Racconti di David Spugnini
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| Chi gira…. Se lo immaginava cosi Lucio Mio al suo capo davanti allo specchio alle 5: 30 del mattino barba e capelli testa lucida, occhi socchiusi sguardo torvo e soddisfatto. In effetti, era proprio cosi’Massimiliano Beceri Catena detto due di tutto, 2 per abbreviare, a quella ora si preparava ogni mattina per andare in ufficio il suo ufficio come una goccia cinese, amava dire, come una goccia cinese Lucio se vuoi arrivare da qualche parte devi fare come me Lucio…mio nonno diceva chi gira lecca chi si ferma si secca non c’e’ niente da fare ma e’ cosi che ti piaccia o no questa e’ la filosofia, amava usare la parola filosofia la ficcava dappertutto…… filosofia….. Lucio lo ascoltava ma pensava al nonno di due, se lo immaginava con un grande naso e folti peli bianchi che fuoriuscivano da nasone e dalle orecchie unghie ritorte e gialle…. chi gira lecca chi si ferma si secca. Quello che invece Mio ricordava del suo di nonno era l’immagine di un anziano signore siciliano che mai si sarebbe sognato di dirgli una cosa del genere. Il nonno di Mio si chiamava come lui Lucio era stato un maresciallo della finanza e una volta in pensione si era messo a fare il contabile per i commercianti di Via Appia sotto casa sua, era un signore elegante e gentile e portava il cappello, in estate pure, fumava lunghe e fini sigarette e dava del voi a tutti, Mio lo vedeva, cioe’se lo immaginava, scendere di casa fare un giro la’ per Via Appia cosi’ lavorava il nonno di Mio. Un giorno gli racconto’ che nel 1972 ci fu’ una grande riforma tributaria e che quindi data la circostanza penso’ bene di ritirarsi definitivamente, insomma decise di non girare piu’…ecco la differenza tra il nonno di Mio e quello di 2. Che poi Mio sono io e quindi il nonno di Mio e’ il mio. |