Poesie di Paolo Tarsis
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Vivo una vita che non mi appartiene, vivo in un mondo che
non mi riconosce. Frequento la facoltà di ingegneria edile eppure tutto
questo raziocinio mi pare disumano, surreale. Che è l’uomo senza sogno?
Che è l’uomo di fronte ad una carta asettica, dove le parole sono così
precise e puntuali e impersonali, inespressive? Concepisco la penna e la
carta solo quando la prima accarezza il foglio e compone leggiadra parole
piene di passione. Ardo nello scrivere come ardo nel fotografare, mi
emoziono nella lettura così come nell’osservazione di un quadro
impressionista. L’arte è la mia sola biografia, la pagina e la pellicola i
miei luoghi preferiti. |
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Vattene Entrata prepotente Uscita sbattendo Senza dire niente Né chiedendo. Cosa vuoi Oltre la mia vita I bisogni tuoi Son la mia salita. Li scalo Li sovrasto Di là Un precipizio. T’amo T’odio Servo tuo Son solo stato. T’odio T’amo Solo tuo Son sempre stato. Thor Rotea l’arma Nell’aere Scaglia l’arma Sul cuore Mio distrutto. Pioggia purpurea Colora la neve.
Stilnovista panico
Il lago roseo
Treno
A Marianna |
Occhi al cielo, lagrime alla terra Occhi al cielo Lagrime alla terra Il mio cuore per te Sola batte. Occhi al cielo Lagrime alla terra Una tua carezza Mi sfregia l’anima. Occhi al cielo Lagrime alla terra Piango di dolore Muoio vivendo. Libero un bacio Vola da te Sospinto dal vento Gioioso d’amore. S’arresta Di fronte al vetro Della finestra. Ti vede Non sei sola C’è lui. Il vento spento Il bacio spira Come altri cento A terra s’accascia. Sorride alla lagrima Pensa a lei E più non si muove.
Petali tuoi di rosa
Dilaniato |