Poesie di Lorenzo Zanierato


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Melanconia
Malinconia della mia lingua
toccata dall'amara medicina
scende delicata nel cuore,
Oh melanconia
ma c'è una via?
La morte lascia attoniti
una notizia scioccante
a volte eccitante
ogni cosa porta alla disperazione
nell'autostrada caotica
della mia mente malata.
Tutto si satura:
non bastano lacrime
non bastano i pensieri
forse il vomito atroce, languido
d'una prosa insensata?

Il silenzio.
unica soluzione...
...in assenza di pensieri.   

Come finisce
Come la primavera finisce,
come una rosa sfiorisce,
cade ogni petalo
cade ogni mia speme
cade la mia vita
sfiorisce.
Un seme si forma
spazza, spazza vento,
spazzalo via lontano,
il seme
nel verno
attende
nella prossima primavera
sboccerà in infiniti colori.    

Il fanciullo senza lacrime
Il pargolo
piccolo indifeso
piange, piange con facilità.
Beate le tue lacrime
Pure e semplici
così innocenti;
le mie aspre e dure
così amare
pesanti di dolore
attorniate dalla falsità
lacrimo troppo senza accorgermi.
Dolce piccola creatura
vivi in un mondo
senza Amore e sentimenti
viene negata la fantasia
per una vita materiale
nel paradosso, nelle credenze
tutto sembra facile
Carezze, sguardi dolci poi..
Ti lasciano solo. Sei inutile.
Rimani piccolo nel cuore
Gli altri ti odiano. Nessuno ti vuole.
Vivi tra le illusioni
Alimenti la gioia degli altri
immerso in una realtà
di dolore. Nessuno crede nella tua
innocenza. Io ci credo.
Lacrimo per questo
Non sono un poeta.
Non sono che un piccolo fanciullo che piange.  

Quello che è lontano, mi sembra vicino
Tutto è remoto
lo sento lontano
troppo lontano
tanto piacevole
da amare.

Chiudo gli occhi,
cammino tra le onde
il bagnasciuga
bacia i miei piedi
come io bacio te
mi addormento.
Sogno.
Passeggio su prati
coronati con fiori di pesco
ogni petalo sfiora il tuo viso
come accarezzo la tua anima
finisco nell’abisso.
Nelle mie labbra
rimane il sapore del mare
nelle mie mani
rimante il profumo primaverile
racchiuso nella mia anima.
Avevo te amore mio.

Il petalo nascosto
petalo dolce danzi, danzi
ti vedo dalla finestra
il vento impervia
il gelo imprigiona
esco a coglierti, devo cercarti
oh mio petalo dove sei finito?
la gente sorda non ti vedeva
eccoti
sei tra le mie mani
poi nelle mie labbra
infine ci uniamo nella danza eterna

Immersione
Immerso
Tra bolle di sapone
immerso
nel profumo di un ricordo,
ADESSO
chiudo gli occhi
cado in questo sogno
sommerso….
Mi risveglio,
avvolto dalle tue braccia
dal tuo calore.
Non ce la faccio,
piango per la gioia
nessuno mi amava.
Rimani nella mia anima,
Rosa d’un maggio perduto
con brezza di gioventù
nel più bel ricordo del mio cuor.

Il pargolo senza madre
Un bambino viene accarezzato
Coccolato dalla propria madre
Nessuno vuole che sia orfano
Un giorno io lo son diventato.

Orfano di affetto
Orfano di belle parole
Orfano senza amore
Solo seguendo un passato lontano

Manca al pargolo la propria rosa
Delicata e bella del suo giardin

Cosa ci posso fare?
Persevero nella solitudine
Cosa posso dire?
Persevero nel chiudermi

Manca al pargolo la propria rosa
Delicata e bella del suo giardin


Rosa mia apri la tua stanza
Portami con te nei miei più bei desideri
Tutto rimane un sogno
Sono orfano dell’affetto

Manca al pargolo la propria rosa
Delicata e bella del suo giardin

Devo sconfiggere la solitudine
Devo piangere gridando tutto il mio dolore
Il mio passato va affrontato
Natura, dona a me la tua beltà
Amore, sii benevola con me
Da solo cerco la mia madre.


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