no,
prima aspetto d'insistenza che un Sole
sappia trovare un'alba in un altrove
tra i tanti buchi d'Universi
per scoprirne discendenze alternative
poi, si,
forse ricordare e dimenticare
e portare a spasso al guinzaglio
subdole orbite sbandate tra quella stazione e l'altra
consegnandole a spiccioli nomi
e, dopo,
infine avrò il tanto Tempo che ha una linea retta
che va in la e non sa e mai sa
di rincorrersi nell'esatto Nulla
che intrattiene in se tutte le Stelle

 


 

Una farfalla sul muro della notte
Farfalla della notte
posi i miei deliri sul tiepido muro
senza Sole.
Se seguo la linea del tuo volo
imparo quanto sia
inconsistente maquillage
il peso del sogno
e dei suoi colori.
Le tue ali di Dea senza respiri
sostengono il devoto ruolo
punteggiare di scarti la via
spolverio di scintille impreparate
scaturite dal nulla
dalla culla di tanti
piccoli amori

 


 

Ombre, e virgole, alla finestra
Sono soltanto virgole, ottuse, fra le mie ombre.
Sto come l'ombra sul mare in tempesta,
sto alla finestra,
volgo la testa,
sporgo lo sguardo dal confino vicino,
riposo pendenti le mani, che non sanno più scrivere,
al davanzale e, fuori, per asciugarle nel dolore,
c'era la brezza
e sapevo, che ne avrei adombrato il profumo dal mare.
Per non pensare, ne blocco le onde,
alla mia ombra,
dal mar del Pacifico fin sopra le Ande,
e vedo,
i tuoi occhi imperiosi, da questa finestra,
tra le ombre del cielo in tempesta

 


 

Ad Elany
del resto Elany Zen
non mi rimane nulla
meditavo: ho un peso che gli anni non sanno
è quello che manca al tempo, appunto
rimarchevole pensiero
e poi, guardare in alto sopra il cielo e vedere tutto nero!
il mondo non ascolta i cuori
non ne ha il mestiere e il senso
e i desideri non sanno d'avere il peso dei miei anni
ma starò qui a sognare
forse mi dirò: sei un piccolo bambino!
medito
ma non chiedo più della mia mamma
il passato non mi chiama
l'ho consunto
nel compenso
lascio crescere l'amore
che alla cima alla fine m'avvicino

 


 

L'infinito
Un cielo è
la finestra aperta sul mare dei miei miti
distopica apertura di persiane
la scia dell'aria mi fa
di dura tempra
il vuoto
indecifrabili molecole
motivo
apnee
colori da make up
considerazioni sul restauro strutturale
scala
me=
lo=
di=
ca
dei ritmi
do
energia allo strale musicale
i miei colpi al ...
al cuore ... tum ... tum tum ... tum
sistemano frequenze dal pensiero
la forza nuova che ricama
il sesso al sentimento
ecco che sei lo smalto alle mie tracce
lo sky a lembi azzurri che riflette
pixel d' aria viva
dispnea
ecco la mappa dei sintomi distonici
voli nell'hotel dans le ciel d'elettroni da finestra
 

Preghiera, di un Soldato... (ex) ad Ago
Ascolta
e guarda piano, lontano,
abbiamo tempo per capire
in un Tempo che cerca la sua Fine
e non sa che non ce l'ha,
no, aspetta, ho messo troppi anni in mezzo
per capire
per servire ai giorni qualche lacrima, un pianto
un sorriso
e l'ansia della Morte
ed ora
dopo anni e anni, secoli duraturi di lotte e di paure,
dai tuoi occhi
dal tuo corpo
dalle tue parole
dai sogni che spargi intorno
rapidi come i voli delle inermi impalpabili farfalle
m'invado di libertà
e se ho salvato la vita di un Uomo,
sollevato da terra il passerotto nel suo nido,
adesso so che gioia e felicità
stanno in un posto che non vedevo
che non guardavo
e che nulla è stato vano

 


 

Sotto l'Azzurro del tuo Cielo
l'esile sospiro del mio cielo stanco,
toglie il velo all'azzurro dipinto,
soffio che le nuvole non sentono,
e i colori si confondono in lembi di memorie,
confusione ove sotto siamo esili anime leggere,
su piani lontani di voli di bianche farfalle,
facciamo frusciare i nostri abbracci,
e in forme di spiriti,
non conoscono più i baci,
ecco splendido morbido sogno,
un istante folle d'amore,
mi fermo ad aspettare,
sotto l'azzurro del tuo cielo
 

Un gradino
Passo dopo passo
parole su parole
ti costruisci una vita
che non sai cosa sia
un paradiso
sopra manti di mani
mani con mani
che costruiscono scale senza scalini
una catena che spezza se stessa
idea da idea
e ti costruisci un amore sui cieli
friabili stelle memorie e neurosi
che bastano ad ogni tuo giorno
per salire alla casa sopra i tetti
basta che ogni giorno
ti costruisci un gradino.

Spazi & Spazi
do spazio al dolore
copro la vista
sfioro la pelle
m'addormento guardando luce di stelle
mi stendo stanco di guardare
se in fondo al letto ho ancora i piedi
non so più camminare
e così osservo ombre cinesi della notte
che margaret proietta su muri crollati
si perchè mi diceva stendi l'intonaco!
copri le crepe!
ma non ce la facevo
... ero stanco ...
do spazio al mio sonno
mi toglie il dolore

 

Mare caldo. Ombrellone chiuso.
dunque la sera ti porterà da me
mi riporterà un pensiero
quasi memoria
seppie che aspettano d'esser ossi d'una riva al mare

sono
il ricordo
semplicemente
erano altre sere sulla spiaggia

di bellezza mi redarguivo la voglia
eri conchiglia ed eri sirena
nuda spaziava la notte
riempiva di stelle che facevan più luce di un sole
la vita
sapevo che tutto sarebbe stata una fine

quel risciaquio dell'onda
timida ci sprizza spuma alle caviglie

calo il nostro mare nel caldo dei corpi
era quello si davvero che sapevo di perdere
che adesso non c'è più

e dunque il pensiero mi riporta da te

 


immagine di Francesca Ricciardi

Senza Ossigeno
Potrebbe essere un Cielo...
è un Mare...
galleggio a squame morte
branchie chiuse e non respiro
acqua sporca mi riempie il tondo al vaso
pesco la mia vita in fondo al mare della nascita
spente l'illusioni navigo oceani infiniti sempre più puliti
pescecane gorgogliante tranciato a ferite nelle pinne tiro l'amo
rosso colore diluito sul fondo il sangue tinteggio il Mare della Morte


ok va bene sono molto debole, non un debole, molto debole...
Mistica
il sentire di un passaggio raso terra
tra lo sfiorire e le sue rose ...
consuma la catarsi
alla pelle strappata
alle ferite ......
sono spine il caso non cercato
nell'inatteso girovagare nel giardino
ricreato sulla terra
da questo dio mio sperduto senza guardarlo ...
so adesso che posso dire
concedi all'anima di sciogliervi il mio corpo ...
chiudo gli occhi
e
so
pure le labbra ...
mistico il pensare di sentire d'amare

Rotazioni
Essere l'uomo volante
contemporaneo
gira le spalle
all'infatuazione

per poi
sui voli degli uccelli
sveleggiare di babordo al tribordo

l'aria che sostiene la Terra è sempre quella
la fa roteare
in rotazione tra le stelle

e poi
in fondo a quella rotta
l'Uomo Volante
scoverà la sua Morte


I Canadesi di Villanova di Bagnacavallo
Una passeggiata in una sera solitaria di maggio
solitario in riva al fiume del Lamone
a Villanova in quel di Bagnacavallo da Ravenna
e le file dei bianchi canadesi
si riposano dell'inutile fatica
d'attraversare il ponte per gli indifesi.
Proprio era un altro tempo
quando il grano si mieteva a luglio
e i fossi di campagna si sciacquavano d'acqua pulita
per le rane
e le sterrate stradine erano lavoro ai contadini
giochi per i bambini
dove i sentieri si adornavano di frutta
e avevano consegnato il senso alle divinità.
Solitaria nel mondo
la campagna
coi suoi nascosti sacerdoti
col suo fluire sotto al bosco
regalava
dal limo nero del suo fiume
fino al nero delle stelle
i sogni liberi dell'uomo ad aria rossa del rosso dei papaveri
ed era col verde delle rive insinuanti che gli parlava...
poi...
diurno celòstata il campanile che rintocca a Villanova
mette nel cuore il silenzio del sentire
d'aver perso anche il rumore dello scorrere del fiume
e lassù
nel cielo
dove punto
sotto e sopra
dove vorrei ritrovare quel che cerco
proprio ho un altro tempo che avrà il suo limite a finire...
a disegnare bianchi del cielo esornativi
i sentieri degli aeroplani d'alta quota
e in terra ho cancellato i miei.

 

Instatico
dunque avevo detto
qui c'è tempo ancora
eppure a me qualcosa manca
nel giardino ci sono tanti colori
e l'aria che respiro ne ha uno
tutto suo
indugio sotto i tigli
senza avercene un senso
ai miei passi
che metto in fila sui ghiaini
stesi ai sentierini
che s'inoltrano fuori d'ogni mio
refuso di coscienza
tra cespugli adombri di lavande in fiore
aprendo fantasie sepolte sotto
ammassi di foglie morte
oso guardare indietro
ove finiscano avanti a me
mmm...
ma non c'è mai una fine...
eppure sc...uoto percuoto le parole
che s'arrovigliano contente nella mente
libere da questo sacco
ne traggo immagine d'ogni desiderio mai risolto
d'ogni sogno mai rifinito
e adesso qui instatico non so
ne sento
più niente
segno sulla terra giorni ormai vissuti
l'infilo negli odori del giardino
tra i profumi
occhielli che si vestono di colori ...mmm...
ma dunque ecco finito il tempo
manca qualcosa ancora...
una parola...
un colore...

 


dipinto di felice casorati

Tappeto di sottigliezze
O'-Kèy!
stendi qui davanti a me
il tuo tappeto nuovo di verbi
su, altre mie parole vi spargerò
sotto, un piccolo seme rosso d'amore
crescenti
fioriranno di sottigliezze
da gambo verde di speranza
e margheritine invisibili al pensiero
indivisibili petali di bianco corona
per staccarli non serve una mano
mi basta il vento di un sospiro
dal cuore

 

 

Mani nel Tempo
queste mie mani coprono il tempo
scrivendo parole disposte
impronte
a perdere valore...
a durare un giorno
fosse solo verità
o ciò che vorrebbero dire
o disposte alle carezze
se ti sfiorano la pelle
quando credo di aver preparato il tempo
alla speranza
disteso sui prati
o sulla neve di manitù
mani tremanti
disegno onde che allungano il tempo

 

Ciò che sono ...
quando il tempo che mi fu dato passò
io ero lì e guardavo
lo spasso dei giorni violenti della coscienza
e la mia coerenza era quella di piangere
per mancanza di parole
e di dolore inerme in colpa d'esser nato
davanti a tanta conoscenza inutile al viver
come uomo
ho aspettato di sapere
come se avessi potuto
un giorno
orientare ciò che ero
ma sorpreso ora so che sono
il contrario di ciò che sono

Moderne memorie d'amore
il ricordo ha il suo management-luci e
indotti della pazienza d'illusioni
eterodirette-memorie lucidate a straccetti a pulìr d'argent
plurivalenti di pendenze negli alcaloidi dell'onore del signore
dormirò d'armonia e aspirerò paraplegia
e quando col bacio dopo la persa fantasia
fingerai il piacere dell'amore et doucement
mi fermerai sul letto predisposto destinato
ad imprigionare nell'anima mèmori-cell perfette
non è una stella il ricordo che si spegne
sono parole scritte che non si son dette ...
cancella

Le parole.
Perchè se le parole escono
escono
altrimenti
restano chiuse
in prigione dentro al cuore
e viaggeranno
poi
con altre menti
voleranno
poi
sulle ali degli angeli.

Ascoltare la conchiglia
ha le logiche conseguenze.

Io
la mia
la tengo sotto l'acqua
in un mare a cui non penso
e non ci penso
se si confonde la voce con le onde.

L'ascolto
non so se usa le parole
se dentro mi nasconde un cuore
o se nel cavo ci sono io.

Le parole sono uscite
o non sono più le mie
o sono ali per gli angeli
o sono tesori di conchiglie
in fondo al mare

Poesia a mano
ti scriverò una poesia a mano
l'inchiostro...non ce l'ho...
intanto scrivo metto in rima
poi il nero per la stilo antica al conàd lo comprerò...
... quale è st'orgasmo che mi spinge al vano
interrogarmi di quel che è bene
di quel che mi fa pena? ...
il sole nasce perchè a vuoto gira
non gli occorre che una mano glielo scriva
ha persino le comete che intorno ci si impiglian piano piano
... mi fermo ansante forse stanco sulla cima
di tanto Infinito nel numero da circonciderci parole ...
giro di rivoluzioni però il mio senso
raccolgo innato una manciata di discorsi da buttar la sul vento
non sento più la mano
m'è sparita
il polso
sfiora letterine sfluscie
che mi par la mia sgonfia piva
penso
mi cade la matita a sfera ...
non ha inchiostro ...
sbatto la tastiera ...
è sera ...
il mercato ha chiuso la sua sfera ...
ti scriverò infretta
domani a mano la suddetta pò ...
poesia d'amore

L'Universo
Spendiamoci di spazi
e di territori
non abbiamo confini
per questo mi fermo qui.
Rifare il giro
sottratti attimi furenti
al tempo...

Ibernazione cibernetica.
Esproprio emozioni accettazioni intenzioni
appropriazioni di parole in eliminazione
parole negligenti incontrollate
incontrollabili
scritte nel vuoto sotto al bianco
dilapidate nel non senso cibernetico
sbattacchiate puttane da tastiera
parole urlate che nessuno sta a sentire
tanto non distinguono l'acca dalla ti amo!
licito parole
all'incanto
senza musica
senza crusca separata dal georgofilo
senza sapere se siam muti o se siam qua ad ammazzar
villani
Mon amour penace
c'est mon terrifiant mot
che più mi scappa sorbite adulazioni
da pentagramma parolaio sgrammaticato
rannicchiato computista inebetito
d'interazioni vidimazioni
animazioni
vibrazioni
inibizioni...
inazione...
...
Interruzione dispositivo remoto in ibernazione dell'utente...
anche i morti può succedere che rispondano...
andate a fanculo!

 

Moda passata
Passata di moda
ho letto un delicato ricordo di te
girando una foto bianca e nera retrò
sporgente il tuo viso di donna
leggo
un abbraccio stretto stretto ed un bacio
un addio che non sia la fine mio dio
morirei soffocando di sangue sparito al cuore spaurito
non è questo il tuo viso che io conosco
stai ferma e se sorridi io non lo vedo
e tu me l'hai scritto lì dietro
aspetta ch'io ritorni
a parole non dette
non so
se ti aspetterò
sciupando memoria in whisky and soda
asciugando il pianto
girerò la tua foto a retrò

 

La mia piccola casa.
E di cupole d'oro
nei cieli
e degli Angeli Dei
di tetti cotti di Soli
di marroni della Terra e dal sangue rubati
ci si possa pure fare riparo della vita
farne fame e simbolo e orgoglio
di uomini potenti d'impossibilità
attenti a far del male a chi
non ha piedi per camminare,
...parlami stringimi lavami perchè trafitto qui me ne sto...
io mi faccio tomba
e sepolcro
del perduto col dolore
dei rimpianti di quando la mia casa era
un intatto Universo.

 

Un principe azzur...
il Principe Azzurro penetrò col suo cavallo
nella Foresta Nera
cercava di raccoglier un'orchidea nera da posar nel vaso
della bella dama della sera...
nella notte vagabondo per il mondo scavalcava il vallo
e s'adombrava delle tenebre pensando da lontano
... invano è amar la storia avuta col destino
fermo lì ad aspettare che l'amore ti riempia il calice col vino
dai sprona il tuo destriero saso
fuggi scappa galoppa
non rimaner straniero
leggero principe ammantato con l'azzurro a script language=cicciar la poppa
o prigioniero di un Amore oscuro

La Foglia
guarda quelle foglie amore la sul ramo tira un fil... divento
scusami il pensiero come sempre ancorato al mito e se mi assento
ancor prima che la brezza porti via la foglia alla mia sorte
con delega scritta sulle ore da cancellare dal planning delle scuse
bè almeno lascia solo che stia io dietro a chiudere le porte
confondo sempre i numeri in apprensione davanti al bivio
ok ti preparo un sentiero che sia come un calice che perde pieno d'afrodisiaco sentore
Si l'orario è già passato
leggero volo della foglia dal ramo al clivo
perdona l'inesatta correttezza del mio dato

 

verso l'infinito
ieri avevo tempo per stirare la tua veste bianca
questa notte tutto m'è sfuggito dalle mani
ed io adagiato sopra a un letto spoglio dalle voglie
aspetto che gli angoli alla stanza si smussino da soli
domani forse sbatterò i tappeti al scendi letto
la polvere s'accumula ed io non la sento se non pesa
copre i miei pensieri che non hanno spazio sotto alle dure coltri
e se mai io lo facessi forse tu discreta eppur stanca e lontana
mi acclameresti prima ancor che io parta per il mio breve giro
domani verso l'infinito

 

Santo Natale
Morbida come la neve
lieve di manto una carezza a Natale
e le nuvole scure al disopra son bianche
e guardano l'azzurro del cielo
e la notte le sue stelle
noi sorridenti amiamo chi ci ama
portiamo doni e speranze nessun addio a chi ci ama
e anche più in la spingiamo il desiderio di pace
la mano cerca la mano
un augurio
un benedici la casa e chi ci sta dentro
perchè non ha confini non ha un tetto
nemmeno un camino
ha un cielo
e tutti i suoi venti spazzano via l'odio e il rancore...
perchè il vento della notte è Amore
per tutti sotto il morbido bianco manto del Santo Natale.

 

Livello di terrore
Di una notte sola non so che farmene
.... anche se è tardi
se è profonda
tenuta in mano dal terrore
......
una notte davanti
e le ore silenziose
non passano da me
........
aspetto di vedere un vuoto
o di provarlo dentro al cuore
di respirare senza moto
veleggiare con la mente gonfia vela
su onde scure sui livelli oscuri delle barche che non ho
no, non ho la notte che m'illumini il pensiero
non so riempire un vuoto corridoio se non ho...
amore

 

al cell
il ricordo ha il suo management-
luci e indotti della pazienza d'illusioni eterodirette-
memorie lucidate a straccetti a pulìr d'argènt-
plurivalenti di pendenze negli alcaloidi dell'onore del signore-
dormirò d'armonia e aspirerò paraplegia-
e quando con bacio dopo la pesa fantasia-
simulerai il piacere dell'amore et doucement-
mi fermerò sul letto predisposto-
destinato ad imprigionare nell'anima mèmori-cell perfette-
non è una stella il ricordo che si spegne-
è una parola scritta che si cancella

 

L'Aria
L'aria del mattino non pesa
se non la respiro
non ha peso
sta ferma
foglia secca leggera l'accarezza
spariscono tra cielo e terra
non lo so
aspetto la stella che sfiora le nubi
neve sul mare
non lo so
avrei tempo per parlarti nel viaggio
che il sole ha smarrito il suo giro per scioglierci il ghiaccio
le parole son secche
sciolte in paura e pensiero
son pesi
non lo so
impressionante stare sospeso
sul respiro non pesa
l'aria della sera

 

 

La Bellezza
Nella forma del gioiello
l'armonia della mente.
La Bellezza è nel Pensiero

 

Morte a Paris
nous sommes déjà morts à Paris
e allora cosa mi avevi detto?
che di morir con me tu volevi
son qua che aspetto ancora
sul marciapiede sbecchettato de Parìs...
e sei di là della nostra route de l'amour...
perchè?
se mi stai osservando il sangue scorrere
dal rosso al nero de les Egouts de Paris ...
sorridi e non ti avvi a raggiungermi toujours?
Pour quelle raison.
nous sommes dans cette prison?

 


Ignava Ratio
anime e spettri...spettri della notte
collusioni nel cielo nero
non ne vedi una stella
e non sai perchè...
non ce n'è
clandestini tra orbite d'amori
incanti e costituzioni mundi
in entropie vaganti fuori d'ogni energie
cadremo e diremo salvateci da dio
ignava ratio
contingente di paure e falsità
sono io e siamo noi
e ciò che è è ciò che non è
proveremo a volare per non precipitare
a penetrare mondi bui
nell'oscuro sanno farsi eterni
e apriremo porte a tante stanze che mai transiteremo
e il ritorno è come l'inizio
e noi anime e spettri
aspettiamo ragione

 

Coscienza nell'Infinito
Come s'assottiglia lo spessore...
quanto?
delle storie in teche d'ossa...
tanto!
la vista perde colore...
tutto
mi guarda dalla rupe e dalla sua fossa...
sempre
sono di cuperose lividi e drupe...
spine
neri mortali nei nel sangue brividi...
molto
trema del suono lento del sonno e langue...
quando?
sono solo sottile sole rosso di un sogno...
infine...
la morte non s'aspetta la fine della storia

 

Terremoto
del restante abbandoni
del nuovo lasci
nel momento antico resta
nel momento nuovo stai
nelle molecole del tempo guarda
nelle stasi dell'anima muovi
sopra vuoti navighi
sopra sensi sospendi
sotto spasmi muori
sotto respiri voli
a cercare il posto dove la terra si ferma
dove il confine non trema
dove l'amore si apre

 

Doppia Verità
pur nel silenzio
posso parlare di te
in doppia verità passando
scissione d'amore o di spirito
e tu sei verità che batte al muro della mia confessione
dentro un dovere d'amore
in due non siamo divisi
so solo dire non dire
stiamo in silenzio

 

Fine di un giorno
... buonanotte
dimmi quando
tornerai
perchè adesso dormirò
chiusa la porta
ne spalancati vetri
alla finestra
sopprimo il mondo
fuori
alle sue nuvole sospeso
come se fossero i miei pensieri
incassati negli armadi
e sogni
che disperdono polvere
lanciata alle stordite di lontananza stelle
per riabituare l'universo
all'amore senza senso
... buonanotte
ma prima
per ritrovarti
dimmi quando ti ...
m'aprirai la porta

 

Un segno
Cieli immensi
un segno un disegno un sogno
un peso
di respiro d'anima
istruzioni
per irradiazioni
di macule mentali
macrosmatici sensi
nella deriva d'oltremare
dimenticati
nella stanza della nascita
tra umani imbarazzi
e metafisici sospiri io...
sono la...
in infinita minima cellula del centro...
lascio andare
a un'onda
una corrente
una ragione
scivola
nel mare dei sensi che mi definiscono i colori...
li segnano...
segnali
ne fanno disegno
nell'urto dei Cieli...
un incesto-esplosioni
trascinano l'Universo
alla sua fine
e del confine
al ... il rumore del suo fondo è
quello dell'amore...
e allora senza rive irriverente
vesto il mio abito
il migliore
sine dolore
lo tingo
d'irride l'universo.


Un Uomo
La metafisica stanchezza
intuizione e
dogma...
dolore da toccare col corpo
o colore sporcato dal male
filosofia d'assenze
che nasconde il primo
e l'ultimo
noi abbiamo quello che è
niente cioè
spazi infiniti che spingono all'eterno
stelle irridenti quando le nomini cadenti
orbite di lune sparite nel buio
o nell'arco che fa esplodere un sole
siamo quel che siamo e che resta e sta
nullità
metafisica stanchezza
che sporca l'anima di un uomo

 

Beatles
Saltano all'improvviso
colpi al groove
battesimi di note
arte astratta fusa
musica ad immagini...
e scarafaggi neri puliscono il cielo...
spiriti che scrivono col suono
l'amore e i passi
che attraversano
le anime

 

Pioggia grigia
Pioggia grigia sull'oggi
il giorno si oscura.
Guarderò il sole di domani.

 

Marcy...per sempre
Semplice spostare un ombra
facile cambiare il nome di una donna e darle un volto
deviare il corso di un suo capello al vento
cambiar colore ai cieli di un tramonto...
trasformare fredda paura nel caldo di un abbraccio...e
e soffiare contro la polvere che invade le memorie?
i ricordi non li ricordo
e vorrei che ogni istante non fosse che uno solo
da spedire su in fondo al di la di tutte quelle stelle
e dall'altra parte poi rivoltare il sole
che da il rosso alla tua pelle ed al tuo sfondo...
è così che voglio abbracciarti per tenerti da nessun'altra parte
che non sia l'ultimo raro ricordo...

ect ect

Ascoltami
… non ho cornici da impiallicciar ricordi
non ho duri cartoncini sopraffini per trattener vetri da infrangere
nell’attimo di gloria
ascolta
non ho una fotografia da ritagliar in mille pezzi con le forbici di mamma
per ricomporre tra un secolo già dietro ai suoi millànni
pàzol di memorie lise più del fondo dei blùgìns di James Dean
ascolta
non ho uno schermo nero da riempire di colori
ho soltanto una visione da mettere in cornice
prima ancora che s’infiltri tra i ricordi
l’immagine e la storia
non ho mani norvegesi che sappian disperder le parole dentro i fiordi
non una Pentax-Canòn da fissare sulle finestre aperte alle capanne
o porte spalancate sul buio nulla che quando tira il vento fan dìn dìn
no, guarda ascolta
non ho tempo per te

Il dono più bello
... ammassi di parole
turbinio di stelle
solo un sogno ribelle
vulnerabile spirito caldo di sole
desiderio ed orpello
e i miei occhi ridevano
perchè la bocca piangeva
i fiori al giardino nascevano piano
e la mente i ricordi spingeva
la fuori oltre il muro di cinta
un mondo scordava di essere nato
di aver avuto un'anima pura
e sento
di aver imparato ammassi di vuote parole
il dono più bello essere vento
da spargere all'aria .... al riparo del male
e le parole son polvere

 

Spirito Santo
Ah come la mente rovesciata sorbisce
atmosfera stanca d'indulti
energia per involarsì sì
catoblèpa...
su rotondi pensieri spirito santo
e così sia
Arian catidràl ...
Ahi! hai mille volte mille sguardi
posto in inedie
e religioni
addosso
e pesano le tessere coi colori
e visitare in amore ed odio
liste d'attesa
in saecula seculorum
deus degenerato
dal passo abbandonato
sull'eretico selciato.

 

Occhi di Santo
in un amore di troppo
scansati un po'
non di tanto
quel che basta...
per respirare
o per pensare
per aver luce
un tramonto che seduce
sai io piangere non so
mi dicono hai occhi da santo
ma se troppo mi copri avrò l'anima esausta

 

Una culla
perchè non c'è un tempo che abbia una ragione
perchè quando scruto la nuvola che viaggia dentro ai tanti cieli io penso al rumore dell'amore che sorprende fa male e poi lenisce
e non sono la non sono qua non sono che una parola che finisce
perchè non c'è uno spazio che abbia il suo luogo...
perchè non c'è una vita che abbia il proprio sfogo
che non debba piangere sulle perdite nei battiti del cuore
perchè se io mi muovo e sposto il corpo l'onda del mare schiuma
perchè dalla roccia bollente al sole non ho il salto del puma
perchè il vento si alza spazza via la polvere che s'oppone
perchè ...perchè...dimmelo tu il perchè brucia il sole
e se la stella esplode nell'immensità del nulla
sulla terra si dondola una culla
 

Plancton
perchè fare di me un deserto
da me un mare senza planctòn
diatomee e correnti dei sargassi
pescecane o squalo in gabbia
medusa o larva di pesce ghiaccio
stella marina in bufera aperto
venti dei temporali che la tempesta scalda al fòn
krill vacuo degli abissi d'aria o grassi
ora io miraggio piantato come ombrellone nella sabbia
come faccio?
 

 

Chiusi dentro
Terremoto nell'Universo
e della Natura-Universo non v'è partenza
da dove viene e della sua conoscenza
del saperlo noi dobbiamo farne senza......
L'errore è uno soltanto, è la Coscienza...
dell'essere e del divenire
in transito perenne senza sito e senza storia ...
Uno Spazio ultravioletto
visibilmente nella Stringa
conforma deforma pro forma
aderisce alla Forza d'esplosione che lo spinge...
vicino, o dietro, nasce l'Embrione
che di vuoto si dipinge
e piange con vomiti di stelle
e nei boom e nel suo superboom
traccia già le linee della luce
che nessun dal cuore una speranza finga

 

Vento conosciuto
Stamane tira un vento conosciuto
sulle mille grobbe dell'Islanda
di fumi grigi degli incensi
di un boato immemore dei secoli...
da lunghe caverne antiche con dipinti
tremanti al terremoto
ha il senso dell'intonaco che crepa, stronato
stronca le foreste ne dilapida i mille e mille latifogli
sposta le radici al piede del vulcano in accensione
stamani è con me un vento
che oscura la mia pelle

 

Non voglio perderti...
... ovunque tu possa passare
lascerò lì la mia polvere di stelle
a seguirti
se ci sono foglie secche tra le impronte
le raccolgo per rimetterle sui rami
degli alberi segnerò il tronco d'incisioni
ovunque io possa passare
penserò ai sentieri ed alle sere
finite a seguirti coi pensieri
e scruterò nel buio delle notti
le mie incisioni sopra ai tronchi
ch'io non mi sperda di paura
nel dovunque tu possa essere
passata...

 

Una Favola, un Amore
Se mai avessi pensato
un tempo creduto
come in una favola
di dare recondito passaggio al tuo ricordo
avrei messo le mani sul tuo seno
accarezzato la nuca al tuo bambino
così poi dalla mente emarginato
con il mio male inconscio mai dovuto
seduto senza piedi alla nostra tavola
io misero piccolo e sordo
ma divino
sarei diventato Novum organum di un Amore pieno

 

 

Io viaggiatore
... circondo il viaggio di confini ...
rado l'erba che sia savana tra gli universi
che veda il cielo che non muti di colore
che cambi le luci delle stelle nella notte
per riconoscere l'origine della terra
pianto canne al vento e stendo la mia tenda
lascerò che sbatta al vento le mie polveri
... so guardare indietro le mie tracce ...
strappo un telo per ripulir le scarpe che sono i miei pensieri
e vedo quello che ho con me tra le mie mani
... un volto un pianto un sospiro un desiderio...
non ho un corpo da riportare indietro
non ho risvolti d'immagini sospese
solo un anima d'infinitesimali che pesano nel petto
tornerò con scarpe nuove per scambiarle col destino...
... circondo il viaggio di parole...

 

Fughe della memoria (Anna e io)
Anna e io
passiamo sopra alla memoria di un bambino
amavo quello che la vita sconosciuta regalava
senza sapere se fosse verità o ...
o bugia
mi bastava la manina nella mia
e del tuo rosso in viso
mi coloravo i sogni di tutta la giornata
e del piccolo sorriso
mi facevo cornice di felicità
perchè...
si io non so dimenticare che l'amore
si è stampato sulle pietre dei miei giochi
sulle fughe della memoria
andrò a dormire in tutte le mie sere di bambino

 

di bolina risaliamo il vento ...
... veleggiamo d'arie varie - sotto chiglia nemmeno una pinna che nuoti - contro le correnti - e di gennaker si confonde lo spinnaker - abbiamo onde di traverso - che pulirebbero specchi sporchi di danni di sett'anni - e sulle tolde pesci morti tentàn - saltando sulle scaglie - di tornare a nuotare sotto l'onde - non sanno degli oceani scomparsi nell'ardore del calore - e i miei pensieri all'ombra del sole non lo vedono ancora - si vogliono librare sopra cieli senza mari - lanciati da prodieri stanchi e senza il timoniere - lo skipper guarda le linee e le sue rotte - i suoi occhi sono azzurri - asciugato il mare - ed urla dalla prua - andiamo di bolina sopra il vento ...
 

 

Occhi da Santo
in un amore di troppo
scansati un po'
non di tanto
quel che basta
per respirare
o per pensare
sai io piangere non so
mi dicono, hai occhi da santo
ma se troppo mi copri avrò l'anima esausta

 

Tanti sono i Perchè ma non hanno alcuna importanza...
accendendo un lumicino seppur piccolo come la rifrazione di un occhio che sa guardare
non credo che sia facile aprire una porta con sul campanellino scritto il nome amore
entrare sarebbe come inoltrami nella foresta che ha il più oscuro degli ingressi
e non uscirne più a riveder la terra bianca del sentiero sotto i pini gli abeti e i fiori della terra...
ma so quanto sia difficile considerare del mondo nel suo girare vago ed infinito il senso


 

Un volo
... sapevo volare sapete
poteva sembrare strano
ma non credete che parlare fa venir sete
invece si e non immaginate che pregare sia vano
so volare se ... se dal vetro guardo la luna
a volo di confine sul bosco
tra piccole stelle che conto
al buio del cielo ad una ad una
lo so già faccio fatica
lo riconosco
mi manca una parola
ed è la più antica
quella che dal cuore s'invola

 

Una finestra sul cortile...
vetri d'Iràn fanno entrare sospiri
lanciati e smarriti da torri a campanili
suoni secchi di campane
e dolci di parole che sono sussurri sui voli degli uccelli...
nidi nascosti alle tegole dei tetti di Bologna
righe sulla pagina scritta alla finestra
intarsi in luci e ombra
dei giardini rincorsi in fretta ed a memoria

 


Il Segno del Cavaliere
Con lancia d'abete
spazza foglie secche dai sentieri della Fede
pozzanghere asciuga alla bella segreta damigella
al povero contro il freddo da un taglio al suo mantello
sotto alle stelle l'armatura depone per dormire col cavallo
alla Chiesa perdona il suo passaggio ad onor del Cristo
odora di terre straniere e sabbie coi miraggi
taglia teste che non sanno dei suoi viaggi
arrotonda tavole e deschi per gli amici
di spada lascia sangue nelle sfere
Uccide per il Cristo
il Cavaliere.

 

L'ultimo volo della Farfalla
Una farfalla è venuta a morire sulla mia mano... leggerissima...come la Morte...
Perchè volano le farfalle...
per far dell'aria leggerezza di colori
consegnar pollini e profumi a Dio
e ai fiori ed alle nuvole di sopra
dar loro il bianco puro delle Dee

 

Cielo blu
c'era un nome su nel cielo
blu scritto a matita su d'una nuvola
rosa colore del tramonto semplice
da dire
normale da ricordare
lieve da rubare
e gli uccelli creati apposta per volare
s'intrecciavano di limpidi scarti e squitti
d'argento suono sfumati
c'era un nome sorto a caso tra le stelle
della notte quella più serena
e che la calma al cuore non fa
passare più...
amore

 

Rifrazioni della sera
Nei risolti dell'accaduto si spegne la rifrazione
della sera
esperienza possibile nell'esistenza trasparente dei colori
nei fiori
puro pensare nell'incedere degli occhi sulla distesa
della vita
quello di aver fatto di un esperimento di nascita
un futuro
e quando stacco la pena del mio spirito dal prato
del mio dio
rinasce nel risalto dei profondi sogni l'astro luminoso
della notte

 

Una lama di luce ...
poi sai che non è tutto fuori
luce e buio
e nei pensieri
che per usare le parole
hai bisogno di aprire il cuore
e poi so che se spalanco questa porta
di lì mi porterà via con sè la mia paura
sparirò in un nero d'altri pensieri ...
o su antichi sogni ...

 

Leggero su un prato di margheritine vado...
La parola va avanti leggera
non calpesta l'erba
non sa fare
assimila il profumo
il sapore del taglio del fieno
e descrive la dolcezza della
margherita al sole...
il pensiero segue silenzioso e attento, ha
una casa nascosta dal prato.

 

Inizio
Il Respiro del Vuoto ritmava il Tempo
spostava Polvere a Stelle impoverite.
Scoppiano Atomi di Luce.

 


(immagine di Margaret Lucova)

La metto così...
Strappo il filamento mnemonico di rete
devasto di confusione il sentimento.
Di ricordi sarà sete.

 

Erlebnis
guarda
ho scritto parole da Sibilla di vergini virtù
sottili erlebnis d'idee
e di coscienza
alternate agli oblii dei sogni
eros che straripa dall'alto
e s'allunga
dove l'anima più bella si ammanta di eristica bellezza
degenero nel male e ne annuso i fiori velenosi
guarda ora cosa scrivono le mie mani
parole che hanno già lontano i già dimenticati ritratti dei pittori
che han fatto della pietra tela
errori in generale ricoverati in valli caverne d'erte rupi
e le speranze al macero del tempo
guarda!
scrivo graffiato nella roggia
t'amo

 

Ghiro
Dolentissimo male
solerte nel passare ad altro foglio
lavata l'anima di bianco
spoglio la carne nel suo rigoglio
e stendo pensieri esterni al vuoto
su un filo d'attacco stanco
e gli occhi ruoto
a cercar di capire l'individuo
raccapricciante diavolo residuo
che infesta l'aria che respiro ...
dovrei dormire più di un ghiro

Clinamen
e ora il Màhler
s'espande
tra le stelle
orbita
e dell'universo
clinamen
esplora
codici
vento sui confini
e la tempesta stende
sui Màhrer
del cosmico deridere
un polverio
d'atomi
d'eternità ammalati

 

Precipitante
La balistica planetaria scaglia
pianeti...
Giove Saturno e i Maledetti ...
dove le orbite si escludono spingendo...
in laterali voli
d'angeli ...
Precipitante cade
scivolando da coppi e tetti
sul
piano terra

 

Il giro del Sole lassù
... e in un altro cielo ancora ...
Mi sto muovendo sul rapido giro
radente deciso della Morte
sarà il momento
come tagliare il tronco all'albero
e lasciar le sue radici
a respirar la terra
sarà un vuoto d'orbita in cielo
come perduto è il nulla all'anima della bestia
del Sole indeciso lassù
inalerò il respiro
raccoglierò le paure
e i gemiti di Morte
nell'ultimo giro

 

Il principio è dove c'è la fine.
Ho camminato fino alla meta della stanchezza
fatto percorsi spaccando confini senza linea
girato intorno a tanti ritorni immaginati
ho guardato la mia casa da lontano
che era sempre uguale e non la riconoscevo
la punta delle scarpe ho esaminato
non hanno il ricordo della mappa dei miei giri.
sacre Indagini misteriche
che sanno dove finisce il mondo
ma non lo dicono
Un atto non dovuto
cercare
per capire che il principio è questa casa sconosciuta

 


immagine di Dafne Eleutheria

Motivo
No non ti dico di no...
disegnato il valico alle disparità dei chiaroscuri
intellegibile paura del volare
passiamo sopra le inermi diversità
intransigenti in noi stessi preghiamo l'eternità...
di lasciare andar le anime a riveder le stelle
e qui non v'è più aria dell'inferno da pulire coi respiri
e il polline dell'amore disperso tra la terra
rinascerà di altri fiori
cosa temi nel guardare questo valico?
la sua immensità, il suo ineffabile andar di la...
dioscuro della parola non ti dirò di no
perché abbiamo un posto nello spazio
minime monadi senza forze ormai
quando discendiamo dal volo sulle stelle
dalla preghiera al suo motivo
noi siamo un solo si

L'Inganno dell'Amore
Trovare lo spazio dove scrivere ti amo
nel pensiero che m'inganna.
Trovare la lusinga del ricordo
nello spazio che mi manca.
Trovare il desiderio di spostarmi sino a te
nell'incudine del tempo.
Trovare l'invenzione dell'Amore
nell'indecente ovvietà del tempo
Dove trovare la spiegazione dell'Amore ...
non lascio al Tempo
lo spazio dell'inganno

 

Il fosso
Siepe d'erba fino alle stelle
fili di spighe intrecciano
ciuffi di menta ai fossi

 

Foglie sul pavimento
Facciamo prima a parlar d'amore
più che a spazzare il pavimento
dalle mie bugie come voglie marce asciugate al vento
o a rintracciar metastasi del cuore nelle sue vie ...
sono schegge i nostri baci
parole scritte su sbriciolati angoli
a rimpiazzo di promesse
o a spolverare la polvere dall'arte ...
dai prendiamo il nostro dolce caffè amaro della notte
prima
che non si raffreddi ancora l'amore pazzo
e restiamo fermi per sempre a guardar le stelle
fino a travisar di loro lo sconosciuto senso del brillar
più belle...
sdraiati al pavimento
ci asciugheremo lacrime
al caldo sospirar nel cielo
dopo lo sapremo se saremo
foglie per tutte le notti al vento ...

Onda gravitazionale
... come un pavimento di sabbia controvento -
nell'indulgenza della pazienza in scadenza -
sommersi dall'onda gravitazionale -
noi bianchi peccati schiariti dal male -
corrispondenza caustica dei nostri triti sogni -
immobili nel grande sonno -
apparteniamo al caso -
e alle lievi cadenze degli infiniti perdoni ...

 

Destroyed village
io non ho anima ...


La Sera del Mondo
uno scatto sulla sera,
no guardate nulla di importante
cosa di tutti i giorni...
già,
le giornate...ecco!
per fortuna che tutti
vigliacchi proci o porci
che comandano sul Mondo
non possono rovinare la Bellezza
e dalla Solitudine distaccata
la Gentilezza della nostra giornata,
e le sue fantasie,
le sue speranze,
i suoi sogni,
le sue leggerezze d'aria e di pensieri,
non possono i puzzolenti
stronzi e settari ed affiliati ai club della Morte...
morirete e sarete solo all'inferno...
è così, peggio per loro.
Noi semplici anime volanti d'etereo nulla
dobbiamo vivere la serenità di un resto di vita,
che sia breve,
che sia lunga,
non importa...
l'increspatura dello Spazio nel suo Tempo è
per tutti noi...
Sentimento preistorico già da tanto tempo uscito da buie
e nascoste caverne e grotte
in graffiti e disegni di pietra
e poi in parole strumenti in leggende miti e favole
e poi scritto su testi e lapidi e pietre estreme e fantascienza...
gioie della vita vecchie
sciolta la Coscienza umana
antiche come me

 

Il gatto allo specchio
... non mi serve un nome
sanno chi sono
inosservato punto la mente
una parola si sente
e non si capta il perdono
so già qual è il come

Un amore lontanissimo ormai
se fosse facile innamorarsi lo farei nell'istante
se fosse un sogno quello che faccio quando guardo dalla finestra di una stanza astronave in volo
se fosse la verità il brivido lontano ormai nel pensare intensamente ad un ricordo del remoto
se fosse illusione del momento rimuovere un amore trapassato
se fosse facile pensare al biancoviso davanti al mio nella sera già dal buio ripulita
se fosse un sogno alla finestra nel vetro inumidito di respiri non sposterei più i pensieri
se fosse la verità che ho tra le mani e non so stringerla per non farla più involare ...
se fosse una illusione ...
ma non lo è ...
sarebbe amore ...

 

L'odio
... e depongo la mia Serbia
all'ara ed all'altare
al dio che non sa
scalfisco la protervia
l'amaro il sale la scala e il mare
per scovar la pace che non ha
e a te vergine donna dono
un senso di vendetta
una punta sfatta di perdono
soltanto dalla mia paura protetta
...

Natale cristiano
E quando la festa grida gioia
spendo l'ultimo secondo a ridere di me
smorzo anche la noia
sospiro voglio avere un bacio
che sia per sempre remember del tuo amore
viola profumo della tua pelle
lucina d'albero di natale e stelle
da appendere alla punta del mio cuore
bucato dal ricordo che ho di te
felicità per sempre e poi taccio

Urania: Uomini nei muri

Uomo del muro
segno un mondo d'abissi
v'appoggio illusioni...
e la macchina del delitto
tra il seme delle stelle
nebbia su invisibili foreste
doppio dentro
in un inferno a rovescio
frugo il cielo al pianeta maledetto
... no non urlare al Titano degli Dei
non ascolterà neanche nel Dopomondo ...
dipingo una ruga
sull'incognita dell'uomo
e dal muro atterro
sul Pianeta Proibito.

Io viaggiatore
circondo il viaggio di confini
rado l'erba che sia savana tra gli universi
che veda il cielo che non muti di colore
o che cambi le luci delle stelle nella notte
per riconoscere l'origine della mia terra
pianto canne al vento e stendo la mia tenda
che lascerò a sbattere nel vento le mie polveri
... so guardare indietro le mie tracce ...
strappo un telo per ripulir le scarpe che sono i miei pensieri
e vedo quello che ho con me tra le mie mani
... un volto un pianto un sospiro un desiderio...
non ho un corpo da riportare indietro
e non ho più un volto
solo un anima d'infinitesimali che pesano nel petto
tornerò con scarpe nuove per cambiare il mio destino?
circondo il mio viaggio di parole...

 

Un amore un altro ancora...
Perchè dirimere il silenzio con lo sguardo di preghiera
perchè se mai avessi pensato di dare recondito ricordo
ad ogni tuo passaggio di riflesso
avrei messo mani alle carezze sul tuo seno
perchè non dirmelo allora della narcotica speranza
perchè ancora devo aprire il dizionario della rabbia filosofica
perchè se questo è quello che rimane di un amore
prefazione di uno specchio d'acqua nel mare
devo cercare piaghe e pieghe tra pagine di carne
e tra onde alla rinfusa che ritornano alla sponda
per ricordare quali siano le parole dello sguardo di un amore...

 

La Bellezza
Nella forma del gioiello
l'armonia della mente.
Bellezza nel Pensiero.
 

Morte a Paris
e allora cosa mi avevi detto?
che di morir con me tu volevi
son qua che aspetto ancora
sul marciapiede sbecchettato de Parìs
e sei di là della nostra route de l'amour...
perchè?
se mi stai osservando il sangue scorrere
dal rosso al nero de les Egouts de Paris ...
sorridi e non ti avvi a raggiungere l'amour?
Pour quelle raison.
nous sommes dans cette prison?

 

nave volante
il mare dopo la tempesta non conosce onde
l'amore dilaga e regala le sue onde
stendiamo vele per navi volanti

 

La Coscienza
All'alba il sole.
Se non sorge muore.
Tonda prigione di sofferenza.
Io cammino vergine sull'erba
mai tagliata
dietro ho il sentiero
del fronte non ho il senso.
Vado d'eterno
e di stolido infinito
in avanti
e ci sarà il pensiero
circonferenza d'abito cucita di sibili di stelle.
D'azoico archèo sommerso
armonio inebriante
ricopro la Terra...
non ne ho consenso
dormirò sulla sua erba.

 

Stelle d'inverno
Sottile spessore della sera
luce livida d'inverno.
Si sparecchiano le stelle.

Farfalla d'autunno
Ala nuova di volo
s'apre sul fiore.
Illusioni d'autunno

Amore
cara amica mia fata dei boschi o sirena dei mari oppure stella alpina sul mio sentiero di montagna ... vigile beltà di sguardo felino... il dirupo sorvolo col pensiero e l'oceano di vela ... e sei farfalla d'azzurro nei cieli esplosi da galassie fatte atomiche e mi trasporti sulle tue membra di diafani tessuti trasparenti e t'adombri del bianco e nero delle mie amnesie ...resisto al fenomeno di essere perchè semplicemente io non sono... il contorno dell'aria intorno lo disegni sospesa nella tua divinità...dimentico di quello che è materia verifico il tempo restante... cara amica mia abbiamo l'eternità che ci lascia tessere analisi allo spirito...bellezza infinita che osservo nel delirio.

 

Quanti
... quanto
di questo dilagar nel tempo
sinonimo di amore
devia dai punti cardinali
... remota paura

 

Significante
Infinita,
e gli inconciliabili occhi,
progressione nel male,
disegni un cielo come
se fosse un mare
e ci metti onde
trasporti le materie
indefinita regressione della ragione.
E intanto che
langue
tiro la tenda
a coprir di tela il vetro
dell'incoscienza del linguaggio
... debbo farmene una colpa ...
passo all'insignificante segno del piacere

 

Autunno
La latitudine è una proprietà
fa corridoi
nuovi
la gioventù ripercorre
altre strade
antiche
corte stagioni
strette
vede i persi sentieri medievali
armati
un tempo un vai e non tornare
l'abitudine si fa deserto
secco
le immagini possibilità
sparite
miraggi...
per continuare discorsi senza capirli
meglio il silenzio delle foglie secche d'oro

 

Forbidden Planet
Clinamen
e m'inclino a formarti un mondo
un'anima rotonda
deviata dal suo codice natura
depura l'acqua che mi dai da bere
il senso di una parola in coerenza
...immagina che nessuno ne possa fare senza...
cinestetiche sensazioni organiche che vanno
a mutarsi in verbo amore
dolore
che cade verticale e sbatte
gli atomi spontanei della mente...
...facili emozioni che mutano il colore...
dove mi porta la caduta
lì io sarò verticale
sarò urto d'amore
devio
e sarò pensiero
nel tuo pianeta proibito.

 

Finzione
Cos'hai in mano che mi tendi?
Un fiore, una linea rossa sulle onde?
Un tappeto d'azzurro che d'amore s'incendia?
Mi contraddico nel dirti resta qui con me.
Dato che siamo anime in volo cosa pretendi?
Filosofia naturale di un pensiero senza sponde.
Un mondo laterale di giardini che di colori si compendia.
Le mani in un abbraccio si stringon come se...

 

4 you...
Il cuore ha bisogno anche di una matita, ogni tanto...
Se fai scorrer la matita
piano piano sulla mia mano
sul dorso sul palmo tra le dita
e scrivi t'amo
anche I love you

sarà come aver inciso
heart at home
e non invano

sulla terra della Luna.

Se avessi
s’avessi uno spazio in più
nel cuore
ci metterei il vuoto d’aria che mi crei tu
con il tuo amore
se avessi una corrente in più
nella mia mente
ci attaccherei i tuoi baci e
se avessi sangue blu nelle vene
ti vorrei nella mia reggia
se avessi spazio dentro
nei giorni e nelle loro notti ti direi lentamente
t’amo…ma…
se fossi gatto ti graffierei sulla tua pelle…
se avessi tempo

 

Sala d'attesa
Questa sera...che è già una notte
con i suoi turbini di sogni in sala d'attesa
non ho nemmeno una parola da dirti sommessa e sola
solo un piccolo silenzio lento nell'aspettare l'alba
solo una carezza...se non ne hai disturbo...sulla tua pelle
solo un soffio che non sia tempesta ma liscia brezza
d'asciugarti i brividi tra le mani e i piedi
questa sera ho solo questo messo in disparte nel tumulto del giorno...
questa sera che sa riconoscere un temporale da una fine pioggia
questa sera ancor prima del buio già dimenticata
questa sera non ti dirò nulla che non sia una parola muta
in questa notte...che già è luce... che già ha disperso sogni e paure
non disturberò il silenzio del tuo sonno

Fantasma (nessun oggetto)
Non mi ricordo ma è come se fosse Verità...
all my troubles seemed so far away
Fantasma: se avessi un sogno ancor da fare non ci sarebbe per me più quella spicciola speranza d'esser rimasto si ma simile a fantasma. Senza tregua la stanchezza assume posizioni in avanti tra gli atomi e i respiri e di altri moti sconvolge il residuo degli ioni e col sangue imbratta teli vetri e muri della stanza e tu ... tu già hai proferito l'ultra parola d'anemia emodinamismo delle mie bolge nelle vene. E muoio...o mi sospendo? Movimento al corpo ...fantasma in posizione...in sospetto con badante al sesso...e la mano a riparare il buco al cuore...e aspetto d'indovinare l'insieme delle sillabe ...t'amo...non mi scappar di lato...o di unire sulla corda due note con un suono. Il ricordo è come il sogno non può essere cambiato

 

Il tuo rosso melograno
Muovi i tuoi colori come il vento al melograno.
Il punto è il rosso che s'estingue nel bianconeve del tuo volto.
E le foglie smosse donano giallo oro al verde folle delle fronde.
Metteremo la mano al ramo per coglierne del frutto il suo colore.

 

Mi regali un tramonto...come luce dorata
La bella sera s'appanna alla svetrata finestra sul giardino
una luce strana di soffusa confusione nei colori
è l'anima della mia stanza
d'oro copro la speranza
che aleggia e lascia stare le stasi dei dolori
come stella su un cielo nero
lascia scie sulla lavagna per un tempo intero
i miei tanti destini nell'eremo dell'anima disegno
l'amore se non resta lascia un segno
che sia una copia del tramonto quella che m'imprimo?

 

Perduto tra le luci della notte
Avvolge il cielo
il respiro di Marte
non conta aver fede in altra parte
o che l'amore ci metta sopra un telo...
ascolto nelle notti un frusciare tra le foglie
pare scricchiolio di passi nel superar le soglie
lo strano rumore del silenzio che san fare solo le anime...
e il respiro delle luci m'impaurisce e mi fa cadere esanime

 

Ti ho chiamato Amore fino alla luce dell'alba
...e pensare che era un'alba già col sole
e non era stata una notte scialba, e dire che...
avevo letto sul nostro letto la parola amore
sensibilità andata a finire sotto candide lenzuola col calore
e dire che ho raccolto fuori-stagione mazzolin di viole
ascoltato musiche di bach che venivàn da lontano
mentre calava la luna
mentre spegnevo alcune stelle...le più belle...
mentre scalavo altissimo in pensiero la tua duna
io, e dire io...e te... e dire tu che non si dice te
baciavamo il sorgere del Mondo a nuova vita
strettostretto il lascito d'amore tra le dita
a dare il bacio dell'addio ad una luce che svanisce pianopiano
...

 

Vela sottovento
Ho esonerato il vento al male
descritto di deriva il mare
sapevo a chi portare l'acqua senza sale
dove posare sorridendo un bacio e dare
la mano da stringere sul cuore ...
un fremito stanco e antico di dolore ...
sarebbe un brivido se il peso che m'opprime
in ogni limite il pensiero
che la paura in verità dirime
consegnato all'onda e alla sua vela
fosse un canto che solca l'acque sottovento
ti spiegherò a cosa la memoria anela
ti consegnerò il referto di un morire lento ...

 

Malinconia 21
Ed ecco un tempo nuovo ...
la mia malinconia esige d'esser trascurata
dalla falsa gioia regalata
e le verdi distese d'erbe e d'animali
non contraddistinguono differenze
queste sono immense
dense cadenze
e ci diciamo d'esser...
ri-velata tra di noi cade stanca
la parola
in un adige senza riva
senza la perduta rima
che non sa d'esser fiume di prateria
l'inquietudine dilaga e sommerge l'esigenza
ed ecco un giorno antico ...

Silenzio!
Nel silenzio non trovo niente
una farsa sarebbe se in esso ascoltassi eco di verità
e allora ascolto nel silenzio ansimi sussurrati dal non esistere
e non capisco come mai il silenzio non abbia tempo
non ha origine
non ha ragione
nasconde le parole per farmi ascoltare l'urlo
del suo inizio
... e nel suo silenzio la paura del silenzio la mia m'incute...
poi non è così
sulla fine
scivolo via dall'armeggiare contro il rumore del suo mondo
e il suo silenzio è la mia pace

 

Il limite dell'Amore
Il limite compresso
è questo di più non posso fare
fermo star qui adesso compromesso
come se guardassi il mare
osservare se le nuvole del cielo gli fan...
cambiar colore
o cambiare sponda
per vedere se l'onda gli ritorna
se si squarcia l'acqua con dolore
per far passare il monte
cercare senza vista nella notte
il tempo per sognare
e gli spazi
per esser quel che sono che non so tanto le parole sono rotte
dire alle memorie "state pronte!"
i miei confini sono questi
quelli dell'amore
che ha lasciato tra le stelle la sua sonda

Un Amore perso al gioco.
Ho un'amica al tavolo da gioco dall'altra parte
alla quale ho dato un cuore
una fetta stretta della mia sorte
addomesticata con attenzione la mia morte
dedicai a quel volto un bacio dal mio amore
non c'è speranza col destino col gioco delle carte.

Soffio al cuore
Soffi squilibrati che del cuore rompono la corsa
buchi nel respiro che fan saltare dell'amore la risorsa
... e tu sei già lontana piccolina alla fine del sentiero
quando del ritmo io regolo il tempo al mio pensiero

Gli amori perseguiti-
... e guardava fissa i miei occhi stanchi
stese le mani tremanti lungo i fianchi
aveva lastre lisce di lacrime di pianto
che velavano i pensieri come seta il manto
ma io restavo lì a mirar la stella nera
che del suo ciel mi riempiva l'infinita sera.

 

Io sono un soldato
scrivo di me
che sono un soldato
e dovrei imparare a morire.
La dignità del soldato.
Le parole insidiano l'animo.
E l'ordine supremo
quando il soldato sa.
Che la Morte è stesa
dentro il soldato
fratto il cuore.
La paga costa
il sacrificio
la dignità del Soldato
non si compra.

 

La mela di Giove
"Non mangiare di quella mela!"
Disse al bambino l'uomo dagli occhi santi.
"Ma allora il mondo cosa mi rivela?"
Disse il piccolo al sentiero aperta la sua vela.
"Non pensare nel tuo futuro d'averne un guizzo"
Nacquero nel pargolo filosofia e scienza umana.
"Con queste virtù io vivrò e la testa rizzo"
Passò un secondo con tutta Conoscenza
e il pargolo morì in una macchia rossa sopra Giove.
"Lo sapevo di mangiar la mela non potevo fare senza"
Diceva il pargolo al Santo che chiuse gli occhi alle cose nuove.
 

Una risposta.
trascrivo adesso un movimento delle labbra che è un pensiero
che illumina l'immenso del buio della mia stanza...
... c'è un filo di luce adesso qui
trema nell'aria come corrente di sangue nel corpo
un attimo solo di percezione e sarebbe miracolo dei sensi
per leggere le parole
le poche parole che mi scrivi
nell'etere dei fili che chiudono il circuito dell'amore
c'è un filo di luce che m'appare sottile filamento d'oro
che lega un cuore a un cuore
un sguardo dietro al velo dello schermo
una luce appariscente...credo ma forse apparente ...
che tremolante toglie corrente al sangue
che diviene nel tempo discordanza
che non mi fa capire l'ascolto dell'amore...

non riesco a dire
tutto quello che racchiude
il tempo che non ci resta...
s'è spento adesso
qui
il filo di luce...

 

Il campo di grano a maggio
Il grano di maggio ancora non sa cosa sia la morte
la spiga da mietere è già vita che preme
e poi nel campo di grano io potrei andare a cercare
anche solo se invano
uno spazio da seminare
... vorrei però aver nella mia la tua mano ...
ecco vedi là in fondo una linea ed è già confine da ritagliare
... non riesco a distrarre la vista ...
il grano raccolto non teme la fine
sparisce per sempre il suo chicco
ma rinasce sempre più ricco
e ove cada il suo seme
voglio averne una falce che di dolore mi tagli di netto
e prima del taglio camminare nel campo perfetto
ma il tempo è immenso
un mano che stringe solo una mano non ha senso
se non sai cosa è un campo di grano.

Alta marea
sempre cercammo solitari sponde nascoste d'alta marea
sempre andammo verso un'onda che ci pareva la più alta
sempre penetrammo a testa fitta in tuffo la sua schiuma
sempre cercammo di scoprire nell'aldilà del mare una nuova terra di luna illuminata
sempre con la mano si raccoglieva sabbia dalla spiaggia per farne nuovi lidi da calemma
sempre amavamo a sdraiare i nostri corpi sul caldo della rena del tramonto al mareggiare
sempre le nostre mani s'intrecciavano sul sentore della sera nella nostra anima distolta dai suoi flussi
sempre avevamo in quell'ora stordita d'amore le nostre bocche a cercar di farne baci d'attrazione
sempre scrutavamo la linea dell'acque che nel buio s'andava ad oscurare e ne annusavamo odori
sempre sempre intrecciavamo anche i sospiri e la paura che in quell'ora sosteneva i nostri cuori...
sempre sempre sempre and again andavamo a cercare l'ora della più alta alta marea ove per sempre noi annegare ...

 

Il temporale
Oscuro come dove un ricordo non si sostiene senza il moto-
Atono non sposto un pensiero ove io abbia un peso-
Assente scorro le nuvole che cambiano di posto solo perchè son nere-
Veloce come uno schianto in un sibilo di vento incito i momenti che davanti passano a denudarmi d'astenia-
Quando il temporale scoppia sono pronto per dormire sotto alla sua forza.

Poesia inutile inutile poesia
Voglio dire con me stesso
che la poesia è astrusa di pericoli all’indole e alla psiche
non posso adoperarla come fosse un Dagestan
od un impulso a far del male a Metafisica e ad Andronico di Rodi
o per con essa urlare all’attacco o i miei prodi!
scatenando diavoli streghe e pianti di prefiche.
Libero mercato di versi di parole e metatarsi
per arrivare al cielo e alle sue stelle
e poi cadere come pera cotta alla Newton nel suo spiedo
e ritrovarmi tra paglie sterco e scoregge di viandanti d’animali nella stalla…wow!
Io spreco il tempo a ricordare alla Memoria
che non ho un verso per rimediare al mio medio la silloge di Socrate
sono soltanto un uomo
però questo non è il male
il dolore è per me credere che Poesia mi possa
consegnare ai Santi.
Più o meno.

Una parola semplice
Semplicità della mia parola
normale diceria che mi soccorre
quando la memoria via via s'invola
per essere a la page
s'arruola ai dizionari anche da sola
confetti e dolci more
aggiornandosi allo stage
resta ferma e all'improvviso fluida corre
è semplice lei è amore.

 

La finestra di Margaret.
... ecco perchè penso di restar con te -
pagata la mia colpa lesa -
alla finestra aperta dentro il cielo -
coi rami degli abeti alberi betulle ed agrifogli pendenti a graffiare i vetri -
e i pour-parler cinguettanti degli uccelli nel tuo bosco -
in cima al monte di Castel Firmian troncati di sospiri i desideri -
no, tu che non mi guardi ed io mi sento perduto guardando di lontano -
sui pendii che voglio scendere che affronto col respiro mozzo andando in su -
si, ed io che mi rigiro rotolando sui pensieri discendenti che mi fanno male -
che sbircio alla pagina di un libro le parole sfogliandolo pianpian -
... ecco perchè per riveder nessuno io voglio alla finestra ritornar da te.

La discussione
Intimidita dalla discussione
la situazione indirizzata
passa il tempo a srotolare dritta l'onda al mare.
Impaurito dalla discussione
volevo dirti "t'amo" ... dopo...
sembra a me di amarti ancora ...
ascolta ... che il sentimento tira fuori ...
meglio non parlare
ad altri che siamo qua tra rami e luna non importa
noi intirizziti di raggi e stelle a spegner sigarette e a sistemare tra le nuvole il fumo della nostra vita.
Presto, intontiti, raccordiamo il ritmo dei respiri, irrecuperabili i giorni del passato ... accordiamo poi gli strumenti del futuro ...
è bello avere una pazza amica, del suo cuore ho imparato già tutte le canzoni.
La discussione passa il traguardo, mi tiene sottobraccio, mi sussurra, come una foglia che scivola sull'aria al vento,
t'amo...
sei tu che t'allontani

 

Le prospettive
...di color d'acquamarina prepariamo il vernissage...
Prepariamo le prospettive dell'incontro
nella vita non bisogna parlar di niente
non si deve disegnar la lontananza
dipingere un cielo che non esiste
accessori del pittore che segna
dentro la cornice della vita
il contorno alla distanza...
se stai qui ferma davanti a me dal vero
riempio i tuoi occhi architettura dell'incontro
steso il letto d'acquarelli inaugurato il vernissage
di color d'acquamarina e sfumate correzioni delle tinte
ragionando di linee e sfondi sul perché dei discorsi ritoccati...
precisiamo le prospettive dell'addio.

 


Posta Elettronica.
Davvero guidare un sentimento è
come aprire un guscio dove dentro cresce un frutto
da gustare
formale
e opposto al mio pensiero d'ideale
ah ma tu sei l'amore ...
e sei
in tutto
la funzione d'organismo nella mente
e sai
adesso
che m'hai visto
sensibile d'evoluzione
che d'ogni fobia ha fissato fenomeni e facoltà da falansteri
che sono il guitto che s'appoggia alla tua guglia
folgorato d'illuminazione resterò
frustrato
e frutto
d'un amore frenologico
poi
chiuderò il mio spirito dietro a un click....click click...
clik.

 

Immagine di Marcy Falco
Il gatto nero di Marcy Falco -
avevo gambe per volare via
e occhi neri per perforare la coltre dei pensieri bui
e piedi silenziosi sul manto dei dolori
e se guardavo su avevo lune ed astri per guida
e stare soli nella notte
per capire dove sorgeva amore
nella luce che s'accende alle finestre dei palazzi
io ho strade da attraversare
e piazze da esplorare
io ho occhi gialli lucenti della luce delle stelle della piazza
e zampe di silenzio morbide per sfiorare le pietre dei percorsi inesplorati...
altro non avevo per saltare sui tetti delle stelle

Irrazionalismo
Di la c'era uno che pensava
sono io che comando
di la c'era una che pensava
sono io che decido
e il tempo trascorreva nell'attesa
un giorno sembrò fermarsi il sole
e la notte non passava
il sole spento non era quello dei due cuori
era quello dei cieli senza confini
e la notte non passava
dentro a quello che stava di la un pensiero di paura l'invase
dentro al cuore di quella che stava di la un pensiero di speranza s'insinuò
forse un nuovo sole s'accenderà...

 

Vola su da Lei Pensiero.
Muovo gli occhi e la mente non si sposta...
... del resto
amor mio
passare di qua
accanto a te stare
oppure
volare col pensiero
soddisfare
progettare
amare
dove terra non ci sia
o non c'è
come all'Isola di Peter Pan
che differenza fa...
nessuna
se io non facessi presto.

Le nostre mani...i nostri fiori...
desideri dunque...
sono fiori
e mani che s'intrecciano
a raccogliere petali caduti
strappati
agli steli
e noi due
amanti farne mazzi
d'amore

 

Il mio libro
Con limpide parole le paure pesano
il Tempo
gli a capo
gli spazi.
la calligrafia
e i fiori di raso tra le pagine dei ghirigori.
D'un soffio
accarezzo lo spleen
d'ennui nel sogno abbandonato
il sole fermo:
sottolineo l'orizzonte.

Il Santo Natale
... natale blu
natale rock
spendere una vita e aspetto ancora te
ridendo come se tu m'avessi detto se...
occhi sperduti oltre il lassù
caduto però subendo knocout e shock
delle lucine d'oro
oppure rossobianche
neve che cade come se penetrasse un foro
lacrime di ghiaccio ormai stanche
riduzione al tempo d'un giorno
la festa per togliersi di torno
amare solo se dal tuo viso
mi giungerà un sorriso
od un regalo considerato di natale
a liberarmi d'ogni male
amo...il natale...solo...se ci sei tu.

 

Una sosta nel sogno
Sostanza dal sogno sbalzata
smarrito il punto d'assestamento sbando.
Correggo spazio di svolta
stravanato sosto.

 


n.b. immagine da Marcy Falco

Dalla nostra stanza voleremo...
Amore mio
non volare rasoterra
sospesa
sopra dio
deserto tra le stelle
non sfiorare questa terra
che s'infradicia di sangue
e di sudore
sospendi
il tuo respiro
in alto
sopra il cielo
che si stende dietro ai vetri dell'amore
la
dove volano i pensieri
porta il sogno tra quegli angeli lassù
più in alto ancor di più
di dove dio non ricorda d'aver mai messo gli angeli
e il mio cuore...
volo rasoterra
finchè tu non mi comandi
d'aprire la finestra
amore mio.

 

fiore di luna
deserti sulla luna
e poi un melograno
nato dal mare di corallo
deserti sulla terra
e poi un fiore di luna
ipomea nell'anima dell'uomo
so che dei tanti petali staccati alle mie rose
non me ne rimane uno
ma tu sei lassù
stampa e amore d'argento
in luce di luna
e così mi passeranno davanti tutti i deserti della terra
e mi s'illumineranno tutti i mari della luna
quando il sole che brucia il mio dolore
s'accenderà di nuovo.

 

Doppia Verità
... sparisci adesso da dentro questa mia illusione
portento di un miraggio a doppia verità
e inversamente vi scindo il mio amore
si dentro
ai lontani specchi
riconosco
gli spiriti in percezione
e i tuoi baci
dogma di un concilio religioso
non possono fare di me uno sposo ...
... e se tu sei
farfalla istante
che dal fiore vola via
e poesia indivisibile
indeterminabile dolore
intuizione che sfugge
ad ogni tocco
che l'universo da
io sparisco
senza nome alcuno
di dotta ignoranza
nella tua visione

 

Fino all'ultimo respiro
Col respiro che si tronca
col respiro che mi stanca
con il Sole che non passa più alle stesse ore
con la Luna che mi fa la pelle terracotta
con le nuvole che sciaman controvento
con il senso dell'ardore che sbanda e sbotta senza mano sulla curva dell'amore
con l'appoggio delle catarsi che battono sconnesse dentro al cuore
con l'urlo levissimo che sale sulle montagne del dolore
con le catene che mi stringono al rancore
con il tuo bacio impresso nella mente e nel rumore ...
respirerò finché non mi copri col tuo sudore
col respiro che mi stronca...

 

La coppa di vino bianco
Delizia che guardi e mi soffondi di luci blu vapori d'à-basùr
ascolta il silenzio del mio pensare.
< Basta filosofi e sapienti...
stasera vediamo il grande mondo
in una bianca coppa da svènir nei sentimenti
sopporteremo le parole del filosofo
vendiamogliele !
che c'insegna come si beve di sapienza
ci fermiamo ad ascoltare
chi è salito al nostro piano
per derubarci della coperta con le stelle
lo scacceremo
prima che colpisca
coi nostri baci
dalla finestra aperta
dal nostro esile mondo sottile senza piani
senza osservare
ascoltiamo alberi sui cespugli dalla notte muovere
in cima
in silenzio
nel buio
aspettiamo che l'invidia vada
a raggiungere i suoi cieli chiusi
e strisci a terra e non ci tocchi
e l'erba e i fiori suoi cresceranno soli senza colori
e il cielo girerà dalla notte al giorno
e senza che quegli sguardi sopiscano i dolori delle menti ...
stasera noi saremo il vasto mondo
nella nostra coppa di bianco vino.>

 

Al Bar del Fricandò
Nessun punto in esterno ci sposta l'asse delle sedie
ruota estremo il nostro bar sul luogo delle stelle
e nell'ultimo giro
straniera
sul nero del caffè che mi tinge la lingua
versi il dolcelatte della tua bocca
che m'allevia il sapore ...
non mi serve aspersorio
di zuccheri e miele
mi passa il dolore di fiele
svapora l'odore del male
l'infiammato rossore ruvido di pelle e di sale
si...
quando lieve levi la tua mano di carezze
e di dolcezze al caffè tu mi servi
il rumore s'estingue.

 

Devastato il mattino...
...poi piegai la schiena
a sfiorare il velo del mattino...
lamine sottili tagliano il cuore
si sfalda la base della Vita.

 

Non parvenza
l'insieme di un mondo costringe un uomo a dipingere
muri oscuri
non suoi
e la sua mano veloce usa pietre d'altri mondi
e colorate dentro la montagna ma poi ...
non sa che fuori il mondo lo circonda
e con la paura della sua parvenza
l'uomo pensa che il mondo è un buio ...
profondo nero colore
che il suo spirito non sa capire
e l'uomo sa che l'anima lo invade...
e la poesia non è ancora parvenza...
anima e corpo
si confondono
... sospesi ...
e nei secoli a venire
e l'uomo ne scosta il Tempo del quale si fa tenda
diventa non parvenza...
e se esce dal buio
nel suo cuore
troverà altre pietre
altri colori
altre scritte
altri graffi sopra i muri ...
colorati ...
Passiamo la soglia ...
c'è un colore sopra di noi
... in sospensione ...
aaaaah la morte...la morte...
non lo vediamo
l'immagine è quella
quella che l'uomo non conosce
un soffio primordiale
e non ha ancora conoscenza di poesia...
...mio dio...
ora è Poesia
sulle pareti
dentro l'Uomo
...
ed è Parvenza...

 

Coscienza.
...mi persiste profumo potente impalpabile e cinge il senso cosciente dell'intimo e l'aspetto nello spirito, prima tremavo sulla sua curva misteriosa, nel cielo colorato d'eterno adesso gli occhi puntano aperti sull'infinito, non occorre il bisogno del mistero...

 

Big Bang
...il mattino m'apre dizionari di mitiche parole filosofie di scienze umane che s'addicono alle vetrate cristalline di finestra che m'apro sopra il mondo di strade e di pensieri che intanto lo sanno di girare intornointorno e intanto che ci stanno su a pensare tornano all'inizio della palla...ci son le nuvole lassù in alto sotto al cielo sui coppi di questa casa mia piccina piccina dentro e fuori che sa d'essere rifugio di pena e di fettine sottili di un amore ... e qui piove sui tetti stratosferici che rimbalzano la notte la luce delle stelle ma la terra e l'acqua e la foresta e l'aria ancora che s'incontrano sull'altre curve della palla si beano del sole, l'unica stella che c'è in questa parte d'inutile big bang...

 

Felice giornata.
Sedizioso
passo il giorno
sfilo tutte le sue ore
...non s' accorge del mio Erlebnis...
dalla asta d'alabastro
e inchiodo le sue ombre
meridiana che segna la notte prima del giorno
all' angolo che incide il sole coi suoi giri al muro.
Uscendo
per errore
dal buio stampo i suoi raggi agli intonaci che stesi coprono i miei...
pensieri ?
è lunga la storia e la mia strada non contiene tanti pesi
perchè ho visto quanto
artefatto d'amore
esso sia duro...
però all'angolo
se mi supererai
se mi supererai due volte
mi separerò senza missiva dal giorno silenzioso.

Davanti alla Bellezza.
...emozioni...davanti alla bellezza-fare gli esami per sostener lo sguardo-sapevo aspettare l'incontro-ed esserne alla pari-la bellezza non sa riconoscere il bene o il male-e il male e il bene sono un'altra cosa-aspetto con ansia d'attesa la bellezza-lei passa veloce e sembra non guardare-e se la tocco non riesco a sfiorarla-la bellezza base della vita e non se ne importa-la schiva e non sa di essere vita-la bellezza sfugge ai suoi stessi sensi-se avessi un padrone sarebbe la bellezza-la bellezza è l'erba verde del prato bagnato-perlina acquosa della zolla-ammolli del primo mattino-lacrime spezzate delle stelle-intanto tu prepari le sete della notte-i lini del mattino-i raggi per illuminare cotoni colorati rovesciati sugli scaffali dei ricordi-t'ammorbidisci le mani per le carezze-abbiamo un'unica illusione di bellezza-d'esser certi d'essere vivi-io avevo speso un po' della mia notte a cercare nei tuoi piedi il calore che avevo perso nelle mie corse sulle stelle-però è per questo che son caduto giù dall'emisfero sfiorando l'argento della Luna-perciò dai dimmelo che se io sono sogno è perchè tu sei rimasta riflesso negli specchi-ah si profondità d'immagini e velocità delle mie corse fondono la luce che ci circonda-tu rimani ferma lì bellezza al margine dell'immagine-e della bellezza ne ho solo rifrazioni e di quelle la perdizione...e la tua bocca preparata di rosso di corallo per i baci...

Il Libero Pensiero
Pericoloso
mi tinge d'oscuro.
La fine aspettare non oso.

Parole cianfrusaglie da spegnèce la tivù!
...comunque me pareva d'aver visto
ed ascortato
er servizio der tigì
che domenica c'aveva er parlamento aperto
al pubblico (poverino!) e lei...
e Lei ce stava a provà de fa la cicerona
per spiegà li segreti
e la Storia del Palazzo...
der Palazzo...si quello proprio tout court
corridoi, stanza e le tualèttes
ma...
nun ne sapeva ni èntes
sbalbettava
cianfrusaglie
di parole raccattonate
n' imbarazzo
quasi un furt!
per Ella
e per noi
che la stavamo a guardà
aò e che guardavamo a fà...uà!
ed allora
ho girato de là
...e che mi stava a significare?
c'era...
lu Parlamento della Sicilia
argh!

 


La nostra Isola in mezzo al mare
Per stare qui con te
puoi stare qui con me
che così
al deserto del fiore
che nasce
al centro del dì
nell'isola
in mezzo al mare
non faremo male

Ahi Pisa, vituperio delle genti
del bel paese là dove 'l sí sona,
poi che i vicini a te punir son lenti,
muovasi la Capraia e la Gorgona,
e faccian siepe ad Arno in su la foce,
sí ch'elli annieghi in te ogni persona!
Ad un passo dalla Storia.
Passo dalla Storia -
In finta di niente senza pestare i piedi
non rovinerò il selciato mai asfaltato
vivrò di niente forse per -
Diventerò disumano-essere
guardando
trascurata l'errata prospettiva
la Capraia
o una Gorgona -
Un tempo d'etisìa
in piccole manciate
da sprecare
e nelle tue mani l'acqua
che s'insinua in posizioni d'anima
a far bagnare le emozioni
per farmi crescere
e traguardarne roccia e detriti -
Souvenir d'infinite eternità
la mia perduta mente disillusa
quella remota strada
in mutatura
via stanca
stucca
d'un biroccio d'origini pesante -
Sovrapporre insostenibile
i ricordi impermeabili
alle ombre multiforme
e mescolar le sponde
a rimediare l'isola ove riporle
abbandonate ai lati degli estremi lembi -
A destra
e non a manca dell'ingrossato cuore
per nei gas della Storia e dei suoi mari poter sparire
sparire
instrambata oscurità.

 

 

Free zone...
volteggia il rapace tra i sentieri delle stelle
delle spire ghermisce atroci destini
artigli appigli
nel vuoto
ed in ogni spazio incombe sui nidi ...
a dio abbiamo lasciato il senso del pieno
di parole pesante
a noi aerei i pensieri
senza molecole leggeri ...
periplo del cielo
il versante sfugge al volo della memoria
ha correlazioni d'oltreimmensità
la mia zona libera.

 

Un Viaggio.
Serbo una paura dentro me che non mi servirà...
... studio quel che so,
non so ciò che non so,
e dove cercarlo è un'avventura,
un viaggio di lontano,
da me lontano ed ho paura,
non so se ritornerò,
quando il sonno si compie dentro di me,
no non m'importa più se ne morissi,
sento il peso del cosciente,
della paura
devo entrare
nell'altra dimensione.

 

Cieco
Come chiamarlo questo Mondo?
Aperti gli occhi
sull'ardore della sera rossa
distendo onde a sangue
stendo tempo respiro e parole
tocchi di scienza a mani senza corpo...
e poi...

luci che abbagliano
di schizofrenia
d'astrusi limiti immondizia
di speranze illuso
d'impotenza e nebbie nelle pupille...

e poi
aderire al mare degli spazi
coprirsi d'ansimi di morte
e dei rimasugli d'anima
e di spiriti assunti
e voli d'aironi
nello spazio delle nubi
farne finestre aperte

e poi...
salto fuori nel vuoto
organizzo in uno sputo un sogno
d'esser cieco preservativo
gonfio di sangue volo
del mondo nel suo buio...

 

Un dono
Quando penso ad un amore
credo che il mio pensiero voli
più alto e stratosferico d'un raggio della luna
e le mie mani piccole accarezzano un fiore
quando io e te soli
come fossimo distesi nel calore della duna
recintata intorno a noi tutta la zona
parliamo di quello che può essere un colore
di quello che sei tu stupendo dono!

 


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