Racconti di Giovanna Valenti


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A Don Pietro dolcissimo piccolo prete di periferia
Ti ho conosciuto solo alla fine del tuo percorso a San Maurizio, non avrei mai voluto incontrarti se penso a quanto è doloroso provare questa sensazione ora, eppure ci sei e ci sarai sempre per la tua parrocchia ed anche per me che vengo da fuori per ascoltare le tue parole, quelle frasi che arrivano dritto al cuore, un uragano che sconvolge il tuo vissuto, la forza dolcissima di una preghiera detta con fede, è lo Spirito che attraverso di te si imprime nelle nostre anime cosi bisognose di luce ! Ricordo il mio primo approdo in Lombardia tre anni fa, quelle omelie senza un foglietto su cui seguire, che strano prete! Non sorride mai! Cosi' rigoroso nel parlare! Che strano prete ! Eppure sei riuscito a spronare me e quella parrocchia mai vuota, a condurci sulla strada della salvezza. Dolcissimo Padre, sei riuscito a starmi vicino, sai parte della mia sofferenza e l'altra parte, quella non detta, riesci a leggermela negli occhi come solo poche persone sensibili sanno fare. Perdona questo mio tono confidenziale, malgrado la tua riserbatezza che è anche la mia, ho imparato a conoscerti e non riesco a non piangere al pensiero della tua prossima partenza. Ora te ne vai e per uno strano destino mi trasferisco anch'io , ma continuerò ad associarti sempre a quella chiesa cosi' lontana da raggiungere a piedi dal centro e cosi stranamente viva ed operosa ! Quante cose hai fatto! Quanto lavoro dietro quella comunità che è diventata Chiesa ! Io non ho mai fatto niente per aiutarti, non ho mai avuto occasione di farlo, ma voglio ringraziarti del tuo affetto esprimendoti tutta la mia riconoscenza. Sai ? a volte non bisogna "salvare con nome" se tutto ciò che pensi è condiviso da una comunità, la tua, che in silenzio subisce il tuo abbandono e quasi sommessamente ma all'unisono prova ancora a chiederti di non andare via. Se proprio devi, sarai per sempre nei nostri cuori e nelle nostre preghiere.
Addio dolcissimo Don Pietro!

L'altra metà della mia anima
Ho sviluppato le foto oggi, un San Valentino qualsiasi di un qualsiasi anno e mi porto ancora dentro la tua dolce immagine e mi chiedo dove sei ora ed io non ho la forza di tornare a cercarti, non ho la forza di affrontare un rifiuto anche apparente, ne morirei, preferisco sbattermi così, dentro il vento freddo di una vita che vivo in passivo, niente può più essere importante. Era il giorno della tua laurea ed io ero accanto a te felice. Ricordi quelle foto? Sembrava nostro il futuro, sembrava nostro quel destino e gli anni passarono come attimi. Sono stati i cinque anni della mia vita , prima e dopo di te non ho mai vissuto. Mi rimane il nostro ricordo, quante cose avrei da dirti ma ho paura di non averne il tempo, la vita mi sta portando altrove, via , verso il freddo, verso giorni imprevisti. So che non ti vedrò più perché non verrai a cercarmi, non lo hai mai fatto, come non l'ho fatto io, mi hai aspettato come ti ho aspettato io ed intanto il nostro tempo è scaduto ed ora ho bisogno di farmene una ragione. Non ho mai voluto scrivere di te, mi faceva troppo male ed ancora mi scavo dentro e questo dolore non mi abbandona ma ho bisogno di renderti vivo in ogni attimo proprio adesso che ho paura di non essere più in tempo. Ho bisogno di spiegazioni come tu delle mie, ho bisogno di capire cosa ci ha portato altrove. Avresti ancora il coraggio di ascoltarmi ovunque tu sei? Avresti ancora oggi la forza di capire se ancora ci sei in qualche parte del mondo? Già, tutto passa, tutto è il passato, tutto è ciò che mi porto dentro e che adesso ha bisogno di esplodere come un mare in piena, come un uragano. Se soltanto potessi gridare lo farei talmente forte da restare senza voce! Se soltanto potessi esprimerti tutto quello che ho dentro, tutto quello che non ti ho mai detto! Ricordi? Mai ti amo, te ne saresti andato! Mai ti amo in cinque anni! Avevo paura di perderti. Ti ho perso lo stesso, non per questo. Sapevi i miei sentimenti, riuscivi a leggerli dentro di me, ricordi? Sapevi i miei sentimenti come io i tuoi. Tu sì che mi amavi, tu sì che lo dicevi! Non so cosa provi adesso, forse hai un'altra vita o forse hai dovuto cancellarmi a forza ed io ti sento ancora come il primo giorno, so che ci sei, ti sento ancora quando sei felice o quando piangi, ti sento dentro al cuore, sento il tuo fiato, la tua presenza, il tuo esserci…. eppure non so cosa provi adesso. Ricordo noi bambini, Rosaria, Angela, il nostro sentimento ancora acerbo, le mie paure di quando non riuscivo a guardarti negli occhi per quanto mi piacevi, la mia prima sbornia per riuscire a parlare! Altri tempi? Mi chiedevo che c'entravo io così solitaria in quella compagnia! Avevo paura di quell'attrazione, pensavo a Rosaria sempre in prima fila sulla tua Fiat Uno e me che ti scontravo nello sguardo, povere anime inquiete, se soltanto avessi previsto tutta questa sofferenza! Già da allora mi tenevo tutto dentro, tu non avevi capito che la tua attrazione era anche la mia, povere anime gemelle! Ci siamo cercati con lo sguardo e ci siamo ritrovati senza bisogno di parlare, me ne accorsi quella sera che non riuscivo a dormire e venni giù in quella sala tv del pensionato, quasi distrattamente, neanche tu sapevi che ci facevi lì! Adesso non penso più alle parole che ci siamo dette, le ho cancellate, ricordo quella storia d'amore "fantasma" e noi inchiodati a vedere quel film, è iniziato tutto così, ricordi? La nostra estate, la scampagnata al santuario in montagna, la mia timida allegria, il tuo sorriso. Dicevi di me che ero enigmatica e questo ti attraeva, quante cose dicevi di me! Poi ti ho cercato, non sapevo altro che il tuo nome, poi ti ho cercato, con tuo enorme piacere, potrei farlo tuttora, lo sai! Poi ti ho cercato e sei stato dentro la mia estate, quanti ricordi queste foto! Non le ho mai sviluppate, oggi sono sola in una terra straniera, sei l'unico ricordo che vorrei si materializzasse all'istante! E' tutto così difficile, continuare a sognarti, sapere o illudermi che anche per te è la stessa cosa, vorrei voltarmi indietro e vederti ancora, vorrei che questa sofferenza fosse solo un brutto sogno. Invece è finita, in maniera quasi banale, mentre percorrevamo la stessa via, non lo avrei mai detto, ti ho sempre aspettato come aspettavo le tue lettere ed ognuna di esse mi riempiva il cuore, non ti ho mai perdonato di essere andato via, dicevi di amarmi, io non lo avrei mai fatto, mi hai lasciato dentro il grigio stupore dei miei pallidi giorni, ti ha portato via un treno qualunque, bisogna pur lavorare per costruirsi un futuro, "lo faccio per noi"dicevi, che bel futuro! Non ti ho mai perdonato, la tua assenza è stata una ferita aperta che ti facevo pesare in tutti i modi, quasi a vendicarmi, come quella volta in cui ti ho detto di non aver aperto il tuo regalo per il mio compleanno, non era vero! Come quando ti dicevo che andavo fuori nelle mie sere solitarie quando invece ero sola a piangere la tua assenza, a rileggere le tue lettere. Che idiota, quanto male ti ho fatto facendomi male! Ricordo ancora quella mia piccola stanza in alto a quelle scale, ricordo ancora, ascoltavamo Mina, dicevi che ogni sua canzone sembrava scritta per noi. Adesso ho tutti i suoi dischi e tu ci sei dentro in ognuno, come vorrei scoprirti ancora, come vorrei ritrovare la stessa emozione in ogni disco nuovo, eppure non ti ho saputo amare, sembra ieri quando preferivo non parlare piuttosto che litigare, sapevo che quel sogno sarebbe stato spazzato via, lo sapevo fin dall'inizio, non poteva durare, era un sogno, non poteva durare! Mi faceva paura la tua sicurezza nei miei confronti, il tuo amore al di sopra di tutto…sono qui adesso, su questa spiaggia deserta a riempirmi di vento, a fare a pugni coi fantasmi, la mia faccia non ha più il sorriso di quegli anni, la mia faccia non ha più un sorriso. Spazzo via i miei giorni inutilmente, la morte è quella che ti porti dentro quando non vuoi più continuare a fare, quando ti perdi nella ricerca di un mondo che non riesci a ritrovare, quando impazzisci dietro a pensieri che non portano a niente; la vita mi ha deragliato, mi ha portato altrove…avrei voluto dimenticarti, ho provato a viaggiare, ho conosciuto altra gente, eppure ti sto cercando ancora. So che adesso sei a Modena, quanto lontano! Potrei cercarti, domani forse lo farò se troverò la forza, ho bisogno d'incontrarti negli occhi, scoprirti adesso, capire quelle tue lettere, capire se mi sono illusa di un amore che non era poesia ma qualcosa mi tiene inchiodata, la paura di non scoprirti come io ti ho immaginato, come ti ho costruito dentro di me in quegli anni e come continuo a vederti adesso, la paura che hai lasciato dentro di me, l'assenza infinita da cui avrei voluto scappare ma che mi attanaglia l'anima, rileggo le tue lettere, quelle non le ho immaginate! Rileggo le tue lettere, rivedo la nostra casa quella con il salone immenso dove passare i nostri giorni, quella che intimamente avevamo costruito nei nostri cuori, quella che adesso è spoglia, nel vento, chissà dove! Quanti sacrifici avrei voluto sposarti, l'unico a cui avrei detto di sì, quanto tempo fa! Gli altri non contano, non li vedo nemmeno, contorni inutili con cui sarei riuscita solo ad annoiarmi. Sì è vero, ci si innamora solo una volta, quando ti capita d'incontrare l'altra parte di te, solo una volta nella vita e quando ti succede ti scoppia il mondo dentro, sai che non è un sentimento solo tuo, l'appartenenza all'altra parte di te , che incontri per caso, povere anime vagabonde dove siamo finiti ora! Non ho saputo difenderti, non ho saputo legarti a me. C'è una magìa evanescente nell'attrazione di due anime, qualcosa di inspiegabile che devi difendere, che devi riconoscere, che devi legare a te anche con le unghia. Via dai sogni, via dalla nostra vita, via dal nostro futuro, vaganti nell'eterno malessere delle nostre anime vuote ora, svanite dentro questo vortice. Se ti succedesse qualcosa non me lo perdonerei, non posso fare a meno di chiamarti anche se poi non ho la forza di parlarti, mi basta sentire la tua voce per un attimo, sapere che ancora ci sei, che stai bene, dovunque sei nel mondo. A volte torno indietro, in via Turba, ricordi?C'era un vicolo e lì il piccolo bivani dove abitavi dove io venivo a trovarti, quanta emozione quei primi tempi! Adesso non c'è più niente di noi, adesso hanno buttato giù ogni cosa, tutto ha un aspetto differente ed io ci torno, ogni volta, a cercare i ricordi, e vedo ancora noi in quel ritaglio di mondo, noi in una dimensione parallela. Se solo potessi tornare indietro …mi è capitata tra le mani la maschera che mi hai portato da Venezia, vorrei tornare nei luoghi dove sei stato pensando a me, vorrei riaccendere quel nostro sentimento, se mai si è spento nel tuo cuore non dirlo mai, ignorami semmai, fai come ora, ignorami, non dirlo mai che ho perso metà della mia anima, non dirmi mai che non ci sei più in questo mio eterno annaspare, in questa mia eterna ricerca, in questo mio infinito rincorrere l'altra parte di me, l'altra metà della mia anima.


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