Amore romantico
Romanzo la vita
d'amore vissuta
eroi affranti
da cuori infranti
la bella adorata
pur non bella
purché amata
tinte fosche
pitturano gesti
all'amore rivolti
belle orche
divorano l'anima…
Amore per lei
fino a odiare
se stesso eroe
incauto sceglie
la morte se lei
non può avere…
Amore e morte
binomio romantico
nostalgia di romanzo
in un'era assediata
da finti belletti
da studiati gesti
in cui si mima l'amore
ma non si mostra cuore…
La mano traccia un cerchio
a mano a mano più perfetto
per ridurre le distanze
tra lo sguardo e le cose
si avvicinano sfocate
mentre gira il cerchio
vorresti fermare
lo strano gioco
ma la mano continua
il gioco non si ferma…
Il tempo passa e vedi
più sfocate le superfici
delle cose e malandata
accompagni la tua vista
tu aiuti lei non più aiuta
lei te nella facoltà
di vedere le cose
vorresti credere
nell'immaginazione
ma fa acqua l'illusione…
Attendi l'ultimo viaggio
quello in cui Ulisse sperò
e che nel baratro schiantò…
Uno spunto di riflessione su quanto accade negli ospedali nel 2012...
(scandalo al pronto soccorso dell’Umberto I di Roma)
Il valore di una vita
da un laccio stretta
cervello latente
in comatoso limbo
su una barella
da giorni reietta
assente l’anima
di chi ti ignora
il valore di una vita
per caso assopita
in stato di non vita
ma pulsante tra
battiti di cuore
non morto ancora
morto è il cuore
di chi non sente
i tuoi sonori battiti
e lascia battere
il suo per inerzia
asfittica indifferenza…
Cos'è una certezza
se non l'effige
di sicura incertezza
un voler asserire
qualcosa di certo
perché avvenuto
ma quanto dura?
Il tempo di asserirlo
e lo vedi svanire
in una nuvola di fumo…
Allora comprendi
l'illusione di averlo
creduto e asserito
la disillusione vale
nel tempo successivo
e percorri i giorni
con zavorre su le spalle
faticoso il cammino
ma ti allietano le zolle
arate dal tuo passo
stanco indietro le lasci
per chi voglia gettarvi
un seme potrebbe fiorire
non sarebbe stata allora
inutile la fatica di arare…
Sento il rumore
di pensieri erranti
in attesa di esplodere
mine vaganti
soccorsi da certe
nuvole circospette
ondeggiano ridurre
le distanze vogliono
tra occhi e immensità
ma si scorge improvviso
il celeste in cui affoga
lo sguardo non tocca
il fondo e meno male
un raggio di sole
stringe la pupille
e a terra rimani
si sente il fondo
il prezzo da pagare
per non sentire la vertigine
del vuoto è restare a terra…
Amo dunque sono
pensare è essere
ma non basta
dubitare è essere
ma non basta
sapere è vedere
ma non basta
per essere
sentire è capire
ma non basta
per essere…
Amare è pensare
dubitare e vedere
sentire e sapere
toccare e capire
dunque è essere…
Un peso sulle spalle
ti fa stiracchiare
oltremodo inutile
tentativo di liberare
lo spirito inabile
a reggere il peso
di essere vilipeso
per fessitudine…
E' un'abitudine
ormai allontanare
fantasmi dell'orrore
battutisi con disonore
su destini vissuti
senza fare sconti
ma alla fine dei conti
cogli aspetti inaspettati…
Non sai se è la vita così
o se è la morte che un dì
ti coglie e tu te l'aspetti
per i discorsi non detti
per i sorrisi insensati
per non preoccuparti
allontanano dalla realtà
per non dirti la verità…
Gratitudine
sfoglia un fiore
privo di sicure
mete da ambire
voglia di odore
da elargire
con candore
non sa odiare
vuol profumare
mani amare
sogliono sfiorare
senza resistere
a tentazioni vere
tutte le primavere
sogliono scrivere
di nuovo vivere
di luce inondare
pensieri dorare
la natura lodare
con olfatto cantare…
Microscopiche trame
attraverso vi passa
sbiadita luce soffusa
come non fosse
sole a illuminare
ma fonte misteriosa
illumini le cose
non sono rosse
il fuoco non le attizza
né un colpo le raddrizza
seguono un corso
del tutto diverso
come spinte da istinto
che insinuatosi lento
le distolga dalla realtà…
Un moto lento
lenisce lo sguardo
non è un traguardo
voluto né negato
uno sgorgare lento
di vita sospesa
tra cielo e terra
come un'attesa
non voluta né cercata
misteriosamente data
per essere nata
e ancora vissuta
un ricamo disegnato
da un destino segnato…
L'amore in silenzio
ti raggiunge
non corre
ha lento
il passo
felpato
ti segue
non aspetta
che ricambi
sa essere
veemente
quando vuoi
calibra toni
acuti di voce
posa dolce
la mano
sulla mano
tua fredda
la riscalda
tenue sguardo
nello sguardo
tuo distratto
ha catturato
senza fretta
ti aspetta
non teme
di dare
non freme
di avere…
Sindrome del poeta
Il giorno comincia
le ore passano
le faccende svolte
si accumulano
le lancette corrono
le giornate vuote
senza ancora pensare
alle parole non scritte
nei versi del presente…
Cerchi lo spazio
insegui il tempo
freme la mano
mossa da necessità
non può ancora
fermare il moto
la mano spinge
a cercare i tasti
a trovare le parole…
Una preghiera
si alza da mani
in croce le dita
invocano versi
celati in anfratti
profonda mente
non più riposa
scava nel fondo
di pensieri colti…
In un sussulto
cuore imprigionato
da emozioni forti
è un'esplosione
incontrollabile
ogni vuoto si empie
ne vibrano le tempie
il vulcano s'è spento
ha trovato l'accento…
Appari luna
prima bianca
poi gialla
riflessi di sole
ti danno colore
ma tu non tremi
di emozione
imperturbabile
trionfi sui tetti
ti lasci attraversare
da nugoli di zanzare
o stormi di uccelli
da nere ali di corvi
o minuti voli di passeri
non ti scuotono boati
di aerei increduli
alla tua impassibilità
soltanto tua l'abilità
di restare immobile
al caotico inutile
di chi ti svolazza
intorno distratto
e il mondo impazza…
Ma tu rimani attenta
a guardare il mondo
a illuminare il cieco
che ha smarrito la via
non ti servono torce
ti basta la compagnia
anche di una sola stella…
Per l'uomo è facile
negare l'innegabile
quando guarda se stesso
riflesso in uno specchio
oppure in uno stagno…
La superficie liscia
o scabra non rivela
alcuna verità, velata
dalla pietà di se stesso…
Compassionevole
risposta alla riflessa
immagine, ma fole
non bastano a non dire
il tempo non vissuto
nell'inconsapevolezza
deviando da saggezza
lo sguardo fissato
in superficie, svagato
da quotidiani dilemmi
commedie non drammi…
Bianco di latte
fa luce di notte
fiocchi scendono
sommessi posano
coriandoli incolore
al tatto alcun odore
si lasciano sfuggire…
Stretto tengono in segreto
umore non ancora spento
come lagrima riga il vetro
vengono giù senza rimedio
al niente di chi nel tedio
protrae suoi grigi giorni…
Alcuna speranza che torni
sole a far luce sul sentiero
coperto dalla coltre bianca
smarrito è il punto d'arrivo
sbiadito il punto di partenza
il bianco di latte non basta…
Elogio del libro
Per guardarti ti sfoglio
per capirti ti leggo
per sentirti ti tocco
per annusarti ti voglio
per ricordarti ti cerco…
Sei frutto di conoscenze
sei estratto di pensieri
sei effetto di illusioni
sei la virtù dei sogni
sei oggi come ieri…
Non temi senescenze
non passi come ore
dal capoverso al punto
tra le tue pagine
si ferma il tempo…
Un sorriso
può accendere
il buio della notte
può sciogliere
il ghiaccio di morte
può donare
la luce dell'alba
può inebriare
la solitudine triste
può snervare
l'insaziabile egoista
può abbattere
i muri dell'odio
può consolare
l'animo smarrito
può districare
gli impervi sentieri…
E'una dolce armonia
nell'amara discordia…
Se vivere
vuol dire sentire
basta toccare
il velluto
dei frutti maturi
basta cogliere
l'armonia
del pigolìo dei passeri
basta il calore
al crepitìo del focolare
basta l'odore
delle spighe mature
basta il sapore
salato del mare
basta l'afrore
di foglie silvestre
basta guardare
alla luce lunare
basta consentire
all'aquilone di volare…
Megalopoli
in fuga tremano
in corsa volano
in folla annientano
il tempo si riduce
l'incedere di ore
nella folle danza
se presto o tardi
non muta il gusto
la bocca di amare
parole si empie
ma rimane vuota…
Svuota la frenesia
senza la fantasia
sbigottiti lascia
privi di armonia
gli animi afflitti
non hanno ali
per volare giù
i piedi attaccati
a duro cemento
impastoiati giù
trascinano giorni
senza immaginare
una vita migliore…
Orme
lasciate ieri
da leggieri
passi avanti
a cercare
motivi veri
per vivere
sacrifici umani
affrontavano
in animo sereni
certi di tornare
a donne fedeli
e patrie onorevoli
segni di passati
eterni valori
eternati da gesta
eroiche impavide
di dolore e di morte
labbra rosse o livide
d'amore o di morte
serbavano in baci
onore e rispetto
nulla a dispetto
di amicizia
sincera e leale
lo sguardo regale
fiero e senza ombre
rischiarava il volto
specchio della luce
di anime limpide
pulita la fonte
che le dissetava
non cancellate
quelle orme...!
Se morire
vuol dire
non sentire
non vedere
non respirare
immagini di essere
chiusa in una scatola
senza via d'uscita
immobile guardi
indietro nella vita
ora oramai finita
la memoria tesse
la trama di ricordi
nitidi o sbiaditi
l'emozione decide
che li accompagna
ti prende per mano
insieme a loro
torni a scrivere
quel ch'è passato
il poema eterno…
Oltre l'orizzonte
illusorie nuvole
ti trasportano
su fili di cielo
gli aerei binari
conducono treni
diafane le forme
verso le estreme
mete dei sogni…
Trovi una porta
chiavi non hai
per entrare
oltre la soglia
aria di mistero
tra le fessure
giunge e irrora…
Il tuo pensiero
radici umane
lo nutrivano
è pronto ora
per il decollo
verso le mete
di sogno eterne…
Non serve
arrossire di vergogna
o impallidire di paura
se l'umanità ti vede
ma non ti guarda
non serve
raccontare un sogno
o inventare favole
se l'umanità ti sente
ma non ti ascolta
non serve
costruire pensieri
o vagare in sentieri
se l'umanità ti segue
ma non ti risponde
non serve
trovare scopi
o cercare cause
se l'umanità ti chiede
ma non ti comprende…
Essere felici
si può scegliere…
avendo colto il dolore
non potendo perdere
effetti suoi nell'anima
pur lasciandosi inondare
dalla freschezza viva
d'una folata pura d'aria
lasciar spazzare via
la bruma in strati scesa
sulla vita ogni giorno…
Decidere di sorridere
e non dolersi nel pianto
purchè sia un sorriso
sentito e trasmesso
invece di un pianto
solo e senza lacrime…
Solo lacrime di gioia
possono rigare l'anima
e servono a trasmettere
il profondo sentimento
come un sorriso rubato
all'onda in riva al mare
o alla fronda assolata
su la vetta dei monti alta…
Basta sapere
di essere in quel che fai
basta credere
di essere in quel che dai
basta volere
di essere oltre quel che dici
basta desiderare
di essere sinceri con amici
basta sentire
di essere nel sibilo del vento
basta nutrire
di essere come fantasia
per giocare tra voli alti
e guardare verso il basso
con lo sguardo che scruta
quel che in orizzontale
non vien visto né udito
scoprire misteri tra cose
scontate da non sembrare
vere come la prima parola
affiorata per caso su labbra
di un bimbo muto fin allora…
Superbo sole
entri fra le fessure
di un muro
o tra gli spazi
di una siepe
invadi l'alba
e bruci il tramonto
colori le spighe
e inaridisci le zolle
carezzi la fronte
e perfori le pupille
fai sgorgare sudore
e dissecchi le fonti
scaldi verdi ramarri
e annerisci piante
a tuo piacimento
agisci dando vita
o causi tormento…
Se perdessi la
vista
vedere non potrei
sfumature grigie
di nuvole nel cielo
cinereo al crepuscolo
cavalli alati sorvolano
i tetti piatti e uguali
li trasformano in piste
lì il pubblico acclama
al più forte dal fulvo
mantello destriero
desiderio del cavaliere
migliore non risparmia
fatica fino a morire
zampe in alto
crini al vento
sfida l'universo
diversa creatura
nata per vincere
cavalco quel destriero
e non ho paura di nulla…
Secco il vento
asciuga la trachea
fa fatica a scendere
la saliva s'inceppa
e strozza la parola
quel che disseta
cerchi d'intorno
vedi solo sterpi
la terra pensi
non dà più frutti
dove potrai il fiore
desiderato cogliere?
Stremati i sensi
non rispondono
a flebili percezioni
arrochita la voce
non emette suoni
monosillabi freddi
non bastano a dire
il bisogno d'amore…
L'orecchio teso
ascolta se giunge
da lontano un'eco
riflesso di voce
lontana incide
sulla corda
seppure sorda
timida risponde
al suono invocato…
Nell'ombra vedo
riflessa la mia vita
in un lenzuolo
bianco, nera l'ombra
si muove al canto
dell'anima insicura
vorrebbe accanto
un pilastro certo
a sorreggerla
a guidarla
perduto l'orientamento
effetto di sgretolamento
non trovarlo accanto…
Svanita l'illusione
trovi una dimensione
palliativo di sopravvivenza
costa accettare la finzione
l'accetti se puoi talvolta
immaginare l'ombra
divenuta un fiore
a spargere profumo
ovunque lo sguardo
muova a ridosso
di un bel mondo…
Amichevole uno sguardo
può essere casuale
mentre per strada
pensi ai casi tuoi
e incontri occhi
che ti parlano
usano le parole
il tono che vuoi…
Non danno chiare
risposte guardano
iridi che incontrano
mentre si cammina
per caso cercando
una risposta tra passi
silenziosi andando
piano o in fretta…
La risposta perfetta
rimane in silenzio
ti osserva con fiducia
ti sprona nel giusto
verso mentre non sai
cosa ancora ti aspetta
quando è successo
non ne sei sorpreso…
Un uomo si scappella
e indietro mi riporta
quando costumate
dame incedevano
sicure del rispetto
che incutevano
salute erano
per l'animo
quando villano
le incontrava…
Giullari e trovatori
ne cantavan le doti
l'altera castellana
rendeva assai gentili
animi dapprima bruti
e l'angelo di Dante
fece prendere il volo
ai non nobili villani …
Salutare il saluto
della casta Beatrice…
Che miracolo accade?
Se uomini in strada
si scappellano miti
di rispetto antico
desìo manifesto
in cavalleresco
ritornato gesto
a consolar la donna
ritornata gentildonna…
Anima nuda
ti riveli senza veli
ti piace svelare
segreti sommersi
dal cuore in piena…
Per amore ti dai
per onore rischi
per ardore perdi…
Continui a sfogliare
pagine aperte
dove scrivi sentimenti
non vivi altrimenti…
Povera ti senti
a non dire alla natura
che fremi
al soffio del vento
all'ombra della luna
alla luce delle stelle
all'azzurro del cielo
all'odore della terra
al sapore della spiga
al profumo
del fiore spiegato
dalla brezza lieve
dell'erba irrorata
dalla brina…
Ora sei certa
resti nuda
per sempre…!
Trasecolati sguardi
a una vita che corre
niente più occorre
all'uomo dai madidi
pensieri intrappolati
in fiumi che scorrono
veloci letto non trovano
eppure giungono a foci
dove i sogni annegati
modi esprimono asfittici
di interpretare le parti
volute da convenzionali
gesti nel teatro amorale
di misera convenienza
legge di sopravvivenza?
Come salmoni pronti
a morire nel risalire
il corso del fiume
sogni di sognatori
non temono risacche
branchie mai stanche
controcorrente vanno
a morire e nemmeno
l'inferno può fermarli
continuano il paradiso
a immaginare intrepidi
è per la sopravvivenza
di pochi limpidi sguardi
diretti verso la speranza…
Crepitìo
soffuso
arde legna
al fuoco
lento
scoppiettìo
improvviso
attrae
lo sguardo
immerso
in mesti
sensi
cenere
attizzata
salta
volontà
di colpire
le posate
membra
imprevisto
di natura
interrompe
la mestizia
riaccende
la brace
riflessa
nello sguardo
il suo comando
destati!
Panico sentire
tra faggi
in anfratti
silvani
fruscìo
di foglie
carezza
i volti
immersi
in verdi
pensieri
solitario
essere
al mondo
creature
originarie
incontrano
arabeschi
di nuvole
su arboree
vette
riflessi
di luna
accompagnano
versi
aquile falchi
cervi linci
attraversano
albe
rupestri
armonie
suonano
leggere…
Ti sento gracidare
passi ore nello stagno
annunci la pioggia
giammai ti arrendi
nuoti tra le alghe
è tutto lì il tuo regno
eppure non interrompi
il tuo canto e rispondi
al grillo prepotente
quando affievolisce
il canto tuo notturno
vorrebbe batterti
nella gara d'alloro
si addice ai cesari
e ai poeti grandi…
Ma arrivi tu in finale
invitta prova vocale
la tua in uno stagno
trasformatosi in corale
soprani baritoni tenori
in arie si avvicendano
estreme voci di cantori
in un gran misero secolo…
La faccia della luna
dice cos'è chiarezza
allontana le ombre
gettate da chi trame
ordisce in segretezza
guardiamo la luna
se abbiamo occhi
non gettiamo fumo
sui ricami dorati
che disegnano
la sua splendida
faccia piena o
a metà calante
falce crescente
miete i pensieri
più intimi ascolta
i versi struggenti
dell'anima rea
o più innocente…
Suggella i segreti
non serba rancori
di chi la impreca
tenera compagna
delle notti più fonde
copre più di fronde
folte chi la sceglie
come sua confidente…
Se vuoi l'inverno
non puoi essere
lungo il deserto
lì sabbia smuove
e il passo affonda
lì nessuna meta
è mai raggiunta
ti tocca andare
e nulla sapere
del ritorno…
Illusione andare
avanti e ostacoli
non trovare mai
sole cupo illumina
chi senza tregua
né ristoro cammina…
L'umanità si dilegua
qualche biscia striscia
perforando la sabbia
topi o scorpioni
unici testimoni
di vita che continua
senza vedere orizzonti…
Eppure paiono monti
fumare dietro miraggi
barlumi di luce tremanti…
Neve si vede sulle cime
prova di presenza
d'inverno speranza
d'allontanare il fiume
secco di dune di deserto…
Inverno
che non è inverno
tiepido il sole
il mattino scalda
la luna la sera
si affaccia mite
placa il soffio
del vento arcano…
Si sente l'autunno
si cerca primavera
nel cielo turchino
al crepuscolo sereno…
Una stella volano
della notte cometa
silente rammenta
la nascita nuova
nuova la stagione
di un inverno
senza inverno…
Tutto regolare
nulla sapere
del futuro
immaginare
si può però
cosa può
peggiorare
o migliorare…
Cambiare tuttavia
non si può evitare
in mostri trasformati
uomini o bestie
non più albe
a iniziare il giorno
notti fonde o nebbia
fosca patina
avvolge cose
nudi sguardi
accecati ai raggi
di luce innaturale
non crepuscoli
non primavere
inverni gelidi
torride estati…
Nessuna atmosfera
lascia pensare
vi sia stato un passato
qualche sopravvissuto
oggetto lo ricorda…
Grani di grandine
feriscono vetrate
rigate da lacrime
di pioggia ora
grossa ora sottile
sciacquìo e mota
in pozzanghere
laghetti naturali
paiono artificiali
piedi non saltano
immersi si bagnano
pesano come zavorre
senti non facile
superare l'ostacolo
piccolo il guado
raddoppiato il peso
delle gambe fradice
duro danzare le ore
del tempo sospeso
tra l'essere in terra
e l'andare in cielo…
Me stessa
Penso alla volontà
di essere giusta
l'aver capito
la ragione di questa
vita sprecata
cercando desideri
e gioia tristezza
trovata ogni volta
spesa l'energia
in pensieri chiari
divenuti oscuri…
Amore per l'amore
amore per la vita
più non basta
necessario sentire
il peso dei giorni
sulle spalle curve
fa tremare il futuro
se penso a me stessa
annaspa il fiato
nella gola arsa
a vedere quanta
strada da fare
senza vedere
l'ultima fermata…
Consolazione
unica sapere
che alle mie spalle
figli della luna
non più miei
scalino forti
gli alti monti
dell'universo…
Sonno
programmatore
di anime sveglie
all'improvviso
spente o meglio
in stand-bay…
Messe in carica
per riprendere
il normale sentire…
Orbite satellitari
figure stellari
tengono in vita
la mente sospesa…
Stato paranormale
ascendere tirate
da fili invisibili
su sentieri lunari
abitati da stelle
che luccicano
mentre dormono
le anime assonnate
a uno stato confinate
di temporanea stasi…
E' inutile ribellarsi…
Un lampione
attende
la notte
che torni
a illuminare
selciati bui
traversati
da anonimi
passanti
avvinti
nei pastrani
a celare
miserie
o nobiltà
appagati
dal non essere
visti vagare
nella notte
senza una meta
senza un inizio
senza una fine…
padroni dell'istante
assertori di niente…
Se vivere non piace
si può fuggire…
Terre lontane
attendono
esploratori
curiosi
scoprono
tesori
nascosti
nelle cortecce
degli alberi…
Un frastuono
e poi emergono
diamanti
di madreperla
smeraldi
di acqua marina
collane di brina
piume di brezza
belletti d'aurora
bracciali
di larici incastonati
su abeti sempreverdi…
Se nulla cambia
immagini a colori
aquiloni alleviano
l'artrosi della vista
draghi cinesi corrono
come bruchi in festa
code si rincorrono
come treni smarriti
sullo stesso binario
alcuna meta chiara
li attende, contenti
trenini d'infanzia
di girare in tondo…
Passeggeri allegri
a bordo sono fieri
di quel che vedono
uguale il panorama
diverso se visto
nel verso capovolto
basta un ciak!
e cambia la scena
ansie diventano
stupori, piovono
coriandoli, interi
quartieri in festa…
Le luci accendono
le vie silenziose
storie favolose
raccontano, poi
le tramandano…
Fa tanto una melodia
tenue si insinua
tra le pieghe
di mesti pensieri
come una ventata
fresca scioglie
la tensione
libra la mente
verso mete
molto lontane
eppure toccare
potresti il chiaro
schermo sul quale
riflettono un film…
E sei lì in quelle
terre lontane
libera da paure
certa di fare
non ti piace
l'idea di tornare
andare avanti
ti preme la visione
e quando il film
si interrompe
ti chiedi quando
sarà la prossima
puntata…
Diffuse crepe
aprono muri
incertezze
contro
certezze
han lasciato
visibili segni
continuare
a risanare
vecchi muri
riapre le ferite
uguali fendono
intonaci non
più resistono
alla tracotanza
di indelebili
cicatrici
ricordo del male
dato o ricevuto…
Cosa potrebbe
fare il perdono?
Risanare l'anima
quando lontano
va a sfociare
la fonte del male…
I piccioni
tessono con le tortore
discorsi per salutare
lo spuntato giorno..
Righe rosse fasciano
la stanza
immersa nel giorno
d'improvviso…
Accoglie
nuove
scritte di fuoco…
In sordina
sovrastano
pian piano
il veloce rumore
che acceca
la mente
che assorda
con l'eco
che dalla strada
sale …
Rompono
urla oscene
il silenzio
di magia
dell'alba…
Esplode il quotidiano
rovello a blaterare
inutili ciarle contro
l'enigmatico tubare…
Una scia
di nube bianca
attraversa cieli
sereni interrotti
da sfumature
di sole
tra le bianche
strie passa
un uccello
è solo
lancia un verso
che ritorna giù
mentre lui è su
grido di libertà
lassù
tra i rumori qui
tutto rimane
uguale…
Basita guardo
immagini
tremanti
ansante il petto
vuol contenere
emozioni forti
sbandano menti
fragili tremano
al soffiare venti
forti invadono
vie e basamenti
a scacciare vanno
fantasmi morenti
annegati in uno
sguardo perduto
nessun rifiuto
è stato negato
eppur allegrezza
sa di salvezza
nel mondo dato…
Adusare aduso
di successo
al mondo
sconnesso
in tondo
gira gira
l'era ora
è questa
va mesta
superflua
melliflua
proterva
or sbava
le ridde
implode
esplode
un pianto
è accorato
del mondo
non amato…
A occhi chiusi
vedi il mondo
modi astrusi
di albergare
in un mondo
frastornato e
frastornante
fiati sospesi
lungo crinali
piatti o scoscesi
arrivi in finale e
non sai come…
attendi
pretendi
sospendi
riprendi
a cercare
a occhi aperti
giochi scoperti
dicono bingo!
Però la partita
non è chiusa
nessuno scacco…
Consustanziale
desiderio di volare
nemica del vento
è anima spenta
sostanziale
vituperio il cercare
motivi per fermare
fantasia di cose
trascendentale
visione attardarsi
a guardare cose
viste non chieste
celestiale
incontrare senso
nelle cose minute
da grazia date…
Le stelle tremano
brividi attraversano
le luci, si spengono…
Smarrita la bussola
non si può scorgere
nessuno orizzonte…
Cuore in una scatola
pulsa come le stelle
luce interrotta
da un brivido…
Assenza d'amore
bussa alla porta
le nocche livide
non hanno risposta…
Stella polare
che conduci al freddo nord
fermati a guardare chi non ha
occhi per vedere le profondità
del mare di cose che precipita
dall'universo spazi immensi
da esplorare eppure volontà
poca di affrontare l'impresa…
tensione a procedere in avanti
calamitati come mai indietro
a perlustrare vie percorse già
da chi più temerario affrontò
l'incerto futuro inconosciuto
spazi vaganti tra abissali
baratri naviganti con l'aiuto
solo del vento…
Magia di una falce
di luna e una stella
di luce brilla
i cieli sussultano
nonostante chiara
sia l'indifferenza…
Parole non bastano
a schiarire lontano
minacciose nuvole
dall'odore di neve…
Rivoli trasparenti
di bianche lacrime
il volto rigano
al lontano monte…
E'lì che sgorga
il fiume vitale
scommessa
vinta a nascere
persa a morire…
Futuro
provvido di attese
grave di angosce
tutte sono svanite
le pretese…
Un raggio di sole
caldo rianima
l'anima gelata…
si è fermata
al tempo
dei profumi
antichi
di legna
arsa
illuminata
da fiamme
crepitii
parlano di ieri
di agri sentori
espandono
fumi odorosi
non vogliono
altro…
solo calore.
Solo l'odore
di orme nevose
risvegliano…
Verrà domani
un altr'anno!
Un alito giunge
di tenue calore
tra folate
gelate
intorno rumore…
Speranza
di rinascere
tra rottami dorati…
Tentativi stolti
di trovare
senso
là dove senso
non v'è
ahimè!
Gesti ingrati
sono diretti
a chi impulso
trova nel verso…
Rinascere
con la forza
di un bimbo
in una culla
di fascine
la faccina
dice Natale
il dio bambino
di vite umane
cattive e buone
viene da grembo
inviolato pane
amore di mondo
viene da dove
posto ve n'è
per ognuno
in ogni dove…
Paura non v'è
lì di non avere…
Basta l'alito
di bue e d'asino
a scaldare…
Superbamente
credi
che solamente
tu
possa capire
te stessa
per essere
creatura
unica
a soffrire
per poco
o molto
nel mondo
indifferente
in stralunate
visioni
del niente
che veramente
non è
fuori dall'essere…
Vivere
Al mattino guardi intorno
è ancora l'alba, più chiara
del giorno, gli oggetti
sono fermi, la finestra
di fronte è ancora
spenta. Dormono
gli uccelli, il cielo
lentamente si rischiara.
Comprendi di essere sola,
approfitti per chiarirti
con la tua anima.
Sei curva sul tuo tavolo,
i pensieri affollano
la mente, ricordarti
quel che sei stata
è possibile ora. Sola,
accucciata sulla tastiera
che risponde solidale,
per quanto amica fragile
delle dita che scorrono.
Nel frattempo è giunta la sera
dopo la pausa del giorno,
in cui ti annulli nel frastuono.
Senti la mente svuotata,
ritrovi la rima smarrita,
sai che puoi ricominciare
domani, riprendere a cantare
Sfera
Una forma avvolgente
lascia sperare la gente
che si possa stringere
intorno a un tavolo,
senza arringhe mostrare
sentimenti inviolati,
non smorzati dalla realtà
che annulla la personalità
negando i sogni, voluttà
che si devono nascondere.
Imbastiamo allucinati
discorsi e i desideri
vanno alla deriva,
per quanto a galla
tornino a riproporre
una soluzione positiva
a irrisorie controversie.
Giriamo in tondo, le vie
giuste si ingarbugliano,
rovi diventano pire
e i nostri cuori ardono.
Perdiamo l'amore
che è a due passi,
fermi in una stasi
che diventa paralisi.
Lasciamo muovere la sfera
perchè riviva chi spera.
Per vivere morire
non son'io
tua nemica
anima mia
vede al di là
di silenzi
muri di cinta
intorno atti
gesti distratti
seppelliscono
parole mai
dette, negati
i sentimenti
qui muoiono
non restano
che lamenti…
Il vento assale
come paura ignota
a un tratto destata
da sibili disperati
come perduti fiati
nell'immensità
voci dall'aldilà?
Inutili discorsi
intrattengono
l'anima volta
a svelare sbuffi
d'un vento
eco sfrenato
d'un tempo
già passato…
Spirale
Su te stessa ti avvolgi
tra le tue spire stringi
ogni cosa, che soffoca
nel vortice del nulla
che attende al varco.
Attiri nel tuo gioco
di giri concentrici,
una giostra che mostra
scene di vita che corrono
senza sosta. Catturano
la vista, l'udito e il tatto
in percezioni che illudono
di sentire il mondo
nella giusta dimensione.
Niente fa eccezione
quando gira la spirale,
ruota eterna, nessuno
la ferma. Infernale
scherzo di paradossale
sorte toccata all'uomo
cui è dato possibile
capire lo scherzo
che gli gioca la vita.
Stella
Accendi la notte
occhio sul mondo
che altri non vedono.
Facile per te ascoltare
le nenie notturne,
frutto di paturnie
oppure le storie
di ciechi amanti.
Una bizzarra nuvola
copre la luna, favola
che di notte si ripete
e non ti stanca. Scopri
il giuoco col tuo occhio
sicuro, cancelli errori
commessi di giorno.
Frasi pronunciate
senza amore né pudore,
per te conta l'ardore
di parole non dette,
nella mente celate
per non sbagliare.
Bersagli di facili
bugie indecifrabili.
Ma tu illumini la notte
e spazzi via i sotterfugi
di chi nel buio ordisce
inganni, inutili rifugi.
Nessun dorme
per vedere tra le ombre
sagome nere
vengono avanti
scostano il velo
accesso mancante
alla porta del mistero…
Anime in attesa
si intravedono
colme di spirito
di corpo vuote
ai vivi guardano
perché non muoiano…
Carezzano le tempie
con notturne visioni
o fan tremare il sonno
con sensazioni
di baratro
giù precipitano…
Immagini empie
affaticano la mente
vorrebbe dormire
ma il corpo trema
poteva sprofondare
trattenuto per un pelo…
Sul precipizio
guarda in basso
provoca collasso
vedere l'accadere
circostante congerie
per cui morire…
Non è la fine
per cui si trema
ma come arrivare
alla fine fa tremare
povere le membra
scosse dal timore…
E oltre la porta
l'anima guarda
ferma sulla soglia
del timore spoglia
nulla può fermare
lo scorrere di fiumare…
Il vuoto
genera vuoti pensieri
effetti d'anima stanca
non sente più allegria
in un mondo dalla
patina nera oscura
brama di vani desideri…
Come empire il vuoto
di un presente assalito
da giochi allucinati
di menti e di cuori
ardori ormai spenti
sereni moti di spirito?
Fantasmi divenuti
d'un passato andato
dimenticato ormai
vani i tentativi
di rinvigorirlo
nel presente vuoto…
Che giovinezza
abbia il potere
che vecchiezza
spezza le membra
come del cuore
le sue esili corde?
Tornare a ingenua
visione delle cose
che salvezza
sia dalla morte
stanca anima
si possa ritrovare…
Fitta una fitta
percuote il ventre
come avvertire
volesse di non
lasciarsi andare
al flusso continuo
di ore che non
si possono contare…
Avvertimento
del corpo
che reagisce
al tempo
che passa
non si rassegna
la mente…
Accettare il dolore
rende più forti
a contrastare
l'effetto
di sensazioni
troppo forti
nel colpire…
Accettare il male
fa forte il corpo
che fa sbocciare
fiori laddove
essenze di morte
chiuse da porte
effluviano odore…
Il presente non piace
a chi spesso soggiace
a richiami dal passato…
Illustri artisti, filosofi
scienziati, scrittori
ritornano dal passato
a dir ch'essi migliori
sono stati a narrare
vicende, storie, onori
di tempi e spazi d'ieri…
Luci soffuse nei caffè
abiti di piume e lamè
narratori di avventure
vissute oppur sognate
eppur di predecessori
nostalgici amatori
un viaggio a ritroso…
Nel tempo di ieri
vanno a cercare
chi fu migliore
nell'espressione
dell'arte, illusione
trovata o desiderata
di fuga occasione…
Indietro nel tempo
per vivere un tempo
migliore del presente…
Un ciarlare
variegato
variopinto
a piè sospinto
le labbra muove
a rischiarare
sepolti pensieri
dietro immagini
avvolte in misteri
lasciati annegare
tra sensazioni
anonime di finiti
spazi articolati…
Un sentore
di parole
non pronunciate
ancora
affiora
sequenza
di lettere
in fila dirette
a colpire
il centro
delle cose…
Un tappeto di foglie
i pensieri accoglie
cadute da fronde
ancora s'ode
il bisbiglio
volto all'uccello
caduto dal nido
un canto nitido
ancora s'ode
e salta snello
in cerca d'amore…
Perduta la madre
tace il pigolìo
più non attende
carezza lo sguardo
smarrito traguardo
la foglia verde
ancor s'intravede
tra le gialle foglie…
Marini alberi
Ulivi maestosi
si inerpicano
su sentieri rocciosi
parlano
di tempi erosi
dai venti
da lontano
venuti
da marosi
ora fuggono
su cime tempestosi
annunci divenuti
di una favola...
Antica
risponde a dubbiosi
odierni percorsi...
Fa eco
alla vergine lingua
dei maestosi
compagni
il contrappunto
di aghi
del più
alto pino
maestro di musica
da onde
composta
infrante
lungo le arboree
vie scavate
sui marmorei fusti.
Piano un pianoforte
introduce violini
desiderosi di toccare
animi distanti
ritrosi a suoni
vogliosi di rompere
silenzi pesanti…
Una festa giungere
si vede da lontano
note impertinenti
si fanno avanti
desideri colmano
da gesti sepolti
ognora ripetuti…
Piano le note
si insinuano
tra scolorate
voci irrompono
su panorami muti
oggetti tremanti
ora festanti parlano…
Assenza di presenza
libertà da vincoli
che allacciano
la fantasia
indebolita
dalla resistenza
alla gravosa realtà…
Estremi di beltà
in una dimensione
sospesa tra nuvole
e firmamento
in un momento
sei assente…
Voli sorretta
da ali di farfalla
dal suo baco fiorita
ti culla il vento
la vertigine del vuoto
ti solleva da terra…
Per un attimo
non sei tu nella vita
la vita è in te
cogli frutti
gratuiti
e li vuoi donare…
Ristetti immobile
a rivedere in mente
cosa quell'ardente
risposta memorabile
volesse dire
al viandante distratto
preso dalle luci
arse come braci.
Il cammino condotto
l'avrebbe in un luogo
ignoto del tutto
a chi nel dialogo
cercasse la ragione
a quotidiani affanni.
Nessuno è nei panni
di sapere il perchè
di tanto gemere
oppure di vivere
con la certezza
di trovare tepore
nella statica freddezza
che abbandona
chi non ha giovinezza.
Un vuoto interiore
colma questo cuore.
Anonymous
dicono di un conte
di Oxford essere
di opere scrittore
anonimo per puritani
pregiudizi anglosassoni
per amor di lettere
parole versi drammi
sonetti poemetti
e ancor commedie
per falsa identità
shakespeariana
al pubblico dati
eppure intatti…
Infranto un mito
nasce rinnovato
profondo amore
per le parole
che hanno scritto
il secolo vissuto
e ancora intatto
dicono l'arte
del verseggiare
universale
immortale
sacrale impeto
che rende matto
l'animo poeta…
Lasciarsi andare
al suono del vento
accarezza la mente
fa nascere un canto…
Mosso un nascente
astro per incanto
luce fa sbocciare
da foglie d'acanto…
Mistero sconvolgente
ti si svolge accanto
mentre era morente
il sole al tramonto…
Mai sazia d'amare
l'essenza aulente
portata dal vento
in nubi al traversare
lo spettacolare
immane firmamento…
Piccola mi sento
in questo grave
mondo che stento
a capire, spento
l'ardore che soave
rende ogni intento
cerco nutrimento
nel mondo lieve
delle piccole cose
che meravigliose
risvegliano voglie
antiche rimosse
ora mi appresto
a sentire bisbigli
di vita mossa
in piccole cose
mai viste prima…
Dormire non posso
se guardo il mondo
se osservo la luna
se guardo le stelle…
Il fischio del vento
è un allarme sotto
la porta passa
la quiete rompe
con impeto
inquieto issa
le lasse membra
negato il riposo…
Il tempo finisce
il capo smarrisce
non si può perdere
il passare dei giorni
riduce la voce
ingrossa la vista
sfuma gli odori
scolora lo sguardo…
Fotogrammi
in bianco e nero
sciorinano attimi
che non tornano…
Un fulgore larvato
accende distese
in cielo le nuvole
non ha pretese
quel che vuole
è carezzare
sguardi
rabbuiati
dal disincanto…
Come un canto
notturno giunge
poco nitido
non limpido
all'orecchio
che dorme
un umore ovattato
lenisce lo sguardo
dietro le palpebre…
Stridere di arnesi
ferrosi amanti
di mani ansanti…
Tempo costruito
di polvere e sudore…
Occhi ammirati
dall'opera finita…
Uomo costruttore
di cose viste…
Carne e ossa
nella strenua possa
data alle mani
da braccia mosse
a costruire opere…
Tempo usato
a non pensare
tosto a creare
quel che anima
e mente dare
sanno senza
dare dolore…
Creata l'opera
è occasione
d'amore toccato
visto e sentito
tempo non perduto
cuore non smarrito
nelle vie oscure
divenute dure
per il dolore…
Il tono sommesso
non frena il discorso
accelera al battito
dal tempo scandito…
Pulsazioni accelerano
il cuore assalgono
una piena di sensi
traversa i polsi…
Animo segnato
dal passo alato
di ricordi sommessi
sguardi commossi
al moto d'immagini
dal sapido odore
dei volatili pollini…
Pregno d'ardore
il selvatico mosto
dai rubinei grappoli
di liquido colato
non fa sentire più soli
all'ombra del tepore…
Raccapricciante melodia
il suono
del silenzio
in una notte
senza stelle…
Straziante il sibilo
stridente tra nuvole
contorno alla luna
solitaria compagna
del vuoto cielo…
Povere parole
il poeta tesse
tra nuvole spesse
bigie risposte
a domande vuote…
Pur intesse
timidi versi
contrappunti diversi
a lenire il pianto
lo dice il canto…
Sconsolato il dire
per non tradire
l'animo serrato
pure oscuri
i pensieri veri…
Sole autunnale
esprimi una parola
dietro una nuvola
impensierito da vapori
fumose espressioni
di un firmamento
stanco di movimento
vuoto di passioni
solo impressioni
fugaci di un futuro
incerto per questioni
vuote di sentimento…
Un raggio il tuo timido
assertore di una luce
vuol dipingere il mondo…
La speranza ti conduce
a sfidare ti induce
l'indifferenza del mondo…
Dico tacitamente
che le stelle illuminano
il mondo circondano
di celati segreti
nel luminare selciati
solitari attraversati
da uomini soli
viandanti di notti
buie e mute
per chi gli occhi
chiude immutati
dalle follie del giorno…
Dico tacitamente
che gli umori della terra
avvertono le anime
angosciate del tempo
che scorre come fiume
in piena assale informe
case, vie, ponti
seppellendo solitudini
viste da nessuno
prede inermi
di onnivore gesta
e vedere più non basta…
Dico tacitamente
che illude il violino
suonato nella notte
dalle stelle affacciate
a guardare sconsolate
vite che scorrono
su un inutile pentagramma
unicamente certo il dramma
inanimato e taciuto
di chi passa la vita
inosservato per le vie
notturne chiare alla vista
unicamente delle stelle…
Perché
cercare
una risposta
non vale
come volere
annientare
il male…
Cerbero d'anime
lo vedi trangugiare
impietoso
lascia esanime
il corpo gravoso
di dubbi…
Pesante dai malanimi
vissuti per odio
o per amore
in cerca di certezze
lasciato solo
alle sfrontatezze
del mondo…
Pesante il passo
avanza l'ora
senza baldanza
cercare una risposta
a nulla vale
vale il senso
di una vita
non sprecata…
Senso di tedio
odiato da Wilde
quale peggior peccato
agognato da Leopardi
quale salvifica noia
vissuto da Tasso
quale stato di alienazione…
Voluto da Seneca
quale odio per la vita
sentito da Orazio
quale strenua inerzia
inteso da Lucrezio
quale sete di piacere…
Senso di tedio
quale attesa di vita
inerte volontà
di afferrare
di possedere
quel che lasceremo…
Se morisse
il vento
statica l'aria
asfissia di sensi
alcun respiro
a riempire
petti vuoti
diaframmi
annichiliti
per l'assenza
dell'aria…
Desiderio di carezza
sul volto teso
per sciogliere
il nodo
stretto intorno
al collo
dov'è il vento?
Dolce possesso
di vitale fragranza
lasciata dai pollini
dal fulgore
del sole
dal passaggio
della luna
nel silenzio
dal balenìo
delle stelle
nell'immenso
della notte
dov'è il vento?
Lascia il sale
sulla pelle
mentre sposta
il mare
da lì sale
il sapore
salmastro
mentre muove
le dune di sabbia
calda nel deserto…
Ho
percepito un volo
di notte
per vie traverse
vagante
un battito d'ale
sangue sale
alle tempie
che sia male?
Appare
meteora
fuggente scia
di colore
spazza via
il nero della via
a nulla vale
il faro.
A vuoto riluce
balugine
di notte
l'occhio
rincorre
il battito d'ale
fuggente
scompare…
Braccia in
croce
si aprono all'infinito
luogo astruso
colmo di anfratti
stretti in un labirinto…
La mente prova
a cercare l'uscita
ma torna indietro
ricomincia a cercare…
Un gioco di specchi
si diverte a confondere
le idee si affollano
in un caotico disordine…
Il capo trovato alla fine
ingarbuglia la matassa
un nodo dopo l'altro
si deve sciogliere…
Imbroglia il senno
il riflesso di specchi
in cui si rimira
bruciano gli occhi…
Offerto all'infinito
lo sguardo sperduto
s'interroga ancora
sul senso dell'ora…
Scorgere
una luce
dietro un manto buio
ridona il riso
a chi vuol piangere
raggio balenante
irradia la temperie
quotidiana cantilena
di querule litanie
echi a soffocanti
quotidiani bisogni
che spengono la luce
ai sogni…
Istantanea fulminante
la riscoperta del riso
talvolta amaro
come fiele
ma prodigioso
quando dolce
come melassa
le labbra arrossa
diventa il quadro
di un mondo a colori
che allevia dai dolori…
Un lampo
mentre piove
quando il temporale
già esploso
ricorda una quiete
solo apparente…
Buio autunnale
che sa d'inverno
copre le cose
rannicchiate
in loro stesse
schivano indiscreti
sguardi puntati
sulle cose
che non si spiegano…
Una sottile nebbia
le ammanta
impacciata
verso coloro
che le tormentano…
Ma meste resistono
non le tradiscono
sguardi di anime
nascoste tra coltri
d'umido grigio
impresa trovare
un sorriso
pur solo abbozzato
un ricordo salvato…
Stornello
maldestro
rompe il silenzio
si tratta di voce
emessa con estro
eppure stona
con il resto…
Strana antifona
di un discorso
che non dice
quel che sa
segue il verso
di un uccello…
Vola misterioso
verso mete ignote
si direbbe canoro
ragionar di niente
eppure sono note
uscite dal coro…
Chiare volano
sul pentagramma
di vite volute
di cose vedute
nessun dramma
le scuote…
Inaspettato finale
di storie negate
traccia linee
scure sul crinale
immacolato
di nebbia di sogno…
Fermate il
mattino
Chiaro il cielo
libero da nubi
antenne tese
ferme finestre
attese colme
di speranza
in un migliore
giorno da venire…
Nulla fa credere
che odio alberghi
in animi tesi
a scrutare tra pieghe
di lenzuola stese
l'arrivo di un'onda
serena di vento
in un migliore
aspetto delle cose…
Fermate il mattino
finchè domina
il pacifico silenzio
tranquillo ascolto
di sereni mondi
lontani da immondi
pensieri nutriti
da corrotte essenze
generate da infelici menti…
Non c'è
spiegazione
al flusso di parole
sgorgato
da una fonte
intima
interiore fiume
alimenta
visioni
invisibili
a chi non osa
fermarsi
a guardare
ascoltare
cercare
incontrare
misteri
essi si svelano
a menti dubbiose
meravigliate
da affacci
su un mondo
non ancora rivelato…
Gli occhi
si chiudono
per non vedere
appesantite pupille
a fatica guardano
il mondo scrutano
mentre al bruciore
stoiche resistono…
Per la secchezza
di lacrime spente
dal vedere niente
assenza di storie
in cui credere
presenza di immagini
vuote votate a finzioni…
Surrogati di vite
spese tra finte
domestiche mura
a imbastire azioni
inutili negazioni
di circostanze vere …
Vuoti di coscienza
a intrecciare fabule
senza immaginazione
al fine di ingannare
la visione delle cose…
Come
dinosauri
spazzata via
la vita dal mondo
fuori dall'alba
s'aggirano in tondo
anime trasecolate
spettri di loro stesse
vagano allucinate
fuori da mete…
Cercano l'anima
perduta negli abissi
scavati da tempeste…
Pioggia battente
infinita fende
i volti sepolti
in langhe di fango…
Orbite fissano
non guardano
un punto lontano…
Non sono sorgenti
solo sassi sporgenti
feriscono i malleoli
inoltrati in viottoli
senza alcuna uscita…
Speranza ultima
nascere a nuova vita…
Coltri di
fango
assediano vie
sprofondano anime
soffocano corpi …
Trascinate da pioggia
battente alla mente
torna l’infernale
girone di Dante…
Ingoiati corpi
senz’anima
eppur gravati
dal peso di fango…
Terra genitrice
snaturata maga
malefica inghiotte
ogni forma di vita…
Impietosa vendetta
di chi l’ha offesa
ora indifferente
a umanità indifesa…
( 25 Ottobre 2011, alluvioni in Liguria e Toscana )
Alba d'anima
rischiara
la mente satura
si libra
in un mare
di candore
spazzata via
ogni ombra
tutto si colora…
Venature d'azzurro
dipingono l'aria
un respiro leggero
penetra la mente…
Sì dolcemente
carezza il capo
s'adagia sereno
su un guanciale
di petali gialli...
Riflessi di luna
sciolgono i capelli
una dolce nenia
annuncia il giorno…
Piovono parole
a irrorare i pensieri
si tratta di fole
colte tra i misteri
grasso il raccolto
nutre l'ascolto…
Piovono parole
a nutrire cuori
pane di favole
esaudisce desideri
ardite trame
l'ordito ricamano…
Parole soltanto
giungono a tanto
splendida la tela
mostra una sequela
di avvenenti spazi
si sopravvive qui sazi…
A piedi nudi
senti fredda la terra
l'erba ti sfiora
i malleoli
dove è più alta
si intrica
cela ortica…
A pungere pronta
amara impronta
nascosta nell'ombra
mormora la siepe
mossa dall'edera
ti volti a cercare
l'acero…
Vuoi toccare
la quercia
e larici
si danno la mano
bello il ricamo
fresco ordito
tra veli di rami…
Orpello segreto
nei pressi del greto
provi a scoprirlo
senti un battito
è d'ali di falco
il suo verso un urlo
spande tra il fogliame…
E' un suono
di speranza strame
s'intravede una greppia
l'indovini tra rocce
scavata da anime
in cerca di gocce
ristoro libera dalla sete…
Bigio chiarore
nasconde il sole
piatto di nuvole
dall'alto guarda
al di sopra luce
si cela alle cose
non le illumina
non sono festose…
Bruma le avvolge
non più verdi rami
seminano foglie
è pioggia triste
di aridi coriandoli
eppur giunge
essenza di melograno
arrossa le vigne…
Da crepe carminie
sgorga lucore
non sono lacrime
è fulgido liquore
irrora i campi
le dure zolle
son ora disciolte
ai piedi del colle…
Tra le dita
un petalo
si sfoglia
aulente essenza
divaga
si sfronda
odorosa nell'aria…
Peste impietose
calpestano distratte
caduto il petalo
profanato si smembra
acquattato nell'ombra
l'incauto piede…
Umana presenza
ignora la sorte
dell'inclito petalo
ignara sentenza
di morte
proclamata per caso…
Scrivo perché
l'alba ogni volta
è nuova
diversa la volta
celeste
s'inarca sul mondo
cancella
ciò ch'è immondo…
Nuova
la pagina riassume
tutte le gioie
ogni dolore compone
nel lume
dal chiarore di ragione
e nel buio
di sensi inconsci …
Giunge
il grigio di pioggia
arringa
mesto il tedio
sulla vita
non trastulla
il gemmare
di betulla…
Voci che consumano
si levano dall'anima
che mille lacrime
spende per svelare
raccapricci di natura
effetti di paura
dimensioni reali
o irreali creature …
Si affacciano alla mente
per cercare melodie
assennate o nenie
confuse in lettere
di astruse parole
scippate al niente
e lo riempiono…
Lasciano la mente
avvinta da strenue
ricerche in garbugli
di infinite cose
odorose di rose
o maleodoranti rovi
dalle scie fastidiose…
Invocano la vita
per comprendere la morte
cercano senso in terra
per decifrare l'eterno
intercettano stonate note
per ricomporre il poema
e intrecciare gli accidenti…
I raggi non sono spade
affilate dalle parole
acuminate dai sensi
ma vigili guardiani
di ore trascorse
a guardare le stelle
a misurare i passi
a scostare la polvere
del tempo
che si ferma
in immagini belle
scolpite nei sassi
che sollevano polvere
a descrivere il tema
di luce sgorgata
limpida dal sole…
Su e giù
per le scale della vita
farei un tuffo
nel vuoto
per capire la superiorità
di creature
votate all'arte…
Scelta dura talvolta
con risvolti amari
insufficiente sapere
di essere capiti
benché colpiti
dal simbolo…
Dietro la superficie
silente si manifesta
vestito di metafore
in un'alata realtà
leggero giunge
al suo traguardo…
Comprendere il valore
dei gesti compiuti
dall'arte dei colori
dall'armonia dei suoni
dal verso immacolato
del semplice poetare…
Se potessi dire
quel che mi preme
sulla scorta di piume
soffiate da desideri
calate sui pensieri
direi che è bello
di nuovo scoprire
se prima era rovello
l'energia di gioire…
Il cuore fardello
di allucinati sentieri
di un'anima confusa
oggetti alla rinfusa
deposti su scranni
deboli da malanni
per caso accaduti…
Principi accennati
di vita trascorsa
ad aspettare
di finire la corsa
utile accettare
con umile pazienza
un atto di coscienza…
Il suono del silenzio
Incedere di passi
tra sfaldati sassi
un solo uomo
avanza
nel silenzio
che ancora
lascia vivere la notte
non lascia
parole dietro di sé…
Una scia
di pensieri
echeggia della nebbia
leggera fuma
e copre le cose
profumo di rose
vaneggia la mente
che la via attraversa…
Desiderio di eccelsa
volontà di sentire
l'odore della vita
scorrere nel buio
di un'altra notte
nel silenzio
che sfalda i sassi
all'incedere di passi
di un uomo solo…
Riflettere stasera
mi fa pensare
al valore
delle cose non dette
certe di non sottintendere
pregne di emozione
interiore
sensazioni perfette
che dicono
il silenzio
dell'anima…
Ascolta
note leggere
salvate dallo svolgere
muto
dei pensieri
basta a scrivere
sincera la penna
che suona
mentre si sfoglia
la carta…
Leggera vola
rispettosa
del muto
incedere di parole
certe di dire
quel che legge
l'anima
chiusa nel silenzio
taciturno discorso
che la notte ascolta…
Ricordi presi al laccio
riportano indietro
in un mondo
che voluto
non sembra
fatto di fatti
a caso accaduti
mossi da volontà
di cose astratta…
Cercati sembianti
alla luce di memoria
raccontano casi
celati tra le pieghe
di una coltre stesa…
E'il favore del tempo
andato a scoprirli
senza spiegarli
immagini che affollano
mai satura la mente
di cumulare affanni
desii, tentennamenti…
E il tempo scrive
gli accadimenti
leggeri come piume
o come massi gravi
non vi sono chiavi
per aprire lo scrigno…
Avvolto l'essere
in un vortice
di cose dice
di lui che muore
se non può amare…
Come amare
tra cose amare
fiele il sapore
tutto muore…
Eppure vuole
credere favole
di versi alati
in alto diretti…
Brama il cuore
melodia tenue
per ingenue
creature…
Oboi di spore
spuntate da fiori
note a colori
offrono sapore…
Papille addolcite
un attimo rapite
l'odio cancellano
la noia annientano…
Grillo
esanime
cri cri cri…
cri cri…
cri…
c..r..i…
continua il suo verso
il grillo a verseggiare
e poi eccolo esalare
l'ultimo saltellante
sospiro…
Si deve fermare
ma il cantilenante
verso
riprende a cantare
fende le ombre
della notte
e il vento
ballerino
solleva le note…
Silenzio ancora
e ricomincia
la danza sonora…
Ancora rallegra
il buio
notturno
sa di silenzio
ora è il grillo
a zittirlo…
Fragole d'amore
offro di cuore
a chi soffre
mancanza
di emozioni…
Illusioni
a iosa profuse
per chi fosse
incompreso…
Scompenso
di odierna
solitudine
l'ha offeso…
Fragole d'amore
versate
nelle lacrime
sciolte…
Rigano nuvole
distratte
in un cielo
distante…
Fragole d'amore
acidule
per miracolo
trovano il senso…
Il giardino delle
parole
mi attende inflessibile
cerco e non trovo
per dire che provo
bisogno infinito
di parlare fiorito…
Espressioni nuove
di contenuto prove
da toccare corde
profonde…
Libere da legacci
agganci
possibili gli ami
di cuori pescati
da emozioni forti
dell'esca offerta
dal povero poeta…
Il cuore gela
assenti
sentimenti
vuoti
spassionati
allucinati
scontenti
impudenti
crescenti
sconsolati
dettati
scordati
passati
maleodoranti
presenti
spudorati
sembianti
affacciati
antistanti
substrati
celati
scorati
gelati
deserti
prati
tediati
operati
assediati
perdenti…
Il vento gela
il volto sferzato
da impietosi
sonori colpi…
A nulla serve
col bavero
ripararsi…
O stringersi
nelle spalle
irrigidite…
Scudo fragile
non resiste
ai duri colpi…
Immolarsi
la soluzione
finale possibile…
La strenua lotta
a sfavore di chi
vi si avventura…
Duello impari
la lezione
è bene impari…
Chi non sa
cosa l'aspetta
il senso d'inverno…
E' un tuono quel che sento
di lontano giunge a rompere
il silenzio d'una lunga attesa
irrompe il suo rumore
sordo e profondo
lascia capire il dolore
per l'assenza delle stelle…
E dov'è la luna?
Faro nella notte
certo fa il viandante
lungo il suo cammino
ora smarrito cerca
lo sguardo la direzione …
Inganna il baluginare
del lampo intermittente
a illuminare il niente
vaga immagine chiara
che al fin s'adombra…
Basta un cenno e io corro
i prati aspettano
salti gioiosi
in un autunno
di frutti maturi…
Nuvole bigie
attraversano
il cielo spolverato
da un filo di vento…
Passeri parlano
una lingua varia
rami assaltano
desiderosi di dirsi…
Una filarmonica
di fiati briosi
il colore dell'aria
si riscalda …
Ippocastani alti
imbastiscono
fili marroni
fuoriescono dai fusti…
Filanti stelle
scrivono le cose
accadimenti odorosi
svolgono trame…
Non servono parole
basta ascoltare
basta guardare
e tutto si avvera…
Una voce sussurra
vibranti suoni
umbratili forme
al riparo di foglie
disegnano l'aria…
Profumi verdi
espandono sentori
freschi lungo
montani sentieri…
Tra i sassi un volto
esprime la vita
com'era ai primordi
all'inizio dei mondi…
Terra resisti
ai duri colpi
inferti da chi
non t'ama…
Tutto brama
desiderio nero
non è sincero
con te che nutri…
Madre amorevole
con chi sgradevole
t'ha ingannata
la linfa depredata…
Teorema
sorridono immagini
confortano suoni
echeggiano parole
scrutano visioni
confondono linee…
Iperboli spontanee
scaturiscono dai cuori
destano emozioni
fragili illusioni
ritornano con forza
determinati i sogni
allontanano tempeste…
Possibile l'allegria
salva il naufrago
inabissato nella procella
torna a galla confortato
dal ricordo di chi è stato…
Cosa vorrebbero dire le stelle
pulsanti vite sorelle
di notti insonni
o coronate da sogni
o assediate da ombre
di abissi nascosti…
Stelle che illuminano
visioni lontane
che ora s'avvicinano
dicono balzane
verità tradite
alla luce del giorno…
Stelle nostre sorelle
le nostre sere guidano
dietro le porte
di luoghi solitari
dove si può credere
al conforto d'amore…
Stelle fedeli sorelle
che non tradiscono
attese di mondi
dalle finestre
aperte ogni dì
ad attendere l'alba…
L'oracolo muto
Mi soffermo a guardare
nella luce a scrutare
sfumature di colore
che parlino d'amore…
In attesa lo sguardo
si smarrisce in uno sfondo
colmo di vuoti venati
di paure striati nel fondo
dai ricordi ritornati
a guardare nella lente
dei pensieri perduti
nei sogni forieri
di una fede rinvigorita
dalle incertezze celate
nelle cose vissute…
Attesa di un tempo
fermato da visioni
dai contorni annebbiati
incapaci di dare responsi…
Notte
di luna sei padrona
notte
sai essere sorniona
notte
nascondi a tutto spiano
notte
i tuoi sogni tutti spiano
notte
di carezze sai colmare
notte
resti calma a guardare
notte
da te attende una carezza
notte
chi non attende grandezza
notte
ristori gli umili
notte
che doni monili
notte
dai fili d'argento
notte
carezzata dal vento…
Accenni d'autunno
Colpi di martello battono
a scuotere il silenzio
di un meriggio d'autunno
malinconico e pallido…
Passi che attraversano
il buio dei pensieri
schiariti ancora
da una foschia di luce…
Calpesta ognora
sentieri di una precoce
speranza a consolare
dal presagio d'inverno…
Passaggio di stormi
ballerini ricamano
d'azzurro la tela
stesa tra le nuvole…
Tracce di un mistero
non ancora svelato
avvertimenti sonori
s'intravedono tra i colori…
Cerco la parola
una foglia tremula
sorvola l'universo
l'anima consola …
Anima il discorso
incerto s'ingarbuglia
tra rovi di pensieri
tra immagini di ieri…
Sul ramo s'impiglia
tra le foglie spunta
gemma solitaria
s'invola tra le nuvole…
Perla dorata
adorna rotolata
tra verdi foglie
non più spoglie…
L’aria ferma
desta la paura
che freme
al pensiero
che scuro
invade l’anima…
Non basta calma
a sedare l’ansia
che il tempo
giunga a fermare
come saette in mare…
Forme astruse
invadono il crepuscolo
trionfa la luna
nel luogo minuscolo
che occupa nel cielo…
Torrido Settembre
Togli le forze
Sole che affoghi
i pensieri
le gioie neghi
di fermare il senso…
Nuvole effimere
di afa snervante
lo portano via…
I pensieri
vuoti aleggiano
tra rivoli di sudore…
Annientate le membra
lasciano scivolare
un grumo di speranza
che possa tornare
una nuova baldanza…
Antico amore
Coste montane
assolate, carezzate
dal vento mattutino…
Mosso il drappo
celato nell'ombra
gioca col lembo…
Gode la vista
l'occhio alla finestra…
Istantanee volute
dal tempo fermato
da voglie cercate
tra gli alberi…
La corteccia parla
sillabe riecheggiate
tra le vallate…
Verde scuro si alterna
al giallo della radura
saltella il grillo
tra i cardi viola…
Muschio bruno di terra
indica il passaggio
degli orsi marsicani
tra le vette padroni di sentieri
incontaminati
mossi da antico amore i pensieri…
Improbabile ritorno
Uccelletti conversano
padroni di rami
di un verde nostrano…
Sui tetti svolazzano
rondini madri
tra i becchi serrano
per i nati vermi
di inconsapevole nutrimento…
Un uscio si chiude
alle spalle del sole
gocce di luce
illuminano le piccole foglie
vecchie donne sulle soglie
le mani in grembo
osservano il passante…
Diverso il suo passo
è fermo contro il vento
gode del momento…
Non sa se ritorna…
Epomeo
Monte
l'occhio del gigante
Tifeo alle tue altezze
guarda condannato
da Zeus alle bassezze
di zolfo fumose
ribelli risposte
al severo padre
riverberi di splendente
luce dai caldi sassi
gettano la tua lucente
risposta a tante bellezze…
Tu Epomeo indifferente
alle zuffe di uomini e dei
trascorri ore a guardare
il libero mare che vedi
ti circonda a lambire
le sponde dell'isola
voluta dai pirati
oppure da stranieri
che ancora attentano
alla libertà dei tuoi lidi…
Tu Epomeo solitario
godi del silenzio
sacrale risposta
al rumoroso viaggiatore
che respingi in basso
dall'alto del tuo sasso…
Odore di
spighe
tagliate
odore di spighe
bruciate
è l'estate di messi
annegate
in nuvole di polvere
bagnate
le membra di sudore
strette
in covoni le spighe…
Offerte
di mazzi dorati
macchiate
da rossi papaveri
arrossate
lingue di fuoco
lambite
distese di terra
annerite
zolle di cenere
ridate
alla divina Cerere…
In fondo a una vertigine
senti rimescolare
vecchi ricordi
tuffati in un mare
dove vedi primordi
di vita navigare…
Si lasciano trasportare
da onde scomposte
che nella memoria
affannano la mente
in vagali ricerche
di un tempo celato
in uno spazio minato
da vuoti di memoria…
Una bimba allegra
salta sulla fune
tra due compagne
arrotola l'aria
finché s'imbriglia
tra le gambe
s'abbassa il calzettone
finisce l'illusione
di essere nell'aria…
A terra il capo gira
gira ancora incontra
sogni in una giostra
di visioni all'opera
costruiscono la vita
un'esistenza ardita
di giorni futuri
dai frutti maturi
di una nuova stagione…
Necessita virtù
Abilità umana scoprire
nel mondo meccanismi
capaci di facilitare
la maniera di vivere.
Usare il pensiero
per scovare infinitesimi
modi di calcolare
elementi naturali
per rispondere
a richieste vitali.
Accendere la mente
per ideare
sistemi utili
a trovare universali
modi di vivere
senza violare
i limiti essenziali
alla sopravvivenza
del globo terrestre.
Non smettere di chiedere
a se stessi dove andare
fedeli alla coscienza
che rifugga dal pedestre
scopo di azzerare
ogni conto finale.
Un lembo
mosso dal vento
spira un tepore
senza tremore
torna indietro
ricomincia
a danzare…
Brezza marina
fresco maestrale
bora dolce sale
a rallegrare il caldo
d'estate…
Gli occhi si chiudono
come in un bel sogno
e facile
diventa
immaginare
nella giostra di venti
qualcuno che carezzi
l'anima
assorta
nei mesti pensieri…
Scivola
nell'abisso
della coscienza
come materia
fusa ai raggi
del sole potenti…
Annienta la sua forza
abbandonata alla danza
del lembo che rimbalza…
Stridulo canto
rallegri l'aria
divenuta festosa
seppure afosa…
Becchi acuti
fendono l'aria
vortici allegri
echi di voci
si rincorrono
lungo i sentieri
che percorrono…
Nessuna sosta
la girandola sposta
sguardi perduti
negli infiniti
rivoli d'aria…
Trasuda calore
promana vapore
nel cielo bianco
di spessa caligine…
Un neon naturale
illumina il cielo
garrulo di voci
nenie ripetono
il canto uguale
eppure parole
diverse dicono
si può credere…
Il silenzio sussurra
di cose lontane
vissute altrove
il volto affondato
in un gorgo
di cupe visioni…
Triste ricordare
quando le lacrime
hanno rigato
la prima volta il volto
ora dalla ruga segnato
non torna indietro…
Si tratta di un sussurro
lontano ora percepito
come fosse impietrito
dal tempo trascorso
a guardare il mondo
mosso dalla fretta
di andare in tondo
a cercare la luce
ove trionfa il buio…
Inutile sfida
lanciata nel silenzio
che muto risponde
all'anima livida
per l'aria asfittica
che ognora affatica…
Temporale
d'estate ha squarciato
nuvole grigie eppure
intorno ancora chiare.
Uno sfogo inaspettato
rovescia cascate
d'acqua bianca
a tergere le strade
senza via d'uscita…
E tutto si bagna
sotto gli scrosci
d'acqua infinita…
Il cielo vuol mondare
tutto quel che guarda
in un istante tergere
cose uomini parole
anneriti dal furore…
Tutto si arrende ora
alle forze della natura
che si prende cura
come una madre
dei suoi figli imbrattati…
Le spighe si muovono
anime appaiono
le une si muovono
addossate alle altre…
Sono ancora foriere
di gioia del vivere…
Ammiccano al vento
che le muove al lento
sibilo esse danzano
sicure della direzione
che va verso l'alto…
Il fruscio chiacchierone
le spinge a chiosare
rime d'ogni colore…
Smorzano il dolore
accendono il buio
che lo scuro temporale
annuncia dalle nuvole…
E' tempo di sperare
non il tempo di morire…
L’orizzonte
Linea finale
verso una dimensione
fase iniziale
di una sensazione
nuova che sale.
Si affaccia l’illusione
che finisca il male
la cui chiara percezione
interrompe la luce del sole.
Buio dell’anima la visione.
Di contro voli di lucciole
illuminano l’ampio portone
oltre il quale canti di allodole
fanno eco al silenzio sornione
che presto si fa debole
e cede ancora all’illusione.
L’ideale
Opposto al reale
occasione di fuga
anche solo mentale.
A dirlo è la ruga
che scava la fronte
segno di passate
giornate a cercare
un motivo per credere.
Possibilità data
a chi non s’accontenta
di sopravvivere
alla noia assicurata
di un’esistenza vissuta
senza nulla da raggiungere.
L’ideale è l’occasione
di toccare nuove sponde
come l’onda giunta
a non lasciare muta
la riva che risponde
generosa al suo cullare.
Sento
una voce
dice di credere
dice di parlare
dice di scrivere
di non perdere
la speranza di vedere
occhi guardare
pensieri volare
labbra sorridere
dice di non spegnere
la luce dei sogni
dice di camminare
verso il mare
dove l'orizzonte
è più distante
e più semplice
appare sperare…
Vedo
paesi azzurri
coi tetti scuri
ricovero ieri
di pensieri
chiari ora
esprimono memoria
di antico candore
semplice segno
di fatica provata
di sudore versato
di speranza nutrita
in un domani migliore.
Segni di una storia
coltivata col cuore
come frutti di un orto
ricco di sapore
di un'aria dall'odore
acerbo delle mele
verdi, dei fichi
che attendono
di essere colti
delle spighe
appena mosse
dal vento leggero.
Segni di una storia
che parla oggi
ancora di ieri…
Statici oggetti
arredano il mondo
voluto da uomini
sicuri di essere…
Il tempo li scolora
la polvere li inonda
e fermi attendono
l'inevitabile fine…
Mutati in niente
non hanno soffitte
dove trovare nuovo
spazio, in cataste
accumulati, bruciati
in pire, cenere
al vento, lasciati
volare in uno spazio
senza tempo, strazio
di angosciate menti
sapere dove sono finiti…
Tornano in sogno
fantasmi di ieri
cercano spazio
nella memoria
che li ritrae rinnovati
dai bordi imbiancati
dai ricordi, la storia
da questi vissuta
li lascia tornare
dipinti in versi
resi ora diversi
da poetici suoni…

Ricordi in poesia
scivolano sulla carta
senti lo scorrere lieve
della carta che pagina
dopo pagina scrive
sentimenti nascosti
o scoperti sul mondo…
Cose semplici e nude
si arricchiscono e si
ricoprono di amore
furore solitudine
pace gioia dolore …
Immagini dipinte
dall'anima riempita
di versi dai colori
più diversi, fiori
che si affacciano
a profumare menti
disattente, afferrate
dalla vita, annientate
dal caos, sbattute
da circostanze incerte
che affannano animi
e abbreviano le ore
trascorse a penare
senza ascoltare
la musica di versi
che cantano inni
a ricordi svaniti…
( A Dina )
È tornato il sole
a illuminare le stanze
la chiarezza del cielo
si riflette nelle speranze
si è ritrovato il filo
delle parole gaie
che hanno il sapore
delle fresche gioie
che rinnovano il cuore.
Finestre occhi aperti
dalle case arretrano
l'oscurità, ora esperti
di lucentezza balenano
l'afflato di sentimenti
nuovi che proliferano
bene auguranti mutamenti
che inaspettati si affacciano
sul mondo che mostra cose
che alla luce ritrovano colore.
La luce è imbattibile contro
l'oscurità, vince nello scontro
l'ardore vitale del sole.
Papaveri e margherite
la dicono lunga su vite
sognate mentre vissute.
Rivolgono petali sereni
verso l'azzurro di cieli lontani
ignorati dalle spighe
contente di nascere sulla terra.
Cielo e Terra separati
dall'orizzonte, magica linea
che fa sperare
l'infinito si possa toccare.
Papaveri e margherite
sorridono a vite
vissute perché sognate
dalle spighe nutrite
indifferenti alla brevità
del tempo
certe di rinascere domani.
Non capita agli uomini
assisi su deboli scanni
certi d'illusioni
come dicono indiscusse ragioni.
La poesia può…
guardare l'orizzonte
immaginare l'infinito
vagare nello spazio
vedere l'errore
cercare la verità
trovare la speranza
esprimere l'amore
descrivere l'odio
spiegare l'emozione
nutrire il dolore
colpire le anime
gioire del mondo
comprendere la natura
colmare la solitudine
soffrire la noia
aprire le porte
sfondare i muri
scavalcare i recinti
oltrepassare le siepi
vedere dall'alto
scoprire in basso
accendere il buio
spegnere il giorno
fendere la nebbia
svelare il sogno
inventare la storia
sbugiardare l'inganno
cogliere il senso
riempire il vuoto
svuotare l'inutile
vivere l'illusione
sprigionare la fantasia
tradurre il pensiero
inventare le parole
sconfiggere il male
colorare il nero
dipingere il bianco
trovare la guerra
cercare la pace
capire la morte
rappresentare la vita
scrivere l'universo…
Cerchi un appiglio
tra le comuni cose
che si sparpagliano
mentre le posi.
Cerchi riposi
ma è un cercare invano
tra le inutili cose
che quaggiù
non sono più
esempi vitali
di un'esistenza vera
ma ingannevoli
voli di rondine che a sera
battono contro la finestra.
Ombre nel buio calate
non recano ristoro
riunite in concistoro
pesano come ondate
che bonaccia alcuna
ferma né rassodate
quieti recano
dopo le tempeste.
E' il senso dell'arcano?
E' l'umano che cerca
un appiglio invano…
Volano in fila
rondini beccacce cicogne
verso lidi che attendono
nidi in tiepide acque
dal salmastro sapore
quel nutre i nuovi nati
dalle sabbie sgorgati
fatte di grani lievi
assottigliati e tesi
nell'accogliere
nel loro tepore
le piccole vite.
Volano in fila
da punte disegnate
appena inclinate
per sfiorare appena
le schiumose nuvole
come carta arrotolate
un'energia le spinge
verso sicure mete
solo a loro ben note
in arrivo il temporale
non spegne il vigore
all'ali loro appuntite.
Ti chiamerei
calore se venissi ora
a scaldarmi il cuore
gelate le mani
mi danno il tremore
vorrei domani
tornassi di buonora
a tirarmi su d'umore…
Non basta a scaldare
il sole alto ognora
arde per bruciare
una scia di gelo
attraversa il cielo
non lascia passare
nemmeno un tepore
lieve a scaldar le mani…
Afferrano la penna
l'ultima spanna
di speranza lasciare
che scorra libera
sulla pietosa carta
del mio cuore
amica certa…
Pagine azzurre
si espandono
gli occhi vedono
sfumature di bianco
offuscate affianco
da nuvole celesti.
Toccare le vorresti
ma diafano il corpo
svanisce al tatto.
Ti illudi di sentirne
la freschezza
ma non gli appartiene.
Troppa frivolezza
offusca i sentimenti
non trovano luogo
qui svaniti
per via del giogo
che li appiattisce.
A fatica rinsavisce
chi può vedere
strie di colore
che carezzano
lo sguardo volto
al cielo in alto…
A stento
colgo il riflesso
del raggio che incide
tra strie di luce
in un convesso
lucido cono.
L'istinto
l'attira impresso
in parole
ma soltanto
l'eco intorno
risuona ferendo
l'animo sconsolato.
Afflitto
conduce il discorso
alla rinfusa arie
si addensano
in nuvole.
Vaganti pensieri
accendono un lume
la speranza di ieri
oggi si protrae
in un fioco barlume…
Se per caso
vuoi sapere
dove andare
e non lo sai
sai che puoi
seguire la scia
del tempo
in cui eri
che oggi
puoi riconoscere
dagli odori
del passato
in cui puoi
rinascere
sacra dimensione
che ferma il tempo
che puoi vedere
nonostante gli aloni
sbiaditi dalle ore
dai passi arrugginiti.
Attendi
attenta lo scoccare
dell’ora sorniona
che imprigiona
il tempo
il tempo di ritornare
senza scampo
a riprendere
il filo di ricordi
impressi a fuoco.
Senza spreco
di energia li rimandi
all’ordinario
scorrere dei giorni
tramutati in sogni
tessuti dal passato.
Riportato
dall’uccello migratore
che non dimentica
il tragitto eterno
da percorrere
nello scorrere
a fatica
del presente.
Poeta d'eccezione
È piacere ascoltare l'usignolo
che vibra un canto d'amore.
Poeta d'eccezione alimenta
versi scolpiti dalla mano
appassionata di un artista
che legge nella pietra
il senso dei suoi sensi
celati tra gli strati
invisibili all'occhio
del vivere umano.
È morire e rinascere
nelle forme impresse
in bassorilievi d'argilla
che ospitano i sogni
vissuti in un'altra vita.
Al buio vedi
vaganti ombre luccicanti
come lame
improvvise accendono
angoli nascosti
della mente
e vedi riflessi momenti
vissuti o sognati
che parlano
di una donna ancorata
a pensieri lontani
e vicini.
Si accavallano
intessono discorsi
pieni di parole mute
scritte per ricordare
in un momento
una vita intera.