Racconti e testi di Lucius F. Schlinger


Home page  Lettura   Poeti del sito   Racconti   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche

 

Lucius F. Schlinger

Lucius F. Schlinger al secolo Luciano Fabi, classe 1941, dopo la laurea  ad Urbino sulle teorie musicali dei romantici tedeschi, collabora al periodico Svolta  e dirige la rivista  Ad libitum. Negli anni '70  scrive per  il quotidiano l'Unità, pubblica racconti presso  Regione Letteraria di Bologna e le Edizioni Posterula di Urbino, interviene su Interstampa e cura trasmissioni radiofoniche e televisive contro la superstizione. Spesso segnalato o vincitore nelle Competizioni della rivista Il Racconto (Crocetti), ha pubblicato racconti su Achab (Bariletti) e molte brevi note  su "Avvenimenti in gioco", con E. Peres e S. Serafini. Alcuni versi   sono usciti su DP Marche, presso l'ENTeL MCL, Il Grillo), Storie di fantascienza sono state pubblicate Su Futuro Europa della Perseo Libri. Dacia Maraini ha letto per la RAI TV versi dell'opus 18, Dai balconi di Liebermor che la rivista musicale Capriccio  di Strauss ha poi pubblicato prima dei Canti di Wahltann opus 34. Opere di narrativa, di teatro e raccolte di versi sono presenti in varî siti internet,  tra i quali,  oltre a Poetare curato da L. De Ninis, quello della “Pro Urbino” che ha  anche stampato due  Nuovi dialoghi e composizioni in versi, mentre l’integrale dell’opera  si trova in www.luciusfabi.it a cura di M.Gianotti.  L’ Unione Astròfili Italiani. ha pubblicato nel 2006  sulla rivista ufficiale  Astronomia il suo studio Elementi astronomici nella Commedia di Dante. Un libretto di giochi è uscito presso La Meridiana  ed uno di racconti brevissimi a cura dell’ISA- Scuola del Libro di Urbino. Collabora  per la divulgazione scientifica a Punto d'incontro.  Entro qualche millennio, come il personaggio de L’elisir d’amore, diverrà anche lui noto e all’Universo e … in altri siti.

<Web M.Gianotti>  p. el: schlinger@libero.it  Nuovo sito internet  di Demòpolis: www.luciusfabi.it


Leggi le poesie di Lucius
 

 

Lucius F. Schlinger

Fiabe opus 40

Avvertenza

Veramente io non ho fatto altro che tradurre un vecchio volume ritrovato in frammenti poco lontano da Monaco di Baviera, per un po' ricostruiti e consultabili presso la Biblioteca di Lugenstadt1, ma irreparabilmente distrutti nel terribile incendio che fu domato del tutto in alcuni giorni tra il 5 e il 14 Ottobre dell'anno 15822. Per me è stato un grande avvenimento ritrovare recentemente una unica copia di questa incerta ricostruzione fortunosamente sfuggita alla distruzione, ma sempre vistosanente incompleta e redatta nuovamente da Herr Niemand Weiß3 presumibilmente all'inizio del secolo XIX, data la relativa modernità del linguaggio. Per le circostanze del difficile rinvenimento e della successiva acquisizione da parte mia di un testo redatto su una base frammentaria, i luoghi e i pochi dati cronologici che si è riusciti a dare hanno un significato decisivo, se i lettori vogliono considerarli con attenzione e serietà.
Totalmente privo anche della più pallida ombra di superstizione, io sono estremamente affascinato dalle fiabe e dai racconti popolari. L'ambiente geografico è spesso, ma non sempre, il cuore della vecchia Europa. I tempi sono sempre molto antichi.
Spero di aver tradotto bene il vecchio libro. Non sono poi io a dover giudicare se - come a me sembra senza ombra di dubbio - sia stato giusto presentarlo ai lettori di lingua italiana. Alcuni termini e modi di dire rimangono in versione originale per dare un'idea della magnifica musicalità della lingua tedesca. lfs
=========================================

Note
1) Ted: "Città delle frottole"
2) Sono i famosi giorni che non esistono dato che per recuperare il ritardo in cui si trovava il Calendario giuliano papa Gregorio XIII decise di passare direttamente dal giorno 4 Ottobre al giorno 15 Ottobre. Il calendario gregoriano fu accettato gradualmente, con diversi distinguo ed è ormai il riferimento essenziale per la maggior parte dei paesi del mondo.
3) Ted: Il Signor Nessuno sa.


1.Lo scrigno di ferro

Un giorno il giovane Friedrich, un bravo contadino, della Baviera stava terminando il suo pomeriggio di lavoro in un orticello in pendenza, alternando zappa e badile ed usando la vanga dove la terra era più dura, ad esempio proprio in quel punto, un punto che forse non era stato mai toccato dagli attrezzi. perché era proprio al margine dell'orticello stesso, un fazzoletto di terra del quale la sua mamma e il suo babbo avevano acquistato l'uso due anni prima da Richard, proprietario del campo in cui svolgevano il lavoro principale, per cercare di raggranellare qualche soldo oltre a quelli che con gran fatica potevano ricavare dalla coltivazione di grano, avena, piselli ceci, lenticchie, fave ed altre piante nel campo del signore che teneva per sè oltre metà del raccolto. Da qualche tempo il babbo, dopo tanti anni di gran lavoro, doveva qualche volta riposarsi anche di giorno e la mamma, benché un po' più in gamba, non poteva lavorare come una volta. Le sorelline Hildegard, la maggiore e Konstanze, più piccola di quasi due anni, erano ancora troppo bambine e dovevano anche andare a imparare a leggere e scrivere nel villaggio vicino. Questa era stata una decisione che i genitori avevano preso nonostante il parere contrario del padrone del campo e non vollero saperne di discuterla. Wir sind Bauern, sind nicht Leibeigene, Siamo contadini, dicevano, non siamo servi della gleba. Richard aveva infatti mandato giù di mala voglia il fatto che lo stesso Friedrich avesse ricevuto un'istruzione nella scuola del villaggio.Poi lui si era dato molto da fare, anche dopo la scuola, per cercare di capire una moltitudine di cose e aveva chiesto ai genitori di studiare ogni tanto qualche libro della vecchia biblioteca del feudatario che d'altronde era contento di ricambiare in tal modo i regali, soprattutto bottiglie di vino, che dalla famigliola riceveva , dato che proprio intorno a casa c' era anche una piccolissima vigna di uve pregiate. La mamma Anna e il babbo Arnold sapevano appena un po'leggere e perfino scrivere qualche parola, ciò che per quei tempi era già molto. Ma comprendevano che senza un minimo d' istruzione il giovane sarebbe stato troppo svantaggiato nella vita. Richard alla fine aveva preferito non scontentare due lavoranti molto validi, diligenti e corretti, per lui davvero preziosi in un tempo in cui per il Paese si aggiravano bande di ladri e predoni che dicevano di essere al servizio del duca o del vescovo, ma in realtà facevano solo i loro interessi, rubando e saccheggiando in un territorio di confine - governato secondo la regola da un marchese - in cui si parlavano, con molti strafalcioni, due o tre lingue e cinque dialetti. L' Imperatore era in viaggio proprio per quelle province di confine per testimoniar loro la sua attenzione, preceduto a tale scopo da un distaccamento adeguatamente armato del quale faceva parte la sua stessa giovanissima figlia. Ma intanto pretendere che nel suo podere, perfino le bambine dovessero essere istruite era sembrato sinceramente al signor Richard una vera eresia. "Però - aveva risposto un giorno la mamma - non vi sembra un'eresia mandarle a pascolar pecore e caprette quasi tutto il giorno. Ma state tranquillo, non smetteranno per causa della scuola! Ve le pascoleranno per più di mezza giornata e intanto vi faranno anche i cesti per la frutta e l'erba dei campi e via dicendo". Cosi Richard, brontolando molto, aveva dovuto vedersi crescere attorno due bambine che dopo appena in un paio d' anni sapevano già leggere, scrivere benino e far conti meglio di lui.
Ma che cos'era il punto così duro che in esso anche la vanga stentava a penetrare? Pietra, pensava il giovane, dato che la generosità del signore, del resto ampiamente compensata dalle prestazioni di tutta la famiglia, non era certo gran che, tanto da non andar oltre la concessione ben pagata di un orticello quasi tutto pietre. Ma la vanga ora tornava su arrugginita. È metallo, si disse Friedrich, ferro, con tutta questa ruggine! E scavando deciso la zona più dura, scoprì una cassetta metallica in parte incastrata nella pietra. Che diavolo può essere? si chiedeva. Ma non ebbe tempo di pensare ad una risposta perché dal bosco distante circa cento passi sentì provenire grida di uomini e proteste di una voce di donna dal timbro giovanile.
- Andiamo, bellezza, vediamo se il nostro capo sarà contento del regalo che gli portiamo! Ma fatti un po' vedere meglio!
- Guai a voi, briganti! Se mi torcete un capello la pagherete cara: Io sono la figlia dell'Imperatore.
Qui una seconda voce d'uomo.
- Sì! E io sono il figlio del Papa di Roma! Sta' un po' ferma, principessa, ché ti voglio prender le misure!
Friedrich allora gridò a sua volta
-Resisti, ragazza, arrivo! E stava lanciandosi in direzione delle voci. Ma si fermò e fece un passo indietro per prendere la vanga nel frattempo caduta, pensando che poteva servire. In un batter d'occhio.
- Arrivo! disse ancora. E un attimo dopo era al margine del bosco, vanga in spalla. Tu scappa, ragazza! A questi penso io!
I briganti infatti erano rimasti sorpresi e la ragazza era riuscita a divincolarsi. Allora la vanga calò quasi con tutto il peso e la spinta che il giovane le aveva dato, senza poterla ben regolare, sulla testa di uno dei furfanti che rimase steso a terra. Friedrich vide che erano in quattro o cinque, con spade e coltellacci, forse i primi di un gruppo più numeroso, ma la vanga continuò il suo fulmineo lavoro colpendo forte di striscio su una spalla un altro e meno forte un terzo che stava già battendo in ritirata, poi il giovane la impugnò con la punta rivolta in avanti . Così poteva essere ancor più pericolosa, come una lancia. I briganti se la diedero a gambe trascinando il compare ferito. Solo allora Friedrich si accorse che la fanciulla, oltre che bellissima, con viso regolare, occhi di un intenso azzurro, lunghe trecce bionde, era anche magnificamente vestita.
"Grazie - gli disse - giovane gentile. Senza di te avrei sofferto un bel guaio".
" Signora - disse Friedrich - Devo chiedervi perdono, invece, per la disinvoltura con la quale mi sono rivolto a voi, ma l'urgenza di intervenire … e poi non vi avevo vista".
" Mi hai trattata benissimo, invece. Mi hai detto Tu, ragazza e io sono proprio una ragazza, come vedi".
"Sì, signora, ma un contadino non deve prendersi certe confidenze, Perdonatemi! Per me potreste essere davvero la figlia del nostro Imperatore".
" Adesso non esagerare, via! Che lavoro hai dovuto interrompere per venire in soccorso di una ragazza sventata?"
" Stavo vangando un terreno durissimo e …
A questo punto un gruppo di cavalieri giunse al margine del bosco.
" Signora, - disse il primo di loro - siete stata imprudente ad allontanarvi da sola. Vostro padre ci punirebbe severamente se dovesse succedervi qualcosa".
" Vi ricordate - aggiunse un altro cavaliere più giovane - di quando i vostri venerati genitori affidavano proprio a me il compito di sgridarvi e poi tenervi il broncio quando combinavate qualche marachella? Ma oggi l'avete fatta proprio grossa!"
" È normale, Franz, sono cresciuta e faccio pasticci da grandi. Ma tu ormai, amico mio, non puoi più sgridarmi in proporzione alle mie malefatte. E forse questo ragazzo ti potrà spiegare che non ho combinato tutto da sola, visto che alcuni furfanti volevano portarmi a rallegrare il loro capo. È stato lui a salvarmi, manovrando la sua vanga come una lancia. Ma voi, intanto, dov'eravate?
Il cavaliere di prima osservò che da un contadino non ci si poteva aspettare l'uso di lancia e spada e di tutte le armi e le mosse di un cavaliere, ma Franz, l'amico d'infanzia della ragazza, lo mise a tacere: "Avresti preferito che la nostra signora fosse rimasta in mano di quei malfattori?" replicò sarcastico alla sua osservazione. Poi si rivolse ad Friedrich.
" Grazie, valoroso ragazzo - gli disse - Se può farti piacere, sappi che quei farabutti li abbiamo bloccati noi. Uno aveva proprio la testa molto malconcia e un altro si era preso un buon colpo su una spalla. Ora porteremo la signora ad attendere il suo signor padre che procede a più di mezza giornata di cammino da noi dell' avanguardia" .
" Spero di rivederti, mio salvatore, caro … a proposito, come ti chiami?
" Friedrich, per servirvi, Signora".
" Un nome importante e significativo! Ma quando sei intervenuto mi hai detto tu, ragazza. Voglio che continui a chiamarmi così quando ci rivedremo. Te lo ordino. E ora ti saluto".
" Buon giorno, Signora, buon giorno cavalieri".

Friedrich aveva dimenticato la cassettina di ferro e ci ripensò solo ora. La curiosità lo spinse a riandare sul punto dell'orticello in cui aveva fatto la scoperta, pensando di terminare di tirarla fuori. Intanto arrivò la madre Anna.
- Ma si può sapere che diavolo combini? gli disse.
- Qui finirà che la cassettina non la potrò esaminare mai. Tu non hai visto, mamma. Ho dovuto suonarle a quei predoni.
Avevano assalito una bella fanciulla che si era allontanata un po' troppo dai signori suoi amici.
- Una bella fanciulla, dici?
-Per salvarsi disse ad un certo punto a quei briganti di essere la figlia del nostro Imperatore, ma poi non lo confermò affatto.
- Pazzo! Ti rendi conto di chi hai incontrato? L'ho appena vista di sfuggita mentre si allontanava al trotto con i cavalieri della scorta. Di sicuro è andata incontro al padre, un gran bell'uomo che si chiama proprio come te, anche se i vescovi usano il nome latino, Federicus o qualche lagna del genere. (Ora in confidenza io che vi racconto questa vecchia storia non saprei proprio dire quale Friedrich fosse quello indicato dalla mamma Anna visti i tanti che hanno avuto questo nome).
E la figlia - concluse comunque Anna - è proprio la nostra bellissima principessa.
- Ecco perché ha detto che avevo un nome significativo. Bellissima! Puoi dirlo forte, mamma, ma io non la conoscevo.
- Se è per questo bello sei anche tu, eccome! Ci siamo messi d'impegno Arnold e io con te e le tue sorelline! Ma che dicevi di una cassetta?
-Vieni, mamma. Ora te la faccio vedere. E condusse Anna nell'angolo dell'orto.
- Vedi? Ora finisco di tirarla fuori.
Si mise a lavorare di gran lena, tanto che in breve tempo la cassetta era completamente allo scoperto. Era uno scrigno come quelli che si usano per gli oggetti preziosi, anche se appariva strano che fosse costruito in ferro, un materiale importante ma non troppo prezioso, notò Friedrich.
"In genere in questi casi, figliolo, non conta l'esterno, ma il contenuto. Portiamo questo bello scrigno in casa. E ricopri la buca, sarà meglio.
Così fecero. In due, con qualche difficoltà, trasportarono lo scrigno che era molto pesante ma ma non tanto grande da permettere una presa sicura per quattro mani e giunsero in casa, quasi all'imbrunire. Arnold era sulla porta con le bambine e appena vide lo scrigno esclamò. " Allora non erano solo chiacchiere!" E spiegò che da tanto tempo, forse da centinaia d'anni, si parlava di una cassetta di gran valore - disse- sepolta chissà dove da quelle parti. Anna ed Friedrich raccontarono anche dell'incontro del ragazzo con la Principessa suscitando grande ammirazione e gioia. Poi posarono lo scrigno in terra.
" Vediamo un po' cosa c'è" disse allora Arnold. Dentro la piccola casa contadina le finestre erano molto strette e ormai, data l'ora, entrava poca luce. Così Henrich e i suoi rimasero fuori a occidente dove ce n'era di più, mentre il babbo preparava un candeliere per il caso che il lavoro avesse richiesto un bel po' di tempo. Ma la Luna piena che si affacciava da oriente lo rese ben presto inutile. Il chiavistello esterno, un vero piccolo catenaccio fu difficilissimo da far scorrere. Ci vollero quattro martellate robuste sulla punta. Ma poi usando le tenaglie e un coltello infilato pian piano sotto il coperchio per per staccare le due parti arrugginite della cassetta, il risultato si ebbe rapidamente. Il coperchio si staccò dalla parte inferiore. " Aprilo tu - disse il babbo Arnold- Tocca a te l'onore"
" … e l'ònere, papà …"
" ? …"
" Il peso, la responsabilità, caro babbo".
Ma, visto che il babbo (e la mamma che con un cenno lo invitava a non far cerimonie) volevano così, spalancò il coperchio e per un attimo rimase senza respiro:
I denarii d'argento di Carlo Magno erano le monete meno antiche, ma c'erano assi, sesterzi e denarii romani in notevole quantità, vecchissime monete veneziane, tedesche, fiorentine, spagnole, francesi. In un denario si vedeva bene la lupa romana. Friedrich disse che certe monete potevano essere addirittura greche, forse di Siracusa o di Bisanzio perché alcune lettere non si capivano. I genitori benedissero la sorte che aveva loro permesso di dare un'istruzione al figlio, ma quelle eran cose di cui anche senza istruzione si poteva capire lo straordinario valore. E le monete, benché tanto preziose da rendere straricco chi le possedesse, erano solo la superficie. Al di sotto di esse collane di pietre evidentemente preziose, oppure d'oro e d'argento, perle in gran quantità e perfino un piccolo diadema con una sua custodia particolare, qualcosa come velluto blu. Era difficile credere che tante cose stessero una cassetta di due piedi viennesi scarsi di lunghezza per poco più di uno di larghezza e di altezza, per giunta con pareti piuttosto spesse.
Impossibile descrivere l'allegria che la scoperta suscitò nella piccola famiglia. Lo scrigno fu esaminato e gli oggetti contemplati con stupore da persone che non avevano mai visto da lontano neppure una miliardesima parte di tante ricchezze.
Mentre i genitori e Friedrich brindavano con il vino messo da parte per le grandi occasioni, le bambine, già piene di miele, noci e mandorle, si mettevano collane e braccialetti cominciavano a giocare alle signore
- Come state cara Frau Hildegard?
- Io benissimo, Signora Konstanze, e voi?
Poi la realtà si riaffacciava.
- E allora perché andate in quella scuola plebea?
-Perché la frequento, volete dire? Per divertirmi signora. E imparate a parlare.
- Sentite Maggiordomo? La vecchia saggia Hilde. Lei si diverte davvero con poco!
- Maggiordomo, ordinate ai servi di allontanare questa mocciosa screanzata Kosti!
La mamma e il babbo cominciavano a dar segni di inquietudine
Allora Friedrich entrò nel gioco.
- Egregie signore, i miei doveri di fedele maggiordomo mi impongono di avvertirvi che occorre dar subito inizio ad un' opera: Ricoverare queste gioie in luogo sicuro, poiché i tempi sono incerti e molti sono i malintenzionati che si aggirano nei vostri feudi.
Arnold approvò subito ed anche Anna,
" Coraggio, bamb … signore - disse dunque la mamma - dateci una mano a riporre tutto di nuovo nello scrigno che porteremo nel nascondiglio in soffitta o nel ripostiglio della cantina. Sarebbe e un guaio se il padrone dovesse arrivare all'improvviso. Quello ci ruba tutto".
"Ma no - disse allora Friedrich - Ieri mi ha detto che andava dal notaio per una faccenda importante. Starà da lui fin verso mezzanotte. Tanto con questa luna non perde la strada ..."
"... e avrà meno paura delle streghe e degli spettri quando prima dell'alba, quasi al tramonto della Luna si muoverà per andare a salutare il nostro Imperatore" concluse Arnold. Comunque gli oggetti preziosi furono tutti accuratamente rimessi nello scrigno, ma ci volle del tempo perché era difficile richiuderlo bene come prima. Soprattutto il piccolo catenaccio stentava a rientrare nel suo anello. Le bambine trillavano alternandosi: "Bello, bello, lo scrignetto!" Anna fece alle sorelline un brusco cenno con una mano per dire che quelli non erano fatti da spiattellar cantando. Richard che stava tornando prima del previsto, non aveva sentito nulla di particolare ma fu attratto da quelle voci ad un'ora insolita e arrivò davanti alla casa. Anna e Friedrich avevano fatto appena in tempo a metter dentro lo scrigno.
" Ci sono novità, - disse - nel mio campo. Cos'avete trovato?"
" Una vecchia cassetta di ferro arrugginita signore".
-Ah! Una cassetta, uno scrigno! Non sarà quello si cui parla la vecchia storia? Comunque, siccome è stato trovato nel mio campo, anche se l'avete nascosto nella vostra casa, naturalmente è roba mia".
" Toccherà vedere, signore - replicò Arnold - Su quello che si trova in giro qualche cosa da dire ce l'avrà da avere anche chi lo trova. E poi io conoscevo dei discorsi, avevo sentito dire di questa cassetta, ma non sapevo dov'era di preciso E inoltre, signore l'orticello era vostro ma non lo è più da alcuni anni, signore". Arnold non era un oratore, ma si faceva capire. E per convincere meglio il padrone parlava quasi come uno che conoscesse la situazione e stesse ricercando lo scrigno da tanto tempo.
"E' solo una vecchia cassetta di ferro sulla quale le bambine fantasticano, ma a noi anche una cassetta di ferro può servire così com'è. E questa casa è povera, ma è nostra, con questo praticello davanti e con l' orticello di pietre, signore" concluse.

"Ma non l'avete certo certo trovata nel prato. Sono passato per l'orto che vi ho permesso di coltivare, sulla strada per casa mia e ho visto una buca richiusa alla meno peggio. L'avete trovata lì. Vedo poi che avete brindato, avete fatto festa. Per una cassetta arrugginita?
- È il mio compleanno, disse la piccola Konstanze, sicura che il signorotto non conosceva certo la sua data di nascita.
"E non l'avete aperta?" chiese allora Richard.
"Abbiamo provato" rispose Arnold, ma non ci siamo riusciti, neppure col martello. Sembra stregata. Guardate voi stesso, signore".
Arnold aveva fatto la mossa giusta.
"Si diceva infatti che non si può aprire perché c'è un maleficio - andava dicendo il signore - che chi la apre o anche solo la tocca o la guarda avrà sventure, malattie e morirà in breve tempo. Mi vengono i brividi! …
"È certamente quella dei vecchi giganti amici di tutte le streghe della Baviera, signore" disse Arnold per completare il discorso di prima.
È molto probabile. Mi sento già male ... Ma parlerò con un mio conoscente che toglie tutti i sortilegi e le stregonerie, le fatture e gli incantesimi. Speriamo … Ma tu, intanto, Arnold, l'aprirai al più presto e mi farai vedere se c'è qualcosa dentro. Poi, forse, potremo metterci d'accordo …"
"Poi forse farete - intervenne Friedrich - come con quei cesti e quelle bottiglie di vino del Reno che avete dimenticato di restituirci. E se apriamo noi lo scrigno non ci cadono addosso i malefici? Ma guardate voi stesso, signore".
" No, Mai! - esclamò Richard - Non voglio sfidare la maledizione! Tutte le streghe della Baviera ... Orrore! Bwrrrr!"
" O forse voi credete che solo i contadini possano lanciare certe sfide? Buona notte, signore. Era stato Friedrich, a fare la domanda e a dare il congedo in tono molto fermo. Il signore la smise con le insistenze si limitò a dichiarare:
" Ma io domani mattina lo dico al notaio quando arriva per veder passare l'Imperatore".
"Ottima idea" commentò Anna".
"Cosi vedremo a chi appartiene, concluse il padrone". E se ne andò sdegnato, pensando che forse poteva chiamare in suo aiuto altri contadini, tra i quali qualcuno fosse tanto smemorato da non ricordare i racconti sulla tremenda maledizione, ma era tardi e non sapeva se l'avrebbero aiutato o l'avrebbero mandato sa farsi impiccare, inoltre l'idea di dover dividere il contenuto dello scrigno (se c'era davvero qualcosa) con altre famiglie non gli garbava davvero. Però aveva anche fatto un po' il furbo, perché sapeva che Arnold e i suoi non potevano andare tanto lontano, visto che non avevano neppure un vecchio ronzino e il notaio avrebbe trovato buoni mezzi non del tutto indolori per scoprire eventuali trucchi.


Friedrich, la mamma e il babbo, dopo aver mandato a letto le bambine, faticarono ad addormentarsi. Avevano deciso di parlare lealmente loro stessi dello scrigno all'Imperatore, possibilmente prima del signorotto. Ma erano stanchi e alla fine il sonno arrivò. Nonostante le poche ore di riposo, il mattino dopo si alzarono e si vestirono in fretta con gli abiti delle feste per recarsi sulla strada prìncipale a vedere il corteo del sovrano che di lì a poco sarebbe passato. Arnold con la famiglia giunse dunque per tempo, Friedrich aveva con sé un piccolo flauto a becco, nato per un errore di costruzione che il ragazzo non aveva voluto correggere poiché così lo strumentino aveva una voce dolce e suggestiva un po' simile, per intenderci, a quella che dopo secoli avrebbe avuto l'oboe. Ne aveva già fatto un altro simile. Con gli abiti di gran lusso c'erano anche i signorotti e tra questi il notaio e Richard.
Il corteo imperiale, naturalmente, era in ritardo, sia perché i grandi signori fanno di solito così, sia perché, in questo, caso l'Imperatore doveva fermarsi ogni tanto a rispondere cortesemente alle spontanee manifestazioni di affetto e di simpatia delle genti che governava, ma alla fine spuntarono i primi cavalieri, margravi e marchesi particolarmente in vista, in quelle terre di confine, ma anche più modesti baroni al confronto un po' scalcagnati benché molto impettiti, comandanti dei cavalieri, mastri di cerimonie, monaci, abati e vescovi giù di corda per le strigliate imperiali, cavalieri dei diversi ordini e chi più ne ha più ne metta. I duchi e i conti erano invece proprio intorno al sovrano ma immediatamente alla sua destra, su un cavallino bianchissimo, era la principessa mentre l'Imperatore Friedrich, di aspetto ancora molto giovane, con una bella barba dorata guidava un agile destriero nero come la notte. Dopo aver porto l'orecchio alla figlia il sovrano alzò la destra per indicare una sosta.
L'Imperatore scese dal suo cavallo nero, rifiutando con un sorriso l'aiuto offertogli dai palafrenieri e si volse quindi ad aiutare la principessa a scendere a sua volta da cavallo. Tese ancora l'orecchio verso il viso della figlia e con lei si mosse diritto verso Friedrich e i suoi. Il signorotto e il notaio si inginocchiarono mentre Friedrich e i suoi facevano un profondo inchino che li portava quasi a toccar la terra col capo. Ma l'Imperatore con un gesto deciso ordinò loro di risollevarsi. Con un altro gesto salutò i familiari, poi si rivolse ad Friedrich.
"Valoroso giovane che porti il mio stesso nome, la principessa Frieda mi ha narrato la sua disavventura e il tuo pronto intervento senza il quale sarebbe caduta nelle mani dei malandrini. Così si comporta un giovane fedele. Ti sono molto grato".
" M …Ma … està. Come posso esser degno dell'onore che voi mi fate parlandomi in questo modo?"
" Via, Friedrich! Non ti ho ancora fatto conte! … per quanto ... ma per questo dovremmo sentire anche l'Imperatrice Sieglinde oltre a Gertrud, naturalmente, la mia figlia maggiore che ora è con lei quasi dall'altra parte dell'Impero. Comunichiamo solo con messaggeri veloci e, nebbie permettendo, con segnalazioni luminose, ma passeranno molte settimane o forse mesi prima che possiamo rivederci! Figliola che mi dici?
"Maestà, sono lieta di ringraziare anche con voi il mio salvatore".
Friedrich si inchinò di nuovo per un momento.
" A proposito - continuò il sovrano rivolto alla figlia - Franz si è ricordato di tenerti il broncio per qualche ora?
L'amico d'infanzia era lì a due passi." Ho tentato, Sire, ma ... "
"Ho capito. Pazienza. E ora rimettiamoci in marcia".
L'Imperatore vide che il giovane Friedrich guardava il notaio e il signorotto ancora in ginocchio. "Già, mi stavo dimenticando. Alzatevi, miei fedeli"concluse.
" Con il vostro permesso, Sire, I miei genitori ed io dovremmo sottoporvi una questione".
"Non cominciamo con le questioni, Friedrich. il tuo gesto sarà adeguatamente ricompensato".
" Maestà, io ho già avuto la più grande ricompensa dalle parole che voi e la Principessa mi avete rivolto". E a bassa voce gli narrò della scoperta del prezioso scrigno e della disputa con il signore. L'Imperatore disse ai più vicini che occorreva una sosta più lunga e diede disposizioni affinché il resto del corteo proseguisse tenendo solo una scorta di poche decine di cavalieri.
Quando il sovrano ebbe finito di ascoltare il racconto si rivolse al notaio che era rimasto lì.
" Questo giovane ha trovato uno scrigno nell' orto dei suoi genitori. E voi cosa dite?" gli chiese.
Il notaio prese la faccenda alla larga con tante considerazioni sul diritto del proprietario su ciò che è comunque nel suo terreno, in superficie o in profondità, salvi restando i diritti (minimi) di chi scopre gli oggetti e stava cercando di dare ogni ragione a Richard, ma l'Imperatore tagliò corto.
" Poiché siete notaio, è strano che abbiate dimenticato una legge approvata dal Consiglio imperiale. Tutti i diritti vanno a chi trova gli oggetti nel suo campo. E il proprietario ha concesso l'uso del piccolo terreno ai genitori del ragazzo. Al padrone del campo che questi coltivano e allo stesso feudatario spetta un piccolo compenso sul quale pagherà le tasse alla corona. Ora io e la principessa andiamo a vedere questo tesoro.
Quando giunsero alla casa di Friedrich, l'Imperatore stesso rimase di stucco di fronte a tanta ricchezza e confermò in pieno la sua parola. Tutto, a parte una quota minima, doveva essere dello scopritore. Allora Friedrich prese il diadema e lo pose sul capo della Principessa Frieda. Per far questo aveva posato il flauto. L'imperatore allora gli chiese se per caso non lo avesse portato per ingannare la noia dell'attesa del corteo imperiale, ma Friedrich rispose che tutt'altro che di noia si trattava, ma del desiderio di esercitarsi in una musica pensata in onore della famiglia imperiale. Allora Frieda la volle sentire ed Friedrich la suonò suscitando in tutti grande commozione. Quando poi l'Imperatore disse che era un peccato che la bella melodia non si sarebbe più potuta ascoltare ancora allo stesso modo il giovane contadino lo rassicurò.
" Per queste cose ho buona memoria, Sire".
"Friedrich, mio fido giovane, avete ritrovato lo scrigno dei vecchi giganti che un tempo infestavano queste contrade, completando con un po' di fortuna un'impresa che molti avevano tentato per render chiare alcune vicende del nostro tempo più antico. È questo è importante per l'Impero, più delle ricchezze, anche se così ingenti. I nostri sapienti avranno molto da studiare. Ho ben notato che non vi siete inginocchiato al mio arrivo, ma in questo caso temo che dovrete farlo".
Friedrich allora si mise in ginocchio.
" È l'usanza, quando si riceve un titolo, mio prezioso consigliere Conte Friedrich di Schwarzwald - disse l'Imperatore toccandolo con la sua spada sulla spalla sinistra, poi sulla destra - Ma d'ora in poi non lo farete mai più davanti a nessuno, compreso il vostro Imperatore. La nomina avrà pieno effetto quando sarà approvata dall'Imperatrice, dalla principessa Gertrud e dal Consiglio imperiale, ma sono certo che non vi saranno difficoltà. Su Frieda in particolare visto come vi guardavate, non ho dubbi, vero figliuola?"
" Certissimamente no, Maestà".
"Siamo tra amici, puoi chiamarmi padre".
"Sì, carissimo Padre" concluse Frieda abbracciandolo e stampandogli un bacio sulla guancia sinistra e poi uno sulla destra.
"Potrete suonare insieme. Frieda suona magnificamente l'arpa".
(A quei tempi non si usavano ancora veri cembali).
"Ora se, tanto per fare un'ipotesi, - riprese il sovrano - dovessi darti Frieda in sposa i maligni diranno che lo faccio per interesse, per imparentarmi con il valoroso Conte di Schwarzwald" concluse sorridendo. Di quale Schwarzwald, di quale Selva nera poi si trattasse, vista la notevole diffusione di questo nome, non si può dire. Per questo sarebbe infatti necessario conoscere il primo autore di questa fiaba e la ricerca di un ago in un pagliaio sarebbe meno difficile.
Tutto si concluse come l'Imperatore aveva detto. Dimenticavo di dire che la principessa Frida e Friedrich si sposarono, cosa che ormai non sembrava tanto imprevedibile, vero?

E la storia è andata già troppo per le lunghe. Perciò non staremo anche a descrivere le scene di stupore e gratitudine dei genitori di Friedrich i quali acquistarono per loro stessi e per le due sorelline (che ricevettero ovviamente la dote principesca che la nuova condizione ampiamente consentiva) tre territorî non troppo lontani dalla vecchia casa che avevano abitato e vollero comunque dare, insieme a due catene di diamanti per l'Imperatrice e la principessa Gertrud, la maggior parte del tesoro all'Imperatore.
" Dovremo pur pagare le tasse anche noi!" dissero. Il sovrano utilizzò in seguito la "tassa" ricevuta per costruire in Baviera, verso le sorgenti del Reno e del Danubio e lungo i versanti della catena alpina grandi rifugi e alberghi destinati ad ospitare e rifocillare tutti i viandanti che passassero per quelle regioni, gratis i poveri e con costi assai leggeri tutti gli altri. Molti gioielli e alcuni preziosi esemplari delle antiche monete sono ancora visitabili in un antico ducato della Baviera meridionale.

Correzione di orbita opus 16
racconto di Lucius F. Schlinger
pubblicato su Futuro Europa della Perseo Libri. Bologna

Nota introduttiva di Ugo Malaguti

Ecco un racconto - o meglio, un testo in forma drammatica che sarebbe perfetto per il teatro o per la radio - che ci ripropone Lucius Schlinger, scrittore intelligente e originale, con una visione del futuro condotta con rara maestria, senso del ritmo, e visione ispirata di una società e di un mondo i cui germi esistono nella società di oggi. Una storia esemplare che non mancherà di affascinare i nostri lettori. (u.m.)

PERSONAGGI
HEINZ WEBERredattore della D.S.F.  
MAUSELOCH  membro di una associazione misteriologica
PETER SCHNELL redattore del telegiornale della D.S.F 
HAROLD SCHMIDTredattore di un'emittente del Vaticano
KONRAD WEISSBERGastrofisico
LARSSENcronista internazionale
ATHENE ZAUBERIN specialista dei programmi scientifici della D.S.F
TRAN DUC THAO cronista internazionale
ZADROVcosmonauta, esperto di telecomunicazioni
SALVADOR MARTINEZ presidente della Confederazione Socialista Europea
LUDWIG WOLFSBACH MORGENSTERN primo regista della D.S.F.
HAMIN HASSAN ALHABHALLcronista internazionale

(Estratto dalle trasmissioni della Deutscher Sonnen Funken - Kóln I, Berlin IV Miinchen I, Jena-Leipzig Volksprogramm - In collaborazione con la "Novae Europae Societas Scientiarum ").

HEINZ WEBER
Dalle stazioni della Deutscher Sonnen Funken iniziamo la trasmissione in collaborazione con le reti nazionali della Confederazione Socialista Europea salutando i cittadini telespettatori. Vi parla Heinz Weber.
La storia del primo contatto, sia pure indiretto, con una civiltà diversa e, - per quanto possiamo saperne - più progredita rispetto a quella della nostra Terra è nota, almeno a grandi linee, e ben viva nella memoria di tutti noi..
Per qualcuno gli avvenimenti che ci accingiamo a ripresentarvi sono stati gli atti di un angosciosi dramma. Per altri, per noi della redazione come per molti di voi, essi hanno contrassegnto soprattutto un esaltante balzo in avanti delle nostre conoscenze
La serie di registrazioni, quasi tutte in videointegrale e tutte tratte " dal vivo" ripercorre le fasi essenziali della storia che in certi casi si è intrecciata con i fatti politici di maggior rilievo.
Con il trascorrere del tempo le registrazioni, che partono da quasi due anni fa, si fanno più fre quenti , fino alle televideointegrali dirette in cui si giunge aseguire l'evoluzione della situazione minuto per minuto.
Come ogni ricostruzione di fatti storici, anche questa può essere parziale, poiché deve necessariamente scegliere documenti e fonti di informazione, e naturalmente presenta un suo stile e tendenze proprie nell'interpretazione degli avvenimenti
Siamo però certi di poter offrire ai telespettatori elementi sufficienti per il giudizio sulla base di una documentazione ampia e spregiudicata.
Naturalmente non ci viene in testa neppure per sogno di limitare il nostro diritto di informare secondo quelli che riteniamo, come cittadini della Confederazione e come giornalisti democratici, i criteri più validi. E non abbiamo alcun timore di esprimere senza mezzi termini i nostri punti di vista.
Le registrazioni che presentiamo non sono state comunque in alcun modo rimaneggiate, come gli spettatori avranno facilmente modo di verificare Abbiamo scelto tra una grande quantità di documenti, senza alterare alcun dato. Voi dunque ssisterete, cittadini, alle vicende come se si svolgessero direttamente sotto i vostri occhi, nel giro della durata di alcune trasmissioni che riassumono una storia iniziata
come dicevamo, poco meno di due anni fa.



DAL TELEGIORNALE DELLA DEUTSCHER SONNEN FUNKEN


PETER SCHNELL
Una nuova stella? Una cometa? Una nave interplanetaria fuori rotta? Quasi in chiusura del nostro telegiornale diamo una notizia che, se confermata, potrebbe rivelarsi di grandissimo interesse.
Un oggetto notevolmente luminoso è stato avvistato ad una distanza di sei-sette milioni di chilometri ...scusate... mi scuso con gli spettatori per la distrazione... ad una distanza di sei-sette miliardi di chilometri dalla Terra. La distanza è ancora approssimativa ed è stata calcolata attraverso la parallasse stabilita da due stazioni del Gruppo Euronipponico. Dunque... sì: si -tratta comunque di poche ore-luce, quindi di un corpo relativamente vicino (all'incirca quanto Plutone e Caronte). Le stelle sono quindi fuori discussione.
La scoperta è stata sostanzialmente confermata dal Neptunus Orbiter Laboratory.
Pare che l'oggetto non sia nel numero delle molte stazioni e navi interplanetarie partite negli ultimi cinquant'anni e sembra che viaggi verso il Sole ad una velocità eccezionalmente elevata.
Vi saluta il vostro Peter Schnell.
Il regista Ludwig WolfsbachMorgenstern ci avverte che è pronto l'ultimo collegamento diretto di questa edizione, con Praga.

DAL TELEGIORNALE DELLA DEUTSCHER SONNEN FUNKEN
PETER SCHNELL
Il nuovo oggetto celeste di cui abbiamo annunciato la scoperta quasi quattro mesi fa continua ad interessare gli scienziati di tutto il mondo. Si tratta di un oggetto relativamente piccolo, forse quanto un nucleo di cometa di medie dimensioni, o anche meno, con un diametro di pochissimi chilometri o addirittura di qualche centinaio di metri, considerandolo approssimativamente sferico.
Come abbiamo avuto modo di ricordare più volte nel corso delle ultime settimane, la distanza di diversi miliardi di chilometri lo pone verso la periferia del nostro, sistema planetario.
È un oggetto luminoso, ma sempre osservabile solo con potenti telescopi ottici, certamente non ad occhio nudo, neppure da parte delle stazioni interplanetarie che gli sono più vicine, ad appena cento o duecento milioni di chilometri.
Sempre sulla base dei dati per ora disponibili, si potrebbe pensare ad una cometa con orbita molto allungata, ma come sapete non è tutto qui: sentiamo il cittadino Konrad Weissberg che ben conosciamo come specialista di meccanica celeste, soprattutto per i suoi studi sui corpi a lunghissimo periodo, oltre che come brillante astrofisico.
Tocca a te, Konrad.

KONRAD WEISSBERG
Grazie, anche per il "brillante". Dunque: intanto ecco qui le coordinate della nostra cosiddetta "cometa" Ascensione retta: 11 ore, 10 primi, 27 secondi e mezzo... circa. Declinazione: meno 29 gradi, 22 primi e circa 44 secondi.
Sono coordinate "vecchie" di un paio di giorni. Già. Perché anche in meno di due giorni una minima variazione c'è. Minima, ma rilevabile da Terra e molto più facilmente con i grandi strumenti installati sulle stazioni interplanetarie, al sicuro dai disturbi dell'atmosfera.
Una variazione di posizione decisamente sensibile in brevissimo tempo a questa rispettabile distanza significa - come è facile comprendere - che il corpo è molto veloce, nave o cometa o che altro diavolo sia. È stata proprio la velocità che ha permesso di rilevarne la presenza, fin da quattro mesi fa.
Ora si muove nella costellazione dell'HYDRA, in direzione di VIRGO o OPHIUCUS, come mostra la proiezione semintegrata sullo schermo alle mie spalle.
Dal non lungo tratto di percorso sicuramente controllato finora - e dalla straordinaria velocità - ricaviamo l'idea di un'orbita nettamente iperbolica.

SCHNELL ...quindi aperta...

WEISSBERG
Aperta. La "cometa" viaggia ad una velocità di molto superiore a quella che dovrebbe avere se si trovasse, come tante sue sorelle o sorellastre, in un'orbita ellittica o parabolica, o anche in un'iperbole vicina al caso-limite della parabola. In realtà descrive un'iperbole - diciamo - molto aperta.
Forse dovremo ricordare ai cittadini spettatori che le orbite... non credi, Peter?

SCHNELL
Certo, Konrad, può essere utile.

WEISSBERG
Bene. Allora teniamo presente che qualunque ellisse, più o meno eccentrica, diciamo più o meno "allungata" è sempre una curva CHIUSA. (Se l'eccentricità è uguale a zero ci troviamo nel caso della circonferenza). Una parabola è aperta: essa è un caso-limite tra ellisse e iperbole. Quest'ultima è una curva aperta... diciamo... con un'ampiezza che può assumere qualsiasi valore... ecco: potete dare un'occhiata alle sezioni coniche illustrate nella videointegrale. In sostanza: più un corpo è veloce, più aperta è l'iperbole.
Una curva aperta significa comunque di norma che il corpo che la descrive proviene da FUORI del Sistema solare.

SCHNELL
Questo è d'altra parte provato dalla grande velocità...

WEISSBERG
Certamente. A quella distanza la velocità rispetto al Sole dovrebbe essere, in un caso "ordinario" di orbita ellittica, di pochissimi chilometri, forse uno o due, al secondo.
Abbiamo rilevato, invece, che la velocità dell'oggetto supera già i 95 chilometri al secondo. Abbiamo rilevato, invece, chc la velocità dell'oggetto supera già i 95 chilometri al secondo.Lo spettro è praticamente corrispondente a quello del Sole: Si tratta in altri termini di semplice luce riflessa.
Ma è ancora lo spettro, oltre alle rilevazioni del tratto di orbita finora osservato, ad informarci sulla velocità.
Le righe dello spettro riflesso sono spostate verso il violetto in misura tale che l'oggetto mostra una velocità in avvicinamento, rispetto al Sole, di circa 95 chilometri al secondo.
Si potrebbe pensare che si tratti di un nucleo di cometa o di un asteroide catturato dal Sole. Ma, dopo secoli di studio diretto di nuclei cometari e asteroidi attraverso le sonde interplanetarie, non ci appare molto facile conciliare un'ipotesi del genere con i caratteri dell'orbita, e prima di tutto con la straordinaria velocità con la quale il corpo si dirige verso l'interno del nostro Sistema solare.

SCHNELL
Si può dunque pensare davvero che venga da fuori.

WEISSBERG
Sì, Peter. Finora tutto indica una provenienza da fuori del Sistema solare.


SCHNELL
La notizia con la quale abbiamo aperto il nostro telegiornale non è molto allegra.
La decisione del CONGRESSO DELLE NAZIONI di rinviare i provvedimenti economici richiesti dalla Confederazione Socialista Europea rappresenta una battuta d'arresto per il nostro programma di sviluppo, come avete sentito.
Ma è pronto ora il collegamento con il cittadino Weissberg, per gli aggiornamenti sulla "cometa", come continuiamo per consuetudine a chiamarla, con un termine probabilmente assai improprio, dall'inizio dello scorso anno, al tempo del primo avvistamento.
Konrad Weissberg è anche oggi con noi, in un momento in cui nuovi dati ed importanti conferme, o revisioni di opinioni già consolidate, riaccendono anche tra i non specialisti l'interesse per un fenomeno che gli astrofisici, sia sulla Terra, sia sulle stazioni interplanetarie, hanno continuato a studiare con tutti i mezzi a disposizione.
A te, Konrad.

WEISSBERG
Ecco: Si dovrebbe probabilmente escludere l'ipotesi della "cometa". Non solo per l'orbita. Infatti il corpo potrebbe essere stato catturato dal Sole, sottratto ad un altro sistema planetario. Ma e proprio quello che si comincia ad intuire della struttura del corpo a farci escludere con un buon grado... diciamo... quasi con certezza l'ipotesi della cometa. Vedremo in seguito...
Intanto T orbita, soprattutto grazie ai telescopi multipli dell'ultima generazione, viene continuamente precisata. Questi telescopi, installati sulle navi interplanetarie, hanno superfici equivalenti quasi a quelle dei maggiori multipli terrestri. Ma sulle navi sono almeno dieci volte più efficaci, per potere di risoluzione, senza l'ostacolo dell'atmosfera.
La distanza dell'oggetto dal Sole, correttamente stimata in circa sei miliardi di chilometri verso l'inizio dello scorso anno, è ora prossima ad un miliardo di chilometri, circa... tanto per intenderci... i due terzi della distanza media di Saturno.
Le immagini che potete... vedere... eccole!... fanno il punto della situazione in diversi momenti tra la fine del mese scorso e ieri mattina. Lo schema è in animazione videointegrata dell'elaboratore della Sonnen Funken.
L'oggetto ha ancora una declinazione negativa: si trova cioè "al di sotto" o "al di là" del piano dell'orbita terrestre per chi come noi lo osservi dall'emisfero nord.
Dopo le immagini del Saturnus Orbiter 34, riprese da meno di duecento milioni di chilometri dai nostri colleghi degli Stati Uniti Nordamericani, a partire da dieci giorni fa, abbiamo, tra i migliori documenti, queste sequenze della nave Euronipponica Giandomenico Cassini che ora si trova a soli 170 milioni di chilometri (poco più di un'Unità Astronomica) dall'oggetto.

SCHNELL
Per quello che si può vedere la regolarità della superficie dell'oggetto (nelle immagini si vede una piccola sfera puntiforme) appare già significativa.

WEISSBERG
Certo. La forma è quella di una sfera, probabilmente priva di grosse asperità o addirittura ben levigata, tanto da giustificare il soprannome di boccia da biliardo che qualche osservatore ha coniato durante le ore di attività presso le stazioni astronomiche.
Sembra ormai accertato che il...

SCHNELL ...cocòmero...

WEISSBERG
...che il... cocòmero... ruoti su se stesso. Nonostante la regolarità della superficie e la costanza della luminosità, la rotazione sembra dimostrata dall'esame dello spettro agli estremi occidentale e orientale dell'immagine: uno mostra spostamenti verso il violetto (si avvicina) e l'altro verso il rosso (si allontana), tutto ciò sovrapposto al generale spostamento verso il violetto, che indica un avvicinamento del corpo nel suo insieme.
Sembra anche che non si tratti di un corpo molto comune.
Ad esempio per l'assenza di grosse irregolarità superficiali, come abbiamo notato. Se ci fossero, a quest'ora le navi interplanetarie le avrebbero rilevate. Non c'è d'altra parte traccia di chioma, per non parlare di coda, a sostegno dell'ipotesi cometaria.
Su quest'ultimo punto, però, nelle ultime ore si è inserito qualche elemento di incertezza...

SCHNELL
Poiché i dati dell'orbita sono ormai da tempo abbastanza precisi, anche se si ricontrollano continuamente, potresti dirci...

WEISSBERG
Certo. L'oggetto giungerà molto all'interno dell'orbita della Terra, passando tra noi e il Sole, poi dietro il Sole... Ecco: per favore... Sì: l'immagine videointegrata vi mostra che il nostro amico passerà comunque molto più vicino al Sole che alla Terra. Si può dire che sfiorerà il Sole a poche decine di migliaia di chilometri.
Molto bene: la teleintegrazione tridimensionale mostra le posizioni relative in diversi momenti. Dalla Terra saremo comunque in buona posizione di osservazione per parecchio tempo, a parte il momento del passaggio al perielio. Comunque le stazioni in orbita solare, i nostri `pianeti artificiali", che da secoli navigano nel nostro Sistema, ci rimanderanno quasi da ogni angolazione possibile i dati delle osservazioni, anche quando da Terra la visione diretta sarà difficile o impossibile.

SCHNELL
Arrivano le nuove teleintegrali.

WEISSBERG
Bene. Per ora queste belle immagini ci ricordano fatti che erano già praticamente acquisiti. Nella tridimensionale integrata si può ben notare, nel campo stellare, che tra i "punti" luminosi uno si distingue nettamente, anzi appare evidente il suo aspetto non propriamente puntiforme. Vedete bene che è una piccolissima sfera molto regolare. La situazione risulta particolarmente chiara nella suggestiva visione olointegrata che pone lo spettatore al centro di una sfera che simula la volta celeste, quasi come su una stazione interplanetaria dalla quale lo sguardo può dirigersi senza ostacoli in qualsiasi direzione...

SCHNELL
A parte la spinosa questione dei ricettori integrati (che sono sempre troppo costosi per molte associazioni di utenti) il corpo non sarebbe dunque né un asteroide né una cometa...

WEISSBERG
Sarebbe ben strano, con quell'orbita e con una superficie tanto regolare, come risulta sempre meglio dall'esame delle più recenti serie di osservazioni in tutte le bande.

SCHNELL
Da quando abbiamo cominciato, sotto la direzione della nostra collega Athene Zauberin, a dedicare regolari servizi al nuovo oggetto celeste, siamo sempre più tempestati di richieste di notizie, chiarimenti, aggiornamenti da parte dei telespettatori. Il multiricettore teleintegrato stenta a volte a fissarle tutte in memoria nel giusto ordine...
Intanto i telenotiziari di tutto il mondo riferiscono, insieme ad informazioni attendibili e controllate, anche le voci più assurde e strampalate.
Ma, Weissberg, fino a che punto cominciamo veramente a farci un'idea della natura di questa specie di melone interstellare?

WEISSBERG
Interstellare. Certo, dal momento che è ormai certa la sua provenienza da fuori del nostro Sistema. Ma non basta: vi sono molti indizi che sostengono l'ipotesi che si tratti di un oggetto ARTIFICIALE.
A parte le chiacchiere dei videogiornali sensazionalisti che vedono prodigiosi arrivi di extraterrestri ad ogni battere di ciglia dei loro lagnosi cronisti, in questo caso si tratta di un'ipotesi attendibilissima, anche se deve essere verificata. Forse avremmo dovuto presentarla tra qualche ora, dopo una più accurata riflessione. Ma non ci è sembrato giusto isolarci dal pubblico, anche in questa fase
di intensissimo lavoro di analisi, prima di giungere ad una conclusione.

SCHNELL
Ci dispiace di dover concludere qui. Per la prima volta, dopo secoli di navigazione nel Sistema solare, dopo che gli incrociatori interplanetari orbitano regolarmente a distanze decine di volte maggiori rispetto a quella di Nettuno, quando già siamo da tanti decenni abituati a ricevere segnali dalle navi automatiche a fusione nucleare dallo spazio interstellare a noi prossimo, per la prima volta, oggi, un veicolo proveniente da luoghi probabilmente molto più lontani è forse in arrivo "a casa nostra".

WEISSBERG
Si tratta di continuare ad interrogarlo. Per ora non emette segnali - anche se proprio alcuni giorni fa ci era sembrato di individuare, nella zona in cui si trovava, deboli emissioni radio - e pare che si limiti, come un qualunque asteroide, a riflettere le radiazioni solari che ci hanno permesso di individuarlo circa due anni fa verso la periferia del nostro Sistema planetario.

SCHNELL
Solo pochi secondi ancora per annunciarvi che al più presto possibile allestiremo una serie di teleservizi speciali i n diretta su quello che sembra ormai essere un evento di incalcolabile portata storica.

TELESERVIZIO SPECIALE VIDEOINTEGRATO I
In collaborazione con le reti nazionali della Confederazione Socialista Europea.
oggi la situazione anche dai nostri studi, oltre che dai centri di raccolta ed elaborazione dei dati provenienti dagli osservatori e dalle navi interplanetarie.

ATHENE ZAUBERIN
Grazie al nostro Peter Schnell. Aggiorniamo subito gli spettatori sugli ultimi dati sicuri o attendibili ed offriamo un sintetico quadro riassuntivo.
Il corpo in orbita iperbolica è ormai a poco più di 700 milioni di chilometri dal Sole. Nel percorso previsto fino all'arrivo al perielio transiterà a distanze relativamente brevi rispetto ad una decina delle nostre stazioni e ad appena 22 milioni di chilometri dalla Terra. Ma chiediamo ora al cittadino Weissberg di darci una valutazione delle ultime notizie - in verità ancora non ben controllate - su presunti segnali nel settore radio, ma anche in alcune bande dell'infrarosso, che proverebbero dal corpo che stiamo studiando. È vero, Weissberg, che alcuni segnali fanno pensare ad una fonte artificiale e quindi ad un veicolo costruito da esseri intelligenti?

WEISSBERG
Siamo stati a lungo in attesa di segnali inequivocabili. Ora - questo è il fatto nuovo - riceviamo segnali regolari, da almeno mezz'ora, su diverse frequenze radio fino alle microonde... e anche nell'infrarosso, come ricordavi tu.

SCHNELL
Nelle nostre trasmissioni abbiamo spesso sottolineato l'assenza di segnali identificabili. La stessa Athene Zauberin, nelle varie occasioni in cui ha condotto le nostre trasmissioni anche prima dell'impegno integrale che inizia da oggi, ha spesso posto nel giusto rilievo la mancanza di risultati nella ricerca di segnali.

SCHNELL
Ad Athene Zauberin il compito di condurre questa trasmissione. La nostra collega, esperta in telecomunicazioni presso la D.S.F. e specializzata in servizi di astronomia e astronautica, seguirà da

WEISSBERG
Certamente. Ora dovreste riuscire a beccare Zadrov.

ZAUBERIN
Arriva giusto adesso. Intervento diretto
dalla Martis-Dom, la "Casa di Marte" del "Mars-Laboratoria" della Nuova Unione Sovietica. Vediamolo. È in video proprio il vicecomandante Zadrov, responsabile delle telecomunicazioni.

ZADROV
Ormai non c'è dubbio, cari amici di Deuscher Sonnen Funken. Transmetto da puochi minuti-luce distante, quindi voi sentite e vedete presto. Certamente! segnali radio di maxima chiarezza!... Scusate un poco...

ZAUBERIN
È confermato. Zadrov avrà tra... pochi minuti, appunto, per la distanza che ci separa, le nostre reazioni. È confermato!

ZADROV
Scusate... i colleghi miei, mentre io vi parlo difettosamente in tedesco... stanno diffondendo in altre lingue...

WEISSBERG
Attenzione: stiamo ricevendo... Inequivocabili segnali radio si rilevano anche sui ricettori della stazione automatica Stablinsky in servizio sin dal lontanissimo 2394 e ancora, con grande chiarezza, dalla Giandomenico Cassini che è più lontana dalla Terra ma molto più vicina all'oggetto. E anche direttamente ai radiotelescopi terrestri arrivano presumibilmente gli stessi segnali...

ZADROV
...colleghi, riprendiamo... stanno diffondendo la notizia. Si tracta di segnali radio che rivelano con practicamente ceertezza...

ZAUBERIN
Dobbiamo interpretarli. Intanto sono già partiti - ce lo segnala il nostro primo regista Wolfsbach - i nostri messaggi con richieste di ulteriori chiarimenti agli amici sovietici del Martis-Dom ed a tutte le altre stazioni che possiamo raggiungere. Naturalmente le stazioni in orbita solare che si trovano più vicine al Viandante interstellare ricevono i segnali con qual
che minuto di anticipo rispetto a noi... perciò... ma ecco di nuovo la comunicazione con Zadrov...

ZADROV
È stato facile comprendere che i segnali si basano in cierti casi su codici simili a quelli che usiamo nei nostri mezzi di elaborazione. Addirittura ci sono delle sequenze in codice binario, come in tanti calculatori antichi. Ora eccovi dei messaggi che sono stati decifrati facilmente:
1 -4-9-16-25-36-49-64-81 - 100 - 121 ed inoltre: 1-2-3-5-7-11-13-17-19eccetera.
È immediatamente chiaro che la prima serie indica i quadrati dei numeri interi e la seconda i numeri primi, quelli che sono divisibili per se stessi e per il numero l. Anche altre serie... si stanno decifrando in questi momenti. C'è pi greco, ad esempio, con diverse centinaia di cifre decimali, poi... riferimenti a elementi chimici ma anche strutture di molecule complesse. Nessuna particolare difficoltà per i nostri elaboratori. E più difficile controllare il nostro emozione. Qui la realtà ha preso l'aria del sogno.
C'è un'altra sequenza... la stiamo observando da due o tre minuti... una serie che indica... non sappiamo ancora. Vi devo lasciare per qualche pochi minuti...

ZAUBERIN
Si tratta dunque con certezza di una nave interstellare costruita da esseri intelligenti. È la prima volta nella storia della Terra che un incontro del genere avviene. Certamente dovremo ripensare ai molti deboli segnali che in diverse epoche abbiamo ricevuto da diversi punti del cielo. Non siamo mai stati in grado di rilevarne con assoluta certezza il carattere artificiale, anche se in certi casi siamo giunti molto vicini alla certezza. Ora dovremo probabilmente riesaminarli...

SCHNELL
Il Gruppo Internazionale di Avvistamento e Contatto con Oggetti Extraterrestri Misteriosi ci comunica che"i visitatori alieni" sarebbero "quelle famose eso-divinità che sono state annunciate da almeno cinquant'anni. Come era ben previsto - aggiungono - anche se gli scienziati accademici si ostinano a negarlo, gli eso-divini arrivano sulla Terra" ...eccetera... "questa è una trionfale conferma" eccetera... "Siamo pronti a rivelare i reali messaggi degli astronauti alieni e non a proporre vane chiacchiere scientiste. L'arrivo sulla Terra, tra quaranta giorni, delle personalità che sono nell'astronave sarà la pietra miliare di una nuova rivelazione..." Mi pare che basti.

ZAUBERIN
Senza dubbio. Riprendiamo dunque il filo del nostro discorso lasciando da parte i signori adoratori degli "eso-dei" che sono tanto arrabbiati con gli scienziati. Dicevi di questa nuova serie di segnali, Weissberg.

WEISSBERG
A parte il fatto che siamo tutti molto tesi... emozionati, si può comprendere...

ZAUBERIN
Ma neppure dei sacchi di patate resterebbero impassibili! E dunque, Konrad, sulla nuova serie di segnali?...

WEISSBERG
E questione di poco, crediamo. Sono numeri... decimali... Credo che ci dovremmo arrivare molto presto.

SCHNELL
Ecco ancora Zadrov.

ZADROV
Altri dati arrivano. C'è anche molta agitazione, si capisce, qui al Martis-Dom, nel grande cratere dell'Arsia Mons come nelle due sedi del Consorzio delle Università degli Stati Uniti Nordamericani, come nelle quattro stazioni della Confederazione Latinoamericana, come nelle altre ventisette sedi dislocate su questo pianeta.
Ma, mentre elaboriamo i dati e cerchiamo di interpretare i segnali che rimbalzano dalle molte stazioni in orbita solare e qui sul suolo di Marte, una sensazione domina su tutte le altre, ora: È la prima volta che siamo certi di avere tra noi un viatore... un viandante di un altro sistema.
Saluto nuovamente, anche a nome dei colleghi che sono qui al Martis-Dom, gli amici che ascolteranno queste note entro qualcuni minuti in tedesco o nelle traduzioni simultanee nelle venti lingue previste (sperando che siano tutte migliori del mio tedesco, altrimenti pazienza!).
Solo una cosa ancora, però: tutti noi, qui che siamo, nelle sedi russe, brasiliane, nordamericane, nipponiche, cinesi, di Europa occidentale e centrale, di Oceania, che per due anni o anche più siamo stati in questo maledetto deserto rosso, sempre chiusi come piante rare nel dentro di una serra, o avvolti come crisàdini... come buozzoli di farfalle... cri... sàlidi dentro le tute quando dobbiamo uscire, lontani dalle nostre città, dai amici... quasi da tutto... Sì, pensiamo che questo ci ricompensi sicuramente... Ora abbiamo sentito le tue parole, cittadina Athene Zauberin, queste: "E confermato. Zadrov avrà tra... pochi minuti, appunto, per la distanza che ci separa, le nostre reazioni. È confermato!" Saluto ora gli amici di Deutsche Sonnen Funken.

ZAUBERIN
Marte è vicino, in questo periodo, quasi alla distanza minima dalla Terra. Perciò abbiamo dovuto attendere solo pochissimi minuti per ricevere dal compagno Zadrov la risposta alle nostre parole trasmesse sulle ali delle onde elettromagnetiche. È CONFERMATO.

TELESERVIZIObSPECIALE VIDEOINTEGRATO II

ZAUBERIN
Riprendiamo a trasmettere in olovideo diretta dopo una breve interruzione che ci ha permesso di cominciare a scegliere tra le centinaia di videointegrali interplanetarie. I nostri duecento tecnici di regia stanno comunque registrando tutto, comprese le comunicazioni in oltre mille canali degli osservatòri terrestri. Ecco ad esempio il quadro dei dati di una delle due navi cinesi a lunghissima orbita con la disposizione della nave extrasolare vista da sei Unità astronomiche (quasi 900 milioni di chilometri) rispetto al Sole. Cambiamo. Grazie. Qui, come vedete, è la Robespierre, a... 600 milioni di chilometri da noi. Ancora, rapidamente, la seconda stazione marziana della Confederazione Latinoamericana, con il rilevatore multiplo omnifrequenza costruito in Brasile; il centro radiotelescopico gigante della Siegfried Licht, il cui nome ricorda ancora il grande fisico austriaco attivo tra il XXIII e il XXIV secolo; il nucleo della Stazione Centroeuropea Tícho Brahe; la Sala di coordinamento dei dati dell'Osservatorio Vaticano - Marziano Cristophorus Clavuius; uno scorcio della sezione di controllo degli elaboratori sulla nave Theseus; e ancora... Sì, d'accordo... Nulla in contrario. Ci mancherebbe! ... Grazie al nostro direttore di regia, il cittadino Wolfsbach, per gli amici Cerberus... Si può dire? Uh! eccolo! Lo vedete?

WOLFSBACH
Ti attende un incarico per un servizio olovideointegrale di lunga durata nel sistema di trasmissione "Offmund-boccachiusa-silence" sul "Pianòro delle bisbetiche" di Callisto, a meno centoquaranta gradi centigradi.

ZAUBERIN
Grazie, cittadino. 1 centoquaranta sotto zero sono una delle mie specialità. Allora, Weissberg? Altri segnali?. Difficoltà?

WEISSBERG
No. Ci stiamo dando da fare. Ora ricontrolliamo tutte le trasmissioni con l'analizzatore iperveloce. Ci -ritroveremo

SCHNELL
Possiamo sentire, solo per cinque minuti, l'intervento dell'Associazione Misteriologica? Ci sono domande per te, Weissberg.

WEISSBERG
Potete sentire chi volete, se avete tempo ed energia da sprecare. Io no.

SCHNELL
C'è in linea il presidente, Signor Mauseloch.

MAUSELOCH
Credete ora che si possa negare quanto sosteniamo da secoli? L'astronave aliena sta per giungere sulla Terra, no? Noi lo sapevamo da decenni!...

ZAUBERIN
Ma non hanno mai detto nulla, gli Spettabili Signori Misteriologi, finché i nostri svitati scienziati, alzando il naso a casaccio verso il cielo, non hanno scoperto il Viandante interstellare.

MAUSELOCH
E allora? Era scritto nei libri di Misteriologia da più di dodici secoli! Già gli antichi, da Hongky a Zentar (XXII secolo), o anche il remoto Nostradamus (XVI secolo) avevano previsto l'evento. Del resto, tutto avverrà come dicono i Libri Sapienziali. Le Eso-divinità ci.. sorvegliano paternamente da migliaia di anni. .

ZAUBERIN
Weissberg, ci sei ancora? Sì, ora ti vedo.

WEISSBERG
Dunque, Athene, devo proprio occuparmi del Signor Mauseloch? Allora. Vedo nel televideo 34: dottore in Fisica degli iperquanti e diplomato in Matematica generale, a parte i titoli
misteriologici che non hanno alcun valore in una società civile. Quindi non ha scuse il Signor Mauseloch.

MAUSELOCH
Ecco cosa succede, dove l'informazione è in mano allo Stato. Cosa sono questi toni distaccati, cittadino Weissberg?
WEISSBERG
Rientra nei miei diritti usare il distacco che ritengo opportuno. E stiamo ai fatti: sia i giornalisti che gli spettatori hanno comunque gli strumenti necessari per valutare le attuali prospettive della scienza.
Sul piano scientifico - e su qualunque altro piano - il Signor Mauseloch non ha nulla da dirci.

ZAUBERIN
Bene, Konrad. Si può associare su questo punto al tuo nome il mio e quelli di tutti i compagni della redazione.

WOLFSBACH
Compreso Cerberus.

ZAUBERIN
Naturalmente. Buon giorno al Signor Mauseloch nel televideo 34. Spegnere, prego. Grazie tante. 1 nostri spettatori sanno bene che diverse volte abbiamo rivolto ai Signori Misteriologi domande del tipo "Quando atterrerà secondo le Signorie Loro la nave dei Signori Esodei?, quanti sono i passeggeri?" e così via. Ci siamo sentiti rispondere che c'è un'orbita di collisione con la Terra, che l'evento è vicino, che Essi (gli Eso-dei) parleranno... forse ora, forse tra qualche tempo. Soprattutto se sapremo meritarlo. Naturalmente non si trova una videointegrale o una ripresa qualunque, neppure un radiobiglietto che mostri date, modalità, parametri fisici di tali incontri così accuratamente previsti.
Del resto i Signori Misteriologi ed i loro Signori colleghi hanno potuto disporre nelle nostre trasmissioni di un tempo infinitamente superiore a quello - pari a nulla - che essi dedicano di solito ad interventi di scienziati e giornalisti scientifici. Abbiamo perso troppo tempo con loro.
Intanto, secondo gli ultimi calcoli sull'orbita, la nave interstellare dovrebbe passare a circa 20 milioni e 697 mila chilometri dal centro (quindi 20 milioni e 691 mila circa dalla superficie) della Terra. Ma si dovrà sempre tener conto di leggere deviazioni dovute ai campi gravitazionali di alcuni pianeti.

WOLFSBACH Athene!

ZAUBERIN Agli ordini!

WOLFSBACH
Prendi le olointegrate del terminale 47
bis, per favore. C'è la registrazione di spettrogrammi importanti, con un
commento sintetico. Puoi dire qualcosa? Abbiamo ancora qualche minuto a disposizione.

ZAUBERIN
D'accordo. Ecco sulla linea di Europa 14 la Saint-Just, gemella della Robespierre. Questa nostra interplanetaria ha rilevato, trovandosi a soli 70 milioni di chilometri dalla nave interstellare, una serie di spettri che indicano che il rivestimento dell'oggetto contiene... ecco le formule... vediamo... composti di silicio... e del carbonio. Vediamo altri spettrogrammi... anche ammoniaca... inoltre anidride carbonica che sta in parte vaporizzando lentamente, a quanto pare. Vi daremo in seguito altri dettagli. C'è una specie di scudo termico a strati differenziati... All'esterno anche ghiaccio d'acqua... Si può dedurre da una minima evaporazione sulla faccia illuminata dal Sole. Comunque sembra che ci siano meccanismi chimici che influiscono in modi particolari sui cambiamenti di stato delle sostanze. C'e anche metano... Una faccenda un po' complicata, così su due piedi. Vedremo. Si comprende però che, avvicinandosi la nave extrasolare al perielio; la volatilizzazione di diverse
sostanze serve... dovrebbe servire a mantenere la temperatura del nostro Viandante a livelli accettabili predeterminati dai suoi costruttori. Comunque l'acqua e probabilmente anche altre sostanze volatili sono state acquisite almeno in parte dalla materia interstellare nel corso di un viaggio lungo diversi anni-luce ed ora vengono gradualmente rilasciate con l'avvicinamento al Sole.
Ancora immagini dalla Giandomenico Cassini... Si vede ormai una chioma diffusa che avvolge il nucleo e sembra quasi di... intravedere, dai dati in diverse frequenze, un inizio di formazione di due code in parte sovrapposte, dovute alle polveri ed ai gas liberati.
La nave extrasolare sta assumendo un aspetto molto simile ad una grande cometa. Ora chiediamo al compagno coordinatore della regìa, Ludwig Wolfsbach-Morgenstern... che deve operare anche in situazioni imprevedibili, con migliaia di linee terrestri ed interplanetarie... Chiediamo a Ludwig se è il caso di chiudere per ora, poiché abbiamo moltissimi dati che si sovrappongono e devono essere valutati ed ordinati...


WOLFSBACH
Benissimo, Athene. Grazie. E grazie ai nostri spettatori. Ci ritroviamo verso mezzanotte.


ZAUBERIN
Verso mezzanotte.

NOTIZIARIO SPECIALE DEL TELEGIORNALE I

ZAUBERIN
Qui ancora le stazioni di Terra della Deutscher Sonnen Funken: Kòln I, Berlin IV, Jena-Leipzig Volksprogramm, Múnchen 1, in collaborazione con la "Novae Europae Societas Scientiarum".
Prima di tutto i collegamenti per notizie di interesse generale. Schnell, prego...

SCHNELL
Nel quadro della vivissima attenzione per l'avvicinamento della nave cometoide alla Terra si segnalano diversi atteggiamenti negli ambienti scientifici e nei circoli politici.
Ecco in primo luogo le dichiarazioni del Cronista della Stazione Vaticana di Terminillus-Berg, Harold Schmidt.

SCHMIDT
Il Sommo Pontefice Cristiano Thomas VII, dopo una rapida serie di consultazioni con i responsabili di tutte le confessioni cristiane, con il Gran Rabbino di Israel e con il Congresso Unitario dell'Islam, si è rivolto questa mattina ai fedeli riuniti nella sede della Società dei Socialisti Cristiani di Dublino, alla presenza dei rappresentanti di 24 Lànder della Confederazione Socialista Europea.
Sul tema dell'avvicinamento della nave cometoide, Papa Thomas VII ha affermato che se la Provvidenza ha disposto "finalmente!" - ha proprio detto così - un incontro tra gli uomini della Terra ed altri esseri di pari dignità, poiché nessuno può ritenersi, nell'Universo, superiore a qualsiasi altro essere, allora la Chiesa non può che attendere con fiducia una nuova rivelazione e prepararsi a trasmetterla a tutto il suo popolo. La risoluzione dei problemi politici del nostro tempo non può comunque essere in contrasto con la fede in Dio. La scienza è per noi figlia di Dio - ha detto ancora Papa Thomas - mentre per tanti nostri fratelli è solo prodotto dell'uomo. Ma e ad essa che è affidato il futuro della ricerca che l'uomo ha intrapreso da quando è nato sulla Terra. Ad essa e certo non alle presuntuose dissertazioni dei Misteriologi e di simili gruppi superstiziosi.
Se mi concedi ancora qualche istante, collega Zauberin...

ZAUBERIN
Ci mancherebbe! Va' pure avanti, Schmidt!

SCHMIDT
Papa Thomas ha così concluso: "Che il Signore onnipotente, il quale ha creato la Sostanza dell'Universo che è esplosa dall'Atomo primordiale, che ha disposto la formazione delle immense nubi dalle quali ammassi, galassie, stelle e pianeti, fino ai corpi più minuscoli, hanno avuto origine ed hanno acceso qui ed altrove la scintilla della vita e sprigionato il raggio dell'intelligenza... Che Egli, Ragione per noi di tutti i fatti celesti, vivo nell'Universo illimitato e nella mente di ciascuno di noi, benedica tutte le sue creature! Sulla Terra, dovunque un viandante si presenti ai suoi fratelli, sia il benvenuto!"

ZAUBERIN
Grazie a Schmidt.Ora eccoci, con Schnell, alla Riunione Permanente del Congresso delle Nazioni.

SCHNELL
1 rappresentanti del Gruppo Africano della Lega dei Neutrali hanno dichiarato di ritenere necessaria la collaborazione di tutti i paesi per il progresso dello studio dell'oggetto cometoide. Ciò non può tuttavia far dimenticare i tentativi di alcuni governi di ridurre l'autonomia dei neutralisti e di seminare la divisione nella Lega.
I rappresentanti dell'Unione Repubblicana Comunista Sovietica, degli Stati Uniti del Nordamerica e della Confederazione Socialista dell'Europa Centrale hanno sostenuto in linea di principio l'importanza delle posizioni dei Neutralisti, ma i contrasti di sostanza sono ancora evidenti, come ha rilevato il Rappresentante Cinese Liu ChingKiang, mentre i nostri rappresentanti della Confederazione Socialista Europea, insieme ai delegati della Confederazione Latinoamericana, hanna proposto di porre a disposizione di tutti i paesi interessati i programmi di ricerca ed i progetti operativi per tutte le tecnologie civili, nessuna esclusa.
Anche di questo tema si discuterà a Praga nei prossimi giorni tra i delegati delle due Confederazioni Socialiste Europee.
Vedo ora che ci sono novità sul nostro visitatore extrasolare. Ci prepariamo ad un nuovo Teleintegrato speciale.


TELESERVIZIO SPECIALE VIDEOINTEGRATO III

ZAUBERIN
Tra le immagini del Viandante extrasolare che sono attualmente su quaranta linee, quelle che vi mostriamo ora in integrale rendono evidente la lunga coda compòsita dell'oggetto: gas e polveri, quasi come in una vera cometa, mentre la chioma che avvolge il nucleo si è estesa ulteriormente. Questo tipo di videointegrazione, usato dalla President Hariuard degli Stati Uniti Nordamericani, e più incisivo delle più perfezionate olointegrazioni comuni a laser o a onde iperfrequenti. Passiamo a Weissberg. Nulla. Video 56 della linea F. Informazioni: Velocità attuale (cioè... secondo i rilievi di circa due ore fa) 144,2 chilometri al secondo... lungo l'orbita iperbolica, inferiore di circa 0,254... circa un quarto di chilometro... al secondo rispetto ai calcoli basati, sui parametri orbitali che Weissberg ci ha dato ieri mattina. Nulla di sorprendente. La causa principale di questa differenza è un effetto-razzo sensibile in questa fase di volatilizzazione di strati esterni dello scudo termico della nave. Ecco l'ultimo tratto di orbita che Weissberg e soci ci hanno inviato. La deviazione si vede.
La luminosità per l'osservazione terrestre è 14,2. Ormai l'oggetto e visibile anche per i dilettanti muniti di discreti strumenti e per i circoli di amatori. Weissberg è pronto? Integrale 34...

WEISSBERG
Ormai è chiaro. Saluto Athene Zauberin e tutta la banda della Deutscher eccetera, insieme agli amici telespettatori. Voi mi vedete?

LARSSEN
Sono Larssen sulla 22 bis della Linea F Weissberg verrà quando potrà. Abbiamo chiesto di intervenire per un dato molto significativo.
Eccolo: 1; 0,317; 0,173; 0,051; 0,033; 0,019.

ZAUBERIN
Bene. Ma, a parte l'ultimo, sono numeri che ci ronzano in testa da un pezzo. Abbiamo sentito anche sequenze molto più complesse. Questi numeri, però, sono spesso ripetuti...

LARSSEN
E questo è molto significativo. Ma - ciò che più conta - nessuna serie di segnali era stata, fino ad ora, "riveduta e corretta" o comunque aggiornata.

ZAUBERIN
Fino a ieri sera mancava anche il penultimo dato, 0,033, ...ricevuto ...vediamo un po' ... da quattro ore. Mentre 0,019 è appena giunto. Ed in realtà da vari giorni ci chiediamo perché questa serie di dati si ripeta tanto insistentemente... 1 nostri telespettatori possono rivederla dall'1 allo 0,019 sullo schermo grande... bene, così... ci chiedevamo perché questa insistenza su questi dati. E ricordiamo che i primi, insieme ad altri, sono giunti nei giorni scorsi ed hanno anche subìto piccole variazioni mentre il penultimo (0,033) è giunto più tardi e l'ultimo poche decine di minuti fa. Ora la serie intera viene ripetuta frequentemente. Diversamente da altre serie di dati, questa rivela una tendenza, da parte dei responsabili della nave cometoide a "perfezionare" e completare i segnali. Che sia proprio quello che pensavamo?

ZAUBERIN

Ti vediamo, Konrad. E siamo pronti ad ascoltarti.

WEISSBERG
Sui segnali in discussione c'è un'ipotesi molto concreta: Il Viandante ci starebbe presentando dei rapporti tra alcune grandezze del nostro Sistema solare.

ZAUBERIN
Qui si sta facendo da qualche tempo un lavoro sulle distanze di alcuni pianeti dal Sole.

WEISSBERG
Ci siamo, infatti. E probabilmente non sbaglio se mi congratulo con Athene e i suoi collaboratori. Ci siete arrivati insieme a noi. E questa volta, non dovrebbero averci preceduto neppure i nostri stradannati amici nipponici. Non di molto, almeno.

LARSSEN
È vero, Athene. È vero, amici che ci seguite attraverso la Deutscher Sonnen Funken! Ora pare che, negli intricati meandri delle memorie dei nostri supercervelloni consorziati si sia fatta una scelta. Gli elaboratori offrono il campo per un'ipotesi (proprio "quello che pensavate") che si può verificare subito. Ascoltiamo, per favore, dalla Stazione di Than Son Nut, in Vietnam, il collega Tran Duc Thao.

TRAN DUC THAO
Si stanno ricavando le soluzioni rispetto a molte ipotesi. Ma una sola sembra ormai valida per spiegare la serie di segnali di cui stavate parlando. Vi passo il compagno Weissberg, se me lo consentite, sempre sulla rete F, canale 34, dal ricettore della Diretta Eurasia IV.

ZAUBERIN
Grazie. Ci siamo, dunque. Ora i calcoli saranno semplici. Ma mentre si preparano le tabelle diamo la parola a Schnell per un comunicato rapido. Resta ancora, ti prego, Weissberg, per qualche minuto in linea.

SCHNELL
Cercherò di far onore al mio cognome con un riassunto rapido di una nota della Società Mondiale di Astropsicologia, Sezione Contatto con Esoveicoli. Dunque: "Non crediamo si debba attribuire una fiducia cieca a tutto quanto e stato detto dai circoli misteriologici, che pure hanno meriti indiscutibili. La nostra Società è nota per la sua scrupolosa serietà..." andiamo avanti, sarà meglio... "...perciò non possiamo dire di essere certi che la Eso-nave giungerà alla tal ora e nel tal luogo sulla Terra. Ma il suo arrivo è comunque stato previsto da HongKy e Zentar, mentre altri Libri Sapienziali vedono una certezza del genere nel ciclo del Cielo di Hut, ciò che colloca l'incontro proprio in quest'anno. Anche Nostradamus aveva una percezione esatta sui modi, se non sui tempi, dell'evento. I Misteriologi del XXV secolo sono, ovviamente, molto più circostanziati..." vediamo di concludere questo comunicato... bla, bla... Ecco: "In sostanza non dobbiamo trascurare il fattore morale. L'incontro con gli Eso-dei, o, se si preferisce, con gli Eso-eroi divini, potrebbe avvenire o anche non avvenire. Incontri del genere, a dispetto degli scientisti dogmatici, sono già avvenuti sin dal remotissimo passato, dando origine alle più antiche civiltà..." eccetera. "Ma soprattutto dobbiamo chiederci umilmente, mettendo da parte la superbia scientista, se noi meritiamo veramente un tale incontro". Ho finito, Athene.

ZAUBERIN
Grazie, Peter. Gli Astropsicologi ci danno davvero un bell'aiuto per i nostri calcoli!
Perfetto! Prosegui.

ZAUBERIN
Gli altri numeri rappresentano quindi la distanza di altri pianeti dal Sole espresse in rapporto alla distanza di Nettuno, il primo corpo esaminato almeno in questa serie...

WEISSBERG
Giusta precisazione: almeno in questa serie. Vi sono infatti molte altre sequenze da interpretare...

ZAUBERIN
...Infatti. Nettuno, quindi, forse perché in un certo momento era il corpo meglio osservabile, è stato preso come "punto di riferimento" e le distanze di altri pianeti sono riferite al suo semiasse maggiore. Altri pianeti di notevole massa, oltre l'orbita di Nettuno, cosi come i minuscoli Plutone e Caronte o certe comete non si prestavano evidentemente a svolgere la stessa funzione.

WEISSBERG
Benissimo. Quindi - mostra pure la tabella, Athene! - 0,317 e la distanza media di Saturno; 0,173 quella di Giove; 0,051 quella di Marte; 0,033 quella della Terra.

WEISSBERG
Proporremo Peter per il "Premio Pazienza" (nel caso di Peter si tratta proprio di pazienza cristiana) che istituiremo per i cronisti delle Videointegrali d'Europa.
Comunque ecco una sintesi dell'interpretazione dei dati.
Preferirei, però che fosse la stessa Athene a cominciare.

ZAUBERIN
La cortesia di Konrad è superiore ad ogni commento. Dunque: 1 è uguale alla distanza del centro del Sole dal centro di Nettuno.

ZAUBERIN
Manca Urano, che e molto massiccio e luminoso.

WEISSBERG
Infatti, se osservi la posizione di Urano...

ZAUBERIN
Certo: Urano è molto luminoso per chi lo osservi in posizione favorevole da poche centinaia di milioni di chilometri, ma in questo periodo si trova a circa 165 gradi, quasi "dall'altra parte" rispetto al Sole per gli strumenti della nave extrasolare, in posizione vicina alla congiunzione, come potete vedere nel nostro visore in proiezione semintegrata realizzata a tempo di record. Quindi non e stato molto facile, probabilmente, osservarlo.

WEISSBERG
Poi c'è Venere, indicata a 0,019 volte la distanza di Nettuno. Questo dato è arrivato poco dopo lo 0,033 della Terra.

ZAUBERIN
Qui l'errore degli amici extrasolari è notevole. La distanza media di Venere è 0,024 volte quella di Nettuno. Ma probabilmente si spiega.

WEISSBERG
Sicuramente. I calcolatori della nave devono analizzare le orbite e quindi rilevano, oltre alla distanza istantanea, anche molti altri dati. Quelli che abbiamo visto riguardano i semiassi maggiori, in pratica le distanze medie tra il Sole ed i pianeti. Poiché Venere è molto vicina al Sole, non è difficile capire l'errore, mentre Mercurio, quasi sovrapposto al Sole lungo la linea di vista, non viene ancora indicato.

ZAUBERIN
Ecco un nuovo dato: Weissberg ce lo fa rimbalzare dalla President Harward degli Stati Uniti. E 0,022. Un'approssimazione migliore per l'asse maggiore dell'orbita di Venere. Tra poco chiudiamo. Ma sentiamo Peter.

SCHNELL
C'e anche... lo vedete? Commutare sul 27 della F, per favore! Eccolo: ci sono tutti gli altri, più uno 0,092.

WEISSBERG
Tra Marte e Giove, quindi.

ZAUBERIN
È uno dei pianeti minori.
in unità della distanza media del pianeta più lontano che per quanto ne sappiamo la nave extrasolare ha preso come punto di riferimento: Nettuno. Ed ecco un nuovo dato: 0,6224. Hanno beccato anche Urano. C'è un errore già al secondo decimale, ma è lui!

ZAUBERIN
Benissimo. Konrad, dobbiamo chiudere. Vuoi fare tu un commento breve? Abbiamo seguito con estrema attenzione l'interpretazione dei dati, cari spettatori, ma ora ci pare che il significato di questi ultimi dati sia di qualità del tutto nuova.

WEISSBERG
Indubbiamente. È la conferma di un'operazione che la nave extrasolare sta compiendo qui, nel nostro Sistema. Altri dati potevano essere - e alcuni sono certamente stati - immagazzinati in partenza. Relazioni matematiche, parametri relativi alle dimensioni ed alle proprietà delle particelle elementari e delle radiazioni di diverse frequenze: importantissimi segnali provenienti da un veicolo di grandi dimensioni costruito da esseri intelligenti ed in possesso di notevoli cognizioni scientifiche e di una tecnologia raffinata.
Ma ora abbiamo una prova praticamente sicurissima che il veicolo sta analizzando il nostro Sistema, correggendo ed aggiornando continuamente i dati della sua analisi.
Ci sta osservando, o almeno sta osservando il Sistema solare.
Questo, per la nostra civiltà, è un fatto del tutto nuovo, anche se per tanti secoli si è sperato, immaginato, cercato con ogni mezzo possibile un contatto così chiaro ed inequivocabile. Ora c'è.

WEISSBERG
Sì. È Cerere. Potrebbe essere anche Pallas, per la distanza. Comunque e la distanza media approssimata di alcuni dei maggiori tra i piccoli pianeti compresi nella fascia asteroidale tra Marte e Giove. Sempre espressa, naturalmente, in rapporto alla distanza media di Nettuno, il primo pianeta individuato.


NOTIZIARIO DI INTERMEZZO DEL TELEGIORNALE

HEINZ WEBER
Buon pomeriggio ai nostri spettatori. Ancora una rassegna sulla serie di rea-
zioni nel mondo all'avvicinarsi della Nave interstellare che si trova ormai a poco più di 170 milioni di chilometri dal Sole ed a circa 25 milioni di chilometri dall'orbita della Terra. Date però le posizioni relative dei corpi sulle orbite, la nave è ora a circa 40 milioni di chilometri da noi e toccherà il punto di massimo avvicinamento a poco meno di 22 milioni e mezzo di chilometri.
La visibilità della nave ad occhio nudo è ormai stata sperimentata nei momenti più favorevoli da molti osservatori e curiosi. Peter Schnell vi darà poi qualche dettaglio più preciso, ma intanto io vi informo sulle ultime notizie legate ad una triste cronaca di fanatismo che dobbiamo purtroppo documentare.
Ecco le immagini di Washington: una folla di quasi duemila persone si è messa "in preghiera" ed una delegazione attende di essere ricevuta dal Presidente Gardner. Alcune associazioni religiose sono mobilitate, mentre i Misteriologi, riuniti in Convegno Permanente, "studiano" la situazione e sostengono che gli extraterrestri vengono a farci visita per controllare l'ordine morale del nostro Pianeta.
In vari Paesi dell'America meridionale (ecco qui una conferenza del Cenacolo di Buenos Aires) ed in vari centri dell'Europa occidentale, tra cui London, Oxford, Friedstadt, Madrid, Milano, Bordeaux, Starville, La Valletta, i Misteriologi e gli Astropsicologi dei Centri di Cultura Interstellare, nel corso di violente manifestazioni, accusano gli scienziati di nascondere la verità e di voler privare " le genti della Terra" della Nuova Rivelazione.
A Zurich il Gruppo Astropsicologico Purista, guidato da Eselschwein e finanziato, come è noto, dall'Ente Morale degli Heifischer, propone addirittura ai suoi adepti di "prendere il potere per trattare con i Supremi e distruggere il Sistema Demagogico Mondiale".
Passiamo la parola a Schnell.

SCHNELL
Un corpo non "attivo" di quelle dimensioni sarebbe in pratica invisibile, ad occhio nudo. Ma c'e già uno sviluppo notevole della chioma e la coda comincia ad estendersi per alcuni gradi. Un piccolo telescopio può ormai seguire l'oggetto anche in pieno giorno.
La velocità della nave interstellare ieri sera era già intorno ai 152 chilometri, quasi un chilometro in meno rispetto alle previsioni di pochi giorni fa. Come sapete - tra l'altro attraverso i servizi specializzati della collega Zauberin - l'effetto-razzo, talvolta frenante e talvolta accelerante, e in genere le perturbazioni dovute alla volatilizzazione degli strati esterni, determinano notevoli variazioni dell'orbita che rimane, comunque, un'iperbole molto aperta.
Per ora mi fermerei qui. Ci risentiremo appena possibile con Athene Zauberin, ora impegnata in una serie di ricognizioni presso gli osservatori terrestri euroasiatici.

WEBER
Dopo gli aggiornamenti di Schnell, ancora quattro parole sulle mosse di altri gruppi fanatici. A Philadelphia scontri tra "Culturalisti Interstellari" di diverse fedi provocano decine di feriti e contusi.
1 "Cenacoli Apocalittisti" (una minoranza agguerrita che ha seguito negli ambienti più disperatamente incolti) si dichiarano sicuri dello scontro catastrofico con la Terra. La fine del mondo, insomma. Ancora!
A Leningrado ed a Kiev gruppi di qualche decina di fanatici dispersi dalla Guardia Popolare per ordine del Presidente Jaroslav Ivanovic Kandinsky.
Forse ci salverà la collega Zauberin, ora al Pic du Midi nei Pirenei francesi. Video 37 sulla linea F... Collegamento rimandato... nulla prima di dieci minuti. Vedremo.

SCHNELL
È a punto la registrazione dell'annuncio di Salvador Martinez, Presidente della Confederazione Socialista Europea. Dà pure il via, Weber. Non occorre traduzione per il Presidente Martinez.

MARTINEZ
Rendo conto uffizialmente anche a nostri spectadori de Deutscher Sonnen Funken que ho. transmesso l'ordine de vietar a fanatichi da sette religiose y superstisiose - que han causado dosordini avendo già diffuso note di falso alarmismo - l'uso de mezzi publici de comunicasione federali, estatali y de Länder in tutto el territorio de la Confederasione. Ho disposto en el mismo... nello stesso tiempo rigoroso controllo de notizie de stasioni privade, segundo le regule de la Constitusione, por evitare ulteriore diffusione de deliberate mensogne que minacciano la securidad y la libertad... la tranquillità e la libertà dei cittadini della Confederasione.
Saludo ascoltadori et ringrazio concittadini amici de la "Deutscher Sonnen Funken" per la gentile ospitalidad.

SCHNELL
Grazie da parte di tutti noi al nostro Cittadino Presidente.
Ancora in evidenza il Vaticano: Sono stati espulsi da Rom e da tutte le sedi diplomatiche vaticane nel mondo tutti i rappresentanti delle sette misteriologiche e simili - compresi i gruppi che, forti della loro dichiarata appartenenza all'Unione delle Chiese Cristiane richiedevano udienza per ottenere. il permesso di parlare dalle emittenti del Vaticano. Papa Thomas VII ha ordinato tramite il Ministro degli Esteri, il Cardinale Hong, di disporre l'espulsione e la guardia pontificia ha provveduto immediatamente ad eseguire l'ordine.
A questo proposito, riprendendo i modi di un certo tradizionale umorismo della sua Terra di origine, Papa Thomas VII (che e il quinto negro-americano nella serie dei pontefici cristiani) ha dichiarato di pregare Dio perché trovi il tempo di illuminare anche le menti dei fanatici espulsi, benché Dio abbia di solito tante faccende molto più importanti da sbrigare. "Noi stessi - ha aggiunto Papa Thomas - con tutta la Chiesa, abbiamo dovuto attendere in certi casi molti secoli prima di essere illuminati da Lui per trovare le strade che dovevano portarci a correggere i tanti errori commessi, ed ancora oggi gli chiediamo di assisterci in tante vicende delle quali non sappiamo trovare le giuste soluzioni. Ci vorrà molta pazienza". Così ha concluso Papa Thomas. La Linea a Weber.

WEBER
Anche nei paesi arabi gli uomini ragionevoli hanno le loro gatte da pelare. Ecco il servizio dell'amico Hamin Hassan Alhabhall e scusatemi per quei venti-venticinque errori di pronuncia che ho infilato sul suo nome.

ALHABHALL
Che Allah ti fulmini, amico! (sono ateo, cittadini spettatori) te la cavi benissimo con i nomi arabi. Dunque: Come .i nostri amici della Sonnen Funken sanno bene, la famosa Khaaba, la "Pietra nera" era venerata come un segno celeste prima dell'arrivo del Profeta Muhammad che comunque, istituendo il nuovo Culto islamico, non ne proibì - molto accortamente - la venerazione. Si disse poi che la Khaaba era una pietra di origine meteoritica, dunque proprio "caduta dal cielo", no?
Ora, mentre le superstiziose organizzazioni di "Cultura interstellare" considerano l'arrivo dell'astronave extrasolare come una conferma delle loro "esatte previsioni" mai formulate, i Misteriologi Islamici sono pronti a giurare che la nave stessa non è altro che la "Nuova Khaaba" inviata da Allah quale segno della Sua rinnovata presenza nel mondo. I veri muslìm, i Perfetti dell'Islam devono tenersi pronti al viaggio verso la beatitudine celeste e gli infedeli e gli ingiusti devono tremare per l'imminente castigo. Poiché, naturalmente, è in arrivo il "gran botto" finale.

WEBER
Grazie, Alhabhall. Notizie non dissimili, anche se non sempre cosi gustosamente colorite, giungono da molte altre reti. Comunque, tutto sommato, non sono che una piccola minoranza quelli che si fanno
prendere davvero per il naso.

ALHABHALL
Certo, Heinz. Ad esempio le informazioni sicure in nostro possesso mostrano che nell'area dell'Intesa delle Repubbliche Arabe le manifestazioni dei fanatici coinvolgono direttamente solo l'uno per cento della popolazione attiva, anche se rompono le scatole a tutti. Comunque: occhi ben aperti e antenne ben orientate. Buon lavoro e auguri.

WEBER
Grazie, Hamin. Ci rimangono alcuni secondi per i saluti di rito che Peter, da buon cristiano, vorrà rivolgerti anche oggi, e che tu cortesemente ricambierai.

SCHNELL
Salute a te ed a tutti i telespettatori con i quali ci hai collegato, cane doppiamente infedele!

ALHABHALL
Cordiali saluti anche a te, maledetto cagnaccio cristiano, ed agli altri amici che ci hanno seguito.

WEBER
Athene, che presto sarà di nuovo con noi, ci invia un "biglietto sonoro". Ecco la sua voce.

ZAUBERIN
Cari amici e compagni. Secondo ricerche del Centro di calcolo dell'Università di Leipzig, solo negli ultimi tremila anni, e fino a ieri, la fine del mondo è stata annunciata, in messaggi distinti, dodici milioni settecentocinquantaquattromila novecentosessantasei volte. Non contiamo, naturalmente, le copie e le ripetizioni, a miliardi.
Il mio doveroso commento è: UFFA!

TELESERVIZIO SPECIALE VIDEOINTEGRATO IV

PETER SCHNELL
Salute ai nostri telespettatori. Ora che l'astronave dei nostri amici extrasolari ha superato ampiamente l'orbita di Mercurio e si avvicina rapidamente al Sole, mentre giungono da essa in grande quantità nuovi dati, misure, informazioni e si interpretano tante serie di segnali in un primo tempo indecifrabili, sono più che mai vive le domande che ci siamo posti sin dall'inizio: chi la dirige? da dove viene? dove è diretta?
Sembra ormai accertato che si tratti di un veicolo automatico che proviene da decine o centinaia di anni luce di distanza. Ma molto resta ancora da scoprire.
Dopo il passaggio alla minima distanza dalla Terra, circa 22 milioni di chilometri, la nave extrasolare ha continuato il percorso in continua accelerazione essenzialmente a causa del campo gravitazionale del Sole, risentendo però, naturalmente, anche dei campi dei pianeti, ed è ormai ben all'interno dell'orbita di Mercurio, come vi dicevo.
Tra le informazioni che tra poco Athene Zauberin vi darà, alcune riguarderanno la probabile provenienza e, forse, la destinazione del Viandante. Eccovi ora un suo messaggio in diretta.

ZAUBERIN
Non è il caso di insistere troppo sul fatto che la Nave è passata tranquillamente oltre l'orbita della Terra alla distanza prevista di 22 milioni e mezzo di chilometri senza provocare nessuno dei disastri previsti dai superstiziosi. Né Allah, né il Dio dei Cristiani, ne il suo vecchio corrispondente Geova, né altri supremi reggitori dell'Universo hanno mosso un dito per punire i peccatori delle Repubbliche Socialiste d'Europa e le ampie democrazie di tutta la Terra e riportare la medesima alle condizioni del XXII o addirittura del XVIII secolo, come a qualcuno avrebbe fatto tanto piacere.
Ora i Misteriologi dichiarano che comunque la "nave degli dei" tornerà un giorno sulla Terra per mandarci tutti in un colpo a rendere conto dei nostri peccati. Tralasciamo le voci di chi dice di averli visti staccarsi dal cielo, di chi ci avrebbe parlato, di chi ci ha giocato a telefootball e di chi ci è andato a letto per generare una nuova stirpe di redentori del genere umano.
Il fallimento di tante "infallibili" previsioni ha lasciato il segno: rimangono soprattutto voci imbarazzate e contraddittorie di gruppi e individui che litigano tra loro e cercano di chiudere le falle di una barca che ormai fa acqua da ogni parte. E inoltre sempre in vigore la disposizione del Presidente Martinez che vieta nella Confederazione la diffusione di voci di allarme non documentate, anche dopo la revoca delle misure speciali di controllo dei circoli televideo privati. Disposizioni non troppo dissimili sono in vigore in molte altre parti del mondo. Tra poco potranno essere ritirate perché non più indispensabili.
Non vi faremo più perdere tempo con le sciocchezze dei Misteriologi & Company. Il nostro discorso su questo tema è stato chiaro ed ora è chiuso. Abbiamo ancora qualche minuto.
La grande chioma che circonda la Nave, e la coda che la segue, dovute alla volatilizzazione degli strati esterni del rivestimento, sono ormai visibili ad occhio nudo nella luce del tramonto.
È un veicolo automatico schermato per poter sopportare anche temperature enormi, come quelle della corona solare verso la quale si dirige.

SCHNELL
Ecco Weissberg sull'integrale 37 F.

WEISSBERG
Velocità registrata alle ore 7: 198 chilometri al secondo. Perdita di massa in aumento come previsto, ma sempre irrisoria rispetto alla massa totale, per volatilizzazione parziale dello scudo termico. Alle 18 di ieri si era notata una diminuzione dell'accelerazione per l'effetto di un rilevante getto di gas tangenziale all'orbita e contrario al senso di marcia. Non sappiamo se tali effetti siano lasciati al caso o se siano regolati dai sistemi di governo del veicolo come risposta automatica alle condizioni operative. La velocità è comunque sempre in rapidissimo aumento, come è facile comprendere. Per il momento in cui è fissato il nostro nuovo appunto in teleintegrale con la "Sonnen" la velocità sarà di circa 275 chilometri al secondo. L'inclinazione sull'eclittica - la vedete nello schermo alle mie spalle - è rimasta praticamente sempre costante.
Devo lasciarvi poiché tra dieci minuti si riunisce, qui al Pic du Midi, la Commissione Interconfederale.
SCHNELL
Grazie a Weissberg ed agli altri (astronomi, fisici, chimici, informatici...) ed in particolare ai tecnici delle comunicazioni ed ai colleghi giornalisti che ci hanno permesso di informare con tempestività e precisione i nostri telespettatori che ora salutiamo chiudendo questo servizio. Un momento. È ancora in linea Athene. Stava dicendo qualcosa, mi pare...

ZAUBERIN
Solo un'annotazione non esclusivamente tecnica. Zadrov mi ha raccontato che questa notte ha invitato molti colleghi al "Martis Dom". Dopo tanto lavoro, per festeggiare l'acquisizione degli ultimi importanti risultati, si sono ritrovati a brindare in parecchi, tra Europei, Siberiani, Turchi, Cinesi, Giapponesi, Brasiliani, Argentini, Nordamericani... e tutti gli altri. "Vuodka e vhisky, grappa e chiquita, Slivuowitza, Sherry, Puorto e Malaga, Martini e cuosì via. E qualcuno giurava - ha aggiunto Zadrov - che riusciva a vedere bene ad uocchio nudo Viandanti interstellari... tutti e due!" Sdràfstvuitie!

SCHNELL
Saluti a tutti anche da parte nostra.

TELESERVIZIO SPECIALE T VIDEOINTEGRATO IV

SCHNELL
Eccovi subito Athene Zauberin che è tornata nei nostri studi dopo una ricognizione negli osservatòri di mezza Europa.

ZAUBERIN
Misure del Sistema solare in unità del raggio del Protone, composizione di sistemi algebrici complessi, raffigurazioni dello spazio a molte dimensioni, sistemi di calcolo comprensibili accanto a tante serie di dati organizzati ma non ancora decifrabili. Inoltre informazioni su distanze, velocità, masse, composizione chimica e altre caratteristiche di oltre duecento corpi del Sistema solare. Anche alcuni corpi oltre l'orbita di Nettuno, dai pianeti più massicci fino ad alcuni minuscoli asteroidi, sono identificabili.
Ed ancora: misure, sempre in unità del raggio del Protone, di corpi a lunghissimo periodo, asteroidi e comete (la distinzione è tutt'altro che rigida) i quali si trovano, all'afelio, a distanze dell'ordine dei due anni luce dal Sole e possono passare anche facilmente dal nostro ad altri sistemi e viceversa. È degno di nota il fatto che il Viandante interstellare stava facendo questi rilevamenti, dei quali ora noi abbiamo decifrato il significato, quando si trovava appunto a circa due anni luce da noi (quasi ventimila miliardi di chilometri), forse otto o dieci millenni fa o forse più, e provenendo da una distanza centinaia di volte maggiore. Infatti ora possiamo riferirvi che una serie di informazioni ripetute con particolare insistenza ha finalmente condotto gli astronomi ad indagare sulla provenienza della Nave. A questo si sta lavorando intensamente in queste ore. Si può dedurre quasi con certezza che il Viandante proviene da una distanza di 562,4 anni luce da un luogo che dovrebbe essere compreso, nelle nostre carte celesti, in una zona di meno di due gradi quadrati nella costellazione di Centaurus.
Data la distanza di circa 562 anni luce e mezzo, il sistema nostro vicino di Alpha Centauri è ovviamente del tutto fuori causa.
Tra le stelle della zona ce n'è almeno una che presenta uno spettro molto comune, del tipo G 3 (secondo la classi
ficazione "classica" vecchia di secoli), una stella un po' più piccola del Nostro Sole, facilmente immaginabile - in teoria - come centro di una schiera di pianeti dei quali uno (sarebbe sufficiente per la nostra ipotesi) potrebbe essere stato sede di vita e di una evoluzione abbastanza lunga da produrre una cultura tecnologicamente avanzata.
Le notizie, in queste situazioni, invecchiano presto. Vediamo se c'è Weissberg. Sulla linea 4, spero...

WEISSBERG
Ci sono. Tutto confermato. I segnali indicano una provenienza praticamente certa da una stella... da un pianeta orbitante intorno ad una stella di tipo G 3, sufficientemente piccola per funzionare per i miliardi di anni necessari allo sviluppo della vita su qualcuno dei pianeti che può avere intorno.

ZAUBERIN
Così la nave interstellare ci informa sulla sua origine. Viene da lontano, oltre 562 anni luce, una distanza non molto grande rispetto al disco della nostra Galassia ed al vasto alone che la circonda. Ma è certo la misura di un grande balzo in confronto alle nostre attuali capacità.
Se avesse percorso questa distanza secondo le normali velocità degli oggetti interstellari della Galassia,- dovrebbe essere partita dalla sua base decine di milioni di anni fa. Ma...

WEISSBERG
Ma possiamo immaginare che la maggior parte del percorso sia stata compiuta utilizzando accelerazioni assai prolungate, fino a raggiungere velocità molto più elevate. Nulla di certo. Ma se non decine di milioni, certamente, almeno, molte decine di migliaia di anni sono trascorse da quando è partita.

ZAUBERIN
E davvero arduo immaginare come, in tali lunghi tempi, potrà essersi evoluta la stirpe dei suoi costruttori. È quasi come
cercare di immaginare come saremo noi tra cinquantamila anni, o più, se ancora ci saremo.
Potremmo forse pensare che, per i loro discendenti, nostri contemporanei, macchine come questa potrebbero essere riguardate quasi come noi vediamo certi attrezzi di pietra, di legno e di osso del Paleolitico.
Vorrei comunque ricordare ancora ai nostri telespettatori che - mentre le nostre navi automatiche esploratrici più antiche sono ormai a oltre cento giorniluce - le navi abitate più lontane si trovano ad appena un centinaio di ore-luce dalla Terra, in un viaggio che si può dire "appena iniziato" verso altri sistemi planetari, con equipaggi che si rinnoveranno nel corso di chissà quante generazioni per giungere - se mai vi giungeranno - ad incontrare altri mondi abitati o comunque ospitali.
All'interno di tali ordini di distanze le nostre navi ci diedero notizia di un'importantissima scoperta che ora altri segnali finalmente decifrati del nostro visitatore interstellare confermano in pieno: una zona di innumerevoli piccoli asteroidi, insieme a rari corpi paragonabili ai pianeti più vicini, una grande quantità, soprattutto, di corpi gelidi e oscuri, punti minuscoli in un immenso spazio nero. Gli "Asteroidi Cimmerii", così chiamati dagli astronomi in ricordo dell'antico mito greco di un vastissimo Paese vicino all'Ade, la dimora dei morti, ai confini del mondo, perennemente avvolto nelle nebbie, in cui l'ardimentoso esploratore che per avventura vi fosse giunto ancora vivo, non avrebbe saputo più dove indirizzare i suoi passi o dove dirigere la sua nave, senza alcun vento che gonfiasse le vele, nell'acqua immobile sotto un cielo sconosciuto.
Ma il Viandante interstellare viene da luoghi duemila volte più lontani rispetto a quelli raggiunti dalle nostre più remote astronavi automatiche, e sessantamila volte più lontani rispetto alle più lontane delle nostre cosmonavi abitate.
Vediamola ora sul grande integrale, Weissberg.

WEISSBERG
Eccola. Queste immagini, riprese dalla Helioslab IV che si trova ad appena due milioni e mezzo di chilometri dal Sole, vengono ritrasmesse, potenziate e liberate da diversi disturbi legati alla vicinanza della corona e della fotosfera solare, dalla rete internazionale dell'Himalaya.
A questo proposito ricordiamo ancora qualche motivo per cui sono state conservate alcune stazioni sui punti più alti della Terra, mentre disponiamo di grandi strumenti fuori dell'atmosfera. Esse funzionano come centri di rielaborazione di dati ed ospitano anche centinaia di tecnici, scienziati, organizzatori, cronisti... con un costo relativamente contenuto. Sono inoltre veri e propri "musei" che irradiano informazioni su tutta la Terra e rappresentano un ponte suggestivo con altri tempi dell'astrofisica.
La Helioslab IV, intanto, ha modificato come sapete la sua orbita per avvicinarsi ad Viandante interstellare che stiamo osservando. Un avvicinamento strettissimo e previsto per dopo il passaggio del nostro amico al perielio. In particolare la Saint-Just e la Johannes Kreisler si sono messe in caccia e sfioreranno l'oggetto per avere informazioni dalla minor distanza possibile senza schiantarsi sulla sua superficie.
Le immagini ora mostrano la chioma e la lunga ed ampia coda arcuata assai simile a quella di una enorme cometa. La visione è superiore, credo, a qualsiasi descrizione. Ecco ora un dettaglio molto ingrandito della coda, a breve distanza dalla chioma che avvolge la testa, cioè la nave vera e propria.
Tra poco vi darò altri dati.

ZAUBERIN
Grazie, Konrad. Anche ad occhio nudo è brillantissima la grande falce bianco-azzurrina che va da un estremo all'altro dell'orizzonte, più luminosa verso la testa e sempre più tenue verso l'estremità della coda attraverso la quale si intravedono le stelle. Così l'abbiamo vista fino a pochi istanti fa e tra poco la rivedremo, dopo il passaggio al perielio,
ancora più splendida mentre la nave correrà passando ancora attraverso la corona del Sole.
Si è anche servita del Sole, per quanto possiamo immaginare.

WEISSBERG
Mentre la ammiriamo da diversi punti della Terra, tutti i nostri strumenti vengono interrogati in ogni istante.
La velocità del Viandante interstellare, ormai oltre la corona del Sole, è di 475 chilometri al secondo, superiore alle previsioni ed aumenta rapidissimamente a causa del campo gravitazionale del Sole stesso, cui si è avvicinato anche più di quanto si potesse supporre. A questo punto non dovrebbero esserci più dubbi che l'avvicinamento estremo, ai limiti del rischio di impatto sulla fotosfera, è programmato per acquistare un'accelerazione probabilmente necessaria per la prosecuzione del viaggio.

SCHNELL
E dopo, Weissberg? E che cosa è venuto a fare il Viandante tra noi?

WEISSBERG
...Aumenta la velocità... È ormai "al di là" del Sole per chi lo osservi dalla Terra. Ma i veicoli in orbita circumsolare, le nostre stazioni stanno registrando tutti i dati che è possibile registrare. E ce li ritrasmettono. Dato l'estremo avvicinamento al Sole, la Nave ha acquistato una velocità elevatissima. Era duemilasettecentoventi chilometri al secondo, quasi un centesimo della velocità delle onde elettromagnetiche... ora ha superato i tremiladuecento al secondo.
Certamente si allontanerà dal Sole seguendo un'orbita aperta, molto più velocemente di quanto potessimo prevedere ieri o anche soltanto poche ore fa. La sua destinazione, quindi, non riguarda il nostro Sistema.
La cosa, ormai era scontata, ma la traiettoria attuale della nave ce ne dà un'ulteriore conferma.

ZAUBERIN
Si è trovata tra noi solo di passaggio. Ma ha visto ed analizzato il nostro

WEISSBERG
Certamente, Athene. E in questo si trova anche la risposta più ragionevole alla domanda che Peter ci riproponeva: Che cosa è venuta a fare tra noi? Quello che abbiamo visto. Non solo, ma certamente anche questo.
La massa del Sole è servita per modificare la sua traiettoria, in una fase del suo lungo viaggio in cui ha studiato il nostro Sistema e presumibilmente anche tanti altri. E altri ancora ne studierà.

ZAUBERIN
Una CORREZIONE DI ORBITA.

WEISSBERG Né più né meno.

SCHNELL
Purtroppo siamo già molto al c à del tempo di cui dovevamo disporre. La pausa non sarà comunque molto lunga. Ci rivedremo molto presto. Ma ora dobbiamo chiudere. Cerchiamo ancora di prendere qualche minuto, se possibile. Grazie al nostro regista Wolfsbach Morgenstern!

WEISSBERG
Bene. Naturalmente, anziché piangere di delusione perche non siamo noi il suo obiettivo unico o fondamentale, dovremo rallegrarci perché si apre davanti a noi un immenso campo di studi in vista di nuove esaltanti conoscenze. Mentre seguiamo ancora il nostro visitatore interstellare, non disperiamo di poter decifrare anche certi segnali diretti dal suo pianeta d'origine, a 562,4 anni luce.
Come e noto, si stanno rivedendo alcuni spettrogrammi della stella di tipo G 3 da cui il Viandante verosimilmente proviene: quelle che sembravano anomalie marginali o "bizzarrie" nello spettro radio e in altre bande potrebbero essere segnali artificiali potentissimi, ma difficilmente separabili dalla radiazione della stella (HB 6749 e la sua sigla, nel nuovo catalogo, la ricordiamo ancora una volta). Segnali rilevati ad intervalli di diversi anni: evidentemente il dispendio di energia per inviarli - sempre ammesso che siano segnali, cioè prodotti artificiali destinati ad essere ricevuti da qualcuno - sarebbe enorme. Per questo essi non potrebbero essere trasmessi di continuo, ma solo per brevi tempi a lunghi intervalli. Se così è abbiamo forse anche qualche speranza in più che anche i segnali che noi stessi abbiamo lanciato da secoli trovino o abbiano già trovato qualcuno che possa rispondere in modo inequivocabile.

SCHNELL Weissberg!

WEISSBERG
Grazie, Peter. La Helioslab IV ci comunica che il Viandante, dopo aver superato il perielio sta per "riemergere" con un ulteriore anticipo rispetto a quanto prevedibile sulla base dei dati di pochi istanti fa. Strano e incredibile? No. Dicevamo poco fa che forse non tutto il viaggio era affidato, dopo la spinta iniziale, alla navigazione legata alle sole leggi gravitazionali, ciò che avrebbe richiesto vari milioni di anni. Il Viandante interstellare viaggia ora ad una velocità eliocentrica di oltre quattromila... ora 4225 chilometri al secondo...
Evidentemente ha attivato un sistema di propulsione destinato a portarlo rapidamente fuori dal nostro Sistema. Forse l'effetto-razzo più volte rilevato viene ora impiegato (forse insieme a qualche altro dispositivo) con un'efficacia molto più rilevante. Comunque l'avvicinamento al Sole è servito ad aumentare in misura già di per sé enorme la velocità, con un'orbita quasi radente la fotosfera, ai limiti delle possibilità di disintegrazione della nave per gli effetti di marea.
La velocità si mantiene ora al di sopra dei 4200 chilometri al secondo nonostante l'effetto ormai frenante, dopo il passaggio al perielio, del campo gravitazionale del :Sole.
L'appuntamento con la Saint Just non salterà, ma sarà solo anticipato e l'avvicinamento sarà un po' meno stretto poiché la nostra interplanetaria va sempre incontro al Viandante interstellare modificando ancora l'orbita con i motori in modo da giungergli vicina per quanto è possibile. Anche la Kreisler e, in questa nuova situazione, le navi leggere nordamericane Speed Fox, New Philadelphia, President Braidwood, e anche altre, tra cui le due sovietiche della classe Solntzie e la Explorador della Confederazione Latinoamericana e ancora la nostra Einstein VII potranno trovarsi in posizione favorevole per un avvicinamento relativamente stretto.
A te, Athene.

ZAUBERIN
Chiudiamo questo lungo collegamento mentre il disco del Sole appare offuscato dalla diffusione della chioma del Viandante interstellare che fugge ormai da lui e si prepara a riattraversare il Sistema ad una velocità tale che anche chi lo osserverà ad occhio nudo potrà vederne la chioma luminosissima, che nasconde il nucleo, cambiare sensibilmente posizione sullo sfondo del cielo in tempi brevissimi.
Ci lasciamo per un breve intervallo riservato ad altre notizie e ci prepariamo ad inviarvi nuove immagini, informazioni, commenti.

STAZIONI DELLA DEUTSCHER SONNEN FUNKEN
SINTESI DELLA REDAZIONE SUI TELESERVIZI INTEGRATI DEDICATI AL VIANDANTE INTERSTELLARE.

WOLFSBACH
Ci è sembrato giusto proporvi, nei servizi immediatamente precedenti, ed in questa trasmissione di commiato, una sintesi delle prime conclusioni cui la ricerca è giunta senza ripresentarne tanti dettagli che, per quanto importanti, sono talmente noti che rischieremmo con essi
di fare un lavoro di ripetizione anziché di informazione.
Del resto altri servizi, sulle nostre e su tante altre stazioni sono sempre attivi per chi desideri - attraverso gli impianti di telecomunicazione singoli o associati - mettersi in contatto con le fonti dei dati. Ecco ora sul video Weber.

WEBER
Ora che il Viandante ha già riattraversato il nostro Sistema fino oltre l'orbita di Giove, e mentre continua, naturalmente, il flusso di informazioni rimandate dalle nostre navi interplanetarie e direttamente al suolo, possiamo dire che le prime conclusioni cui i ricercatori stavano arrivando al momento del passaggio al perielio sono confermate.
Per quanto ci riguarda - come mi ricordava poco fa, prima dell'inizio di questa trasmissione il nostro regista Ludwig Wolfsbach Morgenstern - rivedendo ora le precedenti tappe del nostro lungo lavoro, le registrazioni che vi abbiamo proposto, possiamo notare qualche aggancio non del tutto rifinito, qualche riferimento a servizi che non sono stati ripresentati in questa serie di registrazioni. Ma ci interessava la chiarezza e la coerenza del discorso di fondo, mentre ci riferivamo, confidando nella buona memoria dei telespettatori, a fatti, situazioni, temi di discussione i cui termini fondamentali erano ampiamente noti.
Forse c'era anche, in qualche momento che deliberatamente non abbiamo ripresentato, una vaga aria di mezza delusione per il fatto che le informazioni che il Viandante ci ha inviato non ci hanno permesso un colloquio diretto, ma riteniamo comunque pressoché sicuro che anche i nostri messaggi siano stati ricevuti e immagazzinati.
D'altra parte si tratta di una macchina che manifestamente può fare indagini a largo raggio, in certi ambiti anche molto precise, ma forse non conversare direttamente. Vede, sente, elabora e registra ciò che i suoi costruttori dovranno un giorno esaminare. Ecco ora Athene Zauberin.

ZAUBERIN
Il Viandante, come sapete, è una macchina antica per i suoi costruttori dei quali cerchiamo ancora a nostra volta, con qualche prospettiva di progresso anche in termini molto brevi, di decodificare quelli che ci sembrano i loro messaggi diretti, provenienti da un pianeta presso la stella di tipo G 3 con sigla HB 6749 nel Nuovo Catalogo.
Ma certamente i dati che abbiamo già acquisito ci offrono un campo di indagine entusiasmante.

SCHNELL
E su questo campo noi della D S F saremo ancora con voi per informarvi e per ricevere i vostri commenti e le vostre osservazioni, cittadini spettatori, confortati - mi pare giusto dirlo - dall'attenzione e dalle testimonianze di stima che ci avete inviato, oltre che dai riconoscimenti che sono giunti da tutti i paesi alla redazione.
Ora alcuni di noi vanno in vacanza. Un saluto particolarissimo agli amici Athene Zauberin, specialista dei programmi scientifici, ed a Ludwig Wolfsbach Morgenstern, regista dei telegiornali e dei teleservizi videointegrati, mentre si preparano a fare i bagagli per il viaggio che li condurrà a Mosca e Leningrado, e quindi a Praga e poi a Vienna e a Firenze e a Venezia ...e dovunque vorranno. Mandateci un telebiglietto, mi raccomando!

WOLFSBACH
Grazie, e statevi bene tutti. Arrivederci.

SCHNELL
La linea ad Athene per gli ultimi minuti di questa trasmissione.

ZAUBERIN
Grazie a Peter, a tutti coloro che ci sono stati vicini nel nostro lavoro ed a tutti gli amici telespettatori.
Fedeli fino in fondo al nostro proposito di non dare più spazio alle chiacchiere vane, non abbiamo più dato voce alle congregazioni dei superstiziosi che d'altronde stanno assistendo ad uno squallido tramonto di tante pretese "sacre verità" ed "infallibili previsioni". Aver affrontato in certi momenti anche questi discorsi non è stato vano e chiuderli è stato giusto.
Siamo convinti di questa e di altre scelte, cosi come siamo convinti della scelta di vivere in democrazia, garantendo a tutti gli stessi diritti e quindi lo stesso potere politico, tanto che chiunque sappia di non dover mai obbedire ad altri che a se stesso.
In questa realtà che vogliamo completare e perfezionare su tutti i piani ed in ogni senso, senza limiti, sorgono le più ardite costruzioni della matematica come le fiabe vecchie di millenni, e tutta la nostra fantasia potrà liberamente percorrere i suoi spazi.
La scienza e la cultura non solo non la ostacolano, ma le danno le ali.

Sonno Pesante, opus 17 n 2

            Interstellare Chimaera. Prima missione su Aliban.
Dal rapporto di Alexander Zenisek, ispettore generale.

Quando giungemmo al villaggio di Mouthe la neve ricopriva tutte le cupole delle abitazioni ed imbiancava anche le strade su cui non si vedevano orme di pedoni mentre sotto le luci pubbliche le rare strisce dei carri elettrici veni-vano rapidamente cancellate dalla fittissima precipitazione di neve e granuli di ghiaccio.
  Scendemmo con il battello Ulixes sulla piazza accanto all'abitazione del Coordinatore di zona, Everal Malinth, una costruzione "a doppia altezza"che ricordava un po', su scala leggermente ridotta, certi municipi di campagna della mia Boemia, lontana 276 anni-luce.
  O forse ero io che volevo ricordare. Ma per vedere, sia pure come una stel-lina gialla non particolarmente brillante, il Sole che in quel momento (sulla Terra era aprile) illuminava il mio Paese, dai Tatra alle guglie ed ai palazzi dorati di Praga, occorreva pretendere dai computer le coordinate e servirsi, quanto meno, di uno dei telescopi ausiliari della Chimaera.
 Della nostra nave avrò certo occasione di parlare anche in qualche altra cronaca. In questo viaggio ci aveva condotto già su quattordici pianeti di di-versi sistemi. Ora eravamo da qualche settimana presso Aliban, il quarto corpo di una qualche importanza in ordine di distanza (126 milioni di chilo-metri) da Vila, una "nana" giallo-arancio di tipo G 6, un po' più piccola del nostro Sole.
  Non avevamo avuto particolari motivi di preoccupazione e neppure la cen-tesima parte delle disavventure politiche, diplomatiche, ecologiche... che a-vevamo incontrato su qualche altro pianeta e che prima o poi dovrò deci-dermi a narrare... in parte ed in sintesi, s'intende, altrimenti andrei avanti per secoli.
  Ora però devo ricordare che su Aliban, a 62 gradi di latitudine, il clima, già in "autunno" è rigidissimo. L'asse del pianeta è inclinato di circa 32 gradi ri-spetto alla perpendicolare del suo piano di rotazione intorno a Vila  e quindi i circoli polari si trovano ovviamente a soli 58 gradi dall'equatore. Inoltre l'anno è di qualche settimana più corto del nostro e quindi si fa presto a pas-sare dalla tuta leggera alla necessità del mantello di pelliccia termica.
  - Un posto adatto per quelle specie di orsacchiotti di peluche - diceva Weber, l'astrofisico che era con noi sull'Ulixes, riferendosi agli abitanti di Mouthe che, come tutti gli Alibaniani, erano naturalmente coperti da una fit-ta peluria dorata simile alle piume di certi uccelli molto giovani. Ma gli "anatroccoli"(come si diceva, anche, qualche volta) avevano un aspetto ed uno stile elegante, con le loro figure slanciate, i grandi occhi di color verde smeraldo, o azzurro intenso o di un nero assoluto e tuttavia brillante, sempre molto espressivi e vivaci, e le capigliature ondulate dai riflessi iridescenti.
  Il fatto che sul villaggio cadessero già la prime forti nevicate significava che la stagione non concedeva dilazioni speciali per nessuno  in quel periodo in cui, anche quando la biondo-dorata Vila appariva nel corso di qualche schia-rita, descriveva evidentemente archi sempre più stretti dall'alba al tramonto dei pallidi giorni di Aliban.
  

  Nessuno di noi era mai stato su Aliban prima d'ora e le nostre conoscenze degli usi e costumi, come si dice, dei popoli che l'abitavano erano piuttosto sommarie, anche se nel corso di qualche settimana la Chimaera, preparan-dosi all'arrivo, aveva stabilito un contatto radio continuo. Nonostante le dif-ficoltà linguistiche, eravamo riusciti in sostanza ad intenderci su vari argo-menti.
  Dovevamo sempre trovare qualcosa su diversi pianeti: informazioni gene-rali, macchine, materiali grezzi o prodotti finiti per quanto possibile, compo-nenti per nuovi elaboratori, culture batteriche, metalli pesanti, resoconti di controversie politiche, piante, animali, veicoli, strumenti...

  Mentre la Chimaera rimaneva in orbita stazionaria, le navette e i due gran-di battelli, l'Ulixes e il gemello Diomedes, operavano all'occasione sia come traghetti orbitali, sia come mezzi aeri o al suolo per imbarcare e sbarcare in pratica qualsiasi cosa.
  Su Aliban, in relazione al programma di completamento dei sistemi di os-servazione dell'Unione Interplanetaria in tutte le frequenze, dovevano trova-re (tra l'altro) oro, alluminio, torio, mercurio,.
  Ma soprattutto interessava il tungsteno che gli Alibaniani potevano ricavare da rocce in giacimenti molto superficiali, messi in pratica allo scoperto dal-l'azione erosiva degli agenti atmosferici e soprattutto degli antichi ghiacciai: in pratica si trattava di scheelite e wolframite, ma la percentuale di tungsteno era assai più elevata di quella riscontrabile in media in rocce simili sulla Ter-ra e su molti altri pianeti.

  Non starò ad illustrare i motivi facilmente intuibili per i quali gli Alibaniani furono ben lieti di partecipare ad un programma che contribuiva in misura non trascurabile allo sviluppo delle loro conoscenze.
  Si diedero da fare per offrirci, insieme al resto, anche tutto il tungsteno di cui avevamo bisogno, nonostante le difficoltà della stagione.
  Purtroppo non potevamo scegliere anche la stagione adatta - e del resto dovevamo spesso lavorare alle più diverse latitudini - né rallentare l'esecu-zione dei programmi oltre certi limiti assai ristretti. E due tra le zone più ric-che di minerali di tungsteno erano nell'emisfero settentrionale dove era già autunno avanzato: quella più antica, ormai quasi esaurita, a Mouthe, a 62 gradi e quella nuova, ricchissima, a Selinthe, oltre 11 gradi più a nord, 1540 chilometri, corrispondendo un grado di latitudine alibaniana a circa 140 chi-lometri. Ma Selinthe non si trova sullo stesso meridiano e la sua distanza da Mouthe supera di poco i 1650 chilometri.
  In realtà il grande giacimento di Selinthe non era stato ancora mai utilizza-to, poiché non si erano presentate reali necessità di un'impennata nella pro-duzione. Con l'annuncio del nostro arrivo tutto era cambiato: prima che la Chimaera si collocasse nella sua orbita stazionaria, l'attività, iniziata con i caratteri della grande urgenza, era già a buon punto pur tra mille difficoltà ed i tecnici alibaniani si preparavano alle ultime fasi nel timore di un improv-viso peggioramento del clima. La necessità di produrre quanto più possibile al più presto non aveva neppure permesso la costruzione di una vera base permanente e gli alloggiamenti non offrivano garanzie di sicurezza contro il terribile inverno artico di Aliban.
  Tuttavia le squadre inviate a Selinthe - ci spiegò rapidamente il Coordina-tore Everal Malinth - erano rimaste al lavoro, mentre noi eravamo ancora sulla Chimaera, quindici giorni oltre la data in cui normalmente si sospende-va ogni attività anche a latitudini molto meno alte, per completare l'estrazio-ne del materiale che sarebbe poi stato arricchito in diversi stabilimenti con l'eliminazione del settanta per cento delle impurità e quindi ulteriormente se-lezionato prima di essere imbarcato sull'Ulixes che lo avrebbe portato ai la-boratori della Chimaera in orbita sopra Aliban.

  Ora i tecnici avevano quasi tutti lasciato Selinthe ed erano transitati a Mou-the dove avevano scaricato il materiale dai grandi elettrocingolati e se ne e-rano andati a casa per un più che meritato riposo. Alcuni erano talmente de-bilitati che avrebbero avuto bisogno di un bel po' di tempo per riprendersi. In qualche caso erano necessarie cure specifiche e accurati controlli medici.
  Solo una squadra di sette individui era rimasta per disattivare gli impianti (dei quali tuttavia ben poco si sarebbe salvato) e per portare gli ultimi due carichi mentre le scatenate correnti fredde avevano iniziato i loro furiosi ca-roselli.

  I due velocissimi elettrocingolati a turbina avrebbero dovuto essere già da quattro o cinque giorni a Mouthe, ma in realtà non si poteva neppure essere certi che avessero lasciato Selinthe, poiché la radio taceva da una settimana. Si captava solo, intermittente e piuttosto debole, il segnale del radiofaro del-la miniera, con l'aiuto della riflessione intensificata dalla Chimaera in orbita. Brutto segno.
  - Aspetteremo - disse Everal Malinth.
  - Ci sentiamo un po' colpevoli - dichiarai.
  - No, Ispettore, non devi scusarti - replicò Malinth -: abbiamo scelto noi di prolungare i tempi del lavoro. Del resto i nostri uopmini sanno come rego-larsi. non è la prima volta che la radio fa i capricci o che il segnale viene can-cellato dalle tempeste. Appena si avrà una schiaritasi faranno vivi o li ve-dremo arrivare. O... potremo andare a cercarli con i mezzi aerei che ora non possono assolutamente muoversi.
  Ma sapevamo che a Selinthe l'energia doveva essere agli sgoccioli, poiché erano state usate anche le scorte di emergenza per alimentare gli impianti per l'estrazione, la   cernita ed il carico del minerale.
  In pratica la squadra stava già presumibilmente facendo i conti con la pro-spettiva di altre lunghe settimane di isolamento... per non pensare al peggio. Anche le riserve alimentari non dovevano essere abbondanti, poiché si sape-va che il lavoro a Selinthe doveva terminare entro poco tempo e non si era-no accumulate derrate per una stazione ancora provvisoria i cui impianti sa-rebbero stati distrutti dall'inverno. E, prima per i normali ritmi di approvvi-gionamento, poi per la condizioni del tempo, da venti giorni non c'era stato nessun tipo di rifornimento.
  Andremo noi - dissi dando uno sguardo ai miei compagni. -Il nostro battel-lo, l'Ulixes, può raggiungere Selinthe in meno di un giorno (sì, terrestre o di Aliban: la differenza non è molta). Naturalmente neppure il nostro battello può volare come un aereo normale, con questo tempo, ma può navigare sul cuscino d'aria, anche sopra i terreni più aspri, anche a soli trenta centimetri dal suolo.
  - Sarà bene muoverci subito - intervenne Hugo, uno dei due piloti dell'Uli-xes interpretando il pensiero di tutti.
  Vi ringrazio: Là ci sono già sicuramente grosse tempeste - disse Malinth accennando verso nord - ed è probabile che i turbocingolati elettrici non possano muoversi.
  Poco dopo caricavamo le provviste sull'Ulixes.
  - State attenti, però, anche voi - raccomandò il Coordinatore -. Potrete tro-vare molti imprevisti.
    - Non dovremmo avere grossi problemi - risposi. - Saremo sempre in con-tatto su molte frequenze con la Chimaera e pro- babilmente con la vostra stazione di qui. Abbiamo anche due trasmettitori di emergenza.
 In realtà sapevamo che le comunicazioni radio tra Mouthe e l'Ulixes sareb-bero state ben presto difficilissime, se non impossibili.
  L'atmosfera di Aliban non è molto più densa di quella della Terra, ma la grande quantità di polvere (in gran parte, verosimilmente, di origine vulcani-ca) è molto maggiore, e questo spiega già in parte, forse, la difficoltà delle comunicazioni con trasmettitori non molto potenti. Inoltre dovemmo notare che non avevamo mai visto una precipitazione così fitta sulla Terra. Per di più sembrava che aumentasse continuamente. Questo poteva essere il colpo di grazia. Ma almeno i potentissimi strumenti della Chimaera
si sarebbero fatti sentire in qualunque condizione.
  - Speriamo piuttosto che i tuoi compagni - disse Karl, l'altro pilota non sia-no rimasti proprio "a secco".
  - Speriamo, ma, se così fosse, - rispose Malinth - dovrebbero fare per forza un bel sonno pesante, naturalmente.
  Non c'era molto da ridere, ma evidentemente il Coordinatore non voleva aver l'aria di essere troppo preoccupato, per non influire negativamente su di noi.
  Questo è quello che noi pensavamo, ma devo ricordare che era la nostra prima missione su Aliban e che la conoscenza reciproca tra noi ed i nostri ospiti era per vari aspetti davvero insufficiente.
  Tutti i pochi adulti di Mouthe erano sovraccarichi di lavoro e del resto il sistema di navigazione dell'Ulixes era talmente sicuro da permettere di ritro-vare un radiofaro in un oceano o anche "una lucciola in una foresta", come spesso si diceva.
  - Sapete che vorrei venire con voi - disse Malinth fissandoci con i profondi occhi neri che non riuscivano più a nascondere l'ansia per la sorte dei com-pagni.
  - Già - ribattè subito il biologo Arthur Burnes. - Così al
ritorno troveremmo Mouthe nel caos. Non preoccuparti: Anzi, sarà bene che qualcuno di noi resti qui a darti una mano.
  Decisi di lasciare a Mouthe lo stesso Burnes ed il più anziano esperto di controlli delle comunicazioni, Marcello Martini, detto "Nonno Antenna".
  Partimmo in sei: oltre a me c'erano i due piloti, Karl Schüler e Hugo Wind, l'astrofisico Johann Weber, la dottoressa Lidia Svoboda, mia compatriota, e l'ingegnere elettronico Julius Hand.

  Dopo un'ora di viaggio il vento sferzava l'Ulixes a 120 chilometri all'ora, ma le settecento tonnellate del battello rappresentavano già ottimi argomenti contro il timore di sbandate pericolose, mentre procedevamo a poche decine di centimetri o anche a due o tre metri dal suolo sul cuscino d'aria.
  Ma la sicurezza diveniva quasi assoluta con gli stabilizzatori automatici a detti, governati da un computer indipendente: Kalypso. Il nome ci era sem-brato molto adatto, visto che la famosa ninfa dell'Odissea era riuscita a tener fermo, e piuttosto lontano da casa, l'Eroe al cui nome il nostro battello si i-spirava.
  Ma in qualche modo eravamo stati troppo ottimisti.
  Dopo quattro ore di viaggio perdemmo il radiofaro di Selinthe su tutte le lunghezze d'onda.
  - C'era da aspettarselo - commentò Julius Hand quando il segnale era ormai assente da vari minuti.- Giungeva già molto debole.
  - Ci arriviamo comunque - assicurò Weber. - La rotta è definita con un de-cimo di secondo d'arco di approssimazione.
  Ma Kalypso non poteva mandare ordini ad una coppia di stabilizzatori in avaria. Questo no. E dalla decima ora di viaggio dovemmo procedere a ve-locità ridotta, talvolta al di sotto dei trenta all'ora, mentre la tempesta si fa-ceva più violenta e le visibilità era praticamente nulla. Non vedevamo che un un muro bianco davanti ai potenti fari frontali della nostra navicella e i rive-latori a onde potevano avvertirci di un ostacolo improvviso qualche decimo di secondo prima che ci venisse addosso.
  Dalla Chimaera ci diedero tutto l'aiuta possibile, ma naturalmente sulle a-sperità nascoste nella tremenda bufera non potevano trasmetterci che infor-mazioni generali.
  Non c'era neppure da meravigliarsi che da Mouthe non si ricevessero da varie ore segnali, in quelle condizioni.
  Ma perfino le comunicazioni con la Chimaera divenivano sempre più diffi-cili. Noi ricevevamo a tratti con chiarezza le trasmissioni ma loro qualche volta non ci rispondevano a tono. Evidentemente i nostri messaggi non giungevano sempre chiari poiché i nostri trasmettitori, per quanto potenti, erano enormemente più deboli di quelli della grande nave sopra di noi.

  Poi, dopo 32 ore dall'inizio del viaggio, uno sperone di roccia sulla sinistra aprì uno squarcio sul fianco del battello. Karl e Hugo avevano evitato all'ul-timo momento, per un soffio, l'urto frontale, ma il colpo fu comunque vio-lento. Ci fermammo. Isolammo il compartimento colpito per evitare di far invadere tutto il veicolo dall'atmosfera esterna a 45 gradi sotto zero. Insieme ad altri strumenti una delle bussole giroscopiche era stata schiacciata dai blocchi di ghiaccio che avevamo imbarcato.
  Weber si precipitò sulla dritta per controllare l'altra: la caduta di una barra di sostegno del rivestimento, causata dall'urto, l'aveva messa fuori combat-timento insieme ad un piccolo radar.
  Eravamo ancora ad oltre quattrocento chilometri da Selinthe ed a milledue-cento da Mouthe, da cui non ricevevamo ormai da tempo alcun segnale.

  Ora dovevamo procedere con le bussole magnetiche "di precisione". Ma conoscevamo i capricci e la debolezza del campo su Aliban.
  In quelle condizioni era come chiedere la strada in un posta sconosciuto, in una di quelle notti in cui la nebbia "si taglia con il coltello" ad un turista u-briaco.

  Inutile dilungarsi. ad un certo punto cominciammo a temere che non sa-remmo mai giunti a Selinthe.
  Era possibile ritornare a Mouthe ... forse, se si riusciva a riprendere magari un fruscìo della radio di Malinth dalla quale Nonno Antenna stava certamen-te sgolandosi per farsi sentire. Oppure potevamo  metterci in assetto vertica-le ed accendere il sistema di propulsione per il salto orbitale verso la Chima-era. In ambedue i casi la conseguenza era la condanna a morte delle  squadra alibaniana a Selinthe.
  Non potevamo, ovviamente, viaggiare in quella situazione come un aereo da turismo a qualche centinaio di chilometri all'ora. Con i getti del "cuscino d'aria" potevamo rimanere per qualche tempo anche a quote di parecchie de-cine di metri, ma la velocità orizzontale in tal caso decresceva fino ad annul-larsi perché dovevamo sottrarre energia ai getti di traslazione. Inoltre qua-lunque crisi di stabilità, a certe altezze, poteva preludere ad una tragedia. Ora, poi, con gli stabilizzatori in avaria e con quel vento, pensare di aprire anche di poco le ali per avere un minimo di portanza e "fare l'aereoplano" voleva dire essere ammaliati dalla prospettiva di una candida tomba tra i ghiacci boreali di Aliban. In realtà l'Ulixes doveva spesso strisciare quasi come una slitta per evitare di sbandare o di rovesciarsi.
  Ci fermammo altre volte per diversi guasti o per evitare altri incidenti nel corso dei giorni successivi. La durata del viaggio si dilatava enormemente rispetto alle previsioni e non se ne vedeva la fine.
  Eravamo destinati a concludere il nostro viaggio come l'Ulisse dell'Odissea, come il mitico Odysseus, appunto, che infine torna a casa e, sia pure a fatica, dopo scontri tremendi, si ristabilisce in patria?
  O forse la nostra sorte era quella dell'Ulisse di Dante?

  All'inizio del settimo giorno la tempesta si calmò rapidamente. Il vento a-veva superato per lunghi periodi i 170 chilometri all'ora, in qualche caso a-veva toccato i 200. Ma  in tre o quattro ore  calò decisamente mentre spaz-zava via le nubi da gran parte del cielo. Era notte fonda e riuscivamo a vede-re solo le stelle più brillanti, poiché l'atmosfera rimaneva tuttavia molto vela-ta.
  Dalla Chimaera ora ci sentivano bene. Ma da Mouthe neppure un sospiro. Il centro dell'uragano si era spostato verso sud e ci tagliava ancora fuori da ogni contatto con Everal Malinth e con i due nostri compagni che erano ri-masti con lui al villaggio.

  Allora sullo schermo del radar principale apparve per un momento il segna-le del radiofaro. Eravamo forse a trenta o quaranta chilometri dalla miniera di Selinthe. Ci sollevammo ad una quindicina di metri di quota sulla distesa ondulata per qualche minuto.
  Dopo un quarto d'ora il segnale apparve ancora, debolissimo.
  Non ci sentivamo ottimisti sulle condizioni in cui potevano trovarsi i tecnici alibaniani. Sapevamo che il radiofaro funzionava automaticamente e l
  Temevamo molto qualcosa di simile e la grande rarità dei segnali indicava forse un grave guasto, con forte perdita di energia e  l'apparecchio a rispar-miava al massimo l'energia residua. Da ventisette giorni a Selinthe non era arrivato  alcun rifornimento.
  Finalmente, dopo la lunga tenebra, vedemmo la luce di Vila dal lato  orien-tale del cielo, molto verso sud, naturalmente. Sarebbe durata poco, date la latitudine e la stagione. Ma intanto la massiccia torre metallica del radiofaro si delineò davanti a noi, benché bianca  sul bianco dello sfondo, mentre dalla Chimaera giungeva la conferma che eravamo giunti a destinazione.

  Inoltre il Diomedes, dopo un balzo suborbitale da quaranta gradi sud, a-vrebbe toccato il suolo entro pochi minuti in una zona relativamente calma a quattrocento chilometri da noi. In quatto o cinque ore, anche meno se il cli-ma continuava a migliorare, poteva essere in grado di raggiungerci.

  Scendemmo su una vasta depressione presso le baracche dalle coperture a cupola che dovevano permettere alla neve di scivolare, almeno in parte. Gli impianti di sollevamento, i cingolati e i grandi cumuli formati dai detriti delle escavazioni si potevano immaginare sotto il ghiaccio che impediva di vederli direttamente mentre ci nascondeva anche le aperture delle baracche.
  Lo strato bianco poteva essere alto in media tre o quattro metri: era quasi solo quello delle ultime tempeste, poiché in precedenza la base, finché era rimasta in piena efficienza, era stata tenuta sgombra per quanto possibile con i turbocingolati che avevano ammucchiato neve e ghiaccio, cosicché ora le costruzioni si trovavanoin una specie di cratere dalle pareti in dolce penden-za.
  Ci accorgemmo che in alcuni punti le cupole delle baracche avevano cedu-to sotto il peso della neve ed anche sulle pareti si notavano rotture in corri-spondenza, sembrava di capire, delle finestre investite per giorni da raffiche di vento che portava neve e granuli di ghiaccio anche a duecento all'ora.
  Temevamo molto qualcosa di simile, ed era accaduto.
  Ma gli Alibaniani potevano comunque essersi salvati in profonde buche scavate appositamente dentro le baracche sotto il pavimento con le macchine usate per estrarre il minerale, più che negli scavi stessi della miniera, troppo larghi e superficiali per costituire buoni ripari.
  Calandoci dai tetti sfondati o dalle finestre cominciammo ad ispezionare tutte le baracche. In effetti in tutte il pavimento si trovava già originariamen-te parecchio al di sotto del livello del suolo e la parte delle costruzioni che si trovava al di sopra era forse la minore, ma la temperatura degli angoli più caldi era sempre di almeno venti gradi sotto lo zero. Un saggio con la trivel-la mostrò che il terreno era gelato in profondità per diversi metri.
  

  Cercavamo affannosamente da due ore dentro le costruzioni e fuori, alla debole luce di Vila che già ci stava abbandonando alla notte boreale, quando si sentì la voce di Karl che pochi metri davanti a noi si era attardato ad ispe-zionare una sezione di una baracca dentro la quale si era introdotto aprendo un varco nella parete ghiacciata.
  - Venite qui! Hugo, Dottoressa Svoboda, Ispettore!
  Entrammo. Alla luce delle torce elettriche delle tute termiche riuscimmo appena ad intravedere Karl che aveva trovato, sul pavimento di quella sezio-ne della baracca, la copertura di una grossa botola e tentava di sollevarne il pesante coperchio metallico.
  Julius Hand venne insieme  agli altri ed accese la potente fotoelettrica illu-minando a giorno l'ambiente: Sul coperchio c'erano delle scritte di vernice che non era facile decifrare su due piedi, ma anche uno schizzo che rappre-sentava sette forme dall'aria "umana": i sette tecnici di Aliban, certamente!
  Aiutammo Karl a sollevare il coperchio e le assi di legno che stavano sotto.
  Scendemmo lungo una ripida rampa che conduceva ad una grotta scavata profondamente nella roccia e sbucammo in una stanza circolare di circa quattro metri di diametro. Il soffitto era un'alta cupola.
  Vedemmo prima un tavolo ed alcune sedie al centro. Lungo tutta la parete notammo poi delle nicchie, sette, in ognuna delle quali si trovava disteso un corpo avvolto nella tuta pesante che lasciava vedere solo le palpebre chiuse e uno stretto margine della fronte e delle tempie ricoperte dalla peluria dora-ta che si confondeva con qualche ciocca iridescente delle chioma.
  Rimanemmo fermi, muti volgendo lo sguardo intorno.
  I nostri buoni amici che ora vedevamo per la prima volta erano morti. Per noi.

  E  per colpa nostra. - disse Hugo in un gemito che sembrò un grido lace-rante.
  Lidia Svoboda, allora, si accostò ad uno dei corpi nella sua nicchia, gli toc-cò la fronte.
  Si tolse il cappuccio termico e noi la imitammo. Non sentivamo più il fred-do né la stanchezza, del resto.
  Poi la dottoressa scostò a fatica un guanto dell'alibaniano. Sentì il polso, a lungo. Si volse verso di noi coprendosi il volto con le mani.
  Per il progresso della scienza! - disse Weber serrando i pugni.
  - Per la nostra dannata fretta! - disse Karl.
  LIdia infilò le mani attraverso l'allacciatura di uno stivale che era riuscita ad allentare. Ricordava l'arteria della caviglia, che aveva sentito ad altri aliba-niani poco prima del nostro arrivo a Mouthe.
  Nulla, nulla! - disse -  Per quanto ne so io questi possono essere morti da quattro giorni.
  Sentì la fronte di altri corpi. - Sono... freddi. quasi alla temperatura della stanza... quasi.
  Per noi, per colpa nostra - ripeté Hugo -. Siamo noi i colpevoli, i loro ami-ci " spelacchiati". Ricordi, Karl, come ci rispondevano, quando li prendeva-mo in giro? Questi, ormai, non ci diranno più nulla, poveri anatroccoli!
  C'era l'ordine e la pace di una tomba di antichi eroi. Non era sinistra, ma in-finitamente triste, questo sì.
  La luce della  grande fotoelettrica manovrata da Juluis Hand tremò.
  - C'è in giro ancora del cibo. Delle scatole intere - disse Julius. - Perfino  delle riserve di carburante, guardate. E quei termofori chimici: potrebbero essere ancora in grado di funzionare, addirittura... E' strano.
  Non tanto, Julius - intervenne Weber. -  Sapevano di essere agli sgoccioli e allora...
  -Allora cosa?... Che vuoi dire? - fece Hugo. - Poi guardò me che ero rima-sto in silenzio da quando eravamo entrati.
  - Weber pensa - dichiarai - che i nostri amici si siano uccisi... si siano lasciati morire.
  Johann Weber fece un cenno affermativo.
  - E' possibile - disse. -   Sapevano di dover rimanere qui in queste condi-zioni fino alla prossima primavera. Qualche scatola di alimenti e due conteni-tori di carburante avrebbero solo prolungato il tormento.
  Già. Questo spiegava anche il motivo per cui si erano "messi in ordine". Forse era nel loro stile. Che cosa sapevamo noi, sbarcati dalla nostra nave da pochi giorni, della  loro mentalità, del loro atteggiamento di fronte al perico-lo ed alla sofferenza? In questo poco tempo avevamo parlato quasi solo di "affari". Non avevamo neppure un'idea della loro fisiologia, altro che menta-lità e carattere! Chi poteva dire come si comportava uno di Aliban di fronte alla morte? Evidentemente qualcuno di loro si comportava proprio così. Li-dia continuava a girare  lungo la parete e guardava uno per uno i corpi diste-si nelle nicchie.
  - Però... potevano sperare in una spedizione di soccorso - osservò Julius Hand facendosi aiutare ad appoggiare la pesante fotoelettrica sul tavolo.- Sapevano che dalla Chimaera poteva venire qualche aiuto e magari, nel cor-so di una schiarita, come quella che poi si è verificata...

  - Ma che sapevano loro della Chimaera? - ribattè Karl - Sapevano solo che era lassù con settecento terrestri, i loro "nuovi amici" di cui non avevano mai visto le facce spelacchiate. Che poteva fare la Chimaera per loro?
  - E' così - soggiunse Hugo. - Questi sette suicidi ci fanno sentire sette volte omicidi. Non potevano più sperare, i nostri orsacchiotti.
  Un fulmine: una di quelle idee assurde (e stupide, anche) come "se avessi le ali" o "se potessi leggere nel pensiero".
  Lidia! Sei sicura di aver sentito bene il polso? Sei sicura...
  - Alexander! - mi interruppe Weber guardandomi severo - Non devi met-terti a delirare. Sta zitto, Alexander. Calmati.
  No. No, Johannes. Un momento. - Guardai gli altri. - Datemi un momento. Cinque minuti.
  Sul viso di Lidia passò per un attimo una luce. Parla, Alexander - disse. - Parla.
  - E va bene - fece Julius senza entusiasmo, pensando evidentemente che dare sfogo a qualche idea folle avrebbe giovato ai miei nervi sconvolti.
  Respirai a lungo.
  No - dissi. - Fate come se non ci fossi, per qualche minuto. Per favore.
  Lidia fece cenno ad altri di assecondarmi. Mi accostai ad uno dei corpi, quello di fronte all'ingresso della sala. Presi il polso. Poi, volgendo le spalle ai miei compagni, con la voce più distaccata che riuscii a trovare, cominciai a parlare lentamente.
  - Non è la prima volta che si sente dire che certi animali... certi esseri vi-venti... in condizioni particolarmente sfavorevoli... adottano un sistema di sopravvivenza particolarmente efficace, riducendo il consumo di energia at-traverso un drastico rallentamento dei processi vitali di base... del metaboli-smo... E cosa sappiamo noi di questi "orsacchiotti"? Già: la parola mi ha i-spirato quando l'ho sentita ripetere da Hugo... No, ancora un momento. - Continuai:
  - Julius: la temperatura di questa stanza è forse di un grado o due sopra lo zero. Siamo tutti senza cappuccio termico e... possiamo rendercene conto. Quasi tutti ci siamo tolti i guanti, quasi senza accorgercene - e questo corpo, come quello dei suoi simili, è ancora meno freddo dell'aria della camera: tre, quattro, cinque gradi? Forse...
  Sempre tenendo il polso del mio amico inerte mi volsi a guardare i compa-gni.  Mi accorsi che la dottoressa aveva già preso il braccio sinistro dell'ali-baniano accanto. Weber e gli altri si avvicinarono a loro volta ai corpi che giacevano nelle nicchie.

  _ Silenzio ! - disse Lidia. Intendeva dire che il silenzio doveva continuare.
  Passò un'eternità.
  Il braccio non era così rigido come poteva sembrare: l'impressione dipen-deva almeno in parte dalla pesante tuta.
  - Sì . disse la dottoressa. - Si!... E' debolissimo. Ma... batte!
  Era davvero debolissimo, ma poi riuscimmo a sentirlo anche noi su tutti e sette i corpi che si trovavano nelle nicchie lungo la parete della stanza circo-lare: una volta ogni 70-80 secondi il cuore pulsava ed il polso ( o la caviglia o la tempia o altri punti) rivelavano con un leggero rigonfiamento che dura-va un paio di secondi il passaggio di sangue nelle arterie.

  Prevedendo altre settimane o forse altri mesi di isolamento nel deserto ghiacciato - come fanno in circostanze simili sulla Terra gli orsi, gli scoiattoli (o talvolta, a modo loro, i rondoni), mentre gli uomini ed altri animali non ne sono capaci - i nostri amici avevano rallentato il loro ritmo di vita fino ad uno stato di torpore tanto profondo da apparire simile alla morte, in attesa di tempi migliori.
  Un carattere per qualche aspetto un po' primitivo forse, ma in certe situa-zioni estremamente efficace, per Bacco!

  La conferma della correttezza della nostra ipotesi venne poco dopo la let-tura (anche se con qualche difficoltà linguistica) di una registrazione che tro-vammo su uno scaffale. La risentimmo non so quante volte: entro tre giorni i nostri amici si sarebbero risvegliati per saggiare le condizioni dell'ambiente e ritornare nuovamente in stato di torpore, se necessario. Ma non sarebbe sta-to necessario.
  Dall'interno della stanza sotterranea non potevano mandare né ricevere se-gnali.
    Julius . dissi appena uscimmo - trasmetti per favore alla Chimaera e al Diomedes (appena potremo lo diremo anche a Malinth ed agli altri) che i tecnici alibaniani rimasti a Selinthe stanno bene. Dormono. Ed hanno proprio il sonno pesante.
-Racconto pubblicato dalla Perseo Libri-

Farabutti Terrànian opus 17 n. 1
    - Così è bene, in fondo, che io sia venuto con te in questo viaggio - diceva l'anziano Nor Laiz al figlio Leen, primo nocchiero della Rantz Seconda -: non ci sono alcune delle affascinanti incognite della prima esplorazione a distanza. Ma comunque non credo che sulla Rantz Prima mi sarei trovato troppo male.

  - Certo, buon padre - rispondeva Leen -, me l'hai ben spiegato.

  - Anche troppo, Leen? ...

  - No. Voglio dire che ho capito bene. Ma in fondo anche io sarei partito volentieri con la prima Rantz ... Ero altrove, a fare un buon lavoro per il nostro beneamato Consiglio Interplanetario. E di Earth, o Terra (o Heliugea, come dicono i raffinati) non c'era la più pallida idea neppure nell'anticamera dei nostri buoni cervelli.

  - Intendiamoci, Leen, così è meglio, in fondo. Tutte le videofoniche che stiamo ripassando non ci toglieranno certamente le occasioni di sorpresa. Arrivare su Erde, conoscere direttamente i Terranian sarà ben altra cosa.

 - In un certo senso, babbo, lo spettacolo è preannunciato, ma esserci sarà indubbiamente ben altra cosa. La Rantz Prima è passata a quattordicimila Irseitan... (Seit più, Seit meno) dalla Terra, l'unico pianeta del Sole Helios che le abbia mandato segnali di risposta intelligente. Ha preso accordi per l'installazione sulla Terra, a cura dei Terranian stessi, di un trasmettitore compatto a lunghissima penetrasione per una nostra successiva visita diretta che finalmente sta diventando realtà. Noi ... saremo comunque i primi Theinian a toccare il suolo di Erde, la Terra!

  L'Avvisatore della Rantz comunicava intanto i tempi del viaggio ormai alle soglie della decelerazione.

  Leen Laitz vide con tutti i suoi compagni di viaggio che la Stella era ormai al centro del video nella Sala di navigazione. Il Sole. Helios.

  I quattrocento passeggeri di Thein (diplomatici, scienziati, navigatori, operai, esperti di telecomunicazioni, militari della scorta) si preparavano al primo incontro con gli amici Terranian, dopo che la prima Rantz, attraverso contatti sulle elettromagnetiche aveva stabilito, sia pure in linea di massima, una solida base di rapporti tra i due pianeti, distanti oltre 400 anni-luce, circa 340  corrispondenti Unità Elettromagnetiche theinian. Una distanza rispettabile, ma alla portata di un "gioiello" come la Rantz Seconda, senza alcun particolare rischio, e non enorme in termini di tempo, tenendo conto della contrazione del tempo stesso a velocità quasi sempre prossime a quella delle elettromagnetiche. La Compensazione Equivalente dei campi gravitazionali permetteva poi di evitare che, stabiliti i primi contatti a distanza sulle elettromagnetiche, l'incontro diretto avvenisse 128 o 256 generazioni dopo.

  Pur senza raggiungerla, la Rantz Prima aveva dunque inviato alla Terra l'attestazione sicura dell'amicizia di tutti i popoli di Thein, ed aveva tra l'altro ricevuto l'assicurazione che i Terranian stessi avrebbero provveduto all'installazione di un trasmettitore iperpenetrante per guidare le fasi finali di un prossimo incontro diretto.

  Ciò si era reso possibile attraverso le comunicazioni stabilite in un momento successivo ad una decelerazione, a quattordici mila Irseitan di distanza, quando tuttavia la Rantz Prima stava ritornando verso Thein nel corso di un programma che non poteva ammettere lunghe dilazioni.

  L'entusiasmo per la scoperta era stato superiore al disappunto per la necessità di interrompere le comunicazioni, quando la Rantz Prima si preparava ad accelerare fino a raggiungere rapidamente una velocità vicinissima a quella della luce che avrebbe mantenuto per la maggior parte del viaggio, esclusi i periodi di decelerazione e le soste per alcuni viaggi esplorativi su diversi pianeti confederati.

  Ora, dopo circa sette anni (poco più di otto anni terranian) se a Terra era stato veramente realizzato il trasmettitore, i cittadini theinian della Rantz Seconda potevano considerare imminente l'arrivo delle prime immagini sugli schermi fonovisori, subito dopo la necessaria decelerazione della nave.

  Il comandante Rainitz aveva chiesto a Leen di riunire nella Sala di Navigazione tutti coloro che non avessero funzioni indispensabili al governo della nave in quel momento, in attesa delle comunicazioni dalla Terra. In seguito i trasmettitori di bordo della Rantz, quando la minore distanza dal pianeta lo avrebbe permesso, si sarebbero rivolti agli interlocutori terranian. Anche se in teoria era possibile tentare di trasmettere molto prima, c'era il rischio di un eccessivo dispendio di energia ed era senza dubbio preferibile attendere di captare prima le comunicazioni terranian che, per quanto se ne sapeva, potevano addirittura essere già in corso in attesa di essere captate dopo il secondo livello di decelerazione.

  Uno dei terminali del fonovisore era nella Sala comando in cui si trovavano, con il comandante Rainitz, Leen Laitz, suo padre Nor, la responsabile dei Gruppi di Telecomunicazione,  Alhine Freitz e Mire Seltzin, esperta dei propulsori. Accanto a terminali fonovisori simili si trovavano alcuni addetti ai servizi essenziali di controllo che non si lasciavano mai, per scrupolo, affidati ai sistemi puramente automatici.

  Intanto per l'ennesima volta ritornavano alla mente dei passeggeri e divenivano oggetto di chiacchierate le note caratteristiche della Terra e dei suoi abitanti, come risultavano dai comunicati passati dalla Rantz Prima alla sua più giovane sorella.

  Si ricordava tra l'altro la notevole evoluzione tecnologica, sociale e politica della Terra nelle ultime dodici-sedici generazioni, la grande  attenzione dei governanti terranian alla libertà individuale. Ma ogni terrian si sentiva tanto più libero quanto più la libertà dei suoi simili era garantita.

  Il formidabile ritmo di progresso scientifico e culturale aveva condotto in poche generazioni la Terra a raggiungere, almeno in alcuni importanti settori, un livello quasi paragonabile - con un po' di buona volontà - a quello caratteristico di Thein al tempo dei bisnonni. Ciò grazie anche alla grande cooperazione che  le razze, le nazioni ed i Länder erano riusciti a stabilire dopo aver tuttavia rischiato più volte di distruggersi in una guerra generale.

  Non tutto nel passato terrian era ammirevole. Il giovane Lierth, viceambasciatore, ricordava ad esempio il detto "vecchio" ormai di sette anni: "Il Terrian ha cinque dita anziché quattro per ogni mano perché con dieci dita si arraffa meglio che con otto". Quanto al naso stretto l'operaia Leine Krietz sussurrava: "Si tratta con sicura evidenza di un tentativo che i Terranian hanno operato - con un successo soltanto parziale - per abolirlo completamente, onde evitare il tremendo puzzo dei rifiuti e dei gas velenosi che ammorbavano l'atmosfera della Terra fino a poco fa".

  Il comandante Miblor Rainitz comunicò finalmente che iniziava la decelerazione. La Rantz Seconda scendeva ora, dalla velocità quasi pari alle elettromagnetiche, alla "media interstellare" di 4 Irseitan-Wetz dalla quale sarebbe passata ai 275 Seitan-Wetz  ancora in traiettoria iperbolica helian per modificare subito anche quest'orbita con un'ulteriore rapida decelerazione e porsi in grado di raggiungere senza problemi la Terra.

  Il grande fonovisore della Sala di Navigazione  e tutti gli altri schermi terminali si illuminarono di un grigio sempre più vivo e chiaro fino ad assumere una trasparenza bianco-perlacea che appariva di immensa profondità, anche se nessun particolare dava il senso della misura.

  Davanti al fonovisore della Sala Comando ci fu il tempo per un breve commento di  Nor Laitz: " Per ora i Terranian sanno essere più delicati e noiosi dei nostri artisti del fonovideo!"

  Ma intanto  lo schermo si era fatto nero come lo spazio interstellare. E improvvisamente vi apparve un muso enorme, rugoso e ricoperto di di scure scaglie cornee. Due occhi gialli senza espressione si rivelavano quando le pesanti palpebre si sollevavano di scatto. La bocca, un'oscura voragine segnata da una doppia fila di bianche zanne acuminate, mostrava a tratti la lingua acuta e mobile presso l'oscuro tunnel della gola.

  Il quadro si allargò  su una bestia orrenda: eretta sulle massicce zampe posteriori e sulla coda possente, protendendo gli arti anteriori ed il grosso collo sormontato dalla testa gigantesca, la bestia raggiunse - come si poté vedere mentre il campo sullo schermo si allargava ancora - un animale a lei vagamente simile, anche se di dimensioni minori e con un tremendo morso al collo lo abbatté e cominciò a sbranarlo aiutandosi con le zampe anteriori meno massicce di quelle su cui si reggeva, ma tuttavia armate di poderosi artigli.

  Lampi violacei illuminavano a tratti il corpo dilaniato della vittima e quello del predatore mentre sangue e brandelli di tessuti passavano davanti agli spettatori muti di fronte agli schermi.

  - Fermi! - squillò la voce del comandante Rainitz - I commissari di navigazione controllino ogni movimento sulla nave e nessuno degli addetti ai controlli abbandoni il suo posto! Sono il comandante Miblor Rainitz: L'ordine non  ammette assolutamente eccezioni. C'è un disguido nei ricevitori. Ripareremo il guasto qui dalla Sala Comando e vi terremo informati.

  Immediatamente, dopo un cenno d'intesa con il comandante, che aveva preso a parlare con il vice in una fonolinea, Alhine Freitz interrompeva la diffusione  delle immagini su tutti gli schermi, lasciando attivo solo quello della Sala Comando.

  Il quadro si spostava gradualmente in una oscena carrellata. Altri rettili disgustosi si muovevano in ogni direzione. Alcuni si calpestavano fuggendo, altri si fermavano improvvisamente, qualcuno rivolgendo casualmente sguardi vuoti e ciecamente feroci nella direzione degli spettatori. Immondi volatili con larghe ali membranose passarono ad un tratto sulla scena planando pesantemente sopra alcune sporgenze rocciose presso la riva di un acquitrino. All'orizzonte, da una remota catena di monti, livide masse di polveri si sollevavano invadendo progressivamente il cielo.

 - Il vicecomandante Gartin - disse Rainitz - mi  assicura che tutta la nave è sotto il controllo dei commissarî.

  Ma aggiunse che l'agitazione  era notevole, anche se i passeggeri davano prova di grande autocontrollo. Intanto sui loro schermi passavano le immagini della Sala Comando che mostravano tutto tranne lo schermo in essa sempre attivo che continuava a ricevere le pazzesche comunicazioni provenienti dal grande trasmettitore della Terra.

  Cosa era successo? Perché questa orgia di orrore sullo schermo?

  Onde smisurate si scagliavano ora contro una costa rocciosa e la travolgevano superando poi le colline più all'interno e lasciavano, ritirandosi, un ammasso di rilievi devastati e distese fangose dove prima crescevano maestose foreste.

  Era questo, dunque, il bel pianeta Terra, unito nella Confederazione delle sue nazioni, pronto ad associarsi alla Grande Comunità Planetaria di cui Thein era uno dei membri più autorevoli?

  E perché dal fonovisore nessuno parlava?

  - Alhine, - chiese Miblor Rainitz - è certo che la trasmissione proviene proprio da Terra?

  - Senza neppure un'ombra di dubbio, comandante.

  Ma allora chi aveva costruito il trasmettitore? Certamente non quelle bestie! Forse c'era stata un'invasione di mostri che aveva spazzato via i buoni Terranian dopo che essi avevano costruito il grande mezzo di comunicazione ... Ridicolo! ... Neppure nelle storie più cretine! ... a questo punto si poteva ricorrere anche alla trasmissione telepatica ... tanto per dire... ed a simili penose  idiozie.

  Per quanto le panoramiche si allargassero talvolta su vastissimi spazi, non c'era traccia, neppure la più tenue e indiretta, della splendida Civiltà terrian. E secondo i "suggestivi e rigorosissimi" documenti teletrasmessi dalla sorella Rantz Prima, non c'era quasi angolo della Terra che non dovesse presentarne tracce assolutamente evidenti.

  Ma non c'era un campo coltivato, una barca, un ponte, un argine, due pietre squadrate e messe l'una sull'altra. Non un mezzo aereo, sia pur primitivo (altro che navi interplanetarie!), non una macchina a pedali, un attrezzo di metallo, un legno intagliato: nulla, nulla di nulla!

  E la trasmissione giungeva ora, nel tempo stabilito e direttamente dalla Terra. Anche questo "senza neppure un'ombra di dubbio, comandante."

  - Traditori... Ma come è possibile? - diceva Rainitz graffiandosi senza avvedersene la fronte con le quattro unghie della sinistra - Quelli della Rantz Prima ci hanno ingannato?

  - E' possibile, Miblor - intervenne Nor Laitz. - Chi ci assicura che quelli della Rantz Prima non abbiano installato essi stessi il trasmettitore?

  Infatti era possibile. Anche se non direttamente. Ma l'incarico poteva essere stato affidato a complici molto vicini, in quella zona ancora solo parzialmente ed indirettamente conosciuta. Così la Rantz Seconda, invece dei civili Terranian desiderosi di apprendere dai loro nuovi amici di più antica cultura, avrebbe trovato la voragine di un mondo ottusamente violento, ciecamente distruttore. E su Thein gli avversari dell'estensione delle conoscenze attraverso la navigazione senza frontiere avrebbero potuto disporre di un ulteriore formidabile strumento di propaganda: il disastro della seconda Rantz, la più splendida gemma dell'astronautica interstellare theinian. L'equipaggio della prima Rantz aveva dovuto evidentemente realizzare i piani dei traditori nemici del progresso e dell'amicizia tra i popoli che non avevano esitato, per portare a compimento il loro disegno, neppure di fronte all'assassinio di quattrocento fratelli theinian! La civiltà di Erde era una menzogna!

  Lo schermo si oscurò di nuovo come una rarissima notte senza neppure una luna.

  Poi altri mostri, altre lotte selvagge. Poi un mare di fuoco, una montagna che esplodeva in un globo di fiamme riversando su animali e piante valanghe incandescenti tra nuvole rigonfie di ceneri e fumo, mentre i Theinian cercavano ancora una via d'uscita, una soluzione che in quelle condizioni non poteva esistere.

  - Ci hanno teso una trappola mortale! - mormorava tra la rabbia ed il terrore Mire Seitzin - Entro sedici nitzèn saremo sulla superficie del pianeta, tra quelle bestie pazze. Quanto potremo resistere sulla nave al loro assedio? O saremo distrutti prima da fuoco, acqua, uragani di polvere? E' lì il porto magnificamente attrezzato su cui la Rantz Seconda dovrebbe posarsi in un "normalissimo" arrivo automatico, per sostare "solo per quattro-otto alnitzèn" e proseguire sicura la gloriosa missione?

  Il comandante Rainitz cercava ora di controllarsi mentre rigirava nella mente l'idea di allontanare in qualche modo dai suoi compagni di viaggio gli artigli della disperazione. Salì deciso sul podio di comando.

  -Leen!... I correttori - disse pur sapendo di parlare in termini assurdi -... i correttori automatici di orbita? il procedimento manuale?

  - Automatici, Rainitz - rispose Leen -. E il procedimento manuale è escluso. Era possibile fino a pochi istanti fa, appena un momento prima ... dell'arrivo delle prime immagini da Terra. Ora no. Lo sappiamo. Datheinian im ... o, piu propriamente, daterrian im ... atterreremo, andremo sulla Terra.

  Una follia! Il prezzo di questa corsa cieca! - protestò Nor Laitz - e' un'eternità che diciamo che almeno dai 12 alseitan-wetz (non parlo di irseitàn, non pretendo tanto) fino a velocità nulla anche le interstellari, come le interplanetarie più piccole, devono essere dotate - costi quel che deve costare! - di un sistema di emergenza per l'allargamento rapido della traiettoria programmata: Io sono invecchiato predicando su questo punto. E non sono bastati i disastri di otto o dodici viaggi perché i nostri alti governanti arrivassero a capire!

  - Prima o poi saranno costretti a provvedere,- commentò Mire con la voce velata da un profondo sospiro - ma noi, intanto, siamo qui.

  Sullo schermo, intanto, una distesa di ghiaccio abbagliante, tempeste di neve e goffi animali dalle folte pellicce, dal muso sporgente, crudele nell'atto  ripetuto di digrignare i denti e nello sguardo che a tratti si fissava sulla preda che sembrava essere "al di qua" dello schermo.

  E ancora buio assoluto per lunghissimi istanti.

  "Prima o poi! Sempre la stessa musica! - riprese ancora Nor interrompendo il silenzio di fronte allo schermo nero. - Quanti disastri saranno ancora necessari?

  Alhine Freitz, che era rimasta seduta per un po' senza parlare, scattò in piedi.

  - Hai detto musica?  Sentite! La musica che ora comincia a venire dal fonovisore corrisponde alle registrazioni della Rantz Prima: le ho studiate bene!

  - E' vero - disse Leen -, almeno su questo punto  i "colleghi" che ci hanno preceduto non mentivano.

  - Che siamo destinati ad andare a farci sbranare da quei mostri sull'onda di questa musica pregevole - osservò cupo Nor - non migliora la nostra situazione.

  Il comandante Rainitz intanto aveva attivato il contatto con tutti gli impianti delle armi e le sue disposizioni sulle  fonolinee riservate avevano subito raggiunto tutti i settori interessati. A quel punto era estremamente difficile che i tecnici che controllavano le armi credessero ancora (se mai ci avevano creduto) al banale incidente di trasmissione, ad una vecchia registrazione, ad un fonovideo d'archivio passato per caso sugli schermi che ora mostravano le immagini della Sala Comando dalla quale  si voleva far apparire tutto normale e sotto controllo.

  - Le difese sono attivate - annunciò  Rainitz ai  compagni nella sala. - Siamo pronti a rispondere ad eventuali attacchi con tutte le armi.

  Armi! Non era con le armi che si era sperato di condurre nuovi e diretti rapporti con i civili e raffinati Terranian. Ma, al di là di questo, come aveva potuto l'equipaggio della Rantz Prima inviare una sterminata massa di informazioni tanto coerenti, suggestive, affascinanti e al tempo stesso completamente false? Come aveva potuto dipingere con tanta ricchezza di dettagli, senza contraddizioni apparenti il quadro di una cultura che aveva faticosamente superato i contrasti nazionali, razziali, economici in vista del bene generale di tutti i popoli del "pianeta azzurro", Erde, Heliugea, Earth?... E tanti altri erano i nomi ricordati tra i quali Terra, il nome trasmesso da un'antica lingua ora usata in certi casi nella terminologia scientifica terrian internazionale. Una bella veste filologica, anche nella storia del nome, quella usata dai traditori della Rantz Prima, insieme ad altre frottole! Miblor Rainitz ed i suoi compagni avevano avuto tempo di imparare a masticare discretamente due o tre lingue terranian e si erano esercitati fino a poco prima, nei momenti liberi, anche se sapevano che i loro amici di Terra avevano già buoni interpreti che avrebbero parlato agevolmente in theinian standard. Ma si trattava di mostrare la dovuta cortesia, presentando ai nuovi amici qualche bella battuta in un linguaggio ad essi familiare. Tutte frottole inventate e trasmesse  da chi controllava la prima Rantz, per nascondere l'orrore del caos selvaggio cui la seconda andava ormai incontro senza scampo!

  E quelli che controllavano la Rantz Prima erano ormai forse a breve distanza da Thein, nel loro viaggio quasi alla velocità della luce, dopo un ampio giro di "ispezione" (ispettori affidabili, davvero!) e dopo aver probabilmente procurato un “fatale incidente” ai membri dell'equipaggio che non avevano appoggiato i loro piani criminali. E prima  che su Thein si potesse  sapere almeno una parte della verità, la Rantz Seconda non poteva che essere considerata "misteriosamente dispersa" e le più infami menzogne, sotto forma di "ipotesi sensate" si potevano raccontare per tentare  una  spiegazione dell'oscura tragedia. Intanto i nemici delle folli avventure spaziali avrebbero conseguito un vantaggio importante, forse decisivo, ed i programmi di ulteriore espansione dei contatti tra i popoli lontani sarebbero stati duramente segnati dal disastro che coinvolgeva la più perfetta delle interstellari di Thein e faceva impallidire i precedenti insuccessi.

  In seguito il crimine sarebbe stato forse rivelato in modo inequivocabile. Ma i responsabili si sarebbero trovati ormai al sicuro e certo non "in povertà" su qualche pianeta abbastanza lontano, all'ombra di un qualche governo tradizionalista non disposto a consegnare i suoi ospiti ai magistrati theinian.

  E tanti saluti, chissà per quanto tempo, al superamento del vasto braccio della spirale, al viaggio ai limiti del Sistema Stellare stesso, al Grande Balzo successivo verso il Grande Fratello Vicino che si intravedeva pallido nelle notti serene e brillava rivelando innumerevoli stelle  sugli schermi dei potenti strumenti degli astronomi e nel pensiero di ogni theinian libero da gretti timori e angusti pregiudizi.

  E ora, per quattrocento viaggiatori di Thein, c'era una stazione di arrivo ben diversa da quella  prevista e sognata. L'ultima.

  - Ma la musica! Sentite? - riprese Alhine  con una luce di incredibile speranza nello sguardo fissato sui compagni - E' proprio quella  delle registrazioni della prima Rantz! La comunicazione viene da Terra. E' certo. Ma è certo che non sono quei mostri a trasmetterla!...

  Non dovette aggiungere altro. Dal fonovisore una voce in theinian intercontinentale standard, a tratti un po' aulica e leggermente stentata, era emersa improvvisamente mentre la musica passava in sottofondo.

"Riprendiamo dunque il nostro discorso. Naturalmente è nelle speranze e  nei desideri nostri che i graditi visitatori della novella Rantz possano già, nel tempo calcolato, ricevere i messaggi che ad essi noi destiniamo per mezzo del potente trasmettitore che abbiamo costruito con alacre lavoro e con i preziosi consigli contenuti nelle sapienti trasmissioni che  la prima nave Rantz ci ha inviato da lungo tratto di spazio.

  Poiché prima d'ogni cosa reputavamo doveroso il presentarci, le immagini hanno cominciato a mostrare qualche fase della storia della nostra Terra, dalla formazione della solida crosta dopo la condensazione iniziale, fino alle  forme più vetuste di vita ed ora proseguiamo mostrando per sommi capi la complessa evoluzione degli ambienti e le vicende più significative che in essi si svolsero e continuano ad aver luogo fino alla presente età. Le realistiche animazioni sono basate su scrupolose ricostruzioni paleontologiche... "

  Il sospiro di sollievo nella Cabina di Comando venne, lunghissimo, dopo che tutti avevano trattenuto il fiato fino a soffrirne fisicanente. Alhine Freitz si precipitò ai comandi mentre Miblor Rainitz approvava sorridendo in silenzio.

  In tutti gli smbienti della nave venne lo stesso immenso sollievo quando tutti i fonovisori  ripresero a diffondere la comunicazione dalla Terra.

  Il viso dell'annunciatore terrian, in tutto conforme alle immagini ben note trasmesse dai fratelli della prima Rantz, era apparso con espressione cordiale sui fonovisori.

  - Anche qui - continuava - dopo i primi organismi unicellulari, già prodotti di una lunga ed in verità  complessa evoluzione, la vita si manifestò in una pressoché sterminata varietà di forme. Alcune disparvero. altre, moltissime, attraverso incessanti transformazioni, trasmisero la loro eredità fino ai giorni nostri. Ed in qualche modo, cari amici di Thein, noi siamo collegati a tutti gli esseri viventi, anche a quelli dai quali non siamo direttamente derivati, come ad esempio i rettili di quel periodo che chiamiamo mesozoico i quali si estinsero circa 65 milioni di anni fa, circa 55 milioni dei vostri anni, cari amici... Veramente parlare di milioni va bene per noi pentadàttili e non per il vostro sistema a quattro od otto unità, ma non vi sarà difficile fare il rapporto ed anche scusarmi..."

  Per un attimo riapparvero, in sintonia con l'accenno dell'annunciatore, alcune immagini dei mostri e qualcuno sulla Rantz sentì un brivido gelido nelle ossa.

  " Crediamo che se per puro caso i vostri ricettori avessero cominciato a captare la nostra trasmissione - iniziata in verità da tempo - con le immagini di quei megalucertoloni, non avremmo offerto un'idea gradevole e confortante del nostro mondo..."

  - Accidenti! Sembra quasi che sappia cosa è successo e ci prenda in giro! - esclamo Mire.

  - Che l'abbiano fatto apposta? Uno scherzo premeditato­- disse Leen guardando i colleghi.

  -Puoi giurarlo! - sibilò Alhine mentre Miblor allargava le braccia. E tra i sorrisi degli altri arrivò, lapidario, il commento di Nor:
"Farabutti Terranian!"
-Racconto pubblicato dalla Perseo Libri-

Verità ed altro
commedia in un atto opus 25

 

PERSONAGGI

PROLOGO = CIARLATANO = SECONDO STRANIERO

PRIMO MANAGER

SECONDO MANAGER

TERZO MANAGER

QUARTO MANAGER

FLORA ROSSINI

SMERALDINA = SECONDA STRANIERA

PRIMA SIGNORA = PRIMA STRANIERA

PRIMO SIGNORE = PRIMO STRANIERO

ASTROLOGO

VEGGENTE

CARLO ROSSINI

LAURA ROSSINI

PINO ROSSINI

IL COMMENDATOR RIFATTI

LA SIGNORA RIFATTI

LA SIGNORINA RIFATTI

 

MARITINO                            in tv

MOGLIETTINA                                   "

ANNUNCIATORE                  "

ANNUNCIATRICE                 "

CRONISTA                                          "

PRIMO INSERZIONISTA       "

SECONDO INSERZIONISTA       "

 

PRIMO, SECONDO e TERZO TIZIO

PRIMA, SECONDA e TERZA TIZIA

ASSISTENTI dell'Astrologo e del Veggente

VOCI

  

                                    PRIMO QUADRO

= Un piazzale tra alte costruzioni ultramoderne in vetro e cemento. Al centro un grande palco sopraelevato cui si accede da due scale laterali, in parte occupato da microfoni e impianti di amplificazione, grossi scatoloni e qualche podio a due o tre gradini. Verso il fondo alti pannelli e schermi a mo' di quinte.

  In basso, per tutto il proscenio, lo spazio viene gradualmente occupato da visitatori che generalmente si rivolgono verso il palco.

  Dal fondo appare sul palco il PROLOGO  abbigliato come un classico distinto "dottore" girovago dell'800, dalle ghette al cilindro. Il colore dominante può essere il viola, dalle sfumature più pallide alla più scura del soprabito.

  PROLOGO (togliendosi con ampio gesto e poi rimettendosi il cappello in testa) Gentili Signore, egregi Signori. Mi rivolgo a voi pur non conoscendovi ... per quel che ne so potreste essere tutt'altro che gentili ed egregi, essere l'una cosa e non l'altra, l'altra e non l'una, l'una e l'altra... occorrerebbe indagare caso per caso. E raggiungeremmo non certezze ma opinioni. Proprio tutti egregi, però, non dovreste essere. Egregio, mi dicono, è chi sta "fuori del gregge", cioè della massa degli uomini comuni. E se tutti sono egregi, come nelle intestazioni delle lettere ufficiali, dov'è allora il gregge che dovrebbe servire da termine di paragone? Della gentilezza, benchè sia un concetto un po' più vago, si potrebbe parlare in sostanza allo stesso modo.

  Dunque, rispettabili... sì, rispettabili Signori (tutti hanno diritto al rispetto) o cittadini, o... Voi tutti, dunque, gente normale, gente che lavora...

  VOCE (dal pubblico sotto il palco) Se lo dice Lei...

  PROLOGO ... che vive nella sua casa o dimora...

  VOCE (c.s.) Se lo dice Lei...

  PROLOGO ... gente che ama la vita semplice ed onesta...

  VOCE (c.s.) Davvero?

  = Entra da sinistra il PRIMO MANAGER, in abito grigio "impeccabile" e comincia ad armeggiare tra microfoni, amplificatori, altoparlanti. Ogni tanto, con qualche colpetto ai microfoni, provoca rombi e schianti fragorosi. Il PROLOGO  prosegue aggiustandosi il fazzoletto del taschino e la cravatta a fiocco, mentre alza a tratti la voce per superare gli improvvisi frastuoni e resistendo agli spintoni che intanto il Primo Manager ha cominciato ad assestargli. =

  PROLOGO ... oppure coltiva il suo giardino nei pomeriggi dorati di questo autunno... e la sera si raccoglie... si raccoglie a mensa e si riposa quindi davanti al focolare... al focolare con televisore con un giornale in mano sulla sua poltrona prediletta...

  PRIMO MANAGER Sì, a fare la calzetta. Fuori dai piedi!

  PROLOGO ... Insomma... voi tutti guardate ed ascoltate! La nostra commedia... (Il Manager lo afferra per le spalle iniziando a trascinarlo via)... si svolge... Ma come posso lavorare in queste condizioni?... affronta un tema apparentemente semplice ma, come vedrete... (Il Manager  gli affibbia un'altra spinta violentissima che lo fa barcollare).... Questo è un sopruso!... E' in programma la nostra commedia: Non esistono leggi civili in questo paese?

  VOCE (da sotto il palco, mentre il Manager avanza minacciosamente contro il Prologo) Non ti va questo paese? Cambia aria! Va in quel paese!

  = Accompagnato da mormorii e grida di scherno e da un gesto di fastidio del Manager, il Prologo si ritira con aria abbattuta e scuotendo il capo in un angolo verso il fondo. Sparisce dietro uno schermo. Ancora per alcuni minuti riapparirà timidamente a tratti sempre ai margini della scena, prima di scomparire ancora. =

  PRIMO MANAGER (dopo qualche colpetto sui microfoni) Gentili Signore! Egregi Signori! (Un colpo secco, come di tamburo, fortissimo) Siete puliti, Signori? (I presenti si guardano l'un l'altro ed ispezionano i propri abiti). Se così fosse, voi non avreste bisogno di me. Ma non è così.

  = Entra da sinistra, tra il pubblico, FLORA, una donna di aspetto giovanile, figura piacevole, vestita sobriamente con una giacca blu con cappuccio ed una borsa, una specie di zaino, a tracolla =

  VOCE (dal pubblico) Non è così?

  PRIMO MANAGER No.

  FLORA No?

  PRIMO MANAGER No. Nossignora! Vediamo subito perché. Intanto osservate... (cercando di tirar fuori qualcosa da uno dei più grandi scatoloni)... il nostro prodotto...

  = Con notevole sorpresa del manager, dallo scatolone esce SMERALDINA, bella ragazza agghindata in modo piuttosto vistoso, con riccioli lunghi e folti di un verde brillantissimo simile, per quanto si può vedere, al colore degli occhi, catenelle sonanti sul vestito verde, stivali fin sopra il ginocchio. =

  SMERALDINA (ponendosi, con un saltello lezioso, accanto al Manager) Puliti? Nossignori!

  PRIMO MANAGER (brusco, alla ragazza) Ma lei chi é? Che ci fa qui?

  SMERALDINA Io sono... (con enfasi) Smeraldina! specialista in public relations, animation, fascination, gratification, marketing, holding, shopping, seeing, footing, walking-talking, watching... etcetering. Ah, cioè! E sono qui in questo maxicenter per rappresentare il nostro Sssuper- network!

  PRIMO MANAGER (a denti stretti) Ma cchi ll'ha mandata qquesssta ssscema? Mi scombina tutto. (Recupera un tono pressoché normale) Bene, bene. Dicevo: Nossignori! Oh, si capisce, voi credete di essere puliti... Ma nessuno di voi ha ancora provato il nuovo... scusate!... il nuovissimo Supermaxiultra detergente en-zi-ma-ti-co ad azione endo-biochimica, nuovissima formula!

  = Tira fuori da uno scatolone un fustino di detersivo e lo mostra solennemente in giro=

  PRIMA SIGNORA En-zi-ma-ti-co?

  PRIMO MANAGER L'ultimo ed il più grande miracolo dei nostri laboratorî... In una parola il nuovissimo Splash, il Grattasporco!

  FLORA  Già. Infatti il nuovo Maxisplash nuova formula lo conoscevamo.

 PRIMO MANAGER Ignoranti! Quello è superato. E voi conti- nuate a rimanere... poco puliti.

  SMERALDINA Anzi sporchi-sporchi-sssporcaccioni!

  = Il Manager afferra una chitarra elettrica e si mette a mimare un'esecuzione molto agitata senza produrre alcun suono. =

  PRIMO SIGNORE (alla Prima Signora) In effetti siamo sudici bene. Guarda il mio panciotto!

  FLORA Quello, Signore, ha l'aria di non essere stato mai lavato neppure con l'acqua di fiume.

  PRIMO MANAGER Non faccia tanto la saccente, lei! Il fatto è che siete proprio sporchi.

  SMERALDINA  Zozzi, siete, come maiali!

  PRIMA SIGNORA Che vergogna!

  PRIMO MANAGER Alt! (Posa la chitarra. Un colpo secco al microfono)

  SMERALDINA Non c'è bisogno di vergognarsi, se si usa il nuovissimo SPLASH Ultrasupermaxi. (Scuote i riccioli e li rovescia in avanti con le mani. Poi alza di scatto la testa). Io faccio il cinema e la tivù.

  PRIMO MANAGER Per la biancheria...

  SMERALDINA (per un po', anche in seguito, con mosse affettate e leziose  quasi ad ogni battuta) Per gli abiti...

  PRIMO MANAGER ...per gli strofinacci...

  SMERALDINA ... lava lava...

  PRIMO MANAGER lenzuola pulite come le tasche di un professore al ventidue del mese.

  SMERALDINA (stando al gioco) Eee... pperchééé al ventidue?

  PRIMO MANAGER Perché tra il ventitre e il venticinque si riempiono di debiti. Buona questa!

  SMERALDINA Lava lava...

  PRIMO MANAGER... la coscienza è tranquilla e la vostra casa brilla!  Buona questa! SPLASH Extrasuperissimo è la Rivoluzione.

  = Flora si mette una mano tra i capelli mentre il Manager riprende la chitarra e mima ancora un'esecuzione scatenata, senza che si oda alcun suono, come prima. =

  SMERALDINA Lava, lava... sembra la réclame di un vulcano. Buona anche questa, no?

  PRIMO MANAGER (posando la chitarra, rivolto alla ragazza) Cretina!

  FLORA Quanto costa?

 PRIMO MANAGER (compiaciuto) Ah!... Aaaah!...(secco) AH!.... Quanto... costa?...

  FLORA E' un segreto?

  PRIMO MANAGER No!... Nooo! NO! Splash costa... come prima! (Riprende la chitarra come in precedenza).

  SMERALDINA Super Newsplash costa come quello vvvecchiooo!

  FLORA Caro come prima? Non c'è male. Credevo peggio.

  SMERALDINA (non badandole) Miracolo. No? (alzando la voce) Io faccio il cinema. E la tivù.

  PRIMO MANAGER  E' il bianco economico.

  SMERALDINA Per gli amici Biòmico. E c'è anche la nuova confezione rinnovata. Una veste più bella par il nostro Supermaxissimo. Sempre lui, ma new new. Pronunciare, please, 

Niusplèsc con la e larga. New wrapping, old price.

  PRIMA SIGNORA Prezzo vecchio. Nuova confezione.

 SMERALDINA Sì. Duecentoquarantotto grammi di ffforza concentrata invece dell'ingombrante mezzo chilo di prima. Contenti?

  PRIMO MANAGER  (posando la chitarra, rivolto a Smeraldina) Cretina! (cercando di recuperare un tono disinvolto e scherzoso) Mma dda cche pparte ssta, sssignorina? Si calmi un po'. Mi scombina tutto. Dovrò chiedere all'agenzia di mandarmi un'altra impiegata.

  SMERALDINA Quello di prima era una grossa porcheria!

  PRIMO MANAGER (riprendendosi a fatica dopo un gesto di disperazione) Proviamo?

  = Apre uno scatolone facendo comparire una lavatrice. Si toglie il soprabito molto scuro, lo getta dentro la lavatrice con un po' di detersivo, mette in moto.=

  SMERALDINA Io... cioè. Io faccio il cinema. E la tivù.

  = Il Manager ferma la lavatrice, la riapre, tira fuori un soprabito candido. =

  PRIMO MANAGER Visto?

  = Entra il Secondo Manager, anche lui "ben vestito" come gli altri che seguiranno. =

  SECONDO MANAGER (salendo sul palco per una scala laterale) Per la pelle, per il trucco, per le labbra, le basette (mostrando un pacchetto ed un tubetto), per nutrire i tessuti cutanei, per far crescere la chioma: ora c'è "Tuttopronto". (Prende la chitarra e mima come prima l'altro, senza produrre alcun suono).

  SMERALDINA Serve anche per l'erba del giardino.

  SECONDO MANAGER (a Smeraldina) Cretina! (al pubblico) Pelle secca, da lucertola? Tuttopronto!

E' ri-vo-lu-zio-na-rio! Pelle grassa, da tacchino? Tutto- pronto!

  SMERALDINA Per gli amici: Tonto!

  SECONDO MANAGER (a Smeraldina) Cretina! (al pubblico) La linea dei cinquantaquattro magici cosmetici "Chiari e belli" dalle scarpe ai capelli. Forte questa!

  TERZO MANAGER (entrando e salendo sul palco) Per la donna che ha i problemi di quei quattro centimetri in più... la magica ricetta degli antichi fachiri indiani, riscoperta nella medicina moderna da un grande medico tedesco originario di Pechino: il prodigioso spillo Indostan Puff. (Estrae da un astuccio un lungo spillone)  Si infila nel corpo proprio nei punti critici...

  SMERALDINA  Qualche chilo in più?... Puff!... e sparisce nel breve giro di un giorno. Di un solo giro di Sole... o poco più. Di qualche rotazione o di non molte rivoluzioni della Terra.

  TERZO MANAGER (a Smeraldina) Cretina!

  = Afferra la Prima Signora e la trascina sul palco mettendola di fronte al pubblico =

  PRIMA SIGNORA Oh! Interessante! Ma è un po' come l'agopuntura cinese... semplificata... Dov'è la grande novità?

  TERZO MANAGER  Macchè agopuntura d'Egitto!... o... di Cina. Ah ah!... fantastica questa!... Il mio Indostan è il miracolo tecnologico del secolo. Glie la dò io l'agopuntura! Le faccio vedere io la novità! (Comincia a colpirla con lo spillone, incurante delle sue grida) tre volte al mattino, Signora, tre dopo pranzo, tre a merenda, tre a cena, tre prima di coricarsi. Così! Così, così, così e... così!  (Lascia la donna che cade come uno straccio. La spinge dietro alcuni scatoloni).

  Visto? E se ha tempo la Signora può usare Indostan Puff

in ufficio, davanti ai fornelli, mentre canta la ninna-nanna al baby... in ogni momento, in ogni luogo ed in ogni occasione. Sette centimetri (o più) sotto la pelle, Signora. (Un po' di gente si va allontanando) Noi vi saremo sempre addosso. Dovunque andiate (alzando la voce) vi scoveremo. Senza scampo!

  SMERALDINA (gridando) Indostan puff! (calma) Cioè. Io faccio il cinema... (gridando) e la tivù!

  TERZO MANAGER Gentili Signore: L'uso del Superdimagrante Indostan Puff è semplicissimo! (Prende la chitarra e mima come gli altri).

  SMERALDINA Semplicissimo. L'ho usato anch'io!

  TERZO MANAGER Se lo capisce perfino lei...

  SMERALDINA  Non si richiede che una sssupersemplicissima precauzione. Durante la cura non si deve, per nessun motivo, (il Manager la guarda preoccupato) mangiare nè bere... assolutissimamente... nullaaa!

  TERZO MANAGER (a Smeraldina) Cretina! (Posa la chitarra).

  SMERALDINA Per la Signora dubbiosa o non abbastanza entusiasta ed anche abbastanza criticona ecco il Non plus ultra, l'ultimissimo grido, Il Puff-bang, la raffinata e sofisticata minicapsula di piombo...

  VOCE (dal pubblico) Ma guarda!

  SMERALDINA ... che, inserita profondamente nel cranio, produce un dimagrimento superrapidissimo e totale e - naturalmente - elimina l'emicrania. Anche l'emicrania doppia. La crania intera.

  = Il pubblico sul piazzale in basso continua ad allontanarsi. Solo qualcuno si arresta all'arrivo del QUARTO MANAGER che sale sul palco. =

  QUARTO MANAGER A proposito: Testa pesante? Cachet ZAC del Dottor Guillot. (Mostra una scatoletta). Fa vivere senza pensieri: Vi libera dal peso della testa. Una scoperta rivoluzionaria. (Toglie la chitarra al Terzo Manager e si mette a mimare come prima gli altri).

  SMERALDINA Rivoluzione Francese. Finissima!

  QUARTO MANAGER Il dolore è ostinato? Il Signore dice che non passa? Blatera in giro che ZAC non è efficace? che è un "placèbo, una robaccia? Allora due ZAC!

  SMERALDINA Più trattamento meccanico CUT-ZAC del Dottor Guillot. Per gli amici... (scoprendo un pannello che rivela una ghigliottina)... Guillotin!

  QUARTO MANAGER (a Smeraldina) Cretina!

  SMERALDINA Cretina è, presumibilmente Sua nonna. Si vede dal nipote. Io faccio il cinema... (gridando) E la tivùuu!

  = Da una quinta si riaffaccia il Prologo che con qualche esitazione si scosta un po' dal margine della scena pur senza arrivare verso il centro. = 

  PROLOGO Cittadini! Non fatevi ingannare, non cedete alle minacce ed agli inganni! Non avete buone leggi e buoni magistrati?

  TERZO MANAGER (al Prologo) Spia! delatore! (al Quarto Manager, scostandolo per mettersi ben in vista) Permette, collega? Devo ancora provare il Superdimagrante. (Estrae la pistola) Bando agli indugi! Fine dei prologhi! Siamo ormai nel pieno dell'azione!

  = Spara. Il Prologo cade portando le mani alla testa. Viene trascinato dietro gli scatoloni sulla destra. Il Terzo Manager intasca la pistola. =

  VOCI (dal pubblico sotto il palco) 

       - Gli sta bene!

       - Impiccione!

       - Delatore!

       - Scemo!

  = Alcune battute di ritmi rock ad alto volume: forte accento all'inizio di ogni battuta =

  SMERALDINA Abbiamo presentato un breve break pubblicitario. Seguirà ora... (strillando graziosamente) Lllaaa... pubblicità!

  = Entra dal basso, abbigliato ostentatamente "all'orientale", l'ASTROLOGO seguito da tre ASSISTENTI, abbigliati in modo simile, anche se un po' meno appariscente. Qualche battuta non molto impegnativa di musica vagamente orientaleggiante mentre i quattro, che recano carte e borse in mano, salgono sul palco e cercano di farsi largo davanti ai microfoni. =

  ASTROLOGO (dopo un largo gesto che termina con un colpo secco su un microfono) Il mese di novembre potrà essere piovoso! Attenti agli sbalzi di temperatura soprattutto dopo la seconda decade, dominata da Saturno. I nati in gennaio riceveranno gradevoli omaggi per il loro compleanno che cadrà...

  VOCE (dal pubblico) Cadrà?...

  ASTROLOGO ... in pieno inverno! Ma il pranzo di Capodanno apporterà in precedenza qualche inconveniente a chi ha problemi di digestione. (I tre Assistenti srotolano un enorme foglio che rappresenta uno Zodiaco).

  VOCI (c.s.) - Bisognerà stare attenti!

              - Ha ragione!

  ASTROLOGO (indicando qualche punto sulla carta) Alcuni celebri personaggi dello spettacolo accuseranno malori dovuti al superlavoro. Seri infortuni potranno colpire sciatori e calciatori famosi durante le gare. Si rischierà una crisi di governo tra primavera-estate ed autunno-inverno prossimi.

  VOCE (c.s.) Chi vincerà il campionato?

  ASTROLOGO Una squadra di Torino. Ma attenti alle milanesi, ed anche a certe provinciali di lusso!! Comunque certamente una compagine dell'Italia peninsulare.

  FLORA L'ho sentito dire anche quando ha vinto il grande Cagliari!

  ASTROLOGO (al Terzo Manager) Il suo Superdimagrante mi interessa. C'è gente che si dà troppe arie. Ed ha la lingua lunga. (Flora si ritira in un angolo verso destra).

  VOCI (c.s.) - Bravo!

              - Seccatrice! Piantala!

  ASTROLOGO  Il panorama politico del prossimo anno prevede una continuazione dei processi di distensione nei rapporti internazionali sotto l'influsso di Giove. Ma Marte non sta a guardare. Soprattutto nel Terzo Mondo non mancheranno contrasti e problemi etnici ed economici. Non c'è da farsi soverchie illusioni.

  VOCI (c.s.) - Già, purtroppo!

              - C'è da crederlo...

  PRIMO SIGNORE (tra il pubblico) Non ci vuol molto ad immaginare certe cose. Ma ci saranno fatti sensazionali e sorprendenti?

  ASTROLOGO Per chi intende il linguaggio degli astri nulla è veramente sorprendente, anche se qualche irrilevante dettaglio può certo sfuggire. Non pretendiamo di essere perfetti, finché abbiamo ancora qualcosa da imparare! Comunque vediamo. (Un assistente passa a Smeraldina alcuni fogli). Legga pure, avvenente signorina!

  SMERALDINA Dice a me? Eccomi! Le ssstelle dicono: Anche se qualche nuovo ssspiraglio di comprensione si aprirà tra i due blocchi politico-militari, non sono da attendersi per il prossimo anno sconvolgimenti radicali, ma graduali cambiamenti in un quadro...

  VOCI (dal pubblico)

     - Graduali cambiamenti?

     - Ma se è crollato il Grande Muro!

     - E non è andata in rovina una dozzina di governi comunisti incrollabili?

     - Comunisti quelli? Sarà...

     - E avete visto cosa hanno combinato gli  Americani al Papa?

  ASTROLOGO Ma cosa sta dicendo, signorina? da dove ha ti- rato fuori quella roba?

  SMERALDINA Sono le Sue previsioni, Signor Maestro Astro- logo! Oh! Mi scusi! Le Sue previsioni degli scorsi anni. Potrà mai perdonarmi? Lei voleva quelle di quest'anno per gli anni prossimi! (L'Astrologo rivolge eloquenti gesti interrogativi agli Assistenti i quali allargano le braccia). Allora per il prossimo anno il Maestro prevede che il Gran Muro continuerà a crollare, che i regimi burocratici dell'Est continueranno a sfaldarsi...

  VOCI (dal pubblico c.s.)

               - Prevede quello che è già successo!

               - Caspita, che dottrina!

            - Ma sono tutti così!

  SMERALDINA Il Maestro vede, di poi: Colpi di Sole in estate; colpi di freddo in inverno; colpi di stato in Asia ed in America latina; colpi di testa di ministri, uomini di spettacolo, figli di VIP, colpi di fortuna per vincitori di lotterie, colpi di fulmine per ragazzi e ragazze al primo incontro ...

  ASTROLOGO Basta!

  SMERALDINA (implacabile)... e per vecchi musei senza parafulmine... Colpi secchi per i vecchi... e per i giovani privi di paracolpi!...

  ASTROLOGO Basta! Basta così! Cretina! Che ne sa lei? Io prevedo la fine del comunismo mondiale! Lo dica!

  SMERALDINA  Lo dica Lei, visto quanto ci azzecca!...

  = L'Astrologo cerca di ridarsi tono, mentre strappa di mano i fogli a Smeraldina che intanto, lungi dall'opporre resistenza, si mostra in preda ad un muto riso irrefrenabile che ostenta di voler trattenere coprendosi a tratti la bocca.=

  ASTROLOGO Oroscopo personalizzato, nello studio di Astra- cel, uno degli ultimi depositarî dell'Astrologia Egizia e Babilonese rivisitata e riconvertita e riparametrata secondo la moderna Misteriosofìa. Serietà professionale, discrezione assoluta...

  = E' entrato intanto il VEGGENTE, in abiti occidentali, ma con un lungo soprabito dall'aria vagamente solenne e qualche lustrino sul petto. Lo seguono tre ASSISTENTI che recano diversi oggetti in mano. Il gruppo stenta a salire sul palco ed a raggiungere i microfoni. Vola qualche spintone. =

  VEGGENTE  Oh!, Oh!, Oh! (prendendo un turbante da un As-sstente e mettendoselo in testa) Uomini! Non turbate l'armonia delle sfere celesti! Non siate ciechi!

  VOCE  (dal pubblico) Sarà la réclame di una marca di occhiali?

  VEGGENTE Vede il passato, il futuro e il presente il Fluido potente del Mago d'Oriente!

  = Smeraldina mima ancora una risata scuotendo il capo in segno di disgusto. Poi, mentre il Veggente prende da un Assistente una sfera di cristallo, entrano ancora diversi personaggi che vanno ad affollarsi, spingendosi e gridando, sul palco. Ogni tanto qualcuno si avvicina ad un microfono e riesce a far emergere la sua voce. Tra una battuta e l'altra qualche esclamazione del pubblico sotto il palco. =

  PRIMO TIZIO  La magica Croce di Gerusalemme-lemme-lemme. Protegge con triplice scudo incrociato dalle forze negative sviluppando un triplice fluido positivo! Spedizione riservata per corriere postale. Telefonare al numero sul cartellone...

  SECONDO TIZIO Il Bracciale di rame del Krahnador... La salute attraverso l'energia psichica dei protofachiri...

  VOCE (c.s.) Che cos'è l'energia psichica? Come si misura?

  TERZO TIZIO Rocky-rock! teleprogrammato con Il Bum-bum- bum-bum! Mette il baby accanto al tivùcolor stereo; lo immo- bilizza, per la vostra tranquillità e la vostra sicurezza mentre lo nutre con Cioccobòn milk!

  PRIMA TIZIA La penna miracolosa dell'Agnolo Gabriello et li carboni sulli quali fue bruciato il Beatissimo San Lorenzo, contro li danni dell'incendi a le case provocati da facture et altri artifizi de le streghe et delli dimonii!

  SECONDA TIZIA I Capriccetti del Beato Ezechiele Wolf, per la protezione del focolare e della cucina biologica!

 TERZA TIZIA La lattughina di Sorella Fiordimiele, con i biscottini del Fornaretto gaio, per un'alimentazione magra magra da morire!

  = Il clamore diventa assordante, sostenuto infine da violente luminarie e fumogeni e da un ritmo Rock quaternario ossessivamente ripetuto con forte accento sul primo quarto. =

  SMERALDINA (con tranquillo sarcasmo, pur gridando forte per farsi sentire) Ma quale eletta comitiva....

  FLORA (c.s.) Eletta da chi?

  SMERALDINA (c.s.) Che vuole che le dica, Flora? Io, deve sapere, faccio il cinema. E la tivù.

  FLORA (c. s.) Ma come diavolo sa il mio nome?

  SMERALDINA (mettendosi alle orecchie una cuffia presa da sopra un box) Qui stanno arrivando molte telefonate... dovevo dire: arriva una vvvalanga sssupermegagalattica di telefonate &/o messaggi multimediali di chi vuol sapere quando inizierà la commedia annunciata a suo tempo. Non solo non sappiamo quando ma neppure se mai qualcosa del genere avrà inizio. E non sono fatti nostri! (gettando via la cuffia). Il Suo nome, Flora? Io so questo ed altro.

  = D'improvviso silenzio assoluto e fine di tutte le luminarie. Rimangono le normali luci di scena (o del teatro di posa). Tutti si fermano sia sul piazzale in basso, sia sul palco gremito. Si sente un tintinnio di campanelli. Da sinistra entra il CIARLATANO, in figura ed in abiti del tutto simile al Prologo, ma un po' più dimesso e "sgualcito" spingendo un carretto carico di cianfrusaglie con, in evidenza, molti flaconcini simili a quelli che tiene ben in mostra in una mano avanzando tra il pubblico del piazzale. =

  CIARLATANO Ecco una pillola, piccolo arnese

                          leggier, tascabile, di poche spese.

                          Virtù mirabile in lei si trova:

                      rende verìdico quei che la prova.

 = Qualche mormorio mentre il Ciarlatano estrae una botti- glietta da una scatola e ne estrae una pillola con gesto studiato per metterla in mostra =

                 Quando l'ha presa (indica la bocca) per questa via

               un uomo più non può dir bugia.

                 Non può mentire il peggior furfante

                 né un prete o un re, né un cavallo o un fante.

  VOCI (dal palco e da una parte del pubblico)

               - Via, rimbambito!

              - Scemo! scemo! scemo!

              - Imbroglione!

              - Però sentiamo anche questo!

              - Non sarà tanto peggiore degli altri...

 

  SMERALDINA Puff-bang. Il miracolo di oggi per la Signora stecchita o il Signore (guarda il Ciarlatano)... ssstecchito

di domani!!!

  CIARLATANO Ma Signori, posso provare ciò che affermo. Qui, subito.

  = Dal palco molti cominciano a scendere e si avviano ad uscire di scena mentre anche dal piazzale in basso il pubblico inizia ad andarsene. =

  VOCI (dal palco) Ma va'!

  ASTROLOGO Ci rifà il verso!

  VEGGENTE Ci prende in giro!

  ASSISTENTI E TIZIE (in coro) Buffone!

  ASTROLOGO siamo professionisti serî, noi! Tra poco avremo l'albo professionale degli astrologi...

  VEGGENTE ... e dei veggenti...

  VOCI... e dei guaritori...

      ... e dei prano rabdolestofanti...

      ... serî...

  ASTROLOGO Va bene, basta così. C'è chi è già pronto a presentare la legge in Parlamento. La legge difenderà i professionisti...

   ASSISTENTI E TIZIE ... veramente serî.

  = Smeraldina, agitandosi ed a tratti chiudendosi la bocca con una mano,  mima un'altra risata incontenibile.=

  ASTROLOGO E VEGGENTE Cretina! 

  I QUATTRO MANAGERS Cretina!

  ASSISTENTI E TIZIE  Cretina!

  SMERALDINA (secca)  Errore, Signori! Io non sono della vostra corporazione. Dico: Ma ci sono leggi civili in questo ... in questo Paese? Prevedo comunque che  che alzerete i tacchi entro quattro minuti. (al Ciarlatano) Ma Lei stava dicendo qualcosa: prego, Dottore!

  CIARLATANO Ehm... grazie. Signori, dicevo, provate il mio prodotto!.. (Tutti si avviano rapidamente ad uscire dal palco e molti anche dal piazzale in basso Tra i pochi che rimangono nel piazzale c'è Flora).

 ... Gratis. Se poi vorrete acquistarlo avrete uno sconto pari al centocinquanta per cento del prezzo base.

  SMERALDINA (con tono molto affettato, tanto da suonare apertamente falso) Che imbroglione! Uno sconto del centocin- quanta per cento! Non ha senso! (con finta serietà) Non ha senso! PUFF! (Esce).

  CIARLATANO Se attendete un momento potrò dirvi tutta la verità sui prodotti ed i poteri che i Signori hanno illustrato dal palco. Io, infatti, non posso mentire, poiché, proprio quattro minuti fa, ho appunto ingerito una delle mie pillole.

  VOCI (di vari  Tizii che,  scesi dal palco, stanno andandosene)

     - Già. Bravo! 

     - E pretende che crediamo...

     -... a queste gratuite idiozie!

  CIARLATANO (con tono improvvisamente fermo e seccamen-te ironico) Ma voi credete ancora all'Astrologia?

  VOCI (di alcuni spettatori del piazzale)

       - Ma non si sa mai.

       - Io resto ad ascoltare anche questo.

  CIARLATANO Ma non sapete quello che per chi abbia un   minimo di informazione è addirittura ovvio? Le costellazioni sono state immaginate in tante configurazioni diverse ed hanno ricevuto tanti nomi diversi a seconda delle credenze, delle leggende, dei miti di diversi popoli. Esse sono state raggruppate in modi del tutto diversi e difformi, senza alcuna regola o criterio per le raffigurazioni come per i confini  a seconda delle varie suggestioni. In modo simile le nuvole o le ombre proiettate su un muro potrebbero, volendo, rappresentare figure, simboli, predizioni, caratteri. Può darsi che già qualche mestatore prepari mercerie del genere.

  E le posizioni dei pianeti, cosi importanti per la pseudoscienza astrologica qui da voi?  Perché, per fare un esempio fra tanti, una sfera di poche migliaia di chilometri di diametro, che è in ballo da circa cinque miliardi di anni, una volta battezzata dai vostri simili come Marte da meno di tremila anni (un'inezia, al confronto) dovrebbe diventare temibile come il vostro dio della guerra? E mi sapreste dire con quanti altri nomi tanti diversi popoli hanno chiamato l'oggetto? Addirittura lo stesso Marte romano è già diverso dal terribile Ares greco con il quale è pur stato in qualche modo identificato. Qual è dei due quello "valido"?

  E perché uno che nasce quando il Sole è in congiunzione con le stelle riunite con l'immaginazione, per aiutare la memoria, in questa o quella costellazione arbitrariamente e recentemente denominata, dovrebbe avere certi caratteri che derivano da miti che sono nati milioni o miliardi di anni dopo la nascita di quelle stelle?  E quante stelle, anche vicine e molto grandi, si possono vedere con un modesto telescopio? Influiscono solo quelle che si vedono ad occhio nudo? A parte la precessione degli equinozî per la quale i le posizioni dei segni astrologici che vi vengono lagnosamente ricordati non corrispondono più  alle posizioni delle costellazioni. E per quanti milioni di persone deve valere un oroscopo, visto che i cosiddetti segni sono solo 12? E L’Ophiuchus, il Serpentario? Gli astrologi non ne parlano, ma il Sole passa entro i suoi confini dal 30 novembre al 18 dicembre, come qualunque modesto astròfilo, ovvero astronomo dilettante, potrebbe mostrarvi…

  Questi ed altri fatti accertati al di là di ogni dubbio mostrano che l'astrologia non ha il benchè minimo fondamento, anzi si smentisce da sola. Chiunque tra voi uomini faccia oggi l'astrologo, a meno che non sia completamente privo di informazioni o del tutto scemo, è sicuramente un bugiardo, un imbroglione che sfrutta l'ignoranza e l'insicurezza del suo prossimo. E così sia per chi legge il futuro nelle pieghe della mano o nei fondi di caffè, nelle carte et similia, o per chi vi promette di guarire con gli amuleti o fa piangere le madonne, anche se la fede, finché non pretende di essere scienza, può avere ogni rispetto.  E i signorini astrologi e i loro simili  diano le prove, se le hanno, oppure siano obbligati a cessare la loro opera lucrosa quanto criminosa  di rimbambimento. Sono pronto a sostenere tutto ciò di fronte a qualunque tribunale. Perfino  di fronte ad uno dei vostri tribunali. Chiaro?

  ASTROLOGO (fermandosi mentre stava per andarsene tra gli ultimi Tizii scesi dal palco) Come le dicevo mi interessa il suo Superdimagrante. Devo sbrigare una faccendina a nome di tutti i colleghi, professionisti...

  VOCI (dei Tizii scesi dal palco e d ancora non usciti di scena)

           -... serî!...

           -... noi non vendiamo pillole della verità...

           -... come certi buffoni...

  ASTROLOGO : Basta ! Finché non ci difende una legge ci difenderemo da soli.

  = Spara al Ciarlatano che cade a terra. Poi fugge preceduto appena dagli altri. Sulla scena  anche gli ultimi spettatori se ne vanno, alcuni atterriti, altri scuotendo il capo finché  rimane solo Flora che si avvicina al corpo del Ciarlatano , gli sente il polso, poi si inginocchia per sentirgli il cuore. =

  FLORA (rialzandosi lentamente) Morto. Poveraccio ! Si vede che lo hanno preso sul serio. Anche l'idea più assurda (la pillola della sincerità, figuriamoci !) li spaventa. Temono anche la più remota possibilità di lasciarsi sfuggire sia pure una sola sillaba che non sia falsa!

  CIARLATANO (sempre a terra) Su questo punto credo che lei non abbia torto, Signora.

  FLORA (con un moto di sorpresa) Ehi! Ma... eri morto! Il cuore... non batteva!... il polso...

  CIARLATANO (sistemandosi gli abiti e il cappello mentre si rialza) Allora (indicando il carretto) Vuol concludere questo affare?

  FLORA Io non riesco ancora a comprendere. Non so abituarmi a veder ammazzare la gente. Sono rimasta prima paralizzata dal terrore e ora... Come si sente?

  CIARLATANO (estraendo qualcosa da sotto la camicia) Non male. Due colpi quasi nello stesso punto... al cuore, diciamo, dodici centimetri sotto la pelle (guardando i due proiettili che tiene in mano)... e belli grossi! (Li butta via).

  FLORA Tu... Lei è matto! ... O sono io che...­? Ma... tutti trucchi, immagino. Una messinscena. Sei anche tu uno dei loro!

  CIARLATANO Su questo punto devo dire proprio che si sbaglia. Quanto ai pronomi, tu, lei... non fa differenza. Allora?

  FLORA Ma sì. Dammi la tua merce. Una scatola. Se fosse vero che fa dire la verità dovrebbe essere preziosa e rara. (Il Ciarlatano le porge un flacone che ha appena preso dal carretto). Quanto ti devo? (Fa per dargli dei soldi).

  CIARLATANO NNNnNo! Grazie. Dunque... da ducati a corone... no... marchi... no... lire. Il cambio è...

  FLORA Sbrigati, per favore! Si fa tardi.

  CIARLATANO In lire, quattordici milioni. Sta par arrivare l’Euro. Farà in tempo a cambiarli, Flora.

  FLORA Prendi queste diecimila e bevile alla mia salute.

  CIARLATANO No, Flora (Estrae delle banconote da una grande tasca).

  FLORA Anche tu sai il mio nome! Mi avrai visto da qualche parte, ma io non ti ho mai conosciuto.

  CIARLATANO Sconto del centocinquanta per cento, su quat- tordici milioni. E' facile. (Le mette in mano il denaro) Sette milioni a Lei, Signora.

  FLORA Esatto! Sei proprio svitato... anche se il denaro sembra vero. Lo darò ai bambini per giocare ai negozianti!

  CIARLATANO Se preferisce... Ma può darlo tranquillamente ai negozianti, Signora.

  FLORA Sei proprio quello che prima, sul palco... faceva il Prologo... Non è solo una somiglianza.

  CIARLATANO Certamente. Mi hanno sparato due volte e, come ha visto, con buoni proiettili. Due colpi mortali, direbbe qualcuno.

  FLORA  A proposito di assurdità: quella signora che è stata "trafitta"?...

  CIARLATANO  Se ne è presa cura la ragazza, Smeraldina. Non si preoccupi. E' in ottime mani. E provi al più presto la mia pillola, nel tè, ad esempio, o in qualunque altra bevanda. Si scioglie bene.

  FLORA Voglio proprio provare che effetto fa. Addio.

  CIARLATANO (mentre Flora esce da sinistra) Grazie di nuovo. Vedrà che effetto fa. Vedrà, Flora, vedrà. (Spingendo il carretto esce da sinistra, accompagnato da un tintinnìo di campanelli)

 

                                                SECONDO QUADRO

= Un salotto. FLORA sta apparecchiando un tavolo per il tè, verso il centro, un po' a sinistra. Una porta è sul fondo vicino all'angolo di destra. Alla parete destra un'altra porta. Sono presenti anche CARLO, marito di Flora ed i loro figli LAURA, una ragazza di circa quindici anni e PINO, un bambino di una decina d'anni. =

  CARLO Cerchiamo di sbrigarci, Flora. Il Commendator Rifatti arriverà tra (guardando l'orologio)... sei minuti e mezzo. E' sempre così puntuale!

  FLORA Certo, Carlo. Facciamo il possibile, mi pare.

  LAURA Mamma, credi che starò bene così?

  FLORA Ma certo, certo! Di che ti preoccupi?

  LAURA Certo meglio di quell'oca della figlia del Commenda- tore!

  CARLO Forse, Laura, dovresti preoccuparti delle spese pazze della mamma. Ci ha quasi rimessi a nuovo tutti quanti. Potremmo andare ad una sfilata di moda! Ma hai fatto bene, Flora! Solo avresti dovuto prendere qualcosa anche per te! Ci penseremo noi domani. Ma chi l'avrebbe detto! Sette milioni di premio di consolazione alla lotteria! Tu che non hai mai vinto una lira, come me! Bene. Ora riceviamo il Commendator Rifatti come si deve. E anche la moglie (dà un'occhiata a Laura)... e la figlia. Mi spiego? Il fatto che il commendatore sia un capo (un capo sul serio, se è per questo) moderno e dinamico, senza tanti fronzoli, non ci autorizza ad essere sciatti o troppo confidenziali. Con lui e con i suoi familiari. Cordialità e... riguardo, direi. E' comunque una persona squisita, a suo modo.

  PINO Fortuna! Così quando ti farà ancora arrabbiare non mi dirai più che è un vecchio rospo travestito da scimmia per sembrare simile ad un uomo!

  CARLO Ma tu hai proprio deciso di mandarmi in rovina? Zitto! (a Flora) Sarebbe meglio se Piccola Peste andasse a letto. Via! Fila!

  PINO Tanto ora il vecchio rospo mica ti sente! onarebbe meglio se piccola peste andasse a letto

  CARLO (con aria ansiosa) Sarà qui a momenti... vecchio rospo... travestito da... per sembrare... (a Pino) Vergognati!

  LAURA Ma papà: non dovresti farti sentire da Piccola Peste quando dici certe cose! I bambini ripetono tutto, lo sai.

  CARLO Già, già. Quella volta, in un momento di rabbia... Sì, anche qualche altra volta. E tu, allora, con la figlia del Commendatore? Quell'oca, eh?...

  LAURA Effettivamente...

  CARLO Via! Portalo a letto!

  LAURA Ma papà...

  CARLO (categorico) A letto!

  PINO (mentre Laura lo conduce via) Ma sono le cinque del pomeriggio!

  CARLO Le cinque... e un quarto, quasi. Del pomeriggio. Quasi sera. Notte, in pratica. (Laura e Pino escono da destra. Flora intanto termina di apparecchiare il tavolo con dolci e bottiglie di bevande diverse.)

  LAURA (rientrando) Comunque anche la moglie, con quel- l'aria da First Lady! In fondo non è che la "consorte" di un arrampicatore sociale di mezza tacca. E racchia, per giunta. E il  "Commendatore" l'ha sposata solo per i quattrini, per la fabbrica di scale pieghevoli. E per metter su quel trabiccolo di ufficio "Import-export" per cui ti fa fare il consulente il Commendatore si è arrampicato sui gradinetti di Sua Altezzina, come la chiamano...

  FLORA Ah, via! E' vecchia. La battuta, intendo: Saranno cent'anni che la chiamano così, la Signora!

  CARLO Proprio il momento giusto par certe spiritosaggini! A proposito: Dov'è il progetto? (Guarda delle carte su un tavolo). Sì, va bene. Al momento giusto glielo  mostrerò. Così, durante la conversazione... come per caso, ma... insomma dovrà guardarlo. Mi è sembrato interessato quando gliene ho parlato, la settimana scorsa.

  LAURA Credi che ti convenga insistere su quella linea, babbo? Il Commendatore si dà le arie di Manager con le spedizioni, i corrieri, l'Import-Export, ma in realtà, oltre a fare il galletto zampettando sulle scalette della moglie, pensa solo a far quattrini, anche con la baracca dell'Ufficio "Imp-ex" che tu e i tuoi colleghi tenete in piedi.

  CARLO Ma io penso anche al futuro...

  LAURA Tu pensi al futuro: trasporti per via fluviale, sincronizzazione delle delle spedizioni, ferrovia... parte- cipazione del personale alla gestione, intervento degli Enti pubblici... Ma oggi alla gente si cerca di dare tutto singolo, privato. Stanno eliminando anche i telefoni duplex! Privatizzerebbero le poste, le ferrovie, le scuole, gli ospedali...

  FLORA E - perchè no? - anche i Comuni, potendo, le Regioni, il Parlamento, magari! Figurati se qualcuno vuole socializzare un'azienda di trasporti e attendere di vedere che il Po ridiventi navigabile e le ferrovie si mettano a funzionare! Tu, però, puoi sempre provare. Sui princìpî siamo d'accordo.

  CARLO Lo so. Quanto all'ottimismo è un po scarso anche il mio...

= Suonano alla porta. Flora va ad aprire. Entrano dal fondo a destra il COMMENDATOR RIFATTI, la SIGNORA  e la SIGNORINA RIFATTI. Il Commendatore cammina saltellando su un solo piede mentre tiene l'altro, scalzo, sollevato ed ha la scarpa del medesimo in una mano. =

  COMMENDATORE Ecco il migliore dei miei collaboratori, Carlo Rossini, la sua deliziosa signora, e la... bambina. La signorina, dovevo dire, sempre in splendida forma, come mamma e papà.

  CARLO E' un piacere avervi con noi!

  = Strette di mano, convenevoli varî e saluti che si sovrappongono. =

  SIGNORINA RIFATTI Carino, qui.

  FLORA Se volete accomodarvi... il tè è quasi pronto. Intanto (indicando il tavolo apparecchiato)...prego!

  LA SIGNORINA RIFATTI Papà, puoi metter giù anche l'altro piede, ora, e metterti la scarpa.

  CARLO Già, certo... stavo notando... Qualche piccolo incidente?

  COMMENDATORE Ah! Certo. Che distratto! Incidente? Non propriamente. Loro sapranno certamente quanto io sia  sensibile ai problemi del risparmio energetico... Devo prendere parte, domani, ad una manifestazione di rilievo con gli Industriali del Nostro Circolo... Percorreremo il vialetto davanti alla sede... su un solo piede. Un simbolo, come dire, del risparmio energetico, oserei dire un messaggio. (Si china iniziando a rimettersi la scarpa). Riduzione degli sprechi. Dove basta un addetto, perché tenerne due? Se basta un operaio, un magistrato, un capostazione, un macchinista, un vigile... eccetera, perché tenerne due? E le scuole? Chiudiamo quelle inutili!

  PINO (affacciandosi alla porta sulla destra) Ben detto, vecch... Bravo Signore! Io le chiuderei tutte!

  = Ad un cenno di Carlo, Laura va a ricacciare Pino fuori e chiude la porta ritornando verso il tavolo con un sorriso forzato. Intanto il Commendatore, che ha finito l'operazione con la scarpa, si rialza e si mette a tavola, presto imitato dagli altri. Flora esce. =

  CARLO Pino, il marmocchio, ha gli orecchioni. Lo abbiamo mandato a letto.

  COMMENDATORE Già. Il piccolo Giuseppe.

  LAURA No. Non si chiama Giuseppe. Si chiama proprio Pino, come l'albero.

  COMMENDATORE Già, bene. Ehm... Così... e le fabbriche che non vanno e così via... E anche le targhe alternate, per evitare spreco e confusione sulle strade. Così abbiamo pensato di dare un piccolo esempio simbolico... che volete... (Si rialza e si rimette a saltellare su un solo piede).

  LA SIGNORINA RIFATTI Ma... Papà!

  COMMENDATORE (rimettendosi su due piedi) Sì, figliola. (a Carlo) Che gliene pare?

  CARLO (mentre Flora rientra con un carrello su cui sono visibili la teiera, le tazze e dei vassoi di pasticcini) Ma ... non saprei...una scenetta non molto...

  COMMENDATORE L'idea è stata mia.

  CARLO Una... scenetta simbolica, come diceva Lei, non molto... sfarzosa e costosa. Buona pubblicità, potrei dire... di alto valore educativo... (Laura e Flora alzano per un momento gli occhi "al cielo". Tutti cominciano a bere il tè). A proposito di risorse energetiche e di riorganizzazione aziendale...

  COMMENDATORE Finiamola con i preamboli. Dica!

  CARLO Sì, sì. Subito. Ho completato quel fascicolo sul progetto che le ho brevemente illustrato la settimana scorsa.

  COMMENDATORE Progetto? (Beve) Quale progetto?

  LA SIGNORA RIFATTI Ottimo! (Tutti intanto si servono ancora. Flora però accosta solo le labbra alla tazza).

  CARLO Il progetto, Signora? Suo Marito glie ne ha parlato?

  LA SIGNORA RIFATTI  Ma no! Quale progetto? Il tè della Si- gnora. Lei è per caso di origine inglese, Signora Rossini? Complimenti!

  FLORA Grazie. Grazie. Non merito tanto!

  CARLO Il progetto della riorganizzazione progressiva dei trasporti in vista di uno sviluppo dell'azienda che potrebbe...

  COMMENDATORE Ma... dunque... Sì, mi pare di ricordare. Pensavo che avesse lasciato perdere.

  CARLO Ma che dice? Mi pareva che la cosa La interessasse.

  COMMENDATORE  E' un'idiozia, caro Fossi... ehm... Bossi. Roba da Russi, da Siberiani. Avrà pur visto, poi, che anche loro, ormai...

  CARLO Ma Signor Commendatore!

  Sì, sì, Signor Mossi... no... Tossi... cioè Tozzi... ehm... Rozzi!...

LA SIGNORA RIFATTI A mio marito piacciono molto i giochi di parole...

  LAURA Vedo, Signora, ma questi io li facevo all'asilo!

  COMMENDATORE Viperetta, la bambina! Tutta il papà, eh? Signor Cozzi... ehm... Ghiozzi....

  CARLO Ho capito. Bravo... bravino... quasi. Ma ora, se volesse ascoltarmi...

  COMMENDATORE Dica pure, Zozzi... Tanto, per quel che me ne importa!...

  CARLO Ma cos'ha in testa? Le targhe alterne, già, e il camminare a gambe zoppe alternate per risparmiare le scarpe!

Che fa, risparmia anche il cervello a giorni alterni?

  LAURA No, papà. Di quello fa a meno tutti i giorni.

  COMMENDATORE Dovrebbe insegnare a sua figlia come si tratta con le persone civili e con i suoi superiori. Ma sì. Cosa può capire un arretrato, un troglodita (basta guardare la casa!), un impiegatuccio, un Mozzi qualunque?

  CARLO Rossini, Commendatore, io sono Carlo Rossini. La pianti con queste battute antidiluviane!

   COMMENDATORE Ah! Rossi, certo! (Si alza, presto imitato dalla moglie) ome adatto alla "NNNNome adatto alla "persona". Insignificante come le sue "idee", come la sua famiglia, come tutto questo ambientino da pidocchi... un ricevimento per pari suoi!

  LAURA Chi parla di pidocchi? Il "Commendator" Rifatti?

  LA SIGNORINA RIFATTI Questa te la sei proprio cercata, papà.

  LA SIGNORA RIFATTI (alla figlia) Zitta, stupida! Da che parte stai? (a Flora che è rimasta seduta e sorride) E lei, scimmia, che ha da ghignare? E' forse di origine cafonese? (Flora si limita ad un leggero cenno di assenso)...con i suoi pasticcini di fango ed il suo tè all'acqua di stagno!

 CARLO Non mi fate dire...!

 LAURA Di' pure, babbo! di' pure a proposito di fango e acqua di stagno!

  CARLO Giusto, figliuola. Siamo chiari, signor commendatore! Mentre vedo che la Sua Signora, Altezzina pieghevole, scaletta in si bemolle dalla testa molle molle è in piena sintonia con Lei, Le dirò quello che penso di Lei medesimo: Lei è proprio quello che sembra!...

  COMMENDATORE Piccolo miserabile! Lei non sa... Che di- co!... non sogna neppure chi sono io!

  LAURA Sarebbe un incubo!

  CARLO (gelido) Lo so alla perfezione, invece. Lei, Commendatore, non è che un vecchio rospo travestito da scimmia per sembrare simile ad un uomo.

  PINO (entrando in scena dalla porta in fondo a sinistra) Centro, papà!

  COMMENDATORE (a Carlo) Piccolo imbrattacarte! Te ne pentirai! Ti licenz... licenz... zzz... zzz...!

  PINO Non ti fa un baffo il vecchio rospo eccetera, vero, babbo?

  CARLO (con calma sprezzante) C'è anche chi sa arricchirsi  con classe. Non è questo il caso.

  FLORA (ridendo) Funziona! Funziona!

  = Tutti guardano Flora, interdetti.=

  LA SIGNORA RIFATTI Ma che cosa? Che cosa funziona? A me pare che nulla funzioni, qui, a cominciare dal suo cervello, signora Flora Rossini o come accidente si chiama!

  FLORA La pillola del vecchio ciarlatano. L'avete bevuta tutti nel tè e negli altri beveraggi: (recitando) Quando l'ha presa (indica la bocca) per questa via... un uomo più non può dir bugia... eccetera.

  CARLO La pillola della verità? Un'altra delle tue diavolerie?

  FLORA Certo! Incredibile, ma vero. Come i sette milioni di premio  per una lotteria cui non ho mai partecipato. Un altro dono del vecchio ciarlatano!

  CARLO Strega! (Scoppia a ridere e bacia la mano a Flora).

  COMMENDATORE ((a Carlo) Ti dico che sei licen... zzz... lic... Inaudito! Incredibile!

  LA SIGNORINA RIFATTI... ma vero, papà! La Signora Strega deve aver ragione. Mi sento così strana!... Spero di non incontrare ora il mio prof. di Italiano. Con quello che mi sentirei di dirgli e di tirargli sulla zucca ora mi giocherei l'anno in dieci secondi!

 COMMENDATORE (a Carlo) Sei licenzzz... zzz...!

  LA SIGNORINA RIFATTI Vedi, papà? Sai benissimo che non puoi licenziarlo. E la bugia non ti può uscire di bocca. Sai benissimo che non caveresti un ragno da un buco, senza di lui. Prega che non ti pianti in asso!

  LAURA Hai ragione. Sei meno oca di quanto mi sembravi. E' vero. E' evidente. Un effetto incontrastabile! Se penso ora al mio maestro di pianoforte...

LA SIGNORINA RIFATTI Cadi in deliquio (lo conosco!) e mi fai divenire gelosa. Meglio, cambiare discorso!

  COMMENDATORE  O tenere la bocca chiusa!

  FLORA Ma no! Parliamo pure liberamente, egregio ed eccellente Signor Commandatore! Io non ho bevuto e, come vede, posso ancora mentire.

  = Suono di campanello: La porta in fondo si apre. Entrano il PRIMO STRANIERO E LA PRIMA STRANIERA, persone di aspetto molto distinto in abiti scuri sobrî ed eleganti, poi il SECONDO STRANIERO, tutto in viola, con un ampio soprabito posato sulle spalle, e insieme a lui la SECONDA STRANIERA, molto giovane e graziosa, tutta in verde, con un ampio mantello aperto su un costume un po' alla "Robin Hood". Questi ultimi due personaggi portano in testa una stretta calottina che nasconde i capelli, ma non impedisce di ipotizzare che si tratti del Prologo-Ciarlatano e di Smeraldina. Tutti guardano sorpresi i nuovi arrivati. =

  PRIMO STRANIERO  Spero che vorrete scusare la nostra... invasione. L'esperimento che abbiamo condotto sul vostro... nella vostra... in questi luoghi sarà sospeso al più presto.

  COMMENDATORE (cercando di darsi un tono autorevole) Ma che ... mascherata è questa? Chi sono questi commedianti? Come...

  PRIMA STRANIERA (imponendo il silenzio al Commendatore con un secco gesto di una mano) Signori, noi siamo viandanti. Veniamo a visitare il vostro... ambiente...

  PRIMO STRANIERO ... e presto torneremo nel nostro.

  SECONDO STRANIERO Ma ora dovete ascoltarci. (Il Commendatore e la moglie si agitano e gesticolano). Fermi, per favore! (I due si immobilizzano all'istante).

  SECONDA STRANIERA Desidera, Signor Pid... Signor Rifatti, dichiarare qui i motivi che la spinsero ad impalmare la sua attuale consorte?

  COMMENDATORE (sempre immobile) Certam... sicuram... oNONNo! no!... Nooo!

  LA SIGNORA RIFATTI (c.s.) Ma tu mi hai sposato per amore, caro, perché ti affascinavo!

  COMMENDATORE Sì, per amore, e anche perché mi affascinava la tua incantevole posizione economica. Volevo dire... Mmmm ... Mmmm... quello che ho detto: amore e affari, insomma!

  LA SIGNORA RIFATTI Meno male!

  LAURA (quasi "tra sé" ma in modo da essere ben udibile) Si vede che l'effetto-verità si sta attenuando e ormai permette la mezza bugia!

  PRIMO STRANIERO (al Secondo) L'esperimento è ora in fase di interruzione, Direttore.

  SECONDO STRANIERO Bene.

  = Il Secondo straniero si toglie la calottina. Estrae da sotto il soprabito un cilindro viola. Se lo mette in testa e lo ritoglie subito con un ampio gesto di saluto. Fa un rapido gesto con la destra e subito il Commendatore e la moglie sono nuovamente liberi di muoversi. =

  FLORA Il prologo! Il vecchio Ciarlatano! Chi altri poteva essere? La trovo in splendida forma!

  SECONDO STRANIERO In verità ho un buon controllo delle forma, in generale. Lo ammetto. Ha visto che il mio sconto era valido?

  FLORA E - ciò che più conta - anche la pillola!

  PRIMO STRANIERO Su questo ultimo punto, Signori, vi dobbiamo qualche spiegazione.

  SECONDA STRANIERA (togliendosi la calottina e liberando i lunghi e brillantissimi capelli verdi) Cioè! Io faccio il cinema (con uno strillo acuto)... e la Tivù... Ricorda, Flora?

  FLORA Quella pazza... Smeraldina!

  SMERALDINA Esatto. E avrà riconosciuto i nostri due compagni, quelli che le stavano vicini, sul piazzale. Abbiamo recitato parti a tratti un po' fastidiose. Doveri d'ufficio, cara Flora.

  FLORA Che gioia rivedervi! Devo esservi sembrata molto stupida. Sul momento vi ho preso per quello che sembravate. Ma la colpa è vostra. Avete recitato molto bene...

  SECONDA STRANIERA Ma Lei non sottovaluti la sua intelligenza! (al secondo straniero) Quanto alla pillola, è davvero un trucco. (Estrae da sotto il mantello una lunga e sottile bacchetta luminosa e solleva poi rapidamente le braccia tese). No, padre mio?

  SECONDO STRANIERO Certo, bambina. Ma non i colpi di pistola e le altre  cortesie che i Signori del Palco ci hanno rivolto.

  PRIMO STRANIERO Già. In realtà... in parole scarse... come si dice?... povere abbiamo condizionato le vostre possibilità di reazione psichica con un procedimento basato sulla traslazione finalizzata delle disparità di soglia di percezione sul piano del controllo centrale. In fondo, una volta impostata l'operazione sui terminali neuronici con la  concentrazione dell'energia al centocinquanta per cento nei  canali interessati...

  FLORA Ancora il centocinquanta per cento!...

  SECONDO STRANIERO (al Primo, sorridendo) Sarà meglio lasciar perdere i dettagli.

  PRIMO STRANIERO Sì, credo di sì. Insomma vi abbiamo condizionato. Temporaneamente, s'intende. Ma è un procedimento che non ha nulla a che vedere con certe idiozie come quelle dei dicenti .. dei sedicenti maghi. Non abbiamo operato come dicono di fare i vostri produttori di prodigi fasulli, anche se è difficile spiegare cosi, su due piedi, come la cosa funzioni, e c'era anche il risico ... il rischio che non funzionasse benone ...  come si dice ... tanto bene. Per capirci alla meglio è stato come mettervi in contatto con un elaboratore di impulsi diretto da noi per interferire sul vostro comportamento. Alle pallottole e simili strumenti sappiamo resistere, in certe condizioni, da secoli. Tutto qui, in pratica. E per quanto riguarda il condizionamento che agisce, per così dire, sui neuroni, è evidente che in qualunque società di cittadini, in qualunque società civile che abbia alti piani ... cioè ... alti livelli di libertà, l'operazione è permessa solo per gravissimi motivi, solo temporaneamente e solo se dichiarata in modo leale ... come dire ... aperto alle autorità che possono permetterla.

  CARLO Se siete riusciti a contrastare, come dite, i "Signori del Palco" potete fare questo ed altro. Stentavo a crederlo quando Flora mi accennava ai suoi strani incontri di ieri sera.

  FLORA Per questo, infatti, ho lasciato perdere ed ho inventato la storia della lotteria.

  COMMENDATORE (agli stranieri, come colpito da  un'improvvisa "rivelazione) Perdonatemi! Voi siete dunque... finalmente arrivati!

  PRIMO STRANIERO (non badandogli) Abbiamo cercato di abbreviare lo studio sui vostri caratteri fondamentali con procedimenti un po' drastici e sbrigativi, lo ammettiamo. Facendovi... Scusateci!... In pratica costringendovi a dire la verità pensavamo si potervi conoscere rapidamente ed in modo abbastanza attendibile. Ma abbiamo dovuto constatare di esserci... - scusate, ho ancora qualche difficoltà con la vostra lingua - ... di esserci in un sicuro... in un certo senso ingannati (Il Secondo Straniero fa un cordiale cenno di assenso). Se voi siete stretti... costretti a non mentire, rivelate solo una parte di voi stessi e molti degli aspetti più interessanti si perdono, si appiattiscono, divengono sfocati. Mentire, distorcere la verità, intendo qui non la verità in astratto, ma la sincerità... confonderla, trasformarla  ad àrbitro... arbìtrio... è nella vostra natura. Questo si è avvisato... come dire?... è emerso bene nell'esperimento guidato dal Direttore. (Il Secondo Straniero fa un altro cenno di assenso) e dalla nostra Smeraldina (grazioso inchino, mossa di balletto della Seconda Straniera) cui Lei, Signora Flora, ha assistito come era nei piani. Ma ci giungono da diversi luoghi segnalazioni che confermano quanto vi sto dicendo.

  COMMENDATORE Finalmente siete arrivati anche qui! Vi hanno visto in tanti posti diversi. Io speravo tanto che, prima o poi, anche noi avremmo avuto il privilegio di questo contatto ravvicinato! Dalla California alle Bermude, dalla preistoria ad oggi - mi dicevo - tante segnalazioni di presenze aliene! Ecco: quelli che non credono agli UFO, cosa diranno adesso? (Gli stranieri cominciano a sorridere. Smeraldina fa un gesto "preoccupato" indicando il Commendatore). Da quando sono scesi in Russia, comunque, ero sicuro che sarebbero arrivati anche qui. Eravate sempre voi?

  PRIMA STRANIERA Ma che ha il Signor Commendatore? Dategli un calmante!

  LA SIGNORA RIFATTI Da dove venite, da quale pianeta? da quale costellazione?

  PRIMO STRANIERO No, nessuno poteva prevedere (per quanto, modestamente ne sappiamo noi) il nostro arrivo, né in California, né in Australia, né Russia, né altrove. Nessuno ci ha mai visto prima in questo... insomma tra i vostri simili. Il signor Commendatore e la Signora... Commendatrice... (dico bene?) Pid... Rifatti si fanno prendere in giro... Com'è l'espressione tecnica esatta? Ah, sì!... Si fanno prendere per il culo da chi racconta tutte queste frottole sugli extra... terrestri!

  = La Seconda Straniera abbraccia il Secondo Straniero mimando una risata irrefrenabile. =

  SECONDA STRANIERA (indicando il Primo Straniero) Lo zio è sempre stato pigro con lo studio delle lingue ... nonostante (indicando laPRIMA STRANIERA) le insistenze della zia! e della di lui, come si dice ?... cognata nonché madre mia che saggiamente non ci ha seguito in questa pazza avventura.

  PRIMO STRANIERO (sorridendo per la gaffe e rivolgendosi alla Signora Rifatti) Tra l'altro, Signora, non ha senso dire che qualcuno proviene da una costellazione come se fosse un luogo reale dell'Universo. Le costellazioni sono configurazioni dipendenti dal punto di vista, dalla posizione degli astri in relazione ad un qualunque punto. Se lo faccia spiegare da sua figlia!

  SECONDO STRANIERO Bene. Da dove veniamo? Temo che se tentassi di spiegarlo con la necessaria precisione nel vostro linguaggio, potrei incorrere in qualche appunto formale di mia figlia e degli altri miei compagni. (Gli altri tre stranieri fanno gesti bonarî come per dire "Effettivamente sì"). Vi renderete conto voi stessi in futuro (secolo più, secolo meno) di quali siano le interazioni tra le dimensioni nel continuo spaziotemporale che possono permettere, in condizioni molto ben determinate, questi ed altri incontri. Forse qualcosa cominciate già ad intravedere.

  A meno che tutto ciò non sia che una  vostra e nostra il-lusione... o speranza.

  Ma - come diceva il mio compagno - indurvi ad essere sinceri ci è sembrato infine falsare, sia pure provvisoriamente e per validi motivi di indagine, la vostra natura. E da un rapido esame di tutta la situazione abbiamo concluso che insistendo provocheremmo troppi guai nei vostri rapporti sociali.

  Non vogliamo far pesare le nostre capacità su di voi, ma guardate che cosa accade quando nel vostro... ambiente si insiste nel dire (o far dire) la verità.

  (Sulla parete di fondo si apre un grande pannello che rivela uno schermo TV che la occupa in gran parte).Rimetteremo tutto a posto dopo. Solo qualche esempio, perché tra poco dovremo lasciarvi.

  PINO Tornerete a trovarci?

  SECONDO STRANIERO Chissà?

  = Sul grande schermo compariranno di volta in volta ambienti di sfondo (pannelli o diapositive) e personaggi che subito si riveleranno reali e tangibili. Luci rivolte verso il pubblico o brevissimi attimi di buio dentro lo schermo maschereranno cambi di ambiente ed entrate o uscite di personaggi. =

  MARITINO (dentro lo schermo TV) Che mi fai per cena, cara­­?

  MOGLIETTINA La quaglietta dei Tatra, caro!

  MARITINO Mi fai la quaglietta, sposina diletta? Che bestia... sarebbe?

  MOGLIETTINA Un Supersaporitissimo "esemplare" di... di... comune pollo domestico cui si tira il collo due mesi dopo l'uscita dall'uovo. (Via con il Maritino).

  ANNUNCIATORE (In TV) Il nostro Capo Redattore, con i suoi puntuali e precisi servizî (o servigi) sulla situazione politica, sociale ed eco... eco... eco... (La Seconda Straniera batte due colpi con una mano sulla cornice del "televisore")... nomica, ha ricevuto il "Pappagallino d'oro" come ripetitore delle opinioni del Consiglio di Amministrazione dell'Azienda. Il Vicedirettore, rompiscatole, si è dimesso per motivi di salu... salu... (La Seconda Straniera, con gesto studiato ed elegante, gli dà un manrovescio in pieno viso)...  è stato cacciato a pedate. Via).

  ANNUNCIATRICE (in TV) I ministri competenti - non vediamo proprio in quali campi - del nostro beneamato Governo di Conservazione Nazionalsecessionista  - hanno annunciato per il prossimo anno  una diminuzione delle imposte dirette per tutti (esclusi i percettori di redditi fissi). Aumentano le imposte indirette su casa, alimenti, vestiario, auto, trasporti in genere, medicinali, spettacoli, libri, dischi (anche compact, audio e videocassette, cassette per la frutta, casse da morto, manifesti, carta, penne, calamai, acqua, aria (anche appestate) terra, fuoco, fochino... su tutto e su quant'altro possibile. (Via).

  CRONISTA  Eccomi, amici telespettatori, dal cuore della Foresta amazzonica, a venti miglia da Manaus, per la nostra rete, in dirett... (Gesto minaccioso della Seconda straniera)... registrazione delle immagini alle mie spalle effettuata la settimana scorsa, sul problema della distruzione dell'ambiente a causa dell'avidità dei contadini brasiliani... (La Seconda straniera punta la bacchetta sul televisore)... a causa delle scelte dei governi della regione e della ossessiva richiesta di legname ed altri prodotti da parte di molti paesi industrializzati. (Via).

  ANNUNCIATORE Il costo della benzina per i prossimi due giorni sarà di circa 244 lire per ... decilitro per mantenere una sublime armonia con gli altri paesi liberalcapitalisti in cui si paga molto meno e per dare alle casse dello Stato  duecento di lire, o poco più, al decilitro.

  PRIMO INSERZIONISTA  IIl bracciale miracoloso della salute ad un prezzo politico. Per il solo materiale paghereste ben cinquecentomila... (La Seconda Straniera gli dà una sberla sonora che lo fa uscire in parte dallo schermo)... cinquecento lire al paio da un rigattiere. Naturalmente non serve ad altro che far fare quattrini a noi ed a divertirci alle spalle vostre... finché non ci mettono in galera! (Via). 

  ANNUNCIATRICE La Commissione elettorale nazionale assegnerà i voti ottenuti dalla lista del Partito Populista - per altro scarsini rispetto alle aspettative - al Partito... Si attende di conoscere il nome aggiornato. (Via).

  ANNUNCIATORE IIl Gruppo Ecologico Ecumenico dei Pluritesserati a Ruota Libera, con una dieta rigorosa a base diverdure, latticini, carni magre, carni grasse, porchettina di cinghiale, caviale scelto, stufatini, sfilatini... - scusatemi, prendo fiato -... maccheroncini, lasagnette, tortelloncini eccetera... e cappuccini... sta facendo lo sciopero della fame per chiedere che la Pluritessera valida per il Partito Transconventuale e per quelli Populista, Semipopulista, Monarco-repubblichista, clerico-perbenista sia validizzata  (piace il neologismo?) anche come ferroviaria ed aereonavale per viaggi nazionali e transnazionali gratuiti e come annonaria per acquisti gratuiti senza limite ovunque.

  SECONDO INSERZIONISTA (pieno di lustrini e "decorazioni"varie) Noi facciamo musica seria da sballo. Prendiamo il Bach, quello vecchio, l'Amadeus... come si chiama di  cognome?... poi quell'altro bravo, del settecento... questo lo so... Si chiama Anonimo. E Schubert e quello che era sordo. E quelli dei nostri gruppi che ci sanno fare col pentagramma ti modernizzz... (La Seconda Straniera fa "Alt" con la bacchetta, con un gesto da direttore d'orchestra)... nizzz...ti scopiazzano tutto alla meno peggio, come quelli che ti mettono Dante e Shakespeare in jeans... secondo la vecchia ricetta del Plagio per soddisfare voi balordi e riempire le nostre capaci tasche. Alcune sommette vengono investite... vanno  nostre associazioni benefiche. E lo diciamo e lo ripetiamo spesso e forte. (Via).

  = La Seconda Straniera muove di scatto la bacchetta dall'alto in basso indicando il grande schermo che subito si spegne. =

  PRIMO STRANIERO  Potremmo andare avanti per molto. Ma capite bene che cosa accadrebbe se le cose andassero sempre così, anche al di là di qualche intervento un po'... bizzarro di Smeraldina. Sarebbe scombussolata tutta la vostra struttura sociale.

  SECONDO STRANIERO Lo credo anch'io. Come dicevo, non vogliamo far pesare le nostre capacità su di voi. Del resto in alcuni campi potreste essere più abili di noi. Ad esempio avete senza dubbio molta immaginazione e non credo che la usiate sempre per imbrogliarvi a vicenda.

  SECONDA STRANIERA Del resto anche noi, quando ci pare, possiamo raccontarne di tutti i colori.

  FLORA Non stento a crederlo!

  SECONDO STRANIERO L'indagine è conclusa. La trasmissione corretta cui avete assistito non è stata diffusa sulle reti. Naturalmente anche le... ehm... mosse di mia figlia Smeraldina non avevano una fisicità non così tremenda.

  SECONDA STRANIERA (sorridendo maliziosa ed accarezzandosi una mano con l'altra) Naturalmente...

  SECONDO STRANIERO Vi lascio immaginare che cosa si è visto dai televisori comuni. Le solite cose. Voi stessi però non potrete rivelare, delle informazioni che avete ricevuto, gli aspetti più pericolosi, ricordando solo di aver captato una strana emittente televisiva sulla quale continuerete forse a discutere a lungo. Realtà ? Illusione?  Non avete documenti.

  PRIMO STRANIERO (al Secondo) Siamo pronti a seguirti.

  SECONDO STRANIERO Speriamo di non aver fatto troppi guai con la nostra visita.

  FLORA Ma ci rivedremo?

  SECONDO STRANIERO Speriamo anche questo.

  = I quattro stranieri rivolgono agli altri, con una mano, un silenzioso cenno di saluto che viene ricambiato allo stesso modo. Poi si avviano verso la porta di fondo, mentre gli altri fanno ala. La Seconda straniera fa improvvisamente dietro-front e si rivolge al pubblico. =

SECONDA STRANIERA E voi, lì? Sarà vero che deve venire qualcuno da fuori del mondo, del vostro mondo perché, almeno per un momento, la smettiate di mentire, imbrogliare, pasticciare? (Ripone la bacchetta sotto il mantello). Pensateci. Ma intanto non state con le mani in mano. Usatele, le mani! Applaudite!


Ombre sugli dei
                             Opus 7


    Ad Antonio Fabi


PERSONAGGI
MARCO astronomo romano
MEROB giovane donna della città di Nain
PRIMO GALILEO guida
SECONDO GALILEO guida
ELISABETH ragazza di Nain
FINEES padre di Elisabeth
VASTI ragazza di Nain
SIMONE fariseo di Nain
NATAN anziano di Nain
GESÙ di Nazareth
DAN geografo, esploratore
LUCIO centurione, poi tribuno, comandante di una coorte romana
DEMETRIO matematico greco
PONZIO PILATO governatore romano della Galilea
ATTILIO decurione, poi centurione romano
SABINO soldato romano
VOCI
Soldati, cittadini palestinesi, figure
varie in diversi ambienti.
 

= Sera d'inverno. Una via di Nain in Galilea. A sinistra alcune mo­deste case addossate l'una all'altra. Sullo sfondo la via continua in salita. Alcune porte sono visibili nei muri. Da una di esse escono delle voci. =

          VOCE DI MARCO (superando altre voci confuse) Ti saluto, addio! Se mi cerchi mi troverai a Gerusalemme, o a Rodi, o a Persepoli, chissà!

          VOCE DI MEROB Marco, aspetta!

         MARCO  (un bel giovane elegantemente vestito in abiti romani, con un mantello bianco sulle spalle)  Andiamo, amici! (Altri due uomini, in abiti tradizionali di Galilea escono dopo di lui). E' ora, per fortuna! (Ad alta voce) Quella rimbecillirebbe anche i più astuti dei vostri sacerdoti.(Piano) Cercate di capire, maledetti idioti! Le voglio bene... All'Inferno! Sto sprecando la voce.

         PRIMO GALILEO  Si va a far baldoria, con l'Alta Società. Puttane, sì, ma di prima scelta!

         SECONDO GALILEO O Elìm, bestia! Ci aspettano, dai! Marco sarà il nostro Mosè per tutti i più altolocati bordelli della Samaria e della Giudea. Poi, magari in Egitto, dove ci sanno fare anche meglio.

         MARCO  Andate ad impiccarvi, voi, il vostro Mosè ed i vostri bordelli. Io voglio gli uomini ed i carri attrezzati per la spedizione.

         = Merob esce a sua volta di corsa, con un man­tello un po' logoro sopra un vestito sfarzoso e un po' volgare: E' bella, bruna, lunghi capelli, oc­chi particolarmente profondi.

         MEROB  Dimmi almeno non quando ma se ritornerai! Oppure portami con te! (I due galilei ridono).

         MARCO  Ma sì, perché no? Una come te è l'ideale!

         MEROB  Ma dove vai?

         SECONDO GALILEO  Cerca di capire, donna. ci si stanca sempre con la stessa roba a colazione,
pranzo e  cena.  E poi ci vuole anche un po' di civiltà.

         MEROB  Zitti, voi! Marco io voglio sapere...     

         PRIMO GALILEO  Da quando in qua le donnicciuole da due soldi danno ordini a dei gentiluomini? Ti farò lapidare (ridendo), peccatrice!

         MARCO  (a Merob)  Anche da questi due compari mi separerò presto, poco dopo aver passato il Giordano. Ma via! credi proprio che io muoia dalla voglia di stabilirmi da te in eterno? Basta, basta così!... Non posso restare, lo sai. Te la caverai in qualche modo. Non ti mancano le risorse!

         = La ragazza abbassa il viso. Marco accenna ad ac­carezzarle i ca­pelli, ma si ritrae con un gesto di insofferenza.

         MEROB  Mi avevi promesso di portarmi con te, a Gerusalemme, dicevi, anche in Italia, forse, dicevi.

         MARCO  Sentite? Anche in Italia, forse. E che sono, un mercante di brave ragazze di Galilea?

         MEROB  Avevi promesso!... non parlavi così, allora. E io non ero, non ero più come mi descrivi. Vivevo per te. (Gridando)  Non parlavi così quando eri tu, fino a ieri, a voler trascorrere tutto il tuo tempo con me. Tu, giovane leale, della razza dei Signori del mondo!

         PRIMO GALILEO  E' matta! Basta, donnina, smettila. Esageri. Che pretendi? Bei calcoli, davvero! Ora mi attacco ad un giovane romano di belle speranze e zac! Ma consolati, ché, se ho tempo, giusto stanotte prima di partire ti faccio una visitina. (Fa saltare in aria una mo­neta).

         MEROB  Che vergogna! Via, via!

         SECONDO GALILEO  Ti sei fatta troppo preziosa, ragazza. I Romani cominciano ad essere troppo raffinati e Marco ti ha educata male. Ma io sono del popolo e ti dico che forse ti aspettano tempi in cui dovrai abbassare la cresta. Un altro  squisito gentiluomo ovvero un allocco di razza purissima  come Marco non si trova né domani né dopo.

         MEROB  Anche tu sei un miserabile come il tuo compare. Vattene via!... Ma tu, Marco, ascoltami!      

         MARCO  No! devo cantartelo in greco? Non essere noiosa! E poi sai dove vado all'incirca quanto me che non ho certo l'itinerario in testa. Sarebbe una contraddizione in termini in questo caso! Sono arrivati i rinforzi per la scorta. Devo seguire per un po' questi due per raggiungere i carri, gli animali da traino, le guide, i portatori per i tratti più impervii. Il Governo di Roma pensa ai soldati di scorta ed al denaro per l'indispensabile.

         Si esplora e si misura il Mondo. Semplice, no?

         Vuoi che ti scriva da Babilonia o da Ecbàtana, o da molto più in là? Sapevi che questa mia sosta doveva finire. Ora, mia cara, all'Inferno le chiacchiere!

         = Merob, dopo un attimo di esitazione, si aggrappa alle vesti di Marco che la spinge indietro bruscamente facendola cadere e si allontana  con i due galilei.

         SECONDO GALILEO (fermandosi all'ultimo momento)  Coraggio, ragazza! E' proprio triste, lo capisco. E tu non meriti la tua cattiva fortuna. (Fugge  ed esce seguendo gli altri. Merob si sta lentamente rimettendo in ordine vestito e mantello, ancora seduta in terra).

         MEROB  Addio. Si vede, si doveva vedere che non poteva finire che così. Da quasi due anni (due anni!) Merob "la Stella di Nain" era al servizio di alcuni felici cittadini di Nain e di qualche viandante che percorreva le strade da Samaria a Nazareth e con onore, per Baal!

         "Mia moglie è a Cesarea: sono in giro da quattro mesi, ragazza"... E la casta Susanna fa la graziosa con il mercante di Cesarea. Per non parlare di quei due o tre Romani. Oh, quanto raffinati! "Avevo smarrito la strada, giovane ebrea, nel mio lungo viaggio verso i confini medesimi dell'Orbe". Anche se era stato a venti miglia da qui.

         E Marco! (Si rialza lentamente spolverandosi i vestiti) Avevo dimenticato per lui la mia miseria, ritornavo per le vie, di giorno, davanti a chiunque e qualche vecchia amica mi lanciava sorrisetti maligni perché invidiava la mia gioia. La vecchia Saffìra, la vecchia prostituta di trent'anni, però, mi disse che pregava Dio per la mia felicità, e piangeva di gioia per me. E il protettore la prende a schiaffi tutte le volte che torna ubriaco, quasi ad ogni alba.

          Come l'ombra dei cedri, le stelle che Marco riuniva in gruppi, quasi fossero famiglie ben affiatate o grappoli di amici, con la scienza degli astronomi di Caldea; i giorni di sole al riparo del suo mantello bianco; le corse sui monti vicini: "Là è il Mediterraneo, il nostro immenso lago" diceva facendo apposta lo stupido romano... le corse stretta a lui sul suo cavallo... Come tutto è distrutto e perduto!

         Addio, Signore, giovane bellimbusto d'Italia! Addio, vile innamorato! Ti sei ricordato che sono una donna da prendere e lasciare. (Si raccoglie il cappuccio del mantello intorno alla testa).

         Che uomo generoso ho mai amato, però, per qualche mese! Non succede a tutte le ragazze di facili costumi. Poi gli alti destini lo hanno chiamato altrove.

         E Merob, la "Stella di Nain" torna alle sue funzioni e ti saluta, romano, poiché ormai non ti serve più per i tuoi ozî. (Si avvicina e si appoggia alla porta quasi in primo piano e piange in silenzio).

         = Inizio della sonata in LA opera postuma di Schubert, II movimento in fa#.

 Da un'altra porta verso lo sfondo sono usciti intanto una ragazza, Elisabeth, e suo padre Finees. Si arrestano subito guardando Merob. =

         ELISABETH Poveretta! vorrei dirle qualche parola di conforto.

         FINEES  No, Elisabeth, lasciala stare. E' una peccatrice e non credo che tu possa far nulla per lei.

         ELISABETH  E' una povera peccatrice, padre, e sola.

         FINEES (battendole affettuosamente una spalla)    Come vuoi tu, figliola.    

         ELISABETH (avvicinandosi a Merob seguita dal padre) Merob!... (Merob si asciuga le lacrime e si volge verso Elisabeth senza risponderle)  Merob ... io ...

         MEROB  Tu?...       

         ELISABETH  No: non sono capace di parlarti come vorrei...

         MEROB  Sta' zitta, allora. Non è più saggio? Buona sera, Finees. Che Dio vi protegga, ma lasciatemi stare.

         (Alcuni passanti fanno cenni di meraviglia o di sdegno guardando il gruppo. Una vecchia si allontana con una stizzosa scrollata di spalle e mormorando).

         Vedete? Non sta bene che  vi vedano parlare con me. Era già un danno, per voi, conoscermi di vista.

         ELISABETH  Ma tu sei così infelice, cara!       

    = Merob, commossa, si allontana di un passo appoggiandosi al battente della porta. Entra intanto VASTI, una giovane compagna di Elisabeth.                                        

         VASTI  Elisabeth! Non vuoi che andiamo al Tempio?

         ELISABETH  Sì, verrò con te, Vasti. Viene anche mio padre.

         VASTI (avvicinandosi)  E' già tardi. Ma se non perdiamo ancora tempo, forse, interrogando qualcuno, potremo avere notizie di quel Maestro: è in casa di Simone il fariseo, o ci andrà tra poco. Così mi ha detto Urìa il ciabattino. Se si fermerà potremo vederlo, anche se forse solo di passaggio.        

         FINEES Anche noi volevamo vederlo. Molti dicono che parli, ispirato da Dio, con verità e chiarezza.

         ELISABETH Sa confortare gli infelici parlando del regno di Dio. Tutti, dice, siamo figli di Dio, anche i peccatori, i poveri e perfino i servi che egli ama non meno dei loro signori.

         VASTI (avvicinandosi a Merob Che avete? (riconoscendola, confusa) Ah! Perdonatemi...

         MEROB Ne ho sentito parlare, qui a Nain, spesso, in questi giorni. Tante volte ho pensato di parlargli, o di
         vederlo, almeno.

         ELISABETH  E' buono e amico dei poveri e di tutti gli infelici. Egli stesso vive modestamente, anche se la sua sapienza straordinaria in un uomo così giovane, la sua limpida eloquenza e la sua stessa splendida bellezza potrebbero assicurargli simpatie, onori e tutti gli agi della vita presso i potenti.

         = A questo punto l'episodio centrale del II movimento in fa# della sonata in LA di Schubert (battute
          69-146) un po' in sottofondo ma chiaro =

         MEROB  (improvvisamente agitata) Ed è qui, davvero?

         VASTI  (sorpresa, come gli altri) Sì, questa sera. Simone il fariseo lo ha invitato a cena nella sua bella
          casa insieme a molti personaggi importanti suoi amici.

         MEROB  (Con ansia) Da Simone? Sarà possibile, allora, vederlo? (Gli altri la guardano un po' confusi)
           Non   sarà possibile entrare?

         FINEES  Figliola, forse potresti turbare la cena ed i loro discorsi.

         MEROB  Ma io... io voglio andare da lui.       

         VASTI  Signora!...  

         MEROB  Non chiamarmi Signora! Ho forse un anno meno di te.

         VASTI  Perdonatemi.

         ELISABETH  Vieni con noi al Tempio, cara. Forse domani, se sarà possibile. Vero, padre?

         FINEES  (dopo uno sguardo molto perplesso alla figlia) Ma ... Ebbene, se vuol venire con noi... 

         MEROB  No, no, andate tranquilli, senza di me. (Gli altri si avviano.)

         = Di qui la ripresa del tema ( a volume normale) fino alla conclusione (battuta 204) =

         ELISABETH  Ricordati che io ti sono amica. Noi ti vogliamo bene.

         = Escono tutti tranne Merob che rimane un po' ferma sulla scena. Poi, d'improvviso, rientra in casa. Passano alcune figure non ben distinte. Un uomo avvolto in una specie di caffettano accende due torce sulla via. Due o tre ragazzi passano giocando alla cavallina o simili e scompaiono da sinistra. Qualche finestra si illumina di debole luce.

         Musica: sempre il II tempo della sonata di Schubert.

         (Per il cinema. la macchina può seguire Merob mentre entra, si cambia d'abito, gira un po' per la stanza, prende un vaso di unguento e si prepara ad uscire di nuovo).

         Infine dissolvenza fino al buio.(Sipario). =
 

                                                                                        II
 

         = Un'altra strada di Nain. Sera inoltrata. Si apre la scena con Merob che cammina da sinistra a destra con passo costante guardando in avanti. Ha un vestito semplice ma molto elegante. Il velo in testa lascia scoperto in gran parte il viso. Da sotto il mantello si intravede un vaso di alabastro che la ragazza tiene con molta cura. Passano  discorrendo e mormorando tra loro alcuni cittadini di Nain. Niente musica.

         (Per il cinema: qualche ripresa a mezzo busto, forse qualche rapido primo piano del viso di Merob.

Per il teatro certe didascalie, ora e in seguito, possono essere inutili perché certe espressioni ed in genere certi dettagli non sono chiaramente visibili). =

         PRIMA VOCE (di un passante, un po' più distinta tra le altre) La stella di Nain!

         SECONDA VOCE  Stasera si va di fretta. E di lusso!

         MEROB  (a se stessa, sempre guardando in avanti)  Da Simone... Simone il fariseo, trecento passi dopo la casa del vecchio Neftàli.

         = Buio totale sulle ultime parole di Merob. Poi il quadro seguente, scoperto gradualmente dalle luci a cominciare dalla metà della profondità della scena. Per il cinema il quadro viene scoperto dall' ampliamento del campo della macchina da presa. Una certa parte del quadro potrebbe comunque essere filmata, anche per teatro.

         Il quadro: Un grande piazzale che si va sempre più allargando, scoperto dalla luce. Monumenti isolati, statue, elementi architettonici delle culture più antiche e anche greci e romani, prevalentemente bianchi, disposti  a varie distanze tra loro.

         A una certa profondità, non troppo lontano dal primo piano, si scopre un muretto basso, un po' sgretolato.

         = Inizia a questo punto "Die Kunst der Fuge" di J.S.Bach proprio dal "Contrapunctus I".

         Su una sporgenza del muretto sta seduto il Diavolo, in genere quasi di profilo o di tre quarti rispetto agli spettatori, a parte i momenti in cui si volge mostrandosi quasi di fronte per  cambiare i pennelli o i colori: agile corpo di satiro, cornetti, barbetta appuntita, nere ali di pipistrello mentre un lungo  ed elegante forcone in metallo a quattro punte è abbandonato sul muretto presso il quale si trova un cavalletto con un grande quadro che egli continua ad eseguire, lavorando con assoluta calma con diversi pennelli: una specie di idolo a tratti duri ed essenziali.

         Si allarga sempre di più la visione del piazzale, immenso, con altri monumenti tra i quali verso lo sfondo appaiono anche elementi romanici e gotici, ed ancora statue, colonne, templi, costruzioni diverse in perfetto ordine accanto ad altre in rovina, secondo il gusto romantico. Il tutto in un quadro assolutamente chiaro e senza alcun altro essere animato oltre al Diavolo sul muretto. (Diapositive in successione per il teatro, mentre per il cinema il quadro può essere già pronto e la camera non deve fare altro che scoprirlo man mano).

         Si vede infine, scoprendosi gradualmente, un vasto sfondo, una lontanissima siepe di arabeschi-alberi grigio-azzurrini con qualche venatura appena più marcata che occupa  tutta la larghezza della scena (o dell'inquadratura a larghissimo campo).

      Il Diavolo, sempre seduto, toglie dal cavalletto e lascia cadere il quadro dell'idolo e vi pone, traendola da un gruppo di altri quadri accatastati, un'immagine egualmente grande di una divinità egizia: Anubis. La guarda accennando un sorriso, fa qualche vago cenno  come per indicare con un lungo pennello qualche ritocco da eseguire, la tira via. Pone sul cavalletto un quadro molto incompleto, lavora un po', sempre con assoluta
calma.
=

         MEROB  (Voce fuori scena ma vicina) Sì, dovevo andare da lui prima, da tanto tempo... Ma ora è qui, vicino!... Ora posso vederlo.

         = Il Diavolo continua a dar forma sulla tela ad una nuova immagine. Buio pressochè totale salvo sul primo piano mentre Merob passa come prima sulla scena da sinistra a destra. Una luce può seguirla su una diapositiva o una ripresa di una diversa via della città. =

         MEROB  (passando attraverso la scena) Ma che cosa gli dirò? E perché dovrebbe ricevere proprio me? Forse mi manderà via, sdegnato, disgustato dalla mia presenza. O, peggio, non mi guarderà neppure. O qualcuno mi tratterrà per suo ordine prima che io possa avvicinarmi a lui. E' in casa di Simone. Simone mi conosce... di fama. Forse mi riconoscerà, e prima di lui i suoi servi (uscendo da destra), non potrò neppure avvicinarmi alla stanza...(Buio totale) neppure alla porta esterna!... mi derideranno, mi insulteranno... ma non mi importerebbe, purché...

         = Altra diapositiva o ripresa: un punto più avanti sulla strada. Rientra Merob da sinistra proseguendo il suo cammino. La musica è andata in sottofondo ed ora non si ode più. =  

         MEROB  Ecco! Mi fermerò fuori, guarderò bene l'ingresso e cercherò di entrare, sì, proprio mi infilerò dentro senza farmi vedere, o mi farò passare per una serva, una serva speciale,  e se mi fermeranno (con crescente agitazione)... griderò... finché lui mi senta. Ora... ecco! La casa... le luci che vengono dall'interno. (Esce ancora da destra. Buio totale per un attimo). 

         = Ancora la scena dell'immenso piazzale che si scopre tutto rapidissimamente mentre inizia ancora "Die Kunst der Fuge". Il Diavolo indossa ora una lunga veste nera stretta in vita da una cintura. Lascia cadere con indifferenza il costume di satiro che indossava prima. Per il resto il suo aspetto è simile a prima. Le piccole corna appaiono però quasi solo come un leggero rilievo di due ciocche di capelli. Prende dal cavalletto un quadro rappresentante Zeus tra le nubi con un fulmine in mano e lo appoggia sul muretto con altri. Sotto, sul cavalletto, è apparso intanto un nuovo quadro: un'immagine di Dio secondo l'iconografia cristiana tradizionale: un bel vecchio con folti capelli, barba quasi bianca, Il triangolo (simbolo della Trinità) gli incornicia la testa. Il Diavolo esegue con assoluta tranquillità alcuni ritocchi, fermandosi due o tre volte come riflettendo sulla prosecuzione del lavoro. =

         MEROB  (voce dall'esterno) La casa... le luci che vengono dall'interno... 

         = La luce diminuisce rapidamente d'intensità. La musica continua fino alla fine del Contrapunctus I o diminuisce rapidamente di volume fino al silenzio. =

                                              
                                                                                      III
 

         =  Vasta sala da pranzo in casa di Simone. Una decina di invitati sono intorno ad un grande tavolo posto sulla destra della scena. Vari servi si muovono secondo le necessità. In posizione di rilievo, sul lato stretto del tavolo, si trovano a destra  Simone il fariseo ed a sinistra Gesù di Nazareth di fronte agli spettatori, sul fondo. Gli altri invitati sul lato destro, mentre gli altri due lati del tavolo, quello più verso il proscenio e quello lungo alla destra di Gesù sono liberi. Di quali personaggi si tratti  si comprenderà dal dialogo. La cena e la conversazione sono in pieno svolgimento. =

         SIMONE  Obbedire alle leggi, certo. Io credo che si debba obbedire anche a quelle gradite ai Romani e volute da essi. Ma dovremo anche sapere se i Romani intendono rispettare le leggi più antiche del nostro Popolo, leggi che provengono non dagli uomini, ma da Dio. Anche il Faraone era potente, eppure Mosè riuscì a piegarlo, con Dio al suo fianco.

         NATAN  (non lontano da Simone, dalla parte opposta del tavolo) I Romani non ci sono nemici. Ma non tollerano le sedizioni che hanno troppo spesso agitato il popolo portandolo sull'orlo della rovina, Essi vogliono che viviamo in pace e, se saremo uniti, riusciremo a persuadere i Romani a rispettare pienamente le nostre leggi, nel rispetto dell'amicizia verso il senato ed il popolo di Roma. E' chiaro che non possiamo approvare le azioni di coloro che predicano la giustizia ed usano la violenza spinta fino all'assassinio, come il famigerato Barabba, tanto per parlar chiaro, e gente del suo stampo. Pazzi! che cosa sperano? (a Gesù) Non predichi instancabilmente anche tu la pace, Maestro?

         GESÙ La pace, Natan, con la giustizia. 

         SIMONE  Non si può separare l'una dall'altra, infatti.

         GESÙ Né della verità, Simone. Ed io vi dico: di quale pace parlerà il popolo d'Israele agli affamati, ai malati, ai ciechi, ai lebbrosi?

         SIMONE  Sappiamo che tu li ami molto. Ma anche essi non potranno forse, nonostante i loro mali in Terra, essere tra gli eletti da Dio?

         GESÙ  Potranno. Ma coloro che non si curano dei mali di questi loro fratelli e non alleviano i loro dolori non saranno mai tra gli eletti, Simone, per quante ricchezze possano avere in denaro, terreni e case e servi e bestiame e messi.

         DAN  (un giovane seduto a qualche posto di distanza da Simone e da Gesù) Se questo è vero, Maestro, allora le azioni giuste valgono solo, o soprattutto, per conquistare il Regno dei cieli? Io non lo credo.

         NATAN  Lasciamo da parte la tua dottrina, giovane Dan, più vicina all'empia filosofia dei Greci che alla parola di Dio. Non ci è stato insegnato ad osservare la legge di Dio per essere tra i giusti? Non basta? Perchè dovremmo dare tutto anche a chi non sa badare a se stesso? E chi ci dice che Dio non invii certi mali nel mondo proprio a chi li merita, o per mettere alla prova gli uomini? Comunque le decime, l'elemosina, la preghiera non solo con le labbra, certamente... Cosa dovremmo fare di diverso e di meglio, Maestro?

         GESÙ (con tono deciso, ma senza traccia di risentimento) Neppure chi prega nel Tempio ogni volta secondo la legge e fa l'elemosina prescritta sarà salvo solo per questo. Benché Dio sia il Signore di tutta la Terra, il suo regno non è su questa Terra. Ma è proprio su questa Terra che l'uomo si rende degno del Cielo, perché ogni suo simile è l'immagine di Dio.

         Non dovete fare l'elemosina al vostro prossimo. Dovete amarlo. Questa è la volontà del Padre nostro e la vera pace. Ma io vedo che anche alcuni di voi, per quanto cerchino di comprendere, riescono a stento a nascondere il ribrezzo all'idea di essere posti dalla stessa parte dei servi, dei lebbrosi, dei peccatori incalliti, benché anche questi siano figli del Padre celeste. Non è vero?

         NATAN  E' certo spiacevole che chi osserva la legge e i comandamenti sia considerato come chi li trascura o li disprezza.

         SIMONE  E' vero, ma il Maestro ci dice, da amico sincero, di non insuperbire nel ritenerci giusti. E infatti lui non si vergogna di parlare ai peccatori (sorridendo cordialmente a Gesù) ... anche se molti lo criticano aspramente per questo.

         GESÙ (deciso, ma sempre affabile e gentile) E' vero, Simone. Ma anche se così non facessi, vi sarebbe qualche altro motivo per criticarmi aspramente.

         A chi dunque posso paragonare gli uomini di questa generazione ed a chi somigliano? Somigliano ai fanciulli che stanno sulla piazza e si danno la voce gli uni agli altri dicendo:

                  "Vi abbiamo suonato il flauto

                  e non avete ballato;

                  abbiamo intonato lamenti

                  e non avete pianto".

(Alcuni commensali sorridono approvando un po' divertiti la citazione che giunge a proposito).

         E' venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane né beve vino, e dite: " E' un esaltato". E' venuto il Figlio dell'Uomo, che mangia e beve, e dite: "Ecco un mangione e un beone, amico di publicani e di peccatori!".

         NATAN  Anche Dan dice - e forse non ha tutti i torti - che noi siamo troppo timorosi: vorremmo vedere i peccatori quasi solo per sentirci superiori ad essi, senza guardare davvero ai nostri stessi mali.        

         DAN  Credo anche che qualcuno di noi pensi di mercanteggiare con Dio la sua salvezza in cambio di un ineccepibile rispetto della Legge.

         = Dalla sinistra è entrata intanto Merob con il vaso sotto il mantello. Un servo fa un gesto di disappunto mormorando ad un altro qualcosa ed allargando poi le braccia in segno di rassegnazione.

         Merob avanza lentamente, evidentemente per non disturbare la cena, mentre Simone fa versare da bere per tutti a cominciare da Gesù. Qualcuno degli invitati, vedendo avanzare la ragazza, comincia a mormorare con aria sorpresa e scandalizzata. Qualcun altro accosta l'orecchio al vicino per avere informazioni. Merob si avvicina a Gesù che la guarda rimanendo al suo posto, si inginocchia piangendo in silenzio presso di lui, prende a baciargli i piedi e glieli asciuga con i lunghi capelli sciolti. Intanto ha aperto il vaso dal quale estrae un unguento profumato  e gli unge i piedi. Tutti ormai l'hanno notata, ma rimangono, sorpresi, in silenzio. =

         SIMONE  (tra sè) Costui, se fosse profeta, saprebbe che donna è costei che lo tocca, una peccatrice!

         GESÙ  Simone, ho una cosa da dirti,

         SIMONE   Dì pure, Maestro.

         GESÙ  Un creditore aveva due debitori. (Merob alza lo sguardo verso Gesù) Uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. Non avendo essi di che pagare, condonò il debito ad ambedue. Chi di essi dunque lo amerà di più?

         SIMONE  Quello - credo - al quale condonò di più.

         GESÙ Hai ben giudicato. (Guarda Merob) Vedi questa donna? (Merob si china su se stessa nascondendosi il viso) Sono entrato in casa tua: non mi hai versato acqua sui piedi. Lei invece li ha bagnati con le sue lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Non mi hai dato un bacio. Ma lei, da che è venuta, non ha smesso di coprirmi i piedi di baci. Non mi hai unto d'olio il capo. Ma lei ha unto i miei piedi di unguento profumato. Per questo ti dico: i suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha dimostrato molto amore. (Tra i presenti qualcuno mostra grande sorpresa per queste ultime parole. Gesù si alza, porge la mano a Merob e la fa alzare) Ti sono perdonati i tuoi peccati.       

         UNA VOCE (sommessa ma distinta su un mormorio di altre) Chi è costui che rimette i peccati?

         GESÙ (accompagnando per alcuni passi Merob verso sinistra) La tua fede ti ha salvata. Va' in pace.

         = Merob esce da sinistra mentre Gesù si rimette a mensa. Quasi subito dopo buio (sipario). =
 

                                                                                     IV
 

         = Sera. Una tenda illuminata dalla Luna su un paesaggio desertico. Davanti alla tenda, seduti su due sgabelli, il centurione romano LUCIO  ed il matematico greco DEMETRIO. =

         LUCIO  Demetrio...

         DEMETRIO  Sì? Dimmi.      

         LUCIO  E' proprio vero. Ci sono dei momenti e dei luoghi, come questo ed altri che ci siamo lasciati alle spalle o che incontreremo, in cui ti senti un uomo solo, anche se ci sei per volere di Roma... che domina il mondo, è vero, ma allora qui siamo fuori del mondo. Stento, si capisce, a ritrovarmi.

         Non ho timore di fare il mio mestiere. Andare, propriamente, in guerra, o accompagnare un'ambasceria, o anche un'esplorazione, è lo stesso, penso. E' il mestiere, la vita. Solo che, in un'esplorazione come questa, di qualunque cosa succeda al Senato ed al Popolo Romano può arrivare la notizia dopo mesi, o anni, se arriva. E in fondo cosa importa loro se ci sterminano le bande dei predoni o se rimaniamo in qualunque altro modo sepolti nelle sabbie di questo o di un altro deserto? Capisci? I più non sanno neppure che siamo qui, un gruppo di esploratori, un astronomo romano, un matematico greco, una decina di assistenti per i calcoli e le misure, con una scorta di legionari, uomini che mancano da casa da più di un anno, alcuni, altri  anche da  diciotto mesi o più.

          Che fai? scrivi a casa? e a chi affidi la lettera? quali strade seguirà il tuo  servo tra popoli ostili, tra le sabbie del deserto, se è difficile per te che pure disponi di centinaia di soldati e ti orienti non approssimativamente, ma - grazie ai già nominati esperti - con calcoli di grande precisione per mezzo delle stelle?

         Già forse ci piangono come morti e in fondo, anche grazie ai tuoi  calcoli ed alle osservazioni di Marco...

         DEMETRIO  ...grazie anche ai tuoi legionari, diretti da te...

         LUCIO  Già... siamo andati sempre ragionevolmente sicuri sulle nostre strade.

         Ma io non leggo così bene nelle stelle  come te o come Marco, anche se conosco i principi generali dell'Astronomia e sono totalmente  privo di superstizioni, come voi. Perciò le città che abbiamo lasciato ormai da mesi mi sembrano immensamente lontane e con esse in genere i territori sui quali corre il dominio di Roma, gli stessi paesi barbari, pur sempre abitati da uomini, anche se spesso ostili o infìdi.

         Ma il mio compito è scortare la spedizione, il vostro condurre l'esplorazione di queste parti del mondo per avere un'idea più chiara del mondo stesso.

         DEMETRIO  E'strano, Lucio, che tu parli così quando ormai siamo in pieno viaggio di ritorno e le vie sono sicure ed i limiti del mondo più chiari nelle nostre carte. Abbiamo fatto un grande lavoro: la fatica ed i prezzi  tremendi  che abbiamo pagato (anche le vite dei nostri compagni) non sono andati perduti.  Pur senza superare di molto il fiume Indo, come molti hanno fatto anche dopo Alessandro, ci siamo spinti tanto tra oriente e settentrione quanto nessuna spedizione scientifica organizzata aveva mai fatto prima. Abbiamo raccolto informazioni decisive, grazie ai calcoli di una scienza che spesso i Romani non sono  capaci di apprezzare in pieno, nonostante le molte eccezioni, a partire almeno dal grande Cesare, benchè egli avesse altri problemi per tenere la mente occupata, oltre a quelli dell'Astronomia. Ora comunque c'è il nostro Marco a tener alto l'onore dei Romani in materia...

         MARCO  (voce dall'interno) E tu quello dei commediografi greci!

         LUCIO  Che ci siamo allevati una serpe in seno? Senti come è maligno il giovane cacciatore di stelle! Vieni fuori, riposati un po' con noi comuni mortali!...

         MARCO  Tra un momento, o Egregi, la mia umile persona avrà ancora l'immeritato privilegio della eletta compagnia vostra...

         LUCIO E' proprio questo, ti dicevo,  che mi sconvolge,  Demetrio, le dimensioni. Le lotte con le popolazioni ostili, cinquantadue uomini perduti negli scontri, altri per malattie o incidenti lungo la marcia, altri ventisette, questo è normale, purtroppo, in queste condizioni. Ma i vostri calcoli sembrano indicare una dimensione enorme del mondo, e lo stesso Impero di Roma e gli altri paesi che oggi conosciamo non ne sarebbero che una parte minore.

         DEMETRIO  Ma non è una novità per la scienza. Si tratta solo di precisare le misure.      

         LUCIO  Non sono pronto, non ancora, almeno, per simili abissi dello spazio, del tempo e del pensiero. Quante terre, quali popoli sono al di là dello stesso Impero di Alessandro o addirittura oltre il Mare dell'India, dove non sono mai giunte neppure le navi di Roma.

         DEMETRIO   Dove si ignora il nome stesso di Roma.

         LUCIO  Il nome stesso di Roma...

         DEMETRIO  ... che domina, si dice, il mondo.

         LUCIO  Quando c'è da combattere sono al mio posto, qui o in Persia o in Arabia o all'Inferno, anche se preferisco starmene in pace, e anche se i miei illuminati superiori  mi avevano garantito che - a parte le regioni più lontane che del resto abbiamo voluto raggiungere di nostra iniziativa per realizzare in pieno lo scopo della spedizione - avremmo trovato quasi solo popolazioni amiche o addirittura praticamente alleate o vassalle di Roma.

         Qui, se ti scappa detto che  sei romano, rischi già di essere preso a sassate, nel migliore dei casi. E allora puoi ripensare con sollievo ai luoghi in cui "il nome stesso di Roma", appunto, è conosciuto appena da qualche esploratore o dai capi delle città o è del tutto sconosciuto.

         Anche così, tuttavia, mi sento ancora nel mondo.

         Ma nel deserto, se la via è segnata solo dalle stelle, se ogni tracciato è inimmaginabile nella sabbia tra i venti, cedo volentieri il passo a Marco e fido nella tua scienza, Demetrio, poiché sono fuori dal mondo, dal mio, almeno.

         E se davvero ognuna delle stelle che vediamo in cielo fosse il segnale di altri mondi vasti quanto quelli che si trovano presso il nostro Sole? Non sono pronto, non ancora, almeno, per simili abissi dello spazio, del tempo e del pensiero.

         DEMETRIO  Il tuo compito è diverso dal nostro, l'hai detto, benché tu sappia guardare le stelle e noi impugnare la spada.

         LUCIO E gli dei? Perché dobbiamo avanzare tanto spesso nel buio dell'incertezza quando essi potrebbero indicarci la strada? Non solo il cammino segnato nelle stelle, ma quello che ci potrebbe far evitare i pericoli, e non solo qui, ma in tutti gli atti della vita, per renderci più saggi e più felici. Quei venti uomini che abbiamo perduto nello scontro del mese scorso, tutti in una volta, sono stati creati perché fossero fatti a pezzi dai barbari? 

         DEMETRIO  Anche più di venti barbari sono morti, allora.

         LUCIO  Sì, certo, anche loro! Perché? E perché ci hanno attaccato?

          DEMETRIO  Non si fidavano di noi: è chiaro. 

         LUCIO  Perché non ci conoscevano...

         MARCO (voce dall'interno) ... per fortuna! Se avessero saputo con che razza di farabutti avevano a che fare...

         LUCIO  Già, vecchia cornacchia del malaugurio! Comunque non c'è stato nessun dio a farci da intermediario e, purtroppo, nessun uomo, per far in modo che credessero davvero alle nostre intenzioni pacifiche. In certi casi il sospetto è rimasto.         

         DEMETRIO  Credo proprio che agli dei non interessasse molto la sorte di quegli uomini, romani o barbari, come del resto non interessa ora la nostra. 

         LUCIO  Oppure non credi agli dei?       

         DEMETRIO  Difficile dirlo. (Marco esce dalla tenda arrotolando alcune carte) Che dici, Marco? Hai ascoltato...

         MARCO  Sì, mentre controllavo il percorso sulla carta fino ad oggi. Abbiano percorso altre 910 miglia sulla strada del ritorno, dal momento in cui abbiamo abbandonato la sponda meridionale del gran lago Oxiano, ad oriente del Mar Caspio e siamo proprio dove dicevi tu, Demetrio, con un'approssimazione di nemmeno dieci miglia. Puoi ridare un'occhiata a tutto più tardi. Ma c'è da scommetterci la testa...

         LUCIO  Non per sfiducia, ma abbiamo già perso anche troppe teste, Signor Astronomo...

         MARCO  ... e siamo diventati ecònomi, su questo tema, si capisce. Dunque: ormai anche Dan e gli altri nostri amici  saranno probabilmente sulla via del ritorno. Non avrebbe molto senso per i nostri calcoli che essi rimanessero troppo a lungo dopo il solstizio presso il Tropico e noi tanto a settentrione quanto neppure Alessandro (se ciò vi fa piacere) si spinse mai...

         Gli dei, dicevate? Tanto per cominciare non credo che fino ad ora ci siano stati molto utili...       

         LUCIO  Può darsi.

         MARCO  ... e neppure che ci abbiano creato ostacoli. Abbiamo dovuto fare i nostri calcoli, provvedere agli uomini, agli animali, agli strumenti, tenere a bada le popolazioni ostili e le bande di briganti con le nostre forze, qualunque cosa si facesse, nel frattempo, sull'Olimpo.

         DEMETRIO  Può darsi che l'intervento divino non sia  comunque visibile ...

         MARCO  Può darsi che solo matematici esperti con una buona scorta di legionarî possano passare per queste strade dalla Palestina fino all'India e risalire a settentrione per tante centinaia di miglia e tornare indietro ancora per altre strade senza lasciarci tutti le penne. Che poi siano  gli dei a permettere questi ed altri fatti non ha alcuna importanza e non credo che lo sapremo mai.

         LUCIO  E' come dire che non credi agli dei.

         MARCO  Per quanto ne so io ...

         LUCIO  Già: per quanto ne sappiamo. Infatti è proprio quando siamo incerti che speriamo di essere illuminati dagli dei. Quando tutto procede secondo le nostre aspettative fidiamo nella nostra forza e nella nostra ragione.

         MARCO  E non è male. (Solleva il rotolo delle carte tenendolo nelle mani senza aprirlo). Saremo presto in grado di dare dell'Asia, oltre le porte dell'India e le terre degli Sciti più settentrionali, una descrizione molto più chiara di quella che ci portarono tutti gli studiosi del passato. Dimostreremo anche ai più ostinati nei vecchi pregiudizi l'enorme vastità della Terra e intanto che il Mare dell'India è sicuramente più di quattro volte maggiore dell'intero Mediterraneo e almeno ad oriente e a mezzogiorno è aperto fino ad una distanza che mai nessuna nave, per quanto possiamo saperne, ha mai potuto percorrere interamente.

         All'ingresso del Golfo persico Dan avrà ormai compiuto tutte le misurazioni necessarie, verificando in quali punti esatti, nel solstizio, i raggi del Sole di mezzogiorno sono perpendicolari alla Terra o ne avrà calcolato comunque l'inclinazione, come abbiamo fatto noi in tutti i luoghi per i quali siamo passati.

         Questo ci darà quella misura esatta del mondo che già intravediamo e che non dovrebbe essere molto diversa da quella  che i Greci trovarono più di due secoli e mezzo  fa con il grande Eratostene. In questo senso noi non scopriamo nulla di essenzialmente nuovo, ma diamo le prove, con calcoli più che mai precisi, di una scoperta non abbastanza apprezzata.

         DEMETRIO  Certamente. Spesso non basta la scoperta. Bisogna saperla dimostrare con un linguaggio comprensibile. Bisogna in un certo senso farla toccare con la mano: E' anche questo compito nostro. 

         MARCO  Abbiamo iniziato da tempo un cammino che  potrà condurci lontano: forse un giorno, se il nostro lavoro potrà svolgersi in pace, potremo studiare con successo i problemi della grandezza del Sole  stesso e di tutti i  pianeti, e spingendo il nostro sguardo ancora più lontano, tentare di misurare le distanze tra le innumerevoli stelle.

Piaccia o non piaccia agli uomini ed agli dei.
 

         = Nella scena seguente (V) alcune pagine sono affiancate per mostrare la corrispondenza  e l'alternanza tra le battute che in diversi momenti passano in sottofondo e quelle che emergono. =

Completamento (parti in sottofondo tratte dai Vangeli) del discorso di Gesù alle pagine 35 e 36. Affinché queste parti siano comunque comprensibili il dialogo in primo piano è abbastanza  lento e ricco di pause.

         "Ponetevi dunque in mente di non premeditare la vostra difesa, perché io vi darò parole e sapienza a cui non potranno resistere né contraddire tutti i vostri avversari. Sarete traditi perfino dai genitori, da fratelli, parenti ed amici e tra voi alcuni saranno uccisi, e sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma non un capello del vostro capo perirà. Salverete le vostre anime con la vostra costanza.

         Quando poi vedrete Gerusalemme circondata da armate, allora sappiate che la sua devastazione è giunta. Allora quelli che sono nella Giudea fuggano sui monti e quelli che sono dentro la città se ne vadano. Chi sarà sulla terrazza non discenda in casa a prendervi qualcosa, chi sarà nel campo non torni indietro a prendere il mantello. Guai alle donne incinte o allattanti in quei giorni. Pregate perché la vostra fuga non avvenga d'inverno. Vi sarà infatti in quei giorni una grande tribolazione, quale non fu dal principio del mondo fino ad ora né mai più sarà. ( E se il Signore ecc, pag 36)

           

                                                                                         V
 

         = Una piazza di Gerusalemme. Gesù parla ai dodici apostoli, ad alcuni discepoli e ad una piccola folla particolarmente attenta. Alcuni brani del discorso compaiono qui e sono in evidenza. Altri, benché chiari, sono in sottofondo e vengono riportate nella pagina accanto  (sulla base del Vangelo di Luca, come altre parti dell'opera, e con integrazioni tratte da Matteo e Marco). Merob è tra gli ascoltatori, sul proscenio (in primo piano) di spalle. Si presuppone che Gesù parli da una distanza tale che i commenti dei personaggi sul proscenio non gli giungano. =

         GESÙ  Badate che nessuno vi inganni!  Molti verranno in mio nome dicendovi: "Sono io" e "Il tempo è ormai giunto". E inganneranno molti: Non li seguite. Ma quando sentirete parlare di guerre e di sconvolgimenti, non vi spaventate. Bisogna che prima avvengano queste cose, ma non verrà subito la fine. Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno. Vi saranno in diversi luoghi grandi terremoti, pestilenze e carestie, fenomeni spaventosi, e verranno grandi segni dal cielo. Ma prima di tutte queste cose vi metteranno le mani addosso e vi perseguiteranno, vi consegneranno alle sinagoghe e alle prigioni, vi trascineranno davanti ai re ed ai governatori a causa del mio nome. Così avrete occasione di darmi testimonianza. (Passaggio della voce in sottofondo dopo l'ultima frase).

         = Entra MARCO. Gira un po' sulla scena guardando la gente che ascolta il discorso. Vede Merob e la raggiunge. = 

         MARCO  Finalmente! 

         MEROB  (volgendosi verso di lui)  Marco!

         MARCO  Vieni via! Ti ho cercato per settimane a Nain e altrove, poi mi hanno detto che avevi seguito Gesù di Nazareth fin qui a Gerusalemme.

         MEROB  Con me, negli stessi giorni, sono partiti altri da Nain. Tra essi i vicini di casa Finees e sua Figlia Elisabeth ed anche  Vasti con i fratelli ed i genitori.       

         MARCO  Interessante! Avremo tempo di parlarne, se riuscirò a portarti via di qui.

         Segue il completamento del discorso di Gesù

         ... poichè si leveranno falsi Messia e falsi profeti e faranno grandi miracoli e prodigi tali da ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti. Ecco: io vi ho predetto tutto.  (In quei giorni, dopo quelle tribolazioni ecc. pag 36)

         MEROB  Ascolta il Maestro. Io l'ho visto per la prima  volta a Nain, la sera stessa in cui tu... sei partito per la spedizione geografica. Ascolta!...

         MARCO  Sei impazzita! Sono venuto per chiederti di perdonarmi, non per ascoltare il tuo maestro. Sono stato crudele e stupido! Ma vo­evo che tu soffrissi di meno, quando sono partito, ricordandomi così vile come ti sono apparso. Non potevo restare, né condurti con me.

         MEROB  Io ti ho perdonato: Ma ascolta...

         GESÙ E se il Signore non avesse abbreviato quei giorni non si salverebbe nessuno, ma a causa degli eletti li ha abbreviati. Se allora vi sarà detto: "Ecco, il Messia è qui,... ecco, è là" non ci credete... (Passaggio in sottofondo come prima)

         MARCO  Gli eletti?

         MEROB  Sì, scelti da Dio per la salvezza eterna.

         MARCO  Già tutto deciso. Peggio per gli altri, dunque!

         MEROB  Non è così semplice, ma è la verità.

         GESÙ  In quei giorni, dopo quelle tribolazioni, il Sole si oscurerà e la Luna non darà più la sua luce, e le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte. (Pausa di Gesù durante la battuta seguente).

         MARCO Credi anche a questo? Da che mondo è mondo c'è chi ne predice la fine, consolando chi non sa viverci!

         GESÙ Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. E manderà gli angeli a raccogliere gli eletti dai quattro venti, dall'estremo della terra all'estremo del cielo. Quando tali cose cominceranno a venire, alzatevi e levate la testa perché le vostra liberazione è vicina. ( Ancora una breve pausa).      

         MEROB  Credi che il Maestro possa mentire?

         MARCO  Non è questo il problema!  

          GESÙ Dal fico imparate la parabola: quando il ramo è già tenero ed ha messo le foglie sapete che l'estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere tutto questo sappiate che il Regno di Dio è vicino, alle porte.  

         MEROB  Ascolta!...

         GESÙ In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo sia accaduto. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. 

         MARCO  Follie da profeti ebrei! 

         GESÙ Quanto poi a quel giorno e a quell'ora, nessuno ne sa nulla, né gli angeli in cielo né il Figlio: solo il Padre.  

         MARCO  Questo padre, dunque sarebbe il personaggio più importante.

         GESÙ State attenti, vegliate e pregate, perchè non sapete quando sarà il momento. E' come un uomo che è andato fuori paese. Nel lasciare la casa egli ha dato ai servi ogni potere, a ciascuno il suo compito, e al portiere ha ordinato di vegliare. Vegliate, dunque, perché non sapete quando verrà il padrone di casa: se a sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino. Se arriva all'improvviso non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi lo dico a tutti: Vegliate! (Gesù, terminato il discorso, si ritira). 

         MARCO  "Non passerà questa generazione"! Vedremo se in poche decine d'anni non solo crollerà la potenza di Roma, ma addirittura tutta la Terra ed il Sole e i pianeti e le stelle saranno distrutti! "Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno"! Le idee morali di quest'uomo sono degne di grande rispetto, ma le sue profezie sono ridicole! 

         MEROB  Quello che Lui dice accadrà. Ma se anche così non fosse, che importa? Gli uomini sono tutti uguali, figli dello stesso Padre, non vi saranno più nemici, non più ingiustizie, non più oppressione dei poveri da parte dei ricchi, se tutti seguiranno le sue parole... 

         MARCO  "Se".

         MEROB  Io ne sono certa. Non è giusto ciò che dice? 

         MARCO  Ma per gli dei! (La afferra per le braccia) Può darsi che sia giusto. ed ho sentito in Oriente, ma anche in Roma, altri predicare idee di pace e di giustizia, anche se - lo ammetto - mai con tanta chiarezza.

         Quest'uomo è grande...

         MEROB  E' il figlio di Dio.

         MARCO  E' follia! (La lascia e arretra di un passo). Io ti parlo di questo Gesù di Nazareth come di un uomo, grande, ma anche lui folle a suo modo, incapace di parlare con gli altri da pari a pari. Come ora non ne sei più capace tu stessa. Da quando, mio malgrado, ho dovuto lasciarti, hai asciugato le tue lacrime con le menzogne!

         Prima, schiava della tua condizione, ti sei rifugiata in me (ed io che credevo di amarti!) poi tra le più forti braccia di un dio che puoi formarti secondo i tuoi desideri, che per questo non può abbandonarti mai, finché la tua illusione resiste, anche nelle peggiori disgrazie, perché lui sta comunque nei cieli e lassù ti aspetta. Ne ho sentite, anche su questo tuo Gesù di Nazareth, mentre, di ritorno dalla spedizione, ti cercavo: ne so quanto te. Ma io sto su questa terra, tra gli uomini vivi. Non conosco incanti o meraviglie che essi non possano comprendere.

         Il tuo è il dio dei deboli, dei vinti, degli illusi che vivono aspettando solo dalla morte una impossibile salvezza.

         MEROB  Ma non è vero! Come puoi non credere, se lo conosci? Lui è sempre con noi, qui su questa terra, e con noi sarà anche in cielo. Io ti amo, Marco, come tutti i figli di Dio devono amarsi fra loro, ed anche per quello che tu sei! 

         MARCO  "Anche"? Ti ringrazio vivamente. Non so proprio come potrò rispondere con i miei a questi tuoi nobili sentimenti. Altri ne sono degni, non io. Per fortuna. 

         MEROB (con tono secco, per la prima volta) Non credo che sia una gran fortuna, giovane studioso romano! (ritornando al tono affettuoso ed un po' distaccato di poco prima). No, Marco, non credere che il Maestro ci indichi solo la vita dopo la morte. In questo tu sbagli. E' nella vita di oggi che dobbiamo seguirlo. ed è soprattutto questo che i suoi peggiori nemici non gli perdonano.

         Non è il dio dei vinti.

         Dieci giorni fa, davanti al tempio, il Maestro ha rovesciato con le sue mani le banche dei mercanti, cacciando tutti coloro che commerciavano dentro il recinto del tempio. "Sarà la mia una casa di preghiera - ha detto ricordando Isaia e Geremia - e voi ne avete fatto una spelonca di ladroni". 

         MARCO  So bene anche questo. Anzi, a parte il vostro dio che non mi riguarda, posso informarti sul seguito. Hai visto chi c'era due giorni dopo nel recinto del tempio? Gli stessi mercanti che erano fuggiti, sul momento, senza capirne molto, di fronte all'ira del tuo maestro che già aveva altro da fare.

         Egli è come il passaggio di una barca nell'oceano: apre le acque che subito si richiudono eguali alle sue spalle. Ti piace la "parabola"?

         E tu, come tanti altri, lo segui perché hai bisogno di una certezza che non hai saputo trovare in te stessa. Anche gli schiavi saranno soddisfatti, se si lasceranno trascinare dalla tua superstizione. Crederanno di risuscitare, dopo la morte, liberi. Ma intanto vivranno da servi. Se vuoi essere con loro io non posso impedirtelo.        

         MEROB  (mentre Marco fa qualche passo allontanandosi). Forse ci rivedremo. Buona fortuna a te, Marco. 

         MARCO Forse. Buona fortuna a te, Merob. (Si allontanano in direzioni opposte). 

         = Buio (sipario). =

                                                                                      VI
 

         = Inizia ancora "Die Kunst der Fuge" di J.S.Bach sullo stesso quadro della parte II. Il grande piazzale con i monumenti si scopre lentamente fino allo sfondo mentre sta entrando il Diavolo, vestito in abito scuro di tipo germanico dei primi secoli d.C. con un corto man­tello nero sulle spalle, volto regolare, capelli piuttosto lunghi, ben in ordine, pizzetto, nessun altro segno particolarmente evidente. Giunto presso il suo posto sul muretto (presso il quale c'è il cavalletto con un grande quadro coperto da un telo) il Diavolo si toglie il mantello e lo appoggia con cura sul muretto stesso. Fa cadere il telo e scopre così il nuovo quadro quasi completo. Gesù di Nazareth a mezzo busto. Mostrandosi prevalentemente di tre quarti, ma talvolta anche di fronte come nella parte II, si mette subito al lavoro, sempre con assoluta calma, per completarlo. La luce diminuisce lentamente fino al buio totale nel giro poche decine di secondi. A luce già attenuata inizia intanto la battuta seguente durante la quale si arriverà al buio e, dopo una graduale diminuzione del volume, alla dissolvenza della musica.=

         MEROB (voce fuori scena)  "A voi che ascoltate dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi calunniano. A chi ti percuote una guancia, porgi anche l'altra e a chi ti prende il mantello non impedire di toglierti anche la tunica. Dà a chiunque ti chiede e a chi prende il tuo non domandare restituzione". (La luce è ormai svanita. Poco dopo si dissolve anche la musica).

         Anche queste parole sono state dette dal nostro Maestro in Cafarnao, prima del suo arrivo a Nain e di lì, per molti luoghi, a Gerusalemme.

         = La luce inizia a scoprire lentamente un interno: Merob, Demetrio, Finees, Elisabeth intorno ad un tavolo. =

         DEMETRIO (con un leggero accento ironico) Ha anche detto, il tuo maestro, che gli eletti si salveranno e gli altri saranno dannati.

         Ha anche detto che è inevitabile che avvengano scandali, ma guai a coloro - ha detto - per mezzo dei quali gli scandali avvengono. Devo dedurre che saranno dannati.

         Ha detto ancora, insieme ad altre cose, che sarà perdonato chi avrà detto una parola contro il Figlio dell'uomo, mentre chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo non sarà perdonato. Che vuol dire? Chi è questo Spirito santo che non perdona?

         MEROB  Demetrio, tu sei un matematico e un filosofo ed io una donna semplice, con poca istruzione. Ma Gesù parla a tutti, perché tutti lo comprendano.

         DEMETRIO Credo che tutti dovranno comprendere almeno le basi essenziali della matematica e della filosofia, per  essere liberi. Ma non ho fatto complicati ragionamenti matematici: ho fatto alcune domande semplici. Se le risposte sono difficili o impossibili non dipende da me.

         MEROB  "Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e si imbattè nei briganti i quali, dopo averlo spogliato e caricato di percosse, se ne andarono lasciandolo mezzo morto..." Conosci la parabola?

         DEMETRIO  Per quella via, una via che porta fin quasi al fondo della valle del Mar Morto, attraverso la disperazione del deserto, scendeva un sacerdote il quale, visto il ferito, non se ne curò e passò oltre. Così fece, dopo di lui, un levìta. Ma un Samaritano, un avversario del ferito stesso, invece... Marco e Dan mi hanno riferito questa ed altre parabole di Gesù di Nazareth.

         FINEES  Per i discepoli di Gesù questi racconti sono il segno della discendenza di Gesù stesso da Dio. Ma questa discendenza si realizza in terra per tutti gli uomini i quali, secondo lui, sono tutti fratelli, come insegna il buon Samaritano. 

         DEMETRIO  Vero. Chiunque può essere il "prossimo", come dite voi, anche uno straniero o uno sconosciuto qualunque, E c'è il racconto del figliuol prodigo, il perdono del vostro dio anche per chi ha tradito la sua fiducia, purché sia veramente pentito. Ma gli uomini non si comportano come dice il maestro di Merob.

         MEROB  Non ancora, perché non hanno capito.

         DEMETRIO  Forse perché il vostro dio ha indurito i loro cuori, come il tuo stesso maestro ricordava? Di chi la colpa? 

         FINEES  Certo, Demetrio, queste cose ci fanno riflettere. Mi pare però che Gesù, al di là di queste espressioni che tu giustamente gli rimproveri, ci indichi la fraternità, l'amore tra tutti i figli di Dio che è il Padre nostro al di sopra di tutti. (Entra intanto Marco).

         ELISABETH  L'amore, caro padre, non si può ordinare in nome di qualcuno che sta sopra di noi, se non vuole essere solo apparenza, segno di paura, finzione o calcolo per una ricompensa futura. Che dici, Marco? 

         MARCO  Non ho nulla da aggiungere, Elisabeth.

         MEROB  Anche se voi non credete, la verità non cambia.

         Il cielo e la terra passeranno - ha detto il Maestro - ma le mie parole  non passeranno.

         = Buio nel giro di pochi secondi. Suoni aspri e fortissimi quali percussioni di lamiere, rullo di timpani, gong, squilli di tromba. =

         DAN  (voce in scena, generalmente nel buio, ma a volte il perso­naggio viene illuminato per un attimo ed è comunque chiaramente riconoscibile) Le tue parole passeranno, Gesù di Nazareth.

         = Diapositiva. Gesù sulla croce, morto. =

         DAN  Le tue parole passeranno. Ed insieme ad esse passeranno questa ed altre generazioni, e tu sarai morto, e ciò che hai immaginato non sarà ancora accaduto, né accadrà mai.

         = Diapositiva. Un altro uomo sulla croce =

         DAN  Le tue parole passeranno, Gesù di Nazareth... 

         = Diapositiva. Una grande croce nera. Da uno dei bracci pende un impiccato. = 

         DAN  ... e insieme ad esse passeranno questa ed altre generazioni... 

         = Diapositiva. Un uomo sul rogo. Alle sue spalle una grande croce nera. =

         DAN  ...e ciò che tu hai immaginato non sarà mai accaduto... 

         = Diapositiva. Un recinto di filo spinato. Da un lato la silhouette di un soldato vagamente "romano", ma con un elmo grigio metallico senza pennacchi, tale da dare in definitiva l'idea di un soldato nazista. Sullo sfondo una grande croce nera. =

         DAN  ....né accadrà mai.

         = Continuano gli effetti sonori in certi momenti fortissimi. Diapositive con scene diverse di violenze. Soldati che assalgono civili inermi tra i quali donne e bambini. Sempre una grande croce sullo sfondo.

         DAN  Eppure, ora che i tuoi crudeli nemici tramano contro la tua vita, io piango la tua giovinezza e la tua forza e mi preparo, come posso, a difenderti. 

            =Diapositive con scene di violenza e di tortura. Sempre una grande croce (il cui "stile" può variare) sullo sfondo

         DAN  Ma quando, ora o in un altro momento, gli assassini servi del potere che le tue parole vorrebbero distruggere, avranno la meglio su di te, io ti ricorderò come un uomo coraggioso e giusto. Così essi non avranno del tutto la meglio su di te. E questo anche se hai torto, Gesù, perché il tuo  coraggio non basta o perché - forse - non hai abbastanza coraggio per spogliarti delle tue ridicole vesti di dio e venire tra noi, uomo - né più né meno - tra gli uomini.

         = Buio dopo l'ultima diapositiva. Per il cinema tutta la situazione sarebbe più facilmente rappresentabile.

         Poi ancora il grande piazzale che si scopre gradualmente mentre emerge ancora "Die Kunst der Fuge" di J.S. Bach. Il Diavolo, in piedi e rivolto verso gli spettatori, nasconde in gran parte il cavalletto. Il costume nero che indossa è del medioevo avanzato, mentre il volto è coperto da una orrida maschera arcaica. Il Diavolo la toglie e sotto di essa ne appare un'altra egualmente orrida. La  cosa può durare per tre o quattro fasi e la maschera può essere egizia, indiana, greca, romana, purché a tratti orridi ed arcaici. Infine il Diavolo toglie l'ultima maschera e mostra il suo volto, come in precedenza, senza alcun camuffamento. Il mantello nero è sul muretto, vicino al primo costume di satiro (con ali di pipistrello, corna eccetera) del quale il Diavolo può indossare ad un certo punto la sola parte della testa, con aria noncurante o  vagamente ironica e provocatoria. Ad un certo punto il Diavolo afferra il forcone a quattro punte e con un tocco leggero fa cadere il drappo che ricopriva il nuovo quadro: una grande immagine di Gesù, ma questa volta sulla croce, sempre all'incirca a mezzo busto. Il diavolo guarda attentamente il quadro, lo solleva dal cavalletto, lo riguarda attentamente tenendolo appoggiato sul muretto, lo risolleva e lo mette infine, quasi gettandolo, con una certa  indifferenza, sopra la catasta degli altri quadri ammucchiati sopra e presso il muretto. Si   rivolge prima verso lo sfondo del grande piazzale, poi verso gli spettatori  lasciando andare lentamente lo sguardo tutto intorno. Intanto la luce  diminuisce e poco dopo anche il volume della musica si abbassa e si arriva prima al buio e poi al silenzio. =

                                                                                  

                                                                                    VII
 

         = Una sala nel palazzo residenziale di Ponzio Pilato. Gli ultimi invitati alla cena si stanno allontanando. Pilato si alza dal letto sul quale ha cenato e con un gesto cordiale prende per un braccio Lucio che era già in piedi presso di lui. Sulla scena restano ben presto solo loro due oltre ad un servo e quattro guardie, due per ciascuna delle due porte visibili. Pilato prende una coppa per  Lucio ed una  per sé e le posa su un piccolo tavolo presso il quale sono due eleganti sgabelli, lontano dalla tavola principale. Il servo si affretta a portare una preziosa brocca di vino. Pilato lo ferma, prende egli stesso il recipiente e versa da bere prima per Lucio, poi per se stesso. Ad un suo cenno escono prima il servo poi le quattro guardie che chiudono le porte.

         PILATO (indicando a Lucio gli sgabelli) Quello che mi chiedi mi procura pensieri che vorrei evitare.(Si siedono).

O forse fa affiorare nella mia mente pensieri che vorrei lasciarvi dormire. Capisci? Anche io sono convinto che tutto questo accanirsi contro questo Rabbi, come si dice qui, questo...Maestro di Nazareth sia una reazione irosa dei potenti capi religiosi che sono più fanatici di lui e temono di perdere prestigio tra la popolazione... e si sentono messi sotto accusa nelle sue orazioni pubbliche. Dicono che non faccia complimenti con nessuno, questo Gesù, o Cristo, come lo chiamano. Potremmo coniare un nuovo termine (sorride), come se non ce ne fossero già abbastanza per tutte le sette che infestano il paese ...Nazaristi, o... Cristini... Ma insomma né lui ne i suoi seguaci hanno fatto veramente male ad una mosca. E se dovessimo incarcerare o uccidere tutti i profeti e i predicatori non vedo più (solleva la coppa verso Lucio e beve un sorso)... a chi faremmo pagare le tasse in questo paese. 

         LUCIO (mentre restituisce il gesto di cortesia sollevando a sua volta la coppa e bevendo un sorso) Hai ragione, Ponzio.

         PILATO  Già. Ciò nonostante ho tenuto in carcere Gesù dopo che me l'hanno consegnato e l'ho interrogato io stesso, come sai. Poi l'ho mandato a Erode che come Re - nientemeno! - della Galilea poteva pur dire la sua. Infatti lo ha fatto insultare dai suoi formidabili guerrieri, lo ha maltrattato e deriso. Forse si aspettava di vedergli fare qualche miracolo di quelli che i superstiziosi discepoli gli attribuiscono e deve essere rimasto deluso. Ma anche lui non ha trovato nessuna accusa seria da muovergli e me lo ha rimandato.

         Per me può dire ciò che vuole sul suo dio e sull'amore  fraterno e tante altre belle storie, finché rispetta le leggi e non crea disordini. E se c'è stato qualche battibecco in giro o è volato qualche sgabello al Tempio, probabilmente non solo per colpa dei... Cristini, non credo che dovremmo farla tanto lunga.

         Perciò ho pensato... avevo pensato di rimettere in libertà questo Rabbi, questo "Maestro", consigliandogli di tenere un po' la lingua a freno. E per ricordarglielo meglio l'ho fatto frustare... Non mi scomodo per niente. Ma ti confesso che la cosa non mi ha affatto divertito. Ho fama di essere un governatore duro, ma so essere clemente ed in questo caso vorrei esserlo. E' un uomo convinto di quello che dice e non vedo proprio nulla che dovrebbe preoccupare noi Romani né gli Ebrei, del resto, sia i nostri sudditi diretti sia tutti gli altri, se avessero tutti il buon senso di lasciarlo in pace e non dargli più importanza del necessario. 

         LUCIO  Ancora una volta sono pienamente d'accordo con te, Ponzio, come del resto moltissimi cittadini di Gerusalemme. Ma purtroppo... 

         PILATO  Già. Purtroppo ora i capi più duri sembrano avere un gran seguito e tengono in agitazione le piazze. 

         LUCIO Ho visto. E' per questo che ho chiesto il tuo aiuto. Non avevo dubbi che in una situazione più tranquilla avresti già fatto liberare quell'uomo. 

         PILATO  In una situazione più tranquilla troverei il modo di costringerti a continuare subito il tuo racconto sulla tua magnifica spedizione e di festeggiare meglio il tuo nuovo grado, tribuno, meritato quanto altri mai, credo. Ma non illuderti di passarla liscia. Voglio sapere tutto, sui paesi e sui popoli, sulle misure e sugli strumenti. Non lascerò in pace te ed i tuoi amici, Demetrio il matematico greco, Dan il brillante geografo ebreo e il concittadino Marco... Quel pazzo ha molto talento! Ora doveva proprio mettermi tra i piedi i... Cristini per farmi diventare pazzo come lui!... Ma non ci riuscirà. Cosa ti ha chiesto di fare, di preciso? Non è neppure un discepolo di questo Cristo... almeno lo spero. 

         LUCIO  Ci mancherebbe! Di... preciso, dicevi? Sì: dice che non si può condannare un uomo che predica la pace... e anche la dignità uguale di tutti gli uomini... dato che non vuole certo imporre con la forza - che del resto non ha - i suoi vaghi progetti... che poi dovrebbero realizzarsi attraverso lui che sarebbe il figlio del dio di Abramo eccetera,... il Messia, come dicono, venuto a salvare non si sa bene chi, se solo gli Ebrei o gli eletti tra gli ebrei o tra tutti - come pare più probabile, Romani compresi e allora non si sa da chi o da che cosa vorrebbe salvarci. (Pilato sorride facendo un cordiale gesto di approvazione)  Sai meglio di me come vanno certe storie, qui in Giudea e nei dintorni. Per farsi ascoltare è facile che qualcuno vanti qualche speciale rapporto con il dio di Abramo, Mosè eccetera... Ma se si tratta di pace, anche Roma vuole la pace, benché in modo notevolmente diverso...

         PILATO  Puoi scommetterci!... 

         LUCIO  Naturalmente. Noi non porgiamo l'altra guancia a chi ci dà uno schiaffo, Abbiamo altro modi di rispondere. E non di rado la risposta arriva prima dello schiaffo. Ci basta la mossa - come si dice - o il sospetto di una mossa.

         PILATO  Naturalmente. In questo non siamo certo da meno di tanti nostri sudditi e amici ebrei... Allora?

         = Pilato si alza. Lucio si alza a sua volta. In seguito i due si muovono per la stanza, tornano talvolta a sedersi o si appoggiano a qualche mobile, bevono dalle loro coppe o prendono qualche frutto dal tavolo grande mentre la conversazione continua

         LUCIO Dovresti comunque liberarlo. Per quello che è e per quello che sei tu, per imporre anche in questa occasione la legge di Roma che non perseguita chi non la offende. Piaccia o non piaccia al Gran Sinedrio di Gerusalemme. Avrai anche pensato alla prossima festa, ma...

         PILATO  Ci ho pensato, infatti. Ma quelli che si aspettano di veder libero il ribelle Barabba non saranno contenti di vedere al suo posto libero il Rabbi Gesù.

         LUCIO  Ma Barabba è un ribelle. Tu l'hai detto. 

         PILATO  (vivamente sorpreso per un brevissimo istante)  Ho già sentito questa frase.  Una delle poche che Gesù ha pronunciato davanti a me. E' stato quando gli ho chiesto. "Sei tu il Re dei Giudei? Ma lui intendeva il Messia, un liberatore spirituale, credo, o qualcosa del genere. Non vuole togliere il potere politico a nessuno, immagino. Non si tratta di questo. 

         LUCIO  Ma io dico: poiché Barabba è un ribelle - un valoroso, a suo modo! ma un ribelle - hai buoni motivi per tenerlo in carcere o farlo giustiziare, se è necessario. 

         PILATO  Lucio! Non sei così ingenuo. Ho motivi anche più validi, se è per questo, per liberarlo  permettendogli di ricongiungersi ai suoi banditi e farlo poi attaccare da un paio di manipoli con due squadre di cavalleria che abbiano l'ordine di non fare prigionieri.

         LUCIO  Liberali ambedue, allora! 

         PILATO  Lucio, non continuare a chiudere gli occhi! Tu lo sai: lo vogliono morto.

         LUCIO  Lo so.       

         PILATO E allora parla, finalmente! Ti ascolterò. Voglio ascoltarti.

         LUCIO  Ecco: possiamo fare un'azione rapida. Firmami il permesso di transitare in città con i miei uomini.

         PILATO  Voi? La tua coorte?... Lo immaginavo.

         LUCIO  Basterebbero anche due sole centurie con l'appoggio di una cinquantina di arcieri e due squadre di cavalleria, ma sarà meglio non dividere la coorte... durante il trasferimento. Diremo che c'è un trasferimento... normale passaggio di reparti... avvicendamento di guarnigioni, se tu firmerai l'ordine che ci autorizza a passare... per un motivo urgente... stabiliremo poi i particolari. E per caso...

         PILATO  Già, per caso...

         LUCIO  ... queste mie truppe si troveranno coinvolte in una sommossa, una serie di tafferugli tra fazioni rivali ... Per difendersi si metteranno in ordine di combattimento ed arresteranno qualcuno. Sì, proprio mentre il Rabbi Gesù, appena condotto fuori dal carcere, sarà sulla strada che dovrebbe condurlo all'esecuzione.

         PILATO  Sotto la scorta dei miei uomini! ... Assurdo!... Come....? 

         LUCIO  Lo sai bene, Ponzio. Li avvertirai. Non saranno coinvolti. Ci lasceranno il prigioniero perché avranno l'ordine di partecipare al presidio della città in altra zona, nel timore di un'estensione della rivolta e sapranno di poter partire quando arriveranno i miei uomini a dar loro il cambio.       

         PILATO  ... con te in testa, Lucio. O no? 

         LUCIO  Va bene. Ci sarò io stesso. 

         PILATO  Temo che sia una pazzia... 

         LUCIO  Senza dubbio. Ma è da fare. 

         PILATO  Sarebbe necessario che alcuni dei Nazareni si muovessero, ci vorrebbe un bel baccano!... 

         LUCIO  Certo. Dovranno muoversi! 

         PILATO  Ma se uno - bada bene! - anche uno solo dei miei uomini sarà perduto... Comprendi?... 

         LUCIO  Ne risponderò, senza condizioni. 

         PILATO  Bene. Forse non occorre ricordare che tutto dovrà avvenire - se avverrà - malgrado Pilato e senza alcun serio indizio che lui... che io sia in qualunque modo partecipe. Non penso alla mia posizione personale. E' in gioco la fiducia nei Romani che se si può mantenere talvolta anche senza la spada, non è male. Firmerò comunque l'ordine di trasferimento per l'intera coorte, compresi gli arcieri e le due squadre di cavalleria. Con la data di  alcuni giorni fa, quando l'esecuzione non era stata ancora decisa, per non destare altri sospetti, e con l'indicazione dell'ora che sarà di poco precedente quella fissata per l'esecuzione.        

         LUCIO  E' inteso. Sarà chiaro che solo per reprimere la sommossa avremo agito interpretando la tua volontà che in questi casi è sempre evidentemente volta a mantenere l'ordine. Consegneremo diversi prigionieri proprio ai tuoi ufficiali e per un puro caso, nella confusione... 

         PILATO  ...  il prigioniero galileo Gesù di Nazareth sparirà. Nessuno crederà al puro caso. Già molti, sotto gli ossequi formali, mi guardano di traverso, perché hanno  timore che io sia troppo tenero con il Galileo. Anche se non osano fiatare in pubblico, naturalmente. Sospettino pure, purché non abbiano l'ombra di una prova!

         Del resto la scomparsa di questo predicatore sarà compensata dal successo complessivo dell'operazione per il quale, Lucio, non potrei affidarmi ad un uomo migliore di te. (Va verso una delle due porte)

         LUCIO  Ti ringrazio. Onorerò la tua fiducia a qualunque costo.(La porta si apre e rientrano due guardie).  

         PILATO  A condizione... 

          LUCIO  ... a condizione...?

         PILATO  ... che tu mi consegni al più presto, appena sarà pronto,  un volume  della relazione, e mi faccia anche a voce un racconto dettagliato sulla vostra spedizione durante una delle prossime cene cui ti costringerò ad essere l'ospite d'onore insieme ai tuoi compagni. 

         LUCIO  Puoi contarci! (Si stringono le mani).        

         PILATO  (alle guardie) Accompagnate il tribuno. (Lucio esce con le due guardie).

                                              
                                                                                     VIII

 

          = Una radura in un bosco presso Gerusalemme. Sera. Verso il centro della scena una tenda, in alto. In basso una strada percorsa a tratti da qualche soldato. I due piani devono essere abbastanza distinti (sia per cinema che per teatro) ma tra essi è comunque evidente anche un certo collegamento ( un tratto di strada o un sentiero ad un lato della scena o dell'inquadratura). Lucio è in piedi presso la tenda, sull'entrata ad ognuno dei due lati della quale due soldati montano la guardia. Marco entrando va incontro a Lucio. =        

         MARCO  (passando in mezzo ai soldati che lo salutano con un ge­sto). Buona sera, amici. (A Lucio) E' come ti dicevo.

         LUCIO  Come mi dicevi? Mi hai detto molte cose. 

         MARCO  Sì, molte. Ora verranno. C'è anche Merob, sì, anche lei. 

         LUCIO  Anche Dan?

         MARCO  Lui è la guida. 

         LUCIO  Bene. Ed i miei uomini sono pronti. Benchè siano solo poche settimane da quando siamo tornati, non c'è uno che non chieda ogni giorno di te tra i veterani della spedizione.  E quelli che abbiamo reclutato dopo nella nostra coorte sono - comunque - dei buoni soldati. Ora, con gli ausiliari e le squadre di cavalleria siamo in tutto milleduecentoventi.       

         MARCO Altro che coorte! E' quasi una mezza legione. 

         LUCIO  Non esageriamo. Dunque: I seguaci di Gesù devono mettere in atto una sommossa, o almeno fare un po' di confusione per permettermi di intervenire. A queste condizioni i miei uomini sono pronti. 

         MARCO  Meglio sarebbe se fossero pronti senza condizioni. ma so che non puoi fare di più. Ciò anche se stai percorrendo di buon passo i sentieri della gloria. Da centurione, sia pure già con comando straordinario permanente di una coorte, a tribuno! Dove arriverai... 

         LUCIO (completando la battuta insieme a Marco)... di questo passo? Credo che finirò in prigione, se continuerò a dare retta a certi eminenti scienziati (Fa un cenno ai quattro soldati che si allontanano). Se invece non riuscirai a mandarmi del tutto in rovina, tornerò a casa almeno per un po' e poi chiederò un comando in Gallia. 

         MARCO Bella pensata, proprio! 

         LUCIO  Non dirai che potresti raggiungermi anche lì, spero, per cacciarmi nei guai! 

         MARCO  Puoi star certo che ci proverò. Ecco. Arrivano. (Entrano Merob, Vasti, Elisabeth e infine Dan). 

         ELISABETH (mentre tutti si salutano con brevi cenni)  Occorre decidere subito. Il governatore sta per affidare al popolo la scelta tra Gesù e Barabba: uno vivrà e l'altro sarà crocifisso. Non c'è dubbio che il popolo sceglierà Barabba. Ma se anche Pilato liberasse l'uno e l'altro, Gesù di Nazareth rischia di essere subito ripreso dai suoi nemici qui in Gerusalemme e "giustiziato", come dice qualcuno, senza processo.        

         LUCIO  Elisabeth! Marco mi ha parlato di te. Non sei una dei seguaci del Rabbi Gesù, che io sappia. 

         ELISABETH Gli sono amica, come Marco e come Dan, che ci ha cortesemente scortato qui e come tanti altri.   

         LUCIO  Tanti, ma non abbastanza, forse. 

         VASTI  Merob e io siamo tra i suoi discepoli.        

         LUCIO  E allora: ci sono novità? Avete chiarito le idee? Tu sai cosa intendiamo fare. Puoi immaginare anche i rischi che corriamo. Ma ne vale la pena. Certamente. 

         VASTI  Sappiamo cosa vorreste fare. Ma non abbiamo cambiato le idee che ci guidano, fedeli all'insegnamento del Maestro. Siamo qui proprio per dirti che coloro che seguono il Maestro non approvano il vostro proposito. 

         LUCIO  Senti: sai che io non sono un discepolo del tuo maestro...

         VASTI  Mi hanno detto che credi agli dei. 

         LUCIO  A modo mio. Ma sono pronto a liberare Gesù. Se nessuno interviene quest'uomo sarà ucciso sulla croce come uno schiavo, un ladro, un assassino. 

         ELISABETH  E' vero. Anche se ciò significherà senza alcun dubbio che chi lo ucciderà sarà degno di essere considerato schiavo e ladro e, naturalmente, assassino

         MEROB  Nessuno libererà il Maestro con la forza!

         LUCIO  Lo so che siete gente testarda, ma questo è ancora da decidere.

         VASTI  Il Maestro non è venuto sulla terra per farsi guidare da voi.

         LUCIO  E chi vuole guidarlo? Lo porteremo semplicemente via, affidandolo alle robuste spalle si qualche legionario.

         MARCO  Sentite: tra qualche ora ci sarà confusione vicino al carcere. I più duri tra i farisei, per essere proprio sicuri del fatto loro, non faranno nulla per evitare un tentativo di linciaggio e per questo ci sono parecchi esaltati che non hanno nulla da perdere. Dan ed io ci assumiamo la responsabilità di determinare una situazione di confusione insopportabile proprio mentre la coorte di Lucio, al com­pleto, sarà in marcia di trasferimento. L'ordine per il trasferimento è gia stato dato da Lucio che è qui davanti a voi, ed approvato, in segreto, ma con assoluta sicurezza, dal governatore Ponzio Pilato. Lucio sarà costretto, secondo tutte le apparenze, ad intervenire. Si tratterà di sottrarre al linciaggio un uomo già destinato alla legittima crocifissione. Ma intanto lo terremo in custodia in modo tale che potrà, solo che lo voglia,...o che gli sia permesso dai membri della sua setta, andarsene come, quando e dove vorrà. Non condannate all'insuccesso questa azione! Per  noi è un dovere. 

         LUCIO Occorre però che i vostri capi... i vostri compagni non solo non ci ostacolino, ma che suscitino, che almeno contribuiscano a suscitare una certa agitazione, che si muovano, insomma e, probabilmente, che il vostro maestro stesso non si opponga.

         MEROB  Credete che, se Egli volesse, non potrebbe, solo con un pensiero, far crollare le stesse mura del carcere o comunque uscirne a dispetto di tutti i guardiani e senza l'aiuto di nessun altro, oltre al Suo Padre Celeste? 

         LUCIO  No, non lo credo, Signora, ed a parte questo, non vedo perché dovrebbe farsi trattare come un criminale. 

         MEROB  Ascoltatemi voi, ora, amici. Noi sappiamo che tutto ciò doveva accadere. Il Maestro ce l'ha annunciato tre volte. Era necessario che il Figlio di Dio fosse preso dai suoi nemici. E' necessario che il suo destino si compia per la salvezza di tutti noi. 

         MARCO  Per la nostra salvezza è necessaria la sua morte?        

         MEROB  Sì, a causa dei nostri peccati. 

         MARCO Sciocchezze! Nessuno può essere ritenuto responsabile di delitti commessi da altri. 

         MEROB  Sciocca può essere anche la tua scienza. 

         MARCO  Certo, per chi ama illudersi. 

         MEROB  La verità è che il Padre nostro che è nei cieli ha inviato Lui, il suo stesso Figlio proprio come vittima. E lui accetta il sacrificio. Chi siete, chi siamo noi per intralciare il disegno di Dio?

         DAN  Vedi: a noi non interessano le sorti dei figli degli dei. Vogliamo salvare un uomo giusto: Abbiamo le forze per farlo, e ragioni da vendere. Lasciarlo in potere dei suoi nemici è ormai secondo noi una complicità di fatto in un assassinio.

         = Senza che il dialogo si interrompa, sulla strada in basso passa, da destra verso sinistra, vestito con una semplice veste grigio-azzurra lunga fino ai piedi, il Diavolo, camminando molto lentamente con un libro in mano su cui legge a tratti, mentre qualche volta lo chiude e si guarda con calma intorno. Incrocia due o tre soldati e viene superato da altri senza dare né ricevere particolari segni di attenzione, a parte cenni di saluto quasi impercettibili. Lentamente si avvicina al limite sinistro della scena (o dell'inquadratura) ed esce. =  

         LUCIO Il governatore Ponzio Pilato è convinto dell'innocenza di Gesù Cristo e vorrebbe salvarlo. Su questo non posso dire altro.  Se il popolo, o quello che qualcuno vuol far credere il popolo, istigato dai sacerdoti e dai capi che vogliono la sua morte, sarà chiamato a decidere, non ci sarà scampo, mi dicono. Ma io non salverò nessuno contro la sua stessa volontà, ammesso che il Rabbi di Nazareth abbia ancora una reale volontà e possa manifestarla indipendentemente da certi suoi "discepoli".

         VASTI  Il popolo sceglierà certamente di far liberare Barabba, un assassino. 

         DAN  Un giudizio un po' facile sul popolo e su Barabba.

         VASTI  Non ha ucciso un uomo?        

         DAN   E chi lo nega? Ma nel corso di una rivolta. Non per rapina, ad esempio. Il grande David ne  ha uccisi anche più e nessuno lo chiama assassino. Informati meglio su  Barabba e sul popolo che non è solo quello che ora favorisce   la morte di Gesù di Nazareth. Non ho nulla contro Barabba - che venga pure liberato! - ma ora per noi si tratta di liberare Gesù.

         VASTI  Non è possibile un discorso più assurdo di questo. E' proprio Lui, il Maestro, che è venuto in terra per liberare tutti noi.

         DAN  Per questo bisogna assassinarlo con la coscienza tranquilla!  

         VASTI  Dovresti vergognarti di parlare così, tu, un uomo istruito.       

         DAN  Non sarò io, tra poco, a piantare i chiodi sul suo povero corpo. Sarete voi, se non riusciremo ad impedirvelo!

         MEROB  Ti prego, Dan. Capisco che non ha senso per te e per i tuoi amici che noi ti diciamo che quello che accadrà è proprio ciò che il Padre nostro vuole e che, quindi, è giusto. Ma per noi è così, e nessuno può impedirci di credere alla verità e di agire per essa. Amici! Sto parlando con uomini colti...

         LUCIO  Signora, veniamo al punto.

         MEROB  Ci sono, tribuno, con un esempio. Non conoscete voi meglio di me l'antica storia di Socrate? Anche lui preferì rimanere in carcere ed affrontare la morte per un motivo superiore che gli stessi amici che volevano liberarlo non compresero subito: per il rispetto di quelle stesse leggi che lui, dopo tutto, non riteneva certo perfette a che in più occasioni aveva certo aspramente criticato.

         LUCIO  Vero, anche se forse la situazione era un po' diversa. Ma che significa, ora, questo? 

         MEROB  Ben altre ragioni, che risiedono nella volontà del Padre Celeste, esigono ora la persecuzione e la morte del Maestro.

         MARCO  Io non sono così sottile come te. Ma mi sono sempre permesso e mi permetto di non essere d'accordo con chi si autodistrugge o permette che altri lo distruggano. Poteva sbagliare anche il grande Socrate, in un'altra situazione, e può sbagliare il grande Cristo o chi lo induce a non difendersi. Dove sono finite tutte le possibilità che tutti questi illustri maestri suicidi avrebbero ancora avuto per rendere migliori con il loro insegnamento i loro fratelli, dopo che la loro mente è stata spenta per sempre? 

         VASTI  E' terribile come tu possa considerare tutte queste cose con tanta superficialità! 

         MARCO  Se tu sei tanto profonda, allora io preferisco quella che tu chiami superficialità.

         LUCIO  Nemmeno io riesco a giustificare questa ostinazione, ma non posso impedire a questa gente di comportarsi come crede. Questo Gesù di Nazareth è il loro maestro, non il mio.

         MARCO  Per questo vuoi lasciarlo morire? 

         LUCIO  (brusco)  Sono pronto a mantenere la promessa di intervenire in suo favore. Posso fare i salti mortali. Ma non gioco con la vita dei miei soldati, senza o contro gli ordini dei miei superiori, per qualcuno che non vuole il mio aiuto. Poiché - è chiaro - l'azione potrebbe costare anche la vita a qualcuno ed io dovrei risponderne di fronte al governatore ed alle autorità militari. Che i seguaci di Gesù mi diano almeno un buon pretesto per intervenire! Contavo su una forte sommossa. Ma ora sembra che, dopo l'arresto del maestro, i discepoli abbiano perso ogni iniziativa. (Impone il silenzio con un gesto a Merob,  Vasti e Marco che stavano per intervenire).

         Non posso mandare i miei uomini travestiti da rivoltosi. E' un po' tardi. E inoltre Pilato non potrebbe che condannare durissimamente un'azione che lo metterebbe ancor più allo scoperto.  Tutti immaginerebbero subito che c'é, come si dice, il suo "zampino". Io stesso, comunque, non potrei in alcun modo giustificarla di fronte ai miei ufficiali ed ai miei soldati. 

         MEROB  Ma i discepoli di Gesù non vogliono l'aiuto delle tue armi, tribuno. Ora lo comprendi bene. Non è questa prova di forza che il nostro Maestro vi chiede, anche se lui comprende certamente che i vostri propositi nascono da sentimenti buoni. 

         ELISABETH (con accento estremamente triste, ma sempre chiaro)   Chi può dire cosa sia in grado di comprendere ora Gesù di Nazareth? Neppure i suoi discepoli vogliono liberarlo, sia pure per rivederlo e sentire ancora la sua voce.

         Così voi, con o senza il suo consenso, uccidete il vostro Maestro.  

         MEROB  In passato dicevi il nostro. 

         ELISABETH  In passato. (Breve pausa. Poi Elisabeth continua, commossa ma sicura) Ora credo che il migliore dei suoi discepoli sia stato proprio quel Giuda Iscariota che l'ha consegnato ai suoi nemici. Poiché - lo avete detto - era necessario che ciò avvenisse e dunque Giuda ha compiuto il volere di Dio mentre voi aspettavate. Qualcuno dice che Giuda abbia agito così non perché corrotto dal denaro dei sacerdoti, ma soltanto per mettere alla prova la potenza del Maestro. E' probabile che sia vero.  Ma è certo che  ha iniziato, forse  per un tragico errore, un'opera che voi state portando a compimento. 

         MARCO (con uno scatto improvviso)  E' vero! Ma non è ancora compiuta. Dove sono i vecchi compagni della spedizione? Se il tribuno non si decide, vediamo cosa ne diranno loro! (gridando) Sabino! ( Fa per scendere attraverso il sentiero che porta sulla strada in basso). Mario! decurione Attilio!

=Due guardie, rapidissime, immobilizzano Marco afferrandolo per la braccia, mentre altre due, a pochi passi di distanza pongono la  mano sull'elsa della spada, senza sguainarla.  Alcuni soldati stanno entrando sulla scena in basso =

         LUCIO  (ai soldati in basso)  Nulla. Tornate ai vostri posti. (I soldati si ritirano. Lucio si rivolge, deciso ma calmo, a Marco). Agli ufficiali ed ai soldati della mia coorte gli ordini li do io.

         Sabino! (dalla tenda esce il soldato Sabino). Prendi due uomini e accompagna (indicando Merob e Vasti) queste due signore. (Sabino fa un cenno alle due donne e le conduce in basso dove ad un altro suo cenno due soldati si uniscono a lui ed alle due donne) Devono assistere ad una esecuzione. (I tre soldati e le due donne escono da sinistra).

         Centurione Attilio!... (rivolgendosi a Marco ancora tra le due guardie mentre Attilio esce dalla tenda e si pone di fronte a Lucio in attesa di ordini)... E' sempre con me ed è cresciuto di grado anche lui.

         MARCO  Mi rallegro!

         ATTILIO  Ed io ti ringrazio. 

         LUCIO  (ad Attilio)  Vuoi provvedere tu ad annullare l'ordine e dare il riposo alla coorte? 

         ATTILIO  Subito!(Va verso il basso ed esce da destra). 

         = Si attenua la luce. Ad un cenno di Lucio i due soldati che custodivano Marco lo liberano e si mettono davanti all'ingresso della tenda. Dan stringe la mano a Lucio, a Marco e ad Elisabeth che era rimasta appartata, poi scende ed esce da sinistra. Lucio rientra nella tenda. Marco scende per qualche passo verso la strada mentre Elisabeth rimane immobile in alto. Inizia "Komm in mein' Herzens Haus" dalla cantata "Ein feste Burg" di J. S. Bach (preferibile un'edizione con Agnes Giebel, soprano). Marco si ferma a metà del sentiero e si rivolge ad Elisabeth = 

         MARCO  Io devo dirti, Elisabeth... Ma proprio mentre avvengono queste cose?

         ELISABETH  Proprio ora, Marco. L'amore nasce anche quando sembra impensabile e assurdo, anche quando è impossibile. Dove sei tu è la mia casa ed il mio amore. (Scende verso Marco: Lo abbraccia. Insieme risalgono lungo i pochi passi del sentiero fino alla parte alta della scena). 

         = Sulla strada più in basso passa lentamente, come prima, il Diavolo entrando da destra per uscire da sinistra. La luce si perde rapidamente. Continua, nel buio, il brano di cui sopra (circa 3 minuti e trenta secondi in tutto) fino alla conclusione.

         Subito dopo: rullo di timpani. Colpi di lamiere e/o altri effetti sonori tali da dare l'aspettativa di un momento estremamente drammatico. In alternativa si potrebbe mandare ad alto volume l'inizio del "Dies irae" dal "Requiem" di Verdi (pochissimi secondi, poi in sottofondo per la battuta seguente)

         VOCE DI GESÙ (grido fortissimo, lacerante, con il tono disperato che le parole suggerisconoMio Dio! Perché tu mi hai abbandonato?  

         = La luce aumenta gradualmente fino ad una discreta intensità. Si sta terminando di smontare la tenda del comando della coorte. I soldati, nel giro di due minuti trasporteranno tutto il materiale rimanente in basso fuori della scena sulla quale rimangono solo Lucio, Elisabeth e Marco.

         LUCIO  Questo gravissimo insuccesso non ci deve annientare. Abbiamo cercato di fare, come sempre, il nostro dovere. (Stringe fra le sue le mani di Marco e di Elisabeth poi si allontana ed esce con un ulteriore gesto di saluto cui i due rispondono).  

         = Buio. Poi ancora la scena dell'immenso piazzale che si apre abbastanza rapidamente. Inizio di "Die Kunst der Fuge". Scena priva di personaggi. Sul cavalletto, rivolta verso gli spettatori, un'immagine che raffigura il volto del Diavolo stesso. L'opera è evidentemente terminata. Da sinistra entrano Elisabeth e Marco. Da destra entra il Diavolo, ora in abito nero e mantello nero di stile romantico tra la fine del secolo XVIII e l'inizio del XIX. Guarda i due giovani e sorride come invitandoli ad osservare la scena. I tre personaggi giungono ad affiancarsi guardando  il fondo, di spalle rispetto agli spettatori. Poi escono lentamente da sinistra. Continua la musica fino alla fine del Contrapunctus I mentre si arriva al buio (sipario) = 

Musiche impiegate nel dramma:
-F. Schubert, Sonata per pf in LA, II movi­mento in fa#,
--J. S. Bach, Komm in mein’Herzens Haus, aria per soprano dalla Cantata  Ein Feste Burg ist Unser Gott
- J..S. Bach, Contrapunctus 1 (ed eventualm seguenti) da Die Kunst der Fuge
- G..Verdi, Inizio del Dier Irae dal Requiem


NUOVI DIALOGHI
         di Luciano

L’avvocato difensore
atto unico opus 2


Ad Alberto Barbadoro
 

PERSONAGGI ¹

PRIMO INFERNALE

SECONDO INFERNALE

L’AUTORE

LA CORTE CELESTE (angeli e profeti)

IL PRESIDENTE del Tribunale

MICHAEL, arcangelo

L'UOMO, imputato

IL PUBBLICO MINISTERO, profeta

IL DIAVOLO

PRIMO ANGELO        

SECONDO ANGELO    della Corte celeste

L’ALTISSIMO

LA CORTE INFERNALE

PRIMA FANCIULLA

PRIMO GIOVANE     della Corte infernale

¹  Gli infernali in forma ed abiti umani moderni, sobri ed eleganti; gli angeli in forma umana con lunghe tuniche bianche; i profeti con acconciature e vesti solenni tradizionali.

 

                                                                    PROLOGO
                                                            (a scena chiusa)²

         VOCE (dall'interno) L' uomo è il risultato e la manifestazione  di tutte le forze che hanno agito su di lui prima o dopo la nascita. In ogni istante la sua azione dipende unicamente dalla sua costituzione e dall'intensità e direzione delle varie influenze cui è stato soggetto. Alcune di tali influenze si neutralizzano indubbiamente fra di loro. Ma l'uomo agirà secondo la sua natura e secondo le influenze che ha subìto in passato e che subisce nel presente, con la regolarità e l'ineluttabilità di una macchina ...         Perché il futuro dipende dal presente, e il presente ... dipende dal passato: e il passato è inalterabile. "Una visita ad Erewhon: Il libro delle macchine" di Samuel Butler).       

PRIMO INFERNALE  (solo: figura di mezza età, in un moderno abito da sera, entrando attraverso il sipario) Poiché voi avrete, tra poco, la fortuna di assistere ad una scena assolutamente reale e - lo spero per voi - altamente educativa, come se vi trovaste a teatro, eccomi, Signori, a farla da prologo. Si tratta di un processo ad un vostro simile, benché non sia certo che tutti voi riuscirete a riconoscervi in lui, e sarebbe tanto peggio per voi. Il tribunale è fra Cielo e Inferno, cioè giusto sopra la faccia della terra, dove vi trovate voi.

         Un uomo si è presentato ai giudici celesti, sotto la presidenza di un "neutrale" se così ci si può esprimere, comunque di un tizio che pochi di voi, a quanto mi sembra, dovrebbero conoscere o avere in simpatia. È un uomo anche lui, un terricolo che ha fama di essere molto equilibrato nei suoi giudizî e non parteggia per gli dei né per i diavoli. Anzi è stato scelto come magistrato in questo caso perché è stato rilevato che pochissimi sono giusti quanto lui e nessuno sembra più giusto di lui. Non vi viene in mente un nome? Non mi meraviglio e poi qui  non si fanno questioni di nomi. Potete pensare a chi volete, per tale ruolo. Tra i tanti anche ad un nuovo Luciano  di Samosata.

² In certe situazioni, se l'opera viene diffusa per radio, si può far ricorso, benché non sia  indispensabile, ad una voce che legga alcune didascalie e si possono sottolineare certi effetti sonori.
 

 Ma l'uomo doveva in ogni modo avere nel giudizio un componente della sua specie, affinché fosse stabilito almeno un elemento formale di garanzia. 

         Se l'uomo sia vivo o, per così dire, morto, non mi è stato ufficialmente dichiarato e per coloro cui interessasse devo dire che non credo si discuterà di questo particolare durante il processo. Del resto su ciò ognuno di voi potrà giudicare come meglio crede, sempre tenendo presente che, come da ogni altro, anche dal vostro giudizio si potranno trarre gli elementi per  giudicare voi.

         L'accusa che gli si muove è questa: non credere alla sua libertà, al "libero arbitrio".

         Egli, ben lontano dal pensare di smentirla (così, spesso, ci si difende) si è presentato qui, davanti ad una corte composta esclusivamente di celesti - il che non gli va giustamente a genio - per cercare di dimostrare, con l'aiuto, se lo vorrà, di un avvocato a sua scelta che il fatto "non costituisce reato", come si direbbe in un normale giudizio, che insomma non è imputabile a sua colpa.

         In termini generali nessuno oserebbe negargli l'asso-luzione, sempre che il suo pensiero sia sincero e non frutto di superbia o d'intellettualismo marcio e via dicendo, con tutta la sequela di obiezioni idiote, di se e di ma che si oppongono sempre a chi non la pensa come dovrebbe pensare.

         Una volta squartata la sua coscienza, trovandolo proprio sincero, potrebbe assolverlo qualunque giudice terreno, poichè, appunto, la "colpa" non è mai nell'idea, anche se errata,  ma nell' intenzione con la quale la si professa.

         Ma il fatto che egli osi persistere "sfrontatamente" nel suo atteggiamento di fronte alla Corte celeste radunatasi con la piena assistenza dell'Altissimo complica un po' le cose, poiché i giurati celesti dovrebbero costituire per lui una prova tangibile dell'errore, o almeno ispirargli un po' di fiducia ed indurlo ad una prudente moderazione.

         Così - naturalmente - egli farà uscire dai gangheri tutta la Corte che è già ben preparata in tal senso poiché - salvo sempre restando il principio che il male è nell'intenzione - non c'è idea che lassù sia tanto cordialmente odiata e maledetta come quella del destino.

         E non solo lassù. Il vostro mondo è pieno di onesti mangiapreti che con le loro acute e taglienti disquisizioni sono capaci di infilzare e spaccare in quattro il classico capello, ma appena si parla di libertà, nel senso che si diceva, naturalmente, essi "si sentono" liberi e rispondono con tono tra il disprezzo e la commiserazione al "povero coso" che  vorrebbe privarli della loro volontà, e quindi, in assoluto, della responsabilità, delle colpe e - ciò che è proprio insopportabile  - dei meriti  collezionabili in tutte le prove che essi virilmente affrontano con discorsi che essi, gli onesti realisti, hanno "superato" senza affrontarli. Le generalizzazioni ed i casi-limite hanno solo un valore indicativo: meditare.

         Vi sono poi, nel nostro caso, diverse complicazioni dovute ad elementi marginali: poiché infatti il nostro imputato non riteneva di essere in alcun modo legato a quello che alcuni ritengono il supremo magistero di questa o quella chiesa, ha ricercato spiegazioni di ogni genere per i suoi problemi (che sono anche i vostri, non crediate di passarla liscia ...) ma non è riuscito certo a ricostituire un quadro di certezze così potentemente organico quale quello offerto dalla teologia cristiana che d'altra parte non era altrettanto credibile quanto organica.

 Ha visto ben presto, ad esempio, che, occupandosi delle cosiddette scienze occulte, poteva al massimo tentare di capire qualcosa di più di certi meccanismi psicologici umani, soprattutto dei modi in cui certi uomini tendono ad illudersi, e spesso tentano di illudere gli altri, talvolta in buona fede in quanto essi stessi sono creduloni, talaltra, assai spesso, imbrogliando i propri simili  per far quattrini in modo disonesto e particolarmente sordido approfittando di debolezze,  incertezze, ansie, aspettative insoddisfatte, senza dare la benché minima ombra di prova delle loro pretese apparizioni, predizioni, cure miracolose e simili mercerie.

         Lo studio delle scienze è tutt'altra cosa e tra l'altro anche la Chiesa ormai  non lo ostacola più, per fortuna del nostro imputato, ma dove può condurre la scienza, a quali prospettive filosofiche? E allora eccovi pronti tanti ammonimenti a non traviarvi, a non allontanarvi da quelle cosiddette verità già stabilite e confezionate prima che voi veniste al mondo. E non vi venga in mente di pensare che l'Altissimo non abbia ben stabilito che nel mondo devono esistere gigli del campo e uccelli dell'aria, sani e malati, dominatori e servi. Non fate insomma come l'imputato, se amate la tranquillità. Non voglio tediarvi ancora a lungo: certo, non ho una gran fiducia che quest'uomo possa cavarsela, a meno che il mio Principale non ci metta, come si suol dire, la coda, nel qual caso potreste avere parecchi motivi di meditazione intorno al famoso detto "Il Diavolo non è poi così brutto come lo si dipinge".

         Eh, sì! anche se forse non ne vale la pena, qualche volta non si può fare a meno di dirlo. È la solita vecchia solfa: far passare un avversario di idee per delinquente comune. Comodo, ma attenti a non crederci troppo ingenuamente, poiché il Diavolo non è, soprattutto, così stupido ed arrendevole come lo si dipinge. Tu, lì, per esempio, fanciulla gentilissima e mia dolce signora, fai male - malissimo ahimè! - a pensare che, se mi saltasse in mente una di queste notti di venire a farti  visita nella tua ordinata cameretta, potresti cacciarmi via con un bel segno di croce. Poiché - è bene che tu lo sappia - quel segno, per noi (si fa pour parler) di "laggiù", è anzi quasi una specie di invito a nozze e le tue intenzioni scostanti nei nostri riguardi potrebbero indurci ad insistere in modo umanamente quasi irresistibile nell'indurti in tentazione.  

         SECONDO INFERNALE (dall'interno) Già, compare, così di notte come di giorno, diglielo pure. E quelle che sono un po' meno dolci ed innocenti non se la prendano con noi se la notte sembra loro oscura e tentatrice ... Comunque spicciati perché Lui mi ha detto che devo riunire i ragazzi e tenerli pronti ed ordinati: evidentemente - qui o altrove - tra poco si balla.

         PRIMO INFERNALE Benissimo: sarò breve. Se mi rimanesse un po' di tempo, signori, potrei approfittare di questo convegno per svolgere una mansione che, sotto ogni aspetto, mi è più congeniale di quella del prologo, ma purtroppo ... insomma mi piacerebbe trattare con voi di affari, proporvi un contrattino ... sempre che vi sia tra voi ancora qualcuno che non l'ha già venduta, la sua anima... no? proprio nessuno? ... ecco ... se qualcuno volesse ... 

         SECONDO INFERNALE (dall'interno) Ma non fare il ciarlatano! (entrando attraverso il sipario) Se tu fossi un cacciatore saresti il classico tipo che spara anche alle mosche. Tempo e fatica sprecati. E non ci fai nemmeno una gran figura. Questa gente, sai, ha sempre qualcuno molto peggiore di te cui vendere la propria cosiddetta anima e gliel'avrà già data da un pezzo con o, preferibilmente, senza contrattini. Dai, piuttosto, sbrigati, ché devi darmi una mano a riunire i ragazzi (uscendo) Ci vediamo poi. 

         PRIMO INFERNALE  (contrariato) Maaa ... insomma ! dunque, scusatemi, signori. Vi stavo dicendo ... 

         L'AUTORE  (entrando anche lui attraverso