Poesie di Bisengambi Bibalu Léon-Perry


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Nel nome del cielo
Quegli alberi delle terre tranquille
Che fanno ombra ai raggi del sole
Dicono che la pioggia ubriaca l’erba
Che il vento vizia il volo degli uccelli
Che i frutti succulenti rendono pigri
Che le radici allontanano dal cielo

Quegli alberi delle terre silenziose
Cadono di notte e schiacciano i fiori

Il mistero
Ha messo il mistero nella carne
La carne si è strappata
Il mistero è volato via
Poi la carne si è spenta
Non ho capito nulla
Ho solo pianto

Antropomorfismo
Era seduto in riva al mare
Preso dalla pace degli scogli
Vide una colonia di granchi
Che l’acqua come lenzuolo
Copriva… scopriva e ricopriva

Senza volerlo… pensieri matti
Invasero la sua libera mente
E rapito dal regno marino
Si chiese quasi sorridendo
Chi fosse il loro leader

Quel granchio che decide
Quando devono scendere
Quando devono mentire
Quando devono risalire
E quando devono morire

La valle
Nascosto nella nebbia i piedi smarriti
Senza più modo di vedere oltre il destino
La vita si prostra come un’ombra chiara
Annegata nel letto di un fiume finito

Dalle alture canta il vento
Rimbalza O essere amato
Rimbalza O soffio di vita
Rimbalza e guarda oltre i monti
Lì attende sempre una nuova luce

Mare di notte
Nel buio dentro l’acqua scura
Le mie membra volano a ritroso
E svaniscono sciolte all’orizzonte

La volta non iridescente del cielo
Rispecchia le prime reminiscenze
Dei pugni e dei calci al firmamento

Confluisce in lacrime di gioia
Il mistero del mare e della madre
Sono il delta dell’amore infinito

Felicità
Senza oggetti
Lontano dai troni
Ritrovo me...
Carne al vento
Spirito leggero
Anima gaia
Come una brezza
Senza prezzo

I treni invisibili
Questi treni che passano
Non sono di ferro ma di carne
Sono pezzi dei nostri desideri
Volati via per sempre
Mentre la zavorra dell’io
Ci insabbiava nel nulla

Albertina
La pioggia risaliva densa
Dalla savana verso il cielo
Si poté accostare le stelle
L’ombra promise la luna

Lo spirito si diede al fango
Ed io sull’ondoso fiume in piroga
Senza confini di fitti fogliami
Vagai in cerca dell’essere…

Uno strano silenzio spirituale
Soffiava sulla pelle scura
Un suono muto e seducente…
Mi persi negli atomi acquosi

Poi mi ritrovai preso
Nella rete carnosa d’un grembo
E sentii gioire mia madre…
“Il bambino si muove”

La finestra
Il bosco che guarda
Verso la mia finestra
E' sempre verde e nudo

Nel canto sibilante
Del libeccio di notte
Mi confida un segreto

Lasciar correre le cose.
Non smarrire mai se stesso

Parole evase
Senza chiave né staio
Senza stia né recinto
Le parole fanno versi
Portando fuori muse

Salgono le mura tetre
Dell’inconscio visibile
Mentre nodi di lingue
Creano nidi sensuali

Una strofa triste ride
Lacrima la rima felice
Il verbo dà il futuro
Piove nei templi sacri

Lettere fuori tempo
Volano oltre misura
Inseguite dal numero
Di un sigillo fragile

Escono con affanno
Dal fiume di Narciso
Corrono nuove terre
Verso i padri liberi

La spiaggia di Picasso
Donne che corrono
Sulla spiaggia
Traboccanti di sensi
Fondono in movimento
Forme e bellezza

Sono la luna
Sono il fango
Sono le stelle
Attirano lo sguardo
Più del mare e del cielo

Ballano come madri
Si spogliano come amanti
Gaie come spose
Saltano come figlie

In mezzo a loro
Gettaci O Maestro
Liberi e ignari
Solo per un po' di corsa!

La principessa di Sorrento
Ti porto sull’onda delle mie lacrime
Fino alla sponda del primo abbraccio

La notte come una foglia ubriaca cade
Dorme il tempo a casa dell’amore

Lo Zoppo
Un po’ su un po’ giù
Calpesto la terra
Invento cadenze… tempi…
Movenze… ritmi… stonati

Sono lo zoppo
Per il sole che gira…
Per l’amore fatto carta
Per il clan totalizzante

Un po’ giù un po’ su
Sollevo la polvere
Faccio il Sahara
Mando via l’upupa

Sono lo zoppo
Per la tunica lunga
Per la gonna leggera
Per la divisa vuota

Un po’ su un po’ giù
Percorro caverne tane
Sentieri monti fiumi…
Disturbo il guru

Sono lo zoppo
Per la carità organizzata
L’ospitalità prevista
Il libro dell’elemosina

Un po’ giù un po’ su
Pellegrino oltre Roma
Cittadino di nessuno
Abbraccio l’orizzonte

Sono lo zoppo
Per gli amici dei poveri
I manifesti del riso
I doni delle nazioni

Un po’ su un po’ giù
Nella notte dell’essere
Sento le ombre domate…
Il divieto di zoppicare

Sipario
La materia si arrende
Scura terra fangosa
Lentamente ritorna
Concime primordiale

Silenziosa mormora
Il dialetto del viaggio
Polvere acqua anima
Il nulla nell’attimo

Oltre la linea perversa
Dei santi e dei matti
Oltre i padri e le madri
Oltre i riti del tempio

La terra stringe la terra
Lo spirito leggero sfarfalla
Verso un'astrazione calma
Un non luogo fuori dal tempo

Alfa
Lei con lei
Lui con lui
Carne natura spirito
Precursori di libertà

Il bambino di Betlemme
Tutti lo festeggiano… il figlio del falegname
I campi di guerra trovano l’attimo di pace
Per cantargli un canto silenzioso d’amore

Gli amanti ricevono regali mentre nasce
I solitari piangono sotto le coperte calde
Agghiacciati da sogni sfuggiti nel passato

I ladri maligni di dicembre fanno miracoli
Nelle casse colme del loro vagabondaggio
Giacciono i doni richiesti dalla tribù orante

Il mercato lo vende e lo compra… lo sconta
Diventa albero di fibra… di ferro… di Eva
Pane dolce … fumo… vesti esibite… erba pura

Gli abitanti della sua terra se lo contendono
La sua casa è qua… i suoi pannolini sono lì…
Ci fan devoti di grotte false… di vie perdute

Il bambino di Maria steso accanto a bestie
Povero figlio di Dio piccolo extracomunitario
Chiede agli angeli il motivo vero della sua venuta

Incubus
Si tessono silenti
Le tele sottili
Di un'alba scura
Dentro l'anima del mondo

Salgono i segnali di fumo
Senza messaggi per i saggi
Il sole smarrisce la via di casa
Flora stanca illanguidisce

Il vento perde il fiato
Sui monti pelati
Le rocce bianche prostrate
Precipitano nelle acque

La terra mostra le rughe
Di una vecchiaia precoce
Le stagioni si abbracciano
Per sopravvivere all'agonia

Il sottosuolo fiacco e assetato
Beve in un sorso laghi e torrenti
I bambini come nuovi cristi
Camminano sul letto del fiume

Il mare tremolante e febbrile
Vomita sulle spiagge snellite
Per incanto rettili tropicali
Vagano sperduti al nord

Un piccolo essere brutto
Calpesta la pancia del mondo
Ballando una danza mistica
Chiamata forse prosperità

La memoria maschile
Là davanti a lei
C'era lui affascinante
Il suo linguaggio fine
Illuminava quel momento

Mentre nel cuore di lei
Quel magnifico presente
Entrava nella storia
Nel passato da esplorare
Il futuro per amare

Lui si esibiva senza memoria
Offriva attimi sospesi
Nella magia di un gioco
Senza tempo né bussola

Henan
Gli uomini
Le donne di Henan
Non hanno cibo
Non hanno sorriso

I capi
I nobili di Henan
Pagano per il sangue
Venite a guadagnare!

Gli uomini
Le donne di Henan
Tendono il braccio
Ecco il riso gli spiccioli!

Gli uomini
Le donne di Henan
Stanno morendo
Senti sono morsi dall'aids!

Vacci vacci ora!
Henan è in Cina
Gira a destra poi a sinistra
Scavalca la Muraglia

Va va a Zhengzhou!
I nobili negano attendono
Che la morte cancelli
Gli uomini le donne di Henan

I gabbiani del Congo
"Dammi il bianco prendi il nero
Dammi il bianco prendi il nero"

Cosi cantano i bambini
Sotto i gabbiani del cielo
Che con ali fiere e libere
Si librano leggeri e puri
Sui paesaggi del Congo

"Dammi il bianco prendi il nero
Dammi il bianco prendi il nero"

Da dove viene questo canto
Soave e dolce d´ingenuità
Questa misteriosa poesia
Dell´armonia dei contrari
Inno dei piccoli spensierati

"Dammi il bianco prendi il nero
Dammi il bianco prendi il nero"

Bellezza del gioco reale
Tenere utopie d´infanzia
Voci intime della natura
Distinte dai mille silenzi
Dell´universo dei grandi

"Dammi il bianco prendi il nero
Dammi il bianco prendi il nero"

Desiderio del sogno d´Icaro
Fantasia sopra la ragione
Languore dei piedi per terra
Bianco nitido del cotone
Oltre il colore delle colonie

"Dammi le ali prendi i piedi
Dammi le ali prendi i piedi"

Cosi sussurrò una bambina
Nel pieno della sua vecchiaia
Voleva quelle ali affrancanti
Per volare su palme e fiumi
Era il segreto di mia nonna

"Dammi le ali prendi i piedi
Dammi le ali prendi i piedi"

L´osso
Correvano tutti con frenesia
Verso un identico traguardo
Abbaiavano folli mordevano
Ogni ostacolo al loro slancio
Trascinati da una buia estasi

Avanzavano alzando la polvere
Le ceneri degli eroi della terra
Dei martiri semenza di libertà
Maestri dei tempi cancellati
Rimossi dai nuovi paradisi

Era un evento tutto o nulla
Quegli strani esseri spegnevano
I sensi dei profondi sentimenti
Per darsi agli istinti selvatici
Ipnotizzati dagli stessi bisogni

Correvano tutti con frenesia
Per le piccole vie della storia
Presi nella rete dei lanciatori
Dei beni falsamente resi eterni
Fino alla sera dell´ultima corsa  

Notte di legno
Lontano nei villaggi lontani
Nella notte di terra e di carne
L´infinito respiro delle onde
Chiama le corde della pioggia

Gli uccelli cantano cullati
Dal viaggio solenne del vento
La carezza del fuoco riscalda
La voce del narratore dei passati

I profumi leggiadri delle piante
Avvolgono i ricordi della storia
Il cielo stellato di maestà
Firma i segni della speranza

I cani abbaiano i passi
Della passeggiata animale
I corpi velati e sensuali
Ballano i canti della foresta

Le donne nel nero gridano
I nomi dei bambini invisibili
Il calare della notte si apre
Al silenzio del verbo degli spiriti

Notte dei sentieri dei primi abbracci
Notte delle intense sfide proverbiali
Notte delle voci lontane familiari
Notte delle piccole fiamme camminanti

Notte dei lunghi bagni nel fiume
Notte del virile tamtam rituale
Notte delle vestigia dei miei padri
Notte incisa nella mia anima   

Notte metallica
I riflessi dei lampioni
Violano il buio profondo
Dei segreti del cielo
Mentre le città d´Adamo
S´accendono di colori
Della civiltà opulenta

La banda delle stelle
Offuscata dalla visione
Orizzontale del creato
Sposta lo spettacolo
Su un monte straniero
Deserto verde primitivo

Il canto del gallo si mummifica
Nelle strane onomatopee
Delle favole per bambini
L´antica bassacorte
Esce dalla grande scena
Della società delle forme

Il sacro timore degli deì
Cede lo spazio alla paura
Dei ladri degli esseri
Gli umani dipingono l´icona
Del vivere eterno nel mondo
E l´anima cade nell´oblio

Nei pezzi d´oro puro
Nei pezzi d´argento chiaro
L´amore folle si cosifica
Nei salotti sorridenti
Di classe e d´immortalità
I nuovi re donano la felicità

Notte dai rumori metallici
Apparecchiata per il tempo
E l´ora dei sorrisi comprati
Notte dalle vane luci
Gabbie del giorno schiavo
Del rifiuto della notte   

Il sottosuolo
Scendete negli abissi
Del vostro respiro
Lì dove l´essere
Svela la verità

Calpestate le ossa
Toccate il sangue
Udite le suppliche
Contate le schiene
Gli onori truccati
Gli orrori leccati
Gli amori traditi
Gli umori turbati
Gli allori rubati

Risalite avvicinati
Agli sfortunati
Ai mendicanti
Ai briganti
E ai prigionieri  

Padre-madre
Le stelle sono partite
Percorro perduto
Le vie affollate
Di un mondo vuoto

Le voci svaniscono
Un silenzio assordante
Attraversa lo spessore
Delle molecole del dolore

Languiscono le piazze
Delle ballate stagionali
Il tamtam batte il lutto
Dell'orizzonte compresso

I ricordi sbandano
Tra il passato festoso
Il presente vago
E il futuro assente

Il corvo annuncia
La fine del pozzo
Mentre il destino gira
La pagina del primo affetto  

Castagna
Nessuna Castagna
Per i nostri palati
Nessuna Castagna
Per i nostri cuori

Siamo soli
Nell'ombra
Dell'amore

Mercato
Mercato dei pipistrelli celeri
Spettrale e deserto sotto il sole
Mercato d'oro invisibile
Mercato degli esseri

Mercato dei saggi immacolati
Facce come clonate nel bene
Maschere sulle rughe umane
Mercato degli spiriti

Mercato non-mercato baratto
Darsi sempre e Prendere
Inventare la vita Diventare
Mercato dell' Io noto

Mercato auto-mercato
Esserci
Sopra
Vivere
Mercato delle anime 

Uni-verso
Nero bianco giallo rosso
Radice profonda della vita
Seminata in terra fertile
Irrigata dall'acqua limpida
Sotto il fuoco del sole
La carezza dell'aria fresca

Rosso fuoco misterioso
Nero terra primordiale
Bianco acqua inebriante
Giallo aria del nirvana
Pienezze dell'Invisibile
Mescolio degli esseri

Fuoco terra aria acqua
Cardini dell'universo
Pilastri del mondo
Tra l'alfa del nulla
E l'omega dei sogni

Siamo fuoco terra
Siamo rosso nero
Siamo acqua aria
Siamo bianco giallo
Siamo dello stesso villaggio

Karol Wojtyla
Un figlio del bene
Sdraiato sereno
Su un semplice legno
Porta del cielo

Naviga silenzioso
Sul fiume di lacrime
Estende il corpo
Come un tronco

Tra la riva terrena
E la sponda celeste
Ponte sicuro dei poveri
Il simile del popolo

La sofferenza del santo
Avvicina l'umanità
Al sagrato divino
Il bene inonda i cuori

La tristezza dei salici
I salici nel silenzio
Contemplano i colori
Del mondo sempre
In soave divenire

E nella musica
Del vento di sera
Profumano di pace
Per il sonno del prato

Quando guardano
Il mare maestoso
Tristi intravvedono
Nelle acque festose

Le lacrime degli alberi
Non ammessi nella sfera
Delle dolci passeggiate
Animali e umane

I colibrì volano
Le carpe nuotano
L'impala saltella
Ma i salici si muovono
Solo alla fine dell'esistenza

Memoria Tsunami
Ricorda le generose promesse
Quando gli alberi caddero
I coralli e i principi si persero
L'oceano colpì le principesse

Ricorda i sacrilegi alla povertà
La miseria che spacca la terra
Il denaro che il globo rende serra
La civiltà che conosce la verità

Ricorda l'offerta della gente
Gratuita fu e divenne prestito
Prodigio dell'ardente mercato
Metafora del leone ruggente

Ricorda il rifiuto all'ingerenza
Caste terre sotto l'acqua casta
Esposte dalle nazioni all'asta
Sul piedistallo dell'indecenza

Ricorda le radici della gratuità
Litigare prima di dare l'obolo
Esibirsi sul sudore del popolo
Stona nella favola della bontà

Ricorda il sapore degli amori
Le spiagge sabbiose bianche
Le acque cristalline esotiche
I tramonti i pesci e gli odori

Ricorda

La danza
Lento Rumba Salsa Tango Valzer
La danza danza l'allegria

Il corpo dà ritmo al corpo
La coscienza va silenziosa
La musica doma lo spirito
L'essere si svela libertino
Non si è parente di nessuno
E' il clan del movimento

L'anca gaia batte il tempo
I piedi dileggiano la gravità
La testa s'invola alle stelle
Il ventre ondeggia spiritoso
Gli occhi i sorrisi incantano
E' la festa dei sensi

Il cuore mite trabocca di sogni
L'età vile si arrende alle figure
La carne e la mente si fondono
Il bel suono vivifica le membra
Tacciono le angosce della vita
E' il boom de la pace

Destra sinistra su e giù
La danza danza la libertà

Proiezione
Ieri proiettati alle stelle
Felice infanzia ribelle
Lacrime dolci asciugate
Follie fatali applaudite
Incoscienza
Innocenza
Confetti
Affetti

Oggi nel morso della vita
Pellegrini sempre in lotta
Sguardo da mille desideri
Notti bianche senza allori
Delusione
Illusione
Confetti
Affetti

Domani bene ereditario
Vecchiaia fuori orario
Occhi silenziosi traditi
Nostalgia ricordi feriti
Tolleranza
Impotenza
Confetti
Affetti

Ostaggio
Ostaggio dell'alito non scelto
Stringe la mano non desiderata
Dorme sul letto sbagliato
Tormentato dai cieli lontani

Ostaggio dell'amore sbagliato
Sentinella del miracolo di un dio
Redento dalla passeggiata del cane
Liberato dal sacco dell'immondizia

Ostaggio nelle feste stagionali
Sognatore dei posti assenti
Trafitto dal senso di colpa
Divorato dalla verità di sé

Ostaggio dell'oro effimero
Traditore del proprio destino
In una vita più che doppia
Mai vissuta nella sua realtà

Ostaggio della vuota passione
Chiuso nel mito della caverna
Escluso dalla sfera della ragione
Genio reso corpo dalla fatalità

Ostaggio della paura del Vero
Ostaggio dell'apparenza del Bello
Ostaggio della cattedra del Buono
Ostaggio della debolezza di sé  

Come un albero
Ci sarò per sempre
Piantato lì senza mossa
Sotto la pioggia densa
Sulla timida terra che si apre

Radunerò nel mio cuore
I flautisti del cielo
Suoneranno con zelo
La serenata delle sublimi ore

Le mie braccia nelle tue
Dondoleranno come nel vento
Mosse dall'eterno lento
Che ci muove come canoe

Getterò le mie radici
Nel ventre della tua terra
Riporterò per te in questa era
L'amore degli antichi greci

Il buio
Vedo il nord come il sud
L'amore mi è sfuggito
La vita lascia le mie membra
Sento il dolore scavare l'anima
L'ovest con l'est confondo

Gli occhi vedono bianco e nero
Il mio cielo è senza arcobaleno
Nessun paese mi fa sorridere
I mari d'ieri mi fanno piangere
Tutto attorno è informe e vuoto

O Musica ridda la pace al cuore
Togli i ricordi alla melodia
Cancella i paesaggi al suono
Consegnati ad altri amori
Tacci nel silenzio del buio

Visi festosi del mio lutto
I vostri Capita risparmiate!
L'amore non avete conosciuto
La passione da sempre ignorate
Non oltraggiate il mio tesoro

O Tempo guardiano de l'essere
Attendo il giorno del sole
Quando consegnerai alla memoria
Le pene di un cuore schiacciato
Dalla notte pesante dell'assenza dell'amore      

Eva Braun
Una storia al buio
Dei dolori del mondo
Sorda nella notte rumorosa
Dell'umanità pugnalata

Una fanciulla cambia
La sorgente dell'odio
In amore folle e eterno
Miracolo delle donne fragili

E' la madre di tutte le figlie
Mendicanti d'affetto
La rivale triste e gelosa
Dell'amata guerra   

Le scelte
Mille sì
Simili
L'ora del naufragio
Nella barca dell'amore
Sul fiume di tenerezza
Lontano dal mondo

Sì - no
No - sì
Pendolo del vivere
Pittori della storia
Del tempo della terra
Tra infanzia e vecchiaia

Sì e no
No o sì
Piccole parole
Pennelli sottili
Dei colori della vita
Blu felice rosso sangue

I sì
I no
Decidono di noi
E portano in segreto
La navicella dei sogni
Al paradiso o all'inferno   

Eternità terrena
Perché mi sussurri
Tenace che sono
Eterno?

Perché mi suggerisci
Progetti e gioie
Infinite?

Perché mi poni
Nel cuore un mondo
Futuro?

Perché mi mostri
Soltanto la fine
Altrui?

No!

Non sono eterno
Sulla terra!

Non sono giovane
Per sempre!

Non sono bello
Contro il tempo!

Non sono eterno
Sulla terra!

Lo so!

So del sonno profondo
So del vero addio

Sono sereno sulla terra
Sulla terra dei mortali

So dell'aldilà
So del bel giardino

Sono solo diversamente
Eterno eterno per l'eternità

Dove già attingo
Le mie poesie  

A Saint-Exupéry
Per le strade d'oriente
Tanti bambini girano
Spremuti dalla fame
Impietriti dal terrore

Nelle nostre periferie
Tanti bambini spiano
La polvere in bisaccia
Maglie dei giri loschi

Quanti Mozart soffocati!
Quanti Mozart assassinati!

Nelle guerre dei nobili
Tanti bambini sparano
Marionette dei magnati
Angeli armati d'inferno

Nelle belle vie natalizie
Tanti bambini suonano
Tristi melopee stonate
Mendicanti delle monete

Quanti Mozart bruciati!
Quanti Mozart assassinati!

Nelle terre dei poveri
Tanti bambini danzano
Vagabondi nel fango
Ingabbiati nella miseria

Negli hangar delle griffe
Tanti bambini tessono
Le ricchezze del nord
Muli dei nostri capricci

Quanti Mozart bruciati!
Quanti Mozart assassinati!

Nelle case dei misteri
Tanti bambini piangono
Schiavi della parentela
Proprietà dei violenti

Con stupore mi chiedo
Chi andrà per noi ?
E sulle nazioni aleggio
Grido e piango l'uragano

Quanti Mozart soffocati!
Quanti Mozart assassinati!   

Visione degli zombi
Udii il coro degli zombi:
Il miele è dolce
Il miele è festa
Il miele è vita
Il miele non rende somaro

Vidi gli zombi sdraiati
Sulla pianura della viltà
Senza slancio per la verità
Masticavano la manna beati

Vidi gli zombi ballare
La sacra danza del ventre
Teste mutate in docili cetre
Gioivano felici di sfarfallare

Vidi gli zombi nell'etere
Pantomima dei cervelli muti
Stelle nei miraggi degli smarriti
Portavano nomi privi di lettere

Vidi gli zombi mercanteggiare
La pergamena della saggezza
Inetti nel sentiero della scienza
Spiavano i dotti da corteggiare

Vidi gli zombi indolenti
Incollati al miele del potere
Lontano dal sale del sapere
Vagabondavano sonnolenti

Udii il coro degli uomini:
Il sale è amaro
Il sale è dolore
Il sale è sapere
Il sale rende uomo    

Nascere
Vieni in questo mondo bello
Nasci nel cuore della vita
Se però scegliessi un grembo arabo
Già piccolo ti accuserebbero

Vieni in questo bel pianeta
Poniti vicino al deserto o ai monti
Se però optassi per un ventre nero
Già bambino ti disprezzerebbero

Vieni nel centro dell'universo
Incarnati in oriente o in occidente
Se però uscissi da una latina
Già infante ti odierebbero

Vieni e buttati nel creato
Vola sui fiumi e i laghi del nord
Se però ti ritrovassi in un' ariana
Già neonato la storia ti giudicherebbe

Vieni nel paradiso umano
Vedi la luce d'estate o d'inverno
Se però entrassi in Mariah
Già dal grembo ti caccerebbero

Vieni qui o lì dove e come vuoi
Atterra sul prato dell'amore
Se ci arrivassi per la libertà
Saresti lo stendardo della pace    

Pantani il Pirata
I tesori della gloria strappavi
Sulle le montagne spaventose
Le nostre anime consegnavamo
All'estasi delle tue mitiche fughe

Il tuo nome esteso al suolo
Delle strade che percorrevi
Era l'unico tappeto sacro
Degno della tua solenne parata

O pirata dei nostri cuori
In che cima aspettarti
I monti ridiventano muti
A chi obbediranno le montagne?

Per sempre grideremo per te
Innalzeremo le tue nobili gesta
In Africa Kilimangiaro ti piange
L'Everest è in lutto in Asia
Geme in America l'Aconcagua
Singhiozza il Monte Bianco
Il Pirata è andato a Sion


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