Marta
Marta sta male.
Non di un morbo conosciuto
e nemmeno
di quell’innominabile tormento
che ti sfinisce dentro.
E’ un male impalpabile
che ti asciuga le voglie
e te le porta via insieme
a quel cibo che rifiuta.
Sta male Marta perché in lei c’è solo lei.
Non esistono altri spazi
non pensieri
e sogni.
Il male è dentro
soprattutto fuori
infinitamente intorno.
La verità
L’alterco fu forte
profondo
e s’insinuò nelle pieghe
di un passato falso.
Difficile ricomporre i toni.
Le facce stravolte
paonazze di rabbia,
il fiato corto,
tutto il corpo proteso
nel bisogno impellente di verità.
Ma il malessere
sono le parole urlate
di ieri.
Sono le parole di oggi.
Sono quelle che poi verranno.
Quello non era il tuo tempo
E’ un inganno
il giorno che puntuale maturi,
il sapore che strisci fra i denti,
e quel sole acceso
nel bel mezzo del mare.
La risacca aspra
sulla rena lascia ciottoli odorosi
e quel gusto salato
ti fa tornare indietro.
Quello non era il tuo tempo…
Tempo
Difficile
parlare
con un figlio,
traguardo di una esistenza
senza lacci.
Difficile
accettare
l’ondeggiare dei minuti,
frenetici
sulla propria testa.
Difficile
sapere
che la terra,
ti aspetta già
da tempo.
Destino
Unico
come il figlio
come il male.
Unico
per scelta insensata
per destino malvagio
che mi ha tolto qualcosa
di mio.
Unico
pesante eredità
che sveglia al mattino
s'aggrappa alla pelle
e non scivola mai.
Il cartello
Era la mia strada.
La percorrevo con lei
e ogni volta quel cartello
mi rendeva cosciente della mia
totale incapacità di competere.
Vinceva sempre.
Ogni confronto.
Le mani
le gambe
il colore dei capelli…
Io inutile orpello
la seguivo
solo perchè era mia madre
Vento
Color cremisi
è il vento
che di scirocco
batte le persiane
afferrando
simultaneamente
notti insonni
capogiri di fretta
nel sogno del nulla.
Sensazione
Cado, spesso senza accorgermene,
in un limbo umido,
appiccicoso,
che non mi denota,
che non mi salva.
Ci navigo dentro
mentre il tempo aleggia
intorno.
Autunnale
M'intrigano sempre
le foglie rossicce
che vedo dalla finestra.
Mi ricordano il tempo.
Mi dicono che l'ombra arriva
solitaria
a colpire quel muro
di calce. |