Poesie di Marco Strano


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Di tutte le volte che ho patito..
freddo.. tempesta e pioggia
sopra il mio capo..
Per tutte quelle volte.. ho
imparato..come rialzarsi
e non cadere.. più.. come
imparare.. a non morire
di nuovo.  

Su di me.. continuo a
sognare.. e la terra.. è già qui.  

.. e se tutto ciò non
dovesse veramente
bastarti.. allora
accontentati di me..
un po' tardo.. ma vero..
perso in tutti i me..
ma pronto a dirti
a cuor sincero che io ci
sono.. e per sempre
veglierò.. come fa
colui che potrebbe
in un sol attimo
perdere tutto..  

Alle volte, quando il cielo
trattiene il suo pianto,
anch'io -come un grigio
gabbiano- mi sento solitario
su di un triste scoglio.  

E sarà quando io,
fermo..
davanti a te..
sorriderò..
e così.. aprendo
ancora una volta
il tuo cuore
ti prenderò per mano..
per scendere
nella buia crepa..
nel sonno eterno.  

E su... per quella via...
stanco del tutto..
vuoto come il nulla..
per la prima volta
vidi in te più
che una donna..
Ed in quel momento..
t'amai per sempre..
(la strada non finisce
mai.. e due cani..
camminano solitari..
nella penombra della
notte di una città)  

O signori, cercate qui voi gli dei;
a noi lontani, a noi sconosciuti.
Sono parole di vecchi cerei
che il tempo fa oramai vissuti.

Alzate lo sguardo e vedrete;
chiudete le bocche e ascoltate:
solo così voi, noi, crederete;
e ciò che vi diremo crediate.

Arrestate le vostre richieste,
ammirate i nostri silenzi;
o voi che a noi più nulla ci deste.

Guardate quel cielo, che sta lì, lassù:
vedrete parole sì nuove, ahimè
che a voi, purtroppo, non piacciono più.


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