Carta Vetrata Paura dell’attrito bollente, brucia la carne. Scossa violenta sulla pelle si trasforma in angoscia. Ruvide certezze e fiamme graffianti sono le mie visioni. Brucio dentro e fa male. Poi, il grido abrasivo si dissolve e mi sento meglio.Ottantaquattro giorni di svarioni (interamente ricavata da ritagli di giornale) Ottantaquattro giorni di svarioni Aspettando l’arrivo dei marines. Nel buio vedo mirini laser e mille anime morte, fiamme chimiche sull’orlo del precipizio. La fusione brucia l’ultima energia, l’incubo frena, cancelli aperti, sogni psichedelici.La quercia solitaria Nero oscuro sprigiona quella quercia solitaria, dall’ombra avvolta viene mossa dall’aria. Fresco vento sotto le sue nude fronde, come del fiume l’aria bagnata batte sopra le sponde. Secca e ruvida è la corteccia, ballano macabre le sue foglie dalla punta a freccia. Un raggio di sole improvviso Della nera pianta illumina il viso. Non la mia triste sagoma statuaria Seduta all’ombra della quercia solitaria.Fuori dal recinto Superfici sottili delicate, sontuose curve surreali, limpide luci macchiate. Circuiti liquidi circolari Mi perforano l’interno. Nuvole di cera sorridono, l’uomo con gli occhiali mi fa un cenno e le gabbie si aprono. Fiori di plastica si sovrappongono ad alta frequenza. Brividi di gioia. Fuori dal recinto, nello spazio infinito.In cerca di chiare idee (In questa luce africana) In cerca di chiare idee, maltrattando la pigrizia, in questa luce africana, nella metà del giorno. Dove ciuffi dorati giocano con la speranza, dove i raggi bruciano fuori dall’ombra. In cerca di chiare idee per raccontare la quiete. E il vento soffia più forte In cerca dell’immobile petto accarezzato dal flusso. Mentre siedo ad ammirare I gabbiani fuori posto, impossibile mi è sorridere verso il tetto celeste dove posso raccontare.Parole intrise fiammeggiano Voglio vedere se i suoi occhi danzano spensierati. Mi piace raccogliere pietre strane ma forse non sono il solo. Voglio sciogliermi sul letto e guardare lo schifo inghiottito dalla mia mente. Voglio dipingere sui muri le mie idee infantili. Voglio camminare su petali di vetro, ma senza farmi male. | Solo Da solo. Picchiato e violentato dalla mia mente. Ossessionato dai miei pensieri, malvagi verso me stesso, saturi di purezza angelica verso qualcosa o qualcuno. Automasochismo perverso. L’evidenza, di quanto siano incompatibili questi due universi, mi angoscia, mi terrorizza, mi paralizza.Vene nell’inchiostro Inchiostro verde bollente nelle vene. Nelle vene inchiostro freddo e intenso. Tiepido inchiostro gocciolante nelle vene. Lampi di ghiaccio ovunque, voci plasmate dalla temperatura. Vita, caldi battiti sciolgono il ghiaccio e l’acqua è tiepida… Il corpo diventa pietra cosciente e la terra gira costantemente. Gira la manovella al cuore crudo, si blocca il meccanismo infernale. Paralisi elettrica in rotazione psicotica. Sangue denso nelle vene. Nelle vene sangue vibrante. Caldo nelle vene il sangue. Brucia l’acido nella carne, in fondo, è piacevole. Rumore di rotelle… e quei bambini? Scuolabus giallo in partenza.Quasi finire per capire Oggi mangerò pietre di coscienza. Sarò quell’albero e quei fiori, vedrò con gli occhi del sole ed entrerò nel volo delle rondini. Guarderò la morte con indifferenza e proverò il dolore senza soffrire. Mi basterà parlare al cielo e sfiorare quei petali di velluto. Sarò un sorriso nella pioggia In armonia con la vita. Dormirò all’aperto senza timore e mi sveglierò con un cuore più puro.Flashback incorporato Un richiamo dalla pelle assorbito, nelle arterie naviga con rapidità assoluta. Il mio corpo immerso e poi riempito. Tutto quanto si agita con familiarità evoluta. Si dissolve lo spettro di un ricordo; la melodia è pazza, il tamburo è sordo.Gatti verdi luminescenti La strada è in discesa; percorsi enigmatici verso l’ignoto. Abbandono la mia massa per nuotare nell’anima. Lievemente protetto da una sfera inattaccabile, con piacevole indifferenza i vostri pensieri sorvolo, così miseri e leggeri. Voi, parte integrante del ciclo. Io, lontano da voi, vedo: gatti verdi luminescenti.Nelle tue mani brillerà Pronuncia innocente e timida, idee sul mondo e sugli oggetti, comprensioni meccaniche impediscono. Chiudi i tuoi occhi e dimmi cosa vedi… Cerca di raccogliere qualcosa, ti prometto che brillerà, nelle tue mani brillerà. Vedi la teoria frantumarsi silenziosa? Le mele di gomma ti fanno paura? E’ perché sei qui e forse succederà qualcosa. Quel cucciolo sta piangendo? Ti prego, donagli una carezza. Lascia perdere i colori sgargianti, non hai bisogno di toni sgargianti. Cerca piuttosto di trovare le scale; ti consiglio di salire a guardare: Bada, potrebbe essere terribile. Preparati all’impetuoso sconforto di un pianto balsamico e crudo. Preparati alla realtà docile e viva e cerca di raccogliere qualcosa. Ti prometto che brillerà, nelle tue mani brillerà. |