Poesie di Emanuela
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| Perdona la miseria del mio viso se gli occhi appena abbassati ingrati non conoscono la purezza delle lenti dietro cui si nascondono. Perdona il trucco, è solo colore senza lineamenti, una pozzanghera sui miei pensieri... Perdona la mia bellezza storpia, si aiuta con stampelle di belletti per parlare con i manichini. Perdona il vuoto delle mie mani, cola tra le mie dita devastando il tuo coraggio. Se vuoi combattimi dotati di una corazza di silenzio per ricordarmi della povertà da cui provengo, della scarna luce da cui emergo... Lo chiedo a te, | E’ già notte Osservo spicchi di buio tra rami di pini ma so che non riuscirò a ricomporre il quadro della memoria. Tra gli spicchi un pezzo di vetro d’azzurro tagliente: il tuo viso tra tanti. Il mio punto d’osservazione ora è nel cadere ondulato di un capello, nell’interstizio della mattonella, sopra la terra negra che torna a dorarsi d’estate, ma il ventre s’indurisce ancora... Non ricordo più il tappeto esteso di cielo su cui amavo sdraiarmi. Non ricordo il folto erbame su cui improntavo la mano per convincermi d’essere peso gravità soma non solo la fioca folata con cui rimango invischiata su una tela di domande. Non ricordo. Eppure so di non aver dimenticato.
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