Racconti di Davide Scintu
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| Si può scoprire una meraviglia,
cercando verso il basso, anziché verso l’ alto. Dedicato a Lorena e Danilo, che per primi hanno ascoltato le mie favole In un bosco vicino alla spiaggia c’erano molti alberi tutti differenti tra loro, eppure, vivevano di comune accordo. I pini mediterranei svettavano con le loro chiome ad ombrello, gli eucaliptus coi loro tronchi spellati e le lunghe foglie a forma di lancia te profumavano l’aria, con sentore d’,esotico, la macchia mediterranea con l’erica il lentisco ed il corbezzolo, contribuivano a profumare l’aria del bosco; alcune piante di più al crepuscolo, altre, invece, all’alba . In questo paradiso terrestre c’erano anche degli abitanti molto interessanti con fissa dimora, che ogni tanto, si incontravano per fare delle spedizioni esplorative che loro chiamavano, le avventure magiche. Zuc Riccetto era un riccio molto curioso e spiritoso, Bibi Talpetta era una talpa dormigliona, ma molto simpatica e faceva le battute umoristiche quando nessuno se le aspettava, Ciup Casto era un castorino che sapeva costruire di tutto, ma era un po’ permaloso. Questi tre amici si incontravano spesso, per organizzare delle spedizioni esplorative, in cui, oltre che divertirsi, avevano l’ occasione di imparare sempre qualcosa di nuovo. Un giorno Zuc, parlando ad i suoi amici, propone loro di fare una spedizione per salire in cima al colle e guardare cosa succede sull’isola delle cicogne che si vede in mare. Quindi tutti d’accordo si promettono di incontrarsi all’alba vicino la roccia del cinghiale. Prima di andare a dormire si preparano il bagaglio degli oggetti utili da mettere nello zaino e si fanno aiutare da mamma e papà, per essere sicuri, che niente manchi durante la gita esplorativa. Durante la notte Bibi fa un bellissimo sogno a colori, di quelli che sembrano storie da svegli e nel sogno Bibi incontra un gufo parlante che gli dice che a volte si può scoprire una meraviglia cercando verso il basso anziché verso l’alto. Quando Bibi si incontra con i suoi amici alla roccia del cinghiale racconta entusiasta il suo sogno, dicendo tutti i particolari, compreso i colori che aveva visto nel sogno e quel messaggio che gli aveva dato il gufo, che però, lei non era riuscita a capire, cosa significasse. Ciup si era stancato subito del racconto e disse che sarebbe stato meglio agire per non perdere tempo prezioso ed incamminarsi verso il colle, invece Zuc era rimasto incuriosito da quel sogno, inoltre quel messaggio lo intrigava, lui era uno, che voleva capire per imparare sempre qualcosa di nuovo. Finalmente si avviarono con passo frizzante ed energico verso il mare, dove salendo sul colle avrebbero potuto guardare l’isola . Dopo aver superato lo stagno delle anguille, Zuc sentì un lamento e dietro un cespuglio, scorse una lepre che era rimasta intrappolata sotto un ramo e non riusciva a liberarsi. I nostri amici provarono ad alzare il ramo ma era troppo pesante e non riuscirono a liberare la lepre. A questo punto l’ingegnoso Ciup pensò di mettere una pietra vicino al tronco e di creare una leva. Si era ricordato di una bella frase che aveva studiato “ Datemi una leva e solleverò il mondo “. Quindi si fece aiutare dagli amici e dopo aver messo una bella pietra vicino al tronco, cercò un ramo duro e resistente, lo inserì sotto il tronco appoggiandolo sulla pietra, chiese agli amici di aiutarlo a spingere questa leva e con stupore dei suoi amici si resero conto d’esser riusciti a sollevare il tronco e la lepre era subito uscita da quella dolorosa posizione. La lepre fu così contenta che volle sdebitarsi del favore che le avevano fatto e quando chiese agli amici dove stessero andando, lei volle ricambiare la cortesia avuta, dicendo loro un segreto. La lepre conosceva un passaggio segreto che avrebbe permesso loro di arrivare all’isola passando sotto il mare. A quel punto a Zuc brillarono gli occhi, come se gli si fosse accesa una lampadina e disse a Bibi che il messaggio del sogno era una premonizione, infatti diceva, che si poteva scoprire una meraviglia, cercando verso il basso anziché verso l’alto. Lui aveva collegato il messaggio del sogno con l’aiuto della lepre che stava loro confidando l’ingresso del passaggio sotterraneo. Quando la lepre li portò dentro il tronco della vecchia e grande quercia , indicò loro un varco che portava sotto le radici e disse loro di andare giù tranquilli perché questo passaggio li avrebbe portati proprio sotto l’isola delle cicogne. Bibi Talpetta era la più pratica di sentieri sotterranei, quindi tutta entusiasta, si mise in testa alla fila, per condurre l’esplorazione. Il passaggio era un po’ stretto, quindi si avviarono in fila indiana, camminando pian piano come potevano. Ad un certo punto Bibi gridò preoccupata dicendo che il sentiero era chiuso. Ciup era un tipo pratico, quindi disse che allora dovevano tornare indietro e mentre parlavano udirono una voce sconosciuta, nell’oscurità, che disse: “ Ragazzi era da un po’ che aspettavo un aiuto, io sono Basco Talpo e mi sono invecchiato troppo, sono anni che scavo questa galleria. Ho voluto farla per dimostrare la mia teoria. Io sostengo che tra il dire ed il fare non c’è solo il mare, ma anche il “ bene lavorare “. Sono quasi arrivato sotto il centro dell’ isola delle cicogne, mi volete dare una mano a finire la mia opera ? Bibi si consultò con Ciup e Zuc e decisero di aiutare Basco. In poche ore di lavoro riuscirono a terminare la galleria ed uscirono proprio al centro dell’isola delle cicogne. L’isola era davvero una meraviglia della natura e loro furono felici per avere contribuito a finire il lavoro, tornando a casa avrebbero avuto una bellissima storia da raccontare ai genitori ed un ricordo favoloso da conservare. Racconto per bambini di ogni età Davide Scintu dicembre 2009 |