A Don Pietro dolcissimo piccolo prete di periferia
Ti ho conosciuto solo alla fine del tuo percorso a San Maurizio, non
avrei mai voluto incontrarti se penso a quanto è doloroso provare questa
sensazione ora, eppure ci sei e ci sarai sempre per la tua parrocchia ed
anche per me che vengo da fuori per ascoltare le tue parole, quelle frasi
che arrivano dritto al cuore, un uragano che sconvolge il tuo vissuto, la
forza dolcissima di una preghiera detta con fede, è lo Spirito che
attraverso di te si imprime nelle nostre anime cosi bisognose di luce !
Ricordo il mio primo approdo in Lombardia tre anni fa, quelle omelie
senza un foglietto su cui seguire, che strano prete! Non sorride mai!
Cosi' rigoroso nel parlare! Che strano prete ! Eppure sei riuscito a
spronare me e quella parrocchia mai vuota, a condurci sulla strada della
salvezza. Dolcissimo Padre, sei riuscito a starmi vicino, sai parte della
mia sofferenza e l'altra parte, quella non detta, riesci a leggermela
negli occhi come solo poche persone sensibili sanno fare. Perdona questo
mio tono confidenziale, malgrado la tua riserbatezza che è anche la mia,
ho imparato a conoscerti e non riesco a non piangere al pensiero della
tua prossima partenza. Ora te ne vai e per uno strano destino mi
trasferisco anch'io , ma continuerò ad associarti sempre a quella chiesa
cosi' lontana da raggiungere a piedi dal centro e cosi stranamente viva
ed operosa ! Quante cose hai fatto! Quanto lavoro dietro quella comunità
che è diventata Chiesa ! Io non ho mai fatto niente per aiutarti, non ho
mai avuto occasione di farlo, ma voglio ringraziarti del tuo affetto
esprimendoti tutta la mia riconoscenza. Sai ? a volte non bisogna
"salvare con nome" se tutto ciò che pensi è condiviso da una comunità, la
tua, che in silenzio subisce il tuo abbandono e quasi sommessamente ma
all'unisono prova ancora a chiederti di non andare via. Se proprio devi,
sarai per sempre nei nostri cuori e nelle nostre preghiere.
Addio dolcissimo Don Pietro!L'altra metà della mia anima
Ho sviluppato le foto oggi, un San Valentino qualsiasi di un qualsiasi
anno e mi porto ancora dentro la tua dolce immagine e mi chiedo dove sei
ora ed io non ho la forza di tornare a cercarti, non ho la forza di
affrontare un rifiuto anche apparente, ne morirei, preferisco sbattermi
così, dentro il vento freddo di una vita che vivo in passivo, niente può
più essere importante. Era il giorno della tua laurea ed io ero accanto a
te felice. Ricordi quelle foto? Sembrava nostro il futuro, sembrava nostro
quel destino e gli anni passarono come attimi. Sono stati i cinque anni
della mia vita , prima e dopo di te non ho mai vissuto. Mi rimane il
nostro ricordo, quante cose avrei da dirti ma ho paura di non averne il
tempo, la vita mi sta portando altrove, via , verso il freddo, verso
giorni imprevisti. So che non ti vedrò più perché non verrai a cercarmi,
non lo hai mai fatto, come non l'ho fatto io, mi hai aspettato come ti ho
aspettato io ed intanto il nostro tempo è scaduto ed ora ho bisogno di
farmene una ragione. Non ho mai voluto scrivere di te, mi faceva troppo
male ed ancora mi scavo dentro e questo dolore non mi abbandona ma ho
bisogno di renderti vivo in ogni attimo proprio adesso che ho paura di non
essere più in tempo. Ho bisogno di spiegazioni come tu delle mie, ho
bisogno di capire cosa ci ha portato altrove. Avresti ancora il coraggio
di ascoltarmi ovunque tu sei? Avresti ancora oggi la forza di capire se
ancora ci sei in qualche parte del mondo? Già, tutto passa, tutto è il
passato, tutto è ciò che mi porto dentro e che adesso ha bisogno di
esplodere come un mare in piena, come un uragano. Se soltanto potessi
gridare lo farei talmente forte da restare senza voce! Se soltanto potessi
esprimerti tutto quello che ho dentro, tutto quello che non ti ho mai
detto! Ricordi? Mai ti amo, te ne saresti andato! Mai ti amo in cinque
anni! Avevo paura di perderti. Ti ho perso lo stesso, non per questo.
Sapevi i miei sentimenti, riuscivi a leggerli dentro di me, ricordi?
Sapevi i miei sentimenti come io i tuoi. Tu sì che mi amavi, tu sì che lo
dicevi! Non so cosa provi adesso, forse hai un'altra vita o forse hai
dovuto cancellarmi a forza ed io ti sento ancora come il primo giorno, so
che ci sei, ti sento ancora quando sei felice o quando piangi, ti sento
dentro al cuore, sento il tuo fiato, la tua presenza, il tuo esserci….
eppure non so cosa provi adesso. Ricordo noi bambini, Rosaria, Angela, il
nostro sentimento ancora acerbo, le mie paure di quando non riuscivo a
guardarti negli occhi per quanto mi piacevi, la mia prima sbornia per
riuscire a parlare! Altri tempi? Mi chiedevo che c'entravo io così
solitaria in quella compagnia! Avevo paura di quell'attrazione, pensavo a
Rosaria sempre in prima fila sulla tua Fiat Uno e me che ti scontravo
nello sguardo, povere anime inquiete, se soltanto avessi previsto tutta
questa sofferenza! Già da allora mi tenevo tutto dentro, tu non avevi
capito che la tua attrazione era anche la mia, povere anime gemelle! Ci
siamo cercati con lo sguardo e ci siamo ritrovati senza bisogno di
parlare, me ne accorsi quella sera che non riuscivo a dormire e venni giù
in quella sala tv del pensionato, quasi distrattamente, neanche tu sapevi
che ci facevi lì! Adesso non penso più alle parole che ci siamo dette, le
ho cancellate, ricordo quella storia d'amore "fantasma" e noi inchiodati a
vedere quel film, è iniziato tutto così, ricordi? La nostra estate, la
scampagnata al santuario in montagna, la mia timida allegria, il tuo
sorriso. Dicevi di me che ero enigmatica e questo ti attraeva, quante cose
dicevi di me! Poi ti ho cercato, non sapevo altro che il tuo nome, poi ti
ho cercato, con tuo enorme piacere, potrei farlo tuttora, lo sai! Poi ti
ho cercato e sei stato dentro la mia estate, quanti ricordi queste foto!
Non le ho mai sviluppate, oggi sono sola in una terra straniera, sei
l'unico ricordo che vorrei si materializzasse all'istante! E' tutto così
difficile, continuare a sognarti, sapere o illudermi che anche per te è la
stessa cosa, vorrei voltarmi indietro e vederti ancora, vorrei che questa
sofferenza fosse solo un brutto sogno. Invece è finita, in maniera quasi
banale, mentre percorrevamo la stessa via, non lo avrei mai detto, ti ho
sempre aspettato come aspettavo le tue lettere ed ognuna di esse mi
riempiva il cuore, non ti ho mai perdonato di essere andato via, dicevi di
amarmi, io non lo avrei mai fatto, mi hai lasciato dentro il grigio
stupore dei miei pallidi giorni, ti ha portato via un treno qualunque,
bisogna pur lavorare per costruirsi un futuro, "lo faccio per noi"dicevi,
che bel futuro! Non ti ho mai perdonato, la tua assenza è stata una ferita
aperta che ti facevo pesare in tutti i modi, quasi a vendicarmi, come
quella volta in cui ti ho detto di non aver aperto il tuo regalo per il
mio compleanno, non era vero! Come quando ti dicevo che andavo fuori nelle
mie sere solitarie quando invece ero sola a piangere la tua assenza, a
rileggere le tue lettere. Che idiota, quanto male ti ho fatto facendomi
male! Ricordo ancora quella mia piccola stanza in alto a quelle scale,
ricordo ancora, ascoltavamo Mina, dicevi che ogni sua canzone sembrava
scritta per noi. Adesso ho tutti i suoi dischi e tu ci sei dentro in
ognuno, come vorrei scoprirti ancora, come vorrei ritrovare la stessa
emozione in ogni disco nuovo, eppure non ti ho saputo amare, sembra ieri
quando preferivo non parlare piuttosto che litigare, sapevo che quel sogno
sarebbe stato spazzato via, lo sapevo fin dall'inizio, non poteva durare,
era un sogno, non poteva durare! Mi faceva paura la tua sicurezza nei miei
confronti, il tuo amore al di sopra di tutto…sono qui adesso, su questa
spiaggia deserta a riempirmi di vento, a fare a pugni coi fantasmi, la mia
faccia non ha più il sorriso di quegli anni, la mia faccia non ha più un
sorriso. Spazzo via i miei giorni inutilmente, la morte è quella che ti
porti dentro quando non vuoi più continuare a fare, quando ti perdi nella
ricerca di un mondo che non riesci a ritrovare, quando impazzisci dietro a
pensieri che non portano a niente; la vita mi ha deragliato, mi ha portato
altrove…avrei voluto dimenticarti, ho provato a viaggiare, ho conosciuto
altra gente, eppure ti sto cercando ancora. So che adesso sei a Modena,
quanto lontano! Potrei cercarti, domani forse lo farò se troverò la forza,
ho bisogno d'incontrarti negli occhi, scoprirti adesso, capire quelle tue
lettere, capire se mi sono illusa di un amore che non era poesia ma
qualcosa mi tiene inchiodata, la paura di non scoprirti come io ti ho
immaginato, come ti ho costruito dentro di me in quegli anni e come
continuo a vederti adesso, la paura che hai lasciato dentro di me,
l'assenza infinita da cui avrei voluto scappare ma che mi attanaglia
l'anima, rileggo le tue lettere, quelle non le ho immaginate! Rileggo le
tue lettere, rivedo la nostra casa quella con il salone immenso dove
passare i nostri giorni, quella che intimamente avevamo costruito nei
nostri cuori, quella che adesso è spoglia, nel vento, chissà dove! Quanti
sacrifici avrei voluto sposarti, l'unico a cui avrei detto di sì, quanto
tempo fa! Gli altri non contano, non li vedo nemmeno, contorni inutili con
cui sarei riuscita solo ad annoiarmi. Sì è vero, ci si innamora solo una
volta, quando ti capita d'incontrare l'altra parte di te, solo una volta
nella vita e quando ti succede ti scoppia il mondo dentro, sai che non è
un sentimento solo tuo, l'appartenenza all'altra parte di te , che
incontri per caso, povere anime vagabonde dove siamo finiti ora! Non ho
saputo difenderti, non ho saputo legarti a me. C'è una magìa evanescente
nell'attrazione di due anime, qualcosa di inspiegabile che devi difendere,
che devi riconoscere, che devi legare a te anche con le unghia. Via dai
sogni, via dalla nostra vita, via dal nostro futuro, vaganti nell'eterno
malessere delle nostre anime vuote ora, svanite dentro questo vortice. Se
ti succedesse qualcosa non me lo perdonerei, non posso fare a meno di
chiamarti anche se poi non ho la forza di parlarti, mi basta sentire la
tua voce per un attimo, sapere che ancora ci sei, che stai bene, dovunque
sei nel mondo. A volte torno indietro, in via Turba, ricordi?C'era un
vicolo e lì il piccolo bivani dove abitavi dove io venivo a trovarti,
quanta emozione quei primi tempi! Adesso non c'è più niente di noi, adesso
hanno buttato giù ogni cosa, tutto ha un aspetto differente ed io ci
torno, ogni volta, a cercare i ricordi, e vedo ancora noi in quel ritaglio
di mondo, noi in una dimensione parallela. Se solo potessi tornare
indietro …mi è capitata tra le mani la maschera che mi hai portato da
Venezia, vorrei tornare nei luoghi dove sei stato pensando a me, vorrei
riaccendere quel nostro sentimento, se mai si è spento nel tuo cuore non
dirlo mai, ignorami semmai, fai come ora, ignorami, non dirlo mai che ho
perso metà della mia anima, non dirmi mai che non ci sei più in questo mio
eterno annaspare, in questa mia eterna ricerca, in questo mio infinito
rincorrere l'altra parte di me, l'altra metà della mia anima. |