Poesie di Andrew Rebrov


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Pericle sarai tu!
                  Raramente accadeva d’incontrarla.
                  Chiamavo allora Aspasia! a gran voce.
                  Eugenio Montale, "Aspasia"


Il manto della notte avvolse
le gocce preziose della sua vita.
Alla finestra due sagome intrecciate —
le loro mani sulle spalle come
pulsante peso di un'ombra.
Ma notte senza peso
risuona in silenzio nelle orecchie,
franando alla gola, per esplodere —
Aspasia!
Sorriso — come un'eco muta.
Si voltava e affrettava il passo.
All’imbrunire, con trasporto,
contavo le ombre alla finestra.
Di giorno la inseguivo, lanciando
il lazo intrecciato di notte —
Aspasia!
Inchiodata da tempo la sua finestra —
fonte del mio estro.
Cambiava casa, cambiava lavoro —
bar, parrucchiere o chissà dove.
Ma come un'ombra ossessiva,
persino e dall'altra parte dello Stige,
la inseguiva il mio grido —
Aspasia!
 

Colloquio mattutino con lo specchio
«Guardami negli occhi!» —
Di clamore tocchi,
Come crudeli frustate ora.

Miei occhi a metà aperti,
Da vapore già coperti
Con ieri Tavernello. Che dolore!

Sull'ispido, disfatto viso
All’alba ha deciso
Lo SPECCHIO tutto di sputare.

Come posso fermo io restare?
Paiono occhi com’orecchi.

«Il pezzo inutile tra i vecchi!
Se solo spine delle rose, –
Di simile alcune cose
Dovrei udire questa volta, –
Hai nella vita sempre colto?»

Avrebbe Terminator, o Stallone-Rocky,
O grande Woody Allen stesso
Le molli gambe e sbarrati occhi
Con peso sulle spalle com'impresso.

Ecco, lo specchio anche sa pensare
E al mattino pronto a osare.
Ringrazio tanto! Senkiu di cuore!
Jobs, Gates e simili per cosmico orrore.

Confine rigido tra ieri e domani.
Senz'altro oggi è tracciato.
L'amico intimo – Incorniciato
Gemello fedele, in giudice stamani
di colpo, ca…o, si era mutato.

Enigma rattrappì il mio petto -
E che sarà per me verdetto?
Tra nebbia la Giovanna d'Arco forse
Davanti agli occhi sorse.
Tra braccia mi accoglierà.

Io sentirò tonante voce dell'eternità.
Ultimi cinque colpi del cuore:
E cinque, quattro, tre,
E due, uno - tutto qui… è ora…

«Ninna nanna, ninna oh,
questo bimbo a chi lo do?
Lo darò all’Uomo Bianco
che lo tiene finché è stanco.
Lo darò al Saggio Folletto
che lo renda Uomo perfetto!» –
La voce della mamma sento…
 

17 febbraio 1600
I petali delle ciglia hanno cosparso il Campo dei Fiori.
Le pupille riflettono la luce ardente.
Un caldo giorno di febbraio.
L'impotente gelosia del secolo scorso.
 

Nascita della Primavera
Stare saldi sopra lo specchio dell'acqua.
Ma il riflesso si appaga di ansia.
Lascio volare le parole.
Esse litigano con il vento —
A chi farà per primo il nome della Primavera
Per poi cadere tra le tue braccia.
 

Sogno a occhi aperti
La rugiada si è posata sulle spalle.
Il nuovo giorno sembra quello di ieri.
Tutto, nel ritmo della metamorfosi, disegna un cerchio.
Gesso bianco sul nero dell'asfalto.
Esso affascina, condannando
all'incompiutezza.
 

Prima serata
(una traduzione molto libera di Arthur Rimbaud)

                                 Elle était fort déshabillée
                                 Et de grands arbres indiscrets
                                 Aux vitres jetaient leur feuillée
                                 Malinement, tout près, tout près
                                         Arthur Rimbaud


Sperduti iPhone e vestito.
C'è muto l’abisso tra loro e lei.
Rompi il bisso — richiede da me Despacito
Par che lo vogliano duro i Dei.

«Despacito
Quiero respirar tu cuello despacito»

Vicino al frigo tu stai pensierosa.
La porta appena socchiusa.
Mano con forza stringe la rosa.
Famelica vista, confusa, confusa.

«Despacito
Quiero desnudarte a besos despacito»

Come marmo di neve antico
Congela nei raggi glaciali.
E frigo nel canto corale magico
Canticchia con bocca brutale:

«Despacito
Vamos a hacerlo en una playa en Puerto Rico»

Passo a passo, furtivamente
mi avvicino a te e al frigo.
Io ti coprirò con fuoco ardente
e scioglierò il marmo esangue. Però …

“Quiero desnudarte a besos despacito
Y hacer de tu cuerpo todo un manuscrito”

Però…
È vinto l’abisso tra loro e me.
Ma ora la luce stregata del frigo
Fusi in marmo unico di me e di te…
E solo suona il canto malinconico:

“Pasito a pasito, suave suavecito
Nos vamos pegando, poquito a poquito

Pasito a pasito, suave suavecito
Nos vamos pegando, poquito a poquito”
 

Ciò che Forrest nemmeno sognava
Tutto giorno scalavamo
Io con lei sentiero mio.
E per molto non lontano
come carote e piselli.
E per Forrest come di Jenny
il desio.
Divertente molto bene.
Piacevole era scena.
Mi ha sorpassato ora
E ha spinto con ardore.
Come giocare all’ amore.
Io e lei – noi tanto belle
Eravamo sulla via.
Io e … l’ombra.
Mia ombra più fedele
all'intera vita mia.
Quando finisce il giorno,
L’ombra mi ha sussurrato
mentpe tenero ritorno:
«Uff… ma sono io spossato!»


Quando la Terra piatta era…
… e poggiava su un elefante.
Su un elefante!? Su tre elefanti!!!
Ma quanto profond’ignorante!

Indossa i suoi confini e stupidità.
Come cosmo, come vita, sapere e felicità.
Prende con cura misure il Sarto esperto
Per fare confine per tutti aperto.
Aperto per tempo, aperto per mondo,
Per sensi umani e sguardo profondo.

Di follia confini (ricorda gli elefanti)
Elogia Erasmo per secoli tanti.
Del manto solare lucente confini
Dorano te tutto, eccetto bikini.

Confine tra noi divide e chiama,
Di colpo in grembo d'alcova s'infiamma.
L’amore il tempo reciso disserra.
Voliamo come uno sopra la Terra.

Quando la Terra
(sai già)
piatta come pizza Capricciosa era
e su un elefante poggiava.

Oh, Dio! Ancora su elefante tuo!
Su tre elefanti.
Quanto a lungo si può
restare così ignoranti!?
 

Tenebre di Chiara

                            …ogni famiglia infelice è infelice a modo suo.
                                                     Lev Tolstòj


Di Chiara Radura la Cima.
A lei, alla Cima, intorno
Notte e giorno,
Solenni e belle
In alto le Stelle,
Fecer girotondo
Nei loro passaggi,
Il tempo, il mondo
Trafitti dall'oro dei raggi.

Di Chiara Radura la Culla
D’universi interi.
E della nascita misteri
Avvolge con cura
Pacata natura.
Di Anna Karenina manto
Con tigli emette fruscii silenziosi.
E Guerra e Pace per puro incanto
Si intrecciano nei viali ombrosi.

Di Chiara Radura richiamo
Domina gli spazi lontani.
E tutti qui pari, sia io che sovrani,
Nel solo casato cosi numeroso
Di fronte al Padre, tanto premuroso.

Da Chiara Radura commiato
È arrivato fatale.
D’entrata torretta
ci ha salutato in ora serale
Com’ già a carretta.

Carretta, che non tornerà -
L’eterno è senza ritorno.
E colsero solo tenebre quel giorno 
De’ tigli inudibil pianto -
Di Chiara Radura dell’addio il canto.
 

La fine
         
                  L’espoir a fui, vaincu, vers le ciel noir.
                                            Paul Verlaine


Si è compiuto! Solitudine è finita!
A voce alta canto: «Beh, buongiorno vita,
In cui tu, credo, sempre con me stia»
Infine brutto sogno è volato via.

Di buon mattino ogni volta mi affretto
Ad accertarmi che finestra sia aperta.
Perché può uccello di passaggio
Portare sulle ali il messaggio.

Con primo raggio ticchettio della tastiera
Riecheggia come trillo dell'uccello
E nella stanza si ridesta Abelardo
Di vaga Eloisa il fedele bardo.

Sul ponte di parole sopra l'infinito
Del spazio e di tutto che mi hai tradìto,
?i guarderemo negli occhi, spero,
Ci sfioreremo e diremo solo “Bello”.

Ci sfioreremo, anche tu lo sogni, quanto?
“Certo, lo sogno così tanto”
Mi dà i brividi la bella ossessione.
Conosci anche questa sensazione?

“Hai detto – brividi. Che smisurata cavolata!»
Davvero mi vengono, mia amata.
«Vengono brividi. Ben gone, brevity. Venga, nos brides.
Van Gogh sans brevet. Вагоны приведи…»

Generazione interrotta: loop infinito.
Errore codice fatale…
Di storia d’amore ha un funebre finale.


Le previsioni del tempo di un meteorologo innamorato

                                                        Quel temps de chien! — il pleut, il neige…
                                                                        Théophile Gautier


Oggi il tempo è senza parole.
Ognuno dovrà ammetterlo.
Pioggia battente e scure nuvole,
Il vento sia forte che freddo.
Si piegano alberi sotto il peso
Della pressione del vento.
Un tempo è così tanto atteso!
Ognuno dovrà ammetterlo.
Un fatato momento è pieno di vero
Sballo che va oltre il mondo.
Restare insieme senza pensiero
In gioia del girotondo.
Sotto sola coperta col vino sedere,
Stringersi fino all’ultima cella.
Alberi che ci salutano vedere...
Cosa mai vedi al mondo più bello?
Ognuno dovrà ammetterlo.
 

La Primavera di Roberto Piumini
Quando la terra è giovane e fresca,
quando la testa è piena di festa,
quando la terra ride contenta,
quando di erba profuma il vento,
quando di menta profuma la sera,
è Primavera.

La mia primavera
Quando nevoso soffice manto
come fango nero è diventato
che fa 'ciaff ciaff' sotto i piedi...
Contro tristezza - i migliori rimedi:
restare a casa, sotto il tetto,
tutto il giorno sdraiato in letto.
 

Romeo e Giulietta
La famosa scena del balcone. Da qualche parte nel 21 ° secolo

Romeo
Shh, questa suoneria è così familiare,
Ma squilla e più forte e più chiara.
Rammstein io riconosco sempre e tra folla,
La voce dell'amata subito in me decolla.
Come nebbia scivola lei sul balcone,
Lei tiene, oddio, l'ultimo iPhone!
Il cui splendore può eclissare sole…
E dove l'hai beccato? Dimmi, per favore!

Giulietta
Oh, tanta gioia per me sola!
Lo guardo col cuor in gola.
Romeo mio tesoro è … l'iPhone,
Come illusione. Che figàta!
La vita non per me è stata
così cosi cosi bella.
Più dolce di un' dolce caramella
Dormire oggi era un'impresa
Lo stringevo al petto e ormai arresa
Niente eccitava a tal punto,
A "smanettarci" finché giorno è io giunta!
Solo amato film mi calma e vino nella piotta:
"Nightmare - Dal profondo della notte".
E se qualcosa turba mia mente,
Lo guardo al buio, serenamente.
Poi dormo come un bel bebè,
Anche se pannolini non fan per me!
 

XC
Erano i capei d'oro a l'aura sparsi
che 'n mille dolci nodi gli avolgea,
e 'l vago lume oltra misura ardea
di quei begli occhi ...

…

In parte di stanza non grande e dove
il letto, come ieri, come sempre si trova,
e dove inizio e fine del giorno insieme
prendiamo tra braccia felici e streme.

Felice ognuno di noi è ancor' famelico
Lasciamo il nostro rifùgio celico
E luce segreta di lume a venti candele
E canto di Queen com' voce dell'angele belle

Al ritmo dell' musica batte il tempo
Magico, bellissimo
Coltello da chef nella mano sottile.

E nel seducente, più caro momento
Io leggo sonett' novantesimo
Sul nostro amore cosi simile
 

"…Ma questo cambiamento resta a lungo lontano dalle cucine di Buckingham Palace.
Il rito che meglio racconta questa continuità è l'"afternoon tea". Earl Grey, rigorosamente senza zucchero, accompagnato da sandwich senza crosta: uova con maionese, salmone affumicato, tonno, cetriolo, prosciutto e senape. Poi i dolci: jam pennies, piccoli sandwich rotondi con marmellata di lamponi, una fetta di torta o i classici scones con clotted cream e marmellata…" (Corriere della Sera)

Il giuramento di incoronazione
Giuro solennemente senza zucchero.
rigorosaménte di bere
il tè della sera.
Neanche vedranno languire
la tazza di tè in solitudine.
Come sempre un sandwich
l'accompagnerà senza crosta.
Per tempo come Greenwich
serve granitico posto.
Granitico posto per tutto il regno
di calma dei miei sudditi il pegno.



Giacomo Leopardi "L'INFINITO"
Sèmpre càro mi fù quèst'èrmo còlle,
e quèsta sièpe, che da tànta pàrte
dell'ùltimo orizzònte il guàr?? esclùde.
Ma sedèndo e miràndo, interminàti
spàzi di là da quèlla, e sovrumàni
silènzi, e profondìssima quiète
ìo nel pensièr mi fìngo, òve per pòco
il còr non si spaùra. E còme il vènto
òdo stormìr tra quèste piànte, ìo quèllo
infinìto silènzio a quèsta vòce
vò comparàndo: e mi sovvièn l'etèrno,
e le mòrte stagiòni, e la presènte
e vìva, e il suòn di lèi. Così tra quèsta
immensità s'annéga il pensièr mìo:
e il naufragàr m'è dólce in quèsto màre.
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E' l'era moderna
Penzolándo con le gámbe sópra la tèsta,
Sópra una silènte tempèsta,
Sto lènto nuotándo,
Seguèndo con lo sguárdo.
Seguèndo diètro l'oblò la tèrra svestìta,
Un tèmpo amáta distés' infinìta.
E lo sguárdo esclùde quel'immènso ripáro
Su quel vèrde còlle, èrmo e cáro
 



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