Poesie di Marcello Zecca


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Lettera ad un amico mai conosciuto
Dimmi amico mio,
dimmi se qualcosa cambierà,
qualcosa che ci possa far andare avanti
in un modo migliore di quello
che ci ha portati fin qua.
Certo noi non possiamo lamentarci
o meglio così si dice di quelli
che come noi non hanno problemi
ma loro non lo sanno
che i nostri guai sono nascosti,
anche se non hanno mai paura di affacciarsi.
Tu solo amico mio puoi capire le mie paure,
paure che fanno male,
paure che loro non comprendono
ma che da loro provengono.
Tu solo amico mio puoi capire i miei perché,
i perché di una vita che forse perché non ha.
Tu dirai amico mio che già qualcosa sta cambiando
uno spiraglio di luce si sta alzando,
ma sarà poi la luce
oppure è ancora lei, l’illusione.
Tu solo amico mio potrai aiutarmi
se mai un giorno ti conoscerò.

In treno
Un treno che va,
immense distese di terra,
luoghi strani, luoghi vani
mentre io cerco le tue mani.
Dio ho dimenticato
per un momento
per un istante
che tu sei distante.
No, non è così, tu ci sei
lo sento,
sei in questo cielo,
sei nei rami di quest’albero
che mi passa accanto,
perché ti amo tanto,
sei nel mio cuore
perché tu sei l’Amore.

L’essere umano
L’essere umano, che strano oggetto.
Bianco, nero, giallo ma sempre strano.
Non fidarti dice la volpe
perché è molto furbo.
Ma come fa, è più piccolo
del mio, dice la gallina.
Ma guarda un po’ se
deve essere così strano
questo essere umano.
Mi assomiglia, mi assomiglia
dice la vipera.

Senso unico
Una partita di calcio
tra due squadre diverse
Il mai trovarsi di
due persone perse.

Il cercare lo sguardo
di una persona di spalle,
coprir la sua schiena
con uno scialle.

Sentimenti provati
per una persona
che non insiste,
una persona che non esiste.

Una pallina
Il punto più in alto sulla sua superficie,
rivolgendosi ad un altro punto che si trovava all’opposto,
disse che non sarebbe mai passato da dove lui passava

la pallina iniziò a rotolare
tutti e due i punti passarono
dagli stessi posti.

Domanda:
una pallina, noi.
qual è la differenza?

L’amico bugiardo
Cosa ti succede ragazzo
perché sei triste,
non fare così,
pensa che il dolore non esiste.
E’ una bugia lo so
ma servirà a farti andare avanti.
Pensa che a soffrire sono tanti.
Non è giusto così,
è vero, ma non pensare
al motivo che ti ha portato qui.
Ti ho visto sai.
Eri felice un minuto fa,
pensa a quegli attimi di felicità,
erano belli ed erano tuoi,
allora ragazzo combatti,
combatti se puoi.
Non arrenderti, non arrenderti mai,
vai avanti sempre,
potrai vincere se lo vorrai.
Tu puoi farcela sei forte
il dolore non può vincerti
sei forte e ce la farai.
Devi solo autoconvincerti
che il mondo non è cattivo
e che di essere triste non hai motivo.

Caos
Il buio del giorno si alza
nella notte infame
di un altro dì uguale:
Invasione di idee sballate
in una società di merda
che nella fogna regna
tra gli esseri degni di tanta
lurida voluttà.
Lampeggiare di luci spente
intorno al sole insofferente
a tanta caluria
intorno al ghiaccio
fuso dalla colata verde
di questo nero blu schifoso.
Albero grande di questa
società insofferente
a tutto il male inerente
ad essi, luridi vermi.

Andata e ritorno
La gioia. L’attesa
di rivedere quanto
hai lasciato prima.
L’abbraccio, il bacio.
La voglia di vivere

Sforzo di memoria
immagazzinare tutto
luoghi immagini e volti.
Il saluto, il bacio.
La voglia di piangere

Illusione
Ho costruito una casetta
con i mattoncini di legno.
E’ solida, regge.

Ho costruito una casetta
con i mattoncini di legno.
Era solida, è caduta.

Avevo costruito una casetta
con i mattoncini di legno.
Era bella, l’ho fatta cadere

L’amicizia, anzi l’Amicizia
Vorrei scrivere nero su bianco
qualcosa di vero per il branco.
Non sarà facile fare stime
soprattutto perché devo farlo con le rime.
Sarà con la “A” maiuscola, quella vera
lo farò scrivendo dalla mattina alla sera.
Scherzavo, finirò prima
ho voluto solo fare rima.
La rima non so se la troverò spesso
ma Voi leggete, leggete lo stesso.
L’amicizia è stare in compagnia
essere in due, in tanti, ma essere soli.
L’Amicizia è non essere soli.
potersi raccontare, essere aiutati
senza essere giudicati.
Riuscire a dire ad un altro
quello che a volte non è facile dire neanche a se stessi.
Non passare la giornata senza averlo pensato,
senza un motivo, senza un progetto
ma solo per la naturalezza del fatto.
Parlare, parlare, ma anche stare in silenzio e dirsi tutto
è questo il dialogo con un Amico.
Potersi dire ti ho incontrato adesso
ma ti conoscevo lo stesso.
E’ difficile parlare dell’Amicizia
perché ripeto è naturalezza,
non è progetto, non è calcolo.
E’ bello dire ho un Amico
lo credo, lo penso spesso,
e ringrazio Dio per questo.

 
La lumaca e l’uccellino
Un uccellino, viveva felice. La sua gioia era rappresentata da tutto quanto al mondo c’era.
Un giorno l’uccellino capì che qualcosa gli mancava, non sapeva più volare.

La lumachina amava tutto, amava tutti, ma amava soprattutto la terra.

Era timida, talmente timida che non appena qualcuno tentava di accarezzarla, lei si ritirava dentro al suo guscio, seguendo l’esempio delle sue antennine.

Un giorno l’uccellino vide la lumachina, la vide da vicino, molto da vicino perché non volava.

La sua vita cambiò. L’uccellino capì subito che la lumachina sarebbe stata per lui molto importante.

La lumaca vide l’uccellino e per la prima volta il suo corpo non seguì le antennine, la lumachina capì subito che l’uccellino sarebbe stato per lei molto importante.

Tra i due nacque un sentimento favoloso, un sentimento sconosciuto da entrambi per diversi motivi. Per l’uccellino impegnato a ricordare i movimenti del volo, per la lumaca incapace a restare fuori dal guscio.

Il sentimento aveva un nome “Amicizia”.

L’uccellino insegnò alla lumaca non solo a non ritirarsi nel guscio e affrontare il mondo, ma anche a non ritirare le antenne.

La lumaca insegnò all’uccellino a volare.
La lumaca e l’uccellino iniziarono a crescere non perdendosi mai di vista


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