Poesie di Antonio Spagnuolo


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Antonio Spagnuolo è nato a Napoli il 21 luglio 1931. Ha fondato e diretto negli anni ottanta la rivista “Prospettive cultu-
rali”, alla quale hanno collaborato firme autorevoli. Redattore della rivista Realtà al tempo di Aldo Capasso e Lionello Fiumi

– Ha fondato e diretto la rivista “Iride”.
Ha fondato e diretto la collana “L’assedio della poesia”, dal 1991 al 2006. Pubblicando autori di interesse nazionale come Gilberto Finzi, Gio Ferri, Giorgio Bàrberi Squarotti, Massimo Pamio, Ettore Bonessio di Terzet, Giliano Manacorda, Alberto Cappi, Dante Maffia e altri.
Presente in numerose mostre di poesia visiva nazionali e internazionali, inserito in molte antologie, collabora a periodici e rivistedi varia cultura – Attualmente dirige la collana “Frontiere della poesia
contemporanea” per la Valle del Tempo edizioni e la rassegna ”poetrydream” in internet (www.antonio-spagnuolo-poetry.blogspot.com).

Presiede il premio “L’assedio della poesia 2020”.
Nel volume Ritmi del lontano presente Massimo Pamio prende in esame le sue opere edite tra il 1974 e il 1990.
Plinio Perilli con il saggio “Come l’ombra di una nuvola sull’acqua” (Ed. Kairòs 2007) rivisita gli ultimi volumi pubblicati fra il 2001 e il 2007.
Nel 2018 Elio Grasso e Bonifacio Vincenzi realizzano per lui il primo volume della collana “SUD i poeti” edito da Macabor.
Fra gli ultimi riconoscimenti Premio “Libero de Libero 2017” –Premio “Salvatore Cerino 2018” – Premio “L’arte in versi 2018”
– Menzione speciale al premio “Aoros 2017” – Lauro d’oro alla carriera “Premio città di Conza 2017” – Premio “N. e C. Di Nezza” Isernia 2018 –. “Premio all’Eccellenza 2019” – Roma.
Premio Silarus 2020 – Premio speciale “Lettera d’amore 2021”
– Premio speciale “Iris” 2021 – Premio Emily Dickinson 2022.
Premio Eccellenza alla cultura 2022.
Tradotto in francese, inglese, greco moderno, iugoslavo, spagnolo, rumeno, arabo, turco.

Ha pubblicato:
I volumi di poesia:
“Ore del tempo perduto” – Intelisano – Milano 1953.
“Rintocchi nel cielo” – Ofiria – Firenze 1954.
“Erba sul muro” – Iride – Napoli 1965 – prefaz. G. Salveti.
“Poesie 74” – SEN Napoli 1974 – prefaz. Dom. Rea.
“Affinità imperfette” – SEN Napoli 1978 – prefaz. M. Stefanile.
“I diritti senza nome” – SEN Napoli 1978 – prefaz. M. Grillandi.
“Angolo artificiale” – SEN Napoli 1979.
“Graffito controluce” – SEN Napoli 1980 – prefaz. G. Raboni.
“Ingresso bianco” – Glaux Napoli 1983.
“Le stanze” – Glaux Napoli 1983 – prefaz. C. Ruggiero.
“Fogli dal calendario” – Tam-Tam Reggio Emilia 1984 – prefaz.
G.B. Nazzaro.
“Candida” – Guida Napoli 1985 – prefaz. M. Pomilio (Premio
Adelfia 85 e Stefanile 86).
“Dieci poesie d’amore e una prova d’autore” – Altri Termini.
Napoli 1987 (Premio Venezia 87).
“Infibul/azione” – Hetea – Alatri 1988.
“Il tempo scalzato” – All’antico mercato saraceno – Treviso 1989.
“L’intimo piacere di svestirsi” – L’Assedio della poesia – Napoli
1992.
“Il gesto – le camelie” – All’antico mercato Saraceno – Treviso
1992 (Premio Spallicci 91).
“Dietro il restauro” – Ripostes – Salerno 1993 (Premio Mintur-
nae 93).
“Attese” – Porto Franco – Taranto 1994 – illustrazioni di Aligi Sassu.
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“Inedito 95” inserito nell’antologia di Giuliano Manacorda “Disor-
dinate convivenze – ediz. L’assedio della poesia – Napoli 1996.
“Io ti inseguirò” (venticinque poesie intorno alla Croce) – Lucia-
no Editore – Napoli 1999.
“Rapinando alfabeti” – pref. Plinio Perilli – Napoli 2001.
“Corruptions” – Gradiva Pubblications – New York 2004 (trad.
Luigi Bonaffini).
“Per lembi” – Manni editori – Lecce 2004 (Premio speciale della
Giuria – Astrolabio 2005, Premio Saturo d’argento 2006).
“Fugacità del tempo” (prefaz. Gilberto Finzi) – Ed. Lietocolle –
Faloppio 2007.
“Ultime chimere” – L’arcafelice 2008.
“Fratture da comporre” – ed. Kairòs –Napoli 2009.
“Frammenti imprevisti” – (Antologia della poesia contempora-
nea) ed. Kairòs – Napoli 2011.
“Misure del timore” – dai volumi 1985/2010 – Ed. Kairòs –
Napoli 2011.
“Il senso della possibilità” – ed. Kairòs – Napoli 2013 ( premio
Sant’Anastasia 2014 + Premio speciale al Camaiore 2014).
“Come un solfeggio” ed. Kairòs – Napoli 2014.
“Oltre lo smeriglio” ed. Kairos – Napoli 2014.
“Ultimo tocco” – Puntoacapo editrice – Pasturana 2015.
“Da mozzare” – Ed. Poetikanten – Sesto Fiorentino 2016.
“Non ritorni” – Ed. Robin – Torino 2016 ( premio Le Nuvole –
Bertrand Russell 2017).
“Sospensioni” – Ed. Eureka – Corato 2016.
“Canzoniere dell’assenza” (pref. Silvio Perrella) – Kairos – Na-
poli 2018 (premio L’arte in versi).
“Svestire le memorie” – premio Libero delibero – Ed. Fondi
2018.
“Istanti o frenesie” – punto a capo editore 2018.
“Polveri nell’ombra” – Oedipus editore 2019.
“Ricami dalle frane” – Oedipus 2021 (premio Emily Dickinson
2022).
“Proiezioni al crepuscolo” – Ed. Macabor 2022.
“Riflessi e velature” – la Valle del Tempo edizioni 2023.
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“Futili arpeggi” – la Valle del Tempo edizioni 2024.
“Più volte sciolto” – la Valle del Tempo edizioni 2024.
“Ore del tempo perduto. Ristampa anastatica del 1953 con
lettera di Umberto Saba” – la Valle del Tempo edizioni 2025.
I volumi in prosa:
“Monica ed altri” – racconti – SEN Napoli 1980.
“Pausa di sghembo” – romanzo – Ripostes – Salerno 1994.
“Un sogno nel bagaglio” – romanzo – Manni ed. Lecce 2006.
“La mia amica Morèl” – racconti – Kairòs – Napoli 2008.
I volumi per il teatro:
“Il cofanetto” – due atti – L’assedio della poesia – Napoli 1995.
“Vertigini di colori” un atto per Frida Kahlo – Napoli 2007.


Di lui hanno scritto numerosi autori fra i quali A. Asor Rosa che lo ospita nel suo "Dizionario della letteratura italiana del novecento" e nella "Letteratura italiana" edizioni Einaudi , Carmine Di Biase nel volume "La letteratura come valore", Matteo d'Ambrosio nel volume "La poesia a Napoli dal 1940 al 1987", Gio Ferri nei volumi "La ragione poetica" e "Forme barocche della poesia contemporanea", Stefano Lanuzza nel volume "Lo sparviero sul pugno", Felice Piemontese nel volume "Autodizionario degli scrittori italiani" , Corrado Ruggiero nel volume "Verso dove", Alberto Cappi nel volume "In atto di poesia", Ettore Bonessio di Terzet nel volume "Genova-Napoli due capitali della poesia", Dante Maffia nel volume "La poesia italiana verso il nuovo millennio", Sandro Montalto in "Forme concrete della poesia contemporanea" e "Compendio di eresia", Ciro Vitiello nel volume "Antologia della poesia italiana contemporanea", Plinio Perilli in "Come l'ombra di una nuvola sull'acqua", Carlo Di Lieto in "La bella afasia" , oltre a D. Rea, M. Pomilio,D. Cara, M.Fresa, G. Linguaglossa, M.Lunetta, G. Manacorda , Gian Battista Nazzaro , G. Panella, Nazario Pardini, Ugo Piscopo, G. Raboni , E. Rega, Carlangelo Mauro, e molti altri .
 

ANTONIO SPAGNUOLO: "POLVERI NELL'OMBRA" - ED. OEDIPUS 2019

Chi segue i percorsi della poesia italiana, certamente conosce il lungo e intrigante itinerario poetico di Antonio Spagnuolo (nato a Napoli nel 1931), che è stato fondatore della rivista "Prospettive culturali", ha curato collane di testi, dirige "le parole della Sybilla" e la rassegna on line "Poetrydream". Soprattutto -però- Spagnuolo è un poeta di grande levatura: autore di numerose sillogi di poesia, la bibliografia sulla sua opera letteraria è assai vasta (Plinio Perilli, Elio Grasso, Bonifacio Vincenzi, Carlangelo Mauro hanno pubblicato monografie sulla sua poesia). E' tradotto in diverse lingue.
Il volumetto che ho fra le mani si intitola
"Polveri nell'ombra" ed è fresco di stampa (luglio 2019), edito da Oedipus. Occorre subito dire che è un magnifico libro, che si situa lungo una linea più discorsiva e lirica, rispetto alle sue opere precedenti (il primo Spagnuolo era certamente più sperimentale e più ermetico, a volte di difficile lettura).
"Polveri nell'ombra" nasce dal sentimento di una 'perdita' (la compagna di una vita). Le parole più presenti sono appunto: solitudine, silenzio, ricordi, assenza, attesa, in un contesto che però non è mai di disperazione, piuttosto di tenero rammemoramento: "Il tuo bacio aveva anche il sapore/del temporale di agosto" e "ora ti cerco di notte, tra l'uggia e il viola,/nella vecchia illusione dei capelli, imbiancati dal tempo in solitudine". E' palpabile il senso di un'assenza 'fisica' (questa è anche poesia della 'tenerezza' del corpo), che vive oramai solo nel sogno: "Ma tu ormai non sei più con me!". Il poeta si aggira delicatamente fra i ricordi, dando vita a versi memorabili: "Ero nell'ombra e tu eri fanciulla"). La figura femminile era "la ninfa dal viaggio indefinibile". La lingua del poeta è di una trasparenza davvero rara, unita ad una grande sapienza letteraria. Vedi il testo 'Tormento”, con una serie di assonanze e rime interne tormento, lamento, tradimento). Il libro si chiude con un testo dall'incipit originale e affascinante: "Un Dio molto  complicato mi ha concesso in comodato gratuito ossa e carne per un corpo che avesse le ben note facoltà di pensare...”-"ora sono pronto a restituire l'involucro abbastanza consumato, ma ancora efficiente...".
Libro di tenerezza e di ricordi, che parte dall'esperienza personale dell'Autore per divenire a tutti consonante. Universale.
DANIELE GIANCANE
 

Lettera in versi di Bombacarta ha dedicato il numero 72, Dicembre 2019, a Antonio Spagnuolo.
Il saggio monografico può essere letto in https://bombacarta.com/le-attivita/lettera-in-versi/ 


 

 

Dissolvenze e sussurri

Bluesky/word
Affonda nel cobalto ogni idea
quasi a plasmare forme dell’ideale
che rimette in asse ogni dubbio.
Ed è pervinca la mano che accarezza
il mistero dei colori già vecchi,
nel finto circuito delle illusioni.
È indaco il segreto che traspare
nel continuo sofisma dei versi
intrecciati al sussurro delle foglie.
Oltremare le pennellate per onde
che avvolgono i silenzi sfilacciati
nei frammenti che attendono prodezze.
In ogni dissolvenza c’è la traccia
di quella gioia che sorvola fantasie.

 

Ventagli
Scorre veloce la piccola freccia
lungo lo schermo amico,
a precisare figure e fingimenti
protesi nello stralcio di un turbinio.
È il mouse che tallona ogni linea
incisa nella memoria e nella strana
realtà divenuta artificiale.
Anche la foto colpisce l’istante
come brocca assetata dell’eterno,
coinvolgendo i segreti del consenso.
Il disincanto splende tra i riflessi
giocosa ricaduta dell’incanto.
 

Pennelli
L’artificiale penetra immediato
quando sceglie un’apparente bruma
o diurni raggi roventi, che ardono al chiarore
del pennello bizzarro.
Fondono fotogrammi universali
ridestando segreti dal profondo
librarsi di affinità espressive,
e dilagano estasi dibattute
da medesima forza.
Si accende abbarbicata alle forme
la grafica che osserva il mondo intero
in un amplesso che raccoglie i sussurri.
Il palmo che porta alle labbra
una tenera misura cerca le stelle.
 

Colori
Fioccano coriandoli in colori
variegati nel tocco dell’amico
non più nascosto al progetto.
Un arlecchino inciso sulla tela
porge stupore danzando in bianchi cerchi
mentre il corpo muta le parvenze
per inseguire fidate superfici.
Rigoroso il disegno in primo piano
spartisce fenditure e scaglia la sirena
attraverso quei corpi raggruppati in coralli.
Hanno inventato purpuree ragnatele
ed è tornato il tremore degli abbozzi,
sicuramente s’aggroviglia l’anima
per l’amore smarrito.
 

Sogno
Nel sogno riappare la tua carne.
Io con violenza la palpo
per accertarmi che sei di nuovo viva,
nuda tra i cuscini roventi.
Quasi per celia l’invito di un sorriso
offre l’amplesso ed io affondo
senza più il timore, già fatto galeotto.
Aspettavo il momento in cui adornavi
il crepuscolo malandrino e complice,
ed accettavi il lento brusio dell’abbandono.
Il trabocchetto ormai rivela gesti abbaglianti
spartiti con la mia accortezza.
 

Hardback
Variegate diverse bizzarrie
si rincorrono in cartelle festose,
ricamando tratteggi.
Intense scollature di concerti
sbocciano da irrequieti controluce.
Nel trucco delle tele colano i colori
come fulgidi tocchi, tradotti per dovizie
ansiose di scoprire il tempo degli umani.
Lunghi, delicati, sottili orpelli,
innumerevoli trionfi, come l’acacia succosa,
ripercorrono il passaggio delle perle,
dove le luci hanno occhi acquamarina.
Fantasticare paesaggi e bronzi,
tuffarsi verso fiamme che destano memorie,
trasformare i sussurri in un prodigio
che sconvolge le cose comuni
e fonde in lampeggi cento idee.
Nel vigoroso confronto del vortice
si fende l’alba e irrompe la luce.
 

Triangoli
Triangoli al capriccio dei colori
scattano l’onda disposta ad un tracciato
che modelli più forme variegate.
Coriandoli gli strappi modulati
che convergono a strisce frenesia,
per scoprire del tempo festoso
il compasso segreto.
Ogni cesello ha un timbro multiforme
perfettamente incentrato nella tela,
quasi capace di spiccare il salto
che trasforma il fruscio nel tocco
della spatola incantata.
L’inganno sparisce nello spettro
d’una sanguigna immagine.
 

Astratto
Scatta anche il mouse
per fluidi cancelli tinteggiati di sole
nel pegno di sembianze da scoprire.
Ricercando gli spazi,
che tentano sedurre la natura,
recidere stagioni in un impasto
per l’icastica scena del prodigio.
Mitiche figure, nel sentiero
tracciato alla ricerca di motivi,
indugiano alla soglia del tuo mondo
folgorato da scudi
dando sostanza alle attese
e conquistando cromatiche misure.
 



Inediti


"Riflessi"
Dolce nell'abbandono del tuo nudo,
sospeso come vortice di danza,
la carezza del tempo ha il rintocco
di una musica lieve , modulata.
Le piume sono malizia di colore
per il tuo cuore appena disvelato,
quasi che il sogno chino a malinconia
illuda il respiro a rompere mestizie.
*
Anche la luna riflette le illusioni
che la notte prepara tra le onde
mentre luccica il ventre tuo nel mare
tra sorrisi e perle luminose.
Sei farfalla nella brezza verde azzurra,
quando distendi le braccia come in croce,
ed il raggio circonda nel cenno studiato delle mani.
Ti sorprende l'attimo che scatta
lentissimo silenzio della notte,
che avvolge ogni sembianza.
Ma tu ormai non sei più con me !

"Tramonto"
Dove le foglie inverno arrugginisce
lì c'è un sospiro che incalza, e nell'attesa
trafiggo ultime arterie tra le labbra.
Hanno riflessi al tramonto le ferite
ed il sussurro trova nel selvaggio
cammino il frammento della nostra storia,
la paura di memorie disciolte nella mente.
Per parabole incerte
l'intaglio sigillato dei ricordi
il vortice degli istanti, del cristallo,
delle crepe,
ha lo sgomento per un'altra menzogna.


"Un mostro"
Questi quattro versi che rincorro ogni giorno
sono soltanto l'urlo del lupo mannaro
che alberga nelle mie circonvoluzioni cerebrali.
E' lo strappo che lacera memorie:
un incidente a quadri variopinti
stretto ai denti, che del sangue hanno parole.
Il pescatore ha giocato le sue reti
perché la vita non ha purificato le ossa,
rimane a guardare il vuoto della mente
per il mostro che agguanta la sua carne.
Gli occhi al cielo distratto, quasi per lontananze
ha il pensiero di ghiaccio e nell'azzurro
compone il sussurro di abbandoni.
Ora il mio urlo lo raggiunge e inganna
l'attesa di un racconto nuovo.


"Intorno al collo"
Dalle labbra il sussurro di una tregua
per le ore che rubo alla stupida fine,
fra le coltri più fredde e la luce dell'alba
che acceca ed avvolge il pensiero
intorno al collo, come la ghigliottina.
Dove il tocco ha bugie in abbandono
e la piccola fiamma non trova risposte
la nostra viola appassisce, quasi la quintessenza
di un pianto ripetuto.
Si sfalda il tempo arrugginito dai silenzi
a spianare le ore e rileggere versi.
Semplicemente una danza rincorrere giorni
sconfitti in questa voglia di dire la rosa che fu
e rivelare il segreto che avvinse l'abbraccio
alle ossa.
Ormai l'attacco è deserto, contorto nella memoria
con il debole appello dei desideri,
protagonista di un verso inconsapevole.

"Silenzi"

Dal silenzio
le pieghe della mia pelle hanno le ombre
scolpite nell'ametista dei tuoi seni.
Inatteso il risveglio dei tremori,
pause di sussurri e di ciglia
nel timbro infisso a carne,
ultimo grido di poesia nella vicenda
che vorrebbe soffocarmi.
Hai lacerato illusioni
con il morso della tua vertigine
ed io ho infranto gli incanti
purché si avveri il sogno che ripete
di nuovo il desiderio di pietra più bianca.
*
Il giorno segnato dalle rughe ha indiscrezioni
che mi rendono triste .
Ogni fibra del corpo ha dissezioni
insinuando il letargo che si adombra
nel sogno, o che si avveri la stilla del tuo ciglio
come l'ultima piaga, che confonde
il tempo dell'ardore e l'angoscia,
la voluttà che affolla negli amplessi
e lenisce gli umori incandescenti.
Gli occhi e le mani incarnano diafane
le immagini di un tempo:
liquido miraggio del tormento
che l'arsura mordeva e non si placa.
*

"Ultima pagina"
Nei giorni che nascondono vecchiezza
declino il calendario per sottrarre pensieri.
Il turbinio di novembre ebbe un attimo breve
nella tua mascella , sfregiando la pelle,
mentre io sfogliavo l'ultima pagina bianca
che impediva alle ciglia l'accento di possibili carezze.
Il marmo ti rapisce rimpiangendo le ultime scelte
tra gli squarci di un lembo intorpidito
e gli incanti imprigionati alle mie sere.
Pallida sulla veglia hai divorato inganni
per dissipare riflessi e lontananze,
o reinventare il sangue raggrumito
tra la brezza che imporpora la sera.
Io ricompongo memorie in un libro
che potrebbe tradurre lo spazio angusto
della tua dimora.

"Sussurro"
L'assurdo poema dell'illogico sognare
ha raffiche di vento, dal profondo sospetto
del nulla, che il ventre apre al sussurro.
Smisurata presenza quella sfida violenta
che incatena l'ultimo precipizio agli assalti dell'eterno .
Ed eterno è il mio urlo,
quando disperdo le immagini del tuo volto
tra le carte da macero , nel vecchio legno
della scrivania, ormai spoglia
di ogni ricordo , di ogni dolcezza.
Follia le scorie delle righe del tuo sguardo
o l'incantesimo perduto e consunto
di girandole concluse nell'ultimo colore.

Il mio pianto logora l'affanno:
inutile fantasia che blandisce le veglie,
muta ogni parola come il sogno
che smarrisce le nuvole e ormai incide
nel suo segreto le incerte illusioni .
Nel timore evoca gli spettri di improvvise avvisaglie,
e nel tremito ha il battito dell'insopportabile urlo
del demente.
Spengo negli occhi anche i ricordi,
l'unica inquietudine che ha donato
un spina alla temeraria fede
sull'orlo dell'arpa affidata alle meraviglie.

"Lacrime"
Reinvento l'arpa della gioventù,
sbatto tastiere per il numero
ricoperto di polveri indiscrete:
peculati di stile,
pagine contrapposte ,
organizzo abulia.
Ora presidio il cariotipo
per snellire le mie corde ormai assetate:
in sostanza non comunico più!
Nel rumore che mi rinchiude
leggo speranze e umiliazioni,
ad afferrare te fra le rughe incallite
e i piedi gonfi:
meraviglie di lacrime.

Ammiro questa cronaca sconnessa:
giunge il tempo degli smarrimenti,
ed io ho smarrito i ricordi!
Non basta consolare l'ultima pazienza,
la confusione degli arcobaleni,
lo sguardo rattrappito di desideri segreti.
Confuso a generare l'ansia del pudore
traccio capezzoli incomprensibili ,
boccheggio alla consegna delle immagini,
perché appartengo ad una storia
superstite , vicina al furto delle brevi ore
che comprendono l'assurdo
indurimento.

"Vertigini"
Sospesa nel fulgore della luce
una scala riporta le illusioni
del cielo , un cielo argento,
che riporta il chiarore dell'alba
nelle incoerenze di nuvole impazzite.
Il volo dei gabbiani riconduce
al perdono di visioni imperfette,
quando nel raggio lungo del colore
tu ripetevi solitudini per confondere promesse.
Il tocco incerto nelle tue braccia raccoglieva
il tempo dell'abbaglio e non nascondeva
l'arco che piega le tue gemme sciolte,
ed è un sospetto il nero del tuo profilo
così folle all'attesa , nel gioco attento del richiamo.
Contenere l'immenso respiro
è la promessa del fulgore.
*
Il ricordo ha l'incanto del sogno,
il profumo del baleno che rincorre,
che varca i mari del naufragio,
che inghiotte le illusioni,
e la memoria inciampa nel miraggio.
Vorrei che la penombra diradasse il mio dubbio
nel nuovo inganno della seduzione,
rabbia e fantasia delle occasioni mancate.
Riappaiono le tentazioni smarrite
nel laccio di quei gesti ad altri ignoti
e ripeto l'intreccio dei silenzi
del tuo svanire.
*

 



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