Poesie di Marco Silva


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Amore d’una notte
Amore onirico,
Sei dolce come il miele nel limbo della notte
Che leggera porta il mio cuore là
Dove inizia il rosso albore

Chiudere gli occhi su di te
È sereno sperare le tue mani nelle mie
Le tue labbra fra le mie
In un onirica ebbrezza

Svegliarsi ancora ebri
È portare un cuore pesante di domande
Che cercano risposte nascoste
In un sogno che l’anima scuote.

Donna che riposa
Al fine d’un giorno di festa
Le luci scemano e tutto rallenta
Ti fermi anche tu
E cerchi pace e doni dolcezza

Il tuo corpo e le sue strade tra dolci curve
Ricordano la mano d’un artista
Che leggera sta modellando
Povera pietra in nobile forma

Nasce un pensiero in me
Il mio sguardo forse lo tradisce
È fisso sui tuoi occhi assopiti
È spinto sulle tue giovani guance
Che illuminano rosee l’uggiosa giornata

Ogni tuo tratto porta con se pace
Che come tenera carezza
Porta nel mio cuore un sole d’amore
E da alla testa, con una frivola ebbrezza

Il tuo riposo ferma cosi il mio tempo
Su pensieri di vita e amore
Che veloci cadono come fresca pioggia
Che lava via ogni mia pena.

Guerre di lune e abissi
Pensieri su d'immagini
palpitano; da dentro un tonfo
al solo tremare, l'idea smossa
assopita, galeotta
lì; nascosta ad attendere
Luna
il tuo sorriso.

Caldo con dolore
freddo con passione, nel ballo
sfidano sull'abisso
il pensiero e
la parola, turbine che lacera
surreali maschere d'armi.

Lì, solo lì
nel più estremo vuoto,
in ginocchio; sconfitto
tremo e rivesto
l'eterne maschere di me.

Cercarsi noi
Cieli di qui lasciano nuvole
Forme e colori tra noi
Su pensieri che disegnano
Anime spezzate da linee
Come frecce sui nostri perché
Che lasciano vuoti su futuri lontani

Nebbie su di noi
Che nascono dai cuori
Spossati da corse per noi
Su strade d’indecise risposte
Sono anime ancora in pena
Che non sanno chi è Sole e chi è Luna

Tra noi nasceranno allora albe ed orizzonti
Nuove luci e risposte tra noi
E come un film a lieto fine
Su speranze mai tramontate
Arriveremo lì dove troveremo noi.

Sola dentro i tuoi pensieri
le finestre son chiuse e il vento bussa
è la mia mano che ti cerca
mentre tu lontana mi guardi
ed urli il mio nome nel silenzio
nel quale sei prigioniera

Ma il mio cuore ti sente
non smette di battere anche per te
di passare le sue calde mani
tra le tue, che fredde incatenate
sento sorridere dentro di lontana gioia
dietro sbarre nel silenzio tuo eterno

Io ci sarò
tuo secondino senza chiavi
confessore al tuo urlo nel vento,
tra le mie mani bagnate del sangue della tua eterna Aguzzina
curerò i tuoi purpurei occhi
laceri dalle tue tristi invisibili lacrime
non passerà fiato che io non divida con te
a te mia anima mio sorriso
che so ormai spento
io rendo il mio debito.
La Vita.

L'inconscio amare
Nascondi le tue mani
tra le sue con groviglio,
la sicurezza della tua stretta
è sua vittoria sulla tristezza.

Sguardi dichiarati: amici
seppur profondi quasi amanti;
e carezze sul viso leggero
che sereno lascia la tristezza.

Consolare, è già amare
un amicizia che continuerà,
come groviglio di sensi;
ed inconscio sperar d'amore.

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