Poesie di Kenny Soler


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Poter verseggiare a versi liberi
Squillano le mille e tante sirene,
milioni di uomini corrono al fronte
per essere massacrati alla fonte
della vita. S'innalzano le lune

nel freddo ciel color fuoco, velato
da inutili granate scoppiettanti.
L'arma riesce ad offuscare tanti
allori sfioriti e dimenticati.

Per poter un'ardua guerra estirpare
é necessario seguire uno schema
simile a quello delle Menti Vere.

Il trapasso
Il trapasso brucia tutto, la cenere
è il sol nostro rimpianto della vita;
or, i fiori fioriscono per vivere
al di sopra dell’anima malata.

Quando s’innalzerà il sole, la Rosa

scorgerà la Dama per attirarla.
Le sue mani possono portarla
lontano dall’opprimente e greve terra;
per riporla davanti alla mia Stella.

I miei giorni sembrano settimane
I miei giorni sembrano settimane;
le settimane sembrano dei mesi;
i mesi sembrano anni gravosi
ch’incalzano in me la solitudine

nel non aver accanto la donna ch’amo.
Sol per lei marcerei per quattrocento
chilometri, e scorgerò il gentil ramo
ove le sue membra per un momento

trovarono sol rifugio e conforto
dal caldo cuor…Ma dal saggio sapiente
volo. Dalla lanugine soffiata

dalla sua man mi sarà rilevata
la vera fonte, guardandola parto
dove le nubi nascondono il monte.

Scheletri immensi sparsi dappertutto
Scheletri immensi sparsi dappertutto.
L’eterna Città Eterna, sol è in lutto
al vagar mio, tra i resti rovinosi
rotti dal barbaro tempo imperioso.

Si respira anche una falsa ricchezza,
lasciando tra noi credenti tristezza,
ch’affonderà inspiegata con la morte
lasciandoci solamente dei torti

nell’innalzamento del nostro Credo,
alla vasta lussuria silenziosa,
inumandoci in mezzo alla sol fame,

divoratrice infernale del pane
nostro quotidiano. Peccaminosa
è la nostra umile vita…ora prego.

Inverno
Questa fredda stagione fa prostrare
l’anima, strappando le mie radici,
insanguinando il mio cuore. Allor dici
che la mia ora è suonata. Dovrò andare

verso il mio paradiso degli allori,
lasciando il mio amore per te incagliato
nelle rime su cui ho lasciato un pianto
perché non ho visto e odorato i tuoi Ori.

La sento come una stagione oscura
e nebbiosa, dove i miei sentimenti
si perdono volando come un fiocco

di neve verso i mille chiarimenti
sulla mia vita cambiata in balocco
alla ricerca della pena oscura.

Vorrei servire, come trovatore
Vorrei servire, come trovatore,
la figlia d’Eva della mïa vita,
scrivendole liriche con amore
dedicate sol a noi, alla nostra vita.

Vorrei essere un abile cacciatore
per nutrirla. Deve essere servita
come una imperatrice dal mio cuore.
Vorrei darti e dedicarti la vita.

Vorrei che s’avverasse il mïo sogno
che è sempre circoscritto nel mio cuore.
Vorrei che lui uscisse come un leone.

Vorrei che mi porti alla guarigione
del mio disadorno e semplice cuore.
Ho tanto bisogno di questo sogno.

Come un dolce strumento emana un suono
Come un dolce strumento emana un suono,
accetterei d’ascoltare il tuo cuore.
Ma mi accorgo di aver fatto un errore:
egli mi ha indotto a essere come sono.

Io, poetando solo per te ragiono
ché il mio cuore è carico di dolore,
non toccando l’angelo del mio amore:
quindi ti chiedo umilmente perdono.

Per scongiurare i mali ascolto tutto
ciò che nel cuore capita sovente.
Lo ascolto da vicino, e mi vergogno.

Appena un albero lascia il suo frutto
per mantenere l’uomo, chiaramente,
attenderò che s’avveri il mio sogno.

Dispetto d’amore
Per farmi un dispetto
l’Amore m’incalza
il cuore, l’aspetto
e lo temo. S’alza

una gentil voce
invocante il Sommo
Padre e lui non nuoce,
ma recherà in sonno

l’Amore, distante,
a Dite osservante.

Il mio cuor deve uscir come un leone
Il mio cuor deve uscir come un leone
per osservare non l’ombra, ma il sole
che fiorisce tutta la tua bellezza
frantumando in cocci l’acre tristezza.

In contrasto al sol, non ti lascerò
mutata in girasole per trovare
invano l’amore, amerei morire
fra le vive braccia. Navigherò

per accarezzare la tua conchiglia
vagabondante fra Zefiro e Clori.
Nelle sprofondanti pianure attendo

che Ora mi benedica con i tuoi Ori.
Arginato dentro gli aranci, tendo
le pupille vere verso la Vaglia.

Inno a Vienna
Da Vindobona, a Venia ed ora a Vienna
è cambiato il suo nome di battaglia.
Oggi io la loderò con la mia penna
Adescata dalla sua estesa vaglia.

Oggi sto sognando d’un dì d’estate
Quando errai dentro Vienna, nel mio cuore
(racchiuso in immagini immortalate)
alberga tutto il suo immenso splendore.

Nel clima viennese di riposata
quiete si colloca la mïa anima
nella primavera dei suoi giardini.

Sento che la mia fortuna è baciata
dal Duomo ch’impera sui cittadini
innalzandomi nell’azzurro l’anima.

Inno a Vienna 2
Accompagnato da note mielate
veleggio col pensiero sopra il cielo,
approdando sopra la capitale,
come un pennuto con immenso zelo.

Un esteso anello si pone sotto
la vista, gremendo di gioia il cuore
sopraggiungendo al colorato tetto
del Duomo, essenza essenziale d’amore.

Cogliendo il profumo primaverile
aleggio leggiero sopra ogni alloggio,
di giorno e di notte sempre precisi

davanti all’anima che benedici.
Sono pronto per ancorarmi sul poggio,
per sciogliermi nel sepolcro centrale.

Sol la sorte ha deciso che l’Arcangelo
Sol la sorte ha deciso che l’Arcangelo
annunciasse l’arrivo di una stella
ch’è sbocciata per far mutare in bella
la vita. Solo lei sarà il mio Angelo

risvegliandomi col fuoco l’amore
incagliato nel mio segreto essere.
Finalmente sentirò il benessere
lasciando nelle tenebre il dolore.

Com’è nobile essere nella corte
mentre le nostre anime volteggiano
sopra le note di un valzer nel parco.

Dai miei occhi escono lacrime, le porte
odono i miei strilli che passeggiano
verso sconsolate note di un arco.

Sono solo nella mia casetta
Sono solo nella mïa casetta.
Sono afflitto e rifletto sugli errori
che ho commesso… son tanti! Quanti orrori
rovinati sull’anima deboletta.

Spero che il sole, uno di questi giorni,
arrivi ad infondermi il suo calore.
Ma soltanto tu, mi rechi calore
quindi, Signore, amerei che ritorni.

Io attenderò quell’ora per andare
verso l’Angelo, come una rondine
aleggia alla ricerca del suo ordine

interiore, per trovare la chiave
della vita, come un fiocco di neve;
altrimenti non può più ritornare.

Con la sua scomparsa mi piange il cuore
Con la sua scomparsa mi piange il cuore
alla stessa maniera di una stella
lassù, nel cielo mentre bagna un fiore;
ch’un giorno diventerà mia sorella.

La sua Musica ricorda un amore
ch’irradia di vita il mio debole cuor,
ma ascoltando Lui, sento il dolore,
lo stesso che si stagna nel mïo cuor.

Un giorno la mia spoglia come neve
si aprirà, e dalla morte apprenderà
che il Vent’otto Luglio arriverà lieve.

Ma quel Giorno s’è oscurato il sole,
quando Lui dal Cielo discenderà,
nella mïa anima vi sarà il sole.


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